{"id":31064,"titolo":"Figli della patria: così l’Ucraina salva il DNA dei suoi Soldati per ricostruire il futuro","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre il fronte tiene con le armi, l'Ucraina combatte una seconda guerra silenziosa, ma altrettanto decisiva: quella contro l'estinzione demografica. In un Paese dove il numero dei morti triplica quello dei nati, il governo ha deciso di investire in una forma di \"assicurazione biologica\" per il futuro: la <strong>crioconservazione gratuita per i propri soldati.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-emergenza-demografica-senza-precedenti\">Un'emergenza demografica senza precedenti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Ucraina sta vivendo una spirale negativa che affonda le radici ben prima dell'invasione del 2022, ma che il conflitto ha trasformato in un baratro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il crollo degli abitanti:</strong> Dai <strong>52 milioni</strong> del 1991 ai meno di <strong>36 milioni</strong> odierni. Le proiezioni dell'Accademia delle Scienze sono cupe: si teme di scendere a 25 milioni entro il 2051.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>L'impatto della guerra:</strong> L'aspettativa di vita maschile è crollata da <strong>65,2 a 57,3 anni</strong>. Si stima che tra caduti, feriti e dispersi la cifra sfiori le 600.000 unità.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>L'esodo:</strong> Oltre 5 milioni di ucraini sono all'estero; una parte consistente (fino a 2,7 milioni) potrebbe non fare più ritorno, privando il Paese della forza lavoro necessaria per la ricostruzione.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-risposta-di-kiev-crioconservazione-di-stato\">La risposta di Kiev: Crioconservazione di Stato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 2023, il prelievo e la conservazione dei gameti (seme per gli uomini, ovociti per le donne arruolate) sono diventati un <strong>servizio finanziato dal bilancio pubblico</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il costo delle procedure è proibitivo per molte famiglie, motivo per cui l'intervento statale è stato cruciale:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Seme maschile:</strong> 150-300€ per il prelievo, più 50-100€ annui per la conservazione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ovociti femminili:</strong> Il ciclo di stimolazione e raccolta costa tra i 1.000 e i 1.500€, a cui si aggiungono i costi per l'eventuale fecondazione assistita (oltre 2.500-3.000€).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inizialmente, la norma prevedeva la distruzione del materiale genetico in caso di morte del donatore. Oggi, una revisione legislativa permette la <strong>conservazione gratuita fino a tre anni dopo il decesso</strong>, consentendo alle vedove di procedere con la procreazione medicalmente assistita, a patto che vi sia un consenso scritto preventivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18111,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Figli della patria: così l’Ucraina salva il DNA dei suoi Soldati per ricostruire il futuro\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/5.jpg\" alt=\"Figli della patria: così l’Ucraina salva il DNA dei suoi Soldati per ricostruire il futuro\" class=\"wp-image-18111\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Figli della patria: così l’Ucraina salva il DNA dei suoi Soldati per ricostruire il futuro</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-oltre-il-fronte-traumi-fisici-e-psicologici\">Oltre il fronte: Traumi fisici e psicologici</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma non guarda solo a chi cade in battaglia. Molti soldati tornano dal fronte con <strong>lesioni invalidanti</strong> o traumi psicologici che causano impotenza. In questi casi, il seme congelato prima della missione rappresenta l'unica possibilità per la coppia di avere figli, garantendo una continuità familiare che la guerra rischierebbe di spezzare per sempre.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dilemmi-etici-e-confronti-internazionali\">Dilemmi etici e confronti internazionali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Ucraina non è sola in questa riflessione, ma si muove su un terreno minato dal punto di vista bioetico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il modello Israele:</strong> Tel Aviv si spinge oltre, discutendo una legge che permetterebbe il <strong>prelievo post-mortem</strong> (entro 24 ore dal decesso) anche senza un consenso esplicito, su richiesta non solo delle vedove ma anche dei genitori dei soldati caduti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>La critica degli \"orfani pianificati\":</strong> Se da un lato si parla di continuità della stirpe, dall'altro bioeticisti e critici sollevano il problema dei diritti del nascituro, destinato a venire al mondo come un \"orfano programmato\".</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>In sintesi:</strong> Quello ucraino non è un semplice servizio sanitario. È un tentativo estremo di preservare il \"capitale umano\" di una nazione. Mentre le bombe distruggono le infrastrutture, Kiev cerca di mettere in salvo il codice genetico della sua prossima generazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/22-2.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Crioconservazione, demografia, etica, guerra, Natalità, soldati, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-30 08:54:04","stato":"publish","riassunto_video":"L'Ucraina affronta una crisi demografica aggravata dalla guerra, con un calo drastico della popolazione e un’aspettativa di vita maschile in diminuzione. Per salvaguardare il futuro, il governo offre la crioconservazione gratuita di gameti ai soldati, permettendo anche la procreazione post-mortem. Questa misura tutela la continuità familiare e il patrimonio genetico nazionale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/31064-figli-della-patria-cosi-lucraina-salva-il-dna-dei-suoi-soldati-per-ricostruire-il-futuro.mp4","galleria":""}
{"id":31058,"titolo":"Saccheggiatori e violenti, siete una vergogna: L’urlo del Capo di Stato Maggiore Israeliano Zamir","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per mesi, i video circolati sui social media hanno raccontato una guerra parallela a quella dei comunicati ufficiali. Soldati che si facevano selfie davanti a case distrutte, truppe che scherzavano con beni civili e l’ostentazione di simboli religiosi o politici sulle divise. Oggi, il discorso del Generale <strong>Eyal Zamir</strong> alla base di Ramat David suona come un fragoroso \"rompete le righe\" verso l'anarchia etica, ma solleva una domanda inevitabile in Israele e all’estero: <strong>perché solo ora?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-lo-shock-termico-di-zamir-questa-non-e-l-idf\">Lo shock termico di Zamir: «Questa non è l’IDF»</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Davanti a una platea di comandanti ammutoliti, Zamir ha mostrato il lato oscuro della \"TikTok War\". Il riferimento non è solo alla disciplina formale, ma a una vera e propria <strong>deriva ideologica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Le mostrine della discordia:</strong> Il passaggio sulle patch con scritto <em>\"Basta odio, è tempo di violenza\"</em> o i simboli del <em>\"Messia\"</em> non è un dettaglio estetico. Nella stampa ebraica (come <em>Haaretz</em>), questo viene letto come il segno dell'infiltrazione di ideologie estremiste nei ranghi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il saccheggio come \"trofeo\":</strong> Le denunce di motociclette, tappeti e televisori trafugati dal Libano meridionale hanno iniziato a incrinare il mito della \"purezza delle armi\" (<em>Tohar HaNeshek</em>), un pilastro dell'identità israeliana.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18098,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Saccheggiatori e violenti, siete una vergogna: L’urlo del Capo di Stato Maggiore Israeliano Zamir\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Israel-soldiers.jpg\" alt=\"Saccheggiatori e violenti, siete una vergogna: L’urlo del Capo di Stato Maggiore Israeliano Zamir\" class=\"wp-image-18098\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Saccheggiatori e violenti, siete una vergogna: L’urlo del Capo di Stato Maggiore Israeliano Zamir</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-ritardo-sotto-la-lente-internazionale\">Un ritardo sotto la lente internazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se si analizzano le fonti in inglese e in ebraico, emerge chiaramente il concetto di <strong>\"ritardo del richiamo\"</strong>. Molti analisti suggeriscono che la durezza di Zamir non sia figlia solo di un sussulto morale, ma di una necessità strategica: con l'attenzione della <strong>Corte Internazionale di Giustizia</strong> puntata su ogni mossa, i video di soldati che distruggono statue religiose o rubano beni diventano prove documentali devastanti. Il richiamo arriva quando il danno — legale e d'immagine — è già diventato sistemico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-dottrina-zamir-tolleranza-zero\">La \"Dottrina Zamir\": Tolleranza Zero</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per tentare di recuperare il terreno perduto, il Capo di Stato Maggiore ha imposto una linea di rigore:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Divieto assoluto</strong> di uniformi in video politici o privati sui social.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rimozione immediata</strong> di mostrine non ufficiali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Creazione di un organismo speciale</strong> per gestire penalmente i casi di saccheggio.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Responsabilizzazione degli ufficiali:</strong> «Dov’era il comandante di brigata?» ha incalzato Zamir.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18099,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Saccheggiatori e violenti, siete una vergogna: L’urlo del Capo di Stato Maggiore Israeliano Zamir\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/2-3.jpg\" alt=\"Saccheggiatori e violenti, siete una vergogna: L’urlo del Capo di Stato Maggiore Israeliano Zamir\" class=\"wp-image-18099\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Saccheggiatori e violenti, siete una vergogna: L’urlo del Capo di Stato Maggiore Israeliano Zamir</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il discorso di Zamir è un atto di coraggio necessario, ma arriva dopo che migliaia di immagini hanno già sedimentato una percezione di impunità. Resta da capire se questo richiamo basti a sanare una catena di comando che per troppo tempo ha guardato altrove, perché in una struttura gerarchica è difficile pretendere improvvisamente la disciplina delle educande da chi è stato lasciato agire col pugno di ferro nell'ombra del silenzio dei vertici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/3-1-e1777532568204.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"Disciplina, EticaMilitare, EyalZamir, IDF, Israele, Responsabilità, Saccheggi","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-30 08:24:04","stato":"publish","riassunto_video":"Il generale israeliano Eyal Zamir ha denunciato la deriva etica nell’esercito, evidenziata da video di soldati che saccheggiano e ostentano simboli estremisti. Il suo richiamo severo arriva tardi, dopo che queste azioni hanno danneggiato l’immagine e rischiano ripercussioni legali internazionali. Zamir impone ora tolleranza zero e responsabilità ai comandi per ripristinare disciplina e ordine.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.israelhayom.co.il/news/defense/article/20415801","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/31058-saccheggiatori-e-violenti-siete-una-vergogna-lurlo-del-capo-di-stato-maggiore-israeliano-zamir.mp4","galleria":""}
{"id":31053,"titolo":"Flintlock 2026: I Ranger del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti guidano l'addestramento in Libia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>SIRTE, Libia</strong> – Nel quadro della complessa cornice di sicurezza del Nord Africa, l’eccellenza delle Forze Speciali italiane torna protagonista. Gli operatori del <strong>4° Reggimento Alpini Paracadutisti \"Ranger\"</strong> sono attualmente impegnati a Sirte per la <strong>Flintlock 2026</strong>, la principale esercitazione annuale per le operazioni speciali del Comando USA per l’Africa (AFRICOM).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'edizione di quest'anno segna un traguardo storico: per la prima volta, la Libia ospita un sito operativo dell'esercitazione, e lo fa sotto la co-conduzione del <strong>Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS)</strong> italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-addestramento-a-fuoco-vivo-e-interoperabilita\">Addestramento a fuoco vivo e interoperabilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 19 aprile 2026, i Ranger italiani hanno condotto delicate attività a <strong>fuoco vivo</strong> congiuntamente alle forze di sicurezza libiche. L'obiettivo primario è stato il miglioramento dell’efficienza operativa in contesti multinazionali e multidominio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I Ranger, specializzati in operazioni in ambienti impervi e in grado di coniugare le capacità della fanteria leggera scelta con le tattiche delle Forze Speciali, hanno fornito supporto tecnico e tattico essenziale per accrescere la letalità e la prontezza delle controparti locali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18089,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Flintlock 2026: I Ranger del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti guidano l'addestramento in Libia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-29-223631.png\" alt=\"Flintlock 2026: I Ranger del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti guidano l'addestramento in Libia\" class=\"wp-image-18089\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Flintlock 2026: I Ranger del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti guidano l'addestramento in Libia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-italia-come-leader-strategico\">L’Italia come Leader Strategico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ruolo di \"co-host\" ricoperto dall'Italia a Sirte non è solo tecnico, ma profondamente politico. La leadership italiana è stata fondamentale per:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Coordinare il Multinational Joint Operations Center:</strong> Un centro di comando per migliorare il coordinamento della sicurezza regionale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Supportare la stabilizzazione libica:</strong> Grazie alla mediazione del Comitato Militare Congiunto libico (3+3), l'esercitazione ha permesso alle istituzioni di sicurezza dell'est e dell'ovest della Libia di collaborare strettamente.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Contrastare il terrorismo:</strong> Rafforzare le competenze nel settore dell'antiterrorismo e della sicurezza dei confini attraverso lo scambio di <em>know-how</em> d’élite.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-network-globale-per-la-stabilita\">Un Network Globale per la Stabilità</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Iniziata ufficialmente il 14 aprile con cerimonie duali in Libia e Costa d’Avorio, la Flintlock 2026 vede la partecipazione di oltre <strong>30 nazioni</strong> e circa <strong>1.500 militari</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre in Costa d'Avorio le operazioni si concentrano sul comando e controllo a Jacqueville, il sito di Sirte si conferma il cuore pulsante della cooperazione mediterranea. La presenza dei Ranger del 4° Reggimento sottolinea l'impegno costante della Difesa italiana nel promuovere la stabilità regionale e nel costruire relazioni durature con i partner africani, dimostrando ancora una volta che la sicurezza internazionale passa attraverso l'addestramento condiviso e il rispetto reciproco della sovranità nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-in-sintesi-i-numeri-della-flintlock-2026\">In sintesi: I numeri della Flintlock 2026</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:table -->\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><thead><tr><td><strong>Caratteristica</strong></td><td><strong>Dettagli</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Partecipanti</strong></td><td>Circa 1.500 militari da oltre 30 Paesi</td></tr><tr><td><strong>Location Principali</strong></td><td>Sirte (Libia) e Abidjan (Costa d'Avorio)</td></tr><tr><td><strong>Focus Tattico</strong></td><td>Antiterrorismo, Sicurezza dei confini, Protezione civili</td></tr><tr><td><strong>Protagonisti Italiani</strong></td><td>4° Rgt Alpini Paracadutisti \"Ranger\" e COFS</td></tr></tbody></table></figure>\n<!-- /wp:table -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"La sicurezza genera prosperità,\"</em> ha dichiarato il Ten. Gen. John Brennan (AFRICOM). Un principio che i Ranger italiani stanno mettendo in pratica sul campo, tra le sabbie di Sirte.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/Immagine-2026-04-29-223011.png","categoria":"Forze Speciali","tags":"4Reggimento, AlpiniParacadutisti, esercitazionemilitare, Flintlock2026, forzespeciali, LIBIA, ranger","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-29 21:54:04","stato":"publish","riassunto_video":"I Ranger del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti sono impegnati a Sirte nella Flintlock 2026, esercitazione USA-AFRICOM per operazioni speciali. Per la prima volta la Libia ospita un sito operativo, co-condotto dall’Italia, che guida l’addestramento con fuoco vivo e favorisce la cooperazione tra forze libiche per contrastare il terrorismo e stabilizzare la regione.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.dvidshub.net/video/1004118/italian-special-forces-conduct-live-fire-training-during-flintlock-2026","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/31053-flintlock-2026-i-ranger-del-4-reggimento-alpini-paracadutisti-guidano-laddestramento-in-libia.mp4","galleria":""}
{"id":31047,"titolo":"Shield East: Lo Scudo Digitale della NATO contro i droni","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre i confini terrestri tornano a essere protetti da trincee e fossati anti-carro, il vero campo di battaglia del XXI secolo si gioca pochi metri sopra il suolo. Il piano <strong>Shield East</strong> della Polonia non è solo un progetto di fortificazione fisica, ma rappresenta la risposta tecnologica più avanzata della NATO alla minaccia dei droni russi e bielorussi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-architettura-a-piu-livelli-oltre-il-semplice-radar\">Un’architettura a più livelli: Oltre il semplice radar</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il limite dei radar tradizionali è la difficoltà nel rilevare oggetti piccoli, lenti e che volano a bassa quota, spesso confusi con il \"rumore\" ambientale (come stormi di uccelli). Per ovviare a questo, Varsavia ha sviluppato un approccio <strong>multilivello</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1-il-ritorno-dell-ascolto-sensori-acustici\">1. Il ritorno dell'ascolto: Sensori Acustici</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presso il poligono di <strong>Ustka</strong>, la Polonia sta testando reti di microfoni ad altissima precisione. Questi sistemi non \"vedono\" il drone, ma lo \"sentono\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Identificazione AI:</strong> Algoritmi avanzati analizzano l'impronta sonora delle eliche per distinguere tra un drone commerciale, un drone suicida (tipo <em>Shahed</em>) e i rumori ambientali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Vantaggio:</strong> Funzionano con qualsiasi condizione meteo e non emettono segnali, risultando invisibili ai sistemi di rilevamento nemici (difesa passiva).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18080,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Shield East: Lo Scudo Digitale della NATO contro i droni\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/2-2.jpg\" alt=\"Shield East: Lo Scudo Digitale della NATO contro i droni\" class=\"wp-image-18080\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Shield East: Lo Scudo Digitale della NATO contro i droni</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2-guerra-elettronica-ew-il-muro-invisibile\">2. Guerra Elettronica (EW): Il \"Muro\" Invisibile</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una volta rilevato, il drone deve essere neutralizzato. L'obiettivo polacco è farlo senza sparare un solo proiettile (soft-kill):</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Jamming selettivo:</strong> Otto diversi sistemi di disturbo elettronico sono in fase di test per interrompere il segnale GPS o il collegamento radio tra il pilota e il velivolo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Spoofing:</strong> Tecniche per \"ingannare\" il drone, facendogli credere di trovarsi in una posizione diversa o forzando un atterraggio d'emergenza.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-numeri-del-progetto-2025-2026\">I Numeri del Progetto (2025-2026)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ecco i dati relativi allo sviluppo del programma <strong>Shield East</strong>, rielaborati in formato testuale:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’imponente sforzo industriale e strategico del piano polacco si riflette chiaramente nei suoi numeri chiave. Il programma ha già analizzato oltre <strong>700 proposte</strong> tecnologiche, nate dalla collaborazione tra università, centri di ricerca e aziende internazionali. Di queste, <strong>36 tecnologie</strong> sono state selezionate per la fase cruciale della sperimentazione operativa sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal punto di vista economico, il progetto prevede un investimento massiccio di circa <strong>2,5 miliardi di dollari</strong> entro il 2028, a copertura dell'intera infrastruttura. Per quanto riguarda le tappe immediate, il traguardo fissato per il <strong>2026</strong> è la completa integrazione dei sistemi di rilevamento e dei sensori con la struttura di comando centrale della NATO, rendendo la difesa del fianco orientale un sistema coeso e automatizzato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18082,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Shield East: Lo Scudo Digitale della NATO contro i droni\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2025-05-26-at-14.48.13-768x436-1.png\" alt=\"Shield East: Lo Scudo Digitale della NATO contro i droni\" class=\"wp-image-18082\" style=\"width:1000px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Shield East: Lo Scudo Digitale della NATO contro i droni</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-la-polonia-e-il-laboratorio-della-nato\">Perché la Polonia è il Laboratorio della NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le lezioni apprese dal conflitto in Ucraina hanno dimostrato che la saturazione dello spazio aereo con droni economici può paralizzare un esercito moderno. La Polonia, condividendo centinaia di chilometri di confine con l'exclave di Kaliningrad e la Bielorussia, è diventata il campo di prova ideale per la dottrina <strong>Anti-UAV</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Shield East non riguarda solo la Polonia; è il prototipo di come l'intera Alleanza Atlantica proteggerà i propri confini nel prossimo decennio,\" commentano gli analisti di <em>Defence Blog</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-sfida-dell-intelligenza-artificiale\">La sfida dell'Intelligenza Artificiale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore pulsante del sistema è la <strong>riduzione del tempo di reazione</strong>. Grazie all'integrazione di sensori ottici, acustici ed elettronici in un'unica piattaforma gestita dall'IA, il sistema Shield East punta a ridurre il tempo tra il rilevamento e la neutralizzazione a pochi secondi, eliminando l'errore umano e gestendo attacchi \"a sciame\" (<em>swarms</em>) che saturerebbero le difese tradizionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Entro la fine dell'anno, la Polonia prevede di estendere i test di Ustka a esercitazioni su larga scala che coinvolgeranno altri partner della NATO (come i Paesi Baltici). L'obiettivo è creare una <strong>linea di difesa continua</strong> che vada dal Mar Baltico ai Carpazi, rendendo il fianco orientale della NATO impenetrabile per le incursioni aeree non autorizzate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/Poland_Tests_Its_Eastern_Shield_Aimed_at_Protecting_Against_a_Possible_Russian_Invasion-d472269e.webp","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, Droni, guerraelettronica, NATO, Polonia, ShieldEast, sicurezza","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-29 17:14:04","stato":"publish","riassunto_video":"La Polonia guida il progetto Shield East, la risposta avanzata della NATO ai droni russi e bielorussi. Il sistema multilivello integra sensori acustici, IA e guerra elettronica per rilevare e neutralizzare droni senza sparare. Con un investimento di 2,5 miliardi entro il 2028, punta a una difesa automatizzata e rapida, estesa dal Baltico ai Carpazi.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.armyrecognition.com/focus-analysis-conflicts/army/conflicts-in-the-world/ukraine-russia-conflict/poland-tests-its-eastern-shield-aimed-at-protecting-against-a-possible-russian-invasion","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/31047-shield-east-lo-scudo-digitale-della-nato-contro-i-droni.mp4","galleria":""}
{"id":31040,"titolo":"Patriot3: i Nuovi Sistemi per l'Infiltrazione delle Forze Speciali","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>WASHINGTON, D.C.</strong> – Nel cuore della capitale statunitense, il Walter E. Washington Convention Center ospita l'edizione 2026 del <em>Modern Day Marine</em> (28-30 aprile). Tra i protagonisti assoluti dell'evento spicca <strong>Patriot3</strong>, l'azienda della Virginia che ha fatto della prossimità operativa a Quantico il proprio marchio di fabbrica, presentando una gamma completa di <strong>soluzioni per le operazioni speciali (SOF)</strong> che spaziano dagli abissi alle infiltrazioni aeree radenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In partnership con gli esperti canadesi di <strong>Shark Marine Technologies</strong>, Patriot3 ha messo in mostra un ecosistema integrato dove la navigazione subacquea di precisione incontra vettori di trasporto d'avanguardia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18071,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/3.webp\" alt=\"Patriot3: i Nuovi Sistemi per l'Infiltrazione delle Forze Speciali\" class=\"wp-image-18071\" style=\"width:1000px\" title=\"Patriot3: i Nuovi Sistemi per l'Infiltrazione delle Forze Speciali\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Patriot3: i Nuovi Sistemi per l'Infiltrazione delle Forze Speciali</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dominio-subacqueo-hammerhead-e-hercules\">Dominio Subacqueo: Hammerhead e Hercules</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore dell'esposizione marittima si concentra su due pilastri della mobilità sommersa, progettati per ridurre l'affaticamento degli operatori e aumentare il raggio d'azione delle missioni clandestine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1-hammerhead-smv-submersible-motor-vehicle\">1. Hammerhead SMV (Submersible Motor Vehicle)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Hammerhead</strong> non è solo un DPV (Diver Propulsion Vehicle), ma un vero e proprio veicolo motorizzato per sommozzatori da combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Obiettivo:</strong> Trasporto di <em>combat swimmers</em> verso l'obiettivo preservando le riserve fisiche e mentali necessarie per la fase d'azione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Punto di forza:</strong> Design collaudato per l'integrità operativa in ambienti ostili, superando i limiti dei sistemi commerciali adattati.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18074,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Patriot3: i Nuovi Sistemi per l'Infiltrazione delle Forze Speciali\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/4.jpg\" alt=\"Patriot3: i Nuovi Sistemi per l'Infiltrazione delle Forze Speciali\" class=\"wp-image-18074\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Patriot3: i Nuovi Sistemi per l'Infiltrazione delle Forze Speciali</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2-hercules-xluuv\">2. Hercules XLUUV</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'ingresso di Patriot3 nel settore degli <strong>Extra-Large Unmanned Underwater Vehicles (XLUUV)</strong> segna un cambio di passo. A differenza dei programmi massicci della Marina convenzionale, l'<strong>Hercules</strong> è tarato specificamente sulle esigenze delle Forze Speciali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Autonomia:</strong> Operazioni indipendenti estese per sorveglianza e supporto tattico.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Filosofia:</strong> Una piattaforma autonoma agile che si inserisce nel vuoto tra i piccoli droni subacquei e i grandi sottomarini di classe industriale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18070,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/2-1.jpg\" alt=\"Patriot3: i Nuovi Sistemi per l'Infiltrazione delle Forze Speciali\" class=\"wp-image-18070\" title=\"Patriot3: i Nuovi Sistemi per l'Infiltrazione delle Forze Speciali\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Patriot3: i Nuovi Sistemi per l'Infiltrazione delle Forze Speciali</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-velocita-e-occultamento-aron-wig-craft\">Velocità e Occultamento: ARON WIG Craft</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Forse il pezzo più futuristico del portfolio è l'<strong>ARON</strong>, un veicolo a effetto suolo (<strong>Wing-In-Ground effect</strong>). Sfruttando il cuscino d'aria che si crea tra l'ala e la superficie dell'acqua, l'ARON garantisce:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Efficienza aerodinamica:</strong> Velocità e autonomia superiori a qualsiasi imbarcazione veloce convenzionale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Low Profile:</strong> Navigando a quote estremamente basse, è virtualmente invisibile alla maggior parte dei sistemi radar costieri.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Missioni:</strong> Ideale per infiltrazione/esfiltrazione rapida, interdipendenza costiera e mobilità in ambienti <em>contested</em>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-analisi-tattica\">Analisi Tattica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'approccio di Patriot3, nato all'ombra dei <strong>centri di addestramento dei Marines</strong>, conferma una tendenza chiara: <strong>l'interoperabilità tra domini</strong>. La collaborazione con Shark Marine (integrazione del sistema di navigazione E-TAC) dimostra che la tecnologia non serve solo a muoversi, ma a sapere esattamente dove ci si trova mentre si è immersi nell'oscurità totale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questa esposizione, Patriot3 si conferma non più come un semplice fornitore di nicchia, ma come un partner strategico globale per le unità Tier 1 e le forze di polizia d'élite di tutto il mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/1-11.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"Hammerhead SMV, Hercules XLUUV, marines, Patriot3, usa, USV","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-29 04:44:04","stato":"publish","riassunto_video":"Al Modern Day Marine 2026 a Washington, Patriot3 presenta soluzioni avanzate per operazioni speciali, tra cui il veicolo subacqueo Hammerhead per trasporto silenzioso di sommozzatori e l’Hercules, drone subacqueo autonomo per sorveglianza. L’ARON, veicolo a effetto suolo, garantisce velocità e occultamento.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.patriot3.com","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/31040-patriot3-i-nuovi-sistemi-per-linfiltrazione-delle-forze-speciali.mp4","galleria":""}
{"id":31034,"titolo":"L’Asse della Sicurezza: Dopo Germania e Grecia, anche la Romania consolida il Legame Strategico con Israele","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da Atene a Bucarest, passando per Berlino: le nazioni europee scelgono la tecnologia israeliana per difendere i propri confini. Con l’apertura del <strong>nuovo polo Elbit Systems a Chitila, la Romania</strong> entra nel club dei partner d’eccellenza di Gerusalemme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre l’Europa accelera il passo verso il riarmo e la modernizzazione delle proprie capacità tecnologiche, emerge con chiarezza un nuovo baricentro per la sicurezza del continente: <strong>l’asse strategico con Israele</strong>. Se la Germania ha recentemente segnato la storia della difesa con l’acquisto del sistema<strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/oreshnik-la-prova-del-fuoco-dei-dome-nazionali-oggi-pronti-solo-germania-romania-e-polonia/\"> Arrow 3</a></strong>, e la Grecia ha appena siglato un accordo monumentale per l'artiglieria missilistica, la Romania consolida la sua posizione inaugurando il settimo stabilimento di <strong>Elbit Systems</strong> a Chitila.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18048,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"L’Asse della Sicurezza: Dopo Germania e Grecia, anche la Romania consolida il Legame Strategico con Israele\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/3.jpeg\" alt=\"L’Asse della Sicurezza: Dopo Germania e Grecia, anche la Romania consolida il Legame Strategico con Israele\" class=\"wp-image-18048\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Asse della Sicurezza: Dopo Germania e Grecia, anche la Romania consolida il Legame Strategico con Israele</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-grecia-e-il-sistema-puls-un-accordo-da-750-milioni\">La Grecia e il sistema PULS: Un accordo da 750 milioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esempio più recente di questa tendenza è la <strong>Grecia</strong>. Il 6 aprile 2026, Atene e Gerusalemme hanno formalizzato un accordo da <strong>750 milioni di dollari</strong> per l'acquisizione del sistema di artiglieria missilistica <strong>PULS</strong> (<em>Precise and Universal Launching System</em>).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo contratto non è solo una fornitura di armi, ma un pilastro della nuova \"alleanza strategica\" nel Mediterraneo Orientale. Il sistema PULS permetterà alla Grecia di lanciare razzi di precisione e munizioni circuitanti (<em>loitering munitions</em>) con una versatilità senza precedenti. Come sottolineato dal Ministro della Difesa israeliano Israel Katz, l'accordo riflette una \"profonda fiducia nelle capacità dell'industria israeliana\", capace di produrre e innovare anche in tempi di conflitto globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-romania-sovranita-industriale-e-tecnologia-battle-proven\">Romania: Sovranità Industriale e Tecnologia \"Battle-Proven\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo solco si inserisce con forza la Romania. L’apertura dello stabilimento di Chitila per la produzione dei droni <strong>WATCHKEEPER XR</strong> rappresenta la risposta di Bucarest alle medesime necessità di Atene e Berlino: ottenere tecnologie testate sul campo e, soprattutto, radicarle nel territorio nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Dalla Grecia alla Romania: Cooperazione locale</strong>: Proprio come l'accordo greco prevede il coinvolgimento delle industrie locali e il trasferimento di know-how, anche la Romania ha trasformato Elbit in un pilastro della propria economia della difesa. Con sette impianti nel Paese, la tecnologia israeliana viene \"rumenizzata\", garantendo posti di lavoro ad alta specializzazione e autonomia logistica.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Un Hub per la NATO</strong>: Il WATCHKEEPER XR, derivato dall'esperienza israeliana e britannica, offre standard NATO con un'affidabilità maturata in scenari reali. Scegliere questo sistema significa allinearsi ai partner europei che, come Danimarca, Olanda e ora Grecia, hanno scelto le piattaforme Elbit per la loro versatilità e costi di manutenzione ridotti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Difesa Multistrato</strong>: La relazione strategica rumena è vasta. Oltre ai droni di Chitila, la Romania ha recentemente puntato sul sistema di difesa aerea <strong>Spyder</strong> di Rafael, creando una rete di protezione che copre ogni livello, dal cielo al suolo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18049,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"L’Asse della Sicurezza: Dopo Germania e Grecia, anche la Romania consolida il Legame Strategico con Israele\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/wp-puls.jpg-e1758034292980.webp\" alt=\"L’Asse della Sicurezza: Dopo Germania e Grecia, anche la Romania consolida il Legame Strategico con Israele\" class=\"wp-image-18049\" style=\"width:1000px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Asse della Sicurezza: Dopo Germania e Grecia, anche la Romania consolida il Legame Strategico con Israele</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-interesse-nazionale-come-bussola-strategica\">L'Interesse Nazionale come Bussola Strategica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Perché queste scelte sono \"giuste\" per l'interesse nazionale? In un’area sensibile come il fianco orientale della NATO e il bacino del Mediterraneo, la capacità di deterrenza deve essere infallibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le nazioni europee hanno compreso che Israele non offre solo equipaggiamenti, ma una <strong>dottrina di sopravvivenza trasformata in tecnologia</strong>. Il fatto che Israele riesca a esportare e sostenere i propri alleati — come dichiarato dal Direttore Generale del MoD israeliano Amir Baram — anche mentre è impegnata in conflitti complessi, è la prova definitiva della resilienza e dell'affidabilità di questo partner.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/1-10.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#ElbitSystems, difesa, Israele, romania, sicurezza, tecnologia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-28 18:04:03","stato":"publish","riassunto_video":"L’Europa rafforza la sicurezza collaborando con Israele, scelto da Germania, Grecia e Romania per tecnologie militari avanzate. La Romania inaugura a Chitila il settimo stabilimento Elbit Systems, producendo droni WATCHKEEPER XR e creando posti di lavoro specializzati. L’asse strategico con Israele garantisce tecnologie testate e autonomia, cruciali per la difesa nel Mediterraneo e nel fianco est.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/31034-lasse-della-sicurezza-dopo-germania-e-grecia-anche-la-romania-consolida-il-legame-strategico-con-israele.mp4","galleria":""}
{"id":31028,"titolo":"Sabotaggio del Nord Stream: I segreti di Freya, una donna da Forze Speciali","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sabotaggio dei gasdotti <strong>Nord Stream 1 e 2</strong>, avvenuto nel settembre 2022, non è stato solo il più grande atto di distruzione di infrastrutture energetiche della storia moderna, ma un capolavoro di ingegneria clandestina condotto con un budget sorprendentemente ridotto di circa <strong>300.000 dollari</strong>. Al centro di questa missione emerge la figura di <strong>\"Freya\"</strong>, l'operativa che ha sfidato gli abissi e i protocolli internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-profilo-di-un-agente-atipica\">Il Profilo di un'Agente Atipica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto ricostruito dal giornalista del <em>Wall Street Journal</em> <strong>Bojan Pancevski</strong>, Freya non era solo un membro del team, ma l'elemento psicologico e operativo chiave.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il Passato come Copertura:</strong> Le ricerche indicano che Freya, in gioventù, aveva lavorato come modella nel settore del cinema per adulti. Questa informazione, lungi dall'essere un semplice dettaglio di cronaca rosa, rappresentava il pilastro della loro <strong>\"cover story\"</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>La Sceneggiatura di Emergenza:</strong> In caso di intercettazione da parte delle autorità marittime, il gruppo aveva pronto un set cinematografico improvvisato. Freya avrebbe dovuto interpretare la protagonista di un film a tema sottomarino, giustificando così la presenza di telecamere, luci e attrezzature subacquee professionali a bordo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Coraggio Sotto Pressione:</strong> Pancevski la descrive come la più temeraria del gruppo, capace di mantenere la calma durante le delicate fasi di posizionamento degli esplosivi a profondità critiche.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18040,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Sabotaggio del Nord Stream: I segreti di Freya, una donna da Forze Speciali\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/2-1.webp\" alt=\"Sabotaggio del Nord Stream: I segreti di Freya, una donna da Forze Speciali\" class=\"wp-image-18040\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sabotaggio del Nord Stream: I segreti di Freya, una donna da Forze Speciali</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-sfida-tecnica-un-impresa-ai-limiti-dell-impossibile\">La Sfida Tecnica: Un'Impresa ai Limiti dell'Impossibile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'operazione è stata condotta a bordo dell'<strong>Andromeda</strong>, un modesto yacht a vela modello <em>Bavaria Cruiser 50</em> lungo appena 15 metri. Nonostante l'apparente semplicità del mezzo, le sfide tecniche affrontate dal team, e da Freya in particolare, sono state estreme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'azione si è svolta nel <strong>Bacino di Bornholm</strong>, dove i sommozzatori sono dovuti scendere a una profondità proibitiva compresa tra i <strong>70 e i 90 metri</strong>. A quelle quote, la pressione è schiacciante e il rischio di embolia o narcosi da azoto è altissimo. Per questo motivo, la squadra ha utilizzato una sofisticata miscela respiratoria nota come <strong>Trimix</strong> (composta da elio, azoto e ossigeno), essenziale per mantenere la lucidità mentale necessaria a maneggiare cariche esplosive ad alto potenziale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il commando ha impiegato l'<strong>HMX</strong> (ottogene), un esplosivo molto più potente e stabile del comune tritolo, posizionato con timer di precisione sui tubi d'acciaio e cemento del gasdotto. Operare da una barca a vela senza una camera iperbarica a bordo è stata definita dagli esperti una vera \"follia fisiologica\", eppure l'equipaggio — composto da circa <strong>sei o sette persone</strong> tra cui il capitano, i sommozzatori, un medico e gli assistenti — è riuscito a portare a termine la missione senza incidenti fatali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18042,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Sabotaggio del Nord Stream: I segreti di Freya, una donna da Forze Speciali\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/med-1200x630-27-690x362-1.jpg\" alt=\"Sabotaggio del Nord Stream: I segreti di Freya, una donna da Forze Speciali\" class=\"wp-image-18042\" style=\"width:1000px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sabotaggio del Nord Stream: I segreti di Freya, una donna da Forze Speciali</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-geopolitica-del-sabotaggio\">La Geopolitica del Sabotaggio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il libro di Pancevski getta luce sulla complessa catena di comando ucraina. Il piano sarebbe nato quasi per caso in un bar, tra ufficiali e imprenditori. Sebbene il presidente <strong>Zelensky</strong> avesse inizialmente dato un consenso verbale, avrebbe poi tentato di bloccare tutto su pressione della <strong>CIA</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, l'allora Capo di Stato Maggiore <strong>Valerij Zaluzhny</strong> avrebbe deciso di procedere comunque, rendendo l'operazione \"autonoma\" e politicamente negabile. Oggi, con il Nord Stream 2 sventrato sul fondo del Baltico, la figura di Freya resta il simbolo di una nuova forma di guerra asimmetrica: un pugno di sommozzatori su una barca a vela capaci di cambiare gli equilibri energetici di un continente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"È stata l'azione di forze speciali più economica e devastante della storia.\" — <strong>Bojan Pancevski</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/1-3.png","categoria":"Forze Speciali","tags":"forzespeciali, Freya, intelligence, MarBaltico, NordStream, sabotaggio, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-28 12:04:04","stato":"publish","riassunto_video":"Il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream 1 e 2 nel 2022 è stato un'operazione clandestina di grande impatto, guidata da \"Freya\", un'agente temeraria con un passato da modella. A bordo di un piccolo yacht, il team ha posizionato esplosivi a profondità estreme usando miscele respiratorie speciali. L'azione, orchestrata autonomamente, ha cambiato gli equilibri energetici europei.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.amazon.co.uk/Nord-Stream-Conspiracy-Inside-Explosions/dp/1529155452","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/31028-sabotaggio-del-nord-stream-i-segreti-di-freya-una-donna-da-forze-speciali.mp4","galleria":""}
{"id":31022,"titolo":"SIPRI - Spesa Difesa Globale a 2.887 miliardi: balzo record per Germania e Spagna","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il mondo continua a investire massicciamente negli armamenti, delineando un riarmo generalizzato che non accenna a fermarsi. Secondo il <strong>SIPRI</strong>, la spesa militare mondiale ha raggiunto la cifra record di <strong>2.887 miliardi di dollari</strong> nell'ultimo anno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante gli <strong>Stati Uniti</strong> abbiano registrato una <strong>contrazione del 7,5%</strong> per lo stallo politico sugli aiuti, il resto del mondo ha risposto con una crescita netta del <strong>9,2%</strong>. Questo dato riflette la profonda insicurezza dell'attuale panorama geopolitico globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17167,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/SKYRANGER-30.webp\" alt=\"Germania - La Bundeswehr tra Carenza di Personale e Alta Tecnologia\" class=\"wp-image-17167\" title=\"Difesa, spesa globale a 2.887 miliardi: balzo record per Germania e Spagna, l'Asia accelera\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">SIPRI - Spesa Difesa Globale a 2.887 miliardi: balzo record per Germania e Spagna</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-locomotiva-tedesca-e-il-primato-della-germania\">La locomotiva tedesca e il primato della Germania</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Europa è stata il principale motore di questa crescita, mossa dalla necessità di colmare lacune decennali nelle scorte e nella prontezza operativa. La <a href=\"https://brigatafolgore.net/cambiamento-epocale-in-germania-la-difesa-piu-forte-deuropa/\">Germania ha consolidato il suo ruolo di guida militare </a>nel continente con un aumento del <strong>24%</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La spesa tedesca è volata a <strong>114 miliardi di dollari</strong>, portando Berlino a superare la soglia NATO con un carico del <strong>2,3% del PIL</strong>. Questo afflusso di capitali ha rinvigorito l'industria nazionale, con ordini record per <strong>carri armati e sistemi di difesa aerea</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-balzo-della-spagna-e-il-traguardo-dell-italia\">Il balzo della Spagna e il traguardo dell'Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Spagna</strong> ha fatto segnare la <a href=\"https://brigatafolgore.net/spesa-militare-litalia-da-la-scossa-anche-la-spagna-accelera-al-2/\">variazione percentuale più alta </a>tra le grandi economie europee, con un aumento del <strong>50%</strong>. Madrid ha portato il budget a <strong>40,2 miliardi</strong>, superando il target del <strong>2% del PIL</strong> per ammodernare flotta e aviazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'<strong>Italia</strong> ha raggiunto un traguardo storico scalando le gerarchie fino a posizionarsi come il <strong>dodicesimo spender mondiale</strong>. Con circa <strong>48,1 miliardi di dollari (+20%)</strong>, il nostro Paese ha ufficialmente centrato l'obiettivo del <strong>2% del PIL</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I fondi italiani sono stati assorbiti dal potenziamento della <strong>Marina Militare</strong> e dalle tecnologie per la <strong>sorveglianza satellitare</strong>. Mentre il Regno Unito flette lievemente, la Francia punta sull'<strong>autonomia strategica</strong> e sulla modernizzazione nucleare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6659,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/CHINA2025i-00088-e1777362945360.jpg\" alt=\"Parata di forza a Pechino: la Cina svela un nuovo arsenale che sfida il mondo - FOTO\" class=\"wp-image-6659\" title=\"Difesa, spesa globale a 2.887 miliardi: balzo record per Germania e Spagna, l'Asia accelera\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Parata di forza a Pechino: la Cina svela un nuovo arsenale che sfida il mondo - FOTO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-corsa-agli-armamenti-in-asia-e-oceania\">La corsa agli armamenti in Asia e Oceania</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Asia e l'Oceania hanno vissuto la crescita più rapida dal 2009, con una spesa di <strong>681 miliardi di dollari</strong>. Il timore di conflitti nel <strong>Mar Cinese Meridionale</strong> spinge le nazioni verso una corsa frenetica all'acquisto di nuove tecnologie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Cina</strong> ha confermato il suo trend di ascesa con un aumento del <strong>7,4%</strong>, arrivando a <strong>336 miliardi di dollari</strong>. Pechino integra massicciamente <strong>intelligenza artificiale e missili ipersonici</strong> per trasformare qualitativamente le proprie forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In risposta, il <strong>Giappone</strong> ha toccato il massimo storico dal 1958 e <strong>Taiwan</strong> ha incrementato il budget del <strong>14%</strong>. L'<strong>India</strong> resta al quinto posto mondiale con <strong>92,1 miliardi</strong>, puntando tutto sulla riduzione della dipendenza dalle forniture russe.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-analisi-comparativa-delle-potenze-mondiali\">Analisi comparativa delle potenze mondiali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:table -->\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><thead><tr><td><strong>Rango</strong></td><td><strong>Paese</strong></td><td><strong>Spesa (Mld $)</strong></td><td><strong>Var. %</strong></td><td><strong>Note</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td>1</td><td><strong>USA</strong></td><td>$954</td><td>-7,5%</td><td>Calo tecnico per stallo aiuti Ucraina</td></tr><tr><td>2</td><td><strong>Cina</strong></td><td>$336</td><td>+7,4%</td><td>Focus su IA e capacità ipersoniche</td></tr><tr><td>3</td><td><strong>Russia</strong></td><td>$190</td><td>+5,9%</td><td>Economia di guerra e riarmo pesante</td></tr><tr><td>4</td><td><strong>Germania</strong></td><td>$114</td><td>+24,0%</td><td>Rinnovo totale dei mezzi terrestri</td></tr><tr><td>5</td><td><strong>India</strong></td><td>$92,1</td><td>+8,9%</td><td>Programma per produzione indigena</td></tr><tr><td>6</td><td><strong>UK</strong></td><td>$89,0</td><td>-2,0%</td><td>Priorità a deterrenza nucleare</td></tr><tr><td>11</td><td><strong>Francia</strong></td><td>$68,0</td><td>+1,5%</td><td>Rafforzamento difesa spaziale</td></tr><tr><td><strong>12</strong></td><td><strong>Italia</strong></td><td><strong>$48,1</strong></td><td><strong>+20,0%</strong></td><td><strong>Target NATO del 2% raggiunto</strong></td></tr><tr><td><strong>16</strong></td><td><strong>Spagna</strong></td><td><strong>$40,2</strong></td><td><strong>+50,0%</strong></td><td><strong>Record di crescita in Europa</strong></td></tr></tbody></table></figure>\n<!-- /wp:table -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-verso-un-futuro-di-incertezza-strategica\">Verso un futuro di incertezza strategica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il SIPRI, questa tendenza rappresenta un <strong>cambiamento strutturale</strong> che drena risorse civili verso il comparto militare. L'incertezza globale ha spinto gli alleati a cercare l'<strong>autosufficienza strategica</strong> per scoraggiare eventuali aggressioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"h-\">La <strong>trasparenza dei bilanci</strong> diventa un tema critico, poiché molti governi includono nella difesa anche la sicurezza digitale. Il confine tra preparazione militare e <strong>sicurezza nazionale</strong> in senso lato appare oggi sempre più sfumato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/sipri.png","categoria":"Blog","tags":"difesa, geopolitica, NATO, Riarmo, SIPRI, spesa-militare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-28 09:14:04","stato":"publish","riassunto_video":"La spesa militare mondiale ha raggiunto 2.887 miliardi di dollari, con una crescita globale del 9,2% esclusi gli USA (-7,5%). L’Europa guida l’aumento, con Germania (+24%) e Italia (+20%) che superano il 2% del PIL. In Asia, Cina (+7,4%) e Giappone investono in tecnologie avanzate. Il riarmo riflette l’incertezza geopolitica e la ricerca di autosufficienza strategica.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.sipri.org/sites/default/files/2026-04/2604_milex_2025.pdf","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/31022-sipri-spesa-difesa-globale-a-2-887-miliardi-balzo-record-per-germania-e-spagna.mp4","galleria":""}
{"id":31017,"titolo":"I Marines cercano un nuovo drone kamikaze Contro Carro","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Corpo dei Marines degli Stati Uniti ha ufficialmente avviato la<strong> ricerca di una nuova munizione circuitante anti-tank </strong>da integrare nella Fleet Marine Force. Il sistema, denominato <strong>Organic Precision Fires–Medium (OPF-M)</strong>, nasce per consentire alle unità tattiche di ingaggiare bersagli corazzati oltre la portata delle armi a tiro diretto, riducendo al contempo l'esposizione dei Marines al fuoco nemico durante le operazioni distribuite.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-requisiti-tecnici-e-operativi\">Requisiti Tecnici e Operativi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo la richiesta ufficiale emessa dal Marine Corps Systems Command,<strong> il nuovo drone deve garantire un raggio d'azione di almeno 15 miglia e un'autonomia di volo sopra l'obiettivo non inferiore ai 20 minuti</strong>. La portabilità è un fattore cruciale: la munizione deve pesare meno di 35 libbre, mentre la stazione di controllo a terra non deve superare le 20 libbre, rendendo l'intero sistema trasportabile da una squadra di soli due Marines appiedati. In termini di letalità, la testata deve essere sufficientemente potente da distruggere veicoli pesanti o assicurarne la neutralizzazione motoria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16624,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"I Marines cercano un nuovo drone kamikaze Contro Carro\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/marine-corps-aav-53.webp\" alt=\"Marines, Tripoli e Kharg: perché la capacità di sbarco Usa nel Golfo è cresciuta - VIDEO\" class=\"wp-image-16624\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Marines cercano un nuovo drone kamikaze Contro Carro</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tecnologia-e-controllo\">Tecnologia e Controllo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'OPF-M sarà dotato di tecnologie avanzate per il <strong>tracciamento automatico dei bersagli in movimento,</strong> sebbene il comando specifichi che il sistema dovrà sempre operare secondo la logica \"Man-in-the-Loop\", mantenendo l'intervento umano nel processo decisionale. Il documento tecnico prevede inoltre la possibilità di impostare o <strong>modificare i waypoint di navigazione a metà volo e la capacità di trasferire il controllo del drone tra diverse stazioni a terra</strong> per una maggiore flessibilità sul campo di battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-evoluzioni-future-e-contesto-strategico\">Evoluzioni Future e Contesto Strategico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visione del Corpo dei Marines per l'OPF-M si estende oltre la distruzione dei carri armati. Il comando prevede infatti lo sviluppo di varianti capaci di colpire bersagli marittimi, altri droni o formazioni di personale, oltre all'integrazione di pacchetti di sensori avanzati e sistemi per la guerra elettronica. Le versioni future dovranno inoltre <strong>operare efficacemente in ambienti con segnale GPS disturbato</strong> e utilizzare frequenze variabili per resistere al jamming.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Pentagono intende procedere con rapidità, avendo fissato la scadenza per le proposte al 26 maggio 2026. L'iniziativa si inserisce in un mercato in forte espansione, dove competitor come AeroVironment stanno già fornendo all'Esercito americano soluzioni simili, come la famiglia Switchblade e il nuovissimo MAYHEM 10, progettato per missioni di ricognizione e attacco su larga scala.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/4JHSYLXPSJANZGAIK2QNUDHZ7I.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"anti-tank, difesa, Droni, munizioni, OPF-M, tecnologia, USMC","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-28 08:04:04","stato":"publish","riassunto_video":"Il Corpo dei Marines USA cerca una nuova munizione anti-tank drone, l’Organic Precision Fires–Medium (OPF-M), con raggio di 15 miglia e autonomia di 20 minuti. Leggero e portatile, sarà controllato da due Marines e dotato di tracciamento automatico con intervento umano. Futuri modelli colpiranno vari bersagli e resisteranno a interferenze elettroniche. Scadenza proposte: maggio 2026.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://sam.gov/workspace/contract/opp/b107f3c2acb7485abb7c38cedbfb1a62/view","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/31017-i-marines-cercano-un-nuovo-drone-kamikaze-contro-carro.mp4","galleria":""}
{"id":31011,"titolo":"Ramstein Flag 2026: tecnologia, integrazione e deterrenza nella nuova strategia NATO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dall’8 al 19 giugno 2026 il <strong>Comando aereo alleato della NATO (AIRCOM)</strong> guiderà l’<strong>esercitazione Ramstein Flag 2026 (RAFL26)</strong>, giunta alla sua terza edizione e ormai <strong>punto di riferimento nell’addestramento avanzato dell’Alleanza</strong>. Per la prima volta dalla sua istituzione nel 2024, AIRCOM condurrà l’intera attività in <strong>piena autonomia</strong>, segnando un passaggio importante nella <strong>maturità operativa</strong> della struttura di comando aereo della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione si svilupperà lungo un <strong>asse geografico estremamente ampio</strong>, dalle regioni settentrionali della Norvegia fino alle aree meridionali della Spagna, coinvolgendo contemporaneamente il <strong>fianco nord e sud dell’Alleanza</strong>. Questo approccio riflette la crescente esigenza di operare in modo <strong>distribuito e coordinato su più teatri</strong>, in risposta a <strong>minacce sempre più complesse e multidimensionali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Tenente Generale Jason Hinds</strong>, Comandante dell’Allied Air Command, ha sottolineato come RAFL26 rappresenti <strong>“l’impegno costante nel garantire la potenza aerea e spaziale necessaria all’Alleanza ogni giorno”</strong>. L’esercitazione, infatti, non si limita a simulare scenari operativi, ma punta a <strong>rafforzare la deterrenza collettiva</strong> attraverso l’aggiornamento continuo delle capacità e delle procedure.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La struttura dell’addestramento riprende il modello delle esercitazioni <strong>“Flag”</strong>, nate nel 1975, che prevedono <strong>scenari realistici con forze contrapposte “rosse” e “blu”</strong>. Questo sistema consente di simulare <strong>minacce avanzate e ambienti altamente contestati</strong>, favorendo una preparazione concreta e aderente alle dinamiche dei conflitti moderni. RAFL26 si inserisce dunque in questa tradizione, ampliandone però la portata attraverso l’<strong>integrazione multidominio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-multidominio-tecnologia-e-cooperazione-operativa\">Multidominio, tecnologia e cooperazione operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli elementi distintivi di Ramstein Flag 2026 è la sua <strong>natura multidominio</strong>. Le operazioni combineranno <strong>missioni di volo reali</strong> con <strong>attività simulate</strong>, integrando componenti <strong>aeree, spaziali, terrestri e navali</strong>. Le priorità strategiche includono il <strong>contrasto all’accesso e negazione d’area (C-A2AD)</strong>, la <strong>difesa aerea e missilistica integrata (IAMD)</strong> e l’<strong>impiego agile in combattimento (ACE)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione vedrà la partecipazione di <strong>19 nazioni</strong> e l’impiego di <strong>oltre 150 velivoli</strong>, tra cui caccia, piattaforme di supporto e assetti avanzati come gli <strong>AWACS</strong> e i droni <strong>RQ-4D</strong>. Le operazioni si articoleranno su <strong>più di 15 basi operative</strong> distribuite tra Danimarca, Finlandia, Svezia, Norvegia e Spagna, con una media di <strong>circa 150 sortite giornaliere</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18014,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Ramstein Flag 2026: tecnologia, integrazione e deterrenza nella nuova strategia NATO\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/RGYEBMVZ6NDQJKGMNGNSZ7OJRE.jpg\" alt=\"Ramstein Flag 2026: tecnologia, integrazione e deterrenza nella nuova strategia NATO\" class=\"wp-image-18014\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Drone di sorveglianza terrestre RQ-4D Alliance della NATO. Fonte defensenews.com.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un ruolo centrale sarà svolto dalla <strong>Joint Engagement Zone</strong>, uno spazio operativo condiviso in cui sistemi di <strong>difesa aerea e missilistica</strong>, sia terrestri che navali, opereranno in modo integrato. Questo approccio consente di testare e migliorare le <strong>procedure tattiche in ambienti complessi e dinamici</strong>, aumentando la <strong>capacità di risposta rapida</strong> delle forze alleate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fondamentale è anche la dimensione informativa: la <strong>condivisione continua di dati tra gli Alleati</strong> rappresenta un fattore chiave per il successo delle operazioni. La capacità di integrare informazioni provenienti da diversi domini e piattaforme consente infatti di migliorare il <strong>processo decisionale</strong> e di aumentare l’<strong>efficacia delle missioni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dalle-lezioni-apprese-alla-postura-futura-della-nato\">Dalle lezioni apprese alla postura futura della NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ramstein Flag 2026 si inserisce in un contesto evolutivo più ampio, segnato dall’attivazione delle <strong>Enhanced Vigilance Activities</strong>, tra cui l’<strong>Eastern Sentry</strong> nel settembre 2025 e l’<strong>Arctic Sentry</strong> nel febbraio 2026. Queste iniziative hanno contribuito a rafforzare la <strong>presenza e la prontezza operativa della NATO</strong> nei settori più sensibili del continente europeo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>RAFL26 rappresenta un’opportunità concreta per <strong>consolidare le lezioni apprese</strong> e affinare <strong>tattiche, tecniche e procedure</strong>. L’obiettivo è quello di affrontare <strong>minacce in continua evoluzione</strong> attraverso un addestramento avanzato e orientato all’innovazione. In questo senso, l’esercitazione evidenzia la <strong>transizione dell’AIRCOM</strong> da un modello basato sul pattugliamento aereo tradizionale a una <strong>difesa aerea multidominio</strong>, più flessibile e distribuita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18016,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Ramstein Flag 2026: tecnologia, integrazione e deterrenza nella nuova strategia NATO\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/NATO-Cold-Response-1536x1024-1-1024x683-1.jpg\" alt=\"Ramstein Flag 2026: tecnologia, integrazione e deterrenza nella nuova strategia NATO\" class=\"wp-image-18016\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Operatori NATO in ambiente artico durante l’esercitazione <strong>Arctic Sentry nel febbraio 2026</strong>, impegnati in attività di sorveglianza e coordinamento. Fonte NATO Allied Command Operations.<br><br></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il <strong>Simposio dei Capi di Stato Maggiore dell’Aeronautica NATO 2026</strong>, il Tenente Generale Hinds ha ribadito l’<strong>importanza crescente della potenza aerea e spaziale</strong> come pilastro della sicurezza euro-atlantica. RAFL26 dimostra concretamente questa visione, mettendo in evidenza <strong>l’unità dell’Alleanza</strong> e la capacità degli Alleati di operare insieme in <strong>scenari realistici</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cooperazione multinazionale si estende anche ad altri domini, con il coinvolgimento di <strong>unità marittime e forze speciali</strong>. Questa integrazione rafforza il <strong>Comando e Controllo (C2)</strong> e contribuisce a garantire la <strong>stabilità nella regione euro-atlantica</strong>. In definitiva, Ramstein Flag 2026 non è solo un’esercitazione, ma un <strong>banco di prova per il futuro della NATO</strong>: un’Alleanza sempre più <strong>interconnessa, pronta e resiliente</strong> di fronte alle sfide globali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/screenshot-2026-04-22-101721-7og8Q1.png","categoria":"Internazionali","tags":"addestramentoaereo, difesaeuropea, NATO","autore":"Alelu","data_pubblicazione":"2026-04-28 07:34:05","stato":"publish","riassunto_video":"Dal’8 al 19 giugno 2026, la NATO guiderà l’esercitazione Ramstein Flag 2026, un addestramento multidominio che coinvolge 19 nazioni e oltre 150 velivoli su un vasto territorio europeo. L’evento, condotto autonomamente dall’AIRCOM, integra operazioni aeree, spaziali, terrestri e navali per migliorare la cooperazione, la deterrenza e la prontezza operativa dell’Alleanza di fronte a minacce complesse","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://ac.nato.int/archive/2026/nato-allied-air-command-to-conduct-exercise-ramstein-flag-2026-in-june","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/31011-ramstein-flag-2026-tecnologia-integrazione-e-deterrenza-nella-nuova-strategia-nato.mp4","galleria":""}
{"id":31003,"titolo":"L'Esercito Italiano e la Sfida del 2026: Robotizzare la Prima Linea con UGV","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre il dibattito sulla carenza di organici nelle forze armate occidentali si fa sempre più serrato, l'Ucraina ha appena tracciato il solco del futuro: <strong>25.000 robot terrestri (UGV) contrattualizzati solo nella prima metà del 2026</strong>. L'obiettivo dichiarato da Kiev è radicale: spostare il 100% della logistica di prima linea dai soldati alle macchine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l'Italia, questa non è solo una notizia di cronaca internazionale, ma un segnale operativo chiaro. Utilizzando il <em>know-how</em> di combattimento ucraino e la potenza industriale di <strong>Iveco Defence Vehicles (IDV)</strong>, l'Esercito Italiano ha l'opportunità storica di colmare i gap di organico, trasformando la quantità tecnologica in qualità operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3842,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/IDV-Robotics-VIKING-UGV-13102023.jpg\" alt=\"IDV, la sfida degli UGV: cooperazione con l’Ucraina per accelerare - DEFENSANEWS.COM - Noticias defensa y seguridad\" class=\"wp-image-3842\" title=\"L'Esercito Italiano e la Sfida del 2026: Robotizzare la Prima Linea con UGV\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Esercito Italiano e la Sfida del 2026: Robotizzare la Prima Linea con UGV</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-lezione-di-kiev-sostituire-l-uomo-dove-il-rischio-e-massimo\">La Lezione di Kiev: Sostituire l'Uomo dove il Rischio è Massimo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I dati riportati dal Ministro della Difesa ucraino, Mykhailo Fedorov, sono impressionanti: oltre <strong>9.000 missioni robotiche solo nel mese di marzo 2026</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Logistica e Salvataggio:</strong> Gli UGV ucraini, come il neonato <strong>Bizon-L</strong> (certificato secondo gli standard NATO), stanno già operando con carichi da 300 kg su distanze di 50 km, evacuando feriti e trasportando munizioni senza esporre soldati al fuoco nemico.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Conquista Autonoma:</strong> Per la prima volta nella storia, unità d'assalto ucraine (come la NC13) hanno espugnato posizioni fortificate utilizzando <strong>esclusivamente piattaforme unmanned</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l'Italia, adottare questa dottrina significherebbe poter mantenere l'efficacia di una brigata riducendo drasticamente il numero di fanti esposti in \"zona calda\", destinando il personale a ruoli di supervisione e gestione tecnologica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-brave1-italiano-la-sinergia-con-l-industria-nazionale\">Il \"Brave1\" Italiano: La Sinergia con l'Industria Nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Ucraina è passata da zero a 300 aziende di droni terrestri in meno di quattro anni. L'Italia non parte da zero: ha una base industriale che il mondo ci invidia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Iveco Defence Vehicles (IDV)</strong> rappresenta il pilastro di questa transizione. Se l'Ucraina ha codificato il Bizon-L per gli standard NATO, IDV ha la capacità di scalare questa produzione su mezzi più pesanti e complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Dalla Meccanica all'Autonomia:</strong> I telai blindati di Iveco, famosi per la loro resistenza alle mine (MRAP), sono la base perfetta per sistemi a guida autonoma pesanti, capaci di operare laddove i piccoli robot ucraini si fermano.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Standardizzazione NATO:</strong> L'integrazione del <em>know-how</em> ucraino permetterebbe a IDV di sviluppare kit di conversione \"Plug &amp; Play\" per rendere autonomi i mezzi già in dotazione all'Esercito Italiano, ottimizzando i costi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17772,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/ugv-evacuation-blesse-1280x840-1-1024x672-1.webp\" alt=\"Esercito Tedesco: gli Unmanned Ground Vehicle  UGV come Quarto Elemento di Manovra\" class=\"wp-image-17772\" title=\"L'Esercito Italiano e la Sfida del 2026: Robotizzare la Prima Linea con UGV\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Esercito Italiano e la Sfida del 2026: Robotizzare la Prima Linea con UGV</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-aumentare-l-organico-senza-arruolare\">Aumentare l'Organico senza \"Arruolare\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'aumento degli organici non deve più essere inteso solo in senso demografico. L'Esercito Italiano può aumentare la propria \"massa\" operativa attraverso:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Squadre Ibride:</strong> Un plotone composto da 30 soldati e 15 UGV ha una capacità di fuoco e una resilienza logistica superiore a un plotone tradizionale di 50 uomini.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Attrazione di Talenti:</strong> Un esercito che investe in robotica attira una generazione di nativi digitali, risolvendo il problema della disaffezione verso la carriera militare tradizionale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sostenibilità Economica:</strong> Come dimostrato dal sistema di appalti digitali ucraino (14 miliardi di hryvnia investiti in pochi mesi), la produzione di massa di sistemi <em>unmanned</em> ha costi inferiori rispetto al mantenimento e alla formazione di migliaia di soldati specializzati.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione-un-imperativo-strategico\">Conclusione: Un Imperativo Strategico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il caso ucraino dimostra che il futuro della difesa è già qui: <strong>22.000 missioni unmanned in tre mesi</strong> hanno salvato migliaia di vite umane. Per l'Italia, la collaborazione con Kiev non è più solo assistenza militare, ma un'opportunità di acquisizione tecnologica vitale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Agganciando la capacità produttiva di <strong>Iveco Defence</strong> all'esperienza tattica ucraina, l'Esercito Italiano può garantire la propria sovranità tecnologica e operativa, trasformando la sfida del personale nella più grande opportunità di modernizzazione del secolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/UGV-1920x1280-1.webp","categoria":"Blog","tags":"#IvecoDefence, esercito, robot, ucraina, UGV","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-27 09:34:04","stato":"publish","riassunto_video":"L’Ucraina punta su 25.000 robot terrestri UGV entro metà 2026 per automatizzare la logistica di prima linea, riducendo i rischi per i soldati. L’Italia, grazie a Iveco Defence Vehicles, può adottare questa strategia, integrando robotica e know-how ucraino per colmare i gap di organico, aumentare l’efficacia operativa e attrarre nuovi talenti, trasformando la difesa nazionale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/31003-lesercito-italiano-e-la-sfida-del-2026-robotizzare-la-prima-linea-con-ugv.mp4","galleria":""}
{"id":30997,"titolo":"Il Concetto Difensivo di Berlino - Responsabilità per la Difesa Europea","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è più solo una questione di economia: la Germania ha deciso di diventare il baricentro militare del Vecchio Continente. Con il piano strategico <strong>\"Responsabilità per l’Europa\"</strong>, presentato il 22 aprile 2026, il governo tedesco ha rotto gli indugi, tracciando la rotta per trasformare la Bundeswehr nella forza convenzionale più potente d'Europa entro il 2039.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dalla-coda-alla-testa-il-cambio-di-paradigma\">Dalla \"Coda\" alla \"Testa\": Il cambio di paradigma</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per decenni, la Germania è stata criticata per la sua timidezza nelle spese militari. Oggi, il Ministro Boris Pistorius ha ribaltato la narrativa. La nuova strategia identifica la <strong>Russia come minaccia esistenziale</strong> e posiziona la Germania non più come un semplice contributore, ma come il <strong>motore logistico e operativo della NATO</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-tre-pilastri-del-nuovo-corso\">I tre pilastri del \"Nuovo Corso\":</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Difesa Integrata:</strong> Superamento della distinzione tra teatri regionali. Per Berlino, la sicurezza dell'Indo-Pacifico e del Medio Oriente è ormai inscindibile da quella del suolo europeo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Potenza di Fuoco Tecnologica:</strong> Basta contare solo i carri armati. Il focus si sposta su <strong>deep precision strike</strong> (attacchi di precisione a lungo raggio), difesa contro <strong>missili ipersonici</strong> e stormi di droni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Addio Burocrazia:</strong> Il piano <strong>EMA26</strong> punta a snellire l'apparato militare con l'intelligenza artificiale, rendendo l'esercito una macchina pronta all'uso immediato.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17998,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-27-073010.png\" alt=\"La Germania si fa Scudo: Berlino assume la guida della Difesa Europea\" class=\"wp-image-17998\" title=\"Il Concetto Difensivo di Berlino - Responsabilità per la Difesa Europea\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Concetto Difensivo di Berlino - Responsabilità per la Difesa Europea</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-esercito-di-massa-per-il-xxi-secolo\">Un esercito di massa per il XXI secolo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <a href=\"https://brigatafolgore.net/germania-la-bundeswehr-tra-carenza-di-personale-e-alta-tecnologia/\">Germania punta a una mobilitazione senza precedenti </a>dalla fine della Guerra Fredda. L'obiettivo è creare una forza d'urto di quasi mezzo milione di uomini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Professionisti:</strong> Salita a <strong>260.000</strong> soldati attivi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Riserva Strategica:</strong> Una forza di <strong>200.000</strong> riservisti, equipaggiati e addestrati al pari dei reparti d'élite, pronti a difendere il territorio nazionale e gestire i flussi alleati verso est.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il ritorno del dovere:</strong> Se il reclutamento volontario non dovesse bastare, la legge approvata a gennaio 2026 permette di attivare immediatamente la <strong>leva obbligatoria</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-germania-come-hub-della-nato\">Germania come \"Hub\" della NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore della strategia è geografico: la Germania si propone come il <strong>fulcro logistico</strong> per l'intera Alleanza. In caso di aggressione russa ai Paesi Baltici o alla Polonia, sarà la Germania a dover garantire che truppe, rifornimenti e munizioni scorrano senza intoppi verso il fronte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"La riserva è il cardine tra l'esercito e la società civile\"</em> — <strong>Boris Pistorius</strong>, Ministro della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-sfide-tra-ambizione-e-realta\">Le sfide: Tra ambizione e realtà</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante la determinazione, la strada è in salita. La competizione globale per i sistemi di difesa (con una domanda altissima dal Medio Oriente) rischia di rallentare le consegne. Tuttavia, il messaggio politico inviato agli alleati e a Mosca è inequivocabile: <strong>la Germania ha accettato il suo destino di potenza guida.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17997,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-27-072914.png\" alt=\"La Germania si fa Scudo: Berlino assume la guida della Difesa Europea\" class=\"wp-image-17997\" title=\"Il Concetto Difensivo di Berlino - Responsabilità per la Difesa Europea\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Concetto Difensivo di Berlino - Responsabilità per la Difesa Europea</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fase 1 (fino al 2029):</strong> Ricostituzione rapida dei ranghi e delle scorte.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fase 2 (fino al 2035):</strong> Espansione delle capacità tecnologiche d'avanguardia.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fase 3 (2039):</strong> Piena operatività come esercito dominante in Europa.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/1024px-Leopard-2-A5-der-Bundeswehr-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#EsercitoTedesco, #NATO2039, Bundeswehr, difesaeuropa, geopolitica, Pistorius, sicurezza","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-27 06:54:04","stato":"publish","riassunto_video":"La Germania punta a diventare il fulcro militare europeo con il piano \"Responsabilità per l’Europa\", trasformando la Bundeswehr nella forza convenzionale più potente entro il 2039. Con un esercito di mezzo milione di uomini, tecnologie avanzate e un ruolo logistico chiave nella NATO, Berlino si prepara a fronteggiare la minaccia russa e guidare la difesa europea.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.bmvg.de/resource/blob/6093998/678875025812878cfa657f9801f62ffc/dl-gesamtkonzeption-der-verteidigung-eng-data.pdf","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30997-il-concetto-difensivo-di-berlino-responsabilita-per-la-difesa-europea.mp4","galleria":""}
{"id":30991,"titolo":"Difesa, la lezione del Fronte Est: l’Italia e il rischio del Collo di Bottiglia decisionale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante gli ingenti investimenti finanziari, la prontezza militare sul fianco orientale della NATO rimane profondamente disomogenea. A lanciare l'allarme è il report <strong>\"2026 Annual Battle Readiness on the Eastern Flank\"</strong>, pubblicato dal think tank <strong>Globsec</strong>, che mette a nudo vulnerabilità critiche nella mobilità e nei processi decisionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-sfida-del-tempo-il-decision-making-timeline-index\">La Sfida del Tempo: Il Decision-Making Timeline Index</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore dello studio risiede nel <strong>DMTI (Decision-Making Timeline Index)</strong>, un indice che misura la velocità con cui un Paese può reagire a una crisi. I risultati mostrano una spaccatura tra nazioni \"agili\" e sistemi sequenziali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il Gold Standard:</strong> <strong>Finlandia</strong>, <strong>Estonia</strong> e <strong>Polonia</strong>. La Finlandia eccelle grazie a una legislazione di emergenza pre-autorizzata che centralizza il potere al verificarsi di \"trigger\" stabiliti, permettendo il movimento delle truppe senza nuovi passaggi politici.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>I Rallentamenti:</strong> <strong>Ungheria</strong> e <strong>Slovacchia</strong> mostrano debolezze dovute a processi decisionali frammentati e dipendenti da ratifiche politiche che, in tempo di guerra, risulterebbero fatali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17991,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Difesa, la lezione del Fronte Est: l’Italia e il rischio del Collo di Bottiglia decisionale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-26-203618.png\" alt=\"Difesa, la lezione del Fronte Est: l’Italia e il rischio del Collo di Bottiglia decisionale\" class=\"wp-image-17991\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa, la lezione del Fronte Est: l’Italia e il rischio del Collo di Bottiglia decisionale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-lezione-per-l-italia-la-burocrazia-come-vulnerabilita-strategica\">Lezione per l'Italia: La Burocrazia come Vulnerabilità Strategica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sebbene il report si focalizzi sul Fronte Est, le criticità sollevate offrono <strong>spunti di riflessione urgenti per il sistema Italia</strong>, storicamente afflitto da una stratificazione normativa complessa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1-il-collo-di-bottiglia-decisionale\">1. Il \"Collo di Bottiglia\" Decisionale</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il caso finlandese dimostra che la difesa moderna richiede <strong>poteri pre-delegati</strong>. In Italia, il passaggio tra l'autorizzazione politica (Parlamento e Governo) e l'esecuzione militare è spesso mediato da protocolli rigidi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Riflessione:</strong> Il sistema italiano sarebbe in grado di gestire un’escalation in \"ore, non giorni\", o rimarrebbe impantanato nella ricerca di un consenso normativo immediato? La mancanza di una chiara \"contingency legislation\" come quella finnica rappresenta un rischio di paralisi decisionale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2-mobilita-militare-e-infrastrutture-civili\">2. Mobilità Militare e Infrastrutture Civili</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il report Globsec cita i ritardi di <strong>Rail Baltica</strong> come un ostacolo alla difesa. L'Italia, con la sua conformazione geografica e la dipendenza da nodi ferroviari e autostradali critici (spesso soggetti a manutenzioni infinite), condivide queste preoccupazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il nodo burocratico:</strong> In Italia, i progetti di \"Dual Use\" (infrastrutture civili utilizzabili per scopi militari) devono superare iter approvativi tra Ministero delle Infrastrutture, Difesa e amministrazioni locali. Questa frammentazione rischia di rendere il trasporto di mezzi pesanti attraverso l'Appennino o verso i porti un incubo logistico.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-3-la-manutenzione-e-il-sustainment\">3. La Manutenzione e il \"Sustainment\"</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Globsec identifica nella manutenzione il \"vero buco nero\". Per l'Italia, questo si traduce nella necessità di snellire i contratti di <strong>Procurement</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Efficienza vs. Regole:</strong> Le rigide norme del Codice degli Appalti, pur necessarie per la trasparenza, spesso mal si conciliano con la rapidità richiesta dalla logistica militare. Un sistema che impiega anni per assegnare un appalto di manutenzione non è un sistema pronto al combattimento.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-logistica-il-caso-rail-baltica\">Logistica: Il Caso Rail Baltica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto di collegare i Baltici alla Polonia sostituendo lo scartamento russo è afflitto da costi lievitati a <strong>15 miliardi di euro</strong> e ritardi che hanno fatto slittare la consegna al <strong>2035</strong>. Questo dimostra che, anche con la volontà politica, la \"burocrazia tecnica\" e i problemi di finanziamento possono neutralizzare i vantaggi strategici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"La deterrenza dipende da decisioni prese in poche ore, non in giorni,\"</em> ha dichiarato <strong>Tomas Nagy</strong>, uno degli autori del report.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusioni\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il report Globsec suggerisce che la sicurezza non si garantisce solo con l'acquisto di nuovi carri armati, ma con la <strong>semplificazione delle procedure</strong>. Per l'Italia, la sfida è trasformare la burocrazia da un ostacolo interno a un asset di efficienza, seguendo l'esempio dei vicini baltici e nordici: meno passaggi sequenziali, più autorità pre-delegate e infrastrutture realmente pronte all'uso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":17990,\"href\":\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2026/04/Annual-Battle-Readiness-on-the-Eastern-Flank-2026.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object></object><a id=\"wp-block-file--media-39f3f3f9-f04e-4653-8690-fa8fadef3486\" href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2026/04/Annual-Battle-Readiness-on-the-Eastern-Flank-2026.pdf\">Annual Battle Readiness on the Eastern Flank 2026</a><a href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2026/04/Annual-Battle-Readiness-on-the-Eastern-Flank-2026.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-39f3f3f9-f04e-4653-8690-fa8fadef3486\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/NATO-Steadfast-Dart-exercise.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, LogisticaMilitare, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-26 19:44:04","stato":"publish","riassunto_video":"Il report Globsec evidenzia gravi disomogeneità nella prontezza militare sul fianco est della NATO, con ritardi decisionali e logistici critici. Finlandia, Estonia e Polonia si distinguono per rapidità grazie a poteri pre-delegati, mentre Italia e altri Paesi soffrono di burocrazia e infrastrutture fragili, rischiando paralisi in crisi. La semplificazione è urgente.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.globsec.org/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30991-difesa-la-lezione-del-fronte-est-litalia-e-il-rischio-del-collo-di-bottiglia-decisionale.mp4","galleria":""}
{"id":30985,"titolo":"U.S. Marines: Contratto d'urgenza per anti-drone britannici NightFighter Mini - VIDEO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>QUANTICO, VIRGINIA</strong> – In una mossa che sottolinea la crescente minaccia dei droni sul campo di battaglia moderno, il <strong>Marine Corps Systems Command</strong> ha assegnato un contratto d'urgenza da <strong>9,5 milioni di dollari</strong> alla società britannica <strong>SteelRock Technologies</strong>. L'obiettivo è l'acquisizione immediata dei disturbatori di frequenza (jammer) <strong>NightFighter Mini</strong>, strumenti compatti progettati per neutralizzare i piccoli UAS (Unmanned Aerial Systems) a livello di singola squadra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'urgenza dell'ordine è evidente nei termini contrattuali: la consegna di tutti i sistemi e dei relativi ricambi è richiesta entro il <strong>25 agosto 2026</strong>, con l'intera somma già stanziata dai fondi per gli appalti dell'anno fiscale 2024.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tecnologia-d-elite-in-formato-tascabile\">Tecnologia d'Elite in Formato Tascabile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il NightFighter Mini rappresenta l'apice della miniaturizzazione nella famiglia di prodotti SteelRock. Nonostante le dimensioni ridotte, il sistema non sacrifica la potenza di calcolo o l'efficacia del segnale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Peso:</strong> 2 kg (batteria inclusa).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Dimensioni:</strong> 25 cm (lunghezza) x 15 cm (larghezza).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Frequenze:</strong> Copre <strong>4 bande preimpostate</strong>, inclusi i protocolli Wi-Fi e le frequenze spettruali militari.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Raggio d'azione:</strong> Definito come <em>Visual Line of Sight</em> (VLOS) — se l'operatore può vedere il drone, può ingaggiarlo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Versatilità:</strong> Può essere montato direttamente su un fucile d'ordinanza o portato come arma da fianco (sidearm).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://youtu.be/q4u0w5SG6Sg?si=78_HT-1GSZoPdt_G\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://youtu.be/q4u0w5SG6Sg?si=78_HT-1GSZoPdt_G\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-due-missioni-un-solo-operatore\">Due Missioni, Un Solo Operatore</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema è stato selezionato per supportare il programma <strong>O-CsUAS</strong> (<em>Organic-Counter small Unmanned Aerial Systems</em>), focalizzato sulla protezione immediata delle unità di fanteria. Il NightFighter Mini assolve a due funzioni critiche:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Mitigazione UAV Diretta:</strong> Consente a un singolo Marine di abbattere la minaccia drone senza dover fare affidamento su team specializzati o attrezzature pesanti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Interdizione Elettronica Tattica (TEI):</strong> Fornisce una protezione d'area, disturbando i segnali di comando e navigazione dei droni avversari in un settore specifico.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Il fatto che il Corpo dei Marines abbia scelto una startup britannica tramite una procedura d'urgenza, invece di attendere lo sviluppo di una soluzione domestica, evidenzia quanto sia diventata acuta la necessità operativa sul campo,\" commentano gli analisti del settore.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17983,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"U.S. Marines: Contratto d'urgenza per anti-drone britannici NightFighter Mini - VIDEO\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-26-195556.png\" alt=\"U.S. Marines: Contratto d'urgenza per anti-drone britannici NightFighter Mini - VIDEO\" class=\"wp-image-17983\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">U.S. Marines: Contratto d'urgenza per anti-drone britannici NightFighter Mini - VIDEO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-contesto-le-lezioni-del-conflitto-in-ucraina\">Il Contesto: Le Lezioni del Conflitto in Ucraina</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La decisione del Marine Corps riflette i cambiamenti radicali osservati nei conflitti recenti, in particolare in <strong>Ucraina</strong>. L'uso massiccio di droni commerciali modificati e droni FPV (<em>First-Person View</em>) ha dimostrato che le formazioni di fanteria senza capacità anti-drone organiche sono estremamente vulnerabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il NightFighter Mini agisce inondando le frequenze radio di interferenze, recidendo il legame tra il pilota e il drone. Questo costringe il velivolo a eseguire procedure di emergenza — come il volo stazionario o l'atterraggio forzato — neutralizzando efficacemente la minaccia di ricognizione o attacco cinetico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/DB-image-380DFD.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"AntiDRONE, C-UAS, difesa, marines, NightFighter, SteelRock","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-26 19:14:04","stato":"publish","riassunto_video":"Il Marine Corps ha assegnato un contratto urgente da 9,5 milioni di dollari alla britannica SteelRock per i disturbatori NightFighter Mini, dispositivi compatti e potenti contro droni piccoli, da consegnare entro agosto 2026. Il sistema, leggero e versatile, permette a un singolo Marine di neutralizzare droni nemici, rispondendo alle nuove minacce emerse nei conflitti recenti, come in Ucraina.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.sruav.co.uk/nightfighter-mini/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30985-u-s-marines-contratto-durgenza-per-anti-drone-britannici-nightfighter-mini-video.mp4","galleria":""}
{"id":30978,"titolo":"Niente Extra-Deficit per la Difesa - l'Italia rinuncia alla National Escape Clause","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>ROMA</strong> — In un contesto economico globale caratterizzato da forti incertezze, il Governo italiano ha delineato una strategia di bilancio improntata al realismo e alla tutela del tessuto sociale. La decisione di non avvalersi della <strong>National Escape Clause (NEC)</strong> — lo strumento europeo che avrebbe consentito di escludere circa <strong>12 miliardi di euro</strong> di spese militari dal computo del deficit — riflette la volontà della Presidenza del Consiglio di dare priorità assoluta al contenimento dei costi energetici e alla stabilità finanziaria del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-transizione-verso-la-sostenibilita-operativa\">Una transizione verso la sostenibilità operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La rinuncia all’extra-deficit per la difesa segna un punto di discontinuità rispetto a una stagione caratterizzata da programmi tecnologici di lungo periodo e ad alto assorbimento di risorse. Se nel recente passato la visione di figure come l'ex ministro e attuale AD di Leonardo, <strong>Roberto Cingolani</strong>, aveva puntato su progetti di ricerca estremamente ambiziosi, il Governo attuale sembra prediligere una gestione più concreta delle risorse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15580,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Difesa e stabilità economica: il Governo orienta le risorse verso l’emergenza energia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/spaceint.jpg\" alt=\"Dome Nazionali? Sentite gli Americani\" class=\"wp-image-15580\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dome Nazionali? Sentite gli Americani</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il superamento di programmi definiti da alcuni analisti come eccessivamente complessi e privi di un <strong>ritorno operativo immediato</strong> risponde a una necessità di efficienza: in un momento di crisi, ogni investimento deve garantire una ricaduta diretta sulla sicurezza e sulla stabilità del sistema-Paese, evitando la dispersione di capitali in prototipi dai tempi di sviluppo eccessivamente dilatati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-primato-della-stabilita-fiscale-e-sociale\">Il primato della stabilità fiscale e sociale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta istituzionale di Palazzo Chigi è legata a doppio filo ai dati macroeconomici. Con un deficit attestato al <strong>3,1%</strong>, il Governo ha ritenuto opportuno non forzare i parametri europei, privilegiando la credibilità fiscale dell’Italia sui mercati internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"La priorità odierna è rappresentata dai costi energetici e dalle risposte concrete da dare ai cittadini\", ha dichiarato il Presidente Giorgia Meloni, ribadendo l'impegno dell'esecutivo nel proteggere le famiglie di fronte alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente che minacciano la stabilità dei prezzi.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14872,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Difesa e stabilità economica: il Governo orienta le risorse verso l’emergenza energia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/cq5dam.web_.1280.1280mmm-1.jpg\" alt=\"L’Articolo 5 scatena la Difesa Collettiva - la promessa più potente della NATO\" class=\"wp-image-14872\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">ll target NATO del 5% per gli Alleati Europei</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-polarizzazione-del-dibattito-politico\">La polarizzazione del dibattito politico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante l’approccio prudente del Governo, il tema della difesa continua a essere oggetto di una marcata contrapposizione politica. L'opposizione ha mantenuto una linea critica nei confronti degli impegni internazionali assunti dall'Italia (come il target NATO del 5%), definendoli incompatibili con la tenuta dello Stato sociale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, osservatori istituzionali rilevano come tale critica appaia spesso decontestualizzata dalla realtà dei fatti: è proprio l'attuale rigore del Governo a dimostrare come la spesa militare non sia considerata una variabile indipendente, ma un elemento da bilanciare rigorosamente con le esigenze del welfare e del sostegno economico alle imprese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, l'Italia sceglie la via della stabilità. In un'economia che richiede risposte immediate, il Governo Meloni antepone il pragmatismo economico alle ambizioni ingegneristiche del passato, cercando di navigare la crisi con una gestione oculata delle risorse pubbliche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/meloni-jeep-esercito-crosetto.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#IndustriaDifesa, CaroEnergia, DeficitPIL, DifesaItalia, governomeloni, PoliticaEconomica, spesamilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-25 16:34:05","stato":"publish","riassunto_video":"Il Governo italiano rinuncia alla National Escape Clause per le spese militari, privilegiando il contenimento dei costi energetici e la stabilità finanziaria. Abbandona programmi difensivi complessi per investimenti più concreti e immediati, bilanciando rigore fiscale e tutela sociale in un contesto di crisi globale e tensioni geopolitiche.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/europe/2026/04/24/italy-forgoes-14-billion-deficit-spending-on-defense-amid-wobbling-economy/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30978-niente-extra-deficit-per-la-difesa-litalia-rinuncia-alla-national-escape-clause.mp4","galleria":""}
{"id":30973,"titolo":"Dallo Stretto di Hormuz ai fondali oceanici: quando la guerra smette di essere visibile e diventa sistemica","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-e8cbb8ec-649d-4b4a-b252-3c1400b01fb8\">Negli ultimi giorni, media legati all’Iran hanno pubblicato una mappa dettagliata dei cavi sottomarini che attraversano il Golfo Persico, il Mar Rosso e lo Stretto di Hormuz, portando all’attenzione uno degli elementi meno visibili ma più critici dell’infrastruttura globale, ovvero quella rete fisica che permette il funzionamento stesso di internet e che collega continenti, economie e sistemi finanziari attraverso corridoi sottomarini nei quali transitano quotidianamente enormi volumi di dati, rendendo possibile tutto ciò che oggi consideriamo normale, dalle comunicazioni alle transazioni economiche, fino ai servizi cloud su cui si regge una parte crescente della nostra società.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-9acaa8d2-ade5-4947-ab32-14695ebf80b7\">Un’infrastruttura fisica, localizzabile e strategica</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-2f3726b3-df58-4669-b48a-6873525afe53\">La pubblicazione di questa mappa non introduce nulla di nuovo dal punto di vista tecnico, ma ha il merito di rendere evidente qualcosa che per anni è rimasto fuori dal dibattito pubblico, ovvero il fatto che questa infrastruttura esiste, è fisica, è localizzabile e, soprattutto, si sviluppa in aree geografiche che non sono neutrali ma caratterizzate da tensioni, interessi strategici e capacità operative che non possono essere ignorate. Proprio per questo motivo, il valore di questa pubblicazione non è tanto informativo quanto comunicativo, perché inserita nel contesto attuale assume il significato di un messaggio indirizzato a un interlocutore ben preciso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-f44a3a62-8cbf-4d13-b68d-2e55b69962f6\">Da Hormuz al dominio digitale</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-140d3abf-d753-4a64-a884-086b6d1dca43\">Il contesto è quello di uno scontro sempre più evidente tra Iran e Stati Uniti, incentrato proprio sul controllo dello Stretto di Hormuz, che rappresenta da sempre uno dei principali choke point energetici globali e che negli ultimi mesi è tornato al centro di una dinamica di pressione reciproca fatta di blocchi, minacce e dimostrazioni di forza, con effetti concreti sul traffico commerciale e sugli equilibri economici globali. È proprio all’interno di questo braccio di ferro che la pubblicazione di una mappa apparentemente tecnica assume un significato diverso, perché non si limita a descrivere un’infrastruttura, ma suggerisce implicitamente un’estensione del campo di confronto, spostando l’attenzione da ciò che è sempre stato considerato il cuore del problema — il petrolio — a qualcosa di meno visibile ma potenzialmente altrettanto incisivo, ovvero la connettività digitale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-04e06bf6-aa33-4f3d-a0da-ca1cabf5a119\">I nuovi bersagli invisibili</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-0b3bd868-63fa-409a-8998-aabaf8119ade\">In tutti i conflitti siamo abituati a pensare a bersagli evidenti, conosciuti e spesso alla luce del sole, come basi militari, infrastrutture energetiche, ponti, nodi logistici e tutto ciò che rientra nella percezione classica della guerra e della difesa, ovvero ciò che è visibile, mappabile e difendibile attraverso sistemi tradizionali, uomini, mezzi e tecnologia. Tuttavia, l’evoluzione della nostra società ha progressivamente spostato il baricentro verso obiettivi completamente diversi, meno appariscenti ma non per questo meno critici, creando di fatto una nuova categoria di vulnerabilità che sfugge alla percezione comune ma che rappresenta uno dei veri punti sensibili del sistema.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-d79e5db9-0ae0-4c90-b13d-35e31554d830\">Le arterie del mondo digitale</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-3a6bb030-7a99-4fc4-a042-edb022d24768\">Oggi esiste infatti un’infrastruttura che non è protetta da perimetri, non è presidiata da soldati armati fino ai denti, non è coperta da radar o sistemi di difesa avanzati, e che proprio per questo tende a rimanere fuori dall’immaginario collettivo, ma che in realtà costituisce la base su cui poggia tutto il resto. È rappresentata da centinaia di cavi in fibra ottica posati sui fondali marini, spesso non più spessi di un tubo da giardino, che attraversano gli oceani collegando tra loro i diversi continenti e trasportando la quasi totalità del traffico dati globale, diventando di fatto le vere arterie del mondo digitale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-1fe8a2d9-66e5-49e4-b98a-ab759e025731\">Una vulnerabilità difficile, ma non impossibile da sfruttare</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-8dca392d-9579-4201-b758-1c9e0a1e84e4\">Queste infrastrutture, proprio per la loro natura, sono difficili da raggiungere per un attore improvvisato, ma non sono affatto impossibili da individuare o da colpire per chi dispone di capacità tecniche e operative adeguate, e soprattutto non sono impossibili da interrompere. Ogni anno, infatti, si registrano numerosi incidenti, spesso causati da attività apparentemente banali come la pesca o l’ancoraggio di navi, che dimostrano quanto sia sottile il margine tra il normale funzionamento del sistema e una sua interruzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-6079cd85-8e1e-4af5-9383-606f120c276a\">Il problema dei choke point digitali</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-225f1b50-12c8-4550-963c-73a37d36073d\">Il punto però non è la vulnerabilità in senso assoluto, perché qualsiasi infrastruttura lo è, ma il fatto che questa vulnerabilità sia concentrata e sistemica. La rete globale non è distribuita in modo uniforme, ma tende a convergere in alcuni corridoi geografici obbligati, veri e propri choke point, nei quali più linee si sovrappongono creando una dipendenza strutturale che, in condizioni normali, rappresenta un vantaggio in termini di efficienza, ma che in condizioni di crisi può trasformarsi rapidamente in un fattore di rischio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-b22671f2-65fe-4172-8b7d-166262098505\">La ridondanza non è infinita</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-6525f361-5cac-45c2-a3c5-242cdf4895d6\">Esistono naturalmente meccanismi di ridondanza, e il traffico dati può essere deviato su percorsi alternativi in caso di interruzione di una singola linea, ma questa capacità non è infinita. Soprattutto, funziona realmente solo quando le alternative sono indipendenti tra loro, mentre perde efficacia quando più cavi condividono gli stessi corridoi geografici, perché in quel caso il problema non viene eliminato ma semplicemente distribuito, con effetti che si traducono in rallentamenti, congestioni e, nei casi più gravi, vere e proprie interruzioni regionali dei servizi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-f8cbc19b-75ce-4543-8ab5-03437a6592f3\">Perché i satelliti non bastano</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-37ddfc3c-c6e7-4eaa-a338-64beaeea4893\">A questo punto è fondamentale chiarire un aspetto spesso frainteso, ovvero l’idea che esistano sistemi alternativi in grado di sostituire realmente i cavi sottomarini in caso di interruzione. Se è vero che nel dibattito pubblico si tende a pensare ai satelliti come a una possibile rete parallela, la realtà tecnica è molto più netta: questi sistemi rappresentano solo una componente marginale della connettività globale e non una vera alternativa al backbone fisico, essendo limitati in termini di capacità, latenza e sostenibilità operativa, mentre la quasi totalità del traffico intercontinentale continua a viaggiare attraverso i cavi sottomarini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-b6a79262-3025-49ce-831b-5ee244e44f61\">Una rete che si appoggia su se stessa</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-4566cc30-d401-477c-8f88-8cc3e3db013c\">Questo significa che non esiste una vera ridondanza su sistemi completamente differenti, ma piuttosto una rete che si appoggia su se stessa, moltiplicando i percorsi ma mantenendo invariato il principio di base: il traffico passa attraverso cavi fisici, e quando questi vengono meno, ciò che resta non è un sistema alternativo pienamente funzionante, ma una capacità residuale del tutto insufficiente per sostenere il funzionamento normale di economie, mercati finanziari e servizi digitali su larga scala.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-f7d719d6-bcb7-4735-a03b-336c49b93d34\">La differenza con l’energia</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-578ee0fb-48f9-44ca-949f-572492de28c9\">A differenza di quanto avviene nel settore energetico, dove esistono modalità alternative di trasporto — come nel caso del gas che può essere spostato via nave compensando almeno in parte l’interruzione di una pipeline — nel caso della connettività globale questa flessibilità semplicemente non esiste. Internet, nella sua dimensione intercontinentale, non può essere trasferito su un’infrastruttura diversa senza subire un degrado significativo, ed è proprio questa assenza di alternativa reale che trasforma una vulnerabilità tecnica in una dipendenza strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-c0db43ef-99f8-4582-b5ee-cb543a1062f6\">La leva strategica della connettività</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-a90b3c95-ae48-45aa-8c28-359a1af8432f\">Ed è proprio qui che il messaggio iraniano assume il suo significato più profondo. Così come lo Stretto di Hormuz è stato storicamente utilizzato come leva di pressione sul piano energetico, la pubblicazione di questa mappa suggerisce che anche la dimensione digitale può essere trasformata in una leva strategica, non necessariamente attraverso un attacco diretto, ma semplicemente rendendo evidente dove si trovano i punti di pressione, come in una partita di poker in cui mostrare le carte non serve a giocarle immediatamente, ma a cambiare il comportamento dell’avversario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-c696f80e-7f67-4caa-892d-a9a5ebc7e710\">Il precedente Nord Stream</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-4f420f5b-84f6-4445-bfd3-16c02e8e0841\">In questo contesto, il parallelo con il Nord Stream diventa immediato non tanto per una somiglianza diretta tra le due infrastrutture, quanto per il principio che rappresenta: colpire un’infrastruttura fisica critica, spesso invisibile al grande pubblico, significa intervenire direttamente sul funzionamento della società, creando effetti che vanno ben oltre il danno immediato e che si propagano lungo l’intero sistema.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-1a6f2fd7-5de4-4bde-a549-c0b95dee73f0\">La zona grigia del degrado</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-f7a839cc-7881-478e-bab6-3cf3e292f58f\">Il vero punto quindi non è immaginare scenari estremi in cui “internet si spegne”, ma comprendere che esiste una zona grigia molto più realistica e, per certi versi, più pericolosa, nella quale l’infrastruttura continua a funzionare ma in modo degradato, creando effetti sistemici difficili da attribuire, da gestire e da contrastare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-e9f27bf9-3d8a-42dd-81a5-ebcbc78e8017\">La vulnerabilità come vantaggio operativo</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-f21bb085-dc11-4102-aba1-c5b882684f49\">La vera domanda, a questo punto, non è se queste infrastrutture siano vulnerabili, perché lo sono per definizione, ma quanto siamo disposti ad accettare questa vulnerabilità come parte del sistema, finché qualcuno non decide di trasformarla in un vantaggio operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/hormuz-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Iran, sicurezzaDigitale, StrettodiHormuz","autore":"Clint","data_pubblicazione":"2026-04-25 15:04:04","stato":"publish","riassunto_video":"I cavi sottomarini nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz, fondamentali per la connettività globale, sono infrastrutture fisiche vulnerabili ma poco protette. La pubblicazione iraniana di una mappa evidenzia come, in uno scontro geopolitico, il controllo digitale diventi leva strategica, simile a quella energetica, con rischi di interruzioni e degrado dei servizi globali.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30973-dallo-stretto-di-hormuz-ai-fondali-oceanici-quando-la-guerra-smette-di-essere-visibile-e-diventa-sistemica.mp4","galleria":""}
{"id":30959,"titolo":"Il Paracadutista Inglese che è ritornato alla Carriera Militare","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>C'è qualcosa di profondamente britannico nella storia di <strong>Hamish Finney</strong>, il paracadutista che, dopo aver esplorato la \"Civvy Street\" (la vita civile) come camionista e potatore di alberi, ha deciso di rimettersi gli scarponi e tornare a 30 anni nei paracadutisti . Non è una storia di fallimento, ma un trionfo di quel <strong>pragmatismo senza fronzoli</strong> che definisce il carattere del Regno Unito: la capacità di guardare in faccia la realtà, ammettere un desiderio e agire di conseguenza, senza che l'ego intralci la strada.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17961,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Il Paracadutista Inglese che è ritornato alla Carriere Militare\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-25-124707.png\" alt=\"Il Paracadutista Inglese che è ritornato alla Carriere Militare\" class=\"wp-image-17961\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Paracadutista Inglese che è ritornato alla Carriere Militare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-esperimento-del-e-se\">L’Esperimento del \"E se...?\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre in altre culture lasciare una carriera prestigiosa come quella dei Royal Engineers per guidare camion potrebbe essere visto come un passo indietro, per i britannici è un esperimento logico. Finney voleva vedere \"cos'altro poteva fare\". Lo ha fatto. Ha capito che il cameratismo e l’adrenalina valevano più della routine civile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il pragmatismo qui sta nella <strong>totale assenza di vergogna nel tornare sui propri passi</strong>. Non c’è spazio per il \"ormai è tardi\" o per l'orgoglio ferito. Se la tua vita funziona meglio in mimetica, allora la mimetica è l'unica scelta razionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17955,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Il Paracadutista Inglese che è ritornato alla Carriere Militare\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-25-123358.png\" alt=\"Il Paracadutista Inglese che è ritornato alla Carriere Militare\" class=\"wp-image-17955\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Paracadutista Inglese che è ritornato alla Carriere Militare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ricominciare-da-capo\">Ricominciare da Capo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il momento in cui il pragmatismo britannico brilla di più è nel fango dell'addestramento reclute. Hamish, un veterano di sei anni, ha dovuto <strong>rifare il campo base</strong> perché era fuori da troppo tempo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Immaginate un trentenne con esperienza di combattimento che marcia accanto a diciottenni che hanno appena imparato a farsi il letto. Eppure, Hamish non l'ha vissuta come un'umiliazione, ma come un \"aggiornamento software\". Il risultato? È stato nominato <strong>Champion Recruit</strong>. Il sistema britannico non fa sconti, ma premia l’efficacia: se sei il migliore, lo sei a 18 come a 30 anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-banter-come-collante-sociale\">Il \"Banter\" come Collante Sociale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non sarebbe una storia britannica senza il <strong>banter</strong> (lo scherno amichevole). Passare dai ith <a href=\"https://www.army.mod.uk/learn-and-explore/about-the-army/corps-regiments-and-units/engineering/corps-of-royal-engineers/24-commando-royal-engineers/\">24 Commando Royal Engineers</a> ai <a href=\"https://www.army.mod.uk/learn-and-explore/about-the-army/corps-regiments-and-units/infantry/parachute-regiment/\">2nd Battalion The Parachute Regiment</a>  è, nell'universo militare del Regno Unito, come cambiare fede calcistica. Il fatto che Hamish accetti le battute dei vecchi compagni con un sorriso sottolinea una verità pratica: l'ironia è lo strumento più rapido per integrare un veterano in una nuova unità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17956,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Il Paracadutista Inglese che è ritornato alla Carriere Militare\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-25-123430.png\" alt=\"Il Paracadutista Inglese che è ritornato alla Carriere Militare\" class=\"wp-image-17956\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Paracadutista Inglese che è ritornato alla Carriere Militare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusioni-l-efficienza-del-senso-pratico\">Conclusioni: L'Efficienza del Senso Pratico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La storia di Finney, che oggi si addestra nelle foreste francesi fianco a fianco con la Legione Straniera nell'Esercitazione Orion, ci ricorda che:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>L'esperienza non scade:</strong> Viene solo ridispiegata dove serve.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>La flessibilità è forza:</strong> Saper tornare indietro per saltare più avanti è una strategia vincente.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il realismo batte l'ideologia:</strong> Il <a href=\"https://brigatafolgore.net/esercito-britannico-in-crisi-di-paracadutisti-incentivo-da-9000eur-a-chi-vuole-farne-parte/.\">British Army non cerca solo giovani idealisti, ma uomini che sanno esattamente perché vogliono essere lì.</a></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un mondo che spesso si perde in chiacchiere filosofiche sulla carriera e sulla realizzazione personale, il soldato Finney ci offre una soluzione molto britannica: <strong>prova, valuta e, se serve, torna a saltare dagli aerei.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/corr-art.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"#CarrieraMilitare, addestramentomilitare, esercitobritannico, hamishfinney, paracadutismo, pragmatismobritannico","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-25 12:04:03","stato":"publish","riassunto_video":"Hamish Finney, paracadutista britannico, ha lasciato l’esercito per vivere da civile, ma a 30 anni è tornato in servizio, dimostrando pragmatismo e flessibilità. Ha rifatto l’addestramento con successo, superando giovani reclute, e oggi si addestra coi i paracadutisti di tutto il mondo. La sua storia mostra che esperienza e realismo sono la vera forza.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30959-il-paracadutista-inglese-che-e-ritornato-alla-carriere-militare.mp4","galleria":""}
{"id":30954,"titolo":"L’Esercito Italiano compie 165 anni: L’Aquila diventa Capitale della Difesa dal 1° al 5 Maggio","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Aquila si prepara a tingersi del verde dell’Esercito. Per celebrare il 165° anniversario della sua costituzione (1861-2026), la Forza Armata ha scelto il capoluogo abruzzese come palcoscenico principale delle celebrazioni, unendo la storia d'Italia alla resilienza di una città simbolo di rinascita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-legame-indissolubile-tra-citta-e-divisa\">Un Legame Indissolubile tra Città e Divisa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta dell'Aquila non è casuale. Come sottolineato nella nota ufficiale, la città rappresenta un <strong>simbolo di identità e forza</strong>, capace di trasformare le ferite del passato in un motore per il futuro. Questo spirito si sposa perfettamente con i valori dell'Esercito, impegnato non solo nella difesa della Nazione, ma anche nel supporto costante alla popolazione civile durante le emergenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17947,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-22-at-12.37.58-750x400-1.jpeg\" alt=\"L’Esercito Italiano compie 165 anni: L’Aquila diventa Capitale della Difesa dal 1° al 5 Maggio\" class=\"wp-image-17947\" style=\"width:1000px\" title=\"L’Esercito Italiano compie 165 anni: L’Aquila diventa Capitale della Difesa dal 1° al 5 Maggio\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Esercito Italiano compie 165 anni: L’Aquila diventa Capitale della Difesa dal 1° al 5 Maggio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-programma-degli-eventi-5-giorni-tra-tecnologia-e-tradizione\">Il Programma degli Eventi: 5 Giorni tra Tecnologia e Tradizione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il centro storico dell'Aquila sarà il cuore pulsante delle iniziative, offrendo ai cittadini un'esperienza immersiva nel mondo militare contemporaneo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1-il-villaggio-esercito-1-5-maggio\">1. Il \"Villaggio Esercito\" (1-5 Maggio)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’inaugurazione avverrà <strong>giovedì 1° maggio alle ore 10:00</strong>. Lungo Corso Vittorio Emanuele e in Piazza San Bernardino sarà allestita un'area espositiva dove sarà possibile:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Scoprire i mezzi e le tecnologie di ultima generazione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Conoscere le diverse specialità e le opportunità professionali della Forza Armata.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Partecipare ad attività interattive e dimostrative.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Orari:</strong> Tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:30.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2-musica-in-piazza-3-maggio\">2. Musica in Piazza (3 Maggio)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Domenica 3 maggio, le note delle <strong>Fanfare dell’Esercito</strong> risuoneranno nelle principali piazze cittadine, offrendo alla cittadinanza un repertorio che spazia dalle marce militari ai classici della musica italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-3-la-cerimonia-solenne-e-il-volo-degli-elicotteri-5-maggio\">3. La Cerimonia Solenne e il Volo degli Elicotteri (5 Maggio)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il culmine delle celebrazioni si terrà martedì 5 maggio, con un programma istituzionale di alto profilo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ore 9:30:</strong> Deposizione di una corona d’alloro al Monumento ai Caduti (Villa Comunale) per onorare il sacrificio dei militari italiani.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ore 10:00:</strong> Cerimonia militare ufficiale in <strong>Piazza del Duomo</strong>. Alla presenza delle massime cariche istituzionali, sfileranno i reparti rappresentativi di tutte le componenti dell’Esercito.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il Momento Dinamico:</strong> La piazza sarà sorvolata dagli elicotteri dell'Aviazione dell'Esercito, che eseguiranno dimostrazioni ad alta specializzazione. <em>Nota: i voli di prova inizieranno già dal 29 aprile.</em></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tabella-riassuntiva-degli-appuntamenti\">Tabella Riassuntiva degli Appuntamenti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:table -->\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><thead><tr><td><strong>Data</strong></td><td><strong>Evento</strong></td><td><strong>Luogo</strong></td><td><strong>Ora</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td><strong>1 Maggio</strong></td><td>Inaugurazione \"Villaggio Esercito\"</td><td>Corso Vittorio Emanuele</td><td>10:00</td></tr><tr><td><strong>1-5 Maggio</strong></td><td>Apertura Villaggio al pubblico</td><td>Centro Storico</td><td>10:00 - 20:30</td></tr><tr><td><strong>3 Maggio</strong></td><td>Concerti delle Fanfare</td><td>Piazze del Centro</td><td>Varie</td></tr><tr><td><strong>5 Maggio</strong></td><td>Omaggio ai Caduti</td><td>Villa Comunale</td><td>09:30</td></tr><tr><td><strong>5 Maggio</strong></td><td>Cerimonia Militare &amp; Fly-over</td><td>Piazza del Duomo</td><td>10:00</td></tr></tbody></table></figure>\n<!-- /wp:table -->\n\n<!-- wp:separator -->\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" />\n<!-- /wp:separator -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"L'Esercito non è solo una forza di difesa, ma un pilastro della nostra identità nazionale. Celebrare 165 anni all'Aquila significa riconoscere il valore della perseveranza e dell'impegno quotidiano verso l'Italia.\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'invito è rivolto a tutta la cittadinanza, alle famiglie e agli appassionati di storia militare per un evento che promette di coniugare la solennità delle istituzioni con lo spettacolo tecnologico dei reparti d'élite.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/be8654bb-e388-4f19-abe5-2971411c3f75.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"165anni, difesa, esercito, L'Aquila","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-25 07:54:04","stato":"publish","riassunto_video":"L’Aquila ospita dal 1° al 5 maggio le celebrazioni per i 165 anni dell’Esercito Italiano, simbolo di forza e rinascita. Nel centro storico si svolgerà il \"Villaggio Esercito\" con mezzi e tecnologie, concerti delle Fanfare e la cerimonia solenne in Piazza del Duomo, con sfilate e voli dimostrativi degli elicotteri. Un evento aperto a tutti.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.laquilablog.it/lesercito-celebra-i-suoi-165-anni-a-laquila-centro-storico-protagonista-dal-1-al-5-maggio/?shem=dsdf,sharefoc,agadiscoversdl,,sh/x/discover/m1/4","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30954-lesercito-italiano-compie-165-anni-laquila-diventa-capitale-della-difesa-dal-1-al-5-maggio.mp4","galleria":""}
{"id":30948,"titolo":"L'Apache AH-64 è il nuovo Caccia Droni con Munizioni Esplosive di Prossimità","contenuto_html":"<!-- wp:heading {\"level\":1} -->\n<h1 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-\"> </h1>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In risposta alla crescente minaccia dei droni sul campo di battaglia, l'Esercito degli Stati Uniti ha ordinato un massiccio aumento della produzione delle munizioni XM1225 APEX, trasformando l'elicottero d'attacco AH-64 Apache in una piattaforma di difesa aerea ancora più letale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-svolta-tattica-per-l-ah-64\">Una svolta tattica per l’AH-64</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'AH-64 Apache non è più solo il \"cacciatore di carri\" per eccellenza. Con l'integrazione dei nuovi colpi <strong>XM1225 Aviation Proximity Explosive (APEX)</strong> da 30x113mm, l'Esercito USA sta formalmente codificando il ruolo dell'elicottero come piattaforma <strong>Counter-Unmanned Aircraft System (C-UAS)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Maggiore Generale <strong>Clair A. Gill</strong>, comandante dell'Army Aviation Center of Excellence, ha confermato durante il summit di Nashville che l'acquisizione di queste munizioni subirà un'accelerazione senza precedenti. Northrop Grumman, il produttore del sistema, è passata da una disponibilità iniziale di soli 600 colpi a una produzione di 1.000 unità nell'ultimo mese, con l'obiettivo di <strong>quintplicare</strong> ulteriormente il ritmo produttivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17940,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"L'Apache AH-64 è il nuovo Caccia Droni con Munizioni Esplosive di Prossimità\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/APEX.webp\" alt=\"L'Apache AH-64 è il nuovo Caccia Droni con Munizioni Esplosive di Prossimità\" class=\"wp-image-17940\" style=\"width:1000px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Apache AH-64 è il nuovo Caccia Droni con Munizioni Esplosive di Prossimità</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tecnologia-proximity-come-funziona-l-apex\">Tecnologia Proximity: Come funziona l’APEX</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A differenza delle munizioni standard M789 HEDP, che esplodono solo all'impatto, il proiettile XM1225 APEX utilizza una <strong>spoletta di prossimità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Detonazione intelligente:</strong> Il colpo esplode quando rileva la vicinanza di un oggetto, rilasciando una pioggia di frammenti (shrapnel).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Targeting:</strong> Questa caratteristica è fondamentale per abbattere piccoli droni, bersagli agili e difficili da colpire direttamente.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Versatilità:</strong> Oltre ai droni, i colpi APEX sono efficaci contro personale scoperto, veicoli leggeri e piccole imbarcazioni.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Il proiettile APEX è stato sviluppato per creare un pattern di frammentazione davanti al drone, garantendo l'abbattimento anche senza un impatto diretto,\" ha spiegato Walter McCormick, ufficiale addetto ai test presso lo Yuma Proving Ground.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-vantaggi-logistici-e-di-sicurezza\">Vantaggi Logistici e di Sicurezza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei punti di forza dell'XM1225 è la facilità di implementazione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Nessuna modifica hardware:</strong> Il cannone <strong>M230</strong> dell'Apache e i relativi sistemi di puntamento non richiedono aggiornamenti per sparare i nuovi colpi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Addestramento minimo:</strong> Le proprietà balistiche sono quasi identiche a quelle dei proiettili attuali, permettendo ai piloti di adattarsi istantaneamente.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sicurezza (Self-Destruct):</strong> La capacità di auto-distruzione dei colpi di prossimità riduce il rischio di danni collaterali a terra causati da proiettili vaganti che non colpiscono il bersaglio.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17941,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"L'Apache AH-64 è il nuovo Caccia Droni con Munizioni Esplosive di Prossimità\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/AH64-gun.webp\" alt=\"L'Apache AH-64 è il nuovo Caccia Droni con Munizioni Esplosive di Prossimità\" class=\"wp-image-17941\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Apache AH-64 è il nuovo Caccia Droni con Munizioni Esplosive di Prossimità</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-test-decisivo\">Il test decisivo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'accelerazione della produzione segue il successo dei test a fuoco vivo condotti nel <strong>dicembre 2025</strong> in Arizona. In quell'occasione, gli Apache hanno dimostrato per la prima volta la capacità di ingaggio aria-aria contro sistemi aerei non pilotati a varie distanze, segnando una pietra miliare nella capacità operativa del velivolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l'aumento di cinque volte della produzione, l'U.S. Army lancia un messaggio chiaro: l'Apache rimarrà il predatore dominante del campo di battaglia moderno, adattandosi con rapidità alle minacce asimmetriche poste dalla tecnologia dei droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Dati Chiave:</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Calibro:</strong> 30x113mm</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Modello:</strong> XM1225 APEX</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Produttore:</strong> Northrop Grumman</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Piattaforma:</strong> AH-64 Apache (Cannone M230)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Obiettivo:</strong> Incremento 5x della produzione nel 2026.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/AH-64-APEX-30mm.webp","categoria":"Internazionali","tags":"## Apache, APEX, C-UAS, difesa, Droni, esercito, XM1225","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-24 15:04:03","stato":"publish","riassunto_video":"L’Esercito USA potenzia l’AH-64 Apache come piattaforma anti-droni con le munizioni XM1225 APEX da 30mm, che esplodono a prossimità del bersaglio, efficaci contro droni e veicoli leggeri. La produzione, guidata da Northrop Grumman, quintuplica dopo test riusciti, senza necessità di modifiche hardware o addestramento extra, migliorando sicurezza e capacità operativa.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.twz.com/air/production-of-ah-64-apaches-new-counter-drone-cannon-shell-ammunition-ramping-up","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30948-lapache-ah-64-e-il-nuovo-caccia-droni-con-munizioni-esplosive-di-prossimita.mp4","galleria":""}
{"id":30942,"titolo":"USArmy: Test Fisico Aggiuntivo per i ruoli di Combattimento","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercito degli Stati Uniti ha annunciato mercoledì il lancio di una nuova valutazione fisica mirata a misurare l'idoneità dei soldati impegnati in ruoli di combattimento. Il programma, denominato <strong>Combat Field Test (CFT)</strong>, mira a valutare le prestazioni dei militari in condizioni che simulano fedelmente le sfide della guerra moderna, ponendo l'accento su forza, resistenza e movimento sotto carico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Sergente Christopher Smith è stato tra i primi a testare i nuovi standard presso la Joint Base Myer-Henderson Hall, in Virginia, sollevando sacchi di sabbia da 40 libbre (circa 18 kg) sotto lo sguardo degli istruttori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17933,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"USArmy: Test Fisico Aggiuntivo per i ruoli di Combattimento\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/original-1.jpg\" alt=\"USArmy: Test Fisico Aggiuntivo per i ruoli di Combattimento\" class=\"wp-image-17933\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">USArmy: Test Fisico Aggiuntivo per i ruoli di Combattimento</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-test-neutrale-e-focalizzato-sull-azione\">Un test neutrale e focalizzato sull'azione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A differenza dei precedenti parametri, il Combat Field Test sarà <strong>neutrale rispetto all'età e al sesso</strong>, basandosi esclusivamente su uno standard \"passato/fallito\" legato alle necessità operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-fasi-della-prova\">Le fasi della prova</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il test deve essere completato entro un tempo massimo di <strong>30 minuti</strong>, con il cronometro che scorre ininterrottamente. I soldati affrontano la sfida indossando l'uniforme da combattimento completa e gli stivali d'ordinanza. La sequenza prevede:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corsa iniziale:</strong> 1 miglio (1,6 km).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Forza esplosiva:</strong> 30 flessioni \"dead-stop\" (con petto a terra).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Velocità:</strong> scatto di 100 metri.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Carico:</strong> 16 sollevamenti di un sacco di sabbia da 18 kg su una piattaforma alta 1,65 metri.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Trasporto pesi:</strong> 50 metri di camminata trasportando due taniche d'acqua da 18 kg ciascuna.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Agilità:</strong> 50 metri di movimento tattico (strisciare a terra) e 25 metri di scatti alternati (3-5 secondi).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corsa finale:</strong> 1 miglio (1,6 km).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercito ha precisato che il Combat Field Test <strong>non sostituirà</strong> l'attuale Army Fitness Test, ma si aggiungerà ad esso per specifiche categorie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17934,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"USArmy: Test Fisico Aggiuntivo per i ruoli di Combattimento\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/US-Army-wont-require-Army-Combat-Fitness-Test-scores-in-training.jpg\" alt=\"USArmy: Test Fisico Aggiuntivo per i ruoli di Combattimento\" class=\"wp-image-17934\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">USArmy: Test Fisico Aggiuntivo per i ruoli di Combattimento</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-implementazione-e-ruoli-coinvolti\">Implementazione e ruoli coinvolti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'attuazione del nuovo test inizierà questo mese e la prova avrà cadenza annuale. Per il primo anno, l'Esercito ha adottato una linea morbida: non saranno intraprese azioni amministrative avverse contro chi non riuscirà a superare gli standard.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, i soldati appartenenti a specialità di combattimento che non raggiungeranno i requisiti minimi potranno richiedere una <strong>riclassificazione volontaria</strong> verso altri ruoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-chi-deve-sostenere-il-test\">Chi deve sostenere il test?</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le specialità che richiedono obbligatoriamente questa valutazione includono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Fanteria (<strong>Infantry</strong>)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Genio guastatori (<strong>Combat Engineering</strong>)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Artiglieria da campo (<strong>Field Artillery</strong>)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Carristi (<strong>Armor</strong>)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Esperti di ordigni esplosivi (<strong>EOD</strong>)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/US-Army-combat-field-test.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Army, CFT, combat","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-24 12:14:04","stato":"publish","riassunto_video":"L'esercito USA ha introdotto il Combat Field Test, una nuova valutazione fisica per soldati in ruoli di combattimento, basata su forza, resistenza e movimento sotto carico. Il test, neutrale per età e sesso, dura 30 minuti e include corsa, sollevamento pesi e agilità. È obbligatorio per fanteria, genio, artiglieria, carristi ed esperti EOD, e si aggiunge all’attuale Army Fitness Test.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30942-usarmy-test-fisico-aggiuntivo-per-i-ruoli-di-combattimento.mp4","galleria":""}
{"id":30936,"titolo":"Marina Militare, dall’audizione del Capo di Stato Maggiore le priorità: capacità, Hormuz, droni e personale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’audizione dell’<strong>Ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto</strong> presso la <strong>Commissione Difesa della Camera dei Deputati</strong> ha offerto un quadro chiaro della <strong>Marina Militare italiana</strong>, mettendo in luce non solo le <strong>capacità operative</strong>, ma anche il forte <strong>senso di responsabilità e dedizione</strong> che caratterizza il personale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Marina rappresenta una componente essenziale dello strumento militare nazionale, fondata su valori come <strong>disciplina, competenza e spirito di servizio</strong>. Questi principi si riflettono nelle principali capacità operative. La portaerei <strong>Cavour</strong> costituisce il fulcro della <strong>proiezione aeronavale</strong>, mentre nave <strong>Trieste</strong> esprime la <strong>versatilità operativa</strong> di una forza pronta a intervenire in contesti diversi, dalle operazioni militari alle missioni di supporto umanitario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>flotta di superficie</strong> garantisce una presenza costante nei mari di interesse strategico, contribuendo alla <strong>sicurezza e alla stabilità internazionale</strong>. Allo stesso tempo, il <strong>comparto subacqueo</strong> si distingue per <strong>professionalità e preparazione</strong>, rappresentando un’eccellenza riconosciuta anche in ambito internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, il percorso di <strong>ammodernamento della flotta</strong> si inserisce in una visione più ampia, orientata a mantenere <strong>elevati standard operativi</strong> e a rafforzare la <strong>capacità di risposta</strong> della Marina. L’aggiornamento dei <strong>Pattugliatori Polivalenti d’Altura</strong> testimonia l’<strong>impegno continuo</strong> nel migliorare strumenti e tecnologie, sempre al servizio del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sicurezza-marittima-e-capacita-al-servizio-della-comunita-internazionale\">Sicurezza marittima e capacità al servizio della comunità internazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i temi affrontati durante l’audizione, lo <strong>Stretto di Hormuz</strong> rappresenta uno degli scenari più significativi per comprendere il ruolo della Marina Militare nel garantire la <strong>sicurezza della navigazione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo ambito, emerge con forza la <strong>preparazione del personale</strong> e la capacità di operare in <strong>contesti complessi</strong>. Le attività di <strong>contromisure mine</strong> richiedono <strong>competenze tecniche elevate</strong>, precisione e grande senso di responsabilità. La Marina italiana vanta un’<strong>esperienza consolidata</strong>, maturata anche attraverso la bonifica di ordigni inesplosi, contribuendo concretamente alla <strong>sicurezza dei mari</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17921,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/italian-navy-minehunters-hormuz-deployment-april-2026.jpg\" alt=\"Marina Militare, dall’audizione del Capo di Stato Maggiore le priorità: capacità, Hormuz, droni e personale\" class=\"wp-image-17921\" title=\"Marina Militare, dall’audizione del Capo di Stato Maggiore le priorità: capacità, Hormuz, droni e personale\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Operazioni di contromisure mine e impiego di sistemi unmanned. Fonte Marina Militare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La disponibilità a partecipare a <strong>operazioni internazionali di sminamento</strong> testimonia l’<strong>impegno dell’Italia</strong> nel quadro della <strong>cooperazione tra Paesi alleati</strong>, nel rispetto delle condizioni operative necessarie. Si tratta di un contributo che riflette un approccio basato sulla <strong>collaborazione e sulla stabilità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto alle capacità tradizionali, la Marina guarda con attenzione all’<strong>innovazione tecnologica</strong>. I <strong>sistemi unmanned</strong> rappresentano una frontiera importante: <strong>droni subacquei, mezzi di superficie e velivoli imbarcabili</strong> ampliano le possibilità operative, rendendo le missioni più <strong>sicure ed efficienti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’integrazione di queste tecnologie avviene con un approccio <strong>pragmatico e dinamico</strong>, che valorizza la <strong>rapidità di sperimentazione</strong> e l’<strong>adattamento operativo</strong>. Ancora una volta, è il <strong>fattore umano</strong> – la capacità di apprendere, adattarsi e innovare – a fare la differenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-valore-delle-persone-cuore-della-marina-militare\"><strong>Il valore delle persone, cuore della Marina Militare</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se le piattaforme e le tecnologie rappresentano strumenti fondamentali, è il <strong>personale</strong> a costituire il vero punto di forza della Marina Militare. <strong>Donne e uomini</strong> che operano ogni giorno con <strong>professionalità, senso del dovere e dedizione</strong>, garantendo la <strong>sicurezza marittima</strong> e contribuendo al <strong>prestigio internazionale dell’Italia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso dell’audizione è stata evidenziata l’importanza dell’<strong>addestramento continuo</strong>, elemento essenziale per mantenere <strong>elevati standard di efficienza</strong>. La preparazione del personale non è solo tecnica, ma anche <strong>etica e valoriale</strong>: <strong>disciplina, spirito di squadra e resilienza operativa</strong> sono caratteristiche distintive di chi serve in Marina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17925,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Ammiraglio-di-Squadra-Giuseppe-Berutti-Bergotto.jpg\" alt=\"Marina Militare, dall’audizione del Capo di Stato Maggiore le priorità: capacità, Hormuz, droni e personale\" class=\"wp-image-17925\" title=\"Marina Militare, dall’audizione del Capo di Stato Maggiore le priorità: capacità, Hormuz, droni e personale\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare.<br>Fonte Marina Militare.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per sostenere queste esigenze, è previsto un <strong>rafforzamento dell’organico</strong> attraverso nuove immissioni. L’obiettivo è garantire la <strong>continuità operativa</strong> e accompagnare l’evoluzione dello strumento navale, valorizzando al contempo le <strong>competenze tecniche avanzate</strong>, in particolare nei settori <strong>cyber e unmanned</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Marina investe quindi non solo in mezzi, ma soprattutto nelle <strong>persone</strong>, consapevole che la qualità del <strong>capitale umano</strong> rappresenta il vero elemento distintivo. In un contesto internazionale in continua evoluzione, la capacità di coniugare <strong>tradizione e innovazione</strong>, <strong>tecnologia e valori</strong>, costituisce la chiave per affrontare le sfide future.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In definitiva, dall’audizione emerge l’immagine di una <strong>Forza Armata moderna, efficiente e affidabile</strong>, profondamente radicata nei valori del <strong>servizio al Paese</strong>. Una <strong>Marina Militare</strong> che continua a operare con <strong>impegno, competenza e spirito di servizio</strong>, contribuendo alla <strong>sicurezza, alla stabilità e alla tutela degli interessi nazionali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/Concorso-Marina-Militare-2024.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"ForzeArmate, marinamilitare, Navale","autore":"Alelu","data_pubblicazione":"2026-04-24 11:24:04","stato":"publish","riassunto_video":"L’audizione dell’Ammiraglio Berutti Bergotto ha evidenziato la Marina Militare italiana come forza moderna e responsabile, fondata su disciplina e competenza. La flotta, con la portaerei Cavour e nave Trieste, garantisce sicurezza e stabilità internazionale, integrando tecnologie avanzate come sistemi unmanned","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://formiche.net/2026/04/marina-camera-commissione-difesa-berutti-bergotto/#content","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30936-marina-militare-dallaudizione-del-capo-di-stato-maggiore-le-priorita-capacita-hormuz-droni-e-personale.mp4","galleria":""}
{"id":30931,"titolo":"Beretta NARP: Il Nuovo Fucile d'Assalto Italiano che Sfida i Giganti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Gardone Val Trompia</strong> – Non è solo un fucile, è un \"ecosistema in evoluzione\". Con queste parole Beretta ha presentato ufficialmente il <a href=\"https://brigatafolgore.net/beretta-narp-e-nuova-mimetica-2025-per-lesercito-italiano/\">NARP (New Assault Rifle Platform)</a>, l'arma destinata a diventare la nuova d'ordinanza dell'Esercito Italiano, sostituendo gradualmente l'ARX-160.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sviluppato in stretta collaborazione con le forze speciali italiane (tra cui il 9° Reggimento \"Col Moschin\" e il 185° RRAO), il NARP non è il classico prodotto nato da un bando ministeriale, ma il risultato di un processo di design \"clean sheet\" iniziato nel 2017.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-architettura-nata-dai-fallimenti\">Un’architettura nata dai fallimenti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il video di presentazione con James Reeves (TFB TV), il team di ricerca e sviluppo Beretta ha ammesso con insolita franchezza che il progetto è passato attraverso <strong>tre macro-iterazioni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>La prima versione</strong> era troppo ingombrante, poiché tentava di mantenere la compatibilità con il calibro 7.62x51.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>La seconda</strong> ha visto una riprogettazione totale dell'ergonomia per avvicinarsi al feeling dell'AR-15, lo standard aureo per i soldati moderni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>La terza</strong> è quella definitiva: una piattaforma a pistone a corsa corta (short-stroke piston) che combina l'affidabilità dei sistemi a pistone con la precisione e l'ergonomia dei sistemi a presa diretta di gas.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17917,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Beretta NARP: Il Nuovo Fucile d'Assalto Italiano che Sfida i Giganti\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/scan.webp\" alt=\"Beretta NARP: Il Nuovo Fucile d'Assalto Italiano che Sfida i Giganti\" class=\"wp-image-17917\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Beretta NARP: Il Nuovo Fucile d'Assalto Italiano che Sfida i Giganti</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-oltre-i-limiti-30-000-colpi-senza-stop\">Oltre i limiti: 30.000 colpi senza stop</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dato più impressionante emerso dai test riguarda l'affidabilità. Il NARP ha superato i protocolli <strong>NATO AC-225</strong>, affrontando fango, sabbia e temperature da <strong>-40°C a +50°C</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Abbiamo testato la piattaforma oltre i 30.000 colpi senza alcun inceppamento o cedimento strutturale,\" ha dichiarato Riccardo, Project Manager del programma ed ex membro delle Forze Speciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il fucile garantisce prestazioni costanti anche nei test <strong>\"Over the Beach\"</strong>: è possibile immergere l'arma in acqua (mare o lago), estrarla e sparare immediatamente senza rischi di esplosione o malfunzionamenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-caratteristiche-tecniche-e-innovazioni\">Caratteristiche Tecniche e Innovazioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il NARP introduce diverse soluzioni che lo distinguono dai predecessori:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Calibri Multipli:</strong> Progettato nativamente per il 5.56x45mm NATO, è già pronto per calibri intermedi come il .300 Blackout, il 6.5 Grendel e il 6mm ARC.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Bufferless Design:</strong> Grazie a un gruppo otturatore e molla di recupero interamente contenuti nell'upper receiver, il NARP non necessita del tubo del calcio (buffer tube). Questo permette l'uso di calci abbattibili che non impediscono l'accesso ai comandi principali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Handguard Quick-Detach:</strong> L'astina copricanna può essere rimossa rapidamente per pulire il pistone, ma il sistema di aggancio a quattro punti garantisce il <strong>ritorno allo zero</strong> dei puntatori laser.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Trigger \"da gara\":</strong> Definito dai tester come \"fenomenale\", il grilletto a doppio stadio è così fluido da permettere anche a un tiratore inesperto di ingaggiare bersagli a 500 metri con facilità.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-non-e-quello-che-ti-aspetti\">Perché \"Non è quello che ti aspetti\"?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per anni Beretta ha puntato su polimeri futuristici (come nell'ARX-160). Con il NARP, l'azienda torna a un approccio più pragmatico e metallico, focalizzandosi sulla <strong>consistenza della produzione su larga scala</strong>. La sfida non era creare un singolo fucile perfetto, ma garantire che il 10.000° esemplare uscito dalla linea di montaggio avesse le stesse tolleranze e prestazioni del prototipo artigianale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il NARP non è un punto di arrivo, ma una piattaforma che continuerà a evolversi nei prossimi cinque anni basandosi sui feedback dal campo di battaglia. L'Italia sembra aver finalmente trovato l'erede degno di nota per le sfide del XXI secolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/3-IMG-3709.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#BerettaNARP, #FucileAssalto, #SmallArms, #Valtrompia, esercitoitaliano, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-24 09:04:04","stato":"publish","riassunto_video":"Beretta ha presentato il NARP, il nuovo fucile d’ordinanza dell’Esercito Italiano, sviluppato con le forze speciali. Progettato dal 2017, combina affidabilità, precisione e modularità, superando test NATO con oltre 30.000 colpi senza inceppamenti. Multi-calibro e con design innovativo, il NARP è una piattaforma evolutiva pensata per durare e migliorare nel tempo.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30931-beretta-narp-il-nuovo-fucile-dassalto-italiano-che-sfida-i-giganti.mp4","galleria":""}
{"id":30881,"titolo":"Gen. Bertolini a BrigataFolgore.net: “Il ritorno al lancio dell’ANPDI è un atto di giustizia. Il Gen. Masiello uno sprone importantissimo\". Il resoconto della diretta video","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.youtube.com/watch?v=4-TDEh3RCt0\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Nella diretta di ieri su YouTube</a>, BrigataFolgore.net ha ospitato il <strong>Generale C.A. (ris.) Marco Bertolini</strong>, Presidente nazionale <strong>ANPDI</strong>, per una puntata dedicata a un tema molto atteso dal mondo paracadutista: <strong>il ritorno al lancio ANPDI</strong>, reso possibile dall’<a href=\"https://brigatafolgore.net/il-cielo-chiama-ancora-lanpdi-verso-il-ritorno-al-lancio-approvata-la-circolare-7044/\">approvazione della <strong>circolare 7044</strong></a> da parte dello Stato Maggiore dell’Esercito, dopo quasi <strong>sei anni di stop</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A condurre la serata il <strong>Paracadutista Alessandro Generotti</strong>, amministratore di BrigataFolgore.net, affiancato dall’<strong>incursore Danilo Amelotti</strong>, in un confronto intenso e ricco di contenuti sul presente e sul futuro dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">“La circolare 7044 è un atto di giustizia”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Entrando nel vivo del tema, si é ricordato come dal 2020 l’ANPDI fosse stata privata dello strumento normativo indispensabile per proseguire la propria attività aviolancistica di interesse militare. Con la nuova <strong>circolare 7044</strong>, approvata dallo SME, questo strumento viene restituito all’Associazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il Generale Bertolini, il significato di questo passaggio è chiarissimo: <strong>“lo consideriamo un atto di giustizia”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, il Presidente ANPDI ha ripercorso la lunga storia dell’Associazione, nata nel 1946 per volontà dei paracadutisti italiani che avevano combattuto durante la guerra, spesso anche su fronti opposti, ma capaci nel dopoguerra di ritrovarsi in uno spirito di pacificazione nazionale. Da allora, l’attività aviolancistica è sempre stata parte integrante dell’identità dell’ANPDI, non come semplice pratica sportiva, ma come espressione concreta di valori, tradizioni e cultura militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ritorno alla possibilità di effettuare lanci con <strong>paracadute emisferico vincolato da velivolo civile</strong> viene quindi vissuto non solo come il recupero di una capacità operativa, ma anche come il ripristino di una dignità storica e morale che l’Associazione rivendicava da anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sei anni di battaglia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei passaggi più importanti della serata ha riguardato proprio il lungo percorso che ha portato a questo risultato. Bertolini ha spiegato che si è trattato di una vera e propria <strong>“traversata del deserto”</strong>, durata quasi sei anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’ANPDI ha cercato inizialmente di risolvere la questione attraverso il dialogo con le istituzioni competenti, ma di fronte agli ostacoli incontrati ha dovuto percorrere anche la via legale. Il Presidente ha ricordato i ricorsi presentati, il pronunciamento del TAR e successivamente quello del Consiglio di Stato, che hanno confermato la legittimità della posizione dell’Associazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Bertolini, non si è trattato soltanto di difendere un’attività, ma qualcosa di più profondo: <strong>la dignità dell’ANPDI, dei suoi soci e della stessa tradizione militare che essa rappresenta</strong>. Una battaglia, ha sottolineato, combattuta nella consapevolezza di avere dalla propria parte la storia, la normativa e il valore concreto di quanto l’Associazione ha saputo trasmettere a generazioni di italiani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il valore del lancio vincolato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Generale Bertolini</strong> ha ricordato come il <strong>lancio vincolato</strong> rappresenti, per eccellenza, il <strong>lancio militare operativo</strong>. Per questo il ritorno alla possibilità di utilizzarlo ha per l’ANPDI un significato profondo, concreto e tutt’altro che simbolico. Più che chiedersi cosa cambi, ha osservato, forse è persino più utile chiarire cosa non cambia: <strong>non cambia il rapporto con le Forze Armate</strong>, e in particolare con l’Esercito, che anzi esce rafforzato da questo nuovo assetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il vincolato, dunque, non è un elemento secondario né superato, ma resta il <strong>fondamento della formazione paracadutistica</strong>, il punto di partenza di ogni percorso serio. In questa prospettiva, Bertolini ha anche sottolineato come il paracadutismo dell’ANPDI non possa essere confuso con la semplice ricerca dell’emozione o dell’adrenalina. Non si tratta di “fare una capovolta”, ma di intraprendere un <strong>percorso formativo, etico e culturale</strong>, capace di introdurre a una precisa idea di disciplina, responsabilità e servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sicurezza, addestramento e materiali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Altro tema affrontato durante la diretta è stato quello della sicurezza. Bertolini ha spiegato come il lancio resti sempre un’attività con un margine di rischio, ma si tratti di <strong>un rischio calcolato</strong>, affrontato attraverso tre elementi fondamentali: normativa, addestramento e materiali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sicurezza, ha detto, si costruisce con procedure rigorose, con un addestramento tale da rendere automatiche le reazioni corrette e con l’evoluzione continua dei materiali, oggi molto più avanzati rispetto al passato. Il paracadutista, nel momento in cui lascia l’aereo, è solo: per questo servono consapevolezza, preparazione e senso di responsabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche in questo passaggio è emersa la differenza, molto marcata nel corso della puntata, tra il paracadutismo vissuto come spettacolo o semplice esperienza adrenalinica e quello inteso invece come <strong>scuola di carattere, disciplina e padronanza di sé</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il futuro dell’ANPDI e il tema dei giovani</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è parlato anche di futuro e di ricambio generazionale. Bertolini ha riconosciuto che si tratta di una delle sfide più importanti non solo per l’ANPDI, ma per tutte le associazioni d’arma e più in generale <strong>per l’intera società italiana.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Presidente ha ricordato come negli anni l’Associazione abbia rappresentato un ponte concreto tra mondo civile e mondo militare, permettendo a molti giovani di avvicinarsi ai valori delle aviotruppe e, in molti casi, di intraprendere poi una carriera nelle Forze Armate. <strong>Il blocco dell’attività aviolancistica ha inevitabilmente colpito anche questa funzione.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il ritorno del lancio, l’ANPDI punta ora a riattivare questo circuito virtuoso, ma anche a riportare vicino all’Associazione molti ex paracadutisti che, pur avendo servito o frequentato quel mondo, negli anni si sono allontanati. L’obiettivo, ha spiegato Bertolini, non è inseguire i numeri per i numeri, ma costruire <strong>quantità di qualità</strong>, cioè presenza e partecipazione con spirito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Associazioni d’arma e riserva militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli ultimi grandi temi affrontati è stato quello del rapporto tra <strong>associazioni d’arma</strong> e possibile costruzione di una moderna <strong>forza di riserva</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Su questo punto Bertolini ha sviluppato una riflessione molto ampia. La fine della leva obbligatoria, ha spiegato, non ha comportato soltanto la perdita di un sistema di reclutamento, <strong>ma anche la scomparsa di una vera riserva organizzata</strong>. In passato i giovani che concludevano il servizio militare venivano inseriti in strutture di complemento, pronte a essere richiamate in caso di necessità. Oggi questo meccanismo non esiste più.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per anni si è vissuto, secondo il Generale, nell’illusione che la guerra fosse una realtà ormai lontana. Ma i conflitti recenti, e in particolare la guerra in Ucraina, dimostrano che non è così. La tecnologia conta, ma non sostituisce il fattore umano: servono ancora soldati, servono uomini addestrati, servono riserve.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, <strong>le associazioni d’arma potrebbero rappresentare una risorsa utile</strong>, a condizione però di riuscire a coinvolgere persone ancora in grado di fornire un contributo concreto. Non necessariamente in compiti di combattimento diretto, ma anche in funzioni di supporto, sicurezza nelle retrovie, logistica e sostegno generale al sistema difensivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quando ripartiranno i corsi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le domande del pubblico, una delle più attese ha riguardato i tempi per la ripresa dei corsi. Il Generale ha spiegato che è già in corso un lavoro costante con la Brigata Paracadutisti, il CAPAR e lo Stato Maggiore dell’Esercito per definire il cronoprogramma delle attività necessarie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La circolare 7044, ha precisato, non è una semplice riattivazione automatica del passato: rappresenta piuttosto la base per costruire qualcosa di ancora più solido e strutturato. Proprio per questo serviranno adeguamenti, aggiornamenti metodologici e passaggi tecnici che coinvolgeranno i professionisti militari e civili incaricati di dare piena operatività al nuovo impianto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Bertolini si è detto comunque <strong>fiducioso</strong>: secondo quanto espresso durante la diretta, la situazione potrebbe tornare alla normalità <strong>entro la fine dell’anno</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un legame rafforzato con l’Esercito e il ringraziamento al Capo di SME, Gen. C.A. Carmine Masiello</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come sottolineato dal <strong>Presidente Nazionale</strong>, il rapporto tra <strong>ANPDI ed Esercito</strong> esce quindi da questa vicenda <strong>ulteriormente rafforzato</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Bertolini ha ringraziato apertamente lo <strong>Stato Maggiore dell’Esercito</strong> e il <strong>Capo di Stato Maggiore, Generale Carmine Masiello</strong>, per l’attenzione e l’energia impiegate nella soluzione del problema <em>\"Uno sprone importantissimo\"</em>. Tra i segnali più significativi in questa direzione, il Presidente ANPDI ha ricordato anche la volontà del Capo di SME che la prossima <strong>festa dell’Associazione</strong>, in programma il <strong>23 ottobre a Pisa</strong>, consenta ai reparti dell’<strong>ANPDI</strong> di <strong>sfilare insieme ai reparti militari</strong>, rafforzando così anche sul piano simbolico il legame tra l’Associazione e l’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una serata di grande partecipazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La diretta ha registrato una forte partecipazione di pubblico e numerosissimi messaggi di affetto, stima e vicinanza. Un segnale evidente di quanto la figura del Generale Bertolini continui a rappresentare un riferimento per il mondo paracadutista, ma anche più in generale per molti appartenenti e simpatizzanti delle Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La serata ha restituito con chiarezza un messaggio: il ritorno al lancio ANPDI non è stato presentato come un semplice ripristino tecnico, ma come <strong>il recupero di una continuità storica, valoriale e identitaria</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una continuità che guarda al passato, ma anche, soprattutto, al futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per informazioni su come iscriversi all'Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia vi invitiamo a visitare il sito ufficiale <a href=\"https://www.assopar.it\" data-type=\"link\" data-id=\"www.assopar.it\">www.assopar.it</a>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:html -->\n<iframe width=\"560\" height=\"315\" src=\"https://www.youtube.com/embed/4-TDEh3RCt0?si=1ONlg53pXuGRHCyE\" title=\"YouTube video player\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen></iframe>\n<!-- /wp:html -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/anpdi-art.jpg","categoria":"Blog","tags":"anpdi, marcobertolini, paracadutisti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-23 21:35:48","stato":"publish","riassunto_video":"Nostro ospite in diretta video, il Generale Bertolini ha indicato nel ritorno al lancio ANPDI un passaggio decisivo per il futuro dell’Associazione: identità e tradizione che rafforzano il legame con l’Esercito, coinvolgimento delle nuove generazioni e un esplicito ringraziamento allo SME e al Generale Masiello in particolare. L'ANPDI anche come bacino di selezione per una moderna riserva militare","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30881-gen-bertolini-a-brigatafolgore-net-il-ritorno-al-lancio-dellanpdi-e-un-atto-di-giustizia-il-gen-masiello-uno-sprone-importantissimo-il-resoconto-della-diretta-video.mp4","galleria":""}
{"id":30886,"titolo":"L'Italia e l'ANPDI sul tetto d'Europa, trionfo ai Campionati UEP di precisione in atterraggio","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia si conferma ancora una volta protagonista assoluta nel panorama paracadutistico europeo. Ad <strong>Alcantarilla, in Spagna</strong>, si sono infatti svolti i <strong>Campionati UEP di precisione in atterraggio</strong>, competizione che ha visto la partecipazione delle squadre nazionali appartenenti all’<strong>Unione Europea dei Paracadutisti</strong>, organismo del quale l’<strong>ANPDI</strong> è tra i tre soci fondatori fin dagli anni Ottanta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche in questa edizione la compagine italiana ha dimostrato tutto il proprio valore, conquistando il <strong>primo posto assoluto</strong> e confermandosi la squadra da battere. Il risultato finale parla da solo: <strong>98 centimetri complessivi</strong> in <strong>sei lanci</strong>, ottenuti dai quattro componenti del team azzurro, un dato che certifica non solo l’altissimo livello tecnico degli atleti italiani, ma anche la solidità di una scuola che continua a distinguersi in ambito internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una vittoria costruita da una squadra di altissimo livello</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A rappresentare l’Italia in questa importante competizione erano atleti di primissimo piano: i <strong>Luogotenenti Giorgio Squadrone e Giuseppe Tresoldi</strong>, insieme a <strong>Gianluca Rizzati</strong> e <strong>Claudio Borin</strong>. La squadra era accompagnata dal <strong>capo delegazione paracadutista Cristofolini</strong>, Vice Direttore del Centro Sportivo di Paracadutismo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo italiano è stato completato anche da un prestigioso risultato individuale. Il <strong>Luogotenente Giorgio Squadrone</strong> ha infatti conquistato il <strong>terzo posto nella graduatoria individuale</strong>, facendo segnare un eccellente punteggio di appena <strong>11 centimetri</strong>. Alle spalle dell’Italia, nei piazzamenti d’onore, si sono classificate la <strong>Germania</strong> e la <strong>Francia</strong>, a conferma del livello elevato della manifestazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ai Campionati hanno preso parte le rappresentative di <strong>Italia, Spagna, Portogallo, Francia, Germania, Polonia, Ungheria, Grecia, Cipro e Serbia</strong>, in una cornice internazionale di grande valore tecnico e simbolico. L’organizzazione della competizione, secondo quanto riportato, è stata impeccabile e l’intero evento si è svolto in un clima di <strong>cameratismo</strong> e di autentico <strong>spirito sportivo</strong>, elementi che da sempre appartengono alla migliore tradizione del paracadutismo militare e associativo europeo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non si è trattato quindi soltanto di una vittoria sportiva, ma anche della conferma di un’identità, di uno stile e di una continuità che l’ANPDI porta avanti da decenni anche nel contesto internazionale, mantenendo saldo il legame con i valori più autentici del mondo paracadutista.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":30888,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/03-768x1024.jpeg\" alt=\"L'Italia e l'ANPDI sul tetto d'Europa, trionfo ai Campionati UEP di precisione in atterraggio - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-30888\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nel 2027 toccherà all’Italia organizzare il Campionato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I Campionati di paracadutismo dell’UEP vengono organizzati ogni anno dalla nazione che assume, a rotazione, la presidenza dell’Unione Europea dei Paracadutisti. La competizione si inserisce infatti nel quadro più ampio delle attività dell’Unione e accompagna il <strong>Congresso annuale</strong>, durante il quale le delegazioni delle Presidenze nazionali si incontrano per discutere questioni di interesse comune.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il prossimo anno, <strong>nel 2027</strong>, sarà dunque responsabilità dell’<strong>Italia</strong> e dell’<strong>ANPDI</strong> organizzare il Campionato europeo. Un incarico prestigioso, che acquista ulteriore valore alla luce del fatto che, nel prossimo mese di ottobre, la <strong>Presidenza di turno della UEP</strong> sarà trasferita al <strong>Presidente Nazionale italiano</strong>, dal presidente pro tempore spagnolo, <strong>Gen. D. Juan Cifuentes</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":30889,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/01-1024x618.jpeg\" alt=\"L'Italia e l'ANPDI sul tetto d'Europa, trionfo ai Campionati UEP di precisione in atterraggio - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-30889\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un successo che arriva in un anno importante per l’ANPDI</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo risultato assume un significato ancora più rilevante perché arriva in un <strong>2026 particolarmente importante</strong> per l’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia. Oltre alle soddisfazioni sportive, si stanno infatti riaprendo prospettive concrete anche sul fronte dell’attività aviolancistica, <a href=\"https://brigatafolgore.net/il-cielo-chiama-ancora-lanpdi-verso-il-ritorno-al-lancio-approvata-la-circolare-7044/\" data-type=\"post\" data-id=\"30472\">grazie all’approvazione da parte dello <strong>Stato Maggiore dell’Esercito</strong> della <strong>circolare 7044</strong></a>, destinata a sostituire la circolare 1400 che regola l’attività aviolancistica di interesse militare dell’Associazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta di un passaggio molto atteso, che rappresenta un segnale forte e che segna l’avvio di una nuova fase per il ripristino di una delle attività più identitarie e tradizionali dell’ANPDI.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":30890,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/01-1024x1016.jpg\" alt=\"L'Italia e l'ANPDI sul tetto d'Europa, trionfo ai Campionati UEP di precisione in atterraggio - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-30890\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Complimenti agli atleti e al Centro Sportivo di Paracadutismo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A questo straordinario risultato hanno contribuito preparazione, esperienza, selezione e spirito di squadra. Per questo vanno i complimenti al <strong>Centro Sportivo di Paracadutismo</strong>, guidato dal <strong>Colonnello Paolo Filippini</strong>, che ha selezionato i competitori, così come a tutti gli atleti che hanno portato ancora una volta l’Italia e l’ANPDI ai vertici europei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro successo, un’altra conferma, un’altra grande soddisfazione per il tricolore e per il mondo paracadutista italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Fonte e foto: https://assopar.it/2026/04/23/successo-per-la-squadra-anpdi-ai-campionati-uep-di-precisione-in-atterraggio/</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/02.jpg","categoria":"Blog","tags":"anpdi, campionatiuep, paracadutismo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-23 20:26:59","stato":"publish","riassunto_video":"La selezione Azzurra trionfa ai Campionati UEP di precisione in atterraggio ad Alcantarilla, Spagna, confermandosi leader europea. La squadra ANPDI conquista il primo posto e il Luogotenente Giorgio Squadrone ottiene il terzo individuale. Il prossimo anno, nel 2027, sarà proprio l’Italia e dell’ANPDI organizzare il Campionato europeo.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30886-litalia-e-lanpdi-sul-tetto-deuropa-trionfo-ai-campionati-uep-di-precisione-in-atterraggio.mp4","galleria":""}
{"id":30876,"titolo":"Giovanni Caravelli: Il Generale Silenzioso alla Guida dell'AISE per altri 2 anni","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La conferma di Giovanni Caravelli al vertice dell'AISE non è solo una scelta di continuità, ma un riconoscimento della sua gestione pragmatica e della profonda conoscenza dei nuovi scenari di crisi globale. Generale di Corpo d'Armata dell'Esercito, Caravelli incarna la figura del \"servitore dello Stato\" lontano dai riflettori, ma centrale nelle dinamiche di sicurezza nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-biografia-e-la-formazione\">La Biografia e la Formazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nato a <strong>Frascati nel 1961</strong>, Caravelli ha costruito la sua intera carriera sull'eccellenza militare e strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Carriera Militare:</strong> Ufficiale di artiglieria, ha scalato i vertici dell'Esercito Italiano.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Specializzazione:</strong> Esperto in guerra elettronica e comunicazioni, settori che oggi risultano vitali per la moderna intelligence tecnologica.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Esperienza sul Campo:</strong> Ha partecipato a numerose missioni internazionali, consolidando una visione geopolitica che spazia dai Balcani al Medio Oriente.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-ascesa-nell-intelligence\">L'Ascesa nell'Intelligence</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il suo ingresso nel mondo dell'intelligence avviene ai massimi livelli nel <strong>2014</strong>, quando viene nominato <strong>Vicedirettore dell'AISE</strong>. In quel periodo, lavora fianco a fianco con l'allora direttore Alberto Manenti e successivamente con Luciano Carta, diventando il \"motore operativo\" dell'Agenzia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>16 maggio 2020</strong> riceve la nomina a <strong>Direttore</strong>, succedendo a Carta. La sua conferma odierna ribadisce la fiducia che i governi che si sono succeduti hanno riposto nella sua capacità di navigare contesti estremamente volatili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17895,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Giovanni Caravelli: Il Generale Silenzioso alla Guida dell'AISE per altri 2 anni\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/b0d2b22f-d454-4e3a-a6af-f7a4eed02ad4.jpg\" alt=\"Giovanni Caravelli: Il Generale Silenzioso alla Guida dell'AISE per altri 2 anni\" class=\"wp-image-17895\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Giovanni Caravelli: Il Generale Silenzioso alla Guida dell'AISE per altri 2 anni</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dossier-chiave-e-operazioni-critiche\">Dossier Chiave e Operazioni Critiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sotto la sua guida, l'AISE ha affrontato sfide senza precedenti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Libia e Sahel:</strong> Caravelli è considerato uno dei massimi esperti italiani del <a href=\"https://brigatafolgore.net/in-tempo-record-laise-prende-contatti-in-libia/\">dossier libico</a>, avendo gestito reti di mediazione delicatissime per stabilizzare l'area e contenere i flussi migratori.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>La Pandemia:</strong> Durante l'emergenza COVID-19, l'intelligence esterna ha svolto un ruolo cruciale nell'approvvigionamento di dispositivi medici e nel monitoraggio delle dinamiche geopolitiche legate ai vaccini.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il Conflitto Ucraino:</strong> Dall'inizio dell'invasione russa nel 2022, Caravelli ha garantito un flusso costante di informazioni per proteggere gli interessi italiani e coordinare la risposta con i partner NATO.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sicurezza Energetica:</strong> Con la crisi del gas, l'AISE ha supportato attivamente la diversificazione delle fonti energetiche, monitorando le infrastrutture critiche e i rapporti con i paesi fornitori.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-lo-stile-di-comando\">Lo Stile di Comando</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Caravelli è descritto dai collaboratori come un uomo di <strong>poche parole e molta sostanza</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"La sua forza risiede nella capacità di unire la precisione militare alla flessibilità diplomatica necessaria per trattare con governi e attori non statali in aree di crisi.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua riconferma assicura all'Italia una stabilità fondamentale in un momento in cui l'instabilità nel Mediterraneo e i nuovi fronti di guerra richiedono una guida esperta, capace di anticipare le minacce piuttosto che limitarsi a reagire ad esse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/DIRETTORE-aise.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"AISE, difesa, geopolitica, intelligence, servizisegreti, sicurezzanazionale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-23 07:24:04","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://tg24.sky.it/politica/2026/04/22/aise-giovanni-caravelli-proroga","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30876-giovanni-caravelli-il-generale-silenzioso-alla-guida-dellaise-per-altri-2-anni.mp4","galleria":""}
{"id":30863,"titolo":"Difesa marittima avanzata: Leonardo DRS introduce il sistema anti UAS MMEP","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 20 aprile 2026 segna un nuovo passo avanti nella protezione delle operazioni marittime: <strong>Leonardo DRS</strong> ha annunciato l’introduzione di una <strong>capacità avanzata anti-UAS (Counter-Unmanned Aerial Systems)</strong> progettata specificamente per l’ambiente navale. Il sistema, denominato <strong>Maritime Mission Equipment Package (M-MEP)</strong>, è stato integrato con successo su un <strong>veicolo di superficie autonomo senza equipaggio (AUSV)</strong>, aprendo nuove prospettive nella <strong>difesa contro le minacce aeree senza pilota</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni, l’impiego di droni – dai semplici quadricotteri commerciali ai velivoli a lungo raggio – ha trasformato il panorama delle minacce. In ambito marittimo, tali sistemi rappresentano un rischio crescente per <strong>navi militari, infrastrutture portuali e linee di comunicazione strategiche</strong>. In questo contesto, la capacità di <strong>individuare e neutralizzare rapidamente</strong> questi assetti è diventata una priorità operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema <strong>M-MEP</strong> nasce proprio per rispondere a questa esigenza. Progettato per una <strong>rapida integrazione</strong> sia su piattaforme con equipaggio sia su sistemi autonomi, offre una soluzione <strong>“plug-and-play”</strong> che riduce i tempi tra l’identificazione del bisogno operativo e la sua implementazione sul campo. Si tratta di un approccio che privilegia <strong>flessibilità, modularità e velocità di dispiegamento</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tecnologia-integrata-e-superiorita-informativa\">Tecnologia integrata e superiorità informativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore del sistema <strong>M-MEP</strong> risiede nella sua <strong>architettura integrata</strong>, che combina <strong>sensori avanzati, comando e controllo e strumenti di neutralizzazione</strong> in un’unica soluzione operativa. Tra i componenti principali figurano <strong>radar marittimi</strong> e sensori <strong>elettro-ottici/infrarossi (EO-IR)</strong>, in grado di garantire un rilevamento accurato anche in condizioni ambientali complesse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Elemento distintivo è la piattaforma software <strong>SAGEcore™</strong>, sviluppata per la <strong>fusione dei dati sensoriali</strong> attraverso algoritmi basati sull’<strong>intelligenza artificiale</strong>. Questa capacità consente di migliorare la <strong>consapevolezza del dominio marittimo (Maritime Domain Awareness)</strong>, permettendo agli operatori di <strong>identificare e classificare le minacce in tempi ridotti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17877,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Difesa marittima avanzata: Leonardo DRS introduce il sistema anti UAS MMEP\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/sagecore-logo-terrain-ldrs.jpg\" alt=\"Difesa marittima avanzata: Leonardo DRS introduce il sistema anti UAS MMEP\" class=\"wp-image-17877\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Piattaforma software SAGEcore™. Fonte leonardodrs.com.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come sottolineato da <strong>Cari Ossenfort</strong>, Vicepresidente Senior e Direttore Generale della business unit Naval Electronics, le minacce UAS stanno evolvendo rapidamente in termini di <strong>autonomia, portata e numerosità</strong>. In questo scenario, diventa essenziale disporre di un sistema in grado di <strong>integrare rilevamento e risposta operativa</strong> in modo coerente ed efficace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il valore aggiunto dell’<strong>M-MEP</strong> è proprio questa integrazione: sensori, rete di comunicazione e capacità di neutralizzazione operano in sinergia, contribuendo a <strong>ridurre il carico di lavoro degli operatori</strong> e ad aumentare l’efficacia complessiva della difesa. Inoltre, la <strong>scalabilità del sistema</strong> consente l’adattamento a diverse piattaforme, dai grandi assetti navali ai più piccoli veicoli senza equipaggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-implicazioni-operative-e-prospettive-future\">Implicazioni operative e prospettive future</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’integrazione del sistema <strong>M-MEP</strong> sul veicolo autonomo <strong>STORMRUNNER</strong>, sviluppato da <strong>Sea Machines</strong>, rappresenta una dimostrazione concreta delle potenzialità di questa tecnologia. La presentazione ufficiale avverrà durante il <strong>Navy League Sea-Air-Space Symposium</strong>, uno dei principali appuntamenti internazionali del settore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17879,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Difesa marittima avanzata: Leonardo DRS introduce il sistema anti UAS MMEP\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Logo-Lockup-26-final-1-scaled.png\" alt=\"Difesa marittima avanzata: Leonardo DRS introduce il sistema anti UAS MMEP\" class=\"wp-image-17879\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Navy League Sea-Air-Space Symposium. Fonte seaairspace.org.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal punto di vista operativo, l’introduzione di capacità <strong>anti-UAS modulari e interoperabili</strong> consente di estendere la difesa a più livelli. Non solo le navi militari, ma anche <strong>porti, infrastrutture costiere e forze di spedizione</strong> possono beneficiare di una protezione più efficace contro minacce aeree senza pilota.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un aspetto particolarmente rilevante è l’impiego su <strong>piattaforme senza equipaggio</strong>. I veicoli autonomi di superficie (<strong>USV</strong>) equipaggiati con sistemi come l’M-MEP possono operare in scenari complessi, svolgendo funzioni di <strong>sorveglianza e difesa</strong> senza esporre direttamente il personale umano. Questo rappresenta un’evoluzione significativa nel modo in cui le operazioni marittime vengono pianificate ed eseguite.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Guardando al futuro, è evidente che la competizione tecnologica nel dominio marittimo si giocherà sempre più sulla capacità di <strong>integrare sistemi autonomi, intelligenza artificiale e difesa multilivello</strong>. In questo senso, l’iniziativa di <strong>Leonardo DRS</strong> si inserisce in una tendenza che vede le forze armate puntare su soluzioni <strong>flessibili, scalabili e rapidamente implementabili</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto caratterizzato da minacce sempre più dinamiche, sistemi come l’<strong>M-MEP</strong> rappresentano un elemento chiave per garantire <strong>sicurezza e continuità operativa</strong> nei teatri marittimi contemporanei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/img-2713-2-edited-1536x864-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"antidroni, difesamarittima, tecnologiamilitare","autore":"Alelu","data_pubblicazione":"2026-04-23 07:04:04","stato":"publish","riassunto_video":"Leonardo DRS ha lanciato il sistema anti-droni M-MEP, integrato su veicoli autonomi navali, per proteggere navi e infrastrutture marittime. Dotato di sensori avanzati e intelligenza artificiale, migliora il rilevamento e la neutralizzazione delle minacce aeree senza pilota, offrendo una difesa modulare, scalabile e rapida da implementare in scenari complessi.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.leonardodrs.com/news/press-releases/leonardo-drs-launches-new-maritime-counter-uas-capability-to-defeat-aerial-unmanned-threats-at-sea/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30863-difesa-marittima-avanzata-leonardo-drs-introduce-il-sistema-anti-uas-mmep.mp4","galleria":""}
{"id":30867,"titolo":"I Cacciatori del Cielo: Tigre, Mangusta e Fenice contro la Minaccia dei Droni","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'evoluzione dei conflitti moderni ha trasformato i campi di battaglia in scenari dominati da velivoli senza pilota. In questo contesto, l'elicottero d'attacco sta vivendo una \"seconda giovinezza\". Non più solo distruttore di carri armati, ma predatore specializzato di droni (UAV) di medio livello. Se il <strong>Tigre</strong> francese ha aperto la strada nelle recenti operazioni nel Golfo, l'Italia schiera i suoi \"pesi massimi\": l'<strong>A129 Mangusta</strong> e il nuovissimo <strong>AW249 Fenice</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17887,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"I Cacciatori del Cielo: Tigre, Mangusta e Fenice contro la Minaccia dei Droni\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-23-074501.png\" alt=\"I Cacciatori del Cielo: Tigre, Mangusta e Fenice contro la Minaccia dei Droni\" class=\"wp-image-17887\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Cacciatori del Cielo: Tigre, Mangusta e Fenice contro la Minaccia dei Droni</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-tigre-efficienza-operativa-nel-golfo\">Il Tigre: Efficienza Operativa nel Golfo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le recenti operazioni dell'aprile 2026 negli Emirati Arabi Uniti hanno confermato il <strong>Tigre</strong> come uno dei sistemi anti-drone più versatili. Il Generale Fabien Mandon ha confermato l'abbattimento di diversi droni one-way (tipo Shahed) utilizzando principalmente il <strong>cannone GIAT da 30mm</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La forza del Tigre risiede nella sua capacità di operare in modalità \"passiva\": grazie al sistema optronico <strong>Strix</strong>, l'elicottero individua i droni attraverso il calore dei loro motori senza emettere segnali radar, piombando sulla preda senza che questa possa rilevare la minaccia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-eccellenza-italiana-mangusta-e-il-nuovo-fenice\">L'Eccellenza Italiana: Mangusta e il Nuovo Fenice</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Italia gioca un ruolo paritetico in questa sfida tecnologica. L'<strong>A129 Mangusta</strong>, veterano di numerosi teatri operativi, si è dimostrato una piattaforma ideale per la caccia ai droni grazie alla sua agilità estrema.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3845,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"I Cacciatori del Cielo: Tigre, Mangusta e Fenice contro la Minaccia dei Droni\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/aw249-04.jpg\" alt=\"Rivoluzione nella caccia ai droni: il nuovo elicottero d'attacco AW249 - DEFENSANEWS.COM - Noticias defensa y seguridad\" class=\"wp-image-3845\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Cacciatori del Cielo: Tigre, Mangusta e Fenice contro la Minaccia dei Droni</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il Mangusta (A129D):</strong> Equipaggiato con un cannone a canne rotanti <strong>M197 da 20mm</strong>, il Mangusta può saturare l'area di volo di un drone con una precisione chirurgica. La sua capacità di volare \"nap-of-the-earth\" (a bassissima quota tra gli ostacoli) lo rende invisibile ai sistemi di navigazione dei droni russi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>L'AW249 Fenice (New Generation):</strong> È qui che risiede il futuro della difesa aerea europea. Il Fenice è stato progettato nativamente per il campo di battaglia digitale. Grazie a una suite di sensori di ultima generazione e alla capacità di interfacciarsi con i droni \"amici\" (MUM-T - Man-Unmanned Teaming),<a href=\"https://brigatafolgore.net/rivoluzione-caccia-droni-nuovo-elicottero-aw249/\"> il Fenice può agire come un centro di comando volante, coordinando la distruzione di sciami di droni nemici prima ancora che entrino in raggio d'azione</a>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-l-elicottero-batte-il-jet-contro-gli-shahed\">Perché l'elicottero batte il jet contro gli Shahed?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sia per il Tigre che per il Mangusta/Fenice, il vantaggio tattico contro droni come i russi <strong>Shahed-136</strong> è triplice:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Compatibilità di Velocità:</strong> I caccia a reazione volano troppo veloci per intercettare facilmente droni che viaggiano a 150 km/h. Gli elicotteri operano esattamente nello stesso \"inviluppo di volo\".</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rilevamento Termico:</strong> I droni russi hanno motori a pistoni o rotativi che generano molto calore; i sensori infrarossi degli elicotteri d'attacco europei sono ottimizzati per agganciare queste tracce.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sostenibilità Economica:</strong> Utilizzare un missile da un milione di euro per abbattere un drone da ventimila è una sconfitta economica. Il cannone da 20mm del Mangusta o quello da 30mm del Tigre risolvono il problema con poche centinaia di euro.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5425,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"I Cacciatori del Cielo: Tigre, Mangusta e Fenice contro la Minaccia dei Droni\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2025-08-17-093631.jpg\" alt=\"Rivoluzione nella caccia ai droni: il nuovo elicottero d'attacco AW249 - DEFENSANEWS.COM - Noticias defensa y seguridad\" class=\"wp-image-5425\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Cacciatori del Cielo: Tigre, Mangusta e Fenice contro la Minaccia dei Droni</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione\">Conclusione</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sinergia europea tra il Tigre francese e la famiglia degli elicotteri da combattimento Leonardo (Mangusta e Fenice) sta riscrivendo le regole della difesa aerea. Questi velivoli sono oggi il baluardo più credibile contro la minaccia asimmetrica degli UAV, dimostrando che, nel combattimento a bassa quota, l'uomo a bordo e la flessibilità dell'ala rotante restano insostituibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/22-1.jpg","categoria":"Blog","tags":"#ElicotteriDaCombattimento, #Mangusta, #Tigre, AntiDRONE, AW249, DifesaAerea, tecnologiamilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-23 07:04:04","stato":"publish","riassunto_video":"Gli elicotteri d'attacco stanno diventando essenziali contro i droni nei conflitti moderni. Il francese Tigre ha dimostrato efficacia nel Golfo, mentre l'Italia schiera l'agile A129 Mangusta e il nuovo AW249 Fenice, progettato per coordinare attacchi contro sciami di UAV. Velocità compatibile, rilevamento termico e costi contenuti li rendono superiori ai jet contro droni come gli Shahed.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30867-i-cacciatori-del-cielo-tigre-mangusta-e-fenice-contro-la-minaccia-dei-droni.mp4","galleria":""}
{"id":30856,"titolo":"Space Force 2040: 30.000 Satelliti guardiani dello Spazio","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>COLORADO SPRINGS</strong> – In occasione del recente Space Symposium, la U.S. Space Force ha delineato il proprio futuro attraverso due documenti strategici: <strong>\"Objective Force 2040\"</strong> e <strong>\"Future Operating Environment 2040\"</strong>. La visione presentata dal Generale Chance Saltzman, prossimo al pensionamento, descrive un dominio spaziale radicalmente trasformato, dove la superiorità tecnologica americana sarà messa alla prova da minacce crescenti e tecnologie AI-driven.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-minaccia-cina-e-russia-verso-il-2040\">La Minaccia: Cina e Russia verso il 2040</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il documento sull'ambiente operativo identifica chiaramente i principali avversari, pur ipotizzando che non scoppieranno conflitti mondiali in grado di alterare l'attuale ordine statale (come uno scontro diretto per Taiwan o l'Ucraina) prima del 2040.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Cina:</strong> Si prevede che Pechino svilupperà operazioni spazio-terra integrate e potenziate dall'intelligenza artificiale su scala globale. Entro il 2040, la Cina potrebbe gestire circa <strong>21.000 satelliti</strong> (rispetto ai circa 1.600 attuali), investendo massicciamente in costellazioni LEO per comunicazioni e armi controspaziali sofisticate.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Russia:</strong> Mosca non cercherà la parità numerica, ma punterà su <strong>capacità asimmetriche</strong>. La preoccupazione principale riguarda lo sviluppo di armi anti-satellite (ASAT) nucleari, dato che la dottrina russa presenta la soglia più bassa al mondo per l'impiego di testate atomiche.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17865,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Space Force 2040: 30.000 Satelliti guardiani dello Spazio\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/2000w_q95.webp\" alt=\"Space Force 2040: 30.000 Satelliti guardiani dello Spazio\" class=\"wp-image-17865\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Space Force 2040: 30.000 Satelliti guardiani dello Spazio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-orbita-affollata-30-000-satelliti-usa\">Un’Orbita Affollata: 30.000 Satelliti USA</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La crescita del settore commerciale e governativo porterà a un'esplosione demografica in orbita. La Space Force stima che gli Stati Uniti gestiranno oltre <strong>30.000 satelliti</strong> entro il 2040, un balzo enorme rispetto ai 12.000 operativi oggi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"La Space Force del 2040 sarà fondamentalmente diversa da quella odierna. Si baserà su architetture resilienti e proliferate che integrano capacità militari, commerciali e degli alleati in un sistema di combattimento ibrido.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-strategia-espansione-e-automazione\">La Strategia: Espansione e Automazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per far fronte a questo scenario, il Generale Saltzman ha sottolineato la necessità di un aumento significativo di budget e personale:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Crescita dell'Organico:</strong> È stato richiesto un raddoppio del numero di \"Guardiani\" nei prossimi dieci anni per gestire nuove missioni di puntamento, comando e controllo e valutazione dei danni in battaglia.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Riorganizzazione:</strong> Il servizio passerà da un'organizzazione basata sugli \"effetti\" a una basata sulle <strong>\"piattaforme\"</strong>, garantendo forze più mobili e rapidamente schierabili.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Tecnologia e Alleati:</strong> Mentre le unità di controllo satellitare potrebbero vedere una riduzione di personale grazie all'<strong>automazione</strong>, la Space Force si affiderà sempre più all'AI e alle partnership internazionali (AUKUS, NATO, alleanze con Giappone e Corea del Sud) per mantenere la deterrenza.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17867,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Space Force 2040: 30.000 Satelliti guardiani dello Spazio\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/debrief0326.jpg\" alt=\"Space Force 2040: 30.000 Satelliti guardiani dello Spazio\" class=\"wp-image-17867\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Space Force 2040: 30.000 Satelliti guardiani dello Spazio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-eredita-di-saltzman\">L'Eredità di Saltzman</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo annuncio segna uno degli ultimi atti del Generale Saltzman. Sotto il suo comando, la Space Force è passata da un budget di 26 miliardi a quasi <strong>72 miliardi di dollari</strong> in soli tre anni, consolidando il proprio ruolo essenziale nelle operazioni congiunte, come dimostrato recentemente nei teatri operativo in Iran e Venezuela.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'obiettivo è chiaro: trasformare la Space Force in un'entità capace di operare alla \"velocità delle macchine\", preservando però il primato del giudizio umano sulle decisioni critiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/250923-O-D0439-001.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Cina, difesaspaziale, geopolitica, russia, satelliti, sicurezzanazionale, SpaceForce","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-21 22:34:04","stato":"publish","riassunto_video":"La U.S. Space Force prevede un futuro con oltre 30.000 satelliti entro il 2040, affrontando minacce crescenti da Cina e Russia, entrambe potenziate dall'IA e armi anti-satellite. La strategia punta su espansione del personale, automazione, alleanze internazionali e architetture resilienti per mantenere la superiorità tecnologica nello spazio.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30856-space-force-2040-30-000-satelliti-guardiani-dello-spazio.mp4","galleria":""}
{"id":30850,"titolo":"Spectre: la nuova frontiera dei mezzi militari senza equipaggio ad alta velocità","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Fincantieri</strong> ha annunciato ufficialmente il lancio di <strong>Spectre</strong>, una nuova classe di unità di superficie senza equipaggio (USV) multiruolo ad alta velocità. L’operazione verrà gestita attraverso la controllata statunitense <strong>Fincantieri Marine Group (Fmg)</strong> in collaborazione con <strong>Saildrone</strong>, azienda pioniera a livello globale nei veicoli di superficie a guida autonoma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’annuncio, avvenuto durante la fiera Sea-Air-Space a National Harbor, Maryland, segna un momento decisivo nella strategia industriale di Fincantieri. L'obiettivo è integrare soluzioni <em>unmanned</em> avanzate nel proprio portafoglio Difesa, rispondendo alla crescente domanda internazionale di piattaforme autonome capaci di operare su larga scala con elevatissimi standard di affidabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17855,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Spectre: la nuova frontiera dei mezzi militari senza equipaggio ad alta velocità\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/spectre-di-saildrone-484441.jpg\" alt=\"Spectre: la nuova frontiera dei mezzi militari senza equipaggio ad alta velocità\" class=\"wp-image-17855\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Spectre: la nuova frontiera dei mezzi militari senza equipaggio ad alta velocità</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tecnologia-e-prestazioni-il-gigante-silenzioso\">Tecnologia e Prestazioni: il gigante silenzioso</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Spectre rappresenta la piattaforma più grande, veloce e performante mai sviluppata da Saildrone. Ogni unità vanta una lunghezza di circa <strong>52 metri</strong>, un dislocamento di circa <strong>250 tonnellate</strong> e può raggiungere una velocità massima di <strong>30 nodi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Progettata specificamente per operazioni di <strong>Anti-Submarine Warfare (ASW)</strong>, la classe Spectre combina un’autonomia eccezionale con un profilo acustico ultra-silenzioso. Nonostante la sua mole, il mezzo garantisce una bassa osservabilità e un’elevata flessibilità, permettendo riconfigurazioni rapide per profili di missione alternativi a seconda delle necessità operative dei partner internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-produzione-e-visione-strategica\">Produzione e Visione Strategica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La costruzione delle unità avverrà presso i cantieri di <strong>Fincantieri in Wisconsin</strong>, valorizzando le infrastrutture esistenti e l'esperienza consolidata del gruppo nella produzione in serie di navi in alluminio. Questo approccio industrializzato permette una fornitura scalabile e affidabile, fondamentale per la prontezza operativa della <strong>U.S. Navy</strong> e delle forze alleate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17853,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Spectre: la nuova frontiera dei mezzi militari senza equipaggio ad alta velocità\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Imagoeconomica-2430390-scaled-e1744980163394-1170x550-1-1024x481-1.jpg\" alt=\"Spectre: la nuova frontiera dei mezzi militari senza equipaggio ad alta velocità\" class=\"wp-image-17853\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Spectre: la nuova frontiera dei mezzi militari senza equipaggio ad alta velocità</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Pierroberto Folgiero</strong>, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fincantieri, ha sottolineato l'importanza del progetto:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Spectre rappresenta un ulteriore passo nel percorso di trasformazione di Fincantieri da costruttore navale tradizionale a integratore industriale di sistemi per le forze navali del futuro. La combinazione tra la leadership di Saildrone, la nostra capacità di esecuzione e la presenza produttiva negli Stati Uniti ci consente di trasformare l’innovazione in soluzioni operative prontamente dispiegabili.\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-sistema-scalabile-per-le-minacce-future\">Un sistema scalabile per le minacce future</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sviluppata in collaborazione con i principali fornitori di tecnologie per la difesa, Spectre è stata concepita per integrare un’ampia gamma di sistemi di missione e payload. Questa caratteristica garantisce che la piattaforma possa adattarsi rapidamente all’evoluzione degli scenari geopolitici e delle minacce emergenti, consolidando l’impegno di lungo periodo di Fincantieri nel mercato della difesa statunitense e internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/1-9.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"ASW, Fincantieri, marinamilitare, saildrone, spectre, USNavy","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-21 17:24:04","stato":"publish","riassunto_video":"Fincantieri ha lanciato Spectre, una nuova classe di unità navali senza equipaggio ad alta velocità, sviluppata con Saildrone e prodotta negli Stati Uniti. Lunga 52 metri e silenziosa, è progettata per la guerra antisommergibile con alta autonomia e flessibilità operativa. Il progetto rafforza la presenza di Fincantieri nel settore della difesa autonoma globale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30850-spectre-la-nuova-frontiera-dei-mezzi-militari-senza-equipaggio-ad-alta-velocita.mp4","galleria":""}
{"id":30842,"titolo":"La Repubblica Tecnologica: Il Manifesto di Palantir per una Difesa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel panorama geopolitico del 2026, il <strong>concetto di sovranità non si misura più solo in chilometri quadrati o testate nucleari, ma in righe di codice e capacità di calcolo</strong>. Al centro di questa rivoluzione si staglia la visione di <strong>Alex Karp</strong>, CEO di Palantir Technologies, cristallizzata nel suo manifesto: <strong>\"The Technological Republic\"</strong>. Per Palantir, l’Occidente si trova in uno stato di emergenza non dichiarato, dove la sopravvivenza delle democrazie dipende dalla loro capacità di trasformarsi in \"Repubbliche Tecnologiche\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-software-come-hard-power\">Il Software come \"Hard Power\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tesi fondamentale di Karp è che l'industria del software debba abbandonare la sua fase \"edonistica\" (focalizzata su app di food delivery o social media) per tornare alle sue radici: l<strong>a collaborazione con lo Stato per la difesa dei valori liberali.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, il software non è più un semplice supporto logistico, ma diventa <strong>Hard Power</strong>. Un carro armato, un drone o un satellite sono inutili se non sono integrati in una rete neurale capace di elaborare dati in frazioni di secondo. <strong>La \"Repubblica Tecnologica\" è quella nazione che riesce a digitalizzare l'intera catena del comando, rendendo la burocrazia militare agile quanto una startup della Silicon Valley.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17840,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La Repubblica Tecnologica: Il Manifesto di Palantir per una Difesa\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/homepage-hero-poster-new.jpg\" alt=\"La Repubblica Tecnologica: Il Manifesto di Palantir per una Difesa\" class=\"wp-image-17840\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Repubblica Tecnologica: Il Manifesto di Palantir per una Difesa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-ai-come-nuovo-deterrente-nucleare\">L'AI come Nuovo Deterrente Nucleare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei punti più provocatori della visione di Palantir riguarda l'Intelligenza Artificiale. Karp sostiene che l’AI sia il moderno equivalente della bomba atomica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Deterrenza Integrata:</strong> La capacità di un algoritmo di prevedere le mosse del nemico o di neutralizzare un attacco cyber prima che avvenga funge da deterrente primario.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Supremazia Algoritmica:</strong> Chi possiede l'AI più avanzata non vince solo la battaglia, ma impedisce al nemico di iniziare il conflitto, rendendo ogni tentativo di aggressione palesemente fallimentare.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17841,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"La Repubblica Tecnologica: Il Manifesto di Palantir per una Difesa\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-21-095807.png\" alt=\"La Repubblica Tecnologica: Il Manifesto di Palantir per una Difesa\" class=\"wp-image-17841\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Repubblica Tecnologica: Il Manifesto di Palantir per una Difesa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dal-sensore-al-tiratore-aip-e-il-sistema-maven\">Dal Sensore al Tiratore: AIP e il Sistema Maven</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano operativo, la Repubblica Tecnologica si manifesta attraverso piattaforme come <strong>AIP (Artificial Intelligence Platform)</strong>. Il cuore militare di questa strategia è l'ottimizzazione del ciclo <em>sensor-to-shooter</em> (dal sensore al tiratore).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Integrazione Multi-Dominio:</strong> Palantir aggrega dati provenienti da satelliti, droni, segnali radio e fonti open-source (OSINT).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Decision Dominance:</strong> Grazie all'uso di Large Language Models (LLM) su reti classificate, i comandanti possono interrogare il campo di battaglia in linguaggio naturale: <em>\"Mostrami tutte le unità nemiche nel raggio di 50km e suggerisci la migliore opzione di contrasto basata sulle munizioni disponibili\"</em>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Progetto Maven:</strong> L'integrazione di strumenti come <em>Claude</em> (via Anthropic) nel sistema Maven Smart di Palantir permette di identificare bersagli in tempo reale, riducendo drasticamente i tempi di reazione e minimizzando i danni collaterali attraverso una precisione chirurgica.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17842,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La Repubblica Tecnologica: Il Manifesto di Palantir per una Difesa\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-21-095607.png\" alt=\"La Repubblica Tecnologica: Il Manifesto di Palantir per una Difesa\" class=\"wp-image-17842\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Repubblica Tecnologica: Il Manifesto di Palantir per una Difesa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-sfida-ideologica-il-ritorno-al-complesso-militare-tecnologico\">La Sfida Ideologica: Il Ritorno al \"Complesso Militare-Tecnologico\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Karp critica aspramente quella parte della Silicon Valley che rifiuta di lavorare con il Pentagono per motivi etici. Nella <strong>\"Repubblica Tecnologica\", non c'è spazio per la neutralità:</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Se le democrazie non costruiscono armi basate sull'AI, lo faranno le autocrazie. E le useranno contro di noi.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa visione impone un nuovo contratto sociale tra governo e aziende tech. Lo Stato deve accettare la mentalità ingegneristica (iterazione rapida, fallimento controllato), mentre le aziende devono accettare la responsabilità morale di proteggere la nazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sicurezza-nazionale-e-resilienza-interna\">Sicurezza Nazionale e Resilienza Interna</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre al campo di battaglia, <strong>la Repubblica Tecnologica riguarda la protezione delle infrastrutture critiche. </strong>La difesa non finisce al fronte, ma include la sicurezza delle reti elettriche, dei sistemi finanziari e della catena di approvvigionamento. La capacità di Palantir di analizzare fluttuazioni macroeconomiche o vulnerabilità cyber in tempo reale è considerata essenziale per mantenere la stabilità interna di fronte a minacce ibride.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"The Technological Republic\" non è solo un libro o una strategia aziendale;<strong> è un richiamo alle armi digitale</strong>. Palantir scommette che il futuro dell'ordine mondiale sarà deciso non da chi ha più soldati, ma da chi possiede il <strong>sistema operativo più avanzato</strong>. In questo scenario, la difesa non è più un settore a parte, ma l'anima stessa di una democrazia che ha deciso di non soccombere nella nuova guerra fredda tecnologica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/1-2.png","categoria":"Internazionali","tags":"AI, cybersecurity, difesa, geopolitica, Palantir, sicurezzanazionale, tecnologia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-21 09:54:05","stato":"publish","riassunto_video":"Nel 2026, la sovranità si misura in codice e capacità di calcolo. Alex Karp, CEO di Palantir, propone \"The Technological Republic\", dove il software diventa hard power essenziale per la difesa delle democrazie. L’Intelligenza Artificiale è il nuovo deterrente, integrata in sistemi come AIP e Maven per decisioni rapide e precise.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30842-la-repubblica-tecnologica-il-manifesto-di-palantir-per-una-difesa.mp4","galleria":""}
{"id":30834,"titolo":"USA-NATO: Il Grande Strappo. Procedure, Scenari e il Nuovo Assetto della Difesa Europea","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dibattito sull'impegno statunitense nell'Alleanza Atlantica è giunto a un punto di rottura senza precedenti. Dopo mesi di tensioni diplomatiche legate alla crisi in Medio Oriente e al rifiuto europeo di supportare militarmente le operazioni nel Golfo, l'ipotesi di un'uscita unilaterale degli Stati Uniti dalla NATO non è più un'astrazione accademica, ma uno scenario operativo su cui i comandi europei stanno già lavorando.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-labirinto-procedurale-articolo-13-vs-law-of-the-land\">Il Labirinto Procedurale: Articolo 13 vs. Law of the Land</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’uscita di un membro dalla NATO è regolata dall’<strong>Articolo 13 del Trattato di Washington</strong>. La procedura internazionale è lineare: una \"notifica di denuncia\" depositata presso il governo degli Stati Uniti (depositario del trattato) che diviene effettiva dopo un anno solare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17825,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"USA-NATO: Il Grande Strappo. Procedure, Scenari e il Nuovo Assetto della Difesa Europea\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/john-yoo-Hoover.jpg\" alt=\"USA-NATO: Il Grande Strappo. Procedure, Scenari e il Nuovo Assetto della Difesa Europea\" class=\"wp-image-17825\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">USA-NATO: Il Grande Strappo. Procedure, Scenari e il Nuovo Assetto della Difesa Europea</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, il vero scontro è interno agli USA. Nel 2023, il Congresso ha approvato una clausola nel <em>National Defense Authorization Act</em> (NDAA) che vieta al Presidente di ritirarsi dall'Alleanza senza la maggioranza dei due terzi del Senato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>La Dottrina Yoo:</strong> Giuristi vicini all'amministrazione Trump, come John Yoo, sostengono che tale legge sia incostituzionale, violando le prerogative del Comandante in Capo sulla politica estera (Articolo II della Costituzione).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Lo scontro legale:</strong> Un ordine esecutivo di ritiro innescherebbe un conflitto immediato presso la Corte Suprema, con il rischio di una \"NATO a due velocità\" durante i tempi della giustizia americana.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17172,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"USA-NATO: Il Grande Strappo. Procedure, Scenari e il Nuovo Assetto della Difesa Europea\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/1280px-US-Navy-030325-N-9693M-001-Sicilys-volcano-Mt.-Etna-is-the-backdrop-for-a-U.S.-Air-Force-C-5-and-the-air-terminal-of-Naval-Air-Station-NAS-Sigonella.jpg\" alt=\"Sigonella 2026: L'Italia frena gli USA sull'escalation in Iran\" class=\"wp-image-17172\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sigonella 2026: L'Italia frena gli USA sull'escalation in Iran</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-trigger-della-crisi-la-frattura-del-mediterraneo\">Il \"Trigger\" della Crisi: La Frattura del Mediterraneo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A differenza del passato, la crisi attuale non nasce solo dal \"burden sharing\" (il 2% del PIL), ma da una divergenza strategica sull'Iran. Il rifiuto dell'Europa di concedere basi e spazio aereo — con i casi emblematici di <strong>Sigonella</strong> in Italia, delle basi spagnole e delle restrizioni britanniche a Cipro — ha convinto Washington che l'architettura NATO sia ormai asimmetrica: protezione americana per l'Europa, ma nessuna reciprocità europea per gli interessi globali degli USA.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conseguenze-geopolitiche-un-vuoto-di-potenza\">Conseguenze Geopolitiche: Un Vuoto di Potenza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'uscita degli USA comporterebbe un ridimensionamento immediato delle capacità operative del \"Fianco Est\" e del \"Fianco Sud\":</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Intelligence e Satelliti:</strong> L'Europa perderebbe l'accesso prioritario alla rete di sorveglianza e segnale satellitare (ISR) statunitense, cuore pulsante della difesa contro la Russia.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Deterrenza Nucleare:</strong> La fine del <em>Nuclear Sharing</em> (che coinvolge basi in Italia, Germania e Belgio) lascerebbe la Francia come unico pilastro nucleare continentale, sebbene la <em>Force de Frappe</em> di Macron sia dimensionata per interessi nazionali e non per una difesa estesa.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Logistica:</strong> La capacità di proiezione rapida verso i Paesi Baltici o la Polonia verrebbe meno senza i trasporti pesanti e il rifornimento in volo dell'US Air Force.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17823,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"USA-NATO: Il Grande Strappo. Procedure, Scenari e il Nuovo Assetto della Difesa Europea\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/macron-armee-1.png\" alt=\"USA-NATO: Il Grande Strappo. Procedure, Scenari e il Nuovo Assetto della Difesa Europea\" class=\"wp-image-17823\" style=\"width:1000px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">USA-NATO: Il Grande Strappo. Procedure, Scenari e il Nuovo Assetto della Difesa Europea</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-nuovo-assetto-verso-la-nato-europea\">Il Nuovo Assetto: Verso la \"NATO Europea\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il passaggio da un'Alleanza a guida statunitense a una coalizione puramente continentale comporterebbe una riconfigurazione radicale della catena di comando e delle responsabilità strategiche. Ecco come cambierebbe l'assetto della \"Euro-NATO\" nei suoi nodi cruciali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La Difesa del Fianco Est:</strong> La protezione di Polonia e Paesi Baltici, oggi garantita dalla presenza rotazionale e permanente di brigate statunitensi, dovrebbe essere interamente rimpiazzata da un <strong>Esercito comune di reazione rapida a guida polacco-tedesca</strong>. Questo richiederebbe un dispiegamento massiccio di forze terrestri europee sul confine orientale, per compensare il ritiro del deterrente convenzionale americano.Per l'Italia, l'uscita degli USA imporrebbe una scelta drastica: un raddoppio della spesa militare per coprire i vuoti tecnologici o un'integrazione accelerata nel progetto di <strong>Autonomia Strategica Europea</strong>. La centralità del Mediterraneo (il \"Mediterraneo Allargato\") diventerebbe una responsabilità puramente europea, richiedendo alla Marina Militare di assumere il ruolo di <em>lead nation</em> nel bacino meridionale, in coordinamento con la Francia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il Comando Supremo (SACEUR):</strong> Storicamente, la carica di <em>Supreme Allied Commander Europe</em> è sempre stata ricoperta da un Generale o Ammiraglio statunitense, a garanzia del legame transatlantico. In un assetto post-USA, la leadership passerebbe a un <strong>Generale di alto rango francese o tedesco</strong>, segnando il passaggio della NATO sotto il controllo politico-militare dell'asse continentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La Deterrenza Nucleare:</strong> Attualmente l’Europa fa affidamento sulla massiccia Triade nucleare statunitense e sul programma di <em>Nuclear Sharing</em> (che prevede l'uso di ordigni B61 stoccati in basi alleate). Senza Washington, l'unico pilastro diventerebbe l'<strong>estensione della \"Force de Frappe\" francese</strong> a tutto il territorio alleato, integrata da un coordinamento strategico con le testate britanniche, trasformando Parigi nel garante ultimo della sicurezza continentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15382,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"USA-NATO: Il Grande Strappo. Procedure, Scenari e il Nuovo Assetto della Difesa Europea\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/sganga-nato-1.jpg\" alt=\"NATO: Joint Force Command Naples all'Italia\" class=\"wp-image-15382\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">NATO: Joint Force Command Naples all'Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il Comando Sud e il Mediterraneo:</strong> Il <em>Joint Force Command</em> (JFC) di Napoli, oggi a guida americana, è il perno delle operazioni nel Mediterraneo e nel Nord Africa. La sua trasformazione vedrebbe un <strong>passaggio di consegne alla Marina Militare Italiana</strong>, in coordinamento con il Regno Unito, per assicurare la continuità delle missioni di sorveglianza e proiezione di potenza in un bacino diventato responsabilità esclusiva degli europei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'annuncio di esercitazioni NATO senza Washington nel 2026 e l'offerta di Macron per un ombrello nucleare europeo indicano che il \"Piano B\" è in fase di stesura avanzata. La NATO senza gli Stati Uniti sarebbe un'organizzazione più povera e militarmente meno intimidatoria, ma potrebbe paradossalmente costringere l'Europa a quella maturità politica che ha evitato per ottant'anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/1-2.webp","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, europa, geopolitica, Isolazionismo, NATO, trump, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-20 22:04:04","stato":"publish","riassunto_video":"Il possibile ritiro degli USA dalla NATO, alimentato da tensioni sulla crisi in Medio Oriente e divergenze strategiche con l’Europa, potrebbe ridisegnare la difesa europea. Senza il supporto americano, l’Europa perderebbe capacità chiave come intelligence, deterrenza nucleare e logistica, spingendo a un rafforzamento dell’autonomia strategica e a una leadership militare continentale","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30834-usa-nato-il-grande-strappo-procedure-scenari-e-il-nuovo-assetto-della-difesa-europea.mp4","galleria":""}
{"id":30825,"titolo":"Guerra ai droni: Fiocchi rivoluziona la difesa individuale con munizioni di nuova generazione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>LECCO – La minaccia arriva dall'alto, è piccola, veloce e spesso letale. Per rispondere a questa sfida nei moderni teatri operativi, <strong>Fiocchi Munizioni</strong> — storica eccellenza di Lecco oggi parte del colosso <strong>Czechoslovak Group (CSG)</strong> — ha presentato a <strong>Enforce Tac 2026</strong> una soluzione destinata a cambiare le regole d'ingaggio: una nuova generazione di munizioni anti-drone progettate per l'impiego diretto con le armi individuali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-difesa-di-ultima-linea\">Una difesa di \"ultima linea\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I recenti conflitti globali hanno dimostrato come i piccoli droni (UAV), spesso commerciali o modificati, siano in grado di mettere in crisi i sistemi di difesa aerea tradizionali, troppo complessi o costosi per bersagli così volatili a bassa quota.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La soluzione Fiocchi si inserisce esattamente qui: fornire al <strong>singolo soldato</strong> una capacità di difesa immediata. Non servono nuovi apparati o pesanti modifiche tecnologiche; la difesa diventa parte dell'equipaggiamento standard.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-caratteristiche-tecniche-il-potere-del-tungsteno\">Caratteristiche tecniche: il potere del Tungsteno</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le nuove cartucce sono state progettate per essere perfettamente compatibili con i fucili d'assalto standard, a partire dal calibro <strong>5,56×45 mm NATO</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Effetto a dispersione:</strong> La cartuccia utilizza un sistema multi-proiettile che rilascia <strong>pellet in tungsteno</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Precisione su bersagli piccoli:</strong> La dispersione all'uscita dalla canna aumenta drasticamente la probabilità di colpire droni veloci e di piccole dimensioni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sicurezza urbana:</strong> La tecnologia è studiata per limitare i danni collaterali, rendendola ideale anche per contesti urbanizzati o infrastrutture critiche.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"L'integrazione di capacità anti-drone direttamente nei fucili di ordinanza contribuisce a colmare una delle principali lacune operative emerse nei conflitti recenti\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>— <strong>Petr Marijczuk</strong>, CEO della divisione CSG Ammo+.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17810,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Guerra ai droni: Fiocchi rivoluziona la difesa individuale con munizioni di nuova generazione\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/HGAuOFeXAAAMJzd.jpg\" alt=\"Guerra ai droni: Fiocchi rivoluziona la difesa individuale con munizioni di nuova generazione\" class=\"wp-image-17810\" style=\"width:1000px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Guerra ai droni: Fiocchi rivoluziona la difesa individuale con munizioni di nuova generazione</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-test-e-collaborazioni\">Test e Collaborazioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo sviluppo del prodotto non è avvenuto in isolamento. È il frutto di una stretta collaborazione con le <strong>Forze Armate italiane</strong>, che hanno messo a disposizione unità dell'Esercito e reparti speciali per test e validazioni in scenari realistici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Ambiti di applicazione:</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fanteria e Forze Speciali:</strong> Difesa ravvicinata durante le manovre.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Protezione convogli:</strong> Sicurezza durante gli spostamenti in aree a rischio.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Infrastrutture critiche:</strong> Difesa di siti sensibili.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Forze dell'ordine:</strong> Interventi di sicurezza pubblica in ambito urbano.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-futuro-produzione-e-nuovi-calibri\">Il futuro: produzione e nuovi calibri</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo il debutto a Norimberga, Fiocchi è già pronta alla produzione su scala industriale. Ma la ricerca non si ferma: sono già in fase di sviluppo varianti per altri calibri diffusi, come il <strong>5,45×39 mm</strong> e il <strong>7,62×51 mm</strong>, per garantire una copertura totale delle piattaforme balistiche mondiali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie a questa innovazione, l'azienda lecchese si conferma leader in un segmento strategico e in rapidissima crescita, dimostrando come la tradizione manifatturiera italiana sappia evolversi per rispondere alle sfide tecnologiche della difesa moderna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/1-8.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"affari e finanza Industria Trasformazione Ingegneria Fiocchi Munizioni Czechoslovak Group, conflitti, Guerre Guerra Economia, Lecco Scienza, Tecnologia tecnologia (generico) Ricerca Politica Difesa Agitazioni","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-20 12:14:04","stato":"publish","riassunto_video":"Fiocchi Munizioni di Lecco ha presentato a Enforce Tac 2026 nuove munizioni anti-drone per fucili standard, con pellet in tungsteno che aumentano la precisione su piccoli UAV. Progettate per la difesa individuale, sono sicure in ambienti urbani e nascono da test con le Forze Armate italiane. In sviluppo varianti per altri calibri, Fiocchi punta a innovare la difesa contro i droni.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30825-guerra-ai-droni-fiocchi-rivoluziona-la-difesa-individuale-con-munizioni-di-nuova-generazione.mp4","galleria":""}
{"id":30828,"titolo":"Escalation nel Golfo: i Marines sequestrano la Touska","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>GOLFO DI OMAN</strong> – Un’operazione notturna ad alta tensione ha segnato un nuovo punto di non ritorno nella crisi tra Washington e Teheran. I <strong>Marines degli Stati Uniti</strong> hanno assaltato e preso il controllo della <strong>Touska</strong>, una nave cargo battente bandiera iraniana, dopo che l'imbarcazione aveva tentato di forzare il blocco navale imposto dal presidente Donald Trump lo scorso 13 aprile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-assalto-notturno-dinamica-dell-operazione\">L'Assalto Notturno: Dinamica dell'Operazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto diffuso dal <strong>CENTCOM</strong> (Comando Centrale Usa), l'intercettazione è avvenuta dopo sei ore di avvertimenti rimasti inascoltati. La cronologia dell'azione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il blocco:</strong> Il cacciatorpediniere lanciamissili <strong>USS Spruance (DDG 111)</strong> ha intercettato la Touska mentre faceva rotta verso il porto iraniano di Bandar Abbas.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il fuoco:</strong> Di fronte al rifiuto dell'equipaggio di fermarsi, la <em>Spruance</em> ha aperto il fuoco con il suo cannone da 5 pollici MK 45, mirando direttamente alla <strong>sala macchine</strong> per disattivare la propulsione della nave.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>L'abbordaggio:</strong> Con il mercantile immobilizzato, i Marines della <strong>31ª Marine Expeditionary Unit</strong> sono decollati dalla nave d'assalto anfibia <strong>USS Tripoli (LHA 7)</strong>. Il video diffuso dai canali ufficiali mostra le truppe calarsi con la tecnica del <em>fast-rope</em> (calata rapida in corda) sul ponte del mercantile.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:video {\"id\":17815} -->\n<figure class=\"wp-block-video\"><video controls src=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2026/04/Marines-USA-sequestrano-nave-iraniana-il-video-dellassalto.mp4\"></video></figure>\n<!-- /wp:video -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-annuncio-di-trump-volevamo-fermarli-e-lo-abbiamo-fatto\">L'annuncio di Trump: \"Volevamo fermarli e lo abbiamo fatto\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Presidente Donald Trump ha affidato a un post su <em>Truth Social</em> la conferma del sequestro, definendo l'operazione un successo totale della Marina:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“L’equipaggio iraniano si è rifiutato di obbedire, così la nostra nave della Marina li ha fermati di netto aprendo un foro nella sala macchine. Hanno tentato di superare il nostro blocco navale, e per loro non è andata bene.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Trump ha sottolineato le dimensioni imponenti della Touska — <strong>lunga quasi 900 piedi</strong> — e ha aggiunto che gli Stati Uniti hanno ora la \"piena custodia\" del carico, che è in fase di verifica per accertare eventuali violazioni delle sanzioni del Tesoro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-reazione-di-teheran-atto-di-pirateria\">La reazione di Teheran: \"Atto di pirateria\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La risposta dell'Iran non si è fatta attendere. Media vicini al regime hanno definito l’azione dei Marines un <strong>“atto di pirateria armata”</strong> e una violazione del cessate il fuoco concordato per i negoziati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Minaccia di ritorsione:</strong> Teheran ha annunciato l'impiego di <strong>droni d'attacco</strong> contro le imbarcazioni statunitensi nell'area.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Diplomazia al bivio:</strong> Il presidente iraniano <strong>Pezeshkian</strong> ha cercato di mantenere uno spiraglio aperto, dichiarando la necessità di \"utilizzare ogni via diplomatica per ridurre le tensioni\", nonostante l'ira dei vertici militari.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-impatto-globale-e-mercati\">Impatto Globale e Mercati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'incidente ha scosso immediatamente i mercati energetici. Il prezzo del petrolio è balzato del <strong>+7,3%</strong> nelle ore successive al sequestro, riflettendo il timore che lo Stretto di Hormuz possa diventare un campo di battaglia permanente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:table -->\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><thead><tr><td><strong>Nave Coinvolta</strong></td><td><strong>Forza Intervenuta</strong></td><td><strong>Luogo</strong></td><td><strong>Stato Attuale</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td><strong>M/V Touska</strong> (Iran)</td><td>USS Spruance / 31st MEU</td><td>Golfo di Oman</td><td>Sotto custodia USA</td></tr></tbody></table></figure>\n<!-- /wp:table -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre il mondo guarda con il fiato sospeso ai colloqui previsti in Pakistan, la tensione nel Mar Arabico rimane ai massimi storici. Gli Stati Uniti hanno ribadito che il blocco continuerà a essere applicato con \"metodi deliberati e proporzionali\" contro ogni nave non conforme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/1-1.webp","categoria":"Internazionali","tags":"#GolfoOman, #StrettoHormuz, #Touska, geopolitica, Iran, marines, trump","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-20 12:14:04","stato":"publish","riassunto_video":"Nel Golfo di Oman, i Marines USA hanno sequestrato la nave iraniana Touska dopo che aveva ignorato un blocco navale imposto da Trump. Il cacciatorpediniere USS Spruance ha colpito la sala macchine, immobilizzando la nave. Teheran ha definito l’azione un atto di pirateria e minaccia ritorsioni con droni. L’incidente ha fatto salire il prezzo del petrolio del 7,3%","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/04/20/gli-stati-uniti-sequestrano-una-nave-iraniana.-lira-di-teheran-droni_67cea65a-390d-4e33-aed7-f55d48f95589.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30828-escalation-nel-golfo-i-marines-sequestrano-la-touska.mp4","galleria":""}
{"id":30820,"titolo":"Chirurgia robotica volante: ecco il drone che opera i feriti sul campo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre i droni dominano le cronache belliche come strumenti d'offesa, la società indiana SS Innovations ribalta il paradigma: ecco Vimana, il chirurgo radiocomandato che promette di salvare vite laddove nessuno può arrivare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-oltre-il-conflitto-la-tecnologia-al-servizio-della-vita\">Oltre il conflitto: la tecnologia al servizio della vita</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante l'attuale panorama geopolitico dipinga spesso i droni come macchine distruttive, la ricerca tecnologica sta spingendo verso utilizzi decisamente più nobili. In ambito medico, la frontiera si è spostata ufficialmente nel cielo grazie a <strong>Vimana</strong>, il progetto d'avanguardia firmato <strong>SS Innovations</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'obiettivo è ambizioso: trasformare un velivolo senza pilota in un'estensione volante delle mani di un chirurgo, capace di intervenire in scenari dove l'evacuazione immediata è preclusa da ostacoli geografici o dall'intensità dei combattimenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-come-funziona-vimana-un-ospedale-in-volo\">Come funziona Vimana: un ospedale in volo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il drone non si limita al trasporto di plasma o kit di primo soccorso. La sua vera innovazione risiede nella struttura, che integra:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Bracci robotici miniaturizzati:</strong> Due appendici meccaniche che replicano i movimenti del chirurgo a distanza.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Strumentazione Micro:</strong> Strumenti da <strong>5 mm</strong> (forbici, pinze e portaghi) progettati per la chirurgia mininvasiva d'urgenza.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Connettività satellitare:</strong> Un sistema a bassa latenza per permettere al medico di operare in tempo reale da una postazione sicura.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Le operazioni possibili:</strong> Il sistema è progettato per manovre critiche come il controllo delle emorragie (tourniquet interni o clampaggio), l'estrazione di schegge, la suturazione di ferite aperte e persino la <strong>decompressione toracica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In medicina d'urgenza, intervenire tempestivamente (la cosiddetta <em>Golden Hour</em>) è il fattore determinante tra la vita e la morte. Vimana funge da ponte: stabilizza il paziente sul posto, garantendo che arrivi all'ospedale da campo in condizioni compatibili con un intervento definitivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17805,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Chirurgia robotica volante: ecco il drone che opera i feriti sul campo\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/golden-hour-medevac-army.webp\" alt=\"Chirurgia robotica volante: ecco il drone che opera i feriti sul campo\" class=\"wp-image-17805\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Chirurgia robotica volante: ecco il drone che opera i feriti sul campo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sicurezza-e-futuro-civile\">Sicurezza e futuro civile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante il debutto sia previsto in ambito militare, le potenzialità per il <strong>soccorso civile</strong> sono immense. Immaginiamo incidenti stradali in zone montane impervie o soccorsi post-terremoto dove le ambulanze sono bloccate dalle macerie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, restano due nodi fondamentali da sciogliere prima del dispiegamento:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Cybersecurity:</strong> Il sistema deve essere totalmente schermato contro tentativi di hacking, un rischio fatale durante un'operazione chirurgica.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Latenza:</strong> La connessione deve essere istantanea per evitare errori millimetrici.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Quando lo vedremo in azione?</strong> Se i test finali daranno esito positivo, le prime missioni di salvataggio reali potrebbero decollare già nel corso del <strong>2027</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-20260410-100400-WhatsAppBusiness-960x1704-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"GoldenHour, SS Innovations, Vimana","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-20 04:24:04","stato":"publish","riassunto_video":"Vimana, il drone-chirurgo di SS Innovations, rivoluziona il soccorso medico in zone di conflitto o difficili da raggiungere. Dotato di bracci robotici miniaturizzati e strumenti per interventi d’urgenza, permette ai medici di operare a distanza in tempo reale. Previsto per il 2027, punta a salvare vite durante la “Golden Hour” e ha potenziali applicazioni civili","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.facebook.com/ssinnovationsgroup/posts/a-defining-moment-at-smrsc-2026-the-unveiling-of-project-vimana-project-operion-/1345174960965908/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30820-chirurgia-robotica-volante-ecco-il-drone-che-opera-i-feriti-sul-campo.mp4","galleria":""}
{"id":30814,"titolo":"La Guerra del Gas: Il paradosso europeo tra sanzioni e record di importazioni","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre la retorica politica di Bruxelles punta alla totale indipendenza energetica da Mosca entro il 2027, la realtà dei flussi commerciali disegna uno scenario opposto. La <strong>guerra del gas</strong> non si combatte solo sul campo geopolitico, ma attraverso rotte marittime e terminali LNG che, paradossalmente, vedono l'Europa ancora nel ruolo di principale finanziatore delle casse del Cremlino.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-caso-spagna-e-il-primato-dei-porti-europei\">Il \"Caso Spagna\" e il primato dei porti europei</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante le promesse di sganciamento, a marzo le importazioni di gas naturale liquefatto (LNG) russo in Europa hanno registrato un'impennata clamorosa. In questa scacchiera energetica, la <strong>Spagna</strong> è diventata il nuovo hub di riferimento:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Boom di acquisti:</strong> Madrid ha registrato un <strong>+124%</strong> di importazioni rispetto a febbraio.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sorpasso su Parigi:</strong> Con 355 milioni di euro investiti in un solo mese, la Spagna ha scavalcato la Francia come primo importatore Ue.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Flussi globali:</strong> Il 49% dell'export mondiale di LNG russo finisce oggi nei porti europei, una quota doppia rispetto a quella destinata alla Cina.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17791,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/pipeline-0.jpg\" alt=\"La Guerra del Gas: Il paradosso europeo tra sanzioni e record di importazioni\" class=\"wp-image-17791\" title=\"La Guerra del Gas: Il paradosso europeo tra sanzioni e record di importazioni\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Guerra del Gas: Il paradosso europeo tra sanzioni e record di importazioni</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-fronte-industriale-si-spacca-pragmatismo-vs-dogmatismo\">Il fronte industriale si spacca: Pragmatismo vs Dogmatismo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La \"guerra del gas\" sta logorando la compattezza dei leader europei e dei giganti dell'energia. Il segnale più forte arriva dall'Italia, dove l'AD di Eni, <strong>Claudio Descalzi</strong>, ha lanciato un avvertimento diretto a Bruxelles:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"È necessario sospendere il bando che scatterà il 1° gennaio 2027. Chi produrrà quei 20 miliardi di metri cubi che mancheranno dalla Russia?\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Descalzi, l'Europa rischia l'autolesionismo: senza alternative concrete e immediate (considerando anche i deficit di fornitura dal Qatar), mantenere una posizione dogmatica equivale a \"darsi martellate in testa\". Di contro, la premier <strong>Giorgia Meloni</strong> mantiene la linea della fermezza, definendo la pressione economica l'unica arma efficace per spingere Mosca verso la pace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-classifica-dei-principali-acquirenti-marzo-2026\">La classifica dei principali acquirenti (Marzo 2026)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:table -->\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><thead><tr><td><strong>Paese</strong></td><td><strong>Importo (milioni di €)</strong></td><td><strong>Fonte principale</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Spagna</strong></td><td>355</td><td>LNG (Bilbao/Sagunto)</td></tr><tr><td><strong>Ungheria</strong></td><td>297</td><td>Gasdotto (TurkStream)</td></tr><tr><td><strong>Francia</strong></td><td>287</td><td>LNG</td></tr><tr><td><strong>Belgio</strong></td><td>219</td><td>LNG</td></tr></tbody></table></figure>\n<!-- /wp:table -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-fattori-esterni-l-effetto-iran-e-il-regalo-a-putin\">Fattori esterni: L'effetto Iran e il regalo a Putin</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo scontro energetico, le tensioni in Medio Oriente giocano un ruolo decisivo. L'instabilità tra <strong>USA-Israele e Iran</strong> ha provocato un'impennata dei prezzi del greggio e del gas. Il risultato?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Le entrate fiscali di Mosca da fonti fossili sono cresciute del <strong>52%</strong> in un mese.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>L'aumento dei profitti russi è dovuto più alla crescita dei prezzi che ai volumi, trasformando la crisi mediorientale in un inaspettato polmone finanziario per il Cremlino.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17792,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/tramonto-del-petrolio.jpg\" alt=\"La Guerra del Gas: Il paradosso europeo tra sanzioni e record di importazioni\" class=\"wp-image-17792\" style=\"width:1000px\" title=\"La Guerra del Gas: Il paradosso europeo tra sanzioni e record di importazioni\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Guerra del Gas: Il paradosso europeo tra sanzioni e record di importazioni</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusioni-una-strategia-al-bivio\">Conclusioni: Una strategia al bivio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre la Germania si rifugia dietro clausole di \"forza maggiore\" per gestire i vecchi contratti con l'LNG artico, l'Europa intera si interroga: è possibile vincere la guerra del gas senza mettere in ginocchio il proprio sistema industriale? Il 2027 si avvicina, ma la dipendenza russa, invece di svanire, sembra essersi semplicemente spostata dai gasdotti alle navi metaniere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/gas.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#GuerraDelGas, CrisiEnergetica, energia, geopolitica, LNG, SanzioniRussia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-20 03:44:04","stato":"publish","riassunto_video":"Nonostante le promesse di indipendenza energetica da Mosca entro il 2027, l’Europa aumenta le importazioni di gas russo, soprattutto tramite LNG. A marzo a Spagna è diventata il primo importatore Ue, con un +124% rispetto a febbraio. La crisi mediorientale ha fatto crescere i profitti russi, mentre in Europa si dibatte tra fermezza politica e pragmatismo industriale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.berliner-zeitung.de/wirtschaft-verantwortung/russisches-lng-boomt-in-spanien-importe-steigen-um-124-prozent-li.10030308","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30814-la-guerra-del-gas-il-paradosso-europeo-tra-sanzioni-e-record-di-importazioni.mp4","galleria":""}
{"id":30803,"titolo":"Scuola Militare Aeronautica “G. Douhet”: giurano gli Allievi del Corso Astro II, presenti Rauti, Portolano, Conserva e Gianfranco Paglia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sabato 18 aprile 2026, presso il Piazzale Bandiera dell’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche di Firenze, si è svolta la cerimonia di giuramento dei 33 Allievi del 1° Corso della Scuola Militare Aeronautica “Giulio Douhet”, che ha assunto il nome di <strong>Astro II</strong>. Per i giovani frequentatori del liceo dell’Aeronautica Militare il giuramento ha rappresentato l’atto con cui promettere fedeltà alla Repubblica, alle istituzioni e ai valori del servizio verso la Nazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I vertici della Difesa presenti a Firenze</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La giornata è stata presieduta dal Sottosegretario di Stato alla Difesa Senatrice Isabella Rauti ed ha visto la presenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano, del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Antonio Conserva e del Tenente Colonnello Gianfranco Paglia, Medaglia d’Oro al Valor Militare. La presenza congiunta delle principali autorità civili e militari ha conferito alla cerimonia un forte significato istituzionale, confermando l’attenzione riservata alla formazione delle nuove generazioni. Ad aprire gli interventi è stato proprio Gianfranco Paglia, che ha ringraziato gli allievi “per quello che farete per la nostra amata Patria e soprattutto per come lo farete”, richiamando i valori del dovere, dell’onore e della responsabilità personale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":30805,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260418-WA0009-1024x682.jpg\" alt=\"Scuola Militare Aeronautica “G. Douhet”: giurano gli Allievi del Corso Astro II, presenti Rauti, Portolano, Conserva e Gianfranco Paglia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-30805\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il messaggio alle nuove generazioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, Isabella Rauti ha definito il giuramento come un autentico “battesimo militare”, sottolineando che si tratta di una scelta personale ma anche di un impegno condiviso con la Scuola e con l’Italia. Ha ricordato ai giovani che da questo momento non rappresentano più soltanto sé stessi, ma la Difesa, le Istituzioni, la Nazione e il Tricolore. Il Generale Luciano Portolano ha invece richiamato la figura di Giulio Douhet, ricordandolo come un visionario capace di intuire il ruolo strategico del dominio dell’aria, oggi ancora più centrale in un contesto segnato da droni, missili ipersonici, intelligenza artificiale e guerra elettronica. Sulla stessa linea il Generale Antonio Conserva, che ha invitato gli allievi a coltivare visione e disciplina, elementi indispensabili per affrontare il futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":30809,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260418-WA0034-1024x682.jpg\" alt=\"Scuola Militare Aeronautica “G. Douhet”: giurano gli Allievi del Corso Astro II, presenti Rauti, Portolano, Conserva e Gianfranco Paglia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-30809\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Astro II inaugura una nuova fase storica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia del 2026 ha avuto anche un profondo valore simbolico. Dal 2006 i corsi della Douhet sono stati identificati, seguendo l’ordine alfabetico, con nomi ispirati a figure mitologiche o corpi celesti: Astro, Bora, Crono, Dardo, Espero, Fides, Ghibli, Iris, Lyra, Mito, Nadir, Omega, Perseo, Rigel, Sirio, Taurus, Ursa, Vega e Zenit. Con il giuramento dell’Astro II si chiude idealmente un primo ciclo storico e si apre una nuova fase, inaugurando la seconda generazione della tradizione dell’Istituto. Durante il Battesimo del Corso, gli allievi hanno ereditato il gagliardetto e il motto storico <strong>“Multi Radii Una Lux”</strong>, ovvero “Molti raggi, una sola luce”, simbolo dell’unione di talenti diversi orientati verso un obiettivo comune.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":30808,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260418-WA0031-1024x682.jpg\" alt=\"Scuola Militare Aeronautica “G. Douhet”: giurano gli Allievi del Corso Astro II, presenti Rauti, Portolano, Conserva e Gianfranco Paglia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-30808\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il sorvolo delle Frecce Tricolori e il ruolo della Douhet</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A rendere ancora più suggestivo l’atto solenne del giuramento è stato il sorvolo della Pattuglia Acrobatica Nazionale, simbolo di eccellenza dell’aviazione italiana e ambasciatrice del Tricolore nel mondo. Oggi la Scuola Douhet ospita 88 allievi ed è un istituto secondario di secondo grado accessibile tramite concorso pubblico, con circa 800 domande annue. Gli studenti frequentano gli indirizzi classico e scientifico all’interno di un percorso che unisce formazione accademica, educazione militare, attività sportive, crescita caratteriale e apertura internazionale attraverso lo studio delle lingue e il lavoro di squadra. Il giuramento del Corso Astro II rappresenta così l’ingresso ufficiale di una nuova generazione di giovani italiani in un cammino fondato su merito, responsabilità e servizio verso il Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260418-WA0016.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"aeronauticamilitare, difesaitaliana, ScuolaDouhet","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-18 23:48:58","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/news/scuola-militare-g-douhet-giurano-gli-allievi-del-corso-astro-ii/","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30803-scuola-militare-aeronautica-g-douhet-giurano-gli-allievi-del-corso-astro-ii-presenti-rauti-portolano-conserva-e-gianfranco-paglia.mp4","galleria":""}
{"id":30794,"titolo":"Ucraina: è iniziata la Guerra Autonoma. I Robot conquistano la prima postazione nemica.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la prima volta dall’inizio del conflitto, l’Ucraina ha segnato un punto di non ritorno nella storia militare moderna: <strong>una postazione russa è stata conquistata senza l'impiego di un solo soldato in carne e ossa</strong>. L'operazione è stata condotta esclusivamente da un coordinamento di robot terrestri e droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'annuncio è arrivato direttamente dal presidente <strong>Volodymyr Zelensky</strong>, che ha descritto l'azione come un passaggio epocale:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Per la prima volta nella storia di questa guerra, una posizione nemica è stata presa esclusivamente da piattaforme senza equipaggio. Il risultato? I militari russi si sono arresi, l'azione si è conclusa senza alcuna perdita ucraina e senza fanteria coinvolta.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16686,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Ucraina: è iniziata la Guerra Autonoma. I Robot conquistano la prima postazione nemica.\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Russian-offensive-1920x1280-1-1024x683-1.jpeg\" alt=\"Ucraina: La Controffensiva logora l’iniziativa Russa\" class=\"wp-image-16686\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ucraina: La Controffensiva logora l’iniziativa Russa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-numeri-della-trasformazione\">I numeri della trasformazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo non è casuale, ma il culmine di una strategia che vede Kyiv accelerare sull'automazione per compensare lo squilibrio numerico con le forze russe.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>22.000 interventi:</strong> Solo nei primi tre mesi del 2026, i robot sono entrati nelle \"aree rosse\" al posto dei soldati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Droid TW-7.62:</strong> Un esempio d'eccellenza. Questo sistema, dotato di <strong>Intelligenza Artificiale</strong>, è in grado di tracciare bersagli autonomamente; a gennaio aveva già catturato tre soldati russi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Mission Control:</strong> Il nuovo sistema lanciato per aumentare la profondità di combattimento e il coordinamento tra macchine.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17779,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Ucraina: è iniziata la Guerra Autonoma. I Robot conquistano la prima postazione nemica.\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/41eabe09-03e3-45ac-8e7c-435ffa4b8c07.jpg\" alt=\"Ucraina: è iniziata la Guerra Autonoma. I Robot conquistano la prima postazione nemica.\" class=\"wp-image-17779\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ucraina: è iniziata la Guerra Autonoma. I Robot conquistano la prima postazione nemica.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-dottrina-fedorov-piu-macchine-meno-uomini\">La dottrina Fedorov: \"Più macchine, meno uomini\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dietro questa rivoluzione c'è la visione di <strong>Mykhailo Fedorov</strong>, ministro della Trasformazione Digitale. L'obiettivo è trasformare l'esercito ucraino in una macchina tecnologica a basso costo ma ad altissimo impatto. La logica è brutale nella sua efficacia: <strong>le macchine sono sacrificabili, gli uomini no.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La strategia si basa su tre pilastri fondamentali: l'<strong>integrazione dell'IA</strong> per permettere ai software di riconoscere obiettivi senza intervento umano costante, la <strong>produzione di massa</strong> di droni e robot su scala industriale, e <strong>cicli di innovazione rapidi</strong> per superare costantemente le contromisure elettroniche nemiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-salto-oltre-i-precedenti-storici-l-evoluzione-del-campo-di-battaglia\">Un salto oltre i precedenti storici: l'evoluzione del campo di battaglia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sebbene i sistemi remoti non siano una novità assoluta, l'operazione ucraina del 14 aprile cambia radicalmente il paradigma del loro utilizzo. In passato, i <strong>droni aerei (UAV)</strong> come i <em>Reaper</em> americani erano confinati a compiti di sorveglianza e strike mirati; oggi, Kyiv li usa per la saturazione del territorio e il coordinamento degli assalti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Allo stesso modo, i <strong>robot terrestri (UGV)</strong>, che storicamente servivano per lo sminamento e l'esplorazione (si pensi ai <em>PackBot</em> in Iraq), si sono evoluti in macchine da combattimento capaci di conquistare e occupare fisicamente il territorio. Anche le <strong>munizioni circuitanti</strong>, un tempo usate per attacchi a bersagli singoli, vengono ora impiegate in sciami coordinati per indurre la resa del nemico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fino a ieri, la tecnologia serviva a <strong>supportare</strong> l'uomo; oggi, in Ucraina, la tecnologia ha dimostrato di poterlo <strong>sostituire</strong> nella fase più critica del combattimento: la presa di posizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://twitter.com/Mylovanov/status/1942211645767336122?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1942211645767336122%7Ctwgr%5E%7Ctwcon%5Es1_c10u0026ref_url=\",\"type\":\"rich\",\"providerNameSlug\":\"twitter\",\"responsive\":true} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://twitter.com/Mylovanov/status/1942211645767336122?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1942211645767336122%7Ctwgr%5E%7Ctwcon%5Es1_c10&amp;ref_url=\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-implicazioni-per-il-futuro\">Implicazioni per il futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se confermata nei suoi dettagli operativi, questa vittoria apre scenari inediti. La capacità di costringere il nemico alla resa tramite algoritmi e cingoli robotici solleva interrogativi etici profondi, ma per Kyiv rappresenta l'unica via per la sopravvivenza: una guerra asimmetrica dove l'intelligenza artificiale colma il vuoto lasciato dalla carne e dal sangue.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/1-7.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#Fedorov, #RobotWar, #Zelensky, Droni, guerratecnologica, innovazionemilitare, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-18 16:44:04","stato":"publish","riassunto_video":"Per la prima volta in guerra, l’Ucraina ha conquistato una postazione russa senza soldati, usando solo robot e droni coordinati da IA. La strategia, guidata dal ministro Fedorov, punta su automazione e produzione di massa per ridurre perdite umane. Questo cambiamento rivoluziona il campo di battaglia, aprendo nuove sfide etiche e tattiche nella guerra autonoma.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30794-ucraina-e-iniziata-la-guerra-autonoma-i-robot-conquistano-la-prima-postazione-nemica.mp4","galleria":""}
{"id":30787,"titolo":"L’Esercito USA battezza il Bell MV-75: rinasce il mito del Cheyenne II","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>U.S. Army</strong> ha ufficialmente battezzato il suo nuovo velivolo a rotori basculanti <strong>Bell MV-75</strong> con il nome di <strong>Cheyenne II</strong>, ripristinando una delle denominazioni più iconiche e ambiziose della storia aeronautica militare. Questa scelta rispetta la lunga tradizione di nominare i mezzi da combattimento in onore delle <strong>tribù dei nativi americani</strong>. Il nome richiama direttamente il leggendario <strong>Lockheed AH-56 Cheyenne</strong>, il rivoluzionario elicottero d'attacco degli anni '60 che cercava di fondere la velocità di un aereo con la versatilità di un rotore, ma il cui programma fu interrotto nel <strong>1972</strong> per problemi tecnici e politici. Oggi, a distanza di oltre sessant'anni dai primi prototipi, l'esercito statunitense riprende quel concetto interrotto per dare vita a una nuova era del <strong>volo verticale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17759,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/V-280.webp\" alt=\"L’Esercito USA battezza il Bell MV-75: rinasce il mito del &quot;Cheyenne II&quot;\" class=\"wp-image-17759\" title=\"L’Esercito USA battezza il Bell MV-75: rinasce il mito del \" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Esercito USA battezza il Bell MV-75: rinasce il mito del \"Cheyenne II\"</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-mv-75-l-evoluzione-tecnica-del-convertiplano\"><strong>MV-75: L'Evoluzione Tecnica del Convertiplano</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Cheyenne II</strong> rappresenta l'evoluzione finale del dimostratore tecnologico <strong>Bell V-280 Valor</strong> e introduce soluzioni ingegneristiche radicali rispetto ai modelli precedenti. A differenza dell'Osprey, l'<strong>MV-75</strong> è progettato con <strong>motori fissi</strong> in posizione orizzontale, dove a ruotare sono esclusivamente i <strong>rotori</strong> e i sistemi di trasmissione; questo design aumenta l'<strong>affidabilità meccanica</strong> e riduce drasticamente l'impatto termico sulle zone di atterraggio. La sigla numerica <strong>75</strong> è stata scelta per celebrare il <strong>1775</strong>, anno di fondazione della <strong>U.S. Army</strong>, seguendo una logica di designazione simbolica già adottata per il bombardiere stealth <strong>B-21</strong> e il futuro caccia <strong>F-47</strong>, distaccandosi dalla sequenza numerica tradizionale per sottolineare l'importanza storica del progetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17760,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/MV-75-drones.webp\" alt=\"L’Esercito USA battezza il Bell MV-75: rinasce il mito del &quot;Cheyenne II&quot;\" class=\"wp-image-17760\" title=\"L’Esercito USA battezza il Bell MV-75: rinasce il mito del \" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Esercito USA battezza il Bell MV-75: rinasce il mito del \"Cheyenne II\"</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-rivoluzione-operativa-e-tempi-di-consegna-accelerati\"><strong>Rivoluzione Operativa e Tempi di Consegna Accelerati</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo convertiplano è destinato a sostituire il celebre <strong>Sikorsky UH-60 Black Hawk</strong>, assumendo il ruolo di pilastro per <a href=\"https://brigatafolgore.net/caex-2025-addestramento-avanzato-e-integrazione-interforze-in-primo-piano/\">il trasporto tattico e l'assalto aereo a lungo raggio</a>. La prima unità operativa a ricevere i nuovi mezzi sarà la prestigiosa <strong>101ª Divisione Aviotrasportata</strong> (Screaming Eagles) presso Fort Campbell. Sorprendendo gli osservatori internazionali, il Pentagono ha deciso di imprimere una forte accelerazione al programma: l'introduzione ufficiale avverrà già entro la fine del <strong>2026</strong>, con largo anticipo rispetto alla previsione originale del <strong>2030</strong>. L'esercito prevede di impiegare i primi <strong>sei prototipi</strong> di serie per avviare immediatamente i test sul campo, garantendo una capacità di proiezione delle truppe con velocità e raggio d'azione quasi <strong>raddoppiati</strong> rispetto agli elicotteri attuali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/Bell-V-280-Valor-high-speed-cruise-demo-2019-Alliance-Air-Show.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"CheyenneII, esercitoUSA, FLRAA, MV-75, Tiltrotor, usarmy, V-280Valor","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-18 10:34:04","stato":"publish","riassunto_video":"La U.S. Army ha battezzato il nuovo convertiplano Bell MV-75 come Cheyenne II, omaggio al leggendario AH-56 degli anni '60. Progettato con motori fissi e rotori rotanti, migliora affidabilità e riduce l’impatto termico. Destinato a sostituire l’UH-60 Black Hawk, sarà operativo entro il 2026, con capacità di trasporto e assalto aereo potenziate.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30787-lesercito-usa-battezza-il-bell-mv-75-rinasce-il-mito-del-cheyenne-ii.mp4","galleria":""}
{"id":30781,"titolo":"La Francia accelera sulla Difesa: Artiglieria, Missili Balistici e il Fattore Attrito","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il panorama della <strong>difesa francese</strong> sta attraversando una trasformazione radicale. Con la pressione di un possibile <strong>conflitto su vasta scala</strong> entro il <strong>2030</strong>, Parigi si trova di fronte a una <strong>corsa contro il tempo</strong> per modernizzare il proprio arsenale, bilanciando l'<strong>urgenza operativa</strong> con la necessità di mantenere la propria <strong>sovranità industriale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-dilemma-della-sovranita-nell-artiglieria-a-razzo\">Il dilemma della sovranità nell'artiglieria a razzo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La priorità assoluta dell'<strong>Esercito francese</strong> è attualmente la sostituzione dei nove <strong>Lance-Roquettes Unitaire (LRU)</strong> superstiti, che raggiungeranno la <strong>fine della vita operativa</strong> nel <strong>2027</strong>. Proprio questa settimana sono iniziati i <strong>test</strong> per un sistema sviluppato internamente e i risultati preliminari sembrano promettenti. La Francia deve ora decidere se puntare sul <strong>prodotto nazionale</strong>, sviluppato dai team <strong>Safran/MBDA</strong> o <strong>Thales/ArianeGroup</strong>, oppure acquistare <strong>sistemi stranieri</strong> già pronti come lo statunitense <strong>HIMARS</strong>, l'israeliano <strong>PULS</strong> o il sudcoreano <strong>Chunmoo</strong>. L'obiettivo finale rimane l'acquisizione di <strong>26 sistemi</strong> e <strong>300 munizioni</strong> per equipaggiare un intero battaglione entro il <strong>2030</strong>. Come sottolineato da <strong>Patrick Pailloux</strong>, capo della <strong>DGA</strong>, si tratterà di un compromesso necessario tra <strong>sovranità</strong>, <strong>costi</strong> e <strong>tempi di consegna</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17753,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"La Francia accelera sulla Difesa: Artiglieria, Missili Balistici e il Fattore Attrito\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Chun.jpg\" alt=\"La Francia accelera sulla Difesa: Artiglieria, Missili Balistici e il &quot;Fattore Attrito&quot;\" class=\"wp-image-17753\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Francia accelera sulla Difesa: Artiglieria, Missili Balistici e il \"Fattore Attrito\"</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ritorno-dei-missili-balistici-e-la-tecnologia-ipersonica\">Il ritorno dei missili balistici e la tecnologia ipersonica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, la Francia ha stanziato <strong>un miliardo di euro</strong> per quest'anno al fine di avviare <a href=\"https://brigatafolgore.net/lanomalia-strategica-europea-la-sfida-del-lungo-raggio-e-il-ruolo-dellitalia/\">lo sviluppo di un sistema missilistico balistico terrestre </a>con una gittata di <strong>2.500 chilometri</strong>. Il missile sarà dotato di un <strong>veicolo ipersonico planante</strong>, una scelta tecnica che la <strong>DGA</strong> ritiene offra il miglior rapporto tra <strong>costi e prestazioni militari</strong>. Sebbene l'obiettivo ufficiale per lo spiegamento sia il <strong>2035</strong>, i vertici militari stanno cercando di <strong>accelerare i tempi</strong> per portare la data il più vicino possibile al <strong>2030</strong>. Per riuscirci, si ipotizza di consegnare inizialmente <strong>versioni semplificate</strong>, prive di sistemi <strong>anti-jamming</strong> avanzati, che verranno integrati solo in un secondo momento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-rafale-f5-il-futuro-del-combattimento-aereo\">Rafale F5: il futuro del combattimento aereo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>2026</strong> segna anche l'inizio dei lavori sullo standard <strong>F5</strong> del caccia <strong>Rafale</strong>, supportato da un budget di <strong>3,4 miliardi di euro</strong> destinato all'aviazione da combattimento. I cambiamenti includeranno innovazioni strutturali come il nuovo <strong>motore T-REX</strong> di <strong>Safran</strong>, capace di una <strong>spinta di 9 tonnellate</strong> rispetto alle 7 del modello attuale. Verrà inoltre aggiornata l'intera suite di <strong>sensori e radar</strong>. Per quanto riguarda l'armamento, la <strong>DGA</strong> punta ad accelerare sullo sviluppo del missile aria-terra <strong>Stratus RS</strong> di <strong>MBDA</strong> e sulla creazione del <strong>Comet</strong>, un <strong>missile aria-aria</strong> a lunghissima gittata che dovrebbe superare le prestazioni dell'attuale <strong>Meteor</strong> entro il <strong>2030</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17754,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La Francia accelera sulla Difesa: Artiglieria, Missili Balistici e il Fattore Attrito\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/DA00030423_Si.webp\" alt=\"La Francia accelera sulla Difesa: Artiglieria, Missili Balistici e il &quot;Fattore Attrito&quot;\" class=\"wp-image-17754\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Francia accelera sulla Difesa: Artiglieria, Missili Balistici e il \"Fattore Attrito\"</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-preparazione-alla-guerra-di-attrito-e-il-drone-renault\">La preparazione alla guerra di attrito e il drone Renault</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visione strategica di <strong>Pailloux</strong> è chiara: in una <strong>guerra di attrito</strong> vince chi possiede ancora <strong>munizioni</strong> quando l'avversario le ha esaurite. Per questo motivo, la Francia ha pianificato ordini per oltre <strong>6 miliardi di euro</strong> in munizioni di vario tipo, dai missili da crociera <strong>SCALP</strong> ai sistemi di difesa aerea <strong>Mistral</strong>. In questo contesto si inserisce il progetto del <strong>drone Chorus</strong>, un velivolo <strong>\"one-way\"</strong> con una gittata di <strong>3.000 chilometri</strong> e un carico utile di <strong>500 chilogrammi</strong>. La produzione sarà affidata alla casa automobilistica <strong>Renault</strong>, con l'obiettivo di contenere i costi a circa <strong>120.000 euro</strong> per unità, una cifra che permette una <strong>produzione di massa</strong> essenziale per affrontare un conflitto di logoramento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/HIMARS-Kuwait.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"artiglieria, DGA, difesa, Francia, missili, Rafale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-18 10:14:04","stato":"publish","riassunto_video":"La Francia sta modernizzando la difesa in vista di un possibile conflitto entro il 2030, bilanciando sovranità e costi. Sostituirà i sistemi d’artiglieria LRU con soluzioni nazionali o straniere, svilupperà missili balistici ipersonici e aggiornerà il caccia Rafale con nuove tecnologie. Punta su munizioni in grande quantità e sul drone low cost Chorus per una guerra di attrito.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30781-la-francia-accelera-sulla-difesa-artiglieria-missili-balistici-e-il-fattore-attrito.mp4","galleria":""}
{"id":30774,"titolo":"Il Generale Portolano a Viterbo - 423 Allievi Marescialli giurano Fedeltà alla Repubblica","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>VITERBO – In una solenne cerimonia congiunta presso la Scuola Sottufficiali dell'Esercito, 423 allievi marescialli hanno giurato fedeltà alla Repubblica. Il Capo di Stato Maggiore della Difesa lancia un monito sulle nuove sfide ibride: \"La coesione è il nostro centro di gravità\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il suono solenne della banda, lo sguardo rivolto al cielo e un unico, potente grido: <strong>\"Lo giuro\"</strong>. In una cornice di profonda emozione e rigore militare, la città di Viterbo ha ospitato il giuramento congiunto di <strong>423 allievi marescialli</strong> dell'Esercito e dell'Aeronautica Militare. Un momento storico che ha visto protagonisti i giovani del 28° corso \"Laran II\" e \"Impeto\", pronti a servire il Paese in un panorama internazionale sempre più complesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17743,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Generale Portolano a Viterbo - 423 Allievi Marescialli giurano Fedeltà alla Repubblica\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Giuramento-allievi-marescialli-Esercito-e-Aeronautica-2026-11-e1776434168785.jpeg\" alt=\"Il Generale Portolano a Viterbo - 423 Allievi Marescialli giurano Fedeltà alla Repubblica\" class=\"wp-image-17743\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Portolano a Viterbo - 423 Allievi Marescialli giurano Fedeltà alla Repubblica</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-monito-di-portolano-conflitti-ibridi-e-invisibili\">Il monito di Portolano: \"Conflitti ibridi e invisibili\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'autorità di vertice presente, il <strong>Generale Luciano Portolano</strong>, Capo di Stato Maggiore della Difesa, ha rivolto ai giovani militari un discorso di profonda analisi geopolitica. Secondo Portolano, il mondo attuale è attraversato da minacce che non si limitano più al solo campo di battaglia tradizionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Le minacce odierne si insinuano nei <strong>sistemi finanziari</strong>, nelle <strong>infrastrutture digitali</strong> e nel tessuto della nostra economia, assottigliando il confine tra pace e guerra, rendendolo incerto e spesso invisibile\", ha dichiarato il Generale.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Portolano ha poi sottolineato come l’obiettivo degli avversari sia la <strong>disgregazione della coesione nazionale e internazionale</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Guerra Ibrida:</strong> Conflitti silenziosi che mirano a erodere le istituzioni dall'interno.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il Centro di Gravità:</strong> La coesione sociale e militare è l'obiettivo principale degli attacchi esterni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Addestramento come Rispetto:</strong> Preparare i militari alle minacce attuali è il primo dovere verso chi rischia la vita per la Patria.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17745,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Generale Portolano a Viterbo - 423 Allievi Marescialli giurano Fedeltà alla Repubblica\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Giuramento-allievi-marescialli-Esercito-e-Aeronautica-2026-13.jpeg\" alt=\"Il Generale Portolano a Viterbo - 423 Allievi Marescialli giurano Fedeltà alla Repubblica\" class=\"wp-image-17745\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Portolano a Viterbo - 423 Allievi Marescialli giurano Fedeltà alla Repubblica</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-valori-e-formazione-la-colonna-vertebrale-della-difesa\">Valori e Formazione: la colonna vertebrale della Difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della cerimonia è stato ribadito come il giuramento rappresenti l'impegno più significativo della vita professionale: una scelta consapevole di anteporre il bene della collettività a se stessi. Per gli allievi, questo atto solenne corona un percorso iniziato con la consegna dello spadino e che proseguirà con un intenso biennio di studi volto al conseguimento della laurea in <strong>Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'accento è stato posto sulla centralità del capitale umano rispetto ai mezzi tecnologici. I nuovi sottufficiali sono stati definiti la <strong>\"colonna vertebrale\"</strong> delle Forze Armate, chiamati a operare in ambienti contesi con lealtà, orgoglio e spirito di corpo. Un messaggio di gratitudine è stato rivolto anche alle famiglie, il cui sostegno è ritenuto fondamentale per la crescita dei futuri comandanti di plotone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17744,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Generale Portolano a Viterbo - 423 Allievi Marescialli giurano Fedeltà alla Repubblica\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Giuramento-allievi-marescialli-Esercito-e-Aeronautica-2026-15.jpeg\" alt=\"Il Generale Portolano a Viterbo - 423 Allievi Marescialli giurano Fedeltà alla Repubblica\" class=\"wp-image-17744\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Portolano a Viterbo - 423 Allievi Marescialli giurano Fedeltà alla Repubblica</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-valori-e-futuro\">Valori e Futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia si è conclusa tra gli abbracci di familiari e cittadini, testimoni di un impegno che va oltre la carriera lavorativa. Per i 423 allievi, il giuramento non è solo un atto formale, ma l'inizio di una responsabilità di comando che li vedrà presto alla guida di plotoni e reparti, in un'epoca in cui — come ricordato dal Generale Portolano — la difesa della Patria passa tanto dai confini fisici quanto dai <strong>server digitali</strong> e dalla <strong>tenuta economica</strong> del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/Luciano-Portolano-a-sinistra-e1776434126163.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"Aeronautica, difesa, esercito, giuramento, marescialli, Portolano, viterbo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-17 15:04:03","stato":"publish","riassunto_video":"A Viterbo, 423 allievi marescialli dell’Esercito e dell’Aeronautica hanno giurato fedeltà alla Repubblica in una cerimonia solenne. Il Generale Portolano ha evidenziato le nuove minacce ibride, che colpiscono anche economia e infrastrutture digitali, sottolineando l’importanza della coesione sociale e militare come “centro di gravità” della difesa nazionale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30774-il-generale-portolano-a-viterbo-423-allievi-marescialli-giurano-fedelta-alla-repubblica.mp4","galleria":""}
{"id":30768,"titolo":"La Difesa Aerea Integrata: Il Pilastro Strategico per l’Esercito del Futuro","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"p-rc_9b0eaa4afbe18124-19\">L’Esercito Italiano ha recentemente pubblicato il primo numero di <strong>RecaP – Rapporto Procurement</strong>, una nuova collana tematica curata dal <strong>IV Reparto Logistico</strong> dello Stato Maggiore dell’Esercito<sup></sup><sup></sup><sup></sup><sup></sup>. Questo numero inaugurale è interamente dedicato alla <strong>Difesa Aerea Integrata</strong>, una capacità oggi considerata \"abilitante ed essenziale\" per garantire la libertà di manovra, proteggere le linee di comando e assicurare la resilienza dello strumento militare<sup></sup><sup></sup><sup></sup><sup></sup><sup></sup><sup></sup><sup></sup><sup></sup>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-cambio-di-paradigma-strategico\">Un cambio di paradigma strategico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"p-rc_9b0eaa4afbe18124-20\">Per oltre vent'anni, l'Esercito si è concentrato su scenari di peacekeeping e gestione delle crisi, contesti in cui la minaccia aerea era spesso limitata o mitigata dalla superiorità alleata<sup></sup>. Tuttavia, il ritorno della competizione tra pari e l'emergere di minacce multidimensionali — dai droni a basso costo ai missili balistici e ipersonici — ha imposto una revisione profonda della dottrina operativa<sup></sup>. Oggi, la protezione dello spazio aereo è il prerequisito per qualsiasi operazione terrestre efficace<sup></sup><sup></sup><sup></sup><sup></sup>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17734,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"La Difesa Aerea Integrata: Il Pilastro Strategico per l’Esercito del Futuro\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/GNTtdKMWcAAUl3S.jpg\" alt=\"La Difesa Aerea Integrata: Il Pilastro Strategico per l’Esercito del Futuro\" class=\"wp-image-17734\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Difesa Aerea Integrata: Il Pilastro Strategico per l’Esercito del Futuro</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-lo-scudo-tecnologico-samp-t-ng-e-skynex\">Lo scudo tecnologico: SAMP/T NG e SKYNEX</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il percorso di ammodernamento si articola su un'architettura multilivello e stratificata che vede come protagonisti nuovi sistemi d'arma all'avanguardia:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>SAMP/T New Generation (NG):</strong> Rappresenta il cuore della difesa a medio raggio (MRAD) e della difesa contro i missili balistici (BMD). Grazie al nuovo missile <strong>ASTER 30 Block 1 NT</strong> e al radar <strong>Kronos Grand Mobile High Power</strong>, il sistema può intercettare bersagli oltre i 100 km di distanza e tracciare minacce fino a 250 km, operando anche contro missili supersonici. Una tappa fondamentale è stata il successo del lancio di qualifica \"a caldo\" effettuato il 3 dicembre 2025.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>SKYNEX:</strong> Consegnato il 18 dicembre 2025, questo sistema è specializzato nella difesa a corto raggio (C-RAM e C-UAS). Si basa su cannoni automatici da 35 mm con una cadenza di fuoco superiore ai 1.000 colpi al minuto e sull'impiego di munizionamento programmabile <strong>AHEAD</strong>, estremamente efficace contro sciami di droni e munizioni circuitanti.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-verso-una-difesa-capillare-e-diffusa\">Verso una difesa capillare e diffusa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre ai grandi sistemi missilistici, l'Esercito sta investendo nella protezione a livello tattico:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>GRIFO:</strong> Layer decisivo tra la media e la cortissima portata, consegnato a gennaio 2026 per la validazione operativa.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>FULGUR:</strong> Un sistema VSHORAD (Very Short Range) di nuova generazione, sviluppato in Italia, disponibile sia in versione veicolare che \"man-portable\".</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Autodifesa Tattica:</strong> La protezione si estende fino al livello del singolo soldato con soluzioni come il rilevatore passivo <strong>RFPatrol MK2</strong>, jammer per il contrasto elettronico (soft kill) e persino fucili <strong>Beretta 1301 Tactical</strong> con munizionamento specifico anti-drone (hard kill).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17733,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La Difesa Aerea Integrata: Il Pilastro Strategico per l’Esercito del Futuro\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Beretta-1301-tactical-mod2-standard-FDE.jpg\" alt=\"La Difesa Aerea Integrata: Il Pilastro Strategico per l’Esercito del Futuro\" class=\"wp-image-17733\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Difesa Aerea Integrata: Il Pilastro Strategico per l’Esercito del Futuro</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-procurement-come-leva-strategica\">Il procurement come leva strategica</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"p-rc_9b0eaa4afbe18124-26\">Come sottolineato dal Capo del IV Reparto Logistico, il <strong>procurement</strong> non è più una mera funzione di supporto, ma una leva strategica per tradurre la visione operativa in capacità tangibili<sup></sup><sup></sup><sup></sup><sup></sup>. Questo processo di trasformazione mira a creare un Esercito pienamente interoperabile con gli alleati NATO e resiliente di fronte alle sfide moderne<sup></sup><sup></sup><sup></sup><sup></sup><sup></sup><sup></sup><sup></sup><sup></sup><sup></sup>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"p-rc_9b0eaa4afbe18124-27\">Il prossimo numero di RecaP, previsto per il mese di aprile, approfondirà un altro settore cruciale per la Forza Armata: le iniziative di procurement legate alla <strong>componente pesante e media</strong> (manovra a contatto), alla luce delle lezioni apprese nei conflitti più recenti<sup></sup><sup></sup><sup></sup><sup></sup>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":17736,\"href\":\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2026/04/RECAP-1_2026_LA-DIFESA-INTEGRATA_1.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object></object><a id=\"wp-block-file--media-d1eecd16-2e6b-4570-8718-f579994eec96\" href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2026/04/RECAP-1_2026_LA-DIFESA-INTEGRATA_1.pdf\">RECAP 1_2026_LA DIFESA INTEGRATA_1</a><a href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2026/04/RECAP-1_2026_LA-DIFESA-INTEGRATA_1.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-d1eecd16-2e6b-4570-8718-f579994eec96\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/22.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"DifesaAerea, esercitoitaliano, procurement, sampT, sicurezzanazionale, Skynex, tecnologiamilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-17 11:14:04","stato":"publish","riassunto_video":"L’Esercito Italiano lancia RecaP, una nuova collana dedicata alla Difesa Aerea Integrata, pilastro essenziale per la protezione dello spazio aereo e la resilienza militare. Con sistemi avanzati come SAMP/T NG e SKYNEX, e soluzioni tattiche come GRIFO e FULGUR, si punta a una difesa multilivello e interoperabile con la NATO, trasformando il procurement in leva strategica.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30768-la-difesa-aerea-integrata-il-pilastro-strategico-per-lesercito-del-futuro.mp4","galleria":""}
{"id":30763,"titolo":"Libano, Portolano visita i suoi Dimonios","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un momento di altissima tensione geopolitica, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, il <strong>Generale Luciano Portolano</strong>, si è recato in Libano per esprimere la sua vicinanza e il supporto delle istituzioni ai militari del contingente <strong>Unifil</strong>, attualmente guidato dalla <strong>Brigata Sassari</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visita assume un valore simbolico e operativo profondo: Portolano, che in passato è stato comandante dei \"Dimonios\", è tornato tra i suoi uomini in una fase in cui il confine tra Libano e Israele è teatro di violenti scontri tra le Forze di Difesa Israeliane (IDF) e Hezbollah.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-missione-diplomatica-e-incontri-istituzionali\">Missione Diplomatica e Incontri Istituzionali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Prima di raggiungere le basi operative, il Generale ha condotto una serie di colloqui di alto livello per stabilizzare il dialogo tra le parti coinvolte. L’agenda ha incluso:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Vertici Militari Libanesi:</strong> Confronto con il comandante delle <em>Lebanese Armed Forces</em> (LAF), Generale Haykal.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Autorità Politiche:</strong> Incontri con il Ministro della Difesa, Generale Menassa, e con il Presidente della Repubblica libanese, Joseph Aoun.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi colloqui hanno ribadito la necessità di una cooperazione costante tra le forze internazionali e quelle locali per evitare il collasso della sicurezza nella regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17709,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Libano, Portolano visita i suoi Dimonios\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/image-2.webp\" alt=\"Libano, Portolano visita i suoi Dimonios\" class=\"wp-image-17709\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Libano, Portolano visita i suoi Dimonios</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-analisi-del-generale-rischio-escalation\">L’Analisi del Generale: Rischio Escalation</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il suo discorso ai militari, Portolano non ha nascosto la gravità della situazione. Le sue parole delineano un quadro di estrema fragilità:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"La situazione in Libano è segnata da una tensione elevata e da un concreto rischio di escalation. L’instabilità crescente richiede un monitoraggio continuo e una postura improntata alla massima cautela.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante il fuoco incrociato e i rischi tangibili corsi dal contingente nelle ultime settimane, il Capo di Stato Maggiore ha elogiato la <strong>resilienza dei soldati italiani</strong>, sottolineando come la professionalità e il senso di responsabilità rimangano i pilastri dell'azione italiana all'estero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ruolo-di-unifil-e-la-risoluzione-1701\">Il Ruolo di Unifil e la Risoluzione 1701</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il Generale Portolano, la missione Unifil non è solo necessaria, ma insostituibile. In un contesto dove le violazioni della <strong>Risoluzione ONU 1701</strong> sono frequenti da ambo i lati, il contingente internazionale funge da:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Monitoraggio Imparziale:</strong> Documentazione rigorosa delle attività belliche e delle incursioni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Cuscinetto Diplomatico:</strong> Unico canale di comunicazione indiretta per prevenire un conflitto su larga scala.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sostegno alla Popolazione:</strong> Supporto alla stabilità sociale in un Paese già provato da crisi economiche e politiche.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-impegno-per-il-futuro\">Un Impegno per il Futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visita si è conclusa con la riaffermazione del mandato italiano. Le forze armate continueranno a operare nel Sud del Libano con l'obiettivo di garantire il rispetto degli impegni internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>\"L'Italia resterà al fianco del Libano oggi e in futuro\"</strong>, ha concluso Portolano, confermando che, nonostante i pericoli, il presidio della Brigata Sassari resta l'ultimo baluardo di legalità internazionale in una terra martoriata dal conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/655707b3-9e0d-4404-aa3c-f88aaf91ba0d.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#BrigataSassari, Dimonios, libano, LucianoPortolano, unifil","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-17 09:34:04","stato":"publish","riassunto_video":"Il Generale Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore della Difesa, ha visitato il Libano per sostenere il contingente Unifil guidato dalla Brigata Sassari, in un contesto di alta tensione tra Israele e Hezbollah. Ha incontrato autorità militari e politiche locali, sottolineando il rischio di escalation e l'importanza della missione Unifil come monitor imparziale e cuscinetto diplomatico.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30763-libano-portolano-visita-i-suoi-dimonios.mp4","galleria":""}
{"id":30757,"titolo":"Il Tricolore, simbolo sacro della Nazione: storia, identità e coscienza civica","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Tricolore non è un semplice simbolo: è la <strong>sintesi visiva della storia, del sacrificio e dell’identità</strong> del popolo italiano. È l’emblema sotto il quale generazioni di italiani hanno combattuto, sofferto, costruito e difeso l’idea stessa di <strong>Nazione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo solco si inserisce la conferenza “La storia della Bandiera Italiana nel processo unitario nazionale”, organizzata dal Comando Militare Esercito “Emilia-Romagna” presso il Circolo Unificato dell’Esercito di Bologna. Un’iniziativa che, pur partendo da un evento divulgativo, assume un valore più profondo: quello di richiamare il <strong>significato autentico del Tricolore come simbolo sacro della Repubblica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Generale di Corpo d’Armata in congedo Pietro Tornabene</strong> ha guidato i presenti in un percorso che non è stato solo storico, ma identitario. Perché parlare del Tricolore significa parlare dell’Italia stessa, delle sue radici e della sua evoluzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presenza degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado della Città Metropolitana di Bologna ha rappresentato un elemento centrale. Trasmettere il valore della bandiera alle giovani generazioni significa <strong>garantire continuità alla coscienza nazionale</strong>. Il Tricolore non appartiene al passato: è un’eredità viva, che chiede di essere compresa, rispettata e custodita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è un caso che le istituzioni militari promuovano queste iniziative. L’Esercito Italiano, custode di tradizioni e valori, riconosce nella bandiera non solo un simbolo, ma un <strong>punto di riferimento morale</strong>. Difendere il Tricolore significa difendere <strong>unità, libertà e dignità del Paese</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-radici-del-tricolore-nascita-e-affermazione-nel-processo-unitario\"><strong>Le radici del Tricolore nascita e affermazione nel processo unitario</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per comprendere davvero il valore del Tricolore, è necessario tornare alle sue origini. La bandiera italiana nasce ufficialmente il <strong>7 gennaio 1797 a Reggio Emilia</strong>, quando il Parlamento della Repubblica Cispadana decreta l’adozione del vessillo verde, bianco e rosso su proposta di <strong>Giuseppe Compagnoni</strong>, figura considerata il “padre del Tricolore”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inizialmente legato ai movimenti ispirati alla Rivoluzione francese, il Tricolore trae origine da un contesto militare e politico: venne infatti utilizzato per distinguere i reparti italiani all’interno delle armate napoleoniche. Tuttavia, già in questa fase, il vessillo iniziò a caricarsi di un significato più profondo, diventando <strong>simbolo di libertà e aspirazione nazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I colori stessi raccontano una storia: il verde, probabilmente derivato dalle uniformi della Guardia Civica milanese; il bianco e il rosso, già presenti nello stemma della città di Milano. Con il tempo, a questi colori fu attribuito un valore simbolico sempre più condiviso: il verde come <strong>speranza</strong>, il bianco come <strong>fede</strong> e il rosso come <strong>sacrificio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo la caduta di Napoleone nel 1814, il Tricolore venne temporaneamente soppresso, ma non scomparve mai dalla memoria collettiva. Continuò a essere esibito dai patrioti nei moti rivoluzionari, diventando il <strong>segno distintivo delle aspirazioni unitarie</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17715,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Tricolore, simbolo sacro della Nazione: storia, identità e coscienza civica\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/1200.png\" alt=\"Il Tricolore, simbolo sacro della Nazione: storia, identità e coscienza civica\" class=\"wp-image-17715\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Evoluzione storica del Tricolore italiano. Fonte: italiani.it</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1848, durante la Prima Guerra d’Indipendenza, il Tricolore fu adottato dal Regno di Sardegna e divenne progressivamente il <strong>simbolo della lotta per l’unità</strong>. Con la proclamazione del Regno d’Italia nel 1861, esso assunse definitivamente il ruolo di <strong>bandiera nazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo la nascita della Repubblica nel 1946, venne eliminato lo stemma sabaudo, restituendo al Tricolore la sua forma essenziale, quale simbolo di un <strong>popolo sovrano</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da vessillo militare a simbolo nazionale: il Tricolore ha accompagnato ogni fase della storia italiana, diventando il <strong>segno visibile dell’identità collettiva</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-valore-oggi-memoria-educazione-e-spirito-nazionale\"><strong>Il valore oggi memoria educazione e spirito nazionale</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel mondo contemporaneo, il rischio più grande non è la perdita dei simboli, ma la perdita del loro significato. È proprio per questo che iniziative come quella promossa dal Comando Militare Esercito “Emilia-Romagna” assumono un’importanza fondamentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla conferenza bolognese era presente il Comandante Militare Esercito “Emilia-Romagna”, <strong>Colonnello Nicola Perrone</strong>, che nel suo intervento introduttivo ha evidenziato il ruolo delle Forze Armate nella <strong>diffusione della cultura della Difesa</strong> e nella <strong>formazione civica delle giovani generazioni</strong>. Un impegno che si traduce in attività concrete, capaci di avvicinare i cittadini ai valori fondanti della Repubblica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17714,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Tricolore, simbolo sacro della Nazione: storia, identità e coscienza civica\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/641423c1-2750-42dd-8983-1543d6eed50a.jpg\" alt=\"Il Tricolore, simbolo sacro della Nazione: storia, identità e coscienza civica\" class=\"wp-image-17714\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale C.A. (ris) Tornabene con il Col. Perrone. Fonte Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Tricolore non è un oggetto da esibire solo nelle celebrazioni ufficiali. È un <strong>simbolo vivo</strong>, che richiede consapevolezza. Esso rappresenta una <strong>comune speranza</strong> capace di unire gli italiani, oltre le differenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Educare i giovani al rispetto della bandiera significa educarli alla cittadinanza. Significa trasmettere il <strong>senso di appartenenza</strong>, il valore del sacrificio e il rispetto per le istituzioni. La storia del Tricolore insegna che l’unità nazionale non è un dato acquisito, ma una <strong>conquista costruita nel tempo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le Forze Armate, in questo contesto, svolgono un ruolo essenziale non solo sul piano operativo, ma anche culturale. Attraverso attività di divulgazione, esse contribuiscono a <strong>mantenere viva la memoria storica</strong> e a rafforzare il legame tra Stato e cittadini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Tricolore, dunque, resta un <strong>punto fermo</strong>. Non solo simbolo della Repubblica, ma rappresentazione concreta di ciò che unisce gli italiani oltre le differenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E proprio per questo, il Tricolore non è soltanto una bandiera: è un <strong>patrimonio da onorare, difendere e tramandare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/ycJIVqVCKnzzWPDm5nBZtJKtFHIf8hi9rXJFYahhHwuuND2wwNZ5Ex4i8iQQWKFA4HUAsHchs5oFgqJuorG0MDjYcYMoXrKUreTHf9w1Y0GnxFA-UV-ykQMRmjHvzliJ-YiutAEwOWJ54PEuHFq63Mrru-F2aj8SlMYyhm7oXgDN.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"identitànazionale, Tricolore","autore":"Alelu","data_pubblicazione":"2026-04-17 09:14:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/il-tricolore-nel-processo-unitario-nazionale/184956.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30757-il-tricolore-simbolo-sacro-della-nazione-storia-identita-e-coscienza-civica.mp4","galleria":""}
{"id":30750,"titolo":"Italia-Ucraina: il Drone Deal che può aiutare la Difesa dell'Italia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’incontro avvenuto a Roma tra il Presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelensky</strong> e il Ministro della Difesa <strong>Guido Crosetto</strong> segna un cambio di passo fondamentale nella relazione tra i due Paesi. Non si parla più solo di forniture emergenziali, ma di un vero e proprio <strong>partenariato strategico industriale</strong>. Il fulcro di questa nuova fase è il cosiddetto <strong>\"Drone Deal\"</strong>, un accordo che punta a <a href=\"https://brigatafolgore.net/industria-difesa-italiana-o-radicale-trasformazione-o-inevitabile-impreparazione/\">trasformare l'Italia in un hub produttivo e tecnologico integrato</a> con l'esperienza sul campo delle forze di Kiev.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17700,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Italia-Ucraina: il Drone Deal che può aiutare la Difesa dell'Italia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Deutsch-Ukrainische-Kooperation_Bild_Praesidialamt-Ukraine-1068x713.jpg-1024x684-1.webp\" alt=\"Italia-Ucraina: il Drone Deal che può aiutare la Difesa dell'Italia\" class=\"wp-image-17700\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italia-Ucraina: il Drone Deal che può aiutare la Difesa dell'Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-modello-tedesco-un-monito-per-l-italia\">Il modello tedesco: un monito per l'Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre l’Italia definisce i dettagli, la <strong>Germania</strong> ha già tracciato una rotta aggressiva e lungimirante. Gli accordi siglati ad aprile 2026 tra Berlino e Kiev mostrano come la cooperazione industriale non sia solo un atto di solidarietà, ma un’operazione di <strong>sicurezza nazionale e innovazione tecnologica</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Joint Venture ad alto impatto:</strong> Aziende come <em>Quantum Systems</em> e <em>Auterion Airlogix</em> hanno già creato società miste per produrre migliaia di droni d'attacco guidati dall'IA e droni intercettori.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Produzione su scala industriale:</strong> Il modello tedesco prevede che i sistemi, nati sotto il fuoco ucraino, vengano prodotti nelle linee di montaggio europee, garantendo volumi massicci e standard NATO.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Difesa Aerea:</strong> Berlino sta finanziando centinaia di missili Patriot e decine di lanciatori Iris-T, integrando i dati di combattimento ucraini per perfezionare le tecnologie di difesa contro i droni e i missili russi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17701,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Italia-Ucraina: il Drone Deal che può aiutare la Difesa dell'Italia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Ukraine-Quantum-Systems-geht-zwei-Joint-Ventures-fuer-Luftverteidigung-und-Bodensysteme-ein-1068x620.jpg-1024x594-1.webp\" alt=\"Italia-Ucraina: il Drone Deal che può aiutare la Difesa dell'Italia\" class=\"wp-image-17701\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italia-Ucraina: il Drone Deal che può aiutare la Difesa dell'Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-opportunita-italiana-difesa-aerea-e-sistemi-unmanned\">L’opportunità italiana: Difesa Aerea e Sistemi \"Unmanned\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia possiede le competenze industriali per competere e collaborare in questo nuovo ecosistema. Il colloquio Crosetto-Zelensky ha identificato settori chiave dove l'eccellenza italiana (da <strong>Leonardo</strong> a <strong>Fincantieri</strong>, passando per la filiera delle PMI tecnologiche) può fare la differenza:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sistemi senza pilota (Drone Deal):</strong> L'Ucraina ha trasformato la guerra con l'uso massiccio di droni. L'Italia può offrire capacità di miniaturizzazione, sistemi di guida avanzati e, soprattutto, la scalabilità industriale necessaria per produrre migliaia di unità.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Difesa Aerea e Antimissile:</strong> Sulla scia del successo dei sistemi SAMP/T, la cooperazione nello sviluppo di nuove capacità di intercettazione è vitale. L'Ucraina oggi è il più grande \"laboratorio\" al mondo per testare l'efficacia dei sistemi contro minacce ipersoniche e sciami di droni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il settore marittimo:</strong> La nota ufficiale menziona esplicitamente la cooperazione navale. Con la flotta ucraina da ricostruire, l'expertise italiana nella cantieristica e nei sistemi di sorveglianza costiera rappresenta un asset naturale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17702,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Italia-Ucraina: il Drone Deal che può aiutare la Difesa dell'Italia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Ukrainische-Deep-Strike-Kampagne-gegen-russische-Oelinfrastruktur_Bild_Ukrainian-Armed-Forces_14th-UAV-Regt.jpg.webp\" alt=\"Italia-Ucraina: il Drone Deal che può aiutare la Difesa dell'Italia\" class=\"wp-image-17702\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italia-Ucraina: il Drone Deal che può aiutare la Difesa dell'Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-lo-scambio-di-lezioni-apprese\">Lo scambio di \"Lezioni Apprese\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei punti più significativi dell'incontro è lo <strong>scambio di esperienze</strong>. L'Ucraina non è più solo un ricevitore di tecnologia; è un fornitore di dati tattici e soluzioni software nate dalla necessità bellica (come i <a href=\"https://brigatafolgore.net/delta-il-futuro-del-c2-digitale-basato-su-cloud-e-intelligenza-artificiale/\">sistemi DELTA</a> o Avengers).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"La cooperazione futura non sarà unidirezionale. L'Italia ha bisogno delle lezioni apprese dagli ucraini sul campo di battaglia moderno per rendere i propri sistemi d'arma resilienti alle moderne minacce elettroniche e alla guerra di attrito.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione-un-quadro-di-sicurezza-comune\">Conclusione: un quadro di sicurezza comune</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il \"Drone Deal\" e il partenariato strategico non sono solo contratti economici; sono gli strumenti con cui l'Italia può garantire che la propria industria della Difesa rimanga all'avanguardia globale. Seguendo l'esempio dei joint venture tedeschi, l'Italia deve accelerare la transizione verso una <strong>co-produzione integrata</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sostenere l’Ucraina oggi significa progettare insieme le armi che difenderanno l’Europa domani, unendo l'ingegno manifatturiero italiano alla capacità di innovazione estrema sviluppata a Kiev.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/6f714e7b-950b-40b9-8be0-2651b4b3c2a3.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#IndustriaDifesa, CrosettoZelensky, difesa, DroneDeal, HiTechMilitare, ItaliaUcraina, SicurezzaEuropea","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-16 05:54:04","stato":"publish","riassunto_video":"L’incontro tra Zelensky e Crosetto segna un salto nella cooperazione Italia-Ucraina, con il \"Drone Deal\" che punta a trasformare l’Italia in hub produttivo di droni e sistemi di difesa avanzati. Ispirandosi al modello tedesco, l’Italia vuole integrare esperienza ucraina e tecnologia nazionale per innovare difesa aerea, droni e settore navale, scambiando know-how tattico e industriale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30750-italia-ucraina-il-drone-deal-che-puo-aiutare-la-difesa-dellitalia.mp4","galleria":""}
{"id":30745,"titolo":"Paracadutisti 2.0: La Bundeswehr lancia i blindati direttamente dal cielo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Bundeswehr è vicina a una svolta tecnologica significativa per le sue capacità aviotrasportate. Sebbene il veicolo cingolato <strong>Wiesel</strong> sia la colonna portante dei paracadutisti sin dagli anni '90, è sempre mancato un elemento cruciale: la capacità di lanciare i veicoli direttamente in zona d'operazione tramite paracadute.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come emerge da un video recentemente pubblicato dall'Esercito Tedesco, il Centro Tecnico Militare <strong>WTD 61</strong>, in collaborazione con il BAAINBw, l'Ufficio per lo Sviluppo dell'Esercito e la Brigata Aviotrasportata 1, sta testando un nuovo <strong>sistema di aviolancio per carichi pesanti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"lightbox\":{\"enabled\":false},\"id\":17693,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"custom\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https://www.instagram.com/reel/DXHEQ1ZjiO0/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=NTc4MTIwNjQ2YQ==\"><img title=\"Paracadutisti 2.0: La Bundeswehr lancia i blindati direttamente dal cielo\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-16-003411.png\" alt=\"Lancio di veicoli – La Bundeswehr testa una nuova capacità per le truppe aviotrasportate\" class=\"wp-image-17693\" /></a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lancio di veicoli – La Bundeswehr testa una nuova capacità per le truppe aviotrasportate</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-colmare-il-divario-tattico\">Colmare il divario tattico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fino ad oggi, dopo il lancio, i paracadutisti dovevano prima conquistare e mettere in sicurezza le piste d'atterraggio affinché i veicoli potessero essere sbarcati dagli aerei. In questa fase critica, la truppa era priva di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Mobilità:</strong> Spostamenti rapidi a terra subito dopo l'atterraggio.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Potenza di fuoco:</strong> Supporto tattico diretto (es. cannoni da 20 mm o missili controcarro).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Protezione:</strong> Assenza di piattaforme blindate nell'immediata testa di sbarco aereo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l'introduzione del nuovo sistema, i veicoli da combattimento potranno essere lanciati contemporaneamente ai paracadutisti, indipendentemente dalla presenza di infrastrutture.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tecnologia-il-sistema-atax-di-irvingq\">Tecnologia: Il sistema ATAX di IrvinGQ</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La soluzione testata è il sistema modulare <strong>ATAX Rapid-Rig/De-Rig</strong> del produttore britannico <strong>IrvinGQ</strong>. Questo sistema si distingue per diverse innovazioni tecnologiche:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:table -->\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><thead><tr><td><strong>Caratteristica</strong></td><td><strong>Vantaggio</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Soft Landing Airbags</strong></td><td>Riducono significativamente le forze d'urto all'atterraggio, prevenendo danni al mezzo.</td></tr><tr><td><strong>Riutilizzabilità</strong></td><td>A differenza dei materiali ammortizzanti tradizionali (EDM), gli airbag possono essere riutilizzati.</td></tr><tr><td><strong>Efficienza</strong></td><td>Riduzione dei tempi di preparazione e imballaggio grazie all'eliminazione di componenti superflui.</td></tr><tr><td><strong>Drive-On-Drive-Off</strong></td><td>Il veicolo viene sbloccato automaticamente dopo l'impatto, permettendo all'equipaggio di partire immediatamente.</td></tr></tbody></table></figure>\n<!-- /wp:table -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-prospettive-future-e-compatibilita\">Prospettive future e compatibilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'adozione dell'ATAX rappresenterebbe un'evoluzione coerente per le Forze Speciali e le truppe aviotrasportate. Il sistema non è destinato solo all'attuale <strong>Wiesel</strong>, ma supporterà una vasta gamma di piattaforme:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Piattaforma aviotrasportata Caracal:</strong> Il nuovo veicolo standard per le truppe paracadutiste.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Veicoli per Forze Speciali:</strong> Mezzi leggeri da combattimento e supporto.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sistemi terrestri senza pilota (UGV):</strong> Future piattaforme robotiche per ricognizione e attacco.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Successore del Wiesel:</strong> Il futuro \"Portatore d'armi aeromobile\", attualmente in fase di progettazione, beneficerà direttamente del sistema ATAX.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie a questa nuova capacità, la Bundeswehr recupera un elevato grado di flessibilità strategica e potenza d'urto in scenari di difesa nazionale e alleata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/1-6.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"#ATAX, #Fallschirmjäger, #Luftlandetruppe, #Militärtechnik, #Wiesel, A400M, aviolancio, aviorifornimenti, Bundeswehr","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-15 23:54:03","stato":"publish","riassunto_video":"La Bundeswehr sta testando il sistema ATAX di IrvinGQ per lanci aviolanciati di veicoli pesanti, migliorando mobilità, potenza di fuoco e protezione delle truppe aviotrasportate. Il sistema, con airbag riutilizzabili e sblocco automatico, permetterà di lanciare veicoli come il Wiesel e il futuro Caracal direttamente in zona operativa, aumentando flessibilità e capacità tattiche.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30745-paracadutisti-2-0-la-bundeswehr-lancia-i-blindati-direttamente-dal-cielo.mp4","galleria":""}
{"id":30739,"titolo":"Blitz contro il narcotraffico - i Carabinieri Paracadutisti prendono l'ex Banda della Magliana Raffaele Pernasetti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>ROMA</strong> – Un nuovo terremoto giudiziario scuote la Capitale. Nelle prime ore di oggi, 15 aprile 2026, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di <strong>13 persone</strong>. Le accuse, a vario titolo, sono pesanti: traffico di sostanze stupefacenti, porto abusivo di armi, ricettazione, tentato omicidio e lesioni aggravate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ritorno-del-cuoco-arrestato-raffaele-pernasetti\">Il ritorno del \"Cuoco\": arrestato Raffaele Pernasetti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nome di spicco dell'operazione è quello di <strong>Raffaele Pernasetti</strong>, figura storica della <strong>Banda della Magliana</strong>. Pernasetti, noto negli ambienti criminali anche per il suo lavoro come cuoco nel ristorante di famiglia a Testaccio, è tornato in carcere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), Pernasetti avrebbe sfruttato i suoi storici legami con il <strong>clan Senese</strong> (risalenti agli anni '80) e con alcune cosche della <strong>'ndrangheta</strong> per gestire l'approvvigionamento della droga. Una volta tornato in libertà, l'uomo avrebbe ottenuto il \"nulla osta\" dai clan egemoni per operare in zone strategiche come:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Testaccio e Trastevere</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Magliana e Trullo</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corviale, Monteverde Nuovo e Garbatella</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17683,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Blitz contro il narcotraffico - i Carabinieri Paracadutisti prendono l'ex Banda della Magliana Raffaele Pernasetti\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-15-173146.png\" alt=\"Blitz contro il narcotraffico - i Carabinieri Paracadutisti prendono l'ex Banda della Magliana Raffaele Pernasetti - Video\" class=\"wp-image-17683\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Blitz contro il narcotraffico - i Carabinieri Paracadutisti prendono l'ex Banda della Magliana Raffaele Pernasetti - Video</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-telecamere-nel-ristorante-e-spedizioni-punitive\">Telecamere nel ristorante e spedizioni punitive</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le indagini si sono avvalse di intercettazioni ambientali e telecamere nascoste proprio all'interno del ristorante di Testaccio, considerato dagli inquirenti il quartier generale dove avvenivano gli incontri tra esponenti della malavita romana e calabrese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre al traffico di droga, a Pernasetti viene contestato un brutale episodio di violenza. Un meccanico, \"colpevole\" di un debito di <strong>8.000 euro</strong> legato a partite di stupefacenti, sarebbe stato prima minacciato con una pistola puntata alla testa e poi gambizzato. Il 25 marzo 2024, un commando di tre persone avrebbe eseguito l'ordine punitivo in via Pian delle Torri, ferendo l'uomo con tre colpi d'arma da fuoco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al vertice dell'organizzazione smantellata oggi ci sarebbe un altro volto noto della criminalità romana, già coinvolto nelle indagini sull'omicidio di <strong>Cristiano Molè</strong>, avvenuto a Corviale nel gennaio 2024. L'inchiesta ha permesso inoltre il sequestro di ingenti quantitativi di droga e diverse armi da fuoco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-reazioni-delle-istituzioni\">Le reazioni delle istituzioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Sindaco di Roma, <strong>Roberto Gualtieri</strong>, ha espresso vivo apprezzamento per l'operazione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Le mie congratulazioni agli investigatori della DDA, ai Carabinieri e a tutti gli inquirenti per l’imponente lavoro svolto. È un’operazione significativa che colpisce al cuore le reti del narcotraffico e riafferma con forza il principio di legalità nella nostra città.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'intervento odierno rappresenta l'ennesimo colpo ai gruppi criminali che tentano di mantenere il controllo del territorio romano attraverso la violenza e il controllo delle piazze di spaccio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/2-1.png","categoria":"Aviotruppe","tags":"arresti, BandaDellaMagliana, carabinieri, DROGA, Pernasetti, Roma","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-15 16:44:04","stato":"publish","riassunto_video":"A Roma, 13 arresti per traffico di droga, armi e tentato omicidio, tra cui Raffaele Pernasetti, ex della Banda della Magliana. Le indagini, con telecamere nel suo ristorante, hanno svelato un’organizzazione che gestiva lo spaccio in varie zone della città. Sequestrati droga e armi, mentre il sindaco Gualtieri ha lodato l’operazione contro la criminalità.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30739-blitz-contro-il-narcotraffico-i-carabinieri-paracadutisti-prendono-lex-banda-della-magliana-raffaele-pernasetti-video-2.mp4","galleria":""}
{"id":30729,"titolo":"Il Ruolo Chiave di Fincantieri nella Rinascita della US Navy","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un momento di estrema tensione geopolitica, con la Marina degli Stati Uniti impegnata nel delicato scacchiere dello Stretto di Hormuz e nel supporto alle operazioni in Iran, emerge una verità inequivocabile: <strong>la base industriale marittima americana è in affanno</strong>. Un recente rapporto del <strong>Center for Maritime Strategy</strong> mette in luce l'urgente necessità per gli Stati Uniti di affidarsi ai propri alleati per colmare il divario produttivo e tecnologico che minaccia la supremazia navale di Washington.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo scenario, l'Italia — e in particolare <strong>Fincantieri</strong> — si posiziona come un partner insostituibile per il futuro della flotta statunitense.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17668,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Ruolo Chiave di Fincantieri nella Rinascita della US Navy\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/4.png\" alt=\"Il Ruolo Chiave di Fincantieri nella Rinascita della US Navy\" class=\"wp-image-17668\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Ruolo Chiave di Fincantieri nella Rinascita della US Navy</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-crisi-della-cantieristica-americana\">La Crisi della Cantieristica Americana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante il budget fiscale 2027 proposto dal Presidente Trump preveda uno stanziamento record di <strong>65,8 miliardi di dollari</strong> per raddoppiare la produzione navale, gli ostacoli rimangono strutturali. La US Navy conta attualmente circa 295 navi, un numero destinato a diminuire a causa dei pensionamenti dei vecchi scafi che superano le nuove commissioni. L'obiettivo dichiarato di 381 navi appare lontano senza un cambio di paradigma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rapporto evidenzia un'atrofia della base industriale interna, gravata da:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Costi esorbitanti:</strong> Come sottolineato dal Comandante del Marine Corps, Gen. Eric Smith, i costi di manodopera specializzata (saldatori, elettricisti, tubisti) rendono ogni singola unità un investimento massiccio.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Prontezza operativa in calo:</strong> La disponibilità delle navi d'assalto anfibio è scesa al <strong>41%</strong>, un dato allarmante mentre le truppe vengono dispiegate massicciamente in Medio Oriente.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17670,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Il Ruolo Chiave di Fincantieri nella Rinascita della US Navy\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/us-navy-selects-bollinger-and-fincantieri-marinette-marine-to-build-landing-ship-medium-vessels.webp\" alt=\"Il Ruolo Chiave di Fincantieri nella Rinascita della US Navy\" class=\"wp-image-17670\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Ruolo Chiave di Fincantieri nella Rinascita della US Navy</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-eccellenza-italiana-al-servizio-della-difesa-usa\">L’Eccellenza Italiana al Servizio della Difesa USA</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i cinque alleati chiave suggeriti dal rapporto (Corea del Sud, Italia, Canada, Svezia e Regno Unito), l'<strong>Italia</strong> emerge per la sua consolidata tradizione e per la presenza fisica sul suolo americano attraverso <strong>Fincantieri Marinette Marine</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Per affrontare le sfide dei prossimi decenni, gli Stati Uniti devono trarre vantaggio dalle forti partnership con gli alleati navali per sostenere una rivitalizzazione collettiva della base industriale marittima.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>— <strong>Kenneth Braithwaite</strong>, 77° Segretario della Marina.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":4} -->\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-fincantieri-e-cruciale\">Perché Fincantieri è cruciale?</h4>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Modelli di successo già esistenti:</strong> Fincantieri sta già costruendo le fregate della classe <em>Constellation</em> (FFG-62), basate sul design delle pluripremiate fregate FREMM. Questo dimostra che il design alleato può essere integrato rapidamente e con successo negli standard americani.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Tecnologia e Innovazione:</strong> Mentre gli USA cercano di produrre navi \"più semplici\" per accelerare i tempi, Fincantieri offre un equilibrio perfetto tra sofisticazione tecnologica e efficienza produttiva, riducendo i tempi di progettazione grazie a piattaforme già testate.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Integrazione della Forza Lavoro:</strong> Il rapporto suggerisce di integrare il bacino di manodopera domestica con lavoratori provenienti dai paesi alleati. La sinergia tra i cantieri italiani e quelli del Wisconsin rappresenta il modello ideale di questa \"circolazione di competenze\".</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17669,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Ruolo Chiave di Fincantieri nella Rinascita della US Navy\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/3.png\" alt=\"Il Ruolo Chiave di Fincantieri nella Rinascita della US Navy\" class=\"wp-image-17669\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Ruolo Chiave di Fincantieri nella Rinascita della US Navy</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-verso-una-base-industriale-alleata\">Verso una \"Base Industriale Alleata\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rapporto del Center for Maritime Strategy non è solo un campanello d'allarme, ma una chiamata all'azione per una collaborazione transatlantica più profonda. In un'era in cui \"tutto costa quel che costa\", l'efficienza produttiva italiana e l'affidabilità di Fincantieri non sono solo opportunità commerciali, ma pilastri fondamentali per garantire che la US Navy possa mantenere il proprio ruolo di garante della libertà di navigazione globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'alleanza marittima tra Roma e Washington, cementata dall'acciaio delle navi, sembra essere la risposta più efficace alla crisi della cantieristica americana e alle crescenti minacce internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/trieste.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#Cantieristica**, #MaritimeIndustry, #NavalGeopolitics, difesa, SicurezzaGlobale, USNavy","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-15 10:54:03","stato":"publish","riassunto_video":"In un contesto geopolitico teso, la base industriale navale americana è in crisi, con costi elevati e capacità produttiva in calo. Il rapporto del Center for Maritime Strategy indica l’Italia, tramite Fincantieri, come partner chiave per sostenere la US Navy. Fincantieri integra tecnologia avanzata e efficienza, favorendo una collaborazione transatlantica cruciale per la supremazia navale USA.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30729-il-ruolo-chiave-di-fincantieri-nella-rinascita-della-us-navy.mp4","galleria":""}
{"id":30723,"titolo":"Tritone: la piattaforma del futuro che ridefinisce la strategia subacquea italiana","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presso il cantiere navale di Palermo, <strong>Fincantieri</strong> ha ufficialmente consegnato alla <strong>Marina Militare</strong> l’unità polivalente di supporto <strong>“Tritone”</strong>, segnando un passo significativo nel <strong>rafforzamento delle capacità operative italiane</strong> nel dominio marittimo e, in particolare, <strong>subacqueo</strong>. La cerimonia si è svolta alla presenza di alte autorità civili e militari, tra cui l’<strong>Ammiraglio di Squadra Vincenzo Montanaro</strong>, Comandante Logistico della Marina, e l’<strong>Ammiraglio Ispettore Capo Cristiano Nervi</strong>, Direttore NAVARM, insieme a <strong>Gabriele Maria Cafaro</strong>, Executive Vice President Underwater del gruppo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17660,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Tritone: la piattaforma del futuro che ridefinisce la strategia subacquea italiana\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Ammiraglio-di-squadra-Vincenzo-Montanaro2.jpg\" alt=\"Tritone: la piattaforma del futuro che ridefinisce la strategia subacquea italiana\" class=\"wp-image-17660\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Intervento dell’Ammiraglio di squadra Vincenzo Montanaro, Comandante logistico della Marina Militare. Fonte fincantieri.com.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La consegna di Nave <strong>“Tritone”</strong> rappresenta il culmine di un <strong>articolato programma di ammodernamento</strong> condotto presso il polo palermitano, uno dei <strong>centri nevralgici della cantieristica nazionale</strong>. L’intervento ha permesso di trasformare un’unità esistente in una <strong>piattaforma altamente tecnologica</strong>, capace di operare in <strong>contesti complessi e in continua evoluzione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo risultato testimonia non solo la <strong>solidità industriale di Fincantieri</strong>, ma anche la capacità del <strong>sistema Paese</strong> di integrare <strong>competenze tecnologiche, operative e strategiche</strong>. L’azienda italiana si conferma infatti un <strong>attore chiave nel panorama internazionale della difesa</strong>, in grado di sviluppare <strong>soluzioni innovative</strong> per le esigenze delle forze armate moderne.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-modularita-e-innovazione-il-cuore-tecnologico-di-tritone\">Modularità e innovazione il cuore tecnologico di “Tritone”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il vero elemento distintivo di Nave <strong>“Tritone”</strong> è rappresentato dalla sua <strong>architettura modulare</strong>, concepita per garantire una <strong>straordinaria flessibilità operativa</strong>. La configurazione degli spazi e dei sistemi consente infatti di adattare rapidamente l’unità a una vasta gamma di missioni, rendendola uno strumento <strong>estremamente versatile</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nave è in grado di ospitare, movimentare e supportare diversi tipi di payload, inclusi <strong>sistemi senza equipaggio – aerei, di superficie e subacquei</strong>. Questa caratteristica la colloca al centro di un <strong>nuovo paradigma operativo</strong>, in cui le piattaforme navali non sono più elementi isolati, ma <strong>nodi di una rete integrata di sistemi autonomi e interconnessi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La modularità non si limita alla dimensione operativa, ma si estende anche a quella evolutiva. Grazie a questa impostazione, <strong>“Tritone” può essere aggiornata nel tempo</strong> con nuove tecnologie senza la necessità di interventi strutturali sulla piattaforma principale. Ciò garantisce una <strong>maggiore longevità operativa</strong> e una <strong>capacità di adattamento alle minacce emergenti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto strategico caratterizzato da <strong>rapide trasformazioni tecnologiche</strong>, questa flessibilità rappresenta un <strong>vantaggio competitivo decisivo</strong>. La nave diventa così non solo uno strumento operativo, ma anche un <strong>laboratorio galleggiante per la sperimentazione</strong>, contribuendo all’<strong>innovazione continua del comparto difesa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-prospettive-strategiche-e-il-futuro-della-dimensione-subacquea\">Prospettive strategiche e il futuro della dimensione subacquea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nave <strong>“Tritone”</strong> non è soltanto un asset operativo, ma anche un <strong>elemento chiave per lo sviluppo futuro della flotta italiana</strong>. L’unità svolgerà infatti un ruolo fondamentale nella definizione dei requisiti delle future <strong>Unità Polivalenti per la Sorveglianza della Dimensione Subacquea</strong>, previste in ingresso a partire dal <strong>2031</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attraverso le attività di sperimentazione che condurrà, <strong>“Tritone” contribuirà allo sviluppo di dottrine, tecnologie e procedure operative</strong> necessarie per affrontare un dominio – quello subacqueo – <strong>sempre più rilevante per la sicurezza nazionale</strong>. La protezione delle <strong>infrastrutture critiche</strong>, come cavi sottomarini e condotte energetiche, così come la gestione delle <strong>minacce non convenzionali</strong>, sono oggi al centro delle strategie di difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo scenario si inserisce la visione espressa dall’Amministratore Delegato di Fincantieri, <strong>Pierroberto Folgiero</strong>, che ha sottolineato come la dimensione subacquea stia evolvendo in un <strong>ecosistema complesso</strong>, in cui convergono esigenze <strong>militari, civili e commerciali</strong>. L’integrazione tra <strong>piattaforme tradizionali e sistemi autonomi</strong> rappresenta, secondo Folgiero, un <strong>fattore determinante per il futuro delle capacità marittime</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17661,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Tritone: la piattaforma del futuro che ridefinisce la strategia subacquea italiana\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/2.jpg\" alt=\"Tritone: la piattaforma del futuro che ridefinisce la strategia subacquea italiana\" class=\"wp-image-17661\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Attimi della cerimonia. Fonte fincantieri.com.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la consegna di <strong>“Tritone”</strong>, Fincantieri rafforza il proprio ruolo di <strong>abilitatore tecnologico e orchestratore di sistemi complessi</strong>, contribuendo alla costruzione di una <strong>sovranità tecnologica nazionale sempre più strategica</strong>. L’azienda dimostra la capacità di operare lungo l’intero spettro operativo, dalla superficie al fondale marino, integrando <strong>hardware e software</strong> in soluzioni <strong>modulari, scalabili e interoperabili</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In definitiva, Nave <strong>“Tritone”</strong> rappresenta un <strong>punto di svolta per la Marina Militare e per l’industria della difesa italiana</strong>: un simbolo concreto di <strong>innovazione, cooperazione e visione strategica</strong> proiettata verso le sfide del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/Gabriele-Maria-Cafaro.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Fincantieri, marinamilitare, Tritone","autore":"Alelu","data_pubblicazione":"2026-04-15 10:14:04","stato":"publish","riassunto_video":"Fincantieri ha consegnato alla Marina Militare la nave polivalente “Tritone”, realizzata a Palermo, che potenzia le capacità operative italiane in ambito marittimo e subacqueo. La nave, modulare e altamente tecnologica, supporta sistemi autonomi e si adatta a diverse missioni, fungendo anche da laboratorio per innovazioni future. “Tritone” guiderà lo sviluppo delle unità subacquee del 2031.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.fincantieri.com/it/newsroom/news-e-comunicati-stampa/2026/fincantieri-consegna-alla-marina-militare-l-unita-polivalente-di-supporto-tritone","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30723-tritone-la-piattaforma-del-futuro-che-ridefinisce-la-strategia-subacquea-italiana.mp4","galleria":""}
{"id":30717,"titolo":"Soldati Robot in Ucraina: Foundation Consegna i Primi Phantom MK-1","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel mese di febbraio, l'azienda di San Francisco Foundation ha segnato una svolta nel panorama bellico consegnando all'Ucraina due unità del Phantom MK-1. Si tratta di <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-difesa-del-futuro-perche-litalia-deve-puntare-sui-robot-militari-e-joint-venture-strategiche/\">robot umanoidi progettati specificamente per la difesa</a>, inviati inizialmente con l'obiettivo di supportare le operazioni di ricognizione in prima linea. A differenza dei droni tradizionali, il <strong>Phantom MK-1 possiede una struttura antropomorfa </strong>che gli consente di muoversi e agire negli spazi progettati per gli esseri umani. La sua caratteristica più innovativa è <strong>la capacità di utilizzare armamenti standard già esistenti,</strong> come pistole, fucili a pompa e fucili d'assalto M-16, eliminando la necessità di sviluppare sistemi d'arma dedicati e permettendo una rapida integrazione nelle dotazioni militari attuali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17652,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/557d2611c9b1b79e6f6cf3275139660e1773417466.webp\" alt=\"Soldati Robot in Ucraina: Foundation Consegna i Primi Phantom MK-1\" class=\"wp-image-17652\" title=\"Soldati Robot in Ucraina: Foundation Consegna i Primi Phantom MK-1\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Soldati Robot in Ucraina: Foundation Consegna i Primi Phantom MK-1</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-visione-tattica-e-l-imperativo-morale\">La visione tattica e l'imperativo morale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto, guidato dal veterano dei Marines Mike LeBlanc, nasce dalla convinzione che esista<strong> un imperativo morale nel sostituire i soldati con le macchine</strong> nelle zone di massimo pericolo. Secondo i vertici di Foundation, <strong>i soldati robotici rappresentano l'evoluzione naturale dei sistemi autonomi e possono operare dove i droni falliscono, come all'interno di bunker sotterranei o edifici fortificati.</strong> Questi robot sono pensati per svolgere compiti ad alto rischio, tra cui il rifornimento di munizioni sotto il fuoco nemico e l'irruzione in siti protetti tramite il posizionamento di cariche esplosive. L'iniziativa è supportata da contratti milionari con le forze armate statunitensi, con l'impegno di mantenere sempre un operatore umano come autorità finale per ogni azione letale, in linea con i protocolli del Pentagono.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17650,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/phantom-1_58.webp\" alt=\"Soldati Robot in Ucraina: Foundation Consegna i Primi Phantom MK-1\" class=\"wp-image-17650\" title=\"Soldati Robot in Ucraina: Foundation Consegna i Primi Phantom MK-1\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Soldati Robot in Ucraina: Foundation Consegna i Primi Phantom MK-1</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-limiti-tecnici-e-dilemmi-del-soldato-meccanico\">Limiti tecnici e dilemmi del soldato meccanico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante il potenziale rivoluzionario, l'impiego dei Phantom MK-1 solleva dubbi significativi legati alla loro complessità meccanica e alle implicazioni etiche. Tecnicamente, <strong>il robot dipende da circa venti motori indipendenti e richiede ricariche costanti, rendendolo vulnerabile a piccoli guasti </strong>che potrebbero immobilizzarlo completamente. Inoltre, la sua efficacia in condizioni ambientali estreme, tra fango e pioggia, resta ancora da verificare sul campo. Parallelamente, gli esperti avvertono che l'uso di umanoidi potrebbe deumanizzare ulteriormente i conflitti e abbassare la barriera politica all'uso della forza, poiché la riduzione delle perdite umane proprie potrebbe rendere la guerra una scelta diplomatica meno costosa e più frequente, sfumando al contempo le responsabilità per eventuali abusi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/ucrania-prueba-frente-primeros-robots-humanoides-combate_98.webp","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, foundation, phantommk1, robotica, tecnologia, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-14 22:04:04","stato":"publish","riassunto_video":"A febbraio, Foundation ha consegnato all'Ucraina due robot umanoidi Phantom MK-1, progettati per supportare operazioni di ricognizione e azioni ad alto rischio, usando armi standard. Guidati da un operatore umano, mirano a sostituire soldati in situazioni pericolose. Tuttavia, presentano limiti tecnici e sollevano dubbi etici sul rischio di deumanizzare i conflitti e facilitare l’uso della forza.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30717-soldati-robot-in-ucraina-foundation-consegna-i-primi-phantom-mk-1.mp4","galleria":""}
{"id":30710,"titolo":"Cerbero e Stige 2026 - Il Ministro Crosetto in Esercitazione con l'Esercito","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>PARMA/PIACENZA</strong> – In un contesto internazionale sempre più instabile, la Difesa italiana accelera sul fronte della prontezza operativa e dell'innovazione tecnologica. Il Ministro della Difesa, <strong>Guido Crosetto</strong>, ha fatto visita oggi ai contingenti dell’Esercito impegnati nelle esercitazioni <strong>“Cerbero 2026”</strong>, a Fornovo di Taro (Parma), e <strong>“Stige 2026”</strong>, presso lo Scalo Po (Piacenza).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le due attività addestrative rappresentano un punto di svolta nella dottrina militare nazionale, focalizzandosi su scenari moderni che spaziano dalla gestione del sottosuolo alla protezione delle infrastrutture critiche e all'integrazione di sistemi robotici e droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17638,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Cerbero e Stige 2026 - Il Ministro Crosetto in Esercitazione con l'Esercito\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/40036018-bfa8-4a35-9101-c3a4c23f9166.jpg\" alt=\"Cerbero e Stige 2026 - Il Ministro Crosetto in Esercitazione con l'Esercito\" class=\"wp-image-17638\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cerbero e Stige 2026 - Il Ministro Crosetto in Esercitazione con l'Esercito</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-sfida-del-sottosuolo-l-esercitazione-cerbero-2026\">La Sfida del Sottosuolo: L'Esercitazione “Cerbero 2026”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A Fornovo di Taro, il Ministro ha sottolineato come la fisionomia del conflitto moderno si stia spostando in domini precedentemente considerati marginali. <em>\"Il sottosuolo è divenuto uno spazio di manovra decisivo,\"</em> ha dichiarato Crosetto, evidenziando come reti idriche, energetiche e di telecomunicazioni rappresentino oggi i \"centri di gravità\" da proteggere per garantire la resilienza del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Esercito, attraverso la \"Cerbero\", ha dimostrato la capacità di operare in ambienti sotterranei complessi, integrando l’eccellenza delle proprie unità con una visione strategica lungimirante. <em>\"Non basta prevenire i rischi: bisogna anticipare gli eventi,\"</em> ha ribadito il Ministro, invocando un'accelerazione necessaria per garantire che l'Italia sia pronta ad affrontare minacce ibride e asimmetriche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17639,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Cerbero e Stige 2026 - Il Ministro Crosetto in Esercitazione con l'Esercito\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/9ba3a03f-60aa-46b5-9fd8-6d832ddbf64b.jpeg\" alt=\"Cerbero e Stige 2026 - Il Ministro Crosetto in Esercitazione con l'Esercito\" class=\"wp-image-17639\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cerbero e Stige 2026 - Il Ministro Crosetto in Esercitazione con l'Esercito</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tecnologia-e-valore-umano-l-esercitazione-stige-2026\">Tecnologia e Valore Umano: L'Esercitazione “Stige 2026”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Spostandosi a Scalo Po per la \"Stige 2026\", l'attenzione si è spostata sull'integrazione tecnologica e sul potenziamento delle capacità di superamento ostacoli in contesti fluviali. Qui, Crosetto ha ribadito la centralità della vita umana: <em>\"Se un drone può salvare una vita, allora è in quella direzione che dobbiamo andare. La vita di un uomo vale più di qualunque investimento.\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante la spinta verso l'automazione, il Ministro ha voluto ricordare che la tecnologia resta uno strumento nelle mani di donne e uomini addestrati: <em>\"Serviranno sempre competenze capaci di costruire ponti e di avanzare per primi.\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-strategia-dell-istrice-e-la-deterrenza\">La “Strategia dell’Istrice” e la Deterrenza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei passaggi più significativi del discorso di Crosetto riguarda il modello di Difesa a cui l'Italia deve tendere, definito dal Ministro come la <strong>“Strategia dell’Istrice”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"L’istrice è un animale apparentemente vulnerabile, ma capace di scoraggiare l’aggressore senza cercare lo scontro. È il simbolo perfetto della deterrenza: una Difesa solida e credibile che scoraggia le minacce attraverso la preparazione e l'innovazione tecnologica.\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17643,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Cerbero e Stige 2026 - Il Ministro Crosetto in Esercitazione con l'Esercito\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/4.2026.04.14.16.27.26.234.jpg\" alt=\"Cerbero e Stige 2026 - Il Ministro Crosetto in Esercitazione con l'Esercito\" class=\"wp-image-17643\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cerbero e Stige 2026 - Il Ministro Crosetto in Esercitazione con l'Esercito</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-impegno-per-il-personale\">Un Impegno per il Personale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre agli aspetti tattici, il Ministro ha posto l'accento sulla dimensione umana e sociale del comparto. Ha fissato due obiettivi chiari per il suo mandato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Solidità e Prontezza:</strong> Garantire una Difesa credibile a livello internazionale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Riconoscimento e Onore:</strong> Assicurare che chi serve lo Stato in uniforme riceva il rispetto e il sostegno che merita, specialmente nei momenti di difficoltà.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Chi indossa un’uniforme ha fatto una scelta profonda: mettere la propria vita al servizio della sicurezza del Paese,\"</em> ha concluso Crosetto, salutando i militari presenti come parte di una \"grande famiglia\" che rappresenta l'Italia nel mondo non come forza di prevaricazione, ma come presidio di umanità e pace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/unnamed.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"#Cerbero2026, #Stige2026, difesa, esercitoitaliano, GuidoCrosetto, sicurezzanazionale, tecnologiamilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-14 17:24:04","stato":"publish","riassunto_video":"Il Ministro della Difesa Crosetto ha visitato le esercitazioni “Cerbero 2026” e “Stige 2026”, evidenziando l'importanza della prontezza operativa e dell’innovazione tecnologica. Focus su protezione infrastrutture sotterranee, droni e robotica, con attenzione al valore umano. La “Strategia dell’Istrice” punta a una difesa solida e deterrente, rispettando chi serve il Paese.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30710-cerbero-e-stige-2026-il-ministro-crosetto-in-esercitazione-con-lesercito.mp4","galleria":""}
{"id":30697,"titolo":"Romics incontra l’Esercito: tra tecnologia, giovani e nuove sfide della comunicazione istituzionale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partecipazione dell’Esercito Italiano alla 36ª edizione di Romics, presso la Fiera di Roma, si inserisce in un quadro di iniziative volte a rafforzare il rapporto tra istituzioni e cittadini, con particolare attenzione alle nuove generazioni. La presenza in un contesto dedicato alla cultura pop rappresenta una <strong>scelta strategica di comunicazione</strong>, orientata a favorire un dialogo diretto e accessibile con un pubblico ampio ed eterogeneo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Romics costituisce infatti un’importante occasione di incontro tra mondi diversi – culturale, creativo e istituzionale – offrendo un contesto dinamico in cui promuovere una maggiore conoscenza delle Forze Armate. In tale ambito, l’Esercito Italiano ha presentato le proprie attività, evidenziando non solo le capacità operative, ma anche i <strong>valori fondanti</strong> che ne guidano l’azione quotidiana: disciplina, senso del dovere e servizio al Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo spazio espositivo ha consentito ai visitatori di avvicinarsi a una realtà moderna e articolata, favorendo una percezione più consapevole del ruolo svolto dall’Esercito nella società contemporanea. L’iniziativa si colloca nel più ampio impegno istituzionale volto a consolidare il <strong>rapporto di fiducia con la collettività</strong>, promuovendo trasparenza e conoscenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-innovazione-tecnologica-e-capacita-operativa\"><strong>Innovazione tecnologica e capacità operativa</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della manifestazione, particolare rilievo è stato attribuito alla dimensione dell’<strong>innovazione tecnologica</strong>, elemento centrale nell’evoluzione delle Forze Armate. I visitatori hanno avuto l’opportunità di conoscere sistemi e strumenti avanzati, tra cui i droni impiegati nelle attività di ricognizione e monitoraggio, nonché mezzi tattici come il Light Tactical All Terrain Vehicle (LTATV) e il VTLM “Lince”, rappresentativi delle capacità operative dell’Esercito nei diversi contesti di impiego.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17613,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Romics incontra l’Esercito: tra tecnologia, giovani e nuove sfide della comunicazione istituzionale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/6c188b93-b2e6-4f9e-a382-2482a4a59c31.jpg\" alt=\"Romics incontra l’Esercito: tra tecnologia, giovani e nuove sfide della comunicazione istituzionale\" class=\"wp-image-17613\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Simulatore di volo. Fonte Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività esperienziali, tra cui i simulatori di volo dell’Aviazione dell’Esercito, hanno consentito di comprendere in modo diretto il livello di complessità e preparazione richiesto al personale militare. Analogamente, la presenza di sistemi robotici e apparati di comunicazione di nuova generazione ha evidenziato il ruolo crescente del <strong>dominio tecnologico e informativo</strong> nelle operazioni contemporanee.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tali elementi contribuiscono a delineare un’Esercito in costante evoluzione, capace di integrare innovazione e tradizione per rispondere in maniera efficace alle esigenze di sicurezza nazionale e internazionale. La partecipazione a eventi come Romics rappresenta, in questo senso, un’importante occasione per diffondere una cultura della difesa basata sulla conoscenza e sulla consapevolezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-formazione-orientamento-e-opportunita-per-i-giovani\"><strong>Formazione, orientamento e opportunità per i giovani</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto agli aspetti tecnologici, la presenza dell’Esercito al Romics ha assunto una significativa funzione orientativa. Presso l’info point, il personale militare ha fornito informazioni dettagliate sui percorsi formativi e sulle <strong>opportunità di reclutamento</strong>, illustrando le modalità di accesso e i concorsi attualmente attivi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Particolare attenzione è stata rivolta agli istituti di formazione dell’Esercito, tra cui le Scuole Militari e la Scuola Sottufficiali, che rappresentano percorsi di eccellenza per la crescita professionale e personale dei giovani. Tali realtà offrono un modello formativo completo, basato sull’integrazione tra <strong>istruzione accademica e preparazione militare</strong>, con l’obiettivo di sviluppare competenze, responsabilità e capacità di leadership.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17617,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Romics incontra l’Esercito: tra tecnologia, giovani e nuove sfide della comunicazione istituzionale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/9f16aeee-4310-4322-a3fa-bd670eb60a3f.jpg\" alt=\"Romics incontra l’Esercito: tra tecnologia, giovani e nuove sfide della comunicazione istituzionale\" class=\"wp-image-17617\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Info point. Fonte Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’interazione diretta con il pubblico ha consentito di valorizzare il contributo quotidiano degli uomini e delle donne dell’Esercito, impegnati sia nelle attività operative sia nel supporto alla collettività. In questo contesto, la partecipazione a una manifestazione come Romics si conferma uno strumento efficace per avvicinare i giovani alle istituzioni, favorendo una scelta consapevole e informata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, la presenza dell’Esercito Italiano al Romics evidenzia un approccio istituzionale orientato all’apertura, al dialogo e alla trasparenza. Un’iniziativa che contribuisce a rafforzare il legame tra Forze Armate e società civile, promuovendo una maggiore conoscenza del loro ruolo e delle opportunità offerte, in una prospettiva di <strong>partecipazione e responsabilità condivisa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/2e7d4537-1bc3-4294-8367-336d41e1fe60.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"esercitoitaliano, innovazionemilitare, Romics","autore":"Alelu","data_pubblicazione":"2026-04-14 17:04:04","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/lesercito-alla-36-edizione-del-romics/184391.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30697-romics-incontra-lesercito-tra-tecnologia-giovani-e-nuove-sfide-della-comunicazione-istituzionale.mp4","galleria":""}
{"id":30701,"titolo":"Orgoglio Amaranto a Pisa: i nuovi Paracadutisti della Folgore","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Piazzale “El Alamein” della Caserma Gamerra di Pisa è tornato a essere il cuore pulsante del paracadutismo militare italiano. In una cornice solenne e carica di emozione, si è svolta la cerimonia di chiusura dell’<strong>85° Corso Tecniche di Combattimento per Aviotruppe (CTCA)</strong>, un traguardo che segna l'ingresso ufficiale di 116 giovani soldati nella prestigiosa famiglia della Brigata Paracadutisti “Folgore”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla presenza del Comandante della Brigata, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/brigata-paracadutisti-folgore-il-generale-bernacca-cede-il-comando-a-paduano/\">Generale Dario Paduano</a>, e di numerose autorità civili e militari, i Volontari in Ferma Iniziale (VFI) e in Ferma Prefissata di 4 anni (VFP4) hanno finalmente potuto calzare l'iconico <strong>basco amaranto</strong>. Un momento reso ancora più significativo dalla partecipazione del <strong>Graduato Capo Stefano La Mattina</strong>, Medaglia d’Oro al Valore dell’Esercito, che ha guidato i giovani come Padrino del corso, incarnando i valori di coraggio e dedizione propri della specialità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17631,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Orgoglio Amaranto a Pisa: i nuovi Paracadutisti della Folgore\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/488933932-9944837025528897-1484514072073922934-n.jpg\" alt=\"Orgoglio Amaranto a Pisa: i nuovi Paracadutisti della Folgore\" class=\"wp-image-17631\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Orgoglio Amaranto a Pisa: i nuovi Paracadutisti della Folgore</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-focus-il-corso-tecniche-di-combattimento-per-aviotruppe-ctca\">Focus: Il Corso Tecniche di Combattimento per Aviotruppe (CTCA)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>CTCA</strong> rappresenta una delle sfide addestrative più intense e selettive dell’Esercito Italiano. Per gli allievi dell'85° corso, il percorso è durato ben quattordici settimane presso il <a href=\"https://brigatafolgore.net/centro-addestramento-di-paracadutismo/\">CAPAR (Centro Addestramento Paracadutismo)</a>, aggiungendosi alle dodici settimane di istruzione di base già svolte presso i Reggimenti Addestramento Volontari. Durante questo periodo, i candidati vengono forgiati attraverso un programma rigoroso focalizzato sulle <strong>procedure tecnico-tattiche specifiche delle truppe aviotrasportate</strong>. Il cuore del corso è l’acquisizione della capacità di operare in contesti ad alto rischio, culminando con l’ottenimento dell’<strong>abilitazione all’aviolancio con la tecnica dell’apertura automatica</strong>. Non si tratta solo di tecnica, ma di una prova di resistenza psicofisica coordinata dal Battaglione Addestrativo \"Poggio Rusco\", volta a testare la prontezza operativa di chi è chiamato a intervenire ovunque sia richiesto dal Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17629,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Orgoglio Amaranto a Pisa: i nuovi Paracadutisti della Folgore\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/b85b9bdb-36c4-41fb-99cb-726ebae1cf38.jpg\" alt=\"Orgoglio Amaranto a Pisa: L’85° Corso CTCA consacra i nuovi Paracadutisti della &quot;Folgore&quot;\" class=\"wp-image-17629\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Orgoglio Amaranto a Pisa: L’85° Corso CTCA consacra i nuovi Paracadutisti della \"Folgore\"</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-fiamma-del-coraggio-e-il-sostegno-delle-famiglie\">La \"Fiamma\" del Coraggio e il Sostegno delle Famiglie</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il suo intervento, il Colonnello <strong>Andrea Fiorentini</strong>, Comandante del CAPAR, ha sottolineato come l'addestramento non sia solo una questione di muscoli e tattica, ma di spirito. Ha rivolto un ringraziamento particolare alle famiglie dei corsisti, definendole la fonte primaria della \"fiamma\" interiore che spinge questi giovani a superare i propri limiti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Se è vero che la missione del CAPAR è alimentare la fiamma che è in ciascuno di loro, è anche vero che quella fiamma esiste in principio, accesa dal sacrificio e dall’esempio degli affetti familiari.\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":2808,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Orgoglio Amaranto a Pisa: i nuovi Paracadutisti della Folgore\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/160121-F-YH552-006-scaled-1.jpg\" alt=\"I paracadutisti vedranno prima e meglio: visione notturna grazie alla nanotecnologia - DIFESANEWS.COM - Notizie difesa, sicurezza e geopolitica\" class=\"wp-image-2808\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Orgoglio Amaranto a Pisa: i nuovi Paracadutisti della Folgore</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-verso-il-futuro-operativo\">Verso il Futuro Operativo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la conclusione dell'85° CTCA, per i 116 nuovi paracadutisti si apre ora una fase cruciale. Saranno infatti trasferiti ai vari Reparti della <strong>Brigata \"Folgore\"</strong> dislocati sul territorio nazionale. Qui, la loro formazione non si fermerà, ma proseguirà con il perfezionamento operativo e l'integrazione nelle unità d'élite, pronti a onorare il basco appena conquistato in ambito nazionale e internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/5b8e7b4f-1bc6-4fad-acd7-a2b5a35c5997.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"#85ctca, #caparpisa, bascoamaranto, BrigataFolgore, esercitoitaliano, militare, paracadutisti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-14 17:04:04","stato":"publish","riassunto_video":"Il Piazzale “El Alamein” di Pisa ha ospitato la cerimonia di chiusura dell’85° Corso Tecniche di Combattimento per Aviotruppe, con 116 giovani soldati che hanno ricevuto il basco amaranto della Brigata Paracadutisti “Folgore”. Il corso, durato 14 settimane, ha formato paracadutisti pronti a operare in contesti ad alto rischio.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/nuovi-paracadutisti-per-le-aviotruppe/184616.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30701-orgoglio-amaranto-a-pisa-i-nuovi-paracadutisti-della-folgore.mp4","galleria":""}
{"id":30690,"titolo":"Regent Squire gli idrovolanti del Pacifico - dalle Formazione Volanti di Balbo ai Droni del Futuro","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il mare torna a essere la pista del futuro. Con il recente primo volo del <strong>Regent Squire</strong>, un prototipo di drone a effetto suolo (WIG - <em>Wing-in-Ground effect</em>), la tecnologia militare sembra voler chiudere un cerchio aperto quasi un secolo fa dalle leggendarie imprese dell’aviazione italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-filo-rosso-tra-orbetello-e-il-pacifico\">Un filo rosso tra Orbetello e il Pacifico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Impossibile osservare i test del Regent Squire nelle acque di Rhode Island senza che la memoria corra alle <strong>Trasvolate Atlantiche di Italo Balbo</strong>. Se oggi gli Stati Uniti cercano nel \"Seaglider\" una soluzione per trasportare carichi e sensori tra le isole del Pacifico evitando i radar, negli anni '30 l'Italia dettava legge con le sue \"crociere di massa\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17622,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Regent Squire gli idrovolanti del Pacifico - dalle Formazione Volanti di Balbo ai Droni del Futuro\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-14-133608.png\" alt=\"Dalle Formazione Volanti di Balbo ai Droni del Futuro: Il Ritorno degli Idrovolanti nel Pacifico\" class=\"wp-image-17622\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dalle Formazione Volanti di Balbo ai Droni del Futuro: Il Ritorno degli Idrovolanti nel Pacifico</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La storica trasvolata del 1933 verso New York, compiuta da 24 idrovolanti <strong>Savoia-Marchetti S.55X</strong>, dimostrò al mondo che il volo su grandi distanze marine non era solo una sfida individuale, ma una capacità logistica organizzata. Quegli scafi doppi, che solcavano l’Atlantico con una formazione a \"V\" perfetta, sono i nonni spirituali dei moderni veicoli a effetto suolo che oggi promettono di rivoluzionare il supporto tattico nei contesti contesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-che-cos-e-il-regent-squire\">Che cos’è il Regent Squire?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Definito come il primo \"veicolo di superficie e aereo senza pilota\" (<strong>USA-V</strong>), lo Squire non è un semplice idrovolante, né un’imbarcazione tradizionale. Utilizza un <strong>hydrofoil</strong> per sollevarsi dall'acqua e poi vola a un'altezza pari a circa l'apertura delle sue ali dalla superficie, sfruttando il \"cuscino d'aria\" (effetto suolo) per aumentare l'efficienza e ridurre la resistenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17621,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Regent Squire gli idrovolanti del Pacifico - dalle Formazione Volanti di Balbo ai Droni del Futuro\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/IMG_6501HQ.webp\" alt=\"Dalle Formazione Volanti di Balbo ai Droni del Futuro: Il Ritorno degli Idrovolanti nel Pacifico\" class=\"wp-image-17621\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dalle Formazione Volanti di Balbo ai Droni del Futuro: Il Ritorno degli Idrovolanti nel Pacifico</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Le caratteristiche tecniche del prototipo:</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Velocità:</strong> Fino a 80 nodi (circa 150 km/h).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Carico utile:</strong> Circa 23 kg (50 libbre) in un vano riconfigurabile.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Autonomia:</strong> 100 miglia nautiche.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Propulsione:</strong> Otto motori elettrici.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-strategia-dei-marines-nel-pacifico\">La strategia dei Marines nel Pacifico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Perché il Pentagono, e in particolare il Corpo dei Marines, osserva con così tanto interesse un drone che vola \"pelo d'acqua\"? La risposta risiede nella minaccia rappresentata dalla Cina. In un potenziale conflitto nel Pacifico, le basi tradizionali con lunghe piste in cemento sarebbero i primi bersagli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo Squire, proprio come gli idrovolanti di Balbo, <strong>non ha bisogno di piste</strong>. Può decollare da qualsiasi specchio d'acqua calmo, trasportando rifornimenti, attrezzature per l'intelligence (ISR) o supportando missioni di ricerca e soccorso (CSAR) in zone dove le navi sono troppo lente e gli aerei troppo visibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17623,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Regent Squire gli idrovolanti del Pacifico - dalle Formazione Volanti di Balbo ai Droni del Futuro\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/asd542523.webp\" alt=\"Dalle Formazione Volanti di Balbo ai Droni del Futuro: Il Ritorno degli Idrovolanti nel Pacifico\" class=\"wp-image-17623\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dalle Formazione Volanti di Balbo ai Droni del Futuro: Il Ritorno degli Idrovolanti nel Pacifico</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tra-nostalgia-e-innovazione\">Tra nostalgia e innovazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre i russi hanno storicamente dominato il settore con i mastodontici <em>Ekranoplani</em> dell'era sovietica (come il celebre \"Mostro del Mar Caspio\"), il progetto Regent punta sulla modularità e sull'assenza di pilota.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, il fascino resta lo stesso di quel luglio 1933, quando le ali italiane oscurarono il cielo di New York. Se allora l'idrovolante rappresentava la massima espressione del prestigio e della proiezione di potenza transoceanica, oggi il suo erede robotico rappresenta la nuova frontiera della <strong>logistica distribuita</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Segretario alla Guerra Pete Hegseth ha recentemente visitato il quartier generale di Regent, confermando che la difesa americana è a caccia di tecnologie capaci di \"colmare i vuoti\" in modo non convenzionale. Se i test previsti per l'estate 2026 avranno successo, il futuro della guerra marittima potrebbe parlare ancora una volta la lingua di chi sa cavalcare le onde e il vento contemporaneamente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/Squire5.scaled.webp","categoria":"Internazionali","tags":"#regentsquire, difesa, Droni, effetto-suolo, idrovolanti, italobalbo, tecnologiamilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-14 13:04:03","stato":"publish","riassunto_video":"Il Regent Squire, drone a effetto suolo, segna il ritorno degli idrovolanti nel trasporto militare, ispirandosi alle imprese di Italo Balbo negli anni ’30. Capace di decollare da acque calme senza piste, trasporta carichi e sensori nel Pacifico, offrendo ai Marines un vantaggio tattico contro la Cina. Tecnologia innovativa che unisce storia e futuro della guerra marittima.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30690-regent-squire-gli-idrovolanti-del-pacifico-dalle-formazione-volanti-di-balbo-ai-droni-del-futuro.mp4","galleria":""}
{"id":30685,"titolo":"Terminato l’intervento dell’Esercito sulla SP125: riaperta la viabilità nel Foggiano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è concluso con esito positivo l’intervento dell’Esercito Italiano lungo la Strada Provinciale 125, in provincia di Foggia, gravemente colpita dagli eventi meteorologici avversi che hanno interessato l’area nei primi giorni di aprile 2026.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I militari dell’11° Reggimento Genio Guastatori sono stati impiegati per ripristinare le condizioni di sicurezza e transitabilità della carreggiata, compromessa da un importante movimento franoso che aveva invaso la sede stradale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-fronte-franoso-di-70-metri-operazioni-complesse\">Fronte franoso di 70 metri: operazioni complesse</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intervento ha riguardato uno smottamento esteso per circa 70 metri, con un ingente quantitativo di materiale che ha completamente ostruito il tratto viario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le operazioni hanno previsto:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>sgombero della carreggiata</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>rimozione e gestione dei detriti</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>messa in sicurezza dell’area interessata</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il lavoro svolto ha consentito di ripristinare rapidamente le condizioni minime necessarie alla riapertura della strada.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sinergia-con-i-vigili-del-fuoco\">Sinergia con i Vigili del Fuoco</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività sono state condotte in stretta collaborazione con i Vigili del Fuoco, in un’azione coordinata che ha permesso di affrontare efficacemente le criticità e ridurre i tempi di intervento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa sinergia tra forze operative ha rappresentato un elemento chiave per il successo dell’operazione, garantendo un approccio integrato alla gestione dell’emergenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-verifiche-tecniche-e-riapertura-al-traffico\">Verifiche tecniche e riapertura al traffico</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A seguito delle prove tecniche effettuate il 10 aprile 2026, che hanno confermato la piena sicurezza del tratto, il Presidente della Provincia ha disposto la riapertura al traffico della SP125.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il tratto interessato, compreso tra Ponte Celone e Ponte Lucifero, nel territorio del comune di Faeto, è tornato percorribile a partire dal 13 aprile 2026.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ripristino-della-mobilita-per-il-territorio\">Ripristino della mobilità per il territorio</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La riapertura della strada rappresenta un passo fondamentale per il ritorno alla normalità delle comunità locali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ripristino della viabilità consentirà infatti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>la ripresa dei collegamenti ordinari</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>la riattivazione progressiva del trasporto pubblico locale</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il ritorno a condizioni di mobilità sicure ed efficienti</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ancora una volta, l’intervento del Genio dell’Esercito si conferma determinante nella gestione delle emergenze sul territorio nazionale, garantendo rapidità, efficienza e capacità operativa in contesti complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/eac88931-64b5-442d-94e4-ef8810ff986e.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"EmergenzaMaltempo, genioguastatori","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-13 20:36:23","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/terminata-fase-intervento-esercito-su-sp125/184295.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30685-terminato-lintervento-dellesercito-sulla-sp125-riaperta-la-viabilita-nel-foggiano.mp4","galleria":""}
{"id":30677,"titolo":"Susan Coyle: La Prima Donna alla Guida dell'Esercito Australiano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In una giornata definita \"storica\" dal governo di Canberra, il <strong>Tenente Generale Susan Coyle</strong> è stata nominata <strong>Capo dell'Esercito (Chief of Army)</strong> dell'Australia. Si tratta della prima volta, nei 125 anni di storia della forza armata, che una donna viene scelta per ricoprire questo incarico apicale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-profilo-storico\">Un Profilo Storico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nata il 21 maggio 1970 a Kyogle, nel Nuovo Galles del Sud, Susan Coyle ha iniziato la sua carriera militare nel 1987 come riservista, ispirata dalla sorella maggiore. Da allora, la sua ascesa è stata costante, caratterizzata da una combinazione di eccellenza tecnica e comando operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17601,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Susan Coyle: La Prima Donna alla Guida dell'Esercito Australiano\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/fpd9t4c_susan-coyle_625x300_13_April_26.webp\" alt=\"Susan Coyle: La Prima Donna alla Guida dell'Esercito Australiano\" class=\"wp-image-17601\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Susan Coyle: La Prima Donna alla Guida dell'Esercito Australiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'annuncio della sua nomina, avvenuto nell'<strong>aprile 2026</strong>, la vedrà assumere ufficialmente il comando a luglio, succedendo al Tenente Generale Simon Stuart. Il Primo Ministro Anthony Albanese ha sottolineato l'importanza simbolica e pratica di questa scelta, citando le parole della stessa Coyle: <em>\"Non puoi essere ciò che non puoi vedere\"</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-carriera-di-primati\">Una Carriera di Primati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Susan Coyle non è nuova a rompere il \"soffitto di cristallo\". Ecco le tappe fondamentali del suo percorso:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Comando Operativo:</strong> È stata la prima donna a comandare la <strong>Joint Task Force 633</strong> in Medio Oriente nel 2020, con la responsabilità di tutto il personale australiano nell'area.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Esperienza in Guerra:</strong> Ha prestato servizio in zone di conflitto critiche, tra cui <strong>Timor Est</strong>, le <strong>Isole Salomone</strong> e l'<strong>Afghanistan</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Competenze Future:</strong> Prima della nomina a Capo dell'Esercito, ha guidato il <em>Joint Capabilities Group</em>, supervisionando settori d'avanguardia come la <strong>Cyber Warfare</strong> e lo <strong>Spazio</strong>, elementi chiave per la modernizzazione della difesa australiana.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17602,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Susan Coyle: La Prima Donna alla Guida dell'Esercito Australiano\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/LTGEN-Susan-Coyle-dc-pjcz1u.jpg\" alt=\"Susan Coyle: La Prima Donna alla Guida dell'Esercito Australiano\" class=\"wp-image-17602\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Susan Coyle: La Prima Donna alla Guida dell'Esercito Australiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-formazione-e-riconoscimenti\">Formazione e Riconoscimenti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alla carriera sul campo, il Tenente Generale Coyle vanta un curriculum accademico di altissimo livello:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Laureata alla <strong>UNSW Canberra</strong> e all'<strong>Australian Defence Force Academy (ADFA)</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ha conseguito tre master post-laurea.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>È una \"Distinguished Graduate\" dello <strong>United States Army War College</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il suo servizio eccezionale, è stata insignita di numerose onorificenze, tra cui la <strong>Member of the Order of Australia (AM)</strong>, la <strong>Conspicuous Service Cross (CSC)</strong> e la <strong>Distinguished Service Medal (DSM)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17603,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Susan Coyle: La Prima Donna alla Guida dell'Esercito Australiano\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Col_Susan_Coyle_training_on_a_50_cal_machine_gun_in_2016-720x478-1.webp\" alt=\"Susan Coyle: La Prima Donna alla Guida dell'Esercito Australiano\" class=\"wp-image-17603\" style=\"width:1000px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Susan Coyle: La Prima Donna alla Guida dell'Esercito Australiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-significato-della-nomina\">Il Significato della Nomina</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta di Susan Coyle arriva in un momento di profonda trasformazione per l'esercito australiano, impegnato a potenziare le capacità a lungo raggio e le tecnologie droni, ma anche a migliorare la cultura interna. Con circa il 21% di presenza femminile nelle forze armate, la sua guida punta a essere un faro per le nuove generazioni di soldati, uomini e donne.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/Australia-names-Susan-Coyle-first-woman-to-lead-army-scaled-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Australia, difesa, donne, esercito, leadership, Storia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-13 17:44:04","stato":"publish","riassunto_video":"Susan Coyle è la prima donna a diventare Capo dell’Esercito australiano, un ruolo storico dopo 125 anni. Con una carriera iniziata nel 1987, ha guidato missioni in Medio Oriente e settori innovativi come cyber warfare. Laureata e premiata, la sua nomina simboleggia la modernizzazione e l’inclusione nelle forze armate, con il 21% di donne.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30677-susan-coyle-la-prima-donna-alla-guida-dellesercito-australiano.mp4","galleria":""}
{"id":30671,"titolo":"Green Berets: Infiltrazione tra i Ghiacci della Germania, oltre 150 chilometri dietro le linee nemiche","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un panorama bellico dove i droni e i sensori termici rendono il campo di battaglia \"trasparente\", le forze speciali americane stanno riscrivendo le regole del movimento occulto. Durante l’esercitazione <strong>Deep Strike</strong>, conclusasi presso il Joint Multinational Readiness Center di Hohenfels, in Germania, i <strong>Green Berets</strong> del 10° Gruppo Forze Speciali (Airborne) hanno portato a termine una missione critica: infiltrarsi per oltre 90 miglia (circa 145 km) in territorio ostile senza mai essere individuati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17596,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Green Berets: Infiltrazione tra i Ghiacci della Germania, oltre 150 chilometri dietro le linee nemiche\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/3333.webp\" alt=\"Green Berets: Infiltrazione tra i Ghiacci della Germania, oltre 150 chilometri dietro le linee nemiche\" class=\"wp-image-17596\" style=\"width:1000px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Green Berets: Infiltrazione tra i Ghiacci della Germania, oltre 150 chilometri dietro le linee nemiche</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-sfida-contro-la-sorveglianza-moderna\">Una Sfida Contro la Sorveglianza Moderna</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'obiettivo dell'operazione, svoltasi nell'arco di una settimana a febbraio, era testare la capacità dei team di operare in ambienti ad alta tecnologia. Con la diffusione di droni dotati di sensori a infrarossi — come visto nei recenti conflitti in Ucraina — nascondersi non è più solo una questione di mimetizzazione visiva, ma di <strong>gestione della firma termica ed elettronica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Distanza:</strong> Oltre 145 km percorsi a piedi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Condizioni:</strong> Clima invernale rigido e terreno impervio.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Obiettivo:</strong> Infiltrare un team di oltre 8 operatori per colpire un bersaglio ad alto valore tramite droni d'attacco.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-strategie-di-infiltrazione\">Strategie di Infiltrazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per sfuggire ai radar e alla sorveglianza aerea, i Berretti Verdi hanno adottato protocolli estremi che riflettono le necessità dei conflitti futuri:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Movimento Notturno Esclusivo:</strong> Gli spostamenti sono avvenuti solo durante le ore di buio per minimizzare il rischio di avvistamento da parte di civili o sensori ottici.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Assenza di Armi Pesanti:</strong> I team si sono mossi solo con l’attrezzatura specifica per la missione, privilegiando agilità e silenziosità.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Contrasto ai Sensori:</strong> L'esercitazione ha simulato un ambiente di <strong>guerra elettronica complessa</strong>, dove ogni segnale radio o traccia di calore poteva tradire la posizione del team.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Questa non è una semplice passeggiata nei boschi,\"</em> ha dichiarato un sergente del team nel comunicato ufficiale. <em>\"È un test per spingere i nostri uomini al limite della resistenza e dell'adattabilità.\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17592,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Green Berets: Infiltrazione tra i Ghiacci della Germania, oltre 150 chilometri dietro le linee nemiche\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/1000w_q95.webp\" alt=\"Green Berets: Infiltrazione tra i Ghiacci della Germania, oltre 150 chilometri dietro le linee nemiche\" class=\"wp-image-17592\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Green Berets: Infiltrazione tra i Ghiacci della Germania, oltre 150 chilometri dietro le linee nemiche</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-verso-un-nuovo-standard-nato\">Verso un Nuovo Standard NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'importanza di \"Deep Strike\" risiede nella sua capacità di replicare le sfide reali. Mentre il Corpo dei Marines sta già testando tute mimetiche speciali per schermare il calore corporeo, l'Esercito punta tutto sulla tattica e sulla tecnologia dei droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercito statunitense ha già pianificato di espandere le prossime edizioni di \"Deep Strike\". L'obiettivo è includere le <strong>forze speciali dei partner NATO</strong>, creando un fronte comune capace di operare in modo invisibile anche contro i sistemi di sorveglianza più avanzati del mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'operazione si è conclusa con l'estrazione dei team tramite elicottero, confermando che, nonostante i cieli siano pieni di occhi elettronici, l'eccellenza dell'addestramento umano rimane il fattore decisivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/pp.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"DeepStrike, Droni, esercitoUSA, GreenBerets, guerraelettronica, NATO, specialforces","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-13 13:24:03","stato":"publish","riassunto_video":"Durante l’esercitazione Deep Strike in Germania, i Green Berets hanno percorso oltre 145 km in territorio ostile senza essere individuati, sfidando droni e sensori termici. Muovendosi solo di notte e senza armi pesanti, hanno testato nuove tattiche per operare in ambienti ad alta tecnologia, puntando a un futuro invisibile anche contro sorveglianza avanzata.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30671-green-berets-infiltrazione-tra-i-ghiacci-della-germania-oltre-150-chilometri-dietro-le-linee-nemiche.mp4","galleria":""}
{"id":30665,"titolo":"Eurofighter Typhoon: Test di successo per il missile low-cost anti-drone","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il colosso britannico della difesa <strong>BAE Systems</strong> ha segnato un punto di svolta nella lotta ai sistemi aerei a pilotaggio remoto (UAS). Attraverso un test effettuato con un <strong>Eurofighter Typhoon</strong>, l'azienda ha dimostrato l'efficacia di una soluzione economica e precisa per contrastare la minaccia dei droni, un tema sempre più centrale nei moderni scenari di guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-tecnologia-il-kit-laser-apkws\">La tecnologia: Il kit laser APKWS</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il test sono stati impiegati dei razzi standard da <strong>70 mm</strong> equipaggiati con il sistema di guida laser <strong>APKWS</strong> (<em>Advanced Precision Kill Weapon System</em>). Prodotto da BAE Systems negli Stati Uniti, questo kit è progettato per trasformare razzi non guidati in armi di precisione, garantendo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Efficienza economica:</strong> Abbattimento dei costi rispetto ai missili tradizionali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Precisione chirurgica:</strong> Capacità di neutralizzare minacce specifiche riducendo i danni collaterali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Versatilità:</strong> Utilizzo efficace sia contro obiettivi terrestri che aerei.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17582,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Eurofighter Typhoon: Test di successo per il missile low-cost anti-drone\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/RS273271-DP168340-1024x683-1.jpg\" alt=\"Eurofighter Typhoon: Test di successo per il missile low-cost anti-drone\" class=\"wp-image-17582\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Eurofighter Typhoon: Test di successo per il missile low-cost anti-drone</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-dettagli-del-test-in-inghilterra\">I dettagli del test in Inghilterra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'operazione è stata condotta dal centro di sviluppo di BAE Systems a <strong>Warton</strong>, nel Lancashire. Un velivolo di prova della <strong>Royal Air Force (RAF)</strong> è stato utilizzato per colpire con successo un obiettivo al suolo in un poligono militare britannico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Questo test dimostra una capacità rivoluzionaria e una soluzione vantaggiosa in termini di costi, che amplia la già vasta gamma di armamenti del Typhoon\", ha dichiarato l'azienda.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo contro il bersaglio terrestre apre ora la strada alla <strong>fase successiva</strong>: la sperimentazione contro <strong>obiettivi aerei</strong>. L'integrazione del sistema APKWS permetterà al Typhoon di affrontare stormi di droni o piccoli velivoli senza dover ricorrere a missili aria-aria molto più costosi (come i Meteor o gli IRIS-T).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17583,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Eurofighter Typhoon: Test di successo per il missile low-cost anti-drone\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/RS273269-DP168303-1024x683-1.jpg\" alt=\"Eurofighter Typhoon: Test di successo per il missile low-cost anti-drone\" class=\"wp-image-17583\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Eurofighter Typhoon: Test di successo per il missile low-cost anti-drone</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-futuro-piu-letale-e-sostenibile-per-il-typhon\">Un futuro più letale e sostenibile per il Typhon</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa attività, supportata attivamente dalla RAF, rientra in un piano di aggiornamento continuo del Typhoon. L'integrazione di armi di precisione a basso costo non solo aumenta la flessibilità tattica del caccia, ma garantisce che il velivolo rimanga competitivo e letale nei futuri conflitti, dove la quantità e il costo delle munizioni giocano un ruolo fondamentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema APKWS è già impiegato con successo su altre piattaforme come l'<strong>F-16</strong>, l'<strong>A-10</strong> e diversi elicotteri d'attacco, confermando la sua affidabilità in contesti di combattimento reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/UK_Trials_BAE_Systems_APKWS-Guided_Rockets_on_Typhoon_Fighter_Jet_to_Counter_Rising_Drone_Threat_at_Lower_Cost-220b18c8.webp","categoria":"Internazionali","tags":"APKWS, BAESystems, difesa, Droni, Eurofighter, tecnologia, Typhoon","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-12 22:54:03","stato":"publish","riassunto_video":"BAE Systems ha testato con successo su un Eurofighter Typhoon il kit laser APKWS, che trasforma razzi da 70 mm in armi di precisione low-cost contro droni. Il test in Inghilterra ha colpito un bersaglio a terra, aprendo la strada a prove contro obiettivi aerei. Questa soluzione economica e precisa potenzia il Typhoon contro minacce aeree senza ricorrere a costosi missili aria-aria.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30665-eurofighter-typhoon-test-di-successo-per-il-missile-low-cost-anti-drone.mp4","galleria":""}
{"id":30661,"titolo":"US Army - Progetto ARIA: L'Intelligenza Artificiale per il soldato moderno","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>WASHINGTON</strong> – In un passo decisivo verso la modernizzazione bellica e amministrativa, la U.S. Army ha annunciato il 5 marzo 2026 il lancio del <strong>Progetto ARIA (Army Rapid Implementation of Artificial Intelligence)</strong>. L'iniziativa punta a integrare l'intelligenza artificiale nelle operazioni quotidiane, trasformando radicalmente il modo in cui i soldati operano, pianificano e gestiscono le risorse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il sottosegretario aggiunto dell'Esercito, <strong>David R. Fitzgerald</strong>, ARIA non è un semplice esperimento, ma la pietra angolare di una nuova era:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Con il Progetto ARIA stiamo costruendo l'esercito di domani, oggi. Collaborando con le menti più brillanti del settore tecnologico, implementiamo rapidamente strumenti intelligenti per ottimizzare le operazioni e garantire la prontezza operativa contro ogni sfida.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tre-team-per-tre-soluzioni-strategiche\">Tre Team per tre Soluzioni Strategiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto è nato dai risultati di un'esercitazione tattica simulata (wargame) svoltasi il 16 settembre 2025, voluta dal Segretario dell'Esercito <strong>Daniel P. Driscoll</strong>. Da quell'incontro tra leader militari ed esperti di IA sono nate tre task force specializzate, ognuna focalizzata su un pilastro critico:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1-team-gray-automazione-burocratica\">1. Team Gray: Automazione Burocratica</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il focus è sui processi di <strong>PPBE (Planning, Programming, Budgeting, and Execution)</strong>. Spesso rallentati da una burocrazia complessa, questi processi saranno automatizzati da strumenti IA che permetteranno ai vertici militari di prendere decisioni basate su dati in tempo reale, liberando soldati e civili da oneri amministrativi per restituirli alle loro funzioni operative primarie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2-team-black-l-arsenale-delle-decisioni-dei-comandanti\">2. Team Black: L'Arsenale delle Decisioni dei Comandanti</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il \"Model Arsenal\" è concepito come un sistema di supporto decisionale che opera dai grandi data center fino alla prima linea tattica. Attraverso interrogazioni on-demand, i soldati possono ottenere funzioni IA personalizzate e pronte all'uso, ottimizzate anche per gli ambienti ostili dove la connettività è limitata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-3-team-yellowstone-logistica-predittiva\">3. Team Yellowstone: Logistica Predittiva</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Operando inizialmente presso l'<strong>Anniston Army Depot</strong>, questo team utilizza agenti IA per rivoluzionare la gestione della catena di approvvigionamento. Il sistema è in grado di prevedere la manutenzione necessaria prima ancora che si verifichi un guasto, garantendo la disponibilità costante dei pezzi di ricambio e riducendo drasticamente i tempi di fermo dei veicoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-cambio-di-paradigma-mesi-non-anni\">Un cambio di paradigma: Mesi, non anni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Progetto ARIA segna una rottura definitiva con i lunghi cicli di sviluppo tradizionali della difesa. La filosofia alla base è l'<strong>agilità</strong>: grazie a partnership dirette con le principali aziende tecnologiche, l'esercito mira a fornire soluzioni concrete in pochi mesi anziché anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:table -->\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><thead><tr><td><strong>Obiettivo</strong></td><td><strong>Impatto del Progetto ARIA</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Efficienza Operativa</strong></td><td>Automazione dei processi ripetitivi e complessi.</td></tr><tr><td><strong>Prontezza</strong></td><td>Manutenzione predittiva per mezzi sempre pronti all'uso.</td></tr><tr><td><strong>Qualità della vita</strong></td><td>Riduzione del carico burocratico per il personale.</td></tr><tr><td><strong>Innovazione</strong></td><td>Collaborazione agile con l'industria privata.</td></tr></tbody></table></figure>\n<!-- /wp:table -->\n\n<!-- wp:separator -->\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" />\n<!-- /wp:separator -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusioni\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre ai vantaggi tattici, il Progetto ARIA lancia un segnale chiaro all'industria tecnologica: l'U.S. Army è pronta a collaborare e ad adottare le migliori pratiche civili per mantenere il proprio vantaggio competitivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Stiamo abbattendo le barriere,\" ha concluso Fitzgerald. \"Insieme, stiamo costruendo un esercito più intelligente, veloce e capace che mai, mettendo i migliori strumenti possibili nelle mani di chi deve compiere la missione.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/max1200-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#ModernizzazioneEsercito, #ProgettoARIA, DifesaItalia, innovazionemilitare, intelligenzaartificiale, tecnologiadifesa, usarmy","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-12 22:44:06","stato":"publish","riassunto_video":"Il Progetto ARIA, lanciato dall'U.S. Army nel 2026, integra l’intelligenza artificiale per trasformare operazioni, pianificazione e gestione risorse. Tre team specializzati automatizzano la burocrazia, supportano le decisioni tattiche e ottimizzano la logistica predittiva. L’obiettivo è aumentare efficienza e prontezza con soluzioni rapide e innovative.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30661-us-army-progetto-aria-lintelligenza-artificiale-per-il-soldato-moderno.mp4","galleria":""}
{"id":30654,"titolo":"Iran, niente accordo di pace: come i Pasdaran bloccheranno Hormuz","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il fallimento dei negoziati e <a href=\"https://difesanews.com/iran-il-negoziato-coercitivo-per-vincere-la-pace-o-la-battaglia-selettiva-per-vincere-la-guerra/\">il tramonto di ogni opzione diplomatica </a>riportano al centro del dibattito globale l'incubo di una chiusura dello <strong>Stretto di Hormuz</strong>. Per i <strong>Pasdaran</strong> (il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica), il controllo di questo corridoio non è solo una missione di difesa, ma una leva di ricatto globale. Senza un accordo di pace, la dottrina della \"difesa asimmetrica\" diventa l'unico scenario operativo. Ecco come, tecnicamente, l'Iran si prepara a sigillare il passaggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-primato-dei-pasdaran-la-marina-dell-irgc\">Il primato dei Pasdaran: La Marina dell'IRGC</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A differenza della marina regolare iraniana (Artesh), la marina dei Pasdaran è progettata per il combattimento rapido, brutale e non convenzionale. La loro strategia si basa sul concetto di <strong>area denial (A2/AD)</strong>: impedire l'accesso a chiunque.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1-il-tappeto-di-mine-intelligenti\">1. Il tappeto di mine intelligenti</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo atto del blocco sarebbe invisibile. I Pasdaran dispongono di migliaia di mine navali di fabbricazione russa, cinese e indigena.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Mine a fondo:</strong> Posizionate sui fondali bassi dello stretto, sono difficili da individuare anche per i cacciamine più avanzati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Attivazione selettiva:</strong> Molte di queste mine possono essere programmate per ignorare i piccoli pescherecci e attivarsi solo al passaggio di unità con una specifica impronta magnetica o acustica, come le super-petroliere (VLCC).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17567,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/a6dcd21a-04ab-41ec-85b1-d00637e505c7.jpg\" alt=\"Iran, niente accordo di pace: come i Pasdaran bloccheranno Hormuz\" class=\"wp-image-17567\" title=\"Iran, niente accordo di pace: come i Pasdaran bloccheranno Hormuz\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Iran, niente accordo di pace: come i Pasdaran bloccheranno Hormuz</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2-le-vespe-del-golfo-gli-sciami-di-barchini\">2. Le \"Vespe\" del Golfo: Gli sciami di barchini</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I Pasdaran hanno trasformato motoscafi civili e sportivi in macchine da guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Velocità e numeri:</strong> Possono lanciare centinaia di piccole imbarcazioni armate di lanciarazzi bitubo o missili leggeri.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Tattica dello sciame:</strong> Attaccando una nave da guerra da trenta direzioni diverse, saturano i sistemi di difesa (come il Phalanx o il RAM), che non riescono a ingaggiare così tanti bersagli simultaneamente.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-3-la-costa-d-acciaio-missili-e-droni\">3. La \"Costa d'Acciaio\": Missili e Droni</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lungo tutta la costa iraniana e sulle isole fortificate (Abu Musa, Grande e Piccola Tunb), i Pasdaran hanno scavato tunnel e bunker.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Missili da crociera mobili:</strong> Sistemi come il <em>Khalij Fars</em> (missile balistico antinave supersonico) possono colpire bersagli in tutto lo stretto con estrema precisione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Droni suicidi (Loitering Munitions):</strong> I droni Shahed-136, economici e letali, verrebbero usati come \"artiglieria volante\" per colpire i radar delle navi nemiche, accecandole prima dell'attacco principale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17568,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Iranian-Military-Showcases-New-CM-300-Anti-Ship-Missile-A-Regional-Power-Shift.jpg\" alt=\"Iran, niente accordo di pace: come i Pasdaran bloccheranno Hormuz\" class=\"wp-image-17568\" title=\"Iran, niente accordo di pace: come i Pasdaran bloccheranno Hormuz\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Iran, niente accordo di pace: come i Pasdaran bloccheranno Hormuz</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-sfida-logistica-e-il-punto-di-non-ritorno\">La sfida logistica e il \"punto di non ritorno\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'efficacia del blocco iraniano si basa su una combinazione coordinata di tre asset chiave che agiscono su diversi livelli operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In primo luogo, il ruolo dei <strong>sottomarini tascabili di classe Ghadir</strong> è fondamentale per l'occultamento: queste unità sono progettate specificamente per tendere agguati in acque basse, dove i grandi sonar dei cacciatorpediniere faticano a distinguere lo scafo dal fondale roccioso, permettendo il siluramento occulto di navi di passaggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, i Pasdaran impiegano sofisticati sistemi di <strong>guerra elettronica</strong> per manipolare i segnali GPS e i sistemi di identificazione automatica (AIS). Questo permette un dirottamento \"silenzioso\", portando <a href=\"https://brigatafolgore.net/liran-adotta-la-strategia-del-caos-anche-nel-cyberspazio/\">le navi mercantili fuori rotta o forzandole a entrare nelle acque territoriali iraniane </a>senza che l'equipaggio se ne renda conto immediatamente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, il controllo fisico del canale di transito è garantito dall'<strong>artiglieria costiera</strong>. Posizionate in bunker fortificati, queste batterie creano un vero e proprio fuoco di sbarramento che rende impossibile la navigazione sicura attraverso lo stretto, trasformando l'intera area in una \"zona della morte\" per qualsiasi imbarcazione non autorizzata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17569,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/p0n4s8rf.png\" alt=\"Iran, niente accordo di pace: come i Pasdaran bloccheranno Hormuz\" class=\"wp-image-17569\" title=\"Iran, niente accordo di pace: come i Pasdaran bloccheranno Hormuz\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Iran, niente accordo di pace: come i Pasdaran bloccheranno Hormuz</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-oggi-il-rischio-e-piu-alto\">Perché oggi il rischio è più alto?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Senza un accordo di pace, l'Iran vede nello Stretto di Hormuz la sua unica vera polizza assicurativa contro le sanzioni o un attacco diretto. I Pasdaran non cercano una vittoria navale classica contro la Marina degli Stati Uniti; il loro obiettivo è <strong>rendere il rischio assicurativo inaccettabile</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se una sola petroliera venisse affondata, i premi assicurativi renderebbero il trasporto di greggio dal Golfo Persico economicamente impossibile. In questo scenario, lo stretto sarebbe \"chiuso\" di fatto, anche senza un blocco fisico permanente, innescando uno shock energetico senza precedenti che colpirebbe istantaneamente le economie di Europa e Asia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/Gemini-Generated-Image-ud9nhuud9nhuud9n-e1775980729233.png","categoria":"Internazionali","tags":"#Petrolio, #SicurezzaNavale, geopolitica, Hormuz, Iran, pasdaran","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-12 09:24:03","stato":"publish","riassunto_video":"Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran) prepara il blocco dello Stretto di Hormuz con mine intelligenti, sciami di motoscafi armati, missili supersonici e droni suicidi. Usano anche sottomarini tascabili e guerra elettronica per deviare le navi. Senza un accordo di pace, l’Iran punta a rendere il passaggio troppo rischioso, causando uno shock energetico globale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30654-iran-niente-accordo-di-pace-come-i-pasdaran-bloccheranno-hormuz.mp4","galleria":""}
{"id":30647,"titolo":"Libano - La calma silenziosa dei Dimonios nella Battaglia tra Israele e Hezbollah","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>SASSARI/SHAMA</strong> – In un momento di altissima tensione geopolitica, i soldati della <strong>Brigata Sassari</strong> si trovano oggi in uno dei quadranti più pericolosi del mondo. Da marzo 2026, i \"Dimonios\" hanno assunto ufficialmente il comando del Settore Ovest della missione <strong>UNIFIL</strong> (operazione \"Leonte\"), posizionandosi lungo la turbolenta <strong>Blue Line</strong>, la linea di demarcazione che separa il Libano da Israele</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17559,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Libano - La calma silenziosa dei Dimonios nella Battaglia tra Israele e Hezbollah\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/092843517-f6203f8f-a823-4004-a188-aeefbeef3f7b.jpg\" alt=\"Libano - La calma silenziosa dei Dimonios nella Battaglia tra Israele e Hezbollah\" class=\"wp-image-17559\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Libano - La calma silenziosa dei Dimonios nella Battaglia tra Israele e Hezbollah</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’incidente dell'8 aprile: colpi sul convoglio italiano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La situazione ha raggiunto un punto critico nelle ultime ore. Secondo fonti ufficiali, l'<strong>8 aprile 2026</strong> un convoglio della Brigata Sassari è rimasto coinvolto in un attacco attribuito alle forze di difesa israeliane (IDF). Un veicolo italiano è stato danneggiato da colpi d'arma da fuoco mentre era impegnato in una missione di pattugliamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fortunatamente, <strong>non si registrano feriti</strong> tra i militari sardi, ma l'evento ha scatenato un vero e proprio caso diplomatico. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha immediatamente convocato l'ambasciatore d'Israele in Italia per chiedere chiarimenti urgenti, definendo inaccettabile il \"bullismo\" nei confronti dei caschi blu.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17560,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Libano - La calma silenziosa dei Dimonios nella Battaglia tra Israele e Hezbollah\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/61c405a8-542a-4977-a406-7c9e304cb2b0.jpg\" alt=\"Libano - La calma silenziosa dei Dimonios nella Battaglia tra Israele e Hezbollah\" class=\"wp-image-17560\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Libano - La calma silenziosa dei Dimonios nella Battaglia tra Israele e Hezbollah</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Brigata Sassari al comando del Settore Ovest</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sotto la guida del Generale di Brigata <strong>Andrea Fraticelli</strong>, il contingente italiano (circa 1.300 uomini, di cui 500 sassarini) opera dalla base di <strong>Shama</strong>. Il loro compito è delicatissimo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Monitoraggio della risoluzione 1701:</strong> Vigilare sulla cessazione delle ostilità tra Israele e le milizie di Hezbollah.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Supporto alla popolazione:</strong> Fornire assistenza civile e medica in un'area devastata dai continui raid aerei e dai lanci di razzi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Interposizione:</strong> Agire come cuscinetto fisico e diplomatico per evitare che le scaramucce di confine si trasformino in un conflitto su vasta scala.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17561,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Libano - La calma silenziosa dei Dimonios nella Battaglia tra Israele e Hezbollah\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/a0ffd458d34ef59a0e8caccdd2472bcb.jpg\" alt=\"Libano - La calma silenziosa dei Dimonios nella Battaglia tra Israele e Hezbollah\" class=\"wp-image-17561\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Libano - La calma silenziosa dei Dimonios nella Battaglia tra Israele e Hezbollah</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una missione di pace in una zona di guerra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dilemma sollevato dal Ministro della Difesa, Guido Crosetto, è chiaro: <em>«Una cosa è una missione di pace, un’altra è operare dove la guerra è già in corso»</em>. Con l'intensificarsi degli scontri tra Hezbollah e Israele, i soldati della Sassari si trovano spesso costretti a rifugiarsi nei bunker (i cosiddetti \"livelli di allerta\") a causa dei bombardamenti che colpiscono le zone limitrofe alle basi ONU.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante il rischio crescente e le voci di un possibile ritiro o rimodulazione della missione, i \"Sassarini\" mantengono la posizione. La loro presenza è considerata fondamentale per evitare il collasso definitivo della stabilità nel sud del Libano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le reazioni dalla Sardegna</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Sardegna, l'apprensione per i propri soldati è massima. La Brigata Sassari non è solo un'unità militare, ma un simbolo identitario dell'isola. Le istituzioni regionali hanno espresso vicinanza ai militari e alle loro famiglie, seguendo con fiato sospeso l'evolversi dei raid che, pur mirando a obiettivi sensibili di Hezbollah, finiscono per lambire pericolosamente le postazioni italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2023-03-23-at-11.31.05.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"#BrigataSassari, Hezbollah, unifil","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-11 21:34:04","stato":"publish","riassunto_video":"La Brigata Sassari guida dal marzo 2026 il Settore Ovest della missione UNIFIL in Libano, lungo la pericolosa Blue Line tra Libano e Israele. L’8 aprile un convoglio italiano è stato colpito da fuoco israeliano senza feriti, scatenando un caso diplomatico. Nonostante i rischi e i bombardamenti, i soldati mantengono la posizione per garantire stabilità e supporto alla popolazione locale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30647-libano-la-calma-silenziosa-dei-dimonios-nella-battaglia-tra-israele-e-hezbollah.mp4","galleria":""}
{"id":30641,"titolo":"Scoprire, scegliere, servire: il percorso dei giovani nell’Esercito Italiano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il percorso che conduce un giovane a vestire l’uniforme <strong>non nasce improvvisamente</strong>, ma si costruisce attraverso esperienze, incontri e <strong>scelte consapevoli</strong>. In questo senso, iniziative come il primo Open Day organizzato presso l’Accademia Militare di Modena rappresentano un passaggio fondamentale nel processo di <strong>avvicinamento tra i giovani e l’Istituzione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evento, ospitato nella storica sede di Palazzo Ducale, ha coinvolto studenti delle scuole secondarie di secondo grado, offrendo loro la possibilità di entrare in contatto diretto con la realtà accademica e militare. Non si è trattato di una semplice presentazione formativa, ma di un’<strong>esperienza immersiva</strong>, costruita sul <strong>dialogo tra pari</strong>. Gli Allievi Ufficiali hanno condiviso il proprio percorso, raccontando motivazioni, difficoltà e prospettive, rendendo concreta una scelta che spesso appare distante o poco conosciuta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, il ruolo dell’Esercito si configura anche come <strong>attore educativo</strong>, capace di orientare e accompagnare i giovani in una fase delicata della loro vita. Il Generale di Divisione Stefano Messina, Comandante dell’Accademia Militare, ha sottolineato come l’iniziativa non si limiti a illustrare percorsi universitari, ma apra le porte a un <strong>sistema valoriale fondato su disciplina, senso del dovere e spirito di servizio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È qui che nasce la prima domanda, spesso silenziosa ma decisiva: intraprendere la carriera militare non è solo una possibilità professionale, ma una <strong>scelta di vita</strong>. L’Open Day diventa quindi il momento della scoperta, in cui curiosità e interesse iniziano a trasformarsi in consapevolezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-scelta-il-giuramento-e-l-ingresso-nell-esercito\"><strong>La scelta il giuramento e l’ingresso nell’Esercito</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se l’orientamento rappresenta l’inizio del percorso, il giuramento ne costituisce il <strong>passaggio più solenne e definitivo</strong>. Presso la Caserma “Ugo Bartolomei” di Cesano di Roma, sede della Scuola di Fanteria, circa duecento Volontari in Ferma Iniziale del 3° Blocco 2025, appartenenti al 17° Reggimento Addestramento Volontari “Acqui”, hanno pronunciato il loro <strong>“Lo giuro!”</strong>, sancendo ufficialmente il loro ingresso nell’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia si è svolta alla presenza della <strong>Bandiera di Guerra</strong>, simbolo di identità e continuità storica, e ha visto la partecipazione di autorità civili, militari e religiose, oltre ai familiari dei giurandi. Un momento carico di emozione, reso ancora più significativo dalle note della Banda dell’Artiglieria Controaerei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17528,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Scoprire, scegliere, servire: il percorso dei giovani nell’Esercito Italiano\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/eaca4704-5dca-43ef-bb3a-264a8e7da534.jpg\" alt=\"Scoprire, scegliere, servire: il percorso dei giovani nell’Esercito Italiano\" class=\"wp-image-17528\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ingresso Bandiera di Guerra. Fonte Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il giuramento rappresenta un <strong>punto di non ritorno sul piano morale</strong>: da quel momento, il giovane non è più un osservatore, ma diventa parte integrante della <strong>comunità militare</strong>. Le parole del Generale di Brigata Eugenio Dessì, Comandante della Scuola di Fanteria, hanno evidenziato la profondità di questa scelta, sottolineando come i volontari appartengano a una generazione che ha saputo scegliere la <strong>responsabilità del “noi” rispetto all’individualismo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo passaggio si compie una trasformazione fondamentale: l’aspirazione si traduce in <strong>impegno concreto</strong>, la curiosità lascia spazio alla responsabilità. Il giuramento non è soltanto una formalità, ma un <strong>atto di adesione a valori e principi</strong> che accompagneranno l’intera carriera militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-consapevolezza-valori-esperienza-e-identita-militare\"><strong>La consapevolezza valori esperienza e identità militare</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo la scelta, il percorso non si esaurisce, ma entra nella sua fase più profonda: quella della <strong>consapevolezza</strong>. Presso la Scuola Sottufficiali dell’Esercito, gli Allievi Marescialli hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con figure di altissimo valore morale e professionale, come il Sergente Maggiore Andrea Adorno, Medaglia d’Oro al Valor Militare, e il Primo Luogotenente Salvatore Mascoli, Medaglia di Bronzo al Valor dell’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso dell’incontro, i Decorati hanno condiviso esperienze personali segnate da <strong>responsabilità, sacrificio e senso del dovere</strong>, offrendo una testimonianza diretta del significato più autentico del servizio. Il messaggio emerso è chiaro: essere militari non rappresenta semplicemente una professione, ma una <strong>vera e propria vocazione</strong> che richiede piena consapevolezza delle proprie scelte e delle conseguenze che ne derivano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17531,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Scoprire, scegliere, servire: il percorso dei giovani nell’Esercito Italiano\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/b320f90f-66d4-416b-b6e4-34a5eb6c4ce0.jpg\" alt=\"Scoprire, scegliere, servire: il percorso dei giovani nell’Esercito Italiano\" class=\"wp-image-17531\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Serg. Magg. M.O.V.M. ADORNO durante l'intervento. Fonte Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo della famiglia e del contesto sociale, elementi fondamentali nella formazione dell’individuo e nella costruzione dell’identità militare. I valori appresi sin dall’infanzia – <strong>rispetto, responsabilità, spirito di sacrificio</strong> – trovano nell’esperienza militare una piena realizzazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa fase segna il passaggio dalla formazione tecnica alla <strong>maturità etica</strong>: il militare non è solo addestrato ad agire, ma è chiamato a comprendere il significato delle proprie azioni. È in questa dimensione che il percorso si compie pienamente, unendo <strong>orientamento, scelta e crescita personale</strong> in un unico processo coerente, capace di formare non solo professionisti della difesa, ma <strong>cittadini responsabili e consapevoli del proprio ruolo al servizio della collettività</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/df2c47d9-8d3a-452e-bb9b-1afc9d49e329.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"esercitoitaliano, FormazioneMilitare, giovani","autore":"Alelu","data_pubblicazione":"2026-04-11 20:04:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/a-modena-il-primo-open-day-dellaccademia-militare-per-lorientamento-dei-giovani/184294.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30641-scoprire-scegliere-servire-il-percorso-dei-giovani-nellesercito-italiano.mp4","galleria":""}
{"id":30630,"titolo":"Dalle Forze Armate alla Luna: il legame che continua tra militari e astronauti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ritorno dell’uomo verso la Luna, guidato dal programma <strong>Artemis</strong>, viene spesso raccontato come una sfida tecnologica. Razzi, capsule di nuova generazione, moduli abitativi. Ma dietro questa narrazione esiste una realtà più concreta: <strong>le persone scelte per affrontare lo spazio sono, nella maggior parte dei casi, militari</strong>. Non è una suggestione, è un dato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-artemis-ii-chi-sono-davvero-gli-astronauti\">Artemis II: chi sono davvero gli astronauti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’equipaggio della missione Artemis II, la prima con esseri umani diretta verso la Luna dopo oltre mezzo secolo, rappresenta in modo emblematico il profilo richiesto oggi per affrontare lo spazio profondo. Il comandante <strong>Reid Wiseman</strong> è un ufficiale della <strong>United States Navy</strong>, con alle spalle esperienza come pilota militare. Lo stesso vale per il pilota <strong>Victor Glover</strong>, anch’egli proveniente dalla marina statunitense e abituato a operare in contesti complessi. A loro si affianca <strong>Jeremy Hansen</strong>, ufficiale della <strong>Royal Canadian Air Force</strong>, formato in ambito aeronautico e operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Solo <strong>Christina Koch</strong> rappresenta un percorso diverso, con una formazione principalmente ingegneristica e scientifica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tre su quattro provengono dunque dal mondo militare. Non è un dettaglio, ma una scelta precisa: quando la missione richiede autonomia, gestione del rischio e capacità decisionale in ambienti estremi, il background operativo diventa un requisito, non un valore aggiunto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17546,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/artemis-2-go-1024x578.jpg\" alt=\"Dalle Forze Armate alla Luna: il legame che continua tra militari e astronauti\" class=\"wp-image-17546\" title=\"Dalle Forze Armate alla Luna: il legame che continua tra militari e astronauti\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tre dei quattro componenti dell’equipaggio di Artemis II provengono dal mondo militare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-lo-spazio-come-teatro-operativo\">Lo spazio come teatro operativo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Operare oltre l’orbita terrestre significa muoversi in un ambiente dove <strong>ogni errore può avere conseguenze irreversibili</strong>, dove le comunicazioni <strong>non sono immediate</strong> e dove l’autonomia <strong>non è una scelta, ma una necessità assoluta</strong>. In questo contesto, ogni decisione deve essere presa con lucidità, spesso senza la possibilità di un supporto diretto da Terra. È una dimensione che, per molti aspetti, richiama quella di un vero e proprio <strong>teatro operativo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La differenza è solo nel dominio: non più terra, mare o aria, ma spazio. Le dinamiche, però, restano sorprendentemente simili: <strong>isolamento, rischio costante, coordinamento totale e reazione immediata all’imprevisto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In condizioni di questo tipo, la selezione non può che orientarsi verso chi è già stato addestrato a gestire <strong>incertezza e pressione</strong>. Ed è proprio qui che emerge la continuità con il mondo militare, dove queste competenze <strong>non sono teoriche, ma vengono sviluppate e testate ogni giorno sul campo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17549,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/artemis2-2-1024x574.jpg\" alt=\"Dalle Forze Armate alla Luna: il legame che continua tra militari e astronauti\" class=\"wp-image-17549\" title=\"Dalle Forze Armate alla Luna: il legame che continua tra militari e astronauti\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La capsula Orion, con l’equipaggio di Artemis II a bordo, durante la fase di ammaraggio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-modello-italiano-aeronautica-in-prima-linea\">Il modello italiano: Aeronautica in prima linea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche l’Italia segue questa linea. Gli astronauti più rappresentativi degli ultimi anni, come <strong>Samantha Cristoforetti</strong> e <strong>Luca Parmitano</strong>, provengono entrambi dall’<strong>Aeronautica Militare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il loro percorso non è casuale: nasce in un ambiente in cui <strong>disciplina, addestramento continuo e gestione del rischio</strong> sono parte integrante della formazione. Esperienze operative, capacità di lavorare sotto pressione e abitudine a contesti complessi rappresentano un bagaglio che si trasferisce in modo naturale nello spazio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È la dimostrazione concreta di come la formazione militare continui a rappresentare <strong>una delle basi più solide e affidabili</strong> per affrontare missioni ad altissima complessità, dove competenze tecniche e qualità umane devono convivere senza margine di errore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17544,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/cristoforetti-parmitano-1024x683.jpg\" alt=\"Dalle Forze Armate alla Luna: il legame che continua tra militari e astronauti\" class=\"wp-image-17544\" title=\"Dalle Forze Armate alla Luna: il legame che continua tra militari e astronauti\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano in uniforme da pilota dell’Aeronautica Militare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-paolo-nespoli-dal-col-moschin-allo-spazio\">Paolo Nespoli: dal Col Moschin allo spazio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il caso più emblematico resta quello di <strong>Paolo Nespoli</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Prima di diventare astronauta dell’<strong>European Space Agency</strong>, Nespoli è stato paracadutista e incursore del <strong>9º Reggimento d'Assalto Paracadutisti \"Col Moschin\"</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un percorso che non rappresenta una deviazione, ma una continuità. Le competenze richieste a un incursore, autonomia, resistenza, capacità di operare in piccoli team in ambienti ostili, sono le stesse che caratterizzano il profilo di un astronauta moderno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il legame tra forze speciali e spazio non si esaurisce nella figura di Nespoli. Il <strong>9º Reggimento d'Assalto Paracadutisti \"Col Moschin\"</strong> ha partecipato ad attività di addestramento che hanno coinvolto astronauti dell’<strong>European Space Agency</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non si tratta di collaborazioni di facciata, ma di un trasferimento concreto di competenze. Quando si prepara un uomo a operare <strong>lontano da ogni supporto</strong>, in condizioni di <strong>isolamento, pressione e rischio elevato</strong>, i principi restano gli stessi, indipendentemente dal contesto operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Che si tratti del deserto, del mare o dello spazio, ciò che conta è la capacità di adattarsi, di mantenere il controllo e di operare in team ristretti con <strong>massima efficienza e affidabilità</strong>. Cambia l’ambiente, ma non cambia l’approccio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17539,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/nespoli-1024x683.jpg\" alt=\"Dalle Forze Armate alla Luna: il legame che continua tra militari e astronauti\" class=\"wp-image-17539\" title=\"Dalle Forze Armate alla Luna: il legame che continua tra militari e astronauti\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">A sinistra Paolo Nespoli Astronauta ESA, a destra Paolo Nespoli Sottufficiale Incursore del 9º Col Moschin negli anni '80</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-verso-la-luna-chi-saranno-i-prossimi\">Verso la Luna: chi saranno i prossimi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il progredire delle missioni Artemis, l’Europa avrà un ruolo sempre più concreto e, con essa, anche l’Italia. Ma osservando i criteri di selezione e i profili attuali, la direzione è chiara: <strong>chi tornerà sulla Luna sarà, con ogni probabilità, qualcuno che ha già dimostrato di saper operare al limite</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il legame tra mondo militare ed esplorazione spaziale non è un retaggio del passato, ma una necessità del presente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Luna non è solo una destinazione. È un ambiente ostile da conquistare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E, ancora una volta, saranno uomini addestrati a questo a fare la differenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/art2-bis.jpg","categoria":"Blog","tags":"Artemis, AstronautiMilitari, VersoLaLuna","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-11 18:45:29","stato":"publish","riassunto_video":"Il programma Artemis per il ritorno umano sulla Luna punta su astronauti con esperienza militare, capaci di gestire rischio e autonomia in ambienti estremi. Tre su quattro membri di Artemis II provengono da forze armate, come anche gli astronauti italiani Cristoforetti, Parmitano e Nespoli. Il legame tra addestramento militare e spazio è fondamentale per affrontare missioni complesse e rischiose.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30630-dalle-forze-armate-alla-luna-il-legame-che-continua-tra-militari-e-astronauti.mp4","galleria":""}
{"id":30622,"titolo":"Marina Militare: operazione decisiva, liberato Al WASEEMI e pirati in fuga","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Esistono momenti in cui l’attività operativa di una nave militare supera la dimensione ordinaria della sorveglianza per trasformarsi in un’azione concreta, immediata e risolutiva a tutela della vita umana e della sicurezza marittima. È in questo quadro che si inserisce l’intervento della fregata Emilio Bianchi (F 599), protagonista della liberazione del peschereccio iraniano Al WASEEMI, sequestrato il 24 marzo da un gruppo di pirati somali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’operazione, condotta a circa 400 miglia nautiche a est di Mogadiscio, testimonia in modo evidente la <strong>prontezza operativa della Marina Militare Italiana</strong>, capace di reagire con tempestività a una minaccia concreta in uno dei quadranti più instabili del panorama marittimo internazionale. Fin dalle prime fasi, l’unità ha dimostrato una <strong>capacità decisionale rapida</strong> e una perfetta integrazione tra comando, equipaggio e sistemi di bordo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il peschereccio Al WASEEMI, trasformato in una potenziale piattaforma offensiva dai pirati, rappresentava un <strong>pericolo diretto per il traffico mercantile internazionale</strong>. In tale contesto, l’intervento della nave italiana non è stato soltanto una risposta tecnica, ma un <strong>atto di responsabilità</strong> che riflette il profondo senso del dovere delle Forze Armate italiane, da sempre impegnate nella salvaguardia della sicurezza internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La rapidità con cui la situazione è stata analizzata e affrontata evidenzia una <strong>preparazione costante</strong>, frutto di addestramento continuo e di una cultura operativa fondata sulla disciplina, sulla coesione e sulla dedizione al servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-sinergia-internazionale-e-la-condotta-tattica\">LA SINERGIA INTERNAZIONALE E LA CONDOTTA TATTICA</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo dell’operazione è stato reso possibile anche grazie alla sinergia con l’unità spagnola ESPS Canarias, con cui la fregata italiana ha operato in <strong>perfetto coordinamento operativo</strong> nell’ambito della Task Force 465. Questa cooperazione ha permesso di sviluppare una risposta articolata e incisiva, capace di neutralizzare la minaccia senza compromettere la sicurezza degli ostaggi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La manovra del cosiddetto “concertina effect” ha rappresentato un esempio di <strong>eccellenza tattica</strong>. Attraverso un’azione calibrata e progressiva, le unità coinvolte hanno ristretto lo spazio operativo dei pirati, esercitando una <strong>pressione costante e controllata</strong> fino a costringerli alla fuga. Una condotta che richiede non solo capacità tecniche, ma anche lucidità, sangue freddo e una piena consapevolezza del contesto operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17519,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Marina Militare: operazione decisiva, liberato Al WASEEMI e pirati in fuga\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/bd8b22fa-a117-410c-8d54-10ae2649abacwhatsapp-image-2026-04-09-at-10.21.14-1.jpg\" alt=\"Marina Militare: operazione decisiva, liberato Al WASEEMI e pirati in fuga\" class=\"wp-image-17519\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Momenti dell'operazione. Fonte Marina Militare.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il momento più delicato si è registrato il 5 aprile, con l’intervento dei team della Brigata Marina San Marco. L’abbordaggio, effettuato con mezzi veloci e supporto aereo, ha messo in evidenza l’<strong>altissimo livello di preparazione del personale italiano</strong>. Ogni movimento, ogni procedura è stata eseguita con precisione, nel pieno rispetto delle regole d’ingaggio e con l’obiettivo primario di salvaguardare la vita umana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questa fase emerge con forza il valore umano dei militari italiani: professionisti addestrati ad operare in condizioni complesse, ma anche uomini e donne guidati da un <strong>forte senso etico</strong> e da una profonda responsabilità nei confronti di chi si trova in pericolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-valore-strategico-e-il-significato-dell-operazione\">IL VALORE STRATEGICO E IL SIGNIFICATO DELL’OPERAZIONE</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A liberazione avvenuta, l’equipaggio della nave ha immediatamente prestato assistenza ai 20 marinai iraniani, offrendo loro supporto materiale e umano dopo settimane di prigionia. Questo gesto rappresenta in modo concreto l’<strong>umanità operativa delle Forze Armate italiane</strong>, capaci di coniugare efficacia militare e attenzione alla persona.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel ruolo di flagship della missione, la fregata Emilio Bianchi ha garantito un <strong>supporto continuo e altamente qualificato</strong> al comando operativo, confermandosi una piattaforma avanzata sotto il profilo tecnologico e gestionale. Sotto la guida del Contrammiraglio Daniele Paolo Maria Martinuzzi, l’intera operazione ha beneficiato di una direzione chiara e di un coordinamento efficace tra le diverse componenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17518,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Marina Militare: operazione decisiva, liberato Al WASEEMI e pirati in fuga\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/2096fa73-9066-407c-8b1b-077bc64e9105whatsapp-image-2026-04-09-at-10.21.15-1.jpg\" alt=\"Marina Militare: operazione decisiva, liberato Al WASEEMI e pirati in fuga\" class=\"wp-image-17518\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Momenti dell'operazione. Fonte Marina Militare.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intervento si configura come un banco di prova superato con pieno successo, ma soprattutto come una dimostrazione concreta della <strong>credibilità operativa della Marina Militare Italiana</strong>. In un contesto internazionale sempre più complesso, la capacità di proiettare presenza, sicurezza e stabilità rappresenta un elemento essenziale per la tutela degli interessi nazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La liberazione dell’Al WASEEMI assume quindi un valore che va oltre il singolo episodio: è la testimonianza tangibile dell’<strong>impegno quotidiano delle Forze Armate italiane</strong>, della loro prontezza nell’intervenire e della dedizione con cui operano, spesso lontano dai riflettori, per garantire sicurezza e legalità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questa operazione, Nave Emilio Bianchi non solo porta a termine una missione con successo, ma riafferma con forza i valori fondanti del servizio militare: <strong>disciplina, onore e senso del dovere</strong>, elementi che continuano a distinguere l’operato italiano nei teatri operativi internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/e874df4a-89b7-42e0-9a7a-d739cd6c95dfwhatsapp-image-2026-04-09-at-10.21.15-2.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"antipirateria, marinamilitare, oceanoindiano","autore":"Alelu","data_pubblicazione":"2026-04-11 11:34:03","stato":"publish","riassunto_video":"La fregata italiana Emilio Bianchi ha liberato il peschereccio iraniano Al WASEEMI, sequestrato da pirati somali. L’operazione, svolta in coordinamento con la nave spagnola Canarias, ha evidenziato prontezza, professionalità e umanità delle Forze Armate italiane, garantendo la sicurezza degli ostaggi e la stabilità marittima.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20260409-Nave-Emilio-Bianchi-libera-il-peschereccio-Al-WASEEMI.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30622-marina-militare-operazione-decisiva-liberato-al-waseemi-e-pirati-in-fuga.mp4","galleria":""}
{"id":30615,"titolo":"Leonardo, lo scossone del Governo: con Mariani verso una Difesa Pragmatica","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'avvicendamento tra Cingolani e Mariani segna il ritorno dell’Italia alla realtà industriale. Mentre il Paese guarda ai modelli di Israele, Polonia e Germania, la priorità si sposta dai sogni tecnologici alle batterie di difesa aerea e ai mezzi corazzati pronti al combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La decisione del governo Meloni di sostituire Roberto Cingolani con <strong>Lorenzo Mariani</strong> alla guida di <strong>Leonardo</strong> non è solo un cambio di leadership, ma un cambio di paradigma. In un contesto globale segnato da conflitti ad alta intensità, la credibilità dell’Italia non può più poggiare su solo su paradigmi concettuali — intrecci di parole e visioni futuristiche prive di una base bellica immediata — ma deve tradursi in <strong>capacità cinetica reale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17498,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/samp-t-scaled-1-1.jpg\" alt=\"Difesa e Geopolitica: Perché la Turchia torna a scommettere sul SAMP/T italo-francese\" class=\"wp-image-17498\" title=\"Leonardo, lo scossone del Governo: con Mariani verso una Difesa Pragmatica\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Leonardo, lo scossone del Governo: con Mariani verso una Difesa Pragmatica</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-difesa-aerea-come-parametro-di-credibilita\">La Difesa Aerea come parametro di credibilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, la rilevanza di una nazione si misura sulla capacità di proteggere i propri cieli. In questo, <a href=\"https://brigatafolgore.net/aspettative-realistiche-sul-golden-dome-e-dome-nazionale/\">l'Italia deve guardare a chi ha fatto della \"sostanza\"</a> la propria dottrina:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il modello Israele:</strong> Sistemi come <em>Iron Dome</em> e <em>David’s Sling</em> non sono nati da slide teoriche, ma dalla necessità brutale di intercettare minacce fisiche. Israele dimostra che la vera innovazione è quella che produce migliaia di intercettori pronti all'uso, non quella che teorizza architetture digitali astratte.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il </strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/oreshnik-la-prova-del-fuoco-dei-dome-nazionali-oggi-pronti-solo-germania-romania-e-polonia/\">pragmatismo di Polonia e Germania</a><strong>:</strong> Varsavia è diventata il nuovo baricentro della difesa europea non grazie a programmi visionari, ma acquistando e producendo masse critiche di sistemi Patriot e CAMM. Berlino, con l'iniziativa <em>European Sky Shield</em> (ESSI), ha scelto di puntare su hardware già esistente (come l’Arrow 3 israeliano) per garantire protezione immediata.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia, con la nomina di un \"uomo del fare\" come Mariani (già alla guida di MBDA), segnala ai partner internazionali che la stagione dei progetti di carta è finita. <strong>La difesa aerea italiana deve diventare un asset tangibile, fatto di batterie schierate e linee di produzione accelerate.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14915,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/44c2b852-4faa-4c46-b425-00f0e3acc79c.jpeg\" alt=\"L’Esercito accelera: il Lynx cambia il modo di operare della forza terrestre\" class=\"wp-image-14915\" title=\"Leonardo, lo scossone del Governo: con Mariani verso una Difesa Pragmatica\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Esercito accelera: il Lynx cambia il modo di operare della forza terrestre</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-piu-acciaio-meno-teoria-la-sfida-dei-corazzati\">Più acciaio, meno teoria: La sfida dei corazzati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre si discute del futuro, la concretezza si manifesta oggi attraverso la <strong>Joint Venture tra Leonardo e Rheinmetall</strong>. Questo è il modello di \"sostanza reale\" che il governo pretende:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Produzione avviata:</strong> A differenza delle visioni a lungo termine, qui i cingoli sono già a terra. Nel gennaio 2026 sono stati consegnati <a href=\"https://brigatafolgore.net/lesercito-accelera-il-lynx-cambia-il-modo-di-operare-della-forza-terrestre/\">i primi quattro Lynx KF-41</a>, e tra il 2026 e l'inizio del 2027 la produzione entrerà nel vivo con la consegna di altri 16 mezzi equipaggiati con tecnologia italiana.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Obiettivi chiari:</strong> Il piano prevede che la produzione seriale dei Lynx e lo sviluppo del nuovo carro armato <strong>Panther</strong> portino a risultati operativi entro la fine del decennio, garantendo che l'Esercito Italiano non abbia solo \"concetti di mobilità\", ma mezzi pesanti pronti al fuoco.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-gcap-un-ambizione-da-ancorare-alla-realta\">Il GCAP: Un'ambizione da ancorare alla realtà</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo scenario, il <strong>GCAP</strong> (il caccia di sesta generazione) resta un'impresa straordinaria ma rischiosa. Sebbene rappresenti l'apice della tecnologia aerospaziale, la sua realizzabilità senza il supporto pesante degli <strong>Stati Uniti</strong> o un <a href=\"https://brigatafolgore.net/germania-verso-il-gcap-lasse-roma-londra-tokyo-tenta-berlino/\">coinvolgimento strutturale della Germania </a>rimane un'incognita finanziaria e industriale. Il rischio è che rimanga un sogno tecnologico se non inserito in una logica di massa critica che solo i grandi alleati possono garantire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15437,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/AOIR26UCBZHF5CWGEWFCVHV2IM.jpg\" alt=\"Italia–Germania verso il cielo del futuro: il GCAP tra alleanze politiche e battaglie industriali\" class=\"wp-image-15437\" title=\"Leonardo, lo scossone del Governo: con Mariani verso una Difesa Pragmatica\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Gcap, il cacciabombardiere di sesta generazione sviluppato da Italia, Gran Bretagna e Giappone.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione-il-ritorno-alla-manifattura-bellica\">Conclusione: Il ritorno alla manifattura bellica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sfida che nemmeno gli USA riescono a vincere facilmente — quella della produzione industriale di massa in tempi di guerra — impone all'Italia una scelta di campo. La nomina di Mariani è il segnale che Leonardo deve tornare a essere un’officina della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Per essere credibili a Washington, Berlino o Tel Aviv, non serve spiegare come sarà il mondo tra cinquant'anni; serve dimostrare di poter produrre e consegnare oggi i missili e i carri armati necessari a difenderlo.</strong> Meno \"plocami\" futuristi, più acciaio e batterie operative: questa è la nuova rotta della difesa italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":17509,\"href\":\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2026/04/CV_Lorenzo_Mariani_2026.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object></object><a id=\"wp-block-file--media-b23f22f0-9dfa-417f-b8c3-ec98326dbbca\" href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2026/04/CV_Lorenzo_Mariani_2026.pdf\">CV_Lorenzo_Mariani_2026</a><a href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2026/04/CV_Lorenzo_Mariani_2026.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-b23f22f0-9dfa-417f-b8c3-ec98326dbbca\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/520a77b36f483cd28a1ca986884429d6-1387x1259-1-e1775891275979.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"cingolani, dome, GCAP, Leonardo, mariani","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-11 08:24:03","stato":"publish","riassunto_video":"Il cambio al vertice di Leonardo con Lorenzo Mariani segna il ritorno dell’Italia a una difesa concreta e industriale, ispirandosi a modelli come Israele, Polonia e Germania. L’Italia punta su batterie di difesa aerea e mezzi corazzati già operativi, abbandonando visioni futuristiche per concentrarsi su produzione reale e capacità immediata.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30615-leonardo-lo-scossone-del-governo-con-mariani-verso-una-difesa-pragmatica.mp4","galleria":""}
{"id":30609,"titolo":"Difesa e Geopolitica: Perché la Turchia torna a scommettere sul SAMP/T italo-francese","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo anni di gelo diplomatico e lo stallo strategico seguito all’acquisto dei sistemi russi <strong>S-400</strong>, Ankara riapre ufficialmente il dialogo con Roma e Parigi. Al centro del tavolo c'è il sistema missilistico di difesa aerea <strong>SAMP/T</strong>, sviluppato dal consorzio europeo <strong>Eurosam</strong> (MBDA Italia, MBDA Francia e Thales).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quello che era iniziato come un progetto industriale alla fine degli anni 2010, oggi si è trasformato in un'urgenza di sicurezza nazionale per il governo di Erdogan.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-fattore-iran-e-la-vulnerabilita-del-fianco-sud\">Il fattore Iran e la vulnerabilità del fianco Sud</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo recenti indiscrezioni di <em>Bloomberg</em>, la spinta turca verso la tecnologia europea non è solo una mossa politica, ma una necessità operativa. Il deterioramento del contesto in Medio Oriente ha evidenziato minacce concrete:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Intercettazioni NATO:</strong> Missili iraniani diretti verso il territorio turco sarebbero già stati intercettati dai sistemi dell'Alleanza dall'inizio del conflitto regionale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il fallimento dell'S-400:</strong> Nonostante le capacità avanzate, il sistema russo acquistato nel 2019 non è interoperabile con la rete radar della NATO, lasciando la Turchia \"cieca\" all'interno dell'architettura difensiva collettiva.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17499,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Difesa e Geopolitica: Perché la Turchia torna a scommettere sul SAMP/T italo-francese\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/samp-t-photo.jpeg\" alt=\"Difesa e Geopolitica: Perché la Turchia torna a scommettere sul SAMP/T italo-francese\" class=\"wp-image-17499\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa e Geopolitica: Perché la Turchia torna a scommettere sul SAMP/T italo-francese</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dallo-stallo-alla-steel-dome\">Dallo stallo alla \"Steel Dome\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Turchia punta a costruire una propria <strong>\"Steel Dome\"</strong> (cupola d'acciaio), un sistema di difesa stratificato ispirato all'Iron Dome israeliano. Per completarlo, Ankara ha bisogno di componenti che possano dialogare con i partner occidentali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-cronologia-di-un-rapporto-complesso\">La cronologia di un rapporto complesso</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>2018:</strong> Accordo preliminare tra Turchia, Italia e Francia per lo sviluppo congiunto.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>2019:</strong> Acquisto degli S-400 russi, sanzioni USA (CAATSA) ed esclusione della Turchia dal programma F-35.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>2020-2021:</strong> Gelo francese dovuto alle divergenze su Siria e Mediterraneo orientale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>2022-Oggi:</strong> Riavvio dei contatti, con l'Italia nel ruolo di mediatore privilegiato.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ruolo-dell-italia-come-ponte-industriale\">Il ruolo dell'Italia come \"Ponte Industriale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Italia ha mantenuto un approccio pragmatico, riuscendo a preservare i canali di comunicazione aperti quando i rapporti tra Parigi e Ankara erano ai minimi storici. Roma vede nell'accordo non solo una vittoria industriale, ma l'opportunità di stabilizzare il fianco sud-orientale della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Il SAMP/T rappresenta l'anello mancante per riportare Ankara pienamente nel perimetro tecnologico dell'Alleanza Atlantica.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17500,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Difesa e Geopolitica: Perché la Turchia torna a scommettere sul SAMP/T italo-francese\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/2024-06-03T143730Z-1-LYNXMPEK520N5-RTROPTP-4-UKRAINE-CRISIS-ITALY-kAFI-U80442726401nXj-1440x752@IlSole24Ore-Web-1024x536-1.jpg\" alt=\"Difesa e Geopolitica: Perché la Turchia torna a scommettere sul SAMP/T italo-francese\" class=\"wp-image-17500\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa e Geopolitica: Perché la Turchia torna a scommettere sul SAMP/T italo-francese</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-tre-rotte-possibili-per-l-accordo\">Le tre rotte possibili per l'accordo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il futuro del dossier dipende ora dal via libera dell'Eliseo. Si profilano tre scenari:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:table -->\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><thead><tr><td><strong>Scenario</strong></td><td><strong>Descrizione</strong></td><td><strong>Difficoltà</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Trilaterale Completo</strong></td><td>Italia, Francia e Turchia collaborano alla co-produzione totale.</td><td><strong>Alta</strong>: richiede un totale superamento delle divergenze politiche.</td></tr><tr><td><strong>Accordo Bilaterale \"Plus\"</strong></td><td>Intesa Roma-Ankara con l'assenso condizionato di Parigi.</td><td><strong>Media</strong>: la soluzione più probabile per sbloccare l'impasse.</td></tr><tr><td><strong>Nuovo Stallo</strong></td><td>La Francia pone il veto per motivi politici.</td><td><strong>Rischio</strong>: Ankara potrebbe rivolgersi nuovamente a fornitori extra-UE.</td></tr></tbody></table></figure>\n<!-- /wp:table -->\n\n<!-- wp:separator -->\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" />\n<!-- /wp:separator -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione-un-test-per-la-nato\">Conclusione: Un test per la NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partita sul SAMP/T va oltre la semplice fornitura militare. È un <strong>test di affidabilità</strong> per la difesa europea e per la coesione della NATO. Per la Turchia, si tratta di bilanciare l'ambizione di autonomia industriale con la realtà di una minaccia missilistica che non può essere affrontata in isolamento. Se l'Europa saprà rispondere, il sistema italo-francese diventerà il pilastro di una nuova stabilità regionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/samp-t-scaled-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesaerea, Eurosam, missili, SAMP/T, turchia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-11 07:34:04","stato":"publish","riassunto_video":"Dopo anni di tensioni, la Turchia riapre il dialogo con Italia e Francia per il sistema missilistico SAMP/T, essenziale per la sua difesa aerea. Il fallimento degli S-400 russi e le minacce dal Medio Oriente spingono Ankara a cercare un sistema interoperabile con la NATO. L’Italia, mediatore chiave, punta a stabilizzare il fianco sud della NATO, mentre il futuro dell’accordo dipende dalla Francia.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30609-difesa-e-geopolitica-perche-la-turchia-torna-a-scommettere-sul-samp-t-italo-francese.mp4","galleria":""}
{"id":30604,"titolo":"Andromeda: Il Pentagono lancia la Vigilanza Areale Spaziale da 1,8 Miliardi di Dollari","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"p-rc_8b47fb83054f912e-18\"><strong>EL SEGUNDO, California</strong> – In un contesto di crescente congestione e competizione nell'orbita terrestre, la <strong>U.S. Space Force</strong> ha compiuto un passo decisivo per blindare la sicurezza dei propri assetti orbitali.<sup></sup> Il Dipartimento della Difesa ha ufficialmente assegnato contratti per un valore complessivo di <strong>1,843 miliardi di dollari</strong> per il programma <strong>Andromeda</strong>, l'ambiziosa iniziativa destinata a rivoluzionare la <em>Space Domain Awareness</em> (SDA) americana.<sup></sup></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"p-rc_8b47fb83054f912e-19\">Il programma, precedentemente noto con il nome in codice <strong>RG-XX</strong>, mira a creare una rete di sensori e satelliti di nuova generazione per il monitoraggio costante degli oggetti in orbita, fungendo da vero e proprio \"vigilante d'Area\" per la protezione degli interessi nazionali nello spazio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-cambio-di-paradigma-addio-al-gssap\">Un cambio di paradigma: Addio al GSSAP</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"p-rc_8b47fb83054f912e-20\">Il cuore della missione Andromeda è la sostituzione progressiva del <strong>Geosynchronous Space Situational Awareness Program (GSSAP)</strong>.<sup></sup> Operativo dal 2014, il GSSAP è stato finora il pilastro della sorveglianza militare, ma la Space Force punta ora a sistemi più agili, economici e tecnologicamente avanzati.<sup></sup></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A differenza dei predecessori, i nuovi satelliti del programma Andromeda saranno progettati per essere:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Più manovrabili:</strong> per avvicinarsi e ispezionare oggetti sospetti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rifornibili in orbita:</strong> estendendo drasticamente la vita operativa delle missioni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Resilienti:</strong> basati su una costellazione distribuita che riduce il rischio di un singolo punto di fallimento.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17492,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Andromeda: Il Pentagono lancia la Vigilanza Areale Spaziale da 1,8 Miliardi di Dollari\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/150415-F-AS483-001.jpg\" alt=\"Andromeda: Il Pentagono lancia la Vigilanza Areale Spaziale da 1,8 Miliardi di Dollari\" class=\"wp-image-17492\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Andromeda: Il Pentagono lancia la Vigilanza Areale Spaziale da 1,8 Miliardi di Dollari</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-14-protagonisti-un-mix-tra-giganti-e-new-space\">I 14 Protagonisti: Un Mix tra Giganti e New Space</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La selezione operata dal <strong>Space Systems Command (SSC)</strong> riflette la nuova strategia del Pentagono: integrare la solidità dei contractor storici con l'innovazione delle startup del settore \"New Space\". Su 32 proposte ricevute, 14 aziende si sono aggiudicate un posto nell'accordo quadro:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:table -->\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><thead><tr><td><strong>Tipologia</strong></td><td><strong>Aziende Selezionate</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Giganti della Difesa</strong></td><td>Lockheed Martin, Northrop Grumman, L3Harris, BAE Systems, Boeing (Millennium Space)</td></tr><tr><td><strong>Innovatori &amp; Startup</strong></td><td>Anduril Industries, True Anomaly, Turion Space, Astranis, Quantum Space</td></tr><tr><td><strong>Specialisti di Missione</strong></td><td>Sierra Space, Intuitive Machines, Redwire Space, General Atomics</td></tr></tbody></table></figure>\n<!-- /wp:table -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-struttura-del-contratto-e-tempistiche\">Struttura del Contratto e Tempistiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"p-rc_8b47fb83054f912e-22\">Il contratto utilizza la formula <strong>IDIQ</strong> (<em>Indefinite-Delivery/Indefinite-Quantity</em>), che permette al governo di emettere ordini specifici in modo rapido man mano che le esigenze tecnologiche si evolvono, senza dover indire nuove gare d'appalto per ogni singola fase.<sup></sup></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Orizzonte temporale:</strong> I lavori proseguiranno fino all'<strong>aprile 2036</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Finanziamento iniziale:</strong> Al momento dell'assegnazione sono stati impegnati <strong>1,4 milioni di dollari</strong> in fondi per Ricerca, Sviluppo, Test e Valutazione (RDT&amp;E).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sede operativa:</strong> La gestione del programma farà capo alla base di El Segundo, in California.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-andromeda-e-vitale-oggi\">Perché Andromeda è vitale oggi?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo spazio non è più un ambiente pacifico e vuoto. Con il moltiplicarsi dei detriti spaziali e lo sviluppo di armi anti-satellite da parte di nazioni avversarie, la capacità di \"vedere\" e \"caratterizzare\" ogni movimento in orbita geosincrona è diventata una priorità di sicurezza nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Andromeda non si limiterà a tracciare la posizione degli oggetti, ma fornirà dati in tempo reale sul loro comportamento, permettendo ai decisori politici e militari di distinguere tra una normale manovra orbitale e una potenziale minaccia ostile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/7563152-2048x1365-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesaspaziale, Pentagono, ProgrammaAndromeda, sicurezzanazionale, SpaceDomainAwareness, TecnologiaOrbitale, U.S.SpaceForce","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-10 11:14:04","stato":"publish","riassunto_video":"La U.S. Space Force ha assegnato contratti per 1,843 miliardi di dollari al programma Andromeda, che sostituirà il sistema GSSAP con satelliti più manovrabili, rifornibili e resilienti per monitorare lo spazio. Quattordici aziende, tra giganti della difesa e startup, collaboreranno fino al 2036 per garantire la sicurezza orbitale in un contesto di crescente minacce e detriti spaziali.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://thedefensepost.com/2026/04/10/pentagon-andromeda-program/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30604-andromeda-il-pentagono-lancia-la-vigilanza-areale-spaziale-da-18-miliardi-di-dollari.mp4","galleria":""}
{"id":30598,"titolo":"Forze Speciali USA testano il drone navale FOG in Spagna","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>CARTAGENA, SPAGNA</strong> – In una recente serie di esercitazioni marittime condotte dalle <strong>Forze Speciali degli Stati Uniti</strong>, il settore della difesa ha assistito a un significativo passo avanti nell'integrazione di sistemi senza pilota. Protagonista dei test è stato il <strong>FOG</strong>, un veicolo di superficie senza pilota (<strong>USV</strong>) sviluppato da <strong>NEWT21</strong>, equipaggiato con i sistemi di controllo avanzati di <strong>UAV Navigation–Grupo Oesía</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'annuncio, rilasciato il 9 aprile 2026, conferma che la tecnologia di guida e navigazione ha superato con successo i rigorosi test operativi in mare aperto, segnando il passaggio dalle dimostrazioni di laboratorio all'impiego in scenari militari reali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-prestazioni-operative-e-autonomia-elevata\">Prestazioni Operative e Autonomia Elevata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante le manovre, il FOG ha completato un piano di navigazione <strong>completamente autonomo</strong>, dimostrando una stabilità costante e una precisione millimetrica nel tracciamento della rotta. A differenza dei test convenzionali, l'impiego diretto da parte delle unità marittime delle Forze Speciali USA ha permesso di verificare la resilienza del sistema sotto stress operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le capacità avanzate dimostrate includono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Regolazione Dinamica della Rotta:</strong> Il software ha ricalcolato autonomamente il percorso in relazione alla posizione di altre imbarcazioni in movimento.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Evitamento Collisioni:</strong> Il drone ha eseguito manovre di avvicinamento in sicurezza verso una \"nave madre\" (mothership).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Monitoraggio Diagnostico:</strong> Un sistema di controllo della salute di bordo ha garantito il corretto funzionamento di tutti i parametri critici durante l'intera missione.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-progettazione-fault-tolerant-per-il-settore-difesa\">Progettazione \"Fault-Tolerant\" per il Settore Difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli aspetti più rilevanti evidenziati da UAV Navigation–Grupo Oesía è l'architettura <strong>fault-tolerant</strong> del sistema. Questa caratteristica è progettata per garantire che la piattaforma rimanga operativa e sicura anche in caso di malfunzionamento parziale dei componenti, un requisito fondamentale per le missioni ad alto rischio delle forze d'élite.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"L'esercitazione di Cartagena rappresenta un esempio pratico di come questi sistemi vengano integrati nelle moderne operazioni multi-dominio, unendo capacità navali e operazioni speciali,\" ha dichiarato l'azienda in una nota ufficiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://youtu.be/kCfnpCcKk2k?si=yZZF6hfTkGIL9pdz\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://youtu.be/kCfnpCcKk2k?si=yZZF6hfTkGIL9pdz\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusioni\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La collaborazione tra <strong>UAV Navigation–Grupo Oesía</strong> e <strong>NEWT21</strong> ha fornito un benchmark operativo chiaro per la maturità tecnologica dei droni navali. Il successo del FOG sottolinea il ruolo sempre più centrale delle piattaforme autonome nella sicurezza marittima e nel supporto tattico alle forze speciali globali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/33.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"fog, forzespeciali, newt21","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-10 08:14:04","stato":"publish","riassunto_video":"Durante esercitazioni in Spagna, il veicolo di superficie senza pilota FOG, sviluppato da NEWT21 con sistemi UAV Navigation–Grupo Oesía, ha superato test operativi dimostrando navigazione autonoma, evitamento collisioni e monitoraggio diagnostico. La tecnologia fault-tolerant garantisce operatività anche in caso di guasti, segnando un progresso per le missioni delle Forze Speciali USA.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://defence-blog.com/u-s-special-forces-tests-fog-unmanned-vessel-in-spain/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30598-forze-speciali-usa-testano-il-drone-navale-fog-in-spagna.mp4","galleria":""}
{"id":30585,"titolo":"Steadfast Dagger 2026: un passaggio chiave per il Italian Joint Force Air Component (ITA JFAC)","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è conclusa nei giorni scorsi, presso il <strong>Comando Operazioni Aerospaziali (COA)</strong> di Poggio Renatico, in provincia di Ferrara, una fase cruciale dell’esercitazione <strong>Steadfast Dagger 2026</strong>, momento centrale nel <strong>percorso di certificazione dell’Italian Joint Force Air Component</strong> come elemento della <strong>Allied Reaction Force</strong> della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cosiddetta <strong>fase “C-Block”</strong> ha rappresentato un banco di prova determinante, focalizzato sul <em>Crisis Response Planning (CRP)</em>, ovvero la <strong>pianificazione della risposta a scenari di crisi complessi</strong>. In questo contesto, il personale dell’ITA JFAC ha lavorato a stretto contatto con il <strong>team di valutazione dell’Alleanza Atlantica</strong>, sviluppando opzioni operative e strategie in <strong>ambienti multidominio</strong>, sempre più caratterizzati da minacce ibride e ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attività svolta ha evidenziato la capacità del Comando italiano di <strong>pianificare una campagna aerea completa</strong>, partendo dall’analisi dello scenario fino alla definizione degli obiettivi operativi. Un processo articolato che ha richiesto l’<strong>integrazione di capacità provenienti da più domini – aereo, spaziale e cyber</strong> – in linea con l’evoluzione dottrinale della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La conclusione della fase C-Block rappresenta dunque un <strong>passaggio fondamentale verso la piena certificazione dell’ITA JFAC</strong>, pronto a operare nell’ambito della ARF, la <strong>forza di reazione rapida dell’Alleanza</strong>. In un contesto geopolitico sempre più instabile, la capacità di <strong>reagire tempestivamente alle crisi</strong> costituisce uno degli elementi cardine della deterrenza e della difesa collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17440,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/baaf0bbd-2c66-490c-805f-1347e408f7ee.jpg\" alt=\"Steadfast Dagger 2026: un passaggio chiave per la NATO\" class=\"wp-image-17440\" title=\"Steadfast Dagger 2026: un passaggio chiave per la NATO\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Steadfast Dagger 2026: un passaggio chiave per il Italian Joint Force Air Component (ITA JFAC)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ruolo-dell-aeronautica-militare-e-la-leadership-operativa\">Il ruolo dell’Aeronautica Militare e la leadership operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l’esercitazione, il <strong>Silvano Frigerio</strong>, Comandante del <strong>Comando Squadra Aerea – 1ª Regione Aerea</strong>, ha visitato il personale impegnato nelle attività, partecipando alle sessioni di pianificazione e osservando da vicino il lavoro delle diverse cellule funzionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, il Generale ha sottolineato l’<strong>elevato livello di professionalità</strong> dimostrato dal personale e il <strong>ritmo operativo sostenuto</strong>, evidenziando come tali standard rappresentino un requisito imprescindibile per affrontare le future responsabilità nell’ambito della NATO. In particolare, ha ribadito l’importanza dell’<strong>interoperabilità tra le forze alleate</strong>, ovvero la capacità di operare secondo <strong>procedure e standard comuni</strong>, elemento essenziale per agire come un’unica forza coesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17441,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/175cf3cc-6f61-4c37-9e4b-64fc3b6a8c9f.jpg\" alt=\"Steadfast Dagger 2026: un passaggio chiave per la NATO\" class=\"wp-image-17441\" title=\"Steadfast Dagger 2026: un passaggio chiave per la NATO\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fase di pianificazione durante <em>Steadfast Dagger 2026</em> al COA, con il Generale di Squadra Aerea Silvano Frigerio e il Generale di Divisione Aerea Luca Maineri. Fonte difesa.it</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al termine della fase certificativa, anche il <strong>Luca Maineri</strong>, Comandante del COA e dell’ITA JFAC, ha espresso soddisfazione per il <strong>positivo riscontro del team di valutazione NATO</strong>. Il Generale ha evidenziato l’<strong>impegno, la professionalità e la coesione</strong> dimostrati dal personale, sottolineando come esercitazioni di questo tipo siano fondamentali per <strong>mantenere elevati livelli di prontezza operativa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contributo dell’Aeronautica Militare italiana si inserisce così in un quadro più ampio di <strong>rafforzamento delle capacità dell’Alleanza</strong>, in cui l’Italia assume un ruolo sempre più rilevante nel settore del <strong>comando e controllo aerospaziale</strong>. La certificazione dell’ITA JFAC rappresenterà infatti un <strong>riconoscimento della capacità nazionale</strong> di contribuire in modo significativo alle operazioni NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-coa-e-l-ita-jfac-pilastri-del-potere-aerospaziale-italiano\">Il COA e l’ITA JFAC: pilastri del potere aerospaziale italiano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Comando Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico</strong> costituisce uno degli <strong>snodi fondamentali della difesa nazionale</strong>. Da questa struttura, attiva <strong>24 ore su 24 per tutto l’anno</strong>, viene garantita la <strong>sorveglianza e difesa dello spazio aereo italiano</strong>, oltre al coordinamento con le strutture della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’interno di questo sistema, l’ITA JFAC rappresenta la componente dedicata alla <strong>pianificazione e gestione delle operazioni aeree complesse</strong>. Attivato in caso di crisi, il comando è responsabile della <strong>pianificazione, assegnazione e conduzione delle missioni aeree</strong>, in conformità con le direttive della Difesa. In tempo di pace, la sua struttura permanente prende il nome di <strong>“Core JFAC”</strong>, mantenendo comunque un elevato livello di prontezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17442,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/62217c0b-f476-4bc8-80c6-919a90380184.jpg\" alt=\"Steadfast Dagger 2026: un passaggio chiave per la NATO\" class=\"wp-image-17442\" title=\"Steadfast Dagger 2026: un passaggio chiave per la NATO\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Momenti dell’esercitazione NATO <em>Steadfast Dagger 2026</em> presso il COA di Poggio Renatico. Fonte difesa.it.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il COA, da cui l’ITA JFAC dipende, svolge inoltre una <strong>funzione dottrinale di primo piano</strong>, contribuendo allo sviluppo e all’impiego del <strong>potere aerospaziale italiano</strong>. La sua capacità di fornire una <strong>visione integrata dello spettro aerospaziale</strong> lo rende un elemento chiave non solo per la sicurezza nazionale, ma anche per la <strong>credibilità dell’Italia all’interno della NATO</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La conclusione della fase C-Block di Steadfast Dagger 2026 conferma dunque il <strong>livello di maturità raggiunto dal sistema italiano di comando e controllo</strong>. Un risultato che non rappresenta un punto di arrivo, ma piuttosto una <strong>tappa intermedia verso la piena integrazione nelle capacità operative dell’Alleanza</strong>, in un contesto strategico in continua evoluzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/1BK3MGfNfRD9RWghOjAtDJMCS9WFyeifEw0-zaEbNuFx7THNTebJQLV0jq78v2zj5-A8V1EC3gnyYe7YAloD4Bq4bIdpmGD-P5i9pTesR5U.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"ITAJFAC, NATO, SteadfastDagger","autore":"Alelu","data_pubblicazione":"2026-04-09 08:04:04","stato":"publish","riassunto_video":"Si è conclusa al Comando Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico la fase C-Block dell’esercitazione NATO Steadfast Dagger 2026, cruciale per la certificazione dell’Italian Joint Force Air Component (ITA JFAC) come forza di reazione rapida. L’attività ha dimostrato la capacità italiana di pianificare operazioni aeree integrate in scenari complessi rafforzando il ruolo dell’Italia.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/smd/news-italia/nato-allied-reaction-force-al-comando-operazioni-aerospaziali-conclusa-la-fase-c-block-dellesercitazione-steadfast-dagger/95872.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30585-steadfast-dagger-2026-un-passaggio-chiave-per-il-italian-joint-force-air-component-ita-jfac.mp4","galleria":""}
{"id":30590,"titolo":"Ritiro Selettivo: la nuova dottrina Trump per la NATO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'incontro dell'8 aprile 2026 alla Casa Bianca tra il presidente <strong>Donald Trump</strong> e il Segretario Generale della NATO <strong>Mark Rutte</strong> ha segnato un punto di svolta nel rapporto transatlantico. Quella che una settimana fa sembrava una minaccia imminente di ritiro totale degli Stati Uniti dall’Alleanza si è evoluta in una strategia di \"chirurgia militare\": <strong>una redistribuzione delle forze basata sulla fedeltà politica e sul supporto operativo.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-dottrina-del-pay-to-play-militare\">La dottrina del \"Pay-to-Play\" Militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto riportato dal <em>Wall Street Journal</em> e ripreso dalle principali testate europee, l'amministrazione Trump sta formalizzando una politica di <strong>\"ritiro selettivo\"</strong>. Il fulcro della contesa non è più solo il famigerato 2% del PIL per la difesa, ma<strong> il mancato supporto degli alleati nel recente conflitto tra Stati Uniti/Israele e l'Iran.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il criterio della lealtà:</strong> Trump ha definito la NATO una \"tigre di carta\", accusando i membri europei di non aver risposto alla chiamata alle armi quando lo Stretto di Hormuz è stato bloccato.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ridislocazione, non solo ritiro:</strong> Il piano prevede di premiare gli stati \"volenterosi\" (come alcuni paesi dell'Est Europa) con una maggiore presenza di truppe americane, sottraendole invece a nazioni considerate \"evasive\" o poco collaborative.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14872,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Difendiamo solo chi ci segue: la nuova dottrina Trump per la NATO\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/cq5dam.web_.1280.1280mmm.jpg\" alt=\"L’Articolo 5 scatena la Difesa Collettiva - la promessa più potente della NATO\" class=\"wp-image-14872\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La NATO e la Difesa Collettiva </figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-prospettiva-tedesca-e-francese\">La prospettiva Tedesca e Francese</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Europa, la reazione è un misto di pragmatismo e allarme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Germania (<em>Deutschlandfunk</em>):</strong> La stampa tedesca evidenzia come Trump stia usando la NATO come un \"test\" di lealtà. Berlino osserva con preoccupazione <strong>la tendenza di Washington a spostare l'asse dell'alleanza verso il Pacifico e il Medio Oriente</strong>, citando il coinvolgimento di partner come Giappone e Australia, che Trump sembra preferire ai partner europei storici.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Francia (<em>AFP/Anadolu</em>):</strong> Emmanuel Macron ha descritto il clima attuale come uno di \"troppa confusione\". I media francesi sottolineano la frustrazione di Trump per quella che lui percepisce come una <strong>\"scarsa riconoscenza\" europea dopo il supporto fornito all'Ucraina, che ora il tycoon definisce \"non un problema americano\".</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-ostacolo-del-congresso\">L'ostacolo del Congresso</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante la retorica aggressiva, il ritiro formale degli Stati Uniti dalla NATO resta un percorso tortuoso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Per legge, il Presidente degli Stati Uniti non può ritirarsi unilateralmente da un trattato internazionale di tale portata senza una <strong>maggioranza qualificata al Congresso</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proprio per questo, la strategia di Trump si è spostata sul piano esecutivo: <strong>non potendo sciogliere il contratto, sta riducendo le prestazioni</strong>. La ridislocazione delle truppe e la riduzione dei finanziamenti per le infrastrutture militari in Europa occidentale sono strumenti che la Casa Bianca può attivare senza passare dal voto parlamentare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15382,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Difendiamo solo chi ci segue: la nuova dottrina Trump per la NATO\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/sganga-nato.jpg\" alt=\"NATO: Joint Force Command Naples all'Italia\" class=\"wp-image-15382\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">NATO: Joint Force Command Naples all'Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-sogno-militare-di-trump\">Il \"Sogno Militare\" di Trump</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre minaccia tagli alla NATO, Trump ha proposto un budget per la difesa di <strong>1.500 miliardi di dollari per il 2027</strong>, focalizzato sulla costruzione di quello che chiama \"Dream Military\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Progetti chiave:</strong> Il sistema di difesa missilistica \"Golden Dome\" e la modernizzazione navale \"Golden Fleet\".</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>L'obiettivo:</strong> Una forza militare che risponda esclusivamente agli interessi nazionali americani, rendendo la NATO non più il pilastro della sicurezza globale, ma un club esclusivo riservato a chi \"merita\" la protezione di Washington.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, l'incontro con Rutte sembra non aver mitigato la frustrazione degli USA, ma ha confermato che la NATO, per come l'abbiamo conosciuta dal 1949, sta subendo una mutazione genetica irreversibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/1.webp","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, esercito, geopolitica, NATO, RUTTE, trump, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-09 08:04:04","stato":"publish","riassunto_video":"L'incontro tra Trump e il Segretario NATO Rutte ha segnato un cambio di strategia: gli USA non si ritireranno dalla NATO, ma ridistribuiranno le truppe premiando gli alleati più leali. Trump critica l’Europa per il mancato supporto in Medio Oriente e punta a una difesa focalizzata sugli interessi americani, trasformando la NATO in un’alleanza selettiva.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30590-ritiro-selettivo-la-nuova-dottrina-trump-per-la-nato.mp4","galleria":""}
{"id":30580,"titolo":"La Guerra dei Robot: Come i droni stanno riscrivendo le regole del conflitto mondiale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalle trincee ucraine al Mar Rosso, il volto della guerra è cambiato per sempre. Il Capitano Max Masley racconta la realtà di un conflitto dove <strong>l'intelligenza artificiale e gli sciami di droni hanno reso obsolete le tattiche tradizionali.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In una recente intervista per <em>Defense One</em>, <strong>il Capitano Max Masley, della 96ª Brigata Missilistica Contraerea dell'Aeronautica Ucraina</strong>, ha offerto una prospettiva cruda e tecnologicamente avanzata su quella che definisce una \"corsa agli armamenti robotici\". L'Ucraina, diventata un laboratorio a cielo aperto per la guerra del futuro, sta affrontando una minaccia che non riguarda più solo i confini regionali, ma l'intera sicurezza dell'Occidente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-droni-contro-droni-la-fine-delle-grandi-formazioni\">Droni contro droni: la fine delle grandi formazioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Masley, <strong>il campo di battaglia moderno è diventato una \"kill zone\" dominata dai robot.</strong> Le grandi manovre di battaglione tipiche della Seconda Guerra Mondiale o della dottrina NATO classica sono ora estremamente vulnerabili: <strong>oggi è sconsigliato, se non proibito, raggruppare più di due o tre persone</strong> nello stesso punto. I droni da ricognizione possono individuare obiettivi a decine di chilometri di distanza, portando alla distruzione di veicoli o truppe in pochissimi minuti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-era-dell-ia-e-dei-droni-agentici\">L’era dell’IA e dei droni \"Agentici\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il futuro prossimo non vedrà più piloti che guidano manualmente ogni singolo drone, ma macchine capaci di operare in autonomia per compiere una missione.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Autonomia decisionale:</strong> Si sta passando da droni che eseguono ordini umani a sistemi basati su IA capaci di elaborare strategie proprie per raggiungere un obiettivo prefissato.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Big Data sul campo:</strong> L'Ucraina sta già utilizzando sistemi alimentati dall'IA per analizzare anni di dati di combattimento. Questo permette anche ai soldati appena arrivati al fronte di comprendere istantaneamente le statistiche e le minacce specifiche di una determinata zona operativa.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://youtu.be/6rGFC7VzCX8?si=Ct9p46tudbTrpBr_ \",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://youtu.be/6rGFC7VzCX8?si=Ct9p46tudbTrpBr_ \n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-soluzioni-low-cost-per-minacce-high-tech\">Soluzioni low-cost per minacce high-tech</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un punto centrale dell'analisi riguarda l'efficienza economica. Mentre molte nazioni occidentali utilizzano intercettori estremamente costosi, <strong>l'Ucraina ha imparato ad abbattere droni Shahed (dal costo di circa 30-40.000 dollari) con sistemi che costano una frazione di tale cifra,</strong> mantenendo un tasso di successo altissimo. <strong>La chiave del successo ucraino risiede in una produzione decentralizzata e flessibile,</strong> con centinaia di aziende che competono per fornire i droni migliori direttamente alle brigate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-lezione-per-la-nato-e-gli-usa\">Una lezione per la NATO e gli USA</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Masley sottolinea che l'esperienza ucraina è vitale per le forze occidentali. Durante le recenti esercitazioni NATO, <strong>la partecipazione ucraina ha evidenziato lacune critiche nelle tattiche convenzionali dei paesi alleati. </strong>Il consiglio del Capitano per proteggere le infrastrutture critiche e le vite umane è quasi brutale nella sua semplicità: <strong>\"Scavate e usate il cemento\"</strong>. In un mondo dove chiunque può assemblare un drone in un garage, <strong>nessuna base aerea o centro logistico è più al sicuro senza una difesa aerea distribuita e protezioni fisiche massicce.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-unico-fronte-globale\">Un unico fronte globale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'intervista si chiude con un avvertimento geopolitico: la guerra in Ucraina e le tensioni nel Mar Rosso sono facce della stessa medaglia. <strong>Russia e Iran collaborano attivamente, scambiandosi dati di intelligence e tattiche. È lo stesso scenario bellico: i droni FPV e i sistemi a lungo raggio vengono perfezionati in Ucraina per poi essere esportati e utilizzati in altri teatri operativi, creando una minaccia globale senza precedenti.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/drone-Ukraine-china-GettyImages-1242278966.webp","categoria":"Blog","tags":"#GuerraRobotica, #IAmilitare, DifesaAerea, Droni, geopolitica, innovazionemilitare, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-09 00:34:05","stato":"publish","riassunto_video":"Il Capitano Max Masley descrive come la guerra moderna, dall’Ucraina al Mar Rosso, sia dominata da droni e intelligenza artificiale, rendendo obsolete le tattiche tradizionali. L’Ucraina usa sistemi low-cost e IA per difendersi efficacemente, offrendo lezioni cruciali alla NATO. La minaccia è globale, con Russia e Iran che condividono tecnologie e strategie.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30580-la-guerra-dei-robot-come-i-droni-stanno-riscrivendo-le-regole-del-conflitto-mondiale.mp4","galleria":""}
{"id":30574,"titolo":"Difesa Aerea: Italia e Svizzera insieme nei cieli per l'esercitazione \"Ferrari-I\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>25 marzo 2026</strong> si è svolta l'esercitazione bilaterale <strong>\"Ferrari-I 26-01\"</strong>, il primo appuntamento dell'anno dedicato al rafforzamento della cooperazione operativa tra Italia e Svizzera nel settore dell'<strong>Air Policing</strong>. L'attività ha messo alla prova la catena di Comando e Controllo dei due Paesi, simulando scenari di minaccia aerea derivanti da velivoli non militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'obiettivo principale è stato validare le procedure comuni per garantire una risposta rapida e integrata in caso di violazioni dello spazio aereo o situazioni di emergenza che richiedono il passaggio di consegne tra diverse nazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17424,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Decollo-Istrana.jpg\" alt=\"Difesa Aerea: Italia e Svizzera insieme nei cieli per l'esercitazione &quot;Ferrari-I&quot;\" class=\"wp-image-17424\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa Aerea: Italia e Svizzera insieme nei cieli per l'esercitazione \"Ferrari-I\"</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-lo-scenario-l-allerta-renegade\">Lo scenario: l'allerta \"Renegade\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercitazione ha preso il via con una situazione critica simulata:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il Target:</strong> Un velivolo <strong>P-180 del 14° Stormo</strong>, decollato da Pratica di Mare, ha simulato la perdita totale delle comunicazioni radio e una deviazione ingiustificata dalla rotta prevista.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>La Minaccia:</strong> Il comportamento del velivolo ha innescato le procedure per un evento di tipo <strong>Renegade</strong> (velivolo civile utilizzato come potenziale minaccia).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Lo Scramble:</strong> Il <strong>National Air and Space Operations Centre (NASOC)</strong> di Poggio Renatico ha ordinato il decollo immediato (<em>scramble</em>) di due caccia <strong>Eurofighter F-2000</strong> del 51° Stormo di Istrana, in servizio di allarme permanente (QRA).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-coordinamento-tattico-e-il-passaggio-di-consegne\">Il coordinamento tattico e il \"passaggio di consegne\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La gestione tattica dell'intercettazione è stata affidata alle unità della <strong>Difesa Aerea Missilistica Integrata (DAMI)</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>22° Gruppo DAMI di Licola (BARCA)</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>11° Gruppo DAMI di Poggio Renatico (PIOPPO)</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il momento più complesso dell'esercitazione ha riguardato il <strong>Cross-Border</strong>: quando il velivolo target si è diretto verso lo spazio aereo elvetico, è stato necessario coordinare il trasferimento della responsabilità operativa con l'<strong>Air Defence and Direction Center (ADDC)</strong> di Dubendorf. In questa fase, le autorità svizzere hanno assunto la gestione dell'intercettazione, confermando la perfetta interoperabilità tra i sistemi di difesa dei due Paesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>L'11° Gruppo DAMI e il 22° Gruppo DAMI operano quotidianamente sotto la <strong>Brigata Controllo Aerospazio</strong> per assicurare la sorveglianza dei cieli italiani, integrandosi costantemente con il sistema di difesa aerea della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17425,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/F18-svizzeri-sulle-alpi.jpg\" alt=\"Difesa Aerea: Italia e Svizzera insieme nei cieli per l'esercitazione &quot;Ferrari-I&quot;\" class=\"wp-image-17425\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa Aerea: Italia e Svizzera insieme nei cieli per l'esercitazione \"Ferrari-I\"</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusioni\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercitazione \"Ferrari-I 26-01\" ha confermato l'efficacia delle procedure di comunicazione e identificazione tra Italia e Svizzera. In un contesto internazionale sempre più complesso, la capacità di agire in modo sinergico con i partner confinanti non è solo una necessità tecnica, ma un pilastro fondamentale per la sicurezza collettiva dello spazio aereo europeo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/Intercettazione-P180-EFA-e1775687545870.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"airpolicing, brigatacontrollo aerospazio, ferrari-I, renegade","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-08 23:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"Il 25 marzo 2026 Italia e Svizzera hanno svolto l’esercitazione bilaterale \"Ferrari-I 26-01\" per rafforzare la cooperazione nell’Air Policing. Simulando un velivolo civile fuori rotta e senza comunicazioni, sono state testate le procedure comuni e il coordinamento tra le difese aeree, inclusa la gestione del passaggio di responsabilità tra i due Paesi, confermando l’interoperabilità e la sicurezza","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/news/difesa-aerea-addestramento-congiunto-italia-e-svizzera-insieme-nel-settore-dellair-policing/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30574-difesa-aerea-italia-e-svizzera-insieme-nei-cieli-per-lesercitazione-ferrari-i.mp4","galleria":""}
{"id":30569,"titolo":"Start-up di Stato: La lezione NATO per trasformare il Genio Italiano in Potenza Industriale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il panorama della difesa globale sta vivendo un cambiamento di paradigma: la superiorità non si misura più solo in termini di tonnellaggio o numero di truppe, ma nella capacità di scalare tecnologie civili verso il campo di battaglia con una velocità senza precedenti. L’annuncio del programma <a href=\"https://unite-brave-nato.brave1.tech/\">UNITE – Brave NATO (Ukraine-NATO Innovation, Technology and Engineering),</a> lanciato ufficialmente a fine 2025, segna l’inizio di questa nuova era.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’Italia, questo sistema non è solo uno strumento di supporto esterno, ma il <strong>modello ideale</strong> per incubare una nuova generazione di start-up della difesa, garantendo al contempo sicurezza nazionale e crescita economica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-unite-oltre-il-prototipo-verso-il-campo-di-battaglia\">UNITE: Oltre il Prototipo, verso il Campo di Battaglia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A differenza dei programmi di ricerca tradizionali, UNITE – Brave NATO nasce con un obiettivo pragmatico: <strong>scalare tecnologie già testate e prototipate</strong> per renderle immediatamente utilizzabili e, soprattutto, interoperabili con gli standard dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>.Il programma, coordinato dal cluster ucraino <em>Brave1</em> e dall’agenzia <a href=\"https://www.ncia.nato.int/business/procurement/process\">NATO <em>NCIA</em></a>, mette sul piatto un fondo iniziale di 10 milioni di euro, con l'ambizione di arrivare a <strong>50 milioni entro il 2026</strong>. Le aree di sfida sono il cuore pulsante della guerra moderna:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>C-UAS e Difesa Aerea:</strong> Contrastare la minaccia dei droni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Comunicazioni sicure al fronte:</strong> Garantire il flusso di dati dove le reti convenzionali falliscono.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>SIGINT e Navigazione:</strong> Sistemi di intelligence elettronica e posizionamento in ambienti dove il segnale GPS è oscurato o manipolato.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17416,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Start-up di Stato: La lezione NATO per trasformare il Genio Italiano in Potenza Industriale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/1-5.jpg\" alt=\"Start-up di Stato: La lezione NATO per trasformare il Genio Italiano in Potenza Industriale\" class=\"wp-image-17416\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Start-up di Stato: La lezione NATO per trasformare il Genio Italiano in Potenza Industriale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-modello-per-l-italia-incubare-l-eccellenza\">Il Modello per l’Italia: Incubare l’Eccellenza</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Italia, con il suo ecosistema di eccellenze nel deep-tech, nell'elettronica e nella meccanica di precisione, deve guardare a UNITE come a un'opportunità di \"allenamento\" per le proprie imprese. Ecco perché suggeriamo di adottare questo approccio a livello nazionale:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sincronizzazione con gli Standard NATO:</strong> Partecipare a questi bandi obbliga le start-up italiane a sviluppare soluzioni che parlano la lingua tecnologica dell'Alleanza. Questo significa che un prodotto nato a Torino o Bari è istantaneamente pronto per il mercato globale dei 32 Paesi membri.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Apprendimento in Tempo Reale:</strong> Come sottolineato dalla vicesegretaria generale della NATO Radmila Shekerinska, l’Alleanza sta imparando \"lezioni inestimabili in tempo reale\". Le start-up italiane, collaborando con partner ucraini e alleati, avrebbero accesso a un database di esperienze operative che nessun simulatore può offrire.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Partenariati Pubblico-Privati Agili:</strong> Il coinvolgimento del Ministero della Trasformazione Digitale ucraino e della NCIA dimostra che la burocrazia della difesa può essere snella. L'Italia può replicare questo schema, creando un \"fast-track\" per le piccole imprese innovative verso i contratti della Difesa.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-architettura-di-difesa-avanzata\">Una Architettura di Difesa Avanzata</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Ministro ucraino Mykhailo Fedorov ha definito questa iniziativa come il pilastro di una \"architettura di difesa più resiliente, adattiva e tecnologicamente avanzata\". Per l’Italia, essere protagonista in questo processo significa non solo proteggere i propri confini, ma assicurarsi un posto al tavolo dei leader tecnologici del prossimo secolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Le start-up italiane hanno l'ingegno; il sistema NATO mette a disposizione il metodo e i capitali. Unire questi due mondi non è più un'opzione, ma una necessità strategica</strong>. Il traguardo è chiaro: trasformare l'Italia nell'hub mediterraneo dell'innovazione <em>dual-use</em>, capace di esportare sicurezza attraverso il software, l'intelligenza artificiale e la robotica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":17415,\"href\":\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2026/04/42534805_AMD_1.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object></object><a id=\"wp-block-file--media-1c37a87b-2aa3-4cf0-b745-72bed9e6846c\" href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2026/04/42534805_AMD_1.pdf\">42534805_AMD_1</a><a href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2026/04/42534805_AMD_1.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-1c37a87b-2aa3-4cf0-b745-72bed9e6846c\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/22.png","categoria":"Internazionali","tags":"NATO, ncia, startup, unite","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-08 23:24:04","stato":"publish","riassunto_video":"Il programma UNITE – Brave NATO, lanciato nel 2025, punta a scalare tecnologie civili per la difesa, con focus su droni, comunicazioni sicure e intelligence elettronica. Per l’Italia rappresenta un’opportunità per far crescere start-up innovative, allineate agli standard NATO, favorendo partenariati agili e posizionandosi come hub mediterraneo dell’innovazione dual-use.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.nato.int/en/news-and-events/articles/news/2025/11/26/nato-and-ukraine-announce-new-joint-initiative-to-accelerate-defence-innovation-unite-brave-nato","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30569-start-up-di-stato-la-lezione-nato-per-trasformare-il-genio-italiano-in-potenza-industriale.mp4","galleria":""}
{"id":30562,"titolo":"RQ-180: un fantasma nei cieli di Teheran","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre i venti di guerra continuano a soffiare sul Medio Oriente nell'ambito dell'<strong>Operazione Epic Fury</strong>, un protagonista silenzioso e invisibile sembra aver preso il controllo della scacchiera aerea. Non ha una designazione ufficiale confermata, né il Pentagono ne ammette l'esistenza operativa, ma per gli esperti è ormai il segreto peggio custodito dell'aviazione statunitense: l'<strong>RQ-180</strong>, soprannominato la <strong>\"Lady of Larissa\"</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo drone stealth non è solo un prodigio della tecnologia moderna, ma il culmine di un'ossessione nata oltre trent'anni fa, durante le fasi finali della Guerra Fredda.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dalla-russia-con-timore-il-progetto-quartz\">Dalla Russia con timore: Il Progetto Quartz</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le radici dell'RQ-180 affondano in un programma classificato degli anni '80 denominato <strong>Quartz</strong> (<em>Advanced Airborne Reconnaissance System</em>). All'epoca, l'amministrazione Reagan era tormentata da un problema tattico apparentemente irrisolvibile: come individuare e tracciare i missili balistici mobili sovietici all'interno del vasto territorio dell'URSS?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Quartz doveva essere la soluzione: un velivolo senza pilota capace di penetrare le difese aeree più fitte e rimanere in orbita sopra l'obiettivo per ore, trasmettendo dati in tempo reale. Tuttavia, con la caduta del Muro di Berlino e i costi esorbitanti (circa un miliardo di dollari per esemplare), il progetto fu ufficialmente accantonato. Ma, come spesso accade nel mondo dei <em>Black Projects</em>, le idee non muoiono mai davvero: si evolvono.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Se uno di questi fosse precipitato in territorio nemico, sarebbe stato talmente classificato che avremmo dovuto bombardare i resti per assicurarci che nessuna tecnologia cadesse in mano russa.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>— <em>Ex funzionario della Difesa USA</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17400,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"RQ-180: un fantasma nei cieli di Teheran:\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/message-editor_1604337517414-message-editor_1507758246821-hhdhad25.webp\" alt=\"RQ-180: un fantasma nei cieli di Teheran:\" class=\"wp-image-17400\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">RQ-180: un fantasma nei cieli di Teheran:</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-lady-of-larissa-un-apparizione-rivelatrice\">La \"Lady of Larissa\": Un'apparizione rivelatrice</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il velivolo è balzato agli onori della cronaca dopo un avvistamento presso la base aerea di <strong>Larissa, in Grecia</strong>. Inizialmente scambiato per un bombardiere B-2 o un drone israeliano RA-01, il velivolo avrebbe effettuato un atterraggio d'emergenza a causa di un'avaria tecnica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sebbene le autorità abbiano mantenuto il massimo riserbo, la posizione geografica della base greca — hub strategico per le operazioni nel Mediterraneo orientale e verso l'Iran — suggerisce che il drone sia l'asset principale per il monitoraggio delle minacce a lungo raggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-specifiche-tecniche-e-missione-in-iran\">Specifiche tecniche e missione in Iran</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'RQ-180 è progettato per operare dove gli altri falliscono. A differenza dell'MQ-9 Reaper, che richiede il dominio dello spazio aereo, l'RQ-180 è un velivolo <strong>VLO (Very Low Observable)</strong> ad alta quota.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:table -->\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><thead><tr><td><strong>Caratteristica</strong></td><td><strong>Descrizione</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Design</strong></td><td>Ala volante (simile al B-21 Raider)</td></tr><tr><td><strong>Sensori</strong></td><td>Radar ad apertura sintetica (SAR) e SIGINT</td></tr><tr><td><strong>Autonomia</strong></td><td>Oltre 24 ore di volo continuativo</td></tr><tr><td><strong>Ruolo</strong></td><td>Caccia ai lanciatori mobili e sorveglianza persistente</td></tr></tbody></table></figure>\n<!-- /wp:table -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, l'obiettivo non è più la steppa russa, ma il deserto iraniano. Teheran sta dimostrando una resilienza inaspettata, riattivando basi sotterranee e spostando rapidamente i propri lanciatori di droni e missili balistici. L'RQ-180 è l'unico strumento in grado di \"stazionare\" sopra queste aree sensibili senza essere rilevato dai sistemi S-300 o S-400, fornendo le coordinate esatte per gli attacchi dell'Operazione Epic Fury.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17401,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"RQ-180: un fantasma nei cieli di Teheran:\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Northrop-Grumman-RQ-180.jpg\" alt=\"RQ-180: un fantasma nei cieli di Teheran:\" class=\"wp-image-17401\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">RQ-180: un fantasma nei cieli di Teheran:</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-rischio-calcolato\">Un rischio calcolato?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'impiego di una piattaforma così avanzata e segreta non è privo di pericoli. Se un RQ-180 venisse abbattuto o catturato dall'Iran, il danno tecnologico sarebbe incalcolabile, superando di gran lunga l'incidente del RQ-170 Sentinel nel 2011.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, con la minaccia missilistica iraniana che persiste nonostante i bombardamenti, il Pentagono sembra aver deciso che il gioco vale la candela. Il \"fantasma\" della Guerra Fredda è tornato a volare, e questa volta ha l'Iran nel mirino.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/0-HPvTxZPLai-QSZ3N.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Drone, guerrafredda, Iran, Pentagono, rq-180, spionaggio, stealth","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-08 12:14:04","stato":"publish","riassunto_video":"L'RQ-180, drone stealth segreto degli USA, nato da un progetto degli anni '80, è protagonista silenzioso nell'Operazione Epic Fury contro l'Iran. Capace di volare inosservato ad alta quota per oltre 24 ore, monitora basi e missili iraniani, sfuggendo ai radar S-300 e S-400. Il suo uso è rischioso, ma essenziale per contrastare le minacce missilistiche persistenti.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilgiornale.it/news/guerra/ruolo-misterioso-drone-rq-180-iran-progetto-guerra-fredda-2648145.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30562-rq-180-un-fantasma-nei-cieli-di-teheran.mp4","galleria":""}
{"id":30556,"titolo":"Mossberg 590A1: Il nuovo \"scudo\" anti-drone dell'Us Army","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il panorama della guerra moderna sta cambiando sotto la spinta costante dei piccoli velivoli senza pilota (UAV). Per rispondere alla minaccia dei droni commerciali \"low-cost\", l’esercito statunitense ha deciso di affidarsi a un vecchio e affidabile compagno d'armi: il fucile a pompa. La <strong>O.F. Mossberg &amp; Sons</strong> ha infatti siglato un contratto da <strong>11,6 milioni di dollari</strong> con l'Us Army per la fornitura di una versione specifica del celebre <strong>590A1</strong>, ottimizzata per il contrasto ai droni a corto raggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-tradizione-che-si-evolve\">Una tradizione che si evolve</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Mossberg 590A1 non è una novità per il Pentagono. Entrato in servizio per la prima volta nel <strong>1987</strong>, è l'unico fucile a pompa ad aver superato i rigorosi test <strong>Mil-Spec 3443E</strong>, che prevedono il fuoco ininterrotto di 3.000 cartucce calibro 12 in condizioni estreme. Se fino a ieri i suoi compiti principali erano il \"breaching\" (sfondamento di porte), la sicurezza delle installazioni e il controllo dei prigionieri, il nuovo contratto definisce una missione radicalmente diversa: la difesa <strong>Counter-UAS (Unmanned Aircraft Systems)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17393,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Mossberg-590A1-696x392-1.jpg\" alt=\"Mossberg 590A1: Il nuovo &quot;scudo&quot; anti-drone dell'Us Army\" class=\"wp-image-17393\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Mossberg 590A1: Il nuovo \"scudo\" anti-drone dell'Us Army</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-configurazione-da-17-pollici-perche-questa-scelta\">La configurazione da 17 pollici: perché questa scelta?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'elemento che ha destato maggiore interesse tra gli esperti è la lunghezza della canna fissata a <strong>17 pollici</strong>. Si tratta di una misura inusuale per l’esercito:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Standard precedenti:</strong> Solitamente l'esercito utilizza canne da 18,5 o 20 pollici (per maggiore capacità di fuoco) o da 14 pollici (per massima maneggevolezza).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Origine \"Submarine\":</strong> Finora, la canna da 17 pollici era stata una prerogativa della U.S. Navy, studiata per permettere al fucile di incastrarsi perfettamente nelle rastrelliere salvaspazio a bordo dei sottomarini.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Vantaggio anti-drone:</strong> La scelta di questa misura intermedia per l'Us Army sembra dettata dalla necessità di bilanciare la compattezza tattica con una balistica esterna ottimale per le nuove munizioni speciali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-segreto-e-nel-tungsteno\">Il \"segreto\" è nel Tungsteno</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un fucile è efficace quanto la munizione che spara. Per abbattere piccoli droni agili, che spesso volano troppo bassi o troppo veloci per essere intercettati da missili costosi, l'Us Army utilizzerà cartucce caricate con <strong>pallini in tungsteno</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Contro un drone, non serve un colpo perfetto. Serve una nuvola di metallo densa e letale.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il tungsteno ha una densità superiore al piombo, permettendo di utilizzare pallini più piccoli (come il numero 9) pur mantenendo l'energia cinetica necessaria per frantumare eliche, sensori e circuiti dei droni. Una singola cartuccia da 3 pollici può contenere oltre <strong>900 pallini</strong>, creando un volume di fuoco che rende quasi impossibile per un piccolo quadricottero evitare l'impatto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17394,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/u-s-army-places-new-order-for-mossberg-590a1-shotguns.webp\" alt=\"Mossberg 590A1: Il nuovo &quot;scudo&quot; anti-drone dell'Us Army\" class=\"wp-image-17394\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Mossberg 590A1: Il nuovo \"scudo\" anti-drone dell'Us Army</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-un-fucile-a-pompa-e-non-un-semiautomatico\">Perché un fucile a pompa e non un semiautomatico?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un mondo dominato da armi elettroniche e laser, il ritorno al \"pompa\" è una scelta di pragmatismo puro. I fucili semiautomatici possono essere schizzinosi con le pressioni generate da munizioni speciali pesanti in tungsteno. Il <strong>meccanismo manuale</strong> del 590A1 garantisce che l'arma funzioni sempre, indipendentemente dalla carica della cartuccia. Inoltre, la struttura del 590A1 — con castello in alluminio anodizzato, canna \"heavy-walled\" a spessore maggiorato e sicura ambidestra sul dorso — offre una robustezza che le armi più complesse non possono eguagliare sul campo di battaglia sporco e logorante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contratto da 11,6 milioni di dollari segna un punto di svolta: è la prima volta che l'esercito acquista ufficialmente un lotto massiccio di fucili a pompa con l'obiettivo primario del contrasto ai droni. Il Mossberg 590A1 si conferma così uno strumento senza tempo, capace di passare dalle trincee del XX secolo alla difesa contro le minacce tecnologiche del XXI.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/1-4.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"counterUAS, MILSPEC3443e, mossberg590A1, TUNGSTENO, usarmy","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-08 07:14:04","stato":"publish","riassunto_video":"L’esercito USA ha acquistato fucili a pompa Mossberg 590A1 da 17 pollici, ottimizzati per abbattere droni a corto raggio con munizioni al tungsteno. Questa scelta unisce compattezza e potenza, garantendo affidabilità anche con cartucce speciali. Il 590A1, robusto e collaudato, torna protagonista nella lotta contro le nuove minacce tecnologiche.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.armietiro.it/mossberg-590a1-anti-drone-per-lus-army","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30556-mossberg-590a1-il-nuovo-scudo-anti-drone-dellus-army.mp4","galleria":""}
{"id":30551,"titolo":"US Army schiera la M111 - La bomba a mano che attraversa i muri","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Addio alle schegge, benvenuta sovrapressione. Dopo decenni di attesa, il Pentagono aggiorna il proprio arsenale ravvicinato con la <strong>M111 Offensive Hand Grenade (OHG)</strong>, un'arma pensata per le sfide dei conflitti moderni tra palazzi e corridoi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-svolta-storica-e-tecnologica\">Una svolta storica (e tecnologica)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'approvazione della M111 segna un traguardo fondamentale: è la <strong>prima granata letale di nuova generazione</strong> introdotta dai tempi della guerra del Vietnam. Sviluppata dal <em>Capabilities Program Executive Ammunition and Energetics (CPE A&amp;E)</em> in collaborazione con l'Arsenale di Picatinny, questa bomba a mano non è solo un aggiornamento, ma un vero cambio di filosofia bellica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La M111 va a colmare il vuoto lasciato dalla <strong>Mk3A2</strong>, la granata offensiva introdotta nel 1968 e ritirata frettolosamente negli anni '70 quando si scoprì che il suo rivestimento conteneva <strong>amianto</strong>, un rischio non proprio ideale per la salute dei soldati sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17385,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"aspectRatio\":\"1.519353750046781\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"US Army schiera la M111 - La bomba a mano che attraversa i muri\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/1-1.png\" alt=\"US Army schiera la M111 - La bomba a mano che attraversa i muri\" class=\"wp-image-17385\" style=\"aspect-ratio:1.519353750046781;width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">US Army schiera la M111 - La bomba a mano che attraversa i muri</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-come-funziona-il-potere-del-blast-overpressure-bop\">Come funziona: Il potere del Blast Overpressure (BOP)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A differenza delle classiche granate \"a frammentazione\" (come la celebre M67), la M111 non punta a colpire il nemico con centinaia di schegge metalliche. La sua forza risiede nella <strong>sovrapressione da esplosione (BOP)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Involucro in plastica:</strong> Al momento della detonazione, il corpo della granata viene letteralmente vaporizzato.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Onde d'urto letali:</strong> L'energia si sprigiona sotto forma di una violenta onda d'urto pneumatica.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Zero schegge vaganti:</strong> Eliminando i frammenti metallici, si riduce drasticamente il rischio di danni collaterali a civili o infrastrutture sensibili.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il vantaggio tattico:</strong> In un ambiente chiuso, la pressione dell'aria si propaga ovunque. Mentre una scheggia può essere fermata da un divano o da un tavolo, l'onda d'urto della M111 \"aggira\" gli ostacoli, saturando stanze e corridoi.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-progettata-per-le-citta-del-futuro\">Progettata per le città del futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il combattimento urbano è sporco, caotico e confinato. La M111 è stata ottimizzata proprio per questi scenari:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Efficacia negli interni:</strong> Perfetta per la bonifica dei locali (room clearing) dove la precisione della letalità è essenziale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sicurezza per gli operatori:</strong> La mancanza di schegge permette ai soldati di operare a distanze leggermente più ravvicinate rispetto alle granate tradizionali senza rischiare il fuoco amico.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Standardizzazione dell'addestramento:</strong> La M111 (e la sua controparte inerte da addestramento, la <strong>M112</strong>) utilizza lo stesso innesco a 5 fasi della classica M67. Questo significa che i soldati non devono imparare nuovi movimenti: la memoria muscolare resta la stessa.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'introduzione della M111 conferma la direzione intrapresa dall'Esercito statunitense: <strong>tecnologia più pulita, effetti più mirati</strong>. In un mondo dove il campo di battaglia è sempre più spesso una metropoli, avere un'arma che abbatte il nemico senza abbattere l'intero edificio non è solo un vantaggio, è una necessità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/max1200.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"bombaamano, Mk3A2.","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-07 22:14:04","stato":"publish","riassunto_video":"Il Pentagono introduce la M111 Offensive Hand Grenade, la prima granata letale nuova dai tempi del Vietnam. A differenza delle granate a frammentazione, la M111 sfrutta la sovrapressione per eliminare il nemico senza schegge, riducendo i danni collaterali. Ideale per il combattimento urbano, garantisce efficacia e sicurezza negli spazi chiusi, con un innesco familiare per i soldati.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.agi.it/estero/news/2026-04-05/esercito-usa-bomba-a-mano-combattimento-urbano-36450674/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30551-us-army-schiera-la-m111-la-bomba-a-mano-che-attraversa-i-muri.mp4","galleria":""}
{"id":30546,"titolo":"L’Anomalia Strategica Europea: La Sfida del Lungo Raggio e il Ruolo dell’Italia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre gli Stati Uniti operano a ritmi serrati nel teatro mediorientale e potenziano i propri arsenali con ordini record, l'Europa si trova a un bivio critico. Secondo l'analisi di <strong>Fabian Hoffmann</strong>, il continente sta percorrendo un <strong>percorso isolato</strong> e pericoloso: una discrepanza tra la consapevolezza delle minacce e l'effettiva capacità industriale e militare di colpire a lunga distanza. Per l'Italia, incastonata tra impegni multilaterali e necessità di ammodernamento, la sfida non è solo tecnologica, ma di pura sopravvivenza strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-diagnosi-un-europa-a-corto-di-fiato\">La Diagnosi: Un’Europa a Corto di Fiato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'analisi di Hoffmann è impietosa: i magazzini europei sono vuoti e i tentativi di riempirli appaiono frammentati. Se il \"periodo di massimo rischio\" identificato dall'intelligence è la fine degli anni '20, l'Europa rischia di farsi trovare impreparata. Questa <strong>singolarità negativa</strong> rispetto al resto del mondo si articola su tre pilastri:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Droni d'attacco a lungo raggio</strong> (stile Shahed/Geran).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Missili da crociera</strong> (Land-Attack Cruise Missiles).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Missili balistici</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre Polonia e Paesi Baltici cercano di aggirare l'impasse affidandosi all'export USA (JASSM-ER, ATACMS) o sudcoreano (Chunmoo), le grandi potenze europee faticano a scalare la produzione interna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ruolo-dell-italia-tra-elsa-e-lo-scudo-nazionale\">Il Ruolo dell'Italia: Tra ELSA e lo Scudo Nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Italia si muove in questo scenario attraverso una strategia duale: la partecipazione ai grandi consorzi europei e il mantenimento di capacità sovrane tramite <strong>MBDA</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-iniziativa-elsa-european-long-range-strike-approach\">L'iniziativa ELSA (European Long-Range Strike Approach)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A febbraio 2026, l'Italia ha siglato insieme a Francia, Germania, Polonia, Svezia e Regno Unito una lettera d'intenti per lo sviluppo dell'<strong>OWE (One-Way Effector) 500 Plus</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Obiettivo:</strong> Un drone d'attacco con 500 km di portata.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Costo:</strong> Si punta a un prezzo \"a cinque cifre\" per permettere acquisti di massa.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il rischio:</strong> L'Italia deve evitare che il programma resti un esercizio burocratico. Per ora, il progetto è ancora in fase concettuale, mentre le minacce corrono più veloci della carta.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-successione-storm-shadow-e-lo-stratus\">La Successione Storm Shadow e lo STRATUS</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Insieme a Londra e Parigi, Roma è impegnata nello sviluppo dello <strong>STRATUS</strong>, il successore dei missili Storm Shadow/SCALP-EG. Con un'entrata in servizio prevista tra il <strong>2028 e il 2030</strong>, questo sistema rappresenterà la punta di diamante della proiezione di forza aerea italiana (F-35 e Typhoon). Tuttavia, come sottolinea Hoffmann, il problema non è solo la qualità, ma la <strong>quantità</strong>: l'Europa non può più permettersi di produrre \"pezzi da museo\" in numeri limitati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17378,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"L’Anomalia Strategica Europea: La Sfida del Lungo Raggio e il Ruolo dell’Italia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/TAURUS-the-German-equal-of-Storm-Shadow-long-range-missile-1.jpg\" alt=\"L’Anomalia Strategica Europea: La Sfida del Lungo Raggio e il Ruolo dell’Italia\" class=\"wp-image-17378\" style=\"width:1000px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Anomalia Strategica Europea: La Sfida del Lungo Raggio e il Ruolo dell’Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-focus-italia-e-la-difesa-del-fianco-sud\">Il Focus: Italia e la Difesa del Fianco Sud</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l'Italia, la necessità di armamenti a lungo raggio non risponde solo alla logica del fronte orientale, ma anche alla stabilità del <strong>\"Mediterraneo Allargato\"</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Capacità Navale:</strong> L'integrazione di sistemi d'attacco al suolo a lungo raggio sulle unità della Marina Militare è un tema centrale per non restare indietro rispetto ai partner francesi (che già utilizzano il MdCN).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Produzione Industriale:</strong> MBDA Italia è un asset fondamentale, ma la \"via italiana\" deve passare per una trasformazione industriale. Non basta più l'eccellenza artigianale; serve la capacità di sfornare volumi significativi in tempi rapidi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusioni-superare-l-eccezione-europea\">Conclusioni: Superare l'Eccezione Europea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'analisi di Hoffmann evidenzia come l'Europa sia diventata un'<strong>eccezione globale</strong>: quasi ogni altro attore che si prepara a un conflitto ad alta intensità — dalla Cina all'Australia, da Taiwan a Israele — sta investendo massicciamente in droni e missili a lungo raggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l'Italia, la sfida dei prossimi 24 mesi sarà duplice:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Accelerare i tempi di ELSA:</strong> Impedire che la cooperazione multilaterale diventi un freno anziché un acceleratore.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Scalabilità:</strong> Passare da una logica di \"pochi ma ottimi\" a una produzione di massa, necessaria per una reale deterrenza convenzionale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Se domani scoppiasse un conflitto ad alta intensità, le scorte europee si esaurirebbero in pochi giorni.\"</em> Questo monito deve spingere Roma a correggere quella <strong>deriva strategica</strong> che ha finora privilegiato i tempi lunghi della politica rispetto alle scadenze urgenti della sicurezza continentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Riferimento principale: \"Der europäische Sonderweg bei der weitreichenden Bewaffnung\" di Fabian Hoffmann, Aprile 2026.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/1-3.jpg","categoria":"Blog","tags":"fabianhoffmann, lungoraggio","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-07 17:54:04","stato":"publish","riassunto_video":"L’Europa è in ritardo nella produzione di droni e missili a lungo raggio, rischiando di trovarsi impreparata entro la fine degli anni ’20. L’Italia, tra impegni multilaterali e necessità di autonomia, punta su progetti come ELSA e lo sviluppo dello STRATUS, ma deve accelerare la produzione di massa per garantire una reale deterrenza, soprattutto nel Mediterraneo.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30546-lanomalia-strategica-europea-la-sfida-del-lungo-raggio-e-il-ruolo-dellitalia.mp4","galleria":""}
{"id":30540,"titolo":"Fire Point: il Patriot Ukraino contro i missili balistici Russi e Iraniani","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>KYIV</strong> – In un contesto di crescente instabilità globale, l'industria bellica ucraina si prepara a un salto tecnologico senza precedenti. <strong>Fire Point</strong>, l'azienda già nota per il <a href=\"https://difesanews.com/flamingo-il-missile-ucraino-da-3-000-km/\">missile da crociera <em>Flamingo</em></a>, ha annunciato l'intenzione di lanciare un nuovo sistema di difesa aerea entro la fine del 2027. L'obiettivo è ambizioso: creare un’alternativa economica e accessibile al sistema statunitense <strong>Patriot</strong>, attualmente pilastro della difesa occidentale ma sempre più difficile da reperire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17366,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Fire Point: il Patriot Ukraino contro i missili balistici Russi e Iraniani\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/fire-point-to-arm.webp\" alt=\"Fire Point: il Patriot Ukraino contro i missili balistici Russi e Iraniani\" class=\"wp-image-17366\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fire Point: il Patriot Ukraino contro i missili balistici Russi e Iraniani</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-sfida-del-costo-intercettazioni-sotto-il-milione-di-dollari\">La sfida del costo: intercettazioni sotto il milione di dollari</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore del progetto guidato dal co-fondatore e capo progettista <strong>Denys Shtilierman</strong> è l'efficienza economica. Abbattere un missile balistico oggi richiede spesso l'impiego di due o tre intercettori Patriot, ognuno dei quali costa diversi milioni di dollari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Se riusciremo a ridurre il costo di intercettazione a meno di 1 milione di dollari, sarà un vero 'game changer' per le soluzioni di difesa aerea\", ha dichiarato Shtilierman a Reuters.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fire Point è attualmente in trattative con giganti europei della tecnologia radar e dei sistemi di comunicazione, tra cui <strong>Hensoldt, SAAB, Thales e Weibel</strong>, per colmare il gap nelle aree in cui l'azienda ucraina non possiede ancora competenze interne.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-arrivano-i-missili-balistici-fp-7-e-fp-9-mosca-nel-mirino\">Arrivano i missili balistici FP-7 e FP-9: Mosca nel mirino</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante la focalizzazione sulla difesa, Fire Point continua l'espansione della sua capacità offensiva. L'azienda è nelle fasi finali di sviluppo di due missili balistici supersonici:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>FP-7:</strong> Con una gittata di circa <strong>300 km</strong>, simile al sistema ATACMS americano, pronto per il dispiegamento imminente.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>FP-9:</strong> Un vettore pesante capace di trasportare una testata da <strong>800 kg fino a 850 km</strong>. Quest'ultimo metterebbe la capitale russa, <strong>Mosca</strong>, nel raggio d'azione diretto dell'arsenale ucraino.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Shtilierman, colpire il cuore del potere russo provocherebbe un \"cambiamento radicale nella mentalità delle élite del Cremlino\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17368,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Fire Point: il Patriot Ukraino contro i missili balistici Russi e Iraniani\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/33-scaled.png\" alt=\"Fire Point: il Patriot Ukraino contro i missili balistici Russi e Iraniani\" class=\"wp-image-17368\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fire Point: il Patriot Ukraino contro i missili balistici Russi e Iraniani</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-investimenti-dal-golfo-e-ambizioni-spaziali\">Investimenti dal Golfo e ambizioni spaziali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo tecnologico di Fire Point ha attirato capitali internazionali. L'azienda attende l'approvazione del governo ucraino per un investimento di <strong>760 milioni di dollari</strong> da parte di un conglomerato del Medio Oriente (identificato dai media come l'emiratina <strong>Edge Group</strong>).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'operazione, che valuterebbe Fire Point circa <strong>2,5 miliardi di dollari</strong>, non servirebbe solo a finanziare la produzione bellica, ma aprirebbe la strada a una collaborazione strategica per la creazione di un terminale di lancio spaziale negli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong>, mirato alla messa in orbita di costellazioni di satelliti europei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante l'ottimismo, la strada non è priva di ostacoli. Fire Point produce attualmente:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Centinaia di droni a lungo raggio al giorno</strong> (costo: €50.000 l'uno).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Tre missili Flamingo al giorno</strong> (costo: €600.000 l'uno).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La produzione dei missili Flamingo soffre ancora di alcuni colli di bottiglia, legati principalmente alla fornitura di motori. La situazione dovrebbe sbloccarsi a ottobre, con l'avvio della produzione di massa di motori \"in-house\" e l'apertura di un impianto di propellente in <strong>Danimarca</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/1-2.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#FirePoint, #MissiliBalistici, DifesaAerea, patriot, tecnologiamilitare, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-07 07:34:04","stato":"publish","riassunto_video":"L’azienda ucraina Fire Point punta a lanciare entro il 2027 un sistema di difesa aerea economico, alternativo al costoso Patriot americano, riducendo il costo di intercettazione sotto 1 milione di dollari. Sviluppa anche missili balistici FP-7 e FP-9, capaci di colpire Mosca. Attira investimenti dal Medio Oriente e mira a collaborazioni spaziali, nonostante sfide produttive.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/industry/techwatch/2026/04/06/ukraine-missile-maker-targets-game-changer-air-defense-system-by-2027/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30540-fire-point-il-patriot-ukraino-contro-i-missili-balistici-russi-e-iraniani.mp4","galleria":""}
{"id":30534,"titolo":"Frosinone riparte dai droni: il “Moscardini” diventa il cuore dell’addestramento militare del futuro","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Frosinone volta pagina e lo fa partendo da una ferita recente: il <strong>trasferimento del 72° Stormo a Viterbo</strong>, avvenuto all’inizio del 2026, che aveva acceso timori concreti sul futuro dell’aeroporto militare “Girolamo Moscardini”. Uno scenario che lasciava intravedere il rischio di un <strong>progressivo ridimensionamento del sito</strong>, da sempre punto di riferimento per la formazione aeronautica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A distanza di pochi mesi, però, il quadro è radicalmente cambiato. Le notizie confermate ad aprile 2026 certificano l’<strong>avvio operativo di un nuovo progetto strategico</strong>: il <strong>primo corso interforze per piloti di droni militari</strong> partirà a metà mese, con l’arrivo dei primi allievi. Non si tratta più di un’ipotesi o di un annuncio politico, ma di una <strong>realtà concreta</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nasce così la <strong>Scuola Interforze di Addestramento per sistemi a pilotaggio remoto</strong>, destinata a diventare un <strong>centro di riferimento nazionale</strong>. Un passaggio che sarà formalmente consacrato nel giugno 2026 con la <strong>consegna della bandiera alla nuova unità operativa</strong> e, con ogni probabilità, con la nomina del primo comandante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il “Moscardini” non perde quindi la propria identità, ma la evolve. Da storica scuola di volo per elicotteri, si trasforma in un <strong>polo dedicato alle tecnologie del futuro</strong>, mantenendo intatto il proprio valore strategico nel sistema della Difesa italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-rivoluzione-dei-droni-formazione-e-strategia-militare\">La rivoluzione dei droni formazione e strategia militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta di istituire a Frosinone una scuola interforze dedicata ai droni si inserisce in un <strong>contesto globale in rapida trasformazione</strong>. I <strong>sistemi a pilotaggio remoto</strong> sono oggi uno degli strumenti più rilevanti nelle operazioni militari contemporanee, impiegati in missioni di <strong>ricognizione, sorveglianza e intelligence</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non sono più semplici tecnologie accessorie, ma elementi centrali della capacità militare. Consentono di operare con maggiore precisione, riducendo i rischi per il personale e garantendo un <strong>flusso continuo di informazioni strategiche</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17358,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Frosinone riparte dai droni: il “Moscardini” diventa il cuore dell’addestramento militare del futuro\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/1706171512-droni-esercito-italiano.webp\" alt=\"Frosinone riparte dai droni: il “Moscardini” diventa il cuore dell’addestramento militare del futuro\" class=\"wp-image-17358\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Militari Italiani in addestramento con i DRONI.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nuova Scuola Interforze risponde proprio a questa esigenza: formare <strong>personale altamente specializzato</strong>, capace di operare in scenari complessi e tecnologicamente avanzati. Il carattere <strong>interforze</strong> rappresenta un elemento chiave, perché permetterà di integrare competenze provenienti da tutte le componenti delle Forze Armate, favorendo un <strong>approccio coordinato e moderno</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il percorso formativo sarà orientato ai più elevati standard operativi, con un equilibrio tra teoria, simulazione e addestramento pratico. Parallelamente, il progetto apre la strada a possibili <strong>sinergie con il settore industriale e aerospaziale</strong>, contribuendo allo sviluppo di innovazione e ricerca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Frosinone si inserisce così in una traiettoria strategica più ampia, che vede la Difesa italiana impegnata a rafforzare le proprie <strong>capacità tecnologiche</strong> in un contesto internazionale caratterizzato da <strong>minacce ibride e scenari complessi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-impatto-sul-territorio-sviluppo-lavoro-e-prospettive-future\">Impatto sul territorio sviluppo, lavoro e prospettive future</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alla dimensione militare, il progetto rappresenta una <strong>significativa opportunità di crescita</strong> per l’intero territorio della Ciociaria. La riconversione del “Moscardini” non solo evita il rischio di abbandono del sedime, ma lo rilancia come <strong>infrastruttura all’avanguardia</strong>, capace di generare effetti positivi sul tessuto economico e sociale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’avvio dei corsi comporterà l’arrivo di personale specializzato e allievi, con un conseguente incremento della domanda di servizi. Ma soprattutto, si aprono prospettive di <strong>occupazione qualificata</strong>, legate a un settore – quello dei droni e delle tecnologie aerospaziali – in <strong>forte espansione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17360,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Frosinone riparte dai droni: il “Moscardini” diventa il cuore dell’addestramento militare del futuro\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Schermata-2026-04-03-alle-17.33-12145380-1775309717745-al-moscardini-il-primo-corso-per-piloti-di-droni-militari.png\" alt=\"Frosinone riparte dai droni: il “Moscardini” diventa il cuore dell’addestramento militare del futuro\" class=\"wp-image-17360\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Aeroporto di Frosinone “Moscardini”.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel medio periodo, la presenza della Scuola potrebbe attrarre investimenti e favorire collaborazioni con università, centri di ricerca e imprese del comparto tecnologico. Un ecosistema capace di consolidare <strong>competenze avanzate</strong> e di trattenere professionalità sul territorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le istituzioni che hanno sostenuto il progetto hanno sottolineato il valore di questo risultato, evidenziando come il mantenimento e il rilancio del sito siano il frutto di un <strong>lavoro costante e di un dialogo istituzionale efficace</strong>. L’avvio delle attività di addestramento rappresenta infatti un passaggio concreto, che dimostra come una criticità possa essere trasformata in una <strong>occasione di sviluppo reale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da giugno 2026, Frosinone non sarà più soltanto la città che ha ospitato una storica scuola di volo. Diventerà un <strong>hub nazionale per l’addestramento dei piloti di droni militari</strong>, un laboratorio operativo proiettato verso il futuro, dove si formeranno le competenze chiamate a <strong>presidiare i cieli di domani</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/drone-esercito-2.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#DroniMilitari, DifesaItalia, frosinone","autore":"Alelu","data_pubblicazione":"2026-04-07 07:14:03","stato":"publish","riassunto_video":"Dopo il trasferimento del 72° Stormo, l’aeroporto militare di Frosinone si trasforma in un polo d’avanguardia con la nuova Scuola Interforze per piloti di droni militari, attiva da metà 2026. Questo progetto strategico rafforza il ruolo del sito nella Difesa italiana, stimola l’economia locale e apre nuove opportunità di lavoro e innovazione tecnologica.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ciociariaoggi.it/news/home/315097/al-moscardini-il-primo-corso-per-piloti-di-droni-militari.html?shem=dsdf,sharefoc,agadiscoversdl,,sh/x/discover/m1/4","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30534-frosinone-riparte-dai-droni-il-moscardini-diventa-il-cuore-delladdestramento-militare-del-futuro.mp4","galleria":""}
{"id":30527,"titolo":"«A morir con Él»: la Legión Española sfila per Málaga, tra fede e giuramento eterno al Cristo della Buena Muerte","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Málaga non è solo una città in festa. È un teatro a cielo aperto dove fede, identità nazionale e spirito militare si fondono in un’unica, potente rappresentazione. Il Giovedì Santo, la scena è tutta per loro: <strong>i legionari della Legión Española</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra applausi, grida e un’attesa quasi febbrile, la Legione ha fatto il suo ingresso in città come da tradizione, sfilando compatta fino alla plaza de Fray Alonso de Santo Tomás. Qui, centinaia di persone hanno accolto i militari con un’energia che va oltre il folklore: è partecipazione emotiva, è appartenenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Cristo dei legionari</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al centro di tutto c’è Lui: il Cristo de la Buena Muerte, simbolo spirituale e identitario della Legione. Non una semplice immagine sacra, ma un riferimento morale, un punto fermo per chi ha scelto una vita fatta di disciplina, sacrificio e rischio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 2000 è ufficialmente il protettore della Legione, ma il legame affonda le radici molto più indietro. <strong>Ogni anno, il suo trasferimento e la successiva processione rappresentano uno dei momenti più intensi della Settimana Santa andalusa.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La notte prima, già si respirava qualcosa di straordinario. Persone accampate davanti alla Congregazione di Mena pur di conquistare un posto in prima fila. Una scena che racconta molto più di mille parole: la tradizione non è solo viva, è diventata un fenomeno di massa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Questo inizia a superarci”, ha ammesso chi vive questa realtà da decenni. E non è un’esagerazione. La partecipazione cresce anno dopo anno, trasformando un evento storico in un appuntamento quasi epocale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">“El novio de la muerte”: quando la piazza diventa una sola voce</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I legionari sono arrivati via mare, a bordo della Nave da trasporto anfibio Galicia (L51), per poi dirigersi verso il cuore della città. Una coreografia perfetta, scandita dal ritmo di cornetas e tamburi, che accompagna ogni passo con precisione militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Non è solo una marcia: è un linguaggio. È il modo con cui la Legione comunica ciò che rappresenta.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il momento più potente arriva quando risuonano le prime note di <em>El novio de la muerte</em>. Non è più solo un canto: è un rito collettivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Centinaia di persone, civili e militari, cantano insieme. Una sola voce, un solo respiro. È qui che la distanza tra popolo e Forze Armate si annulla completamente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non c’è spettacolo, c’è partecipazione. Non c’è pubblico, c’è comunità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un simbolo che resiste al tempo tra tradizione, istituzioni e identità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla cerimonia erano presenti autorità civili, militari e religiose. Tra loro anche il vescovo di Málaga, che ha sottolineato come quel Cristo “non sia solo una scultura, ma una presenza che parla e sostiene”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parole che fotografano perfettamente il senso dell’evento: non è solo religione, non è solo tradizione. È qualcosa di più profondo, che tocca identità, memoria e appartenenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>In un’epoca in cui tutto cambia rapidamente, la Legione a Málaga rappresenta una delle poche certezze rimaste. </strong>Un rito che si rinnova ogni anno, ma che mantiene intatta la sua forza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È la dimostrazione che alcune tradizioni non solo resistono, ma diventano sempre più forti. Perché parlano un linguaggio universale: quello dell’onore, del sacrificio e della fede.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E quando la piazza grida “¡Viva España! ¡Viva la Legión!”, non è solo entusiasmo. È identità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:html -->\n<iframe width=\"560\" height=\"315\" src=\"https://www.youtube.com/embed/FKWkz4QuuPk?si=428neSnX_DcIuBHd\" title=\"YouTube video player\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen></iframe>\n<!-- /wp:html -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/legio2026.jpg","categoria":"Blog","tags":"CristoDeLaBuenaMuerte, LegionEspañola, SemanaSantaMálaga","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-05 21:26:24","stato":"publish","riassunto_video":"A Málaga, ogni Giovedì Santo, i protagonisti sono i legionari spagnoli e il Cristo de la Buena Muerte. Un inno al soldato e alla cristianità, dove la marcia dell’uomo in divisa si fonde con la spiritualità più profonda, in un abbraccio di valori che resiste al tempo e alle mode, custodito nel cuore di chi continua a credere nel sacrificio, nell’onore e nella protezione divina.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.elmundo.es/andalucia/2026/04/02/69ce9b05e4d4d871608b4599.html","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30527-a-morir-con-el-la-legion-espanola-sfila-per-malaga-tra-fede-e-giuramento-eterno-al-cristo-della-buena-muerte.mp4","galleria":""}
{"id":30522,"titolo":"Germania, per viaggiare oltre 3 mesi serve l'autorizzazione dell’Esercito: nel mirino gli uomini in età di leva","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Germania torna al centro del dibattito il tema della leva militare dopo l’introduzione di una disposizione che riguarda gli uomini in età potenzialmente richiamabile. Dal 2026, i cittadini tra i 17 e i 45 anni devono ottenere un’autorizzazione della Bundeswehr per soggiorni all’estero superiori ai tre mesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La norma, inizialmente passata quasi inosservata, è emersa negli ultimi giorni attirando l’attenzione dell’opinione pubblica e sollevando interrogativi sulla sua reale applicazione e sulle implicazioni per la libertà di movimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-misura-formale-che-coinvolge-milioni-di-cittadini\">Una misura formale che coinvolge milioni di cittadini</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La disposizione si inserisce nell’aggiornamento della normativa sulla leva, che in Germania non è stata abolita ma sospesa nel 2011. Ciò significa che il sistema di coscrizione resta giuridicamente esistente e può essere riattivato in determinate condizioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, l’obbligo di autorizzazione per lunghi soggiorni all’estero rappresenta uno strumento volto a mantenere il controllo sulla disponibilità dei cittadini potenzialmente richiamabili, evitando che si stabiliscano fuori dal Paese per periodi prolungati senza alcuna forma di monitoraggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-posizione-del-governo-autorizzazioni-automatiche\">La posizione del governo: autorizzazioni automatiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di fronte alle prime critiche, il governo tedesco ha chiarito che, allo stato attuale, le autorizzazioni verranno concesse automaticamente. La misura, secondo Berlino, non ha quindi l’obiettivo di limitare concretamente la libertà individuale, ma di mantenere un quadro normativo coerente con l’eventuale riattivazione della leva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Resta tuttavia un elemento di incertezza legato alla mancanza di disposizioni attuative definitive, che dovranno chiarire modalità e criteri operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ritorno-della-leva-nel-contesto-europeo\">Il ritorno della leva nel contesto europeo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La vicenda si inserisce in un contesto più ampio, caratterizzato dal progressivo deterioramento della sicurezza in Europa. Il conflitto in Ucraina e le tensioni internazionali hanno riportato al centro dell’agenda politica il tema della difesa e della disponibilità di personale militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Diversi Paesi europei stanno valutando il rafforzamento dei sistemi di riserva o la reintroduzione, anche parziale, della leva obbligatoria. In questo scenario, la scelta tedesca appare come un segnale di preparazione normativa più che una misura operativa immediata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-liberta-individuali-e-esigenze-di-sicurezza\">Libertà individuali e esigenze di sicurezza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto centrale resta il delicato equilibrio tra esigenze di sicurezza nazionale e diritti individuali. Anche se l’autorizzazione è destinata a essere concessa senza particolari restrizioni, la sua esistenza solleva interrogativi sul ruolo dello Stato nella gestione della mobilità dei cittadini in tempo di pace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Più che una limitazione concreta, la norma rappresenta oggi un indicatore politico: la leva, in Europa, non è più un retaggio del passato, ma uno strumento che potrebbe tornare attuale in un contesto strategico sempre più instabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/aut-es-ted-2026.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Bundeswehr, Germania, levaobbligatoria","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-05 20:22:05","stato":"publish","riassunto_video":"In Germania gli uomini tra i 17 e i 45 anni dovranno ottenere un’autorizzazione militare per soggiorni all’estero superiori ai tre mesi. La norma punta a garantire la disponibilità dei potenziali richiamabili. Il governo, travolto dalle polemiche, assicura che i permessi saranno automatici, ma il provvedimento riporta al centro del dibattito il tema della difesa e della capacità di mobilitazione.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2026/04/04/germania-serve-ok-esercito-a-lunghi-viaggi-esteri-degli-uomini-in-eta-di-leva_5f961818-e5cb-4fcb-9c41-7053efeb91eb.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30522-germania-per-viaggiare-oltre-3-mesi-serve-lautorizzazione-dellesercito-nel-mirino-gli-uomini-in-eta-di-leva.mp4","galleria":""}
{"id":30514,"titolo":"A-10 Thunderbolt: gli USA schierano altri Warthog nel Golfo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La U.S. Air Force (USAF) sta intensificando significativamente la propria presenza nel Golfo Persico. Al centro della manovra c'è il <strong>Fairchild Republic A-10C Thunderbolt II</strong>, il leggendario aereo da attacco al suolo la cui flotta nella regione passerà dalla dozzina di unità iniziali a un totale di circa 30 velivoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-rischiaramento-strategico\">Rischiaramento strategico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lunedì di questa settimana, dodici velivoli del <strong>107th Fighter Squadron</strong> (Michigan Air National Guard) hanno dato il via al rinforzo. Durante il tragitto verso la zona di crisi, hanno effettuato uno scalo tecnico presso la base britannica di <strong>Lakenheath</strong>, supportati dai rifornitori KC-135 Stratotanker, operazione che sottolinea la portata e la flessibilità della missione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dall'annuncio ufficiale dell'impiego degli A-10 lo scorso 15 marzo, sono emersi chiari obiettivi operativi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Stretto di Hormuz:</strong> Contrasto ai droni e ai motoscafi veloci iraniani nella cruciale via d'acqua, attualmente soggetta a blocchi da parte di Teheran.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Iraq:</strong> Operazioni contro le milizie sciite filo-iraniane che attaccano le installazioni statunitensi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17337,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"A-10 Thunderbolt: gli USA schierano altri Warthog nel Golfo\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/images-1.jpg\" alt=\"A-10 Thunderbolt: gli USA schierano altri Warthog nel Golfo\" class=\"wp-image-17337\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">A-10 Thunderbolt: gli USA schierano altri Warthog nel Golfo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-avenger-come-arma-psicologica\">L' Avenger come arma psicologica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Video circolanti sui social media mostrano un uso insolitamente aggressivo del cannone <strong>Gatling GAU-8/A Avenger da 30 mm</strong>. Destano particolare attenzione le raffiche della durata fino a nove secondi, un contrasto netto rispetto alle procedure standard che prevedono raffiche brevi di due o tre secondi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal punto di vista tecnico, un'azione del genere ha un impatto logistico enorme sul velivolo: sebbene la cadenza di tiro sia stata ridotta nel tempo dagli originali 4.200 agli attuali <strong>3.900 colpi al minuto</strong>, una singola scarica di nove secondi consuma circa <strong>585 proiettili</strong>. Considerando che l'A-10 ha una capacità massima di <strong>1.147 colpi</strong>, una simile raffica esaurisce in un istante oltre il <strong>50% dell'intera riserva di munizioni</strong> di bordo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Analisi:</strong> Questi attacchi prolungati servono probabilmente come <strong>\"Show of Force\"</strong> (dimostrazione di forza). L'enorme impatto acustico e visivo del cannone mira a esercitare un effetto deterrente psicologico sulle milizie a terra. Grazie alla sua pesante blindatura, l'A-10 rimane ampiamente protetto dal fuoco di armi leggere durante questi passaggi a bassa quota.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-polveriera-politica-in-iraq\">La polveriera politica in Iraq</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La situazione in Iraq rimane altamente volatile dal punto di vista diplomatico e militare. Il problema principale è la classificazione legale dei gruppi presi di mira: le <strong>Unità di Mobilitazione Popolare (PMF)</strong> sciite sono infatti ufficialmente subordinate al Primo Ministro iracheno dal 2015.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante questa integrazione nelle forze di sicurezza statali, molte fazioni delle PMF hanno iniziato ad attaccare obiettivi USA in seguito allo scoppio della guerra con l'Iran. Ciò ha creato un paradosso diplomatico: il governo iracheno ha protestato ufficialmente contro i raid aerei statunitensi sul proprio territorio, arrivando a concedere alle PMF l'autorizzazione alla <strong>legittima difesa</strong> contro le forze americane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo scenario, gli Stati Uniti si trovano in un conflitto militare diretto con unità che sono formalmente parte dell'architettura di sicurezza di uno stato partner. L'invio di ulteriori squadriglie di A-10 segnala tuttavia inequivocabilmente che Washington è intenzionata a mantenere alta la pressione militare, ignorando le complessità politiche del governo di Baghdad.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/Fairchild-Republic-A-10-Thunderbolt-II-32156159151.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#A-10, #Irak, GolfoPersico, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-05 15:34:04","stato":"publish","riassunto_video":"La U.S. Air Force aumenta la presenza nel Golfo Persico con circa 30 A-10C Thunderbolt II per contrastare droni e milizie filo-iraniane nel Golfo e in Iraq. L’uso intenso del cannone Avenger da 30 mm, con raffiche prolungate, serve da deterrente psicologico. La situazione è complessa, poiché le milizie attaccate sono integrate nelle forze irachene, creando tensioni diplomatiche.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30514-a-10-thunderbolt-gli-usa-schierano-altri-warthog-nel-golfo.mp4","galleria":""}
{"id":30509,"titolo":"F-15E abbattuto in Iran: copilata recuperato nella notte dalle forze speciali USA. Si nascondeva tra i Monti Zagros.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>È rimasto per ore dietro le linee iraniane, nascosto tra le montagne e braccato dalle forze locali. Poi, nella notte, il recupero. Il copilota dell’F-15E statunitense abbattuto in Iran è stato riportato in sicurezza al termine di un’operazione ad altissimo rischio condotta da forze speciali americane nel cuore del territorio nemico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo l’abbattimento del velivolo, i due membri dell’equipaggio si erano eiettati separandosi. <a href=\"https://brigatafolgore.net/abbattuto-un-f-15e-americano-dalliran-recuperato-uno-dei-piloti-dalle-forze-speciali-americane-infiltrate-in-territorio-nemico-laltro-e-ancora-disperso/\">Il pilota era stato recuperato nelle prime fasi</a>, mentre il secondo uomo, un <strong>Weapons Systems Officer (WSO)</strong> con il grado di <strong>colonnello</strong>, era rimasto isolato in un’area montuosa del sud-ovest dell’Iran. Secondo le informazioni disponibili, il militare si sarebbe nascosto nella provincia di Kohgiluyeh e Boyer-Ahmad, all’interno della catena dei Monti Zagros, un territorio impervio e difficilmente controllabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per quasi due giorni ha evitato la cattura, mantenendo contatti con le forze statunitensi e applicando le procedure di sopravvivenza previste in caso di isolamento in territorio ostile. La morfologia dell’area, caratterizzata da rilievi accidentati e scarsa urbanizzazione, ha reso particolarmente complessa sia la localizzazione sia l’eventuale intervento di recupero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’operazione è stata condotta nella notte tra il 4 e il 5 aprile, una volta individuata con precisione la posizione del militare. Secondo fonti internazionali, il recupero ha richiesto un coordinamento articolato tra asset aerei e unità speciali, con copertura da parte di velivoli e sistemi di sorveglianza. L’intervento sarebbe stato eseguito con modalità rapide e mirate, finalizzate a ridurre al minimo l’esposizione a una possibile reazione delle forze iraniane presenti nell’area.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ufficialmente si parla di impiego di “forze speciali statunitensi”. Non vi sono conferme dirette sul coinvolgimento di specifiche unità, anche se il livello di complessità e il contesto operativo indicano l’utilizzo di personale altamente qualificato. Come avviene in operazioni di questo tipo, molti dettagli restano classificati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel frattempo, le autorità iraniane avevano avviato operazioni sul terreno per individuare il militare disperso, aumentando il rischio di un contatto diretto. Il recupero, avvenuto in profondità nel territorio iraniano, rappresenta un episodio di particolare rilievo sotto il profilo operativo e politico, in un contesto già caratterizzato da tensioni elevate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al di là della dinamica immediata, l’episodio evidenzia la capacità delle forze armate statunitensi di condurre missioni di recupero in ambienti altamente ostili, confermando una dottrina consolidata: non lasciare indietro il proprio personale. In uno scenario sempre più complesso e meno definito, operazioni di questo tipo riflettono la natura delle moderne crisi internazionali, dove attività militari e dimensione politica si intrecciano senza una linea di separazione netta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/fs-cp15.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"forzespeciali, Iran, USAirForce","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-05 14:06:41","stato":"publish","riassunto_video":"È rimasto per due giorni dietro le linee iraniane, nascosto tra le montagne nel sud-ovest dell’Iran e braccato dalle forze locali. Poi, nella notte, il recupero. Il copilota dell’F-15E statunitense abbattuto in Iran è stato riportato in sicurezza al termine di un’operazione ad altissimo rischio condotta da forze speciali americane nel cuore del territorio nemico.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.washingtonpost.com/national-security/2026/04/04/us-pilot-rescue-iran-f15-crash/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30509-f-15e-abbattuto-in-iran-copilata-recuperato-nella-notte-dalle-forze-speciali-usa-si-nascondeva-tra-i-monti-zagros.mp4","galleria":""}
{"id":30503,"titolo":"Bilancio Difesa 2026: La Metamorfosi dello Strumento Militare tra Vincoli e Nuove Minacce","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 2026 si apre con una pressione senza precedenti sui conti della Difesa italiana. <strong>Il raggiungimento del fatidico 2% del PIL</strong>, richiesto dagli impegni NATO, non è più una scelta politica opzionale, ma una <strong>necessità operativa dettata dal deterioramento del quadro di sicurezza internazionale</strong>. Gli ultimi dati indicano che l'Italia sta faticosamente risalendo la china, ma il vero nodo resta la qualità della spesa. Non si tratta solo di acquistare nuovi assetti, ma di garantire la manutenzione e l'operatività di quelli esistenti. <strong>La sfida per il Ministero è quella di svincolare gli investimenti per la Difesa dai rigidi parametri del Patto di Stabilità europeo</strong>, trattandoli come investimenti strategici per la resilienza dell'intero sistema Paese. Senza questa \"clausola di esclusione\", il rischio è quello di avere una flotta di eccellenza, come i nuovi F-35 o le navi PPA, ma con scorte di munizionamento insufficienti per un conflitto ad alta intensità, una lezione duramente appresa dai recenti scenari dell'Est Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17320,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Foto-5-Il-33°-Corso-Riserva-Selezionata-dellEsercito-Italiano-1024x682-1.jpg\" alt=\"Bilancio Difesa 2026: La Metamorfosi dello Strumento Militare tra Vincoli e Nuove Minacce\" class=\"wp-image-17320\" title=\"Bilancio Difesa 2026: La Metamorfosi dello Strumento Militare tra Vincoli e Nuove Minacce\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Bilancio Difesa 2026: La Metamorfosi dello Strumento Militare tra Vincoli e Nuove Minacce</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-rivoluzione-organica-riserva-e-servizio-nazionale\">La Rivoluzione Organica: Riserva e Servizio Nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei pilastri della riforma discussa nelle ultime 48 ore è il superamento del modello di Forze Armate puramente professionali e \"chiuse\". <strong>La proposta di una Riserva Nazionale Operativa sta prendendo forma: un corpo di 10.000-15.000 uomini e donne, ex militari o civili con alte specializzazioni tecniche, pronti a essere mobilitati in caso di crisi o emergenze nazionali</strong>. Questo cambio di paradigma risponde alla necessità di avere \"massa critica\", un concetto che si credeva superato e che invece è tornato prepotentemente attuale. Parallelamente, il dibattito sulla mini-leva di sei mesi, orientata alla protezione civile e alla cyber-security, mira a colmare il distacco tra la generazione Z e le istituzioni militari. Questo \"Servizio Nazionale\" non è visto come un ritorno al passato, ma come un incubatore di competenze: i giovani verrebbero formati per fronteggiare attacchi ibridi, gestire la logistica in emergenza e comprendere le dinamiche della guerra cognitiva, diventando di fatto la prima linea della difesa civile del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17321,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/9145730-24085927-fincantieri-droni-subacquei-sicurezza.v1.jpg\" alt=\"Bilancio Difesa 2026: La Metamorfosi dello Strumento Militare tra Vincoli e Nuove Minacce\" class=\"wp-image-17321\" title=\"Bilancio Difesa 2026: La Metamorfosi dello Strumento Militare tra Vincoli e Nuove Minacce\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Bilancio Difesa 2026: La Metamorfosi dello Strumento Militare tra Vincoli e Nuove Minacce</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-sovranita-tecnologica-lo-scudo-spaziale-e-il-dominio-subacqueo\">La Sovranità Tecnologica: Lo Scudo Spaziale e il Dominio Subacqueo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il bilancio 2026 punta con decisione sui domini emergenti: Spazio e Subacqueo.<strong> L'Italia sta investendo massicciamente nello \"Scudo Multilivello\", un'architettura integrata che vede la sinergia tra i radar di terra e le costellazioni satellitari per il monitoraggio dei detriti e delle potenziali minacce orbitali</strong>. La difesa degli assetti nello spazio è diventata vitale, poiché da essi dipendono i nostri sistemi di pagamento, il GPS e le comunicazioni sicure. Sotto la superficie del mare, invece, <strong>il Polo Nazionale della Subacquea sta coordinando lo sviluppo di droni sottomarini (UUV) </strong>destinati alla protezione dei gasdotti e dei cavi dati transoceanici. Questi investimenti non solo garantiscono la sicurezza nazionale, ma fungono da volano per l'industria high-tech, posizionando l'Italia come leader tecnologico in ambito europeo e atlantico. La difesa del 2026 è dunque un ecosistema complesso, dove il soldato sul campo è supportato da una rete invisibile ma onnipresente di sensori e algoritmi che proteggono la sovranità nazionale in ogni dimensione conosciuta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/07-Eager-Lion-2024-Folgore-2024-05-30.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#BilancioDifesa, cybersecurity, Italia2026, NATO, RiservaOperativa, Spazio, Subacquea","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-05 12:54:03","stato":"publish","riassunto_video":"Nel 2026 la Difesa italiana affronta la sfida del 2% del PIL NATO, puntando non solo su nuovi assetti ma anche su manutenzione e operatività. Si propone una Riserva Nazionale Operativa e un Servizio Nazionale di sei mesi per giovani, per aumentare la massa critica e competenze civili. Investimenti strategici spaziali e subacquei rafforzano la sovranità tecnologica e la sicurezza nazionale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30503-bilancio-difesa-2026-la-metamorfosi-dello-strumento-militare-tra-vincoli-e-nuove-minacce.mp4","galleria":""}
{"id":30496,"titolo":"Caccia USA abbattuti in Iran - Le Forze Speciali: non lasciamo nessuno indietro.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>TEHERAN / GERUSALEMME</strong> – Il silenzio delle colline di roccia bianca in territorio iraniano è squarciato dal ruggito dei motori a bassa quota e dal battito frenetico delle pale degli elicotteri. Dopo l’abbattimento di un <strong>F-15E Strike Eagle</strong> statunitense, è scattata una delle operazioni di salvataggio più rischiose della storia moderna. Se un membro dell'equipaggio è già stato messo in salvo dalle forze americane, la sorte del secondo pilota – l'operatore dei sistemi d'arma – resta appesa a un filo, mentre Teheran ha già emesso una taglia per la sua cattura.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-unita-d-elite-i-signori-della-notte\">L’Unità d’Élite: I Signori della Notte</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel cuore dell'operazione non ci sono solo i reparti convenzionali. Secondo fonti della difesa, sono entrati in azione i <strong>Night Stalkers</strong> (160th Special Operations Aviation Regiment). Questa unità, specializzata in infiltrazioni impossibili, è nota per l'uso di \"elicotteri neri\" modificati per sfuggire ai radar.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-task-force-di-soccorso\">La Task Force di Soccorso</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La missione vede una combinazione letale di mezzi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>MH-60 Black Hawk:</strong> Avvistati a bassa quota vicino ai resti del caccia, sono i \"taxi\" corazzati delle forze speciali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>C-130 Hercules:</strong> Il \"mulo dei cieli\", capace di atterrare su piste improvvisate, funge da centro di comando e supporto di fuoco grazie ai suoi cannoni a canne rotanti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>MH-47 Chinook &amp; Apache:</strong> Protezione pesante e trasporto per i commando della Delta Force pronti all'esfiltrazione rapida.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17311,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/night-stalkers-caribe-venezuela-1290x726-1-1024x576-1.jpg\" alt=\"Caccia USA abbattuti in Iran - Le Forze Speciali: non lasciare nessuno indietro.\" class=\"wp-image-17311\" title=\"Caccia USA abbattuti in Iran - Le Forze Speciali: non lasciare nessuno indietro.\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Caccia USA abbattuti in Iran - Le Forze Speciali: non lasciare nessuno indietro.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-protocollo-csar-estrarre-sotto-il-fuoco\">Protocollo CSAR: Estrarre sotto il Fuoco</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La missione segue le ferree regole del <strong>Combat Search and Rescue (CSAR)</strong>. Qui la lettera \"C\" (Combat) fa tutta la differenza: non è un semplice soccorso stradale, ma un'operazione bellica in cui si spara per proteggere il fuggitivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>«In Iran non ci sono truppe americane stabilmente sul campo. Questo rende la missione infinitamente più complessa rispetto al recupero di piloti in zone di guerra dichiarata come l'Afghanistan»</em>, commentano gli analisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un dettaglio cruciale emerge dai rapporti di <em>Channel 12</em>: l'esercito israeliano (<strong>IDF</strong>) ha <strong>sospeso i raid aerei</strong> nell'area per evitare il rischio di fuoco amico e permettere agli elicotteri americani di operare senza interferenze, mentre i droni scansionano ogni centimetro di terreno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sopravvivenza-dietro-le-linee-il-codice-sere\">Sopravvivenza dietro le linee: Il Codice SERE</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il pilota ancora disperso, ogni minuto è una battaglia psicologica e fisica. L'addestramento ricevuto si riassume nell'acronimo <strong>SERE</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Survival (Sopravvivenza):</strong> Gestire le scarse risorse in un ambiente arido.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Evasion (Evasione):</strong> Muoversi solo di notte, evitando i centri abitati e le pattuglie nemiche.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Resistance (Resistenza):</strong> Prepararsi all'eventualità della cattura e agli interrogatori.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Escape (Fuga):</strong> Raggiungere il punto di estrazione concordato via radio.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’ammiraglio <strong>William J. Fallon</strong> (ex guida del Centcom) ha spiegato al <em>New York Times</em> che la vastità e la natura selvaggia del territorio iraniano potrebbero essere l'unica vera difesa del pilota: nascondersi in una zona così impervia è difficile, ma trovarlo lo è ancora di più.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17312,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/nightstalkers.webp\" alt=\"Caccia USA abbattuti in Iran - Le Forze Speciali: non lasciare nessuno indietro.\" class=\"wp-image-17312\" style=\"width:840px;height:auto\" title=\"Caccia USA abbattuti in Iran - Le Forze Speciali: non lasciare nessuno indietro.\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Caccia USA abbattuti in Iran - Le Forze Speciali: non lasciare nessuno indietro.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-precedenti-e-simboli-da-o-grady-a-mccain\">Precedenti e Simboli: Da O'Grady a McCain</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La storia militare americana è costellata di successi eroici e fallimenti drammatici nelle missioni di recupero:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il successo:</strong> Nel 1995, in Bosnia, <strong>Scott O'Grady</strong> sopravvisse 6 giorni mangiando insetti prima di essere recuperato dai Marines.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il monito:</strong> <strong>John McCain</strong> e <strong>James Stockdale</strong> divennero simboli del fallimento del CSAR in Vietnam, trascorrendo oltre 7 anni di prigionia nel famigerato \"Hanoi Hilton\".</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17313,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/image.webp\" alt=\"Caccia USA abbattuti in Iran - Le Forze Speciali: non lasciare nessuno indietro.\" class=\"wp-image-17313\" style=\"width:840px;height:auto\" title=\"Caccia USA abbattuti in Iran - Le Forze Speciali: non lasciare nessuno indietro.\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Caccia USA abbattuti in Iran - Le Forze Speciali: non lasciare nessuno indietro.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-sfida-geopolitica\">Una Sfida Geopolitica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, la posta in gioco in Iran è altissima. Dall'11 settembre 2001, le unità CSAR hanno riportato a casa oltre 470 militari, ma la cattura di un pilota di F-15E da parte di Teheran rappresenterebbe un disastro politico e d'immagine per Washington.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre la taglia iraniana pende sulla testa dell'aviatore americano, gli elicotteri dei Night Stalkers continuano a sfidare le difese aeree nemiche. L'ordine è uno solo: <strong>non lasciare nessuno indietro.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/night-stalkers.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"#NightStalkers, #SpecialOps, CSAR, f15e, Iran, usarmy","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-04 18:34:03","stato":"publish","riassunto_video":"Dopo l’abbattimento di un F-15E in Iran, è in corso una rischiosa operazione di salvataggio per recuperare il secondo pilota disperso. In azione i Night Stalkers con elicotteri stealth, supportati da forze speciali e droni israeliani. La missione CSAR, complessa per l’assenza di truppe USA sul campo, punta a non lasciare nessuno indietro, sfidando difese nemiche e tensioni geopolitiche.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilgiornale.it/news/guerra/ipotesi-night-stalkers-iran-ecco-lunit-d-lite-che-pu-salvare-2646907.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30496-caccia-usa-abbattuti-in-iran-le-forze-speciali-non-lasciamo-nessuno-indietro.mp4","galleria":""}
{"id":30492,"titolo":"Terremoto al Pentagono: le dimissioni di Randy George e la nuova dottrina di Washington","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>WASHINGTON</strong> – Il panorama militare statunitense sta attraversando una trasformazione senza precedenti. <strong>Le dimissioni immediate del Generale Randy George, 41° Capo di Stato Maggiore dell’Esercito USA</strong>, segnano un punto di rottura definitivo tra l'amministrazione attuale e l'eredità della precedente gestione Biden. La richiesta di \"ritiro immediato\" avanzata dal Segretario della Difesa Pete Hegseth non è solo un cambio di guardia, ma un segnale politico inequivocabile: la visione del Presidente Trump per le forze armate non ammette ostacoli interni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-avvicendamento-nel-segno-della-rottura\">Un avvicendamento nel segno della rottura</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo le fonti del Dipartimento della Difesa, George era considerato un \"intralcio\" ai piani di sviluppo dell’esercito. Al suo posto subentra il Generale Christopher LaNeve, già aiutante militare di Hegseth, figura che garantisce la \"totale fiducia\" necessaria per attuare la nuova agenda.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo licenziamento si inserisce in una lista sempre più lunga. Sotto la gestione Hegseth, sono stati rimossi oltre una dozzina di alti ufficiali, inclusi il<strong> Generale C.Q. Brown (Joint Chiefs of Staff) e l'Ammiraglio Lisa Franchetti</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-precedente-storico-quando-il-capo-di-stato-maggiore-si-dimette\">Il precedente storico: quando il Capo di Stato Maggiore si dimette</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Analizzando i precedenti di dimissioni o rimozioni dei vertici militari — temi spesso dibattuti nelle cronache di <em>Brigatafolgore.net</em> per la loro rilevanza strategica — emerge come il rapporto tra potere politico e comando militare sia sempre stato delicato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Storicamente, le dimissioni di un Capo di Stato Maggiore non sono quasi mai un atto puramente tecnico, ma il culmine di un disaccordo profondo sulla missione delle Forze Armate. <strong>Nel caso di Randy George, il mandato sarebbe dovuto scadere naturalmente nel 2027. </strong>La sua rimozione forzata evoca i momenti di tensione vissuti in epoche passate (si pensi al celebre caso MacArthur-Truman, seppur in un contesto di guerra aperta, o alle frizioni durante l'era Clinton/Bush), dove il \"cambio di leadership\" divenne l'unico strumento per allineare il Pentagono alla Casa Bianca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come spesso evidenziato nelle analisi di settore, quando un Capo di Stato Maggiore lascia l'incarico prima della scadenza, si pone un problema di continuità operativa. Tuttavia, per l'attuale amministrazione, il concetto di \"trasformazione\" prevale sulla stabilità.<strong> La rimozione parallela del Generale David Hodne (addestramento) e del Maggiore Generale William Green (cappellani)</strong> conferma un cambio strutturale e non legato a singoli episodi isolati, come il recente caso del volo sopra la casa di Kid Rock.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-verso-un-esercito-piu-adatto-alla-visione-di-trump\">Verso un esercito \"più adatto alla visione di Trump\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nomina di LaNeve suggerisce un ritorno a una gerarchia basata su una visione più tradizionale e, secondo i sostenitori, \"patriottica\" della difesa, meno legata alle politiche di \"diversity\" o ai processi burocratici della gestione precedente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il messaggio inviato dal Pentagono è chiaro: \"Nessuna punizione, nessuna indagine. Andate avanti, patrioti\". Una frase che, se da un lato entusiasma la base politica, dall'altro solleva interrogativi sulla futura autonomia dei vertici militari rispetto alle decisioni della politica. Resta da vedere come questo rimpiazzo di massa influenzerà la prontezza operativa della Us Army in un momento di crescenti tensioni globali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/original-scaled-e1775260454978.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Army, randygeorge","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-04 01:04:04","stato":"publish","riassunto_video":"Le dimissioni immediate del Generale Randy George, 41° Capo di Stato Maggiore dell’Esercito USA, segnano una svolta politica sotto la guida del Segretario della Difesa Pete Hegseth, vicino a Trump. Al suo posto arriva il Generale Christopher LaNeve, scelto per allineare l’esercito alla nuova agenda.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30492-terremoto-al-pentagono-le-dimissioni-di-randy-george-e-la-nuova-dottrina-di-washington.mp4","galleria":""}
{"id":30485,"titolo":"Il 17° Stormo Incursori scrive la storia: Primo Reparto NATO accreditato AFSOC per le Global Access Operations","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un panorama geopolitico sempre più complesso, l'eccellenza italiana nel settore delle <strong>Operazioni Speciali</strong> segna un punto di svolta storico. Il <strong>17° Stormo Incursori</strong> dell’Aeronautica Militare ha ufficialmente ottenuto l’accreditamento da parte dell’<strong>Air Force Special Operations Command (AFSOC)</strong> statunitense.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo riconoscimento non è solo una certificazione tecnica: attesta la piena interoperabilità con le Forze Armate degli Stati Uniti nelle <strong>Global Access Operations (GAO)</strong>. Con questo traguardo, l’Italia si fregia di un primato assoluto, diventando la <strong>prima nazione della NATO</strong> a conseguire tale qualificazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17297,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il 17° Stormo Incursori scrive la storia: Primo Reparto NATO accreditato AFSOC per le Global Access Operations\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/accreditation-Incursori10.jpg\" alt=\"Il 17° Stormo Incursori scrive la storia: Primo Reparto NATO accreditato AFSOC per le Global Access Operations\" class=\"wp-image-17297\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il 17° Stormo Incursori scrive la storia: Primo Reparto NATO accreditato AFSOC per le Global Access Operations</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-percorso-verso-l-accreditamento\">Il percorso verso l'accreditamento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il processo che ha portato a questo risultato è stato lungo e rigoroso, iniziato nel <strong>luglio 2023</strong>. Gli Incursori hanno affrontato un iter valutativo strutturato su più livelli:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Verifiche documentali e procedurali:</strong> Analisi dei protocolli operativi in linea con gli standard USA.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Validazione tecnico-operativa:</strong> Prove sul terreno sotto la supervisione diretta di istruttori e valutatori americani.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corso CCSL-1:</strong> Il ciclo si è concluso con la validazione del corso <em>Combat Controller Skill Level 1</em>, che ha visto protagonisti gli allievi del 9° Corso BIAM (Brevetto Incursore dell’Aeronautica Militare).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le esercitazioni si sono svolte in condizioni estreme, includendo scenari notturni e ambienti semi-permissivi, per testare la resilienza e la precisione della proiezione avanzata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17295,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il 17° Stormo Incursori scrive la storia: Primo Reparto NATO accreditato AFSOC per le Global Access Operations\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/accreditation-Incursori8.jpg\" alt=\"Il 17° Stormo Incursori scrive la storia: Primo Reparto NATO accreditato AFSOC per le Global Access Operations\" class=\"wp-image-17295\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il 17° Stormo Incursori scrive la storia: Primo Reparto NATO accreditato AFSOC per le Global Access Operations</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-capacita-combat-control-un-unicum-italiano\">La Capacità Combat Control: Un Unicum Italiano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 17° Stormo Incursori si conferma l’unico reparto della Difesa italiana a esprimere la capacità <strong>Combat Control</strong>. Ma cosa rende questo assetto così strategico?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:table -->\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><thead><tr><td><strong>Funzione</strong></td><td><strong>Descrizione Operativa</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Gestione Piste</strong></td><td>Sicurezza e controllo di decolli/atterraggi su piste semi-preparate o improvvisate.</td></tr><tr><td><strong>Valutazione Aree</strong></td><td>Analisi del terreno e delle zone di atterraggio in contesti remoti o ostili.</td></tr><tr><td><strong>Controllo Traffico</strong></td><td>Gestione del traffico aereo militare e civile in zone di crisi.</td></tr><tr><td><strong>Proiezione Rapida</strong></td><td>Capacità di inserimento in aree austere per garantire l'accesso alle forze alleate.</td></tr></tbody></table></figure>\n<!-- /wp:table -->\n\n<!-- wp:separator -->\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" />\n<!-- /wp:separator -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-pilastro-per-la-difesa-europea-e-la-nato\">Un pilastro per la Difesa Europea e la NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'accreditamento AFSOC proietta ufficialmente l'Italia nel ristretto novero delle unità d'élite capaci di operare congiuntamente allo <strong>United States Air Force Special Operations Command (USAFSOC)</strong> in scenari multidominio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Questo risultato rappresenta un traguardo di prestigio non solo per il 17° Stormo, ma per l’intera Difesa italiana, confermando la capacità di esprimere personale con competenze tecnico-militari ai vertici mondiali.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17296,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il 17° Stormo Incursori scrive la storia: Primo Reparto NATO accreditato AFSOC per le Global Access Operations\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/accreditation-Incursori7.jpg\" alt=\"Il 17° Stormo Incursori scrive la storia: Primo Reparto NATO accreditato AFSOC per le Global Access Operations\" class=\"wp-image-17296\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il 17° Stormo Incursori scrive la storia: Primo Reparto NATO accreditato AFSOC per le Global Access Operations</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusioni\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il riconoscimento ottenuto consolida il ruolo dell’Italia come <strong>attore chiave e interoperabile</strong> nel quadro delle Operazioni Speciali NATO. In un'epoca caratterizzata dalla necessità di risposte rapide e integrate, il 17° Stormo Incursori garantisce alla nazione una postura aerospaziale d'avanguardia, pronta a operare ovunque sia richiesto un accesso globale sicuro e preciso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/accreditation-Incursori12.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"#OperazioniSpeciali, 17Stormo, aeronauticamilitare, AFSOC, CombatController, Incursori, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-03 20:54:03","stato":"publish","riassunto_video":"Il 17° Stormo Incursori dell’Aeronautica Militare italiana ha ottenuto l’accreditamento dall’Air Force Special Operations Command USA, diventando il primo reparto NATO qualificato per le Global Access Operations. Questo riconoscimento attesta l’interoperabilità con le forze americane e rafforza il ruolo dell’Italia nelle operazioni speciali globali.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/news/forze-speciali-il-17-stormo-incursori-primo-reparto-nato-accreditato-afsoc-per-le-global-access-operations/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30485-il-17-stormo-incursori-scrive-la-storia-primo-reparto-nato-accreditato-afsoc-per-le-global-access-operations.mp4","galleria":""}
{"id":30481,"titolo":"Abbattuto un F-15E americano dall’Iran. Recuperato uno dei piloti dalle Forze Speciali americane infiltrate in territorio nemico. L'altro è ancora disperso.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un caccia statunitense <strong>F-15E Strike Eagle</strong> è stato abbattuto sopra il territorio iraniano, in quello che rappresenta uno degli episodi più gravi dall’inizio del conflitto in Medio Oriente. Secondo fonti militari e media internazionali, si tratta del <strong>primo velivolo da combattimento USA abbattuto da fuoco nemico</strong> dall’inizio della guerra in corso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-e-successo\">Cosa è successo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’aereo, appartenente all’US Air Force, sarebbe stato colpito da sistemi di difesa iraniani durante una missione operativa. A bordo si trovavano due membri dell’equipaggio, come tipico per questa piattaforma: un pilota e un ufficiale ai sistemi d’arma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo l’impatto, <strong>entrambi si sono eiettati</strong>, ma la situazione sul terreno resta estremamente critica:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Uno dei due è stato recuperato da un team di Forze Speciali statunitensi durante una complessa operazione con infiltrazione in territorio Iraniano, mentre l’altro risulta ancora disperso, con ricerche in corso sia da parte americana che iraniana.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Teheran avrebbe addirittura invitato la popolazione civile a collaborare nella caccia ai piloti, aumentando il rischio di cattura.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-operazione-di-recupero-ad-alto-rischio\">Operazione di recupero ad alto rischio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli Stati Uniti hanno avviato immediatamente una <strong>missione CSAR (Combat Search and Rescue)</strong>, con impiego di assetti dedicati come elicotteri HH-60 Pavehawk e velivoli da supporto tipo C-130, infiltrando operatori delle forze speciali direttamente sul terreno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Operazioni di questo tipo sono tra le più complesse in ambito militare, soprattutto in territorio ostile, dove ogni intervento può trasformarsi in un’azione di combattimento diretto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-impatto-strategico\">Impatto strategico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’abbattimento del caccia rappresenta un segnale chiaro: dimostra che <strong>la difesa aerea iraniana è ancora operativa ed efficace</strong> mette in discussione la superiorità aerea totale degli Stati Uniti nel teatro e apre il rischio concreto di <strong>cattura di personale militare USA</strong>, con conseguenze politiche e mediatiche enormi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo analisti, questo evento segna un <strong>punto di svolta nella guerra</strong>, aumentando drasticamente la tensione tra Washington e Teheran.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’episodio arriva dopo settimane già segnate da perdite e incidenti. Altri F-15E erano stati distrutti in un episodio di “fuoco amico” in Kuwait e diversi velivoli e droni sono stati abbattuti nel teatro operativo</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma questa è la prima volta che un caccia americano viene <strong>abbattuto direttamente dal nemico in territorio iraniano</strong> durante il conflitto attuale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’abbattimento dell’F-15E non è solo un fatto militare, ma un evento ad alto valore simbolico e strategico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se il secondo membro dell’equipaggio dovesse essere catturato, la crisi potrebbe entrare in una fase ancora più delicata, con possibili ripercussioni su scala globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il conflitto, già complesso e diffuso, dimostra così di essere entrato in una <strong>fase di escalation reale</strong>, dove anche la superiorità tecnologica occidentale non garantisce più invulnerabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/f15e-strike.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"f15e, Iran, USAirForce","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-03 20:01:50","stato":"publish","riassunto_video":"Un F-15E statunitense è stato abbattuto sopra l’Iran, il primo caccia USA colpito direttamente dal nemico nel conflitto in Medio Oriente. Due membri dell’equipaggio si sono eiettati: uno è stato recuperato dalle forze speciali, l’altro è disperso. Gli USA hanno avviato una missione di soccorso ad alto rischio. L’episodio segna un’escalation e mette in discussione la superiorità aerea americana.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.rainews.it/maratona/2026/04/007-usa-liran-non-disposto-a-trattative-sostanziali-sulla-fine-della-guerra-030c25d1-db20-48d5-a5ff-db706916fe82.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30481-abbattuto-un-f-15e-americano-dalliran-recuperato-uno-dei-piloti-dalle-forze-speciali-americane-infiltrate-in-territorio-nemico-laltro-e-ancora-disperso.mp4","galleria":""}
{"id":30472,"titolo":"Il cielo chiama ancora: l’ANPDI verso il ritorno al lancio. Approvata la circolare 7044","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una notizia che segna un punto di svolta per l’<a href=\"https://brigatafolgore.net/anpdi/\">Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia</a>: lo Stato Maggiore dell’Esercito ha approvato la <strong>circolare 7044</strong>, riaprendo ufficialmente l’attività aviolancistica di interesse militare per l’ANPDI.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo uno stop che durava dal 2020, si sblocca finalmente una situazione che aveva lasciato in sospeso migliaia di paracadutisti, restituendo all’<strong>Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia</strong> la possibilità di tornare a operare nei cieli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Determinante è stato lo straordinario lavoro portato avanti dal <strong>Presidente Gen. C.A. (ris.) Marco Bertolini</strong> e da tutto il vertice dell’Associazione, che con impegno, continuità e credibilità istituzionale hanno condotto un lungo e complesso percorso fino a questo risultato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un traguardo che assume un valore ancora più profondo proprio nell’<a href=\"https://brigatafolgore.net/80-anni-di-fervente-identita-lassociazione-nazionale-paracadutisti-ditalia-tra-memoria-e-continuita-1946-2026/\">80° anniversario della fondazione dell’ANPDI</a>, nata l’<strong>11 gennaio 1946</strong>. Una coincidenza dal forte significato simbolico, che lega la memoria, l’identità e la tradizione dell’Associazione a una nuova fase operativa proiettata verso il futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una vicenda lunga anni: dalla sospensione al ritorno</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per comprendere la portata di questa decisione, è necessario ripercorrere le tappe principali della vicenda.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Già da alcuni anni prima del 2019, l’ANPDI era impegnata in un confronto complesso con l’ENAC in merito all’attività aviolancistica con paracadute emisferico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 12 luglio 2019 si raggiunge quello che sembrava un punto di equilibrio: l’<strong>ENAC liberalizza l’utilizzo del paracadute emisferico (“tondo”)</strong>, riconoscendone ufficialmente la sicurezza. Tuttavia, nel giro di poco tempo, il quadro normativo è tornato incerto, con un cambio di orientamento che ha riacceso il <strong>contenzioso tra l’ente civile e l’ANPDI</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>settembre 2020 arriva il colpo più duro</strong>: viene sospesa l’attività aviolancistica delle scuole ANPDI su tutto il territorio nazionale, in attesa di <strong>chiarimenti normativi e richieste di certificazione</strong> da parte dell’ENAC.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da quel momento si apre una fase lunga e complessa, fatta di ricorsi, interlocuzioni istituzionali e battaglie legali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2022, il <strong>TAR del Lazio</strong> chiarisce un punto fondamentale: i provvedimenti ENAC non vietano l’attività aviolancistica dell’ANPDI, che resta distinta e riconosciuta come attività di interesse militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2024, la questione arriva fino al <strong>Consiglio di Stato</strong>, con l’ANPDI impegnata a difendere la legittimità storica e normativa della propria attività, svolta sotto controllo militare sin dagli anni ’70 e regolata da disposizioni specifiche dello Stato Maggiore dell’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un percorso complesso, che ha richiesto determinazione, competenza e una visione chiara.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">E adesso?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo anni di attesa, si apre una nuova fase operativa per l’ANPDI.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nelle prossime settimane prenderà il via il percorso di adeguamento alla nuova circolare, necessario per allinearsi pienamente sia sotto il profilo organizzativo che tecnico-operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Associazione è pronta, <strong>con l’obiettivo di tornare progressivamente alla piena operatività</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I tempi tecnici ci saranno, ma questa volta con una certezza: si torna davvero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La direzione è chiara. E il cielo è di nuovo lì, ad aspettare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/anpdi2-1.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"anpdi, folgore, paracadutisti, sme","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-03 19:35:57","stato":"publish","riassunto_video":"Dopo anni di stop e complesse vicende legali, l’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia può riprendere l’attività aviolancistica militare grazie alla nuova circolare approvata dallo Stato Maggiore dell’Esercito. Un ritorno operativo che coincide simbolicamente con l’80° anniversario dell’ANPDI.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://assopar.it/2026/04/03/lo-sme-ha-approvato-la-circolare-7044-sullattivita-aviolancistica-di-interesse-militare-dellanpdi/","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30472-il-cielo-chiama-ancora-lanpdi-verso-il-ritorno-al-lancio-approvata-la-circolare-7044.mp4","galleria":""}
{"id":30466,"titolo":"Germania e l’Anno della Svolta: Il Piano di Approvvigionamento 2026","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La pubblicazione del piano di acquisizione della difesa tedesca per il 2026 ha dominato le discussioni nei portali in lingua tedesca. Il governo di Berlino ha stanziato ben <strong>48 miliardi di euro</strong> suddivisi in 70 progetti chiave. L'obiettivo è chiaro: trasformare la Bundeswehr da una forza di gestione delle crisi a un esercito pronto per la difesa convenzionale ad alta intensità. Tra i punti salienti figurano l'acquisto di 188 nuovi sistemi di trasmissione per il blindato Puma prodotti da RENK e l'avvio della fornitura per i \"Schwerer Waffenträger\" (portarmi pesanti). Questo massiccio investimento sta spingendo l'industria tedesca verso una capacità produttiva da economia di guerra, pur con le resistenze di parte dell'opinione pubblica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17278,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Germania e l’Anno della Svolta: Il Piano di Approvvigionamento 2026\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/RCH-155-Boxer.jpg\" alt=\"Germania e l’Anno della Svolta: Il Piano di Approvvigionamento 2026\" class=\"wp-image-17278\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Germania e l’Anno della Svolta: Il Piano di Approvvigionamento 2026</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-ascesa-della-mobilita-pesante-rch-155-e-ghost-bat\">L’ascesa della mobilità pesante: RCH 155 e Ghost Bat</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Due piattaforme specifiche hanno catturato l'interesse degli analisti nelle ultime 48 ore. La prima è l'obice semovente su ruote <strong>RCH 155</strong>, che si appresta a diventare la colonna portante dell'artiglieria mobile tedesca grazie alla sua capacità unica di sparare in movimento. La seconda è l'offerta congiunta di Rheinmetall e Boeing per il <strong>MQ-28 Ghost Bat</strong>, un drone \"Loyal Wingman\" destinato a operare a fianco degli Eurofighter e, in futuro, del sistema FCAS. L'inclusione di tecnologie autonome nei piani di acquisto immediati dimostra che la Germania non sta solo comprando \"ferrovecchio\", ma sta investendo massicciamente nel concetto di guerra multidominio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17279,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Germania e l’Anno della Svolta: Il Piano di Approvvigionamento 2026\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/drone-MQ-28A-Ghost-Bat.jpg\" alt=\"Germania e l’Anno della Svolta: Il Piano di Approvvigionamento 2026\" class=\"wp-image-17279\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Germania e l’Anno della Svolta: Il Piano di Approvvigionamento 2026</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-rebus-del-fcas-e-la-sovranita-tecnologica-europea\">Il rebus del FCAS e la sovranità tecnologica europea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante i grandi acquisti nazionali, il progetto del caccia di sesta generazione <strong>FCAS</strong> rimane un nervo scoperto tra Parigi e Berlino. I mediatori sono al lavoro per risolvere le dispute sulla proprietà intellettuale e sulla ripartizione del lavoro industriale entro metà aprile. La stampa francese sottolinea come il fallimento di questo accordo potrebbe spingere la Germania ancora più verso le orbite tecnologiche statunitensi (come già accaduto con l'F-35). Tuttavia, il nuovo \"Sovereign Tech Fund\" europeo, discusso proprio in questi giorni a Bruxelles, potrebbe offrire una sponda finanziaria per mantenere in vita l'ambizione di un'autonomia strategica continentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/Puma.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"#IndustriaDifesa, Bundeswehr, Eurofighter, fcas, Germania, rch155, Rheinmetall","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-03 13:34:04","stato":"publish","riassunto_video":"La Germania ha stanziato 48 miliardi di euro per il 2026, puntando a trasformare la Bundeswehr in un esercito pronto alla difesa convenzionale. Tra gli acquisti spiccano il blindato Puma, l’obice RCH 155 e il drone MQ-28 Ghost Bat. Il progetto FCAS di caccia di sesta generazione resta critico, ma l’UE valuta fondi per sostenere l’autonomia tecnologica europea.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30466-germania-e-lanno-della-svolta-il-piano-di-approvvigionamento-2026.mp4","galleria":""}
{"id":30460,"titolo":"Nuovi Equilibri Globali: Dalla Strategia USA agli Accordi nel Pacifico","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli Stati Uniti, il dibattito è monopolizzato dalla nuova <strong>Strategia di Difesa Nazionale (NDS 2026) </strong>presentata dall'amministrazione Trump. I siti specialistici evidenziano un radicale cambio di paradigma: meno enfasi sul cambiamento climatico e sulle operazioni di \"nation-building\" e un ritorno brutale alla sicurezza emisferica e allo sviluppo del \"Warrior Ethos\". Il documento mette al centro<strong> il \"burden shifting\", ovvero il trasferimento dell'onere della sicurezza ai partner regionali, sia in Europa che in Asia</strong>. Questo approccio sta forzando gli alleati storici a riconsiderare i propri bilanci della difesa per evitare di rimanere scoperti in caso di disimpegno americano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17269,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Nuovi Equilibri Globali: Dalla Strategia USA agli Accordi nel Pacifico\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/isole-cook-mappa.jpg\" alt=\"Nuovi Equilibri Globali: Dalla Strategia USA agli Accordi nel Pacifico\" class=\"wp-image-17269\" style=\"width:1000px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nuovi Equilibri Globali: Dalla Strategia USA agli Accordi nel Pacifico</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-pacifico-si-riarma-l-asse-nuova-zelanda-isole-cook\">Il Pacifico si riarma: L'asse Nuova Zelanda-Isole Cook</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre le grandi potenze discutono di strategie globali, nel Pacifico si concretizzano alleanze tattiche fondamentali. <strong>La firma del patto di sicurezza tra Nuova Zelanda e Isole Cook, avvenuta ieri, è la risposta diretta all'espansionismo cinese registrato nel 2025</strong>. Questo accordo, pur riguardando piccole nazioni, è visto dagli analisti di <em>Naval News</em> come un tassello cruciale per il controllo delle rotte marittime nel Pacifico meridionale. Parallelamente, <strong>l'Australia ha annunciato la creazione di un nuovo \"Littoral Manoeuvre Group\" </strong>per operazioni anfibie, segnalando una militarizzazione crescente dell'area Indo-Pacifica che non ha precedenti dalla Seconda Guerra Mondiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17268,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Nuovi Equilibri Globali: Dalla Strategia USA agli Accordi nel Pacifico\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/3b489c833836ee153d5a8725f59a4bda.jpeg\" alt=\"Nuovi Equilibri Globali: Dalla Strategia USA agli Accordi nel Pacifico\" class=\"wp-image-17268\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nuovi Equilibri Globali: Dalla Strategia USA agli Accordi nel Pacifico</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-fronte-tecnologico-e-lo-spazio-come-dominio-di-battaglia\">Il fronte tecnologico e lo spazio come dominio di battaglia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'ultima frontiera analizzata nelle ultime ore riguarda la difesa spaziale. Sia <strong>la Svizzera che la Germania hanno inserito nei loro programmi 2026 il \"Fähigkeitsaufbau Weltraum\" (sviluppo delle capacità spaziali). </strong>Non si tratta più solo di satelliti per le comunicazioni, ma di radar spaziali mobili e sistemi di sorveglianza in grado di monitorare gli assetti avversari in orbita bassa. <strong>La protezione delle infrastrutture critiche dallo spazio è diventata una priorità assoluta, poiché la dipendenza dei sistemi d'arma terrestri dal segnale GPS e dai dati satellitari rende il comparto spaziale il vero \"tallone d'Achille\" delle moderne democrazie occidentali.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/1-1.jpg","categoria":"Blog","tags":"Australia, geopolitica, pacificdefense, sicurezzanazionale, Spazio, trump, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-03 13:14:04","stato":"publish","riassunto_video":"La nuova Strategia di Difesa USA 2026 punta a un ritorno alla sicurezza emisferica, trasferendo l'onere della difesa ai partner regionali. Nel Pacifico, l’alleanza tra Nuova Zelanda e Isole Cook e la militarizzazione australiana contrastano l’espansionismo cinese. Intanto, Svizzera e Germania potenziano le capacità spaziali per proteggere infrastrutture critiche e monitorare minacce in orbita.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30460-nuovi-equilibri-globali-dalla-strategia-usa-agli-accordi-nel-pacifico.mp4","galleria":""}
{"id":30454,"titolo":"La Rivoluzione della Difesa Aerea: Il Successo della \"Cupola Digitale\" in Ucraina","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo gli ultimi rapporti diffusi dal Ministero della Difesa ucraino e ampiamente ripresi dalla stampa anglosassone, il mese di marzo 2026 ha segnato un punto di svolta tecnologico. Nonostante l'intensificarsi della frequenza degli attacchi russi con missili ipersonici e sciami di droni, il tasso di intercettazione ha raggiunto il record del 90%. Questo successo non è dovuto a una singola piattaforma, ma all'integrazione sistematica di assetti occidentali come il <strong>Patriot PAC-3</strong> e l'italo-francese <strong>SAMP/T</strong>, coordinati da un'architettura di comando e controllo basata su intelligenza artificiale. La capacità di processare in tempo reale dati provenienti da sensori eterogenei ha permesso di neutralizzare minacce che fino a pochi mesi fa erano considerate quasi inarrestabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17260,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/2.webp\" alt=\"La Rivoluzione della Difesa Aerea: Il Successo della &quot;Cupola Digitale&quot; in Ucraina\" class=\"wp-image-17260\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Rivoluzione della Difesa Aerea: Il Successo della \"Cupola Digitale\" in Ucraina</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-tensioni-politiche-sulle-batterie-patriot-in-polonia\">Le tensioni politiche sulle batterie Patriot in Polonia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre l'Ucraina celebra i successi tecnici, sul piano diplomatico si è aperta una crepa significativa tra Varsavia e Washington. Nelle ultime 24 ore, testate come <em>Defense News</em> hanno evidenziato il fermo rifiuto della Polonia al trasferimento di ulteriori batterie Patriot verso il Medio Oriente o l'Ucraina. Il Vice Primo Ministro polacco ha dichiarato che le esigenze di difesa nazionale lungo il fianco est della NATO sono prioritarie e non negoziabili. Questa frizione mette in luce il paradosso della difesa europea: la crescita della produzione (grazie agli accordi tra Pentagono e Boeing per triplicare i cercatori PAC-3) non riesce ancora a stare al passo con la domanda globale generata dai focolai di crisi simultanei in Europa e Asia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5169,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/06092025-DragonFire.jpeg\" alt=\"Innovazione e Precisione: DragonFire e la Nuova Era della Difesa Navale Britannica - DIFESANEWS.COM - Notizie difesa, sicurezza e geopolitica\" class=\"wp-image-5169\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Innovazione e Precisione: DragonFire e la Nuova Era della Difesa Navale Britannica - DIFESANEWS.COM - Notizie difesa, sicurezza e geopolitica</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-verso-il-futuro-laser-e-droni-intercettori\">Verso il futuro: Laser e droni intercettori</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alla difesa missilistica tradizionale, l'attenzione dei siti specialistici si è spostata sui test conclusivi di armi a energia diretta. Il Regno Unito ha confermato che il sistema laser <strong>DragonFire</strong> sarà operativo sui cacciatorpediniere Type 45 entro il 2027, ma prototipi avanzati sono già in fase di valutazione sul campo. Parallelamente, Airbus ha iniziato i test della sua nuova \"Abfangdrohne\" (drone intercettore) denominata <strong>Bird of Prey</strong>, progettata per abbattere sciami di droni a un costo drasticamente inferiore rispetto ai missili tradizionali. Questa transizione verso un modello di difesa aerea \"ibrido\" promette di risolvere il problema del costo per ingaggio, attualmente insostenibile per molte nazioni europee.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/121157113-f491827f-4256-4cd3-8eb6-fb619c027a41.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"DifesaAerea, geopolitica, laserweapons, NATO, patriot, tecnologiamilitare, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-03 12:44:04","stato":"publish","riassunto_video":"A marzo 2026 l’Ucraina ha raggiunto un record del 90% di intercettazioni di missili ipersonici e droni grazie all’integrazione di sistemi occidentali come Patriot PAC-3 e SAMP/T, coordinati da un’intelligenza artificiale. Intanto, la Polonia rifiuta di trasferire batterie Patriot, sottolineando priorità difensive nazionali. Nel frattempo, UK e Airbus sviluppano laser e droni intercettori.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30454-la-rivoluzione-della-difesa-aerea-il-successo-della-cupola-digitale-in-ucraina.mp4","galleria":""}
{"id":30448,"titolo":"USS Massachusetts: La Nuova Punta di Diamante della Marina USA entra in Servizio","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sabato 28 marzo 2026, il porto di Boston ha ospitato il battesimo operativo della <strong>USS Massachusetts (SSN-798)</strong>. Il sottomarino d'attacco rapido di classe Virginia entra ufficialmente in servizio attivo, segnando una tappa fondamentale per il programma navale statunitense. Costruito dalla sinergia tra <em>General Dynamics Electric Boat</em> e <em>Newport News Shipbuilding</em>, il Massachusetts è il 25° esemplare di una classe progettata per dominare i conflitti moderni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sottomarino non è solo una dimostrazione di forza, ma un concentrato di altissima ingegneria:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Dimensioni:</strong> Circa 115 metri di lunghezza.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Dislocamento:</strong> Tra le 7.800 e le 8.000 tonnellate.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Propulsione:</strong> Un reattore nucleare che garantisce autonomia virtualmente illimitata (limitata solo dalle scorte alimentari per l'equipaggio).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Velocità:</strong> Oltre 25 nodi in immersione (circa 46 km/h).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Profondità:</strong> Capacità di operare oltre i 240 metri sotto il livello del mare.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17252,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"USS Massachusetts: La Nuova Punta di Diamante della Marina USA entra in Servizio\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/album-rollout-of-virginia-class-nuclear-powered-attack-v0-pq9af5337yjd1.webp\" alt=\"USS Massachusetts: La Nuova Punta di Diamante della Marina USA entra in Servizio\" class=\"wp-image-17252\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">USS Massachusetts: La Nuova Punta di Diamante della Marina USA entra in Servizio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-versatilita-e-potenza-di-fuoco\">Versatilità e Potenza di Fuoco</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Appartenente alla configurazione <strong>Block IV</strong>, la USS Massachusetts è stata ottimizzata per l'efficienza operativa. Questa versione specifica richiede meno interventi di manutenzione programmata, permettendo al mezzo di restare in mare per un numero maggiore di missioni rispetto ai modelli precedenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'arsenale è letale e versatile: dai <strong>missili da crociera Tomahawk</strong> per colpire obiettivi terrestri a lunga distanza, fino ai siluri pesanti per l'ingaggio di unità navali nemiche. Il tutto è supportato dai più avanzati sistemi sonar e tecnologie stealth al mondo, che lo rendono quasi invisibile ai radar avversari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-equipaggio-per-il-futuro\">Un Equipaggio per il Futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alla tecnologia, la USS Massachusetts si distingue per il suo capitale umano. L'equipaggio è composto da circa <strong>150 militari</strong>, tra cui spicca una significativa presenza femminile (40 donne).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"La nave è stata progettata appositamente per ospitare sia donne che uomini,\" ha dichiarato la madrina del sottomarino, <strong>Sheryl Sandberg</strong> (ex COO di Meta). \"Ispirano ogni bambina a credere di poter fare qualsiasi cosa.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Comandante <strong>Mike Siedsma</strong> ha sottolineato l'orgoglio di guidare un'unità nata in un contesto geopolitico complesso, definendo la messa in servizio come una chiara dimostrazione della potenza navale e della capacità di addestramento degli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17253,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"USS Massachusetts: La Nuova Punta di Diamante della Marina USA entra in Servizio\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/album-rollout-of-virginia-class-nuclear-powered-attack-v0-rnjqfis37yjd1.webp\" alt=\"USS Massachusetts: La Nuova Punta di Diamante della Marina USA entra in Servizio\" class=\"wp-image-17253\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">USS Massachusetts: La Nuova Punta di Diamante della Marina USA entra in Servizio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tradizione-e-storia\">Tradizione e Storia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nome <em>Massachusetts</em> non è nuovo agli annali della Marina: eredita una tradizione secolare, succedendo alla storica corazzata del 1942 che combatté nel Pacifico durante la Seconda Guerra Mondiale. La governatrice <strong>Maura Healey</strong> ha salutato l'evento come un momento di \"grande orgoglio\", che rinnova il legame profondo tra lo Stato e la difesa nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/1920px-USS-Massachusetts-SSN-798-during-her-first-sea-trials-2.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#ClasseVirginia, #DifesaNavale, #MarinaUSA, #SottomarinoNucleare, #USSMassachusetts, SicurezzaGlobale, tecnologiamilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-03 11:54:04","stato":"publish","riassunto_video":"Il 28 marzo 2026 la USS Massachusetts (SSN-798), sottomarino d'attacco rapido di classe Virginia, è entrata in servizio a Boston. Lunga 115 metri, con reattore nucleare e armata di missili Tomahawk e siluri, offre alta efficienza e stealth. L’equipaggio di 150 membri, con forte presenza femminile, riflette inclusività e innovazione. Il nome onora la storica corazzata del 1942.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30448-uss-massachusetts-la-nuova-punta-di-diamante-della-marina-usa-entra-in-servizio.mp4","galleria":""}
{"id":30443,"titolo":"Revisione dell’obbligo: la svolta che cambia l'Etica del Comando","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il panorama delle carriere per gli ufficiali superiori dell’Esercito Italiano si appresta a vivere una trasformazione epocale. Le recenti linee d’indirizzo espresse dal vertice dello Stato Maggiore dell’Esercito segnano il superamento di un paradigma storico: l’obbligo di comando per i Tenenti Colonnelli del Ruolo Normale non sarà più un vincolo burocratico, ma una scelta fondata su attitudine e merito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dal-dovere-all-aspirazione-la-visione-del-vertice\">Dal \"dovere\" all'aspirazione: la visione del vertice</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il principio cardine di questa svolta risiede nella natura stessa del comando. Secondo gli orientamenti espressi dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, il comando di battaglione non può e non deve essere interpretato come una mera incombenza amministrativa da \"smarcare\" per procedere nella carriera.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un comando esercitato per imposizione, anziché per vocazione, rischia di erodere quel patrimonio di fiducia e appartenenza che lega i reparti ai propri comandanti. L'obiettivo dichiarato è dunque quello di eliminare il vincolo che oggi grava esclusivamente sui Tenenti Colonnelli del Ruolo Normale, restituendo a questo incarico la sua natura di <strong>nobile aspirazione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-superare-le-disparita-merito-e-specializzazione\">Superare le disparità: merito e specializzazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La revisione dell'obbligo di comando risponde a una duplice esigenza di efficienza organizzativa:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Selezione attitudinale:</strong> Affidare la guida dei reparti solo a ufficiali motivati e dotati di spiccata leadership.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Valorizzazione delle competenze:</strong> Evitare che ufficiali altamente specializzati in ambiti di staff, tecnici o progettuali debbano interrompere percorsi strategici per assolvere a un obbligo formale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È fondamentale sottolineare che la mancata assunzione del comando non deve essere interpretata come un demerito professionale. Al contrario, la permanenza in incarichi di staff complessi risponde spesso a priorità istituzionali che richiedono continuità e competenze tecniche consolidate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9270,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Gen.-Masiello-JJ.jpg\" alt=\"Generale Masiello: “Un Esercito tecnologico, operativo e amato dagli italiani”\" class=\"wp-image-9270\" title=\"Revisione dell’obbligo di comando: la svolta che cambia la carriera dei Tenenti Colonnelli\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Revisione dell’obbligo: la svolta che cambia l'Etica del Comando</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-verso-un-nuovo-modello-di-avanzamento\">Verso un nuovo modello di avanzamento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto di svolta definitivo riguarderà la progressione di carriera. Attualmente, l’assolvimento dell’obbligo di comando è condizione necessaria per l’avanzamento al grado superiore solo per il Ruolo Normale. Una revisione strutturale in tal senso non solo eliminerebbe una disparità interna, ma garantirebbe un sistema di crescita professionale più equo, dove il valore di un ufficiale viene pesato sulla base dell'efficacia nel proprio specifico settore di impiego, sia esso operativo, tecnico o di vertice.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa evoluzione normativa promette di restituire al comando il suo autentico <strong>valore etico</strong>, garantendo al contempo che l'Esercito possa contare su dirigenti impiegati laddove il loro talento è più funzionale alle esigenze della Forza Armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/cdo-btg-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#CarrieraMilitare, #ComandoBattaglione, #StatoMaggiore, #TenenteColonnello, esercito, ForzeArmate, ufficiali","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-03 10:04:04","stato":"publish","riassunto_video":"L’Esercito Italiano cambia paradigma: il comando per i Tenenti Colonnelli del Ruolo Normale non sarà più obbligatorio ma basato su merito e attitudine, valorizzando competenze tecniche e leadership. Il nuovo modello punta a una carriera più equa, superando vincoli burocratici e garantendo una crescita professionale in base all’efficacia nel proprio ruolo.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aspmilitari.it/revisione-dellobbligo-di-comando-la-svolta-che-cambia-la-carriera-dei-tenenti-colonnelli/?shem=dsdf,sharefoc,agadiscoversdl,,sh/x/discover/m1/4","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30443-revisione-dellobbligo-la-svolta-che-cambia-letica-del-comando.mp4","galleria":""}
{"id":30436,"titolo":"Droni e operazioni moderne: l’Esercito Italiano accelera con il primo Workshop APR","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è svolta il 1° aprile 2026 la prima edizione del <em>Workshop Operativo sugli Aeromobili a Pilotaggio Remoto (APR)</em>, un’iniziativa di <strong>grande rilievo</strong> nel percorso di evoluzione delle capacità operative dell’Esercito Italiano. L’evento ha visto la partecipazione di <strong>48 operatori specializzati</strong> provenienti dalle Brigate “Folgore” e “Julia”, reparti che rappresentano un’<strong>eccellenza consolidata</strong> nel panorama delle Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attività ha avuto come obiettivo il <strong>consolidamento e il perfezionamento delle competenze</strong> degli operatori di droni, oggi strumenti fondamentali nei moderni scenari operativi. L’addestramento è stato strutturato attraverso <strong>missioni a complessità progressiva</strong>, permettendo al personale di affinare capacità tecniche, decisionali e di coordinamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Determinante è stato il contributo del <strong>41° reggimento IMINT “Cordenons”</strong>, punto di riferimento per la formazione e l’abilitazione degli operatori APR. Il reggimento ha garantito un’<strong>impostazione metodologica rigorosa</strong> e coerente con gli standard operativi più avanzati, assicurando un <strong>elevato livello qualitativo</strong> dell’intero percorso addestrativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sinergia-tra-unita-e-sperimentazione-tecnologica\">Sinergia tra unità e sperimentazione tecnologica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il workshop ha rappresentato anche un’importante occasione di <strong>integrazione tra diverse componenti operative</strong> e di valorizzazione delle tecnologie emergenti. A margine dell’attività addestrativa è stata infatti condotta una <strong>dimostrazione operativa</strong>, evidenziando le prospettive di sviluppo e di impiego futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il supporto del <strong>9° reggimento Sicurezza Cibernetica “Rombo”</strong> ha consentito di verificare l’<strong>efficace integrazione dei sistemi APR</strong> con le infrastrutture digitali e i sistemi informativi in uso, confermando l’importanza della <strong>dimensione cibernetica</strong> nel contesto operativo contemporaneo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17224,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Droni e operazioni moderne: l’Esercito Italiano accelera con il primo Workshop APR\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/e289f3cc-7f35-4a3d-928b-476b0f2db522.jpg\" alt=\"Droni e operazioni moderne: l’Esercito Italiano accelera con il primo Workshop APR\" class=\"wp-image-17224\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Briefing al Comandante della Brigata Informazioni Tattiche. Fonte Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Contestualmente, il <strong>33° reggimento Guerra Elettronica</strong> ha svolto attività di <strong>disturbo dello spettro elettromagnetico</strong>, contribuendo a ricreare scenari addestrativi complessi e altamente realistici. Questo ha permesso agli operatori di esercitarsi in <strong>condizioni aderenti ai moderni teatri operativi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’integrazione tra addestramento, tecnologia e cooperazione tra reparti ha evidenziato un <strong>modello efficace e moderno</strong>, capace di coniugare innovazione e preparazione operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-crescita-professionale-e-prospettive-future\">Crescita professionale e prospettive future</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>confronto diretto tra gli operatori APR</strong> ha rappresentato uno degli elementi di maggior valore dell’iniziativa. La condivisione delle esperienze e delle competenze ha favorito un <strong>significativo arricchimento professionale</strong>, contribuendo a rafforzare la capacità di pianificazione e condotta delle operazioni con sistemi a pilotaggio remoto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17223,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Droni e operazioni moderne: l’Esercito Italiano accelera con il primo Workshop APR\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/9a8a79ca-b2a7-4fb3-b7fc-252fb0e26da0.jpg\" alt=\"Droni e operazioni moderne: l’Esercito Italiano accelera con il primo Workshop APR\" class=\"wp-image-17223\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Operatore APR. Fonte Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto caratterizzato da una <strong>continua evoluzione tecnologica</strong>, la formazione assume un ruolo centrale. Il workshop ha confermato l’importanza di un <strong>aggiornamento costante</strong> e di un approccio orientato all’eccellenza, elementi indispensabili per garantire <strong>prontezza ed efficacia operativa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esperienza maturata con questa prima edizione pone <strong>solide basi per il futuro</strong>. Iniziative come il Workshop Operativo APR si configurano infatti come <strong>strumenti strategici</strong> per lo sviluppo delle capacità dell’Esercito Italiano, contribuendo a consolidare un <strong>modello operativo moderno, integrato e pienamente rispondente</strong> alle sfide attuali e future.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/b5fde22c-79e8-4e6d-b15b-7740d102e1ee.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"addestramentomilitare, APR, esercitoitaliano","autore":"Alelu","data_pubblicazione":"2026-04-02 21:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/primo-workshop-operativo-sugli-aeromobili-a-pilotaggio-remoto-apr/183392.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30436-droni-e-operazioni-moderne-lesercito-italiano-accelera-con-il-primo-workshop-apr.mp4","galleria":""}
{"id":30430,"titolo":"Potenza dal Cielo: Il Regno Unito Esegue il Più Grande Aviolancio del Decennio","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>SALISBURY PLAIN</strong> – In una dimostrazione di forza e prontezza operativa senza precedenti negli ultimi dieci anni, la <strong>16 Air Assault Brigade Combat Team</strong> del British Army e la <strong>Royal Air Force (RAF)</strong> hanno concluso con successo una massiccia operazione di aviotrasporto. L'esercitazione ha segnato un punto di svolta per la <strong>Joint Airborne Task Force (JATF)</strong>, confermando la capacità del Regno Unito di proiettare truppe d'élite e carichi pesanti in tempi record.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17230,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Potenza dal Cielo: Il Regno Unito Esegue il Più Grande Aviolancio del Decennio\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/658138178-1335270985303900-5701760278631197177-n.jpg\" alt=\"Potenza dal Cielo: Il Regno Unito Esegue il Più Grande Aviolancio del Decennio\" class=\"wp-image-17230\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Potenza dal Cielo: Il Regno Unito Esegue il Più Grande Aviolancio del Decennio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-operazione-di-precisione-e-massa\">Un’Operazione di Precisione e Massa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione ha visto il coinvolgimento di circa <strong>270 paracadutisti</strong> del <strong>3rd Battalion, The Parachute Regiment (3 PARA)</strong>. L'operazione è stata supportata da una flotta di <strong>quattro velivoli A400M Atlas C.1</strong>, decollati dalla base di Brize Norton.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La dinamica del lancio è stata divisa in due fasi critiche:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Lancio di Personale:</strong> Tre velivoli Atlas hanno effettuato il lancio dei paracadutisti da una quota tattica di <strong>800 piedi</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Lancio di Materiali:</strong> Il quarto velivolo ha eseguito un \"Heavy Drop\", paracadutando <strong>24 tonnellate di equipaggiamento</strong>, garantendo ai parà l'autonomia logistica necessaria per sostenere un combattimento prolungato immediatamente dopo l'atterraggio.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17231,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Potenza dal Cielo: Il Regno Unito Esegue il Più Grande Aviolancio del Decennio\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/659746086-1335272231970442-5626133312705832401-n.jpg\" alt=\"Potenza dal Cielo: Il Regno Unito Esegue il Più Grande Aviolancio del Decennio\" class=\"wp-image-17231\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Potenza dal Cielo: Il Regno Unito Esegue il Più Grande Aviolancio del Decennio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dalla-zona-di-lancio-al-combattimento\">Dalla Zona di Lancio al Combattimento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una volta toccato il suolo nella piana di Salisbury, i paracadutisti non hanno avuto tregua. Dopo il riordino, l'unità ha intrapreso una marcia forzata di <strong>16 chilometri (10 miglia)</strong> trasportando l'equipaggiamento da combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo della missione era l’allestimento di posizioni difensive avanzate. Gli uomini del 3 PARA si sono schierati equipaggiati con:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Missili anticarro Javelin</strong> per la difesa contro mezzi corazzati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Mortai da 81 mm</strong> per il supporto di fuoco indiretto.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sistemi Anti-Drone:</strong> In linea con le moderne minacce dei teatri operativi odierni, l'esercitazione ha posto un forte accento sulla guerra elettronica e l'abbattimento di sistemi aerei a pilotaggio remoto.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Questa esercitazione dimostra che siamo pronti a operare ovunque nel mondo con una forza letale e autosufficiente,\"</em> ha commentato un portavoce della 16 AA Bde. <em>\"Il salto tecnologico rispetto all'ultima esercitazione di questa portata nel 2015 è evidente.\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ruolo-della-16-air-assault-brigade-combat-team-bct\">Il Ruolo della 16 Air Assault Brigade Combat Team (BCT)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Considerata la \"punta di diamante\" del British Army, la <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-guerra-invisibile-dei-paracadutisti-di-sua-maesta-2/\">16 Air Assault BCT</a> è la Global Response Force del Regno Unito. Con oltre <strong>6.000 effettivi</strong>, è l'unica brigata britannica specificamente addestrata per:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Operazioni Aviotrasportate:</strong> Lancio con paracadute da velivoli ad ala fissa.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Operazioni Eliportate:</strong> Assalti rapidi tramite elicotteri della Joint Helicopter Command.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Soccorso e Crisi:</strong> Interventi umanitari o evacuazione di civili in ambienti ostili.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La brigata integra unità d'élite come i battaglioni del <strong>Parachute Regiment</strong>, i <strong>Royal Gurkha Rifles</strong> e unità di supporto specializzate (artiglieria leggera da 105 mm e genio guastatori).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17232,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Potenza dal Cielo: Il Regno Unito Esegue il Più Grande Aviolancio del Decennio\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/661576518-1335272065303792-1343248964210799008-n.jpg\" alt=\"Potenza dal Cielo: Il Regno Unito Esegue il Più Grande Aviolancio del Decennio\" class=\"wp-image-17232\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Potenza dal Cielo: Il Regno Unito Esegue il Più Grande Aviolancio del Decennio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-a400m-atlas-c-1-il-nuovo-pilastro-del-trasporto-tattico\">A400M Atlas C.1: Il Nuovo Pilastro del Trasporto Tattico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo dell'operazione sottolinea la piena maturità dell'<strong>A400M Atlas C.1</strong>. Dopo il ritiro della storica flotta di C-130J Hercules, l'Atlas è ora l'unico vettore tattico della RAF, capace di prestazioni superiori:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Capacità di Carico:</strong> Può trasportare fino a 37 tonnellate (con prospettive di aggiornamento software fino a 40 t).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Versatilità:</strong> In grado di operare da piste semi-preparate e di rifornire altri velivoli in volo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Flotta:</strong> La RAF dispone di <strong>22 esemplari</strong>, tutti concentrati presso l'hub logistico di Brize Norton.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione del 1° aprile 2026 non è stata solo un test di forza, ma la conferma che l'integrazione tra le capacità di volo della RAF e l'agilità della fanteria leggera del British Army è oggi più solida che mai.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/659832600-1335272608637071-6872761205935823844-n.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"A400M, BritishArmy, difesa, esercitazione, paracadutisti, raf, regnounito","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-02 21:34:03","stato":"publish","riassunto_video":"La 16 Air Assault Brigade del British Army e la RAF hanno completato un massiccio aviotrasporto con 270 paracadutisti e 24 tonnellate di equipaggiamento, dimostrando la capacità del Regno Unito di proiettare forze d'élite rapidamente. L’esercitazione ha evidenziato l’efficacia dell’A400M Atlas C.1 e la prontezza operativa della brigata, pronta a operare ovunque con mezzi avanzati.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.facebook.com/photo?fbid=1335271331970532&set=pcb.1335277645303234","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30430-potenza-dal-cielo-il-regno-unito-esegue-il-piu-grande-aviolancio-del-decennio.mp4","galleria":""}
{"id":30421,"titolo":"La Spada del Sol Levante: Il Giappone Integra il Tomahawk sulla JS Chōkai","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Giappone ha compiuto un passo storico nel rafforzamento delle proprie capacità di attacco a lungo raggio. Nelle ultime 24 ore, il Ministero della Difesa di Tokyo ha annunciato ufficialmente che il cacciatorpediniere <strong>JS Chōkai (DDG-176)</strong> ha completato con successo l'integrazione e l'addestramento dell'equipaggio per l'impiego dei missili <strong>RGM-109 Tomahawk</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta di una pietra miliare che <strong>trasforma una piattaforma tradizionalmente dedicata alla difesa aerea in un potente strumento di proiezione della forza</strong>. L'integrazione è avvenuta in tempi record grazie a una collaborazione stretta con la US Navy, permettendo alla nave di classe Kongō di gestire l'intero ciclo del fuoco: dalla pianificazione della missione tramite i sistemi Aegis aggiornati al lancio fisico del vettore. Per Tokyo, questo non è solo un aggiornamento tecnologico, ma un segnale politico inequivocabile inviato ai vicini regionali: la capacità di colpire basi di lancio missilistiche avversarie a centinaia di chilometri di distanza è ora una realtà operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17214,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La Spada del Sol Levante: Il Giappone Integra il Tomahawk sulla JS Chōkai\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/JS-Chokai-in-the-Pacific-17-Nov.-2009-a.jpg\" alt=\"La Spada del Sol Levante: Il Giappone Integra il Tomahawk sulla JS Chōkai\" class=\"wp-image-17214\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Spada del Sol Levante: Il Giappone Integra il Tomahawk sulla JS Chōkai</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-lo-spostamento-dottrinale-di-tokyo-dal-reactive-al-proactive\">Lo spostamento dottrinale di Tokyo: dal \"Reactive\" al \"Proactive\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'abilitazione al combattimento della JS Chōkai segna il passaggio definitivo dalla dottrina di difesa esclusivamente reattiva a una di <strong>\"deterrenza proattiva\"</strong>. Negli ultimi due giorni, il dibattito politico in Giappone si è concentrato sulla rapidità con cui il Paese sta acquisendo \"capacità di contrattacco\". Questa trasformazione è guidata dalla necessità di fronteggiare la crescente militarizzazione nell'Indo-Pacifico e i ripetuti test missilistici nella regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p> Il Tomahawk, con la sua portata superiore ai 1.600 km, permette alla Marina Giapponese di mantenere una distanza di sicurezza (stand-off) mentre minaccia obiettivi strategici nemici. Questo cambiamento richiede non solo nuovi missili, ma anche<strong> una rivoluzione nell'intelligence satellitare e nella ricognizione, poiché colpire bersagli a lunga distanza</strong> necessita di una \"catena del colpo\" (kill chain) estremamente precisa e integrata con i sistemi alleati, in particolare quelli statunitensi, creando un'architettura di difesa comune senza precedenti nel Pacifico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17215,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"La Spada del Sol Levante: Il Giappone Integra il Tomahawk sulla JS Chōkai\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/Senza-titolo.jpg\" alt=\"La Spada del Sol Levante: Il Giappone Integra il Tomahawk sulla JS Chōkai\" class=\"wp-image-17215\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Spada del Sol Levante: Il Giappone Integra il Tomahawk sulla JS Chōkai</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-verso-una-flotta-di-attacco-la-type-25-e-oltre\">Verso una flotta di attacco: la \"Type 25\" e oltre</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo della JS Chōkai è solo la punta dell'iceberg. Il Giappone ha già formalmente designato i nuovi sistemi <strong>\"Type 25\"</strong>, che includono versioni potenziate di missili terra-nave a lungo raggio sviluppati internamente. <strong>L'obiettivo è creare un mix bilanciato tra tecnologie acquisite dagli Stati Uniti e innovazioni domestiche per garantire una sovranità tecnologica nel settore della difesa.</strong> Le prossime tappe prevedono l'aggiornamento di tutti i cacciatorpediniere dotati di sistema Aegis e, potenzialmente, l'installazione di lanciatori verticali (VLS) anche su unità minori. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo sforzo si inserisce in un aumento record del budget della difesa, che mira a raddoppiare la spesa entro il 2027. La rapidità con cui gli equipaggi giapponesi hanno assimilato le procedure operative dei Tomahawk dimostra un livello di prontezza al combattimento che preoccupa non poco gli analisti di Pechino e Pyongyang, ridisegnando gli equilibri di potere nelle acque del Mar del Giappone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/1.png","categoria":"Internazionali","tags":"Aegis, deterrenza, Giappone, indopacifico, JSChōkai, Tomahawk","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-02 04:24:18","stato":"publish","riassunto_video":"Il Giappone ha integrato con successo i missili Tomahawk sul cacciatorpediniere JS Chōkai, segnando un passaggio da difesa reattiva a deterrenza proattiva. Grazie alla collaborazione con la US Navy, la nave può ora colpire obiettivi a oltre 1.600 km. Il Paese punta a potenziare la flotta con sistemi Type 25 e aumentare il budget difesa entro il 2027, rafforzando la sua presenza nel Pacifico.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30421-la-spada-del-sol-levante-il-giappone-integra-il-tomahawk-sulla-js-chokai.mp4","galleria":""}
{"id":30417,"titolo":"Operazione Epic Fury: La Pioggia di Tomahawk e la Nuova Guerra d'Attrito in Medio Oriente","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'<a href=\"https://brigatafolgore.net/iran-prevedibilita-usa-e-sorpresa-europea/\">Operazione Epic Fury </a>ha segnato un punto di svolta senza precedenti nella <strong>dottrina del bombardamento a lungo raggio.</strong> Nelle ultime 48 ore, fonti del Pentagono hanno confermato che il volume di fuoco ha raggiunto vette mai viste dalla Guerra del Golfo: oltre <strong>850 missili da crociera Tomahawk</strong> sono stati lanciati contro obiettivi strategici in risposta all'escalation delle tensioni regionali. Questa massiccia ondata non è solo una dimostrazione di forza bruta, ma un <strong>tentativo sistematico di degradare le capacità di comando e controllo avversarie</strong> prima che una possibile escalation terrestre diventi inevitabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli esperti sottolineano come <strong>l'impiego di vettori a lungo raggio stia ridefinendo il concetto di \"negazione dello spazio aereo\",</strong> permettendo alle forze alleate di colpire infrastrutture critiche senza esporre i piloti alle sofisticate reti di difesa aerea recentemente potenziate nell'area. Tuttavia, questa intensità di fuoco solleva <strong>interrogativi critici sulla sostenibilità degli arsenali:</strong> con un consumo così rapido di munizionamento di precisione, l'industria della difesa statunitense è ora chiamata a un ritmo di produzione da economia di guerra, cercando di triplicare l'output dei cercatori per i sistemi d'intercettazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17207,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/weev.jpg\" alt=\"Operazione Epic Fury: La Pioggia di Tomahawk e la Nuova Guerra d'Attrito in Medio Oriente\" class=\"wp-image-17207\" title=\"Operazione Epic Fury: La Pioggia di Tomahawk e la Nuova Guerra d'Attrito in Medio Oriente\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Operazione Epic Fury: La Pioggia di Tomahawk e la Nuova Guerra d'Attrito in Medio Oriente</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-risposta-asimmetrica-basi-usa-sotto-scacco\">La risposta asimmetrica: basi USA sotto scacco</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante la superiorità tecnologica espressa dai Tomahawk,<strong> la risposta non si è fatta attendere </strong>e ha assunto una forma asimmetrica e letale. Nelle ultime ore, basi statunitensi strategiche in <strong>Bahrain, Qatar e Kuwait</strong> sono state oggetto di attacchi mirati che hanno colpito infrastrutture vitali per la missione. Non si è trattato di semplici attacchi di disturbo: <strong>radar di sorveglianza, terminali satellitari e persino velivoli in sosta protetta sono stati centrati da droni kamikaze</strong> e missili balistici a corto raggio.<strong> </strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La precisione di questi colpi suggerisce un salto di qualità nell'intelligence tattica avversaria</strong>, capace di identificare i nodi deboli delle basi \"forward-deployed\". Particolarmente preoccupante è l'efficacia dei sistemi di attacco a sciame, che hanno messo a dura prova le difese di punto (CIWS) e i sistemi Patriot. Questo scenario sta spingendo il Comando Centrale (CENTCOM) a richiedere un <strong>immediato rinforzo delle capacità di guerra elettronica</strong> e l'invio di ulteriori 10.000 unità per garantire la sicurezza del perimetro delle installazioni, mentre la logistica di supporto deve ora operare sotto una costante minaccia di interiezione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-rivoluzione-delle-fabbriche-in-container\">La rivoluzione delle \"Fabbriche in Container\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo clima di emergenza, emerge una soluzione tecnologica che potrebbe cambiare radicalmente il supporto logistico al fronte: le <strong>fabbriche di intercettori portatili</strong>. Di fronte alla <strong>necessità di produrre droni da difesa e munizioni anti-UAV in tempi rapidissimi,</strong> diverse startup del settore difesa stanno testando<strong> linee di produzione integrate all'interno di container navali standard</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17208,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/c.jpg\" alt=\"Operazione Epic Fury: La Pioggia di Tomahawk e la Nuova Guerra d'Attrito in Medio Oriente\" class=\"wp-image-17208\" title=\"Operazione Epic Fury: La Pioggia di Tomahawk e la Nuova Guerra d'Attrito in Medio Oriente\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Operazione Epic Fury: La Pioggia di Tomahawk e la Nuova Guerra d'Attrito in Medio Oriente</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'idea è quella di poter spedire una \"fabbrica in scatola\" <strong>direttamente nei teatri operativi o nelle basi di retroguardia</strong>, riducendo a zero i tempi di trasporto transoceanico. <strong>Questi impianti automatizzati, alimentati da intelligenza artificiale per il controllo qualità, sono in grado di assemblare centinaia di piccoli droni intercettori al giorno partendo da componenti pre-stampati.</strong> È una risposta diretta alla necessità di contrastare le ondate di droni low-cost che stanno saturando le difese tradizionali. Se il test avrà successo, la capacità di generare potenza di fuoco \"on-site\" diventerà il nuovo standard della difesa moderna, trasformando l'infrastruttura industriale stessa in un'arma tattica flessibile e difficilmente neutralizzabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/tomahawk.png","categoria":"Internazionali","tags":"#IndustriaDifesa, DifesaAerea, Droni, EpicFury, LogisticaMilitare, MedioOriente, Tomahawk","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-04-02 04:24:03","stato":"publish","riassunto_video":"L'Operazione Epic Fury ha visto il lancio record di oltre 850 missili Tomahawk per colpire obiettivi strategici, segnando una nuova era nel bombardamento a lungo raggio. In risposta, basi USA in Medio Oriente sono state attaccate con droni kamikaze e missili balistici, evidenziando una minaccia asimmetrica. Per fronteggiare la crisi, si sperimentano fabbriche portatili in container.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30417-operazione-epic-fury-la-pioggia-di-tomahawk-e-la-nuova-guerra-dattrito-in-medio-oriente.mp4","galleria":""}
{"id":30411,"titolo":"Nuova fase per la Marina Militare: sul Cavour arriva il TB3 e prende forma la svolta unmanned","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La decisione della <strong>Marina Militare</strong> di introdurre il drone <strong>Bayraktar TB3</strong> a bordo della portaerei <em>Cavour</em> rappresenta un <strong>passaggio significativo nell’evoluzione della componente aeronavale italiana</strong>. L’iniziativa si inserisce in un processo di aggiornamento delle capacità operative volto a <strong>integrare sistemi pilotati e senza pilota</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto emerso, l’Italia sarebbe il <strong>primo Paese europeo a dotarsi della versione navalizzata del Bayraktar TB2</strong>. L’introduzione del TB3 costituirebbe inoltre la <strong>prima integrazione di un drone ad ala fissa a pilotaggio remoto</strong> capace di operare da una nave con <strong>ponte di volo corto</strong>, ampliando le capacità aeree imbarcate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La portaerei <em>Cavour</em> si conferma <strong>elemento centrale del dispositivo aeronavale nazionale</strong>. L’inserimento di sistemi unmanned consente di <strong>rafforzare la continuità operativa</strong>, migliorare le attività di sorveglianza e ampliare le opzioni di impiego in diversi contesti operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa si colloca all’interno di un percorso già avviato dalla Marina Militare verso l’adozione di <strong>tecnologie autonome</strong>. L’integrazione progressiva di questi sistemi contribuisce a sviluppare una <strong>capacità operativa più articolata</strong>, in grado di rispondere alle esigenze dei moderni scenari marittimi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-tb3-caratteristiche-impiego-e-vantaggi-operativi\">Il TB3 caratteristiche impiego e vantaggi operativi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Bayraktar TB3</strong> è un sistema a pilotaggio remoto progettato per l’impiego navale, con caratteristiche tecniche orientate all’operatività da unità dotate di <strong>ponte di volo ridotto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra gli elementi distintivi si segnalano le <strong>ali ripiegabili</strong>, funzionali alla gestione degli spazi a bordo, e una <strong>struttura rinforzata</strong> adatta all’ambiente marittimo. Il sistema presenta inoltre una <strong>configurazione multiruolo</strong>, che consente lo svolgimento di missioni di ricognizione e, ove previsto, di impiego con armamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17200,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Nuova fase per la Marina Militare: sul Cavour arriva il TB3 e prende forma la svolta unmanned\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/10005.jpg\" alt=\"Nuova fase per la Marina Militare: sul Cavour arriva il TB3 e prende forma la svolta unmanned\" class=\"wp-image-17200\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Test di volo per Il Bayraktar TB3  presso il TCG Anadolu di Canakkale, in Turchia. Fonte Baykar.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come evidenziato dal Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio <strong>Enrico Berutti Bergotto</strong>, il TB3 potrà essere utilizzato sia per attività di sorveglianza sia per <strong>funzioni operative</strong>. Tale integrazione consente di combinare <strong>raccolta informativa e capacità di intervento</strong> in un’unica piattaforma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un aspetto rilevante è rappresentato dalla <strong>capacità di permanenza in volo</strong>, che consente di assicurare una <strong>copertura prolungata delle aree di interesse</strong>. Questo contribuisce a migliorare la <strong>consapevolezza situazionale</strong> e la gestione delle attività operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’impiego di sistemi unmanned permette inoltre di <strong>ottimizzare l’utilizzo delle risorse</strong>, affiancando i velivoli pilotati senza sostituirli. In prospettiva, l’evoluzione tecnologica del settore include anche lo sviluppo di <strong>piattaforme con capacità avanzate</strong>, in grado di operare in maniera integrata con altri assetti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel complesso, il TB3 si configura come un <strong>elemento complementare</strong> all’interno dell’architettura aeronavale, contribuendo all’ampliamento delle capacità operative della Marina Militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-leonardo-baykar-e-la-dimensione-strategico-industriale\">Leonardo Baykar e la dimensione strategico industriale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’introduzione del TB3 si inserisce in un <strong>contesto industriale strategico</strong> caratterizzato dalla collaborazione tra <strong>Leonardo</strong> e l’azienda turca <strong>Baykar</strong>, sviluppatrice del sistema.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’acquisizione tramite Leonardo evidenzia il <strong>coinvolgimento dell’industria nazionale</strong>, integrando competenze tecnologiche e capacità produttive. La cooperazione tra le due aziende è orientata allo <strong>sviluppo dei sistemi unmanned nel contesto europeo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17199,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Nuova fase per la Marina Militare: sul Cavour arriva il TB3 e prende forma la svolta unmanned\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/1202.jpg\" alt=\"Nuova fase per la Marina Militare: sul Cavour arriva il TB3 e prende forma la svolta unmanned\" class=\"wp-image-17199\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nella foto Roberto Cingolani e il presidente della Baykar Selcuk Bayraktar. Fonte turkiyetoday.com.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un quadro internazionale in cui i sistemi a pilotaggio remoto assumono un ruolo crescente, il programma TB3 rappresenta un’<strong>evoluzione coerente con le tendenze del settore</strong>. L’integrazione di tali sistemi contribuisce a rafforzare le capacità di <strong>sorveglianza, deterrenza e intervento</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Restano da definire gli aspetti legati a tempi e modalità di acquisizione, elementi che saranno determinanti per l’attuazione del programma. L’iniziativa indica tuttavia una <strong>direzione chiara di sviluppo delle capacità operative e industriali</strong> nel dominio marittimo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, l’integrazione del TB3 a bordo della <em>Cavour</em> rappresenta un <strong>ulteriore passo nel processo di modernizzazione della Marina Militare</strong>, in linea con l’evoluzione tecnologica e operativa del settore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/04/1201.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"cavour, marinamilitare, TB3","autore":"Alelu","data_pubblicazione":"2026-04-02 03:44:04","stato":"publish","riassunto_video":"La Marina Militare italiana introduce il drone Bayraktar TB3 sulla portaerei Cavour, primo in Europa con drone navalizzato a ala fissa per ponti corti. Il TB3, con ali ripiegabili e multiruolo, migliora sorveglianza e operatività, integrandosi con velivoli pilotati. La collaborazione tra Leonardo e Baykar rafforza l’industria nazionale e l’evoluzione tecnologica marittima.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://tg24.sky.it/mondo/2026/03/31/droni-tb3-portaerei-cavour","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/04/30411-nuova-fase-per-la-marina-militare-sul-cavour-arriva-il-tb3-e-prende-forma-la-svolta-unmanned.mp4","galleria":""}
{"id":30405,"titolo":"La Germania corre su Intelligenza Artificiale e Cloud nel Campo di Battaglia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Berlino adotta nuove tecnologie di analisi dati ispirate alle lezioni del conflitto in Ucraina per comprimere i tempi di risposta operativa da giorni a pochi secondi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di fronte a un volume di dati provenienti da droni e sensori che ha ormai superato la capacità di elaborazione umana, la Germania ha impresso una svolta decisiva alla sua strategia di difesa. Il Tenente Generale <strong>Christian Freuding</strong>, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, ha confermato che l'integrazione dell'Intelligenza Artificiale è diventata una priorità assoluta per \"<strong>spezzare il ciclo decisionale dell'avversario</strong>\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-lezioni-dal-fronte-ucraino\">Lezioni dal fronte ucraino</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'iniziativa nasce dall'osservazione diretta dei posti di comando ucraini. Kiev sta utilizzando database che raccolgono oltre quattro anni di schemi di movimento, tattiche e risposte russe.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Analisi predittiva:</strong> L'IA analizza come il nemico si è comportato in situazioni passate simili per suggerire la contromisura più efficace.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Efficienza:</strong> Compiti che prima richiedevano centinaia di soldati e diversi giorni di lavoro di intelligence vengono ora eseguiti quasi in tempo reale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-cervello-digitale-i-software-utilizzati\">Il Cervello Digitale: I Software utilizzati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'architettura tecnologica tedesca si poggia su tre pilastri fondamentali, combinando soluzioni consolidate a innovazioni europee:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1-palantir-maven-smart-system\">1. Palantir Maven Smart System</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Germania guarda con estremo interesse al sistema <strong>Maven</strong>, già impiegato dagli Stati Uniti. Sviluppato da <strong>Palantir Technologies</strong>, questo software eccelle nel:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Computer Vision:</strong> Identificazione automatica di bersagli (carri armati, artiglieria) da flussi video e satellitari.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sensor Fusion:</strong> Integrazione di segnali radio e dati radar in una mappa operativa condivisa.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9645,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/1-6-1.jpg\" alt=\"NATO e l’intelligenza artificiale: il JWC addestra i propri team al Maven Smart System\" class=\"wp-image-9645\" title=\"Germania: Intelligenza Artificiale è una priorità assoluta per spezzare il ciclo decisionale dell'avversario\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Germania corre su Intelligenza Artificiale e Cloud nel Campo di Battaglia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2-mdocore-hensoldt-amp-helsing\">2. MDOcore (Hensoldt &amp; Helsing)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la sovranità tecnologica, la Germania implementa <strong>MDOcore</strong>, nato dalla partnership tra <strong>Hensoldt</strong> e <strong>Helsing</strong>. Questo software permette l'elaborazione dei dati direttamente all' \"edge\" (vicino al sensore), riducendo drasticamente la latenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-3-delta-situational-awareness\">3. Delta (Situational Awareness)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ispirandosi al modello ucraino, viene integrato il concetto del sistema <strong>Delta</strong>, che permette a ogni operatore di inserire e visualizzare dati su una mappa digitale arricchita da analisi predittiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-monito-per-l-italia-seguire-l-esempio-tedesco\">Un monito per l'Italia: seguire l'esempio tedesco</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'evoluzione tedesca traccia una rotta necessaria per tutti gli alleati NATO. In questo scenario, <strong>l'Italia dovrebbe seguire con urgenza l'esempio di Berlino</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre la Bundeswehr investe in una <strong>Sovereign Cloud Infrastructure</strong> per gestire dati su larga scala, per l'Italia diventa imperativo accelerare l'integrazione tra le proprie eccellenze industriali e le startup di IA. Adottare un approccio simile permetterebbe alle forze italiane di non restare indietro nella velocità di elaborazione delle informazioni, garantendo l'interoperabilità con i partner europei e la sicurezza nazionale in un contesto di guerra moderna sempre più guidato dai dati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16758,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"La Germania corre su Intelligenza Artificiale e Cloud nel Campo di Battaglia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Gotham-Screenshot-1.jpg\" alt=\"Intelligenza Artificiale entra nella guerra contro l’Iran - Maven Smart System (MSS)\" class=\"wp-image-16758\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Germania corre su Intelligenza Artificiale e Cloud nel Campo di Battaglia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-fattore-umano-human-in-the-loop\">Il fattore umano: \"Human-in-the-loop\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante l'automazione, la dottrina tedesca è categorica: l'IA rimane uno <strong>strumento consultivo</strong>. La responsabilità finale di ogni azione letale resta in mano al soldato. L'obiettivo è liberare l'operatore dal sovraccarico informativo affinché possa esercitare il giudizio critico dove conta davvero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"I metodi convenzionali non sono più sufficienti. Dobbiamo essere più veloci del nemico, o rischiamo di perdere prima ancora di aver compreso la situazione.\" — <strong>Lt. Gen. Christian Freuding</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/AI-and-Military.jpg","categoria":"Blog","tags":"intelligenzaartificiale, maven","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-31 20:34:04","stato":"publish","riassunto_video":"La Germania adotta tecnologie di intelligenza artificiale ispirate al conflitto ucraino per ridurre da giorni a secondi i tempi di risposta militare. Sistemi come Palantir Maven, MDOcore e Delta integrano dati da droni e sensori, migliorando l’analisi predittiva e la condivisione delle informazioni. L’IA supporta il soldato, che mantiene il controllo finale. L’Italia è invitata a seguire.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30405-la-germania-corre-su-intelligenza-artificiale-e-cloud-nel-campo-di-battaglia.mp4","galleria":""}
{"id":30398,"titolo":"Difesa e Cooperazione Internazionale: la Folgore ospita l'Airborne Community","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>PISA</strong> – Dal 23 al 27 marzo, la città della Torre ha ospitato la dodicesima edizione della <strong>Annual International Airborne Commanders Conference (AIACC)</strong>, il prestigioso summit che riunisce annualmente i vertici delle aviotruppe dei principali Paesi NATO, partner dell'Alleanza e dell'Unione Europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A dare particolare rilievo istituzionale e strategico all'evento è stata la partecipazione del <strong>Generale di Corpo d’Armata Lorenzo D’Addario</strong>, Comandante delle Forze Operative Terrestri, la cui presenza ha ribadito la centralità dell'Esercito Italiano nel coordinamento delle forze d'élite a livello globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17181,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-31-183053.png\" alt=\"Difesa e Cooperazione Internazionale: la Folgore osptia l'Airborne Community\" class=\"wp-image-17181\" title=\"Difesa e Cooperazione Internazionale: la Folgore osptia l'Airborne Community\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa e Cooperazione Internazionale: la Folgore ospita l'Airborne Community</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-visione-del-generale-d-addario-interoperabilita-e-prontezza\">La Visione del Generale D’Addario: Interoperabilità e Prontezza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'intervento del Generale D’Addario è stato il fulcro di un dibattito volto a incrementare i programmi di cooperazione internazionale. L'obiettivo dichiarato è l'innalzamento costante degli standard di <strong>interoperabilità</strong> e l’integrazione multinazionale, elementi considerati oggi imprescindibili per la sicurezza collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accolto dal Comandante della Brigata Paracadutisti “Folgore”, il Generale di Brigata Dario Paduano, il Generale D’Addario ha dialogato con i comandanti provenienti da 12 nazioni (tra cui USA, Regno Unito, Francia, Giappone e Canada), definendo le linee guida per l’impiego delle unità paracadutisti nei moderni e complessi scenari di crisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17182,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-31-183124.png\" alt=\"Difesa e Cooperazione Internazionale: la Folgore osptia l'Airborne Community\" class=\"wp-image-17182\" title=\"Difesa e Cooperazione Internazionale: la Folgore osptia l'Airborne Community\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa e Cooperazione Internazionale: la Folgore ospita l'Airborne Community</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sfide-globali-e-nuove-tecnologie\">Sfide Globali e Nuove Tecnologie</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al centro dei lavori, presieduti dall'alto ufficiale, sono state poste le tematiche più urgenti della difesa contemporanea:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Interdizione d'area:</strong> Sviluppo di procedure operative avanzate.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Innovazione tecnologica:</strong> Enfasi sulla prontezza operativa e sull'adattamento ai nuovi domini del conflitto.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Gestione dell'incertezza:</strong> Analisi di scenari internazionali sempre più imprevedibili che richiedono risposte rapide e versatili.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"In un mondo caratterizzato da una crescente imprevedibilità, la capacità di condividere informazioni e pianificare esercitazioni congiunte è ciò che rende una forza realmente efficace,\"</em> è il messaggio emerso durante il summit.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17180,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/310326-ac2.jpg\" alt=\"Difesa e Cooperazione Internazionale: la Folgore osptia l'Airborne Community\" class=\"wp-image-17180\" title=\"Difesa e Cooperazione Internazionale: la Folgore osptia l'Airborne Community\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa e Cooperazione Internazionale: la Folgore ospita l'Airborne Community</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ruolo-strategico-della-folgore\">Il Ruolo Strategico della Folgore</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La conferenza ha confermato la <strong>Brigata Paracadutisti “Folgore”</strong> come un'eccellenza assoluta sotto il comando dell'Esercito. Grazie alle sue caratteristiche di dinamicità e flessibilità, la \"Folgore\" rimane lo strumento primario per assicurare una risposta immediata della Difesa, capace di intervenire con tempestività anche nelle località più impervie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La leadership del Generale D’Addario durante l’AIACC non solo ha consolidato i legami all'interno della <em>Airborne Community</em>, ma ha riaffermato l'impegno dell'Italia come attore protagonista nella costruzione di una forza multinazionale \"full spectrum\", pronta a garantire la stabilità internazionale in ogni teatro operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/1-18.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"aiacc, airbornecommunity, esercito, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-31 17:44:04","stato":"publish","riassunto_video":"Dal 23 al 27 marzo Pisa ha ospitato la 12ª Annual International Airborne Commanders Conference, con la partecipazione del Generale Lorenzo D’Addario. Il summit ha promosso cooperazione e interoperabilità tra aviotruppe NATO e partner, con focus su innovazione tecnologica, prontezza operativa e gestione di scenari complessi. La Brigata Folgore si conferma eccellenza strategica italiana.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30398-difesa-e-cooperazione-internazionale-la-folgore-osptia-lairborne-community.mp4","galleria":""}
{"id":30392,"titolo":"Sigonella 2026: L'Italia blocca il transito di assetti aerei USA verso il Medio Oriente","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>CATANIA/ROMA</strong> — Una crisi diplomatica silenziosa, culminata nel diniego ufficiale all'uso della base aerea siciliana per operazioni offensive. Nelle ultime ore, fonti del <strong>Ministero della Difesa hanno confermato che il governo italiano ha bloccato il transito di assetti aerei statunitensi diretti verso il Medio Oriente</strong>, citando la mancanza di <strong>\"consultazione preventiva\"</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nelle ultime 48 ore (30-31 marzo 2026), la questione della <strong>base di Sigonella</strong> è tornata prepotentemente al centro dell'agenda politica e militare italiana. Il caso, ribattezzato dai media \"Sigonella 2026\", richiama per <a href=\"https://brigatafolgore.net/40-anni-dal-dirottamento-dellachille-lauro-quando-litalia-disse-no-agli-stati-uniti/\">tensione diplomatica lo storico scontro dell'ottobre 1985</a>, ma con protagonisti e contesti tecnologici profondamente diversi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16285,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Sigonella 2026: L'Italia blocca il transito di assetti aerei USA verso il Medio Oriente\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/CROSETTO-BSS07102025B-1.jpg\" alt=\"Industria Difesa italiana, o Rivoluzione o Impreparazione\" class=\"wp-image-16285\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sigonella 2026: L'Italia blocca il transito di assetti aerei USA verso il Medio Oriente</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-lo-stop-di-crosetto-nessun-automatismo-per-la-guerra\">Lo stop di Crosetto: \"Nessun automatismo per la guerra\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore della contesa risale a poche sere fa, quando lo Stato Maggiore dell'Aeronautica ha intercettato piani di volo statunitensi che prevedevano l'atterraggio a Sigonella di cacciabombardieri (si parla di F-15 e assetti di supporto) già in volo, con l'obiettivo di rifornirsi e ripartire per operazioni \"cinetiche\" contro obiettivi in Iran.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Ministro della Difesa, <strong>Guido Crosetto</strong>, ha agito con fermezza: attraverso il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, è stato comunicato al comando USA che l'atterraggio non era autorizzato. La motivazione tecnica risiede nella violazione degli accordi bilaterali che regolano l'uso delle basi: per <strong>operazioni belliche dirette non coperte da mandato NATO, l'Italia deve essere consultata preventivamente</strong>. \"L'Italia non è in guerra\", ha ribadito il Ministro, segnando un confine netto tra supporto logistico e partecipazione attiva al conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17173,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Sigonella 2026: L'Italia blocca il transito di assetti aerei USA verso il Medio Oriente\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Triton.jpg\" alt=\"Sigonella 2026: L'Italia frena gli USA sull'escalation in Iran\" class=\"wp-image-17173\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sigonella 2026: L'Italia blocca il transito di assetti aerei USA verso il Medio Oriente</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-hub-dei-droni-da-triton-a-global-hawk\">Il Hub dei Droni: Da Triton a Global Hawk</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se i caccia sono stati fermati, l'attività di intelligence non si arresta. Sigonella si conferma il cuore pulsante della ricognizione globale. Negli ultimi giorni, analisti radar hanno tracciato missioni persistenti di droni <strong>MQ-4C Triton</strong> e <strong>RQ-4 Global Hawk</strong> in decollo dalla Sicilia verso le coste iraniane e il Golfo Persico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi velivoli senza pilota operano in una zona grigia: pur non essendo \"offensivi\", forniscono la telemetria e i dati necessari per i bombardamenti effettuati da altre piattaforme (come i B-2 partiti dagli USA o le navi della Sesta Flotta). Questo <strong>ruolo di \"occhio del Mediterraneo\" rende la base siciliana un obiettivo sensibile</strong>, portando il Viminale a innalzare il livello di allerta nelle aree di Lentini e Belpasso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sovranita-e-geopolitica-il-peso-degli-accordi-bilaterali\">Sovranità e Geopolitica: Il peso degli accordi bilaterali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La questione solleva nuovamente il tema della sovranità nazionale sulle basi concesse agli Stati Uniti. Gli accordi del 1954 e i successivi memorandum (come il \"Shell\" del 1995) prevedono che le installazioni siano sotto comando italiano, sebbene gestite operativamente dagli americani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sfida per Roma nel 2026 è mantenere l'equilibrio tra la storica alleanza atlantica e la necessità di non trasformare il territorio siciliano in una piattaforma di lancio incontrollata per operazioni che esulano dalla difesa collettiva della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/1280px-US-Navy-030325-N-9693M-001-Sicilys-volcano-Mt.-Etna-is-the-backdrop-for-a-U.S.-Air-Force-C-5-and-the-air-terminal-of-Naval-Air-Station-NAS-Sigonella.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"crosetto, DifesaItalia, Droni, IranCrisis, Sigonella, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-31 12:34:04","stato":"publish","riassunto_video":"L'Italia ha bloccato il transito di aerei militari USA diretti al Medio Oriente dalla base di Sigonella, negando l'uso per operazioni offensive senza consultazione preventiva, come stabilito dagli accordi bilaterali. Il Ministro Crosetto ha sottolineato che l’Italia non è in guerra. Intanto, la base resta centrale per missioni di droni di ricognizione, aumentando la tensione geopolitica.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://roma.corriere.it/notizie/politica/26_marzo_31/italia-nega-usa-sigonella-crosetto-86a05dff-9ac6-46cf-b07b-f69fe19c1xlk.shtml","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30392-sigonella-2026-litalia-blocca-il-transito-di-assetti-aerei-usa-verso-il-medio-oriente.mp4","galleria":""}
{"id":30387,"titolo":"Germania - La Bundeswehr tra Carenza di Personale e Alta Tecnologia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Ministro della Difesa Boris Pistorius ha scosso il panorama politico di Berlino con la sua proposta di reintrodurre una forma di leva obbligatoria selettiva. Sebbene la <strong>\"Zeitenwende\" (svolta epocale)</strong> abbia sbloccato ingenti risorse finanziarie, il problema fondamentale della Bundeswehr rimane la cronica carenza di personale. Senza un cambiamento strutturale nel reclutamento, l'obiettivo di raggiungere la \"capacità bellica\" entro il 2029 non è realizzabile secondo gli esperti. <strong>Il modello proposto mira a selezionare annualmente solo i giovani adulti più qualificati e motivati per il servizio, al fine di garantire l'efficacia operativa dei reparti d'élite.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-scudo-contro-i-droni-l-ascesa-dello-sky-ranger-30\">Scudo Contro i Droni: L'Ascesa dello Sky Ranger 30</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul fronte tecnologico, la Germania punta alla protezione delle sue unità meccanizzate attraverso il sistema <strong>Sky Ranger 30 di Rheinmetall</strong>. Le esperienze dei recenti conflitti in Europa orientale hanno dimostrato che i reparti corazzati senza scorta contraerea ravvicinata sono vulnerabili ai droni economici e alle munizioni circuitanti. Lo Sky Ranger 30, integrato su telai Boxer o Lynx, combina un cannone da 30mm con munizionamento programmabile AHEAD e missili a corto raggio. Questo sistema sta diventando lo standard per la difesa aerea dell'esercito tedesco e si candida a diventare un successo di esportazione all'interno della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17167,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Germania - La Bundeswehr tra Carenza di Personale e Alta Tecnologia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/SKYRANGER-30.webp\" alt=\"Germania - La Bundeswehr tra Carenza di Personale e Alta Tecnologia\" class=\"wp-image-17167\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Germania - La Bundeswehr tra Carenza di Personale e Alta Tecnologia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-logistica-e-presenza-la-brigata-lituania-come-test-di-sforzo\">Logistica e Presenza: La Brigata Lituania come Test di Sforzo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La pianificazione della presenza permanente di <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-panzerbrigade-45-difendera-la-lituania/\">una brigata da combattimento tedesca in Lituania</a> entro il 2027 è il progetto più ambizioso della Bundeswehr da decenni. Tuttavia, le esigenze logistiche e di personale rischiano di svuotare le restanti strutture dell'esercito. Mentre la Bundeswehr rafforza massicciamente la sua presenza sul fianco est della NATO, i pianificatori militari mettono in guardia contro il rischio di un \"esercito ombra\" in patria. Il focus dei prossimi 48 mesi sarà verificare se l'industria riuscirà a consegnare i sistemi d'arma promessi – dal Leopard 2A8 al veicolo da combattimento Puma – con la velocità necessaria per ricoprire il ruolo di potenza guida europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/img.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#PoliticaDiSicurezza, #Zeitenwende, Bundeswehr, Germania, LevaMilitare, NATO, Pistorius","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-31 11:34:04","stato":"publish","riassunto_video":"Il Ministro Pistorius propone una leva obbligatoria selettiva per colmare la carenza di personale nella Bundeswehr, essenziale per raggiungere la piena capacità operativa entro il 2029. La Germania punta anche sul sistema anti-droni Sky Ranger 30 per proteggere i reparti corazzati. Intanto, la pianificazione di una brigata permanente in Lituania entro il 2027 è una prova logistica importante.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30387-germania-la-bundeswehr-tra-carenza-di-personale-e-alta-tecnologia.mp4","galleria":""}
{"id":30382,"titolo":"Pentagono: 900 Miliardi per Next Generation Air Dominance (NGAD) e Dominio Nucleare","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La proposta di bilancio del Dipartimento della Difesa per l'anno fiscale 2027 rappresenta una svolta storica nella spesa militare americana. Per la prima volta, <strong>la richiesta di finanziamento si appresta a sfidare la soglia dei 900 miliardi di dollari</strong>, una cifra guidata non solo dall'inflazione, ma da un radicale spostamento verso la \"deterrenza di fascia alta\". A differenza degli anni precedenti focalizzati sulla controguerriglia, questo budget è un progetto per un potenziale conflitto tra pari nell'Indo-Pacifico. Alti funzionari descrivono questo <strong>ciclo di investimenti come \"decisivo\" per la Marina e l'Aeronautica</strong> degli Stati Uniti, dove ogni dollaro è destinato a contrastare la rapida espansione navale e le capacità ipersoniche della Cina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ngad-e-la-filosofia-del-sistema-di-sistemi\">NGAD e la Filosofia del Sistema di Sistemi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al centro di questa spesa si trova il programma Next Generation Air Dominance (NGAD). Nonostante i dibattiti al Congresso riguardanti il costo unitario del <strong>caccia di sesta generazione</strong>, il Pentagono rimane fedele a un approccio basato sul \"Sistema di Sistemi\". <strong>Il budget alloca finanziamenti massicci per i </strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/usacaccia-combattimento-senza-pilota-cca/\">Collaborative Combat Aircraft (CCA)</a>: \"gregari leali\" autonomi progettati per volare accanto ai jet con pilota. Questi droni fungeranno da nodi sensoriali e vettori d'arma, garantendo che gli Stati Uniti mantengano la superiorità aerea in ambienti A2/AD (Anti-Access/Area Denial) dove le piattaforme tradizionali di quarta e quinta generazione potrebbero fallire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17159,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/LGM-35A-Sentinel-2-1200x628-1-1024x536-1.png\" alt=\"Pentagono: 900 Miliardi per Next Generation Air Dominance (NGAD) e Dominio Nucleare\" class=\"wp-image-17159\" title=\"Pentagono: 900 Miliardi per Next Generation Air Dominance (NGAD) e Dominio Nucleare\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Pentagono: 900 Miliardi per Next Generation Air Dominance (NGAD) e Dominio Nucleare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-priorita-indiscutibile-modernizzazione-nucleare\">La Priorità Indiscutibile: Modernizzazione Nucleare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Forse il pilastro più controverso e costoso della richiesta per il 2027 è il totale impegno verso la Triade Nucleare. Nonostante i crescenti ritardi, <strong>il Pentagono sta raddoppiando gli sforzi sul missile ICBM Sentinel e sui sottomarini balistici classe Columbia</strong>. Il Segretario alla Difesa Lloyd Austin ha definito questi programmi come \"non negoziabili\", sostenendo che una credibile deterrenza nucleare è l'unica base su cui le operazioni convenzionali possono essere condotte in sicurezza. Mentre Russia e Cina modernizzano i loro arsenali strategici, gli Stati Uniti segnalano che non cederanno il primato strategico, indipendentemente dalla pressione fiscale sugli altri rami delle forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/6th-gen-fighter-01-header.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"#BilancioDifesa, #TecnologiaStealth, #TriadeNucleare, indopacifico, NGAD, Pentagono, USAF","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-31 10:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"Il bilancio Difesa 2027 sfiora i 900 miliardi, puntando su deterrenza di fascia alta contro la Cina nell’Indo-Pacifico. Al centro c’è il programma NGAD con droni autonomi per mantenere la supremazia aerea in scenari complessi. Priorità anche alla modernizzazione nucleare, con investimenti su missili ICBM e sottomarini, ritenuti fondamentali per la sicurezza strategica Usa.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30382-pentagono-900-miliardi-per-next-generation-air-dominance-ngad-e-dominio-nucleare.mp4","galleria":""}
{"id":30375,"titolo":"L'Asse della Sesta Generazione: Dopo la Germania, anche la Polonia punta al GCAP","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il panorama della difesa aerea globale sta subendo una metamorfosi accelerata. Nel marzo 2026, la <strong>Polonia</strong> ha rotto gli indugi dichiarando ufficialmente il proprio interesse per il <strong>Global Combat Air Programme (GCAP)</strong>. Questa mossa segue di poche settimane l'<a href=\"https://brigatafolgore.net/germania-verso-il-gcap-lasse-roma-londra-tokyo-tenta-berlino/\">apertura strategica della Germania,</a> segnando un potenziale \"effetto domino\" che potrebbe trasformare il progetto italo-britannico-giapponese nello standard de facto per le forze aeree della NATO e dei suoi alleati nel Pacifico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14467,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L'Asse della Sesta Generazione: Dopo la Germania, anche la Polonia punta al GCAP\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/weinformweb-20231215141645712-1288b1dbeea8af2ca2b994d75ab01fb0-1.jpg\" alt=\"Il costo del caccia GCAP per l'Italia sale a 21 miliardi di dollari\" class=\"wp-image-14467\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Asse della Sesta Generazione: Dopo la Germania, anche la Polonia punta al GCAP</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cos-e-il-gcap-oltre-il-concetto-di-caccia\">Cos'è il GCAP: Oltre il concetto di \"Caccia\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Global Combat Air Programme</strong> non è semplicemente la costruzione di un nuovo aeroplano. Lanciato nel dicembre 2022, è un <strong>\"sistema di sistemi\"</strong> di sesta generazione che punta alla piena operatività entro il <strong>2035</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore del progetto è un caccia stealth pesante che fungerà da \"nave madre\" digitale, integrando:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Intelligenza Artificiale di Combattimento:</strong> Per gestire il sovraccarico di informazioni del pilota.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Loyal Wingmen:</strong> Droni autonomi che volano in formazione con il caccia, eseguendo missioni di disturbo radar o attacco al suolo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sensoristica Integrata:</strong> Radar di nuova concezione in grado di agire come armi a microonde per friggere l'elettronica nemica.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Motori ad Alta Efficienza:</strong> Sviluppati da Rolls-Royce e IHI per garantire crociere supersoniche senza postbruciatore (supercruise).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-mossa-della-germania-il-pragmatismo-batte-l-ideologia\">La mossa della Germania: Il pragmatismo batte l'ideologia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All'inizio del 2026, la <strong>Germania</strong> ha scosso i tavoli diplomatici europei. Storicamente partner della Francia nel programma concorrente <strong>FCAS</strong> (<em>Future Combat Air System</em>), Berlino ha iniziato a guardare al GCAP per necessità cronologiche e industriali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il fattore tempo:</strong> Mentre il GCAP punta al 2035, il FCAS franco-tedesco è piagato da veti incrociati tra Airbus e Dassault Aviation, facendo slittare la data di consegna al 2045. La Germania non può permettersi un decennio di inferiorità aerea.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il ruolo dell'Italia:</strong> Roma ha giocato un ruolo di \"ponte\" fondamentale. Il Ministro della Difesa italiano ha mantenuto i canali aperti con Berlino, sottolineando come la modularità del GCAP permetta l'integrazione di nuovi partner senza compromettere la velocità di sviluppo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15277,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"L'Asse della Sesta Generazione: Dopo la Germania, anche la Polonia punta al GCAP\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/unnamed.jpg\" alt=\"Germania verso il Gcap: l’asse Roma–Londra–Tokyo tenta Berlino\" class=\"wp-image-15277\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Asse della Sesta Generazione: Dopo la Germania, anche la Polonia punta al GCAP</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-polonia-dalla-dipendenza-usa-alla-sovranita-europea\">La Polonia: Dalla dipendenza USA alla sovranità europea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'annuncio del 23 marzo 2026 da parte del Vice Ministro polacco <strong>Konrad Gołota</strong> evidenzia una strategia ambiziosa. Varsavia, che sta già acquistando 32 caccia F-35 dagli Stati Uniti, vuole ora passare da semplice cliente a <strong>partner tecnologico</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"La nostra industria aeronautica richiede sviluppo. Negli ultimi decenni non abbiamo prodotto aerei in Polonia,\"</em> ha dichiarato Gołota a TVP Info.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'ingresso nel GCAP offrirebbe alla Polonia:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Trasferimento Tecnologico:</strong> Coinvolgimento diretto del colosso statale <strong>PGZ</strong> nella produzione di componenti e software.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Autonomia Strategica:</strong> Partecipare allo sviluppo significa poter mantenere e aggiornare i propri velivoli internamente, senza dipendere totalmente da Washington.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Peso Politico:</strong> Sedere al tavolo con Regno Unito, Italia e Giappone eleva il rango della Polonia all'interno della gerarchia militare globale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-sfide-dell-integrazione\">Le sfide dell'integrazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante l'entusiasmo, l'ingresso di due nuovi colossi come Germania e Polonia pone sfide non indifferenti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>La \"Torta\" Industriale:</strong> I membri fondatori (BAE Systems, Leonardo e Mitsubishi Heavy Industries) hanno già definito gran parte della divisione del lavoro. L'inserimento di Airbus (Germania) e PGZ (Polonia) richiederà una rinegoziazione complessa delle quote produttive.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Governance:</strong> Il programma è gestito dalla <strong>GIGO</strong> (<em>GCAP International Government Organisation</em>). L'aggiunta di nuovi governi potrebbe rallentare i processi decisionali che finora sono stati sorprendentemente rapidi rispetto agli standard europei.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14470,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"L'Asse della Sesta Generazione: Dopo la Germania, anche la Polonia punta al GCAP\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/GCAP-Capabilities-infographic-1024x722-1.png\" alt=\"Il costo del caccia GCAP per l'Italia sale a 21 miliardi di dollari\" class=\"wp-image-14470\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Asse della Sesta Generazione: Dopo la Germania, anche la Polonia punta al GCAP</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-verso-un-egemonia-globale\">Verso un'Egemonia Globale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se Germania e Polonia dovessero formalizzare l'adesione entro la fine dell'anno,<a href=\"https://brigatafolgore.net/gcap-caccia-sesta-interoperabilita-nato-droni/\"> il GCAP diventerebbe il progetto di difesa più grande del pianeta al di fuori degli Stati Uniti</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la <strong>Gran Bretagna</strong> che garantisce il legame con l'intelligence \"Five Eyes\", il <strong>Giappone</strong> che copre il teatro del Pacifico e il trio <strong>Italia-Germania-Polonia</strong> che presidia l'Europa, il GCAP non sarebbe più solo un aereo, ma l'ossatura della sicurezza globale per la seconda metà del XXI secolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/RS157307-2024-BAE-TEMPEST-DSC0619-gcap.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"aerospazio, aviazione, difesa, GCAP, Polonia, sicurezza, tecnologia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-31 07:44:04","stato":"publish","riassunto_video":"Nel marzo 2026 Polonia e Germania hanno espresso interesse per il Global Combat Air Programme (GCAP), un sistema di difesa aerea di sesta generazione previsto per il 2035. Il progetto, guidato da Italia, Regno Unito e Giappone, integra intelligenza artificiale, droni autonomi e tecnologie avanzate. L’ingresso di nuovi partner rafforza la sovranità tecnologica e strategica europea.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/europe/2026/03/23/poland-eyes-benefits-of-joining-gcap-sixth-generation-fighter-project/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30375-lasse-della-sesta-generazione-dopo-la-germania-anche-la-polonia-punta-al-gcap.mp4","galleria":""}
{"id":30369,"titolo":"L’Ascesa della Group 13: La Nascita di una Marina Senza Navi","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'annessione della Crimea nel 2014 aveva lasciato l'Ucraina quasi priva di una flotta convenzionale, ma l'invasione del 2022 ha spinto l'intelligence militare (HUR) a una risposta radicale: la creazione della <strong>Group 13</strong>. Sotto il comando dell'enigmatico ufficiale noto come <strong>\"Thirteenth\"</strong>, questa unità d'élite ha trasformato la debolezza in un vantaggio asimmetrico imprevedibile. Operando nell'ombra di hangar anonimi, il gruppo non gestisce grandi fregate, ma coordina sciami di droni marini per dare la caccia a bersagli russi dal valore strategico immenso. La filosofia dell'unità è puramente economica e letale: utilizzare mezzi dal costo contenuto, circa <strong>250.000 dollari</strong>, per annientare asset nemici che superano i <strong>65 milioni di dollari</strong>. Questa strategia ha permesso a Kiev di contestare il dominio del Mar Nero senza possedere una sola grande nave da guerra, segnando il passaggio definitivo dall'era delle corazzate a quella dei sistemi autonomi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17146,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’Ascesa della Group 13: La Nascita di una Marina Senza Navi\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/a2ff6c10782a5712288b9631d3cccc68.webp\" alt=\"L’Ascesa della Group 13: La Nascita di una Marina Senza Navi\" class=\"wp-image-17146\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Ascesa della Group 13: La Nascita di una Marina Senza Navi</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-magura-v5-e-la-tattica-del-branco-di-lupi\">Magura V5 e la Tattica del \"Branco di Lupi\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore operativo della Group 13 è il <strong>Magura V5</strong>, un drone di superficie (USV) lungo 5,5 metri che rappresenta un capolavoro di furtività e ingegneria bellica. Grazie al suo profilo idrodinamico estremamente basso, il Magura scivola sulle onde risultando quasi invisibile ai radar russi e alle vedette notturne. L'unità ha perfezionato la tattica del <strong>\"branco di lupi\"</strong> (<em>wolfpack</em>), un metodo di attacco coordinato dove più droni colpiscono simultaneamente lo stesso obiettivo da diverse angolazioni. In missioni ad alto profilo, come quella che ha portato all'affondamento della nave pattuglia <em>Sergey Kotov</em> o della corvetta <em>Ivanovets</em>, i primi droni agiscono spesso da esca per saturare le difese nemiche o colpire i sistemi di propulsione, immobilizzando la preda. Una volta che la nave è ferma e vulnerabile, i droni successivi mirano con precisione chirurgica ai punti deboli dello scafo, spesso colpendo ripetutamente la stessa falla fino a provocare l'affondamento definitivo, il tutto documentato in tempo reale dalle telecamere di bordo per scopi di guerra psicologica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17147,\"width\":\"840px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"L’Ascesa della Group 13: La Nascita di una Marina Senza Navi\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Magura.png\" alt=\"L’Ascesa della Group 13: La Nascita di una Marina Senza Navi\" class=\"wp-image-17147\" style=\"object-fit:cover;width:840px;height:550px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Ascesa della Group 13: La Nascita di una Marina Senza Navi</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-evoluzione-del-conflitto-dal-mar-nero-al-mediterraneo\">L'Evoluzione del Conflitto: Dal Mar Nero al Mediterraneo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'impatto della Group 13 è stato così devastante da innescare una ritirata strategica della Flotta russa del Mar Nero, costringendo Mosca a spostare i suoi asset più preziosi da Sebastopoli verso il porto di Novorossiysk, a centinaia di chilometri di distanza. Ma l'unità non si è fermata alla difesa costiera; ha iniziato a equipaggiare i propri droni con missili aria-aria <strong>R-73</strong> e <strong>AIM-9</strong>, trasformandoli in piattaforme di difesa aerea mobili capaci di abbattere gli elicotteri russi a caccia di USV. Recentemente, l'audacia della Group 13 ha raggiunto confini geografici impensabili, con attacchi segnalati contro la \"flotta ombra\" di petroliere russe persino nelle acque del <strong>Mar Mediterraneo</strong>, a quasi 2.000 km dalle basi ucraine. Questa capacità di proiezione globale, unita all'uso di droni a lungo raggio come il <strong>Beaver</strong> per colpire le raffinerie nel cuore della Russia, dimostra che la Group 13 non sta solo proteggendo le coste di Kiev, ma sta attuando una pressione costante sull'intero sistema logistico ed economico del Cremlino.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/1-17.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Droni, Group13, guerra navale, HUR, MaguraV5, MarNero, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-30 22:44:04","stato":"publish","riassunto_video":"Dopo la perdita della flotta convenzionale, l’Ucraina ha creato la Group 13, un’unità d’élite che usa sciami di droni marini low-cost per colpire obiettivi russi strategici. Con il drone furtivo Magura V5 e la tattica del “branco di lupi”, ha affondato navi nemiche e costretto la flotta russa a ritirarsi. Ora opera anche nel Mediterraneo, attaccando petroliere e raffinerie russe.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30369-lascesa-della-group-13-la-nascita-di-una-marina-senza-navi.mp4","galleria":""}
{"id":30360,"titolo":"75° Ranger Regiment: La Punta di Diamante del Pentagono","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel panorama delle <strong>Operazioni Speciali degli Stati Uniti (SOF)</strong>, il 75° Reggimento Ranger occupa una posizione unica. Non è solo un’unità di fanteria d'élite; è un assetto strategico a disposizione del <strong>JSOC (Joint Special Operations Command)</strong> capace di proiettare potenza letale su scala globale in tempi ridottissimi. Se la Delta Force e i SEAL Team 6 sono i bisturi per operazioni chirurgiche, i Ranger sono la \"mazza ferrata\" ad alta precisione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17136,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"75° Ranger Regiment: La Punta di Diamante del Pentagono\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/kk.webp\" alt=\"75° Ranger Regiment: La Punta di Diamante del Pentagono\" class=\"wp-image-17136\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">75° Ranger Regiment: La Punta di Diamante del Pentagono</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-architettura-operativa-il-reggimento-moderno\">Architettura Operativa: Il Reggimento Moderno</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 75° Ranger Regiment non è un’unità monolitica, ma un ecosistema complesso progettato per l'autosufficienza in ambiente ostile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-struttura-dei-battaglioni\">La Struttura dei Battaglioni</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Reggimento è articolato su tre battaglioni di fanteria di linea e due battaglioni di supporto specialistico:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>1°, 2° e 3° Battaglione Ranger:</strong> Costituiscono la forza d'urto. Ogni battaglione è in grado di dispiegarsi entro 18 ore per eseguire il <strong>Ranger Ready Force (RRF)</strong>, mantenendo un battaglione sempre in stato di massima allerta.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Special Troops Battalion (STB):</strong> Gestisce le capacità \"enabling\", tra cui comunicazioni criptate di teatro, intelligence di segnale (SIGINT) e l'impiego dei <strong>Multipurpose Canines (MPC)</strong>, cani da guerra addestrati per il rilevamento di esplosivi e la cattura di ostili.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Military Intelligence Battalion (RMIB):</strong> La più recente aggiunta (2017), dedicata alla cyber-warfare, allo sfruttamento dei dati elettronici e alla ricognizione tecnica avanzata.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17137,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"75° Ranger Regiment: La Punta di Diamante del Pentagono\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/1000w_q95-1.webp\" alt=\"75° Ranger Regiment: La Punta di Diamante del Pentagono\" class=\"wp-image-17137\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">75° Ranger Regiment: La Punta di Diamante del Pentagono</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dottrina-di-impiego-direct-action-e-airfield-seizure\">Dottrina di Impiego: Direct Action e Airfield Seizure</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La specialità che rende i Ranger insostituibili per il Pentagono è la <strong>Joint Forcible Entry (JFE)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-presa-di-aeroporti-e-zone-di-lancio\">Presa di Aeroporti e Zone di Lancio</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nessun'altra forza al mondo è addestrata quanto i Ranger per paracadutarsi sopra un aeroporto nemico, metterlo in sicurezza sotto fuoco pesante, istituire un perimetro difensivo e trasformarlo in un hub logistico per le forze convenzionali in arrivo. Questa capacità è stata dimostrata con successo durante l'operazione <em>Rhino</em> in Afghanistan (2001) e l'assalto all'aeroporto <em>H-3</em> in Iraq (2003).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-direct-action-da\">Direct Action (DA)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell'ultimo ventennio, i Ranger si sono evoluti in maestri della <strong>Direct Action</strong>. Conducono raid notturni ad alta intensità per la cattura o l'eliminazione di bersagli ad alto valore (HVT). La loro capacità di muoversi in formazioni ampie (livello compagnia o battaglione) permette loro di sovrastare difese nemiche che piccoli team di forze speciali non potrebbero affrontare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17138,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"75° Ranger Regiment: La Punta di Diamante del Pentagono\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/callout-beret.jpg\" alt=\"75° Ranger Regiment: La Punta di Diamante del Pentagono\" class=\"wp-image-17138\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">75° Ranger Regiment: La Punta di Diamante del Pentagono</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-selezione-e-addestramento-il-marchio-del-tab-e-del-tan-beret\">Selezione e Addestramento: Il Marchio del \"Tab\" e del \"Tan Beret\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Esiste una distinzione tecnica fondamentale che spesso sfugge ai non addetti ai lavori:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ranger Tab:</strong> È un distintivo di qualifica ottenuto frequentando la <em>Ranger School</em>. È un corso di leadership e tattiche di piccola unità aperto a tutto l'Esercito. Indossare il \"Tab\" non significa appartenere al Reggimento.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ranger Scroll &amp; Tan Beret:</strong> Solo chi supera il <strong>RASP (Ranger Assessment and Selection Program)</strong> e viene assegnato al 75° Reggimento può indossare il fregio dell'unità e il caratteristico basco color sabbia.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-rasp-il-filtro-dell-eccellenza\">Il RASP: Il Filtro dell'Eccellenza</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma dura 8 settimane per i soldati di truppa (RASP 1). Il tasso di abbandono supera spesso il <strong>60%</strong>. Oltre alle prove fisiche estenuanti, i candidati vengono testati sulla precisione nel tiro, sulle procedure di soccorso medico avanzato (<strong>Ranger First Responder</strong>) e sulla capacità di operare in uno stato di privazione sensoriale e fisica estrema.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17139,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"75° Ranger Regiment: La Punta di Diamante del Pentagono\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/85021756-size0.jpg\" alt=\"75° Ranger Regiment: La Punta di Diamante del Pentagono\" class=\"wp-image-17139\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">75° Ranger Regiment: La Punta di Diamante del Pentagono</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-4-equipaggiamento-e-tecnologia\">4. Equipaggiamento e Tecnologia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Reggimento beneficia dei fondi del SOCOM, garantendo accesso a armamenti non convenzionali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Armamento:</strong> Fucili d'assalto <strong>SCAR-L/H</strong>, carabine <strong>M4A1</strong> modificate (SOPMOD), e mitragliatrici leggere <strong>Mk46</strong> e <strong>Mk48</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Mobilità:</strong> Impiego intensivo di elicotteri del <em>160th SOAR (Night Stalkers)</em> per infiltrazioni a bassa quota, e veicoli terrestri leggeri come il <strong>Ground Mobility Vehicle (GMV)</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Visione Notturna:</strong> Utilizzo di visori a quattro tubi (GPNVG-18) che offrono un campo visivo di 97°, cruciali per la superiorità tattica durante le ore di buio.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusioni-l-evoluzione-verso-il-conflitto-tra-grandi-potenze\">Conclusioni: L'Evoluzione verso il Conflitto tra Grandi Potenze</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre il decennio passato è stato dominato dalla contro-insorgenza (COIN), il 75° Ranger Regiment si sta riorientando verso il <strong>Large-Scale Combat Operations (LSCO)</strong>. In un ipotetico scenario di conflitto con potenze paritarie, i Ranger rimangono l'unico strumento capace di \"aprire la porta\" (breaching) in ambienti <strong>A2/AD</strong> (Anti-Access/Area Denial), garantendo agli Stati Uniti la possibilità di colpire ovunque, in qualsiasi momento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>\"Sua Sponte\"</strong> (Di propria iniziativa) - <em>Motto del 75° Ranger Regiment.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://youtu.be/H_gnH5UZLcU?si=Xy8x8r-VqQln00_1\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://youtu.be/H_gnH5UZLcU?si=Xy8x8r-VqQln00_1\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/original-1.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"#OperazioniSpeciali, 75thrangerregiment, difesa, militarismo, specialforces, tactical, usarmy","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-30 22:04:03","stato":"publish","riassunto_video":"Il 75° Reggimento Ranger è un’unità d’élite del JSOC, specializzata in azioni rapide e prese di aeroporti nemici, con tre battaglioni d’assalto e due di supporto specialistico. Addestrati tramite il selettivo RASP, i Ranger usano armi avanzate e tecnologie d’avanguardia, preparandosi a conflitti su larga scala per garantire interventi letali e tempestivi ovunque nel mondo.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30360-75-ranger-regiment-la-punta-di-diamante-del-pentagono.mp4","galleria":""}
{"id":30354,"titolo":"Dragone Sethlans 26: la Brigata di Artiglieria rafforza le capacità operative","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è conclusa nei giorni scorsi l’esercitazione <strong>“Dragone Sethlans 26”</strong>, un’importante attività addestrativa condotta dal <strong>Comando Artiglieria dell’Esercito Italiano</strong> con il contributo di diversi reparti specialistici. L’esercitazione ha rappresentato un momento fondamentale per testare e consolidare le <strong>procedure di pianificazione e gestione del fuoco</strong>, elemento cruciale nel supporto alla manovra delle forze terrestri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Svoltasi tra l’area di Bracciano e il <strong>poligono militare di Monteromano</strong>, l’attività ha visto il coinvolgimento di numerosi assetti operativi, tra cui il <strong>5° reggimento artiglieria “Superga”</strong> e il <strong>52° reggimento artiglieria “Torino”</strong>. A guidare la cellula di risposta della Brigata è stato il <strong>Generale di Brigata Andrea Simone</strong>, Comandante del Comando Artiglieria, figura chiave nel processo di sviluppo delle capacità operative del comparto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo principale dell’esercitazione è stato quello di affinare la <strong>capacità di coordinamento tra sensori e sistemi d’arma</strong>, attraverso un approccio integrato al campo di battaglia moderno. In un contesto operativo sempre più <strong>complesso e multidominio</strong>, la rapidità nella trasmissione delle informazioni e la precisione nella risposta di fuoco rappresentano fattori determinanti per il successo delle operazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Dragone Sethlans 26” si inserisce in un più ampio percorso di crescita della <strong>Brigata di Artiglieria</strong>, chiamata a operare in stretta sinergia con le altre componenti delle Forze Armate. L’esercitazione ha quindi costituito un <strong>banco di prova realistico</strong> per verificare procedure, tempistiche decisionali e capacità di integrazione tra i vari livelli di comando.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-integrazione-comando-e-capacita-operative\">Integrazione, comando e capacità operative</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli aspetti più rilevanti dell’esercitazione è stato il <strong>consolidamento delle procedure di gestione del fuoco</strong> a supporto di un <strong>Comando di Componente Terrestre</strong>. In questo quadro, l’impiego coordinato di <strong>sensori avanzati</strong> – inclusi sistemi di osservazione e acquisizione obiettivi – ha permesso di simulare scenari operativi ad alta intensità, in linea con le più recenti evoluzioni dottrinali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partecipazione del <strong>185° reggimento artiglieria “Folgore”</strong> ha ulteriormente arricchito il livello addestrativo, contribuendo con competenze specifiche nel settore dell’<strong>acquisizione obiettivi</strong> e del coordinamento del fuoco. Questo ha consentito di rafforzare la capacità della Brigata di operare in ambienti complessi, dove la <strong>superiorità informativa</strong> è determinante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17127,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Dragone Sethlans 26: la Brigata di Artiglieria rafforza le capacità operative\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/b446a391-13c7-449a-b754-5bc8909cbaac.jpeg\" alt=\"Dragone Sethlans 26: la Brigata di Artiglieria rafforza le capacità operative\" class=\"wp-image-17127\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cellula della Field Artillery Brigade. Fonte Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso dell’attività, il <strong>Generale di Corpo d’Armata Giovanni Gagliano</strong>, Comandante delle Forze di Supporto al Combattimento, ha potuto verificare sul campo le <strong>iniziali capacità operative</strong> espresse dal Comando Artiglieria. La sua presenza ha rappresentato un momento di <strong>valutazione strategica</strong>, volto a monitorare il percorso verso il raggiungimento della <strong>piena capacità operativa</strong> della Brigata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione ha inoltre evidenziato l’importanza della <strong>digitalizzazione dei processi decisionali</strong> e dell’<strong>interoperabilità tra sistemi</strong>. La gestione del fuoco non è più un’attività isolata, ma parte integrante di una rete complessa in cui informazioni, sensori e piattaforme devono dialogare in tempo reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In tale contesto, “Dragone Sethlans 26” ha confermato il ruolo centrale dell’artiglieria come <strong>moltiplicatore di forza</strong>, capace di influenzare significativamente l’andamento delle operazioni sul terreno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-formazione-e-battesimo-del-fuoco-per-le-nuove-leve\">Formazione e “battesimo del fuoco” per le nuove leve</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto agli aspetti operativi e di comando, l’esercitazione ha avuto un forte valore formativo, coinvolgendo anche il personale in fase di specializzazione. In particolare, i <strong>marescialli del 26° Corso</strong> e i <strong>Volontari in Ferma Iniziale del 2° blocco 2025</strong> hanno partecipato attivamente alle attività presso il poligono di Monteromano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questi giovani militari, “Dragone Sethlans 26” ha rappresentato un momento fondamentale del percorso professionale: il cosiddetto <strong>“battesimo del fuoco”</strong>. Attraverso l’impiego reale dei sistemi d’arma e la conduzione delle attività di <strong>osservazione del tiro</strong>, hanno potuto mettere in pratica le conoscenze teoriche acquisite durante i corsi svolti dal reggimento addestrativo del Comando Artiglieria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17130,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Dragone Sethlans 26: la Brigata di Artiglieria rafforza le capacità operative\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/ee1779f2-620e-4a06-9dd7-ae34038f3bc7.jpeg\" alt=\"Dragone Sethlans 26: la Brigata di Artiglieria rafforza le capacità operative\" class=\"wp-image-17130\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Momento dell'esercitazione. Fonte Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esperienza sul campo ha permesso di perfezionare le <strong>procedure tecnico-tattiche</strong>, sviluppando competenze essenziali per operare in contesti operativi reali. La capacità di lavorare in squadra, gestire lo stress e prendere decisioni rapide sono elementi chiave che solo un <strong>addestramento realistico</strong> può consolidare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In prospettiva, l’investimento nella formazione rappresenta uno dei pilastri fondamentali per garantire l’<strong>efficienza e la prontezza operativa</strong> della Brigata di Artiglieria. Le nuove generazioni di militari, adeguatamente preparate e integrate nei reparti operativi, costituiscono infatti la base su cui costruire le capacità future dell’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Dragone Sethlans 26” si conferma quindi non solo come un’esercitazione di alto livello tecnico, ma anche come un momento di <strong>crescita collettiva</strong>, capace di coniugare innovazione, addestramento e sviluppo delle risorse umane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/f51801e4-46bf-4b1e-a8c2-447b46e921d8.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"addestramentomilitare, artiglieria, esercitoitaliano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-30 21:44:04","stato":"publish","riassunto_video":"L’esercitazione “Dragone Sethlans 26” ha testato le capacità di coordinamento e gestione del fuoco dell’Artiglieria Italiana, coinvolgendo vari reparti e puntando su integrazione, digitalizzazione e rapidità decisionale. Ha rappresentato un momento formativo chiave per le nuove leve, consolidando competenze operative e rafforzando la prontezza della Brigata in scenari complessi.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/terminata-lesercitazione-dragone-sethlans-26/182907.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30354-dragone-sethlans-26-la-brigata-di-artiglieria-rafforza-le-capacita-operative.mp4","galleria":""}
{"id":30348,"titolo":"US ARMY - Nuovo Drone d'attacco P550 Red Dragon. Ideale per l'Arma di Cavalleria.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Esercito degli Stati Uniti ha ufficializzato l'acquisto del <strong>Dragone Rosso</strong> (Red Dragon), un innovativo sistema aereo a pilotaggio remoto (UAS) progettato per attacchi unidirezionali a lungo raggio. L'accordo, del valore di oltre <strong>17 milioni di dollari</strong>, segna un punto di svolta nella capacità di proiezione della forza aerea tattica, con una conclusione delle forniture prevista entro l'aprile 2026.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-capacita-del-dragone-rosso\">Le capacità del Dragone Rosso</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Dragone Rosso rappresenta l'evoluzione estrema dei droni \"kamikaze\" o munizioni circuitanti. Rispetto ai modelli della generazione precedente, come lo <em>Switchblade 600</em>, questo sistema offre prestazioni nettamente superiori in termini di persistenza e raggio d'azione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Raggio d'azione:</strong> Supera i <strong>400 chilometri</strong> (circa 250 miglia), garantendo una copertura del campo di battaglia quattro volte superiore ai sistemi standard attuali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Carico utile:</strong> Può trasportare una testata fino a <strong>10 kg</strong>, rendendolo efficace contro veicoli corazzati e infrastrutture critiche.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Resilienza elettronica:</strong> Il sistema è basato su un'architettura software-defined, ottimizzata per operare in ambienti con <strong>GPS negato</strong> o comunicazioni degradate, tipici dei moderni scenari di guerra elettronica.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Autonomia intelligente:</strong> Grazie al sistema di percezione <em>SPOTR-Edge</em>, il Dragone Rosso è in grado di rilevare e classificare i bersagli autonomamente, trasmettendo i dati ai centri di comando tramite collegamenti radio avanzati.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sebbene il Dragone Rosso sia descritto come un sistema \"pienamente capace di volo autonomo\", la dottrina del Dipartimento della Difesa mantiene una linea prudente: per le operazioni letali, è previsto che un operatore umano rimanga sempre \"on the loop\" (nel ciclo decisionale) per confermare l'ingaggio dei bersagli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17119,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"US ARMY - Nuovo Drone d'attacco P550 Red Dragon. Ideale per l'Arma di Cavalleria.\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/p550-payload-sm.jpg\" alt=\"US ARMY - Nuovo Drone d'attacco P550 Red Dragon. Ideale per l'Arma di Cavalleria.\" class=\"wp-image-17119\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">US ARMY - Nuovo Drone d'attacco P550 Red Dragon. Ideale per l'Arma di Cavalleria.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-potenziamento-della-ricognizione-il-p550\">Potenziamento della Ricognizione: il P550</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre all'assetto d'attacco, l'Esercito ha investito <strong>117 milioni di dollari</strong> nel drone <strong>P550</strong>. Si tratta di una piattaforma a decollo e atterraggio verticale (<strong>eVTOL</strong>) di Gruppo 2, dedicata alla ricognizione a lungo raggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il P550 è progettato per garantire la massima flessibilità operativa grazie alla possibilità di cambiare batterie e sensori \"a caldo\" (<em>hot-swapping</em>), permettendo ai battaglioni di manovra di mantenere una sorveglianza costante senza interruzioni prolungate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-scenario-strategico\">Scenario Strategico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste acquisizioni rientrano nell'iniziativa <strong>\"Drone Dominance\"</strong>, volta a espandere rapidamente l'arsenale di sistemi senza pilota a basso costo ma ad alto impatto tecnologico. L'integrazione di sistemi come il Dragone Rosso riflette l'esperienza maturata nei recenti conflitti globali, dove la capacità di colpire a centinaia di chilometri di distanza con precisione chirurgica è diventata un requisito fondamentale per la superiorità tattica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://www.youtube.com/watch?v=5H7g7oKJVw0\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://www.youtube.com/watch?v=5H7g7oKJVw0\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-risorsa-innovativa-per-la-cavalleria-italiana\">Una risorsa innovativa per la Cavalleria Italiana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un'ottica di ammodernamento delle forze europee, le caratteristiche del <strong>Dragone Rosso</strong> risultano particolarmente promettenti per i <strong>Reggimenti di Cavalleria esplorante </strong>. La capacità di operare in profondità (oltre 400 km) permetterebbe a queste unità di trasformarsi da semplici sensori di ricognizione a veri e propri moltiplicatori di forza letale, capaci di colpire obiettivi di alto valore ben oltre la linea di contatto, senza esporre gli equipaggi dei blindo o dei nuovi sistemi da combattimento. L'integrazione di simili sistemi UAS organici fornirebbe alla cavalleria italiana quella \"bolla di ingaggio\" autonoma necessaria nei moderni scenari multi-dominio, dove la tempestività dell'intervento è fondamentale per il successo della missione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/av-delivers-p550-lrr.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"AeroVironment, Cavalleria, difesa, Droni, tecnologiamilitare, uas","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-30 05:14:04","stato":"publish","riassunto_video":"L'Esercito USA ha acquistato il drone d’attacco Red Dragon, con raggio oltre 400 km e testata da 10 kg, capace di operare in ambienti ostili grazie a un sistema autonomo ma con controllo umano per l’ingaggio. In parallelo, investe nel drone ricognitivo P550 eVTOL. Questi sistemi potenziano la proiezione di forza e la sorveglianza, con potenziali applicazioni anche per la Cavalleria.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.avinc.com/images/uploads/product_docs/P550_Datasheet_1.pdf","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30348-us-army-nuovo-drone-dattacco-p550-red-dragon-ideale-per-larma-di-cavalleria.mp4","galleria":""}
{"id":30343,"titolo":"DELTA: Il futuro del C2 Digitale basato su Cloud e Intelligenza Artificiale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre il concetto tradizionale di Comando e Controllo (C2) si è storicamente basato su centri di comando fisici e infrastrutture hardware pesanti, l'Ucraina ha riscritto le regole. Il sistema <strong>Delta</strong> rappresenta il primo esempio globale di <strong>C2 \"estratto\" dal campo di battaglia e proiettato nel Cloud</strong>, potenziato da algoritmi di Intelligenza Artificiale che trasformano il caos dei dati in decisioni letali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-infrastruttura-un-cloud-invisibile-e-resiliente\">L'Infrastruttura: Un Cloud Invisibile e Resiliente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La più grande vulnerabilità di un sistema di comando tradizionale è il suo centro fisico: un quartier generale può essere individuato e distrutto. L'Ucraina ha risolto questo problema spostando l'intera architettura di Delta su <strong>server cloud distribuiti in paesi alleati</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Resilienza Geografica:</strong> Poiché i dati non risiedono su server fisici in territorio ucraino, sono immuni agli attacchi missilistici russi. Anche se una postazione di comando sul campo viene colpita, il \"cervello\" del sistema continua a funzionare intatto altrove.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Connettività Ibrida:</strong> Il Cloud di Delta è accessibile grazie alla costellazione <strong>Starlink</strong>, che fornisce il \"tubo\" di dati necessario per collegare la trincea più remota ai data center europei. Questa combinazione di cloud e internet satellitare ha reso obsoleti i vecchi sistemi radio a corto raggio per il coordinamento strategico.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Accessibilità Multi-Livello:</strong> Essendo una piattaforma <em>web-based</em>, Delta non richiede hardware dedicato. Un comandante può accedere alla situazione operativa da un laptop protetto, mentre un soldato in prima linea riceve aggiornamenti in tempo reale sul suo tablet attraverso un ambiente criptato e isolato (MDM).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-intelligenza-artificiale-dal-monitoraggio-all-azione\">L'Intelligenza Artificiale: Dal Monitoraggio all'Azione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un conflitto dove volano migliaia di droni e ogni metro quadro è sorvegliato, il problema non è più la mancanza di informazioni, ma l'eccesso di dati (<em>data overload</em>). L'IA di Delta è progettata per filtrare questo rumore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-avengers-l-occhio-algoritmico\">Avengers: L'Occhio Algoritmico</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il modulo <strong>Avengers</strong> è il cuore analitico del sistema. Non si limita a trasmettere video; li \"legge\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Riconoscimento Automatico (ATR):</strong> L'IA analizza i flussi video di migliaia di droni simultaneamente, identificando autonomamente carri armati, sistemi di difesa aerea e pezzi d'artiglieria.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Smascheramento delle Esche:</strong> Gli algoritmi sono addestrati per distinguere tra il calore e la forma di un vero mezzo corazzato e i modelli gonfiabili o in legno usati per l'inganno (decoy).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Monitoraggio H24:</strong> Mentre un operatore umano si stanca dopo poche ore di osservazione, l'IA mantiene lo stesso livello di precisione 24 ore su 24, segnalando solo i cambiamenti rilevanti sulla mappa.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17099,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"DELTA: Il futuro del C2 Digitale basato su Cloud e Intelligenza Artificiale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2025-07-12-at-08.24.21.jpeg\" alt=\"DELTA: Il futuro del C2 Digitale basato su Cloud e Intelligenza Artificiale\" class=\"wp-image-17099\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">DELTA: Il futuro del C2 Digitale basato su Cloud e Intelligenza Artificiale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-elaborazione-del-linguaggio-naturale-nlp\">Elaborazione del Linguaggio Naturale (NLP)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il futuro di Delta, come confermato dagli sviluppatori, punta verso strumenti simili a <strong>ChatGPT</strong> ma ottimizzati per il contesto militare. L'obiettivo è trasformare i rapporti testuali inviati dai soldati o i messaggi intercettati in oggetti geografici sulla mappa in modo automatico, eliminando l'inserimento manuale dei dati e velocizzando il ciclo di comando.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ciclo-del-fuoco-software-defined\">Il Ciclo del Fuoco \"Software-Defined\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'integrazione tra Cloud e IA permette di chiudere quello che i militari chiamano <em>Kill Chain</em> (catena di abbattimento) in tempi record.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fase 1:</strong> Un sensore (drone o telecamera fissa) cattura un'immagine.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fase 2:</strong> L'IA nel <strong>Cloud</strong> identifica il bersaglio e lo valida.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fase 3:</strong> Il sistema <strong>Delta Monitor</strong> visualizza il bersaglio su tutte le mappe dei comandanti interessati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fase 4:</strong> Attraverso l'integrazione con sistemi come il polacco <strong>TOPAZ</strong>, le coordinate vengono inviate direttamente ai pezzi d'artiglieria.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo processo, che un tempo richiedeva decine di minuti e diversi passaggi radio, oggi avviene in pochi istanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione-il-c2-come-vantaggio-asimmetrico\">Conclusione: Il C2 come Vantaggio Asimmetrico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Ucraina ha dimostrato che la superiorità nel Comando e Controllo non si misura più in numero di generali o di radio, ma in <strong>capacità di calcolo e velocità di banda</strong>. L'uso del Cloud rende il sistema indistruttibile, mentre l'IA lo rende intelligente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per le forze NATO, Delta non è solo un alleato, ma un laboratorio accelerato: è la dimostrazione che il futuro della guerra è una piattaforma digitale dove l'informazione è l'arma più potente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/222.png","categoria":"Blog","tags":"C2Architecture, CloudWarfare, DefenseTech, DeltaSystem, MilitaryAI, UkraineWar","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-29 22:24:05","stato":"publish","riassunto_video":"L'Ucraina ha rivoluzionato il Comando e Controllo militare con Delta, un sistema cloud resiliente e potenziato dall’IA. Grazie a server distribuiti e connessione Starlink, Delta è immune agli attacchi e accessibile ovunque. L’IA analizza dati da droni, riconosce bersagli reali e falsi, e accelera il ciclo di comando, trasformando l’informazione nell’arma decisiva del futuro.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30343-delta-il-futuro-del-c2-digitale-basato-su-cloud-e-intelligenza-artificiale.mp4","galleria":""}
{"id":30337,"titolo":"Mosca lancia la sfida a Starlink: in orbita i primi satelliti della costellazione \"Rassvet\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 23 marzo 2026 segna una svolta per l'autonomia tecnologica russa. Con il lancio di 16 satelliti della società Bureau 1440, il Cremlino accelera sul progetto Rassvet, puntando a rompere il monopolio occidentale delle comunicazioni a banda larga in orbita bassa (LEO).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il \"vecchio\" ma instancabile <strong>Sojuz 2</strong> (lo <em>Zemiorka</em> di scuola sovietica) ha confermato ancora una volta la sua affidabilità. Decollato dal cosmodromo di <strong>Plesetsk</strong> lo scorso lunedì, il vettore ha inserito con successo in orbita 16 satelliti per comunicazioni appartenenti alla società russa <strong>Bureau 1440</strong>. Non si è trattato di un lancio di routine, ma del passaggio ufficiale dalla fase sperimentale a quella operativa del programma <strong>Rassvet</strong> (Alba).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17107,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/1.webp\" alt=\"Mosca lancia la sfida a Starlink: in orbita i primi satelliti della costellazione &quot;Rassvet&quot;\" class=\"wp-image-17107\" style=\"width:1000px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Mosca lancia la sfida a Starlink: in orbita i primi satelliti della costellazione \"Rassvet\"</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-obiettivo-un-infrastruttura-sovrana\">L'obiettivo: un'infrastruttura sovrana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto Rassvet rappresenta la risposta russa allo strapotere di <strong>SpaceX</strong>. Sebbene il distacco numerico da Starlink — che vanta ormai oltre 10.000 asset in orbita — resti abissale, la mossa di Mosca ha una valenza squisitamente <strong>strategica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto di isolamento internazionale e sanzioni, la Russia necessita di un'infrastruttura di comunicazione che sia:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Indipendente:</strong> Svincolata dai fornitori occidentali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Resiliente:</strong> Capace di garantire copertura a banda larga su tutto l'immenso territorio della Federazione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Duale:</strong> Utilizzabile sia per l'economia civile (\"Economia dei dati\") sia per scopi legati alla sicurezza e alla difesa.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Cremlino non sta badando a spese per recuperare il terreno perduto. Il bilancio federale prevede uno stanziamento di <strong>102,8 miliardi di rubli</strong> (circa 1,14 miliardi di euro), supportato da massicci investimenti privati che superano i 300 miliardi di rubli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17108,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Expedition-72-Soyuz-Rollout-NHQ202409080028.jpg\" alt=\"Mosca lancia la sfida a Starlink: in orbita i primi satelliti della costellazione &quot;Rassvet&quot;\" class=\"wp-image-17108\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Mosca lancia la sfida a Starlink: in orbita i primi satelliti della costellazione \"Rassvet\"</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>I numeri del programma:</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Target 2027:</strong> Avvio delle operazioni commerciali con i primi 250 satelliti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Target 2035:</strong> Completamento della costellazione con oltre <strong>900 satelliti</strong> in orbita bassa.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-dimensione-militare-la-lezione-dell-ucraina\">La dimensione militare: la lezione dell'Ucraina</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'urgenza russa di schierare una propria rete LEO deriva direttamente dalle lezioni apprese sul campo di battaglia. Il ruolo di <strong>Starlink</strong> nel conflitto ucraino ha dimostrato come le costellazioni satellitari a bassa latenza non siano solo strumenti commerciali, ma asset decisivi per il comando e controllo (C2) in tempo reale, la guida dei droni e la resilienza delle comunicazioni tattiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il successo del lancio del 23 marzo, la Russia tenta di riappropriarsi di quel primato tecnologico che, dai tempi dello <strong>Sputnik 1</strong>, sembrava essersi appannato a causa di croniche carenze di budget e problemi gestionali post-sovietici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La competizione per l'orbita bassa non riguarda più solo USA e Russia. Mentre la Cina accelera sui propri programmi \"G60\" e \"Guowang\", e l'Europa consolida la rete <strong>OneWeb</strong> (circa 630 satelliti), il settore difesa globale osserva con attenzione. Chi domina la connettività orbitale detiene, di fatto, le chiavi della proiezione di potenza nel XXI secolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mosca è tornata in partita, ma la sfida contro l'efficienza industriale di Elon Musk e la capacità produttiva di Pechino è appena iniziata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/Soyuz-2.1b-GLONASS-K2-13L-launch-01.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"bureau1440, difesa, russia, satelliti, soyuz, Spazio, Starlink","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-29 21:34:03","stato":"publish","riassunto_video":"Il 23 marzo 2026 la Russia ha lanciato 16 satelliti per il progetto Rassvet, segnando il passaggio da sperimentale a operativo. L’obiettivo è creare una rete di comunicazioni indipendente e resiliente, sfidando Starlink di SpaceX. Il programma punta a 250 satelliti nel 2027 e oltre 900 entro il 2035, con un forte focus civile e militare, ispirato dall’esperienza in Ucraina.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.repubblica.it/tecnologia/2026/03/25/news/la_russia_ha_appena_lanciato_il_suo_primo_satellite_per_sfidare_gli_usa_e_musk-425245432/?shem=dsdf,sharefoc,agadiscoversdl,,sh/x/discover/m1/4","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30337-mosca-lancia-la-sfida-a-starlink-in-orbita-i-primi-satelliti-della-costellazione-rassvet.mp4","galleria":""}
{"id":30331,"titolo":"Bagliori di Battaglie Future: l'Ucraina e la fine della Guerra Tradizionale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il conflitto in Ucraina non è solo una cronaca di resistenza, ma il \"punto di non ritorno\" della dottrina militare moderna. Come analizzato da <strong>Enrico Della Gatta</strong> in <em>“Difendere il futuro”</em>, siamo di fronte a un cambio di paradigma: il vantaggio non deriva più dal possesso di singoli sistemi sofisticati, ma dalla loro integrazione in <strong>reti adattive e resilienti</strong>. È la fine dell'era della \"piattaforma unica\" e l'inizio della guerra dominata dal codice.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-sistema-delta-il-cervello-cloud-del-fronte\">Il Sistema Delta: Il Cervello Cloud del Fronte</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Sistema Delta</strong> è l'architrave digitale dell'Ucraina, una piattaforma di <em>situational awareness</em> che ha trasformato il modo in cui le informazioni vengono raccolte e trasformate in azione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Le Origini:</strong> Nato nel 2014 dalla necessità disperata di modernizzare un esercito di stampo sovietico dopo l'annessione della Crimea, Delta è stato sviluppato dall'unità di innovazione <strong>Aerorozvidka</strong>. Si ispira alla <em>Network-Centric Warfare</em> teorizzata negli USA negli anni '90, ma la realizza con tecnologie civili contemporanee.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Integrazione Totale:</strong> Delta aggrega in tempo reale dati provenienti da fonti eterogenee: immagini satellitari, feed di droni, intercettazioni elettroniche, dati radar e rapporti OSINT.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Crowdsourcing Bellico:</strong> Una delle sue caratteristiche più dirompenti è l'integrazione di dati dai civili. Tramite chatbot come <em>e-Enemy</em>, ogni cittadino con uno smartphone diventa un sensore, segnalando movimenti nemici che il sistema valida e distribuisce istantaneamente ai comandanti di plotone.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17091,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/123jh.jpg\" alt=\"Bagliori di Battaglie Future: l'Ucraina e la fine della Guerra Tradizionale\" class=\"wp-image-17091\" title=\"Bagliori di Battaglie Future: l'Ucraina e la fine della Guerra Tradizionale\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Bagliori di Battaglie Future: l'Ucraina e la fine della Guerra Tradizionale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-software-defined-warfare-quando-il-codice-vince-sull-acciaio\">Software-Defined Warfare: Quando il Codice vince sull'Acciaio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se il Delta è il cervello, la <strong>Software-Defined Warfare (SDW)</strong> è il sistema nervoso. Questo concetto, mutuato dall'informatica della Silicon Valley, segna il passaggio da una guerra basata sull'hardware a una basata sul software.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Hardware come Guscio:</strong> In questo paradigma, il \"pezzo di ferro\" (drone, radio o cannone) è solo un contenitore economico. Il vero valore risiede nel software che lo governa.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Adattabilità in Tempo Reale:</strong> Nelle battaglie future, i cicli di aggiornamento non durano anni, ma ore. Se il nemico introduce un nuovo sistema di disturbo (jamming), i programmatori ucraini riscrivono il codice del drone durante la notte e inviano l'aggiornamento \"over-the-air\" direttamente al fronte.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Interoperabilità Forzata:</strong> La SDW permette a sistemi vecchi di decenni di \"parlare\" con tecnologie d'avanguardia. Un cannone dell'era sovietica può ricevere coordinate precise da un satellite moderno grazie a un'interfaccia software creata <em>ad hoc</em>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-attrito-cognitivo-e-il-modello-user-driven\">L'Attrito Cognitivo e il Modello User-Driven</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'innovazione ucraina ha invertito la catena di comando dell'innovazione. <a href=\"https://brigatafolgore.net/industria-difesa-italiana-o-radicale-trasformazione-o-inevitabile-impreparazione/\">Non è più l'industria a proporre piattaforme allo Stato in cicli decennali, ma sono le esigenze delle trincee a guidare lo sviluppo</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Processo Darwiniano:</strong> Sul campo sopravvive solo ciò che funziona. Questo crea un ecosistema in cui il fallimento di un prototipo non è un disastro economico, ma un dato per la versione successiva.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Scarsità Industriale vs. Scarsità Cognitiva:</strong> L'Intelligenza Artificiale ha eliminato la \"nebbia della guerra\" (scarsità cognitiva). Oggi il problema non è più trovare il nemico, ma avere abbastanza munizioni (capacità industriale) per colpire tutto ciò che la rete ha già individuato.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17092,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/4-1-1.jpg\" alt=\"Bagliori di Battaglie Future: l'Ucraina e la fine della Guerra Tradizionale\" class=\"wp-image-17092\" title=\"Bagliori di Battaglie Future: l'Ucraina e la fine della Guerra Tradizionale\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Bagliori di Battaglie Future: l'Ucraina e la fine della Guerra Tradizionale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-campo-minato-invisibile-guerra-elettronica-e-cyber\">Il Campo Minato Invisibile: Guerra Elettronica e Cyber</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il tratto distintivo delle battaglie future è la virtualizzazione dello scontro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Lo Spazio Elettromagnetico:</strong> È diventato una trincea. Sistemi di jamming saturano lo spettro, oscurano il GPS e degradano le comunicazioni. Solo i sistemi con software più resiliente riescono a navigare in questo \"campo minato invisibile\".</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Guerra Informativa:</strong> Bot e deepfake non colpiscono solo l'opinione pubblica, ma puntano a mandare in crisi la coesione dei comandi, trasformando la percezione in un obiettivo cinetico.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione-la-lezione-per-l-occidente\">Conclusione: La Lezione per l'Occidente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Ucraina dimostra che la potenza militare del futuro non risiederà negli arsenali statici, ma nella <strong>capacità di rigenerazione continua</strong>. La deterrenza del XXI secolo non è una \"fotografia\" di quanti carri armati si hanno in magazzino, ma un \"film\" che mostra la velocità con cui un ecosistema può imparare, adattarsi e produrre nuove soluzioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l'Europa, colmare il <em>drone gap</em> o il ritardo tecnologico non significa solo comprare nuovi mezzi, ma adottare questo modello <strong>user-driven and industry-enabled</strong>, dove il programmatore è diventato essenziale quanto il soldato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/1-16.jpg","categoria":"Blog","tags":"difesa, Droni, innovazionemilitare, intelligenzaartificiale, sistemadelta, softwaredefinedwarfare, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-29 11:24:03","stato":"publish","riassunto_video":"Il conflitto in Ucraina segna un cambio di paradigma militare: il vantaggio non è più nel singolo sistema, ma nella loro integrazione in reti adattive. Il Sistema Delta aggrega dati civili e militari in tempo reale, trasformando ogni cittadino in un sensore. La guerra è sempre più definita dal software, con aggiornamenti rapidi e interoperabilità tra vecchie e nuove tecnologie.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30331-bagliori-di-battaglie-future-lucraina-e-la-fine-della-guerra-tradizionale.mp4","galleria":""}
{"id":30325,"titolo":"Il Modello Norvegia: il Servizio di Leva è il Miglior Investimento per il Futuro","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un'epoca di incertezza geopolitica e di crisi del mercato del lavoro giovanile, la Norvegia offre una lezione preziosa: il servizio militare non è un \"tempo perso\", ma un trampolino di lancio d'élite. Mentre in Italia il dibattito sulla leva oscilla tra nostalgie del passato e timori di militarismo, il sistema scandinavo dimostra che una difesa moderna può essere il più grande motore di formazione civile e professionale del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-non-e-per-tutti-l-eccellenza-come-criterio\">Non è per tutti: L'Eccellenza come Criterio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A differenza della vecchia leva obbligatoria di massa, il sistema norvegese (<strong><em>førstegangstjeneste</em></strong>) si basa su una <strong>selezione rigorosa</strong>. Sebbene la leva sia teoricamente universale e neutra rispetto al genere dal 2016, l'esercito seleziona solo i più motivati e capaci.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Selezione meritocratica:</strong> Su migliaia di giovani, solo una frazione viene scelta in base a test fisici, psicologici e, soprattutto, alla <strong>motivazione personale</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Status Sociale:</strong> Essere scelti per servire in Norvegia è un vanto. È paragonabile all'ammissione in un'università prestigiosa.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17081,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/20190926tk-I6941.jpg\" alt=\"Il Modello Norvegia: il Servizio di Leva è il Miglior Investimento per il Futuro\" class=\"wp-image-17081\" title=\"Il Modello Norvegia: il Servizio di Leva è il Miglior Investimento per il Futuro\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Modello Norvegia: il Servizio di Leva è il Miglior Investimento per il Futuro</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-master-di-vita-competenze-per-il-mercato-del-lavoro\">Un Master di Vita: Competenze per il Mercato del Lavoro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'articolo del <em>Forsvarets forum</em> evidenzia come il servizio militare sia un vero e proprio \"processo di maturazione\". I benefici che i giovani portano nel mondo del lavoro dopo 12 mesi di servizio sono tangibili:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Hard Skills:</strong> I ragazzi imparano il primo soccorso avanzato, la meccanica, la logistica, la sicurezza informatica e la gestione di tecnologie complesse.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Soft Skills:</strong> Disciplina, capacità di lavorare in squadra sotto pressione, risoluzione di conflitti e leadership. Queste sono esattamente le competenze che i datori di lavoro faticano a trovare nei neolaureati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Vantaggi Competitivi:</strong> In Norvegia, chi completa il servizio ottiene <strong>punti extra</strong> per l'ammissione all'università e un curriculum che balza subito all'occhio dei selezionatori.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Piegare le lenzuola perfettamente ogni mattina o imparare a gestire il cameratismo in condizioni estreme non è solo disciplina militare; è imparare a conoscere i propri limiti.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-difesa-e-democrazia-un-legame-indissolubile\">Difesa e Democrazia: Un Legame Indissolubile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Norvegia, il servizio militare non è visto come una preparazione alla guerra fine a se stessa, ma come un atto di <strong>protezione della democrazia</strong>. Con il mutato scenario internazionale (il confine con la Russia e la crisi in Ucraina), i giovani norvegesi comprendono che la libertà ha un costo in termini di impegno personale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo crea un senso di <strong>coesione nazionale</strong> e appartenenza che trascende le divisioni politiche, un elemento che in Italia sembra essersi indebolito nel tempo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17082,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/270439.webp\" alt=\"Il Modello Norvegia: il Servizio di Leva è il Miglior Investimento per il Futuro\" class=\"wp-image-17082\" title=\"Il Modello Norvegia: il Servizio di Leva è il Miglior Investimento per il Futuro\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Modello Norvegia: il Servizio di Leva è il Miglior Investimento per il Futuro</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-l-italia-dovrebbe-prendere-esempio\">Perché l'Italia dovrebbe prendere esempio?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Italia si trova ad affrontare sfide simili: un alto tasso di NEET (giovani sommersi che non studiano né lavorano) e un distacco crescente tra cittadini e istituzioni. Ecco come il modello norvegese potrebbe ispirare il nostro futuro:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-a-dalla-naja-al-servizio-strategico\">A. Dalla \"Naja\" al \"Servizio Strategico\"</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Italia non ha bisogno di ripristinare la vecchia leva burocratica e punitiva. Dovrebbe invece creare un <a href=\"https://brigatafolgore.net/leva-volontaria-e-selezione-perche-il-vero-valore-non-e-arruolare-tutti-ma-scegliere-meglio/\">Servizio Volontario Altamente Qualificato</a>, aperto a uomini e donne, che offra certificazioni professionali riconosciute a livello europeo (meccanica, droni, cybersecurity, protezione civile).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-b-incentivi-concreti-non-solo-pacche-sulle-spalle\">B. Incentivi concreti, non solo pacche sulle spalle</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come in Norvegia, il servizio dovrebbe garantire:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Crediti formativi</strong> universitari pesanti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Riserve di posti</strong> nei concorsi pubblici (già parzialmente esistenti, ma da potenziare).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sgravi contributivi</strong> per le aziende che assumono chi ha completato il servizio.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-c-cittadinanza-attiva\">C. Cittadinanza Attiva</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un periodo di servizio allo Stato aiuterebbe a mescolare giovani di diverse estrazioni sociali e regioni, abbattendo le barriere e creando una classe dirigente più consapevole dei doveri civici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il messaggio norvegese è chiaro: \"Fai un favore a te stesso, servi il tuo Paese\". Non si tratta di imparare a sparare, ma di imparare a vivere, a collaborare e a costruire una carriera solida. L'Italia ha l'opportunità di trasformare la difesa in un'accademia di eccellenza per le nuove generazioni. È tempo di smettere di guardare alla leva come a un ricordo polveroso e iniziare a vederla come un'investimento sul capitale umano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/Forstegangstjenesten1-scaled-1.jpeg","categoria":"Blog","tags":"leva, naja, Norvegia, ServizioMilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-29 10:24:03","stato":"publish","riassunto_video":"In Norvegia il servizio militare selettivo è un trampolino di lancio per i giovani, offrendo competenze tecniche e soft skills apprezzate dal mercato del lavoro. Non solo difesa, ma formazione civica e professionale che rafforza la coesione nazionale. L’Italia potrebbe ispirarsi a questo modello, trasformando la leva in un servizio volontario qualificato e vantaggioso per il futuro.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30325-il-modello-norvegia-il-servizio-di-leva-e-il-miglior-investimento-per-il-futuro.mp4","galleria":""}
{"id":30318,"titolo":"Neptune Strike 26-1: L'Elite Navale della NATO schierata nel Mediterraneo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>25 marzo al 1° aprile 2026</strong>, il Mediterraneo Centrale e Occidentale diventano il fulcro della <strong>Neptune Strike 26-1</strong>, la principale attività di vigilanza avanzata (<em>enhanced Vigilance Activity - eVA</em>) della NATO. Coordinata dal comando <strong>STRIKFORNATO</strong> di Oeiras (Portogallo), l'operazione mobilita una potenza di fuoco e una capacità di proiezione strategica che unisce le eccellenze navali europee.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tre-gruppi-d-attacco-per-una-difesa-a-360-gradi\">Tre Gruppi d'Attacco per una Difesa a 360 Gradi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'integrazione delle forze marittime vede protagonisti tre pilastri della difesa europea:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Italia:</strong> Il Carrier Strike Group della portaerei <strong>Cavour</strong>, scortato dal cacciatorpediniere <strong>Caio Duilio</strong> e dalla fregata <strong>Virginio Fasan</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Spagna:</strong> Il gruppo d'assalto anfibio della <strong>Juan Carlos I</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Francia:</strong> Il supporto strategico del gruppo portaerei <strong>Charles de Gaulle</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17073,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Neptune Strike 26-1: L'Elite Navale della NATO schierata nel Mediterraneo\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/HEfDI4FbgAAHME.jpg\" alt=\"Neptune Strike 26-1: L'Elite Navale della NATO schierata nel Mediterraneo\" class=\"wp-image-17073\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Neptune Strike 26-1: L'Elite Navale della NATO schierata nel Mediterraneo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-proiezione-dal-mare-al-continente\">Proiezione dal Mare al Continente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercitazione non si limita al dominio marittimo. Grazie alla sinergia tra caccia di <strong>quarta e quinta generazione</strong> (come gli F-35B imbarcati sul Cavour) e il supporto dei droni <strong>RQ-4D</strong> della <em>NATO Intelligence, Surveillance and Reconnaissance Force</em> (NISRF) di Sigonella, il raggio d'azione si estende su tutta l'Europa continentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le missioni prevedono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ingaggio di obiettivi terrestri:</strong> Simulazioni di attacco a lungo raggio in poligoni situati in <strong>Bulgaria, Polonia e Romania</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Presenza nel Mar Nero:</strong> Operazioni nello spazio aereo internazionale per garantire vigilanza costante sul fianco sud-orientale dell'Alleanza.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Interoperabilità Multidominio:</strong> Dimostrazione della capacità NATO di colpire con precisione coordinando assetti aerei, terrestri e navali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17074,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Neptune Strike 26-1: L'Elite Navale della NATO schierata nel Mediterraneo\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/HEfDI2ZXAAAk13t.jpg\" alt=\"Neptune Strike 26-1: L'Elite Navale della NATO schierata nel Mediterraneo\" class=\"wp-image-17074\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Neptune Strike 26-1: L'Elite Navale della NATO schierata nel Mediterraneo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-coalizione-globale\">Una Coalizione Globale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sebbene a guida mediterranea, la Neptune Strike 26-1 vede il contributo di ben <strong>12 nazioni</strong>: Albania, Bulgaria, Croazia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Romania, Spagna e Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Concepita nel 2020, la serie Neptune Strike dimostra la rapidità della NATO nell'integrare forze multinazionali. Si tratta di attività difensive, pianificate a lungo termine e pienamente conformi al diritto internazionale, adattate per rispondere con prontezza alle evoluzioni dello scenario globale.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17075,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Neptune Strike 26-1: L'Elite Navale della NATO schierata nel Mediterraneo\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/HEfDIy4WwAAmz3F.jpg\" alt=\"Neptune Strike 26-1: L'Elite Navale della NATO schierata nel Mediterraneo\" class=\"wp-image-17075\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Neptune Strike 26-1: L'Elite Navale della NATO schierata nel Mediterraneo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ruolo-dell-italia\">Il Ruolo dell'Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l'<strong>Italian Carrier Strike Group</strong>, questa iterazione rappresenta il culmine di un percorso di maturità operativa. Non si tratta solo di difesa dei confini, ma di esercitare una <strong>deterrenza attiva</strong> che tutela la libertà di navigazione e stabilizza le rotte commerciali vitali, confermando l'Italia come perno della sicurezza nel \"Mediterraneo Allargato\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/HEfDI1baUAAl5K5.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#NeptuneStrike, #PortaereiCavour, CarrierStrikeGroup, deterrenza, marinamilitare, NATO, sicurezzamarittima","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-28 16:54:04","stato":"publish","riassunto_video":"Dal 25 marzo al 1° aprile 2026, la NATO coordina nel Mediterraneo Centrale e Occidentale Neptune Strike 26-1, un’esercitazione navale avanzata con Italia, Spagna e Francia protagoniste. L’operazione integra portaerei, caccia F-35B e droni, estendendo la proiezione dal mare al continente europeo. Coinvolge 12 nazioni e dimostra la capacità di difesa multinazionale e multidominio della NATO.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30318-neptune-strike-26-1-lelite-navale-della-nato-schierata-nel-mediterraneo.mp4","galleria":""}
{"id":30311,"titolo":"L’incognita di Kharg: lo sbarco dei Marines tra i fantasmi del passato e la trappola di Hormuz","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>27 marzo 2026 – Il Medio Oriente si trova di fronte a un bivio decisivo. Con il fallimento dei negoziati sui 15 punti del piano di pace USA, la minaccia di uno sbarco americano sull’<strong>isola di Kharg</strong> – il cuore pulsante dell’export petrolifero iraniano – è passata da opzione teorica a probabilità imminente. Oltre 7.000 soldati scelti, tra cui i paracadutisti della 82ª Divisione e i Marines, sono pronti a colpire. Tuttavia, l'operazione non sarà la \"passeggiata\" tecnologica che molti si aspettano: il rischio di finire in un pantano strategico è altissimo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'escalation nel Golfo Persico porta gli Stati Uniti sulla soglia di un'invasione terrestre. Ma tra i droni a fibra ottica e l'incubo dei mini-sommergibili, la vittoria non sarà un blitz: sarà una sfida di logoramento che richiederà tempo, risorse e un'immensa tenuta psicologica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17063,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"L’incognita di Kharg: lo sbarco dei Marines tra i fantasmi del passato e la trappola di Hormuz\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/1-15.jpg\" alt=\"L’incognita di Kharg: lo sbarco dei Marines tra i fantasmi del passato e la trappola di Hormuz\" class=\"wp-image-17063\" style=\"width:1000px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’incognita di Kharg: lo sbarco dei Marines tra i fantasmi del passato e la trappola di Hormuz</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-invasione-terrestre-un-terreno-minato\">L'invasione terrestre: un terreno minato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo di Donald Trump è chiaro: occupare Kharg per strangolare l'economia del regime e costringere gli Ayatollah alla resa da una posizione di debolezza assoluta. Ma la realtà sul campo parla di una resistenza asimmetrica senza precedenti. Gli iraniani hanno appreso la lezione dei conflitti moderni, schierando droni <em>Shahed</em> collegati in <strong>fibra ottica</strong>, immuni a qualsiasi disturbo elettronico (<em>jamming</em>). Ogni soldato americano che metterà piede a terra dovrà affrontare ondate di \"martiri\" tecnologici e Pasdaran annidati in bunker sotterranei, pronti a una disperata resistenza a oltranza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17064,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’incognita di Kharg: lo sbarco dei Marines tra i fantasmi del passato e la trappola di Hormuz\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/122.jpg\" alt=\"L’incognita di Kharg: lo sbarco dei Marines tra i fantasmi del passato e la trappola di Hormuz\" class=\"wp-image-17064\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’incognita di Kharg: lo sbarco dei Marines tra i fantasmi del passato e la trappola di Hormuz</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-incubo-invisibile-i-sottomarini-classe-ghadir\">L'incubo invisibile: i sottomarini classe Ghadir</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre gli occhi sono puntati sulla terraferma, il vero pericolo mortale si muove sotto il pelo dell’acqua. I sottomarini <strong>Ghadir</strong>, piccoli battelli di classe <em>midget</em>, sono l’asso nella manica di Teheran per rendere lo Stretto di Hormuz un cimitero di navi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Invisibilità:</strong> Lunghi appena 29 metri, operano in acque bassissime dove i sonar delle grandi portaerei USA faticano a distinguerli dal fondale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Letalità:</strong> Armati di siluri pesanti e missili antinave, possono colpire le unità da sbarco prima ancora che queste raggiungano la costa.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sabotaggio:</strong> Sono piattaforme ideali per la posa di mine magnetiche e il rilascio di incursori per operazioni speciali, rendendo ogni corridoio di navigazione una roulette russa.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17065,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"L’incognita di Kharg: lo sbarco dei Marines tra i fantasmi del passato e la trappola di Hormuz\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/2-2.jpg\" alt=\"L’incognita di Kharg: lo sbarco dei Marines tra i fantasmi del passato e la trappola di Hormuz\" class=\"wp-image-17065\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’incognita di Kharg: lo sbarco dei Marines tra i fantasmi del passato e la trappola di Hormuz</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusioni-la-soluzione-non-e-un-blitz\">Conclusioni: La \"Soluzione\" non è un blitz</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante la complessità dello scenario, una soluzione esiste, ma non è né semplice né immediata. Chi spera in una vittoria \"chirurgica\" ignora la natura della guerra asimmetrica. Per risolvere il nodo iraniano, Washington dovrà mettere in conto tre fattori determinanti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Pazienza Tattica:</strong> Non basterà un bombardamento. Serviranno mesi di operazioni lente e metodiche di sminamento e caccia ai mini-sommergibili, centimetro per centimetro, accettando ritardi e pesanti perdite logistiche.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Soldi e Risorse:</strong> La difesa iraniana punta a mandare in bancarotta l'aggressore. Gli USA dovranno accettare di spendere milioni per abbattere droni da pochi dollari, sostenendo costi operativi che graveranno pesantemente sulle casse federali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fatica e Logoramento:</strong> La \"soluzione\" passerà per un logoramento fisico e psicologico delle truppe. Sarà una guerra di nervi contro un nemico che non teme la morte, dove ogni successo andrà difeso con un presidio costante, faticoso e rischioso.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In definitiva, l’invasione di Kharg non sarà la fine delle ostilità, ma solo l’inizio di una fase nuova e durissima. La vittoria è possibile, ma il prezzo non sarà pagato in comunicati stampa trionfali, bensì in una lunga e faticosa gestione del fango, delle mine e del silenzio degli abissi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/33.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Hormuz, Iran, marines, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-28 09:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"Il fallimento dei negoziati di pace USA spinge verso un imminente sbarco americano sull’isola iraniana di Kharg, strategica per il petrolio. Oltre 7.000 soldati affronteranno una resistenza asimmetrica con droni avanzati e mini-sommergibili Ghadir nello Stretto di Hormuz. La vittoria potrebbe essere una lunga guerra di logoramento, costosa e psicologicamente estenuante.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30311-lincognita-di-kharg-lo-sbarco-dei-marines-tra-i-fantasmi-del-passato-e-la-trappola-di-hormuz.mp4","galleria":""}
{"id":17057,"titolo":"Il Valore dei Militari Italiani nella Resistenza: dalla Divisione Acqui all'Operazione Herring","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La storia della Resistenza italiana durante la Seconda Guerra Mondiale è permeata da momenti di straordinario coraggio, sacrificio e determinazione, dove il contributo dei militari è stato fondamentale. Dopo l’armistizio dell'8 settembre 1943, le forze italiane furono divise tra chi decise di aderire all’occupazione tedesca e chi, nonostante il disfacimento delle forze armate regolari, scelse di resistere al nazifascismo. Il 25 aprile 1945, giorno della liberazione, rappresenta la fine di un lungo e arduo cammino, ma è solo grazie a quegli atti eroici compiuti in anni di lotte che l'Italia è riuscita a liberarsi dal giogo fascista. Dalla Divisione Acqui al sacrificio dei paracadutisti Nembo, il valore dei militari italiani ha segnato in modo indelebile la lotta di liberazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">1. La Divisione Acqui e il Sacrificio di Cefalonia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il 9 settembre 1943, dopo l'armistizio dell'8 settembre, le forze tedesche occuparono gran parte dell’Italia, portando alla disgregazione della Resistenza e alla formazione di due fronti contrapposti. Tuttavia, uno degli atti più significativi di resistenza da parte delle forze armate italiane si verificò sul fronte del Mediterraneo, precisamente sull'isola di Cefalonia. La Divisione Acqui, composta da circa 12.000 soldati, venne incaricata di difendere l’isola dall’invasione delle truppe tedesche. I soldati della Divisione, comandata dal generale Antonio Gandin, si trovarono davanti alla dura scelta tra la resa e la lotta fino alla morte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La decisione di resistere è uno dei momenti più significativi della storia della Resistenza italiana, poiché la Divisione Acqui preferì il sacrificio piuttosto che l’arrendersi. Dopo circa 15 giorni di feroci combattimenti, il 22 settembre 1943, il generale Gandin e i suoi soldati si arresero, ma solo dopo aver combattuto strenuamente contro le forze naziste. Nonostante la resa, i soldati italiani furono sottoposti a una dura repressione: migliaia di soldati italiani furono trucidati dai tedeschi, un sacrificio che segna uno dei primi e più drammatici episodi di resistenza del popolo italiano. Questo sacrificio ha fatto della Divisione Acqui un simbolo di eroismo, fedeltà e valore per le generazioni future.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">2. La Nascita della Resistenza Post-Armistizio e il Ruolo dei Paracadutisti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Con l’armistizio del 1943, molti soldati italiani rimasero senza ordini chiari e senza una guida istituzionale. Nonostante ciò, centinaia di militari, che non accettavano l’occupazione tedesca e il regime fascista, decisero di unirsi alla Resistenza, dando vita a bande armate, gruppi di partigiani e formazioni di ex soldati. Le formazioni di resistenza che si rifugiavano nelle montagne dell’Italia centrale e settentrionale, iniziarono a combattere per la liberazione del Paese, spesso in contatto con gli Alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Un contributo fondamentale alla Resistenza italiana venne dai paracadutisti del 183º Reggimento \"Nembo\". Nel marzo 1945, un gruppo di paracadutisti italiani si unì alla \"Centuria Nembo\", un'unità di combattimento che prese parte a operazioni cruciali come l'Operazione Herring, che si svolse tra il 20 e il 23 aprile 1945 nella zona di Poggio Rusco, al nord di Ferrara. L'Operazione Herring mirava a distruggere le postazioni tedesche e a supportare le forze alleate nella loro avanzata. Questo episodio ha rappresentato un momento di riscatto e orgoglio per i paracadutisti italiani, che avevano subito gravi perdite durante la guerra e che ora, come parte della Resistenza, contribuirono in modo significativo alla liberazione del Paese. (<a class=\"\" href=\"https://it.wikipedia.org/wiki/Operazione_Herring?utm_source=chatgpt.com\">Wikipedia</a>)</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">3. La Liberazione di Filottrano e il Contributo dei Paracadutisti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Uno degli altri episodi fondamentali che vedono protagonisti i paracadutisti è la liberazione di Filottrano, un piccolo comune nelle Marche. Nel luglio 1944, le forze alleate, tra cui i paracadutisti del 183º Reggimento \"Nembo\", liberarono Filottrano e, successivamente, la vicina Macerata. L’intervento dei paracadutisti fu decisivo, dato che le truppe alleate, supportate dal coraggio e dalla determinazione dei soldati italiani, riuscirono a sopraffare le posizioni tedesche. Questo episodio dimostrò non solo l’efficacia della \"Centuria Nembo\" ma anche la capacità di coordinarsi con gli Alleati in modo strategico per ottenere una vittoria decisiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Filottrano e la sua liberazione sono ancora oggi simbolo del sacrificio e dell’impegno dei paracadutisti italiani nella lotta per la libertà. Questo intervento è commemorato da un monumento che si trova a Corte Mondine, un luogo che ricorda la lotta degli uomini del \"Nembo\". Questi soldati non solo hanno contribuito a liberare il territorio, ma hanno anche incarnato i valori di resistenza, coraggio e sacrificio che oggi vengono celebrati come parte della memoria storica della Seconda Guerra Mondiale. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">4. Gli Internati Militari Italiani: Un Sacrificio Spesso Dimenticato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Oltre ai combattenti delle formazioni partigiane e ai soldati che presero parte a operazioni decisive, un altro capitolo fondamentale della Resistenza riguarda gli oltre 600.000 militari italiani che, dopo l’armistizio dell'8 settembre 1943, furono fatti prigionieri dalle forze tedesche. Questi uomini, conosciuti come Internati Militari Italiani (IMI), furono deportati nei campi di concentramento e nei lager nazisti, dove vissero condizioni disumane, affrontando torture, lavori forzati e privazioni estreme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Gli IMI, in gran parte, rifiutarono la collaborazione con i nazisti, nonostante la promessa di liberazione in cambio di adesione alla Repubblica Sociale Italiana. La loro resistenza passiva è stata spesso ignorata nella memoria storica della Seconda Guerra Mondiale, ma il loro coraggio nell'affrontare le atrocità senza cedere è stato un atto di resistenza silenziosa. Non poterono difendersi con le armi, ma la loro dignità e la loro determinazione nel non collaborare con il nemico li rende eroi dimenticati della nostra storia. La condizione degli IMI ha avuto ripercussioni anche sulla società italiana del dopoguerra, in quanto molti di loro non vennero riconosciuti come veri e propri prigionieri di guerra, sebbene avessero subito enormi sacrifici e sofferenze. Ancora oggi, la memoria di questi uomini resta un punto dolente, ma il loro sacrificio è essenziale per comprendere appieno la grandezza del contributo che i soldati italiani hanno dato alla liberazione del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La Resistenza italiana, con il contributo di soldati, partigiani e militari che, pur trovandosi in situazioni disperate, non cedettero mai alla resa, è stata una delle chiavi della liberazione del nostro Paese. Le gesta eroiche della Divisione Nembo a Filottrano e le altre operazioni sono esempi del valore e della determinazione dei militari italiani, che hanno lottato per la libertà, pur trovandosi spesso in condizioni difficili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Un capitolo fondamentale, spesso dimenticato, riguarda gli oltre 600.000 Internati Militari Italiani (IMI), deportati nei campi di concentramento nazisti dopo l’8 settembre 1943. Anche se prigionieri, molti rimasero fedeli al giuramento e non si piegarono alla volontà del nemico, rappresentando una forma di resistenza che contribuì, seppur silenziosa, alla vittoria finale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Oggi, ricordare questi sacrifici è fondamentale per onorare chi, in ogni forma di lotta, ha contribuito alla nostra libertà. La loro memoria deve rimanere viva, per non dimenticare mai il valore della resistenza e il coraggio che ha fatto possibile la nostra liberazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"","categoria":"Uncategorized","tags":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-28 09:04:04","stato":"draft","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"","galleria":""}
{"id":30305,"titolo":"Il Modello Britannico: una Riserva vera, attrattiva e impiegabile","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un’Europa tornata a confrontarsi con guerre ad alta intensità, minacce ibride e necessità di resilienza nazionale, continuare a pensare la difesa come affare esclusivo del personale in servizio permanente è un errore strategico. La lezione che arriva dal Regno Unito è chiara: una <strong>Riserva ben strutturata, tutelata e incentivata</strong> non è un accessorio, ma una componente essenziale della prontezza operativa. Nel caso britannico, l’<strong>Army Reserve</strong> è considerata una parte vitale dell’Esercito, capace di fornire massa, competenze specialistiche e flessibilità, con obblighi annuali di servizio di <strong>19 o 27 giorni</strong> a seconda del ruolo. L’addestramento è pensato per conciliarsi con la vita civile, con attività serali, nei weekend e con periodi annuali dedicati. (<a href=\"https://www.army.mod.uk/army-careers/the-army-reserve/?utm_source=chatgpt.com\">army.mod.uk</a>)</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto decisivo è che nel modello britannico la riserva non viene presentata come una formula simbolica. Viene invece resa <strong>attrattiva e praticabile</strong>. I riservisti ricevono una paga giornaliera per l’addestramento e, al raggiungimento dei requisiti annuali, maturano una <strong>“tax-free bounty”</strong>, cioè un bonus esentasse che cresce con gli anni di servizio. Inoltre, molte posizioni prevedono incentivi aggiuntivi all’ingresso e al completamento delle tappe formative. Nel caso dei <strong>Paratroopers</strong>, l’Esercito britannico sottolinea esplicitamente che la qualifica di paracadutista comporta anche una <strong>retribuzione specialistica aggiuntiva</strong>. (<a href=\"https://jobs.army.mod.uk/army-reserve/life-in-the-army-reserve/pay-benefits/?utm_source=chatgpt.com\">jobs.army.mod.uk</a>)</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è un dettaglio. È una scelta politica: lo Stato chiede disponibilità, sacrificio, disciplina e addestramento severo, ma in cambio offre <strong>certezza normativa, tutela economica e riconoscimento concreto</strong>. Per i riservisti britannici mobilitati, esistono garanzie forti sul lavoro: non possono essere licenziati per la mobilitazione, hanno diritto al rientro nello stesso tipo di impiego con condizioni equivalenti e sono previsti aiuti economici sia per loro sia per i datori di lavoro. Il sistema prevede anche sostegni finanziari per compensare perdite economiche del riservista e costi organizzativi delle aziende, inclusi contributi per sostituzioni temporanee, formazione del rimpiazzo e ore straordinarie. (<a href=\"https://www.gov.uk/employee-reservist?utm_source=chatgpt.com\">gov.uk</a>)</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo impianto non vive isolato. Nel Regno Unito esiste anche una cultura di supporto pubblico-privato, rafforzata dall’<strong>Armed Forces Covenant</strong>, attraverso cui molte aziende si impegnano a favorire il servizio nella riserva; la stessa documentazione ufficiale ricorda che oltre <strong>600 aziende</strong> offrivano fino a <strong>10 giorni di permesso retribuito</strong> per l’addestramento dei riservisti. (<a href=\"https://www.armedforcescovenant.gov.uk/armed-forces-community/regulars-and-reserves/?utm_source=chatgpt.com\">armedforcescovenant.gov.uk</a>)</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17056,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Il Modello Britannico: una Riserva vera, attrattiva e impiegabile\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/12-LAGUNARI.jpg\" alt=\"Il Modello Britannico: una Riserva vera, attrattiva e impiegabile\" class=\"wp-image-17056\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Modello Britannico: una Riserva vera, attrattiva e impiegabile</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":1} -->\n<h1 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-punto-di-partenza-italiano-e-il-ruolo-di-paracadutisti-alpini-e-lagunari\">Il punto di partenza italiano e il ruolo di paracadutisti, alpini e lagunari</h1>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia, invece, parte da una base diversa e più limitata. Esiste la <strong>Riserva Selezionata</strong> dell’Esercito, prevista per ufficiali di complemento e per professionisti provenienti dalla vita civile, con conferimento diretto del grado in casi disciplinati dall’articolo 674 del Codice dell’ordinamento militare. Inoltre, il Ministero della Difesa continua a prevedere, anno per anno, richiami per aggiornamento e addestramento del personale in congedo. (<a href=\"https://www.esercito.difesa.it/concorsi-e-arruolamenti/ufficiali/riserva-selezionata/83568.html?utm_source=chatgpt.com\">esercito.difesa.it</a>)</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche sul piano del lavoro alcune tutele esistono già: la <strong>Legge 3 maggio 1955, n. 370</strong> stabilisce la conservazione del posto ai lavoratori richiamati alle armi, e l’INPS prevede un’apposita indennità per i dipendenti privati richiamati. In altre parole, l’ordinamento italiano non parte da zero. Ma oggi queste garanzie appaiono ancora insufficienti per trasformare la riserva in una vera componente numericamente robusta, addestrata e rapidamente impiegabile. (<a href=\"https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1955/05/16/055U0370/sg?utm_source=chatgpt.com\">gazzettaufficiale.it</a>)</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È qui che si apre il tema politico e militare più importante: <strong>l’Italia dovrebbe costruire una riserva operativa moderna</strong>, non solo amministrativa o di nicchia, prendendo a riferimento ciò che di meglio funziona all’estero. Una simile riforma avrebbe particolare senso in reparti ad alta identità, elevata coesione e forte tradizione addestrativa: <strong>paracadutisti, alpini e lagunari</strong>. L’Esercito italiano dispone già di eccellenze riconosciute come la <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Brigata Paracadutisti “Folgore”</a>, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/reggimento-lagunari-serenissima-audacia-e-valore-per-terra-e-per-mare/\">Reggimento Lagunari “Serenissima”</a>, le brigate alpine e capacità specialistiche come quelle del <a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\">4° Reggimento Alpini Paracadutisti “Ranger”</a>. Il punto non è copiare meccanicamente il sistema britannico, ma adattarne la logica: creare bacini di personale congedato o selezionato che possano mantenere addestramento periodico, spirito di corpo e disponibilità al richiamo, soprattutto nelle specialità dove territorio, mobilità e resilienza contano di più. (<a href=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/comfoter/brigata-paracadutisti-folgore/brigata-paracadutisti-folgore/82366.html?utm_source=chatgpt.com\">esercito.difesa.it</a>)</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Perché proprio questi reparti? Perché incarnano tre esigenze decisive della difesa contemporanea. I <strong>paracadutisti</strong> sono per definizione legati alla prontezza, alla proiezione rapida e alla risposta immediata. Gli <strong>alpini</strong> rappresentano una capacità cruciale in ambiente montano, artico e difficile, sempre più rilevante in chiave di protezione dei confini, infrastrutture critiche e linee di comunicazione. I <strong>lagunari</strong>, infine, possiedono un profilo unico per operazioni in aree costiere, lagunari e anfibie leggere, particolarmente adatto a un Paese marittimo come l’Italia. Non a caso la NATO insiste da anni sul tema della resilienza e, nel 2025, il presidente del Comitato Militare NATO ha definito i riservisti “indispensabili” proprio per il loro ruolo di ponte tra forze armate, società e settore privato. (<a href=\"https://www.nato.int/en/about-us/official-texts-and-resources/official-texts/2021/06/14/strengthened-resilience-commitment?utm_source=chatgpt.com\">nato.int</a>)</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17057,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Modello Britannico: una Riserva vera, attrattiva e impiegabile\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/01.jpg\" alt=\"Il Modello Britannico: una Riserva vera, attrattiva e impiegabile\" class=\"wp-image-17057\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Modello Britannico: una Riserva vera, attrattiva e impiegabile</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":1} -->\n<h1 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-riforme-necessarie-posto-di-lavoro-garantito-bonus-fiscale-e-patto-con-le-imprese\">Le riforme necessarie: posto di lavoro garantito, bonus fiscale e patto con le imprese</h1>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una riforma seria della Riserva italiana dovrebbe poggiare su <strong>tre pilastri</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo è la <strong>garanzia assoluta del posto di lavoro</strong>, semplice da comprendere e difficile da aggirare. Non basta una tutela formale: servono procedure rapide, sanzioni efficaci e certezze per lavoratori e imprese. Il datore di lavoro deve sapere in anticipo cosa accade in caso di addestramento o richiamo; il lavoratore deve sapere che servire lo Stato non si tradurrà in un danno di carriera.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il secondo pilastro è un <strong>bonus fiscale adeguato</strong>, stabile e visibile. Il modello britannico dimostra che l’incentivo economico non è una spesa improduttiva, ma un investimento in disponibilità operativa. In Italia si potrebbe prevedere un premio annuale esentasse per chi completa il pacchetto di addestramento, maggiorato per le specialità più impegnative: aviolancio, montagna, ambiente anfibio, sanità operativa, cyber, genio e logistica d’emergenza. Sarebbe un modo concreto per riconoscere professionalità, rischio e sacrificio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il terzo pilastro è il <strong>patto con le imprese</strong>. Anche qui il Regno Unito offre un’indicazione utile: la riserva funziona meglio quando non scarica il costo organizzativo sul solo datore di lavoro. Se lo Stato vuole una riserva vera, deve indennizzare le aziende per sostituzioni, costi di riorganizzazione e formazione del personale temporaneo. In questo modo, il riservista smette di essere percepito come un problema e torna a essere una risorsa anche per il tessuto produttivo. (<a href=\"https://www.gov.uk/employee-reservist/financial-support-for-employers?utm_source=chatgpt.com\">gov.uk</a>)</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nodo, in fondo, è culturale prima ancora che normativo. Una riserva moderna non serve soltanto “in caso di guerra”. Serve in tempi di crisi, calamità, protezione delle infrastrutture, supporto logistico, sicurezza territoriale e continuità istituzionale. Rafforza il legame tra società e difesa e moltiplica le competenze disponibili senza replicare integralmente i costi di una forza permanente. È esattamente la logica del “citizen soldier”, che in molti Paesi NATO è tornata centrale. (<a href=\"https://www.nato.int/en/news-and-events/articles/news/2025/01/29/nato-reserves-are-indispensable-says-chair-of-nato-military-committee?utm_source=chatgpt.com\">nato.int</a>)</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo l’Italia dovrebbe avere il coraggio di fare un passo in più: <strong>trasformare la Riserva da strumento residuale a capacità strutturale</strong>, partendo proprio dai reparti più identitari e operativamente esigenti. Una <strong>Riserva paracadutista</strong>, una <strong>Riserva alpina</strong> e una <strong>Riserva lagunare</strong> ben selezionate, ben addestrate e ben tutelate sarebbero un moltiplicatore di deterrenza, credibilità e resilienza nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il messaggio da Londra è semplice: la riserva funziona quando lo Stato la prende sul serio. E prenderla sul serio significa tre cose: <strong>addestrarla, proteggerla, premiarla</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/1-14.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"alpini, difesa, esercito, lagunari, paracadutisti, regnounito, riserva","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-28 09:04:03","stato":"publish","riassunto_video":"In Europa, il Regno Unito dimostra che una Riserva militare ben strutturata, tutelata e incentivata è essenziale per la prontezza operativa. In Italia, invece, la Riserva è ancora limitata e necessita di riforme: garantire il posto di lavoro, introdurre bonus fiscali e un patto con le imprese. Paracadutisti, alpini e lagunari potrebbero guidare questa trasformazione verso una difesa più resiliente","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30305-il-modello-britannico-una-riserva-vera-attrattiva-e-impiegabile.mp4","galleria":""}
{"id":30298,"titolo":"La Difesa del Futuro: Perché l'Italia deve puntare sui Robot Militari e Joint Venture Strategiche","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'architettura della sicurezza globale sta cambiando a una velocità senza precedenti. Mentre i colossi tecnologici e le superpotenze mondiali accelerano verso l'integrazione di massa di robot umanoidi, l'Italia si trova davanti a un bivio esistenziale: soccombere a una crisi demografica e di vocazione militare o cavalcare la rivoluzione robotica per garantire la propria sovranità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La realtà è sotto gli occhi di tutti. Il numero di italiani disposti ad arruolarsi è in costante calo, e le risorse umane idonee a formare forze armate pronte a una difesa convenzionale sono sempre più limitate. In questo scenario, l'automazione non è più un'opzione di lusso, ma una necessità strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17047,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La Difesa del Futuro: Perché l'Italia deve puntare sui Robot Militari e Joint Venture Strategiche\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/2-2.webp\" alt=\"La Difesa del Futuro: Perché l'Italia deve puntare sui Robot Militari e Joint Venture Strategiche\" class=\"wp-image-17047\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Difesa del Futuro: Perché l'Italia deve puntare sui Robot Militari e Joint Venture Strategiche</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-risveglio-dei-giganti-il-2026-come-anno-zero\">Il Risveglio dei Giganti: Il 2026 come Anno Zero</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le notizie che arrivano dai mercati globali nelle ultime 48 ore confermano che la robotica umanoide ha superato la fase sperimentale per entrare in quella industriale:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Amazon e la democratizzazione dei robot:</strong> Con l’acquisizione di <strong>Fauna Robotics</strong> e del suo robot <strong>Sprout</strong>, Amazon sta portando i costi degli umanoidi a circa <strong>50.000 dollari</strong>, il prezzo di un’auto di fascia media. Se un’azienda privata può schierare robot capaci di interagire, manipolare oggetti e comunicare, perché lo Stato italiano non dovrebbe fare lo stesso per le proprie infrastrutture critiche?</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Tesla e la produzione di massa:</strong> Elon Musk ha appena aperto 100 nuove posizioni per il progetto <strong>Optimus</strong>, con l’obiettivo di produrre <strong>un milione di unità entro la fine del 2026</strong>. La riconversione di interi stabilimenti (come quello di Fremont) dimostra che la capacità produttiva per \"eserciti\" di automi è già una realtà industriale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il primato geopolitico della Cina:</strong> Pechino ha già testato con successo robot umanoidi controllati via satellite dallo spazio, eliminando la dipendenza dai data center terrestri. Questa capacità di operare in aree isolate o colpite da conflitti tramite \"cervelli in orbita\" definisce il nuovo standard della proiezione di potenza.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17045,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"La Difesa del Futuro: Perché l'Italia deve puntare sui Robot Militari e Joint Venture Strategiche\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-27-151823.png\" alt=\"La Difesa del Futuro: Perché l'Italia deve puntare sui Robot Militari e Joint Venture Strategiche\" class=\"wp-image-17045\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-soluzione-italiana-joint-venture-e-robotica-made-in-italy\">La Soluzione Italiana: Joint Venture e Robotica \"Made in Italy\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Italia non può permettersi di restare a guardare o, peggio, di limitarsi ad acquistare tecnologia straniera \"scatola chiusa\". È imperativo iniziare subito a:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Creare Joint Venture Difesa-Industria:</strong> Lo Stato deve farsi promotore di collaborazioni tra le nostre eccellenze (Leonardo, l’Istituto Italiano di Tecnologia - IIT) e i giganti della Silicon Valley o startup emergenti. L'obiettivo? Sviluppare una versione militare dei robot umanoidi, specializzata in sminamento, pattugliamento dei confini e logistica in zone di guerra.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Compensare il Gap di Arruolamento:</strong> Se gli italiani non vogliono più imbracciare il fucile, la tecnologia può colmare il vuoto. Un battaglione di robot non necessita di turni di riposo, non soffre lo stress post-traumatico e può essere dispiegato in ambienti ostili (chimici, radiologici o ad alto rischio fuoco) senza costi in vite umane.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Investire nella Sovranità Digitale:</strong> Seguendo l'esempio cinese del calcolo in orbita, l'Italia deve potenziare la propria infrastruttura satellitare per garantire che il comando e controllo dei propri sistemi autonomi rimanga inviolabile e indipendente da infrastrutture civili vulnerabili.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Il robot umanoide non è più un giocattolo da fiera tecnologica, ma un asset strategico paragonabile alla scoperta del motore a scoppio per i carri armati nel secolo scorso.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17046,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"La Difesa del Futuro: Perché l'Italia deve puntare sui Robot Militari e Joint Venture Strategiche\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/v-bianca-1024x748-1.webp\" alt=\"La Difesa del Futuro: Perché l'Italia deve puntare sui Robot Militari e Joint Venture Strategiche\" class=\"wp-image-17046\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Difesa del Futuro: Perché l'Italia deve puntare sui Robot Militari e Joint Venture Strategiche</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il costo di un robot come Sprout è ormai paragonabile a quello del mantenimento annuo di un soldato specializzato, con il vantaggio della scalabilità e della protezione della vita umana. Per l'Italia, investire oggi in una forza armata robotizzata tramite joint venture internazionali non è solo una scelta tecnologica, ma l'unico modo per rimanere una nazione sicura in un mondo che non aspetta i nostri tempi burocratici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/axax.png","categoria":"Blog","tags":"#humanoids, difesa, innovazione, Italia, robotica, sicurezza, Tech","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-27 15:34:03","stato":"publish","riassunto_video":"L'Italia affronta una crisi demografica che riduce i volontari per le forze armate, rendendo la robotica militare una necessità strategica. Con aziende come Amazon e Tesla che industrializzano robot umanoidi e la Cina che li controlla via satellite, l'Italia deve investire in joint venture tra Stato e industria per sviluppare robot militari \"Made in Italy\", garantendo sovranità digitale/sicurezza","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30298-la-difesa-del-futuro-perche-litalia-deve-puntare-sui-robot-militari-e-joint-venture-strategiche.mp4","galleria":""}
{"id":30292,"titolo":"Deeplomacy - la piattaforma AI dell’Università di Torino che prevede Conflitti Futuri","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><br>«Questa bussola non punta al nord, ma nella direzione della cosa che più vuoi a questo mondo». Vent’anni fa <strong>Jack Sparrow</strong>, nel cinema, leggeva il mondo inseguendo <strong>desideri</strong> e <strong>intuizioni</strong>. Oggi, nell’epoca dell’<strong>imprevedibilità permanente</strong>, la nuova bussola della <strong>geopolitica</strong> non guarda alle suggestioni, ma ai <strong>dati</strong>. E prova a trasformare <strong>segnali deboli</strong>, informazioni sparse e dinamiche frammentate in <strong>capacità di previsione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È dentro questo scenario che si colloca <strong>Deeplomacy</strong>, iniziativa nata nell’ecosistema dell’<strong>Università di Torino</strong> e poi riconosciuta come <strong>spin-off accademico</strong> dell’ateneo. Il progetto è legato all’<strong>HighESt Lab</strong> del <strong>Dipartimento di Economia e Statistica “Cognetti de Martiis”</strong>, laboratorio fondato nel dicembre 2024, che presenta <strong>Deeplomacy</strong> come la sua prima startup già attiva sul mercato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La promessa è ambiziosa: passare dalla <strong>reazione</strong> all’<strong>anticipazione</strong>. Sul proprio sito la piattaforma si definisce come un sistema di <strong>explainable AI</strong> capace di monitorare <strong>eventi diplomatici</strong> in <strong>tempo reale</strong>, prevedere il <strong>rischio geopolitico</strong> e suggerire <strong>azioni preventive</strong>. Il motore analizza centinaia di <strong>fonti informative</strong> con aggiornamenti ogni 15 minuti, insieme a oltre 100 <strong>indicatori sociali ed economici</strong>, per offrire una lettura dei rischi in più di 200 Paesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17036,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Deeplomacy - la piattaforma AI dell’Università di Torino che prevede Conflitti Futuri\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/1212-FP479849-indesign.jpg\" alt=\"Deeplomacy - la piattaforma AI dell’Università di Torino che prevede Conflitti Futuri\" class=\"wp-image-17036\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Deeplomacy - la piattaforma AI dell’Università di Torino che prevede Conflitti Futuri</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-quali-indicatori-considera-l-ai\">Quali indicatori considera l’Ai?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto non è soltanto raccogliere più <strong>dati</strong>, ma collegarli meglio. <strong>Deeplomacy</strong> integra <strong>notizie globali</strong>, <strong>eventi diplomatici</strong>, <strong>relazioni tra attori</strong>, variabili <strong>economiche</strong> e <strong>sociali</strong>, e li traduce in un <strong>Geopolitical Instability Index</strong> leggibile anche dai <strong>decisori umani</strong>. La piattaforma insiste infatti su un elemento cruciale: la <strong>spiegabilità</strong>. Non solo un <strong>alert</strong>, dunque, ma anche i <strong>driver</strong> che lo hanno generato, il <strong>grado di confidenza</strong> e gli <strong>scenari temporali</strong> associati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È una direzione coerente con quanto stanno facendo anche le <strong>istituzioni europee</strong>. L’<strong>Unione europea</strong> ha rafforzato i propri strumenti di <strong>early warning</strong> includendo in modo più sistematico fattori <strong>climatici</strong> e <strong>ambientali</strong> nell’analisi del <strong>rischio conflittuale</strong>. I modelli più recenti combinano infatti <strong>siccità</strong>, variazioni di <strong>temperatura</strong>, <strong>migrazioni</strong>, pressione sulle <strong>risorse</strong> e <strong>fragilità politico-istituzionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In altre parole, l’<strong>intelligenza artificiale</strong> non “vede” la <strong>guerra</strong> come evento isolato. Legge invece l’accumulo di <strong>stress</strong>: <strong>inflazione</strong>, <strong>scarsità idrica</strong>, <strong>spostamenti forzati di popolazione</strong>, <strong>tensioni etniche</strong>, linguaggio ostile nei <strong>media</strong>, <strong>escalation diplomatica</strong>, <strong>mobilitazioni armate</strong>, <strong>crisi sanitarie</strong>, interruzioni delle <strong>catene logistiche</strong>. Quando queste variabili iniziano a muoversi insieme, il <strong>rischio</strong> sale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-quali-sono-le-aree-piu-a-rischio\">Quali sono le aree più a rischio?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le piattaforme <strong>predittive</strong> non sostituiscono l’<strong>analisi geopolitica</strong>, ma aiutano a individuare dove il terreno è già più infiammabile. Le evidenze pubbliche disponibili convergono su alcune aree: il <strong>Sahel</strong>, il <strong>Corno d’Africa</strong>, il quadrante <strong>Sudan-Mar Rosso</strong> e il <strong>Medio Oriente allargato</strong>. Qui permangono <strong>violenza diffusa</strong>, <strong>frammentazione armata</strong>, <strong>fragilità istituzionale</strong> e crescente <strong>instabilità politica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche il quadro generale si è deteriorato. I principali osservatori internazionali segnalano un aumento degli <strong>eventi conflittuali</strong>, con un peso crescente della <strong>violenza internazionale</strong> e interstatale, soprattutto nello spazio <strong>mediorientale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui l’uso dell’<strong>Ai</strong> può fare la differenza proprio sui <strong>segnali preliminari</strong>: non quando il conflitto è già scoppiato, ma quando gli <strong>indicatori</strong> mostrano addensamenti anomali e connessioni che l’<strong>occhio umano</strong>, da solo, rischia di cogliere troppo tardi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17037,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Deeplomacy - la piattaforma AI dell’Università di Torino che prevede Conflitti Futuri\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/image-1536x960-1-1024x640-1.png\" alt=\"Deeplomacy - la piattaforma AI dell’Università di Torino che prevede Conflitti Futuri\" class=\"wp-image-17037\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Deeplomacy - la piattaforma AI dell’Università di Torino che prevede Conflitti Futuri</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-suggerimenti-operativi\">Suggerimenti operativi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La lezione, per <strong>governi</strong>, <strong>imprese</strong> e <strong>organizzazioni internazionali</strong>, è chiara. Primo: servono sistemi di <strong>monitoraggio continuo</strong>, non analisi episodiche. Secondo: i <strong>dati</strong> devono essere <strong>integrati</strong>, perché una crisi geopolitica nasce quasi sempre dall’intreccio tra <strong>politica</strong>, <strong>economia</strong>, <strong>società</strong> e <strong>clima</strong>. Terzo: la previsione vale solo se è accompagnata da <strong>interpretazione umana</strong>, <strong>competenze diplomatiche</strong> e <strong>procedure operative</strong>. <strong>Deeplomacy</strong> stessa insiste su modelli sviluppati dalla <strong>ricerca universitaria</strong> e validati da <strong>esperti diplomatici</strong>, proprio per evitare l’effetto <strong>“scatola nera”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Resta poi un punto decisivo: <strong>prevedere</strong> non significa <strong>determinare</strong>. Nessun <strong>algoritmo</strong> può dire con certezza dove e quando esploderà il prossimo <strong>conflitto</strong>. Può però aumentare la capacità di leggere prima gli <strong>attriti</strong>, ordinare il <strong>rumore informativo</strong> e offrire un vantaggio prezioso: qualche settimana, talvolta qualche mese, per <strong>agire prima</strong> che la crisi diventi irreversibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nuova <strong>bussola</strong>, insomma, non promette <strong>infallibilità</strong>. Ma in un mondo attraversato da <strong>shock continui</strong>, può aiutare a trasformare l’<strong>incertezza</strong> in <strong>preparazione</strong>. E oggi, sul crinale delle <strong>tensioni globali</strong>, è già molto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/12.png","categoria":"Nazionali","tags":"conflitti, dati, deeplomacy, geopolitica, intelligenzaartificiale, predizione, universitaditorino","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-27 09:24:03","stato":"publish","riassunto_video":"Deeplomacy, spin-off dell’Università di Torino, usa l’intelligenza artificiale spiegabile per monitorare eventi diplomatici e prevedere rischi geopolitici in oltre 200 Paesi. Integrando dati sociali, economici e climatici, analizza segnali di instabilità per anticipare crisi, offrendo a governi e organizzazioni uno strumento prezioso per agire prima che le tensioni esplodano.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.deeplomacy.ai/technology/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30292-deeplomacy-la-piattaforma-ai-delluniversita-di-torino-che-prevede-conflitti-futuri.mp4","galleria":""}
{"id":30286,"titolo":"NATO, prova di forza in Bulgaria: esercitazioni a fuoco per blindare il fianco orientale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si sono concluse presso la <strong>Novo Selo Training Area</strong>, in Bulgaria, le esercitazioni a fuoco <strong>“Tiger Claw”</strong> e <strong>“White Tiger”</strong>, momenti centrali e altamente significativi dell’attività del <strong>Multinational Battle Group</strong> schierato nell’ambito dell’<a href=\"https://brigatafolgore.net/generale-iannucci-la-flf-bulgaria-conquista-la-validazione-nato/\">Operazione NATO Forward Land Force Bulgaria</a>. Le attività, svolte anche il <strong>18 marzo 2026</strong>, hanno coinvolto <strong>oltre 270 militari</strong> e <strong>circa 70 veicoli</strong> provenienti da <strong>sette Paesi dell’Alleanza Atlantica</strong>, configurandosi come uno dei principali eventi addestrativi recenti sul <strong>fianco orientale della NATO</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le esercitazioni rappresentano un passaggio fondamentale per garantire la <strong>prontezza operativa</strong> delle forze NATO, offrendo un contesto realistico in cui testare <strong>capacità, procedure e integrazione multinazionale</strong>. In uno scenario internazionale caratterizzato da crescente instabilità, attività di questo tipo assumono un valore strategico, contribuendo a rafforzare la <strong>credibilità della deterrenza alleata</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla Novo Selo Training Area hanno operato congiuntamente unità italiane dell’<strong>8° Reggimento Bersaglieri della Brigata “Garibaldi”</strong> e assetti della <strong>Brigata “Pinerolo”</strong>, insieme a militari di <strong>Albania, Bulgaria, Grecia, Montenegro, Nord Macedonia e Romania</strong>. La presenza di mezzi e personale di diverse nazioni, tra cui <strong>veicoli leggeri rumeni impegnati nelle azioni di fuoco</strong>, ha evidenziato l’elevato livello di <strong>interoperabilità raggiunta</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-fuoco-manovra-e-tecnologia-la-piena-espressione-delle-capacita-operative\">Fuoco, manovra e tecnologia la piena espressione delle capacità operative</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le esercitazioni <strong>“Tiger Claw”</strong> e <strong>“White Tiger”</strong> si sono sviluppate in uno <strong>scenario simulato ad alta intensità</strong>, con un forte focus sulla <strong>condotta di operazioni difensive e di contrattacco</strong>. L’addestramento a fuoco ha consentito di mettere alla prova in modo concreto le capacità delle unità, simulando <strong>condizioni operative realistiche e complesse</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante le attività, particolare enfasi è stata posta sulla <strong>rapidità decisionale</strong> e sulla <strong>sincronizzazione tra le diverse componenti del Task Group</strong>. I <strong>posti comando</strong> hanno gestito in tempo reale il flusso informativo, garantendo una <strong>direzione coordinata delle operazioni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17024,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/8bcd4f28-2d6e-4ccc-af6f-3b61a4728638.jpg\" alt=\"NATO, prova di forza in Bulgaria: esercitazioni a fuoco per blindare il fianco orientale\" class=\"wp-image-17024\" title=\"NATO, prova di forza in Bulgaria: esercitazioni a fuoco per blindare il fianco orientale\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">VCC 80 DARDO utilizzo fumogeni GALIX. Fonte Ministero della Difesa.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’impiego combinato di sistemi d’arma ha rappresentato uno degli elementi più significativi delle esercitazioni. Sono stati utilizzati <strong>carri armati C1 Ariete</strong>, <strong>veicoli corazzati “Dardo”</strong>, <strong>mortai pesanti</strong> e <strong>artiglieria</strong>, tra cui la <strong>sezione PzH 2000</strong>, capace di fornire <strong>fuoco indiretto ad alta precisione</strong>. Questo ha permesso di simulare operazioni complete e coerenti con gli <strong>standard operativi NATO</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di particolare rilievo è stato l’impiego di <strong>sistemi a pilotaggio remoto (droni)</strong> per l’osservazione del campo di battaglia e la <strong>direzione del fuoco</strong>. L’utilizzo dei droni ha rappresentato un vero <strong>moltiplicatore di efficacia</strong>, migliorando la <strong>consapevolezza situazionale</strong> e aumentando la <strong>precisione degli ingaggi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-difesa-integrata-e-deterrenza-il-valore-strategico-delle-esercitazioni\">Difesa integrata e deterrenza il valore strategico delle esercitazioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le esercitazioni hanno inoltre permesso di testare la <strong>protezione dell’area operativa</strong> e dello <strong>spazio aereo a bassa quota</strong>, attraverso l’integrazione di <strong>sistemi di sorveglianza</strong>, <strong>capacità contro-drone</strong> e <strong>assetti controcarro</strong>. Questo approccio <strong>multilivello</strong> ha evidenziato la capacità delle forze NATO di rispondere a <strong>minacce complesse e multidimensionali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>“Tiger Claw”</strong> e <strong>“White Tiger”</strong> non sono state semplici attività addestrative, ma vere e proprie <strong>dimostrazioni di forza e coesione dell’Alleanza Atlantica</strong>. Attraverso l’addestramento congiunto, le forze partecipanti hanno consolidato <strong>interoperabilità, standard operativi condivisi e capacità di risposta integrata</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17028,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/f3f2cc8b-0c0a-49bd-99ec-c33a234c3792.jpg\" alt=\"NATO, prova di forza in Bulgaria: esercitazioni a fuoco per blindare il fianco orientale\" class=\"wp-image-17028\" title=\"NATO, prova di forza in Bulgaria: esercitazioni a fuoco per blindare il fianco orientale\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">PZH2000 copertura truppe amiche. Fonte Ministero della Difesa.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, il contributo delle <strong>Forze Armate italiane</strong> si è distinto per <strong>livello di preparazione, professionalità e capacità di integrazione</strong>, confermando il ruolo dell’Italia come <strong>attore credibile e affidabile nella NATO</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le esercitazioni a fuoco svolte alla Novo Selo Training Area rappresentano dunque un <strong>tassello fondamentale nel rafforzamento del dispositivo NATO sul fianco orientale</strong>. Più che semplici manovre, esse costituiscono un chiaro segnale di <strong>prontezza, coesione e capacità operativa</strong>, elementi indispensabili per garantire <strong>sicurezza e stabilità</strong> in una delle aree più sensibili del panorama strategico internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/bc801ccd-8d3c-44da-839b-3f247d07f336.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"BrigataGaribaldi, brigatapinerolo, bulgaria, esercitazioni, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-27 09:04:04","stato":"publish","riassunto_video":"Si sono concluse in Bulgaria le esercitazioni “Tiger Claw” e “White Tiger” con oltre 270 militari e 70 veicoli da sette Paesi NATO, tra cui l’Italia. Le attività hanno testato capacità operative, integrazione multinazionale e uso di droni, carri armati e artiglieria in scenari ad alta intensità, rafforzando la deterrenza e la prontezza sul fianco orientale dell’Alleanza.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/operazionimilitari/op-intern-corso/operazione-eva-bulgaria/notizie-teatro/bulgaria-multinational-battle-group-conclude-due-esercitazioni-alla-novo-selo-training-area/94151.html?utm_source","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30286-nato-prova-di-forza-in-bulgaria-esercitazioni-a-fuoco-per-blindare-il-fianco-orientale.mp4","galleria":""}
{"id":30280,"titolo":"Volkswagen svolta bellica: dalle auto ai sistemi dell’Iron Dome","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La notizia è concreta, anche se l’accordo non risulta ancora chiuso: <strong>Volkswagen</strong> è in trattativa con la società israeliana <strong>Rafael Advanced Defense Systems</strong> per riconvertire il sito di <strong>Osnabrück</strong>, in <strong>Bassa Sassonia</strong>, dalla produzione automobilistica alla realizzazione di <strong>componenti</strong> per il sistema di difesa antimissile <strong>Iron Dome</strong>. Secondo le informazioni riportate da <strong>Reuters</strong>, che cita il <em>Financial Times</em>, Volkswagen ha precisato di <strong>escludere</strong> la produzione diretta di <strong>armi</strong>, ma sta studiando alternative industriali per il sito, dove lavorano circa <strong>2.300 persone</strong> e dove la produzione del <strong>T-Roc Cabriolet</strong> è destinata a terminare nel <strong>2027</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per capire la portata della vicenda bisogna ricordare che <strong>Iron Dome</strong> è uno dei sistemi di difesa più noti al mondo: Rafael lo descrive come una piattaforma <strong>multi-missione</strong> per la protezione contro minacce a corto raggio, già impiegata operativamente da anni. Proprio per questo, l’eventuale ingresso di Volkswagen nella sua filiera non sarebbe una semplice operazione tattica, ma il segnale di una più ampia trasformazione industriale europea. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nodo centrale è il futuro di <strong>Osnabrück</strong>. Dopo l’accordo sindacale di fine <strong>2024</strong>, Volkswagen si è impegnata a cercare un riutilizzo per il sito invece di lasciarlo spegnere senza alternative. In questo senso, la pista Rafael appare come un possibile sbocco industriale capace di salvaguardare occupazione e competenze manifatturiere in un momento di forte pressione sul gruppo. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17012,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Volkswagen svolta bellica: dalle auto ai sistemi dell’Iron Dome\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/DB2022IM00018-retina-2000.jpg\" alt=\"Volkswagen svolta bellica: dalle auto ai sistemi dell’Iron Dome\" class=\"wp-image-17012\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Volkswagen svolta bellica: dalle auto ai sistemi dell’Iron Dome</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-non-e-un-caso-isolato-l-auto-tedesca-cerca-sbocchi-nella-difesa\">Non è un caso isolato: l’auto tedesca cerca sbocchi nella difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La possibile intesa con <strong>Rafael</strong> non nasce nel vuoto. Negli ultimi mesi Volkswagen ha esplorato più strade nel comparto della <strong>difesa</strong>. A marzo <strong>2025</strong> l’amministratore delegato di <strong>Rheinmetall</strong> aveva definito il sito di Osnabrück “molto adatto” a produzioni militari, e nel marzo <strong>2026</strong> Volkswagen ha anche mostrato a una fiera di settore prototipi di veicoli sviluppati nello stabilimento per testare l’interesse del mercato. I colloqui con Rheinmetall, però, non hanno portato a una soluzione operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In parallelo, <strong>Rheinmetall</strong> è ormai un attore chiave del riarmo europeo ed è legata all’italiana <strong>Leonardo</strong> in una joint venture paritetica, <strong>Leonardo Rheinmetall Military Vehicles</strong>, nata per sviluppare e produrre nuovi veicoli militari terrestri. Questo conferma che in Europa si sta consolidando una filiera industriale della difesa sempre più integrata, dentro la quale anche pezzi storici dell’industria automobilistica possono trovare nuove funzioni. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dunque la vera notizia non è solo che una fabbrica d’auto possa produrre per <strong>Iron Dome</strong>. La notizia è che la <strong>Germania</strong> sta prendendo sul serio la riconversione di una parte della sua potenza industriale verso produzioni considerate strategiche. Non siamo più davanti a un’ipotesi teorica: siamo dentro una fase in cui l’industria manifatturiera tedesca cerca nuovi mercati, e la <strong>difesa</strong> è ormai uno dei più evidenti. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17013,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Volkswagen svolta bellica: dalle auto ai sistemi dell’Iron Dome\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Iron-Dome-Rafael-air-defense-system-Eurosatory-2014-International-defense-and-security-exhibition-Paris-France-640-001-e1774580440946.jpg\" alt=\"Volkswagen svolta bellica: dalle auto ai sistemi dell’Iron Dome\" class=\"wp-image-17013\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Volkswagen svolta bellica: dalle auto ai sistemi dell’Iron Dome</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-vere-cause-crisi-dell-auto-concorrenza-cinese-e-riarmo-europeo\">Le vere cause: crisi dell’auto, concorrenza cinese e riarmo europeo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La spinta verso queste riconversioni nasce anzitutto dalla crisi di una parte dell’industria automobilistica europea e tedesca. Volkswagen ha avviato una dura ristrutturazione in Germania, con oltre <strong>35.000</strong> tagli occupazionali futuri annunciati a fine <strong>2024</strong> e con la decisione di cessare la produzione a <strong>Osnabrück</strong> nel <strong>2027</strong> se non emergerà un nuovo progetto industriale. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A pesare c’è anche la <strong>concorrenza cinese</strong>, che non può essere liquidata solo come slogan politico: l’Unione europea ha imposto da ottobre <strong>2024</strong> dazi compensativi sulle auto elettriche cinesi dopo aver concluso che la loro filiera beneficiava di <strong>sussidi pubblici distorsivi</strong>. Nel frattempo la presenza dei costruttori cinesi in Europa continua a crescere, mentre i costruttori tedeschi perdono terreno proprio in <strong>Cina</strong>, che era stata uno dei loro mercati decisivi. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Va però aggiunta una correzione importante: non è del tutto esatto parlare oggi di <strong>crollo generalizzato</strong> dell’auto elettrica in Europa. I dati <strong>ACEA</strong> mostrano che nel <strong>2025</strong> le auto <strong>battery electric</strong> hanno raggiunto il <strong>17,4%</strong> del mercato UE, in crescita dal <strong>13,6%</strong> del 2024, e nei primi due mesi del <strong>2026</strong> sono salite al <strong>18,8%</strong>. Il problema, quindi, non è solo la debolezza della domanda: è soprattutto la difficoltà dei gruppi europei a difendere <strong>margini</strong>, quote di mercato e competitività dentro una transizione molto più dura del previsto. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine c’è la dimensione geopolitica. Con il voto del Bundestag del <strong>18 marzo 2025</strong>, la Germania ha approvato una svolta storica nella spesa pubblica, allentando il freno al debito per la <strong>difesa</strong> e aprendo a un massiccio aumento degli investimenti strategici. È il riflesso di due paure convergenti: da un lato la minaccia resa evidente dall’invasione russa dell’<strong>Ucraina</strong>, dall’altro l’idea che l’Europa non possa più dare per scontata la protezione americana di sempre. In questo quadro, anche i successi operativi dei sistemi antimissile in Medio Oriente rendono più urgente investire in difesa aerea; ma, allo stato delle fonti disponibili, la trattativa <strong>Volkswagen-Rafael</strong> appare soprattutto come il prodotto di una <strong>riconversione industriale tedesca</strong> già in corso, più che come un effetto diretto della guerra con l’Iran. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/1.png","categoria":"Internazionali","tags":"autoelettrica, Germania, irondome, Osnabrück, Rafael, Riarmo, Volkswagen","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-27 04:14:03","stato":"publish","riassunto_video":"Volkswagen sta trattando con l’israeliana Rafael per riconvertire lo stabilimento di Osnabrück dalla produzione auto a componenti per il sistema antimissile Iron Dome, salvaguardando 2.300 posti di lavoro. La mossa riflette la crisi dell’auto europea, la concorrenza cinese e la spinta europea al riarmo, con la Germania che punta a rafforzare la difesa integrando l’industria manifatturiera.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.reuters.com/markets/companies/RHMG.DE/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30280-volkswagen-svolta-bellica-dalle-auto-ai-sistemi-delliron-dome.mp4","galleria":""}
{"id":30274,"titolo":"Il Generale Portolano visita i reparti della Lombardia: focus su NATO e sicurezza nazionale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>MILANO</strong> – Prosegue il ciclo di visite istituzionali del Capo di Stato Maggiore della Difesa, il <strong>Generale Luciano Portolano</strong>, che nella giornata odierna si è recato in Lombardia per incontrare il personale dei reparti operativi e le massime autorità civili della regione. Una visita che si inserisce nel quadro dell’implementazione delle priorità strategiche della Difesa, con un’attenzione particolare al <strong>«bilanciamento delle componenti»</strong> e al rafforzamento della coerenza tecnologica tra le Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-arma-tra-controllo-del-territorio-e-proiezione-internazionale\">L’Arma tra controllo del territorio e proiezione internazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La prima tappa ha visto il Generale Portolano al <strong>Comando Interregionale \"Pastrengo\"</strong> dei Carabinieri. Rivolgendosi ai militari, il Capo di SMD ha espresso profondo apprezzamento per il servizio svolto quotidianamente a tutela dei cittadini. È stato sottolineato il ruolo poliedrico dell'Arma: non solo presidio di legalità sul territorio nazionale come polizia militare, ma eccellenza riconosciuta in ambito <strong>NATO</strong> per le attività di <em>stability policing</em> e il supporto nelle delicate fasi post-conflitto all’estero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17004,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Generale Portolano visita i reparti della Lombardia: focus su NATO e sicurezza nazionale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Luciano-Portolano-visita-Milano-2.jpeg\" alt=\"Il Generale Portolano visita i reparti della Lombardia: focus su NATO e sicurezza nazionale\" class=\"wp-image-17004\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Portolano visita i reparti della Lombardia: focus su NATO e sicurezza nazionale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-comunicazioni-e-supporto-strategico-il-1-reggimento-trasmissioni\">Comunicazioni e supporto strategico: il 1° Reggimento Trasmissioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Successivamente, il Generale ha visitato il <strong>1° Reggimento Trasmissioni dell’Esercito</strong>, unità d’élite che garantisce il supporto diretto al quartier generale multinazionale <strong>NATO NRDC-ITA</strong>. Il reparto è attualmente impegnato nell'elevata prontezza per l’<strong>Allied Reaction Force</strong>. Portolano ha lodato la professionalità e lo spirito di sacrificio dei trasmettitori, definendo il loro ruolo «cruciale» per garantire la continuità di comando e il collegamento tra le strutture operative, assetti fondamentali per operare nei moderni <strong>scenari multidominio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17005,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Il Generale Portolano visita i reparti della Lombardia: focus su NATO e sicurezza nazionale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/69c449bdd728d.jpeg\" alt=\"Il Generale Portolano visita i reparti della Lombardia: focus su NATO e sicurezza nazionale\" class=\"wp-image-17005\" style=\"width:1000px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Portolano visita i reparti della Lombardia: focus su NATO e sicurezza nazionale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-incontri-istituzionali-e-prospettive-future\">Incontri istituzionali e prospettive future</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La giornata milanese si è conclusa con una serie di incontri di alto profilo. Il Generale Portolano ha incontrato il sindaco di Milano, <strong>Giuseppe Sala</strong>, e il prefetto, <strong>Claudio Sgaraglia</strong>, ribadendo il legame indissolubile tra il mondo della Difesa e le autorità locali. Al centro dei colloqui, il contributo dei militari alla sicurezza urbana in coordinamento con le Forze di Polizia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"L'obiettivo essenziale è garantire la capacità di operare in scenari complessi, sia in ambito alleato sia su base nazionale, mantenendo una superiorità tecnologica integrata,\" ha dichiarato il Generale durante la visita.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il tour istituzionale in Lombardia non si ferma qui: per la giornata di domani è prevista la visita al <strong>6° Stormo dell'Aeronautica Militare</strong> di Ghedi, reparto di volo pilastro della difesa aerea e del controllo dello spazio nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/333.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"carabinieri, difesa, esercito, Lombardia, NATO, Portolano, sicurezza","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-27 04:04:03","stato":"publish","riassunto_video":"Il Generale Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore della Difesa, ha visitato la Lombardia per incontrare reparti operativi e autorità civili, sottolineando il ruolo chiave dell’Arma dei Carabinieri e del 1° Reggimento Trasmissioni nel garantire sicurezza e supporto strategico. Ha ribadito l’importanza della cooperazione con le istituzioni locali e il mantenimento della superiorità tecnologica.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.laverita.info/difesa-portolano-lombardia-reparti-istituzioni-2676620615.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30274-il-generale-portolano-visita-i-reparti-della-lombardia-focus-su-nato-e-sicurezza-nazionale.mp4","galleria":""}
{"id":30238,"titolo":"Difesa Artica: gli Alpini concludono l’Esercitazione NATO Cold Response 26","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>ROMA</strong> – Si è conclusa ufficialmente la <a href=\"https://brigatafolgore.net/nato-litalia-protagonista-nella-cold-response-2026-tra-i-ghiacci-dellartico/\">Cold Response 26</a>, la più imponente attività addestrativa artica dell’anno che ha visto la partecipazione di circa <strong>32.500 militari</strong> provenienti da 14 Paesi dell'Alleanza Atlantica. Le operazioni, svoltesi tra il 9 e il 20 marzo, hanno interessato i territori di Norvegia, Svezia e Finlandia, confermando l'importanza strategica del quadrante settentrionale per la sicurezza collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16987,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Difesa Artica: gli Alpini concludono l’Esercitazione NATO Cold Response 26\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/0cf437e1-a670-4633-a6c0-3580e8bf6cd3.jpeg\" alt=\"Difesa Artica: gli Alpini concludono l’Esercitazione NATO &quot;Cold Response 26&quot;\" class=\"wp-image-16987\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa Artica: gli Alpini concludono l’Esercitazione NATO \"Cold Response 26\"</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-contributo-italiano-gli-alpini-della-taurinense\">Il Contributo Italiano: Gli Alpini della Taurinense</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Italia ha risposto alla chiamata della NATO schierando oltre <strong>170 militari</strong> della <strong>Brigata Alpina \"Taurinense\"</strong>. Il cuore del contingente era composto da una Compagnia del <strong>3° Reggimento Alpini</strong>, supportata da assetti specialistici:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>32° Reggimento Genio Guastatori</strong>: per la mobilità e la protezione in ambienti ostili.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Brigata Informazioni Tattiche</strong>: con assetti multi-sensore per la sorveglianza del campo di battaglia.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Supporto Sanitario</strong>: garantito dagli Ufficiali medici dell'Accademia Militare a completamento del loro iter formativo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16988,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Difesa Artica: gli Alpini concludono l’Esercitazione NATO Cold Response 26\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/50811618-933d-4b49-8af4-748aa185a342.jpeg\" alt=\"Difesa Artica: gli Alpini concludono l’Esercitazione NATO &quot;Cold Response 26&quot;\" class=\"wp-image-16988\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa Artica: gli Alpini concludono l’Esercitazione NATO \"Cold Response 26\"</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-addestramento-al-limite-sopravvivenza-e-combattimento\">Addestramento al Limite: Sopravvivenza e Combattimento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Operare in ambiente artico non è solo una sfida tattica, ma una prova di resistenza umana e tecnologica. Con temperature che hanno toccato i <strong>-25°C</strong>, il personale dell'Esercito ha dovuto mettere in pratica tecniche avanzate di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Movimento e sopravvivenza</strong>: Affinate durante una fase di preparazione specifica in montagna prima della partenza.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Familiarizzazione</strong>: Integrazione immediata con i mezzi e i materiali in dotazione agli alleati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Monitoraggio Elettromagnetico</strong>: Utilizzo di tecnologie per il controllo dello spettro e la difesa da minacce ibride.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16989,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Difesa Artica: gli Alpini concludono l’Esercitazione NATO Cold Response 26\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/b49c6a4a-d368-47c7-9bc5-fdfff9c9c820.jpg\" alt=\"Difesa Artica: gli Alpini concludono l’Esercitazione NATO &quot;Cold Response 26&quot;\" class=\"wp-image-16989\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa Artica: gli Alpini concludono l’Esercitazione NATO \"Cold Response 26\"</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-lo-scenario-operativo\">Lo Scenario Operativo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la fase clou dell'esercitazione, gli alpini italiani sono stati inseriti in un <strong>Battlegroup multinazionale a guida francese</strong>, operando sotto il comando di una Brigata finlandese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"La componente italiana ha agito in un contesto di forze contrapposte, svolgendo compiti difensivi mirati a respingere un'offensiva nemica simulata. Sono state impiegate capacità esploranti, sistemi controcarro e mortai in un perfetto coordinamento pluriarma.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16990,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Difesa Artica: gli Alpini concludono l’Esercitazione NATO Cold Response 26\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/b89143ca-4644-482c-b87d-3e2dcb9482d8.jpeg\" alt=\"Difesa Artica: gli Alpini concludono l’Esercitazione NATO &quot;Cold Response 26&quot;\" class=\"wp-image-16990\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa Artica: gli Alpini concludono l’Esercitazione NATO \"Cold Response 26\"</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-la-cold-response-26-e-strategica\">Perché la Cold Response 26 è Strategica?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo dell'esercitazione non si misura solo nella capacità di tiro, ma nel consolidamento dell'<strong>interoperabilità</strong>. La capacità di diversi eserciti di parlare la stessa \"lingua operativa\" e di integrare i propri sistemi logistici e sanitari in tempi record è ciò che rende la NATO una forza di deterrenza credibile, specialmente in climi proibitivi dove ogni errore può essere fatale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16991,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Difesa Artica: gli Alpini concludono l’Esercitazione NATO Cold Response 26\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/c28eb929-930e-4b0d-99cc-c48f8a9a52ae.jpeg\" alt=\"Difesa Artica: gli Alpini concludono l’Esercitazione NATO &quot;Cold Response 26&quot;\" class=\"wp-image-16991\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa Artica: gli Alpini concludono l’Esercitazione NATO \"Cold Response 26\"</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/95d71127-189b-463e-a7d6-bc526d4a13bf.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"alpini, artico, BrigataTaurinense, ColdResponse26, difesa, esercitoitaliano, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-26 18:34:04","stato":"publish","riassunto_video":"La Cold Response 26, esercitazione artica NATO con 32.500 militari da 14 Paesi, si è svolta tra Norvegia, Svezia e Finlandia. L’Italia ha partecipato con oltre 170 Alpini della Brigata Taurinense, affrontando temperature fino a -25°C. L’addestramento ha enfatizzato sopravvivenza, movimento e interoperabilità in un contesto multinazionale, rafforzando la sicurezza collettiva nel Nord Europa.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/conclusa-lesercitazione-nato-cold-response-26/182224.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30238-difesa-artica-gli-alpini-concludono-lesercitazione-nato-cold-response-26.mp4","galleria":""}
{"id":30228,"titolo":"Le Brigate del U.S. Army diventano centri di Produzione Autonoma - La rivoluzione dell'Additive Manufacturing","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non solo stampanti 3D, ma un nuovo paradigma logistico. Attraverso il \"Basic Additive Manufacturing Course\", l’Esercito statunitense sta trasformando i propri reparti in centri di produzione autonoma, riducendo la dipendenza dalle catene di approvvigionamento globali e aumentando la prontezza operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’U.S. Army sta accelerando decisamente sull’<strong>additive manufacturing</strong> (AM). Quella che un tempo era considerata una tecnologia da laboratorio per prototipazione rapida è oggi un pilastro della modernizzazione militare. Il cuore di questa trasformazione non risiede solo nelle macchine, ma nelle competenze: il <strong>Basic Additive Manufacturing Course</strong> è l’iniziativa chiave per trasferire queste capacità direttamente nelle mani dei soldati al fronte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16973,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Le Brigate del U.S. Army diventano centri di Produzione Autonoma - La rivoluzione dell'Additive Manufacturing\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/max1200-1.jpg\" alt=\"Le Brigate del U.S. Army diventano centri di Produzione Autonoma - La rivoluzione dell'Additive Manufacturing\" class=\"wp-image-16973\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le Brigate del U.S. Army diventano centri di Produzione Autonoma - La rivoluzione dell'Additive Manufacturing</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dalla-teoria-al-campo-il-modello-della-82nd-airborne\">Dalla teoria al campo: il modello della 82nd Airborne</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il percorso di formazione ha trovato un terreno fertile nell'<strong>Airborne Innovation Lab</strong> della 82nd Airborne Division. A Fort Liberty (già Fort Bragg), il corso ha iniziato a formare militari provenienti da reparti eterogenei — dalla 18th Field Artillery Brigade al 3rd Special Forces Group — con un obiettivo chiaro: insegnare come applicare la produzione additiva all'interno del Dipartimento della Difesa (DoD).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma didattico è rigoroso e si articola in due moduli principali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Design:</strong> Focalizzato su modellazione CAD (Computer-Aided Design), reverse engineering e ottimizzazione dei progetti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Printing:</strong> Dedicato alle tecnologie di stampa vere e proprie, alla gestione dei software e alla scienza dei materiali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'approccio non è limitato all'aspetto tecnico; il \"capstone project\" finale richiede ai soldati di identificare un problema operativo reale e sviluppare un prototipo originale per risolverlo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-logistica-on-demand-addio-ai-colli-di-bottiglia\">Logistica \"On-Demand\": addio ai colli di bottiglia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il valore strategico dell'additive manufacturing emerge con forza nella gestione della <strong>supply chain</strong>. Tradizionalmente, la rottura di un componente semplice ma essenziale può bloccare un veicolo corazzato o un sistema d'arma per settimane, in attesa che il pezzo attraversi l'oceano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"La capacità di progettare e produrre localmente riduce la dipendenza logistica e aumenta drasticamente la prontezza operativa.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A Fort Liberty, con cadenza bimestrale, i soldati imparano a mantenere e calibrare le macchine per produrre parti di ricambio critiche direttamente nelle unità. Questa autonomia è fondamentale in contesti <strong>expeditionary</strong>, dove le linee di rifornimento sono vulnerabili o interrotte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il trend non riguarda solo l'Esercito. La collaborazione tra Army e Marine Corps a Camp Lejeune dimostra come l'integrazione delle tecnologie AM sia ormai una priorità del DoD per creare un ecosistema di difesa più agile e interconnesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16974,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Le Brigate del U.S. Army diventano centri di Produzione Autonoma - La rivoluzione dell'Additive Manufacturing\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/B3D-Img-4.jpg\" alt=\"Le Brigate del U.S. Army diventano centri di Produzione Autonoma - La rivoluzione dell'Additive Manufacturing\" class=\"wp-image-16974\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le Brigate del U.S. Army diventano centri di Produzione Autonoma - La rivoluzione dell'Additive Manufacturing</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-oltre-i-polimeri-l-additive-construction\">Oltre i polimeri: l'Additive Construction</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'interesse statunitense non si ferma ai piccoli componenti in plastica. L'evoluzione naturale è l'<strong>additive construction</strong>, gestita dal programma ERDC-CERL.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Infrastrutture rapide:</strong> Stampa 3D di strutture in calcestruzzo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Materiali locali:</strong> Possibilità di costruire edifici protettivi utilizzando risorse reperibili sul posto.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Mobilità:</strong> Creazione di ponti o barriere difensive in tempi record.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'iniziativa si inserisce nel più ampio quadro dell'<strong>Additive Manufacturing Digital Thread</strong>, promosso dall'Army Materiel Command. L'obiettivo è collegare progettazione, dati e manutenzione in un unico flusso digitale integrato. Programmi come il <em>Training with Industry</em> assicurano che l'Esercito rimanga al passo con le innovazioni del settore civile e dell'industria ordnance.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Basic Additive Manufacturing Course non è un semplice corso tecnico: è un tassello fondamentale della <strong>trasformazione militare</strong>. In un'epoca in cui la velocità di adattamento è un'arma letale quanto un missile, la capacità di passare \"dall'idea al pezzo fisico\" in poche ore garantisce un vantaggio tattico incolmabile. L'autonomia del soldato non passa più solo dal fucile, ma anche dalla sua capacità di \"stampare\" la soluzione a un problema logistico nel bel mezzo di un conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/MAN.png","categoria":"Internazionali","tags":"3DPrinting, AdditiveManufacturing, DifesaNews, FortLiberty, innovazionedifesa, LogisticaMilitare, usarmy","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-26 09:34:14","stato":"publish","riassunto_video":"L’Esercito USA sta rivoluzionando la logistica con il Basic Additive Manufacturing Course, formando soldati capaci di produrre localmente parti di ricambio tramite stampa 3D. Questo riduce la dipendenza dalle catene globali e aumenta la prontezza operativa, soprattutto in contesti difficili. L’additive manufacturing si estende anche a infrastrutture rapide in calcestruzzo.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.lineofdeparture.army.mil/Journals/Army-AL-T/AL-T-Archive/Spring-2025/Building-in-3D/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30228-le-brigate-del-u-s-army-diventano-centri-di-produzione-autonoma-la-rivoluzione-delladditive-manufacturing.mp4","galleria":""}
{"id":30224,"titolo":"PDSF 2026: Alice Rufo inaugura a Parigi la terza edizione del Forum sulla Strategia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è aperta ieri a Parigi, presso la prestigiosa cornice dell’<strong>École militaire</strong>, la terza edizione del <strong>Paris Defence and Strategy Forum (PDSF)</strong>. L’evento, che si concluderà il 26 marzo, si conferma un appuntamento imprescindibile per il panorama strategico globale, riunendo quest’anno oltre <strong>5.000 partecipanti</strong> in presenza e una platea digitale stimata in 25.000 utenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ad inaugurare i lavori è stata <strong>Alice Rufo</strong>, Ministro delegato presso il Ministero delle Forze Armate e dei Combattenti, affiancata dall'ambasciatrice della Danimarca in Francia, <strong>Hanne Fugl Eskjær</strong>. La scelta della Danimarca come paese ospite d'onore sottolinea il profondo riorientamento strategico di Copenaghen di fronte al ritorno della guerra in Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16965,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"PDSF 2026: Alice Rufo inaugura a Parigi la terza edizione del Forum sulla Strategia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Article-Alice-Rufo.jpeg\" alt=\"PDSF 2026: Alice Rufo inaugura a Parigi la terza edizione del Forum sulla Strategia\" class=\"wp-image-16965\" style=\"width:1000px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">PDSF 2026: Alice Rufo inaugura a Parigi la terza edizione del Forum sulla Strategia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-omaggio-al-major-frion-pensare-la-guerra-nel-mondo-reale\">L’omaggio al Major Frion: pensare la guerra nel mondo reale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'apertura dei lavori nell’anfiteatro Foch è stata segnata da un momento di profonda commozione. Alice Rufo ha voluto rendere omaggio al <strong>Major Arnaud Frion</strong>, caduto per la Francia. Un gesto non solo formale, ma volto a ricordare che la riflessione strategica non è un esercizio astratto:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Pensare la guerra è una necessità di fronte a un ambiente strategico più duro e pericoloso\"</em>, ha dichiarato il Ministro, sottolineando l'importanza del ruolo dell'<strong>ACADEM</strong> (Académie de défense de l’École militaire) nel creare un ponte tra società civile, accademia e mondo militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-5-pilastri-della-conflittualita-moderna\">I 5 pilastri della conflittualità moderna</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, Alice Rufo ha tracciato un'analisi lucida delle attuali dinamiche globali, individuando cinque tendenze critiche che stanno ridefinendo i conflitti contemporanei:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Erosione del diritto internazionale:</strong> un ordine globale sempre più contestato e aggirato.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Conflitti sotto la soglia nucleare:</strong> l'intensificarsi di scontri ad alta intensità, con l'Ucraina come esempio principale, ma con focolai crescenti in Medio Oriente e Asia.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Nuovi domini di scontro:</strong> l'estensione della guerra a spazi precedentemente non convenzionali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Accelerazione tecnologica:</strong> l'innovazione come motore primario della trasformazione bellica.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Resilienza sociale:</strong> la capacità delle società civili di resistere e adattarsi ai conflitti.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16966,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"PDSF 2026: Alice Rufo inaugura a Parigi la terza edizione del Forum sulla Strategia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/1741694551839.jpg\" alt=\"PDSF 2026: Alice Rufo inaugura a Parigi la terza edizione del Forum sulla Strategia\" class=\"wp-image-16966\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">PDSF 2026: Alice Rufo inaugura a Parigi la terza edizione del Forum sulla Strategia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-risposta-francese-sovranita-e-alleanze\">La risposta francese: Sovranità e Alleanze</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Ministro ha poi delineato la strategia della Francia per navigare in questo scenario turbolento, basata su tre pilastri complementari:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sovranità e Dissuasione:</strong> La sovranità è stata definita come la capacità di decidere autonomamente senza subire costrizioni. Al centro di questa postura rimane la <strong>dissuasione nucleare</strong>, pur integrata in una visione europea coerente.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Alleanze senza vassallaggio:</strong> <em>\"Un vassallo non è un alleato\"</em>, ha ammonito la Rufo, riaffermando l'impegno francese nella NATO e sul fianco Est, pur ribadendo che l'Europa deve assumersi maggiori responsabilità prodotte da un aumento della produzione industriale e degli investimenti tecnologici.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Partenariati credibili:</strong> La Francia punta sulla massima affidabilità operativa (\"diciamo ciò che facciamo e facciamo ciò che diciamo\"), dall'Indo-Pacifico all'Artico, fino al supporto costante all'Ucraina.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-cooperazione-indispensabile\">Una cooperazione indispensabile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintonia con la posizione francese, l'ambasciatrice danese <strong>Hanne Fugl Eskjær</strong> ha ribadito l'urgenza di una cooperazione collettiva e coordinata. In un mondo in cui le minacce sono interconnesse, la risposta non può che essere corale e duratura.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il PDSF 2026 entra ora nel vivo dei suoi panel tecnici. Come ricordato in chiusura da Alice Rufo: <em>\"Essere capaci di pensare la guerra di domani significa essere capaci di affrontarla e di prevenirla\"</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/1-13.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"AliceRufo, difesaeuropea, EcoleMilitaire, geopolitica, MinistereDesArmees, PDSF2026, strategiamilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-26 09:34:04","stato":"publish","riassunto_video":"A Parigi si è aperto il Paris Defence and Strategy Forum 2026, con oltre 5.000 partecipanti. Il Ministro Alice Rufo ha sottolineato l'importanza di pensare la guerra reale, evidenziando cinque tendenze chiave dei conflitti moderni e la strategia francese basata su sovranità, alleanze e partenariati affidabili.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defense.gouv.fr/actualites/alice-rufo-inaugure-troisieme-edition-du-pdsf","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30224-pdsf-2026-alice-rufo-inaugura-a-parigi-la-terza-edizione-del-forum-sulla-strategia.mp4","galleria":""}
{"id":30218,"titolo":"US Army: primo Black Hawk predisposto per la Guida Autonomia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>U.S. Army</strong> ha ricevuto il primo <strong>H-60Mx Black Hawk</strong> profondamente modificato per poter volare <strong>con o senza pilota ai comandi</strong>. Si tratta di un risultato importante per il futuro dell’<strong>aviazione militare</strong>, perché apre la strada a una nuova generazione di elicotteri più <strong>sicuri</strong>, <strong>intelligenti</strong> e <strong>versatili</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo velivolo, definito <strong>autonomous-ready</strong>, entrerà ora in una fase di <strong>test rigorosi</strong>. L’obiettivo è verificare come questa tecnologia possa migliorare le missioni operative e ridurre i rischi per i soldati. Non si tratta di un progetto nato all’improvviso, ma del frutto di oltre <strong>dieci anni di ricerca</strong> nel campo del volo autonomo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-tecnologia-che-cambia-il-black-hawk\">La tecnologia che cambia il Black Hawk</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla base di questa innovazione c’è il programma <strong>ALIAS</strong> della <strong>DARPA</strong>, sviluppato con la collaborazione di <strong>Sikorsky</strong>, azienda del gruppo <strong>Lockheed Martin</strong>. Da questo lavoro è nata la tecnologia <strong>MATRIX™</strong>, un sofisticato sistema di controllo che funziona come un vero e proprio <strong>“cervello digitale”</strong> dell’elicottero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema può gestire fasi complesse del volo, dal <strong>decollo</strong> all’<strong>atterraggio</strong>, permettendo al Black Hawk di operare in modo autonomo oppure sotto la supervisione di un equipaggio remoto da una <strong>stazione di controllo a terra</strong>. Un elemento centrale è anche il kit <strong>ALIAS Optimally Piloted Vehicle</strong>, che include un <strong>software development kit</strong> capace di integrare nuovi sensori e programmi di terze parti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro cambiamento fondamentale è il passaggio dai tradizionali controlli meccanici a un moderno sistema <strong>fly-by-wire</strong> elettronico. Questo rende l’elicottero più <strong>stabile</strong>, più facile da gestire e particolarmente efficace anche in condizioni difficili, come quelle di <strong>scarsa visibilità</strong>. In questo modo si riduce il <strong>carico di lavoro del pilota</strong>, che può concentrarsi di più sulla missione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16959,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"US Army: primo Black Hawk predisposto per la Guida Autonomia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/max1200.jpg\" alt=\"US Army: primo Black Hawk predisposto per la Guida Autonomia\" class=\"wp-image-16959\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">US Army: primo Black Hawk predisposto per la Guida Autonomia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-test-e-la-visione-per-il-futuro\">I test e la visione per il futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei prossimi mesi, i <strong>piloti collaudatori</strong> e gli <strong>ingegneri dell’esercito</strong> metteranno alla prova il nuovo Black Hawk in diversi scenari. Verrà analizzata la capacità di essere controllato da terra, di affrontare missioni complesse in autonomia e di aumentare la <strong>sicurezza operativa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo elicottero rappresenta anche il primo banco di prova del programma <strong>SAFE</strong> (<strong>Strategic Autonomy Flight Enabler</strong>), che punta a creare un kit autonomo <strong>universale</strong> e <strong>scalabile</strong> da installare su centinaia di Black Hawk e, in futuro, su altri velivoli militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto coinvolge anche lo Stato del <strong>Texas</strong> e il <strong>Texas A&amp;M University System’s Bush Combat Development Complex</strong>, dove alcuni <strong>UH-60L modificati</strong> saranno usati per valutare il contributo dell’autonomia in missioni civili, come la <strong>lotta agli incendi boschivi</strong>. Per l’esercito americano, questa consegna non è soltanto un progresso tecnologico, ma un vero passo verso un futuro in cui <strong>uomo e macchina</strong> collaboreranno in modo sempre più stretto per garantire il successo delle missioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/max1200ffd.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"autonomia, BlackHawk, DARPA, elicottero, innovazione, Sikorsky, usarmy","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-26 07:24:03","stato":"publish","riassunto_video":"L’U.S. Army ha ricevuto il primo H-60Mx Black Hawk modificato per volare con o senza pilota, grazie al sistema MATRIX™ sviluppato con DARPA e Sikorsky. Dotato di controllo fly-by-wire, l’elicottero può operare autonomamente o con controllo remoto, migliorando sicurezza e versatilità. Iniziano ora test per valutarne l’efficacia in missioni complesse e civili.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.army.mil/article/291237/us_army_soars_into_future_with_delivery_of_first_autonomous_ready_black_hawk","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30218-us-army-primo-black-hawk-predisposto-per-la-guida-autonomia.mp4","galleria":""}
{"id":30212,"titolo":"U.S. Army e Amazon - Mercato online per accelerare l’acquisizione di droni anche per l'Italia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>U.S. Army</strong> ha annunciato il lancio dello <strong>Unmanned Aircraft Systems Marketplace</strong>, una nuova piattaforma digitale pensata per <strong>rivoluzionare il processo di acquisizione dei sistemi aerei senza pilota</strong> e accelerare l’accesso delle unità operative a soluzioni già validate. L’iniziativa è stata presentata ufficialmente il <strong>24 marzo 2026</strong> a <strong>Redstone Arsenal, in Alabama</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nuova piattaforma si configura come un <strong>portale centralizzato</strong> che consentirà a unità dell’Esercito statunitense, partner governativi e nazioni alleate di <strong>confrontare, selezionare e acquistare più rapidamente sistemi UAS</strong>. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con <strong>Amazon Web Services</strong> e con l’<strong>Army Enterprise Cloud Management Agency</strong>, con l’obiettivo di <a href=\"https://brigatafolgore.net/esercito-procurement-modello-industriale/\">rendere il procurement più rapido, trasparente e competitivo.</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-nuovo-modello-di-acquisizione-per-i-droni-militari\">Un nuovo modello di acquisizione per i droni militari</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto reso noto dall’Esercito, il marketplace offrirà strumenti per <strong>comparare le caratteristiche operative dei diversi sistemi</strong>, raccogliere <strong>feedback diretti</strong> e semplificare le procedure di ordine attraverso un’unica interfaccia digitale. Si tratta di un cambio di paradigma rispetto ai tradizionali processi acquisitivi, spesso considerati <strong>troppo lenti rispetto alla velocità dell’innovazione tecnologica e delle esigenze del campo di battaglia moderno</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Brent G. Ingraham, <strong>Army Acquisition Executive</strong>, ha definito l’iniziativa un esempio concreto della trasformazione in corso nei processi di acquisizione dell’Army, con l’obiettivo di renderli <strong>più agili, competitivi ed efficaci</strong>. Secondo Ingraham, l’apertura a una platea più ampia di innovatori industriali contribuirà a rafforzare <strong>la resilienza e la reattività della base industriale della difesa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16950,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"U.S. Army e Amazon - Mercato online per accelerare l’acquisizione di droni anche per l'Italia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/originalfdv-df.jpg\" alt=\"U.S. Army, Marketplace digitale per accelerare l’acquisizione di droni\" class=\"wp-image-16950\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">U.S. Army, Marketplace digitale per accelerare l’acquisizione di droni</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-modernizzazione-e-vantaggio-operativo-sul-campo\">Modernizzazione e vantaggio operativo sul campo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il maggiore generale <strong>Clair Gill</strong>, <strong>Portfolio Acquisition Executive for Maneuver Air</strong>, ha sottolineato che il marketplace rappresenta <strong>una svolta nell’approccio dell’Army Aviation alla modernizzazione</strong>, consentendo di mettere a disposizione dei soldati tecnologie unmanned in tempi più rapidi e con maggiore aderenza ai bisogni operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sulla stessa linea anche <strong>Rodney Davis</strong>, <strong>Capabilities Program Executive for Aviation</strong>, secondo cui la piattaforma non servirà soltanto ad acquistare droni, ma a fornire alle formazioni <strong>capacità aeree avanzate, flessibili e immediatamente impiegabili</strong> nei contesti di <strong>multi-domain operations</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il colonnello <strong>Danielle Medaglia</strong>, <strong>Project Manager for UAS</strong>, il nuovo sistema rappresenta un approccio trasformativo alle acquisizioni, fondato su <strong>competizione, innovazione e rapidità di consegna</strong>. L’obiettivo dichiarato è garantire ai reparti accesso a tecnologie avanzate <strong>su scala e con tempistiche compatibili con le esigenze operative reali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16951,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"U.S. Army e Amazon - Mercato online per accelerare l’acquisizione di droni anche per l'Italia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/originaleedc-scaled.jpg\" alt=\"U.S. Army, Marketplace digitale per accelerare l’acquisizione di droni\" class=\"wp-image-16951\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">U.S. Army, Marketplace digitale per accelerare l’acquisizione di droni</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-piattaforma-con-valenza-anche-per-l-italia\">Una piattaforma con valenza anche per l'Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alla dimensione nazionale, lo <strong>UAS Marketplace</strong> è destinato ad avere anche una rilevante proiezione internazionale. L’U.S. Army prevede infatti di utilizzare la piattaforma per <strong>accelerare la fornitura di soluzioni innovative ad alleati e partner esteri</strong>, semplificando i processi di <strong>Foreign Military Sales</strong> e rafforzando la cooperazione nel comparto unmanned.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il lancio del marketplace si inserisce nel più ampio quadro degli sforzi di modernizzazione dell’Esercito statunitense e nel perseguimento di una maggiore <strong>drone dominance</strong>, considerata strategica per mantenere il vantaggio tecnologico nei futuri scenari operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La piattaforma viene presentata al <strong>2026 Association of the United States Army Global Force Symposium and Exposition</strong>, in programma a <strong>Huntsville, Alabama, dal 24 al 26 marzo</strong>, presso il booth <strong>#711</strong>. Un ulteriore evento dedicato, il <strong>Marketplace Showcase</strong>, è previsto per il <strong>14 aprile</strong>, alla vigilia del summit organizzato dall’<strong>Army Aviation Association of America</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/original-scaled-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, Droni, innovazione, militarytech, procurement, U.S. Army, uas","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-26 02:54:03","stato":"publish","riassunto_video":"L’U.S. Army ha lanciato lo Unmanned Aircraft Systems Marketplace, una piattaforma digitale che accelera l’acquisto di droni militari, offrendo un portale centralizzato per confrontare e selezionare sistemi UAS. Sviluppata con Amazon Web Services, mira a rendere il procurement più rapido, trasparente e competitivo, supportando anche alleati esteri e modernizzando le capacità operative sul campo.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.army.mil/article/291297/us_army_launches_online_marketplace_to_revolutionize_drone_acquisition","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30212-u-s-army-e-amazon-mercato-online-per-accelerare-lacquisizione-di-droni-anche-per-litalia.mp4","galleria":""}
{"id":30205,"titolo":"Lezioni apprese sulla Cognitive Warfare","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>cognitive warfare</strong> rappresenta oggi una delle dimensioni più rilevanti del confronto strategico contemporaneo. Non riguarda soltanto la diffusione di informazioni o la propaganda in senso tradizionale, ma punta a influenzare direttamente <strong>percezioni</strong>, <strong>convinzioni</strong>, <strong>emozioni</strong> e <strong>processi decisionali</strong> di individui, gruppi sociali e leadership <strong>politiche</strong> e <strong>militari</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, la <strong>comunicazione</strong> non è più un elemento accessorio dell’azione <strong>politica o militare</strong>, ma una componente strutturale della competizione. Ogni <strong>attività politica o militare</strong>, per essere efficace, deve prevedere una pianificazione che includa non solo <strong>obiettivi operativi</strong> e <strong>strumenti di impiego</strong>, ma anche una chiara <strong>architettura comunicativa</strong>, fondata sull’<strong>analisi della minaccia</strong> e sull’<strong>analisi del contesto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-comunicazione-come-fattore-decisivo-nelle-attivita-politiche-o-militari\">La comunicazione come fattore decisivo nelle attività politiche o militari</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una delle principali <strong>lezioni apprese</strong> nei moderni scenari di competizione è che il successo o l’insuccesso di un’attività <strong>politica o militare</strong> dipendono anche dalla capacità di pianificare e condurre un adeguato <strong>piano di comunicazione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando tale piano manca, o viene concepito in modo residuale, l’attore si espone a diverse <strong>vulnerabilità</strong>: perdita del controllo della <strong>narrativa</strong>, incapacità di anticipare le <strong>linee comunicative avversarie</strong>, difficoltà nel mantenere <strong>consenso interno ed esterno</strong>, esposizione a campagne di <strong>delegittimazione</strong> e <strong>manipolazione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un piano di comunicazione efficace dovrebbe contenere almeno due dimensioni essenziali: l’<strong>analisi della minaccia</strong> e l’<strong>analisi del contesto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16939,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Lezioni apprese sulla Cognitive Warfare\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/The-conceptual-relationship-among-cognitive-warfare-and-other-types-of-warfare-Each-type.png\" alt=\"Lezioni apprese sulla Cognitive Warfare\" class=\"wp-image-16939\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lezioni apprese sulla Cognitive Warfare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-analisi-della-minaccia-prevedere-le-linee-comunicative-avversarie\">Analisi della minaccia: prevedere le linee comunicative avversarie</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>dominio cognitivo</strong>, l’analisi della minaccia non può limitarsi agli aspetti <strong>cinetici</strong> o <strong>tecnologici</strong>. Deve comprendere anche le possibili azioni e attività delle <strong>linee comunicative avversarie</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo significa individuare in anticipo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>le <strong>narrative ostili</strong> che potrebbero essere attivate;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>i <strong>temi divisivi</strong> che l’avversario potrebbe sfruttare;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>i <strong>canali informativi</strong> più idonei alla diffusione del messaggio;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>i <strong>soggetti amplificatori</strong>, formali o informali, in grado di moltiplicarne l’impatto;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>le tecniche di <strong>disinformazione</strong>, <strong>manipolazione emotiva</strong> e <strong>distorsione del contesto</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In assenza di questa analisi, ogni attività <strong>politica o militare</strong> rischia di essere accompagnata da una superiorità narrativa dell’avversario, il quale può orientare la <strong>percezione degli eventi</strong> prima ancora che i fatti vengano compresi nella loro realtà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>cognitive warfare</strong>, infatti, non agisce soltanto sul piano dell’informazione, ma sul modo in cui l’informazione viene <strong>interpretata</strong>. Per questo l’anticipazione delle mosse comunicative avversarie diventa parte integrante della <strong>pianificazione strategica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-analisi-del-contesto-comprendere-l-ambiente-informativo\">Analisi del contesto: comprendere l’ambiente informativo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il secondo pilastro è l’<strong>analisi del contesto</strong>, cioè dell’<strong>ambiente informativo</strong> in cui l’azione <strong>politica o militare</strong> si sviluppa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni messaggio opera dentro un <strong>ecosistema</strong> composto da fattori <strong>culturali</strong>, <strong>sociali</strong>, <strong>mediatici</strong>, <strong>tecnologici</strong> e <strong>psicologici</strong>. Non conoscere questo ambiente significa non comprendere come un messaggio verrà <strong>recepito</strong>, <strong>deformato</strong>, <strong>amplificato</strong> o <strong>rigettato</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’analisi del contesto dovrebbe quindi includere:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>il <strong>quadro politico e sociale</strong> di riferimento;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il livello di <strong>fiducia nelle istituzioni</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>la sensibilità dell’<strong>opinione pubblica</strong> rispetto a determinati temi;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il ruolo dei <strong>media tradizionali</strong> e delle <strong>piattaforme digitali</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>la presenza di <strong>fratture sociali</strong> o <strong>identitarie</strong> sfruttabili da attori ostili;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>la velocità e la direzione della <strong>circolazione delle informazioni</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un ambiente <strong>saturo</strong>, <strong>interconnesso</strong> e <strong>polarizzato</strong>, non basta comunicare: occorre comprendere <strong>dove</strong> si comunica, <strong>verso chi</strong>, con quali <strong>codici</strong> e contro quali forme di <strong>interferenza</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14647,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Lezioni apprese sulla Cognitive Warfare\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/guerra-cognitiva.jpg\" alt=\"Il campo di battaglia dove non si spara: quando una bufala altera la percezione collettiva e diventa “verità” per inerzia\" class=\"wp-image-14647\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il campo di battaglia asimmetrico dove non si spara: come una bufala diventa “verità” per inerzia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-peso-dello-scenario-internazionale\">Il peso dello scenario internazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni attività <strong>politica o militare</strong> si colloca inoltre dentro uno <strong>scenario internazionale</strong> che condiziona <strong>linguaggi</strong>, <strong>percezioni</strong> e <strong>aspettative</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche quando l’azione è localizzata, il <strong>contesto globale</strong> esercita un’influenza diretta sull’<strong>ambiente cognitivo</strong>. Modelli comunicativi emersi in grandi potenze o in crisi internazionali tendono infatti a propagarsi, diventando riferimenti impliciti anche in altri teatri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come osservato anche nel dibattito pubblico e giornalistico internazionale, l’atteggiamento di attori internazionali ha avuto un impatto significativo sullo <strong>scenario comunicativo globale</strong>, contribuendo a rafforzare stili basati su <strong>polarizzazione</strong>, <strong>semplificazione estrema</strong>, <strong>delegittimazione delle fonti tradizionali</strong> e forte <strong>emotivizzazione del confronto pubblico</strong>. Questo tipo di approccio ha inciso più in generale sul <strong>clima informativo internazionale</strong>, rendendo più fragile il confine tra <strong>comunicazione politica</strong>, <strong>narrazione strategica</strong> e <strong>manipolazione percettiva</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo, l’analisi dell’ambiente non può essere solo <strong>locale</strong> o <strong>nazionale</strong>: deve includere anche l’effetto di trascinamento generato dalle <strong>dinamiche internazionali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cognitive-warfare-e-vulnerabilita-strategica\">Cognitive warfare e vulnerabilità strategica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-minaccia-n-1-linfluenza-sulle-opinioni-pubbliche-occidentali/\">principale <strong>vulnerabilità</strong> nelle attività <strong>politiche o militari</strong></a> contemporanee nasce dal fatto che spesso si continua a considerare la <strong>comunicazione</strong> come un supporto dell’azione, mentre essa è parte dell’azione stessa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>cognitive warfare</strong> sfrutta questa sottovalutazione. Colpisce le <strong>convinzioni</strong>, alimenta <strong>dubbi</strong>, altera la percezione della <strong>legittimità</strong>, frammenta il <strong>consenso</strong>, esaspera le <strong>contrapposizioni</strong> e produce <strong>paralisi decisionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è necessario che l’avversario imponga una menzogna completa. È sufficiente che riesca a:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>decontestualizzare</strong> fatti reali;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>selezionare elementi <strong>parziali</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>amplificare contenuti <strong>emotivamente sensibili</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>insinuare <strong>sfiducia</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>occupare più rapidamente lo <strong>spazio cognitivo</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo senso, ogni attività <strong>politica o militare</strong> può essere compromessa non solo da errori <strong>operativi</strong>, ma da una insufficiente preparazione del <strong>dominio informativo e cognitivo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-lezioni-apprese\">Lezioni apprese</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dall’osservazione degli scenari contemporanei emergono alcune <strong>lezioni fondamentali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La prima è che la <strong>comunicazione</strong> deve essere pianificata sin dall’inizio come <strong>funzione strategica integrata</strong>, e non come attività successiva o meramente reattiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La seconda è che ogni piano deve contenere una chiara <strong>analisi della minaccia</strong>, orientata a comprendere come l’avversario potrebbe agire sul piano delle <strong>narrative</strong>, della <strong>disinformazione</strong> e della <strong>pressione psicologica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La terza è che l’<strong>analisi del contesto</strong> è decisiva quanto la conoscenza dell’avversario, perché ogni messaggio vive dentro un ambiente che ne condiziona <strong>effetti</strong>, <strong>limiti</strong> e possibili <strong>deformazioni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La quarta è che il <strong>contesto internazionale</strong> influenza sempre di più le dinamiche locali, imponendo una lettura <strong>ampia</strong>, <strong>multilivello</strong> e <strong>continua</strong> dell’ambiente comunicativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16942,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Lezioni apprese sulla Cognitive Warfare\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/cognitive-warfare-examples-ef2cae6227.jpg\" alt=\"Lezioni apprese sulla Cognitive Warfare\" class=\"wp-image-16942\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lezioni apprese sulla Cognitive Warfare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusioni\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La lezione più importante è che, nelle attività <strong>politiche o militari</strong> contemporanee, non basta predisporre <strong>mezzi</strong>, <strong>procedure</strong> e <strong>capacità operative</strong>. Occorre anche pianificare il <strong>dominio cognitivo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un <strong>piano di comunicazione</strong> adeguato deve contenere in sé sia l’<strong>analisi della minaccia</strong>, cioè delle possibili azioni e attività delle <strong>linee comunicative avversarie</strong>, sia l’<strong>analisi del contesto</strong>, intesa come comprensione profonda dell’<strong>ambiente informativo</strong>, <strong>politico</strong> e <strong>sociale</strong> in cui l’azione si sviluppa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Solo in questo modo è possibile ridurre la <strong>vulnerabilità</strong>, mantenere l’<strong>iniziativa narrativa</strong> e impedire che l’avversario trasformi il <strong>vantaggio comunicativo</strong> in <strong>vantaggio strategico</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/20231221_GenderCogWar.webp","categoria":"Blog","tags":"analisidelcontesto, analisidellaminaccia, CognitiveWarfare, ComunicazioneStrategica, DominioCognitivo, informazione, strategia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-25 10:44:04","stato":"publish","riassunto_video":"La cognitive warfare mira a influenzare percezioni, emozioni e decisioni politiche o militari, rendendo la comunicazione parte integrante della strategia. Un piano efficace richiede l’analisi della minaccia, per anticipare le narrative avversarie, e del contesto, per comprendere l’ambiente informativo. Ignorare questo dominio espone a manipolazioni e perdita di consenso.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30205-lezioni-apprese-sulla-cognitive-warfare.mp4","galleria":""}
{"id":30200,"titolo":"Iran, Washington schiera i paracadutisti USA","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli Stati Uniti si preparano a rafforzare ulteriormente il proprio dispositivo militare in Medio Oriente con l’invio di nuovi soldati della <strong>82ª Divisione Aviotrasportata</strong>, una delle unità di pronto impiego più rapide e simboliche dell’esercito americano. Secondo quanto riportato da <strong>PBS News</strong>, che cita una fonte a conoscenza del piano riferita all’Associated Press, Washington sarebbe pronta a spedire <strong>circa 1.000 militari</strong> nella regione nei prossimi giorni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contingente, secondo questa ricostruzione, comprenderebbe un battaglione della <strong>1st Brigade Combat Team</strong>, oltre al comandante della divisione, <strong>Maj. Gen. Brandon Tegtmeier</strong>, e a parte del suo staff. La scelta di mobilitare proprio l’82ª Aviotrasportata non è casuale: si tratta infatti della forza di risposta rapida dell’esercito statunitense, addestrata a intervenire in tempi molto brevi e a operare anche in aree ostili o contese, inclusa la presa e la messa in sicurezza di aeroporti e infrastrutture strategiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ruolo-dell-82ª-aviotrasportata\">Il ruolo dell’82ª Aviotrasportata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La mossa rappresenta un nuovo passo nell’escalation militare americana nell’area. Nei giorni scorsi, Reuters aveva già riferito dell’invio verso il Medio Oriente di <strong>migliaia di Marines e marinai</strong> a bordo di unità navali statunitensi, in aggiunta a una presenza americana nella regione che supera già le <strong>50.000 unità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano tattico, la differenza tra Marines e reparti aviotrasportati è rilevante. I Marines inviati nei giorni scorsi sono tipicamente impiegati in missioni di protezione di ambasciate, evacuazione di civili e risposta a crisi improvvise. I soldati dell’82ª, invece, sono specializzati in operazioni più offensive e in ingressi rapidi in territorio ostile, anche tramite aviolancio, per conquistare nodi logistici e garantire corridoi operativi alle forze successive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16926,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Iran, Washington schiera i paracadutisti USA\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/82nd-airborne-deploys-pope-1800.jpg\" alt=\"USA pronti a rafforzare la presenza militare in Medio Oriente: verso l’invio di nuovi reparti dell’82ª Divisione Aviotrasportata\" class=\"wp-image-16926\" style=\"width:1000px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">USA pronti a rafforzare la presenza militare in Medio Oriente: verso l’invio di nuovi reparti dell’82ª Divisione Aviotrasportata</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-messaggio-strategico-a-teheran\">Messaggio strategico a Teheran</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rafforzamento militare avviene mentre il conflitto con l’Iran continua a produrre effetti sull’intera regione e mentre Washington alterna segnali di pressione militare a tentativi diplomatici. In questo contesto, l’eventuale arrivo di nuovi reparti dell’82ª Aviotrasportata assume un valore che va oltre il semplice rinforzo numerico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da un lato, offre alla Casa Bianca una capacità di intervento più ampia e immediata; dall’altro, invia un messaggio politico e militare di deterrenza ai rivali regionali. Resta però da capire se il dispiegamento servirà soprattutto a consolidare la postura difensiva americana oppure a preparare opzioni operative più aggressive, in una fase in cui ogni movimento sul terreno viene letto come possibile preludio a un ulteriore allargamento della crisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/150127-F-ZS275-291.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"82ndAirborne, escalation, Iran, MedioOriente, Pentagono, truppe, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-25 07:34:04","stato":"publish","riassunto_video":"Gli Stati Uniti invieranno circa 1.000 soldati della 82ª Divisione Aviotrasportata in Medio Oriente per rafforzare la presenza militare nella regione. Questa unità di pronto intervento è specializzata in operazioni rapide e offensive, come la conquista di infrastrutture strategiche.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.pbs.org/newshour/world/u-s-to-send-around-1000-troops-from-army-airborne-unit-to-mideast-ap-source-says","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30200-iran-washington-schiera-i-paracadutisti-usa.mp4","galleria":""}
{"id":30194,"titolo":"Ft.Bragg: Special Operations Sniper Competition","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Fort Bragg (North Carolina), 23 marzo 2026</strong> — Precisione, resistenza e perfetta intesa di squadra: sono stati questi gli elementi al centro della <strong>U.S. Army Special Operations Command International Sniper Competition</strong>, che si è svolta a <strong>Fort Bragg</strong> dal <strong>15 al 19 marzo</strong>, riunendo <strong>17 team d’élite di tiratori scelti</strong> provenienti da diverse componenti delle forze armate statunitensi e da Paesi alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A ospitare l’evento, giunto alla <strong>17ª edizione</strong>, è stato il <strong>John F. Kennedy Special Warfare Center and School</strong> dell’esercito americano. Gli istruttori del corso sniper delle Forze Speciali, insieme ai vertici della struttura, hanno progettato le prove e supervisionato l’intera competizione in qualità di ufficiali di gara e responsabili dei punteggi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Questa competizione rappresenta l’apice dell’arte del tiratore scelto”, ha dichiarato il colonnello <strong>Simon Powelson</strong>, comandante del <strong>2nd Special Warfare Training Group</strong>. “Abbiamo riunito team altamente addestrati provenienti dall’intera joint force e da nazioni partner. Questi concorrenti non sono qui per caso: sono il frutto di un addestramento intenso e altamente specializzato all’interno delle rispettive unità”.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ai cinque giorni di gara hanno preso parte operatori delle <a href=\"https://brigatafolgore.net/delta-force-la-mano-invisibile-di-washington-dalla-fondazione-alle-missioni-che-hanno-cambiato-la-storia-fino-alla-cattura-di-maduro/\">Forze Speciali dell’Esercito</a>, dei <strong>Rangers</strong>, del <strong>Naval Special Warfare Command</strong>, del <strong>Marine Forces Special Operations Command</strong> e della <strong>Guardia Costiera</strong>, insieme a rappresentanti di forze speciali di nazioni alleate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo non era soltanto decretare il miglior team, ma anche <strong>rafforzare l’interoperabilità</strong> e alimentare lo <strong>spirito di corpo</strong> tra partner internazionali e reparti appartenenti a diverse forze armate. Per questo il programma ha incluso una serie di prove complesse, svolte sia di giorno sia in condizioni notturne, pensate per mettere a dura prova capacità fisiche, prontezza mentale e affiatamento operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della settimana, le squadre — composte da <strong>due operatori altamente qualificati</strong> — sono state valutate su diversi poligoni di Fort Bragg. I concorrenti hanno dovuto dimostrare padronanza nell’uso di <strong>fucili di precisione, carabine e pistole</strong>, con ingaggi fino a <strong>1.200 metri</strong>, adattandosi di continuo a scenari variabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16917,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/2-1.jpg\" alt=\"Ft.Bragg: Special Operations Sniper Competition\" class=\"wp-image-16917\" title=\"Ft.Bragg: Special Operations Sniper Competition\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ft.Bragg: Special Operations Sniper Competition</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-operare-in-ogni-condizione\">Operare in Ogni Condizione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fin dal primo giorno, la competizione ha mostrato tutta la sua durezza. <strong>Temporali persistenti</strong>, pioggia intermittente e forti raffiche di vento hanno ridotto la visibilità, reso il terreno scivoloso e complicato notevolmente le condizioni di tiro, aggiungendo un ulteriore livello di realismo all’addestramento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Il meteo ha avuto un ruolo significativo”, ha spiegato <strong>Timothy Gozelski</strong>, responsabile del corso sniper. “Con vento e pioggia il nostro obiettivo era fare in modo che la visibilità fosse uguale per tutte le squadre”.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei giorni successivi il maltempo si è attenuato, ma le condizioni sono rimaste difficili: le temperature sono scese fino a <strong>35 gradi Fahrenheit</strong> (circa <strong>2 gradi Celsius</strong>) e i venti variabili hanno continuato a rendere complessi i tiri a lunga distanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, i concorrenti hanno dovuto <strong>calcolare rapidamente velocità e direzione del vento</strong>, mantenendo al tempo stesso comunicazione costante e coordinamento con il proprio compagno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Una comunicazione buona, chiara e concisa è indispensabile”, ha sottolineato <strong>Richard Cuza</strong>, istruttore del corso sniper. “Non è solo importante: è cruciale”.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni prova ha evidenziato come il successo non dipenda esclusivamente dalla precisione individuale, ma soprattutto dalla <strong>sintonia tra i due membri del team</strong>. Le coppie di sniper hanno dovuto individuare, misurare la distanza e colpire molteplici bersagli in rapida successione, spesso spostandosi tra diverse postazioni di tiro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Essere in sintonia con il proprio compagno è importante quanto comunicare”, ha aggiunto Gozelski. “Per avere successo, i due devono parlarsi ed essere allineati in tutto ciò che fanno”.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli organizzatori hanno ribadito che la competizione va oltre la semplice prova di abilità tecnica. L’evento costituisce infatti un’occasione concreta per far operare insieme team della joint force e partner internazionali in un ambiente ad alta pressione, favorendo la nascita di relazioni professionali e migliorando la capacità di collaborare efficacemente in missioni reali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“È fantastico avere squadre internazionali in gara”, ha affermato ancora Gozelski. “Aiuta l’interoperabilità e consente di osservare equipaggiamenti e tecniche reciproche. Non si tratta solo di competere, ma anche di imparare dai nostri alleati e dal loro modo di operare”.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sulla stessa linea anche Cuza, che ha evidenziato il valore della presenza delle altre forze armate e dei partner stranieri: lavorare insieme, ha spiegato, sarà essenziale anche nelle future operazioni condivise.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16918,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/3-2.jpg\" alt=\"Ft.Bragg: Special Operations Sniper Competition\" class=\"wp-image-16918\" title=\"Ft.Bragg: Special Operations Sniper Competition\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ft.Bragg: Special Operations Sniper Competition</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-risultati-finali\">Risultati finali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al termine dei cinque giorni di prove, a imporsi nella classifica generale è stato il team dello <strong>Army Special Operations Command</strong>, che ha mantenuto il rendimento più costante in tutte le specialità e in ogni condizione ambientale. Al <strong>secondo posto</strong> si è classificata la squadra del <strong>3rd Special Forces Group</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La competizione si è chiusa così non solo con una graduatoria finale, ma anche con un bilancio più ampio: competenze affinate, esperienza operativa condivisa e legami più solidi tra alleati e reparti diversi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Soprattutto, questa competizione è un potente strumento per costruire spirito di corpo tra un gruppo d’élite di guerrieri che un giorno potrebbe trovarsi a operare fianco a fianco”, ha concluso Powelson.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/1-12.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"#OperazioniSpeciali, addestramentomilitare, cecchini, FortBragg, forzespeciali, snipercompetition, usarmy","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-24 17:24:03","stato":"publish","riassunto_video":"A Fort Bragg si è svolta la 17ª U.S. Army Special Operations Command International Sniper Competition, con 17 team d’élite da forze armate USA e alleate. In cinque giorni, i tiratori scelti hanno affrontato prove complesse, condizioni meteo avverse e scenari variabili, puntando su precisione, resistenza e collaborazione. Ha vinto il team dello Army Special Operations Command.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30194-ft-bragg-special-operations-sniper-competition.mp4","galleria":""}
{"id":30188,"titolo":"Dentro le difese aeree israeliane: il sistema che sembra invincibile o quasi","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le difese aeree israeliane sono considerate tra le più avanzate al mondo. Proprio per questo fa notizia quando dei missili riescono a passare: è successo nella notte tra il <strong>21 e il 22 marzo 2026</strong>, quando due missili balistici iraniani hanno colpito <strong>Arad</strong> e <strong>Dimona</strong>, nel sud di Israele, spingendo l’esercito ad aprire un’indagine sulle mancate intercettazioni. Gli impatti hanno provocato danni estesi a edifici residenziali e hanno mostrato, ancora una volta, che anche un sistema molto sofisticato può essere penetrato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando si parla di scudo israeliano, spesso si usa il nome <strong>Iron Dome</strong>, la “<strong>Cupola di ferro</strong>”. In realtà è solo uno dei livelli di una rete molto più ampia. Israele dispone infatti di una <strong>difesa aerea e antimissile a strati</strong>, costruita nel tempo per rispondere a minacce diverse: <strong>razzi a corto raggio</strong>, <strong>droni</strong>, <strong>missili da crociera</strong> e <strong>missili balistici</strong>. La sua forza sta proprio in questa architettura multilivello, in cui ogni sistema ha un compito specifico e interviene a seconda del tipo di attacco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo <strong>strato più interno</strong> è appunto <a href=\"https://brigatafolgore.net/iron-dome-la-cupola-di-ferro/\">Iron Dome</a>, pensato per intercettare le minacce ravvicinate: razzi, colpi di mortaio, alcuni droni e altri bersagli a corto raggio. Funziona con tre componenti principali: un <strong>radar</strong> che individua il lancio, un sistema di <strong>comando e controllo</strong> che calcola la traiettoria del bersaglio e decide se costituisce davvero una minaccia, e infine gli <strong>intercettori Tamir</strong>, lanciati contro i proiettili diretti verso aree abitate o infrastrutture sensibili. Uno dei suoi elementi più noti è proprio questo: non tenta di colpire tutto, ma soltanto ciò che rischia di fare danni reali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16910,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Dentro le difese aeree israeliane: il sistema che sembra invincibile o quasi\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/GZ9BkfEWMAAcJZ7.jpg\" alt=\"Dentro le difese aeree israeliane: il sistema che sembra invincibile o quasi\" class=\"wp-image-16910\" style=\"width:1000px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dentro le difese aeree israeliane: il sistema che sembra invincibile o quasi</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2-gli-altri-livelli-david-s-sling-arrow-e-il-nuovo-iron-beam\"><strong>2. Gli altri livelli: David’s Sling, Arrow e il nuovo Iron Beam</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sopra Iron Dome c’è <strong>David’s Sling</strong>, la “<strong>fionda di Davide</strong>”, che occupa il livello intermedio della difesa. È pensato per intercettare minacce più impegnative, come <strong>missili balistici a medio raggio</strong>, <strong>missili da crociera</strong>, <strong>aerei</strong> e <strong>droni</strong>. In sostanza si colloca tra Iron Dome, che protegge dalle minacce più vicine, e i sistemi più avanzati destinati ai missili balistici lanciati da molto lontano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo <strong>strato più esterno</strong> è formato da <strong>Arrow 2</strong> e soprattutto <strong>Arrow 3</strong>, sviluppati per affrontare i missili balistici a lunga gittata, cioè quelli che possono arrivare da paesi come <strong>Iran</strong> o <strong>Yemen</strong>. <strong>Arrow 2</strong> intercetta in atmosfera, mentre <strong>Arrow 3</strong> è progettato per colpire i bersagli <strong>fuori dall’atmosfera</strong>, distruggendoli il più lontano possibile dal territorio israeliano. L’idea è fermare la minaccia prima che rientri e prima che possa causare danni sul terreno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A questa rete si aggiungono altri sistemi di supporto e la cooperazione con gli <strong>Stati Uniti</strong>, che negli ultimi anni hanno aiutato Israele a rafforzare sia le capacità operative sia la produzione di intercettori. C’è poi <strong>Iron Beam</strong>, il nuovo sistema di difesa <strong>laser</strong> che Israele considera il prossimo salto tecnologico. Il suo vantaggio principale è economico: ogni intercettazione costa molto meno rispetto a quella effettuata con un missile. Per ora, però, Iron Beam non sostituisce Iron Dome: lo integra, aggiungendo un ulteriore livello di protezione contro le minacce più vicine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16907,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Dentro le difese aeree israeliane: il sistema che sembra invincibile o quasi\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/108159313-1749844868581-AP25164706147107.webp\" alt=\"Dentro le difese aeree israeliane: il sistema che sembra invincibile o quasi\" class=\"wp-image-16907\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dentro le difese aeree israeliane: il sistema che sembra invincibile o quasi</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-3-perche-i-missili-possono-comunque-passare\"><strong>3. Perché i missili possono comunque passare</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il caso di <strong>Arad</strong> e <strong>Dimona</strong> mostra bene perché anche uno scudo molto efficiente possa fallire. Il primo motivo è la <strong>saturazione</strong>: se arrivano molti missili quasi contemporaneamente, magari da direzioni diverse, il numero di bersagli può mettere sotto pressione radar, lanciatori e scorte di intercettori. Il secondo riguarda la <strong>natura della minaccia</strong>: i <strong>missili balistici iraniani</strong> sono molto più veloci e complessi dei razzi artigianali contro cui Iron Dome era stato concepito originariamente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è poi un terzo fattore: l’evoluzione degli arsenali iraniani. Alcuni missili possono trasportare <strong>submunizioni</strong> o adottare profili di volo pensati proprio per rendere più difficile l’intercettazione. In questi casi non basta avere un sistema avanzato: serve che tutti i livelli della difesa funzionino in modo coordinato e che riescano a reagire in tempi rapidissimi. Quando questo non accade, anche solo in parte, il missile può arrivare a bersaglio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo, quando un missile passa, non significa automaticamente che “<strong>Iron Dome non ha funzionato</strong>”. Più spesso vuol dire che la minaccia apparteneva a un’altra categoria, che l’intercettazione è fallita per una combinazione di fattori tecnici e operativi, oppure che l’attacco era stato progettato proprio per mettere in crisi una difesa a più livelli. È questo il punto essenziale: le difese aeree israeliane restano tra le più efficaci del mondo, ma <strong>non sono invulnerabili</strong>. La loro forza è nella combinazione di sistemi specializzati; la loro debolezza emerge quando l’avversario riesce a <strong>saturarli</strong>, a complicare il profilo del bersaglio o a colpire nel punto in cui uno dei livelli non basta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/1096180_0.jpeg.webp","categoria":"Internazionali","tags":"Arad, difeseaeree, Dimona, Iran, irondome, Israele, missili","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-24 07:24:04","stato":"publish","riassunto_video":"Nella notte tra il 21 e 22 marzo 2026, due missili balistici iraniani hanno colpito Arad e Dimona, superando le difese aeree israeliane, tra le più avanzate al mondo. Il sistema multilivello include Iron Dome per minacce ravvicinate, David’s Sling per missili a medio raggio e Arrow per quelli a lunga gittata.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilpost.it/2026/03/22/difese-israele-iron-dome/?utm_source=firefox-newtab-it-it","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30188-dentro-le-difese-aeree-israeliane-il-sistema-che-sembra-invincibile-o-quasi.mp4","galleria":""}
{"id":30182,"titolo":"Conclusa la FALENA I/2026: il 185° RRAO si addestra alla Guerra moderna","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è conclusa nei giorni scorsi l’esercitazione <strong>“FALENA I/2026”</strong>, che ha visto il<a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\"> 185° reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi “Folgore” (RRAO) </a>impegnato nell’addestramento di una <strong>Special Operations Task Unit (SOTU)</strong> in uno <strong>scenario di guerra a partiti contrapposti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attività, di tipo <strong>Livex</strong>, si è sviluppata nell’arco di <strong>due settimane</strong> con l’obiettivo di affinare la pianificazione e la condotta di <strong>missioni di raccolta informativa</strong> e <strong>operazioni cinetiche</strong> in un contesto operativo complesso. L’area esercitativa ha interessato <strong>Toscana, Emilia-Romagna e Lombardia</strong>, confermando un impianto addestrativo ampio e articolato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16901,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/b9e2b1c8-d701-4956-b85a-a24dfddb5fc5.jpg\" alt=\"Conclusa la FALENA I/2026: il 185° RRAO si addestra alla guerra moderna\" class=\"wp-image-16901\" title=\"Conclusa la FALENA I/2026: il 185° RRAO si addestra alla Guerra moderna\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Conclusa la FALENA I/2026: il 185° RRAO si addestra alla guerra moderna</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ricognizione-speciale-supporto-ai-fuochi-e-cooperazione-tra-reparti\">Ricognizione speciale, supporto ai fuochi e cooperazione tra reparti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della FALENA I/2026 sono stati impiegati <strong>due Distaccamenti Operativi</strong>, chiamati a condurre attività di <strong>ricognizione speciale</strong> all’interno del dispositivo avversario e a simulare l’ingaggio di sistemi di difesa contraerea nemici tramite la <strong>guida del fuoco indiretto di missili a lungo raggio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’attività hanno preso parte anche elementi del <strong>33° reggimento electronic warfare</strong>, del <strong>4° reggimento artiglieria controaerea “Peschiera”</strong>, del <strong>reggimento genio ferrovieri</strong> e del <strong>7° reggimento “Vega”</strong>, che ha messo a disposizione gli elicotteri <strong>A-129</strong> e <strong>NH-90</strong>. L’esercitazione ha così consentito di consolidare ulteriormente il rapporto tra <strong>Forze Speciali, reparti convenzionali e unità specialistiche</strong> dell’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso dell’attività si è svolta inoltre la visita del <strong>Generale di Brigata Carmine Vizzuso</strong>, comandante delle Forze Speciali dell’Esercito, a conferma del valore addestrativo dell’esercitazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16900,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/defe7e5f-e043-4f71-b54e-2930bf2e61f0.jpg\" alt=\"Conclusa la FALENA I/2026: il 185° RRAO si addestra alla guerra moderna\" class=\"wp-image-16900\" title=\"Conclusa la FALENA I/2026: il 185° RRAO si addestra alla Guerra moderna\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Conclusa la FALENA I/2026: il 185° RRAO si addestra alla guerra moderna</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-peso-del-185-rrao-nel-sistema-delle-forze-speciali-dell-esercito\">Il peso del 185° RRAO nel sistema delle Forze Speciali dell’Esercito</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>185° RRAO “Folgore”</strong> rappresenta uno dei reparti di punta dell’Esercito nel settore della <strong>ricognizione speciale</strong> e dell’<strong>acquisizione obiettivi</strong>, capacità che risultano sempre più rilevanti negli scenari operativi contemporanei. La FALENA I/2026 ha confermato proprio questa funzione, mettendo in evidenza la capacità del reggimento di operare in profondità, raccogliere informazioni e concorrere all’ingaggio di obiettivi di alto valore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta di un reparto che, nel tempo, ha avuto anche un ruolo significativo nella crescita professionale di ufficiali destinati a incarichi di vertice, come <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\">Carmine Masiello e Giovanni Iannucci</a></strong>. Un elemento che contribuisce a collocare il reggimento in una posizione di particolare rilievo all’interno delle <strong>Forze Speciali dell’Esercito</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla luce di questo quadro, la conclusione della <strong>FALENA I/2026</strong> conferma la centralità del <strong>185° RRAO</strong> nello sviluppo delle capacità operative nazionali e nella continua integrazione tra componenti diverse dello strumento militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/44-ALATI-1024x683-1.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"185rrao, addestramento, esercitoitaliano, FALENA, folgore, forzespeciali, SOTU","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-24 04:34:04","stato":"publish","riassunto_video":"Si è conclusa l’esercitazione “FALENA I/2026” con il 185° reggimento paracadutisti “Folgore” impegnato in missioni di ricognizione speciale e operazioni cinetiche in Toscana, Emilia-Romagna e Lombardia. L’attività ha coinvolto anche reparti di guerra elettronica, artiglieria e aviazione, rafforzando la cooperazione tra Forze Speciali e unità convenzionali.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/conclusa-la-falena-12026/181662.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30182-conclusa-la-falena-i-2026-il-185-rrao-si-addestra-alla-guerra-moderna.mp4","galleria":""}
{"id":30176,"titolo":"African Land Forces Summit - Cooperazione e interoperabilità al centro della sicurezza","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Roma, 23 marzo 2026 – È stato l’intervento del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata <strong>Carmine Masiello</strong>, a segnare uno dei momenti più rilevanti dell’<strong>African Land Forces Summit 2026</strong>, in corso a Roma dal <strong>22 al 24 marzo</strong>. Davanti ai vertici delle Forze terrestri di Paesi africani, europei e degli Stati Uniti, <strong>Masiello</strong> ha posto al centro del suo messaggio tre concetti chiave: <strong>cooperazione, interoperabilità e sviluppo di capacità comuni</strong>. Il summit, organizzato dallo <strong>U.S. Army Southern European Task Force, Africa (SETAF-AF)</strong>, riunisce circa <strong>40 Paesi</strong> e oltre <strong>300 tra rappresentanti militari, istituzionali, accademici e del comparto industriale della difesa</strong>. In questo quadro, la presenza e l’intervento del capo di SME italiano hanno assunto un <strong>valore politico e strategico particolare</strong>, anche perché l’edizione 2026 segna <strong>la prima volta dell’ALFS in Europa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16892,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"African Land Forces Summit - Cooperazione e interoperabilità al centro della sicurezza\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/HEFlDZNW8AAYRTd.jpg\" alt=\"African Land Forces Summit - Cooperazione e interoperabilità al centro della sicurezza\" class=\"wp-image-16892\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">African Land Forces Summit - Cooperazione e interoperabilità al centro della sicurezza</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-visione-di-masiello-tra-intelligence-innovazione-e-risposta-multilaterale\">La visione di Masiello tra intelligence, innovazione e risposta multilaterale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il tema scelto per questa edizione – <em>“Rafforzare la sicurezza condivisa attraverso intelligence, innovazione e industria”</em> – ha offerto a <strong>Masiello</strong> l’occasione per delineare una <strong>visione ampia delle sfide contemporanee</strong>. Nel suo intervento, il generale ha sottolineato come lo scenario internazionale imponga <strong>risposte sempre più coordinate</strong>, capaci di integrare <strong>dimensione operativa, tecnologica e informativa</strong>. Secondo <strong>Masiello</strong>, la sicurezza non può più essere affrontata con strumenti isolati o con approcci frammentati: servono invece <strong>sinergie stabili tra Paesi alleati e partner</strong>, fondate sulla <strong>condivisione delle capacità</strong> e sulla costruzione di un sistema realmente <strong>resiliente</strong>. In questa prospettiva, il capo di SME ha richiamato la necessità di consolidare <strong>un’architettura di sicurezza efficace</strong>, in grado di sostenere la <strong>stabilità del Mediterraneo allargato</strong> e, allo stesso tempo, di accompagnare la crescita di <strong>un’Africa sempre più protagonista della sicurezza globale</strong>. Le sue parole hanno collocato il ruolo dell’Esercito italiano dentro un <strong>orizzonte strategico</strong> che lega strettamente <strong>difesa, innovazione e cooperazione internazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16893,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"African Land Forces Summit - Cooperazione e interoperabilità al centro della sicurezza\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/HEFlDhobMAALk6J.jpg\" alt=\"African Land Forces Summit - Cooperazione e interoperabilità al centro della sicurezza\" class=\"wp-image-16893\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">African Land Forces Summit - Cooperazione e interoperabilità al centro della sicurezza</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-partenariato-con-l-africa-e-il-ruolo-italiano\">Il partenariato con l’Africa e il ruolo italiano </h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro passaggio centrale dell’intervento di <strong>Carmine Masiello</strong> ha riguardato il <strong>partenariato con i Paesi africani</strong>. Il generale ha ribadito l’importanza di un modello di collaborazione <strong>“da pari a pari”</strong>, fondato su <strong>fiducia, rispetto reciproco</strong> e capacità di recepire le esigenze locali per costruire <strong>soluzioni condivise</strong>. È una linea che attribuisce grande rilievo non soltanto all’assistenza o al supporto tecnico, ma soprattutto alla creazione di <strong>relazioni equilibrate e durature</strong>, capaci di produrre <strong>stabilità comune</strong>. In questo senso, il messaggio di <strong>Masiello</strong> ha dato una <strong>precisa impronta politica</strong> al summit, valorizzando una cooperazione che non sia calata dall’alto ma costruita insieme ai partner africani. L’edizione romana dell’<strong>ALFS</strong> conferma inoltre il crescente peso dell’<strong>Italia come piattaforma di dialogo tra Africa, Europa e Stati Uniti</strong>, e proprio l’intervento del capo di SME ha contribuito a rafforzare questa centralità. Dal summit emerge così una linea netta: <strong>la sicurezza africana è parte integrante della sicurezza euro-mediterranea</strong> e il contributo italiano, nella visione espressa da <strong>Masiello</strong>, passa attraverso <strong>interoperabilità, innovazione e sviluppo condiviso delle capacità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/HEFlDXgbkAASI2f.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Africa, AfricanLandForcesSummit, cooperazione, esercitoitaliano, masiello, sicurezza","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-23 22:24:04","stato":"publish","riassunto_video":"Al summit African Land Forces 2026 a Roma, il generale Carmine Masiello ha sottolineato l’importanza di cooperazione, interoperabilità e sviluppo comune tra forze africane, europee e americane. Ha promosso un partenariato paritario con l’Africa, basato su fiducia e rispetto, e ha evidenziato il ruolo strategico dell’Italia nel rafforzare la sicurezza euro-mediterranea.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://x.com/Esercito/status/2036019626853753026","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30176-african-land-forces-summit-cooperazione-e-interoperabilita-al-centro-della-sicurezza.mp4","galleria":""}
{"id":30171,"titolo":"Letali e con una gittata di 2mila km: cosa sappiamo dei droni iraniani Arash-2","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>Arash-2</strong> è uno dei sistemi d’arma iraniani che stanno attirando maggiore attenzione dopo gli ultimi attacchi contro <strong>Israele</strong>. Secondo quanto riferito dall’agenzia iraniana <strong>Tasnim</strong>, <a href=\"https://brigatafolgore.net/missile-iraniano-sulla-turchia-intercettato-dalla-nato-ankara-dispiega-f-16-nel-nord-di-cipro/\">Teheran avrebbe impiegato proprio questi droni </a>contro l’area dell’aeroporto <strong>Ben Gurion</strong>, indicato come obiettivo strategico. L’Iran lo presenta come un velivolo senza pilota più avanzato e più distruttivo rispetto ai precedenti <strong>Arash-1</strong> e <strong>Kian</strong>, capace di colpire bersagli a lunghissima distanza. Tuttavia, al di là delle rivendicazioni iraniane, manca ancora una conferma indipendente piena sull’effettiva portata dei danni provocati da questo sistema.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-drone-kamikaze-per-attacchi-in-profondita\">Un drone kamikaze per attacchi in profondità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presentato pubblicamente nel <strong>2022</strong>, l’<strong>Arash-2</strong> rientra nella categoria delle <strong>munizioni circuitanti</strong> o <strong>droni kamikaze</strong>: piattaforme progettate per restare in volo fino all’individuazione del bersaglio e poi distruggerlo schiantandosi contro di esso. Secondo le dichiarazioni ufficiali iraniane, il drone sarebbe stato sviluppato per colpire città e infrastrutture strategiche come <strong>Tel Aviv</strong> e <strong>Haifa</strong>, ma più in generale la sua funzione è quella di portare l’attacco iraniano in profondità contro <strong>basi militari</strong>, <strong>radar</strong>, <strong>centri di comando</strong> e <strong>nodi logistici</strong>. Proprio questa natura ibrida, a metà tra un drone e un rudimentale <strong>missile da crociera</strong>, ne fa uno degli strumenti più osservati dell’arsenale di Teheran.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16885,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Letali e con una gittata di 2mila km: cosa sappiamo dei droni iraniani Arash-2\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/1402111609115962029323794.jpg\" alt=\"Letali e con una gittata di 2mila km: cosa sappiamo dei droni iraniani Arash-2\" class=\"wp-image-16885\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Letali e con una gittata di 2mila km: cosa sappiamo dei droni iraniani Arash-2</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-caratteristiche-tecniche-e-il-fattore-costo\">Le caratteristiche tecniche e il fattore costo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dato che colpisce di più è la <strong>gittata</strong>, che secondo le fonti iraniane arriverebbe fino a <strong>2.000 chilometri</strong>. Le stime open source parlano inoltre di una velocità compresa tra circa <strong>180 e 260 chilometri orari</strong>, mentre restano meno chiari altri dettagli come il peso esatto della <strong>testata esplosiva</strong>. Teheran sostiene anche che il drone abbia una <strong>ridotta sezione radar</strong>, caratteristica che lo renderebbe difficile da individuare e intercettare. Ma il vero punto di forza dell’<strong>Arash-2</strong> sembra essere il suo <strong>rapporto costo-efficacia</strong>: produrre e lanciare un drone di questo tipo costerebbe molto meno rispetto ai missili difensivi necessari per abbatterlo. In quest’ottica, l’arma si inserisce perfettamente nella strategia iraniana di <strong>saturazione delle difese nemiche</strong>, obbligando l’avversario a consumare risorse ben più costose per neutralizzare una minaccia relativamente economica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-l-arash-2-preoccupa\">Perché l’Arash-2 preoccupa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Più che per le sue prestazioni assolute, l’<strong>Arash-2</strong> preoccupa per il suo possibile impiego su larga scala. Un drone con <strong>lunga autonomia</strong>, <strong>costo contenuto</strong> e capacità di colpire <strong>obiettivi strategici</strong> può infatti diventare uno strumento efficace di <strong>deterrenza asimmetrica</strong>. È questa la logica che guida da anni lo sviluppo dell’arsenale iraniano: usare sistemi relativamente semplici, ma numerosi e difficili da neutralizzare economicamente, per mettere sotto pressione le difese dell’avversario. In questo senso, l’<strong>Arash-2</strong> non è soltanto un nuovo drone kamikaze, ma il simbolo di una strategia militare basata su <strong>massa</strong>, <strong>profondità</strong> e <strong>convenienza operativa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/New_Iranian_Arash-2_Suicide_Drone_Able_to_Strike_Targets_up_to_2000_km_Threatening_Israel_and_U.S._Bases_Exclusive_1920_001-9960e849.webp","categoria":"Internazionali","tags":"Arash-2, BenGurion, difesa, DroniKamikaze, Iran, Israele, pasdaran","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-23 18:44:04","stato":"publish","riassunto_video":"L’Arash-2 è un drone kamikaze iraniano presentato nel 2022, capace di colpire bersagli a 2.000 km di distanza con velocità tra 180 e 260 km/h. Progettato per attacchi strategici contro Israele, combina caratteristiche di drone e missile da crociera. Il suo basso costo rispetto ai sistemi difensivi lo rende un’arma chiave nella strategia iraniana di saturazione e deterrenza asimmetrica.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.tasnimnews.ir/en/news/2026/03/22/3546619/iranian-army-conducts-drone-attack-on-ben-gurion-airport","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30171-letali-e-con-una-gittata-di-2mila-km-cosa-sappiamo-dei-droni-iraniani-arash-2.mp4","galleria":""}
{"id":30165,"titolo":"Stretto di Hormuz, l’Italia pronta a contribuire alla sicurezza della navigazione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>Italia</strong> si dice pronta a sostenere un’eventuale iniziativa internazionale per garantire la <strong>sicurezza della navigazione commerciale</strong> nello <strong>Stretto di Hormuz</strong>, passaggio strategico per gli equilibri <strong>energetici</strong>, logistici e commerciali globali. La disponibilità è stata annunciata insieme a <strong>Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone</strong>, mentre cresce la preoccupazione per il deterioramento della situazione nel <strong>Golfo Persico</strong>. La scelta arriva pochi giorni dopo il mancato via libera europeo all’estensione della missione <strong>Aspides</strong> nell’area, ma secondo quanto chiarito dalle autorità italiane non si tratta di un’iniziativa di carattere offensivo. L’obiettivo dichiarato resta infatti la tutela della <strong>libertà di navigazione</strong> attraverso una cornice <strong>multilaterale</strong> e condivisa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16878,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Stretto di Hormuz, l’Italia pronta a contribuire alla sicurezza della navigazione\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/1000w_q95.webp\" alt=\"Stretto di Hormuz, l’Italia pronta a contribuire alla sicurezza della navigazione\" class=\"wp-image-16878\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Stretto di Hormuz, l’Italia pronta a contribuire alla sicurezza della navigazione</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-iniziativa-politica-non-una-missione-di-guerra\">Un’iniziativa politica, non una missione di guerra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella nota diffusa da <strong>Downing Street</strong>, i sei Paesi firmatari hanno espresso la disponibilità a contribuire agli sforzi necessari per garantire il <strong>passaggio sicuro</strong> delle navi attraverso lo Stretto, condannando le minacce e gli attacchi attribuiti all’<strong>Iran</strong>. Il comunicato richiama la necessità di fermare <strong>mine</strong>, attacchi con <strong>droni</strong> e <strong>missili</strong>, oltre a ogni altra azione capace di compromettere il traffico commerciale. Da parte italiana, il ministro degli Esteri <strong>Antonio Tajani</strong> ha definito il testo un documento “<strong>politico, non militare</strong>”, mentre il ministro della Difesa <strong>Guido Crosetto</strong> ha escluso qualsiasi ipotesi di missione di guerra. Roma ribadisce dunque una linea di forte prudenza: nessun ingresso operativo a <strong>Hormuz</strong> senza una <strong>tregua</strong>, senza una chiara legittimazione internazionale e senza un’iniziativa più ampia sotto l’egida delle <strong>Nazioni Unite</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16879,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Stretto di Hormuz, l’Italia pronta a contribuire alla sicurezza della navigazione\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/file-photo-us-navy-patrol-142941-scaled.jpg\" alt=\"Stretto di Hormuz, l’Italia pronta a contribuire alla sicurezza della navigazione\" class=\"wp-image-16879\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Stretto di Hormuz, l’Italia pronta a contribuire alla sicurezza della navigazione</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-reazioni-di-teheran-e-il-rischio-escalation\">Le reazioni di Teheran e il rischio escalation</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul fronte opposto, la reazione di <strong>Teheran</strong> è stata immediata e dura. Il ministro degli Esteri iraniano <strong>Seyyed Abbas Araghchi</strong> ha avvertito che qualsiasi partecipazione a un’azione militare promossa da <strong>Stati Uniti</strong> e <strong>Israele</strong> verrebbe considerata una forma di complicità nell’aggressione. Secondo l’Iran, l’attuale crisi nello Stretto sarebbe infatti il risultato diretto del conflitto in corso nella regione. Intanto il presidente francese <strong>Emmanuel Macron</strong> ha definito “sconsiderata” l’escalation nel Golfo, auspicando una pausa nelle ostilità per favorire il negoziato. Anche il segretario generale dell’<strong>Onu</strong>, <strong>António Guterres</strong>, ha richiamato la necessità di riaprire il traffico marittimo in uno dei principali <strong>choke point</strong> del commercio mondiale. In questo contesto, la posizione italiana appare chiara: contribuire alla stabilizzazione della regione e alla protezione del <strong>traffico marittimo</strong>, ma esclusivamente all’interno di una cornice <strong>giuridica</strong>, <strong>multilaterale</strong> e orientata alla <strong>de-escalation</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/2026_03_08T234856Z_2067567721_RC20XJAMDONL_RTRMADP_3_IRAN_CRISIS_OIL_COLUMN_RUSSELL.webp","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, GolfoPersico, Iran, Italia, sicurezzamarittima, StrettodiHormuz","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-23 18:24:04","stato":"publish","riassunto_video":"L’Italia, insieme a Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone, si dichiara pronta a sostenere un’iniziativa internazionale per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, fondamentale per il commercio globale. L’obiettivo è tutelare la libertà di passaggio in modo politico e multilaterale, evitando azioni militari senza tregua e legittimazione internazionale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.shippingitaly.it/2026/03/19/dietrofront-sullo-stretto-di-hormuz-italia-pronta-a-intervenire-per-garantire-il-traffico-marittimo/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30165-stretto-di-hormuz-litalia-pronta-a-contribuire-alla-sicurezza-della-navigazione.mp4","galleria":""}
{"id":30159,"titolo":"Palantir e l’Italia: tra sicurezza, tecnologia e innovazione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia si trova davanti a una possibile evoluzione nel campo della sicurezza pubblica, che intreccia innovazione tecnologica e capacità operativa. La società americana Palantir Technologies, fondata dall’imprenditore Peter Thiel, ha avviato un’interlocuzione con il governo italiano per fornire un software basato sull’intelligenza artificiale destinato alle forze di polizia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo le informazioni disponibili, il sistema consentirebbe di <strong>incrociare grandi quantità di dati</strong> con l’obiettivo di supportare l’individuazione di fenomeni criminali e minacce alla sicurezza. Il contratto ipotizzato avrebbe una durata di quattro anni, per un valore complessivo di circa venti milioni di euro, ed è attualmente oggetto di valutazione da parte delle strutture competenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il possibile ingresso di Palantir nel sistema italiano si inserisce in un contesto internazionale in cui l’intelligenza artificiale sta progressivamente rafforzando i processi decisionali legati alla sicurezza. L’esperienza maturata negli Stati Uniti con piattaforme avanzate come Maven ha evidenziato come queste tecnologie possano contribuire a <strong>organizzare e rendere immediatamente fruibili grandi volumi di dati</strong>, migliorando il supporto informativo a disposizione dei decisori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, la proposta avanzata all’Italia rappresenta una possibile applicazione in ambito di sicurezza interna. Se nel contesto militare l’AI ha già dimostrato di ottimizzare tempi e flussi informativi, il suo utilizzo in ambito civile si orienta verso il <strong>rafforzamento delle capacità di prevenzione e analisi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il software verrebbe impiegato dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione, struttura impegnata nel contrasto al terrorismo e nel coordinamento delle attività di analisi strategica. L’impiego di strumenti di questo tipo consentirebbe di <strong>valorizzare il patrimonio informativo nazionale</strong>, favorendo una lettura integrata dei dati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, emerge con forza la necessità di coniugare innovazione e identità: l’adozione di nuove tecnologie si inserisce infatti nel solco della <strong>tradizione italiana di equilibrio tra efficienza operativa e garanzia istituzionale</strong>, elemento distintivo del sistema Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’eventuale adozione del sistema dovrà comunque avvenire nel rispetto delle procedure previste, tra cui il ricorso a una gara pubblica, al fine di garantire <strong>trasparenza, controllo e piena conformità normativa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-gotham-e-il-modello-operativo-di-palantir\">Gotham e il modello operativo di Palantir</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema proposto all’Italia potrebbe essere Gotham, una delle piattaforme sviluppate da Palantir e già adottata in diversi contesti europei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gotham è progettato per integrare e analizzare dati provenienti da fonti eterogenee, come segnalazioni di polizia, database investigativi e altre informazioni operative. L’obiettivo è costruire <strong>relazioni tra dati, soggetti e contesti</strong>, facilitando l’individuazione di elementi utili alle attività di prevenzione e indagine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16868,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Group-31-copy.png\" alt=\"Palantir e l’Italia: tra sicurezza, tecnologia e innovazione\" class=\"wp-image-16868\" title=\"Palantir e l’Italia: tra sicurezza, tecnologia e innovazione\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Interfaccia della piattaforma Gotham sviluppata da Palantir. Fonte: Palantir Technologies.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo tipo di tecnologia consente di ampliare la capacità di analisi delle strutture investigative, offrendo una visione più completa e organizzata delle informazioni disponibili. Le unità operative possono così disporre di strumenti che favoriscono una <strong>maggiore rapidità decisionale e operativa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’utilizzo di sistemi basati su intelligenza artificiale si inserisce in un percorso più ampio di digitalizzazione delle attività di sicurezza, in linea con quanto già avviene in altri Paesi. In questo contesto, particolare attenzione è dedicata agli aspetti legati alla gestione dei dati e al rispetto delle normative vigenti, nel segno di una <strong>gestione responsabile e consapevole dell’innovazione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-fronte-militare-e-il-ruolo-globale-dell-ia\">Il fronte militare e il ruolo globale dell’IA</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente alla proposta italiana, Palantir continua a operare nel settore della difesa statunitense. Il sistema Maven, sviluppato dall’azienda, è destinato a diventare un programma ufficiale del Pentagono, contribuendo all’integrazione dell’intelligenza artificiale nelle operazioni militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Maven è una piattaforma di comando e controllo in grado di analizzare dati provenienti dal campo operativo e supportare l’identificazione di obiettivi. Il sistema è già impiegato come <strong>strumento avanzato di supporto decisionale</strong>, capace di migliorare l’organizzazione delle informazioni disponibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16871,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/0-8DwMj2YW07gNH8Wz.jpg\" alt=\"Palantir e l’Italia: tra sicurezza, tecnologia e innovazione\" class=\"wp-image-16871\" title=\"Palantir e l’Italia: tra sicurezza, tecnologia e innovazione\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Personale militare statunitense durante una sessione operativa con visori di realtà aumentata integrati con sistemi Palantir. Fonte: U.S. Army / Palantir Technologies.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto a Maven, Palantir sta sviluppando anche Titan, un sistema progettato per integrare dati provenienti da diverse fonti, tra cui sensori terrestri e satellitari, con l’obiettivo di <strong>ridurre i tempi e aumentare l’efficacia del processo informativo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi sviluppi evidenziano come l’intelligenza artificiale rappresenti un elemento sempre più rilevante nei contesti di sicurezza e difesa a livello internazionale. L’eventuale adozione di soluzioni analoghe in Italia si inserirebbe in questo scenario, contribuendo al <strong>percorso di modernizzazione e rafforzamento delle capacità nazionali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, l’attenzione resta rivolta alla valorizzazione delle tecnologie disponibili, nel rispetto delle procedure e degli equilibri propri del sistema istituzionale, confermando la volontà di coniugare <strong>innovazione, responsabilità e visione strategica italiana</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/6e1e86bdbf355aa995fad22a8f3c8e52.jpg","categoria":"Blog, Nazionali","tags":"intelligenzaartificiale, Palantir, sicurezza","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-23 14:54:04","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.open.online/2026/03/23/palantir-italia-governo-meloni-usa-israele/?utm_source=newsshowcase&utm_medium=discover&utm_campaign=CCwqMwgwKioIACIQOjshn4Ci_2Bp-GAd3OWRySoUCAoiEDo7IZ-Aov9gafhgHdzlkckwycD9BDDl37gF&utm_content=bullets","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30159-palantir-e-litalia-tra-sicurezza-tecnologia-e-innovazione.mp4","galleria":""}
{"id":30153,"titolo":"L’U.S. Army accelera sui droni: a Skydio commessa record per 2.500 X10D","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Esercito statunitense ha assegnato a Skydio un contratto da <strong>oltre 52 milioni di dollari</strong> per la fornitura di <strong>più di 2.500 droni X10D</strong>, in quella che viene indicata come <a href=\"https://brigatafolgore.net/skydio-x10d-nuovo-drone-isr-tattico-u-s-army/\">la più grande acquisizione di piccoli UAS da un singolo produttore</a> nella storia del servizio. L’ordine, gestito attraverso Atlantic Diving Supply, è passato dalla fase di gara all’aggiudicazione in <strong>meno di 72 ore</strong>, evidenziando la crescente urgenza con cui Washington sta cercando di mettere rapidamente sul campo capacità considerate ormai essenziali nei conflitti moderni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16859,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"L’U.S. Army accelera sui droni: a Skydio commessa record per 2.500 X10D\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/8869730-630x420-1.webp\" alt=\"L’U.S. Army accelera sui droni: a Skydio commessa record per 2.500 X10D\" class=\"wp-image-16859\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’U.S. Army accelera sui droni: a Skydio commessa record per 2.500 X10D</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-autonomia-resilienza-e-ricognizione-tattica\">Autonomia, resilienza e ricognizione tattica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"h-\">Il sistema <strong>X10D</strong> è stato sviluppato per fornire capacità di <strong>intelligence, ricognizione e sorveglianza</strong> direttamente a livello di plotone, offrendo alle piccole unità una risorsa aerea organica per operare in ambienti complessi e distribuiti. Il drone è progettato per volare anche in scenari dove il <strong>GPS è degradato o assente</strong>, grazie a telecamere di navigazione di bordo che mappano il terreno in tempo reale. A questo si aggiungono un <strong>sistema radio multibanda</strong> capace di mantenere la connettività in ambienti ad alta interferenza e sensori <strong>elettro-ottici e termici ad alta risoluzione</strong>, utilizzabili sia di giorno sia di notte. Secondo Skydio, queste caratteristiche permettono di ridurre la dipendenza da assetti superiori e di migliorare i tempi di risposta sul terreno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16860,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’U.S. Army accelera sui droni: a Skydio commessa record per 2.500 X10D\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/img-3863-1.jpg\" alt=\"L’U.S. Army accelera sui droni: a Skydio commessa record per 2.500 X10D\" class=\"wp-image-16860\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’U.S. Army accelera sui droni: a Skydio commessa record per 2.500 X10D</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-produzione-nazionale-e-svolta-strategica\">Produzione nazionale e svolta strategica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La commessa consolida il ruolo di Skydio all’interno del programma <strong>Short Range Reconnaissance (SRR)</strong>, nel quale l’azienda era già stata selezionata nel <strong>2022</strong> e nel <strong>2025</strong>. La società sottolinea inoltre che l’X10D viene prodotto nello stabilimento di <strong>Hayward, California</strong>, dove ogni piattaforma viene assemblata e testata prima della consegna. Sul piano strategico, il contratto riflette la volontà dell’U.S. Army di <a href=\"https://brigatafolgore.net/perche-beretta-dovrebbe-diventare-il-fornitore-strategico-dei-micro-droni-dellesercito-italiano-attritable-e-individuali/\">rafforzare la filiera industriale nazionale dei droni </a>e di ridurre la dipendenza da sistemi di origine cinese, dopo il bando imposto nel <strong>2017</strong> ai droni DJI per motivi di sicurezza. Più in generale, la rapidità dell’assegnazione conferma la spinta americana verso <strong>procedure di acquisizione accelerate</strong> per tecnologie ritenute decisive nello scenario operativo contemporaneo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/1-11.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"defense news, Droni militari, ISR, ricognizione, Skydio, U.S. Army, X10D","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-23 09:04:04","stato":"publish","riassunto_video":"L’Esercito USA ha assegnato a Skydio un contratto da oltre 52 milioni per 2.500 droni X10D, la più grande acquisizione di piccoli UAS da un unico produttore. Progettati per ricognizione tattica anche senza GPS, con sensori avanzati, migliorano l’autonomia delle unità sul campo. Il drone è prodotto in California, rafforzando la filiera nazionale e riducendo la dipendenza dai sistemi cinesi.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30153-lu-s-army-accelera-sui-droni-a-skydio-commessa-record-per-2-500-x10d.mp4","galleria":""}
{"id":30147,"titolo":"Ombra iraniana sulla Base Nucleare UK - Spie a Faslane e basi NATO italiane in Allerta","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Due sospetti agenti iraniani sono stati arrestati dopo aver tentato di fare irruzione nella base navale di <a href=\"https://www.royalnavy.mod.uk/locations-and-operations/bases-and-stations/hmnb-clyde\">HMNB Clyde</a> (Faslane), in Scozia, sede della flotta di sottomarini nucleari britannici. L'episodio, riportato inizialmente dal quotidiano <em>The Sun</em>, è avvenuto giovedì 19 marzo, in un clima di estrema tensione a tre settimane dall'inizio del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La dinamica:</strong> Intorno alle 17:00, un uomo di 34 anni (ritenuto di nazionalità iraniana) e una donna di 31 anni hanno tentato di varcare i cancelli della base, cuore della deterrenza nucleare <em>Trident</em>. La polizia scozzese ha confermato l'arresto e l'avvio di un'inchiesta antiterrorismo. Sebbene il Regno Unito non partecipi direttamente ai bombardamenti in Iran, le sue forze hanno attivamente abbattuto missili e droni iraniani nel Golfo nelle ultime settimane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'MI5 ha recentemente avvertito che Teheran ha intensificato i complotti sul suolo europeo, con oltre 20 tentativi di sequestro o assassinio sventati nell'ultimo anno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16849,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Ombra iraniana sulla Base Nucleare UK - Spie a Faslane e basi NATO italiane in Allerta\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/clyde-800.jpg\" alt=\"Spionaggio Iraniano: Arresti alla Base Nucleare del Regno Unito e Allerta in Italia\" class=\"wp-image-16849\" style=\"width:1000px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Spionaggio Iraniano: Arresti alla Base Nucleare del Regno Unito e Allerta in Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-focus-italia-la-penisola-nel-mirino-dell-intelligence-ostile\">Focus Italia: La Penisola nel mirino dell’Intelligence ostile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente ai fatti di Faslane, l’intelligence italiana ha innalzato il livello di allerta su tutto il territorio nazionale. Con l'Italia che funge da piattaforma logistica cruciale per le operazioni NATO nel Mediterraneo, diverse basi della Marina e dell'Aeronautica sono considerate obiettivi prioritari per lo spionaggio e il sabotaggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Le basi italiane a rischio spionaggio:</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sigonella (Sicilia):</strong> Definita \"l'hub dei droni\", è il centro nevralgico per i voli di ricognizione Global Hawk verso il Medio Oriente. È considerata l'obiettivo numero uno per il monitoraggio dei movimenti aerei alleati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Napoli e Gaeta:</strong> Sedi del Comando della Sesta Flotta USA e della nave comando <em>USS Mount Whitney</em>. Qui il rischio riguarda l'intercettazione di comunicazioni criptate e il pedinamento di personale d'alto rango.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Taranto (Mar Grande):</strong> La principale base navale della Marina Militare Italiana. Con le portaerei e i sottomarini classe <em>Todaro</em> impegnati nella protezione dei cavi sottomarini e delle rotte energetiche, la base è soggetta a tentativi di sorveglianza tramite droni subacquei e d'altura.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ghedi e Aviano:</strong> Basi aeree che ospitano capacità nucleari e i caccia F-35. Sono monitorate per carpire i tempi di reazione della difesa aerea integrata.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16851,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Ombra iraniana sulla Base Nucleare UK - Spie a Faslane e basi NATO italiane in Allerta\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/taranto-naval-station-which-in-2004-became-the-main-v0-v5ps119vgcd41.webp\" alt=\"Spionaggio Iraniano: Arresti alla Base Nucleare del Regno Unito e Allerta in Italia\" class=\"wp-image-16851\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Spionaggio Iraniano: Arresti alla Base Nucleare del Regno Unito e Allerta in Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La minaccia cyber e ibrida:</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fonti della sicurezza nazionale italiana indicano che, oltre ai tentativi di infiltrazione fisica simili a quello scozzese, le basi italiane sono sotto attacco costante nel dominio cyber. \"Non cercano solo di entrare nei cancelli, ma di penetrare nei server per mappare la nostra prontezza operativa,\" commentano esperti del settore. Il Ministero dell'Interno ha confermato la vigilanza speciale su oltre 28.000 obiettivi sensibili, inclusi i porti civili utilizzati per scopi militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'arresto a Faslane è il segnale che il conflitto in Medio Oriente si sta spostando sul piano dello spionaggio diretto nelle capitali europee. L'Italia, per la sua posizione geografica e il numero di installazioni NATO, rimane in prima linea in questa \"guerra ombra\" che mira a colpire i nervi scoperti della difesa occidentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/1-10.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"faslane, formattati come richiesto: spionaggio, intelligence, Iran, nas-sigonella, NATO, sicurezza nazionale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-23 08:44:04","stato":"publish","riassunto_video":"Due presunti agenti iraniani sono stati arrestati tentando di entrare nella base navale britannica di Faslane, sede dei sottomarini nucleari. L’Italia alza l’allerta su basi strategiche come Sigonella, Napoli e Taranto, bersagli di spionaggio e cyberattacchi. Il conflitto in Medio Oriente si estende così allo spionaggio europeo, con l’Italia in prima linea.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30147-ombra-iraniana-sulla-base-nucleare-uk-spie-a-faslane-e-basi-nato-italiane-in-allerta.mp4","galleria":""}
{"id":30126,"titolo":"Tra sentito dire e fonti ignorate: siamo dentro una guerra cognitiva.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è una guerra che non si combatte con carri armati, artiglieria o missili. Non distrugge infrastrutture, non produce immagini spettacolari e raramente entra nei bollettini ufficiali. Eppure è già in corso ed è parte integrante dei conflitti contemporanei .È la guerra cognitiva, che in ambito dottrinale viene sempre più spesso indicata dagli analisti come un possibile <strong>“sesto dominio”</strong>, accanto a terra, mare, aria, spazio e cyberspazio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La NATO ne parla da anni come di una dimensione operativa in cui <strong>l’obiettivo non è conquistare terreno, ma influenzare il processo decisionale umano</strong>. Non si tratta semplicemente di propaganda, ma di un insieme di attività volte a orientare percezioni, alterare la comprensione dei fatti e, in ultima analisi, condizionare comportamenti individuali e collettivi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il campo di battaglia è il dibattito pubblico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per comprendere come questo dominio si manifesti, non è necessario analizzare scenari militari complessi. È sufficiente osservare il dibattito pubblico. I commenti sotto una notizia rappresentano oggi uno dei luoghi più evidenti di questa dinamica: <strong>reazioni immediate, polarizzazione, rifiuto del confronto con le fonti</strong>, uso sistematico di etichette come “propaganda” per delegittimare qualsiasi dato non conforme alle proprie convinzioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non si tratta di episodi isolati, ma di un pattern ricorrente. La velocità con cui si formano opinioni, spesso basate su titoli o frammenti di informazione, sostituisce la verifica. In questo contesto, il contenuto informativo perde centralità, mentre prevale la narrazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":30131,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/maz3-1024x683.jpg\" alt=\"Tra sentito dire e fonti ignorate: siamo dentro una guerra cognitiva. E il nemico avanza. - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-30131\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Alcuni tra i commenti denigratori nella nostra pagina Facebook sotto il post dell'articolo <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/oltre-200-000-morti-a-la-guerra-di-mosca-alimentata-da-reclutamenti-forzati-e-vulnerabilita-sociale/\">“Oltre 200.000 morti: la guerra di Mosca alimentata da reclutamenti forzati e vulnerabilità sociale”</a></strong> </figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le fonti esistono, ma non vengono consultate</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un esempio concreto riguarda il tema delle perdite russe nel conflitto in Ucraina. Nel nostro articolo <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/oltre-200-000-morti-a-la-guerra-di-mosca-alimentata-da-reclutamenti-forzati-e-vulnerabilita-sociale/\">“Oltre 200.000 morti: la guerra di Mosca alimentata da reclutamenti forzati e vulnerabilità sociale”</a></strong> sono stati riportati dati basati su fonti aperte e verificabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il riferimento principale è il database di Mediazona, accessibile attraverso la sezione <strong><a href=\"https://200.zona.media\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">200.zona.media</a></strong>. Si tratta di un progetto indipendente che raccoglie informazioni sui caduti russi identificati nominalmente. Non si parla di stime aggregate, ma di <strong>singole identità verificabili</strong>: nome, cognome, provenienza, reparto, grado ed età.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I dati vengono costruiti attraverso l’analisi di necrologi, comunicazioni ufficiali locali e contenuti pubblicati sui social network russi attraverso le famiglie dei caduti. Ogni voce viene verificata prima dell’inserimento e, quando emergono incongruenze, viene corretta o rimossa. Questo approccio, pur non potendo garantire completezza assoluta, conferisce al dataset un <strong>elevato livello di affidabilità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":30128,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/mz1-1024x639.jpg\" alt=\"Siamo in guerra. In una guerra cognitiva dove el nemico sta vincendo. Ecco perché (e il nemico avanza). - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-30128\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il database dei caduti russi consultabile all'indirizzo internet 200.media.zona</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Mobilitazione e struttura delle perdite</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di fronte a questo tipo di dati, la reazione più frequente non è l’analisi critica, ma la delegittimazione. Nei commenti si osservano affermazioni che attribuiscono i numeri a fonti politiche, oppure confronti arbitrari tra perdite russe e ucraine, spesso privi di qualsiasi base documentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In realtà, il quadro delle perdite complessive resta incompleto per entrambe le parti. Le informazioni disponibili sono parziali, frammentate e spesso oggetto di strumentalizzazione. Proprio per questo, l’esistenza di un <strong>database nominativo e verificato</strong> rappresenta un elemento rilevante, non facilmente liquidabile come propaganda.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il problema, quindi, non è la presenza di dati, ma <strong>la disponibilità a confrontarsi con essi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’analisi del database consente inoltre di cogliere aspetti qualitativi del conflitto. Tra le categorie presenti figurano i cosiddetti <strong>“mobilitati”</strong>, ovvero civili richiamati nell’ambito della mobilitazione parziale avviata dalla Federazione Russa nel 2022.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi soggetti non rientrano nella categoria dei volontari a contratto, ma neppure in quella dei coscritti della leva obbligatoria annuale. Si tratta di personale richiamato, spesso proveniente da contesti socio-economici vulnerabili. La loro presenza tra i caduti contribuisce a delineare un quadro in cui lo sforzo bellico si appoggia anche su <strong>dinamiche sociali interne</strong>, oltre che su strutture militari tradizionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa complessità viene spesso ignorata nel dibattito pubblico, dove prevalgono rappresentazioni semplificate e dicotomiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":30129,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/mz2-1024x621.jpg\" alt=\"Siamo in guerra. In una guerra cognitiva dove el nemico sta vincendo. - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-30129\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Uno dei caduti russi. Il lavoro di Media Zona documenta le perdite certe attraverso necrologi, comunicazioni locali e delle famiglie provenienti dalla Russia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il nemico invisibile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra cognitiva, così come delineata anche in ambito NATO, non ha come obiettivo principale quello di imporre una versione dei fatti, ma di <strong>rendere instabile il concetto stesso di verità</strong>. Quando ogni dato può essere immediatamente etichettato come propaganda, quando ogni fonte viene messa sullo stesso piano indipendentemente dal metodo con cui è stata costruita, il risultato è una perdita di orientamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo scenario, il vantaggio non è di chi convince, ma di chi riesce a creare confusione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rischio non è tanto quello di credere a una narrativa errata, quanto quello di <strong>smettere di distinguere tra informazioni verificabili e opinioni</strong>. Nel momento in cui questa distinzione viene meno, il conflitto non è più confinato al campo di battaglia tradizionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È già entrato nello spazio cognitivo di chi osserva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/mz-art.jpg","categoria":"Blog","tags":"CognitiveWarfare, ConflittoRussiaUcraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-22 21:22:52","stato":"publish","riassunto_video":"Nel nostro articolo “Oltre 200.000 morti: la guerra di Mosca alimentata da reclutamenti forzati e vulnerabilità sociale” abbiamo riportato dati verificabili. Il database Mediazona documenta oltre 200.000 caduti russi con grado, nome, cognome, età, regione e posizione militare. Eppure vengono negati senza essere letti, tra commenti costruiti sul sentito dire. È così che avanza la guerra cognitiva.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30126-tra-sentito-dire-e-fonti-ignorate-siamo-dentro-una-guerra-cognitiva.mp4","galleria":""}
{"id":30117,"titolo":"Ucraina, tra fango, sangue e stanchezza: il rispetto che dobbiamo a chi difende la Nazione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra, quando la si guarda da vicino, <strong>non ha nulla di epico</strong>. Non ha la compostezza delle cerimonie né la pulizia delle parole pronunciate da lontano. Ha il colore del fango, l’odore del ferro, il peso della fatica. Ha un comodino su cui convivono integratori e una bomba a mano. Ha ragazzi poco più che ventenni che dormono vestiti, uomini che da oltre un anno non conoscono una vera licenza, soldati che hanno smesso di distinguere i giorni perché ogni giorno assomiglia al precedente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È da qui che bisogna partire. <strong>Non dalla retorica, ma dalla realtà</strong>. Difendere la propria terra significa abitare una dimensione estrema, in cui la paura non è un’eccezione ma una presenza costante. Sul fronte di Zaporizhzhia, gli assaltatori ucraini raccontano una guerra fatta di offensive respinte, infiltrazioni continue, droni, mine, trincee e corpi lasciati sul terreno. Raccontano la stanchezza di chi continua a combattere non per gloria, ma per necessità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La frase più dura è anche quella più rivelatrice: <strong>“I russi sono come zombie e noi siamo stanchi di ucciderli”</strong>. È una frase che ferisce, ma proprio per questo restituisce la verità del conflitto. In guerra non esiste nulla di romantico. <strong>Esiste solo il prezzo umano della sopravvivenza</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16837,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Ucraina, tra fango, sangue e stanchezza: il rispetto che dobbiamo a chi difende la Nazione\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/1-ukraine-frontline-kasia-strek-photo-KST-0225-4727.jpg\" alt=\"Ucraina, tra fango, sangue e stanchezza: il rispetto che dobbiamo a chi difende la Nazione\" class=\"wp-image-16837\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ucraina, tra fango, sangue e stanchezza: il rispetto che dobbiamo a chi difende la Nazione</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dietro-l-uniforme-c-e-una-persona-che-ha-lasciato-tutto\">Dietro l’uniforme c’è una persona che ha lasciato tutto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dietro ogni uniforme non c’è un simbolo astratto, ma una vita concreta. C’è un ragazzo di ventidue anni che fino a poco tempo fa poteva pensare al futuro come a una promessa. C’è un uomo che prima faceva il muratore, un altro che costruiva mobili, un altro ancora che aveva una casa, una compagna, abitudini normali. Poi è arrivata la guerra, e con essa la necessità di lasciare indietro tutto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il rispetto per i militari nasce esattamente qui</strong>: nel riconoscere che non sono figure lontane, ma uomini e donne chiamati a sostenere il compito più gravoso che uno Stato possa affidare ai suoi cittadini. Difendere i confini, proteggere i civili, resistere mentre tutto intorno crolla. Non è un gesto automatico, non è un obbligo impersonale: <strong>è una scelta di responsabilità estrema</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Troppo spesso, nelle società abituate alla pace, il soldato viene ridotto a immagine, a slogan, a presenza da celebrare solo in occasioni formali. Ma la realtà è più severa. <strong>Il militare è colui che resta quando gli altri devono essere messi in salvo</strong>. Resta sotto il fuoco, resta nella fatica, resta nella paura. E in quel restare difende non solo una linea sul terreno, ma la possibilità stessa di una vita libera per gli altri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16840,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Ucraina, tra fango, sangue e stanchezza: il rispetto che dobbiamo a chi difende la Nazione\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/AP23141640090473-1684977707.webp\" alt=\"Ucraina, tra fango, sangue e stanchezza: il rispetto che dobbiamo a chi difende la Nazione\" class=\"wp-image-16840\" style=\"width:1000px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ucraina, tra fango, sangue e stanchezza: il rispetto che dobbiamo a chi difende la Nazione</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-rispetto-non-e-retorica-e-un-dovere-nazionale\">Il rispetto non è retorica: è un dovere nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo il rispetto verso i militari <strong>non può essere una formula vuota</strong>. Non basta ricordarli nelle cerimonie, non basta applaudirli nelle ricorrenze. Occorre capire che dietro ogni presidio, ogni pattuglia, ogni trincea, c’è una sofferenza concreta che protegge la sicurezza di tutti. <strong>La pace dei civili, quando esiste, non è mai gratuita</strong>: qualcuno la custodisce, qualcuno la difende, qualcuno la paga di persona.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La crudezza della guerra ci insegna proprio questo. Non ad amare la guerra, ma a onorare chi la affronta perché la Nazione possa continuare a vivere, a lavorare, a sperare. Non a esaltare la violenza, ma a riconoscere il coraggio, la disciplina, la tenuta morale di chi si pone tra la comunità e la minaccia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando il mondo si distrae, quando la politica rallenta, quando l’opinione pubblica si abitua all’orrore, <strong>restano loro</strong>. Stanchi, segnati, talvolta svuotati, ma ancora lì. Ed è in questa immagine che nasce il rispetto più vero: <strong>non quello gridato, ma quello consapevole</strong>. Perché nel fango delle trincee e nella solitudine del fronte, i militari non difendono soltanto un territorio. <strong>Difendono la Nazione, la sua continuità, la sua libertà, la sua casa comune</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/3-1-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, guerra, militari, nazione, patria, sacrificio, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-22 12:34:04","stato":"publish","riassunto_video":"La guerra è fatica, paura e sacrificio quotidiano, lontana da ogni retorica. Dietro ogni uniforme ci sono persone comuni costrette a lasciare tutto per difendere la propria terra. Il rispetto verso i militari non è solo simbolo, ma riconoscimento del loro coraggio e della sofferenza che sostengono per garantire la libertà e la sicurezza di tutti.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.corriere.it/esteri/26_marzo_21/con-gli-assaltatori-ucraini-abbiamo-respinto-l-offensiva-di-primavera-ma-i-russi-sono-come-zombie-e-noi-siamo-stanchi-di-ucciderli-330f0eb0-cb3a-45d1-9ad9-8771e26c4xlk.shtml","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30117-ucraina-tra-fango-sangue-e-stanchezza-il-rispetto-che-dobbiamo-a-chi-difende-la-nazione.mp4","galleria":""}
{"id":30108,"titolo":"Reclutamento Militare in Europa, il vero Collo di Bottiglia della Difesa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il panorama del reclutamento militare in Europa è entrato in una fase di profonda trasformazione. Dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 e nel quadro di un peggioramento generale della competizione strategica, molti governi europei hanno aumentato la spesa per la difesa, accelerato i programmi di modernizzazione e fissato obiettivi più ambiziosi per la crescita delle forze armate. Il problema, però, è che mezzi, munizioni e piattaforme non bastano: servono persone in grado di impiegarli. E proprio sul personale si sta aprendo una delle faglie più evidenti della sicurezza europea. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per oltre vent’anni, gran parte dei Paesi europei ha ridotto gli effettivi. La fine della Guerra fredda, i vincoli di bilancio, la convinzione che la superiorità tecnologica potesse compensare la massa e una diffusa riluttanza politica verso l’impiego dello strumento militare hanno prodotto eserciti più piccoli, meno riserve e una minore capacità di assorbire perdite o sostenere conflitti prolungati. La guerra in Ucraina ha rimesso in discussione questo modello, ma il recupero di massa militare richiede tempi lunghi, soprattutto dove il servizio resta interamente volontario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>International Institute for Strategic Studies</strong> ha sintetizzato il problema in modo netto: la maggior parte degli eserciti europei fatica sia a raggiungere gli obiettivi di reclutamento sia a trattenere il personale formato, con effetti diretti sulla prontezza operativa e sulla possibilità di costruire riserve credibili. In altre parole, la crisi non riguarda soltanto quanti entrano, ma anche quanti restano. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16829,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/410441992-1762985333-v16-9-1200.jpeg\" alt=\"Reclutamento Militare in Europa, il vero Collo di Bottiglia della Difesa\" class=\"wp-image-16829\" title=\"Reclutamento Militare in Europa, il vero Collo di Bottiglia della Difesa\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Reclutamento Militare in Europa, il vero Collo di Bottiglia della Difesa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-germania-ambizioni-elevate-numeri-fermi\">Germania: ambizioni elevate, numeri fermi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Germania rappresenta uno dei casi più emblematici. Berlino ha confermato l’obiettivo di portare la Bundeswehr a circa <strong>203.000 militari entro il 2031</strong>, ma i risultati restano lontani dalle ambizioni. Secondo il commissario parlamentare per le forze armate, a fine 2024 gli effettivi attivi erano <strong>181.174</strong>, senza alcun reale progresso verso il target; nello stesso tempo è aumentata anche l’età media del personale. Già nel 2023 il Ministero della Difesa aveva segnalato un calo del <strong>7%</strong> delle nuove reclute rispetto all’anno precedente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le cause sono note: declino demografico, concorrenza del mercato civile, percezione non sempre attrattiva della carriera militare e un rapporto complesso della società tedesca con il tema della difesa. Per questo, in Germania è tornato al centro del dibattito il tema della registrazione obbligatoria dei diciottenni e, più in generale, di una possibile forma di servizio nazionale che allarghi il bacino di reclutamento. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12639,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/British-Troops-Flickr-Defence-Images.jpg\" alt=\"Regno Unito pronto alla guerra? I limiti della difesa UK e lo specchio scomodo per l’Italia\" class=\"wp-image-12639\" title=\"Reclutamento Militare in Europa, il vero Collo di Bottiglia della Difesa\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Regno Unito pronto alla guerra? I limiti della difesa UK e lo specchio scomodo per l’Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-regno-unito-una-forza-professionale-sotto-pressione\">Regno Unito: una forza professionale sotto pressione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche il Regno Unito, pur forte di una lunga tradizione di forze professionali, continua a registrare carenze strutturali. I dati ufficiali mostrano che al <strong>1° aprile 2024</strong> la consistenza complessiva delle forze britanniche era scesa a <strong>183.230 unità</strong>, in calo del <strong>3%</strong> su base annua; i regolari erano <strong>138.120</strong>, mentre anche le riserve volontarie risultavano in diminuzione. Il trend ha colpito in particolare l’Esercito, ma anche Royal Navy e RAF. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il quadro è confermato anche dal Parlamento britannico: al <strong>1° aprile 2025</strong> il totale del personale full-time era sceso a circa <strong>147.300</strong>, proseguendo una traiettoria discendente iniziata da anni. La difficoltà britannica non è quindi episodica, ma cronica: gli ingressi non compensano le uscite e la pressione del settore privato, insieme a problemi di retribuzione relativa, qualità della vita e fidelizzazione, continua a erodere la base del reclutamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-francia-piu-incentivi-ma-il-problema-resta\">Francia: più incentivi, ma il problema resta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche la Francia, tradizionalmente considerata una delle potenze militari più solide del continente, ha dovuto riconoscere che la dimensione umana è diventata un fattore critico. Nel 2023 il Ministero delle Forze Armate ha chiuso l’anno con circa <strong>3.000 posti vacanti</strong>, spingendo il ministro Sébastien Lecornu a lanciare un piano straordinario di fidelizzazione, con interventi su retribuzioni, progressioni di carriera e permanenza in servizio. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano politico, Parigi ha poi annunciato nel novembre 2025 una nuova formula di <strong>servizio militare volontario di 10 mesi</strong>, con l’obiettivo di coinvolgere <strong>3.000 giovani nel 2026</strong>, arrivare a <strong>10.000 entro il 2030</strong> e fino a <strong>50.000 l’anno entro il 2035</strong>. Il messaggio è chiaro: la Francia non vuole tornare alla coscrizione universale, ma riconosce che il solo modello professionale incontra limiti crescenti. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11875,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Entrainement-de-soldats-francais-1536x1023-1-1024x682-1.jpg\" alt=\"Dopo la Germania, anche la Francia rilancia il servizio militare volontario\" class=\"wp-image-11875\" title=\"Reclutamento Militare in Europa, il vero Collo di Bottiglia della Difesa\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dopo la Germania, anche la Francia rilancia il servizio militare volontario</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-paesi-bassi-crescita-si-ma-insufficiente\">Paesi Bassi: crescita sì, ma insufficiente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei Paesi Bassi la situazione è diversa nei toni, non nella sostanza. L’Aia ha indicato l’obiettivo di arrivare a <strong>100.000 persone entro il 2030</strong>, contando militari, riservisti e personale civile della difesa. Tuttavia, nel 2025 il ritmo di crescita veniva già giudicato insufficiente rispetto al traguardo, mentre nel 2026 la forza complessiva risultava intorno a <strong>79.000 unità</strong>, segno che il percorso resta impegnativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il caso olandese è interessante perché mostra un approccio molto pragmatico: allargamento delle riserve, ricerca di personale anche per ruoli di supporto e crescente integrazione tra difesa e società civile. Ma proprio questo dimostra quanto sia difficile espandere rapidamente una forza armata in un mercato del lavoro dinamico e altamente competitivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-italia-sotto-la-soglia-di-sicurezza\">Italia: sotto la soglia di sicurezza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia non è immune. Nel 2024 il capo di Stato maggiore della Difesa, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, ha definito le forze armate italiane <strong>assolutamente sottodimensionate</strong>, indicando una consistenza di <strong>165.564 militari</strong>, al di sotto di quella che è stata descritta come una <strong>“soglia di sopravvivenza”</strong> di 170.000 unità. È una valutazione particolarmente significativa perché arriva da un <a href=\"https://brigatafolgore.net/il-gen-ca-masiello-al-corriere-lesercito-va-potenziato-ed-in-fretta-sintesi-e-considerazioni-della-lunga-intervista-del-capo-di-sme/\">vertice istituzionale</a> e lega direttamente il tema del personale alla capacità del Paese di assolvere i propri compiti operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A pesare, anche in Italia, sono fattori strutturali ben noti: invecchiamento della popolazione, riduzione delle coorti giovanili, attrattività del mercato civile e difficoltà nel rendere la carriera militare competitiva in termini di stipendi, stabilità e prospettive professionali. Il tema, del resto, è già entrato nell’<a href=\"https://brigatafolgore.net/crosetto-tra-bilancio-e-riforme-2026-anno-chiave-per-la-difesa/\">agenda politica</a>, come dimostrano le misure adottate nel 2025 per rivedere carriere e reclutamento. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15698,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/e92dc537-dc17-498a-b22b-1b5e2dc011d8.jpg\" alt=\"Esercito Italiano in corsa a Verona: sport, integrazione e valori al servizio della comunità\" class=\"wp-image-15698\" title=\"Reclutamento Militare in Europa, il vero Collo di Bottiglia della Difesa\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Volontari in Ferma Iniziale dell’85° RAV durante la manifestazione. Fonte Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-europa-meridionale-e-piccoli-stati-vulnerabilita-silenziose\">Europa meridionale e piccoli Stati: vulnerabilità silenziose</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le indagini di <strong>EUROMIL</strong> mostrano che i problemi di reclutamento e retention sono diffusi in tutto il continente e non riguardano soltanto le grandi potenze. Grecia, Portogallo, Malta e altri Paesi di dimensioni più contenute segnalano da anni difficoltà nel mantenere gli organici e nel rendere la professione militare sufficientemente attrattiva rispetto alle alternative civili. In alcuni casi, il problema non fa notizia per via dei numeri assoluti più piccoli, ma l’impatto operativo può essere persino maggiore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-est-europeo-e-paesi-nordici-la-leva-attenua-ma-non-elimina-il-problema\">Est europeo e Paesi nordici: la leva attenua, ma non elimina il problema</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell’Europa orientale il quadro è più articolato. Alcuni Paesi, come la Polonia, hanno mostrato una capacità superiore di mobilitare personale, anche grazie a un contesto strategico percepito come più minaccioso. Ma in altre realtà dell’area continuano a emergere problemi di organico, fidelizzazione e competizione con il mercato del lavoro civile. Parallelamente, nei Paesi baltici e nordici dove esistono forme di coscrizione o servizio selettivo — come Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Danimarca e Svezia — la base numerica appare più stabile, pur restando esposta alla pressione demografica. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-il-reclutamento-resta-cosi-difficile\">Perché il reclutamento resta così difficile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nodo di fondo è che la crisi del reclutamento europeo ha radici profonde. La prima è <strong>demografica</strong>: in molti Paesi il numero di giovani si riduce, restringendo il bacino potenziale. La seconda è <strong>economica</strong>: con tassi di occupazione relativamente elevati, la carriera militare compete con offerte civili spesso meglio retribuite, meno gravose e più prevedibili. La terza è <strong>culturale</strong>: in ampie fasce dell’opinione pubblica europea, il servizio militare non gode più dell’appeal o del prestigio sociale che aveva in passato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A queste si aggiungono fattori interni alle istituzioni militari: procedure di selezione lente, vita familiare complessa, trasferimenti frequenti, logoramento del personale, percezione di scarsa valorizzazione e difficoltà a parlare alle nuove generazioni con linguaggi e strumenti adeguati. In sostanza, il problema non è solo “quanti giovani ci sono”, ma “quanti giovani vogliono davvero entrare” e “quanti militari decidono di restare”. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-possibili-risposte\">Le possibili risposte</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le risposte oggi sul tavolo sono quattro. La prima è il ritorno, in forme diverse, alla <strong>coscrizione</strong> o a modelli ibridi di servizio nazionale. La seconda è l’aumento degli <strong>incentivi economici e di carriera</strong>. La terza è il rafforzamento delle <strong>riserve</strong>, considerate da molti governi un moltiplicatore di massa più sostenibile del solo personale permanente. La quarta è una più ampia <strong>rieducazione culturale</strong> del rapporto tra società e difesa, senza la quale qualunque campagna pubblicitaria rischia di restare superficiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16831,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/eu.png\" alt=\"Reclutamento Militare in Europa, il vero Collo di Bottiglia della Difesa\" class=\"wp-image-16831\" style=\"width:1000px\" title=\"Reclutamento Militare in Europa, il vero Collo di Bottiglia della Difesa\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Reclutamento Militare in Europa, il vero Collo di Bottiglia della Difesa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-vero-test-della-difesa-europea\">Il vero test della difesa europea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Europa, oggi, ha compreso che la deterrenza non si costruisce soltanto con nuovi programmi industriali o con l’aumento dei bilanci. Il punto decisivo è trasformare la spesa in capacità militare reale. E senza uomini e donne in uniforme, quella trasformazione resta incompleta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il reclutamento è quindi il vero banco di prova delle ambizioni strategiche europee. Germania, Regno Unito, Francia, Paesi Bassi, Italia e molti altri Stati stanno sperimentando, con intensità diverse, lo stesso limite: l’hardware può essere acquistato relativamente in fretta, il capitale umano no. Per questo la questione del personale rischia di diventare il principale fattore discriminante tra una difesa europea più robusta sulla carta e una realmente pronta ad affrontare una fase di instabilità prolungata. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/1920x1080_cmsv2_d4f53568-f286-52d6-ae92-98d280bfaf6e-9068582.webp","categoria":"Blog","tags":"carriera militare, coscrizione, difesaeuropea, forzearmateeuropee, incentivieconomici, reclutamentomilitare, rieducazioneculturale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-22 10:24:04","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.euronews.com/2025/11/27/macron-announces-new-french-voluntary-military-service-to-start-next-summerhttps://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/BRIE/2025/769541/EPRS_BRI%282025%29769541_EN.pdf","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30108-reclutamento-militare-in-europa-il-vero-collo-di-bottiglia-della-difesa.mp4","galleria":""}
{"id":30103,"titolo":"Difesa, Finlandia-Paesi Bassi-Regno Unito lanciano un asse sul procurement: può diventare un’opportunità anche per l’Italia?","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Finlandia, Paesi Bassi e Regno Unito hanno annunciato l’avvio di un lavoro congiunto per esplorare la creazione, entro il 2027, di un nuovo meccanismo dedicato al finanziamento della difesa e agli acquisti comuni. L’obiettivo è aggregare la domanda, accelerare gli investimenti e aumentare la disponibilità di capacità critiche, a partire dalle munizioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa nasce nel quadro del peggioramento dello scenario di sicurezza europeo, segnato dalla guerra in Ucraina e dalla necessità, sempre più evidente tra gli alleati, di rafforzare deterrenza, produzione industriale e rapidità di approvvigionamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16820,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Difesa, Finlandia-Paesi Bassi-Regno Unito lanciano un asse sul procurement: può diventare un’opportunità anche per l’Italia?\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/2-1-e1774168418344.webp\" alt=\"Difesa, Finlandia-Paesi Bassi-Regno Unito lanciano un asse sul procurement: può diventare un’opportunità anche per l’Italia?\" class=\"wp-image-16820\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa, Finlandia-Paesi Bassi-Regno Unito lanciano un asse sul procurement: può diventare un’opportunità anche per l’Italia?</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-prevede-il-progetto\">Cosa prevede il progetto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo la dichiarazione congiunta, il nuovo strumento dovrebbe lavorare con partner e istituzioni già esistenti, in modo complementare rispetto alle iniziative NATO e UE. La logica è chiara: unire gli ordini, dare maggiore prevedibilità all’industria, contenere i costi e velocizzare la consegna di capacità operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per Londra, Helsinki e L’Aia, la sfida non è più soltanto aumentare la spesa per la difesa, ma renderla più efficiente attraverso formule comuni di finanziamento e procurement. Il riferimento alle munizioni conferma che uno dei punti centrali sarà il rafforzamento delle filiere produttive europee e occidentali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-puo-interessare-l-italia\">Perché può interessare l’Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’Italia il dossier può rappresentare un’opportunità concreta, soprattutto sul piano industriale e strategico. Roma dispone di una base difesa rilevante, di grandi gruppi nazionali e di una consolidata esperienza nei programmi multinazionali. Un eventuale coinvolgimento permetterebbe di entrare in nuovi circuiti di domanda aggregata, rafforzare il posizionamento dell’industria italiana e partecipare alla definizione di futuri programmi comuni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La condizione, però, è muoversi con una linea chiara. Per l’Italia avrebbe senso partecipare solo se il nuovo meccanismo diventasse uno strumento utile a sostenere filiere nazionali, capacità produttiva e presenza industriale nei segmenti oggi più sensibili, come munizionamento, veicoli, elettronica e sistemi integrati. Più che una scelta simbolica, sarebbe quindi<a href=\"https://brigatafolgore.net/portolano-lindustria-agire-partner-non-da-guida/\"> una decisione di politica industriale</a> e di peso strategico in Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/proc.png","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, Finlandia, Italia, NATO, paesibassi, procurement, regnounito","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-22 09:54:03","stato":"publish","riassunto_video":"Finlandia, Paesi Bassi e Regno Unito intendono creare entro il 2027 un meccanismo condiviso per finanziare la difesa e gli acquisti comuni, puntando a unire la domanda, accelerare investimenti e rafforzare capacità critiche come le munizioni. L’Italia potrebbe beneficiare, rafforzando la sua industria e partecipando a programmi multinazionali, ma serve una strategia nazionale chiara.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.gov.uk/government/news/joint-statement-from-finland-the-netherlands-and-the-united-kingdom-on-joint-defence-financing-and-procurement","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30103-difesa-finlandia-paesi-bassi-regno-unito-lanciano-un-asse-sul-procurement-puo-diventare-unopportunita-anche-per-litalia.mp4","galleria":""}
{"id":30089,"titolo":"Inaugurata la nuova sede ANPDI di Napoli intitolata al Ten. Col. Par. MOVM Gianfranco Paglia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La città di Napoli rende omaggio a uno dei simboli più alti del valore e dello spirito dei Paracadutisti italiani. È stata infatti inaugurata, in Via Cesario Console 20 nel capoluogo campano, la nuova sede dell’<strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/anpdi/\">Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia (ANPDI)</a>,</strong> intitolata al <strong>Tenente Colonnello Paracadutista Gianfranco Paglia</strong>, Medaglia d’Oro al Valor Militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’intitolazione che lega la memoria storica al presente, nel segno della continuità dei valori che da sempre contraddistinguono i baschi amaranto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla cerimonia era presente anche la <strong>Senatrice Isabella Rauti, Sottosegretaria alla Difesa</strong>, che ha voluto testimoniare con la sua partecipazione l’importanza istituzionale e simbolica dell’evento. La stessa Senatrice nell’ottobre scorso è stata inoltre nominata <a href=\"https://brigatafolgore.net/da-papa-francesco-a-isabella-rauti-quando-la-condivisione-di-valori-vale-il-titolo-di-paracadutista-ad-honorem/\"><strong>Paracadutista ad honorem</strong></a> dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Carmine Masiello, a conferma del suo forte legame con la Folgore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un simbolo per la comunità dei Paracadutisti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Più volte raccontato su queste pagine, anche per le sue straordinarie imprese sportive, ultima in ordine di tempo il record alla<a href=\"https://brigatafolgore.net/gianfranco-paglia-oltre-ogni-limite-nuovo-record-alla-2-ore-no-limits-14-km-e-360-metri/\"> “<strong>2 Ore No Limits” del 20 dicembre</strong></a>, il nome di <strong>Gianfranco Paglia</strong> resta indissolubilmente legato agli eventi del 2 luglio 1993, durante la <a href=\"https://brigatafolgore.net/2-luglio-1993-la-battaglia-del-check-point-pasta/\">Battaglia del Pastificio</a> a Mogadiscio, nell’ambito dell’operazione ONU UNOSOM II in Somalia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’epoca giovane Sottotenente e Comandante di plotone Paracadutisti, Paglia rimase gravemente ferito duranti i fasti del primo grande combattimento dei soldati Italiani dalla seconda guerra mondiale. In quell’evento persero la vita tre militari italiani: il Sottotenente Andrea Millevoi, il Sergente Maggiore Incursore Stefano Paolicchi ed il Caporale Paracadutista Pasquale Baccaro. Furono inoltre 31 i feriti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un episodio che rappresenta una delle pagine più intense e dolorose della storia delle missioni italiane all’estero, ma anche una <strong>testimonianza concreta di coraggio, spirito di servizio e senso del dovere</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intitolazione della sede ANPDI di Napoli al Tenente Colonnello Paglia non è soltanto un atto formale, ma un gesto carico di significato per tutta la comunità Paracadutista. La sezione napoletana dell’ANPDI rappresenta infatti un punto di riferimento vivo e attivo sul territorio, <strong>un luogo dove la memoria si trasforma in testimonianza e i valori vengono trasmessi alle nuove generazioni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dedicare la sede al Comandante Paglia significa riconoscerne l’esempio umano e militare, che continua a rappresentare un modello per chi indossa o ha indossato il basco amaranto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Memoria, identità e spirito di corpo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’ANPDI si conferma ancora una volta come presidio fondamentale per la conservazione della memoria collettiva e per il rafforzamento dello spirito di appartenenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Essere paracadutisti non è soltanto una condizione passata, ma un’identità che continua nel tempo, fatta di valori condivisi, fratellanza e senso del dovere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta di dedicare la sede di Napoli al Tenente Colonnello Gianfranco Paglia rappresenta proprio questo: <strong>una memoria viva, dinamica, capace di parlare al presente e di indicare una direzione per il futuro.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/andpi-napoli.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"anpdi, gianfrancopaglia, napoli, paracadutisti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-21 22:02:55","stato":"publish","riassunto_video":"A Napoli è stata inaugurata la nuova sede dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, dedicata al Tenente Colonnello Gianfranco Paglia, eroe della Battaglia del Pastificio in Somalia. La scelta di dedicargli la sede rappresenta un tributo al suo coraggio, allo spirito di servizio e ai valori che da sempre uniscono i Paracadutisti, trasmettendoli alle nuove generazioni.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30089-inaugurata-la-nuova-sede-anpdi-di-napoli-intitolata-al-ten-col-par-movm-gianfranco-paglia.mp4","galleria":""}
{"id":30077,"titolo":"Oltre 200.000 morti: la guerra di Mosca alimentata da reclutamenti forzati e vulnerabilità sociale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra in Ucraina non è solo una guerra di tecnologia, droni e artiglieria. È, sempre più, una guerra di uomini. E soprattutto, di uomini mandati al fronte in condizioni che sollevano interrogativi profondi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sulla base dei <a href=\"https://en.zona.media/article/2026/03/13/casualties_eng-trl\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">dati raccolti da Mediazona</a>, testata indipendente russa, la Russia ha registrato <strong>oltre 200.000 caduti identificati con nome e cognome</strong> dall’inizio dell’invasione dell'Ucraina nel 2022. Altre stime indicano numeri superiori, ma anche limitandosi ai dati verificati si tratta comunque di un bilancio umano enorme. Il più alto per Mosca dopo la Seconda Guerra Mondiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma il dato più significativo non è solo il numero dei morti. È capire <strong>chi sono questi uomini</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-mobilitazione-del-2022-300-000-richiamati\">La mobilitazione del 2022: 300.000 richiamati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel settembre 2022, il Cremlino ha annunciato una mobilitazione “parziale” che ha portato al richiamo di circa <strong>300.000 riservisti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In molti casi si è trattato di civili con addestramento limitato o obsoleto, richiamati in tempi rapidissimi e inviati al fronte con equipaggiamenti spesso insufficienti. Quella mobilitazione rappresenta il momento in cui la guerra è entrata direttamente nella società russa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Terminata la mobilitazione ufficiale, la Russia ha cambiato strategia, evitando nuovi richiami su larga scala.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al loro posto contratti militari incentivati economicamente, <strong>reclutamenti regionali massicci, campagne mirate nelle aree più povere</strong>. Formalmente si tratta di volontari. Nella realtà, spesso la spinta è economica, la scelta è condizionata e le alternative sono limitate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il risultato è un sistema che, pur senza dichiarare una nuova mobilitazione generale, continua a <strong>alimentare il fronte con decine di migliaia di uomini ogni mese</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-fasce-piu-vulnerabili-e-un-costo-umano-enorme\">Le fasce più vulnerabili e un costo umano enorme</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Analizzando le perdite e i reclutamenti emerge un dato chiaro: la guerra pesa soprattutto sulle fasce più deboli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i caduti si trovano in misura significativa cittadini delle regioni più periferiche della Federazione, minoranze etniche, detenuti arruolati in cambio di benefici penali e stranieri reclutati con promesse economiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è quindi un esercito composto esclusivamente da professionisti, ma un sistema che attinge in modo crescente a <strong>bacini sociali vulnerabili</strong>. Se si considerano anche feriti e dispersi, le perdite russe superano <strong>il milione di uomini complessivi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Numeri che indicano un conflitto di logoramento, dove il fattore umano è tornato centrale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-guerra-di-attrito-non-solo-di-tecnologia\">Una guerra di attrito, non solo di tecnologia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La narrativa moderna tende a concentrarsi su sistemi avanzati, guerra elettronica e droni, ma la realtà sul campo racconta altro. <strong>La guerra in Ucraina resta, prima di tutto, una guerra di attrito, dove il peso maggiore ricade sugli uomini.</strong> In questo contesto, la Russia ha costruito il proprio sforzo bellico attraverso un sistema che combina mobilitazione obbligatoria, reclutamenti incentivati e una<strong> forte pressione sociale ed economica.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cifra dei caduti è impressionante, ma ancora più significativo è il meccanismo che li ha generati. Non si tratta solo di un esercito di professionisti, ma di <strong>una forza costruita progressivamente anche attraverso civili, riservisti e reclutamenti spinti ai margini della società</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una guerra che, numeri alla mano, continua a essere combattuta, prima ancora che con le armi, con gli uomini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fonti: </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://news.northeastern.edu/2026/02/23/russia-ukraine-war-four-year-anniversary\">https://news.northeastern.edu/2026/02/23/russia-ukraine-war-four-year-anniversary</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://en.zona.media/article/2026/03/13/casualties_eng-trl\">https://en.zona.media/article/2026/03/13/casualties_eng-trl</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://meduza.io/en/feature/2026/02/24/four-years-200-000-confirmed-dead-yet-major-cities-remain-largely-untouched-mediazona-and-bbc-russian-analyze-russia-s-military-losses-on-the-full-scale-invasion-anniversary\">https://meduza.io/en/feature/2026/02/24/four-years-200-000-confirmed-dead-yet-major-cities-remain-largely-untouched-mediazona-and-bbc-russian-analyze-russia-s-military-losses-on-the-full-scale-invasion-anniversary</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/russia-soldiers.jpg","categoria":"Blog","tags":"CadutiRussi, guerrainucraina, russia, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-21 13:14:34","stato":"publish","riassunto_video":"La guerra in Ucraina è una guerra di uomini oltre che di tecnologia. La Russia ha perso oltre 200.000 soldati, molti richiamati con addestramento limitato e scarsi equipaggiamenti. Il conflitto pesa soprattutto sulle fasce più vulnerabili, come le minoranze etniche. Il fronte si alimenta con reclutamenti forzati o incentivati nelle aree più povere, con un costo umano enorme.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30077-oltre-200-000-morti-a-la-guerra-di-mosca-alimentata-da-reclutamenti-forzati-e-vulnerabilita-sociale.mp4","galleria":""}
{"id":30073,"titolo":"La NATO accelera sui sistemi anti-drone in Lettonia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>9 al 13 marzo 2026</strong>, il <strong>NATO Innovation Range for uncrewed systems</strong> in Lettonia ha lanciato la sua prima campagna <strong>Testing, Evaluation, Verification and Validation (TEVV)</strong> dedicata ai <strong>sistemi aerei senza pilota (UAS)</strong> e alle tecnologie <strong>Counter-UAS (C-UAS)</strong>. L’attività si è svolta presso il <strong>Sēlija Military Training Area</strong>, dove si sono riunite aziende dell’industria della difesa dei Paesi alleati della NATO e dell’Ucraina, insieme a operatori militari e rappresentanti governativi. Si tratta del primo di una serie di eventi TEVV previsti nel corso del 2026.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-poligono-di-selija-e-le-capacita-in-prova\">Il poligono di Sēlija e le capacità in prova</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sito lettone offre condizioni adatte a test avanzati, permettendo voli intercettori ad alta velocità e ad alta quota, oltre alla sperimentazione di diverse soluzioni di guerra elettronica in ambiente aperto. La campagna è pensata per accelerare lo sviluppo e la validazione di tecnologie in grado di rispondere a requisiti operativi concreti, riducendo il tempo necessario tra la fase di sperimentazione e quella di adozione sul campo. In questo quadro, la NATO punta a rafforzare la propria capacità di contrasto alle minacce poste dai droni in scenari sempre più complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-uno-dei-cinque-siti-del-piano-raap\">Uno dei cinque siti del piano RAAP</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il range lettone dedicato ai sistemi unmanned è uno dei <strong>cinque siti pilota</strong> creati nell’ambito del <strong>Rapid Adoption Action Plan (RAAP)</strong>. Gli altri poli includono il <strong>Cyber Testbed</strong> in Estonia, focalizzato su cyber e information technology; il <strong>Future Connectivity Range</strong>, co-guidato da Finlandia e Svezia, dedicato a connettività sicura e resiliente; il sito per l’<strong>Underwater Environment</strong> in Italia, destinato a sistemi subacquei e tecnologie marittime; e lo <strong>Shallow Waters Range</strong> nei Paesi Bassi, focalizzato su capacità marittime autonome e sicurezza dei fondali. La prossima attività di test e valutazione si terrà a margine dell’<strong>International Drone Summit</strong> previsto a <strong>Riga il 27 maggio 2026</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/cq5dam.web_.1280.1280.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"aviazione, counterUAS, difesa, Droni, innovazione, Lettonia, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-21 10:04:04","stato":"publish","riassunto_video":"Dal 9 al 13 marzo 2026, in Lettonia si è svolta la prima campagna TEVV per testare droni e tecnologie anti-drone presso il NATO Innovation Range. Il sito di Sēlija ha permesso prove avanzate di intercettori e guerra elettronica, coinvolgendo industrie della difesa NATO e Ucraina. Questo range è uno dei cinque poli RAAP dedicati a sviluppare tecnologie militari innovative.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.nato.int/en/news-and-events/articles/news/2026/03/18/new-nato-innovation-range-starts-counter-drone-technology-testing-in-latvia","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30073-la-nato-accelera-sui-sistemi-anti-drone-in-lettonia.mp4","galleria":""}
{"id":30066,"titolo":"Caccia italiani intercettano un jet russo nel Baltico: scatta l’Alpha Scramble.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Decollo immediato, identificazione del velivolo e monitoraggio della rotta. È lo scenario che si è verificato mercoledì 18 marzo 2026 nei cieli del Baltico, quando due caccia italiani impegnati nella missione Nato di Air Policing sono stati fatti alzare in volo per intercettare un caccia russo Sukhoi Su-30 Flanker H. Secondo la ricostruzione diffusa dalla Nato, i jet dell’Aeronautica Militare, rischierati presso la base di Ämari, in Estonia, hanno eseguito un <strong>“Alpha Scramble”</strong>, cioè un decollo d’allarme in tempi rapidissimi per identificare un aereo ritenuto di interesse operativo. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-intervento-dei-caccia-italiani-nel-baltico\">L’intervento dei caccia italiani nel Baltico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A rendere noto l’episodio è stato il comando aereo della Nato, che ha riferito dell’intercettazione di un Su-30 russo da parte dei velivoli italiani schierati in Estonia nell’ambito della missione di <strong>enhanced Air Policing</strong> sul fianco nord-orientale dell’Alleanza. La presenza italiana ad Ämari rientra nel dispositivo di sorveglianza permanente con cui la Nato controlla e protegge lo spazio aereo dei Paesi baltici, una delle aree più sensibili nel confronto con Mosca. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16784,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Caccia italiani intercettano un jet russo nel Baltico: scatta l’Alpha Scramble.\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/572303965-1257960249702331-6342361108466255683-n.jpg\" alt=\"Caccia italiani intercettano un jet russo nel Baltico: scatta l’Alpha Scramble.\" class=\"wp-image-16784\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Caccia italiani intercettano un jet russo nel Baltico: scatta l’Alpha Scramble.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-e-successo-il-18-marzo\">Cosa è successo il 18 marzo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La novità più rilevante emersa nelle ore successive è che, secondo le autorità estoni citate da Reuters, il caccia russo ha <strong>violato lo spazio aereo estone</strong> nei pressi dell’isola di Vaindloo, nel Golfo di Finlandia, rimanendovi per circa un minuto. Tallinn ha precisato che non c’è stata una minaccia immediata alla sicurezza nazionale, ma ha convocato il responsabile della sede diplomatica russa in Estonia per una protesta formale. Si tratterebbe del primo episodio di questo tipo registrato dall’Estonia nel 2026. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-e-scattato-l-alpha-scramble\">Perché è scattato l’“Alpha Scramble”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel linguaggio Nato, l’“Alpha Scramble” indica l’ordine di decollo immediato rivolto ai caccia in prontezza operativa. Non equivale automaticamente a un’azione ostile né a uno scontro imminente: è una procedura standard di difesa aerea utilizzata per raggiungere un velivolo, identificarlo visivamente, seguirne i movimenti e verificare che non rappresenti una minaccia o una violazione dello spazio controllato. In questo caso, la risposta dei jet italiani si inserisce nel quadro ordinario delle missioni di Air Policing che la Nato mantiene attive 24 ore su 24. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16785,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Caccia italiani intercettano un jet russo nel Baltico: scatta l’Alpha Scramble.\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/580548272-1271474631684226-3159890835757903551-n.jpg\" alt=\"Caccia italiani intercettano un jet russo nel Baltico: scatta l’Alpha Scramble.\" class=\"wp-image-16785\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Caccia italiani intercettano un jet russo nel Baltico: scatta l’Alpha Scramble.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-quadro-nato-sul-fianco-est\">Il quadro Nato sul fianco Est</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’episodio si inserisce in una fase di rafforzamento della postura Nato lungo il confine orientale. Sul sito ufficiale dell’Alleanza, l’iniziativa <strong>Eastern Sentry</strong> viene descritta come un’attività multidominio lanciata nel settembre 2025 per aumentare vigilanza, coordinamento e capacità di deterrenza lungo tutto il fianco Est, dopo una serie di violazioni dello spazio aereo da parte di droni e aerei russi. Eastern Sentry non coincide con la sola missione baltica di Air Policing, ma la integra in un quadro più ampio di difesa e risposta rapida.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-segnale-che-va-oltre-il-singolo-episodio\">Un segnale che va oltre il singolo episodio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intervento dei caccia italiani conferma il ruolo crescente dell’Italia nelle missioni Nato di sorveglianza avanzata e fotografa un contesto in cui il controllo dello spazio aereo è diventato uno dei terreni più delicati del confronto tra Alleanza atlantica e Russia. Più che un fatto isolato, l’episodio del 18 marzo mostra quanto il Baltico resti una zona ad alta sensibilità strategica, dove anche una breve incursione o un avvicinamento sospetto può far scattare in pochi minuti la macchina della deterrenza alleata. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/653836491-1377607831070905-5222178698229000971-n.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"aeronauticamilitare, AlphaScramble, estonia, MarBaltico, NATO, russia, Su-30","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-20 20:34:03","stato":"publish","riassunto_video":"Il 18 marzo 2026 due caccia italiani in missione Nato sono decollati rapidamente per intercettare un Sukhoi Su-30 russo che ha violato per circa un minuto lo spazio aereo estone nel Baltico. L’episodio, primo del 2026, ha portato a una protesta diplomatica di Tallinn e conferma il ruolo chiave dell’Italia nel rafforzamento della sorveglianza Nato lungo il confine orientale","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.facebook.com/NATO.AIRCOM/photos/on-wednesday-fighter-jets-fromaeronautica-militare-deployed-at-amari-air-base-fo/1377607827737572","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30066-caccia-italiani-intercettano-un-jet-russo-nel-baltico-scatta-lalpha-scramble.mp4","galleria":""}
{"id":30060,"titolo":"Brigata Marina San Marco nel cuore del Grande Nord","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel silenzio austero delle alte latitudini, dove il mare incontra montagne innevate e il cielo si accende dei colori dell’aurora boreale, la Marina Militare ha preso parte a <strong>Cold Response 2026</strong>, una delle più importanti esercitazioni multinazionali della NATO in ambiente artico e sub-artico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo scenario affascinante quanto impegnativo, <strong>Nave San Giusto</strong> e la <strong>Landing Force della Brigata Marina San Marco</strong>, con il <strong>Battaglione Venezia del 1° Reggimento San Marco</strong>, hanno assicurato una presenza significativa della componente anfibia italiana nel teatro dell’<strong>High North</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Navigando tra fiordi profondi e acque gelide, l’unità anfibia della Marina Militare ha operato come <strong>piattaforma di proiezione dal mare</strong> e <strong>centro di comando</strong> per le attività della forza da sbarco, contribuendo alle operazioni congiunte insieme alle marine e alle forze armate dei Paesi alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione ha visto la partecipazione di <strong>24.000 militari</strong>, insieme a numerosi assetti navali, terrestri e aerei dell’Alleanza, con l’obiettivo di rafforzare la <strong>prontezza operativa</strong> e la <strong>capacità di risposta collettiva</strong> in uno degli scenari strategicamente più rilevanti per la sicurezza euro-atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16778,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Brigata Marina San Marco nel cuore del Grande Nord\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/dcdc3537-ccfb-4db3-aaa3-c8ba4581761cbot-8990.jpg\" alt=\"Brigata Marina San Marco nel cuore del Grande Nord\" class=\"wp-image-16778\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Brigata Marina San Marco nel cuore del Grande Nord</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-operare-e-addestrarsi-in-ambiente-artico\">Operare e addestrarsi in ambiente Artico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per gli equipaggi e per i Fucilieri di Marina imbarcati, operare nel Grande Nord ha significato confrontarsi con condizioni ambientali severe: temperature rigide, giornate brevi e un mare che impone rispetto e determinazione. Proprio in queste circostanze si consolida quella particolare sintonia tra nave ed equipaggio che da sempre caratterizza le unità della Marina Militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non di rado, durante le ore di navigazione notturna, il cielo artico ha offerto lo spettacolo silenzioso dell’<strong>aurora boreale</strong>: un arco di luce verde generato dal vento solare, capace di danzare sopra il mare e ricordare a chi naviga quanto questi luoghi siano remoti, straordinari e impegnativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso di <strong>Cold Response 2026</strong>, <strong>Nave San Giusto</strong> ha consentito agli staff del <strong>CATF</strong> (<em>Commander Amphibious Task Force</em>) e del <strong>CLF</strong> (<em>Commander Landing Force</em>) di pianificare e condurre attività addestrative orientate alla <strong>proiezione anfibia dal mare</strong> e alla <strong>manovra tattica in ambiente polare</strong>. Le operazioni hanno incluso fasi di pianificazione anfibia, addestramento tattico a terra e attività finalizzate a verificare la <strong>sostenibilità logistica e operativa</strong> delle forze in condizioni climatiche estreme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16779,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Brigata Marina San Marco nel cuore del Grande Nord\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/fc06310a-440b-4ddf-b9f1-9225ca650b61img-2989.jpg\" alt=\"Brigata Marina San Marco nel cuore del Grande Nord\" class=\"wp-image-16779\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Brigata Marina San Marco nel cuore del Grande Nord</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-interoperabilita-prontezza-e-credibilita-nato\"><strong>Interoperabilità, prontezza e credibilità NATO</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partecipazione italiana ha rappresentato anche un’importante occasione per consolidare l’<strong>interoperabilità</strong> con le forze dei Paesi alleati, migliorando procedure comuni, integrazione operativa e capacità di comando e controllo in ambito NATO. In questo contesto, l’impiego della Landing Force imbarcata ha ulteriormente rafforzato la piena integrazione tra la componente navale e la forza da sbarco, elemento distintivo della capacità <strong>expeditionary</strong> della Marina Militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività svolte durante l’esercitazione hanno inoltre consentito di validare <strong>procedure, equipaggiamenti e misure di supporto logistico e sanitario</strong> in ambiente artico, contribuendo ad accrescere la resilienza e la prontezza operativa del personale impiegato, oltre a raccogliere lezioni preziose in vista dei prossimi deployment.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra il vento freddo che soffia dai fiordi e il bagliore dell’aurora che illumina il cielo del Nord, <strong>Nave San Giusto</strong> e la <strong>Landing Force della Brigata Marina San Marco</strong> hanno così portato la presenza e la professionalità della Marina Militare italiana in uno dei teatri operativi più affascinanti e impegnativi dell’Alleanza Atlantica, contribuendo alla <strong>sicurezza collettiva</strong>, alla <strong>stabilità della regione dell’High North</strong> e al rafforzamento della <strong>credibilità italiana</strong> nello scenario internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/8b3560e5-e018-4982-8adf-8b281ae31401-fab5529.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"artico, BrigataSanMarco, ColdResponse2026, HighNorth, marinamilitare, NATO, NaveSanGiusto","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-20 19:54:04","stato":"publish","riassunto_video":"La Marina Militare italiana ha partecipato a Cold Response 2026, esercitazione NATO nell’Artico, con Nave San Giusto e la Brigata Marina San Marco. Tra fiordi e temperature estreme, hanno operato come piattaforma anfibia e centro comando, migliorando interoperabilità, prontezza e capacità operative in uno scenario strategico per la sicurezza euro-atlantica.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20230319Cold-Response-2026-Nave-San-Giusto-e-la-Landing-Force-della-Brigata-Marina-San-Marco-nel-cuore-del-Grande-Nord.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30060-brigata-marina-san-marco-nel-cuore-del-grande-nord.mp4","galleria":""}
{"id":30054,"titolo":"WindRunner - l'aereo da trasporto più grande del mondo sarà costrutito in Puglia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Prende forma in Italia il progetto del <strong>WindRunner</strong>, il gigantesco velivolo cargo destinato a diventare il nuovo aereo da trasporto più grande del mondo, raccogliendo idealmente l’eredità dell’Antonov An-225. A guidarne lo sviluppo è la multinazionale americana <strong>Radia</strong>, ma l’assemblaggio avverrà nel Sud Italia, con la <strong>Puglia</strong> in primo piano e l’area aeroportuale di <strong>Grottaglie</strong>, in provincia di Taranto, al centro del programma industriale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non si tratta di un aereo passeggeri, ma di <a href=\"https://difesanews.com/trasporto-aereo-strategico-litalia-deve-potenziare-lorganico/\">un cargo progettato per movimentare carichi eccezionali</a>: <strong>componenti di lanciatori spaziali, satelliti, moduli aerospaziali e pale eoliche lunghe oltre 100 metri</strong>. L’obiettivo è rivoluzionare la logistica dei trasporti fuori misura, oggi spesso affidata solo alle navi, con tempi di consegna che possono durare settimane o mesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il WindRunner è entrato nella fase di sviluppo, mentre il <strong>primo volo di test è previsto nel 2029</strong> e l’<strong>entrata in servizio nel 2030</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16765,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"WindRunner - l'aereo da trasporto più grande del mondo sarà costrutito in Puglia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Windrunner-Xray.png\" alt=\"WindRunner - l'aereo da trasporto più grande del mondo sarà costrutito in Puglia\" class=\"wp-image-16765\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">WindRunner - l'aereo da trasporto più grande del mondo sarà costrutito in Puglia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dimensioni-record-e-funzioni-strategiche\">Dimensioni record e funzioni strategiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le dimensioni del velivolo sono imponenti: <strong>108 metri di lunghezza</strong>, <strong>24 metri di altezza</strong> e <strong>80 metri di apertura alare</strong>. La sua capacità di carico raggiungerà circa <strong>7.000 metri cubi</strong>, un volume enorme, superiore di circa sei volte a quello dell’Antonov An-124 e di otto volte a quello di un Boeing 747-8F. Il carico utile potrà superare i <strong>72 mila chilogrammi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Radia, il velivolo nasce per rispondere a un’esigenza sempre più urgente, soprattutto nella nuova <strong>Space Economy</strong>. Con la crescita del settore spaziale aumenta infatti la necessità di trasportare strutture troppo grandi per gli aerei cargo oggi in servizio. Il WindRunner punta così a ridurre drasticamente i tempi logistici, passando da mesi a pochi giorni, o persino a poche ore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal punto di vista tecnico, l’aereo sarà equipaggiato con <strong>motori turbofan ad alto bypass</strong>, scelti per l’efficienza nei consumi e per la facilità di manutenzione. La struttura utilizzerà <strong>leghe leggere già consolidate</strong>, senza ricorrere a materiali sperimentali, e sarà progettata anche per operare su <strong>piste non asfaltate</strong>, con l’impiego di <strong>carburanti sostenibili per l’aviazione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16771,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"WindRunner - l'aereo da trasporto più grande del mondo sarà costrutito in Puglia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Copertina-Articoli-Blog-Italiavanti-18.png\" alt=\"WindRunner - l'aereo da trasporto più grande del mondo sarà costrutito in Puglia\" class=\"wp-image-16771\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">WindRunner - l'aereo da trasporto più grande del mondo sarà costrutito in Puglia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-grottaglie-filiera-italiana-e-interesse-internazionale\">Grottaglie, filiera italiana e interesse internazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore industriale del programma sarà <strong>Grottaglie</strong>, sito già noto per la presenza di aziende strategiche del comparto aeronautico e aerospaziale. Qui il WindRunner verrà assemblato coinvolgendo una filiera italiana di alto livello. Tra le realtà già confermate ci sono <strong>Leonardo</strong>, che si occuperà della fusoliera, <strong>Magnaghi Aerospace</strong> per il sistema di atterraggio e <strong>Atitech</strong> per le attività di manutenzione, riparazione e revisione. Al progetto collaboreranno anche il <strong>Distretto Tecnologico Aerospaziale della Puglia</strong> e il <strong>Distretto Aerospaziale della Campania</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre al comparto aerospaziale, il WindRunner punta a diventare uno strumento decisivo per lo sviluppo dell’<strong>energia eolica di nuova generazione</strong>. La capacità di trasportare pale lunghissime consentirebbe infatti di realizzare impianti in aree oggi difficilmente raggiungibili. Il velivolo sarà dotato di un enorme portellone anteriore e di un sistema brevettato per il carico e lo scarico, pensato per ridurre i tempi operativi e garantire precisione nella movimentazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto ha già attirato anche l’attenzione americana sul piano strategico. Il <strong>Congresso degli Stati Uniti</strong> ha inserito WindRunner nel <strong>National Defense Authorization Act</strong>, chiedendo al Pentagono di lavorare con Radia sulle migliori soluzioni progettuali. Secondo quanto riportato dal <em>Wall Street Journal</em>, l’azienda avrebbe già raccolto <strong>104 milioni di dollari</strong> per sostenere lo sviluppo del velivolo. Se i tempi saranno rispettati, il più grande aereo del mondo parlerà anche italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/windrunner-size-small-scaled-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"aerospazio, Grottaglie, Puglia, Radia, razzi, trasporti, WindRunner","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-20 16:14:04","stato":"publish","riassunto_video":"In Italia prende forma il WindRunner, il futuro aereo cargo più grande al mondo, assemblato a Grottaglie (Taranto). Progettato per trasportare carichi eccezionali come componenti spaziali e pale eoliche, ridurrà i tempi di consegna da mesi a giorni. Con 108 m di lunghezza e 7.000 m³ di capacità, il primo volo è previsto nel 2029, con entrata in servizio nel 2030.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.lastampa.it/scienza/2026/03/17/news/windrunner_il_piu_grande_aereo_del_mondo_verra_costruito_in_italia_trasportera_razzi_spaziali-15548447/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30054-windrunner-laereo-da-trasporto-piu-grande-del-mondo-sara-costrutito-in-puglia.mp4","galleria":""}
{"id":30047,"titolo":"Intelligenza Artificiale entra nella guerra contro l’Iran - Maven Smart System (MSS)","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intelligenza artificiale non guida ancora in autonomia i missili statunitensi, ma è già entrata in modo profondo nel processo che porta all’individuazione, alla selezione e all’ingaggio di un bersaglio. Il nome chiave è <a href=\"https://brigatafolgore.net/webstory/nato-e-lintelligenza-artificiale-il-jwc-addestra-i-propri-team-al-maven-smart-system/\">Maven Smart System (MSS)</a>, la piattaforma sviluppata da <a href=\"https://brigatafolgore.net/palantir-il-signore-della-ai-difesa/\">Palantir</a> come evoluzione di <strong>Project Maven</strong>, il programma avviato dal Pentagono nel 2017 per accelerare l’analisi di immagini, video e dati raccolti da droni, satelliti e altri sensori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel tempo, Project Maven è diventato uno dei simboli della trasformazione digitale della guerra moderna. Nato per aiutare i militari ad analizzare più velocemente enormi quantità di dati, oggi rappresenta un sistema molto più complesso: una piattaforma che integra intelligence geospaziale, immagini ISR, flussi informativi provenienti dal campo di battaglia e strumenti di intelligenza artificiale capaci di supportare il processo decisionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Maven viene gestito nell’orbita della <strong>National Geospatial-Intelligence Agency (NGA)</strong> ed è pensato per essere usato trasversalmente dai diversi corpi delle forze armate statunitensi. Il suo obiettivo non è solo “vedere” meglio il campo di battaglia, ma anche <strong>ridurre drasticamente i tempi della kill chain</strong>, cioè il ciclo che va dalla scoperta di un obiettivo alla decisione di colpirlo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi mesi, la piattaforma è tornata al centro dell’attenzione per il suo presunto utilizzo nel contesto delle operazioni statunitensi contro l’Iran. Su questo punto è bene distinguere tra ciò che è documentato e ciò che emerge da ricostruzioni giornalistiche: è confermato che Maven sia una componente rilevante dell’architettura militare americana e che strumenti AI di nuova generazione siano stati integrati nei workflow operativi; più delicata, invece, è la conferma puntuale dei dettagli tattici relativi a singole operazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto essenziale, però, resta chiaro: <strong>Maven Smart System non è un software che pilota direttamente le armi</strong>, ma una piattaforma che aiuta a raccogliere, ordinare, analizzare e correlare dati, offrendo ai comandanti una base informativa più rapida e strutturata per decidere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16758,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Gotham-Screenshot.jpg\" alt=\"Intelligenza Artificiale entra nella guerra contro l’Iran - Maven Smart System (MSS)\" class=\"wp-image-16758\" title=\"Intelligenza Artificiale entra nella guerra contro l’Iran - Maven Smart System (MSS)\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Intelligenza Artificiale entra nella guerra contro l’Iran - Maven Smart System (MSS)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-come-funziona-dati-immagini-ai-e-scelta-dei-bersagli\">Come funziona: dati, immagini, AI e scelta dei bersagli</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal punto di vista tecnico, Maven Smart System opera su più livelli. Il primo è quello della <strong>raccolta e normalizzazione dei dati</strong>: immagini satellitari, video da droni, tracciati, segnalazioni ISR e intelligence operativa vengono integrati in un ambiente comune. Il secondo è l’<strong>analisi automatizzata</strong>, in cui algoritmi di computer vision e modelli AI aiutano a identificare oggetti, movimenti sospetti, mezzi militari, infrastrutture sensibili o anomalie sul terreno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il terzo livello è quello più delicato: il <strong>supporto decisionale</strong>. Una volta elaborati i dati, il sistema può presentare agli operatori una serie di opzioni, priorità e correlazioni utili a costruire il quadro operativo. In pratica, non “spara”, ma suggerisce. Può aiutare a restringere una lista di possibili target, collegare un mezzo a una rete logistica o a una struttura militare, stimare la rilevanza di un obiettivo e persino indicare quale asset potrebbe essere più adatto per un eventuale ingaggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È in questo passaggio che l’AI cambia davvero il modo di combattere. Non perché sostituisca il decisore umano, ma perché <strong>ne condiziona sempre di più la velocità, il campo visivo e la gerarchia delle priorità</strong>. Un sistema di questo tipo consente infatti di comprimere in pochi minuti operazioni che in passato richiedevano ore, team distinti e software diversi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche <a href=\"https://brigatafolgore.net/marines-intelligenza-artificiale-comando-controllo/\">DifesaNews</a> ha sottolineato questo aspetto, spiegando come l’evoluzione di Maven punti a superare i tradizionali silos informativi tra sensori, droni, centri comando e sistemi tattici. Il valore del sistema starebbe proprio nella capacità di trasformare il campo di battaglia in una rete continua di dati condivisi, aggiornati in tempo reale e immediatamente utilizzabili dai livelli decisionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A rendere ancora più significativa questa trasformazione è l’integrazione dei modelli <strong>Claude</strong> di <strong>Anthropic</strong> all’interno dell’ecosistema Palantir. L’intelligenza artificiale generativa non serve soltanto per classificare immagini, ma anche per facilitare interrogazioni in linguaggio naturale, sintesi di intelligence, analisi di dati complessi e supporto alla pianificazione operativa. In altre parole, il salto non è solo tecnologico: è anche culturale. Il militare non interagisce più soltanto con mappe e feed, ma anche con interfacce capaci di rispondere, riassumere, collegare e suggerire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16759,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2023-04-25-at-1.12.18-PM.png\" alt=\"Intelligenza Artificiale entra nella guerra contro l’Iran - Maven Smart System (MSS)\" class=\"wp-image-16759\" title=\"Intelligenza Artificiale entra nella guerra contro l’Iran - Maven Smart System (MSS)\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Intelligenza Artificiale entra nella guerra contro l’Iran - Maven Smart System (MSS)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-rischi-errori-responsabilita-e-futuro-della-guerra-automatizzata\">I rischi: errori, responsabilità e futuro della guerra automatizzata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se Maven Smart System rappresenta uno dei sistemi più avanzati oggi disponibili per il supporto al targeting, il suo impiego apre inevitabilmente interrogativi enormi. Il primo riguarda l’<strong>affidabilità</strong>. Nessun sistema AI è infallibile, soprattutto in scenari ad alta intensità, con dati incompleti, aggiornamenti ritardati, immagini degradate o contesti operativi ambigui. Un errore di geolocalizzazione, una classificazione sbagliata o una correlazione errata possono avere conseguenze devastanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo motivo, i sostenitori di queste piattaforme insistono sul fatto che la decisione finale resti umana. Ma è proprio qui che si concentra il nodo più controverso. Quando un sistema riduce il tempo decisionale, ordina le priorità, propone le alternative e filtra le informazioni disponibili, il rischio è che il controllo umano diventi sempre più una <strong>ratifica veloce</strong> di una catena di suggerimenti prodotti dalla macchina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel caso delle operazioni contro l’Iran, l’attenzione pubblica si è concentrata proprio su questo: non tanto sull’idea di un’arma completamente autonoma, quanto sulla crescente dipendenza da ecosistemi digitali che trasformano enormi quantità di dati in target operativi. La decisione di colpire resta formalmente affidata a un essere umano, ma il contesto in cui quella decisione matura è ormai profondamente plasmato dall’intelligenza artificiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il tema non è soltanto militare. È anche politico, industriale e strategico. Chi controlla queste piattaforme controlla, in parte, anche il ritmo della guerra. Ecco perché aziende come Palantir, cloud provider come AWS e sviluppatori di modelli AI come Anthropic sono diventati attori sempre più rilevanti nel sistema della difesa contemporanea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://www.youtube.com/watch?v=yrtDgoqWmgM\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://www.youtube.com/watch?v=yrtDgoqWmgM\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il caso Maven mostra dunque una verità destinata a pesare sempre di più negli anni a venire: <strong>la guerra del futuro non sarà fatta solo di missili, droni e satelliti, ma di piattaforme capaci di trasformare i dati in decisioni</strong>. E il punto più delicato non è stabilire se l’AI stia già premendo il grilletto, ma capire quanto sia già diventata decisiva nello scegliere dove puntarlo.<br></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/Maven-Smart-System-2120x848-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"guerratecnologica, intelligenzaartificiale, Iran, MavenSmartSystem, Palantir, TargetingMilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-20 15:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"L’intelligenza artificiale entra nel processo decisionale militare con Maven Smart System, sviluppato da Palantir per analizzare dati da droni e satelliti. Non pilota armi, ma supporta i comandanti nella scelta dei bersagli, accelerando la kill chain. L’AI migliora l’efficienza, ma solleva dubbi su errori e responsabilità, poiché la decisione finale resta umana ma sempre influenzata.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.punto-informatico.it/maven-smart-system-come-funziona-ai-colpire-iran/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30047-intelligenza-artificiale-entra-nella-guerra-contro-liran-maven-smart-system-mss.mp4","galleria":""}
{"id":30039,"titolo":"Duelli nei cieli iraniani: tra propaganda e realtà, l’F-35 entra nella guerra moderna","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>I cieli sopra l’Iran stanno diventando il teatro di una nuova forma di confronto aereo, dove tecnologia stealth, guerra elettronica e informazione strategica si intrecciano in uno scenario sempre più complesso. Tra notizie confermate e altre ancora avvolte nell’incertezza, un dato emerge con chiarezza: <strong>il combattimento aereo del XXI secolo è già realtà operativa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-primo-abbattimento-aria-aria-dell-f-35-un-evento-storico\">Il primo abbattimento aria-aria dell’F-35: un evento storico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la prima volta nella sua storia operativa, il caccia di quinta generazione è entrato in un vero duello aria-aria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/03/04/idf-abbiamo-abbattuto-un-caccia-iraniano-su-teheran_ee592dba-9b82-4707-b5f7-76f414d944a3.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Secondo fonti israeliane</a>, un <strong>F-35I “Adir”</strong> ha abbattuto un velivolo iraniano <strong>Yak-130</strong> nei cieli di Teheran. Un evento che segna uno spartiacque:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>primo abbattimento aria-aria per l’F-35</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>primo scontro tra velivoli pilotati per Israele dopo decenni</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>dimostrazione concreta delle capacità operative della piattaforma F-35</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non si è trattato di un classico dogfight ravvicinato, ma con ogni probabilità di un <strong>ingaggio oltre il raggio visivo (BVR)</strong>, dove il pilota vede senza essere visto, colpisce senza essere tracciato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In altre parole: <strong>il nemico viene abbattuto prima ancora di sapere di essere nel mirino</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cos’è davvero il BVR</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il BVR, Beyond Visual Range, è oggi il cuore della guerra aerea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il pilota non vede il nemico. Non lo cerca con gli occhi. Lo “costruisce” attraverso una rete di sensori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il bersaglio viene individuato a distanza, anche oltre i 100 km, grazie a radar AESA, sensori passivi e dati condivisi da altri asset: AWACS, satelliti, altri caccia in rete. Il quadro tattico non è più individuale, ma distribuito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una volta acquisito il bersaglio, il velivolo può tracciarlo restando invisibile. È qui che entra in gioco il vero vantaggio della quinta generazione: <strong>colpire senza essere rilevati</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il missile, tipicamente un AIM-120 AMRAAM, viene lanciato a distanza. Da quel momento, guida autonomamente verso il bersaglio, correggendo la traiettoria fino all’impatto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chi viene attaccato spesso non ha consapevolezza immediata. Il tempo di reazione si riduce a pochi secondi, a volte a nulla. Nel combattimento moderno, non vince chi vira meglio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Vince chi vede per primo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16747,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/f35-1024x579.jpg\" alt=\"Duelli nei cieli iraniani: tra propaganda e realtà, l’F-35 entra nella guerra moderna\" class=\"wp-image-16747\" title=\"Duelli nei cieli iraniani: tra propaganda e realtà, l’F-35 entra nella guerra moderna\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">F-35 in ingaggio BVR: il lancio di un AIM-120 AMRAAM avviene a grande distanza, guidato da sensori avanzati e dati condivisi in rete - Copyright U.S. Air Force</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Yak-130: addestratore o bersaglio vulnerabile?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo Yak-130, pur essendo un velivolo moderno, nasce come <strong>jet da addestramento avanzato</strong>, con capacità limitate nel combattimento reale contro piattaforme di quinta generazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo solleva un punto chiave: non è stato un duello “alla pari”, ma un confronto tra <strong>generazioni tecnologiche completamente diverse</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Eppure, il fatto stesso che velivoli iraniani operassero in quello spazio aereo indica un livello di tensione e attività operativa elevatissimo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16749,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/iriaf-1024x575.jpg\" alt=\"Duelli nei cieli iraniani: tra propaganda e realtà, l’F-35 entra nella guerra moderna\" class=\"wp-image-16749\" title=\"Duelli nei cieli iraniani: tra propaganda e realtà, l’F-35 entra nella guerra moderna\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Velivolo da addestramento avanzato di origine russa, lo Yak-130 può essere armato, ma resta vulnerabile in scenari dominati da sensori avanzati e ingaggi a lunga distanza - Foto IRIAF</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-teheran-e-la-guerra-cognitiva-l-f-35-colpito\">Teheran e la guerra cognitiva: l’F-35 “colpito”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quasi in parallelo, emerge una narrativa opposta. Secondo fonti iraniane, un F-35 statunitense sarebbe stato colpito dai sistemi di difesa di Teheran.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non ci sono conferme indipendenti. Nessuna prova concreta. Nessun relitto. Nessuna immagine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Eppure la notizia circola. Si diffonde. Viene ripresa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo è il vero campo di battaglia parallelo: <strong>la guerra cognitiva</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Teheran non ha bisogno di dimostrare di aver abbattuto un F-35. Ha bisogno che il dubbio esista.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Perché l’F-35 non è solo un aereo. È un simbolo di superiorità tecnologica occidentale, di invisibilità, di dominio informativo. Metterne in discussione l’invulnerabilità significa colpire la percezione, non solo la realtà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo senso, la dichiarazione iraniana è perfettamente coerente con una strategia moderna:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>creare incertezza</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>erodere la fiducia</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>influenzare opinione pubblica e analisti</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è necessario abbattere davvero un F-35. È sufficiente che qualcuno inizi a chiedersi se sia possibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-vero-volto-della-guerra-aerea-moderna\">Il vero volto della guerra aerea moderna</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quello che sta accadendo nei cieli iraniani mostra con chiarezza una trasformazione irreversibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il combattimento aereo non è più una questione di abilità individuale, ma di sistema: reti di sensori, fusione dei dati, guerra elettronica e capacità di restare invisibili. E sopra tutto questo, un livello ancora più sottile: <strong>la gestione della percezione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Perché oggi, vincere uno scontro non significa solo abbattere un velivolo. Significa controllare la narrazione di ciò che è accaduto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’abbattimento dello Yak-130 rappresenta un dato operativo concreto. La notizia relativa a un F-35 colpito, allo stato attuale, rientra invece nel dominio della narrazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Entrambi gli elementi, tuttavia, si collocano all’interno dello stesso contesto strategico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un contesto in cui il confronto si sviluppa simultaneamente nello spazio aereo, nei sistemi tecnologici e nella dimensione cognitiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo scenario, la superiorità non si misura esclusivamente nei risultati tattici, ma anche nella capacità di orientare la percezione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/f35-aif.jpg","categoria":"Blog","tags":"difesastrategica, F35, guerraaerea, Israele, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-19 21:59:16","stato":"publish","riassunto_video":"Nei cieli iraniani si è svolto il primo abbattimento aria-aria di un F-35, con un caccia israeliano che ha colpito un velivolo iraniano Yak-130 oltre il raggio visivo (BVR). L’episodio conferma il ruolo di sensori avanzati e guerra elettronica. Parallelamente, Teheran diffonde la notizia, non confermata dagli USA, di un F-35 colpito, inserendola in una strategia di guerra cognitiva.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30039-duelli-nei-cieli-iraniani-tra-propaganda-e-realta-lf-35-entra-nella-guerra-moderna.mp4","galleria":""}
{"id":30032,"titolo":"750 soldati e 64 piattaforme da combattimento a Capo Teulada per l’imponente esercitazione “Serdica 26” della Brigata “Garibaldi”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è conclusa, nel poligono permanente di Capo Teulada, l’esercitazione <strong>“Serdica 26”</strong>, sviluppata e condotta dal <strong>4° reggimento carri</strong>, al termine di un intenso ciclo addestrativo che ha visto schierate tutte le componenti della <strong>Brigata bersaglieri “Garibaldi”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’attività tutt’altro che ordinaria: “Serdica 26” rappresenta infatti un passaggio chiave in vista del prossimo impiego della Brigata nell’operazione <strong>Forward Land Force Battle Group (FLF BG)</strong> in Bulgaria, in ambito NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-mezzo-corazzato-torna-al-centro-della-manovra\"><strong>Il mezzo corazzato torna al centro della manovra</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore dell’esercitazione è stato il combattimento corazzato, con i carri protagonisti assoluti nella condotta del gruppo tattico a fuoco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non si tratta solo di addestramento, ma di una chiara indicazione dottrinale: il carro armato resta uno strumento decisivo per dominare il campo di battaglia, integrato in un sistema complesso fatto di fanteria, cavalleria, artiglieria, genio e supporti tecnologici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Serdica 26” dimostra come, nei moderni scenari ad alta intensità, la capacità di manovra e fuoco delle unità corazzate sia ancora determinante per lo sfondamento, il controllo del terreno e la superiorità tattica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16736,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"750 soldati e 64 piattaforme da combattimento a Capo Teulada per l’imponente esercitazione “Serdica 26” della Brigata “Garibaldi”\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/serd02.jpg\" alt=\"750 soldati e 64 piattaforme da combattimento a Capo Teulada per l’imponente esercitazione “Serdica 26” della Brigata “Garibaldi”\" class=\"wp-image-16736\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Blindo Centauro durante l'attività a fuoco - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-sistema-integrato-uomini-mezzi-e-tecnologia\"><strong>Un sistema integrato: uomini, mezzi e tecnologia</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fondamentale il contributo del <strong>Centro di Preparazione delle Forze (CPF)</strong> del 1° reggimento corazzato di Teulada, che ha consentito di sviluppare attività addestrative ad altissimo realismo grazie all’impiego di sistemi di simulazione avanzati, completamente integrati con il sistema di comando e controllo <strong>“Imperio”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo approccio ha permesso di combinare addestramento live e simulato, con un’analisi dettagliata delle procedure tecnico-tattiche adottate, fornendo un feedback immediato e concreto a tutte le unità coinvolte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16737,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"750 soldati e 64 piattaforme da combattimento a Capo Teulada per l’imponente esercitazione “Serdica 26” della Brigata “Garibaldi”\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/serd03.jpg\" alt=\"750 soldati e 64 piattaforme da combattimento a Capo Teulada per l’imponente esercitazione “Serdica 26” della Brigata “Garibaldi”\" class=\"wp-image-16737\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Bersaglieri in attività di squadra - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-oltre-750-militari-e-64-piattaforme-sul-terreno\"><strong>Oltre 750 militari e 64 piattaforme sul terreno</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione si è conclusa con la condotta di un gruppo tattico a fuoco guidato dal 4° reggimento carri, con il coinvolgimento di un ampio spettro di unità:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>1° reggimento bersaglieri</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>82° reggimento fanteria “Torino”</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Reggimento “Lancieri di Aosta” (6°)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>8° reggimento artiglieria terrestre “Pasubio”</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>24° reggimento artiglieria terrestre “Peloritani”</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>21° reggimento genio guastatori</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>11° reggimento trasmissioni</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>3° reggimento supporto Targeting “Bondone”</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A questi si sono aggiunti gli elicotteri da esplorazione e scorta (EES) e da trasporto tattico (ETT) del <strong>5° reggimento AVES “Rigel”</strong>, a conferma della piena integrazione multi-dominio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Complessivamente sono stati impiegati <strong>oltre 750 militari e 64 piattaforme da combattimento</strong>, in uno scenario altamente dinamico e realistico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attività, seguita dal Tenente Generale <strong>Sergio Santamaria</strong>, &nbsp;ispettore degli assetti capacitivi dell’Esercito e dal Generale di Brigata <strong>Francesco Ferrara</strong>, Comandante della Brigata bersaglieri “Garibaldi”, ha rappresentato anche un banco di prova fondamentale per i <strong>Junior Leaders</strong> della Brigata “Garibaldi”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Allo stesso tempo, ha favorito l’integrazione operativa del personale <strong>VFI</strong> di recente assegnazione, accelerando i processi di inserimento nelle unità operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16738,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"750 soldati e 64 piattaforme da combattimento a Capo Teulada per l’imponente esercitazione “Serdica 26” della Brigata “Garibaldi”\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/serd01.jpg\" alt=\"750 soldati e 64 piattaforme da combattimento a Capo Teulada per l’imponente esercitazione “Serdica 26” della Brigata “Garibaldi”\" class=\"wp-image-16738\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Impiego del mortaio da 120 mm - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusioni\"><strong>Conclusioni</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Serdica 26” conferma un dato ormai evidente: il ritorno del combattimento convenzionale richiede forze preparate, integrate e capaci di operare in scenari complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, il carro armato non solo resiste, ma torna protagonista.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Brigata “Garibaldi” dimostra così un elevato livello di prontezza e professionalità, fondamentali per affrontare i futuri impegni operativi, in Italia e all’estero, sotto egida NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/serdica26-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"BrigataGaribaldi, capoteulada, serdica26","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-19 21:24:03","stato":"publish","riassunto_video":"Si è conclusa l’esercitazione “Serdica 26” a Capo Teulada, guidata dalla Brigata bersaglieri “Garibaldi”, in vista dell’operazione NATO “Forward Land Force Battle Group” in Bulgaria. Oltre 750 militari e 64 piattaforme da combattimento per un’imponente dimostrazione di integrazione tra forze corazzate, elicotteri, fanteria, artiglieria e sistemi tecnologici avanzati.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/a-capo-teulada-lesercitazione-serdica-26/181199.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30032-750-soldati-e-64-piattaforme-da-combattimento-a-capo-teulada-per-limponente-esercitazione-serdica-26-della-brigata-garibaldi.mp4","galleria":""}
{"id":30029,"titolo":"Carri armati protagonisti a Capo Teulada: l’imponente esercitazione “Serdica 26” riporta il combattimento corazzato al centro dello scenario operativo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è conclusa, nel poligono permanente di Capo Teulada, l’esercitazione <strong>“Serdica 26”</strong>, sviluppata e condotta dal <strong>4° reggimento carri</strong>, al termine di un intenso ciclo addestrativo che ha visto schierate tutte le componenti della <strong>Brigata bersaglieri “Garibaldi”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’attività tutt’altro che ordinaria: “Serdica 26” rappresenta infatti un passaggio chiave in vista del prossimo impiego della Brigata nell’operazione <strong>Forward Land Force Battle Group (FLF BG)</strong> in Bulgaria, in ambito NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il carro armato torna al centro della manovra</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore dell’esercitazione è stato il combattimento corazzato, con i carri protagonisti assoluti nella condotta del gruppo tattico a fuoco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non si tratta solo di addestramento, ma di una chiara indicazione dottrinale: il carro armato resta uno strumento decisivo per dominare il campo di battaglia, integrato in un sistema complesso fatto di fanteria, cavalleria, artiglieria, genio e supporti tecnologici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Serdica 26” dimostra come, nei moderni scenari ad alta intensità, la capacità di manovra e fuoco delle unità corazzate sia ancora determinante per lo sfondamento, il controllo del terreno e la superiorità tattica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un sistema integrato: uomini, mezzi e tecnologia</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fondamentale il 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-->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>1° reggimento bersaglieri</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>82° reggimento fanteria “Torino”</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Reggimento “Lancieri di Aosta” (6°)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>8° reggimento artiglieria terrestre “Pasubio”</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>24° reggimento artiglieria terrestre “Peloritani”</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>21° reggimento genio guastatori</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>11° reggimento trasmissioni</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>3° reggimento supporto Targeting “Bondone”</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A questi si sono aggiunti gli elicotteri da esplorazione e scorta (EES) e da trasporto tattico (ETT) del <strong>5° reggimento AVES 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{"id":30021,"titolo":"Folgore a Cesano: la guerra in trincea torna protagonista","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presso il <strong>Centro Addestramento Tattico (CAT)</strong> della Scuola di Fanteria di Cesano, i Paracadutisti del <strong>187° Reggimento Paracadutisti “Folgore”</strong> hanno recentemente condotto l’esercitazione <strong>“Sagittario”</strong>, un’attività addestrativa ad alta intensità finalizzata allo sviluppo di <strong>capacità operative coerenti con gli scenari contemporanei</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attività si inserisce nel quadro della preparazione della <strong>Brigata Paracadutisti “Folgore”</strong>, da sempre uno degli assetti di punta dell’Esercito Italiano, e si è svolta in ambienti urbanizzati, simulando contesti realistici caratterizzati da <strong>elevata complessità operativa</strong>. Le unità si sono confrontate in esercitazioni a partiti contrapposti, replicando situazioni tattiche che prevedono la presenza simultanea di <strong>minacce simmetriche, asimmetriche e ibride</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo principale dell’esercitazione è stato quello di consolidare la capacità dei reparti di operare in <strong>scenari dinamici e instabili</strong>, nei quali la rapidità decisionale, la coordinazione tra le unità e l’adattabilità rappresentano fattori determinanti per il successo della missione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, il CAT di Cesano si conferma un polo fondamentale per la <strong>formazione avanzata della fanteria</strong>, capace di offrire ambienti addestrativi realistici e tecnologie aggiornate, indispensabili per preparare il personale militare alle <strong>sfide operative del presente e del futuro</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ritorno-del-trench-warfare-tecniche-procedure-e-nuove-minacce\">Il ritorno del trench warfare tecniche procedure e nuove minacce</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli elementi centrali dell’esercitazione “Sagittario” è stato il <strong>combattimento in trincea</strong>, una forma di ingaggio che, pur evocando i conflitti del passato, si è dimostrata <strong>nuovamente attuale nei teatri operativi contemporanei</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I Paracadutisti del 187° Reggimento hanno perfezionato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>le procedure di <strong>progressione in trincea</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>la <strong>bonifica delle postazioni nemiche</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>la <strong>difesa di capisaldi fortificati</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta di attività che richiedono <strong>elevata precisione, coordinamento e prontezza decisionale</strong>, oltre a una solida conoscenza delle tecniche di combattimento ravvicinato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16718,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Folgore a Cesano: la guerra in trincea torna protagonista\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/22e358e2-1352-4958-90ff-6edcbf21a02d.jpg\" alt=\"Folgore in azione a Cesano: il ritorno del combattimento in trincea tra innovazione e guerra moderna\" class=\"wp-image-16718\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Combattimento in trincea. Fonte Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contesto operativo simulato ha imposto ai militari di affrontare <strong>minacce eterogenee</strong>, tra cui la presenza di avversari regolari e irregolari, l’impiego di dispositivi improvvisati e la necessità di operare in ambienti fortemente degradati. In tali condizioni, la capacità di muoversi e combattere all’interno di sistemi di trincee rappresenta un elemento cruciale per il <strong>controllo del terreno e la sopravvivenza delle unità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ritorno di questo tipo di addestramento riflette l’evoluzione dei conflitti moderni, nei quali elementi tradizionali si combinano con tecnologie avanzate, dando vita a un <strong>campo di battaglia ibrido</strong>. Le trincee, infatti, non sono più soltanto strutture difensive statiche, ma diventano parte integrante di sistemi complessi che includono <strong>sensori, droni e reti di comunicazione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tecnologia-e-interoperabilita-la-chiave-della-prontezza-operativa\">Tecnologia e interoperabilità la chiave della prontezza operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto alle tecniche tradizionali di combattimento, l’esercitazione “Sagittario” ha visto un significativo impiego di <strong>tecnologie innovative</strong>, in particolare:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Aeromobili a Pilotaggio Remoto (APRM)</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>piattaforme di <strong>micromobilità tattica</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’utilizzo dei droni ha consentito alle unità di migliorare la <strong>consapevolezza situazionale</strong>, facilitando l’individuazione delle minacce e la pianificazione delle manovre in ambiente urbano complesso. Le piattaforme di micromobilità, invece, hanno incrementato la rapidità di movimento dei reparti, garantendo <strong>maggiore flessibilità tattica</strong> anche in spazi ristretti e difficilmente accessibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16720,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Folgore a Cesano: la guerra in trincea torna protagonista\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/601c9983-9827-4f1f-8ec5-438993739e79.jpg\" alt=\"Folgore in azione a Cesano: il ritorno del combattimento in trincea tra innovazione e guerra moderna\" class=\"wp-image-16720\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lancio di apparato a pilotaggio remoto. Fonte Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi strumenti rappresentano un vero e proprio <strong>moltiplicatore di capacità</strong>, in grado di aumentare l’efficacia operativa senza incrementare significativamente l’esposizione al rischio del personale. La loro integrazione nelle procedure addestrative testimonia la volontà dell’Esercito Italiano di mantenere un elevato livello di <strong>modernizzazione e adattamento ai nuovi scenari di conflitto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività svolte a Cesano si inseriscono nel più ampio percorso di preparazione operativa della Brigata Paracadutisti “Folgore”, orientato a garantire elevati standard di <strong>prontezza, interoperabilità e capacità di risposta</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto internazionale sempre più instabile, la capacità di operare in modo integrato, rapido ed efficace rappresenta un requisito imprescindibile per le unità paracadutiste. L’esercitazione “Sagittario” conferma il ruolo centrale dell’<strong>addestramento avanzato</strong> nel mantenimento dell’eccellenza operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/03daa1a7-6411-48bf-8161-ed99e86794b3.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"addestramento, folgore, trincea","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-18 18:34:03","stato":"publish","riassunto_video":"Al CAT di Cesano, i Paracadutisti del 187° “Folgore” hanno svolto l’esercitazione “Sagittario”, focalizzata su combattimento in trincea, minacce ibride e uso di droni e micromobilità. L’attività mira a rafforzare prontezza, coordinamento e adattabilità della Brigata Paracadutisti Folgore, integrando tecniche tradizionali e tecnologie avanzate.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/paracadutisti-del-187-in-addestramento-nel-combattimento-in-trincea/180680.html","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30021-folgore-a-cesano-la-guerra-in-trincea-torna-protagonista.mp4","galleria":""}
{"id":30014,"titolo":"Latina, disinnescata bomba d’aereo della Seconda Guerra Mondiale: intervento degli artificieri dell’Esercito","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli artificieri dell’Esercito Italiano hanno concluso oggi un’importante operazione di bonifica di un residuato bellico della Seconda Guerra Mondiale: una bomba d’aereo del peso di <strong>500 libbre</strong>, rinvenuta nei pressi della zona industriale di <strong>via della Gogna</strong>, nel territorio della provincia di Latina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intervento è stato condotto dagli specialisti del <strong>21° Reggimento Genio Guastatori</strong>, reparto appartenente alla <strong>Brigata Bersaglieri “Garibaldi”</strong>, che hanno operato in stretta collaborazione con la <strong>Prefettura di Latina</strong> e con le autorità locali, applicando rigorosamente tutte le procedure di sicurezza previste per questo tipo di operazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-intervento-degli-artificieri\">L’intervento degli artificieri</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Prima della fase di neutralizzazione dell’ordigno sono stati eseguiti <strong>lavori preliminari di movimento terra</strong>, necessari per mettere in sicurezza l’area. Le operazioni sono state realizzate utilizzando <strong>mezzi, materiali e attrezzature specialistiche del Genio dell’Esercito</strong>, con l’obiettivo di costruire sul posto una <strong>struttura di contenimento</strong> capace di ridurre eventuali effetti di una detonazione accidentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Successivamente gli artificieri hanno avviato la fase più delicata dell’operazione: <strong>la rimozione della spoletta e degli organi sensibili della bomba</strong>. Questi componenti sono stati poi distrutti attraverso <strong>due brillamenti controllati</strong>, eseguiti secondo le procedure tecniche previste per la neutralizzazione dei residuati bellici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una volta reso completamente inerte, l’ordigno è stato trasportato in sicurezza presso <strong>una cava situata nel comune di Priverno</strong>, dove è stato definitivamente distrutto tramite <strong>brillamento controllato</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-attivita-costante-sul-territorio-nazionale\">Un’attività costante sul territorio nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli interventi di <strong>bonifica occasionale di ordigni bellici</strong> rinvenuti sul territorio italiano rappresentano un’attività quotidiana per gli specialisti del Genio dell’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta di operazioni altamente specialistiche che richiedono <strong>competenze tecniche avanzate, procedure di sicurezza rigorose e il coordinamento con prefetture, forze di polizia e autorità locali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ancora oggi, a oltre ottant’anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, il territorio italiano continua a restituire residuati bellici inesplosi. La capacità di intervento degli artificieri dell’Esercito rappresenta quindi <strong>una componente fondamentale per la tutela della sicurezza dei cittadini e per la messa in sicurezza delle aree interessate</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/esercito-latina.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"BonificaOrdigni, esercitoitaliano, genioguastatori","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-18 11:48:08","stato":"publish","riassunto_video":"Gli artificieri del 21° Reggimento Genio Guastatori hanno bonificato una bomba d’aereo della Seconda Guerra Mondiale da 500 libbre vicino a Latina. Dopo aver messo in sicurezza l’area, hanno rimosso e distrutto la spoletta con brillamenti controllati. L’ordigno è stato infine trasportato e distrutto in una cava a Priverno, garantendo la sicurezza del territorio.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/bonifica-ordigno-bellico-ad-aprilia/180380.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30014-latina-disinnescata-bomba-daereo-della-seconda-guerra-mondiale-intervento-degli-artificieri-dellesercito.mp4","galleria":""}
{"id":30007,"titolo":"Cognitive Warfare: come Trump trasforma problemi complessi in favole morali semplici","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Donald Trump ha un talento politico che i suoi avversari continuano a sottovalutare: <strong>non si limita a deformare i fatti, ma riesce a costruire versioni personalissime della realtà</strong> abbastanza semplici, emotive e ripetibili da diventare credibili per milioni di persone. Il suo meccanismo è quasi sempre lo stesso: <strong>prende una situazione complessa, cancella il contesto, individua un colpevole esterno — spesso l’Europa — e trasforma una tensione diplomatica in una prova morale contro gli alleati</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-minaccia-n-1-linfluenza-sulle-opinioni-pubbliche-occidentali/\">una tecnica potente perché non chiede al pubblico di capire</a> davvero ciò che accade. Offre invece una storia immediata: <strong>gli Stati Uniti fanno tutto, gli altri approfittano, e Trump è l’unico che ha il coraggio di dirlo</strong>. Nella sua rappresentazione del mondo non esistono quasi mai divergenze strategiche legittime o problemi di coordinamento tra alleati. Esistono soprattutto ingrati, opportunisti e deboli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua forza comunicativa sta nel <strong>trasformare una percezione in verità politica</strong>. Non importa tanto se la ricostruzione regge ai fatti; importa che sia chiara, emotivamente appagante e facile da ripetere. <strong>Trump non argomenta: imprime. Non spiega: marchia.</strong> E quando riesce a imporre il suo lessico — <strong>“slealtà”, “debolezza”, “America sfruttata”</strong> — costringe anche gli altri a muoversi sul terreno che ha scelto lui.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo è il punto decisivo: <strong>Trump non conquista consenso solo con le sue posizioni, ma con la sua capacità di rovesciare la realtà</strong>. Se gli alleati esitano, non stanno valutando rischi: stanno tradendo. Se chiedono coordinamento, non stanno difendendo procedure comuni: stanno cercando scuse. <strong>In questo modo, qualunque contrasto diventa una conferma del suo racconto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è proprio qui la sua abilità più pericolosa nell’influenzare le masse: <strong>trasformare problemi complessi in favole morali semplicissime</strong>. Da una parte ci sono gli Stati Uniti che danno tutto; dall’altra alleati opportunisti che prendono, esitano e si sottraggono. È una narrazione tossica, ma efficace, perché riduce la geopolitica a una trama elementare che chiunque può capire in pochi secondi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16702,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Y3YXJEE4LZNUJAACOZL4KB5I5U.jpg\" alt=\"Cognitive Warfare: come Trump trasforma problemi complessi in favole morali semplici\" class=\"wp-image-16702\" title=\"Cognitive Warfare: come Trump trasforma problemi complessi in favole morali semplici\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cognitive Warfare: come Trump trasforma problemi complessi in favole morali semplici</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-afghanistan-e-ucraina-quando-l-europa-diventa-il-capro-espiatorio\">Afghanistan e Ucraina: quando l’Europa diventa il capro espiatorio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo schema si era già visto con l’<strong>Afghanistan</strong>. Quando Trump ha sostenuto che gli alleati europei non fossero davvero in prima linea come gli americani, <strong>non ha semplicemente espresso un giudizio discutibile: ha proposto una riscrittura dei fatti funzionale alla sua narrativa</strong>. Eppure gli europei erano andati in Afghanistan proprio per aiutare gli Stati Uniti dopo l’11 settembre, pagando anche un prezzo umano altissimo. Britannici, canadesi, francesi, italiani, polacchi, danesi e molti altri hanno combattuto e subito perdite in una guerra che non avevano iniziato loro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma nella grammatica politica di Trump tutto questo scompare. <strong>Il contributo reale degli alleati viene cancellato e sostituito da una caricatura utile al suo racconto</strong>: l’America combatte, gli altri si tengono a distanza. Non gli basta criticare un alleato; <strong>deve ridurlo a simbolo di codardia o opportunismo</strong>, così da rafforzare la sua immagine di leader che finalmente “dice la verità”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo stesso vale per l’<strong>Ucraina</strong>. Anche qui esiste una discussione seria sulla ripartizione degli oneri tra Stati Uniti ed Europa. Ma Trump non la affronta come un problema strategico. <strong>La trasforma in una rappresentazione moralistica: Washington paga, l’Europa parla</strong>. Il punto non è più organizzare il sostegno a Kiev o riequilibrare le responsabilità, ma <strong>trovare un colpevole semplice e riconoscibile</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È una tecnica politicamente molto efficace, perché <strong>mescola un frammento di realtà con una deformazione molto più ampia</strong>. È vero che da anni gli Stati Uniti chiedono agli europei di investire di più nella difesa. Ma Trump usa questo argomento non per rafforzare la cooperazione, bensì <strong>per alimentare un sentimento di rancore interno: l’idea che l’America sia sistematicamente sfruttata da alleati ingrati</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ecco perché le sue affermazioni colpiscono così tanto. Non parlano solo di Afghanistan o Ucraina: <strong>parlano a un pubblico che vuole sentirsi derubato, tradito, usato</strong>. Trump offre a quel pubblico un bersaglio e una morale. Gli europei non sono partner con cui discutere; <strong>diventano il simbolo di un’umiliazione americana che lui promette di interrompere</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16703,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/2cbdba9033b302022361ac40158770d8.jpg\" alt=\"Cognitive Warfare: come Trump trasforma problemi complessi in favole morali semplici\" class=\"wp-image-16703\" title=\"Cognitive Warfare: come Trump trasforma problemi complessi in favole morali semplici\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cognitive Warfare: come Trump trasforma problemi complessi in favole morali semplici</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-hormuz-e-il-test-di-lealta-la-realta-piegata-fino-all-ultima-inversione\">Hormuz e il test di lealtà: la realtà piegata fino all’ultima inversione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il caso più recente, quello dello <strong>Stretto di Hormuz</strong>, mostra questo metodo in forma quasi perfetta. Dopo aver chiesto agli alleati di contribuire militarmente alla riapertura del passaggio, Trump ha cambiato cornice narrativa quando diversi partner hanno rifiutato o si sono mostrati riluttanti. A quel punto <strong>non si sarebbe più trattato di una necessità strategica, ma di un “test di lealtà”</strong>. In sostanza: <strong>non vi sto chiedendo aiuto perché ne ho bisogno, ma per vedere se siete davvero con noi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È un ribaltamento straordinario, e perciò perfettamente trumpiano. Per molti alleati europei il problema era evidente: <strong>gli Stati Uniti avevano scelto di colpire l’Iran senza un vero coordinamento politico con i partner</strong>, e ora pretendevano che quegli stessi alleati si esponessero militarmente alle conseguenze dell’escalation. Germania, Italia, Francia, Regno Unito e altri Paesi hanno mostrato prudenza o contrarietà non per slealtà, ma perché non volevano essere trascinati in una guerra più ampia senza una strategia condivisa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Trump però <strong>capovolge completamente la sequenza dei fatti</strong>. Non sono gli Stati Uniti ad aver creato una frattura chiedendo sostegno dopo una decisione presa quasi da soli; <strong>sono gli alleati a rivelarsi inaffidabili perché non accettano di seguirli automaticamente</strong>. Così la prudenza diventa vigliaccheria, la divergenza diventa tradimento, il rifiuto di un’escalation diventa una prova di scarsa fedeltà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il riferimento al pezzo <strong>“As allies resist US call to help in Strait of Hormuz, Trump says it was a loyalty test”</strong> è centrale proprio per questo. <strong>In quella formula c’è tutta la logica trumpiana</strong>: prima si esercita pressione sugli alleati, poi si minimizza il bisogno reale del loro supporto, infine <strong>si usa la loro esitazione come prova morale contro di loro</strong>. La politica estera smette di essere coordinamento e diventa scena teatrale costruita per produrre colpevoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla fine, <strong>Afghanistan, Ucraina e Hormuz raccontano tutti la stessa storia</strong>. Gli alleati vengono prima coinvolti, poi giudicati, infine riscritti come ingrati o traditori. <strong>Trump non persuade le masse perché offre interpretazioni più accurate, ma perché offre narrazioni più facili, più rabbiose e più soddisfacenti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è qui il nocciolo del problema. <strong>La sua abilità non consiste solo nel manipolare i fatti, ma nel insegnare al suo pubblico a diffidare della realtà quando la realtà intralcia il racconto</strong>. È questo che rende la sua comunicazione così potente: <strong>non chiede di verificare, chiede di credere</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/trump-says-allies-wont-join-iran-war-us-doesnt-need-them-3216419-20260317190843.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Afghanistan, europa, Hormuz, NATO, propaganda, trump, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-17 23:34:04","stato":"draft","riassunto_video":"Donald Trump trasforma questioni complesse in narrazioni semplici e morali, dipingendo gli Stati Uniti come vittime e gli alleati europei come ingrati o traditori. Con esempi dall’Afghanistan, Ucraina e lo Stretto di Hormuz, usa questa tecnica per semplificare la geopolitica, alimentare rancore e imporre la sua versione della realtà, più emotiva che fattuale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30007-cognitive-warfare-come-trump-trasforma-problemi-complessi-in-favole-morali-semplici.mp4","galleria":""}
{"id":30001,"titolo":"Baykar porta le munizioni circuitanti oltre i 2.000 km con il K2 predisposto per sciami","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La turca <strong>Baykar</strong> ha svelato il nuovo <strong>K2 Kamikaze UAV</strong>, una munizione circuitante a lungo raggio progettata per operare anche in <strong>formazioni di sciame autonome</strong>. Il debutto è stato accompagnato da una campagna di prove condotta il <strong>13 e 14 marzo 2026</strong> dal centro di test di <strong>Keşan</strong>, nella provincia di Edirne, con missioni sopra il <strong>Golfo di Saros</strong>. Durante i test, cinque velivoli hanno eseguito più sortite in diverse configurazioni di volo, dimostrando capacità di mantenere la formazione grazie a sensori di bordo, software autonomi e algoritmi di intelligenza artificiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo l’azienda, il K2 è pensato come piattaforma d’attacco “<strong>ad alto impatto</strong>”, ma allo stesso tempo <strong>producibile a basso costo e in grandi numeri</strong>, in linea con una logica di saturazione e massa che sta diventando centrale nei conflitti contemporanei. La dimostrazione di volo coordinato con cinque droni suggerisce che Baykar non stia proponendo soltanto un nuovo UAV d’attacco, ma un sistema concepito fin dall’inizio per impieghi <strong>collettivi, distribuiti e scalabili</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16693,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/1000741280.jpg\" alt=\"Baykar porta le munizioni circuitanti oltre i 2.000 km con il K2 predisposto per sciami\" class=\"wp-image-16693\" title=\"Baykar porta le munizioni circuitanti oltre i 2.000 km con il K2 predisposto per sciami\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Baykar porta le munizioni circuitanti oltre i 2.000 km con il K2 predisposto per sciami</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-caratteristiche-tecniche-grande-carico-lunga-autonomia-e-navigazione-anti-jamming\">Caratteristiche tecniche: grande carico, lunga autonomia e navigazione anti-jamming</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano tecnico, il K2 si colloca in una categoria superiore rispetto a molte munizioni circuitanti tradizionali. Baykar indica una <strong>massa massima al decollo di 800 kg</strong>, una <strong>testata da 200 kg</strong>, <strong>autonomia superiore a 13 ore</strong> e <strong>raggio d’azione oltre i 2.000 km</strong>, con velocità di crociera superiore ai <strong>200 km/h</strong>. Le dimensioni confermano il salto di scala: il drone misura circa <strong>5,1 metri di lunghezza</strong>, <strong>2,1 metri di altezza</strong> e ha un’<strong>apertura alare di 10 metri</strong>. Questi numeri avvicinano il K2 più a una piattaforma da attacco profondo a basso costo che a una loitering munition tattica leggera. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il velivolo integra inoltre una torretta <strong>elettro-ottica/infrarossa</strong> impiegabile sia per <strong>ricognizione e sorveglianza</strong> sia per <strong>acquisizione e guida terminale sul bersaglio</strong>. Un elemento particolarmente rilevante è la capacità dichiarata di operare in ambienti <strong>GNSS-denied</strong>, cioè in assenza o sotto disturbo dei segnali satellitari: il K2 può continuare a navigare tramite <strong>riferimento visivo del terreno</strong> usando le sue camere, una funzione che risponde direttamente alla crescente diffusione di jamming e spoofing osservata nei teatri recenti. Le fonti di settore riportano anche che il sistema dispone di collegamenti <strong>line-of-sight</strong> e <strong>beyond-line-of-sight via satellite</strong>, ampliando la flessibilità d’impiego a lunga distanza. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16694,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Baykar-K2-IHA-e1773783178592.jpg\" alt=\"Baykar porta le munizioni circuitanti oltre i 2.000 km con il K2 predisposto per sciami\" class=\"wp-image-16694\" title=\"Baykar porta le munizioni circuitanti oltre i 2.000 km con il K2 predisposto per sciami\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Baykar porta le munizioni circuitanti oltre i 2.000 km con il K2 predisposto per sciami</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-conta-dal-drone-kamikaze-alla-saturazione-a-lungo-raggio\">Perché conta: dal “drone kamikaze” alla saturazione a lungo raggio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’aspetto più interessante del K2 non è soltanto la portata, ma il fatto che Baykar stia tentando di combinare <strong>autonomia, sciame, carico bellico significativo e costo contenuto</strong> in un’unica architettura. Questo sposta il sistema in una fascia che può attrarre Paesi interessati a capacità di <strong>deep strike</strong>, ma che non possono permettersi grandi stock di missili da crociera o flotte di aerei da attacco dedicati. Diversi analisti citati dalla stampa specializzata ritengono che proprio la capacità di sciame possa aumentare l’appeal export del K2, trasformandolo da semplice drone d’attacco in una vera capacità <strong>system-of-systems</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Resta però importante sottolineare che molte delle prestazioni diffuse finora provengono dalle <strong>dichiarazioni dell’azienda</strong> e dai materiali promozionali dei test. Anche così, il messaggio industriale e operativo è chiaro: Baykar vuole entrare con forza nel segmento delle munizioni circuitanti pesanti e a lungo raggio, in un momento in cui i conflitti in Ucraina e Medio Oriente stanno mostrando il valore di sistemi capaci di colpire in profondità, saturare le difese e mantenere efficacia anche in ambienti elettronici degradati. La stessa azienda ha inoltre indicato come prossimo obiettivo una variante in grado di <strong>rientrare alla base dopo il rilascio del carico</strong>, aprendo la strada a un’evoluzione del K2 da piattaforma “one-way” a sistema riutilizzabile. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/431671-e1773782974500.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Baykar, DroneKamikaze, dronisciame, K2, loiteringmunition, turchia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-17 22:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"Baykar ha presentato il K2 Kamikaze UAV, un drone d’attacco a lungo raggio con autonomia oltre 13 ore e raggio superiore a 2.000 km. Progettato per operare in sciami autonomi, combina carico bellico significativo, basso costo e capacità anti-jamming. Il K2 punta a saturare le difese nemiche e offre potenzialità di deep strike, con futuro sviluppo riutilizzabile.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://nextgendefense.com/baykar-swarm-k2-loitering-munition/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/30001-baykar-porta-le-munizioni-circuitanti-oltre-i-2-000-km-con-il-k2-predisposto-per-sciami.mp4","galleria":""}
{"id":29995,"titolo":"Ucraina: La Controffensiva logora l’iniziativa Russa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le avanzate ucraine nell’oblast di Dnipropetrovsk stanno mettendo sotto crescente pressione il dispositivo russo nei settori di <strong>Oleksandrivka</strong> e <strong>Hulyaipole</strong>, con effetti che vanno oltre il semplice dato territoriale. Dalla fine di gennaio fino al 10 marzo 2026, le forze di Kyiv avrebbero liberato <strong>oltre 400 chilometri quadrati</strong> in due direttrici separate, imponendo a Mosca un progressivo rallentamento delle operazioni offensive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi giorni, secondo l’analista militare ucraino <strong>Kostyantyn Mashovets</strong>, le truppe ucraine hanno realizzato ulteriori penetrazioni tattiche: sono entrate a <strong>Sichneve</strong>, hanno raggiunto la periferia orientale di <strong>Voskresenska</strong>, avanzato verso <strong>Novoivanivka</strong>, fatto ingresso nel settore sud-orientale di <strong>Novomykolaivka</strong> e conquistato <strong>Rybne</strong>. Le stesse valutazioni indicano inoltre la probabile liberazione di <strong>Sichneve</strong> e <strong>Vorone</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel settore a est del fiume <strong>Vovcha</strong>, elementi della <strong>39ª Brigata fucilieri motorizzati russa</strong> potrebbero essere costretti a ripiegare verso la linea <strong>Voskresenka-Maliivka</strong> per reggere l’urto delle controffensive ucraine. Un altro elemento rilevante è l’avvicinamento ucraino alla strada <strong>Hulyaipole-Velyka Novosilka</strong>: pur senza averla ancora oltrepassata, Kyiv sarebbe arrivata a circa due chilometri dall’asse viario, rendendone di fatto più complesso l’utilizzo logistico per le forze russe.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16686,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Ucraina: La Controffensiva logora l’iniziativa Russa\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Russian-offensive-1920x1280-1-1024x683-1.jpeg\" alt=\"Ucraina: La Controffensiva logora l’iniziativa Russa\" class=\"wp-image-16686\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ucraina: La Controffensiva logora l’iniziativa Russa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-macchina-offensiva-russa-rallenta-e-consuma-riserve\">La macchina offensiva russa rallenta e consuma riserve</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il segnale più importante emerso nelle ultime settimane è il mutamento della postura russa nel settore di <strong>Oleksandrivka</strong>. Secondo Mashovets, le forze di Mosca avrebbero abbandonato la priorità offensiva per passare a una <strong>difesa attiva</strong>, con l’obiettivo di contenere l’iniziativa ucraina. Questo elemento coincide con il rallentamento del ritmo delle operazioni terrestri russe osservato nell’area.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche a nord-ovest di <strong>Hulyaipole</strong> le forze ucraine stanno mantenendo la pressione. Le unità di Kyiv avrebbero raggiunto la periferia orientale di <strong>Hirke</strong>, quella occidentale di <strong>Staroukrainka</strong>, mentre diversi gruppi d’assalto sarebbero entrati a <strong>Svyatopetrivka</strong>. I reparti della <strong>5ª Armata interarmi russa</strong>, impegnati in quell’area, non sarebbero riusciti a ripristinare pienamente la situazione tattica precedente alle controffensive ucraine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Pur continuando a mantenere un certo livello di attività offensiva, i russi stanno avanzando molto lentamente: il ritmo stimato si è ridotto a <strong>meno di 1,2-1,5 chilometri alla settimana</strong> a ovest di Hulyaipole. Se la pressione ucraina dovesse continuare, le retrovie delle forze russe impegnate nel settore potrebbero diventare più vulnerabili, costringendo il comando del <strong>Gruppo di forze orientale</strong> a spostare l’attenzione dalla spinta offensiva alla necessità di difendere le aree minacciate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In parallelo, le controffensive ucraine stanno spingendo Mosca a <strong>rischierare uomini e mezzi</strong> da altri tratti del fronte e, con ogni probabilità, anche dalle <strong>riserve operative</strong>. Sono stati segnalati movimenti di elementi della <strong>40ª Brigata di fanteria navale</strong> e della <strong>120ª Divisione di fanteria navale</strong> verso i settori di Oleksandrivka e Hulyaipole. Ancora più indicativa è la possibile riapparizione del <strong>656° Reggimento fucilieri motorizzati</strong>, unità che non risultava osservata sul campo dall’agosto 2025 e che potrebbe essere stata finora mantenuta in riserva per future offensive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il significato operativo di questi segnali è chiaro: la pressione ucraina in Dnipropetrovsk rischia di costringere la Russia a scegliere tra la difesa delle aree minacciate e l’allocazione di risorse per nuove operazioni offensive altrove. In questo senso, le controffensive ucraine potrebbero compromettere o almeno rallentare la preparazione della prevista offensiva russa della <strong>primavera-estate 2026</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16687,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Ucraina: La Controffensiva logora l’iniziativa Russa\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/750x500_cmsv2_ecf8fc59-911f-5680-aaf9-5e6410dc6517-7277128.webp\" alt=\"Ucraina: La Controffensiva logora l’iniziativa Russa\" class=\"wp-image-16687\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ucraina: La Controffensiva logora l’iniziativa Russa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-nessuna-apertura-diplomatica-mentre-mosca-irrigidisce-il-fronte-interno\">Nessuna apertura diplomatica, mentre Mosca irrigidisce il fronte interno</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano politico-diplomatico, il Cremlino continua a mantenere una linea rigidissima. Il ministro degli Esteri <strong>Sergej Lavrov</strong> ha ribadito che Mosca non è disposta a concludere la guerra neppure nel caso in cui l’Ucraina accettasse le cosiddette “realtà sul terreno” e cedesse integralmente il <strong>Donbas</strong>. Lavrov ha inoltre definito il governo ucraino democraticamente eletto come una delle “cause profonde” del conflitto e ha descritto eventuali contingenti europei di peacekeeping in territorio controllato da Kyiv come <strong>“forze di occupazione”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste dichiarazioni confermano che la Russia continua a subordinare qualsiasi eventuale intesa al riconoscimento dell’intero pacchetto delle sue richieste massimaliste: <strong>neutralità ucraina, limitazioni militari strutturali, riduzione della capacità difensiva di Kyiv e sostanziale ridefinizione dell’attuale assetto politico ucraino</strong>. In altre parole, Mosca continua a rifiutare un compromesso che non coincida con una profonda subordinazione strategica dell’Ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul fronte interno, intanto, emergono segnali di ulteriore irrigidimento. Secondo fonti russe, il ministero della Difesa avrebbe ordinato ai militari di <strong>non utilizzare più Telegram</strong>, minacciando il trasferimento nei reparti d’assalto per chi non si adegua. Una misura che, se confermata, potrebbe avere ricadute dirette su comando, controllo e comunicazioni, dato il largo utilizzo della piattaforma nelle attività operative sul fronte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, le autorità russe starebbero anche <strong>limitando l’accesso a Telegram sul piano domestico</strong>, in particolare nelle grandi aree urbane come <strong>Mosca</strong> e <strong>San Pietroburgo</strong>, dove sono state registrate migliaia di segnalazioni di disservizi. Il quadro suggerisce che il Cremlino stia intensificando la propria campagna di controllo informativo e censura interna, nel tentativo di rafforzare la tenuta del sistema mentre la guerra continua a imporre costi crescenti, sia sul campo sia sul piano politico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/anti-terrorist-operation-in-eastern-ukraine-war-ukraine1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"controffensiva, Donbas, guerra, ISW, Lavrov, russia, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-17 19:44:04","stato":"publish","riassunto_video":"Le forze ucraine avanzano nell’oblast di Dnipropetrovsk, liberando oltre 400 km² e mettendo sotto pressione le truppe russe, che rallentano e passano alla difesa attiva. Kyiv si avvicina a vie logistiche chiave, costringendo Mosca a spostare riserve e rallentare l’offensiva prevista. Sul fronte diplomatico, Mosca rifiuta compromessi e irrigidisce il controllo interno, limitando l’uso di Telegram.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://understandingwar.org/research/russia-ukraine/russian-offensive-campaign-assessment-march-16-2026/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29995-ucraina-la-controffensiva-logora-liniziativa-russa.mp4","galleria":""}
{"id":29988,"titolo":"Perché la Corea del Nord ha deciso di puntare sulle armi spaziali","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Kim Jong Un ha inserito per la prima volta le capacità anti-satellite tra le priorità strategiche del regime. Dietro questa scelta ci sono ambizioni militari più avanzate, il timore di nuovi scudi difensivi statunitensi e la volontà di preservare la propria deterrenza nucleare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un passaggio quasi inosservato, ma potenzialmente decisivo. In occasione del nono Congresso del Partito dei Lavoratori di Corea, Kim Jong Un ha annunciato una nuova fase nel rafforzamento della Difesa nazionale, fissando obiettivi che vanno ben oltre il tradizionale sviluppo missilistico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“La Commissione militare centrale del Partito ha fissato gli obiettivi chiave per dotare il nostro esercito di nuove armi strategiche segrete e speciali, ha esaminato attentamente i nuovi piani di difesa e ha approvato i programmi a lungo termine”, ha dichiarato il leader nordcoreano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell’elenco delle capacità da sviluppare compaiono missili balistici intercontinentali lanciabili da terra e da sottomarino, sistemi di attacco senza pilota basati sull’intelligenza artificiale, strumenti per la guerra elettronica, ma soprattutto due novità che meritano particolare attenzione: <strong>armi speciali per colpire i satelliti nemici in caso di conflitto</strong> e <strong>satelliti da ricognizione avanzati</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il messaggio è chiaro. Per la prima volta, almeno sul piano ufficiale, <strong>le armi spaziali vengono elevate a priorità strategica</strong>. Non si tratta più di formule vaghe o allusioni propagandistiche, ma di una direttiva politica che suggerisce un salto qualitativo nelle ambizioni militari di Pyongyang.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16679,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Perché la Corea del Nord ha deciso di puntare sulle armi spaziali\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/AZVMP7A4PZL4BDWXNCRRGYG3SA.jpg\" alt=\"Perché la Corea del Nord ha deciso di puntare sulle armi spaziali\" class=\"wp-image-16679\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Perché la Corea del Nord ha deciso di puntare sulle armi spaziali</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-kim-punta-sullo-spazio\">Kim punta sullo Spazio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i punti del nuovo piano quinquennale della Difesa, la Corea del Nord ha inserito quelle che definisce “risorse speciali per attaccare i satelliti nemici in tempi di emergenza”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La formula resta volutamente ambigua. Tuttavia, dietro questa espressione potrebbe nascondersi il progetto di sviluppare una <strong>capacità anti-satellite ad ascesa diretta (Asat)</strong>, vale a dire missili lanciati da terra capaci di raggiungere l’orbita bassa e colpire o disturbare i satelliti avversari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non sarebbe una prospettiva del tutto irrealistica. Cina, India e Russia hanno già sviluppato capacità di questo tipo, mentre il programma missilistico balistico nordcoreano potrebbe offrire una base tecnica utile per tentare un percorso analogo. Il vero limite, semmai, è un altro: <strong>la precisione</strong>. Pyongyang ha dimostrato di poter portare carichi in orbita terrestre bassa, ma colpire un satellite richiede sistemi di guida molto più sofisticati rispetto a quelli finora attribuiti al regime.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In ogni caso, il segnale politico conta quasi quanto la fattibilità tecnica immediata. Inserire l’anti-satellite tra gli obiettivi prioritari significa riconoscere che il dominio spaziale è ormai parte integrante della competizione militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16680,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Perché la Corea del Nord ha deciso di puntare sulle armi spaziali\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/DQ23FEIB75MPNNP2J3PDXDQIBI-scaled.jpg\" alt=\"Perché la Corea del Nord ha deciso di puntare sulle armi spaziali\" class=\"wp-image-16680\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Perché la Corea del Nord ha deciso di puntare sulle armi spaziali</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-rischio-dei-test-anti-satellite\">Il rischio dei test anti-satellite</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un eventuale test Asat non sarebbe paragonabile ai consueti lanci missilistici nordcoreani. La distruzione di un satellite in orbita bassa genererebbe infatti <strong>detriti spaziali persistenti</strong>, con conseguenze potenzialmente gravi per molte altre infrastrutture civili e militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma c’è anche un’ipotesi ancora più allarmante. Il riferimento a “risorse speciali” potrebbe alludere non solo a missili cinetici, ma anche a una possibile <strong>capacità anti-spaziale di tipo nucleare</strong>: per esempio, la detonazione di una testata ad alta quota capace di produrre impulso elettromagnetico e radiazioni tali da mettere fuori uso numerosi satelliti in un’ampia area.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è fantascienza. Per uno Stato già dotato di armi nucleari e missili balistici, si tratterebbe anzi di una delle opzioni teoricamente più semplici da perseguire. E Pyongyang, dal proprio punto di vista, avrebbe anche poco da perdere: la sua presenza nello Spazio resta ancora estremamente limitata, con capacità satellitari modeste rispetto a quelle delle grandi potenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-risposta-al-golden-dome-americano\">Una risposta al Golden Dome americano?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta nordcoreana va letta anche in relazione ai nuovi progetti statunitensi di difesa missilistica, a partire dal cosiddetto <strong>Golden Dome</strong>: un’architettura multilivello che punta a integrare sensori spaziali, reti di allerta e futuri intercettori per individuare e neutralizzare missili balistici nelle fasi iniziali o intermedie del volo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per Pyongyang, un sistema del genere rappresenta una minaccia diretta. Se Washington riuscisse a rafforzare in modo significativo la propria capacità di intercettazione, la Corea del Nord vedrebbe indebolita la credibilità del proprio deterrente nucleare, fondato proprio sulla possibilità di colpire il territorio statunitense.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ecco perché <strong>colpire o neutralizzare i satelliti dello scudo americano</strong> può apparire, nella logica del regime, una risposta razionale: non tanto per ottenere superiorità nello Spazio, quanto per impedire agli Stati Uniti di renderne inefficace la capacità di rappresaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15580,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Perché la Corea del Nord ha deciso di puntare sulle armi spaziali\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/spaceint.jpg\" alt=\"Dome Nazionali? Sentite gli Americani\" class=\"wp-image-15580\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Perché la Corea del Nord ha deciso di puntare sulle armi spaziali</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-nuova-frontiera-della-deterrenza-nordcoreana\">La nuova frontiera della deterrenza nordcoreana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La mossa di Kim Jong Un indica quindi un’evoluzione importante. La Corea del Nord non si limita più a rafforzare il proprio arsenale terrestre e nucleare, ma guarda allo Spazio come a un nuovo campo di competizione strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo finale resta sempre lo stesso: <strong>garantire la sopravvivenza del regime attraverso una deterrenza credibile</strong>. Solo che oggi, per farlo, Pyongyang sembra convinta di dover minacciare non soltanto città e basi militari nemiche, ma anche le infrastrutture orbitali da cui dipendono comunicazioni, sorveglianza e difesa missilistica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo senso, il salto annunciato al Congresso del Partito non è soltanto tecnologico. È soprattutto politico e dottrinale. E suggerisce che, nei prossimi anni, la competizione con la Corea del Nord potrebbe estendersi sempre più oltre l’atmosfera terrestre.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/1-8.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#GoldenDome, antiSatellite, armiSpaziali, CoreaDelNord, deterrenzaNucleare, geopolitica, kimJongUn","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-17 14:44:04","stato":"publish","riassunto_video":"Kim Jong Un ha inserito le capacità anti-satellite tra le priorità militari della Corea del Nord, puntando a sviluppare armi spaziali per colpire satelliti nemici. Questa scelta mira a contrastare i nuovi scudi difensivi statunitensi, come il Golden Dome, e a preservare la deterrenza nucleare del regime. Il dominio spaziale diventa così un nuovo campo strategico per Pyongyang.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://it.insideover.com/spazio/perche-la-corea-del-nord-ha-deciso-di-puntare-sulle-armi-spaziali.html#google_vignette","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29988-perche-la-corea-del-nord-ha-deciso-di-puntare-sulle-armi-spaziali.mp4","galleria":""}
{"id":29981,"titolo":"Aquila: 165° Anniversario dell’Esercito Italiano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sarà <strong>L’Aquila</strong> a ospitare, dal <strong>1° al 5 maggio</strong>, gli eventi per il <strong>165° anniversario dell’Esercito Italiano</strong>, in un programma che unirà istituzioni e cittadini nel segno della memoria, dell’identità nazionale e dello spirito di servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il momento centrale delle celebrazioni ruota attorno al <strong>4 maggio</strong>, data di profondo significato per l’Esercito Italiano. È infatti il giorno che richiama la sua nascita ufficiale: il <strong>4 maggio 1861</strong>, all’indomani dell’Unità d’Italia, l’Armata Sarda assunse la denominazione di <strong>Esercito Italiano</strong>, segnando l’inizio della storia della Forza Armata nazionale. Per questo il 4 maggio rappresenta una ricorrenza altamente simbolica, legata alle radici dell’istituzione, ai suoi valori fondanti e al servizio reso alla Nazione nel corso di oltre un secolo e mezzo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16667,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Aquila: 165° Anniversario dell’Esercito Italiano\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/generico-marzo-2026-155557.webp\" alt=\"Aquila: 165° anniversario dell’Esercito Italiano\" class=\"wp-image-16667\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Aquila: 165° anniversario dell’Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-aquila-citta-simbolo-per-le-celebrazioni\">L’Aquila città simbolo per le celebrazioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"h-parte-2\">In questo quadro, la scelta dell’Aquila assume un significato particolarmente forte. Città di storia, identità e rinascita, il capoluogo abruzzese è stato individuato come sede delle celebrazioni nazionali del <strong>165° anniversario</strong>, diventando per cinque giorni il cuore di una manifestazione che vuole avvicinare l’Esercito ai cittadini e valorizzare il rapporto profondo tra le Forze Armate e il territorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Esercito</strong>, Generale di Corpo d’Armata <strong>Carmine Masiello</strong>, incontrando il sindaco dell’Aquila <strong>Pierluigi Biondi</strong>, ha evidenziato proprio questo legame, sottolineando il valore umano e istituzionale dell’evento. L’Aquila, ha ricordato, è una città che ha saputo rialzarsi, custodendo la memoria del passato ma guardando con determinazione al futuro. Un esempio che richiama da vicino i principi che ispirano l’Esercito: disciplina, sacrificio, senso del dovere, amore per la Patria, responsabilità e dedizione alla comunità nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16669,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Aquila: 165° Anniversario dell’Esercito Italiano\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/tricolore.esercito.padova-818x576-1.jpg\" alt=\"Aquila: 165° anniversario dell’Esercito Italiano\" class=\"wp-image-16669\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Aquila: 165° anniversario dell’Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-gli-eventi-dal-1-al-5-maggio-e-il-legame-con-la-citta\">Gli eventi dal 1° al 5 maggio e il legame con la città</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"h-parte-3\">Dal <strong>1° al 5 maggio</strong> il programma prevede una serie di appuntamenti pensati per coinvolgere la popolazione. Tra questi, l’apertura del <strong>“Villaggio Esercito”</strong> offrirà ai cittadini l’opportunità di conoscere da vicino le donne e gli uomini in uniforme, il loro lavoro quotidiano, le esperienze maturate sul campo e la dimensione umana che accompagna ogni giorno il loro operato al servizio del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le celebrazioni culmineranno poi il <strong>5 maggio</strong>, in <strong>Piazza Duomo</strong>, con la cerimonia militare conclusiva dedicata ai <strong>165 anni di storia dell’Esercito Italiano</strong>. Ma il significato più profondo dell’intera manifestazione resta legato proprio al <strong>4 maggio</strong>, data fondativa che rappresenta il cuore storico e simbolico dell’anniversario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sindaco <strong>Pierluigi Biondi</strong> ha parlato di un grande onore per la città, ricordando il rapporto speciale tra L’Aquila e la presenza militare, in particolare con il <strong>9° Reggimento Alpini</strong>, parte della Brigata Alpina “Taurinense”. Un legame concreto, che si rinnova anche attraverso le attività di formazione svolte nella caserma “Pasquali”, dove ogni anno arrivano giovani da tutta Italia per intraprendere il proprio percorso nelle Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16670,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Aquila: 165° Anniversario dell’Esercito Italiano\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/ok-Le-Bandiere-di-Guerra-schierate-1024x484-1.jpeg\" alt=\"Aquila: 165° anniversario dell’Esercito Italiano\" class=\"wp-image-16670\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Aquila: 165° anniversario dell’Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La festa nazionale dell’Esercito all’Aquila si presenta così non solo come una celebrazione istituzionale, ma anche come un’occasione per rafforzare il legame tra la comunità e i militari, valorizzando il contributo quotidiano delle Forze Armate nei settori della sicurezza, della sanità, del soccorso e del supporto logistico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/be8654bb-e388-4f19-abe5-2971411c3f75.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"165 anni, 4 maggio, Carmine Masiello, celebrazioni, Esercito Italiano, L'Aquila, Villaggio Esercito","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-16 23:14:03","stato":"publish","riassunto_video":"Dal 1° al 5 maggio L’Aquila ospita le celebrazioni per il 165° anniversario dell’Esercito Italiano, con eventi che uniscono istituzioni e cittadini. Il 4 maggio, data simbolo della nascita dell’Esercito nel 1861, sarà il momento centrale. La città, simbolo di rinascita, rafforza il legame tra comunità e Forze Armate, valorizzando il loro impegno quotidiano.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilcapoluogo.it/2026/03/16/165-anni-dellesercito-italiano-le-celebrazioni-allaquila/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29981-aquila-165-anniversario-dellesercito-italiano.mp4","galleria":""}
{"id":29975,"titolo":"1. La Royal Navy accelera sui Droni di Superficie K3","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>LONDRA</strong> — La Royal Navy ha annunciato l’acquisto di 20 unità di superficie senza equipaggio K3 Scout Medium, prodotte dalla britannica Kraken Technology Group. I nuovi mezzi saranno assegnati al Coastal Forces Squadron e al 47 Commando Royal Marines e verranno impiegati per operazioni, addestramento e attività di sviluppo tecnologico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa rientra nel più ampio <strong>Project Beehive</strong>, programma con cui la Marina britannica intende creare una piattaforma capace di funzionare come banco di prova per future tecnologie navali ibride. Secondo la Royal Navy, il progetto dovrà offrire non solo una base di sperimentazione, ma anche una capacità operativa immediata, contribuendo a rafforzare sicurezza ed efficacia dei reparti schierati in mare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16647,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/5107f2e7de_kraken-3.webp\" alt=\"1. La Royal Navy accelera sui Droni di Superficie K3\" class=\"wp-image-16647\" title=\"1. La Royal Navy accelera sui Droni di Superficie K3\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">1. La Royal Navy accelera sui Droni di Superficie K3</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-nodo-operativo-possibile-impiego-nelle-aree-di-crisi\">Il nodo operativo: possibile impiego nelle aree di crisi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’annuncio arriva in una fase di forte tensione marittima internazionale, segnata anche dalla chiusura dello <strong>Stretto di Hormuz</strong> da parte dell’Iran. Proprio per questo resta aperta la domanda se i nuovi USV possano essere impiegati a breve in teatri sensibili, ad esempio per missioni di sorveglianza o supporto alla bonifica mine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Su questo punto, però, il Ministero della Difesa britannico mantiene il massimo riserbo. Un portavoce ha spiegato che, per ragioni di sicurezza operativa, non verranno resi noti i payload specifici installabili sulle piattaforme. Ha però sottolineato che il K3 offre un’elevata flessibilità, con possibilità di integrazione rapida di diversi sistemi e con la capacità di operare sia autonomamente, sia insieme a unità con equipaggio. I mezzi potranno inoltre essere lanciati e gestiti anche dai mission bay delle fregate <strong>Type 31</strong> e <strong>Type 26</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16648,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/0b6dd8abb550c2237844e7d3c42a571a.webp\" alt=\"1. La Royal Navy accelera sui Droni di Superficie K3\" class=\"wp-image-16648\" title=\"1. La Royal Navy accelera sui Droni di Superficie K3\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">1. La Royal Navy accelera sui Droni di Superficie K3</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-caratteristiche-del-k3-e-visione-della-marina-ibrida\">Caratteristiche del K3 e visione della “marina ibrida”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal punto di vista tecnico, il <strong>K3 Scout Medium</strong> è lungo 8,4 metri, ha un dislocamento massimo di 2.500 chilogrammi, può raggiungere i 55 nodi e ha un’autonomia di circa 650 miglia nautiche. Può trasportare fino a 600 chilogrammi di carico utile ed essere adattato a missioni diverse: logistica, ricerca e soccorso, sorveglianza, ricognizione, rilevamento e anche operazioni di strike.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Royal Navy ha fatto sapere che il personale è già in addestramento e che una capacità operativa avanzata sarà disponibile nei prossimi mesi. L’acquisto conferma la crescente centralità dei sistemi unmanned nella trasformazione della flotta britannica. Una linea già anticipata dal First Sea Lord Sir Gwyn Jenkins, che nei mesi scorsi aveva descritto il <a href=\"https://brigatafolgore.net/visione-first-sea-lord-royal-navy-guerra-del-futuro/\">futuro della Royal Navy </a>come quello di una <strong>“nuova marina ibrida”</strong>, composta da piattaforme con equipaggio, senza equipaggio e autonome, tutte collegate digitalmente per ridefinire il potere marittimo britannico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/KrakenK3Scout.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"deoni, Hormuz, k3scout, RoyalNavy","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-16 16:24:03","stato":"publish","riassunto_video":"La Royal Navy ha acquistato 20 droni di superficie K3 Scout Medium, prodotti da Kraken Technology, per operazioni, addestramento e sviluppo tecnologico. Questi mezzi, veloci e versatili, saranno impiegati dal Coastal Forces Squadron e dai Royal Marines, integrandosi con fregate Type 31 e 26. Il progetto fa parte della strategia “marina ibrida” per potenziare capacità autonome e con equipaggio.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29975-1-la-royal-navy-accelera-sui-droni-di-superficie-k3.mp4","galleria":""}
{"id":29969,"titolo":"L’Iran adotta la strategia del caos anche nel cyberspazio","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un report di Maticmind segnala un’intensificazione delle attività cyber legate a Teheran: oltre 600 rivendicazioni in una settimana. Non solo sabotaggio, ma soprattutto pressione psicologica, infiltrazione e spionaggio strategico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti non si combatte soltanto nei cieli del Medio Oriente. Da tempo, infatti, un secondo fronte si è aperto con crescente intensità nel cyberspazio, dove Teheran sembra muoversi secondo una logica precisa: seminare caos, aumentare la pressione sugli avversari e costruire strumenti di coercizione da usare nel tempo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A fotografare questa escalation è un report di <strong>Maticmind</strong>, società italiana del gruppo Zenita specializzata in sicurezza informatica. Secondo l’analisi, negli ultimi sette giorni si è registrata una crescita significativa dell’attività cybercriminale riconducibile all’Iran: <strong>oltre 600 rivendicazioni di attacco</strong>, con un <strong>picco superiore alle 50 al giorno</strong>, attribuite a <strong>47 diversi attori</strong> e rivolte contro obiettivi sensibili in <strong>11 Paesi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i bersagli più colpiti figurano <strong>Israele e Stati Uniti</strong>, seguiti da <strong>Arabia Saudita, Giordania e Kuwait</strong>. Ma il raggio d’azione sembra allargarsi anche oltre il Medio Oriente. Nel mirino sarebbero finiti anche il <strong>Canada</strong>, per via del sostegno politico espresso a Washington e Tel Aviv, e altri Paesi <strong>europei e NATO</strong> con posizioni pubbliche considerate allineate agli interessi occidentali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16640,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’Iran adotta la strategia del caos anche nel cyberspazio\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/iran-protests-11111.jpg\" alt=\"L’Iran adotta la strategia del caos anche nel cyberspazio\" class=\"wp-image-16640\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Iran adotta la strategia del caos anche nel cyberspazio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-logica-della-jang-e-ashub\">La logica della Jang-e-Ashub</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla base di questa offensiva c’è quella che Maticmind definisce <strong>“Jang-e-Ashub”</strong>, ovvero “<a href=\"https://brigatafolgore.net/generale-ristuccia-la-guerra-del-futuro-tra-caos-logistica-e-minacce-ibride/\">guerra e caos</a>”. Non si tratta, secondo il report, di una strategia pensata per vincere un conflitto con un singolo colpo decisivo, ma piuttosto di una forma di pressione continua, psicologica e negoziale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il modello si sviluppa in più fasi. La prima è quella degli attacchi dimostrativi, come i <strong>wiper</strong> contro obiettivi israeliani o sauditi, utili a mostrare la capacità di risposta iraniana senza arrivare a uno scontro militare diretto. A questa segue una fase di amplificazione della minaccia, in cui si alimenta la percezione di un attacco imminente e si cerca di destabilizzare l’avversario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’ultimo passaggio è il più delicato: l’infiltrazione silenziosa dei sistemi informatici dei Paesi colpiti per ottenere <strong>accessi persistenti e dormienti</strong>, da attivare al momento opportuno. In questo modo il cyber diventa una leva di pressione indiretta, uno strumento da usare nei momenti di maggiore tensione politica o militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per le organizzazioni europee, osserva Maticmind, il rischio più immediato non sarebbe tanto quello di un blackout improvviso, quanto piuttosto quello di uno <strong>spionaggio prolungato</strong> e dell’esposizione della <strong>supply chain cloud</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-piu-spionaggio-che-distruzione\">Più spionaggio che distruzione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dietro il rumore delle rivendicazioni e l’impatto mediatico degli attacchi, l’obiettivo principale sembra essere uno solo: <strong>raccogliere informazioni strategiche</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gruppi vicini a Teheran come <strong>APT34, MuddyWater</strong> o <strong>Charming Kitten</strong> sono stati più volte associati a operazioni persistenti all’interno di reti governative, energetiche e militari in vari Paesi del Medio Oriente. In molti casi, questi attori hanno mantenuto l’accesso alle infrastrutture compromesse per mesi, se non anni, con l’obiettivo di sottrarre dati sensibili relativi a capacità militari, negoziati diplomatici e asset tecnologici strategici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il tratto distintivo dell’approccio iraniano, sottolinea il report, è proprio questa gradualità: accessi silenziosi, raccolta di informazioni, consolidamento della presenza e costruzione di margini di pressione da spendere quando il contesto lo rende utile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Più che una super arma capace di produrre effetti spettacolari e immediati, il cyber iraniano appare dunque come uno <strong>strumento di influenza strategica</strong>: meno visibile di un missile, ma potenzialmente altrettanto efficace nel logorare un avversario, minarne la fiducia e aumentare il costo politico del confronto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16641,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’Iran adotta la strategia del caos anche nel cyberspazio\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/888E6794-B375-4515-A629-DE63F5A74CA0.jpg\" alt=\"L’Iran adotta la strategia del caos anche nel cyberspazio\" class=\"wp-image-16641\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Iran adotta la strategia del caos anche nel cyberspazio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-fronte-sempre-piu-centrale\">Un fronte sempre più centrale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo scenario, il cyberspazio si conferma sempre più come un terreno di scontro cruciale. Non solo per la possibilità di colpire infrastrutture e sistemi sensibili, ma soprattutto perché consente di esercitare pressione continua senza oltrepassare apertamente la soglia della guerra convenzionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È in questa zona grigia, fatta di sabotaggi limitati, infiltrazioni, propaganda e spionaggio, che l’Iran sembra voler giocare una parte decisiva della sua partita regionale e internazionale. Una partita in cui il caos non è un effetto collaterale, ma una strategia deliberata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/iran-cyber.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"cyberattacchi, cybersicurezza, geopolitica, Iran, Israele, spionaggiodigitale, StatiUniti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-16 08:34:03","stato":"publish","riassunto_video":"Un report di Maticmind evidenzia un’intensificazione degli attacchi cyber iraniani, con oltre 600 rivendicazioni in una settimana contro 11 Paesi, tra cui Israele, USA e alleati. La strategia “Jang-e-Ashub” punta a creare caos e pressione psicologica tramite attacchi dimostrativi, minacce amplificate e infiltrazioni silenziose per spionaggio e controllo a lungo termine.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ansa.it/canale_tecnologia/notizie/tecnologia/2026/03/12/iran-maticmind-zenita-group-oltre-600-attacchi-cyber-in-7-giorni_f42bcbce-a8e5-4f9c-8675-42ef956e6b00.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29969-liran-adotta-la-strategia-del-caos-anche-nel-cyberspazio.mp4","galleria":""}
{"id":29963,"titolo":"Italia punta sui satelliti spia: piano da 640 milioni per blindare lo spazio","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia accelera sul fronte della sicurezza spaziale e mette sul tavolo <strong>640 milioni di euro</strong> per rafforzare la propria capacità di osservazione militare dalla Terra. Il <strong>ministero della Difesa</strong>, di concerto con il <strong>Mef</strong>, ha infatti trasmesso al Parlamento il decreto relativo alla seconda fase del programma per lo sviluppo di un <strong>sistema satellitare ottico militare di terza generazione</strong>, considerato sempre più strategico nello scenario geopolitico attuale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto punta a realizzare una costellazione di satelliti in grado di raccogliere immagini ad alta precisione, utili per monitorare aree di crisi, movimenti militari e teatri operativi. In un contesto segnato dall’instabilità internazionale, dalle tensioni in Medio Oriente e dalla crescita dei rischi cyber, lo spazio viene ormai trattato come un vero e proprio dominio della sicurezza nazionale, al pari di terra, mare, aria e cyberspazio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-costo-rivisto-al-rialzo\">Costo rivisto al rialzo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il piano non parte da zero. Una prima fase del programma era stata autorizzata nel 2022 con uno stanziamento di <strong>264 milioni di euro</strong>, mentre il costo complessivo inizialmente previsto era di <strong>590 milioni</strong>. Con il nuovo decreto, però, il valore sale a <strong>640 milioni</strong>, con un incremento di <strong>50 milioni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo la documentazione trasmessa dal governo, l’aumento è legato soprattutto all’adeguamento dei sistemi di protezione del programma. Il nodo centrale è l’introduzione della <strong>crittografia post-quantica</strong>, tecnologia destinata a rafforzare la sicurezza delle comunicazioni anche in prospettiva futura, quando i computer quantistici potrebbero mettere in crisi gli attuali sistemi di cifratura.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16632,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Italia punta sui satelliti spia: piano da 640 milioni per blindare lo spazio\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Colour-vision-for-Copernicus-pillars.jpg\" alt=\"Italia punta sui satelliti spia: piano da 640 milioni per blindare lo spazio\" class=\"wp-image-16632\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italia punta sui satelliti spia: piano da 640 milioni per blindare lo spazio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-tre-voci-del-programma\">Le tre voci del programma</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le risorse previste si distribuiscono su tre capitoli principali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>500 milioni</strong> per la costruzione dei satelliti;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>90 milioni</strong> per i lanci;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>50 milioni</strong> per l’aggiornamento dei sistemi di sicurezza e cifratura.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La fase ora all’esame del Parlamento vale <strong>292,6 milioni</strong> e copre il periodo compreso tra il <strong>2026 e il 2031</strong>, arco temporale nel quale dovrebbero essere realizzati e mandati in orbita i satelliti del sistema. Una parte residuale, pari a <strong>83 milioni</strong>, dovrà invece essere coperta con successivi provvedimenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-tassello-della-strategia-della-difesa\">Un tassello della strategia della Difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma si inserisce in un quadro più ampio di rafforzamento dello strumento militare italiano. Negli ultimi mesi il governo ha intensificato il ricorso a piani di ammodernamento e sviluppo, con l’obiettivo di rendere più autonoma e tecnologicamente avanzata la capacità di difesa nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo scenario, il comparto spaziale italiano si conferma uno degli asset industriali più sensibili. Accanto ai grandi gruppi della difesa e dell’aerospazio, anche realtà innovative della new space economy stanno contribuendo a consolidare competenze nazionali nella manifattura satellitare e nei servizi collegati. <a href=\"https://brigatafolgore.net/dalla-folgore-allo-spazio-david-avino-guida-litalia-verso-lautonomia-orbitale/\">Tra queste figura anche Argotec</a>, azienda torinese specializzata in satelliti di piccole dimensioni e sistemi avanzati per lo spazio, spesso citata come esempio della crescita di una filiera italiana capace di affiancare i grandi player tradizionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16633,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Italia punta sui satelliti spia: piano da 640 milioni per blindare lo spazio\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/230718-Argotec-SpacePark-02.jpg\" alt=\"Italia punta sui satelliti spia: piano da 640 milioni per blindare lo spazio\" class=\"wp-image-16633\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italia punta sui satelliti spia: piano da 640 milioni per blindare lo spazio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-verso-la-riforma-strutturale\">Verso la riforma strutturale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dossier sui satelliti si affianca alla più ampia riforma della Difesa annunciata dal ministro <strong>Guido Crosetto</strong>, che punta a ridisegnare la struttura dello strumento militare. Tra le ipotesi allo studio figurano una riserva di circa <strong>10 mila volontari</strong> e nuove strutture dedicate alla <strong>cybersicurezza</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo spazio, insomma, non è più soltanto una frontiera tecnologica o industriale, ma sempre più un presidio strategico. E con il nuovo programma satellitare l’Italia prova a blindare uno dei terreni decisivi della sicurezza del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/constellation-beauty-shots-2.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Argotec, crittografia post-quantica, cybersicurezza, difesa, industria aerospaziale, satelliti spia, Spazio","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-16 08:24:03","stato":"publish","riassunto_video":"L’Italia investe 640 milioni per potenziare la sicurezza spaziale con satelliti ottici militari di terza generazione, capaci di monitorare aree di crisi e movimenti militari. Il progetto, che include crittografia post-quantica per proteggere le comunicazioni, si inserisce in una strategia più ampia di ammodernamento della Difesa e sviluppo del comparto spaziale nazionale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.milanofinanza.it/news/l-italia-punta-sui-satelliti-spia-il-piano-da-600-milioni-per-blindare-lo-spazio-202603131926067452?refresh_cens#google_vignette","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29963-italia-punta-sui-satelliti-spia-piano-da-640-milioni-per-blindare-lo-spazio.mp4","galleria":""}
{"id":29953,"titolo":"Marines, Tripoli e Kharg: perché la capacità di sbarco Usa nel Golfo è cresciuta - VIDEO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto centrale non è tanto l’ipotesi politica di uno sbarco già deciso, quanto il fatto che gli Stati Uniti abbiano aumentato in modo concreto la loro <strong>capacità anfibia di intervento</strong> nel Golfo. Il trasferimento della <strong>USS Tripoli</strong> con una <a href=\"https://www.navy.mil/Resources/Fact-Files/Display-FactFiles/Article/2169814/amphibious-assault-ships-lhdlhar/\">Marine Expeditionary Unit</a> aggiunge infatti una piattaforma pensata per proiettare rapidamente truppe, velivoli e capacità di combattimento verso la costa. Le fonti in inglese concordano sul fatto che il dispiegamento rafforzi la possibilità di condurre operazioni a terra, se ordinate, in un momento in cui Washington sta alzando la pressione militare su Teheran. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16620,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/060119-N-9866B-010.jpg\" alt=\"Marines, Tripoli e Kharg: perché la capacità di sbarco Usa nel Golfo è cresciuta\" class=\"wp-image-16620\" title=\"Marines, Tripoli e Kharg: perché la capacità di sbarco Usa nel Golfo è cresciuta - VIDEO\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marines, Tripoli e Kharg: perché la capacità di sbarco Usa nel Golfo è cresciuta</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-che-cosa-cambia-davvero-piu-opzioni-di-assalto-verticale-e-di-proiezione-rapida\">Che cosa cambia davvero: più opzioni di assalto verticale e di proiezione rapida</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>USS Tripoli</strong> è una nave d’assalto anfibio della classe <strong>America</strong>, progettata per trasportare e sbarcare forze dei Marines combinando aviazione e capacità expeditionary (concettualmente simile a <a href=\"https://brigatafolgore.net/cerimonia-bandiera-combattimento-nave-trieste/\">Nave Trieste</a>). Secondo la US Navy, queste unità sono concepite per portare rapidamente potenza militare a terra anche in presenza di opposizione, e la classe America è ottimizzata per l’impiego di <strong>F-35B</strong>, <strong>MV-22 Osprey</strong>, elicotteri d’attacco e da trasporto, con una capacità di carico di circa <strong>1.687 militari</strong> più surge capacity. Questo significa che l’incremento odierno riguarda soprattutto la <strong>rapidità di inserzione</strong>, l’assalto elicotteristico e la possibilità di colpire o occupare obiettivi costieri in tempi stretti. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Va però chiarito un punto tecnico importante: la <strong>Tripoli</strong> nella configurazione <strong>Flight 0</strong> ha sacrificato il <strong>well deck</strong> per aumentare le capacità aeronavali. In pratica, questo non la rende la piattaforma ideale per un classico “sbarco da spiaggia” con mezzi da sbarco interni come nelle versioni successive, ma la rende molto forte in un modello di <strong>assalto verticale</strong>, con <a href=\"https://brigatafolgore.net/us-marine-corps-elementi-chiavi-per-linnovazione-dellesercito-italiano/\">inserzione di Marines</a> tramite convertiplani ed elicotteri, copertura aerea ravvicinata e pressione rapida su punti sensibili lungo la costa o su isole strategiche. Quindi la capacità di sbarco è aumentata, ma soprattutto nella forma di una <strong>proiezione anfibia-aerea</strong> più che di un’invasione anfibia tradizionale. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16621,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/2.webp\" alt=\"Marines, Tripoli e Kharg: perché la capacità di sbarco Usa nel Golfo è cresciuta\" class=\"wp-image-16621\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" title=\"Marines, Tripoli e Kharg: perché la capacità di sbarco Usa nel Golfo è cresciuta - VIDEO\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marines, Tripoli e Kharg: perché la capacità di sbarco Usa nel Golfo è cresciuta</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-kharg-island-conta-piu-che-invasione-imminente-una-leva-militare-credibile\">Perché Kharg Island conta: più che invasione imminente, una leva militare credibile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, <strong>Kharg Island</strong> resta il riferimento strategico più evidente. Axios riferisce che la nave e la MEU vengono inviate mentre gli Stati Uniti cercano di riaprire lo Stretto di Hormuz e dopo i raid su Kharg; la stessa fonte sottolinea che l’unità dei Marines sarebbe in grado di condurre operazioni terrestri se venisse dato l’ordine. Questo non prova che uno sbarco sia imminente, ma segnala che Washington sta costruendo una <strong>opzione militare credibile</strong>: non solo colpire dall’aria, ma anche poter mettere uomini a terra, occupare temporaneamente un nodo chiave, fare raid, recuperi, interdizione costiera o dimostrazioni di forza. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il vero <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-dottrina-militare-trump-2-0-contro-terrorismo-e-stati-canaglia-airpower-coin-regional-power/\">messaggio strategico</a>, dunque, è che nel Golfo non c’è soltanto un aumento di navi e bombardamenti: c’è un rafforzamento della <strong>capacità di entrare a terra rapidamente</strong>, specie contro obiettivi insulari o litoranei. In altre parole, gli Stati Uniti non stanno solo mostrando i muscoli; stanno ampliando il ventaglio delle opzioni operative disponibili. E in una crisi come quella con l’Iran, è proprio questo aumento delle capacità anfibie — più che le dichiarazioni politiche — a rappresentare il segnale più pesante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://youtu.be/tt0PD0rLgCE\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://youtu.be/tt0PD0rLgCE\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/marine-corps-aav-53.webp","categoria":"Internazionali","tags":"amphibiousAssault, Hormuz, IranCrisis, KhargIsland, marines, MiddleEastWar, ussTripoli","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-15 11:24:03","stato":"publish","riassunto_video":"Gli Stati Uniti hanno rafforzato la loro capacità anfibia nel Golfo con la USS Tripoli e una Marine Expeditionary Unit, aumentando la rapidità di inserzione e l’assalto aereo-marittimo. Pur senza uno sbarco imminente, questo dispiegamento amplia le opzioni operative per colpire o occupare obiettivi costieri, segnalando una maggiore pressione militare su Teheran.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29953-marines-tripoli-e-kharg-perche-la-capacita-di-sbarco-usa-nel-golfo-e-cresciuta-video.mp4","galleria":""}
{"id":29947,"titolo":"Polonia: parte addestramento sul sistema antidrone AS-3 Merops","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le forze armate polacche hanno avviato l’addestramento del personale sul sistema di difesa anti-drone <strong>AS-3 Merops</strong>. Lo ha annunciato lo Stato Maggiore polacco, spiegando che il programma prevede una preparazione articolata tra teoria, simulazioni operative e attività pratiche, con l’obiettivo di portare gradualmente gli operatori alla piena prontezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La decisione si inserisce in un contesto militare in rapida evoluzione. La crescente diffusione di droni d’attacco a basso costo sta infatti costringendo molti Paesi a rivedere le proprie difese aeree. Negli ultimi anni, l’impiego di piattaforme come gli iraniani <strong>Shahed-136</strong> ha dimostrato come sistemi relativamente semplici ed economici possano comunque creare problemi seri, soprattutto quando vengono lanciati in gran numero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nodo è soprattutto economico. Per abbattere droni dal costo contenuto, spesso si finisce per utilizzare missili antiaerei molto più costosi, con un rapporto spesa-risultato sempre meno sostenibile. Anche la Polonia si è trovata di fronte a questo scenario: nel settembre 2025, quando droni russi sono entrati nel suo spazio aereo, sono stati impiegati missili <strong>AIM-120 AMRAAM</strong>, che possono avere un costo unitario compreso tra uno e due milioni di dollari, a seconda della versione e del contratto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16308,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Polonia: parte addestramento sul sistema antidrone AS-3 Merops\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/10122025-Polish-Romanian-designed-Merops-counter-UAS-system-demonstrated-in-Poland-CREDIT-Nato-2-1.jpg\" alt=\"Sistema Anti-Drone Merops, la lezione NATO che può essere utile anche all’Italia\" class=\"wp-image-16308\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sistema Anti-Drone Merops, la lezione NATO che può essere utile anche all’Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-come-funziona-il-sistema-merops\">Come funziona il sistema Merops</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per rispondere a questa minaccia con una soluzione più flessibile e meno onerosa, Varsavia ha puntato sul sistema <strong>Merops</strong>, sviluppato dall’azienda californiana <strong>Project Eagle</strong>. Secondo quanto comunicato, il sistema sarebbe già stato impiegato con successo anche in Ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Merops è composto da una <strong>stazione di controllo a terra</strong>, da un <strong>lanciatore</strong> e da un drone intercettore chiamato <strong>Surveyor-Interceptor-UAS</strong>. Quest’ultimo è progettato per individuare, inseguire e neutralizzare i droni ostili attraverso una piccola carica esplosiva. L’intercettore può raggiungere una velocità massima di circa <strong>280 km/h</strong> e può operare sia in modalità autonoma sia sotto controllo remoto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli elementi più importanti del sistema riguarda la capacità di scoperta e ingaggio del bersaglio. Il rilevamento e la fase finale dell’intercettazione avvengono attraverso <strong>sensori ottici e infrarossi</strong>, supportati da sistemi di <strong>analisi delle immagini basati sull’intelligenza artificiale</strong>. Questo dovrebbe permettere al Merops di operare con efficacia anche in ambienti disturbati da <strong>contromisure elettroniche</strong> o da <strong>interferenze GPS</strong>, una condizione sempre più frequente nei moderni teatri operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Polonia, che ha acquisito il sistema nel corso del <strong>2025</strong>, lo ha integrato nelle proprie unità antiaeree su <strong>veicoli fuoristrada</strong>. Ogni mezzo ospita la stazione di terra, il lanciatore del drone intercettore e un <strong>radar per la scoperta dei bersagli</strong>, dando vita a una soluzione mobile, rapida da schierare e adatta alla protezione di unità e infrastrutture.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16307,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Polonia: parte addestramento sul sistema antidrone AS-3 Merops\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/11-1-1.webp\" alt=\"Sistema Anti-Drone Merops, la lezione NATO che può essere utile anche all’Italia\" class=\"wp-image-16307\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Merops, il sistema che ferma i droni: perché può servire anche all’Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-prossime-tappe-del-programma-polacco\">Le prossime tappe del programma polacco</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo le forze armate polacche, l’addestramento sull’AS-3 Merops è stato organizzato in più fasi, in modo da accompagnare gli operatori dalla formazione iniziale fino all’impiego operativo completo. L’obiettivo è costruire una capacità concreta contro una minaccia che, negli ultimi anni, ha assunto un peso sempre maggiore nei conflitti contemporanei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La prossima tappa sarà la <strong>certificazione delle unità con munizionamento reale</strong>, prevista tra <strong>maggio e giugno 2026</strong> presso il poligono dell’aeronautica polacca di <strong>Ustka</strong>. Le esercitazioni serviranno a verificare la preparazione del personale in condizioni vicine a quelle reali e a testare sul campo le procedure d’impiego del sistema.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Varsavia ha inoltre sottolineato che il programma di addestramento è stato sviluppato partendo dalle lezioni apprese nei conflitti più recenti, con particolare attenzione all’esperienza maturata in <strong>Ucraina</strong> e in <strong>Medio Oriente</strong>. Nella messa in servizio del Merops sono stati presi in considerazione sia i dati tecnici forniti dal produttore, sia le osservazioni raccolte sul campo e i riscontri di operatori con esperienza diretta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’avvio dell’addestramento sul sistema AS-3 Merops conferma quindi la volontà della Polonia di rafforzare le proprie capacità di contrasto ai droni con strumenti più mobili, specifici e sostenibili rispetto ai tradizionali sistemi missilistici. In uno scenario in cui i velivoli senza pilota a basso costo hanno assunto un ruolo sempre più centrale, dotarsi di soluzioni dedicate è ormai una necessità operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/112.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"addestramento, AntiDRONE, AS-3Merops, difesaerea, Droni, Polonia, projecteagle","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-15 10:54:03","stato":"publish","riassunto_video":"Le forze armate polacche hanno iniziato l’addestramento sul sistema anti-drone AS-3 Merops, che utilizza un drone intercettore per neutralizzare minacce a basso costo in modo più economico ed efficace rispetto ai missili tradizionali. Il programma prevede formazione teorica e pratica, con certificazione prevista nel 2026, basandosi sulle esperienze di conflitti recenti.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29947-polonia-parte-addestramento-sul-sistema-antidrone-as-3-merops.mp4","galleria":""}
{"id":29942,"titolo":"Medio Oriente, l’Italia ridispone le truppe: ritiro da Erbil e nuovo dispositivo militare più a ovest","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La crescente instabilità in Medio Oriente sta spingendo l’Italia a <strong>rivedere il posizionamento dei propri contingenti militari nella regione</strong>. Secondo quanto riportato da <em>Il Sole 24 Ore</em>, nelle sedi politico-militari si sta valutando un <strong>riposizionamento delle forze verso aree più occidentali e considerate meno esposte ai rischi operativi</strong>, mantenendo però la partecipazione alle missioni internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Allo stesso tempo, <strong>è già iniziato il ritiro di parte dei militari italiani presenti nel Kurdistan iracheno</strong>, dopo un attacco con drone contro una base che ospita il contingente italiano. Durante l’episodio circa <strong>120 militari si sono rifugiati nei bunker</strong>, senza riportare ferite.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-attacco-alla-base-italiana-in-iraq\">L’attacco alla base italiana in Iraq</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’episodio che ha accelerato le valutazioni del governo riguarda la base di <strong>Erbil</strong>, nel Kurdistan iracheno, dove sono presenti militari italiani impegnati nella missione internazionale contro lo Stato Islamico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un attacco con drone ha colpito l’area della base militare italiana causando <strong>danni ad alcuni mezzi e strutture</strong>, ma senza provocare vittime tra i militari, che sono riusciti a mettersi al riparo nei bunker della struttura.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’episodio si inserisce in un quadro regionale sempre più instabile, caratterizzato da <strong>attacchi contro basi occidentali e tensioni tra Iran, Israele e Stati Uniti</strong>, con il rischio di un allargamento del conflitto a diversi Paesi della regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ritiro progressivo dal Kurdistan iracheno</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo l’attacco, l’Italia ha avviato una <strong>riduzione graduale del contingente presente a Erbil</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi giorni:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>oltre <strong>100 militari sono rientrati in Italia</strong>,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>circa <strong>70 sono stati trasferiti in Giordania</strong>,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>mentre <strong>circa 140 restano ancora nella base irachena</strong>, in attesa di eventuali ulteriori decisioni operative.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ritiro completo non avverrà immediatamente, perché l’operazione è complessa dal punto di vista logistico e richiede <strong>trasferimenti via terra verso altri Paesi della regione prima del rientro in patria</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il piano di riposizionamento verso ovest</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente al ritiro dal Kurdistan iracheno, il governo italiano sta valutando un <strong>nuovo assetto del dispositivo militare nel Medio Oriente</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’ipotesi allo studio prevede di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>spostare parte delle truppe in aree più sicure</strong>,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>mantenere la presenza italiana nelle missioni internazionali,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>garantire maggiore protezione alle basi e al personale militare.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il riposizionamento verso ovest non significherebbe quindi <strong>abbandonare la regione</strong>, ma piuttosto adattare la presenza militare alle nuove condizioni strategiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Italia non entrerà nel conflitto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il governo ha ribadito che <strong>l’Italia non parteciperà alla guerra in corso nella regione</strong>, ma continuerà a sostenere le missioni internazionali già autorizzate dal Parlamento, soprattutto quelle dedicate all’addestramento delle forze locali e alla stabilizzazione dell’area.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La priorità, in questa fase, resta <strong>la sicurezza dei militari italiani dispiegati all’estero</strong>, in un contesto geopolitico sempre più instabile e caratterizzato da un rapido deterioramento della sicurezza regionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il riposizionamento dei contingenti rappresenta dunque <strong>una misura prudenziale</strong>, pensata per mantenere gli impegni internazionali dell’Italia riducendo allo stesso tempo l’esposizione diretta dei soldati nelle aree più a rischio del Medio Oriente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Fonti:</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.corriere.it/esteri/26_marzo_13/militari-italia-lasciano-iraq-d3f87c22-94de-4419-90f9-0f1294186xlk.shtml\">https://www.corriere.it/esteri/26_marzo_13/militari-italia-lasciano-iraq-d3f87c22-94de-4419-90f9-0f1294186xlk.shtml</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.ilsole24ore.com/art/soldati-italiani-medio-oriente-si-studia-riposizionamento-ovest-AIG4tXwB?refresh_ce&amp;nof\">https://www.ilsole24ore.com/art/soldati-italiani-medio-oriente-si-studia-riposizionamento-ovest-AIG4tXwB</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/Italiani-a-erbil-foto-archivio-Difesa.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Erbil, Iran, Italiani, merdiooriente","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-14 21:33:55","stato":"publish","riassunto_video":"L’Italia sta rivedendo il posizionamento dei suoi militari in Medio Oriente a causa dell’instabilità crescente, con un ritiro parziale dal Kurdistan iracheno dopo un attacco drone alla base di Erbil. Oltre 100 soldati sono rientrati, altri trasferiti in Giordania. Il governo punta a spostare le truppe in aree più sicure, mantenendo però la partecipazione alle missioni internazionali.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29942-medio-oriente-litalia-ridispone-le-truppe-ritiro-da-erbil-e-nuovo-dispositivo-militare-piu-a-ovest.mp4","galleria":""}
{"id":29937,"titolo":"Aeronautica Militare, imponente esercitazione del 17° Stormo Incursori a Furbara: simulata un’operazione di liberazione ostaggi dietro le linee nemiche","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presso la base di Furbara, in provincia di Roma, sede della Prima Brigata Aerea Operazioni Speciali dell’Aeronautica Militare, si è svolta una complessa esercitazione operativa che ha visto protagonisti gli incursori del <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/17o-stormo-incursori/\">17° Stormo</a></strong>, supportati da velivoli da combattimento, elicotteri e assetti a pilotaggio remoto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La dimostrazione ha simulato una missione di <strong>liberazione di un ostaggio in territorio ostile</strong>, con un articolato impiego di forze speciali e supporto aereo ravvicinato, mostrando le capacità di integrazione tra componenti terrestri e aeronautiche nelle operazioni speciali moderne.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-gli-incursori-dell-aeronautica-militare\">Gli incursori dell’Aeronautica Militare</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>17° Stormo Incursori</strong> rappresenta una delle unità d’élite dell’Aeronautica Militare italiana. Gli operatori sono gli eredi diretti degli <strong>Arditi Distruttori della Regia Aeronautica</strong>, reparti creati durante la Seconda Guerra Mondiale per compiere azioni speciali contro infrastrutture e obiettivi strategici nemici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi il reparto ha il compito di <strong>selezionare, addestrare ed equipaggiare personale destinato alle operazioni speciali</strong>, operando in contesti ad altissimo rischio sia in ambito nazionale sia nei teatri operativi internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le missioni principali figurano:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>ricognizione speciale</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>azione diretta</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>assistenza militare a forze alleate</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>liberazione ostaggi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>acquisizione di informazioni sul campo di battaglia.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta di attività che richiedono operatori altamente specializzati e in grado di operare <strong>dietro le linee nemiche o in ambienti non permissivi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-addestramento-tra-i-piu-duri-al-mondo\">Un addestramento tra i più duri al mondo</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il percorso per diventare <strong>Incursore dell’Aeronautica Militare</strong> è tra i più selettivi delle Forze Armate italiane e dura complessivamente circa <strong>due anni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il processo inizia con una fase di selezione fisica e di tirocinio, al termine della quale solo una parte dei candidati viene giudicata idonea per proseguire. Segue il <strong>Corso di Combattimento Basico AM (COBAM)</strong>, della durata di circa <strong>21 settimane</strong>, durante il quale molti partecipanti vengono ulteriormente selezionati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Solo chi supera questa fase accede al <strong>Corso Brevetto Incursore AM (BIAM)</strong>, un percorso di circa <strong>54 settimane</strong> dedicato alla formazione operativa avanzata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il tasso di successo è estremamente basso. Il corso iniziato nel 2024 e conclusosi nel marzo di quest’anno, ad esempio, ha visto <strong>solo tre operatori diplomarsi su quaranta candidati iniziali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l’addestramento gli incursori acquisiscono competenze avanzate in numerosi ambiti operativi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>infiltrazione ed esfiltrazione in territorio ostile</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>aviolancio operativo</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>impiego di sistemi d’arma complessi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>coordinamento del supporto aereo</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>combattimento ravvicinato (CQB) e breaching</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>operazioni in ambienti estremi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli operatori vengono addestrati a operare in <strong>mare, montagna, deserto, giungla, ambiente artico e contesto urbano</strong>, sviluppando capacità di sopravvivenza e combattimento in condizioni operative estremamente difficili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-combat-controller-una-capacita-unica-in-europa\">Combat Controller: una capacità unica in Europa</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una delle peculiarità del 17° Stormo è la presenza di operatori qualificati <strong>Combat Controller</strong>, specialisti in grado di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>attivare e gestire piste e zone di atterraggio improvvisate</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>controllare il traffico aereo in scenari non permissivi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>coordinare missioni di supporto aereo ravvicinato.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa capacità, nel panorama NATO ed europeo, è condivisa solamente con gli operatori della <strong>U.S. Air Force</strong>, rendendo il reparto italiano un elemento chiave nell’integrazione tra forze speciali e potenza aerea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli incursori del 17° Stormo operano quindi non solo come unità di forze speciali tradizionali – analogamente a reparti come il <strong>9° Reggimento Col Moschin</strong>, il <strong>Gruppo Operativo Incursori</strong> della Marina o il <strong>Gruppo Intervento Speciale</strong> dei Carabinieri – ma anche come <strong>moltiplicatori della potenza aerea</strong>, secondo il concetto NATO di <strong>Special Operations Air to Land Integration</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le missioni più caratteristiche del reparto figurano inoltre:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>operazioni <strong>CSAR (Combat Search and Rescue)</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>designazione laser di obiettivi tramite sistemi GLTD e JTAC</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>azioni contro infrastrutture aeronautiche nemiche</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>ripristino e sicurezza di aeroporti in territorio ostile</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>installazione di sistemi di comunicazione e navigazione aerea</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>acquisizione di informazioni dietro le linee avversarie.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-simulazione-operativa-a-furbara\">La simulazione operativa a Furbara</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la visita a Furbara, <a href=\"https://brigatafolgore.net/nuovi-incursori-per-laeronautica-militare-a-furbara-il-brevetto-del-10-corso-biam/\">in occasione della cerimonia di consegna del <strong>basco a nuovi incursori</strong></a>, gli operatori del reparto hanno dato vita a una dimostrazione tattica particolarmente complessa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo scenario simulava la <strong>liberazione di un ostaggio detenuto in territorio controllato da forze ostili</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’operazione è iniziata con una fase di <strong>ricognizione aerea condotta tramite aeromobili a pilotaggio remoto</strong>, seguita dall’intervento di due caccia <strong>Eurofighter Typhoon</strong>, impiegati per garantire copertura e supporto aereo ravvicinato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Successivamente sono entrati in azione <strong>due elicotteri HH-101A del 9° Stormo</strong>, a bordo dei quali si trovava il team di incursori incaricato di condurre l’assalto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una volta sul terreno, gli operatori hanno:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>stabilito un <strong>posto di comando e controllo avanzato</strong>,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>neutralizzato le forze ostili presenti nell’area,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>recuperato l’ostaggio,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>eseguito la <strong>rapida esfiltrazione</strong> della squadra.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La dimostrazione ha evidenziato la capacità degli incursori dell’Aeronautica Militare di operare in piena integrazione con assetti aerei avanzati, dimostrando come le operazioni speciali moderne siano sempre più basate sulla <strong>sinergia tra forze terrestri, aviazione e sistemi di comando e controllo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un modello operativo che rappresenta oggi uno dei pilastri delle capacità militari della NATO nelle missioni ad alto rischio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/op-17-mar-26.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"17StormoIncursori, aeronauticamilitare, forzespeciali","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-14 21:17:33","stato":"publish","riassunto_video":"Presso la base di Furbara si è svolta un’esercitazione particolarmente complessa degli incursori del 17° Stormo dell’Aeronautica Militare, simulando la liberazione di un ostaggio in territorio ostile. L’operazione ha integrato forze speciali, elicotteri, droni e caccia Eurofighter, evidenziando la sinergia tra componenti terrestri e aeree, pilastro delle moderne missioni NATO.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/news/forze-speciali-brevettati-i-nuovi-incursori-del-17-stormo-dellaeronautica-militare/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29937-aronautica-militare-imponente-esercitazione-del-17-stormo-incursori-a-furbara-simulata-unoperazione-di-liberazione-ostaggi-dietro-le-linee-nemiche.mp4","galleria":""}
{"id":29932,"titolo":"L’Ucraina apre i dati del campo di battaglia agli alleati: nasce la prima “guerra dell’intelligenza artificiale”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Ucraina ha deciso di compiere un passo senza precedenti nel campo della cooperazione militare e tecnologica: condividere con i propri alleati una parte dei dati reali raccolti sul campo di battaglia per addestrare sistemi di intelligenza artificiale militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta di una decisione definita da Kiev come la prima iniziativa di questo tipo al mondo, destinata ad accelerare lo sviluppo di sistemi autonomi, in particolare nel settore dei droni e della guerra algoritmica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’annuncio arriva mentre la guerra con la Russia entra nel suo quinto anno e il conflitto si conferma sempre più come un laboratorio tecnologico globale per l’evoluzione della guerra moderna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dati-reali-di-guerra-per-addestrare-l-ia-militare\">Dati reali di guerra per addestrare l’IA militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La piattaforma sviluppata dal governo ucraino consentirà a partner internazionali e aziende della difesa di utilizzare enormi quantità di dati operativi raccolti durante il conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra questi dati figurano milioni di immagini annotate provenienti da missioni con droni, video e telemetrie di combattimento, informazioni su minacce aeree e movimenti sul campo e dataset operativi provenienti da migliaia di missioni reali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi dati costituiscono una risorsa estremamente preziosa per addestrare algoritmi in grado di identificare automaticamente bersagli, analizzare schemi tattici del nemico, guidare droni autonomi e migliorare sistemi di difesa contro UAV e missili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In pratica, l’esperienza maturata sul fronte ucraino viene trasformata in un gigantesco database di guerra reale utilizzabile per sviluppare la prossima generazione di tecnologie militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-piattaforma-sicura-per-la-cooperazione-tecnologica\">Una piattaforma sicura per la cooperazione tecnologica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per gestire questo scambio di informazioni sensibili, il ministero della Difesa ucraino ha creato una piattaforma digitale dedicata, progettata per consentire agli alleati di addestrare i propri modelli di intelligenza artificiale senza accedere direttamente ai dati classificati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo è duplice: accelerare lo sviluppo tecnologico attraverso la collaborazione internazionale e proteggere le informazioni sensibili raccolte durante il conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto si inserisce all’interno dell’ecosistema tecnologico di difesa ucraino che ruota attorno al cluster Brave1, creato per collegare start-up, industria e forze armate nello sviluppo rapido di nuove tecnologie militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-guerra-dei-dati-il-nuovo-terreno-dello-scontro\">La guerra dei dati: il nuovo terreno dello scontro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La decisione di Kiev riflette un cambiamento profondo nella natura della guerra contemporanea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel conflitto russo-ucraino, i droni, i sensori e i sistemi digitali hanno prodotto una quantità senza precedenti di dati operativi. Secondo analisti e funzionari ucraini, questo patrimonio informativo è diventato uno degli asset strategici più importanti della guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intelligenza artificiale permette infatti di analizzare enormi volumi di immagini e dati molto più rapidamente rispetto agli analisti umani, individuando obiettivi, movimenti e anomalie in tempo quasi reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In altre parole, il vero vantaggio strategico non è solo l’arma, ma il dataset che la addestra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-ucraina-come-laboratorio-globale-della-guerra-del-futuro\">L’Ucraina come laboratorio globale della guerra del futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Aprendo i propri archivi operativi agli alleati, Kiev punta a trasformarsi in un vero e proprio hub mondiale per l’innovazione militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per molte aziende della difesa occidentali, la possibilità di testare algoritmi e sistemi autonomi su dati reali di combattimento rappresenta un’opportunità unica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’Ucraina, invece, il beneficio è immediato: accelerare lo sviluppo di nuove tecnologie, ottenere rapidamente sistemi più efficaci sul campo e rafforzare la cooperazione con partner occidentali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo senso, il conflitto in corso sta già anticipando una trasformazione più ampia: la guerra del futuro sarà sempre più una guerra di algoritmi, sensori e dati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/ucr-1-guerr-ai.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"guerrainucraina, guerratecnologica, intelligenzaartificiale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-14 19:47:20","stato":"publish","riassunto_video":"L’Ucraina condivide dati reali di guerra con gli alleati per addestrare sistemi di intelligenza artificiale militare, accelerando lo sviluppo di droni e tecnologie autonome. Una piattaforma digitale protegge le informazioni sensibili, trasformando il conflitto in un laboratorio globale di innovazione militare basata su algoritmi e dati operativi raccolti direttamente sul campo di battaglia.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/flashpoints/ukraine/2026/03/13/ukraine-opens-battlefield-ai-data-to-allies-in-world-first-move/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29932-lucraina-apre-i-dati-del-campo-di-battaglia-agli-alleati-nasce-la-prima-guerra-dellintelligenza-artificiale.mp4","galleria":""}
{"id":29926,"titolo":"Leonardo porta il Dome in Ucraina: finalmente le Capacità si costruiscono in Battaglia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per anni l’Europa ha scambiato la retorica per strategia. Ha parlato di autonomia strategica, difesa comune, interoperabilità, innovazione. Ma mentre a Bruxelles e nelle capitali si moltiplicavano summit, slide e dichiarazioni, <strong>la guerra vera continuava a insegnare altrove</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo l’annuncio di Leonardo sul test in Ucraina del nuovo sistema di difesa aerea <strong>Michelangelo</strong> è più importante di quanto sembri. Per una volta, un grande gruppo europeo della difesa non si limita a presentare un progetto in astratto, ma sceglie di confrontarsi con il campo di battaglia reale. <strong>Se vuoi costruire capacità vere, devi misurarti con minacce vere.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Roberto Cingolani lo ha detto con prudenza, ma il messaggio è chiarissimo: il primo componente del Michelangelo è in costruzione per l’Ucraina e il primo test avverrà lì, “in un ambiente reale”, con consegna prevista entro la fine del 2026. <strong>Non in una demo controllata, non in una brochure, ma in Ucraina.</strong> Dove i droni saturano le difese, dove la minaccia evolve di settimana in settimana, dove la difesa aerea decide la differenza tra vulnerabilità e sopravvivenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6904,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Leonardo porta il Dome in Ucraina: finalmente le Capacità si costruiscono in Battaglia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/2025-06-06T040130Z-2125032546-RC2OWEA0GKDQ-RTRMADP-3-UKRAINE-CRISIS-ATTACK-KYIV.jpg\" alt=\"805 Droni: l’Ucraina colpita dalla più grande offensiva aerea della guerra\" class=\"wp-image-6904\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Leonardo porta il Dome in Ucraina: finalmente le Capacità si costruiscono in Battaglia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-capacita-si-costruiscono-sul-campo\">Le capacità si costruiscono sul campo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È questo il punto che troppi in Europa hanno evitato di affrontare. <strong>Le capacità non esistono perché vengono annunciate.</strong> Non diventano credibili perché finiscono in un powerpoint o in una narrativa industriale elegante. Esistono solo quando reggono contro un nemico che prova davvero a bucarle.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Ucraina, oggi, è il vero acceleratore strategico del continente. È il luogo in cui si capisce quali sensori funzionano, quali sistemi reggono la saturazione, quali reti di comando sono abbastanza rapide e flessibili. <strong>Andare lì a testare Michelangelo significa comprare apprendimento operativo con la moneta più seria: la realtà.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Leonardo presenta Michelangelo come<a href=\"https://brigatafolgore.net/dome-nazionale-una-riflessione-tecnica-sui-rischi-di-una-narrazione-semplificata/\"> una cupola di difesa aerea capace di intercettare, tracciare e neutralizzare minacce</a> lungo tutto lo spettro operativo: vettori balistici e ipersonici, attacchi saturanti, minacce a bassa quota, sciami di droni. Al centro c’è il modulo <strong>MC5</strong>, pensato per connettere radar, batterie, satelliti, artiglierie e sistemi anti-UAS.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma la sostanza è ancora più semplice: <strong>Michelangelo non vende un oggetto miracoloso, ma un’architettura di integrazione.</strong> E cioè esattamente ciò che manca da anni all’Europa: la capacità di mettere insieme software, sensori, elettronica ed effettori in tempo reale, sotto pressione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16524,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Leonardo porta il Dome in Ucraina: finalmente le Capacità si costruiscono in Battaglia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Leonardo-elicotteri-Final-Assembly-Line-Vergiate-U53418722082QAK-1440x752@IlSole24Ore-Web-1024x535-1.jpg\" alt=\"Leonardo presenta il Piano Industriale 2026–2030: tecnologia, sicurezza globale e visione multidominio\" class=\"wp-image-16524\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Leonardo porta il Dome in Ucraina: finalmente le Capacità si costruiscono in Battaglia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-potere-industriale-sovranita-credibilita\">Potere industriale, sovranità, credibilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il resto viene di conseguenza. Leonardo stima per Michelangelo <strong>21 miliardi di euro di nuove opportunità di business entro il 2035</strong> e parla di <strong>20 Paesi interessati</strong>. Non è solo mercato: è il segnale che la domanda di difesa aerea credibile in Europa è ormai strutturale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta ucraina, però, vale più di qualsiasi cifra, perché smaschera una lunga illusione europea: quella di poter avere sicurezza senza costo politico, deterrenza senza industria, sovranità senza rischio. <strong>Ora non è più possibile. O si costruiscono capacità serie, oppure si resta dipendenti da altri.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La roadmap indicata da Leonardo è ambiziosa: dopo l’urgenza ucraina, test NATO nel 2027, sviluppo delle capacità spaziali tra 2028 e 2029, obiettivo di piena integrazione NATO ed europea entro il 2030. Se il percorso sarà mantenuto, il significato politico sarà chiaro: <strong>l’Italia non vuole stare ai margini della prossima difesa aerea europea, ma dentro il nucleo che la definirà.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla fine, il punto è tutto qui: <strong>andare in Ucraina a testare Michelangelo significa scegliere la realtà contro la simulazione.</strong> Significa capire che la guerra contemporanea non aspetta i tempi lenti del consenso europeo. <strong>Le capacità non si annunciano: si costruiscono.</strong> E si costruiscono sotto stress, davanti a minacce reali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Tutto il resto è convegno.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/6M30511-2048x1365-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"DifesaAerea, europa, industriamilitare, Leonardo, Michelangelo, NATO, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-14 19:04:04","stato":"publish","riassunto_video":"Leonardo testa in Ucraina il sistema di difesa aerea Michelangelo, segnando un cambio di passo per l’Europa. Non più solo annunci o simulazioni, ma capacità costruite sul campo, in un contesto reale dove le minacce evolvono rapidamente. Michelangelo integra radar, satelliti e sistemi anti-droni, puntando a una difesa credibile e sovrana. L’Italia si propone come protagonista nella difesa aerea.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://breakingdefense.com/2026/03/leonardo-to-launch-michelangelo-air-defense-dome-test-in-ukraine/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29926-leonardo-porta-il-dome-in-ucraina-finalmente-le-capacita-si-costruiscono-in-battaglia.mp4","galleria":""}
{"id":29920,"titolo":"Generale Ristuccia: la Guerra del Futuro tra Caos, Logistica e Minacce Ibride","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel tempo dell’incertezza permanente, la guerra non si presenta più con i tratti netti del passato. <strong>Non sempre viene dichiarata, non sempre ha confini riconoscibili, e quasi mai si lascia leggere con le categorie tradizionali della contrapposizione tra Stati.</strong> È questa la fotografia consegnata dal generale di corpo d’armata <strong>Angelo Michele Ristuccia</strong>, <a href=\"https://brigatafolgore.net/il-generale-ristuccia-al-comando-logistico-per-le-sfide-del-futuro/\">comandante logistico dell’Esercito italiano</a>, intervenuto il 13 marzo 2026 a LetExpo di Verona.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le sue parole colpiscono perché descrivono una realtà in cui pace e guerra sembrano ormai sovrapporsi. <strong>Il conflitto moderno non ha più un inizio chiaro né una fine riconoscibile</strong>, ma si manifesta in forme diffuse, intermittenti, spesso indirette.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i passaggi più forti del suo intervento, il generale ha affermato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>“Siamo di fronte a una situazione senza precedenti. Viviamo la costante dell’incertezza. Non sappiamo se siamo in un periodo di guerra o di pace, è difficile capire chi è l’amico e chi il nemico”.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una riflessione che richiama anche l’immagine della <strong>“terza guerra mondiale a pezzi”</strong>, usata da Papa Francesco, e che secondo Ristuccia descrive bene l’attuale quadro internazionale: <strong>uno scenario globale frammentato, segnato da crisi simultanee, </strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/la-guerra-ibrida-spiegata-tattiche-storia-e-la-sfida-per-la-nato/\">minacce ibride e instabilità permanente</a><strong>.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16038,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/skynews-israel-gaza-war-conflict-6444132.jpg\" alt=\"La Dottrina Militare Trump 2.0 contro Terrorismo e Stati Canaglia - Airpower/COIN/Regional Power\" class=\"wp-image-16038\" title=\"Generale Ristuccia: la Guerra del Futuro tra Caos, Logistica e Minacce Ibride\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Generale Ristuccia: la Guerra del Futuro tra Caos, Logistica e Minacce Ibride</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-logistica-risorse-e-consumi-il-vero-cuore-dei-conflitti-moderni\">Logistica, risorse e consumi: il vero cuore dei conflitti moderni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore dell’analisi del generale Ristuccia è un punto spesso sottovalutato nel dibattito pubblico: <strong>oggi la guerra non si combatte solo con le armi, ma con la capacità di sostenere nel tempo uomini, mezzi, rifornimenti, energia e trasporti.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da comandante logistico dell’Esercito, Ristuccia ha rimesso al centro un principio fondamentale della strategia militare contemporanea:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>“La guerra è questione di consumi”</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È una frase semplice, ma potentissima. <strong>Significa che la tenuta di un esercito e di uno Stato dipende sempre più dalla logistica, dalla resilienza delle infrastrutture, dalla sicurezza delle filiere e dalla capacità industriale nazionale.</strong> In altre parole, il conflitto si gioca anche nei porti, nelle reti energetiche, nelle catene di approvvigionamento, nei trasporti e nella manutenzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, <strong>la logistica non è più un supporto secondario all’azione militare, ma una componente decisiva del potere strategico.</strong> Ed è proprio questo uno degli aspetti che Ristuccia conosce meglio, grazie a una lunga carriera nei teatri operativi e nei comandi multinazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-autorevolezza-di-ristuccia-esperienza-sul-campo-e-conoscenza-delle-guerre-ibride\">L’autorevolezza di Ristuccia: esperienza sul campo e conoscenza delle guerre ibride</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le dichiarazioni del generale acquistano ancora più peso se lette alla luce del suo percorso professionale. <strong>Ristuccia non è soltanto un comandante d’alto livello: è un ufficiale che ha maturato esperienza diretta in alcuni dei principali scenari di crisi degli ultimi anni</strong>, tra Iraq, Kosovo e Libano, oltre a incarichi di vertice nella NATO e nell’Esercito italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16575,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/FzOqwxlWwAEyc9h.jpg\" alt=\"Generale Ristuccia: la Guerra del Futuro tra Caos, Logistica e Minacce Ibride\" class=\"wp-image-16575\" title=\"Generale Ristuccia: la Guerra del Futuro tra Caos, Logistica e Minacce Ibride\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Generale Ristuccia: la Guerra del Futuro tra Caos, Logistica e Minacce Ibride</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ha comandato la Brigata “Ariete”, la Divisione “Vittorio Veneto”, il COMFOP Sud, ed è stato alla guida del contingente nazionale a Erbil nell’operazione <strong>“Prima Parthica”</strong>. Inoltre, ha ricoperto il ruolo di comandante della missione NATO <strong>KFOR in Kosovo</strong>, in una fase delicata per la stabilità balcanica. Anche fonti come <strong>brigatafolgore.net</strong> ne sottolineano il profilo di ufficiale con <strong>“vasto bagaglio professionale ed esperienziale”</strong>, evidenziandone la determinazione e la profonda conoscenza degli strumenti operativi e organizzativi della Forza Armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È da questa esperienza concreta che nasce la sua analisi sulla trasformazione della guerra. Secondo Ristuccia, oggi i conflitti non sono più riconducibili soltanto alla rivalità tra Stati, ma si sviluppano in un ecosistema più ampio e instabile, dove agiscono anche soggetti irregolari, reti transnazionali e poteri economici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo ha spiegato con parole nette:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>“Si è perso il riconoscimento dell’inviolabilità dei confini e la guerra non è più riconducibile alla rivalità esclusiva tra Stati”</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E ancora:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>“Intervengono nell’economia della guerra anche attori non statali che sono in grado di influenzarla. È diventata un ecosistema complesso, contraddistinto da variabili ignote e dall’assenza di risposte univoche”</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È qui che la riflessione del generale diventa anche una previsione sul futuro. <strong>La guerra che viene sarà sempre meno lineare, sempre meno leggibile, sempre più ibrida.</strong> E vincerà non solo chi avrà più forza, ma chi saprà comprendere prima degli altri la complessità del nuovo scenario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/guerra-11.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"AngelomicheleRistuccia, conflittimoderni, esercitoitaliano, geopolitica, guerreibride, LogisticaMilitare, MedioOriente","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-14 18:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"Il generale Angelo Michele Ristuccia descrive la guerra moderna come un conflitto senza confini chiari, caratterizzato da incertezza e minacce ibride. La logistica, la capacità di sostenere risorse e infrastrutture, è oggi centrale nella strategia militare. I conflitti coinvolgono attori statali e non, in un ecosistema complesso e frammentato.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilgiornale.it/news/difesa/effetti-imprevedibili-profezia-generale-sulle-guerre-futuro-2638224.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29920-generale-ristuccia-la-guerra-del-futuro-tra-caos-logistica-e-minacce-ibride.mp4","galleria":""}
{"id":29913,"titolo":"Droni militari: Ukrspecsystems accelera nel Regno Unito e porta la filiera ucraina in Europa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ukrspecsystems, tra i più importanti produttori ucraini di droni militari, ha inaugurato una nuova divisione nel Regno Unito, nei pressi della base aerea di Mildenhall. Non si tratta soltanto di un ampliamento industriale, ma di una scelta altamente strategica che riflette l’evoluzione dell’intero settore difesa ucraino. Dopo anni di guerra e di continui attacchi russi contro infrastrutture critiche, Kiev sta cercando di spostare una parte delle proprie capacità produttive all’estero, così da mettere al sicuro la supply chain e garantire continuità alla produzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’apertura del polo britannico rientra in una più ampia offensiva industriale verso l’Europa occidentale. Il messaggio è chiaro: l’Ucraina non vuole limitarsi a produrre droni per l’emergenza bellica del presente, ma intende trasformare l’esperienza maturata sul campo in un vantaggio strutturale e duraturo. In questo quadro, il Regno Unito rappresenta un partner ideale, sia per la vicinanza politica a Kiev sia per la possibilità di rafforzare una base manifatturiera europea meno esposta ai raid russi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta di delocalizzare una parte della produzione consente inoltre di integrare capacità ucraine e infrastrutture occidentali. Non è un caso che altre aziende del comparto, come Skyfall e FirePoint, abbiano annunciato piani simili in Danimarca, mentre la Finlandia ha già promosso diverse joint venture con imprese ucraine a partire dal 2024. L’obiettivo comune è costruire una rete industriale distribuita, capace di sostenere il fronte ucraino ma anche di rafforzare la difesa europea nel medio periodo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A facilitare questa dinamica è stata anche la decisione di Kiev di allentare l’embargo sulle esportazioni di armi. Questa apertura ha reso possibile il trasferimento di tecnologie ai Paesi alleati, permettendo la creazione di linee di assemblaggio fuori dall’Ucraina, con prodotti poi reimportati verso il fronte. È un cambio di paradigma: la guerra non si combatte più solo nelle trincee o nei cieli, ma anche nelle catene di montaggio e nelle alleanze industriali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16564,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Droni militari: Ukrspecsystems accelera nel Regno Unito e porta la filiera ucraina in Europa\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/img_53-1.webp\" alt=\"Droni militari: Ukrspecsystems accelera nel Regno Unito e porta la filiera ucraina in Europa\" class=\"wp-image-16564\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Droni militari: Ukrspecsystems accelera nel Regno Unito e porta la filiera ucraina in Europa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-produzione-innovazione-e-vantaggio-tecnologico\">Produzione, innovazione e vantaggio tecnologico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo stabilimento britannico di Ukrspecsystems partirà con una produzione iniziale di 200 droni di sorveglianza al mese. Ma il piano è molto più ambizioso: secondo Rory Chamberlain, direttore della divisione nel Regno Unito, il traguardo di lungo periodo è arrivare a 1.000 unità mensili. Numeri che mostrano quanto l’azienda punti a consolidarsi non solo come fornitore militare, ma come snodo essenziale di una filiera europea dei droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il valore aggiunto di Ukrspecsystems non riguarda soltanto la quantità, ma soprattutto la qualità del know-how. L’industria ucraina, forgiata in un conflitto ad alta intensità, ha sviluppato una capacità di adattamento che molti partner europei ancora non possiedono. In particolare, l’esperienza maturata nell’integrazione di sistemi di intelligenza artificiale, contromisure elettroniche e tecniche anti-jamming rappresenta oggi uno dei principali punti di forza di Kiev.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Chamberlain, il vero fattore decisivo è la rapidità con cui aggiornamenti e modifiche vengono trasferiti ai mezzi operativi. In uno scenario bellico in continua evoluzione, la velocità conta quanto la tecnologia. La capacità, rivendicata dall’azienda, di introdurre miglioramenti in sole 24 ore mostra un livello di flessibilità difficilmente replicabile da industrie meno abituate a operare sotto pressione. Ed è proprio questa reattività che rende i produttori ucraini partner preziosi per i Paesi Nato e per le industrie della difesa europee.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sostanza, l’Ucraina non esporta soltanto droni, ma un modello industriale costruito direttamente sul campo di battaglia. Un modello che unisce innovazione rapida, feedback operativo immediato e capacità di adattamento continua. Portare questo patrimonio nel Regno Unito significa quindi accelerare non solo la produzione, ma anche il trasferimento di competenze strategiche verso l’Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16562,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Droni militari: Ukrspecsystems accelera nel Regno Unito e porta la filiera ucraina in Europa\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/38b06d375fcb2f5007aa069cf74053360753de5a.jpg\" alt=\"Droni militari: Ukrspecsystems accelera nel Regno Unito e porta la filiera ucraina in Europa\" class=\"wp-image-16562\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Droni militari: Ukrspecsystems accelera nel Regno Unito e porta la filiera ucraina in Europa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sostenibilita-economica-e-nuova-architettura-della-difesa-europea\"><strong>Sostenibilità economica e nuova architettura della difesa europea</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La crescita dell’industria ucraina dei droni è già impressionante. Il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che nel solo 2025 il Paese ha prodotto oltre quattro milioni di droni. Un dato che fotografa la centralità ormai assoluta di questi sistemi nella guerra moderna. Tuttavia, la sfida non è solo militare: è anche economica. Mantenere nel tempo un apparato produttivo di queste dimensioni richiede investimenti, sbocchi commerciali e contratti internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un rapporto del 2026 dell’International Institute for Strategic Studies sottolinea infatti che il know-how ucraino è indiscutibile, ma avverte anche che la sostenibilità a lungo termine dipenderà dalla capacità di attrarre accordi industriali con partner stranieri. In altre parole, la sopravvivenza del settore non potrà basarsi esclusivamente sulla domanda interna legata alla guerra. Servirà un’integrazione stabile nei mercati e nei programmi di difesa europei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proprio per questo, molti osservatori ritengono che per le aziende occidentali collaborare con l’Ucraina sia più vantaggioso che tentare di competere con tecnologie già collaudate sul campo. Gli esempi non mancano. In Germania è stato consegnato il primo drone della QFI, joint venture tra la tedesca Quantum Systems e l’ucraina Frontline Robotics, con una linea destinata a produrre 10.000 unità l’anno. In Danimarca, il ministro della Difesa Troels Lund Poulsen ha rimarcato che la cooperazione con aziende ucraine rafforza allo stesso tempo la sicurezza danese e quella ucraina. Nel Regno Unito, già nel luglio 2025, Prevail Partners aveva stretto un’alleanza con Skyeton per produrre il drone Raybird su suolo britannico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16565,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Droni militari: Ukrspecsystems accelera nel Regno Unito e porta la filiera ucraina in Europa\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/ukrspecsystems-opens-200-million-suffolk-drone-factory-to-support-ukraine-and-create-500-uk-jobs.webp\" alt=\"Droni militari: Ukrspecsystems accelera nel Regno Unito e porta la filiera ucraina in Europa\" class=\"wp-image-16565\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Droni militari: Ukrspecsystems accelera nel Regno Unito e porta la filiera ucraina in Europa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tutti segnali di una tendenza ormai consolidata: l’industria ucraina dei droni sta diventando parte integrante della sicurezza europea. E l’apertura di Ukrspecsystems nel Regno Unito è molto più di una nuova fabbrica: è il simbolo di una difesa continentale che si riorganizza attorno all’esperienza ucraina, trasformando l’urgenza della guerra in una nuova architettura industriale e strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/50896c8a37922749110dae272e7a345b.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Droni militari, Industria Difesa, innovazione militare, regno unito, ucraina, Ukrspecsystems","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-14 17:24:04","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://it.euronews.com/2026/03/12/droni-militari-lucraina-ukrspecsystems-si-espande-nel-regno-unito-con-un-nuovo-polo-produt","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29913-droni-militari-ukrspecsystems-accelera-nel-regno-unito-e-porta-la-filiera-ucraina-in-europa.mp4","galleria":""}
{"id":29907,"titolo":"Erbil, Kuwait: lezioni per coloro che sono contro tutto.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nelle ore successive all’attacco contro la base italiana di Erbil, una parte del dibattito pubblico si è soffermata sulla definizione del ministro Guido Crosetto, secondo cui l’azione sarebbe stata “deliberata”. Ma, in realtà, questo non è mai stato il punto centrale. <strong>Un attacco contro una base militare è, per sua natura, deliberato.</strong> Missili, droni o razzi non arrivano su un obiettivo del genere per caso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La questione vera è un’altra: <strong>chi ha colpito, con quali capacità, con quale libertà d’azione e contro quale architettura difensiva.</strong> È su questo terreno che si misura la serietà della riflessione tecnico-tattica, non sulla constatazione dell’ovvio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’episodio di Erbil conferma infatti una lezione ormai evidente in tutti i teatri moderni: <strong>le minacce aeree a bassa quota — droni, munizionamento circuitante, vettori improvvisati — sono oggi tra le più diffuse, accessibili e insidiose.</strong> Costano poco rispetto agli effetti che possono generare, saturano la sorveglianza, costringono a consumare risorse preziose e mettono sotto pressione le procedure di allarme, protezione passiva e ingaggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da questo punto di vista, Iraq e Kuwait non possono più essere considerati aree in cui la protezione delle basi si regga soltanto su sistemi tradizionali, su allerta generica o sulla convinzione che la minaccia possa essere gestita “in altro modo”. <strong>La protezione delle basi oggi passa anche e soprattutto dalla capacità concreta di contrastare droni e minacce a bassissima quota.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è proprio qui che va riconosciuto un punto politico e militare fondamentale. <strong>Crosetto, il Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano e il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Carmine Masiello stanno affrontando con realismo un problema che non hanno creato loro, ma che hanno ereditato.</strong> Il quadro capacitivo trovato all’inizio del loro lavoro era segnato da ritardi, carenze e programmi troppo lenti rispetto all’evoluzione delle minacce. Oggi, invece, il tema della difesa contraerea, anti-drone e antimissile è tornato al centro, ed è già questo un cambio di passo non secondario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il merito di questa leadership è aver rimesso al centro la realtà operativa, non le illusioni.</strong> E la realtà operativa dice che i nostri contingenti sono esposti, che i teatri sono pericolosi e che la forza va protetta con strumenti adeguati ai tempi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16554,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/99.jpg\" alt=\"Erbil, Kuwait: lezioni per coloro che sono contro tutto.\" class=\"wp-image-16554\" title=\"Erbil, Kuwait: lezioni per coloro che sono contro tutto.\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Erbil, Kuwait: lezioni per coloro che sono contro tutto.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-skynex-e-un-passo-avanti-importante-ma-il-vero-nodo-e-portare-le-capacita-dove-servono\">Skynex è un passo avanti importante, ma il vero nodo è portare le capacità dove servono</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi mesi un segnale concreto è arrivato: l’Esercito Italiano ha ricevuto la prima batteria del sistema Skynex, uno dei più avanzati sistemi europei per la difesa aerea a corto raggio e il contrasto ai droni. <strong>Si tratta di un risultato importante, perché dimostra che qualcosa finalmente si muove in una direzione giusta dopo anni in cui il tema C-UAS era stato trattato con ritardo rispetto alla velocità con cui cresceva la minaccia.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Va detto con chiarezza: <strong>riuscire a entrare nel programma tedesco Skynex è stato un colpo estremamente prezioso per l’Italia.</strong> Ha consentito di agganciare una capacità concreta, moderna, credibile, in un momento in cui il fabbisogno era già evidente da tempo. È una scelta che va riconosciuta e valorizzata, perché non era affatto scontato riuscire a mettere a terra un simile risultato in tempi utili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma proprio per questo la domanda successiva diventa inevitabile: <strong>una capacità del genere, se esiste, deve essere pensata anche per i luoghi dove il rischio è reale.</strong> Un sistema moderno è importante sul piano industriale, addestrativo e dottrinale, ma il suo valore pieno emerge solo quando può contribuire davvero alla protezione delle forze schierate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è qui che si apre la riflessione su Iraq e Kuwait. <strong>Le basi e i distaccamenti italiani nell’area vivono in un ambiente operativo in cui la minaccia aerea a bassa quota non è più episodica, ma strutturale.</strong> Di conseguenza, la disponibilità di sistemi come Skynex impone una valutazione seria sul loro impiego, sulla loro dislocazione e sulla possibilità di integrarli in una rete multilivello di force protection.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Naturalmente, nessuno dovrebbe cadere nell’errore opposto di pensare che un solo sistema risolva tutto. <strong>Skynex è fondamentale, ma da solo non basta.</strong> L’Italia è ancora indietro su altri segmenti della difesa C-UAS e della difesa contraerea a corto raggio, come hanno mostrato negli ultimi anni numerosi approfondimenti specialistici e lo stesso andamento dei programmi. Il recupero è avviato, ma non completato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo il punto non è fare polemica sterile. Il punto è un altro: <strong>oggi esiste finalmente una linea di ricostruzione capacitiva, e questa linea va accelerata.</strong> Chi guida oggi la Difesa sta cercando di colmare lacune che si sono stratificate nel tempo. Non si può ignorare la distanza tra il livello della minaccia attuale e lo stato delle capacità ereditate. Sarebbe ingiusto e anche poco serio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16555,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/militari-italiani.webp\" alt=\"Erbil, Kuwait: lezioni per coloro che sono contro tutto.\" class=\"wp-image-16555\" title=\"Erbil, Kuwait: lezioni per coloro che sono contro tutto.\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Erbil, Kuwait: lezioni per coloro che sono contro tutto.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-onorare-chi-serve-l-italia-significa-proteggerlo-rispettarlo-e-conoscere-il-rischio\">Onorare chi serve l’Italia significa proteggerlo, rispettarlo e conoscere il rischio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è infine un punto che va detto con forza, e che spesso nel dibattito pubblico italiano viene smarrito. <strong>I nostri militari operano in contesti nei quali il rischio non può essere azzerato.</strong> Non esistono missioni reali in aree instabili che garantiscano automaticamente “zero costo umano”. Pretenderlo significa non capire la natura stessa del servizio armato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chi parte per l’Iraq, per il Kuwait o per altri teatri sensibili sa di entrare in un ambiente in cui la minaccia esiste, evolve e può colpire anche quando la missione appare “stabilizzata”. Eppure questi uomini e queste donne continuano a operare con disciplina, professionalità e senso del dovere, rappresentando l’Italia in condizioni che richiedono freddezza, addestramento e coraggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Per questo preservare i nostri militari non è solo un’esigenza operativa: è un dovere morale e nazionale.</strong> Significa dotarli di mezzi adeguati, costruire difese credibili, aggiornare procedure e regole d’ingaggio, rafforzare l’allerta e l’integrazione tra sensori, guerra elettronica e sistemi hard-kill. Ma significa anche parlare di loro con rispetto, senza superficialità e senza ridurre tutto a formule burocratiche o a cronache distratte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è un passaggio che dovrebbe essere patrimonio comune: <strong>coloro che giurano di difendere l’Italia devono essere sempre rispettati.</strong> Sempre. Non soltanto quando cadono, non soltanto nelle commemorazioni, non soltanto quando un attacco produce immagini forti. Devono esserlo ogni giorno, perché il valore del loro servizio non nasce dall’eccezionalità del sacrificio finale, ma dalla disponibilità quotidiana a esporsi per la sicurezza della Nazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è questo che molte altre Nazioni comprendono bene: <strong>il soldato non viene rispettato perché la guerra è bella, ma perché il sacrificio, il rischio e il servizio hanno un valore altissimo per la comunità nazionale.</strong> Dove questa consapevolezza è forte, le forze armate sono sostenute non in modo retorico, ma concreto: con investimenti, attenzione pubblica, cultura istituzionale e riconoscimento sociale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche l’Italia dovrebbe consolidare di più questa maturità. Perché discutere di Skynex, di C-UAS, di difesa aerea e di protezione delle basi non significa parlare solo di tecnologia. <strong>Significa decidere quanto vale, per noi, la vita di chi porta la bandiera italiana nei teatri più difficili.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E allora la conclusione è netta. <strong>Crosetto, Portolano e Masiello stanno facendo un lavoro importante di recupero e ricostruzione rispetto a una situazione che era stata lasciata troppo indietro.</strong> Ma proprio perché il lavoro è serio, adesso va sostenuto fino in fondo, con rapidità, coerenza e priorità chiare. Perché ogni ritardo nella difesa contro droni e minacce a bassa quota non è una questione astratta: è un rischio in più per i nostri militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Onorare i nostri soldati significa prima di tutto fare tutto il possibile per proteggerli.</strong> E significa ricordare, con rispetto e senza ipocrisie, che servire l’Italia in uniforme non è mai stato, né mai sarà, un compito a rischio zero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/1.jpeg","categoria":"Blog","tags":"C-UAS, crosetto, difesa, esercito, Iran, Iraq, Skynex","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-14 11:54:03","stato":"publish","riassunto_video":"L’attacco alla base italiana di Erbil evidenzia la crescente minaccia dei droni e delle armi a bassa quota, che richiedono sistemi di difesa moderni come Skynex, recentemente acquisito dall’Esercito Italiano. La protezione delle basi in Iraq e Kuwait deve evolvere rapidamente, riconoscendo i rischi reali per i militari e valorizzando l’impegno di chi serve con mezzi adeguati e rispetto costante.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29907-erbil-kuwait-lezioni-per-coloro-che-sono-contro-tutto.mp4","galleria":""}
{"id":29901,"titolo":"Ucraina: gli Ospedali da Battaglia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro soldato ucraino gravemente ferito viene evacuato nel fango dell’Ucraina orientale. <strong>Se la fortuna è dalla sua parte, è ancora dentro quella che i medici chiamano la “golden hour”</strong>, i 60 minuti successivi a un trauma grave — una ferita da scheggia, da arma da fuoco o da esplosione — in cui le cure d’emergenza hanno le maggiori possibilità di salvare una vita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma gli ospedali pienamente attrezzati sono lontani dalle trincee e dai rifugi di questa guerra sanguinosa. Anche senza ritardi, possono volerci ore per raggiungere un vero pronto soccorso. <strong>Ore che molti feriti non hanno.</strong> È per questo che esistono i punti di stabilizzazione dei feriti: piccole stazioni mediche allestite in case abbandonate, cottage e cantine appena dietro la linea del fronte. Qui, l’ora d’oro può essere prolungata, o persino “ricominciata” nei casi di rianimazione. <strong>Sono luoghi che danno ai feriti più gravi una possibilità reale di sopravvivere.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Spesso questi centri sono gestiti da un solo medico che, prima dell’invasione russa su larga scala, conduceva una normale vita civile. Oggi si trova a dirigere uno dei presidi sanitari più pericolosi al mondo. Perché questi punti di stabilizzazione operano sotto la minaccia costante di artiglieria e droni russi. <strong>Il rischio non riguarda solo i pazienti, ma anche chi tenta di salvarli.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni notte è un’incognita. Non si sa che cosa arriva oltre quella porta, solo che arriveranno dei feriti. Alcuni irriconoscibili, altri a un passo dalla morte. Tutto accade in fretta: dolore, corse, attese angosciose, sforzo fisico, poche ore di sonno e moltissimo stress. <strong>Questo è il pronto soccorso del Donbas.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il calare del buio, le unità ucraine tentano di evacuare i feriti evitando, per quanto possibile, la minaccia dei droni, che di giorno rendono quasi impossibile ogni movimento. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16528,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/w1920h1280xxxxsxsxsww.jpg\" alt=\"Ucraina: gli Ospedali da Battaglia\" class=\"wp-image-16528\" title=\"Ucraina: gli Ospedali da Battaglia\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ucraina: gli Ospedali da Battaglia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-campanella-dei-feriti-e-i-medici-sotto-tiro\">La campanella dei feriti e i medici sotto tiro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nelle giornate peggiori, i medici qui possono trovarsi a trattare decine di feriti. A guidarli c’è un comandante della compagnia medica. Prima della guerra era anestesista a Kiev. Da più di nove mesi non vede la moglie e il figlio. Nel 2014 fu catturato dai russi e trascorse mesi come prigioniero di guerra. Il suo vice, in tempo di pace, lavorava come chirurgo ortopedico in un piccolo ospedale civile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La struttura è spartana ma organizzata: una stanza di riposo, una piccola area per lavarsi, una zona per i feriti leggeri o sotto shock, e il teatro operatorio improvvisato. Il simbolo di tutto è una piccola campanella argentata. Potrebbe sembrare quella di una scuola, ma qui ha un significato molto diverso: <strong>ogni suo rintocco annuncia l’arrivo di un nuovo ferito.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Poco prima delle 19 suona per la prima volta. Arriva un fante di 55 anni con una ferita da arma da fuoco al piede. Il medico spiega che, in un anno di lavoro al fronte, ha visto pochissime ferite da proiettile: la maggior parte dei casi è causata da schegge o onde d’urto. Più tardi arrivano altri tre soldati: uno sotto shock, uno su una sedia a rotelle e un terzo in barella con ferite da mortaio. <strong>La guerra moderna lacera più con le esplosioni che con i proiettili.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Su una parete del centro, una targa ricorda cinque medici della brigata uccisi quando il loro alloggio fu colpito da un drone Shahed. <strong>È il promemoria più brutale che in questi ospedali da battaglia anche chi cura può morire.</strong> Eppure il lavoro non si ferma mai.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un altro punto di stabilizzazione, più piccolo, la notte è già iniziata con due nuovi arrivi: Sasha e Sergey, entrambi cinquantenni. Sono stati feriti ore prima, ma hanno dovuto aspettare il buio per essere evacuati, perché ogni mezzo in movimento vicino alla linea del fronte è un possibile bersaglio per i droni russi. Hanno gravi ustioni al volto e alle mani. Vengono spogliati, adagiati sui tavoli operatori e sottoposti a valutazione clinica. Le finestre del cottage sono schermate con sacchi di sabbia: anche questa struttura è già stata colpita di recente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sasha è il più grave. Era al fronte da appena due settimane e teme di avere i polmoni danneggiati. A coordinare gli interventi c’è l’anestesista, assistito da infermieri, paramedici e giovani chirurghi trasformati dalla guerra in specialisti dell’emergenza. <strong>Qui si lavora in un equilibrio precario tra medicina, improvvisazione e resistenza psicologica.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16529,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/01000000-c0a8-0242-ecf5-08dbeb4559b5-w1080-h608-s.jpg\" alt=\"Ucraina: gli Ospedali da Battaglia\" class=\"wp-image-16529\" title=\"Ucraina: gli Ospedali da Battaglia\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ucraina: gli Ospedali da Battaglia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sasha-sergey-e-i-corpi-restituiti-alla-vita\">Sasha, Sergey e i corpi restituiti alla vita</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A chiarire cosa sia accaduto ai due uomini è la sergente V.K., nome di battaglia Runa. Ha 26 anni, si è arruolata da adolescente, ha ricevuto una decorazione al valore e comanda un equipaggio tutto maschile di un cannone antiaereo da 57 mm, oggi usato soprattutto contro obiettivi terrestri russi. Forbes l’ha inserita tra i 30 giovani leader ucraini under 30. <strong>È il volto di una generazione cresciuta dentro la guerra.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Runa era vicino al rifugio di Sasha e Sergey quando un carro armato russo lo ha colpito in pieno. I due sono sopravvissuti all’esplosione, ma il dugout ha preso fuoco. Per salvarsi, hanno dovuto attraversare le fiamme. È così che si sono ustionati al volto e alle mani. Al calare della notte, è stata proprio Runa a evacuarli fino al punto di stabilizzazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I medici diagnosticano ustioni e traumi da esplosione alla testa e agli arti superiori. Servono trasfusioni, reidratazione, riequilibrio elettrolitico. Per Sasha, probabilmente, in futuro sarà necessaria anche la chirurgia plastica. Intanto si fa ciò che conta adesso: pressione, battito, ecografia per cercare frammenti, antidolorifici, medicazioni, rimozione delle bende incollate alla pelle bruciata. Sasha comincia a tremare per lo shock; i denti battono, il corpo si irrigidisce. I medici lo coprono meglio, gli parlano, cercano di tenerlo cosciente. <strong>In questi luoghi si combatte contro il tempo, il sangue e il collasso del corpo.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel centro più grande, intanto, dopo un attimo di calma, la guerra torna a imporsi. Salta la corrente per un bombardamento russo, poi ripartono i generatori. Subito dopo, la campanella suona ancora. Arrivano due casi gravissimi. Il primo è un giovane soldato con il torso devastato dalle schegge. Poco dopo entra un secondo uomo, incosciente, ancora più grave. La sala d’emergenza si trasforma in una corsa assoluta contro la morte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo ha il polmone destro collassato e il torace pieno di sangue. Il secondo è ferito in modo devastante: una scheggia è entrata sopra la spalla destra, ha spezzato la clavicola, ha attraversato entrambi i polmoni ed è uscita dal lato sinistro del corpo. Sta soffocando nel proprio sangue. Denis guida la squadra senza più un’ombra di leggerezza. Uno dei medici lavora indossando il giubbotto antiproiettile. <strong>Qui si opera letteralmente sotto tiro.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla fine, il giovane viene stabilizzato. Anche il secondo, il più grave, viene mantenuto in vita abbastanza a lungo da poter essere trasferito in ospedale. Senza quell’intervento sarebbe morto quasi certamente. <strong>Non sempre i medici possono salvare una vita, ma spesso riescono a guadagnarle il tempo necessario per continuare a lottare.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche Sasha e Sergey vengono infine caricati su un’ambulanza Humvee diretta all’ospedale. Runa sale con loro per un ultimo incoraggiamento e promette di avvisare la moglie di Sasha che è vivo. Quando il veicolo scompare nella notte, nel villaggio trasformato in hub di sopravvivenza cala per un attimo il silenzio. Ma è solo una tregua: i medici sanno che presto arriverà un altro ferito da quell’inferno oltre la collina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Nel Donbas, la guerra si combatte anche così: in stanze improvvisate, tra sangue, freddo e buio, dove i medici strappano minuti alla morte e restituiscono ai corpi una possibilità di vita.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/w1920h1280.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Donbas, feriti, fronte, guerra, medici, ospedali, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-13 21:24:04","stato":"publish","riassunto_video":"Nel Donbas, medici ucraini salvano vite in punti di stabilizzazione improvvisati vicino al fronte, operando sotto costante minaccia di attacchi russi. Tra dolore, stress e risorse limitate, trattano feriti gravi, prolungando la “golden hour” per garantire evacuazioni verso ospedali più attrezzati. Qui la guerra si combatte anche con coraggio e dedizione medica.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29901-ucraina-gli-ospedali-da-battaglia.mp4","galleria":""}
{"id":29895,"titolo":"Francia, la nuova strategia militare: Vincere la Guerra Prima della Guerra","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"h-parte-1\"><strong>La Francia vuole prepararsi a un mondo più instabile e competitivo, nel quale la guerra non comincia più soltanto con lo scontro armato, ma prende forma prima, nelle sfide diplomatiche, informative, tecnologiche ed economiche.</strong> È il cuore della visione strategica delineata dal generale Thierry Burkhard, sintetizzata nella formula: <strong>“vincere la guerra prima della guerra”.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel documento, <strong>la Francia si presenta come una “potenza di equilibrio”</strong>, decisa a difendere i propri interessi strategici ed europei in un contesto internazionale segnato dal ritorno della competizione tra grandi potenze, dalla crisi del multilateralismo e dalla persistenza della minaccia terroristica. <strong>Parigi ribadisce il proprio attaccamento al diritto internazionale, ma riconosce la necessità di agire con maggiore rapidità e realismo.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei punti centrali è il superamento della tradizionale sequenza “pace-crisi-guerra”. <strong>Al suo posto, la leadership militare francese propone tre nozioni chiave: competizione, contesa e confronto.</strong> La competizione diventa la condizione ordinaria dei rapporti internazionali, mentre contesa e confronto descrivono livelli crescenti di antagonismo e uso della forza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16512,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"900px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Francia, la nuova strategia militare: Vincere la Guerra Prima della Guerra\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-13-143514.png\" alt=\"Francia, la nuova strategia militare: Vincere la Guerra Prima della Guerra\" class=\"wp-image-16512\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:900px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Francia, la nuova strategia militare: Vincere la Guerra Prima della Guerra</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dalla-competizione-multidominio-alla-guerra-ibrida\"><strong>Dalla competizione multidominio alla guerra ibrida</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La novità, sottolinea il testo, è che competizione, contesa e confronto possono coesistere simultaneamente.</strong> Per questo la Francia ritiene necessario disporre di forze armate capaci non solo di reagire, ma anche di anticipare, dissuadere e bloccare iniziative ostili. <strong>Centrale diventa allora il tema delle soglie</strong>, utili a controllare l’escalation senza rinunciare alla difesa degli interessi nazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il documento evidenzia inoltre l’estensione dei campi di confronto. <strong>Se un tempo la conflittualità si concentrava su terra, mare e aria, oggi si allarga allo spazio, al cyberspazio, ai fondali marini, allo spettro elettromagnetico e all’ambiente informativo.</strong> In questi ambiti si sviluppano strategie ibride che combinano mezzi militari e non militari, azioni dirette e indirette. <strong>Secondo la visione francese, le forze armate devono essere in grado non solo di contrastarle, ma anche di dominarle nel rispetto dei propri principi.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da qui nasce l’ambizione di costruire uno strumento militare pronto al conflitto ad alta intensità, ma già attivo nella fase della competizione. <strong>L’obiettivo dichiarato è piegare la determinazione dell’avversario imponendo rapporti di forza favorevoli.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16513,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Francia, la nuova strategia militare: Vincere la Guerra Prima della Guerra\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-13-143620.png\" alt=\"Francia, la nuova strategia militare: Vincere la Guerra Prima della Guerra\" class=\"wp-image-16513\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Francia, la nuova strategia militare: Vincere la Guerra Prima della Guerra</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-priorita-operative-della-francia-tra-innovazione-e-alleanze\"><strong>Le priorità operative della Francia tra innovazione e alleanze</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"h-parte-3\">Per raggiungere questo risultato, il documento individua alcune priorità organizzative. <strong>La prima è l’agilità intellettuale e operativa</strong>, cioè la capacità di anticipare, reagire rapidamente e imporre il ritmo dell’iniziativa. La seconda è la trasformazione digitale, considerata decisiva per il comando operativo e per l’efficienza complessiva delle strutture. <strong>A ciò si aggiungono sperimentazioni, simulazioni realistiche e war game</strong>, strumenti essenziali per rafforzare preparazione e resilienza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visione strategica francese si articola poi in tre assi principali. <strong>Il primo riguarda il rafforzamento della comunità militare</strong>, considerata la risorsa fondamentale delle forze armate. <strong>Il secondo asse punta allo sviluppo di capacità coerenti con una superiorità multiambiente e multidominio.</strong> Il terzo trasforma l’addestramento in una componente diretta della credibilità operativa, anche con partner e alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano internazionale, la Francia conferma il proprio ancoraggio alle alleanze e sostiene una maggiore autonomia strategica europea. <strong>Il documento sottolinea l’importanza di pesare di più in sede UE e NATO</strong> per rafforzare l’efficacia collettiva. <strong>La dottrina delineata da Burkhard mostra una Francia pronta a muoversi lungo tutto lo spettro del conflitto.</strong> Nella stagione delle minacce ibride, <strong>la deterrenza da sola non basta più.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-13-143419.png","categoria":"Internazionali","tags":"autonomiaeuropea, cybersicurezza, difesa, ForzeArmate, geopolitica, guerraibrida, strategiafrancese","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-13 14:54:03","stato":"publish","riassunto_video":"La Francia adotta una strategia per vincere la guerra prima che inizi, affrontando competizione, contesa e confronto in molteplici domini, dal cyberspazio all’ambiente informativo. Punta su agilità, innovazione digitale e alleanze, rafforzando le forze armate per anticipare e dominare le minacce ibride in un contesto globale più instabile e competitivo.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defense.gouv.fr/sites/default/files/ema/211022_EMACOM_Strategic-Vision_UK_Vdef_HQ%20%283%29.pdf","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29895-francia-la-nuova-strategia-militare-vincere-la-guerra-prima-della-guerra.mp4","galleria":""}
{"id":29891,"titolo":"Global Force Symposium &amp; Exposition 2026 :la verifica sul campo della trasformazione dell’U.S. Army","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>24 al 26 marzo 2026</strong> il <strong>Von Braun Center di Huntsville, Alabama</strong>, ospiterà l’<strong>AUSA Global Force Symposium &amp; Exposition</strong>, appuntamento di riferimento per seguire da vicino l’evoluzione dell’<strong>U.S. Army</strong> e il dialogo tra forze armate, industria e mondo accademico. Secondo i materiali ufficiali, il symposium è dedicato all’avanzamento della modernizzazione del <strong>Total Army</strong> e affronterà temi come <strong>ricerca e sviluppo, acquisizioni, contracting, sustainment e partnership industriali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Huntsville non è una sede casuale. La città, legata all’ecosistema di <strong>Redstone Arsenal</strong>, è uno dei principali poli tecnico-industriali della difesa statunitense. Anche per questo il Global Force viene considerato molto più di una semplice esposizione: è un osservatorio privilegiato sulle priorità operative e industriali dell’Esercito americano. I materiali AUSA per gli espositori indicano inoltre una platea di <strong>oltre 7.000 partecipanti</strong> tra Army leadership, DoD, industria e accademia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’edizione 2026 sembra inserirsi in una fase in cui l’attenzione dell’Esercito USA è sempre più concentrata sulla trasformazione concreta delle unità, sulla rapidità di adozione delle capacità e sulla tenuta della base industriale. Un segnale arriva anche dai contenuti anticipati dall’<strong>Army Materiel Command</strong>, che ha indicato per il symposium discussioni specifiche sul tema della <strong>“Army’s Industrial Might”</strong>, legando direttamente il vantaggio operativo alla capacità di produzione, supporto logistico e resilienza delle filiere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’industria, il punto centrale è proprio questo: il Global Force 2026 si conferma come il luogo in cui misurare il livello di allineamento tra fabbisogni militari e capacità industriali. In una fase in cui Washington insiste su modernizzazione, prontezza e sustainment, il messaggio che arriva da Huntsville è chiaro: non basta sviluppare tecnologie nuove, bisogna anche renderle integrabili, sostenibili e disponibili in tempi rapidi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per gli osservatori europei, e per il comparto industriale della difesa, il symposium dell’AUSA resta quindi un appuntamento da seguire con attenzione. Non soltanto per capire quali programmi siano in cima all’agenda dell’U.S. Army, ma soprattutto per cogliere come stia cambiando il rapporto tra innovazione, acquisizione e capacità di sostenere nel tempo la potenza militare terrestre.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/globalforce-video-v4.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"AUSA, difesa, GlobalForceSymposium, Huntsville, Industria, sustainment, U.S. Army","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-13 13:24:04","stato":"publish","riassunto_video":"Dal 24 al 26 marzo 2026, il Von Braun Center di Huntsville ospiterà l’AUSA Global Force Symposium, evento chiave per seguire l’evoluzione dell’U.S. Army e il dialogo tra forze armate, industria e accademia. Focus su modernizzazione, rapidità di adozione tecnologica e resilienza industriale, con oltre 7.000 partecipanti attesi. Un appuntamento cruciale anche per l’industria europea della difesa.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://meetings.ausa.org/globalforce/2026/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29891-global-force-symposium-exposition-2026-la-verifica-sul-campo-della-trasformazione-dellu-s-army.mp4","galleria":""}
{"id":29886,"titolo":"KC-135 US Air Force precipita in Iraq: soccorsi in corso, almeno cinque persone a bordo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un aereo cisterna <strong>KC-135 Stratotanker</strong> dell’<strong>US Air Force</strong> è andato giù giovedì nell’<strong>Iraq occidentale</strong> durante operazioni militari statunitensi contro l’Iran. A confermarlo è stato lo <strong>U.S. Central Command (CENTCOM)</strong>, che ha precisato come l’incidente sia avvenuto in <strong>spazio aereo amico</strong> e che <strong>non sia stato causato né da fuoco ostile né da fuoco amico</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il comunicato militare, <strong>due velivoli</strong> sono rimasti coinvolti nell’episodio: <strong>uno è andato perso nell’Iraq occidentale</strong>, mentre <strong>il secondo è atterrato in sicurezza</strong>. Successivamente, un funzionario statunitense ha riferito a <strong>CNN</strong> che anche il secondo aereo era un <strong>KC-135</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il CENTCOM ha inoltre reso noto che, al momento della diffusione della nota, erano <strong>ancora in corso le operazioni di soccorso</strong>. Il comunicato non ha specificato se vi siano stati <strong>feriti o vittime</strong> tra i militari americani coinvolti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto riferito da un funzionario Usa a CNN, <strong>a bordo del velivolo precipitato c’erano almeno cinque membri dell’equipaggio</strong>. In condizioni normali, un equipaggio di <strong>KC-135</strong> è composto da <strong>tre o quattro militari</strong>: <strong>pilota, copilota e operatore del boom</strong>, cioè l’addetto al braccio di rifornimento in volo. In alcune missioni possono essere presenti anche <strong>navigatori</strong>, a seconda del profilo operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Air Force non ha chiarito quale fosse la <strong>missione specifica</strong> svolta dai due aerocisterne al momento dell’incidente. I <strong>KC-135</strong> sono però impiegati regolarmente per il <strong>rifornimento in volo</strong>, funzione centrale nelle operazioni aeree a lungo raggio, e possono essere configurati anche per il <strong>trasporto di carico</strong> o di <strong>pazienti medici</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16501,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"KC-135 US Air Force precipita in Iraq: soccorsi in corso, almeno cinque persone a bordo\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/9475210.jpg\" alt=\"KC-135 US Air Force precipita in Iraq: soccorsi in corso, almeno cinque persone a bordo\" class=\"wp-image-16501\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">KC-135 US Air Force precipita in Iraq: soccorsi in corso, almeno cinque persone a bordo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’incidente è avvenuto durante la cosiddetta <strong>Operation Epic Fury</strong>, nome con cui il Pentagono indica la campagna militare statunitense in corso contro l’Iran. Nell’area di responsabilità del CENTCOM sono attualmente schierati numerosi KC-135, impiegati per sostenere le sortite degli altri velivoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>KC-135 Stratotanker</strong> è una delle piattaforme più anziane ancora in servizio nell’inventario dell’US Air Force. L’ultimo esemplare è stato consegnato nel <strong>1965</strong>. Derivato dal jet civile <strong>Boeing 707</strong>, il velivolo quadrimotore ha ricevuto nel tempo importanti aggiornamenti, compresa la sostituzione dei motori. Secondo un rapporto del Congresso statunitense, lo scorso anno risultavano in servizio attivo <strong>376 unità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La perdita del tanker rappresenta il <strong>quarto episodio noto di perdita di un aereo statunitense con equipaggio</strong> dall’inizio della guerra con l’Iran. La settimana scorsa, infatti, <strong>tre caccia F-15E Strike Eagle</strong> erano stati abbattuti sopra il <strong>Kuwait</strong> in un errore di fuoco amico; in quell’occasione tutti e sei i membri degli equipaggi erano riusciti a lanciarsi e a salvarsi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il CENTCOM ha spiegato che ulteriori dettagli saranno diffusi “<strong>man mano che la situazione evolve</strong>” e ha chiesto pazienza per raccogliere informazioni aggiuntive, così da “<strong>fornire chiarezza alle famiglie dei militari coinvolti</strong>”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/1-7.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"CENTCOM, incidentemilitare, Iran, Iraq, KC-135, OperationEpicFury, USAirForce","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-13 06:34:03","stato":"publish","riassunto_video":"Un KC-135 Stratotanker dell’US Air Force è precipitato in Iraq durante operazioni contro l’Iran, senza coinvolgimento di fuoco ostile. Coinvolti due aerei, uno perso e uno atterrato in sicurezza. A bordo del velivolo caduto c’erano almeno cinque membri dell’equipaggio. I soccorsi sono in corso, mentre il CENTCOM aggiornerà la situazione.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.armytimes.com/flashpoints/2026/03/12/us-air-force-kc-135-goes-down-in-iraq-centcom-says/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29886-kc-135-us-air-force-precipita-in-iraq-soccorsi-in-corso-almeno-cinque-persone-a-bordo.mp4","galleria":""}
{"id":29882,"titolo":"STARK Defence, la nuova potenza europea dei droni d’attacco - VIDEO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>STARK Defence</strong> è una <strong>startup tedesca</strong> della <strong>difesa</strong> che negli ultimi mesi si è imposta come uno dei nomi più interessanti nel settore dei <strong>sistemi senza pilota</strong>. L’azienda, nata in <strong>Germania</strong>, si è specializzata nello sviluppo di <strong>strike-drone</strong>, <strong>munizioni circuitanti</strong> e piattaforme tecnologiche pensate per rispondere alle nuove esigenze delle <strong>forze armate europee</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema più noto è <strong>Virtus</strong>, una piattaforma che ha contribuito a rendere il marchio <strong>STARK</strong> sempre più visibile nel dibattito sulla modernizzazione della difesa continentale. Più in generale, l’azienda punta a costruire un modello industriale fondato su <strong>innovazione rapida</strong>, <strong>produzione scalabile</strong> e integrazione tra <strong>software</strong>, <strong>elettronica</strong> e <strong>sistemi unmanned</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, STARK non si presenta soltanto come un produttore di droni, ma come una realtà che vuole rafforzare la <strong>base industriale europea della difesa</strong>. Il riferimento all’<strong>Ucraina</strong> resta sullo sfondo come parte del contesto strategico in cui l’azienda è cresciuta, ma il cuore della sua identità industriale resta soprattutto <strong>tedesco</strong> ed <strong>europeo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:video {\"id\":16494} -->\n<figure class=\"wp-block-video\"><video controls src=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2026/03/c.mp4\"></video></figure>\n<!-- /wp:video -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-nuova-fabbrica-nel-regno-unito-e-la-partnership-con-greenjets\"><strong>La nuova fabbrica nel Regno Unito e la partnership con GreenJets</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un passaggio importante nella crescita di <strong>STARK Defence</strong> è arrivato il <strong>21 novembre 2025</strong>, quando l’azienda ha inaugurato a <strong>Swindon</strong>, nel <strong>Regno Unito</strong>, una nuova <strong>struttura produttiva</strong> dedicata agli <strong>strike-drone</strong> del tipo <strong>Virtus</strong>. Si tratta della <strong>prima fabbrica di STARK al di fuori della Germania</strong>, un elemento che conferma la volontà del gruppo di espandere la propria capacità industriale su scala europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo sito, costruito appositamente, si estende su <strong>3.700 metri quadrati</strong> e ha già generato <strong>oltre 50 posti di lavoro</strong> nei settori del <strong>software</strong>, dell’<strong>elettronica</strong>, delle <strong>operazioni di volo</strong>, della <strong>produzione</strong> e dell’<strong>ingegneria aerospaziale</strong>. Secondo quanto comunicato dall’azienda, l’obiettivo è superare in futuro i <strong>100 posti di lavoro altamente qualificati</strong>. Oltre al sistema <strong>Virtus</strong>, nello stabilimento britannico dovrebbero essere prodotti anche altri <strong>strike-drone</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Contestualmente, STARK ha annunciato anche una <strong>partnership</strong> con la società ingegneristica britannica <strong>GreenJets</strong>. L’obiettivo della collaborazione è integrare i più avanzati <strong>sistemi di propulsione</strong> e <strong>lancio</strong> sviluppati da GreenJets in una nuova generazione di <strong>sistemi unmanned</strong>. Questo passaggio mostra come la crescita di STARK non sia solo quantitativa, ma anche tecnologica: l’azienda punta infatti a migliorare prestazioni, affidabilità e velocità di sviluppo dei propri sistemi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-progetto-industriale-europeo-della-difesa\">Un progetto industriale europeo della difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’apertura del sito di <strong>Swindon</strong> rappresenta molto più di una semplice espansione produttiva. È il segnale di una strategia che mira a consolidare una filiera della <strong>difesa europea</strong> più autonoma, più veloce e più distribuita. In questo senso, STARK Defence cerca di posizionarsi come un attore capace di collegare <strong>Germania</strong> e <strong>Regno Unito</strong> in una cooperazione industriale concreta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non a caso, nella comunicazione diffusa in occasione dell’apertura dello stabilimento, il sottosegretario parlamentare britannico per le <strong>forze armate</strong>, <strong>Al Carns</strong>, ha collegato l’iniziativa alla cooperazione tra Londra e Berlino nell’ambito dell’accordo <strong>Trinity House</strong>, sottolineando come questo investimento possa rafforzare le <strong>catene di approvvigionamento</strong>, accelerare l’<strong>innovazione</strong> e offrire un vantaggio strategico al <strong>Regno Unito</strong> e ai suoi <strong>alleati</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla luce di questi sviluppi, <strong>STARK Defence</strong> appare sempre più come una realtà da osservare con attenzione: una <strong>startup tedesca</strong> che sta diventando un progetto industriale di respiro <strong>europeo</strong>, con una crescita fondata su <strong>nuovi impianti produttivi</strong>, <strong>partnership tecnologiche</strong> e una visione che unisce <strong>innovazione militare</strong> e <strong>capacità manifatturiera</strong>. Più che sul legame con l’Ucraina, oggi il focus dell’azienda sembra concentrarsi sulla costruzione di una presenza stabile e competitiva tra <strong>Germania</strong>, <strong>Regno Unito</strong> e resto d’Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/stark.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"STARK, VIRTUS","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-13 00:54:04","stato":"publish","riassunto_video":"STARK Defence, startup tedesca specializzata in strike-drone, ha inaugurato a Swindon (UK) una nuova fabbrica per espandere la produzione su scala europea. Con oltre 50 posti di lavoro creati e una partnership con GreenJets per sistemi avanzati, punta a rafforzare la filiera industriale europea della difesa, unendo innovazione militare e capacità produttiva tra Germania e Regno Unito.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://stark-defence.com/en/systems/stark-owe-v-virtus","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29882-stark-defence-la-nuova-potenza-europea-dei-droni-dattacco-video.mp4","galleria":""}
{"id":29876,"titolo":"Artico: i Royal Marines si infiltrano da un U-Boot tedesco","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In vista di <a href=\"https://brigatafolgore.net/cold-response-2026-video-artico/\">Cold Response 2026</a>, una delle principali esercitazioni NATO nell’area artica, i <strong>Royal Marines</strong> britannici hanno condotto il <strong>3 marzo</strong> un’attività di infiltrazione marittima da un <strong>sottomarino tedesco classe 212A</strong> nelle acque norvegesi. L’operazione, resa nota dalla <a href=\"https://brigatafolgore.net/royal-marines-gwyn-jenkins-first-sea-lord/\">Royal Navy,</a> si inserisce nel quadro delle iniziative alleate volte a rafforzare la prontezza operativa nel cosiddetto <strong>Alto Nord</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto comunicato, personale della <strong>Commando Force</strong> è stato rischierato dal sommergibile tedesco <strong>U-35</strong> in immersione per svolgere missioni di <strong>ricognizione avanzata</strong>, <strong>sorveglianza costiera</strong> e <strong>acquisizione obiettivi</strong> a supporto delle successive operazioni NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra gli assetti coinvolti figurano elementi del <strong>30 Commando Information Exploitation Group</strong>, in particolare il <strong>Surveillance and Reconnaissance Squadron (SRS)</strong> e la <strong>Shore Reconnaissance Troop (SRT)</strong>, insieme a osservatori della <strong>148 Commando Forward Observation Battery</strong>. Si tratta di capacità specialistiche impiegate per penetrare in aree sensibili, raccogliere intelligence tattica e predisporre l’ingaggio di obiettivi mediante fuoco navale o supporto aereo ravvicinato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16484,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/20260303_Cold_Response_Royal_Marines_U35-07-scaled-1-1068x712.jpg-1024x683-1.webp\" alt=\"Artico: i Royal Marines si infiltrano da un U-Boot tedesco\" class=\"wp-image-16484\" title=\"Artico: i Royal Marines si infiltrano da un U-Boot tedesco\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Artico: i Royal Marines si infiltrano da un U-Boot tedesco</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ricognizione-costiera-e-designazione-obiettivi\">Ricognizione costiera e designazione obiettivi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel profilo operativo simulato, i team britannici hanno operato lungo la costa norvegese con il compito di individuare e monitorare un <strong>radar ostile simulato</strong>, successivamente ingaggiato da unità navali dell’Alleanza. Attività di questo tipo sono finalizzate a migliorare la <strong>consapevolezza situazionale marittima</strong> e a neutralizzare sensori e nodi della rete avversaria prima dell’avvio di operazioni su scala maggiore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’infiltrazione da sommergibile rappresenta una modalità d’impiego ad alta complessità, ma offre vantaggi significativi in termini di <strong>discrezione</strong>, <strong>sopravvivenza</strong> e <strong>capacità di accesso</strong> a litorali fortemente sorvegliati. Secondo la Royal Navy, l’impiego di una piattaforma subacquea tedesca è stato determinato dall’assenza, in questa fase, di un sottomarino britannico disponibile per la missione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16485,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Cold_Response_Royal_Marines_SRT-1068x712.jpg-1024x683-1.webp\" alt=\"Artico: i Royal Marines si infiltrano da un U-Boot tedesco\" class=\"wp-image-16485\" title=\"Artico: i Royal Marines si infiltrano da un U-Boot tedesco\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Artico: i Royal Marines si infiltrano da un U-Boot tedesco</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cold-response-2026\">Cold Response 2026</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’episodio si colloca nelle attività preparatorie di <strong>Cold Response 2026</strong>, esercitazione guidata dalla <strong>Norvegia</strong> in programma dal <strong>9 al 19 marzo</strong>, con la partecipazione di circa <strong>25.000 militari</strong> provenienti da <strong>14 Paesi</strong>. L’addestramento prevede l’impiego integrato di forze terrestri, navali e aeree in ambiente artico e subartico, con particolare attenzione alla condotta di operazioni in condizioni climatiche estreme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo principale è verificare la capacità della NATO di operare efficacemente sul <strong>fianco settentrionale</strong>, testando catene logistiche, interoperabilità multinazionale, comando e controllo e supporto al combattimento in ambiente ad alta complessità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto alla dimensione strettamente militare, l’esercitazione include anche aspetti riconducibili al concetto di <strong>Total Defence</strong>, che nei Paesi nordici prevede il coinvolgimento coordinato di forze armate, autorità civili e infrastrutture critiche nella risposta a scenari di crisi o conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-centralita-strategica-dell-artico\">La centralità strategica dell’Artico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’incremento delle attività NATO nell’estremo nord riflette la crescente rilevanza strategica dell’Artico sotto il duplice profilo <strong>geopolitico</strong> e <strong>militare</strong>. Il progressivo scioglimento dei ghiacci rende infatti più accessibili nuove rotte marittime e aree potenzialmente ricche di risorse, aumentando l’interesse degli attori regionali ed extra-regionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano militare, permane centrale il ruolo della <strong>Russia</strong>, e in particolare della <strong>Flotta del Nord</strong>, che continua a rappresentare uno dei principali strumenti di proiezione strategica di Mosca nel teatro artico e nord-atlantico. La regione è inoltre attraversata da <strong>linee di comunicazione marittime</strong>, <strong>cavi sottomarini</strong> e <strong>infrastrutture energetiche</strong> di valore critico per la sicurezza euro-atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In tale contesto, Londra e altri alleati stanno progressivamente rafforzando la propria presenza operativa nel settore. Il Regno Unito, in particolare, guarda alla Norvegia come hub avanzato per l’addestramento e il posizionamento di forze adatte al combattimento in ambiente freddo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’infiltrazione dei <a href=\"https://brigatafolgore.net/royal-marines-sierra-nevada-addestramento-estremo/\">Royal Marines</a> da un battello tedesco conferma, in questo quadro, sia il livello di <strong>interoperabilità raggiunto tra alleati</strong>, sia la crescente attenzione della NATO verso operazioni specialistiche nel dominio artico-marittimo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/1-5.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"artico, classe212A, ColdResponse2026, NATO, RoyalMarines, RoyalNavy","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-12 21:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"In preparazione a Cold Response 2026, i Royal Marines britannici si sono infiltrati da un sottomarino tedesco nelle acque norvegesi per missioni di ricognizione e designazione obiettivi. L’esercitazione NATO, con 25.000 militari, punta a testare capacità operative in Artico, area di crescente importanza strategica per la sicurezza euro-atlantica e la cooperazione alleata.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29876-artico-i-royal-marines-si-infiltrano-da-un-u-boot-tedesco.mp4","galleria":""}
{"id":29870,"titolo":"APEX INDIA 26-01: Italia e Francia unite nella Difesa Aerea","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 4 marzo, lungo il confine tra lo spazio aereo italiano e quello francese, si è svolta l’esercitazione bilaterale <strong>APEX INDIA 26-01</strong>, attività addestrativa congiunta che ha confermato l’efficacia della cooperazione tra i due Paesi nel settore della Difesa Aerea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Pianificata dall’Aeronautica Militare nell’ambito degli accordi bilaterali con la Francia, l’esercitazione aveva l’obiettivo di testare le procedure comuni di<a href=\"https://brigatafolgore.net/difesa-aerea-a-guida-aeronautica-antidrone-a-guida-esercito/\"> Air Defence</a> e la capacità di risposta coordinata di fronte a minacce aeree non militari. Lo scenario simulato era di tipo <strong>“Renegade”</strong>, ossia l’impiego ostile di un velivolo civile come potenziale minaccia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16476,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"APEX INDIA 26-01: Italia e Francia unite nella Difesa Aerea\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Difesa-Aerea-Integrata-Esercitazione-Bilaterale-Italia-Francia-APEX-20260304-3.jpg\" alt=\"APEX INDIA 26-01: Italia e Francia unite nella Difesa Aerea\" class=\"wp-image-16476\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">APEX INDIA 26-01: Italia e Francia unite nella Difesa Aerea</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-lo-scramble-degli-eurofighter-e-il-passaggio-di-consegna-con-la-francia\">Lo scramble degli Eurofighter e il passaggio di consegna con la Francia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso dell’attività, un <strong>P-180 del 14° Stormo</strong>, decollato da Pratica di Mare con funzione di target, ha simulato la perdita delle comunicazioni radio (<strong>COMLOSS</strong>) e una rotta ostile in direzione della Francia. In risposta, il <strong>National Air and Space Operations Centre (NASOC)</strong> ha disposto l’immediato <strong>scramble</strong> di una coppia di <strong>Eurofighter F-2000 del 4° Stormo di Grosseto</strong>, in configurazione <strong>Quick Reaction Alert (QRA)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I caccia italiani hanno operato sotto il controllo dei <strong>Gruppi D.A.M.I. di Poggio Renatico (11° Gruppo – PIOPPO) e Licola (22° Gruppo – BARCA)</strong>, confermando la piena integrazione nella catena di <strong>Comando e Controllo (C2)</strong> della Difesa Aerea nazionale e NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il momento più significativo dell’esercitazione ha riguardato l’<strong>handover</strong>, ovvero il passaggio di consegna tra il <strong>Comando Operazioni Aerospaziali (COA) di Poggio Renatico</strong> e il <strong>CAPCODA di Lione Mont Verdun</strong>. La continuità operativa è stata quindi assicurata dall’intervento di un <strong>Rafale C francese</strong>, che ha preso in carico il bersaglio applicando le procedure di <strong>Trasferimento di Autorità (TOA)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16477,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"APEX INDIA 26-01: Italia e Francia unite nella Difesa Aerea\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Difesa-Aerea-Integrata-Esercitazione-Bilaterale-Italia-Francia-APEX-20260304-2-scaled-1.jpg\" alt=\"APEX INDIA 26-01: Italia e Francia unite nella Difesa Aerea\" class=\"wp-image-16477\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">APEX INDIA 26-01: Italia e Francia unite nella Difesa Aerea</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-interoperabilita-sicurezza-e-cooperazione-internazionale\">Interoperabilità, sicurezza e cooperazione internazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attività ha consentito di verificare con successo sia l’efficacia delle procedure di <strong>identificazione visiva (VIS)</strong> sia l’interoperabilità dei sistemi radar italiani e francesi. Tutte le operazioni si sono svolte nel pieno rispetto delle norme di sicurezza del traffico aereo civile, con comunicazioni gestite tramite reti militari dedicate e sotto la supervisione delle rispettive autorità operative nazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un ruolo centrale è stato svolto dall’<strong>11° Gruppo di Poggio Renatico</strong> e dal <strong>22° Gruppo di Licola</strong>, dipendenti dalla <strong>Brigata Controllo Aerospazio del COA</strong>, che tramite il <strong>Reparto DAMI (Difesa Aerea Missilistica Integrata)</strong> assicurano l’avvistamento e l’identificazione nello spazio aereo nazionale <strong>24 ore su 24, 365 giorni l’anno</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con esercitazioni come <strong>APEX INDIA 26-01</strong>, l’Aeronautica Militare conferma il proprio impegno nella tutela dei cieli nazionali e dell’Alleanza Atlantica, rafforzando allo stesso tempo <a href=\"https://brigatafolgore.net/litalia-al-centro-della-difesa-aerea-nato-conclusa-la-poggio-dart-25-e-una-nuova-air-policing-exercise-con-la-francia/\">la cooperazione internazionale nel settore dell’Air Policing</a> e della sicurezza aerospaziale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/Difesa-Aerea-Integrata-Esercitazione-Bilaterale-Italia-Francia-APEX-20260304-8.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"aeronauticamilitare, airpolicing, DifesaAerea, Eurofighter, interoperabilità, ItaliaFrancia, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-12 21:24:04","stato":"publish","riassunto_video":"Il 4 marzo si è svolta l’esercitazione bilaterale APEX INDIA 26-01 tra Italia e Francia, per testare la difesa aerea congiunta contro minacce aeree non militari. Un P-180 italiano ha simulato una rotta ostile, attivando l’intervento degli Eurofighter italiani e il passaggio di consegna a un Rafale francese. L’esercitazione ha confermato l’interoperabilità e la cooperazione tra i due Paesi.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/news/difesa-aerea-integrata-esercitazione-bilaterale-italia-francia-apex-india-26-01/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29870-apex-india-26-01-italia-e-francia-unite-nella-difesa-aerea.mp4","galleria":""}
{"id":29864,"titolo":"Dalla Trincea alle Accademie: l’Ucraina insegna alla Germania la guerra del futuro","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per anni sono stati gli eserciti occidentali ad addestrare i soldati di Kyiv. Oggi, però, il rapporto si sta <strong>rovesciando</strong>. La Germania ha deciso di accogliere <strong>istruttori militari ucraini</strong> nelle scuole della <strong>Bundeswehr</strong>, riconoscendo che l’esperienza accumulata dall’Ucraina sul campo di battaglia rappresenta una delle fonti più preziose per preparare l’Europa a un conflitto ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La decisione nasce da una valutazione sempre più diffusa nei vertici militari europei: la guerra combattuta dall’Ucraina contro la Russia ha prodotto una quantità enorme di <strong>lezioni tattiche</strong>, <strong>innovazioni operative</strong> e adattamenti immediati che nessun altro esercito occidentale possiede in forma così concreta. Non si tratta soltanto di teoria o di simulazioni, ma di una pratica quotidiana sviluppata sotto pressione reale, in uno scenario dominato da <strong>artiglieria</strong>, <strong>mezzi corazzati</strong>, <strong>genio militare</strong>, <strong>comando e controllo digitale</strong> e soprattutto <strong>droni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per Berlino, il messaggio è chiaro: se l’obiettivo è rendere la Bundeswehr pronta entro il <strong>2029</strong>, la Germania non può limitarsi ad aumentare la spesa o acquistare nuovi sistemi d’arma. Deve anche assorbire una cultura del combattimento più moderna, flessibile e vicina alla realtà del fronte. In questo senso, l’arrivo di consiglieri e istruttori ucraini rappresenta un passaggio di grande valore politico e simbolico: Kyiv non è più soltanto un Paese da sostenere, ma un partner capace di <strong>insegnare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa inversione di ruolo ha anche un significato più profondo. Dopo anni in cui la NATO ha trasferito competenze all’Ucraina, oggi è proprio l’Ucraina a offrire all’Europa una forma di <strong>know-how militare</strong> che nasce dall’esperienza diretta contro la Russia. È il riconoscimento, implicito ma fortissimo, che la <strong>guerra moderna</strong> si sta studiando nei campi di battaglia ucraini molto più che nei manuali tradizionali delle accademie occidentali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16469,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Dalla Trincea alle Accademie: l’Ucraina insegna alla Germania la guerra del futuro\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/photo-2025-01-19-15-12-15-c282ba408f87a53c8eb7775b336f3df3-1300x820-deaaed89f500fbd0852db4cd9c78b78c-650x410-1.jpg\" alt=\"Dalla Trincea alle Accademie: l’Ucraina insegna alla Germania la guerra del futuro\" class=\"wp-image-16469\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dalla Trincea alle Accademie: l’Ucraina insegna alla Germania la guerra del futuro</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-fattore-2029-prepararsi-ora-a-una-guerra-che-potrebbe-arrivare-presto\">Il fattore 2029: prepararsi ora a una guerra che potrebbe arrivare presto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il riferimento al <strong>2029</strong> non è casuale. Nelle analisi di sicurezza occidentali, quella data viene sempre più spesso indicata come una possibile scadenza strategica entro cui la Russia potrebbe ricostruire capacità sufficienti per minacciare direttamente il fianco orientale della <strong>NATO</strong>. Per questo Berlino ritiene di non avere tempo da perdere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Germania sta già accelerando il rafforzamento della propria forza terrestre e punta a costruire il nucleo dell’esercito convenzionale più robusto d’Europa. Ma la leadership tedesca sa che non basta disporre di più uomini, più mezzi e più fondi. Serve soprattutto una preparazione aderente alle caratteristiche della guerra contemporanea, che in Ucraina ha mostrato un volto molto diverso da quello immaginato da molte pianificazioni del passato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra attuale è infatti sempre più segnata da <strong>velocità</strong>, <strong>adattamento</strong> e integrazione tra sistemi diversi. Le unità sul terreno devono reagire in tempi rapidissimi, collegando informazioni, sensori, droni e fuoco indiretto in un ciclo continuo. Gli ucraini hanno sviluppato questa capacità in modo spesso artigianale ma estremamente efficace, trasformando l’urgenza in <strong>innovazione militare</strong>. È proprio questo approccio che interessa alla Bundeswehr: non solo apprendere singole tecniche, ma incorporare una nuova mentalità operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In quest’ottica, la cooperazione tra Berlino e Kyiv è anche il segno di una relazione di sicurezza diventata più <strong>paritaria</strong>. La Germania continua a essere uno dei principali sostenitori europei dell’Ucraina, ma allo stesso tempo riconosce di avere molto da imparare. È un passaggio importante nella trasformazione strategica del continente: l’Europa non guarda più all’Ucraina soltanto come linea avanzata di difesa, ma come laboratorio da cui estrarre insegnamenti essenziali per la propria <strong>deterrenza</strong> futura.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16449,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Dalla Trincea alle Accademie: l’Ucraina insegna alla Germania la guerra del futuro\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/1-4-scaled.jpg\" alt=\"I Droni Ucraini insegnano la Guerra del Futuro a Washington.\" class=\"wp-image-16449\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Droni Ucraini insegnano la Guerra del Futuro a Washington.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-da-berlino-a-washington-i-droni-ucraini-entrano-nel-dibattito-strategico-occidentale\">Da Berlino a Washington: i droni ucraini entrano nel dibattito strategico occidentale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La centralità dell’esperienza ucraina non si ferma alla Germania. Negli stessi giorni in cui Berlino apre le porte delle sue scuole militari agli istruttori di Kyiv, anche <strong>Washington</strong> guarda con crescente attenzione al patrimonio di conoscenze maturato dagli ucraini, in particolare nel settore dei <strong>droni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto riportato recentemente da <strong>Defense News</strong>, comandanti ed esperti di alcune delle più note unità ucraine specializzate nella guerra con sistemi unmanned saranno presenti nella capitale statunitense per discutere con decisori politici e responsabili della difesa delle lezioni apprese sul campo. Il dato è estremamente significativo: gli ucraini non vengono invitati come semplici testimoni della guerra, ma come interlocutori in grado di spiegare come i <strong>UAV</strong> abbiano trasformato il combattimento, la ricognizione, l’acquisizione bersagli e perfino il modo di logorare le difese nemiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presenza ucraina a Washington rafforza un punto ormai evidente anche a Berlino: il dominio dei droni non è più un settore marginale o specialistico, ma uno degli assi centrali della <strong>guerra contemporanea</strong>. Gli ucraini hanno saputo integrare droni commerciali adattati, sistemi militari dedicati, attacchi di precisione a basso costo e processi decisionali molto rapidi. Questo modello interessa agli Stati Uniti per ragioni tecnologiche e strategiche, ma interessa ancora di più all’Europa, che deve tradurre queste esperienze in dottrina, industria e addestramento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È qui che i due piani, tedesco e americano, si toccano. Berlino vuole usare le lezioni ucraine per preparare la <strong>Bundeswehr</strong> a un possibile confronto futuro con la Russia. Washington vuole capire come adattare il proprio apparato di difesa alla rivoluzione innescata dai droni e dalle nuove forme di guerra distribuita. In entrambi i casi, il centro del discorso è lo stesso: l’Ucraina è diventata un <strong>produttore di conoscenza strategica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In definitiva, il vero cambiamento non è soltanto che soldati ucraini addestreranno militari tedeschi o che esperti ucraini parleranno a Washington. Il cambiamento più profondo è che una parte crescente dell’Occidente ha capito che la superiorità militare del futuro dipenderà dalla capacità di apprendere rapidamente da chi sta combattendo <strong>oggi</strong>. E oggi, nel campo della guerra ad alta intensità, dei droni e dell’adattamento operativo, la lezione ucraina appare una delle più decisive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/D068x601.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Bundeswehr, Droni, Germania, NATO, russia, ucraina, washington","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-12 19:14:03","stato":"publish","riassunto_video":"La Germania accoglie istruttori militari ucraini per preparare la Bundeswehr a una guerra ad alta intensità, riconoscendo il valore dell’esperienza sul campo di Kyiv contro la Russia. L’Ucraina diventa così un partner strategico che insegna tattiche moderne, in particolare sull’uso dei droni, influenzando anche gli Stati Uniti.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29864-dalla-trincea-alle-accademie-lucraina-insegna-alla-germania-la-guerra-del-futuro.mp4","galleria":""}
{"id":29858,"titolo":"4° Reggimento Artiglieria Controaerei Peschiera: un Secolo di Difesa dei Cieli","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mantova ha ospitato una cerimonia particolarmente significativa per la storia dell’Esercito Italiano: il <strong>centenario della costituzione del 4° Reggimento Artiglieria Controaerei “Peschiera”</strong>, reparto nato <strong>l’11 marzo 1926</strong> e oggi di stanza presso la <strong>Caserma San Martino</strong>. L’evento ha rappresentato non solo un momento celebrativo, ma anche un’occasione per <strong>ripercorrere cento anni di storia militare</strong> e di impegno nella <strong>difesa dello spazio aereo nazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla cerimonia hanno preso parte numerose autorità civili e militari. Tra queste il <strong>Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</strong>, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito; il <strong>Generale di Corpo d’Armata Giovanni Gagliano</strong>, <a href=\"https://difesanews.com/digitale-esercito-giovanni-gagliano-comandante/\">Comandante delle Forze di Supporto al Combattimento</a>; il Prefetto della provincia di Mantova <strong>Dott. Roberto Bolognesi</strong>; il Presidente della Provincia <strong>Carlo Bottani</strong> e il <strong>Generale di Brigata Mattia Zuzzi</strong>, Comandante dell’Artiglieria Controaerei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A guidare oggi il Reggimento è il <strong>Colonnello Salvatore Verde</strong>, responsabile della <strong>continuità operativa e dell’addestramento</strong> del reparto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presenza di numerosi rappresentanti istituzionali ha sottolineato <strong>il valore storico e operativo dell’unità</strong>, che nel corso del tempo ha rappresentato <strong>uno dei pilastri della difesa antiaerea dell’Esercito</strong>. Nel corso della cerimonia si è svolta anche la tradizionale <strong>rassegna dello schieramento</strong>, simbolo di <strong>disciplina, coesione e identità militare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>4° Reggimento “Peschiera”</strong> ha attraversato <strong>un secolo di trasformazioni tecnologiche e strategiche</strong>, adattandosi ai cambiamenti dello scenario internazionale e contribuendo alla <strong>protezione dello spazio aereo</strong> in contesti sempre più complessi. Dalla nascita nel primo dopoguerra fino alle missioni contemporanee, il reparto ha rappresentato <strong>una componente fondamentale del sistema di difesa nazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La ricorrenza del centenario ha quindi offerto l’opportunità di <strong>rendere omaggio a generazioni di artiglieri</strong> che, nel corso degli anni, hanno contribuito con professionalità e dedizione a costruire <strong>la storia e le tradizioni dell’unità</strong>, mantenendo vivo il patrimonio di valori che caratterizza l’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-legame-con-il-territorio-e-le-comunita\">Il legame con il territorio e le comunità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli aspetti più significativi emersi durante la cerimonia è stato <strong>il profondo legame tra il 4° Reggimento “Peschiera” e i territori che ne hanno ospitato la sede</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A testimonianza di questo rapporto hanno partecipato all’evento i <strong>Sindaci e i Gonfaloni</strong> di numerosi Comuni legati alla storia dell’unità, tra cui <strong>Peschiera del Garda, Mantova, Albenga, Cervignano del Friuli, Riva del Garda e Verona</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo legame rappresenta <strong>una dimensione fondamentale della presenza dell’Esercito sul territorio</strong>. Le unità militari non sono infatti soltanto strumenti operativi della difesa nazionale, ma anche <strong>realtà profondamente integrate nel tessuto sociale delle comunità locali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel caso del <strong>4° Reggimento Artiglieria Controaerei “Peschiera”</strong>, questo rapporto si è consolidato nel corso dei decenni attraverso <strong>la presenza costante dei militari, le attività istituzionali e il contributo alla vita civile dei territori ospitanti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Momento particolarmente significativo della cerimonia è stata la <strong>lettura della motivazione della cittadinanza onoraria conferita dal Comune di Peschiera del Garda</strong>, località dove <strong>cento anni fa nacque il Reggimento</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16457,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/e0a43ca6-0c55-4b28-bf22-01fbcd2e0d27.jpg\" alt=\"Un secolo di difesa dei cieli: il 4° Reggimento Artiglieria Controaerei “Peschiera” celebra il centenario\" class=\"wp-image-16457\" title=\"Un secolo di difesa dei cieli: il 4° Reggimento Artiglieria Controaerei “Peschiera” celebra il centenario\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Momento della Cerimonia. Fonte Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il riconoscimento, <strong>di alto valore simbolico e istituzionale</strong>, ha voluto celebrare il <strong>rapporto storico tra la città e il reparto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa onorificenza si aggiunge a quelle già attribuite negli anni passati dai Comuni di <strong>Mantova</strong> e <strong>Curtatone</strong>, ulteriore testimonianza del <strong>legame profondo e duraturo tra l’unità militare e il territorio</strong>. Le cittadinanze onorarie rappresentano infatti <strong>un segno concreto di riconoscenza delle comunità verso i militari</strong> che hanno condiviso con esse momenti di storia, crescita e sviluppo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attraverso questi riconoscimenti si rafforza <strong>il senso di appartenenza reciproca tra Forze Armate e società civile</strong>, evidenziando come la presenza di un reparto militare possa contribuire alla <strong>costruzione di un’identità territoriale condivisa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-difendere-il-futuro-tecnologia-valori-e-uomini\">Difendere il futuro, tecnologia valori e uomini</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della cerimonia, il <strong>Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</strong> ha offerto una riflessione sul significato del centenario e sulle <strong>sfide che attendono l’Esercito nei prossimi anni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento ha sottolineato come questa ricorrenza non rappresenti un punto di arrivo, ma <strong>l’inizio di un nuovo percorso</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sicurezza, infatti, <strong>non può essere considerata un dato acquisito</strong>: deve essere <strong>costruita, mantenuta e difesa ogni giorno</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16456,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/93e72010-3abf-4fa7-9768-9c0e128580ef.jpg\" alt=\"Un secolo di difesa dei cieli: il 4° Reggimento Artiglieria Controaerei “Peschiera” celebra il centenario\" class=\"wp-image-16456\" title=\"Un secolo di difesa dei cieli: il 4° Reggimento Artiglieria Controaerei “Peschiera” celebra il centenario\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Intervento Capo di Stato Maggiore dell'Esercito. Fonte Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto internazionale caratterizzato da <strong>nuove tensioni e minacce emergenti</strong>, l’Esercito sta affrontando <strong>una profonda trasformazione strutturale</strong>, con l’obiettivo di diventare <a href=\"https://difesanews.com/crosetto-spinge-per-la-difesa-contraerei-missili-italia-raddoppiera-la-produzione-di-missili-sampt/\">uno strumento sempre più moderno e tecnologicamente avanzato</a>, capace di rispondere alle aspettative della Nazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo scenario, la difesa dalle minacce provenienti dalla <strong>terza dimensione — lo spazio aereo —</strong> rappresenta <strong>una delle principali direttrici di sviluppo delle capacità militari</strong>. I sistemi di difesa antiaerea svolgono infatti <strong>un ruolo cruciale nella protezione delle infrastrutture strategiche, delle forze schierate e del territorio nazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</strong> ha tuttavia ricordato che, nonostante l’importanza della tecnologia, <strong>il principale sistema d’arma resta la risorsa umana</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>addestramento</strong> rappresenta infatti <strong>la migliore garanzia per ogni soldato</strong>, chiamato ad affrontare le sfide operative del presente e del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto alla tecnologia e alla preparazione, restano fondamentali <strong>i valori che da sempre guidano i militari</strong>: <strong>spirito di servizio, senso di responsabilità e dedizione alla Patria</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il centenario del <strong>4° Reggimento Artiglieria Controaerei “Peschiera”</strong> diventa quindi <strong>non solo una celebrazione della memoria</strong>, ma anche <strong>un impegno verso il futuro</strong>: continuare a garantire <strong>la difesa dei cieli italiani</strong> con professionalità, innovazione e fedeltà ai valori che da un secolo accompagnano la storia dell’unità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/b4851efb-a245-4654-9461-5adbc5cf9e0e.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"4ReggimentoPeschiera, ArtiglieriaControaerei, esercitoitaliano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-12 15:44:04","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/da-100-anni-a-difesa-dei-cieli/175117.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29858-4-reggimento-artiglieria-controaerei-peschiera-un-secolo-di-difesa-dei-cieli.mp4","galleria":""}
{"id":29853,"titolo":"I Droni Ucraini insegnano la Guerra del Futuro a Washington.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alcuni tra i <strong>più noti comandanti ed esperti ucraini nel settore dei droni militari</strong> saranno a <strong>Washington il 25 marzo</strong> per illustrare a decisori politici e vertici della difesa statunitense come la <strong>guerra moderna</strong> sia stata trasformata dall’impiego massiccio dei sistemi senza pilota. L’incontro, denominato <strong>Ground Truth Symposium</strong>, sarà ospitato dal <strong>Peace Through Strength Institute</strong>, think tank americano attivo sui temi di politica estera e difesa. Secondo gli organizzatori, l’obiettivo è portare nell’arena politica americana una <strong>lettura diretta della realtà del fronte ucraino</strong>, delle capacità tecnologiche che stanno ridefinendo il conflitto e delle condizioni necessarie per sostenerne un esito favorevole a Kiev.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-unita-uav-e-le-nuove-tattiche-di-guerra\"> Le unità UAV e le nuove tattiche di guerra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i partecipanti figurano rappresentanti di alcune delle <strong>unità UAV più efficaci dell’Ucraina</strong>, tra cui <strong>Lazar Group</strong>, la <strong>12ª Brigata delle Forze Speciali</strong> e la <strong>414ª Brigata UAV “Magyar’s Birds”</strong>. Il focus sarà sulle <strong>tattiche sviluppate sul campo</strong>, sull’<strong>evoluzione tecnologica dei droni</strong> e sulle modalità con cui questi sistemi possono essere integrati nelle <strong>reti di difesa aerea tradizionali</strong>. Una parte centrale del confronto riguarderà anche il crescente peso dei <a href=\"https://difesanews.com/lascesa-dei-droni-una-svolta-evolutiva-nella-guerra-in-ucraina/\">droni nei conflitti contemporanei</a>, inclusi quelli in Medio Oriente, dove il loro impiego da parte di più attori militari ha modificato profondamente le dinamiche operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13782,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/drone.jpg\" alt=\"10.000 droni l’anno per l’Ucraina: la Germania avvia la coproduzione industriale\" class=\"wp-image-13782\" title=\"I Droni Ucraini insegnano la Guerra del Futuro a Washington.\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Droni Ucraini insegnano la Guerra del Futuro a Washington.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-droni-intercettori-a-basso-costo-come-lezione-strategica\">I droni intercettori a basso costo come lezione strategica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei temi principali sarà l’esperienza ucraina nell’uso dei <strong>droni intercettori a basso costo</strong>, adottati in risposta alle <strong>ondate notturne di </strong><a href=\"https://difesanews.com/usaf-drone-shahed-136-corsa-americana-contromisure/\">droni Shahed</a> lanciati dalla Russia. Questi velivoli <strong>semi-autonomi</strong>, dal <strong>costo contenuto</strong>, sono progettati per distruggere i droni nemici speronandoli o esplodendo a distanza ravvicinata. Possono raggiungere <strong>alte velocità</strong> e combinano <strong>imaging termico, tracciamento radar e guida assistita dall’intelligenza artificiale</strong>, mentre l’operatore umano interviene spesso nella fase finale dell’ingaggio. L’esperienza accumulata dall’Ucraina viene oggi considerata una <strong>fonte di apprendimento strategico</strong> non solo per Kiev, ma anche per <strong>gli Stati Uniti e i loro alleati</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/1-4-scaled-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, Droni, guerra, shahed, tecnologia, ucraina, washington","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-12 06:14:04","stato":"publish","riassunto_video":"Esperti ucraini di droni militari saranno a Washington il 25 marzo per illustrare a politici e vertici della difesa USA come i droni stanno trasformando la guerra moderna. L’incontro, organizzato dal think tank Peace Through Strength Institute, approfondirà tattiche, tecnologie e l’uso di droni intercettori a basso costo contro i droni russi, offrendo preziose lezioni strategiche per Kiev e i suoi","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29853-i-droni-ucraini-insegnano-la-guerra-del-futuro-a-washington.mp4","galleria":""}
{"id":29843,"titolo":"Richiamo alle armi: cosa succede davvero in Italia in caso di conflitto. Obblighi, età di mobilitazione e conseguenze penali per chi non si presenta.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Costituzione italiana</strong>, all’articolo 11, afferma un principio fondamentale: <strong>«L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali»</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma cosa accadrebbe se fosse invece l’Italia a venire attaccata? In quel caso, lo Stato potrebbe obbligare i cittadini ad andare in guerra? <strong>La risposta è sì, senza particolari interpretazioni.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proprio nei momenti di tensione internazionale torna infatti una domanda precisa: <strong>in caso di guerra l’Italia potrebbe richiamare i cittadini alle armi? E chi sarebbe obbligato a presentarsi? E cosa succederebbe a chi non lo fa?</strong> La risposta si trova nel quadro normativo italiano, che <strong>non è affatto scomparso con la sospensione della leva obbligatoria</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al contrario, <strong>le basi giuridiche della mobilitazione militare esistono ancora oggi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il principio costituzionale: la difesa della Patria</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il fondamento giuridico è contenuto nell’<strong>articolo 52 della Costituzione italiana</strong>, che stabilisce:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>«La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino. Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge.»</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il principio è chiaro: <strong>la difesa dello Stato non è solo compito delle Forze Armate professionali, ma un dovere che coinvolge i cittadini</strong>, nei limiti stabiliti dalle leggi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La leva obbligatoria non è abolita: è sospesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un punto spesso frainteso riguarda la leva militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Italia <strong>la leva non è stata abolita</strong>, ma <strong>semplicemente sospesa</strong> nel 2005 con la trasformazione delle Forze Armate in uno strumento interamente professionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo significa che <strong>l’impianto normativo non è stato cancellato</strong>. In caso di necessità straordinarie, come una guerra o una grave crisi internazionale, <strong>lo Stato potrebbe riattivare la leva attraverso un provvedimento legislativo</strong>, rendendo nuovamente operative le procedure già previste dall’ordinamento militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un aspetto poco noto è che <strong>le liste di leva non sono mai state eliminate</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni anno:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>i <strong>Comuni compilano le liste di leva dei cittadini che compiono 17 anni</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>i dati sono gestiti <strong>dagli uffici anagrafici comunali</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>le informazioni vengono trasmesse alle autorità competenti</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta di una procedura amministrativa che <strong>continua ad esistere proprio per consentire allo Stato di avere un quadro aggiornato dei potenziali arruolabili</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Mobilitazione generale: lo strumento reale in caso di guerra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In realtà, in caso di guerra o grave minaccia alla sicurezza nazionale, <strong>lo Stato non partirebbe necessariamente dalla leva obbligatoria</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo strumento principale previsto dalla normativa italiana è la <strong>mobilitazione generale</strong>, disciplinata dal <strong>Codice dell’Ordinamento Militare (D.Lgs. 66/2010)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La mobilitazione è il provvedimento con cui lo Stato <strong>trasforma rapidamente il sistema militare da assetto di pace ad assetto di emergenza o di guerra</strong>, richiamando personale, risorse e capacità necessarie alla difesa nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La mobilitazione viene deliberata dal <strong>Consiglio dei Ministri</strong> e dichiarata con <strong>decreto del Presidente della Repubblica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo scenario il richiamo non avverrebbe tutto insieme, ma <strong>per fasi successive</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Chi potrebbe essere chiamato alle armi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In uno scenario di mobilitazione nazionale, lo Stato <strong>non partirebbe da zero</strong>. L’ordinamento militare italiano prevede infatti <strong>una struttura di richiamo progressiva</strong>, che distingue tra cittadini che non hanno mai prestato servizio e personale già addestrato appartenente alla <strong>riserva militare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per i cittadini che <strong>non hanno mai svolto il servizio militare</strong>, la fascia di età potenzialmente coinvolta in caso di riattivazione della leva è generalmente compresa tra <strong>18 e 45 anni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa è la fascia anagrafica tradizionalmente considerata idonea per l’arruolamento. In caso di mobilitazione, i cittadini verrebbero prima sottoposti <strong>alle visite di idoneità fisica e psico-attitudinale</strong>, e successivamente assegnati ai reparti o ai ruoli di supporto necessari alle Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Diversa è la situazione per chi <strong>ha già prestato servizio nelle Forze Armate</strong>. In questo caso la normativa prevede che il personale in congedo entri a far parte della cosiddetta <strong>riserva</strong>, cioè un bacino di militari già formati e addestrati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questa categoria, l’obbligo di richiamo può estendersi più a lungo, generalmente <strong>fino a 56 anni di età</strong>. Per gli <strong>ufficiali</strong>, soprattutto quelli in congedo o appartenenti alla riserva selezionata, il limite può essere anche più alto, perché il loro ruolo è spesso legato <strong>alla pianificazione, al comando o a funzioni specialistiche</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli ex militari costituiscono <strong>la prima riserva operativa dello Stato</strong>. Questo perché un militare già formato <strong>può essere reinserito molto più rapidamente nei reparti</strong>, riducendo tempi di addestramento e consentendo una mobilitazione più efficace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In uno scenario operativo realistico, lo Stato procederebbe generalmente in questo ordine:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>richiamo degli ex militari della riserva</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>utilizzo di <strong>personale civile con competenze tecniche utili alla difesa</strong> (medici, ingegneri, tecnici, specialisti informatici)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>eventuale <strong>riattivazione della leva per nuove classi di cittadini</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La chiamata riguarda solo i cittadini maschi?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo <strong>la normativa attualmente in vigore</strong>, la leva obbligatoria, se venisse riattivata, <strong>riguarderebbe esclusivamente i cittadini maschi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il riferimento è al <strong>Codice dell’Ordinamento Militare (D.Lgs. 66/2010)</strong>, che mantiene ancora l’impianto storico della leva. Le <strong>liste di leva</strong>, infatti, continuano ad essere formate ogni anno dai Comuni <strong>solo per i cittadini maschi che compiono 17 anni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo significa che, <strong>nel quadro normativo attuale</strong>, in caso di riattivazione della leva o mobilitazione generale l’obbligo di presentarsi riguarderebbe <strong>gli uomini</strong>, mentre <strong>le donne non sarebbero soggette a chiamata obbligatoria</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le donne possono comunque servire nelle Forze Armate, ma <strong>solo su base volontaria</strong>. L’accesso femminile è stato introdotto in Italia nel <strong>2000</strong>, consentendo alle donne di arruolarsi in tutti i ruoli delle Forze Armate e delle Forze di polizia a ordinamento militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Affinché anche le donne possano essere soggette a leva obbligatoria, <strong>sarebbe necessaria una modifica della legge</strong>, perché l’attuale sistema normativo della leva continua a riferirsi esplicitamente <strong>alla popolazione maschile</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa succede se non ci si presenta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il mancato rispetto degli obblighi militari può comportare <strong>conseguenze penali molto severe</strong>, previste dal <strong>Codice Penale Militare di Pace e dal Codice Penale Militare di Guerra</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Mancata presentazione alla chiamata</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se un cittadino convocato <strong>non si presenta all’arruolamento</strong>, può incorrere nel reato storicamente definito <strong>renitenza alla leva</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In caso di mobilitazione o ripristino della leva, la mancata presentazione può comportare <strong>pene detentive fino a diversi anni di reclusione</strong>, oltre all’obbligo di adempiere comunque al servizio militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Diserzione</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La situazione diventa più grave se la persona è già stata incorporata nelle Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>diserzione</strong> si verifica quando un militare:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>si allontana dal reparto senza autorizzazione</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>oppure <strong>non si presenta al reparto dopo l’incorporazione</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il Codice Penale Militare:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>in tempo di pace</strong> la diserzione può essere punita con la reclusione militare <strong>fino a 5 anni</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>in tempo di guerra</strong> la pena può arrivare <strong>fino a 15 anni di reclusione</strong>, a seconda delle circostanze</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Passaggio al nemico</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il reato più grave è il <strong>passaggio al nemico</strong>, che riguarda comportamenti come:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>fornire informazioni o assistenza alle forze nemiche</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>collaborare con il nemico</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>combattere o operare a favore di forze ostili</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il <strong>Codice Penale Militare di Guerra</strong>, il reato di <strong>passaggio al nemico</strong> può essere punito con <strong>l’ergastolo</strong>. In passato, per le ipotesi più gravi, la normativa <strong>prevedeva anche la pena di morte</strong>, rimasta formalmente nel codice fino al <strong>1994</strong>, quando è stata definitivamente abolita dall’ordinamento italiano. Oggi, quindi, <strong>la sanzione massima prevista è l’ergastolo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un sistema giuridico ancora pienamente operativo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante la professionalizzazione delle Forze Armate, <strong>l’Italia conserva ancora l’intero apparato normativo per una mobilitazione militare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Esistono ancora:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>il <strong>principio costituzionale della difesa della Patria</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>le <strong>liste di leva gestite dai Comuni</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>le <strong>norme che consentono di riattivare la leva</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>gli strumenti di <strong>mobilitazione previsti dal Codice dell’Ordinamento Militare</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il <strong>sistema penale militare che disciplina gli obblighi di servizio</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta di un impianto legislativo pensato per <strong>garantire allo Stato la possibilità di mobilitare rapidamente uomini, competenze e risorse in caso di conflitto o grave emergenza nazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/war-italy.jpg","categoria":"Blog","tags":"difesanazionale, LevaMilitare, RichiamoAlleArmi","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-12 02:42:17","stato":"publish","riassunto_video":"In caso di guerra l’Italia può obbligare i cittadini maschi a prestare servizio militare: la leva non è abolita, ma solo sospesa. Le liste di leva esistono ancora e in caso di necessità lo Stato può richiamare uomini fino a 45 anni di età (56 per gli ex militari), con pene severe per chi non si presenta o diserta. L’Italia conserva ancora l’intero apparato normativo per una mobilitazione militare.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29843-richiamo-alle-armi-cosa-succede-davvero-in-italia-in-caso-di-conflitto-obblighi-eta-di-mobilitazione-e-conseguenze-penali-per-chi-non-si-presenta.mp4","galleria":""}
{"id":29837,"titolo":"CYBERCOM e NSA - il Potere Digitale Militare e Civile sotto il Gen. Rudd.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Senato statunitense ha confermato il tenente generale <strong>Joshua Rudd</strong> come nuovo comandante di <strong>U.S. Cyber Command (CYBERCOM)</strong> e direttore della <strong>National Security Agency (NSA)</strong>, sancendo così il ritorno di una guida stabile dopo quasi un anno di reggenza ad interim.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con un voto di <strong>71 a 29</strong>, Rudd ottiene non solo la promozione al quarto grado da generale, ma soprattutto assume il controllo contemporaneo delle due principali strutture americane nel campo della guerra cibernetica e dell’intelligence dei segnali. È proprio questo il punto politico e strategico più rilevante: <strong>Washington continua a far coincidere nella stessa persona il vertice di CYBERCOM e della NSA</strong>, mantenendo un modello di comando unificato tra operazioni cyber e raccolta informativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa scelta non è secondaria. <strong>CYBERCOM è il comando militare responsabile delle operazioni nel dominio cibernetico, mentre la NSA è la più importante agenzia americana per la signals intelligence e per la sicurezza delle comunicazioni.</strong> Affidare entrambe le strutture allo stesso leader significa preservare una stretta integrazione tra capacità operative e intelligence tecnica, in un momento in cui gli Stati Uniti considerano il cyberspazio un teatro centrale del conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16442,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"CYBERCOM e NSA - il Potere Digitale Militare e Civile sotto il Gen. Rudd.\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/251217_joshua_rudd_camo_8302512-e1765992006747-768x433-1.webp\" alt=\"CYBERCOM e NSA - il Potere Digitale Militare e Civile sotto il Gen. Rudd.\" class=\"wp-image-16442\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">CYBERCOM e NSA - il Potere Digitale Militare e Civile sotto il Gen. Rudd.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-continuita-dopo-haugh-e-le-critiche-sulla-nomina\">Continuità dopo Haugh e le critiche sulla nomina</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nomina arriva dopo il licenziamento, avvenuto all’inizio di aprile, del generale <strong>Timothy Haugh</strong>, rimosso dall’amministrazione Trump poco più di un anno dopo il suo insediamento e senza una motivazione pubblica ufficiale. Con Rudd, quindi, l’amministrazione non cambia l’architettura di comando: <strong>sceglie un nuovo uomo, ma conferma la stessa impostazione istituzionale</strong>, quella del cosiddetto <em>dual-hat</em>, il “doppio cappello” tra CYBERCOM e NSA.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La decisione, tuttavia, non è stata priva di polemiche. Rudd proviene infatti dal mondo delle <strong>operazioni speciali</strong> e non ha un curriculum direttamente radicato né nella signals intelligence né nel cyber. Questo aspetto ha sollevato dubbi, in particolare da parte del senatore democratico <strong>Ron Wyden</strong>, che ha contestato apertamente la sua idoneità al ruolo, sostenendo che il Paese non possa permettersi una fase di apprendimento “sul campo” in materia di cybersicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante queste obiezioni, al Senato ha prevalso la linea opposta, sostenuta tra gli altri dal repubblicano <strong>Roger Wicker</strong>, che ha invitato i colleghi a confermare rapidamente Rudd sottolineando la delicatezza del momento strategico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16443,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"CYBERCOM e NSA - il Potere Digitale Militare e Civile sotto il Gen. Rudd.\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/193354361-fdf51043-3fe1-4f7d-a744-22d35cf4e678.jpg\" alt=\"CYBERCOM e NSA - il Potere Digitale Militare e Civile sotto il Gen. Rudd.\" class=\"wp-image-16443\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">CYBERCOM e NSA - il Potere Digitale Militare e Civile sotto il Gen. Rudd.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-contesto-strategico-e-i-prossimi-passi\">Il contesto strategico e i prossimi passi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo capo di CYBERCOM e NSA entra infatti in carica mentre gli Stati Uniti sono impegnati in operazioni attive contro l’Iran, un contesto in cui le capacità cyber sono state descritte da alti funzionari come tra le prime ad essere impiegate fin dall’avvio della campagna, il <strong>28 febbraio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il quadro rende ancora più significativa la scelta di mantenere un’unica catena di comando tra le due istituzioni. In una fase di scontro aperto, con il rischio di ritorsioni informatiche iraniane contro reti militari e infrastrutture sensibili, <strong>gli Usa puntano sulla continuità del modello che lega intelligence e cyber operations sotto lo stesso comandante</strong>. In altre parole, la conferma di Rudd non è soltanto una nomina personale: è anche una riaffermazione della volontà americana di tenere unite, al vertice, le due leve fondamentali della competizione digitale contemporanea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Resta ora da capire quando Rudd assumerà formalmente l’incarico. Una volta insediato, potrà comunque contare su due vice di esperienza: <strong>Lt. Gen. Lorna Mahlock</strong> per CYBERCOM e <strong>Tim Kosiba</strong> per la NSA.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/Diapositiva1-8-scaled-1.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"cybercom, nsa, sicurezza","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-11 22:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"Il Senato USA ha confermato Joshua Rudd come comandante di U.S. Cyber Command e direttore della NSA, mantenendo un modello di comando unificato tra operazioni cibernetiche e intelligence. Nonostante critiche sul suo background, Rudd guiderà le due strutture in un momento strategico di tensioni con l’Iran, garantendo continuità e integrazione tra cyber operations e raccolta dati.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://breakingdefense.com/2026/03/special-ops-leader-rudd-confirmed-to-helm-cybercom-and-nsa/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29837-cybercom-e-nsa-il-potere-digitale-militare-e-civile-sotto-il-gen-rudd.mp4","galleria":""}
{"id":29831,"titolo":"Cold Response 2026 - Video Artico","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 9 al 19 marzo 2026 la Norvegia ospita <strong>Cold Response 2026</strong>, la più grande esercitazione militare del Paese. In un contesto internazionale sempre più instabile, l’operazione punta a rafforzare la deterrenza e la sicurezza collettiva sul fianco nord della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Partecipano <strong>32.500 militari di 14 Paesi alleati</strong>: 25.000 in Norvegia e 7.500 in Finlandia. Le attività si svolgono tra Norvegia settentrionale, Finlandia del nord e aree marittime del Nord Atlantico, sotto la guida di un comando congiunto norvegese-statunitense.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione coinvolge forze terrestri, navali, aeree, cyber e spaziali, con l’obiettivo di migliorare interoperabilità, prontezza operativa e capacità di difesa comune. Un passaggio importante anche per l’integrazione di Finlandia e Svezia nella NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Addestrarsi in condizioni artiche estreme consente agli alleati di testare uomini, mezzi e strategie in uno degli scenari più sensibili per la sicurezza europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://www.youtube.com/watch?v=J8OATAMWm6E\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://www.youtube.com/watch?v=J8OATAMWm6E\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-11-151222.png","categoria":"Internazionali","tags":"ColdResponse26, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-11 15:24:04","stato":"publish","riassunto_video":"Dal 9 al 19 marzo 2026 la Norvegia ospita Cold Response, la più grande esercitazione militare del Paese con 32.500 militari di 14 Paesi NATO. L’operazione, tra Norvegia, Finlandia e Nord Atlantico, mira a rafforzare sicurezza e interoperabilità in condizioni artiche estreme, integrando anche Finlandia e Svezia nella difesa collettiva.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.forsvaret.no/en/exercises-and-operations/exercises/cr26","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29831-cold-response-2026-video-artico.mp4","galleria":""}
{"id":29802,"titolo":"Addio al Maresciallo Aiutante Par. Pasquale Minervini, “Peste Bianca” del 5º Battaglione El Alamein e padre di una valorosa famiglia di Paracadutisti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il mondo dei Paracadutisti italiani saluta con profonda commozione il <strong>Maresciallo Aiutante Paracadutista Pasquale Minervini</strong>, un uomo che ha lasciato un segno profondo in generazioni di militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La notizia della sua scomparsa ha suscitato <strong>grande cordoglio sui social e negli ambienti delle aviotruppe</strong>, dove il suo nome è ricordato con rispetto e affetto da chi ha avuto l’onore di conoscerlo e servire con lui.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In congedo dal 1992, Pasquale Minervini era conosciuto tra i Paracadutisti come <strong>“Peste Bianca”</strong>, suo nominativo radio, che affondava le radici nella leggendaria<strong> Compagnia Esplorante XI “Peste”</strong>, il cui ideatore fu l’allora Capitano Enrico Celentano, e nei suoi capelli, prima brizzolati e poi completamente bianchi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua storia personale è profondamente intrecciata con quella della <strong>Brigata Paracadutisti Folgore</strong>, in particolare con il <strong>5º Battaglione “El Alamein” del 186º Reggimento Paracadutisti Folgore</strong>. Proprio in questo reparto hanno prestato servizio <strong>tre membri della famiglia Minervini</strong>, a testimonianza di una tradizione militare rara e significativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Sottufficiale era infatti <strong>padre di Paride Minervini</strong>, Ufficiale Paracadutista dell’Esercito ed oggi <strong>stimatissimo perito balistico a livello nazionale</strong>, e di <strong>Glauco Minervini</strong>, <strong>Generale di Brigata Par. in congedo, sempre della Folgore.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":29829,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/minervini-family3-1024x676.jpg\" alt=\"Addio al Maresciallo Aiutante Par. Pasquale Minervini, “Peste Bianca” del 5º Battaglione El Alamein e padre di una valorosa famiglia di Paracadutisti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-29829\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Da sinistra: S.ten. Glauco Minervini, Mar. Aiutante Pasquale Minervini e S.ten. Paride Minervini: un'intera famiglia al servizio della Patria e della Brigata Paracadutisti Folgore</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’intera famiglia al servizio della Patria, legata dallo stesso reparto, dalla stessa tradizione e dallo stesso spirito Paracadutista.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chi ha avuto modo di conoscerlo ricorda un uomo profondamente legato ai valori della Folgore: <strong>cameratismo, disciplina, dedizione al servizio e orgoglio di appartenenza</strong>, simbolo di una figura che ha saputo lasciare il segno non solo nella propria famiglia, ma anche nella comunità militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In queste ore i messaggi di ricordo e di affetto si moltiplicano, segno di quanto il Maresciallo Minervini fosse <strong>stimato e ricordato da chi ha condiviso con lui anni di servizio, addestramento e vita militare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla famiglia Minervini e ai suoi cari giungano <strong>le più sentite condoglianze</strong> da parte nostra e di chi si riconosce nei valori e nella tradizione delle aviotruppe italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Folgore Paracadutista Pasquale Minervini! </strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/pasquale-minvervini2.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"186folgore, 5btgelalamein, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-11 13:22:12","stato":"publish","riassunto_video":"Il Maresciallo Aiutante Pasquale Minervini, Paracadutista in congedo del 5º Battaglione “El Alamein”, è andato avanti, lasciando un profondo vuoto nella comunità delle aviotruppe. Ricordato come “Peste Bianca” ha trasmesso valori di disciplina e cameratismo a numerose generazioni di militari. Padre di due Ufficiali Paracdutisti, la sua famiglia è profondamente legata alle tradizioni della Folgore.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29802-addio-al-maresciallo-aiutante-par-pasquale-minervini-peste-bianca-del-5o-battaglione-el-alamein-e-padre-di-una-valorosa-famiglia-di-paracadutisti.mp4","galleria":""}
{"id":29796,"titolo":"La guerra invisibile dei Paracadutisti di Sua Maestà","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per sopravvivere sul <strong>campo di battaglia moderno</strong>, i <strong>paracadutisti britannici</strong> stanno imparando a combattere anche una guerra invisibile: quella che si svolge nello <strong>spettro elettromagnetico</strong>, tra <strong>onde radio</strong>, segnali e interferenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A guidare questa trasformazione è il <strong>Phantom Platoon</strong>, reparto specializzato nelle <strong>Cyber and Electromagnetic Activities (CEMA)</strong> della <strong>16 Air Assault Brigade</strong>, la forza di risposta rapida globale dell’<strong>Esercito britannico</strong>. Il CEMA unisce <strong>guerra elettronica</strong>, <strong>operazioni cyber</strong> e <strong>gestione dello spettro elettromagnetico</strong> con l’obiettivo di raccogliere informazioni sul nemico, ostacolarne i piani e proteggere le forze amiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il reparto, inserito nel <strong>2nd Battalion The Parachute Regiment (2 PARA)</strong>, ha partecipato alla <strong>Exercise Orion</strong> in <strong>Francia</strong>, dove soldati aviotrasportati britannici e francesi si sono addestrati insieme per affrontare possibili <strong>crisi reali</strong>. Secondo il comandante del 2 PARA, il <strong>tenente colonnello Craig Shephard</strong>, il CEMA serve a capire cosa stia facendo il nemico e a creare confusione sulle intenzioni delle proprie forze, così da ottenere quel piccolo vantaggio di <strong>tempo</strong> o di <strong>spazio</strong> decisivo per vincere la battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16428,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"La guerra invisibile dei Paracadutisti di Sua Maestà\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Immagine-2026-03-11-001400.png\" alt=\"La guerra invisibile dei Paracadutisti di Sua Maestà\" class=\"wp-image-16428\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La guerra invisibile dei Paracadutisti di Sua Maestà</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tecnologia-costruita-sul-campo\">Tecnologia costruita sul campo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei compiti principali degli specialisti del Phantom Platoon è individuare le <strong>posizioni nemiche</strong> intercettando e tracciando le loro <strong>trasmissioni radio</strong>. Per farlo usano <strong>Kraken</strong>, una <strong>software defined radio</strong> progettata e assemblata direttamente dal reparto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema è formato da un’<strong>antenna</strong> capace di rilevare segnali, collegata a un <strong>GPS</strong> e gestita tramite un <strong>computer a scheda singola</strong>. Può essere montato o smontato in appena <strong>cinque minuti</strong>, collocato sul terreno e controllato a distanza. Una volta individuato un segnale, il dispositivo permette di stabilire <strong>che cosa è</strong>, <strong>dove si trova</strong> e quale ruolo abbia nell’attività del nemico, contribuendo a costruire un quadro operativo più preciso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto a Kraken, i paracadutisti hanno creato anche <strong>Unagi</strong>, un trasmettitore capace di <strong>disturbare</strong> comunicazioni radio o emettere <strong>segnali falsi</strong>, e <strong>Plankton</strong>, un estensore <strong>Wi-Fi</strong> usato per interrompere il collegamento tra un <strong>drone</strong> e il suo controllore. I nomi, curiosamente, derivano dal fatto che uno dei membri del team ha una laurea in <strong>biologia marina</strong>, e per questo molte apparecchiature hanno nomi “ittici”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La particolarità di questi strumenti è che vengono costruiti con componenti acquistati in normali <strong>negozi di elettronica</strong> e poi modificati con poche righe di <strong>codice</strong>, rendendoli estremamente flessibili. In un caso concreto, <strong>Unagi</strong> è stato usato prima per <strong>jammerare</strong> le radio nemiche e poi riconfigurato per imitare un <strong>hub Wi-Fi</strong>. Il nemico ha intercettato il segnale, credendo di aver localizzato il <strong>quartier generale</strong> britannico, e ha attaccato una posizione falsa. Questo inganno ha permesso a una compagnia fucilieri di conquistare il proprio obiettivo senza incontrare resistenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16429,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"La guerra invisibile dei Paracadutisti di Sua Maestà\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-11-001418.png\" alt=\"La guerra invisibile dei Paracadutisti di Sua Maestà\" class=\"wp-image-16429\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La guerra invisibile dei Paracadutisti di Sua Maestà</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-innovazione-iniziativa-e-cooperazione-internazionale\">Innovazione, iniziativa e cooperazione internazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per i militari del Phantom Platoon, questa capacità rappresenta un esempio concreto della tradizionale <strong>airborne initiative</strong>, cioè lo spirito di iniziativa tipico delle <strong>truppe paracadutiste</strong>. Il soldato Kai ha spiegato che nei conflitti contemporanei la <strong>guerra elettronica</strong> sta assumendo un ruolo sempre più centrale, e proprio per questo il reparto ha deciso di sviluppare autonomamente una capacità considerata oggi essenziale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche sul piano personale, il CEMA offre nuove opportunità. Il soldato George, ad esempio, ha trasformato una passione giovanile per <strong>PlayStation</strong>, <strong>Xbox</strong> ed <strong>elettronica</strong> in una competenza militare concreta. Dopo aver iniziato a smontare e modificare hardware da ragazzo, ha trovato nel Phantom Platoon il modo di applicare quelle abilità sul terreno operativo, con la consapevolezza che il proprio contributo può influenzare direttamente il successo di una missione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il tenente colonnello <strong>Craig Shephard</strong>, il lavoro del Phantom Platoon dimostra la volontà dei paracadutisti britannici di <strong>innovare</strong> e <strong>adattarsi</strong> alle esigenze del campo di battaglia moderno. Una risorsa preziosa, soprattutto in esercitazioni come <strong>Orion</strong>, che ha coinvolto circa <strong>2.000 soldati</strong> della <strong>16 Air Assault Brigade</strong> e della <strong>11e Brigade Parachutiste</strong> francese in attività difensive congiunte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le due brigate formano l’<strong>Airborne Combined Joint Force</strong> e dal <strong>2013</strong> sono addestrate e pronte a schierarsi insieme per rispondere a crisi globali. In un contesto bellico in cui non basta più controllare il terreno, ma occorre dominare anche lo spazio invisibile di <strong>segnali</strong>, <strong>comunicazioni</strong> e <strong>interferenze</strong>, il Phantom Platoon mostra come il futuro del combattimento passi sempre di più attraverso la tecnologia e la capacità di adattamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/UKPAR-ART26.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"CEMA, cyberdefence, esercitobritannico, guerraelettronica, paracadutisti, PhantomPlatoon","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-11 00:34:08","stato":"publish","riassunto_video":"I paracadutisti britannici del Phantom Platoon della 16 Air Assault Brigade si specializzano nella guerra elettromagnetica e cyber, usando strumenti come Kraken, Unagi e Plankton per intercettare, disturbare e ingannare il nemico. Questi dispositivi, creati con componenti comuni e software personalizzato, permettono di dominare lo spettro elettromagnetico, offrendo un vantaggio cruciale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29796-la-guerra-invisibile-dei-paracadutisti-di-sua-maesta.mp4","galleria":""}
{"id":29790,"titolo":"Cina - Una forza da prendere sul serio","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Cina accelera ancora sul fronte militare. In occasione del Congresso nazionale del popolo, <strong>Pechino ha annunciato un aumento del 7% del budget per la difesa</strong>, confermando la volontà di rafforzare l’Esercito popolare di liberazione (PLA) in un contesto regionale sempre più teso, soprattutto nello Stretto di Taiwan.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dietro il dato contabile emerge una dinamica più complessa: <strong>da un lato la modernizzazione delle capacità operative, dall’altro le persistenti fragilità interne dell’apparato militare</strong>, a partire dalla corruzione e dal tema della lealtà politica ai vertici. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16420,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Cina - Una forza da prendere sul serio\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/988ddd1296f84ed3b494cf3fe60225c9.jpg\" alt=\"Cina - Una forza da prendere sul serio\" class=\"wp-image-16420\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cina - Una forza da prendere sul serio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-modernizzazione-e-limiti-interni\">Modernizzazione e limiti interni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è ancora del tutto chiaro in che modo le nuove risorse verranno tradotte in capacità concrete o in nuovi sistemi d’arma. Tuttavia, il salto di qualità compiuto dal PLA negli ultimi dieci anni appare evidente. Le riforme volute da Xi Jinping dal 2015 hanno trasformato l’apparato militare in una forza più moderna, strutturata e orientata all’operatività.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infatti la Cina ha acquisito, spesso in grandi quantità, quasi tutti i moderni sistemi d’arma oggi disponibili. Il risultato è una forza armata che non può più essere considerata soltanto uno strumento di deterrenza politica, ma una componente militare credibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto ai progressi, persistono però criticità profonde. La corruzione resta uno dei problemi più seri. Si parla di un fenomeno “massiccio”, che ha prodotto effetti rilevanti sulla catena di comando. Negli ultimi mesi <strong>la leadership cinese ha avviato una nuova campagna di epurazione ai vertici,</strong> riducendo drasticamente il numero di generali in posizioni chiave e lasciando alcuni comandi territoriali senza una guida stabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le motivazioni ufficiali richiamano la lotta alla corruzione, ma potrebbe riguardare una questione di fedeltà politica. Il PLA, non è l’esercito dello Stato, bensì quello del Partito comunista cinese. La lealtà verso Xi Jinping resta quindi un elemento centrale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-taiwan-al-centro-della-pressione-cinese\">Taiwan al centro della pressione cinese</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il<strong> rafforzamento del bilancio</strong> della difesa si inserisce in un quadro di <strong>crescente pressione nei confronti di Taiwan.</strong> Parte delle risorse aggiuntive potrebbe essere destinata a esercitazioni militari attorno all’isola e al potenziamento delle operazioni informatiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La situazione nello Stretto è diventata sempre più critica. La strategia di Pechino non mira soltanto a scoraggiare ogni ipotesi di indipendenza formale di Taiwan, ma anche a influenzarne il dibattito politico interno e a ridurne gli spazi diplomatici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni, <strong>le esercitazioni del PLA attorno all’isola si sono moltiplicate</strong>, spesso in risposta a dichiarazioni del presidente taiwanese o a decisioni degli Stati Uniti relative a forniture militari. Il messaggio di Pechino appare chiaro: mostrare capacità operative credibili e ribadire con fermezza le proprie linee rosse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16419,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Cina - Una forza da prendere sul serio\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/AQSN5YO4E5KSTEVLJWWLRFWHVU-scaled.jpg\" alt=\"Cina - Una forza da prendere sul serio\" class=\"wp-image-16419\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cina - Una forza da prendere sul serio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-traiettoria-di-lungo-periodo\">Una traiettoria di lungo periodo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano economico, l’incremento del 7% si inserisce nella tendenza di Pechino ad allineare la spesa militare alla crescita del PIL. La decisione conferma così una traiettoria di lungo periodo: la Repubblica popolare intende consolidare il proprio ruolo militare regionale e globale, sviluppando uno strumento bellico sempre più moderno e pronto all’impiego.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla vigilia dell’attuale sessione politica annuale, Xi Jinping ha inoltre rimosso numerosi ufficiali di alto rango. Un dato che mostra come la modernizzazione del PLA non sia un processo lineare: all’ammodernamento degli equipaggiamenti si accompagna una continua ristrutturazione del comando.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto essenziale è che oggi il PLA rappresenta una forza da prendere seriamente in considerazione. I progressi compiuti sono reali, anche se restano interrogativi sulla qualità del comando e sulla coesione interna. Per gli osservatori della sicurezza internazionale, il segnale è chiaro: <strong>la Cina continua a investire nella propria potenza militare, mentre Taiwan resta il fronte più sensibile di questa strategia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/1-3.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Cina, difesa, geopolitica, indopacifico, spesamilitare, taiwan, xiJinping","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-11 00:14:06","stato":"publish","riassunto_video":"La Cina aumenta del 7% il budget militare per modernizzare il PLA, rafforzandolo in un contesto regionale teso, soprattutto verso Taiwan. Nonostante i progressi tecnologici, persistono problemi interni come corruzione e fedeltà politica. Pechino intensifica esercitazioni e pressioni sull’isola, confermando una strategia di lungo termine per consolidare la sua potenza militare.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.rsi.ch/info/mondo/%E2%80%9CL%E2%80%99esercito-cinese-%C3%A8-una-forza-da-prendere-sul-serio%E2%80%9D--3574017.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29790-cina-una-forza-da-prendere-sul-serio.mp4","galleria":""}
{"id":29779,"titolo":"Droni, aggiornamenti alla velocità della luce: servono decisioni innovative, fondi diretti alle Brigate e joint venture con l’Ucraina (Germania docet)","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Pentagono si prepara a ordinare <strong>30.000 droni d’attacco monouso</strong> e il dato più importante non è soltanto quantitativo. Il vero segnale è politico, operativo e industriale: <strong>gli Stati Uniti stanno cercando di portare il drone tattico dentro la struttura ordinaria delle forze armate</strong>, fino ai livelli più bassi, trattandolo non come una capacità marginale ma come uno strumento di impiego quotidiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il messaggio è chiaro: <strong>i piccoli droni non sono più un accessorio del campo di battaglia</strong>, ma una componente strutturale del combattimento terrestre. Vanno acquistati rapidamente, <strong>testati in condizioni realistiche, distribuiti ai reparti, aggiornati, sostituiti e riacquistati con un ritmo incompatibile con i tempi tradizionali del procurement militare</strong>. Per l’Italia, questa notizia non andrebbe letta come semplice cronaca americana, ma come un richiamo diretto. Perché se anche Washington sente il bisogno di accelerare, significa che il problema non è più se investire nei droni, ma <strong>quanto velocemente si è in grado di farlo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-lezione-decisiva-dell-ucraina-aggiornare-in-settimane\">La lezione decisiva dell’Ucraina: aggiornare in settimane</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, il punto di riferimento più interessante non è nemmeno il Pentagono. <strong>È l’Ucraina.</strong> Ed è qui che emerge la distanza più netta tra il ritmo della guerra reale e quello delle amministrazioni occidentali. Nel dibattito americano è stato ricordato che in Ucraina i produttori di droni lavorano con <strong>cicli di aggiornamento che possono arrivare a due settimane</strong>. È questo il dato che dovrebbe colpire più di ogni altro. Perché significa che il drone non viene pensato come un prodotto finito, stabile e durevole, ma come <strong>un sistema in continua evoluzione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Cambiano le frequenze, si modificano i software, si ripensano i payload, si correggono le vulnerabilità emerse sul campo, si introducono contromisure contro jamming e guerra elettronica. <strong>Quello che funziona oggi può non funzionare più tra poche settimane.</strong> La superiorità, quindi, non dipende solo dalla qualità tecnica iniziale della piattaforma, ma dalla capacità di <strong>adattarla più in fretta del nemico</strong>. La vera lezione per l’Italia è qui: <strong>nella guerra dei droni, la velocità di apprendimento vale quanto la capacità produttiva</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16412,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/droni-uk2-1024x576.jpg\" alt=\"Droni, aggiornamenti alla velocità della luce: servono decisioni innovative, fondi diretti alle Brigate e joint venture con l’Ucraina (Germania docet)\" class=\"wp-image-16412\" title=\"Droni, aggiornamenti alla velocità della luce: servono decisioni innovative, fondi diretti alle Brigate e joint venture con l’Ucraina (Germania docet)\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una delle tante fabbriche di droni in Ucraina - Copyright Sky News</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-rischio-di-arrivare-in-ritardo\">Il rischio di arrivare in ritardo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proprio qui emerge il problema principale per molti Paesi occidentali. <strong>Se il ciclo di innovazione dei droni è estremamente rapido, sistemi acquistati attraverso procedure lunghe rischiano di arrivare alle unità quando sono già tecnologicamente superati.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rischio non è tanto quello di non avere droni, ma di avere droni già vecchi al momento della loro introduzione operativa. <strong>Questo vale soprattutto per i piccoli sistemi tattici e per i droni expendable</strong>, che per loro natura devono essere aggiornati continuamente e sostituiti con grande frequenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In altre parole, il problema non è soltanto industriale o tecnologico. <strong>È soprattutto un problema di tempo.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proprio per questo potrebbe essere utile affiancare ai programmi tradizionali strumenti più flessibili e sperimentali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’ipotesi potrebbe essere quella di destinare <strong>fondi dedicati alle Brigate per programmi di sperimentazione e acquisizione rapida di piccoli droni e componenti, </strong>riducendo la distanza tra impiego operativo, feedback e nuovi acquisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, una presenza diretta nei contesti in cui questa tecnologia evolve più rapidamente — come l’Ucraina — potrebbe consentire di osservare, testare e comprendere meglio le soluzioni che emergono dal campo di battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo non sarebbe sostituire l’industria nazionale, ma <strong>accelerare la capacità di apprendimento.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16393,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/1706171512-droni-esercito-italiano-1024x768-1.jpeg\" alt=\"Droni, serve una Decisione Innovativa: dare i fondi alle Brigate e comprare in Ucraina\" class=\"wp-image-16393\" title=\"Droni, serve una Decisione Innovativa: dare i fondi alle Brigate e comprare in Ucraina\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un drone tattico sopra soldati italiani: gli UAV sono destinati a diventare strumenti quotidiani delle forze armate - Copyright foto Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-strategia-tedesca-joint-venture-con-l-ucraina\">La strategia tedesca: joint venture con l’Ucraina</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un segnale interessante arriva dalla collaborazione crescente tra <strong>Germania e Ucraina nel settore dei droni e delle tecnologie militari</strong>. Berlino ha compreso che il valore dell’esperienza ucraina non risiede soltanto nei sistemi sviluppati, ma soprattutto <strong>nel metodo con cui vengono progettati, aggiornati e adattati al campo di battaglia</strong>. Per questo motivo la Germania sta favorendo <strong>joint venture tra aziende tedesche e industrie ucraine</strong>, con l’obiettivo di combinare il know-how maturato al fronte con la capacità industriale e finanziaria europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo modello l’Ucraina porta <strong>esperienza operativa, rapidità di sviluppo e capacità di innovazione continua</strong>, mentre la Germania contribuisce con <strong>capacità produttiva, infrastrutture industriali e accesso ai mercati europei della difesa</strong>. Il risultato è un ecosistema in cui tecnologia e esperienza di combattimento vengono integrate per produrre sistemi che possano evolvere rapidamente, seguendo il ritmo imposto dalla guerra dei droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo approccio dimostra che la cooperazione con l’Ucraina non è solo un gesto di sostegno politico, ma anche <strong>una scelta strategica per accelerare l’innovazione militare europea</strong>. Un modello che potrebbe offrire spunti interessanti anche per altri Paesi, Italia compresa, se l’obiettivo è costruire rapidamente una capacità industriale credibile in un settore che evolve ormai con ritmi senza precedenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16392,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/4687163-189638541.jpg\" alt=\"Droni, serve una Decisione Innovativa: dare i fondi alle Brigate e comprare in Ucraina\" class=\"wp-image-16392\" style=\"width:1200px\" title=\"Droni, serve una Decisione Innovativa: dare i fondi alle Brigate e comprare in Ucraina\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il modello tedesco di joint venture con l’industria ucraina punta a integrare esperienza operativa e capacità industriale europea - Copyright foto Quantum Frontline Industries</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-due-anni-per-assorbire-know-how-e-far-nascere-una-filiera-nazionale\">Due anni per assorbire know-how e far nascere una filiera nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dare risorse alle Brigate significherebbe <strong>responsabilizzare il livello operativo</strong>, cioè quello che più di tutti deve capire cosa serve davvero. Vorrebbe dire anche <strong>accorciare la distanza tra impiego, feedback e nuova acquisizione</strong>. Una cellula di procurement in Ucraina avrebbe inoltre un valore più ampio: non solo acquistare, ma <strong>osservare, apprendere, selezionare e trasferire conoscenza</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per due anni l’Italia non comprerebbe soltanto piattaforme, ma <strong>tempo, metodo e know-how</strong>. L’acquisto diretto in Ucraina dovrebbe infatti essere <strong>una misura temporanea</strong>, utile a costruire una vera capacità nazionale. Il rischio oggi non è solo produrre poco, ma <strong>avviare una filiera senza sufficiente esperienza operativa</strong> e senza comprendere il ritmo imposto dalla guerra dei droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo gli acquisti diretti dovrebbero essere usati soprattutto <strong>come strumento di apprendimento</strong>: capire cosa funziona davvero, come si aggiornano i sistemi, come si reagisce alla guerra elettronica e quali soluzioni meritano di essere portate in <strong>produzione nazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta, in fondo, non è tra comprare all’estero o produrre in Italia. È tra <strong>continuare a imparare lentamente oppure accelerare</strong> per costruire una capacità credibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella guerra dei droni, infatti, il fattore decisivo non è solo avere la tecnologia, ma <strong>la velocità con cui si riesce a comprenderla, aggiornarla e impiegarla</strong>. Colmare questo ritardo richiede prima di tutto <strong>una scelta strategica e politica chiara</strong>, capace di mettere il tema al centro delle priorità nazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/1-6.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Brigate, difesa, Droni, esercito, innovazione, procurement, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-10 11:13:58","stato":"publish","riassunto_video":"Il Pentagono ordina 30.000 droni d’attacco monouso, segnando un cambio strategico: i droni diventano strumenti quotidiani delle forze armate. L’esperienza ucraina mostra che l’aggiornamento rapido è cruciale per mantenere la superiorità. Per l’Italia, servono decisioni innovative: fondi diretti alle Brigate per acquisizioni rapide e collaborare con l’Ucraina per acquisire velocemente know-how.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://breakingdefense.com/2026/03/drone-dominance-pentagon-to-order-30000-one-way-drones-in-next-few-days/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29779-droni-serve-una-decisione-innovativa-dare-i-fondi-alle-brigate-e-comprare-in-ucraina.mp4","galleria":""}
{"id":29772,"titolo":"Nuovi incursori per l’Aeronautica Militare: a Furbara il brevetto del 10° corso BIAM","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presso l’<strong>aeroporto militare di Furbara</strong>, sede del <strong>17° Stormo Incursori dell’Aeronautica Militare</strong>, si è svolta il 9 marzo la <strong>cerimonia di imbascamento del 10° Corso Brevetto Incursori dell’Aeronautica Militare (BIAM)</strong>. L’evento ha sancito l’<strong>ingresso ufficiale dei nuovi operatori nelle Forze Speciali dell’Arma Azzurra</strong>, componente d’eccellenza che opera alle dipendenze della <strong>1ª Brigata Aerea per le Operazioni Speciali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia ha visto la partecipazione delle <strong>più alte autorità militari della Difesa italiana</strong>. A presiederla è stato il <strong>Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano</strong>, affiancato dal <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva</strong>, dal <strong>Comandante del Comando Interforze per le Operazioni Speciali, Ammiraglio di Squadra Paolo Pezzutti</strong>, dal <strong>Comandante del Comando della Squadra Aerea e della 1ª Regione Aerea, Generale di Squadra Aerea Silvano Frigerio</strong>, e dal <strong>Comandante della 1ª Brigata Aerea per le Operazioni Speciali, Generale di Brigata Aerea Diego Sismondini</strong>. Presenti anche rappresentanti istituzionali del territorio, tra cui le amministrazioni dei comuni di <strong>Cerveteri e Ladispoli</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I tre frequentatori che hanno portato a termine con successo il <strong>duro percorso addestrativo della durata di circa due anni</strong> hanno ricevuto il <strong>brevetto da incursore</strong>, il <strong>basco color sabbia</strong> e il tradizionale <strong>pugnale da ardito</strong>, simboli che sanciscono l’ingresso nel <strong>comparto delle Operazioni Speciali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi distintivi rappresentano non soltanto il raggiungimento di un traguardo professionale, ma anche l’appartenenza a una <strong>tradizione militare di grande valore</strong>. Il basco e il pugnale richiamano infatti la memoria degli <strong>Arditi Distruttori della Regia Aeronautica (ADRA)</strong>, costituiti nel <strong>1942</strong> e considerati i precursori delle moderne <strong>Forze Speciali dell’Aeronautica Militare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-valore-strategico-delle-forze-speciali\"><strong>Il valore strategico delle Forze Speciali</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, il <strong>Generale Luciano Portolano</strong> ha evidenziato il <strong>ruolo centrale delle Forze Speciali nello strumento militare nazionale</strong>. Rivolgendosi ai nuovi incursori, ha ricordato come il loro addestramento e la loro preparazione li rendano pronti ad affrontare <strong>missioni complesse in contesti operativi articolati e in continua evoluzione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le <strong>Forze Speciali</strong> rappresentano infatti una componente altamente qualificata delle <strong>capacità di difesa del Paese</strong>. Grazie a una <strong>formazione rigorosa</strong> e a una preparazione multidisciplinare, gli incursori sono chiamati a operare con <strong>rapidità, precisione e professionalità</strong> in situazioni che richiedono elevata competenza e spirito di squadra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della cerimonia il <strong>Generale Portolano</strong> ha inoltre conferito una <strong>Medaglia di Bronzo al Valore Aeronautico</strong> a un operatore del reparto distintosi in attività operativa, riconoscimento che testimonia <strong>l’impegno e la dedizione del personale dell’Aeronautica Militare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16386,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Nuovi incursori per l’Aeronautica Militare: a Furbara il brevetto del 10° corso BIAM\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Cerimonia-Imbascamento-17-Stormo-Incursori-20260309-25-scaled-1.jpg\" alt=\"Nuovi incursori per l’Aeronautica Militare: a Furbara il brevetto del 10° corso BIAM\" class=\"wp-image-16386\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Consegna della Medaglia di Bronzo al Valore Aeronautico. Fonte Aeronautica Militare.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i risultati più significativi recentemente conseguiti dal reparto è stato ricordato anche l’<strong>accreditamento della Combat Controller Skill Level 1</strong>, insieme al <strong>riconoscimento ufficiale da parte dell’Air Force Special Operations Command (AFSOC)</strong> degli Stati Uniti. Un traguardo che conferma il <strong>livello di eccellenza raggiunto dal 17° Stormo Incursori</strong> e la piena integrazione delle capacità italiane nel contesto della <strong>cooperazione internazionale tra Forze Speciali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, il <strong>Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva</strong> ha sottolineato come l’imbascamento rappresenti <strong>un momento solenne e significativo per la Forza Armata</strong>. Con questo gesto simbolico l’Aeronautica Militare riconosce nei nuovi operatori la <strong>preparazione tecnica, la maturità professionale e i valori morali</strong> necessari per entrare a far parte di una delle componenti più qualificate dello <strong>strumento aerospaziale nazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-addestramento-tradizione-e-capacita-operative\"><strong>Addestramento, tradizione e capacità operative</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia si è aperta con l’indirizzo di saluto del <strong>Comandante del 17° Stormo Incursori, Colonnello Michele Anelli</strong>, che ha ricordato ai nuovi incursori il <strong>lungo e impegnativo percorso formativo affrontato durante il corso BIAM</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Colonnello Anelli ha sottolineato come i due anni di addestramento abbiano consentito agli allievi di sviluppare non soltanto <strong>solide capacità operative</strong>, ma anche la consapevolezza del valore del <strong>lavoro di squadra e della coesione tra operatori</strong>, elementi fondamentali per affrontare con successo le missioni affidate alle Forze Speciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16385,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Nuovi incursori per l’Aeronautica Militare: a Furbara il brevetto del 10° corso BIAM\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Cerimonia-Imbascamento-17-Stormo-Incursori-20260309-24.jpg\" alt=\"Nuovi incursori per l’Aeronautica Militare: a Furbara il brevetto del 10° corso BIAM\" class=\"wp-image-16385\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Consegna del basco. Fonte Aeronautica Militare.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al termine della cerimonia, le autorità e gli ospiti hanno potuto assistere a una <strong>rievocazione storica dedicata agli Arditi Distruttori della Regia Aeronautica</strong>, realizzata grazie alla collaborazione di associazioni impegnate nella <strong>valorizzazione della memoria storica delle Forze Armate</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Particolarmente apprezzato è stato il <strong>display operativo</strong> organizzato in un’area addestrativa adiacente, durante il quale è stata simulata una <strong>operazione di liberazione di ostaggi in ambiente ostile</strong>. L’attività ha evidenziato l’<strong>elevato livello di integrazione tra le diverse componenti della Forza Armata</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La simulazione ha visto l’impiego di <strong>aeromobili a pilotaggio remoto</strong>, caccia <strong>Eurofighter</strong> per la ricognizione e la neutralizzazione delle difese aeree, e degli <strong>elicotteri HH-101A del 9° Stormo</strong> per l’infiltrazione e l’esfiltrazione degli operatori sul terreno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La dimostrazione si è conclusa con un <strong>aviolancio di personale incursore</strong> e con il dispiegamento in volo delle bandiere del <strong>17° Stormo</strong>, dell’<strong>Aeronautica Militare</strong> e della <strong>Repubblica Italiana</strong>, momento simbolico che ha suggellato la cerimonia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>17° Stormo Incursori</strong> rappresenta oggi una delle espressioni più qualificate della <strong>professionalità delle Forze Armate italiane</strong>. Il reparto ha il compito di <strong>selezionare, addestrare ed equipaggiare personale altamente specializzato</strong> destinato a operare in missioni come <strong>ricognizione speciale, azione diretta, assistenza militare e liberazione ostaggi</strong>, contribuendo alla <strong>sicurezza nazionale</strong> e alla stabilità nei contesti operativi internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’imbascamento dei nuovi incursori testimonia la <strong>continuità di una tradizione di professionalità, dedizione e servizio al Paese</strong> che contraddistingue da sempre le <strong>Forze Armate italiane</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/Cerimonia-Imbascamento-17-Stormo-Incursori-20260309-10.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"17StormoIncursori, aeronauticamilitare, forzespeciali","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-10 10:54:03","stato":"publish","riassunto_video":"Il 9 marzo all’aeroporto militare di Furbara si è svolta la cerimonia di imbascamento del 10° Corso Brevetto Incursori dell’Aeronautica Militare, con l’ingresso ufficiale di tre nuovi operatori nelle Forze Speciali. Tra simboli e riconoscimenti, l’evento ha sottolineato l’importanza strategica, la tradizione e l’eccellenza operativa del 17° Stormo Incursori.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/news/forze-speciali-brevettati-i-nuovi-incursori-del-17-stormo-dellaeronautica-militare/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29772-nuovi-incursori-per-laeronautica-militare-a-furbara-il-brevetto-del-10-corso-biam.mp4","galleria":""}
{"id":29765,"titolo":"Difesa e improvvisazione: il richiamo del Generale C.A. Rodolfo Sganga nell’era dei social e della guerra cognitiva","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Generale di Corpo d’Armata Rodolfo Sganga</strong> ha recentemente pubblicato sulla propria pagina Facebook una riflessione, visibile pubblicamente, che merita di essere letta con attenzione, soprattutto in un momento storico in cui le questioni di difesa, sicurezza e guerra sono entrate stabilmente nel dibattito pubblico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, il Generale ha posto l’accento su un punto fondamentale: <strong>la differenza tra chi commenta superficialmente temi militari e chi, invece, dedica anni di studio alla comprensione di quello che è probabilmente il fenomeno più complesso che l’umanità si trovi ad affrontare, la guerra</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>«La differenza tra chi commenta di Difesa tra una partita di calcio e l’altra e chi invece è professionista del Mestiere delle Armi, risiede negli anni di studio dedicati alla comprensione del fenomeno più complesso cui l’essere umano possa essere chiamato a fronteggiare: la guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E questo non certo per diventarne sostenitore, sarebbe da pazzi, ma per comprenderlo nel tentativo di governarlo per quanto possibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Pertanto, nel passaggio da “allenatore della nazionale” di domenica ad “esperto di Difesa” del lunedì conviene approfittare e studiare, altrimenti si rischia di dire un sacco di “inesattezze”…»</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un messaggio duro e semplice allo stesso tempo, ma estremamente attuale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-guerra-non-e-un-opinione\">La guerra non è un’opinione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra non è un tema da affrontare con leggerezza o improvvisazione.<br>È un fenomeno complesso che coinvolge strategia, geopolitica, tecnologia, economia, psicologia e dottrina militare. <strong>Comprenderlo richiede anni di studio, formazione accademica militare, esperienza operativa e analisi continua dell’evoluzione del campo di battaglia.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È per questo che nelle forze armate di tutto il mondo la formazione dei quadri militari è strutturata su percorsi lunghi e rigorosi: accademie, scuole di guerra, corsi di stato maggiore e anni di esperienza sul terreno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ridurre tutto questo a un commento improvvisato sui social significa inevitabilmente produrre analisi superficiali o, nel peggiore dei casi, completamente errate, con il rischio di alimentare narrazioni distorte che possono avere conseguenze concrete sul dibattito pubblico e sulle scelte, anche e soprattutto politiche, della Nazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-era-della-guerra-cognitiva\">L’era della guerra cognitiva</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è un elemento che rende il richiamo dell'Ufficiale Paracadutista ancora più attuale: il contesto della cosiddetta <strong>guerra cognitiva</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni la NATO ha iniziato a parlare apertamente di <em>Cognitive Warfare</em>, una forma di conflitto che non mira a distruggere infrastrutture o unità militari, ma a <strong>influenzare la percezione delle persone ed orientare il dibattito pubblico</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo tipo di conflitto, <strong>l’obiettivo non è il territorio ma la mente</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Informazioni parziali, interpretazioni errate, semplificazioni e narrazioni distorte diventano strumenti capaci di orientare l’opinione pubblica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è proprio qui che emerge un problema evidente: <strong>chi non possiede strumenti di analisi nel campo della difesa diventa inevitabilmente più vulnerabile a questo tipo di influenza</strong>. Non si tratta di una colpa, ma di una conseguenza naturale della complessità della materia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La questione si è ulteriormente accentuata, purtroppo, con il conflitto russo-ucraino. Improvvisamente tutti sembrano sapere tutto, spesso senza aver minimamente verificato la veridicità delle fonti o l’attendibilità delle informazioni. <strong>Dottrine, tecniche, strategie: elementi fondamentali dello studio della guerra sembrano scomparsi dal dibattito.</strong> All’improvviso una materia complessa è stata ridotta a qualcosa di apparentemente semplice, alla portata di chiunque abbia un’opinione da esprimere sui social.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-responsabilita-dell-informazione-sulla-difesa\">La responsabilità dell’informazione sulla Difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, il dibattito pubblico sui temi della difesa assume un’importanza ancora maggiore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parlare di guerra, infatti, non significa limitarsi a commentare eventi militari o dinamiche operative, ma <strong>contribuire alla formazione di una consapevolezza pubblica su questioni che riguardano direttamente la sicurezza nazionale e internazionale.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo motivo condividiamo pienamente, ed accogliamo con convinzione, il richiamo del Generale Sganga.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il lavoro di questo blog nasce proprio dalla convinzione che le questioni legate alla difesa debbano essere affrontate con rigore, studio e competenza, evitando semplificazioni che rischiano di impoverire un dibattito già di per sé complesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel nostro progetto collaborano infatti militari di altissimo profilo, oggi in congedo dopo lunghe esperienze operative e di comando, con i quali abbiamo avuto più volte occasione di approfondire temi legati alla dottrina militare e all’evoluzione delle operazioni contemporanee.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contributo di queste competenze rappresenta per noi un elemento fondamentale: non per alimentare polemiche o contrapposizioni, ma <strong>per offrire ai lettori strumenti di analisi più solidi in un ambito in cui la complessità è la regola e l’improvvisazione rischia di diventare terreno fertile per interpretazioni distorte della realtà</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-studiare-per-capire\">Studiare per capire</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il messaggio del Generale Sganga, in fondo, è molto chiaro. <strong>Studiare la guerra non significa giustificarla o sostenerla. Significa comprenderla.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Solo comprendendo i meccanismi che regolano i conflitti è possibile analizzarli, interpretarli e, quando possibile, contribuire a governarne gli effetti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un’epoca in cui le informazioni circolano velocemente e il dibattito pubblico si forma spesso sui social network, <strong>il richiamo allo studio e alla competenza è un contributo prezioso per chi si occupa seriamente di Difesa.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/sganga-Articolo-cw.jpg","categoria":"Blog","tags":"CulturaDellaDifesa, difesa, GuerraCognitiva","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-09 18:51:52","stato":"publish","riassunto_video":"Il Generale Sganga sottolinea l’importanza del sapere nella materia della Difesa, un ambito che richiede anni di formazione e studio per evitare interpretazioni superficiali. Informazioni parziali, letture errate, semplificazioni: in un’epoca segnata dalla guerra cognitiva, chi non possiede adeguati strumenti di analisi in materia diventa inevitabilmente più vulnerabile a questo tipo di influenza.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29765-difesa-e-improvvisazione-il-richiamo-del-generale-c-a-rodolfo-sganga-nellera-dei-social-e-della-guerra-cognitiva.mp4","galleria":""}
{"id":29759,"titolo":"Missile iraniano sulla Turchia intercettato dalla NATO: Ankara dispiega F-16 nel nord di Cipro","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Mediterraneo orientale entra in una fase di crescente tensione militare dopo che un missile di origine iraniana è stato intercettato dalle difese della NATO mentre attraversava lo spazio aereo turco. L’episodio, avvenuto nei pressi della provincia di Gaziantep, ha immediatamente portato ad un rafforzamento delle misure di sicurezza nella regione e a una risposta militare da parte di Ankara.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto riferito dalle autorità turche, frammenti della munizione intercettata sono caduti nel sud-est del Paese. L’abbattimento è stato effettuato dai sistemi di difesa dell’Alleanza Atlantica dispiegati nell’area del Mediterraneo orientale, a conferma del livello di allerta raggiunto negli ultimi giorni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il dispiegamento di caccia F-16 nel nord di Cipro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel quadro delle misure di sicurezza adottate dopo l’incidente, la Turchia ha deciso di rafforzare la propria presenza militare nel Mediterraneo orientale inviando sei caccia F-16 nella parte settentrionale di Cipro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli aerei da combattimento sono stati dispiegati nella Repubblica Turca di Cipro del Nord, entità riconosciuta esclusivamente da Ankara. Secondo fonti citate da Defense News, il trasferimento dei velivoli è stato deciso proprio alla luce del rischio rappresentato da possibili attacchi missilistici o con droni legati all’attuale escalation regionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dispiegamento ha una duplice funzione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>rafforzare la difesa aerea dell’isola</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>garantire una capacità di risposta immediata nel caso in cui il conflitto dovesse estendersi al Mediterraneo orientale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cipro al centro della nuova tensione nel Mediterraneo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’isola di Cipro rappresenta da tempo uno dei nodi strategici più delicati della regione. Oltre alla presenza militare turca nel nord dell’isola, il territorio cipriota ospita anche basi britanniche, tra cui la base di Akrotiri, utilizzata per operazioni militari e missioni aeree nel Medio Oriente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proprio per questa ragione l’area viene considerata un potenziale obiettivo in caso di escalation del conflitto tra Iran e Israele o di un allargamento delle ostilità che coinvolga direttamente gli alleati occidentali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il recente abbattimento del missile iraniano nello spazio aereo turco dimostra come la linea del confronto si stia progressivamente avvicinando all’Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La risposta turca: difesa dello spazio aereo e deterrenza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ankara ha dichiarato che adotterà “tutte le misure necessarie” per proteggere il proprio territorio e il proprio spazio aereo da qualsiasi minaccia proveniente dalla crisi in corso nel Medio Oriente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’invio degli F-16 nel nord di Cipro deve quindi essere letto come una misura preventiva di deterrenza, ma anche come un segnale politico e militare rivolto a tutta la regione: la Turchia intende rafforzare il proprio dispositivo difensivo e mantenere una presenza attiva nei punti più sensibili del Mediterraneo orientale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Mediterraneo orientale verso una nuova fase di instabilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intercettazione del missile e il successivo dispiegamento dei caccia turchi rappresentano due episodi che mostrano come il conflitto mediorientale stia iniziando a produrre effetti diretti anche sul fronte europeo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con basi NATO, infrastrutture militari occidentali e rotte strategiche concentrate in un’area relativamente ristretta, il Mediterraneo orientale rischia infatti di trasformarsi in uno dei principali teatri di tensione se la crisi dovesse ulteriormente aggravarsi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/89957-scaled.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Iran, MediterraneoOrientale, NATO, turchia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-09 16:20:18","stato":"publish","riassunto_video":"Un missile iraniano è stato intercettato dalla NATO nello spazio aereo turco, aumentando la tensione nel Mediterraneo orientale. In risposta, la Turchia ha inviato sei caccia F-16 nel nord di Cipro per rafforzare la difesa e la deterrenza. L’episodio conferma come la crisi in corso stia progressivamente avvicinandosi ai confini europei.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/europe/2026/03/09/turkey-sends-six-f-16-fighters-to-northern-cyprus-amid-iran-missile-threats/","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29759-missile-iraniano-sulla-turchia-intercettato-dalla-nato-ankara-dispiega-f-16-nel-nord-di-cipro.mp4","galleria":""}
{"id":29754,"titolo":"Emirati Arabi Uniti: Pioggia di fuoco - intercettati oltre 1.300 Droni Iraniani","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong> hanno annunciato di aver respinto un massiccio attacco condotto con <strong>droni kamikaze</strong>, <strong>missili da crociera</strong> e <strong>missili balistici</strong> attribuiti all’<strong>Iran</strong>. Secondo il <strong>Ministero della Difesa</strong> emiratino, le difese aeree hanno rilevato <strong>1.422 UAV</strong>, riuscendo a intercettarne <strong>1.342</strong> prima che raggiungessero i bersagli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel bilancio ufficiale figurano anche <strong>otto missili da crociera</strong>, tutti distrutti, e <strong>238 missili balistici</strong> individuati durante l’offensiva. Di questi, <strong>221</strong> sarebbero stati abbattuti, mentre <strong>15</strong> sarebbero caduti in mare e <strong>due</strong> avrebbero colpito il territorio nazionale. Numeri che mostrano la portata dell’attacco e la pressione esercitata sulla rete di <strong>difesa aerea</strong> del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-significato-militare-conta-anche-la-quantita\"><strong>Il significato militare: conta anche la quantità</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’episodio dimostra che nei conflitti moderni non basta avere sistemi avanzati: serve anche la capacità di affrontare attacchi in <strong>massa</strong>. È questo il senso del titolo: <strong>non solo qualità, anche quantità</strong>. Intercettare pochi bersagli è una cosa, fermare uno sciame di oltre <strong>millequattrocento droni</strong> insieme a missili di diverso tipo è una sfida molto più complessa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I droni simili agli <strong>Shahed</strong> iraniani, citati indirettamente nel filmato diffuso dagli Emirati, sono armi pensate proprio per saturare le difese. Hanno una <strong>bassa traccia radar</strong>, costano relativamente poco e possono essere lanciati in grandi numeri per mettere in difficoltà radar, intercettori e centri di comando. Per questo la guerra aerea moderna si misura sempre più sulla capacità di reggere il volume dell’attacco, non soltanto sulla sofisticazione dei singoli sistemi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://twitter.com/modgovae/status/2030664175811199400?s=20\",\"type\":\"rich\",\"providerNameSlug\":\"twitter\",\"responsive\":true} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://twitter.com/modgovae/status/2030664175811199400?s=20\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-messaggio-degli-emirati-e-le-lezioni-del-conflitto\"><strong>Il messaggio degli Emirati e le lezioni del conflitto</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il video diffuso dalle <strong>Forze Armate</strong> e la nota del <strong>Ministero della Difesa</strong>, Abu Dhabi ha voluto lanciare un messaggio preciso: la sicurezza e la <strong>sovranità nazionale</strong> non sono negoziabili. Le immagini delle intercettazioni servono infatti a mostrare che gli Emirati dispongono di una <strong>difesa multilivello</strong> capace di reagire contro <strong>droni</strong>, <strong>missili da crociera</strong> e <strong>missili balistici</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Resta però un elemento importante: una parte delle minacce è comunque riuscita a superare lo scudo difensivo. Questo conferma che anche i sistemi più evoluti possono essere messi sotto pressione da attacchi di saturazione. La lezione strategica è chiara: nel Medio Oriente di oggi la superiorità non dipende soltanto dalla <strong>qualità tecnologica</strong>, ma anche dalla capacità di sostenere un confronto ad <strong>alta intensità</strong> e ad alto volume di fuoco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Posso anche fartelo in formato <strong>ancora più secco da sito news</strong>, con <strong>tre sottotitoli più forti</strong> e stile più professionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/Immagine-2026-03-09-134608.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"DifesaAerea, Droni, emiratiarabi, Iran, MiddleEast, missili, UAE","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-09 14:04:04","stato":"publish","riassunto_video":"Gli Emirati Arabi Uniti hanno respinto un massiccio attacco con 1.422 droni kamikaze, missili da crociera e balistici attribuiti all’Iran, intercettandone la maggior parte. L’episodio evidenzia come nei conflitti moderni non basti la tecnologia, ma serva anche la capacità di gestire attacchi di massa. Abu Dhabi ha mostrato una difesa efficace, ma alcune minacce hanno penetrato lo scudo.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://defence-blog.com/uae-intercepts-swarm-of-iranian-kamikaze-drones/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29754-emirati-arabi-uniti-pioggia-di-fuoco-intercettati-oltre-1-300-droni-iraniani.mp4","galleria":""}
{"id":29747,"titolo":"La Minaccia Droni sarà peggio degli IED in Afghanistan","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il generale Matt Ross avverte: i sistemi senza pilota rappresentano una sfida destinata a superare quella degli IED in Iraq e Afghanistan.</strong> Intanto il Pentagono accelera la protezione delle basi Usa, in Medio Oriente e non solo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La minaccia rappresentata dai droni potrebbe <strong>superare, per portata e impatto, quella degli ordigni esplosivi improvvisati (IED)</strong> che hanno segnato le guerre in Iraq e Afghanistan durante la Global War on Terror. È l’allarme lanciato dal generale di brigata <strong>Matt Ross</strong>, a capo della <a href=\"https://difesanews.com/stati-uniti-nasce-la-task-force-anti-drone-lunita-interforze-jiatf-401/\">Joint Interagency Task Force-401 (JIATF-401)</a>, organismo creato per rafforzare le capacità statunitensi di contrasto ai piccoli velivoli senza pilota.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16357,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"La Minaccia Droni sarà peggio degli IED in Afghanistan\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/860x394.jpg\" alt=\"La Minaccia Droni sarà peggio degli IED in Afghanistan\" class=\"wp-image-16357\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Minaccia Droni sarà peggio degli IED in Afghanistan</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Intervenendo giovedì a un evento dell’industria organizzato dall’Esercito americano, Ross ha spiegato che <strong>gli Stati Uniti stanno cercando di muoversi con rapidità</strong> per garantire che le proprie basi, negli Usa e all’estero, siano protette da eventuali attacchi con droni, in un contesto segnato dall’incertezza sull’evoluzione del confronto con l’Iran.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Quello che posso dire è che <strong>la sfida dei sistemi senza pilota, la minaccia posta da questi sistemi, supererà di gran lunga quella che abbiamo visto con gli IED</strong>”, ha affermato Ross, ricordando come Washington, pur avendo investito <strong>oltre 20 miliardi di dollari</strong> nella lotta agli ordigni improvvisati circa vent’anni fa, non sia mai riuscita a sviluppare un sistema realmente efficace per individuarli in anticipo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il generale, a differenza degli IED — strumenti privi di applicazioni commerciali — <strong>i droni sono ormai diffusi e destinati a diventare sempre più comuni anche nello spazio aereo civile</strong>. Proprio questa diffusione rende il fenomeno più complesso e pervasivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Vedremo <strong>una proliferazione dei sistemi senza pilota nel nostro spazio aereo commerciale</strong>. Saranno molto comuni nei prossimi anni”, ha detto Ross. “Questo significa che la nostra capacità di gestire in sicurezza quello spazio aereo e di <strong>proteggere le infrastrutture critiche</strong>,<br>siano esse formazioni militari o installazioni sensibili, sarà sempre più importante”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16359,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"La Minaccia Droni sarà peggio degli IED in Afghanistan\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/10150883-651576004908430-2098084299-n-1.jpg\" alt=\"La Minaccia Droni sarà peggio degli IED in Afghanistan\" class=\"wp-image-16359\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Minaccia Droni sarà peggio degli IED in Afghanistan</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le dichiarazioni arrivano mentre l’Esercito Usa ha appena completato l’identificazione di <strong>sei soldati uccisi in Kuwait</strong> in un attacco con drone “one-way”, cioè un velivolo impiegato come arma suicida. Interrogato sull’eventuale accelerazione degli sforzi dovuta al conflitto con l’Iran, Ross ha evitato riferimenti diretti alle operazioni in corso, ma ha confermato <strong>un aumento dell’attenzione e dell’urgenza</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Stiamo facendo in modo che <strong>abbiano tutto ciò di cui hanno bisogno per proteggersi, sia in patria sia all’estero</strong>”, ha dichiarato. “Non direi che questo riguardi esclusivamente il Medio Oriente, ma stiamo assolutamente pensando alle sedi dei partner e degli alleati del Dipartimento della Difesa in tutto il mondo che potrebbero trovarsi sotto minaccia”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per Ross, la creazione della <strong>JIATF-401</strong>, avvenuta alla fine dell’estate scorsa, risponde proprio all’esigenza di <strong>non attendere un evento traumatico sul territorio americano</strong> prima di affrontare il problema. “Non volevamo aspettare <strong>un nuovo 11 settembre negli Stati Uniti</strong> per intervenire sulla minaccia dei sistemi senza pilota”, ha spiegato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli sviluppi dell’ultima settimana in Medio Oriente, ha aggiunto, hanno semplicemente <strong>alzato il livello di urgenza politica e operativa</strong> attorno al tema, già presente da tempo nei dossier del Pentagono.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-standard-interoperabilita-e-risposta-rapida\"><strong>Standard, interoperabilità e risposta rapida</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano pratico, la task force sta lavorando insieme a partner come <strong>FBI</strong> e <strong>Department of Homeland Security</strong> per definire standard e politiche comuni per l’impiego dei sistemi di contrasto ai droni, oltre a sviluppare <strong>un marketplace online dedicato</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il portale, ha ammesso Ross, è già attivo ma ancora “macchinoso”. Il passo successivo sarà l’assegnazione di un contratto per una <strong>architettura comune di comando e controllo</strong>, capace di far dialogare in modo fluido sistemi utilizzati dalle diverse forze armate e dalle altre agenzie governative. Secondo il generale, <strong>il nuovo sistema potrebbe essere schierato nel giro di pochi mesi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro nodo cruciale è <strong>la condivisione dei dati</strong>. Ross ha sottolineato la necessità di definire standard comuni su modalità e formati di trasmissione delle informazioni, elemento essenziale per garantire che ogni sistema contro-UAS inserito nel marketplace della JIATF-401 possa funzionare correttamente, sia per il Dipartimento della Difesa, sia per la <strong>NATO</strong>, sia per le agenzie civili di law enforcement.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“<strong>Devono sapere che funzionerà. Io devo sapere che è compatibile.</strong> Oggi le persone questo non lo sanno”, ha detto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ross punta inoltre a <strong>semplificare radicalmente l’installazione di questi apparati</strong>, immaginando soluzioni pronte all’uso che non richiedano necessariamente l’intervento di tecnici specializzati inviati dai fornitori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Una base dovrebbe poter ordinare l’equipaggiamento e <strong>installarlo come si fa con un campanello Ring</strong>”, ha osservato. “Oggi non succede. Molti sistemi richiedono competenze aggiuntive”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://youtu.be/l8ZOqVPSpzY?si=m8vxA_npXiKhHnrD\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://youtu.be/l8ZOqVPSpzY?si=m8vxA_npXiKhHnrD\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-minaccia-destinata-a-crescere\"><strong>Una minaccia destinata a crescere</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il messaggio del Pentagono è chiaro: <strong>la minaccia dei droni non è più un rischio limitato a teatri di guerra specifici</strong>, ma un problema strutturale destinato ad allargarsi con la diffusione della tecnologia nel settore civile e commerciale. Per i vertici militari americani, <strong>la corsa ad adeguare difese, procedure e interoperabilità è già iniziata</strong> — e non può permettersi di arrivare in ritardo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/3150261-648x9-679513910-highres.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"AntiDRONE, CENTCOM, counterUAS, Droni, Iran, Pentagono, sicurezzamilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-09 07:54:04","stato":"publish","riassunto_video":"Il generale Matt Ross avverte che la minaccia dei droni supererà quella degli IED in Iraq e Afghanistan. Il Pentagono accelera la protezione delle basi Usa nel mondo, sviluppando sistemi comuni e facili da installare per contrastare i droni, sempre più diffusi anche nello spazio aereo civile. La sfida è globale e urgente, con un focus su interoperabilità e condivisione dati.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defenseone.com/threats/2026/03/drone-threat-will-far-exceed-gwots-roadside-bomb-threat-counter-drone-task-force-director/411921/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29747-la-minaccia-droni-sara-peggio-degli-ied-in-afghanistan.mp4","galleria":""}
{"id":29741,"titolo":"Merops, il sistema che ferma i droni: perché può servire anche all’Italia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli Stati Uniti si preparano a inviare in Medio Oriente <strong>Merops</strong>, un sistema anti-drone che ha già dato risultati utili contro i velivoli russi impiegati in Ucraina. La scelta nasce da un problema ormai evidente: fermare droni economici con missili molto costosi non è sostenibile né sul piano militare né su quello finanziario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Merops affronta la minaccia con una logica diversa da quella dei sistemi tradizionali di difesa aerea. Si tratta infatti di una piattaforma che usa <strong>droni contro droni</strong>, capace di individuare, inseguire e neutralizzare i bersagli anche in ambienti disturbati dal jamming elettronico. È una risposta più flessibile a minacce come gli Shahed iraniani, che Mosca ha utilizzato in massa in Ucraina e che oggi preoccupano sempre di più anche nel Medio Oriente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16308,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/10122025-Polish-Romanian-designed-Merops-counter-UAS-system-demonstrated-in-Poland-CREDIT-Nato-2.jpg\" alt=\"Sistema Anti-Drone Merops, la lezione NATO che può essere utile anche all’Italia\" class=\"wp-image-16308\" title=\"Sistema Anti-Drone Merops, la lezione NATO che può essere utile anche all’Italia\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Merops, il sistema che ferma i droni: perché può servire anche all’Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-soluzione-nato-gia-sperimentata-sul-fianco-orientale\">La soluzione NATO già sperimentata sul fianco orientale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’aspetto più interessante è che Merops non rappresenta un esperimento teorico, ma una soluzione già impiegata in contesto NATO. Il sistema era stato infatti schierato in <strong>Polonia e Romania</strong> dopo i ripetuti sconfinamenti di droni russi nello spazio aereo alleato. In altre parole, la guerra in Ucraina ha già spinto l’Alleanza a testare sul campo nuove difese contro una minaccia che i sistemi classici faticano a gestire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La lezione è chiara: i droni sono difficili da intercettare, possono confondersi con tracce radar minori e impongono un rapporto costi-benefici sfavorevole a chi si difende. Colpire un drone da poche decine di migliaia di dollari con un intercettore da centinaia di migliaia, o addirittura da oltre un milione, rischia di trasformarsi in una trappola economica prima ancora che militare. Per questo la “soluzione NATO” basata su sistemi più mobili, distribuiti e meno costosi appare sempre più interessante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16309,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/1-2.jpg\" alt=\"Sistema Anti-Drone Merops, la lezione NATO che può essere utile anche all’Italia\" class=\"wp-image-16309\" title=\"Sistema Anti-Drone Merops, la lezione NATO che può essere utile anche all’Italia\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Merops, il sistema che ferma i droni: perché può servire anche all’Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-anche-l-italia-dovrebbe-guardare-a-merops\">Perché anche l’Italia dovrebbe guardare a Merops</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è qui che entra in gioco l’Italia. Per posizione geografica e per centralità nel Mediterraneo, il nostro Paese è esposto a minacce ibride e asimmetriche che non riguardano solo un conflitto convenzionale, ma anche la protezione di <strong>basi, aeroporti, porti, centrali energetiche e infrastrutture critiche</strong>. In questo scenario, i droni rappresentano uno strumento ideale per colpire in modo economico, rapido e difficile da prevenire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo l’esperienza maturata da Ucraina, Stati Uniti e fianco orientale della NATO merita attenzione anche a Roma. Merops non è necessariamente l’unica risposta, ma indica una direzione precisa: affiancare ai sistemi tradizionali una difesa anti-drone dedicata, agile e sostenibile. Se Washington ha deciso di trasferire questa lezione dal fronte ucraino al Medio Oriente, anche l’Italia farebbe bene a considerarla con maggiore urgenza. Perché la minaccia è già attuale, e la risposta non può arrivare in ritardo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/11-1.webp","categoria":"Internazionali","tags":"AntiDRONE, Italia, MedioOriente, Merops, NATO, shahed, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-09 00:54:03","stato":"publish","riassunto_video":"Gli Stati Uniti invieranno in Medio Oriente Merops, un sistema anti-drone che usa droni per neutralizzare altri droni, efficace anche contro interferenze elettroniche. Già testato in Polonia e Romania contro droni russi, Merops offre una difesa più economica e flessibile rispetto ai missili tradizionali. L’Italia, esposta a minacce ibride nel Mediterraneo, dovrebbe considerare questa tecnologia.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/news/pentagon-congress/2026/03/07/us-to-send-anti-drone-system-to-mideast-after-successful-use-in-ukraine-officials-say/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29741-merops-il-sistema-che-ferma-i-droni-perche-puo-servire-anche-allitalia.mp4","galleria":""}
{"id":29733,"titolo":"Stati Uniti: Distrutta la porta-droni iraniana Shahid Bagheri a Bandar Abbas","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli Stati Uniti hanno dichiarato di aver distrutto la <strong>IRIS Shahid Bagheri</strong>, una grande nave iraniana adattata per operare droni ed elicotteri, durante un attacco che rientra nella campagna militare americana contro asset navali, missilistici e infrastrutturali dell’Iran. Secondo il Pentagono e il Comando centrale degli Stati Uniti, la nave è stata colpita nell’area di <strong>Bandar Abbas</strong>, vicino allo strategico <strong>Stretto di Hormuz</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le immagini diffuse dal Comando centrale statunitense mostrano il mezzo in fiamme dopo una serie di strike. Anche l’Associated Press ha riferito che l’esercito statunitense ha annunciato di aver attaccato la nave e di averla incendiata, mentre l’Iran non ha immediatamente fornito una conferma dettagliata della perdita. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://twitter.com/CENTCOM/status/2029725370371424476?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E2029725370371424476%7Ctwgr%5Ee752d93e9a8b8f9c26c6c11de30ab5cd0c759d74%7Ctwcon%5Es1_c10u0026ref_url=https%3A%2F%2Fit.euronews.com%2F2026%2F03%2F07%2Fstati-uniti-distrutta-portaerei-iraniana-nello-stretto-di-hormuz\",\"type\":\"rich\",\"providerNameSlug\":\"twitter\",\"responsive\":true} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://twitter.com/CENTCOM/status/2029725370371424476?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E2029725370371424476%7Ctwgr%5Ee752d93e9a8b8f9c26c6c11de30ab5cd0c759d74%7Ctwcon%5Es1_c10u0026ref_url=https%3A%2F%2Fit.euronews.com%2F2026%2F03%2F07%2Fstati-uniti-distrutta-portaerei-iraniana-nello-stretto-di-hormuz\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante un briefing del 5 marzo, il segretario alla Difesa statunitense <strong>Pete Hegseth</strong> e l’ammiraglio <strong>Brad Cooper</strong>, comandante del <strong>CENTCOM</strong>, hanno sostenuto che l’operazione americana contro l’Iran non si sta ampliando negli obiettivi, ma sta proseguendo con intensità. Reuters riferisce che Cooper ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno colpito <strong>oltre 2.000 obiettivi</strong> in Iran e distrutto <strong>30 navi da guerra iraniane</strong>, inclusa una porta-droni iraniana. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo la versione statunitense, nelle ultime fasi dell’operazione — chiamata <strong>Epic Fury</strong> — i bombardamenti hanno preso di mira la capacità iraniana di lanciare missili offensivi, produrre armamenti e ricostruire le proprie capacità navali. Hegseth ha affermato che Washington continuerà a rafforzare la propria presenza militare nella regione con ulteriori squadroni, capacità difensive e bombardieri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-che-cos-era-la-shahid-bagheri\">Che cos’era la Shahid Bagheri</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Shahid Bagheri</strong> era una delle piattaforme più simboliche della marina dei <strong>Pasdaran</strong>. Iran e agenzie internazionali avevano riferito, al momento della sua inaugurazione il <strong>6 febbraio 2025</strong>, che si trattava di una nave commerciale convertita in unità militare in grado di lanciare e recuperare droni ed elicotteri in mare. La nave disponeva di una pista di circa <strong>180 metri</strong> ed era stata presentata come un importante ampliamento della capacità di deterrenza iraniana. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>AP e Reuters avevano descritto la nave come la <strong>prima porta-droni iraniana</strong>, ottenuta dalla trasformazione di un mercantile e capace di trasportare più squadroni di droni, elicotteri e missili da crociera. Reuters aveva inoltre localizzato la nave in immagini satellitari vicino a Bandar Abbas ancora tra fine gennaio e inizio febbraio 2026. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-colpo-simbolico-e-operativo\">Un colpo simbolico e operativo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La distruzione della Shahid Bagheri, se confermata in tutti i dettagli, rappresenta un colpo sia <strong>operativo</strong> sia <strong>simbolico</strong> per Teheran. La nave era infatti uno dei progetti più visibili dell’evoluzione navale iraniana verso l’impiego di sistemi senza pilota in mare, in una regione decisiva per gli equilibri energetici mondiali come il Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’episodio si inserisce in una fase di forte escalation del conflitto. AP riferisce che gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran hanno già prodotto effetti militari e politici significativi nella regione, mentre il Congresso americano ha discusso senza successo una risoluzione per limitare i poteri di guerra del presidente. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16299,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/The-Shahid-Bagheri-becomes-Irans-first-multirole-drone-carrier-to-counter-foreign-presence-in-regional-waters-925-002-c977595e.jpeg\" alt=\"Stati Uniti: “Distrutta la porta-droni iraniana Shahid Bagheri a Bandar Abbas”\" class=\"wp-image-16299\" title=\"Stati Uniti: “Distrutta la porta-droni iraniana Shahid Bagheri a Bandar Abbas”\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Stati Uniti: “Distrutta la porta-droni iraniana Shahid Bagheri a Bandar Abbas”</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-porta-droni-e-il-futuro-delle-flotte\">Le porta-droni e il futuro delle flotte</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Shahid Bagheri era anche un esempio della crescente attenzione delle marine militari verso unità capaci di operare <strong>velivoli senza pilota</strong> direttamente dal mare. Queste piattaforme sono considerate utili per sorveglianza, attacco a lungo raggio e supporto a missioni ibride, e vengono osservate con interesse anche da altre potenze navali. L’Iran aveva presentato la nave proprio come uno strumento per estendere la propria capacità operativa oltre le coste nazionali. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/iran-250206-presstv06-01-iris-shahid-bagheri.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"BandarAbbas, CENTCOM, Iran, ShahidBagheri, StatiUniti, StrettodiHormuz","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-08 22:04:03","stato":"publish","riassunto_video":"Gli Stati Uniti hanno distrutto la nave iraniana Shahid Bagheri, una porta-droni convertita da un mercantile, durante un attacco vicino a Bandar Abbas, nello Stretto di Hormuz. L’operazione fa parte della campagna militare americana contro l’Iran per colpire capacità navali e missilistiche. La perdita rappresenta un duro colpo simbolico e operativo per Teheran, in un contesto di crescente tensione","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://it.euronews.com/2026/03/07/stati-uniti-distrutta-portaerei-iraniana-nello-stretto-di-hormuz","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29733-stati-uniti-distrutta-la-porta-droni-iraniana-shahid-bagheri-a-bandar-abbas.mp4","galleria":""}
{"id":29721,"titolo":"Industria Difesa italiana: o Radicale Trasformazione o Inevitabile Impreparazione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La riunione d’emergenza convocata dal ministro della Difesa con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, il Direttore Nazionale degli Armamenti, ammiraglio di squadra Giacinto Ottaviani, e i rappresentanti dell’industria nazionale, <strong>non può essere archiviata come un passaggio ordinario di coordinamento</strong>. Se il quadro in Medio Oriente può aggravarsi fino a produrre conseguenze sul Golfo, sull’Europa e sugli interessi italiani, allora la conclusione è una sola: <strong>non siamo più nella condizione di poter ragionare con gli automatismi, le lentezze e le prudenze del tempo di pace</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso dell’incontro è stato correttamente sottolineato come sia necessario raccogliere disponibilità operative, programmi in fase di finalizzazione e ogni iniziativa utile a rafforzare in tempi brevissimi la difesa del Paese, in particolare quella aerea. Ma proprio questo richiama il nodo centrale: <strong>se la minaccia accelera, anche lo Stato deve accelerare</strong>. E invece il sistema Italia continua troppo spesso a muoversi con strutture, mentalità e strumenti che rallentano la risposta anziché renderla più efficace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://difesanews.com/portolano-lindustria-agire-partner-non-da-guida/\">La guerra moderna non aspetta i tempi della nostra burocrazia</a>, e non concede margini a chi confonde la prudenza amministrativa con la responsabilità strategica. Se davvero il sistema Paese deve operare in stretta sinergia e con rapidità, allora bisogna ammettere che <strong>la rapidità oggi non esiste</strong>, o esiste troppo poco, e quasi sempre contro il sistema, non grazie al sistema.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16276,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/6nr8dz4pakxteasqpmzacz8v-540low.0000005.jpg\" alt=\"Industria Difesa italiana, o Rivoluzione o Impreparazione\" class=\"wp-image-16276\" title=\"Industria Difesa italiana, o Radicale Trasformazione o Inevitabile Impreparazione\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Industria Difesa italiana, o Rivoluzione o Impreparazione</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-primo-nodo-da-sciogliere-e-il-quadro-legale-senza-revisione-normativa-non-ci-sara-alcuna-riforma\">Il primo nodo da sciogliere è il quadro legale: senza revisione normativa non ci sarà alcuna riforma</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni discorso serio sulla riforma dell’industria della difesa italiana deve partire da qui: senza<strong> </strong><a href=\"https://difesanews.com/esercito-italiano-procurement-e-modello-industriale-da-riformare/\">una robusta revisione del framework legale e del procurement</a><strong>, ogni appello alla rapidità resterà retorica</strong>. Il problema non è solo industriale. È normativo, amministrativo, contrattuale, culturale. Il sistema di acquisizione, autorizzazione, validazione e sperimentazione è spesso troppo lento, troppo frammentato, troppo difensivo verso sé stesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Serve una revisione profonda del quadro regolatorio che governa la difesa e la base industriale collegata. <strong>Occorre ridurre drasticamente i passaggi inutili, comprimere i tempi di decisione, introdurre canali d’urgenza per acquisizioni operative immediate, facilitare test, sperimentazione, integrazione e adozione di tecnologie mature</strong>. Un Paese che impiega tempi eccessivi per capire se comprare, testare o integrare una capacità, è un Paese che rischia di arrivare tardi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il procurement, in particolare, deve essere ripensato non come meccanismo di mera correttezza formale, ma come <strong>strumento di sicurezza nazionale</strong>. Questo significa introdurre procedure capaci di distinguere tra programmi di lungo periodo e bisogni urgenti, tra sviluppo nazionale e acquisizione immediata, tra obiettivi industriali e necessità operative. <strong>Non tutto può essere trattato con gli stessi tempi, le stesse carte, le stesse cautele, gli stessi filtri</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Occorre inoltre favorire in modo stabile <strong>joint venture con industrie estere</strong>, programmi condivisi, produzione su licenza, trasferimento tecnologico reale, e accesso rapido a componenti e sottosistemi già disponibili. Non si tratta di indebolire la sovranità nazionale, ma di rafforzarla in modo intelligente. <strong>La sovranità, oggi, non consiste nel chiudersi; consiste nel saper integrare, adattare, produrre e migliorare ciò che serve prima che la minaccia maturi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16277,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/461425374-964500862374534-2730104166072070072-n-Nero-AI-Photo-Face-1.jpeg\" alt=\"Industria Difesa italiana, o Rivoluzione o Impreparazione\" class=\"wp-image-16277\" title=\"Industria Difesa italiana, o Radicale Trasformazione o Inevitabile Impreparazione\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Industria Difesa italiana, o Rivoluzione o Impreparazione</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-esercito-e-il-punto-piu-debole-piu-delicato-e-piu-ingessato-e-li-che-bisogna-intervenire-prima\">L’Esercito è il punto più debole, più delicato e più ingessato: è lì che bisogna intervenire prima</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se si vuole dire la verità fino in fondo, bisogna riconoscere che <strong>la parte più delicata e più ingessata del sistema è quella terrestre</strong>, quella legata all’Esercito e al suo ecosistema operativo-industriale. È lì che emergono con maggiore evidenza rigidità, lentezze, difficoltà di aggiornamento, farraginosità procedurali e una distanza ancora troppo grande tra necessità operative reali e tempi di risposta del sistema.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proprio la dimensione terrestre, però, è quella su cui i conflitti contemporanei hanno dato le lezioni più dure. <strong>Droni tattici, sistemi anti-drone, guerra elettronica, protezione ravvicinata, logistica intelligente, sensoristica distribuita, comunicazioni resilienti, munizionamento a basso costo e capacità di adattamento rapido non sono più accessori: sono la base della sopravvivenza sul campo</strong>. Eppure, proprio in quest’area, l’Italia appare spesso più lenta, più rigida, più esposta all’inerzia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo <a href=\"https://difesanews.com/droni-bene-lesercito-con-laddestramento-dei-piloti-ma-lindustria-a-che-punto-e/\">la riforma deve concentrarsi con particolare urgenza sulla componente Esercito</a>, non solo in termini di piattaforme e programmi maggiori, ma di <strong>architettura complessiva della risposta tattica e operativa</strong>. Serve una filiera molto più rapida tra reparto, esigenza, test, scelta e adozione. Serve consentire alle unità di partecipare alla definizione dei requisiti in modo molto più diretto. Serve soprattutto smettere di pensare che ogni bisogno operativo debba essere assorbito dal sistema con tempi industriali lunghi e con percorsi amministrativi standardizzati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>L’Esercito non può restare il segmento più esposto del sistema mentre è quello che, in uno scenario di crisi allargata, sarebbe chiamato a reggere alcuni degli impatti più concreti e immediati</strong>. Se c’è un comparto da sbloccare per primo, è questo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16282,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/TF-C-UAS-Postazione-Comando-e-controllo-1-Small.jpg\" alt=\"Industria Difesa italiana, o Rivoluzione o Impreparazione\" class=\"wp-image-16282\" style=\"width:1000px\" title=\"Industria Difesa italiana, o Radicale Trasformazione o Inevitabile Impreparazione\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Industria Difesa italiana, o Rivoluzione o Impreparazione</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-uas-e-c-uas-se-esiste-una-vulnerabilita-immediata-servono-subito-prodotti-maturi-anche-esteri\">UAS e C-UAS: se esiste una vulnerabilità immediata, servono subito prodotti maturi, anche esteri</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il settore UAS e C-UAS rappresenta l’esempio più chiaro di ciò che non possiamo più permetterci di sbagliare. Se oggi esistono criticità immediate, <strong>non è accettabile rispondere con annunci, tavoli di lavoro o promesse di capacità future</strong>. Occorre intervenire subito,<a href=\"https://difesanews.com/10-000-droni-lanno-per-lucraina-la-germania-avvia-la-coproduzione-industriale/\"> ricorrendo anche a sistemi esteri già maturi</a>, specialmente dove vi siano soluzioni sviluppate e validate in un contesto operativo reale, come quello ucraino.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa scelta non deve essere vissuta come una sconfitta dell’industria nazionale, ma come una prova di maturità strategica. <strong>Prima si colma la falla, poi si costruisce la capacità nazionale di integrare, produrre, adattare e superare quella soluzione</strong>. Pensare di dover aspettare sempre e comunque il prodotto nazionale ideale significa esporsi a una vulnerabilità concreta nel presente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Droni tattici, munizioni circuitanti, jammer, radar leggeri, sistemi soft-kill e hard-kill, sensoristica diffusa, reti di allerta a corto raggio e software di classificazione e risposta devono poter essere acquisiti con canali straordinari e testati rapidamente. <strong>La differenza tra una difesa credibile e una difesa solo dichiarata passa anche da questa capacità di scegliere il già disponibile invece del solo teoricamente desiderabile</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16279,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2025-11-25-163205.png\" alt=\"Industria Difesa italiana, o Rivoluzione o Impreparazione\" class=\"wp-image-16279\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" title=\"Industria Difesa italiana, o Radicale Trasformazione o Inevitabile Impreparazione\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Industria Difesa italiana, o Rivoluzione o Impreparazione</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-grandi-gruppi-devono-concentrarsi-su-cio-che-sanno-fare-davvero-non-presidiare-tutto\">I grandi gruppi devono concentrarsi su ciò che sanno fare davvero, non presidiare tutto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I grandi attori della difesa nazionale restano essenziali. Nessuno mette in discussione il loro ruolo nei grandi programmi, nella navalmeccanica, nell’aerospazio, nell’elettronica avanzata, nella difesa aerea, nei sistemi integrati. Proprio per questo, però, <strong>devono essere chiamati a fare con rigore ciò che sanno fare meglio</strong>, non a occupare ogni spazio possibile per riflesso di sistema.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La riforma deve liberare il potenziale dei grandi gruppi senza trasformarli in un collo di bottiglia. Devono agire da prime contractor, integratori, catalizzatori di filiera, investitori in innovazione, acquirenti di startup, promotori di joint venture, non da filtro totale attraverso cui ogni soluzione deve necessariamente passare. <strong>Un colosso industriale forte non è quello che blocca tutto intorno a sé, ma quello che organizza e potenzia l’ecosistema</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, ai grandi gruppi va anche chiesto di abbandonare <strong>slogan iperbolici, dichiarazioni generiche e narrazioni autocelebrative</strong> che non producono alcuna capacità operativa. In una fase storica come questa, la credibilità industriale si misura con ciò che si consegna, si integra, si testa e si rende disponibile in tempi utili. Il resto è rumore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16284,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/76.jpg\" alt=\"Industria Difesa italiana, o Rivoluzione o Impreparazione\" class=\"wp-image-16284\" style=\"width:1000px\" title=\"Industria Difesa italiana, o Radicale Trasformazione o Inevitabile Impreparazione\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Industria Difesa italiana, o Rivoluzione o Impreparazione</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-senza-cultura-della-difesa-non-esiste-riforma-industriale-seria\">Senza cultura della difesa, non esiste riforma industriale seria</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla base di tutto, però, c’è un problema ancora più profondo. <strong>La maggior parte dell’industria, della politica e in larga misura dell’intera nazione non ha una vera cultura della difesa</strong>. Non la ha nel linguaggio, non la ha nelle priorità, non la ha nei tempi decisionali, non la ha nella comprensione della relazione tra innovazione militare, sicurezza nazionale, industria e protezione dei cittadini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo vuol dire che la difesa continua a essere percepita da troppi come materia specialistica, distante, quasi separata dalla vita del Paese. In realtà, in uno scenario di deterioramento strategico, <strong>la difesa riguarda energia, trasporti, infrastrutture, economia, cybersicurezza, continuità dello Stato e protezione della popolazione</strong>. Un Paese che non interiorizza questa verità continuerà a trattare la difesa come capitolo accessorio, salvo poi scoprirne brutalmente la centralità quando è troppo tardi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo la rivoluzione industriale e organizzativa del comparto deve poggiare su <strong>una vera cultura della difesa</strong>, diffusa, concreta, tecnicamente fondata. Una cultura che sappia distinguere tra propaganda e capacità, tra relazione e merito, tra studio astratto e innovazione applicata, tra conferenza e prototipo. <strong>Senza questa base culturale, anche le migliori riforme normative rischiano di essere assorbite e neutralizzate dal vecchio sistema</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16285,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/CROSETTO-BSS07102025B.jpg\" alt=\"Industria Difesa italiana, o Rivoluzione o Impreparazione\" class=\"wp-image-16285\" title=\"Industria Difesa italiana, o Radicale Trasformazione o Inevitabile Impreparazione\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Industria Difesa italiana, o Rivoluzione o Impreparazione</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-al-centro-della-riforma-veterani-preparati-chiamati-a-fare-advising-serio\">Al centro della riforma: veterani preparati, chiamati a fare advising serio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se si vuole costruire un ponte credibile tra forze armate, industria e innovazione, allora bisogna valorizzare in modo sistematico <a href=\"https://difesanews.com/industria-difesa-la-responsabilita-morale-e-una-qualita-che-solo-i-veterani-possono-dare/\">veterani preparati, competenti, tecnicamente aggiornati</a>, che possano svolgere un vero lavoro di advising presso l’industria della difesa. Questo è un punto decisivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le aziende hanno bisogno di comprendere davvero il punto di vista operativo, la realtà del terreno, i problemi del reparto, i limiti delle soluzioni troppo teoriche, la differenza tra un sistema elegante sulla carta e un sistema utile in condizioni reali. <strong>Questo tipo di sapere non si improvvisa nei board, nei salotti o nelle relazioni istituzionali: si costruisce con esperienza, studio, professionalità e credibilità operativa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo i veterani competenti devono diventare parte integrante del nuovo ecosistema difesa: come advisor industriali, responsabili di validazione operativa, figure di collegamento tra reparti e progettisti, mentori per startup e PMI, partecipanti ai processi di definizione dei requisiti e alla verifica delle soluzioni. Ma devono essere scelti per qualità, esperienza, serietà e aggiornamento. <strong>Se anche questo spazio diventasse terreno di cooptazione, la riforma nascerebbe già compromessa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un advising serio significa portare nelle imprese una mentalità orientata all’efficacia, ai tempi, all’usabilità, alla robustezza, alla manutenzione, all’adattabilità. Significa ricordare ogni giorno che il prodotto difesa non è un esercizio narrativo, ma uno strumento che può decidere la sopravvivenza di militari e civili. <strong>È da qui che bisogna ripartire: dalla competenza vera, non dalla relazionalità travestita da sistema</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16286,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/5.-Obice-FH70-tarinato-da-trattore-di-artiglieria-Astra.jpg\" alt=\"Industria Difesa italiana, o Rivoluzione o Impreparazione\" class=\"wp-image-16286\" title=\"Industria Difesa italiana, o Radicale Trasformazione o Inevitabile Impreparazione\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Industria Difesa italiana, o Rivoluzione o Impreparazione</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-nepotismo-burocrazia-e-cordate-il-muro-di-gomma-che-indebolisce-la-sicurezza-nazionale\">Nepotismo, burocrazia e cordate: il muro di gomma che indebolisce la sicurezza nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La parte più scomoda resta anche la più necessaria. <strong>Burocrazia, nepotismo, cordate, relazioni parallele, protezione reciproca e logiche di ambiente continuano a rallentare il sistema</strong>. Questo non è un problema soltanto etico; è un problema operativo e strategico. In tempi normali produce inefficienza. In tempi di crisi può produrre vulnerabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È vero che dinamiche simili esistono in molte nazioni, dagli Stati Uniti all’Ucraina. Ma questo non giustifica nulla. Al contrario, impone di vigilare ancora di più. <strong>Ogni scelta rallentata per motivi non tecnici, ogni programma protetto per inerzia, ogni figura selezionata per vicinanza invece che per qualità sottrae sicurezza reale al Paese</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Serve quindi un colpo di spugna organizzativo: responsabilità chiare, tracciabilità delle decisioni, accesso trasparente ai percorsi di sperimentazione, valutazioni comparative rapide, verifica esterna dei risultati, premialità per chi consegna capacità e non solo documenti. <strong>Il sistema difesa non può continuare a funzionare come un muro di gomma che assorbe tutto, rallenta tutto e non risponde mai fino in fondo di nulla</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16287,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/0a27174bbf6f6e5d02122933508473fc.jpg\" alt=\"Industria Difesa italiana, o Rivoluzione o Impreparazione\" class=\"wp-image-16287\" style=\"width:840px;height:auto\" title=\"Industria Difesa italiana, o Radicale Trasformazione o Inevitabile Impreparazione\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Industria Difesa italiana, o Rivoluzione o Impreparazione</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-guerra-riguarda-i-cittadini-per-questo-la-riforma-non-e-piu-rinviabile\">La guerra riguarda i cittadini: per questo la riforma non è più rinviabile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto finale è il più importante.<a href=\"https://difesanews.com/prima-la-vita-dei-soldati-basta-sudditanza-industriale/\"> La guerra non riguarda solo la vita dei pochi professionisti</a><strong> in uniforme che abbiamo il dovere di equipaggiare e proteggere meglio</strong>. Riguarda anche e soprattutto la sicurezza dei cittadini, la tenuta dell’economia, la resilienza delle infrastrutture, la continuità delle funzioni vitali dello Stato, la stabilità sociale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo la riunione convocata dal ministro può avere un senso solo se segna l’inizio di una trasformazione vera. Non basta chiedere all’industria di impegnarsi oltre i normali canoni commerciali. Bisogna mettere mano al quadro legale, al procurement, alla cultura della difesa, al rapporto tra Esercito e industria, all’apertura verso tecnologie mature estere, alla selezione degli advisor, alla valorizzazione dei veterani, alla lotta contro rendite e cooptazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Non c’è più spazio per una difesa raccontata ma non costruita, evocata ma non resa disponibile, celebrata ma non resa efficiente</strong>. O l’Italia avvia ora una rivoluzione seria del comparto difesa, industriale e culturale insieme, oppure continuerà a inseguire le crisi con strutture lente, mentalità vecchie e vulnerabilità nuove.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E questa volta il prezzo, se il quadro internazionale dovesse peggiorare, <strong>non lo pagherebbe un’astrazione chiamata sistema: lo pagherebbe la Nazione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/FOTOA3-388154-scaled-e1676541309776.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"CulturaDellaDifesa, difesa, Droni, esercito, Industria, innovazione, procurement","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-08 16:34:03","stato":"publish","riassunto_video":"La crisi in Medio Oriente evidenzia l’urgenza di riformare l’industria della difesa italiana, superando lentezze burocratiche e normative. Serve rapidità, revisione del procurement, integrazione di tecnologie estere mature e un forte legame tra Esercito, industria e veterani esperti. Senza una vera cultura della difesa e lotta a nepotismo e inefficienze, il Paese rischia gravi vulnerabilità.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/primopiano/riunione-tra-il-ministro-crosetto-il-capo-di-stato-maggiore-della-difesa-il-direttore-nazionale-degli-armamenti-e-i-rappresentanti-dellindustria-della-difesa/91691.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29721-industria-difesa-italiana-o-radicale-trasformazione-o-inevitabile-impreparazione.mp4","galleria":""}
{"id":29707,"titolo":"Difesa, Roma alza l’Allerta e avvia le Operazioni di Scudo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>L’Italia non è in guerra e non vuole entrare in guerra</strong>, ha ribadito la premier <strong>Giorgia Meloni</strong> dopo l’attacco all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele. Ma davanti all’allargarsi della crisi in Medio Oriente, il governo ha avviato una serie di misure militari e politiche per rafforzare la sicurezza nazionale e prepararsi a eventuali sviluppi del conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La prima decisione riguarda la difesa dello spazio aereo. Il ministro della Difesa <strong>Guido Crosetto</strong>, in coordinamento con gli alleati e con la <strong>Nato</strong>, ha chiesto al capo di Stato maggiore <strong>Luciano Portolano</strong> di <strong>innalzare al massimo livello la protezione della difesa aerea e antibalistica nazionale</strong>, con particolare attenzione alle regioni del Sud, considerate più esposte alla portata dei missili iraniani. Secondo quanto emerso, una disposizione di questo tipo non veniva adottata dai tempi dell’<strong>11 settembre 2001</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le misure previste ci sono il <strong>rafforzamento degli equipaggi per lo scramble dei caccia italiani</strong>, cioè il decollo immediato in caso di emergenza, e il potenziamento dei sistemi di difesa missilistica aerea. Parallelamente, il Dipartimento della Pubblica sicurezza ha inviato una circolare a prefetti e questori per <strong>aumentare la vigilanza sulle basi militari americane in Italia e sui siti sensibili legati alla filiera produttiva di interesse militare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16257,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Difesa, Roma alza l’Allerta e avvia le Operazioni di Scudo\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/69a9ddbeaf8d5.jpeg\" alt=\"Difesa, Roma alza l’allerta e guarda al Golfo\" class=\"wp-image-16257\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa, Roma alza l’Allerta e avvia le Operazioni di Scudo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-aiuti-al-golfo-samp-t-anti-drone-e-supporto-logistico\">Aiuti al Golfo: Samp-T, anti-drone e supporto logistico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul fronte internazionale, <strong>Qatar, Emirati Arabi Uniti e Kuwait</strong> hanno chiesto all’Italia un supporto difensivo. In cima alla lista c’è il <strong>Samp-T</strong>, il sistema antimissile terrestre considerato oggi <strong>la principale capacità europea in grado di contrastare attacchi balistici e aerei</strong>. L’Italia, insieme alla Francia, è infatti uno dei pochi Paesi europei a disporne.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il pacchetto di aiuti potrebbe comprendere anche <strong>sistemi anti-drone C-Uas</strong>, apparati radar e satellitari, il cannone <strong>Skynex</strong>, in fase di consegna ai reparti italiani, e il lanciamissili <strong>Grifo</strong>, che ha un raggio inferiore rispetto al Samp-T. Sul fronte della difesa ravvicinata contro i velivoli senza pilota, l’Italia potrebbe inoltre mettere a disposizione i <strong>jammer-bazooka</strong>, dispositivi portatili già in dotazione ai fucilieri dell’Aeronautica e all’artiglieria contraerea dell’Esercito, capaci di <strong>intercettare radiofrequenze, disturbare i segnali e neutralizzare droni ostili</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nodo resta politico oltre che operativo. L’invio di questi sistemi richiede infatti un provvedimento del governo e un successivo passaggio parlamentare. C’è poi una questione tecnica: il <strong>Samp-T richiede personale altamente specializzato</strong>, e l’eventuale cessione comporterebbe anche tempi di addestramento e un problema di disponibilità interna, visto che l’Italia ne avrebbe <strong>solo da tre a cinque</strong>, mentre <strong>uno è già stato consegnato all’Ucraina</strong> e si attende ancora la versione aggiornata <strong>Ng, New Generation</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto agli armamenti difensivi, Roma potrebbe offrire anche <strong>soluzioni di logistica e rifornimento</strong>, come <strong>tanker e velivoli da trasporto</strong>, rafforzando così il sostegno ai partner arabi senza un coinvolgimento diretto nei combattimenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16258,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Difesa, Roma alza l’Allerta e avvia le Operazioni di Scudo\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/F-596-ITS-Federico-Martinengo-026.jpg\" alt=\"Difesa, Roma alza l’allerta e guarda al Golfo\" class=\"wp-image-16258\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa, Roma alza l’Allerta e avvia le Operazioni di Scudo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-martinengo-a-cipro-e-il-nodo-delle-basi-usa-in-italia\">La Martinengo a Cipro e il nodo delle basi Usa in Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul fronte del Mediterraneo orientale, <strong>l’Italia ha deciso di inviare la fregata missilistica Federico Martinengo nell’area di Cipro</strong>, nell’ambito di un assetto coordinato con <strong>Italia, Spagna, Francia e Olanda</strong>. A bordo opereranno <strong>almeno 160 uomini della Marina militare italiana</strong>. La nave prende il posto dell’ipotesi circolata nelle ore precedenti sulla possibile partenza della <strong>Schergat</strong>: alla fine la scelta è caduta sulla <strong>Martinengo</strong>, una delle piattaforme più avanzate della difesa navale italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Federico Martinengo</strong>, costruita da <strong>Fincantieri</strong> nello stabilimento di <strong>Riva Trigoso</strong> e consegnata alla Marina Militare il <strong>24 aprile 2018</strong>, è la <strong>settima unità Fremm italiana</strong> e la <strong>terza in configurazione multiruolo</strong> dopo la <strong>Carlo Bergamini</strong> e la <strong>Luigi Rizzo</strong>. È una fregata lunga <strong>144 metri</strong>, larga <strong>19,7 metri</strong>, con un dislocamento a pieno carico di <strong>6.900 tonnellate</strong>, una velocità massima di <strong>27 nodi</strong> e una capacità complessiva fino a <strong>200 persone tra equipaggio e personale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal punto di vista operativo, la Martinengo è equipaggiata con <strong>sofisticati radar e sonar</strong>, può <strong>ospitare elicotteri SH90 ed EH101</strong> ed è in grado di individuare <strong>droni o razzi fino a circa 200 chilometri di distanza</strong>. Per neutralizzare le minacce dispone dei <strong>missili Aster 15 e Aster 30</strong>, attivi fino a circa <strong>100 chilometri</strong>, oltre a una dotazione molto ampia che comprende <strong>missili antiaerei e antinave, cannoni, mitragliere e siluri</strong>. Tra i sistemi d’arma figurano il <strong>cannone 127/64 Vulcano</strong>, il <strong>76/62 Davide-Strales</strong>, il sistema missilistico <strong>SAAM-ESD</strong> con Aster 15-30, il <strong>Teseo MK 2/A</strong>, il sistema <strong>Marte</strong> imbarcato su elicottero, la mitragliera <strong>SRA da 25 millimetri</strong> e i siluri leggeri <strong>MU90</strong>. Lo scorso anno la nave aveva già concluso la sua missione europea <strong>Eunavfor Aspides</strong> nel Mar Rosso, dove aveva contribuito alla protezione del traffico mercantile dalle minacce Houthi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Resta poi aperto il tema delle <strong>basi militari statunitensi presenti sul territorio italiano</strong>, a partire da <strong>Sigonella</strong>, in Sicilia, uno degli snodi più sensibili dell’intero sistema americano nel Mediterraneo. Al momento, droni e aerei Usa utilizzano queste strutture per <strong>rifornimento, logistica e sorveglianza</strong>, in base agli accordi internazionali vigenti. Diverso sarebbe il caso di un utilizzo per <strong>azioni offensive o bombardamenti</strong>: in quel caso servirebbe un via libera politico del governo italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Meloni ha ricordato che la presenza delle basi Usa è regolata da <strong>accordi bilaterali risalenti al 1954</strong>, aggiornati nel tempo, e che <strong>al momento non esistono richieste per un impiego diverso da quello logistico e di supporto tecnico</strong>. Ma ha anche chiarito che, se una simile richiesta dovesse arrivare, <strong>la decisione verrebbe condivisa con il Parlamento</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16259,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Difesa, Roma alza l’Allerta e avvia le Operazioni di Scudo\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Italy-Deploys-SAMPT-Long-Range-Air-Defence-System-in-Lithuania-as-Part-of-NATOs-Rotational-Air-Defence-Model-001-819810cf-1.jpeg\" alt=\"Difesa, Roma alza l’allerta e guarda al Golfo\" class=\"wp-image-16259\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa, Roma alza l’Allerta e avvia le Operazioni di Scudo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-evacuazioni-riposizionamento-dei-militari-e-linea-politica-del-governo\">Evacuazioni, riposizionamento dei militari e linea politica del governo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La crisi ha già prodotto effetti concreti sulla presenza italiana nell’area. In <strong>Kuwait</strong>, <strong>239 dei 321 militari italiani</strong> presenti nella base di <strong>Ali Al Salem</strong> sono stati trasferiti in <strong>Arabia Saudita</strong>, mentre <strong>82 restano sul posto</strong>. Anche in <strong>Qatar</strong>, <strong>7 dei 10 soldati italiani</strong> stanno raggiungendo l’Arabia Saudita. In <strong>Bahrein</strong>, dove erano presenti cinque militari, è in corso il ritiro del personale. In <strong>Libano</strong>, invece, la situazione resta sotto osservazione: se si decidesse per un’evacuazione, <strong>una nave italiana sarebbe già pronta a intervenire</strong>. Prima dello scoppio della crisi, nell’area interessata erano presenti complessivamente <strong>2.576 militari italiani</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano politico, il Parlamento ha approvato a maggioranza una <strong>risoluzione</strong> che fissa tre linee d’azione principali: <strong>difesa dei Paesi europei, gestione dell’uso delle basi concesse agli Stati Uniti e supporto ai Paesi del Golfo</strong>. Il documento impegna il governo a partecipare, in ambito europeo, allo <strong>sforzo comune per aiutare eventuali Stati membri Ue a difendersi da attacchi missilistici o con droni di provenienza iraniana</strong>, e a confermare che l’uso delle installazioni militari presenti in Italia continui a rispettare il quadro giuridico definito dagli accordi internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La linea dell’esecutivo, dunque, resta quella di <strong>rafforzare la difesa, sostenere gli alleati e mantenere il controllo politico su ogni eventuale escalation</strong>, cercando di tenere insieme sicurezza nazionale, obblighi internazionali e ruolo del Parlamento. In una fase in cui il conflitto rischia di allargarsi, <strong>l’Italia prova a muoversi come retrovia strategica e attore di supporto, senza trasformarsi in parte belligerante</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/01vid-iran-cover-pfgz-superJumbo.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"cipro, Droni, Golfo, Iran, Italia, SAMP/T, Sigonella","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-07 10:44:04","stato":"publish","riassunto_video":"L’Italia, pur non volendo entrare in guerra, ha rafforzato la difesa aerea e la vigilanza sulle basi militari per la crisi in Medio Oriente. Invia la fregata Martinengo a Cipro e valuta aiuti difensivi ai Paesi del Golfo. Militari sono stati riposizionati, mentre il governo mantiene il controllo politico e il sostegno agli alleati senza coinvolgimento diretto.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://tg24.sky.it/mondo/2026/03/06/guerra-iran-ruolo-italia","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29707-difesa-roma-alza-lallerta-e-avvia-le-operazioni-di-scudo.mp4","galleria":""}
{"id":29712,"titolo":"Una Acies! Il 207° Corso Fermezza giura Fedeltà alla Repubblica","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>MODENA</strong> – Esiste un momento, nel Cortile d’Onore del Palazzo Ducale, in cui mille voci diventano una sola. Non è solo disciplina, è il battesimo della <strong>Una Acies</strong>: l’unica, indivisibile schiera. Questa mattina, gli Allievi Ufficiali del <strong>207° Corso “Fermezza”</strong> hanno varcato quella soglia spirituale, giurando fedeltà alla Repubblica Italiana davanti al Ministro della Difesa, <strong>On. Guido Crosetto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-siamo-figli-d-un-unica-schiera\">Siamo figli d’un’unica schiera</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’eco della cerimonia non si è spenta con il \"Lo Giuro\", ma è vibrata nelle parole dell'inno che definisce l'essenza stessa dell'Accademia Militare. Entrare nella <em>Una Acies</em> significa fare proprie le parole che ogni Cadetto porta scritte nell'anima:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“Siamo figli di un’unica schiera,</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>una schiera di mille soldati,</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>per l’Italia offriamo la vita,</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>se l’Italia la vita ci chiede!</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Per la Patria sono morti gli eroi</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>che ci precedon sul nostro cammin…”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questo spirito, il 207° Corso ha accolto l'eredità di chi li ha preceduti, legandosi indissolubilmente alla storia dell'Esercito Italiano e dell'Arma dei Carabinieri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16265,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/68e97fa9-af30-4734-8d53-63a4079289e4.jpeg\" alt=\"Una Acies! Il 207° Corso &quot;Fermezza&quot; Giura Fedeltà alla Repubblica\" class=\"wp-image-16265\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una Acies! Il 207° Corso \"Fermezza\" Giura Fedeltà alla Repubblica</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-autorita-e-il-valore-del-sacrificio\">Le Autorità e il Valore del Sacrificio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla presenza del Padrino del Corso, il Generale di Corpo d’Armata <strong>Rosario Aiosa</strong> (Medaglia d’Oro al Valor Militare), e dei vertici della Difesa — tra cui il <strong>Gen. Luciano Portolano</strong>, il <strong>Gen. C.A. Carmine Masiello</strong> e il <strong>Gen. C.A. Salvatore Luongo</strong> — il Ministro Crosetto ha sottolineato la nobiltà di questa scelta:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"L’Italia ha bisogno di grandi Ufficiali, ma ancora di più di Donne e Uomini veri. Mi inchino davanti alla vostra scelta,\"</em> ha dichiarato il Ministro, aggiungendo un pensiero profondo sulla solitudine del comando: <em>\"Chi serve l’Italia non deve sentirsi mai solo, perché entra a far parte di una famiglia che sostiene nei momenti difficili.\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, <strong>Gen. C.A. Carmine Masiello</strong>, ha richiamato i giovani alla concretezza del loro impegno: <em>\"Il vostro 'Lo giuro' è un patto sacro. La disciplina vi insegnerà a pensare con chiarezza e a comandare con saggezza. Ricordate: il comportamento di un Comandante vale più di qualsiasi grado.\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per gli Allievi destinati all'Arma, il Comandante Generale <strong>Salvatore Luongo</strong> ha evidenziato come il giuramento sia una scelta di vita per il cittadino, sottolineando l'orgoglio di custodire l'onore di una \"nuova casa\" che da oggi li accoglie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16267,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/82070f5e-e457-4e73-9e90-745ce448271c-scaled.jpg\" alt=\"Una Acies! Il 207° Corso &quot;Fermezza&quot; Giura Fedeltà alla Repubblica\" class=\"wp-image-16267\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una Acies! Il 207° Corso \"Fermezza\" Giura Fedeltà alla Repubblica</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-schiera-che-guarda-al-futuro\">La Schiera che Guarda al Futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’atto solenne, sancito dalla formula pronunciata dal Comandante dell’Accademia, <strong>Generale di Divisione Stefano Messina</strong>, proietta ora gli Allievi verso un percorso accademico d'eccellenza. Tra le mura del \"vecchio maniero\" di Modena, istituito nel 1678, i giovani del \"Fermezza\" studieranno Scienze Strategiche, Ingegneria, Medicina, Giurisprudenza e altre discipline, ma sempre sotto l'egida di quell'unico ideale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da oggi, il 207° Corso non marcia più da solo. Fa parte della Schiera!</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/2f9702ef-7b4b-4bc2-ab82-1e20d72ddc92.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#207Fermezza, #ArmaCarabinieri, #Giuramento207, #Modena, #UnaAcies, accademiamilitare, esercitoitaliano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-07 10:44:04","stato":"publish","riassunto_video":"Nel Cortile d’Onore del Palazzo Ducale di Modena, gli Allievi Ufficiali del 207° Corso “Fermezza” hanno giurato fedeltà alla Repubblica Italiana, entrando nella \"Una Acies\", simbolo di unione e dedizione. Alla cerimonia, con il Ministro della Difesa e i vertici militari, è stato sottolineato il valore del sacrificio, della disciplina e dell’appartenenza a una famiglia che sostiene nel comando e ne","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/giura-il-207-corso-fermezza-dellaccademia-militare/134813.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29712-una-acies-il-207-corso-fermezza-giura-fedelta-alla-repubblica.mp4","galleria":""}
{"id":29701,"titolo":"Italia - Indonesia: cresce la Partnership Militare","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nuovi elementi stanno emergendo riguardo alla <strong>crescente collaborazione nel settore della difesa tra Italia e Indonesia</strong>, una relazione che negli ultimi anni si è progressivamente consolidata sia sul piano militare sia su quello industriale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al centro dell’attenzione vi è la proposta del governo italiano di trasferire alla Marina indonesiana la portaeromobili <strong>Giuseppe Garibaldi</strong>, storica unità della <strong>Marina Militare</strong> entrata in servizio negli anni Ottanta e posta in riserva nel 2024 dopo quasi quattro decenni di attività operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto indicato nei documenti governativi, la decisione è legata soprattutto all’<strong>evoluzione del ciclo operativo della nave</strong> e alla progressiva <strong>modernizzazione della flotta italiana</strong>. Il trasferimento consentirebbe quindi di valorizzare l’unità all’interno di una <strong>collaborazione più ampia tra Roma e Giacarta</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’eventuale cessione si inserisce in un percorso di <strong>dialogo e cooperazione nel campo della sicurezza marittima e dell’industria della difesa</strong>. Per l’Indonesia, una piattaforma di questo tipo potrebbe rappresentare un’opportunità per <strong>ampliare le capacità di coordinamento e supporto alle operazioni navali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, l’iniziativa assume anche una dimensione strategica più ampia, contribuendo a <strong>rafforzare i rapporti bilaterali tra i due Paesi</strong> in una regione – <strong>l’Indo-Pacifico</strong> – che riveste un’importanza crescente per le <strong>rotte commerciali globali e la sicurezza marittima internazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-navi-e-velivoli-i-programmi-industriali-gia-avviati\">Navi e velivoli i programmi industriali già avviati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cooperazione tra Italia e Indonesia nel settore della difesa non nasce con il dossier relativo alla Garibaldi. Negli ultimi anni diversi programmi industriali hanno contribuito a sviluppare <strong>un rapporto sempre più strutturato tra le due nazioni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le iniziative più significative figura l’acquisizione da parte della Marina indonesiana di <strong>due unità della classe Pattugliatore Polivalente d’Altura</strong>, piattaforme navali multiruolo progettate per svolgere <strong>un ampio spettro di missioni</strong>, dalla sorveglianza marittima alla sicurezza delle acque territoriali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16243,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Dalla Garibaldi ai nuovi programmi industriali: cresce la partnership militare tra Italia e Indonesia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Indonesian-Navy-Receives-Second-Italian-Built-PPA-Class-Multipurpose-Combat-Ship-1920-001-31e985f5.jpg\" alt=\"Dalla Garibaldi ai nuovi programmi industriali: cresce la partnership militare tra Italia e Indonesia\" class=\"wp-image-16243\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong> </strong>KRI Prabu Siliwangi-321. Fonte Fincantieri.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le due unità, entrate progressivamente in servizio nella Marina indonesiana con i nomi <strong>KRI Brawijaya</strong> e <strong>KRI Prabu Siliwangi</strong>, rappresentano <strong>navi di nuova generazione caratterizzate da elevata flessibilità operativa</strong> e da sistemi tecnologici avanzati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente si è rafforzata la cooperazione nel settore aeronautico. Nel 2026 l’azienda italiana <strong>Leonardo</strong> ha firmato una <strong>lettera di intenti con il Ministero della Difesa indonesiano</strong> e con l’azienda locale PT ESystem Solutions per la possibile fornitura di <strong>velivoli da addestramento avanzato e attacco leggero M-346 nella versione M-346F Block 20</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma prevede <strong>fino a 24 velivoli</strong>, destinati a rafforzare la <strong>capacità di addestramento avanzato dei piloti indonesiani</strong> e a supportare il <strong>rinnovamento della flotta da addestramento della forza aerea</strong>. Oltre agli aeromobili, la cooperazione includerebbe anche <strong>attività di formazione, supporto logistico e collaborazione industriale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel complesso, questi programmi testimoniano <strong>un percorso di cooperazione che va oltre la semplice fornitura di sistemi</strong>, coinvolgendo anche <strong>relazioni industriali e tecnologiche tra le rispettive industrie della difesa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sottomarini-compatti-e-pattugliamento-marittimo-nuovi-sviluppi\">Sottomarini compatti e pattugliamento marittimo nuovi sviluppi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto ai programmi già avviati stanno emergendo <strong>nuove opportunità di collaborazione nel settore navale e aeronautico</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le iniziative allo studio figura la possibile fornitura di <strong>sei sommergibili compatti della classe DGK</strong> da parte dell’azienda italiana <strong>Drass</strong>, specializzata nello sviluppo di sistemi subacquei avanzati. Il programma, secondo le informazioni disponibili nella stampa specializzata internazionale, potrebbe raggiungere <strong>un valore complessivo di circa 1,4 miliardi di dollari</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16248,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Dalla Garibaldi ai nuovi programmi industriali: cresce la partnership militare tra Italia e Indonesia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2025-06-13-at-12.50.33.jpg\" alt=\"Dalla Garibaldi ai nuovi programmi industriali: cresce la partnership militare tra Italia e Indonesia\" class=\"wp-image-16248\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Defence 2025 – DRASS presenta il sottomarino DGK al Vice Capo di Stato Maggiore della Marina indonesiana. Fonte: DRASS.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il DGK appartiene alla categoria dei cosiddetti <strong>“midget submarine”</strong>, piattaforme progettate per <strong>operazioni in acque costiere e ambienti marittimi complessi</strong>. Con un dislocamento di circa <strong>270 tonnellate in immersione</strong> e una lunghezza di <strong>34 metri</strong>, il battello può operare con <strong>un equipaggio di nove persone</strong> e garantire <strong>autonomia operativa fino a quaranta giorni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema d’arma prevede <strong>quattro siluri pesanti e sei mine navali</strong>, mentre il vano modulare consente l’impiego di ulteriori sistemi come <strong>mine supplementari, mini-siluri o veicoli subacquei per operazioni delle forze speciali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente sono allo studio anche programmi nel settore del <strong>pattugliamento marittimo</strong>. L’industria italiana potrebbe fornire <strong>tre velivoli dedicati alla sorveglianza delle acque territoriali indonesiane</strong>, con un valore complessivo stimato attorno ai <strong>450 milioni di euro</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il modello non è stato ancora ufficialmente indicato, ma tra le ipotesi considerate figura una <strong>versione da pattugliamento marittimo del velivolo da trasporto tattico C-27J Spartan</strong>, piattaforma già utilizzata in diversi Paesi per <strong>missioni di sorveglianza marittima</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel complesso, queste iniziative riflettono <strong>una tendenza crescente verso il rafforzamento della cooperazione militare e industriale tra Italia e Indonesia</strong>. In una regione caratterizzata da <strong>importanti rotte commerciali e intensa attività marittima</strong>, la collaborazione tra i due Paesi rappresenta <strong>un elemento di dialogo e cooperazione nel quadro delle relazioni internazionali nell’area indo-pacifica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/032635770-add7aaa7-7dc5-4836-afa1-ea07927bb15d.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, Indonesia, indopacifico","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-06 15:44:04","stato":"publish","riassunto_video":"Italia e Indonesia rafforzano la cooperazione nella difesa con la possibile cessione della portaerei Giuseppe Garibaldi alla Marina indonesiana. Il rapporto include già forniture di pattugliatori navali, velivoli da addestramento Leonardo M-346 e progetti per sottomarini compatti Drass. L’intesa mira a potenziare capacità marittime e industriali in una regione strategica come l’Indo-Pacifico.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.youtube.com/watch?v=_5Bq0Roz8cI","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29701-italia-indonesia-cresce-la-partnership-militare.mp4","galleria":""}
{"id":29693,"titolo":"Iran: Prevedibilità USA e Sorpresa Europea","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La vera sorpresa, in questa crisi, <strong>non è l’azione americana. Semmai è la sorpresa europea</strong>. Per settimane Washington aveva costruito, quasi in vetrina, le condizioni materiali e politiche per<a href=\"https://difesanews.com/massacro-iran-come-gli-usa-attaccheranno/\"> usare la forza contro l’Iran</a>: <strong>il dispiegamento di un doppio dispositivo aeronavale, l’afflusso di assetti nel teatro mediorientale, il linguaggio sempre meno ambiguo della Casa Bianca e del Pentagono</strong>. Già a metà febbraio Reuters riferiva dell’invio di una seconda portaerei statunitense verso la regione, da affiancare alla USS Abraham Lincoln già presente dal 26 gennaio nell’area di competenza del CENTCOM. <strong>Non era un dettaglio tattico: era un messaggio strategico</strong>. Spendere milioni per muovere due carrier strike group e poi non usarli sarebbe stato possibile solo in presenza di una de-escalation credibile, che invece non si è mai materializzata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14242,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/iran-strike.png\" alt=\"Massacro Iran: Come gli USA Attaccheranno\" class=\"wp-image-14242\" title=\"Iran: Prevedibilità USA e Sorpresa Europea\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Iran: Prevedibilità USA e Sorpresa Europea</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche nel dibattito italiano il punto era stato colto. Federico Rampini, sul <em>Corriere della Sera</em>, ha insistito proprio sul valore politico e militare di quel dispiegamento: <strong>due portaerei non sono semplice teatro, sono coercizione preventiva e preparazione operativa</strong>. In altre parole, l’opzione cinetica era incorporata nello schieramento stesso. <strong>Chi ha letto quei segnali come pura deterrenza verbale</strong> ha probabilmente sottovalutato il fatto elementare che, nella postura strategica americana, la deterrenza funziona proprio perché alle spalle c’è la disponibilità concreta all’impiego.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo il punto politico non è chiedersi se l’attacco Usa fosse “prevedibile”. <strong>Lo era</strong>. Il punto è chiedersi perché una parte dell’Europa si sia fatta trovare in modalità reattiva, quasi incredula, davanti a uno scenario che gli americani stavano preparando in modo progressivo e visibile. <strong>Se tre indizi fanno una prova, qui gli indizi erano ben più di tre</strong>: primo, l’avvicinamento del doppio gruppo portaerei; secondo, la retorica statunitense sulla “tremendous power” in arrivo in Medio Oriente; terzo, il successivo ritmo operativo dell’Operazione Epic Fury, che secondo il Pentagono e Reuters ha rapidamente superato le centinaia e poi le migliaia di obiettivi colpiti. <strong>Non è la cronaca di un improvviso scatto d’ira; è la traccia di una campagna pensata in anticipo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16145,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/4-1.jpg\" alt=\"Italia nel raggio dei missili iraniani? Inviare nel Golfo Unità di Difesa Anti-Missile o badare alla Sicurezza Nazionale\" class=\"wp-image-16145\" style=\"width:840px;height:auto\" title=\"Iran: Prevedibilità USA e Sorpresa Europea\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Iran: Prevedibilità USA e Sorpresa Europea</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-europa-insegue-gli-eventi\">L’Europa insegue gli eventi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La conferma indiretta arriva dalla sequenza delle reazioni europee. Il Regno Unito si è ritrovato con <a href=\"https://difesanews.com/liran-colpisce-nel-golfo-droni-contro-la-base-raf-a-cipro-e-incendio-al-data-center-amazon-negli-emirati/\">la base RAF di Akrotiri</a>, a Cipro, colpita da un drone di fabbricazione iraniana probabilmente lanciato dal Libano, secondo Reuters. L’attacco è avvenuto poco dopo il via libera di Keir Starmer all’uso “difensivo e limitato” delle basi britanniche da parte degli Stati Uniti. Due ulteriori droni sono stati poi intercettati. <strong>Se Londra ha dovuto correre ai ripari con il cacciatorpediniere HMS Dragon e mezzi contro-drone, significa che l’estensione geografica della rappresaglia iraniana non era stata anticipata a sufficienza</strong> sul piano della protezione immediata delle installazioni più esposte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ancora più significativa è stata la reazione greca. Dopo il raid su Akrotiri, Atene ha annunciato l’invio verso Cipro di fregate e caccia F-16 per rafforzare la difesa dell’isola. Reuters parla di due fregate e quattro F-16; altre fonti indicano tra le unità navali coinvolte la <em>Kimon</em> e una seconda fregata dotata di sistemi anti-drone. <strong>Il punto politico, comunque, non cambia: la Grecia non si è mossa in una logica di deterrenza preventiva, ma in una logica di rinforzo successivo al colpo subito nell’area cipriota</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16239,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/ff-scaled.jpg\" alt=\"Iran: Prevedibilità USA e Sorpresa Europea\" class=\"wp-image-16239\" title=\"Iran: Prevedibilità USA e Sorpresa Europea\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Iran: Prevedibilità USA e Sorpresa Europea</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Francia offre un’immagine ancora più eloquente della “sorpresa europea”. Il 3 marzo Emmanuel Macron ha annunciato <a href=\"https://difesanews.com/portaerei-usa-e-francia-perche-restano-uno-strumento-strategico-decisivo-lezioni-dalla-crisi-in-medio-oriente-2026/\">l’invio della portaerei <em>Charles de Gaulle</em> nel Mediterraneo</a>. Reuters e AP hanno riferito che la nave è stata dirottata dal Baltico verso sud; ANSA, citando BFM TV, ha parlato di interruzione del dispiegamento programmato nel Baltico e rotta verso il Mediterraneo orientale. <strong>Qualunque formulazione si preferisca, il dato sostanziale è uno: Parigi ha dovuto riposizionare in fretta il proprio principale strumento di presenza navale</strong>, segno che l’Europa non aveva predisposto in anticipo un assetto coerente con la probabilità di allargamento del conflitto al Mediterraneo orientale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-caso-italiano-e-la-lezione-strategica\">Il caso italiano e la lezione strategica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia, poi, è il caso più delicato. La base di Ali al Salem, in Kuwait, dove opera il contingente dell’Aeronautica Militare, era già stata colpita nella prima ondata di rappresaglia iraniana del 28 febbraio. Antonio Tajani aveva parlato di danni significativi alla pista; nei giorni successivi si sono moltiplicate le segnalazioni di ulteriori strike nell’area. Il 5 marzo Guido Crosetto ha comunicato che <strong>239 militari dei 321 presenti in Kuwait sarebbero stati trasferiti in Arabia Saudita</strong>, mentre 82 sarebbero rimasti ad Ali al Salem per garantire la continuità operativa. <strong>È una decisione comprensibile sul piano della protezione del personale, ma è anche l’ammissione implicita che la minaccia su quella base era concreta, persistente e non episodica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A questo si aggiunge il nuovo elemento emerso oggi. <a href=\"https://www.rid.it/shownews/7902/iran-colpita-ancora-la-base-di-ali-al-salem-kuwait-dove-sono-schierati-i-militari-italiani\"><em>Rivista Italiana Difesa</em>,</a> in un’analisi di Tommaso Massa del 6 marzo, riferisce che nella notte l’Iran ha nuovamente colpito Ali al Salem, dove un grosso incendio sarebbe stato rilevato anche da satellite, probabilmente in corrispondenza di serbatoi di carburante. Lo stesso autore, già il 28 febbraio e il 4 marzo, aveva documentato strike sulla base e danni ad aree collegate alle comunicazioni e a infrastrutture militari. <strong>Non tutte queste informazioni hanno, al momento, una conferma indipendente di pari livello da parte di agenzie internazionali; ma nel loro insieme rafforzano il quadro di una base entrata stabilmente nel ciclo di bersagli della rappresaglia iraniana</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14240,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Iran: Prevedibilità USA e Sorpresa Europea\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/231951434-5d5a5054-ed82-48d9-886d-57ea649ef916.jpg\" alt=\"Massacro Iran: Come gli USA Attaccheranno\" class=\"wp-image-14240\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Massacro Iran: Come gli USA Attaccheranno</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui sta il cuore del problema. Se gli Stati Uniti hanno agito secondo una logica visibile — accumulo di forze, messaggi politici, preparazione del teatro, poi impiego — <strong>l’Europa ha mostrato una logica opposta: non prevenzione, ma inseguimento degli eventi</strong>. Londra ha rafforzato Cipro dopo il colpo. Atene è intervenuta dopo Akrotiri. Parigi ha ridiretto la <em>Charles de Gaulle</em> dopo l’escalation. Roma ha disposto il trasferimento di gran parte del contingente dopo che Ali al Salem era già finita ripetutamente sotto attacco. <strong>Non è tanto una smentita delle capacità militari europee, quanto un segnale di insufficiente lettura politico-strategica della traiettoria della crisi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dire che “l’intelligence europea ha dormito” è una formula dura, ma coglie almeno una parte del punto. Forse non ha dormito l’intelligence tecnica; <strong>più probabilmente hanno dormito la sintesi politico-strategica e la capacità di tradurre gli indicatori in posture operative tempestive</strong>. Perché gli indicatori c’erano tutti: <strong>il doppio gruppo portaerei Usa, la militarizzazione progressiva del teatro, l’anticipata vulnerabilità delle basi occidentali nel Golfo e nel Mediterraneo orientale, la prevedibile scelta iraniana di colpire in profondità le infrastrutture alleate</strong>. In guerra, spesso, la sorpresa non nasce dall’assenza di segnali, ma dall’incapacità di crederci fino in fondo. <strong>Ed è precisamente questa, oggi, la sorpresa europea</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’Italia la lezione è immediata. Quando un alleato maggiore concentra un dispositivo offensivo di quella portata in un teatro dove noi abbiamo uomini, aerei e basi di appoggio, <strong>non possiamo limitarci a sperare che la deterrenza regga</strong>. Dobbiamo ragionare <strong>come se l’impiego fosse probabile, non come se fosse un’ipotesi remota</strong>. <strong>Ali al Salem dimostra che il costo dell’errore di previsione non è teorico: riguarda la sicurezza del personale, la continuità operativa e la credibilità stessa della nostra postura nella regione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/3-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"HM Dragon, Iran, RAFAkrotiri, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-06 15:24:04","stato":"publish","riassunto_video":"La crisi con l’Iran ha mostrato la prevedibilità dell’azione USA, con un massiccio dispiegamento militare preparato da settimane. Sorprende invece la reazione europea, spesso tardiva e reattiva: Regno Unito, Grecia, Francia e Italia hanno rafforzato le difese solo dopo gli attacchi iraniani. L’Italia ha dovuto spostare parte del contingente da Ali al Salem, base ripetutamente colpita.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29693-iran-prevedibilita-usa-e-sorpresa-europea.mp4","galleria":""}
{"id":29687,"titolo":"Modena, 6 marzo: il Giuramento degli Allievi Ufficiali dell’Accademia Militare","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel cuore di Modena, nella cornice solenne del <strong>Cortile d’Onore del Palazzo Ducale</strong> (sede dell’Accademia Militare), <strong>venerdì 6 marzo</strong> gli Allievi Ufficiali del <strong>207° Corso “Fermezza”</strong> pronunceranno il <strong>giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana</strong>. È una delle cerimonie più sentite dell’anno accademico: un passaggio pubblico e definitivo che trasforma mesi di formazione e vita di reparto in un impegno formale verso lo Stato e i cittadini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A prestare giuramento saranno <strong>254 Allievi Ufficiali</strong>, di cui <strong>236 italiani e 18 stranieri</strong>; <strong>44</strong> sono donne. La cerimonia si svolgerà <strong>alla presenza delle massime autorità della Difesa</strong>, del <strong>Generale di Corpo d’Armata Rosario Aiosa</strong> (Medaglia d’Oro al Valor Militare) e delle autorità civili e religiose.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6693,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/accademia-di-modena.jpg\" alt=\"Gli Allievi del 205° corso “Fierezza” diventano Ufficiali: consegnati i gradi di Sottotenente a Modena\" class=\"wp-image-6693\" title=\"Modena, 6 marzo: il Giuramento degli Allievi Ufficiali dell’Accademia Militare\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Modena, 6 marzo: il Giuramento degli Allievi Ufficiali dell’Accademia Militare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-bandiera-formula-e-lo-giuro\">La Bandiera, formula e “Lo giuro!”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore del rito si compie <strong>davanti alla Bandiera dell’Istituto</strong>, quando viene letta la formula tradizionale: a pronunciarla sarà il <strong>Comandante dell’Accademia Militare, </strong><a href=\"https://difesanews.com/il-generale-paracadutista-stefano-messina-assume-il-comando-dellaccademia-militare-di-modena-basate-la-vostra-professione-sulla-conoscenza/\">Generale di Divisione Stefano Messina</a>. Con quell’atto, gli Allievi Ufficiali <strong>entrano a pieno titolo nei ranghi dell’Esercito Italiano e dell’Arma dei Carabinieri</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La legge italiana stabilisce che i militari prestino giuramento con questa formula:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>«Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina e onore tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni».</strong> </p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16216,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/accademia-militare-cambio-al-vertice-arriva-stefano-messina.jpg\" alt=\"Modena, 6 marzo: il Giuramento degli Allievi Ufficiali dell’Accademia Militare\" class=\"wp-image-16216\" title=\"Modena, 6 marzo: il Giuramento degli Allievi Ufficiali dell’Accademia Militare\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Modena, 6 marzo: il Giuramento degli Allievi Ufficiali dell’Accademia Militare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-che-cosa-significa-davvero-quel-giuramento\">Che cosa significa, davvero, quel giuramento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è una frase rituale “di tradizione” e basta: è un impegno giuridico e morale che fissa i pilastri del servizio militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fedeltà alla Repubblica</strong> e <strong>osservanza di Costituzione e leggi</strong>: il servizio armato è esplicitamente ancorato allo <strong>Stato di diritto</strong> e alla legalità democratica. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Disciplina e onore</strong>: richiama l’etica professionale, la responsabilità individuale e il rispetto delle regole anche nei contesti più difficili. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Difesa della Patria</strong> e <strong>salvaguardia delle libere istituzioni</strong>: chiarisce che la missione ultima è proteggere la comunità nazionale e le istituzioni democratiche. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il giuramento è anche un momento condiviso con famiglie e territorio, perché rende “visibile” il percorso dei cadetti e l’emozione della vigilia, spesso raccontata proprio attraverso le storie dei giovani allievi. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per permettere di seguire l’evento anche a chi non potrà essere presente, la cerimonia sarà <strong>trasmessa in diretta streaming sulle piattaforme social dell’Esercito</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/rr.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"6MarzoModena, accademiamilitare, carabinieri, CorsoFermezza, GiuramentoAllievi, PalazzoDucaleModena, UfficialiEsercito","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-05 23:04:03","stato":"publish","riassunto_video":"Il 6 marzo a Modena, nel Cortile d’Onore del Palazzo Ducale, 254 Allievi Ufficiali dell’Accademia Militare presteranno giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana, un impegno formale e solenne verso lo Stato e i cittadini. La cerimonia, con autorità militari e civili, sarà trasmessa in diretta streaming per coinvolgere famiglie e territorio.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29687-modena-6-marzo-il-giuramento-degli-allievi-ufficiali-dellaccademia-militare.mp4","galleria":""}
{"id":29682,"titolo":"Cipro sotto scudo: l’Italia salpa con gli alleati contro la minaccia iraniana","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>ROMA, 5 marzo 2026</strong> — L’Italia si prepara a inviare <strong>unità navali</strong> verso il <strong>Mediterraneo orientale</strong> per contribuire alla protezione di <strong>Cipro</strong> dopo i recenti attacchi attribuiti all’<strong>Iran</strong>. L’annuncio è arrivato dal ministro della Difesa <strong>Guido Crosetto</strong>, che ha parlato di un’iniziativa congiunta con <strong>Spagna</strong>, <strong>Francia</strong> e <strong>Olanda</strong> “nei prossimi giorni”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-missione-proteggere-cipro-e-il-fianco-sud-est-europeo\">La missione: proteggere Cipro e il fianco sud-est europeo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La decisione nasce dal timore che la guerra con l’<strong>Iran</strong> possa allargarsi fino al “bordo” sud-orientale dell’<strong>Europa</strong>, con Cipro in prima linea. In settimana, la base britannica <strong>RAF Akrotiri</strong> (nel sud dell’isola) è stata indicata come obiettivo di <strong>droni d’attacco</strong>, riaccendendo l’allarme sulla vulnerabilità di infrastrutture strategiche nel quadrante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Cipro, inoltre, è un punto chiave per logistica e sicurezza nel Levante: qui convergono interessi di <strong>NATO</strong>, partner europei e alleati regionali. Non a caso, <strong>Atene</strong> ha già reagito inviando <strong>due fregate greche</strong> a sostegno dell’isola.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le unità che potrebbero muoversi in tempi rapidi c’è la fregata <a href=\"https://brigatafolgore.net/una-nuova-fremm-per-la-marina-spartaco-schergat/\">Spartaco Schergat</a> (classe <strong>FREMM</strong>), che si trova al largo della <strong>Sicilia</strong> e sta concludendo l’esercitazione <strong>NATO Dynamic Manta</strong>. Il limite operativo è logistico: prima di puntare su <strong>Cipro</strong>, la nave dovrebbe rientrare in <strong>base</strong> per <strong>rifornimento</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo valutazioni interne, un’opzione più robusta per la <strong>difesa aerea</strong> sarebbe un cacciatorpediniere classe <strong>Horizon</strong>, grazie ai radar a <strong>lungo raggio</strong>. Ma qui entra in gioco la disponibilità: l’<strong>Andrea Doria</strong> risulta lontana (al largo della <strong>Norvegia</strong>), mentre il <strong>Caio Duilio</strong> è in <strong>manutenzione</strong> a <strong>La Spezia</strong>. Tradotto: la scelta italiana dipenderà dal compromesso tra <strong>rapidità</strong> di dispiegamento e <strong>capacità</strong> di sorveglianza e ingaggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano operativo, le marine coinvolte potrebbero coordinarsi senza un unico comando nazionale: cooperazione <strong>multinazionale</strong> con catene di comando <strong>separate</strong>, ma obiettivo comune.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16209,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Cipro sotto scudo: l’Italia salpa con gli alleati contro la minaccia iraniana\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/1003010-scaled.jpg\" alt=\"Cipro sotto scudo: l’Italia salpa con gli alleati contro la minaccia iraniana\" class=\"wp-image-16209\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cipro sotto scudo: l’Italia salpa con gli alleati contro la minaccia iraniana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-risposta-europea-portaerei-francese-fregata-spagnola-mosse-uk-e-cautela-tedesca\">La risposta europea: portaerei francese, fregata spagnola, mosse UK e cautela tedesca</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La spinta europea è guidata dalla Francia: il presidente <strong>Emmanuel Macron</strong> ha ordinato al gruppo portaerei <strong>Charles de Gaulle</strong> (inizialmente in esercitazione nel nord Europa) di dirigersi verso il <strong>Mediterraneo</strong>. L’arrivo è atteso tra fine settimana e inizio della prossima, secondo la ministra francese <strong>Catherine Vautrin</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Spagna</strong> si è già agganciata alla formazione: la fregata <strong>Cristóbal Colón</strong> è stata indicata come assetto di punta per <strong>protezione</strong> e <strong>difesa aerea</strong>, in sinergia con una batteria <strong>Patriot</strong> spagnola dispiegata in <strong>Turchia</strong>. Madrid prevede anche un possibile impiego per <strong>evacuazioni</strong> di civili se la crisi dovesse peggiorare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Regno Unito</strong>, invece, punta sul Type 45 <strong>Dragon</strong> per rafforzare la sicurezza della base a Cipro, ma la nave è ancora in preparazione e potrebbe salpare solo <strong>la prossima settimana</strong>. L’<strong>Olanda</strong> invia la fregata <strong>Evertsen</strong>, con missione ancora da definire. La <strong>Germania</strong> resta più prudente: Berlino parla di supporto a “misure preventive”, ma sostiene che i piani regionali e <strong>NATO</strong> assicurino già un livello adeguato di prontezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Intanto, l’Italia guarda anche oltre Cipro: la premier <strong>Giorgia Meloni</strong> ha detto che Roma invierà sistemi di <strong>difesa aerea</strong> per proteggere gli <strong>Stati del Golfo</strong>, e in ambienti italiani cresce l’ipotesi di un dispiegamento del <strong>SAMP/T</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/68ln9osh2n041-e1772746107477.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"cipro, difesa aerea, Iran, Italia, marine-alleate, mediterraneo-orientale, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-05 22:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"L’Italia invierà unità navali nel Mediterraneo orientale per proteggere Cipro dopo attacchi attribuiti all’Iran, in collaborazione con Spagna, Francia e Olanda. La Francia schiera la portaerei Charles de Gaulle, la Spagna una fregata e batterie Patriot, mentre il Regno Unito rafforza la base con un cacciatorpediniere. La Germania resta cauta. Roma valuta anche sistemi di difesa per il Golfo.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/europe/2026/03/05/italy-allies-send-warships-to-protect-europes-southeastern-edge-from-iran-strikes/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29682-cipro-sotto-scudo-litalia-salpa-con-gli-alleati-contro-la-minaccia-iraniana.mp4","galleria":""}
{"id":29676,"titolo":"Catania e la Guerra Silenziosa: la NATO addestra la lotta Anti-Sommergibile con guida italiana","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel Golfo di Catania il Mediterraneo “suona” in modo diverso: fondali variabili, rumore di fondo e condizioni acustiche irregolari mettono alla prova sensori, equipaggi e procedure. È qui che ha preso il via <strong>Dynamic Manta 2026</strong>, la principale esercitazione annuale della NATO nel campo della <strong>lotta anti-sommergibile (ASW)</strong>, in programma fino al <strong>6 marzo</strong> e sviluppata nel Mediterraneo centrale con un dispositivo multinazionale di superficie, subacqueo e aereo. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’edizione 2026 si distingue per un elemento politico-operativo chiaro: <strong>la direzione dal mare è affidata allo Standing NATO Maritime Group Two (SNMG2), attualmente a guida italiana</strong>. In altre parole, non si tratta soltanto di “partecipare” con assetti nazionali, ma di <strong>condurre</strong> l’attività, coordinando unità e missioni in uno scenario complesso e altamente realistico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto reso noto nei briefing d’avvio e nelle comunicazioni pubbliche legate all’esercitazione, <strong>dieci Paesi alleati</strong> sono impegnati tra mare e cielo: <strong>Canada, Francia, Germania, Grecia, Italia, Portogallo, Regno Unito, Stati Uniti, Spagna e Turchia</strong>. L’obiettivo è affinare l’interoperabilità “multi-dominio” (superficie-subacqueo-aereo), verificando catene di comando e controllo e tempi di reazione in contesto multinazionale. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16200,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Catania e la Guerra Silenziosa: la NATO addestra la lotta Anti-Sommergibile con guida italiana\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/6ec89a43-f479-4592-9541-6fde7ed92b0c.jpg\" alt=\"Catania e la Guerra Silenziosa: la NATO addestra la lotta Anti-Sommergibile con guida italiana\" class=\"wp-image-16200\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Catania e la Guerra Silenziosa: la NATO addestra la lotta Anti-Sommergibile con guida italiana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-dispositivo-nazionale-fregate-rifornitore-e-due-battelli-subacquei\">Il dispositivo nazionale: fregate, rifornitore e due battelli subacquei</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel dispositivo italiano spicca la componente navale: la <strong>fregata ITS <em>Virginio Fasan</em></strong> (ammiraglia del gruppo), la <strong>fregata ITS <em>Spartaco Schergat</em></strong> e la rifornitrice logistica <strong>ITS <em>Vulcano</em></strong>. Sul fronte subacqueo operano i sommergibili <strong>ITS <em>Pietro Venuti</em></strong> e <strong>ITS <em>Romeo Romei</em></strong>, chiamati sia a ruoli “opposing force” (bersaglio/avversario addestrativo) sia a missioni integrate con le unità di superficie. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È proprio l’integrazione tra piattaforme a diversa “quota” – sonar di scafo e trainati, elicotteri ASW, boe sonar, pattugliatori marittimi, sommergibili – a costituire la cifra tecnica dell’esercitazione: <strong>scoprire</strong>, <strong>classificare</strong>, <strong>tracciare</strong> e, se richiesto dallo scenario, <strong>neutralizzare</strong> una minaccia subacquea mantenendo al tempo stesso la sicurezza della navigazione e la de-confliction tra assetti alleati. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Golfo di Catania e, più in generale, le acque a est della Sicilia offrono una combinazione utile per l’ASW: batimetrie diverse a breve distanza, condizioni meteo-marine variabili e un ambiente sonoro non sempre “pulito”. In questi contesti le differenze tra un contatto reale e un falso eco diventano sottili, e l’addestramento serve soprattutto a <strong>standardizzare procedure e linguaggi</strong> tra marine differenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non a caso, la cornice siciliana è da anni associata a Dynamic Manta anche per la disponibilità di infrastrutture e supporto aeronavale nell’area. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-voci-della-catena-di-comando\">Le voci della catena di comando</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’avvio delle attività, dal ponte dell’unità di comando, il <strong>Comandante SNMG2, Contrammiraglio Cristian Nardone</strong>, ha richiamato l’importanza dell’addestramento congiunto per consolidare <strong>fiducia, coesione e prontezza</strong> dell’Alleanza in mare. Nelle stesse ore, i vertici della componente subacquea NATO e italiana hanno sottolineato come la cooperazione tra unità di superficie, sommergibili e assetti aerei sia determinante per l’efficacia della guerra antisommergibile, in una fase in cui l’attenzione per la dimensione subacquea resta alta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16202,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Catania e la Guerra Silenziosa: la NATO addestra la lotta Anti-Sommergibile con guida italiana\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Foto-sommergibile-003-kHIC-1020x533@IlSole24Ore-Web.jpg\" alt=\"Catania e la Guerra Silenziosa: la NATO addestra la lotta Anti-Sommergibile con guida italiana\" class=\"wp-image-16202\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Catania e la Guerra Silenziosa: la NATO addestra la lotta Anti-Sommergibile con guida italiana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-la-lotta-anti-sommergibile-conta-anche-in-tempo-di-pace\">Perché la lotta anti-sommergibile conta (anche in tempo di “pace”)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La lotta ASW non è un duello “navale” d’altri tempi: oggi significa proteggere <strong>linee di comunicazione marittime</strong>, gruppi navali, porti, rotte energetiche e, più in generale, la libertà di manovra in mare. Dynamic Manta rientra nel ciclo addestrativo guidato dal NATO Allied Maritime Command per mantenere competenze ad alta specializzazione, complementare ad altri appuntamenti ASW in teatri diversi (Atlantico del Nord, Baltico). </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel quadro complessivo, <strong>la guida italiana dello SNMG2</strong> durante Dynamic Manta 2026 rafforza la postura nazionale nel dispositivo marittimo alleato e richiama la centralità del Mediterraneo come spazio operativo in cui la dimensione subacquea pesa quanto (e talvolta più di) quella visibile. È un segnale di continuità: presenza, integrazione con gli alleati, e capacità di comando in uno scenario complesso – dal <strong>Golfo di Catania</strong> fino alle rotte più ampie dell’area euro-atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/lct7158-dV0iw1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Antisommergibile, ASW, catania, DynamicManta2026, GolfodiCatania, marinamilitare, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-05 21:14:04","stato":"publish","riassunto_video":"Nel Golfo di Catania si svolge Dynamic Manta 2026, esercitazione NATO anti-sommergibile con dieci Paesi alleati. Guidata dall’Italia tramite lo Standing NATO Maritime Group Two, coinvolge fregate, sommergibili e aerei per migliorare interoperabilità e reattività in un ambiente acustico complesso. L’obiettivo è proteggere rotte marittime e rafforzare la cooperazione multinazionale nel Mediterraneo.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/operazionimilitari/op-intern-corso/nato-snfs/notizie-teatro/dynamic-manta-2026-litalia-guida-dal-mare-lesercitazione-antisommergibile-della-nato/90294.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29676-catania-e-la-guerra-silenziosa-la-nato-addestra-la-lotta-anti-sommergibile-con-guida-italiana.mp4","galleria":""}
{"id":29668,"titolo":"Curdi, l’arma a doppio taglio della crisi iraniana","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"h-\">Nelle ore in cui, secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, Washington avrebbe riallacciato contatti con i leader dei <strong>curdi iraniani</strong> e la CIA starebbe valutando se sostenerne militarmente le milizie lungo il <strong>confine Iran-Iraq</strong>, riemerge un copione antico: quando in Medio Oriente si apre una faglia di potere, i curdi tornano a essere corteggiati come <strong>“forza sul terreno”</strong> — e, altrettanto spesso, esposti a <strong>ritorsioni</strong> e a brusche <strong>retromarce</strong> degli alleati. In questo quadro, diverse fonti descrivono la nascita (o il rafforzamento) di una <strong>coalizione</strong> tra partiti curdi iraniani, la pressione dei <strong>pasdaran</strong> e le possibili <strong>ricadute regionali</strong>, dalla <strong>Turchia</strong> al <strong>Kurdistan iracheno</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per capire perché questa “chiamata” ai curdi riapra immediatamente timori e speranze, serve un passo indietro: la storia curda contemporanea è, in larga misura, la storia di una <strong>promessa di autodeterminazione rimasta incompiuta</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16188,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Curdi, l’arma a doppio taglio della crisi iraniana\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Immagine-Google-Kurdistan-1.jpg\" alt=\"Curdi, l’arma a doppio taglio della crisi iraniana\" class=\"wp-image-16188\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Curdi, l’arma a doppio taglio della crisi iraniana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-promessa-mancata-del-primo-dopoguerra\">La promessa mancata del primo dopoguerra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo la Prima guerra mondiale, la ridefinizione dell’ex spazio ottomano e gli accordi tra potenze europee contribuirono a fissare confini che spezzarono la continuità territoriale delle comunità curde tra <strong>Turchia, Siria, Iraq e Iran</strong>. In quel contesto, il <strong>Trattato di Sèvres (1920)</strong> arrivò a prospettare un percorso verso un’entità curda autonoma/indipendente; ma la successiva revisione dell’assetto regionale — con il <strong>Trattato di Losanna (1923)</strong> — fece tramontare quell’ipotesi, lasciando i curdi nella condizione che ancora oggi li definisce spesso: uno dei più grandi popoli <strong>“senza Stato”</strong> del mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Iran, il simbolo storico più potente resta la <strong>Repubblica di Mahabad (1946)</strong>: un esperimento di autogoverno curdo durato meno di un anno, poi travolto dal ritorno del controllo di Teheran dopo il mutamento degli equilibri internazionali. Mahabad è diventata, per molti curdi, l’emblema di una finestra che si apre quando le <strong>grandi potenze</strong> spingono e si chiude quando le <strong>grandi potenze</strong> si ritirano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalla <strong>rivoluzione islamica del 1979</strong> in poi, il rapporto tra Teheran e parte della galassia curda iraniana è rimasto ciclicamente conflittuale: fasi di mobilitazione, <strong>repressione</strong>, clandestinità ed <strong>esilio</strong> (soprattutto nel Kurdistan iracheno), con partiti e sigle spesso divisi da strategie diverse — dal <strong>federalismo</strong> rivendicato da molte componenti politiche all’opzione più militante di altri gruppi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16189,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Curdi, l’arma a doppio taglio della crisi iraniana\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/curdi-viyan-antar.jpg\" alt=\"Curdi, l’arma a doppio taglio della crisi iraniana\" class=\"wp-image-16189\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Curdi, l’arma a doppio taglio della crisi iraniana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dalle-lotte-interne-alle-guerre-per-procura\">Dalle lotte interne alle “guerre per procura”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nodo che torna nel 2026 è la combinazione tra <strong>unità operativa</strong> e <strong>interesse esterno</strong>. Secondo varie fonti, negli ultimi giorni si è rafforzata (o formalizzata) una convergenza tra sigle storiche e/o armate dell’area curda iraniana (tra cui <strong>PDKI/KDPI, Komala, PJAK, PAK</strong>), sostenuta dalla logica: <strong>“noi abbiamo uomini, conoscenza del terreno e retrovie oltreconfine”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La dimensione <strong>transfrontaliera</strong> è cruciale: le basi e i campi nel <strong>Kurdistan iracheno</strong> sono profondità strategica, ma anche vulnerabilità politica, perché Erbil deve bilanciare solidarietà etnica, pressione di Baghdad e deterrenza iraniana. E infatti, ogni volta che la tensione sale, l’Iran tende a colpire proprio quella <strong>retrovia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo si è visto con attacchi missilistici e con droni: nel <strong>settembre 2018</strong> un attacco dell’IRGC colpì sedi di partiti curdi iraniani nell’area di Koy Sanjaq (Koya), nel Kurdistan iracheno; nel <strong>settembre 2022</strong> una nuova campagna di strike (<strong>missili, droni, artiglieria</strong>) prese di mira basi legate a gruppi curdi, in un quadro connesso alle proteste interne iraniane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel racconto (e nella memoria) curda pesa anche un’altra costante: la persecuzione non sempre si è fermata ai confini. L’uccisione di figure di vertice curde in Europa — in particolare l’assassinio del leader curdo iraniano <strong>Abdol-Rahman Ghassemlou (Vienna, 1989)</strong> e l’attacco al ristorante <strong>Mykonos (Berlino, 1992)</strong> — è spesso citata come prova della <strong>“guerra lunga”</strong> tra Teheran e parte dell’opposizione curda.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16191,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Curdi, l’arma a doppio taglio della crisi iraniana\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/pro-turkish-syrian-fighters-gather-along-the-turkish-side-news-photo-1570802604-scaled.jpg\" alt=\"Curdi, l’arma a doppio taglio della crisi iraniana\" class=\"wp-image-16191\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Curdi, l’arma a doppio taglio della crisi iraniana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-il-2026-e-diverso-e-perche-potrebbe-non-esserlo\">Perché il 2026 è diverso (e perché potrebbe non esserlo)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La fase attuale ha due elementi di novità e un rischio antico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Novità 1: la crisi regionale come moltiplicatore.</strong> Se l’Iran è impegnato su più fronti, la tentazione di aprirne uno interno (o “di confine”) cresce: è la logica di un possibile <strong>“secondo fronte” curdo</strong> e di tentativi di coordinamento con attori esterni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Novità 2: la ricerca di unità curda iraniana.</strong> L’unità tra partiti, nata dopo anni di rivalità, mira anche a rafforzare il messaggio pubblico: <strong>“non separatismo, ma un Iran democratico e federale”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il rischio antico: essere strumento e poi merce di scambio.</strong> È lo spettro che accompagna i curdi da un secolo: promesse di sostegno quando servono <strong>boots on the ground</strong>, freddezza quando le priorità cambiano. Nel 2026, quel rischio si intreccia con la reazione degli attori regionali: la <strong>Turchia</strong> teme ogni dinamica che possa rafforzare l’immaginario nazionale curdo; Baghdad e il <strong>Kurdistan iracheno</strong> temono ritorsioni sul proprio territorio; Teheran mostra di considerare le retrovie curde un bersaglio legittimo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16190,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Curdi, l’arma a doppio taglio della crisi iraniana\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Kurdish-YPG-Fighters-30358638660.jpg\" alt=\"Curdi, l’arma a doppio taglio della crisi iraniana\" class=\"wp-image-16190\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Curdi, l’arma a doppio taglio della crisi iraniana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>In sintesi:</strong> l’attuale capitolo iraniano non nasce dal nulla. È la prosecuzione di una storia fatta di promesse internazionali mancate (<strong>Sèvres/Losanna</strong>), di brevi esperimenti di autogoverno (<strong>Mahabad</strong>), di <strong>repressioni</strong> e <strong>omicidi politici</strong>, e di cicliche <strong>guerre per procura</strong>. Proprio per questo, l’eventuale ruolo delle milizie curde contro i <strong>pasdaran</strong> — per quanto militarmente “utile” — resta politicamente <strong>esplosivo</strong>: può accelerare fratture interne in Iran, ma anche incendiare l’area di confine e rimettere i curdi davanti al dilemma che li perseguita da generazioni: <strong>combattere oggi sapendo che domani potrebbero essere lasciati soli</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/0.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"coalizione, confineIraq, Curdi, federalismo, guerriglia, Iran, pasdaran","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-05 20:24:04","stato":"publish","riassunto_video":"Washington potrebbe sostenere militarmente le milizie curde iraniane lungo il confine Iran-Iraq, riaccendendo un copione storico: i curdi, spesso usati come forza sul terreno, rischiano ritorsioni e abbandoni. La lotta per l'autodeterminazione, iniziata con promesse mancate dopo la Prima guerra mondiale, continua tra repressioni, divisioni e guerre per procura, in un contesto regionale delicato.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29668-curdi-larma-a-doppio-taglio-della-crisi-iraniana.mp4","galleria":""}
{"id":29662,"titolo":"Portaerei USA e Francia: perché restano uno strumento strategico decisivo (lezioni dalla crisi in Medio Oriente 2026)","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella guerra contemporanea si parla spesso di droni, missili a lungo raggio, guerra elettronica e capacità cyber come fattori “decisivi”. Tutto vero, ma proprio queste trasformazioni hanno reso ancora più preziosa una qualità che in crisi reali diventa rarissima: la possibilità di portare <strong>potenza aerea, comando e logistica</strong> vicino al teatro d’operazioni senza dipendere totalmente da infrastrutture terrestri e dai vincoli politici di chi le ospita. È qui che la <a href=\"https://difesanews.com/il-ritorno-dei-giganti-perche-la-portaerei-e-di-nuovo-il-cuore-del-potere-globale-video/\">portaerei resta uno strumento strategico</a> quasi unico: una <strong>base aerea mobile</strong> che si sposta, si ridispiega e rimane in area, offrendo continuità operativa in un ambiente dove basi e rotte possono diventare vulnerabili o politicamente contestate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 2026 in Medio Oriente offre un esempio concreto: lo schieramento americano con due gruppi portaerei e un forte incremento di assetti navali e aerei non è solo un gesto muscolare. È un modo per costruire rapidamente un “pacchetto” che consenta sia di esercitare pressione, sia di sostenere operazioni nel tempo, sia di reggere l’urto di eventuali ritorsioni. In sostanza, la portaerei non serve soltanto per colpire: serve per dare <strong>opzioni credibili</strong> e mantenere aperte più strade contemporaneamente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16174,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Portaerei USA e Francia: perché restano uno strumento strategico decisivo (lezioni dalla crisi in Medio Oriente 2026)\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/051223SOUDAphoto01.jpg\" alt=\"Portaerei USA e Francia: perché restano uno strumento strategico decisivo (lezioni dalla crisi in Medio Oriente 2026)\" class=\"wp-image-16174\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Portaerei USA e Francia: perché restano uno strumento strategico decisivo (lezioni dalla crisi in Medio Oriente 2026)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-stati-uniti-e-francia-stessa-logica-scale-diverse\">Stati Uniti e Francia: stessa logica, scale diverse</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel caso degli Stati Uniti, la portaerei è prima di tutto un vettore di <strong>proiezione globale</strong>. Quando Washington dispone due Carrier Strike Group nella stessa regione, il messaggio non è soltanto “possiamo attaccare”, ma “possiamo farlo con continuità, con ridondanza e difendendoci”. Due gruppi in area significano maggiore capacità di mantenere sortite, pattuglie di difesa aerea, ricognizione e coordinamento, oltre a poter alternare ritmi operativi e “finestre” di manutenzione senza perdere presenza. È deterrenza costruita su una capacità concreta: pronta, scalabile e sostenibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Francia gioca una partita diversa per dimensioni, ma non per senso strategico. La portaerei <strong>Charles de Gaulle</strong> rappresenta uno strumento di <strong>autonomia d’azione</strong> e, insieme, un segnale politico verso alleati e avversari. La decisione di inviarla verso il Mediterraneo, nel quadro delle tensioni regionali e delle minacce alle rotte marittime, lega esplicitamente la dimensione militare alla dimensione economica: protezione dei traffici, sicurezza delle vie energetiche e capacità di contribuire alla stabilità senza attendere necessariamente l’iniziativa altrui. In pratica, se gli USA usano la portaerei come leva principale di postura globale, la Francia la usa come leva di credibilità strategica e di influenza regionale all’interno di un contesto euro-mediterraneo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16175,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Portaerei USA e Francia: perché restano uno strumento strategico decisivo (lezioni dalla crisi in Medio Oriente 2026)\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/221004-N-TL968-1189.jpg\" alt=\"Portaerei USA e Francia: perché restano uno strumento strategico decisivo (lezioni dalla crisi in Medio Oriente 2026)\" class=\"wp-image-16175\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Portaerei USA e Francia: perché restano uno strumento strategico decisivo (lezioni dalla crisi in Medio Oriente 2026)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-deterrenza-ritorsione-e-liberta-dei-mari-cosa-insegnano-davvero-le-portaerei-nel-2026\">Deterrenza, ritorsione e libertà dei mari: cosa insegnano davvero le portaerei nel 2026</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La parola chiave, guardando alla crisi, è “gestione”. Le portaerei sono strumenti di gestione della crisi perché rendono possibile un gradiente di scelte: presenza e sorveglianza, pressione politica e militare, azioni limitate, fino a operazioni prolungate. In un contesto come quello con l’Iran, dove molti analisti avvertono che un attacco “chirurgico” potrebbe non restare isolato e potrebbe trascinare rapidamente verso un’escalation, la capacità di sostenere operazioni e al tempo stesso difendersi dalla ritorsione diventa determinante. Una portaerei non è un singolo scafo: è il centro di un sistema con scorte, sensori, comando e capacità di protezione che aumenta la resilienza dell’intero dispositivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è poi il piano marittimo, spesso sottovalutato. Quando si minacciano choke point e rotte critiche, la presenza di gruppi portaerei (americani e, in parallelo, francesi) non serve solo a “fare guerra”, ma a sostenere la <strong>libertà di navigazione</strong> e a garantire che una crisi militare non si trasformi automaticamente in collasso commerciale. Nel 2026 questa dimensione emerge con forza: l’azione navale si intreccia con l’economia reale, con l’energia e con la stabilità delle catene di approvvigionamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, riferendosi a entrambe le nazioni, il punto non è che le portaerei siano invincibili o che possano risolvere da sole un conflitto. Il punto è che, nel momento in cui la situazione diventa instabile, Stati Uniti e Francia ricorrono alla stessa logica: usare la portaerei come strumento capace di tenere insieme <strong>potenza aerea, deterrenza, difesa, comando e presenza prolungata</strong>, offrendo opzioni e controllo in un ambiente dove l’improvvisazione costa carissimo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/39cd49121db3a84cc80d6270ee8b8c1d6720147ad4a5efacc7f19ce8ab770908.jpg","categoria":"Blog","tags":"#Portaerei, deterrenza, Francia, MedioOriente, proiezionedipotenza, sicurezzamarittima, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-04 23:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"Nel conflitto moderno, le portaerei restano strategiche per portare potenza aerea e comando vicino al fronte senza dipendere da basi terrestri. Nel 2026 in Medio Oriente, USA e Francia le usano per pressione, deterrenza e protezione delle rotte marittime. Sono strumenti di gestione della crisi, garantendo presenza continua, difesa e libertà di navigazione in un contesto instabile e complesso.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29662-portaerei-usa-e-francia-perche-restano-uno-strumento-strategico-decisivo-lezioni-dalla-crisi-in-medio-oriente-2026.mp4","galleria":""}
{"id":29656,"titolo":"La difesa: se l’hai costruita nel tempo ce l’hai, se no devi chiedere aiuto","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Adesso, all’improvviso, tutti a chiedersi: <strong>“e se arriva un missile dall’Iran?”</strong>. <strong>Siamo nel raggio?</strong> Abbiamo coperture? Abbiamo intercettori?<br>Ma questa domanda, proprio perché è così urgente, dice anche un’altra verità: <strong>se te la fai solo quando la crisi è già in corso, è già tardi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ci serva da lezione: <strong>la difesa non è un interruttore che accendi quando hai paura</strong>. È un sistema che richiede anni: radar, comando e controllo, addestramento, scorte, integrazione con alleati. Quando la minaccia sale, non si improvvisa nulla.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16167,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"La difesa: se l’hai costruita nel tempo ce l’hai, se no devi chiedere aiuto\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/missiles-1024x576-1.webp\" alt=\"La difesa: se l’hai costruita nel tempo ce l’hai, se no devi chiedere aiuto\" class=\"wp-image-16167\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La difesa: se l’hai costruita nel tempo ce l’hai, se no devi chiedere aiuto</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-conferma-pratica-ci-hanno-chiesto-aiuto\">La conferma pratica: “ci hanno chiesto aiuto”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In queste ore il ministro della Difesa <strong>Guido Crosetto</strong> ha spiegato che <strong>i Paesi del Golfo hanno chiesto aiuto</strong>, in particolare su <strong>difesa aerea, antimissile e anti-drone</strong>.<br>È la dimostrazione più concreta del principio: <strong>quando ti serve lo scudo, o lo hai già schierato o devi chiederlo a qualcun altro</strong>—sperando che lo abbia disponibile e che possa permettersi di spostarlo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E qui sta il punto: quando la domanda arriva contemporaneamente da più aree e per più crisi, la disponibilità diventa politica, logistica, industriale. Non basta “volerlo”: serve averlo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16168,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La difesa: se l’hai costruita nel tempo ce l’hai, se no devi chiedere aiuto\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Italy-Deploys-SAMPT-Long-Range-Air-Defence-System-in-Lithuania-as-Part-of-NATOs-Rotational-Air-Defence-Model-001-819810cf.jpeg\" alt=\"La difesa: se l’hai costruita nel tempo ce l’hai, se no devi chiedere aiuto\" class=\"wp-image-16168\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La difesa: se l’hai costruita nel tempo ce l’hai, se no devi chiedere aiuto</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-nodo-europeo-non-navighiamo-nell-oro\">Il nodo europeo: non navighiamo nell’oro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è poi la parte scomoda, che va detta con la stessa chiarezza: <strong>anche chi riceve richieste di aiuto non ha magazzini infiniti</strong>. Crosetto ha fatto capire che non siamo in una fase di abbondanza: i sistemi sono pochi, costosi, e richiesti ovunque.<br>Quindi la morale è semplice e dura:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>la difesa va preparata prima</strong>, non dopo;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>se non l’hai costruita, <strong>finisci per dipendere dagli altri</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>e se gli altri non possono, <strong>resti esposto</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E soprattutto: questa non è una “disputa ideologica”. Chi sostiene che <strong>si possa rimandare</strong> o che “tanto non serve”, spesso lo fa per <strong>convenienza politica, propaganda o calcolo di breve periodo</strong>. Ma le conseguenze ricadono sulla realtà: <strong>inermi, infrastrutture colpite, civili in pericolo</strong>.<br>La lezione, quindi, è netta: <strong>meno spocchia, più preparazione</strong>. Perché quando arriva l’allarme, non serve avere ragione in un talk show: serve avere uno scudo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/iran-libano-usa-israele.jpg","categoria":"Blog","tags":"AntiDRONE, antimissile, cipro, DifesaAerea, Golfo, preparazione, turchia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-04 23:14:03","stato":"publish","riassunto_video":"La difesa non si improvvisa: serve tempo, risorse e integrazione con gli alleati. Ora i Paesi del Golfo chiedono aiuto per difesa aerea e antimissile, dimostrando che senza preparazione si dipende dagli altri, che però hanno risorse limitate. La lezione è chiara: bisogna investire nella difesa prima che arrivi la crisi, senza sottovalutarla per convenienza politica.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29656-la-difesa-se-lhai-costruita-nel-tempo-ce-lhai-se-no-devi-chiedere-aiuto.mp4","galleria":""}
{"id":29649,"titolo":"3 Marzo 1977: Il Sacrificio del Vega-10. Una Ferita Aperta nel Cuore della Difesa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ci sono date che restano incise nel DNA di una nazione non per le vittorie, ma per il peso del silenzio che hanno lasciato. Il <strong>3 marzo 1977</strong> è una di queste. Oggi, a <strong>49 anni</strong> di distanza, il ricordo di quel pomeriggio nebbioso sulle pendici del <strong>Monte Serra</strong>, nei pressi di Calci (Pisa), non è solo un atto di commemorazione, ma un pilastro dell'identità per la Marina Militare, l'Aeronautica e l'intero comparto della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-ultimo-decollo\">L'ultimo decollo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Erano le 15:05 quando il <strong>C-130H Hercules</strong>, nominativo radio <strong>\"Vega-10\"</strong>, appartenente alla 46ª Aerobrigata, staccò le ruote dalla pista dell'aeroporto di Pisa-San Giusto. A bordo, l'entusiasmo della giovinezza: <strong>38 Allievi della Prima Classe</strong> dell'Accademia Navale di Livorno. Ragazzi poco più che diciottenni, impegnati in un volo di ambientamento che avrebbe dovuto essere un battesimo dell'aria, un momento di formazione verso una vita dedicata al servizio del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Insieme a loro, il Sottotenente di Vascello <strong>Emilio Attramini</strong>, ufficiale inquadratore, e i <strong>5 membri dell'equipaggio</strong> dell'Aeronautica Militare, professionisti esperti che quel giorno condividevano lo stesso destino.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16155,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Rottami-C-130-Hercules-pisa-1977.png\" alt=\"3 Marzo 1977: Il Sacrificio del Vega-10. Una Ferita Aperta nel Cuore della Difesa\" class=\"wp-image-16155\" title=\"3 Marzo 1977: Il Sacrificio del Vega-10. Una Ferita Aperta nel Cuore della Difesa\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">3 Marzo 1977: Il Sacrificio del Vega-10. Una Ferita Aperta nel Cuore della Difesa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Solo cinque minuti dopo il decollo, alle 15:10, il dramma. Per cause mai del tutto chiarite — tra cui la fitta nebbia che avvolgeva i rilievi pisani e una virata improvvisa — il colosso alato impattò contro le pendici del Monte Serra. Non ci furono sopravvissuti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quarantaquattro vite spezzate in un istante. Una generazione di futuri ufficiali che non avrebbe mai visto il mare dalla plancia di una nave, ma che sarebbe rimasta per sempre \"Invitta\", come il nome del corso che i loro compagni rimasti a terra scelsero per onorarli: il <strong>Corso Invicti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-eredita-di-valori\">Un'eredità di valori</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dolore di quel 3 marzo unì l'Italia intera. Ai funerali solenni presenziò l'allora Presidente della Repubblica Giovanni Leone, ma fu l'abbraccio della gente comune a testimoniare quanto profonda fosse la ferita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, il Sacrario eretto sul luogo dell'impatto è meta di pellegrinaggio silenzioso. Quei nomi scolpiti nel marmo non sono polvere, ma radici. La tragedia del Vega-10 insegna che il servizio verso la Patria comporta rischi estremi, accettati con una dignità che merita un rispetto eterno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Il loro ricordo è parte della nostra identità. Anche per loro, il nostro impegno quotidiano.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A mezzo secolo (quasi) da quel giorno, il legame tra l'Accademia Navale e la comunità di Calci resta indissolubile. Ricordare i ragazzi del Vega-10 significa rinnovare ogni giorno la promessa di servire il Paese con la stessa purezza e dedizione che quegli allievi portavano nei loro cuori mentre l'Hercules si alzava in volo per l'ultima volta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In quel tragico pomeriggio sul Monte Serra, il destino spezzò le vite di 44 servitori dello Stato. Ecco i loro nomi e il significato profondo che il loro sacrificio ha lasciato in eredità alla Marina Militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16156,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/I-funerali-di-Stato-celebrati-il-5-marzo-1977-allAccademia-Navale-di-Livorno-1-800x445-1.jpg\" alt=\"3 Marzo 1977: Il Sacrificio del Vega-10. Una Ferita Aperta nel Cuore della Difesa\" class=\"wp-image-16156\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" title=\"3 Marzo 1977: Il Sacrificio del Vega-10. Una Ferita Aperta nel Cuore della Difesa\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">3 Marzo 1977: Il Sacrificio del Vega-10. Una Ferita Aperta nel Cuore della Difesa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I Caduti del Vega-10</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Equipaggio (Aeronautica Militare - 46ª Aerobrigata):</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Maggiore Pilota <strong>Massimo Proietti</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Capitano Pilota <strong>Simone Murri</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sottotenente Pilota <strong>Paolo Casella</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Maresciallo Motorista <strong>Antonio Semplici</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Maresciallo Montatore <strong>Silvio Pieretti</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Ufficiale Inquadratore (Marina Militare):</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Sottotenente di Vascello <strong>Emilio Attramini</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>I 38 Allievi della 1ª Classe (Accademia Navale):</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Salvatore Caputo, Giovanni Castaldi, Giuseppe D’Alì, Sandro De Angelis, Antonio Giallonardi, Vincenzo Gaglio, Corrado Verdone, Guido Verna, Davide Tomatis, Alberto Ganu, Matteo Carnevale, e i loro compagni che oggi riposano insieme nel Sacrario del Monte Serra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16157,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/AN1-1308.jpg\" alt=\"3 Marzo 1977: Il Sacrificio del Vega-10. Una Ferita Aperta nel Cuore della Difesa\" class=\"wp-image-16157\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" title=\"3 Marzo 1977: Il Sacrificio del Vega-10. Una Ferita Aperta nel Cuore della Difesa\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">3 Marzo 1977: Il Sacrificio del Vega-10. Una Ferita Aperta nel Cuore della Difesa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Corso Invicti: \"Mai vinti, mai divisi\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il lato umano più toccante di questa vicenda risiede nella reazione dei sopravvissuti, i compagni di classe rimasti a terra o impegnati in altre attività quel giorno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il Nome:</strong> Nel settembre del 1977, mentre si trovavano a bordo della nave scuola <em>Amerigo Vespucci</em> per la loro prima crociera estiva, gli allievi rimasti decisero di chiamare il loro corso <strong>\"Invicti\"</strong> (<em>Mai vinti</em>). Un nome che sottolineava come la morte non avesse spezzato il legame con i compagni caduti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>La Bandiera:</strong> Lo stemma del corso porta i segni di quella tragedia. La bandiera presenta una \"ferita\" o una mutilazione simbolica sul lato destro, a rappresentare il vuoto incolmabile lasciato dai 38 allievi. La prora di una nave vichinga simboleggia invece la forza di chi continua a navigare portando con sé il ricordo degli scomparsi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>L'Unione Indissolubile:</strong> Ogni anno, i membri del Corso Invicti (tra cui figurano ufficiali che hanno raggiunto i vertici della Difesa, come l'<a href=\"https://brigatafolgore.net/cavo-dragone-al-comitato-nato-unita-e-coesione/\">Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone</a>) si ritrovano sul Monte Serra. Per loro, i 38 ragazzi non sono \"ex compagni\", ma parte integrante del corso, giovani per sempre mentre il tempo scorre per chi è rimasto.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il loro sacrificio ha trasformato il Monte Serra in un luogo sacro: il <strong>Faro-Sacrario</strong>, inaugurato nel 1979, continua a brillare ogni notte, ricordando ai naviganti e a chi vola che il dovere e la memoria sono luci che nessuna nebbia può spegnere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/5b8ee979-8f8d-48ae-b3f8-a312adbed9bd.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"3marzo1977, AccademiaNavale, Calci, CorsoInvicti, marinamilitare, MonteSerra, Vega10","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-04 09:14:03","stato":"publish","riassunto_video":"Il 3 marzo 1977 un C-130H con 44 giovani allievi dell’Accademia Navale e membri dell’equipaggio si schiantò sul Monte Serra, causando 44 vittime. Il corso degli allievi sopravvissuti si chiamò \"Invicti\" per onorarli. Oggi il Sacrario sul luogo è simbolo di memoria e dedizione al servizio, un legame eterno tra il sacrificio e l’identità della Difesa italiana.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/primopiano/3-marzo-1977-la-tragedia-del-monte-serra/90912.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29649-3-marzo-1977-il-sacrificio-del-vega-10-una-ferita-aperta-nel-cuore-della-difesa.mp4","galleria":""}
{"id":29642,"titolo":"Italia nel raggio dei missili iraniani? Inviare nel Golfo Unità di Difesa Anti-Missile o badare alla Sicurezza Nazionale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nelle ultime settimane la crisi tra Iran, Israele e Stati Uniti ha accelerato una dinamica prevedibile: i Paesi del Golfo — esposti a missili e droni — stanno chiedendo a partner europei sistemi di difesa aerea e anti-drone. In Parlamento il ministro della Difesa Guido Crosetto ha confermato richieste esplicite, citando in particolare il <strong>SAMP/T (MAMBA)</strong> e sistemi <strong>anti-UAS</strong>, ma ha anche messo in guardia: è un tema “molto delicato” perché queste capacità sono <strong>già limitate e fortemente sollecitate</strong> dalle esigenze europee e dal supporto all’Ucraina. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto, per l’Italia, non è solo “aiutare Paesi amici”, ma capire se — e a quale prezzo — si possa farlo senza creare un vuoto nella protezione nazionale in un momento in cui la minaccia dal cielo sta diventando più ampia, più ibrida e, soprattutto, più difficile da fermare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16145,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/4.jpg\" alt=\"Italia nel raggio dei missili iraniani? Inviare nel Golfo Unità di Difesa Anti-Missile o badare alla Sicurezza Nazionale\" class=\"wp-image-16145\" style=\"width:840px;height:auto\" title=\"Italia nel raggio dei missili iraniani? Inviare nel Golfo Unità di Difesa Anti-Missile o badare alla Sicurezza Nazionale\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italia nel raggio dei missili iraniani? Inviare nel Golfo Unità di Difesa Anti-Missile o badare alla Sicurezza Nazionale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-domanda-scomoda-un-missile-iraniano-puo-colpire-l-italia\">La domanda scomoda: un missile iraniano può colpire l’Italia?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sulla carta, l’Iran dispone del più grande arsenale missilistico del Medio Oriente e rivendica (da anni) un <strong>limite “auto-imposto” di circa 2.000 km</strong> per i balistici, pur con discussioni ricorrenti su capacità potenziali oltre quella soglia. <br>Con 2.000 km, il raggio copre con certezza lo scacchiere regionale (Israele e basi/obiettivi nel Medio Oriente allargato). Per arrivare in modo credibile al territorio italiano, però, entrano in gioco <strong>geografia (punti di lancio), profili di volo e soprattutto dimostrazioni operative</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Diverso è il discorso per alcune capacità <strong>da crociera</strong>: diverse analisi citano missili iraniani con <strong>portate dichiarate o stimate anche nell’ordine dei 3.000 km</strong>, che “in teoria” estenderebbero il raggio fino al Mediterraneo. Ma tra “gittata teorica” e capacità realmente impiegabile contro un Paese NATO (difese, intelligence, pre-allerta, reazione) c’è un salto enorme. Anche Reuters, nel riepilogo delle capacità iraniane, segnala la combinazione tra balistici e cruise con portate elevate come elemento di pressione strategica, pur nel quadro di incertezze e limiti politici/tecnici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quindi: <strong>la probabilità di un attacco diretto iraniano sull’Italia oggi non è lo scenario più probabile</strong>, ma <strong>non è più prudente ragionare solo in termini di “impossibile”</strong>. La traiettoria delle crisi recenti mostra che droni e missili vengono usati per messaggi politici e deterrenza, e che escalation e incidenti possono allargare il teatro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16146,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/3.jpg\" alt=\"Italia nel raggio dei missili iraniani? Inviare nel Golfo Unità di Difesa Anti-Missile o badare alla Sicurezza Nazionale\" class=\"wp-image-16146\" title=\"Italia nel raggio dei missili iraniani? Inviare nel Golfo Unità di Difesa Anti-Missile o badare alla Sicurezza Nazionale\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italia nel raggio dei missili iraniani? Inviare nel Golfo Unità di Difesa Anti-Missile o badare alla Sicurezza Nazionale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-crosetto-parla-di-tema-delicato-poche-risorse-tanta-domanda\">Perché Crosetto parla di “tema delicato”: poche risorse, tanta domanda</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Crosetto ha detto una cosa chiave: inviare sistemi nel Golfo è delicato <strong>perché quelle stesse capacità servono anche a proteggere assetti italiani nella regione</strong> e perché, più in generale, la disponibilità è compressa. <br>Reuters riassume lo stesso concetto: SAMP/T e capacità correlate sono già impiegate/indirizzate verso l’Europa e l’Ucraina, e “ulteriore disponibilità” è difficile. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano pratico, l’Italia non dispone di “decine” di batterie a lungo raggio pronte a ruotare: varie ricostruzioni indicano <strong>un numero limitato di SAMP/T</strong> in dotazione, mentre sono in corso programmi di ammodernamento e “new generation”. <br>E l’Esercito ricorda anche che il SAMP/T è stato schierato all’estero (ad esempio in Kuwait 2021-2024), proprio a testimoniare quanto queste capacità vengano già “tirate” tra esigenze nazionali e missioni. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-nodo-anti-uas-siamo-indietro-e-l-allarme-piu-urgente\">Il nodo anti-UAS: “siamo indietro” è l’allarme più urgente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è poi una seconda gamba, spesso sottovalutata: i <strong>droni</strong>. Crosetto ha dichiarato in audizione che, rispetto a quel tipo di attacchi, <strong>Italia ed Europa sono indietro</strong>, perché intercettare sciami, profili bassi e minacce economiche è più complesso (e costoso) che fermare velivoli tradizionali. <br>Questo rende l’idea di inviare capacità anti-UAS nel Golfo ancora più sensibile: <strong>se la coperta è corta</strong>, togliere sensori, jammer, munizionamento o unità dedicate alla difesa ravvicinata rischia di lasciare vulnerabilità proprio dove l’Italia sta riconoscendo di avere un ritardo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-e-le-navi-con-assetti-sam-una-risorsa-preziosa-e-non-infinita\">E le navi con assetti SAM? Una risorsa preziosa (e non infinita)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parte della difesa “reale” dell’Italia — soprattutto per proteggere un gruppo navale o un’area d’interesse — passa anche dal mare, con unità dotate di missili come <strong>Aster 30</strong> e sistemi integrati di difesa aerea. La Marina ha documentato test e qualifiche recenti su piattaforme PPA con Aster 30, e analisi specialistiche descrivono l’integrazione dei sistemi imbarcati (SAAM-ESD) su unità come le FREMM/PPA.<br>Anche qui il punto è semplice: <strong>se si impiegano navi e munizionamento in missioni di “scudo” lontano</strong>, si riduce la prontezza disponibile per sorveglianza e difesa in area nazionale e nel Mediterraneo allargato (dove l’Italia ha interessi diretti e continui).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16147,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/2.jpg\" alt=\"Italia nel raggio dei missili iraniani? Inviare nel Golfo Unità di Difesa Anti-Missile o badare alla Sicurezza Nazionale\" class=\"wp-image-16147\" title=\"Italia nel raggio dei missili iraniani? Inviare nel Golfo Unità di Difesa Anti-Missile o badare alla Sicurezza Nazionale\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italia nel raggio dei missili iraniani? Inviare nel Golfo Unità di Difesa Anti-Missile o badare alla Sicurezza Nazionale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-significa-riflettere-prima-di-inviare-criteri-minimi-di-buon-senso-strategico\">Cosa significa “riflettere prima di inviare”: criteri minimi di buon senso strategico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se Roma decidesse di contribuire alla difesa del Golfo, la riflessione non dovrebbe essere “sì/no” ideologico, ma una verifica concreta su quattro domande:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Qual è la minaccia diretta all’Italia</strong> (oggi e in caso di escalation) e quali “buchi” restano senza quelle capacità?</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Qual è l’effetto reale della cessione</strong>: batteria completa? modulo? rotazione temporanea? solo intermediazione con partner?</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Chi copre il gap</strong>: NATO/UE? assetti USA/alleati? oppure resta scoperto?</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Qual è il piano di ricostituzione</strong> (munizioni, manutenzione, addestramento) e in quanto tempo?</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Crosetto, di fatto, ha già posto il perimetro: richieste ci sono, ma <strong>le capacità sono scarse e già impegnate</strong><br>Da qui discende la tesi centrale: <strong>un invio non può diventare automatico</strong>, soprattutto se riguarda capacità “pregiate” (anti-missile e anti-UAS) che l’Italia stessa ammette di non avere in abbondanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusioni\">Conclusioni </h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In termini strettamente tecnici, l’ipotesi che un vettore iraniano possa raggiungere l’Italia <strong>non è impossibile</strong>: la combinazione tra tipologie di missili, profili di volo e scenari di escalation rende prudente non escludere a priori il rischio. Tuttavia, <strong>la probabilità di un attacco diretto contro il territorio italiano resta oggi bassa</strong>, perché sarebbe una scelta di enorme costo politico-militare e aprirebbe un confronto con un Paese NATO, in un contesto in cui Teheran tende a usare lo strumento missilistico soprattutto come leva regionale e deterrente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proprio questa valutazione — <em>possibile ma poco probabile</em> — consente di considerare, con realismo, una risposta alle richieste del Golfo: <strong>l’Italia potrebbe inviare per un periodo limitato</strong> alcuni assetti di difesa aerea/anti-UAS richiesti (ad esempio moduli, capacità specifiche, personale, o una rotazione temporanea), <strong>a condizione</strong> che l’operazione sia calibrata e non eroda la sicurezza nazionale già compressa, come ha richiamato il ministro Crosetto sul carattere “delicato” della decisione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La linea di equilibrio, quindi, non è tra “invio sì” e “invio no”, ma tra <strong>invio temporaneo e sostenibile</strong> e trasferimenti che svuotino ulteriormente la prontezza nazionale: soglie minime di disponibilità in patria, rotazioni definite, coperture/compensazioni con alleati dove possibile e un piano chiaro di ripristino di munizioni, manutenzione e addestramento. In questo quadro, l’Italia può contribuire alla difesa di partner strategici <strong>senza trasformare un rischio poco probabile in una vulnerabilità certa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/1-1.jpg","categoria":"Blog","tags":"anti-uas, difesa aerea, marina militare, missili-iran, sampT, sicurezza nazionale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-04 00:54:03","stato":"publish","riassunto_video":"La crisi Iran-Israele-USA spinge i Paesi del Golfo a chiedere all’Italia sistemi di difesa aerea e anti-drone. Il ministro Crosetto avverte che le risorse italiane sono limitate e già impegnate in Europa e Ucraina. Pur non escludendo un attacco missilistico iraniano all’Italia, la probabilità è bassa. L’invio di sistemi deve essere calibrato per non indebolire la sicurezza nazionale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29642-italia-nel-raggio-dei-missili-iraniani-inviare-nel-golfo-unita-di-difesa-anti-missile-o-badare-alla-sicurezza-nazionale.mp4","galleria":""}
{"id":29635,"titolo":"Anche in Ukraina i ControCarro abbattono gli Elicotteri (lezioni da Somalia e Afghanistan)","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Defence Blog</em> ha rilanciato un breve filmato attribuito a una fonte ufficiale ucraina, in cui si vede un elicottero colpito da un missile guidato e incendiarsi rapidamente fino alla distruzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“ATGM” significa <em>anti-tank guided missile</em>: nasce per colpire mezzi terrestri, ma può risultare devastante contro un elicottero <strong>fermo</strong>, <strong>in hovering</strong>, in <strong>decollo/atterraggio</strong> o parcheggiato in una piazzola prevedibile. In queste condizioni, il bersaglio è lento, grande e spesso poco protetto rispetto a un colpo guidato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa dinamica (colpire l’ala rotante quando è più vulnerabile) non è affatto nuova: ricompare con continuità in teatri molto diversi, inclusi Somalia e Afghanistan.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16137,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Anche in Ukraina i ControCarro abbattono gli Elicotteri (lezioni da Somalia e Afghanistan)\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/1-5-710x420-1.jpg\" alt=\"Anche in Ukraina i ControCarro abbattono gli Elicotteri (lezioni da Somalia e Afghanistan)\" class=\"wp-image-16137\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Anche in Ukraina i ControCarro abbattono gli Elicotteri (lezioni da Somalia e Afghanistan)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-somalia-quando-basta-un-arma-semplice-e-un-contesto-favorevole\">Somalia: quando basta un’arma “semplice” e un contesto favorevole</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella Battaglia di Mogadiscio (3 ottobre 1993), elicotteri statunitensi furono abbattuti (o gravemente danneggiati) da armi leggere e RPG, trasformando una missione in un lungo combattimento urbano e in un complesso sforzo di recupero e soccorso. <br>La lezione più duratura non è “l’RPG è antiaereo”, ma che in città dense e ostili gli elicotteri diventano prevedibili nelle rotte e nelle quote, e quindi ingaggiabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2007, durante scontri pesanti a Mogadiscio, fonti giornalistiche riportarono un elicottero colpito da un missile durante operazioni di combattimento. <br>Anche qui, il tema ricorrente è l’esposizione durante missioni che richiedono “stare sopra” l’obiettivo o operare a bassa quota.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16136,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Anche in Ukraina i ControCarro abbattono gli Elicotteri (lezioni da Somalia e Afghanistan)\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/black-hawk-down-dai.jpg\" alt=\"Anche in Ukraina i ControCarro abbattono gli Elicotteri (lezioni da Somalia e Afghanistan)\" class=\"wp-image-16136\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Anche in Ukraina i ControCarro abbattono gli Elicotteri (lezioni da Somalia e Afghanistan)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-afghanistan-dal-punto-di-svolta-stinger-agli-abbattimenti-con-rpg-nel-conflitto-nato\">Afghanistan: dal punto di svolta Stinger agli abbattimenti con RPG nel conflitto NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’introduzione dei MANPADS (missili spalleggiabili terra-aria), in particolare gli <strong>FIM-92 Stinger</strong>, è spesso descritta come un cambio di passo per la guerra aerea a bassa quota: fonti storiche e analisi ricordano come gli Stinger forniti agli insorti afghani si rivelarono una difesa efficace contro elicotteri e aerei sovietici, costringendo a modificare tattiche e profili di volo. <br>Documenti declassificati della CIA collocano i primi successi degli insorti con lo Stinger il <strong>25 settembre 1986</strong> nell’area di Jalalabad (elicotteri abbattuti/danneggiati).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dettaglio importante: l’impatto <strong>strategico</strong> degli Stinger (cioè quanto abbiano determinato da soli il ritiro sovietico) è oggetto di dibattito tra studiosi; una parte della letteratura li considera “silver bullet”, altri sottolineano un effetto soprattutto tattico/morale più che decisivo da solo sul piano politico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel conflitto afghano post-2001, pur con contromisure e superiorità tecnologica, la vulnerabilità degli elicotteri riappare in forme “classiche”, spesso legate a <strong>RPG</strong> e imboscate su rotte obbligate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il caso simbolo è l’abbattimento del CH-47 “<strong>Extortion 17</strong>” (6 agosto 2011), attribuito a un colpo di RPG che colpì il rotore, causando la perdita totale del velivolo e di tutti gli occupanti.<br>Più di recente, canali ufficiali statunitensi hanno ribadito la conclusione investigativa sulla causa primaria (RPG) per quell’evento. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E prima ancora, discussioni e leak (come quelli emersi in contesti legati ai “war logs”) hanno alimentato attenzione sul rischio di missili/armi antiaeree in alcune aree, segnalando che la minaccia percepita poteva essere più complessa di quanto comunicato pubblicamente in alcuni momenti. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16138,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Anche in Ukraina i ControCarro abbattono gli Elicotteri (lezioni da Somalia e Afghanistan)\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/110517-M-0000F-006.jpg\" alt=\"Anche in Ukraina i ControCarro abbattono gli Elicotteri (lezioni da Somalia e Afghanistan)\" class=\"wp-image-16138\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Anche in Ukraina i ControCarro abbattono gli Elicotteri (lezioni da Somalia e Afghanistan)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-filo-rosso-tra-ucraina-somalia-e-afghanistan-la-finestra-di-vulnerabilita\">Filo rosso tra Ucraina, Somalia e Afghanistan: la “finestra di vulnerabilità”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mettendo insieme i tre teatri, emergono tre costanti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Prevedibilità</strong>: aeroporti, LZ (landing zone) e corridoi obbligati creano pattern che l’avversario può studiare.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fasi critiche</strong>: decollo/atterraggio, hovering, rifornimento/riarmo e sosta a terra sono momenti in cui anche armi non nate per l’anti-aereo (ATGM/RPG) possono diventare decisive.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Effetto a catena</strong>: un singolo elicottero colpito può generare missioni di recupero, ulteriore esposizione e perdita di iniziativa (lezione chiarissima a Mogadiscio 1993). </li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo senso, il video ucraino (se correttamente contestualizzato) non è “un episodio isolato”, ma un tassello di una regola operativa ricorrente: <strong>l’ala rotante è potentissima, ma paga caro quando è costretta a essere lenta, visibile e prevedibile</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/mi8.png","categoria":"Blog","tags":"Afghanistan, ATGM, elicottero, Extortion17, Mogadiscio, somalia, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-03 23:34:03","stato":"publish","riassunto_video":"Un video ucraino mostra un elicottero distrutto da un missile anti-carro, arma nata per bersagli terrestri ma efficace contro elicotteri lenti o fermi. Questa vulnerabilità è nota da conflitti come Somalia e Afghanistan, dove elicotteri prevedibili in decollo o atterraggio sono stati colpiti da RPG e missili. La lezione è chiara: l’ala rotante è potente ma fragile quando esposta.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://defence-blog.com/ukrainian-soldiers-blows-up-russian-helicopter-with-anti-tank-missile/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29635-anche-in-ukraina-i-controcarro-abbattono-gli-elicotteri-lezioni-da-somalia-e-afghanistan.mp4","galleria":""}
{"id":29623,"titolo":"Il 4° Ranger si addestra tra i Ghiacci dell'Alaska","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è conclusa a <strong>Fairbanks, in Alaska</strong>, l’attività di validazione della <strong>11th Airborne Division</strong> e di <strong>U.S. Army Alaska</strong>, sviluppata dal <strong>Joint Pacific Multinational Readiness Center Alaska (JPMRC-AK)</strong> dell’US Army. All’evento addestrativo ha partecipato anche personale del <strong>4° Reggimento Alpini Paracadutisti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione si è svolta in uno <strong>scenario warfighting</strong> in ambiente <strong>artico</strong>, con confronto tra forze contrapposte di pari livello tecnologico (<strong>peer-to-peer</strong>). L’attività è stata caratterizzata da un forte realismo e da un elevato grado di complessità, grazie al coinvolgimento di assetti di varie nazioni e di un rilevante numero di personale, mezzi operativi e supporti impiegati nella vasta area addestrativa di <strong>Fort Wainwright</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16119,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Il 4° Ranger si addestra tra i Ghiacci dell'Alaska\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/f3b6825a-ae9c-451f-bfbd-011d0ce79509.jpeg\" alt=\"Il 4° Ranger si addestra tra i Ghiacci dell'Alaska\" class=\"wp-image-16119\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il 4° Ranger si addestra tra i Ghiacci dell'Alaska</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cooperazione sul terreno e distaccamenti operativi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso dell’attività, il confronto si è strutturato sul terreno tra <strong>due unità di livello Brigata (Infantry Brigade Combat Team)</strong>. I <strong>Ranger</strong> hanno operato in stretto collegamento con i <strong>Berretti Verdi del 10° Special Forces Group</strong> dello <strong>United States Army Special Operations Command (USASOC)</strong>, costituendo distaccamenti operativi per la condotta di <strong>Operazioni Speciali</strong> nelle aree assegnate e a supporto delle rispettive forze di manovra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante le <strong>tre settimane</strong> di esercitazione, il focus addestrativo ha riguardato la condotta dell’intero spettro delle Operazioni Speciali, con particolare riferimento alle attività <strong>cinetiche</strong> in ambiente artico innevato. Sono state svolte anche ricognizioni speciali su lungo raggio con l’impiego di <strong>motoslitte</strong>, oltre ad azioni dirette di varia tipologia:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>stand off</strong>, con guida terminale di munizionamento;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>raid</strong> con l’utilizzo di <strong>droni FPV</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>attività <strong>hands on</strong>, con demolizione di manufatti, recupero materiali o imboscate;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>interventi di assistenza a favore di possibili forze irregolari.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16120,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Il 4° Ranger si addestra tra i Ghiacci dell'Alaska\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/cf683505-e8d3-4474-9f36-c59d807325be.jpeg\" alt=\"Il 4° Ranger si addestra tra i Ghiacci dell'Alaska\" class=\"wp-image-16120\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il 4° Ranger si addestra tra i Ghiacci dell'Alaska</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Visita dei vertici e valore dell’esperienza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A conclusione dell’attività addestrativa, il <strong>Comandante del COMFOSE</strong>, <strong>Generale di Brigata Carmine Vizzuso</strong>, e il <strong>Comandante del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti</strong>, <strong>Colonnello Paolo Rocchi</strong>, si sono recati in visita a <strong>Fort Wainwright</strong> per visionare alcune attività condotte dai Ranger e partecipare all’attività dimostrativa organizzata dal <strong>JPMRC-AK</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione ha rappresentato un’opportunità addestrativa proficua e particolare nel suo genere, consentendo ai membri delle Forze Speciali di operare in uno scenario ad alta intensità e con ritmi serrati, in un ambiente naturale estremo, e permettendo ai Ranger di incrementare ulteriormente l’interoperabilità con forze speciali e convenzionali di altri Paesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I Ranger, preparati a condurre l’intero spettro delle Operazioni Speciali (<strong>Military Assistance, Special Reconnaissance e Direct Action</strong>), sono descritti come particolarmente addestrati ed equipaggiati per operare in contesti ad alta intensità e complessità, con uno specifico focus sul combattimento in ambiente montano artico. Il <strong>4° Reggimento Alpini Paracadutisti</strong>, definito un’eccellenza assoluta con operatori apprezzati anche a livello internazionale, viene indicato come in grado di intervenire con massima prontezza e tempestività in ogni situazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-\"></h3>\n<!-- /wp:heading -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/1.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"11thAirborneDivision, Alaska, Fairbanks, FortWainwright, JPMRC-AK, ranger","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-03 22:04:04","stato":"publish","riassunto_video":"Si è conclusa in Alaska l’esercitazione congiunta tra 11th Airborne Division, U.S. Army Alaska e il 4° Reggimento Alpini Paracadutisti, in un ambiente artico estremo. L’addestramento ha coinvolto operazioni speciali complesse, ricognizioni con motoslitte, raid con droni e azioni dirette, migliorando l’interoperabilità tra forze speciali internazionali.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/conclusa-lesercitazione-in-alaska-per-i-ranger-dellesercito/133135.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29623-il-4-ranger-si-addestra-tra-i-ghiacci-dellalaska.mp4","galleria":""}
{"id":29627,"titolo":"I Dimonios del 151° Sassari si addestrano ad Alta Intensità","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è concluso nei giorni scorsi, con l’esercitazione <strong>“Antilope 2026”</strong>, l’articolato ciclo addestrativo del <strong>151° Reggimento Fanteria “Sassari”</strong>, impegnato per due settimane in uno scenario operativo complesso, caratterizzato da fasi di <strong>combattimento difensivo e offensivo ad alta intensità</strong>. All’attività hanno preso parte circa <strong>250 militari</strong>, con l’impiego di oltre <strong>70 mezzi terrestri</strong>, a conferma della portata e del livello di realismo raggiunto dall’addestramento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione ha visto l’impiego di un dispositivo pluriarma integrato, con la presenza di <strong>mortai pesanti</strong>, <strong>tiratori scelti</strong>, assetti <strong>APRM</strong> (aeromobili a pilotaggio remoto), unità <strong>ACRT</strong> del <strong>5° Reggimento Genio Guastatori</strong>, oltre al supporto di <strong>elicotteri del 21° Gruppo Squadroni “Orsa Maggiore”</strong> e dei caccia <strong>Eurofighter</strong>, inseriti in un contesto addestrativo aderente agli attuali scenari operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16126,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"I Dimonios del 151° Sassari si addestrano ad Alta Intensità\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/02c20132-b5a4-47ef-92c1-f9770bfc33e8.jpg\" alt=\"I Dimonios del 151° Sassari si addestrano ad Alta Intensità\" class=\"wp-image-16126\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Dimonios del 151° Sassari si addestrano ad Alta Intensità</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-pianificazione-manovra-e-integrazione-l-obiettivo-di-antilope-2026\">Pianificazione, manovra e integrazione: l’obiettivo di Antilope 2026</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Obiettivo centrale dell’esercitazione è stato lo <strong>sviluppo e il consolidamento</strong> della capacità di <strong>pianificare e condurre operazioni tattiche</strong>, sia offensive sia difensive, attraverso l’integrazione coordinata delle diverse componenti operative. Una prova concreta della capacità del Reggimento di operare come <strong>sistema pluriarma</strong>, dove manovra, fuoco, osservazione e supporto concorrono in modo sincronizzato al raggiungimento dell’effetto tattico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rilevante anche l’impegno sotto il profilo logistico: l’unità ha garantito <strong>piena autonomia per l’intera durata del campo d’arma</strong>, grazie all’allestimento di <strong>cucine da campo</strong>, alla gestione di <strong>trasporti e rifornimenti</strong> e all’organizzazione dell’<strong>assistenza sanitaria</strong>, elementi essenziali per sostenere la continuità operativa in condizioni realistiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16127,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"I Dimonios del 151° Sassari si addestrano ad Alta Intensità\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/a85b318c-e15f-4a32-a63b-7b4386190f6f.jpg\" alt=\"I Dimonios del 151° Sassari si addestrano ad Alta Intensità\" class=\"wp-image-16127\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Dimonios del 151° Sassari si addestrano ad Alta Intensità</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-laboratorio-tuono-focus-sui-mortai-pesanti-e-sull-osservazione-del-tiro\">Laboratorio “Tuono”: focus sui mortai pesanti e sull’osservazione del tiro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In parallelo e in stretta sinergia con “Antilope 2026”, si è svolto il <strong>Laboratorio mortai pesanti “Tuono”</strong>, aperto alle Brigate della Divisione <strong>“Acqui”</strong> con il contributo della <strong>Scuola di Fanteria</strong>. L’attività, della durata di una settimana, ha coinvolto oltre <strong>50 militari</strong> in sessioni teorico-pratiche sull’impiego dei <strong>mortai da 120 mm</strong>. L’obiettivo: <strong>standardizzare le procedure</strong> e rafforzare l’integrazione dei sistemi <strong>APR</strong> nell’osservazione del tiro indiretto, con <strong>riduzione del ciclo di ingaggio</strong> e <strong>incremento della precisione</strong> del supporto di fuoco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con “Antilope 2026” si chiude un ciclo addestrativo intenso e strutturato, che ha messo alla prova e consolidato la capacità del <strong>151° Reggimento “Sassari”</strong> di operare in maniera moderna e integrata, in linea con le esigenze dei contesti operativi contemporanei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/88.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"151sassari, AddestramentoAltaIntensita, Antilope2026, Dimonios, esercitazionemilitare, MortaiPesanti, PluriarmaIntegrato","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-03 22:04:04","stato":"publish","riassunto_video":"Si è concluso l’addestramento “Antilope 2026” del 151° Reggimento Fanteria “Sassari”, con 250 militari e oltre 70 mezzi impegnati in operazioni offensive e difensive ad alta intensità. L’esercitazione ha integrato diverse armi, droni, elicotteri e caccia, puntando su pianificazione, manovra e supporto logistico. Parallelamente, il laboratorio “Tuono” ha migliorato l’uso dei mortai pesanti.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/antilope-26-addestramento-pluriarma-per-il-151-reggimento/133251.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29627-i-dimonios-del-151-sassari-si-addestrano-ad-alta-intensita.mp4","galleria":""}
{"id":29616,"titolo":"32° Corso per Operatore TACP -Aerocooperazione al Comando Artiglieria","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Comando Artiglieria</strong> ha recentemente concluso il <strong>32° Corso per Operatore Tactical Air Control Party (TACP)</strong>, attività addestrativa specialistica svolta presso il <strong>Centro Fires &amp; Targeting e Information Operations (CFTIO)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il corso, della durata di <strong>quattro settimane</strong>, era rivolto a Sergenti e Graduati in servizio permanente selezionati per operare nell’ambito delle squadre <strong>JTAC (Joint Terminal Attack Controller)</strong>. La qualifica di <strong>Operatore TACP</strong> abilita il personale a svolgere compiti di collegamento tra le unità terrestri e gli assetti aerei impiegati in missioni di <strong>Close Air Support</strong>, assicurando <strong>coordinamento e integrazione del supporto di fuoco</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La figura del JTAC è prevista dalla <strong>dottrina NATO</strong> e rientra nel sistema di certificazione disciplinato dallo <strong>STANAG 3797</strong>, che definisce requisiti e procedure per la formazione dei controllori terminali dell’attacco aereo. L’addestramento TACP costituisce pertanto un <strong>segmento qualificante</strong> nel percorso di preparazione del personale destinato alle attività di aerocooperazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-addestramento-sul-terreno-e-integrazione-tecnologica\">Addestramento sul terreno e integrazione tecnologica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma didattico ha previsto un equilibrio tra <strong>formazione teorica e attività pratiche</strong>. I frequentatori hanno approfondito:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>tecniche tattiche di aerocooperazione</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>procedure di acquisizione e designazione degli obiettivi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>impiego degli apparati radio per il coordinamento con i velivoli</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>applicazione delle procedure standardizzate in ambito NATO</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16085,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Concluso il 32° Corso per Operatore TACP: al CFTIO si rafforzano le capacità di aerocooperazione dell’Esercito\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/888338d3-b1cc-415f-8161-b8767a8145f2.jpeg\" alt=\"Concluso il 32° Corso per Operatore TACP: al CFTIO si rafforzano le capacità di aerocooperazione dell’Esercito\" class=\"wp-image-16085\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Addestramento al simulatore VBS3. Fonte Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le esercitazioni si sono svolte anche nelle aree del <strong>Braccianese</strong>, dove sono state condotte marce topografiche e attività di orientamento. Le prove pratiche hanno incluso attività diurne e notturne, con utilizzo di differenti tipologie di materiali per l’acquisizione obiettivi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Particolare attenzione è stata riservata alla <strong>gestione delle comunicazioni radio</strong>, elemento essenziale per garantire continuità nel collegamento tra forze terrestri e assetti aerei. Le attività addestrative hanno previsto <strong>scenari simulati</strong> finalizzati a consolidare la capacità di applicare procedure operative in contesti strutturati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’impiego di sistemi tecnologici dedicati al settore <strong>Joint Fires</strong> ha consentito ai frequentatori di sviluppare competenze tecniche coerenti con gli standard previsti per l’impiego nelle squadre TACP.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-dimensione-joint-e-la-formazione-nazionale\">La dimensione Joint e la formazione nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Centro Fires &amp; Targeting e Information Operations</strong> rappresenta il riferimento nazionale per la <strong>simulazione virtuale Joint Fires</strong> e per la formazione avanzata nei settori Fires Support, Targeting e Information Operations. La sua attività si inserisce nel più ampio sistema formativo nazionale che comprende anche la <strong>Scuola di Aerocooperazione</strong>, riconosciuta in ambito NATO come <strong>Joint Air Operations School</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16087,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Concluso il 32° Corso per Operatore TACP: al CFTIO si rafforzano le capacità di aerocooperazione dell’Esercito\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/3b9c8414-a561-45f2-9775-4106d9d77fd2.jpeg\" alt=\"Concluso il 32° Corso per Operatore TACP: al CFTIO si rafforzano le capacità di aerocooperazione dell’Esercito\" class=\"wp-image-16087\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Gruppo. Fonte Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La dimensione <strong>“Joint”</strong> prevede l’integrazione tra componenti terrestri e aeree attraverso procedure e sistemi di <strong>Comando e Controllo</strong> condivisi. In tale contesto, l’Operatore TACP svolge una <strong>funzione di collegamento tecnico-operativo</strong> tra il comandante sul terreno e gli assetti aerei impiegati in supporto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 32° Corso per Operatore TACP si inserisce nel quadro delle attività addestrative volte a <strong>mantenere e sviluppare le capacità di aerocooperazione</strong> dell’Esercito Italiano, nel rispetto degli standard nazionali e alleati previsti per questo specifico settore operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/bf2a3111-5ca7-4fe3-9f52-293cd65b5771.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"Aerocooperazione, JointFires, OperatoreTACP","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-02 18:54:04","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/terminato-il-32-corso-per-operatore-tactical-air-control-party-tacp/132943.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29616-32-corso-per-operatore-tacp-aerocooperazione-al-comando-artiglieria.mp4","galleria":""}
{"id":29612,"titolo":"L'Iran colpisce nel Golfo: droni contro la base RAF a Cipro e incendio al data center AMAZON negli Emirati","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La crisi bellica in Medio Oriente si è <strong>estesa oltre i confini regionali</strong>, raggiungendo <strong>obiettivi militari e tecnologici all’estero</strong>. Nelle ultime ore, la guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele ha visto un <strong>presunto attacco con droni iraniani contro la base della Royal Air Force ad Akrotiri (Cipro)</strong> e, quasi in contemporanea, un <strong>incendio in un data center di Amazon Web Services negli Emirati Arabi Uniti</strong> in un contesto di tensioni crescenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-droni-iraniani-sulla-base-raf-di-akrotiri-a-cipro\">Droni iraniani sulla base RAF di Akrotiri a Cipro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>primo attacco documentato all’estero collegato al conflitto iraniano</strong> ha colpito la base militare britannica <strong>RAF Akrotiri</strong>, situata nell’area sovrana britannica di Cipro. Un drone, identificato come tipo “Shahed” e ritenuto <strong>di produzione iraniana</strong>, ha impattato la pista dell’aerobase nella notte tra domenica e lunedì, causando <strong>danni limitati ma simbolici</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo fonti ufficiali, <strong>non si registrano vittime</strong>, ma l’attacco rappresenta un’escalation significativa: è infatti la <strong>prima volta in anni recenti che forze iraniane — o droni riconducibili a Teheran — colpiscono un’installazione militare occidentale fuori dal Medio Oriente</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella mattinata successiva, altri <strong>due droni diretti verso la stessa base sono stati intercettati</strong> dalle difese, mentre il personale non essenziale è stato evacuato e la sicurezza nell’area è stata rafforzata con l’impiego di radar, sistemi anti-drone e caccia intercettor</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il presunto attacco arriva <strong>poche ore dopo che il Regno Unito ha autorizzato l’uso delle proprie basi da parte delle forze statunitensi per colpire missili e infrastrutture iraniane</strong>, in un cambio di linea significativo su cui Londra ha sottolineato di mantenere una posizione “difensiva” pur negando di essere formalmente in guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-incendio-al-data-center-amazon-colpita-un-infrastruttura-critica\">Incendio al data center Amazon: colpita un’infrastruttura critica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nello stesso periodo, <strong>Amazon Web Services ha confermato un incendio in un proprio data center negli Emirati Arabi Uniti</strong>, scatenato da <strong>“oggetti” non identificati che hanno colpito la struttura</strong>. Per consentire ai vigili del fuoco di operare, l’alimentazione elettrica del sito è stata temporaneamente interrotta, con <strong>impatti sui servizi cloud nell’area</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Amazon non ha confermato se l’incidente sia stato causato da un drone, un missile o un altro ordigno, né ha attribuito esplicitamente l’evento alla guerra in corso. Tuttavia la <strong>coincidenza temporale con gli attacchi iraniani nella regione</strong> solleva interrogativi sulla vulnerabilità delle infrastrutture digitali critiche quando il conflitto si estende anche oltre il teatro principale delle ostilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un conflitto che si allarga</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi due episodi, l’attacco alla base RAF ad Akrotiri e l’incendio al data center AWS negli Emirati, si collocano nel quadro di una <strong>risposta iraniana agli ampi bombardamenti congiunti di Stati Uniti e Israele effettuati nei confronti dell’Iran</strong>, che includono anche attacchi con missili e droni contro obiettivi in Arabia Saudita, Emirati, Bahrein e Kuwait.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La situazione conferma come l’attuale conflitto non sia più confinato alla strettoia del Golfo, ma stia <strong>toccando direttamente basi militari occidentali in Europa e infrastrutture strategiche in Medio Oriente</strong>, con potenziali effetti sulla sicurezza internazionale, sui trasporti aerei e sulle reti digitali globali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Fonti:</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://tg24.sky.it/mondo/2026/03/02/iran-drone-colpisce-base-britannica-a-cipro\">https://tg24.sky.it/mondo/2026/03/02/iran-drone-colpisce-base-britannica-a-cipro</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.ansa.it/canale_tecnologia/notizie/tecnologia/2026/03/02/amazon-colpito-nostro-data-center-negli-emirati-scoppiato-un-incendio_99d2b495-8a36-440a-b8f1-3573b24da6c6.html\">https://www.ansa.it/canale_tecnologia/notizie/tecnologia/2026/03/02/amazon-colpito-nostro-data-center-negli-emirati-scoppiato-un-incendio_99d2b495-8a36-440a-b8f1-3573b24da6c6.html</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/iran2b.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Droni, Iran","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-02 15:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"La crisi in Medio Oriente si estende oltre i confini regionali: un drone iraniano ha colpito la base britannica RAF Akrotiri a Cipro, segnando un’escalation significativa. Contemporaneamente, un incendio ha colpito un data center Amazon negli Emirati Arabi Uniti, sollevando dubbi sulla sicurezza delle infrastrutture digitali in conflitto, con potenziali effetti sulle reti digitali globali.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29612-liran-colpisce-nel-golfo-droni-contro-la-base-raf-a-cipro-e-incendio-al-data-center-amazon-negli-emirati.mp4","galleria":""}
{"id":29608,"titolo":"Tre F-15 americani abbattuti per errore dall’anti-aerea del Kuwait: tutti i piloti salvi","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tre aerei da combattimento F-15E dell’aeronautica statunitense sono stati abbattuti dalle difese aeree del Kuwait in un caso di fuoco amico, secondo quanto riportato oggi dal <strong>Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM)</strong>. L’incidente è avvenuto nella notte tra domenica e lunedì, mentre i velivoli erano impegnati in missioni legate alle attuali operazioni contro l’Iran.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo <a href=\"https://www.centcom.mil/MEDIA/PRESS-RELEASES/Press-Release-View/Article/4418568/three-us-f-15s-involved-in-friendly-fire-incident-in-kuwait-pilots-safe/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">il comunicato ufficiale</a>, i tre F-15E Strike Eagle sono <strong>precipitati nello spazio aereo kuwaitiano a causa di un “apparente incidente di fuoco amico”</strong> da parte dei sistemi di difesa aerea del paese. Tutti i sei membri degli equipaggi, due per ciascun aereo, sono riusciti a espellersi e sono stati recuperati in buone condizioni, stabili e senza ferite gravi. Kuwait ha riconosciuto l’episodio e collaborerà con le autorità statunitensi nell’indagine sulle cause dell’incidente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’episodio si inserisce nel contesto di un’escalation militare nella regione del Golfo Persico, dove le forze statunitensi e israeliane conducono operazioni contro quelle iraniane dopo una serie di attacchi di droni e missili. CENTCOM ha precisato che l’abbattimento dei caccia è avvenuto durante una fase di combattimento che includeva l’intercettazione di minacce aeree, tra cui velivoli iraniani, missili balistici e droni, creando un ambiente operativo particolarmente complesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nota del Comando centrale americano sottolinea che Kuwait ha espresso il proprio impegno a chiarire i dettagli dell’incidente e che ulteriori informazioni saranno rese disponibili man mano che l’indagine proseguirà. L’episodio rappresenta uno dei momenti più significativi di fuoco amico dall’inizio delle ostilità nella regione e solleva interrogativi sulle difficoltà di coordinamento tra sistemi di difesa alleati in scenari ad alta intensità bellica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/f15skuw.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"FuocoAmico, Iran, MedioOriente","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-02 14:12:31","stato":"publish","riassunto_video":"Tre caccia F-15E Strike Eagles statunitensi sono stati abbattuti per errore dalle difese aeree kuwaitiane durante l'operazione \"Epic Fury\" contro l’Iran nel Golfo Persico. I sei piloti si sono salvati e in buone condizioni. Le autorità del Kuwait stanno collaborando con gli USA per chiarire l’incidente, avvenuto in un contesto di alta tensione e complessità operativa anche tra forze alleate.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/news/your-military/2026/03/02/3-f-15s-shot-down-by-kuwait-in-friendly-fire-incident-pilots-safe-us-says/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29608-tre-f-15-americani-abbattuti-per-errore-dallanti-aerea-del-kuwait-tutti-i-piloti-salvi.mp4","galleria":""}
{"id":29600,"titolo":"Torino: La Città dell’Aerospazio - una Occasione per l'Esercito","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intesa tra Regione Piemonte e Politecnico di Torino che avvia l’ampliamento dell’area di corso Marche non è solo un progetto edilizio atteso da anni: è un passaggio che consolida Torino come <strong>piattaforma nazionale della space economy</strong> e, soprattutto, apre una finestra operativa per un attore che vive già la città e la sua trasformazione: gli <strong>Ufficiali dell’Esercito Italiano</strong> frequentatori della <strong>Scuola di Applicazione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’<strong>Edificio 37</strong> (10 mila mq per la ricerca finanziati dal PNRR, con completamento previsto entro il 2026) e la futura <strong>Casa delle PMI</strong> nell’Edificio 27 (30–35 milioni stimati, modello pubblico–privato da definire), la “Città dell’Aerospazio” evolve da etichetta a infrastruttura reale: laboratori, imprese, tecnologie dual-use, dimostratori e competenze che incidono direttamente sui modi contemporanei di condurre operazioni, inclusa la manovra terrestre. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16067,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Torino - La Città dell’Aerospazio una Occasione per l'Esercito\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo.png\" alt=\"Torino - La Città dell’Aerospazio una Occasione per l'Esercito\" class=\"wp-image-16067\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Torino - La Città dell’Aerospazio una Occasione per l'Esercito</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-questa-e-un-occasione-specifica-per-l-esercito\">Perché questa è un’occasione specifica per l’Esercito</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel dibattito pubblico italiano lo “spazio” è spesso trattato come qualcosa che l’Esercito può semplicemente <strong>ricevere</strong> (SATCOM, immagini, PNT/GNSS, allerta). Ma questa impostazione è sempre più rischiosa: lo spazio oggi è <strong>moltiplicatore operativo</strong>, <strong>bersaglio</strong>, <strong>fonte di vulnerabilità</strong> e “terreno” di competizione, con effetti immediati sulla battaglia terrestre (sensor-to-shooter, resilienza C2, protezione della forza, navigazione e sincronizzazione). È la tesi centrale dell’analisi “<a href=\"https://difesanews.com/lo-spazio-non-e-di-qualcun-altro-perche-lesercito-italiano-deve-presidiare-il-dominio-spaziale-per-le-operazioni-land-del-futuro\">Lo Spazio non è di qualcun altro</a>”, che mette a fuoco un punto semplice: senza competenza organica “land-centric” sugli effetti spaziali, la componente terrestre finisce per dipendere da altri in tempi, priorità e perfino linguaggio operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tradotto per Torino: la Città dell’Aerospazio può diventare <strong>l’aula viva</strong> dove costruire (o accelerare) quella cultura, trasformando un distretto industriale in <strong>palestra multidominio</strong> per gli Ufficiali della Scuola di Applicazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15539,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Torino - La Città dell’Aerospazio una Occasione per l'Esercito\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/maxresdefault.jpg\" alt=\"Lo Spazio non è di qualcun altro: perché l’Esercito Italiano deve presidiare il dominio spaziale per le operazioni Land del futuro\" class=\"wp-image-15539\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lo Spazio non è di qualcun altro: perché l’Esercito Italiano deve presidiare il dominio spaziale per le operazioni Land del futuro</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-lezione-usa-competenza-in-house-senza-duplicare-missioni\">La lezione USA: competenza “in-house” senza duplicare missioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un riferimento utile arriva dagli Stati Uniti. In un’intervista del 6 febbraio 2026 a <em>Breaking Defense</em>, il Col. <strong>Felix Torres</strong> (SMDC Center of Excellence) spiega che il nuovo mestiere dell’US Army legato allo spazio (circa <strong>1.000 posizioni</strong>, MOS “40D Tactical Space Operations Specialist”) non nasce per “invadere” il campo della Space Force, ma perché ogni Forza Armata ha <strong>esigenze specifiche</strong>: l’Esercito presidia soprattutto il <strong>tactical realm</strong> e gli effetti sulla manovra terrestre, mentre la Space Force resta centrata su operazioni in orbita e controllo dei satelliti. Il concetto chiave è che <strong><a href=\"https://breakingdefense.com/2026/02/armys-new-space-career-field-wont-encroach-on-space-force-official\">sovrapposizione non significa duplicazione</a></strong>: si può coesistere nello stesso dominio con missioni diverse, integrate. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa logica è perfettamente coerente con l’obiettivo torinese: usare corso Marche non per “fare spazio” al posto di altri, ma per rendere la componente terrestre <strong>competente e autonoma</strong> nell’impiego tattico-operativo degli effetti spaziali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16068,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"500px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Torino - La Città dell’Aerospazio una Occasione per l'Esercito\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/3955d66f38c251d44296c1dafd64ddd9.jpg\" alt=\"Torino - La Città dell’Aerospazio una Occasione per l'Esercito\" class=\"wp-image-16068\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:500px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Torino - La Città dell’Aerospazio una Occasione per l'Esercito</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-in-italia-lo-spazio-e-gia-un-dominio-operativo-ora-serve-la-conseguenza-formativa\">In Italia lo spazio è già un dominio operativo: ora serve la conseguenza formativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia non parte da zero. Il <strong>Comando delle Operazioni Spaziali (COS)</strong> è stato costituito l’<strong>8 giugno 2020</strong> con la missione di potenziare la capacità nazionale nel dominio spaziale, proteggere/difendere gli assetti e integrare i servizi spaziali nelle operazioni.<br>E l’addestramento sta già includendo scenari realistici: nell’esercitazione Spaziali Annuali in cui il COS ha integrato lo spazio nei processi di pianificazione e condotta, includendo casi come <strong>jamming SATCOM</strong>, gestione di rischi, e impiego di servizi satellitari a supporto di campagne di terra. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nodo, allora, non è “se” lo spazio conti per il Land, ma <strong>chi lo governa</strong> quando serve: a livello brigata/battaglione/task force, nel minuto operativo, dentro ambienti degradati e contestati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16069,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Torino - La Città dell’Aerospazio una Occasione per l'Esercito\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/69a1e7504d53f.r-d.482-292.jpeg\" alt=\"Torino - La Città dell’Aerospazio una Occasione per l'Esercito\" class=\"wp-image-16069\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Torino - La Città dell’Aerospazio una Occasione per l'Esercito</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-citta-dell-aerospazio-scuola-di-applicazione-un-ponte-naturale\">Città dell’Aerospazio + Scuola di Applicazione: un ponte naturale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ecco perché l’espansione di corso Marche può diventare una grande occasione per la Scuola di Applicazione: <strong>Torino sta concentrando nello stesso luogo</strong> università, grandi imprese, PMI e laboratori su tecnologie che impattano direttamente le funzioni decisive delle operazioni terrestri:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>C2 resiliente</strong> e comunicazioni beyond-line-of-sight (SATCOM tattiche, mitigazione jamming);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>PNT</strong> e difesa da spoofing/jamming (sincronizzazione, fuoco, logistica, reti C2);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>ISR/targeting</strong> e riduzione dei tempi sensor-to-shooter;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>protezione della forza</strong> e consapevolezza situazionale in contesti multidominio.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In più, l’asse Torino si rafforza anche sul lato industriale “new space”: il programma <strong>IRIDE</strong>, iniziativa del Governo italiano coordinata dall’ESA con supporto ASI e finanziata con risorse PNRR, mira a fornire dati satellitari e servizi a supporto della Pubblica Amministrazione e del monitoraggio del territorio; è un pezzo concreto della filiera nazionale che vive (anche) nell’area torinese. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-proposta-trasformare-corso-marche-in-un-campus-operativo-per-gli-ufficiali\">La proposta: trasformare corso Marche in un “campus operativo” per gli Ufficiali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per rendere l’opportunità misurabile (e non solo narrativa), la Città dell’Aerospazio potrebbe ospitare un <strong>percorso stabile</strong> dedicato agli Ufficiali della Scuola di Applicazione, con tre pilastri:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Alfabetizzazione operativa sul dominio spaziale</strong> (lessico, catena del valore, limiti e vulnerabilità) con casi reali di “degraded space environment”.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Integrazione Space–Cyber–EW per la manovra Land</strong>, con esercitazioni tabletop e scenari in cui PNT/SATCOM/ISR vengono degradati e occorre adattare TTP.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Connessione con PMI e laboratori</strong> (Casa delle PMI + Edificio 37) per capire come nascono soluzioni rapide: prototipi, sensori, data fusion, training adattivo, manutenzione predittiva—con ricadute immediate su prontezza e sostenibilità.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/130731892-40a5135d-aee4-4d0f-84e4-49f7a5ca7e10.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"CittàDellAerospazio, DominioSpaziale, esercitoitaliano, InnovazioneDualUse, ScuolaDiApplicazione, SpaceEconomy, TorinoCorsoMarche","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-01 14:14:04","stato":"publish","riassunto_video":"L’accordo tra Regione Piemonte e Politecnico di Torino amplia l’area di corso Marche, trasformandola in un hub reale per la space economy e la formazione degli Ufficiali dell’Esercito. Con nuovi edifici e laboratori, Torino diventa palestra multidominio per integrare spazio e operazioni terrestri, sviluppando competenze tattiche e tecnologiche essenziali per la difesa e la sicurezza nazionale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://torino.corriere.it/notizie/economia/26_febbraio_28/torino-intesa-regione-politecnico-per-la-citta-dell-aerospazio-lanciamo-la-casa-delle-pmi-fffe4542-f289-4125-a0df-41d31e861xlk.shtml?refresh_ce","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29600-torino-la-citta-dellaerospazio-una-occasione-per-lesercito.mp4","galleria":""}
{"id":29594,"titolo":"F-35 introduce l’intelligenza artificiale: rafforzata la capacità di riconoscimento delle minacce","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla fine di febbraio 2026 Lockheed Martin ha annunciato il completamento con successo di un volo di prova dell’F-35 Lightning II equipaggiato con una nuova funzionalità basata su intelligenza artificiale. La dimostrazione, denominata Project Overwatch, si è svolta presso la Nellis Air Force Base, centro di riferimento per l’addestramento avanzato dell’Aeronautica statunitense.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto comunicato dall’azienda, si tratta della <strong>prima applicazione in volo di un modello di AI tattica</strong> capace di generare un’identificazione autonoma visualizzata direttamente sui display del pilota. Il sistema è stato sviluppato con l’obiettivo di <strong>migliorare la rapidità e la precisione nel riconoscimento delle minacce</strong>, intervenendo nella gestione dei flussi informativi generati dai sensori di bordo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un caccia di quinta generazione opera in ambienti complessi, caratterizzati da un’elevata densità di emissioni elettromagnetiche. Radar, comunicazioni e sistemi di collegamento dati producono una quantità significativa di informazioni che devono essere analizzate in tempi molto contenuti. Project Overwatch utilizza un modello di apprendimento automatico addestrato per analizzare le emissioni in radiofrequenza e <strong>supportare l’identificazione degli emettitori</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’elaborazione avviene direttamente a bordo del velivolo, garantendo continuità operativa anche in scenari caratterizzati da elevata intensità tecnologica. Questa integrazione rafforza il concetto di autonomia funzionale della piattaforma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-rapidita-di-aggiornamento-e-adattamento-operativo\">Rapidità di aggiornamento e adattamento operativo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli elementi più significativi del progetto riguarda la <strong>capacità di aggiornamento rapido del modello AI</strong>. Attraverso strumenti automatizzati, è possibile etichettare nuove emissioni, riaddestrare il sistema in tempi contenuti e caricare la versione aggiornata prima della successiva missione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa impostazione consente al velivolo di mantenere un elevato livello di efficacia anche in presenza di evoluzioni tecnologiche nel campo dei sistemi radar e delle comunicazioni. In un ambiente operativo dinamico, la capacità di adattamento rappresenta un fattore essenziale per assicurare continuità prestazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15962,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"F-35 introduce l’intelligenza artificiale: rafforzata la capacità di riconoscimento delle minacce\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/049-2.jpg\" alt=\"F-35 introduce l’intelligenza artificiale: rafforzata la capacità di riconoscimento delle minacce\" class=\"wp-image-15962\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Interfacce e sistemi di bordo dell’F-35: l’architettura digitale consente aggiornamenti rapidi del software e integrazione continua delle capacità AI. Fonte: Lockheed Martin / U.S. Air Force</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’F-35 è stato progettato come piattaforma centrata sulla fusione dei dati. I sensori distribuiti e l’architettura digitale integrata permettono di fornire al pilota una visione sintetica e coerente del contesto operativo. L’integrazione dell’intelligenza artificiale nella Combat Identification contribuisce a <strong>ottimizzare il processo decisionale</strong>, riducendo i tempi di analisi e migliorando la consapevolezza situazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Project Overwatch è stato sviluppato nell’ambito delle attività interne di ricerca e sviluppo dell’azienda, confermando l’attenzione costante verso l’evoluzione delle capacità software della piattaforma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-evoluzione-tecnologica-e-prospettive-operative\">Evoluzione tecnologica e prospettive operative</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’introduzione dell’intelligenza artificiale sull’F-35 si inserisce nel più ampio processo di trasformazione delle capacità aeronautiche militari, sempre più orientate verso l’integrazione tra sensori, reti e sistemi autonomi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In tale contesto, <strong>la rapidità nell’identificazione e classificazione delle minacce</strong> assume un ruolo centrale. Ridurre i tempi necessari per interpretare un segnale radar o una comunicazione consente di migliorare l’efficacia complessiva della missione e la gestione delle risorse disponibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15968,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"F-35 introduce l’intelligenza artificiale: rafforzata la capacità di riconoscimento delle minacce\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/9518187.jpg\" alt=\"F-35 introduce l’intelligenza artificiale: rafforzata la capacità di riconoscimento delle minacce\" class=\"wp-image-15968\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">F-35 in volo in configurazione operativa: integrazione tra sensori, reti e capacità digitali al centro dell’evoluzione della piattaforma. Fonte: Lockheed Martin / U.S. Air Force</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per i Paesi utilizzatori della piattaforma, l’evoluzione continua delle capacità software rappresenta un elemento di stabilità operativa nel medio-lungo periodo. La natura “software-defined” del velivolo permette infatti di integrare progressivamente nuove funzionalità senza interventi strutturali sulla cellula.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intelligenza artificiale si configura come <strong>strumento di supporto al pilota</strong>, integrato nei processi decisionali e finalizzato a migliorare la qualità dell’informazione disponibile. Il test condotto a Nellis evidenzia quindi una traiettoria evolutiva chiara: una piattaforma che combina prestazioni aerodinamiche, sensoristica avanzata e capacità algoritmiche per rispondere in modo efficace alle esigenze operative contemporanee.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/03/1GqzE7Zw1yFRSsxwrpj07Xl9MchFFhnb4mKX8yywDmzctf3j68uOQLPozF22ckeYjeSMSYxXv4UHQaa0PU2eFkC0SfsJuO2-AF-xMXTCobo.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"DifesaAerea, F35, intelligenzaartificiale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-03-01 01:24:04","stato":"publish","riassunto_video":"Lockheed Martin ha testato con successo l’F-35 equipaggiato con un’intelligenza artificiale tattica che identifica autonomamente le minacce, migliorando rapidità e precisione. Il sistema elabora dati radar a bordo, si aggiorna rapidamente e supporta il pilota nella gestione delle informazioni, potenziando l’efficacia operativa e la consapevolezza situazionale in ambienti complessi.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.hdblog.it/tecnologia/articoli/n649721/f35-ai-project-overwatch/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/03/29594-f-35-introduce-lintelligenza-artificiale-rafforzata-la-capacita-di-riconoscimento-delle-minacce.mp4","galleria":""}
{"id":29587,"titolo":"Operation NANOOK - la Difesa del Grande Nord Canadese","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Artico non è più un “vuoto sulla mappa”: lo scioglimento dei ghiacci allunga la finestra di navigazione, rende più accessibili risorse e rotte (in primis il Passaggio a Nord-Ovest) e, soprattutto, sposta in alto la linea di contatto tra deterrenza, sorveglianza e competizione tra potenze. In questo contesto si inserisce <strong>Operation NANOOK-NUNALIVUT 2026 (Op NA-NU 26)</strong>, l’esercitazione con cui il Canada sta mettendo in scena – e in pratica – la propria sovranità artica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-op-na-nu-26-sovranita-come-presenza-logistica-e-interoperabilita\">Op NA-NU 26: Sovranità come presenza, logistica e interoperabilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il resoconto pubblicato dal <em>Western Sentinel</em> (piattaforma informativa del Dipartimento della Difesa canadese), la <strong>3rd Canadian Division</strong> ha dispiegato <strong>circa 750 militari</strong> e <strong>quasi 200 mezzi/equipaggiamenti</strong> (tra cui <strong>due obici M777</strong>) nel teatro artico per Op NA-NU 26. In totale partecipano <strong>fino a 1.300 membri delle Canadian Armed Forces</strong> insieme a personale alleato di <strong>Stati Uniti, Belgio, Francia e Danimarca</strong>: è la <strong>più grande contribuzione CAF</strong> a questa specifica iterazione da quando la serie Op NANOOK esiste (dal 2007). </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16048,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"La Corsa a difendere l’Artico: dal Grande Nord Canadese al NATO Arctic Sentry\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/1771878472361.jpg\" alt=\"La Corsa a difendere l’Artico: dal Grande Nord Canadese al NATO Arctic Sentry\" class=\"wp-image-16048\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Corsa a difendere l’Artico: dal Grande Nord Canadese al NATO Arctic Sentry</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’operazione si svolge <strong>tra 14 febbraio e 15 aprile 2026</strong> nei tre territori del Nord (Northwest Territories, Nunavut, Yukon), con baricentro nell’area del <strong>Golfo di Amundsen</strong> vicino a <strong>Cambridge Bay</strong>. L’idea è semplice e molto “artica”: se vuoi difendere e rivendicare uno spazio enorme, devi saperci <strong>arrivare</strong>, <strong>restarci</strong> e <strong>coordinarti</strong> con chi ci vive e con chi ti affianca. Per questo Op NA-NU 26 combina spostamenti su lunghe distanze, pattugliamenti, dimostrazioni e test in condizioni estreme, mantenendo il coinvolgimento di comunità e governi locali. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i dettagli più simbolici (e mediaticamente “parlanti”) c’è l’uso dei <strong>M777 da 155 mm</strong>: secondo la documentazione citata nell’articolo, è la <strong>prima volta</strong> che questi pezzi d’artiglieria vengono portati <strong>a nord del 60° parallelo</strong> e che un sistema canadese da 155 mm viene fatto fuoco così a nord (Cambridge Bay è intorno a <strong>69°N</strong>, oltre il Circolo Polare Artico). È un modo per dire: non stiamo solo “passando”, stiamo verificando capacità reali di schieramento e impiego anche nell’High North. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16049,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"La Corsa a difendere l’Artico: dal Grande Nord Canadese al NATO Arctic Sentry\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/1771878569581.jpg\" alt=\"La Corsa a difendere l’Artico: dal Grande Nord Canadese al NATO Arctic Sentry\" class=\"wp-image-16049\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Corsa a difendere l’Artico: dal Grande Nord Canadese al NATO Arctic Sentry</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-nanook-una-famiglia-di-operazioni-per-coprire-un-teatro-gigantesco\">NANOOK: una Famiglia di Operazioni per coprire un teatro gigantesco</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Op NA-NU 26 è parte dell’ombrello <strong>Op NANOOK</strong>, una serie annuale multi-dominio (terra, aria, mare e – sempre più – cyber/spazio) che coinvolge esercito, aeronautica, marina e <strong>Canadian Rangers</strong>. L’obiettivo dichiarato è <strong>affermare la sovranità</strong> attraverso “presence and surveillance”: presenza e sorveglianza, cioè il cuore della deterrenza in un ambiente dove infrastrutture e tempi di risposta sono tutto. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un elemento chiave di questa edizione è anche la dimensione “di sistema”: Joint Task Force (North), quartier generali e task force terrestri, riservisti e Rangers. Il lungo pattugliamento (LRP) dei Rangers – <strong>circa 4.500 km</strong> dal confine Yukon-Alaska fino a Churchill (Manitoba), lungo tratti legati al Passaggio a Nord-Ovest e alla Baia di Hudson – rafforza l’idea di sovranità come continuità di controllo e cooperazione inter-agenzia (con RCMP e Parks Canada). </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La narrativa canadese degli ultimi anni è coerente: l’Artico è l’“approccio” naturale al continente e un luogo dove cambiano insieme <strong>geografia fisica</strong> (clima) e <strong>geografia strategica</strong> (minacce, tecnologie, competizione). La linea guida è esplicitata in documenti come <strong>“Our North, Strong and Free”</strong> e in comunicazioni ufficiali che parlano di operare in modo sempre più persistente per <strong>detect, deter and defend</strong> contro minacce verso Canada e Nord America. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui entra in gioco NORAD e la modernizzazione della sorveglianza: il Canada sta puntando su radar e sensoristica a lungo raggio (incluso l’<strong>Arctic Over-the-Horizon Radar</strong>, con milestone e analisi pubbliche che indicano un percorso di capacità verso la fine del decennio).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dal-canada-alla-nato-arctic-sentry-e-la-crescente-postura-alleata-nel-grande-nord\">Dal Canada alla NATO: “Arctic Sentry” e la crescente postura alleata nel Grande Nord</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’aumento di attività e attenzione non è solo canadese. A febbraio 2026 la NATO ha annunciato <strong>Arctic Sentry</strong>, un’attività multi-dominio per rafforzare postura e presenza nel “High North”. In parallelo, analisi e reportage specializzati evidenziano come l’Alleanza stia cercando di rendere più continua la vigilanza in un teatro dove Russia e nuove tecnologie (droni, sensori, guerra elettronica) cambiano le regole dell’ingaggio e della sorveglianza. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dietro l’immagine di convogli e artiglieria c’è un nodo meno spettacolare ma decisivo: <strong>l’infrastruttura</strong> (porti, aeroporti, comunicazioni, logistica) e il rapporto con le popolazioni del Nord. Anche le agenzie di sicurezza avvertono che l’Artico è terreno di pressione informativa e di intelligence, proprio perché è un’area ricca e più accessibile. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16050,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"La Corsa a difendere l’Artico: dal Grande Nord Canadese al NATO Arctic Sentry\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/1771878480651.jpg\" alt=\"La Corsa a difendere l’Artico: dal Grande Nord Canadese al NATO Arctic Sentry\" class=\"wp-image-16050\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Corsa a difendere l’Artico: dal Grande Nord Canadese al NATO Arctic Sentry</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E poi c’è il mare: rompighiaccio, pattugliatori, capacità di operare “quattro stagioni”. In questo senso contano anche iniziative industriali e cooperative (come programmi legati ai rompighiaccio e alle filiere cantieristiche tra alleati), perché senza scafi, manutenzione e basi di appoggio la sovranità resta un concetto astratto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Op NA-NU 26 mostra cosa significa oggi “difendere l’Artico”: non solo addestramento, ma <strong>capacità di presenza continuativa</strong>, integrazione con alleati (e quadri come NATO e NORAD), e strumenti di sorveglianza che riducono l’effetto distanza. Allo stesso tempo, l’Artico costringe a tenere insieme sicurezza e società: chi vive nel Nord non è “sfondo” dell’operazione, è parte del problema e della soluzione. Se la competizione globale sale di latitudine, la sovranità – canadese e alleata – si misura sempre più in chilometri percorsi, sensori accesi, infrastrutture reali e cooperazioni che funzionano quando il termometro scende sotto zero. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/22.png","categoria":"Internazionali","tags":"artico, difesanelGrandeNord, NATOArcticSentry, OperazioneNANOOK-NUNALIVUT2026, PassaggioaNord-Ovest, sorveglianzaedeterrenza, sovranitàcanadese","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-28 19:34:03","stato":"publish","riassunto_video":"L’operazione canadese NANOOK-NUNALIVUT 2026 rafforza la sovranità nell’Artico con 1.300 militari e alleati, testando capacità in condizioni estreme. L’uso per la prima volta di artiglieria pesante oltre il Circolo Polare sottolinea la presenza reale. L’iniziativa fa parte di una strategia più ampia di sorveglianza, cooperazione e infrastrutture, integrata con NATO e NORAD, per difendere un’area.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.canada.ca/en/department-national-defence/corporate/news/regional-news/western-sentinel/2026/02/op-na-nu-26-en.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29587-operation-nanook-la-difesa-del-grande-nord-canadese.mp4","galleria":""}
{"id":29580,"titolo":"La Dottrina Militare Trump 2.0 contro Terrorismo e Stati Canaglia - Airpower/COIN/Regional Power","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nelle ultime ore, l’annuncio di Donald Trump sull’avvio di “major combat operations” in Iran ha reso esplicito un impianto strategico che, già in precedenza, stava prendendo forma: una dottrina <strong>radicalmente pragmatica</strong>, centrata sul ridurre l’attrito politico e umano delle “guerre lunghe” e sull’ottenere effetti decisivi <strong>senza impantanarsi</strong> in estese campagne terrestri. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa linea d’azione combina tre pilastri operativi (airpower proiettato dai <em>Carrier Strike Group</em> - CSG, contro-insurrezione “indiretta”, forze speciali) e una cornice politico-strategica (alleati regionali e “via d’uscita” negoziale). Il lessico usato dall’amministrazione—compreso il termine <strong>“rough states”</strong> circolato nel dibattito politico USA—descrive regimi percepiti come aggressivi, destabilizzanti e difficili da dissuadere con gli strumenti classici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16036,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La Dottrina Militare Trump 2.0 contro Terrorismo e Stati Canaglia - Airpower/COIN/Regional Power\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/3-2.jpg\" alt=\"La Dottrina Militare Trump 2.0 contro Terrorismo e Stati Canaglia - Airpower/COIN/Regional Power\" class=\"wp-image-16036\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Dottrina Militare Trump 2.0 contro Terrorismo e Stati Canaglia - Airpower/COIN/Regional Power</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1-primo-pilastro-airpower-e-carrier-strike-group\">1) Primo pilastro: Airpower e Carrier Strike Group</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La componente più evidente è la centralità della <strong>potenza aerea a lungo raggio</strong> (e stand-off) proiettata anche dagli <em>Carrier Strike Group</em>, CSG strumenti chiave della dottrina, perché consentono di <strong>proiettare potenza chirurgica</strong> in qualunque teatro senza dipendere da basi terrestri vulnerabili o da complesse autorizzazioni politiche. Delle <strong>Fortezze Multidominio</strong>  (portaerei, caccia/strike, guerra elettronica, unità di scorta, difesa aerea e antimissile, capacità anti-sommergibile, forze anfibie e speciali, logistica) capaci di colpire <strong>minaccia A2AD, infrastrutture strategiche, comando-controllo e missili Very Long Range</strong> dell’avversario, riducendo l’esposizione delle forze USA al logoramento del Dominio Land.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel discorso sull’Iran, Trump ha impostato l’azione in termini di <strong>negazione di capacità</strong> (missili, industria missilistica, marina) e prevenzione di minacce ritenute esistenziali—soprattutto legate al nucleare—con un messaggio deliberatamente semplice e ripetuto: “non avranno mai un’arma nucleare”. <br>Anche l’episodio precedente del 2025—<strong>Operation Midnight Hammer</strong>, con attacchi su Fordow, Natanz e Isfahan—viene spesso presentato come prova del concetto: colpire obiettivi “hard” con mezzi d’élite (B-2, munizionamento penetrante, cruise), cercando di ottenere un risultato strategico senza occupazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La logica di fondo</strong>: se l’avversario trae vantaggio dall’impantanarti a terra, allora la dottrina punta a <strong>togliergli il tipo di guerra che preferisce</strong>, imponendo invece una guerra a lungo raggio, di precisione, superiorità tecnologica e ritmo operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16037,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La Dottrina Militare Trump 2.0 contro Terrorismo e Stati Canaglia - Airpower/COIN/Regional Power\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/npr.brightspotcdn.jpg\" alt=\"La Dottrina Militare Trump 2.0 contro Terrorismo e Stati Canaglia - Airpower/COIN/Regional Power\" class=\"wp-image-16037\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Dottrina Militare Trump 2.0 contro Terrorismo e Stati Canaglia - Airpower/COIN/Regional Power</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2-secondo-pilastro-contro-insurrezione-rovesciata-il-popolo-contro-il-regime\">2) Secondo pilastro: “contro-insurrezione rovesciata” (il popolo contro il regime)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui la dottrina COIN classica  viene evoluta a <strong>population-centric negli obiettivi</strong>, con un <strong>overwatch dall’alto</strong>: gli Stati Uniti guidano con superiorità aerea, intelligence, precision strike e pressione coercitiva, condotta con grandi forze sul terreno. L’idea è: <strong>non sei tu a fare nation-building</strong>, ma crei le condizioni perché il <strong>centro politico</strong> dell’avversario perda controllo e legittimità, mentre la popolazione diventi l'<strong>Agente del cambiamento</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo emerge chiaramente nell’appello diretto di Trump agli iraniani: rimanere al riparo durante la campagna aerea e poi “prendere il controllo” del governo, con un esplicito framing di “finestra storica” per rovesciare l’élite dominante.<br>È una narrazione coerente con l’etichettatura dell’Iran come sponsor del terrorismo e con l’obiettivo dichiarato di colpire non solo capacità militari ma <strong>architetture di potere</strong> che alimentano proxy e milizie nella regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-3-terzo-pilastro-forze-speciali-per-colpi-chirurgici-protetti-dal-cielo\">3) Terzo pilastro: Forze Speciali per colpi chirurgici “protetti” dal cielo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il terzo elemento è l’impiego di <strong>SOF (Special Operations Forces)</strong> come strumento selettivo: azioni rapide, mirate, ad alto impatto, con copertura ISR e potenza aerea per estrazione e protezione. Il modello è quello della <strong>decapitazione/neutralizzazione di nodi critici</strong>, colpendo obiettivi ad alto valore o reti chiave— quello che in dottrina si chiamerebbe “centro di gravità”, o quantomeno nodi decisivi del sistema avversario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Venezuela, ad esempio, l’operazione USA di gennaio 2026 viene descritta da fonti autorevoli come un intervento che ha portato alla <strong>cattura di Nicolás Maduro</strong> e al controllo/riassetto di leve economiche (in primis il petrolio), con una coda diplomatica e finanziaria immediata. <br>Al di là del giudizio politico, è un caso che illustra l’idea “<strong>raid + pressione + outcome</strong>” al posto di una campagna di occupazione prolungata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-4-cornice-regionale-far-fare-agli-alleati-regionali-mentre-washington-domina-cielo-e-intelligence\">4) Cornice regionale: far fare agli Alleati regionali, mentre Washington domina cielo e intelligence</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’altra caratteristica è l’uso di una <strong>politica di potenza regionale</strong>: alleati o partner vengono <strong>incentivati</strong> (o lasciati agire) nel dominio terrestre, mentre gli Stati Uniti forniscono ombrello aereo, intelligence, capacità di precision strike, logistica e deterrenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel dibattito pubblico recente, questo schema è spesso richiamato facendo esempi come:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Israele</strong> contro Hamas/Hezbollah (dimensione terrestre e di prossimità, con un contesto di deterrenza e supporti esterni variabili).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Pakistan</strong> (forse...) rispetto al quadrante afghano (pressione transfrontaliera, dinamiche di proxy e sicurezza di frontiera).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Siria</strong>, una coalizione di ribelli guidata dal gruppo Hay'at Tahrir al-Sham (HTS) ha abbattuto il regime di Assad attraverso un'offensiva fulminea di 11 giorni, che ha visto il collasso delle difese governative e la rapida conquista di Aleppo e Damasco.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto non è l’equiparazione dei contesti (molto diversi), ma il <strong>principio</strong>: Washington cerca di evitare la “trappola” della presenza massiva di fanteria, trasferendo parte del costo politico-militare del terreno a chi è geograficamente e strategicamente più esposto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16038,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La Dottrina Militare Trump 2.0 contro Terrorismo e Stati Canaglia - Airpower/COIN/Regional Power\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/skynews-israel-gaza-war-conflict-6444132.jpg\" alt=\"La Dottrina Militare Trump 2.0 contro Terrorismo e Stati Canaglia - Airpower/COIN/Regional Power\" class=\"wp-image-16038\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Dottrina Militare Trump 2.0 contro Terrorismo e Stati Canaglia - Airpower/COIN/Regional Power</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-5-la-via-d-uscita-negoziale-escalation-con-porta-socchiusa\">5) La “via d’uscita” negoziale: escalation con porta socchiusa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un tratto ricorrente—almeno nella retorica—è offrire una <strong>exit ramp</strong>: ultimatum, messaggi di immunità/amnistia, possibilità di accordo “prima che sia troppo tardi”. Nel discorso sull’Iran, Trump combina minaccia massima con un invito esplicito alla resa di apparati armati (“deponete le armi… immunità”) e con il riferimento a tentativi di accordo poi falliti.<br>Questa struttura serve a due scopi: (1) <strong>legittimare l’uso della forza</strong> come “ultima risorsa”; (2) <strong>creare fratture nel blocco avversario</strong> (élite militari, sicurezza interna, tecnocrazia).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tre-casi-in-sequenza-siria-contenuta-venezuela-convertito-iran-in-corso\">Tre casi in sequenza: Siria “contenuta”, Venezuela “convertito”, Iran “in corso”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Siria</strong>: più che un “risolto”, il dossier appare come un equilibrio instabile, dove il rischio è che tensioni locali e incastri regionali riaprano cicli di violenza. In analisi recenti si sottolineano fragilità e possibilità di riaccensione del conflitto. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Venezuela</strong>: l’azione del gennaio 2026 e gli sviluppi immediati (finanza dell’export petrolifero, contenziosi legali, gestione dei proventi) mostrano un risultato “rapido” rispetto agli standard delle guerre di stabilizzazione. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Iran</strong>: siamo nella fase più pericolosa, perché la risposta iraniana e l’escalation regionale sono già parte della cronaca di queste ore (missili verso Israele e attacchi verso basi USA in regione, secondo varie ricostruzioni). </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione-una-dottrina-di-potenza-a-distanza-che-scommette-sul-collasso-del-centro-politico-avversario\">Conclusione: una dottrina di potenza “a distanza” che scommette sul collasso del centro politico avversario</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel discorso sull’Iran, Trump riassume l’essenza di questa postura: <strong>schiacciare capacità militari e coercitive dall’alto</strong>, spezzare le reti regionali, e contemporaneamente parlare <strong>alla popolazione</strong> come destinatario finale del cambiamento.<br>Il nodo, ora, è verificare se la dottrina funziona davvero nel caso più complesso: l’Iran, dove la resilienza del regime, la capacità di ritorsione e il rischio di guerra regionale mettono alla prova l’intero impianto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/rr.png","categoria":"Internazionali","tags":"airpower, CarrierStrikeGroup, COIN, dottrinaTrump, potenzaRegionale, rogueStates, SOF","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-28 17:04:03","stato":"publish","riassunto_video":"Donald Trump ha delineato una dottrina militare pragmatica contro Iran e Stati canaglia, basata su potenza aerea proiettata da portaerei, contro-insurrezione indiretta e forze speciali per colpi mirati. Gli alleati regionali gestiscono il terreno, mentre gli USA dominano cielo e intelligence, offrendo una via negoziale per evitare guerre prolungate. Il successo resta incerto, soprattutto in Iran.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29580-la-dottrina-militare-trump-2-0-contro-terrorismo-e-stati-canaglia-airpower-coin-regional-power.mp4","galleria":""}
{"id":29572,"titolo":"IA e Difesa: un bel Passo Avanti, adesso decisi verso il Futuro","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è un momento in cui <a href=\"https://difesanews.com/cosa-rischia-la-difesa-italiana-se-lia-non-diventa-il-centro-del-sistema/\">una tecnologia smette di essere “promettente” e diventa inevitabile</a>. Per la Difesa, quel momento è arrivato: l’Intelligenza Artificiale non è più una scelta opzionale o una sperimentazione di nicchia, ma una leva strategica che tocca operazioni, organizzazione, formazione e relazione con l’industria. È questo il messaggio centrale della <strong>“IA e DIFESA – Strategia della Difesa in materia di Intelligenza Artificiale, Edizione 2026”</strong>, che definisce un percorso concreto e ambizioso, impostato su tempi brevi e obiettivi misurabili a<a href=\"https://brigatafolgore.net/lintelligenza-artificiale-ia-nella-difesa-una-priorita-strategica-per-litalia-uk-doc/\"> similitudine di quanto già fatto dalla Gran Bretagna</a> nel 2022.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16025,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"IA e Difesa: un bel Passo Avanti, adesso decisi verso il Futuro\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-28-111040.png\" alt=\"AI e Difesa: un bel Passo Avanti, adesso decisi verso il Futuro\" class=\"wp-image-16025\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">AI e Difesa: un bel Passo Avanti, adesso decisi verso il Futuro</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-visione-chiara-integrare-rapidamente-ma-con-responsabilita\">Una visione chiara: integrare rapidamente, ma con responsabilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La strategia parte da una constatazione netta: la competizione contemporanea è accelerata, multi-dominio, iper-informata. In questo contesto l’IA diventa l’elemento che consente di <strong>ridurre il divario tecnologico</strong>, rafforzare la credibilità dell’Italia nelle alleanze (NATO e UE) e soprattutto aumentare l’efficacia operativa, senza perdere la bussola dei valori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il documento insiste su due “paletti” fondamentali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>approccio responsabile, etico e conforme al Diritto Internazionale Umanitario (DIU)</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>controllo umano e responsabilità della linea di comando</strong>, perché la tecnologia deve amplificare la decisione, non sostituirla.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa cornice non è un dettaglio: è la condizione per far sì che l’innovazione sia sostenibile, interoperabile con i partner e difendibile anche sul piano politico e giuridico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-autonomia-strategica-e-sovranita-tecnologica-la-direzione-e-in-casa\">Autonomia strategica e sovranità tecnologica: la direzione è “in casa”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore del “passo avanti” sta nell’obiettivo dichiarato di <strong>autonomia strategica</strong> e <strong>sovranità tecnologica</strong>. Tradotto: non basta comprare soluzioni. La Difesa deve mantenere capacità interne critiche per:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>addestrare/aggiornare modelli anche con dati recenti e in contesti difficili;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>capire algoritmi, limiti, bias e rischi;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>garantire conformità a DIU, dottrina e valori;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>mantenere sistemi operativi anche senza supporto esterno.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è una presa di posizione “ideologica”, ma una risposta pratica a tre problemi reali: dipendenze da fornitori, vulnerabilità (anche intenzionali), e rischio di perdere libertà d’azione in crisi geopolitiche o in caso di fallimenti aziendali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16026,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"IA e Difesa: un bel Passo Avanti, adesso decisi verso il Futuro\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-2026-02-28-111131.png\" alt=\"AI e Difesa: un bel Passo Avanti, adesso decisi verso il Futuro\" class=\"wp-image-16026\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">AI e Difesa: un bel Passo Avanti, adesso decisi verso il Futuro</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-gli-asset-abilitanti-talenti-dati-algoritmi-calcolo-e-reti-sicure\">Gli asset abilitanti: talenti, dati, algoritmi, calcolo e reti sicure</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni strategia è credibile se nomina le condizioni materiali che la rendono possibile. Qui la Difesa lo fa, indicando chiaramente i pilastri:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>risorse umane qualificate</strong>, con attenzione ai “talenti” e alla loro attrazione/trattenimento;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>dati</strong> (integrità, qualità, assenza di bias, superamento dei “silos” e governance);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>algoritmi</strong> (sviluppo, validazione, manutenzione e certificazione);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>capacità di calcolo proprietaria</strong>, con requisiti elevati (anche in prospettiva HPC e ibrido HPC–quantum);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>reti e connettività sicure</strong>, con resilienza e continuità come criteri non negoziabili.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Colpisce il taglio molto operativo: il calcolo non è un “lusso IT”, ma il fattore che alimenta un ciclo virtuoso (più calcolo → più esperimenti → modelli migliori → più capacità) che determina il ritmo del vantaggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-percorso-modulare-e-veloce-1-anno-2-anni-3-anni\">Un percorso “modulare” e veloce: 1 anno, 2 anni, 3 anni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La strategia sceglie una timeline aggressiva, proprio perché l’IA corre. Il percorso è diviso in tre orizzonti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>breve termine (entro 1 anno)</strong>: consolidare condizioni abilitanti (governance, infrastrutture, competenze, processi, rimozione ostacoli);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>medio termine (entro 2 anni)</strong>: realizzare progetti operativi prioritari;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>lungo termine (entro 3 anni)</strong>: integrazione diffusa, sicura e sostenibile in tutti gli ambiti della Difesa.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo è un punto chiave del “decisi verso il futuro”: non un elenco di desideri, ma una scaletta che rende l’ambizione controllabile e verificabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16027,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"IA e Difesa: un bel Passo Avanti, adesso decisi verso il Futuro\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-28-111204.png\" alt=\"AI e Difesa: un bel Passo Avanti, adesso decisi verso il Futuro\" class=\"wp-image-16027\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">AI e Difesa: un bel Passo Avanti, adesso decisi verso il Futuro</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-quattro-aree-di-intervento-dove-l-ia-cambia-davvero-il-gioco\">Quattro aree di intervento: dove l’IA cambia davvero il gioco</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La strategia identifica quattro aree principali che coprono l’intera macchina Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1-operazioni-superiorita-decisionale-velocita-d-ingaggio-protezione-multi-dominio\">1) Operazioni: superiorità decisionale, velocità d’ingaggio, protezione multi-dominio</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel battlespace moderno, la massa di dati e la trasparenza del campo di battaglia rendono insufficiente la sola capacità umana di analisi. L’IA viene descritta come strumento per <strong>decision augmentation</strong>, wargaming “adattivo”, analisi predittiva, intelligence multi-fonte e protezione contro minacce cyber/elettromagnetiche e contro droni/sciami.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il documento affronta anche le implicazioni più sensibili (come i sistemi d’arma autonomi) sottolineando la rilevanza dei profili etici e della governance.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2-contesti-organizzativi-produttivita-servizi-processi\">2) Contesti organizzativi: produttività, servizi, processi</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui c’è una promessa concreta: ottenere benefici rapidi. Si parla esplicitamente di strumenti per la produttività individuale e di un possibile <a href=\"https://developers.google.com/machine-learning/crash-course/llm?hl=it\">Large Language Model</a><strong> “della Difesa”</strong> addestrato su documentazione interna, come prerequisito per gestione della conoscenza, bozze, sintesi, estrazione informazioni e coerenza terminologica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto a questo: assistenza all’utenza con linguaggio naturale, integrazione con automazioni (RPA) e, in prospettiva, agenti IA per problemi non strutturati — sempre con la regola: il giudizio umano non deve essere eclissato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-3-formazione-addestramento-e-ricerca-cultura-ia-e-mindset-digitale\">3) Formazione, addestramento e ricerca: cultura IA e mindset digitale</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’idea è chiara: senza formazione diffusa, l’adozione è fragile. Si parla di <strong>alfabetizzazione IA</strong> strutturata (dimensione cognitiva, operativa, critica ed etico-normativa) e di reskilling/upskilling per colmare gap generazionali e costruire una forza lavoro mista uomo-macchina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-4-industria-ecosistema-nazionale-open-innovation-procurement-piu-agile\">4) Industria: ecosistema nazionale, open innovation, procurement più agile</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il documento valorizza l’ecosistema industriale nazionale (grandi player, ma anche startup e PMI), con un cambio di passo verso partnership, scouting tecnologico e meccanismi più agili per progetti pilota. L’obiettivo è duplice: accelerare l’innovazione e ridurre dipendenze, rafforzando una base “Defense Tech” competitiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-governance-e-attuazione-uia-e-liad-come-motore-centrale\">Governance e attuazione: UIA e LIAD come motore centrale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per evitare frammentazione, la strategia prevede una governance multilivello con due perni:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ufficio per l’IA (UIA)</strong>: indirizzo, supervisione, coerenza strategica, relazioni e presidio etico-legale;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Laboratorio di IA per la Difesa (LIAD)</strong>: polo di eccellenza e <strong>AI Delivery Center</strong>, orientato a prototipare, sperimentare e rendere operative soluzioni in sinergia con gli utilizzatori finali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Elemento decisivo: entro 3 mesi dall’approvazione è previsto un <strong>Piano attuativo</strong> con azioni, responsabilità e <strong>KPI</strong> di monitoraggio. È qui che la strategia smette di essere “dichiarazione” e diventa gestione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16028,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"IA e Difesa: un bel Passo Avanti, adesso decisi verso il Futuro\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-28-111250.png\" alt=\"AI e Difesa: un bel Passo Avanti, adesso decisi verso il Futuro\" class=\"wp-image-16028\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">AI e Difesa: un bel Passo Avanti, adesso decisi verso il Futuro</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione-un-passo-avanti-che-chiede-continuita\">Conclusione: un passo avanti che chiede continuità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“AI e Difesa” non racconta un futuro lontano: descrive un presente che impone scelte. Il bel passo avanti sta nella combinazione di <strong>ambizione e pragmatismo</strong>: obiettivi ravvicinati, asset abilitanti espliciti, governance chiara, attenzione a etica e DIU, e una spinta netta verso autonomia e sovranità tecnologica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ora la parola decisiva è una sola: <strong>continuità</strong>. Perché l’IA non si “introduce” una volta per tutte: si coltiva, si governa, si misura e si aggiorna. Se questo percorso verrà seguito con disciplina, investimenti coerenti e capacità di attrarre talenti, allora sì: non sarà soltanto un passo avanti. Sarà una traiettoria, finalmente, decisa verso il futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/1-11.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"AI, autonomiastrategica, difesa, etica, innovazione, sicurezza, trasformazioneDigitale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-28 11:34:03","stato":"publish","riassunto_video":"La Difesa italiana considera l’Intelligenza Artificiale una leva strategica imprescindibile, puntando su un’integrazione rapida e responsabile, nel rispetto del diritto internazionale e con controllo umano. La strategia 2026 mira all’autonomia tecnologica, valorizzando talenti, dati, algoritmi e infrastrutture, con obiettivi chiari in 1, 2 e 3 anni. Focus su operazioni, organizzazione, formazione.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/assets/allegati/90197/ia_e_difesa_2026.pdf","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29572-ia-e-difesa-un-bel-passo-avanti-adesso-decisi-verso-il-futuro.mp4","galleria":""}
{"id":29566,"titolo":"Comsubin: Brevetto per 6 nuovi Palombari","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Alle Grazie (La Spezia)</strong> – Sei nuovi palombari della Marina Militare hanno ricevuto il brevetto al termine del <strong>corso ordinario Palombari 2025</strong>, entrando così nella componente specialistica subacquea del <strong>Comando Subacquei e Incursori “Teseo Tesei” (Comsubin)</strong>, con sede al Varignano, alle Grazie. La cerimonia si è svolta nella mattinata di <strong>giovedì 26 febbraio 2026</strong>, alla presenza di autorità politiche e militari. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il conferimento, la Marina ha ribadito il ruolo di questa specialità come punto di riferimento nelle attività subacquee più complesse: <em>“I palombari rappresentano l’eccellenza italiana nel contesto delle operazioni subacquee complesse”</em>, sottolineando come professionalità, passione e valori degli operatori Comsubin costituiscano un asset strategico per la Forza armata. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16013,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Comsubin: Brevetto per sei nuovi Palombari\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/tn-000038F2.jpg\" alt=\"Comsubin: Brevetto per sei nuovi Palombari\" class=\"wp-image-16013\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Comsubin: Brevetto per sei nuovi Palombari</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-basco-blu-e-un-traguardo-che-apre-alla-linea-operativa\">Il “basco blu” e un traguardo che apre alla linea operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il brevetto (tradizionalmente legato alla consegna del <strong>basco blu</strong>) segna il passaggio dall’addestramento alla piena operatività, in una comunità che unisce tradizione e innovazione tecnologica e che, negli anni, ha consolidato una reputazione internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Matteo Perego di Cremnago ha partecipato alla cerimonia di brevettamento degli allievi palombari e nel suo intervento ha voluto rendere omaggio alla specificità e alla durezza del lavoro dei palombari, ricordando che il loro è “<strong>un mondo buio, silenzioso, freddo ed estremo</strong>”, nel quale operano ogni giorno svolgendo missioni fondamentali per la difesa e la sicurezza del Paese. Ha quindi sottolineato il valore della tradizione del <strong>basco blu</strong>, richiamando i neo-brevettati al compito di custodire e rinnovare l’eredità di chi li ha preceduti, con piena consapevolezza del ruolo strategico che sono chiamati a svolgere al servizio dell’Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16014,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Comsubin: Brevetto per sei nuovi Palombari\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/642676109-18575479570002435-4325560525975228638-n.jpg\" alt=\"Comsubin: Brevetto per sei nuovi Palombari\" class=\"wp-image-16014\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Comsubin: Brevetto per sei nuovi Palombari</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-addestramento-orientato-agli-scenari-piu-difficili\">Un addestramento orientato agli scenari più difficili</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il brevetto arriva al termine di un percorso selettivo e ad alta intensità, costruito per operare in condizioni estreme: lavorazioni subacquee avanzate, gestione di scenari complessi e impiego di attrezzature specialistiche (anche per taglio e saldatura), con simulazioni in ambienti allagati e moduli addestrativi dedicati alle operazioni di “salvage”. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto in cui infrastrutture critiche e attività economiche si sviluppano sempre più anche sotto la superficie del mare, il ruolo dei palombari resta centrale: capacità tecniche, resistenza fisica e lucidità decisionale sono requisiti essenziali per intervenire con efficacia, sia in ambito militare sia in operazioni a supporto della collettività.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-cuore-subacqueo-del-comsubin\">Il cuore subacqueo del Comsubin</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Comsubin “Teseo Tesei”</strong> è il comando d’élite della Marina che comprende la componente incursori e quella subacquea; la sede storica è nel comprensorio del Varignano, alle Grazie, nel Golfo della Spezia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il brevetto conseguito oggi, i sei neo-palombari si uniscono a una delle specialità più impegnative e riconosciute della Forza armata, portando avanti una tradizione operativa che continua a rinnovarsi attraverso addestramento, tecnologia e cultura della sicurezza. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/639876859-18575479567002435-5877881387920165420-n.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"bascoBlu, brevettamento, comsubin, LaSpezia, marinamilitare, Palombari, Varignano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-28 01:34:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.cittadellaspezia.com/2026/02/26/brevetto-per-sei-nuovi-palombari-cerimonia-al-comsubin-642414","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29566-comsubin-brevetto-per-6-nuovi-palombari.mp4","galleria":""}
{"id":29558,"titolo":"Orgoglio paracadutista: l’Airborne Family che si riconosce nella fatica e nel sacrificio","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è un orgoglio che non nasce solo dalla bandiera cucita sulla manica, ma anche dalla <strong>fatica condivisa</strong>. È l’orgoglio dell’“<strong>Airborne Family</strong>”: una comunità trasversale di paracadutisti che, pur venendo da reparti e Paesi diversi, si riconosce subito in un linguaggio comune fatto di disciplina, essenzialità e sacrificio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando unità aviolanciate si addestrano insieme, non stanno solo “facendo attività”: stanno riaffermando un’identità. Perché per chi vive l’aria e la terra in quel modo, l’appartenenza non è teoria: è corpo, peso, respiro corto, notti fredde e attese infinite prima del momento in cui si apre il portellone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15995,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-27-234437-e1772232928294.png\" alt=\"Orgoglio paracadutista: l’Airborne Family che si riconosce nella fatica e nel sacrificio\" class=\"wp-image-15995\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" title=\"Orgoglio paracadutista: l’Airborne Family che si riconosce nella fatica e nel sacrificio\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Orgoglio paracadutista: l’Airborne Family che si riconosce nella fatica e nel sacrificio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-fatica-come-passaporto\">La fatica come passaporto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell’Airborne Family non serve presentarsi. Ci si riconosce da dettagli che contano più delle parole:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>lo sguardo di chi sa che <strong>la parte difficile inizia dopo l’atterraggio</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>l’attenzione maniacale all’equipaggiamento, perché “se manca qualcosa, lo paghi”;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il rispetto silenzioso per procedure e tempi, non per formalità ma per sopravvivenza.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La fatica, qui, è un passaporto. Non è glorificata per masochismo: è accettata perché è il prezzo dell’affidabilità. E l’affidabilità, nel mondo aviolanciato, è tutto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sacrificio-essere-pronti-prima-con-meno-piu-lontano\">Sacrificio: essere pronti prima, con meno, più lontano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sacrificio paracadutista non è solo rischio fisico. È anche rinuncia a comodità e certezze:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>partire leggeri di supporti e pesanti di responsabilità;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>contare su ciò che hai addosso e su chi ti sta accanto;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>reggere l’attrito della stanchezza senza perdere lucidità.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le forze aviotrasportate sono spesso chiamate a essere <strong>le prime</strong>: quelle che entrano quando l’ambiente è ancora incerto, quando le linee logistiche non sono pronte, quando il margine d’errore è minimo. Questo genera un’etica semplice: <em>preparati come se nessuno potesse aiutarti subito, ma agisci come se dovessi aiutare gli altri</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-lo-zaino-in-spalla-il-simbolo-piu-vero\">Lo zaino in spalla: il simbolo più vero</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se l’Airborne Family avesse un’icona universale, sarebbe lo <strong>zaino in spalla</strong>. Non perché faccia “scena”, ma perché racconta in modo brutale la realtà: ti porti dietro la tua autonomia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo zaino è:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>sopravvivenza</strong> (acqua, viveri, protezione, primo soccorso),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>continuità</strong> (munizioni, energia, comunicazioni),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>responsabilità</strong> (quello che ti manca non lo vai a prendere: lo paghi),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>solidarietà</strong> (spesso porti pezzi che servono al gruppo, non solo a te).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quel peso ha anche un valore morale: è la prova che non sei lì per “fare presenza”, ma per reggere. E quando tutti portano lo stesso peso — ognuno con un ruolo diverso — nasce la fratellanza concreta: non romantica, ma funzionale, affidabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15996,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-2026-02-27-234507.png\" alt=\"Orgoglio paracadutista: l’Airborne Family che si riconosce nella fatica e nel sacrificio\" class=\"wp-image-15996\" title=\"Orgoglio paracadutista: l’Airborne Family che si riconosce nella fatica e nel sacrificio\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Orgoglio paracadutista: l’Airborne Family che si riconosce nella fatica e nel sacrificio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-famiglia-che-non-si-racconta-si-dimostra\">Una famiglia che non si racconta: si dimostra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Airborne Family non è un club e non è nostalgia. È un modo di stare al mondo operativo: poche parole, molte azioni. La stima non si ottiene con le dichiarazioni, ma con comportamenti ripetuti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>preparazione meticolosa,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>resilienza sotto stress,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>capacità di restare utili anche quando il corpo dice “basta”.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E forse è questo il cuore dell’orgoglio paracadutista: sapere che, ovunque tu vada, troverai qualcuno che capisce senza spiegazioni cosa significa stringere le cinghie, controllare ancora una volta l’equipaggiamento, e accettare che la tua giornata — e a volte la tua sicurezza — dipenda dalla disciplina e dal compagno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/ahqcpl2_official_20260224_480.webp","categoria":"Aviotruppe","tags":"airbornefamily, fatica, fratellanza, orgoglio, paracadutisti, sacrificio, zainoinspalla","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-28 00:14:09","stato":"publish","riassunto_video":"L’Airborne Family unisce paracadutisti di diversi Paesi e reparti attraverso disciplina, fatica e sacrificio condivisi. La fatica è un passaporto per l’affidabilità, mentre lo zaino in spalla simboleggia autonomia e responsabilità. Questa fratellanza si dimostra con preparazione, resilienza e solidarietà, un legame concreto che supera le parole.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29558-orgoglio-paracadutista-lairborne-family-che-si-riconosce-nella-fatica-e-nel-sacrificio.mp4","galleria":""}
{"id":29552,"titolo":"iPhone e iPad promossi dalla NATO: dati classificati fino al livello NATO RESTRICTED","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Apple ha annunciato che <strong>iPhone e iPad sono i primi (e, secondo l’azienda, gli unici) dispositivi consumer</strong> a soddisfare i requisiti di <em>information assurance</em> dei Paesi NATO, ottenendo l’autorizzazione all’uso con <strong>informazioni classificate fino al livello “NATO RESTRICTED”</strong> in ambienti NATO. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il livello <em>NATO RESTRICTED</em> è <strong>la soglia più bassa tra le classificazioni NATO</strong>, ma resta comunque “classificato”: parliamo di informazioni la cui divulgazione sarebbe <strong>svantaggiosa per gli interessi dell’Alleanza</strong>, pur non raggiungendo livelli più elevati come <em>CONFIDENTIAL</em>, <em>SECRET</em> o <em>COSMIC TOP SECRET</em>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In pratica, l’approvazione apre la strada all’uso di iPhone e iPad per <strong>documenti e flussi informativi sensibili</strong> in contesti istituzionali e operativi dove finora spesso si ricorreva a dispositivi specializzati o a soluzioni su misura.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15988,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/02.png\" alt=\"iPhone e iPad promossi dalla NATO: dati classificati fino al livello NATO RESTRICTED\" class=\"wp-image-15988\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" title=\"iPhone e iPad promossi dalla NATO: dati classificati fino al livello NATO RESTRICTED\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">iPhone e iPad promossi dalla NATO: dati classificati fino al livello NATO RESTRICTED</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-punto-chiave-niente-soluzioni-speciali-ma-una-configurazione-certificata\">Il punto chiave: niente “soluzioni speciali” (ma una configurazione certificata)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Apple sottolinea che questa idoneità è raggiunta <strong>senza richiedere software aggiuntivo o impostazioni speciali</strong> rispetto alle capacità di sicurezza integrate della piattaforma.<br>Nel catalogo NATO, tuttavia, la certificazione è associata a una <strong>“Indigo configuration”</strong>: in altre parole, il riconoscimento riguarda iOS/iPadOS con una <strong>baseline di configurazione</strong> definita nell’ambito della valutazione (tipicamente applicabile tramite gestione centralizzata/MDM in contesti enterprise e governativi), pur <strong>senza installare componenti di sicurezza “extra”</strong> sul dispositivo. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il percorso nasce in Germania: iPhone e iPad avevano già ottenuto l’ok per gestire dati classificati del governo tedesco grazie alle misure native di iOS e iPadOS, dopo una valutazione del <strong>Bundesamt für Sicherheit in der Informationstechnik (BSI)</strong>. <br>Ora, con <strong>iOS 26 e iPadOS 26</strong>, la certificazione viene estesa all’uso in <strong>tutti i Paesi NATO</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Apple, il BSI ha condotto <strong>test tecnici approfonditi, prove complete e analisi di sicurezza dettagliate</strong> per verificare che le capacità della piattaforma rispondessero ai requisiti operativi e di assurance richiesti dagli Stati membri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-apple-parla-di-momento-storico\">Perché Apple parla di “momento storico”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’approvazione porta iOS 26 e iPadOS 26 a comparire nel <a href=\"https://www.ia.nato.int/niapc/Product/Indigo-26_968\">NATO Information Assurance Product Catalogue</a><strong> (NIAPC)</strong>, un passaggio che — in termini di procurement e policy — conta quanto (se non più di) un annuncio marketing.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Apple attribuisce il risultato all’approccio “security-by-design” su tutta la filiera: <strong>crittografia, autenticazione biometrica (Face ID) e protezioni di piattaforma</strong> come <em>Memory Integrity Enforcement</em>, citata come esempio di difesa avanzata contro certe classi di attacco. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15989,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Apple-Security.og_.jpg\" alt=\"iPhone e iPad promossi dalla NATO: dati classificati fino al livello NATO RESTRICTED\" class=\"wp-image-15989\" title=\"iPhone e iPad promossi dalla NATO: dati classificati fino al livello NATO RESTRICTED\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">iPhone e iPad promossi dalla NATO: dati classificati fino al livello NATO RESTRICTED</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-impatti-possibili-e-limiti-da-non-dimenticare\">Impatti possibili (e limiti da non dimenticare)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per amministrazioni, difesa, fornitori e grandi organizzazioni, il messaggio è chiaro: <strong>si amplia la possibilità di usare dispositivi consumer in contesti regolati</strong>, con benefici su costi, usabilità e interoperabilità. Al tempo stesso, restano due punti fermi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il perimetro è “fino a NATO RESTRICTED”</strong>, non oltre. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>In ambito reale, l’adozione avverrà quasi certamente con <strong>policy e gestione centralizzata</strong> coerenti con la configurazione certificata (Indigo), soprattutto per controllo, auditing e compliance.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/aYyGjcMz9xZL3noSSRtZwY-2560-80.jpg","categoria":"Blog","tags":"certificazione, cibersicurezza, iOS26, iPad, iPadOS26, iPhone, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-27 23:34:03","stato":"publish","riassunto_video":"Apple ha ottenuto l’autorizzazione NATO per usare iPhone e iPad con informazioni classificate fino al livello “NATO RESTRICTED”, senza software aggiuntivo ma con una configurazione certificata. La certificazione, estesa a tutti i Paesi NATO con iOS 26 e iPadOS 26, permette l’uso di dispositivi consumer in contesti sensibili, migliorando costi e usabilità, ma solo per dati fino a questo livello.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.apple.com/newsroom/2026/02/iphone-and-ipad-approved-to-handle-classified-nato-information/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29552-iphone-e-ipad-promossi-dalla-nato-dati-classificati-fino-al-livello-nato-restricted.mp4","galleria":""}
{"id":29548,"titolo":"I carristi ricordano l’epica battaglia di Beda Fomm: Festa di Corpo per il 32° Reggimento Carri","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è svolta nei giorni scorsi la Festa di Corpo del 32° Reggimento Carri, ricorrenza che coincide con l’85° anniversario della battaglia di Beda Fomm, combattuta nel febbraio del 1941 in Africa Settentrionale dai carristi del III e del V Battaglione carri M13/40.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’occasione, il Reggimento si è schierato in armi sul piazzale della <strong>Caserma Arduino Forgiarini</strong>, rendendo onore a quegli uomini che, “consapevoli del loro destino e ben più grandi della loro sfortuna”, seppero scrivere una delle pagine più alte della storia militare italiana. In condizioni di netta inferiorità numerica e tecnologica, i carristi affrontarono l’avversario con indomito coraggio, dimostrando uno spirito di sacrificio e una determinazione che ancora oggi rappresentano un patrimonio morale per l’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della cerimonia, il 50° Comandante di Reggimento, Colonnello <strong>Terenzio Mazzei</strong>, ha espresso il proprio ringraziamento alle autorità civili e militari presenti, nonché ai rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, sottolineando il forte legame che unisce il reparto alle istituzioni e al territorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, il Comandante ha inoltre ribadito la centralità della componente corazzata all’interno dei moderni dispositivi di deterrenza e di difesa integrata degli spazi euro-atlantici. Un ruolo reso possibile dall’elevatissima preparazione e dalla prontezza operativa degli equipaggi, frutto di un addestramento intenso e continuo, finalizzato anche alla costituzione di pacchetti di forze rapidamente impiegabili e capaci di operare efficacemente in ogni contesto operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Festa di Corpo del 32° Reggimento Carri si conferma così non solo come momento di commemorazione storica, ma anche come occasione per riaffermare valori, professionalità e spirito di servizio che continuano a guidare i carristi italiani nel presente e verso le sfide future.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/carristi-festa-32.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"32ReggimentoCarri, BedaFomm, carristi","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-27 12:54:03","stato":"publish","riassunto_video":"Il 32° Reggimento Carri ha celebrato l’85° anniversario della battaglia di Beda Fomm con una cerimonia alla Caserma Arduino Forgiarini, onorando il coraggio dei carristi nell'epica battaglia. Il Comandante Mazzei ha sottolineato l’importanza della componente corazzata nella difesa euro-atlantica, evidenziando preparazione e prontezza operativa. La festa ha unito memoria, valori e impegno futuro.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/festa-di-corpo-del-32-reggimento-carri/132558.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29548-i-carristi-ricordano-lepica-battaglia-di-beda-fomm-festa-di-corpo-per-il-32-reggimento-carri.mp4","galleria":""}
{"id":29544,"titolo":"L’Esercito USA ordina droni kamikaze \"Switchblade\" per 186 milioni di dollari","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>U.S. Army</strong> compie un nuovo e significativo passo verso la modernizzazione delle proprie capacità di attacco di precisione, annunciando un ordine da <strong>186 milioni di dollari</strong> per droni kamikaze della famiglia <strong>Switchblade</strong>. Il contratto, assegnato all’azienda statunitense <strong>AeroVironment</strong>, prevede la fornitura su larga scala di munizioni circuitanti destinate a operare nei moderni scenari di combattimento ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tra-drone-fpv-e-missile-guidato\">Tra drone FPV e missile guidato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I sistemi Switchblade rientrano nella categoria delle <em>loitering munitions</em>, piattaforme senza pilota che combinano caratteristiche dei droni FPV e dei missili guidati. Spesso definiti “droni kamikaze” o “one-way attack drones”, questi sistemi sono in grado di <strong>permanere sull’obiettivo</strong>, identificarlo e colpirlo con precisione su comando dell’operatore, esplodendo all’impatto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-due-varianti-per-missioni-diverse\">Due varianti per missioni diverse</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’ordine dell’Esercito statunitense include due versioni avanzate del sistema:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Switchblade 600 Block 2</strong><br>Sviluppato in collaborazione con il <strong>U.S. Special Operations Command</strong>, è progettato per operare in ambienti remoti e ostili, inclusi contesti marittimi. La versione Block 2 integra <strong>capacità avanzate di Intelligenza Artificiale</strong>, che consentono una più rapida individuazione e acquisizione del bersaglio, aumentando l’efficacia contro obiettivi di alto valore, inclusi mezzi corazzati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Switchblade 300 Block 20</strong><br>Pensato per l’impiego da parte di <strong>piccole unità</strong>, è sufficientemente compatto da essere trasportato in uno zaino. In questa fornitura, l’Esercito lo ha richiesto per la <strong>prima volta con testata EFP (Explosively Formed Penetrator)</strong>, specificamente progettata per incrementare la capacità di perforazione contro mezzi blindati, guadagnandosi il soprannome di <em>tank killer</em>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-test-operativi-e-fiducia-dell-esercito\">Test operativi e fiducia dell’Esercito</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Già nell’ottobre scorso, militari della <strong>1st Cavalry Division</strong> hanno testato il sistema Switchblade 600 presso Fort Hood, confermandone l’idoneità operativa in scenari realistici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Brian Young, Senior Vice President of Loitering Munitions di AeroVironment, l’ordine “riflette la fiducia dell’Esercito nella nuova evoluzione della famiglia Switchblade e nella sua rilevanza per i campi di battaglia moderni e contesi”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-verso-i-campi-di-battaglia-del-futuro\">Verso i campi di battaglia del futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’investimento da 186 milioni di dollari conferma il ruolo centrale delle munizioni circuitanti nelle dottrine militari contemporanee. Sistemi come gli Switchblade offrono <strong>flessibilità tattica, rapidità di impiego e precisione</strong>, riducendo l’esposizione diretta dei soldati e ampliando le capacità di ingaggio contro minacce corazzate e obiettivi sensibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’espansione della capacità produttiva e l’accelerazione delle consegne, AeroVironment si prepara a rispondere non solo alle esigenze dell’Esercito USA, ma anche alla crescente domanda proveniente dalle <strong>forze armate alleate</strong>, in un contesto strategico sempre più caratterizzato da conflitti ad alta tecnologia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/switchable.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesamilitare, DroniKamikaze, Switchblade","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-27 12:09:29","stato":"publish","riassunto_video":"L’U.S. Army ha ordinato droni kamikaze Switchblade per 186 milioni di dollari, potenziando le capacità di attacco di precisione. I sistemi, tra drone FPV e missile guidato, includono il Switchblade 600 con IA avanzata e il compatto Switchblade 300 con testata perforante. Già testati con successo, migliorano efficacia e sicurezza in combattimento ad alta intensità.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/news/your-military/2026/02/26/army-orders-186-million-in-switchblade-kamikaze-drones-tank-killers/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29544-lesercito-usa-ordina-droni-kamikaze-switchblade-per-186-milioni-di-dollari.mp4","galleria":""}
{"id":29525,"titolo":"Tecnologia SPINE per zaini militari - ottima soluzione per Paracadutisti e Alpini","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla <a href=\"https://www.enforcetac.com/en\"><strong>Enforce Tac 2026</strong> </a>di Norimberga, <strong>Bergans of Norway Special Products</strong> – insieme al distributore norvegese <strong>Oskar Pedersen AS</strong> – porta per la prima volta in pubblico una <strong>nuova linea di zaini militari</strong> basata sulla tecnologia di trasporto <strong>SPINE</strong>. Una soluzione che l’azienda utilizza da anni nel settore civile e che ora viene adattata alle esigenze operative delle forze armate, con l’obiettivo dichiarato di migliorare <strong>mobilità, stabilità del carico e comfort</strong> durante impieghi ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cos-e-spine-e-perche-interessa-alle-forze-armate\">Cos’è SPINE e perché interessa alle forze armate</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore della proposta è lo schienale <strong>SPINE</strong>, sviluppato in collaborazione con la <strong>Norwegian School of Sport Sciences (NIH)</strong>. Invece di “ingessare” il busto come fanno molti telai rigidi, il sistema è progettato per <strong>assecondare i movimenti naturali</strong>: torsioni del tronco, rotazioni delle anche e cambi di assetto restano più fluidi anche con zaino pieno.<br>Secondo Bergans, questa architettura riduce anche lo <strong>scivolamento</strong> dello zaino durante movimenti dinamici, migliorando il controllo del carico. L’azienda cita inoltre evidenze di studi che indicherebbero una camminata <strong>più naturale e meno vincolata</strong>, con possibili ricadute su <strong>minore dispendio energetico</strong> e <strong>riduzione del rischio di infortuni</strong> rispetto a soluzioni più rigide.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ricadute-operative-alpini-e-paracadutisti-esigenze-diverse\">Ricadute operative: Alpini e Paracadutisti, esigenze diverse</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La stessa tecnologia può parlare a reparti differenti perché risponde a problemi diversi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Per gli Alpini</strong>, il punto chiave è la progressione in ambiente complesso: pendenze, terreni instabili, traversi e passaggi tecnici dove l’equilibrio dipende da micro-correzioni continue. Uno zaino che segue busto e bacino può significare <strong>più controllo</strong>, meno posture “forzate” e un vantaggio nelle <strong>lunghe durate</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Per i Paracadutisti</strong>, invece, conta la fase immediata: atterraggio, riordino, ripartenza e mobilità tattica rapida. Qui diventa decisivo uno zaino che <strong>non ostacoli rotazioni e cambi di direzione</strong> e che resti stabile quando si corre, ci si abbassa o si scavalca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Bergans, infine, guarda anche all’impiego “pesante”: nel piano di sviluppo sono previsti modelli più compatti e zaini maggiorati, con un focus sui carichi elevati. L’azienda sottolinea che SPINE darebbe il meglio soprattutto <strong>oltre i 40 kg</strong>, una soglia che nel mondo militare non è rara quando si sommano dotazioni, sistemi e materiali specialistici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/MM.jpg","categoria":"Blog","tags":"Bergans, SPINE, taskforcemilitary, ZAINIMILitari","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-26 17:34:03","stato":"publish","riassunto_video":"Alla Enforce Tac 2026, Bergans of Norway presenta una nuova linea di zaini militari con tecnologia SPINE, che migliora comfort, stabilità e mobilità adattandosi ai movimenti naturali del corpo. Ideale per Alpini e Paracadutisti, è pensata per carichi elevati e impieghi intensivi, riducendo fatica e rischio di infortuni.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://taskforcemilitary.com/collections/bergans?srsltid=AfmBOooHD7TQ3w3YUc43oU-xgi_rpnGePvN_bZWOQOccQE91Nfkf69T9","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29525-tecnologia-spine-per-zaini-militari-ottima-soluzione-per-paracadutisti-e-alpini.mp4","galleria":""}
{"id":29527,"titolo":"Ruote da Combattimento a Segmenti: l'innovazione che cambia la mobilità militare","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando si parla di tecnologia militare si pensa subito a droni, sensori e corazze. Ma sul campo, spesso è una cosa molto più semplice a decidere se un mezzo “vive” o “muore”: la mobilità. Una gomma bucata, in una zona piena di detriti e schegge, può fermare un veicolo e trasformarlo in un bersaglio o in un problema logistico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da questa esigenza nasce una soluzione curiosa e promettente: <strong>ruote airless segmentate</strong>, sviluppate dalla startup ucraina <strong><a href=\"https://qirim-technology.com/\">Qirim Technology</a></strong>, pensate per <strong>eliminare il rischio di foratura</strong> sostituendo lo pneumatico tradizionale con una struttura a moduli solidi montati su un telaio metallico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15944,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Ruote da Combattimento a Segmenti: l'innovazione che cambia la mobilità militare\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/609031794_2251116442044570_4825581659065502879_n.webp\" alt=\"Ruote da Combattimento a Segmenti: l'innovazione che cambia la mobilità militare\" class=\"wp-image-15944\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ruote da Combattimento a Segmenti: l'innovazione che cambia la mobilità militare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-come-funziona-moduli-sostituibili-in-pochi-minuti\">Come funziona: moduli sostituibili in pochi minuti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Invece di una gomma “continua” gonfiata ad aria, la ruota è composta da <strong>segmenti intercambiabili</strong>: se una parte viene danneggiata, non serve cambiare tutto. <strong>Si rimpiazza solo il segmento colpito</strong>, riducendo tempi di fermo e complessità di riparazione, specialmente in condizioni operative difficili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo l’azienda, i segmenti possono essere prodotti anche con <strong>gomma vulcanizzata riciclata</strong> e sono progettati per mantenere trazione e flessibilità su terreni complicati come fango e neve, tipici degli scenari di prima linea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15945,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Ruote da Combattimento a Segmenti: l'innovazione che cambia la mobilità militare\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/sct_10_img_1.webp\" alt=\"Ruote da Combattimento a Segmenti: l'innovazione che cambia la mobilità militare\" class=\"wp-image-15945\" style=\"width:840px;height:auto\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ruote da Combattimento a Segmenti: l'innovazione che cambia la mobilità militare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-interessa-il-futuro-del-parco-ruotato-anche-italiano\">Perché interessa il futuro del “parco ruotato” (anche italiano)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa tecnologia è particolarmente adatta ai <strong>droni terrestri (UGV)</strong> e ai mezzi senza equipaggio: piattaforme che lavorano in aree piene di frammenti metallici e che spesso non possono permettersi riparazioni lunghe o rischiose. Un UGV fermo per una foratura può significare missione fallita, o peggio recupero sotto minaccia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qirim Technology sostiene inoltre che il sistema sia <strong>scalabile</strong> in diverse misure, con la prospettiva di adattarlo anche a veicoli più grandi. Per un esercito moderno, la direzione è chiara: meno soste, meno vulnerabilità, più continuità operativa. Per l’Esercito Italiano, una possibile via “realistica” sarebbe osservare e testare queste ruote prima su <strong>robotica terrestre e mezzi del Genio</strong>, dove il vantaggio di non fermarsi per una gomma è immediato e misurabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/2ll.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"antiforatura, droniterrestri, innovazionedifesa, mobilitàtattica, modulare, ruoteairless, UGV","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-26 17:34:03","stato":"publish","riassunto_video":"La startup ucraina Qirim Technology ha sviluppato ruote airless segmentate per veicoli militari, eliminando il rischio di forature. Composte da moduli sostituibili singolarmente, permettono riparazioni rapide anche in condizioni difficili. Ideali per droni terrestri e mezzi senza equipaggio, queste ruote migliorano mobilità e continuità operativa, con potenziale applicazione anche per l’Esercito.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://qirim-technology.com/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29527-ruote-da-combattimento-a-segmenti-linnovazione-che-cambia-la-mobilita-militare.mp4","galleria":""}
{"id":29519,"titolo":"Cyborg e AI, quando la Realtà supera la Fantascienza","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per anni abbiamo immaginato i “cyborg” come un futuro lontano: metà biologici, metà macchina, protagonisti di romanzi e cinema. Oggi, però, la parola sta cambiando significato. Non si parla solo di esseri umani potenziati, ma di <strong>biologia trasformata in piattaforma tecnologica</strong>: organismi viventi equipaggiati con microelettronica, sensori e comunicazioni sicure, coordinati da software di autonomia collettiva. In altre parole: <strong>sciami di insetti “cyborg”</strong> che possono portare l’intelligenza artificiale <em>dove serve davvero</em>, nel mondo reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dal-modello-al-mondo-il-vero-collo-di-bottiglia-e-il-deployment\">Dal Modello al Mondo: il vero collo di bottiglia è il deployment</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni l’AI ha fatto un salto enorme, ma con una contraddizione evidente: <strong>l’intelligenza non manca più</strong>, mentre manca spesso il modo di <em>metterla in campo</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il problema, sempre più riconosciuto nel settore, è che il limite non sono i modelli, bensì <strong>la distribuzione fisica (deployment)</strong>: portare sensori, calcolo e connettività in ambienti complessi, ostili o logisticamente difficili e farlo in modo continuo, sicuro e scalabile. Le piattaforme puramente meccaniche (droni e robot) sono potenti, ma spesso <strong>costose, fragili fuori dai contesti controllati, e pesanti sul piano logistico</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è qui che entra in gioco una proposta radicale: <strong>rendere la biologia programmabile</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15953,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/HCEMaHXaMAAxVRz-1024x722.jpg\" alt=\"Cyborg e AI, quando la Realtà supera la Fantascienza\" class=\"wp-image-15953\" title=\"Cyborg e AI, quando la Realtà supera la Fantascienza\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cyborg e AI, quando la Realtà supera la Fantascienza</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-swarm-biotactics-biologia-programmabile-e-sciami-di-insetti-con-payload-ultra-leggeri\">SWARM Biotactics: “biologia programmabile” e sciami di insetti con payload ultra-leggeri</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una startup tedesca, <strong>SWARM Biotactics</strong>, sostiene di aver trasformato questo concetto in sistemi operativi: <strong>inermi “unità” biologiche (insetti) controllate tramite interfacce bioelettroniche</strong>, equipaggiate con <strong>sensori, edge AI e comunicazioni sicure</strong>, e coordinate da una piattaforma software di autonomia di sciame e mission control.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il messaggio è chiaro: non si tratta di costruire “un drone migliore”, ma un diverso paradigma di scalabilità per l’AI fisica. Nel racconto dell’azienda, la crescita non dipende da fabbriche e catene di montaggio, ma da un principio completamente diverso: <strong>scalare attraverso l’allevamento</strong>, non attraverso la produzione industriale. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Perché gli insetti offrono una combinazione che la robotica fatica a replicare nello stesso formato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Dimensioni minuscole</strong> e facilità di accesso a fessure, intercapedini, strutture complesse</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Bassa “firma”</strong> (visiva/acustica) rispetto a molte piattaforme robotiche</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Mobilità naturale</strong> su terreni e micro-ambienti difficili</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Persistenza</strong> (missioni più lunghe rispetto a micro-droni a batteria, a seconda dell’implementazione)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Distribuzione ad alta densità</strong>: tanti “punti di sensing” invece di pochi asset costosi </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La promessa operativa è quella di ottenere <strong>ground truth persistente</strong> (dati sul campo) in ambienti “tight, denied, high-risk”: aree ristrette, negate, pericolose, oppure perimetri estesi da sorvegliare senza alzare la soglia di rischio per gli operatori. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dalla-fantascienza-all-adozione-test-sul-campo-e-clienti-nato\">Dalla fantascienza all’adozione: test sul campo e clienti NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto che ha acceso i riflettori è la notizia—<a href=\"https://defence-blog.com/german-startup-develops-cyborg-insect-swarms-for-nato-forces/\">rilanciata da testate del settore</a>—secondo cui SWARM Biotactics avrebbe <strong>field-tested e “deployed”</strong> questi sistemi con <strong>clienti NATO paganti</strong>, inclusa la <strong>Bundeswehr</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste affermazioni compaiono anche in post pubblici attribuiti al CEO, <strong>Stefan Wilhelm</strong>, che descrive gli sciami come un risultato recente e rapidissimo: “un anno fa non esistevano”, oggi sarebbero già in uso operativo con clienti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un quadro coerente emerge anche da un precedente approfondimento Reuters (luglio 2025) che citava la stessa azienda e l’idea di bio-robot basati su insetti dotati di <strong>stimolazione neurale, sensori e moduli di comunicazione sicura</strong>, con possibilità di guida individuale o autonomia di sciame.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15954,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/1771308376275-747x420-1.jpg\" alt=\"Cyborg e AI, quando la Realtà supera la Fantascienza\" class=\"wp-image-15954\" style=\"width:840px;height:auto\" title=\"Cyborg e AI, quando la Realtà supera la Fantascienza\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cyborg e AI, quando la Realtà supera la Fantascienza</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-lista-completa-del-cyborg-interfacce-neurali-autonomia-payload-modulari-mission-control\">La lista completa del cyborg: interfacce neurali, autonomia, payload modulari, mission control</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dietro l’effetto-wow, la sostanza tecnologica è una <strong>architettura </strong>completa:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Interfacce bioelettroniche</strong> (controllo/indirizzamento del movimento tramite segnali neurali o neuromuscolari)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Payload ultra-leggeri</strong>: sensori, micro-compute, edge AI, comunicazioni criptate</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Swarm autonomy</strong>: algoritmi che coordinano molti agenti in missione</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Mission control</strong>: pianificazione, orchestrazione, raccolta e fusione dati </li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo dichiarato è semplice da enunciare e difficile da realizzare: <strong>portare intelligenza e sensing direttamente nei luoghi dove si prendono decisioni operative</strong>, in modo continuo e scalabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-si-parte-dalla-difesa-e-perche-poi-potrebbe-contagiare-il-civile\">Perché si parte dalla difesa (e perché poi potrebbe “contagiare” il civile)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’azienda dichiara di partire da <strong>difesa e sicurezza</strong>, ma con un percorso di espansione verso <strong>crisis response</strong> e <strong>ispezione infrastrutturale</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È una traiettoria classica: i contesti militari e di sicurezza hanno tre caratteristiche che accelerano l’adozione di tecnologie estreme:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>pagano per capacità “asimmetriche” (accesso, discrezione, velocità)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>tollerano sperimentazione in scenari difficili</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>hanno bisogno di sensing in ambienti negati o pericolosi</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se la tecnologia dimostrasse davvero affidabilità e governance, gli stessi vantaggi potrebbero diventare decisivi anche nel civile, ad esempio:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>ricerca e soccorso</strong> in edifici collassati o ambienti inaccessibili</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>ispezioni</strong> in cavità, condotte, intercapedini, strutture industriali</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>monitoraggio</strong> perimetri critici, incidenti chimici, incendi, frane (dove l’accesso umano è rischioso)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano industriale, SWARM Biotactics aveva annunciato (già nel 2025) un totale di circa <strong>€13 milioni</strong> raccolti per portare la bio-robotica “dal laboratorio al campo”, con focus su difesa, sicurezza nazionale, disaster response e ispezioni industriali. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-quando-la-realta-supera-la-fantascienza\">Quando la realtà supera la fantascienza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli sciami di insetti cyborg mostrano una direzione: <strong>l’intelligenza artificiale non resterà confinata negli schermi o nei data center</strong>. Si muoverà dentro edifici, sottoterra, tra le macerie, lungo i perimetri. E la partita, sempre più, non si giocherà su “chi ha il modello migliore”, ma su <strong>chi sa distribuire sensori, calcolo e decisioni nel mondo reale—con continuità, sicurezza e scala</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se tutto questo reggerà alle prove più difficili—affidabilità, controllo, etica, sicurezza—potremmo trovarci davanti a una nuova frontiera: <strong>la biologia come infrastruttura del deployment dell’AI</strong>. E allora sì: il titolo non sarebbe più una provocazione, ma una descrizione accurata del presente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/huh.png","categoria":"Blog","tags":"BioRobotica, Cyborg, DifesaNATO, EdgeAI, InsectSwarms, sensori, SwarmAutonomy","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-26 17:31:49","stato":"publish","riassunto_video":"La startup tedesca SWARM Biotactics ha sviluppato sciami di insetti cyborg dotati di sensori, AI e comunicazioni sicure, controllati da software di autonomia collettiva. Questi bio-robot offrono un’alternativa scalabile e discreta ai droni tradizionali, utili in ambienti difficili e pericolosi. Già testati con clienti NATO, potrebbero rivoluzionare difesa, soccorso e ispezioni industriali.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.swarm-biotactics.com","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29519-cyborg-e-ai-quando-la-realta-supera-la-fantascienza.mp4","galleria":""}
{"id":29494,"titolo":"Minaccia russa, l’Europa fa sul serio: 1.500 Paracadutisti al lancio in Francia nella ex. Orion-26.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Francia alza il livello e prepara le proprie forze, insieme ai Paesi alleati, allo <strong>scenario di guerra ad alta intensità in Europa</strong>. Con l’esercitazione <strong>Orion 26</strong>, Parigi ha avviato la <strong>più grande manovra militare sul suolo francese dai tempi della Guerra Fredda</strong>, un chiaro segnale strategico nel contesto del deterioramento della sicurezza continentale e dell’aumento delle tensioni con la Russia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione, iniziata l'8 febbraio, si sviluppa su un arco temporale di <strong>tre mesi</strong> e coinvolge oltre <strong>10.000 militari</strong>, <strong>25 unità navali</strong> e <strong>140 velivoli</strong>, configurandosi come una prova generale di <strong>difesa collettiva europea</strong>, pur <strong>al di fuori di un comando NATO</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":29498,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/orion-26-1024x512.jpg\" alt=\"Minaccia russa, l’Europa fa sul serio: 1.500 paracadutisti al lancio in Francia nella ex. Orion-26 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-29498\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le forze aviotrasportate aprono il fronte</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei momenti chiave di Orion 26 è stato il <strong>lancio massiccio di circa 1.500 paracadutisti</strong> francesi e britannici, effettuato tra la <strong>Base aerea 123 di Orléans-Bricy</strong> e l’area di <strong>Coëtquidan</strong>, in Bretagna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’azione pensata per testare <strong>rapidità decisionale, coordinamento multinazionale e capacità di combattimento immediato</strong>, elementi fondamentali in uno scenario di escalation rapida.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>«È un’operazione piuttosto audace»</em>, ha dichiarato a <a href=\"https://it.euronews.com/2026/02/25/oltre-mille-paracadutisti-partecipano-allesercitazione-alleata-orion-26-nella-francia-occi\">Euronews</a> il Colonnello <strong>Colomban de Poncharra</strong>, comandante del 3° Reggimento Paracadutisti dei Marines francesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":29503,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/orion-26-4-1024x585.jpg\" alt=\"Minaccia russa, l’Europa fa sul serio: 1.500 paracadutisti al lancio in Francia nella ex. Orion-26 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-29503\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Guerra moderna: autonomia e resistenza sul terreno</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Orion 26 è costruita attorno a tre concetti chiave della guerra contemporanea:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Velocità d’intervento</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Resistenza operativa</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Autonomia logistica e tattica</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le unità aviotrasportate devono essere in grado di <strong>resistere per 48–72 ore</strong> in ambiente ostile, operando con <strong>droni, munizionamento, sensori e sistemi di comunicazione propri</strong>, senza supporto immediato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>«Il ruolo dei paracadutisti è creare una breccia locale, sbloccare un fronte tattico e permettere l’ingresso di forze più pesanti»</em>, ha spiegato de Poncharra.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una dottrina che riflette il ritorno a <strong>operazioni convenzionali su larga scala</strong>, dopo decenni di missioni di stabilizzazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":29505,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/orion-26-5-1024x342.jpg\" alt=\"Minaccia russa, l’Europa fa sul serio: 1.500 paracadutisti al lancio in Francia nella ex. Orion-26 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-29505\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cooperazione militare reale, non simbolica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Pur non essendo un’esercitazione NATO, Orion 26 presenta una <strong>forte dimensione multinazionale e interforze</strong>, coinvolgendo esercito, marina e aeronautica francesi insieme a contingenti alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>«Questa esercitazione è speciale per la sua dimensione congiunta e multinazionale»</em>, ha spiegato sempre a Euronews il Tenente Dorian del 3° Reggimento di fanteria paracadutista dei Marines <em>«Sul nostro velivolo operano anche militari britannici»</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i Paesi coinvolti figurano anche militari italiani, impegnati in attività di lancio e coordinamento con le unità francesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":29499,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/orion-26-2-1024x628.jpg\" alt=\"Minaccia russa, l’Europa fa sul serio: 1.500 paracadutisti al lancio in Francia nella ex. Orion-26 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-29499\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un conflitto fittizio, una minaccia reale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo scenario operativo ruota attorno a un conflitto simulato tra due Stati immaginari, <strong>“Arnland”</strong> e <strong>“Mercury”</strong>, utilizzati come <strong>rappresentazione indiretta delle attuali tensioni con la Russia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalla <strong>guerra ibrida</strong>, cyber, pressione politica e destabilizzazione, lo scenario evolve rapidamente verso un <strong>conflitto armato convenzionale</strong>, con controllo del territorio, superiorità aerea e manovra combinata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":29502,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/orion-26-3-1024x777.jpg\" alt=\"Minaccia russa, l’Europa fa sul serio: 1.500 paracadutisti al lancio in Francia nella ex. Orion-26 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-29502\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il messaggio di Parigi all’Europa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Orion 26 è molto più di un’esercitazione: è un <strong>messaggio politico e militare</strong>.<br>La Francia dimostra di voler assumere un ruolo guida nella <strong>preparazione militare europea</strong>, rafforzando la cooperazione tra alleati e testando sul campo la capacità di affrontare un conflitto ad alta intensità sul continente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Paracadutisti al lancio, grandi manovre, interoperabilità reale: <strong>l’Europa si prepara allo scenario peggiore, nella speranza di non doverlo mai affrontare.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:html -->\nhttps://www.youtube.com/watch?v=w4b-Xv19z3M\n<!-- /wp:html -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":29500,\"href\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/Dossier-de-presse_ORION_2026.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/Dossier-de-presse_ORION_2026.pdf\" type=\"application/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"Dossier de presse_ORION_2026\"></object><a id=\"wp-block-file--media-351125a2-bcd0-4242-a82c-0bd1f3ef99dd\" href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/Dossier-de-presse_ORION_2026.pdf\">Dossier de presse_ORION_2026</a><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/Dossier-de-presse_ORION_2026.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-351125a2-bcd0-4242-a82c-0bd1f3ef99dd\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fonti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://it.euronews.com/2026/02/25/oltre-mille-paracadutisti-partecipano-allesercitazione-alleata-orion-26-nella-francia-occi\">https://it.euronews.com/2026/02/25/oltre-mille-paracadutisti-partecipano-allesercitazione-alleata-orion-26-nella-francia-occi</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.defense.gouv.fr/orion-2026-armees-francaises-face-au-combat-haute-intensite\">https://www.defense.gouv.fr/orion-2026-armees-francaises-face-au-combat-haute-intensite</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/orion-26-6.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"difesaeuropea, Orion26, paracadutisti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-26 12:05:22","stato":"publish","riassunto_video":"La Francia guida Orion 26, la più grande esercitazione militare sul proprio territorio dai tempi della Guerra Fredda. L’attività coinvolge oltre 10.000 militari, insieme a forze alleate europee, e conferma la volontà di Parigi di assumere un ruolo di primo piano nel panorama della difesa continentale, testando rapidità, autonomia e cooperazione in uno scenario di guerra ad alta intensità.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29494-minaccia-russa-leuropa-fa-sul-serio-1-500-paracadutisti-al-lancio-in-francia-nella-ex-orion-26.mp4","galleria":""}
{"id":29471,"titolo":"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana – Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918)","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>Italia</strong>&nbsp;è stato il&nbsp;<strong>primo Paese al mondo</strong>&nbsp;a sperimentare&nbsp;<strong>unità militari d’élite</strong>, pioniere di&nbsp;<strong>tattiche innovative</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>mezzi d’assalto</strong>&nbsp;mai visti prima:&nbsp;<strong>per terra con gli Arditi</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>per mare con le audaci flottiglie MAS</strong>&nbsp;della Regia Marina. Fin dalle loro origini, queste unità hanno incarnato il&nbsp;<strong>coraggio</strong>&nbsp;e la capacità di anticipare nuove modalità operative, creando una tradizione destinata a ispirare le moderne&nbsp;<strong>Forze Speciali</strong>&nbsp;di tutto il mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Già l’<strong>esercito romano</strong>&nbsp;impiegava reparti speciali, come gli&nbsp;<strong>Exploratores</strong>&nbsp;e gli&nbsp;<strong>Speculatores</strong>, dedicati a missioni di esplorazione e ricognizione. Si trattava di soldati addestrati per operazioni avanzate, in parte assimilabili alle moderne unità di ricognizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, per incontrare vere formazioni concepite con una strategia fondata sull’<strong>audacia</strong>, sulla&nbsp;<strong>sorpresa</strong>&nbsp;e sulla&nbsp;<strong>rottura degli schemi convenzionali</strong>, bisogna arrivare agli inizi del&nbsp;<strong>XX secolo</strong>&nbsp;con la nascita degli&nbsp;<strong>Arditi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una&nbsp;<strong>storia tutta italiana</strong>, che segnerà un percorso destinato a trasformare per sempre il modo di affrontare i conflitti, introducendo un&nbsp;<strong>modus operandi</strong>&nbsp;mirato ad aprire&nbsp;<strong>scenari asimmetrici</strong>&nbsp;e a sperimentare&nbsp;<strong>tecniche di combattimento non convenzionali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I primi Incursori della storia: gli Arditi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’inizio del&nbsp;<strong>Novecento</strong>, il mondo militare avvertiva con urgenza la necessità di&nbsp;<strong>innovare le tattiche d’assalto</strong>&nbsp;per affrontare una guerra sempre più moderna e complessa. La svolta arrivò nel&nbsp;<strong>1917</strong>, nel pieno della&nbsp;<strong>Prima Guerra Mondiale</strong>, quando nacquero ufficialmente le prime&nbsp;<strong>forze speciali italiane</strong>: le&nbsp;<strong>unità d’assalto del Regio Esercito</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi reparti, concepiti per&nbsp;<strong>azioni di rottura delle linee nemiche</strong>, rappresentavano una&nbsp;<strong>novità assoluta</strong>&nbsp;sul piano strategico. Non erano semplici fanti, ma&nbsp;<strong>soldati scelti</strong>, caratterizzati da un&nbsp;<strong>addestramento specifico</strong>&nbsp;e da un&nbsp;<strong>equipaggiamento leggero</strong>&nbsp;che li rendeva estremamente&nbsp;<strong>mobili</strong>&nbsp;e particolarmente efficaci negli&nbsp;<strong>scontri corpo a corpo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Erano i&nbsp;<strong>leggendari Arditi</strong>, specialità dell’arma di fanteria del&nbsp;<strong>Regio Esercito</strong>, organizzati in&nbsp;<strong>reparti autonomi</strong>&nbsp;con funzioni operative innovative. La loro natura&nbsp;<strong>“asimmetrica”</strong>&nbsp;consentiva di influenzare le battaglie con&nbsp;<strong>interventi rapidi e mirati</strong>, spesso condotti nell’ombra, sostituendo la&nbsp;<strong>forza bruta</strong>&nbsp;con&nbsp;<strong>discrezione</strong>,&nbsp;<strong>sorpresa</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>superiorità addestrativa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":29473,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/arditi-1000x682.jpg-1-1.webp\" alt=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana – Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-29473\" title=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana – Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918)\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gli Arditi rappresentano i precursori delle attuali forze speciali italiane – Copyright Esercito Italiano<br></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:preformatted -->\n<pre class=\"wp-block-preformatted\">Gli Arditi erano addestrati a penetrare le linee nemiche e a compiere atti di sabotaggio con rapidità e coordinazione, sfruttando l’elemento sorpresa come arma principale delle loro incursioni. Equipaggiati con pugnali, petardi e pistole mitragliatrici leggere, erano considerati l’élite del Regio Esercito e venivano impiegati in missioni ad altissimo rischio, spesso caratterizzate da perdite elevatissime.<br>A differenza dei reparti di fanteria tradizionali, il loro obiettivo non era semplicemente la conquista di posizioni, ma l’inflizione di danni significativi e la destabilizzazione delle forze nemiche, aprendo così la strada all’avanzata delle linee italiane.</pre>\n<!-- /wp:preformatted -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo&nbsp;<strong>centro di addestramento</strong>&nbsp;fu istituito a&nbsp;<strong>Sdricca di Manzano</strong>, vicino Udine. Qui gli&nbsp;<strong>Arditi</strong>&nbsp;venivano preparati nelle&nbsp;<strong>tecniche di combattimento corpo a corpo</strong>, nell’<strong>assalto rapido</strong>&nbsp;e in un percorso formativo che li temprava non solo&nbsp;<strong>fisicamente</strong>&nbsp;ma anche&nbsp;<strong>psicologicamente</strong>, affinché fossero pronti a missioni che richiedevano&nbsp;<strong>coraggio</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>determinazione assoluti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, anche la&nbsp;<strong>Regia Marina</strong>&nbsp;sviluppò i propri reparti di&nbsp;<strong>incursori</strong>, i cosiddetti&nbsp;<strong>gruppi di incursione marittima</strong>, composti da specialisti in&nbsp;<strong>attacchi subacquei</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>azioni di sabotaggio</strong>. Questi uomini utilizzavano&nbsp;<strong>imbarcazioni leggere</strong>, come i&nbsp;<strong>MAS (Motoscafi Armati Siluranti)</strong>, e i celebri&nbsp;<strong>“maiali”</strong>, siluri modificati e pilotati da operatori addestrati, con i quali colpivano direttamente le unità navali nemiche. Le loro missioni, spesso condotte in&nbsp;<strong>totale isolamento</strong>, erano caratterizzate da un’<strong>audacia straordinaria</strong>&nbsp;e da un&nbsp;<strong>altissimo livello di rischio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra gli&nbsp;<strong>incursori marittimi</strong>&nbsp;non mancarono episodi celebri, che videro protagonisti&nbsp;<strong>uomini coraggiosi</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>mezzi tecnologicamente innovativi</strong>. Queste azioni segnarono il debutto delle prime vere&nbsp;<strong>missioni di assalto subacqueo</strong>&nbsp;della storia italiana e posero le basi per la nascita delle future&nbsp;<strong>unità di forze speciali navali</strong>&nbsp;della&nbsp;<strong>Marina Militare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Esperimenti prima del 1917</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ancor prima della nascita ufficiale degli&nbsp;<strong>Arditi</strong>, il&nbsp;<strong>Regio Esercito</strong>&nbsp;aveva già avviato alcuni tentativi di sviluppare&nbsp;<strong>unità speciali</strong>. Nel&nbsp;<strong>1914</strong>&nbsp;vennero creati i&nbsp;<strong>Gruppi di Esploratori</strong>, soldati addestrati ad&nbsp;<strong>agire dietro le linee nemiche</strong>&nbsp;e a&nbsp;<strong>sabotarne le difese</strong>. Vestiti interamente di&nbsp;<strong>nero</strong>&nbsp;per favorire la mimetizzazione, erano impiegati soprattutto in&nbsp;<strong>missioni esplorative</strong>&nbsp;e nel&nbsp;<strong>taglio dei reticolati avversari</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’altra anticipazione degli&nbsp;<strong>Arditi</strong>&nbsp;furono le cosiddette&nbsp;<strong>Compagnie della Morte</strong>, costituite da&nbsp;<strong>pattuglie speciali di fanteria e del genio</strong>. Questi uomini erano dotati di&nbsp;<strong>corazze</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>caschi protettivi</strong>, spesso del modello&nbsp;<strong>“Farina”</strong>, e addestrati per operazioni ad&nbsp;<strong>altissimo rischio</strong>, come il&nbsp;<strong>brillamento degli ostacoli</strong>&nbsp;e l’<strong>apertura di varchi nei reticolati</strong>&nbsp;sotto il fuoco nemico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:preformatted -->\n<pre class=\"wp-block-preformatted\">Nel 1916, il Comando Supremo stabilì che la qualifica di “militare ardito” dovesse essere attribuita ai soldati che si distinguevano per coraggio e determinazione. Fu però posto il divieto esplicito di costituire reparti speciali permanenti. Come riconoscimento venne assegnato un distintivo: il monogramma reale “VE” (Vittorio Emanuele), da portare sul braccio sinistro, concepito come segno d’onore e simbolo di esempio per tutti gli altri militari. Questo emblema, più che un semplice ornamento, segnò la nascita del termine “Ardito” nell’immaginario collettivo, preparando il terreno alla creazione dei futuri reparti d’assalto.</pre>\n<!-- /wp:preformatted -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nascita degli&nbsp;<strong>Arditi</strong>&nbsp;non fu un evento isolato, ma il risultato di una&nbsp;<strong>progressiva evoluzione delle tattiche</strong>&nbsp;e delle&nbsp;<strong>esigenze operative</strong>&nbsp;maturate durante la Grande Guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":29475,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/arditi-avolio-1000x542.jpg-1.webp\" alt=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana – Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-29475\" title=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana – Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918)\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Gli arditi della Brigata Bologna al comando del Ten. Arturo Avolio – – Free Copyright Creative Commons Wikipedia</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il primo impiego nella Battaglia di Gorizia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo impiego dei cosiddetti&nbsp;<strong>“plotoni speciali”</strong>&nbsp;risale all’<strong>agosto del 1916</strong>, durante la&nbsp;<strong>Battaglia di Gorizia</strong>, negli scontri tra la&nbsp;<strong>Brigata Lambro</strong>&nbsp;e l’<strong>esercito austro-ungarico</strong>&nbsp;presso&nbsp;<strong>quota 188</strong>&nbsp;e il&nbsp;<strong>Dosso del Bosniaco</strong>. Tuttavia, a causa dell’<strong>imprecisione dei rapporti ufficiali</strong>&nbsp;e delle&nbsp;<strong>difficoltà del terreno</strong>&nbsp;– disseminato di&nbsp;<strong>reticolati</strong>&nbsp;e sottoposto al&nbsp;<strong>fuoco intenso dell’artiglieria austriaca</strong>&nbsp;– risulta difficile stabilire con certezza l’efficacia concreta di questi reparti sull’esito dello scontro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È comunque probabile che venissero impiegati come&nbsp;<strong>unità di rottura</strong>&nbsp;nelle posizioni indicate e come&nbsp;<strong>reparti esploranti</strong>&nbsp;una volta superata la linea di Gorizia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ulteriori azioni significative si verificarono l’<strong>11 febbraio 1917</strong>, quando&nbsp;<strong>due plotoni</strong>&nbsp;riconquistarono la&nbsp;<strong>trincea del saliente di Casa dei Pini</strong>, persa due giorni prima dal&nbsp;<strong>206º Battaglione della Brigata Lambro</strong>. Il&nbsp;<strong>26 febbraio</strong>, invece, un altro&nbsp;<strong>plotone</strong>&nbsp;irruppe in una&nbsp;<strong>trincea nei pressi di Belpoggio</strong>, riuscendo a conquistarla.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le innovazioni del Maggiore Giuseppe Bassi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel&nbsp;<strong>1917</strong>, sulla base delle proposte di alcuni&nbsp;<strong>generali</strong>&nbsp;consapevoli della necessità di superare la strategia tradizionale dell’<strong>assalto frontale supportato dall’artiglieria</strong>, e grazie all’iniziativa di&nbsp;<strong>giovani ufficiali</strong>&nbsp;insoddisfatti della&nbsp;<strong>stasi</strong>&nbsp;e della&nbsp;<strong>carneficina della guerra di trincea</strong>, venne sperimentata un’<strong>unità speciale</strong>&nbsp;presso la&nbsp;<strong>48ª Divisione dell’VIII Corpo d’Armata</strong>. Questa formazione fu affidata al comando del&nbsp;<strong>Maggiore Giuseppe Bassi</strong>, affiancato dal&nbsp;<strong>Sergente Giuseppe Longoni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Bassi redasse una&nbsp;<strong>nota innovativa</strong>&nbsp;sull’impiego delle&nbsp;<strong>pistole mitragliatrici Fiat Mod. 15/OVP (Officine Villar Perosa)</strong>, proponendo modifiche tecniche di grande rilievo: la&nbsp;<strong>rimozione dello scudo protettivo</strong>, l’<strong>introduzione di un bipode leggero</strong>&nbsp;e una&nbsp;<strong>guida per facilitare la sostituzione dei caricatori</strong>&nbsp;anche al buio e in pieno combattimento. La sua proposta non si limitava agli aspetti tecnici, ma includeva una&nbsp;<strong>nuova dottrina d’impiego</strong>, che ottimizzava le&nbsp;<strong>sezioni mitragliatrici</strong>&nbsp;e definiva l’<strong>equipaggiamento ideale</strong>&nbsp;per le unità:&nbsp;<strong>pugnali</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>petardi</strong>&nbsp;accanto a&nbsp;<strong>moschetti</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>pistole a tamburo</strong>, per aumentare l’<strong>aggressività</strong>&nbsp;e l’<strong>efficacia</strong>&nbsp;dei soldati in azione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La relazione, inoltrata al&nbsp;<strong>Generale Gaetano Giardino</strong>&nbsp;nel novembre 1916, ottenne il suo plauso e venne quindi trasmessa al&nbsp;<strong>Generale Grazioli</strong>&nbsp;per un esame superiore. Comandante della&nbsp;<strong>Brigata Lambro</strong>, Grazioli adattò probabilmente quelle note alle proprie riflessioni sui&nbsp;<strong>plotoni speciali</strong>&nbsp;e il&nbsp;<strong>7 marzo 1917</strong>&nbsp;emise una&nbsp;<strong>direttiva</strong>&nbsp;ai comandanti di reggimento, disponendo la creazione di&nbsp;<strong>reparti d’attacco</strong>&nbsp;specializzati in&nbsp;<strong>incursioni a sorpresa</strong>,&nbsp;<strong>colpi di mano</strong>,&nbsp;<strong>contrattacchi improvvisi</strong>&nbsp;e operazioni non previste dalla fanteria convenzionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il&nbsp;<strong>14 marzo 1917</strong>, il&nbsp;<strong>Comando Supremo italiano</strong>&nbsp;venne informato della costituzione di&nbsp;<strong>unità speciali</strong>&nbsp;anche nell’<strong>esercito austro-ungarico</strong>, mentre l’<strong>esercito tedesco</strong>&nbsp;aveva già introdotto il concetto delle truppe d’élite, le&nbsp;<strong>Stoßtruppen</strong>, mediamente meglio addestrate rispetto ai reparti ordinari. Tuttavia, gli&nbsp;<strong>Arditi italiani</strong>&nbsp;non furono una semplice&nbsp;<strong>imitazione</strong>&nbsp;di tedeschi e austriaci: a differenza delle controparti, si costituirono come&nbsp;<strong>unità autonome</strong>, con una propria&nbsp;<strong>identità</strong>&nbsp;e una propria&nbsp;<strong>missione</strong>, non limitandosi a svolgere funzioni di supporto alla fanteria. Gli esperimenti del&nbsp;<strong>Regio Esercito</strong>&nbsp;in questa direzione, nati&nbsp;<strong>prima ancora di conoscere nei dettagli le esperienze straniere</strong>, furono decisivi nell’<strong>accelerare il progetto</strong>&nbsp;di istituire ufficialmente i&nbsp;<strong>reparti speciali italiani</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:preformatted -->\n<pre class=\"wp-block-preformatted\">Dopo aver assistito a un’esercitazione condotta dal Maggiore Bassi, il Generale Luigi Cadorna comprese il potenziale delle nuove tattiche e diede il via libera alla creazione degli Arditi, emanando una circolare con linee guida precise per la costituzione di reparti speciali. Il 29 luglio 1917, il Re Vittorio Emanuele III ufficializzò la nascita dei Reparti d’Assalto, sancendo l’ingresso dell’Italia nell’era moderna delle forze speciali.</pre>\n<!-- /wp:preformatted -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie a questo&nbsp;<strong>approccio innovativo</strong>, gli&nbsp;<strong>Arditi</strong>&nbsp;vennero impiegati con successo nelle&nbsp;<strong>battaglie sul fronte italiano</strong>, distinguendosi per il loro&nbsp;<strong>coraggio</strong>&nbsp;e per l’<strong>abilità di infiltrarsi</strong>&nbsp;in profondità nelle&nbsp;<strong>linee nemiche</strong>, colpendo con&nbsp;<strong>rapidità</strong>&nbsp;ed&nbsp;<strong>efficacia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il battesimo del fuoco e il Monte San Gabriele</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I nuovi&nbsp;<strong>Reparti d’Assalto</strong>&nbsp;ebbero il loro&nbsp;<strong>battesimo del fuoco</strong>&nbsp;durante l’<strong>Undicesima Battaglia dell’Isonzo</strong>, nell’<strong>agosto 1917</strong>, quando furono impiegati per&nbsp;<strong>sfondare le posizioni austro-ungariche</strong>&nbsp;sull’<strong>altopiano della Bainsizza</strong>. Gli&nbsp;<strong>Arditi</strong>&nbsp;si distinsero per le loro&nbsp;<strong>azioni audaci</strong>&nbsp;e per la capacità di&nbsp;<strong>infiltrarsi nelle linee nemiche</strong>, riuscendo a&nbsp;<strong>spezzare le difese avversarie</strong>&nbsp;e a conquistare posizioni strategiche come il&nbsp;<strong>Monte San Gabriele</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il&nbsp;<strong>Monte San Gabriele</strong>, fortificato e ritenuto quasi&nbsp;<strong>inespugnabile</strong>, fu il teatro di una delle loro operazioni più celebri. All’alba del&nbsp;<strong>4 settembre 1917</strong>, gli&nbsp;<strong>Arditi</strong>&nbsp;si lanciarono all’assalto della vetta, sorprendendo un&nbsp;<strong>nemico impreparato</strong>&nbsp;al loro arrivo. Con&nbsp;<strong>bombe a mano</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>lanciafiamme</strong>, travolsero le difese austro-ungariche e aprirono la strada all’avanzata delle truppe italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo successo consegnò loro&nbsp;<strong>fama</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>riconoscimenti</strong>, consolidando definitivamente il ruolo degli&nbsp;<strong>Arditi</strong>&nbsp;come&nbsp;<strong>forza d’élite del Regio Esercito</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":29476,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/arditi-donne-manifesto-665x1024.jpg\" alt=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana – Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-29476\" style=\"width:1200px\" title=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana – Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918)\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Manifesto di propaganda degli Arditi, prima guerra mondiale – Museo storico italiano della guerra</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La conquista del Col Moschin</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla fine della&nbsp;<strong>primavera del 1918</strong>, con l’<strong>estate</strong>&nbsp;ormai alle porte, le&nbsp;<strong>forze austro-ungariche</strong>&nbsp;tentarono un nuovo, disperato&nbsp;<strong>assalto</strong>&nbsp;per spezzare le&nbsp;<strong>difese italiane</strong>&nbsp;sul&nbsp;<strong>massiccio del Grappa</strong>. L’obiettivo era penetrare nelle&nbsp;<strong>valli del Brenta e del Piave</strong>, aggirando lo schieramento italiano lungo il corso del fiume. Il piano prevedeva un’<strong>offensiva strategica</strong>&nbsp;volta ad aggirare la&nbsp;<strong>Cima Grappa</strong>, fulcro del dispositivo difensivo, con uno&nbsp;<strong>sfondamento simultaneo</strong>&nbsp;sui lati&nbsp;<strong>occidentale</strong>&nbsp;ed&nbsp;<strong>orientale</strong>&nbsp;del complesso montuoso. L’operazione fu affidata all’<strong>XI Armata del generale Scheuschenstuel</strong>, rinforzata da nuove truppe e sostenuta da un intenso&nbsp;<strong>fuoco di artiglieria</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle&nbsp;<strong>3 del mattino del 15 giugno</strong>, un violento&nbsp;<strong>bombardamento</strong>&nbsp;aprì l’offensiva. L’<strong>artiglieria italiana</strong>&nbsp;rispose prontamente, contenendo in parte la pressione sul settore orientale, ma alle&nbsp;<strong>8 del mattino</strong>&nbsp;la&nbsp;<strong>fanteria austriaca</strong>&nbsp;lanciò l’attacco. I successi maggiori si registrarono sul&nbsp;<strong>versante occidentale</strong>, dove le cime che difendevano il fianco del Brenta cedettero rapidamente: caddero il&nbsp;<strong>Col del Miglio</strong>, il&nbsp;<strong>Col Fenilon</strong>, il&nbsp;<strong>Col Fagheron</strong>&nbsp;e lo stesso&nbsp;<strong>Col Moschin</strong>. In poche ore, le&nbsp;<strong>difese italiane sul Grappa</strong>&nbsp;erano sull’orlo del collasso, aprendo agli austriaci un potenziale accesso diretto alla&nbsp;<strong>pianura veneta</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli&nbsp;<strong>austro-ungarici</strong>, vicini a una vittoria decisiva, avrebbero dovuto rinnovare immediatamente l’offensiva per consolidare i guadagni, ma le loro&nbsp;<strong>riserve</strong>&nbsp;erano ormai quasi esaurite. Nel frattempo, la&nbsp;<strong>reazione italiana</strong>&nbsp;non si fece attendere: un intenso&nbsp;<strong>fuoco d’artiglieria</strong>&nbsp;colpì le posizioni appena conquistate, ostacolando l’afflusso di rinforzi. Nel&nbsp;<strong>primo pomeriggio</strong>, il&nbsp;<strong>IX Reparto d’Assalto</strong>, composto da poco più di&nbsp;<strong>600 uomini</strong>&nbsp;e già allertato in previsione dell’attacco, passò al&nbsp;<strong>contrattacco</strong>. In poche ore riconquistò il&nbsp;<strong>Col Fagheron</strong>&nbsp;e, alle&nbsp;<strong>22</strong>, riprese anche il&nbsp;<strong>Col Fenilon</strong>, con l’appoggio di&nbsp;<strong>due battaglioni del 91º Reggimento di Fanteria</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Restava però da riprendere la posizione più importante: il&nbsp;<strong>Col Moschin</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:preformatted -->\n<pre class=\"wp-block-preformatted\">All’alba del 16 giugno 1918, il IX Reparto d’Assalto sferrò un attacco fulmineo e, in appena dieci minuti, riconquistò il Col Moschin, strappandolo agli austro-ungarici. L’azione portò alla cattura di circa 300 prigionieri, tra cui 17 ufficiali, e alla conquista di 25 mitragliatrici. In sole ventiquattro ore, l’offensiva nemica era stata completamente neutralizzata. In segno di riconoscenza per quell’eroica impresa, la città di Roma fece erigere sul Col Moschin un monumento commemorativo, utilizzando un’antica colonna romana.</pre>\n<!-- /wp:preformatted -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo del&nbsp;<strong>IX Reparto d’Assalto</strong>&nbsp;sul&nbsp;<strong>Col Moschin</strong>&nbsp;fu completo e con&nbsp;<strong>perdite relativamente contenute</strong>, grazie a una manovra condotta in condizioni favorevoli: il&nbsp;<strong>nemico</strong>, ormai esausto e fiaccato dal&nbsp;<strong>fuoco dell’artiglieria italiana</strong>, venne travolto con risolutezza da un&nbsp;<strong>reparto motivato</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>altamente addestrato</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Pochi giorni dopo, però, il&nbsp;<strong>24 giugno 1918</strong>, il&nbsp;<strong>IX Reparto</strong>&nbsp;fu nuovamente chiamato all’azione per riconquistare un&nbsp;<strong>caposaldo austriaco sull’Asolone</strong>. In questa occasione il&nbsp;<strong>fuoco preparatorio dell’artiglieria</strong>&nbsp;risultò meno efficace, e la riconquista dell’altura costò agli&nbsp;<strong>Arditi</strong>&nbsp;un&nbsp;<strong>tributo di sangue altissimo</strong>. La posizione fu presa, ma solo temporaneamente: un immediato&nbsp;<strong>contrattacco nemico</strong>&nbsp;riuscì infatti a sopraffare le forze italiane, ormai stremate. Le&nbsp;<strong>perdite</strong>&nbsp;furono gravissime, quasi il&nbsp;<strong>50% degli effettivi</strong>: caddero&nbsp;<strong>19 ufficiali</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>305 Arditi</strong>, dimostrando come gli&nbsp;<strong>alti comandi italiani</strong>&nbsp;non avessero ancora compreso appieno come impiegare al meglio le&nbsp;<strong>straordinarie capacità combattive</strong>&nbsp;di questi reparti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Successivamente, tra il&nbsp;<strong>24 ottobre</strong>&nbsp;e il&nbsp;<strong>4 novembre 1918</strong>, gli&nbsp;<strong>Arditi</strong>&nbsp;furono ancora protagonisti, contribuendo in maniera decisiva allo&nbsp;<strong>sfondamento della linea del Piave</strong>, che portò alla&nbsp;<strong>vittoria finale sugli eserciti austro-ungarici</strong>&nbsp;e alla&nbsp;<strong>conclusione vittoriosa del conflitto per l’Italia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":29479,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/arditi-monte-corno-1000x666.jpg-1.webp\" alt=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana – Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-29479\" style=\"width:1200px\" title=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana – Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918)\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Tenente Carlo Sabatini e i suoi Arditi del V reparto di assalto appena decorati dopo l’azione sul Monte Corno del 13 maggio 1918 – Copyright Ministero dei Beni Culturali, foto Luigi Marzocchi</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Organizzazione dei Reparti d’Assalto (Prima Guerra Mondiale)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La forza complessiva era di&nbsp;<strong>735 militari</strong>, suddivisi in tre compagnie da circa 200 uomini ciascuna, con una struttura che ricorda l’organizzazione dei moderni distaccamenti di forze speciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Struttura operativa</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>I Plotone d’Attacco</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>I Squadra d’Assalto: un pugnale e venti bombe a mano ciascuno</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>II Squadra d’Attacco: un pugnale, venti bombe a mano ciascuno + una pistola mitragliatrice <strong>Villar Perosa cal. 9 Glisenti</strong> (“Pernacchia”) con 10.000 cartucce</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>III Squadra d’Attacco: come la II</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>IV Squadra d’Attacco: un pugnale e venti bombe a mano ciascuno</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Coppia di Munizionamento: due militari con quattro bisacce contenenti 150 bombe a mano ciascuna</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>II Plotone d’Attacco</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Struttura analoga al I Plotone, con quattro squadre d’attacco (tre dotate di Villar Perosa) e una coppia di munizionamento.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>III Plotone d’Attacco</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Identico schema organizzativo dei precedenti.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>IV Plotone d’Attacco</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Medesima struttura con quattro squadre e una coppia di munizionamento.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>V Plotone Specialisti</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>I Squadra Mitraglieri: due mitragliatrici pesanti con 20.000 cartucce</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>II Squadra Guastatori</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>III Squadra Segnalatori</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>VI Plotone Lanciafiamme</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Compagnia Complementi</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Circa 135 militari, ciascuno armato con un pugnale, quattro bombe a mano e un moschetto con 71 cartucce.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Plotone Specialisti</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>I Squadra Mitraglieri: due mitragliatrici pesanti con 20.000 cartucce</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>II Squadra Cannonieri: due cannoni da 65/17</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Organizzazione interna delle squadre</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni squadra d’attacco o d’assalto era suddivisa in&nbsp;<strong>5-6 coppie</strong>, per un organico di circa&nbsp;<strong>12 uomini</strong>, una configurazione sorprendentemente simile a quella dei moderni distaccamenti delle forze speciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il primo Paracadutista militare della storia: il Tenente Alessandro Tandura</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un momento cruciale per le forze speciali italiane, e più in generale per la storia militare mondiale, fu rappresentato dal&nbsp;<strong>Tenente Alessandro Tandura</strong>, primo paracadutista al mondo ad eseguire un lancio in azione di guerra. La missione ebbe luogo nella notte tra l’<strong>8 e il 9 agosto 1918</strong>, quando Tandura si lanciò da un aereo&nbsp;<strong>Savoia-Pomilio SP.4</strong>&nbsp;oltre le linee nemiche nel Veneto, grazie al supporto dei piloti britannici&nbsp;<strong>William George Barker</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>William Wedgwood Benn</strong>&nbsp;della Royal Air Force. L’impresa costituì un evento pionieristico nell’impiego dei paracadutisti in operazioni militari e gettò le basi per lo sviluppo delle future unità aviotrasportate italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per tale gesto, il Tenente Tandura fu insignito della&nbsp;<strong>Medaglia d’Oro al Valor Militare</strong>&nbsp;con la seguente motivazione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Animato dal più ardente amor di patria, si offriva per compiere una missione estremamente rischiosa: da un aeroplano in volo, si faceva lanciare con un paracadute al di là delle linee nemiche nel Veneto invaso, dove, con alacre intelligenza e indomito sprezzo di ogni pericolo, raccoglieva nuclei di Ufficiali e soldati nostri dispersi, e, animandoli con il proprio coraggio e con la propria fede, costituiva con essi un servizio d’informazioni che riuscì di preziosissimo ausilio alle operazioni. Due volte arrestato e due volte sfuggito, dopo tre mesi di audacie leggendarie, integrava l’avveduta e feconda opera sua, ponendosi arditamente alla testa delle sue schiere di ribelli e con esse insorgendo nel movimento cui si delineava la ritirata nemica, ed agevolando così l’avanzata vittoriosa delle nostre truppe. Fulgido esempio di abnegazione, di cosciente coraggio e di generosa intera dedizione di tutto sé stesso alla Patria.<br>(Piave – Vittorio Veneto, agosto – ottobre 1918)</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":29480,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/tandura2-1024x571-1.jpg\" alt=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana – Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-29480\" title=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana – Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918)\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Tenente Alessandro Tandura (a sinistra), primo paracadutista al mondo in azione di guerra, e lo schema del velivolo Savoia-Pomilio SP.4 (a destra) con i sistemi predisposti per il lancio: sedile a botola, paracadute e postazione dell’osservatore.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A pochi giorni di distanza venne eseguito anche il secondo lancio, effettuato da&nbsp;<strong>Pier Arrigo Barnaba</strong>, Tenente delle Fiamme Verdi, gli Arditi degli Alpini. Fu il primo Alpino Paracadutista della storia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:preformatted -->\n<pre class=\"wp-block-preformatted\">In futuro, paracadutismo e forze speciali saranno concetti inscindibili, uniti dalla stessa vocazione all’azione rapida e decisiva. Nel dopoguerra, molte nazioni hanno istituito reparti paracadutisti, e ancora oggi il brevetto da paracadutista rappresenta un requisito fondamentale per gli operatori delle forze speciali.</pre>\n<!-- /wp:preformatted -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Flottiglie MAS</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le&nbsp;<strong>Flottiglie MAS</strong>&nbsp;rappresentarono i&nbsp;<strong>precursori delle forze speciali della Marina Italiana</strong>. Inquadrati nella&nbsp;<strong>Regia Marina</strong>, hanno una&nbsp;<strong>storia operativa</strong>&nbsp;che affonda le radici nella&nbsp;<strong>Prima Guerra Mondiale</strong>&nbsp;e si estende fino alla&nbsp;<strong>Seconda Guerra Mondiale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste unità erano costituite dai&nbsp;<strong>Motoscafi Armati Siluranti (MAS)</strong>, progettati per condurre&nbsp;<strong>attacchi rapidi e fulminei</strong>&nbsp;contro la marina nemica. I&nbsp;<strong>MAS</strong>&nbsp;iniziarono a distinguersi già durante la&nbsp;<strong>Grande Guerra</strong>, infliggendo&nbsp;<strong>pesanti perdite</strong>&nbsp;alla&nbsp;<strong>flotta austro-ungarica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel&nbsp;<strong>Secondo conflitto mondiale</strong>, le loro operazioni si ampliarono ulteriormente grazie al supporto dei&nbsp;<strong>reparti d’incursori</strong>&nbsp;e, con la nascita della&nbsp;<strong>Repubblica Sociale Italiana</strong>, anche di unità di&nbsp;<strong>fanteria di marina</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":29481,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/flottiglia-mas2-1000x378.jpg-3.webp\" alt=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana – Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-29481\" title=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana – Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918)\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Coppia di MAS in esercitazione (1918) – Copyright Marina Militare Italiana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le origini</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I primi&nbsp;<strong>MAS</strong>&nbsp;furono sviluppati durante la fase iniziale della&nbsp;<strong>Prima Guerra Mondiale</strong>, a partire dal progetto elaborato dal cantiere veneziano&nbsp;<strong>SVAN (Società Veneziana Automobili Navali)</strong>, che costruì i prototipi&nbsp;<strong>MAS 1</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>MAS 2</strong>&nbsp;nel&nbsp;<strong>giugno 1915</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La&nbsp;<strong>Regia Marina</strong>&nbsp;aveva già manifestato interesse per i&nbsp;<strong>motoscafi armati</strong>&nbsp;fin dal&nbsp;<strong>1906</strong>, ma solo con lo scoppio della guerra si passò dai progetti alla&nbsp;<strong>produzione in serie</strong>. Questi mezzi, concepiti per&nbsp;<strong>attacchi rapidi</strong>&nbsp;e per sfruttare l’<strong>effetto sorpresa</strong>, venivano impiegati per&nbsp;<strong>lanciare siluri</strong>&nbsp;contro le&nbsp;<strong>navi nemiche</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Prima Guerra Mondiale e i successi dei MAS</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’avvio della Prima guerra mondiale,&nbsp;<strong>i MAS furono impiegati in operazioni di sorveglianza e attacco</strong>, dimostrando la loro efficacia in missioni contro le forze austro-ungariche. Questi&nbsp;<strong>motoscafi, piccoli, maneggevoli e dotati di un’elevata velocità</strong>, rappresentavano un cambiamento strategico per la Regia Marina, che puntava più sulla quantità e l’agilità rispetto alla potenza delle grandi navi da battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli assalti condotti dai MAS furono coronati da successi spettacolari, come le missioni di&nbsp;<strong>Luigi Rizzo</strong>&nbsp;e Andrea Ferrarini,&nbsp;<strong>che nel 1917 con i MAS 9 (RIzzo) e Mas 13 (Ferrarini) affondarono la corazzata Wien al largo di Trieste, e nel 1918 distrusse la Santo Stefano, sempre della marina austro-ungarica.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":29482,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/prua-della-Wien-1000x750.jpg-1.webp\" alt=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana – Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-29482\" title=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana – Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918)\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Frammento della prua della Wien recuperato dopo la Prima guerra mondiale e ora esposto al Museo storico navale di Venezia – Free Copyright Creative Commons Wikipedia</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’affondamento della Szent István e della Viribus Unitis</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il&nbsp;<strong>10 giugno 1918</strong>&nbsp;ebbe luogo la storica&nbsp;<strong>impresa di Premuda</strong>, in cui il&nbsp;<strong>Tenente Luigi Rizzo</strong>&nbsp;e il&nbsp;<strong>Guardiamarina Giuseppe Aonzo</strong>, a bordo dei&nbsp;<strong>MAS 15</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>MAS 21</strong>, inflissero un&nbsp;<strong>colpo decisivo</strong>&nbsp;alla&nbsp;<strong>flotta austriaca</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In piena&nbsp;<strong>Prima Guerra Mondiale</strong>, i due&nbsp;<strong>MAS</strong>, agli ordini del&nbsp;<strong>capo sezione Luigi Rizzo</strong>&nbsp;e rispettivamente comandati da&nbsp;<strong>Armando Gori</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Giuseppe Aonzo</strong>, partirono dal porto di&nbsp;<strong>Ancona</strong>&nbsp;e, con&nbsp;<strong>audacia</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>precisione</strong>, riuscirono a infiltrarsi tra le unità nemiche dirette al&nbsp;<strong>Canale d’Otranto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’alba, i&nbsp;<strong>MAS</strong>&nbsp;riuscirono a&nbsp;<strong>silurare e affondare</strong>&nbsp;la&nbsp;<strong>corazzata austriaca SMS Szent István (Santo Stefano)</strong>, segnando un&nbsp;<strong>successo decisivo</strong>&nbsp;per la&nbsp;<strong>Regia Marina Italiana</strong>. Questo&nbsp;<strong>atto eroico</strong>&nbsp;è ancora oggi celebrato ogni&nbsp;<strong>10 giugno</strong>&nbsp;con la&nbsp;<strong>Festa della Marina</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":29483,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/sl-affondata-1000x704.jpg-1.webp\" alt=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana – Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-29483\" title=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana – Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918)\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La corazzata austro-ungarica Szent István mentre affonda al largo dell’isola di Premuda – Free Copyright Creative Commons Wikipedia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il&nbsp;<strong>1º novembre 1918</strong>, durante l’<strong>impresa di Pola</strong>, il&nbsp;<strong>Maggiore Raffaele Rossetti</strong>&nbsp;e il&nbsp;<strong>Tenente medico Raffaele Paolucci</strong>, a bordo di una&nbsp;<strong>“mignatta”</strong>, riuscirono ad&nbsp;<strong>affondare la corazzata SMS Viribus Unitis</strong>, fiore all’occhiello della&nbsp;<strong>Marina austro-ungarica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sera del&nbsp;<strong>31 ottobre</strong>, due&nbsp;<strong>MAS</strong>&nbsp;scortati da altrettante&nbsp;<strong>torpediniere</strong>&nbsp;salparono da&nbsp;<strong>Venezia</strong>, senza alcun atto ufficiale che ratificasse l’operazione da parte italiana. Giunti nelle acque istriane, le torpediniere si ritirarono, lasciando che uno dei&nbsp;<strong>MAS</strong>&nbsp;rimorchiasse la&nbsp;<strong>mignatta</strong>, una&nbsp;<strong>torpedine semovente</strong>, fino a poche centinaia di metri dalla&nbsp;<strong>diga foranea del porto di Pola</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle&nbsp;<strong>22:18</strong>, Rossetti e Paolucci puntarono verso il porto con la loro mignatta, mentre il MAS si allontanava per tornare al punto di recupero. L’avvicinamento si rivelò&nbsp;<strong>estremamente rischioso</strong>: i due ufficiali trascinarono la mignatta a&nbsp;<strong>motore spento</strong>, superarono una&nbsp;<strong>sbarramento esterno</strong>&nbsp;e tre ordini di&nbsp;<strong>reti</strong>, riuscendo a eludere la&nbsp;<strong>vigilanza austriaca</strong>. Passarono inosservati accanto a&nbsp;<strong>sentinelle</strong>,&nbsp;<strong>imbarcazioni di ronda</strong>&nbsp;e persino a un&nbsp;<strong>sommergibile in rada</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle&nbsp;<strong>3:00 del mattino</strong>&nbsp;si trovarono vicino alle navi ancorate e solo alle&nbsp;<strong>4:45</strong>, dopo oltre sei ore in acqua, raggiunsero la&nbsp;<strong>Viribus Unitis</strong>. Rossetti si staccò dalla mignatta e fissò allo scafo una&nbsp;<strong>carica esplosiva da 200 kg</strong>, programmata per esplodere alle&nbsp;<strong>6:30</strong>. Scoperti da un proiettore, furono catturati: Paolucci riuscì comunque ad attivare una seconda carica, mentre Rossetti fece affondare la mignatta nei pressi del piroscafo&nbsp;<strong>Wien</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Portati a bordo come prigionieri, i due italiani appresero che nella notte la&nbsp;<strong>flotta di Pola</strong>&nbsp;era stata ceduta agli&nbsp;<strong>jugoslavi</strong>&nbsp;e che la nave non batteva più bandiera austriaca. Alle&nbsp;<strong>6:00</strong>, avvertirono il&nbsp;<strong>capitano Vuković</strong>&nbsp;del pericolo imminente, che ordinò l’<strong>evacuazione</strong>. Tuttavia, non vedendo esplosioni, l’equipaggio tornò a bordo. Alle&nbsp;<strong>6:44</strong>, la carica detonò: la&nbsp;<strong>Viribus Unitis</strong>&nbsp;si inclinò e affondò rapidamente, causando&nbsp;<strong>numerose vittime</strong>&nbsp;e la morte dello stesso&nbsp;<strong>Vuković</strong>, colpito da un albero della stessa nave mentre tentava di salvarsi a nuoto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La&nbsp;<strong>Viribus Unitis</strong>, costruita nel&nbsp;<strong>1912 a Trieste</strong>, era la&nbsp;<strong>prima nave da battaglia della classe Tegetthoff</strong>&nbsp;e simboleggiava la&nbsp;<strong>potenza</strong>&nbsp;e l’<strong>orgoglio</strong>&nbsp;della&nbsp;<strong>Marina austro-ungarica</strong>. Il suo&nbsp;<strong>affondamento</strong>&nbsp;rappresentò non solo un&nbsp;<strong>colpo devastante</strong>&nbsp;per la flotta nemica, ma anche una delle più&nbsp;<strong>leggendarie imprese degli incursori italiani</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fu messa a tacere per sempre dall’<strong>eroismo</strong>&nbsp;di due uomini:&nbsp;<strong>Raffaele Rossetti</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Raffaele Paolucci</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":29484,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/Viribus-Unitis-1000x545.jpg-1.webp\" alt=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana – Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-29484\" title=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana – Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918)\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Viribus Unitis, costruita nel 1912 a Trieste, era il fiore all’occhiello della Marina Austriaca – Free Copyright Creative Commons Wikipedia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">D’Annunzio e il supporto agli Incursori</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i più grandi sostenitori dei MAS c’era&nbsp;<strong>Gabriele D’Annunzio</strong>, che fu a bordo dei MAS durante la celebre&nbsp;<strong>Beffa di Buccari</strong>&nbsp;nella notte tra il 10 e l’11 febbraio 1918&nbsp;e che contribuì a diffondere il motto “<strong>Memento Audere Semper” (Ricordati di osare sempre)</strong>. Grazie anche al supporto di D’Annunzio, l’impiego dei MAS divenne un&nbsp;<strong>simbolo del coraggio e dell’audacia delle forze italiane</strong>, guadagnandosi la stima della nazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al termine del conflitto, la Regia Marina disponeva di 419 esemplari di MAS,&nbsp;<strong>segno del successo di questa strategia di combattimento basata sulla sorpresa e sull’agilità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":29485,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/BeffaBuccariProtagonisti-1-768x966-1.jpg\" alt=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana – Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-29485\" title=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana – Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918)\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">I protagonisti della Beffa di Buccari: da sinistra Luigi Rizzo, Gabriele D’Annunzio e Costanzo Ciano, ritratti dopo la celebre missione – Free Copyright Creative Commons Wikipedia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">CONTINUA …</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">NON PERDERTI I PROSSIMI ARTICOLI SULLA STORIA DELLE FORZE SPECIALI ITALIANE:</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Parte II: Tra le due guerre e la Seconda Guerra Mondiale</strong> (4 Marzo)</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Parte III: Dal dopoguerra nella Guerra Fredda ad oggi </strong>(11 Marzo)</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2024/10/arditi-nono-1.jpg","categoria":"Blog, Forze Speciali","tags":"arditi, flottigliemas, forzespeciali","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-25 13:11:43","stato":"publish","riassunto_video":"L’Italia è stato il primo Paese al mondo a sperimentare unità militari pioniere di tattiche innovative e mezzi d’assalto mai visti prima: per terra con gli Arditi e per mare con le audaci flottiglie MAS della Regia Marina. Fin dalle loro origini, queste unità hanno incarnato il coraggio e anticipato nuove modalità operative, creando una tradizione destinata a ispirare le moderne Forze Speciali.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29471-dagli-arditi-alle-forze-speciali-moderne-una-storia-tutta-italiana-parte-i-le-origini-e-la-prima-guerra-mondiale-1914-1918.mp4","galleria":""}
{"id":29463,"titolo":"La Folgore \"spinge\" sull’addestramento ad alta intensità: concluso un intenso ciclo addestrativo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è conclusa nei giorni scorsi un’articolata e intensa fase di addestramento che ha visto impegnati, in contemporanea, diversi reparti della <strong>Brigata Paracadutisti Folgore</strong>, confermando l’elevato livello di prontezza operativa e l’attenzione costante allo sviluppo capacitivo delle aviotruppe.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presso il Centro di Addestramento Tattico (CAT) di 2° livello di Torre Veneri, a Lecce, il <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/3o-reggimento-savoia-cavalleria/\">Savoia Cavalleria (3°)</a></strong> ha condotto l’esercitazione <strong>“Centauro 1/2026”</strong> insieme a un Joint Fire Support Team del <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/185o-reggimento-artiglieria-paracadutisti-folgore/\">185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti Folgore</a></strong>. L’attività è stata finalizzata al consolidamento delle capacità operative <em>combined arms</em> e all’affinamento dei procedimenti tecnico-tattici della Cavalleria paracadutisti in uno scenario di combattimento ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15838,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/folgore01-1024x576.jpg\" alt=\"La Folgore spinge sull’alta intensità: concluso un intenso ciclo addestrativo\" class=\"wp-image-15838\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Blindo Centauro in attività - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso dell’esercitazione sono state impiegate le blindo armate Centauro del “Savoia”, con cui sono state verificate le capacità di pianificazione e condotta di operazioni offensive e difensive <em>combined arms</em>. Particolare attenzione è stata dedicata al raggiungimento delle capacità C-IED, CBRN e di primo soccorso in condizioni degradate, nonché all’implementazione delle capacità C-UAS (misure passive e attive), all’integrazione degli assetti APRM (droni) e alle procedure di richiesta del supporto di fuoco indiretto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, presso il CAT di Cesano, a Roma, il <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\">183° Reggimento Paracadutisti Nembo</a></strong> ha condotto l’esercitazione <strong>“Sagittario 2/26”</strong>, con la partecipazione di assetti del 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti “Folgore”, del <strong>2° Reggimento Granatieri di Sardegna</strong> e del <strong>Reggimento Lancieri di Montebello (8°)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15853,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/fol224-1024x683.jpg\" alt=\"La Folgore &quot;spinge&quot; sull’addestramento ad alta intensità: concluso un intenso ciclo addestrativo\" class=\"wp-image-15853\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fase CBRN - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attività addestrativa del “Nembo” si è sviluppata attraverso una progressione che ha portato le unità a operare in <strong>scenari complessi e altamente realistici, dal campo aperto all’ambiente urbano, fino al combattimento in trincea.</strong> In tali contesti sono state esercitate le capacità di pianificazione, condotta e comando e controllo, tipiche di operazioni ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Particolarmente efficace si è rivelato l’addestramento al combattimento in trincea, mirato a preparare il personale a operare in ambienti caratterizzati da <strong>linee difensive strutturate, spazi ristretti e minacce ravvicinate, dove rapidità decisionale, coordinamento e resilienza risultano determinanti.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15852,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/f223-1024x683.jpg\" alt=\"La Folgore &quot;spinge&quot; sull’addestramento ad alta intensità: concluso un intenso ciclo addestrativo\" class=\"wp-image-15852\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Movimento tattico e osservazione in centro abitato - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le esercitazioni rientrano nel ciclo di attività serializzate dalla Brigata “Folgore” per l’anno 2026, in linea con il ruolo di Grande Unità da combattimento proiettata al continuo addestramento e allo sviluppo capacitivo. <strong>L’obiettivo rimane quello di preparare concretamente i reparti delle aviotruppe a operare in un contesto multi-dominio, mantenendo nel tempo una piena prontezza operativa attraverso una preparazione continua, coerente e realistica.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/folg-26-a-i.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"addestramento, esercitoitaliano, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-24 21:52:24","stato":"publish","riassunto_video":"La Brigata Paracadutisti Folgore ha completato un intenso ciclo addestrativo con esercitazioni a Torre Veneri e Cesano, focalizzate su operazioni ad alta intensità. Sono state testate capacità combinate, combattimento in trincea, uso di droni e difesa CBNR, con l’obiettivo di preparare concretamente i reparti delle aviotruppe al combattimento in un contesto multi-dominio.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/intenso-ciclo-di-addestramento-per-i-reparti-della-folgore/132164.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29463-la-folgore-spinge-sulladdestramento-ad-alta-intensita-concluso-un-intenso-ciclo-addestrativo.mp4","galleria":""}
{"id":29457,"titolo":"Valutazione operativa del 187º Folgore per Il \"tactical hauler\" (trasportatore tattico) a controllo remoto","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\">187° Reggimento Paracadutisti “Folgore”</a></strong> ha avviato una fase di <strong>valutazione operativa</strong> di un sistema di trasporto robotico a controllo remoto, progettato per la movimentazione di carichi su <strong>terreni complessi e accidentati</strong>. L’iniziativa rientra nel più ampio processo di evoluzione delle capacità operative delle unità di fanteria leggera, con l’obiettivo di <strong>incrementare la micro-mobilità tattica</strong> nei contesti più impegnativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema, comunemente definito <em>tactical hauler</em> (trasportatore tattico), è una <strong>piattaforma robotica elettrica</strong> caratterizzata da un <strong>design modulare</strong> e da diverse varianti, ciascuna con specifiche capacità di carico. Questa impostazione consente un’elevata adattabilità operativa, rendendo il mezzo idoneo a molteplici impieghi sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le principali funzioni in valutazione figurano:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>il <strong>trasporto di materiali, equipaggiamenti e sistemi</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il <strong>supporto alla mobilità del personale</strong> in configurazioni dedicate;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>l’impiego in <strong>operazioni di evacuazione di feriti</strong>, riducendo l’esposizione del personale al rischio in ambienti ostili o difficilmente accessibili.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sperimentazione condotta dal 187° Reggimento si inserisce nel quadro delle esigenze operative della <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Brigata Paracadutisti “Folgore”</a></strong>, una delle principali componenti di prontezza dell’<strong>Esercito Italiano</strong>. La Brigata rappresenta uno degli strumenti chiave della Difesa nazionale per garantire <strong>capacità di risposta rapida e intervento immediato</strong> in situazioni di crisi ed emergenza, anche con <strong>preavvisi ridotti</strong> e in scenari operativi diversificati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’introduzione e la valutazione di sistemi robotici per il supporto logistico tattico confermano la crescente attenzione verso soluzioni tecnologiche in grado di <strong>potenziare l’efficacia operativa</strong>, migliorare la <strong>sicurezza dei militari</strong> e aumentare la <strong>sostenibilità delle operazioni</strong> nei moderni teatri di impiego. Un ulteriore passo avanti verso una forza armata sempre più integrata con sistemi autonomi e a controllo remoto, capace di operare con efficacia nei contesti più complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/187-robots.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"folgore, innovazionemilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-24 19:17:54","stato":"publish","riassunto_video":"Il 187° Reggimento Paracadutisti “Folgore” sta testando un sistema robotico a controllo remoto concepito per operare su terreni difficili e in condizioni ambientali difficili, migliorando la mobilità tattica. Questo veicolo modulare supporta il trasporto di materiali, la mobilità del personale e l’evacuazione feriti, aumentando sicurezza ed efficacia operativa durante le operazioni.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/valutazione-operativa-del-sistema-di-trasporto-robotico-a-controllo-remoto/132186.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29457-valutazione-operativa-del-187o-folgore-per-il-tactical-hauler-trasportatore-tattico-remoto.mp4","galleria":""}
{"id":29449,"titolo":"La Guerra nel Sottosuolo - Lezioni Apprese per il Futuro dei Conflitti Urbani","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e la successiva operazione israeliana \"Swords of Iron\" hanno segnato un punto di svolta nella storia militare contemporanea. <strong>Al centro della strategia difensiva e offensiva non ci sono state solo le strade di superficie, ma un'infrastruttura invisibile e letale: il \"Gaza Metro\"</strong>. Questa rete, stimata tra le<strong> 350 e le 450 miglia</strong>, rappresenta una sfida dottrinale che sta costringendo gli eserciti di tutto il mondo, inclusa l'U.S. Army, a riscrivere i manuali del combattimento urbano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15803,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La Guerra nel Sottosuolo - Lezioni Apprese per il Futuro dei Conflitti Urbani\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/131408753_hamas_tunnels_metro_2021_640-nc-2x-nc.png.webp\" alt=\"La Guerra nel Sottosuolo: Le Lezioni Apprese per il Futuro dei Conflitti Urbani\" class=\"wp-image-15803\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Guerra nel Sottosuolo: Le Lezioni Apprese per il Futuro dei Conflitti Urbani</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-architettura-del-dominio-sotterraneo\">L'Architettura del Dominio Sotterraneo</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema di tunnel di Gaza non deve essere confuso con semplici rifugi di fortuna. Si tratta di un'opera di ingegneria militare complessa, stratificata per funzioni e profondità:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Tunnel Tattici e di Interdizione</strong>: Situati a pochi metri dalla superficie, questi tunnel sono progettati per il \"mordi e fuggi\". Consentono ai combattenti di apparire improvvisamente dietro le linee nemiche, condurre imboscate con armi anticarro (RPG) e sparire nel sottosuolo prima della reazione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Tunnel Strategici e Logistici</strong>: Scavati a profondità che possono superare i 30-40 metri, questi sono dotati di pareti in cemento armato, elettricità, sistemi di ventilazione forzata e reti di comunicazione cablate (per evitare l'intercettazione elettronica). Qui si trovano i centri di comando e controllo (C2), le officine per la produzione di razzi e i depositi di rifornimenti per assedi a lungo termine.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-sfida-tecnologica-rilevamento-e-geolocalizzazione\">La Sfida Tecnologica: Rilevamento e Geolocalizzazione</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Individuare un tunnel in un ambiente urbano denso è come cercare un ago in un pagliaio di cemento. L'IDF ha schierato un arsenale tecnologico d'avanguardia per mappare questo \"mondo di sotto\":</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sensori Sismici e Acustici</strong>: Utilizzati per monitorare le vibrazioni del terreno. Sebbene efficaci, incontrano difficoltà nel suolo sabbioso di Gaza, che attutisce le onde sonore rispetto a terreni rocciosi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Radar a Penetrazione Terrestre (GPR)</strong>: Essenziale per identificare vuoti strutturali, ma limitato dalla profondità e dalla presenza di altre infrastrutture civili (fogne, cavi elettrici).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Analisi Termografica</strong>: I droni dotati di sensori IR cercano le \"firme di calore\" prodotte dai sistemi di ventilazione o dai generatori nascosti nel sottosuolo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Intelligenza Artificiale</strong>: L'IA viene utilizzata per incrociare dati storici, immagini satellitari e segnali di intelligence per prevedere dove i pozzi di accesso (shafts) potrebbero essere nascosti, spesso all'interno di ospedali, scuole o moschee per sfruttare lo scudo umano.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15804,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"La Guerra nel Sottosuolo - Lezioni Apprese per il Futuro dei Conflitti Urbani\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-24-072139.png\" alt=\"La Guerra nel Sottosuolo: Le Lezioni Apprese per il Futuro dei Conflitti Urbani\" class=\"wp-image-15804\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Guerra nel Sottosuolo: Le Lezioni Apprese per il Futuro dei Conflitti Urbani</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tattiche-operative-l-uso-di-robot-e-cani\">Tattiche Operative: L'Uso di Robot e Cani</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il combattimento corpo a corpo nei tunnel è l'incubo di ogni soldato. Per mitigare i rischi, l'approccio moderno segue una sequenza rigorosa:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Esplorazione Robotica</strong>: L'uso di droni specializzati (in grado di volare senza segnale GPS) e veicoli terrestri senza pilota (UGV) permette di mappare i tunnel e rilevare la presenza di trappole esplosive (IED) o gas tossici.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>L'Unità Oketz</strong>: I cani addestrati giocano un ruolo vitale. Grazie al loro olfatto e alla loro agilità, possono localizzare nemici nascosti e cariche esplosive in spazi troppo angusti per i robot.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>L'Unità Specializzata Yahalom</strong>: Una volta identificata la minaccia, intervengono i genieri d'élite, dotati di equipaggiamento specifico come radio a bassa frequenza (le uniche che penetrano il terreno) e visori notturni potenziati.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15805,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"La Guerra nel Sottosuolo - Lezioni Apprese per il Futuro dei Conflitti Urbani\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/dcf555f7-0087-42a3-8d0a-a64b65c8db23-590x400-1.jpg\" alt=\"La Guerra nel Sottosuolo: Le Lezioni Apprese per il Futuro dei Conflitti Urbani\" class=\"wp-image-15805\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Guerra nel Sottosuolo: Le Lezioni Apprese per il Futuro dei Conflitti Urbani</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-neutralizzazione-dalla-schiuma-alle-spugne-esplosive\">Neutralizzazione: Dalla Schiuma alle \"Spugne\" Esplosive</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Distruggere un tunnel non è semplice. Il collasso totale richiede enormi quantità di esplosivo. L'IDF ha quindi introdotto metodi alternativi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Bombe a Spugna (Sponge Bombs)</strong>: Contenitori chimici che, una volta attivati, rilasciano una schiuma espandibile che si indurisce istantaneamente, sigillando i varchi senza causare esplosioni pericolose per i civili in superficie.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Allagamento e Gas</strong>: In alcune aree sono stati testati metodi per rendere i tunnel inagibili tramite l'immissione di acqua o fumi, sebbene con implicazioni ambientali e tattiche complesse.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusioni-una-nuova-era-della-guerra-asimmetrica\">Conclusioni: Una Nuova Era della Guerra Asimmetrica</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esperienza di Gaza dimostra che<strong> la superiorità aerea e tecnologica può essere parzialmente neutralizzata dal dominio sotterraneo</strong>. Come evidenziato dal rapporto statunitense, la proliferazione dei droni in superficie spingerà sempre più avversari (come visto anche nelle acciaierie Azovstal in Ucraina) a cercare rifugio e vantaggio tattico sotto terra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per gli eserciti del futuro, la capacità di combattere in ambienti \"multi-dominio\" – che includano contemporaneamente il cielo, la terra e il sottosuolo – non sarà più un'opzione specialistica, ma una necessità fondamentale per la sopravvivenza e la vittoria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/1-9.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#GazaMetro, #GuerraSotterranea, #LezioniGaza, #StrategiaUrbana, difesamilitare, sicurezzainternazionale, tecnologiamilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-24 07:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"L’attacco di Hamas e l’operazione israeliana hanno rivelato l’importanza strategica del vasto sistema di tunnel sotterranei di Gaza, una rete complessa e tecnologicamente avanzata. L’IDF utilizza sensori, droni, robot e cani per rilevare e neutralizzare i tunnel, impiegando anche schiume espandibili per sigillarli. La guerra sotterranea segna una nuova era del combattimento urbano multi-dominio.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://api.army.mil/e2/c/downloads/2025/09/09/303436de/subterranean-operations-israeli-defense-force-lessons-from-gaza.pdf","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29449-la-guerra-nel-sottosuolo-lezioni-apprese-per-il-futuro-dei-conflitti-urbani.mp4","galleria":""}
{"id":29442,"titolo":"U.S. Marine Corps dice no al fucile M7 dell’Esercito: resta in servizio l’M27","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Corpo dei Marines degli Stati Uniti ha deciso di <strong>mantenere l’M27 Infantry Automatic Rifle (IAR)</strong> come arma principale per le proprie formazioni da combattimento ravvicinato, <strong>rinunciando per ora ad adottare l’M7</strong> dell’Esercito, fulcro del programma <strong>Next Generation Squad Weapon (NGSW)</strong>. La conferma è arrivata tramite un portavoce del servizio in dichiarazioni rilasciate a <em>Task &amp; Purpose</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Il Marine Corps manterrà l’M27 per le nostre formazioni di close combat perché è ciò che meglio si allinea ai requisiti unici del servizio, all’impiego dottrinale anfibio delle armi e alle priorità di modernizzazione distinte, garantendo al contempo un’interoperabilità senza soluzione di continuità all’interno della forza congiunta e con i partner di coalizione”, ha spiegato il portavoce in una e-mail.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15794,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/8490447.webp\" alt=\"U.S. Marine Corps dice no al fucile M7 dell’Esercito: resta in servizio l’M27\" class=\"wp-image-15794\" title=\"U.S. Marine Corps dice no al fucile M7 dell’Esercito: resta in servizio l’M27\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">U.S. Marine Corps dice no al fucile M7 dell’Esercito: resta in servizio l’M27</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-i-marines-non-passano-all-m7\">Perché i Marines non passano all’M7</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La motivazione ufficiale ruota attorno a tre concetti chiave:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Requisiti “di servizio” specifici</strong>: i Marines sottolineano che le proprie esigenze operative non coincidono sempre con quelle dell’Esercito.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Dottrina anfibia ed expeditionary</strong>: l’equipaggiamento deve restare coerente con l’impiego tipico del Corpo, spesso legato a operazioni da sbarco, ambienti costieri e logistica “leggera”.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Priorità di modernizzazione diverse</strong>: la scelta di non convergere immediatamente sull’M7 riflette una pianificazione interna che privilegia sistemi ritenuti più aderenti al proprio concetto d’impiego.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo non significa una chiusura definitiva: il Marine Corps ha precisato che <strong>continuerà a osservare l’evoluzione dell’M7</strong> per orientare eventuali requisiti futuri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Continueremo a monitorare lo sviluppo dell’M7 [Next Generation Squad Weapon rifle] per informare requisiti futuri”, ha aggiunto il portavoce, ribadendo che la valutazione dei sistemi è continua e basata sulle necessità expeditionary.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-m27-da-sostituto-del-m249-a-fucile-di-squadra-esteso\">M27: da sostituto del M249 a “fucile di squadra” esteso</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>M27 IAR</strong>, basato su un progetto <strong>Heckler &amp; Koch</strong>, è entrato in servizio operativo con i Marines in <strong>Afghanistan nel 2011</strong>. Nato inizialmente con l’obiettivo di <strong>rimpiazzare il M249</strong> come arma automatica di squadra, nel tempo ha visto <strong>espandere il proprio ruolo</strong> fino a diventare un elemento standard all’interno delle squadre fucilieri, consolidandosi come piattaforma centrale per il close combat.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-m7-dell-esercito-e-il-cambio-di-calibro\">L’M7 dell’Esercito e il cambio di calibro</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>M7</strong> rappresenta il salto generazionale dell’Esercito: un sistema costruito attorno a una <strong>munizione da 6,8 mm</strong>, pensata per garantire <strong>maggiore portata ed efficacia</strong> rispetto al diffuso <strong>5,56 mm</strong> impiegato da decenni in molte componenti delle forze armate statunitensi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel programma NGSW, l’Esercito sta distribuendo <strong>M7 e la mitragliatrice M250</strong> a diverse categorie di personale in prima linea, tra cui <strong>fanteria, esploratori, genieri, osservatori avanzati, medici da combattimento e forze speciali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A sostegno della nuova munizione, è stata riportata una valutazione attribuita al Brig. Gen. <strong>Phil Kinniery</strong> (Infantry School/Maneuver Center of Excellence, Fort Benning, Georgia), secondo cui il 6,8 mm “<strong>ferma il nemico con un colpo</strong>” riducendo la necessità di ingaggiare con più colpi per ottenere lo stesso effetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15793,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/bikktnkeae1z.jpg\" alt=\"U.S. Marine Corps dice no al fucile M7 dell’Esercito: resta in servizio l’M27\" class=\"wp-image-15793\" title=\"U.S. Marine Corps dice no al fucile M7 dell’Esercito: resta in servizio l’M27\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">U.S. Marine Corps dice no al fucile M7 dell’Esercito: resta in servizio l’M27</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dibattito-capacita-del-caricatore-e-risposte-di-army-e-sig-sauer\">Dibattito: capacità del caricatore e risposte di Army e Sig Sauer</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante l’avvio della distribuzione, l’M7 è finito al centro di discussioni su aspetti progettuali. Una presentazione di un ufficiale dell’Esercito al <strong>Modern Day Marine</strong> di Washington, D.C., ha sollevato dubbi sulla <strong>capacità del caricatore da 20 colpi</strong>, giudicata potenzialmente limitante in alcuni scenari di combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le critiche sono state respinte sia dall’Esercito sia dal produttore <strong>Sig Sauer</strong>. Jason St. John, senior director of strategic products dell’azienda, ha dichiarato a <em>Task &amp; Purpose</em> che un ampio team lavora quotidianamente sul sistema e che l’azienda è “altamente fiduciosa” nella robustezza, sicurezza e prestazioni dell’arma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-precedente-nel-2020-chiarimenti-sui-piani-dei-marines\">Un precedente nel 2020: chiarimenti sui piani dei Marines</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La posizione odierna si inserisce in una traiettoria già emersa in passato. Nel <strong>maggio 2020</strong>, il <strong>Marine Corps Systems Command</strong> intervenne per correggere un comunicato che aveva generato confusione, perché lasciava intendere che il Corpo intendesse <strong>sostituire l’M27</strong> nell’ambito del programma NGSW. L’episodio evidenziò già allora la cautela dei Marines nel legare la propria modernizzazione direttamente alle scelte dell’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-significa-la-scelta-in-pratica\">Cosa significa la scelta, in pratica</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La decisione mantiene i Marines su una linea di <strong>continuità</strong>: l’M27 resta il riferimento per le unità da close combat, mentre l’Esercito prosegue con il passaggio all’M7/M250 e al 6,8 mm. Nel breve periodo, questo implica:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>approcci diversi</strong> alla modernizzazione delle armi leggere tra servizi,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>valutazioni operative distinte</strong> (specie sul rapporto tra potenza, carico, dottrina e logistica),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>una finestra aperta a <strong>future convergenze</strong>, ma solo dopo che l’M7 avrà maturato ulteriori evidenze sul campo e nei cicli di sviluppo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/Marines-Stick-With-M27.webp","categoria":"Internazionali","tags":"6.8mm, M27, M7, NGSW, SIGSauer, USMC","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-24 01:04:03","stato":"publish","riassunto_video":"Il Corpo dei Marines manterrà l’M27 Infantry Automatic Rifle come arma principale per il combattimento ravvicinato, rinunciando per ora all’M7 dell’Esercito, parte del programma Next Generation Squad Weapon. La scelta riflette esigenze operative specifiche, dottrina anfibia e priorità di modernizzazione diverse. I Marines continueranno a monitorare l’evoluzione dell’M7 per future valutazioni.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://defence-blog.com/u-s-marine-corps-rejects-switch-to-m7-rifle/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29442-u-s-marine-corps-dice-no-al-fucile-m7-dellesercito-resta-in-servizio-lm27.mp4","galleria":""}
{"id":29435,"titolo":"Spagna Silicon Valley Militare - una buona idea per Difesa e Ricerca","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’idea di un’Europa più competitiva sul piano della difesa sta prendendo forma anche attraverso scelte industriali molto concrete: non solo più spesa, ma infrastrutture, filiere e capacità tecnologiche da consolidare sul territorio. In questo quadro, la Spagna sta provando a ritagliarsi un ruolo da protagonista puntando su un grande polo di innovazione legato a difesa e aerospazio. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15774,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Spagna Silicon Valley Militare - una buona idea per Difesa e Ricerca\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/JPG-1920x1080-51-1024x576-1.jpg\" alt=\"Spagna Silicon Valley Militare - una buona idea per Difesa e Ricerca\" class=\"wp-image-15774\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Spagna Silicon Valley Militare - una buona idea per Difesa e Ricerca</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-cuore-del-progetto-l-indra-technology-hub-a-torrejon-de-ardoz\">Il cuore del progetto: l’Indra Technology Hub a Torrejón de Ardoz</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il perno dell’operazione è Indra, gruppo spagnolo attivo in tecnologia, difesa e sicurezza. L’azienda ha annunciato la costruzione dell’<strong>Indra Technology Hub (ITH)</strong> a <strong>Torrejón de Ardoz (area di Madrid)</strong>: un complesso su <strong>77 ettari</strong>, con <strong>200.000–300.000 m²</strong> di superfici costruite, pensato per attività ad alta intensità tecnologica e industriale. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul fronte finanziario, il progetto è supportato da un <strong>finanziamento da 385 milioni di euro del Banco Europeo de Inversiones (BEI)</strong>, mentre Indra prevede anche una <strong>quota di investimento diretto</strong> (indicata in 200 milioni) per completare l’operazione. L’avvio dei lavori è collocato <strong>tra fine 2025 e inizio 2026</strong>, con l’obiettivo di arrivare a regime nel corso del <strong>2026</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il senso dell’ITH è trasformare Madrid in un polo capace di concentrare R&amp;S e produzione avanzata per tecnologie a doppio uso, con una spinta forte su applicazioni per <strong>difesa e aerospazio</strong> e sulla <strong>digitalizzazione industriale</strong> (la classica traiettoria “industria 4.0”). L’ambizione è anche occupazionale: la costruzione e l’avvio del polo sono associati a circa <strong>3.000 posti di lavoro</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15771,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Sistemas-C-UAS-Atlas-1920x1080-1-1024x576-1.jpg\" alt=\"Spagna Silicon Valley Militare - una buona idea per Difesa e Ricerca\" class=\"wp-image-15771\" title=\"Spagna Silicon Valley Militare - una buona idea per Difesa e Ricerca\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Spagna Silicon Valley Militare - una buona idea per Difesa e Ricerca</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-contesto-il-piano-leading-the-future-e-l-accelerazione-sulla-difesa\">Il contesto: il piano “Leading the Future” e l’accelerazione sulla difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’hub si inserisce nel riposizionamento strategico di Indra, riassunto nel piano <strong>“Leading the Future”</strong> (presentato nel 2024), che identifica la difesa come asse di crescita e di centralità industriale. In parallelo, Indra continua a rafforzare il portafoglio di programmi e sistemi militari (ad esempio nell’ambito dei sistemi per la difesa aerea), segnalando una traiettoria di consolidamento delle competenze domestiche. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un elemento rilevante, in chiave politica-industriale, è il ruolo pubblico: lo Stato spagnolo è <strong>azionista di riferimento tramite SEPI (28%)</strong>, e le mosse recenti indicano un orientamento a presidiare asset considerati strategici (anche sul fronte spaziale e satellitare, dove la dimensione duale è evidente).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15775,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Spagna Silicon Valley Militare - una buona idea per Difesa e Ricerca\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Untitled-design-5.png\" alt=\"Spagna Silicon Valley Militare - una buona idea per Difesa e Ricerca\" class=\"wp-image-15775\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Spagna Silicon Valley Militare - una buona idea per Difesa e Ricerca</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In controluce, la mossa spagnola suggerisce anche un messaggio per l’Italia: il binomio <strong>ricerca–difesa</strong> può diventare una grande occasione industriale se viene trattato come politica di sistema e non come somma di commesse. <strong>Mettere in rete università, centri di trasferimento tecnologico, PMI innovative e grandi player su programmi concreti (droni, sensori, guerra elettronica, cyber, comunicazioni sicure, AI dual use) </strong>significherebbe accorciare i tempi tra laboratorio e produzione, trattenere talenti e creare occupazione qualificata, con ricadute che vanno oltre il comparto militare. In un contesto europeo che sta riallocando risorse sulla sicurezza, <strong>l’Italia ha già competenze e filiere per giocare una partita di alto livello</strong>: ciò che serve è <strong>massa critica</strong>, coordinamento e una visione che trasformi la difesa in un acceleratore di innovazione nazionale, non in un capitolo di spesa isolato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/33.png","categoria":"Blog","tags":"#Indra, difesa, Droni, Industria, Madrid, spagna, tecnologia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-23 17:54:03","stato":"publish","riassunto_video":"La Spagna punta a diventare leader europeo nella difesa con l’Indra Technology Hub a Torrejón de Ardoz, un polo innovativo per ricerca e produzione avanzata in difesa e aerospazio. Supportato da 385 milioni di euro del BEI e 200 milioni di investimento diretto, il progetto creerà 3.000 posti di lavoro e promuoverà l’industria 4.0, rafforzando competenze strategiche e tecnologiche.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://cincodias.elpais.com/companias/2025-06-22/indra-financiara-con-385-millones-aportados-por-el-bei-un-hub-tecnologico-en-madrid.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29435-spagna-silicon-valley-militare-una-buona-idea-per-difesa-e-ricerca.mp4","galleria":""}
{"id":29429,"titolo":"Munizioni “Triplex” contro i droni Fpv: la Russia arma la fanteria per il combattimento a corto raggio","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il conglomerato statale russo <strong>Rostec</strong> ha annunciato l’imminente introduzione di una <strong>nuova tipologia di munizionamento anti-drone</strong> destinata alle unità di fanteria impegnate sul campo. Si tratta delle cartucce <strong>Mnogotochie</strong>, sviluppate dalla holding High Precision Systems, progettate specificamente per contrastare i piccoli droni <strong>Fpv a bassa quota</strong>, ormai centrali nelle dinamiche del combattimento moderno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A differenza delle soluzioni improvvisate adottate finora — spesso basate su armi a canna liscia o su munizioni spezzate adattate ai fucili d’assalto — il nuovo munizionamento nasce con un obiettivo chiaro: <strong>fornire ai soldati un’opzione organica, immediatamente disponibile e compatibile con le armi di servizio standard</strong>, come i fucili della serie Ak e le mitragliatrici Pkm.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore tecnologico di queste cartucce è la costruzione <strong>“Triplex”</strong>: tre proiettili alloggiati in sequenza nello stesso bossolo che escono uniti dalla canna per poi separarsi dopo alcuni metri dalla volata. Questo schema aumenta in modo significativo la <strong>probabilità di intercettazione del bersaglio</strong>, senza compromettere la possibilità di utilizzare moderatori di suono, un dettaglio tutt’altro che secondario nelle operazioni ravvicinate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto in cui i droni Fpv vengono impiegati sia per ricognizione sia per attacchi diretti contro la fanteria, la capacità di reagire in pochi secondi può fare la differenza. Per questo Rostec sottolinea come le Mnogotochie <strong>non richiedano modifiche alle armi né cambiamenti nelle procedure addestrative</strong>, un requisito essenziale alla luce dei ritmi operativi e dei vincoli logistici che gravano sulle unità schierate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dalle-sperimentazioni-americane-alla-soluzione-russa\">Dalle sperimentazioni americane alla soluzione russa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il concetto di munizionamento <strong>“duplex” e “triplex”</strong> non è nuovo. Già negli anni Cinquanta, negli Stati Uniti furono condotte sperimentazioni mirate ad aumentare la probabilità di colpire il bersaglio nei combattimenti ravvicinati. Le prime cartucce, realizzate nei calibri .30-06 Springfield e successivamente 7,62×51, puntavano a compensare l’imprecisione del tiro sotto stress attraverso la <strong>moltiplicazione dei proiettili per singolo colpo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15760,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Munizioni “Triplex” contro i droni Fpv: la Russia arma la fanteria per il combattimento a corto raggio\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/2-Salvo-project-1024x540-1-1024x540-1.jpg\" alt=\"Munizioni “Triplex” contro i droni Fpv: la Russia arma la fanteria per il combattimento a corto raggio\" class=\"wp-image-15760\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Immagine d’epoca che illustra il Project Salvo statunitense.</em> Fonte armietiro.it.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante risultati tecnicamente interessanti, quei programmi vennero archiviati, anche per l’evoluzione delle dottrine operative e l’introduzione di nuovi sistemi d’arma. Oggi, a oltre settant’anni di distanza, Mosca riprende quel filone concettuale adattandolo a uno scenario radicalmente diverso, dominato da <strong>droni economici, sensori diffusi e minacce improvvise dall’alto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La famiglia Mnogotochie comprende due varianti principali: la <strong>Sc 226 in calibro 5,45×39</strong> e la <strong>Sc 228 in 7,62×54</strong>. Secondo il produttore, entrambe garantiscono una <strong>gittata efficace fino a 300 metri</strong>, un valore nettamente superiore alle precedenti soluzioni basate su proiettili a pallini per fucili d’assalto, ferme intorno ai 100 metri. Ciò significa poter ingaggiare un Fpv prima che entri nella sua finestra d’attacco ottimale, ampliando il margine di reazione della fanteria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-impatto-tattico-e-vantaggi-operativi\">Impatto tattico e vantaggi operativi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano operativo, l’introduzione delle Mnogotochie offre un vantaggio concreto: il soldato può trasportare queste munizioni in un <strong>caricatore dedicato</strong>, pronto all’uso non appena viene rilevata una minaccia aerea. È sufficiente una sostituzione rapida per passare dalla munizione standard a quella anti-drone, senza dover ricorrere a un fucile a pompa separato o a dotazioni aggiuntive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il risultato è una <strong>riduzione del carico individuale</strong> e, al tempo stesso, la preservazione della configurazione primaria dell’arma. In altre parole, la capacità anti-Fpv viene integrata direttamente nell’equipaggiamento ordinario del fante, senza alterarne l’operatività di base.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15763,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Munizioni “Triplex” contro i droni Fpv: la Russia arma la fanteria per il combattimento a corto raggio\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/2217407-russian-soldiers-ukraine.jpg\" alt=\"Munizioni “Triplex” contro i droni Fpv: la Russia arma la fanteria per il combattimento a corto raggio\" class=\"wp-image-15763\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Due soldati russi con equipaggiamento standard e fucili d’assalto.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal punto di vista dottrinale, questa scelta riflette una tendenza sempre più evidente: <strong>riportare la difesa contro i droni al livello della squadra e del plotone</strong>, integrandola nelle armi leggere anziché demandarla esclusivamente a sistemi specializzati. Le Mnogotochie rappresentano dunque una risposta pragmatica a una minaccia asimmetrica, sfruttando una soluzione tecnologicamente semplice ma tatticamente mirata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Resta ora da valutare l’effettiva efficacia sul campo e la rapidità della distribuzione su larga scala. Il segnale, tuttavia, appare chiaro: nella guerra contemporanea <strong>anche il singolo fante deve poter contrastare il dominio dei droni</strong>, e ogni soluzione che ne aumenti la sopravvivenza assume immediatamente una valenza strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/1-RUSSIA-TRIPLEX-C-UAS-round-1024x924-1.jpg","categoria":"Blog","tags":"#DroniFPV, fanteria, munizioniTriplex","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-23 17:04:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.armietiro.it/nuove-munizioni-russe-anti-drone-triplex","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29429-munizioni-triplex-contro-i-droni-fpv-la-russia-arma-la-fanteria-per-il-combattimento-a-corto-raggio.mp4","galleria":""}
{"id":29423,"titolo":"LEAP e la svolta C-UAS: forse l’Europa ha trovato la via giusta (e l’Italia può contare davvero)","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’annuncio dell’iniziativa <strong>LEAP – Low-Cost Effectors and Autonomous Platforms</strong>, promossa da <strong>Regno Unito, Francia, Germania, Italia e Polonia</strong>, va letto per quello che è: non l’ennesimo programma “di futuro”, ma un tentativo di rispondere <strong>subito</strong> a una lezione durissima emersa in Ucraina. La guerra dei droni ha ribaltato i rapporti costo-efficacia della difesa aerea: se il nemico attacca con piattaforme economiche, numerose e sacrificabili, la risposta non può essere basata solo su intercettori costosi e scarsi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La questione non è soltanto “abbattere un drone”. È farlo <strong>ogni giorno</strong>, a ritmo elevato, per mesi, senza esaurire munizioni, bilancio e capacità industriale. In questo senso, LEAP può rappresentare una <strong>via più realistica</strong> per acquisire una vera capacità anti-UAS: puntare su effettori a basso costo, produzione in massa e cicli rapidi di innovazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15752,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"LEAP e la svolta C-UAS: forse l’Europa ha trovato la via giusta (e l’Italia può contare davvero)\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/e797a058-5962-4436-ae91-98b6a4af046a.jpg\" alt=\"LEAP e la svolta C-UAS: forse l’Europa ha trovato la via giusta (e l’Italia può contare davvero)\" class=\"wp-image-15752\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">LEAP e la svolta C-UAS: forse l’Europa ha trovato la via giusta (e l’Italia può contare davvero)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-low-cost-e-la-parola-chiave-non-una-rinuncia\">Perché “low-cost” è la parola chiave (non una rinuncia)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto centrale è l’attrito. Nella guerra moderna la minaccia UAV si presenta in quantità: ricognizione, attacchi saturanti, “loitering munitions”, sciami improvvisati, droni commerciali adattati. Rispondere con missili nati per abbattere velivoli o missili da crociera è spesso tecnicamente possibile, ma strategicamente insostenibile. È una logica che brucia risorse più velocemente della minaccia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>LEAP nasce per colmare proprio questo vuoto: <strong>difesa anti-drone economicamente sostenibile</strong>, integrabile e rapidamente scalabile. Se l’obiettivo dichiarato di avviare in tempi brevi la produzione di componenti e sistemi verrà rispettato, il programma introdurrebbe una discontinuità rara: dall’“eccellenza di nicchia” alla <strong>capacità di massa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-capacita-c-uas-non-e-un-prodotto-e-un-sistema\">La capacità C-UAS non è un prodotto: è un sistema</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rischio, come sempre, è ridurre tutto all’effettore. In realtà una capacità anti-UAS credibile è una catena completa:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Scoperta e tracciamento</strong> (radar, EO/IR, sensori passivi)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Identificazione e classificazione</strong> (anche con supporto AI, deconfliction)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Neutralizzazione</strong> (guerra elettronica, effettori “low-cost”, intercettazione cinetica e non cinetica)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Comando e controllo</strong> (integrazione con la difesa aerea, regole d’ingaggio, gestione saturazione)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se uno di questi anelli è debole, l’intero sistema collassa. E qui LEAP può essere utile se impone standard e interoperabilità: non un “oggetto” in più, ma un <strong>pacchetto operativo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15753,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"LEAP e la svolta C-UAS: forse l’Europa ha trovato la via giusta (e l’Italia può contare davvero)\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/4KE8TB9-AFP-20241225-ukrinform-aerialre241219-npDyy-v1-HighRes-AerialReconnaissanceCrew-jpg.jpg\" alt=\"LEAP e la svolta C-UAS: forse l’Europa ha trovato la via giusta (e l’Italia può contare davvero)\" class=\"wp-image-15753\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">LEAP e la svolta C-UAS: forse l’Europa ha trovato la via giusta (e l’Italia può contare davvero)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dov-e-l-italia-al-tavolo-si-ma-ora-deve-scegliere-se-essere-parte-o-pilastro\">Dov’è l’Italia? Al tavolo, sì. Ma ora deve scegliere se essere “parte” o “pilastro”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia, in questa iniziativa, ha due strade. La prima è la più comoda: partecipare, contribuire a singoli sottosistemi e restare nella scia dei grandi. La seconda è più ambiziosa e più utile: <strong>guidare un segmento</strong> e vincolare il programma a risultati industriali e operativi misurabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>1) Integrazione di sistema (C2, sensori, rete)</strong><br>L’anti-UAS efficace è soprattutto capacità di integrazione: collegare sensori diversi, fondere le tracce, assegnare la risposta più economica, coordinarsi con l’Air Defence tradizionale. Se l’Italia si posiziona come “system integrator” su architetture e C2, non è un fornitore laterale: diventa un nodo critico del programma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>2) Produzione scalabile e sostenibilità logistica</strong><br>Il “low-cost” non è solo progettazione: è filiera, componentistica, manutenzione, addestramento e capacità di produrre numeri. L’Italia può spingere su una logica di <strong>volumi e continuità</strong>, trasformando LEAP da prototipo politico a realtà industriale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>3) Protezione del territorio e resilienza</strong><br>La minaccia UAV non riguarda solo il fronte est o i teatri operativi: coinvolge infrastrutture critiche, basi, porti, aeroporti, energia, grandi eventi. Legare LEAP anche alla <strong>difesa nazionale</strong> rende la capacità più finanziabile e più credibile: non “spesa da missione”, ma sicurezza quotidiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-condizione-per-il-successo-passare-dalle-dichiarazioni-agli-impegni\">La condizione per il successo: passare dalle dichiarazioni agli impegni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>LEAP può essere la via giusta solo se si traduce in quattro elementi concreti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Requisiti comuni chiari</strong> (scenari, livelli di saturazione, soglie costo-efficacia)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ordini minimi garantiti</strong> (senza volumi non esiste “low-cost”)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Interoperabilità reale</strong> (standard, integrazione NATO, collegamento con IAMD)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ciclo di aggiornamento rapido</strong> (perché i droni evolvono in mesi, non in decenni)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se questi pilastri reggono, LEAP può diventare il primo programma europeo a trattare l’anti-UAS come ciò che è: una capacità di massa, industriale e sistemica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione-la-via-giusta-esiste-ma-va-percorsa-fino-in-fondo\">Conclusione: la via giusta esiste, ma va percorsa fino in fondo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La lezione ucraina è semplice: chi vince non è solo chi ha il sistema più sofisticato, ma chi ha la combinazione migliore tra <strong>efficacia, costo e disponibilità</strong>. LEAP sembra partire da questa consapevolezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’Italia, la domanda non è “se c’è”, ma <strong>come ci sta</strong>: da comparsa o da attore strutturale. Se Roma punta su integrazione, volumi e protezione del territorio, questa iniziativa può diventare non solo un progetto europeo, ma una vera accelerazione per costruire — finalmente — una capacità anti-UAS credibile e sostenibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/1-8.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#IndustriaDifesa, antiUAS, DifesaAerea, Droni, europa, LEAP, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-23 10:04:05","stato":"publish","riassunto_video":"LEAP, iniziativa europea per la difesa anti-drone, punta su effettori low-cost e produzione di massa per rispondere alla minaccia UAV emersa in Ucraina. L’Italia può giocare un ruolo chiave come integratore di sistema, produttore scalabile e difensore del territorio. Il successo richiede impegni concreti su requisiti, volumi, interoperabilità e aggiornamenti rapidi.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.gov.uk/government/news/uk-and-european-allies-to-develop-low-cost-air-defence-weapons-to-protect-nato-skies","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29423-leap-e-la-svolta-c-uas-forse-leuropa-ha-trovato-la-via-giusta-e-litalia-puo-contare-davvero.mp4","galleria":""}
{"id":29414,"titolo":"ITEC 2026 - Tecnologia per l'Addestramento: perché vale la pena esserci (e cosa aspettarsi)","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel panorama europeo degli eventi dedicati all’innovazione per l’addestramento militare, <strong>ITEC 2026</strong> si presenta come uno degli appuntamenti più rilevanti per chi opera nella <strong>defence training technology</strong>: un luogo dove si incontrano esigenze operative, soluzioni tecnologiche e decision-maker istituzionali. L’edizione 2026 si terrà <strong>a Londra (Regno Unito), presso ExCeL London</strong>, e punta a riunire la comunità internazionale che lavora su simulazione, formazione, dottrina e strumenti digitali a supporto delle forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15734,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"ITEC 2026 - Tecnologia per l'Addestramento: perché vale la pena esserci (e cosa aspettarsi)\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/filters_no_upscale.webp\" alt=\"ITEC 2026 - Tecnologia per l'Addestramento: perché vale la pena esserci (e cosa aspettarsi)\" class=\"wp-image-15734\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">ITEC 2026 - Tecnologia per l'Addestramento: perché vale la pena esserci (e cosa aspettarsi)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-evento-chiave-per-la-comunita-dell-addestramento-difesa\">Un evento “chiave” per la comunità dell’addestramento difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>ITEC è <strong>un evento europeo di riferimento su più giorni</strong> dedicato ad avanzare le soluzioni tecnologiche per l’addestramento, con l’obiettivo di <strong>favorire collaborazione e apprendimento continuo</strong> in un contesto di minacce globali sempre più complesse. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il profilo dei partecipanti è volutamente ampio: l’evento richiama <strong>rappresentanti NATO, alti ufficiali, Ministeri della Difesa europei e internazionali, fornitori tecnologici, mondo accademico ed esperti di settore</strong>. In pratica, un ecosistema completo dove chi definisce requisiti, chi finanzia e chi sviluppa tecnologie può dialogare nello stesso spazio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei motivi principali per visitare ITEC 2026 è la combinazione di <strong>conferenza tecnica</strong> ed <strong>exhibition</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>La conferenza</strong> affronta i bisogni evolutivi della difesa con contributi che includono, tra gli altri, temi come <strong>AI, sistemi autonomi e tecnologie per l’addestramento</strong>, con prospettive che intrecciano <strong>accademia, forze armate e industria</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>L’area espositiva</strong> mette in mostra tecnologie e soluzioni di fornitori di primo piano, creando opportunità concrete di confronto con stakeholder e potenziali partner. Sul sito vengono citati esempi di aziende che hanno partecipato come espositori (tra cui Anschutz, Babcock, BAE Systems e SAAB). </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa struttura “a doppio binario” rende l’evento utile sia a chi cerca aggiornamento e visione strategica, sia a chi deve valutare soluzioni reali, parlare con vendor, vedere demo e capire cosa è già maturo per l’adozione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15735,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"ITEC 2026 - Tecnologia per l'Addestramento: perché vale la pena esserci (e cosa aspettarsi)\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/filters_no_upscale11.webp\" alt=\"ITEC 2026 - Tecnologia per l'Addestramento: perché vale la pena esserci (e cosa aspettarsi)\" class=\"wp-image-15735\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">ITEC 2026 - Tecnologia per l'Addestramento: perché vale la pena esserci (e cosa aspettarsi)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-accesso-a-decision-maker-nato-e-ministeri-della-difesa\">Accesso a decision-maker: NATO e Ministeri della Difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro elemento distintivo è l’enfasi sull’accesso a figure decisionali. ITEC promuove la presenza di <strong>rappresentanti NATO, ufficiali senior e ministeri della difesa</strong> come parte del valore dell’evento, posizionandolo come piattaforma per conversazioni che incidono su <strong>strategie e procurement</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per aziende e centri di ricerca questo significa poter raccogliere segnali di domanda (requisiti, priorità, vincoli), mentre per enti pubblici e militari significa confrontare approcci, casi d’uso e traiettorie tecnologiche con una platea internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>ITEC 2026 punta molto anche sul networking strutturato. Tra le iniziative citate:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>“Power Hours Networking”</strong> per incontri mirati,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>l’uso della piattaforma <strong>“MeetMe”</strong> per programmare riunioni in anticipo,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>momenti social come <strong>reception per espositori</strong> e un <strong>evento di networking off-site</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In altre parole: non solo scambio di biglietti da visita, ma occasioni per arrivare preparati e massimizzare gli incontri, soprattutto per chi ha obiettivi commerciali o di collaborazione tecnica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15738,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"ITEC 2026 - Tecnologia per l'Addestramento: perché vale la pena esserci (e cosa aspettarsi)\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/DSTL-scaled.jpg\" alt=\"ITEC 2026 - Tecnologia per l'Addestramento: perché vale la pena esserci (e cosa aspettarsi)\" class=\"wp-image-15738\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">ITEC 2026 - Tecnologia per l'Addestramento: perché vale la pena esserci (e cosa aspettarsi)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-focus-2026-training-technologically-empowered-forces\">Il focus 2026: “Training technologically empowered forces”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma conferenziale 2026 ruota attorno a un tema guida: <strong>“Training technologically empowered forces”</strong>. L’idea, come viene descritta, è esplorare come militari e “defence enterprise” possano <strong>evolvere training ed education</strong> per sviluppare capacità superiori, non limitandosi a “tenere il passo” con l’innovazione, ma <strong>guidandola</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In parallelo, la pagina principale dell’evento anticipa che la conferenza 2026 affronterà <strong>tecnologie emergenti che stanno “disrupting” i paradigmi dell’addestramento</strong> attraverso presentazioni tecniche, case study e best practice. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul “Why visit” vengono riportati anche alcuni indicatori di risultato e percezione dei partecipanti, tra cui:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>+51%</strong> di incremento nella presenza di personale militare in servizio e VIP,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>85%</strong>: apprezzamento delle opportunità di networking,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>88%</strong>: visitatori che dichiarano di aver raggiunto il proprio obiettivo principale,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>75%</strong>: visitatori che considerano lo show un evento leader globale per la community defence. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sono dati di parte (presentati dall’organizzazione), ma aiutano a capire come l’evento voglia posizionarsi: non solo vetrina tecnologica, ma piattaforma con ricadute concrete su obiettivi professionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>ITEC 2026 “approda” a <strong>Londra</strong>, con sede <strong>ExCeL London (Royal Victoria Dock, 1 Western Gateway, London E16 1XL)</strong>. <br>La home dell’evento indica le date <strong>14–16 aprile 2026</strong> a Londra, Regno Unito. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15737,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"ITEC 2026 - Tecnologia per l'Addestramento: perché vale la pena esserci (e cosa aspettarsi)\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/filters_no_upscalemm.webp\" alt=\"ITEC 2026 - Tecnologia per l'Addestramento: perché vale la pena esserci (e cosa aspettarsi)\" class=\"wp-image-15737\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">ITEC 2026 - Tecnologia per l'Addestramento: perché vale la pena esserci (e cosa aspettarsi)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-in-sintesi-a-chi-e-utile-itec-2026\">In sintesi: a chi è utile ITEC 2026</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>ITEC 2026 è particolarmente rilevante per:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>forze armate e PA</strong> coinvolte in addestramento, simulazione e trasformazione digitale,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>industrie e fornitori</strong> di soluzioni training/simulation (dalle PMI ai prime),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>accademia e centri di ricerca</strong> interessati a casi d’uso, requisiti e partnership,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>stakeholder NATO/MoD</strong> e chi lavora su standard, interoperabilità e readiness.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per chi cerca un evento dove tecnologia, dottrina e decisioni si incontrano nello stesso luogo, Londra 2026 potrebbe essere una tappa ad alto valore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/DASA-funded-virtual-reality-training-technology-is-licenced-by-the-Australian-Army-scaled-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"AI, autonomoussystems, defencetraining, ExCeLLondon, ITEC2026, MilitaryTrainingTech, simulation","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-22 17:04:03","stato":"publish","riassunto_video":"ITEC 2026, a Londra dal 14 al 16 aprile, è un evento europeo chiave per l’innovazione nell’addestramento militare. Riunisce forze armate, NATO, ministeri della Difesa, industria e accademia per confrontarsi su tecnologie avanzate, simulazione e formazione digitale. Tra conferenze e esposizioni, favorisce networking mirato e dialogo tra decisori e fornitori, puntando a guidare l’evoluzione.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.itec.co.uk","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29414-itec-2026-tecnologia-per-laddestramento-perche-vale-la-pena-esserci-e-cosa-aspettarsi.mp4","galleria":""}
{"id":29407,"titolo":"La MND S - NATO in prima linea nella Steadfast Dart 2026","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"h-\">Si chiude il ciclo principale di attività di <a href=\"https://shape.nato.int/nato-exercises\">STEADFAST DART 2026 (STDT26<strong>)</strong></a>, la più grande esercitazione NATO del 2026, pensata per <strong>testare la rapidità di dispiegamento e l’impiego multidominio</strong> della nuova <strong>Allied Reaction Force (ARF)</strong> in condizioni realistiche, dal <em>deployment</em> all’esecuzione sul terreno e al successivo riposizionamento. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione – condotta tra gennaio e febbraio in Germania con attività “clou” nel Nord del Paese – ha visto coinvolti <strong>oltre 10.000 militari</strong> di <strong>13 Paesi Alleati</strong> e un imponente apparato di mobilità strategica e tattica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-italia-in-prima-linea-di-comando-nrdc-ita-guida-l-arf\">L’Italia in “prima linea” di comando: NRDC-ITA guida l’ARF</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’elemento distintivo di STDT26 è stato il <strong>ruolo di leadership italiana</strong>: al <a href=\"https://nrdc-ita.nato.int/newsroom/news-archive/2026/steadfast-dart-2026-from-deployment-to-execution-phase-the-allied-reaction-force-test-begins\">NATO Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA)</a>, con base a Solbiate Olona, è stato affidato il <strong>comando della ARF</strong> (ARF HQ), cioè la capacità NATO ad alta prontezza chiamata a reagire rapidamente a crisi e minacce alla sicurezza collettiva. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei obiettivi della Dart è stato quello di <strong>validare procedure e interoperabilità</strong> (nazioni contributrici e <em>host nation</em>), oltre a stressare le fasi di <strong>Reception, Staging and Onward Movement (RSOM)</strong> su larga scala.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15725,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Dalla Folgore alla MND S - NATO: Scuderi in prima linea nella Steadfast Dart 2026\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/1-7.jpg\" alt=\"Dalla Folgore alla MND S - NATO: Scuderi in prima linea nella Steadfast Dart 2026\" class=\"wp-image-15725\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dalla Folgore alla MND S - NATO: Scuderi in prima linea nella Steadfast Dart 2026</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-mnd-s-la-componente-terrestre-sotto-il-gen-giuseppe-scuderi\">MND-S: la componente terrestre sotto il Gen. Giuseppe Scuderi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul versante terrestre, la guida della <strong>Land Component Command (LCC)</strong> dell’ARF è stata affidata alla <strong>Multinational Division South (MND-S)</strong> con sede a Firenze. La MND-S costruita sulla Divisione “Vittorio Veneto”  è un comando in grado di pianificare e condurre operazioni multinazionali e interforze, garantendo interoperabilità e flessibilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A dirigere lo schieramento e l’impiego della MND-S durante Steadfast Dart 2026 è stato il <a href=\"https://brigatafolgore.net/steadfast-dart-2026-il-generale-paracadutista-scuderi-guida-lo-schieramento-della-mnd-s/\">Generale di Divisione Giuseppe Scuderi</a>, ufficiale proveniente dalla specialità paracadutisti, che ha operato come perno del comando terrestre multinazionale nell’architettura ARF. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15723,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Dalla Folgore alla MND S - NATO: Scuderi in prima linea nella Steadfast Dart 2026\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/AA1VoqdG.jpg\" alt=\"Dalla Folgore alla MND S - NATO: Scuderi in prima linea nella Steadfast Dart 2026\" class=\"wp-image-15723\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dalla Folgore alla MND S - NATO: Scuderi in prima linea nella Steadfast Dart 2026</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-muscoli-logistici-italiani-porti-navi-aria-e-ferrovia\">“Muscoli logistici” italiani: porti, navi, aria e ferrovia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei messaggi più concreti emersi dall’esercitazione riguarda la <strong>mobilità militare</strong>: il dispiegamento in Germania ha richiesto una combinazione di trasporto marittimo, aereo e ferroviario, oltre alle grandi colonne su gomma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto riportato dal Ministero della Difesa, la proiezione in area tedesca ha previsto <strong>3 unità navali</strong> e <strong>24 aeromobili</strong>, più <strong>3 convogli ferroviari</strong>, <strong>6 elicotteri</strong> e <strong>11 autocolonne stradali</strong>, con la movimentazione di circa <strong>6.000 metri lineari</strong> di materiali e mezzi, anche in condizioni meteo difficili (nevicate sulle direttrici e mare molto impegnativo sull’Atlantico).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Già nella fase iniziale, viene citato il ruolo del <strong>porto di Emden</strong> come snodo RSOM e l’arrivo progressivo di navi italiane con migliaia di veicoli e mezzi di supporto (numeri riportati nelle comunicazioni sull’avvio dell’esercitazione).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel quadro ARF, sotto il comando terrestre della MND-S, la <strong>Brigata Alpina “Julia”</strong> è stata la princiapale unità di manovra, insieme a contributi multinazionali.  </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15724,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Dalla Folgore alla MND S - NATO: Scuderi in prima linea nella Steadfast Dart 2026\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/43aff2a2-6c20-48a6-9ca7-8a2a700c8f2c-1024x585-1.jpg\" alt=\"Dalla Folgore alla MND S - NATO: Scuderi in prima linea nella Steadfast Dart 2026\" class=\"wp-image-15724\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dalla Folgore alla MND S - NATO: Scuderi in prima linea nella Steadfast Dart 2026</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-messaggio-strategico-deterrenza-unita-e-rapidita-di-reazione\">Il messaggio strategico: deterrenza, unità e rapidità di reazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La STDT26 è stata presentata come dimostrazione della capacità NATO di <strong>schierarsi “con rapidità e flessibilità”</strong> per rafforzare il territorio dell’Alleanza, con un chiaro valore di deterrenza. In particolare, nelle dichiarazioni attribuite al Comandante del Joint Force Command Brunssum, Gen. <strong>Ingo Gerhartz</strong>, l’esercitazione viene descritta come <strong>segno importante di unità e forza</strong> e come prova della prontezza dell’ARF. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se Steadfast Dart 2026 voleva verificare la catena “<strong>decidere–dispiegare–integrare–combattere</strong>” in chiave multinazionale, l’Italia ne esce con un risultato politico-militare evidente:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Leadership di comando</strong>: NRDC-ITA alla guida ARF (livello Corpo d’Armata) e MND-S come comando terrestre ARF. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Credibilità logistica e mobilità</strong>: numeri di trasporto e capacità di proiezione sostenuti da un impianto interforze complesso. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Interoperabilità reale</strong>: personale e unità integrate in un dispositivo multinazionale, dal C2 fino alle componenti operative.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/636255524-122163321146921874-340746602305267468-n.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"AlliedReactionForce, GeneraleScuderi, interoperabilità, MNDS, NATO, NRDCITA, steadfastdart2026","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-21 22:03:20","stato":"publish","riassunto_video":"Si è concluso Steadfast Dart 2026, la più grande esercitazione NATO del 2026, con oltre 10.000 militari di 13 Paesi in Germania. L’Italia ha guidato la Allied Reaction Force tramite NRDC-ITA e la Multinational Division South. L’esercitazione ha testato la rapidità di dispiegamento, la mobilità interforze e l’interoperabilità multinazionale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29407-la-mnd-s-nato-in-prima-linea-nella-steadfast-dart-2026.mp4","galleria":""}
{"id":29400,"titolo":"Fight tonight, non nel 2040: la Difesa ha bisogno di un serio Modello Aziendale Anglosassone","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le anticipazioni di stampa sulla riforma della Difesa — leva volontaria da circa 7mila unità l’anno (con possibile apertura a cittadini stranieri regolari residenti), riserva permanente da 15mila e crescita degli organici fino a 275mila nel lungo periodo — raccontano un progetto ambizioso. Ma l’ambizione, da sola, non produce capacità: la differenza la fanno <strong>regole</strong>, <strong>incentivi</strong> e <strong>tempi di attuazione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sfida italiana, oggi, è evitare due trappole viste in passato: da un lato l’illusione che basti “aumentare i numeri”; dall’altro la riforma diluita nel tempo, che non migliora la prontezza operativa nel presente e arriva tardi rispetto agli scenari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-giovani-sul-terreno-ben-pagati-e-con-una-transizione-credibile\">Giovani sul terreno, ben pagati, e con una transizione credibile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se si vuole rafforzare davvero la componente “boots on the ground”, la leva volontaria deve essere coerente con la natura del lavoro: fisicamente e psicologicamente impegnativo, con rischi e responsabilità crescenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei modelli esteri più efficaci, due elementi fanno la differenza:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>retribuzione e retention</strong>: pagare adeguatamente i ruoli operativi non è “generosità”, è un investimento sulla tenuta dei reparti e sulla qualità del reclutamento;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>uscita certa</strong>: la ferma breve funziona solo se chi entra vede un dopo realistico (formazione certificata, riconoscimento competenze, canali di impiego civile).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Italia questo si può tradurre in modo sostenibile evitando automatismi indistinti: non “tutti in PA”, ma <strong>un canale strutturato di transizione</strong> dopo un periodo minimo (ad esempio 10 anni), su profili coerenti (logistica, manutenzione, amministrazione, cyber, infrastrutture, protezione civile), con equivalenze e procedure snelle ma trasparenti. È il modo più serio per dire ai giovani: “non ti uso e poi ti lascio”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15525,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Arabia-Saudita-Spears-of-Victory-2026-13-1.jpg\" alt=\"Da Spears of Victory al World Defense Show: l’Italia rafforza presenza e cooperazione aeronautica in Arabia Saudita, sullo sfondo del dossier GCAP\" class=\"wp-image-15525\" title=\"Fight tonight, non nel 2040: la Difesa ha bisogno di un serio Modello Aziendale Anglosassone\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fight tonight, non nel 2040: la Difesa ha bisogno di un serio Modello Aziendale Anglosassone</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-riserva-permanente-o-e-pronta-davvero-oppure-e-solo-un-titolo\">Riserva permanente: o è pronta davvero, oppure è solo un titolo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La riserva stabile da 15mila, per essere credibile, non può limitarsi alla creazione formale o alla “riattivazione” di vecchie strutture. Una riserva funziona se ha:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>giorni addestrativi minimi</strong> chiari (e finanziati),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>equipaggiamento e standard</strong> allineati ai compiti,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>richiamabilità reale</strong> (tempi, procedure, catena di comando),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>un patto con datori di lavoro e PA</strong>, altrimenti il sistema si inceppa quando serve.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui la lezione estera è semplice: la riserva è un’istituzione “di società”, non solo militare. Se non si gestisce anche quel lato, il rischio è una riserva di carta: numeri buoni per il comunicato, poca disponibilità nei fatti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cyber-e-competenze-rare-aprire-a-profili-civili-senza-complessi\">Cyber e competenze rare: aprire a profili civili senza complessi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La bozza, per come è stata raccontata, ipotizza un rafforzamento dedicato alla cybersicurezza e l’impiego di “alta specializzazione non militare”. È un passaggio cruciale: il cyber non si costruisce solo con concorsi ordinari e carriere pensate per l’operatività tradizionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Molti Paesi distinguono chiaramente:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>ruoli militari operativi (rotazioni, impieghi, prontezza),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>ruoli tecnici/analitici dove conta la <strong>continuità pluriennale</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo significa due cose molto concrete:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>più civili qualificati</strong> in pianificazione, programmi, cyber, data, procurement e knowledge management, anche in posizioni rilevanti;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>possibilità di <strong>transito di status</strong> per alcuni ufficiali e sottufficiali verso ruoli civili (quando l’esperienza accumulata vale più della rotazione), con carriere e obiettivi misurabili.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È un cambio culturale: la professionalità decide, non la divisa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15316,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/260525-Folgore-1.jpg\" alt=\"Prima la vita dei soldati: basta sudditanza industriale\" class=\"wp-image-15316\" title=\"Fight tonight, non nel 2040: la Difesa ha bisogno di un serio Modello Aziendale Anglosassone\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fight tonight, non nel 2040: la Difesa ha bisogno di un serio Modello Aziendale Anglosassone</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-fight-tonight-e-fight-tomorrow-scadenze-ravvicinate-non-solo-orizzonti-lunghi\">“Fight tonight” e “fight tomorrow”: scadenze ravvicinate, non solo orizzonti lunghi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un piano spalmato al 2040+ rischia di essere politicamente facile e operativamente sterile. Una riforma credibile deve dire cosa cambia:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>nei prossimi <strong>12–18 mesi</strong> (reclutamento mirato, pay/retention, pipeline addestrativa, norme per la riserva),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>nei prossimi <strong>3–5 anni</strong> (riserva pienamente operativa, cyber con ingressi mirati, transiti a civile),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>nel medio-lungo periodo (ridisegno organici e carriere).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto è evitare l’effetto “inefficace oggi e incerto domani”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-consulenza-internazionale-essenziale-per-metodo-e-benchmark\">Consulenza internazionale: essenziale per metodo e benchmark </h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La responsabilità della riforma resta politica e militare, ma per essere moderni servono <strong>metodo, benchmark e numeri</strong>. In questo senso, l’Italia può fare come avviene da anni in ambito statunitense e britannico: <strong>affiancare al decisore un supporto esterno altamente specializzato</strong>, con esperienza pluriennale nel settore Difesa, per costruire un impianto basato su evidenze (force design, reclutamento/retention, modelli di riserva, workforce civile, cyber). Il valore non è “fare la riforma al posto nostro”, ma portare <strong>comparazioni credibili</strong>, simulazioni su costi e impatti, una roadmap con milestone e un cruscotto KPI, riducendo il rischio di scelte guidate da inerzia o interessi interni. In pratica: spendere qualcosa in più in progettazione e misurazione per spendere molto meno in correzioni e inefficienze negli anni successivi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Leva volontaria, riserva permanente, apertura selettiva, cyber e nuove assunzioni: l’impianto può avere senso. Ma la riforma regge solo se sposta l’asse dai “numeri” alla <strong>qualità del personale</strong>, dalla “tradizione” alla <strong>professionalità</strong>, e dall’orizzonte lontano a risultati misurabili nel breve.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Perché la Difesa non ha bisogno solo di più persone: ha bisogno di <strong>persone pronte, trattenute, valorizzate</strong>. E di un sistema che le accompagni dentro e fuori dall’uniforme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/02eb101d-5938-49ad-9c9f-33ad798a18df.jpg","categoria":"Blog","tags":"cybersicurezza, FORZE ARMATE, leva-volontaria, reclutamento, retention, riforma-difesa, riserva-operativa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-21 11:23:20","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.reuters.com/business/aerospace-defense/italy-considers-adding-100000-personnel-armed-forces-document-says-2026-02-19","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29400-fight-tonight-non-nel-2040-la-difesa-ha-bisogno-di-un-serio-modello-aziendale-anglosassone.mp4","galleria":""}
{"id":29395,"titolo":"Esercito Italiano in corsa a Verona: sport, integrazione e valori al servizio della comunità","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel quadro delle attività volte a rafforzare la preparazione fisica e l’integrazione con il territorio, l’Esercito Italiano ha preso parte alla Zero Wind Romeo &amp; Giulietta Run svoltasi a Verona domenica 15 febbraio 2026, con la presenza di circa <strong>200 Volontari in Ferma Iniziale</strong> del 3° blocco 2025 dell’85° Reggimento Addestramento Volontari “Verona”. I giovani militari hanno affrontato il percorso sugli 8 chilometri correndo insieme alla cittadinanza, offrendo una testimonianza concreta del valore dello sport come <strong>strumento formativo e di coesione sociale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La manifestazione, inserita nella 19ª edizione della Zero Wind Romeo &amp; Giulietta Run Half Marathon, ha registrato la partecipazione di quasi <strong>10.000 atleti provenienti da oltre 80 nazioni</strong>, articolandosi tra mezza maratona, staffetta e prove aperte a tutti. La partenza da Piazzale Olimpia e l’arrivo allo Stadio Bentegodi hanno incorniciato un percorso che ha attraversato le vie storiche della città, confermando Verona come punto di riferimento del running nazionale e internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-evento-territorio-e-presenza-militare\">Evento, territorio e presenza militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Zero Wind Romeo &amp; Giulietta Run si è confermata un appuntamento capace di coniugare prestazione agonistica, partecipazione popolare e promozione del territorio. Il tracciato, altamente scenografico, ha trasformato il centro cittadino in uno spazio condiviso di sport e aggregazione, coinvolgendo adulti, giovani e famiglie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto lo sport ha dimostrato la propria funzione di <strong>linguaggio universale</strong>, favorendo l’incontro tra istituzioni e cittadini e rafforzando il senso di comunità. La presenza dell’Esercito ha aggiunto una forte valenza educativa all’evento, evidenziando il ruolo delle Forze Armate come componente attiva della società civile e promotrice di valori positivi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15704,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Esercito Italiano in corsa a Verona: sport, integrazione e valori al servizio della comunità\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/1e1a6fc0-7c9b-4d08-9cb0-e803041caff9-1.jpg\" alt=\"Esercito Italiano in corsa a Verona: sport, integrazione e valori al servizio della comunità\" class=\"wp-image-15704\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Canto dell’Inno nazionale. Fonte Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partecipazione dei Volontari dell’85° Reggimento Addestramento Volontari “Verona” ha rappresentato un momento di significativo contatto con il tessuto cittadino. I giovani militari non si sono limitati a percorrere la distanza di gara, ma hanno condiviso l’esperienza con la popolazione in un clima di reciproca partecipazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attività sportiva si inserisce pienamente nel percorso formativo dei Volontari, contribuendo allo sviluppo della <strong>resistenza fisica</strong>, dell’<strong>autodisciplina</strong>, della <strong>gestione dello sforzo</strong> e dello <strong>spirito di squadra</strong>. Per il soldato moderno lo sport è anche <strong>scuola di carattere</strong>, strumento di equilibrio psicofisico e occasione di crescita personale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sport-formazione-e-valori-condivisi\">Sport, formazione e valori condivisi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La manifestazione veronese ha evidenziato la naturale convergenza tra i valori dello sport e quelli propri dell’istituzione militare: disciplina, spirito di sacrificio, resilienza, rispetto delle regole e lavoro di squadra costituiscono il fondamento di entrambi i percorsi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Esperienze di questo tipo consentono ai Volontari di consolidare il <strong>senso di appartenenza</strong> e la <strong>coesione del gruppo</strong>, imparando ad affrontare la fatica insieme e a perseguire un obiettivo comune. La presenza all’evento ha restituito l’immagine di un Esercito <strong>pienamente integrato nella vita del Paese</strong>, presente non solo nelle attività operative ma anche nei momenti di aggregazione sociale, testimoniando in modo concreto l’impegno delle Forze Armate come <strong>parte viva della comunità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15700,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Esercito Italiano in corsa a Verona: sport, integrazione e valori al servizio della comunità\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/9e477a6c-1fc7-4038-9b4f-854e1e744c4e-1.jpg\" alt=\"Esercito Italiano in corsa a Verona: sport, integrazione e valori al servizio della comunità\" class=\"wp-image-15700\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Consegna del pettorale al 1° Grd Daniele Meucci. Fonte Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro si inserisce anche il valore degli atleti militari di alto livello, che incarnano l’eccellenza sportiva nazionale e, al tempo stesso, i valori delle Forze Armate. Il simbolico incontro con il Primo Graduato Daniele Meucci ha offerto ai giovani in addestramento un esempio concreto di come rigore, costanza e spirito di sacrificio possano tradursi in risultati di vertice.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partecipazione dell’Esercito alla Romeo &amp; Giulietta Run ha così restituito un’immagine completa dell’istituzione: formazione, integrazione e rappresentanza unite in un linguaggio condiviso. Un messaggio chiaro di <strong>dialogo e crescita comune</strong>, che rafforza il ruolo delle Forze Armate come punto di raccordo tra disciplina, servizio e comunità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/e92dc537-dc17-498a-b22b-1b5e2dc011d8.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"esercito, HalfMarathon, Romeo&amp;GiuliettaRun, verona, ZeroWind","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-21 11:13:20","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/esercito-e-sport-valori-in-corsa-a-verona/131384.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29395-esercito-italiano-in-corsa-a-verona-sport-integrazione-e-valori-al-servizio-della-comunita.mp4","galleria":""}
{"id":29389,"titolo":"Crosetto tra bilancio e riforme: 2026 anno chiave per la Difesa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Bilancio Difesa 2026</strong> cresce, ma la svolta potrebbe arrivare più da <strong>Bruxelles</strong> che da Roma. I numeri approvati con la Legge di Bilancio 2026-2028 descrivono un aumento continuo, però con un quadro ancora <strong>“provvisorio”</strong>: due strumenti europei rischiano di ridisegnare presto la spesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo è il prestito <strong>SAFE (Security action for Europe)</strong>: all’Italia sono destinati <strong>14,9 miliardi di euro</strong>. Dopo l’approvazione del piano nazionale da parte della Commissione Ue e in attesa del via libera definitivo del Consiglio europeo, la domanda centrale resta politica e industriale: <strong>come verranno impiegati i 14,9 miliardi</strong>, su quali programmi e con quali partner europei?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il secondo elemento è la <strong>“National escape clause” (NEC)</strong>, un meccanismo che consentirebbe di aumentare le spese per la Difesa fino all’<strong>1,5% del Pil</strong> in deroga alle regole del Patto di Stabilità e Crescita (per un periodo massimo oggi indicato in <strong>quattro anni</strong>). Per l’Italia il passaggio chiave è l’uscita dalla procedura d’infrazione per deficit eccessivo, dopo la quale potrebbe arrivare la richiesta di attivazione. Se <strong>SAFE + NEC</strong> si combinassero davvero, il governo punta a un percorso di aumento “vero” fino a <strong>+0,5% di Pil</strong>, pari a circa <strong>12 miliardi</strong> “a regime” dal <strong>2028</strong>, anche se resta il tema della sostenibilità strutturale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13030,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Crosetto tra bilancio e riforme: 2026 anno chiave per la Difesa\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/ursula.jpg\" alt=\"Von der Leyen: &quot;L'Europa sia pronta per la guerra ibrida. Abbiamo investito 800 milioni sulla Difesa.&quot;\" class=\"wp-image-13030\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Crosetto tra bilancio e riforme: 2026 anno chiave per la Difesa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-funzione-difesa-sale-a-23-7-miliardi\">La Funzione Difesa sale a 23,7 miliardi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel frattempo, i numeri più solidi sono quelli dello Stato di previsione del Ministero della Difesa. La <strong>Funzione Difesa</strong> (Esercito, Marina, Aeronautica; <strong>Carabinieri esclusi</strong>) nel 2026 vale <strong>23.687,3 milioni di euro</strong>, con <strong>+842,3 milioni</strong> sul 2025, cioè <strong>+4,5%</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È il <strong>nono rialzo consecutivo</strong> e, dal 2017, la Funzione Difesa è cresciuta di <strong>oltre 10 miliardi</strong>. Tuttavia il 2026 mostra un <strong>rallentamento</strong> rispetto agli anni più recenti: non per un cambio di rotta, ma perché il sistema attende nuovi flussi (anche europei) e una definizione più chiara del perimetro complessivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E infatti la ricostruzione della spesa totale resta complicata: oltre ai fondi del Ministero, arrivano risorse da altri dicasteri. Le stime indicano circa <strong>3 miliardi dal Mimit</strong> per gli investimenti e circa <strong>1,3 miliardi dal Mef</strong> per missioni militari all’estero, ma la quantificazione precisa potrà arrivare solo nel corso del 2026.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13736,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Crosetto tra bilancio e riforme: 2026 anno chiave per la Difesa\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/01-1.jpg\" alt=\"Dopo i Panzer anche i Samurai sono tornati: il Giappone diventerà il 3° Paese per Spesa nella Difesa\" class=\"wp-image-13736\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Crosetto tra bilancio e riforme: 2026 anno chiave per la Difesa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dentro-i-capitoli-personale-record-esercizio-in-ripresa-investimenti-quasi-fermi\">Dentro i capitoli: Personale record, Esercizio in ripresa, Investimenti quasi fermi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scomposizione della Funzione Difesa conferma dove si concentra la spesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Personale</strong>: nel 2026 arriva a <strong>11.763,8 milioni</strong>, con <strong>+418,2 milioni</strong> sul 2025 (<strong>+3,7%</strong>). È una crescita costante da anni e pesa perché avviene mentre la consistenza organica complessiva è diminuita: un equilibrio delicato, soprattutto se tornerà l’ipotesi di aumentare gli organici.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Esercizio</strong>: sale da <strong>2.302,3 milioni</strong> a <strong>2.573,8 milioni</strong>, cioè <strong>+271,5 milioni</strong> (<strong>+11,8%</strong>). Crescono voci cruciali come <strong>formazione/addestramento</strong> e <strong>manutenzione/supporto</strong>, ma resta la domanda decisiva: <strong>aumento reale o spostamento contabile</strong> tra ministeri?</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Investimento</strong>: passa da <strong>9.197,1 milioni</strong> a <strong>9.349,8 milioni</strong>, un incremento di <strong>+152,7 milioni</strong> (<strong>+1,7%</strong>). Dentro c’è anche <strong>Ricerca e Sviluppo</strong> con <strong>112,8 milioni</strong>. L’aumento appare limitato, ma arriva dopo anni di forte crescita; inoltre, con il contributo del Mimit, l’investimento complessivo stimato supererebbe <strong>i 12 miliardi</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul 2026, però, non pesa solo la finanza. Potrebbe essere anche l’anno delle <strong>riforme</strong>: il ministro Guido Crosetto lavora a un Disegno di legge per una riforma complessiva delle Forze Armate (capacità operative, semplificazione amministrativa, riorganizzazione, <strong>Riserva</strong>, <strong>cybersicurezza</strong>), con l’obiettivo di arrivare in Consiglio dei ministri entro <strong>marzo</strong> e poi in Parlamento, dove tempi e contenuti potrebbero rallentare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>In sintesi:</strong> il bilancio 2026 <strong>cresce</strong>, ma la “vera” accelerazione dipende da <strong>SAFE</strong>, da un’eventuale <strong>NEC</strong> e dalla capacità di trasformare risorse e annunci in <strong>programmi, priorità e riforme</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/crosetto-guido.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"bilanciodifesa2026, CommissioneUE, ForzeArmate, NationalEscapeClause, RiformaDifesa, SAFE, spesamilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-20 18:53:21","stato":"publish","riassunto_video":"Il Bilancio Difesa 2026 aumenta a 23,7 miliardi (+4,5%), con crescita costante dal 2017. Fondi europei SAFE (14,9 mld) e la National escape clause potrebbero spingere la spesa fino all’1,5% del Pil. Personale e esercizio crescono, investimenti lievi. Il ministro Crosetto punta a riforme strutturali per migliorare capacità e organizzazione.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29389-crosetto-tra-bilancio-e-riforme-2026-anno-chiave-per-la-difesa.mp4","galleria":""}
{"id":29383,"titolo":"Sardegna, Difesa nazionale e industria: fondamentale via libera alla produzioni Rheinmetall","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 17 febbraio 2026 il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha autorizzato<a href=\"https://difesanews.com/in-sardegna-rheinmetall-droni-da-combattimento/\"> la piena operatività del sito RWM Italia </a>(gruppo Rheinmetall) a Domusnovas, nel Sulcis, sbloccando un impianto di munizionamento rimasto a lungo in sospeso dopo un iter amministrativo e giudiziario complesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-tassello-della-base-industriale-della-difesa\">Un tassello della “base industriale della difesa”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questa fase storica, la difesa non è solo acquisto di mezzi: è soprattutto <strong>capacità produttiva nazionale ed europea</strong>. La decisione del MASE viene letta anche come un segnale di impegno nel rafforzamento della filiera, in un contesto in cui l’Europa sta accelerando sulla disponibilità di munizionamento e sulla resilienza delle forniture. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13175,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/image.jpg\" alt=\"Rwm Domusnovas: Popolo sardo è tempo di scegliere tra ideologia o futuro\" class=\"wp-image-13175\" title=\"Sardegna, Difesa nazionale e industria: fondamentale via libera alla produzioni Rheinmetall\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Rwm Domusnovas: Popolo sardo è tempo di scegliere tra ideologia o futuro</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da questo punto di vista, rendere operativo Domusnovas significa:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>ridurre colli di bottiglia</strong> e dipendenze operative, aumentando la prontezza di una filiera strategica;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>creare continuità industriale</strong> su produzioni che, per loro natura, richiedono tempi lunghi di qualificazione e messa a regime;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>consolidare un pezzo di capacità produttiva sul territorio italiano, pur in un quadro di cooperazione europea.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dossier Domusnovas si inserisce in un quadro più ampio di collaborazione tra Rheinmetall e l’industria italiana della difesa. Leonardo e Rheinmetall hanno costituito una joint venture per piattaforme terrestri (carro armato e veicolo da combattimento), con l’obiettivo di sviluppare e produrre sistemi per l’Esercito Italiano. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo tipo di integrazione industriale (munizionamento, piattaforme, componentistica, supporto) è ciò che oggi molti Paesi cercano per avere <strong>autonomia operativa e catene di fornitura più robuste</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-impatto-economico-lavoro-e-investimenti-come-leva-dual-use-per-il-territorio\">Impatto economico: lavoro e investimenti come leva “dual-use” per il territorio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano interno, il governo ha legato il via libera a una prospettiva di <a href=\"https://difesanews.com/rwm-domusnovas-popolo-sardo-e-tempo-di-scegliere-tra-ideologia-o-futuro/\">rilancio produttivo e occupazionale del Sulcis</a>, parlando di stabilizzazione e nuovi posti di lavoro.<br>Secondo ricostruzioni di stampa, il progetto prevede investimenti rilevanti e un incremento dell’occupazione, insieme a un aumento dei volumi produttivi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In chiave difesa nazionale, il punto è semplice: <strong>una filiera strategica funziona</strong> se regge su competenze, impianti e persone. L’occupazione qualificata e gli investimenti, in questi settori, non sono solo “economia”: sono una componente della capacità del Paese di sostenere nel tempo i propri programmi e impegni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15686,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/sulcis-tramonto-scaled.jpg\" alt=\"Sardegna, Difesa nazionale e industria: fondamentale via libera alla produzioni Rheinmetall\" class=\"wp-image-15686\" title=\"Sardegna, Difesa nazionale e industria: fondamentale via libera alla produzioni Rheinmetall\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sardegna, Difesa nazionale e industria: fondamentale via libera alla produzioni Rheinmetall</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-in-sintesi\">In sintesi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il via libera del MASE a Domusnovas può essere letto come una scelta che:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>riattiva un’infrastruttura produttiva strategica dopo anni di stallo; </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>si collega a un rafforzamento più ampio dell’industria della difesa italiana ed europea (anche tramite l’asse Rheinmetall–Leonardo);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>punta a tradurre capacità industriale in occupazione e investimenti in un’area fragile come il Sulcis.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/8.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"difesa, difesanazionale, Industria, innovazione, occupazione, Sardegna, Sulcis","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-20 18:33:24","stato":"publish","riassunto_video":"Il Ministero dell’Ambiente ha autorizzato l’operatività del sito RWM Italia a Domusnovas, sbloccando un impianto strategico per la produzione di munizionamento. Questa decisione rafforza la filiera difensiva nazionale ed europea, favorendo autonomia produttiva, investimenti e occupazione nel Sulcis, contribuendo a rilanciare un territorio fragile e a consolidare la capacità industriale italiana.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29383-sardegna-difesa-nazionale-e-industria-fondamentale-via-libera-alla-produzioni-rheinmetall.mp4","galleria":""}
{"id":29374,"titolo":"Il Generale Burgio nuovo Direttore del Centro Studi di Storia del Paracadutismo Militare Italiano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia (ANPDI) ha comunicato che il <strong>Gen. C.A. (CC Par.) Carmelo Burgio</strong> ha accettato l’incarico di <strong>Direttore del Centro Studi di Storia del Paracadutismo Militare Italiano</strong>, subentrando al <strong>Prof. Federico Ciavattone</strong>, dimissionario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Centro Studi</strong>, tra le iniziative più recenti dell’ANPDI, ha lo scopo di promuovere la storia della specialità Paracadutisti e, in senso più ampio, la storia militare italiana. Negli anni ha sviluppato attività di divulgazione e approfondimento, tra cui pubblicazioni, conferenze e ricognizioni sui luoghi di eventi bellici (<em>battle tour</em>).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Associazione ha rivolto un ringraziamento al Prof. Ciavattone per il lavoro svolto e per il contributo offerto alla valorizzazione della storia della Specialità, formulandogli auguri per il futuro personale e professionale, anche alla luce del recente conferimento del grado di Ufficiale della Riserva Selezionata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Burgio ha maturato parte rilevante della propria esperienza nei reparti paracadutisti dell’Arma, a partire dall’assegnazione al <strong>1° Battaglione Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”</strong> nei primi anni Ottanta, periodo in cui l’unità era ancora inquadrata nella Brigata Paracadutisti Folgore. Nel corso della carriera ha ricoperto incarichi operativi e di comando, inclusa la partecipazione alle fasi iniziali di costituzione del <strong>Gruppo di Intervento Speciale (GIS)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ha inoltre svolto incarichi istituzionali e territoriali, tra cui l’impiego alla testa della <strong>scorta del Presidente della Repubblica</strong> e diversi comandi in ambito territoriale. Ha concluso il servizio attivo nel 2022 con il grado di <strong>Generale di Corpo d’Armata</strong>, quale <strong>Comandante Interregionale Carabinieri “Podgora”</strong> a Roma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le esperienze operative all’estero si segnalano impieghi in <strong>Libano, Afghanistan e Iraq</strong>. È autore di pubblicazioni a tema storico-militare, con particolare attenzione alla componente paracadutisti dei Carabinieri, e collabora con il Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri e con altre testate on-line.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il suo palmarès comprende, tra le altre, la <strong>Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia</strong>, la <strong>Croce d’Oro al merito dell’Arma</strong>, la <strong>Medaglia di Bronzo al Valore dell’Arma</strong>, <strong>due Croci di Bronzo al Merito dell’Esercito</strong> e la <strong>Croce di Commendatore al Merito della Repubblica Italiana</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Gen. Burgio è socio ANPDI da sempre e ha maturato anche in ambito associativo parte della propria esperienza aviolancistica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/genburgio.jpg.webp","categoria":"Aviotruppe","tags":"anpdi, carmeloburgio, ParacadutismoMilitare, StoriaMilitareItaliana","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-19 09:34:46","stato":"publish","riassunto_video":"Il Gen. C.A. (CC) Paracadutista Carmelo Burgio è il nuovo Direttore del Centro Studi di Storia del Paracadutismo Militare Italiano dell’ANPDI, subentrando al Prof. Ciavattone, dimissionario. Con una lunga carriera nei Carabinieri Paracadutisti “Tuscania” e nella fase iniziale del GIS, porterà la sua esperienza per valorizzare la storia della Specialità e quella militare italiana.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://assopar.it/2026/02/18/cambio-al-vertice-del-centro-studi-sul-paracadutismo-militare-italiano/","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29374-il-generale-burgio-nuovo-direttore-del-centro-studi-di-storia-del-paracadutismo-militare-italiano.mp4","galleria":""}
{"id":29368,"titolo":"Il Corriere della Sera in Accademia - Cultura indipendente e Valori militari","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è un modo semplice per capire se un’istituzione è davvero “moderna”: non da quanto parla di futuro, ma da quanto accetta il confronto con ciò che la mette alla prova. Nell’Italia del 2026, una di queste prove si chiama <strong><em>dominio cognitivo</em>: la capacità di orientarsi fra flussi informativi incessanti, propaganda, emotività indotta e narrazioni competitive</strong>. Non è un tema “da giornalisti”. È un tema di sicurezza democratica. Ed è anche un tema di formazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, la conferenza del <strong>direttore del <em>Corriere della Sera</em>, dottor Luciano Fontana</strong>, ospitata il 13 febbraio 2026 dall’Accademia Militare di Modena con il titolo “<strong>Il ruolo dei media nell’attuale scenario strategico</strong>”, assume un significato che va oltre la normale rassegna di eventi culturali: è un segnale politico nel senso più alto del termine, cioè un segnale sul rapporto fra verità, responsabilità pubblica e competenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-accademia-come-laboratorio-civile-della-complessita\">L’Accademia come “laboratorio civile” della complessità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Accademia Militare non ha presentato l’informazione come decorazione del curriculum, ma come parte di un percorso formativo per futuri comandanti chiamati a leggere fenomeni complessi e a distinguere i fatti dalle manipolazioni. È una visione che riconosce una realtà spesso rimossa: <strong>oggi la comunicazione non è solo un “mezzo”, ma un fattore strategico che incide sulle decisioni, sulla coesione sociale e sulla legittimità delle istituzioni. </strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il valore aggiunto dell’iniziativa non sta soltanto nel prestigio dell’ospite, ma nella cornice: una formazione “sistemica, integrata e interconnessa”, condivisa anche con altre scuole dell’Esercito e con la componente Carabinieri. In altre parole: una cultura dell’addestramento che non teme di uscire dal proprio recinto e di misurarsi con un mondo, quello mediatico-digitale, spesso ostile per natura alle semplificazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15678,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Corriere della Sera in Accademia - Cultura indipendente e Valori militari\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/35012a80-6a22-41f0-bf01-87c9e0c517ae-scaled.jpg\" alt=\"Il Corriere della Sera in Accademia - Cultura indipendente e Valori militari\" class=\"wp-image-15678\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Corriere della Sera in Accademia - Cultura indipendente e Valori militari</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-etica-dell-informazione-come-disciplina-della-liberta\">L’etica dell’informazione come disciplina della libertà</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell’intervento di Fontana, il punto non è stato “i social fanno male” (banalità da talk show), ma la trasformazione profonda di tempi, linguaggi e incentivi dell’informazione pubblica: velocità, polarizzazione, economia dell’attenzione, competizione per la visibilità. In questo ambiente, la libertà non coincide con il rumore: coincide con la verifica, con la distinzione fra fatti e interpretazioni, con la responsabilità verso la collettività. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui si tocca un nodo cruciale:<strong> la cultura indipendente e “eticamente corretta” non è quella che si rifugia nei salotti delle certezze, ma quella che accetta il peso della verità come criterio</strong>. Ed è precisamente ciò che accomuna, almeno idealmente, il giornalismo di qualità e l’ethos militare insegnato in Accademia: disciplina, rigore, dovere, servizio, e consapevolezza delle conseguenze delle proprie scelte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-contrasto-il-caso-dell-universita-di-bologna-e-la-tentazione-della-chiusura\">Il contrasto: il caso dell’Università di Bologna e la tentazione della chiusura</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo modello di apertura stride con quanto è emerso nella recente polemica legata all’Università di Bologna, dove il progetto di un corso triennale (in ambito filosofico) rivolto ad allievi ufficiali dell’Accademia di Modena ha generato contrasti e un “dietrofront” che, secondo ricostruzioni giornalistiche, è stato segnato da errori, frizioni e pressioni politiche. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In particolare, sono state riportate motivazioni di contrarietà legate a criteri di equità verso altri studenti e alla natura “dedicata” dell’iniziativa. Al tempo stesso, la vicenda è stata letta da altri attori come <strong>il segnale di una chiusura ideologica: non tanto un dibattito sui contenuti, quanto un riflesso identitario</strong>—il timore che “militare” e “universitario” non possano coesistere senza contaminarsi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È qui che la parola “miopia” diventa pertinente, ma solo se usata con onestà: non come insulto, bensì come diagnosi di un rischio culturale. <strong>La miopia, infatti, è confondere l’autonomia con l’isolamento, e scambiare la purezza simbolica per qualità intellettuale</strong>. Un’università è grande quando sa includere complessità e differenze senza perdere i propri standard; quando discute di metodi e garanzie, non quando trasforma un interlocutore in un’etichetta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6693,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Il Corriere della Sera in Accademia - Cultura indipendente e Valori militari\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/accademia-di-modena.jpg\" alt=\"Gli Allievi del 205° corso “Fierezza” diventano Ufficiali: consegnati i gradi di Sottotenente a Modena\" class=\"wp-image-6693\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Corriere della Sera in Accademia - Cultura indipendente e Valori militari</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-corriere-della-sera-e-l-indipendenza-come-pratica-non-come-posa\">Il <em>Corriere della Sera</em> e l’indipendenza come pratica (non come posa)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo confronto, l’incontro di Modena diventa quasi <strong>un contro-manifesto: un giornale storico, guidato da un direttore con un profilo riconosciuto anche da fonti enciclopediche e culturali, entra in Accademia non per “celebrare” l’Esercito, ma per discutere un tema scomodo e decisivo—l’informazione come campo di battaglia della modernità. </strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’indipendenza culturale, qui, non è un brand. È la disponibilità a mettere in comune competenze diverse: militari che studiano la complessità del mondo e giornalisti che accettano di parlare di verità, manipolazione e responsabilità davanti a chi, un domani, porterà sulle spalle decisioni operative e conseguenze umane. È un patto implicito fra due funzioni pubbliche: informare e servire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-punto-di-arrivo-e-un-punto-di-partenza\">Un punto di arrivo (e un punto di partenza)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evento del 13 febbraio 2026, nella sua essenza, suggerisce una tesi netta: <strong>l’eccellenza dei valori militari non ha bisogno di essere difesa con slogan, perché regge benissimo il confronto culturale quando è chiamata a ragionare sul reale</strong>—soprattutto su quel reale digitale che confonde, accelera e polarizza. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E suggerisce anche l’opposto: ogni istituzione culturale che riduce il confronto a riflesso ideologico rinuncia, un po’, alla propria missione. Perché l’etica—quella vera—non è un recinto. È una pratica quotidiana di verifica, responsabilità e coraggio intellettuale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/363d2a57-b998-4dad-9341-70caba5820c5-scaled-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#AccademiaMilitareModena, DominioCognitivo, EticaGiornalistica, InformazioneDigitale, LucianoFontana, UniversitaBologna, ValoriMilitari","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-18 22:43:24","stato":"publish","riassunto_video":"L’Accademia Militare di Modena ha ospitato il direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, per discutere il ruolo strategico dei media nella sicurezza democratica. L’iniziativa sottolinea l’importanza di una formazione integrata che unisce rigore militare e indipendenza giornalistica, contrastando la chiusura ideologica e promuovendo verità, responsabilità e confronto culturale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/informazione-nellera-digitale-allaccademia-militare-di-modena/130952.html?utm_source=chatgpt.com","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29368-il-corriere-della-sera-in-accademia-cultura-indipendente-e-valori-militari.mp4","galleria":""}
{"id":29361,"titolo":"World Defense Show 2026: l’Italia firma contratti record in Arabia Saudita","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La terza edizione del World Defense Show 2026 a Riad si è chiusa con un bilancio positivo per l’industria italiana della difesa, consolidando il “Made in Italy” nel mercato globale e rafforzando i legami con il Regno dell’Arabia Saudita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al centro dell’attenzione è stata ancora una volta <strong>Leonardo</strong>, che ha formalizzato la vendita di <strong>quattro C-27J in configurazione Maritime Patrol Aircraft (MPA)</strong> alla Marina militare saudita, con consegne previste a partire dal 2029.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta della prima volta che questa versione del C-27J viene acquistata con integrazione di sistemi d’arma navali, capaci di supportare missioni di sorveglianza marittima, anti-sottomarino e anti-superficie, oltre alle tradizionali attività di SAR, trasporto e airdrop.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’accordo rappresenta un passo in avanti rispetto all’ordine del 2025, quando l’Arabia Saudita aveva già acquisito due C-27J per attività di antincendio, evacuazione medica e trasporto logistico. Secondo fonti specializzate, questa nuova versione della piattaforma include una suite di sensori avanzati per la rilevazione, l’identificazione e il tracciamento di minacce di superficie e subacquee, oltre alla possibilità di armamento modulare in funzione delle missioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’assegnazione del contratto rafforza la posizione dell’Italia nel settore della sorveglianza marittima nel Golfo, un’area caratterizzata da minacce dinamiche per la sicurezza delle rotte commerciali attraverso il Mar Rosso e il Golfo Persico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A livello industriale, l’intesa si inserisce in una fase di crescita per Leonardo, che ha visto una performance positiva anche sui mercati finanziari internazionali, con potenziali ricadute occupazionali e tecnologiche per lo stabilimento nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-wass-submarine-systems-il-contratto-piu-grande-nella-storia-dell-azienda\">Wass Submarine Systems il contratto più grande nella storia dell’azienda</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente agli ordini aeronautici, un altro grande protagonista del World Defense Show è stata <strong>Wass Submarine Systems</strong>, controllata da Fincantieri. L’azienda ha firmato con il Ministero della Difesa saudita un contratto da <strong>oltre 200 milioni di euro</strong> per la fornitura di siluri leggeri MU90, impiegabili su elicotteri, aerei e unità navali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15647,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"World Defense Show 2026: l’Italia firma contratti record in Arabia Saudita\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/09d-LWT-torpedoes-resized.jpg\" alt=\"World Defense Show 2026: l’Italia firma contratti record in Arabia Saudita\" class=\"wp-image-15647\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sistemi sottomarini WASS, effettori, sonar e contromisure. Fonte <em>Luca Peruzzi</em> (edrmagazine).</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta del <strong>più grande contratto nella storia di Wass</strong>, attiva da oltre un secolo nella produzione di sistemi subacquei ad alta tecnologia e oggi al centro dell’export italiano nel settore navale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma di fornitura, gestito dagli impianti di Livorno, prevede consegne tra il 2029 e il 2030 e si affianca alla crescente domanda saudita di sistemi anti-sottomarini per fronteggiare l’espansione delle capacità navali nella regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo analisti di settore, la commessa non solo assicura un flusso importante di ordini per la filiera italiana, ma segnala anche un interesse concreto da parte di Riad per soluzioni di difesa subacquea avanzate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A sottolineare l’importanza di questi risultati è stato anche il commento del Ministro della Difesa italiano Guido Crosetto, che ha definito “eccellenti” le relazioni politiche e di cooperazione tra Roma e Riad.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-contesto-geopolitico-e-prospettive-future\">Contesto geopolitico e prospettive future</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I recenti accordi italiani siglati al World Defense Show 2026 non sono semplici operazioni commerciali, ma si inseriscono in un quadro più ampio di cooperazione strategica e modernizzazione delle forze saudite.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra il 2023 e il 2024 le esportazioni militari italiane verso il Regno hanno superato i <strong>458 milioni di euro</strong>, con numeri in crescita grazie a commesse come quelle del C-27J e degli MU90.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15653,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"World Defense Show 2026: l’Italia firma contratti record in Arabia Saudita\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/mm62220-aeronautica-militare-italian-air-force-alenia-c-27j-spartan-PlanespottersNet-1737860-319d7667a4-o-2.jpg\" alt=\"World Defense Show 2026: l’Italia firma contratti record in Arabia Saudita\" class=\"wp-image-15653\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Aeronautica Militare Alenia C-27J Spartan. Fonte Planespotters.net.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In chiave geopolitica, la scelta saudita di puntare su piattaforme italiane per sorveglianza marittima e difesa antisommergibile riflette la volontà di diversificare le fonti di approvvigionamento e di potenziare autonomamente le capacità militari, con un occhio alla stabilità delle rotte energetiche e alla protezione delle infrastrutture critiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le prospettive future vedono, oltre alla piena attuazione dei contratti in corso, potenziali ulteriori collaborazioni in ambiti come il contrasto ai droni, la cyber-difesa e il settore spaziale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, l’esito del World Defense Show 2026 rappresenta non solo un successo economico per l’industria italiana della difesa, ma anche un punto di svolta nella cooperazione strategica con un partner chiave del Medio Oriente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/The-World-Defense-Show-2026-Riyadh-Saudi-Arabia-Exhibition-Stand-Builder.jpg","categoria":"Blog","tags":"ArabiaSaudita, difesa, Leonardo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-18 21:43:22","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://it.euronews.com/2026/02/16/litalia-chiude-il-world-defense-show-2026-di-riad-con-un-contratto-record","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29361-world-defense-show-2026-litalia-firma-contratti-record-in-arabia-saudita.mp4","galleria":""}
{"id":29356,"titolo":"CSAR, la caccia ai dispersi cambia volto: e se il beacon fosse lo smartphone?","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nelle operazioni di <strong>CSAR (Combat Search and Rescue)</strong> e, più in generale, di <strong>Personnel Recovery</strong>, la variabile che pesa più di tutte è il tempo. <strong>Ridurre i minuti della ricerca significa aumentare le probabilità di recuperare vivo un militare isolato</strong>, ferito o disorientato, spesso in condizioni meteo difficili, di notte o in aree dove la visibilità è scarsa e l’ambiente può essere ostile. In questo scenario, una tecnologia sta guadagnando attenzione perché ribalta un presupposto: non serve che la persona lanci un segnale o attivi un beacon dedicato. Basta che <strong>abbia con sé un telefono cellulare acceso</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È su questo concetto che si basa <strong>Lifeseeker</strong>, <strong>sistema definito come “aeronautical mission system” per Search and Rescue</strong>: sfrutta la diffusione capillare dei telefoni per trasformarli in un riferimento di localizzazione, anche quando l’utente non è in grado di interagire con lo smartphone. In pratica, se il <strong>telefono è acceso, può diventare un punto di aggancio per guidare le squadre di recupero</strong> verso una posizione sempre più precisa. La promessa, per missioni dove ogni secondo conta, è quella di sostituire o integrare le lunghe “battute” di ricerca tradizionali con un processo più rapido e mirato, riducendo la finestra di vulnerabilità degli asset impiegati e l’esposizione complessiva della forza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il valore potenziale per CSAR/PR sta anche nel fatto che il sistema <strong>non dipende dalla copertura di rete</strong> come in una normale localizzazione da operatore telefonico. Lifeseeker dichiara operatività in diverse condizioni: dalle reti 2G/3G/4G fino al 5G (NSA), ma anche in <strong>aree prive di copertura</strong>. È un punto cruciale per la proiezione in scenari remoti, montani, desertici o in zone dove l’infrastruttura è danneggiata o semplicemente assente. Inoltre, l’impiego non è vincolato a una singola piattaforma: può essere installato su <strong>elicotteri e velivoli ad ala fissa</strong>, ma anche su <strong>UAV e droni</strong>, ampliando la scelta di asset e profili di volo per la ricerca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15667,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"CSAR, la caccia ai dispersi cambia volto: e se il beacon fosse lo smartphone?\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/airbone-2.jpg\" alt=\"CSAR, la caccia ai dispersi cambia volto: e se il beacon fosse lo smartphone?\" class=\"wp-image-15667\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">CSAR, la caccia ai dispersi cambia volto: e se il beacon fosse lo smartphone?</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dalla-localizzazione-al-contatto-cosa-cambia-sul-campo\"><strong>Dalla localizzazione al contatto: cosa cambia sul campo</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nelle missioni di recupero, localizzare non basta: serve capire “chi” si sta trovando e “come” sta. Proprio qui emergono le funzioni che rendono interessante un Airborne Phone Location System in chiave personnel recovery. Lifeseeker, oltre alla geolocalizzazione, è pensato per consentire <strong>comunicazioni con la persona dispersa tramite SMS o chiamate</strong>, senza richiedere azioni specifiche da parte sua. È un dettaglio operativo che può fare la differenza: il team può ottenere rapidamente informazioni sulla condizione del soggetto, eventuali ferite, necessità mediche o capacità di muoversi, e dare istruzioni semplici (“resta fermo”, “riparati”, “spostati verso un punto riconoscibile”) mentre la fase di recupero si organizza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro vantaggio dichiarato riguarda la capacità di lavorare anche in <strong>bassa visibilità</strong>, incluse operazioni notturne. In termini giornalistici: si tratta di un modo per “stringere” l’area di ricerca senza dipendere esclusivamente dall’osservazione visiva o dalla sola acquisizione EO/IR, che può essere limitata da meteo e morfologia. Se il sistema riduce i tempi di tracking, il beneficio ricade su più livelli: meno ore di volo, minore impiego di personale, costi operativi più bassi e soprattutto una probabilità superiore di completare la missione prima che la situazione clinica o tattica peggiori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A completare il quadro c’è il tema dell’integrazione: Lifeseeker può funzionare come sistema stand-alone oppure essere collegato ai principali <strong>Mission Management Systems (MMS)</strong>, consentendo la fusione dei dati di localizzazione con mappe, rotte, restrizioni e piani di missione. In un ambiente PR, questo significa trasformare un dato tecnico (una posizione stimata) in un’informazione decisionale: dove inviare il team di recupero, quale rotta scegliere, quale asset impiegare e come coordinare il “passaggio” dalla ricerca all’estrazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15668,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"CSAR, la caccia ai dispersi cambia volto: e se il beacon fosse lo smartphone?\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/09918244649f2409c91362ae87cc9c99-scaled.jpg\" alt=\"CSAR, la caccia ai dispersi cambia volto: e se il beacon fosse lo smartphone?\" class=\"wp-image-15668\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">CSAR, la caccia ai dispersi cambia volto: e se il beacon fosse lo smartphone?</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-opportunita-e-limiti-la-tecnologia-non-basta-servono-regole-e-ttp\"><strong>Opportunità e limiti: la tecnologia non basta, servono regole e TTP</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come ogni soluzione applicata al recupero del personale, anche l’approccio “phone-based” porta con sé opportunità e vincoli. Il primo è evidente: <strong>il telefono deve essere acceso</strong>. Non è un requisito banale in contesti dove la batteria può essere scarica, il dispositivo danneggiato o spento per ragioni di sicurezza. Il secondo riguarda la cornice di impiego: la dimensione <strong>privacy e compliance</strong> viene spesso affrontata dai produttori in ottica civile SAR, ma in ambito militare l’adozione deve essere inserita in procedure coerenti con regole d’ingaggio, autorizzazioni e policy di gestione dei dati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine c’è il tema della “signature” operativa: qualsiasi tecnologia che interagisca con l’ecosistema delle comunicazioni può avere implicazioni su OPSEC e guerra elettronica, e richiede valutazioni caso per caso. Per questo, più che una bacchetta magica, Lifeseeker si presenta come un <strong>moltiplicatore</strong>: accelera la localizzazione, abilita contatto e riduce l’incertezza, ma funziona davvero quando è integrato in una dottrina PR fatta di addestramento, coordinamento e procedure. Non a caso, il sistema include anche strumenti dedicati a training e reporting, utili per costruire e migliorare le TTP nel tempo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, l’idea che “il cellulare sia il beacon più diffuso del mondo” sta uscendo dalla teoria per diventare un’opzione concreta. E nel Personnel Recovery, dove la differenza tra successo e fallimento può misurarsi in minuti, questa è una possibilità che molti pianificatori non vogliono più ignorare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/20151029-ITA-Antonio-STELLATO-20-22624950372.jpg","categoria":"Blog","tags":"AirbornePhoneLocationSystem, CSAR, Geolocalizzazione, Lifeseeker, OperazioniNotturne, PersonnelRecovery, SAR","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-18 21:33:23","stato":"publish","riassunto_video":"Lifeseeker trasforma il cellulare acceso in un punto di localizzazione per missioni CSAR, anche senza segnale di rete, migliorando il recupero di militari isolati in ambienti ostili. Permette comunicazioni senza azioni da parte dell’utente e funziona su vari asset, riducendo tempi, costi e rischi. Serve però integrazione con procedure militari e addestramento specifico.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29356-csar-la-caccia-ai-dispersi-cambia-volto-e-se-il-beacon-fosse-lo-smartphone.mp4","galleria":""}
{"id":29350,"titolo":"Da Roma ad Algeri: Masiello rilancia gli scambi addestrativi per la sicurezza nel Mediterraneo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le relazioni tra <strong>Italia e Algeria stanno vivendo una fase di ulteriore consolidamento</strong>, con una crescente convergenza su dossier strategici che vanno dalla sicurezza regionale alla cooperazione economico-energetica. In questo quadro si inserisce la recente visita ad Algeri del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, Gen. C.A. Carmine Masiello, che ha incontrato il Capo di Stato Maggiore dell’Armée Nationale Populaire e Ministro Delegato presso il Ministero della Difesa algerino, Generale Saïd Chengriha. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-incontro-masiello-chengriha-focus-su-addestramento-e-scambi-tra-forze-terrestri\">L’incontro Masiello–Chengriha: focus su addestramento e scambi tra forze terrestri</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il colloquio, svoltosi ad Algeri alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Algeria, Alberto Cutillo, è stato presentato come un passaggio rilevante per rafforzare la cooperazione tra le rispettive forze terrestri, con particolare attenzione alle opportunità di ampliamento degli scambi formativi e addestrativi. <strong>L’obiettivo dichiarato è la promozione della sicurezza e della stabilità regionale</strong>, con un’attenzione specifica all’area del Mediterraneo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della visita, Masiello ha sottolineato il clima di “crescente comprensione reciproca” e i “solidi rapporti di amicizia” tra i due Paesi, evidenziando anche il carattere storico dell’evento: si tratterebbe della <strong>prima visita ufficiale in Algeria di un Capo di Stato Maggiore dell’Esercito italiano</strong>, con l’intento di sviluppare ulteriormente relazioni militari fondate su parità, fiducia e rispetto reciproco, valorizzando lo scambio delle eccellenze professionali. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15660,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Da Roma ad Algeri: Masiello rilancia gli scambi addestrativi per la sicurezza nel Mediterraneo\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/HBXslehXwAAUeNG-1.jpg\" alt=\"Da Roma ad Algeri: Masiello rilancia gli scambi addestrativi per la sicurezza nel Mediterraneo\" class=\"wp-image-15660\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Da Roma ad Algeri: Masiello rilancia gli scambi addestrativi per la sicurezza nel Mediterraneo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-rapporto-a-tutto-campo-dal-vertice-politico-agli-accordi-operativi\">Un rapporto “a tutto campo”: dal vertice politico agli accordi operativi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La dimensione militare si colloca dentro un quadro politico-diplomatico più ampio. Un passaggio chiave è stato il vertice intergovernativo Italia–Algeria del <strong>23 luglio 2025</strong>, che ha ribadito la volontà di rafforzare il partenariato bilaterale su più settori, inclusi sicurezza e cooperazione istituzionale. <br>In parallelo, la collaborazione è stata letta anche in chiave di gestione delle minacce condivise—dal terrorismo ai flussi migratori—temi che, secondo ricostruzioni internazionali, sono entrati con forza nell’agenda comune durante i confronti ad alto livello tra Roma e Algeri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-energia-e-interscambio-la-spina-dorsale-economica-del-partenariato\">Energia e interscambio: la spina dorsale economica del partenariato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto alla sicurezza, il pilastro energetico resta centrale. <strong>Nel 2025 Eni e Sonatrach hanno annunciato intese per rafforzare la cooperazione nel campo degli idrocarburi e della transizione energetica</strong>, collegandola esplicitamente alla sicurezza energetica e allo sviluppo economico di entrambi i Paesi. <br>Sul fronte upstream, sono stati anche riportati accordi rilevanti per esplorazione e sviluppo di giacimenti, a conferma della profondità del legame industriale nel settore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il quadro economico complessivo è significativo: fonti istituzionali italiane indicano che l’interscambio Italia–Algeria nel <strong>2024</strong> è stato pari a <strong>13,95 miliardi di euro</strong>, con una forte incidenza delle importazioni energetiche (gas in primis) e un export italiano concentrato su comparti come macchinari e chimica. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15661,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Da Roma ad Algeri: Masiello rilancia gli scambi addestrativi per la sicurezza nel Mediterraneo\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/HBXslbIbQAAGg6v.jpg\" alt=\"Da Roma ad Algeri: Masiello rilancia gli scambi addestrativi per la sicurezza nel Mediterraneo\" class=\"wp-image-15661\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Da Roma ad Algeri: Masiello rilancia gli scambi addestrativi per la sicurezza nel Mediterraneo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-conta-anche-sul-piano-strategico-mediterraneo\">Perché conta (anche) sul piano strategico mediterraneo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La visita del Gen. Masiello ad Algeri segnala che la relazione bilaterale </strong>non è più interpretata solo attraverso la lente energetica: la cooperazione tra apparati di difesa e la crescita di iniziative formative/addestrative puntano a costruire interoperabilità, fiducia e canali stabili di dialogo. In un Mediterraneo segnato da instabilità in più quadranti, l’asse Roma–Algeri tende così a strutturarsi come uno dei cardini di sicurezza e stabilità dell’area, affiancando ai dossier economici una dimensione militare sempre più concreta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/22.jpeg","categoria":"Aviotruppe","tags":"addestramento, ArméeNationalePopulaire, cooperazionemilitare, esercitoitaliano, ItaliaAlgeria, masiello, sicurezzaMediterraneo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-18 20:53:23","stato":"publish","riassunto_video":"Italia e Algeria rafforzano la cooperazione strategica, con focus su sicurezza regionale, energia e scambi militari. La visita del Gen. Masiello ad Algeri, prima di un Capo di Stato Maggiore italiano, ha rilanciato addestramenti congiunti per stabilità nel Mediterraneo. Sul piano economico, l’interscambio supera i 13 miliardi, con accordi chiave tra Eni e Sonatrach.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://x.com/Esercito/status/2023783743962706223","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29350-da-roma-ad-algeri-masiello-rilancia-gli-scambi-addestrativi-per-la-sicurezza-nel-mediterraneo.mp4","galleria":""}
{"id":29345,"titolo":"L’Harrier pronto per la pensione: il tramonto di un’icona dell’aviazione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il conto alla rovescia per l’Harrier è entrato nella fase finale: <strong>giugno 2026</strong> segnerà l’uscita di scena dei Marines USA, <strong>il 2028</strong> quella della <strong>Marina Militare italiana</strong>.,</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre <strong>Regno Unito e India</strong> hanno già dismesso l’Harrier dal servizio, rispettivamente nel <strong>2010 </strong>e nel <strong>2016</strong>, la <strong>Spagna</strong> prevede di mantenerlo operativo oltre il 2030, diventando di fatto l’ultimo grande utilizzatore della linea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È la chiusura di un ciclo lungo oltre mezzo secolo, che mette fine a una delle capacità più particolari dell’aviazione navale moderna: il jet <strong>STOVL</strong>, capace di operare da navi anfibie e da basi avanzate con infrastrutture ridotte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-concetto-che-cambia-la-dottrina-dal-1971\">Un concetto che cambia la dottrina (dal 1971)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La portata dell’Harrier non si misura solo in prestazioni, ma nel cambio di dottrina che ha reso possibile. Con l’adozione iniziale in servizio nel <strong>1971</strong>, l’Harrier rende operativo su larga scala un principio fino ad allora quasi “di nicchia”: un jet da combattimento che può decollare corto e atterrare verticalmente può portare il supporto aereo vicino alla manovra, riducendo la dipendenza da piste convenzionali e da portaerei classiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nasce così una forma di <strong>aviazione navale anfibia</strong>: non la proiezione di potenza di una grande portaerei, ma una capacità più flessibile, pensata per accompagnare forze da sbarco e operazioni expeditionary, garantendo reazione rapida, <strong>supporto aereo ravvicinato (CAS)</strong> e interdizione tattica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nelle sue varie versioni, l’Harrier ha attraversato decenni di impiego reale in contesti e dottrine diverse: dalla <strong>Guerra delle Falkland/Malvinas (1982)</strong>, dove la componente britannica dimostrò in modo decisivo il valore del concetto STOVL in ambiente marittimo, alle campagne del dopo–Guerra fredda e alle operazioni in <strong>Afghanistan e Iraq</strong>, fino alle missioni più recenti legate a crisi regionali e al contrasto a reti ostili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È stato un assetto “da lavoro”: robusto, immediato, pensato per stare vicino alle truppe e operare da navi e basi avanzate con vincoli logistici più leggeri rispetto a piattaforme dipendenti da grandi infrastrutture.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ritiro-non-e-un-evento-e-un-processo\">Il ritiro non è un evento: è un processo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La dismissione dell’Harrier è stata progressiva e scandita da tappe nette:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Regno Unito</strong>: ritiro completo nel <strong>2010</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>India</strong>: ritiro completo nel <strong>2016</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>USMC</strong>: <a href=\"https://www.flightglobal.com/fixed-wing/us-marine-corps-to-retire-av-8b-harrier-ii-in-2026/166292.article\">ritiro ufficiale nella <strong>prima settimana di giugno 2026</strong> (ultimo volo previsto a Cherry Point)</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Marina Militare italiana</strong>: ritiro anticipato al <strong>2028</strong> (due anni prima del previsto)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente avanza la sostituzione con l’erede naturale del concetto STOVL: l’<strong>F-35B</strong>, che porta la stessa logica operativa su una generazione tecnologica completamente diversa, ma la transizione non è mai solo tecnica: implica costi, addestramento, infrastrutture, integrazioni di bordo e scelte politiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per chi deve ancora completare il salto generazionale, l’Harrier resta quindi un ponte: \"vecchio\", sì, ma ancora capace di garantire una funzione strategica — la proiezione aerea STOVL dal mare — che non si sostituisce “con un annuncio”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-nodo-industriale-fine-del-supporto-centrale-nel-2026\">Il nodo industriale: fine del supporto “centrale” nel 2026</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un punto spesso sottovalutato è quello del supporto industriale e logistico. Il <strong>NAVAIR (Naval Air Systems Command)</strong>, riferimento per decenni per le flotte AV-8B di USMC, Armada e Marina Militare, <strong>chiuderà l’ufficio di programma nel 2026</strong>, facendo venir meno la “cabina di regia” ufficiale per attività di <strong>MRO</strong> (Maintenance, Repair and Overhaul).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo passaggio pesa quanto la dismissione operativa: senza una struttura di programma attiva, mantenere in linea un sistema complesso diventa più oneroso, perché aumentano dipendenza logistica, difficoltà di reperimento ricambi e necessità di sostenere una filiera industriale in contrazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-ultima-fase-europea-spagna-e-italia-numeri-e-scadenze\">L’ultima fase europea: Spagna e Italia, numeri e scadenze</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel quadro europeo, la situazione è definita da numeri e date:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Spagna</strong>: la Armada Española impiega l’AV-8B Harrier II Plus con la <strong>Novena Escuadrilla</strong> della <strong>FLOAN</strong>, come principale vettore da combattimento imbarcato sul portaeromobili anfibio <strong>Juan Carlos I (L-61)</strong>. La flotta è di <strong>11 AV-8B+</strong> e l’intenzione è mantenerli in servizio <strong>oltre il 2030</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Italia</strong>: la Marina Militare mantiene in linea <strong>11 AV-8B+</strong>, ma ha <strong>anticipato il ritiro al 2028</strong> e li sostituirà con <strong>F-35B</strong>, allineandosi alla stessa transizione avviata dai Marines.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per Madrid, la prospettiva di diventare <strong>l’ultimo operatore significa anche ereditare il peso della sostenibilità</strong>: continuare a far volare l’Harrier quando gli altri escono dal programma richiede scelte operative e industriali molto concrete.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ricambi-e-seconda-vita-la-soluzione-piu-realistica\">Ricambi e “seconda vita”: la soluzione più realistica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto di filiera in declino, l’opzione più pratica per estendere la vita operativa dell’Harrier passa dalla disponibilità di cellule e componenti dei velivoli in radiazione. La logica è semplice: <strong>acquisire aerei radiati</strong> (o parti) dai grandi operatori che dismettono, in primis USMC e, a breve, Italia, per alimentare la catena ricambi e massimizzare l’operatività residua.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È una soluzione tipica dei sistemi d’arma a fine ciclo: meno “programma”, più resilienza, cannibalizzazioni controllate, scorte mirate e manutenzione sempre più selettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Harrier esce di scena non perché sia stato marginale, ma perché ha completato la sua missione storica. Dal <strong>1971</strong> ha definito un modo diverso di fare aviazione navale: più vicino alla manovra, più flessibile, più anfibio. Tra <strong>2026</strong> e <strong>2028</strong> si chiude la linea dei grandi operatori storici, mentre l’ultima finestra operativa si spinge <strong>oltre il 2030</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è solo la pensione di un aereo: <strong>è la fine di un’epoca, e il passaggio definitivo a una nuova generazione STOVL.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/harrier-esp.jpg","categoria":"Blog","tags":"AviazioneNavale, Harrier, STOVL","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-17 22:25:39","stato":"publish","riassunto_video":"L’Harrier, jet a decollo e atterraggio verticale in servizio dal 1971, sarà ritirato dai Marines USA nel 2026 e dalla Marina Militare italiana nel 2028, con la Spagna unica a mantenerlo oltre il 2030. Il suo ritiro segna la fine di un’era e la transizione all’F-35B. Con un supporto industriale in calo, Madrid dovrà fare affidamento anche su ricambi provenienti da velivoli radiati.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29345-lharrier-pronto-per-la-pensione-il-tramonto-di-unicona-dellaviazione.mp4","galleria":""}
{"id":29341,"titolo":"Il 9º Rgt. Col Moschin lascia la Caserma Vannucci: nuova \"casa\" per gli Incursori","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli incursori italiani cambiano casa: dopo oltre 60 anni il <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\">9° Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin”</a> lascia la storica caserma Vannucci per approdare a Pisa. La presenza del reparto a Livorno all'inizio degli anni '60, quando nella Vannucci fu formato il <strong>Battaglione Sabotatori Paracadutisti</strong>, nucleo storico da cui discende l’unità odierna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il trasferimento a Pisa degli uffici di comando del <strong>primo reparto di forze speciali dell'Esercito Italiano</strong> non è un dettaglio amministrativo. È un passaggio che modifica l’organizzazione territoriale di alcune strutture dell’Esercito in Toscana e che avrà effetti pratici su spazi, logistica e distribuzione delle funzioni tra le due città.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La notizia riguarda soprattutto <strong>il comando</strong>: gli uffici del Reggimento Col Moschin lasceranno la caserma “Vannucci” di Livorno per essere ospitati nel comprensorio militare <strong>“Dario Vitali”</strong> a San Piero a Grado (Pisa), sede operativa del <strong>COMFOSE</strong> (<a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\">Comando delle Forze Speciali dell’Esercito</a>).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perché Pisa: concentrazione e catena di comando più corta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto centrale del progetto è l’accentramento. Nell’area pisana si punta a riunire i reggimenti coordinati dal COMFOSE, riducendo dispersione e duplicazioni di funzioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Detto in modo semplice: <strong>Pisa diventa un nodo di coordinamento</strong>, con potenziali vantaggi di gestione (riunioni, pianificazione, procedure, interazioni tra comandi).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli elementi pratici citati è la collocazione: la nuova sede del comando sarebbe “strategica” anche per la vicinanza alla zona di <strong>Boccadarno</strong>, dove si trova la <em>base addestramento incursori (BAI)</em> utilizzata per attività anfibie e subacqueeÈ un punto che spiega perché la scelta non sia casuale: si tenta di <strong>avvicinare funzioni di comando a un contesto logistico-operativo già esistente</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il progetto edilizio: 5,8 milioni per rifare lo stabile “501”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo comando degli Incursori dovrebbe trovare sede nello <strong>stabile “501”</strong> del comprensorio “Vitali”, una vecchia struttura usata in passato dall’area collegata a Camp Darby e oggi descritta come in condizioni degradate. Il piano prevede la realizzazione di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>uffici e aule</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>magazzini e locali comuni</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>spogliatoi e servizi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>rifacimento impianti</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>interventi di miglioramento sismico</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>riorganizzazione degli spazi interni per esigenze del comando</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La procedura di gara per la progettazione esecutiva è indicata come in scadenza a breve; i cantieri sono stimati <strong>tra fine 2026 e inizio 2027</strong>, con un tempo lavori previsto in circa <strong>250 giorni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-scelta-tecnica-con-conseguenze-positive-anche-per-la-folgore\">Una scelta tecnica, con conseguenze (positive) anche per la Folgore</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il trasferimento si inserisce nel quadro più ampio del programma <strong>“Grandi Infrastrutture – Caserme Verdi”</strong> e in una più generale <strong>razionalizzazione</strong> delle presenze militari tra Pisa e Livorno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’operazione potrebbe avere vantaggi organizzativi anche per la <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Brigata Paracadutisti Folgore</a></strong>: liberare spazi alla <strong>Vannucci</strong> servirebbe a “decongestionare” la caserma e a preparare una successiva ridislocazione di funzioni oggi distribuite su altre sedi (ad esempio la <strong>“Rugiadi”</strong>, dove è attualmente collocato il <strong>184° RCST “Nembo”</strong>).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sostanza, lo spostamento del comando del “Nono” non è solo un trasloco: è anche un tassello per rimettere ordine nella distribuzione di caserme e reparti sul territorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/nono-addestramento-1.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"campderby, ColMoschin, forzespeciali","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-17 16:48:43","stato":"publish","riassunto_video":"Dopo oltre 60 anni, il 9° Reggimento d’assalto Paracadutisti “Col Moschin” lascia la caserma Vannucci di Livorno per trasferirsi a Pisa, nel comprensorio militare “Dario Vitali”. La scelta mira a concentrare il \"Nono\" nelle immediate vicinanze del COMFOSE, migliorando coordinamento e logistica, con un investimento di 5,8 milioni per ristrutturare la nuova sede entro il 2027.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2026/02/17/news/il-col-moschin-va-a-pisa-livorno-perde-un-eccellenza-1.100833049","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29341-il-9o-rgt-col-moschin-lascia-la-caserma-vannucci-nuova-casa-per-gli-incursori.mp4","galleria":""}
{"id":29335,"titolo":"Reclutamento 007 Italia: l’intelligence cerca esperti cyber e analisti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non solo profili tecnici: spazio anche a laureati in ambito internazionale e umanistico. <a href=\"https://www.sicurezzanazionale.gov.it/lavorare-nell-intelligence\">Candidature aperte fino al 20 marzo</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È partita la nuova campagna di reclutamento dell’intelligence italiana per rafforzare gli organici del <strong>Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis)</strong> e delle due agenzie <strong>AISI</strong> e <strong>AISE</strong>. Le candidature sono <strong>aperte fino al 20 marzo</strong> e puntano ad attrarre figure professionali altamente qualificate, soprattutto in ambito <strong>tecnico e analitico</strong>, per rispondere a un contesto internazionale in rapida evoluzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo è chiaro: presidiare con competenze aggiornate le aree più sensibili della sicurezza nazionale, con un’attenzione particolare alle <strong>minacce informatiche</strong>, agli <strong>attacchi hacker</strong> e alla <strong>protezione delle infrastrutture strategiche</strong>. Niente “agenti da film”, dunque, ma profili capaci di lavorare su dati, scenari, sistemi complessi e tecnologie critiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-requisiti-chi-puo-candidarsi\">Requisiti: chi può candidarsi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per partecipare alla selezione sono richiesti tre requisiti fondamentali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>cittadinanza italiana</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>pieno godimento dei diritti civili e politici</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>età non inferiore ai 18 anni</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A questi si affiancano condizioni considerate essenziali per l’accesso al comparto: <strong>affidabilità assoluta</strong>, <strong>solidità morale</strong> e la capacità di mantenere la <strong>riservatezza</strong> anche dopo la cessazione dal servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15616,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Reclutamento 007 Italia: l’intelligence cerca esperti cyber e analisti\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/maxresdefault-1.jpg\" alt=\"Reclutamento 007 Italia: l’intelligence cerca esperti cyber e analisti\" class=\"wp-image-15616\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Reclutamento 007 Italia: l’intelligence cerca esperti cyber e analisti</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-aree-tecniche-hpc-crittografia-e-cyber\">Le aree tecniche: HPC, crittografia e cyber</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La campagna si concentra su quattro aree principali. La prima riguarda gli esperti di <strong>High performance computing (HPC)</strong>: si cercano laureati in discipline <strong>informatiche, ingegneristiche, fisiche o matematiche</strong>, con competenze nella progettazione e ottimizzazione di sistemi ad alte prestazioni, <strong>architetture HPC</strong> e gestione di <strong>cluster</strong> per simulazioni scientifiche e progetti di <strong>intelligenza artificiale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ampio spazio è riservato anche agli specialisti in <strong>crittografia</strong>, con un focus sulle <strong>tecnologie quantistiche</strong>: dal <strong>quantum computing</strong> alla progettazione di algoritmi quantistici, fino alle <strong>comunicazioni cifrate</strong>, allo sviluppo di applicativi dedicati e alla <strong>crittoanalisi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Terza area chiave: il <strong>cyber</strong>. Qui l’intelligence guarda sia a <strong>diplomati tecnico-scientifici</strong> sia a laureati in <strong>sicurezza informatica, informatica o ingegneria</strong>, con conoscenze approfondite delle tecniche di minaccia cibernetica. L’idea è mettere competenze “da hacker” — intese come capacità di comprendere e anticipare gli attacchi — al servizio della difesa dello Stato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15617,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Reclutamento 007 Italia: l’intelligence cerca esperti cyber e analisti\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Dipartimento-delle-informazioni-per-la-sicurezza-DIS-Piazza-Dante-Roma-Intelligence-Italiana.jpg\" alt=\"Reclutamento 007 Italia: l’intelligence cerca esperti cyber e analisti\" class=\"wp-image-15617\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Reclutamento 007 Italia: l’intelligence cerca esperti cyber e analisti</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-non-solo-tecnici-cercasi-anche-umanisti-e-analisti-osint\">Non solo tecnici: cercasi anche umanisti e analisti OSINT</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto ai profili STEM, la selezione include anche laureati in discipline <strong>internazionali o umanistiche</strong>. In questo caso, le competenze richieste ruotano attorno all’analisi di fenomeni complessi: <strong>terrorismo interno e internazionale</strong>, <strong>radicalismo religioso</strong>, <strong>criminalità organizzata transnazionale</strong>, <strong>immigrazione</strong>, <strong>traffico di esseri umani</strong> e fenomeni <strong>eversivi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È inoltre prevista una ricerca mirata per diplomati e laureati in <strong>comunicazione, sociologia, relazioni internazionali</strong> o ambito <strong>informatico</strong>, con competenze avanzate nell’analisi di <strong>fonti aperte</strong> (OSINT), un settore sempre più centrale per leggere segnali deboli, ricostruire reti informative e interpretare dinamiche sociali e geopolitiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-candidature-spontanee\">Candidature spontanee</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre ai profili indicati nel bando, il Dis ricorda che resta sempre possibile, soprattutto per giovani <strong>altamente motivati</strong>, presentare una <strong>candidatura spontanea</strong> attraverso la procedura online nella sezione “<strong>Lavora con noi</strong>”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/1-6.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"analisti, crittografia, cybersecurity, hpc, intelligence, osint, reclutamento","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-17 13:43:24","stato":"publish","riassunto_video":"L’intelligence italiana cerca laureati tecnici, umanistici e internazionali per rafforzare Dis, AISI e AISE, con candidature aperte fino al 20 marzo. Si cercano esperti in HPC, crittografia quantistica, cyber sicurezza e analisti OSINT per contrastare minacce informatiche e fenomeni complessi come terrorismo e criminalità transnazionale. Possibile anche candidatura spontanea.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.sicurezzanazionale.gov.it/lavorare-nell-intelligence","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29335-reclutamento-007-italia-lintelligence-cerca-esperti-cyber-e-analisti.mp4","galleria":""}
{"id":29329,"titolo":"Russia,  nuova era della guerra elettronica: lanciata la piattaforma stratosferica Barrage-1","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il primo volo di Barrage-1, Mosca punta a inaugurare l’“internet aeronautico”: una stazione base in stratosfera, a circa 20 km di quota, per garantire connettività 5G/NTN continua e più autonoma rispetto alle infrastrutture satellitari occidentali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il completamento del primo volo della piattaforma stratosferica <strong>Barrage-1</strong> segna un passaggio simbolico e operativo: la Russia porta in quota un sistema concepito per trasformare la stratosfera in un nuovo livello di rete, capace di sostenere comunicazioni a banda larga per reparti terrestri e droni, riducendo la dipendenza da circuiti satellitari stranieri. L’idea è semplice quanto ambiziosa: posizionare una “stazione base” aerea stabile, <strong>al di sopra delle minacce a corto e medio raggio</strong> ma <strong>al di sotto dell’orbita</strong>, sfruttando una quota tatticamente favorevole per estendere copertura e resilienza dei collegamenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo schema, la stratosfera diventa un ponte tra terra e cielo: meno ostacoli fisici (terreno, edifici, rilievi), minori schermature, e la possibilità di offrire una connettività <strong>più stabile</strong> per i sistemi che oggi determinano la velocità del combattimento — dalla ricognizione con droni alla trasmissione dati per puntamento e coordinamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-barrage-1-e-l-ombrello-5g-perche-conta-la-quota-dei-20-chilometri\">Barrage-1 e l’ombrello 5G: perché conta la quota dei 20 chilometri</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta di operare attorno ai <strong>20 km</strong> non è casuale. È un livello in cui la piattaforma può garantire ampia visibilità radio e un raggio di copertura potenzialmente significativo, minimizzando le interferenze “da terra” e creando un’infrastruttura <strong>più prevedibile</strong> rispetto a reti dipendenti da satelliti o da ripetitori vulnerabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo dichiarato (e implicito) è arrivare a un’integrazione con architetture <strong>5G/NTN</strong>: una rete non terrestre che, invece di affidarsi esclusivamente all’orbita, si appoggi a nodi stratosferici in grado di distribuire connettività direttamente ai terminali sul campo e alle piattaforme senza pilota.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-che-cos-e-barrage-1\">Che cos’è Barrage-1</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sotto il profilo ingegneristico, Barrage-1 viene descritto come una piattaforma ad alta quota progettata per <strong>stazionare a lungo</strong> e per <strong>mantenere la posizione</strong> senza ricorrere a propulsione continua. L’elemento distintivo è un sistema di <strong>zavorra pneumatica</strong>, pensato per consentire al mezzo di variare l’altitudine e “saltare” tra correnti di vento differenti, sfruttandole come una sorta di motore naturale: cambiando quota, la piattaforma può intercettare flussi con direzione e intensità utili a correggere la deriva e restare sopra un settore specifico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa logica — manovrare con l’atmosfera più che contro l’atmosfera — è cruciale per due ragioni: <strong>riduce il consumo energetico</strong> e permette <strong>una presenza prolungata</strong> sopra aree operative prioritarie, requisito essenziale per qualsiasi rete che voglia essere “sempre accesa”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15609,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Russia,  nuova era della guerra elettronica: lanciata la piattaforma stratosferica Barrage-1\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/ae6dbd11e3ad27ce39ddfc62de268bc2.jpg\" alt=\"Russia,  nuova era della guerra elettronica: lanciata la piattaforma stratosferica Barrage-1\" class=\"wp-image-15609\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Russia,  nuova era della guerra elettronica: lanciata la piattaforma stratosferica Barrage-1</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-carico-utile-e-ruolo-operativo\">Carico utile e ruolo operativo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema prevede una capacità di carico <strong>fino a 100 kg</strong>, sufficiente per ospitare apparati di comunicazione articolati: antenne, moduli radio, link di backhaul e componenti per gestione e instradamento del traffico dati. La scelta di una struttura orientata alla <strong>riparabilità rapida</strong> e l’impiego di <strong>materiali nazionali</strong> suggeriscono inoltre una roadmap che guarda alla <strong>produzione in serie</strong>, più che al solo dimostratore sperimentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dal-fronte-ai-droni-la-rete-come-arma\">Dal fronte ai droni: la rete come arma</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel conflitto contemporaneo, la superiorità non è solo questione di fuoco: è questione di <strong>connessione</strong>. Droni, munizioni intelligenti, sensori e centri di comando dipendono da flussi dati continui. In quest’ottica, Barrage-1 viene presentato come un tassello per “blindare” le comunicazioni: costruire un’infrastruttura <strong>sovrana</strong> e meno esposta a interruzioni, blocchi o degradazione del segnale dovuta a reti civili o piattaforme controllate da terzi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La piattaforma, potendo <strong>stazionare</strong> o seguire <strong>traiettorie predefinite</strong>, mira a garantire continuità dove serve di più: zone ad alta intensità di combattimento, corridoi logistici, aree di concentrazione di droni o di sistemi di puntamento. In teoria, un nodo stratosferico ben posizionato può diventare il “tetto digitale” sotto cui far operare sensori e unità, con un impatto diretto sulla rapidità del ciclo osservazione-decisione-azione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dalla-dimensione-orbitale-a-quella-stratosferica\">Dalla dimensione orbitale a quella stratosferica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il messaggio strategico è chiaro: spostare parte del controllo del traffico dati <strong>dal dominio orbitale</strong> (satelliti, costellazioni, gateway) a un dominio <strong>stratosferico</strong>, più vicino, più riconfigurabile, e potenzialmente meno dipendente da infrastrutture esterne. In questa narrazione, Barrage-1 non è soltanto un velivolo, ma l’inizio di un’architettura di rete che vuole rendere le comunicazioni militari <strong>più robuste, autonome e difficili da neutralizzare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Resta da capire — come sempre accade con sistemi emergenti — quanto rapidamente la tecnologia potrà scalare, quante piattaforme saranno necessarie per coprire aree estese e quale sarà la reale resilienza in scenari contestati. Ma il primo volo, almeno sul piano politico-militare, indica una direzione: la guerra elettronica non si gioca più solo tra satelliti e jammer a terra. Sempre più spesso, si giocherà <strong>in alto, ma non troppo</strong> — là dove la stratosfera può diventare rete, scudo e vantaggio operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/1-1.png","categoria":"Internazionali","tags":"5GNTN, Barrage-1, ComunicazioniMilitari, Droni, guerraelettronica, internetstratosferico, russia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-17 13:03:25","stato":"publish","riassunto_video":"La Russia ha lanciato Barrage-1, una piattaforma stratosferica a 20 km di quota per creare un “internet aeronautico” 5G/NTN, riducendo la dipendenza dai satelliti occidentali. Capace di stazionare a lungo sfruttando correnti d’aria, ospita apparecchiature di comunicazione per garantire connettività stabile e sicura a droni e reparti, potenziando la guerra elettronica con una rete autonoma.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29329-russia-nuova-era-della-guerra-elettronica-lanciata-la-piattaforma-stratosferica-barrage-1.mp4","galleria":""}
{"id":29322,"titolo":"Scudo 360° per Carro Armato - Europa guarda a Israele, l’Italia punta su una difesa attiva nativa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra in <strong>Ucraina ha messo in crisi una delle certezze della dottrina terrestre europea</strong>: il carro armato, da solo, non è più il dominatore del campo di battaglia. Droni FPV, munizioni circuitanti e missili anticarro hanno dimostrato quanto rapidamente un mezzo pesante possa diventare vulnerabile quando la minaccia arriva in modo simultaneo da più direzioni e, soprattutto, dall’alto. In questo scenario, la protezione dei carri non può più essere letta solo come “spessore di corazza”: deve diventare un sistema complesso di sensori, contromisure e capacità di reazione in tempo reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da qui l’attenzione crescente dell’Europa verso i <strong>sistemi di protezione attiva (Active Protection System, APS)</strong>, cioè quei “kit” (o architetture integrate) capaci di rilevare e neutralizzare minacce in arrivo prima che colpiscano il veicolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15600,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Scudo 360° per Carro Armato - Europa guarda a Israele, l’Italia punta su una difesa attiva nativa\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Israels-RAFAEL-Enhances-TROPHY-Active-Protection-System-to-Counter-Both-Missile-UAV-Threats-1920-001-2bb9d4df.jpeg\" alt=\"Scudo 360° per Carro Armato - Europa guarda a Israele, l’Italia punta su una difesa attiva nativa\" class=\"wp-image-15600\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Scudo 360° per Carro Armato - Europa guarda a Israele, l’Italia punta su una difesa attiva nativa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-trophy-perche-e-diventato-uno-standard-di-riferimento\">Trophy: perché è diventato uno standard di riferimento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra gli APS oggi più richiesti a livello internazionale c’è <strong>Trophy</strong>, sviluppato dall’israeliana Rafael. Trophy è un sistema “hard-kill”: usa radar e contromisure per individuare missili e razzi anticarro in avvicinamento e ingaggiarli a distanza ravvicinata, riducendo la probabilità che l’impatto avvenga. La sua attrattiva per i Paesi europei sta in tre fattori:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Maturità industriale e integrazione rapida</strong>: è un prodotto già ampiamente adottato e con un percorso di integrazione consolidato.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Credenziali operative</strong>: è percepito come un sistema “provato” in scenari reali, elemento che pesa molto quando si cerca una risposta immediata.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Evoluzione contro minacce dall’alto</strong>: Rafael ha comunicato aggiornamenti mirati a migliorare la capacità contro attacchi top-attack e minacce legate ai droni, cioè il cuore della trasformazione osservata in Ucraina.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Su questo sfondo si inserisce la decisione di diversi Paesi europei di equipaggiare i nuovi <strong>Leopard 2A8</strong> con Trophy: un segnale di pragmatismo, orientato a ridurre tempi di modernizzazione e rischio tecnologico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15601,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Scudo 360° per Carro Armato - Europa guarda a Israele, l’Italia punta su una difesa attiva nativa\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/EuroTrophy-Secures-Contract-to-Increase-Protection-of-123-German-Leopard-2A8-Tanks-with-Trophy-APS-1920-001-e6663fa0-e1771305862549.jpeg\" alt=\"Scudo 360° per Carro Armato - Europa guarda a Israele, l’Italia punta su una difesa attiva nativa\" class=\"wp-image-15601\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Scudo 360° per Carro Armato - Europa guarda a Israele, l’Italia punta su una difesa attiva nativa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-collo-di-bottiglia-europeo-non-solo-tecnologia-ma-capacita-industriale\">Il collo di bottiglia europeo: non solo tecnologia, ma capacità industriale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La spinta verso APS come Trophy convive con un problema strutturale: <strong>la produzione e l’integrazione di sistemi complessi richiede capacità industriale e supply chain robuste</strong>. In molti casi la tecnologia esiste, ma le consegne avvengono su orizzonti pluriennali. Ne deriva una tensione tipicamente europea: urgenza strategica oggi e capacità industriale che cresce più lentamente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo tema è uno dei punti chiave del dibattito contemporaneo: modernizzare non significa soltanto “decidere cosa comprare”, ma <strong>rendere sostenibile una filiera</strong> che produca, integri, addestri e mantenga nel tempo sistemi che sono sempre più software-centrici e sensibili all’evoluzione della minaccia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-seconda-via-piattaforme-nuove-con-protezione-attiva-nativa\">La seconda via: piattaforme nuove con protezione attiva “nativa”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente alla strada del retrofit/upgrade, sta emergendo una seconda via: progettare carri di nuova generazione in cui l’APS non sia un accessorio da aggiungere, ma un elemento “nativo” dell’architettura.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un esempio spesso citato nel dibattito europeo è il <strong>Rheinmetall Panther KF51</strong>, che viene presentato con una suite di sopravvivenza che include concetti di protezione attiva (famiglia <strong>StrikeShield/ADS</strong>), sistemi per contrastare attacchi dall’alto (<strong>TAPS – Top Attack Protection System</strong>) e soluzioni di oscuramento/contromisure come <strong>ROSY</strong>. L’idea, in questo caso, è integrare da subito sensori, effettori e gestione digitale della minaccia nel progetto complessivo del veicolo, invece di adattare un carro nato in un’epoca in cui il rischio “dall’alto” era meno pervasivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Italia questo approccio si intreccia con l’evoluzione industriale del settore terrestre: la joint venture <strong>Leonardo–Rheinmetall</strong> è stata annunciata con l’obiettivo di sviluppare capacità corazzate e veicoli da combattimento in un quadro di rinnovamento della componente pesante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15602,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Scudo 360° per Carro Armato - Europa guarda a Israele, l’Italia punta su una difesa attiva nativa\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Rheinmetall-Panther-KF51-2.jpg\" alt=\"Scudo 360° per Carro Armato - Europa guarda a Israele, l’Italia punta su una difesa attiva nativa\" class=\"wp-image-15602\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Scudo 360° per Carro Armato - Europa guarda a Israele, l’Italia punta su una difesa attiva nativa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-vero-test-saturazione-e-minacce-economiche\">Il vero test: saturazione e minacce “economiche”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto più difficile — e spesso meno discusso — non è solo “se l’APS intercetta un missile”, ma <strong>quanto regge quando la minaccia è massiva, economica e ripetuta</strong>. La guerra ha mostrato un modello di attacco basato sulla saturazione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>droni FPV e munizioni circuitanti che arrivano da angoli imprevedibili,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>attacchi multipli per stressare sensori ed effettori,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>ambiente elettromagnetico degradato (jamming, interferenze, guerra elettronica).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, la protezione efficace tende a diventare <strong>multi-livello</strong>: hard-kill + soft-kill (disturbo, inganno, fumogeni), gestione delle firme (termiche/elettromagnetiche), integrazione con difese di reparto anti-drone e, soprattutto, rete di sensori e comando che permetta al carro di non essere “solo”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione-la-difesa-dei-carri-diventa-una-disciplina-anti-aerea-a-bassa-quota\">Conclusione: la difesa dei carri diventa una disciplina anti-aerea a bassa quota</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La direzione generale appare ormai chiara: il carro armato resta centrale per potenza di fuoco e shock, ma la sua sopravvivenza dipende sempre più dalla capacità di operare dentro un ecosistema di protezione che assomiglia a una difesa anti-aerea “tattica” a bassa quota.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’Europa questo significa scegliere fra due logiche complementari:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>soluzioni mature rapidamente integrabili</strong> (come Trophy) per ridurre tempi e rischio;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>nuove piattaforme progettate con APS integrato</strong> per affrontare in modo strutturale la minaccia top-attack e la guerra dei droni.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In entrambi i casi, la variabile decisiva non è solo la bontà del singolo sistema, ma la combinazione di industria, addestramento, dottrina e integrazione con le difese anti-drone di reparto: perché, oggi, ciò che “arriva dall’aria” è spesso ciò che decide la sopravvivenza a terra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/image-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#LeonardoRheinmetall, AntiDRONE, APS, carriarmati, protezioneattiva, topattack, Trophy","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-17 06:33:25","stato":"publish","riassunto_video":"La guerra in Ucraina ha mostrato che i carri armati sono vulnerabili a minacce multiple, soprattutto dall’alto. L’Europa punta sui sistemi di protezione attiva (APS) come l’israeliano Trophy, già adottato su Leopard 2A8, per neutralizzare missili e droni. Parallelamente si progettano nuovi carri con APS integrato, come il Rheinmetall Panther KF51.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29322-scudo-360-per-carro-armato-europa-guarda-a-israele-litalia-punta-su-una-difesa-attiva-nativa.mp4","galleria":""}
{"id":29317,"titolo":"Marines dentro la kill web: combattere subito, ovunque, con poco","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"h-\">A dicembre 2025 si è seguita l’esercitazione Steel Knight 25 come un vero <strong>laboratorio</strong> per capire se <strong>forze disperse</strong>, <strong>operazioni rapide</strong> e una rete di sensori e armi collegati (<strong>kill web</strong>) funzionino in condizioni realistiche. Si è visto che <strong>non si può più contare su basi sicure e tempi lunghi per “radunare la forza”</strong>: in uno scontro moderno si possono colpire subito <strong>comunicazioni</strong> e <strong>rifornimenti</strong>, quindi si deve saper <strong>operare fin dall’inizio</strong> con unità <strong>distribuite</strong> e <strong>connesse</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-entrare-e-restare-sopravvivenza-rifornimenti-tempo-s²d\">Entrare e restare: Sopravvivenza, rifornimenti, tempo (S²D)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per inserire una forza in un’area contestata si devono porre tre domande: <strong>quanto si riesce a sopravvivere</strong>, <strong>quanto si riesce a sostenere</strong>, <strong>per quanto tempo si riesce a durare</strong>. Questo schema (<strong>S²D: Survivability, Sustainability, Duration</strong>) conta perché si deve partire dal presupposto che <strong>la logistica verrà disturbata</strong> e che <strong>i rifornimenti non saranno garantiti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è discusso anche del modello <strong>hub–spoke–node</strong>: si devono definire meglio <strong>cosa può offrire un hub e cosa no</strong>, quanto debba essere fisso, e cosa debba fare un node. Si è rafforzata un’idea molto pratica: ai node si deve assegnare una <strong>“scadenza”</strong>. Se si resta troppo nello stesso punto, soprattutto dopo fuoco o trasmissioni, si viene individuati e colpiti. Quindi si deve <strong>operare per finestre brevi</strong> (ore o pochi giorni) e poi <strong>spostarsi</strong>, mentre si prepara già il node successivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15590,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Marines dentro la kill web: combattere subito, ovunque, con poco\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/251209-M-JE726-1486.jpg\" alt=\"Marines dentro la kill web: combattere subito, ovunque, con poco\" class=\"wp-image-15590\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marines dentro la kill web: combattere subito, ovunque, con poco</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-nodo-piu-difficile-logistica\">Il nodo più difficile: logistica </h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è confermato che <strong>rifornire forze disperse è il problema più duro</strong>. Non si sono trovate “soluzioni miracolose”: si sono individuati solo modi per <strong>ridurre</strong> e <strong>gestire</strong> il rischio. Si è sottolineato il valore di piattaforme come il <strong>CH-53K</strong> per muovere carichi pesanti, e si è notato il potenziale di <strong>sistemi autonomi marittimi</strong> per sostenere nodi lontani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è visto anche che il supporto dei <strong>C-130 dell’Air Force</strong> è stato decisivo: senza di esso l’esercitazione sarebbe risultata molto più limitata. Questo ha evidenziato un limite: <strong>non si dispongono ancora di numeri sufficienti</strong> di alcune piattaforme (KC-130J, MV-22, CH-53K, F-35) per applicare il modello distribuito senza forte supporto joint. In sintesi, si è ribadito che <strong>“non si fa con la magia”</strong>: si devono avere <strong>mezzi</strong>, <strong>numeri</strong> e <strong>piani realistici</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image -->\n<figure class=\"wp-block-image\"><img alt=\"Marines dentro la kill web: combattere subito, ovunque, con poco\" title=\"Marines dentro la kill web: combattere subito, ovunque, con poco\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-comando-comunicazioni-e-adattamento-come-si-rende-davvero-efficace-la-kill-web\">Comando, comunicazioni e adattamento: come si rende davvero efficace la kill web</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è osservato che le operazioni distribuite richiedono <strong>più delega</strong>. Oggi si possono dare a piccoli team capacità di osservazione e ingaggio molto avanzate, ma se non si chiariscono <strong>compiti</strong> e <strong>autorità</strong>, il vantaggio si riduce. Inoltre, in ambiente elettromagnetico contestato si deve considerare che anche trasmissioni brevi possono esporre al fuoco avversario: si deve quindi puntare su <strong>ordini basati sull’intento</strong>, su <strong>iniziativa locale</strong> e su un equilibrio migliore tra controllo centrale e decisioni sul terreno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è indicata l’<strong>interoperabilità digitale</strong> come svolta principale: si deve far circolare informazione tra piattaforme e unità, sfruttando asset come l’<strong>F-35</strong> anche come <strong>sensore e nodo dati</strong>, non solo come “aereo d’attacco”. Si è ripetuto un principio semplice: <strong>ridondanza = sopravvivenza</strong>. Si devono avere <strong>più vie di comunicazione</strong> (satellitare, reti commerciali, cellulare, fibra, ecc.) perché si deve prevedere che la rete venga disturbata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, si è richiamata la lezione dell’Ucraina: si deve <strong>adattarsi più in fretta</strong> dell’avversario. Si deve essere pronti a cambiare tattiche e combinare strumenti diversi quando la realtà sul campo lo impone. In chiusura, si è identificato che si deve lavorare soprattutto su tre priorità: <strong>comando e controllo più adatto alla velocità delle operazioni</strong>, <strong>logistica più robusta</strong>, e <strong>guida strategica più chiara</strong> su <strong>cosa debbano fare i node</strong>, <strong>per quanto</strong>, e <strong>per quale obiettivo di campagna</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/251209-M-EH070-1087-scaled-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"interoperabilitadigitale, killweb, logisticacontestata, marines, missioncommand, operazionidistribuite, SteelKnight25","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-16 23:33:25","stato":"publish","riassunto_video":"L’esercitazione Steel Knight ha mostrato che in conflitti moderni serve operare subito con forze distribuite e connesse, senza basi sicure né tempi lunghi. La sopravvivenza, sostenibilità e durata (S²D) sono cruciali, poiché la logistica sarà disturbata. Serve spostarsi rapidamente tra nodi, gestire la logistica con mezzi come CH-53K e C-130, e migliorare comando, comunicazioni e interoperabilità","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.marines.mil/News/News-Display/Article/4358483/steel-knight-25-support-within-striking-distance/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29317-marines-dentro-la-kill-web-combattere-subito-ovunque-con-poco.mp4","galleria":""}
{"id":29310,"titolo":"Dome Nazionale? Sentite gli Americani","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>WASHINGTON —</strong> Per far decollare il programma <strong>Golden Dome</strong> senza farlo esplodere nei costi, al Dipartimento della Difesa Usa serve una svolta su <strong>acquisizioni</strong> e <strong>intelligenza artificiale</strong>. Il nodo, in parole povere, è uno: <strong>“costa troppo”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A dirlo, al <strong>Miami Space Summit</strong>, è stata <strong>Marcia Holmes</strong>, vice direttrice del DoD per Golden Dome: la sfida “vera” non è solo mettere insieme nuove tecnologie, ma <strong>integrare asset spaziali e sistemi d’arma in un’unica architettura</strong> capace di offrire una difesa <strong>a strati</strong>, <strong>su larga scala</strong> e <strong>con costi sostenibili</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15584,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Dome Nazionale? Sentite gli Americani\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/3-1.jpg\" alt=\"Dome Nazionale? Sentite gli Americani\" class=\"wp-image-15584\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dome Nazionale? Sentite gli Americani</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-problema-integrare-tutto-e-farlo-senza-sforare\"><strong>Il problema: integrare tutto (e farlo senza sforare)</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Holmes, l’obiettivo è collegare in modo efficace:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>satelliti di tracciamento</strong> dei missili,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>possibili <strong>intercettori basati nello spazio (SBI)</strong>,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>una rete completa di <strong>command and control (C2)</strong> che connetta <strong>sensori e “shooter”</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto critico è rendere questa architettura <strong>operativa rapidamente</strong> ma anche <strong>economicamente gestibile</strong>. Per questo, ha spiegato, il segretario alla Difesa avrebbe avviato una <strong>strategia “ampia e radicale” di trasformazione degli acquisti</strong>, con l’idea di velocizzare sviluppo e deployment riducendo sprechi e tempi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ai-e-autonomia-meno-personale-meno-costi-piu-velocita\"><strong>AI e autonomia: meno personale, meno costi, più velocità</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Holmes ha indicato <strong>AI e autonomia</strong> come acceleratori fondamentali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Più autonomia</strong> = <strong>meno personale necessario</strong> = <strong>meno costi di mantenimento</strong> (sustainment).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Più AI</strong> = capacità di <strong>analizzare enormi flussi di dati</strong> e <strong>presentare rapidamente opzioni</strong> ai decisori per scegliere la risposta più adatta.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In particolare, l’AI sarebbe decisiva per un <strong>C2 “powered by AI”</strong> in grado di trasferire dati <strong>quasi in tempo reale</strong> dai sensori agli intercettori e agli altri sistemi di difesa su <strong>terra, mare e aria</strong>. <strong>“Il C2 è cruciale per il successo del Golden Dome”</strong>, ha ribadito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15579,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Dome Nazionale? Sentite gli Americani\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Tracking-grey1000-900x600-1.png\" alt=\"Dome Nazionali? Sentite gli Americani\" class=\"wp-image-15579\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dome Nazionali? Sentite gli Americani</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sbi-il-grande-moltiplicatore-di-costi\"><strong>SBI: il grande moltiplicatore di costi</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei punti più contestati resta la componente <strong>space-based interceptors</strong>: analisti e legislatori temono che servano <strong>troppi intercettori in orbita</strong> per fermare più missili lanciati quasi contemporaneamente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui entra in gioco un limite fisico: in <strong>orbita bassa (LEO)</strong> un intercettore resta “in posizione utile” rispetto a un bersaglio a terra solo per <strong>7–10 minuti</strong>. Risultato: per coprire davvero il globo e garantire ingaggi, servono <strong>costellazioni numerose</strong>. Il problema è noto come <strong>“absentee ratio”</strong> ed è ancora più duro nella <strong>boost-phase</strong> (subito dopo il lancio), dove la finestra per colpire dura <strong>pochi minuti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tracciamento-missili-spazio-militare-soluzioni-commerciali\"><strong>Tracciamento missili: spazio militare + soluzioni commerciali</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Holmes ha detto che un “elemento chiave” sarà la capacità di <strong>sviluppare e integrare</strong> dati da satelliti di tracking realizzati sia dal DoD sia dal settore privato, <strong>sfruttando sistemi esistenti</strong> e puntando anche su <strong>soluzioni commerciali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel quadro generale:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>la <strong>Space Development Agency (SDA)</strong> sta lavorando a una <strong>Tracking Layer</strong> in LEO per tracciare missili balistici e ipersonici, con copertura globale prevista dal <strong>2029</strong>, oltre a sensori “fire control”;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il programma ha ricevuto rilievi dal <strong>GAO</strong> sui rischi di <strong>sviluppo tecnologico, ritardi e sforamenti di costo</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Space Systems Command</strong> porta avanti anche un tracciamento in <strong>orbita media (MEO)</strong>: nel giugno 2025 è stato assegnato un contratto da <strong>1,2 miliardi di dollari</strong> a <strong>BAE Systems</strong> per 10 satelliti <strong>Epoch 2</strong>, con lanci attesi dal <strong>2029</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15580,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Dome Nazionale? Sentite gli Americani\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/spaceint.jpg\" alt=\"Dome Nazionali? Sentite gli Americani\" class=\"wp-image-15580\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dome Nazionali? Sentite gli Americani</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-diu-spinge-sul-commerciale-sensori-high-fidelity-e-tempi-stretti\"><strong>DIU spinge sul commerciale: sensori “high fidelity” e tempi stretti</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’ultima accelerazione arriva dalla <strong>Defense Innovation Unit (DIU)</strong>, che cerca sensori commerciali ad alta precisione per:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>rilevare, tracciare e discriminare</strong> (separare testate reali da esche/contromisure),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>abilitare il <strong>fire control</strong> con dati accuratissimi per ingaggi con <strong>kinetic kill vehicle (KKV)</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tabella di marcia è serrata: <strong>dimostrazione in laboratorio in 6–8 mesi</strong> dall’assegnazione e <strong>test in orbita in 12–24 mesi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-linea-finale\"><strong>Linea finale</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il Pentagono, Golden Dome si gioca su un equilibrio: <strong>difesa a strati e integrata</strong>, ma soprattutto <strong>meno “costa troppo”</strong>. E la ricetta, secondo Holmes, passa da due leve: <strong>riformare come si comprano e sviluppano i sistemi</strong> e usare <strong>AI/autonomia</strong> per far funzionare la macchina (sensori–C2–intercettori) <strong>più velocemente e con meno costi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/1440x810_cmsv2_13748533-1102-5cee-98ea-b0a4af5ba0f9-9317671.webp","categoria":"Internazionali","tags":"#GoldenDome, acquisizionireform, AI, C2, DoD, missiledifesa, spacebasedinterceptors","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-16 22:53:26","stato":"publish","riassunto_video":"Il programma Golden Dome del Pentagono punta a integrare satelliti, intercettori spaziali e sistemi di comando per una difesa a strati contro missili, ma il costo è la sfida principale. La soluzione passa da una riforma degli acquisti e dall’uso di intelligenza artificiale e autonomia per ridurre personale e tempi, migliorando l’efficienza e contenendo le spese.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://breakingdefense.com/2026/02/to-overcome-golden-dome-affordability-hurdle-dod-needs-acquisition-reform-ai-official/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29310-dome-nazionale-sentite-gli-americani.mp4","galleria":""}
{"id":29304,"titolo":"Un modello per far partire l’AI nella Difesa: l’alleanza Sovereign AI–Accenture–Palantir","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La società britannica <strong>Sovereign AI (S-AI)</strong> ha annunciato di aver scelto <strong>Accenture</strong> e <strong>Palantir</strong> per aiutarla a costruire e far crescere una rete di <strong>data center dedicati all’intelligenza artificiale</strong> in <strong>Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA)</strong>. L’idea è creare un’infrastruttura di <strong>“AI sovrana”</strong>, cioè sistemi e dati gestiti in modo più controllato e sicuro, pensati sia per aziende sia per governi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-che-cosa-significa-ai-sovrana\">Che cosa significa “AI sovrana”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In pratica, “AI sovrana” vuol dire: <strong>tenere dati, modelli e sistemi AI sotto controllo</strong>, in ambienti protetti e conformi alle regole, senza dipendere completamente da piattaforme esterne. Questo approccio è considerato utile quando si lavora con informazioni sensibili e servizi essenziali, per esempio <strong>difesa, sanità, finanza e pubblica amministrazione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto punta a costruire data center “di nuova generazione” in grado di reggere <strong>carichi di lavoro AI molto pesanti</strong>, con attenzione a:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>sicurezza e regole</strong> (compliance)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>continuità operativa</strong> (resilienza)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>alte prestazioni</strong> per applicazioni critiche</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15563,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Google-Data-Centers-1-1.original.jpg\" alt=\"Un modello per far partire l’AI nella Difesa: l’alleanza Sovereign AI–Accenture–Palantir\" class=\"wp-image-15563\" title=\"Un modello per far partire l’AI nella Difesa: l’alleanza Sovereign AI–Accenture–Palantir\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un modello per far partire l’AI nella Difesa: l’alleanza Sovereign AI–Accenture–Palantir</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore tecnologico sarà basato su <strong>Dell AI Factory</strong> e hardware <strong>NVIDIA</strong>, cioè una combinazione pensata per far girare applicazioni AI su larga scala in modo affidabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Palantir</strong> fornirà il software per <strong>gestire e coordinare</strong> l’infrastruttura. Nel comunicato si cita “<strong>Chain Reaction</strong>”, una piattaforma che serve a organizzare l’intero processo, dall’energia necessaria ai data center fino alla messa in funzione della potenza di calcolo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Accenture</strong> guiderà la parte di <strong>realizzazione su scala</strong>, con supporto operativo e industriale (trasformazione digitale, processi, ingegneria e anche supporto commerciale).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo S-AI, questo modello dovrebbe accelerare la messa a terra di capacità AI “sovrane” in EMEA, con l’idea di espandersi anche in Asia-Pacifico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-questo-modello-puo-interessare-anche-l-italia-e-la-difesa\">Perché questo modello può interessare anche l’Italia (e la Difesa)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo paradigma può essere rilevante per la <strong>Difesa italiana</strong>, perché molti progetti AI in ambito militare e sicurezza partono con una difficoltà concreta: <strong>trovare un partner credibile che aiuti a “mettere in moto” l’AI</strong>, dall’infrastruttura fino ai processi e all’uso operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In altre parole, non basta comprare server o software: serve un percorso completo che includa <strong>dati, sicurezza, regole, integrazione con i sistemi esistenti, formazione e gestione quotidiana</strong>. Un modello come quello annunciato da S-AI—con un integratore forte (Accenture), una piattaforma di gestione (Palantir) e uno stack hardware pronto (Dell + NVIDIA)—mostra una strada possibile per <strong>avviare progetti AI in modo più rapido e controllato</strong>, riducendo il rischio tipico delle prime fasi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La differenza principale è che qui l’AI viene pensata come una <strong>infrastruttura critica</strong>, quasi come energia e telecomunicazioni: non solo “servizi online”, ma <strong>capacità industriale</strong>, con più controllo e più attenzione alla sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15564,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/media-13d8ad7493df3d1009ab38fd819ef39eb09e72efb.png\" alt=\"Un modello per far partire l’AI nella Difesa: l’alleanza Sovereign AI–Accenture–Palantir\" class=\"wp-image-15564\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" title=\"Un modello per far partire l’AI nella Difesa: l’alleanza Sovereign AI–Accenture–Palantir\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un modello per far partire l’AI nella Difesa: l’alleanza Sovereign AI–Accenture–Palantir</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-in-sintesi\">In sintesi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’accordo tra S-AI, Accenture e Palantir punta a costruire una nuova generazione di data center per l’AI in Europa e aree vicine, con un approccio “sovrano”: <strong>più controllo, più sicurezza e più capacità di lavorare con settori regolati</strong>. Per l’Italia, e in particolare per la Difesa, è un esempio di come si possa impostare un modello “chiavi in mano” per partire davvero con l’AI, soprattutto quando il tema non è solo tecnologico, ma anche organizzativo e strategico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/1-5.jpg","categoria":"Blog","tags":"AIsovereigna, datacenterAI, datasovereignty, DifesaItalia, infrastrutturaAI, PalantirAccenture, sicurezzaDigitale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-15 23:43:26","stato":"publish","riassunto_video":"La società britannica Sovereign AI, con Accenture e Palantir, crea data center per un’“AI sovrana” in Europa, Medio Oriente e Africa, garantendo sicurezza, controllo e prestazioni elevate. Il progetto, basato su hardware Dell e NVIDIA, punta a supportare settori critici come difesa e sanità, offrendo un modello chiavi in mano utile anche per la Difesa italiana.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://newsroom.accenture.com/news/2026/sovereign-ai-selects-accenture-and-palantir-to-help-build-next-generation-ai-infrastructure-across-emea?c=acn_glb_reinventingdataleader_14260016&n=smc_0126","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29304-un-modello-per-far-partire-lai-nella-difesa-lalleanza-sovereign-ai-accenture-palantir.mp4","galleria":""}
{"id":29296,"titolo":"Una Squadra di 10 Ucraini ferma un Reggimento NATO: la lezione (amara) anche per l’Italia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell’immaginario strategico occidentale, la “guerra del futuro” è spesso descritta come un salto tecnologico: sensori ovunque, dati che scorrono senza attrito, comandi più rapidi dell’avversario. Ma quando, nel maggio 2025, l’Estonia ha ospitato <strong>Hedgehog 2025 (Siil 2025)</strong> — una delle più grandi esercitazioni della sua storia recente — la realtà ha raccontato una storia diversa: <strong>una piccola squadra ucraina, usando droni e il sistema software DELTA, ha messo in crisi unità NATO numericamente superiori</strong>, esponendo fragilità dottrinali e, soprattutto, una gestione dei dati ancora troppo “a compartimenti stagni”. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’episodio, ripreso da più testate internazionali e rilanciato in Italia da <em>Il Giornale</em> nell’articolo “Lezione amara per la Nato: così i droni di Kiev smascherano le debolezze dell’Alleanza”, ha il valore di un campanello d’allarme: <strong>non basta comprare droni o jammer</strong> se dottrina, procedure e interoperabilità restano indietro rispetto al ritmo imposto dal campo di battaglia ucraino. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15553,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Una Squadra di 10 Ucraini ferma un Reggimento NATO: la lezione (amara) anche per l’Italia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/5588e155aa33aea207aca191a91baee7.jpg\" alt=\"Una Squadra di 10 Ucraini ferma un Reggimento NATO: la lezione (amara) anche per l’Italia\" class=\"wp-image-15553\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una Squadra di 10 Ucraini ferma un Reggimento NATO: la lezione (amara) anche per l’Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-hedgehog-numeri-scenario-e-obiettivo-stress-test\">Hedgehog: numeri, scenario e obiettivo “stress test”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://mil.ee/en/exercise-hedgehog-2025/\">Hedgehog 2025</a> si è svolta <strong>dal 5 al 23 maggio 2025</strong>, coinvolgendo <strong>oltre 16.000 militari</strong> (conscritti, riservisti e forze attive estoni, più alleati) e puntando a testare pianificazione operativa e interoperabilità in un quadro di difesa del territorio estone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A differenza della staticità di molti tratti del fronte in Ucraina, lo scenario esercitativo ha simulato <strong>una guerra di movimento</strong>, con unità che potevano manovrare e concentrarsi. Proprio qui si innesta la lezione: in un ambiente “più permissivo”, la NATO avrebbe dovuto valorizzare mobilità e massa; invece, la squadra ucraina ha mostrato come <strong>la trasparenza del campo di battaglia creata dai droni</strong> possa annullare rapidamente vantaggi tradizionali quando disciplina tattica e catena decisionale non sono all’altezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15554,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Una Squadra di 10 Ucraini ferma un Reggimento NATO: la lezione (amara) anche per l’Italia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/20250521090626-fe0eedd7-me.jpg\" alt=\"Una Squadra di 10 Ucraini ferma un Reggimento NATO: la lezione (amara) anche per l’Italia\" class=\"wp-image-15554\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una Squadra di 10 Ucraini ferma un Reggimento NATO: la lezione (amara) anche per l’Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-punto-di-rottura-droni-delta-kill-chain-piu-veloce\">Il punto di rottura: droni + DELTA = kill chain più veloce</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo le ricostruzioni riprese da più <a href=\"https://www.telegraph.co.uk/world-news/2026/02/13/british-brigade-destroyed-by-ukraine-in-nato-wargame\">media</a>, in uno scenario una forza NATO di alcune migliaia di uomini (citata anche una brigata britannica insieme a unità estoni) ha tentato l’offensiva contro la squadra ucraina, con un esito definito “devastante” per gli attaccanti. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il vantaggio ucraino non è stato “il drone” in sé, ma l’insieme:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>ricognizione continua</strong> (droni come sensori a basso costo e ad alta persistenza);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>fusione e condivisione rapida dei dati</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>ingaggio accelerato</strong> (la kill chain: vedere–decidere–colpire).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui entra in gioco <strong>DELTA</strong>, sistema ucraino di battlefield management/situational awareness che integra feed da droni, sensori e altre fonti in una mappa digitale condivisa, favorendo coordinamento e scambio sicuro di informazioni tra livelli diversi. DELTA è stato anche testato in contesti di <a href=\"https://www.act.nato.int/article/delta-system-cwix\">interoperabilità NATO (CWIX)</a> e presentato come piattaforma matura per operare in ambienti coalizionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un aspetto chiave, spesso trascurato nel dibattito pubblico, è che <strong>la “velocità” non è solo tecnologia</strong>: è anche fiducia, regole di condivisione, cultura organizzativa. E proprio su questo — sostiene l’analisi ripresa nell’<a href=\"https://www.ilgiornale.it/news/guerra/lezione-amara-nato-cos-i-droni-kiev-smascherano-debolezze-2609887.html\">articolo italiano</a> — molte unità NATO mostrerebbero ancora riluttanza a condividere dati sensibili in tempo reale con il livello tattico, limitando l’efficacia di qualsiasi rete digitale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15555,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Una Squadra di 10 Ucraini ferma un Reggimento NATO: la lezione (amara) anche per l’Italia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/20250521105632-a46bcd9a-me.jpg\" alt=\"Una Squadra di 10 Ucraini ferma un Reggimento NATO: la lezione (amara) anche per l’Italia\" class=\"wp-image-15555\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una Squadra di 10 Ucraini ferma un Reggimento NATO: la lezione (amara) anche per l’Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-paradosso-nato-interoperabilita-proclamata-dati-ancora-troppo-silos\">Il paradosso NATO: interoperabilità proclamata, dati ancora troppo “silos”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da anni l’Alleanza investe su interoperabilità e C2 moderno. Eppure Hedgehog 2025, stando alle letture circolate in queste settimane, ha evidenziato un paradosso: <strong>forze con ottimi mezzi e addestramento tradizionale possono diventare “lente”</strong> se la loro architettura informativa non consente di trasformare rapidamente la scoperta in effetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’<a href=\"https://www.csis.org/analysis/does-ukraine-already-have-functional-cjadc2-technology\">analisi del CSIS</a>, parlando del caso ucraino e di DELTA, sostiene che l’Ucraina offra un modello pragmatico di integrazione dati utile anche per i programmi occidentali di comando e controllo multi-dominio (CJADC2), proprio perché nasce in un contesto dove l’adattamento è continuo e guidato dall’urgenza operativa. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-non-solo-droni-le-vere-vulnerabilita-emerse\">Non solo droni: le vere vulnerabilità emerse</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalla lettura combinata delle fonti (articolo italiano, rilanci internazionali e materiali ufficiali sull’esercitazione) emergono almeno <strong>quattro</strong> punti critici ricorrenti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Disciplina di firma e mimetizzazione “da era pre-drone”</strong><br>Muoversi, sostare e schierarsi come se l’osservazione aerea fosse episodica è oggi un lusso. In un campo di battaglia saturo di droni, la firma visiva/termica/elettromagnetica diventa bersaglio.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ciclo decisionale troppo lento</strong><br>Se l’avversario comprime i tempi tra individuazione e attacco, anche un piccolo team può generare effetti sproporzionati. Su <strong>DELTA, </strong>ad esempio, è stato riportato che l’adozione del sistema<strong> ha ridotto drasticamente la latenza tra intelligence e fuoco </strong>in diversi contesti operativi. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Condivisione dati insufficiente tra livelli e nazioni</strong><br>La tecnologia senza policy e cultura non scala. Se i dati restano “bloccati” in canali separati, non si forma una kill chain rapida e resiliente. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Integrazione incompleta tra sensori, C2 e contromisure anti-drone</strong><br>Contrastare i droni non significa solo abbatterli: significa anche <em>vederli</em> (sensoristica), <em>attribuirli</em> (identificazione), <em>decidere</em> (C2), <em>neutralizzarli</em> (EW/cinetico), e farlo in modo coordinato e ripetibile.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15556,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Una Squadra di 10 Ucraini ferma un Reggimento NATO: la lezione (amara) anche per l’Italia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/20250521105646-f8ce95b2-me.jpg\" alt=\"Una Squadra di 10 Ucraini ferma un Reggimento NATO: la lezione (amara) anche per l’Italia\" class=\"wp-image-15556\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una Squadra di 10 Ucraini ferma un Reggimento NATO: la lezione (amara) anche per l’Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-questa-lezione-conta-anche-piu-dell-esercitazione-stessa\">Perché questa lezione conta (anche più dell’esercitazione stessa)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Hedgehog 2025 non è “la prova” definitiva dello stato della NATO: è un esercizio, con vincoli e regole, e con un OPFOR ucraino estremamente specializzato. Ma proprio per questo è prezioso: mostra cosa succede quando <strong>l’esperienza di guerra ad alta intensità</strong> (quella ucraina) incontra <strong>strutture alleate pensate per un altro ritmo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E mentre la NATO rafforza postura e deterrenza sul fianco est (anche attraverso esercitazioni su larga scala in Estonia), la domanda che resta sul tavolo è molto concreta: <strong>quanto rapidamente l’Alleanza riuscirà a trasformare la lezione “droni + dati” in dottrina, addestramento e procedure standard</strong>, evitando che la superiorità quantitativa o industriale venga erosa da avversari più veloci nell’apprendere?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/tttwe.jpg","categoria":"Blog","tags":"DELTA, Droni, estonia, Hedgehog2025, killchain, NATO, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-15 19:23:26","stato":"publish","riassunto_video":"Durante l’esercitazione Hedgehog in Estonia, una Squadra ucraina ha messo in crisi forze (Reggimento) NATO superiori grazie all’uso integrato di droni e del sistema DELTA, che accelera la condivisione dati e la catena decisionale. L’episodio evidenzia le fragilità NATO nella condivisione dati e nell’adattamento tattico, sottolineando che la velocità operativa dipende anche da cultura e procedure,","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilgiornale.it/news/guerra/lezione-amara-nato-cos-i-droni-kiev-smascherano-debolezze-2609887.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29296-una-squadra-di-10-ucraini-ferma-un-reggimento-nato-la-lezione-amara-anche-per-litalia.mp4","galleria":""}
{"id":29289,"titolo":"Lo Spazio non è di qualcun altro: perché l’Esercito Italiano deve presidiare il Dominio Spaziale per le Operazioni Land del futuro","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel dibattito pubblico italiano, quando si parla di “spazio” in chiave militare, la tentazione è sempre la stessa: considerarlo un affare principalmente aeronautico, industriale o – in prospettiva – “interforze”, e quindi qualcosa che l’Esercito può limitarsi a “ricevere” sotto forma di servizi (comunicazioni satellitari, immagini, PNT/GNSS, allerta). È una tentazione comprensibile, ma strategicamente pericolosa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra contemporanea – e ancor più quella futura – sta dimostrando che lo spazio non è un “supporto tecnico” esterno alla manovra terrestre: è un moltiplicatore operativo, un bersaglio, un terreno di competizione e una fonte di vulnerabilità. E se la componente terrestre non sviluppa competenza organica per impiegare, proteggere e contestare gli effetti spaziali al livello tattico-operativo, finisce inevitabilmente per dipendere da altri: nei tempi, nelle priorità, nelle regole d’ingaggio, perfino nel linguaggio con cui si descrive la battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15538,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Lo Spazio non è di qualcun altro: perché l’Esercito Italiano deve presidiare il Dominio Spaziale per le Operazioni Land del futuro\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/0306a353-3f98-4a13-9115-340efd5a1b4d.jpg\" alt=\"Lo Spazio non è di qualcun altro: perché l’Esercito Italiano deve presidiare il dominio spaziale per le operazioni Land del futuro\" class=\"wp-image-15538\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lo Spazio non è di qualcun altro: perché l’Esercito Italiano deve presidiare il dominio spaziale per le operazioni Land del futuro</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-lezione-americana-competenza-in-house-senza-duplicare-missioni\">La lezione americana: competenza “in-house” senza duplicare missioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un esempio utile arriva dagli Stati Uniti. In un’intervista a <em>Breaking Defense</em> del 6 febbraio 2026, il Col. Felix Torres (SMDC Center of Excellence) ha chiarito che il nuovo settore professionale dell’US Army dedicato allo spazio – con l’obiettivo di coprire circa 1.000 posizioni – non nasce per “invadere” il perimetro della Space Force. Al contrario: nasce perché ogni Forza Armata ha esigenze specifiche e l’efficacia sul campo richiede competenze dedicate, anche quando esiste un servizio “specialistico” che opera nello stesso dominio. Torres è esplicito: il compito dell’Esercito USA è soprattutto nel <em>tactical realm</em>, su effetti terrestri (guerra elettronica, SATCOM tattiche, integrazione a supporto della manovra), mentre la Space Force è più centrata su operazioni in orbita e controllo dei satelliti. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto chiave non è “copiare” il modello americano, ma coglierne la logica: <strong>sovrapposizione non significa duplicazione</strong>. Nelle forze armate moderne, capacità che insistono sullo stesso dominio possono e devono coesistere se rispondono a bisogni diversi e se sono integrate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-in-italia-lo-spazio-e-gia-riconosciuto-come-dominio-operativo-ora-serve-la-conseguenza-organizzativa\">In Italia lo spazio è già riconosciuto come dominio operativo: ora serve la conseguenza organizzativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Difesa italiana non parte da zero. Il Ministero della Difesa ha da anni formalizzato l’approccio multidominio: la componente terrestre deve poter operare “nei cinque domini operativi… terrestre, aereo, marittimo, cibernetico e spaziale”, pianificando azioni coordinate e integrate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In parallelo, l’Italia ha costituito il <strong>Comando delle Operazioni Spaziali (COS)</strong> (8 giugno 2020), con l’obiettivo di potenziare la capacità nazionale nel dominio spaziale, proteggere e difendere gli assetti e integrare i servizi spaziali nelle operazioni. E, soprattutto, la Difesa sta già addestrando e sperimentando scenari realistici: nell’esercitazione <em>Space Insider 23</em>, il COS ha inserito lo spazio nel processo di pianificazione e condotta anche a livello tattico, includendo casi come jamming contro SATCOM, gestione di rischi di collisione, e supporto satellitare (ISR/SATCOM/PNT) collegato a campagne di terra. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è un passaggio, in quel resoconto, che merita attenzione: vengono citati anche elementi di coordinamento a supporto della componente terrestre (Space Support Coordination Element) e la necessità di “sincronizzazione estrema” di azioni cross-domain “da, verso e attraverso lo Spazio” per amplificare l’efficacia delle capacità tradizionali. <br>Tradotto: <strong>se l’Esercito non ha una cultura e una filiera professionale capaci di capire e governare quella sincronizzazione, qualcun altro lo farà al suo posto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15539,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Lo Spazio non è di qualcun altro: perché l’Esercito Italiano deve presidiare il Dominio Spaziale per le Operazioni Land del futuro\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/maxresdefault.jpg\" alt=\"Lo Spazio non è di qualcun altro: perché l’Esercito Italiano deve presidiare il dominio spaziale per le operazioni Land del futuro\" class=\"wp-image-15539\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lo Spazio non è di qualcun altro: perché l’Esercito Italiano deve presidiare il dominio spaziale per le operazioni Land del futuro</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-per-le-operazioni-land-lo-spazio-e-una-risorsa-imprescindibile\">Perché per le operazioni Land lo spazio è una risorsa imprescindibile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il combattimento terrestre futuro, lo spazio impatta in modo diretto e quotidiano su almeno quattro funzioni decisive:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Comando e controllo resiliente</strong>: SATCOM tattiche e beyond-line-of-sight; continuità di collegamenti in ambienti contestati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>PNT (Position, Navigation, Timing)</strong>: non solo “GPS”, ma sincronizzazione, fuoco, logistica, droni, reti C2; e soprattutto la difesa da spoofing/jamming.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>ISR e targeting</strong>: immagini e segnali per scoprire, confermare, tracciare e ingaggiare; riduzione dei tempi sensor-to-shooter.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Protezione della forza e manovra</strong>: consapevolezza situazionale, early warning, previsione delle finestre di sorvolo, mitigazione delle emissioni e della firma elettromagnetica.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni voce ha un denominatore comune: <strong>non basta “avere accesso” ai servizi spaziali; bisogna saperli impiegare e proteggere in tempo reale</strong> al livello in cui la decisione è presa (brigata, battaglione, task force), con personale che parla la lingua della manovra terrestre.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-rischio-di-delegare-tempi-priorita-e-vulnerabilita\">Il rischio di “delegare”: tempi, priorità e vulnerabilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se la competenza spaziale resta esterna alla componente terrestre, emergono tre problemi ricorrenti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Asimmetria di priorità</strong>: chi gestisce il dominio spaziale risponde (legittimamente) a priorità strategiche/interforze; la manovra terrestre ha urgenze tattiche immediate.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ritardo decisionale</strong>: senza personale “ponte” che comprenda richiesta, vincoli e opportunità, la catena si allunga e la finestra utile si chiude.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Vulnerabilità operativa</strong>: jamming, cyber, spoofing, contro-ISR: se il livello tattico non riconosce segnali deboli e indicatori precoci, la degradazione arriva “a sorpresa”.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui l’analogia con il caso USA è calzante: l’US Army ha difeso la necessità di un proprio mestiere “space-centric” proprio perché la Space Force “non può fare tutto” e perché le esigenze di servizio sono specifiche. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15540,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Lo Spazio non è di qualcun altro: perché l’Esercito Italiano deve presidiare il Dominio Spaziale per le Operazioni Land del futuro\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/20761e2b-269d-4705-a267-7c6cb37076bd.jpg\" alt=\"Lo Spazio non è di qualcun altro: perché l’Esercito Italiano deve presidiare il dominio spaziale per le operazioni Land del futuro\" class=\"wp-image-15540\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lo Spazio non è di qualcun altro: perché l’Esercito Italiano deve presidiare il dominio spaziale per le operazioni Land del futuro</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-significa-impegnarsi-al-massimo-per-l-esercito-italiano\">Cosa significa “impegnarsi al massimo” per l’Esercito Italiano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo non è creare un “doppione” del COS o dell’Aeronautica, né rincorrere l’orbita o la space control strategica. L’obiettivo è <strong>rendere la componente terrestre competente e autonoma nell’uso tattico-operativo degli effetti spaziali</strong>, in piena integrazione interforze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In concreto, significa investire su:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Una filiera professionale dedicata</strong> (specialisti “spazio tattico”): PNT resiliente, SATCOM, integrazione ISR spaziale, counter-ISR, supporto a targeting e fires.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Team di pianificazione e coordinamento “space-enabled”</strong> dentro le grandi unità: per tradurre i bisogni della manovra in richieste efficaci e per adattare l’impiego quando lo spazio è degradato.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Addestramento realistico</strong>: esercitazioni dove lo spazio è contestato (jamming, perdita PNT, degradazione imagery) come condizione “normale”, non eccezione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Dottrina e procedure</strong>: TTP per operare in <em>degraded space environment</em> e per sincronizzare gli effetti cross-domain con cyber ed EW.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il COS rimarrebbe l’interfaccia operativa e l’architrave interforze del dominio, come già indicato nella sua missione istituzionale. Ma l’Esercito avrebbe finalmente la massa critica per sfruttare e difendere quei servizi dove conta di più: <strong>nel fango, nel rumore elettromagnetico, nel minuto decisivo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione-lo-spazio-e-gia-nella-battaglia-terrestre-la-domanda-e-chi-lo-governa\">Conclusione: lo spazio è già nella battaglia terrestre. La domanda è “chi lo governa?”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Difesa italiana ha già riconosciuto lo spazio come dominio operativo e lo sta integrando in esercitazioni e processi di pianificazione, anche a livello tattico. Il passo successivo è coerente e urgente: <strong>non lasciare la competenza spaziale della componente terrestre “in outsourcing culturale”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il futuro delle operazioni Land sarà multidominio per definizione. E in quel futuro, lo spazio non premierà chi “dipende”, ma chi <strong>sa integrare, adattare e combattere</strong> anche quando i servizi satellitari non sono garantiti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/1.png","categoria":"Blog","tags":"comunicazionisicre, esercitoitaliano, guerraelettronica, multidominio, operazioniland, satcom, Spazio","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-15 10:53:26","stato":"publish","riassunto_video":"Lo spazio non è solo supporto tecnico, ma un dominio operativo cruciale per la guerra terrestre futura. L’Esercito italiano deve sviluppare competenze proprie per usare e proteggere gli effetti spaziali a livello tattico, evitando dipendenze esterne. Serve una filiera dedicata, addestramento realistico e integrazione interforze per garantire efficacia e resilienza nelle operazioni multidominio.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://breakingdefense.com/2026/02/armys-new-space-career-field-wont-encroach-on-space-force-official/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29289-lo-spazio-non-e-di-qualcun-altro-perche-lesercito-italiano-deve-presidiare-il-dominio-spaziale-per-le-operazioni-land-del-futuro.mp4","galleria":""}
{"id":29282,"titolo":"Da Spears of Victory al World Defense Show: Cooperazione tra Italia e Arabia Saudita sullo sfondo del dossier GCAP","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La traiettoria è chiara: in poche settimane, l’Aeronautica Militare è passata da un impegno operativo-addestrativo senza precedenti nei cieli sauditi a un’intensa agenda di relazioni istituzionali e dialogo industriale a Riyadh. La conclusione della <strong>Spears of Victory 2026</strong> (18 gennaio–5 febbraio) e la partecipazione del Capo di Stato Maggiore al <strong>World Defense Show 2026</strong> (9–10 febbraio) compongono infatti un unico racconto: <strong>interoperabilità, presenza strategica e costruzione di partnership</strong> in un’area di crescente centralità geopolitica. Sullo sfondo, si affaccia anche il tema più ambizioso: l’interesse saudita per il <strong>GCAP</strong>, il programma per il caccia di sesta generazione sviluppato da Regno Unito, Italia e Giappone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15523,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Da Spears of Victory al World Defense Show: l’Italia rafforza presenza e cooperazione aeronautica in Arabia Saudita, sullo sfondo del dossier GCAP\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Arabia-Saudita-Spears-of-Victory-2026-3.jpg\" alt=\"Da Spears of Victory al World Defense Show: l’Italia rafforza presenza e cooperazione aeronautica in Arabia Saudita, sullo sfondo del dossier GCAP\" class=\"wp-image-15523\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Da Spears of Victory al World Defense Show: l’Italia rafforza presenza e cooperazione aeronautica in Arabia Saudita, sullo sfondo del dossier GCAP</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-spears-of-victory-2026-una-prima-volta-operativa-che-pesa\">Spears of Victory 2026: una “prima volta” operativa che pesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Spears of Victory 2026</strong>, definita la più importante esercitazione aerea dell’Arabia Saudita, si è svolta presso la <strong>King Abdulaziz Air Base</strong> ed è stata organizzata dall’<strong>Air Warfare Center</strong> della Royal Saudi Air Force (RSAF). L’edizione 2026 ha riunito mezzi e personale di <strong>dieci Paesi</strong>: oltre a Italia e Arabia Saudita, erano presenti <strong>Stati Uniti, Grecia, Regno Unito e Francia</strong> (tra i NATO), insieme a <strong>Giordania, Pakistan, Bahrein e Qatar</strong>, con ulteriori Paesi in qualità di osservatori (tra cui <strong>Turchia, Bangladesh, Oman, Malesia e Marocco</strong>).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’Italia, l’elemento distintivo non è stato solo il livello dell’addestramento, ma il valore “storico” della partecipazione: <strong>per la prima volta le Forze Armate italiane hanno preso parte a un’esercitazione in Arabia Saudita</strong>. E c’è un altro primato che evidenzia la fiducia riposta nel contributo italiano: <strong>per la prima volta, nella storia dell’esercitazione (avviata nel 2021), un velivolo straniero con capacità Airborne Early Warning è stato invitato a svolgere funzioni di comando e controllo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dispositivo rischierato ha combinato capacità di combattimento, gestione della battaglia aerea e protezione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>tre Eurofighter</strong> del <strong>36° Stormo</strong> (Gioia del Colle), impiegati in missioni <strong>aria-aria</strong>, <strong>aria-suolo</strong> e anche <strong>“swing-role”</strong> nella stessa sortita;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>un <strong>E-550A CAEW</strong> del <strong>14° Stormo</strong> (Pratica di Mare), impiegato per <strong>comando, controllo e gestione della battaglia aerea</strong>, sfruttando l’avvistamento a lungo raggio e assicurando “superiorità informativa”;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>supporto del <strong>Comando Logistico</strong> e una squadra dei <strong>Fucilieri dell’Aria</strong> del <strong>16° Stormo</strong> (Martina Franca) per la protezione di assetti e personale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli scenari – con oltre <strong>90 assetti</strong> coinvolti – sono cresciuti per complessità, con equipaggi immersi per circa tre settimane in un ambiente <strong>multi-dominio</strong>, mirato a integrare forze diverse e sviluppare tattiche e procedure comuni contro minacce attuali ed emergenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-world-defense-show-2026-dalla-pista-al-tavolo-politico-industriale\">World Defense Show 2026: dalla pista al tavolo politico-industriale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Pochi giorni dopo la chiusura dell’esercitazione, il baricentro si è spostato dal cielo alle relazioni. Il <strong>9 e 10 febbraio 2026</strong>, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, <strong>Gen. S.A. Antonio Conserva</strong>, ha partecipato al <strong>World Defense Show 2026</strong>, una delle principali fiere internazionali su difesa, sicurezza e tecnologie militari, organizzata dalla <strong>General Authority for Military Industries (GAMI)</strong> presso il <strong>Riyadh International Convention &amp; Exhibition Center</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15524,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Da Spears of Victory al World Defense Show: l’Italia rafforza presenza e cooperazione aeronautica in Arabia Saudita, sullo sfondo del dossier GCAP\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-13-at-14.53.59-e1771145120174.jpeg\" alt=\"Da Spears of Victory al World Defense Show: l’Italia rafforza presenza e cooperazione aeronautica in Arabia Saudita, sullo sfondo del dossier GCAP\" class=\"wp-image-15524\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Da Spears of Victory al World Defense Show: l’Italia rafforza presenza e cooperazione aeronautica in Arabia Saudita, sullo sfondo del dossier GCAP</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La missione ha avuto una doppia natura:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>1) Diplomazia militare e cooperazione operativa</strong><br>A margine della cerimonia inaugurale, Conserva ha avuto un colloquio con il <strong>Commander of the Royal Saudi Air Force, Turki bin Bandar Al Saud</strong>, affrontando temi legati al contesto geopolitico mediorientale e alla cooperazione internazionale. A seguire, incontri bilaterali con i vertici di altre aeronautiche: il <strong>Commander of the Egyptian Air Force</strong>, l’<strong>AFCENT Commander</strong> e il <strong>Chief of the Air Staff della Royal Air Force</strong>, con un confronto anche sulle prospettive del <strong>GCAP</strong> e sulle ricadute in termini di interoperabilità e sviluppo capacitivo futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>2) Dialogo con l’industria e filiera nazionale</strong><br>La visita ha incluso un incontro con l’Ambasciatore d’Italia in Arabia Saudita, <strong>S.E. Carlo Baldocci</strong>, e colloqui con realtà industriali italiane presenti al salone (tra cui <strong>AIAD, Leonardo, ELT Group, Iveco Defence Vehicles</strong>), oltre a un passaggio presso il padiglione <strong>MBDA</strong> e una visita allo stand dell’<strong>Eurofighter Typhoon</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15525,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Da Spears of Victory al World Defense Show: l’Italia rafforza presenza e cooperazione aeronautica in Arabia Saudita, sullo sfondo del dossier GCAP\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Arabia-Saudita-Spears-of-Victory-2026-13.jpg\" alt=\"Da Spears of Victory al World Defense Show: l’Italia rafforza presenza e cooperazione aeronautica in Arabia Saudita, sullo sfondo del dossier GCAP\" class=\"wp-image-15525\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Da Spears of Victory al World Defense Show: l’Italia rafforza presenza e cooperazione aeronautica in Arabia Saudita, sullo sfondo del dossier GCAP</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-filo-rosso-interoperabilita-oggi-programmi-futuri-domani\">Il filo rosso: interoperabilità oggi, programmi futuri domani</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mettendo in fila date e contenuti, emerge un rapporto in evoluzione basato su tre livelli: <strong>presenza addestrativa, consolidamento istituzionale, dialogo industriale</strong>. L’Italia, con Eurofighter e CAEW, ha portato in Arabia Saudita assetti e competenze di alto livello e ha sperimentato un contesto di coalizione più ampio di quello tipicamente NATO. Subito dopo, a Riyadh, ha rafforzato i canali con partner e alleati e ha mantenuto un confronto diretto con l’industria della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"h-\">In questo contesto, il <strong>GCAP</strong> rappresenta un orizzonte strategico: le esercitazioni multinazionali costruiscono procedure e fiducia reciproca, mentre i programmi di nuova generazione trasformano tale fiducia in <strong>architetture di cooperazione e sviluppo tecnologico di lungo periodo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/formazione-1-courtesy-of-RSAF.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"aeronauticamilitare, ArabiaSaudita, CAEW, Eurofighter, GCAP, SpearsOfVictory2026, WorldDefenseShow2026","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-15 09:53:27","stato":"publish","riassunto_video":"L’Aeronautica Militare italiana ha rafforzato la sua presenza in Arabia Saudita partecipando per la prima volta all’esercitazione aerea Spears of Victory 2026 con Eurofighter e CAEW, dimostrando capacità avanzate di comando e controllo. Successivamente, il Capo di Stato Maggiore ha partecipato al World Defense Show 2026 a Riyadh, consolidando relazioni istituzionali e dialoghi industriali.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/home/media-e-comunicazione/notizie/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29282-da-spears-of-victory-al-world-defense-show-cooperazione-tra-italia-e-arabia-saudita-sullo-sfondo-del-dossier-gcap.mp4","galleria":""}
{"id":28948,"titolo":"I Paracadutisti Militari: dottrina, storia e funzione strategica di una specialità unica","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>I Paracadutisti militari rappresentano una delle espressioni più complesse della forza terrestre moderna. Non sono semplicemente fanteria elitizzata né una variante delle forze speciali. La loro identità è definita dalla <strong>dottrina operativa</strong>, prima ancora che dall’addestramento o dall’equipaggiamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È la funzione assegnata loro all’interno del dispositivo militare a renderli unici, non il mezzo con cui vengono rischierati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il paracadutista nasce per risolvere un problema preciso e ricorrente nella storia militare: <strong>proiettare forza combattente in profondità, in tempi rapidissimi, superando ostacoli geografici, linee nemiche e vincoli politici.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È uno strumento pensato per agire quando la manovra terrestre è lenta, quando quella navale non è possibile o quando l’impiego esclusivo delle forze speciali non è sufficiente. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa capacità comporta una conseguenza inevitabile: il paracadutista opera accettando <strong>isolamento, incertezza e rischio elevato</strong> come condizioni normali, non come eccezioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La cerniera tra le forze convenzionali e le forze speciali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella dottrina NATO, in particolare nell’<strong>AJP-3.2 – Allied Joint Doctrine for Land Operations</strong>, le unità aviolanciate sono inquadrate come <strong>forze terrestri ad alta prontezza operativa</strong>, destinate a intervenire nelle fasi iniziali di una crisi o di un conflitto armato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il loro compito non è quello di “vincere la guerra”, ma di <strong>creare le condizioni operative</strong> affinché la <strong>manovra complessiva possa svilupparsi in modo favorevole</strong>. Occupare nodi chiave, aeroporti, infrastrutture critiche, negare spazi al nemico, rallentare o deviare le reazioni avversarie: questa è la loro funzione primaria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il paracadutista, per dottrina, combatte con supporti limitati e con una logistica inizialmente fragile. Per questo motivo l’<strong>autonomia decisionale, la disciplina e la coesione assumono un valore centrale</strong>. La dispersione iniziale, tipica di un aviolancio, non è considerata un fallimento ma una <strong>condizione prevista</strong>, che richiede Comandanti capaci di operare secondo il principio del <em>mission command</em> e soldati addestrati a riorganizzarsi e combattere anche in condizioni di frammentazione e caos.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa impostazione trova un riscontro diretto in uno degli ultimi <strong>AJP-3.5 – Allied Joint Doctrine for Special Operations</strong> disponibili in forma declassificata (la NATO, in genere, non rende pubbliche le versioni più recenti della dottrina sulle operazioni speciali). Il documento definisce il perimetro delle operazioni speciali e il rapporto con le forze convenzionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, i <strong>Paracadutisti</strong> occupano un ruolo di raccordo operativo: non sono Forze Speciali, ma possono funzionare da <strong>cerniera</strong> tra manovra convenzionale e azione SOF. Possono sostenere le operazioni speciali, proteggerne gli effetti e soprattutto <strong>consolidarne e ampliarne i risultati sul terreno</strong>, senza sostituirle e senza snaturarne la funzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa collocazione è essenziale per garantire continuità tra l’azione selettiva e la manovra su scala più ampia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’impiego del <strong>Parachute Regiment</strong> (Regno Unito) in <strong>Sierra Leone</strong> nel <strong>2000</strong> (Operazione Barras) costituisce un esempio paradigmatico dell’uso delle forze <strong>aviotrasportate</strong> come elemento di raccordo tra <strong>operazioni speciali</strong> e <strong>manovra convenzionale</strong>, anche in scenari esterni al conflitto ad alta intensità. In questo contesto, i paracadutisti non hanno operato come forze speciali, ma come <strong>moltiplicatori</strong> e <strong>stabilizzatori</strong> degli effetti generati dalle <strong>forze speciali britanniche</strong> (SAS), assicurando <strong>continuità operativa</strong>, <strong>isolamento dell’area d’azione</strong> e <strong>controllo del terreno</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":29270,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/473046682-9431877470177281-6903097127194996688-n-1024x672.jpg\" alt=\"I Paracadutisti Militari: dottrina, storia e funzione strategica di una specialità unica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-29270\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">10 settembre 2000: in Sierra Leone, sbarcati alle 05:00 del mattino da elicotteri Chinook, i paracadutisti del Regno Unito conquistano il villaggio di Magbeni, neutralizzano tutte le posizioni nemiche e mettono in sicurezza l’area d’operazioni, stabilizzando il terreno dopo l’intervento delle SAS - Copyright foto \"The Parachute Regiment\" pagina facebook</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli inizi: una storia tutta Italiana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa collocazione dottrinale non è casuale né recente. Le radici del paracadutismo militare affondano in Italia già durante la Prima Guerra Mondiale, con <strong>Alessandro Tandura</strong>, ufficiale degli Arditi del Regio Esercito. Nel 1918 Tandura viene lanciato dietro le linee austro-ungariche per una missione di sabotaggio e collegamento informativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È il <strong>primo lancio militare operativo della storia</strong>. Non esiste ancora una dottrina formalizzata, ma il concetto è già completo: usare la terza dimensione per superare il fronte, colpire in profondità e creare un vantaggio operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la Seconda Guerra Mondiale il paracadutismo militare diventa uno strumento operativo strutturato. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche l’Italia, con la Folgore, spesso ricordata esclusivamente per El Alamein, sviluppa e impiega reparti aviolanciati in modo coerente con le dottrine emergenti dell’epoca. Le operazioni del 1941 del 2º Battaglione Paracadutisti per la <a href=\"https://brigatafolgore.net/30-aprile-1941-il-primo-lancio-di-guerra-dei-paracadutisti-italiani-unimpresa-troppo-spesso-dimenticata/\">presa di <strong>Cefalonia</strong> e <strong>Zante</strong></a> mostrano un impiego maturo dello strumento: occupazione rapida, controllo del territorio, integrazione con operazioni aeronavali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questi contesti il Paracadutista non è solo forza d’urto, ma <strong>elemento di stabilizzazione iniziale</strong>, capace di creare un fatto compiuto sul terreno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, le grandi operazioni alleate portano la dottrina aviolancistica alla massima espansione. Dalla Normandia fino a <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/la-folgore-in-olanda-alla-falcon-leap-24-per-l80-anniversario-delloperazione-market-garden/\">Operation Market Garden</a></strong>, emerge chiaramente il potenziale dello strumento, ma anche i suoi <strong>limiti strutturali</strong>. Il paracadutista può conquistare, disorganizzare, bloccare e ritardare il nemico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Non può però sostenere a lungo un combattimento prolungato senza il ricongiungimento con forze convenzionali.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa lezione, pagata a caro prezzo, è oggi pienamente interiorizzata nelle dottrine NATO e costituisce <strong>uno dei pilastri dell’impiego moderno delle forze aviolanciate</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":29268,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/lancio-cefalonia.jpg-1-1024x754.webp\" alt=\"I Paracadutisti Militari: dottrina, storia e funzione strategica di una specialità unica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-29268\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">30 Aprile 1941, i Paracadutisti Italiani del 2º Battaglione \"aprono la strada\": un’operazione audace che avrebbe portato in poche ore all’occupazione di Cefalonia, Zante e Itaca, aprendo una nuova era per la neonata specialità.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Impiego contemporaneo: dalla proiezione alla deterrenza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel secondo dopoguerra, e ancor più nel contesto contemporaneo, il ruolo dei Paracadutisti si evolve ulteriormente. Non più lanci di massa, ma <strong>forze di reazione rapida</strong>, pronte a essere impiegate in scenari instabili, urbani, complessi e ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella dottrina moderna, i Paracadutisti sono pensati come uno strumento flessibile, capace di operare lungo tutto lo spettro del conflitto, dalla deterrenza alla crisi aperta, dalle operazioni di stabilizzazione fino al combattimento convenzionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il concetto chiave resta quello di forza di cerniera. I Paracadutisti <strong>colmano lo spazio tra la manovra pesante delle unità convenzionali e l’azione selettiva delle forze speciali</strong>. Possono aprire un teatro operativo, consolidarlo nelle fasi più critiche e consentire l’ingresso progressivo di unità più strutturate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro esempio recente di questa logica è l’intervento francese in <strong>Mali</strong> nel <strong>2013</strong>, durante l’<strong>Operazione Serval</strong>. Nelle fasi iniziali, le <strong>forze speciali francesi</strong> condussero azioni rapide e selettive per arrestare l’avanzata dei gruppi jihadisti, individuare obiettivi chiave e preparare il terreno a un intervento su scala più ampia. Successivamente, i reparti della <strong>11e Brigade Parachutiste</strong>, inclusi quelli del <strong>2e REP</strong> (Paracadutisti della Legione Straniera), furono impiegati per occupare e mettere in sicurezza aeroporti, centri urbani e snodi logistici, ampliando e rendendo duraturi gli effetti prodotti dall’azione iniziale delle SOF. In questo quadro, i paracadutisti operarono come <strong>forza intermedia di transizione</strong>, garantendo continuità operativa, controllo del terreno e stabilizzazione dell’area, fino al pieno dispiegamento delle componenti convenzionali e multinazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa funzione li rende insostituibili e spiega perché, anche quando il lancio non viene effettuato, la capacità aviolanciata venga comunque mantenuta come elemento di credibilità operativa e deterrenza strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":29274,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/2rep-mali-1024x594.jpg\" alt=\"I Paracadutisti Militari: dottrina, storia e funzione strategica di una specialità unica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-29274\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Timbuktu, Mali, gennaio 2013: Paracadutisti del 2e REP della 11e Brigade Parachutiste (Francia) durante la fase di consolidamento nell'Operazione Serval successiva all'intervento delle forze speciali francesi - Foto Pinterest</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione: una specialità che nasce dalla dottrina, non dal mito</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Paracadutista non è definito dal mito né dall’eccezione. È definito dalla <strong>dottrina</strong>, dalla responsabilità e dalla capacità di operare dove il tempo è critico e lo spazio operativo è ancora incerto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal lancio solitario di Alessandro Tandura fino alle moderne operazioni joint e combined, il filo conduttore è sempre lo stesso: <strong>vincere la distanza prima ancora del nemico</strong>, garantendo alla Forza Armata un’opzione che nessun’altra unità può realmente sostituire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Fonti</em>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em><strong>NATO AJP-3.2 ALLIED JOINT DOCTRINE FOR LAND OPERATIONS</strong></em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":29264,\"href\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/AJP-3.2_EDB_V1_E_2288.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/AJP-3.2_EDB_V1_E_2288.pdf\" type=\"application/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"AJP-3.2_EDB_V1_E_2288\"></object><a id=\"wp-block-file--media-a38a4246-33f4-4f70-bd14-40c5dc681d5d\" href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/AJP-3.2_EDB_V1_E_2288.pdf\">AJP-3.2_EDB_V1_E_2288</a><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/AJP-3.2_EDB_V1_E_2288.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-a38a4246-33f4-4f70-bd14-40c5dc681d5d\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em><strong>NATO AJP-3.5 ALLIED JOINT DOCTRINE FOR SPECIAL OPERATIONS</strong></em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":29263,\"href\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/556591548-AJP-3-5-AJD-for-Special-Operations-Ed-A-V-1-Dec13.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/556591548-AJP-3-5-AJD-for-Special-Operations-Ed-A-V-1-Dec13.pdf\" type=\"application/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"556591548-AJP-3-5-AJD-for-Special-Operations-Ed-A-V-1-Dec13\"></object><a id=\"wp-block-file--media-1f056815-7780-46fe-830e-99c6c0bacf47\" href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/556591548-AJP-3-5-AJD-for-Special-Operations-Ed-A-V-1-Dec13.pdf\">556591548-AJP-3-5-AJD-for-Special-Operations-Ed-A-V-1-Dec13</a><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/556591548-AJP-3-5-AJD-for-Special-Operations-Ed-A-V-1-Dec13.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-1f056815-7780-46fe-830e-99c6c0bacf47\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/para-doctrine.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"aviotruppe, folgore, paracadutisti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-14 13:15:04","stato":"publish","riassunto_video":"I Paracadutisti militari sono forze ad alta prontezza, nate per agire rapidamente in profondità e in condizioni di isolamento. Non sono forze speciali né fanteria convenzionale, ma una cerniera tra le due. La loro funzione è aprire e consolidare teatri operativi, mantenendo una flessibilità unica e insostituibile nelle dottrine moderne.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/28948-i-paracadutisti-militari-dottrina-storia-e-funzione-strategica-di-una-specialita-unica.mp4","galleria":""}
{"id":29257,"titolo":"La Fabbrica dentro le Forze Armate: sommergibili e droni, sinergia ad alta velocità","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una nuova linea produttiva all’interno dell’Arsenale militare della Spezia, dove allocare la costruzione dei <strong>sommergibili</strong> per far fronte alla crescita degli ordini e alla carenza di spazi: è uno dei passaggi più significativi del piano industriale 2026-2030 presentato da Fincantieri durante il <em>Capital markets day 2026</em>. Nel documento, infatti, viene annunciato “l’utilizzo delle aree dell’Arsenale di La Spezia per la produzione di <strong>sommergibili</strong>”, una scelta che segna un cambio di strategia rilevante nel modo in cui il Paese può organizzare la propria capacità produttiva nel settore Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-salto-di-paradigma-integrazione-tra-base-militare-e-industria-nazionale\">Un salto di paradigma: integrazione tra base militare e industria nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il gruppo, già presente in Arsenale da anni per attività di refitting, si tratta di un’evoluzione sostanziale: non più soltanto manutenzione e supporto, ma un tassello produttivo vero e proprio inserito dentro una infrastruttura militare. In prospettiva, l’operazione può diventare un modello di cooperazione avanzata, capace di aumentare le sinergie tra le professionalità dei militari e quelle dell’industria nazionale: competenze operative, requisiti e dottrina d’impiego da un lato; progettazione, industrializzazione, produzione e supply chain dall’altro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa integrazione – se strutturata con governance chiara e processi compatibili – può accelerare l’intero ciclo di realizzazione: dal requisito operativo alla messa in linea, riducendo attriti, tempi morti e passaggi ridondanti. In altre parole: la prossimità fisica e organizzativa tra chi impiega i sistemi e chi li produce può tradursi in maggiore velocità, qualità e adattabilità tecnologica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-piu-spazio-al-muggiano-piu-capacita-complessiva\">Più spazio al Muggiano, più capacità complessiva</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano industriale, il vantaggio è immediato: spostare una parte della produzione dei <strong>sommergibili</strong> all’interno delle mura arsenalizie libererebbe aree al Muggiano, dove sono in costruzione i nuovi <strong>sommergibili</strong> U212 NFS destinati a sostituire le unità della classe Sauro. Il risultato sarebbe un aumento della capacità complessiva, con la possibilità di dedicare spazi del Muggiano ad altre lavorazioni e nuove unità, riducendo i colli di bottiglia legati all’infrastruttura.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questa chiave, capannoni dismessi e bacini potenzialmente riattivabili diventano asset strategici: non solo recupero di aree, ma messa a valore di un patrimonio pubblico-militare in funzione della sicurezza nazionale e della prontezza industriale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-obiettivo-tempi-navi-in-32-mesi\">Obiettivo tempi: navi in 32 mesi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta della Spezia si inserisce nel più ampio programma di “capacity boost” con cui Fincantieri punta ad aumentare produttività e capacità nel comparto Difesa. Nel piano 2026-2030 vengono indicati investimenti anche a Riva Trigoso (tra cui una terza linea di varo) e azioni su La Spezia e Muggiano per centrare un target particolarmente sfidante: portare i tempi di costruzione delle navi a 32 mesi. Folgiero ha indicato in tecnologia, digitalizzazione e potenziamento degli asset gli strumenti per rendere stabile questa accelerazione e consolidare la leadership del gruppo nei segmenti a maggior valore aggiunto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15510,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"La Fabbrica dentro le Forze Armate: sommergibili e droni, sinergia ad alta velocità\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/normal-1512406521.jpg\" alt=\"La Fabbrica dentro le Forze Armate: sommergibili e droni, sinergia ad alta velocità\" class=\"wp-image-15510\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Fabbrica dentro le Forze Armate: sommergibili e droni, sinergia ad alta velocità</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-best-practice-replicabile-il-caso-droni-per-l-esercito\">Una best practice replicabile: il caso droni per l’Esercito</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto più interessante, però, è la valenza di metodo: l’Arsenale come piattaforma produttiva integrata può rappresentare una “strada giusta” e una best practice replicabile anche in altri domini della Difesa. Un esempio naturale è quello dei droni e dei sistemi senza pilota, dove la rapidità di evoluzione tecnologica impone cicli brevi, sperimentazione continua e industrializzazione veloce.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In quest’ottica, anche l’Esercito potrebbe immaginare progettualità analoghe: aree e poli dedicati (in infrastrutture militari selezionate) in cui far lavorare insieme competenze operative e industria nazionale su produzione, assemblaggio, manutenzione evolutiva e aggiornamenti rapidi dei droni. Un modello “integrato” aiuterebbe a:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>accorciare il passaggio dal bisogno operativo al prototipo e poi alla produzione;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>standardizzare manutenzione e retrofit in modo più efficiente;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>costruire filiere nazionali più robuste e pronte a scalare;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>aumentare autonomia strategica e resilienza logistica.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15087,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La Fabbrica dentro le Forze Armate: sommergibili e droni, sinergia ad alta velocità\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/fabbica-droni-fpv-in-ucraina-1.webp\" alt=\"Ucraina: Lezioni tecnico-militari dalla Linea del Fronte\" class=\"wp-image-15087\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Fabbrica dentro le Forze Armate: sommergibili e droni, sinergia ad alta velocità</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-spezia-come-snodo-dell-underwater-e-della-nuova-difesa-industriale\">La Spezia come snodo dell’underwater e della nuova difesa industriale</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel quadro complessivo, l’utilizzo dell’Arsenale per la produzione di <strong>sommergibili</strong> rafforza la centralità spezzina nel dominio underwater e rende più solido il legame tra Marina e industria, anche alla luce della volontà di Fincantieri di essere protagonista nel Polo nazionale della subacquea. La direzione è chiara: aumentare capacità, velocità e integrazione, trasformando infrastrutture esistenti in leve strategiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se attuato con visione e regole operative efficaci, questo passaggio può segnare un precedente importante: una Difesa che non “subisce” i vincoli industriali, ma li governa insieme al sistema Paese — e un’industria che accelera perché lavora più vicino, e meglio, a chi quei sistemi li impiega ogni giorno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/37658893581-a95f6f9e54-b-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"arsenale, difesa, Droni, Fincantieri, Industria, LaSpezia, sommergibili","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-14 10:43:29","stato":"publish","riassunto_video":"Fincantieri trasferirà parte della produzione di sommergibili all’Arsenale militare della Spezia, integrando industria e base militare per aumentare efficienza e capacità produttiva. Questa strategia libera spazi a Muggiano, accelera i tempi di costruzione a 32 mesi e crea un modello replicabile anche per droni e sistemi senza pilota, rafforzando autonomia e sinergie nella Difesa italiana.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.lanazione.it/la-spezia/cronaca/base-fincantieri-in-arsenale-04e14cf9","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29257-la-fabbrica-dentro-le-forze-armate-sommergibili-e-droni-sinergia-ad-alta-velocita.mp4","galleria":""}
{"id":29246,"titolo":"Battaglia dei Monti della Riva - Battlefield Tour per il 205° Corso dell’Accademia Militare e U.S. Army","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei primi giorni di febbraio 2026, tra i crinali e i boschi dell’Appennino modenese, si è rinnovato un rito civile e militare che lega la storia operativa alla formazione dei soldati di oggi: la commemorazione della <strong>Battaglia dei Monti della Riva</strong> (18 febbraio 1945), combattuta nel quadro dell’<strong>operazione “Encore”</strong>, uno dei passaggi decisivi della fase finale della guerra lungo la Linea Gotica. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al centro delle cerimonie e delle attività sul terreno, un messaggio chiaro: ricordare non significa “guardare indietro” per nostalgia, ma <strong>capire</strong> scelte, rischi e responsabilità che continuano a definire l’etica del servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15496,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Battaglia dei Monti della Riva - Battlefield Tour per il 205° Corso dell’Accademia Militare e U.S. Army\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/8ad586c0-5f35-4d45-9e19-38c05e5b123b.jpg\" alt=\"Battaglia dei Monti della Riva - Battlefield Tour per il 205° Corso dell’Accademia Militare e U.S. Army\" class=\"wp-image-15496\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Battaglia dei Monti della Riva - Battlefield Tour per il 205° Corso dell’Accademia Militare e U.S. Army</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-commemorazione-2026-un-evento-internazionale-sui-luoghi-del-combattimento\">La commemorazione 2026: un evento internazionale sui luoghi del combattimento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il momento più simbolico si è svolto a <strong>Pizzo di Campiano</strong>, teatro di scontri e oggi tappa chiave dei “battlefield tour” dedicati alla Riva Ridge. Alla cerimonia hanno preso parte autorità militari e istituzionali di più Paesi: tra i presenti, secondo quanto riportato dall’Esercito Italiano, il <a href=\"https://www.policymakermag.it/dal-mondo/chi-e-daniel-driscoll-il-segretario-allesercito-che-vuole-riformare-il-pentagono-e-tratta-con-kiev/\">Segretario dell’Esercito degli Stati Uniti Daniel Patrick Driscoll</a>, il Comandante dell’Accademia Militare <a href=\"https://difesanews.com/il-generale-paracadutista-stefano-messina-assume-il-comando-dellaccademia-militare-di-modena-basate-la-vostra-professione-sulla-conoscenza/\">Generale di Divisione Stefano Messina</a> e il Comandante della <strong>10th Mountain Division</strong> (U.S. Army) <strong>Generale Scott Naumann</strong>,  oltre a rappresentanze italiane, americane e brasiliane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La dimensione “di campo” non è stata solo cornice: per gli <strong>Ufficiali Allievi del 205° Corso</strong> dell’Accademia Militare e per una consistente rappresentanza della 10th Mountain Division, la giornata è stata impostata come <strong>attività formativa</strong>: camminare sugli stessi sentieri e osservare dal vivo linee di cresta, punti d’osservazione e direttrici di attacco consente di collegare manuali e mappe a vincoli reali (pendii, visibilità, coperture, logistica), e soprattutto al costo umano delle decisioni. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In parallelo, il calendario delle iniziative locali legate alla ricorrenza ha ribadito quanto questo pezzo di storia sia radicato nel territorio: diversi Comuni dell’area hanno annunciato e ospitato momenti di memoria e percorsi sui luoghi della Riva Ridge e del Monte Belvedere. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15497,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Battaglia dei Monti della Riva - Battlefield Tour per il 205° Corso dell’Accademia Militare e U.S. Army\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/3.png\" alt=\"Battaglia dei Monti della Riva - Battlefield Tour per il 205° Corso dell’Accademia Militare e U.S. Army\" class=\"wp-image-15497\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Battaglia dei Monti della Riva - Battlefield Tour per il 205° Corso dell’Accademia Militare e U.S. Army</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-l-operazione-encore-conta-ancora-obiettivi-e-posta-in-gioco-nel-1945\">Perché l’Operazione Encore conta ancora: obiettivi e posta in gioco nel 1945</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano storico-militare, “Encore” fu un’offensiva alleata lanciata tra <strong>18 febbraio e inizio marzo 1945</strong> per incrinare la difesa tedesca sulla <strong>Gothic Line</strong> nell’Appennino settentrionale e assicurare terreno dominante su assi vitali verso la Pianura Padana. L’azione vide protagoniste unità statunitensi della <strong>10th Mountain Division</strong> e reparti della <strong>Força Expedicionária Brasileira</strong>, in un contesto dove anche il contributo partigiano risultò determinante nel quadro più ampio della liberazione dell’area.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un passaggio cruciale fu la conquista del crinale noto agli americani come <strong>“Riva Ridge”</strong>, che include quote e punti come <strong>Pizzo di Campiano</strong>: quel sistema di alture offriva osservazione e possibilità di fuoco sulla zona di <strong>Monte Belvedere</strong>, rendendo estremamente rischioso qualsiasi attacco frontale se il crinale non fosse stato neutralizzato. Le sintesi storiche statunitensi ricordano proprio come la <strong>scalata notturna</strong> e l’attacco a sorpresa su Riva Ridge aprirono la strada alla fase successiva delle operazioni, riducendo il vantaggio osservativo e difensivo tedesco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni questa memoria operativa è stata ripresa anche dalla comunicazione istituzionale U.S. Army, che sottolinea il valore dell’impresa del febbraio 1945 (la salita, il fattore sorpresa, il combattimento in ambiente montano in pieno inverno) come caso di studio su adattamento, addestramento e leadership. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15498,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Battaglia dei Monti della Riva - Battlefield Tour per il 205° Corso dell’Accademia Militare e U.S. Army\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/2f06b91a-063b-4ebc-a351-a4f8ff9ce0be.jpg\" alt=\"Battaglia dei Monti della Riva - Battlefield Tour per il 205° Corso dell’Accademia Militare e U.S. Army\" class=\"wp-image-15498\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Battaglia dei Monti della Riva - Battlefield Tour per il 205° Corso dell’Accademia Militare e U.S. Army</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-generale-stefano-messina-formazione-ethos-militare-e-cultura-del-comando\">Il Generale Stefano Messina: formazione, ethos militare e cultura del comando</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dentro questa cornice, la presenza di <strong>Generale di Divisione Stefano Messina</strong>, in qualità di <strong>Comandante dell’Accademia Militare</strong>, è un elemento da evidenziare: l’evento non è stato soltanto una cerimonia, ma un momento in cui la <strong>formazione degli Ufficiali Allievi</strong> è stata messa in relazione diretta con un episodio storico-operativo complesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In pratica, la leadership dell’Accademia ha “portato la classe sul terreno”, trasformando la commemorazione in un laboratorio di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>contestualizzazione operativa</strong> (perché quel crinale era decisivo);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>lettura tattica</strong> (scelte, vincoli, alternative);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>valori</strong> (responsabilità verso i subordinati, senso del dovere, rispetto del sacrificio). </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È un modo concreto di mostrare che la memoria non è un rituale separato dall’addestramento: è parte della cultura professionale, e rafforza la consapevolezza del “perché” dietro allo “stare in uniforme”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-fanano-e-la-chiusura-delle-celebrazioni-monumenti-targhe-e-comunita\">Fanano e la chiusura delle celebrazioni: monumenti, targhe e comunità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le iniziative si sono completate con momenti pubblici nel centro di <strong>Fanano</strong>, tra parata e cerimonie presso il monumento ai caduti e segni permanenti (come targhe e cippi commemorativi) dedicati alle truppe alleate e ai partigiani che contribuirono alla liberazione locale. Anche la stampa regionale ha dato risalto alla presenza della delegazione statunitense e al valore simbolico dell’incontro tra comunità, militari e rappresentanze internazionali. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15499,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Battaglia dei Monti della Riva - Battlefield Tour per il 205° Corso dell’Accademia Militare e U.S. Army\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/e66c853c-8258-42aa-b9e5-728ecad88286.jpg\" alt=\"Battaglia dei Monti della Riva - Battlefield Tour per il 205° Corso dell’Accademia Militare e U.S. Army\" class=\"wp-image-15499\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Battaglia dei Monti della Riva - Battlefield Tour per il 205° Corso dell’Accademia Militare e U.S. Army</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-ponte-tra-generazioni-e-alleati\">Un ponte tra generazioni e alleati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A 81 anni dagli eventi del 1945, la commemorazione della Battaglia dei Monti della Riva e dell’Operazione “Encore” conserva una doppia funzione: <strong>storica</strong> (rendere giustizia ai fatti e ai caduti) e <strong>attuale</strong> (educare, consolidare legami, trasmettere una grammatica condivisa di disciplina e responsabilità).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E qui sta forse il punto più forte dell’edizione 2026: vedere <strong>Ufficiali Allievi italiani</strong> e <strong>soldati della 10th Mountain Division</strong> camminare insieme su Riva Ridge significa trasformare la memoria in relazione, e la relazione in cooperazione. Non un gesto simbolico astratto, ma un modo per ricordare che la sicurezza e la pace si costruiscono anche così: con studio, rispetto, alleanze e consapevolezza del prezzo della libertà. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/RRR.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"10thMountainDivision, 205Corso, accademiamilitare, LineaGotica, MontidellaRiva, OperazioneEncore, UfficialiAllievi","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-14 10:13:27","stato":"publish","riassunto_video":"Nei primi giorni di febbraio 2026, sull’Appennino modenese, si è commemorata la Battaglia dei Monti della Riva (18 febbraio 1945), parte dell’operazione “Encore” contro la Linea Gotica. L’evento ha coinvolto militari italiani, americani e brasiliani, unendo memoria storica e formazione pratica per gli allievi dell’Accademia Militare e la 10th Mountain Division.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/esercito-e-u-s-army-commemorano-la-battaglia-dei-monti-della-riva/130955.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29246-battaglia-dei-monti-della-riva-battlefield-tour-per-il-205-corso-dellaccademia-militare-e-u-s-army.mp4","galleria":""}
{"id":29240,"titolo":"Minaccia Droni vicino alle basi: il Regno Unito rafforza i poteri dei militari. E Italia?","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel Regno Unito l’allarme droni è diventato un tema di sicurezza nazionale con numeri che parlano da soli: nel 2025 sono stati segnalati <strong>266 incidenti</strong> con “Uncrewed Aerial Vehicles” (UAV) nelle vicinanze di siti del Ministero della Difesa, <strong>più del doppio</strong> rispetto ai <strong>126</strong> del 2024. <br>Da qui la scelta politica: <strong>rafforzare la capacità di reazione immediata</strong> sul terreno, senza dipendere ogni volta dall’intervento delle forze di polizia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15486,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Minaccia Droni vicino alle basi: il Regno Unito rafforza i poteri dei militari. E Italia?\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/9.webp\" alt=\"Minaccia Droni vicino alle basi: il Regno Unito rafforza i poteri dei militari. E Italia?\" class=\"wp-image-15486\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Minaccia Droni vicino alle basi: il Regno Unito rafforza i poteri dei militari. E Italia?</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-sta-facendo-londra\">Cosa sta facendo Londra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con le misure inserite nell’<strong>Armed Forces Bill</strong>, il governo britannico intende attribuire a personale autorizzato della Difesa <strong>nuovi poteri per individuare, contrastare e “neutralizzare” droni</strong> ritenuti minacciosi in prossimità dei siti militari, <strong>senza dover attendere l’assistenza della polizia</strong>. <br>La novità non riguarda solo i droni aerei: il quadro proposto include anche <strong>droni terrestri e marittimi</strong> (anche operabili “on or under water”), riconoscendo che la minaccia non è più confinata al cielo. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contesto è quello di una sicurezza “a strati”: restrizioni di spazio aereo su decine di siti, sistemi di sorveglianza e monitoraggio integrati, investimenti in tecnologie anti-drone. <br>In altre parole: non solo tecnologia, ma <strong>un perimetro giuridico chiaro</strong> che permetta a chi difende le basi di agire in tempi compatibili con la natura della minaccia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-questo-riguarda-l-italia-piu-di-quanto-sembri\">Perché questo riguarda l’Italia (più di quanto sembri)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche in Italia la disponibilità di droni civili sempre più performanti, economici e facili da usare ha cambiato il rischio: sorvoli non autorizzati, attività dimostrative, azioni ostili o “ibride”, fino all’ipotesi di attacchi a <strong>infrastrutture critiche</strong> e obiettivi militari. Non è un caso che, a livello UE, la Commissione abbia appena pubblicato un <strong>Action Plan su drone e counter-drone security</strong>, chiedendo di rafforzare prevenzione, rilevamento e risposta coordinata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia, inoltre, sta già investendo in capacità: esistono programmi e iniziative parlamentari e amministrative che citano sistemi anti-drone, ad esempio per l’ambito navale. <br>Ma la tecnologia, da sola, non basta se <strong>catena di comando, competenze e poteri d’intervento</strong> non sono definiti con precisione: quando compare un drone sospetto, ogni minuto conta e l’incertezza normativa rischia di tradursi in ritardo operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-punto-chiave-tempi-di-reazione-e-responsabilita\">Il punto chiave: tempi di reazione e responsabilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il modello britannico parte da un principio pragmatico: se l’evento avviene <strong>dentro o a ridosso di un perimetro militare</strong>, la Difesa deve poter <strong>proteggere i propri siti e operazioni</strong> con procedure e strumenti autorizzati, evitando rimpalli o “zone grigie” tra enti.<br>In Italia, invece, la gestione del rischio droni tende a spezzettarsi tra norme aeronautiche (ENAC/quadri UAS), ordine pubblico, esigenze militari e protezione di infrastrutture civili: è un mosaico che funziona finché l’incidente è “semplice”, ma diventa fragile quando la minaccia è rapida, coordinata o deliberatamente ostile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15487,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Minaccia Droni vicino alle basi: il Regno Unito rafforza i poteri dei militari. E Italia?\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/mappa-d-flight.webp\" alt=\"Minaccia Droni vicino alle basi: il Regno Unito rafforza i poteri dei militari. E Italia?\" class=\"wp-image-15487\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Minaccia Droni vicino alle basi: il Regno Unito rafforza i poteri dei militari. E Italia?</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-servirebbe-in-italia-una-cornice-simile-con-garanzie\">Cosa servirebbe in Italia: una “cornice” simile, con garanzie</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Adottare provvedimenti analoghi non significa militarizzare lo spazio pubblico, ma <strong>rendere credibile la deterrenza</strong> e proteggere obiettivi sensibili. Una proposta italiana dovrebbe includere almeno cinque pilastri:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Poteri chiari e circoscritti</strong> per personale della Difesa <em>specificamente autorizzato</em> ad agire contro UAS in prossimità di siti e operazioni militari (aerei, terrestri e marittimi), con soglie di intervento definite.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Regole tecniche “omologate”</strong> sugli strumenti impiegabili (jamming/neutralizzazione, intercettazione, cattura, ecc.), in linea con standard europei e con tracciabilità dell’uso.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Catena di comando e coordinamento interforze</strong> (Difesa–Interno–ENAC–intelligence), con protocolli di allerta rapidi e una sala operativa integrata per i casi complessi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Perimetri e “restricted zones” dinamiche</strong> (anche temporanee) attorno a basi, arsenali, poligoni, porti militari e snodi logistici, con enforcement reale e sanzioni applicabili.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Oversight e trasparenza</strong>: registri d’intervento, audit periodici, tutela dei diritti (privacy e proporzionalità), per evitare abusi e garantire fiducia pubblica.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa impostazione è perfettamente coerente con la traiettoria europea: il Piano della Commissione chiede capacità migliori di detection e risposta, oltre a un quadro più coordinato tra Stati membri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione-non-e-se-e-quando\">Conclusione: non è “se”, è “quando”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Regno Unito ha scelto di reagire ai numeri e all’evoluzione della minaccia con una risposta netta: <strong>poteri operativi alla Difesa + investimenti + procedure</strong>. <br>L’Italia non parte da zero sul piano tecnologico e industriale, ma oggi la priorità è <strong>colmare il vuoto decisionale</strong> che può emergere nei minuti cruciali di un allarme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Serve una legge (o un pacchetto normativo) che dica chiaramente <strong>chi può fare cosa, dove, con quali strumenti e sotto quali controlli</strong>. Perché i droni non aspettano circolari: entrano, osservano, disturbano o colpiscono. E uno Stato moderno deve poter rispondere con la stessa velocità, senza ambiguità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/uk.png","categoria":"Internazionali","tags":"AntiDRONE, difesa, ForzeArmate, infrastrutturecritiche, legislazione, sicurezza, UE","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-14 03:13:27","stato":"publish","riassunto_video":"Nel Regno Unito, gli incidenti con droni vicino a siti militari sono raddoppiati nel 2025, spingendo il governo a dare alla Difesa poteri diretti per neutralizzarli senza attendere la polizia. Anche in Italia, dove la minaccia cresce, serve una normativa chiara che definisca ruoli, strumenti e responsabilità per una risposta rapida e coordinata, in linea con le direttive UE.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29240-minaccia-droni-vicino-alle-basi-il-regno-unito-rafforza-i-poteri-dei-militari-e-italia.mp4","galleria":""}
{"id":29234,"titolo":"Russia: perché il blocco di WhatsApp è (anche) una misura di Guerra Cognitiva","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <em>cognitive warfare</em> non è “solo propaganda”. Nella <a href=\"https://www.act.nato.int/activities/cognitive-warfare/?utm_source=chatgpt.com\">lettura più diffusa in ambito euro-atlantico</a>, è l’insieme di operazioni (informative, psicologiche e tecnologiche) che puntano a <strong>influenzare percezioni, decisioni e comportamenti</strong>, erodendo fiducia, razionalità e coesione sociale: un dominio dove il bersaglio non è (solo) l’infrastruttura, ma <strong>la mente</strong>. La NATO lo descrive come un terreno di competizione che “attacca e degrada la razionalità” e coinvolge sempre più target non militari. In Italia, un <a href=\"https://www.difesa.it/assets/allegati/31787/4.cognitive_warfare_-_la_competizione_nella_dimensione_cognitiva._ed.2023.pdf?utm_source=chatgpt.com\">dossier del Ministero della Difesa</a> colloca il fenomeno dentro una risposta “whole of government”, cioè trasversale e coordinata tra difesa, intelligence, istituzioni e società.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se questa è la cornice, l’articolo che hai riportato sul blocco di WhatsApp in Russia e la spinta verso l’app “Max” (VK) diventa un caso quasi da manuale: non perché dimostri “una campagna di manipolazione” nel senso classico, ma perché mostra <strong>come il controllo dell’ecosistema digitale</strong> (piattaforme, dati, canali di comunicazione) possa essere usato per ottenere un vantaggio nella dimensione cognitiva: ridurre l’autonomia informativa dei cittadini, aumentare la tracciabilità delle reti sociali e, in prospettiva, rendere più facile la censura selettiva e l’orientamento delle narrazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cos-e-il-cognitive-warfare-e-cosa-lo-distingue-dalla-disinformazione-classica\">Cos’è il <em>cognitive warfare</em> (e cosa lo distingue dalla disinformazione “classica”)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La differenza sostanziale tra disinformazione tradizionale e <em>cognitive warfare</em> sta nel <strong>salto di scala</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Obiettivo</strong>: non solo convincere su un fatto, ma <em>modellare</em> il contesto mentale (fiducia, emozioni, senso di appartenenza, percezione di legittimità). </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Mezzi</strong>: oltre ai contenuti (post, media, influencer), contano le <strong>architetture digitali</strong>: quali app usi, quali feed vedi, che note vocali puoi inviare, quanto è sicura una chat, chi controlla server e metadati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Vantaggio strategico</strong>: quando lo Stato riesce a “governare” l’ecosistema comunicativo, riduce la resilienza cognitiva della società bersaglio (o, in chiave interna, neutralizza dissenso e pluralismo).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Detto in modo brutale: <em>se controlli i canali, controlli anche le condizioni in cui circolano idee e organizzazione sociale</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15477,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"500px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Russia: perché il blocco di WhatsApp è (anche) una misura di Guerra Cognitiva\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/OIP.jpg\" alt=\"Russia: perché il blocco di WhatsApp è (anche) una misura di Guerra Cognitiva\" class=\"wp-image-15477\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:500px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Russia: perché il blocco di WhatsApp è (anche) una misura di Guerra Cognitiva</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-blocco-di-whatsapp-un-azione-di-piattaforma-con-effetti-cognitivi\">Il blocco di WhatsApp: un’azione “di piattaforma” con effetti cognitivi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo fonti internazionali, il 12 febbraio 2026 la Russia ha <strong>bloccato WhatsApp</strong> e, tramite dichiarazioni ufficiali, ha indirizzato gli utenti verso <strong>MAX/Max</strong>, alternativa sostenuta dallo Stato.<br>Questa mossa ha almeno tre implicazioni coerenti con la logica del <em>cognitive warfare</em>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Riduzione della privacy effettiva di massa</strong><br>Diverse ricostruzioni giornalistiche sottolineano che Max viene presentata come “super-app” e viene criticata per caratteristiche considerate più favorevoli alla sorveglianza, incluse preoccupazioni sulla cifratura e sull’accesso delle autorità. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Dipendenza dall’infrastruttura domestica</strong><br>L’uscita forzata da una piattaforma globale (Meta) a favore di una piattaforma nazionale sposta <strong>dati, identità digitali e relazioni</strong> entro un perimetro più controllabile da autorità e regolatori russi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Chiusura del “mercato dell’attenzione”</strong><br>Se l’utente medio comunica, paga, accede a servizi e riceve notifiche dentro un unico ecosistema (stile super-app), allora lo Stato può intervenire con più facilità su <em>visibilità</em> e <em>priorità</em> delle informazioni: non serve convincere tutti, basta rendere più difficile coordinarsi, informarsi o aggirare i blocchi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-blocco-dentro-un-progetto-piu-ampio-runet-e-internet-sovrana\">Il blocco dentro un progetto più ampio: Runet e “internet sovrana”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Runet è un progetto russo di rete più autonoma/isolabile. Questa traiettoria è compatibile con l’evoluzione normativa e tecnica della cosiddetta <strong>“Sovereign Internet Law”</strong> del 2019, che attribuisce a Roskomnadzor e allo Stato strumenti per gestire centralmente il traffico e, in scenari dichiarati di “minaccia”, arrivare fino all’isolamento del segmento russo.<br>Nel tempo, analisi di ONG e osservatori descrivono l’implementazione tramite apparati come <strong>DPI / TSPU</strong> (filtraggio e ispezione del traffico) che rendono più semplice bloccare o rallentare servizi e protocolli. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui sta il collegamento chiave con il <em>cognitive warfare</em>: <strong>non è solo censura</strong> (togliere contenuti), è <strong>controllo delle condizioni di comunicazione</strong> (chi può parlare con chi, con quale sicurezza, a quale costo, con quali alternative).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15478,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Russia: perché il blocco di WhatsApp è (anche) una misura di Guerra Cognitiva\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/11731017-7E13-4EA9-B4F4-3C6F610B7101.jpg\" alt=\"Russia: perché il blocco di WhatsApp è (anche) una misura di Guerra Cognitiva\" class=\"wp-image-15478\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Russia: perché il blocco di WhatsApp è (anche) una misura di Guerra Cognitiva</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-provvedimenti-russi-da-mettere-in-evidenza-cronologia-ragionata\">I provvedimenti russi da mettere in evidenza (cronologia ragionata)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per confrontare “guerra cognitiva” e “caso WhatsApp/Max”, la parte più concreta sono i provvedimenti che rendono possibile la sostituzione forzata delle piattaforme:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>2015 – Localizzazione dei dati</strong>: la normativa russa richiede che i dati personali dei cittadini russi siano archiviati su database in Russia; questo diventa una leva ricorrente contro piattaforme straniere.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>2019 (in vigore dal 1° novembre 2019) – “Internet sovrana”</strong>: legge e regolamenti attuativi rafforzano la gestione centralizzata del traffico, con obblighi tecnici per gli operatori e poteri a Roskomnadzor in caso di “minaccia” alla stabilità/sicurezza/integrità della rete. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>2021 – Preinstallazione di software domestico</strong>: entra in vigore l’obbligo di vendere dispositivi con software/app russe preinstallate, consolidando un canale “di default” verso servizi nazionali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Dal 2022 – Stretta sulle piattaforme occidentali</strong>: dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina, la Russia amplia blocchi e restrizioni verso social e servizi occidentali (Facebook/Instagram e altri), con un clima regolatorio più aggressivo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>2025–2026 – Spinta a Max + blocchi mirati</strong>: le notizie di febbraio 2026 descrivono il blocco completo di WhatsApp e, in parallelo, pressioni e limitazioni su Telegram; l’indirizzo politico esplicito è migrare utenti su Max. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, “Max obbligatoria” va letta come <strong>continuazione</strong> della politica russa di preinstallazione del software domestico: un meccanismo che abbassa drasticamente la soglia d’adozione delle alternative nazionali e rende più efficace ogni blocco successivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-confronto-finale-cognitive-warfare-vs-blocco-whatsapp\">Confronto finale: <em>cognitive warfare</em> vs blocco WhatsApp</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il <em>cognitive warfare</em> descrive l’obiettivo</strong>: influenzare percezioni e comportamenti, sfruttando vulnerabilità cognitive e sociali.<br><strong>Il caso WhatsApp/Max mostra il metodo “infrastrutturale”</strong>: invece di combattere solo sul piano dei contenuti, si agisce su:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><em>punto d’accesso</em> (app e store, preinstallazione, alternative “di sistema”);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><em>regole del gioco</em> (data localization, obblighi di compliance, minacce di blocco);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><em>tecnologia di rete</em> (capacità di throttling/blocco selettivo via DPI e gestione centralizzata).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In altre parole: <strong>il blocco di WhatsApp non è automaticamente “un’operazione di guerra cognitiva”</strong>, ma è un provvedimento che <strong>crea un ambiente informativo più controllabile</strong>, e quindi <em>abilita</em> (o rende più economiche) strategie di influenza, sorveglianza e censura. È la differenza tra “persuadere” e “progettare” l’ecosistema in cui la persuasione (o la repressione) diventa più facile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/1-4.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"blocchiapp, CognitiveWarfare, controllodelleinformazioni, preinstallazioneobbligatoria, Runet, sorveglianza, sovranitadigitale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-14 02:23:28","stato":"publish","riassunto_video":"Il cognitive warfare mira a influenzare percezioni e comportamenti agendo non solo sui contenuti, ma sull’intero ecosistema digitale. Il blocco di WhatsApp in Russia e la spinta verso l’app statale Max esemplificano questa strategia: controllando piattaforme e dati, lo Stato riduce la privacy, aumenta la sorveglianza e facilita la censura selettiva, creando un ambiente informativo più manipolabile","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.theguardian.com/world/2026/feb/12/russia-attempt-block-whatsapp-meta-says","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29234-russia-perche-il-blocco-di-whatsapp-e-anche-una-misura-di-guerra-cognitiva.mp4","galleria":""}
{"id":29221,"titolo":"Open Day 2026 alla Morosini: la Scuola Navale Militare apre le porte ai futuri Allievi","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Venezia si prepara ad accogliere studenti e famiglie per uno degli appuntamenti più attesi dell’anno scolastico. Con l’avvio degli <strong>Open Day 2026</strong>, la Scuola Navale Militare Francesco Morosini apre le proprie porte ai futuri Allievi, offrendo tre giornate di orientamento pensate per raccontare da vicino un percorso formativo che unisce <strong>rigore accademico, tradizione marinaresca e crescita personale</strong>. Un’occasione concreta per conoscere l’Istituto, incontrare chi lo vive ogni giorno e comprendere le opportunità educative di una realtà che continua a rappresentare un punto di riferimento nel panorama della formazione italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Scuola accoglie gli studenti negli ultimi tre anni dei licei classico e scientifico, seguendo i programmi ministeriali e integrandoli con un progetto educativo strutturato, fondato su <strong>senso del dovere, rispetto delle regole e spirito di squadra</strong>. Gli Open Day non sono soltanto una presentazione dell’offerta scolastica, ma una vera immersione nella vita collegiale: un’esperienza che permette di osservare da vicino come studio, sport e attività marinaresche convivano in un equilibrio pensato per formare cittadini consapevoli, prima ancora che futuri Ufficiali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Famiglie e ragazzi hanno la possibilità di confrontarsi direttamente con il personale del quadro permanente e con gli Allievi già inseriti nel percorso, ascoltando testimonianze autentiche sulla quotidianità in Istituto. È proprio questo contatto diretto a rendere la visita particolarmente significativa, trasformandola in un primo passo concreto verso una scelta importante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-date-modalita-di-partecipazione-e-orientamento\">Date, modalità di partecipazione e orientamento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per favorire la massima partecipazione, gli Open Day 2026 sono articolati su tre appuntamenti distribuiti tra febbraio e marzo. <strong>Sabato 21 febbraio</strong> e <strong>sabato 14 marzo</strong> l’Istituto apre i cancelli dalle 14:30 alle 17:30 per gli incontri in presenza. Le visite guidate, con partenza ogni 30 minuti, consentono di esplorare aule, spazi comuni, strutture sportive e ambienti dedicati alla formazione marinaresca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A guidare i gruppi sono gli Allievi del 2° e 3° Corso, che condividono in prima persona la loro esperienza di studio e vita in collegio, offrendo uno sguardo autentico sulle dinamiche quotidiane della Scuola.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15448,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Open Day 2026 alla Morosini: la Scuola Navale Militare apre le porte ai futuri Allievi\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/20160324-concorso-morosini.jpg\" alt=\"Open Day 2026 alla Morosini: Venezia accoglie i futuri Allievi tra studio, disciplina e vita di mare\" class=\"wp-image-15448\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Allievi della Scuola Navale Militare Francesco Morosini, Fonte Marina Militare.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto alle giornate in sede, è previsto anche un Open Day virtuale <strong>sabato 28 febbraio</strong>, articolato in una sessione mattutina e una pomeridiana. Questa modalità consente di partecipare anche a chi non può raggiungere Venezia, mantenendo un dialogo diretto con docenti, personale permanente e studenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per gli eventi in presenza non è richiesta prenotazione, ma viene raccomandata la puntualità per agevolare il flusso dei visitatori. Parallelamente alle attività di orientamento, è in corso l’iter concorsuale per l’ammissione ai licei annessi alla Scuola, che prevede prove di selezione e valutazioni attitudinali. Anche per il prossimo anno scolastico è confermato un contingente dedicato ai nuovi ingressi, segno dell’interesse costante verso questo percorso formativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-comunita-educativa-tra-studio-sport-e-valori\">Una comunità educativa tra studio, sport e valori</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Scuola Navale Militare “Francesco Morosini” è una vera <strong>comunità educativa</strong>, nella quale la formazione culturale si integra con l’attività fisica e l’esperienza marinaresca. La giornata tipo degli Allievi alterna lezioni scolastiche, allenamenti sportivi e attività pratiche legate al mare, come vela, nuoto, canottaggio e voga.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15452,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Open Day 2026 alla Morosini: la Scuola Navale Militare apre le porte ai futuri Allievi\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/b35dc288-f378-439a-a510-2a5de671e20a-ber7741.jpg\" alt=\"Open Day 2026 alla Morosini: la Scuola Navale Militare apre le porte ai futuri Allievi\" class=\"wp-image-15452\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Allievi impegnati in un’attività velica nelle acque della Laguna di Venezia, parte integrante del percorso formativo che unisce preparazione scolastica, disciplina e tradizione marinaresca, Fonte Marina MIlitare.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo approccio favorisce lo sviluppo armonico delle capacità intellettive e fisiche, rafforzando al tempo stesso <strong>autonomia, responsabilità e collaborazione</strong>. Un momento particolarmente significativo del percorso è rappresentato dalle esperienze in mare e dalle campagne di istruzione, durante le quali gli studenti possono applicare sul campo quanto appreso in aula, vivendo il mare come ambiente di apprendimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A ciò si aggiungono le cerimonie ufficiali, come il giuramento degli Allievi, che segnano tappe fondamentali nella crescita personale e nel senso di appartenenza all’Istituto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli Open Day 2026 diventano così molto più di un semplice appuntamento informativo: sono un invito a scoprire una realtà che coniuga <strong>tradizione e modernità</strong>, rigore e opportunità, offrendo ai giovani un percorso capace di prepararli alle sfide future con competenza e carattere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un panorama scolastico in continua evoluzione, la proposta della Morosini continua a distinguersi per completezza e solidità. Partecipare agli Open Day significa avvicinarsi a un progetto educativo che mette al centro <strong>studio, valori e senso civico</strong>, accompagnando studenti e famiglie in una scelta consapevole e orientata al domani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/7e47ca27-1108-4b27-b708-cd87e2ea465bopenday-morosini-orizzontale.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"formazionegiovanile, openday2026, scuolanavale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-13 19:23:28","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20260210_Open_day_Morosini.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29221-open-day-2026-alla-morosini-la-scuola-navale-militare-apre-le-porte-ai-futuri-allievi.mp4","galleria":""}
{"id":29225,"titolo":"Droni, l’Ue punta a uno scudo comune per proteggere cieli e infrastrutture","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>I droni non sono più solo strumenti per riprese aeree o impieghi industriali: sempre più spesso diventano una minaccia per la sicurezza pubblica, tra sorvoli ostili, violazioni dello spazio aereo, interferenze con il traffico aeroportuale e rischi per infrastrutture critiche, frontiere e luoghi affollati. In questo contesto, la Commissione europea ha presentato un piano d’azione per contrastare le minacce poste da droni e palloni ad alta quota, con l’obiettivo di costruire una risposta più coordinata tra i Paesi membri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-piano-comune-prevenzione-rilevamento-e-intervento\">Un piano comune: prevenzione, rilevamento e intervento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’impostazione è chiara: più cooperazione tra Stati, maggiore integrazione tra ambito civile e militare e, in parallelo, lo sviluppo di un’industria europea dei droni capace di restare competitiva. Il documento guarda soprattutto alla sicurezza interna, ma affianca il lavoro già avviato nel settore della difesa, puntando su sinergie strutturate tra i due mondi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14271,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Skydio-RQ-28A.webp\" alt=\"Perché Beretta dovrebbe diventare il fornitore strategico dei micro-droni dell’Esercito Italiano (attritable e individuali)\" class=\"wp-image-14271\" title=\"Droni, l’Ue punta a uno scudo comune per proteggere cieli e infrastrutture\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Droni, l’Ue punta a uno scudo comune per proteggere cieli e infrastrutture</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-lo-scudo-europeo-test-certificazioni-e-industria\">Lo “scudo europeo”: test, certificazioni e industria</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le priorità c’è la preparazione dell’Europa agli incidenti legati ai droni. Il piano propone:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Un nuovo approccio allo sviluppo tecnologico</strong> e all’aumento rapido della produzione industriale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Mappature coordinate</strong> tra settore civile e militare per attrarre investimenti e favorire l’interoperabilità tra sistemi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul fronte operativo, Bruxelles vuole rafforzare i test anti-drone tramite:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Un centro di eccellenza europeo</strong> dedicato.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Un sistema di certificazione specifico</strong> per le tecnologie di contrasto.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A supporto della crescita industriale, è previsto anche un <strong>forum dell’industria dei droni e dei contro-droni</strong>, pensato per facilitare il dialogo tra istituzioni e aziende e accelerare la produzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-nuove-regole-e-eu-trusted-drone\">Nuove regole e “EU Trusted Drone”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano normativo, la Commissione lavorerà a un <strong>pacchetto sulla sicurezza</strong> per aggiornare le regole dei droni civili alle nuove esigenze. Tra i punti chiave:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Valutazione coordinata dei rischi</strong> lungo le catene di approvvigionamento.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Introduzione dell’etichetta <strong>“EU Trusted Drone”</strong> per identificare apparecchiature considerate sicure sul mercato europeo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15244,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/GettyImages-1399349828-cropped-1.jpg\" alt=\"L’IA che “vede” la guerra: Clarity e la nuova ricognizione ucraina\" class=\"wp-image-15244\" title=\"Droni, l’Ue punta a uno scudo comune per proteggere cieli e infrastrutture\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Droni, l’Ue punta a uno scudo comune per proteggere cieli e infrastrutture</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-infrastrutture-critiche-e-minacce-ad-alta-quota\">Infrastrutture critiche e minacce ad alta quota</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la protezione delle infrastrutture strategiche, Bruxelles intende:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Fornire <strong>indicazioni operative</strong> agli operatori.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Avviare un <strong>progetto pilota</strong> per potenziare la sorveglianza marittima.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sostenere gli Stati membri contro minacce ad alta quota, inclusi <strong>palloni meteorologici</strong> provenienti da Paesi terzi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-rilevamento-multisensore-ai-e-5g\">Rilevamento: multisensore, AI e 5G</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Individuare per tempo un drone ostile è il primo passo per fermarlo. Per questo il piano insiste sul rafforzamento della <strong>consapevolezza situazionale</strong>, con sistemi capaci di distinguere velivoli legittimi da potenzialmente pericolosi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo è arrivare a:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Piattaforme uniche di visualizzazione</strong> dello spazio aereo che integrino tutti i dati disponibili.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>In prospettiva, una <strong>piattaforma condivisa</strong> per la gestione degli incidenti.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rilevamento punterà su un approccio <strong>multisensore</strong> e su software di <strong>intelligenza artificiale</strong>, combinando tecnologie diverse per tracciare e identificare oggetti in volo. Un ruolo centrale è attribuito anche alle reti <strong>5G</strong>, da sfruttare per il tracciamento preciso e in tempo reale dei droni, connessi o meno. Per accelerare l’adozione, la Commissione lancerà un <strong>invito a manifestare interesse</strong> per test sul campo e sperimentazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-risposte-operative-appalti-congiunti-e-esercitazioni-annuali\">Risposte operative: appalti congiunti e esercitazioni annuali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La responsabilità degli interventi resta ai singoli Paesi, ma l’Unione vuole offrire supporto concreto attraverso:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Appalti congiunti</strong> per acquistare e diffondere sistemi anti-drone.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sviluppo di soluzioni europee di <strong>comando e controllo basate su AI</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Valutazione di <strong>squadre di pronto intervento comuni</strong> per rafforzare la solidarietà tra Stati.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È prevista anche un’<strong>esercitazione anti-drone annuale su larga scala</strong>, per testare cooperazione transfrontaliera e coordinamento tra componenti civili e militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-frontiere-il-ruolo-di-frontex\">Frontiere: il ruolo di Frontex</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul fronte dei confini, <strong>Frontex</strong> continuerà a essere dotata di droni e tecnologie dedicate alla sorveglianza, con linee guida operative su:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Modelli di dispiegamento.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Gestione degli incidenti.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15225,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/152123519-07b1a55a-0146-4c66-819a-33e2b014a8d6-1.webp\" alt=\"Germania e Italia possono guidare il rilancio e il riarmo dell’Europa\" class=\"wp-image-15225\" title=\"Droni, l’Ue punta a uno scudo comune per proteggere cieli e infrastrutture\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Droni, l’Ue punta a uno scudo comune per proteggere cieli e infrastrutture</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-finanziamenti-e-prossimi-passi\">Finanziamenti e prossimi passi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il piano si inserisce in un percorso già avviato e sarà accompagnato da finanziamenti europei tramite strumenti come <strong>Orizzonte Europa</strong>, <strong>Fondo europeo per la difesa</strong> e programmi per la gestione delle frontiere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei prossimi mesi Bruxelles aprirà un confronto con Stati membri, industria e Parlamento europeo, con l’idea di adattare le misure all’evoluzione delle minacce e di nominare <strong>coordinatori nazionali per la sicurezza dei droni</strong> incaricati di seguirne l’attuazione sul territorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/Komarac-2-f39de4b2-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Droni, EU, scudo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-13 19:23:28","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.hdblog.it/droni/articoli/n648000/droni-ue-vuole-scudo-comune--proteggere-cieli/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29225-droni-lue-punta-a-uno-scudo-comune-per-proteggere-cieli-e-infrastrutture.mp4","galleria":""}
{"id":29214,"titolo":"US Army - 1° Corso Tattico su Sistemi Robotici e Autonomi","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>FORT BENNING (Georgia) – Il Maneuver Center of Excellence (MCoE) dell’Esercito degli Stati Uniti ha avviato il primo ciclo pilota del <strong>Robotic Autonomous Systems Leader Tactics Course (RASLT)</strong>, un percorso intensivo pensato per preparare comandanti e staff alla progressiva centralità di <strong>sistemi robotici e autonomi</strong> nei conflitti futuri. Il corso, lanciato il <strong>10 febbraio</strong> nell’ambito delle iniziative Army-wide di <strong>Transforming in Contact</strong>, dura <strong>tre settimane</strong> e mira a trasformare tecnologie emergenti in competenze operative spendibili sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto comunicato dall’Esercito, sono previste <strong>tre iterazioni pilota nel Fiscal Year 2026</strong>, ciascuna articolata su <strong>cinque giorni a settimana</strong>. La responsabilità dell’iniziativa ricade sul <strong>3rd Squadron, 16th Cavalry Regiment</strong>, che sovrintende alla progettazione e conduzione del programma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15459,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"US Army - 1° Corso Tattico su Sistemi Robotici e Autonomi\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/max1200-1.jpg\" alt=\"US Army - 1° Corso Tattico su Sistemi Robotici e Autonomi\" class=\"wp-image-15459\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">US Army - 1° Corso Tattico su Sistemi Robotici e Autonomi</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-tappa-formativa-nella-carriera-dei-leader\">Una “tappa” formativa nella carriera dei leader</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il <strong>tenente colonnello Alan Hastings</strong>, comandante del reparto che gestisce il RASLT, l’obiettivo è offrire un punto di contatto strutturato nella formazione professionale di ufficiali e sottufficiali, in un momento in cui le unità operative iniziano a ricevere nuove “formazioni” e capacità basate su robotica e autonomia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Quello che speriamo RASLT possa fornire è un touchpoint nel percorso di formazione militare professionale di un ufficiale o NCO, dove venga esposto a questi contenuti e sviluppi una base per costruire competenza nella pianificazione di operazioni tattiche e nell’impiego combinato delle armi con queste nuove capacità”, ha spiegato Hastings.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15460,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"US Army - 1° Corso Tattico su Sistemi Robotici e Autonomi\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/max1200uu.jpg\" alt=\"US Army - 1° Corso Tattico su Sistemi Robotici e Autonomi\" class=\"wp-image-15460\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">US Army - 1° Corso Tattico su Sistemi Robotici e Autonomi</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-a-chi-e-rivolto-il-raslt\">A chi è rivolto il RASLT</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il corso è indirizzato a:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ufficiali</strong> dal grado di <strong>primo tenente</strong> fino a <strong>maggiore</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Personale arruolato</strong> con grado di <strong>sergente maggiore (sergeant first class)</strong> e superiori</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>capitana Alison Darby</strong>, direttrice del corso, ha precisato che per gli arruolati è preferibile aver completato lo <strong>Scout Leader Course</strong> o il <strong>Battle Staff NCO Course</strong>, mentre per gli ufficiali è atteso il completamento del <strong>Maneuver Captain’s Career Course</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’idea è formare leader destinati a rientrare nella forza operativa, dove la probabilità di trovare <strong>asset robotici e autonomi integrati</strong> a livello di <strong>compagnia, battaglione o brigata</strong> è sempre più concreta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tre-settimane-tre-livelli-di-integrazione-dall-ugv-all-etica\">Tre settimane, tre livelli di integrazione: dall’UGV all’etica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il curriculum segue una progressione strutturata, alternando teoria, studio delle capacità e <strong>tactical decision exercises</strong> (TDE) con scenario dinamico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Settimana 1: panoramica e veicoli terrestri senza pilota (UGV)</strong><br>La prima fase introduce i principi dei sistemi autonomi e si concentra sui <strong>tipi di unmanned ground vehicles</strong>, con le relative capacità e limiti. La settimana si chiude con un esercizio “cognitivo” in cui gli studenti pianificano ed eseguono un’operazione nei panni di un comandante di compagnia in una <strong>mobile brigade combat team</strong>, con asset RAS aggregati. Gli “inject” e l’opposizione sono gestiti dall’istruttore nel ruolo di nemico adattivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Settimana 2: piccoli droni, ambiente e gestione dello spettro elettromagnetico</strong><br>La seconda settimana è dedicata ai <strong>small unmanned aircraft systems</strong>, affrontando impiego, vincoli e considerazioni operative. Un’attenzione specifica è riservata alla <strong>gestione dello spettro elettromagnetico</strong> e agli effetti di <strong>terreno e meteo</strong>. Il modulo termina con un TDE difensivo: gli studenti operano come comandante di compagnia corazzata, integrando sistemi robotici in una formazione combined arms.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Settimana 3: leadership, etica e impiego operativo “allargato”</strong><br>L’ultima settimana amplia la prospettiva: oltre alla tattica, entra in gioco la dimensione di <strong>leadership, responsabilità ed etica</strong> legata all’uso di piattaforme autonome e robotiche. L’esercizio finale richiede di incorporare questi sistemi nel supporto a una <strong>manovra offensiva</strong>, con valutazione dell’efficacia dell’integrazione e della qualità decisionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Darby, i diplomati dovranno uscire dal corso con una comprensione solida di “capacità e limiti” delle piattaforme già in distribuzione o in fase di proposta, e con la capacità di <strong>pianificare e impiegare</strong> tali strumenti per potenziare le formazioni di manovra, indipendentemente dall’unità di destinazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15461,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"US Army - 1° Corso Tattico su Sistemi Robotici e Autonomi\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Turner-img-1.jpg\" alt=\"US Army - 1° Corso Tattico su Sistemi Robotici e Autonomi\" class=\"wp-image-15461\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">US Army - 1° Corso Tattico su Sistemi Robotici e Autonomi</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-verso-una-dottrina-normalizzata-della-robotica-in-unita\">Verso una dottrina “normalizzata” della robotica in unità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il pilota RASLT segnala un passaggio importante: non si tratta solo di sperimentare tecnologia, ma di <strong>istituzionalizzare competenze</strong>. Con l’ingresso crescente di piattaforme robotiche e autonome nei livelli tattici – compagnia, battaglione, brigata – l’Esercito punta a far convergere <strong>dottrina, addestramento e innovazione</strong> sotto il cappello del <strong>Transforming in Contact</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In altre parole, Fort Benning non sta soltanto ospitando un nuovo corso: sta testando un modello di formazione pensato per rendere la robotica un elemento “di routine” della manovra moderna, trasformando asset sperimentali in strumenti integrati, pianificati e comandati con la stessa familiarità delle capacità tradizionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/max1200ee.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"ftbenning, raslt, sistemirobotici, uas, unmanned","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-12 14:43:30","stato":"publish","riassunto_video":"L’Esercito USA ha avviato a Fort Benning il corso pilota RASLT per formare ufficiali e sottufficiali all’uso tattico di sistemi robotici e autonomi. In tre settimane si affrontano veicoli senza pilota, droni, gestione dello spettro e aspetti etici, con esercizi pratici. L’obiettivo è integrare la robotica nella dottrina e nelle operazioni future in modo strutturato e operativo.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.army.mil/article/290457/fort_benning_trains_army_leaders_to_integrate_robotic_and_autonomous_systems_in_combat","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29214-us-army-1-corso-tattico-su-sistemi-robotici-e-autonomi.mp4","galleria":""}
{"id":29203,"titolo":"Porcospino Ucraino - La sicurezza non si promette: si produce.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel negoziato per fermare la guerra, uno dei punti più delicati riguarda le <strong>garanzie di sicurezza esterne</strong>: chi difenderà l’Ucraina se in futuro la <strong>Russia</strong> attaccasse di nuovo. Nelle ultime settimane a <strong>Kyiv</strong> è cresciuta l’idea che alcune promesse <strong>occidentali</strong> possano essere meno solide del previsto. Per gli ucraini è un tema sensibile anche per ragioni storiche: nel <strong>1994</strong>, con il <strong>Memorandum di Budapest</strong>, l’Ucraina rinunciò alle <strong>armi nucleari</strong> ereditate dall’Urss in cambio di <strong>assicurazioni politiche</strong> sulla propria <strong>sovranità</strong>, poi rivelatesi insufficienti. Oggi la leadership ucraina vuole evitare un nuovo <strong>deja-vu</strong>: lavorare per <strong>garanzie occidentali</strong> più forti, ma costruire anche una sicurezza che non dipenda soltanto dagli altri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-che-cos-e-la-strategia-del-porcospino\">Che cos’è la strategia del porcospino</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da qui la scelta di puntare su una <strong>deterrenza convenzionale autonoma</strong>, riassunta nell’idea della <em>porcupine strategy</em>. Il concetto è semplice: rendere l’Ucraina un bersaglio <strong>indigeribile</strong>. Non si tratta di essere <strong>invincibili</strong>, ma di essere troppo <strong>costosi</strong> da invadere. L’obiettivo è negare all’avversario una <strong>vittoria rapida</strong>, imponendo fin dall’inizio <strong>perdite</strong> e problemi <strong>logistici</strong>, e mantenendo nel tempo una capacità di <strong>resistenza</strong> e di risposta. In questo modo una nuova aggressione diventerebbe lunga, rischiosa e politicamente difficile da <strong>sostenere</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15419,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Porcospino Ucraino - La sicurezza non si promette: si produce.\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/img-4790.jpeg\" alt=\"Porcospino Ucraino - La sicurezza non si promette: si produce.\" class=\"wp-image-15419\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Porcospino Ucraino - La sicurezza non si promette: si produce.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-cardini-riforma-tecnologia-colpi-in-profondita-industria\">I cardini: riforma, tecnologia, colpi in profondità, industria</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo pilastro è la <strong>riforma</strong> dello strumento militare, pensata per trasformare l’<strong>esercito</strong> in una forza <strong>stabile</strong> e sostenibile nel <strong>dopoguerra</strong>. Kyiv non mira solo a mantenere grandi numeri, ma a riorganizzare <strong>addestramento</strong>, <strong>comando</strong> e gestione, rafforzando <strong>sottufficiali</strong> e ufficiali subalterni, rendendo più efficienti le catene decisionali e <strong>digitalizzando</strong> i processi di gestione delle forze. Il secondo pilastro è la <strong>modernizzazione tecnologica</strong>, centrata su <strong>droni</strong>, <strong>guerra elettronica</strong> e integrazione <strong>digitale</strong>: un ecosistema nazionale di piattaforme <strong>senza equipaggio</strong>, collegato a reti di <strong>sensori</strong> e a sistemi di <strong>comando e controllo</strong> distribuiti, capace di colpire con precisione e disturbare l’avversario. Il terzo pilastro è la capacità di colpire in <strong>profondità</strong>, cioè poter raggiungere obiettivi <strong>militari</strong>, <strong>logistici</strong> ed <strong>energetici</strong> lontani dal fronte con droni a lungo raggio e <strong>missili</strong>, così da aumentare i costi <strong>immediati</strong> di qualsiasi nuova offensiva. Infine, il quarto pilastro è l’<strong>industria della difesa</strong>: una <strong>filiera</strong> stabile, protetta e finanziata su base <strong>pluriennale</strong>, sempre più integrata con programmi <strong>europei</strong>, per garantire produzione <strong>seriale</strong>, rifornimenti <strong>continui</strong> e <strong>resilienza</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, il “<strong>porcospino</strong>” ucraino nasce dall’idea che le <strong>garanzie esterne</strong>, per quanto importanti, non bastano se non poggiano su una forza interna <strong>credibile</strong>. <strong>Riforma militare</strong>, <strong>innovazione tecnologica</strong>, capacità di risposta a distanza e robustezza <strong>industriale</strong> sono gli “<strong>aculei</strong>” con cui Kyiv prova a scoraggiare una futura aggressione e a rendere più solida la propria <strong>sicurezza</strong> nel tempo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/ukrspecsystems-solider-shark-over-shoulder-scaled-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"deterrenza-per-negazione, guerra-droni, Industria Difesa, mar-nero, neutralizzazione-strategica, paralisi-operativa, porcospino-d-acciaio","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-10 22:53:32","stato":"publish","riassunto_video":"L’Ucraina punta su una strategia di autodifesa chiamata \"porcupine strategy\" per scoraggiare future aggressioni russe, rendendosi un bersaglio troppo costoso da invadere. La strategia si basa su riforma militare, tecnologia avanzata, capacità di colpire in profondità e un’industria della difesa solida, per garantire una sicurezza interna credibile oltre alle garanzie esterne.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://carnegieendowment.org/research/2025/06/ukraines-new-theory-of-victory-should-be-strategic-neutralization","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29203-porcospino-ucraino-la-sicurezza-non-si-promette-si-produce.mp4","galleria":""}
{"id":29196,"titolo":"Soccorso aereo notturno da Ventotene: HH-139B del 15° Stormo trasferisce un uomo in pericolo di vita a Latina","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella notte dell'8 febbraio odierna un elicottero <strong>HH-139B</strong> del <strong>15° Stormo</strong> dell’Aeronautica Militare ha effettuato un delicato trasporto sanitario d’urgenza dall’isola di <strong>Ventotene</strong> all’aeroporto di <strong>Latina</strong>, consentendo il rapido ricovero di un uomo in imminente pericolo di vita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intervento è stato condotto da un equipaggio dell’<strong>85° Centro SAR</strong> (Search and Rescue) di <strong>Pratica di Mare</strong>, attivato dal Rescue Coordination Center (RCC) del Comando Operazioni Aerospaziali di <strong>Poggio Renatico</strong> su richiesta della Prefettura di Latina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-missione\">La missione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ricevuto l’ordine di decollo, l’elicottero è partito dalla base di Pratica di Mare dirigendosi inizialmente verso l’aeroporto di Latina, dove ha imbarcato l’equipe medica. Successivamente il velivolo ha raggiunto Ventotene per il recupero del paziente, garantendo un’evacuazione rapida e sicura nonostante l’orario notturno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una volta rientrato a Latina, il paziente è stato sbarcato insieme al personale sanitario e trasferito in ambulanza presso l’ospedale di destinazione per le cure necessarie. Conclusa l’operazione, l’HH-139B ha fatto rientro alla base, ripristinando la piena prontezza del dispositivo SAR nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ruolo-del-15-stormo\">Il ruolo del 15° Stormo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato migliaia di vite umane. Il Reparto assicura, <strong>24 ore su 24 e 365 giorni l’anno</strong>, attività di ricerca e soccorso di equipaggi in difficoltà e concorre a missioni di pubblica utilità: dalla ricerca di dispersi in mare o in montagna ai trasporti sanitari d’urgenza, fino al soccorso di traumatizzati gravi, anche in condizioni meteorologiche complesse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 2018 il 15° Stormo ha inoltre acquisito la capacità <strong>AIB (Antincendio Boschivo)</strong>, contribuendo alla prevenzione e al contrasto degli incendi su tutto il territorio nazionale nell’ambito del dispositivo interforze della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre all’85° Centro SAR di Pratica di Mare, dipendono dal 15° Stormo anche l’80° Centro SAR di Decimomannu (Cagliari), l’82° Centro SAR di Trapani, l’83° Gruppo Volo SAR di Cervia e l’84° Centro SAR di Gioia del Colle (Bari), garantendo una copertura capillare del territorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-servizio-essenziale-per-la-collettivita\">Un servizio essenziale per la collettività</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività di soccorso e trasporto sanitario rappresentano uno dei compiti istituzionali dell’Aeronautica Militare. I Reparti di volo sono costantemente a disposizione della collettività con mezzi ed equipaggi pronti a operare in ogni condizione per assicurare il trasporto urgente non solo di pazienti in pericolo di vita, ma anche di organi, equipe mediche e ambulanze. Ogni anno sono centinaia le ore di volo dedicate a queste missioni salvavita, a conferma di un impegno continuo al servizio del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/aeron-139.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"aeronauticamilitare, SoccorsoAereo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-10 17:16:15","stato":"publish","riassunto_video":"Continua senza sosta l’impegno dell’Aeronautica Militare nel soccorso sanitario d’urgenza: nella notte dell'8 febbraio un elicottero del 15° Stormo è partito dalla base di Pratica di Mare dirigendosi inizialmente verso l’aeroporto di Latina dove ha imbarcato l’equipe medica. Successivamente il velivolo ha raggiunto Ventotene per il recupero del paziente, garantendo un’evacuazione rapida e sicura.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/news/soccorso-aereo-elicottero-del-15-stormo-trasporta-durgenza-un-uomo-dallisola-di-ventotene-a-latina/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29196-soccorso-aereo-notturno-da-ventotene-hh-139b-del-15-stormo-trasferisce-un-uomo-in-pericolo-di-vita-a-latina.mp4","galleria":""}
{"id":29188,"titolo":"Decreto Sicurezza, scudo a metà: perché l’Esercito resta la Cenerentola","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"h-\">Il nuovo decreto-legge sicurezza approvato dal Consiglio dei Ministri il <strong>5 febbraio 2026</strong> nasce con l’ambizione dichiarata di rafforzare l’ordine pubblico e di dare più protezione a chi opera in prima linea. Nelle intenzioni, si interviene su più fronti: gestione delle manifestazioni, contrasto alla violenza, strumenti e regole più stringenti, e un impianto di garanzie che punta a ridurre l’esposizione di chi è chiamato a usare la forza per ragioni di servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma nel dispositivo reale – e soprattutto nella sua applicazione concreta – emerge una frattura che pesa come un macigno: <strong>le Forze Armate, impiegate da anni in attività di sicurezza sul territorio, continuano a non godere di tutele pienamente omogenee rispetto alle Forze di polizia</strong>, nonostante svolgano compiti analoghi “in concorso”, spesso negli stessi contesti, sugli stessi obiettivi e con rischi comparabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E qui sta il cuore della critica: se lo Stato chiede ai militari di fare sicurezza “da strada”, allora deve garantire un quadro di protezione coerente. Perché non è accettabile un sistema in cui la responsabilità operativa è alta, l’esposizione è quotidiana e il rischio – anche solo di finire travolti in procedimenti, costi legali, sospensioni, danni reputazionali – resta sulle spalle del singolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo diventa non più rinviabile <strong>l’estensione delle tutele normative previste per le Forze di polizia anche al personale dell’Esercito, della Marina e del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera impiegato in attività di sicurezza e di polizia analoghe</strong>: a responsabilità simili devono corrispondere <strong>tutele equivalenti</strong>, senza creare operatori di “serie A” e “serie B” dentro lo stesso sistema sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15389,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/04cb437e-5962-4812-a6ca-8e92c51a138c.jpeg\" alt=\"Decreto Sicurezza, scudo a metà: perché l’Esercito resta la Cenerentola della sicurezza\" class=\"wp-image-15389\" title=\"Decreto Sicurezza, scudo a metà: perché l’Esercito resta la Cenerentola\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Decreto Sicurezza, scudo a metà: perché l’Esercito resta la Cenerentola della sicurezza</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-strade-sicure-stessi-rischi-meno-strumenti-piu-paradossi\">Strade Sicure: stessi rischi, meno strumenti, più paradossi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La contraddizione è ancora più evidente nell’impiego quotidiano dell’Esercito su operazioni come <strong>Strade Sicure</strong> e <strong>Stazioni Sicure</strong>, dove i militari sono chiamati a presidiare obiettivi sensibili, stazioni, infrastrutture, luoghi affollati. Un servizio che, nella percezione pubblica, equivale a “fare polizia”, ma che per i militari resta spesso un compito di <strong>presenza statica</strong>, disegnato più per la deterrenza che per la gestione completa dell’intervento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E mentre l’impiego assorbe energie, tempo, rotazioni, logistica e addestramento, la cornice operativa rimane sbilanciata: <strong>il militare è schierato, visibile, chiamato a reagire se accade qualcosa, ma con un ventaglio di strumenti di coercizione passiva e di gestione “intermedia” ridotto o incerto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto non è chiedere “privilegi”: è pretendere coerenza. Oggi, per molti militari impiegati in servizi di vigilanza, <strong>mancano strumenti che in altri corpi sono considerati parte dell’equipaggiamento ordinario</strong>. Niente Taser, niente manette come dotazione operativa standard in quel contesto; al massimo si parla di ipotesi come <strong>spray al peperoncino</strong>, spesso in forme e procedure tutte da chiarire, con l’ulteriore paradosso di uno strumento che, nella percezione comune, è “da autodifesa civile” più che da servizio strutturato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Risultato: <strong>si chiede al soldato di prevenire e contenere, ma lo si lascia senza una scala completa di opzioni</strong>. E questa non è solo una criticità pratica: è un fattore di rischio, perché quando gli strumenti intermedi non esistono o sono confusi, le alternative reali diventano poche, drastiche e potenzialmente esplosive sul piano giuridico e mediatico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel frattempo, non è raro che i reparti vengano impiegati su obiettivi percepiti come di <strong>dubbia priorità</strong>, decisi altrove e in un quadro dove il Ministero dell’Interno, per forza di cose, tende a considerare i militari come “rinforzo” operativo. <strong>Il problema non è servire lo Stato: il problema è essere usati come manovalanza di seconda schiera</strong>, mentre si è formati per una missione diversa, con un addestramento, una preparazione e un ethos che non possono essere sprecati in una routine di piantonamento senza prospettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15390,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Giorgia-Meloni-mezzi-Puma-esercito-foto-instagram-3.jpg\" alt=\"Decreto Sicurezza, scudo a metà: perché l’Esercito resta la Cenerentola della sicurezza\" class=\"wp-image-15390\" title=\"Decreto Sicurezza, scudo a metà: perché l’Esercito resta la Cenerentola\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Decreto Sicurezza, scudo a metà: perché l’Esercito resta la Cenerentola della sicurezza</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-via-d-uscita-tutele-uguali-missioni-coerenti-esercito-liberato-dai-compiti-impropri\">La via d’uscita: tutele uguali, missioni coerenti, Esercito liberato dai compiti impropri</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se davvero si vuole mettere ordine, la soluzione non è cosmetica e non sta nei saluti istituzionali o nei video di circostanza. Serve un cambio di impostazione, fatto di decisioni nette.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Primo:</strong> tutele giuridiche, professionali ed economiche devono essere <strong>omogenee</strong> per tutti coloro che operano nella sicurezza interna con responsabilità analoghe. Non è sostenibile che chi indossa l’uniforme e presidia gli stessi punti sensibili abbia protezioni differenti solo per “etichetta amministrativa” o per tradizioni di ordinamento. <strong>L’estensione delle tutele alle Forze Armate impiegate in sicurezza non è un favore: è un principio di equità operativa.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Secondo:</strong> bisogna colmare il vuoto sugli strumenti. Se si impiegano militari in contesti urbani e di ordine pubblico “di fatto”, allora si deve definire chiaramente quali strumenti di coercizione passiva siano consentiti, con regole semplici, formazione, procedure e responsabilità precise. Non si può lasciare il personale nel limbo: troppo esposto per non intervenire, troppo scoperto per intervenire bene.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Terzo:</strong> la prospettiva annunciata dei <strong>12.000 Carabinieri ausiliari</strong> può diventare finalmente l’occasione giusta — non per fare concorrenza interna, ma per rimettere ogni componente al proprio posto naturale. Se l’obiettivo è rafforzare la sicurezza sul territorio con personale dotato di pieni poteri di polizia, allora bene: <strong>si liberi davvero l’Esercito</strong> dai compiti da “vigilante notturno” in cui è sottoimpiegato rispetto al proprio valore. <strong>L’Esercito serve per prontezza, addestramento, capacità operative, deterrenza strategica. </strong>Non per essere la toppa permanente alle presunte carenze altrui.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15388,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/7883793-20101113-esercito-venezia.jpg\" alt=\"Decreto Sicurezza, scudo a metà: perché l’Esercito resta la Cenerentola della sicurezza\" class=\"wp-image-15388\" title=\"Decreto Sicurezza, scudo a metà: perché l’Esercito resta la Cenerentola\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Decreto Sicurezza, scudo a metà: perché l’Esercito resta la Cenerentola della sicurezza</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, c’è un fatto politico che non va ignorato: la discussione interna alla maggioranza sul ridimensionamento di Strade Sicure ha mostrato quanto sia fragile la linea di comando quando il tema diventa bandiera. La “battaglia” persa dal ministro Crosetto sul taglio dei numeri è una spia: <strong>finché Strade Sicure resterà terreno di propaganda, i militari resteranno in mezzo, esposti e strumentalizzati</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Lo Stato deve scegliere: o i militari sono parte piena del sistema sicurezza</strong> – con tutele e strumenti coerenti – <strong>oppure si abbia il coraggio di ridisegnare l’impiego e restituire alle Forze Armate</strong> ciò per cui esistono: la difesa, la prontezza e la credibilità operativa. Tutto il resto sono parole. E le parole, quando sei in turno davanti a una stazione, non ti proteggono.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/1-3.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#stradesicure, esercito, usmia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-09 23:43:32","stato":"publish","riassunto_video":"Il decreto sicurezza del 2026 mira a rafforzare l’ordine pubblico, ma lascia l’Esercito con tutele inferiori rispetto alle Forze di polizia, nonostante rischi e compiti. Militari impiegati in operazioni come Strade Sicure hanno meno strumenti di coercizione e protezioni giuridiche, esposti a rischi e responsabilità senza adeguate garanzie. Serve equiparare tutele e definire strumenti chiari.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.usmia.it/decreto-sicurezza/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29188-decreto-sicurezza-scudo-a-meta-perche-lesercito-resta-la-cenerentola.mp4","galleria":""}
{"id":29182,"titolo":"NATO: Joint Force Command Naples all'Italia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli Stati Uniti stanno spingendo per una <strong>rimodulazione delle posizioni di comando</strong> in alcuni dei principali quartier generali NATO: l’idea, secondo fonti citate dalla stampa internazionale, è <strong>cedere la guida di due comandi oggi statunitensi</strong> e <strong>assumerne uno oggi europeo</strong>, nell’ambito di un più ampio riequilibrio dei ruoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel dettaglio riportato da Reuters, <strong>JFC Naples</strong> (Napoli) e <strong>JFC Norfolk</strong> (Virginia, USA) — attualmente guidati da ufficiali USA — passerebbero a una <strong>leadership europea</strong>. Sempre secondo Reuters, gli Stati Uniti manterrebbero un ruolo centrale e continuerebbero a guidare comandi operativi importanti, tra cui <strong>Air Command, Maritime Command e Land Command</strong>, in una logica di assetto complessivo e non di disimpegno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Altre ricostruzioni giornalistiche (in linea con l’estratto che hai riportato) indicano che <strong>l’Italia</strong> potrebbe assumere la responsabilità di personale/leadership a <strong>Napoli</strong>, mentre il <strong>Regno Unito</strong> quella di <strong>Norfolk</strong>; inoltre gli USA prenderebbero l’<strong>Allied Maritime Command (MARCOM)</strong> nel Regno Unito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15382,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/sganga-nato.jpg\" alt=\"NATO: Joint Force Command Naples all'Italia\" class=\"wp-image-15382\" title=\"NATO: Joint Force Command Naples all'Italia\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Joint Force Command Naples: il Capo di Stato Maggiore Generale Rodolfo Sganga. </figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-posizione-nato\">La posizione NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una risposta attribuibile a un <em>“NATO official”</em> sintetizza così l’impostazione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Gli Alleati hanno concordato una nuova distribuzione delle responsabilità degli alti ufficiali nella NATO Command Structure, nella quale gli Alleati europei, inclusi i membri più recenti, avranno un ruolo più prominente nella leadership militare dell’Alleanza. Forniremo ulteriori dettagli a tempo debito. La decisione riguarda la pianificazione delle future rotazioni.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il messaggio chiave, in questa cornice, è che si tratta di una <strong>decisione collegata alle rotazioni future</strong> e che i <strong>dettagli operativi verranno comunicati</strong> in seguito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14872,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/cq5dam.web_.1280.1280mmm.jpg\" alt=\"L’Articolo 5 scatena la Difesa Collettiva - la promessa più potente della NATO\" class=\"wp-image-14872\" title=\"NATO: Joint Force Command Naples all'Italia\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">NATO: Joint Force Command Naples all'Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-lettura-politica-common-sense-europa-stepping-up-usa-engaged-amp-committed\">Lettura politica (common sense, Europa “stepping up”, USA “engaged &amp; committed”)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il riassetto, letto in controluce, è un esercizio di <strong>common sense</strong>: se l’obiettivo è che l’Europa <strong>si assuma più responsabilità</strong> sulla propria sicurezza, allora deve anche avere <strong>più peso nella guida militare</strong> e nella gestione dei comandi. È un modo concreto di tradurre in struttura ciò che da anni si chiede sul piano politico e finanziario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Allo stesso tempo, la notizia non va raccontata come “ritirata americana”. La dinamica descritta da Reuters — con gli USA che <strong>conservano la leadership di comandi operativi cruciali</strong> — sostiene l’idea di un’America <strong>assolutamente engaged and committed</strong>, mentre l’Europa fa un passo avanti nella catena di comando.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"h-\">In breve: <strong>più Europa nella leadership</strong>, <strong>stessa Alleanza</strong>, e un meccanismo (le rotazioni) che serve a pianificare il futuro senza scossoni. Se e quando la NATO pubblicherà i dettagli, la misura della svolta si vedrà nei nomi, nelle date e nelle responsabilità formalizzate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/15088546788-29cd0644bf-3k-scaled-e1770674750385.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"esercito, jfcnaples, NATO, RodolfoSganga","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-09 23:23:32","stato":"publish","riassunto_video":"Gli USA propongono di ridistribuire la leadership in alcuni comandi NATO, cedendo a Europa la guida di JFC Naples e JFC Norfolk, mentre manterrebbero ruoli chiave in altri comandi operativi. L’Italia e il Regno Unito potrebbero assumere responsabilità a Napoli e Norfolk. La riorganizzazione riflette un maggiore impegno europeo senza ridurre l’impegno americano.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.reuters.com/world/us-turn-over-2-nato-command-posts-europeans-military-source-says-2026-02-09","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29182-nato-joint-force-command-naples-allitalia.mp4","galleria":""}
{"id":29175,"titolo":"Stealth, Power, Deterrence: i Sottomarini a propulsione Nucleare sarebbero il salto di qualità per Italia–Germania-Giappone","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando si parla di deterrenza subacquea, spesso l’immaginario va subito alle grandi “armi” e ai loro scenari estremi. In realtà, il cuore della deterrenza in mare è spesso molto più semplice da capire: <strong>essere presenti senza farsi trovare</strong>. Un sottomarino davvero efficace è quello che può restare in pattugliamento a lungo, muoversi con libertà e risultare difficile da localizzare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo senso, la <a href=\"https://www.congress.gov/crs-product/RL32418\">classe americana Columbia</a> è diventata un riferimento soprattutto per la sua filosofia: <strong>silenziosità, resilienza, continuità operativa</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-punto-chiave-la-propulsione-nucleare-come-abilitatore\">Il punto chiave: la propulsione nucleare come “abilitatore”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui “nucleare” va inteso nel modo più pratico: <strong>come tecnologia di propulsione</strong>. L’idea di fondo è che la propulsione nucleare può cambiare il profilo operativo perché:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>aumenta la permanenza in mare</strong> e riduce alcuni vincoli energetici tipici delle piattaforme convenzionali;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>offre più libertà di movimento</strong> (rotte e tempi meno “obbligati”);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>rende più credibile la “presenza invisibile”, cioè l’elemento che spesso conta davvero nella deterrenza subacquea.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Columbia è interessante proprio per come prova a massimizzare disponibilità e discrezione nel tempo (anche con scelte di architettura propulsiva e di gestione dei cicli di vita).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15371,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Stealth, Power, Deterrence: i Sottomarini a propulsione Nucleare sarebbero il salto di qualità per Italia–Germania-Giappone\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/febbraio-26-2021-U212NFS-Fincn-Sea-e1770567508225.jpg\" alt=\"Stealth, Power, Deterrence: i Sottomarini a propulsione Nucleare sarebbero il salto di qualità per Italia–Germania-Giappone\" class=\"wp-image-15371\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Stealth, Power, Deterrence: i Sottomarini a propulsione Nucleare sarebbero il salto di qualità per Italia–Germania-Giappone</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-precedente-italia-germania-cooperazione-subacquea-gia-concreta\">Il precedente Italia–Germania: cooperazione subacquea già concreta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se oggi si ipotizza un progetto comune più ambizioso, <strong>Italia e Germania non partirebbero da zero</strong>: esiste un percorso di cooperazione industriale e operativa legato alla famiglia <strong>U-212A</strong> (in Italia, classe Todaro) e ai meccanismi di supporto congiunto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un esempio utile, spesso sottovalutato dal pubblico, è la cooperazione sul <strong>supporto in servizio</strong> (<a href=\"https://www.marina.difesa.it/EN/Conosciamoci/notizie/Pagine/20191223_steering_commitee.aspx\">Common In-Service Support</a>), che testimonia come la collaborazione non sia solo “costruire”, ma anche mantenere e far operare una flotta nel tempo. <br>Sul lato industriale, Fincantieri richiama esplicitamente l’evoluzione del percorso U212A in cooperazione con TKMS, con risultati misurabili in termini di unità prodotte e consegnate. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Perché conta?</strong> Perché un progetto complesso non vive solo di disegni: vive di supply chain, standard di qualità, test, integrazione, manutenzione, addestramento. E qui Italia–Germania hanno già un “metodo” collaudato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15372,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Stealth, Power, Deterrence: i Sottomarini a propulsione Nucleare sarebbero il salto di qualità per Italia–Germania-Giappone\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/GZM3OJCKGBGDNLIDQDJCSP27FQ-e1770567576189.jpg\" alt=\"Stealth, Power, Deterrence: i Sottomarini a propulsione Nucleare sarebbero il salto di qualità per Italia–Germania-Giappone\" class=\"wp-image-15372\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Stealth, Power, Deterrence: i Sottomarini a propulsione Nucleare sarebbero il salto di qualità per Italia–Germania-Giappone</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-aggiungere-il-giappone-rende-lo-scenario-piu-credibile\">Perché aggiungere il Giappone rende lo scenario più credibile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Giappone è un attore naturale se l’obiettivo è spingere su:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>affidabilità</strong>, disciplina progettuale e attenzione alla silenziosità;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>capacità industriale e continuità costruttiva nel dominio subacqueo (oggi su piattaforme convenzionali avanzate).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In parallelo, in Giappone esistono discussioni pubbliche (a vari livelli) sull’<a href=\"https://www.asianmilitaryreview.com/2025/10/japan-defense-ministry-panel-calls-for-enhanced-defense-elicits-debate-on-nuclear-powered-submarines/\">evoluzione futura delle capacità subacquee</a>, incluse ipotesi e dibattiti su opzioni di propulsione. <br>Anche senza “decidere” subito tutto, la logica di un partenariato Germania–Italia–Giappone sta nel mettere insieme tre punti forti: <strong>base europea già cooperativa (DE–IT)</strong> + <strong>massa critica industriale e cultura di progettazione subacquea (JP)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-oggi-l-idea-diventa-piu-realistica-l-incertezza-aukus-australia\">Perché oggi l’idea diventa più realistica: l’incertezza AUKUS (Australia)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è poi un fattore che, negli ultimi mesi, sta entrando sempre più nelle analisi: <strong>la possibilità che gli Stati Uniti non riescano o non vogliano vendere ad Australia i sottomarini previsti nella componente “Pillar 1” di AUKUS</strong>, per ragioni di capacità industriale, priorità operative e vincoli politici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Un report del <strong>Congressional Research Service</strong> aggiorna le “issues for Congress” sul programma Virginia e su AUKUS Pillar 1, mettendo sul tavolo anche alternative e rischi legati alla capacità produttiva e alle priorità USA. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Negli ultimi giorni, diversi articoli hanno riportato che l’ipotesi “<a href=\"https://www.asianmilitaryreview.com/2025/10/japan-defense-ministry-panel-calls-for-enhanced-defense-elicits-debate-on-nuclear-powered-submarines\">zero consegne</a>” o consegne ridotte è stata discussa come scenario nei dibattiti attorno al tema. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Già nel 2025, Reuters segnalava dubbi e pressioni politiche attorno alla vendita di sottomarini a propulsione nucleare all’Australia nell’ambito AUKUS. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se (anche solo in parte) queste incertezze si concretizzassero, diventerebbe ancora più plausibile—<strong>a livello mondiale</strong>—che Paesi interessati a capacità subacquee avanzate debbano cercare <strong>partner alternativi</strong> e formule industriali nuove, invece di contare su una “fornitura” dall’esterno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15373,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Stealth, Power, Deterrence: i Sottomarini a propulsione Nucleare sarebbero il salto di qualità per Italia–Germania-Giappone\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/7573103-1024x566-2.jpg\" alt=\"Stealth, Power, Deterrence: i Sottomarini a propulsione Nucleare sarebbero il salto di qualità per Italia–Germania-Giappone\" class=\"wp-image-15373\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Stealth, Power, Deterrence: i Sottomarini a propulsione Nucleare sarebbero il salto di qualità per Italia–Germania-Giappone</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-come-potrebbe-presentarsi-un-progetto-germania-italia-giappone-in-parole-semplici\">Come potrebbe presentarsi un progetto Germania–Italia–Giappone (in parole semplici)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Senza entrare nel dettaglio di “cosa” imbarca o “come” viene impiegato (tema che qui lasciamo volutamente aperto), un progetto comune a propulsione nucleare avrebbe senso se costruito su tre scelte chiare:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Un cuore comune</strong><br>Standard condivisi su silenziosità, affidabilità, qualità e test.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Produzione modulare e filiera resiliente</strong><br>Ogni Paese contribuisce su blocchi/sistemi dove è più forte, riducendo colli di bottiglia e rischi di ritardo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Progettazione pensata per decenni</strong><br>Manutenzione programmata, aggiornabilità e gestione del ciclo di vita come parte del progetto, non come “pensiero dopo”.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La lezione della Columbia, al netto delle differenze di missione e di contesto, è questa: <strong>nel dominio subacqueo vince chi riesce a restare operativo e invisibile più a lungo</strong>. In un mondo dove grandi programmi internazionali possono incontrare ostacoli (come sta emergendo nel dibattito su AUKUS), l’idea di un percorso alternativo tra <strong>Germania, Italia e Giappone</strong>—centrato sulla propulsione nucleare e su una cooperazione industriale strutturata—diventa una possibilità più “reale” di quanto sembrasse fino a poco tempo fa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/Artist-rendering-of-a-Columbia-class-ballistic-missile-submarine-2019-190306-N-N0101-125-2048x1480-1.jpg","categoria":"Blog","tags":"AUKUS, Columbia-class, deterrenza, Giappone, Italia-Germania, propulsione-nucleare, sottomarini","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-08 17:33:33","stato":"publish","riassunto_video":"La deterrenza subacquea si basa su presenza discreta e lunga autonomia, resa possibile dalla propulsione nucleare. La classe americana Columbia è un modello per silenziosità e resilienza. Italia e Germania cooperano già su sottomarini convenzionali; aggiungere il Giappone, con la sua esperienza industriale e attenzione alla silenziosità, rafforzerebbe ipotesi di propulsione nucleare.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29175-stealth-power-deterrence-i-sottomarini-a-propulsione-nucleare-sarebbero-il-salto-di-qualita-per-italia-germania-giappone.mp4","galleria":""}
{"id":29170,"titolo":"Strade Sicure, Crosetto annuncia 12mila Carabinieri ausiliari in sostituzione dei 6.800 militari","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ministro della Difesa <strong>Guido Crosetto</strong> ha annunciato un significativo potenziamento dell’operazione <strong>Strade Sicure</strong>, con l’introduzione di circa <strong>12.000 Carabinieri ausiliari</strong> destinati a rafforzare il presidio della sicurezza interna sul territorio nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’annuncio è arrivato attraverso un video pubblicato dalla presidente del Consiglio <strong>Giorgia Meloni</strong>, in occasione della visita ai militari impegnati nel presidio della stazione di <strong>Milano Rogoredo</strong>, uno dei punti sensibili monitorati nell’ambito dell’operazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Superare il modello attuale di Strade Sicure</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa si inserisce in un percorso già delineato dal ministro Crosetto: <strong>sostituire progressivamente l’attuale contingente di circa 6.800 militari</strong> impiegati in Strade Sicure con personale ausiliario dell’<strong>Arma dei Carabinieri</strong>, ripristinando in forma moderna una figura scomparsa con la fine della leva obbligatoria nel 2005.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo dichiarato è duplice:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>rafforzare la sicurezza urbana e infrastrutturale</strong>,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>liberare risorse operative delle Forze Armate</strong>, oggi sempre più impegnate su scenari internazionali e compiti ad alta intensità.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Riserva volontaria e competenze specialistiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso del question time alla Camera del 28 gennaio, Crosetto aveva chiarito la visione strategica alla base del progetto, collegandolo alla più ampia revisione del modello di difesa nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto all’incremento degli organici professionali, il ministero sta sviluppando il concetto di <strong>riserva volontaria</strong>, in linea con quanto già avviene in molti Paesi alleati. Una riserva <strong>moderna e flessibile</strong>, composta da cittadini in grado di mettere a disposizione dello Stato competenze oggi decisive:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>cybersecurity,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>tecnologie digitali,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>spazio,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>intelligenza artificiale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A questa riserva, ha spiegato il ministro, verrebbero <strong>affiancati contingenti di personale ausiliario</strong>, reclutati in particolare nell’Arma dei Carabinieri, con compiti di supporto alla sicurezza interna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una riforma per rispondere alle esigenze del Paese</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il numero dei Carabinieri ausiliari – circa 12.000 – rappresenta un’indicazione concreta della direzione intrapresa dal governo. Una scelta che punta a <strong>specializzare le funzioni</strong>, riducendo l’impiego improprio dello strumento militare in contesti di ordine pubblico, e rendendo il sistema più coerente con le reali esigenze del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Crosetto ha inoltre confermato che la <strong>riforma complessiva della Difesa</strong> è in fase avanzata di elaborazione: il disegno di legge arriverà in Consiglio dei ministri <strong>entro marzo</strong>. A lavorarci è un <strong>Comitato Strategico</strong> incaricato di costruire una proposta chiara e strutturata, destinata poi al Parlamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un cambio di paradigma</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto segna un possibile <strong>cambio di paradigma</strong> nella gestione della sicurezza interna: meno impiego diretto delle Forze Armate in compiti prolungati di presidio urbano e più integrazione tra riserve, personale ausiliario e forze di polizia a ordinamento militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una scelta che, se confermata nella riforma, potrebbe ridefinire in modo duraturo il ruolo di Strade Sicure e l’equilibrio complessivo dello strumento difesa tra esigenze interne e impegni internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/carab-st-sic.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#stradesicure, carabinieri","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-08 14:04:32","stato":"publish","riassunto_video":"Il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato l’inserimento di 12.000 Carabinieri ausiliari nell’operazione Strade Sicure, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza urbana e sostituire progressivamente i circa 6.800 militari. Una scelta che potrebbe ridefinire il ruolo di Strade Sicure e l’equilibrio complessivo dello strumento difesa tra esigenze interne e impegni internazionali.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilsole24ore.com/art/sicurezza-mossa-crosetto-12mila-carabinieri-ausiliari-strada-AIwMH6HB","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29170-strade-sicure-crosetto-annuncia-12mila-carabinieri-ausiliari-verso-una-riforma-strutturale-della-sicurezza-interna.mp4","galleria":""}
{"id":29169,"titolo":"Strade Sicure, Crosetto annuncia 12mila Carabinieri ausiliari: verso una riforma strutturale della sicurezza interna","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ministro della Difesa <strong>Guido Crosetto</strong> ha annunciato un significativo potenziamento dell’operazione <strong>Strade Sicure</strong>, con l’introduzione di circa <strong>12.000 Carabinieri ausiliari</strong> destinati a rafforzare il presidio della sicurezza interna sul territorio nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’annuncio è arrivato attraverso un video pubblicato dalla presidente del Consiglio <strong>Giorgia Meloni</strong>, in occasione della visita ai militari impegnati nel presidio della stazione di <strong>Milano Rogoredo</strong>, uno dei punti sensibili monitorati nell’ambito dell’operazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Superare il modello attuale di Strade Sicure</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa si inserisce in un percorso già delineato dal ministro Crosetto: <strong>sostituire progressivamente l’attuale contingente di circa 6.800 militari</strong> impiegati in Strade Sicure con personale ausiliario dell’<strong>Arma dei Carabinieri</strong>, ripristinando in forma moderna una figura scomparsa con la fine della leva obbligatoria nel 2005.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo dichiarato è duplice:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>rafforzare la sicurezza urbana e infrastrutturale</strong>,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>liberare risorse operative delle Forze Armate</strong>, oggi sempre più impegnate su scenari internazionali e compiti ad alta intensità.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Riserva volontaria e competenze specialistiche</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso del question time alla Camera del 28 gennaio, Crosetto aveva chiarito la visione strategica alla base del progetto, collegandolo alla più ampia revisione del modello di difesa nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto all’incremento degli organici professionali, il ministero sta sviluppando il concetto di <strong>riserva volontaria</strong>, in linea con quanto già avviene in molti Paesi alleati. 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{"id":29165,"titolo":"Leva volontaria e selezione: perché il vero valore non è arruolare tutti, ma scegliere meglio","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi mesi il dibattito sulla leva è tornato a occupare spazio nel discorso pubblico europeo e, in modo particolare, in quello italiano, spesso però in una forma semplificata e fuorviante, ridotta a una contrapposizione sterile tra chi la vorrebbe reintrodurre come soluzione universale a ogni problema di sicurezza e chi la respinge come un residuo del passato, <strong>incompatibile con una società moderna</strong>. In mezzo, come spesso accade, si perde la parte più interessante della discussione: non se la leva abbia senso o meno, ma <strong>a cosa dovrebbe servire davvero</strong> se si decidesse di riportarla in vita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-contesto-radicalmente-diverso-dal-passato\">Un contesto radicalmente diverso dal passato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contesto nel quale questo tema riemerge è radicalmente diverso da quello del passato. La guerra è tornata sul suolo europeo, le crisi non sono più episodiche ma strutturali, e la sicurezza non può più essere delegata esclusivamente a un numero limitato di professionisti altamente specializzati. In questo scenario, l’idea di una leva volontaria viene riproposta non tanto come strumento di proiezione militare esterna, quanto come <strong>meccanismo di rafforzamento della resilienza interna dello Stato</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È in questo solco che si collocano anche le dichiarazioni del <strong>Ministro della Difesa Guido Crosetto</strong>, il quale ha più volte chiarito come, nella visione attuale, l’eventuale personale formato attraverso una nuova leva non sarebbe destinato a missioni all’estero o a scenari di guerra convenzionale, ma impiegato prevalentemente in ambiti di sicurezza interna, supporto alle istituzioni, protezione delle infrastrutture critiche e gestione delle emergenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In altre parole, la leva mantiene un <strong>fine preciso e dichiarato</strong>: abilitare un numero aggiuntivo di cittadini all’uso delle armi, alla comprensione del contesto militare e alla gestione di situazioni di crisi, contribuendo a costruire una base minima di competenze diffuse che oggi, semplicemente, non esiste più.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Allo stesso tempo, però, limitarsi a questa funzione sarebbe un’occasione mancata. Proprio perché la leva rappresenta un investimento rilevante in termini economici, organizzativi e umani, essa può e deve assolvere anche a una seconda funzione strategica: <strong>diventare un sistema strutturato di osservazione, valutazione e selezione del potenziale umano</strong>. Non in alternativa al suo scopo primario, ma come sua naturale evoluzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-fase-di-osservazione-reciproca-stato-cittadino\">Una fase di osservazione reciproca Stato-Cittadino</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una leva volontaria ben progettata non dovrebbe essere pensata per trattenere tutti, né per trasformarsi automaticamente in un canale di arruolamento di massa. Dovrebbe invece costituire una fase iniziale nella quale lo Stato osserva il cittadino, e il cittadino osserva lo Stato. Un periodo sufficientemente lungo e strutturato da far emergere comportamenti sotto stress, capacità di adattamento, rispetto delle regole, iniziativa individuale, attitudine al lavoro di squadra e gestione della fatica. <strong>Tutti elementi che nessun test attitudinale o colloquio motivazionale può realmente misurare.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questa fase l’obiettivo non è creare soldati pronti al combattimento, ma <strong>raccogliere dati umani reali</strong>, osservando le persone in un contesto vincolato, con responsabilità e pressione, dove le auto-narrazioni crollano e restano i comportamenti. È qui che emergono differenze sostanziali, spesso inattese: chi scopre di non essere adatto, e chi, magari per la prima volta, scopre di esserlo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un sistema impostato in questo modo consentirebbe alle Forze Armate di <strong>selezionare in maniera molto più efficiente</strong> rispetto agli attuali canali di reclutamento, che tendono a intercettare solo chi è già motivato o chi vede nella carriera militare l’unica opzione disponibile. Ampliare il bacino iniziale, per poi selezionare con criteri rigorosi, significa aumentare la qualità media del personale, ridurre gli abbandoni precoci e limitare l’investimento su profili che, col tempo, si rivelano inadatti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-nodo-dei-reparti-ad-alta-specializzazione\">Il nodo dei reparti ad alta specializzazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo ragionamento diventa ancora più rilevante se si osserva quanto sta accadendo nel reclutamento dei reparti a più alta specializzazione. Negli ultimi anni, complice la difficoltà nel reperire personale idoneo all’interno delle Forze Armate, si è sempre più spesso tentato di attingere direttamente dal mondo civile per alimentare i bacini di selezione delle Forze Speciali, confidando nel fatto che motivazione e determinazione potessero compensare l’assenza di esperienza pregressa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il risultato, nella pratica, è spesso quello di dover comprimere in tempi estremamente ridotti <strong>processi di selezione</strong> che, per loro natura, richiederebbero una lunga fase di osservazione. Selezionare in poche settimane individui che non hanno mai sperimentato nemmeno le forme più basilari di vita all’aperto, di adattamento ambientale, di fatica prolungata o di gestione dello stress, significa spostare il rischio molto più avanti nel processo, quando l’investimento formativo è già elevato e il costo dell’errore diventa critico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo senso, una leva strutturata può rappresentare <strong>un passaggio intermedio fondamentale</strong>. Non perché tutti debbano ambire alle Forze Speciali, né perché la leva debba trasformarsi in una loro anticamera automatica, ma perché consente di scremare in modo naturale e progressivo chi possiede, almeno in potenza, quelle caratteristiche minime di resilienza, disciplina e adattabilità che costituiscono il prerequisito per qualsiasi percorso ad alta intensità operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La leva non semplifica la selezione delle Forze Speciali, la rende più onesta, riportando una parte della valutazione <strong>prima</strong>, quando il costo umano, economico e organizzativo è ancora sostenibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-non-solo-forze-armate-mappare-competenze-utili-allo-stato\">Non solo Forze Armate: mappare competenze utili allo Stato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è poi un ulteriore aspetto, spesso trascurato: <strong>non tutto il personale selezionato deve necessariamente confluire nelle Forze Armate</strong>. Una parte può essere indirizzata verso riserve operative, protezione civile, supporto alle infrastrutture critiche, logistica, cyber-difesa o altri ambiti della sicurezza nazionale. In questo modo la leva diventa anche uno strumento di mappatura delle competenze utili allo Stato, non un imbuto che forza tutti verso lo stesso destino.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo approccio riduce anche un rischio politico e sociale significativo: quello di trasformare la leva in una punizione collettiva, percepita come tempo sottratto alla vita personale senza un reale ritorno. Una leva strutturata in questo modo chiarisce invece fin dall’inizio che il servizio non è tempo “rubato”, ma <strong>tempo investito</strong>, perché consente ai partecipanti di acquisire competenze concrete, di comprendere realmente il contesto militare e operativo, e di valutare con maggiore consapevolezza se quella sia o meno la vita che intendono intraprendere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per chi non ha mai avuto contatti diretti con l’ambiente militare, la leva diventerebbe un primo approccio reale, non idealizzato, lontano sia dalla retorica eroica sia dalle paure astratte. Per chi, invece, ha già intenzione di partecipare ai concorsi per l’arruolamento, rappresenterebbe un’<strong>occasione preziosa</strong> per misurarsi con la quotidianità, le regole, i vincoli e le responsabilità che quella scelta comporta, riducendo drasticamente il rischio di decisioni basate su aspettative errate o su una conoscenza superficiale del mondo militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-uno-scambio-chiaro-impegno-in-cambio-di-formazione\">Uno scambio chiaro: impegno in cambio di formazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo senso, la leva non è più un dovere imposto che non restituisce nulla, ma <strong>uno scambio chiaro</strong>: lo Stato chiede impegno, tempo e disciplina, e in cambio offre formazione, esperienza, orientamento e una valutazione onesta delle proprie attitudini. È un modello che abbassa la resistenza culturale, aumenta l’accettazione sociale e rende la scelta dell’arruolamento più matura e consapevole, soprattutto tra le nuove generazioni, che tendono a rifiutare sistemi percepiti come coercitivi, opachi o privi di un ritorno concreto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Naturalmente, tutto questo richiede una progettazione seria. Non bastano sei mesi improvvisati, né programmi confusi che mescolano addestramento, educazione civica e lavoro sociale senza una chiara gerarchia di obiettivi. Serve una struttura pensata fin dall’inizio per <strong>abilitare, osservare, valutare e indirizzare</strong>, con istruttori formati non solo all’addestramento tecnico, ma anche alla lettura del comportamento umano in contesti operativi e sotto pressione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se il dibattito sulla leva continuerà a essere affrontato solo come una questione ideologica, come un tema da campagna elettorale o, peggio, come un semplice strumento per rimpinguare i numeri al fine di soddisfare parametri formali o richieste di alleanze internazionali, il rischio è quello di costruire un sistema che esiste sulla carta ma non produce reale capacità. Inseguire l’illusione dei numeri, senza garantire qualità, sostenibilità e coerenza, significa spostare il problema nel tempo, non risolverlo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dopo-la-leva-riserva-strategica-e-refreshment-periodico\">Dopo la leva: riserva strategica e “refreshment” periodico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un ulteriore elemento chiave riguarda il destino di chi, al termine del percorso iniziale, non prosegue nelle Forze Armate, perché non supera la selezione o perché decide consapevolmente di non continuare. Questo personale non rappresenta un fallimento del sistema, ma <strong>una sua risorsa naturale</strong>. Può costituire una <strong>riserva strategica</strong>, richiamabile in caso di necessità, e mantenere nel tempo un livello minimo di addestramento attraverso periodici momenti di aggiornamento e “refreshment”, sul modello di quanto avviene in paesi come la Svizzera.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, il sistema potrebbe consentire a questi individui di ripresentarsi ai concorsi o ai percorsi selettivi negli anni successivi, fino al raggiungimento dell’età massima, offrendo più opportunità e riducendo l’effetto “tutto o niente” che oggi caratterizza molti processi di arruolamento. In questo modo la leva diventerebbe un <strong>meccanismo flessibile,</strong> capace di adattarsi ai tempi delle persone e alle esigenze dello Stato, <strong>ottimizzando sforzo, costi, impegno e tempo</strong>, senza disperdere il capitale umano formato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-filiera-verso-forze-dell-ordine\">La “filiera” verso Forze dell’Ordine</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è poi un aspetto spesso ignorato nel dibattito pubblico, ma ben noto a chi opera nel settore. Oggi una parte non trascurabile di chi si arruola nelle Forze Armate lo fa anche con l’obiettivo di maturare requisiti, esperienza e titoli utili per accedere ai concorsi delle<strong> Forze di Polizia o della Guardia di Finanza</strong>, beneficiando di canali dedicati, posti riservati o procedure previste dall’ordinamento. Non è necessariamente un segnale di “opportunismo”, quanto piuttosto l’effetto naturale di un sistema che, di fatto, rende questi passaggi possibili e spesso convenienti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, una leva volontaria ben progettata potrebbe contribuire a rendere il sistema più leggibile e coerente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chi conclude il percorso iniziale e decide di proseguire verso le Forze dell’Ordine non lo farebbe “di riflesso” o per effetto collaterale, ma all’interno di una traiettoria esplicita e regolata: lo Stato forma, valuta e orienta; il cittadino comprende davvero cosa comporta la scelta. La transizione verso Polizia e Guardia di Finanza diventerebbe così una continuità riconosciuta, basata su <strong>disciplina, addestramento, comprensione del contesto operativo</strong> e valutazione attitudinale già sperimentata sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è un concetto nuovo. In passato esisteva già l’idea del “<strong>carabiniere di leva</strong>”, inteso non come figura provvisoria o di ripiego, ma come cittadino formato, inserito in un percorso chiaro e funzionale sia alla difesa sia alla sicurezza interna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Recuperare quella logica, aggiornandola al contesto attuale, significherebbe superare la frammentazione odierna tra <strong>Forze Armate e Forze dell’Ordine</strong>, creando una filiera di formazione e selezione, in cui i passaggi risultino più lineari e comprensibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-catena-virtuosa-formare-osservare-indirizzare\">Una catena virtuosa: formare, osservare, indirizzare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo modello, la leva non sarebbe più un tempo di attesa da sopportare, ma il primo anello di una catena virtuosa che consente allo Stato di <strong>formare, osservare e indirizzare</strong> il personale verso il ruolo più adatto, che sia nelle Forze Armate, nelle Forze dell’Ordine o nella riserva strategica, riducendo ambiguità e aspettative poco realistiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La leva, oggi, non deve servire a dimostrare forza, ma a <strong>costruire capacità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E la capacità non nasce dai numeri, ma dalle persone giuste, scelte nel modo giusto, al momento giusto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/leva-clint.jpg","categoria":"Blog","tags":"DifesaModerna, LevaVolontaria, sicurezzanazionale","autore":"Clint","data_pubblicazione":"2026-02-08 13:13:35","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29165-leva-volontaria-e-selezione-perche-il-vero-valore-non-e-arruolare-tutti-ma-scegliere-meglio.mp4","galleria":""}
{"id":29159,"titolo":"Droni, stampa 3D e libertà operativa: l’Esercito deve fidarsi dei suoi soldati","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un’epoca in cui il vantaggio operativo si misura anche in settimane (a volte in giorni), l’innovazione non può restare confinata ai grandi programmi industriali o ai cicli d’acquisto pluriennali. Servono standard — di sicurezza, interoperabilità, tracciabilità — ma serve anche un principio opposto e complementare: <strong>la libertà controllata di sperimentare dal basso, dove i problemi nascono e dove spesso le soluzioni sono più rapide, più economiche e più aderenti alla realtà del campo.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un caso recente dei <strong>U.S. Marine Corps</strong> chiarisce bene come “standard” e “creatività” possano convivere: il drone FPV <strong>HANX</strong>, progettato e sviluppato da un sergente manutentore, <strong>Henry David Volpe</strong>, usando componenti stampati in 3D e un processo interno di prototipazione in laboratorio. Il punto decisivo non è solo tecnico. È culturale e organizzativo: l’innovazione è stata <strong>abilitata</strong> (spazi, strumenti, comunità di pratica) e poi <strong>messa a norma</strong> (approvazione e compliance) senza spegnerla. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-messaggio-di-hanx-marines-for-marines-ma-con-regole-chiare\">Il messaggio di HANX: “Marines for Marines”, ma con regole chiare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>HANX nasce in un contesto in cui gli Stati Uniti stanno irrigidendo i requisiti su droni e componentistica per ragioni di <strong>sicurezza nazionale</strong> e “supply chain trust”. La logica della compliance (qui richiamata dal tema <strong>NDAA-compliant</strong>) serve a ridurre rischi di vulnerabilità, dipendenze estere e componenti non verificati. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Eppure, dentro quel perimetro, i Marines hanno fatto una scelta contro-intuitiva per molte burocrazie: invece di bloccare tutto per paura del rischio, hanno creato un percorso che consente di <strong>costruire e modificare</strong> rapidamente un sistema economico e modulare, pensato per missioni diverse (ricognizione, nodo logistico, adattamenti di carico) e aggiornabile senza dipendere interamente da contractor. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il risultato è una lezione trasferibile: la creatività del personale non è “anarchia”, se l’organizzazione definisce <strong>standard minimi</strong> e un <strong>processo di validazione</strong> rapido.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-rischio-italiano-standard-come-fine-non-come-mezzo\">Il rischio italiano: standard come fine, non come mezzo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In molte organizzazioni militari europee, il termine “standard” finisce per essere interpretato come sinonimo di “immutabile” o “non modificabile”. Il paradosso è che si tutela la sicurezza (giustamente) ma si perde l’agilità: si acquistano sistemi “chiusi”, difficili da riparare in reparto, impossibili da adattare a nuove minacce, e spesso più lenti da aggiornare di quanto evolva lo scenario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La frase attribuita a Volpe è illuminante: <strong>i droni acquistati tramite contractor spesso non si possono modificare; un design interno, invece, nasce per essere cambiato</strong>. È la differenza tra “prodotto” e “capacità”. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15340,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Droni, stampa 3D e libertà operativa: l’Esercito deve fidarsi dei suoi soldati\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/2-4.jpg\" alt=\"Droni, stampa 3D e libertà operativa: l’Esercito deve fidarsi dei suoi soldati\" class=\"wp-image-15340\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Droni, stampa 3D e libertà operativa: l’Esercito deve fidarsi dei suoi soldati</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-proposta-standard-aperti-e-creativita-disciplinata\">Una proposta: “standard aperti” e creatività disciplinata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se l’Esercito italiano vuole mettere a frutto l’inventiva del personale (e ce n’è), non deve rinunciare agli standard: deve <strong>ridisegnarli</strong> con un obiettivo preciso — abilitare adattamento e velocità. Alcuni principi pratici:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1-standard-minimi-obbligatori-non-specifiche-soffocanti\">1) Standard minimi obbligatori, non specifiche soffocanti</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Definire un <em>baseline</em> non negoziabile:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>cyber e sicurezza della supply chain (tracciabilità dei componenti, fornitori approvati, gestione firmware/telemetria);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>interoperabilità (frequenze, protocolli, integrazione C2 dove serve);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>safety (batterie, procedure, addestramento, gestione rischio).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tutto ciò che sta sopra il baseline (payload, scocche, supporti, accessori, miglioramenti ergonomici, parti stampate) deve restare <strong>modificabile</strong> con regole chiare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2-percorsi-rapidi-di-approvazione-operativa\">2) Percorsi rapidi di “approvazione operativa”</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>HANX è passato da laboratorio a impiego grazie a un percorso di approvazione e alla collaborazione tra team e comandi competenti. <br>In Italia serve un equivalente: <strong><em>fast track</em> per prototipi di reparto, con test standardizzati, criteri trasparenti e tempi certi</strong>. Non per “saltare le regole”, ma per evitare che la regola diventi attesa infinita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-3-laboratori-e-innovation-campus-permanenti-collegati-ai-reparti\">3) Laboratori e “innovation campus” permanenti, collegati ai reparti</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il valore non è la stampante 3D: è l’ecosistema. A <a href=\"https://www.marines.mil/News/News-Display/Article/4391474/2nd-marine-logistics-group-3d-printed-drone/\">Camp Lejeune, l’Innovation Campus</a> ha offerto un luogo dove competenze e problemi si incontrano, e dove l’iniziativa individuale diventa progetto collettivo.<br>Per l’Esercito, questo significa nodi territoriali (anche piccoli) con:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>strumenti (stampa 3D, elettronica, test RF, simulazione);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>tutor tecnici e legali-amministrativi;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>un catalogo di progetti riusabili (design repository interno).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-4-design-authority-interna-e-repository-controllato\">4) “Design authority” interna e repository controllato</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per non trasformare la creatività in frammentazione, serve una cabina tecnica che:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>valida le modifiche;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>versiona i progetti;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>pubblica “kit” e manuali;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>raccoglie lesson learned dal teatro operativo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È l’equivalente di una <em>open innovation</em> militare, ma con controllo qualità e sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15344,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Droni, stampa 3D e libertà operativa: l’Esercito deve fidarsi dei suoi soldati\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/3.jpg\" alt=\"Droni, stampa 3D e libertà operativa: l’Esercito deve fidarsi dei suoi soldati\" class=\"wp-image-15344\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Droni, stampa 3D e libertà operativa: l’Esercito deve fidarsi dei suoi soldati</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-5-incentivi-premiare-chi-risolve-problemi-non-solo-chi-rispetta-procedure\">5) Incentivi: premiare chi risolve problemi, non solo chi rispetta procedure</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>HANX ha richiesto centinaia di ore e collaborazione diffusa; senza riconoscimento, iniziative simili si spengono. <br>L’Esercito dovrebbe trattare certi progetti come “risultati operativi”: con percorsi di carriera, attestazioni, tempo dedicato, e possibilità di trasferire la soluzione ad altri reparti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione-la-creativita-e-una-risorsa-strategica-se-la-metti-a-norma\">Conclusione: la creatività è una risorsa strategica (se la metti a norma)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto non è “fare come gli americani”, ma imparare l’essenziale: <strong>gli standard devono proteggere la sicurezza e l’interoperabilità, non impedire l’adattamento</strong>. Il caso HANX mostra che si può costruire un sistema economico e rapido, conforme a vincoli di sicurezza, senza rinunciare alla capacità dei soldati di inventare, iterare, migliorare. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’Italia, la scelta è tra un modello in cui l’innovazione “arriva” (tardi, chiusa, costosa) e uno in cui l’innovazione “nasce” anche nei reparti — e poi viene resa affidabile, scalabile, sicura. Standard sì. Ma standard che lasciano respirare l’intelligenza operativa di chi, sul campo, vede per primo cosa non funziona e come aggiustarlo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/Gemini-Generated-Image-nisk39nisk39nisk.png","categoria":"Blog","tags":"#Stampa3D, Droni, MarineCorps, marines","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-08 11:03:34","stato":"publish","riassunto_video":"L’innovazione militare richiede standard di sicurezza e interoperabilità, ma anche libertà controllata di sperimentare sul campo. Il caso del drone FPV HANX dei Marines USA dimostra che creatività e compliance possono convivere, con percorsi rapidi di approvazione e laboratori dedicati. Per l’Esercito italiano serve un modello simile: standard minimi, approvazione veloce, spazi di innovazione.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.militarytimes.com/news/your-military/2026/02/06/us-marine-designs-corps-first-ndaa-compliant-3d-printed-drone","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29159-droni-stampa-3d-e-liberta-operativa-lesercito-deve-fidarsi-dei-suoi-soldati.mp4","galleria":""}
{"id":29151,"titolo":"Prima la vita dei soldati: basta sudditanza industriale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni il modo di combattere è cambiato più velocemente delle nostre procedure: droni economici, disturbi elettronici, sensori diffusi, comunicazioni resilienti, software che si aggiorna in settimane. In questo contesto, la qualità dell’equipaggiamento “qui e ora” non è un dettaglio: è un fattore di sopravvivenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E qui va detto senza giri di parole: <strong>se non cambiamo adesso</strong>, la lentezza, l’inerzia e la dipendenza da meccanismi incancreniti <strong>si pagheranno con il sangue</strong>. Prima con la <strong>vita dei nostri soldati</strong>, poi — in scenari peggiori, dove le minacce si avvicinano e diventano più aggressive — anche con la sicurezza degli italiani. Un sistema che mette procedure, interessi e abitudini davanti all’operatività <strong>non è solo inefficiente: è pericoloso</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15314,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Prima la vita dei soldati: basta sudditanza industriale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Gv9QMJLWMAAn-HV.jpg\" alt=\"Prima la vita dei soldati: basta sudditanza industriale\" class=\"wp-image-15314\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Prima la vita dei soldati: basta sudditanza industriale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto non è “Italia contro estero”. Il punto è <strong>chi guida</strong>. E qui è utile richiamare le parole del Gen. <strong>Luciano Portolano</strong>: l’industria <strong>deve agire da partner</strong>, cioè <strong>supportare</strong>, <strong>non guidare</strong> le scelte della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dentro questa cornice, noi continuiamo a sostenere che <strong>Guido Crosetto</strong> stia imprimendo la direzione più corretta: mettere l’operatività al centro e spingere per modernizzare regole, tempi e mentalità. Per questo, a nostro giudizio, è <strong>il miglior Ministro della Difesa che la Repubblica abbia mai avuto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-problema-sudditanza-industriale-e-scelte-che-arrivano-tardi-o-costano-troppo\">Il problema: “sudditanza” industriale e scelte che arrivano tardi (o costano troppo)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1-1-un-bias-che-pesa-sulle-decisioni\">1.1 Un bias che pesa sulle decisioni</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Italia gli acquisti militari seguono spesso percorsi lunghi e complessi. I controlli sono importanti, ma l’effetto collaterale è noto: si tende a privilegiare filiere consolidate e soluzioni “di sistema”, spesso nazionali, anche quando servirebbe velocità o esistono alternative migliori già pronte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1-2-offerta-aggressiva-capacita-non-sempre-allineate\">1.2 Offerta aggressiva, capacità non sempre allineate</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Succede che l’industria nazionale “si proponga” anche su ambiti dove non è davvero pronta o competitiva. Il rischio è triplo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>requisiti che si adattano (anche inconsapevolmente) a chi è già dentro;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>tempi e costi che diventano “normali” per abitudine;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>rinvio dell’adozione di soluzioni efficaci già disponibili altrove.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1-3-la-qualita-non-deve-essere-incontestabile\">1.3 La qualità non deve essere incontestabile</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un sistema sano permette ai reparti di dire: “non funziona”, “non è sicuro”, “non regge l’uso reale”. Se invece contestare un prodotto diventa difficile o “scomodo”, si crea un circolo vizioso: <strong>vince la quiete burocratica, non la qualità</strong>. E in ambito militare questa è una deriva grave.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1-4-start-up-e-pmi-tante-idee-poca-scalabilita\">1.4 Start-up e PMI: tante idee, poca scalabilità</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia ha creatività e competenze, ma fatica a far crescere nuove realtà dual use/difesa dentro i meccanismi pubblici. Risultato: prototipi che non diventano dotazioni, innovazione che resta ai margini, e dipendenza cronica dai soliti canali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15316,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Prima la vita dei soldati: basta sudditanza industriale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/260525-Folgore.jpg\" alt=\"Prima la vita dei soldati: basta sudditanza industriale\" class=\"wp-image-15316\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Prima la vita dei soldati: basta sudditanza industriale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1-5-il-coraggio-decisivo-comprare-estero-quando-serve-soprattutto-per-salvare-vite\">1.5 Il coraggio decisivo: comprare estero quando serve, soprattutto per salvare vite</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se una soluzione estera è più affidabile e disponibile prima (anti-drone, EW tattica, comunicazioni resilienti, sensori), <strong>va comprata</strong>. Sostenere l’industria nazionale è giusto, ma <strong>non può valere più della sicurezza dei soldati</strong>.<br>E vanno chiuse le porte a dinamiche di ricarichi opachi (rebrand, intermediazioni, “nazionalizzazioni” di facciata): se c’è valore aggiunto nazionale vero, lo si misura e lo si paga; se non c’è, non si paga.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-caso-droni-lavoro-eccellente-dentro-l-esercito-ma-difficolta-evidenti-a-decollare\">Il caso droni: lavoro eccellente dentro l’Esercito, ma difficoltà evidenti a “decollare”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto droni nell’Esercito è la fotografia perfetta del problema. Da un lato, c’è una spinta reale e moderna: il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Gen. <strong>Carmine Masiello</strong>, ha posto il tema dei droni e dell’anti-drone al centro, sostenendo sperimentazioni e dimostrazioni operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dall’altro lato, però, è evidente che la capacità droni <strong>fatica a diventare diffusa, stabile e rapida</strong>. Non perché manchi la visione interna, ma perché intervengono <strong>influenze negative esterne</strong> che frenano:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>lentezze procedurali,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>rigidità degli iter,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>pressioni di filiera,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>priorità che oscillano,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>interessi che spingono scelte non sempre ottimali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto va detto con rispetto ma senza ambiguità: <strong>queste influenze danneggiano lo straordinario lavoro fatto dal Gen. Masiello e dall’Esercito</strong>, e rischiano di trasformare un’esigenza urgente in un percorso infinito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E il prezzo non è teorico. <strong>Se il progetto droni non “decolla” davvero</strong>, e non diventa capacità diffusa, addestrata e mantenuta in modo stabile, noi mandiamo i reparti sul terreno con un divario che altri colmano ogni mese. Quel divario, in guerra e nelle missioni ad alto rischio, <strong>si traduce in perdite</strong>. Non è retorica: è la logica brutale dell’asimmetria tecnologica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15317,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Prima la vita dei soldati: basta sudditanza industriale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/aeronautica-militare-sistema-anti-drone-stanziale-acus-ami-counter-uas.webp\" alt=\"Prima la vita dei soldati: basta sudditanza industriale\" class=\"wp-image-15317\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Prima la vita dei soldati: basta sudditanza industriale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-guerra-elettronica-oggi-troppo-di-nicchia-mentre-gli-avversari-la-usano-a-tutti-i-livelli\">Guerra elettronica: oggi troppo “di nicchia”, mentre gli avversari la usano a tutti i livelli</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sulla guerra elettronica il problema è ancora più netto. L’Esercito ha reparti specialistici e competenze importanti, come il <strong>33° Reggimento EW</strong>.<br>Ma il punto non è “avere un reparto eccellente”: il punto è che <strong>EW non può restare una capacità per pochi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi gli eserciti avversari impiegano la guerra elettronica in modo più capillare: dal livello strategico a quello tattico, fino alle unità più piccole. In molte guerre recenti, lo spettro elettromagnetico è diventato un terreno di scontro quotidiano: disturbi, negazioni, inganni, caccia ai link dati e ai droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se EW resta confinata a poche “isole” specialistiche, noi rischiamo di combattere “inermi” nello spettro: quando perdi comunicazioni, navigazione, link dati e controllo dei droni, perdi anche tempo, coordinamento e protezione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E qui vale una verità semplice: <strong>non cambiare non significa restare uguali, significa restare indietro</strong>. E restare indietro, in questo settore, significa <strong>mettere a rischio vite italiane</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-deve-fare-la-politica-8-mosse-concrete-e-verificabili\">Cosa deve fare la politica: 8 mosse concrete (e verificabili)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Applicare davvero il principio Portolano</strong>: industria partner, non guida.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Benchmark internazionale obbligatorio</strong> per capacità critiche (prestazioni, costi, tempi).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Test indipendenti e realistici</strong> prima di comprare in grande.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rapid acquisition “salva-vita”</strong> per droni, anti-drone, EW tattica: comprare presto ciò che serve presto (con controlli seri, ma senza paralisi).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Architetture aperte e modulari</strong>, soprattutto su software e sensori: evitare dipendenze dal fornitore.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Protezione istituzionale per chi segnala problemi</strong> su sicurezza e prestazioni: la critica tecnica deve essere un dovere, non un rischio.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Percorso vero per start-up e PMI</strong>: dal prototipo al contratto, se i test operativi sono superati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Trasparenza sui costi e sulle intermediazioni</strong>: costo totale, tempi reali, componenti estere/nazionali e valore aggiunto misurabile.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15318,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Prima la vita dei soldati: basta sudditanza industriale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/213311633-53611176-f495-4ea3-b5ae-16dceffbd01d.webp\" alt=\"Prima la vita dei soldati: basta sudditanza industriale\" class=\"wp-image-15318\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Prima la vita dei soldati: basta sudditanza industriale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se vogliamo un Esercito più efficace e più sicuro, il criterio non può essere “chi lo produce”, ma “quanto protegge, quanto funziona, quando arriva”. E la frase di Portolano va trasformata in regola operativa: <strong>l’industria deve supportare, non guidare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Perché qui la posta in gioco è enorme: <strong>senza un cambio reale</strong>, questo sistema incancrenito continuerà a rallentare capacità decisive (droni, anti-drone, EW), e quel ritardo <strong>costerà vite</strong>: dei nostri soldati prima, e potenzialmente anche di cittadini italiani in scenari peggiori. La modernizzazione non è un lusso: è una forma di protezione nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E proprio qui si misura la qualità della politica: nel saper rompere inerzie e pressioni, e nel dare continuità a chi sta facendo lavoro serio dentro l’Esercito — come il Gen. Masiello sul fronte droni — evitando che fattori esterni ne rallentino l’effetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/Foto-5-sosta-d0.jpg","categoria":"Blog","tags":"#DroniMilitari, CarmineMasiello, crosetto, esercitoitaliano, guerraelettronica, industriaDellaDifesa, Portolano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-07 13:03:35","stato":"publish","riassunto_video":"Il sistema militare italiano deve cambiare urgentemente per garantire la sicurezza dei soldati e dei cittadini. La lentezza burocratica, la dipendenza da industrie nazionali poco competitive e le pressioni di filiera rallentano l'adozione di tecnologie cruciali come droni e guerra elettronica. Serve una politica coraggiosa che metta l’operatività al centro, acquisti soluzioni estere quando serve.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29151-prima-la-vita-dei-soldati-basta-sudditanza-industriale.mp4","galleria":""}
{"id":29132,"titolo":"Folgore sul podio mondiale: l’Esercito è d’argento ai Wind Games","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel tunnel del vento di Empuriabrava, in Spagna, gli azzurri del team paracadutisti dell’Esercito centrano un prestigioso secondo posto ai Wind Games, appuntamento internazionale che ogni anno richiama il gotha del paracadutismo mondiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A firmare l’impresa è la formazione guidata dal maresciallo astigiano <strong>Alessandro Binello</strong>, composta anche da <strong>Andrea Cardinali, Stefano Falagiani, Marco Soro e Federico (Andrea) Allamprese</strong>, tutti in forza al <strong>Reparto Attività Sportive</strong> della <strong>Brigata Paracadutisti Folgore</strong>. Un risultato di altissimo profilo, maturato al termine di una sfida serratissima: dopo <strong>10 round combattuti punto a punto</strong>, l’Italia ha chiuso alle spalle della <strong>Polonia</strong>, vincitrice “di misura”, e davanti alla <strong>Cina</strong>, completando un podio interamente formato da atleti appartenenti alle rispettive Nazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15298,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Folgore sul podio mondiale: l’Esercito è d’argento ai Wind Games\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/DSC00247-scaled.jpg\" alt=\"Folgore sul podio mondiale: l’Esercito è d’argento ai Wind Games\" class=\"wp-image-15298\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Folgore sul podio mondiale: l’Esercito è d’argento ai Wind Games</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La competizione si è svolta nella specialità <strong>VFS (Vertical Formation Skydiving)</strong>, disciplina spettacolare e altamente tecnica che prevede l’esecuzione di figure e prese in <strong>volo verticale</strong>, sia <strong>indoor</strong> (nel tunnel del vento) sia <strong>outdoor</strong> (in caduta libera, con lancio da aereo fino a quota 4.000 metri). È proprio l’attività indoor, spesso meno conosciuta dal grande pubblico, a rappresentare una fase fondamentale: nel paracadutismo moderno il tunnel del vento è infatti <strong>propedeutico</strong> alla pratica tradizionale e, per gli atleti di élite, è uno strumento imprescindibile per l’<strong>affinamento delle tecniche</strong>, la precisione dei movimenti e l’allenamento su combinazioni di elevatissima difficoltà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evoluzione delle competizioni indoor, inoltre, sta contribuendo a spingere il paracadutismo verso traguardi sempre più ambiziosi: l’ampliamento e la standardizzazione delle gare in galleria del vento alimentano infatti la prospettiva che, in futuro, la disciplina possa avvicinarsi al riconoscimento in ambito <strong>olimpico</strong>. In campo militare, il tunnel del vento assume anche un valore operativo: viene utilizzato per <strong>addestramento e formazione</strong> di paracadutisti e professionisti delle <strong>forze speciali</strong>, migliorando controllo, coordinazione e gestione delle situazioni complesse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15299,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Folgore sul podio mondiale: l’Esercito è d’argento ai Wind Games\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/1-Formazione-seat.jpg\" alt=\"Folgore sul podio mondiale: l’Esercito è d’argento ai Wind Games\" class=\"wp-image-15299\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Folgore sul podio mondiale: l’Esercito è d’argento ai Wind Games</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il secondo posto ai Wind Games si inserisce in una tradizione di eccellenza consolidata. La squadra dell’Esercito è <strong>imbattuta in Italia</strong> e rappresenta un unicum a livello internazionale: è tra le pochissime realtà capaci di conquistare <strong>decine di medaglie</strong> in competizioni mondiali ed europee, <strong>sia indoor sia outdoor</strong>. Il <strong>Reparto Attività Sportive – sezione paracadutismo</strong> ha sede a <strong>Pisa</strong>, presso il <strong>Centro Addestramento Paracadutismo</strong> della Folgore, e annovera atleti plurimedagliati in numerose discipline.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto all’agonismo, il reparto mantiene anche una presenza costante nelle manifestazioni più prestigiose: dalla <strong>Festa della Repubblica</strong> ai grandi eventi istituzionali e internazionali, come <strong>G7</strong>, <strong>Festa delle Forze Armate</strong> e altre cerimonie di primo piano. Un’attività intensa che unisce sport, professionalità e rappresentanza, e che oggi si arricchisce di un’altra medaglia pesante: <strong>l’argento di Empuriabrava</strong>, brillante conferma di un gruppo che continua a volare alto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/2-3.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"folgore, paracadutismo, windgames","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-07 10:23:00","stato":"publish","riassunto_video":"Il Team Paracadutisti dell’Esercito Italiano conquista il 2º posto ai Wind Games di Empuriabrava, specialità VFS, sfida tecnica in tunnel del vento e caduta libera. Guidati dal Maresciallo Binello, gli azzurri si piazzano dietro la Polonia e davanti alla Cina, confermando l’eccellenza della Folgore, imbattuta in Italia ed eccellenza internazionale con decine di medaglie in competizioni mondiali.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29132-folgore-sul-podio-mondiale-lesercito-e-dargento-ai-wind-games.mp4","galleria":""}
{"id":29139,"titolo":"Italia leader mondiale nell’addestramento al volo: a Decimomannu consegnate le Wings a dieci piloti USAF","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella mattinata di <strong>venerdì 16 gennaio 2026</strong>, all’interno dell’auditorium dell’<strong>International Flight Training School (IFTS) di Decimomannu (CA)</strong>, si è svolta la cerimonia di <strong>conferimento delle <em>Wings</em> di pilota militare</strong> a <strong>dieci allievi piloti della United States Air Force (USAF)</strong>, che hanno completato con successo il <strong>Basic Jet Training</strong> previsto dal loro syllabus addestrativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le <strong>Wings USA</strong> rappresentano il distintivo ufficiale che <strong>certifica il completamento dell’addestramento di volo</strong> e il conseguimento della qualifica di <strong>pilota militare USAF</strong>, con una funzione analoga a quella delle <strong>“Aquile Turrite” italiane</strong>. In entrambi i contesti, il conferimento del simbolo sancisce <strong>un traguardo professionale</strong> e l’ingresso nella comunità dei piloti militari, riconoscimento di <strong>competenza, disciplina e dedizione</strong> maturate lungo un impegnativo percorso formativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15305,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Italia leader mondiale nell’addestramento al volo: a Decimomannu consegnate le “Wings” a dieci piloti USAF\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Wings-Piloti-USA-IFTS-2.jpg\" alt=\"Italia leader mondiale nell’addestramento al volo: a Decimomannu consegnate le “Wings” a dieci piloti USAF\" class=\"wp-image-15305\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italia leader mondiale nell’addestramento al volo: a Decimomannu consegnate le “Wings” a dieci piloti USAF</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-autorita-presenti-e-momenti-salienti-dell-evento\"> Autorità presenti e momenti salienti dell’evento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’addestramento dei piloti USAF è stato gestito e coordinato dal <strong>212° Gruppo Volo/IFTS</strong>, articolazione dipendente dal <strong>61° Stormo di Galatina</strong>, reparto responsabile della formazione avanzata dei piloti militari secondo <strong>standard condivisi con le Forze Aeree alleate</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’evento, presieduto dal <strong>Generale di Squadra Aerea Francesco Vestito</strong>, Comandante delle Scuole dell’Aeronautica Militare e della <strong>3ª Regione Aerea</strong>, ha partecipato anche una rappresentanza della Forza Aerea statunitense presieduta dal <strong>Brigadier General Matthew Leard</strong>, Director of Plans, Programs, Requirements and International Affairs dell’<strong>Air Education Training and Command (USAF)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo l’esecuzione degli inni nazionali, il <strong>Colonnello Gianfranco Liccardo</strong>, Comandante del 61° Stormo, ha rivolto un saluto di benvenuto ringraziando in particolare il personale del <strong>212° Gruppo</strong> e quello di <strong>Leonardo</strong>, “principali artefici” di un risultato che conferma la validità del progetto <strong>IFTS</strong>. Il momento più intenso è stato quello in cui i <strong>familiari dei neo-brevettati</strong> hanno appuntato le <strong>Wings</strong> sulle uniformi dei piloti: un gesto semplice ma ricco di significato, che suggella un percorso di <strong>impegno e crescita personale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15306,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Italia leader mondiale nell’addestramento al volo: a Decimomannu consegnate le “Wings” a dieci piloti USAF\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Wings-Piloti-USA-IFTS-6.jpg\" alt=\"Italia leader mondiale nell’addestramento al volo: a Decimomannu consegnate le “Wings” a dieci piloti USAF\" class=\"wp-image-15306\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italia leader mondiale nell’addestramento al volo: a Decimomannu consegnate le “Wings” a dieci piloti USAF</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-valore-strategico-dell-ifts-e-sistema-addestrativo-nazionale\">Valore strategico dell’IFTS e sistema addestrativo nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia si è conclusa con l’intervento del <strong>Generale Vestito</strong> che, nel sottolineare il valore strategico della <strong>cooperazione internazionale</strong> nell’addestramento al volo, ha evidenziato l’importanza di un modello formativo capace di coniugare <strong>eccellenza, innovazione e interoperabilità</strong>. In questo quadro, il conferimento delle <strong>Wings</strong> agli allievi statunitensi testimonia l’efficacia di un <strong>sistema addestrativo moderno e avanzato</strong>, in grado di preparare professionisti altamente qualificati e pronti a operare in contesti complessi e multinazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evento conferma il ruolo centrale dell’<strong>International Flight Training School</strong> e del <strong>61° Stormo</strong> quale strumento strategico di proiezione internazionale dell’<strong>eccellenza addestrativa</strong> dell’Aeronautica Militare e del comparto Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15307,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Italia leader mondiale nell’addestramento al volo: a Decimomannu consegnate le “Wings” a dieci piloti USAF\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Wings-Piloti-USA-IFTS-4.jpg\" alt=\"Italia leader mondiale nell’addestramento al volo: a Decimomannu consegnate le “Wings” a dieci piloti USAF\" class=\"wp-image-15307\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italia leader mondiale nell’addestramento al volo: a Decimomannu consegnate le “Wings” a dieci piloti USAF</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>IFTS</strong> nasce dalla collaborazione tra <strong>Aeronautica Militare e Leonardo</strong> per realizzare un <strong>centro avanzato di addestramento al volo</strong> destinato a diventare un riferimento internazionale a partire dalla <strong>Fase IV (Advanced/Lead-In to Fighter Training)</strong>. Presso la base aerea di Decimomannu, l’addestramento si fonda sull’impiego dell’<strong>M-346 (T-346A)</strong> e di un <strong>sistema integrato</strong> che consente di combinare attività <strong>reale e simulata</strong>, massimizzando qualità ed efficacia del ritorno addestrativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>61° Stormo</strong> eroga corsi di <strong>Fase II</strong> (Primary Pilot Training) su <strong>T-345A</strong>, <strong>Fase III</strong> (Specialized Pilot Training) su <strong>FT-339C</strong>, e <strong>Fase IV (LIFT)</strong> svolta dal <strong>212° Gruppo Volo/IFTS</strong> con il sistema <strong>T-346</strong> presso Decimomannu.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/eee.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#Decimomannu, #IFTS, 61°Stormo, BasicJetTraining, Leonardo, USAF, Wings","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-07 09:43:35","stato":"publish","riassunto_video":"Il 16 gennaio 2026 a Decimomannu, dieci allievi piloti USAF hanno ricevuto le Wings di pilota militare al termine del Basic Jet Training, certificando il loro ingresso nella comunità dei piloti. L’addestramento, gestito dal 212° Gruppo Volo/IFTS del 61° Stormo, conferma l’Italia come leader mondiale nella formazione avanzata.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29139-italia-leader-mondiale-nelladdestramento-al-volo-a-decimomannu-consegnate-le-wings-a-dieci-piloti-usaf.mp4","galleria":""}
{"id":29127,"titolo":"Corsa contro il tempo ad Ischia: soccorso aereo notturno salvavita del 15° Stormo con un elicottero HH-139B","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella tarda serata del <strong>4 febbraio 2026</strong>, un elicottero <strong>HH-139B</strong> dell’<strong>Aeronautica Militare</strong> ha effettuato un <strong>trasporto sanitario d’urgenza</strong> dall’isola di <strong>Ischia</strong> a <strong>Pozzuoli</strong>, consentendo il ricovero immediato di un uomo in <strong>imminente pericolo di vita</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intervento è stato condotto da un equipaggio dell’<strong>85° Centro SAR</strong> del <strong>15° Stormo</strong>, con base sull’aeroporto militare di <strong>Pratica di Mare (Roma)</strong>, uno dei principali hub nazionali della capacità di ricerca e soccorso aereo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-decollo-su-ordine-del-rescue-coordination-center\">Decollo su ordine del Rescue Coordination Center</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’ordine di decollo è stato impartito dal <strong>Rescue Coordination Center (RCC)</strong> del Comando Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico, su richiesta della <strong>Prefettura – UTG di Napoli</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’elicottero HH-139B è decollato alle <strong>20:35</strong>, dirigendosi verso l’isola campana dove ha <strong>imbarcato il paziente</strong>, insieme a un <strong>medico e a un infermiere</strong>, garantendo l’assistenza sanitaria durante il volo verso l’ospedale <strong>Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Trasferimento ospedaliero e rientro in prontezza SAR</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Giunto presso la struttura ospedaliera, il paziente è stato <strong>sbarcato e affidato alle cure del personale sanitario</strong>. L’equipaggio ha quindi fatto ritorno a Ischia per lo sbarco dell’équipe medica, per poi rientrare alla base di <strong>Pratica di Mare</strong>, riprendendo la <strong>regolare prontezza operativa SAR nazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il ruolo del 15° Stormo nella ricerca e soccorso</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalla sua costituzione a oggi, gli equipaggi del <strong>15° Stormo</strong> hanno <strong>salvato migliaia di persone</strong> in situazioni di pericolo estremo. Il Reparto garantisce un servizio continuo <strong>24 ore su 24, 365 giorni l’anno</strong>, assicurando:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>ricerca e soccorso di equipaggi di volo in difficoltà</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>recupero di dispersi in mare e in montagna</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in pericolo di vita</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>soccorso di traumatizzati gravi, anche in <strong>condizioni meteorologiche complesse</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>2018</strong>, il 15° Stormo ha inoltre acquisito la capacità <strong>AIB – Antincendio Boschivo</strong>, contribuendo alla prevenzione e al contrasto degli incendi su tutto il territorio nazionale, nell’ambito del dispositivo interforze della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Una rete SAR distribuita su tutto il territorio nazionale</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre all’85° Centro SAR di Pratica di Mare, dal 15° Stormo dipendono anche:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>l’<strong>80° Centro SAR</strong> di Decimomannu (Cagliari)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>l’<strong>82° Centro SAR</strong> di Trapani</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>l’<strong>83° Gruppo Volo SAR</strong> di Cervia</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>l’<strong>84° Centro SAR</strong> di Gioia del Colle (Bari)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una rete capillare che consente all’Aeronautica Militare di intervenire <strong>con rapidità ed efficacia</strong> su tutto il territorio nazionale, rappresentando un assetto fondamentale non solo per la Difesa, ma anche per la <strong>sicurezza e la tutela della vita dei cittadini</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/15stormo.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"aeronauticamilitare, SoccorsoAereo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-06 16:40:05","stato":"publish","riassunto_video":"Nella notte del 4 febbraio 2026, un elicottero HH-139B dell’Aeronautica Militare ha trasportato d’urgenza un uomo in pericolo di vita da Ischia a Pozzuoli. L’equipaggio dell’85° Centro SAR, su ordine del Rescue Coordination Center, ha imbarcato sia il pazient che un medico ed un infermiere. Il 15° Stormo assicura soccorsi 24/7 su tutto il territorio nazionale, salvando vite in situazioni critiche.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/news/soccorso-aereo-elicottero-del-15-stormo-dellaeronautica-militare-trasporta-durgenza-un-uomo-dallisola-di-ischia-a-pozzuoli-2/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29127-corsa-contro-il-tempo-su-ischia-soccorso-aereo-notturno-salvavita-del-15-stormo-con-un-elicottero-hh-139b.mp4","galleria":""}
{"id":29120,"titolo":"Germania verso il Gcap: l’asse Roma–Londra–Tokyo tenta Berlino","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Berlino sta valutando un ingresso nella joint venture tra Italia, Regno Unito e Giappone che sviluppa il <strong>Gcap</strong>, il “caccia del futuro” di <strong>sesta generazione</strong>. L’ipotesi è emersa con forza dopo un passaggio politico significativo: <strong>Friedrich Merz</strong> ne avrebbe parlato direttamente con <strong>Giorgia Meloni</strong>, trovando <strong>disponibilità</strong> da parte italiana. Un segnale che, se si concretizzasse, avrebbe un doppio peso: industriale e simbolico. Perché il Gcap è descritto come <strong>il più importante progetto militare in sviluppo in Europa</strong>, e perché un eventuale spostamento tedesco sul programma italo-britannico-giapponese suonerebbe come uno <strong>smacco</strong> per l’architettura difensiva costruita negli ultimi anni attorno all’asse <strong>Parigi–Berlino</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14732,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/bilaterale-meloni-merz-1280x640-1-1024x512-1.webp\" alt=\"Asse Roma - Berlino: dal Vulcano ai Droni, fino ai Sottomarini\" class=\"wp-image-14732\" title=\"Germania verso il Gcap: l’asse Roma–Londra–Tokyo tenta Berlino\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Germania verso il Gcap: l’asse Roma–Londra–Tokyo tenta Berlino</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-non-solo-un-aereo-il-gcap-come-sistema-di-sistemi\">Non “solo un aereo”: il Gcap come “sistema di sistemi”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto centrale è che il Gcap non viene presentato come un semplice caccia. È un <strong>“sistema di sistemi”</strong>: una piattaforma integrata dove il velivolo pilotato dialoga con <strong>droni</strong>, <strong>satelliti</strong>, reti di <strong>combat cloud</strong> e capacità di comando-controllo avanzate. In altre parole, la superiorità non dipende più soltanto da prestazioni aerodinamiche o armamenti, ma dall’<strong>ecosistema digitale e operativo</strong> che connette sensori, armi e decisioni in tempo reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La joint venture industriale, secondo quanto riportato, coinvolge <strong>Leonardo</strong>, <strong>BAE Systems</strong> e <strong>Mitsubishi</strong>: un triangolo che unisce capacità europee e giapponesi, con una regia e un baricentro che passano anche dal Regno Unito (quartier generale in <strong>Inghilterra</strong>, in un’area legata a BAE).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-nodo-fcas-la-separazione-da-parigi-non-e-piu-un-tabu\">Il nodo Fcas: la separazione da Parigi non è più un tabù</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’interesse tedesco per il Gcap si intreccia con la crisi dell’altro grande progetto europeo: l’<strong>Fcas</strong>, nato nel 2017 attorno al consorzio <strong>Dassault–Airbus</strong> (poi con l’ingresso di <strong>Indra</strong>). La storia dell’Fcas è segnata da scontri industriali su <strong>divisione del lavoro</strong>, governance, subforniture e processi decisionali. E proprio qui sta lo snodo politico: non si discute più tanto <em>se</em> separarsi, ma <strong>come farlo</strong> senza far esplodere la relazione con la Francia in un momento di frizioni su più dossier.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questa cornice, Berlino sembrerebbe interessata a <strong>salvare almeno una parte</strong> del programma Fcas: il <strong>combat cloud</strong>, cioè lo strato di rete, combattimento e controllo che potrebbe restare interoperabile con altre piattaforme e diventare un asset europeo riusabile. Ma sul “jet comune” l’aria è cambiata: l’ipotesi che l’Europa finisca con <strong>due caccia di nuova generazione</strong>, uno “franco-centrico” e uno “Gcap-centrico”, non appare più fantascienza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7179,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Leonardo-industrial-partner-of-the-international-programme-GCAP-Global-Combat-Air-Programme-1.jpg\" alt=\"Droni e difesa aerospaziale: le linee guida del Generale Antonio Conserva Capo di Stato maggiore dell’Aeronautica\" class=\"wp-image-7179\" title=\"Germania verso il Gcap: l’asse Roma–Londra–Tokyo tenta Berlino\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Germania verso il Gcap: l’asse Roma–Londra–Tokyo tenta Berlino</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-che-cosa-cambia-se-la-germania-entra-scala-soldi-e-potere-contrattuale\">Che cosa cambia se la Germania entra: scala, soldi e potere contrattuale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un eventuale ingresso tedesco nel Gcap non sarebbe un semplice “allargamento”. Sarebbe una <strong>trasformazione di scala</strong>. Se Berlino arrivasse a ordinare <strong>decine</strong> (o perfino “un centinaio”) di velivoli, cambierebbero:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Economia del programma</strong>: più numeri, maggiore ripartizione dei costi fissi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Forza negoziale</strong> in filiere, componentistica e standard comuni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Peso politico</strong> del progetto: diventerebbe, di fatto, la spina dorsale della futura aviazione da combattimento europea non americana.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E c’è un elemento determinante: i <strong>fondi</strong>. Nel quadro citato, il programma Gcap è entrato nella fase di sviluppo e i costi stimati sarebbero cresciuti in modo netto: da un’impostazione iniziale a <strong>6 miliardi</strong>, a una stima aggiornata di <strong>18,6 miliardi</strong>, con una quota ancora da reperire pari a <strong>7,831 miliardi</strong>. In questo contesto, un nuovo partner “grande” avrebbe un vantaggio immediato: <strong>assorbire parte degli aumenti</strong> e rendere più sostenibile la curva di spesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-prezzo-politico-industriale-cosa-chiedera-roma-e-cosa-chiedera-londra\">Il prezzo politico-industriale: cosa chiederà Roma e cosa chiederà Londra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se Berlino bussa, però, non è detto che entri “gratis”. La domanda implicita è: <strong>che cosa chiederà l’Italia in cambio</strong>? Nelle ipotesi circolate si intravedono scambi e incastri su altri domini:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>piattaforme terrestri</strong> (carri, veicoli e componenti),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>navale</strong> (con nomi che richiamano la capacità industriale italiana nel settore),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>spazio e satelliti</strong>, oggi centrali per ogni architettura militare “multi-dominio”.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma la “parola decisiva” non sarebbe solo italiana: passerebbe anche dal <strong>Regno Unito</strong>, che ospita la struttura di comando del programma e ha interessi strategici specifici. Londra, da un lato, vuole contare di più nei <strong>meccanismi europei di acquisto comune</strong> e nell’accesso a strumenti finanziari continentali; dall’altro, spinge per far entrare nel programma anche altri attori (si parla della richiesta britannica di aprire ai <strong>sauditi</strong>). Questo aggiunge un livello delicato: <strong>equilibri geopolitici, export control, standard tecnologici e consenso politico</strong> tra partner.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14467,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/weinformweb-20231215141645712-1288b1dbeea8af2ca2b994d75ab01fb0-1.jpg\" alt=\"Il costo del caccia GCAP per l'Italia sale a 21 miliardi di dollari\" class=\"wp-image-14467\" title=\"Germania verso il Gcap: l’asse Roma–Londra–Tokyo tenta Berlino\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Germania verso il Gcap: l’asse Roma–Londra–Tokyo tenta Berlino</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-segnale-per-l-europa-della-difesa-integrazione-o-due-velocita\">Un segnale per l’Europa della difesa: integrazione o “due velocità”?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La vicenda Gcap–Germania–Fcas racconta una verità scomoda: la difesa europea sta entrando in una fase di <strong>ridisegno</strong> che non procede per slogan (“autonomia strategica”), ma per <strong>programmi industriali concreti</strong>, soldi, filiere e scelte di alleanze. Se la Germania dovesse davvero spostarsi, anche gradualmente e “dopo il divorzio” con Parigi, il messaggio sarebbe chiaro: l’Europa non avrebbe un unico “campione”, ma una competizione interna tra modelli, governance e interessi nazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’Italia, tuttavia, la partita è anche un’opportunità: trasformare il proprio ruolo da partner a <strong>perno</strong> di un grande programma tecnologico, con ricadute su occupazione qualificata, supply chain e capacità sovrana. Per la Francia, invece, il rischio è duplice: perdere centralità nel progetto “europeo” pensato dieci anni fa e trovarsi davanti un concorrente che, allargando la base, può diventare <strong>più sostenibile e più influente</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In definitiva, l’“elefante nella stanza” non è solo il caccia. È la domanda che lo accompagna: <strong>chi guiderà davvero la difesa tecnologica europea nei prossimi vent’anni, e con quali alleanze?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/oo.png","categoria":"Internazionali","tags":"GCAP, merz, tokyo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-06 00:23:41","stato":"publish","riassunto_video":"Berlino valuta di entrare nella joint venture GCAP, il caccia di sesta generazione sviluppato da Italia, Regno Unito e Giappone, segnando un possibile smacco per l’asse Parigi-Berlino. Il GCAP è un sistema integrato che unisce velivoli, droni e reti digitali. L’ingresso tedesco amplierebbe scala, fondi e potere negoziale, ma richiederebbe scambi industriali e accordi geopolitici delicati.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.corriere.it/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29120-germania-verso-il-gcap-lasse-roma-londra-tokyo-tenta-berlino.mp4","galleria":""}
{"id":29115,"titolo":"Difesa aerea contro Droni: l’Aeronautica studia anche l’opzione autostrade per gli F-35","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Roma, 4 febbraio 2026</strong> – La minaccia più difficile da “misurare” e fermare oggi non arriva necessariamente da caccia o missili, ma da oggetti piccoli, economici e numerosi: i droni. È questo il messaggio che il generale di squadra aerea <strong>Silvano Frigerio</strong>, Comandante del <strong>Comando Squadra Aerea e Prima Regione Aerea</strong> dell’Aeronautica Militare, ha ribadito a margine del convegno “<strong>Dominio globale: geopolitica e aerospazio nel mondo che cambia</strong>”, organizzato dal <strong>CeSMA (Centro Studi Militari Aerospaziali Giulio Douhet)</strong> al Palazzo dell’Aeronautica. Il quadro che emerge è quello di una difesa che deve correre su più binari: contrasto agli UAS, sostenibilità economica delle risposte, cooperazione con alleati e industria, e – sullo sfondo – la vulnerabilità delle catene di approvvigionamento di materiali strategici e terre rare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-nuova-urgenza-lo-sciame-e-il-tempo-come-arma\">La nuova urgenza: lo sciame e il “tempo” come arma</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Frigerio ha posto l’accento su una tipologia di minaccia che sta conquistando spazio nelle crisi contemporanee: i <strong>droni a basso costo</strong>, capaci – con sistemi di guida sempre più autonomi (in alcuni casi anche tramite collegamenti non convenzionali come la fibra ottica) – di raggiungere un obiettivo con un investimento minimo e un impatto potenzialmente enorme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto non è solo tecnologico, ma <strong>temporale e quantitativo</strong>. In scenari “coperti”, dove il lancio può avvenire da mezzi mobili e con preavvisi ridottissimi, i secondi diventano determinanti: individuare, classificare e reagire in tempo utile è spesso più difficile che disporre del singolo sistema d’ingaggio. Da qui l’idea-chiave: contro attacchi multipli, non basta “la soluzione perfetta”; serve una <strong>rete diffusa</strong> di scoperta e contrasto, integrata e numerosa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il generale ha richiamato un paradosso ormai noto nella difesa aerea: <strong>neutralizzare un drone economico con munizionamento costoso</strong> può diventare insostenibile nel lungo periodo. Non è solo un problema di bilancio, ma di resilienza: se la risposta si regge su pochi strumenti “pregiati”, l’avversario può puntare sulla saturazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15270,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Difesa aerea contro Droni: l’Aeronautica studia anche l’opzione autostrade per gli F-35\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/ukraine-tests-drone-swarms-900x600-riczfo722m45x63l9hb8rlgw0cbsth3losxhdj1ze8.jpg\" alt=\"Difesa aerea contro Droni: l’Aeronautica studia anche l’opzione autostrade per gli F-35\" class=\"wp-image-15270\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa aerea contro Droni: l’Aeronautica studia anche l’opzione autostrade per gli F-35</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo – nel ragionamento delineato – la risposta deve combinare:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>early warning</strong> e capacità di sorveglianza/identificazione più rapide;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>strumenti di contrasto <strong>proporzionati e replicabili</strong>, adatti anche a minacce numerose;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>una <strong>distribuzione territoriale</strong> coerente con gli obiettivi ritenuti vitali, includendo infrastrutture critiche (nodi logistici, porti, snodi ferroviari e autostradali).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il bersaglio simbolico, citato come esempio, è la piattaforma ad alta tecnologia: anche un danno limitato a un velivolo avanzato può produrre conseguenze economiche e operative rilevanti. In altre parole, l’attacco “economico” punta a generare un effetto “costoso”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-autostrade-come-pista-un-ipotesi-allo-studio-per-la-dispersione-rapida\">Autostrade come pista? Un’ipotesi allo studio per la dispersione rapida</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra gli spunti più discussi emersi a margine dell’incontro c’è anche la <strong>valutazione</strong> – non ancora una pianificazione – della possibilità di utilizzare <strong>tratti autostradali</strong> come opzione alternativa per operazioni di volo in circostanze eccezionali, in particolare in caso di minaccia dal cielo contro le basi principali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il concetto è quello della <strong>dispersione rapida degli assetti</strong>: ridislocare in tempi brevi velivoli e supporti essenziali su più punti, per ridurre vulnerabilità e garantire continuità operativa. È un approccio già noto in ambito Nato e già praticato in alcuni Paesi alleati; tuttavia, Frigerio ha evidenziato come il confronto non sia automatico: <strong>in Italia</strong> la conformazione della rete autostradale e le condizioni infrastrutturali rendono l’idea più complessa, soprattutto sul piano logistico e della sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei ragionamenti preliminari entrano elementi molto concreti: idoneità del tratto, gestione delle aree limitrofe, sicurezza, accessi, ma anche presenza di infrastrutture di supporto (reti elettriche, piazzole, servizi) e possibilità di “trasformare” uno spazio civile in un’infrastruttura temporaneamente militare senza generare rischi collaterali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-industria-non-piu-solo-committente-fornitore\">Industria: non più solo “committente-fornitore”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul versante industriale, Frigerio ha indicato una necessità di metodo: tempi più rapidi di sviluppo e messa in servizio richiedono un rapporto diverso con le aziende. Non basta acquistare un prodotto “finito”: serve <strong>co-sviluppo</strong>, sperimentazione congiunta, verifica dell’efficacia e accelerazione verso la produzione, con un approccio più integrato tra Forza Armata e filiera tecnologica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sottotesto è chiaro: in un ambiente in cui la minaccia evolve rapidamente (e a costi contenuti), i cicli lunghi rischiano di consegnare soluzioni già “vecchie” al momento della consegna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’altra linea rossa riguarda la dimensione meno visibile, ma decisiva: <strong>risorse strategiche e terre rare</strong>. Frigerio ha chiarito che non tutti i sistemi dipendono allo stesso modo da questi materiali, ma il tema diventa critico quando si ragiona in ottica di <strong>scorte</strong> e di sostenibilità di un confronto prolungato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui entra in gioco la competizione: se un Paese produttore deve soddisfare una domanda interna elevata, le consegne tendono naturalmente a privilegiare la priorità nazionale. Da questa consapevolezza discende una scelta pragmatica: <strong>diversificare le dotazioni</strong> e ridurre dipendenze e colli di bottiglia, mantenendo opzioni operative anche quando produzione e supply chain sono sotto pressione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-difesa-a-sistema-tecnologia-quantita-logistica-risorse\">Una difesa a sistema: tecnologia, quantità, logistica, risorse</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il filo che unisce tutti i punti emersi è l’idea di una difesa aerospaziale costruita come <strong>ecosistema</strong>: non solo piattaforme avanzate, ma reti di scoperta, capacità numeriche, logistica flessibile, cooperazione alleata e solidità industriale. I droni “low cost” hanno spostato l’equilibrio: costringono a ripensare strumenti, costi e tempi, imponendo un modello più resiliente e distribuito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E in questo quadro, anche un’ipotesi che suona estrema – come l’impiego di tratti autostradali – diventa un indicatore di come la parola chiave stia cambiando: <strong>continuità operativa</strong>, comunque e ovunque, se la minaccia dovesse colpire i nodi principali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/df.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"aeronauticamilitare, cesma, F-35, frigerio","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-05 19:53:37","stato":"publish","riassunto_video":"La minaccia dei droni low cost richiede una difesa aerea integrata, rapida e distribuita, capace di rispondere a sciami numerosi con strumenti proporzionati e sostenibili. L’Aeronautica studia anche l’uso di tratti autostradali per la dispersione rapida degli assetti, puntando su cooperazione industriale, diversificazione delle risorse e continuità operativa in scenari complessi.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilsole24ore.com/art/difesa-generale-frigerio-valutiamo-possibilita-atterrare-gli-f35-autostrade-caso-minaccia-cielo-AIv6P8EB","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29115-difesa-aerea-contro-droni-laeronautica-studia-anche-lopzione-autostrade-per-gli-f-35.mp4","galleria":""}
{"id":29106,"titolo":"Il Capo di SME incontra i futuri Sottufficiali di Corpo e i Volontari dell’85° RAV","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 4 febbraio 2026 il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, <strong>Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</strong>, ha avviato una visita istituzionale articolata in due tappe simboliche del percorso formativo militare: <strong>Viterbo e Verona</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presso la Scuola Sottufficiali dell’Esercito, il Vertice della Forza Armata ha incontrato i frequentatori del <strong>13° Corso per Sottufficiali di Corpo</strong>, figura chiave della vita di reparto, <strong>punto di riferimento quotidiano per il personale</strong> e snodo fondamentale tra comando e base operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo indirizzo di saluto, il Generale di Corpo d’Armata Masiello ha sottolineato come il ruolo del Sottufficiale di Corpo assuma oggi un valore ancora più strategico, in una fase storica segnata da <strong>trasformazioni organizzative, tecnologiche e dottrinali</strong>. Con parole dirette ha richiamato l’importanza della conoscenza del personale, dell’ascolto a ogni livello del comando, della disciplina consapevole e dell’orgoglio di appartenenza, indicando in questi elementi la vera linfa dei reparti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Particolare enfasi è stata posta sul <strong>cambiamento</strong>, da interpretare come opportunità e non come imposizione, e sul superamento della <strong>cultura della punizione dell’errore</strong>, a favore di un modello fondato sull’apprendimento continuo. L’<strong>addestramento</strong>, ha ribadito, resta la vera ragione di vita del soldato. Ai futuri Sottufficiali di Corpo è stato chiesto di essere <strong>motore di un Esercito fondato sulla meritocrazia</strong>, ricordando che la <strong>coerenza</strong> rappresenta la misura concreta con cui ciascuno interpreterà il proprio ruolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-verona-il-benvenuto-ai-volontari-in-ferma-iniziale\">Verona, il benvenuto ai Volontari in Ferma Iniziale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Conclusa la tappa laziale, il Generale di Corpo d’Armata Masiello si è recato a Verona, presso l’85° Reggimento Addestramento Volontari “Verona”, dove ha incontrato i <strong>Volontari in Ferma Iniziale del 3° blocco 2025</strong>, incorporati lo scorso 13 gennaio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’incontro ha rappresentato il <strong>primo saluto ufficiale</strong> ai giovani soldati all’inizio del loro percorso formativo di dodici settimane. Rivolgendosi ai VFI, il Capo di Stato Maggiore ha riconosciuto il valore della loro scelta in un contesto internazionale complesso, definendola <strong>coraggiosa e carica di responsabilità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15255,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Formazione militare: il Capo di SME incontra a Viterbo e Verona i futuri Sottufficiali di Corpo e i Volontari dell’85° RAV\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/bc4195b7-e7b9-430c-86ab-643728a5ffc0.jpg\" alt=\"Formazione militare: il Capo di SME incontra a Viterbo e Verona i futuri Sottufficiali di Corpo e i Volontari dell’85° RAV\" class=\"wp-image-15255\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il saluto dell’85° RAV “Verona”. Fonte Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ha richiamato l’importanza del <strong>sacrificio</strong> e dell’<strong>adesione consapevole a valori e regole</strong>, sottolineando come l’Esercito diventi, da quel momento, una <strong>nuova famiglia pronta a sostenere ogni difficoltà</strong>. Nel suo intervento ha inoltre evidenziato che la forza della Forza Armata nasce dall’integrazione tra tecnologia al servizio del soldato, addestramento fisico, tecnico e mentale e un sistema di valori che unisce disciplina, onore e amore per la Patria, sintetizzati dal Tricolore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un passaggio significativo è stato dedicato al ruolo degli <strong>istruttori</strong> e alla <strong>coesione tra commilitoni</strong>, indicati come risorse decisive nei momenti più impegnativi del cammino militare. Nessuna scorciatoia, ha ammonito: <strong>solo chi aderisce pienamente a questi principi può dirsi degno dell’uniforme</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-visione-unitaria-per-il-futuro-della-forza-armata\">Una visione unitaria per il futuro della Forza Armata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalle aule della Scuola Sottufficiali ai piazzali dell’85° RAV emerge una <strong>visione unitaria dell’Esercito Italiano</strong>, fondata sulla centralità della persona e sulla qualità della formazione. Il confronto diretto con i Sottufficiali di Corpo e con i giovani Volontari testimonia una leadership presente, che sceglie il <strong>dialogo come strumento di guida</strong> e l’<strong>esempio come metodo educativo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15258,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Formazione militare: il Capo di SME incontra a Viterbo e Verona i futuri Sottufficiali di Corpo e i Volontari dell’85° RAV\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/700aec11-e2ad-49a3-b7d5-8a17d029adc0.jpg\" alt=\"Formazione militare: il Capo di SME incontra a Viterbo e Verona i futuri Sottufficiali di Corpo e i Volontari dell’85° RAV\" class=\"wp-image-15258\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il saluto del 13° Corso Sottufficiali di Corpo. Fonte Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I <strong>Sottufficiali di Corpo</strong>, custodi dell’esperienza operativa e punti di riferimento quotidiani nei reparti, e i <strong>Volontari in Ferma Iniziale</strong>, chiamati ad affrontare le prime sfide della vita militare, incarnano responsabilità diverse ma complementari all’interno della stessa comunità professionale. Da un lato la guida, la continuità dei valori e la capacità di accompagnare il personale; dall’altro l’entusiasmo e la spinta delle nuove generazioni. La professionalità dei Sottufficiali, unita all’impegno dei giovani soldati, rappresenta un fattore decisivo per la <strong>prontezza operativa</strong>, mentre meritocrazia, ascolto, disciplina consapevole e addestramento continuo diventano elementi strutturali della crescita della Forza Armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il messaggio che accompagna questa visita è chiaro: <strong>il futuro dell’Esercito passa dalla crescita professionale e umana dei suoi uomini e delle sue donne</strong>. Investire sui valori significa rafforzare la capacità di affrontare le sfide della sicurezza contemporanea e consolidare un’identità forte, coerente e orientata al servizio del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È in questa sintesi tra <strong>tradizione e innovazione</strong> che prende forma un Esercito moderno, capace di guardare avanti senza perdere il senso profondo della propria missione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/e873eeb5-4f4f-4c53-977e-23041b6faeb4.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"esercitoitaliano, FormazioneMilitare, GiovaniSoldati","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-05 19:23:57","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/il-capo-di-sme-incontra-i-futuri-sottufficiali-di-corpo-e-ai-volontari-dell85-rav-verona/129599.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29106-il-capo-di-sme-incontra-i-futuri-sottufficiali-di-corpo-e-i-volontari-dell85-rav.mp4","galleria":""}
{"id":29102,"titolo":"L’IA che vede la guerra: Clarity e la nuova ricognizione ucraina","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel conflitto tra Ucraina e Russia, la vera moneta è il <strong>tempo</strong>. Chi riesce a trasformare prima un’immagine in una decisione ottiene un vantaggio concreto sul campo di battaglia. In questo contesto si inserisce <strong>Clarity</strong>, un software ucraino basato su intelligenza artificiale capace di analizzare automaticamente foto e video provenienti dai droni di ricognizione, riconoscendo <strong>soldati, mezzi di artiglieria e postazioni nemiche</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il salto qualitativo non riguarda soltanto la precisione del riconoscimento, ma soprattutto la <strong>velocità</strong>. Attività che fino a poco tempo fa richiedevano ore di analisi manuale vengono oggi ridotte a <strong>pochi secondi</strong>. Le immagini di foreste, villaggi occupati e aree rurali vengono elaborate dall’algoritmo, che applica tag ai bersagli e restituisce <strong>coordinate geografiche</strong> direttamente alle unità impegnate al fronte o ai centri di comando.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo processo accelera drasticamente la cosiddetta <strong>kill chain</strong>: individuazione del target, valutazione, decisione e ingaggio diventano un flusso quasi continuo. Non si tratta solo di colpire con maggiore efficacia, ma anche di <strong>evitare imboscate, ridurre gli errori e aumentare la sopravvivenza dei reparti avanzati</strong>. Clarity utilizza modelli proprietari addestrati su grandi volumi di dati visivi, annotati da specialisti con una profonda conoscenza dello scenario operativo. Dietro il software c’è un team che unisce competenze avanzate in intelligenza artificiale ed esperienza militare, permettendo al sistema di funzionare anche in condizioni ambientali difficili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-ecosistema-digitale-al-servizio-del-fronte\">Un ecosistema digitale al servizio del fronte</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Clarity non è un elemento isolato. L’Ucraina ha costruito nel tempo un <strong>ecosistema digitale di combattimento</strong>, composto da piattaforme per il comando e controllo, la mappatura del terreno e il supporto al fuoco. Tra queste figurano Delta, Kropyva e Virazh Planshet, strumenti che integrano dati provenienti da sensori diversi, calcoli balistici, informazioni meteorologiche e mappe dei campi minati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15241,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’IA che “vede” la guerra: Clarity e la nuova ricognizione ucraina\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/120000.jpg\" alt=\"L’IA che “vede” la guerra: Clarity e la nuova ricognizione ucraina\" class=\"wp-image-15241\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Uno schema che descrive il funzionamento della piattaforma Kropyva.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’interno di questo sistema, Clarity svolge un ruolo specifico: <strong>rendere più efficiente la ricognizione aerea</strong>. È un’applicazione desktop impiegata sia sul campo sia nei quartier generali, con oltre <strong>seicento utenti militari</strong> e decine di unità operative che la utilizzano quotidianamente. Esiste anche una versione avanzata, Clarity Pro, capace di elaborare video offline, importare log di volo con coordinate ed effettuare <strong>geolocalizzazione automatizzata</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un aspetto centrale del suo sviluppo è il <strong>ciclo continuo di feedback</strong> con i soldati. Le osservazioni provenienti dal fronte vengono raccolte attraverso canali di comunicazione sicuri, consentendo agli sviluppatori di correggere bug, aggiungere funzioni e adattare gli algoritmi alle tattiche in evoluzione del nemico. Questo dialogo costante trasforma l’esperienza diretta dei combattenti in miglioramenti software rapidi e mirati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto è inserito in un cluster governativo nato per collegare aziende tecnologiche e forze armate, promosso dal Ministero della Trasformazione Digitale. Attraverso grant e hackathon tematici, questo ecosistema accelera il passaggio dalle idee ai prototipi funzionanti. In questo quadro, Clarity è diventato uno degli esempi più concreti di <strong>innovazione applicata direttamente al campo di battaglia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-guerra-che-accelera-l-innovazione-militare\">Una guerra che accelera l’innovazione militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’integrazione dell’intelligenza artificiale nelle operazioni ucraine non si limita alla ricognizione. Negli ultimi mesi sono emerse soluzioni che portano l’AI anche nella <strong>guida terminale dei droni d’attacco</strong>, permettendo agli apparati di mantenere il bersaglio anche in presenza di disturbi elettronici. È un’evoluzione significativa, perché riduce la dipendenza dal controllo umano continuo e rende più resilienti i sistemi in ambienti saturi di jamming.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15244,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’IA che “vede” la guerra: Clarity e la nuova ricognizione ucraina\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/GettyImages-1399349828-cropped.jpg\" alt=\"L’IA che “vede” la guerra: Clarity e la nuova ricognizione ucraina\" class=\"wp-image-15244\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Droni con bombe agganciate. Foto: Anton Petrus/GETTY IMAGES<br><br></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente cresce il dibattito internazionale sui <strong>limiti dell’autonomia nei sistemi d’arma</strong>. Le discussioni sulle armi autonome procedono lentamente, mentre sul terreno la tecnologia avanza a ritmo sostenuto. In Europa, molte applicazioni militari restano formalmente fuori dai principali quadri regolatori sull’intelligenza artificiale, soprattutto quando l’uso è esclusivamente legato alla difesa nazionale. Resta però aperta la questione del <strong>doppio uso</strong>, dato che molte delle tecnologie impiegate – visione artificiale, analisi video, geolocalizzazione – nascono in ambito civile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per i responsabili ucraini, il punto è pragmatico: l’AI consente di ottenere <strong>in pochi minuti ciò che prima richiedeva ore</strong>. Il ritorno operativo è enorme e si traduce in maggiore efficacia, minori perdite e capacità di colpire asset strategici avversari con risorse limitate. Clarity incarna questa trasformazione. Non promette guerre automatiche né vittorie facili, ma dimostra come il software sia diventato un <strong>combattente silenzioso</strong>, capace di vedere prima, comprendere meglio e accelerare ogni decisione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In una guerra che cambia di mese in mese, l’intelligenza artificiale non è più un esperimento: <strong>è già parte integrante del campo di battaglia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/67-AD000379.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"GuerraUcraina, innovazionemilitare, intelligenzaartificiale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-05 19:23:38","stato":"publish","riassunto_video":"Nel conflitto Ucraina-Russia, Clarity, un software ucraino basato su intelligenza artificiale, analizza rapidamente immagini da droni per identificare obiettivi nemici, accelerando decisioni e azioni sul campo. Integrato in un ecosistema digitale militare, migliora la ricognizione e la sopravvivenza delle truppe, rappresentando un avanzamento cruciale nell’innovazione bellica.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.pravda.com.ua/eng/news/2025/09/09/7530013/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29102-lia-che-vede-la-guerra-clarity-e-la-nuova-ricognizione-ucraina.mp4","galleria":""}
{"id":29098,"titolo":"Kiev pronta al compromesso: soldati UE e USA come scudo. E Macron riapre a Putin","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il suono delle sirene antiaeree che ha accolto il Segretario Generale della NATO, <strong>Mark Rutte</strong>, a Kiev è il paradosso di una pace che non è mai stata così vicina e, al contempo, così fragile. Mentre il termometro segna -20°C e la popolazione soffre il gelo per i raid alle infrastrutture, la diplomazia accelera in vista del decisivo round di negoziati ad <strong>Abu Dhabi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-rete-di-protezione-occidentale\">La \"Rete di Protezione\" Occidentale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nodo centrale non è più solo il <em>se</em> fermare le armi, ma il <em>come</em> garantire che non riprendano a sparare. La novità è sostanziale: per indurre Zelensky al compromesso, USA ed Europa sono pronti a fornire garanzie militari dirette.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Truppe sul terreno:</strong> Stati Uniti, Europa e Canada hanno confermato la disponibilità a schierare uomini, aerei e navi nel Mar Nero.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>La Coalizione dei Volenterosi:</strong> Secondo indiscrezioni del <em>Financial Times</em>, l'accordo prevede una risposta a livelli in caso di violazione del cessate il fuoco da parte russa:<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Entro 24 ore:</strong> Avvertimento diplomatico e sanzioni immediate.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fase due:</strong> Intervento militare della \"Coalizione dei Volenterosi\".</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Risposta totale:</strong> Intervento coordinato delle forze occidentali, inclusi gli Stati Uniti.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Gli Stati Uniti saranno la rete di protezione\", ha dichiarato Rutte, sottolineando come queste \"solide garanzie di sicurezza\" siano l'unico modo per permettere a Kiev di accettare una tregua senza il timore di un nuovo tradimento del Cremlino.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15252,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Kiev pronta al compromesso: soldati UE e USA come scudo. E Macron riapre a Putin\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Ukraine-71st-Jaeger-Brigade-1024x654-1.jpg\" alt=\"Kiev pronta al compromesso: soldati UE e USA come scudo. E Macron riapre a Putin\" class=\"wp-image-15252\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Kiev pronta al compromesso: soldati UE e USA come scudo. E Macron riapre a Putin</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-ottimismo-di-trump-e-la-mossa-di-macron\">L'ottimismo di Trump e la mossa di Macron</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dall'altra parte dell'Oceano, <strong>Donald Trump</strong> sbandiera i primi successi della sua strategia transazionale. Il tycoon ha confermato che Putin ha rispettato l'impegno di non colpire l'Ucraina per una settimana (\"da domenica a domenica\") e si dice convinto che \"buone notizie\" siano in arrivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo scacchiere si reinserisce <strong>Emmanuel Macron</strong>. Il Presidente francese, finora tra i più critici verso Mosca, sta lavorando per riaprire un canale di comunicazione diretto con lo Zar. \"Sarebbe utile, ma non credo che la Russia sia attualmente disposta a concludere\", ha ammesso con realismo, segnando però un cambio di passo rispetto alla chiusura totale dei mesi scorsi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-resistenza-del-cremlino\">La resistenza del Cremlino</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante le aperture, Mosca resta un'incognita. Se da un lato i fedelissimi di Putin definiscono \"inaccettabile\" la presenza di soldati occidentali in Ucraina, definendoli potenziali bersagli, dall'altro la pressione internazionale e la solidità della nuova coalizione a guida USA potrebbero costringere la Russia a una scelta senza precedenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Zelensky è stato chiaro: <strong>\"Nessuno si arrenderà\"</strong>, ma il sostegno alle misure di de-escalation americane conferma che la strada del dialogo, seppur stretta, è l'unica rimasta percorribile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/Russia-Ukraine-war-Ukrainian-servicemen-Kyiv-2022.webp","categoria":"Internazionali","tags":"KIEW, macron, putin, RUTTE, soldati","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-05 19:13:37","stato":"publish","riassunto_video":"Il Segretario NATO Mark Rutte è arrivato a Kiev tra sirene antiaeree, mentre la diplomazia accelera per un cessate il fuoco. USA ed Europa offrono garanzie militari dirette, con truppe pronte a intervenire in caso di violazioni. Zelensky, sostenuto da questa \"rete di protezione\", è pronto al compromesso. Macron riapre il dialogo con Putin, ma Mosca resta incerta.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29098-kiev-pronta-al-compromesso-soldati-ue-e-usa-come-scudo-e-macron-riapre-a-putin.mp4","galleria":""}
{"id":29092,"titolo":"Niscemi, Zona Rossa: Esercito al lavoro sulla viabilità, Carabinieri a presidio delle case evacuate","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>A Niscemi (Caltanissetta) l’emergenza legata alla grande frana che, dal <strong>25 gennaio 2026</strong>, interessa l’area a ridosso della parte sud del centro abitato continua a tenere alta l’attenzione di Protezione civile e istituzioni. La priorità resta duplice: <strong>mettere in sicurezza la popolazione</strong> e <strong>mantenere operativi i collegamenti</strong> con l’abitato, mentre la “zona rossa” — l’area interdetta per il rischio di ulteriori cedimenti — viene sorvegliata per evitare incidenti e comportamenti illeciti. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-viabilita-e-collegamenti-il-lavoro-del-genio-e-dei-militari-sul-territorio\">Viabilità e collegamenti: il lavoro del Genio e dei militari sul territorio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul fronte operativo, il personale dell’Esercito è impegnato nei lavori per <strong>ripristinare la viabilità e i collegamenti stradali</strong>, con interventi che includono percorsi alternativi e il recupero della funzionalità di strade secondarie, così da consentire ai residenti di muoversi in condizioni di maggiore sicurezza e garantire la continuità delle attività essenziali. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È in questo quadro che si inserisce anche il contributo dell’<strong>Operazione “Strade Sicure”</strong>, che in questa fase affianca le forze dell’ordine nelle attività di controllo del perimetro interdetto. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto agli interventi infrastrutturali, prosegue l’azione di tutela per la sicurezza dei cittadini: l’obiettivo è <strong>prevenire tentativi di sciacallaggio</strong>, controllare accessi e varchi della “zona rossa” e consentire — quando possibile e in condizioni controllate — che alcune famiglie <strong>recuperino effetti personali</strong> dalle abitazioni evacuate senza esporsi a rischi. (È un’esigenza ricorrente nelle grandi evacuazioni: rientrare anche solo pochi minuti può diventare pericoloso se il versante è ancora in movimento.)</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il messaggio politico-istituzionale è stato ribadito più volte dal Ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha sottolineato la disponibilità a impiegare mezzi e personale per l’assistenza alla popolazione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“La Difesa è vicina alla comunità di Niscemi, proteggendola e sostenendola. Confermo la massima disponibilità all’impiego di mezzi e personale delle Forze Armate per continuare a portare aiuto alla popolazione”. </p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15233,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Niscemi, Zona Rossa: Esercito al lavoro sulla viabilità, Carabinieri a presidio delle case evacuate\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/2c0c2d36-2c1e-4ef7-8377-a87f8063e3e5.jpeg\" alt=\"Niscemi, Zona Rossa: Esercito al lavoro sulla viabilità, Carabinieri a presidio delle case evacuate\" class=\"wp-image-15233\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Niscemi, Zona Rossa: Esercito al lavoro sulla viabilità, Carabinieri a presidio delle case evacuate</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-evento-enorme-sfollati-edifici-coinvolti-e-fronte-in-evoluzione\">Un evento enorme: sfollati, edifici coinvolti e fronte in evoluzione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo gli aggiornamenti più recenti diffusi in sede di coordinamento dei soccorsi, la “zona rossa” comprende <strong>centinaia di edifici</strong> e gli <strong>sfollati</strong> hanno superato quota <strong>1.600</strong>.<br>Nei giorni precedenti, il Dipartimento nazionale della Protezione civile ha richiamato la natura ancora <strong>attiva</strong> del fenomeno e la necessità di misure precauzionali estese. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli approfondimenti tecnico-scientifici pubblicati nelle ultime settimane convergono su un punto: la frana di Niscemi non è un “fulmine a ciel sereno”, ma il risultato di una combinazione di <strong>fattori predisponenti</strong> e <strong>fattori scatenanti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Geologia vulnerabile</strong>: l’area presenta strati con <strong>sabbie sovrapposte a livelli argillosi</strong>, una configurazione che può favorire scivolamenti quando l’acqua satura i terreni più fini e “lubrifica” i piani di scorrimento. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Piogge intense e/o prolungate</strong>: le precipitazioni (specie se persistenti) aumentano la pressione dell’acqua nei pori del terreno e riducono la resistenza dei materiali, innescando o accelerando movimenti franosi. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fattori antropici</strong>: gestione delle acque, urbanizzazione, impermeabilizzazione e alterazioni del reticolo di drenaggio possono peggiorare l’equilibrio idrogeologico di un versante già fragile. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa lettura è coerente con l’impostazione adottata anche nei documenti di riferimento sul dissesto idrogeologico: il rischio frana nasce dall’interazione tra condizioni naturali e pressioni umane, con le precipitazioni tra i principali inneschi. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente alla gestione dell’emergenza, la Procura di Gela ha avviato un’inchiesta (a carico di ignoti) ipotizzando reati legati al <strong>disastro colposo</strong> e al danneggiamento seguito da frana, con acquisizione di atti e coinvolgimento di consulenti tecnici. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15234,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Niscemi, Zona Rossa: Esercito al lavoro sulla viabilità, Carabinieri a presidio delle case evacuate\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/senza-titolo-4-2-.2026.01.30.09.43.38.598.jpg\" alt=\"Niscemi, Zona Rossa: Esercito al lavoro sulla viabilità, Carabinieri a presidio delle case evacuate\" class=\"wp-image-15234\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Niscemi, Zona Rossa: Esercito al lavoro sulla viabilità, Carabinieri a presidio delle case evacuate</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-succede-adesso-sorveglianza-assistenza-e-decisioni-difficili\">Cosa succede adesso: sorveglianza, assistenza e decisioni difficili</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel breve periodo il punto centrale resta la <strong>sorveglianza del movimento</strong> e l’eventuale rimodulazione delle aree interdette, soprattutto in caso di nuove precipitazioni. Sul medio periodo, quando un fronte franoso resta attivo o lascia condizioni di instabilità residua, le amministrazioni si trovano spesso davanti a scelte complesse: consolidamenti, delocalizzazioni, demolizioni di immobili irrimediabilmente compromessi, e un piano di ricostruzione che tenga conto del rischio futuro. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/292e69a5-70ff-413c-b2a8-fc8665fecd69.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"difesa, niscemi, SCIACALLAGGIO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-05 06:33:34","stato":"publish","riassunto_video":"A Niscemi una grande frana minaccia il centro abitato dal gennaio 2026, con oltre 1.600 sfollati e centinaia di edifici coinvolti. L’esercito lavora per ripristinare la viabilità e garantire sicurezza, mentre i Carabinieri presidiano la “zona rossa”. La frana è causata da fattori naturali e umani, con piogge intense che aggravano la situazione. La Procura ha avviato un’inchiesta.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/primopiano/frana-a-niscemi-la-difesa-impegnata-nella-zona-rossa/88218.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29092-niscemi-zona-rossa-esercito-al-lavoro-sulla-viabilita-carabinieri-a-presidio-delle-case-evacuate.mp4","galleria":""}
{"id":29085,"titolo":"Germania e Italia possono guidare il rilancio e il riarmo dell’Europa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’idea è semplice, ma ambiziosa: trasformare la “fase di incertezza” dell’Occidente in un’accelerazione europea su sicurezza, industria e capacità di deterrenza. È questo il filo conduttore del ragionamento di Thomas Bagger, ambasciatore tedesco in Italia, che in un colloquio con <em>HuffPost</em> invita a “lasciare da parte il pessimismo” e a costruire una visione convincente per il futuro dell’Unione europea, scossa dalle oscillazioni della politica americana e dalla pressione strategica russa. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-tesi-roma-e-berlino-come-motore-in-tempi-di-minaccia\">La tesi: Roma e Berlino come “motore” in tempi di minaccia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Bagger lega la necessità di un salto di qualità europeo a un presupposto politico: la guerra in Ucraina non sarebbe, nel suo racconto, un conflitto circoscritto, ma un confronto più ampio tra Mosca e l’Occidente. Da qui la conclusione: se l’Europa non può contare “solo” sugli Stati Uniti per fronteggiare la minaccia, deve investire di più sulle proprie capacità, anche per rendere credibile la deterrenza verso la Russia. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto non è (solo) comprare più armamenti: è costruire massa critica europea, coordinamento industriale e una postura politica meno dipendente dagli umori di Washington.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15225,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Germania e Italia possono guidare il rilancio e il riarmo dell’Europa\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/152123519-07b1a55a-0146-4c66-819a-33e2b014a8d6.webp\" alt=\"Germania e Italia possono guidare il rilancio e il riarmo dell’Europa\" class=\"wp-image-15225\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Germania e Italia possono guidare il rilancio e il riarmo dell’Europa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-contesto-politico-il-nuovo-livello-di-cooperazione-e-la-sintonia-merz-meloni\">Il contesto politico: il “nuovo livello” di cooperazione e la sintonia Merz–Meloni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le parole dell’ambasciatore si inseriscono in una fase di riavvicinamento operativo tra Italia e Germania, favorita dalla convergenza tra la premier Giorgia Meloni e il cancelliere Friedrich Merz, emersa con forza nel vertice bilaterale di Roma del 23 gennaio 2026.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In quell’occasione, Roma e Berlino hanno presentato un piano d’azione e un pacchetto di intese che mettono al centro tre assi: competitività industriale, semplificazione/regole UE, e cooperazione in difesa e sicurezza (anche con un esplicito richiamo al rafforzamento del pilastro europeo della NATO). </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-rilancio-e-riarmo-le-due-gambe-della-stessa-strategia\">“Rilancio” e “riarmo”: le due gambe della stessa strategia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella lettura che emerge da questa stagione diplomatica, rilancio economico e riarmo non sono capitoli separati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>1) Rilancio industriale e competitività</strong><br>Reuters descrive l’iniziativa italo-tedesca come un’alleanza pro-industria: spinta alla semplificazione regolatoria, politiche più favorevoli alla manifattura, attenzione a energia, catene di fornitura e materie prime critiche. È anche una risposta al doppio stress percepito: concorrenza cinese e attriti intra-UE sulla regolazione economica (con differenze crescenti rispetto alla Francia su alcune scelte). </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>2) Riarmo e capacità di deterrenza</strong><br>Nel lessico politico del vertice, la difesa torna a essere infrastruttura della sovranità europea: coordinare risposte alle minacce euro-atlantiche e rafforzare il pilastro europeo della NATO in chiave di deterrenza e difesa. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È su questo punto che Bagger innesta l’argomento più diretto: investire “di più” sulla forza europea per ridurre la vulnerabilità strategica e “scoraggiare l’appetito di Mosca”. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15226,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Germania e Italia possono guidare il rilancio e il riarmo dell’Europa\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/61f7f8c15df1a.jpeg\" alt=\"Germania e Italia possono guidare il rilancio e il riarmo dell’Europa\" class=\"wp-image-15226\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Germania e Italia possono guidare il rilancio e il riarmo dell’Europa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-equilibrio-con-gli-stati-uniti-meno-dipendenza-non-rottura\">L’equilibrio con gli Stati Uniti: meno dipendenza, non rottura</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un elemento interessante è che la traiettoria proposta non coincide con un antiamericanismo di principio. Anzi: nel documento e nelle dichiarazioni del vertice si ribadisce “l’importanza fondamentale” del legame transatlantico. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La linea, piuttosto, è: <strong>restare alleati, ma diventare più autonomi</strong>. In altre parole, evitare che ogni cambio di vento a Washington — e le incertezze legate alla politica di Donald Trump richiamate anche nell’intervista a <em>HuffPost</em> — si traduca in paralisi europea. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-proprio-italia-e-germania\">Perché proprio Italia e Germania</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel racconto di questa fase, Roma e Berlino rivendicano un ruolo particolare: sono due grandi economie manifatturiere, profondamente intrecciate nelle filiere industriali europee, con un interesse comune a tenere insieme transizione, competitività e sicurezza. È anche per questo che, nel vertice, l’accento cade su industria, energia e difesa come pacchetto unico. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è poi un fattore simbolico: il 2026 viene presentato come anno “speciale” dell’amicizia italo-tedesca (75° anniversario della ripresa delle relazioni diplomatiche), che rende la cooperazione più spendibile politicamente anche sul piano interno. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11106,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Germania e Italia possono guidare il rilancio e il riarmo dell’Europa\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/lrmv-03.jpg\" alt=\"Leonardo–Rheinmetall, primo contratto per i nuovi corazzati dell’Esercito: prime consegne entro fine 2025\" class=\"wp-image-11106\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Leonardo–Rheinmetall, primo contratto per i nuovi corazzati dell’Esercito</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-nodo-vero-trasformare-l-intesa-in-capacita-e-soldi\">Il nodo vero: trasformare l’intesa in capacità (e soldi)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La promessa politica è chiara, ma la prova è operativa:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>spesa e strumenti</strong>: riarmo significa stanziamenti pluriennali, programmi comuni, procurement più veloce;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>industria della difesa</strong>: senza integrazione (standard, commesse, supply chain), l’aumento di spesa rischia di frammentarsi;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>governance europea</strong>: “autocontrollo regolatorio” e semplificazione sono bandiere condivise, ma richiedono coalizioni stabili in UE. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è qui che la scommessa Bagger diventa politica: se Italia e Germania riuscissero a tenere insieme deterrenza e competitività, potrebbero effettivamente offrire all’Europa una guida pragmatica in una fase in cui l’Unione è chiamata a scegliere se “subire” o “agire”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/Bundeswher-nuova.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, Germania, Italia, Leonardo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-04 21:13:39","stato":"publish","riassunto_video":"L’ambasciatore tedesco Thomas Bagger invita a superare il pessimismo e a rafforzare Europa su sicurezza, industria e deterrenza, con Italia e Germania come motori. La guerra in Ucraina è vista come sfida più ampia, che richiede autonomia europea dalla dipendenza USA. Il piano italo-tedesco punta a rilancio industriale e riarmo coordinato, per una difesa europea più forte e competitiva.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.huffingtonpost.it/esteri/2026/02/03/news/thomas_bagger_germania_e_italia_possono_guidare_il_rilancio_e_il_riarmo_delleuropa-21118663/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29085-germania-e-italia-possono-guidare-il-rilancio-e-il-riarmo-delleuropa.mp4","galleria":""}
{"id":29079,"titolo":"Ghiacci strategici: la NATO punta sull’Artico mentre cambia la mappa del potere globale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’NATO prepara il salto di qualità nel Grande Nord. Dopo mesi di esercitazioni e segnali politici incrociati, l’Alleanza Atlantica ha avviato la <strong>pianificazione concreta di una possibile missione nell’Artico</strong>, con un focus strategico sull’area attorno alla Groenlandia. Una svolta che segna il passaggio dalla deterrenza simbolica a un approccio operativo strutturato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non si tratta più soltanto di manovre periodiche: per la prima volta l’Alleanza sta valutando un <strong>dispositivo stabile nel Grande Nord</strong>, comprendente sorveglianza marittima, capacità di risposta rapida e preposizionamento logistico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il processo, ancora in fase preliminare, nasce da una combinazione di fattori politici e strategici. Da un lato pesa la <strong>crescente presenza militare della Russia nelle regioni polari</strong>, dove Mosca ha rafforzato infrastrutture, radar e basi aeronavali. Dall’altro incidono le pressioni provenienti da Washington, in particolare dal Presidente Donald Trump, che ha sollecitato più volte un <strong>maggiore contributo europeo alla sicurezza collettiva</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un primo segnale di questo cambio di passo è già visibile nelle esercitazioni navali regolari nel Mar Baltico, pensate per testare interoperabilità e rapidità di dispiegamento. Ora, tuttavia, il baricentro operativo si sposta più a nord, verso uno scenario caratterizzato da <strong>condizioni climatiche estreme</strong> e <strong>linee di rifornimento fragili</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-artico-come-nuova-frontiera-geopolitica\">L’Artico come nuova frontiera geopolitica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni l’Artico è passato da periferia strategica a <strong>snodo centrale della competizione globale</strong>. Lo scioglimento progressivo dei ghiacci apre nuove rotte commerciali e rende più accessibili risorse energetiche e minerarie, ridefinendo gli equilibri tra le grandi potenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, la Groenlandia assume un valore chiave: la sua posizione consente il controllo delle vie tra Nord America ed Europa e offre piattaforme ideali per <strong>sistemi avanzati di sorveglianza</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15215,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/ARCTICMAP-1.jpg\" alt=\"Artico e nuovi equilibri globali: la NATO guarda alla Groenlandia mentre si riapre il fronte strategico del Grande Nord\" class=\"wp-image-15215\" title=\"Artico e nuovi equilibri globali: la NATO guarda alla Groenlandia mentre si riapre il fronte strategico del Grande Nord\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Arctic states and major shipping routes. Fonte: The Arctic Institute, Malte Humpert.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fonti diplomatiche descrivono la possibile missione NATO come <em>modulare</em>: inizialmente limitata, ma progettata per espandersi rapidamente in caso di crisi. Le opzioni allo studio includono pattugliamenti congiunti, unità anfibie specializzate in ambiente artico e una <strong>maggiore integrazione dei sistemi di intelligence</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa risponde anche a dinamiche politiche interne all’Alleanza. Le recenti dichiarazioni di Donald Trump sulla centralità strategica della Groenlandia hanno provocato forti reazioni da parte delle autorità locali e della Danimarca, che hanno ribadito la propria sovranità sull’isola. La pianificazione NATO rappresenta quindi anche un tentativo di <strong>ricondurre il dossier artico in un quadro multilaterale</strong>, evitando approcci unilaterali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, la cooperazione tra i Paesi nordici si è intensificata, rafforzando il fronte settentrionale dell’Alleanza e rendendo l’Artico una <strong>naturale estensione della postura difensiva euro-atlantica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-deterrenza-equilibrio-e-nuovi-scenari\">Deterrenza, equilibrio e nuovi scenari</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se la pianificazione dovesse tradursi in una missione operativa, l’Artico diventerebbe ufficialmente un <strong>nuovo teatro della competizione militare tra blocchi</strong>. Non si parlerebbe di una militarizzazione massiccia, ma di una presenza calibrata, pensata per garantire libertà di navigazione, sorveglianza costante e capacità di risposta rapida.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la NATO il messaggio è duplice: dimostrare di poter operare efficacemente anche negli ambienti più estremi e rispondere alle richieste statunitensi di un maggiore <em>burden sharing</em>. Per Washington, sarebbe una prova concreta dell’impegno europeo; per gli alleati, un banco di prova sulla reale <strong>capacità di azione congiunta</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15217,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/JGZAKlOkYw9DyqoTCCZEu77EFHJ-NvdghgxWxVKqaLO3YcXulU4pvwwtwGiWjA11WE1Cc-xFUATyd-Nw6FK0NcH5Yt0xyNovF4ynSm74IhM.jpg\" alt=\"Artico e nuovi equilibri globali: la NATO guarda alla Groenlandia mentre si riapre il fronte strategico del Grande Nord\" class=\"wp-image-15217\" title=\"Artico e nuovi equilibri globali: la NATO guarda alla Groenlandia mentre si riapre il fronte strategico del Grande Nord\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">SWEDEN BALTICS NATO DEFENCE.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Resta però aperta la questione dell’equilibrio strategico. Un aumento della presenza militare potrebbe generare reazioni speculari da parte di Mosca, alimentando una spirale di competizione in una regione che, fino a pochi anni fa, era considerata uno spazio relativamente cooperativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In definitiva, la svolta artica dell’Alleanza Atlantica segna un <strong>passaggio storico</strong>: dal Baltico ai ghiacci polari, la sicurezza euro-atlantica si estende ora fino ai confini del mondo abitato. Le prossime settimane chiariranno se la pianificazione resterà confinata ai tavoli strategici o se l’Artico diventerà, a tutti gli effetti, <strong>il nuovo fronte silenzioso della geopolitica globale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/1719279681253.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"artico, geopolitica, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-04 18:13:37","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.spiegel.de/politik/deutschland/nato-startet-konkrete-planungen-fuer-arktis-mission-rund-um-groenland-a-5d161787-9a99-4d24-afc1-7769a47eb2b5","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29079-ghiacci-strategici-la-nato-punta-sullartico-mentre-cambia-la-mappa-del-potere-globale.mp4","galleria":""}
{"id":29073,"titolo":"Un polo industriale per i droni in Serbia: la svolta annunciata da Vučić","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La difesa serba è pronta a entrare in una <strong>nuova fase industriale</strong> con l’apertura di un grande impianto dedicato alla <strong>produzione di droni militari</strong>. Il <strong>Presidente Aleksandar Vučić</strong> ha indicato una finestra temporale precisa – <strong>tra fine marzo e inizio aprile 2026</strong> – spiegando che la Serbia si doterà di una fabbrica in grado di produrre <strong>UAV avanzati su larga scala</strong>, in collaborazione con <strong>un partner estero</strong>. La notizia è stata ripresa da <strong>agenzie di stampa europee</strong> e da <strong>media economici internazionali</strong>, che concordano sia sulla tempistica sia sulla natura industriale e non sperimentale del progetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il messaggio politico che accompagna l’annuncio è chiaro: <strong>Belgrado intende costruire una capacità autonoma e continuativa di produzione</strong>, superando la logica dei piccoli lotti o dei prototipi. I conflitti degli ultimi anni hanno dimostrato come i <strong>sistemi senza pilota</strong> siano ormai centrali nelle operazioni militari, dalla <strong>ricognizione</strong> all’<strong>attacco di precisione</strong>, fino alla <strong>saturazione del campo di battaglia</strong>. In questo contesto, investire in una <strong>filiera nazionale</strong> significa ridurre la dipendenza dall’estero e garantire <strong>continuità operativa</strong> in caso di crisi prolungate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’identità del <strong>“partner straniero”</strong> non è stata resa pubblica, ma la linea seguita dalla Serbia negli ultimi anni suggerisce un <strong>approccio pragmatico</strong>: integrare <strong>competenze industriali interne</strong> con <strong>tecnologie estere mature</strong>. L’obiettivo dichiarato di schierare <strong>decine di migliaia di droni</strong>, inclusi quelli <strong>kamikaze</strong>, rende evidente come la futura fabbrica sia pensata per sostenere <strong>numeri elevati e ritmi produttivi costanti</strong>, prerequisiti essenziali per una <strong>dottrina militare basata sull’impiego intensivo di UAV</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dall-r-amp-d-alla-serie-il-ruolo-del-vti-e-dell-industria-nazionale\">Dall’R&amp;D alla serie: il ruolo del VTI e dell’industria nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’annuncio presidenziale si inserisce in un <strong>percorso già avviato</strong>. Da tempo, infatti, l’<strong>Istituto Tecnico Militare (VTI)</strong> del Ministero della Difesa è impegnato nello sviluppo di <strong>droni e munizioni circuitanti</strong>, in collaborazione con l’<strong>industria nazionale</strong>. Analisi tecniche e pubblicazioni di settore confermano come diversi sistemi serbi abbiano ormai <strong>superato la fase sperimentale</strong>, avvicinandosi a una piena maturità operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra questi, la famiglia di droni FPV <strong>Komarac</strong> rappresenta uno degli esempi più noti: <strong>munizioni circuitanti leggere</strong>, progettate per l’<strong>attacco diretto</strong> e adattabili a diversi <strong>profili di missione</strong>. Accanto ai sistemi di piccole dimensioni, la Serbia ha sviluppato anche piattaforme più robuste, come il <strong>Gavran 145</strong>, descritto dalla letteratura tecnica come un <strong>sistema loitering di classe superiore</strong>, pensato per missioni di <strong>sorveglianza armata</strong> e <strong>attacco a medio raggio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15201,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Un polo industriale per i droni in Serbia: la svolta annunciata da Vučić\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/299132-tan2024-12-2910113477-8-orig.jpg\" alt=\"Un polo industriale per i droni in Serbia: la svolta annunciata da Vučić\" class=\"wp-image-15201\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Drone \"\"KOMARAC\". Fonte Ministero della Difesa della Serbia.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo portafoglio evidenzia una scelta precisa: <strong>coprire più segmenti operativi</strong>, dai droni <strong>economici e numerosi</strong> fino a quelli con <strong>maggiore autonomia e carico utile</strong>. Con l’apertura di un impianto dedicato, Belgrado mira a trasformare questi programmi in una <strong>capacità industriale stabile</strong>, in grado di garantire <strong>produzione seriale, standardizzazione e aggiornamenti rapidi</strong>. È un passaggio cruciale, perché segna il superamento della fase dimostrativa e l’ingresso in una logica di <strong>resilienza militare e industriale di lungo periodo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-acquisti-esteri-diversificazione-e-implicazioni-regionali\">Acquisti esteri, diversificazione e implicazioni regionali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla crescita interna si affianca una <strong>politica di acquisizioni estere attentamente bilanciata</strong>. La parata militare del <strong>20 settembre 2025 a Belgrado</strong>, analizzata da stampa specializzata e centri di ricerca, ha mostrato chiaramente questa impostazione: <strong>sistemi nazionali</strong> schierati accanto a <strong>piattaforme importate di alto livello tecnologico</strong>. Tra queste, <strong>droni a lunga autonomia</strong> e <strong>sistemi d’artiglieria a razzo</strong> di fabbricazione israeliana, integrati nel processo di <strong>modernizzazione delle Forze Armate serbe</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15203,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Un polo industriale per i droni in Serbia: la svolta annunciata da Vučić\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/78383-vojna-parada-foto-mod-3-f.jpg\" alt=\"Un polo industriale per i droni in Serbia: la svolta annunciata da Vučić\" class=\"wp-image-15203\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Parata militare del 20 settembre 2025 a Belgrado. Fonte Ministero della Difesa della Serbia.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo analisi pubblicate da testate internazionali di settore, tali acquisizioni rientrano in <strong>accordi strutturati</strong> con l’industria israeliana, finalizzati a colmare rapidamente <strong>specifiche lacune operative</strong> e ad accelerare <strong>addestramento e integrazione dottrinale</strong>. A ciò si aggiunge la cooperazione con la <strong>Cina</strong>, spesso citata da think tank europei come esempio di <strong>partnership tecnologica</strong> nel campo dei droni e dei sensori, con ricadute dirette sulle capacità di <strong>ricognizione e sorveglianza</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel complesso, emerge una strategia coerente: <strong>acquistare all’estero ciò che è immediatamente disponibile e collaudato</strong>, mentre si costruisce in patria la capacità di <strong>produrre in massa e adattare rapidamente i sistemi</strong> alle esigenze operative. In un’area come i <strong>Balcani</strong>, dove le tensioni non sono scomparse e la competizione militare resta un fattore rilevante, la futura fabbrica di droni rappresenta <strong>molto più di un investimento industriale</strong>. È un <strong>segnale di ambizione strategica</strong> e di volontà di posizionarsi come <strong>attore credibile nella guerra tecnologica contemporanea</strong>, con potenziali effetti di <strong>deterrenza e riequilibrio regionale</strong> nel medio periodo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/Komarac-2-f39de4b2.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, Droni, serbia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-04 13:13:38","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.analisidifesa.it/2026/01/un-polo-industriale-per-la-produzione-di-droni-in-serbia/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29073-un-polo-industriale-per-i-droni-in-serbia-la-svolta-annunciata-da-vucic.mp4","galleria":""}
{"id":29066,"titolo":"UK Defence Housing Strategy - 9 Miliardi per l'Edilizia: come l'Italia può supportare Famiglie e  Reclutamento","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando si parla di Forze Armate, la discussione italiana si concentra quasi sempre su mezzi, organici e missioni. Raramente su un fattore decisivo ma “silenzioso”: <strong>la casa</strong>. Eppure, la qualità dell’abitazione è uno dei primi determinanti della scelta di arruolarsi, restare in servizio e mantenere alta la motivazione. Il Regno Unito lo ha messo nero su bianco con la nuova strategia abitativa del Ministry of Defence, che può diventare un <strong>esempio concreto per il Governo Italiano</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-ha-fatto-il-regno-unito-e-perche-conta\">Cosa ha fatto il Regno Unito (e perché conta)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la <strong>Defence Housing Strategy</strong> (pubblicata il 2 novembre 2025), Londra ha annunciato un investimento di <strong>£9 miliardi</strong> in dieci anni per la trasformazione dell’edilizia destinata alle famiglie dei militari: <strong>oltre 40.000 abitazioni</strong> saranno modernizzate, ristrutturate o ricostruite, presentando l’operazione come la più importante “in più di 50 anni”. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto chiave, però, è il disegno “a doppio binario”:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>dignità abitativa e welfare per la comunità militare</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>sviluppo economico</strong> tramite un enorme programma di costruzione su <strong>terreni della Difesa in surplus</strong>, con potenziale <strong>oltre 100.000 nuove case</strong> per famiglie militari e civili. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In altre parole: una politica per chi serve lo Stato che diventa anche una politica industriale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15181,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"UK Defence Housing Strategy - 9 Miliardi per l'Edilizia: come l'Italia può supportare Famiglie, Reclutamento\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/max1200.jpg\" alt=\"UK Defence Housing Strategy - 9 Miliardi per l'Edilizia: come l'Italia può supportare Famiglie, Reclutamento\" class=\"wp-image-15181\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">UK Defence Housing Strategy - 9 Miliardi per l'Edilizia: come l'Italia può supportare Famiglie, Reclutamento</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-parte-piu-intelligente-governance-e-diritti-non-solo-cantieri\">La parte più intelligente: governance e diritti (non solo cantieri)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La strategia non parla solo di muratori e caldaie. Prevede un approccio “Forces First” con un nuovo servizio dedicato (<strong>Defence Housing Service</strong>) e strumenti di tutela come una <strong>Consumer Charter</strong> per le famiglie, per rendere la gestione più trasparente e responsabilizzare chi eroga manutenzione e servizi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Perché è importante? Perché molti piani pubblici falliscono non per mancanza di fondi, ma per <strong>assenza di governance</strong>, standard chiari e meccanismi di controllo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-carburante-finanziario-riportare-patrimonio-e-valore-pubblico\">Il “carburante” finanziario: riportare patrimonio e valore pubblico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro elemento da osservare con attenzione è il riassetto patrimoniale: il Regno Unito collega la svolta alla chiusura del dossier Annington Homes e al rientro in mano pubblica di oltre <strong>36.000 abitazioni</strong>, con risparmi dichiarati reinvestiti nel miglioramento dell’alloggio militare. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui la lezione non è “fare lo stesso accordo”, ma <strong>riportare la politica abitativa dentro una strategia di lungo periodo</strong>, evitando che scelte patrimoniali del passato producano costi e degrado per decenni. La ricostruzione del caso è trattata anche dalla House of Commons Library. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15178,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"UK Defence Housing Strategy - 9 Miliardi per l'Edilizia: come l'Italia può supportare Famiglie, Reclutamento\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/b5a94782de137023-800x800ar.jpg\" alt=\"UK Defence Housing Strategy - 9 Miliardi per l'Edilizia: come l'Italia può supportare Famiglie, Reclutamento\" class=\"wp-image-15178\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">UK Defence Housing Strategy - 9 Miliardi per l'Edilizia: come l'Italia può supportare Famiglie, Reclutamento</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-questa-e-una-proposta-perfetta-per-l-italia\">Perché questa è una proposta perfetta per l’Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se l’Italia adottasse un modello analogo, avrebbe tre ritorni immediati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>1) Supporto reale alle famiglie dei militari</strong><br>Trasferimenti frequenti, scuole, continuità lavorativa del coniuge, stress logistico: tutto pesa. Una casa dignitosa e ben gestita non è un “bonus”, è un <strong>moltiplicatore di stabilità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>2) Reclutamento e retention (il punto che nessuno vuole dire ad alta voce)</strong><br>Il Regno Unito collega esplicitamente l’investimento abitativo a morale, reclutamento e permanenza in servizio; la stampa internazionale ha riportato come gli stanziamenti siano pensati anche per rafforzare “recruitment, retention and morale”. <br>In Italia, dove trattenere competenze è sempre più difficile (anche per concorrenza del privato), la casa può diventare una leva concreta: meno abbandoni, più attrattività, meno costi di rimpiazzo e formazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>3) Spinta al settore edilizio (senza inventarsi nuove “grandi opere”)</strong><br>Un programma pluriennale di riqualificazione/ricostruzione e, dove possibile, sviluppo su aree dismesse o in surplus crea:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>lavoro stabile per imprese e filiere locali,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>cantieri programmabili (non “spot”),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>possibilità di inserire obiettivi energetici e antisismici,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>rigenerazione urbana attorno a infrastrutture esistenti.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15179,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"UK Defence Housing Strategy - 9 Miliardi per l'Edilizia: come l'Italia può supportare Famiglie, Reclutamento\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/raf-brize-norton-housing.jpg\" alt=\"UK Defence Housing Strategy - 9 Miliardi per l'Edilizia: come l'Italia può supportare Famiglie, Reclutamento\" class=\"wp-image-15179\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">UK Defence Housing Strategy - 9 Miliardi per l'Edilizia: come l'Italia può supportare Famiglie, Reclutamento</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-come-potrebbe-tradurlo-il-governo-italiano-5-mosse-pratiche\">Come potrebbe tradurlo il Governo Italiano: 5 mosse pratiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Senza ideologia, solo meccanica di policy:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Censimento trasparente</strong> dello stato degli alloggi di servizio e delle esigenze reali delle famiglie (survey ampia, come nel modello UK). </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Piano decennale costato e misurabile</strong> (non “linee guida”): quante case, quali standard, quali tempi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Unità dedicata</strong> alla gestione abitativa (una “cabina unica” con KPI e accountability), più una <strong>Carta dei diritti/standard</strong> per famiglie e manutenzione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fondo rotativo di sviluppo</strong>: valorizzare porzioni di patrimonio/aree in surplus e reinvestire i proventi in nuovi interventi (l’equivalente dell’idea del Defence Development Fund). </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Priorità sociale e strategica</strong>: canali preferenziali per famiglie militari e, dove opportuno, quote per categorie legate al servizio (anche veterani), con regole chiare e verificabili.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-punto-politico-difesa-non-e-solo-caserme-e-mezzi\">Il punto politico: “difesa” non è solo caserme e mezzi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel comunicato britannico, John Healey e il premier Keir Starmer presentano la strategia come una scelta di rispetto verso chi serve e come rottura con anni di sottoinvestimento. <br>In Italia, una strategia analoga avrebbe lo stesso valore: <strong>un patto di credibilità</strong> con il personale e un segnale potente ai giovani che valutano l’arruolamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se vogliamo Forze Armate più attrattive e stabili, non basta chiedere “sacrificio”: bisogna offrire <strong>normalità, sicurezza e qualità della vita</strong>. A volte il modo più efficace per sostenere la difesa nazionale è sorprendentemente semplice: cominciare dalla porta di casa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/2-1.jpg","categoria":"Blog","tags":"alloggi_militari, edilizia, famiglie_militari, forze_armate, generational_renewal, reclutamento, retention","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-03 17:33:39","stato":"publish","riassunto_video":"Il Regno Unito investe 9 miliardi in dieci anni per rinnovare 40.000 case militari, migliorando welfare e sviluppo economico. La strategia punta su governance trasparente e riassetto patrimoniale, collegando la qualità abitativa a reclutamento e retention. L’Italia potrebbe adottare un modello simile per sostenere famiglie, attrarre personale e rilanciare l’edilizia.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.gov.uk/government/news/defence-housing-strategy-a-9bn-generational-renewal-for-forces-family-housing-and-100000-new-homes-on-mod-land-to-drive-growth","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29066-uk-defence-housing-strategy-9-miliardi-per-ledilizia-come-litalia-puo-supportare-famiglie-e-reclutamento.mp4","galleria":""}
{"id":29060,"titolo":"Goretti in Leonardo USA e Credendino in Orizzonte Sistemi Navali: autorevolezza che fa la differenza","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un settore delicato come quello della difesa non bastano slogan, amicizie giuste o “curriculum” costruiti a colpi di presenzialismo. <strong>Servono metodo, responsabilità, cultura del rischio, abitudine a decidere con informazioni incomplete e – soprattutto – una bussola etica che non cambi con il vento</strong>. È qui che l’<strong>impiego di veterani e alti ufficiali in ruoli industriali può diventare un valore aggiunto</strong>: portano professionalità, autorevolezza e una visione operativa che spesso manca a chi, senza aver mai indossato una divisa, si improvvisa “Rommel del nuovo millennio”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un mondo dove nepotismo e pressapochismo possono erodere le nostre eccellenze, la competenza “certificata dal servizio” è un antidoto: <strong>non perché il passato militare renda automaticamente infallibili, ma perché aggiunge una dimensione concreta alla governance industriale</strong>. A patto, ovviamente, che le nomine siano trasparenti, basate sul merito e accompagnate da regole chiare su conflitti d’interesse e periodi di raffreddamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6113,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/jj.jpg\" alt=\"F-35 italiani in scramble in Estonia - velivolo russo intercettano\" class=\"wp-image-6113\" title=\"Goretti in Leonardo USA e Credendino in Orizzonte Sistemi Navali: autorevolezza che fa la differenza\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">F-35 italiani in scramble</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Leonardo US Inc.: presidio industriale e credibilità nel mercato americano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli Stati Uniti il gruppo italiano opera tramite una struttura dedicata: Leonardo US Inc. si presenta come “international subsidiary” del gruppo Leonardo, con sede legale in North Carolina. In un mercato complesso come quello americano – dove contano reputazione, affidabilità nel lungo ciclo di vita dei sistemi e capacità di dialogare con apparati istituzionali – la credibilità è un asset tanto quanto la tecnologia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto si inserisce il caso del generale Luca Goretti, ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica: secondo quanto riportato, sarebbe destinato a diventare presidente di Leonardo USA, indicata come controllata al 100% della casa madre italiana. Al di là della singola nomina, il messaggio è chiaro: <strong>portare in cabina di regia persone abituate a standard rigorosi, catene di responsabilità e cultura del risultato riduce il rischio di decisioni “da salotto”</strong> e alza l’asticella dell’autorevolezza verso clienti e partner.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7862,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/big_DJI_0129.webp\" alt=\"Ferrari SF90 - record di velocità a bordo di Nave Trieste\" class=\"wp-image-7862\" title=\"Goretti in Leonardo USA e Credendino in Orizzonte Sistemi Navali: autorevolezza che fa la differenza\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nave Trieste</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Orizzonte Sistemi Navali S.p.A.: l’integrazione navale come “sistema paese”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul fronte navale, l’altro tassello è Orizzonte Sistemi Navali (spesso indicata anche con l’acronimo OSM in alcuni contesti informativi): è una realtà specializzata che opera da oltre vent’anni come integratore di sistema “Whole Warship” lungo tutto il ciclo di vita della nave. La compagine societaria vede Fincantieri al 51% e Leonardo al 49%. È, di fatto, un punto d’incontro tra cantieristica e sistemi: dove la differenza la fanno integrazione, requisiti operativi, supporto logistico e gestione della complessità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è un dettaglio astratto: OSN è coinvolta in programmi strategici e, ad esempio, nel 2024 è stato comunicato un contratto da 1,5 miliardi di euro per due nuove fregate FREMM EVO per la Marina italiana. Inoltre, nel racconto pubblico sul programma FREMM, Orizzonte Sistemi Navali è richiamata come controparte italiana del progetto congiunto con la Francia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche qui entra in gioco la “filiera della competenza”: l’<strong>ammiraglio Enrico Credendino</strong> – proveniente dalla Marina – viene indicato in salita verso i vertici della Orizzonte Sistemi Navali. Che cosa può portare un profilo del genere? <strong>Conoscenza diretta delle esigenze operative, del ritmo reale delle missioni, dei vincoli di interoperabilità e dei compromessi tra prestazione, manutenzione e sostenibilità</strong>: esattamente ciò che serve quando l’industria deve trasformare tecnologia in capacità concreta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-meritocrazia-come-condizione-l-esperienza-va-incanalata-non-idolatrata\">Meritocrazia come condizione: l’esperienza va incanalata, non idolatrata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sostenere<strong> l’impiego dei veterani non significa creare automatismi o “corsie preferenziali”. Significa riconoscere che, in un settore dove sono in gioco sicurezza nazionale, tecnologia avanzata e credibilità internazionale, alcune competenze sono rare e preziose.</strong> La condizione è chiara: selezione meritocratica, obiettivi misurabili, processi trasparenti e controlli seri su incompatibilità e conflitti d’interesse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se vogliamo difendere le eccellenze italiane in una competizione globale dura, dobbiamo scegliere chi sa reggere il peso delle decisioni. E spesso chi ha servito in uniforme, senza improvvisarsi stratega da tastiera, porta proprio quel mix di realismo, disciplina e senso dello Stato che può fare la differenza, tanto per <strong>Leonardo S.p.A.</strong> quanto per <strong>Fincantieri S.p.A.</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/tot.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"credentino, goretti, leonardousa, orizzontesisteminavali","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-03 12:43:39","stato":"publish","riassunto_video":"Nel settore difesa, competenza e metodo sono essenziali. L’impiego di veterani in ruoli industriali, come il generale Luca Goretti in Leonardo USA o l’ammiraglio Enrico Credendino in Orizzonte Sistemi Navali, porta professionalità e visione operativa concreta. La meritocrazia e la trasparenza sono fondamentali per valorizzare queste esperienze e rafforzare la sicurezza nazionale e la credibilità.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/02/03/porte-girevoli-per-i-militari-due-generali-nelle-societa-di-leonardo-e-fincantieri/8278041/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29060-goretti-in-leonardo-usa-e-credendino-in-orizzonte-sistemi-navali-autorevolezza-che-fa-la-differenza.mp4","galleria":""}
{"id":29053,"titolo":"Follia: perché Crosetto ha ragione sul muro britannico nel GCAP","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>ROMA — Chiamarla <strong>“segretezza”</strong> è già un eufemismo. Se davvero, come sostiene Guido Crosetto, il Regno Unito continua a <strong>trattenere tecnologia chiave</strong> dentro il <a href=\"https://difesanews.com/gcap-flessibilita-totale-il-caccia-di-sesta-generazione-compatibile-con-ogni-arma-nato-e-con-droni-multinazionali/\">programma GCAP,</a> allora non siamo davanti a una normale <strong>prudenza industriale</strong>: siamo davanti a un <strong>errore strategico</strong>. E sì, <strong>“follia”</strong> è la parola giusta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Perché un caccia di <strong>sesta generazione</strong> non è un aereo “da montare insieme” a <strong>compartimenti stagni</strong>, dove ognuno consegna il suo pezzo e torna a casa. È un <strong>sistema digitale complesso</strong>, costruito su <strong>integrazione profonda</strong>: <strong>software</strong>, <strong>sensor fusion</strong>, <strong>guerra elettronica</strong>, <strong>collegamenti dati</strong>, <strong>materiali</strong>, <strong>propulsione</strong>, <strong>architetture di missione</strong>. Se una delle tre gambe del tavolo si rifiuta di far vedere davvero cosa c’è sotto il cofano, il tavolo non regge. E il progetto rischia di diventare una somma di <strong>silos incompatibili</strong>, non un’unica <strong>capacità condivisa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11865,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/be478d13-f9ce-40b7-9e12-efcf4588cc9d.png\" alt=\"Il futuro del combattimento aereo: il concept del velivolo GCAP di sesta generazione\" class=\"wp-image-11865\" title=\"Follia: perché Crosetto ha ragione sul muro britannico nel GCAP\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il concept del velivolo GCAP di sesta generazione</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-logica-non-condividere-con-gli-alleati-significa-indebolirsi\">La logica: non condividere con gli alleati significa indebolirsi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Crosetto mette il dito sul punto più scomodo: tenersi strette le <strong>tecnologie decisive</strong> mentre si chiede agli altri di investire <strong>miliardi</strong> significa trasformare i partner in <strong>“clienti”</strong> e non in <strong>alleati</strong>. Ma un’alleanza industriale, se è vera, funziona al contrario: la condivisione serve a costruire <strong>interdipendenza</strong>, quindi <strong>deterrenza</strong> e <strong>resilienza</strong>. La ritrosia non protegge il programma: lo rende più <strong>fragile</strong>, più <strong>lento</strong>, più <strong>caro</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è qui che l’accusa diventa <strong>geopolitica</strong>. Se il GCAP rallenta, si frantuma o si impantana in <strong>sospetti reciproci</strong>, chi ci guadagna? Gli <strong>avversari</strong>. Russia e Cina non hanno bisogno che gli alleati cedano segreti: basta che litighino, duplicando costi e ritardando la <strong>messa in linea</strong>. Crosetto non sta facendo retorica: sta descrivendo una dinamica classica, dove la mancanza di <strong>fiducia interna</strong> diventa <strong>moltiplicatore di vantaggio esterno</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-precedente-barriere-di-egoismo-non-e-uno-slogan-e-un-rischio-di-governance\">Il precedente: “barriere di egoismo” non è uno slogan, è un rischio di governance</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è la prima volta che il ministro lancia l’allarme. Dopo le frasi a Reuters, tornare sul tema con Defense News significa una cosa: secondo Roma, il problema non è stato <strong>risolto</strong>. E se non lo si risolve adesso, diventa <strong>strutturale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questi programmi il potere non è solo <em>chi produce cosa</em>, ma <em>chi controlla gli standard</em> e <em>chi possiede le chiavi del software</em>. Tenere tutto <strong>“in cassaforte”</strong> può sembrare un vantaggio nazionale nel breve periodo; nel medio periodo è il modo più rapido per far nascere <strong>frizioni</strong>, <strong>sospetti</strong> e — inevitabilmente — richieste di <strong>contromisure</strong>: <strong>duplicazioni interne</strong>, <strong>protezionismi incrociati</strong>, sub-progetti alternativi. Il risultato? Meno <strong>efficienza</strong>, meno <strong>interoperabilità</strong>, più <strong>costi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14360,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Follia: perché Crosetto ha ragione sul muro britannico nel GCAP\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/GCAP1.jpg\" alt=\"Italia e Giappone: Il Vertice Meloni-Takaichi e il Futuro della Difesa\" class=\"wp-image-14360\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italia e Giappone: Il Vertice Meloni-Takaichi e il Futuro della Difesa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-scelta-italiana-dare-l-esempio-con-leonardo\">La scelta italiana: dare l’esempio con Leonardo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La parte più concreta (e più politicamente impegnativa) del ragionamento di Crosetto è questa: <strong>“noi iniziamo”</strong>. Dire di aver ordinato a Leonardo di <strong>condividere tecnologia</strong> è una mossa che ribalta il tavolo: l’Italia si espone per prima, mette sul piatto <strong>asset reali</strong> e prova a costringere gli altri a fare altrettanto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È anche un messaggio interno: se la spesa cresce, il Paese deve vedere un <strong>ritorno</strong> in termini di <strong>autonomia tecnologica</strong> e <strong>capacità industriale</strong>, non solo un biglietto d’ingresso. E qui il discorso diventa inevitabilmente <strong>politico</strong>: quando i numeri aumentano, l’opinione pubblica e il Parlamento chiedono <strong>“cosa otteniamo in cambio?”</strong>. Se la risposta è <strong>“non tutto, perché qualcuno non condivide”</strong>, la <strong>sostenibilità</strong> del programma si indebolisce.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-illusione-della-cooperazione-facile\">L’illusione della “cooperazione facile”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il GCAP è spesso raccontato come più <strong>fluido</strong> di altri progetti europei. Ma la fluidità non è un’etichetta: è una pratica quotidiana di <strong>trasparenza</strong> e <strong>reciproco accesso</strong>. Una collaborazione trilaterale funziona solo se tutti hanno <strong>pari dignità tecnologica</strong> nel perimetro concordato. Se una nazione decide unilateralmente che alcune aree sono <strong>off-limits</strong>, la cooperazione diventa <strong>asimmetrica</strong>. E l’asimmetria, nel tempo, crea <strong>reazioni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È per questo che l’idea di una struttura industriale comune (come Edgewing) deve avere un contenuto reale e non solo un marchio: senza regole chiare sulla <strong>condivisione</strong> e sulle <strong>“scatole nere”</strong>, il rischio è di costruire una joint venture che coordina contratti, ma non integra davvero la tecnologia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14358,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Follia: perché Crosetto ha ragione sul muro britannico nel GCAP\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/3ffe.jpg\" alt=\"Italia e Giappone: Il Vertice Meloni-Takaichi e il Futuro della Difesa\" class=\"wp-image-14358\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italia e Giappone: Il Vertice Meloni-Takaichi e il Futuro della Difesa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-roma-e-tokyo-partnership-solida-e-proprio-per-questo-serve-chiarezza\">Roma e Tokyo: partnership solida, e proprio per questo serve chiarezza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il fatto che Giorgia Meloni e Sanae Takaichi abbiano ribadito <strong>soddisfazione</strong> sui progressi è un segnale importante: Italia e Giappone vogliono che il programma vada avanti. Ma proprio quando la cornice politica è <strong>positiva</strong>, è il momento giusto per risolvere i <strong>nodi duri</strong> — quelli che, se lasciati incancrenire, esplodono più avanti quando è troppo tardi e troppo <strong>costoso</strong> tornare indietro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione-la-condivisione-non-e-beneficenza-e-deterrenza\">Conclusione: la condivisione non è beneficenza, è deterrenza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tesi di Crosetto, letta senza pregiudizi, è <strong>pragmatica</strong>: nel 2026 la superiorità aerea non si compra solo con l’hardware, ma con il dominio dell’<strong>architettura digitale</strong>. Se il Regno Unito vuole davvero un GCAP <strong>forte</strong>, <strong>credibile</strong> e in tempi utili, deve trattare Italia e Giappone come pari anche nel cuore <strong>tecnologico</strong> del progetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non condividere con gli alleati, oggi, non è prudenza: è un <strong>regalo agli avversari</strong>. Ed è esattamente per questo che Crosetto parla di <strong>“follia”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/123.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"crosetto, follia, GCAP, Leonardo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-03 11:43:40","stato":"publish","riassunto_video":"Guido Crosetto critica la segretezza del Regno Unito nel programma GCAP, definendola un errore strategico che indebolisce l’alleanza. Un caccia di sesta generazione richiede integrazione totale, non silos tecnologici. L’Italia, con Leonardo, si impegna a condividere per rafforzare cooperazione e deterrenza, evitando ritardi e costi maggiori che favorirebbero avversari come Russia e Cina.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/europe/2026/01/30/madness-italys-crosetto-slams-british-secrecy-on-gcap-fighter-jet/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29053-follia-perche-crosetto-ha-ragione-sul-muro-britannico-nel-gcap.mp4","galleria":""}
{"id":29044,"titolo":"Dalla Protezione alla Potenza: La \"Dottrina Draghi\" per una Difesa Federale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il discorso pronunciato ieri da Mario Draghi all'Università Ku Leuven segna la fine dell'innocenza strategica europea. Per decenni, l’Europa ha vissuto sotto l’ombrello protettivo americano, delegando la propria sicurezza a Washington per concentrarsi sulla prosperità commerciale. Ma oggi, con l'ordine globale \"defunto\", Draghi chiarisce che la difesa non è più un optional, ma la condizione stessa di esistenza dell'Unione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-fallimento-della-difesa-per-delega\">Il Fallimento della Difesa per Delega</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La diagnosi di Draghi è spietata: la dottrina della sicurezza europea, plasmata sulla protezione statunitense, è saltata. Se prima il commercio e la sicurezza viaggiavano su binari paralleli, oggi i due mondi sono entrati in rotta di collisione. Gli Stati Uniti non considerano più l'integrità europea un valore assoluto, ma vedono nella nostra frammentazione una funzione dei propri interessi. Contemporaneamente, la Cina utilizza le catene di approvvigionamento (terre rare e tecnologia) come vere e proprie armi di coercizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Un'Europa unificata sul commercio ma frammentata sulla difesa vedrà il suo potere commerciale sfruttato a scapito della sua dipendenza in materia di sicurezza.\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15146,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/20190621PHT55025-cl.jpg\" alt=\"Dalla Protezione alla Potenza: La &quot;Dottrina Draghi&quot; per una Federale\" class=\"wp-image-15146\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dalla Protezione alla Potenza: La \"Dottrina Draghi\" per una Federale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-valore-della-forza-difendere-gli-interessi-per-salvare-i-valori\">Il Valore della Forza: Difendere gli Interessi per Salvare i Valori</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto più profondo dell'analisi di Draghi riguarda il legame tra <strong>etica e forza</strong>. Spesso l'Europa ha cullato l'illusione di poter essere una \"potenza normativa\" (capace di influenzare il mondo solo con le leggi e i trattati) senza il supporto di una reale capacità deterrente. Draghi demolisce questo paradigma:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>\"Un'Europa che non è in grado di difendere i propri interessi non potrà preservare a lungo i propri valori.\"</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal punto di vista della difesa, questo significa che la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti civili non sono entità astratte che si proteggono da sole; esse poggiano sulla capacità materiale di resistere a ricatti economici e minacce militari. Senza l'autonomia strategica (energia, tecnologia, armamenti), i valori europei diventano vulnerabili alle priorità delle potenze egemoni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15147,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/numerical-comparison-between-a-potential-unified-eu-army-to-v0-p8ajakp9tyfb1.webp\" alt=\"Dalla Protezione alla Potenza: La &quot;Dottrina Draghi&quot; per una Federale\" class=\"wp-image-15147\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dalla Protezione alla Potenza: La \"Dottrina Draghi\" per una Federale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-problema-strutturale-la-confederazione-e-un-bersaglio\">Il Problema Strutturale: La Confederazione è un Bersaglio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il \"federalismo pragmatico\" risponde a una necessità operativa. L'attuale modello confederale — basato su 27 stati che coordinano eserciti e bilanci in modo autonomo — è inefficiente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il Diritto di Veto come vulnerabilità:</strong> In una crisi rapida, l'unanimità impedisce la deterrenza.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>La frammentazione industriale:</strong> L'Europa disperde risorse in troppi sistemi d'arma duplicati, mentre i competitor scalano l'AI militare.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>La tattica del \"divide et impera\":</strong> Senza integrazione federale, i singoli stati sono vulnerabili a pressioni esterne mirate.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-difesa-come-motore-della-federazione\">La Difesa come Motore della Federazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Draghi propone di usare l'azione comune nella difesa per forgiare l'unione. L'esempio della Groenlandia dimostra che solo la volontà di \"resistere piuttosto che accettare\" costringe i partner a una valutazione strategica reale. Per diventare una \"Potenza\", l'Europa deve:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Integrare le catene del valore:</strong> Ridurre la dipendenza estrema (90%) dalle terre rare cinesi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Superare l'unanimità:</strong> Meccanismi decisionali rapidi per rispondere alle minacce ibride.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Investire in Hard Power:</strong> Trasformare il primato commerciale in capacità di proiezione e difesa dei nodi critici.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":29048,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/20220503PHT28607-original.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29048\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dalla Protezione alla Potenza: La \"Dottrina Draghi\" per una Federale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione-l-ultimo-appello-alla-sopravvivenza\">Conclusione: L'Ultimo Appello alla Sopravvivenza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La \"Dottrina Draghi\" è un piano di emergenza. L'Europa ha tutto — tecnologia, ricchezza, cultura — ma deve decidere se essere un soggetto o un oggetto della storia. Se non saremo in grado di difendere i nostri interessi con una forza federale, i nostri valori saranno i primi a essere sacrificati sull'altare dei nuovi equilibri globali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/web-uniforms-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesacomune, draghi, mariodraghi, UnioneEuropea","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-03 09:33:40","stato":"publish","riassunto_video":"Mario Draghi, all'Università Ku Leuven, ha dichiarato la fine dell'innocenza strategica europea: l’Europa non può più delegare la propria difesa agli USA. Senza autonomia strategica e integrazione federale, i valori europei rischiano di essere compromessi. Draghi invita a superare la frammentazione, investire nella difesa comune e trasformare l’Europa in una potenza capace di proteggersi da sola,","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilfoglio.it/esteri/2026/02/02/news/mario-draghi-l-ordine-globale-e-defunto-ma-la-vera-minaccia-e-cio-che-lo-sostituisce--8604784/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29044-dalla-protezione-alla-potenza-la-dottrina-draghi-per-una-difesa-federale.mp4","galleria":""}
{"id":29040,"titolo":"Dagli ADRA agli Incursori: al MUSAM un viaggio nella storia delle Forze Speciali dell’Aeronautica Militare","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Venerdì 30 gennaio, presso il <strong>Museo Storico dell’Aeronautica Militare (MUSAM)</strong> di Vigna di Valle, è stata inaugurata una nuova e significativa area espositiva dedicata alla storia delle Forze Speciali dell’Aeronautica Militare. Una sezione pensata per raccontare, attraverso cimeli, documenti e immagini, l’evoluzione di una capacità operativa d’élite che affonda le proprie radici nella Seconda guerra mondiale e arriva fino agli attuali Incursori dell’A.M.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-evento-istituzionale-di-alto-profilo\">Un evento istituzionale di alto profilo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ad aprire la cerimonia sono stati il <strong>Colonnello Dario Bovino</strong>, Comandante dell’Aeroporto di Vigna di Valle, e il <strong>Colonnello Michele Anelli</strong>, Comandante del <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/17o-stormo-incursori/\">17° Stormo Incursori</a></strong> di Furbara, che hanno rivolto un saluto alle autorità e ai numerosi ospiti presenti. Tra questi, rappresentanti dello Stato Maggiore Difesa e dell’Aeronautica Militare, esponenti del <strong>Comando Forze Speciali</strong>, del comparto interforze delle Forze Speciali, delle Associazioni d’Arma e del mondo dell’informazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ospite d’eccezione il <strong>Professor Mauro De Angelis</strong>, figlio del Maggiore Arnaldo De Angelis, già comandante del Battaglione ADRA, a testimonianza del forte legame tra memoria storica e presente operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-nuovo-spazio-espositivo-dalle-origini-al-presente\">Il nuovo spazio espositivo: dalle origini al presente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evento, alla presenza del Comandante del <strong>Comando Aeronautica Militare Roma</strong>, Generale di Squadra Aerea <strong>Alberto Biavati</strong>, e moderato dal giornalista Rai <strong>Fabio Chiucconi</strong>, è stato introdotto dal Direttore del MUSAM, <strong>Ten. Col. Paolo De Vita</strong>, e dalla <strong>Dott.ssa Susanna Ognibene</strong>, responsabile della curatela scientifica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il percorso espositivo rappresenta un ulteriore tassello nel processo di ammodernamento del Museo, completato nel 2023 in occasione del Centenario dell’Aeronautica Militare. Il visitatore viene guidato attraverso un racconto cronologico che parte dai primi paracadutisti e dalle figure pionieristiche, per arrivare agli <strong>ADRA – Arditi Distruttori della Regia Aeronautica</strong>, primo reparto di forze speciali dell’A.M., costituito nel 1942 a Tarquinia e protagonista di audaci azioni su obiettivi strategici durante la Seconda guerra mondiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il percorso prosegue con i <strong>“Falchi Blu”</strong>, il team di paracadutismo acrobatico nato a metà degli anni Settanta, dal quale hanno origine gli attuali Incursori dell’Aeronautica Militare: personale altamente selezionato e addestrato per operare nell’intero spettro delle Operazioni Speciali, dalla ricognizione speciale alle azioni dirette, dall’assistenza militare alle operazioni antiterrorismo e di rilascio ostaggi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-dibattito-storico-e-dottrinale\">Il dibattito storico e dottrinale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A seguire, un forum di discussione ha visto gli interventi del <strong>Prof. Gastone Breccia</strong> (Università di Pavia), del <strong>Gen. B. (ris.) Cristiano De Chigi</strong>, storico militare ed ex Vice Comandante della Brigata Paracadutisti “Folgore”, del <strong>Prof. Federico Ciavattone</strong> (ANPDI) e del <strong>Gen. Sq. Riccardo Rinaldi</strong>, tra i primi Incursori dell’A.M. ed ex Comandante del 17° Stormo e della 1ª Brigata Aerea Operazioni Speciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un excursus che ha messo in luce l’importanza strategica delle Forze Speciali, le loro peculiarità operative e il ruolo crescente negli scenari contemporanei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-17-stormo-e-la-dottrina-soali\">Il 17° Stormo e la dottrina SOALI</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il focus finale è stato dedicato all’attuale configurazione del <strong>17° Stormo Incursori</strong>, con un intervento di un operatore del Reparto che ha approfondito gli aspetti tecnici, operativi e umani dell’impiego odierno. Centrale il richiamo alla dottrina <strong>SOALI (Special Operations Air to Land Integration)</strong>, che caratterizza in modo distintivo gli Incursori dell’Aeronautica Militare e si esprime soprattutto nella capacità di <strong>Combat Controller</strong>, elemento chiave per integrare e sincronizzare il potere aereo con le operazioni sul terreno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, il Comandante del 17° Stormo ha consegnato al Generale di Brigata Aerea <strong>Diego Sismondini</strong>, Comandante della Brigata Aerea Operazioni Speciali, la targa con cui l’<strong>Air Force Special Operations Command</strong> ha certificato l’iter addestrativo per il rilascio della qualifica di Combat Controller svolto dal Reparto. Un riconoscimento di assoluto rilievo: l’Italia è l’unico Paese europeo ad averlo ottenuto e il secondo in ambito NATO dopo il Regno Unito, a conferma della piena interoperabilità con le Forze Armate statunitensi nelle Global Access Operations.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-memoria-identita-e-divulgazione\">Memoria, identità e divulgazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A chiudere l’evento, l’intervento del Generale Biavati ha sottolineato il valore di chi ha tracciato il cammino delle operazioni speciali aeronautiche e l’elevatissimo livello selettivo richiesto oggi agli Incursori. Il MUSAM, ancora una volta, si conferma non solo custode della storia della Forza Armata, ma anche luogo di trasmissione delle esperienze umane e professionali di chi ha scritto pagine importanti della storia d’Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della giornata, grazie alla collaborazione dell’Associazione Bunker Soratte e di appassionati di storia militare, è stata inoltre rievocata una celebre immagine degli ADRA in fase di preparazione a un aviolancio su velivolo SM-82 per il Nord Africa, mentre il 17° Stormo ha allestito presso l’hangar SKEMA una mostra di equipaggiamenti rappresentativa delle sue capacità operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’inaugurazione che non è stata solo celebrazione del passato, ma anche affermazione di una continuità ideale e operativa che lega gli ADRA agli Incursori dell’Aeronautica Militare di oggi, proiettati verso le sfide più complesse del presente e del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Fonte notizie e immagini Aeronautica Militare Italiana</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/adra2.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"aeronauticamilitare, forzespeciali, incursoriam","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-02 21:43:05","stato":"publish","riassunto_video":"Al Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle è stata inaugurata un’area dedicata alle Forze Speciali dell’Aeronautica, dalla Seconda guerra mondiale agli attuali Incursori. L’esposizione racconta la storia degli ADRA e dei “Falchi Blu”, il team di paracadutismo acrobatico costituito a metà anni ’70, da cui sono stati costituiti gli attuali Incursori dell’Aeronautica Militare.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/news/dagli-adra-agli-incursori-al-musam-presentata-larea-espositiva-dedicata-alla-storia-delle-forze-speciali-della-m/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29040-dagli-adra-agli-incursori-al-musam-un-viaggio-nella-storia-delle-forze-speciali-dellaeronautica-militare.mp4","galleria":""}
{"id":29035,"titolo":"Legittima difesa in caso di pericolo: niente più agenti indagati automaticamente. Il Governo ci lavora con il nuovo Decreto Sicurezza.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il caso di Torino, con un <a href=\"https://brigatafolgore.net/torino-un-poliziotto-pestato-a-calci-e-martellate-e-il-paradosso-italiano-se-avesse-sparato-sarebbe-stato-indagato/\">poliziotto aggredito brutalmente a calci e martellate</a>, ha riportato al centro del dibattito pubblico un tema che in Italia resta irrisolto da anni: <strong>la tutela giuridica di chi indossa una divisa e interviene in situazioni di pericolo reale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In quel contesto, come già evidenziato, il paradosso è evidente: <strong>se l’agente avesse fatto uso dell’arma per difendersi, oggi probabilmente sarebbe iscritto nel registro degli indagati</strong>, indipendentemente dall’esito e dalle circostanze. Un automatismo che pesa come una spada di Damocle su chi opera sul fronte dell’ordine pubblico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È in questo quadro che si inserisce il <strong>nuovo pacchetto sicurezza</strong> su cui sta lavorando il Governo, con l’obiettivo di intervenire su ordine pubblico, criminalità giovanile, immigrazione e gestione delle manifestazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-lo-scudo-processuale-cosa-cambierebbe\">Lo “scudo” processuale: cosa cambierebbe</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei punti più rilevanti allo studio è l’introduzione di una <strong>tutela processuale per agenti e cittadini</strong> che agiscono in condizioni di <strong>legittima difesa o stato di necessità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, anche quando l’uso della forza appare immediatamente giustificato, scatta quasi sempre l’<strong>iscrizione automatica nel registro degli indagati</strong>. Un atto formalmente “dovuto”, ma che in alcuni casi avvia un percorso giudiziario lungo, costoso e logorante, spesso concluso con un’archiviazione dopo anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’idea dell’esecutivo è quella di <strong>superare questo automatismo</strong>, prevedendo che, in presenza di elementi oggettivi di legittima difesa, <strong>non scatti automaticamente l’iscrizione come indagato</strong>, lasciando alla magistratura strumenti di verifica preliminare senza trasformare subito l’operatore in imputato di fatto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non si tratta di una “licenza di sparare”, ma di una <strong>correzione del meccanismo processuale</strong>, pensata per evitare che chi sopravvive a un’aggressione debba poi affrontare un secondo fronte, quello giudiziario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il collegamento diretto con Torino</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il fatto di Torino rappresenta un esempio emblematico: <strong>un agente isolato, circondato, colpito con strumenti potenzialmente letali (tra cui un martello)</strong>. In uno scenario simile, il tempo di reazione si misura in secondi, non nei tempi lunghi delle aule giudiziarie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Eppure, nel sistema attuale, <strong>la consapevolezza che qualsiasi reazione armata comporterà quasi certamente un’indagine penale personale</strong> incide sulle scelte operative. È un elemento che pesa non solo sull’agente coinvolto, <strong>ma sull’efficacia complessiva dell’azione di polizia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo impianto normativo nasce anche per rispondere a questo nodo: <strong>restituire serenità operativa a chi è chiamato a decidere sotto stress estremo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come funziona negli altri Paesi europei</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dibattito italiano non è isolato. In diversi Paesi europei la tutela degli operatori di polizia segue logiche differenti, spesso più aderenti alla realtà operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-francia\">Francia</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"h-francia-in-francia-l-uso-della-forza-da-parte-delle-forze-dell-ordine-e-valutato-secondo-criteri-di-necessita-e-proporzionalita-ma-non-esiste-un-automatismo-generalizzato-di-iscrizione-come-indagato-l-apertura-di-un-inchiesta-avviene-quando-emergono-elementi-concreti-di-abuso-non-per-il-solo-fatto-che-l-arma-sia-stata-utilizzata\">In Francia l’uso della forza da parte delle forze dell’ordine è valutato secondo criteri di <strong>necessità e proporzionalità</strong>, ma <strong>non esiste un automatismo generalizzato di iscrizione come indagato</strong>. L’apertura di un’inchiesta avviene quando emergono elementi concreti di abuso, non per il solo fatto che l’arma sia stata utilizzata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-spagna\">Spagna</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il modello spagnolo riconosce esplicitamente il principio di <strong>“uso legittimo dei mezzi”</strong> da parte delle forze dell’ordine. Anche in questo caso <strong>l’indagine penale non è automatica</strong>: la prima valutazione tiene conto del <strong>contesto operativo</strong>, della <strong>minaccia percepita</strong> e della <strong>condotta complessiva dell’agente</strong>, con l’eventuale apertura di un procedimento solo in presenza di indizi specifici di illecito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-germania\">Germania</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Germania il sistema è fortemente orientato alla <strong>presunzione di correttezza dell’azione di servizio</strong>. <strong>Le indagini scattano solo in presenza di indizi specifici di illecito</strong>. L’uso dell’arma da parte della polizia, se coerente con le procedure e la situazione di pericolo, non comporta automaticamente conseguenze penali personali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, <strong>l’Italia rappresenta ancora un’eccezione per rigidità procedurale</strong>, più che per severità sostanziale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Critiche e timori</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non mancano le perplessità. Alcuni settori della magistratura e associazioni per i diritti civili temono che una riduzione dell’automatismo possa indebolire i controlli o creare zone d’ombra nella valutazione degli abusi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nodo vero, tuttavia, non è l’assenza di controllo, ma <strong>la sua collocazione nel tempo e nel metodo</strong>: controllo sì, ma senza trasformare ogni intervento critico in un processo anticipato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il caso di Torino ha mostrato in modo crudo ciò che da tempo molti operatori segnalano: <strong>la distanza tra la realtà della strada e il funzionamento del sistema giuridico</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il pacchetto sicurezza su cui lavora il Governo prova a colmare questa distanza, intervenendo non sul principio della responsabilità, ma sull’automatismo che oggi penalizza chi agisce per difendere se stesso e gli altri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il confronto con gli altri Paesi europei dimostra che <strong>tutelare le forze dell’ordine senza rinunciare allo Stato di diritto è possibile</strong>. La sfida, ora, sarà tradurre questa intenzione politica in norme chiare, equilibrate e realmente applicabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/polizia-20226.jpg","categoria":"Blog","tags":"ForzeDellOrdine, legittimadifesa, riforma","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-02 15:38:15","stato":"publish","riassunto_video":"Il caso di Torino ha riacceso il dibattito sulla tutela giuridica degli agenti di polizia, indagati automaticamente dopo l’uso della forza, anche in legittima difesa. Il Governo propone un “scudo” che eviti questo automatismo, garantendo una verifica preliminare prima di iscrivere l’agente come indagato. Altri Paesi europei adottano già modelli più flessibili a tutela dell'operatore di polizia.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://tg24.sky.it/politica/2026/02/02/decreto-sicurezza-cosa-prevede","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29035-legittima-difesa-in-caso-di-pericolo-niente-piu-agenti-indagati-automaticamente-il-governo-ci-lavora-con-il-nuovo-decreto-sicurezza.mp4","galleria":""}
{"id":29031,"titolo":"87° anniversario della costituzione della 132ª Brigata Corazzata “Ariete”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>132ª Brigata Corazzata Ariete</strong> celebra l’87° anniversario della sua costituzione. La cerimonia si è svolta questa mattina presso la caserma “Mittica”, alla presenza delle autorità militari e civili e di alcune scolaresche del territorio, a testimonianza del legame profondo tra la Brigata e la comunità locale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ariete-accerchiata-carri-ariete-combattono-memoria-identita-e-valori-di-una-leggenderia-unita\">\"ARIETE accerchiata. Carri ARIETE combattono\": memoria, identità e valori di una leggenderia unità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso dell’evento, il Comandante della Brigata, <strong>Domenico Leotta</strong>, ha reso omaggio a tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per la Patria, ricordando come la Brigata “Ariete” rappresenti, ieri come oggi, una <strong>fucina e custode dei valori fondanti della Forza Armata</strong>: disciplina, onore, lealtà e senso del dovere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un patrimonio morale che attraversa la storia del Reparto e continua a orientarne l’azione nel presente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi valori affondano le proprie radici nella storia della <strong>132ª Divisione corazzata Ariete</strong>, grande unità del Regio Esercito e, nel secondo dopoguerra, dell’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’“Ariete” fu la <strong>prima Divisione corazzata costituita dal Regio Esercito</strong>, nata il <strong>1° febbraio 1939</strong> dalla trasformazione della 2ª Brigata corazzata, segnando l’ingresso dell’Italia nella dimensione moderna della guerra manovrata e corazzata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la Seconda guerra mondiale la Divisione fu impiegata in <strong>Nord Africa</strong>, operando a fianco delle unità del <strong>Deutsches Afrikakorps</strong> e della Divisione motorizzata “Trieste”. In quel teatro durissimo, l’Ariete si guadagnò una reputazione di <strong>tenacia e combattività</strong>, venendo più volte citata nei bollettini di guerra italiani e tedeschi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il suo destino si compì nella <strong>Seconda battaglia di El Alamein</strong>, dove la Divisione venne distrutta combattendo fino all’ultimo carro, lasciando una delle pagine più drammatiche e simboliche della storia militare italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Emblematica resta l’ultima comunicazione radio trasmessa prima della distruzione della Divisione, divenuta nel tempo una frase scolpita nella memoria collettiva:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>«Carri nemici fatta irruzione sud Divisione ARIETE. Con ciò ARIETE accerchiata.<br>Trovasi circa 5 chilometri nordovest Bir el Abd.<br><strong>Carri ARIETE combattono!</strong>»</em><br><em>(Ore 15:30 del 4 novembre 1942)</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un messaggio essenziale, quasi brutale, che racchiude l’essenza stessa dell’“Ariete”: <strong>combattere anche quando tutto sembra perduto</strong>, senza arretrare, senza retorica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ricostituita nel 1943 come <strong>135ª Divisione cavalleria corazzata “Ariete”</strong>, con reparti e organici diversi, la Grande Unità ebbe un ruolo nei giorni successivi all’armistizio dell’8 settembre nella <strong>difesa di Roma</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel dopoguerra, nuovamente ricostituita con i reparti originari e con molti veterani della campagna d’Africa, l’Ariete venne riorganizzata nel <strong>1948</strong>, con comando prima a Roma e poi a <strong>Pordenone</strong>, assumendo un ruolo chiave nel presidio del <strong>confine orientale</strong> in Friuli-Venezia Giulia, in un contesto segnato dalle tensioni con la Jugoslavia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È da questa continuità storica, fatta di <strong>sacrificio, ricostruzione e servizio</strong>, che nasce l’identità dell’attuale Brigata Corazzata “Ariete”: una unità che non vive di nostalgia, ma che trae forza dal proprio passato per affrontare il presente e prepararsi alle sfide del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-innovazione-e-nuove-capacita-operative\">Innovazione e nuove capacità operative</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto alla tradizione, la Brigata “Ariete” è oggi protagonista di un articolato processo di <strong>innovazione tecnologica e dottrinale</strong>, necessario per affrontare scenari operativi sempre più complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso del 2025 è stato infatti implementato, attraverso specifiche attività formative e addestrative, l’impiego dei <strong>droni</strong>. La Brigata può contare su circa un centinaio di operatori qualificati nella conduzione di <strong>APR (Aeromobili a Pilotaggio Remoto)</strong>, impiegati per sperimentare procedure tattiche avanzate a supporto del combattimento diretto e indiretto, della sorveglianza dell’area di operazioni e della protezione del personale sul terreno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I Reparti della Brigata “Ariete” sono costantemente impegnati <strong>al servizio del Paese</strong>, sia sul territorio nazionale, nell’ambito dell’operazione <strong>Strade Sicure</strong>, sia nei principali teatri operativi esteri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attualmente, uomini e donne della Brigata operano in <strong>Bulgaria, Kosovo, Libano, Lettonia, Iraq e Libia</strong>, contribuendo alla sicurezza collettiva, alla stabilizzazione delle aree di crisi e al rispetto degli impegni internazionali dell’Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-brigata-tra-storia-e-futuro\">Una Brigata tra storia e futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, il Generale Leotta ha inoltre sottolineato la <strong>stretta collaborazione con le istituzioni statali e locali</strong>, grazie alla quale la Brigata ha promosso e sostenuto numerose iniziative culturali e benefiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Particolare attenzione è stata rivolta alle realtà del territorio di Pordenone, come l’associazione <strong>“Voce Donna”</strong>, impegnata nella tutela delle donne vittime di violenza, e la <strong>LILT</strong>, attiva nella lotta contro i tumori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A ottantasette anni dalla sua costituzione, la Brigata Corazzata “Ariete” continua a rappresentare un punto di riferimento dell’Esercito Italiano: <strong>radicata nella storia</strong>, ma allo stesso tempo <strong>proiettata verso il futuro</strong>, capace di coniugare tradizione, innovazione e servizio al Paese, nel solco di valori che restano immutati nel tempo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/ariete87.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"brigataariete, CarriArieteCombattono, OrgoglioMilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-02 15:03:25","stato":"publish","riassunto_video":"La 132ª Brigata Corazzata Ariete celebra 87 anni di storia, ricordando il sacrificio e i valori di disciplina, onore e lealtà. Nata come Divisione nel 1939, si distinse nella Seconda guerra mondiale, fino ad immolarsi nell'epica Battaglia di El Alamein. Oggi, innovativa e attiva in missioni internazionali, unisce tradizione e tecnologia contribuendo alla sicurezza nazionale e internazionale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29031-87-anniversario-della-costituzione-della-132a-brigata-corazzata-ariete.mp4","galleria":""}
{"id":29023,"titolo":"Steadfast Dart 2026: il Generale Paracadutista Scuderi guida lo schieramento della MND-S NATO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Multinational Division South (Multinational Division South (MND-S)), comando NATO con sede a Rovezzano (FI), entra nella fase operativa dell’esercitazione “Steadfast Dart 2026” con un obiettivo chiaro: dimostrare, sotto la guida del <a href=\"https://difesanews.com/il-generale-di-divisione-paracadutista-giuseppe-scuderi-assume-il-comando-della-multinational-division-south-mnd-s-nato-di-firenze/\">Generale di Divisione paracadutista Giuseppe Scuderi</a>, la capacità di <strong>schierare e comandare rapidamente</strong> un dispositivo multinazionale, in uno scenario quanto più vicino possibile a un impiego reale della nuova forza di reazione dell’Alleanza. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-posto-comando-avanzato-e-unita-sotto-dipendenza-la-formazione-guidata-da-divisione-vittorio-veneto\">Posto comando avanzato e unità sotto dipendenza: la formazione guidata da Divisione Vittorio Veneto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/comfoter/multinational-division-south/index.html\">MND-S</a> partecipa alla manovra schierando in Bergen-Hohne Training Area (circa <strong>284 km²</strong>, una delle maggiori aree addestrative della Germania) il <strong>posto comando avanzato</strong>, nodo centrale del comando e controllo sul terreno. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle dipendenze del comando di Scuderi opererà <strong>la Brigata Alpina Julia</strong>, impiegata come unità di manovra nella Allied Reaction Force (ARF), con il proprio comando e con assetti logistici e delle trasmissioni. Tra i reparti di punta in campo anche l’8° Reggimento Alpini di Venzone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sotto la stessa cornice di comando e controllo, sono attese anche <strong>unità alleate di Turchia, Spagna e Repubblica Ceca</strong>, mentre ulteriori contributi specialistici includono – secondo quanto riportato da fonti istituzionali – un’unità Grecia dedicata alla cooperazione civile-militare e assetti nazionali, tra cui uno squadrone elicotteri. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15097,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Steadfast Dart 2026: il Generale Paracadutista Scuderi guida lo schieramento della MND-S\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/271e809b-083a-4860-9374-1a6654ce59f8.jpg\" alt=\"Steadfast Dart 2026: il Generale Paracadutista Scuderi guida lo schieramento della MND-S\" class=\"wp-image-15097\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Steadfast Dart 2026: il Generale Paracadutista Scuderi guida lo schieramento della MND-S</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-banco-di-prova-della-nuova-arf-mobilita-interoperabilita-tempi-reali\">Il “banco di prova” della nuova ARF: mobilità, interoperabilità, tempi reali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Steadfast Dart 2026” è stata presentata dai comandi Nato come <strong>la più grande esercitazione dell’Alleanza nel 2026</strong> e come <strong>prima grande prova di dispiegamento della Allied Reaction Force</strong> su scala ampia, con focus su rapidità di movimento, procedure di accoglienza e integrazione tra Paesi diversi. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, il ruolo della MND-S è particolarmente osservato: la Divisione – inserita nella struttura di forze dell’Alleanza e alle dipendenze del NRDC-ITA – deve dimostrare sul campo la capacità di “mettere insieme” comandi, comunicazioni, logistica e unità multinazionali, passando dalla pianificazione alla condotta con tempi da scenario reale. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dislocazione-di-mezzi-e-truppe-il-corridoio-logistico-passa-da-emden\">Dislocazione di mezzi e truppe: il corridoio logistico passa da Emden</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La componente movimentazione è uno degli elementi più concreti dell’esercitazione: truppe e mezzi convergono infatti sul porto di Emden, snodo di ingresso per i carichi diretti in Germania e verso l’area addestrativa. Secondo la comunicazione del Ministero della Difesa, una prima nave italiana con <strong>oltre 1.500 veicoli e mezzi di supporto</strong> affronta le fasi di <strong>Reception, Staging and Onward Movement (RSOM)</strong> attraverso il territorio tedesco; sono previsti inoltre ulteriori arrivi con una seconda nave da circa <strong>1.600 mezzi</strong> e una terza da circa <strong>750 mezzi</strong> all’inizio di febbraio. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A sostenere lo schieramento del posto comando avanzato della MND-S intervengono anche i reparti di supporto: il 78° Reparto Comando e Supporti Tattici “Lupi di Toscana” per le esigenze logistiche e il 7° Reggimento Trasmissioni di Sacile per la componente comunicazioni. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15098,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Steadfast Dart 2026: il Generale Paracadutista Scuderi guida lo schieramento della MND-S\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Lince-italiano-Afghanistan.png\" alt=\"Steadfast Dart 2026: il Generale Paracadutista Scuderi guida lo schieramento della MND-S\" class=\"wp-image-15098\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Steadfast Dart 2026: il Generale Paracadutista Scuderi guida lo schieramento della MND-S</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-numeri-e-paesi-coinvolti\">Numeri e Paesi coinvolti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le fonti Nato e italiane indicano un coinvolgimento di <strong>circa 10.000 militari da 11 Paesi</strong>, tra cui – oltre all’Italia – Lituania, Bulgaria e altri alleati europei, con supporto anche di Francia, Belgio e Regno Unito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/sds.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"folgore, scuderi, steadfastdart2026","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-02 10:53:41","stato":"publish","riassunto_video":"La Multinational Division South, guidata dal Generale Giuseppe Scuderi, partecipa all’esercitazione NATO “Steadfast Dart 2026” in Germania, dimostrando la capacità di schierare rapidamente una forza multinazionale. Coinvolge circa 10.000 militari da 11 Paesi, con la Brigata Alpina Julia e unità di Turchia, Spagna, Repubblica Ceca e Grecia. Il porto di Emden è il nodo logistico principale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ansa.it/amp/toscana/notizie/2026/01/31/divisione-multinazionale-sud-e-brigata-julia-a-esercitazione-nato_17c687b3-46e4-44d5-8113-642990461bd3.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29023-steadfast-dart-2026-il-generale-paracadutista-scuderi-guida-lo-schieramento-della-mnd-s.mp4","galleria":""}
{"id":29012,"titolo":"Ucraina: Lezioni tecnico-militari dalla Linea del Fronte","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra lungo la linea di contatto nel Donbass è entrata in una fase in cui <strong>il “fattore decisivo” non è più una singola arma, ma l’ecosistema</strong>: sensori economici (droni), munizioni improvvisate, collegamenti satellitari, adattamento rapidissimo, capacità di muoversi e nascondersi sotto un cielo che vede e colpisce. Da questa trasformazione emergono insegnamenti concreti, soprattutto tecnici e dottrinali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1-il-cielo-e-la-nuova-prima-linea\">1) Il cielo è la nuova “prima linea”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Lezione:</strong> la superiorità locale non dipende solo dall’artiglieria, ma dalla capacità di <em>negare</em> e <em>sopravvivere</em> al cielo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Il ronzio costante dei droni rende lo spazio sopra la trincea una “zona di morte” continua: osservazione, acquisizione bersagli, attacchi FPV, sganci notturni, e persino droni lasciati a terra come ordigni d’agguato.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Implicazione operativa: ogni movimento (rifornimento, evacuazione, rotazione) diventa una micro-operazione con tempi strettissimi, disciplina radio, procedure standard, e piani di emergenza.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Cosa studiare (Italia):</strong> <strong>dottrina “anti-drone first”</strong>: non un asset di nicchia, ma un requisito per ogni reparto, dal livello squadra al battaglione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15085,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Ucraina: Lezioni tecnico-militari dalla Linea del Fronte\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/001607230-667c8fa5-88ee-4d07-b3e3-0670328205f7.jpg\" alt=\"Ucraina: Lezioni tecnico-militari dalla Linea del Fronte\" class=\"wp-image-15085\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ucraina: Lezioni tecnico-militari dalla Linea del Fronte</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2-mobilita-tattica-veloce-breve-imprevedibile\">2) Mobilità tattica: “veloce, breve, imprevedibile”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Lezione:</strong> la sopravvivenza su strada è una gara di <em>secondi</em>, non di chilometri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>I trasferimenti avvengono con manovre aggressive, soste ridotte a istanti, esposizione minima. Anche una pausa “normale” può essere fatale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>La minaccia non è solo il drone in attacco: è il drone in ricognizione che “marca” un veicolo e chiama fuoco successivo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Cosa studiare (Italia):</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>addestramento alla guida tattica su fango/neve e in condizioni degradate;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>procedure di “stop &amp; go” e di scarico rapidissimo;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>standardizzazione del comportamento sotto allarme drone (non improvvisare).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-3-meteo-e-notte-non-sono-piu-copertura-garantita\">3) Meteo e notte non sono più “copertura garantita”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Lezione:</strong> pioggia, neve e vento degradano i sensori, ma degradano <em>entrambi</em>; il vantaggio lo ottiene chi sa cambiare ritmo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Con maltempo diminuisce l’efficacia di copertura con droni: questo apre finestre per infiltrazioni a piedi e piccole avanzate.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ne consegue una guerra di micro-movimenti: terreno guadagnato a metri, non a mappe.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Cosa studiare (Italia):</strong> capacità “all-weather” per sensoristica e procedure: quando i droni vedono meno, servono piani alternativi (osservatori, sensori terrestri, pattuglie, barriere).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15086,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Ucraina: Lezioni tecnico-militari dalla Linea del Fronte\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/DU8SrqfXcAECtu0.jpg\" alt=\"Ucraina: Lezioni tecnico-militari dalla Linea del Fronte\" class=\"wp-image-15086\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ucraina: Lezioni tecnico-militari dalla Linea del Fronte</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-4-guerra-elettronica-la-contromossa-cambia-la-partita-ma-non-risolve-tutto\">4) Guerra elettronica: la contromossa cambia la partita (ma non risolve tutto)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Lezione:</strong> quando la guerra elettronica (disturbo radio) diventa diffusa, si cercano canali di controllo non disturbabili: è qui che entrano i droni a fibra ottica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Il controllo via cavo riduce l’efficacia del jamming: se il segnale non passa via radio, disturbarlo è molto più difficile.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Contro-misura: non “spegnere il segnale”, ma <strong>interrompere la catena fisica</strong> (taglio/rottura del filo) o colpire il pilota e il punto di lancio.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Cosa studiare (Italia):</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>l’integrazione tra EW e cinetico (jamming + fuoco + manovra);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>pattuglie e sensori dedicati alla scoperta di postazioni di pilotaggio;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>“caccia alla logistica” del drone (batterie, ricambi, punti di assemblaggio).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15087,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Ucraina: Lezioni tecnico-militari dalla Linea del Fronte\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/fabbica-droni-fpv-in-ucraina.webp\" alt=\"Ucraina: Lezioni tecnico-militari dalla Linea del Fronte\" class=\"wp-image-15087\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ucraina: Lezioni tecnico-militari dalla Linea del Fronte</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-5-la-fabbrica-diffusa-innovazione-rapida-low-cost-e-produzione-vicina-al-fronte\">5) La “fabbrica diffusa”: innovazione rapida, low cost, e produzione vicina al fronte</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Lezione:</strong> in una guerra lunga, vince chi accorcia il ciclo <strong>idea → prototipo → test → impiego</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Piccoli laboratori (stampanti 3D, banchi di assemblaggio, componenti commerciali) generano adattamenti continui: bilanciamento pesi, supporti per telecamere, sistemi di sgancio, modifiche di telaio.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Il vantaggio non è solo tecnologico: è <strong>organizzativo</strong>. Team piccoli, agili, con feedback diretto dal fronte.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Cosa studiare (Italia):</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>“cellule di innovazione” collegate ai reparti, non solo ai centri ricerca;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>procedure d’acquisto rapide per componenti non strategici;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>standard minimi di sicurezza e qualità (per evitare che la velocità produca incidenti).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-6-formazione-contano-curiosita-e-tempo-ciclo-non-solo-specializzazioni-da-manuale\">6) Formazione: contano curiosità e tempo-ciclo, non solo specializzazioni “da manuale”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Lezione:</strong> servono operatori e tecnici formabili in poche settimane, aggiornabili ogni mese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Se la tecnologia cambia rapidamente, l’addestramento deve essere modulare, continuo, “a rilascio” come un software.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>L’operatore droni non è solo un “pilota”: è un nodo in una rete fatta di video, coordinate, comunicazioni e collaborazione.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Cosa studiare (Italia):</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>percorsi rapidi per competenze tecniche (droni, reti, riparazioni);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>cultura del <em>debrief immediato</em> e condivisione lesson learned tra unità;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>riserva tecnica (ingegneri, maker, informatici) attivabile in crisi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15088,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Ucraina: Lezioni tecnico-militari dalla Linea del Fronte\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/FPV-army.png\" alt=\"Ucraina: Lezioni tecnico-militari dalla Linea del Fronte\" class=\"wp-image-15088\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ucraina: Lezioni tecnico-militari dalla Linea del Fronte</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-7-rete-e-connettivita-chi-vede-e-condivide-prima-colpisce-o-evita-di-essere-colpito\">7) Rete e connettività: chi vede e condivide prima, colpisce (o evita di essere colpito)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Lezione:</strong> la guerra moderna è anche una guerra di banda: feed video, coordinate, sincronizzazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>La connettività satellitare (es. Starlink) permette di mettere in rete postazioni e flussi video: questo aumenta la velocità di decisione e l’efficacia del fuoco.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Vulnerabilità: dipendenza da nodi, terminali, energia; e rischio di localizzazione se la disciplina elettromagnetica è scarsa.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Cosa studiare (Italia):</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>ridondanza delle comunicazioni (satellitare + terrestre + radio);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>SOP su emission control (EMCON) e sicurezza delle postazioni digitali;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>capacità di operare “degradati” quando la rete cade.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-8-la-trincea-resta-centrale-logistica-minima-turni-fatica-e-tenuta-psicologica\">8) La trincea resta centrale: logistica minima, turni, fatica e tenuta psicologica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Lezione:</strong> anche con i droni, la fanteria in postazione vive di rotazioni, scorte, micro-discipline.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Sonno frammentato, permanenze lunghe, isolamento: la tenuta mentale diventa capacità operativa.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>In difesa, spesso “non perdere terreno” è già successo: ma consuma uomini e materiali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Cosa studiare (Italia):</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>dotazioni per sostenere settimane in postazione (energia, calore, igiene, cibo);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>protocolli anti-fatica e gestione dello stress (non “benessere”: <em>prontezza</em>).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15089,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Ucraina: Lezioni tecnico-militari dalla Linea del Fronte\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/hq720.jpg\" alt=\"Ucraina: Lezioni tecnico-militari dalla Linea del Fronte\" class=\"wp-image-15089\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ucraina: Lezioni tecnico-militari dalla Linea del Fronte</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-9-difesa-passiva-e-tunnel-della-vita-la-protezione-fisica-si-reinventa\">9) Difesa passiva e “tunnel della vita”: la protezione fisica si reinventa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Lezione:</strong> reti, coperture, schermature e percorsi protetti riducono drasticamente la vulnerabilità agli attacchi dall’alto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Strade con reti tese e percorsi mascherati diventano infrastrutture tattiche: non sono scenografia, sono sopravvivenza.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>In aree vicine a Kramatorsk e Druzhkivka, la protezione “artigianale” di vie di comunicazione è parte della strategia.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Cosa studiare (Italia):</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>kit standard di camouflage e protezione anti-top-attack per vie logistiche;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>capacità del genio di costruire “in fretta e spesso” (non una volta sola).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-10-resilienza-energetica-colpire-la-rete-elettrica-significa-colpire-la-societa-e-la-capacita-bellica\">10) Resilienza energetica: colpire la rete elettrica significa colpire la società (e la capacità bellica)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Lezione:</strong> gli attacchi alle infrastrutture energetiche trasformano l’elettricità in un’arma strategica: logora la popolazione e degrada funzioni militari e sanitarie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>In Kyiv i blackout programmati cambiano routine, servizi, sanità, evacuazioni. Aziende come Ukrenergo e DTEK diventano target “militari” perché abilitatrici di tutto il resto.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Cosa studiare (Italia):</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>piani di continuità energetica per ospedali, telecomunicazioni, trasporti;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>generatori sì, ma con procedure di sicurezza e logistica carburante;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>micro-grid e ridondanza: non solo protezione fisica, ma architettura di rete.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sintesi-cosa-cambia-davvero-per-l-italia\">Sintesi: cosa cambia davvero per l’Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste lezioni non dicono “comprare più droni”. Dicono altro:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ogni reparto deve saper vivere sotto droni</strong> (muoversi, mascherarsi, reagire).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>EW + cinetico</strong> come coppia fissa, non opzioni separate.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Innovazione rapida vicino ai reparti</strong>, con filiera veloce e controllo qualità minimo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Resilienza nazionale</strong>: energia, comunicazioni, sanità, protezione civile sono parte della deterrenza.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Addestramento continuo</strong>: la tecnologia cambia più in fretta dei manuali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/1.jpg","categoria":"Blog","tags":"all-weather, anti-drone, Droni, fabbricadiffusa, guerraelettronica, mobilitàtattica, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-01 17:13:40","stato":"publish","riassunto_video":"La guerra nel Donbass mostra che la superiorità dipende da un ecosistema integrato di droni, comunicazioni e adattamento rapido. Il cielo è la nuova prima linea, la mobilità tattica deve essere veloce e imprevedibile, e la guerra elettronica richiede contromisure combinate. Serve innovazione rapida, formazione continua e resilienza energetica, con procedure flessibili e protezione fisica.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29012-ucraina-lezioni-tecnico-militari-dalla-linea-del-fronte.mp4","galleria":""}
{"id":29003,"titolo":"Brigata Marina San Marco: nuovi ricognitori anfibi per la Compagnia Nuotatori Paracadutisti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Isola di Pedagne, collegata alla terra brindisina dal Ponte di Pietra, è stata teatro, nella mattina del <strong>29 gennaio 2026</strong>, della cerimonia di chiusura del <strong>XVII Corso Recon</strong>. Un evento dal forte carattere operativo, durante il quale <strong>cinque fucilieri</strong> sono stati ufficialmente accolti nei ranghi della <strong>Compagnia Nuotatori Paracadutisti</strong> della <strong>Brigata Marina San Marco</strong> con la qualifica di <strong>ricognitori anfibi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia ha rispecchiato in pieno l’identità del Reparto e la visione di una Marina sempre più proiettabile, moderna e pronta all’impiego. Non una celebrazione formale, ma una dimostrazione concreta di capacità operative e spirito militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15068,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Brigata Marina San Marco: nuovi ricognitori anfibi per la Compagnia Nuotatori Paracadutisti\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/625026541-1319133880251012-8408856810796498896-n-1024x685.jpg\" alt=\"Brigata Marina San Marco: nuovi ricognitori anfibi per la Compagnia Nuotatori Paracadutisti\" class=\"wp-image-15068\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I frequentatori del corso, ormai Recon, hanno sorvolato l’area della cerimonia a bordo di un <strong>elicottero SH-90</strong>, davanti a un piazzale gremito di familiari e amici. Subito dopo, si sono lanciati in mare con la tecnica <strong>helo-duck</strong>, tuffandosi dall’elicottero nella baia antistante l’isola sotto gli occhi degli invitati. Recuperati da un battello, hanno raggiunto la spiaggia e, accompagnati dagli istruttori, hanno fatto ingresso correndo nel luogo dell’evento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15067,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Brigata Marina San Marco: nuovi ricognitori anfibi per la Compagnia Nuotatori Paracadutisti\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/624659074-1319133996917667-9095572786107645870-n-1024x685.jpg\" alt=\"Brigata Marina San Marco: nuovi ricognitori anfibi per la Compagnia Nuotatori Paracadutisti\" class=\"wp-image-15067\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il momento del conferimento del brevetto è stato scandito da gesti dal forte valore simbolico: la consegna dell’attestato, l’apposizione della <strong>patch Recon</strong> sull’uniforme e, infine, la consegna delle <strong>pinne</strong>, emblema del legame indissolubile con il mare e della funzione di congiunzione tra ambiente terrestre e marittimo che caratterizza i ricognitori anfibi. Ogni neo-brevettato ha inoltre restituito agli istruttori il <strong>cordino intrecciato con nodo piano</strong>, portato sulle spalle per tutta la durata dell’addestramento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15066,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Brigata Marina San Marco: nuovi ricognitori anfibi per la Compagnia Nuotatori Paracadutisti\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/624294543-1319133733584360-8811644864345924755-n-1024x685.jpg\" alt=\"Brigata Marina San Marco: nuovi ricognitori anfibi per la Compagnia Nuotatori Paracadutisti\" class=\"wp-image-15066\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A chiudere la cerimonia, le parole del <strong>Comandante della Brigata Marina San Marco</strong>, il contrammiraglio <strong>Michele Orini</strong>, che ha sottolineato la <em>“vigorosa ambizione e la dedizione che contraddistinguono i giovani uomini dei quali il San Marco e il Paese hanno bisogno”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15069,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Brigata Marina San Marco: nuovi ricognitori anfibi per la Compagnia Nuotatori Paracadutisti\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/625987905-1319133766917690-7152097770090964213-n-1024x685.jpg\" alt=\"Brigata Marina San Marco: nuovi ricognitori anfibi per la Compagnia Nuotatori Paracadutisti\" class=\"wp-image-15069\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un passaggio di consegne che segna non solo la fine di un percorso addestrativo durissimo, ma l’ingresso in una comunità operativa d’élite, chiamata a operare dove mare e terra si incontrano, spesso nel silenzio e sempre lontano dai riflettori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em><a href=\"https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20260130_Brigata-Marina-San-Marco,-cerimonia-di-chiusura-del-XVII-Corso-Recon.aspx\">Foto e fonte notizia Marina Militare Italiana</a></em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/reconsmarco.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"BrigataMarinaSanMarco, prontezzaoperativa, ReconAnfibio","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-01 12:12:34","stato":"publish","riassunto_video":"Sull’Isola di Pedagne si è svolta la cerimonia di chiusura del XVII Corso Recon, con l’ingresso di cinque fucilieri nella Compagnia Nuotatori Paracadutisti della Brigata Marina San Marco. L’evento ha rappresentato non solo la conclusione di un duro percorso addestrativo, ma soprattutto l’ingresso in una comunità operativa d’élite, chiamata a operare là dove mare e terra si incontrano.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20260130_Brigata-Marina-San-Marco,-cerimonia-di-chiusura-del-XVII-Corso-Recon.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/29003-brigata-marina-san-marco-nuovi-ricognitori-anfibi-per-la-compagnia-nuotatori-paracadutisti.mp4","galleria":""}
{"id":28991,"titolo":"Torino, un Poliziotto pestato a calci e martellate, e il paradosso italiano: se avesse sparato sarebbe stato indagato","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quanto accaduto <strong>ieri a Torino</strong>, durante gli scontri legati al corteo per <strong>Askatasuna</strong>, è un fatto grave che va oltre la cronaca e chiama in causa una questione strutturale: <strong>la tutela giuridica degli operatori delle forze dell’ordine</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un poliziotto del Reparto Mobile è stato <strong>accerchiato e selvaggiamente picchiato dai manifestanti</strong>.<br>L’aggressione è avvenuta nel corso delle tensioni scoppiate durante la manifestazione nel capoluogo piemontese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’agente colpito si chiama <strong>Alessandro Calista</strong>, è in servizio al <strong>Reparto Mobile di Padova</strong>, ha 29 anni, è sposato e padre di un bambino. Originario di Pescara, è stato ricoverato in ospedale con <strong>contusioni multiple</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un uomo in uniforme, isolato, circondato, colpito da più persone.<strong> E se quel martello o quei colpi lo avessero ucciso?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A questo punto nasce un considerazione inevitabile: <strong>se avesse fatto uso dell’arma d’ordinanza per difendersi, oggi sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-paradosso-italiano-legittima-difesa-sul-campo-indagine-giudiziaria-dopo\">Il paradosso italiano: legittima difesa sul campo, indagine giudiziaria dopo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Italia il meccanismo è noto a chi lavora in strada. Quando un agente utilizza l’arma da fuoco in un contesto operativo critico che produca non necessariamente morti, anche solo feriti, o addirittura spara senza colpire nessuno, la conseguenza è automatica: <strong>l’apertura di un’indagine giudiziaria.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo accade anche in presenza di un’aggressione in atto, di una chiara inferiorità numerica o di un rischio immediato per l’incolumità dell’operatore. L’agente viene <strong>iscritto nel registro degli indagati</strong>, con ricadute pesanti sul piano personale, professionale e psicologico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il risultato è un sistema che, pur dichiarandosi garantista, finisce per <strong>scaricare tutto il peso del rischio sull’uomo in divisa</strong>, trasformando la legittima difesa in una scelta che si paga dopo, spesso per mesi o addirittura anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Europa l<strong>’Italia è uno dei pochissimi Paesi</strong> in cui l’uso legittimo della forza da parte di un poliziotto espone l’operatore a lunghi tempi di incertezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Spagna: controllo giudiziario sì, paralisi no</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Spagna il quadro normativo che regola l’azione delle forze dell’ordine è definito in modo chiaro e radicalmente diverso da quello italiano per quanto riguarda <strong>l’uso delle armi e la conseguente responsabilità penale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Ley Orgánica 1/1992 sulla protezione della sicurezza pubblica</strong> stabilisce che l’uso delle armi da parte della polizia può avvenire <strong>solo quando esiste un rischio grave per la vita o l’integrità fisica altrui o quando l’azione è necessaria per proteggere la sicurezza pubblica</strong>. Secondo questa disciplina, la forza letale non è vietata in assoluto, ma è vincolata ai principi di <strong>adeguazione, necessità e proporzionalità</strong>: l’arma può essere usata quando la minaccia è reale, imminente e non può essere neutralizzata con mezzi meno lesivi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un episodio che illustra come la legge viene applicata nella pratica è quello dell’<a href=\"https://brigatafolgore.net/spagna-terrorista-islamico-neutralizzato-a-colpi-di-mp5-dai-reparti-speciali-in-un-appartamento-di-madrid/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">operazione antiterrorismo del novembre 2025</a> nel distretto madrileno di <strong>Puente de Vallecas</strong>, in cui i reparti speciali della Policia Nacional hanno aperto il fuoco ferendo gravemente un giovane considerato una possibile minaccia di matrice jihadista, con <strong>attivazione del dispositivo antiterrorismo</strong>. La vicenda è stata trattata come un potenziale atto terroristico dagli organi investigativi fin dal primo momento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel paese iberico la legge e la prassi giurisprudenziale mettono in rilievo il concetto di <strong>“cumplimiento del deber”</strong> (adempimento del dovere). Questo principio implica che se l’azione dell’agente si colloca nel solco di quanto previsto dalla legge, cioè in risposta a una minaccia concreta e proporzionata, l’autorità giudiziaria tende ad <strong>archiviare l’indagine in tempi rapidi</strong> (generalmente qualche settimana), perché la legittimità dell’azione è presunta a monte quando erano soddisfatte le condizioni di necessità e proporzionalità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In pratica, se un agente spara perché si trova di fronte a una minaccia seria e immediata che non può essere evitata con altri mezzi, la <strong>verifica giudiziaria non si traduce automaticamente in un processo penale lungo e traumatico</strong>: si valuta se l’azione era giustificata e, se lo era, spesso si conclude con <strong>archiviazione e nessuna imputazione significativa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La differenza con l’Italia è netta: in Spagna lo Stato <strong>non sospende preventivamente il diritto dell’operatore di decidere e reagire nel momento critico</strong>, né lo espone automaticamente alle conseguenze di una scelta compiuta in pochi secondi per proteggere vite, comprese la propria e quella di altri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Francia: quando la minaccia è immediata, il fuoco è ammesso</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Francia il quadro giuridico è cambiato in modo sostanziale dopo gli attentati del 2015. Non per “allentare i controlli”, ma per <strong>chiarire in modo esplicito quando l’uso delle armi da fuoco da parte di militari e forze di polizia è legittimo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La base normativa è il <strong>Code de la sécurité intérieure</strong>, modificato per adeguare l’azione delle forze armate e di polizia a contesti di minaccia terroristica elevata, in particolare durante le operazioni di sicurezza interna e nell’ambito del dispositivo <strong>Vigipirate</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La legge stabilisce che <strong>militari e poliziotti possono fare uso delle armi</strong> quando:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>un veicolo o una persona <strong>rifiuta di fermarsi</strong> a un posto di blocco o a un controllo</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il comportamento crea un <strong>rischio immediato e grave</strong> per gli operatori o per i civili</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il contesto è compatibile con una <strong>minaccia terroristica o violenta</strong>, anche solo potenziale</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questi casi l’uso della forza letale <strong>non è considerato un’eccezione</strong>, ma una possibilità prevista dal quadro normativo, fondata sul principio di <strong>necessità e proporzionalità</strong> valutato nel momento dell’azione, non a posteriori con il senno di poi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo motivo, quando militari dell’operazione <strong>Sentinelle</strong> o poliziotti francesi hanno aperto il fuoco contro veicoli che forzavano i controlli o tentavano di investire i posti di blocco, <strong>non si è automaticamente aperto un procedimento penale a loro carico</strong>. Viene avviata una verifica giudiziaria, sì, ma <strong>non scatta una criminalizzazione preventiva dell’operatore</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il principio applicato è chiaro e ribadito dalla giurisprudenza francese: se la minaccia è immediata, credibile e non neutralizzabile con altri mezzi, <strong>l’uso dell’arma è legittimo a monte</strong>, e l’analisi successiva serve a confermare o meno quella legittimità, non a presumerne l’illiceità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È una differenza profonda rispetto al modello italiano: in Francia lo Stato <strong>non sospende il diritto all’autodifesa dell’operatore in nome del procedimento</strong>, ma riconosce che, in certi contesti, <strong>decidere in pochi secondi è parte integrante del dovere</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Proteggere chi protegge</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Spagna e Francia lo Stato controlla e verifica, ma non paralizza l’operatore mentre sta lottando per la propria vita. <strong>In Italia, invece, il messaggio implicito resta devastante: difenditi pure, ma preparati a pagarne il prezzo.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E non è solo una questione iberica o francese. In <strong>altri Paesi europei</strong>, come i <strong>Paesi Bassi</strong> e la <strong>Danimarca</strong>, l’uso della forza viene sottoposto a un’analisi rigorosa, ma con un’impostazione più funzionale e meno punitiva e con un'<strong>altissima fiducia nell’operatore</strong>. L’agente viene sentito <strong>come testimone qualificato</strong>, non come sospetto di default. Si verifica se abbia rispettato procedure, necessità e proporzionalità, senza far scattare automaticamente un percorso giudiziario che finisce per trasformarsi, nei fatti, in una seconda pena.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tornando a Torino, il punto non è invocare una “licenza di sparare”. Il punto è molto più serio e riguarda lo Stato di diritto nella sua forma concreta: <strong>un agente accerchiato e colpito deve poter reagire senza sapere che, se sopravvive, inizierà per lui un percorso giudiziario lungo e logorante</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alessandro Calista oggi è in ospedale. <strong>Quel colpi, quel martello, quei calci potevano ucciderlo</strong>. Eppure domani tornerà in servizio, come migliaia di altri uomini e donne in divisa. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La domanda però resta aperta, e riguarda tutti: <strong>vogliamo forze dell’ordine operative che proteggono e si proteggono o forze dell’ordine giuridicamente disarmate?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel resto d’Europa questa risposta è già stata data da tempo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Immagine create da frame del video di <a href=\"https://www.torinoggi.it/\">Torino Oggi</a></em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/02/poliziotto-torino.jpg","categoria":"Blog","tags":"ForzeDellOrdine, StatoDiDiritto, TutelaOperativa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-02-01 01:56:54","stato":"publish","riassunto_video":"Durante gli scontri legati al corteo per Askatasuna, un poliziotto è stato brutalmente aggredito. In Italia, l'uso legittimo dell'arma da parte delle forze dell'ordine spesso comporta indagini giudiziarie lunghe e pesanti sull'operatore, a differenza degli altri paesi Europei, dove la legge tutela maggiormente gli agenti in situazioni di pericolo immediato, evitando processi paralizzanti.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.tgcom24.mediaset.it/2026/video/torino-poliziotto-circondato-dai-manifestanti-e-aggredito-con-un-martello_108504873-02k.shtml","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/02/28991-torino-un-poliziotto-pestato-a-calci-e-martellate-e-il-paradosso-italiano-se-avesse-sparato-sarebbe-stato-indagato.mp4","galleria":""}
{"id":28977,"titolo":"Ostia sotto assedio: blitz anti-droga del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti Tuscania","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’alba, sirene, posti di blocco, perquisizioni e un elicottero a sorvolare i quartieri più esposti allo spaccio: sul litorale di Ostia è scattata un’operazione “ad alto impatto” che ha puntato a stringere d’assedio i “fortini” della droga tra piazza Gasparri e i Lotti, con controlli estesi anche alle strade di collegamento (tra cui via Fasan).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore della notizia, però, è soprattutto uno: l’impiego del “Tuscania” nelle attività di controllo del territorio, in supporto all’Arma territoriale, in un contesto urbano segnato da piazze di spaccio radicate e da una percezione di “zona franca” che lo Stato prova a ribaltare con una presenza massiccia e visibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15027,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/OSTIA-I-controlli-dei-Carabinieri-in-piazza-Gasparri-4-scaled-1.webp\" alt=\"Ostia sotto assedio: blitz anti-droga del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti Tuscania\" class=\"wp-image-15027\" title=\"Ostia sotto assedio: blitz anti-droga del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti Tuscania\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ostia sotto assedio: blitz anti-droga del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti Tuscania</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-e-successo-a-ostia\">Cosa è successo a Ostia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dispositivo è stato disposto nell’ambito delle direttive del prefetto di Roma, Lamberto Giannini, e condiviso in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo i bilanci diffusi nelle prime ore:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>7 arresti</strong> e <strong>10 denunce</strong> nella prima fase dell’operazione;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>sequestro di <strong>centinaia di dosi</strong> (hashish, cocaina e marijuana) e <strong>denaro contante</strong> ritenuto provento dello spaccio; </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>10 segnalazioni</strong> per uso personale e ulteriori posizioni portate in caserma “al vaglio”. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In campo, oltre ai carabinieri del Gruppo/Compagnia di Ostia, anche:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>i paracadutisti del <strong>“Tuscania”</strong>,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il <strong>Nucleo Cinofili</strong> di Santa Maria di Galeria,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>un elicottero del Nucleo Elicotteri di Pratica di Mare,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>le <strong>API</strong> (Aliquote di Primo Intervento). </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15028,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/kl.jpg\" alt=\"Ostia sotto assedio: blitz anti-droga del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti Tuscania\" class=\"wp-image-15028\" title=\"Ostia sotto assedio: blitz anti-droga del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti Tuscania\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ostia sotto assedio: blitz anti-droga del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti Tuscania</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-proprio-il-tuscania-e-cosa-porta-sul-terreno\">Perché proprio il “Tuscania” (e cosa porta sul terreno)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania” è un reparto d’élite dell’Arma dei Carabinieri, alle dipendenze della 2ª Brigata Mobile. Tra le sue missioni rientrano compiti militari e impieghi di supporto in operazioni di sicurezza e ordine pubblico, quando serve un dispositivo robusto, rapidamente schierabile e addestrato a operare in scenari complessi. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In contesti come Ostia, l’apporto tipico del “Tuscania” è soprattutto:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>cornice di sicurezza</strong> e controllo degli accessi (posti di blocco, perimetri, “cinturazioni” di aree sensibili);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>capacità di intervento rapido</strong> a supporto delle pattuglie territoriali durante perquisizioni e controlli a tappeto;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>presenza deterrente</strong>: una risposta “visibile” che mira a spezzare l’idea del fortino intoccabile e a ridurre l’agibilità criminale nelle piazze di spaccio. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È un modello già visto in altre operazioni “ad alto impatto” nell’area romana: controlli serrati, reparti speciali in rinforzo, cani antidroga e sorveglianza aerea per chiudere vie di fuga e aumentare la pressione investigativa. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sbarco-sul-litorale-la-logica-delle-operazioni-ad-alto-impatto\">“Sbarco” sul litorale: la logica delle operazioni ad alto impatto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta di portare sul litorale un dispositivo rinforzato (con il “Tuscania” e assetti specialistici) risponde a una logica precisa: colpire non solo il singolo spacciatore, ma la <strong>micro-organizzazione</strong> che regge le piazze — vedette, nascondigli, consegne rapide, barriere fisiche e controllo sociale del territorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A Ostia, le cronache locali descrivono aree “blindate” con accessi controllati e perquisizioni estese, presentandole come prima fase di un’azione più ampia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15029,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/nmn.jpg\" alt=\"Ostia sotto assedio: blitz anti-droga del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti Tuscania\" class=\"wp-image-15029\" title=\"Ostia sotto assedio: blitz anti-droga del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti Tuscania\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ostia sotto assedio: blitz anti-droga del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti Tuscania</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-punto-sul-fortino-della-droga\">Il punto sul “fortino della droga”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chiamarlo “fortino” non è solo un titolo d’effetto: indica un luogo dove lo spaccio prova a diventare <strong>stabile</strong>, ripetibile e difendibile — non necessariamente con armi, ma con logistica, controllo degli spazi e routine. In questo senso, l’operazione punta a “circondare” il fenomeno: presidiare, perquisire, sequestrare, identificare e interrompere la continuità operativa delle piazze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E il fatto che, accanto ai reparti territoriali, vengano impiegati i paracadutisti del “Tuscania” segnala che l’obiettivo non è un singolo episodio, ma un <strong>livello di attenzione strutturale</strong> sul quadrante. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/tuscania-ostia.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"antidroga, carabinieri, ostia, paracadutisti, tuscania","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-31 19:53:42","stato":"publish","riassunto_video":"A Ostia è scattata un’operazione anti-droga con posti di blocco, perquisizioni ed elicotteri, coinvolgendo il 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti Tuscania. L’obiettivo è colpire i “fortini” dello spaccio tra piazza Gasparri e i Lotti, garantendo controllo e deterrenza in un’area a lungo considerata “zona franca”. Sono stati effettuati 7 arresti, 10 denunce e sequestri di droga e denaro.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28977-ostia-sotto-assedio-blitz-anti-droga-del-1-reggimento-carabinieri-paracadutisti-tuscania.mp4","galleria":""}
{"id":28970,"titolo":"USA–Italia: quattro militari italiani ricevono onorificenze delle Forze Armate statunitensi","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia è lieta di onorare quattro straordinari partner militari italiani con decorazioni delle Forze Armate USA per il servizio eccezionale prestato, a testimonianza della solida relazione bilaterale: il Generale di Squadra Aerea <strong>Maurizio Cantiello</strong> dell’Aeronautica Militare e il Generale di Brigata <strong>Pietro Carrozza</strong> dell’Arma dei Carabinieri sono stati insigniti della <strong>Legion of Merit</strong>, mentre il Tenente Colonnello <strong>Vigilio Gheser</strong> e il Capitano <strong>Matteo Vampo</strong> dell’Aeronautica Militare hanno ricevuto la <strong>Navy/Marine Corps Achievement Medal</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15013,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"USA–Italia: quattro militari italiani ricevono onorificenze delle Forze Armate statunitensi\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/624163183-1339317461564115-290483301605636699-n.jpg\" alt=\"USA–Italia: quattro militari italiani ricevono onorificenze delle Forze Armate statunitensi\" class=\"wp-image-15013\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">USA–Italia: quattro militari italiani ricevono onorificenze delle Forze Armate statunitensi</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-che-cos-e-la-legion-of-merit\">Che cos’è la Legion of Merit</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Legion of Merit</strong> è una decorazione militare statunitense conferita per <strong>condotta eccezionalmente meritoria</strong> e risultati di particolare rilievo nello svolgimento del servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando viene attribuita a militari di Paesi alleati o partner, la Legion of Merit è considerata, nelle linee guida del Dipartimento della Difesa USA, <strong>la più alta decorazione militare statunitense conferibile a personale militare straniero</strong> per meriti o servizio eccezionalmente rilevante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A differenza di molte altre medaglie, per destinatari stranieri può essere conferita in <strong>quattro gradi</strong> (legati a rango e incarico ricoperto): <em>Chief Commander, Commander, Officer, Legionnaire</em>. Nel comunicato non viene specificato il grado assegnato ai due ufficiali italiani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15014,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"USA–Italia: quattro militari italiani ricevono onorificenze delle Forze Armate statunitensi\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/623419077-1339317484897446-6780194045598383208-n.jpg\" alt=\"USA–Italia: quattro militari italiani ricevono onorificenze delle Forze Armate statunitensi\" class=\"wp-image-15014\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">USA–Italia: quattro militari italiani ricevono onorificenze delle Forze Armate statunitensi</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-che-cos-e-la-navy-marine-corps-achievement-medal\">Che cos’è la Navy/Marine Corps Achievement Medal</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Navy and Marine Corps Achievement Medal</strong> (spesso abbreviata in <strong>NAM</strong>) è una decorazione del Dipartimento della Marina degli Stati Uniti destinata a riconoscere:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>un <strong>risultato specifico</strong> (un traguardo operativo o organizzativo ben definito), oppure</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>un <strong>servizio meritorio continuativo</strong>,</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>quando la prestazione è <strong>chiaramente superiore</strong> a quanto normalmente atteso, ma <strong>non tale</strong> da giustificare una decorazione di livello superiore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo le regole di conferimento, la NAM è tipicamente assegnata a personale fino al grado <strong>O-4 e inferiori</strong> (che, in termini italiani, corrisponde indicativamente fino a <strong>Tenente Colonnello</strong> per gli ufficiali), e può essere conferita anche a personale militare straniero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15016,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"USA–Italia: quattro militari italiani ricevono onorificenze delle Forze Armate statunitensi\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/623419751-1339317668230761-1963334562736470927-n.jpg\" alt=\"USA–Italia: quattro militari italiani ricevono onorificenze delle Forze Armate statunitensi\" class=\"wp-image-15016\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">USA–Italia: quattro militari italiani ricevono onorificenze delle Forze Armate statunitensi</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il significato nel quadro della cooperazione bilaterale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al di là della cerimonia, l’assegnazione di onorificenze statunitensi a ufficiali italiani comunica in genere:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>un <strong>riconoscimento formale</strong> di contributi concreti alla cooperazione e all’interoperabilità;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>un <strong>segnale di fiducia istituzionale</strong> tra Forze Armate e strutture di comando;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>un ulteriore rafforzamento del messaggio di <strong>continuità e solidità</strong> della relazione USA–Italia nel settore della difesa.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/622428211-1339317388230789-4732352196288475043-n.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Aeronautica Militare, Arma-dei-Carabinieri, cooperazione difesa, Legion-of-Merit, Navy-Marine-Corps-Achievement-Medal, onoreficenze-militari, USA-Italia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-31 17:03:42","stato":"publish","riassunto_video":"L’Ambasciata USA in Italia ha premiato quattro militari italiani per il loro servizio eccezionale, rafforzando la cooperazione bilaterale. Il Generale Maurizio Cantiello e il Generale Pietro Carrozza hanno ricevuto la Legion of Merit, mentre il Tenente Colonnello Vigilio Gheser e il Capitano Matteo Vampo la Navy/Marine Corps Achievement Medal, riconoscimenti simbolo di fiducia e collaborazione.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=1339317254897469&id=100064576213547&rdid=3IGTKjC6dbyh2v4h","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28970-usa-italia-quattro-militari-italiani-ricevono-onorificenze-delle-forze-armate-statunitensi.mp4","galleria":""}
{"id":28965,"titolo":"La Guerra si vince nella Filiera: il collo di bottiglia che frena l'Industria Difesa Tedesca","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’industria europea degli armamenti sta vivendo un boom come pochi nella storia recente: miliardi vengono investiti in nuovi sistemi, linee produttive e programmi; i portafogli ordini sono pieni. Eppure, mentre il dibattito pubblico e industriale ruota quasi sempre attorno a capacità produttive, tecnologie e carenza di manodopera qualificata, un determinante critico rimane sorprendentemente in ombra: <strong>la catena di approvvigionamento</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chi oggi parla di aumentare la produzione non dovrebbe guardare soltanto ai propri macchinari e alla capacità interna. Dovrebbe guardare, soprattutto, <strong>alla capacità dei fornitori</strong>. Perché la velocità non nasce solo “al proprio banco di lavoro”, ma nel modo in cui le imprese collaborano lungo la filiera.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-vero-collo-di-bottiglia-e-piu-in-basso-di-quanto-si-pensi\">Il vero collo di bottiglia è più in basso di quanto si pensi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto critico raramente si trova presso i grandi prime contractor o gli OEM: spesso dispongono di risorse, processi stabili e competenze consolidate. Il collo di bottiglia, invece, tende a emergere <strong>nei livelli inferiori della catena del valore</strong>, dove operano aziende altamente specializzate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta di piccole imprese, spesso a conduzione familiare, che costituiscono la spina dorsale del settore: producono staffe, elementi di fissaggio, componenti ottici di alta precisione o parti “invisibili” che, finché tutto funziona, nessuno nota. Ma basta che un componente apparentemente banale — una guarnizione, un elemento di tenuta, una lavorazione speciale — diventi indisponibile perché l’intera produzione si blocchi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A rendere queste realtà <strong>critiche ma difficili da sostituire</strong> concorrono tre fattori:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Dipendenza strutturale</strong> da fornitori unici su componenti specifici.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Monopolio del know-how</strong>: lavorazioni e processi cresciuti in decenni, non replicabili rapidamente.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Scarsa scalabilità</strong>: impianti e organizzazione pensati per piccole serie e prototipi, non per produzioni ad alto volume.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La “seconda fonte” (un fornitore alternativo) spesso non è attivabile nel breve periodo: non solo per ragioni economiche, ma anche tecniche e di qualifica. Risultato: se anche una sola micro-impresa non riesce ad espandere capacità o a mantenere standard qualitativi sotto pressione, <strong>la linea a valle si ferma</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo non è un rimprovero: è una realtà industriale. Per decenni, molte filiere della difesa sono state ottimizzate per volumi contenuti, flessibilità e personalizzazione. Ma oggi il contesto è cambiato: l’industria si trova a un punto di svolta e sono proprio questi anelli “bassi” a decidere se gli annunci di accelerazione diventeranno consegne reali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15008,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La Guerra si vince nella Filiera: il collo di bottiglia che frena l'Industria Difesa Tedesca\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Header-Startseite.jpg\" alt=\"La Guerra si vince nella Filiera: il collo di bottiglia che frena l'Industria Difesa Tedesca\" class=\"wp-image-15008\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Guerra si vince nella Filiera: il collo di bottiglia che frena l'Industria Difesa Tedesca</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cooperazione-non-reazione-a-catena\">Cooperazione, non “reazione a catena”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In molti contesti, la gestione fornitori è ancora intesa come una funzione prevalentemente d’acquisto: negoziazione, prezzi, tempi, contratti. Ma la sfida attuale richiede altro: <strong>trasparenza, coordinamento e leadership nelle reti complesse</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La domanda chiave diventa:<br><strong>stiamo lavorando con i nostri partner… o semplicemente stiamo acquistando da loro?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il problema, in sostanza, non è la mancanza di volontà di eseguire. È la mancanza di <strong>controllo sistematico</strong> e di <strong>sviluppo strutturato</strong> della base fornitori, soprattutto nei livelli inferiori della catena.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chi gestisce solo la propria porzione di filiera perde velocità. Chi la modella attivamente conquista margine di manovra. Perché la capacità di consegna non si ottiene con la pressione, ma con la cooperazione: pianificando insieme capacità, processi, qualità e innovazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-gestione-moderna-dei-fornitori-come-programma-di-crescita\">La gestione moderna dei fornitori come programma di crescita</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una gestione fornitori efficace non è burocrazia: è un programma di crescita e di potenziamento dell’intera catena di approvvigionamento. Cinque campi d’azione rendono concreto questo approccio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1-sviluppo-capacita-e-gestione-delle-dipendenze\">1) Sviluppo capacità e gestione delle dipendenze</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Espandere capacità produttive insieme ai fornitori chiave lungo tutte le fasi. In parallelo, creare ridondanze dove possibile per ridurre la dipendenza da singoli nodi critici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2-qualificazione-e-sviluppo-mirato\">2) Qualificazione e sviluppo mirato</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I livelli inferiori hanno bisogno di supporto concreto: formazione tecnica, modelli di maturità, co-investimenti, accordi di sviluppo di lungo periodo. È così che micro-imprese specializzate possono crescere fino al livello di processo e qualità richiesto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-3-trasparenza-e-controllo-quasi-in-tempo-reale\">3) Trasparenza e controllo quasi in tempo reale</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Costruire piattaforme digitali che rendano visibili avanzamenti, rischi, indicatori di qualità e capacità lungo l’intera filiera. Senza dati, non c’è governo: chi conosce davvero il proprio panorama fornitori può intervenire prima che il problema esploda.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-4-creazione-di-valore-cooperativa-e-incentivi\">4) Creazione di valore cooperativa e incentivi</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sostituire la logica del breve termine con partnership: iniziative di sviluppo congiunte, collaborazione tecnologica, modelli di incentivo orientati alle prestazioni (ad esempio sistemi bonus-malus). La cooperazione diventa un moltiplicatore di velocità e affidabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-5-governance-istituzionalizzata\">5) Governance istituzionalizzata</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ancorare la gestione fornitori nella governance strategica: ruoli chiari, responsabilità definite, audit regolari, obblighi di reporting a più livelli. La filiera non può dipendere solo da relazioni informali o interventi emergenziali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-potenziale-piu-grande-e-nelle-connessioni\">Il potenziale più grande è nelle connessioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’industria della difesa è a un bivio: può continuare in una modalità di ottimizzazione “individuale”, oppure sfruttare la svolta dei tempi per ridisegnare la base industriale insieme ai propri partner. Significa: meno silos, più cooperazione. Meno protezione, più trasparenza e chiarezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il potenziale più grande non risiede soltanto in nuove tecnologie, ma in <strong>nuove connessioni</strong>: nella capacità di orchestrare una filiera complessa come un sistema unico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chi comprende la cooperazione come capacità strategica garantirà velocità, qualità e affidabilità nel lungo periodo. Perché la competitività non si decide in cima alla catena di approvvigionamento, ma alla sua fondazione. La capacità di consegna non è una coincidenza: è il risultato di trasparenza, disciplina e volontà comune di progettare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/ddd.jpg","categoria":"Blog","tags":"collodibottiglia, difesatedesca, fornitoricritici, governance, industriaarmamenti, scalabilita, supplychain","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-31 16:43:43","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.hartpunkt.de/lieferketten-der-unterschaetzte-engpass-der-deutschen-ruestungsindustrie/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28965-la-guerra-si-vince-nella-filiera-il-collo-di-bottiglia-che-frena-lindustria-difesa-tedesca.mp4","galleria":""}
{"id":28959,"titolo":"Europa nello Spazio: l’Aeronautica Militare spinge la Space Superiority","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Bruxelles, 27–28 gennaio 2026</strong> – La sicurezza europea passa sempre più dallo Spazio. È il messaggio emerso con forza alla <a href=\"https://spaceconference.eu/\">18ª edizione della European Space Conference</a>, principale appuntamento continentale dedicato a politiche, programmi e capacità nel dominio spaziale, che ha riunito istituzioni UE, Stati membri, Forze Armate, industria e mondo accademico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, la partecipazione dell’<strong>Aeronautica Militare</strong> ha rappresentato un momento di particolare rilievo per condividere la visione nazionale in una fase in cui lo Spazio è ormai riconosciuto come dominio operativo e fattore abilitante essenziale per la sicurezza e la difesa collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La delegazione italiana ha visto la presenza del Capo di Stato Maggiore, <strong>Antonio Conserva</strong>, e del Comandante del Comando Operazioni Aerospaziali, <strong>Luca Maineri</strong>, intervenuto nel panel “Conversation between Space Commanders”. Nel confronto tra comandanti, è stato evidenziato l’approccio italiano alle operazioni spaziali: <strong>integrazione multi-dominio</strong>, coordinamento interistituzionale e rafforzamento delle sinergie con partner europei e alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14997,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Europa nello Spazio: l’Aeronautica Militare spinge la Space Superiority\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/18-European-Space-Conference-20260128-2.jpg\" alt=\"Europa nello Spazio: l’Aeronautica Militare spinge la Space Superiority\" class=\"wp-image-14997\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Europa nello Spazio: l’Aeronautica Militare spinge la Space Superiority</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dallo-space-awareness-al-warfighting-domain\">Dallo “Space Awareness” al “warfighting domain”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella sessione plenaria del 28 gennaio – che ha visto tra gli altri gli interventi di <strong>Vanessa Matz</strong>, del Direttore Generale dell’ESA <strong>Josef Aschbacher</strong>, e della Vicepresidente Esecutiva della Commissione Europea <strong>Henna Virkkunen</strong> – l’intervento del Generale Conserva ha offerto un inquadramento netto del contesto strategico: l’evoluzione da una fase di semplice <strong>“Awareness”</strong> al riconoscimento dello Spazio come <strong>effettivo dominio di warfighting</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Due, in particolare, le criticità richiamate:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ambiguità delle minacce</strong>, con attività ostili nello spettro elettromagnetico e cibernetico (disturbo, inganno) e condotte in orbita sempre più opache, inclusi avvicinamenti e manovre che mettono a rischio stabilità e sicurezza delle infrastrutture strategiche europee;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Congestione orbitale</strong>, che rende ormai inseparabili Space Safety e Space Security: la sicurezza dei “voli” spaziali si lega direttamente alla difesa degli assetti.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-ambizione-europea-sopravvivenza-o-space-superiority\">L’ambizione europea: sopravvivenza o “Space Superiority”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Capo di Stato Maggiore ha poi delineato priorità e linee d’azione, ponendo una domanda destinata a pesare sulle scelte europee dei prossimi anni: <strong>l’Unione deve limitarsi a garantire la sopravvivenza dei satelliti o puntare a una “Space Superiority” più assertiva?</strong> In tale prospettiva, è stata richiamata la necessità di una riflessione sullo sviluppo di capacità proprietarie di <strong>deterrenza</strong> e <strong>counter-space</strong>, valutando con attenzione i rischi derivanti da una dipendenza eccessiva da terze parti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel quadro di una sicurezza spaziale integrata, è stata ribadita la centralità del rapporto transatlantico e l’esigenza di un dialogo strutturato e continuo con la NATO per definire <strong>standard comuni</strong> e garantire piena <strong>interoperabilità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In chiusura, il Generale Conserva ha sintetizzato l’equilibrio strategico che la nuova fase impone: <strong>prontezza senza provocazione, resilienza senza fragilità, deterrenza senza escalation</strong>. Un messaggio che lega l’efficacia operativa alla coesione politica e industriale europea: il futuro della sicurezza spaziale apparterrà a chi saprà comprendere più rapidamente, resistere più a lungo e agire unito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14998,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Europa nello Spazio: l’Aeronautica Militare spinge la Space Superiority\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/5-7.png\" alt=\"Europa nello Spazio: l’Aeronautica Militare spinge la Space Superiority\" class=\"wp-image-14998\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Europa nello Spazio: l’Aeronautica Militare spinge la Space Superiority</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ruolo-dell-aeronautica-nella-governance-spaziale-della-difesa\">Il ruolo dell’Aeronautica nella governance spaziale della Difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto della governance spaziale nazionale, l’Aeronautica Militare conferma il proprio ruolo di <strong>Lead Service</strong> per il dominio spaziale: sviluppo delle capacità future, tutela delle infrastrutture in orbita e definizione di standard operativi condivisi. L’azione prosegue in sinergia con Dicasteri e Agenzie nazionali e internazionali, anche in ottica <strong>dual-use</strong>, per rafforzare resilienza e credibilità del Sistema Paese in uno scenario dove lo Spazio non è più soltanto un ambiente di supporto, ma un fattore determinante di sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/ddddhj.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"aeronauticamilitare, deterrenza, EuropeanSpaceConference, InteroperabilitaNATO, multidominio, SpaceSecurity, SpaceSuperiority","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-31 16:13:42","stato":"publish","riassunto_video":"Alla 18ª European Space Conference a Bruxelles, l’Aeronautica Militare italiana ha sottolineato l’importanza dello Spazio come dominio operativo chiave per la sicurezza europea. Il Capo di Stato Maggiore Conserva ha evidenziato le minacce ambigue e la congestione orbitale, proponendo una strategia di “Space Superiority” basata su prontezza, resilienza e cooperazione transatlantica.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/news/laeronautica-militare-alla-18a-european-space-conference-la-difesa-motore-della-sicurezza-spaziale-europea/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28959-europa-nello-spazio-laeronautica-militare-spinge-la-space-superiority.mp4","galleria":""}
{"id":28939,"titolo":"Tradizione Cavalleresca, mentalità Folgore: l'Ufficiale Paracadutista Enrico Barduani promosso a Generale di Corpo d'Armata","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Ufficiale Paracadutista <strong>Enrico Barduani</strong>, è stato promosso <strong>Generale di Corpo d’Armata</strong>, coronando una carriera di assoluto rilievo svolta in ambito nazionale e internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Diplomato alla <strong>Scuola Militare “Nunziatella” di Napoli</strong>, e appartenente al <strong>170º Corso dell’Accademia Militare di Modena</strong>, ha frequentato l’Accademia Militare di Modena e la Scuola di Applicazione di Torino. Nominato <strong>Sottotenente di Cavalleria nel 1990</strong>, è stato promosso <strong>Tenente nel 1992</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una carriera di assoluto rilievo in campo nazionale ed internazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Assegnato al <strong>5° Reggimento Cavalleggeri “Lancieri di Novara”</strong>, ha comandato unità esploranti fino al 1997. Successivamente ha operato come <strong>istruttore</strong> presso la Scuola di Cavalleria e il Centro Addestramento <strong>RISTA</strong> (Ricognizione, Sorveglianza e Acquisizione Obiettivi).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2008, promosso <strong>Tenente Colonnello</strong>, ha assunto il comando di Squadrone del <strong>6° Reggimento “Lancieri di Aosta”</strong>. Nel <strong>2013</strong> è stato nominato <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/3o-reggimento-savoia-cavalleria/\">Comandante del Reggimento Cavalleggeri Paracadutisti “Savoia” (3º)</a></strong>, reparto della <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Brigata Paracadutisti “Folgore”</a></strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra il <strong>2015 e il 2016</strong> ha operato in <strong>Kosovo</strong> come <strong>Capo di Gabinetto del Comandante della KFOR</strong>. Rientrato in Italia, ha ricoperto l’incarico di <strong>Capo dell’Ufficio Pubblica Informazione</strong> presso il Gabinetto del Capo di Stato Maggiore della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Promosso <strong>Generale di Brigata nel 2018</strong>, nel <strong>2019</strong> ha assunto il comando della gloriosa <strong>132ª Brigata Corazzata “Ariete”</strong>, guidando successivamente il <strong>TAAC-West</strong> a <strong>Herat (Afghanistan)</strong> nell’ambito della missione NATO <em>Resolute Support</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>2020 al 2022</strong> ha ricoperto l’incarico di <strong>Capo di Gabinetto del Presidente del Comitato Militare dell’Unione Europea</strong> a Bruxelles. Tornato in Italia, è stato <strong>Vice Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa</strong> per gli Affari di Politica Militare e <strong>Direttore per la Politica di Difesa italiana</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>2024 al 2025</strong> ha comandato la <strong>NATO Kosovo Force (KFOR)</strong>, tornando a Pristina come <strong>Comandante della missione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ha partecipato a operazioni in <strong>Italia, Kosovo, Iraq, Libano e Afghanistan</strong>, ricoprendo prestigiosi incarichi di comando e pianificazione operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al <strong>Comandante Enrico Barduani</strong> inviamo i <strong>migliori saluti</strong> per lo <strong>straordinario traguardo</strong> raggiunto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Folgore Comandante Barduani!</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/barduani.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"folgore, generali, paracadutisti, promozioni","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-30 14:53:02","stato":"publish","riassunto_video":"Enrico Barduani, Ufficiale di Cavalleria e Paracadutista, è stato promosso Generale di Corpo d’Armata dopo una brillante carriera in Italia e all’estero. Ha comandato reparti d’élite, ricoperto incarichi di vertice in missioni NATO e UE, operando in Kosovo, Iraq, Libano e Afghanistan, distinguendosi per capacità e leadership.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28939-tradizione-cavalleresca-mentalita-folgore-lufficiale-paracadutista-enrico-barduani-promosso-a-generale-di-corpo-darmata.mp4","galleria":""}
{"id":28935,"titolo":"Sicilia, nuovo trasporto sanitario d’urgenza: neonato trasferito da Taormina a Roma con un G650 dell’Aeronautica Militare","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è concluso con l’atterraggio all’aeroporto militare di Ciampino un nuovo <strong>trasporto sanitario d’urgenza</strong> effettuato dall’Aeronautica Militare per salvaguardare la vita di un neonato di appena due mesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il piccolo paziente, ricoverato presso l’ospedale San Vincenzo di Taormina e in imminente pericolo di vita, doveva raggiungere nel più breve tempo possibile l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Il trasferimento è stato effettuato questa settimana con un <strong>Gulfstream G650</strong> del <strong>31° Stormo di Ciampino</strong>, a bordo del quale ha viaggiato anche un’equipe medica specializzata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il volo, come previsto dalle procedure per questo genere di missioni, è stato autorizzato dalla <strong>Presidenza del Consiglio dei Ministri</strong>, che gestisce e coordina le attività della flotta dei velivoli di Stato. L’attivazione è avvenuta su richiesta della <strong>Prefettura di Messina</strong> alla Sala Situazioni di Vertice del Comando Squadra Aerea di Milano dell’Aeronautica Militare, che ha immediatamente interessato il 31° Stormo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Effettuate le procedure necessarie dall’equipaggio militare, il G650 è decollato da Ciampino alla volta di Catania-Fontanarossa, dove il neonato è stato imbarcato insieme all’equipe medica. Il velivolo è ripartito nel più breve tempo possibile verso Roma e, dopo l’atterraggio a Ciampino, un’ambulanza ha completato il trasferimento verso la struttura ospedaliera.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tre-interventi-in-pochi-giorni-per-l-aeronautica-militare-italiana\">Tre interventi in pochi giorni per l'Aeronautica Militare Italiana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta del secondo intervento di questo tipo effettuato questa settimana con partenza da Taormina e del <strong><a href=\"https://difesanews.com/laeronautica-militare-in-volo-due-missioni-salvavita-in-meno-di-24-ore-per-un-bimbo-di-21-mesi-e-un-neonato-di-2-mesi/\">terzo a livello nazionale</a></strong>, a conferma della prontezza operativa garantita per la tutela dei pazienti più fragili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il trasporto sanitario d’urgenza è uno dei compiti istituzionali svolti dall’Aeronautica Militare a favore della collettività: i reparti di volo sono disponibili <strong>24 ore al giorno, 365 giorni l’anno</strong>, con mezzi ed equipaggi capaci di operare anche in condizioni meteorologiche complesse, assicurando il trasporto urgente non solo di persone in pericolo di vita, ma anche di organi, equipe mediche o ambulanze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni anno sono centinaia le ore di volo dedicate a questo genere di interventi dagli aerei del 31° Stormo di Ciampino, del 14° Stormo di Pratica di Mare, della 46ª Brigata Aerea di Pisa e dagli elicotteri del 15° Stormo di Cervia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/aereo.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"aeronauticamilitare, MissioneSalvavita, TrasportoSanitario","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-30 14:19:20","stato":"publish","riassunto_video":"L’Aeronautica Militare ha effettuato un nuovo trasporto sanitario d’urgenza da Taormina a Roma per salvare un neonato di due mesi in pericolo di vita. Il volo con un Gulfstream G650 del 31° Stormo, autorizzato dalla Presidenza del Consiglio, ha garantito un trasferimento rapido e sicuro all’ospedale Bambino Gesù. È il terzo intervento simile in pochi giorni.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/news/sicilia-un-altro-neonato-in-pericolo-di-vita-e-stato-trasportato-durgenza-da-catania-a-roma-con-un-velivolo-dellaeronautica-militare-2/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28935-sicilia-nuovo-trasporto-sanitario-durgenza-neonato-trasferito-da-taormina-a-roma-con-un-g650-dellaeronautica-militare.mp4","galleria":""}
{"id":28929,"titolo":"Riforma Zangrillo sulla Valutazione - Una buona occasione per Generali e Colonnelli?","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è un punto in cui una riforma smette di essere un elenco di articoli e diventa un cambio di cultura: quando sposta lo sguardo dalla pura gerarchia alla qualità concreta del servizio pubblico, e lo fa con strumenti moderni, misurabili, replicabili. <strong>L’approvazione alla Camera del disegno di legge A.C. 2511 (28 gennaio 2026)</strong>, nel solco della linea politica portata avanti dal ministro per la PA <strong>Paolo Zangrillo</strong>, va letta così: <strong>rendere la performance una responsabilità collettiva e la dirigenza una funzione da meritare, non una posizione da presidiare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La riforma interviene su due nervi scoperti di ogni amministrazione: <strong>accesso e progressione della carriera dirigenziale</strong> e <strong>valutazione della performance</strong> di dirigenti e personale. Il messaggio è diretto: <strong>non basta “raggiungere obiettivi”, bisogna dimostrare capacità manageriali</strong>, costruire competenze, migliorare servizi. <strong>E farlo con criteri chiari</strong>, non con formule che suonano bene ma non cambiano nulla.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-valutazione-meno-gerarchica-e-piu-partecipata\">Una valutazione meno gerarchica e più partecipata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La parte più innovativa è il superamento della valutazione gerarchica e “unidirezionale”: <strong>non più soltanto un giudizio che scende dall’alto</strong>, ma un processo che <strong>coinvolge più soggetti interni</strong> e, dove possibile, anche <strong>utenti esterni</strong>. È una scelta moderna perché riconosce una verità semplice: <strong>la leadership non si vede solo nel risultato finale, ma nel modo in cui quel risultato viene ottenuto</strong>—organizzazione, relazioni, cooperazione, capacità di far crescere le persone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La valutazione viene articolata <strong>non solo per obiettivi, ma anche per “caratteristiche trasversali”</strong>: capacità relazionali, organizzative, realizzative, cooperative, gestione della complessità, attitudine a superare schemi consolidati. <strong>Questo è il cuore del “360 gradi”: non un’etichetta, ma un metodo</strong> che rende più difficile nascondersi dietro il ruolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14980,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Riforma Zangrillo sulla Valutazione - una buona occasione per Generali e Colonnelli?\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/CITYNEWSANSAFOTO-2022102118554871-a44f95570dcac0ed77e2acd8fa8886e3-4.jpg\" alt=\"Riforma Zangrillo sulla Valutazione - una buona occasione per Generali e Colonnelli?\" class=\"wp-image-14980\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Riforma Zangrillo sulla Valutazione - una buona occasione per Generali e Colonnelli?</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-argine-al-carrierismo-non-tutti-eccellenti\">Un argine al carrierismo: non tutti eccellenti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni sistema di valutazione, se mal progettato, produce inflazione di giudizi, scambi opachi, carriere per prossimità. Qui entra un correttivo concreto: <strong>progressività della retribuzione legata alla performance</strong> e soprattutto <strong>un tetto numerico alle valutazioni apicali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In particolare, <strong>entro ciascun ufficio dirigenziale generale non potranno essere attribuiti “punteggi apicali” in misura superiore al 30%</strong> delle valutazioni effettuate per ciascuna categoria o qualifica: significa che gli “ottimi” (o comunque i punteggi massimi) <strong>non potranno diventare una distribuzione automatica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, <strong>il riconoscimento delle “eccellenze” non potrà superare il 20% delle valutazioni apicali</strong>: cioè, anche dentro il gruppo degli “ottimi”, solo una quota limitata potrà essere definita davvero “eccellente”. Tradotto: <strong>basta col “tutti eccellenti”</strong>. Se le valutazioni devono contare, <strong>devono anche saper distinguere</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È un punto essenziale: <strong>la credibilità dell’istituzione passa anche dalla credibilità dei suoi giudizi interni</strong>. E quando il sistema premia sempre e comunque, non premia più nessuno: diventa solo un linguaggio di convenienza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-obiettivi-chiari-criteri-leggibili-niente-parole-ampollose\">Obiettivi chiari, criteri leggibili: niente parole ampollose</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’impianto richiede <strong>obiettivi più oggettivi</strong>, coerenti con le risorse disponibili e in numero tale da cogliere le priorità reali. Qui sta la differenza tra riforma e retorica: <strong>meno indicatori “ornamentali”, più misure verificabili</strong>; <strong>meno frasi solenni, più criteri leggibili</strong>. Una valutazione seria è una valutazione che <strong>si capisce, si può controllare, produce conseguenze proporzionate</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-puo-funzionare-anche-per-ufficiali-generali-e-superiori\">Perché può funzionare anche per Ufficiali Generali e Superiori</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è qui che la riforma diventa, potenzialmente, un modello che parla anche oltre la PA. Le Forze Armate, come tutte le grandi istituzioni pubbliche, <strong>non sono immuni da dinamiche note</strong>: carriere costruite sull’appartenenza, valutazioni troppo verticali, “eccellenze” distribuite per inerzia, obiettivi talvolta poco misurabili o troppo generici. Proprio perché la catena di comando è necessaria, <strong>la valutazione dovrebbe essere ancora più rigorosa e più aderente ai comportamenti reali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non significa importare meccanicamente strumenti civili in un contesto che ha esigenze operative e vincoli specifici. Significa però assumere un principio: <strong>distinguere il rispetto della gerarchia dalla qualità della leadership</strong>. E la qualità della leadership si misura anche nella capacità di <strong>cooperare, formare, organizzare, realizzare, gestire la complessità</strong> senza scaricarla sugli altri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14981,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Riforma Zangrillo sulla Valutazione - una buona occasione per Generali e Colonnelli?\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/3b9fac0a-e51f-49ab-b521-97bae52fade1.jpg\" alt=\"Riforma Zangrillo sulla Valutazione - una buona occasione per Generali e Colonnelli?\" class=\"wp-image-14981\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Riforma Zangrillo sulla Valutazione - una buona occasione per Generali e Colonnelli?</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-occasione-politica-crosetto-puo-aprire-un-fronte-di-modernizzazione\">L’occasione politica: Crosetto può aprire un fronte di modernizzazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa è un’occasione che il Ministro della Difesa <strong>Guido Crosetto</strong> dovrebbe cogliere: <strong>avviare una riforma della valutazione della dirigenza militare—Ufficiali Generali e Superiori inclusi—nello stesso senso della PA</strong>. Non per “ammorbidire” la disciplina, ma per <strong>renderla più seria</strong>: <strong>meno automatismi, meno lodi di prassi, più valutazioni trasversali e verificabili</strong>, <strong>obiettivi chiari</strong>, collegialità dove possibile, e soprattutto <strong>stop alla tentazione dell’autoincensamento</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una riforma del genere avrebbe un effetto doppio: <strong>proteggere l’istituzione dal carrierismo distruttivo</strong> e <strong>proteggere le persone dalla discrezionalità opaca</strong>. Non è un dettaglio: <strong>è tenuta morale e organizzativa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La riforma Zangrillo, nel suo impianto, <strong>alza l’asticella</strong>: rende la valutazione <strong>meno rituale e più concreta</strong>, <strong>più completa e meno manipolabile</strong>. Se questo è il cambio di passo che la PA prova finalmente a darsi, vale la pena chiedersi—senza slogan—se lo stesso cambio di passo, con gli adattamenti necessari, non debba riguardare anche la Difesa. Perché le istituzioni si rafforzano quando <strong>smettono di raccontarsi “eccellenti” e iniziano a dimostrare, con criteri verificabili, chi guida bene e chi no</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/ceravolo.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"crosetto, generali, mistrodifesa, valutazione, zangrillo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-30 12:53:43","stato":"publish","riassunto_video":"La riforma Zangrillo sulla valutazione della PA introduce un sistema più partecipato e trasparente, superando la valutazione gerarchica e limitando le valutazioni eccellenti per evitare inflazione di giudizi. Obiettivi chiari e criteri misurabili puntano a premiare la qualità della leadership. Si propone anche per la dirigenza militare, per contrastare carrierismo e discrezionalità.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://temi.camera.it/leg19/provvedimento/sviluppo-della-carriera-dirigenziale-e-valutazione-dlela-performance-del-personale-delle-pubbliche-amministrazioni.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28929-riforma-zangrillo-sulla-valutazione-una-buona-occasione-per-generali-e-colonnelli.mp4","galleria":""}
{"id":28920,"titolo":"L’Esercito interviene a Niscemi: i genieri realizzano un bypass per evitare l’isolamento","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>A seguito della grave frana che ha colpito l’abitato di <strong>Niscemi</strong>, causando l’impraticabilità delle principali direttrici cittadine, l’Esercito Italiano è intervenuto per garantire la continuità dei collegamenti e la sicurezza della popolazione. Su richiesta della Prefettura di Caltanissetta, sono entrati in azione i militari del <strong>4º Reggimento Genio</strong> <strong>Guastatori</strong> appartenenti alla <strong>Brigata Aosta</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo ha reso noto la Forza Armata sulla sua pagina facebook ufficiale. &nbsp;Il ministro<strong>&nbsp;Guido Crosetto&nbsp;</strong>ha inoltre garantito su X la massima disponibilità all'impiego di mezzi e personale militare per portare aiuto e assistenza alla popolazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:html -->\n<blockquote class=\"twitter-tweet\"><p lang=\"it\" dir=\"ltr\">Emergenza <a href=\"https://twitter.com/hashtag/frana?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw\">#frana</a> a Niscemi (CL).<br>La <a href=\"https://twitter.com/hashtag/Difesa?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw\">#Difesa</a> è al fianco della popolazione. <br>Il Ministro Guido <a href=\"https://twitter.com/hashtag/Crosetto?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw\">#Crosetto</a> ha garantito la massima disponibilità all&#39;impiego di mezzi e personale militare per portare aiuto e assistenza alla popolazione di Niscemi.<br>Su richiesta della Prefettura di… <a href=\"https://t.co/hoKP1fNQVg\">pic.twitter.com/hoKP1fNQVg</a></p>&mdash; Ministero Difesa (@MinisteroDifesa) <a href=\"https://twitter.com/MinisteroDifesa/status/2016869034625548618?ref_src=twsrc%5Etfw\">January 29, 2026</a></blockquote> <script async src=\"https://platform.twitter.com/widgets.js\" charset=\"utf-8\"></script>\n<!-- /wp:html -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-migliorare-la-viabilita-e-scongiurare-l-isolamento\">Migliorare la viabilità e scongiurare l’isolamento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I genieri sono già operativi sul territorio con l’obiettivo di ripristinare, nel più breve tempo possibile, una viabilità alternativa. In particolare, verrà realizzato un bypass di collegamento tra le Strade Provinciali 10 e 12, così da evitare l’isolamento del centro abitato, attualmente minacciato dall’instabilità dello sperone roccioso su cui sorge la città.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I militari del <strong>4º Reggimento Genio</strong> <strong>Guastatori</strong> della Brigata Aosta, reparto con sede a Palermo e già impegnato anche nell’area ionica del Messinese, hanno preso parte a una riunione operativa presso il Centro Operativo Comunale (COC) per coordinare gli interventi insieme alle autorità civili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14964,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/624525674-1361932222631394-4271327881378283220-n-1024x765.jpg\" alt=\"L’Esercito interviene a Niscemi: i genieri realizzano un bypass per evitare l’isolamento\" class=\"wp-image-14964\" title=\"L’Esercito interviene a Niscemi: i genieri realizzano un bypass per evitare l’isolamento\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-piste-agricole-trasformate-in-strade-carrabili\">Piste agricole trasformate in strade carrabili</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come spiegato dal Tenente Colonnello Giuseppe Genovesi, l’azione dell’Esercito non si limiterà al bypass principale. Grazie alle macchine operatrici del Genio, le piste agricole che circondano Niscemi verranno <strong>adeguate e trasformate in strade carrabili</strong>, consentendo il transito dei veicoli e offrendo un supporto concreto anche all’economia locale, fortemente penalizzata dall’emergenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Colonnello Pasquale Mannino, comandante del 4° Reggimento Genio Guastatori, <a href=\"https://video.corriere.it/roma/niscemi-l-esercito-al-lavoro-per-ripristinare-la-strade-distrutte-dalla-frana/21db7697-8514-4d0c-863c-fd7d90c45xlk\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ha dichiarato</a> che in questa prima fase l’impegno previsto è di circa dieci giorni. Nel frattempo proseguono le valutazioni su eventuali sviluppi successivi: sono infatti in corso approfondimenti con il Comune e con il Dipartimento della Protezione Civile per definire le scelte tecniche da adottare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14965,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/621830069-1361932262631390-1690149284558897707-n-1024x765.jpg\" alt=\"L’Esercito interviene a Niscemi: i genieri realizzano un bypass per evitare l’isolamento\" class=\"wp-image-14965\" title=\"L’Esercito interviene a Niscemi: i genieri realizzano un bypass per evitare l’isolamento\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ruolo-del-genio-nelle-emergenze-nazionali\">Il ruolo del Genio nelle emergenze nazionali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intervento a Niscemi conferma ancora una volta il ruolo fondamentale del Genio dell’Esercito nelle operazioni di supporto alla popolazione in caso di calamità naturali. Accanto alle capacità operative in ambito militare, i reparti del Genio rappresentano uno strumento essenziale dello Stato per il ripristino delle infrastrutture, la messa in sicurezza del territorio e il sostegno alle comunità colpite.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Sicilia, come in altre aree del Paese, la sinergia tra istituzioni civili e Forze Armate <strong>si dimostra decisiva per affrontare situazioni di emergenza complesse</strong>, garantendo rapidità d’azione, competenze tecniche e una presenza concreta sul terreno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/623810327-1361932265964723-3763684429258463777-n.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"BrigataAosta, genio, niscemi","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-30 00:20:24","stato":"publish","riassunto_video":"Dopo la frana che ha colpito Niscemi ed ha reso impraticabili le strade principali, l’Esercito Italiano è intervenuto su richiesta della Prefettura di Caltanissetta. I genieri della Brigata Aosta stanno realizzando un bypass tra le Strade Provinciali 10 e 12 e trasformando piste agricole in strade carrabili per garantire collegamenti, sicurezza e supporto all’economia locale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28920-lesercito-interviene-a-niscemi-i-genieri-realizzano-un-bypass-per-evitare-lisolamento.mp4","galleria":""}
{"id":28913,"titolo":"La Brigata Sassari torna in Libano: ecco quando e perché (probabilmente l’ultimo contingente italiano in UNIFIL)","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Sassari</strong> – Ai primi di <strong>marzo 2026</strong> la <strong>Brigata “Sassari”</strong> tornerà in Libano assumendo il comando del <strong>contingente italiano</strong> e del <strong>Sector West</strong> di <strong>UNIFIL</strong>, la forza multinazionale di interposizione delle Nazioni Unite schierata nel Sud del Paese. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A guidare i “dimonios” in questa nuova rotazione sarà il <strong>Generale di Brigata Andrea Fraticelli</strong>, attuale comandante della Brigata Sassari. Nel dispositivo impiegato, un ruolo centrale lo avrà anche il <strong>152° reggimento fanteria “Sassari”</strong>, oggi comandato dal <strong>Colonnello Luigi Carlà</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6893,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"600px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"La Brigata Sassari torna in Libano: ecco quando e perché (probabilmente l’ultimo contingente italiano in UNIFIL)\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/GeneraleFraticelliBrigataSassari-e1764274767591.jpg\" alt=\"Cambio al Comando del 152° Reggimento Fanteria Sassari\" class=\"wp-image-6893\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:600px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gen. Masiello e il “Frozen Middle”: come scongelare il Centro dell'Esercito</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-si-torna-comando-del-sector-west-e-missione-onu\">Perché si torna: comando del Sector West e missione ONU</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Sector West è una delle aree più sensibili della missione ONU lungo la linea di separazione con Israele (“Blue Line”), dove UNIFIL opera per contribuire alla stabilità e al rispetto degli impegni internazionali, in particolare della <strong>risoluzione ONU 1701 (2006)</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la Brigata Sassari si tratta di un ritorno “con memoria operativa”: è la <strong>quarta missione</strong> in Libano dopo i mandati del <strong>2016</strong>, <strong>2020-21</strong> e <strong>2024-25</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14957,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La Brigata Sassari torna in Libano: ecco quando e perché (probabilmente l’ultimo contingente italiano in UNIFIL)\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2024-11-19-at-18.40.07.jpeg\" alt=\"La Brigata Sassari torna in Libano: ecco quando e perché (probabilmente l’ultimo contingente italiano in UNIFIL)\" class=\"wp-image-14957\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Brigata Sassari torna in Libano: ecco quando e perché (probabilmente l’ultimo contingente italiano in UNIFIL)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-potrebbe-essere-l-ultimo-contingente-italiano-in-unifil\">Perché potrebbe essere l’ultimo contingente italiano in UNIFIL</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La rotazione che partirà a marzo 2026 si colloca in una fase politicamente decisiva: il Consiglio di Sicurezza ONU ha rinnovato UNIFIL <strong>“per un’ultima volta” fino al 31 dicembre 2026</strong>, chiedendo poi un <strong>ritiro graduale nel 2027</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, il contingente guidato dalla Sassari è <strong>verosimilmente destinato a essere tra gli ultimi, se non il probabile ultimo “ciclo pieno” italiano</strong> nell’attuale configurazione della missione: dal 2027, infatti, la presenza internazionale dovrebbe entrare nella fase di <strong>drawdown</strong> (riduzione progressiva) fino alla chiusura.  (La conferma definitiva dipenderà dai tempi reali di riduzione e dalle scelte operative ONU e dei Paesi contributori.)</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14958,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"La Brigata Sassari torna in Libano: ecco quando e perché (probabilmente l’ultimo contingente italiano in UNIFIL)\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Missione-UNIFIL-Brigata-Sassari-Foto-darchivio.jpg\" alt=\"La Brigata Sassari torna in Libano: ecco quando e perché (probabilmente l’ultimo contingente italiano in UNIFIL)\" class=\"wp-image-14958\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Brigata Sassari torna in Libano: ecco quando e perché (probabilmente l’ultimo contingente italiano in UNIFIL)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/sassari1.webp","categoria":"Nazionali","tags":"#BrigataSassari, esercitoitaliano, libano, unifil","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-29 22:43:44","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.lanuovasardegna.it/sassari/cronaca/2026/01/28/news/la-brigata-sassari-torna-in-libano-1.100823615","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28913-la-brigata-sassari-torna-in-libano-ecco-quando-e-perche-probabilmente-lultimo-contingente-italiano-in-unifil.mp4","galleria":""}
{"id":28901,"titolo":"Riarmo e manifattura: come la spesa militare sta trasformando l’industria tedesca","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Germania la spesa per la difesa sta producendo <strong>effetti strutturali che vanno ben oltre il comparto militare</strong>. Il fondo straordinario da <strong>500 miliardi di euro</strong> destinato a difesa e infrastrutture sta già incidendo sulla fisionomia del sistema manifatturiero nazionale, innescando una <strong>riconversione produttiva su larga scala</strong>. Non si tratta ancora di misurare l’impatto diretto sul PIL, ma di osservare come il programma stia riorientando competenze, investimenti e capacità industriali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo dati raccolti da fonti finanziarie internazionali, <strong>circa 500 imprese</strong> hanno già aderito alla piattaforma <strong>Svi Connect</strong>, promossa dal governo federale per facilitare l’ingresso delle pmi nelle filiere dei principali appaltatori della difesa, tra cui <strong>Rheinmetall</strong>. Le stime indicano che il numero potrebbe salire a <strong>1.000 aziende</strong> entro il 2026. Un dato particolarmente rilevante è che <strong>oltre il 90 per cento</strong> di queste imprese non ha precedenti esperienze nel settore militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta prevalentemente di PMI con meno di 100 dipendenti, provenienti dai comparti della <strong>lavorazione dei metalli</strong>, della <strong>meccanica di precisione</strong> e delle <strong>tecnologie Ict</strong>, interessate a diventare fornitori di componenti, materiali avanzati e servizi ad alto contenuto tecnologico. In questo quadro, la spesa per la difesa assume il ruolo di <strong>leva di politica industriale</strong>, capace di guidare una trasformazione strutturale del sistema produttivo tedesco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, il bilancio del Ministero della Difesa è in forte espansione: per il 2026 supera i <strong>108 miliardi di euro</strong>, con una traiettoria di crescita che potrebbe portare gli stanziamenti a circa <strong>150 miliardi entro la fine del decennio</strong>, avvicinando la Germania agli obiettivi NATO. Una dinamica che conferma come il riarmo sia ormai parte integrante della strategia economica nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dall-automotive-alla-difesa-un-cambio-di-paradigma-industriale\">Dall’automotive alla difesa, un cambio di paradigma industriale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli aspetti più significativi di questa trasformazione riguarda il <strong>settore automotive</strong>, storicamente pilastro della manifattura tedesca e oggi sotto pressione per effetto della transizione elettrica, della concorrenza asiatica e del rallentamento della domanda europea. In questo contesto, la difesa emerge come <strong>sbocco produttivo alternativo</strong>, in grado di assorbire capacità industriale in eccesso e manodopera qualificata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14938,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/VW-Wolfsburg.jpg\" alt=\"Riarmo e manifattura: come la spesa militare sta trasformando l’industria tedesca\" class=\"wp-image-14938\" title=\"Riarmo e manifattura: come la spesa militare sta trasformando l’industria tedesca\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Stabilimento Volkswagen di Wolfsburg</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è casuale che i vertici di <strong>Volkswagen</strong> abbiano recentemente dichiarato di valutare la riconversione di alcuni stabilimenti verso produzioni di tipo militare. Si tratta di un segnale emblematico di un <strong>cambio di paradigma</strong>: l’industria della difesa non è più percepita come un settore di nicchia, ma come un ambito capace di garantire <strong>continuità produttiva, innovazione tecnologica e stabilità occupazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo orientamento è rafforzato anche dalle dinamiche finanziarie. I titoli della difesa europea hanno registrato una crescita sostenuta negli ultimi anni, alimentata dalle aspettative di riarmo legate alle crescenti tensioni geopolitiche. Nel caso tedesco, tuttavia, colpisce la capacità di <strong>trasformare le aspettative in scelte industriali concrete</strong>, con lo Stato che svolge un ruolo attivo di coordinamento delle filiere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Molti analisti individuano nel pacchetto fiscale tedesco uno dei principali fattori di traino della crescita europea prevista per il 2026. Ma l’impatto più profondo potrebbe manifestarsi nel medio periodo, attraverso il rafforzamento della Germania come <strong>hub manifatturiero e tecnologico della difesa europea</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-ricadute-sull-italia-tra-opportunita-e-rischi-sistemici\">Le ricadute sull’Italia tra opportunità e rischi sistemici</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La trasformazione del sistema produttivo tedesco solleva interrogativi rilevanti per l’Italia, il cui tessuto manifatturiero è <strong>storicamente integrato</strong> con quello tedesco attraverso complesse catene di subfornitura, soprattutto nel Centro-Nord. Da un lato, la riconversione in atto potrebbe aprire <strong>nuove opportunità</strong> per le imprese italiane già inserite nelle filiere della meccanica e dei materiali avanzati. Dall’altro, esiste il rischio che Berlino scelga di <strong>internalizzare una parte delle produzioni</strong>, riducendo lo spazio per i fornitori esteri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14939,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/FPMG2V5FRNBDNB55O6MPVX5X2U.jpg\" alt=\"Riarmo e manifattura: come la spesa militare sta trasformando l’industria tedesca\" class=\"wp-image-14939\" title=\"Riarmo e manifattura: come la spesa militare sta trasformando l’industria tedesca\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Linea di produzione della Rheinmetall a Unterluess, in Germania. Fonte Fabian Bimmer.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A differenza della Germania, l’Italia non dispone al momento di un <strong>piano di riconversione industriale di pari scala e chiarezza strategica</strong>. Il comparto nazionale della difesa resta competitivo e tecnologicamente avanzato, ma soffre di una <strong>frammentazione strutturale</strong> che penalizza soprattutto le pmi e di una limitata capacità di coordinamento tra politica industriale e politica della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni non mancano tuttavia segnali di un progressivo cambio di passo. L’aumento degli stanziamenti per la difesa e la partecipazione a programmi industriali europei e internazionali offrono <strong>spazi di sviluppo significativi</strong>. La sfida centrale sarà trasformare la crescita della spesa militare in un <strong>moltiplicatore industriale</strong>, capace di sostenere la manifattura e accompagnare la transizione di settori in difficoltà, come l’automotive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il caso tedesco dimostra che la difesa può diventare una <strong>leva decisiva di politica industriale</strong>. Per l’Italia, la questione non è solo se seguire questa strada, ma <strong>come farlo</strong>, evitando di subire passivamente una trasformazione decisa altrove e mantenendo un ruolo attivo e competitivo nel nuovo assetto industriale europeo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/rheinmetall-factory.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesaindustriale, manifatturaeuropea, riarmotedesco","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-29 12:23:44","stato":"publish","riassunto_video":"In Germania, il fondo da 500 miliardi per difesa e infrastrutture sta trasformando il sistema manifatturiero, coinvolgendo molte PMI senza esperienza militare. Il settore automotive si riconverte verso la difesa, sostenuto da investimenti crescenti. Per l’Italia, questa evoluzione rappresenta opportunità ma anche rischi, richiedendo una strategia industriale chiara per restare competitiva.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilfoglio.it/esteri/2026/01/28/news/in-germania-la-spesa-militare-traina-la-riconversione-della-manifattura-tedesca-e-in-italia--8583253/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28901-riarmo-e-manifattura-come-la-spesa-militare-sta-trasformando-lindustria-tedesca.mp4","galleria":""}
{"id":28898,"titolo":"L’illusione dell’arma segreta: perché nella cattura di Maduro la vera forza non è stata la tecnologia, ma il collasso della mente umana sotto stress","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei giorni immediatamente successivi alla cattura di Nicolás Maduro, mentre l’attenzione mediatica era comprensibilmente concentrata sulle conseguenze politiche e strategiche dell’operazione, un dettaglio ha iniziato a emergere con una certa insistenza nei racconti di testimoni, nei commenti a caldo e, soprattutto, nei circuiti social: la sensazione diffusa che durante le fasi iniziali dell’azione fosse stato impiegato qualcosa di <strong>“diverso”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non un’arma tradizionale, non un colpo chiaramente identificabile, non un’esplosione riconducibile a una procedura standard, ma un evento percepito come anomalo, destabilizzante, difficile da spiegare anche per chi lo aveva vissuto in prima persona.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È in questo spazio grigio che ha preso forma la narrativa dell’“arma sonica”, o più in generale di un sistema non convenzionale — acustico, elettrico, a microonde — capace di alterare il comportamento delle forze di sicurezza venezuelane senza ricorrere alla forza letale. Una narrativa che, come spesso accade, si è diffusa rapidamente, alimentata da testimonianze frammentarie, immagini decontestualizzate e da quella fascinazione quasi atavica che accompagna l’idea dell’arma segreta, invisibile, incomprensibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, l’<a href=\"https://www.twz.com/news-features/did-a-mysterious-sonic-weapon-really-aid-delta-force-in-capturing-maduro\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">articolo pubblicato</a> da <em>The War Zone</em>, firmato da Tyler Rogoway, rappresenta uno dei pochi tentativi seri di riportare la discussione su un piano analitico. Rogoway non liquida la questione come folklore, ma affronta il tema con metodo: prende le ipotesi circolate, le confronta con ciò che è noto in termini di tecnologia e dottrina, e ne valuta la reale plausibilità operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è proprio da lì che vale la pena partire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Perché la domanda — <em>è possibile che sia stato usato un sistema non convenzionale?</em> — non è affatto sbagliata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ciò che appare fuorviante è <strong>il piano sul quale si sta cercando la risposta</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-problema-dell-analisi-tecnologica-quando-il-mezzo-oscura-l-effetto\">Il problema dell’analisi tecnologica: quando il mezzo oscura l’effetto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La maggior parte delle analisi emerse finora segue uno schema ricorrente: se qualcosa di strano è accaduto, allora deve esistere un sistema tecnologico altrettanto straordinario che lo spieghi. Da qui la rincorsa a elenchi di armi <strong>“possibili”</strong>, a confronti tra tecnologie esotiche, a ipotesi su dispositivi segreti in dotazione alle forze speciali statunitensi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il limite di questo approccio non è l’esercizio teorico in sé, ma l’attribuzione implicita a tali sistemi di un ruolo centrale e risolutivo nell’operazione. È qui che, guardando ai vincoli fisici, logistici e operativi reali, la narrazione inizia a perdere consistenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Prendiamo, ad esempio, le cosiddette armi acustiche, spesso riassunte sotto l’etichetta generica di “armi soniche”. Il riferimento implicito è a sistemi direzionali ad alta intensità sonora come il <strong>LRAD (Long Range Acoustic Device)</strong>, utilizzati da anni in ambito marittimo o per il controllo della folla: dispositivi noti, documentati e tutt’altro che fantascientifici, su cui esiste una letteratura ampia e facilmente consultabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto, però, è un altro. Questi apparati sono concepiti per operare in spazi relativamente aperti, con geometrie prevedibili e una chiara separazione tra chi emette il segnale e chi lo riceve. Trasportare questo concetto all’interno di un ambiente urbano complesso, fatto di superfici riflettenti, corridoi, volumi chiusi e presenze amiche immediatamente a ridosso del bersaglio, significa introdurre una quantità di variabili difficilmente controllabili. Non a caso, tali sistemi non hanno mai trovato un posto stabile nelle <strong>TTP (Tecnical tactical Procedures) </strong>delle operazioni di irruzione o cattura di obiettivi ad alto valore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un discorso analogo vale per i sistemi a microonde, in particolare quelli noti come <strong>Active Denial System (ADS)</strong>, sviluppati come capacità di <em>intermediate force</em>. Anche in questo caso non parliamo di fantascienza, ma di tecnologie reali, studiate e testate, pensate per creare una sensazione immediata di dolore superficiale e indurre l’allontanamento. Chi volesse approfondire troverà documentazione ufficiale, studi accademici e analisi critiche sul loro sviluppo e sulle loro limitazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, anche qui la logica d’impiego resta chiaramente perimetrale e difensiva. Linea di vista, controllo delle distanze, piattaforme relativamente stabili: tutti elementi che mal si sposano con la dinamica di un’<strong>operazione SOF urbana</strong>, caratterizzata da rapidità, fluidità e sovrapposizione degli spazi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A queste considerazioni si aggiunge un aspetto spesso trascurato nel dibattito pubblico: la gestione complessiva del sistema. Un’arma non è mai solo l’effettore finale, ma l’insieme di alimentazione, controllo, sicurezza, integrazione con i team di manovra ed eventuale recupero. Ogni elemento aggiunge peso, firma logistica e complessità. Attribuire a uno di questi sistemi il ruolo di “arma decisiva” significa immaginare un’operazione che accetta un aumento significativo dell’incertezza proprio nel momento in cui dovrebbe ridurla al minimo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fin qui, l’analisi di Rogoway è corretta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non perché questi sistemi non esistano, né perché sia impossibile che uno di essi sia stato impiegato in qualche forma, ma perché <strong>non possono spiegare l’operazione nel modo in cui vengono comunemente presentati</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è qui che vale la pena fermarsi un istante. Non per chiudere il discorso, ma per spostarlo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Forse il problema non è chiedersi <em>se</em> un’arma di questo tipo sia stata usata, bensì <strong>come</strong> e <strong>con quale scopo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Forse l’errore non sta nell’ipotesi dell’impiego di un sistema non convenzionale, ma nell’idea che tale sistema debba essere stato grande, potente, sofisticato e risolutivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se invece lo scopo non fosse stato quello di neutralizzare fisicamente il bersaglio, ma di innescare un effetto psicologico, allora anche l’idea di un sistema meno efficace sul piano fisico, ma più trasportabile e più ambiguo nei suoi effetti, smette di apparire assurda e diventa — almeno sul piano teorico — degna di essere analizzata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è da qui che l’attenzione deve spostarsi definitivamente <strong>dalla tecnologia all’uomo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-quando-la-tecnologia-smette-di-essere-il-centro-e-diventa-solo-l-innesco\">Quando la tecnologia smette di essere il centro e diventa solo l’innesco</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A questo punto dell’analisi è necessario compiere un cambio di piano. Non un passo indietro, ma un passo di lato. Continuare a interrogarsi sulla potenza di un ipotetico sistema significa restare intrappolati in una logica che attribuisce alla tecnologia il merito del successo operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le Forze Speciali, storicamente, non vincono perché dispongono dell’arma più strana o più sofisticata, ma perché sanno creare <strong>finestre temporali di superiorità cognitiva</strong>. Finestre brevi, spesso di pochi secondi, in cui l’avversario smette di capire cosa stia accadendo mentre chi entra ha già deciso cosa fare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Osservata da questa prospettiva, la sequenza di eventi di un’operazione come quella che ha portato alla cattura di Maduro assume un significato diverso. La domanda non è più <em>quale arma ha colpito</em>, ma <em>che cosa è successo nella mente di chi si è trovato improvvisamente al centro dell’azione</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Immaginiamo una giornata qualunque, una routine di sicurezza che si ripete da settimane o mesi. Turni, procedure, segnali noti. Poi, senza preavviso, il contesto cambia brutalmente: elicotteri in avvicinamento, esplosioni lontane e poi più vicine, rumore, pressione, adrenalina che sale in modo incontrollato. Il corpo entra in uno stato di allerta estrema, ma la mente cerca ancora appigli cognitivi familiari, schemi già conosciuti a cui aggrapparsi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È in questo momento che basta pochissimo per spostare l’equilibrio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se, mentre il sistema nervoso è già saturo, alcuni, non tutti, iniziano a reagire in modo anomalo, l’effetto non è più individuale. Qualcuno urla, qualcuno cade, qualcuno si porta le mani alle orecchie o parla di una sensazione di bruciore improvvisa. Non importa se l’origine sia stata un impulso acustico, un’esposizione localizzata a microonde o un’altra causa ancora. Ciò che conta è che <strong>l’evento non sia immediatamente spiegabile</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è qui che entra in gioco il vero moltiplicatore di forza: il panico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il panico non è paura. La paura è una risposta emotiva nota, spesso addestrata, che può essere gestita. Il panico nasce quando la mente non riesce più a costruire una relazione chiara tra causa ed effetto. Quando qualcosa colpisce alcuni, ma non altri. Quando non è possibile individuare una direzione, un’origine, un responsabile. Quando il pensiero dominante diventa: <em>“se è successo a loro, può succedere anche a me — e non so come evitarlo”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In quel momento, il danno principale non è fisico, ma organizzativo. La catena di comando si incrina, le comunicazioni diventano confuse, le decisioni diventano reattive invece che deliberate. Il C2 (Comando e Controllo) non collassa perché qualcuno viene neutralizzato, ma perché <strong>nessuno riesce più a costruire una rappresentazione coerente della situazione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È un meccanismo che chi lavora nella formazione operativa conosce bene. Il panico è uno dei pochi fenomeni capaci di colpire simultaneamente individui addestrati e non, veterani e reclute, perché bypassa l’addestramento e va a colpire la parte più antica del cervello: quella che reagisce all’incertezza assoluta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È qui che torna utile riconsiderare, in modo completamente diverso, l’ipotesi dell’impiego di sistemi come il LRAD o l’Active Denial System. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non come armi principali, ne come strumenti di incapacitation fisica, ma come <strong>inneschi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se l’obiettivo non è neutralizzare tutti, ma generare reazioni visibili e anomale in una parte del dispositivo di sicurezza; se lo scopo non è creare danni, ma introdurre ambiguità; se l’effetto desiderato non è la paralisi fisica, ma la perdita di comprensione di ciò che sta accadendo, allora anche sistemi meno potenti, meno estesi, meno “impressionanti” diventano teoricamente sufficienti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, l’idea di un apparato più piccolo, più trasportabile, impiegato per un tempo limitato e poi rimosso smette di apparire come fantascienza e diventa un’ipotesi coerente sul piano concettuale. Non perché sappiamo che sia accaduto, ma perché sappiamo che <strong>funzionerebbe</strong> sul piano psicologico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una volta innescato il panico, la tecnologia diventa secondaria. Il lavoro lo fanno gli uomini, o meglio, le loro reazioni. La confusione, il rumore, le urla, l’incertezza. È lì che si crea lo spazio operativo che consente a un team addestrato, coordinato e determinato di entrare, prendere il controllo e chiudere l’operazione prima che l’avversario riesca anche solo a capire cosa sia successo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-quando-il-mito-dell-arma-svanisce-e-resta-la-realta-dell-uomo\">Quando il mito dell’arma svanisce e resta la realtà dell’uomo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla fine di questo percorso, dopo aver attraversato ipotesi tecnologiche, limiti fisici, narrazioni mediatiche e suggestioni affascinanti, una cosa dovrebbe essere ormai chiara: continuare a discutere della cattura di Maduro come se fosse stata il risultato di un’“arma sonica” o di un dispositivo non convenzionale straordinariamente efficace significa guardare l’evento dalla prospettiva sbagliata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non perché tali sistemi non esistano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non perché sia impossibile che strumenti come il <strong>LRAD o l’Active Denial System</strong> abbiano avuto, in qualche forma, un ruolo marginale, ma perché attribuire loro il successo dell’operazione equivale a confondere il mezzo con l’effetto, e soprattutto a sottovalutare ciò che, in operazioni di questo tipo, fa davvero la differenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le Forze Speciali non vincono grazie a un’arma segreta. Vincono perché comprendono, meglio di chiunque altro, <strong>come funziona l’essere umano sotto stress estremo</strong>. Sanno che il corpo può resistere più a lungo della mente. Sanno che la paura è gestibile, ma che l’incertezza no. Sanno che non serve neutralizzare tutti, ma solo <strong>rompere il sistema che tiene insieme il gruppo</strong>: fiducia, comprensione, controllo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il panico non nasce dal dolore in sé, ma dall’impossibilità di attribuirgli un significato. Nasce quando qualcosa accade e non può essere spiegato. Quando colpisce alcuni e non altri. Quando non c’è una direzione da indicare, un nemico da inquadrare, una procedura da applicare. In quel momento, anche il soldato addestrato torna a essere un uomo che cerca disperatamente di capire cosa stia succedendo  e spesso non ci riesce.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se un giorno scoprissimo che, durante quell’operazione, è stato utilizzato un sistema acustico o a microonde in modo limitato, localizzato, quasi invisibile, non dovrebbe sorprenderci. Non perché avremmo trovato l’“arma miracolosa”, ma perché avremmo individuato una delle tante scintille possibili, non l’incendio. L’incendio, quello vero, sarebbe stato già pronto nella mente di chi si è trovato improvvisamente senza punti di riferimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è per questo che il dibattito sulle armi soniche continuerà a tornare, a ogni operazione speciale che presenta elementi di ambiguità. Perché è più rassicurante credere a una tecnologia incomprensibile che accettare una verità molto più scomoda: <strong>il fattore decisivo non è quasi mai ciò che si vede, ma ciò che si rompe dentro</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chi lavora da anni nella formazione operativa, nella sicurezza e nella preparazione a contesti ad alto rischio lo sa bene. Non perché lo abbia letto in un manuale, ma perché lo ha visto accadere, ripetersi, consolidarsi come schema. È lo stesso motivo per cui, in ogni corso serio, prima ancora di parlare di equipaggiamenti o procedure, si parla di percezione, stress, panico e decision-making. Perché è lì che si vince o si perde, molto prima del primo contatto fisico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La prossima volta che sentiremo parlare di<strong> “armi soniche”</strong>, di sistemi misteriosi o di tecnologie non convenzionali, forse varrà la pena fermarsi un istante e porsi una domanda diversa: non <em>che cosa</em> è stato usato, ma <em>che cosa</em> è successo nella mente di chi si trovava dall’altra parte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È in quello spazio invisibile, tra rumore e silenzio, tra ordine e caos, che si decidono davvero le operazioni speciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tutto il resto è solo il racconto che viene dopo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-apparato-fonti-link-diretti\">Apparato fonti – LINK DIRETTI</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Analisi di riferimento</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>The War Zone – Tyler Rogoway</strong><br>Did A Mysterious Sonic Weapon Really Aid Delta Force In Capturing Maduro?<br><a href=\"https://www.twz.com/news-features/did-a-mysterious-sonic-weapon-really-aid-delta-force-in-capturing-maduro?utm_source=chatgpt.com\">https://www.twz.com/news-features/did-a-mysterious-sonic-weapon-really-aid-delta-force-in-capturing-maduro</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Sistemi acustici direzionali (armi “soniche”)</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>LRAD – Long Range Acoustic Device (overview tecnico)</strong><br><a href=\"https://en.wikipedia.org/wiki/Long-range_acoustic_device?utm_source=chatgpt.com\">https://en.wikipedia.org/wiki/Long-range_acoustic_device</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Analisi critica su impatti e limiti operativi (acoustic weapons)</strong><br><a href=\"https://phr.org/our-work/resources/health-impacts-of-crowd-control-weapons-acoustic-weapons/?utm_source=chatgpt.com\">https://phr.org/our-work/resources/health-impacts-of-crowd-control-weapons-acoustic-weapons/</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Sistemi a microonde / Active Denial System</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Active Denial System – Overview (DoD / Wikipedia)</strong><br><a href=\"https://en.wikipedia.org/wiki/Active_Denial_System?utm_source=chatgpt.com\">https://en.wikipedia.org/wiki/Active_Denial_System</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Joint Intermediate Force Capabilities Office (JIFCO) – ADS factsheet</strong><br><a href=\"https://jifco.defense.gov/Press-Room/Fact-Sheets/Article-View-Fact-sheets/Article/577989/active-denial-technology/?utm_source=chatgpt.com\">https://jifco.defense.gov/Press-Room/Fact-Sheets/Article-View-Fact-sheets/Article/577989/active-denial-technology/</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Panico, stress e decision-making sotto minaccia</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Decision-making under stress (military &amp; law enforcement context)</strong><br>https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6138144/</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Cognitive overload and situational awareness collapse</strong><br>https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0169814118301906</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Disinformazione e narrativa post-evento</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>WIRED – Disinformation after Maduro’s capture</strong><br><a href=\"https://www.wired.com/story/disinformation-floods-social-media-after-nicolas-maduros-capture/?utm_source=chatgpt.com\">https://www.wired.com/story/disinformation-floods-social-media-after-nicolas-maduros-capture/</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/maduro-02.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"forzespeciali, GuerraCognitiva, NicolasMaduro","autore":"Clint","data_pubblicazione":"2026-01-29 12:13:45","stato":"publish","riassunto_video":"Dopo la cattura di Maduro, si è diffusa l’ipotesi dell’impiego di armi “soniche” o comunque non convenzionali. Tuttavia, le analisi più serie indicano che il fattore decisivo non è stato la tecnologia impiegata, ma ciò che si è spezzato a livello umano e psicologico. Nelle operazioni speciali, la vera superiorità non risiede nelle armi segrete, bensì nel dominio della dimensione psicologica.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28898-lillusione-dellarma-segreta-perche-nella-cattura-di-maduro-la-vera-forza-non-e-stata-la-tecnologia-ma-il-collasso-della-mente-umana-sotto-stress.mp4","galleria":""}
{"id":28892,"titolo":"Veterano della Difesa e delle Missioni Internazionali - Disposizioni applicative (pdf)","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il Decreto del Ministro della Difesa del 21 febbraio 2025 viene ampliato e formalizzato il sistema di riconoscimenti per il personale militare che ha servito il Paese, sia in Italia sia nei teatri operativi. In particolare, il provvedimento:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>estende il titolo di “Veterano della Difesa” anche a chi ha svolto meritorio servizio senza essere divenuto inabile per traumi invalidanti;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>istituisce il titolo di “Veterano delle missioni internazionali”;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>prevede la concessione delle rispettive medaglie al merito;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>definisce un iter amministrativo uniforme per presentare e trattare le istanze.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-chi-puo-ottenere-il-titolo-di-veterano-della-difesa\">Chi può ottenere il titolo di “Veterano della Difesa”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sono destinatari del riconoscimento (in servizio o in congedo) appartenenti a Esercito, Marina, Aeronautica e Arma dei Carabinieri, se si trovano almeno in una delle condizioni seguenti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Traumi fisici o psichici invalidanti in attività operative/addestrative in Patria o all’estero (con criteri specifici di riconoscimento).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Decorazione al valor militare.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Possesso congiunto di questi requisiti:<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>25 anni di servizio effettivo oppure possesso di specifiche onorificenze/decori (Ordine Militare d’Italia o decorazioni al valore/merito di Forza Armata);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>valutazione non inferiore a “eccellente” nei cinque anni precedenti l’istanza (con recupero a ritroso se mancano schede valutative);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>assenza di sanzioni disciplinari di stato e di condanne definitive per delitto non colposo (salvo riabilitazione/estinzione).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14927,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/paglia-1000x618-1.jpg\" alt=\"Veterano della Difesa e delle Missioni Internazionali - Disposizioni applicative (pdf)\" class=\"wp-image-14927\" title=\"Veterano della Difesa e delle Missioni Internazionali - Disposizioni applicative (pdf)\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Veterano della Difesa e delle Missioni Internazionali - Disposizioni applicative (pdf)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-come-vengono-intesi-alcuni-requisiti-in-sintesi\">Come vengono intesi alcuni requisiti (in sintesi)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La circolare chiarisce, ad esempio, che:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>per “traumi invalidanti” si considerano solo lesioni/infermità riconosciute dipendenti da causa di servizio secondo specifiche tabelle richiamate;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>i “25 anni” sono conteggiati come servizio svolto esclusivamente nelle Forze Armate (non in altre amministrazioni);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>la “partecipazione a operazioni fuori territorio nazionale” vale solo in caso di effettiva dislocazione fuori dal territorio o oltre acque territoriali, con le esclusioni previste dal decreto.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-chi-puo-ottenere-il-titolo-di-veterano-delle-missioni-internazionali\">Chi può ottenere il titolo di “Veterano delle missioni internazionali”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo riconoscimento serve:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>essere già in possesso di una delle condizioni previste per “Veterano della Difesa”; e</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>aver partecipato ad almeno un’operazione fuori dal territorio nazionale tra quelle individuate con apposita determinazione richiamata in allegato.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-medaglie-al-merito-quando-spettano\">Medaglie al merito: quando spettano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il decreto istituisce:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>la Medaglia al merito di “Veterano della Difesa”;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>la Medaglia al merito di “Veterano delle missioni internazionali”.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La circolare precisa anche un punto pratico: chi ha già il titolo di “Veterano della Difesa” e successivamente matura i requisiti per “Veterano delle missioni internazionali” può essere autorizzato a fregiarsi della medaglia relativa senza presentare una nuova istanza, tramite atto interno del comandante di corpo (nei termini indicati).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-come-presentare-domanda-documenti-e-flusso-della-pratica\">Come presentare domanda: documenti e flusso della pratica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In generale (con alcune eccezioni per i caduti), le istruttorie partono solo su istanza di parte. La documentazione principale da presentare include:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>istanza in carta semplice su modello previsto;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>dichiarazione sostitutiva (assenza di condanne definitive per delitto non colposo nei casi indicati);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>informativa privacy sottoscritta.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-percorso-a-livelli-in-parole-semplici\">Il percorso “a livelli” (in parole semplici)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La circolare descrive un flusso strutturato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Ufficio/Ente istruttore (Livello 3): verifica documenti e requisiti, protocolla, può rigettare le istanze incomplete/non conformi e invia elenchi ordinati per priorità.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Vertici d’Area / Alti Comandi (Livello 2): controllano gli elenchi, li raggruppano e trasmettono in forma cumulativa; possono attivare controlli a campione sulle autocertificazioni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Autorità convalidante (Livello 1): verifica i contingenti annui, prepara gli “specchi” di convalida e li invia a PERSOMIL, che adotta i provvedimenti di concessione.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dopo-la-concessione-consegna-dei-diplomi-digitali\">Dopo la concessione: consegna dei diplomi (digitali)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I diplomi (attestazioni di concessione) vengono trasmessi in formato digitale lungo il flusso discendente fino agli enti che li conferiscono ai singoli insigniti, con trascrizioni e adempimenti amministrativi collegati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14928,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2025-02-25-165517.png\" alt=\"Veterano della Difesa e delle Missioni Internazionali - Disposizioni applicative (pdf)\" class=\"wp-image-14928\" title=\"Veterano della Difesa e delle Missioni Internazionali - Disposizioni applicative (pdf)\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Veterano della Difesa e delle Missioni Internazionali - Disposizioni applicative (pdf)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-casi-particolari-concessioni-per-personale-deceduto\">Casi particolari: concessioni per personale deceduto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La circolare disciplina anche:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>concessioni d’ufficio per il personale deceduto in servizio o in operazioni, con verifica dei congiunti aventi causa secondo un ordine di precedenza (coniuge superstite senza separazione con addebito; poi figli; poi genitori; poi fratelli/sorelle) e acquisizione di specifiche dichiarazioni e documenti;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>istanze per congiunti superstiti di personale deceduto dopo il congedo, chiarendo che la concessione “alla memoria” è unica e l’ordine di precedenza è inderogabile.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perdita-revoca-e-annullamenti-quando-si-rischia-di-perdere-il-riconoscimento\">Perdita, revoca e annullamenti: quando si rischia di perdere il riconoscimento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È previsto che il riconoscimento possa andare incontro a:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>perdita di diritto al sopraggiungere di condizioni di incapacità previste dalla normativa richiamata;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>rigetto se l’incapacità esiste già prima dell’avvio dell’istruttoria;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>improcedibilità, annullamenti o rettifiche se emergono cause ostative durante o dopo il procedimento;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>ripristino in caso, ad esempio, di riabilitazione o estinzione del reato, secondo le regole indicate.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-regime-transitorio-e-priorita-fino-al-31-dicembre-2025\">Regime transitorio e priorità fino al 31 dicembre 2025</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la fase iniziale, fino al 31 dicembre 2025, la circolare stabilisce una priorità: gli enti istruttori inviano elenchi solo relativi a:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>personale deceduto in servizio o in operazioni;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>personale con traumi fisici/psichici invalidanti;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>personale decorato al valor militare.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sono inoltre indicati contingenti massimi annui per le varie autorità/Forze Armate e disposizioni specifiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":14924,\"href\":\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2026/01/01_Circolare_Veterani.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object></object><a id=\"wp-block-file--media-97d8133a-c91a-41d0-a83d-834d6895714c\" href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2026/01/01_Circolare_Veterani.pdf\">01_Circolare_Veterani</a><a href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2026/01/01_Circolare_Veterani.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-97d8133a-c91a-41d0-a83d-834d6895714c\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/Lingresso-delle-Bandiere-di-Guerra.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"domandaistanza, iteramministrativo, medagliaalmerito, ministerodelladifesa, missioniinternazionali, riconoscimentomilitare, veteranodelladifesa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-28 23:13:44","stato":"publish","riassunto_video":"Il Decreto del Ministro della Difesa del 21 febbraio 2025 amplia i riconoscimenti per il personale militare, istituendo i titoli di “Veterano della Difesa” e “Veterano delle missioni internazionali” con relative medaglie. Definisce criteri, iter amministrativo uniforme e modalità di domanda, inclusi casi particolari per deceduti. Prevede anche revoca e regime transitorio fino al 31/12/2025.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28892-veterano-della-difesa-e-delle-missioni-internazionali-disposizioni-applicative-pdf.mp4","galleria":""}
{"id":28886,"titolo":"L’Esercito accelera: il Lynx cambia il modo di operare della forza terrestre","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Montelibretti (Roma), 27 gennaio 2026</strong> – Presso il Centro Polifunzionale di Sperimentazione dell’Esercito (CEPOLISPE) si è svolta la cerimonia di consegna del veicolo corazzato <strong>Lynx</strong> all’Esercito Italiano, destinato – in prospettiva – a supportare le Unità della componente pesante della Forza Armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evento, tenutosi alla presenza del Ministro della Difesa <strong>Guido Crosetto</strong>, del Capo di Stato Maggiore della Difesa <strong>Gen. Luciano Portolano</strong>, del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito <strong>Gen. C.A. Carmine Masiello</strong>, dell’Amministratore Delegato di Leonardo <strong>Roberto Cingolani</strong>, del responsabile della divisione Vehicle System Europe di Rheinmetall <strong>Björn Bernhard</strong>, dell’Amministratore Delegato della Joint Venture <strong>Laurent Sissmann</strong> e del Presidente Esecutivo <strong>David Hoeder</strong>, ha rappresentato un passaggio di rilievo nel percorso di ammodernamento capacitivo della componente terrestre. Il CEPOLISPE, infatti, è il polo in cui vengono sperimentati e validati mezzi e sistemi d’arma d’interesse della Forza Armata, con prove tecniche e valutazioni in chiave operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14916,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’Esercito accelera: il Lynx cambia il modo di operare della forza terrestre\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/9c997898-bec9-4bb9-ba7b-28b14d8608cd.jpeg\" alt=\"L’Esercito accelera: il Lynx cambia il modo di operare della forza terrestre\" class=\"wp-image-14916\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dal-lynx-al-sistema-di-sistemi-a2cs\">Dal Lynx al “sistema di sistemi” A2CS</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Lynx costituirà la base tecnologica per lo sviluppo del <strong>“sistema di sistemi” A2CS (Army Armoured Combat System)</strong>. L’impianto del programma ruota attorno a una flotta di <strong>Armored Infantry Fighting Vehicle (AIFV)</strong> e a una serie di piattaforme derivate, pensate per esprimere capacità coerenti con i moderni scenari operativi e per implementare il concetto di <strong>cooperative combat</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’impostazione punta a piattaforme caratterizzate da soluzioni di nuova generazione, tecnologicamente mature, fondate su un design di sistema in grado di garantire un <strong>potenziale di crescita continuo</strong> e di favorire <strong>integrazione, interoperabilità e interconnessione</strong> con i sistemi di <strong>Comando e Controllo (C2)</strong> e con le attività sul campo, in un’ottica di rete e cooperazione tra sensori, effettori e nodi decisionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-dichiarazioni-istituzionali-e-industriali\">Le dichiarazioni istituzionali e industriali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Ministro della Difesa <strong>Guido Crosetto</strong> ha sottolineato come l’attuale scenario internazionale richieda una Difesa in costante evoluzione, moderna, flessibile e credibile, basata su prontezza operativa, personale qualificato e capacità tecnologiche avanzate. In questo contesto, la consegna del Lynx – frutto della collaborazione industriale italo-tedesca – viene letta come un rafforzamento dei sistemi terrestri attraverso l’introduzione di piattaforme di ultima generazione, con il CEPOLISPE nel ruolo di garante della sperimentazione e valutazione tecnica ai fini dell’impiego operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A margine dell’evento, <strong>Roberto Cingolani</strong> ha evidenziato che l’avvio delle consegne rappresenta una milestone importante del programma e ha rimarcato il valore della collaborazione tra Leonardo e Rheinmetall per il rafforzamento della difesa nazionale e per lo sviluppo di una base industriale europea integrata e competitiva, ritenuta essenziale per sicurezza e autonomia strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14917,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’Esercito accelera: il Lynx cambia il modo di operare della forza terrestre\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/ddeae473-2d23-4819-a291-0ab79511d064.jpeg\" alt=\"L’Esercito accelera: il Lynx cambia il modo di operare della forza terrestre\" class=\"wp-image-14917\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Esercito accelera: il Lynx cambia il modo di operare della forza terrestre</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul fronte tedesco, <strong>Armin Papperger</strong> (Rheinmetall) ha definito l’avvio delle consegne come un nuovo capitolo della “famiglia Lynx”, sottolineando versatilità, protezione, efficacia, scalabilità e “future-proofing”, oltre al valore della cooperazione europea nel settore degli armamenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, il <strong>Gen. C.A. Carmine Masiello</strong> ha rimarcato la direzione intrapresa dall’Esercito per accelerare la meccanizzazione della Forza Armata, sottolineando che la tecnologia dovrà essere all’altezza delle sfide future e che l’introduzione di questi mezzi è destinata a incidere profondamente sul modo di operare e combattere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-scheda-tecnica-essenziale-capacita-del-lynx-kf41-configurazione-di-riferimento\">Scheda tecnica essenziale: capacità del Lynx KF41 (configurazione di riferimento)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di seguito le principali caratteristiche tecniche e capacità comunemente associate al Lynx KF41, in base alle specifiche pubbliche del costruttore e alle configurazioni di riferimento:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ruolo</strong>: veicolo da combattimento della fanteria (IFV) di nuova generazione, modulare e scalabile</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Massa</strong>: fino a circa <strong>50 t</strong> (variabile in funzione di configurazione e livelli di protezione)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Payload</strong>: oltre <strong>7 t</strong> (a seconda degli allestimenti)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Equipaggio e trasportati</strong>: tipicamente <strong>3 + 8</strong> (equipaggio + fucilieri)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Motorizzazione</strong>: diesel 6 cilindri in linea con potenza dichiarata nell’ordine degli <strong>850 kW</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Mobilità</strong>: velocità su strada <strong>&gt;65 km/h</strong>; capacità di superamento ostacoli (valori indicativi di riferimento): pendenza <strong>&gt;60%</strong>, inclinazione laterale <strong>&gt;30%</strong>, gradino <strong>~1 m</strong>, trincea <strong>~2,5 m</strong>, guado <strong>~1,5 m</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Protezione</strong>: architettura <strong>modulare</strong> con livelli elevati di protezione balistica e contro mine/IED, scalabili in base alla minaccia e al profilo di missione</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sistemi di protezione attiva</strong>: predisposizione/integrazione possibile di soluzioni <strong>soft-kill</strong> e <strong>hard-kill</strong> (in funzione di configurazione)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Architettura digitale</strong>: “digital backbone” e impostazione a <strong>open architecture</strong> per integrare sensori, sistemi di missione e componenti C2 nel tempo</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Armamento</strong>: integrazione con torrette di medio calibro (tipicamente cannone <strong>da 30 mm</strong> nelle configurazioni più diffuse), con modularità di sistemi e predisposizione a integrazioni future</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-programma-destinato-a-crescere\">Un programma destinato a crescere</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell’occasione, la Joint Venture <strong>LRMV</strong> ha presentato il Lynx come base tecnologica di una famiglia di piattaforme articolata in numerose varianti e ruoli operativi. L’obiettivo dichiarato è costruire nel tempo un ecosistema di mezzi e sottosistemi capace di evolvere con gli scenari, incrementando connettività, cooperazione tra piattaforme e integrazione con i sistemi di comando e controllo, per rendere più efficace la componente pesante dell’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/44c2b852-4faa-4c46-b425-00f0e3acc79c.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"A2CS, cepolispe, CooperativeCombat, esercitoitaliano, Leonardo, LynxKF41, Rheinmetall","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-28 22:23:46","stato":"publish","riassunto_video":"Al Centro CEPOLISPE è stato consegnato all’Esercito Italiano il veicolo corazzato Lynx, base del futuro sistema A2CS. Il mezzo, frutto della collaborazione italo-tedesca, punta a modernizzare la forza terrestre con tecnologie avanzate, modularità e connettività. Il Lynx, versatile e protetto, cambierà il modo di operare dell’Esercito, rafforzando capacità e interoperabilità.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/consegna-del-lynx-allesercito/128721.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28886-lesercito-accelera-il-lynx-cambia-il-modo-di-operare-della-forza-terrestre.mp4","galleria":""}
{"id":28880,"titolo":"Guerra ibrida sul mare: dal Baltico al Mediterraneo la stretta sulla Flotta Ombra russa diventa operativa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra in Europa non si combatte solo con droni e artiglieria. Sempre più spesso passa per <strong>rotte commerciali, documenti, segnali satellitari e regole di navigazione</strong>: è qui che prende forma la <strong>guerra ibrida</strong>, fatta di zone grigie e di pressione continua sotto la soglia dello scontro militare aperto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, la minaccia annunciata da <strong>14 Paesi europei affacciati su Baltico e Mare del Nord</strong> (più l’Islanda) di <strong>fermare e trattenere</strong> le petroliere della “flotta ombra” russa se non perfettamente in regola non è più solo un messaggio politico. È un cambio di postura: <strong>trasformare la legalità marittima in strumento di interdizione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14908,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Guerra ibrida sul mare: dal Baltico al Mediterraneo la stretta sulla flotta ombra russa diventa operativa\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/kj.webp\" alt=\"Guerra ibrida sul mare: dal Baltico al Mediterraneo la stretta sulla flotta ombra russa diventa operativa\" class=\"wp-image-14908\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Guerra ibrida sul mare: dal Baltico al Mediterraneo la stretta sulla flotta ombra russa diventa operativa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-leva-del-diritto-quando-l-opacita-diventa-un-punto-debole\">La leva del diritto: quando l’opacità diventa un punto debole</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore della linea europea è semplice: chi invoca la libertà di navigazione deve rispettare <strong>standard minimi verificabili</strong> (sicurezza, ambiente, assicurazione, tracciabilità). La “flotta ombra”, invece, vive spesso di pratiche che aumentano il rischio e riducono la trasparenza: bandiere di comodo, proprietà schermate, coperture assicurative incerte, sistemi AIS spenti o manipolati, trasbordi a rischio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il passaggio più “duro” è implicito: <strong>una bandiera sospetta o non dimostrabile</strong> non è solo un dettaglio amministrativo. Può aprire la strada a controlli più incisivi perché la nave entra, di fatto, in un’area di vulnerabilità giuridica. Ed è qui che la guerra ibrida diventa concreta: non serve bloccare la rotta con la forza, basta <strong>rendere l’operazione costosa, lenta e rischiosa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-salto-di-qualita-la-francia-sequestra-la-grinch-nel-mediterraneo\">Il salto di qualità: la Francia sequestra la “Grinch” nel Mediterraneo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La prova che l’Europa sta passando dalle parole ai fatti è arrivata fuori dal Baltico, nel <strong>Mediterraneo occidentale</strong>. Il <strong>22 gennaio 2026</strong> la Marina francese ha intercettato la petroliera <strong>Grinch</strong>, indicata come legata alla “shadow fleet”, e l’ha condotta sotto controllo francese per verifiche: la nave era ritenuta sospetta soprattutto per <strong>irregolarità sulla bandiera</strong> (Comore) e per la possibile elusione delle sanzioni; il caso è finito alla procura di Marsiglia e la petroliera risulta poi <strong>trattenuta/“grounded”</strong> nell’area di Marseille-Fos. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo episodio è rilevante per due ragioni:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>mostra che <strong>l’interdizione può essere realizzata con strumenti legali</strong> (ispezioni, accertamenti su nazionalità e documentazione, misure di sicurezza portuale), senza nuove leggi;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>segnala che la “flotta ombra” non è un problema confinato al Baltico: è una <strong>rete mobile</strong> che attraversa teatri diversi e costringe gli Stati a coordinare risposte.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-precedente-che-lega-baltico-e-atlantico-il-caso-boracay-kiwala\">Il precedente che lega Baltico e Atlantico: il caso Boracay-Kiwala</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è poi una seconda storia che rende ancora più chiaro il disegno: la petroliera <strong>Boracay</strong> (in passato <strong>Kiwala</strong>) — legata a circuiti “ombra” e oggetto di attenzione sanzionatoria — era stata <strong>fermata in Estonia</strong> nel 2025 dopo aver navigato senza una bandiera valida e con numerose carenze riscontrate; più tardi, la stessa nave è finita sotto <strong>indagine delle autorità francesi</strong> per sospette violazioni e mancata collaborazione nel dimostrare la propria nazionalità. È la fotografia di un metodo: <strong>seguire le navi nel tempo</strong>, non solo intercettarle una volta. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14909,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Guerra ibrida sul mare: dal Baltico al Mediterraneo la stretta sulla flotta ombra russa diventa operativa\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/dims.apnewsdfd.webp\" alt=\"Guerra ibrida sul mare: dal Baltico al Mediterraneo la stretta sulla flotta ombra russa diventa operativa\" class=\"wp-image-14909\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Guerra ibrida sul mare: dal Baltico al Mediterraneo la stretta sulla flotta ombra russa diventa operativa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-gnss-ais-e-rumore-elettronico-l-altra-meta-della-guerra-ibrida\">GNSS, AIS e “rumore elettronico”: l’altra metà della guerra ibrida</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La lettera dei 14 Paesi mette al centro anche un altro fronte: le <strong>interferenze ai sistemi satellitari di navigazione (GNSS)</strong> e la manipolazione dei segnali (inclusi quelli legati all’identificazione e alla sicurezza della navigazione). Qui l’effetto ibrido è evidente: non colpisci direttamente una nave, ma <strong>aumenti il rischio sistemico</strong> per tutti, rendendo più fragile l’ecosistema marittimo e più complesso il controllo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-cambia-davvero-deterrenza-economica-non-solo-controllo\">Cosa cambia davvero: deterrenza economica, non solo controllo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se questa strategia verrà applicata in modo coerente nei punti di passaggio obbligati e nei porti chiave, l’impatto potenziale non è simbolico: è economico. Ogni fermo, ogni ispezione, ogni dubbio su bandiera o assicurazione si traduce in <strong>ritardi, premi assicurativi più alti, noli più cari, minore disponibilità di servizi</strong>. Ed è qui che la “flotta ombra” — costruita per ridurre la tracciabilità — può diventare più fragile: perché vive di convenienza. Quando la convenienza evapora, resta solo il rischio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, il segnale dei 14 nel Baltico e l’azione francese sulla <strong>Grinch</strong> raccontano la stessa cosa: l’Europa sta tentando di spostare lo scontro sul terreno in cui può essere più efficace, quello delle <strong>regole, della sicurezza e della tracciabilità</strong>. Nella guerra ibrida, spesso è così che si blocca un flusso: non con un embargo dichiarato, ma con l’attrito continuo che rende la rotta impraticabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/G-I4nvUbcAAAbb2.jpeg.webp","categoria":"Internazionali","tags":"baltico, grinch, guerraibrida","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-28 19:43:45","stato":"publish","riassunto_video":"La guerra ibrida in Europa si combatte anche con il controllo legale delle rotte marittime, colpendo la “flotta ombra” russa tramite verifiche su bandiere, assicurazioni e tracciabilità. Dopo l’interdizione della petroliera Grinch da parte della Francia, 14 Paesi del Baltico minacciano controlli severi. L’obiettivo è rendere le operazioni costose e rischiose, sfruttando regole e sicurezza.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.bmv.de/SharedDocs/EN/Articles/K/open-letter-coastal-states-baltic-sea-north-sea-iceland.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28880-guerra-ibrida-sul-mare-dal-baltico-al-mediterraneo-la-stretta-sulla-flotta-ombra-russa-diventa-operativa.mp4","galleria":""}
{"id":28874,"titolo":"L’Esercito Italiano al Motor Bike EXPO 2026: tradizione, innovazione e comunicazione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partecipazione dell’<strong>Esercito Italiano</strong> al <strong>Motor Bike Expo</strong> 2026 ha confermato il ruolo della manifestazione veronese come spazio privilegiato di incontro tra istituzioni, industria e pubblico. Giunta alla <strong>18ª edizione</strong>, la rassegna si è affermata come una delle principali vetrine nazionali dedicate alla mobilità su due ruote, capace di coniugare cultura motociclistica, tecnologia e spettacolo in un contesto ad alta visibilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo stand dell’Esercito, curato dal <strong>Comando delle Forze Operative Terrestri</strong>, ha offerto un impatto visivo immediato e riconoscibile, proponendo un percorso espositivo incentrato sulla <strong>mobilità militare terrestre</strong>. Mezzi leggeri ad alta mobilità, motociclette operative e assetti tattici sono stati inseriti in un allestimento capace di richiamare l’ambiente operativo, restituendo al visitatore una percezione concreta delle capacità dello strumento militare. La disposizione dei mezzi e la possibilità di osservarli da vicino hanno contribuito a evidenziare il ruolo centrale della mobilità nei moderni scenari operativi, facendo dello stand uno dei punti di riferimento dell’area espositiva e sintetizzando efficacemente <strong>identità istituzionale, funzionalità operativa e apertura verso il pubblico</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-mobilita-militare-memoria-storica-e-valore-istituzionale\">Mobilità militare, memoria storica e valore istituzionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il valore dell’esposizione si è espresso anche attraverso la partecipazione delle autorità di vertice, a conferma dell’importanza attribuita all’iniziativa nell’ambito delle attività di comunicazione e valorizzazione dello strumento terrestre. In tale contesto si è inserita la presenza del <strong>Comandante delle Forze Operative Terrestri, Generale di Corpo d’Armata Lorenzo D’Addario</strong>, quale segnale di attenzione verso i contenuti espositivi e il messaggio complessivo trasmesso dallo stand dell’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14864,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/b5ebf854-c04c-4478-857b-98fb19d72f6f.jpg\" alt=\"L’Esercito Italiano al Motor Bike EXPO 2026: tradizione, innovazione e comunicazione\" class=\"wp-image-14864\" title=\"L’Esercito Italiano al Motor Bike EXPO 2026: tradizione, innovazione e comunicazione\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Stand dell'Esercito Italiano a MBE2026 - Copyright Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visita ha contribuito a sottolineare il significato culturale e professionale dell’allestimento, incentrato sulla <strong>mobilità militare quale fattore abilitante delle operazioni</strong>, mettendo in relazione l’eredità storica della Motorizzazione Militare con l’evoluzione dottrinale e tecnologica contemporanea. La presenza di motociclette storiche, affiancate a piattaforme moderne e soluzioni di ultima generazione, ha offerto una chiave di lettura coerente dell’evoluzione delle capacità operative terrestri, evidenziando la continuità tra esperienza maturata nel tempo e innovazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, la partecipazione del vertice delle Forze Operative Terrestri ha rafforzato il valore istituzionale dell’evento, confermandone la rilevanza non solo come vetrina espositiva, ma come <strong>momento di sintesi tra identità, cultura militare e comunicazione</strong>, capace di dialogare con il pubblico e di rappresentare in modo credibile il ruolo dell’Esercito Italiano all’interno di un contesto ad alta visibilità come il Motor Bike EXPO 2026.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sport-eccellenza-e-comunicazione-istituzionale\">Sport, eccellenza e comunicazione istituzionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dialogo tra Esercito e società civile ha trovato un’ulteriore e significativa espressione anche attraverso il mondo dello sport, ambito in cui valori come disciplina, preparazione e determinazione assumono una dimensione universale. In questo contesto si colloca la presenza del pilota Elia Bartolini, recentemente entrato a far parte del <strong>Gruppo Sportivo dell’Esercito</strong> e attivo nel panorama motociclistico nazionale e internazionale. Bartolini partecipa al <strong>Campionato Mondiale Superbike</strong>, categoria Sport Bike, in sella a una motocicletta recante la <strong>serigrafia dell’Esercito Italiano</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14866,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/ef675a12-ed34-4e2d-9c1a-68a7dc68d3f6.jpg\" alt=\"L’Esercito Italiano al Motor Bike EXPO 2026: tradizione, innovazione e comunicazione\" class=\"wp-image-14866\" title=\"L’Esercito Italiano al Motor Bike EXPO 2026: tradizione, innovazione e comunicazione\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il pilota Elia Bartolini in sella alla sua moto - Copyright Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partecipazione di Bartolini al Campionato Mondiale Superbike, categoria Sport Bike, con una motocicletta recante la serigrafia dell’Esercito Italiano, rappresenta un efficace strumento di <strong>comunicazione istituzionale attraverso lo sport</strong>, capace di trasmettere l’immagine di un’Istituzione moderna, dinamica e orientata all’eccellenza. Lo sport di alto livello diventa così un linguaggio condiviso, in grado di avvicinare il pubblico ai valori fondanti delle Forze Armate senza ricorrere a mediazioni formali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto alla dimensione sportiva, lo stand ha continuato a offrire esperienze immersive e contenuti di elevato interesse, come le attività curate dal <strong>5° reggimento AVES “Rigel”</strong>, che ha consentito ai visitatori di sperimentare il pilotaggio dell’elicottero d’attacco Mangusta tramite un simulatore dedicato. L’azione degli speaker e dei tecnici di Radio Esercito ha infine contribuito a rafforzare il dialogo con il pubblico, completando un modello di presenza basato su <strong>coinvolgimento, credibilità e apertura</strong>, nel quale sport, tecnologia e comunicazione concorrono a raccontare il ruolo dell’Esercito Italiano nella società contemporanea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/060b0dd3-0e63-4c37-abd2-04520daacd36.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"ComunicazioneIstituzionale, esercitoitaliano, MotorBikeExpo2026","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-28 11:53:46","stato":"publish","riassunto_video":"L’Esercito Italiano al Motor Bike Expo 2026 ha mostrato mezzi militari e motociclette storiche e moderne, evidenziando l’evoluzione della mobilità militare. La presenza del Comandante delle Forze Operative Terrestri e del pilota Elia Bartolini ha rafforzato il valore istituzionale e sportivo dell’evento, che ha unito tecnologia, cultura e comunicazione per avvicinare il pubblico all’Esercito.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/esercito-italiano-al-motor-bike-expo26/128533.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28874-lesercito-italiano-al-motor-bike-expo-2026-tradizione-innovazione-e-comunicazione.mp4","galleria":""}
{"id":28868,"titolo":"Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito al 235° “Piceno”: formare i Soldati di domani","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>26 gennaio 2026</strong> il <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Esercito</strong>, <strong>Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</strong>, ha fatto visita al <strong>235° Reggimento Addestramento Volontari “Piceno”</strong>, una delle <strong>principali scuole di formazione iniziale dell’Esercito Italiano</strong>, fulcro del processo che trasforma i giovani volontari in Soldati consapevoli e operativi. La visita ha interessato sia la sede di <strong>Ascoli Piceno</strong> sia il battaglione addestrativo dislocato presso la <strong>Caserma “Pasquali–Campomizzi” di L’Aquila</strong>, struttura che ospita anche il <strong>9° Reggimento Alpini</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accolto dal <strong>Comandante di Reggimento, Colonnello David Bastiani</strong>, il Vertice di Forza Armata ha ricevuto gli <strong>onori militari</strong>, salutato la <strong>Bandiera di Guerra</strong> e preso parte a un briefing sulle <strong>attività formative e addestrative</strong>, che rappresentano <strong>la base strutturale dell’intero sistema di preparazione del personale dell’Esercito</strong>. Le scuole, in questo contesto, non sono semplici luoghi di istruzione, ma <strong>laboratori di identità militare</strong>, dove si costruiscono professionalità, mentalità e senso del dovere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presenza del Capo di Stato Maggiore ha ribadito come la <strong>qualità dello strumento militare</strong> dipenda in modo diretto dalla <strong>solidità delle scuole</strong>, chiamate a garantire standard elevati, uniformità addestrativa e trasmissione coerente dei valori fondanti della Forza Armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-messaggio-ai-volontari-valori-prima-di-tutto\">Il messaggio ai Volontari: valori prima di tutto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’incontro con i <strong>frequentatori del corso basico di formazione del 3° blocco 2025</strong>, giunti ad Ascoli Piceno e a L’Aquila il <strong>13 gennaio</strong>, ha rappresentato il momento centrale della visita. Rivolgendosi ai Volontari, il Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello ha sottolineato come <strong>la scuola sia il primo vero banco di prova del Soldato</strong>, il luogo in cui si impara a conoscere se stessi prima ancora che l’arma o l’equipaggiamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14857,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/17e22692-498c-4d3f-b451-9df68723e47a.jpg\" alt=\"Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito al 235° “Piceno”: formare i Soldati di domani\" class=\"wp-image-14857\" title=\"Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito al 235° “Piceno”: formare i Soldati di domani\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Rassegna I battaglione Ascoli Piceno - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Entrare nella <strong>“grande famiglia dell’Esercito”</strong> significa accettare un percorso impegnativo, fatto di <strong>disciplina, sacrifici e responsabilità</strong>, in cui la formazione iniziale assume un valore determinante. È nelle scuole che il Soldato apprende a <strong>anteporre i doveri ai diritti</strong>, interiorizzando una dimensione etica che accompagna l’intera carriera.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scuola, ha evidenziato il Capo di Stato Maggiore, è il contesto in cui si costruisce <strong>il sistema d’arma più prezioso dell’Esercito: l’uomo e la donna in uniforme</strong>. Qui la <strong>preparazione fisica</strong>, la <strong>fortificazione dello spirito</strong>, l’<strong>allenamento della mente</strong> e l’<strong>educazione del cuore</strong> diventano un tutt’uno, formando individui capaci di operare in ambienti complessi e sotto pressione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ruolo-del-235-piceno-nella-formazione-dell-esercito\">Il ruolo del 235° “Piceno” nella formazione dell’Esercito</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>235° Reggimento Addestramento Volontari “Piceno”</strong>, articolato su <strong>due battaglioni addestrativi</strong>, opera insieme alle scuole di <strong>Montorio Veronese e Capua</strong> per garantire una <strong>formazione iniziale solida, omogenea e coerente</strong>, vero pilastro dell’efficacia operativa della Forza Armata. Questo sistema di scuole assicura che ogni Soldato, indipendentemente dalla sede di assegnazione, condivida <strong>gli stessi standard, valori e riferimenti professionali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14858,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/f75c01f0-53b0-4d14-beef-7eab19a3bfb7.jpg\" alt=\"Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito al 235° “Piceno”: formare i Soldati di domani\" class=\"wp-image-14858\" title=\"Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito al 235° “Piceno”: formare i Soldati di domani\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Saluto alla Bandiera di Guerra del 235° - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le scuole rappresentano il <strong>punto di partenza dell’investimento sui giovani</strong>, dove il potenziale umano viene riconosciuto, indirizzato e valorizzato attraverso un addestramento <strong>rigoroso, moderno e aderente alle esigenze operative contemporanee</strong>. È qui che nasce il senso di appartenenza, si consolida lo spirito di corpo e si sviluppa la capacità di operare in squadra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, la visita del Capo di Stato Maggiore assume un significato strategico: <strong>rafforzare il ruolo delle scuole come cuore pulsante dell’Esercito</strong>, garanti della continuità dei valori e della prontezza dello strumento militare. Un messaggio chiaro e inequivocabile: <strong>senza scuole forti, non esiste un Esercito credibile, moderno e pronto a rispondere alle esigenze del Paese</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/785511c6-6e66-4699-bd0a-8f6b9b4663a6.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"addestramentomilitare, esercitoitaliano, ValoriMilitari","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-28 10:43:44","stato":"publish","riassunto_video":"Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Carmine Masiello, ha visitato il 235° Reggimento Addestramento Volontari “Piceno”, sottolineando l’importanza delle scuole militari nella formazione di soldati preparati, disciplinati e consapevoli. Ha ribadito che la qualità dell’Esercito dipende dalla solidità e dai valori trasmessi nelle scuole, cuore pulsante della Forza Armata.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/il-capo-di-stato-maggiore-dellesercito-in-visita-al-235-piceno/128525.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28868-il-capo-di-stato-maggiore-dellesercito-al-235-piceno-formare-i-soldati-di-domani.mp4","galleria":""}
{"id":28862,"titolo":"Mediterraneo: la Fregata Fasan sorveglia Sottomarino russo Classe Kilo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>27 gennaio 2026</strong> – La fregata della Marina Militare<a href=\"https://www.marina.difesa.it/EN/thefleet/home/Pagine/fasan.aspx\"> <strong>ITS <em>Virginio Fasan</em></strong></a> (classe Carlo Bergamini/FREMM), inquadrata nello <strong>Standing NATO Maritime Group Two (SNMG2)</strong>, sta <strong>monitorando e “shadowing”</strong> (seguendo e sorvegliando) il sottomarino russo <strong>classe Kilo/Progetto 636.3 <em>Krasnodar</em></strong> nel <strong>Mediterraneo centrale</strong>. L’aggiornamento è stato diffuso dal <strong>NATO Maritime Command</strong> il <strong>26 gennaio 2026</strong>, che ha indicato un’attività di sorveglianza persistente durante il transito dell’unità subacquea. In termini pratici, si tratta di un’operazione di controllo e tracciamento volta a mantenere un quadro aggiornato della situazione, evitando ambiguità su rotta, comportamento e possibili obiettivi dell’unità osservata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14887,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Mediterraneo: la Fregata Fasan sorveglia Sottomarino russo Classe Kilo\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/b589a204-f655-4610-a3cc-30d865f50c4106.jpg\" alt=\"Mediterraneo: la Fregata Fasan sorveglia Sottomarino russo Classe Kilo\" class=\"wp-image-14887\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Mediterraneo: la Fregata Fasan sorveglia Sottomarino russo Classe Kilo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-sappiamo-sul-transito-russo\">Cosa sappiamo sul transito russo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo le informazioni disponibili, il <em>Krasnodar</em> starebbe attraversando il Mediterraneo centrale <strong>con scorta</strong>: tra le unità citate figura il cacciatorpediniere russo <strong>classe Udaloy <em>Severomorsk</em></strong>, oltre ad altre navi di supporto. Alcune ricostruzioni open source collocano la formazione <strong>a sud-est della Sicilia</strong>, con possibile direzione verso aree più orientali del bacino.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo tipo di “inseguimento” non implica un ingaggio: è una prassi operativa che punta a <strong>mantenere consapevolezza della situazione</strong>, ridurre l’incertezza e dimostrare presenza. Normalmente il tracciamento può prevedere cambi di unità “in staffetta”, in modo che la sorveglianza resti continua anche quando la nave segue altre priorità operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14884,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Mediterraneo: la Fregata Fasan sorveglia Sottomarino russo Classe Kilo\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Krasnodar-720x375.jpg.webp\" alt=\"Mediterraneo: la Fregata Fasan sorveglia Sottomarino russo Classe Kilo\" class=\"wp-image-14884\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Mediterraneo: la Fregata Fasan sorveglia Sottomarino russo Classe Kilo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-conta-nato-deterrenza-e-mediterraneo\">Perché conta (Nato, deterrenza e Mediterraneo)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’episodio è indicativo della <strong>competizione navale</strong> in un’area dove si concentrano rotte commerciali, interessi energetici e infrastrutture strategiche. La scelta di comunicare pubblicamente il tracciamento ha anche un valore di <strong>segnale politico e di deterrenza</strong>: mostrare vigilanza e capacità di controllo dello spazio marittimo, rassicurando al tempo stesso alleati e partner regionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano tecnico-operativo, il <em>Krasnodar</em> (Project 636.3) è una piattaforma nota per la <strong>discrezione acustica</strong> e per il potenziale impiego in missioni di proiezione, mentre la <em>Virginio Fasan</em> è una fregata con vocazione <strong>antisommergibile (ASW)</strong>, quindi adatta a compiti di sorveglianza e tracciamento. In questo quadro, le attività di <strong>SNMG2</strong> servono a garantire presenza e prontezza sul fianco sud dell’Alleanza e a gestire con continuità la sorveglianza marittima in un Mediterraneo sempre più conteso. Inoltre, il bacino è un ambiente complesso: traffico intenso, fondali variabili e numerose aree costiere rendono il dominio subacqueo più difficile da controllare, aumentando il valore di sensori, addestramento e coordinamento multinazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/G-mc2PAXwAAWQOM-e1769545298181.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"CLASSEKILO, FREGATAFASAN, marinamilitare, SNMG2","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-27 21:43:47","stato":"publish","riassunto_video":"La fregata italiana ITS Virginio Fasan, parte del gruppo NATO SNMG2, sta sorvegliando il sottomarino russo Krasnodar nel Mediterraneo centrale. L’operazione di tracciamento, senza ingaggio, mira a mantenere consapevolezza e deterrenza in un’area strategica, dove si intrecciano interessi commerciali ed energetici. La sorveglianza continua garantisce controllo e sicurezza marittima.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://x.com/NATO_MARCOM/status/2015828747962691958/photo/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28862-mediterraneo-la-fregata-fasan-sorveglia-sottomarino-russo-classe-kilo.mp4","galleria":""}
{"id":28855,"titolo":"L’Articolo 5 scatena la Difesa Collettiva - la promessa più potente della NATO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>È la frase che, da oltre settant’anni, tiene insieme l’Alleanza Atlantica più di qualsiasi esercitazione, vertice o comunicato: <strong>se attaccano uno, attaccano tutti</strong>. La NATO la chiama “difesa collettiva”, e la mette nero su bianco nell’<strong>Articolo 5 del Trattato di Washington</strong>. Poche righe, un peso enorme: <strong>un attacco armato contro un membro viene considerato un attacco contro l’intera Alleanza, con l’obbligo per ciascun Paese di aiutare l’alleato colpito.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è un automatismo militare, non è una “dichiarazione di guerra” in serie. Ma è la promessa che rende credibile l’ombrello NATO: la certezza, per un potenziale aggressore, che colpire un Paese significhi affrontarne molti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-clausola-semplice-un-messaggio-chiarissimo\">Una clausola semplice, un messaggio chiarissimo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto centrale dell’Articolo 5 è noto anche a chi non mastica trattati: <strong>mutua assistenza</strong>. Se un alleato subisce un “attacco armato”, gli altri lo assisteranno “con l’azione che ritengono necessaria”, <strong>incluso</strong> l’uso della forza armata. Qui sta una delle parole chiave: <em>ritengono necessaria</em>. La risposta non è predefinita, non impone a tutti lo stesso livello di intervento. Ogni Paese decide come contribuire, coordinandosi con gli altri, tenendo conto anche dei propri vincoli costituzionali (in alcuni Stati l’invio di truppe all’estero richiede passaggi parlamentari).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Eppure, proprio questa flessibilità ha reso l’Articolo 5 uno strumento formidabile: lascia margini politici, ma non lascia dubbi sul principio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14870,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’Articolo 5 scatena la Difesa Collettiva - la promessa più potente della NATO\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/cq5dam.web_.1280.1280.jpeg\" alt=\"L’Articolo 5 scatena la Difesa Collettiva - la promessa più potente della NATO\" class=\"wp-image-14870\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Articolo 5 scatena la Difesa Collettiva - la promessa più potente della NATO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-nacque-la-lezione-della-guerra-fredda\">Perché nacque: la lezione della Guerra Fredda</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per capire la forza simbolica dell’Articolo 5 bisogna tornare al <strong>4 aprile 1949</strong>, quando dodici Paesi firmarono a Washington il trattato fondativo. L’Europa era ancora in macerie dopo la Seconda guerra mondiale, e il clima era già quello della <strong>Guerra Fredda</strong>: <strong>l’Unione Sovietica consolidava la sua influenza a Est, l’Ovest temeva un’ulteriore espansione</strong>. L’idea era semplice e urgente: <strong>unire le forze</strong> per rendere un’aggressione troppo costosa anche solo da immaginare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da allora, la “promessa” dell’Articolo 5 è diventata il cemento del legame transatlantico fra Europa e Nord America: un patto politico prima ancora che militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14874,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"L’Articolo 5 scatena la Difesa Collettiva - la promessa più potente della NATO\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/QQ.jpg\" alt=\"L’Articolo 5 scatena la Difesa Collettiva - la promessa più potente della NATO\" class=\"wp-image-14874\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Articolo 5 scatena la Difesa Collettiva - la promessa più potente della NATO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-nato-e-onu-la-difesa-collettiva-nel-perimetro-del-diritto-internazionale\">NATO e ONU: la difesa collettiva nel perimetro del diritto internazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel testo del trattato NATO la Carta delle Nazioni Unite non è un dettaglio ornamentale: è una cornice. L’Articolo 5 richiama infatti l’<strong>Articolo 51 della Carta ONU</strong>, che riconosce il diritto naturale all’autodifesa individuale o collettiva quando uno Stato è vittima di un attacco armato. Tradotto: la NATO non inventa da zero la legittimità della reazione, ma <strong>organizza</strong> <strong>un diritto già previsto dal diritto internazionale</strong>, trasformandolo in un <strong>obbligo reciproco</strong> tra alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-che-cosa-conta-come-attacco-armato\">Che cosa conta come “attacco armato”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui le cose si complicano, perché il mondo si è complicato. Un’invasione di territorio resta l’esempio più evidente, ma la NATO sottolinea che la valutazione va fatta <strong>caso per caso</strong> e non è limitata a un solo “copione” di guerra convenzionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il precedente che ha cambiato la percezione globale è quello dell’<strong>11 settembre 2001</strong>: gli attentati terroristici contro gli Stati Uniti vennero considerati un attacco rientrante nella logica dell’Articolo 5. Non tutto, però, ci rientra: eventi puramente interni, senza elemento internazionale, <strong>non attivano</strong> automaticamente la clausola (anche se gli alleati possono offrire supporto con altri strumenti).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E poi ci sono le aree grigie del presente: negli ultimi anni i leader alleati hanno chiarito che l’Articolo 5 può riguardare anche attacchi <strong>da, verso o nello spazio</strong> e che <strong>cyber attacchi significativi</strong> o altre azioni ibride possono, in determinate condizioni, essere considerati alla stregua di un attacco armato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-come-si-attiva-2-condizioni-non-un-pulsante-rosso\">Come si attiva: 2 condizioni, non un pulsante rosso</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non esiste una procedura “a bottone”. L’obbligo di assistenza nasce quando si verificano due condizioni:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>un alleato ha subito un attacco armato;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>lo Stato colpito <strong>chiede o acconsente</strong> all’azione collettiva sotto Articolo 5.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo secondo punto è spesso trascurato: un Paese attaccato può scegliere di non invocare l’Articolo 5 e cercare altre strade. Se l’evento è grave, il <strong>Consiglio Nord Atlantico</strong> si riunisce subito e decide la linea politica, coordinando le risposte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da non confondere con l’<strong>Articolo 4</strong>, che <strong>prevede consultazioni quando un alleato ritiene minacciata</strong> la propria sicurezza: utile, frequente, ma <strong>non</strong> un passaggio obbligato verso l’Articolo 5.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14873,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’Articolo 5 scatena la Difesa Collettiva - la promessa più potente della NATO\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Saturday-marks-the-20th-anniversary-of-the-attacks-which-killed-nearly-3000-people.webp\" alt=\"L’Articolo 5 scatena la Difesa Collettiva - la promessa più potente della NATO\" class=\"wp-image-14873\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Articolo 5 scatena la Difesa Collettiva - la promessa più potente della NATO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-9-11-l-unica-volta-in-cui-la-nato-ha-invocato-l-articolo-5\">9/11: l’unica volta in cui la NATO ha invocato l’Articolo 5</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È un dato che sorprende: l’Articolo 5 è stato applicato <strong>una sola volta</strong> nella storia NATO. Successe dopo l’11 settembre.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’11 settembre arrivò la condanna e la solidarietà. Il <strong>12 settembre</strong>, in meno di 24 ore, il Consiglio stabilì che se fosse stato confermato che l’attacco proveniva dall’estero, sarebbe rientrato nell’Articolo 5. Il <strong>2 ottobre</strong>, dopo i briefing sulle indagini, la decisione diventò effettiva: gli attacchi vennero considerati coperti dall’Articolo 5.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>4 ottobre 2001</strong> la NATO approvò otto misure di supporto agli Stati Uniti: più condivisione di intelligence, maggiore protezione di infrastrutture e installazioni, supporto logistico e operativo (incluse autorizzazioni di sorvolo e accesso a porti e aeroporti), disponibilità a dispiegare forze navali nel Mediterraneo e a impiegare aerei AWACS.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da lì partirono operazioni simbolicamente decisive:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Operation Eagle Assist</strong>: aerei radar AWACS NATO impegnati nel pattugliamento dei cieli statunitensi tra ottobre 2001 e maggio 2002;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Operation Active Endeavour</strong>: pattugliamenti nel Mediterraneo per deterrenza e contrasto a traffici illeciti legati al terrorismo, operazione poi conclusa nel 2016.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-conta-anche-quando-non-scatta\">Perché conta anche quando non scatta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il paradosso dell’Articolo 5 è che la sua forza si misura soprattutto quando non viene invocato. È la base della <strong>deterrenza</strong>: esercitazioni, posture difensive, forze pronte, presenza militare. La clausola non vive solo nel momento dell’emergenza: sostiene un intero sistema di sicurezza che mira a rendere l’emergenza meno probabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un mondo in cui le minacce cambiano forma — dal campo di battaglia tradizionale al cyberspazio, fino allo spazio — la NATO continua a presentare l’Articolo 5 come la sua promessa più netta. Poche righe, un concetto che vale da avvertimento e da rassicurazione: <strong>la sicurezza di uno è la sicurezza di tutti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/cq5dam.web_.1280.1280mmm.jpg","categoria":"Blog","tags":"ALLEANZATLANTICA, ART5, DifesaCollettiva, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-27 18:53:46","stato":"publish","riassunto_video":"Da oltre 70 anni, l’Articolo 5 del Trattato NATO garantisce la difesa collettiva: un attacco a un membro è considerato un attacco a tutti, con l’obbligo di assistenza. Non è un automatismo militare, ma una promessa politica che rende l’aggressione troppo costosa. Attivato solo dopo l’11 settembre 2001, si adatta anche a minacce ibride e cyber attacchi, rafforzando la deterrenza e la sicurezza.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.nato.int/en/what-we-do/introduction-to-nato/collective-defence-and-article-5?selectedLocale=","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28855-larticolo-5-scatena-la-difesa-collettiva-la-promessa-piu-potente-della-nato.mp4","galleria":""}
{"id":28845,"titolo":"Nave Alpino e Nikolajewka: un motto che unisce Marina ed Esercito","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell’<strong>83° anniversario della battaglia di Nikolajewka</strong>, la Marina Militare si unisce al ricordo di uno degli episodi più drammatici e simbolici della ritirata di Russia, rendendo omaggio al sacrificio del <strong>Corpo d’Armata Alpino e ai valori che ancora oggi identificano le “Penne nere”</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14840,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Nave Alpino e Nikolajewka: un motto che unisce Marina ed Esercito\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/357353ed-d801-4c21-9942-5294c2cd4729alpino-3-1.jpg\" alt=\"Nave Alpino e Nikolajewka: un motto che unisce Marina ed Esercito\" class=\"wp-image-14840\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nave Alpino e Nikolajewka: un motto che unisce Marina ed Esercito</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-anniversario-che-parla-al-presente\">Un anniversario che parla al presente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 26 gennaio richiama la battaglia combattuta nel 1943 nella steppa russa, durante il ripiegamento delle truppe dell’Asse dal fronte del Don. Fu lo scontro nel quale la colonna in ritirata tentò di rompere l’accerchiamento sovietico, in condizioni estreme: marce estenuanti, freddo rigidissimo, perdite e sbandamento. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14841,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Nave Alpino e Nikolajewka: un motto che unisce Marina ed Esercito\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/d9670578-7c4a-4694-9d65-add51ec2503falpino-2.jpg\" alt=\"Nave Alpino e Nikolajewka: un motto che unisce Marina ed Esercito\" class=\"wp-image-14841\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nave Alpino e Nikolajewka: un motto che unisce Marina ed Esercito</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi la ricorrenza è anche un appuntamento riconosciuto dallo Stato: la <strong>Legge 5 maggio 2022, n. 44</strong> ha istituito il <strong>26 gennaio</strong> come “<strong>Giornata nazionale della memoria e del sacrificio degli Alpini</strong>”, per custodire la memoria di Nikolajewka e promuovere i valori che la legge richiama esplicitamente (difesa della sovranità e dell’interesse nazionale, partecipazione civile, solidarietà e volontariato). </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-nikolajewka-1943-lo-sfondamento-nella-neve\">Nikolajewka 1943: lo sfondamento nella neve</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le ricostruzioni storiche convergono su alcuni elementi essenziali: Nikolajewka fu una battaglia “di uscita”, combattuta per aprire un varco verso ovest e sottrarsi alla tenaglia nemica. La Divisione alpina <strong>Tridentina</strong> ebbe un ruolo decisivo nell’attacco e nello sfondamento, in un contesto in cui alla dimensione militare si sommava l’emergenza umanissima dei superstiti, spesso allo stremo. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14842,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Nave Alpino e Nikolajewka: un motto che unisce Marina ed Esercito\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/unnamed.png\" alt=\"Nave Alpino e Nikolajewka: un motto che unisce Marina ed Esercito\" class=\"wp-image-14842\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nave Alpino e Nikolajewka: un motto che unisce Marina ed Esercito</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A distanza di decenni, le commemorazioni locali continuano a trasmettere memoria e senso: anche nel gennaio 2026, ad esempio, Genova ha ricordato l’anniversario con una cerimonia a Staglieno, sottolineando il valore del ricordo come “monito di pace e responsabilità collettiva”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-legame-interforze-la-fregata-alpino-come-simbolo\">Il legame interforze: la fregata Alpino come simbolo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questa giornata, la Marina Militare evidenzia la <strong>sinergia e i valori comuni</strong> che uniscono Marina ed Esercito. Emblema di questo legame è <strong>Nave Alpino</strong>, fregata antisommergibile: il suo stesso nome richiama la storica specialità dell’Esercito Italiano e rende visibile, anche in mare, un patrimonio di tradizioni condivise. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nave Alpino (F594) è un’unità <strong>FREMM</strong> in configurazione <strong>ASW (Anti Submarine Warfare)</strong>: varata nel 2014 e consegnata alla Marina nel 2016, opera oggi da Taranto alle dipendenze della Seconda Divisione Navale. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14843,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Nave Alpino e Nikolajewka: un motto che unisce Marina ed Esercito\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/5f5ff328-6466-4981-84a5-b8718c26089aalpino-1.jpg\" alt=\"Nave Alpino e Nikolajewka: un motto che unisce Marina ed Esercito\" class=\"wp-image-14843\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nave Alpino e Nikolajewka: un motto che unisce Marina ed Esercito</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-di-qui-non-si-passa-un-motto-una-storia\">“Di qui non si passa”: un motto, una storia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A suggellare ulteriormente il ponte tra terra e mare c’è il motto: <strong>“Di qui non si passa”</strong>. È il motto di Nave Alpino e, al tempo stesso, delle Penne nere e dell’Associazione Nazionale Alpini: una formula nata nell’Ottocento e rimasta viva come richiamo a fermezza e senso del dovere. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo la tradizione riportata anche dalla documentazione della Marina, il motto fu coniato dal <strong>generale Luigi Pelloux</strong>, primo ispettore generale del Corpo degli Alpini, durante una parata a Roma il <strong>18 ottobre 1888</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14844,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Nave Alpino e Nikolajewka: un motto che unisce Marina ed Esercito\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/d9670578-7c4a-4694-9d65-add51ec2503falpino-2-1.jpg\" alt=\"Nave Alpino e Nikolajewka: un motto che unisce Marina ed Esercito\" class=\"wp-image-14844\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nave Alpino e Nikolajewka: un motto che unisce Marina ed Esercito</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-memoria-rispetto-responsabilita\">Memoria, rispetto, responsabilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ricordare <strong>Nikolajewka significa fare i conti con la durezza della guerra e con il costo umano pagato </strong>da migliaia di uomini, spesso lontanissimi da casa e travolti da eventi più grandi di loro. È una memoria che, senza semplificazioni, può diventare educazione civica: <strong>rispetto per i caduti, solidarietà verso chi serve lo Stato, responsabilità nel consegnare alle nuove generazioni il senso di ciò che accadde</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/mkkjmk.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"alpini, esercitoitaliano, marinamilitare, navealpino, nikolajewka","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-27 05:03:47","stato":"publish","riassunto_video":"Nel 83° anniversario della battaglia di Nikolajewka, la Marina Militare rende omaggio al sacrificio degli Alpini, simbolo di coraggio e solidarietà. La fregata Alpino, che porta il loro nome e il motto “Di qui non si passa”, rappresenta il legame tra Marina ed Esercito. La memoria di quella drammatica ritirata in Russia è oggi una lezione per le future generazioni.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20260126-Giornata-nazionale-della-Memoria-e-del-Sacrificio-degli-Alpini-.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28845-nave-alpino-e-nikolajewka-un-motto-che-unisce-marina-ed-esercito.mp4","galleria":""}
{"id":28838,"titolo":"Generale Portolano: in Afghanistan i Soldati Italiani operavano in Prima Linea","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando Donald Trump ha riacceso la polemica sostenendo che i militari europei della NATO in Afghanistan “non erano nelle prime linee”, la replica più forte non poteva essere una frase ad effetto. Doveva essere un fatto. Il <strong>Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano ha risposto così: con la memoria di chi c’era davvero</strong>, e con i numeri che non si discutono. “Quando ho letto quelle dichiarazioni… una reazione di sorpresa”, ha detto, ricordando che l’impegno italiano è sempre stato pieno, riconosciuto dagli alleati e pagato con un prezzo altissimo. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E soprattutto: <strong>in Afghanistan, sotto il suo comando, ha perso nove uomini</strong>. Nove volti, nove famiglie, nove assenze che un comandante non archivia mai. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14830,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Generale Portolano: in Afghanistan i Soldati Italiani operavano in Prima Linea\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/maxresdefault.jpg\" alt=\"Generale Portolano: in Afghanistan i Soldati Italiani operavano in Prima Linea\" class=\"wp-image-14830\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Generale Portolano: in Afghanistan i Soldati Italiani operavano in Prima Linea</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Afghanistan: Portolano al comando della Brigata “Sassari”, cuore guerriero dell’Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è un dettaglio che pesa più di mille commenti: in quel periodo, Portolano <strong>era il comandante della Brigata “Sassari”</strong>, e contemporaneamente guidava il <strong>Regional Command West</strong> della missione ISAF, con base a Herat. <br><strong>La “Sassari” non è un’etichetta: è identità, coesione, disciplina dura, Spirito di Corpo</strong>. È quel tipo di unità che, quando la situazione si fa pericolosa, non chiede scorciatoie: diventa una <strong>Forza Paris</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E in quell’area, “sicuro” non era niente. Portolano lo dice chiaramente: attacchi, imboscate, attentati. Ricorda anche l’attacco del 3 novembre 2011 al compound logistico della Hesco, citandolo come prova evidente che non si trattava affatto di un settore lontano dagli scontri. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">“Non eravamo nelle retrovie”: la realtà di Herat</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il suo mandato, spiega, nel Regional Command West operavano circa <strong>14.000 militari</strong> dei diversi contingenti internazionali, con circa <strong>4.500 italiani</strong>. E l’Italia non stava a guardare: stava dentro la responsabilità, dentro la complessità, dentro il rischio. <br>In un passaggio emblematico di quei giorni, un resoconto giornalistico riporta Portolano come colui che ricostruisce l’attacco a Herat, da comandante della Brigata “Sassari” e del RC-West: non un testimone esterno, ma il comandante sul posto, nella catena delle decisioni, con la pressione reale addosso. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14831,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Generale Portolano: in Afghanistan i Soldati Italiani operavano in Prima Linea\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/1623212464-5474579-medium.jpg\" alt=\"Generale Portolano: in Afghanistan i Soldati Italiani operavano in Prima Linea\" class=\"wp-image-14831\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Generale Portolano: in Afghanistan i Soldati Italiani operavano in Prima Linea</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Portolano ricorda che nei vent’anni di missione in Afghanistan (2001–2021) l’Italia ha contato <strong>53 caduti</strong> e circa <strong>700 feriti</strong>, molti con menomazioni permanenti. <br>Ma la cifra che rende tutto più umano — e più duro — è quella che pronuncia da comandante: i <strong>nove</strong> del suo periodo. “Fu un grande dolore… ragazzi coi quali avevo un rapporto molto stretto e un dialogo sempre aperto.” </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È qui che si vede la differenza tra un Generale \"da scrivania” e un Generale Vero. Nel fatto che per lui la parola “caduti” non è un capitolo di storia militare: è una realtà vissuta sulla propria pelle.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-generale-vero-perche-la-prima-linea-l-ha-portata-addosso\">Un Generale Vero, perché la prima linea l’ha portata addosso</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Portolano non risponde alle polemiche con orgoglio astratto. Risponde con la sostanza: missioni, responsabilità, uomini, lutti. E con un punto fermo che non ha bisogno di enfasi: <strong>l’Afghanistan non è stato un racconto comodo</strong>, e chi lo riduce a una caricatura tradisce la realtà di chi ha operato in condizioni estreme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dai Balcani all’Afghanistan, passando per il Libano, Portolano incarna un tipo di comando raro: quello che non si limita a rappresentare, ma che <strong>si assume fino in fondo la parte più dura del mestiere</strong>. In Afghanistan, con la “Sassari”, quel comando ha avuto il volto della prima linea. E la voce, oggi, ha il tono severo e necessario della verità. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14832,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Generale Portolano: in Afghanistan i Soldati Italiani operavano in Prima Linea\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/8-1600x1065-1-1024x682-1.jpg\" alt=\"Generale Portolano: in Afghanistan i Soldati Italiani operavano in Prima Linea\" class=\"wp-image-14832\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Generale Portolano: in Afghanistan i Soldati Italiani operavano in Prima Linea</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/foto-1200x800-collage.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#BrigataSassari, Afghanistan, difesa, Portolano, soldati, trump","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-27 04:43:46","stato":"publish","riassunto_video":"Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, il Gen. Luciano Portolano, già Comandante della Brigata “Sassari” e del Regional Command West in Afghanistan, risponde a Trump ricordando l’impegno italiano in prima linea, con 9 caduti sotto il suo comando. Abbiamo operato in condizioni estreme, affrontando attacchi e rischi reali, dimostrando il valore e il sacrificio del Soldato Italiano.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://roma.corriere.it/notizie/politica/26_gennaio_26/generale-afghanistan-bbef1c9c-f56f-4d02-873b-01d782132xlk.shtml?refresh_ce","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28838-generale-portolano-in-afghanistan-i-soldati-italiani-operavano-in-prima-linea.mp4","galleria":""}
{"id":28832,"titolo":"La Germania accelera sullo Starlink Militare: un occasione anche per l’Italia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>26 gennaio 2026</strong> — Berlino spinge sull’autonomia strategica nello spazio militare. Secondo indiscrezioni di stampa e una conferma societaria, <strong>Rheinmetall</strong> e <strong>OHB</strong> stanno discutendo una possibile cooperazione per partecipare a future gare pubbliche legate a una <strong>rete satellitare militare tedesca</strong> in orbita bassa, pensata per garantire comunicazioni sicure e resilienti alla <strong>Bundeswehr</strong>, con ambizioni paragonate a quelle di Starlink. Il dossier si colloca dentro il piano tedesco da <strong>35 miliardi di euro entro il 2030</strong> per capacità spaziali di difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’elemento davvero rilevante, però, non è solo nazionale: se questa costellazione dovesse nascere come infrastruttura “sovrana” tedesca, rischierebbe di diventare uno standard de facto in Europa. Per questo <strong>l’Italia dovrebbe collaborare fin dall’inizio</strong>, puntando a un ruolo industriale e operativo nel programma, invece di limitarsi a osservarlo da fuori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-progetto-destinato-a-fare-scuola-in-europa\">Un progetto destinato a fare scuola in Europa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La logica della costellazione LEO è chiara: <strong>bassa latenza, copertura fitta, ridondanza</strong> e maggiore continuità del servizio anche in scenari degradati. È un salto rispetto ai sistemi tradizionali in orbita geostazionaria, preziosi ma più esposti a saturazione e con profili di latenza diversi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se la Germania procede rapidamente (si parla di requisiti già definiti e di gare in arrivo), il programma potrebbe:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>fissare requisiti tecnici e di sicurezza replicabili altrove,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>catalizzare la filiera europea su terminali, segmenti di terra e cyber,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>orientare le scelte di interoperabilità NATO ed europee.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14816,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"La Germania accelera sullo Starlink Militare: un occasione anche per l’Italia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Germania-satelliti-1000x500-1.jpg\" alt=\"La Germania accelera sullo “Starlink militare”: un occasione anche per l’Italia\" class=\"wp-image-14816\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Germania accelera sullo “Starlink militare”: un occasione anche per l’Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-l-italia-dovrebbe-esserci-tre-motivi-concreti\">Perché l’Italia dovrebbe esserci: tre motivi concreti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>1) Autonomia e “peso” strategico europeo</strong><br>Un’infrastruttura LEO militare europea non può essere credibile se resta il progetto di un solo Paese. Entrare come partner dà all’Italia voce su governance, requisiti di sicurezza, priorità operative e regole d’impiego.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>2) Sinergia con le capacità italiane già mature</strong><br>L’Italia ha competenze solide in <strong>satcom governativa</strong>, <strong>segmento di terra</strong>, <strong>integrazione di sistemi</strong> e operazioni (oltre a un ecosistema industriale ampio). Anche se il cuore del progetto è LEO broadband, la partita si vince su ciò che “sta intorno” ai satelliti: terminali, reti, cyber, gestione, addestramento, continuità di servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>3) Economia industriale: lavori e tecnologia dove conta davvero</strong><br>Le costellazioni non sono solo “satelliti”: sono produzione in serie, supply chain, software, crittografia, stazioni a terra, manutenzione, servizi. Un ingresso tardivo rischia di lasciare all’Italia solo subforniture marginali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-come-l-italia-puo-collaborare-in-modo-utile-e-negoziabile\">Come l’Italia può collaborare (in modo utile e negoziabile)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ecco i pilastri più realistici per una collaborazione Italia–Germania che non sia simbolica:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Segmento di terra e operazioni</strong>: progettazione/gestione di stazioni di controllo e gateway, servizi di monitoraggio e continuità operativa, con centri in Italia come nodo ridondante europeo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Terminali e reti tattiche</strong>: terminali campali per forze terrestri e navali, integrazione su piattaforme, gestione spettro/interferenze, e hardening cyber/anti-jamming.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sicurezza e crittografia</strong>: architetture “zero trust”, gestione chiavi, certificazioni e supply chain security europea.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Integrazione con asset italiani ed europei</strong>: interoperabilità con sistemi nazionali (satcom e sensori) e con iniziative UE, evitando doppioni e rendendo la costellazione “federabile”.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Produzione e componentistica</strong>: contributo a payload, sottosistemi, elettronica spaziale, software di rete e di orchestrazione, con quote industriali vincolate da subito.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14817,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La Germania accelera sullo Starlink Militare: un occasione anche per l’Italia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/16509f382a_1626713048718_2554.webp\" alt=\"La Germania accelera sullo “Starlink militare”: un occasione anche per l’Italia\" class=\"wp-image-14817\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Germania accelera sullo “Starlink militare”: un occasione anche per l’Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-condizione-politica-non-comprare-un-servizio-ma-co-progettarlo\">La condizione politica: non “comprare un servizio”, ma co-progettarlo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per contare davvero, l’Italia dovrebbe impostare la collaborazione su tre clausole chiave:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>co-governance</strong> (accesso a requisiti, roadmap, gestione crisi),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>ricadute industriali misurabili</strong> (workshare, IP, produzione),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>sovranità operativa</strong> (accesso garantito, priorità in emergenza, resilienza multi-nodo).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Germania sta aprendo una traiettoria che può diventare la spina dorsale delle comunicazioni militari europee in orbita bassa. Per l’Italia, la scelta non è tra “aderire o no”, ma tra <strong>entrare adesso per influenzare architettura e filiera</strong> oppure arrivare dopo, quando standard e contratti saranno già scritti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/1-3.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Bundeswehr, Germania, Italia, Starlink","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-26 22:33:47","stato":"publish","riassunto_video":"La Germania punta a una rete satellitare militare in orbita bassa per comunicazioni sicure, simile a Starlink, con un investimento di 35 miliardi entro il 2030. Questo progetto potrebbe diventare uno standard europeo, e l’Italia dovrebbe partecipare attivamente per influenzarne governance, sicurezza e industria, evitando di limitarsi a un ruolo marginale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://unn.ua/en/news/european-starlink-alternative-rheinmetall-and-ohb-to-create-their-own-internet-network-for-the-german-army","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28832-la-germania-accelera-sullo-starlink-militare-un-occasione-anche-per-litalia.mp4","galleria":""}
{"id":28826,"titolo":"Carabinieri italiani costretti in ginocchio in Cisgiordania: l’impunità dei coloni","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Due Carabinieri del Consolato generale d’Italia a Gerusalemme </strong>— passaporti e tesserini diplomatici in tasca, auto con targa diplomatica — fermati, minacciati, fatti inginocchiare e “interrogati” da un civile armato in Cisgiordania. Non da un posto di blocco regolare, non da un’unità identificabile, non in una zona formalmente interdetta: secondo la ricostruzione della Farnesina l’uomo avrebbe puntato l’arma sui militari, sostenendo via telefono (con un interlocutore non identificato) che si trovassero in un’area militare. Ma la verifica con il COGAT israeliano avrebbe escluso che lì esista alcuna area militare. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Eccolo, il punto politico — prima ancora che diplomatico: <strong>in Cisgiordania il potere, spesso, non è ciò che è scritto</strong>. È ciò che un uomo armato decide sul momento, con la spavalderia di uno sceriffo impuntito. E quando lo sceriffo non è lo Stato, ma un colono in abiti civili, la domanda diventa inevitabile: dov’è finita l’autorità? E soprattutto: chi la sta delegando, per convenienza o ideologia, a chi non dovrebbe averla?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-lo-stato-di-diritto-a-intermittenza-vale-per-alcuni-non-per-tutti\">Lo “Stato di diritto” a intermittenza: vale per alcuni, non per tutti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo episodio non è un incidente folkloristico, né una “frazione di secondo” sfuggita di mano. È un sintomo. Perché il copione è sempre lo stesso: un’area grigia di competenze, un’occupazione che si traveste da burocrazia, e in mezzo un pezzo di territorio dove l’arbitrio diventa prassi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Se perfino due militari italiani in missione preparatoria per una visita di ambasciatori UE possono essere trattati come ostaggi da un civile armato</strong>, che cosa succede ogni giorno a chi non ha tesserini diplomatici, né una bandiera europea a fare da scudo?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E qui la polemica non può fermarsi al singolo “colono violento”. La responsabilità vera — politica, amministrativa, di comando — è di chi crea il contesto in cui certi comportamenti diventano possibili, frequenti e, peggio, convenienti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14809,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Carabinieri italiani costretti in ginocchio in Cisgiordania: l’impunità dei coloni\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/s.webp\" alt=\"Carabinieri italiani costretti in ginocchio in Cisgiordania: l’impunità dei coloni\" class=\"wp-image-14809\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Carabinieri italiani costretti in ginocchio in Cisgiordania: l’impunità dei coloni</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-messaggio-dall-alto-legalizzare-premiare-normalizzare\">Il messaggio dall’alto: legalizzare, premiare, normalizzare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Solo pochi giorni fa, l’Associated Press raccontava l’inaugurazione di Yatziv: un avamposto diventato insediamento “legalizzato” nel giro di un mese, nel quadro di un’ondata di riconoscimenti di outpost e accelerazioni politiche sulla colonizzazione. <br>Quando l’amministrazione israeliana trasforma l’eccezione in sistema — quando l’occupazione viene amministrata come un piano regolatore e l’espansione come una pratica ordinaria — il segnale che arriva sul terreno è brutale e chiarissimo: “spingete, occupate, resistete, e prima o poi verrà il timbro”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dentro questa logica, lo “sceriffo” non è un corpo estraneo: è l’avanguardia. È l’uomo che fa, con il fucile, ciò che la politica poi rende irreversibile con una firma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-convenzioni-internazionali-non-sono-un-opinione\">Le convenzioni internazionali non sono un’opinione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La comunità internazionale, nelle sue sedi più formali, non è affatto ambigua: la Risoluzione ONU 2334 ribadisce che gli insediamenti nei territori occupati dal 1967 “non hanno validità legale” e costituiscono una violazione flagrante del diritto internazionale. <br>E la Quarta Convenzione di Ginevra vieta il trasferimento della popolazione civile della potenza occupante nel territorio occupato (art. 49, par. 6). <br>Sul quadro generale, anche la Corte Internazionale di Giustizia (parere sul “muro”, 2004) ha richiamato l’applicabilità del diritto internazionale umanitario nei Territori Occupati. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non serve essere giuristi: se uno Stato pretende rispetto per la propria sicurezza, per i propri confini, per le proprie regole, non può contemporaneamente tollerare (o peggio incentivare) un regime di fatto in cui dei civili armati gestiscono porzioni di territorio come feudi personali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14808,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Carabinieri italiani costretti in ginocchio in Cisgiordania: l’impunità dei coloni\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/20260113_1600-e1769445547865.webp\" alt=\"Carabinieri italiani costretti in ginocchio in Cisgiordania: l’impunità dei coloni\" class=\"wp-image-14808\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Carabinieri italiani costretti in ginocchio in Cisgiordania: l’impunità dei coloni</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-italia-fa-bene-a-protestare-ma-la-protesta-non-basta\">L’Italia fa bene a protestare. Ma la protesta non basta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Antonio Tajani ha convocato l’ambasciatore israeliano</strong> e annunciato passi formali di protesta: è il minimo indispensabile. <br>Però, diciamolo senza ipocrisie: a forza di “note verbali” il terreno non cambia. Se l’episodio dei Carabinieri finisce archiviato come “spiacevole incomprensione” o “errore sul perimetro di un’area”, allora il messaggio al prossimo sceriffo sarà: si può fare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se davvero si vuole evitare che <strong>la Cisgiordania diventi un Far West istituzionalizzato</strong>, servono richieste nette e verificabili:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>identificazione dell’autore, accertamento dei fatti e conseguenze penali reali;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>garanzie operative chiare per missioni diplomatiche e sopralluoghi UE;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>impegni misurabili contro l’impunità, non comunicati stampa;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>e una presa d’atto politica: l’espansione e la “normalizzazione” degli outpost alimentano un clima in cui l’abuso diventa routine.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Perché la verità più scomoda è questa: <strong>quando un colono armato può far inginocchiare due militari stranieri, non è “il colono” ad aver preso troppo potere. È lo Stato ad averne lasciato troppo in giro.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/cc-cisgio.png","categoria":"Internazionali","tags":"carabinieri, cisgiordania, colone, Israele","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-26 22:13:47","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://it.euronews.com/2026/01/26/cisgiordania-carabinieri-del-consolato-a-gerusalemme-minacciati-da-un-colono-armato","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28826-carabinieri-italiani-costretti-in-ginocchio-in-cisgiordania-limpunita-dei-coloni.mp4","galleria":""}
{"id":28778,"titolo":"80 anni di fervente identità: l'Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia tra memoria e continuità (1946–2026)","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’A.N.P.d’I. ha appena compiuto <strong>80 anni</strong> dalla sua nascita. Non è una ricorrenza qualunque: è una misura del tempo necessaria per capire se un’idea è davvero <strong>solida, utile, viva</strong>. In ottant’anni l’Associazione non ha semplicemente “resistito”; ha <strong>tenuto insieme</strong> <strong>persone, valori, memoria e futuro del Paracadutismo Italiano</strong>, anche quando il contesto sociale, politico e militare cambiava profondamente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attenzione perchè le Associazioni d’Arma hanno un compito estremamente delicato: non sostituire le Forze Armate, non fare politica, non indulgere nella nostalgia. Il loro valore sta nel <strong>custodire e trasmettere un’appartenenza, animata da una passione profonda e sincera</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’A.N.P.d’I. lo fa secondo una <strong>tradizione</strong> e un<strong>’identità</strong> che le sono proprie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Associazione d'Arma dove i valori si custodiscono e si trasmettono</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tradizione e identità con uno stile inconfondibile perché è l’<strong>Associazione d’Arma dei Paracadutisti</strong>: uomini e donne che hanno interiorizzato un’idea di servizio fondata su disciplina, responsabilità, ardimento e spirito di corpo. Quando l’uniforme viene riposta, quei valori non scompaiono; rischiano semmai di disperdersi. <strong>L’Associazione è il luogo in cui continuano a essere praticati, non solo ricordati.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nata l'11 gennaio 1946 come API (Associazione Paracadutisti Italiani), viene ufficialmente riconosciunta con decreto <strong>del Presidente della Repubblica n. 620 del 10 febbraio 1956</strong> e individuata dalla normativa del 2010 come <strong>unico organismo associativo dedicato ai Paracadutisti Italiani</strong>, l’A.N.P.d’I. è anche tra i fondatori dell’Unione Europea dei Paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non siamo davanti ad un dettaglio giuridico: la Storia dell'A.N.P.d’I. è il riflesso di una <strong>credibilità costruita nel tempo</strong>, nella coerenza tra ciò che si dichiara e ciò che si fa. L’Associazione accoglie Paracadutisti ex combattenti, in servizio, in congedo, o persone dal mondo civile che semplicemente desiderano avvicinarsi al mondo della nostra Specialità, mantenendo una soglia identitaria chiara: <strong>appartenenza reale, non simbolica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore dell’A.N.P.d’I. è la <strong>continuità generazionale</strong>. In oltre 130 sezioni diffuse sul territorio nazionale, il Paracadutista di ieri incontra quello di oggi. Non per raccontarsi addosso, ma per trasmettere esperienza. La memoria, qui, non è celebrazione sterile: è <strong>criterio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Serve a capire perché certe tradizioni esistono, perché certi gesti contano, perché il linguaggio della Specialità non è folclore ma sintesi di una cultura operativa e umana nata in quell’<strong>agosto del 1918</strong>, quando un giovane Tenente <strong>Alessandro Tandura</strong> fece qualcosa che allora era impensabile: <strong>si lanciò dietro le linee nemiche con un paracadute</strong>, entrando di fatto nella storia del paracadutismo militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui la tradizione non si eredita soltanto: <strong>nasce</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Siamo il Paese che dopo la la pila con Volta e la radio con Marconi, ha scritto anche una pagina fondativa patrimonio di tutti gli Italiani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Ed è anche per questo che</strong>, nel corso dei decenni, l’Associazione ha mantenuto un rapporto strutturato e rispettoso con i reparti, collaborando alla formazione, alla divulgazione della storia e alla cura delle ricorrenze. Perché l’addestramento paracadutistico è sempre stato <strong>un mezzo, non un fine</strong>: ciò che conta è la trasmissione dei valori che lo rendono possibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Coraggio e disciplina non sono slogan</strong>; sono abitudini che si coltivano nel tempo, anche nella vita civile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":28794,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/anpdi2-1024x640.jpg\" alt=\"80 anni di fervente identità: l'Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia tra memoria e continuità (1956–2026) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-28794\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Non è solo memoria: l’A.N.P.d’I. è comunità, continuità e tradizione viva che unisce generazioni di paracadutisti - Copyright WWW.ASSOPAR.IT</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Presenza sociale intesa non come visibilità, ma come responsabilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è poi un aspetto spesso sottovalutato: l’A.N.P.d’I. è <strong>presenza sociale</strong>. Lo è quando affianca iniziative di protezione civile, quando sostiene i soci in difficoltà, quando investe in borse di studio, quando pubblica e diffonde cultura storica e tecnica attraverso la rivista <em>Folgore</em> e il sito ufficiale (<a href=\"https://www.assopar.it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">www.assopar.it</a>).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È il modo con cui l’etica del servizio continua a produrre effetti concreti, lontano dai riflettori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi l’Associazione è guidata da <strong>Marco Bertolini</strong>, Generale di Corpo d’Armata (aus.), Paracadutista Incursore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Una guida che incarna il filo diretto tra esperienza operativa, rispetto delle istituzioni e consapevolezza del ruolo culturale che un’Associazione d’Arma deve avere nel presente e nel futuro.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Iscriversi all’A.N.P.d’I. nel suo ottantesimo anniversario non è un gesto formale. È una <strong>scelta di responsabilità</strong>. Significa riconoscere che l’identità paracadutista non è confinata al passato, ma vive nel modo in cui si sta nella società: con misura, con lealtà, con senso del dovere.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’A.N.P.d’I. non è solo il collante tra i Paracadutisti di ieri e quelli di oggi; è anche l’Associazione, l'unica, che <strong>tiene vivo, nella vita civile, il significato profondo dell’essere Paracadutista Italiano</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ottant’anni dopo la sua nascita, il valore dell’A.N.P.d’I. si misura così: nella <strong>continuità</strong> più che nel rumore, nell’<strong>esempio</strong> più che nella retorica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/anpdi.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"anpdi, folgore, paracadutisti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-26 12:09:00","stato":"publish","riassunto_video":"L’A.N.P.d’I. compie 80 anni. Tra i fondatori dell’Unione Europea Paracadutisti e punto di riferimento per i Paracadutisti Italiani, è costantemente impegnata a custodire e trasmettere valori come disciplina, responsabilità, ardimento e spirito di corpo. Animata da una passione profonda e sincera, unisce generazioni, promuove iniziative sociali e culturali, e mantiene viva l’identità Paracadutista.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28778-80-anni-di-fervente-identita-lassociazione-nazionale-paracadutisti-ditalia-tra-memoria-e-continuita-1946-2026.mp4","galleria":""}
{"id":28769,"titolo":"Industria Difesa - la Responsabilità Morale è una qualità che solo i Veterani possono dare","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Italia la qualità degli equipaggiamenti militari non è solo un problema tecnico: è un problema <strong>culturale</strong> e <strong>morale</strong>. Quando manca una vera <strong>cultura della difesa</strong>, la difesa diventa facilmente un settore percepito come “speciale” solo per regole, riservatezza e gare, non per la sua sostanza: <strong>proteggere chi serve lo Stato</strong>. E quando parte del Paese tratta la difesa come un tema marginale, anche una parte della filiera industriale finisce per trattarla come un comparto qualsiasi: <strong>documenti, adempimenti, relazioni, narrazione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Concetto chiave:</strong> <strong>in difesa la qualità non è un optional, è responsabilità verso vite reali.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14791,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/veterani-1.png\" alt=\"Industria Difesa - la Qualità è una Responsabilità Morale che solo i Veterani possono dare.\" class=\"wp-image-14791\" title=\"Industria Difesa - la Qualità è una Responsabilità Morale che solo i Veterani possono dare.\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Industria Difesa - la Responsabilità Morale è una qualità che solo i Veterani possono dare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-qualita-in-difesa-non-e-marketing-e-sopravvivenza\">La qualità in difesa non è marketing: è sopravvivenza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui “qualità” non significa solo rispettare una specifica o passare un collaudo. Significa <strong>funzionare sul campo</strong>: con stress, tempi stretti, freddo, buio, guanti, rumore, manutenzione difficile, logistica imperfetta. Un sistema può essere “perfetto sulla carta” e <strong>fallire nella realtà</strong>. E in difesa, quando la realtà presenta il conto, lo presenta ai reparti, non alle slide.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Concetto chiave:</strong> <strong>conformità ≠ qualità. La qualità è idoneità operativa.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-vero-veleno-burocrati-fuori-contesto-e-carriere-di-relazione\">Il vero veleno: burocrati fuori contesto (e carriere “di relazione”)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La parte più tossica del problema è che in troppe realtà le decisioni cruciali vengono prese da persone <strong>lontane dal mondo difesa</strong>, senza esperienza diretta dell’impiego reale. E quando la selezione del personale scivola verso logiche di <strong>cooptazione</strong>, reti relazionali o nepotismo, il danno non è solo etico: è ingegneristico. Perché il nepotismo non produce solo ingiustizia: produce <strong>mediocrità tecnica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Concetto chiave:</strong> <strong>il nepotismo non è solo immorale: è un difetto di progetto.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14792,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/tf45-feriti-741x1000.jpg.webp\" alt=\"Industria Difesa - la Qualità è una Responsabilità Morale che solo i Veterani possono dare.\" class=\"wp-image-14792\" style=\"width:1000px\" title=\"Industria Difesa - la Qualità è una Responsabilità Morale che solo i Veterani possono dare.\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Industria Difesa - la Responsabilità Morale è una qualità che solo i Veterani possono dare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-come-la-mediocrita-diventa-difetto-tecnico\">Come la mediocrità diventa difetto tecnico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le conseguenze si vedono sempre negli stessi punti: requisiti sbagliati, test addomesticati, ciclo di vita ignorato. Si inseguono parametri “da brochure” e si trascurano robustezza, usabilità e manutenzione; si progetta per “passare” invece che per scoprire ciò che non funziona; si sottovalutano riparabilità, manualistica, addestramento e logistica. Il risultato è un paradosso: prodotti formalmente corretti che risultano <strong>operativamente mediocri</strong>. L’industria può dichiarare successo; il reparto, sul campo, vive un fallimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Concetto chiave:</strong> <strong>quando manca l’operatività in azienda, la qualità diventa burocrazia.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-punto-morale-che-tutti-fingono-di-non-vedere\">Il punto morale che tutti fingono di non vedere</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fornire equipaggiamenti alle Forze Armate non è una fornitura neutra. È una scelta che incide su <strong>sicurezza, efficacia, resilienza, riduzione degli incidenti, sopravvivenza</strong>. Se questa responsabilità morale non è interiorizzata, diventa più facile accettare compromessi sbagliati e rimandare correzioni, scaricando il costo reale sui militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Concetto chiave:</strong> <strong>in difesa la qualità tecnica è la forma concreta della responsabilità morale.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-soluzione-che-fa-paura-perche-e-semplice-assumere-veterani\">La soluzione che fa paura perché è semplice: assumere veterani</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non basta “ascoltare i militari” ogni tanto. Non bastano advisory board e tavoli periodici. La qualità migliora davvero solo quando l’esperienza operativa è <strong>dentro l’azienda</strong>, ogni giorno, nei ruoli che contano: requisiti, progettazione, test, qualità, sicurezza, manutenzione, supporto. I veterani portano ciò che non si sostituisce con un documento: la <strong>conoscenza tacita</strong>. Sanno cosa succede sotto stress, quali procedure vengono aggirate, dove nascono gli errori d’uso, quali “piccoli difetti” diventano grandi rischi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Concetto chiave:</strong> <strong>consultare non basta: bisogna incorporare l’operatività.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14793,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/maiale-slc-1000x624.jpg.webp\" alt=\"Industria Difesa - la Qualità è una Responsabilità Morale che solo i Veterani possono dare.\" class=\"wp-image-14793\" title=\"Industria Difesa - la Qualità è una Responsabilità Morale che solo i Veterani possono dare.\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Industria Difesa - la Responsabilità Morale è una qualità che solo i Veterani possono dare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-consultare-non-funziona-e-perche-assumerli-si\">Perché “consultare” non funziona (e perché assumerli sì)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se l’esperienza operativa non è interna, arriva tardi, arriva a pacchetti, arriva quando cambiare costa e si trasforma in trattativa. Assumere veterani significa spostare la verità operativa <strong>a monte</strong>, dove nascono gli errori e dove si fanno i compromessi decisivi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Concetto chiave:</strong> <strong>se l’operatività entra alla fine, diventa un problema; se entra all’inizio, diventa qualità.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-domanda-finale-commesse-o-responsabilita\">La domanda finale: commesse o responsabilità?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Vogliamo un’industria che vive di commesse o un’industria che vive di responsabilità? Senza cultura della difesa, senza meritocrazia reale e senza veterani con voce e potere nei punti decisionali, la qualità resterà un obiettivo dichiarato e raramente raggiunto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Concetto chiave (finale):</strong> <strong>senza veterani dentro le aziende, la qualità resta propaganda. Con loro, diventa inevitabile.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/1-2.jpg","categoria":"Blog","tags":"CulturaDellaDifesa, difesa, Industria, meritocrazia, qualitàoperativa, responsabilitànazionale, veterani","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-25 23:03:47","stato":"publish","riassunto_video":"In Italia la qualità degli equipaggiamenti militari è una responsabilità morale, non solo tecnica. Spesso decisioni sono prese da burocrati senza esperienza operativa, causando mediocrità tecnica e prodotti inefficaci sul campo. Solo assumendo veterani, con conoscenza diretta, si può garantire qualità reale e sicurezza, trasformando la difesa da mera burocrazia a vera responsabilità.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28769-industria-difesa-la-responsabilita-morale-e-una-qualita-che-solo-i-veterani-possono-dare.mp4","galleria":""}
{"id":28743,"titolo":"L’Aeronautica Militare in volo: due missioni salvavita in meno di 24 ore per un bimbo di 21 mesi e un neonato di 2 mesi","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel giro di poche ore, l’<strong>Aeronautica Militare</strong> ha portato a termine <strong>due delicatissime missioni di trasporto sanitario d’urgenza</strong>, garantendo il trasferimento rapido di <strong>un bimbo di 21 mesi</strong> e di <strong>un neonato di appena 2 mesi</strong>, entrambi in imminente pericolo di vita, verso strutture ospedaliere pediatriche di eccellenza della Penisola.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Due interventi distinti per luogo e tempistica, ma accomunati dallo stesso obiettivo: <strong>ridurre al minimo il tempo tra diagnosi e cure specialistiche</strong>, quando ogni minuto può fare la differenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dalla-sardegna-alla-toscana-bimbo-di-21-mesi-trasferito-al-meyer\">Dalla Sardegna alla Toscana: bimbo di 21 mesi trasferito al Meyer</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La prima missione si è conclusa nel pomeriggio di ieri, <strong>24 gennaio 2026</strong>, con l’atterraggio a Firenze di un <strong>Gulfstream G650</strong> del <strong>31° Stormo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A bordo, un <strong>bimbo di 21 mesi</strong>, ricoverato presso l’ospedale <em>San Michele</em> di Cagliari e bisognoso di essere trasferito con la massima urgenza all’<strong>Ospedale Pediatrico Meyer</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il piccolo paziente ha viaggiato <strong>insieme alla madre e a un’équipe medica specializzata</strong>, dopo che il volo era stato autorizzato, come da procedura, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, responsabile del coordinamento della flotta dei velivoli di Stato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attivazione è partita dalla <strong>Prefettura di Cagliari</strong>, che ha coinvolto la Sala Situazioni di Vertice del Comando Squadra Aerea di Milano. Il velivolo è decollato da Ciampino nel primo pomeriggio, ha imbarcato il bambino in Sardegna e ha raggiunto Firenze <strong>poco dopo le 17:30</strong>, consentendo il rapido trasferimento in ambulanza verso l’ospedale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dalla Sicilia a Roma: neonato di 2 mesi al Bambino Gesù</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Poche ore dopo, nella mattinata di oggi <strong>25 gennaio 2026</strong>, un’altra missione salvavita ha visto protagonista lo stesso reparto e lo stesso tipo di velivolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un <strong>neonato di appena 2 mesi</strong>, ricoverato presso l’ospedale <em>San Vincenzo</em> di Taormina, è stato trasferito d’urgenza all’<strong>Ospedale Pediatrico Bambino Gesù</strong> di Roma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche in questo caso, il piccolo ha viaggiato <strong>insieme al padre e a un’équipe medica</strong>, a bordo di un <strong>Gulfstream G650</strong> del 31° Stormo. Il decollo da Ciampino verso Catania-Fontanarossa è avvenuto alle <strong>10:15</strong>; dopo l’imbarco, il velivolo ha fatto immediato rientro a Roma, atterrando <strong>intorno alle 13:00</strong>, da dove il neonato è stato trasferito in ambulanza alla struttura ospedaliera.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attivazione della missione è avvenuta su richiesta della <strong>Prefettura di Messina</strong>, secondo le consolidate procedure di coordinamento interistituzionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un compito silenzioso, essenziale, continuo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il trasporto sanitario d’urgenza rappresenta <strong>uno dei compiti istituzionali meno visibili ma più cruciali</strong> svolti dall’Aeronautica Militare a favore della collettività.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I Reparti di volo sono <strong>operativi 24 ore su 24, 365 giorni l’anno</strong>, con equipaggi addestrati a operare anche in condizioni meteorologiche complesse, per garantire:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>il trasporto urgente di pazienti in pericolo di vita</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il trasferimento di équipe mediche specialistiche</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il movimento rapido di organi per trapianti</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il supporto alle ambulanze e alle strutture sanitarie civili</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni anno sono <strong>centinaia le ore di volo</strong> dedicate a questo tipo di missioni, dagli aerei del 31° Stormo di Ciampino, del 14° Stormo di Pratica di Mare, della 46ª Brigata Aerea di Pisa e dagli elicotteri del 15° Stormo di Cervia, che raramente fanno rumore, ma che <strong>incarnano in modo concreto il servizio dello Stato ai cittadini</strong>, soprattutto quando in gioco c’è la vita dei più piccoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/aero-2501.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"aeronauticamilitare, MissioneSalvavita, TrasportoSanitario","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-25 17:46:06","stato":"publish","riassunto_video":"In poche ore, l’Aeronautica Militare ha effettuato due missioni di trasporto sanitario d’urgenza, trasferendo un bimbo di 21 mesi dalla Sardegna al Meyer di Firenze e un neonato di 2 mesi dalla Sicilia al Bambino Gesù di Roma. Entrambi viaggiavano con familiari e équipe mediche a bordo di Gulfstream G650. Ogni anno sono centinaia le ore di volo dedicate a questo tipo di missioni.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28743-laeronautica-militare-in-volo-due-missioni-salvavita-in-meno-di-24-ore-per-un-bimbo-di-21-mesi-e-un-neonato-di-2-mesi.mp4","galleria":""}
{"id":28709,"titolo":"Dalle HF in AM alle reti digitali: l'evoluzione delle radio militari, tra tecnologia e realtà operativa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, come ieri, la radio resta uno dei canali centrali attraverso cui passano decisioni e coordinamento: la tecnologia evolve, ma la sostanza non cambia, perché sul campo il collegamento è la condizione che rende possibile <strong>manovra e comando</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fino a tutti gli anni ’90 questa verità si vedeva in modo netto nelle scelte operative: sulle lunghe distanze si ricorreva spesso a <strong>HF in AM/SSB</strong>, mentre la <strong>FM</strong> era lo strumento più naturale per le comunicazioni a corto raggio. Non era una questione di “vecchio” o “nuovo”, ma di <strong>propagazione</strong>, <strong>orografia</strong>, <strong>potenze disponibili</strong> e, soprattutto, di <strong>affidabilità</strong> in condizioni non sempre ideali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In quel periodo le reti erano più “semplici” nella struttura, ma richiedevano competenze solide. L’HF, con i suoi limiti (rumore, fading, variabilità legata all’ora e alle condizioni ionosferiche), permetteva di coprire distanze che la VHF/FM non poteva garantire. La FM, al contrario, offriva qualità audio superiore e una gestione più immediata, ma restava vincolata alla linea di vista e quindi a un impiego principalmente tattico, locale. In mezzo c’erano <strong>procedure</strong>, <strong>disciplina radio</strong> e <strong>buone pratiche</strong> che spesso facevano la differenza tra un collegamento che regge e uno che “salta” sul più bello.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In termini pratici, dal <strong>secondo dopoguerra fino agli anni ’90 l’evoluzione delle comunicazioni radio militari è stata più incrementale che rivoluzionaria</strong>. Sono migliorati affidabilità, robustezza, potenze e standardizzazione, ma <strong>la logica di fondo è rimasta la stessa</strong>: <strong>HF</strong> per il lungo raggio, <strong>VHF/FM</strong> per il tattico, con una forte centralità dell’esperienza dell’operatore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La vera discontinuità arriva con la <strong>digitalizzazione</strong> e la gestione “di rete”, che cambia non solo gli apparati, ma anche il modo di concepire il <strong>C2</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":28727,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/rv3-1024x768.jpg\" alt=\"Dalle HF in AM alle reti digitali: l'evoluzione delle radio militari, tra tecnologia e realtà operativa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-28727\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Negli anni ’80 l’Esercito Italiano impiegava anche apparati analogici di produzione nazionale, come l’ER 95-A/I (RV3) in configurazione veicolare, pienamente inseriti nelle reti tattiche di reparto prima dell’introduzione dei sistemi digitalizzati di nuova generazione - Foto Radiosurplus Elettronica</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La sicurezza come \"optional\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sicurezza delle comunicazioni, storicamente, <strong>non è nata come requisito automatico</strong>, ma come un problema da gestire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Già nella <strong>Prima guerra mondiale</strong>, quando la radio e il telefono da campo iniziano a essere usati su larga scala, la protezione del traffico è affidata quasi esclusivamente a <strong>codici, cifrari manuali e disciplina procedurale</strong>. La tecnologia trasmette; la sicurezza è demandata all’uomo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la <strong>Seconda guerra mondiale</strong> il quadro migliora, ma non cambia nella sostanza. Sistemi di cifratura più evoluti fanno la loro comparsa, ma restano <strong>complessi, ingombranti e limitati a specifici livelli di comando</strong>. Nella maggior parte dei casi la sicurezza continua a poggiare su procedure, rotazione dei codici, brevità dei messaggi e capacità degli operatori di non “dire più del necessario”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo approccio rimane sostanzialmente valido anche nel dopoguerra e per tutta la Guerra Fredda. Fino agli anni ’90, in molte configurazioni operative la cifratura <strong>non era nativa</strong> o non sempre disponibile: moduli dedicati e strumenti di caricamento delle chiavi, a seconda delle dotazioni e delle missioni, potevano esserci oppure no.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La radio funzionava comunque, ma <strong>la sicurezza non era garantita di default</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di conseguenza, la protezione del traffico non dipendeva soltanto dall’hardware. Pesavano moltissimo <strong>procedure COMSEC</strong>, gestione rigorosa delle chiavi, disciplina nell’impiego e coordinamento tra le stazioni della rete. Un errore umano, una procedura saltata o una sincronizzazione imperfetta potevano annullare qualsiasi vantaggio tecnologico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In altri termini, la tecnologia contava, eccome, ma contava almeno altrettanto <strong>come</strong> veniva impiegata. Una lezione che, a distanza di decenni, resta sorprendentemente attuale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":28714,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/ky57-vinson-1024x683.jpg\" alt=\"Dalle HF in AM alle reti digitali: tre decadi di radio militari, tra tecnologia e realtà operativa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-28714\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Negli anni ’80 e ’90 la cifratura non era sempre nativa: in ambito NATO si impiegavano moduli COMSEC esterni come il KY-57 VINSON (in foto), utilizzato anche dall’Esercito Italiano in specifici contesti operativi - Fonte Crypto Museum</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il cambio di passo: i sistemi digitali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Verso l'inizio del secolo, con l’introduzione dei primi sistemi digitali tattici e con la progressiva diffusione della famiglia <strong>SINCGARS</strong>, il cambiamento non è stato soltanto tecnologico, ma soprattutto <strong>metodologico</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>frequency hopping</strong>, una gestione più strutturata delle reti e una maggiore attenzione alla <strong>protezione </strong>hanno imposto nuovi standard operativi, modificando il modo stesso di pianificare e condurre le comunicazioni tattiche. La radio non era più solo un mezzo “da accendere”, ma un sistema da configurare, sincronizzare e gestire all’interno di una rete.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Allo stesso tempo, però, si è iniziato ad appoggiare una parte sempre più grande del <strong>C2</strong> su architetture complesse: <strong>reti dati, relay, SATCOM, sistemi di comando e controllo integrati</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il risultato è stato un’enorme crescita di capacità, ma anche una crescente dipendenza da infrastrutture.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":28716,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/635-hd-1024x768.jpg\" alt=\"Dalle HF in AM alle reti digitali: tre decadi di radio militari, tra tecnologia e realtà operativa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-28716\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le SINCGARS impiegate dall’Esercito Italiano tra la fine degli anni ’90 e i primi 2000 erano basate sulla famiglia AN/PRC-119 e sulle corrispondenti versioni veicolari VRC. Nelle dotazioni venivano identificate con codici come “635” o “637”, che indicavano la configurazione operativa dell’asset. In foto, una “635” in allestimento veicolare/di posto comando, con moduli affiancati e cifratura esterna: non una radio diversa, ma una configurazione più completa dello stesso sistema, adattata al contesto operativo - Foto by flickr</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso il futuro con uno sguardo al passato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È qui che, negli ultimi anni, molti eserciti sono tornati a guardare con pragmatismo a ciò che non dipende dallo spazio e da catene tecnologiche “lunghe”. Negli scenari moderni, soprattutto ad alta intensità, il <strong>dominio elettromagnetico</strong> non è più un contesto di sfondo, ma un vero terreno di confronto: <strong>disturbi, jamming, degradazione del GPS, attacchi alle reti e perdita dei collegamenti</strong> non sono più ipotesi remote, ma condizioni operative da mettere in conto fin dalla pianificazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo campo di battaglia viene spesso ricondotto al <strong>dominio cyber</strong>, perché oggi una parte rilevante delle comunicazioni dipende da <strong>reti digitali</strong>, protocolli, software e gestione delle chiavi. Sul terreno, però, l’effetto operativo nasce dall’intersezione tra <strong>spettro elettromagnetico</strong> e <strong>guerra elettronica</strong>, cioè dal contesto fisico in cui quei sistemi funzionano e vengono contestati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le comunicazioni moderne non sono solo “radio” né solo “reti”: sono <strong>sistemi digitali che viaggiano sullo spettro</strong>, e possono essere colpiti sia sul piano fisico, disturbi, jamming, spoofing, che su quello logico, degradazione dei servizi, compromissione dei nodi, alterazione dei flussi informativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È in questa zona di sovrapposizione che la perdita di un collegamento, anche senza un singolo colpo sparato, può produrre effetti immediati sul <strong>comando e controllo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando la connettività digitale si degrada o si interrompe, riemerge una realtà che chi ha operato trent’anni fa conosce bene: serve una capacità di comunicazione <strong>essenziale, resistente e replicabile</strong>, anche nelle condizioni peggiori. In questo contesto l’<strong>HF</strong>, con procedure aggiornate e tecnologie più moderne, continua a rappresentare uno dei pilastri del <strong>fallback reale</strong>: non un ritorno al passato, ma una risposta concreta alla fragilità delle architetture più complesse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In trent’anni, dunque, non sono cambiati soltanto gli apparati. È cambiato il modo di costruire le reti, la gestione della sicurezza, la filosofia del <strong>C2</strong>, la consapevolezza del rischio elettromagnetico e, più in generale, il modo di combattere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi si parla molto di multi-dominio, ma sul terreno questo si traduce in una cosa concreta: saper <strong>passare con lucidità da sistemi avanzati a procedure essenziali</strong>, quando serve, senza perdere il filo del comando.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":28724,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/le3harris-1024x442.jpg\" alt=\"Dalle HF in AM alle reti digitali: l'evoluzione delle radio militari, tra tecnologia e realtà operativa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-28724\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nell’immagine: AN/PRC-163 (handheld), AN/PRC-167 (manpack) e Web UI su dispositivo rugged. Radio tattiche multibanda di nuova generazione della famiglia Falcon IV, oggi riferimento in ambito NATO: sistemi software-defined progettati per integrare voce, dati e cifratura nativa all’interno delle reti di comando e controllo - Copyright L3Harris Technologies</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Non perdere la Diretta di Mercoledì 28 ottobre</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ne parleremo <strong>mercoledì 28 alle ore 21 in live</strong> sui nostri canali <a href=\"https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fyoutube.com%2Flive%2FumRO_CDV70U%3Ffbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBEwM29zakltZ3BPRnVYSHRmdnNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR4wnC0t8zVhFiWsYsG0CvKHWE5RFf4uWmbelAPB9g4xH8-isuYnGbYXtSPglA_aem_YDjVGa_-C4wVwk_YWzOZHw&amp;h=AT0Zl7cwofznjWJdS6SQgwV73lfa_JKjifTZhk7HzBm5f1cGkjoAhu5L7804Qsx3w3E7QXGeLy7bZz-kV2W6sxgZG1g5mF9Zdz7RJdRIKPbReNEvaWu-OmdaqlIyQoRAa9VSh4E40MhnhO8hUw&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AT176veByufrYD8zmJmU-prvK7rM9CaaXARV2WeMemCrjci47qisUsOsAMJktUxA3bySTjNYcJ1C9GqLwiecnX2pthu0qV_6IMx_9kD7wD-_4JmlonJx2B_lT-Wh8nkESJoXuGDVaLL4Qm8WBgZTAO7OiWq8H6Y2PGVszCaj4TwtE1_Z1UyxTytAgzkZVv13ONYsUTb1pmCP00w0-IrNxYFK6kMCMg\">YouTube</a> e <a href=\"https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Ffb.me%2Fe%2F6F0PCEykR&amp;h=AT099KldkX6yxezXWYtXCCHMuuyXwUNThGAlH3b9Wm0ySOhoButl6hqHDQMwh8t8Rj8CDwiApSj6yKEUHVvWPfYCZM9N2SL2GcoiNeou9O4l3Eyo-Vc3At-0L-9OxjQ79Qdhnwkw8Jp-KBkzgg&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AT176veByufrYD8zmJmU-prvK7rM9CaaXARV2WeMemCrjci47qisUsOsAMJktUxA3bySTjNYcJ1C9GqLwiecnX2pthu0qV_6IMx_9kD7wD-_4JmlonJx2B_lT-Wh8nkESJoXuGDVaLL4Qm8WBgZTAO7OiWq8H6Y2PGVszCaj4TwtE1_Z1UyxTytAgzkZVv13ONYsUTb1pmCP00w0-IrNxYFK6kMCMg\">Facebook</a> con due super ospiti: <strong>Danilo Amelotti</strong>, Incursore del 9º Col Moschin in congedo, e con <strong>Nello Di Savio</strong>, radiofonista Forze Speciali in Congedo e Capo Cellula J6 della leggendaria Task Force 45.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questa diretta analizzeremo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Come si comunicava negli anni ’90</strong>: apparati, procedure, disciplina radio e limiti reali</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Affidabilità vs modernità</strong>: dall'analogico al digitale, pro e contro</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sicurezza</strong>: intercettazione, triangolazione, cifratura e il valore del silenzio radio</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Integrazione</strong>: dal “parlare” al lavorare in rete (unità, supporti, comando)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Resilienza</strong>: cosa succede quando la tecnologia non c’è o non puoi usarla</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Aneddoti dal campo</strong>: episodi (anche ironici) che spiegano meglio di mille slide la comunicazione militare</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Raccontremo cosa è cambiato davvero sul campo in 30 anni: <strong>non solo apparati, ma procedure, sicurezza e modo di combattere.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Vi aspettiamo con le vostre domande !</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:buttons {\"fontSize\":\"medium\",\"layout\":{\"type\":\"flex\",\"justifyContent\":\"center\"}} -->\n<div class=\"wp-block-buttons has-custom-font-size has-medium-font-size\"><!-- wp:button {\"backgroundColor\":\"vivid-red\"} -->\n<div class=\"wp-block-button\"><a class=\"wp-block-button__link has-vivid-red-background-color has-background wp-element-button\" href=\"https://www.youtube.com/watch?v=umRO_CDV70U\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Diretta Youtube</a></div>\n<!-- /wp:button -->\n\n<!-- wp:button {\"backgroundColor\":\"vivid-cyan-blue\"} -->\n<div class=\"wp-block-button\"><a class=\"wp-block-button__link has-vivid-cyan-blue-background-color has-background wp-element-button\" href=\"https://fb.me/e/6F0PCEykR\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Diretta Facebook</a></div>\n<!-- /wp:button --></div>\n<!-- /wp:buttons -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":28730,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/trasm28-1024x576.jpg\" alt=\"Dalle HF in AM alle reti digitali: l'evoluzione delle radio militari, tra tecnologia e realtà operativa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-28730\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">BRIGATAFOLGORE.NET è in diretta Mercoledì 28 gennaio Diretta Youtube e Facebook alle ore 21:00</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/radio-art.jpg","categoria":"Blog","tags":"ComunicazioniMilitari, RadioTattiche","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-25 14:57:44","stato":"publish","riassunto_video":"La radio resta centrale nelle comunicazioni militari: la tecnologia è evoluta, ma rimane la questione della sicurezza. Con il digitale e le reti complesse cresce la capacità, ma anche la vulnerabilità. Oggi serve saper alternare sistemi avanzati e procedure essenziali per garantire comando e controllo. Mercoledì 28 gennaio alle ore 21 analizzeremo in diretta su YouTube cosa è cambiato.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28709-dalle-hf-in-am-alle-reti-digitali-levoluzione-delle-radio-militari-tra-tecnologia-e-realta-operativa.mp4","galleria":""}
{"id":28605,"titolo":"70° Stormo: consegnate le Aquile di Pilota di Aeroplano agli Allievi del primo corso dell’Accademia Aeronautica","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presso il <strong>70° Stormo “G. C. Graziani” di Latina</strong>, si è svolta giovedì 22 gennaio la tradizionale <strong>cerimonia di consegna delle Aquile di Pilota d’Aeroplano</strong> a <strong>36 Allievi Piloti</strong> del primo corso normale dell’<strong>Accademia Aeronautica</strong>, futuri <strong>Grifo VI</strong>, che hanno concluso con successo l’iter di selezione al volo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un traguardo che rappresenta il primo vero passaggio operativo nel percorso che conduce a diventare piloti militari della <strong>Aeronautica Militare</strong>, e che assume un valore ancora più profondo per il contesto umano e professionale in cui è maturato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-cerimonia-tra-orgoglio-e-memoria\">Una cerimonia tra orgoglio e memoria</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evento si è svolto alla presenza delle più alte autorità civili e militari della Forza Armata, con la partecipazione del <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare</strong>, Generale di Squadra Aerea <strong>Antonio Conserva</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia è stata inevitabilmente segnata da una <strong>profonda e sentita commozione</strong> nel ricordo del tragico incidente avvenuto lo scorso ottobre, nel quale hanno perso la vita l’<strong>Allievo Ufficiale Pilota Lorenzo Nucheli</strong> e il <strong>Comandante del 70° Stormo, Generale di Brigata Aerea Simone Mettini</strong>. Un evento che ha inciso in modo indelebile sul percorso dei frequentatori del corso, chiamati a portare a termine un iter selettivo estremamente impegnativo nel segno del rigore, della responsabilità e dell’onore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La consegna delle Aquile è così diventata <strong>atto di coraggio e di eredità morale</strong>, testimonianza di una continuità di valori che supera il dolore e rafforza il senso di appartenenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14768,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"70° Stormo: consegnate le Aquile di Pilota d’Aeroplano agli Allievi del primo corso dell’Accademia Aeronautica\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/03aero-np-1024x683.jpg\" alt=\"70° Stormo: consegnate le Aquile di Pilota d’Aeroplano agli Allievi del primo corso dell’Accademia Aeronautica\" class=\"wp-image-14768\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’hangar del 70° Stormo “G. C. Graziani” di Latina, gremito di autorità civili e militari, durante la cerimonia - Copyright Aeronautica Militare Italiana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-significato-dell-aquila-dorata\">Il significato dell’Aquila dorata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>Aquila dorata</strong>, simbolo del conseguimento del <strong>Brevetto di Pilota d’Aeroplano (BPA)</strong>, è il primo riconoscimento formale del superamento della selezione al volo. Da oggi, gli Allievi la porteranno sulla propria uniforme come segno visibile dello sforzo compiuto e della responsabilità assunta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È un traguardo iniziale, ma decisivo, all’interno di un percorso formativo che unisce <strong>tecnica, disciplina, equilibrio emotivo e capacità di operare in contesti complessi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14761,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"70° Stormo: consegnate le Aquile di Pilota d’Aeroplano agli Allievi del primo corso dell’Accademia Aeronautica\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/05aero-np-1024x683.jpg\" alt=\"70° Stormo: consegnate le Aquile di Pilota d’Aeroplano agli Allievi del primo corso dell’Accademia Aeronautica\" class=\"wp-image-14761\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'aquila dorata, emblema del conseguimento del Brevetto di Pilota d'Aeroplano - Copyright Aeronautica Militare Italiana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-messaggio-del-comandante-del-70-stormo\">Il messaggio del Comandante del 70° Stormo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A dare il benvenuto alle autorità è stato il <strong>Comandante del 70° Stormo, Colonnello Ambrogio Zanette</strong>, che ha ringraziato il personale del reparto, gli <strong>Istruttori Piloti del 207° Gruppo Volo</strong> e le famiglie degli Allievi, parte integrante del percorso umano e professionale dei brevettandi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rivolgendosi direttamente ai giovani piloti, il Colonnello Zanette ha ricordato con profonda commozione il Generale Simone Mettini e l’Allievo Lorenzo Nucheli:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>«Entrambi vi accompagneranno per tutta la vostra vita. Oggi sono tra noi e gioiscono per questo vostro traguardo»</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un invito chiaro a non farsi condizionare da giudizi superficiali sulla propria generazione, ma a dimostrare valore attraverso l’impegno quotidiano, la responsabilità e il coraggio delle scelte. Il messaggio finale ha richiamato i fondamenti della professione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>«Siate piloti preparati, ufficiali integri, uomini e donne capaci di fare squadra. Il cielo che vi attende è vasto e impegnativo, ma oggi possiamo dirlo con convinzione: siete pronti a spiccare il volo»</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14762,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"70° Stormo: consegnate le Aquile di Pilota d’Aeroplano agli Allievi del primo corso dell’Accademia Aeronautica\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/10aero-np-1024x683.jpg\" alt=\"70° Stormo: consegnate le Aquile di Pilota d’Aeroplano agli Allievi del primo corso dell’Accademia Aeronautica\" class=\"wp-image-14762\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Comandante del 70° Stormo, Colonnello Ambrogio Zanette nel suo discorso - Copyright Aeronautica Militare Italiana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-spadini-e-continuita-simbolica\">Spadini e continuità simbolica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia è stata anche occasione per la <strong>consegna degli Spadini</strong> a <strong>15 Allievi</strong> che, impegnati nel percorso per il conseguimento del BPA, non avevano potuto partecipare alla precedente cerimonia svoltasi a dicembre presso l’Accademia Aeronautica di Pozzuoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Comandante dell’Accademia Aeronautica, Generale di Divisione Aerea Davide Cipelletti</strong>, ha sottolineato il valore simbolico dell’evento con parole di forte intensità:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>«Una piuma di ciascuna delle aquile che oggi portate sul petto si unisce idealmente a quella del vostro stemma, a formare un’unica grande aquila da consegnare alla memoria di Lorenzo Nucheli»</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un richiamo alla capacità dimostrata dagli Allievi di trasformare le difficoltà in energia e crescita, qualità indispensabile per chi è chiamato ad assumersi responsabilità sempre maggiori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14763,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"70° Stormo: consegnate le Aquile di Pilota d’Aeroplano agli Allievi del primo corso dell’Accademia Aeronautica\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/04aero-np-1024x683.jpg\" alt=\"70° Stormo: consegnate le Aquile di Pilota d’Aeroplano agli Allievi del primo corso dell’Accademia Aeronautica\" class=\"wp-image-14763\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La consegna degli Spadini ai 15 Allievi - Copyright Aeronautica Militare Italiana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-lo-sguardo-al-futuro-dell-aeronautica-militare\">Lo sguardo al futuro dell’Aeronautica Militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A chiudere gli interventi, il <strong>Generale Antonio Conserva</strong> ha rivolto un messaggio chiaro e prospettico agli Allievi Piloti, sottolineando come <strong>il futuro della Forza Armata si costruisca nei centri di addestramento</strong>, dove si prepara la transizione verso piattaforme e sistemi di <strong>sesta generazione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non solo tecnica di volo, ma <strong>metodo, resilienza, capacità di lavorare in squadra e di governare sistemi sempre più complessi</strong>, con il pilota al centro di un’architettura integrata fondamentale per la sicurezza del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>«Avete dimostrato di saper superare anche le prove più dure. Il brevetto sul vostro petto è la prova che siete pronti ad affrontare le sfide future e a custodire i nostri cieli con coraggio e competenza»</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14765,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"70° Stormo: consegnate le Aquile di Pilota d’Aeroplano agli Allievi del primo corso dell’Accademia Aeronautica\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/09aero-np-1024x683.jpg\" alt=\"70° Stormo: consegnate le Aquile di Pilota d’Aeroplano agli Allievi del primo corso dell’Accademia Aeronautica\" class=\"wp-image-14765\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'intervento del Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva - Copyright Aeronautica Militare Italiana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-brevetto-di-pilota-d-aeroplano\">Il Brevetto di Pilota d’Aeroplano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>BPA</strong> si articola in due fasi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>fase teorica (ground school)</strong>, che comprende lo studio di impiantistica, meteorologia, controllo del traffico aereo, medicina aeronautica, fraseologia radio in lingua inglese e procedure di volo;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>fase pratica (flying training)</strong>, con <strong>12 missioni addestrative</strong> sul velivolo <strong>SF-260EA</strong>, durante le quali gli Allievi acquisiscono progressivamente le competenze necessarie alla condotta sicura del volo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il momento più atteso è la <strong>“solista”</strong>, ultimo esame prima del conseguimento del brevetto, seguita dal tradizionale <strong>bagno nella “vasca del pingue”</strong>, rito goliardico e beneaugurante che rappresenta un vero e proprio battesimo aeronautico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14770,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"70° Stormo: consegnate le Aquile di Pilota d’Aeroplano agli Allievi del primo corso dell’Accademia Aeronautica\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/06aero-np-1024x683.jpg\" alt=\"70° Stormo: consegnate le Aquile di Pilota d’Aeroplano agli Allievi del primo corso dell’Accademia Aeronautica\" class=\"wp-image-14770\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gli allievi del primo corso normale dell'Accademia Aeronautica, futuro Grifo VI, nella Scuola di Volo di Latina - Copyright Aeronautica Militare Italiana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ruolo-del-70-stormo\">Il ruolo del 70° Stormo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle dipendenze del <strong>Comando Scuole dell’Aeronautica Militare e 3ª Regione Aerea</strong>, il <strong>70° Stormo di Latina</strong> rappresenta da oltre sessant’anni una <strong>realtà di eccellenza nazionale e internazionale</strong> nella selezione al volo militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Scuola di Volo pontina ha rilasciato <strong>oltre 15.000 brevetti di pilotaggio</strong> e totalizzato circa <strong>500.000 ore di volo</strong>, formando piloti dell’Aeronautica Militare, delle altre Forze Armate, dei Corpi Armati dello Stato e di numerose Nazioni estere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un legame profondo, quello tra il 70° Stormo e la città di Latina, che anche in questa occasione si è rinnovato nel segno della professionalità, della memoria e dello sguardo rivolto verso il futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/01aero-np.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"70Stormo, aeronauticamilitare, AllieviPiloti, BrevettoPilota, VoloMilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-25 00:30:50","stato":"publish","riassunto_video":"Al 70° Stormo di Latina, 36 Allievi Piloti dell’Accademia Aeronautica hanno ricevuto l'Aquila Dorata, simbolo del superamento della selezione al volo e primo passo per diventare piloti militari. La cerimonia, segnata dal ricordo commosso dei due caduti, il Generale Simone Mettini e l'Allievo Lorenzo Nucheli, ha sottolineato i valori di coraggio e responsabilità dell'Aeronautica Militare Italiana.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/news/70-stormo-cerimonia-di-consegna-delle-aquile-di-pilota-di-aeroplano-agli-allievi-piloti-del-corso-grifo-vi/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28605-70-stormo-consegnate-le-aquile-di-pilota-di-aeroplano-agli-allievi-del-primo-corso-dellaccademia-aeronautica.mp4","galleria":""}
{"id":28599,"titolo":"America verso il Pacifico, Europa alla prova: USA National Defense Strategy","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di seguito un’analisi del contenuto del PDF “2026 National Defense Strategy (NDS)” e dei <strong>principali impatti su Italia ed Europa</strong>, con una chiusura sulle <strong>prospettive (lettura e possibili reazioni) di Russia e Cina</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La NDS imposta una gerarchia molto netta di priorità:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Difesa del territorio USA e dell’emisfero occidentale</strong> (bordi, anti-narco-terrorismo, “key terrain” come Panama/Greenland, difesa aerea-missilistica “Golden Dome”, cyber, deterrenza nucleare).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Cina come “sfida principale”</strong>: deterrenza “by denial” nell’Indo-Pacifico lungo la <strong>First Island Chain</strong>, con più canali di comunicazione militare per stabilità e de-escalation, ma posture e capacità orientate a rendere fallimentare ogni aggressione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Burden-sharing</strong>: gli alleati devono assumere <strong>responsabilità primaria</strong> nei teatri “meno gravi per gli USA ma più gravi per loro”, con supporto USA “critico ma più limitato”.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rafforzare la base industriale della difesa</strong> (DIB) USA, ma anche “leveraging allied and partner production” e cooperazione industriale come leva per accelerare riarmo e prontezza degli alleati.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa architettura porta a un messaggio centrale per l’Europa: <strong>gli USA restano nella NATO</strong>, ma <strong>prioritizzano Indo-Pacifico e homeland</strong>, e chiedono all’Europa di farsi carico della difesa convenzionale del continente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-impatti-sull-europa-nato-e-ue\">Impatti sull’Europa (NATO e UE)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-a-pressione-politica-e-finanziaria-nuovo-standard-di-spesa\">A. Pressione politica e finanziaria: “nuovo standard” di spesa</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La NDS richiama l’impegno a un <strong>target complessivo del 5% del PIL</strong> (3,5% “core military” + 1,5% “security-related”). Anche senza entrare nel merito della realizzabilità, l’effetto è chiaro: <strong>la discussione europea si sposta da ‘quanto aumentare’ a ‘quanto velocemente e con quali capacità’</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Implicazione UE/NATO:</strong> rischio di frizioni intra-europee (paesi con margini fiscali diversi) ma anche accelerazione di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>piani di prontezza, munizionamento, difesa aerea/missilistica e resilienza (cyber, infrastrutture critiche);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>standardizzazione e procurement con più enfasi su “capabilities that matter now”.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-b-piu-responsabilita-europea-su-russia-e-ucraina\">B. Più responsabilità europea su Russia e Ucraina</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il documento definisce la Russia <strong>“persistent but manageable threat”</strong> per i membri orientali NATO e sostiene che <strong>l’Europa “dwarfs” la Russia</strong> per capacità economica e potenziale militare latente (grafico: PIL non-USA NATO vs Russia).<br>Da qui la conseguenza: <strong>sostegno all’Ucraina e deterrenza convenzionale in Europa come “responsabilità europea”</strong> con supporto USA più limitato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Implicazione:</strong> incentivo forte verso una “Europeanisation” della postura sul fronte est (forze, scorte, logistica, C2, difesa aerea, ISR), per ridurre il rischio che un riallineamento di assetti USA verso l’Indo-Pacifico lasci scoperture.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-c-industria-della-difesa-e-barriere-commerciali\">C. Industria della difesa e barriere commerciali</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La NDS insiste su:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>mobilitazione industriale USA,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>ma anche <strong>cooperazione industriale transatlantica</strong> e <strong>riduzione di barriere nel trade difesa</strong> per massimizzare produzione e prontezza collettiva.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Implicazione UE:</strong> doppio binario:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>opportunità di co-produzione e supply chain transatlantiche;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>tensione con le agende UE di “autonomia industriale”/preferenza europea: il testo spinge a una logica “output-first” (munizioni, sistemi, tempi) più che “origine europea”.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5014,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"America verso il Pacifico, Europa alla prova: USA National Defense Strategy\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Anduril_Industries_Secures_Huge_Contract_with_the_US_Army_for_Air_Defense_Systems_001-a7bda1fa.webp\" alt=\"Anduril rivoluziona la difesa aerea: via alla produzione in serie del drone intercettore Roadrunner - DIFESANEWS.COM - Notizie difesa, sicurezza e geopolitica\" class=\"wp-image-5014\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Anduril rivoluziona la difesa aerea: via alla produzione in serie del drone intercettore Roadrunner - DIFESANEWS.COM - Notizie difesa, sicurezza e geopolitica</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-d-nato-cooperazione-premiante-e-condizionalita\">D. NATO: cooperazione “premiante” e condizionalità</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La strategia dichiara di voler privilegiare i “model allies” (spesa e contributi visibili) con incentivi come arms sales, collaborazione industriale e intelligence-sharing.<br><strong>Implicazione:</strong> l’accesso a programmi/tecnologie/accordi può diventare più “performance-based”, aumentando la competizione intra-alleata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-impatti-specifici-sull-italia\">Impatti specifici sull’Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1-spesa-e-capacita-non-solo-piu-ma-diverso\">1) Spesa e capacità: non solo “più”, ma “diverso”</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se il benchmark politico si alza (5% complessivo), l’Italia rischia di essere sotto pressione su:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>prontezza e scorte</strong> (munizionamento, ricambi, sostenibilità);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>difesa aerea/missilistica e anti-drone</strong> (coerente con l’enfasi NDS su difesa da attacchi aerei/missilistici e UAS).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Effetto pratico:</strong> anche senza raggiungere subito quel livello, conterà dimostrare “credible trajectory” e contributi misurabili (forze pronte, deployable, munizioni, C2).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2-ruolo-in-europa-focus-su-europa-e-postura-sul-fianco-est\">2) Ruolo in Europa: “focus su Europa” e postura sul fianco est</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La NDS dice esplicitamente agli europei che risorse ed energie <strong>“are best focused on Europe”</strong>.<br>Per l’Italia questo implica:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>più domanda di contributi alle missioni di deterrenza/difesa in Europa (in particolare est e nord-est), oltre alle tradizionali priorità del fianco sud.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-3-industria-opportunita-e-vincoli-per-la-base-industriale-italiana\">3) Industria: opportunità (e vincoli) per la base industriale italiana</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dato l’accento su “supercharge DIB” e su “leveraging allied production”, l’Italia può:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>entrare in <strong>programmi di co-produzione</strong>, manutenzione, supply chain e munizionamento per accorciare tempi e aumentare volumi;<br>ma deve gestire:</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>requisiti di sicurezza supply chain e possibili “preferenze” USA per re-shoring (la NDS è esplicitamente re-industrializzante).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-4-piano-politico-diplomatico-equilibrio-tra-nato-e-strategic-autonomy-ue\">4) Piano politico-diplomatico: equilibrio tra NATO e “strategic autonomy” UE</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La NDS spinge verso una NATO più “transazionale” (accountability e burden-sharing).<br>Per l’Italia, che spesso punta a mediazione e coesione, l’impatto è:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>maggiore necessità di <strong>allineare narrativa + risultati</strong> (spesa, readiness, contributi) per preservare influenza e accesso a cooperazioni sensibili.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14741,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"America verso il Pacifico, Europa alla prova: USA National Defense Strategy\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/nds1.png\" alt=\"America verso il Pacifico, Europa alla prova: USA National Defense Strategy\" class=\"wp-image-14741\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">America verso il Pacifico, Europa alla prova: USA National Defense Strategy</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-prospettiva-russia-come-puo-leggere-la-nds-e-cosa-puo-provare-a-fare\">Prospettiva Russia: come può leggere la NDS e cosa può provare a fare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La NDS sostiene che Mosca non può puntare all’egemonia europea e che l’Europa ha risorse superiori; quindi gli USA possono <strong>calibrare</strong> la postura in Europa per dare priorità a homeland e Cina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Come potrebbe reagire la Russia (lettura plausibile):</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Testare la coesione europea</strong>: se la responsabilità passa all’Europa, Mosca potrebbe cercare segnali di esitazione politica/bilancio, usando pressione informativa, cyber e “gray zone” (il documento cita esplicitamente capacità russe anche cyber/space/undersea e nucleare).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Scommettere sui tempi</strong>: l’Europa può “dwarfare” la Russia in potenziale, ma la conversione in capacità militari pronte richiede tempo; la Russia potrebbe puntare su finestre di opportunità prima che gli investimenti europei maturino.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Enfatizzare il nucleare come leva</strong>: la NDS richiama la modernizzazione del più grande arsenale nucleare russo; questo suggerisce che la deterrenza/ricatto nucleare resti un vettore centrale per Mosca.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-prospettiva-cina-come-puo-leggere-la-nds-e-cosa-puo-provare-a-fare\">Prospettiva Cina: come può leggere la NDS e cosa può provare a fare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Cina è descritta come potenza in crescita e obiettivo prioritario; la NDS parla di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>comunicazioni più ampie con il PLA per stabilità e de-escalation,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>ma soprattutto costruzione di una <strong>“strong denial defense”</strong> lungo la First Island Chain per impedire la dominazione regionale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Come potrebbe reagire la Cina (lettura plausibile):</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Accelerare contromisure A2/AD e capacità di saturazione</strong> (missili, sensori, EW, cyber) per erodere l’efficacia di una deterrenza “by denial”. La NDS stessa enfatizza la scala/qualità del buildup cinese.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Diplomazia per dividere gli alleati</strong>: la strategia USA vuole “urge and enable key regional allies” a fare di più; Pechino potrebbe puntare a dissuaderli tramite pressioni economiche e narrative anti-contenimento.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corteggiamento dell’Europa</strong>: se l’Europa è spinta a “focalizzarsi su Europa” e gli USA si concentrano sull’Indo-Pacifico, Pechino potrebbe cercare più spazio economico-politico nel continente europeo (non perché la NDS lo favorisca, ma perché l’assetto di priorità potrebbe creare margini negoziali).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La NDS costruisce un paradigma: <strong>USA = homeland + Cina</strong>, mentre <strong>Europa = responsabilità primaria su Russia/Ucraina</strong>, con una NATO più condizionata a risultati (spesa/capacità). Per l’Italia ciò significa pressione su <strong>spesa e prontezza</strong>, maggiore domanda di contributi in Europa e una finestra di opportunità industriale dentro supply chain e co-produzioni, ma dentro un quadro più competitivo e “performance-based”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/22.png","categoria":"Internazionali","tags":"BurdenSharing, Cina, deterrenza, ItaliaEU, NATO, NDS2026, russia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-25 00:13:54","stato":"publish","riassunto_video":"La strategia di difesa USA 2026 punta a proteggere il territorio nazionale e a contenere la Cina nell’Indo-Pacifico, chiedendo agli alleati europei di assumersi maggiori responsabilità per la difesa convenzionale in Europa, soprattutto contro la Russia. L’Italia dovrà aumentare spesa, prontezza e contributi, cogliendo opportunità industriali ma in un contesto più competitivo.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://media.defense.gov/2026/Jan/23/2003864773/-1/-1/0/2026-NATIONAL-DEFENSE-STRATEGY.PDF&ved=2ahUKEwiGsbfovKSSAxWUhP0HHbxcLxcQFnoECB0QAQ&usg=AOvVaw3GAvf79gqvDPSjYuOSKcZp","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28599-america-verso-il-pacifico-europa-alla-prova-usa-national-defense-strategy.mp4","galleria":""}
{"id":28585,"titolo":"Asse Roma - Berlino: dal Vulcano ai Droni, fino ai Sottomarini","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il cancelliere federale tedesco Friedrich Merz hanno firmato a Roma, a Villa Doria Pamphilj, un “Accordo sulla cooperazione rafforzata in materia di sicurezza, difesa e resilienza” con l’obiettivo di rendere più strutturale il coordinamento bilaterale e rafforzare la base industriale europea della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel capitolo dedicato all’industria, il testo chiarisce che la cooperazione potrà poggiare su progetti già in corso – senza esserne limitata – e indica un ventaglio di programmi: dai sistemi terrestri (Panzerhaubitze 2000, munizioni Vulcano, piattaforme corazzate) ai programmi aeronautici (Eurofighter, Eurodrone, NH90, F-35), fino al dominio marittimo (sottomarini classe 212, inclusi i Near Future Submarine) e ad alcuni progetti in ambito OCCAR.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14732,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Asse Roma - Berlino: dal Vulcano ai Droni, fino ai Sottomarini\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/bilaterale-meloni-merz-1280x640-1-1024x512-1.webp\" alt=\"Asse Roma - Berlino: dal Vulcano ai Droni, fino ai Sottomarini\" class=\"wp-image-14732\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Asse Roma - Berlino: dal Vulcano ai Droni, fino ai Sottomarini</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-punti-chiave\">I punti chiave</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Panzerhaubitze 2000</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Le munizioni Vulcano</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Caccia Eurofighter</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Eurodrone</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>L’elicottero multiruolo NH-90</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Il sottomarino U-212 (anche NFS)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>I progetti OCCAR (REACT ed ESSOR)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-perimetro-multi-dominio-con-obiettivo-interoperabilita\">Un perimetro “multi-dominio”, con obiettivo interoperabilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’accordo lega la cooperazione industriale a standardizzazione, intercambiabilità e interoperabilità: requisiti più allineati, logistica più comune e, dove possibile, sviluppo congiunto, aggiornamenti condivisi e procurement coordinato. Il testo prevede anche un “Industry Defence Roundtable” regolare tra governi e imprese, per far dialogare priorità operative e capacità produttive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1-panzerhaubitze-2000-la-vecchia-artiglieria-come-terreno-comune\">1) Panzerhaubitze 2000: la “vecchia” artiglieria come terreno comune</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i sistemi terrestri citati c’è il Panzerhaubitze 2000, obice semovente da 155/52 in servizio in Germania e in Italia. In una fase europea in cui torna centrale la capacità di fuoco e il tema dei volumi, la convergenza su un sistema comune può significare catene di supporto integrate, formazione e manutenzione armonizzate e, soprattutto, piena compatibilità con famiglie di munizioni avanzate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14733,\"width\":\"1800px\",\"aspectRatio\":\"1.9060959994240978\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Asse Roma - Berlino: dal Vulcano ai Droni, fino ai Sottomarini\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/med-1200x630-21-690x362-1.jpg\" alt=\"Asse Roma - Berlino: dal Vulcano ai Droni, fino ai Sottomarini\" class=\"wp-image-14733\" style=\"aspect-ratio:1.9060959994240978;width:1800px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Asse Roma - Berlino: dal Vulcano ai Droni, fino ai Sottomarini</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2-munizioni-vulcano-la-famiglia-guidata-che-incrocia-gia-l-asse-italo-tedesco\">2) Munizioni Vulcano: la famiglia guidata che incrocia già l’asse italo-tedesco</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il documento richiama esplicitamente la famiglia VULCANO. Si tratta di munizioni a gittata estesa e, in alcune versioni, guidate, impiegabili su calibri diffusi (terrestri e navali). L’area naturale di cooperazione è l’allineamento tra requisiti, lotti di acquisizione e produzione per aumentare volumi, accorciare tempi e consolidare la compatibilità tra piattaforme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-3-eurofighter-un-consorzio-europeo-dove-italia-e-germania-sono-gia-azionisti-di-sistema\">3) Eurofighter: un consorzio europeo dove Italia e Germania sono già “azionisti” di sistema</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Eurofighter Typhoon è indicato come base su cui costruire ulteriore cooperazione. Qui la leva bilaterale non è “creare” un progetto nuovo, ma accelerare l’evoluzione di capacità: aggiornamenti comuni, pacchetti più convergenti (sensori, guerra elettronica, armamenti) e una linea condivisa sulla roadmap futura del sistema.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-4-eurodrone-il-programma-ue-sui-droni-come-cartina-di-tornasole-della-sovranita-industriale\">4) Eurodrone: il programma UE sui droni come cartina di tornasole della sovranità industriale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i progetti più simbolici c’è l’Eurodrone (MALE RPAS), nato per dotare l’Europa di una capacità comune nel segmento dei droni a media altitudine e lunga autonomia. Per Roma e Berlino, la cooperazione rafforzata può diventare lo strumento per trasformare un programma industriale in una capacità pienamente impiegabile: addestramento, dottrine d’uso, integrazione nello spazio aereo e governance condivisa su evoluzioni e acquisizioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-5-nh-90-piattaforma-comune-e-aggiornamenti-di-flotta\">5) NH-90: piattaforma comune e aggiornamenti di flotta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’NH-90 è un’altra piattaforma citata. Qui la cooperazione bilaterale può dare risultati immediati soprattutto nel ciclo di vita: disponibilità, retrofit, software, standard di manutenzione e aggiornamenti. In un contesto di risorse limitate, “fare massa” su supporto e aggiornamenti è spesso più efficace di nuove acquisizioni isolate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14736,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Asse Roma - Berlino: dal Vulcano ai Droni, fino ai Sottomarini\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/3-ambientata-scaled-1170x550-1-1024x481-1.jpg\" alt=\"Asse Roma - Berlino: dal Vulcano ai Droni, fino ai Sottomarini\" class=\"wp-image-14736\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Asse Roma - Berlino: dal Vulcano ai Droni, fino ai Sottomarini</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-6-u-212-sottomarini-e-near-future-submarine-una-cooperazione-gia-strutturata\">6) U-212: sottomarini e Near Future Submarine, una cooperazione già strutturata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel dominio marittimo il testo include i sottomarini classe 212 e i Near Future Submarine. È un’area in cui la cooperazione industriale e tecnico-operativa tra Italia e Germania ha già radici solide. La cornice politica può agevolare decisioni comuni su aggiornamenti tecnologici, componentistica critica, addestramento e supporto, con un’attenzione crescente anche alla protezione delle infrastrutture sottomarine e alla resilienza nel dominio marittimo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-7-i-progetti-occar-react-ed-essor-dallo-spettro-elettromagnetico-alle-radio-software-defined\">7) I progetti OCCAR: REACT ed ESSOR, dallo spettro elettromagnetico alle radio software-defined</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La lista include due iniziative in ambito OCCAR:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>REACT: focalizzato su capacità di attacco elettronico e jamming in scenari complessi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>ESSOR: iniziativa per radio software-defined e waveform interoperabili, per comunicazioni più sicure e compatibili tra forze europee.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sono programmi meno visibili di caccia o sottomarini, ma spesso decisivi: senza comunicazioni sicure e senza superiorità nello spettro elettromagnetico, anche le piattaforme migliori faticano a esprimere tutto il proprio potenziale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-oltre-la-lista-la-cornice-politica-e-le-ricadute-industriali\">Oltre la lista: la cornice politica e le ricadute industriali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il testo lascia spazio ad “ambiti aggiuntivi” e sottolinea l’intenzione di mettere a sistema progetti esistenti per ottenere risultati più rapidi: maggiore interoperabilità, filiere più robuste, maggiore capacità produttiva e riduzione della frammentazione europea. In controluce, l’accordo segnala la volontà di rendere più stabile l’asse Roma-Berlino nella difesa: non come sostituto dei programmi UE e NATO, ma come acceleratore pragmatico per trasformare cooperazioni già avviate in capacità operative e industriali più solide.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/TOPSHOT-MRH90.webp","categoria":"Internazionali","tags":"cooperazioneItaliaGermania, difesaeuropea, Eurodrone, Eurofighter, industriaDellaDifesa, munizioniVulcano, sottomarinoU212","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-24 16:43:50","stato":"publish","riassunto_video":"Giorgia Meloni e Friedrich Merz hanno firmato a Roma un accordo per rafforzare la cooperazione tra Italia e Germania su sicurezza e difesa. L’intesa punta a progetti comuni su sistemi terrestri, aerei e marittimi, promuovendo interoperabilità, standard condivisi e sinergie industriali per una difesa europea più solida.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28585-asse-roma-berlino-dal-vulcano-ai-droni-fino-ai-sottomarini.mp4","galleria":""}
{"id":28578,"titolo":"Cognitive Warfare: i Caduti in Afghanistan per attaccare le cariche istituzionali. La Guerra che passa dalle parole (e colpisce soprattutto la politica).","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <em>cognitive warfare</em> non è una teoria astratta né una moda da convegni: è la normalità del nostro ecosistema informativo. È “guerra” perché punta al bersaglio più sensibile, la percezione, e lo fa con mezzi apparentemente innocui: frasi, immagini, insinuazioni, mezze verità, indignazioni selettive. Ne abbiamo ampiamente parlato <a href=\"https://brigatafolgore.net/il-campo-di-battaglia-asimmetrico-dove-non-si-spara-come-una-bufala-diventa-verita-per-inerzia/\">in questo articolo</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In politica funziona meglio che altrove, perché la politica vive di consenso e il consenso vive di narrazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto cruciale è questo: chi ricopre cariche istituzionali ha il dovere di mantenere relazioni internazionali stabili, anche quando l’alleato dice o fa qualcosa che irrita l’opinione pubblica. E proprio quel dovere diventa una vulnerabilità perfetta: l’avversario interno può trasformarlo in “sudditanza”, “tradimento”, “mancanza di patriottismo”. È un meccanismo potente perché costringe l’istituzione in un vicolo stretto: se risponde, rischia un incidente diplomatico; se tace, sembra complice.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14722,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/c-gettyimages-2256865163.jpg\" alt=\"Cognitive Warfare: i Caduti in Afghanistan per attaccare le cariche istituzionali. La Guerra che passa dalle parole (e colpisce soprattutto la politica).\" class=\"wp-image-14722\" title=\"Cognitive Warfare: i Caduti in Afghanistan per attaccare le cariche istituzionali. La Guerra che passa dalle parole (e colpisce soprattutto la politica).\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-caso-trump-nato-una-frase-che-diventa-un-ordigno-politico\">Il caso Trump–NATO: una frase che diventa un ordigno politico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In queste ore lo si vede chiaramente sulle dichiarazioni del presidente Donald Trump. Da un lato, l’affondo sugli alleati NATO e sull’Afghanistan, in un’intervista in cui ha sostenuto che i partner “sono stati un po’ indietro, un po’ lontani dalla linea del fronte”. <br>Dall’altro, l’uscita secondo cui gli Stati Uniti “non hanno mai chiesto niente” agli altri Paesi NATO (connessa, in quel passaggio, anche alla pressione su Groenlandia e rapporti con la Danimarca).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è solo polemica: è un frame. Il frame è “noi abbiamo pagato, gli altri hanno approfittato”. È semplice, emotivo, memorizzabile. Ed è perfetto per innescare reazioni a catena, perché tocca nervi scoperti: orgoglio nazionale, lutto, sacrificio, onore militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14723,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/bignw003101201109270051.jpg\" alt=\"Cognitive Warfare: i Caduti in Afghanistan per attaccare le cariche istituzionali. La Guerra che passa dalle parole (e colpisce soprattutto la politica).\" class=\"wp-image-14723\" style=\"width:840px;height:auto\" title=\"Cognitive Warfare: i Caduti in Afghanistan per attaccare le cariche istituzionali. La Guerra che passa dalle parole (e colpisce soprattutto la politica).\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-effetto-italia-la-diplomazia-come-tallone-d-achille-l-opposizione-come-amplificatore\">L’effetto Italia: la diplomazia come tallone d’Achille, l’opposizione come amplificatore</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui entra in scena il livello “cognitive warfare” interno. L'Opposizione ha attaccato Giorgia Meloni chiedendole di prendere le distanze dalle parole di Trump e accusandola di “sudditanza”, richiamando i caduti e le missioni (Afghanistan, Iraq/Nassiriya, Balcani, Libano, Africa). </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel merito, <a href=\"https://brigatafolgore.net/caduti-italiani-in-afghanistan/\">il richiamo al prezzo pagato dall’Italia</a> non è propaganda: l’Italia ha avuto 54 caduti in Afghanistan, dato ricordato anche in passato da fonti istituzionali e di stampa. <br>Ma il punto del <em>cognitive warfare</em> è <strong>come</strong> quel dato viene messo in scena nel conflitto politico: il sacrificio diventa una leva per forzare una scelta binaria (“o stai con l’onore dei nostri militari o stai con Trump”). La complessità delle relazioni internazionali — che richiede tempi, canali, linguaggi — viene compressa in un giudizio morale immediato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14727,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/caduti-astan-1000x272.jpg.webp\" alt=\"Cognitive Warfare: i Caduti in Afghanistan per attaccare le cariche istituzionali. La Guerra che passa dalle parole (e colpisce soprattutto la politica).\" class=\"wp-image-14727\" title=\"Cognitive Warfare: i Caduti in Afghanistan per attaccare le cariche istituzionali. La Guerra che passa dalle parole (e colpisce soprattutto la politica).\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E qui la trappola si chiude: chi governa deve tenere il punto con un alleato strategico; chi attacca può presentarsi come unico difensore della dignità nazionale, sapendo che la controparte non può “alzare i toni” senza costi esterni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-effetto-regno-unito-quando-perfino-harry-e-starmer-rispondono\">L’effetto Regno Unito: quando perfino Harry e Starmer rispondono</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La stessa dinamica si replica a Londra. Il premier Keir Starmer ha definito le parole di Trump “insulting” e “appalling”, ricordando il tributo di sangue britannico (457 militari uccisi). <br>E, fatto raro, è intervenuto anche il principe Harry con uno statement durissimo: ha ricordato che nel 2001 la NATO invocò l’Articolo 5 (prima e unica volta) e che da lì nacque l’obbligo politico-militare di affiancare gli USA in Afghanistan; poi ha riportato la dimensione umana (“ho perso amici”, “il Regno Unito ha avuto 457 morti”). </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui il <em>cognitive warfare</em> mostra un’altra faccia: quando il messaggio iniziale è abbastanza abrasivo, <strong>costringe</strong> figure pubbliche normalmente caute (un capo di governo, un membro della famiglia reale) a esporsi. Anche questo è un risultato: spostare l’agenda, polarizzare, ottenere dichiarazioni “da prima pagina” che alimentano un nuovo ciclo emotivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-e-cognitive-warfare-e-perche-e-ovunque\">Perché è cognitive warfare (e perché “è ovunque”)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa vicenda contiene quasi tutti gli ingredienti tipici:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Semplificazione identitaria</strong>: “noi veri combattenti” vs “alleati opportunisti”. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Aggancio emotivo ad alta intensità</strong>: caduti, lutto, onore militare. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Amplificazione per conflitto interno</strong>: l’avversario domestico usa l’incidente internazionale come clava politica (il caso Renzi–Meloni). </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Dilemma per chi governa</strong>: ogni risposta ha un costo (esterno o interno).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Memoria selettiva</strong>: si isola una frase e si trasforma in giudizio complessivo su vent’anni di missioni e alleanze.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-antidoto-riportare-contesto-sottrarre-i-caduti-alla-propaganda\">L’antidoto: riportare contesto, sottrarre i caduti alla propaganda</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se il <em>cognitive warfare</em> vive di scorciatoie emotive, la difesa è noiosa ma efficace:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Contesto e fatti</strong>: ricordare che la NATO invocò l’Articolo 5 dopo l’11 settembre e che molti Paesi pagarono un prezzo altissimo. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Separare il lutto dalla contesa</strong>: l’onore dei caduti non può diventare munizione di giornata (né per assolvere né per colpire).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Doppio binario istituzionale</strong>: fermezza pubblica sui valori (rispetto per i militari) e gestione diplomatica nei canali appropriati, senza teatralizzare ogni frizione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Responsabilità politica</strong>: l’opposizione controlla e critica; ma quando trasforma la diplomazia in “tradimento” automatico, alimenta il meccanismo che dice di voler combattere.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <em>cognitive warfare</em> è ovunque perché ovunque c’è attenzione da conquistare. Ma in politica è più pericoloso: perché non si limita a farci litigare sui social — può piegare decisioni reali, alleanze reali, e perfino il modo in cui ricordiamo chi non c’è più.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/att-550497-0.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"cadutiafghanistan, cognitive, harry, Meloni, renzi, Starmer, trump","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-24 12:53:49","stato":"publish","riassunto_video":"Il cognitive warfare colpisce la percezione usando parole e immagini emotive, trasformando il sacrificio militare in strumento politico. Il caso Trump–NATO mostra come frasi semplici e divisive inneschino reazioni forti, polarizzando l’opinione pubblica e mettendo in difficoltà chi governa. La risposta efficace richiede contesto, rispetto per i caduti e gestione diplomatica prudente.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.corriere.it/esteri/26_gennaio_23/il-principe-harry-risponde-a-trump-rispetto-per-i-morti-e-feriti-in-missione-nato-in-afghanistan-52d7ff7c-2414-4ad6-b002-521f15b2cxlk.shtml?refresh_ce","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28578-cognitive-warfare-i-caduti-in-afghanistan-per-attaccare-le-cariche-istituzionali-la-guerra-che-passa-dalle-parole-e-colpisce-soprattutto-la-politica.mp4","galleria":""}
{"id":28573,"titolo":"Il Comandante del COVI in Qatar e Bosnia-Erzegovina","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Comandante Operativo di Vertice Interforze (COVI), Generale di Corpo d’Armata <strong>Giovanni Maria Iannucci</strong>, già <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\">Aquila 1</a>, ha svolto una serie di attività in <strong>Qatar</strong> e in <strong>Bosnia-Erzegovina</strong> nell’ambito di un programma di visite volto a consolidare il dialogo e la cooperazione internazionale e ad aggiornarsi sullo stato delle missioni in corso nei Paesi interessati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-doha-dimdex-e-incontri-con-il-personale-nazionale\">Doha: DIMDEX e incontri con il personale nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>19 gennaio</strong>, a <strong>Doha</strong>, il Generale Iannucci ha preso parte alla <strong><a href=\"https://dimdex.com/\">DIMDEX – Doha International Maritime Defence Exhibition and Conference</a></strong>, assistendo alla cerimonia di apertura dell’esposizione alla presenza dell’<strong>Emiro dello Stato del Qatar</strong>, <strong>Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani</strong>. A margine dell’evento, ha incontrato i rappresentanti delle principali aziende italiane del comparto difesa presenti alla manifestazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel prosieguo della visita, presso l’<strong>Ambasciata d’Italia a Doha</strong>, il Comandante del COVI ha incontrato <strong>S.E. l’Ambasciatore d’Italia Paolo Toschi</strong> e il personale nazionale impiegato presso il <strong>Combined Air Operations Centre (CAOC) di Al Udeid</strong>, che ha fornito un aggiornamento operativo sulle attività in corso, con particolare riferimento al contributo al contrasto a <strong>Daesh</strong> e al mantenimento della stabilità regionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14713,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Comandante del COVI in Qatar e Bosnia-Erzegovina\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/b6246210-bed4-4714-966b-a7a06dedbc07.jpg\" alt=\"Il Comandante del COVI in Qatar e Bosnia-Erzegovina\" class=\"wp-image-14713\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Comandante del COVI in Qatar e Bosnia-Erzegovina</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sarajevo-aggiornamenti-su-eufor-althea-e-contesto-politico-istituzionale\">Sarajevo: aggiornamenti su EUFOR ALTHEA e contesto politico-istituzionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In <strong>Bosnia-Erzegovina</strong>, il <strong>20 gennaio</strong>, il Comandante del COVI ha incontrato il Generale di Corpo d’Armata <strong>Ludovcic Pinon de Quincy</strong>, Comandante Operativo della missione <strong>EUFOR ALTHEA</strong>, con il quale ha approfondito l’attuale situazione di sicurezza nel quadrante balcanico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della visita, il Generale Iannucci ha inoltre incontrato <strong>S.E. l’Ambasciatrice d’Italia a Sarajevo, Sarah Eti Castellani</strong>, per un punto di situazione sul contesto politico-istituzionale del Paese e sul contributo italiano nel quadro delle iniziative internazionali in atto. Il Comandante del COVI ha quindi ricevuto un aggiornamento operativo dal <strong>Deputy Commander</strong> e dall’<strong>Italian National Contingent Commander</strong>, Generale di Brigata <strong>Umberto Incisa di Camerana</strong>, e ha incontrato il personale del <strong>National Support Element</strong>, confermando l’efficacia del contributo italiano alle operazioni internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-avvicendamento-al-comando-di-eufor-althea\">Avvicendamento al comando di EUFOR ALTHEA</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, il <strong>21 gennaio</strong>, il Comandante del COVI ha partecipato alla cerimonia di avvicendamento al comando della missione <strong>EUFOR ALTHEA</strong>, che ha visto il passaggio di consegne tra il Generale di Divisione <strong>Florin-Marian Barbu</strong> e il <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\">Generale di Divisione <strong>Maurizio Fronda</strong></a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/b38d86a9-c3f5-4dff-9b92-8b26cc1ae087.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Bosnia, folgore, fronda, iannucci, qatar","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-24 08:03:49","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/smd/news-italia/comandante-covi-in-qatar-e-bosnia-erzegovina/87337.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28573-il-comandante-del-covi-in-qatar-e-bosnia-erzegovina.mp4","galleria":""}
{"id":28567,"titolo":"Il Generale di Brigata, carabiniere paracadutista, Gianluca Feroce in visita al Comando provinciale dei Carabinieri di Chieti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>CHIETI</strong> – Nella mattinata di oggi il generale di brigata <strong>Gianluca Feroce</strong>, comandante della <strong>Legione Carabinieri “Abruzzo e Molise”</strong>, ha fatto visita al <strong>Comando provinciale dell’Arma di Chieti</strong>. Ad accoglierlo, nella caserma <strong>“Chiaffredo Bergia”</strong>, il colonnello <strong>Cosimo Damiano Di Caro</strong>, comandante provinciale, insieme agli ufficiali e a una rappresentanza dei comandanti di stazione e dei reparti speciali operativi sul territorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’incontro hanno preso parte anche alcuni militari in congedo della sezione teatina dell’<strong>Associazione Nazionale Carabinieri</strong>, a testimonianza del legame tra l’Arma in servizio e chi ne ha condiviso valori e missione nel corso degli anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14705,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"500px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/generale-feroce-chieti-777x437-jpeg.webp\" alt=\"Il Generale di Brigata, carabiniere paracadutista, Gianluca Feroce in visita al Comando provinciale dei Carabinieri di Chieti\" class=\"wp-image-14705\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:500px\" title=\"Il Generale di Brigata, carabiniere paracadutista, Gianluca Feroce in visita al Comando provinciale dei Carabinieri di Chieti\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale di Brigata, carabiniere paracadutista, Gianluca Feroce in visita al Comando provinciale dei Carabinieri di Chieti</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della visita il generale Feroce ha approfondito le principali <strong>dinamiche operative</strong> della provincia, confrontandosi con i responsabili dei reparti sulle esigenze del territorio e sugli obiettivi di servizio. Particolare attenzione è stata dedicata alle linee programmatiche dell’Arma in tema di <strong>ordine pubblico e sicurezza</strong>, con un focus sulle diverse realtà locali e sulle modalità di presidio e intervento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il comandante della Legione ha inoltre espresso <strong>apprezzamento</strong> per l’impegno quotidiano dei carabinieri di Chieti nel contrasto alla criminalità e nella tutela delle <strong>fasce più deboli</strong> della popolazione, come anziani e persone vulnerabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14707,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Generale di Brigata, carabiniere paracadutista, Gianluca Feroce in visita al Comando provinciale dei Carabinieri di Chieti\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/feroce-2-5.jpg\" alt=\"Il Generale di Brigata, carabiniere paracadutista, Gianluca Feroce in visita al Comando provinciale dei Carabinieri di Chieti\" class=\"wp-image-14707\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale di Brigata, carabiniere paracadutista, Gianluca Feroce in visita al Comando provinciale dei Carabinieri di Chieti</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>«<strong>La presenza costante dei carabinieri in tutti i 104 comuni della provincia</strong> – ha sottolineato – <strong>rappresenta un presidio fondamentale per garantire legalità e vicinanza concreta ai cittadini</strong>».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visita si è conclusa con un momento di saluto e ringraziamento al personale, nel segno della continuità operativa e della collaborazione tra i diversi livelli di comando, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il rapporto di fiducia tra istituzioni e comunità locali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/gianluca-feroce.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"folgore, gis, tuscania","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-24 07:33:49","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28567-il-generale-di-brigata-carabiniere-paracadutista-gianluca-feroce-in-visita-al-comando-provinciale-dei-carabinieri-di-chieti.mp4","galleria":""}
{"id":28559,"titolo":"Il campo di battaglia asimmetrico dove non si spara: come una bufala diventa “verità” per inerzia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Potremmo definirlo il \"sesto dominio\":</strong> Aria, Terra, Mare, Spazio, Cyber e… <strong>Percezione</strong>.<br>Un campo di battaglia dove non servono armi, ma <strong>narrazioni continue</strong>. Dove non si conquista territorio, ma <strong>attenzione</strong>. Dove non si mira a distruggere il nemico, ma a <strong>confonderlo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è proprio oggi, in un ecosistema informativo fatto di <strong>social network</strong>, <strong>scroll rapidi</strong>, <strong>titoli ad effetto</strong> e contesto ridotto al minimo, che questa strategia trova terreno fertile e moltiplica i suoi effetti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Benvenuti nella guerra cognitiva.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dalla-disinformazione-alla-verita-per-inerzia\">Dalla disinformazione alla “verità per inerzia”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una notizia falsa, considerata isolatamente, difficilmente supera una verifica dei fatti. Il problema emerge quando l’informazione è <strong>parziale, distorta o semplificata</strong>, ma costruita in modo da apparire plausibile e soprattutto <strong>ripetibile</strong>. È una tecnica che lavora sul confine sottile tra <em>“falso”</em> e <em>“non vero”</em>, rendendo quest’ultimo progressivamente accettabile e, col tempo, percepito come plausibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se lo stesso messaggio viene rilanciato nel tempo, attraversa piattaforme diverse e perde progressivamente il proprio contesto, il suo status cambia. <strong>Non diventa vera in senso oggettivo, ma diventa, appunto, accettata</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La ripetizione genera <strong>familiarità</strong>, la familiarità riduce la <strong>soglia critica</strong>, e ciò che non viene più messo in discussione finisce per essere percepito come un <strong>dato acquisito</strong>. Non si tratta di una verità dimostrata, bensì di una <strong>verità per inerzia</strong>, che si afferma non per forza argomentativa, ma per semplice persistenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È un meccanismo ben noto agli studiosi della comunicazione e della psicologia sociale, e sempre più rilevante anche in ambito militare, dove il controllo della narrativa può produrre effetti comparabili a quelli di un’azione cinetica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-quando-i-numeri-senza-contesto-diventano-narrazione\">Quando i numeri senza contesto diventano narrazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel dibattito pubblico contemporaneo, la <strong>quantità di messaggi</strong> ha spesso sostituito la <strong>qualità dell’informazione</strong>. Il contenuto più semplice, emotivo e ripetuto tende a prevalere su quello più accurato, ma complesso. Non si tratta di convincere nel senso classico del termine, quanto piuttosto di <strong>logorare</strong>: logorare chi verifica, chi argomenta, chi prova a introdurre numeri, proporzioni e contesto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel lungo periodo, <strong>il rumore diventa più forte dei dati</strong>, e la discussione si sposta dal piano dei fatti a quello delle percezioni. È una dinamica che ricorda da vicino i principi della saturazione: non serve che ogni messaggio sia corretto, è sufficiente che l’ambiente informativo venga riempito fino a rendere marginale ogni tentativo di analisi razionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli strumenti più efficaci della guerra cognitiva è l’uso selettivo dei numeri. <strong>Dati reali, ma decontestualizzati</strong>, possono sostenere tesi profondamente fuorvianti. Un valore assoluto, se presentato senza riferimenti comparativi o operativi, può apparire come uno scandalo, suggerire un’anomalia o alimentare indignazione. Inserito nel contesto corretto, spesso racconta una storia completamente diversa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’altra arma, amplificata dai social, è l’uso di contenuti visivi “credibili” per costruire conclusioni infondate: immagine vera, narrazione falsa. <strong>Mappe, screenshot, grafici o immagini satellitari</strong> possono essere reali e tecnicamente plausibili, ma ritagliati, alterati o presentati senza spiegazione, fino a suggerire causalità che non esistono. Il vantaggio è sempre lo stesso: <strong>la percezione si forma in pochi secondi, mentre la verifica richiede tempo</strong>. Quando il contenuto rimbalza in modo virale, la smentita arriva quasi sempre dopo, e con un impatto molto più debole.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il problema è che <strong>il contesto richiede tempo</strong>, mentre la narrazione è immediata. In un ecosistema informativo che premia la velocità e la semplificazione, il dato isolato diventa un’arma narrativa, capace di orientare il giudizio collettivo prima che sia possibile una valutazione approfondita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14675,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/stratcom03-1024x829.jpg\" alt=\"Il campo di battaglia dove non si spara: quando una bufala altera la percezione collettiva e diventa “verità” per inerzia\" class=\"wp-image-14675\" title=\"Il campo di battaglia asimmetrico dove non si spara: come una bufala diventa “verità” per inerzia\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong>Immagini vere, narrazione falsa:</strong> dopo l’uragano Helene, sui social hanno circolato immagini radar/satellitari alterate o decontestualizzate, usate per sostenere che HAARP (High-frequency Active Auroral Research Program, programma di ricerca in Alaska) avesse “modificato” il meteo e manipolato l’uragano. Messaggi di questo tipo sfruttano paura e incertezza per orientare la percezione prima che emergano spiegazioni basate su dati verificati e su valutazioni scientifiche consolidate.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il bersaglio non è la realtà, ma la percezione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo scenario <strong>non conta stabilire cosa sia vero</strong>, ma <strong>cosa venga percepito come tale</strong>. È una distinzione cruciale, perché la percezione guida il consenso, la fiducia nelle istituzioni, la credibilità delle competenze e, di riflesso, le scelte politiche e strategiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una celebre frase lo sintetizza efficacemente: <em>«in tempi di inganno universale, dire la verità è un atto sovversivo».</em> Ma nell’ambiente informativo contemporaneo questo <strong>non è più sufficiente</strong>: la verità deve anche riuscire a farsi ascoltare, emergere dal rumore e attraversare una comunicazione frammentata, spesso dominata da semplificazioni e reazioni emotive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il fenomeno non è nuovo. <strong>Hannah Arendt</strong>, filosofa e teorica politica tra le più influenti del Novecento, analizzando i totalitarismi del Novecento, osservava come l’efficacia della propaganda non risiedesse tanto nella menzogna in sé, quanto nel rendere irrilevante la distinzione tra vero e falso. Quando tutto appare opinabile, <strong>la realtà perde autorità e la verità smette di essere un riferimento condiviso</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Umberto Eco</strong>, in occasione del conferimento della laurea honoris causa all’Università di Torino nel 2015, ha descritto una dinamica affine, richiamando l’attenzione sulla scomparsa dei filtri tra competenza e visibilità nello spazio pubblico. Non l’ignoranza in sé, ma la sua <strong>amplificazione indiscriminata</strong> contribuisce a un contesto informativo in cui il rumore prevale sulla conoscenza, rafforzando gli effetti della guerra cognitiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14667,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/main-news-image-1-1024x576.jpg\" alt=\"Il campo di battaglia dove non si spara: quando una bufala altera la percezione collettiva e diventa “verità” per inerzia\" class=\"wp-image-14667\" title=\"Il campo di battaglia asimmetrico dove non si spara: come una bufala diventa “verità” per inerzia\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Hannah Arendt (in fondo) analizzava il potere non solo come forza coercitiva, ma come costruzione di consenso, mostrando come i regimi totalitari non si limitino a mentire, ma tendano a rendere irrilevante la distinzione tra vero e falso, fino a indebolire l’autorità stessa della realtà - Copyright The Hannah Arendt Center for Politics and Humanities</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-quando-la-percezione-diventa-fattore-operativo\">Quando la percezione diventa fattore operativo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo l’impostazione NATO, il punto di partenza è l’<strong>Information Environment</strong>, inteso come l’insieme dell’informazione, degli attori, individui, organizzazioni e sistemi, che la producono, la ricevono e la diffondono, nonché degli spazi <strong>fisico, virtuale e cognitivo</strong> in cui tali interazioni avvengono, come definito nella dottrina alleata sulle Information Operations (<a href=\"https://info.publicintelligence.net/NATO-IO.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">AJP-3.10</a>).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, la <strong>Strategic Communications (StratCom)</strong> non coincide con la “comunicazione” in senso mediatico, ma rappresenta un <strong>approccio integrato</strong> volto a garantire coerenza e allineamento tra narrative, messaggi e azioni, inserendoli pienamente nel processo di pianificazione e nella valutazione degli effetti, in linea con l’impostazione NATO sulla comunicazione strategica e sull’“effects-based approach”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le <strong>Information Operations (Info Ops)</strong> operano invece come <strong>funzione di staff</strong>, assicurando il coordinamento e la sincronizzazione delle attività informative a supporto degli obiettivi del comandante, all’interno dell’Information Environment, secondo quanto previsto dall’<a href=\"https://info.publicintelligence.net/NATO-PSYOPS.pdf\">AJP-3.10.1</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È in questo contesto che la <strong>dimensione cognitiva</strong> assume un ruolo decisivo: non perché sostituisca l’azione nei domini tradizionali, ma perché ne condiziona direttamente gli esiti, come evidenziato anche dal più recente dibattito sviluppato in ambito <strong>Strategic Communications NATO-affiliated</strong>, che pone l’accento sul rapporto tra percezione, legittimità e produzione di effetti nel lungo periodo (<a href=\"https://stratcomcoe.org/publications/academic-journal-defence-strategic-communications-volume-16-autumn-2025/336\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Defence Strategic Communications</em>, Vol. 16, Autumn 2025</a>).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14669,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/nato-cog1-1024x708.jpg\" alt=\"Il campo di battaglia dove non si spara: quando una bufala altera la percezione collettiva e diventa “verità” per inerzia\" class=\"wp-image-14669\" title=\"Il campo di battaglia asimmetrico dove non si spara: come una bufala diventa “verità” per inerzia\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Structured Analytic Techniques (ADAPT): schema utilizzato in ambito NATO per supportare l’analisi dell’Information Environment, con particolare attenzione alla dimensione cognitiva e agli effetti sulla percezione e sul processo decisionale - Fonte: Defence Strategic Communications, NATO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-dominio-strutturalmente-asimmetrico\">Un \"dominio\" strutturalmente asimmetrico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra cognitiva è per sua natura <strong>asimmetrica</strong>. <strong>Chi semplifica gode di un vantaggio immediato; chi verifica è più lento; chi spiega perde attenzione; chi urla ottiene visibilità.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Difendersi richiede uno sforzo costante fatto di <strong>disciplina mentale, spirito critico e capacità di accettare la complessità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qualità essenziali in ambito militare, ma poco premiate nell’economia dell’attenzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'azione in questo scenario <strong>non produce macerie visibili</strong>, ma <strong>erosione</strong>. Erode la fiducia nei fatti, la distinzione tra opinione e dato, la capacità collettiva di valutare la realtà in modo razionale. Quando una bufala diventa “verità” per inerzia, non ha più bisogno di essere difesa: <strong>si autoalimenta, circola e si normalizza</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A quel punto, la battaglia non si combatte più sul piano dell’informazione, ma su quello, molto più fragile, della <strong>percezione collettiva</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":14671,\"href\":\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2026/01/DSC_NATO_journal_FINAL.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2026/01/DSC_NATO_journal_FINAL.pdf\" type=\"application/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"DSC_NATO_journal_FINAL\"></object><a id=\"wp-block-file--media-9c32c925-2863-4eba-8e4a-d258a7fa9921\" href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2026/01/DSC_NATO_journal_FINAL.pdf\">DSC_NATO_journal_FINAL</a><a href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2026/01/DSC_NATO_journal_FINAL.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-9c32c925-2863-4eba-8e4a-d258a7fa9921\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/guerra-cognitiva.jpg","categoria":"Blog","tags":"CognitiveWarfare, disinformazione, StrategicCommunications","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-23 23:47:20","stato":"publish","riassunto_video":"La guerra cognitiva non si combatte con armi, ma con narrazioni ripetute che influenzano la percezione più della verità. In un ecosistema di informazioni frammentate e veloci, dati decontestualizzati e immagini manipolate creano false verità accettate per inerzia. Se lo stesso messaggio viene rilanciato nel tempo perde progressivamente il proprio contesto e il suo status cambia radicalmente.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28559-il-campo-di-battaglia-asimmetrico-dove-non-si-spara-come-una-bufala-diventa-verita-per-inerzia.mp4","galleria":""}
{"id":28553,"titolo":"Nuovi guastatori Paracadutisti per l'8º Reggimento Genio Guastatori \"Folgore\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è svolta nei giorni scorsi presso la sede di <strong>Legnago</strong> la cerimonia di consegna dell’<strong>omerale di specialità</strong> a circa <strong>novanta giovani volontari</strong> neo assegnati all’<strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/8-reggimento-genio-guastatori-paracadutisti-folgore/\">8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti “Folgore”</a></strong>. Un momento di <strong>alto valore simbolico</strong> che sancisce l’ingresso ufficiale nel reparto e rappresenta la <strong>sintesi di due specialità d’élite</strong> dell’<strong>Esercito Italiano</strong>: quella del <strong>guastatore</strong> e quella del <strong>paracadutista</strong>. L’omerale non è soltanto un segno distintivo, ma il riconoscimento di un <strong>percorso selettivo e impegnativo</strong>, fondato sulla <strong>centralità dell’uomo</strong>, sull’<strong>elevato livello di addestramento</strong> e su un continuo processo di <strong>innovazione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia, svoltasi al cospetto della <strong>Bandiera di Guerra</strong>, ha rappresentato un autentico <strong>rito di passaggio</strong>, attraverso il quale i giovani militari sono entrati a far parte di una <strong>comunità professionale coesa</strong>, in cui lo <strong>spirito di corpo</strong> costituisce un fondamentale moltiplicatore di efficacia operativa. Nel suo intervento, il <strong>Colonnello Daniele D’Ambrogio</strong>, Comandante del reggimento, ha evidenziato come i traguardi raggiunti siano il risultato di <strong>sacrificio quotidiano, dedizione e professionalità</strong>, esortando i nuovi guastatori paracadutisti a <strong>custodire e onorare i valori</strong> che contraddistinguono il reparto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A testimoniare la continuità ideale tra passato e presente, erano presenti i labari delle sezioni <strong>ANPDI</strong> del Triveneto e di Poggio Rusco (MN), dell’<strong>ANGET</strong> e del Gruppo Nazionale Guastatori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tradizione-e-continuita-in-un-reparto-d-eccellenza\">Tradizione e continuità in un reparto d’eccellenza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Davanti ai guastatori e paracadutisti di ieri e di oggi, i nuovi assegnati hanno rinnovato il proprio impegno, riconoscendosi nei <strong>valori identitari</strong> che costituiscono la vera forza dell’8° reggimento, soprattutto nei <strong>momenti più complessi</strong> dell’attività operativa. La tradizione non è vissuta come mera memoria storica, ma come <strong>patrimonio vivo</strong>, capace di orientare il comportamento quotidiano e rafforzare la <strong>resilienza del reparto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’8° reggimento rappresenta un <strong>unicum nel panorama nazionale</strong>, essendo l’unica unità di <strong>guastatori paracadutisti</strong> dell’Esercito Italiano. Specializzato nel supporto alla manovra aviolanciata della <strong>Brigata paracadutisti “Folgore”</strong>, il reparto opera in contesti caratterizzati da <strong>elevata complessità tecnica e ambientale</strong>, mantenendo standard costantemente elevati di <strong>prontezza e affidabilità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il costante ciclo di <strong>esercitazioni nazionali e multinazionali</strong> consente al reggimento di consolidare l’<strong>interoperabilità</strong> con altri reparti e con assetti alleati, rafforzando il legame tra <strong>tradizione e innovazione</strong> e garantendo la piena integrazione nei dispositivi operativi più avanzati della Forza Armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14653,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/12-1.jpg\" alt=\"8° Reggimento Genio “Folgore”: nuovi guastatori paracadutisti entrano in linea\" class=\"wp-image-14653\" title=\"8° Reggimento Genio “Folgore”: nuovi guastatori paracadutisti entrano in linea\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Consegna del distintivo di appartenenza da parte del SU di Corpo - Copyright Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sviluppo-delle-capacita-e-prospettive-operative\">Sviluppo delle capacità e prospettive operative</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il significato della cerimonia di Legnago assume ulteriore rilevanza alla luce del ruolo centrale che l’8° reggimento Genio guastatori paracadutisti “Folgore” ricopre nel <strong>processo di trasformazione dell’Esercito</strong>. Da circa un anno, il reparto è protagonista di una fase di sviluppo legata alla <strong>capacità di combattimento in ambienti sotterranei</strong>, oggi considerata una delle <strong>sfide operative più complesse</strong> del moderno campo di battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14654,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/120000.jpg\" alt=\"8° Reggimento Genio “Folgore”: nuovi guastatori paracadutisti entrano in linea\" class=\"wp-image-14654\" title=\"8° Reggimento Genio “Folgore”: nuovi guastatori paracadutisti entrano in linea\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un momento della cerimonia - Copyright Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Tunnel, infrastrutture ipogee e contesti urbani stratificati</strong> impongono un approccio altamente specializzato, che richiede l’integrazione di <strong>competenze ingegneristiche</strong>, capacità di <strong>combattimento ravvicinato</strong> e una solida <strong>preparazione fisica e mentale</strong>. In questo quadro, i guastatori paracadutisti della Folgore si confermano uno <strong>strumento essenziale</strong>, grazie alla combinazione di <strong>mobilità aviolanciata</strong>, specializzazione del genio e <strong>adattabilità operativa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>rafforzamento organico</strong> del reggimento, attraverso l’ingresso dei nuovi specialisti, contribuisce direttamente ad accrescere la <strong>flessibilità e la prontezza operativa</strong> dell’unità. La consegna dell’omerale si configura così non solo come un momento simbolico, ma come un <strong>tassello concreto di una visione strategica orientata al futuro</strong>, nella quale l’8° reggimento continua a distinguersi come <strong>reparto d’eccellenza al servizio del Paese</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/a9d5b7c1-2b3d-4fc9-a4f4-d15bfa252f6a.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"esercitoitaliano, folgore, genioguastatori","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-23 20:23:50","stato":"publish","riassunto_video":"A Legnago si è svolta la cerimonia di consegna dell’omerale a circa novanta giovani volontari dell’8° Reggimento Guastatori paracadutisti “Folgore”, simbolo dell’ingresso in un reparto d’élite dell’Esercito Italiano. Il reggimento, unico nel suo genere, si distingue per elevata preparazione tecnica e operativa, specializzato anche nel combattimento in ambienti sotterranei.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/l8-reggimento-genio-della-brigata-paracadutisti-folgore-accoglie-i-nuovi-guastatori-paracadutisti/128317.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28553-nuovi-guastatori-paracadutisti-per-l8o-reggimento-genio-guastatori-folgore.mp4","galleria":""}
{"id":28546,"titolo":"Marina Militare, consegnato il Basco Verde a quattro nuovi Incursori del COMSUBIN","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quattro marinai hanno ufficialmente conseguito l’ambito <strong>Basco Verde</strong>, entrando a pieno titolo nel ristretto novero degli <strong>Incursori della Marina Militare</strong>. La cerimonia si è svolta presso il <strong>Comando Subacquei e Incursori (COMSUBIN)</strong>, a <strong>La Spezia</strong>, al termine del <strong>76° Corso Ordinario Incursori “ARIETE”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A dare ufficialità all’evento è stata la stessa Marina Militare attraverso i propri canali social, rimarcando il valore di un traguardo che rappresenta uno dei momenti più alti e simbolici dell’intero percorso formativo. Il Basco Verde non è solo un distintivo: è il riconoscimento di una selezione durissima e di un addestramento che certifica l’idoneità a operare nei contesti più complessi e rischiosi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14624,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Marina Militare, consegnato il Basco Verde a quattro nuovi Incursori del COMSUBIN\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/b2.jpg\" alt=\"Marina Militare, consegnato il Basco Verde a quattro nuovi Incursori del COMSUBIN\" class=\"wp-image-14624\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">I quattro nuovi Incursori del COMSUBIN in un momento della cerimonia - Copyright Marina Militare Italiana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla cerimonia erano presenti numerose autorità civili e militari, a testimonianza dell’importanza dell’evento. Tra queste, <strong>Matteo Perego di Cremnago</strong>, Sottosegretario di Stato alla Difesa, e il Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio di Squadra <strong>Giuseppe Berutti Bergotto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14623,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Marina Militare, consegnato il Basco Verde a quattro nuovi Incursori del COMSUBIN\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/617782252-1311408407690226-7695327653619668270-n.jpg\" alt=\"Marina Militare, consegnato il Basco Verde a quattro nuovi Incursori del COMSUBIN\" class=\"wp-image-14623\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le autorità presenti (al centro Matteo Perego di Cremnago, Sottosegretario di Stato alla Difesa e il Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto) - Copyright Marina Militare Italiana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il percorso per diventare Incursore della Marina Militare è considerato <strong>tra i più selettivi in assoluto nelle Forze Armate italiane</strong>: mesi di addestramento estremo, capacità operative in ambiente marittimo, terrestre e subacqueo, resistenza fisica e mentale, disciplina e spirito di corpo. Solo chi dimostra di possedere tutte queste qualità arriva al traguardo finale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14625,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Marina Militare, consegnato il Basco Verde a quattro nuovi Incursori del COMSUBIN\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/616402498-1311407991023601-6692177291528877623-n.jpg\" alt=\"Marina Militare, consegnato il Basco Verde a quattro nuovi Incursori del COMSUBIN\" class=\"wp-image-14625\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un momento della cerimonia all'interno - Copyright Marina Militare Italiana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il conseguimento del Basco Verde da parte dei quattro allievi del <strong>76° Corso “ARIETE”</strong>, il COMSUBIN rinnova una tradizione di eccellenza che da decenni colloca gli Incursori della Marina Militare tra le unità d’élite più rispettate a livello nazionale e internazionale. Un risultato che valorizza il singolo operatore, ma soprattutto <strong>rafforza il patrimonio professionale e operativo dell’intera Forza Armata.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/b1.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"comsubin, Incursori, marinamilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-23 11:53:49","stato":"publish","riassunto_video":"Quattro marinai hanno conseguito il Basco Verde, diventando ufficialmente Incursori della Marina Militare al termine del 76° Corso “ARIETE” presso il COMSUBIN di La Spezia. Il riconoscimento, simbolo di selezione rigorosa e addestramento estremo, valorizza il singolo operatore e rafforza il patrimonio professionale e operativo dell’intero comparto della Difesa Italiana in ambito nazionale e NATO.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28546-marina-militare-consegnato-il-basco-verde-a-quattro-nuovi-incursori-del-comsubin.mp4","galleria":""}
{"id":28531,"titolo":"SAMP/T NG e GRIFO: consegnati all’Esercito i nuovi sistemi di difesa aerea e missilistica","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel pomeriggio di oggi, presso la <strong>caserma Santa Barbara di Sabaudia (LT)</strong>, sede del <strong>COMACA</strong>, sono stati consegnati all’Esercito Italiano i primi materiali dei nuovi sistemi d’arma superficie-aria <strong>SAMP/T New Generation (NG)</strong> e <strong>GRIFO</strong>, segnando un passaggio rilevante nel processo di rinnovamento delle capacità di difesa aerea nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia è stata seguita da una dimostrazione d’impiego dei sistemi e si inserisce nel più ampio percorso di ammodernamento avviato dalla Difesa per rispondere alle moderne minacce aeree e missilistiche, inclusi i vettori balistici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-samp-t-new-generation\">Il SAMP/T New Generation</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>SAMP/T NG</strong>, sviluppato dalla joint venture <strong>EUROSAM</strong>, che riunisce <strong>MBDA Italia</strong>, <strong>MBDA France</strong> e <strong>THALES</strong>, rappresenta l’evoluzione del sistema SAMP/T già in servizio presso l’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Avviato nel 2021, il programma SAMP/T NG introduce capacità significativamente superiori grazie all’impiego del nuovo missile <strong>Aster B1NT</strong>, in grado di intercettare bersagli oltre i 150 km, e al radar <strong>Kronos Grand Mobile High Power</strong> di <strong>Leonardo</strong>, capace di rilevare minacce a oltre 350 km di distanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema rientra pienamente nelle categorie <strong>Medium Range Air Defense (MRAD)</strong> e <strong>Ballistic Missile Defense (BMD)</strong>, rafforzando la protezione delle forze e delle infrastrutture critiche contro minacce aeree complesse e missilistiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14611,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"SAMP/T NG e GRIFO: consegnati all’Esercito i nuovi sistemi di difesa aerea e missilistica\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/a82ace48-417b-43d6-b110-29ce59c4f375.jpeg\" alt=\"SAMP/T NG e GRIFO: consegnati all’Esercito i nuovi sistemi di difesa aerea e missilistica\" class=\"wp-image-14611\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sistema d'arma missilistico SAMP/T NG - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">GRIFO e la difesa a corta portata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto al SAMP/T NG, è stato consegnato anche il sistema <strong>GRIFO</strong>, sviluppato da MBDA in Italia nell’ambito di un programma avviato nel 2019. Il sistema integra il missile <strong>CAMM-ER</strong> ed è destinato alla difesa a <strong>corta portata (Short Range Air Defense – SHORAD)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>GRIFO è progettato per contrastare una vasta gamma di minacce provenienti dalla terza dimensione, inclusi velivoli ad ala fissa e rotante, droni, missili da crociera e missili anti-radar, garantendo una protezione ravvicinata delle unità e delle installazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14609,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"SAMP/T NG e GRIFO: consegnati all’Esercito i nuovi sistemi di difesa aerea e missilistica\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/7a9e238a-27da-4f94-bb08-9e5032287ab1.jpeg\" alt=\"SAMP/T NG e GRIFO: consegnati all’Esercito i nuovi sistemi di difesa aerea e missilistica\" class=\"wp-image-14609\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sistema d'arma missilistico Grifo - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Difesa multilivello e interoperabilità NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Entrambi i sistemi si distinguono per <strong>elevata mobilità tattica</strong>, modularità e flessibilità d’impiego. Il loro inserimento consente all’Esercito di rafforzare una <strong>difesa aerea integrata, multilivello e omnidirezionale (360°)</strong>, basata su sistemi complementari e pienamente interoperabili, anche nel contesto delle reti di difesa aerea e missilistica nazionali e NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La consegna odierna segue quella del sistema <strong>SKYNEX</strong>, avvenuta lo scorso dicembre, confermando la continuità del programma di rinnovamento delle capacità superficie-aria della Forza Armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14612,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"SAMP/T NG e GRIFO: consegnati all’Esercito i nuovi sistemi di difesa aerea e missilistica\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/cf4e733c-bd09-43f9-916b-880a4f079649.jpeg\" alt=\"SAMP/T NG e GRIFO: consegnati all’Esercito i nuovi sistemi di difesa aerea e missilistica\" class=\"wp-image-14612\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Modulo di Comando e Controllo (C2) dei nuovi sistemi di difesa aerea e missilistica - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le autorità presenti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, la Senatrice <strong>Isabella Rauti</strong>, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito <strong>Carmine Masiello</strong>, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di MBDA Italia <strong>Lorenzo Mariani</strong> e l’Amministratore Delegato di EUROSAM <strong>Anne Diaz de Tuesta</strong>, insieme alle autorità civili locali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso degli interventi è stato ribadito come l’investimento in sicurezza rappresenti non solo una necessità operativa, ma anche un fattore di crescita tecnologica, industriale e strategica per il Paese, in un contesto caratterizzato da minacce ibride sempre più complesse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14613,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"SAMP/T NG e GRIFO: consegnati all’Esercito i nuovi sistemi di difesa aerea e missilistica\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/e1cc9d27-a556-4d4e-bb5e-7f499e5c219b.jpeg\" alt=\"SAMP/T NG e GRIFO: consegnati all’Esercito i nuovi sistemi di difesa aerea e missilistica\" class=\"wp-image-14613\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Sottosegretario di Stato alla Difesa Senatrice Isabella Rauti e il Capo di SME Gen. C.A. Carmine Masiello - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un passo avanti nella modernizzazione dell’Esercito</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I sistemi consegnati al COMACA rispondono alle attuali esigenze operative di protezione delle forze, delle infrastrutture critiche e della popolazione civile. Con l’introduzione di SAMP/T NG e GRIFO, l’Esercito Italiano compie un ulteriore passo concreto nel rafforzamento delle proprie capacità di deterrenza e difesa, adottando tecnologie avanzate pensate per aumentare l’efficacia operativa e la sicurezza del personale sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/39f3ec64-7880-45d3-b271-187f8da5c96c.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"DifesaAerea, Grifo, SAMP/TNG","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-22 23:59:00","stato":"publish","riassunto_video":"L’Esercito Italiano ha ricevuto i primi sistemi d'arma missilistici superficie-aria SAMP/T New Generation e GRIFO, segnando un importante passo nel rinnovamento della difesa aerea nazionale. SAMP/T NG, con il missile Aster B1NT e radar avanzato, protegge a medio-lungo raggio, mentre GRIFO difende a corta distanza. Entrambi i sistemi garantiscono una difesa integrata, mobile e interoperabile NATO.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/nuovi-sistemi-di-difesa-per-lesercito/128301.html?fbclid=IwY2xjawPfeitleHRuA2FlbQIxMABicmlkETBKY1hIZzd0ZGJJTjgwVlRSc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHmf_1YZ-9MBJ-2dxIaA3BMRsUr8hhWIj4NqIpzUg_vJQzDqslmnnEvaD_ONX_aem_KrJDgU5lD9UeOYg0dYld-w","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28531-samp-t-ng-e-grifo-consegnati-allesercito-i-nuovi-sistemi-di-difesa-aerea-e-missilistica.mp4","galleria":""}
{"id":28527,"titolo":"Troppi Generali in Italia? No: sono meno della media NATO e anche i meno pagati. Sfatiamo una volta per sempre la bufala","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di tanto in tanto riemerge sempre la stessa accusa: <em>«in Italia ci sono troppi Generali»</em>. È una formula efficace, <strong>adatta a titoli rapidi e polemiche da social</strong>. Lo abbiamo visto anche nei commenti, per fortuna limitati, comparsi <a href=\"https://www.facebook.com/brigatafolgore.net/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">sotto il nostro post facebook</a> sulla recente promozione di <a href=\"https://brigatafolgore.net/promozioni-generale-dvisione-174-corso/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">cinque Ufficiali Paracadutisti al grado di Generale di Divisione</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto è che questa narrazione <strong>non regge alla verifica dei dati</strong>. E i numeri, in questo caso, sono più chiari di qualsiasi opinione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-quanti-generali-ha-davvero-l-italia\">Quanti Generali ha davvero l’Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Esercito Italiano conta oggi <strong>circa 170 Generali in servizio attivo</strong>, a fronte di <strong>circa 100.000 effettivi complessivi</strong>. Ne deriva un rapporto di <strong>circa un Generale ogni 588 militari</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tale consistenza <strong>non è arbitraria</strong>, ma è <strong>espressamente regolata dalla legge</strong>. In particolare, il <strong>D.Lgs. 66/2010 – Codice dell’Ordinamento Militare</strong>, all’<strong>articolo 809-bis</strong> (vigente dal 26 febbraio 2014), stabilisce testualmente:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em><strong>1. Le dotazioni organiche complessive per i gradi di generale e colonnello sono le seguenti:</strong><br>a) generali di corpo d’armata e corrispondenti: <strong>17</strong>;<br>b) generali di divisione e corrispondenti: <strong>44</strong>;<br>c) generali di brigata e corrispondenti: <strong>109</strong>.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il totale massimo previsto è quindi <strong>170 ufficiali generali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel confronto internazionale, questo dato rientra <strong>nella forchetta comunemente riscontrata negli eserciti NATO</strong>, dove il rapporto tra ufficiali Generali ed effettivi tende a collocarsi <strong>tra un Generale ogni 450 e 550 militari</strong>, in funzione delle dimensioni delle forze armate, della struttura dei comandi, degli incarichi interforze e del contributo alle posizioni NATO permanenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Non emerge pertanto alcuna anomalia</strong>, né tantomeno un’“inflazione” di gradi apicali: l’organico dei Generali dell’Esercito Italiano è <strong>legalmente determinato, funzionalmente giustificato e allineato agli standard alleati</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il confronto con gli altri eserciti europei della NATO rafforza ulteriormente questo quadro:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Polonia (Wojska Lądowe):</strong> circa <strong>70.000–75.000 effettivi</strong> e <strong>120–140 Generali</strong>, con un rapporto stimato nell’ordine di <strong>un Generale ogni ~520–600 militari</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Francia (Armée de Terre):</strong> circa <strong>118.000 effettivi</strong> e <strong>250–260 Generali</strong>, con un rapporto stimato <strong>più alto</strong> rispetto all’Italia, nell’ordine di <strong>un Generale ogni ~450–470 militari</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Germania (Bundeswehr Heer):</strong> circa <strong>62.000 effettivi</strong> e <strong>170–190 Generali</strong>, con un rapporto <strong>significativamente più alto</strong> rispetto all’Italia, nell’ordine di <strong>un Generale ogni ~330-360 militari</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Spagna (Ejército de Tierra):</strong> circa <strong>75.000 effettivi</strong> e <strong>140–160 Generali</strong>, con un rapporto stimato nell’ordine di <strong>un Generale ogni ~470–540 militari</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Paesi Bassi (Royal Netherlands Army):</strong> circa <strong>25.000 effettivi</strong> e <strong>45–55 Generali</strong>, con un rapporto stimato nell’ordine di <strong>un Generale ogni ~450–550 militari</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Belgio (Land Component):</strong> circa <strong>25.000 effettivi</strong> e <strong>40–50 Generali</strong>, con un rapporto stimato nell’ordine di <strong>un Generale ogni ~500–620 militari</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La conclusione, sul piano comparativo, è lineare: <strong>l’Italia non è il Paese con più Generali</strong>, né in valore assoluto né, soprattutto, <strong>in rapporto agli effettivi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-troppi-generali-da-dove-nasce-la-bufala\">“Troppi Generali”: da dove nasce la bufala</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’idea nasce da una <strong>narrazione giornalistica datata</strong>, spesso ripresa senza controlli, secondo cui l’Italia sarebbe “ipertrofica” nei vertici militari. In alcuni casi, il racconto è arrivato a includere storie inesistenti, diventati virali e <strong>mai davvero rimossi dall’immaginario pubblico</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il meccanismo è ricorrente:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>si confondono i Generali in servizio con quelli in congedo;</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>si sommano in modo improprio Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza;</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>si ignorano le strutture interforze e le posizioni connesse agli assetti NATO.</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il risultato è un numero artificiosamente gonfiato, distante dalla realtà organizzativa e operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-e-sugli-stipendi-un-altro-punto-spesso-raccontato-male\">E sugli stipendi? Un altro punto spesso raccontato male</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è poi un secondo tema, spesso usato per rafforzare l’indignazione: la retribuzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Anche qui vale la pena essere precisi.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Italia, la retribuzione base annua lorda di un ufficiale generale varia indicativamente dai <strong>110.000</strong> e i <strong>140.000 euro in funzione del grado (generale di brigata, divisione o corpo d'armata)</strong>, al netto delle indennità variabili legate agli incarichi ricoperti. Tali valori derivano dall’applicazione delle tabelle parametriche previste dai <strong>DPR di recepimento degli accordi economici per il personale delle Forze Armate</strong> (in particolare <strong>DPR 24 marzo 2025, n. 52</strong>, e precedenti <strong>DPR 45/2022</strong> e <strong>DPR 39/2018</strong>), che regolano il trattamento economico dei dirigenti militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A parità di grado e responsabilità, questi livelli risultano <strong>inferiori</strong> rispetto a quelli di molti omologhi europei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella <strong>Armée de Terre</strong> (Francia), le retribuzioni base degli ufficiali generali si collocano mediamente in una fascia <strong>compresa tra 130.000 e 170.000 euro annui</strong>, con punte superiori per i gradi apicali. Nel <strong>British Army</strong> (Regno Unito), i generali percepiscono retribuzioni ancora più elevate: per i gradi equivalenti, la base annua si attesta <strong>tra circa 160.000 e oltre 200.000 euro</strong>, a seconda dell’incarico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche in <strong>Bundeswehr Heer</strong> (Germania), la fascia retributiva degli ufficiali generali risulta mediamente più alta rispetto a quella italiana, collocandosi <strong>tra circa 140.000 e 180.000 euro annui</strong>. Nei Paesi più piccoli ma fortemente integrati nelle strutture NATO, come il <strong>Belgian Land Component</strong> (Belgio) e il <strong>Royal Netherlands Army</strong> (Olanda), le retribuzioni dei generali si attestano comunque <strong>su livelli superiori o allineati alla fascia medio-alta europea</strong>, generalmente <strong>tra 130.000 e 165.000 euro annui</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A parità di responsabilità i Generali italiani risultano dunque collocati nella <strong>fascia più bassa del confronto europeo</strong>, a conferma di come il problema non sia l’eccesso, ma la distanza tra <strong>percezione pubblica e dati reali.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ma-ce-le-abbiamo-tutte-queste-divisioni-e-corpi-d-armata\">Ma ce le abbiamo tutte queste divisioni e corpi d’armata?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La risposta è che il numero degli ufficiali generali <strong>non è legato in modo meccanico</strong> all’esistenza di divisioni o corpi d’armata schierati sul terreno. Nelle Forze Armate moderne, infatti, <strong>molti incarichi possono essere ricoperti esclusivamente da Generali di Brigata, di Divisione o di Corpo d’Armata</strong>, indipendentemente dalla presenza di una grande unità “classica” alle loro dipendenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È il caso di numerose posizioni presso lo Stato Maggiore dell’Esercito, gli Stati Maggiori interforze, i comandi non operativi, gli organismi di pianificazione e, soprattutto, <strong>gli incarichi in ambito NATO e multinazionale</strong>, dove il grado non è una formalità ma un requisito funzionale e gerarchico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Va inoltre ricordato che <strong>negli ultimi due decenni il numero complessivo dei generali italiani è stato progressivamente ridotto</strong>, nell’ambito delle riforme degli organici e del ridimensionamento dello strumento militare, arrivando oggi a livelli <strong>molto contenuti rispetto alle reali esigenze operative, di comando e di rappresentanza internazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli anni, le promozioni al grado di <strong>Generale di Brigata</strong> sono diventate progressivamente più restrittive. Un dato emblematico è rappresentato dal <strong>172º Corso dell’Accademia di Modena</strong>, nel quale si è registrato un <strong>minimo storico</strong>, con la promozione, nel 2020, di <strong>soli 11 Generali di Brigata</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parlare quindi di “eccesso” di generali, senza considerare questi contesti, significa leggere le Forze Armate ignorando i reali criteri della difesa contemporanea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il confronto con gli USA</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il confronto con gli USA può anche dare ragione a chi dice <em>“in proporzione ne abbiamo di più”</em>, <strong>ma solo se ci si ferma al dato grezzo</strong>. Negli Stati Uniti, infatti, il numero di <em>general e flag officers</em> (O-7–O-10) è <strong>limitato per legge</strong> e, al <strong>30 giugno 2025</strong>, <a href=\"https://www.congress.gov/crs-product/R44389\">erano <strong>838</strong> (su un massimo autorizzato di <strong>857</strong>)</a>, a fronte di circa <strong>1,32 milioni</strong> di militari in servizio attivo: in pratica <strong>circa 1 generale ogni 1.576 militari</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto però è il contesto NATO: gli USA occupano spesso i <strong>ruoli apicali</strong> e “concentrano” molte posizioni di vertice, mentre gli alleati, Italia compresa, coprono soprattutto <strong>livelli intermedi e subordinati</strong> (vice-comandi, staff, componenti).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E in una struttura a piramide, <strong>più scendiamo e più aumentano i posti</strong>: è anche per questo che il rapporto generali/effettivi può apparire più alto <strong>senza indicare automaticamente un’anomalia o uno spreco</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-questo-tema-e-importante\">Perché questo tema è importante</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ripetere la narrativa dei “troppi generali” produce due effetti concreti e negativi:<strong> indebolisce la credibilità della catena di comando, proprio mentre la sicurezza nazionale e la deterrenza tornano centrali, e abbassa il livello del dibattito, sostituendo la verifica dei fatti con slogan.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto NATO, con missioni multinazionali, interoperabilità crescente e responsabilità diffuse, il tema non è “tagliare per principio”, <strong>ma capire come funziona realmente una Forza Armata moderna</strong> e come si confronta con i suoi pari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>No, l’Italia non ha troppi Generali. Semmai è vero il contrario: <strong>numeri alla mano, il modello italiano rientra nella normalità alleata</strong> e mostra un’impostazione fortemente equilibrata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un mondo abituato a scroll veloci e titoli ad effetto, la bufala resiste soprattutto perché <strong>raramente si va a verificare ciò che dicono i dati</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/TROPPI-GENERALI.jpg","categoria":"Blog","tags":"esercitoitaliano, generaliesercito, generaliitaliani","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-22 22:31:54","stato":"publish","riassunto_video":"L'Esercito Italiano conta circa 170 Generali su 100.000 militari, un rapporto migliore di molti altri Paesi NATO. La narrazione dei \"troppi Generali\" nasce da dati errati e confusione tra generali in congedo o di altre forze armate. Inoltre la loro retribuzione è nettamente inferiore alla media europea. Nell'informazione dominata da scroll veloci e titoli ad effetto, la realtà è ben diversa.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28527-troppi-generali-in-italia-no-sono-meno-della-media-nato-e-anche-i-meno-pagati-sfatiamo-una-volta-per-sempre-la-bufala.mp4","galleria":""}
{"id":28520,"titolo":"Droni di massa per Renault: perché Iveco Defence deve attrezzarsi adesso","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La notizia che arriva da Parigi è un segnale forte per tutta l’industria europea: Renault entrerà nella filiera dei droni militari in partnership con la società di difesa Turgis Gaillard, sotto supervisione della struttura di procurement francese (DGA). Non è solo una curiosità industriale: è l’indizio che, nella nuova fase di riarmo europeo, la capacità decisiva non sarà soltanto “progettare”, ma industrializzare rapidamente, in grandi volumi, a costi e tempi controllati — esattamente ciò che l’automotive sa fare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-sta-facendo-renault-in-francia-e-perche-conta\">Cosa sta facendo Renault in Francia (e perché conta)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Renault è stata scelta per mettere a disposizione competenze di progettazione/industrializzazione e produzione di serie; restano da definire dettagli su siti e volumi, ma il senso strategico è chiaro: Parigi vuole costruire una filiera nazionale in grado di sostenere continuità produttiva, qualità e velocità di rilascio, in un contesto di aumento della spesa militare e di “cambio di scala” delle forze armate entro il 2030.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In altre parole: la Francia sta provando a creare una “catena di montaggio” del drone, facendo leva su un grande player industriale civile (Renault) e su un partner di difesa (Turgis Gaillard) che abiliti requisiti, certificazioni e integrazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14556,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Droni di massa per Renault: perché Iveco Defence deve attrezzarsi adesso\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Copie-de-RS-format-1.png\" alt=\"Droni di massa e industria civile mobilitata: perché Iveco Defence deve attrezzarsi adesso\" class=\"wp-image-14556\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Droni di massa e industria civile mobilitata: perché Iveco Defence deve attrezzarsi adesso</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-messaggio-implicito-a-iveco-defence\">Il messaggio implicito a Iveco Defence</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per Iveco Defence Vehicles il rischio non è “perdersi il trend”, ma ritrovarsi a competere in un mercato dove il valore si sposta dal mezzo singolo al sistema di sistemi: veicoli terrestri + droni + rete C2 + difese anti-drone + logistica digitale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La direzione è già tracciata anche a livello NATO: la sperimentazione di concetti di Robotic and Autonomous Systems (UGV e UAS con orchestrazione C2 interoperabile) indica che l’integrazione tra dominio terrestre e aereo diventerà sempre più un requisito di gara, non un “optional”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14557,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Droni di massa per Renault: perché Iveco Defence deve attrezzarsi adesso\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/44.jpg\" alt=\"Droni di massa e industria civile mobilitata: perché Iveco Defence deve attrezzarsi adesso\" class=\"wp-image-14557\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Droni di massa e industria civile mobilitata: perché Iveco Defence deve attrezzarsi adesso</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-attrezzarsi-significa-tre-mosse-concrete-non-teoriche\">“Attrezzarsi” significa tre mosse concrete (non teoriche)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>1) Droni come estensione del veicolo, non come prodotto a parte</strong><br>La lezione industriale è semplice: la scala conta. Per IDV la via più credibile è posizionarsi come piattaforma terrestre nativamente integrabile con UAS (lanciabili, rifornibili, gestibili e manutenibili in teatro) e con un’architettura C2 aperta. Non serve fare tutto in casa: serve essere il miglior integratore di missione sul dominio land.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>2) Protezione: la domanda cresce anche sul “contro-drone”</strong><br>Se i droni si moltiplicano, crescono in parallelo i requisiti di sopravvivenza per convogli, basi e unità logistiche: detection, jamming, gestione dello spettro, hardening e procedure. Qui l’integrazione con sensori ed elettronica diventa una linea di prodotto immediatamente monetizzabile: kit anti-drone e suite modulari “a catalogo” per più piattaforme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>3) Industrializzazione rapida e filiera europea: linee scalabili e partner mirati</strong><br>Il punto non è copiare Renault, ma replicarne il principio: processo + qualità + costi + tempi come asset strategico. Per IDV questo si traduce in:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>linee e forniture progettate per aumentare i volumi rapidamente;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>partnership selettive con produttori UAS/loitering a livello di sistema (integrazione, supporto, addestramento, manutenzione);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>allineamento a sperimentazioni operative e standard interoperabili, dove spesso si decidono i requisiti prima delle gare.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-il-timing-e-adesso\">Perché il timing è adesso</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il passaggio dell’industria civile verso programmi di difesa è una linea strutturale: budget in crescita e urgenza di capacità numerose, sostituibili e rapide da produrre stanno cambiando le regole del gioco. Chi si attrezza per primo su scala industriale e integrazione multi-dominio tenderà a diventare fornitore di riferimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per Iveco Defence la scelta è netta: restare un eccellente costruttore di piattaforme o diventare l’hub europeo del land system integrato con autonomia e unmanned, trasformando l’integrazione (droni + C2 + anti-drone) in offerte pronte e scalabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/qewwd.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"controdrone, Droni, Industria Difesa, integrazione-c2, iveco-defense","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-22 07:13:52","stato":"publish","riassunto_video":"Renault entra nella filiera dei droni militari francesi, collaborando con Turgis Gaillard per industrializzare rapidamente a costi controllati. La Francia punta a una produzione di massa integrata, coinvolgendo l’industria civile. Iveco Defence deve adattarsi integrando droni e sistemi anti-drone nei veicoli terrestri, puntando su rapidità, qualità e partnership per diventare leader europeo","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28520-droni-di-massa-per-renault-perche-iveco-defence-deve-attrezzarsi-adesso.mp4","galleria":""}
{"id":28510,"titolo":"ATLAS CCV: il “combat wingman” terrestre senza equipaggio","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>BAE Systems Australia ha svelato a Melbourne, durante l’esposizione <strong>Land Forces 2024</strong>, il nuovo <strong>ATLAS Collaborative Combat Variant (CCV)</strong>: un <strong>veicolo terrestre senza equipaggio (UGV)</strong> a <strong>8 ruote motrici (8×8)</strong> pensato per affiancare mezzi corazzati con equipaggio e ridurre l’esposizione dei soldati ai compiti più rischiosi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-ugv-modulare-e-a-vocazione-autonoma\">Un UGV “modulare” e a vocazione autonoma</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo l’azienda, ATLAS CCV nasce per un campo di battaglia in cui opereranno <strong>team misti uomo-macchina</strong>, con piattaforme autonome e semi-autonome capaci di aumentare la “massa” combattente e alleggerire il carico operativo delle unità con equipaggio. Il progetto ruota attorno a due pilastri: <strong>modularità</strong> (per cambiare ruolo e aggiornare i sottosistemi nel tempo) e <strong>autonomia</strong> (per muoversi e operare con diversi livelli di supervisione umana).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul fronte dell’impiego, BAE descrive capacità che vanno dal <strong>controllo remoto in tempo reale</strong> alla <strong>navigazione autonoma su waypoint</strong>, fino alla <strong>generazione di percorso</strong> con evitamento ostacoli in ambienti complessi (ad esempio aree boscose).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14516,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"ATLAS CCV: il “combat wingman” terrestre senza equipaggio\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/diagram.webp\" alt=\"ATLAS CCV: il “combat wingman” terrestre senza equipaggio\" class=\"wp-image-14516\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">ATLAS CCV: il “combat wingman” terrestre senza equipaggio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-potenza-di-fuoco-torretta-vantage-e-cannone-bushmaster-da-25-mm\">Potenza di fuoco: torretta VANTAGE e cannone Bushmaster da 25 mm</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’elemento più distintivo è l’integrazione della <strong>VANTAGE Automated Turret System (ATS)</strong>, una torretta a profilo contenuto progettata anche per piattaforme uncrewed, armata con <strong>M242 Bushmaster da 25 mm</strong>. L’azienda indica una portata efficace fino a <strong>2.500 metri</strong> e una dotazione “ready-use” di <strong>260 colpi</strong>, con <strong>doppia alimentazione</strong> per alternare rapidamente due tipologie di munizionamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Cruciale il punto dottrinale: l’ingaggio con l’arma è previsto con <strong>“human-in-the-loop”</strong>, cioè con un operatore umano coinvolto nelle decisioni di fuoco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-wingman-su-ruote-come-puo-cambiare-l-impiego-sul-terreno\">“Wingman” su ruote: come può cambiare l’impiego sul terreno</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>BAE posiziona ATLAS CCV come <strong>compagno di squadra</strong> di carri, IFV e mezzi logistici: un moltiplicatore di forza che può spingersi dove il rischio è più alto, svolgendo compiti di <strong>scorta sui fianchi</strong>, <strong>ricognizione</strong>, <strong>individuazione/aggancio bersagli</strong> e <strong>supporto di fuoco</strong> a favore delle unità con equipaggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il telaio <strong>8×8</strong> è scelto per bilanciare mobilità e rapidità e, soprattutto, per favorire la schierabilità: ATLAS CCV è progettato per essere trasportabile in un <strong>container ISO da 20 piedi</strong> (o flat rack equivalente), oltre che via aerea o navale in base ai vettori disponibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sviluppato-in-australia-con-ambizione-di-sistema\">Sviluppato in Australia, con ambizione “di sistema”</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma è presentato come un prodotto con forte impronta australiana e orientato anche al mercato domestico: il veicolo è stato mostrato con livree che richiamano l’Esercito australiano e si inserisce nel crescente interesse di Canberra per sistemi senza equipaggio (finora più visibile in aria e in mare, ma in espansione anche a terra).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14517,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"ATLAS CCV: il “combat wingman” terrestre senza equipaggio\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/concept.webp\" alt=\"ATLAS CCV: il “combat wingman” terrestre senza equipaggio\" class=\"wp-image-14517\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">ATLAS CCV: il “combat wingman” terrestre senza equipaggio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-scheda-rapida-atlas-ccv-in-sintesi\">Scheda rapida: ATLAS CCV in sintesi</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Tipo:</strong> uncrewed ground vehicle (UGV) “collaborativo”</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Configurazione:</strong> 8×8, piattaforma modulare</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Massa:</strong> circa <strong>10–11 tonnellate</strong> (variabile in base al carico/payload)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Armamento principale:</strong> <strong>M242 Bushmaster 25 mm</strong> su torretta <strong>VANTAGE ATS</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Munizionamento pronto all’uso:</strong> <strong>260 colpi</strong>, doppia alimentazione</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Autonomia:</strong> controllo remoto + guida autonoma su waypoint + evitamento ostacoli / pianificazione percorso</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ingaggio:</strong> <strong>operatore umano nel ciclo decisionale</strong> (human-in-the-loop)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-contesto-una-corsa-ai-ugv-medi\">Il contesto: una corsa ai UGV “medi”</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>ATLAS CCV arriva mentre diverse forze armate stanno sperimentando UGV armati destinati a operare in coppia o in team con mezzi con equipaggio. L’idea di fondo è replicare a terra concetti simili al “loyal wingman” in ambito aereo: piattaforme senza equipaggio impiegate per compiti ad alto rischio, ricognizione avanzata, protezione dei fianchi e ingaggi selettivi, riducendo l’esposizione del personale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14518,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"ATLAS CCV: il “combat wingman” terrestre senza equipaggio\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/gun.webp\" alt=\"ATLAS CCV: il “combat wingman” terrestre senza equipaggio\" class=\"wp-image-14518\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">ATLAS CCV: il “combat wingman” terrestre senza equipaggio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-aspettarsi-adesso\">Cosa aspettarsi adesso</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il passo successivo riguarda la maturazione del dimostratore: test, integrazione di sensori e sistemi di comunicazione, verifica delle modalità di controllo e delle logiche di cooperazione con unità con equipaggio. La direzione è chiara: aumentare l’efficacia sul campo mantenendo un controllo umano sulle decisioni d’impiego delle armi, e sfruttare la modularità per adattare l’UGV a missioni diverse (scorta, ricognizione, supporto logistico e supporto di fuoco).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se intendi “link interni” anche come <strong>rimandi tipo “come potete leggere qui”</strong> o frasi simili, dimmi e li ripulisco ulteriormente in stile totalmente neutro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/ATLAS-UGV.webp","categoria":"Internazionali","tags":"atlas, BAESystems","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-21 22:23:51","stato":"publish","riassunto_video":"BAE Systems Australia ha presentato ATLAS CCV, un veicolo terrestre senza equipaggio 8×8 modulare e autonomo, progettato per affiancare mezzi corazzati e ridurre i rischi per i soldati. Armato con un cannone Bushmaster da 25 mm e dotato di guida autonoma e controllo remoto, funge da “combat wingman” per scorta, ricognizione e supporto di fuoco, mantenendo sempre il controllo umano nelle decisioni","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.twz.com/news-features/meet-atlas-bae-systems-uncrewed-combat-wingman-fighting-vehicle","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28510-atlas-ccv-il-combat-wingman-terrestre-senza-equipaggio.mp4","galleria":""}
{"id":28504,"titolo":"L’Esercito USA ordina 97 FMTV A2 aviolanciabili per rafforzare la logistica","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’U.S. Army ha assegnato a <strong>Oshkosh Defense</strong> un nuovo contratto per la fornitura di <strong>97 veicoli FMTV A2 (Family of Medium Tactical Vehicles) in configurazione Low-Velocity Airdrop (LVAD)</strong>, nelle versioni <strong>Cargo 6×6 e 4×4</strong>. L’ordine include anche <strong>Arctic Kits</strong>, pacchetti pensati per rendere i mezzi idonei a operare in condizioni di <strong>freddo estremo</strong> e in aree remote, in linea con la crescente attenzione dell’Esercito alla <strong>readiness nell’Artico</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-l-lvad-conta-sostenere-le-mbct-dove-la-logistica-classica-non-arriva\">Perché l’LVAD conta: sostenere le MBCT dove la logistica “classica” non arriva</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Oshkosh, la variante <strong>FMTV A2 LVAD Cargo</strong> è un asset di sostegno chiave per le <strong>Mobile Brigade Combat Teams (MBCTs)</strong>: l’obiettivo è mantenere le unità <strong>rifornite, mobili e operative</strong> sin dall’ingresso nel teatro, anche quando infrastrutture e vie di comunicazione sono degradate o contestate. Il concetto è semplice: <strong>far arrivare</strong> direttamente via aviolancio mezzi e materiali essenziali in aree dove i normali convogli o la resupply tradizionale sono troppo rischiosi o impossibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questa cornice, Oshkosh descrive l’FMTV A2 LVAD come un <strong>moltiplicatore di capacità</strong> per le MBCT: consente di spingere logistica e supporto di manovra più avanti, riducendo la dipendenza da basi e hub fissi e aumentando la resilienza operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-colma-un-gap-noto-la-lettura-di-oshkosh\">“Colma un gap noto”: la lettura di Oshkosh</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A spiegare il senso dell’acquisizione è anche la dichiarazione di <strong>Pat Williams</strong>, Chief Programs Officer di Oshkosh Defense: l’FMTV A2 LVAD, sostiene, “chiude un gap noto” nella mobilità delle forze aviotrasportate, permettendo logistica accelerata e supporto alla manovra “dove il rifornimento tradizionale non è possibile”, estendendo la portata delle unità sul “tactical edge”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un elemento distintivo dell’ordine è l’inclusione degli <strong>Arctic Kits</strong>, citati come prova della capacità del sistema di operare in <strong>ambienti estremi e remoti</strong>. Per l’Esercito, che negli ultimi anni ha enfatizzato addestramento e posture per i climi rigidi, l’adozione di kit dedicati è un tassello concreto per trasformare un veicolo logistico in una piattaforma impiegabile anche in scenari ad alta latitudine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14508,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"L’Esercito USA ordina 97 FMTV A2 aviolanciabili per rafforzare la logistica\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/lvad-small-1024x731-1.jpg\" alt=\"L’Esercito USA ordina 97 FMTV A2 aviolanciabili per rafforzare la logistica\" class=\"wp-image-14508\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Esercito USA ordina 97 FMTV A2 aviolanciabili per rafforzare la logistica</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-stato-del-programma-test-e-aviolanci-riusciti\">Stato del programma: test e aviolanci riusciti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo ordine arriva dopo una sequenza di prove presentate come indicatori di maturità del programma:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Cargo 6×6</strong>: test avviati nel <strong>2023</strong> e <strong>primi test di aviolancio completati con successo nel 2024</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Cargo 4×4</strong>: test iniziati a <strong>metà 2024</strong> e <strong>tre aviolanci consecutivi riusciti</strong> a inizio <strong>2025</strong> presso lo <strong>U.S. Army Yuma Proving Grounds</strong> (Arizona).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-piattaforme-in-dettaglio-carichi-utili-e-prestazioni-dichiarate\">Le piattaforme in dettaglio: carichi utili e prestazioni dichiarate</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’ordine riguarda mezzi <strong>Cargo</strong> 4×4 e 6×6, parte della famiglia FMTV A2. Nelle configurazioni citate in ambito LVAD:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>FMTV A2 4×4 – 2.5-ton Cargo Van</strong>: <strong>payload 5.000 lb</strong> (circa <strong>2.267 kg</strong>) e <strong>area di carico 90 ft²</strong> (circa <strong>8,3 m²</strong>).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>FMTV A2 4×4 – 3-ton Cargo</strong>: <strong>payload 6.000 lb</strong> (circa <strong>2.721 kg</strong>), <strong>velocità massima 62 mph</strong> (circa <strong>99 km/h</strong>) e <strong>volume di carico 145,8 ft³</strong> (circa <strong>4,1 m³</strong>).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>FMTV A2 6×6 (varianti)</strong>: capacità fino a <strong>8 tonnellate</strong> nel cassone; <strong>volume 164,7 ft³</strong> (circa <strong>4,7 m³</strong>). Per la <strong>8-ton Cargo</strong>: <strong>payload 16.000 lb</strong> (circa <strong>7.257 kg</strong>) e <strong>velocità massima 60 mph</strong> (circa <strong>97 km/h</strong>).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14509,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’Esercito USA ordina 97 FMTV A2 aviolanciabili per rafforzare la logistica\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-21-212445.png\" alt=\"L’Esercito USA ordina 97 FMTV A2 aviolanciabili per rafforzare la logistica\" class=\"wp-image-14509\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Esercito USA ordina 97 FMTV A2 aviolanciabili per rafforzare la logistica</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-implicazioni-operative-logistica-distribuita-e-sopravvivenza-in-ambienti-contestati\">Implicazioni operative: logistica distribuita e sopravvivenza in ambienti contestati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Letta in chiave operativa, la scelta di incrementare la flotta LVAD va nella direzione di una logistica <strong>più distribuita e meno prevedibile</strong>: poter lanciare veicoli e rifornimenti a bassa velocità consente di sostenere unità avanzate anche in presenza di minacce su aeroporti, porti o nodi stradali, e di ridurre la vulnerabilità legata a rotte obbligate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In parallelo, l’attenzione all’Artico suggerisce un requisito trasversale: <strong>mobilità e sustainment</strong> devono restare credibili non solo in scenari temperati, ma anche in teatri con condizioni ambientali severe, dove affidabilità meccanica, autonomia e supporto logistico diventano determinanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel complesso, il contratto per i <strong>97 FMTV A2 LVAD</strong> consolida un percorso di sperimentazione già avviato e traduce in acquisizioni un’esigenza molto specifica: <strong>portare logistica e capacità di manovra alle forze aviotrasportate e alle MBCT “dove gli altri non arrivano”</strong>, con un occhio sempre più esplicito alla dimensione <strong>cold weather</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/FMTV-A2-LVAD.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"Army, fmtva2, oshkosh, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-21 21:43:52","stato":"publish","riassunto_video":"L’Esercito USA ha ordinato 97 veicoli FMTV A2 in configurazione Low-Velocity Airdrop (LVAD) per supportare le Mobile Brigade Combat Teams in aree remote e contestate, con Arctic Kits per operare in climi estremi. I mezzi, testati con successo, permettono un rifornimento rapido e distribuito via aviolancio, migliorando mobilità e resilienza logistica anche in ambienti artici.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://oshkoshdefense.com/vehicles/medium-tactical-vehicles/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28504-lesercito-usa-ordina-97-fmtv-a2-aviolanciabili-per-rafforzare-la-logistica.mp4","galleria":""}
{"id":28498,"titolo":"Il Comandante delle Forze Operative Terrestri alla MND-S: tra visione strategica, addestramento avanzato e integrazione alleata","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La recente visita del <strong>Generale di Corpo d’Armata Lorenzo D’Addario</strong>, <strong>Comandante delle Forze Operative Terrestri</strong>, alla <strong>Multinational Division South (MND-S)</strong> si inserisce in un <strong>momento di particolare rilievo</strong> per la struttura multinazionale a guida italiana. Accolto dal <strong>Generale di Divisione Giuseppe Scuderi</strong>, Comandante della Divisione, il vertice delle FOTER ha potuto constatare direttamente <strong>lo stato di avanzamento delle attività</strong> e <strong>la centralità del ruolo assegnato alla MND-S</strong> nel quadro dell’Alleanza Atlantica.<br>Nel corso dell’incontro, il Generale D’Addario ha ricevuto un dettagliato aggiornamento sulla funzione di <strong>Land Component Command (LCC)</strong> della <strong>Allied Reaction Force (ARF)</strong>, incarico assunto dalla Divisione il <strong>1° luglio 2025</strong>. Si tratta di una <strong>responsabilità di primo piano</strong>, che colloca la MND-S al centro dei <strong>meccanismi di risposta rapida</strong> della <strong>NATO</strong>, confermando la <strong>credibilità operativa dell’Esercito Italiano</strong> e la capacità di esprimere <strong>comandi complessi in contesti multinazionali</strong>. La visita ha rappresentato non solo un momento di verifica, ma anche <strong>un’occasione di confronto diretto tra vertici operativi</strong>, utile a condividere orientamenti strategici e priorità addestrative in uno <strong>scenario di sicurezza sempre più articolato</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-steadfast-dart-2026-banco-di-prova-per-la-reattivita-alleata\"><strong>Steadfast Dart 2026: banco di prova per la reattività alleata</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al centro del briefing illustrato al Comandante delle FOTER vi è stata la partecipazione della MND-S alla <strong>Steadfast Dart 2026 (STDT26)</strong>, <strong>principale evento addestrativo dell’ARF</strong> per l’anno in corso. L’esercitazione prevede lo <strong>schieramento in Germania di personale, mezzi e materiali</strong>, configurandosi come una <strong>complessa operazione di proiezione strategica</strong> attraverso il territorio europeo.<br>Per dimensioni, obiettivi e numero di unità coinvolte, la “DART26” assume i connotati di una <strong>vera e propria <em>mission rehearsal</em></strong>, ovvero una <strong>prova generale di impiego reale</strong>. L’attività consente di testare <strong>capacità di comando e controllo</strong>, <strong>interoperabilità tra forze armate alleate</strong> e <strong>integrazione multi-dominio</strong>, elementi oggi imprescindibili per affrontare <strong>crisi ad alta intensità</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14502,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Comandante delle Forze Operative Terrestri alla MND-S: tra visione strategica, addestramento avanzato e integrazione alleata\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/NATO-Steadfast-Dart-exercise.jpg\" alt=\"Il Comandante delle Forze Operative Terrestri alla MND-S: tra visione strategica, addestramento avanzato e integrazione alleata\" class=\"wp-image-14502\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'esercitazione Steadfast Dart 2025 della NATO, Fonte NATO.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, la MND-S è chiamata a garantire <strong>continuità decisionale, rapidità di risposta e coordinamento efficace</strong>, trasformando l’addestramento in un <strong>moltiplicatore concreto di deterrenza</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-valore-del-personale-e-la-dimensione-alleata\"><strong>Il valore del personale e la dimensione alleata</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma della visita è proseguito presso la <strong>Caserma “Perotti”</strong>, sede del <strong>78° Reparto Comando e Supporti Tattici “Lupi di Toscana”</strong>, dove il Generale D’Addario ha potuto osservare da vicino le <strong>attività di preparazione logistica</strong> connesse alla “Steadfast Dart 2026”. Un passaggio significativo, che ha evidenziato come il successo delle grandi esercitazioni dipenda in larga misura dal <strong>lavoro altamente specializzato dei reparti di supporto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14501,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Comandante delle Forze Operative Terrestri alla MND-S: tra visione strategica, addestramento avanzato e integrazione alleata\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/db9b11a0-2f34-44b8-80d1-ca3e175d8acd.jpg\" alt=\"Il Comandante delle Forze Operative Terrestri alla MND-S: tra visione strategica, addestramento avanzato e integrazione alleata\" class=\"wp-image-14501\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Gen. C.A. D'Addario incontra il personale del 78°, Fonte Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo discorso di saluto al personale, il Comandante delle Forze Operative Terrestri ha sottolineato l’importanza di <strong>cogliere l’opportunità di confronto con le unità dei Paesi alleati</strong>, favorendo la condivisione di esperienze, procedure e culture operative. In qualità di <strong>ARF Land Component Command</strong>, la MND-S assicura la funzione di <strong>Comando e Controllo</strong> per l’assolvimento dei <strong>tre compiti fondamentali dell’Alleanza</strong>: <strong>deterrenza e difesa</strong>, <strong>prevenzione e gestione delle crisi</strong>, <strong>sicurezza cooperativa</strong>. La visita del Generale di Corpo d’Armata D’Addario ha così ribadito il <strong>valore strategico della Divisione</strong> e il <strong>ruolo chiave dell’Italia</strong> nel garantire stabilità e prontezza operativa, confermando come l’efficacia della NATO passi oggi attraverso <strong>comandi credibili, personale preparato e una visione integrata del dominio terrestre</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/97f4d65f-b576-4d96-b4b9-28f5ec72511d-e1769026713932.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"addestramento, difesa, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-21 21:23:52","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/il-comandante-delle-forze-operative-terrestri-alla-mnd-s/127997.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28498-il-comandante-delle-forze-operative-terrestri-alla-mnd-s-tra-visione-strategica-addestramento-avanzato-e-integrazione-alleata.mp4","galleria":""}
{"id":28491,"titolo":"Baschi Amaranto da record, promossi Generale di Divisione 5 Paracadutisti: Mongillo, Bernacca, Vicari, Mandolesi e Dello Monaco. Promosso anche l'Incursore Yuri Grossi. Paduano (Folgore) e Isoni (Col Moschin) nuovi Generali di Brigata.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il recente avanzamento dei Generali di Divisione e di Brigata dell’Esercito Italiano segna un momento storico per i <strong>Paracadutisti della Folgore</strong> e, più in generale, per l’intero comparto delle truppe d’élite. Un risultato che parla chiaro: <strong>i Baschi Amaranto sono oggi una delle colonne portanti della leadership militare italiana</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il 174º corso, tra i <strong>primi cinque ufficiali promossi al grado di Generale di Divisione</strong>, figurano <strong>ben cinque Paracadutisti</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Massimiliano Mongillo</strong> (Comandante<strong> <a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\">183º Rgt. Nembo</a></strong> e <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\"><strong>Brigata Paracadutisti Folgore</strong></a> 2023-2024)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Federico Bernacca</strong> (Comandante <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\"><strong>186º Rgt. Folgore</strong></a> 2019-2021 e <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\"><strong>Brigata Paracadutisti Folgore</strong></a> 2024-2025)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Andrea</strong> <strong>Vicari </strong>(Comandante <a href=\"https://brigatafolgore.net/185o-reggimento-artiglieria-paracadutisti-folgore/\"><strong>185º RAO Folgore</strong></a> 2018-2019 e <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\"><strong>COMFOSE</strong></a> 2023-2024)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Nicola</strong> <strong>Mandolesi</strong> (Comandante <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\"><strong>187º Folgore</strong></a> 2019-2020 e <strong>Brigata Pozzuolo del Fiuli</strong> 2023-2025)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Gianluca</strong> <strong>Dello Monaco</strong> (Comandante <a href=\"https://brigatafolgore.net/8-reggimento-genio-guastatori-paracadutisti-folgore/\"><strong>8º Guastatori Folgore</strong></a> 2019-2021 e <strong>Brigata Genio</strong> 2023-2025)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un dato senza precedenti, che certifica non solo l’eccellenza individuale, ma la solidità di una scuola di comando costruita su addestramento, esperienza operativa e cultura della responsabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-folgore-ai-vertici-dell-esercito\">La Folgore ai vertici dell’Esercito</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presenza di cinque Paracadutisti nelle prime posizioni della graduatoria <strong>fotografa un esito specifico di questo avanzamento</strong>, maturato all’interno di percorsi professionali diversi e articolati. Le promozioni, come sempre, sono il punto d’arrivo di carriere costruite su incarichi di comando, responsabilità crescenti, impieghi operativi e valutazioni pluriennali, in un quadro in cui <strong>tutte le componenti dell’Esercito concorrono</strong> alla formazione della leadership.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, la Folgore, al pari di altre specialità e reparti, continua a mettere a disposizione dell’Istituzione <strong>ufficiali con esperienza e profili adatti</strong> a funzioni di livello superiore, dove contano soprattutto capacità di pianificazione, coordinamento e gestione di organizzazioni complesse, oltre alla dimensione operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-incursori-promozione-anche-per-yuri-grossi\">Incursori: promozione per Yuri Grossi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per le Forze Speciali, oltre al Paracadutista Acquisitore Andrea Vicari, arriva un ulteriore riconoscimento di rilievo: è stato infatti promosso <strong>Generale di Divisione</strong> anche l’<strong>Incursore Yuri Grossi</strong>, già Comandante del 9º Col Moschin (2018-2021) dellla Brigata Pinerolo (2024-2025).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un segnale importante che conferma come l’esperienza maturata nelle unità d’élite sia oggi considerata centrale anche nei ruoli di vertice.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-nuovi-generali-di-brigata-paduano-e-isoni\">Nuovi Generali di Brigata: Paduano e Isoni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il quadro delle promozioni si completa con l’avanzamento al grado di <strong>Generale di Brigata</strong> di due ufficiali di assoluto spessore nelle aviotruppe e nelle forze speciali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Dario Paduano</strong>, attuale <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Comandante della Brigata Paracadutisti Folgore</a></strong> e già Comandante del 187º Rgt. Folgore (2022-2024)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Luigi Isoni</strong>, Comandante del <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\">9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”</a></strong> (2021-2024)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-segnale-forte-per-il-futuro\">Un segnale forte per il futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste promozioni rappresentano molto più di un semplice avanzamento di carriera.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per i Baschi Amaranto e per gli Incursori, è la conferma che <strong>sacrificio, competenza e spirito di corpo</strong> non restano parole, ma diventano criterio di selezione ai massimi livelli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un record che entra nella storia e che rafforza il peso strategico della Folgore e delle Forze Speciali nel presente e nel futuro della Difesa italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/promozioni-uff-2026-1.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"bascoamaranto, bascoverde, ColMoschin, folgore, forzspeciali, generaliesercito","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-20 21:20:38","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28491-promozioni-generale-dvisione-174-corso.mp4","galleria":""}
{"id":28485,"titolo":"Il costo del caccia GCAP per l'Italia sale a 21 miliardi di dollari","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Ministero della Difesa italiano ha presentato al Parlamento una revisione dei costi per il programma <strong>Global Combat Air Programme (GCAP)</strong>, il caccia di sesta generazione sviluppato congiuntamente con Regno Unito e Giappone. La spesa prevista per la fase di progettazione e sviluppo è quasi triplicata, scatenando accese polemiche politiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-numeri-del-rincaro\">I numeri del rincaro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il documento inviato alla Commissione Difesa del Senato, l'investimento richiesto all'Italia è passato dai <strong>6 miliardi di euro</strong> stimati nel 2021 agli attuali <strong>18,6 miliardi di euro</strong> (circa 21,8 miliardi di dollari).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fondi già stanziati:</strong> €2 miliardi (già coperti per parte della Fase 1).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fabbisogno aggiuntivo:</strong> €16,6 miliardi per completare le fasi di \"Concept Assessment\" e \"Full Development\".</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Richiesta immediata:</strong> Il governo ha chiesto l'approvazione di <strong>€8,8 miliardi</strong> in pagamenti annuali fino al 2037.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Residuo futuro:</strong> I restanti €7,8 miliardi saranno pianificati in una fase successiva.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14466,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/weinformweb-20231215141645712-1288b1dbeea8af2ca2b994d75ab01fb0.jpg\" alt=\"Il costo del caccia GCAP per l'Italia sale a 21 miliardi di dollari\" class=\"wp-image-14466\" title=\"Il costo del caccia GCAP per l'Italia sale a 21 miliardi di dollari\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il costo del caccia GCAP per l'Italia sale a 21 miliardi di dollari</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-ragioni-dell-aumento\">Le ragioni dell'aumento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il forte rialzo dei costi, calcolato ai prezzi del 2025, è attribuito a diversi fattori critici nello sviluppo di tecnologie di frontiera:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Maturazione tecnologica:</strong> Costi superiori alle attese per lo sviluppo di sistemi radar e IA avanzati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Test e Progettazione:</strong> Maggiore complessità nelle fasi di prototipazione e test dei sistemi integrati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ambizioni del programma:</strong> La necessità di integrare droni (collaborative combat aircraft) e armamenti di nuova generazione mantenendo la scadenza operativa del <strong>2035</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-reazioni-politiche\">Reazioni politiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'annuncio ha provocato la dura reazione dell'opposizione, in particolare del <strong>Movimento 5 Stelle</strong>, che ha sottolineato come il GCAP sia diventato il programma militare più costoso della storia italiana, superando persino l'F-35 (costato circa 18 miliardi per 90 velivoli).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Non mettiamo in dubbio il valore del programma, ma non è accettabile che le commissioni parlamentari siano usate come bancomat che emettono miliardi come fossero noccioline, senza spiegazioni dettagliate,\" hanno dichiarato i parlamentari del M5S.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14470,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/GCAP-Capabilities-infographic-1024x722-1.png\" alt=\"Il costo del caccia GCAP per l'Italia sale a 21 miliardi di dollari\" class=\"wp-image-14470\" title=\"Il costo del caccia GCAP per l'Italia sale a 21 miliardi di dollari\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il costo del caccia GCAP per l'Italia sale a 21 miliardi di dollari</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-prospettive-strategiche\">Prospettive strategiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante le critiche, il governo Meloni punta a una rapida approvazione del testo, forte della maggioranza in commissione. L'importanza strategica del progetto è stata ribadita nel recente incontro a Tokyo tra <strong>Giorgia Meloni</strong> e il primo ministro giapponese <strong>Sanae Takaichi</strong>, confermando l'impegno dei tre partner a consegnare il primo velivolo entro il 2035.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/12323.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Aeronautica, difesa, esercito, GCAP, geopolitica, Italia, spesamilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-20 13:43:52","stato":"publish","riassunto_video":"Il costo del programma GCAP, caccia di sesta generazione sviluppato da Italia, Regno Unito e Giappone, è salito da 6 a 18,6 miliardi di euro per l’Italia, suscitando polemiche politiche. L’aumento è dovuto a sfide tecnologiche e ambizioni elevate. Il governo punta a un’approvazione rapida, mentre l’opposizione critica la mancanza di trasparenza e l’elevato esborso.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/europe/2026/01/20/italy-faces-gcap-warplane-price-tag-topping-21-billion/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28485-il-costo-del-caccia-gcap-per-litalia-sale-a-21-miliardi-di-dollari.mp4","galleria":""}
{"id":28481,"titolo":"Groenlandia, la figuraccia tedesca: missione chiusa dopo due giorni tra i timori dei dazi di Trump","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Germania ha ritirato <strong>in fretta e furia i suoi soldati dalla Groenlandia</strong> appena due giorni dopo il loro arrivo, suscitando incredulità negli ambienti diplomatici e militari europei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Venerdì scorso</strong>, una piccola unità di ricognizione della Bundeswehr, circa 15 uomini, era sbarcata sull’isola artica nell’ambito di un’esercitazione NATO coordinata dalla Danimarca per rafforzare la presenza europea in un territorio che si trova al centro di crescenti tensioni geopolitiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, dopo <strong>meno di 48 ore</strong>, l’ordine di ritiro è arrivato da Berlino senza alcuna spiegazione pubblica chiara, e le truppe hanno lasciato l’isola già domenica, poco dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di imporre <strong>dazi fino al 25%</strong> contro gli alleati europei che sostengono la Danimarca nell’area.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-decisione-che-lascia-perplessi\">Una decisione che lascia perplessi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La mossa della Germania è stata letta da molti come <strong>un segnale di debolezza sul piano diplomatico e militare</strong>. Non tanto per il ritiro in sé, quanto per <strong>la dinamica</strong>: l’avvio di una missione in un teatro sensibile e, subito dopo, l’interruzione repentina. Una scelta così rapida, maturata prima ancora di misurare pienamente le possibili conseguenze politiche ed economiche di una frizione con Washington, ha inevitabilmente alimentato interrogativi sulla <strong>preparazione</strong>, sulla <strong>lungimiranza</strong> e sul livello di coordinamento tra intelligence, ministero della Difesa e ministero degli Esteri di Berlino nella valutazione delle implicazioni di politica estera.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non si tratta quindi solo di un episodio operativo: è <strong>l’intera catena decisionale</strong> a risultare esposta. Una missione avviata senza una chiara sostenibilità politica e poi chiusa in tempi record rischia di intaccare la credibilità strategica della Germania come motore politico ed economico dell’Europa, perché trasmette l’immagine di un Paese che <strong>prima muove</strong> (senza pensare alle conseguenze) e poi <strong>corregge la rotta</strong> sotto pressione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Prima di inviare personale in un contesto del genere ci si aspetterebbe un’analisi accurata delle ricadute</strong>: dalle reazioni dell’amministrazione statunitense alle implicazioni per la coesione della NATO, fino al messaggio inviato agli alleati e agli osservatori internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Invece, ciò che è sembrato emergere è stato un passo lanciato e poi ritrattato d’urgenza: un rientro percepito come frettoloso, che lascia una domanda inevitabile sul tavolo: <strong>in quali mani è oggi la leadership tedesca?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-roma-da-comprimaria-ad-attore-centrale\">Roma, da comprimaria ad attore centrale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In mezzo a questo pasticcio, l’Italia oggi appare come uno dei pochi Paesi europei (se non l'unico) che <strong>sa stare al tavolo con tutti</strong>: parla con Washington, tiene la linea con gli alleati UE e NATO, e ha voce anche nel Mediterraneo. Un cambio di passo che pesa soprattutto se si guarda al passato: per anni l’Italia è stata trattata con sufficienza, <strong>sbeffeggiata o messa in secondo piano dal “direttorio” franco-tedesco</strong>, mentre Parigi e Berlino si intestavano la regia politica dell’Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, invece, con l’esecutivo Meloni, quella dinamica sembra essersi ribaltata: Roma dà l’idea di una linea più compatta e leggibile, e soprattutto evita la cosa più costosa in politica estera: <strong>muoversi a caso e poi fare retromarcia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una postura come quella dell’impostazione Meloni–Crosetto sul dossier difesa difficilmente sarebbe finita in una sequenza così ingenua: prima mandare uomini in un’area ad altissima sensibilità e poi scappare dopo 48 ore, <strong>alimentando la percezione di un’Europa che arretra non appena il confronto con Washington si fa concreto.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa c’è dietro la crisi groenlandese</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contesto di questa vicenda è la crescente pressione esercitata dagli Stati Uniti sulla <strong>Groenlandia</strong>, territorio autonomo danese di grande valore strategico e ricco di risorse naturali. <strong>Trump</strong> ha espresso più volte l’intenzione di voler ottenere il controllo dell’isola e ha collegato le relazioni commerciali con l’Europa alla questione, annunciando nuovi dazi contro i Paesi che vi inviano truppe.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La reazione europea è stata mista: mentre vari Paesi ribadiscono solidarietà nei confronti della Danimarca, l’episodio tedesco rischia di essere ricordato come uno dei momenti di maggiore <strong>imbarazzo</strong> nella recente politica estera europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una riflessione necessaria</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per un Paese come la Germania, che aspira a un ruolo guida nell’Unione Europea e nella difesa collettiva, questi errori di valutazione non sono banali. Un approccio più deciso, pianificato e consapevole delle reazioni statunitensi avrebbe potuto prevenire la sensazione di scompiglio che ora circonda Berlino.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Invece, l’impressione è quella di <strong>un’azione gestita senza una strategia di lungo termine</strong>, un episodio che dovrebbe far riflettere sullo stato attuale delle strutture di intelligence e di politica estera tedesca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/groe-deu.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Germania, Groenlandia, trump, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-19 21:20:29","stato":"publish","riassunto_video":"La Germania ha ritirato in fretta i suoi soldati dalla Groenlandia dopo meno di 48 ore suscitando seri dubbi sulla sua leadership e credibilità strategica. La decisione è arrivata dopo le minacce di dazi da parte di Trump, mettendo in evidenza fragilità di valutazione e coordinamento nella politica estera di Berlino. Nel frattempo l’Italia si afferma come l'interlocutore più solido in Europa.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://it.euronews.com/2026/01/18/paura-dei-dazi-di-trump-lesercito-tedesco-si-ritira-dalla-groenlandia","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28481-groenlandia-la-figuraccia-tedesca-missione-chiusa-dopo-due-giorni-tra-i-timori-dei-dazi-di-trump.mp4","galleria":""}
{"id":28474,"titolo":"NATO: L'Italia protagonista nella \"Cold Response 2026\" tra i ghiacci dell'Artico","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Roma, 19 gennaio 2026</strong> – A marzo il Nord Europa tornerà a essere teatro di una delle principali esercitazioni invernali dell’Alleanza Atlantica: <strong>Cold Response 26</strong>, attività multinazionale <strong>a guida norvegese</strong> che si svolgerà <strong>in Norvegia, Finlandia e Svezia dal 9 al 20 marzo 2026</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto comunicato dalle <strong>Forze di Difesa finlandesi</strong>, <strong>la parte in Finlandia</strong> – organizzata nell’area di <strong>Rovajärvi</strong> – coinvolgerà <strong>circa 7.500 soldati</strong> provenienti da <strong>Finlandia, Svezia, Stati Uniti, Francia, Italia e Regno Unito</strong>. <br>Nel complesso, la Norvegia indica <strong>circa 25.000 partecipanti da 14 nazioni</strong>, con attività terrestri e aeree concentrate soprattutto nella Norvegia settentrionale e nella Finlandia del nord, e una componente marittima al largo della costa norvegese. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14419,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/20250307-SM-3.jpg\" alt=\"NATO: L'Italia protagonista nella &quot;Cold Response 2026&quot; tra i ghiacci dell'Artico\" class=\"wp-image-14419\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">NATO: L'Italia protagonista nella \"Cold Response 2026\" tra i ghiacci dell'Artico</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-logistica-e-rinforzi-il-test-finlandese\">Logistica e rinforzi: il “test” finlandese</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per Helsinki, Cold Response 26 è soprattutto un banco di prova su un punto spesso decisivo in scenari ad alta intensità: <strong>la capacità di far arrivare forze e rifornimenti</strong> e renderli operativi in tempi rapidi, nonostante distanza, clima e vincoli infrastrutturali. Il colonnello <strong>Marko Kivelä</strong>, comandante della <strong>Brigata Jaeger</strong> e direttore della manovra terrestre per l’esercito finlandese, sottolinea che l’esercitazione è la più importante dell’anno “in particolare” per la <strong>verifica della prontezza logistica</strong>, con un numero rilevante di truppe che sarà trasferito in Finlandia <strong>via strada e via aria</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I numeri diffusi dalle Forze di Difesa finlandesi descrivono una struttura “mista” tipica delle esercitazioni di rinforzo Nato: circa <strong>4.000 militari alleati</strong> (di cui <strong>2.000 svedesi</strong>) e <strong>3.500 finlandesi</strong>, con un peso significativo dei <strong>riservisti</strong> (circa <strong>2.000</strong>). <br>Tra gli elementi più rilevanti, la presenza in Finlandia di un <strong>quartier generale di divisione svedese</strong> con unità subordinate. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo dichiarato è <strong>addestrare il rafforzamento dell’area settentrionale della Nato</strong> e la cooperazione in <strong>difficili condizioni artiche</strong>, migliorando la capacità di rispondere a crisi e minacce e l’interoperabilità tra alleati. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-quadro-norvegese-esercitazione-multi-dominio-e-comando-congiunto\">Il quadro norvegese: esercitazione “multi-dominio” e comando congiunto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oslo inquadra Cold Response 26 come un’esercitazione <strong>multi-dominio</strong> (terra, mare, aria, <strong>cyber e spazio</strong>) e spiega che, oltre alla fase “live”, è prevista una <strong>simulazione su larga scala</strong> per aumentare complessità e realismo e testare processi decisionali a livello strategico-operativo. <br>La Norvegia segnala inoltre che l’esercitazione è guidata da un <strong>quartier generale norvegese-statunitense</strong> a <strong>Reitan, vicino Bodø</strong>, ed è pensata anche per rafforzare l’integrazione nordica all’interno dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14420,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/20200312tk-I3047.jpg\" alt=\"NATO: L'Italia protagonista nella &quot;Cold Response 2026&quot; tra i ghiacci dell'Artico\" class=\"wp-image-14420\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">NATO: L'Italia protagonista nella \"Cold Response 2026\" tra i ghiacci dell'Artico</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-focus-italia-presenza-gia-indicata-probabile-un-contributo-con-alpini-e-componente-anfibia\">Focus Italia: presenza già indicata, “probabile” un contributo con Alpini e componente anfibia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel comunicato finlandese l’<strong>Italia è esplicitamente elencata</strong> tra i Paesi che prenderanno parte al segmento in Finlandia.  Tuttavia, <strong>i dettagli sul contributo nazionale</strong> (reparti, numeri e piattaforme) non sono ancora stati resi pubblici dalle autorità coinvolte. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Detto questo, <strong>in linea con le precedenti edizioni</strong> e con le recenti grandi esercitazioni artiche a guida norvegese, è <strong>verosimile</strong> che Roma punti su un profilo “coerente” con l’ambiente operativo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Alpini</strong> (per mobilità e combattimento in terreno montano/invernale): già in <strong>Cold Response 22</strong> l’Italia schierò un gruppo tattico su base <strong>3° Reggimento Alpini (Brigata Taurinense)</strong>. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Marina Militare</strong> e capacità anfibia: sempre in <strong>Cold Response 22</strong> la Marina partecipò con <strong>Nave Garibaldi</strong> e <strong>una compagnia della Brigata Marina San Marco</strong>. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Un’impostazione simile si è vista anche in <strong>Nordic Response 2024</strong> (esercitazione artica guidata dalla Norvegia), dove l’Italia ha impiegato <strong>Garibaldi</strong>, <strong>San Giorgio</strong> con una forza da sbarco di <strong>Fucilieri di Marina</strong>, e un contingente di <strong>Alpini</strong> in funzione di forze d’opposizione. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14421,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/20240430-Nordic-Response.jpeg\" alt=\"NATO: L'Italia protagonista nella &quot;Cold Response 2026&quot; tra i ghiacci dell'Artico\" class=\"wp-image-14421\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">NATO: L'Italia protagonista nella \"Cold Response 2026\" tra i ghiacci dell'Artico</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi: <strong>la partecipazione italiana a Cold Response 26 è già prevista a livello Paese</strong>, e <strong>è plausibile</strong> – come da prassi recente – un contributo che combini <strong>Alpini</strong> e un assetto della <strong>Brigata Marina San Marco</strong> con supporto della <strong>Marina</strong>, ma l’ufficialità su “quali reparti” e “con quali numeri” arriverà con i comunicati operativi più vicini all’avvio dell’esercitazione. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/MG-2003.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"artico, ColdResponse26, esercitazionemilitare, Finlandia, LogisticaDifesa, NATO, NordEuropa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-19 17:53:54","stato":"publish","riassunto_video":"A marzo 2026 si terrà Cold Response 26, grande esercitazione Nato in Norvegia, Finlandia e Svezia con 25.000 militari di 14 Paesi. In Finlandia, 7.500 soldati, tra cui italiani, testeranno la prontezza logistica e la cooperazione in condizioni artiche. L’Italia parteciperà probabilmente con Alpini e forze anfibie, confermando ruoli già visti in precedenti missioni.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28474-nato-litalia-protagonista-nella-cold-response-2026-tra-i-ghiacci-dellartico.mp4","galleria":""}
{"id":28468,"titolo":"Canada tra dazi USA, “tentazioni territoriali” e Cina: e se l’Europa offrisse un’ancora (quasi) naturale?","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nelle ultime settimane il rapporto Ottawa–Washington è tornato a essere una linea ad alta tensione. Da un lato, i <strong>dazi statunitensi</strong> che colpiscono merci canadesi non coperte dalle regole USMCA (con aliquote citate fino al <strong>25%</strong>, e una fascia ridotta al <strong>10%</strong> per alcune categorie come energia e potassa fuori preferenza) hanno riaperto un contenzioso commerciale che il Nord America credeva archiviato. <br>Dall’altro, nello stesso clima politico sono riemerse <strong>dichiarazioni e posture “espansive”</strong>: non solo l’ossessione americana per la Groenlandia – con minacce tariffarie e discussioni pubbliche su come “acquisirla” – ma anche la retorica (già sentita) del Canada “51° Stato”, che a Ottawa viene letta come pressione politica oltre che provocazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, la notizia che ha fatto più rumore non è un viaggio “della Cina in Canada”, bensì l’opposto: <strong>la visita del premier canadese Mark Carney a Pechino (gennaio 2026)</strong>, con l’obiettivo dichiarato di <strong>diversificare</strong> e ridurre la dipendenza economica dagli Stati Uniti, e con accordi preliminari di cooperazione in più settori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14406,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Canada tra dazi USA, “tentazioni territoriali” e Cina: e se l’Europa offrisse un’ancora (quasi) naturale?\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-19-061331.png\" alt=\"Canada tra dazi USA, “tentazioni territoriali” e Cina: e se l’Europa offrisse un’ancora (quasi) naturale?\" class=\"wp-image-14406\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Canada tra dazi USA, “tentazioni territoriali” e Cina: e se l’Europa offrisse un’ancora (quasi) naturale?</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-domanda-scomoda-perche-il-canada-deve-scegliere-solo-tra-usa-e-cina\">La domanda scomoda: perché il Canada deve scegliere solo tra USA e Cina?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se l’asse commerciale con gli Stati Uniti diventa più instabile, e l’opzione cinese porta con sé rischi geopolitici, tecnologici e di sicurezza, allora la vera domanda è: <strong>perché non costruire una terza gamba strategica</strong>? E qui entra in scena l’Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’idea provocatoria – “chiediamo al Canada di entrare nell’UE” – è perfetta per aprire il dibattito, ma va detta con chiarezza: <strong>oggi è giuridicamente quasi impossibile</strong>, perché i trattati UE prevedono l’adesione per “uno Stato europeo”. <br>Ma proprio perché l’adesione formale è fuori portata, l’Europa potrebbe ragionare su qualcosa di politicamente più realistico: <strong>un’integrazione rafforzata</strong> (commerciale, industriale, tecnologica e persino di mobilità) che trasformi il Canada nel <strong>partner “quasi interno”</strong> del mercato europeo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-il-canada-e-europeo-piu-di-quanto-la-geografia-ammetta\">Perché il Canada è “europeo” più di quanto la geografia ammetta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui sta il punto che spesso si sottovaluta: <strong>le affinità sociali e culturali Canada–Europa sono enormi</strong>, e non sono folclore; sono infrastruttura di fiducia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Istituzioni e cultura politica</strong>: democrazia parlamentare, primato del diritto, tutela delle minoranze, welfare e sanità pubblica come pilastri condivisi con gran parte dell’Europa.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Bilinguismo e pluralità culturale</strong>: l’inglese lo lega al mondo anglosassone europeo (UK/Irlanda e affinità con Nord Europa), il francese lo connette direttamente alla tradizione continentale e alla Francofonia.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Radici sociali e familiari</strong>: una parte sostanziale della popolazione canadese discende da migrazioni europee (Regno Unito, Francia, Italia, Portogallo, Europa dell’Est, Scandinavia), con reti associative, comunitarie e professionali che ancora oggi fanno da ponte.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Università, ricerca, arti</strong>: scambi accademici e scientifici, coproduzioni culturali, circuiti editoriali e festival rendono l’Atlantico meno largo di quanto sembri.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Valori regolatori</strong>: su privacy, consumatori, sostenibilità e standard industriali, il Canada spesso dialoga più facilmente con Bruxelles che con Washington.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In breve: <strong>il Canada “assomiglia” all’Europa</strong> per architettura sociale, sensibilità pubblica e cultura dei diritti, molto più di quanto assomigli a un modello di deregulation aggressiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14407,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Canada tra dazi USA, “tentazioni territoriali” e Cina: e se l’Europa offrisse un’ancora (quasi) naturale?\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/canmaptn.jpg\" alt=\"Canada tra dazi USA, “tentazioni territoriali” e Cina: e se l’Europa offrisse un’ancora (quasi) naturale?\" class=\"wp-image-14407\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Canada tra dazi USA, “tentazioni territoriali” e Cina: e se l’Europa offrisse un’ancora (quasi) naturale?</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-che-cosa-potrebbe-fare-davvero-l-ue-senza-cambiare-i-trattati-domattina\">Che cosa potrebbe fare davvero l’UE (senza cambiare i trattati domattina)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Europa e il Canada hanno già una base: un rapporto economico strutturato (CETA) e una lunga cooperazione politica. Il salto di qualità potrebbe essere un “pacchetto Canada–UE” con 5 pilastri:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Mercato e industria</strong>: aggiornare e approfondire le regole su standard, appalti, servizi digitali, riconoscimento qualifiche.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Energia e materie critiche</strong>: accordi di lungo periodo su idrogeno, uranio civile, nichel/cobalto/terre rare, con filiere trasparenti e sostenibili.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Difesa e sicurezza economica</strong>: protezione delle catene del valore, screening sugli investimenti sensibili, collaborazione NATO-UE dove possibile.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Mobilità</strong>: più visti di lavoro “leggeri”, corsie per ricercatori e studenti, programmi di scambio strutturali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Finanza e resilienza</strong>: strumenti comuni per attenuare shock tariffari e ritorsioni, e un coordinamento diplomatico più stretto sulle dispute commerciali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-messaggio-politico-non-e-anti-usa-e-pro-autonomia\">Un messaggio politico: non è “anti-USA”, è “pro-autonomia”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La narrativa giusta non è “staccarsi dagli Stati Uniti”, ma <strong>evitare la dipendenza unilaterale</strong>. I dazi e la retorica muscolare (Groenlandia, pressioni tariffarie sugli alleati, “51° Stato”) hanno già prodotto un effetto concreto: spingono Ottawa a cercare alternative. <br>Se l’Europa non vuole che lo spazio venga riempito solo da Pechino, deve offrire un’opzione credibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>E allora sì: “Canada nell’UE” come slogan è impraticabile. Ma “Canada con l’Europa” come scelta strategica è più sensata oggi di ieri.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/CAN-UE.png","categoria":"Blog","tags":"Canada, Cina, geopolitica, Groenlandia, UE, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-19 09:23:55","stato":"publish","riassunto_video":"Il rapporto tra Canada e USA si è complicato per dazi e tensioni politiche, spingendo Ottawa a cercare alternative economiche, tra cui la Cina. Tuttavia, l’Europa rappresenta un partner naturale grazie a affinità culturali, sociali e politiche. Un’integrazione rafforzata con l’UE, senza adesione formale, potrebbe offrire al Canada un’ancora strategica per diversificare e rafforzare l'autonomia.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28468-canada-tra-dazi-usa-tentazioni-territoriali-e-cina-e-se-leuropa-offrisse-unancora-quasi-naturale.mp4","galleria":""}
{"id":28462,"titolo":"USA: i plotoni fucilieri cambiano, l'innovazione diventa tattica e quotidiana","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>I <strong>plotoni fucilieri</strong> di oggi non entrano in contatto solo “quando vedono il nemico”, ma spesso quando vengono rilevati o quando rilevano: <strong>un drone a bassa quota, una traccia termica, un’emissione radio, un disturbo nello spettro</strong>. Per questo le forze armate stanno spostando capacità prima riservate a reparti specialistici (ricognizione aerea, sorveglianza, guerra elettronica) <strong>sempre più in basso, fino al livello di plotone e compagnia</strong>. Due storie lo mostrano bene: il 2nd Marine Regiment che durante una Combat Readiness Evaluation (23 ottobre–7 novembre 2025) <strong>sperimenta sUAS e strumenti per operare nell’ambiente elettromagnetico</strong>; e l’U.S. Army che <strong>porta l’electronic warfare nello zaino</strong> con il TLS-BCT Manpack, lasciando ai reparti la libertà di <strong>inventare nuovi impieghi sul campo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dal-supporto-esterno-al-plotone-tecnologia-organica-alla-manovra\">Dal “supporto esterno” al plotone: tecnologia organica alla manovra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei Marines il punto non è “avere droni”, ma <strong>farli diventare parte del modo di muoversi dei plotoni fucilieri</strong>: piccoli UAS usati per <strong>schermare rotte, osservare prima di entrare, ridurre l’incertezza</strong> prima della manovra. Nell’Army la stessa logica si applica allo spettro: il TLS-Manpack nasce per dare ai <strong>plotoni fucilieri</strong> la capacità di <strong>rilevare segnali, localizzarli e (in alcune configurazioni) disturbarli</strong>. In entrambi i casi, l’innovazione <strong>scende di livello</strong>: non rimane in mano a pochi specialisti o a piattaforme grandi, ma diventa <strong>tattica e quotidiana</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14393,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"USA: i plotoni fucilieri cambiano, l'innovazione diventa tattica e quotidiana\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/KLKL.jpg\" alt=\"USA: i plotoni fucilieri cambiano pelle nello scenario tecnologico\" class=\"wp-image-14393\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">USA: i plotoni fucilieri cambiano pelle nello scenario tecnologico</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-nemico-implicito-e-lo-stesso-droni-e-segnali-come-campo-di-battaglia\">Il nemico implicito è lo stesso: droni e segnali come campo di battaglia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’uso di sUAS risponde a una realtà semplice: la minaccia può essere nascosta, mobile, e soprattutto può <strong>colpire prima di essere vista</strong>. Il video in diretta e l’osservazione termica permettono ai <strong>plotoni fucilieri</strong> di <strong>identificare possibili posizioni avversarie</strong> e scegliere tempi e direzioni più sicure. Il TLS-Manpack risponde allo stesso scenario, ma nel dominio elettromagnetico: molti droni e sistemi dipendono da collegamenti radio, e la possibilità di scoprire <strong>“chi trasmette” e da dove</strong> può trasformarsi in <strong>protezione immediata</strong> o in opportunità di neutralizzazione per unità che si muovono a piedi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-modulare-e-adattabile-strumenti-che-cambiano-forma-con-la-missione\">Modulare e adattabile: strumenti che cambiano forma con la missione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste tecnologie non sono pensate come “un oggetto unico” che funziona sempre allo stesso modo. I droni leggeri sono <strong>portatili, impiegabili rapidamente, integrabili</strong> nel lavoro dei <strong>plotoni fucilieri</strong> durante pattuglie e infiltrazioni; diventano un sensore che si accende e si spegne secondo il ritmo della manovra. Il TLS-Manpack è concepito come <strong>kit riconfigurabile</strong>: può variare in peso, autonomia e funzioni, e proprio questa flessibilità ha spinto i reparti a <strong>sperimentare soluzioni creative</strong>, come l’impiego da piattaforme elevate per aumentare la copertura. La parola chiave è <strong>adattamento</strong>, non standardizzazione rigida.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14389,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Army-TLS-Manpack-8771417.jpg\" alt=\"USA: i plotoni fucilieri cambiano pelle nello scenario tecnologico\" class=\"wp-image-14389\" title=\"USA: i plotoni fucilieri cambiano pelle nello scenario tecnologico\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">USA: i plotoni fucilieri cambiano pelle nello scenario tecnologico</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-addestramento-come-laboratorio-sperimentare-in-condizioni-realistiche-e-iterare\">Addestramento come laboratorio: sperimentare in condizioni realistiche e iterare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto di contatto più forte è il metodo. La valutazione dei Marines non è solo un esame, ma un banco di prova in cui si verifica cosa succede quando <strong>nuove tecnologie entrano davvero nelle procedure operative dei plotoni fucilieri</strong>. Nell’Army l’approccio è simile: consegnare capacità a reparti operativi, osservare come vengono usate, raccogliere feedback e <strong>aggiornare rapidamente tattiche e software</strong>. In un ambiente dove le contromisure evolvono in settimane, non basta introdurre un sistema: bisogna costruire <strong>un ciclo continuo di apprendimento e aggiornamento</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-frizione-nascosta-peso-energia-e-traccia-signature-management\">La frizione nascosta: peso, energia e traccia (signature management)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni vantaggio porta un costo. Nei Marines emerge chiaramente: più tecnologia significa <strong>carichi più pesanti</strong>, maggiore affaticamento, e soprattutto più difficoltà a <strong>restare non rilevabili</strong>. Per i <strong>plotoni fucilieri</strong>, la tecnologia può aumentare la traccia (elettromagnetica, termica, visiva) e rendere più complesso il mantenimento della furtività. Nel caso del TLS-Manpack, la questione <strong>dimensioni–peso–energia</strong> è strutturale: il sistema deve essere abbastanza leggero e gestibile da stare al margine tattico senza spezzare la mobilità. Il futuro non è solo aggiungere dispositivi, ma imparare a <strong>gestirne gli effetti collaterali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-fondamentali-restano-ma-cambiano-le-decisioni-piu-autonomia-ai-piccoli-comandanti\">I fondamentali restano, ma cambiano le decisioni: più autonomia ai piccoli comandanti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sia nei Marines sia nell’Army i leader insistono su un principio: la tecnologia <strong>non sostituisce i fondamentali</strong>. “Sparare, muovere, comunicare” resta la base. Ma intorno a quella base cambia tutto: aumenta la velocità con cui arrivano informazioni, aumenta la probabilità di operare con <strong>comunicazioni degradate</strong>, aumenta la necessità di <strong>scegliere in pochi secondi</strong>. Per questo cresce il valore della <strong>decisione decentralizzata</strong>: nei <strong>plotoni fucilieri</strong> squadre e comandanti subalterni devono saper agire anche quando la rete non regge, usando sensori e strumenti come <strong>moltiplicatori</strong>, non come stampelle.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/251020-M-XP201-1114-scaled-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"guerraelettronica, plotonifucilieri, signaturemanagement, sUAS, TLSManpack","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-19 05:53:54","stato":"publish","riassunto_video":"I plotoni fucilieri moderni integrano droni e guerra elettronica per rilevare e neutralizzare minacce prima del contatto diretto. Marines e U.S. Army adottano tecnologie portatili e modulabili, come sUAS e TLS-Manpack, per aumentare autonomia e adattabilità sul campo. L’addestramento continuo e la gestione dei pesi e dell'occultamen sono fondamentali, mentre resta cruciale la decisione autonoma.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28462-usa-i-plotoni-fucilieri-cambiano-linnovazione-diventa-tattica-e-quotidiana.mp4","galleria":""}
{"id":28455,"titolo":"La riforma della Difesa di Crosetto: cosa cambia (e perché) nel nuovo cantiere sulle Forze Armate","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi mesi il Ministero della Difesa, guidato da Guido Crosetto, ha messo in moto un percorso di riorganizzazione che punta a modernizzare lo strumento militare italiano, intervenendo su personale, struttura e nuove capacità operative. <strong>L’iniziativa più recente è l’avvio di un Comitato Strategico incaricato di preparare un disegno di legge di revisione complessiva della Difesa</strong>, un cantiere che mira ad aggiornare regole e organizzazione delle Forze Armate al nuovo contesto geopolitico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa iniziativa si innesta su un filone già aperto a fine 2025: il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare due schemi di decreto legislativo collegati a deleghe parlamentari, uno sulla sanità militare interforze e uno sulla revisione dello strumento militare nazionale, con particolare attenzione a reclutamento e carriere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-una-riforma-adesso-contesto-geopolitico-e-prontezza-operativa\">Perché una riforma adesso: contesto geopolitico e prontezza operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nelle comunicazioni ufficiali, la spinta alla riforma viene collegata al mutato scenario internazionale e alla necessità di adeguare le Forze Armate a minacce più complesse, incluse quelle ibride e digitali. <strong>Il mandato attribuito al Comitato Strategico è impostato come tecnico-operativo e orientato a tre assi: rafforzamento delle capacità operative, semplificazione dei processi amministrativi, riorganizzazione di strutture e personale.</strong> In questo quadro rientrano anche due priorità spesso richiamate: la possibile creazione di una Riserva e lo sviluppo delle capacità di cybersicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12026,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La riforma della Difesa di Crosetto: cosa cambia (e perché) nel nuovo cantiere sulle Forze Armate\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/crosetto-guido.jpg\" alt=\"Pragmatismo, non ideologia: perché Crosetto è un grande Ministro. Ma non basta!\" class=\"wp-image-12026\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Pragmatismo, non ideologia: perché Crosetto è un grande Ministro. Ma non basta! - Copyright Foto Ministero della Difesa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-percorso-su-due-binari-decreti-gia-avviati-e-disegno-di-legge-in-preparazione\">Un percorso su due binari: decreti già avviati e disegno di legge in preparazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La riforma si muove su un doppio livello: da un lato provvedimenti già avviati tramite decreti (sanità militare e revisione dello strumento), dall’altro un disegno di legge “quadro” che dovrebbe ridisegnare l’impianto generale.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul fronte dei decreti, il primo intervento riguarda la sanità militare: l’obiettivo dichiarato è costruire un modello interforze più coordinato, capace di sostenere le operazioni e di collaborare con il Servizio Sanitario Nazionale in logica di sussidiarietà, senza creare un sistema parallelo. Il secondo provvedimento riguarda la revisione dello strumento militare nazionale e punta soprattutto su reclutamento e percorsi di carriera, con l’idea di rendere più efficiente l’alimentazione dei ruoli e più flessibili alcuni meccanismi selettivi e di avanzamento, in particolare per sottufficiali e volontari in ferma prefissata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, il Comitato Strategico dovrà alimentare una proposta più complessiva, in cui le scelte organizzative e amministrative dovrebbero essere ripensate in modo organico, includendo anche le nuove esigenze operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-personale-organici-reclutamento-e-carriere\">Personale: organici, reclutamento e carriere</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nodo del personale è centrale. Nelle ricostruzioni circolate attorno ai provvedimenti di fine 2025 emerge l’idea di un obiettivo numerico di medio periodo, con un riequilibrio complessivo degli organici e una maggiore attenzione alla gestione delle carriere. <strong>Al di là dei numeri, il punto è la qualità e la composizione delle competenze: cresce l’esigenza di figure tecniche e specialistiche, soprattutto in ambiti come cyber, comunicazioni, logistica avanzata e interoperabilità con alleati e partner.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questa prospettiva, la riforma viene presentata come un tentativo di rendere la macchina più efficace non solo aumentando o redistribuendo gli organici, ma rendendo più coerenti i percorsi formativi e professionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13654,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La riforma della Difesa di Crosetto: cosa cambia (e perché) nel nuovo cantiere sulle Forze Armate\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/strade-sicure2.jpg\" alt=\"Strade Sicure nella Manovra: la coerenza di Crosetto e il ruolo delle Forze Armate nell'ordine pubblico\" class=\"wp-image-13654\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Strade Sicure nella Manovra: la coerenza di Crosetto e il ruolo delle Forze Armate nell'ordine pubblico</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-riserva-e-cybersicurezza-verso-uno-strumento-piu-misto-e-multidominio\">Riserva e cybersicurezza: verso uno strumento più “misto” e multidominio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Due parole tornano con frequenza: Riserva e cybersicurezza. <strong>La Riserva richiama l’ipotesi di affiancare alla componente professionale un bacino di personale addestrato e richiamabile, utile sia in caso di crisi sia per colmare esigenze specifiche.</strong> La cybersicurezza riguarda un dominio operativo ormai permanente, dove attacchi e interferenze non sono necessariamente legati a un conflitto dichiarato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alcuni documenti di indirizzo citati nel dibattito pubblico indicano, tra le ipotesi, strutture dedicate al contrasto delle minacce ibride e un rafforzamento delle capacità cyber, con attenzione alla continuità operativa e alla disponibilità di professionalità adeguate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sanita-militare-interforze-integrazione-e-capacita-di-risposta\">Sanità militare interforze: integrazione e capacità di risposta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il capitolo sanità è uno dei più concreti. L’idea di un modello interforze mira a ridurre frammentazioni, semplificare la catena di comando e rendere più rapidi interventi e supporto sanitario, soprattutto in scenari operativi e nelle emergenze. È anche un tema di standard comuni, governance e impiego flessibile del personale sanitario tra componenti diverse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-contesto-strategico-industriale-tecnologia-e-filiera-nazionale\">Il contesto strategico-industriale: tecnologia e filiera nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro asse di fondo è quello strategico-industriale. La modernizzazione dello strumento militare implica investimenti in tecnologie e capacità (dai sistemi unmanned all’interoperabilità, fino alle infrastrutture digitali). Nel dibattito sulla programmazione pluriennale della Difesa ricorre anche il tema del sostegno a ricerca e sviluppo e alla filiera nazionale del settore, in un equilibrio delicato tra necessità operative, vincoli di bilancio e obiettivi industriali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12854,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La riforma della Difesa di Crosetto: cosa cambia (e perché) nel nuovo cantiere sulle Forze Armate\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/16-Intervento-soccorritore-militare-su-ferito-in-combattimento.jpg\" alt=\"Brigata Sassari: La sfida della guerra asimmetrica nell'Esercitazione CBRN\" class=\"wp-image-12854\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Brigata Sassari: La sfida della guerra asimmetrica nell'Esercitazione CBRN</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-dibattito-politico-consensi-critiche-e-punti-aperti\">Il dibattito politico: consensi, critiche e punti aperti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come spesso accade quando si parla di Difesa, la riforma genera discussioni accese. Le critiche si concentrano soprattutto su obiettivi, costi e indirizzo generale: c’è chi teme un cambio di priorità nella spesa pubblica e chi chiede più trasparenza sui risultati attesi. Sul fronte opposto, la linea del Ministero insiste su efficienza, prontezza operativa e adeguamento al contesto internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-aspettarsi-nei-prossimi-mesi\">Cosa aspettarsi nei prossimi mesi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi la “riforma Crosetto” è soprattutto un processo in costruzione. <strong>I decreti avviati a fine 2025 rappresentano i primi tasselli operativi, mentre il lavoro del Comitato Strategico dovrebbe tradursi in una proposta più ampia e organica.</strong> <strong>I punti decisivi da seguire saranno: definizione della Riserva, rafforzamento strutturale delle capacità cyber, misure di semplificazione amministrativa, e l’equilibrio tra ambizione riformatrice e sostenibilità (personale, formazione, risorse).</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/Aviolancio-delle-Bandiere-di-Guerra-di-tutti-i-Reparti-della-Folgore2-e1761317008687.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"crosetto, cybersicurezza, ForzeArmate, reclutamento, RiformaDifesa, RiservaMilitare, SanitàMilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-19 00:53:54","stato":"publish","riassunto_video":"Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, avvia una riforma per modernizzare le Forze Armate italiane, con focus su personale, struttura e capacità operative. Tra le novità, un Comitato Strategico prepara un disegno di legge quadro, mentre decreti già approvati riguardano sanità militare interforze e reclutamento. Priorità: creazione di una Riserva, cybersicurezza e semplificazione amministrativa.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28455-la-riforma-della-difesa-di-crosetto-cosa-cambia-e-perche-nel-nuovo-cantiere-sulle-forze-armate.mp4","galleria":""}
{"id":28449,"titolo":"Il Ritorno dei Giganti: Perché la Portaerei è di nuovo il Cuore del Potere Globale - VIDEO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per anni il pensiero strategico ha considerato le portaerei come \"dinosauri del Novecento\", bersagli troppo costosi e facili prede dei droni low-cost o della guerra asimmetrica. Eppure, gli eventi recenti dimostrano <strong>la riscoperta fondamentale della portaerei nella gara tra superpotenze</strong>. Il dibattito sulla loro fragilità si è scontrato con un dato pragmatico: nessuna tecnologia offre la stessa <strong>combinazione di proiezione di potenza e flessibilità politica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sebbene droni e mine possano disturbare il traffico, non possono sostituire una <strong>base aerea sovrana e mobile</strong>. La capostipite di questa rinascita è la <strong>USS Gerald R. Ford (CVN 78)</strong>: un gigante da 110.000 tonnellate a propulsione nucleare, il primo nuovo design di portaerei statunitense degli ultimi 40 anni. Progettata per servire per mezzo secolo, questa nave trasforma la guerra navale grazie a una capacità di generazione di energia tripla rispetto alla precedente classe Nimitz.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14376,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Il Ritorno dei Giganti: Perché la Portaerei è di nuovo il Cuore del Potere Globale - VIDEO\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/USS-Gerald-R.-Ford-CVN-78-underway-in-the-Atlantic-Ocean-on-9-October-2022-221009-N-TL968-1248-1.jpg\" alt=\"Il Ritorno dei Giganti: Perché la Portaerei è di nuovo il Cuore del Potere Globale - VIDEO\" class=\"wp-image-14376\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Ritorno dei Giganti: Perché la Portaerei è di nuovo il Cuore del Potere Globale - VIDEO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dalla-dottrina-alla-pratica-i-casi-venezuela-e-iran\">Dalla Dottrina alla Pratica: I Casi Venezuela e Iran</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'importanza di questo strumento è stata riaffermata nel Mar dei Caraibi, dove il dispiegamento della <a href=\"https://difesanews.com/usa-la-uss-gerald-r-ford-verso-lamerica-latina-nuova-massiccia-proiezione-di-potenza-contro-i-narco-traffici/\">USS Gerald R. Ford è stato il perno dell'operazione contro il regime di Maduro</a>. Con il suo sistema di lancio elettromagnetico (<strong>EMALS</strong>), la Ford può lanciare una varietà più ampia di velivoli, dai pesanti caccia F-35C ai piccoli droni tattici, con una precisione e una frequenza (sortie rate) superiori del 25% rispetto al passato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, nella crisi in Iran, l'annuncio del <strong>movimento di due portaerei esercita una pressione psicologica enorme su Khamenei</strong>. La loro \"marcia di avvicinamento\" non è solo uno spostamento di truppe, ma un atto di comunicazione strategica. Come affermato dall'Ammiraglio John Richardson, la letalità della Ford nasce dalla capacità di <strong>combinare informazioni, navi, aerei e forze subacquee</strong>, cambiando radicalmente il modo di operare e combattere in teatri complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-portaerei-come-strumento-di-diplomazia-coercitiva\">La Portaerei come Strumento di Diplomazia Coercitiva</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La portaerei nel 2026 non serve solo a bombardare, ma svolge funzioni politiche cruciali. Agisce come potente fattore di <strong>deterrenza</strong>, impedendo l'escalation dei gruppi paramilitari regionali, e come <strong>supporto al dissenso</strong>, segnalando alle fazioni interne che <strong>l'equilibrio di potere sta cambiando</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante un costo di costruzione di circa <strong>12,8 miliardi di dollari</strong>, l'investimento si giustifica con la capacità di <strong>spostare l'asse politico di un'intera regione</strong> attraverso la sola presenza fisica. Con la USS John F. Kennedy (CVN 79) in fase avanzata e i lavori già iniziati sulla futura USS Enterprise (CVN 80), gli Stati Uniti confermano che, in questo \"ritorno al Novecento\", il <strong>peso militare tangibile conta più della retorica digitale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://www.youtube.com/watch?v=j26ppRiUBe0\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://www.youtube.com/watch?v=j26ppRiUBe0\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/2222.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#Portaerei, difesa, geopolitica, Iran, strategia, USNavy, Venezuela","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-18 23:43:54","stato":"publish","riassunto_video":"Le portaerei, un tempo considerate obsolete, tornano protagoniste nella competizione globale grazie a capacità uniche di proiezione di potenza e flessibilità politica. La USS Gerald R. Ford, con tecnologia avanzata e lancio elettromagnetico, guida questa rinascita, dimostrando il valore strategico in crisi come Venezuela e Iran.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28449-il-ritorno-dei-giganti-perche-la-portaerei-e-di-nuovo-il-cuore-del-potere-globale-video.mp4","galleria":""}
{"id":28443,"titolo":"Libano, le truppe francesi respingono un drone proveniente da Israele","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le truppe francesi impegnate nella missione <strong>UNIFIL</strong> nel sud del <strong>Libano</strong> sono state protagoniste di un episodio significativo che evidenzia l’evoluzione delle minacce nel contesto delle operazioni di peacekeeping moderne. All’inizio di gennaio 2026, una pattuglia di caschi blu ha intercettato e respinto un <strong>drone sospetto proveniente dal territorio di Israele</strong>, utilizzando sistemi di <strong>guerra elettronica portatile</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’incidente si è verificato durante una normale attività di pattugliamento nella zona meridionale del Libano, non lontano dalla cosiddetta <em>Blue Line</em>, la linea di demarcazione stabilita dalle Nazioni Unite tra Libano e Israele. Il drone, di piccole dimensioni, si è avvicinato alla pattuglia francese volando a <strong>bassissima quota</strong>, arrivando a circa <strong>30 metri sopra i militari</strong>, una distanza ritenuta potenzialmente pericolosa sia per la sicurezza del personale ONU sia per i civili presenti nell’area.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:html -->\n<blockquote class=\"twitter-tweet\"><p lang=\"fr\" dir=\"ltr\">Sud-Liban. Des soldats français de la Finul actionnent des contre mesures sur un drone israélien dangereux. Deux drones israéliens porteurs d&#039;explosifs ont été neutralisés au cours de cette mission de la Force des Nations unies régulièrement la cible des drones israéliens. <a href=\"https://twitter.com/hashtag/Liban?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw\">#Liban</a> <a href=\"https://t.co/vVM5rPVh07\">pic.twitter.com/vVM5rPVh07</a></p>&mdash; Georges Malbrunot (@Malbrunot) <a href=\"https://twitter.com/Malbrunot/status/2008273225416102329?ref_src=twsrc%5Etfw\">January 5, 2026</a></blockquote> \n<!-- /wp:html -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-risposta-con-il-jamming\">La risposta con il jamming</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conformità alle <strong>regole di ingaggio difensive</strong>, i soldati francesi hanno reagito impiegando <strong>jammer portatili Nerod F5</strong>, dispositivi progettati per disturbare i segnali di controllo e navigazione dei droni. L’azione non aveva finalità offensive né mirava all’abbattimento del velivolo, ma esclusivamente a <strong>neutralizzarne la capacità di operare sopra la pattuglia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A seguito dell’interferenza elettronica, il drone ha perso stabilità operativa ed è stato costretto a <strong>invertire la rotta</strong>, allontanandosi dall’area e dirigendosi verso la zona da cui proveniva. L’intervento si è svolto senza l’uso di armi cinetiche e senza conseguenze per il personale ONU o per la popolazione locale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-contesto-sempre-piu-complesso\">Un contesto sempre più complesso</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’episodio si inserisce in un quadro operativo estremamente delicato. L’area lungo la Blue Line è da tempo interessata da <strong>sorvoli frequenti di UAV</strong>, attività di sorveglianza, disturbi elettronici e, in alcuni casi, azioni ostili indirette. La presenza crescente di droni — spesso difficili da attribuire con certezza — rappresenta una <strong>sfida concreta per le missioni di pace</strong>, nate in un’epoca in cui questo tipo di minaccia non esisteva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi mesi, le forze ONU hanno segnalato diversi eventi che hanno messo a rischio la libertà di movimento delle pattuglie, inclusi lanci di ordigni da piattaforme aeree leggere e interferenze ai sistemi di comunicazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-peacekeeping-nell-era-dei-droni\">Peacekeeping nell’era dei droni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intervento dei caschi blu francesi mostra come il peacekeeping contemporaneo debba ormai confrontarsi con <strong>scenari ibridi</strong>, in cui la distinzione tra sorveglianza, intimidazione e azione militare è sempre più sottile. L’uso della guerra elettronica come strumento di autodifesa rappresenta un <strong>cambio di paradigma</strong>: non più solo presenza simbolica e interposizione, ma capacità concreta di protezione attiva del personale ONU.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un teatro dove ogni incidente può avere ripercussioni politiche e militari, la gestione misurata ma decisa di questo episodio conferma il ruolo centrale delle forze ONU nel tentativo di mantenere una fragile stabilità in una delle aree più sensibili del Medio Oriente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/unifil2.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Drone, Israele, jamming, UAV, unifil","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-18 14:03:56","stato":"publish","riassunto_video":"Nel sud del Libano, truppe francesi della missione UNIFIL hanno respinto un drone israeliano usando jammer portatili Nerod F5. Il drone, volando a bassa quota vicino alla Blue Line, è stato costretto a invertire la rotta. L’episodio evidenzia le nuove sfide del peacekeeping, che ora richiede strumenti di difesa elettronica per proteggere il personale in contesti sempre più complessi.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28443-libano-le-truppe-francesi-respingono-un-drone-proveniente-da-israele.mp4","galleria":""}
{"id":28436,"titolo":"Italia e Giappone: Il Vertice Meloni-Takaichi e il Futuro della Difesa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'incontro avvenuto a Tokyo il <strong>16 gennaio 2026</strong> tra il Presidente del Consiglio italiano, <strong>Giorgia Meloni</strong>, e il Primo Ministro giapponese, <strong>Sanae Takaichi</strong>, ha segnato un punto di svolta storico nelle relazioni tra Roma e Tokyo. In occasione del 160° anniversario delle relazioni diplomatiche, le due leader hanno elevato il rapporto bilaterale a un <strong>\"Partenariato Strategico Speciale\"</strong>, consolidando un asse che unisce il Mediterraneo e l'Indo-Pacifico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-intesa-politica-tra-le-prime-donne\">L'Intesa Politica tra le \"Prime Donne\"</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'incontro è stato caratterizzato da una forte sintonia personale e politica. Entrambe conservatrici e prime donne a guidare i rispettivi governi, Meloni e Takaichi hanno sottolineato come la cooperazione tra nazioni affini sia la risposta più efficace alle attuali minacce sistemiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Nella cooperazione non c'è mai un soggetto attivo e un soggetto passivo. C'è sempre qualcosa che nasce da un lavoro comune. Esattamente quello che fanno Italia e Giappone.\" — <strong>Giorgia Meloni</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14359,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Italia e Giappone: Il Vertice Meloni-Takaichi e il Futuro della Difesa\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/3.png\" alt=\"Italia e Giappone: Il Vertice Meloni-Takaichi e il Futuro della Difesa\" class=\"wp-image-14359\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italia e Giappone: Il Vertice Meloni-Takaichi e il Futuro della Difesa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-cuore-della-difesa-il-programma-gcap\">Il Cuore della Difesa: Il Programma GCAP</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il pilastro fondamentale dell'incontro è stato il <strong>Global Combat Air Programme (GCAP)</strong>. Questo progetto, che vede la collaborazione di <strong>Italia, Giappone e Regno Unito</strong>, mira a sviluppare il caccia di sesta generazione che sostituirà l'attuale Eurofighter Typhoon e il Mitsubishi F-2 entro il 2035.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":4} -->\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-caratteristiche-del-caccia-del-futuro\">Caratteristiche del Caccia del Futuro:</h4>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Tecnologia Stealth Avanzata:</strong> Capacità di eludere i radar di nuova generazione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Integrazione con i Droni:</strong> Il caccia fungerà da \"piattaforma madre\" per coordinare stormi di velivoli non pilotati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Intelligenza Artificiale:</strong> Gestione massiva di dati per assistere il pilota in frazioni di secondo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sinergia Industriale:</strong> Coinvolgimento di giganti come Leonardo (Italia), Mitsubishi Heavy Industries (Giappone) e BAE Systems (UK).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14360,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Italia e Giappone: Il Vertice Meloni-Takaichi e il Futuro della Difesa\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/GCAP1.jpg\" alt=\"Italia e Giappone: Il Vertice Meloni-Takaichi e il Futuro della Difesa\" class=\"wp-image-14360\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italia e Giappone: Il Vertice Meloni-Takaichi e il Futuro della Difesa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-altre-intese-militari-e-di-sicurezza-economica\">Altre Intese Militari e di Sicurezza Economica</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre al GCAP, il vertice ha prodotto accordi significativi su diversi fronti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Accordo ACSA (Acquisition and Cross-Servicing Agreement):</strong> È entrato pienamente in vigore l'accordo che facilita lo scambio di forniture e servizi tra le Forze Armate italiane e le Forze di Autodifesa giapponesi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sicurezza Marittima:</strong> È stata confermata la presenza della Marina Militare italiana nell'Indo-Pacifico, con scali di navi italiane nei porti giapponesi previsti tra agosto e settembre.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Resilienza delle Supply Chain:</strong> Le due leader hanno concordato di cooperare per garantire la sicurezza dei <strong>minerali critici</strong> (terre rare), riducendo la dipendenza da attori terzi (con un chiaro riferimento alla Cina) per le tecnologie di difesa e transizione energetica.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sintesi-dei-punti-chiave\">Sintesi dei Punti Chiave</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'asse Roma-Tokyo si proietta così verso un futuro dove la tecnologia militare e la stabilità geopolitica viaggiano di pari passo, unendo due nazioni che, pur geograficamente distanti, condividono oggi gli stessi obiettivi strategici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Vorresti che approfondissi i dettagli tecnici del sistema d'arma del GCAP o gli aspetti specifici dell'accordo sulla sicurezza dei minerali critici?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://www.youtube.com/watch?v=nqZ5eItQtgU\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://www.youtube.com/watch?v=nqZ5eItQtgU\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/3ffe.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, GCAP, giapponneitalia, Leonardo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-18 13:43:53","stato":"publish","riassunto_video":"Il 16 gennaio 2026 a Tokyo, Giorgia Meloni e Sanae Takaichi hanno elevato le relazioni Italia-Giappone a \"Partenariato Strategico Speciale\". Al centro del vertice il progetto GCAP per un caccia di sesta generazione con tecnologia stealth, IA e droni. Accordi su cooperazione militare, sicurezza marittima e protezione delle supply chain da dipendenze esterne.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28436-italia-e-giappone-il-vertice-meloni-takaichi-e-il-futuro-della-difesa.mp4","galleria":""}
{"id":28429,"titolo":"NARP sì, ma il 6.8mm è il nuovo calibro dei campi di battaglia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è una verità scomoda nel mondo delle armi leggere: non esiste il “fucile perfetto”, esiste il <strong>compromesso migliore</strong> per una dottrina, un teatro operativo, un budget e una logistica.<br>Il <strong>Beretta NARP</strong> è un compromesso moderno e molto sensato “per l’Europa di oggi” — ma la spinta che arriva dai programmi americani (e dalle minacce che li hanno generati) racconta un’altra storia: <strong>la corsa al 6.8</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14349,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-18-081951.png\" alt=\"NARP sì, ma il 6.8mm è il nuovo calibro dei campi di battaglia\" class=\"wp-image-14349\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\" title=\"NARP sì, ma il 6.8mm è il nuovo calibro dei campi di battaglia\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">NARP sì, ma il 6.8mm è il nuovo calibro dei campi di battaglia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-punto-di-partenza-narp-il-5-56-fatto-bene-e-con-la-testa\">Il punto di partenza: NARP, il 5,56 fatto bene (e con la testa)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il<a href=\"https://difesanews.com/beretta-narp-e-nuova-mimetica-2025-per-lesercito-italiano/\"> New Assault Rifle Platform</a> nasce per sostituire progressivamente piattaforme più datate con un’arma che metta insieme le priorità di questa generazione: <strong>affidabilità, modularità, ergonomia, integrazione accessori e riduzione della segnatura</strong>. In altre parole: non solo “sparare”, ma <strong>sparare bene, sempre, e con un ecosistema completo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il NARP — nella configurazione pubblica in <strong>5,56×45</strong> — si colloca nella categoria dei “service rifle moderni” per scelte ormai diventate standard:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>pistone a corsa corta (short-stroke)</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>otturatore rotante</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>comandi ambidestri</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>interfacce MIL-STD-1913/STANAG 4640 + M-LOK</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>smontaggio e manutenzione facilitati</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>gas a due posizioni (Normal/Suppressed)</strong> e predisposizione all’impiego con moderatore</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tradotto: un fucile nato per essere <strong>configurato</strong> (ottica, puntatori, illuminatori, grip, bipiedi) e <strong>gestito</strong> (pulizia, smontaggio, adattamento a soppressore) senza che l’operatore combatta contro l’arma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il concetto di “platform” è cruciale: NARP è pensato come <strong>famiglia</strong>, con canne pubblicate da <strong>11,5\" a 16\"</strong> e una filosofia che, nei commenti e nelle analisi di settore, lascia intendere la possibilità di evoluzioni/varianti anche di calibro, se richieste dal mercato o dai requisiti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ma-poi-arriva-la-domanda-che-rovina-la-festa-e-le-corazze\">Ma poi arriva la domanda che rovina la festa: “E le corazze?”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per anni il 5,56 ha vinto grazie a una combinazione imbattibile: <strong>peso delle munizioni, controllo nel tiro rapido, capacità del caricatore, logistica</strong>.<br>Il problema è che il campo di battaglia non è fermo: cambiano le distanze tipiche d’ingaggio, cambiano i sensori, cambiano (soprattutto) le <strong>protezioni personali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è qui che nasce la narrativa “6.8”: la ricerca di un vantaggio sistemico (energia e prestazioni a distanza) per ridurre il rischio di essere <strong>overmatched</strong>. È un driver esplicito dietro l’NGSW americano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14350,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/sig-sauer-ngsw-family.webp\" alt=\"NARP sì, ma il 6.8mm è il nuovo calibro dei campi di battaglia\" class=\"wp-image-14350\" title=\"NARP sì, ma il 6.8mm è il nuovo calibro dei campi di battaglia\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">M250 machine gun e il M7 rifle. <em>Sig Sauer</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ngsw-quando-non-cambi-solo-il-fucile-cambi-il-sistema\">NGSW: quando non cambi solo il fucile, cambi il sistema</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>M7</strong> è la risposta USA dentro il programma <strong>Next Generation Squad Weapon (NGSW)</strong>: un pacchetto che unisce <strong>arma, munizione, soppressore e ottica avanzata</strong>, progettato per rimpiazzare l’<strong>M4A1</strong> nelle <strong>Close Combat Forces</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-designazione-da-xm-a-m-quando-diventa-ufficiale\">Designazione: da XM a M (quando diventa “ufficiale”)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>nato come <strong>XM5</strong>, poi <strong>XM7</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>classificato ufficialmente <strong>M7</strong> dopo la <strong>type classification</strong> (maggio 2025), cioè quando il sistema esce dalla dimensione “sperimentale” e soddisfa gli standard operativi dell’US Army</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-6-8-51-il-segreto-e-nel-bossolo\">Perché 6.8×51? Il segreto è nel bossolo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 6.8×51 (spesso associato al nome commerciale <strong>.277 Fury</strong>) non è “solo un calibro più grosso”. È un progetto che vive anche grazie al <strong>bossolo ibrido</strong> e a un regime di <strong>pressioni molto elevate</strong> rispetto ai tradizionali intermedi. Questo consente di ottenere <strong>velocità ed energia</strong> che cambiano la curva prestazionale a distanza, pur dentro un’arma portatile da fante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui sta la differenza: non è “più rinculo = più potenza” (banale), ma un <strong>pacchetto ingegneristico</strong> che prova a far convivere potenza e controllabilità in un formato da squadra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-ottica-che-cambia-le-abitudini-xm157\">L’ottica che cambia le abitudini: XM157</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se c’è un elemento che rende l’NGSW diverso “culturalmente”, è l’ottica <strong>XM157 NGSW-FC</strong>: non un semplice cannocchiale, ma un sistema con <strong>telemetro laser e calcolatore balistico</strong> (e sensori), pensato per trasformare più soldati in “tiratori efficaci” a distanze dove prima serviva molta più esperienza o fortuna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In pratica: l’M7 non punta solo a colpire più duro, ma a <strong>colpire più spesso</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-differenze-chiave-e-trade-off-reali\">Differenze chiave (e trade-off reali)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1-overmatch-e-protezioni\">1) Overmatch e protezioni</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 6.8×51 nasce anche per aumentare le probabilità di efficacia contro bersagli protetti e a distanze maggiori, perché l’US Army ha ritenuto questo un requisito emergente.<br>Non è magia: dipende da munizione, piastra, distanza, angolo. Ma l’obiettivo è chiaro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2-traiettoria-ed-energia-a-distanza\">2) Traiettoria ed energia a distanza</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie alla combinazione munizione/progetto (incluso bossolo ibrido e pressioni), il 6.8×51 mira a una migliore <strong>energy retention</strong> e a una balistica più “utile” oltre le distanze dove il 5,56 inizia a perdere margine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-3-capacita-del-caricatore-20-vs-30\">3) Capacità del caricatore: 20 vs 30</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’M7 usa <strong>caricatori da 20 colpi</strong>, contro i 30 tipici del 5,56.<br>È un cambio di filosofia: meno volume di fuoco per caricatore, più enfasi su singolo colpo efficace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-4-peso-e-basic-load\">4) Peso e “basic load”</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei punti più discussi: a parità del classico carico “7 caricatori”, si passa da:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>210 colpi (7×30)</strong> su M4A1</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>140 colpi (7×20)</strong> su XM7/M7</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È il compromesso più duro da digerire: più prestazione, meno munizioni “a bordo”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-box-narp-vs-m7-in-10-secondi-la-scelta-di-contesto\">Box — NARP vs M7 in 10 secondi (la scelta “di contesto”)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>NARP (5,56):</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>massima compatibilità e sostenibilità logistica</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>ottimo rapporto peso/munizioni</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>piattaforma moderna, completa, soppressore-ready</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>M7 (6.8×51):</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>“overmatch” come priorità</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>sistema arma+ottica+munizione orientato a ingaggi più impegnativi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>trade-off: peso e capacità colpi</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14351,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Beretta-NARP-PRAETORIAN-6.5-Grendel-right.jpg\" alt=\"NARP sì, ma il 6.8mm è il nuovo calibro dei campi di battaglia\" class=\"wp-image-14351\" title=\"NARP sì, ma il 6.8mm è il nuovo calibro dei campi di battaglia\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Beretta Narp “Praetorian”</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":1} -->\n<h1 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione-narp-e-la-risposta-razionale-il-6-8-e-la-scommessa-strategica\">Conclusione: NARP è la risposta razionale. Il 6.8 è la scommessa strategica.</h1>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se guardiamo al presente europeo, il <strong>NARP</strong> è una scelta coerente: modernizza il fante senza strappare la logistica, porta l’arma su standard attuali (ergonomia, modularità, soppressore) e lascia aperta la porta alla crescita come famiglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma se guardiamo alla direzione “hard” che stanno esplorando gli USA, il messaggio è un altro: quando il problema diventa <strong>ingaggio + protezione + distanza</strong>, la soluzione non è solo un fucile migliore. È un <strong>calibro diverso</strong>, dentro un <strong>sistema diverso</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>NARP è “sì”.<br>Il 6.8, però, è la domanda che ormai nessuno può più evitare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/M7-NARP-1200x800-1.png","categoria":"Blog","tags":"6.8x51, beretta, fucidassalto, M7, narp, NGSW, SIGSauer","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-18 09:43:55","stato":"publish","riassunto_video":"Il Beretta NARP è un fucile moderno e modulare in 5,56 mm, ideale per l’Europa attuale grazie a affidabilità e compatibilità logistica. Tuttavia, la crescente esigenza di superare corazze e ingaggi a distanza ha spinto gli USA verso il calibro 6.8×51 con il sistema NGSW M7, che unisce arma, munizione e ottica avanzata per maggiore potenza ed efficacia, a costo di minore capacità e peso superiore.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28429-narp-si-ma-il-6-8mm-e-il-nuovo-calibro-dei-campi-di-battaglia.mp4","galleria":""}
{"id":28422,"titolo":"Strade Sicure: tra impiego militare e sicurezza nazionale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La decisione del <strong>Ministro della Difesa</strong> di confermare anche per il 2026 il numero di militari dell’Esercito impiegati nell’operazione <strong>Strade Sicure</strong> si colloca nel solco di una continuità istituzionale ormai consolidata. Nonostante in passato siano state espresse valutazioni sull’opportunità di una rimodulazione del dispositivo, il governo ha ritenuto opportuno mantenere invariata l’attuale configurazione. La <strong>Legge di Bilancio 2025-2027</strong> prevede infatti il finanziamento dell’operazione fino al 2027, con un contingente medio di circa <strong>6.000 unità</strong> e uno stanziamento annuo nell’ordine dei <strong>200 milioni di euro</strong>, confermandone il ruolo nel quadro complessivo della sicurezza nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Avviata nel 2008, Strade Sicure è stata confermata nel tempo da governi di diverso orientamento politico, infatti i tentativi di revisione dell’operazione si sono spesso confrontati con mutamenti del contesto di sicurezza, sia a livello interno sia internazionale. In tale quadro, la presenza dei militari sul territorio ha continuato a essere percepita come un elemento di rassicurazione per una parte significativa della popolazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La valutazione sull’opportunità di ridurre il contingente impiegato è quindi strettamente connessa alla necessità di garantire continuità nella tutela degli obiettivi sensibili e alla disponibilità di risorse alternative. In questo senso, il dibattito istituzionale si concentra prevalentemente sull’equilibrio tra impiego delle Forze armate e rafforzamento delle forze di polizia, più che su una discontinuità immediata dell’operazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-aspetti-operativi-e-sostenibilita-nel-medio-lungo-periodo\">Aspetti operativi e sostenibilità nel medio-lungo periodo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto alla dimensione politica, l’analisi individua <strong>fattori operativi e finanziari</strong> che contribuiscono a spiegare la persistenza di Strade Sicure. In particolare, nel corso degli anni l’impiego dell’Esercito in compiti di vigilanza ha rappresentato una modalità di supporto alle forze dell’ordine in una fase caratterizzata da vincoli di bilancio e da esigenze di sicurezza crescenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14309,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/masiello2024-009.jpg\" alt=\"Strade Sicure: tra impiego militare e sicurezza nazionale\" class=\"wp-image-14309\" title=\"Strade Sicure: tra impiego militare e sicurezza nazionale\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, incontra il personale di Strade Sicure.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel tempo, è emersa una riflessione più ampia sull’impatto di questo impiego sulle attività ordinarie delle Forze armate. In tempo di pace, infatti, una parte rilevante della funzione militare è dedicata all’<strong>addestramento</strong>, finalizzato al mantenimento e allo sviluppo delle capacità operative. L’impiego prolungato in attività di presidio comporta una diversa distribuzione delle risorse umane e del tempo disponibile, elemento che viene attentamente considerato nella pianificazione dello strumento militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni, anche i vertici delle <strong>Forze armate</strong> hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di garantire un equilibrio sostenibile tra i diversi compiti assegnati all’Esercito. In parallelo, le associazioni professionali dei militari hanno contribuito al dibattito segnalando l’importanza di assicurare adeguate condizioni di impiego, tutele e riconoscimento professionale al personale coinvolto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cultura-della-difesa-e-prospettive-di-sviluppo\">Cultura della difesa e prospettive di sviluppo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un ulteriore elemento di riflessione riguarda la <strong>cultura della difesa</strong>, intesa come conoscenza diffusa delle funzioni, delle responsabilità e delle esigenze operative delle Forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14313,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Mangusta-22-5-1024x683-1-1024x683-1.jpg\" alt=\"Strade Sicure: tra impiego militare e sicurezza nazionale\" class=\"wp-image-14313\" title=\"Strade Sicure: tra impiego militare e sicurezza nazionale\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Militari dell’Esercito Italiano impegnati in un’attività di addestramento, Operazione Mangusta, elemento centrale per il mantenimento della prontezza operativa e delle capacità dello strumento militare.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel dibattito pubblico, il tema della sicurezza viene spesso affrontato in termini di risultati immediatamente percepibili, mentre la dimensione dell’efficienza operativa e della preparazione nel lungo periodo richiede strumenti di analisi più specialistici. In questo contesto, l’investimento in mezzi, infrastrutture e personale si accompagna alla necessità di garantire che tali risorse possano essere valorizzate attraverso adeguati percorsi formativi e addestrativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questa prospettiva, il rafforzamento della <strong>dimensione educativa</strong> assume un ruolo centrale. Iniziative di formazione, programmi universitari, attività di ricerca e momenti di confronto pubblico sui temi della difesa e della sicurezza possono contribuire a una <a href=\"https://difesanews.com/difesa-scontro-nella-maggioranza-il-vero-problema-e-la-cultura-strategica-mentre-la-minaccia-esterna-bussa-gia-alla-porta/\">maggiore consapevolezza collettiva</a>. Un dibattito informato e strutturato rappresenta infatti una condizione essenziale per valutare, nel tempo, l’evoluzione di strumenti come Strade Sicure e per orientare le scelte future in modo coerente con le esigenze complessive del sistema di difesa nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/ss-170117-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"difesa, ForzeArmate, sicurezzanazionale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-17 10:03:56","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28422-strade-sicure-tra-impiego-militare-e-sicurezza-nazionale.mp4","galleria":""}
{"id":28417,"titolo":"Groenlandia, la nuova frontiera militare dell’Artico (e il nodo italiano: Alpini pronti, ma per ora “no”)","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nuuk e i fiordi ghiacciati sono tornati, all’improvviso, al centro della geopolitica. La <a href=\"https://difesanews.com/groenlandia-perche-e-danese-perche-oggi-interessa-agli-usa-e-cosa-puo-fare-leuropa/\">Groenlandia – territorio autonomo del Regno di Danimarca</a> – è diventata un simbolo di una partita più grande: rotte marittime che si aprono con il ritiro dei ghiacci, infrastrutture strategiche, risorse minerarie, e soprattutto la competizione di potenze in un’area dove la presenza militare conta anche quando i numeri sono ridotti. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-tutti-guardano-all-isola-dei-ghiacci\">Perché tutti guardano all’isola dei ghiacci</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Groenlandia c’è <strong>Pituffik Space Base</strong> (ex Thule), la principale installazione militare statunitense sull’isola: un avamposto chiave per sorveglianza e allerta missilistica e, più in generale, per l’architettura di sicurezza del Nord Atlantico.<br>Sul lato danese, invece, la difesa dell’immenso territorio artico si regge su una combinazione di <strong>sorveglianza, pattugliamento e presenza</strong>: tra i reparti più iconici c’è la <strong>Sirius Dog Sled Patrol</strong>, pattuglia con slitte trainate da cani che opera per mesi in aree remote del Nord-Est groenlandese. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14332,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Groenlandia, la nuova frontiera militare dell’Artico (e il nodo italiano: Alpini pronti, ma per ora “no”)\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2023-03-06-at-12.36.12-002.jpg\" alt=\"Groenlandia, la nuova frontiera militare dell’Artico (e il nodo italiano: Alpini pronti, ma per ora “no”)\" class=\"wp-image-14332\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Groenlandia, la nuova frontiera militare dell’Artico (e il nodo italiano: Alpini pronti, ma per ora “no”)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-arctic-endurance-pochi-soldati-messaggio-enorme\">“Arctic Endurance”: pochi soldati, messaggio enorme</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi giorni alcuni Paesi europei hanno iniziato a inviare piccoli contingenti e staff di pianificazione per un’iniziativa danese di addestramento e presenza, spesso citata come <strong>Operation/Exercise “Arctic Endurance”</strong>: non un dispiegamento “massiccio”, ma un segnale politico e militare di solidarietà e deterrenza in un’area sempre più sensibile.<br>La stessa Danimarca, tramite il suo comando artico, ha ribadito che la priorità operativa resta <strong>monitorare l’attività russa</strong> (e in prospettiva anche la crescente attenzione cinese), più che immaginare frizioni interne all’alleanza occidentale. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-italia-tra-prudenza-politica-e-capacita-da-clima-estremo\">L’Italia tra prudenza politica e capacità “da clima estremo”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E qui arriva il punto che interessa Roma: <strong>l’Italia, al momento, non invia militari in Groenlandia</strong>. La linea di governo, raccontata anche da <em>La Stampa</em>, è di non considerare “necessario” un contributo italiano immediato sull’isola, puntando piuttosto su una cornice NATO e su una gestione diplomatica del dossier.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma l’assenza italiana è diventata essa stessa una notizia: perché, se c’è un reparto che nell’immaginario (e nella pratica) è associato a neve, quota e freddo, quello è <strong>l’universo Alpini</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni l’Esercito ha infatti accelerato lo sviluppo di una vera <strong>“capacità artica”</strong>: ad esempio, il <strong>2° Reggimento Alpini</strong> della Brigata <strong>Taurinense</strong> è stato impegnato in cicli addestrativi in ambiente freddo, anche in Norvegia, proprio per adattare procedure, equipaggiamento e resistenza operativa a condizioni estreme.<br>Questo si inserisce in un quadro più ampio: l’Italia, osservatore del Consiglio Artico dal 2013, sta aggiornando strumenti e politica artica, mentre Forze Armate e mondo scientifico lavorano su ricerca, logistica e “know-how” in alta latitudine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14333,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Groenlandia, la nuova frontiera militare dell’Artico (e il nodo italiano: Alpini pronti, ma per ora “no”)\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/1-1.png\" alt=\"Groenlandia, la nuova frontiera militare dell’Artico (e il nodo italiano: Alpini pronti, ma per ora “no”)\" class=\"wp-image-14333\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Groenlandia, la nuova frontiera militare dell’Artico (e il nodo italiano: Alpini pronti, ma per ora “no”)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-gli-alpini-i-piu-adatti-ma-non-ancora-schierati\">Gli Alpini: “i più adatti”, ma non (ancora) schierati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La discussione pubblica, rilanciata anche sulle pagine di <em>La Stampa</em>, ruota attorno a una contraddizione: <strong>proprio perché l’Italia dispone di reparti addestrati a montagna e freddo</strong>, il mancato impiego viene letto da alcuni come un’occasione persa sul piano dell’immagine e del peso politico.<br>Dall’altra parte, Palazzo Chigi e Farnesina sembrano voler evitare gesti che possano essere interpretati come “missioni bandiera” fuori da un coordinamento più ampio, soprattutto in una fase dove ogni simbolo in Groenlandia viene amplificato. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-che-cosa-aspettarsi-adesso\">Che cosa aspettarsi adesso</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Molto dipenderà da due fattori:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Se la Danimarca e gli alleati trasformeranno l’attuale fase in una presenza più stabile/ricorrente</strong>, anche a rotazione. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Se l’Italia vorrà “contare” nel dossier artico non solo con diplomazia e ricerca, ma anche con un tassello operativo</strong>, dove gli Alpini (e le unità specializzate in ambiente montano-artico) avrebbero un profilo naturale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per ora, la fotografia è questa: <strong>soldati europei in arrivo e addestramento artico in corso; Italia fuori dal perimetro groenlandese, ma con reparti che – sulla carta – sarebbero tra i più credibili per quel teatro.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/addestramento-al-trasporto-di-un-infortunato.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"alpini, artico, danimarca, Groenlandia, militari, NATO, sicurezza","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-17 09:53:55","stato":"publish","riassunto_video":"La Groenlandia è al centro della geopolitica per rotte artiche, risorse e presenza militare, con la base USA di Pituffik e pattuglie danesi. L’Europa invia piccoli contingenti per l’esercizio “Arctic Endurance” come segnale politico. L’Italia, pur avendo Alpini addestrati al clima estremo, non partecipa ancora, preferendo un approccio diplomatico e NATO.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.lastampa.it/editoriali/lettere-e-idee/2026/01/16/news/ma_i_nostri_militari_sono_quelli_piu_adatti-15469955/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28417-groenlandia-la-nuova-frontiera-militare-dellartico-e-il-nodo-italiano-alpini-pronti-ma-per-ora-no.mp4","galleria":""}
{"id":28411,"titolo":"Gen. Mandolesi: ARF pronta a intervenire — Forze NATO in movimento a STEADFAST DART 26","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"h-\">Questa mattina le prime truppe italiane del <strong>NATO Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA)</strong> sono sbarcate nel porto di <strong>Emden</strong>, in Germania, nell’ambito dell’<strong>Esercizio STEADFAST DART 26</strong>. L’arrivo segna l’avvio “visibile” delle attività sul territorio tedesco, con mezzi e materiali che iniziano a muoversi lungo gli assi logistici verso le aree addestrative. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il Comando operativo NATO di <strong>Joint Force Command Brunssum (JFCBS)</strong>, si tratta del <strong>primo impiego in tempo di pace su vasta scala</strong> della <strong>Allied Reaction Force (ARF)</strong> all’interno della propria Area of Responsibility: un messaggio concreto, fatto di ruote che girano e catene logistiche che lavorano, più che di slogan. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-emden-porta-d-ingresso-della-prontezza\">Emden, porta d’ingresso della “prontezza”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel porto della Bassa Sassonia, convogli di camion militari, veicoli tattici e mezzi di supporto sono stati scaricati da una nave cargo, dando il via alla fase di rischieramento. Media tedeschi riportano che l’operazione coinvolge <strong>migliaia di soldati</strong> e una massa significativa di equipaggiamenti, con la Germania nel ruolo di <strong>nazione ospitante</strong> e <strong>hub logistico</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’impostazione dell’esercitazione è volutamente realistica: oltre ai trasporti via mare, sono previsti <strong>movimenti via terra in convoglio</strong> e <strong>trasporti aerei</strong>, per testare tempi, procedure e coordinamento multinazionale lungo l’intera catena “dal porto al teatro”. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://www.youtube.com/watch?v=sM5z5bs9fYY\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://www.youtube.com/watch?v=sM5z5bs9fYY\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-come-un-vigile-del-fuoco-cos-e-l-arf\">“Come un vigile del fuoco”: cos’è l’ARF</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ad accogliere i militari italiani a Emden è stato il <strong> Generale Nicola Mandolesi</strong>, DCOS Support del JFC Brunssum, che ha sintetizzato così il senso della forza:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“L’ARF è la capacità di risposta alle emergenze della NATO — come un vigile del fuoco, una cassetta degli attrezzi pronta a rispondere immediatamente, ovunque emerga una crisi.” </p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>Allied Reaction Force</strong> è una capacità ad <strong>alta prontezza</strong>, pensata per essere <strong>multinazionale e multidominio</strong>. In ambito NATO, l’ARF ha preso il posto della precedente NATO Response Force (NRF) nel quadro del nuovo modello di forze, con l’obiettivo di garantire risposta rapida e integrazione operativa tra componenti terrestri, aeree e marittime.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul versante italiano, NRDC-ITA — nel ruolo di comando ARF — ha parallelamente condotto attività di aggiornamento e verifica delle procedure di <strong>Command &amp; Control</strong> in preparazione a STEADFAST DART 26, con esercitazioni mirate a “validare” processi e sincronizzazione tra comandi componenti. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14321,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Gen. Mandolesi: ARF pronta a intervenire — Forze NATO in movimento a STEADFAST DART 26\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/foto-by-weinrich.jpg\" alt=\"Gen. Mandolesi: ARF pronta a intervenire — Forze NATO in movimento a STEADFAST DART 26\" class=\"wp-image-14321\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gen. Mandolesi: ARF pronta a intervenire — Forze NATO in movimento a STEADFAST DART 26</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-numeri-e-paesi-coinvolti-un-dispiegamento-europeo-a-vista\">Numeri e paesi coinvolti: un dispiegamento europeo “a vista”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scala è uno degli elementi-chiave dell’esercitazione: fonti tedesche parlano di circa <strong>10.000 militari</strong> e <strong>oltre 1.500 veicoli</strong>, con impiego anche di <strong>aeromobili</strong> e <strong>unità navali</strong>. Partecipano <strong>undici Paesi NATO</strong> (tra cui Italia, Germania, Regno Unito, Francia, Spagna, Grecia e altri alleati europei), mentre <strong>gli Stati Uniti non risultano tra i partecipanti</strong> a questa specifica attività. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le fasi addestrative principali sono previste in Germania, con attività segnalate nell’area del <strong>Truppenübungsplatz Bergen</strong> (Bassa Sassonia) e in <strong>Schleswig-Holstein</strong> (tra cui l’area di Putlos e la zona di Kiel), a conferma della centralità tedesca come piattaforma di transito e come spazio operativo per l’addestramento. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-prontezza-resa-visibile\">Prontezza resa visibile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>STEADFAST DART 26 punta a dimostrare — e non solo dichiarare — che l’Europa può <strong>schierare, sostenere e integrare</strong> forze ad alta prontezza “a velocità e scala” adeguate a uno scenario reale: migliaia di mezzi su strada, rotazioni portuali, flussi ferroviari e aerei, interoperabilità tra lingue, standard e procedure. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Perché, quando la deterrenza è credibile, spesso lo è anche perché è <strong>visibile</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/222-scaled-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"ARF 2025, NATO, NATO Allied Reaction Force, steadfastdart26","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-16 16:13:58","stato":"publish","riassunto_video":"Questa mattina le truppe italiane del NATO Rapid Deployable Corps sono sbarcate a Emden, Germania, per l’esercitazione STEADFAST DART 26, che coinvolge 10.000 militari di 11 Paesi. L’operazione, prima su vasta scala in tempo di pace dell’Allied Reaction Force, testa la prontezza e l’integrazione multinazionale con movimenti via mare, terra e aria, dimostrando la capacità di risposta rapida.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://nrdc-ita.nato.int/newsroom/news-archive/2026/nrdcita-conducts-arf-monthly-study-day-and-rock-drill-in-support-of-steadfast-dart-26","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28411-gen-mandolesi-arf-pronta-a-intervenire-forze-nato-in-movimento-a-steadfast-dart-26.mp4","galleria":""}
{"id":28405,"titolo":"Difesa anti-drone “proattiva” con la piattaforma BRO C-UAS","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Passare dal “reagire” al “prevedere”.</strong> È questa l’idea con cui l’azienda israeliana <strong>Omnisys</strong> sta ripensando la counter-drone defense: non più soltanto intercettare un bersaglio quando compare sul radar, ma <strong>anticipare rotte probabili, punti deboli di copertura e opzioni di schieramento</strong> prima che la minaccia arrivi a distanza utile. Il tassello chiave di questa trasformazione è l’evoluzione della suite <strong>Battle Resource Optimization (BRO)</strong>, che si arricchisce di una <strong>piattaforma di mission planning C-UAS</strong> (Counter-Unmanned Aerial Systems) di prossima generazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dalla-risposta-reattiva-alla-pianificazione-prima-dello-strike\">Dalla risposta reattiva alla pianificazione “prima dello strike”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli scenari attuali, la minaccia dei droni è diventata più varia e difficile da contenere: piccoli quadricotteri commerciali, sistemi <strong>FPV (first-person view)</strong>, fino alle munizioni circuitanti (<strong>loitering munitions</strong>). Omnisys sostiene che il punto di svolta non sia solo avere più sensori o più jammer, ma <strong>usare meglio quelli già disponibili</strong>, mettendoli nelle posizioni e con le priorità giuste.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nuova piattaforma BRO C-UAS nasce proprio per questo: <strong>modellare e ottimizzare</strong> l’impiego delle risorse esistenti, aiutando i decisori a capire <em>dove</em> e <em>come</em> posizionare sensori, disturbi elettronici e sistemi di intercettazione in modo da massimizzare l’efficacia complessiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-modelli-avanzati-per-tracciare-le-rotte-piu-plausibili\">Modelli avanzati per tracciare le rotte più plausibili</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei problemi tipici della difesa anti-drone è che il cielo non è “vuoto”: <strong>rilievi, edifici, infrastrutture e ostacoli</strong> alterano linee di vista e coperture, creando corridoi naturali per un attaccante. La piattaforma descritta da Omnisys utilizza strumenti di <strong>modellazione e ottimizzazione</strong> per stimare <strong>rotte d’attacco verosimili</strong>, identificare i punti in cui la minaccia potrebbe “passare” con più probabilità e, di conseguenza, proporre uno schieramento che aumenti la probabilità di scoperta e di intercettazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non si tratta di un sistema che “comanda” durante l’ingaggio, ma di un supporto in fase di pianificazione: l’obiettivo è <strong>alzare la qualità delle decisioni a monte</strong>, quando c’è ancora margine per correggere vulnerabilità e colmare gap.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14301,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Difesa anti-drone “proattiva” con la piattaforma BRO C-UAS\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Omnisys-BRO-2017.jpg\" alt=\"Difesa anti-drone “proattiva” con la piattaforma BRO C-UAS\" class=\"wp-image-14301\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa anti-drone “proattiva” con la piattaforma BRO C-UAS</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-digital-twin-del-campo-operativo-vedere-i-buchi-prima-che-li-sfrutti-il-nemico\">Il “digital twin” del campo operativo: vedere i buchi prima che li sfrutti il nemico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore concettuale della piattaforma è un <strong>digital twin</strong> (gemello digitale) dell’area operativa: una rappresentazione digitale dell’ambiente che consente di simulare coperture e “ombre” generate da terreno e infrastrutture. In termini pratici, questo approccio punta a mettere in evidenza <strong>dove la difesa non vede</strong> o vede male, e perché.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per i comandanti, il valore è immediato: se emerge che un’area critica (una base, un deposito logistico, un nodo di comunicazione, un’infrastruttura energetica) è protetta solo parzialmente a causa della morfologia del terreno o dell’urbanizzazione, si possono <strong>ridefinire priorità e posizioni</strong> prima che l’avversario trasformi quella lacuna in un corridoio d’attacco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ottimizzazione-guidata-dall-ai-alternative-compromessi-corsi-d-azione\">Ottimizzazione guidata dall’AI: alternative, compromessi, corsi d’azione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Omnisys mette l’accento su un motore di <strong>AI-driven optimization</strong> che lavora come “moltiplicatore” di analisi: valuta <strong>diverse opzioni di schieramento</strong>, confronta concetti operativi alternativi e genera <strong>corsi d’azione raccomandati</strong> per migliorare copertura e probabilità di successo contro droni ostili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto dove le variabili sono molte (tipi di minaccia, vincoli logistici, limiti di portata, interazioni tra sensori ed effettori, priorità di protezione), l’AI qui non è presentata come un “pilota automatico”, ma come un sistema capace di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>valutare rapidamente scenari alternativi</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>evidenziare <strong>trade-off</strong> (ad esempio: proteggere un sito al 100% può ridurre la copertura su un secondo obiettivo);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>stimare come cambiano i risultati al variare dei vincoli operativi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Importante anche un altro aspetto sottolineato: la piattaforma sarebbe progettata per <strong>non sostituire</strong> i sistemi di comando e controllo in tempo reale, ma per lavorare “a lato”, con l’ambizione di migliorare preparazione, posizionamento e prontezza decisionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14302,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Difesa anti-drone “proattiva” con la piattaforma BRO C-UAS\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/701614.webp\" alt=\"Difesa anti-drone “proattiva” con la piattaforma BRO C-UAS\" class=\"wp-image-14302\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa anti-drone “proattiva” con la piattaforma BRO C-UAS</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-niente-vendor-lock-in-simulare-mix-diversi-di-sensori-ed-effettori\">Niente “vendor lock-in”: simulare mix diversi di sensori ed effettori</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un punto spesso critico nell’adozione di soluzioni C-UAS è la dipendenza da un singolo fornitore e da un ecosistema chiuso. Omnisys afferma di voler evitare il <strong>vendor lock-in</strong>, permettendo agli operatori di simulare <strong>combinazioni eterogenee</strong> di sensori ed effettori e testarle contro minacce note o più generiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In pratica, l’idea è offrire una piattaforma che aiuti a rispondere a domande molto concrete, senza imporre una sola “catena” tecnologica: con l’arsenale che già possiedo, qual è la configurazione più efficiente? Dove devo mettere cosa? Quali buchi restano, e quali siti devo proteggere per primi?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-la-proattivita-conta-soprattutto-contro-minacce-veloci-e-numerose\">Perché la “proattività” conta (soprattutto contro minacce veloci e numerose)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La direzione è chiara: negli attacchi con droni, soprattutto se condotti con tattiche di saturazione o con profili di volo che sfruttano l’ambiente, <strong>il tempo di reazione può non bastare</strong>. Aumentare la proattività significa cercare di vincere prima ancora dell’ingaggio, riducendo l’incertezza e alzando le probabilità di intercettazione grazie a:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>migliore copertura iniziale;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>posizionamento coerente con le rotte più probabili;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>piani di impiego ottimizzati rispetto a vincoli reali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-in-sintesi\">In sintesi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la piattaforma di mission planning di nuova generazione inserita nella suite <strong>BRO C-UAS</strong>, Omnisys propone un passaggio culturale oltre che tecnologico: una difesa anti-drone <strong>basata su simulazione, gemello digitale e ottimizzazione con AI</strong>, pensata per trasformare l’insieme di sensori, jammer e intercettori in un sistema più “intelligente” e adattabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non promette di sostituire il comando in tempo reale, ma di <strong>preparare meglio</strong> la battaglia: individuare vulnerabilità, testare alternative e arrivare all’ingaggio con un vantaggio—quello che, contro droni piccoli, rapidi e difficili da individuare, può fare la differenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/BRO-AD-MegaPC.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"C-UAS, Drone, omnisys","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-14 23:34:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.jpost.com/defense-and-tech/article-883193","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28405-difesa-anti-drone-proattiva-con-la-piattaforma-bro-c-uas.mp4","galleria":""}
{"id":28401,"titolo":"No al Tritacarne Mediatico: il Capo dell'Esercito e la serietà che serve al Paese","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In giorni in cui <strong>una notizia giudiziaria rischia di trasformarsi nel solito tritacarne mediatico</strong>, vale la pena rimettere i fatti al loro posto e la politica, quella vera, fatta di scelte strategiche, al centro. Il <strong>Generale Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito</strong>, è finito sui giornali perché ascoltato in procura nell’ambito di un’inchiesta che riguarda appalti e rapporti con una <strong>società del settore (Tekne)</strong>. Ma, proprio per come la notizia è riportata, parliamo di un’audizione <strong>come “testimone informato sui fatti”</strong>, non del ritratto di un comandante “sotto accusa” da sbattere in prima pagina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è qui che serve <strong>chiarezza netta</strong>, senza ambiguità: <strong>tutela dello Stato di diritto</strong>, prima di tutto. Perché qui non siamo nemmeno nel terreno, già sacrosanto, della <strong>presunzione di innocenza</strong>, colonna vertebrale di una democrazia: siamo <strong>prima</strong>, sul piano dei <strong>ruoli e degli atti</strong>. <strong>Non c’è un’accusa, c’è un’audizione.</strong> Un testimone non è un indagato, e un’audizione non è un capo d’imputazione. Chi indaga deve farlo fino in fondo; chi comanda deve essere valutato su <strong>atti, responsabilità, risultati</strong>. E chi informa dovrebbe evitare la scorciatoia del <strong>“caos”</strong> costruito a colpi di titoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È il confine che separa lo Stato di diritto dalla suggestione. Essere ascoltati come persona informata sui fatti significa che un magistrato chiede chiarimenti a chi, per ruolo istituzionale, <strong>può conoscere il funzionamento di procedure, strutture o processi decisionali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-capo-di-sme-che-rimette-al-centro-cio-che-conta-la-credibilita\">Un Capo di SME che rimette al centro ciò che conta: la credibilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La discussione che Masiello ha portato con forza nella sfera pubblica è semplice e, per un Paese spesso distratto, quasi rivoluzionaria: senza una <strong>componente terrestre credibile</strong>, equipaggiata e rispettata, l’Italia resta vulnerabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è qui che scatta il <strong>cortocircuito mediatico</strong>. Quando un vertice militare sposta il fuoco dalla routine alla strategia, scelte che pesano, costano e cambiano le priorità, diventa più esposto non perché “colpevole”, ma perché centrale. Mettere questo tema “in prima fila” significa scegliere l’interesse nazionale contro la tentazione perenne della gestione ordinaria: quella che per anni <strong>ha ridotto l’Esercito</strong> a un capitolo di bilancio da contenere, o a uno strumento da esibire quando serve una foto, salvo poi dimenticarsene il giorno dopo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dentro questo quadro va letto anche l’episodio giudiziario oggi usato come <strong>leva narrativa</strong>. Masiello è stato sentito perché da anni ricopre ruoli di vertice nell’Esercito e nella Difesa, e in quanto tale può aver avuto conoscenza di rapporti tra l’amministrazione e i fornitori del settore, tra cui la società Tekne.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo stesso racconto ammette il dato decisivo: <strong>audizione da testimone</strong>, nessuna contestazione penale. Eppure titoli e costruzione insinuano altro: spostano il baricentro dal merito delle scelte al sospetto, dalla discussione sulla capacità operativa al rumore utile a consumare un nome in prima pagina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-punto-vero-non-la-routine-ma-una-visione\">Il punto vero: non la routine, ma una visione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Su alcuni organi di stampa si ricostruisce un contesto di <strong>appalti, contratti e presunte ombre</strong> che coinvolgerebbe più soggetti e più livelli, in una vicenda descritta come <strong>complessa</strong> e ancora in evoluzione; e si ricorda che <strong>Masiello è stato ascoltato mesi fa dagli inquirenti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Bene: proprio questa complessità dovrebbe suggerire <strong>prudenza</strong>. Perché la differenza tra un <strong>servitore dello Stato</strong> e un <strong>“capro espiatorio utile”</strong> si vede quando si resiste alla scorciatoia del <strong>sospetto automatico</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui sta la sostanza: un <strong>Capo di Forza Armata</strong> non si misura dal rumore, ma dalla <strong>rotta</strong> che imprime. Masiello rappresenta una leadership che non si accontenta della <strong>mera routine di comando</strong> e non si piega alla logica dell’<strong>annuncio</strong>. Se un Paese vuole un <strong>Esercito moderno</strong>, deve accettare anche comandanti che dicono cose scomode: che la <strong>credibilità</strong> ha un costo, che l’<strong>equipaggiamento</strong> non è un optional, che la dignità e l’onore del soldato non si tutelano con i comunicati, ma con <strong>scelte coerenti</strong>, <strong>investimenti mirati</strong> e <strong>responsabilità politica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-trasparenza-si-linciaggio-no\">Trasparenza sì, linciaggio no</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chi vuole davvero bene alle istituzioni non chiede immunità per nessuno. Chiede qualcosa di più difficile e più adulto: <strong>regole uguali per tutti</strong>, <strong>tempi della giustizia rispettati</strong> e la capacità di non trasformare un’audizione in procura in una <strong>sentenza sociale</strong>. È stato ricordato che Masiello è stato nominato Capo di Stato Maggiore dell’Esercito nel <strong>2024</strong> e che l’audizione è avvenuta come <strong>persona informata sui fatti</strong>: due elementi che, da soli, dovrebbero bastare a frenare le ricostruzioni più tossiche e le scorciatoie narrative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tutelare Masiello oggi, quindi, non è tifoseria. È <strong>igiene pubblica</strong>. Significa affermare che la modernizzazione della Forza Armata non può diventare ostaggio del clamore, né delle convenienze del giorno. Significa pretendere che le indagini facciano il loro corso, <strong>con rigore</strong>, e che, nel frattempo, l’Esercito non venga indebolito da un <strong>sospetto generalizzato</strong>: l’anticamera della sfiducia e, alla fine, della paralisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tra-giustizia-e-sicurezza-nazionale-il-confine-che-non-va-confuso\">Tra giustizia e sicurezza nazionale: il confine che non va confuso</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se c’è una cosa che l’Italia non può permettersi è una difesa <strong>a intermittenza</strong>: attenzione quando scoppia il caso, oblio quando bisogna investire, pianificare, proteggere. Un vertice che insiste sulla <strong>centralità della componente terrestre</strong>, sulla <strong>dignità dell’uniforme</strong> e sulla <strong>credibilità operativa</strong> sta facendo esattamente ciò che la Repubblica dovrebbe pretendere dai propri comandanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto, allora, non è “schierarsi”, ma <strong>tenere la barra dritta</strong>: un servitore dello Stato non si trascina nel sospetto con un titolo. <strong>Si controlla, si verifica, si giudica, con rigore, ma non si delegittima.</strong> Perché delegittimare l’Esercito per riflesso significa indebolire la <strong>sicurezza nazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E questo, più di qualunque “notizia ad effetto”, è un lusso che non possiamo concederci.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/masiello2.jpg","categoria":"Blog","tags":"difesa, esercitoitalianao, masiello, tekne","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-14 15:53:58","stato":"publish","riassunto_video":"Il Generale Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, è stato ascoltato come testimone in un’inchiesta su appalti, senza accuse penali. L’articolo sottolinea l’importanza di distinguere tra audizione e accusa, evitando il linciaggio mediatico. Masiello difende una visione strategica per un Esercito moderno, credibile e ben equipaggiato, fondamentale per la sicurezza nazionale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28401-no-al-tritacarne-mediatico-il-capo-dellesercito-e-la-serieta-che-serve-al-paese.mp4","galleria":""}
{"id":28393,"titolo":"Perché Beretta dovrebbe diventare il fornitore strategico dei micro-droni dell’Esercito Italiano (attritable e individuali)","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi due anni, la guerra in Ucraina ha reso evidente una cosa: i droni piccoli e numerosissimi (quadricotteri, micro-UAS, FPV, mini-UAS) non sono più “accessori”, ma una componente strutturale del combattimento moderno e della sopravvivenza sul campo. Diverse analisi e testimonianze indicano che l’ecosistema dei droni (produzione rapida, adattamento continuo, integrazione con guerra elettronica e software) è diventato decisivo, con numeri industriali enormi e cicli di innovazione rapidissimi. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è una dinamica solo “ucraina”: anche grandi eserciti NATO stanno pianificando un salto di scala nella dotazione di droni a livello tattico, proprio per capitalizzare lezioni apprese e ridurre asimmetrie di costo (droni economici vs difese costose). </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-italia-si-sta-gia-muovendo-nei-documenti-di-programmazione-i-droni-scendono-fino-ai-minimi-livelli-ordinativi\">L’Italia si sta già muovendo: nei documenti di programmazione i droni “scendono” fino ai minimi livelli ordinativi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel Documento Programmatico Pluriennale (DPP) 2025-2027 (Annesso), compare un programma esplicito per la <strong>“Componente Unmanned Esercito”</strong>, con l’obiettivo di estendere l’impiego di APR e UGV <strong>“fino a minimi livelli ordinativi”</strong> e con requisiti per operare in contesti <strong>“contesi e congestionati”</strong>.<br>In parallelo, analisi di policy italiane evidenziavano già da tempo che nano/mini/micro-unmanned vehicles sono tra le priorità per il “soldato del futuro”. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tradotto: <a href=\"https://difesanews.com/droni-bene-lesercito-con-laddestramento-dei-piloti-ma-lindustria-a-che-punto-e/\">la domanda pubblica (e quindi l’opportunità industriale) non è teorica</a>. È già dentro le linee di investimento e modernizzazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14271,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Skydio-RQ-28A.webp\" alt=\"Perché Beretta dovrebbe diventare il fornitore strategico dei micro-droni dell’Esercito Italiano (attritable e individuali)\" class=\"wp-image-14271\" title=\"Perché Beretta dovrebbe diventare il fornitore strategico dei micro-droni dell’Esercito Italiano (attritable e individuali)\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Perché Beretta dovrebbe diventare il fornitore strategico dei micro-droni dell’Esercito Italiano (attritable e individuali)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-il-micro-drone-attritable-e-la-nuova-arma-individuale\">Perché il micro-drone “attritable” è la nuova arma individuale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui “attritable” è la parola chiave: sistemi progettati per essere <strong>numerosi, relativamente economici, aggiornabili spesso e “perdibili”</strong> senza collassare finanziariamente o operativamente. Non è una definizione unica e perfetta (varia per forze armate e contesti), ma il concetto è ormai consolidato nella dottrina e nell’industria occidentale. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Perché è “arma individuale del futuro” (o, più precisamente, <em>capacità individuale decisiva</em>)?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Aumenta la percezione e la decisione</strong>: vedere prima, capire meglio, scegliere meglio (situational awareness).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Riduce il rischio</strong>: espone meno il soldato all’incertezza (ricognizione immediata di un edificio, una cresta, un incrocio).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rende scalabile l’efficacia</strong>: l’impatto cresce con la quantità e con l’integrazione software/rete, non solo con la singola piattaforma.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13782,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/drone-1.jpg\" alt=\"10.000 droni l’anno per l’Ucraina: la Germania avvia la coproduzione industriale\" class=\"wp-image-13782\" title=\"Perché Beretta dovrebbe diventare il fornitore strategico dei micro-droni dell’Esercito Italiano (attritable e individuali)\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Perché Beretta dovrebbe diventare il fornitore strategico dei micro-droni dell’Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-proprio-beretta-non-solo-per-fare-droni-ma-per-costruire-una-filiera-nazionale-ripetibile\">Perché proprio Beretta: non (solo) per fare droni, ma per costruire una “filiera nazionale” ripetibile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’argomento più forte non è “Beretta sa già fare droni”, ma “Beretta ha le caratteristiche per diventare <strong>prime contractor</strong> e <strong>garante industriale</strong>” di una capacità che va industrializzata, standardizzata e sostenuta nel tempo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>a) Struttura e posizionamento difesa/istituzioni</strong><br>Beretta opera storicamente nel segmento Difesa e Law Enforcement e ha una piattaforma organizzativa dedicata, <strong>Beretta Defense Technologies (BDT)</strong>, che aggrega aziende del gruppo in ottiche, elettro-ottiche, munizionamento, equipaggiamento e sistemi.  Per scalare i micro-droni “attritable” da sperimentazione a dotazione standard serve una cornice pubblico-istituzionale chiara: requisiti, sicurezza di dati/link, volumi e continuità di acquisto. In questo tipo di programmi la sponsorship politica e la governance della Difesa sono ciò che rende sostenibile l’industrializzazione in Italia e accelera tempi e standardizzazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>c) Supply chain e cultura di produzione “in serie” con qualità controllata</strong><br>La produzione di massa affidabile (controllo qualità, tracciabilità, manutenzione, ricambistica, configurazioni) è precisamente ciò che serve per micro-droni attritable: non “pezzi unici”, ma <strong>lotti</strong>, <strong>varianti</strong>, <strong>upgrade continui</strong>. La documentazione corporate di Beretta mette molto l’accento su filiera e territorio come asset industriale. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>d) Credibilità come fornitore portante della Difesa italiana</strong><br>In un dominio sensibile (droni = software, dati, radio, cyber), conta la fiducia istituzionale e la capacità di garantire <strong>sicurezza di approvvigionamento</strong>, <strong>compliance</strong>, <strong>supporto logistico</strong> e <strong>ciclo di vita</strong>. Un grande fornitore “storico” può rendere più semplice il passaggio da sperimentazione a dotazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13498,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/quantum-systems-vector-uav-germany.jpg\" alt=\"Droni: Bene l’Esercito con l’addestramento dei Piloti, ma l’Industria a che punto è?\" class=\"wp-image-13498\" title=\"Perché Beretta dovrebbe diventare il fornitore strategico dei micro-droni dell’Esercito Italiano (attritable e individuali)\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Perché Beretta dovrebbe diventare il fornitore strategico dei micro-droni dell’Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-mossa-intelligente-joint-venture-ucraina-o-germania-per-accelerare-senza-reinventare-tutto\">La mossa intelligente: joint venture (Ucraina o Germania) per accelerare, senza reinventare tutto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per diventare punto di riferimento “in tempi utili”, la scorciatoia strategica è una <strong>joint venture</strong> con chi ha già:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>piattaforme collaudate e aggiornate sul campo (Ucraina),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>capacità manifatturiera avanzata e supply chain europea (Germania),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>oppure entrambe in combinazione.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E questo modello <strong>sta già succedendo</strong>: un esempio recente racconta di una j<a href=\"https://difesanews.com/10-000-droni-lanno-per-lucraina-la-germania-avvia-la-coproduzione-industriale/\">oint venture tra una start-up ucraina e il produttore tedesco</a> <strong>Quantum Systems</strong> per produrre droni in Germania su larga scala, con una logica di industrializzazione europea e riduzione dipendenze critiche. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per Beretta, la JV avrebbe un senso molto concreto:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Beretta = <strong>prime contractor nazionale</strong>, integrazione, certificazioni, logistica, training, procurement.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Partner = <strong>piattaforme + know-how drone</strong>, avionica/controllo, iterazione rapida.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Italia = produzione/assemblaggio e “sovranità” su componenti critici (radio, crittografia, firmware, data-handling).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-dovrebbe-offrire-un-campione-nazionale-dei-micro-droni\">Cosa dovrebbe offrire un “campione nazionale” dei micro-droni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per vincere come fornitore strategico, non basta un drone: serve un <strong>sistema</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Pacchetto minimo credibile:</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Famiglia di micro-droni</strong> (diverse taglie/ruoli, stessa filosofia di impiego e manutenzione).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Architettura aperta e modulare</strong> (payload, radio, software aggiornabili rapidamente). </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Resilienza EW/cyber</strong> come requisito di base (non come “optional”).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Addestramento + supporto + ricambi</strong> industrializzati (tempi certi, contratti chiari).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Integrazione con digitalizzazione e C2</strong> (perché il valore cresce quando il dato circola bene).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa impostazione è coerente anche con la direzione europea: fondi e programmi (EDF e iniziative UE) stanno spingendo su droni, anti-drone, AI e autonomia come aree prioritarie. <br>E lato NATO, acceleratori come DIANA hanno challenge e linee esplicite su autonomia e sistemi unmanned. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3165,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/drone-Ukraine-china-GettyImages-1242278966.webp\" alt=\"Obiettivo 2025: 4,5 M di Droni - Ucraina lancia Brave 1 per la collaborazione Industriale. - DIFESANEWS.COM - Notizie difesa, sicurezza e geopolitica\" class=\"wp-image-3165\" title=\"Perché Beretta dovrebbe diventare il fornitore strategico dei micro-droni dell’Esercito Italiano (attritable e individuali)\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Perché Beretta dovrebbe diventare il fornitore strategico dei micro-droni dell’Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-obiezioni-serie-e-come-risponderci\">Le obiezioni (serie) e come risponderci</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>“Beretta è small arms: droni = elettronica e software”</strong><br>Vero. Proprio per questo: JV/acquisizione mirata + creazione di una business unit dedicata dentro BDT, con leadership e ingegneria software/hardware di scuola “dual-use”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>“Ci sono già player italiani”</strong><br>Ancora vero. Ma qui il punto non è sostituire: è <strong>organizzare</strong>. Beretta potrebbe fare da integratore/prime contractor di una filiera che includa PMI italiane (sensori, radio, batterie, payload, AI), evitando frammentazione e “prototipite”. I grandi Player non sembrano interessati ai micro, meglio i medium e grandi per loro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>“Rischio dipendenza da componenti estere”</strong><br>È un rischio centrale e va gestito contrattualmente: roadmap di sostituzione componenti, sourcing europeo, controllo del software, e produzione/assemblaggio in Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-proposta-concreta-di-posizionamento-micro-droni-come-dotazione-standard\">Una proposta concreta di posizionamento: “micro-droni come dotazione standard”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se l’obiettivo è davvero rendere il micro-drone la “nuova arma individuale”, il posizionamento giusto è:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>standardizzazione</strong> (pochi modelli, molte quantità),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>attritability sostenibile</strong> (costi, riparazioni, cicli di upgrade),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>filiera nazionale</strong> (produzione e supporto in Italia),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>interoperabilità</strong> (NATO/EU) e capacità export.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui Beretta, per storia, scala industriale e relazioni, ha una credenziale che molte start-up non hanno. E se si muove con una JV “giusta”, può colmare rapidamente il gap tecnologico specifico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/NARP-Operational-11.5-and-14.5-barrel-lenghts-1-scaled-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"beretta, Droni, esercitoitaliano, miniuas","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-14 12:53:59","stato":"publish","riassunto_video":"La guerra in Ucraina ha evidenziato l'importanza strategica dei micro-droni \"attritable\" nel combattimento moderno. L’Italia punta a integrarli fino ai livelli minimi operativi. Beretta potrebbe essere quel prime contractor nazionale, grazie a esperienza industriale, filiera e fiducia istituzionale. Una joint venture con partner esteri accelera sviluppo e produzione.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28393-perche-beretta-dovrebbe-diventare-il-fornitore-strategico-dei-micro-droni-dellesercito-italiano-attritable-e-individuali.mp4","galleria":""}
{"id":28386,"titolo":"72° Stormo a Viterbo: l’Aeronautica riorganizza l’addestramento elicotteristico","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’insediamento ufficiale a <strong>Viterbo</strong>, la <strong>Nuova Scuola Elicotteri (NSE)</strong> rappresenta un passaggio significativo nel percorso di evoluzione dello strumento militare nazionale. Il trasferimento del <strong>72º Stormo</strong> dalla sede di Frosinone al capoluogo della Tuscia si inserisce in una pianificazione di lungo periodo orientata alla <strong>razionalizzazione e al potenziamento dell’addestramento ad ala rotante</strong>, attraverso la creazione di <strong>un polo formativo unitario</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La NSE è configurata come <strong>ente a connotazione interforze</strong>, sotto la guida dell’<strong>Aeronautica Militare</strong>, con la missione di assicurare la formazione dei piloti di elicottero dell’Aeronautica, delle altre Forze Armate e dei Corpi Armati dello Stato, prevedendo anche la partecipazione di personale proveniente da <strong>Paesi alleati e partner</strong>. Questa impostazione riflette le esigenze operative contemporanee, caratterizzate da <strong>integrazione, interoperabilità e standardizzazione dei processi addestrativi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo è la realizzazione di un <strong>polo addestrativo unico ad ala rotante</strong>, basato su <strong>syllabus condivisi e procedure omogenee</strong>, in grado di garantire elevati livelli qualitativi nella formazione. Il modello consente di ottimizzare le risorse disponibili e di conseguire <strong>benefici sul piano addestrativo, logistico e manutentivo</strong>, rafforzando complessivamente l’efficacia del sistema formativo della Difesa. In prospettiva, la NSE si configura come <strong>un asset di rilevanza strategica</strong>, con potenziali ricadute positive anche in ambito di cooperazione internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-viterbo-come-hub-della-formazione-aeronautica-militare\">Viterbo come hub della formazione aeronautica militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>15 gennaio</strong>, la Nuova Scuola Elicotteri ha avviato ufficialmente le proprie attività presso l’<strong>Aeroporto Tommaso Fabbri</strong>. Da questa data, le <strong>funzioni addestrative</strong> sono progressivamente concentrate nella nuova sede e i corsi di formazione vengono erogati dal 72º Stormo rilocato a Viterbo. L’insediamento sancisce il ruolo della città come <strong>polo centrale nel sistema formativo della Difesa italiana</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14250,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/1200-1.png\" alt=\"72° Stormo a Viterbo: l’Aeronautica riorganizza l’addestramento elicotteristico\" class=\"wp-image-14250\" title=\"72° Stormo a Viterbo: l’Aeronautica riorganizza l’addestramento elicotteristico\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Aeroporto Tommaso Fabbri.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il trasferimento della Scuola Elicotteri è strutturato come <strong>un processo graduale</strong>, articolato su un arco temporale di <strong>tre anni</strong>, al fine di garantire continuità operativa e sostenibilità organizzativa. Le attività addestrative sono state avviate nella nuova sede, mentre il completamento del trasferimento delle <strong>funzioni manutentive</strong> è previsto entro la fine del 2027. Il <strong>2028</strong> rappresenta il termine di riferimento per una verifica complessiva dell’assetto organizzativo, in coerenza con la pianificazione stabilita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’interno dello stesso sedime aeroportuale, prosegue regolarmente la propria attività istituzionale la <strong>Scuola Marescialli dell’Aeronautica Militare</strong>. La presenza simultanea di più enti formativi rafforza il ruolo di Viterbo come <strong>centro di riferimento nazionale per la formazione aeronautica militare</strong>, contribuendo alla stabilità e alla continuità delle funzioni istituzionali sul territorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-frosinone-e-la-continuita-della-funzione-formativa\">Frosinone e la continuità della funzione formativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il trasferimento del 72º Stormo a Viterbo segna la conclusione di una lunga fase storica per Frosinone, che per decenni ha ospitato l’addestramento dei piloti di elicottero dell’Aeronautica Militare. Questa esperienza ha rappresentato un elemento importante nel quadro complessivo della formazione aeronautica nazionale e ha contribuito allo sviluppo di competenze consolidate nel tempo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel nuovo assetto pianificato, l’aeroporto di Frosinone è destinato ad assumere <strong>una funzione coerente con l’evoluzione tecnologica e operativa della Difesa</strong>. Il sedime è infatti orientato a diventare una <strong>scuola interforze per la formazione sui sistemi a pilotaggio remoto</strong>, in linea con il crescente rilievo delle piattaforme unmanned nei moderni scenari operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14255,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/aeroporto-moscardini-frosinone-752x440-1-e1689941996551-1024x576-1.jpg\" alt=\"72° Stormo a Viterbo: l’Aeronautica riorganizza l’addestramento elicotteristico\" class=\"wp-image-14255\" title=\"72° Stormo a Viterbo: l’Aeronautica riorganizza l’addestramento elicotteristico\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Aeroporto G. Moscardini, Frosinone.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa riconfigurazione consente di valorizzare le infrastrutture esistenti e di inserirle in un contesto formativo aggiornato, complementare a quello sviluppato a Viterbo. In tale prospettiva, <strong>Viterbo e Frosinone</strong> si collocano all’interno di un <strong>sistema integrato</strong>, nel quale l’addestramento tradizionale ad ala rotante e quello legato ai sistemi a pilotaggio remoto contribuiscono congiuntamente al rafforzamento delle capacità della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il passaggio del 72º Stormo da Frosinone a Viterbo si configura quindi come <strong>un’evoluzione organizzativa pianificata</strong>, finalizzata ad adeguare il sistema formativo aeronautico militare italiano alle esigenze presenti e future, nel segno della <strong>continuità istituzionale e dell’innovazione operativa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/72esimo-stormo-Aeronautica-militare-Addestramento-di-volo-a-Viterbo.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"aeronauticamilitare, difesa, formazione","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-13 09:14:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.viterbotoday.it/attualita/scuola-elicotteri-viterbo-12-gennaio-2026.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28386-72-stormo-a-viterbo-laeronautica-riorganizza-laddestramento-elicotteristico.mp4","galleria":""}
{"id":28379,"titolo":"Massacro Iran: Come gli USA Attaccheranno","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre il <a href=\"https://difesanews.com/proteste-in-iran-giovani-in-piazza-morti-in-aumento-e-lultimatum-di-trump/\">regime iraniano affoga nel sangue le proteste di piazza</a>, la Casa Bianca si prepara a mosse che potrebbero cambiare il volto del Medio Oriente. Donald Trump, con l'esercito americano al suo fianco, valuta \"opzioni molto concrete\" per rispondere alla brutale repressione. Il mondo osserva col fiato sospeso: sarà l'inizio della \"decapitazione del serpente\"?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-scelta-strategica-di-washington-dalla-mediazione-al-ruolo-di-risolutore\">La Scelta Strategica di Washington: Dalla Mediazione al ruolo di \"Risolutore\"</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il vertice di martedì alla Casa Bianca, che vedrà riuniti il Presidente Donald Trump con il Segretario di Stato Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth e il generale Dan Caine, non è una semplice consultazione. È il punto di svolta di una strategia che abbandona l'interventismo classico per abbracciare un approccio più diretto e spregiudicato. Le parole di Trump, <em>\"sembra che stiano iniziando a farlo\"</em>, riferendosi al superamento della \"linea rossa\" con l'uccisione dei manifestanti, segnano l'inizio di una nuova fase.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La brutale repressione in Iran, con un bilancio che secondo alcune fonti dell'opposizione e la Fondazione Nobel Mohammadi avrebbe raggiunto i <strong>2.000 morti nelle ultime 48 ore</strong>, ha fornito a Washington il pretesto per considerare un intervento che va ben oltre le sanzioni economiche. L'amministrazione Trump non mira a un \"nation-building\" lento e costoso, ma ad agire come un <strong>risolutore geopolitico</strong>: un attore che interviene per troncare la minaccia alla radice, mirando alla \"decapitazione\" di un regime ostile attraverso colpi rapidi, precisi e letali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le opzioni sul tavolo, studiate nei minimi dettagli dal Pentagono, non prevedono un'invasione di terra, ma una serie di azioni coordinate per paralizzare la capacità del regime di resistere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14240,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Massacro Iran: Come gli USA Attaccheranno\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/231951434-5d5a5054-ed82-48d9-886d-57ea649ef916.jpg\" alt=\"Massacro Iran: Come gli USA Attaccheranno\" class=\"wp-image-14240\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Massacro Iran: Come gli USA Attaccheranno</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-gli-strumenti-dell-intervento-opzioni-tecnico-militari-sul-tavolo\">Gli Strumenti dell'Intervento: Opzioni Tecnico-Militari sul Tavolo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'incontro alla Casa Bianca servirà a presentare al Presidente un ventaglio di interventi basati sulle tecnologie più avanzate e sulla proiezione di forza rapida.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1-operazioni-cinetiche-precision-strike-e-decapitazione\">1. Operazioni Cinetiche: \"Precision Strike\" e Decapitazione</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Pentagono starebbe affinando piani per attacchi mirati che puntano a paralizzare il regime senza l'impiego di truppe massicce al suolo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Strike sulle infrastrutture dei Pasdaran:</strong> L’obiettivo primario sono le basi del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) e i centri di comando e controllo. Si punterebbe a disarticolare la catena di comando dei Basij, responsabili delle cariche contro i civili.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Assetti Stealth e Tomahawk:</strong> L'uso di missili da crociera <strong>Tomahawk</strong> lanciati da sottomarini, uniti a sortite di bombardieri stealth <strong>B-21 Raider</strong> o <strong>B-2 Spirit</strong>, per distruggere i sistemi radar iraniani. Questo permetterebbe di \"accecare\" il regime prima di ogni altra mossa.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Neutralizzazione dei droni:</strong> Distruzione chirurgica dei siti di produzione degli <strong>Shahed</strong>, eliminando la principale minaccia asimmetrica iraniana nella regione.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14243,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Massacro Iran: Come gli USA Attaccheranno\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/2eed.png\" alt=\"Massacro Iran: Come gli USA Attaccheranno\" class=\"wp-image-14243\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Massacro Iran: Come gli USA Attaccheranno</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2-guerra-elettronica-e-cyber-warfare\">2. Guerra Elettronica e Cyber-Warfare</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È l'opzione che permette di colpire restando \"invisibili\", neutralizzando la capacità repressiva del regime dall'interno:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sabotaggio delle reti di sicurezza:</strong> Infiltrazione dei sistemi di comunicazione crittografati usati dalle milizie per coordinare i massacri nelle piazze.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Blackout selettivi:</strong> Attacchi hacker mirati a interrompere l'energia elettrica nei palazzi del potere e nelle prigioni, facilitando potenziali rivolte interne o evasioni dei prigionieri politici.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Supporto Internet (Starlink):</strong> L'invio massiccio di terminali Starlink per aggirare il blocco della rete imposto da Teheran. Questo strumento tecnico è considerato fondamentale per permettere alla popolazione di organizzarsi e diffondere prove delle atrocità in tempo reale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-3-supporto-tattico-e-guerra-psicologica\">3. Supporto Tattico e Guerra Psicologica</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli USA potrebbero agire come \"moltiplicatore di forza\" per la resistenza interna e per le forze armate regolari (<strong>Artesh</strong>) spinte alla defezione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Intelligence Real-Time:</strong> Condivisione di dati satellitari e intercettazioni con i gruppi di opposizione, per permettere loro di anticipare le mosse dei Pasdaran.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Operazioni Psicologiche:</strong> Campagne informative mirate per convincere i soldati dell'esercito regolare a non sparare sui propri fratelli, promettendo immunità e un ruolo nel futuro ordine post-regime.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-4-la-difesa-degli-assetti-regionali\">4. La Difesa degli Assetti Regionali</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Poiché l'Iran ha minacciato di colpire Israele e le basi americane, il piano include una componente difensiva di ferro:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Scudo Anti-Missile:</strong> Rafforzamento delle batterie <strong>Patriot</strong> e <strong>THAAD</strong> in tutta la regione (Arabia Saudita, Giordania, Emirati).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Coordinamento con Israele:</strong> Piani d'attacco congiunti con le IDF per rispondere istantaneamente a qualunque lancio di missili balistici da parte di Teheran o dei suoi proxy.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14241,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Massacro Iran: Come gli USA Attaccheranno\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/stretto-di-hormuz-2725.webp\" alt=\"Massacro Iran: Come gli USA Attaccheranno\" class=\"wp-image-14241\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Massacro Iran: Come gli USA Attaccheranno</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-fattore-critico-lo-stretto-di-hormuz\">Il Fattore Critico: Lo Stretto di Hormuz</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rischio maggiore rimane la possibile chiusura dello <strong>stretto di Hormuz</strong> da parte iraniana. Sebbene il Pentagono disponga di capacità di sminamento e scorta navale senza pari, un blocco, anche temporaneo, farebbe schizzare il prezzo del greggio, mettendo a rischio la stabilità economica globale. Questa è la carta più pericolosa nelle mani di Khamenei, ed è l'ostacolo principale che il \"risolutore\" Trump dovrà superare per completare l'operazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/iran-strike.png","categoria":"Internazionali","tags":"#GuerraCyber, geopolitica, Iran, MedioOriente, Pentagono, sicurezzainternazionale, trump","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-13 06:24:02","stato":"publish","riassunto_video":"La Casa Bianca, guidata da Trump, valuta interventi militari mirati contro l'Iran per rispondere alla brutale repressione delle proteste, con oltre 2.000 morti. Le opzioni includono attacchi precisi su basi militari, guerra elettronica, supporto alla resistenza interna e difesa regionale. Il rischio maggiore è la possibile chiusura dello stretto di Hormuz, che potrebbe destabilizzare l'economia.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/01/11/sangue-sulle-proteste-in-iran.-sparatorie-di-massa-almeno-2-mila-morti.-trump_f3c5cb6a-a874-45dc-bfc1-212e1207d29e.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28379-massacro-iran-come-gli-usa-attaccheranno.mp4","galleria":""}
{"id":28372,"titolo":"Ops Hawkeye Strike (VIDEO) - USA all'ISIS: se colpite i nostri combattenti, vi troveremo e vi uccideremo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>DAMASCO</strong> – Gli Stati Uniti hanno intensificato la loro offensiva contro lo Stato Islamico (ISIS) in Siria, lanciando una nuova massiccia ondata di attacchi aerei ritorsivi. L'operazione, confermata dal Comando Centrale degli Stati Uniti (<a href=\"https://www.centcom.mil/MEDIA/PRESS-RELEASES/Press-Release-View/Article/4365803/centcom-launches-operation-hawkeye-strike-against-isis-in-syria/\">CENTCOM</a>), giunge come risposta diretta all'imboscata del mese scorso a Palmira, in cui hanno perso la vita due soldati americani e un interprete civile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-attacco-e-gli-obiettivi\">L’attacco e gli obiettivi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il comunicato ufficiale del CENTCOM, i raid sono iniziati intorno alle 12:30 (ora della costa orientale degli Stati Uniti) di sabato 10 gennaio. Le forze aeree americane, supportate da partner locali, hanno colpito molteplici obiettivi strategici dell'ISIS in diverse aree della Siria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'operazione è parte integrante della missione denominata <strong>\"Operation Hawkeye Strike\"</strong> (Operazione Colpo di Falco), lanciata dall'amministrazione Trump per smantellare le cellule residue del gruppo terroristico e vendicare l'attacco di dicembre. In quell'occasione, i sergenti della Guardia Nazionale dell'Iowa, <strong>Edgar Brian Torres-Tovar</strong> e <strong>William Nathaniel Howard</strong>, insieme all'interprete civile <strong>Ayad Mansoor Sakat</strong>, erano rimasti uccisi in un'imboscata tesa dai militanti dello Stato Islamico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14210,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/1000w_q95-2.webp\" alt=\"Ops Hawkeye Strike - USA all'ISIS: se colpite i nostri combattenti, vi troveremo e vi uccideremo\" class=\"wp-image-14210\" title=\"Ops Hawkeye Strike - USA all'ISIS: se colpite i nostri combattenti, vi troveremo e vi uccideremo\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ops Hawkeye Strike - USA all'ISIS: se colpite i nostri combattenti, vi troveremo e vi uccideremo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-monito-di-washington\">Il monito di Washington</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le parole del Comando Centrale sono state inequivocabili: <em>\"Il nostro messaggio resta fermo: se colpite i nostri combattenti, vi troveremo e vi uccideremo in qualsiasi parte del mondo, non importa quanto cercherete di sfuggire alla giustizia\"</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'offensiva di sabato segue un primo grande attacco avvenuto il 19 dicembre scorso, quando g<strong>li Stati Uniti avevano già colpito 70 siti sensibili,</strong> tra cui depositi di armi e infrastrutture logistiche dell'ISIS nella Siria centrale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi sviluppi militari avvengono in un contesto politico siriano profondamente mutato. Dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad nel dicembre 2024, gli equilibri sul campo si sono spostati. Sebbene le Forze Democratiche Siriane (SDF) a guida curda rimangano un partner storico per Washington, gli Stati Uniti stanno intensificando il coordinamento con il nuovo governo centrale di Damasco per garantire la stabilità e l'eradicazione definitiva delle sacche di resistenza jihadiste.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Poche ore prima degli attacchi di sabato, le autorità siriane avevano inoltre annunciato l'arresto del leader militare delle operazioni dell'ISIS nel Levante, un duro colpo alla gerarchia dell'organizzazione terroristica che sembrava aver ripreso vigore dopo il collasso del precedente regime.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://www.youtube.com/watch?v=fE_sFf1hSA4\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://www.youtube.com/watch?v=fE_sFf1hSA4\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-tributo-di-sangue\">Il tributo di sangue</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'operazione Hawkeye Strike prende il nome dal soprannome dello stato dell'Iowa (\"The Hawkeye State\"), in onore dei due soldati caduti appartenenti alla Guardia Nazionale locale. Il Presidente Trump ha ribadito che la protezione del personale americano all'estero resta la massima priorità della sua amministrazione, segnalando che la pressione militare in Siria non diminuirà finché la minaccia dello Stato Islamico non sarà del tutto neutralizzata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/1-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"CENTCOM, HAWKEYESTRIKE, ISIS, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-12 16:44:01","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.centcom.mil/MEDIA/PRESS-RELEASES/Press-Release-View/Article/4365803/centcom-launches-operation-hawkeye-strike-against-isis-in-syria/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28372-ops-hawkeye-strike-video-usa-allisis-se-colpite-i-nostri-combattenti-vi-troveremo-e-vi-uccideremo.mp4","galleria":""}
{"id":28366,"titolo":"Marina Militare: prontezza operativa e Forze Speciali al centro della sicurezza marittima","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto di una crescente instabilità del dominio marittimo, caratterizzato da minacce ibride, sabotaggi e terrorismo, la <strong>Marina Militare Italiana</strong> mantiene un livello di prontezza elevato e continuo per garantire la sicurezza delle <strong>rotte commerciali</strong>, delle linee di comunicazione marittime e delle infrastrutture critiche offshore.<br>Un attacco a una nave mercantile o a una piattaforma energetica non è un episodio isolato, ma un evento potenzialmente in grado di produrre <strong>effetti sistemici sulla sicurezza nazionale</strong> e sull’economia del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fulcro di queste capacità è il <strong>Comando Raggruppamento Subacquei e Incursori “Teseo Tesei” (COMSUBIN)</strong>, con sede nel Golfo di La Spezia, comando d’élite della Marina Militare nel settore delle <strong>operazioni speciali marittime</strong>.<br>Il COMSUBIN si articola nel <strong>Gruppo Operativo Incursori (GOI)</strong>, specializzato nel contro-terrorismo marittimo e nelle operazioni ad alta intensità, e nel <strong>Gruppo Operativo Subacquei (GOS)</strong>, responsabile delle attività subacquee, della bonifica e della neutralizzazione di ordigni esplosivi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’addestramento del COMSUBIN è concepito come <strong>processo continuo e permanente</strong>, finalizzato a garantire una capacità di intervento rapido e flessibile in scenari complessi e dinamici, in ambito nazionale e internazionale, con una forte integrazione tra assetti navali, aeronavali e subacquei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-esercitazioni-gold-finger-e-black-shadow\">Le esercitazioni Gold Finger e Black Shadow</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro si inseriscono le esercitazioni di contro-terrorismo marittimo <strong>Gold Finger</strong> e <strong>Black Shadow</strong>, considerate modelli operativi di riferimento per la gestione delle crisi in mare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gold Finger ha simulato un’operazione di assalto a una piattaforma offshore della <strong>ENI</strong> nell’Alto Adriatico, riproducendo uno scenario realistico di minaccia a un’infrastruttura energetica strategica.<br>L’obiettivo addestrativo era verificare la capacità di neutralizzare l’azione ostile e di ristabilire rapidamente il controllo dell’impianto, riducendo al minimo l’impatto su sicurezza, continuità produttiva e stabilità energetica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Black Shadow ha invece ricreato una situazione di crisi a bordo di una nave da crociera in navigazione nel Basso Adriatico, coinvolgendo un’unità di <strong>MSC Crociere</strong>.<br>Lo scenario ha consentito di testare le procedure di intervento in presenza di numerosi civili, contesto nel quale rapidità decisionale, precisione esecutiva e coordinamento interforze risultano determinanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14199,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/68b632d5-7424-4a5f-92c4-fd9145697af7-ang4817-copia.jpg\" alt=\"Marina Militare: prontezza operativa e Forze Speciali al centro della sicurezza marittima\" class=\"wp-image-14199\" title=\"Marina Militare: prontezza operativa e Forze Speciali al centro della sicurezza marittima\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esercitazione di contro-terrorismo marittimo Black Shadow, Fonte Marina Militare. </figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto comunicato dalla Marina Militare, entrambe le attività sono state condotte dal GOI con il supporto del Comando di Flotta e di assetti specialistici ad alta valenza operativa: elicotteri <strong>AW101</strong>, Unità Navale Polivalente ad Alta Velocità “Tullio Tedeschi”, una squadra IEDD del GOS e un velivolo <strong>P-72A del 41° Stormo di Sigonella</strong> con equipaggio misto Marina–Aeronautica Militare.<br>Le esercitazioni hanno evidenziato una <strong>solida capacità di comando e controllo</strong> e una piena integrazione interforze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-proiezione-operativa-e-capacita-future\">Proiezione operativa e capacità future</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto al contro-terrorismo marittimo, il GOI mantiene una <strong>spiccata capacità di proiezione operativa</strong> grazie al <strong>Maritime Craft Aerial Delivery System (MCADS)</strong>.<br>Questo sistema consente l’inserimento simultaneo di operatori e mezzi navali leggeri tramite aviolancio da velivoli <strong>C-130J</strong>, permettendo di intervenire con la massima rapidità anche in aree lontane dalla terraferma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In scenari addestrativi complessi, il MCADS ha dimostrato la possibilità di condurre operazioni di liberazione ostaggi su navi mercantili sequestrate in acque internazionali, grazie anche al contributo del personale della <strong>Brigata Paracadutisti Folgore</strong> per la preparazione delle piattaforme di lancio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14201,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Immagine-2026-01-11-191144.png\" alt=\"Marina Militare: prontezza operativa e Forze Speciali al centro della sicurezza marittima\" class=\"wp-image-14201\" title=\"Marina Militare: prontezza operativa e Forze Speciali al centro della sicurezza marittima\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Aviolancio di carichi pesanti a cura  della 46ª Brigata Aerea dell'Aeronautica Militare e del Battaglione Aereo del Centro Addestramento Paracadutisti (CAPAR), inquadrato nella Brigata Paracadutisti \"Folgore\", Fonte Marina Militare.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un ulteriore elemento di rilievo è rappresentato dall’esercitazione <strong>Delfino</strong>, che rafforza l’integrazione tra gli Incursori del GOI e la componente sommergibili della Marina Militare, in particolare con unità <strong>U212A a propulsione indipendente dall’aria (AIP)</strong>.<br>Questa cooperazione amplia le opzioni di infiltrazione discreta e incrementa la flessibilità operativa in scenari ad alta complessità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In prospettiva, la Marina Militare ha annunciato che il COMSUBIN disporrà di una capacità navale dedicata con la futura <strong>Nave per Operazioni Speciali e Soccorso Sommergibili <em>Olterra</em></strong>, progettata per fungere da piattaforma di comando e controllo fino al livello di Task Group.<br>Nel complesso, le attività illustrate confermano il <strong>ruolo centrale delle Forze Speciali navali</strong> nella tutela delle rotte marittime, delle infrastrutture critiche e degli interessi nazionali, in un dominio marittimo sempre più conteso e strategicamente rilevante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/cb0d2efb-42a6-4dd9-948d-d29baf293c3b.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#OperazioniSpeciali, marinamilitare, sicurezzamarittima","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-11 19:54:02","stato":"publish","riassunto_video":"La Marina Militare Italiana, con il Comando COMSUBIN, mantiene alta la prontezza per proteggere rotte e infrastrutture marittime da minacce ibride e terrorismo. Le esercitazioni Gold Finger e Black Shadow simulano attacchi a piattaforme offshore e navi da crociera, testando rapidità e coordinamento interforze. Il sistema MCADS e l’esercitazione Delfino potenziano l’intervento rapido e discreto.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.navalnews.com/naval-news/2026/01/italian-navy-discloses-maritime-counter-terrorism-training-and-more-sf-activities/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28366-marina-militare-prontezza-operativa-e-forze-speciali-al-centro-della-sicurezza-marittima.mp4","galleria":""}
{"id":28357,"titolo":"Cosa rischia la Difesa Italiana se l’IA non diventa il Centro del Sistema","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando si dice che l’Intelligenza Artificiale “non è applicata” nella Difesa, spesso si intende una cosa precisa: non che non esistano sperimentazioni, ma che <strong>l’IA non è ancora integrata in modo diffuso, standardizzato e scalabile</strong> nei processi chiave (intelligence, C2, logistica, manutenzione, cyber, procurement, addestramento), cioè <em>a livello di architettura</em> e non di singoli progetti pilota.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Europa, la spinta a digitalizzare le forze armate e a rendere “data-centric” la Difesa è ormai esplicita: NATO ed UE hanno avviato programmi e strategie di trasformazione digitale, riconoscendo che <strong>la digitalizzazione è il prerequisito</strong> per l’adozione efficace di IA, cloud, data sharing e tecnologie “emergenti e dirompenti”.<br>Eppure, proprio perché il prerequisito è difficile, molti Paesi (Italia inclusa) faticano a trasformare l’intenzione in capacità operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di seguito, una lettura “senza sconti” delle cause principali del ritardo (con particolare focus italiano) e delle conseguenze probabili se non si cambia passo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-arretratezza-digitale-il-collo-di-bottiglia-non-e-l-algoritmo-e-l-infrastruttura\">Arretratezza digitale: il collo di bottiglia non è “l’algoritmo”, è l’infrastruttura</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’IA in Difesa funziona davvero solo se esistono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>dati accessibili e governati</strong> (non “chiusi” in silos),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>reti e cloud</strong> adeguati (anche in ambienti classificati),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>processi digitali</strong> end-to-end (dalla raccolta dati alla decisione),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>standard e interoperabilità</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Senza questa base, l’IA resta un gadget.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il quadro italiano generale segnala fragilità strutturali: la <a href=\"https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/factpages/italy-2024-digital-decade-country-report\">Commissione UE</a> evidenzia che <strong>solo il 5% delle imprese italiane usa l’IA</strong> (sotto la media UE) e che <strong>solo il 45,8% della popolazione</strong> ha competenze digitali di base (anche qui sotto la media UE). <br>È un indicatore “civile”, ma la Difesa pesca dallo stesso bacino di competenze, fornitori, cultura organizzativa e capacità di delivery.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche analisi internazionali sulla digitalizzazione della difesa europea indicano che la trasformazione è frenata da <strong>procurement, allineamento di budget, sovranità/accessibilità dei dati, sotto-investimento digitale</strong> e tempi lunghi (obiettivi al 2030 e oltre).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Traduzione pratica:</strong> se non digitalizzi prima <em>la macchina</em>, l’IA non la fai correre più veloce; la fai solo sbattere contro i limiti esistenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14189,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Cosa rischia la Difesa Italiana se l’IA non diventa il Centro del Sistema\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/170623-F-CH060-0003-scaled.jpg\" alt=\"Cosa rischia la Difesa Italiana se l’IA non diventa il Centro del Sistema\" class=\"wp-image-14189\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cosa rischia la Difesa Italiana se l’IA non diventa il Centro del Sistema</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dati-classificati-silos-e-data-sharing-la-difesa-ha-i-dati-ma-spesso-non-li-puo-usare\">Dati classificati, silos e “data sharing”: la Difesa ha i dati… ma spesso non li può usare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Difesa il problema non è la mancanza di dati: è che i dati sono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>classificati</strong> (vincoli legali e di sicurezza),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>disomogenei</strong> (formati diversi, qualità variabile),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>silos verticali</strong> per forza armata/programma/fornitore,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>spesso <strong>non riutilizzabili</strong> (mancano “data product”, cataloghi, metadati, governance).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La conseguenza è che l’IA non può essere addestrata e aggiornata con continuità, e soprattutto non può essere portata “in produzione” con affidabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo è esattamente il punto che molte strategie occidentali sottolineano: la <a href=\"https://www.nato.int/en/about-us/official-texts-and-resources/official-texts/2021/10/22/summary-of-the-nato-artificial-intelligence-strategy\">NATO lega l’adozione di IA </a>a principi e pratiche lungo tutto il ciclo di vita, inclusi test, interoperabilità e sicurezza delle informazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-vincoli-legali-etici-e-responsabilita-in-difesa-non-basta-funzioni-deve-essere-attribuibile\">Vincoli legali, etici e responsabilità: in Difesa non basta “funzioni”, deve essere <em>attribuibile</em></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In ambito militare la soglia di accettabilità dell’errore è molto diversa: la domanda non è solo “quanto è accurato?”, ma:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>chi è responsabile se sbaglia?</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>è spiegabile e tracciabile?</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>è governabile (si può disattivare, limitare, controllare)?</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>come si fa la <em>certificazione</em> in scenari che cambiano?</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Documenti italiani di riflessione strategica insistono sulla necessità di un <strong>controllo umano significativo</strong> e sulla complessità giuridico-organizzativa della messa in campo dell’IA, oltre che sulla necessità di governance e piani attuativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche il quadro UE è particolare: l’AI Act <strong>esclude l’uso esclusivamente militare/difesa/national security</strong>, ma i sistemi “dual use” (che toccano anche scopi non esclusi) possono rientrare nel perimetro regolatorio. <br>Questo crea un’area grigia: molte tecnologie sono “civili+militari” e quindi impattano compliance, supply chain, audit e contrattualistica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14190,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Cosa rischia la Difesa Italiana se l’IA non diventa il Centro del Sistema\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/211026-A-JT723-0002-scaled.jpg\" alt=\"Cosa rischia la Difesa Italiana se l’IA non diventa il Centro del Sistema\" class=\"wp-image-14190\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cosa rischia la Difesa Italiana se l’IA non diventa il Centro del Sistema</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-procurement-lento-e-avversione-al-rischio-tempi-incompatibili-con-la-curva-tecnologica-dell-ia\">Procurement lento e “avversione al rischio”: tempi incompatibili con la curva tecnologica dell’IA</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’IA (soprattutto quella moderna, e ancor più la generativa) evolve in cicli rapidissimi. Il procurement difesa invece:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>ragiona su <strong>anni</strong> (anche decenni),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>tende a cristallizzare requisiti e soluzioni,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>premia la riduzione del rischio contrattuale più della velocità di iterazione.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Risultato: quando un sistema entra in servizio, rischia di essere <strong>già superato</strong> o non più aggiornabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’<a href=\"https://www.edrmagazine.eu/defence-procurement-in-italy-opportunities-and-challenges\">analisi su procurement</a> e necessità di “razionalizzazioni/streamlining” sottolinea proprio l’esigenza di chiarimenti e snellimenti burocratici per rendere l’acquisizione più efficace. <br>E un rapporto del Parlamento UK (utile come benchmark, non per “fare paragoni morali”) dice chiaramente che per far crescere un settore IA difesa servono <strong>infrastrutture digitali, skill, clearance</strong>, e soprattutto un <a href=\"https://publications.parliament.uk/pa/cm5901/cmselect/cmdfence/590/report.html\">MOD più capace di lavorare con cicli rapidi</a> e fornitori non tradizionali. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-struttura-industriale-e-concorrenza-pochi-grandi-filiere-dipendenti-incentivi-conservativi\">Struttura industriale e concorrenza: pochi grandi, filiere dipendenti, incentivi “conservativi”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto è centrato: <strong>se il mercato è poco contendibile, l’innovazione dirompente entra peggio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Italia i “campioni” della difesa sono forti e spesso trainano export e capacità, ma l’ecosistema può risultare:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>sbilanciato su pochi prime contractor</strong>, con un peso enorme nelle scelte tecnologiche e nelle filiere;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>filiere dipendenti</strong> dalla capacità (e dalla convenienza) dei grandi di assorbire innovazione;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>incentivi conservativi</strong>: protezione di processi e piattaforme consolidate, lock-in di fornitura, barriere all’ingresso per nuovi fornitori.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A complicare il quadro c’è spesso il <strong>frammischiamento pubblico–privato</strong> tipico del settore (partecipazioni, relazioni istituzionali, dipendenza da commesse pubbliche). Questo può ridurre la contendibilità reale e spostare l’attenzione dalla competizione tecnologica alla tutela degli equilibri esistenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei casi peggiori, emergono anche dinamiche “chiuse” (patronage, nepotismo) e rigidità organizzative più simili a logiche amministrative:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>processi lenti e scarsa flessibilità operativa;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>vincoli e tutele che rendono più difficile riorientare rapidamente persone e investimenti;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>minore spinta al merito e alla sperimentazione.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il risultato è una capacità di innovare e scalare tecnologie come IA e data platform <strong>meno rapida</strong> rispetto a ecosistemi più competitivi, come molte realtà del Nord Europa e degli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12584,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Cosa rischia la Difesa Italiana se l’IA non diventa il Centro del Sistema\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/1.png\" alt=\"Intelligenza Artificiale al Pentagono: Google per Ufficio, Palantir per le Operazioni.\" class=\"wp-image-12584\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Intelligenza Artificiale al Pentagono: Google per Ufficio, Palantir per le Operazioni.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un indicatore (non esaustivo) della concentrazione dei grandi player: nelle classifiche <strong>SIPRI Top 100</strong> l’Italia ha tipicamente poche aziende presenti; nel fact sheet 2024, ad esempio, le due aziende italiane in Top 100 totalizzano <strong>16,8 miliardi $</strong> di ricavi da armamenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In parallelo, la Commissione UE evidenzia che la crescita di imprese innovative in Italia è frenata da un ecosistema ancora debole e da investimenti in venture capital relativamente limitati (pochi “unicorni”): se mancano nuovi entranti forti (startup/scaleup), la Difesa tende a restare più dipendente dai fornitori tradizionali anche sul digitale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-mancanza-di-un-leader-ai-nazionale-e-domanda-pubblica-poco-strutturata-si-compra-tecnologia-non-capacita\">Mancanza di un “leader AI” nazionale e domanda pubblica poco strutturata: si compra tecnologia, non capacità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui la distinzione è cruciale:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>comprare un prodotto AI</strong> ≠ <strong>costruire una capability AI</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una capability richiede:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>piattaforme dati,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>MLOps/ModelOps,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>test &amp; valutazione continui,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>personale interno (product owner, data steward, AI safety, cyber),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>contratti che prevedano aggiornamento, retraining, e misure di performance nel tempo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Senza “domanda intelligente” (specifiche, standard, governance), il rischio è l’acquisto di soluzioni “chiavi in mano” che <strong>non si integrano</strong>, non si aggiornano, o diventano rapidamente legacy.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel mercato italiano dell’IA, per esempio, i numeri crescono ma con squilibri: nel 2024 il mercato ha toccato <strong>1,2 miliardi € (+58%)</strong>, trainato soprattutto da sperimentazioni e GenAI; tuttavia la dinamica è spesso più forte nelle grandi imprese e più lenta nelle realtà piccole.<br>È coerente con uno scenario in cui la capacità di “industrializzare” l’IA è concentrata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-paradosso-italiano-la-consapevolezza-c-e-ma-l-adozione-sistemica-e-piu-lenta\">Un paradosso italiano: “la consapevolezza c’è”, ma l’adozione sistemica è più lenta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da fonti istituzionali, emerge che la Difesa italiana <strong>dichiara</strong> un percorso di digitalizzazione e indica l’IA tra le tecnologie centrali, anche con fondi/azioni collegati alla digitalizzazione del Ministero. <br>Inoltre, documenti di analisi strategica citano l’elaborazione di una strategia di implementazione dell’IA in ambito Difesa (ed. 2023) e insistono su governance e controllo umano. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quindi il punto non è “non se ne parla”: è che tra <strong>strategia</strong> e <strong>messa a terra</strong> c’è un salto organizzativo, tecnico e contrattuale enorme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":1} -->\n<h1 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-conseguenze-del-ritardo-cosa-succede-se-l-ia-resta-pilota-e-non-diventa-capacita\">Le conseguenze del ritardo: cosa succede se l’IA resta “pilota” e non diventa capacità</h1>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dipendenza-tecnologica-e-perdita-di-sovranita-operativa\">Dipendenza tecnologica e perdita di sovranità operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se non sviluppi (o almeno controlli) catena dati-modelli-infrastrutture, finisci per dipendere da:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>fornitori esteri,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>stack proprietari,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>aggiornamenti e roadmap non governabili.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E mentre tu ritardi, altri accelerano: la Francia, ad esempio, ha strutturato un accesso “di sistema” a modelli/servizi IA tramite accordi quadro e infrastruttura nazionale (caso Mistral AI, citato da Reuters).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-gap-operativo-velocita-decisionale-c2-isr-cyber\">Gap operativo: velocità decisionale, C2, ISR, cyber</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In scenari moderni (multi-dominio, saturazione sensori, droni, guerra elettronica), la differenza la fa:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>fusione dati,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>prioritizzazione automatica,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>supporto decisionale,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>difesa cyber “machine speed”.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un ritardo qui non è “inefficienza”: è <strong>vulnerabilità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13424,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Cosa rischia la Difesa Italiana se l’IA non diventa il Centro del Sistema\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Rheinmetall-HQ-PR.png\" alt=\"Intelligenza Artificiale dalla Polonia per Satelliti Tedeschi\" class=\"wp-image-13424\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Intelligenza Artificiale dalla Polonia per Satelliti Tedeschi</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-filiera-nazionale-piu-debole-meno-r-amp-s-meno-export-smart-meno-talenti\">Filiera nazionale più debole: meno R&amp;S, meno export “smart”, meno talenti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se la Difesa non crea domanda “abilitante” (standard, testbed, programmi), la filiera:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>investe meno in capability AI <em>difesa-grade</em>,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>perde talenti verso mercati più dinamici,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>rimane subfornitore tradizionale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’UE oggi finanzia esplicitamente anche aree come IA dentro programmi industriali e R&amp;D difesa (es. EDF, progetti su AI/quantum/droni). Se non sei pronto, rischi di partecipare da junior partner o di non trasformare i fondi in capacità industriale duratura.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-4acquisto-di-prodotti-gia-arretrati-lock-in-e-spreco-di-spesa\">4Acquisto di prodotti già arretrati: lock-in e spreco di spesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa è la conseguenza più concreta del procurement lento:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>compri quando la tecnologia è già passata,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>senza clausole di aggiornamento,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>con architetture chiuse,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>e ti ritrovi a pagare integrazioni infinite.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rischio non è solo tecnico: è <strong>politico-industriale</strong>, perché si crea un circuito in cui la spesa sostiene incumbents ma non genera salto tecnologico (tornaconto di breve vs capacità di lungo periodo).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-effetto-reputazionale-e-strategico-conti-meno-nelle-coalizioni\">Effetto reputazionale e strategico: conti meno nelle coalizioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In NATO/UE contano sempre di più:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>interoperabilità digitale,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>data sharing,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>standard comuni,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>rapidità di innovazione.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se non porti capacità credibili, conti meno nella definizione di standard, programmi congiunti e filiere europee.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9645,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Cosa rischia la Difesa Italiana se l’IA non diventa il Centro del Sistema\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/1-6.jpg\" alt=\"NATO e l’intelligenza artificiale: il JWC addestra i propri team al Maven Smart System\" class=\"wp-image-9645\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">NATO e l’intelligenza artificiale: il JWC addestra i propri team al Maven Smart System</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":1} -->\n<h1 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-in-sintesi-le-cause-sono-strutturali-non-manca-la-voglia\">In sintesi: le cause sono strutturali, non “manca la voglia”</h1>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I blocchi principali non sono (solo) tecnici. Sono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>fondazioni digitali incomplete</strong> (dati, cloud, processi),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>procurement e risk posture</strong> incompatibili con iterazione rapida,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>vincoli legali/etici</strong> che richiedono governance e certificazione,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>ecosistema industriale e innovazione</strong> non abbastanza contendibile,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>domanda pubblica</strong> che spesso compra “soluzioni” invece di “capacità”.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il risultato, se non si corregge, è un doppio danno: <strong>militare</strong> (gap operativo) e <strong>industriale</strong> (filiera AI difesa che non matura e compra fuori, o compra male).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/collage-difesa-1200x800reefe.jpg","categoria":"Blog","tags":"difesa, ForzeArmate, IA, Industria, innovazione, sicurezza, tecnologia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-11 17:34:04","stato":"publish","riassunto_video":"L’Intelligenza Artificiale nella Difesa Italiana è limitata a progetti pilota, senza integrazione diffusa e scalabile. Il ritardo deriva da infrastrutture digitali arretrate, dati classificati e silos, procurement lento e un ecosistema industriale poco competitivo. Si rischiano dipendenza tecnologica, gap operativo e perdita di sovranità, con conseguenze militari e industriale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28357-cosa-rischia-la-difesa-italiana-se-lia-non-diventa-il-centro-del-sistema.mp4","galleria":""}
{"id":28350,"titolo":"NYJIP26 in Giappone: la Brigata Paracadutisti Folgore con il Vice Comandante al lancio di inizio anno","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"h-\">Narashino, Chiba. È l’appuntamento che in Giappone apre simbolicamente l’anno operativo dei paracadutisti: <strong>令和8年 降下訓練始め (Kōka Kunren Hajime)</strong>, quest’anno presentato anche con il nome internazionale <strong>NYJIP26 – New Year Jump in Indo-Pacific 2026</strong>. Data e luogo sono quelli fissati dai documenti ufficiali: <strong>11 gennaio 2026</strong>, <strong>Narashino Garrison e Narashino Training Area</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dentro questa cornice—sempre più “Indo-Pacifico” e sempre meno solo “evento di reparto”—l’Italia compare in modo riconoscibile<strong> con la rappresentanza italiana della Brigata Paracadutisti “Folgore”, e tra le autorità/ospiti il Vice Comandante, Col. Gianni Copponi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14179,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"NYJIP26 in Giappone: la Brigata Paracadutisti Folgore con il Vice Comandante al lancio di inizio anno\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-11-130916.png\" alt=\"NYJIP26 in Giappone: la Brigata Paracadutisti Folgore con il Vice Comandante al lancio di inizio anno\" class=\"wp-image-14179\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">NYJIP26 in Giappone: la Brigata Paracadutisti Folgore con il Vice Comandante al lancio di inizio anno</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-rito-che-e-diventato-un-messaggio-strategico\">Un rito che è diventato un messaggio strategico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La “promessa” di questa giornata è scritta nero su bianco già nelle comunicazioni dell’Esercito giapponese: pregare per la <strong>sicurezza delle attività aviolancistiche</strong> nell’anno e, allo stesso tempo, <strong>rafforzare le relazioni</strong> con i reparti aviotrasportati di Paesi alleati e partner.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2026 la lista è da grande evento multilaterale: <strong>14 Paesi</strong> partecipanti oltre al Giappone, tra cui <strong>Italia</strong>, Stati Uniti e un ampio blocco europeo e indo-pacifico (Australia, Belgio, Canada, Francia, Germania, Paesi Bassi, Filippine, Polonia, Singapore, Thailandia, Turchia, Regno Unito, USA).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E quando sul terreno, a fine dimostrazione, si compone il “quadro bandiere”, il messaggio è chiarissimo: questa non è più soltanto una tradizione interna—è una fotografia politica e militare della rete di cooperazione che Tokyo vuole rendere visibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14180,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"NYJIP26 in Giappone: la Brigata Paracadutisti Folgore con il Vice Comandante al lancio di inizio anno\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-11-132200.png\" alt=\"NYJIP26 in Giappone: la Brigata Paracadutisti Folgore con il Vice Comandante al lancio di inizio anno\" class=\"wp-image-14180\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">NYJIP26 in Giappone: la Brigata Paracadutisti Folgore con il Vice Comandante al lancio di inizio anno</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-novita-2026-il-robot-dog-entra-nella-scena-operativa\">La novità 2026: il “robot-dog” entra nella scena operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le cose che hanno fatto parlare di questa edizione c’è una presenza inedita: <strong>un quadrupede robotico</strong>, indicato in ambito stampa e industria come <strong>Vision 60</strong> (Ghost Robotics). La stampa giapponese lo ha raccontato senza mezzi termini: <strong>“è apparso il robot-dog”</strong> (“ロボット犬が登場”), inserendolo nel racconto dell’evento. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La stampa di settore internazionale aggiunge il dettaglio tattico che spiega perché questa comparsa pesa: durante una fase con <strong>inserzione da elicotteri CH-47J</strong>, sarebbero stati impiegati <strong>due</strong> quadrupedi come supporto di <strong>ricognizione avanzata</strong> davanti alla squadra, con la dicitura “reconnaissance by UGV” associata al filmato. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14181,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"NYJIP26 in Giappone: la Brigata Paracadutisti Folgore con il Vice Comandante al lancio di inizio anno\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-11-132101.png\" alt=\"NYJIP26 in Giappone: la Brigata Paracadutisti Folgore con il Vice Comandante al lancio di inizio anno\" class=\"wp-image-14181\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">NYJIP26 in Giappone: la Brigata Paracadutisti Folgore con il Vice Comandante al lancio di inizio anno</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In una manovra rapida, la domanda è sempre la stessa: <em>cosa c’è oltre il primo l'orizzonte?</em> Mettere “qualcosa che vede” davanti ai primi uomini—un assetto sacrificabile, sensorizzabile, capace di avanzare su terreno irregolare—significa <strong>guadagnare secondi e metri di consapevolezza</strong>, riducendo l’esposizione iniziale del personale. Ed è esattamente il tipo di vantaggio che i reparti aviolanciabili cercano di monetizzare appena toccano terra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, NYJIP26 2026 è stato un “capodanno” particolare — accanto al debutto del <strong>robot-dog</strong> e alla cornice multinazionale—spicca quello italiano: <strong>la Brigata Paracadutisti “Folgore”</strong>, con il <strong>Vice Comandante</strong>, dentro il fotogramma di una cooperazione Indo-Pacifico che Tokyo vuole rendere sempre più concreta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/collage-1200x800-1-1.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"folgore, Giappone, NYJIP26, paracadutisti, robotdog","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-11 14:54:03","stato":"publish","riassunto_video":"L’11 gennaio 2026 a Narashino, Giappone, si è svolto il NYJIP26, evento aviolancistico multilaterale con 14 Paesi, tra cui l’Italia con la Brigata Paracadutisti Folgore e il Vice Comandante. Novità 2026: l’impiego operativo del robot quadrupede Vision 60 per ricognizione avanzata, simbolo di cooperazione e innovazione militare nell’Indo-Pacifico.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://live.nicovideo.jp/watch/lv349491887","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28350-nyjip26-in-giappone-la-brigata-paracadutisti-folgore-con-il-vice-comandante-al-lancio-di-inizio-anno.mp4","galleria":""}
{"id":28344,"titolo":"UK, il buco da 28 Miliardi e lo scontro tra Strategia e Conti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel Regno Unito cresce la tensione attorno a un deficit stimato di <strong>28 miliardi di sterline</strong> che, secondo valutazioni interne alle forze armate riportate dalla stampa britannica, renderebbe difficile finanziare pienamente la modernizzazione promessa dal governo. Il punto critico è che il “black hole” non riguarda una singola commessa, ma l’insieme del programma che dovrebbe sostenere la nuova postura strategica: un’impostazione più dura verso la Russia, maggiore prontezza, e capacità credibili per operazioni in Europa e nel Nord Atlantico. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dossier si intreccia con gli obiettivi politici annunciati da Downing Street: aumento della spesa al <strong>2,5% del Pil entro il 2027</strong> e ulteriori rialzi nella legislatura successiva. Tuttavia, sempre secondo le ricostruzioni, proprio la verifica dei costi avrebbe acceso frizioni tra vertici militari e governo, perché la traiettoria finanziaria non coprirebbe tutte le esigenze (inflazione, manutenzione, personale, grandi programmi).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14168,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Whitehall-gb26545-me.jpg\" alt=\"UK allarme buco da 28 miliardi e promesse a rischio\" class=\"wp-image-14168\" title=\"UK, il buco da 28 Miliardi e lo scontro tra Strategia e Conti\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">UK allarme buco da 28 miliardi e promesse a rischio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-piano-dip-rinviato-e-l-incertezza-per-l-industria\">Il piano (DIP) rinviato e l’incertezza per l’industria</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore operativo della crisi è il <strong>Defence Investment Plan (DIP)</strong>: il documento che dovrebbe trasformare la revisione strategica in un elenco chiaro di <strong>priorità, tempi e coperture</strong>. Secondo il <em>Financial Times</em>, il DIP è stato <strong>ritardato</strong> dopo che Starmer avrebbe chiesto modifiche per ragioni di “affordability”, con una nuova finestra indicata per <strong>marzo 2026</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo slittamento pesa sul settore: senza un piano credibile, la filiera fatica a programmare investimenti e capacità produttive. Un segnale delle frizioni è arrivato anche dal caso dello stabilimento di <strong>Yeovil</strong> (<a href=\"https://uk.leonardo.com/en/home\">Leonardo</a>), descritto dal <em>Times</em> come in forte difficoltà in assenza di decisioni rapide su contratti e commesse: un tema che, in UK, si lega direttamente al concetto di “sovranità industriale” della difesa. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-ricaduta-operativa-ucraina-numeri-delle-forze-e-il-caso-ajax-cos-e-e-perche-conta\">La ricaduta operativa: Ucraina, numeri delle forze e il caso Ajax (cos’è e perché conta)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La questione non è solo contabile: diventa immediatamente operativa se Londra vuole sostenere nuovi impegni. Il 9 gennaio 2026 Reuters ha riportato lo stanziamento di <strong>200 milioni di sterline</strong> per preparare mezzi, comunicazioni e difese anti-drone in vista di una possibile missione in <strong>Ucraina</strong> nell’ipotesi di cessate il fuoco, nel quadro di una forza multinazionale discussa con Francia e Kyiv. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma la sostenibilità dipende anche dal personale. I dati ufficiali del governo indicano che al <strong>1 ottobre 2025</strong> la forza (trained+untrained) delle <strong>UK Regular Forces</strong> era <strong>137.100</strong>: un numero che alimenta il dibattito su quante truppe possano essere ruotate e mantenute all’estero senza erodere prontezza e addestramento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14173,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Edinburgh-site-1440480.jpg\" alt=\"UK, il buco da 28 Miliardi e lo scontro tra Strategia e Conti\" class=\"wp-image-14173\" title=\"UK, il buco da 28 Miliardi e lo scontro tra Strategia e Conti\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">UK, il buco da 28 Miliardi e lo scontro tra Strategia e Conti</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cos-e-ajax-spiegazione-breve\">Cos’è Ajax (spiegazione breve)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Ajax</strong> è una <strong>famiglia di veicoli corazzati cingolati</strong> destinata a rinnovare la componente “cavalry/ricognizione” dell’Esercito britannico (Armoured Cavalry Programme). È un programma di grande valore (spesso citato intorno a <strong>6,3 miliardi di sterline</strong>) e simbolicamente cruciale perché dovrebbe portare sensori, protezione e mobilità più moderni sul campo. Tuttavia, il progetto è stato colpito da problemi seri: la <strong>National Audit Office</strong> ha documentato, tra le altre cose, le criticità legate a <strong>rumore e vibrazioni</strong> emerse nelle prove, con impatti su tempi e piena entrata in servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>In sintesi:</strong> tra “buco” da 28 miliardi, DIP rinviato e programmi complessi come Ajax, Londra sembra avviata verso scelte obbligate: o più fondi strutturali, o tagli/rinvii, oppure una riduzione delle ambizioni operative (anche rispetto a scenari come l’Ucraina). </p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/General-Dynamics-UK-delivers-100th-Ajax-armoured-fighting-vehicle-to-support-British-Army-modernisation-925-002-dce9227f.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"buco28miliardi, ministerodelladifesa, NATO, regnounito, spesadifesa, Starmer, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-11 11:24:03","stato":"publish","riassunto_video":"Nel Regno Unito cresce un deficit di 28 miliardi di sterline che mette a rischio la modernizzazione militare prevista dal governo, con tensioni tra vertici militari e politici. Il Defence Investment Plan è stato rinviato al 2026, creando incertezze per l’industria e programmi chiave come Ajax, mentre si valutano impegni operativi in Ucraina e la capacità di mantenere truppe pronte.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.thetimes.com/uk/defence/article/senior-military-chiefs-warn-keir-starmer-of-28bn-defence-shortfall-mb6pjkkl3?utm_source=chatgpt.com","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28344-uk-il-buco-da-28-miliardi-e-lo-scontro-tra-strategia-e-conti.mp4","galleria":""}
{"id":28339,"titolo":"Come le Forze Speciali USA hanno preso MARINERA nel Nord Atlantico - VIDEO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo un inseguimento durato oltre due settimane e un primo tentativo di abbordaggio andato a vuoto nei Caraibi a fine dicembre, gli Stati Uniti hanno annunciato il sequestro della petroliera <strong>M/V <em>Bella 1</em></strong> (ribattezzata nel frattempo <em>Marinera</em>), nave già finita sotto sanzioni americane e sospettata di essere parte delle reti marittime usate per eludere i controlli sul commercio di greggio tra Venezuela, Iran e altri attori sanzionati. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dal-tentativo-fallito-nei-caraibi-al-sequestro-in-alto-mare\">Dal tentativo fallito nei Caraibi al sequestro “in alto mare”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo ricostruzioni concordanti di più testate internazionali, la vicenda inizia <strong>il 20 dicembre 2025</strong>, quando la Guardia Costiera statunitense tenta di fermare la <em>Bella 1</em> in area caraibica mentre la nave procede verso il Venezuela. L’abbordaggio non riesce: la nave si sottrae ai controlli e punta verso l’Atlantico, con le unità USA che ne mantengono la traccia. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>7 gennaio 2026</strong> arriva la svolta: la petroliera viene <strong>sequestrata nel Nord Atlantico</strong>, in esecuzione di <strong>un mandato di sequestro emesso da un tribunale federale statunitense</strong>, e dopo essere stata monitorata da assetti della Guardia Costiera e – secondo alcune ricostruzioni – con il supporto operativo di componenti militari. Reuters riferisce che <strong>forze speciali USA</strong> avrebbero contribuito a “mettere in sicurezza” la nave nelle fasi iniziali, prima che la gestione passasse alla Guardia Costiera.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-identita-cangiante-da-bella-1-a-marinera-bandiere-e-vernice-fresca\">Identità “cangiante”: da <em>Bella 1</em> a <em>Marinera</em>, bandiere e vernice fresca</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della fuga, la nave cambia più volte “profilo”: diverse fonti riportano che la petroliera avrebbe operato con <strong>bandiere considerate false o contestate</strong> e che, durante l’inseguimento, sarebbe stata <strong>ribattezzata <em>Marinera</em></strong> e fatta risultare <strong>sotto bandiera russa</strong>. ANSA sottolinea il passaggio a Mosca dopo la fase caraibica; Reuters conferma che, dopo il primo tentativo di fermo, la nave “si è registrata sotto bandiera russa ed è stata rinominata”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La parte russa sostiene invece la legittimità della registrazione e denuncia un’azione illegale in alto mare, richiamando la Convenzione ONU sul diritto del mare (UNCLOS). ANSA riporta anche la versione del ministero dei Trasporti russo, che afferma di aver perso i contatti con la nave dopo l’abbordaggio. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:video {\"id\":14158} -->\n<figure class=\"wp-block-video\"><video controls src=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2026/01/Maritime-Interdiction-Operation-Jan-9-2026-U-S-Southern-Command-.mp4\"></video></figure>\n<!-- /wp:video -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli elementi più delicati è la <strong>presenza di assetti russi</strong> nell’area. Reuters scrive che durante la fase finale dell’operazione la petroliera sarebbe stata <strong>“ombreggiata” da un sottomarino russo</strong>, e che unità militari di Mosca erano “nelle vicinanze”, pur senza indicazioni di uno scontro diretto tra forze statunitensi e russe. ANSA parla apertamente di navi e sottomarini inviati “a supporto” della petroliera, mentre Londra avrebbe fornito supporto di sorveglianza, secondo quanto riportato dall’agenzia citando il ministro della Difesa britannico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-abbordaggio-immagini-dal-ponte-e-ombra-speciale-dei-night-stalkers\">L’abbordaggio: immagini dal ponte e ombra “speciale” dei <em>Night Stalkers</em></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sequestro ha attirato attenzione anche per <strong>le modalità dell’abbordaggio</strong>. Vari media hanno rilanciato immagini diffuse da canali russi (tra cui RT) che mostrerebbero un elicottero leggero <strong>MH-6 “Little Bird”</strong> in avvicinamento, con operatori posizionati sulle tipiche panche laterali. Analisi specialistiche (non ufficiali) collegano questo profilo al <strong>160th Special Operations Aviation Regiment (SOAR)</strong>, reparto noto come <em>Night Stalkers</em>, spesso associato al supporto a missioni delle forze speciali. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Su questo punto, però, è utile distinguere tra <strong>ciò che è confermato</strong> e ciò che è <strong>dedotto</strong>: Reuters parla di supporto delle forze speciali, ma non dettaglia pubblicamente piattaforme e unità impiegate. Alcune testate di settore sostengono che elicotteri del 160th SOAR avrebbero trasportato personale d’assalto (citando anche reportage TV statunitensi), ma la conferma ufficiale completa dei dettagli tattici non è sempre pubblica in operazioni di questo tipo. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-trasportava-la-nave-e-perche-washington-l-ha-colpita\">Cosa trasportava la nave (e perché Washington l’ha colpita)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Reuters e altre fonti, la <em>Bella 1 / Marinera</em> era considerata un tassello di una più ampia rete di petroliere “opache” (<em>dark</em> o <em>shadow fleet</em>) accusate di <strong>eludere sanzioni</strong> e controlli sull’origine del greggio. Al momento del sequestro, più ricostruzioni indicano che la nave <strong>non trasportasse carico</strong> (o comunque non greggio venezuelano), mentre restano centrali le accuse di violazioni pregresse e di tentativi di aggiramento delle misure statunitensi. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nelle stesse ore, il <strong>Comando Sud (SOUTHCOM)</strong> ha annunciato l’interdizione di una seconda nave, la <strong>M/T <em>Sophia</em></strong>, definita “<strong>stateless, sanctioned dark fleet motor tanker</strong>” e indicata come operante in attività illecite nel Mar dei Caraibi. Reuters riferisce che la Guardia Costiera stava <strong>scortando la <em>Sophia</em> verso gli Stati Uniti</strong> “per la disposizione finale”. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14160,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Come le Forze Speciali USA hanno preso MARINERA nel Nord Atlantico - VIDEO\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/US-Spezialkraefte-entern-Oeltanker-Bella-1_Bilder_US-European-Command-und-unbekannt-1068x619.jpg-1024x593-1.webp\" alt=\"Come le Forze Speciali USA hanno preso MARINERA nel Nord Atlantico - VIDEO\" class=\"wp-image-14160\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Come le Forze Speciali USA hanno preso MARINERA nel Nord Atlantico - VIDEO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-quadro-piu-ampio-blocco-del-petrolio-venezuelano-e-guerra-alle-petroliere-fantasma\">Il quadro più ampio: blocco del petrolio venezuelano e “guerra” alle petroliere fantasma</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sequestro della <em>Bella 1 / Marinera</em> si inserisce in una campagna che Washington descrive come un <strong>blocco globale</strong> contro esportazioni considerate illegali o sanzionate: una linea ribadita pubblicamente anche da esponenti dell’amministrazione USA, citati da Reuters e ripresi da ANSA. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel breve periodo, l’operazione apre però più interrogativi di quanti ne chiuda: <strong>dove verrà condotta la nave</strong>, quale sarà la <strong>base giuridica</strong> contestata o difesa nei tribunali, e soprattutto quale sarà la <strong>risposta politica di Mosca</strong> dopo un episodio che fonti russe e commentatori hanno già definito “pirateria”. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se vuoi, posso adattare l’articolo a uno stile specifico (quotidiano generalista, rivista di difesa, taglio più “marittimo” o più geopolitico) e aggiungere un box finale con <strong>timeline</strong> degli eventi e glossario (<em>dark fleet</em>, AIS, bandiera di comodo, mandato federale, ecc.).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/immagine-1200x800-1.png","categoria":"Forze Speciali","tags":"abbordaggio, atlantico, forzespeciali, operazionespeciale, petroliera, sanzioni, sequestro","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-10 18:24:03","stato":"publish","riassunto_video":"Dopo un inseguimento durato settimane, gli USA hanno sequestrato la petroliera Bella 1 (ribattezzata Marinera) sospettata di aggirare sanzioni sul petrolio tra Venezuela e Iran. La nave, con bandiere false e supporto russo nelle vicinanze, è stata bloccata nel Nord Atlantico da forze speciali e Guardia Costiera USA. L’operazione fa parte di una campagna contro le petroliere “fantasma”.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.hartpunkt.de/us-spezialkraefte-bringen-oeltanker-m-v-bella-1-auf/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28339-come-le-forze-speciali-usa-hanno-preso-marinera-nel-nord-atlantico-video.mp4","galleria":""}
{"id":28332,"titolo":"COFS  il perno della riforma delle Forze Speciali voluta dal generale Portolano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel lessico militare, “assetti pregiati” significa capacità rare, costose e decisive: reparti d’élite, piattaforme dedicate, sensori, comunicazioni protette, e quegli “enablers” (abilitanti) che trasformano un’azione tattica in un effetto strategico. È esattamente su questo terreno che si colloca la revisione del comparto Forze Speciali avviata dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano: un disegno che punta a rendere il COFS – nella sua evoluzione verso un “<a href=\"https://www.rid.it/shownews/7677/come-cambiano-le-sof-italiane-la-parola-al-capo-di-smd-generale-portolano\">nuovo Comando Forze Speciali</a>” – il perno preminente della catena di comando e controllo quando in gioco ci sono interessi strategici nazionali e operazioni ad alta sensibilità. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dal-cofs-del-2004-al-multi-dominio-perche-serve-un-ulteriore-salto\">Dal COFS del 2004 al “multi-dominio”: perché serve un ulteriore salto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il COFS nasce nel 2004 come comando interforze dedicato alle operazioni speciali, posto alle dipendenze del Capo di Stato Maggiore della Difesa, con competenza sulle operazioni condotte dalle Forze Speciali delle quattro Forze Armate (e, per le esigenze della Difesa, anche sul GIS dei Carabinieri). </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2021, la Difesa italiana riorganizza la propria architettura operativa con la nascita del COVI, erede del COI, pensato per la condotta delle operazioni in un’ottica “multi-dominio” (terra, mare, cielo, spazio e cyber) e come interlocutore unico e privilegiato per pianificazione e condotta. In quel quadro, il COFS risulta incardinato nella catena che fa capo al COVI. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto, però, è che gli scenari degli ultimi anni – dronizzazione diffusa, saturazione dei sensori, guerra informativa e “competizione sotto soglia” – hanno aumentato il valore politico-strategico delle operazioni speciali. Portolano, in un’intervista a RID, insiste su un concetto chiave: <a href=\"https://www.rid.it/shownews/7677/come-cambiano-le-sof-italiane-la-parola-al-capo-di-smd-generale-portolano\">le Forze Speciali non sono “fanteria d’élite”</a> da impiegare in massa, ma uno strumento chirurgico che, se ben integrato con tecnologia e intelligence, può generare effetti strategici con numeri ridotti. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14143,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"COFS  il perno della riforma delle Forze Speciali voluta dal generale Portolano\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/FORZE-SPECIALI-FIRMATO-ACCORDO-TRA-AERONAUTICA-E-COFS-20250609-6-scaled-1-1024x684-1.jpg\" alt=\"COFS  il perno della riforma delle Forze Speciali voluta dal generale Portolano\" class=\"wp-image-14143\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">COFS  il perno della riforma delle Forze Speciali voluta dal generale Portolano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-scelta-catena-decisionale-corta-e-comando-diretto-verso-vertice-militare-e-autorita-politica\">La scelta: catena decisionale corta e comando “diretto” verso vertice militare e autorità politica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore della riforma sta nella governance: Portolano dichiara di aver avviato, su indicazione e sotto la supervisione del Ministro della Difesa Guido Crosetto, un “processo d’urgenza di revisione del Comparto Forze Speciali” con un obiettivo triplice: ridurre i tempi di approntamento, accelerare l’adozione tecnologica e affinare i modelli d’impiego a tutela degli interessi nazionali. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel breve termine, la riforma prevede “misure di prontezza” che includono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>razionalizzazione dei reparti secondo la specificità d’impiego;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>procedure di attivazione più agili;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>una <strong>catena decisionale snella</strong> che colleghi <strong>direttamente</strong> il vertice del nuovo “Comando Forze Speciali” (evoluzione dell’attuale COFS) al Capo di Stato Maggiore della Difesa e all’Autorità politica;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>un <strong>processo di procurement dedicato</strong> per accelerare l’introduzione di tecnologie critiche. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tradotto: quando la posta in gioco è strategica, il COFS (nella sua evoluzione) diventerebbe la cabina di regia “più alta” e più rapida per impiegare e coordinare gli assetti più sensibili, riducendo passaggi e tempi decisionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14144,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"COFS  il perno della riforma delle Forze Speciali voluta dal generale Portolano\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/cofs-01.jpg\" alt=\"COFS  il perno della riforma delle Forze Speciali voluta dal generale Portolano\" class=\"wp-image-14144\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">COFS  il perno della riforma delle Forze Speciali voluta dal generale Portolano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-assetti-pregiati-sotto-controllo-operativo-gli-abilitanti-che-fanno-la-differenza\">“Assetti pregiati” sotto controllo operativo: gli abilitanti che fanno la differenza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La seconda gamba della riforma è ancora più concreta: nel medio periodo, il comparto Forze Speciali dovrebbe poter contare su abilitanti operativi e logistici “direttamente funzionali” alle operazioni speciali, citati esplicitamente da Portolano:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>assetti <strong>rotary wing e fixed wing</strong> per inserzione, supporto ed esfiltrazione;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>droni e sistemi a pilotaggio remoto</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>unità <strong>PSYOPS</strong> e nuclei <strong>cyber-intel</strong> integrati nel disegno operativo. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui si gioca la “preminenza” nel comando e controllo: non solo coordinare gli incursori, ma avere una disponibilità più diretta (e una pianificazione unificata) sugli abilitanti che rendono possibile l’operazione speciale moderna, soprattutto in ambienti contestati e multi-dominio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-logica-strategica-rapidita-segretezza-integrazione-e-meno-duplicazioni\">La logica strategica: rapidità, segretezza, integrazione (e meno duplicazioni)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Portolano lega la riforma a tre promesse operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>1) Rapidità di proiezione.</strong> L’idea è passare “dall’individuazione di un’esigenza strategica alla proiezione di forze altamente specializzate in poche ore”, grazie a una catena corta e a sistemi di controllo adeguati. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>2) Integrazione degli enablers e unità di visione tecnologica.</strong> Una pianificazione centralizzata dovrebbe evitare duplicazioni, massimizzare investimenti e concentrare lo sviluppo su tecnologie chiave (droni avanzati, assetti speciali di inserzione, capacità cyber). </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>3) Protezione dell’informazione.</strong> Nelle operazioni ad alto valore politico, la sicurezza delle informazioni diventa parte della manovra: Portolano richiama protocolli avanzati e compartimentazione delle competenze per proteggere piani operativi e intelligence. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14145,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"COFS  il perno della riforma delle Forze Speciali voluta dal generale Portolano\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/20190715-Forze-Speciali-3.jpg\" alt=\"COFS  il perno della riforma delle Forze Speciali voluta dal generale Portolano\" class=\"wp-image-14145\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">COFS  il perno della riforma delle Forze Speciali voluta dal generale Portolano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-impatto-sul-sistema-difesa-cosa-resta-alle-forze-armate-cosa-cambia-al-vertice\">Impatto sul “sistema Difesa”: cosa resta alle Forze Armate, cosa cambia al vertice</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La riforma non “svuota” le singole Forze Armate: Portolano sottolinea che continueranno a mantenere un ruolo centrale in approntamento, afflusso di personale e supporto logistico alle piattaforme di dominio, mentre il nuovo baricentro del comando operativo delle operazioni speciali (e dei relativi abilitanti) sarebbe reso più diretto e coerente. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano più ampio, questa traiettoria si inserisce nella logica multi-dominio già richiamata con la nascita del COVI come interlocutore unico e privilegiato per pianificazione e condotta delle operazioni. La novità, qui, è l’ulteriore specializzazione della catena C2 per le missioni “più sensibili” e per gli assetti a maggiore pregio strategico. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella sede parlamentare, Portolano ha collegato la modernizzazione dello strumento anche ai programmi e ai finanziamenti, citando – nel quadro dei mezzi marittimi – l’ammodernamento e il mantenimento in efficienza di assetti “in uso nel settore delle Forze speciali e della raccolta informativa”, dentro una più ampia agenda di resilienza e capacità multi-dominio. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-punto-di-arrivo-un-comando-proiettabile-per-crisi-sotto-soglia-e-scenari-ad-alta-intensita\">Il punto di arrivo: un comando “proiettabile” per crisi sotto soglia e scenari ad alta intensità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se il COFS diventa (e viene riconfigurato come) “Comando Forze Speciali” con una linea diretta verso vertice militare e autorità politica, e con abilitanti assegnati in modo più funzionale alla condotta delle operazioni speciali, il messaggio è chiaro: quando l’Italia deve proteggere interessi vitali – <strong>evacuazioni, contro-minacce ibride, operazioni discrete in aree grigie, deterrenza sotto soglia</strong> – serve una catena di comando corta, pronta e dotata di strumenti dedicati. È la “preminenza” non come status simbolico, ma come capacità di decidere e agire più in fretta, con più integrazione e maggiore protezione dell’informazione. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/DSC-5282.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"AssettiPregiati, COFS, comandoecontrollo, difesa, forzespeciali, InteressiStrategiciNazionali, Portolano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-10 17:04:02","stato":"publish","riassunto_video":"La riforma delle Forze Speciali italiane, guidata dal generale Portolano, punta a trasformare il COFS in un comando centrale e rapido, con una catena decisionale diretta verso vertici militari e politici. L’obiettivo è integrare tecnologie avanzate, ridurre tempi di risposta e migliorare coordinamento e sicurezza delle operazioni in scenari multi-dominio ad alta sensibilità strategica.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28332-cofs-il-perno-della-riforma-delle-forze-speciali-voluta-dal-generale-portolano.mp4","galleria":""}
{"id":28326,"titolo":"Grecia, svolta sulla leva dal 2026: più addestramento e regole più rigide","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Atene</strong> – La Grecia ha approvato una riforma ampia del sistema di coscrizione e della formazione dei reclutati, inserita nel pacchetto “Roadmap for the Transition of the Armed Forces to the New Era”. Il nuovo impianto ridisegna <strong>durata e qualità dell’addestramento</strong>, restringe alcune <strong>finestre di rinvio per studio</strong>, irrigidisce i controlli sulle <strong>esenzioni per motivi sanitari</strong> e tocca in modo significativo la disciplina per i <strong>greci residenti all’estero</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-addestramento-piu-lungo-e-modello-army-first\">Addestramento più lungo e modello “Army first”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una delle novità più nette riguarda l’organizzazione della leva: <strong>la coscrizione non coinvolgerà più ordinariamente Marina e Aeronautica</strong>, ma sarà <strong>concentrata nell’Esercito</strong>, con eccezioni limitate a profili tecnici molto specifici (ad esempio meccanici aeronautici, marittimi, ecc.).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul fronte della preparazione, l’impostazione vira su un percorso più strutturato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>10 settimane di addestramento di base</strong> (con simulatori e moduli legati anche a droni e tecnologie),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>seguite da ulteriore addestramento specialistico e operativo in reparti ad alta prontezza.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il quadro conferma una <strong>durata ordinaria di 12 mesi</strong>, ma mantiene/introduce una durata <strong>ridotta a 9 mesi</strong> per categorie e destinazioni considerate prioritarie. In particolare:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>9 mesi</strong> per chi si arruola “da primo chiamato” subito dopo la scuola superiore,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>e <strong>9 mesi</strong> per chi presta servizio in aree o reparti ad alta esigenza (come regioni di confine e unità specifiche indicate dal Ministero).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In parallelo, viene rafforzata l’idea di un primo periodo in unità ad alta prontezza, con eventuali trasferimenti più vicini alla residenza solo dopo alcuni mesi di servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14135,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Grecia, svolta sulla leva dal 2026: più addestramento e regole più rigide\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/1000w-q95-5-scaled-1.jpg\" alt=\"Grecia, svolta sulla leva dal 2026: più addestramento e regole più rigide\" class=\"wp-image-14135\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Grecia, svolta sulla leva dal 2026: più addestramento e regole più rigide</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-rinvii-per-studio-eta-limite-ridotta\">Rinvii per studio: età limite ridotta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I rinvii legati allo studio restano, ma con una tendenza chiara: <strong>meno margine temporale</strong>. Un esempio citato nelle sintesi della riforma è la riduzione del rinvio fino ai <strong>25 anni</strong> per percorsi universitari quadriennali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il messaggio politico è esplicito: evitare rinvii troppo lunghi e favorire l’assolvimento dell’obbligo in età più “ravvicinata” al percorso scolastico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-greci-all-estero-attenzione-a-definizioni-mentre-stretta-sui-medical-waivers\">Greci all’estero attenzione a definizioni, mentre stretta sui “medical waivers”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la diaspora, la base normativa nota rimane quella del “permanente residente all’estero”, che in via generale si fonda su criteri come:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>11 anni</strong> di residenza continuativa all’estero, oppure</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>7 anni</strong> di residenza e lavoro continuativi all’estero.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La riforma, però, punta anche a <strong>stringere e rendere più controllabili</strong> requisiti e procedure (documentazione, condizioni per conservare lo status, e impatto delle permanenze in Grecia). È un punto delicato perché, se applicato in modo rigido, può incidere su chi alterna periodi all’estero e soggiorni prolungati in patria (famiglia, lavoro, rientri temporanei</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema delle esenzioni per ragioni sanitarie viene <strong>irrigidito</strong>. L’obiettivo dichiarato è ridurre gli abusi e rendere il processo più tracciabile e uniforme, specialmente sulle valutazioni più controverse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14136,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Grecia, svolta sulla leva dal 2026: più addestramento e regole più rigide\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/698432.jpg\" alt=\"Grecia, svolta sulla leva dal 2026: più addestramento e regole più rigide\" class=\"wp-image-14136\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Grecia, svolta sulla leva dal 2026: più addestramento e regole più rigide</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-buyout-riscatto-pagando-soglia-piu-alta\">Buyout (riscatto pagando): soglia più alta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’altra modifica simbolica è la linea più dura sulle “uscite” anticipate:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>l’età per accedere al <strong>buyout</strong> viene spostata <strong>più avanti</strong> (nelle linee presentate dal Ministero: fino ai <strong>40 anni</strong>),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>con revisione anche dei parametri economici.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel pacchetto rientra anche una misura per ridurre il bacino dei renitenti: sono previste <strong>agevolazioni temporanee</strong> per chi rientra e regolarizza la posizione entro una scadenza fissata (nelle comunicazioni istituzionali: fino al <strong>31 dicembre 2027</strong>).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-questa-riforma-conta\">Perché questa riforma conta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cambio di paradigma è doppio: da un lato <strong>più addestramento e maggiore standardizzazione</strong>, dall’altro <strong>meno ambiguità</strong> su rinvii, idoneità ed eccezioni. Per chi vive fuori Grecia, il tema centrale è capire <strong>come verranno applicati</strong> i criteri di residenza estera e <strong>quali permanenze</strong> in Grecia possano mettere a rischio lo status.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/greek-armyr3fd.png","categoria":"Internazionali","tags":"diaspora, esenzioni, grecia, I5., leva, rinviostudio, ServizioMilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-10 15:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"La Grecia riforma la leva militare dal 2026, concentrando il servizio nell’Esercito con addestramento più lungo e specializzato. Riduce i rinvii per studio, irrigidisce le esenzioni sanitarie e stringe i requisiti per i residenti all’estero. L’età per il riscatto del servizio sale a 40 anni. Obiettivo: maggiore disciplina e standardizzazione.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.mod.mil.gr/en/ministry-of-national-defence-bill-roadmap-for-the-transition-of/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28326-grecia-svolta-sulla-leva-dal-2026-piu-addestramento-e-regole-piu-rigide.mp4","galleria":""}
{"id":28321,"titolo":"Difesa, scontro nella maggioranza: il vero problema è la Cultura Strategica mentre la minaccia esterna bussa già alla porta","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il confronto sulle spese militari dentro la maggioranza non è soltanto l’ennesimo braccio di ferro tra partiti. È, prima ancora, il sintomo di una fragilità più profonda: <strong>molti parlamentari e pezzi della politica italiana non hanno una vera cultura della Difesa</strong>, cioè non ragionano in termini di deterrenza, interessi nazionali, catene di sicurezza, influenza e credibilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il risultato è una discussione schiacciata su due parole — “costi” e “coperture” — come se la Difesa fosse un lusso. In realtà, in un contesto internazionale instabile, <strong>la Difesa è un’infrastruttura di sistema</strong>: se regge, protegge commercio, energia, supply chain, investimenti; se scricchiola, i rischi arrivano a valle su famiglie e imprese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-spaccatura-palazzo-chigi-e-mef-puntano-alla-gradualita\">La spaccatura: Palazzo Chigi e MEF puntano alla gradualità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dentro questa cornice, lo scontro politico si accende sul percorso per aumentare la spesa: il MEF ragiona su un incremento graduale e su strumenti europei; una parte della maggioranza sostiene che l’Italia debba recuperare credibilità e capacità; <strong>la Lega, invece, alza paletti</strong>, teme l’impatto sui conti e spinge per mettere al centro la sicurezza interna, cercando di evitare l’idea di “riarmo” come bandiera.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fin qui, normale dialettica. Ma il punto è <em>perché</em> diventa esplosiva: perché manca una base condivisa su cosa sia oggi “sicurezza nazionale”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tutto-e-collegato-sicurezza-esterna-influenza-economia-lavoro\">Tutto è collegato: sicurezza esterna, influenza, economia, lavoro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui sta la questione che spesso non entra nei talk né nei corridoi parlamentari: <strong>se l’Italia non è credibile sulla Difesa, non è credibile nemmeno nei tavoli che contano</strong>. E se non conti, subisci.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Se non pesi nelle alleanze, <strong>hai meno voce</strong> quando si negoziano dossier che toccano direttamente l’economia (energia, rotte commerciali, stabilità del Mediterraneo, regole industriali, investimenti).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Se non dimostri affidabilità, <strong>attrai meno fiducia</strong>: e fiducia significa anche capacità di “calamitare” opportunità — commesse, progetti tecnologici, cooperazioni industriali — che poi diventano lavoro e sviluppo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Se la tua postura è incerta, gli altri partner ti vedono come l’anello debole: <strong>ti ascoltano meno</strong>, ti coinvolgono meno, ti rispettano meno.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo senso, la Difesa non è separata dal benessere: <strong>è la condizione che rende possibile proteggere e costruire benessere</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14122,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Difesa, scontro nella maggioranza: il vero problema è la Cultura Strategica mentre la minaccia esterna bussa già alla porta\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/52520459189-15ddc96419-k.jpg\" alt=\"Difesa, scontro nella maggioranza: il vero problema è la Cultura Strategica mentre la minaccia esterna bussa già alla porta\" class=\"wp-image-14122\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa, scontro nella maggioranza: il vero problema è la Cultura Strategica mentre la minaccia esterna bussa già alla porta</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-migranti-e-instabilita-senza-scudo-esterno-aumenta-la-pressione\">Migranti e instabilità: senza scudo esterno aumenta la pressione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è poi un altro collegamento che la politica italiana spesso tratta come tabù: <strong>la pressione migratoria è anche un prodotto dell’instabilità esterna</strong>.<br>Se il Mediterraneo allargato si incendia e l’Italia non riesce a contribuire davvero a stabilità, deterrenza e gestione delle crisi (con strumenti militari, diplomatici e di intelligence), il costo ricade “a casa”: più pressione sui confini, più traffici, più ricatti geopolitici, più emergenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è militarismo: è realismo. Uno Stato che non proietta capacità, <strong>finisce per importare problemi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-rischio-italietta-provinciale-nei-toni-periferica-nei-fatti\">Il rischio “Italietta”: provinciale nei toni, periferica nei fatti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il paradosso è che, mentre il mondo diventa più duro, in Italia si rischia di tornare alla vecchia postura: <strong>l’“Italietta” provinciale</strong> che cerca di cavarsela con dichiarazioni e piccoli aggiustamenti, senza una visione strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E invece oggi la domanda è semplice: vogliamo un Paese che <em>conta</em> — e quindi protegge interessi e cittadini — o un Paese che <em>galleggia</em> e subisce? Perché a cambiare non è solo la spesa: <strong>è lo status internazionale dell’Italia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione-la-vera-mediazione-non-e-tra-partiti-ma-tra-passato-e-presente\">Conclusione: la vera mediazione non è tra partiti, ma tra passato e presente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La maggioranza può anche trovare un compromesso numerico. Ma la sfida vera è culturale: <strong>capire che la minaccia esterna non è un concetto astratto</strong> e che sicurezza, economia e credibilità sono un unico circuito.<br>Senza scudo esterno, si riduce l’influenza; senza influenza, diminuiscono opportunità e stabilità; senza stabilità, aumentano costi sociali e tensioni interne.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/collage-1200x800-1.jpg","categoria":"Blog","tags":"crosetto, cukturadelladifesa, difesa, governo, lega","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-09 06:04:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/01/08/il-2026-decisivo-di-meloni-i-paletti-della-lega-sulle-spese-militari_bec2f762-6c4a-413b-b2ac-8d31116a6b26.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28321-difesa-scontro-nella-maggioranza-il-vero-problema-e-la-cultura-strategica-mentre-la-minaccia-esterna-bussa-gia-alla-porta.mp4","galleria":""}
{"id":28315,"titolo":"I Navy Seals cambiano i Test Fisici","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La US Navy ha avviato un aggiornamento mirato delle valutazioni fisiche per i profili più “operativi” (combat arms), includendo comunità come <strong>Navy SEALs</strong>, <strong>Special Warfare Combat Crewmen (SWCC)</strong>, <strong>Explosive Ordnance Disposal (EOD)</strong> e <strong>fleet divers</strong>. L’idea di fondo è rendere la misurazione della prontezza fisica più aderente alle richieste reali del lavoro: acqua, carichi, resistenza e forza “sotto stress”. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo schema introduce due “binari” di valutazione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>PFA (Physical Fitness Assessment)</strong>: include la <strong>Body Composition Assessment (BCA)</strong> e il test standard di prontezza fisica della Marina (PRT). </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>CFA (Combat Fitness Assessment)</strong>: include la <strong>BCA</strong> e il nuovo <strong>Combat Fitness Test (CFT)</strong>. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il personale <strong>combat arms</strong> la regola diventa, in pratica, <strong>un PFA e un CFA per anno</strong> (anziché solo test “standard”)</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14112,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"I Navy Seals cambiano i Test Fisici\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/ee.jpg\" alt=\"I Navy Seals cambiano i Test Fisici\" class=\"wp-image-14112\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Navy Seals cambiano i Test Fisici</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dentro-il-combat-fitness-test-una-prova-da-combattimento-in-un-unica-sessione\">Dentro il Combat Fitness Test: una prova “da combattimento” in un’unica sessione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>CFT</strong> è pensato come test specializzato da svolgere in un’unica sessione e combina nuoto, forza con zavorra e corsa con carico. Nella forma descritta nelle linee guida e nelle schede esplicative, la sequenza è:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Nuoto 800 metri</strong> (con pinne) cronometrato</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Push-up zavorrati</strong> con <strong>20 lb</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Pull-up zavorrati</strong> con <strong>20 lb</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corsa 1 miglio</strong> con <strong>20 lb</strong> (vest/plate carrier/soluzione equivalente)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’elemento “firma” è la zavorra: l’obiettivo è misurare prestazioni più vicine a contesti operativi (spostarsi, spingere, tirare e correre con equipaggiamento). </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-punteggio-standard-sex-neutral-e-soglie-diverse-per-comunita-diverse\">Punteggio: standard “sex-neutral” e soglie diverse per comunità diverse</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema viene presentato come <strong>sex-neutral</strong> (stesso metro di valutazione indipendentemente dal sesso) con aggiustamenti per fascia d’età, in linea con la spinta del Dipartimento della Difesa verso standard uniformi per i ruoli da combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Pur svolgendo gli stessi eventi, <strong>SEAL e SWCC</strong> sono associati a criteri di valutazione <strong>più severi</strong> rispetto a <strong>EOD</strong> e <strong>fleet divers</strong>, riflettendo differenze di missione e richieste fisiche. Alcune ricostruzioni giornalistiche indicano anche una scala che considera <strong>45 punti come “passing”</strong> e <strong>100 come “outstanding”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’implementazione prevede una fase iniziale di <strong>rollout</strong> durante la quale la US Navy può osservare risultati, comparabilità e benchmark prima di consolidare pienamente il sistema di punteggio e registrazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14113,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"I Navy Seals cambiano i Test Fisici\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/fff.webp\" alt=\"I Navy Seals cambiano i Test Fisici\" class=\"wp-image-14113\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Navy Seals cambiano i Test Fisici</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p> </p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/1212.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"CFA, CombatFitnessTest, EOD, PFA, SEALs, SWCC, USNavy","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-09 05:24:03","stato":"publish","riassunto_video":"La US Navy aggiorna i test fisici per i profili operativi come Navy SEALs, SWCC, EOD e fleet divers, introducendo il Combat Fitness Assessment (CFA) oltre al Physical Fitness Assessment (PFA). Il CFA include nuoto, push-up e pull-up zavorrati e corsa con carico, simulando condizioni reali di combattimento. I test sono sex-neutral, stesso metro di valutazione indipendentemente dal sesso","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://thedefensepost.com/2026/01/08/us-combat-units-physical-test/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28315-i-navy-seals-cambiano-i-test-fisici.mp4","galleria":""}
{"id":28308,"titolo":"Carl Gustaf M4: un moltiplicatore di capacità per la Brigata Paracadutisti “Folgore”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel quadro della modernizzazione delle capacità di combattimento ravvicinato dell’Esercito Italiano, il Ministero della Difesa ha trasmesso alle competenti Commissioni parlamentari la richiesta di parere sullo schema di decreto ministeriale relativo al programma pluriennale <strong>A/R n. SMD 31/2025</strong> (A.G. 358), denominato <strong>«Sistema d’arma controcarro a corta gittata per le unità operative dell’Esercito italiano»</strong>. Si tratta della prosecuzione di un percorso già avviato con i Decreti Interministeriali <strong>SMD 22/2022</strong> e <strong>SMD 16/2024</strong>, con l’obiettivo di consolidare e ampliare la dotazione di sistemi controcarro spalleggiabili destinati alle unità operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la <strong>Brigata Paracadutisti “Folgore”</strong>, in particolare, questi sistemi non sono un “di più”: rappresentano una risorsa <strong>fondamentale</strong>. In contesti moderni, caratterizzati da rapide variazioni dello scenario, ridotta prevedibilità del contatto e presenza crescente di mezzi blindati anche in compiti non convenzionali, la capacità di disporre di un <strong>controcarro a corta gittata, leggero, reattivo e versatile</strong> diventa una componente essenziale della sopravvivenza e dell’efficacia tattica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-un-controcarro-spalleggiabile-e-decisivo-per-la-folgore\">Perché un controcarro spalleggiabile è decisivo per la “Folgore”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le unità aviolanciabili e ad alta prontezza come la “Folgore” operano spesso con esigenze di <strong>mobilità, rapidità di schieramento e autonomia</strong>. In questi profili, il controcarro spalleggiabile è uno dei pochi strumenti in grado di fornire <strong>potenza di fuoco immediata</strong> senza dipendere da piattaforme pesanti o supporti complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo aspetto diventa cruciale quando il combattimento avviene in ambienti <strong>“compartimentati”</strong> – dove linee di vista e manovra sono spezzate e il nemico può comparire improvvisamente a distanze contenute. Due scenari, in particolare, rendono evidente il valore del Carl Gustaf M4:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Centri abitati</strong>: strade, cortili, edifici e infrastrutture frammentano il campo di battaglia. La minaccia di mezzi corazzati e blindati può materializzarsi rapidamente, e la risposta deve essere altrettanto rapida, precisa e adattabile.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Boschi e foreste</strong>: la vegetazione limita osservazione e ingaggio a lungo raggio, imponendo tempi di reazione brevi e privilegiando sistemi portatili, con munizionamenti diversi a seconda del bersaglio e dell’occasione.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In entrambi i casi, ciò che conta è la combinazione tra <strong>portabilità, prontezza d’impiego e flessibilità</strong>: tre caratteristiche che un sistema spalleggiabile moderno può offrire in modo credibile a livello tattico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14102,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Carl Gustaf M4: un moltiplicatore di capacità per la Brigata Paracadutisti “Folgore”\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Carl-Gustaf-M4-1.jpg\" alt=\"Carl Gustaf M4: un moltiplicatore di capacità per la Brigata Paracadutisti “Folgore”\" class=\"wp-image-14102\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Carl Gustaf M4: un moltiplicatore di capacità per la Brigata Paracadutisti “Folgore”</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-programma-in-continuita-numeri-e-fasi\">Un programma in continuità: numeri e fasi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma complessivo conferma un onere di <strong>426 milioni di euro</strong> (a condizioni economiche 2022), con una pianificazione pluriennale che include acquisizione, munizionamento, supporto logistico e addestramento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dai dati riportati negli Atti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>SMD 22/2022 (A.G. 426)</strong>: avvio previsto nel 2023, durata 11 anni (2023–2033), con acquisizione pianificata di <strong>2.720 sistemi controcarro</strong>, <strong>122.000 proiettili</strong>, <strong>Supporto Logistico Integrato (SLI) per 10 anni</strong> e <strong>corsi di addestramento</strong> per operatori e manutentori. La prima fase (52 milioni) è stata completata.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>SMD 16/2024 (A.G. 205)</strong>: seconda fase (75 milioni) finalizzata a una ulteriore aliquota non inferiore a <strong>600 lanciatori</strong>, con munizionamento, supporto logistico decennale e addestramento; fase in corso di finalizzazione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>SMD 31/2025 (A.G. 358)</strong>: terza fase dal valore complessivo di <strong>45 milioni</strong> (a condizioni economiche 2024), mirata ad acquisire <strong>circa 300 sistemi d’arma</strong>, relativo munizionamento e supporto logistico, oltre a <strong>moduli formativi</strong>. Avvio previsto nel <strong>2028</strong> e conclusione presumibile nel <strong>2034</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il completamento, per il residuo valore previsionale indicato, consentirebbe di chiudere il cerchio sulle dotazioni complessive e di stabilizzare una capacità che non è “di nicchia”, ma trasversale: utile alle unità <strong>Combat (C)</strong>, <strong>Combat Service (CS)</strong>, <strong>Combat Service Support (CSS)</strong> e <strong>Command Support</strong>, cioè a tutto il dispositivo che rende un reparto realmente impiegabile e sostenibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-sostituzione-dei-panzerfaust-3-e-il-salto-di-qualita\">La sostituzione dei Panzerfaust 3 e il salto di qualità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema non viene nominato esplicitamente nel testo riportato, ma è indicato come il <strong>cannone senza rinculo Carl Gustaf M4</strong> prodotto da Saab (Svezia), destinato a prendere il posto del <strong>Panzerfaust 3</strong> e del cannone s.r. “Folgore” (quest’ultimo da tempo in riserva).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il significato di questa transizione è chiaro: non si tratta solo di “cambiare arma”, ma di <strong>passare a un sistema riutilizzabile e multiuso</strong>, capace di adattarsi a più necessità con una stessa piattaforma. La modernizzazione non riguarda soltanto l’effetto terminale, ma anche l’organizzazione del reparto:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>riduzione della frammentazione di sistemi diversi per compiti diversi;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>incremento della flessibilità con una <strong>gamma ampia di munizionamenti</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>maggiore continuità addestrativa e logistica.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14101,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Carl Gustaf M4: un moltiplicatore di capacità per la Brigata Paracadutisti “Folgore”\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/20230303-en-4481574-1-1-1024x683-1.webp\" alt=\"Carl Gustaf M4: un moltiplicatore di capacità per la Brigata Paracadutisti “Folgore”\" class=\"wp-image-14101\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Carl Gustaf M4: un moltiplicatore di capacità per la Brigata Paracadutisti “Folgore”</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-carl-gustaf-m4-flessibilita-tattica-e-modernita-d-impiego\">Carl Gustaf M4: flessibilità tattica e modernità d’impiego</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Carl Gustaf M4</strong> (calibro 84 mm) è descritto come un sistema portatile e multiuso, <strong>riutilizzabile</strong>, con peso inferiore ai <strong>7 kg</strong> e lunghezza inferiore a <strong>un metro</strong>. La portata massima può arrivare – in funzione del munizionamento – fino a <strong>2.100 metri</strong>, mentre gli impieghi tipici a corta/media distanza includono capacità controcarro e contro-struttura, oltre a munizionamenti di supporto (fumogeni e illuminanti) e addestrativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Altrettanto rilevante, per reparti ad alta prontezza e impiego anche notturno, è la predisposizione ai sistemi di mira: oltre al mirino in dotazione, la guida Picatinny consente l’integrazione di <strong>ottiche e dispositivi</strong> (termici, intensificatori, sistemi di mira moderni) in base alle esigenze. In termini pratici, questo significa <strong>migliore efficacia nelle finestre di ingaggio</strong>, maggiore adattamento alle condizioni ambientali e un potenziale incremento della sicurezza dell’operatore grazie a un’acquisizione più rapida e affidabile del bersaglio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-non-solo-acquisizione-la-parte-invisibile-che-rende-la-capacita-reale\">Non solo acquisizione: la parte “invisibile” che rende la capacità reale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un elemento spesso sottovalutato nel dibattito pubblico è che una capacità non nasce solo dalla consegna dei lanciatori: nasce dalla <strong>combinazione tra sistemi, munizioni, manutenzione, ricambi, manualistica, formazione e sostenibilità nel tempo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma, infatti, prevede in modo strutturale:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Supporto Logistico Integrato (SLI)</strong> su orizzonte decennale;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>corsi e moduli formativi</strong> per operatori e manutentori.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la “Folgore”, questo è decisivo: un reparto ad alta disponibilità deve poter contare su materiali efficienti, procedure consolidate e personale addestrato a mantenere la prontezza operativa anche in cicli intensi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14103,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Carl Gustaf M4: un moltiplicatore di capacità per la Brigata Paracadutisti “Folgore”\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/image-55.webp\" alt=\"Carl Gustaf M4: un moltiplicatore di capacità per la Brigata Paracadutisti “Folgore”\" class=\"wp-image-14103\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Carl Gustaf M4: un moltiplicatore di capacità per la Brigata Paracadutisti “Folgore”</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-investimento-coerente-con-le-esigenze-del-combattimento-moderno\">Un investimento coerente con le esigenze del combattimento moderno</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’acquisizione di ulteriori Carl Gustaf M4 si inserisce in una logica semplice ma stringente: oggi la minaccia non è lineare, e i mezzi blindati possono comparire in contesti dove un tempo ci si sarebbe aspettati solo fanteria. Allo stesso tempo, gli ambienti “chiusi” – urbano, periurbano, boschivo – riducono i margini e premiano chi possiede strumenti <strong>rapidi, flessibili e portabili</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la Brigata Paracadutisti “Folgore”, che fa della manovra, della prontezza e della capacità di reagire in tempi brevi elementi identitari, un controcarro spalleggiabile moderno non è un’opzione: è <strong>una garanzia di credibilità operativa</strong>, un deterrente immediato e un moltiplicatore di efficacia nelle situazioni in cui la distanza è corta, lo spazio è frammentato e la minaccia può essere improvvisa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo senso, la prosecuzione del programma non va letta come un mero capitolo di spesa, ma come la costruzione di una capacità concreta e sostenibile: <strong>potenza di fuoco dove serve, quando serve, con il livello di flessibilità richiesto dal campo di battaglia contemporaneo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":14104,\"href\":\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2026/01/carl-gustaf-m4-brochure-english-digital.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object></object><a id=\"wp-block-file--media-94e2ad9a-eabe-47c6-abdc-4b7e95cf12b0\" href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2026/01/carl-gustaf-m4-brochure-english-digital.pdf\">carl-gustaf-m4-brochure-english-digital</a><a href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2026/01/carl-gustaf-m4-brochure-english-digital.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-94e2ad9a-eabe-47c6-abdc-4b7e95cf12b0\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/2cop.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"ambientiboschivi, CarlGustafM4, combattimentourbano, controcarro, folgore, forzearmateitaliane, prontezzaoperativa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-08 23:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"Il Ministero della Difesa italiana avvia il programma pluriennale per dotare l’Esercito, in particolare la Brigata Paracadutisti “Folgore”, del sistema controcarro spalleggiabile Carl Gustaf M4. Leggero, riutilizzabile e versatile, è essenziale in combattimenti ravvicinati in ambienti urbani e boschivi. Il programma prevede acquisizione, munizionamento, supporto logistico e formazione fino al 2034","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://aresdifesa.it/ulteriori-carl-gustaf-m4-per-l-esercito-italiano/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28308-carl-gustaf-m4-un-moltiplicatore-di-capacita-per-la-brigata-paracadutisti-folgore.mp4","galleria":""}
{"id":28301,"titolo":"Trapani-Birgi: Centro Addestramento Internazione  F-35 e hub NATO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Trapani-Birgi si prepara a diventare un tassello chiave dell’architettura F-35 in Europa. Con uno stanziamento autorizzato da <strong>112,6 milioni di euro</strong> su più anni, il Ministero della Difesa avvia la <strong>prima fase</strong> del <strong>Lightning Training Center (LTC)</strong>: un polo che punta a portare nel Mediterraneo la logica addestrativa avanzata finora tipica dei grandi centri statunitensi. Il messaggio strategico è netto: non soltanto una base che ospita velivoli, ma un <strong>centro internazionale di formazione</strong> per piloti e tecnici, concepito per lavorare in un perimetro <strong>NATO</strong> e collegabile alla rete di addestramento del programma Joint Strike Fighter.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il via libera passa da una <strong>Determinazione a Contrarre</strong> della Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l’Aeronavigabilità (DAAA), che sblocca risorse e percorso tecnico-amministrativo. Con questa mossa, Trapani si aggiunge alle due basi già centrali per il JSF in Italia — <strong>Amendola</strong> e <strong>Ghedi</strong> — completando un triangolo operativo-addestrativo capace di coprire esigenze nazionali e coalizionali. L’obiettivo dichiarato non è solo “mettere gli F-35 a Birgi”, ma costruire un ecosistema dove convivano componente nazionale, dimensione internazionale orientata alla formazione e l’LTC come motore dell’intero impianto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14092,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Trapani-Birgi: Centro Addestramento Internazione  F-35 e hub NATO\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/F35-FMS-Dome-w-Cockpit.jpg\" alt=\"Trapani-Birgi: Centro Addestramento F-35 e hub NATO\" class=\"wp-image-14092\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Trapani-Birgi: Centro Addestramento F-35 e hub NATO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-quattro-pilastri-nella-prima-fase-sapf-e-simulatori-full-mission\">Quattro pilastri nella prima fase: SAPF e simulatori full mission</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il pacchetto finanziato mira a creare le fondamenta infrastrutturali e tecnologiche del centro. I cardini sono quattro: <strong>edificio per il ground training</strong> (aule, briefing/debriefing, supporto), una <strong>SAPF – Special Access Program Facility</strong> con requisiti di sicurezza elevatissimi, <strong>due Full Mission Simulator (FMS)</strong> ad alta fedeltà predisposti per la connessione in rete, e la <strong>predisposizione per futuri Pilot Training Device (PTD)</strong>, utili ad ampliare volumi formativi e scenari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La vera svolta è la <strong>SAPF</strong>: senza una facility di questo livello, la formazione legata alle componenti più sensibili del programma (tattiche, procedure, gestione di dati e pacchetti classificati) sarebbe fortemente limitata. È la condizione abilitante per un addestramento “completo” sulla quinta generazione. Al centro dell’LTC, però, ci saranno gli <strong>FMS</strong>: simulatori capaci di riprodurre non solo il cockpit, ma anche sensori, minacce dinamiche, guerra elettronica e impiego dei sistemi d’arma in scenari complessi. La direzione è quella già seguita dai programmi moderni: aumentare la quota di addestramento in simulazione per contenere costi e usura della flotta, mantenendo standard tattici elevati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14093,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Trapani-Birgi: Centro Addestramento Internazione  F-35 e hub NATO\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/F-35-over-Miami-Beach-860x532-1.jpg\" alt=\"Trapani-Birgi: Centro Addestramento F-35 e hub NATO\" class=\"wp-image-14093\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Trapani-Birgi: Centro Addestramento F-35 e hub NATO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-industria-tempi-e-geografia-leonardo-lockheed-roadmap-2028-2029-e-valore-del-mediterraneo\">Industria, tempi e geografia: Leonardo–Lockheed, roadmap 2028/2029 e valore del Mediterraneo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano industriale, il progetto ruota attorno a un raggruppamento con <strong>Leonardo</strong> e <strong>Lockheed Martin</strong>: una combinazione coerente con la filiera F-35, dove Lockheed è riferimento per architettura addestrativa e simulatori, mentre Leonardo rappresenta la capacità nazionale di integrazione e gestione di componenti e dati sensibili, oltre al ruolo più ampio nella filiera italiana del programma. La tabella di marcia è stringente: una <strong>prima capacità addestrativa a dicembre 2028</strong> e <strong>completamento entro il 1° luglio 2029</strong>. L’orizzonte temporale non è un dettaglio: la credibilità di Trapani come hub dipende dalla capacità di rispettare scadenze e certificazioni in un contesto in cui la domanda addestrativa cresce con l’aumento delle flotte europee.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta di Birgi ha anche una logica geografica. Il 37° Stormo presidia un quadrante che guarda a <strong>Tirreno e Canale di Sicilia</strong>, con proiezione naturale verso lo scenario mediterraneo allargato. Inserire qui una capacità F-35, e soprattutto un hub addestrativo, significa cucire più strettamente operazioni e formazione in un’area ad alta sensibilità strategica. Nel quadro nazionale, l’asse si completa: <strong>Amendola</strong> come riferimento consolidato (con esperienza anche nella dimensione STOVL e nell’integrazione), <strong>Ghedi</strong> come base operativa dell’F-35A e fulcro della transizione di reparto, <strong>Trapani</strong> come gamba addestrativa internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14094,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Trapani-Birgi: Centro Addestramento Internazione  F-35 e hub NATO\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/19255e61db27198f0188d67210d010f3.webp\" alt=\"Trapani-Birgi: Centro Addestramento F-35 e hub NATO\" class=\"wp-image-14094\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Trapani-Birgi: Centro Addestramento F-35 e hub NATO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-sistema-italia-che-si-chiude-pipeline-formativa-cameri-ricadute-e-interoperabilita-nato\">Un “sistema Italia” che si chiude: pipeline formativa, Cameri, ricadute e interoperabilità NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’LTC non nasce nel vuoto: negli ultimi anni l’Italia ha strutturato un percorso addestrativo che dalla formazione avanzata punta alla specializzazione su piattaforme di quinta generazione. In questa logica, Trapani diventa lo sbocco naturale per chi completa la fase avanzata e deve passare al livello successivo: operare con un velivolo dove la differenza la fanno fusione dati, tattiche condivise e interoperabilità. Qui si innesta anche la leva industriale: la base nazionale legata alla produzione e al supporto dell’F-35 — con la dorsale tecnologica e logistica che fa capo a <strong>Cameri</strong> — rafforza il profilo dell’Italia non solo come utilizzatore, ma come fornitore di capacità e servizi nel programma, rendendo più credibile l’ambizione di un hub addestrativo europeo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le ricadute attese sono sia operative sia territoriali: lavori infrastrutturali, commesse su <strong>edilizia specializzata, IT sicuro, reti, manutenzione</strong>, e arrivo di personale qualificato (istruttori, tecnici, supporto) con relativo indotto. Ma il valore più “strategico” è l’effetto alleato: standardizzare la formazione significa creare capitale umano che parla la stessa lingua operativa in ambito NATO, rendendo più fluida l’integrazione in missioni composite. In questo quadro, la scelta di puntare sulla simulazione ha anche un risvolto economico e ambientale: più ore in simulatore, meno ore necessarie in volo reale per alcune fasi, con benefici su costi, disponibilità della flotta e impatti indiretti. Se tempi e obiettivi verranno rispettati, Birgi può diventare uno dei luoghi dove si costruisce la prontezza operativa della quinta generazione in Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/OIP-2.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"F35, FullMissionSimulator, LightningTrainingCenter, NATO, SAPF, TrapaniBirgi","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-08 23:04:03","stato":"publish","riassunto_video":"Trapani-Birgi diventerà un centro chiave per l’addestramento F-35 in Europa, con 112,6 milioni di euro stanziati per il Lightning Training Center. Il polo offrirà formazione avanzata per piloti e tecnici, integrandosi nella rete NATO e completando il triangolo operativo italiano con Amendola e Ghedi. Il progetto, guidato da Leonardo e Lockheed Martin, punta a inaugurare la prima fase entro il 2028","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.lasicilia.it/news/cronaca/3012648/trapani-birgi-nascita-di-un-gemello-di-luke-afb-litalia-apre-il-primo-centro-internazionale-f35-fuori-dagli-usa.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28301-trapani-birgi-centro-addestramento-internazione-f-35-e-hub-nato.mp4","galleria":""}
{"id":28289,"titolo":"Il Maresciallo Maggiore Aiutante Paracadutista Innocenzo Marraudino è andato avanti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Sottufficiale Paracadutista Innocenzo Marraudino</strong> è andato avanti.<br>Malato da tempo, il Sottufficiale si è spento all’età di <strong>79 anni</strong>, lasciando un vuoto profondo nella grande famiglia dei Paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>“Diavolo Nero”</strong> della <strong>XV Compagnia Paracadutisti</strong>, Marraudino è stato una figura di riferimento per oltre 30 anni del <strong>186º Reggimento Paracadutisti Folgore</strong> e del <strong>5º Battaglione Paracadutisti El Alamein</strong> di Siena.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chi ha servito al suo fianco, <strong>a Siena</strong> come nelle missioni all’estero, <strong>in Libano </strong>nel 1983, in <strong>Somalia</strong> nel 1993, e nei Balcani (<strong>Bosnia ed Erzegovina</strong>, <strong>Albania</strong> e <strong>Kosovo</strong>), lo ricorda come un Sottufficiale <strong>esigente</strong> ma capace di trasmettere valori che non si imparano sui manuali. Per intere generazioni di paracadutisti è stato un punto fermo, un riferimento <strong>umano</strong> prima ancora che militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La notizia della sua scomparsa ha suscitato <strong>profonda commozione anche sui social</strong>, dove numerosi paracadutisti, in servizio e in congedo, hanno condiviso ricordi, fotografie e parole di rispetto. Messaggi semplici ma carichi di significato, che testimoniano quanto Marraudino abbia lasciato un segno umano e professionale duraturo in chi ha avuto l’onore di servirgli accanto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la sua scomparsa se ne va un pezzo di storia vissuta, fatta di addestramento, cameratesco rigore e senso del dovere. Restano <strong>il rispetto, il ricordo e l’eredità morale lasciata a chi oggi continua a indossare il basco amaranto.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla famiglia e a tutti i Paracadutisti che lo hanno conosciuto va il più sentito cordoglio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Folgore Maresciallo Marraudino!</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/marraudino.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"186folgore, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-08 14:13:22","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28289-il-maresciallo-maggiore-aiutante-paracadutista-innocenzo-marraudino-e-andato-avanti.mp4","galleria":""}
{"id":28280,"titolo":"Sopra e sotto il mare: perché la Marina Militare è già “schierata” nel nuovo duello dei mari","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sequestro della petroliera <strong>Marinera</strong> da parte degli Stati Uniti (7 gennaio 2026) è solo l’episodio più visibile di una competizione marittima che ormai va ben oltre il barile di greggio: riguarda <strong>sanzioni aggirate, traffici d’armi, attacchi con droni e missili contro il naviglio civile</strong>, ma anche – e soprattutto – la parte meno fotografabile del confronto, quella <strong>sottomarina</strong>, dove passano cavi, dati, energia e dove si possono condurre azioni “grigie” difficili da attribuire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È lo scenario descritto anche nell’analisi di Guido Olimpio sul <em>Corriere</em>: un “duello sui mari” fatto di <strong>flotte ombra</strong>, interdizioni, sabotaggi e <strong>cavi tranciati</strong>, in cui la dimensione marittima coinvolge grandi marine ma permette anche a soggetti meno strutturati (come gli Houthi in Mar Rosso) di colpire rotte globali. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, la domanda non è se l’Italia debba “tornare” al mare: ci è già. E la <strong>Marina Militare</strong> sta costruendo una risposta coerente a minacce <strong>sopra e sotto la superficie</strong>, combinando presenza operativa, piattaforme multiruolo e un’accelerazione sulla “dimensione subacquea”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3756,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/awhero4-scaled-1.jpeg\" alt=\"Marina 2035: droni, cybersicurezza e sostenibilità – al centro resta l’uomo - DEFENSANEWS.COM - Noticias defensa y seguridad\" class=\"wp-image-3756\" title=\"Sopra e sotto il mare: perché la Marina Militare è già “schierata” nel nuovo duello dei mari\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sopra e sotto il mare: perché la Marina Militare è già “schierata” nel nuovo duello dei mari</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-minaccia-sopra-il-mare-navi-opache-droni-interdizioni-e-scorte\">La minaccia “sopra il mare”: navi opache, droni, interdizioni e scorte</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1-shadow-fleet-e-traffici-serve-controllo-identificazione-abbordaggio\">1) Shadow fleet e traffici: serve controllo, identificazione, abbordaggio</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le “flotte ombra” sfruttano bandiere, società di comodo, spegnimenti/spoofing dei transponder, trasbordi nave-a-nave e rotte periferiche. È un gioco di <strong>persistenza</strong> (essere sul posto), <strong>riconoscimento</strong> (capire chi è chi) e <strong>azione legale/operativa</strong> (ispezioni, sequestri, scorte).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui la Marina opera su due leve:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sorveglianza marittima</strong>: il pattugliatore marittimo <strong>P-72A</strong> è pensato proprio per localizzare e tracciare contatti in mare integrando radar, sensori elettro-ottici/IR, sistemi ESM e AIS. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Unità multiruolo da presenza e scorta</strong>: i <strong>PPA</strong> (Pattugliatori Polivalenti d’Altura) nascono per sorvegliare e controllare spazi marittimi d’interesse, vigilare attività economiche e <strong>concorrere alla scorta di gruppi navali e mercantili</strong>; sono piattaforme “elastiche”, utili tanto nel pattugliamento quanto in cornici di sicurezza più tese.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2-il-caso-mar-rosso-minaccia-aerea-povera-ma-letale\">2) Il caso Mar Rosso: minaccia aerea “povera” ma letale</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli attacchi contro il traffico commerciale in Mar Rosso hanno dimostrato che anche attori non statuali possono imporre costi enormi con mezzi relativamente economici (droni, missili, barchini, intelligence “da social”). E la risposta più concreta è la <strong>difesa ravvicinata e la scorta</strong>, in mare aperto, per giorni e settimane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo campo la Marina è già in prima linea con:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Operazione UE ASPIDES</strong>, nata per proteggere la libertà di navigazione in un’area vastissima (Mar Rosso, Golfo di Aden, Mar Arabico, Golfo di Oman e Golfo Persico). L’Italia ha assunto anche ruoli di comando tattico e la missione è stata prorogata fino a fine febbraio 2026. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Rotazioni di unità (es. rientro <strong>Nave Caio Duilio</strong> e avvicendamento con altre navi), segno di un dispositivo sostenuto nel tempo. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3757,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Sopra e sotto il mare: perché la Marina Militare è già “schierata” nel nuovo duello dei mari\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/fgne-confidencial.jpg\" alt=\"Sopra e sotto il mare: perché la Marina Militare è già “schierata” nel nuovo duello dei mari\" class=\"wp-image-3757\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sopra e sotto il mare: perché la Marina Militare è già “schierata” nel nuovo duello dei mari</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-minaccia-sotto-il-mare-cavi-condotte-droni-subacquei-e-sabotaggi-attribuibili-a-nessuno\">La minaccia “sotto il mare”: cavi, condotte, droni subacquei e sabotaggi “attribuibili a nessuno”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se sopra la superficie il mondo vede, filma e commenta, <strong>sotto</strong> la regola è opposta: <strong>pochi sensori, grande profondità, incertezza sull’attribuzione</strong>. Proprio per questo la dimensione subacquea è diventata un terreno ideale per pressioni e intimidazioni senza dichiarazione di guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La stessa Marina Militare descrive l’aumento di rischi contro <strong>infrastrutture critiche</strong> (linee energetiche, cavi di comunicazione, piattaforme), in parallelo alla proliferazione di sistemi robotici e droni subacquei sempre più accessibili.<br>E <em>Rivista Marittima</em> evidenzia la necessità di monitorare e salvaguardare con continuità infrastrutture sui fondali come <strong>cavi, oleodotti e gasdotti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11731,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2024-04-18-alle-10.37.03-1024x635-1.png\" alt=\"Difesa Sottomarina: La NATO Rende il Mediterraneo Frontiera Anti-Ibrida\" class=\"wp-image-11731\" title=\"Sopra e sotto il mare: perché la Marina Militare è già “schierata” nel nuovo duello dei mari\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sopra e sotto il mare: perché la Marina Militare è già “schierata” nel nuovo duello dei mari</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1-il-guardiano-subacqueo-sensori-mappatura-intervento\">1) Il “guardiano” subacqueo: sensori, mappatura, intervento</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La risposta non è una singola nave “anti-cavo tranciato”, è una catena completa:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Conoscenza dell’ambiente</strong> (fondali, correnti, batimetria, anomalie);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sorveglianza</strong> (sensori navali e aerei + reti e sistemi dedicati);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Reazione</strong> (ispezione, messa in sicurezza, bonifica, ripristino).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Su questo la Marina sta spingendo su più fronti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Sviluppo della <strong>Dimensione Subacquea</strong> come pilastro operativo e industriale, con un approccio di sistema. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Polo Nazionale della Dimensione Subacquea (PNS)</strong>: anche da bandi e iniziative emerge l’interesse verso tecnologie come “<strong>cavi subacquei intelligenti</strong>” per il monitoraggio marino e strumenti per navigazione/posizionamento di precisione in ambiente underwater. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2-la-componente-hard-sottomarini-antisom-e-forze-subacquee\">2) La componente “hard”: sottomarini, antisom e forze subacquee</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando la minaccia è un sottomarino avversario, un drone subacqueo o un sabotaggio sul fondale, servono capacità specialistiche:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sommergibili</strong>: la Marina sta evolvendo la linea con i <strong>U212 Near Future Submarine (NFS)</strong>, presentati come forte salto in termini di impianti e concetti operativi rispetto alla classe precedente. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Guerra antisommergibile (ASW)</strong>: sulle fregate <strong>FREMM</strong>, l’architettura sonar è un elemento chiave (sonar nel bulbo, sonar ad alta frequenza con capacità di individuazione mine, telefono subacqueo), cioè strumenti pensati per “sentire” e capire ciò che avviene sotto. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>COMSUBIN</strong>: per l’ultima miglia – ispezioni, bonifica, interventi subacquei complessi e operazioni speciali – la Marina dispone di un comando dedicato con Gruppo Operativo Incursori e Gruppo Operativo Subacquei (palombari). È esattamente il tipo di capacità che serve quando la minaccia non è un bersaglio “da radar”, ma un’anomalia su un fondale o un’intrusione su un’infrastruttura. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13020,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/0-0-0-U212-NFS-NEWS.jpg\" alt=\"Marina Militare: quarto Sottomarino U212 Near Future Submarine\" class=\"wp-image-13020\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" title=\"Sopra e sotto il mare: perché la Marina Militare è già “schierata” nel nuovo duello dei mari\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sopra e sotto il mare: perché la Marina Militare è già “schierata” nel nuovo duello dei mari</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione-il-mare-come-infrastruttura-e-come-campo-di-battaglia\">Conclusione: il mare come “infrastruttura” e come campo di battaglia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto che lega petroliere sequestrate, cargo con armi, droni lanciati dalla costa e cavi tranciati è semplice: <strong>il mare è diventato un’infrastruttura globale</strong>, non solo una via di passaggio. Chi controlla rotte, choke point, fondali e dati, controlla pezzi di economia e sicurezza nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Marina Militare si sta posizionando su questa linea di faglia con una logica moderna: <strong>sorvegliare, scortare, difendere</strong> sopra la superficie; <strong>monitorare, dissuadere, intervenire</strong> sotto la superficie; e farlo in coalizione, perché nessuno Stato europeo può coprire da solo un dominio così vasto e così “opaco”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/2-4.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"BrigataMarinaSanMarco, comsubin, flottaombra, guerraibridamarittima, marinamilitare, maritimeinterdictionoperations, sicurezzadeicavisottomarini","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-08 00:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"Il sequestro della petroliera Marinera evidenzia una competizione marittima complessa, tra traffici illeciti, attacchi con droni e minacce sottomarine. L’Italia è già presente con la Marina Militare, che potenzia sorveglianza, scorte e capacità subacquee, inclusi droni e sottomarini avanzati, per proteggere rotte, infrastrutture e dati in un contesto globale sempre più critico.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.corriere.it/esteri/26_gennaio_07/dalle-armi-ai-cavi-tranciati-perche-il-duello-sui-mari-non-riguarda-solo-il-petrolio-e8c8223b-732c-40cf-bccd-dc8c6cb2bxlk.shtml","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28280-sopra-e-sotto-il-mare-perche-la-marina-militare-e-gia-schierata-nel-nuovo-duello-dei-mari.mp4","galleria":""}
{"id":28275,"titolo":"Donne in Combattimento: Efficienza, Requisiti e Decisioni Politiche","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il tema dell’<strong>efficienza dello strumento militare</strong> torna al centro del dibattito ogni volta che si parla di reclutamento, addestramento e impiego operativo. In Italia, nelle celebrazioni del 4 novembre 2025, il ministro della Difesa <strong>Guido Crosetto</strong> ha sintetizzato questo approccio con una frase destinata a far discutere: le Forze armate «<strong>devono essere efficienti, non inclusive</strong>», aggiungendo la necessità di “parlare di <strong>requisiti</strong>” e di riformare il sistema che li definisce. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al di là delle letture politiche, il punto sostanziale è istituzionale: <strong>la definizione degli standard</strong>, l’allocazione delle risorse, le riforme di ordinamento e le grandi scelte su come “tarare” le Forze armate <strong>non possono che passare dall’autorità politica</strong>. È la politica, infatti, a fissare indirizzi e priorità (quali capacità servono, con quali criteri di selezione, con quali numeri e con quali investimenti), mentre allo strumento militare spetta tradurre quegli indirizzi in addestramento, procedure e risultati sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-esempio-usa-il-pentagono-avvia-una-revisione-sull-efficacia-operativa-delle-donne-nei-ruoli-di-combattimento-terrestre\">L’esempio USA: il Pentagono avvia una revisione sull’“efficacia operativa” delle donne nei ruoli di combattimento terrestre</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli Stati Uniti questa dinamica è oggi visibile in modo molto concreto. Il Pentagono ha confermato l’avvio di una revisione sull’<strong>“efficacia” delle donne</strong> nei <strong>ruoli di combattimento terrestre</strong> (in particolare Esercito e Marines), a quasi dieci anni dall’apertura completa di tutte le posizioni alle militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto riportato da NPR e ripreso da testate specialistiche, l’iniziativa nasce da un <strong>memorandum</strong> dell’Undersecretary for Personnel <strong>Anthony Tata</strong> e affida all’<strong>Institute for Defense Analyses (IDA)</strong> il compito di valutare dati e metriche. Ai vertici di Esercito e Marines viene chiesto di fornire informazioni su:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>prontezza (readiness)</strong> e capacità di dispiegamento</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>addestramento</strong> e performance</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>perdite/casualties</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>command climate</strong> (clima di comando e contesto di reparto)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo dichiarato, nelle dichiarazioni del portavoce del Pentagono, è verificare che gli <strong>standard</strong> siano rispettati e che le unità mantengano la massima efficacia. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14072,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Donne in Combattimento: Efficienza, Requisiti e Decisioni Politiche\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/2-1.jpg\" alt=\"Donne in Combattimento: Efficienza, Requisiti e Decisioni Politiche\" class=\"wp-image-14072\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Donne in Combattimento: Efficienza, Requisiti e Decisioni Politiche</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-contesto-l-annuncio-sugli-standard-fisici-e-la-linea-sex-neutral\">Il contesto: l’annuncio sugli standard fisici e la linea “sex-neutral”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La revisione arriva dopo che il Segretario alla Difesa <strong>Pete Hegseth</strong> aveva annunciato – in un intervento molto seguito a Quantico e in successive direttive – l’intenzione di irrigidire/omogeneizzare i requisiti fisici, sostenendo che per i ruoli combattenti servano <strong>standard elevati e uniformi</strong>, anche se questo potrebbe ridurre il numero di donne che riescono a qualificarsi per alcune specialità. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È un passaggio chiave: <strong>prima si definisce (politicamente) l’obiettivo di efficienza e il livello di standard</strong>, poi si chiede ai livelli tecnici una verifica basata su dati, per misurare effetti e conseguenze operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Va ricordato che la presenza femminile in tutti i ruoli non nasce oggi: nel <strong>dicembre 2015</strong> l’allora Segretario alla Difesa <strong>Ash Carter</strong> annunciò l’apertura di tutte le posizioni “senza eccezioni”, precisando però un principio: accesso sì, <strong>“as long as they qualify and meet the standards”</strong> (se qualificati e nel rispetto degli standard). </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-questo-caso-e-rilevante-anche-in-italia\">Perché questo caso è rilevante anche in Italia</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il “caso USA” mostra in modo plastico una regola di fondo: <strong>efficienza significa standard + misurazione + responsabilità decisionale</strong>. E quando si tocca l’architettura degli standard (chi entra, chi resta, chi accede ai ruoli più duri), la decisione non è soltanto tecnica: è anche <strong>politica</strong>, perché incide su modello di forza, reclutamento, sostenibilità e capacità operativa complessiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo senso, la frase di Crosetto sui requisiti e sull’efficienza si inserisce dentro un dibattito più ampio e non solo italiano: <strong>quali criteri devono contare davvero</strong> quando l’obiettivo dichiarato è avere uno strumento militare pronto e credibile, senza ambiguità sugli standard e senza scorciatoie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"crosetto, difesa, efficienza, Pentagono, standardfisici","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-07 22:04:03","stato":"publish","riassunto_video":"Il ministro Crosetto ha affermato che le Forze armate devono essere efficienti, non inclusive, sottolineando l’importanza di definire requisiti chiari. Negli USA, il Pentagono valuta l’efficacia delle donne in ruoli di combattimento, dopo aver fissato standard fisici uniformi. Il dibattito evidenzia che l'efficienza richiede standard, misurazione e decisioni politiche.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://thehill.com/policy/defense/5675474-pentagon-ground-combat-roles-women-review/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28275-donne-in-combattimento-efficienza-requisiti-e-decisioni-politiche.mp4","galleria":""}
{"id":28243,"titolo":"Accadde oggi: 7 gennaio 1797, nasce il Tricolore, nasce un’idea d’Italia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 7 gennaio 2026 ricorre un anniversario che parla direttamente alla nostra identità: esattamente 229 anni fa, il 7 gennaio 1797, il Tricolore veniva adottato per la prima volta come bandiera nazionale da uno Stato italiano sovrano, la Repubblica Cispadana. La decisione fu presa a Reggio nell’Emilia, nel salone del palazzo comunale che da allora porta un nome simbolico: <strong>Sala del Tricolore</strong>. È lì che, nel pieno delle trasformazioni politiche innescate dalla Rivoluzione francese (1789–1799), l’idea di una bandiera come simbolo di popolo,  non di dinastia, iniziò a prendere forma anche nella penisola.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":28263,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/museo-sala-tricolore-1024x683.jpg\" alt=\"7 gennaio 1797: nasce il Tricolore, nasce un’idea d’Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-28263\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Sala del Tricolore a Reggio Emilia - Foto Wikipedia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Prima del vessillo: la coccarda e i primi segni di appartenenza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Prima di sventolare su un’asta, il Tricolore comparve appuntato sul petto. La prima traccia documentata dei tre colori in Italia risale al <strong>21 agosto 1789</strong>, quando a Genova alcuni testimoni riferirono di manifestanti con una coccarda verde, bianca e rossa. In quella fase iniziale, non esisteva ancora una coscienza nazionale strutturata: i colori venivano spesso associati, anche per confusione delle gazzette dell’epoca, agli ideali rivoluzionari francesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma il segnale era chiaro: un simbolo semplice poteva trasformarsi in linguaggio politico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":28244,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/coccarda-1024x683.jpg\" alt=\"7 gennaio 1797: nasce il Tricolore, nasce un’idea d’Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-28244\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Coccarda italiana tricolore - Foto Wikipedia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Tricolore prende corpo: dall’onda europea all’identità italiana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il modello culturale fu inevitabilmente quello francese: la bandiera tricolore d’Oltralpe aveva introdotto una novità dirompente, spostando il significato del vessillo dal piano dinastico-militare a quello nazionale. In Francia, la coccarda evolse rapidamente e il verde, comparso nei primissimi giorni del 1789, venne abbandonato quasi subito in favore del blu e del rosso, completati poi dal bianco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Italia, invece, il verde rimase. Anche qui le spiegazioni si intrecciano: da un lato l’associazione con la <strong>natura</strong> e con i “diritti naturali” evocati dalle idee rivoluzionarie (uguaglianza e libertà); dall’altro un elemento molto concreto, legato alle uniformi e alle milizie locali, soprattutto nell’area lombarda. Il risultato fu una scelta originale, capace di distinguere l’identità italiana nascente pur dentro l’onda lunga del cambiamento europeo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il passaggio decisivo avvenne nel 1796, quando i colori iniziarono a uscire dalla dimensione “civile” e simbolica per diventare <strong>insegna militare</strong>. L’<strong>11 ottobre 1796</strong>, a Milano, la <strong>Legione Lombarda</strong> adottò un vessillo tricolore; poche settimane dopo, il simbolo fu ripreso in ambito civico a Bologna, dove i documenti dell’epoca parlano esplicitamente di “colori nazionali” verde, bianco e rosso per formare una bandiera. Qui il Tricolore iniziò a trasformarsi da eco di ideali esterni a segno riconoscibile di una tensione politica interna: l’indipendenza, l’autodeterminazione, l’idea di un destino comune.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":28246,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/stendardo-usseri-1024x683.jpg\" alt=\"7 gennaio 1797: nasce il Tricolore, nasce un’idea d’Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-28246\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lo Stendardo degli Usseri di Requisizione della Città di Milano - Copyright Regione Lombardia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">7 gennaio 1797: Reggio Emilia e la nascita ufficiale della bandiera</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>7 gennaio 1797</strong> segna lo spartiacque. Durante la XIV sessione del congresso cispadano, Giuseppe Compagnoni, ricordato come il “padre del Tricolore”, propose di rendere universale lo stendardo a tre colori e di usarli anche nella coccarda che “debba portarsi da tutti”. La mozione venne approvata tra entusiasmo e applausi: per la prima volta, il Tricolore diventava <strong>bandiera nazionale di uno Stato italiano</strong>, non più soltanto bandiera di reparto o vessillo comunale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Repubblica Cispadana, che riuniva Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia, non era l’Italia unita, ma diede al futuro Paese un simbolo che riuscì a superare <strong>confini, rivalità locali e appartenenze preesistenti</strong>, offrendo un punto di riferimento visibile, immediato, condivisibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":28254,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/Bandiera-della-Repubblica-Cispadana-1024x683.jpg\" alt=\"7 gennaio 1797: nasce il Tricolore, nasce un’idea d’Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-28254\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Bandiera della Repubblica Cispadana - Copyright Musei Civici di Reggio Emilia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo il 1797 il Tricolore non rimase un dettaglio di archivio. La sua presenza crebbe nella percezione popolare, fino a diventare uno dei simboli centrali del <strong>Risorgimento</strong>. Nei decenni successivi, tra repressioni, divieti e clandestinità, quei colori continuarono a riemergere nelle rivolte e nei movimenti patriottici: non come ornamento, ma come dichiarazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":28249,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/Partenza-da-Quarto-garibaldi-1024x680.jpg\" alt=\"7 gennaio 1797: nasce il Tricolore, nasce un’idea d’Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-28249\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La partenza della spedizione dei Mille da&nbsp;Quarto - Copyright Regione Piemonte</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il culmine arrivò con la proclamazione del <strong>Regno d’Italia il 17 marzo 1861</strong>, quando il Tricolore divenne vessillo nazionale del nuovo Stato. Da quel momento, la bandiera attraversò tutte le stagioni della storia italiana: monarchia, guerre, crisi, ricostruzione, fino alla Repubblica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":28256,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/Bandiera-italiana-risalente-alla-prima-guerra-mondiale-1024x683.jpg\" alt=\"7 gennaio 1797: nasce il Tricolore, nasce un’idea d’Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-28256\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Bandiera italiana risalente alla prima guerra mondiale - Foto Wikipedia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">1946: il Tricolore della Repubblica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la nascita della <strong>Repubblica Italiana</strong>, il Tricolore venne confermato nella sua forma essenziale, eliminando lo stemma sabaudo. Il principio fu sancito prima nel 1946 e poi definitivamente nella Costituzione: l’<strong>articolo 12</strong> stabilisce che la bandiera della Repubblica è il tricolore italiano <em>“verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni”</em>. Una scelta di continuità e, insieme, di ripartenza: la stessa bandiera, ma come casa comune di una nuova forma di Stato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":28258,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/Frecce-Tricolori-2022-1024x688.jpg\" alt=\"7 gennaio 1797: nasce il Tricolore, nasce un’idea d’Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-28258\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le Frecce Tricolori disegnano i colori nazionali italiani sopra il Vittoriano a Roma - Copyright Quirinale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Oggi: una bandiera che non è soltanto memoria</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Tricolore non è un cimelio da cerimonia: è un simbolo vivo, capace di attraversare due secoli di storia restando riconoscibile a colpo d’occhio. Ha accompagnato <strong>passaggi decisivi, rivoluzioni, guerre, Unità nazionale, nascita della Repubblica</strong>, adattandosi ai cambiamenti del Paese senza perdere la sua forza comunicativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo il 7 gennaio non è soltanto un anniversario. È la data in cui, a Reggio Emilia, una scelta politica diventò per la prima volta un segno condiviso: <strong>tre colori che da allora continuano a raccontare, ogni giorno, l’idea stessa di Italia.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/Bandiera-italiana-b.jpg","categoria":"Blog","tags":"7Gennaio1797, StoriaDItalia, Tricolore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-07 13:51:16","stato":"publish","riassunto_video":"Il 7 gennaio 1797, a Reggio Emilia, il Tricolore venne adottato come bandiera della Repubblica Cispadana, segnando la nascita di un simbolo destinato a rappresentare unità e identità italiana. Da allora, verde, bianco e rosso hanno accompagnato la storia d’Italia fino alla Repubblica, come segno condiviso e riconoscibile dell’italianità.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28243-accadde-oggi-7-gennaio-1797-nasce-il-tricolore-nasce-unidea-ditalia.mp4","galleria":""}
{"id":28236,"titolo":"Le Protezioni Attive del Iron Fist sul Carro Svedese CV90: perché riguarda anche Ariete, Dardo e i futuri Mezzi Corazzati","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Elbit Systems fornirà a BAE Systems Hägglunds <a href=\"https://www.defensenews.com/global/mideast-africa/2026/01/06/elbit-sells-new-batch-of-iron-fist-protective-kit-for-cv90-vehicles/\">un nuovo lotto del sistema <strong>Iron Fist</strong></a> (circa <strong>150 milioni di dollari</strong>) destinato ai <strong>CV90</strong> in servizio presso Paesi europei NATO. L’annuncio arriva dopo una dimostrazione “live-fire” in Europa (settembre 2025) in cui il sistema ha mostrato capacità anche contro minacce <strong>a energia cinetica (KE)</strong>. <br>L'iron Fist è un sistema APS <strong>(Active Protection System)</strong> avanzato, cioè un insieme di sensori e contromisure che <strong>rileva</strong> in tempo reale una minaccia anticarro e la <strong>neutralizza</strong> prima dell’impatto, creando una “bolla” di protezione attorno al veicolo. Può essere <strong>soft-kill</strong> (inganno/disturbo) o <strong>hard-kill</strong> (intercettazione fisica), ed è pensato per aumentare la sopravvivenza contro missili, razzi, droni e munizionamenti circuitanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-iron-fist-su-cv90-e-un-segnale-strategico-non-solo-commerciale\">Perché Iron Fist su CV90 è un segnale strategico (non solo commerciale)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La notizia conferma che, in Europa, l’APS sta diventando sempre più un requisito “di base” per l’impiego ad alta intensità. Nello specifico, Iron Fist viene descritto come un sistema capace di <strong>protezione a 360°</strong> contro un ventaglio di minacce anti-carro: razzi, missili guidati, droni, loitering munitions e perfino colpi KE.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto chiave, per gli eserciti europei, è che oggi le minacce non arrivano solo “frontali”: arrivano dall’alto, in sciami, con profili complessi e tempi d’ingaggio ridotti. L’APS diventa quindi la differenza tra subire l’iniziativa dell’avversario e conservare libertà di manovra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14051,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/italian-army-receives-the-first-upgraded-ariete-c2-series-main-battle-tank.jpg\" alt=\"Le Protezioni Attive del Iron Fist sul Carro Svedese CV90: perché riguarda anche Ariete, Dardo e i futuri Mezzi Corazzati\" class=\"wp-image-14051\" title=\"Le Protezioni Attive del Iron Fist sul Carro Svedese CV90: perché riguarda anche Ariete, Dardo e i futuri Mezzi Corazzati\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le Protezioni Attive del Iron Fist sul Carro Svedese CV90: perché riguarda anche Ariete, Dardo e i futuri Mezzi Corazzati</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-impatto-oggi-sull-italia-ariete-e-dardo\">Impatto “oggi” sull’Italia: Ariete e Dardo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’Italia il messaggio è diretto: se l’Europa integra APS sugli IFV moderni, i mezzi più anziani rischiano di soffrire un divario crescente proprio sul fronte più importante, cioè la sopravvivenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Ariete C2 (ponte operativo, ma con un limite noto)</strong><br>Nel percorso di ammodernamento, l’<strong>Ariete C2</strong> migliora in modo significativo motorizzazione e componenti di bordo, arrivando (secondo analisi di settore) a <strong>1.500 hp</strong>. Tuttavia, viene anche evidenziato che <strong>né la configurazione AMV né la C2 hanno previsto un aumento del livello di protezione</strong>: la massa varia poco e l’incremento di protezione resta affidato a kit/add-on. In questo quadro, un APS è una delle poche leve in grado di far crescere rapidamente la sopravvivenza senza ridisegnare l’intero mezzo; inoltre, la stessa fonte sottolinea che la nuova <strong>architettura vettronica “open”</strong> faciliterebbe l’integrazione di ulteriori soluzioni di protezione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14052,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/VCC-80-Dardo.jpg\" alt=\"Le Protezioni Attive del Iron Fist sul Carro Svedese CV90: perché riguarda anche Ariete, Dardo e i futuri Mezzi Corazzati\" class=\"wp-image-14052\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\" title=\"Le Protezioni Attive del Iron Fist sul Carro Svedese CV90: perché riguarda anche Ariete, Dardo e i futuri Mezzi Corazzati\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le Protezioni Attive del Iron Fist sul Carro Svedese CV90: perché riguarda anche Ariete, Dardo e i futuri Mezzi Corazzati</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Dardo (riduzione del rischio in attesa del ricambio)</strong><br>Per un IFV di generazione precedente, l’APS può funzionare da “assicurazione operativa”: non rende il mezzo nuovo, ma può <strong>ridurre drasticamente la vulnerabilità</strong> contro ATGM e minacce dall’alto, proteggendo equipaggi e fanteria mentre si attraversa la fase di transizione verso la nuova famiglia di veicoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-impatto-domani-a2cs-e-nuovo-mbt-con-rheinmetall-e-leonardo\">Impatto “domani”: A2CS e nuovo MBT con Rheinmetall (e Leonardo)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La dimensione più importante è però prospettica: l’Italia sta costruendo la propria prossima generazione di pesanti con la joint venture <strong>Leonardo-Rheinmetall</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È già stato annunciato un <a href=\"https://difesanews.com/leonardo-rheinmetall-primo-contratto-per-i-nuovi-corazzati-dellesercito-prime-consegne-entro-fine-2025/\"><strong>primo contratto</strong> per <strong>21 veicoli</strong></a> del programma <strong>A2CS</strong> (5 <strong>Lynx KF-41</strong> con torre <strong>Lance</strong> seguiti da 16 mezzi in configurazione con torre <strong>Hitfist 30 mm</strong>), all’interno di un programma complessivo che punta a <strong>1.050 veicoli</strong>. Parallelamente, la joint venture viene indicata come il soggetto industriale per lo sviluppo e la successiva commercializzazione del <strong>nuovo MBT</strong> e dell’intera famiglia A2CS.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14054,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Italy-to-purchase-1050-German-made-Rheinmetall-Lynx-armored-vehicles-under-16-billion-A2CS-program-925-002-69478c76.jpeg\" alt=\"Le Protezioni Attive del Iron Fist sul Carro Svedese CV90: perché riguarda anche Ariete, Dardo e i futuri Mezzi Corazzati\" class=\"wp-image-14054\" title=\"Le Protezioni Attive del Iron Fist sul Carro Svedese CV90: perché riguarda anche Ariete, Dardo e i futuri Mezzi Corazzati\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le Protezioni Attive del Iron Fist sul Carro Svedese CV90: perché riguarda anche Ariete, Dardo e i futuri Mezzi Corazzati</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui l’APS non dovrebbe essere un “optional” valutato dopo, ma un requisito <strong>da progettare in baseline</strong>: predisposizioni elettriche e di raffreddamento, cablaggi, posizionamento sensori/effettori, integrazione con suite di autoprotezione e sensoristica del veicolo. Farlo ex-post costa di più e obbliga a compromessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contratto Iron Fist su CV90 è un promemoria molto concreto: <strong>la protezione attiva sta diventando parte integrante del concetto di corazzato moderno</strong>. Per l’Italia significa ragionare in due tempi: <strong>subito</strong> (mitigare il rischio su Ariete e Dardo, se devono restare operativi ancora a lungo) e <strong>strutturalmente</strong> (rendere APS “nativo” su A2CS e sul futuro MBT italo-Rheinmetall-Leonardo).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/Elbit-Systems-Iron-Fist-CV90-1.jpg","categoria":"Blog","tags":"APS, ariete, CV90, Dardo, IronFist","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-07 00:34:01","stato":"publish","riassunto_video":"Elbit Systems fornirà a BAE Systems Hägglunds il sistema Iron Fist per i CV90 europei NATO, un APS avanzato che protegge a 360° da missili, droni e colpi cinetici. In Europa l’APS diventa essenziale per la sopravvivenza in combattimento. Per l’Italia, integrare Iron Fist su Ariete e Dardo ridurrebbe vulnerabilità, mentre nei futuri veicoli A2CS e MBT sarà un requisito di base progettuale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/mideast-africa/2026/01/06/elbit-sells-new-batch-of-iron-fist-protective-kit-for-cv90-vehicles/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28236-le-protezioni-attive-del-iron-fist-sul-carro-svedese-cv90-perche-riguarda-anche-ariete-dardo-e-i-futuri-mezzi-corazzati.mp4","galleria":""}
{"id":28230,"titolo":"Iran, la protesta che non si spegne: crisi interna, pressione internazionale e rischio di escalation","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre l’attenzione dei principali media internazionali resta concentrata su <strong>Venezuela, Gaza e Ucraina</strong>, l’Iran attraversa una fase di <strong>instabilità interna crescente</strong> che, pur rimanendo ai margini dell’agenda globale, presenta elementi di forte criticità. Le proteste esplose tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 costituiscono la <strong>mobilitazione più significativa dal 2022</strong>, quando la morte di Mahsa Amini durante un fermo di polizia aveva scosso il Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo fonti giornalistiche e organizzazioni indipendenti per i diritti umani, le manifestazioni hanno coinvolto <strong>centinaia di località in oltre venti province</strong>, partendo dal <strong>Gran Bazar di Teheran</strong> e propagandosi rapidamente verso centri urbani e periferie. La scintilla iniziale è stata <strong>economica</strong>: il <strong>crollo del rial iraniano</strong>, l’<strong>inflazione fuori controllo</strong> e l’aumento dei prezzi dei beni essenziali hanno aggravato una crisi sociale già profonda. A questi fattori si è sommato un <strong>malcontento politico strutturale</strong>, che ha portato i manifestanti a esprimere slogan apertamente antigovernativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le autorità iraniane continuano a sostenere di godere del <strong>sostegno della maggioranza della popolazione</strong>, minimizzando la portata delle proteste. Tuttavia, testimonianze e immagini provenienti dall’interno del Paese descrivono una realtà segnata da <strong>repressione, arresti e vittime civili</strong>. Pur non avendo ancora raggiunto l’intensità del 2022, la <strong>persistenza delle manifestazioni</strong> indica una frattura profonda tra società e potere politico, difficilmente sanabile nel breve periodo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-dimensione-internazionale-della-crisi\">La dimensione internazionale della crisi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evoluzione delle proteste non può essere analizzata senza considerare la loro <strong>proiezione internazionale</strong>. Le <a href=\"https://difesanews.com/proteste-in-iran-giovani-in-piazza-morti-in-aumento-e-lultimatum-di-trump/\">dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump</a>, diffuse sui social, hanno introdotto un elemento di <strong>forte tensione diplomatica</strong>, affermando che Washington non resterebbe inerte qualora Teheran ricorresse a una <strong>repressione sanguinosa</strong> contro manifestanti pacifici. Un messaggio diretto che rompe con la tradizionale <strong>cautela americana</strong> su questioni di dissenso interno iraniano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14035,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/4ca6a11d7ce26bff875576a75e7e5dd9.jpg\" alt=\"Iran, la protesta che non si spegne: crisi interna, pressione internazionale e rischio di escalation\" class=\"wp-image-14035\" title=\"Iran, la protesta che non si spegne: crisi interna, pressione internazionale e rischio di escalation\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La risposta di Teheran è stata immediata. Esponenti di primo piano del sistema politico e di sicurezza iraniano hanno accusato <strong>Stati Uniti e Israele</strong> di fomentare i disordini, sostenendo che un’ingerenza esterna porterebbe al <strong>caos regionale</strong> e metterebbe a rischio gli interessi statunitensi in Medio Oriente. Il Ministero degli Esteri ha ribadito che l’Iran <strong>difenderà la propria sovranità</strong>, minacciando risposte mirate in caso di violazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa escalation verbale si inserisce in un contesto già segnato da <strong>scontri recenti</strong>. Nel giugno 2025, durante il conflitto di dodici giorni tra Israele e Iran, Teheran aveva colpito una base aerea statunitense in Qatar in risposta agli attacchi contro siti nucleari iraniani. Nonostante ciò, fonti militari occidentali indicano che <strong>non si registrano variazioni significative</strong> nei livelli di prontezza delle forze statunitensi nella regione, segnale che, per ora, la retorica non si è tradotta in un’immediata escalation militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-rischi-di-escalation-e-scenari-futuri\">Rischi di escalation e scenari futuri</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rischio principale resta la <strong>trasformazione della crisi interna in una crisi regionale</strong>. Le dichiarazioni di figure di vertice del regime, che arrivano a definire le installazioni militari statunitensi come <strong>“obiettivi legittimi”</strong>, mostrano come Teheran stia preparando il terreno narrativo per <strong>giustificare una risposta dura</strong>, tanto sul piano interno quanto su quello esterno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14034,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Protests-in-Iran-January-5-2026.png\" alt=\"Iran, la protesta che non si spegne: crisi interna, pressione internazionale e rischio di escalation\" class=\"wp-image-14034\" title=\"Iran, la protesta che non si spegne: crisi interna, pressione internazionale e rischio di escalation\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\"> </figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, la diplomazia iraniana richiama una lunga serie di <strong>contenziosi storici con Washington</strong>, dal colpo di Stato del 1953 all’abbattimento di un aereo civile nel 1988, fino agli scontri più recenti con Israele. Una strategia comunicativa pensata per <strong>consolidare il fronte interno</strong>, ma che si scontra con l’evidenza di <strong>proteste diffuse e persistenti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>sostegno esplicito della Casa Bianca</strong> ai manifestanti comporta un rischio evidente: offrire a Teheran il <strong>pretesto per una repressione più violenta</strong>, con il paradosso di avvicinare proprio quello scenario di intervento esterno che il regime dichiara di voler evitare. Le manifestazioni continuano anche in <strong>aree sensibili</strong>, comprese le regioni di confine con il Pakistan, mentre analisti internazionali ipotizzano che i vertici del potere iraniano abbiano predisposto <strong>misure di sicurezza straordinarie</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le prossime settimane saranno decisive per comprendere se la protesta resterà confinata entro i limiti di una <strong>crisi interna prolungata</strong> o se diventerà un <strong>nuovo fattore di instabilità regionale</strong>, in un Medio Oriente già segnato da equilibri fragili e da tensioni irrisolte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/1667146511324.webp","categoria":"Internazionali","tags":"GeopoliticaMedioOriente, IranProteste","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-06 23:13:58","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.cybernaua.it/news/newsdett.php?idnews=13286","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28230-iran-la-protesta-che-non-si-spegne-crisi-interna-pressione-internazionale-e-rischio-di-escalation.mp4","galleria":""}
{"id":28224,"titolo":"Groenlandia: perché è Danese, perché oggi interessa agli USA e cosa può fare l’Europa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni la Groenlandia (Kalaallit Nunaat) è passata dall’essere “periferia” a diventare uno snodo dell’Artico: rotte marittime più accessibili, competizione tecnologico-militare nello spazio e nei sensori, e un’attenzione crescente per minerali strategici. In questo contesto, le recenti dichiarazioni del presidente USA Donald Trump sull’idea di “prendere” o “annettere” la Groenlandia hanno riaperto una frattura diplomatica con Danimarca e Groenlandia, con reazioni molto dure da Copenhagen e Nuuk.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-inquadramento-storico-perche-la-groenlandia-appartiene-al-regno-di-danimarca\">Inquadramento storico: perché la Groenlandia appartiene al Regno di Danimarca</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Dalla colonizzazione al “Regno” contemporaneo.</strong> La presenza europea moderna si consolida nel XVIII secolo quando, con l’autorizzazione del regno unito Danimarca-Norvegia, il missionario Hans Egede avvia nel 1721 un insediamento e attività commerciali vicino all’odierna Nuuk: è l’inizio dell’era coloniale danese in Groenlandia. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il passaggio chiave del 1814.</strong> Con il <strong>Trattato di Kiel (1814)</strong> la Danimarca cede la Norvegia alla Svezia, ma <strong>trattiene</strong> i possedimenti nord-atlantici storicamente legati alla Norvegia (Groenlandia, Islanda e Fær Øer). Da lì, la Groenlandia resta nell’orbita di Copenhagen.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>1953–2009: da colonia a autonomia ampia (ma non sovranità piena).</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>1953</strong>: la riforma costituzionale danese integra la Groenlandia nel regno (fine formale dello status coloniale e rappresentanza parlamentare). </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>1979</strong>: <strong>Home Rule</strong> (autogoverno interno più robusto).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>2009</strong>: <strong>Self-Government Act</strong>: riconosce i groenlandesi come “popolo” con diritto all’autodeterminazione e amplia ulteriormente le competenze locali; restano a Copenhagen (in termini generali) <strong>difesa e politica estera</strong> nel perimetro del “Regno/Unity of the Realm”. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi: la Groenlandia è parte del <strong>Regno di Danimarca</strong> per continuità storica e giuridica (1814, 1953), ma oggi è anche una delle autonomie più estese al mondo, con un percorso istituzionale che tiene aperta—se lo decidesse la popolazione—la strada all’indipendenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14022,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/greenland-map.jpg\" alt=\"Groenlandia: perché è Danese, perché oggi interessa agli USA e cosa può fare l’Europa\" class=\"wp-image-14022\" title=\"Groenlandia: perché è Danese, perché oggi interessa agli USA e cosa può fare l’Europa\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Groenlandia: perché è Danese, perché oggi interessa agli USA e cosa può fare l’Europa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-e-cambiato-perche-la-groenlandia-interessa-agli-usa-piu-di-prima\">Cosa è cambiato: perché la Groenlandia interessa agli USA (più di prima)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Geografia strategica e “ritorno” della competizione tra grandi potenze</strong> hanno trasformato la Groenlandia in un pilastro del controllo del Nord Atlantico e dell’Artico; infatti non è solo “vicina” al Nord America, è anche un ponte verso l’Europa. Per Washington questo significa sorveglianza, deterrenza e capacità di risposta in uno scenario in cui Russia e Cina aumentano attenzione e attività nell’Artico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Gli Stati Uniti sono già in Groenlandia</strong> da decenni grazie all’<strong>accordo di difesa USA-Danimarca del 1951</strong>, che disciplina aree e infrastrutture per la difesa dell’isola. <br>In questo quadro opera la base oggi chiamata <strong>Pituffik Space Base</strong> (ex Thule), formalmente rinominata nel 2023 e centrale per missioni spaziali e di allerta/monitoraggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Diplomazia e influenza: </strong>il consolato USA a Nuuk è stato riaperto nel 2020, segnale di un investimento politico stabile sulla relazione con Groenlandia e Regno di Danimarca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Risorse, transizione energetica e minerali critici, <strong>la parte economica</strong>: la Groenlandia è percepita come potenziale fonte di <strong>materie prime strategiche</strong> (terre rare, grafite, ecc.), ma con vincoli politici, ambientali e infrastrutturali significativi. La vicenda di progetti come Kvanefjeld (dibattiti su uranio/terre rare e contenziosi) mostra quanto sia delicato trasformare “potenziale geologico” in filiere reali. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il punto politico:</strong> Trump giustifica l’interesse USA con “sicurezza” e “risorse”; Danimarca e Groenlandia rispondono che il tema non è “chi possiede” l’isola ma come cooperare entro diritto internazionale e assetti già esistenti (NATO, accordi bilaterali, autogoverno groenlandese).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14026,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Nuuk-Greenland-skyline-aerial-viewsdvvdsv.jpg\" alt=\"Groenlandia: perché è Danese, perché oggi interessa agli USA e cosa può fare l’Europa\" class=\"wp-image-14026\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" title=\"Groenlandia: perché è Danese, perché oggi interessa agli USA e cosa può fare l’Europa\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nuuk,_Greenland_skyline_aerial_view</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-dovrebbero-fare-danimarca-e-ue-per-affermare-autorita-e-credibilita-contro-la-retorica-dell-annessione\">Cosa dovrebbero fare Danimarca e UE per affermare autorità e credibilità (contro la retorica dell’annessione)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui “autorità” non significa militarizzare a ogni costo, ma <strong>rendere non credibile</strong> l’idea che la Groenlandia sia “terra contendibile” e, allo stesso tempo, <strong>ridurre le vulnerabilità</strong> (economiche, infrastrutturali, informative) che rendono più facile la pressione esterna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-linea-1-chiarezza-politica-e-legale-senza-ambiguita\">Linea 1 — Chiarezza politica e legale, senza ambiguità</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Messaggio unico Copenhagen–Nuuk</strong>: la sovranità del Regno e il diritto all’autodeterminazione groenlandese non sono negoziabili con terzi. La premier danese ha già usato toni netti (“nessun titolo per annettere…”), e va mantenuta la stessa coerenza comunicativa nel tempo. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Cornice NATO/alleati</strong>: legare pubblicamente ogni scenario di coercizione contro un territorio del Regno a una crisi sistemica dell’Alleanza, come evidenziato da Copenhagen. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-linea-2-presenza-e-capacita-governare-la-regione-con-fatti-non-solo-con-bandiere\">Linea 2 — Presenza e capacità: “governare” la regione con fatti, non solo con bandiere</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Più capacità di sorveglianza e risposta</strong> (marittima, SAR, comunicazioni, cyber) in cooperazione con Groenlandia, Danimarca e partner europei/NATO, evitando l’immagine di “occupazione” esterna.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Procedure trasparenti</strong> su investimenti in infrastrutture critiche (porti, aeroporti, cavi, energia) per ridurre margini di pressione geopolitica: se le infrastrutture mancano, chi le finanzia detta condizioni.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-linea-3-economia-e-autonomia-togliere-ossigeno-alla-narrativa-vi-compriamo-perche-siete-deboli\">Linea 3 — Economia e autonomia: togliere ossigeno alla narrativa “vi compriamo perché siete deboli”</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui l’UE può essere decisiva perché ha già strumenti e un interesse industriale forte:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>L’UE ha firmato con il governo groenlandese un <strong>Memorandum of Understanding</strong> sulle <strong>catene del valore di materie prime sostenibili</strong>. Va reso operativo con progetti finanziabili, formazione e standard ambientali credibili. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Rafforzare la presenza UE (uffici, programmi, investimenti) ricordando che la Groenlandia <strong>non è nell’UE</strong>, ma è associata come <strong>OCT</strong> (paese/territorio d’oltremare) e ha una relazione strutturata con Bruxelles. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Obiettivo pratico:</strong> se la Groenlandia vede alternative reali (UE, paesi nordici, partner affidabili) per infrastrutture e diversificazione economica, diminuisce la tentazione di “giocare” con potenze esterne o di subire pressioni. Questa è anche una risposta indiretta alle dichiarazioni di Trump: meno dipendenza = meno ricattabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-punto-di-vista-di-cina-russia-e-regno-unito\">Il punto di vista di Cina, Russia e Regno Unito</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cina-near-arctic-state-rotte-e-accesso-economico-piu-che-bandiere\">Cina: “near-Arctic state”, rotte e accesso economico (più che bandiere)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Pechino non rivendica sovranità sulla Groenlandia, ma rivendica <strong>interessi</strong> nell’Artico: nel White Paper del 2018 la Cina si definisce <strong>“Near-Arctic State”</strong> e promuove una <strong>“Polar Silk Road”</strong> legata a rotte marittime e cooperazione economica.<br>Nella pratica, la Cina tende a cercare accesso tramite investimenti, ricerca, logistica e (quando possibile) settore estrattivo—ma oggi incontra barriere politiche e di sicurezza più alte rispetto a qualche anno fa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-russia-l-artico-come-teatro-di-sicurezza-e-proiezione-con-attenzione-a-nato-e-nord-atlantico\">Russia: l’Artico come teatro di sicurezza e proiezione (con attenzione a NATO e Nord Atlantico)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mosca vede l’Artico come area vitale per risorse, rotte (Northern Sea Route) e difesa, e interpreta la crescita di attenzione NATO come minaccia. Analisi e documenti sulla strategia artica russa mostrano l’enfasi su infrastrutture dual-use e sicurezza fino al 2035.<br>Sulla Groenlandia, il riflesso russo è: <strong>ogni spostamento di status o presenza militare nel Nord Atlantico cambia l’equilibrio</strong>. In parallelo, gli USA stessi segnalano una cooperazione Russia-Cina in Artico in aumento, che alimenta ulteriormente la spirale di “attenzione strategica” sull’isola. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-regno-unito-sostegno-a-danimarca-greenland-e-interesse-nato-nord-atlantico\">Regno Unito: sostegno a Danimarca/Greenland e interesse NATO-Nord Atlantico</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Londra si è schierata pubblicamente sul principio che il futuro della Groenlandia <strong>non spetta ad altri</strong> (cioè: non agli USA in chiave annessionistica), allineandosi a Copenhagen.<br>Sul piano strategico, la cornice britannica è anche istituzionale: la policy artica del Regno Unito inquadra l’Artico come area di sicurezza, scienza e governance, e discute apertamente anche la dimensione “Polar Silk Road” cinese come fattore da monitorare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-chiusura-la-posta-in-gioco-reale\">Chiusura: la posta in gioco reale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La questione Groenlandia non è “vendita sì/vendita no” (che Copenhagen e Nuuk respingono), ma <strong>chi definisce le regole dell’Artico</strong> nel prossimo decennio: sicurezza, investimenti, standard ambientali, diritti delle comunità locali e accesso alle risorse. Se Danimarca e UE vogliono contare, devono rendere la loro presenza utile, stabile e rispettosa dell’autogoverno groenlandese—così da disinnescare sia le pressioni americane in chiave proprietaria, sia le strategie più indirette di Cina e Russia. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/sdvs.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"artico, danimarca, geopolitica, Groenlandia, MineraliCritici, NATO, trump, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-06 15:33:59","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.reuters.com/world/europe/denmarks-prime-minister-says-trump-is-serious-about-wanting-greenland-takeover-2026-01-05","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28224-groenlandia-perche-e-danese-perche-oggi-interessa-agli-usa-e-cosa-puo-fare-leuropa.mp4","galleria":""}
{"id":28218,"titolo":"DropAir di ParaZero: Prospettive per l’Aviolancio di Precisione della Brigata Folgore","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la <strong>Brigata Paracadutisti \"Folgore\"</strong>, la capacità di proiezione e il sostentamento delle unità in territorio ostile o isolato sono pilastri dottrinali fondamentali. In un'era caratterizzata da minacce simmetriche e sistemi A2/AD (Anti-Access/Area Denial), l'integrazione del sistema <strong>DropAir di ParaZero</strong> potrebbe rappresenta un salto quantico per il supporto logistico alle frazioni di truppe paracadutiste, dai nuclei esploranti ai plotoni di manovra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-sfida-operativa-sostentamento-in-zone-contese\">La Sfida Operativa: Sostentamento in Zone Contese</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nelle operazioni aviotrasportate, il rifornimento tramite velivoli ad ala fissa (C-130J o C-27J) espone grandi vettori a rischi elevati e richiede zone di lancio (LZ) ampie e sicure. DropAir introduce il concetto di <strong>Aviolancio di Precisione Distribuitio</strong> che permetterebbe alla Folgore di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Ricevere carichi critici (sangue, munizioni, batterie) senza rivelare la posizione delle unità a terra.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Operare in contesti urbani densi o foreste, dove il lancio tradizionale è impreciso.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Mantenere l'agilità tattica senza dipendere da convogli terrestri vulnerabili.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14010,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"DropAir di ParaZero: Prospettive per l’Aviolancio di Precisione della Brigata Folgore\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/PARADROP-2.jpg\" alt=\"DropAir e la Brigata Folgore: Il Futuro del Rifornimento Avioportato Ultimo Miglio\" class=\"wp-image-14010\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">DropAir e la Brigata Folgore: Il Futuro del Rifornimento Avioportato Ultimo Miglio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dropair-tecnologia-halo-drone-centrica\">DropAir: Tecnologia HALO Drone-Centrica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema DropAir mutua la tecnica <strong>HALO (High-Altitude, Low-Opening)</strong>, cara ai reparti esploratori della Folgore, applicandola ai vettori UAV.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Precisione Chirurgica:</strong> Grazie all'apertura ritardata del paracadute, il carico cade in caduta libera stabilizzata per la maggior parte del tragitto, riducendo al minimo la deriva da vento e garantendo un atterraggio puntiforme.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rapidità di Sgancio \"Hit &amp; Run\":</strong> Il drone non deve atterrare. Effettua il drop e rientra immediatamente alla base o al punto di recupero, riducendo l'esposizione ai sistemi radar nemici.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-prospettive-future-verso-il-rifornimento-strategico-a-lungo-raggio\">Prospettive Future: Verso il Rifornimento Strategico a Lungo Raggio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'attuale kit da 5KG è solo il punto di partenza. L'integrazione di DropAir con piattaforme di maggiori dimensioni potrebbe aprire scenari inediti per la Brigata:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1-droni-heavy-lift-e-carichi-maggiori\">1. Droni Heavy-Lift e Carichi Maggiori</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il futuro vede l'impiego di droni capaci di trasportare 50-100 kg di equipaggiamento (es. parti di ricambio per mortai, sistemi contro-carro o razioni per interi plotoni). La tecnologia DropAir è scalabile e permetterà di aviolanciare carichi pesanti con la stessa precisione millimetrica dei kit medici attuali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2-deep-strike-e-distanze-trans-orizzonte\">2. Deep Strike e Distanze Trans-Orizzonte</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'evoluzione verso droni ad ala fissa o VTOL a lungo raggio potrebbe permettere alla Folgore di essere rifornita da basi situate a centinaia di chilometri di distanza. DropAir, integrato in droni stealth o a bassa osservabilità, garantisce che il rifornimento avvenga con la minima segnatura acustica e visiva possibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-3-integrazione-con-i-sistemi-di-comando-e-controllo-c2\">3. Integrazione con i Sistemi di Comando e Controllo (C2)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel futuro digitale della Forza Armata, la richiesta di rifornimento potrà essere inviata direttamente dal terminale tattico del paracadutista. Un drone decollerà autonomamente e, grazie al sistema DropAir, depositerà il carico nel \"cortile\" dell'edificio occupato dall'unità, garantendo continuità d'azione senza soluzione di continuità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14011,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"DropAir di ParaZero: Prospettive per l’Aviolancio di Precisione della Brigata Folgore\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/PARADROP-3.jpg\" alt=\"DropAir e la Brigata Folgore: Il Futuro del Rifornimento Avioportato Ultimo Miglio\" class=\"wp-image-14011\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">DropAir e la Brigata Folgore: Il Futuro del Rifornimento Avioportato Ultimo Miglio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sintesi-dei-benefici-per-la-folgore\">Sintesi dei Benefici per la Folgore</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Supporto alla Manovra:</strong> Abilita il volo autonomo o remoto per rifornimenti in tempo reale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Efficienza Tattica:</strong> Sgancio rapido giorno/notte senza necessità di landing, riducendo la vulnerabilità del vettore.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Precisione Estrema:</strong> Sistema basato su paracadute pilota configurabile per minimizzare la deriva in condizioni estreme.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Customizzazione Militare:</strong> Altamente adattabile ai droni tattici in uso o di futura acquisizione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Protezione Carichi Sensibili:</strong> Capacità provata nel lancio di attrezzature mediche e sensori elettronici.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Scalabilità:</strong> Potenzialmente capace di gestire qualsiasi peso, limitato esclusivamente dalla capacità di carico del drone vettore.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema DropAir di ParaZero non è solo un accessorio tecnologico, ma un moltiplicatore di forze. Per la Brigata Folgore, significherebbe poter contare su una linea logistica aerea invisibile, precisa e inarrestabile, capace di evolversi di pari passo con i nuovi scenari di guerra elettronica e droni-centrica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/PARA-DROP-12121.png","categoria":"Aviotruppe","tags":"#DroniMilitari, #DropAir, #PrecisionAirdrop, #UAVlogistics, aviolancio, BrigataFolgore, ParaZero","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-06 13:34:00","stato":"publish","riassunto_video":"La Brigata Paracadutisti Folgore punta a incrementare la capacità di rifornimenito in zone ostili. Il sistema DropAir di ParaZero, potrebbe consentire lanci di precisione da droni senza atterraggio. Questa tecnologia HALO drone-centrica garantisce consegne rapide, sicure e precise di carichi critici, anche in ambienti complessi, aprendo la strada a droni heavy-lift e rifornimenti a lungo raggio.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://parazero.com/dropair-precision-airdrop-system/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28218-dropair-di-parazero-prospettive-per-laviolancio-di-precisione-della-brigata-folgore.mp4","galleria":""}
{"id":28211,"titolo":"ParaZero tecnologia C-UAS a basso rischio di danni collaterali","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>ParaZero Technologies</strong> ha ottenuto il suo primo ordine per <strong>DefendAir</strong> da una “principale entità della difesa israeliana”, con una fornitura che comprende <strong>più set del sistema</strong> e servizi di <strong>integrazione e addestramento</strong> per un impiego rapido. L’acquisizione si inserisce nel più ampio sforzo, dichiarato dall’azienda, di rafforzare le capacità contro una minaccia che sta crescendo in modo trasversale: i <strong>droni</strong>, sempre più presenti nei conflitti recenti e considerati un rischio diretto per <strong>forze terrestri</strong> e operazioni collegate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-sistema-anti-uas-a-rete-per-ridurre-i-danni-collaterali\">Un sistema anti-UAS “a rete” per ridurre i danni collaterali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel presentare la tecnologia, ParaZero inquadra il problema in una trasformazione avvenuta “negli ultimi due decenni”: i droni, nati come strumenti civili per riprese, monitoraggio agricolo, consegne e intrattenimento, sono diventati—grazie a <strong>basso costo, facilità d’uso, modularità e controllo remoto</strong>—anche strumenti appetibili per attori ostili. In questo scenario, l’azienda sottolinea come il campo di battaglia non sia più solo “bidimensionale” (terra e mezzi corazzati), ma ormai <strong>tridimensionale</strong>, con minacce <strong>piccole, rapide, quasi silenziose e multidirezionali</strong>, capaci di scalare da singoli FPV fino a <strong>sciami</strong> numerosi e di sfruttare rapidamente vulnerabilità dei bersagli. ParaZero richiama inoltre l’asimmetria economica: sistemi a basso costo possono mettere sotto pressione asset e infrastrutture molto più costosi, aumentando la domanda di contromisure “scalabili”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>DefendAir è una tecnologia di contrasto ai droni che impiega <strong>una rete</strong> per <strong>catturare e neutralizzare</strong> velivoli senza pilota ostili, con l’obiettivo dichiarato di limitare i <strong>danni collaterali</strong> rispetto ad approcci cinetici tradizionali. Il sistema è pensato per intercettazioni a breve distanza e per scenari in cui la neutralizzazione deve avvenire in modo controllato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13997,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"ParaZero tecnologia C-UAS a basso rischio di danni collaterali\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/2.png\" alt=\"ParaZero tecnologia C-UAS a basso rischio di danni collaterali\" class=\"wp-image-13997\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">ParaZero tecnologia C-UAS a basso rischio di danni collaterali</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È qui che si colloca <strong>DefendAir</strong>, descritto dall’azienda come un sistema <strong>C-UAS multi-layer</strong> “soft-hard kill” che impiega un <strong>lanciatore di rete brevettato</strong> per intercettare droni ostili. Il punto distintivo, nella narrativa del produttore, è la possibilità di operare in modo <strong>non esplosivo</strong>, con <strong>danni collaterali minimi</strong> e quindi più adatto a <strong>ambienti urbani</strong> o a contesti in cui la neutralizzazione deve essere controllata. L’architettura operativa, sempre secondo ParaZero, è pensata per <strong>integrare tecnologie già disponibili</strong> presso gli utenti—come <strong>sensori di rilevamento</strong>, <strong>comando e controllo (C2)</strong> e <strong>sistemi RF</strong>—in modo da inserirsi come strato aggiuntivo (“complementary”) rispetto a difese esistenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano d’impiego, l’azienda posiziona DefendAir come soluzione “completa” per la protezione di <strong>basi militari</strong>, <strong>infrastrutture critiche</strong>, <strong>edifici governativi</strong>, <strong>VIP protection</strong> e anche per l’uso a supporto di <strong>unità di fanteria</strong>. Tra i benefici dichiarati figurano una risposta <strong>multi-strato</strong> contro droni di dimensioni diverse e provenienti da più direzioni e distanze, la possibilità di restare efficace anche in <strong>ambienti RF-denied</strong> (dove le contromisure basate su radiofrequenza sono meno affidabili) e contro droni <strong>guidati via fibra ottica</strong>, oltre a un <strong>basso costo per intercettazione</strong>—elemento ritenuto cruciale per affrontare volumi elevati di minacce.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>DefendAir può essere impiegato in più configurazioni:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>tramite <strong>drone intercettore</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>con <strong>torretta fissa</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>con <strong>dispositivo portatile tipo “gun”</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’azienda indica un <strong>raggio efficace tra 2 e 100 metri</strong>, in funzione della configurazione, e una <strong>rete</strong> con dimensioni comprese tra <strong>9 e 100 m²</strong>. Il sistema può essere completato con moduli opzionali come <strong>radar</strong>, <strong>relay di comando e controllo</strong> e sistemi <strong>a radiofrequenza</strong>, per adattarsi ai requisiti dell’utente e aumentarne l’efficacia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13998,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"ParaZero tecnologia C-UAS a basso rischio di danni collaterali\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/PZ-SC-1.png\" alt=\"ParaZero tecnologia C-UAS a basso rischio di danni collaterali\" class=\"wp-image-13998\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">ParaZero tecnologia C-UAS a basso rischio di danni collaterali</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-clienti-e-dimostrazioni-di-defendair\">Clienti e Dimostrazioni di DefendAir</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalle <strong>fonti aperte</strong> disponibili, i “clienti” di DefendAir identificabili pubblicamente restano in gran parte <strong>non nominati</strong>: ParaZero, come spesso accade nel settore difesa, comunica gli ordini descrivendo l’acquirente in modo generico senza rivelarne l’identità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p> In particolare, l’azienda indica (1) una <strong>“main Israeli defense entity”</strong> come destinataria del primo contratto DefendAir annunciato a inizio gennaio 2026, ma senza specificare quale ente sia; (2) una <strong>“Tier 1 global defense corporation”</strong> che avrebbe emesso un ordine “significativo” nell’ottobre 2025, anche qui senza nome; e (3) una <strong>“prestigious defense organization”</strong> citata in un ordine dell’agosto 2025, sempre non identificata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto ai clienti finali, emergono poi elementi sul <strong>canale commerciale europeo</strong>: un ordine da parte di un <strong>“Dutch distributor”</strong> (descritto come tra i principali integratori in Europa) per acquistare e ridistribuire più sistemi tramite una rete nel continente, e un accordo successivo con un <strong>“leading Western European Distributor”</strong> con <strong>diritti esclusivi</strong> di distribuzione in vari Paesi NATO dell’Europa occidentale, senza che venga resa nota la ragione sociale del partner. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14000,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"ParaZero tecnologia C-UAS a basso rischio di danni collaterali\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/ParaZero-X-Capture-4-scaled-1.png\" alt=\"ParaZero tecnologia C-UAS a basso rischio di danni collaterali\" class=\"wp-image-14000\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">ParaZero tecnologia C-UAS a basso rischio di danni collaterali</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, alcune comunicazioni riguardano <strong>dimostrazioni</strong> – che non equivalgono automaticamente a contratti – tra cui una demo per circa <strong>40 ufficiali NATO</strong> in Europa organizzata con il distributore, e una presentazione rivolta alla leadership delle <strong>polizie dei Länder tedeschi</strong> in un evento organizzato da <strong>SIBAT/Ministero della Difesa israeliano</strong> presso una facility dimostrativa, indicata come percorso verso possibili future adozioni ma non come procurement già firmato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto in cui droni economici e facilmente reperibili stanno cambiando le dinamiche sul campo, contratti come questo segnalano la corsa a soluzioni <strong>modulari</strong> e <strong>schierabili rapidamente</strong>. Per ParaZero, si tratta soprattutto di una “prima” significativa: <strong>un debutto commerciale DefendAir</strong> con un utilizzatore di alto profilo, potenzialmente in grado di aprire la strada a ulteriori integrazioni e ordini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/copertina-1.png","categoria":"Internazionali","tags":"AntiDRONE, counterUAS, DefendAir, IsraelDefense, netlauncher, ParaZero, urbansecurity","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-06 12:43:58","stato":"publish","riassunto_video":"ParaZero ha ottenuto il primo ordine per DefendAir, un sistema anti-drone che usa reti per catturare UAV ostili con danni collaterali minimi, ideale in ambienti urbani. DefendAir integra sensori e comandi esistenti, proteggendo basi, infrastrutture e VIP. Il sistema è modulare, efficace fino a 100 metri, e già adottato da una principale entità della difesa israeliana.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://parazero.com/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28211-parazero-tecnologia-c-uas-a-basso-rischio-di-danni-collaterali.mp4","galleria":""}
{"id":28202,"titolo":"Role Player: quando l’addestramento smette di voler vincere e inizia a funzionare","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Spesso, quando si parla di addestramento operativo, si tende a immaginarlo come un confronto diretto: due parti contrapposte, con l’obiettivo implicito di prevalere. In alcuni contesti tattici questa logica è utile, perché abitua a reagire, decidere e manovrare sotto pressione. Tuttavia, quando lo scopo è costruire capacità solide e ripetibili nel tempo, serve anche qualcosa in più: <strong>un ambiente che assomigli davvero alla realtà.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I <strong>Role Player</strong> nascono per colmare questo vuoto. Non sono figuranti né “nemici finti”, ma personale formato per interpretare ruoli specifici all’interno di uno scenario addestrativo: civili, leader locali, forze di sicurezza non governative, media o gruppi sociali complessi. Il loro compito non è prevalere sull’unità che si addestra, ma <strong>mantenere il realismo dell’ambiente</strong>, introduce frizioni umane e sociali, e costringere chi si addestra a gestire la complessità non lineare che si trova nella realtà operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-oggetto-cosa-sono-davvero-i-role-player\"><strong>L’oggetto: cosa sono davvero i Role Player</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli Stati Uniti il concetto di realismo dell'ambiente è diventato dottrina formale e pratica strutturata all’interno dei principali centri di addestramento avanzato. Al <strong>National Training Center (NTC)</strong> a Fort Irwin, in California, e al <strong>Joint Readiness Training Center (JRTC)</strong> a Fort Polk, Louisiana, l’impiego di scenari complessi con attori, civili e sceneggiature dinamiche è parte integrante della rotazione di unità di fanteria, cavalleria e brigate meccanizzate, andando ben oltre il semplice “campo di battaglia” e includendo aspetti di relazioni con la popolazione e gestione delle frizioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche in Europa, nella base di <strong>Hohenfels, in Germania</strong>, si trova una delle più sofisticate applicazioni di questo concetto. Qui opera il <strong>Joint Multinational Readiness Center (JMRC)</strong>, un centro addestrativo che fornisce un ambiente complesso e realistico per unità statunitensi, NATO e delle forze partner, integrando nelle rotazioni di training team di <strong>Role Player chiamati “Civilians on the Battlefield” (COB)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il JMRC fa parte del <strong>7th Army Training Command (7th ATC)</strong>, la principale organizzazione di addestramento dell’Esercito degli Stati Uniti in Europa. Il JMRC non si limita a fornire un semplice spazio fisico: è progettato per creare scenari dinamici nei quali manovra, logistica, interazione civile-militare e crisi non convenzionali <em>coesistono</em>, costringendo le unità addestrate a prendere decisioni non lineari e a misurarsi con una popolazione simulata credibile. Questi Role Player, nell’ambito delle esercitazioni JMRC, possono interpretare ruoli variabili nel tempo, come negozianti, autorità locali, forze di sicurezza, cittadini colpiti da conflitto o testimoni di crisi: non sono solo elementi scenografici, ma <strong>vettori di comportamento umano credibile</strong>, con linguaggi, norme sociali, interessi e reazioni coerenti con il contesto simulato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La struttura e l’impiego di Role Player di livello professionale sono così considerati elementi <strong>critici</strong> dell’addestramento avanzato negli USA e nelle aree di addestramento NATO, perché consentono di spaziare dall’interazione tecnica-livello squadra alla gestione di dinamiche complesse tra unità militari e popolazioni civili: esattamente ciò che molte esercitazioni europee faticano a replicare su base regolare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:html -->\n<iframe width=\"560\" height=\"315\" src=\"https://www.youtube.com/embed/oe3BbW1jTGw?si=bkfd6VWnWi2rWXPZ\" title=\"YouTube video player\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen></iframe>\n<!-- /wp:html -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-realta-odierna-il-limite-dell-addestramento-competitivo\">La realtà odierna: il limite dell’addestramento competitivo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In gran parte d’Europa questa pratica esiste solo in forma parziale e raramente sistematizzata. Non mancano esercitazioni complesse né reparti capaci, ma spesso manca un modello stabile in cui il Role Player sia riconosciuto come <strong>strumento addestrativo autonomo</strong>, e non come elemento accessorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il risultato è che molte esercitazioni finiscono per trasformarsi in confronti tra reparti o colleghi che, anche inconsciamente, cercano di dimostrare qualcosa. Il focus si sposta dal raggiungimento dell’obiettivo addestrativo al risultato immediato, e la simulazione perde profondità. Emergono abilità tecniche, ma raramente vengono messe davvero alla prova la gestione dell’ambiguità, l’interazione con i civili, la pressione sociale o il decision-making sotto stress.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il problema non è la mancanza di realismo tattico, ma la mancanza di <strong>realismo umano</strong>. La realtà operativa è fatta di errori, fraintendimenti, reazioni emotive, interferenze esterne e variabili sociali. Senza Role Player, l’addestramento rischia di rappresentare un mondo ordinato che, nella pratica, non esiste.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-debriefing-dove-nasce-il-vero-valore-addestrativo\">Il debriefing: dove nasce il vero valore addestrativo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un sistema di Role Player maturo mostra il suo valore soprattutto <strong>dopo</strong> l’esercitazione. Il debriefing non è una formalità, ma il momento in cui l’esperienza si trasforma in apprendimento. Il Role Player, vivendo lo scenario dall’interno ma restando esterno all’unità addestrata, è in grado di restituire osservazioni che difficilmente emergono nelle analisi interne.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la mia carriera operativa sono diventato istruttore <strong>CAC (Conduct After Capture)</strong>, un addestramento estremamente delicato, finalizzato alla sopravvivenza in prigionia e alla resistenza agli interrogatori. In questo tipo di training, destinato a Forze Speciali e reparti altamente selezionati, il Role Player non è un supporto, ma <strong>l’elemento centrale</strong>. È l’unico strumento che consente di portare una persona a reagire in condizioni limite, senza le quali l’addestramento resterebbe teorico o rassicurante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La qualità del training CAC non dipende dalla durezza delle procedure, ma dalla credibilità dell’interazione e dal confronto che segue. È nel debriefing che emergono bias cognitivi, automatismi e fragilità che nessun manuale può prevedere. Senza questo passaggio, gran parte del valore addestrativo si perde. In ambito civile, negli anni successivi, sono stato più volte chiamato da unità di polizia e militari a interpretare ruoli diversi all’interno di esercitazioni e a fornire feedback finali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In modo ricorrente, ciò che emergeva era la scoperta di lacune o automatismi che <strong>nelle esercitazioni standard non erano mai affiorati</strong>, non per incapacità dei reparti, ma perché il contesto non li aveva mai messi davvero alla prova.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13967,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Role Player: quando l’addestramento smette di voler vincere e inizia a funzionare\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/belium-special-forces-1024x680.jpg\" alt=\"Role Player: quando l’addestramento smette di voler vincere e inizia a funzionare\" class=\"wp-image-13967\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Militari delle forze speciali belghe durante il CAC (Conduct After Capture), un corso in cui il ruolo del <em>Role Player</em> non è di supporto, ma rappresenta l’elemento centrale dell’addestramento - Foto Reddit</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dalla-teoria-alla-pratica-come-costruire-un-sistema-che-funzioni\">Dalla teoria alla pratica: come costruire un sistema che funzioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un programma di Role Player efficace non nasce dall’improvvisazione, ma da una progettazione chiara che risponda a tre domande fondamentali: <strong>cosa vogliamo addestrare, quali frizioni vogliamo introdurre e quali comportamenti vogliamo osservare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo elemento è la separazione dei ruoli. <strong>Il Role Player non deve far parte del reparto che si addestra</strong>, né cercare di dimostrare superiorità. Deve mantenere coerenza e credibilità, non “vincere” lo scenario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il secondo elemento è la formazione del Role Player stesso. Non serve un attore teatrale, ma una persona che conosca il contesto operativo e sappia reagire in modo plausibile e continuo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il terzo elemento è la centralità dell’obiettivo addestrativo. Ogni scenario dovrebbe nascere da un audit preliminare: leadership, decision-making, gestione dei civili, uso proporzionato della forza. Senza un obiettivo chiaro, il Role Player diventa rumore; con un obiettivo definito, diventa uno strumento chirurgico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un sistema maturo deve inoltre essere scalabile. Non sempre servono villaggi complessi o decine di figuranti: spesso bastano pochi Role Player ben istruiti per introdurre frizioni decisive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13971,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Role Player: quando l’addestramento smette di voler vincere e inizia a funzionare\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/sere-canadian-1024x684.jpg\" alt=\"Role Player: quando l’addestramento smette di voler vincere e inizia a funzionare\" class=\"wp-image-13971\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Militare canadese al corso SERE della branchia Air Operations Survival durante un’attività pratica condotta da un istruttore - Foto Governo del Canada</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-costi-e-ritorno-addestrativo-perche-non-e-una-spesa\">Costi e ritorno addestrativo: perché non è una spesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È inevitabile affrontare anche il nodo dei <strong>costi</strong>. Un sistema credibile di Role Player richiede risorse umane, formazione e organizzazione. A prima vista può sembrare un aumento di spesa rispetto all’addestramento tradizionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Guardando il problema con una logica di audit, però, il quadro cambia. Anche una singola esercitazione standard, con impiego di personale, mezzi, carburante, munizionamento e logistica, può raggiungere rapidamente costi molto elevati, con un ritorno addestrativo spesso limitato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’esercitazione ben progettata con Role Player concentra invece il costo su <strong>poche attività ad altissimo valore</strong>, facendo emergere rapidamente lacune, bias e problemi strutturali che altrimenti richiederebbero mesi di attività ripetute per essere individuati. Una volta identificate queste criticità, i reparti possono orientare l’addestramento successivo verso attività mirate, più brevi e meno costose, ma molto più efficaci.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo senso, l’apparente aumento dei costi iniziali viene compensato, e spesso superato, da un <strong>risparmio netto</strong> di tempo, risorse e usura dei materiali nel medio periodo. Il Role Player diventa così un <strong>moltiplicatore di efficienza</strong>, non una voce di spesa accessoria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13973,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Role Player: quando l’addestramento smette di voler vincere e inizia a funzionare\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/opposing-force-1024x683.jpg\" alt=\"Role Player: quando l’addestramento smette di voler vincere e inizia a funzionare\" class=\"wp-image-13973\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Forze oppositrici (OPFOR) durante un’attività addestrativa presso il JMRC di Oberpfalz, in Baviera - Foto U.S. Army</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto, alla fine, è semplice:<strong> l’addestramento è davvero efficace quando riesce ad avvicinarsi il più possibile alla complessità del reale</strong>. E il reale, per sua natura, raramente è lineare: è fatto di persone, ambiguità, imprevisti, pressioni sociali e decisioni prese con informazioni incomplete.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo senso, i <strong>Role Player</strong> non sono “teatro”, ma un moltiplicatore di realismo. Una componente strutturata che riproduce il fattore umano permette di allenare ciò che spesso determina l’esito di una missione: la capacità di comprendere il contesto, comunicare, gestire frizioni e mantenere il controllo anche quando lo scenario cambia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come in ogni buon audit, il problema è chiaro e la soluzione esiste. Resta da scegliere l’approccio: mantenere simulazioni più controllate, oppure spingersi verso scenari più aderenti alla complessità che, con buona probabilità, si presenterà sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong><em>Fonti – Role Player e centri addestrativi</em></strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Stati Uniti</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>National Training Center (NTC) – Fort Irwin</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>U.S. Army official site<br>https://www.army.mil/ntc<br><em>(descrive l’impiego di villaggi simulati, OPFOR e Civilians on the Battlefield)</em></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Joint Readiness Training Center (JRTC) – Fort Johnson (ex Fort Polk)</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>U.S. Army official site<br>https://www.army.mil/jrtc<br><em>(rotazioni addestrative con scenari complessi, popolazione simulata e role player)</em></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Civilians on the Battlefield (COB) Program – U.S. Army</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>U.S. Army Training Doctrine<br>https://armypubs.army.mil<br><em>(documentazione dottrinale sull’integrazione dei civili simulati negli scenari addestrativi)</em></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Federal Law Enforcement Training Centers (FLETC) – Role Players</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>U.S. Department of Homeland Security<br>https://www.fletc.gov/role-players<br><em>(uso strutturato di role player per addestramento delle forze di polizia federali)</em></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Europa / Germania</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":5} -->\n<ol start=\"5\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Joint Multinational Readiness Center (JMRC) – Hohenfels, Germany</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>7th Army Training Command (US Army Europe)<br><a href=\"https://www.7atc.army.mil/JMRC/?utm_source=chatgpt.com\">https://www.7atc.army.mil/JMRC/</a><br><em>(centro addestrativo multinazionale NATO con uso sistematico di role player)</em></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>7th Army Training Command (7th ATC)</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>U.S. Army Europe and Africa<br>https://www.europeafrica.army.mil/7ATC/<br><em>(struttura madre che gestisce Hohenfels e altri poli addestrativi europei)</em></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Civilians on the Battlefield – JMRC</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>US Army Europe news release<br>https://www.europeafrica.army.mil/Newsroom/<br><em>(articoli ufficiali sull’impiego di cittadini europei come role player)</em></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Approfondimenti dottrinali</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":8} -->\n<ol start=\"8\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>U.S. Army Training and Doctrine Command (TRADOC)</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://www.tradoc.army.mil\">https://www.tradoc.army.mil</a><br><em>(dottrina sull’addestramento realistico, decision-making e scenario-based training)</em></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>NATO – Training and Exercise Policy</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://www.nato.int/cps/en/natohq/topics_49201.htm\">https://www.nato.int/cps/en/natohq/topics_49201.htm</a><br><em>(riferimenti alla complessità degli scenari addestrativi e alla dimensione civile)</em></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/role-player-us.jpg","categoria":"Blog","tags":"addestramento, roleplayer","autore":"Clint","data_pubblicazione":"2026-01-06 00:46:10","stato":"publish","riassunto_video":"L’addestramento militare tradizionale spesso si limita a scontri competitivi, trascurando la complessità umana e sociale reale. I Role Player, attori formati per interpretare ruoli sociali, introducono realismo e frizioni nelle esercitazioni, migliorando decision-making e gestione delle crisi. Negli USA e nella NATO sono centrali, mentre in Europa sono, per il momento, poco diffusi.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28202-role-player-quando-laddestramento-smette-di-voler-vincere-e-inizia-a-funzionare.mp4","galleria":""}
{"id":28196,"titolo":"Sicurezza del territorio: l’Esercito Italiano impiega gli artificieri del 4° Reggimento Genio Guastatori a Milazzo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>passato bellico</strong> continua talvolta a riaffiorare dal sottosuolo italiano, imponendo <strong>interventi complessi, delicati e ad alto contenuto di rischio</strong>. È quanto accaduto a <strong>Milazzo</strong>, nei primi giorni del 2026, quando durante <strong>lavori di scavo per la realizzazione di un fabbricato</strong> è stata rinvenuta una <strong>bomba d’aereo da 250 libbre</strong>, pari a circa <strong>115 chilogrammi di esplosivo</strong>. Un ordigno risalente al <strong>Secondo conflitto mondiale</strong>, ancora potenzialmente letale, localizzato in <strong>un’area residenziale ad elevata densità abitativa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La gravità della situazione ha imposto <strong>l’immediata attivazione delle procedure di emergenza</strong>, con il coinvolgimento diretto delle autorità civili e militari. Su richiesta della Prefettura di Messina, è intervenuto l’<strong>Esercito Italiano</strong>, che ha assunto un ruolo <strong>centrale e determinante</strong> nella gestione dell’intera operazione. L’intervento è stato affidato agli <strong>artificieri del 4° Reggimento Genio Guastatori</strong>, reparto di eccellenza specializzato nella <strong>bonifica dei residuati bellici</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fin dalle prime fasi, l’azione dell’Esercito si è distinta per <strong>tempestività, rigore procedurale e capacità di pianificazione</strong>, con l’obiettivo primario di <strong>tutelare l’incolumità della popolazione</strong> e garantire la massima sicurezza in un contesto urbano particolarmente sensibile. L’operazione, avviata e conclusa nella giornata del <strong>4 gennaio 2026</strong>, ha richiesto <strong>un coordinamento interistituzionale di alto livello</strong>, confermando l’efficacia del modello di cooperazione civile-militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-misure-di-sicurezza-l-evacuazione-e-l-impiego-di-tecnologie-avanzate\">Le misure di sicurezza, l’evacuazione e l’impiego di tecnologie avanzate</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli elementi tecnici più rilevanti dell’intervento è stata la realizzazione di una <strong>“camera di espansione”</strong>, una struttura di protezione progettata e allestita direttamente sul posto dagli specialisti del Genio dell’Esercito. Questa soluzione ha consentito di <strong>contenere gli effetti di un’eventuale detonazione accidentale</strong> e di <strong>ridurre il raggio di sgombero a 334 metri</strong>, limitando sensibilmente l’impatto sull’abitato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13944,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Sicurezza del territorio: l’Esercito Italiano impiega gli artificieri del 4° Reggimento Genio Guastatori a Milazzo\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/6b4123df-848e-419a-a163-cda5f146504d.jpg\" alt=\"Sicurezza del territorio: l’Esercito Italiano impiega gli artificieri del 4° Reggimento Genio Guastatori a Milazzo\" class=\"wp-image-13944\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La camera di espansione, Fonte Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante le misure di mitigazione adottate, per garantire <strong>standard di sicurezza assoluti</strong> si è resa necessaria l’<strong>evacuazione temporanea di circa 1.500 residenti</strong>. L’operazione si è svolta in modo <strong>ordinato, disciplinato e privo di criticità</strong>, grazie alla direzione della Prefettura e al supporto operativo assicurato dall’Esercito, che ha contribuito anche alla <strong>gestione del perimetro di sicurezza</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Particolarmente significativo è stato l’impiego di <strong>strumenti robotizzati</strong> per la neutralizzazione dell’ordigno. In considerazione delle <strong>condizioni di conservazione della bomba</strong> e dell’elevato potenziale di rischio, gli artificieri hanno operato a distanza sugli <strong>organi sensibili</strong>, riducendo l’esposizione diretta del personale. L’utilizzo di queste tecnologie testimonia come l’Esercito Italiano disponga oggi di <strong>capacità operative avanzate</strong>, frutto di <strong>addestramento continuo, innovazione tecnologica e consolidata esperienza sul campo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-neutralizzazione-la-distruzione-finale-e-il-valore-istituzionale-dell-operazione\">La neutralizzazione, la distruzione finale e il valore istituzionale dell’operazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Completata la messa in sicurezza dell’area, l’ordigno è stato <strong>neutralizzato sul luogo del ritrovamento</strong> mediante la rimozione dei dispositivi di innesco. Successivamente, la bomba è stata <strong>trasportata in una cava autorizzata</strong>, dove è avvenuta la <strong>distruzione definitiva</strong> secondo procedure rigorose e collaudate. L’intervento si è concluso <strong>senza incidenti</strong>, consentendo il <strong>rientro dei residenti nelle proprie abitazioni già nella tarda mattinata</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13945,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Sicurezza del territorio: l’Esercito Italiano impiega gli artificieri del 4° Reggimento Genio Guastatori a Milazzo\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/c5a3d52e-861c-4b69-bb6b-f0dad2996b07.jpg\" alt=\"Sicurezza del territorio: l’Esercito Italiano impiega gli artificieri del 4° Reggimento Genio Guastatori a Milazzo\" class=\"wp-image-13945\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il momento della distruzione in cava, Fonte Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La distruzione in cava rappresenta l’atto conclusivo di un processo che non si limita al disinnesco, ma punta all’<strong>eliminazione totale del rischio residuo</strong>. Ogni fase dell’operazione, dalla pianificazione iniziale al ripristino della normalità, è stata caratterizzata da <strong>professionalità, disciplina e precisione operativa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’episodio di Milazzo assume un significato che va oltre la cronaca locale. In un Paese come l’Italia, dove il rinvenimento di residuati bellici è ancora frequente, il ruolo dell’<strong>Esercito Italiano</strong> si conferma <strong>essenziale e insostituibile</strong>. Attraverso il lavoro quotidiano degli artificieri, le Forze Armate garantiscono <strong>sicurezza, protezione e supporto concreto alla collettività</strong>, operando spesso lontano dai riflettori ma con un impatto diretto sulla vita dei cittadini. Un esempio tangibile di <strong>servizio allo Stato e al territorio</strong>, che rafforza il legame tra istituzioni militari e società civile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/ba108bca-ab95-4377-bce9-3679bd7d1796.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"BonificaOrdigni, esercitoitaliano, sicurezzanazionale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-05 17:54:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/esercito-impegnato-nella-distruzione-di-una-bomba-daereo/126646.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28196-sicurezza-del-territorio-lesercito-italiano-impiega-gli-artificieri-del-4-reggimento-genio-guastatori-a-milazzo.mp4","galleria":""}
{"id":28189,"titolo":"Il Secolo Americano passa da qui: Venezuela come snodo strategico","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo gli eventi degli ultimi giorni, il Venezuela rappresenta oggi un test concreto per la credibilità strategica degli Stati Uniti nell’emisfero occidentale: <strong>energia, rotte caraibiche, flussi regionali e infrastrutture critiche</strong> si concentrano in un punto geograficamente vicino agli USA. In questo spazio, la presenza strutturale di potenze extra-emisferiche non è un dettaglio diplomatico, ma un fattore di sicurezza nazionale che può ridefinire gli equilibri per decenni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questa prospettiva, l’obiettivo realistico non è “controllare” Caracas o ricostruire il Paese dall’esterno, ma <strong>impedire che il Venezuela diventi una piattaforma stabile di proiezione ostile</strong>. È qui che il dossier venezuelano assume valore generale: misura fino a che punto Washington sia disposta (e capace) di far rispettare una linea rossa nell’emisfero occidentale senza cadere nell’errore tipico delle grandi potenze, cioè trasformare un interesse strategico in un intervento totalizzante, costoso e delegittimante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-guerra-ibrida-e-il-punto-debole-americano-la-gestione-del-dopo\">Guerra ibrida e il Punto Debole americano: la gestione del “dopo”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La competizione contemporanea è sempre più una <strong>guerra ibrida</strong>: cyber, disinformazione, coercizione economica, proxy, operazioni sotto soglia, sabotaggio istituzionale. L’<strong>obiettivo non è necessariamente conquistare territori, ma erodere Stati e alleanze dall’interno</strong>, rendendo cronica l’instabilità e più costosa la leadership dell’avversario. Se questo processo non viene contrastato, la perdita di controllo può maturare in 30–40 anni, senza bisogno di uno scontro frontale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il limite emerso negli ultimi decenni riguarda soprattutto la <strong>fase politica successiva al conflitto o alla crisi</strong>. Molte operazioni hanno prodotto successi tattici, ma hanno faticato a generare stabilità duratura per carenze di governance, legittimità e architetture istituzionali. In un contesto ibrido, la fase “dopo” non è un capitolo successivo: è la parte decisiva che determina se la vittoria militare si converte in ordine o in risentimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ne deriva una regola operativa: strumenti coercitivi (sanzioni, pressioni, deterrenza) funzionano solo se integrati con <strong>incentivi credibili</strong> e <strong>uscite praticabili</strong>. Senza una rampa di de-escalation e senza alternative economiche e istituzionali, gli attori bersaglio tendono a stringere i legami con potenze rivali. La stabilizzazione richiede quindi un mix: sicurezza interna, anticorruzione, riforma amministrativa, investimenti e accesso a mercati, con una comunicazione che curi la percezione oltre la sostanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-architettura-del-secolo-due-poli-potenze-regionali-incognite-europa-e-brasile\">Architettura del secolo: due poli, potenze regionali, incognite Europa e Brasile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo scenario più plausibile è un ordine imperfetto fondato su <strong>due potenze globali (USA e Cina)</strong> e una serie di <strong>potenze regionali</strong> (India, Russia, Turchia, altre) con alleanze a geometria variabile. In tale quadro, l’emisfero occidentale rappresenta la linea rossa americana: la crescita cinese può essere tollerata in varie aree, ma l’insediamento strategico vicino al territorio statunitense diventa difficilmente accettabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell’Indo-Pacifico, l’anello di contenimento dell’espansione cinese poggia su alleati e partner chiave: <strong>Giappone e Australia</strong> sul versante marittimo e <strong>India</strong> come perno terrestre, con una cintura di Stati che, in misura diversa, concorrono a limitare l’espansione e a diversificare le catene del valore. Con la Russia, la logica dominante è il ridimensionamento e la gestione: evitare salti di scala in Europa, mantenere deterrenza e, al contempo, tollerare una dimensione regionale purché non rovesci l’ordine europeo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le incognite strategiche più delicate restano <strong>Europa e Brasile</strong>. Il Brasile è la chiave del Sud America: la strada più efficace non è lo scontro, ma la cooptazione tramite un ruolo regionale condizionato, in cambio di limiti chiari alla penetrazione strategica extra-emisferica. L’Europa, per dimensione economica e capacità industriale-tecnologica, è l’unico spazio che potrebbe diventare un competitore sistemico se sviluppato unitariamente: per Washington è essenziale avere alleati europei forti, ma impedire la nascita di un polo politico-militare unitario alternativo. In questo passaggio, la <strong>percezione</strong> è decisiva: la forza senza legittimità alimenta reazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tesi conclusiva è che un altro secolo di predominio americano è possibile e potenzialmente stabilizzante, ma richiede una condizione: trasformare la superiorità militare in <strong>capacità di chiudere i conflitti</strong>, <strong>gestire il “dopo” e rendere sostenibile la leadership attraverso alleanze, istituzioni e risultati visibili</strong>. In un sistema bipolare imperfetto, tale approccio riduce la probabilità di guerre mondiali che non convengono, allo stato dei fatti, a nessuna delle due superpotenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/americhe.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"geopolitica, usa, Venezuela","autore":"Francesco Maria Ceravolo","data_pubblicazione":"2026-01-05 15:39:50","stato":"publish","riassunto_video":"Il Venezuela è un banco di prova per la credibilità strategica degli USA nell’emisfero occidentale, dove la presenza di potenze extra-regionali influisce sulla sicurezza. La sfida è evitare che diventi una base ostile, gestendo la complessità della guerra ibrida e la fase post-crisi con misure integrate di sicurezza, riforme e incentivi.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28189-il-secolo-americano-passa-da-qui-venezuela-come-snodo-strategico.mp4","galleria":""}
{"id":28182,"titolo":"Occultamento Elettromagnetico: nuova tecnologia dalla Corea del Sud","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rendere un oggetto “non rintracciabile” non significa farlo scomparire alla vista, ma ridurre la sua individuabilità da parte di radar, sensori e sistemi di comunicazione. In questa direzione lavora un gruppo di ricerca del <strong>KAIST (Korea Advanced Institute of Science and Technology)</strong>, in Corea del Sud: due docenti del Dipartimento di Ingegneria Nucleare e Quantistica hanno sviluppato una tecnologia basata su un inchiostro composito a metallo liquido, chiamato <strong>LMCP (Liquid Metal Composite Paste)</strong>, progettato per <strong>assorbire, modulare e schermare</strong> le onde elettromagnetiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’idea è quella di creare rivestimenti e superfici capaci di controllare come un oggetto interagisce con i segnali elettromagnetici: se un radar “legge” meno riflessione o trova un segnale alterato, l’oggetto può risultare più difficile da individuare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13936,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"center\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/images-000116-images-000116-image1.png\" alt=\"Occultamento Elettromagnetico: nuova tecnologia dalla Korea\" class=\"wp-image-13936\" title=\"Occultamento Elettromagnetico: nuova tecnologia dalla Korea\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Occultamento Elettromagnetico: nuova tecnologia dalla Corea del Sud</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-l-lmcp-e-diverso-dai-metalli-tradizionali\">Perché l’LMCP è diverso dai metalli tradizionali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per ottenere un occultamento efficace, bisogna intervenire direttamente sulla superficie dell’oggetto, ma i metalli convenzionali sono rigidi: se vengono stirati o piegati oltre un certo limite, si rompono o perdono continuità elettrica. Questo rende complicata l’applicazione su tecnologie che devono adattarsi al corpo umano o cambiare forma, come robot e dispositivi indossabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il team del KAIST ha invece realizzato un inchiostro a metallo liquido che mantiene la conduttività anche quando viene allungato fino a <strong>12 volte</strong> la sua lunghezza originale. Il materiale, pur rimanendo “morbido” e gommoso, conserva proprietà tipiche dei metalli. La ragione sta nel processo di essiccazione: le particelle di metallo liquido presenti nell’inchiostro tendono a legarsi tra loro in modo spontaneo, formando una struttura reticolare che combina <strong>elasticità</strong> e <strong>robustezza</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13938,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"center\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/images-000116-images-000116-image3-e1767603360109.jpg\" alt=\"Occultamento Elettromagnetico: nuova tecnologia dalla Korea\" class=\"wp-image-13938\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" title=\"Occultamento Elettromagnetico: nuova tecnologia dalla Korea\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Occultamento Elettromagnetico: nuova tecnologia dalla Corea del Sud</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-applicazioni-e-skin-wearable-e-difesa\">Applicazioni: e-skin, wearable e difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni il metallo liquido è stato indicato come un candidato importante per l’elettronica flessibile: sensori, pelli elettroniche, display estensibili e batterie. Nel caso dell’LMCP, un punto chiave è anche la semplicità di utilizzo: l’inchiostro può essere stampato o applicato con un pennello e poi lasciato asciugare, senza lavorazioni complesse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo i ricercatori, l’LMCP potrebbe abilitare rivestimenti in grado di cambiare comportamento mentre si muovono. A differenza di molti materiali stealth tradizionali — spesso rigidi e tarati su frequenze specifiche — qui le proprietà elettromagnetiche possono variare con l’allungamento o la piega del materiale. In pratica, la configurazione delle particelle cambia durante il movimento e questo può modificare l’interazione con diverse frequenze radar.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Stampato su una superficie elastica, l’inchiostro forma una maglia che può comportarsi come un <strong>metamateriale</strong>: una struttura artificiale progettata per manipolare le onde elettromagnetiche, ad esempio facendole passare oltre l’oggetto o assorbendole. Le applicazioni citate includono <strong>pelle robotica</strong>, dispositivi indossabili montati sul corpo e sistemi di riduzione della tracciabilità nel settore della difesa. Non si parla quindi di invisibilità “agli occhi”, ma di un possibile passo avanti verso superfici capaci di nascondere attivamente oggetti in movimento ai moderni sistemi di rilevamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/mil.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"inchiostro, metalloliquido, metamateriali, ondeelettromagnetiche, robotica, stealth, wearable","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-05 10:04:00","stato":"publish","riassunto_video":"Un team del KAIST ha sviluppato un inchiostro a metallo liquido (LMCP) che assorbe e modula onde elettromagnetiche, rendendo gli oggetti meno rilevabili da radar e sensori. Estensibile fino a 12 volte senza perdere conduttività, può essere applicato su superfici elastiche, aprendo nuove possibilità per elettronica flessibile, dispositivi indossabili e tecnologie stealth in difesa.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://news.kaist.ac.kr/newsen/html/news/?mode=V&mng_no=56050&skey=keyword&sval=%69%6e%76%69%73%69%62%69%6c%69%74%79%20%63%6c%6f%61%6b&list_s_date=&list_e_date=&GotoPage=1","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28182-occultamento-elettromagnetico-nuova-tecnologia-dalla-corea-del-sud.mp4","galleria":""}
{"id":28175,"titolo":"Francia: MGCS in ritardo, Carro Armato di Transizione sempre più urgente","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto riportato da <strong>Zone Militaire (Opex360)</strong>, citando un rapporto, <strong>l’Esercito francese (Armée de Terre) sarebbe vicino a una decisione su un “carro di transizione”</strong>: una soluzione ponte necessaria perché, anche dopo l’aggiornamento allo standard <strong>Leclerc XLR</strong>, l’attuale carro potrebbe non riuscire a coprire l’intero periodo che separa Parigi dall’arrivo del <strong>MGCS (Main Ground Combat System)</strong>, il sistema terrestre di nuova generazione sviluppato con la Germania.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-nodo-tenere-in-linea-il-leclerc-fino-a-mgcs\">Il nodo: tenere in linea il Leclerc fino a MGCS</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La questione non è solo “tecnica”, ma soprattutto <strong>di calendario e di disponibilità reale della flotta</strong>. Da un lato, la Francia ha avviato la modernizzazione <strong>Leclerc XLR</strong> nell’ambito della trasformazione SCORPION; dall’altro, l’orizzonte del MGCS continua a spostarsi, mentre l’usura della piattaforma e le obsolescenze logorano la prontezza operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un recente documento del <strong>Senato francese</strong> inquadra il problema in modo esplicito: <strong>il Leclerc potrebbe essere sostituito dal MGCS “all’orizzonte 2045”</strong> e, “nell’attesa”, occorre <strong>evitare buchi capaci­tivi</strong> mantenendo disponibilità e operabilità del mezzo. Lo stesso testo richiama obsolescenze che colpiscono in particolare <strong>componenti della motorizzazione (turbomacchine)</strong> e <strong>sensori optronici</strong>, trattate attraverso interventi di rinnovamento e “perennizzazione” della flotta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13925,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/leclerc-xlr-main-battle-tank-1.webp\" alt=\"Francia: MGCS in ritardo, Carro Armato di Transizione sempre più urgente\" class=\"wp-image-13925\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" title=\"Francia: MGCS in ritardo, Carro Armato di Transizione sempre più urgente\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Francia: MGCS in ritardo, Carro Armato di Transizione sempre più urgente</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-porta-il-leclerc-xlr-e-cosa-non-risolve\">Cosa porta il Leclerc XLR (e cosa non risolve)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’ammodernamento <strong>XLR</strong> è pensato per integrare il carro nel combattimento collaborativo (SCORPION), con connettività e gestione dati più moderne. In sintesi, l’aggiornamento introduce elementi come il <strong>sistema informativo SICS</strong> e la radio <strong>CONTACT</strong>, una <strong>torretta remotizzata</strong> e interventi su protezione e sopravvivenza (incluso, secondo ricostruzioni, l’inserimento del jammer <strong>BARAGE</strong> contro minacce come IED/razzi). Tuttavia, l’adozione di un <strong>Active Protection System (APS)</strong> non risulta “di default” nel pacchetto, e soprattutto <strong>la motorizzazione resta un punto sensibile</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano numerico, la traiettoria indicata in varie fonti è chiara: l’obiettivo è arrivare a <strong>200 Leclerc modernizzati</strong>, con una tappa intermedia di <strong>160 entro il 2030</strong> e i restanti <strong>40 entro il 2035</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’analisi rilanciata dall’<a href=\"https://www.ifri.org/fr/presse-contenus-repris-sur-le-site/leopard-2-allemand-k2-sud-coreen-embt-char-leclerc-en-soins\">IFRI</a> (che sintetizza un rapporto dedicato al futuro della componente corazzata) sottolinea che, sebbene alcuni numeri ufficiali non siano più pubblicati, la disponibilità stimata del Leclerc sarebbe rimasta <strong>molto bassa</strong>, con valutazioni nell’ordine del <strong>25–35% nel 2025</strong>. Nello stesso quadro, la modernizzazione XLR viene descritta come <strong>insufficiente</strong> a rimuovere alcune delle obsolescenze più critiche, tra cui proprio la <strong>motorizzazione</strong>; una remotorizzazione sarebbe possibile, ma costosa: <strong>circa 1,5 miliardi di euro</strong> secondo una stima citata. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È in questo contesto che l’ipotesi di un <strong>carro di transizione</strong> torna centrale: non un semplice upgrade, ma una scelta per <strong>coprire la finestra 2030–2045</strong> (o comunque la lunga attesa) senza perdere massa critica e credibilità operativa nella manovra pesante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13923,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/MGCS_signature_2a83a1e9f6.webp\" alt=\"Francia: MGCS in ritardo, Carro Armato di Transizione sempre più urgente\" class=\"wp-image-13923\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" title=\"Francia: MGCS in ritardo, Carro Armato di Transizione sempre più urgente\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Francia: MGCS in ritardo, Carro Armato di Transizione sempre più urgente</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-mgcs-progetto-che-avanza-ma-con-un-orizzonte-ancora-lungo\">MGCS: progetto che avanza, ma con un orizzonte ancora lungo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul versante MGCS, negli ultimi mesi si sono registrati segnali di avanzamento industriale e politico. I partner <strong>KNDS, Rheinmetall e Thales</strong> hanno formalizzato la struttura societaria dedicata al programma: una <strong>project company con quote 25% ciascuno</strong>, sede a <strong>Colonia</strong>, e ripartizione nazionale del lavoro <strong>50/50</strong> tra Francia e Germania.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le comunicazioni ufficiali inquadrano MGCS come <strong>sistema multi-piattaforma</strong> destinato a sostituire Leclerc e Leopard 2, con un obiettivo temporale spesso indicato <strong>“entro il 2040”</strong>. <br>Tuttavia, documenti parlamentari francesi legati al ciclo di bilancio descrivono anche una roadmap di studio articolata: conclusione dell’architettura, ristrutturazione in <strong>otto “pilastri”</strong>, avvio di studi (fase 1A) e un traguardo di <strong>prime consegne intorno al 2040</strong>, pur riconoscendo slittamenti rispetto alle previsioni precedenti. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In parallelo, anche la stampa generalista e specializzata ha evidenziato come <strong>ritardi e concorrenza industriale</strong> (nuovi progetti, upgrade e joint venture alternative) aumentino la pressione sul programma franco-tedesco. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13924,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Netherlands_to_announce_creation_of_new_tank_battalion_with_50_Leopard_2A8_tanks_925_001-f40ccf40.webp\" alt=\"Francia: MGCS in ritardo, Carro Armato di Transizione sempre più urgente\" class=\"wp-image-13924\" title=\"Francia: MGCS in ritardo, Carro Armato di Transizione sempre più urgente\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Francia: MGCS in ritardo, Carro Armato di Transizione sempre più urgente</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-quali-opzioni-per-il-carro-di-transizione-francese\">Quali opzioni per il “carro di transizione” francese</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dibattito, almeno nelle linee generali, ruota attorno a tre strade:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Acquisto “off-the-shelf”</strong><br>L’IFRI descrive l’idea di un acquisto di <strong>Leopard 2</strong> come la via più immediata sulla carta, ma con due ostacoli: <strong>tempi di consegna</strong> (catene già cariche, difficile vedere consegne prima del 2030) e <strong>ritorno industriale</strong> potenzialmente limitato, con il rischio di erodere la base nazionale del carro. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Soluzione estera alternativa (es. K2 sudcoreano)</strong><br>Sempre l’IFRI segnala che una strada potrebbe passare dal <strong>K2</strong>, anche ipotizzando consegne iniziali più rapide (in certe condizioni) e partnership evolutive. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sviluppo nazionale/“sovrano” di transizione</strong><br>Ipotesi che preserva competenze e filiera, ma richiede volontà politica e investimenti. Nella ricostruzione IFRI, un possibile “carro ponte” dovrebbe rimanere in una fascia di peso gestibile (indicativamente <strong>45–55 tonnellate</strong>), integrare <strong>protezione attiva</strong>, capacità contro droni e un set di sensori/effettori più moderno, anche con l’uso di <strong>droni organici</strong>. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-la-decisione-imminente-conta-anche-fuori-dalla-francia\">Perché la decisione “imminente” conta anche fuori dalla Francia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se davvero Parigi sta per decidere, come indicato dalla notizia di Zone Militaire, la scelta avrà effetti su tre livelli:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Operativo</strong>: evitare un “creux capacitaire” nella manovra corazzata pesante proprio mentre l’Europa rilegge le lezioni ucraine (droni, munizionamenti circuitanti, minacce anticarro diffuse). </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Industriale</strong>: preservare o meno una catena del valore nazionale (e quindi autonomia, export, manutenzione, sovranità tecnologica). </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Europeo</strong>: la coerenza tra “ponte” nazionale e MGCS condizionerà interoperabilità, standard futuri e credibilità dei grandi programmi cooperativi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, l’ipotesi del <strong>carro di transizione</strong> nasce da una semplice realtà: tra Leclerc XLR e MGCS c’è una finestra temporale lunga abbastanza da trasformarsi in vulnerabilità strategica. È lì che si gioca la “vera” urgenza della decisione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/we.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"CarroArmato, carroditransizione, knds, LeclercXLR, MGCS","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-05 00:44:02","stato":"publish","riassunto_video":"L’Esercito francese valuta un “carro di transizione” per colmare il gap tra il Leclerc XLR e il futuro MGCS, previsto intorno al 2045. Il Leclerc, pur modernizzato, soffre obsolescenze e bassa disponibilità operativa. Opzioni includono acquisti esteri o uno sviluppo nazionale, per mantenere capacità e autonomia industriale, evitando vulnerabilità strategiche e garantendo interoperabilità europea.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.air-defense.net/actualit%C3%A9s/82773","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28175-francia-mgcs-in-ritardo-carro-armato-di-transizione-sempre-piu-urgente.mp4","galleria":""}
{"id":28165,"titolo":"Armée de Terre affitta Aerei Civili per addestrare i paracadutisti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa nasce da una <strong>“demande d’informations” (DI)</strong> con riferimento <strong>DI_Location_d_avions_certifies</strong>: non è ancora una gara d’appalto “classica”, ma una fase di <a href=\"https://www.marches-publics.gouv.fr/app.php/entreprise/consultation/2913717?orgAcronyme=g7h\">sounding del mercato</a> per capire quali operatori civili possano fornire <strong>aerei certificati con equipaggio</strong> e con quali condizioni tecnico-economiche. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalla scheda su <strong>PLACE (Portail des marchés publics)</strong> emergono i punti amministrativi principali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Amministrazione/ente acquirente:</strong> Ministère des Armées, entità d’acquisto <strong>MINARM / SCA / PFAT – Plate-forme affrètement et transport</strong>. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Scadenza per rispondere alla DI:</strong> <strong>12 gennaio 2026, ore 10:00 (ora di Parigi)</strong>. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Procedura e categoria:</strong> “Procédure autre”, categoria principale “Fournitures”, <strong>nessun allotissement</strong> (non suddivisa in lotti). </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Codice CPV:</strong> <strong>60424000</strong> (noleggio di mezzi di trasporto aereo con equipaggio). </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Nota operativa utile:</strong> su PLACE è indicato che la <strong>risposta elettronica non è obbligatoria</strong> e non è richiesta la firma elettronica per questa consultazione. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal profilo dell’entità PFAT su PLACE si ricava anche dove “siede” l’ufficio che gestisce queste pratiche: <strong>Base aérienne 107, zona aeronautica, Vélizy-Villacoublay (78140)</strong>, con contatti e-mail e telefono pubblicati sul portale. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I requisiti tecnici: due velivoli, profili di lancio e vincoli di sicurezza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <a href=\"https://www.instao.fr/appel-offre/location-avions-certifies-equipage-01-26-pyrenees-atlantiques-64-eV\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">richiesta punta esplicitamente</a> a <strong>due aeromobili</strong> con capacità differenti, per coprire vari scenari addestrativi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Aéronef type A:</strong> capacità <strong>5–10 passeggeri</strong> (gruppi piccoli, sessioni dedicate, formazione).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Aéronef type B:</strong> capacità <strong>11–18 passeggeri</strong> (gruppi più numerosi, cicli addestrativi più “pesanti”). </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Requisiti di conformità:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>gli aerei devono essere <strong>autorizzati a operare sul territorio nazionale</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>devono avere <strong>certificati di immatricolazione e di navigabilità</strong> in corso di validità.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":28168,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/3001735.webp\" alt=\"Armée de Terre affitta Aerei Civili per addestrare i paracadutisti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-28168\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Operazioni richieste (profili di volo/impiego):</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>esecuzione di lanci <strong>SOCR</strong> (sauts à ouverture commandée retardée, apertura comandata ritardata) e <strong>SOGH / SOCR a grande altezza</strong> per attività di <strong>formazione e specializzazione</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>sessioni dedicate al <strong>mantenimento delle competenze</strong> e alla <strong>qualificazione</strong> dei personali delle truppe aviotrasportate (TAP). </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Aspetti logistici/zonali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>prevista la possibilità di lanci nella <strong>zona di messa a terra di riferimento</strong> e, <strong>in modo puntuale</strong>, anche <strong>fuori</strong> da tale zona, ma solo rispettando condizioni specifiche. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Vincoli di sicurezza (esplicitati nelle sintesi):</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>nessuna munizione</strong> e <strong>nessuna merce pericolosa</strong> a bordo;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>capacità di assicurare i profili richiesti in conformità alla <strong>regolamentazione aeronautica</strong> e ai certificati di aeronavigabilità. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Che cosa PFAT chiede di dettagliare (parte economica e “costi nascosti”):</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>tariffe orarie</strong> per aeromobile distinguendo <strong>giorni feriali</strong> vs <strong>week-end/notte/festivi</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>eventuali <strong>costi accessori</strong>: manutenzione, carburante, redevances/fees d’uso, supporto e rotazione equipaggi, logistica. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":28170,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/P15-La-Citadelle-de-Bayonne-siege-du-1er-RPIMa-Credit-Daniel-Villafruela-CC-BY-SA-3.0-scaled-1-1024x673.jpg\" alt=\"Armée de Terre affitta Aerei Civili per addestrare i paracadutisti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-28170\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perché proprio nei Pyrénées-Atlantiques: Pau e Bayonne (ETAP e 1er RPIMa)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dipartimento dei <strong>Pyrénées-Atlantiques</strong> è un punto nevralgico della componente aviolanciabile perché:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>nell’area di <strong>Pau</strong> c’è l’<strong>École des troupes aéroportées (ETAP)</strong>, indicata dal Ministero della Difesa francese come impiantata al <strong>camp “Aspirant Zirnheld”</strong> (a nord-ovest di Pau) e riferimento della <a href=\"https://www.defense.gouv.fr/terre/unites-larmee-terre/nos-brigades/11e-brigade-parachutiste-11e-bp/ecole-troupes-aeroportees?utm_source=chatgpt.com\">filiera formativa delle truppe aero</a>. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>a <strong>Bayonne</strong> è stanziato il <strong>1er RPIMa</strong>, e la stessa pagina ufficiale di reclutamento dell’Armée de Terre colloca il reggimento nella <strong>Citadelle général Bergé</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In pratica, noleggiare capacità civili “a pacchetto” (aereo + equipaggio + servizi) consente di sostenere <strong>corsi, qualifiche e mantenimenti</strong> senza dipendere totalmente dalla disponibilità dei vettori militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, non è una prima volta assoluta: risultati d’archivio sugli appalti MINARM indicano che <strong>nel 2021</strong> risultava notificata una procedura collegata alla <strong>locazione di un aereo omologato con equipaggio</strong> nel dipartimento <strong>64 (Pyrénées-Atlantiques)</strong>, segno che la leva del mercato civile è già stata utilizzata in passato per esigenze analoghe.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/Saut-parachute-ETAP.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"addestramento, ArméeDeTerre, paracadutisti, PFAT, PyreneesAtlantiques","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-05 00:07:00","stato":"publish","riassunto_video":"Il Ministero della Difesa francese avvia una consultazione per noleggiare due aerei civili con equipaggio, destinati all’addestramento dei paracadutisti a Pau e Bayonne. Si cercano operatori in grado di offrire velivoli certificati per differenti capacità, specificando tariffe e costi accessori. Nessuna munizione o merce pericolosa a bordo.","link_copyright_e_foto":"https://www.marches-publics.gouv.fr/app.php/entreprise/consultation/2913717","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28165-armee-terre-affitta-aerei-civili-paracadutisti.mp4","galleria":""}
{"id":28155,"titolo":"Il sistema antiaereo venezuelano, la grande menzogna","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cosiddetto “dome” venezuelano è stato per anni uno dei pilastri della narrazione chavista. <strong>Nicolás Maduro</strong> ha ripetuto a lungo di disporre del sistema antiaereo più potente dell’America Latina: una muraglia di radar, missili e caccia in grado non solo di proteggere Caracas, ma addirittura di “tenere fuori” gli Stati Uniti. <a href=\"https://difesanews.com/trump-sul-venezuela-transizione-sotto-controllo-usa-il-venezuela-sara-di-nuovo-ricco-capo-di-smd-caine-nostre-forze-armate-imbattibili-rubio-chi-gioca-con-il-fuoco-si-brucia/\">L’operazione americana che ha portato alla sua cattura sul territorio venezuelano</a>, al di là del lavoro di intelligence che l’ha resa possibile, restituisce però l’immagine di uno scenario radicalmente diverso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quella del sistema antiaereo venezuelano è stata una costruzione narrativa funzionale a un messaggio politico preciso: la rivoluzione bolivariana sarebbe stata militarmente inattaccabile, sovrana nei cieli e capace di scoraggiare qualsiasi intervento esterno. Dietro la retorica, però, quella presunta cupola difensiva appare sempre più come una struttura <strong>discontinua, degradata e piena di falle</strong>, nella quale la forza dichiarata non coincide con la reale capacità operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13910,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il sistema antiaereo venezuelano, la grande menzogna\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/maduro-soldier-1024x683.jpg\" alt=\"Il sistema antiaereo venezuelano, la grande menzogna\" class=\"wp-image-13910\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le reali capacità militari del Venezuela si sono rivelate più un’arma politica di regime che uno strumento militare realmente efficace</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-russia-e-cina-i-fornitori-del-chavismo\">Russia e Cina, i fornitori del \"chavismo\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per comprendere l’origine del mito occorre tornare alla metà degli anni Duemila, quando il Venezuela beneficiava ancora delle rendite petrolifere e il chavismo disponeva delle risorse necessarie per acquisire sistemi avanzati, utilizzandoli anche come strumenti di posizionamento geopolitico. In quel contesto, <strong>Hugo Chávez</strong> sceglie di rompere progressivamente l’asse con Washington e di affidarsi a nuovi partner strategici: Russia e Cina in primis, con aperture anche verso altri attori ostili agli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È la fase dell’acquisizione dei radar cinesi JY-11B, JYL-1 e modelli successivi, capaci sulla carta di estendere la copertura di allerta a centinaia di chilometri, affiancati dai contratti con Mosca per i caccia <strong>Sukhoi-30</strong>, elicotteri da trasporto e d’attacco, e grandi quantitativi di missili portatili <strong>Igla-S</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il vero salto di livello arriva nel 2009, quando a Mosca viene siglato un credito da circa <strong>2,2 miliardi di dollari</strong> che include, oltre a mezzi terrestri, il cuore della difesa aerea a medio e lungo raggio: i sistemi <strong>S-300VM</strong> e <strong>Buk-M2E</strong>, affiancati da apparati più datati ma modernizzati, come i <strong>Pechora</strong>, destinati a coprire lo strato inferiore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Più recentemente, a fine 2025, la Cina ha consegnato al Venezuela il nuovo radar <strong>JY-26</strong> nell’ambito della modernizzazione della sorveglianza aerea. Tuttavia, <strong>non esistono conferme pubbliche</strong> sulla sua piena operatività né sull’effettivo livello di addestramento del personale incaricato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sulla carta, il pacchetto è impressionante: intercettazione a lunga distanza, difesa stratificata, minaccia credibile contro velivoli e munizionamenti in arrivo. Ma una difesa aerea non è la somma di sistemi costosi: <strong>è un’architettura integrata</strong>. Ed è proprio su manutenzione, coordinamento e interoperabilità che, nel tempo, si sono aperte le fragilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13905,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il sistema antiaereo venezuelano, la grande menzogna\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/s300vm-1024x536.jpg\" alt=\"Il sistema antiaereo venezuelano, la grande menzogna\" class=\"wp-image-13905\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il sistema di difesa aerea a lungo raggio S-300VM, acquistato da Mosca nel 2009 nell’ambito dell’accordo da 2,2 miliardi di dollari</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-nascita-del-codai\">La nascita del CODAI</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 2013, con la morte di Chávez e l’ascesa di Maduro, la crisi economica diventa strutturale e investe anche l’apparato militare. In questo contesto nasce il <strong>CODAI (Comando de Defensa Aeroespacial Integral)</strong>, l’organismo chiamato a coordinare radar, batterie missilistiche e aviazione in un’unica architettura di comando e controllo. In teoria, il “cervello” del sistema, incaricato di fornire una visione integrata dello spazio aereo, distribuire gli allarmi e guidare la risposta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È proprio qui che le crepe diventano evidenti. <strong>Numerosi asset risultano spenti o fuori servizio</strong>; altri sopravvivono grazie alla cannibalizzazione di componenti, a causa della cronica carenza di ricambi e del supporto tecnico intermittente. I sistemi a lungo raggio, pesanti e logisticamente complessi, richiedono mezzi dedicati, infrastrutture adeguate e una manutenzione costante: senza investimenti e senza una catena logistica efficiente, finiscono per diventare <strong>simboli più che strumenti di deterrenza</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un <a href=\"https://www.linkedin.com/pulse/strategic-report-current-state-venezuelas-air-defense-system-msi2-jjsxe/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">rapporto del <strong>Miami Strategic Intelligence Institute</strong></a>, datato 16 giugno 2025, stima che <strong>oltre il 60% dei radar e dei lanciatori missilistici venezuelani sia fuori servizio</strong> per mancanza di ricambi e supporto tecnico. Una valutazione corroborata sia dai numerosi voli del narcotraffico che attraversano lo spazio aereo del Paese senza essere intercettati, sia dai fatti del <strong>9 dicembre 2025</strong>, quando due caccia statunitensi <strong>F/A-18 Super Hornet</strong> avrebbero condotto un’incursione <a href=\"https://difesanews.com/crisi-usa-venezuela-due-caccia-f-18-statunitensi-entrano-in-territorio-venezuelano-tensione-ai-massimi-livelli/\">penetrando in un’area considerata parte integrante del territorio venezuelano</a> senza generare alcuna allerta a Caracas.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13914,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il sistema antiaereo venezuelano, la grande menzogna\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/usa-venezuela-1-1024x632.jpg\" alt=\"Il sistema antiaereo venezuelano, la grande menzogna\" class=\"wp-image-13914\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">9 dicembre 2025: due caccia statunintensi <strong>F/A-18 Super Hornet</strong> entrano nel territorio nazionale venezuelano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Personale, corruzione e degrado operativo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A peggiorare ulteriormente il quadro è la crisi del capitale umano. <strong>Operatori radar, tecnici e specialisti missilistici</strong> richiedono anni di formazione e addestramento: nel tempo, il sistema ha subito una vera e propria emorragia di personale qualificato, tra fughe all’estero, epurazioni politiche, rotazioni continue e sostituzioni con figure meno preparate. L’<strong>assenza di esercitazioni complesse</strong> e di un confronto operativo costante ha contribuito a un progressivo invecchiamento dottrinale e tattico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Su tutto si innesta un fattore strutturale: la <strong>corruzione</strong>. Non un elemento marginale, ma una costante che ha divorato fondi di manutenzione, gonfiato contratti, favorito la dispersione di componenti e reso permeabili le catene di comando. In alcuni casi, radar e sistemi risultano deliberatamente inattivi, trasformando la difesa aerea in un colabrodo funzionale ad altri interessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13903,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il sistema antiaereo venezuelano, la grande menzogna\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/FUERTE-TIUNA-RADAR-1024x574.jpg\" alt=\"Il sistema antiaereo venezuelano, la grande menzogna\" class=\"wp-image-13903\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dalle immagini satellitari si osserva come i sistemi radar presenti a Fuerte Tiuna risultassero in larga parte inattivi, ripiegati nelle configurazioni di trasporto o non operativi, e come l’aviazione statunitense li abbia successivamente neutralizzati</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’incompatibilità tecnologica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, il nodo forse più critico: l’integrazione tecnologica. Una difesa aerea moderna vive della capacità dei sensori di dialogare in tempo reale con gli effettori. Se il radar che individua la minaccia non comunica automaticamente con la batteria incaricata di ingaggiarla, l’intero processo rallenta e diventa vulnerabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel caso venezuelano, l’accoppiata di <strong>radar cinesi e sistemi missilistici russi</strong> genera gravi problemi operativi. Molte informazioni non viaggiano su reti automatizzate, ma devono essere trasmesse con procedure lente e facilmente disturbabili, esposte a intercettazioni, interferenze e inganni in uno scenario di guerra elettronica moderna. In sintesi: anche quando singoli elementi funzionano, <strong>il sistema nel suo complesso non funziona come tale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13908,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il sistema antiaereo venezuelano, la grande menzogna\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/jy-26-1024x575.jpg\" alt=\"Il sistema antiaereo venezuelano, la grande menzogna\" class=\"wp-image-13908\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il radar cinese JY-26, consegnato al Venezuela nell’ambito della modernizzazione della sorveglianza aerea, è emblematico del problema strutturale del sistema: tre Paesi, tre lingue, tre sistemi differenti chiamati a funzionare come un’unica architettura</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ecco perché il “dome” venezuelano, pur fondato su acquisizioni reali e su sistemi che in condizioni ideali possono essere temibili, appare oggi come una <strong>difesa aerea fragile e frammentata</strong>, più utile alla propaganda che alla resilienza operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il problema non è l’assenza totale di mezzi, ma la distanza profonda tra l’immagine di una muraglia impenetrabile e la realtà di una rete degradata, disorganizzata e scarsamente integrata. <strong>Una distanza che, nel momento della prova, ha mostrato tutta la sua inconsistenza.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/Buk-M2E.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"DifesaAerea, dome, USAVenezuela","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-04 16:17:40","stato":"publish","riassunto_video":"Il “dome” venezuelano, presentato come il sistema antiaereo più potente dell’America Latina, si rivela oggi fragile e frammentato. Nonostante acquisti da Russia e Cina, la crisi economica, la carenza di ricambi, la corruzione e la scarsa integrazione tecnologica hanno compromesso la sua efficacia operativa, trasformandolo più in uno strumento di propaganda che in una difesa reale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28155-il-sistema-antiaereo-venezuelano-la-grande-menzogna.mp4","galleria":""}
{"id":28149,"titolo":"Intelligenza Artificiale diviene Capacità Organica: Ufficiali Specialisti in AI e ML. Idea ottima anche per Italia.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<a href=\"https://www.army.mil/article/289843/army_establishes_new_ai_machine_learning_career_path_for_officers\">U.S. Army ha annunciato</a> l’avvio di un percorso di carriera dedicato agli ufficiali che intendono specializzarsi in<strong><a href=\"https://difesanews.com/intelligenza-artificiale-cuore-campo-battaglia/\"> intelligenza artificiale</a> (AI)</strong> e <strong>machine learning (ML)</strong>, formalizzando la nuova <strong>Area of Concentration (AOC) 49B – AI/ML Officer</strong>. L’obiettivo dichiarato è accelerare la trasformazione della Forza armata verso un modello <strong>data-centric</strong> e “<strong>AI-enabled</strong>”, cioè capace di integrare in modo strutturale strumenti basati su dati e algoritmi nelle funzioni operative e di supporto. Un’idea che, per analogia, potrebbe interessare anche le <strong>Forze Armate italiane</strong>: non solo “<a href=\"https://difesanews.com/posti-comando-napoleone-intelligenza-artificiale/\">progetti AI</a>”, ma <strong>professionalità in uniforme</strong> con un percorso definito, continuità di impiego e responsabilità nel tempo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel sistema statunitense, un’Area of Concentration è, in sostanza, l’etichetta che definisce la specializzazione professionale di un ufficiale, con un codice identificativo. In modo simile a come i militari di truppa hanno un “MOS” (Military Occupational Specialty), gli ufficiali possono essere incanalati in aree di competenza mirate, con formazione e impieghi coerenti. In Italia, un modello comparabile potrebbe essere una <strong>qualifica/ruolo tecnico interforze</strong> (o una specializzazione “di stato maggiore” a forte contenuto digitale) che consenta rotazioni controllate tra <strong>operativo, procurement e sviluppo</strong>, evitando che le competenze restino isolate in singoli enti o dipendano solo da consulenze esterne.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La creazione del 49B segnala un passaggio chiave: l’AI non viene più trattata solo come supporto tecnico esterno, ma come competenza “di mestiere” interna da coltivare con una comunità professionale stabile, destinata a crescere e a influenzare dottrina, acquisizioni e impiego operativo. Per le Forze Armate italiane, il punto sarebbe fare lo stesso salto culturale: <strong>istituzionalizzare</strong> una comunità di “AI officers” con <strong>carriere riconosciute</strong>, criteri di avanzamento chiari e un mandato esplicito a tradurre tecnologia in capacità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5685,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/1740762637942.jpg\" alt=\"Intelligenza Artificiale ed Etica: la necessità di un Codice di Guerra\" class=\"wp-image-5685\" style=\"width:840px;height:auto\" title=\"Intelligenza Artificiale diviene Capacità Organica: Ufficiali Specialisti in AI e ML. Idea ottima anche per Italia.\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Intelligenza Artificiale diviene Capacità Organica: Ufficiali Specialisti in AI e ML. Idea ottima anche per Italia.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-come-verra-implementato-calendario-e-selezione\">Come verrà implementato: calendario e selezione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma 49B partirà a fasi e la prima tornata di selezioni avverrà tramite il VTIP, il canale che permette agli ufficiali di trasferirsi in un’altra area funzionale in base alle esigenze dell’Esercito. Le domande potranno essere presentate dal 5 gennaio 2026, con una finestra che arriva fino ai primi di febbraio. La riclassificazione dei selezionati nel nuovo profilo è prevista entro la fine dell’anno fiscale 2026 (FY2026). In pratica, significa chiudere l’iter entro fine settembre 2026, quando termina l’anno fiscale federale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella fase iniziale, la specializzazione sarà aperta agli ufficiali idonei al VTIP, privilegiando candidati con competenze tecniche e accademiche avanzate in discipline legate ad AI e ML (come informatica, data science, ingegneria, statistica). In prospettiva,<strong> l’Esercito valuta di estendere il percorso anche ai warrant officers, figure spesso molto tecniche</strong>. Il 49B punta su un mix di formazione post-laurea e addestramento pratico per costruire, distribuire e mantenere sistemi AI-enabled a supporto delle operazioni. L’U.S. Army vuole creare una comunità di “esperti in uniforme” che integri AI e ML nelle funzioni di combattimento e supporto, definendo l’iniziativa un passo deliberato e cruciale per le esigenze presenti e future. Nel caso italiano, una trasposizione efficace potrebbe prevedere <strong>selezione competitiva</strong> (anche interforze), un “<strong>percorso ponte</strong>” per chi arriva da ruoli operativi e, soprattutto, impieghi reali su <strong>sistemi e dati</strong> (non solo formazione), con una governance unica che eviti duplicazioni tra enti e Forze Armate.<strong> Per la categoria Sottufficiali, in Italia, il concetto sarebbe estremamente aderente.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un elemento non secondario è la gestione del personale: alcuni resoconti evidenziano che il trasferimento nel nuovo percorso comporterebbe un obbligo di servizio attivo di tre anni, che partirebbe dopo il completamento della formazione richiesta. Un meccanismo simile, in Italia, aiuterebbe a proteggere l’investimento formativo e a garantire <strong>continuità</strong> nelle unità che gestiscono progetti digitali critici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-so-what-decisioni-piu-rapide-logistica-robotica\">So What: decisioni più rapide, logistica, robotica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La lista di applicazioni è ampia e, soprattutto, trasversale:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Accelerare il decision-making sul campo, aiutando comandanti e staff a orientarsi in ambienti complessi con strumenti di analisi e supporto decisionale più rapidi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Snellire e ottimizzare la logistica, cioè catene di approvvigionamento, manutenzione, disponibilità dei mezzi, pianificazione e previsione dei consumi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Supportare robotica e sistemi autonomi, un ambito che include droni, piattaforme senza equipaggio e integrazione di sensori e software nelle unità.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In altre parole, il 49B è pensato come un “ponte” tra laboratori/industria e unità operative, con l’ambizione di rendere l’AI qualcosa di più vicino a una capacità organica dell’Esercito, invece che un servizio acquistato e “innestato” dall’esterno. Per l’Italia, questo “ponte” sarebbe particolarmente utile dove l’innovazione si disperde: un nucleo di ufficiali AI/ML potrebbe presidiare <strong>requisiti</strong>, <strong>qualità dei dati</strong>, <strong>validazione operativa</strong> e <strong>ciclo di vita</strong> dei sistemi, riducendo il rischio di soluzioni “pilota” che non scalano o non arrivano mai all’impiego.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5413,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/AI-Inte-Centre.png\" alt=\"L’Esercito USA crea una nuova specialità per l’Intelligenza Artificiale - DEFENSANEWS.COM - Noticias defensa y seguridad\" class=\"wp-image-5413\" title=\"Intelligenza Artificiale diviene Capacità Organica: Ufficiali Specialisti in AI e ML. Idea ottima anche per Italia.\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Intelligenza Artificiale diviene Capacità Organica: Ufficiali Specialisti in AI e ML. Idea ottima anche per Italia.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-tassello-dentro-una-trasformazione-piu-ampia\">Un tassello dentro una trasformazione più ampia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nascita del 49B arriva mentre il Dipartimento della Difesa e le Forze armate statunitensi stanno aumentando la pressione sull’adozione di AI, anche con strumenti e piattaforme comuni. In parallelo, l’ecosistema militare sta spingendo su autonomia, droni e software come moltiplicatori di efficacia, e diversi osservatori leggono la mossa dell’Esercito come un modo per ridurre la dipendenza da competenze “a contratto” e costruire una leadership tecnica interna più stabile. In chiave italiana, la lezione è pragmatica: senza una <strong>comunità professionale interna</strong>, è difficile governare temi come <strong>sovranità del dato</strong>, <strong>sicurezza</strong>, <strong>interoperabilità</strong> e <strong>responsabilità</strong> nell’uso dell’AI. Una “carriera AI” aiuterebbe anche a parlare la lingua dell’industria e della ricerca, ma con la bussola dell’operatività.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Nasce il 49B (AI/ML Officer): specializzazione ufficiale per ufficiali focalizzati su AI e machine learning.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Selezioni da gennaio 2026 via VTIP, con implementazione a fasi e riclassificazione entro FY2026.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Formazione avanzata + esperienza pratica su sistemi AI-enabled, con impieghi su decision-making, logistica e robotica.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Possibile estensione futura ai warrant officers e (secondo alcune fonti) obbligo di servizio post-formazione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Spunto per l’Italia: creare un percorso <strong>interforze</strong> con selezione, formazione e impiego stabile, per trasformare l’AI da progetto episodico a <strong>capacità organica</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/max1200.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"49B, AI, esercitoUSA, MachineLearning, VTIP","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-04 12:24:01","stato":"publish","riassunto_video":"L’U.S. Army ha creato la nuova specializzazione 49B per ufficiali esperti in intelligenza artificiale e machine learning, con selezioni dal 2026 e formazione avanzata. L’obiettivo è integrare l’AI come capacità interna, migliorando decisioni, logistica e robotica. Un modello che l’Italia potrebbe adottare per professionalizzare e stabilizzare le competenze digitali militari.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.army.mil/article/289843/army_establishes_new_ai_machine_learning_career_path_for_officers","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28149-intelligenza-artificiale-diviene-capacita-organica-ufficiali-specialisti-in-ai-e-ml-idea-ottima-anche-per-italia.mp4","galleria":""}
{"id":28140,"titolo":"Trump sul Venezuela: \"transizione sotto controllo USA, il Venezuela sarà di nuovo ricco\". Capo di SMD Caine: \"Nostre forze armate imbattibili\". Rubio: \"Chi gioca con il fuoco si brucia\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella cornice di <strong>Mar-a-Lago</strong>, le dichiarazioni rilasciate da <strong>Donald Trump</strong>, dal Segretario di Stato <strong>Marco Rubio</strong> e dal Capo dello Stato Maggiore Congiunto <strong>Dan Caine</strong> hanno delineato i contorni di quella che è stata definita senza esitazioni <em>un’operazione interforze senza precedenti</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Nessun accordo, nessuna negoziazione</strong>, come qualcuno ha provato a insinuare: <strong>solo azione</strong>. È questo il filo conduttore che emerge dal racconto ufficiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-operazione-pianificata-da-anni\">«Un’operazione pianificata da anni»</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Caine è stato netto: <em>«Abbiamo pianificato questa operazione meticolosamente per anni. Solo noi siamo in grado di condurre un’operazione reale di questo livello. È impossibile spiegarne la complessità»</em>.<br>Un’affermazione che fotografa la scala dello sforzo messo in campo: oltre <strong>150 mezzi</strong> tra velivoli ad ala fissa e rotante, unità navali e assetti di supporto strategico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il Capo di Stato Maggiore della Difesa USA, <em>bastava che uno solo di questi elementi sbagliasse il timing</em> perché l’intera operazione fallisse. Tutto, invece, è stato sincronizzato con precisione assoluta per un unico obiettivo: <strong>raggiungere il centro di Caracas mantenendo l’effetto sorpresa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ruolo-della-cia-mesi-di-osservazione-su-nicolas-maduro\">Il ruolo della CIA: mesi di osservazione su Nicolás Maduro</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il racconto entra poi nel dettaglio più sensibile: mesi di osservazione continua sul presidente venezuelano <strong>Nicolás Maduro</strong>. Abitudini quotidiane, spostamenti, alimentazione, perfino gli animali domestici. Un lavoro di intelligence capillare, con personale della <strong>CIA</strong> sul terreno, intercettazioni, droni e analisi comportamentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A dicembre una serie di eventi ha reso difficile individuare il momento ideale. La finestra operativa si è aperta solo grazie alle condizioni meteorologiche favorevoli della notte precedente l’azione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-ordine-presidenziale-buona-fortuna-e-che-dio-sia-con-voi\">L’ordine presidenziale: \"Buona fortuna e che Dio sia con voi\"</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle <strong>22:46 (Eastern Time)</strong> è arrivato il via libera. <em>«Buona fortuna e che Dio sia con voi»</em>, ha detto Trump rivolgendosi ai militari. Da <strong>20 basi diverse</strong>, i velivoli si sono alzati in volo mantenendo una <strong>quota estremamente bassa sopra l’oceano</strong>, coordinandosi con <strong>Spacecom</strong> per la creazione di un corridoio operativo sicuro, sotto la <strong>copertura navale della U.S. Navy e dei Marines</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal gruppo aeronavale della <strong>USS Gerald R. Ford</strong> sono decollati <strong>F-22</strong> e <strong>F-35</strong>, che hanno colpito selettivamente le infrastrutture militari venezuelane, <strong>neutralizzando il sistema di difesa aerea</strong> e garantendo il passaggio degli elicotteri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-azione-sul-terreno-entra-in-gioco-la-delta-force\">L’azione sul terreno, entra in gioco la Delta Force</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Subito dopo, con una sincronia definita dal generale Caine “perfetta”, i <strong>CH-47 Chinook</strong> del <strong>160th SOAR</strong> hanno volato a bassissima quota fino al punto di inserzione. Alle <strong>02:01 locali</strong>, gli operatori della <strong>Delta Force</strong> erano a pochi metri dall’obiettivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Maduro ha tentato la fuga. Le guardie hanno opposto resistenza e sono state neutralizzate. Il presidente venezuelano ha cercato di raggiungere un’area che, secondo le valutazioni USA, lo avrebbe reso irraggiungibile – probabilmente un bunker presidenziale – ma vi ha trovato altri operatori Delta. A quel punto, lui e la moglie si sono arresi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l’estrazione un elicottero è stato colpito, riuscendo comunque a rientrare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle <strong>03:29</strong>, le forze statunitensi erano già in sicurezza con i detenuti a bordo della <strong>USS Iwo Jima</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-47-secondi-che-valgono-anni\">47 secondi che valgono anni</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un dato simbolico ha chiuso la parte operativa: <strong>47 secondi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tanto è durata la fase decisiva dell’azione sul terreno da parte degli operatori della Delta Force. Un tempo minimo che racchiude <strong>anni di lavoro di intelligence</strong>, pianificazione strategica e presenza sul terreno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":28147,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"media\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/attacco-usa-venezuela-1.jpg\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/attacco-usa-venezuela-1-1024x683.jpg\" alt=\"Trump sul Venezuela: &quot;transizione sotto controllo USA, il Venezuela sarà di nuovo ricco&quot;. Capo di SMD Caine: &quot;Nostre forze armate imbattibili&quot;. Rubio: &quot;Chi gioca con il fuoco si brucia&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-28147\" title=\"Trump sul Venezuela: \"/></a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nella prima fase i caccia F-22 ed F-35 Statutinense hanno colpito selettivamente le infrastrutture militari venezuelane, neutralizzando il sistema di difesa aerea e garantendo il passaggio degli elicotteri con a bordo gli operatori della Delta Force</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-trump-fine-del-terrore\">Trump: «Fine del terrore»</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Trump è tornato a parlare con toni durissimi: <em>«Maduro ha portato avanti una dottrina di terrore, con quantità incredibili di droga che hanno distrutto vite negli Stati Uniti e non solo. Le sue gang assassine hanno terrorizzato il popolo. Ora non sono più brutali. Verrano giudicati negli Stati Uniti d'America.»</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-rubio-non-giocate-con-il-fuoco-questo-e-il-messaggio\">Rubio: «Non giocate con il fuoco. Questo è il messaggio»</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ancora più politico l’intervento di Rubio: <em>«Maduro non è un presidente legittimo. Ha avuto molte opportunità di uscire di scena e vivere serenamente. Ha scelto di giocare con il fuoco e si è bruciato»</em>.<br>Il messaggio, ha chiarito, è duplice: nessuna tolleranza verso chi sfida Washington e una netta discontinuità rispetto al passato. <em>«Il 47º Presidente non gioca. Quando Trump dice una cosa, la fa»</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13845,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/maduro-dea2026-1024x827.jpg\" alt=\"Trump detta la linea sul Venezuela: transizione sotto controllo USA, petrolio come leva e fine dell’era chavista. Capo di SMD Caine: &quot;Nostre forze armate imbattibili&quot;\" class=\"wp-image-13845\" title=\"Trump sul Venezuela: \"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nicolas Maduro sulla USS Iwo Jima in consegna agli agenti della DEA - Dal profilo Truth di Donal J. Trump</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-trump-il-venezuela-sara-di-nuovo-ricco\">Trump: \"Il Venezuela sarà di nuovo ricco\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Presidente Statunitense ha infine delineato <strong>lo scenario futuro</strong>: il Venezuela ripagherà <strong>in petrolio</strong> i danni delle espropriazioni passate, ma a beneficiare della <strong>ricostruzione</strong> saranno <strong>i venezuelani</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Su <strong>María Corina Machado</strong>, Trump ha espresso <strong>rispetto personale</strong>, ma ha sottolineato che <strong>oggi non esisterebbe un consenso interno sufficiente</strong> per governare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli <strong>Stati Uniti guideranno la fase di transizione</strong>, con <strong>contatti già avviati con Delcy Rodríguez</strong>. Nessuna ambiguità: <em>«Dovrà fare come diciamo noi»</em>. Per gli altri <strong>leader chavisti</strong>, lo stesso messaggio:<em> «Oggi il loro pensiero è sicuramente diverso da quello di due giorni fa. Sanno cosa succede se non fanno come diciamo noi»</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quanto a <strong>Russia e Cina</strong>, storici partner del Venezuela, Trump ha affermato che Caracas potrà <strong>vendere ancora più petrolio</strong> a questi due paesi, poiché la produzione era stata finora limitata da macchinari obsoleti. <em>«Con il nostro supporto ricostruiremo le infrastrutture e il Venezuela sarà di nuovo ricco, per i venezuelani prima di tutto»</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Su un nuovo attacco, Trump ha dichiarato: <em>«Siamo sempre pronti, ma probabilmente non ce n’è bisogno»</em>. Poi due parole su un eventuale intervento simile a Cuba: <em>«È in agenda. Ne parleremo in futuro»</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da oggi nasce un nuovo Venezuela: uno <strong>spartiacque strategico e politico</strong> destinato a pesare a lungo sugli <strong>equilibri regionali e globali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/trump-maduro.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#OperazioniSpeciali, NicolasMaduro, USAVenezuela","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-03 21:06:24","stato":"publish","riassunto_video":"A Mar-a-Lago, Trump, Rubio e il Generale Caine hanno descritto un’operazione militare USA senza precedenti per catturare Maduro a Caracas. Dopo anni di pianificazione e intelligence, le forze armate USA hanno agito in perfetta sincronia neutralizzando le difese venezuelane. Trump avverte i leader chavisti e promette la ricostruzione del venezuela sotto controllo USA \"per il bene dei venezuelani\".","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28140-trump-sul-venezuela-transizione-sotto-controllo-usa-il-venezuela-sara-di-nuovo-ricco-capo-di-smd-caine-nostre-forze-armate-imbattibili-rubio-chi-gioca-con-il-fuoco-si-brucia.mp4","galleria":""}
{"id":28134,"titolo":"L’Esercito Italiano riceve il primo sistema Skynex: svolta tecnologica per la difesa C-UAS e SHORAD","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>SABAUDIA (LT)</strong> – Con una cerimonia ufficiale tenutasi il 18 dicembre 2025 presso il Comando Artiglieria Controaerei di Sabaudia, l'Esercito Italiano ha preso ufficialmente in consegna la sua prima batteria <strong>Skynex</strong>. L'Italia diventa così il <strong>primo Paese membro della NATO</strong> a introdurre in servizio attivo il sistema di difesa aerea d'area ravvicinata di Rheinmetall, segnando un passo decisivo nel colmare il gap capacitivo contro la minaccia crescente dei droni (C-UAS).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'ordine, del valore di <strong>73 milioni di euro</strong>, era stato siglato nel gennaio 2025 con Rheinmetall Italia S.p.A. Il contratto prevede inoltre un’opzione per ulteriori tre sistemi, per un valore complessivo stimato di <strong>204 milioni di euro</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13829,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/2.-vista-dallalto-dei-reparti-schierati-scaled-1.jpg\" alt=\"L’Esercito Italiano riceve il primo sistema Skynex: svolta tecnologica per la difesa C-UAS e SHORAD\" class=\"wp-image-13829\" title=\"L’Esercito Italiano riceve il primo sistema Skynex: svolta tecnologica per la difesa C-UAS e SHORAD\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Esercito Italiano riceve il primo sistema Skynex: svolta tecnologica per la difesa C-UAS e SHORAD</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-risposta-alle-lezioni-del-conflitto-ucraino\"><strong>Una risposta alle lezioni del conflitto ucraino</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’introduzione dello Skynex risponde alla necessità urgente di proteggere infrastrutture critiche e unità campali da minacce a corto e cortissimo raggio (V-SHORAD). Le <a href=\"https://difesanews.com/skynex-il-drone-killer-europeo-che-conquista-lucraina-e-proteggera-i-cieli-ditalia-video/\">esperienze maturate sul campo in Ucraina</a> hanno dimostrato come i droni kamikaze e i missili cruise a bassa quota siano diventati elementi centrali della guerra moderna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A differenza dei sistemi missilistici, spesso troppo costosi per essere impiegati contro sciami di droni economici, lo Skynex punta sulla <strong>precisione cinetica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-caratteristiche-tecniche-il-cuore-del-sistema\"><strong>Caratteristiche tecniche: Il cuore del sistema</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema si basa su un'architettura modulare che separa i sensori dagli effettori, permettendo una flessibilità operativa senza precedenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:table -->\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><thead><tr><td><strong>Componente</strong></td><td><strong>Specifiche Tecniche</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Effettore</strong></td><td>Revolver Gun Mk3 da 35mm</td></tr><tr><td><strong>Cadenza di tiro</strong></td><td>1.000 colpi al minuto</td></tr><tr><td><strong>Portata utile</strong></td><td>Fino a 4.000 metri</td></tr><tr><td><strong>Sensore Radar</strong></td><td>XTAR 3D (copertura fino a 50 km)</td></tr><tr><td><strong>Munizionamento</strong></td><td>Programmabile \"Ahead\" (anti-jamming)</td></tr></tbody></table></figure>\n<!-- /wp:table -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il munizionamento <strong>Ahead</strong>, fiore all'occhiello della tecnologia Rheinmetall, rilascia una nuvola di sub-proiettili di tungsteno poco prima dell'impatto, saturando la traiettoria del bersaglio. Questa capacità lo rende particolarmente efficace contro bersagli di piccole dimensioni e altamente manovrabili, come i droni commerciali modificati o i loitering munitions.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13830,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/skynex-3.jpg\" alt=\"L’Esercito Italiano riceve il primo sistema Skynex: svolta tecnologica per la difesa C-UAS e SHORAD\" class=\"wp-image-13830\" title=\"L’Esercito Italiano riceve il primo sistema Skynex: svolta tecnologica per la difesa C-UAS e SHORAD\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Esercito Italiano riceve il primo sistema Skynex: svolta tecnologica per la difesa C-UAS e SHORAD</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-integrazione-e-modularita\"><strong>Integrazione e Modularità</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei punti di forza scelti dall'Italia è la capacità del sistema di agire come un \"cervello\" per la difesa aerea locale. Lo Skynex può infatti integrare radar e cannoni già in inventario, come le famiglie <strong>Skyguard</strong> e <strong>Skyshield</strong>, all'interno di un'unica rete di comando e controllo (C2).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"L'adozione dello Skynex stabilisce un nuovo standard per la difesa cannoniera all'interno della NATO,\" ha dichiarato un portavoce di Rheinmetall. \"L'efficacia dimostrata in condizioni di combattimento reale in Ucraina sottolinea l'importanza di disporre di difese aeree stratificate e sostenibili dal punto di vista economico.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-prossimi-passi\"><strong>Prossimi Passi</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Esercito Italiano inizierà ora la fase di addestramento operativo e integrazione tattica presso la base di Sabaudia. Se le opzioni per i restanti tre sistemi verranno esercitate, l'Italia potrà contare su una rete di difesa di punto tra le più avanzate d'Europa, capace di proteggere nodi logistici e centri urbani dalle minacce asimmetriche del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/99.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"CUAS, DifesaAerea, esercitoitaliano, Rheinmetall, Skynex","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-03 17:54:01","stato":"publish","riassunto_video":"Il 18 dicembre 2025 l’Esercito Italiano ha ricevuto il primo sistema Skynex, diventando il primo Paese NATO a impiegare questa difesa aerea contro droni. Il sistema modulare, con radar e cannoni da 35mm, usa munizioni Ahead per neutralizzare minacce a corto raggio. Basato sull’esperienza ucraina, migliora la protezione di infrastrutture critiche e unità campali.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.rheinmetall.com/en/media/news-watch/news/2025/12/2025-12-23-rheinmetall-hands-over-first-skynex-system-to-italy","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28134-lesercito-italiano-riceve-il-primo-sistema-skynex-svolta-tecnologica-per-la-difesa-c-uas-e-shorad.mp4","galleria":""}
{"id":28102,"titolo":"Delta Force, la mano invisibile di Washington. Dalla fondazione alle missioni che hanno cambiato la storia, fino alla cattura di Maduro","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cattura del presidente venezuelano <strong>Nicolás Maduro</strong> nella notte tra il <strong>2 e il 3 gennaio 2026</strong> è solo <strong>l’ultimo atto di una sequenza di azioni</strong> sempre più incisive, condotte con logiche da “high value target”, tipiche delle forze speciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, <a href=\"https://www.cbsnews.com/live-updates/venezuela-us-military-strikes-maduro-trump/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">secondo quanto riferito dall’autorevole CBS News,</a> che ha avuto modo i conferire con ufficiali dell’Esercito statunitense, la missione è stata condotta dalla <strong>Delta Force</strong>. Un’operazione ad altissimo profilo che ha visto anche il supporto del <strong>160th Special Operations Aviation Regiment “Night Stalkers”</strong>, reparto specializzato in <strong>inserzioni ed estrazioni</strong> in contesti ad <strong>altissima minaccia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Siamo di fronte a uno dei raid più audaci e politicamente sensibili dell’ultimo mezzo secolo, coerente con il profilo della Delta: missioni clandestine, <strong>obiettivi ad altissimo valore e tempi d’esecuzione ridotti al minimo.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cos’è davvero la Delta Force</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Delta Force <strong>(1st Special Forces Operational Detachment–Delta o 1st SFOD-Delta)</strong> è una <strong>Special Mission Unit</strong> dell’Esercito degli Stati Uniti <strong>(US Army)</strong> specializzata in <strong>contro-terrorismo</strong>, <strong>operazioni clandestine</strong>, <strong>cattura o neutralizzazione di obiettivi ad alto valore (HVT)</strong>, <strong>Close Protection / Executive Protection (CP/EP)</strong> e, soprattutto, in <strong>missioni che non possono fallire</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’unità dipende dal <strong>Joint Special Operations Command (JSOC)</strong> e ha sede a <strong>Fort Bragg</strong>, nella Carolina del Nord. Insieme al <strong>DEVGRU</strong> dei <strong>Navy SEAL</strong> della Marina, rappresenta il vertice delle capacità antiterrorismo e di azione diretta degli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":28108,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/1sfod-1024x678.jpg\" alt=\"Delta Force, la mano invisibile di Washington. Dalla fondazione alle missioni che hanno cambiato la storia, fino alla cattura di Maduro - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-28108\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Operatori della Delta Force in abiti civili impegnati nella protezione del Generale Norman Schwarzkopf durante la Guerra del Golfo, 1991 - Copyright Staff Sergeant Dean W. Wagner&nbsp;</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le origini: la lezione del terrorismo degli anni ’70</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Delta Force viene formalmente istituita il <strong>19 novembre 1977</strong> su impulso del colonnello <strong>Charles “Charlie” Beckwith</strong> e del colonnello <strong>Thomas Henry</strong>, ispirandosi al modello del <strong>SAS britannico</strong>, ma con una marcata priorità sulle missioni clandestine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Beckwith</strong>, ufficiale dell’U.S. Army con un percorso che lo vide completare la <strong>Ranger School</strong> prima di servire nelle <strong>Special Forces</strong>, sosteneva già dagli anni ’60 la necessità di un reparto super-selezionato, autonomo e orientato all’azione diretta; l’idea rimase però a lungo in sospeso, finché l’escalation del terrorismo internazionale nella metà degli anni ’70 rese indispensabile una capacità dedicata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In attesa che la Delta raggiungesse la piena operatività, il <strong>5th Special Forces Group</strong> attivò una unità “ponte” di contro-terrorismo, la <strong>Blue Light</strong>, per colmare temporaneamente il vuoto. Era la risposta a una realtà ormai evidente: serviva una forza in grado di intervenire <strong>ovunque e in tempi rapidissimi</strong>, con flessibilità e precisione, nei contesti più sensibili e ad alto rischio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":28103,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/Charles-Beckwith-1024x768.jpg\" alt=\"Delta Force, la mano invisibile di Washington. Dalla fondazione alle missioni che hanno cambiato la storia, fino alla cattura di Maduro - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-28103\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Charles Beckwith, il \"padre\" della Delta Force - Copyright Gettyimages</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Eagle Claw: il fallimento che cambiò tutto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1980</strong> la Delta Force fu coinvolta nella drammatica <strong>Operazione Eagle Claw</strong>, il tentativo di liberare gli ostaggi americani detenuti nell’ambasciata USA a Teheran. Il fallimento della missione non fu dovuto a errori tattici della forza d’assalto, ma a una <strong>catena di eventi tecnici e logistici</strong> culminata nel sito di raccolta avanzato noto come <em>Desert One</em>. Ritardi imprevisti, condizioni ambientali estreme e problemi meccanici ridussero il numero di elicotteri disponibili sotto la soglia minima prevista.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante le manovre di rifornimento e riposizionamento, una combinazione di <strong>tempesta di sabbia, visibilità quasi nulla e comunicazioni difficili</strong> portò alla collisione tra un elicottero RH-53D e un velivolo EC-130. L’esplosione e l’incendio che seguirono causarono la morte di <strong>otto militari statunitensi</strong>, imponendo l’abbandono immediato dell’operazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quel fallimento segnò profondamente le forze speciali statunitensi e divenne il punto di svolta per una riforma strutturale. Da quella lezione nacque una vera rivoluzione operativa: la creazione di una <strong>componente aerea dedicata esclusivamente al supporto delle operazioni speciali</strong>. Così prese forma il <strong>160th Special Operations Aviation Regiment “Night Stalkers”</strong>, oggi sinonimo di inserzioni notturne, volo a bassissima quota e precisione estrema. Da allora, <strong>Delta Force e Night Stalkers</strong> costituiscono un binomio inscindibile, concepito proprio per evitare che limiti aeronautici o di coordinamento possano nuovamente compromettere missioni ad altissimo valore strategico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":28105,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/DeltaTeam1980Iranmon-1024x688.jpg\" alt=\"Delta Force, la mano invisibile di Washington. Dalla fondazione alle missioni che hanno cambiato la storia, fino alla cattura di Maduro - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-28105\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Monumento commemorativo per i caduti del Delta Team presso il Gunter Annex, Maxwell Air Force Base, Alabama - Copyright DoD photo, USA</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le operazioni più celebri</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della sua storia, la <strong>Delta Force</strong> è stata impiegata in alcuni dei teatri più sensibili e complessi del pianeta, spesso in operazioni ad altissimo rischio e quasi sempre coperte dal massimo livello di segretezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra gli impieghi divenuti di dominio pubblico figurano:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Grenada (1983)</strong> – <em>Operazione Urgent Fury</em>, durante la quale l’unità prese parte alle fasi iniziali dell’intervento statunitense. Per questa operazione la Delta Force fu insignita della <strong>Joint Meritorious Unit Award</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Panama (1989)</strong> – <em>Operazione Just Cause</em>. Gli operatori Delta furono protagonisti di missioni decisive, tra cui il <strong>tentativo di liberazione degli ostaggi nel carcere Modelo</strong> e le operazioni che portarono alla <strong>cattura di Manuel Noriega</strong>. Per il comportamento dimostrato in combattimento, l’unità ricevette la <strong>Valorous Unit Award</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Guerra del Golfo (1991)</strong> – impiego in missioni di <strong>ricognizione speciale, azione diretta e ricerca di obiettivi strategici</strong> dietro le linee nemiche.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Somalia (1993)</strong> – <em>Operazione Gothic Serpent</em>. La <strong>Battaglia di Mogadiscio</strong> rappresentò uno dei rari momenti in cui una parte del mondo Delta emerse pubblicamente. Durante i combattimenti del 3 ottobre 1993, gli operatori del <strong>C Squadron</strong> furono coinvolti in scontri intensissimi. Il <strong>MSG Gary Gordon</strong> e il <strong>SFC Randy Shughart</strong> furono insigniti <strong>postumi della Medal of Honor</strong> per aver difeso fino all’ultimo una posizione isolata, a protezione del pilota del Black Hawk abbattuto <strong>Michael Durant</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Perù (1997)</strong> – supporto alle autorità locali durante la <strong>crisi degli ostaggi di Lima</strong>, uno degli episodi antiterrorismo più complessi dell’America Latina.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto a queste operazioni note, la Delta Force è stata impiegata in numerose missioni <strong>meno documentate</strong> in <strong>Medio Oriente, Europa e America Centrale</strong>, in particolare in attività di <strong>controterrorismo, cattura di High Value Targets (HVT)</strong> e supporto ad alleati strategici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo l’11 settembre 2001, l’unità ha svolto un ruolo centrale nella <strong>Global War on Terror</strong>. Nell’ambito di <strong>Operation Enduring Freedom</strong> e <strong>Operation Iraqi Freedom</strong>, la 1st SFOD-D è stata impegnata in operazioni di combattimento in <strong>Afghanistan</strong> (4 ottobre 2001 – 15 marzo 2002) e in <strong>Iraq</strong> (19 marzo 2003 – 13 dicembre 2003), ricevendo per entrambi i teatri la <strong>Presidential Unit Citation</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli interventi più significativi degli ultimi anni è il <strong>raid del 26 ottobre 2019</strong>, condotto da operatori Delta con il supporto del <strong>75th Ranger Regiment</strong>, che portò all’eliminazione del leader dello Stato Islamico <strong>Abu Bakr al-Baghdadi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Battaglia di Mogadiscio, il libro <strong><em>Black Hawk Down</em></strong> di Mark Bowden e l’omonimo film contribuirono a portare all’attenzione globale una realtà che, per vocazione, vive nell’ombra. Tuttavia, come per tutte le unità di élite, <strong>la maggior parte delle operazioni assegnate alla Delta Force rimane tuttora classificata</strong>, e ciò che è noto rappresenta solo una frazione della sua reale attività operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":28112,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/delta-somalia-1024x697.jpg\" alt=\"Delta Force, la mano invisibile di Washington. Dalla fondazione alle missioni che hanno cambiato la storia, fino alla cattura di Maduro - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-28112\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Operatori della Delta Force a Mogadiscio nell'autunno del 1993 - Copyright Gregg Ackley</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Struttura e organizzazione interna</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La struttura della Delta Force è simile a quella del <strong>22° Reggimento SAS britannico</strong>, che ne ispirò la creazione. Nel volume <em>Not a Good Day to Die: The Untold Story of Operation Anaconda</em>, il giornalista militare <strong>Sean Naylor</strong> descrive la Delta composta, nel 2005, da <strong>circa 1.000 militari</strong>, dei quali <strong>250–300</strong> addestrati specificamente per operazioni di <strong>azione diretta</strong> e <strong>liberazione ostaggi</strong>. Il resto del personale è impiegato in funzioni di <strong>combat support</strong> e <strong>service support</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo successivo libro (2015) <em>Relentless Strike: The Secret History of Joint Special Operations Command</em>, Naylor dettaglia ulteriormente l’organizzazione interna della Delta Force, individuando i principali elementi operativi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Squadron A</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Squadron B</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Squadron C</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Squadron D</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Squadron E</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Squadron G</strong>, specializzato in <strong>Advanced Force Operations (AFO)</strong>, in precedenza noto come <strong>Operational Support Troop (OST)</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Signal Squadron</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Combat Support Squadron</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Combat Development Directorate</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Selection and Training</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli Squadron <strong>A, B, C e D</strong> sono squadroni d’assalto (<em>sabre squadrons</em>). Lo <strong>Squadron C</strong> è stato attivato intorno al <strong>1990</strong>, mentre lo <strong>Squadron D</strong> nel <strong>2006</strong>. Il <strong>Combat Support Squadron</strong> è operativo dal <strong>2005</strong>. Lo <strong>Squadron E</strong>, attivato nel <strong>1989</strong>, è dislocato separatamente presso <strong>Fort Eustis, Virginia</strong>, dove opera come <strong>Aviation Technology Office</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’interno di ciascuno squadrone d’assalto sono presenti <strong>tre troop</strong>: due di <strong>assalto</strong> (Troop 1 e 2) e una di <strong>ricognizione</strong> (Troop 3). Ogni squadrone è comandato da un <strong>tenente colonnello (O-5)</strong>, affiancato da un ufficiale esecutivo e da un <strong>Command Sergeant Major (E-9)</strong>. I troop sono guidati da <strong>capitani (O-3)</strong> o <strong>maggiori (O-4)</strong>, assistiti da <strong>Sergeant Major (E-9)</strong> con funzione di <em>troop chief</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni <strong>assault troop</strong> è articolata in <strong>quattro team</strong>, ciascuno comandato da un <strong>team leader</strong> con grado di <strong>Master Sergeant (E-8)</strong> o <strong>Sergeant First Class (E-7)</strong>, affiancato da un vice con grado equivalente. I team sono generalmente composti da <strong>cinque a sette operatori</strong>. Le unità di <strong>ricognizione</strong> dispongono invece di <strong>due team</strong>; si ritiene che l’accesso a tali incarichi richieda <strong>almeno due anni di esperienza operativa</strong> all’interno dell’unità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":28113,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/1sfodd-mediooirente-1024x768.jpg\" alt=\"Delta Force, la mano invisibile di Washington. Dalla fondazione alle missioni che hanno cambiato la storia, fino alla cattura di Maduro - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-28113\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un team della Delta Force in Medio Oriente (località non divulgata) – Fonte: Pinterest</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Segretezza, cooperazione e mito operativo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Delta Force opera anche con altre forze speciali alleate, unità europee e NATO. La copertura mediatica è ridotta e quasi sempre mediata da fonti terze: molte missioni restano nel perimetro della <strong>riservatezza istituzionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proprio per questo, ogni volta che emerge l’ipotesi di un’azione come quella <strong>attribuita al prelievo di Maduro</strong>, l’attenzione mondiale si concentra su un reparto che incarna un principio semplice e spietato: <strong>quando l’obiettivo è critico e il margine d’errore è zero, entra in scena la Delta Force</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un’epoca segnata da <strong>conflitti ibridi</strong> e da una <strong>guerra combattuta sempre più nell’ombra</strong>, la Delta Force resta ciò che è sempre stata: <strong>lo strumento estremo della volontà politica statunitense</strong>, invisibile quando necessario, ma <strong>decisivo nei momenti in cui l’errore non è ammesso</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/delta-force-articolo2.jpg","categoria":"Forze Speciali, Internazionali","tags":"1sfodd, DeltaForce, usarmy","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-03 13:55:08","stato":"publish","riassunto_video":"La cattura di Nicolás Maduro da parte della Delta Force segna l’ultimo di una serie di raid ad alto rischio condotti dagli USA. Il 1st SFOD-Delta, unità di forze speciali specializzata in operazioni clandestine e contro il terrorismo, agisce spesso in segretezza supportata dai Night Stalkers del 160º SOAR, ed impiegata nei contesti in cui l’obiettivo è di altissimo valore e l’errore non è ammesso.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28102-delta-force-la-mano-invisibile-di-washington-dalla-fondazione-alle-missioni-che-hanno-cambiato-la-storia-fino-alla-cattura-di-maduro.mp4","galleria":""}
{"id":28096,"titolo":"Lanciato COSMO-SkyMed CSG-FM3: la Difesa potenzia l'Osservazione della Terra","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia rafforza la propria leadership nell’Osservazione della Terra con il successo del lancio di <strong>COSMO-SkyMed CSG-FM3</strong>, terzo satellite della seconda generazione del programma promosso dal <strong>Ministero della Difesa</strong> e dall’<strong>Agenzia Spaziale Italiana (ASI)</strong>. Il decollo è avvenuto dalla <strong>Vandenberg Space Force Base</strong> in California, alle <strong>18:09 PT</strong> (le <strong>03:09 italiane</strong> del <strong>3 gennaio 2026</strong>), a bordo di un <strong>Falcon 9 di SpaceX</strong>. Un traguardo che consolida la filiera spaziale nazionale e il ruolo dell’Italia come riferimento internazionale nell’osservazione radar.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma <strong>COSMO-SkyMed</strong> si conferma un asset unico: un sistema <strong>duale, civile-militare</strong>, capace di prestazioni elevate e continuità operativa in molteplici scenari, dalla sicurezza alla gestione delle emergenze, fino al monitoraggio ambientale. Il presidente dell’ASI, <strong>Teodoro Valente</strong>, ha sottolineato come la costellazione rappresenti una prova concreta dell’eccellenza tecnologica italiana e della capacità di trasformare visione e investimenti di lungo periodo in benefici per la collettività, la ricerca e le politiche pubbliche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13819,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Lanciato COSMO-SkyMed CSG-FM3: la Difesa potenzia l'Osservazione della Terra\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/1.2025.11.13.17.10.38.539.jpg\" alt=\"Lanciato COSMO-SkyMed CSG-FM3: la Difesa potenzia l'Osservazione della Terra\" class=\"wp-image-13819\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lanciato COSMO-SkyMed CSG-FM3: la Difesa potenzia l'Osservazione della Terra</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-innovazioni-di-csg-fm3-e-i-benefici-operativi\">Le innovazioni di CSG-FM3 e i benefici operativi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>CSG-FM3</strong> assicura la continuità delle osservazioni radar tra prima e seconda generazione, ma introduce anche capacità di monitoraggio più avanzate grazie a innovazioni che aumentano <strong>precisione, flessibilità ed efficienza</strong>. Il satellite integra una <strong>antenna radar di nuova generazione</strong>, alleggerita con componenti realizzati in <strong>stampa 3D</strong> e in grado di <strong>orientarsi dinamicamente</strong> per acquisire aree diverse con maggiore rapidità e dettaglio, superando i limiti delle modalità SAR convenzionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A bordo è presente inoltre il <strong>Laser Retroreflector Array (CORA-S)</strong> sviluppato dall’<strong>INFN</strong>, che consentirà di determinare la posizione in orbita con <strong>accuratezza millimetrica</strong>, migliorando ulteriormente affidabilità e qualità del dato. Le caratteristiche delle nuove acquisizioni arricchiscono il portafoglio del sistema CSG in termini di prestazioni e informazioni disponibili, offrendo immagini radar ancora più versatili a supporto di ricerca scientifica, difesa, sicurezza e gestione delle emergenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13820,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Lanciato COSMO-SkyMed CSG-FM3: la Difesa potenzia l'Osservazione della Terra\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/2.2025.11.13.17.11.04.134.jpg\" alt=\"Lanciato COSMO-SkyMed CSG-FM3: la Difesa potenzia l'Osservazione della Terra\" class=\"wp-image-13820\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lanciato COSMO-SkyMed CSG-FM3: la Difesa potenzia l'Osservazione della Terra</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-costellazione-e-la-filiera-industriale-italiana\">La costellazione e la filiera industriale italiana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma <strong>COSMO-SkyMed</strong> si basa su una costellazione di satelliti con radar ad apertura sintetica (<strong>SAR</strong>) in <strong>banda X</strong>, capace di operare <strong>di giorno e di notte</strong> e <strong>in ogni condizione meteorologica</strong>. È pensato per monitorare ambiente, clima e territorio terrestre, marino e costiero con elevata precisione, abilitando analisi di stabilità e rilevamento cambiamenti per applicazioni che spaziano dall’urbanistica al marittimo, dall’energia alle foreste.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La costellazione conta oggi <strong>4 satelliti pienamente operativi</strong> (due CSK di prima generazione e due CSG di seconda generazione), ai quali si aggiunge ora <strong>CSG-FM3</strong>. Finora, le acquisizioni complessive hanno prodotto un catalogo di circa <strong>4.300.000 immagini</strong>. Il sistema è realizzato grazie alla collaborazione della filiera industriale nazionale: <strong>Thales Alenia Space</strong> (satelliti e segmento spaziale), <strong>Telespazio</strong> (segmento di terra e operazioni), <strong>e-GEOS</strong> (commercializzazione dei dati) e <strong>Leonardo</strong> (tecnologie e sistemi di bordo). Con la seconda generazione, il <strong>Ministero della Difesa</strong> e l’<strong>ASI</strong> rafforzano un’infrastruttura strategica che unisce innovazione e visione, a beneficio di sicurezza, ambiente ed economia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/9660045d-cdab-42df-a5bc-68e70f33d3f4.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"COSMOSkyMed, CSGFM3, ministerodelladifesa, OsservazioneDellaTerra, SAR","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-03 11:44:02","stato":"publish","riassunto_video":"L’Italia rafforza la leadership nell’Osservazione della Terra con il lancio del satellite COSMO-SkyMed CSG-FM3, terzo della seconda generazione. Il sistema duale civile-militare offre immagini radar avanzate grazie a tecnologie innovative, come un’antenna orientabile e un sistema di posizionamento millimetrico. La costellazion, realizzata da aziende italiane, supporta sicurezza, ambiente e ricerca","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.asi.it/2026/01/lanciato-con-successo-cosmo-skymed-csg-fm3-potenziato-il-sistema-italiano-di-osservazione-della-terra/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28096-lanciato-cosmo-skymed-csg-fm3-la-difesa-potenzia-losservazione-della-terra.mp4","galleria":""}
{"id":28088,"titolo":"Proteste in Iran: giovani in piazza, morti in aumento e l’Ultimatum di Trump","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nuova ondata di proteste in Iran, innescata dal <strong>crollo del rial</strong> e dal caro-vita, sta rapidamente assumendo i contorni di una sfida politica aperta tra la piazza e la Repubblica islamica. E, sullo sfondo, di un braccio di ferro internazionale con gli Stati Uniti: Donald Trump ha dichiarato di essere <strong>pronto a intervenire</strong> se Teheran dovesse “sparare e uccidere” i manifestanti, ricevendo risposte durissime da alti esponenti del sistema iraniano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-gli-zaini-pronti-la-spinta-dei-giovani-e-l-alleanza-con-i-commercianti\">Gli zaini pronti: la spinta dei Giovani e l’alleanza con i Commercianti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel racconto del Corriere della Sera, la protesta viene descritta come un ritorno “organizzato” della generazione che aveva già vissuto la repressione del 2022: studenti con “gli zaini pronti” che decidono di <strong>unirsi ai commercianti</strong> scesi in strada dal <strong>Gran Bazar di Teheran</strong>, mentre tornano slogan radicali contro il vertice del potere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le cronache internazionali confermano la dinamica: la mobilitazione è partita dalla crisi economica (inflazione e cambio), ma si è rapidamente estesa a più aree del Paese, con una saldatura tra categorie (bazar, studenti, cittadini) che rende più difficile “contenere” la protesta come semplice rivendicazione salariale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul numero delle vittime, i conteggi variano: <strong>Reuters</strong> parla di <strong>almeno 6 morti</strong> nelle fasi iniziali dell’escalation, mentre <strong>AP</strong> riporta <strong>almeno 8</strong> vittime e descrive le proteste come le più ampie dal 2022.<br>Il Corriere, citando informazioni raccolte sul terreno e in rete, indica un bilancio “in crescita” nell’ordine di <strong>una decina</strong> (con voci fino a <strong>15</strong>), segno di un quadro ancora fluido e difficile da verificare in modo indipendente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13805,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/iran-reuters.webp\" alt=\"Proteste in Iran: giovani in piazza, morti in aumento e l’Ultimatum di Trump\" class=\"wp-image-13805\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" title=\"Proteste in Iran: giovani in piazza, morti in aumento e l’Ultimatum di Trump\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Proteste in Iran: giovani in piazza, morti in aumento e l’Ultimatum di Trump</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-sfida-di-trump-e-la-risposta-degli-ayatollah-nessuna-ingerenza\">La “sfida” di Trump e la risposta degli ayatollah: “nessuna ingerenza”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Reuters e AP, Trump ha usato Truth Social per avvertire che, se l’Iran dovesse uccidere manifestanti, gli USA sarebbero pronti a intervenire a loro sostegno. <br>La replica iraniana è arrivata subito: figure di vertice hanno parlato di <strong>“linea rossa”</strong> e di conseguenze regionali in caso di interferenza americana. Il Guardian riporta che Teheran considera tali minacce “pericolose” e potenzialmente destabilizzanti, ribadendo che la sicurezza nazionale non è negoziabile. <br>Nel pezzo del Corriere viene citato anche lo scambio di avvertimenti sui social con <strong>Ali Larijani</strong> e <strong>Ali Shamkhani</strong>, entrambi consiglieri della Guida Suprema, che richiamano il precedente di Iraq e Afghanistan e ammoniscono Washington sui rischi per i propri interessi e militari. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa crisi interna esplode mentre Teheran alza i toni contro l’esterno. Pochi giorni prima, il presidente <strong>Masoud Pezeshkian</strong> aveva dichiarato che l’Iran si troverebbe in una <strong>“guerra su vasta scala” con America, Israele ed Europa</strong>, legando le difficoltà del Paese a pressioni e misure occidentali. <br>Reuters e AP ricordano che l’economia iraniana resta segnata da sanzioni e instabilità, e che il collasso della valuta è stato la scintilla immediata della nuova protesta. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13806,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/erer.webp\" alt=\"Proteste in Iran: giovani in piazza, morti in aumento e l’Ultimatum di Trump\" class=\"wp-image-13806\" title=\"Proteste in Iran: giovani in piazza, morti in aumento e l’Ultimatum di Trump\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Proteste in Iran: giovani in piazza, morti in aumento e l’Ultimatum di Trump</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, <strong>questa è una fase ad alto rischio</strong> perché la crisi economica sta diventando una <strong>sfida politica</strong>: alle piazze si saldano commercianti, cittadini e soprattutto <strong>giovani e studenti</strong>, mentre cresce il numero delle vittime e i funerali rischiano di alimentare nuove mobilitazioni. A rendere tutto più instabile è la dimensione internazionale: Pezeshkian alza i toni contro USA-Israele-Europa e Trump minaccia un intervento se i manifestanti verranno uccisi, rafforzando la narrativa iraniana dell’“ingerenza” e spingendo i vertici a irrigidire la repressione. In questo intreccio, basta una scintilla per trasformare la protesta in una crisi con effetti regionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/trump-iran.png","categoria":"Internazionali","tags":"giovani, Iran, Larijani, proteste, tensioni, trump","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-03 11:14:02","stato":"publish","riassunto_video":"In Iran, la nuova ondata di proteste, partita dal crollo del rial e dal caro-vita, unisce giovani, studenti e commercianti in una sfida politica aperta alla Repubblica islamica. Le violenze hanno già causato diverse vittime. Trump minaccia un intervento se i manifestanti saranno uccisi, mentre Teheran risponde con durezza, aumentando il rischio di una crisi regionale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.corriere.it/esteri/26_gennaio_02/proteste-iran-morti-trump-c0ae91cf-a8d1-47f8-88c0-b87b89163xlk.shtml?refresh_ce","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28088-proteste-in-iran-giovani-in-piazza-morti-in-aumento-e-lultimatum-di-trump.mp4","galleria":""}
{"id":28078,"titolo":"Operazione delle Forze Speciali Americane in Venezuela, catturato Nicolas Maduro ed esfiltrato dal paese","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>«<strong>Gli Stati Uniti d’America hanno condotto con successo un attacco su larga scala contro il Venezuela e il suo leader, il presidente Nicolás Maduro, che è stato, insieme a sua moglie, catturato e trasferito fuori dal Paese</strong>».<br>Queste le parole con cui <strong>Donald Trump</strong> ha annunciato l’operazione sul suo social Truth.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:html -->\n<iframe src=\"https://truthsocial.com/@realDonaldTrump/115830428767897167/embed\" class=\"truthsocial-embed\" style=\"max-width: 100%; border: 0\" width=\"600\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"></iframe><script src=\"https://truthsocial.com/embed.js\" async=\"async\"></script>\n<!-- /wp:html -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto dichiarato, l’azione statunitense contro il <strong>Venezuela</strong> è culminata con la <strong>cattura del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie</strong>, successivamente <strong>trasferiti fuori dal Paese</strong> al termine dell’operazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’episodio si inserisce in un contesto di <strong>forte pressione politica e di sicurezza</strong> sul governo di Caracas. Nei giorni precedenti erano circolate indiscrezioni sulla <strong>presenza della CIA</strong> per coordinare una possibile azione delle <strong>forze speciali</strong>. Nella notte, elicotteri riconducibili al <strong>160th SOAR “Night Stalkers”</strong> (Special Operations Aviation Regiment) sarebbero entrati in territorio venezuelano per consentire il <strong>prelievo di Nicolás Maduro e di sua moglie</strong> da parte di operatori della <strong>Delta Force</strong>, poi <strong>trasferiti fuori dal Paese</strong>, in linea con quanto annunciato da Trump.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Oggi alle ore 11:00</strong> locali (17:00 in Italia), presso <strong>Mar-a-Lago</strong>, si terrà una <strong>conferenza stampa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/103568716-gettyimages-962109830.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"NicolasMaduro, USAVenezuela","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-03 10:46:51","stato":"publish","riassunto_video":"Donald Trump ha annunciato su Truth che gli Stati Uniti hanno condotto un’operazione contro il Venezuela, culminata con la cattura del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie, trasferiti all’estero. L’azione, preceduta da indiscrezioni sulla presenza della CIA, si inserisce in un clima di forte tensione politica a Caracas.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28078-operazione-delle-forze-speciali-americane-in-venezuela-catturato-nicolas-maduro-ed-esfiltrato-dal-paese.mp4","galleria":""}
{"id":28061,"titolo":"Ultimissima | Gli Stati Uniti attaccano il Venezuela: forti esplosioni nella notte a Caracas e in diverse regioni","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nelle prime ore della notte tra venerdì e sabato, <strong>fonti locali e segnalazioni sui social media</strong> riferiscono di <strong>intensi voli aerei, detonazioni, incendi e blackout elettrici</strong> in varie aree di <strong>Caracas</strong> e in più Stati del <strong>Venezuela</strong>. Gli eventi sarebbero iniziati <strong>poco dopo le 2:00 del mattino</strong>, generando un clima di forte allarme nella capitale e nelle zone limitrofe.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nelle prime ore della notte tra venerdì e sabato, <strong>fonti locali e segnalazioni sui social media</strong> riferiscono di <strong>intensi voli aerei, detonazioni, incendi e blackout elettrici</strong> in varie aree di <strong>Caracas</strong> e in più Stati del <strong>Venezuela</strong>. Gli eventi sarebbero iniziati <strong>poco dopo le 2:00 del mattino</strong>, generando un clima di forte allarme nella capitale e nelle zone limitrofe.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo le informazioni circolate finora, <strong>una delle esplosioni più significative</strong> sarebbe avvenuta <strong>presso la base aerea di La Carlota</strong>, situata in pieno tessuto urbano della capitale. Altre <strong>deflagrazioni e segnalazioni di attività militare</strong> sono state riportate in numerosi punti strategici, tra cui:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Escuela Naval</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fuerte Tiuna</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>La Carlota</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Meseta de Mamo</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Casco Histórico</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Cuartel de la Montaña</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Baruta</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Higuerote</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>El Hatillo</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Charallave</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Carmen de Uria</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le <strong>interruzioni dell’energia elettrica</strong> avrebbero interessato diversi quartieri della capitale e aree circostanti, mentre <strong>incendi</strong> sarebbero stati osservati in prossimità di installazioni militari e infrastrutture sensibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-silenzio-ufficiale-nelle-prime-ore\"><strong>Silenzio ufficiale nelle prime ore</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle <strong>3:00 del mattino</strong>, <strong>non risultavano comunicazioni ufficiali</strong> da parte del regime venezuelano su quanto accaduto. L’assenza di conferme istituzionali ha alimentato ulteriormente le speculazioni sulla <strong>natura coordinata degli attacchi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-esplosioni-anche-fuori-dalla-capitale\"><strong>Esplosioni anche fuori dalla capitale</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le segnalazioni non si limitano a Caracas. Nella mattinata<strong> di oggi, sabato 3 gennaio</strong>, <strong>esplosioni sarebbero state avvertite anche in stazioni e installazioni militari</strong> negli Stati di <strong>Miranda, Aragua, Nueva Esparta e La Guaira</strong>, suggerendo un’azione <strong>estesa e simultanea</strong> su più teatri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-scenario-in-evoluzione\"><strong>Scenario in evoluzione</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al momento, <strong>le informazioni restano frammentarie e non verificate in modo indipendente</strong>. Tuttavia, la <strong>scala geografica degli eventi</strong> e il <strong>coinvolgimento di obiettivi militari</strong> indicano un’operazione di <strong>alta intensità</strong>, con <strong>potenziali implicazioni regionali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La situazione è <strong>in rapido sviluppo</strong>. Seguiranno aggiornamenti non appena emergeranno <strong>conferme ufficiali</strong> o ulteriori elementi utili a chiarire la dinamica degli eventi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Aggiornamenti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">3/1/26 h 10:21 - Donald Trump: Abbiamo catturato Nicolas Maduro e sua moglie. Li stiamo trasferendo fuori dal paese</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:html -->\n<iframe src=\"https://truthsocial.com/@realDonaldTrump/115830428767897167/embed\" class=\"truthsocial-embed\" style=\"max-width: 100%; border: 0\" width=\"600\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"></iframe><script src=\"https://truthsocial.com/embed.js\" async=\"async\"></script>\n<!-- /wp:html -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">3/1/26 h10:11 - De Vito, Ambasciatore Italiano a Caracas a Sky TG24: \"Sorvoli a bassa quota per circa un'ora durante l'attacco. Non uscire da casa. Se la situazione degenera siamo pronti ad evacuazione di Italiani.\"</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">3/1/26 h8:31 - Ministro Tajani via X: “La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è informata. Seguiamo l’evoluzione delle notizie e situazione Italiani.\"</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:html -->\n<blockquote class=\"twitter-tweet\"><p lang=\"it\" dir=\"ltr\"><a href=\"https://twitter.com/hashtag/Venezuela?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw\">#Venezuela</a> Seguo con la nostra rappresentanza diplomatica a Caracas l’evoluzione della situazione con particolare attenzione per la comunità italiana. Il presidente del Consiglio <a href=\"https://twitter.com/GiorgiaMeloni?ref_src=twsrc%5Etfw\">@GiorgiaMeloni</a> costantemente informata.Unità di crisi della Farnesina operativa</p>&mdash; Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) <a href=\"https://twitter.com/Antonio_Tajani/status/2007354102385356846?ref_src=twsrc%5Etfw\">January 3, 2026</a></blockquote> <script async src=\"https://platform.twitter.com/widgets.js\" charset=\"utf-8\"></script>\n<!-- /wp:html -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">3/1/26 h8:17 - Il presidente colombiano Petro invoca intervento dell’Onu e dell’organizzazione degli Stati americani.</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:html -->\n<blockquote class=\"twitter-tweet\"><p lang=\"es\" dir=\"ltr\">Colombia desde ayer es miembro del Consejo de Seguridad de las Naciones Unidas, debe ser convocado de inmediato. Establecer la legalidad internacional de la agresión sobre Venezuela.<br><br>El PMU está activado en Cúcuta y el plan operacional en la frontera.<a href=\"https://t.co/SKpEf2ZF8T\">https://t.co/SKpEf2ZF8T</a></p>&mdash; Gustavo Petro (@petrogustavo) <a href=\"https://twitter.com/petrogustavo/status/2007350524983857348?ref_src=twsrc%5Etfw\">January 3, 2026</a></blockquote> <script async src=\"https://platform.twitter.com/widgets.js\" charset=\"utf-8\"></script>\n<!-- /wp:html -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">3/1/26 h4:17 - CBS News: Attacco ordinato da Trump. Piani approvati da giorni. Attacco programmato per Natale ma poi spostato a questa notte.</h3>\n<!-- /wp:heading -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/caracas-usa.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"NicolasMaduro, USAVenezuela","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-03 09:27:13","stato":"publish","riassunto_video":"Nella notte tra venerdì e sabato, Caracas e diverse regioni del Venezuela sono state scosse da esplosioni, incendi, blackout e attività militari, con un attacco coordinato che ha colpito basi aeree e installazioni strategiche. Le segnalazioni non si limitano a Caracas: esplosioni sarebbero state avvertite anche in installazioni militari negli Stati di Miranda, Aragua, Nueva Esparta e La Guaira.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28061-ultimissima-gli-stati-uniti-attaccano-il-venezuela-forti-esplosioni-nella-notte-a-caracas-e-in-diverse-regioni.mp4","galleria":""}
{"id":28049,"titolo":"Incidente nello spazio per il satellite SpainSat NG II, l’asset spagnolo che rafforza le comunicazioni NATO e UE","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>satellite spagnolo SpainSat NG II</strong> ha subito un <strong>impatto esterno accidentale mentre si trovava in fase di trasferimento verso la sua posizione orbitale definitiva</strong>, ha confermato Hisdesat in un comunicato ufficiale. Il veicolo spaziale, parte del programma di nuova generazione <strong>SpainSat NG</strong> e lanciato con successo il <strong>23 ottobre 2025</strong> dal <strong>Cape Canaveral Space Force Station</strong> a bordo di un razzo SpaceX Falcon 9, è stato colpito da una <strong>particella spaziale durante il suo tragitto verso l’orbita geo-stazionaria</strong>, a circa <strong>50.000 chilometri dalla Terra</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>SpainSat NG II rappresenta uno degli asset spaziali più avanzati e sensibili dell’architettura di sicurezza <strong>euro-atlantica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-attivato-il-piano-di-contingenza\">Attivato il piano di contingenza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo <a href=\"https://www.indragroup.com/es/noticias/el-satelite-spainsat-ng-ii-sufre-un-impacto-externo-durante-el-traslado-a-su-posicion-orbital\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">quanto riferito oggi</a>, l’incidente <strong>non ha influenzato i servizi di comunicazione satellitare in uso</strong>, inclusi quelli critici per il <strong>Ministero della Difesa spagnolo</strong> e le operazioni delle Forze Armate. Hisdesat ha infatti <strong>attivato immediatamente un piano di contingenza per garantire la continuità operativa</strong> e assicurare che gli utenti non subiscano interruzioni nei servizi programmati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il team tecnico è ora impegnato <strong>nell’analisi dei dati disponibili</strong> per determinare l’entità dei danni e valutare eventuali azioni correttive. In caso di impedimenti significativi alla piena operatività del satellite, non è esclusa la possibilità di richiedere <strong>la costruzione di un terzo satellite</strong> per sostituire il NG II nel minor tempo possibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-satellite-chiave-per-la-sovranita-comunicativa-europea\">Un satellite chiave per la sovranità comunicativa europea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>SpainSat NG II è parte del programma <strong>SpainSat NG</strong>, sviluppato per garantire <strong>comunicazioni satellitari governative e militari altamente protette</strong>, resistenti a disturbi elettronici, intercettazioni e tentativi di interferenza. In un contesto geopolitico caratterizzato da <strong>competizione tra grandi potenze e crescente militarizzazione dello spazio</strong>, questo tipo di capacità è diventato essenziale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Per la Spagna, il satellite rafforza l’autonomia strategica nazionale; nel contesto euro-atlantico, contribuisce a rafforzare la resilienza complessiva delle comunicazioni militari</strong>, consentendo una maggiore autonomia europea e riducendo la dipendenza da sistemi extra-europei nelle operazioni multinazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-moltiplicatore-di-capacita-nel-contesto-nato\">Un moltiplicatore di capacità nel contesto NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel quadro dell’Alleanza Atlantica, <strong>SpainSat NG II fornisce alla Spagna una capacità di comunicazioni sicure</strong> che può risultare decisiva nella partecipazione a <strong>operazioni multinazionali</strong>, missioni di deterrenza, attività di <strong>comando e controllo (C2)</strong> e nel coordinamento tra forze terrestri, navali e aeree. La disponibilità di canali <strong>criptati, resilienti e resistenti alla guerra elettronica</strong> è oggi un requisito imprescindibile, soprattutto in scenari ad alta intensità o in aree contese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo senso, il programma SpainSat NG <strong>è coerente con l’evoluzione della postura NATO nello spazio</strong>, dominio operativo riconosciuto accanto a terra, mare, aria e cyberspazio: una dimensione in cui resilienza, continuità delle comunicazioni e protezione delle infrastrutture orbitanti diventano fattori determinanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-asset-strategico-anche-per-la-difesa-europea\">Un asset strategico anche per la difesa europea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul versante UE, SpainSat NG II rafforza una capacità nazionale che <strong>abilita la partecipazione della Spagna</strong> a missioni e operazioni nel quadro della <strong>Politica di Sicurezza e Difesa Comune (PSDC)</strong>. Comunicazioni affidabili e protette sono indispensabili per la gestione delle crisi, le missioni civili e militari e, più in generale, per la cooperazione tra Stati membri, inclusi progetti e iniziative legate alla <strong>PESCO</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il satellite si affianca ad altri programmi spaziali europei, contribuendo a un ecosistema che mira a garantire <strong>continuità operativa, sicurezza delle informazioni e libertà di azione</strong> anche in contesti di forte pressione tecnologica o militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-spazio-difesa-e-resilienza-una-lezione-attuale\">Spazio, difesa e resilienza: una lezione attuale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’impatto del satellite SpainSat NG II registrato durante il trasferimento orbitale dimostra quanto il dominio spaziale sia diventato <strong>critico e vulnerabile</strong>, anche in assenza di azioni ostili. Garantire la continuità dei servizi significa quindi investire in <strong>architetture resilienti</strong>, capacità di backup e piani di contingenza credibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo scenario, SpainSat NG II va letto per ciò che rappresenta: <strong>una capacità strategica europea a guida nazionale</strong>, che rafforza la sicurezza collettiva e <strong>la resilienza operativa del quadro euro-atlantico</strong>, a supporto delle attività della Spagna in ambito <strong>NATO</strong> e <strong>Unione Europea</strong>. Perché oggi la superiorità non dipende solo da mezzi e uomini: dipende anche dalla <strong>certezza di comunicare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":13788,\"href\":\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2026/01/260102-PR-SpainSat-NG-ENG.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2026/01/260102-PR-SpainSat-NG-ENG.pdf\" type=\"application/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"260102 PR SpainSat NG ENG\"></object><a id=\"wp-block-file--media-ebe65c62-5d3a-45cc-b559-ba91c16a0a14\" href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2026/01/260102-PR-SpainSat-NG-ENG.pdf\">260102 PR SpainSat NG ENG</a><a href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2026/01/260102-PR-SpainSat-NG-ENG.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-ebe65c62-5d3a-45cc-b559-ba91c16a0a14\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/SpainSat-NG-II.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesaspaziale, IncidenteSpaziale, SpainSat","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-03 00:38:19","stato":"publish","riassunto_video":"Il satellite SpainSat NG II,sviluppato per garantire comunicazioni satellitari governative e militari altamente protette, ha subito un impatto accidentale nello spazio. I servizi di comunicazione sono comunque rimasti attivi grazie a un piano di emergenza. Essenziale per la sicurezza del Paese iberico, rafforza comunicazioni protette e la resilienza europea nel contesto UE e NATO.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.indragroup.com/en/news/the-spainsat-ng-ii-satellite-suffers-an-external-impact-during-transfer-to-its-orbital-position","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28049-incidente-nello-spazio-per-il-satellite-spainsat-ng-ii-lasset-spagnolo-che-rafforza-le-comunicazioni-nato-e-ue.mp4","galleria":""}
{"id":28044,"titolo":"10.000 droni l’anno per l’Ucraina: la Germania avvia la coproduzione industriale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cooperazione industriale europea nel settore della difesa compie un nuovo passo significativo. L’azienda tedesca <strong>Quantum Systems</strong> e la società ucraina <strong>Frontline Robotics</strong> hanno annunciato la creazione di una linea di produzione di massa per piccoli droni in Germania, destinata a rifornire le <strong>Forze Armate Ucraine</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa si concretizza nella nascita della joint venture <strong>Quantum Frontline Industries (QFI)</strong>, che rappresenta un modello inedito di coproduzione transnazionale nel cuore dell’industria europea della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-produzione-dal-2026-e-obiettivi-su-larga-scala\">Produzione dal 2026 e obiettivi su larga scala</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto comunicato dalle aziende, la produzione è prevista a partire dal primo trimestre del 2026. Nel medio-lungo periodo, l’obiettivo dichiarato è ambizioso: raggiungere una capacità produttiva fino a <strong>10.000 droni all’anno</strong>, segnando un passaggio dalla produzione emergenziale a un vero e proprio modello industriale strutturato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La linea produttiva sarà completamente automatizzata e localizzata in Germania, mentre Frontline Robotics fornirà le licenze di produzione, il supporto tecnico e la formazione degli operatori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-droni-zoom-e-linza-ricognizione-e-attacco\">I droni Zoom e Linza: ricognizione e attacco</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La joint venture produrrà due sistemi sviluppati da Frontline Robotics: <strong>Zoom drone</strong> e <strong>Linza drone</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Linza è concepito per missioni di <strong>attacco e ricognizione</strong>, con una capacità di carico fino a due chilogrammi e un raggio operativo di circa dieci chilometri. Un elemento centrale del progetto è la <strong>resistenza alla guerra elettronica</strong>, grazie a collegamenti di comunicazione progettati per operare anche in ambienti fortemente disturbati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il drone Zoom, invece, è dedicato alla ricognizione tattica di prima linea, con impiego diretto sul fronte per l’acquisizione degli obiettivi e la trasmissione dei dati operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-esperienza-operativa-sul-campo\">Esperienza operativa sul campo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto dichiarato dall’azienda ucraina, oltre <strong>60 unità operative</strong> delle Forze Armate ucraine impiegano già questi droni per una vasta gamma di missioni: individuazione dei bersagli, regolazione del fuoco d’artiglieria, trasmissione delle coordinate per la pianificazione dei combattimenti, operazioni notturne e in condizioni di forte disturbo elettronico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa esperienza diretta sul campo rappresenta uno dei principali fattori che hanno spinto verso la produzione industriale in Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-precedente-vector-e-il-modello-tedesco\">Il precedente Vector e il “Modello tedesco”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La collaborazione tra Germania e Ucraina nel settore dei droni non nasce oggi. Le Forze Armate ucraine impiegano dal 2022 i droni <strong>Vector drone</strong> prodotti da Quantum Systems, con <strong>centinaia di esemplari già consegnati</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <a href=\"https://quantum-systems.com/news/quantum-systems-opens-factory-and-development-hub-in-ukraine/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">comunicato ufficiale</a>, le aziende hanno definito questa iniziativa come la prima produzione industriale su larga scala di droni ucraini in Europa, descrivendo il progetto come <strong>“il nuovo Modello tedesco”</strong>: una sintesi tra capacità industriale occidentale, know-how operativo ucraino e integrazione diretta con le esigenze del campo di battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-impatto-industriale-e-occupazionale\">Impatto industriale e occupazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alla dimensione militare, il progetto prevede anche un impatto sociale e industriale rilevante, con la creazione di <strong>opportunità di lavoro per cittadini ucraini in Germania</strong>, rafforzando ulteriormente il legame tra i due Paesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nascita di Quantum Frontline Industries segna così un passaggio strategico: dalla fornitura di sistemi alla <strong>coproduzione europea di capacità militari</strong>, in un contesto in cui i droni sono diventati uno degli strumenti centrali del conflitto moderno e della difesa del continente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/drone.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"dronimilitari, industriadifesa, UcrainaGermania","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-02 23:57:38","stato":"publish","riassunto_video":"Quantum Systems e Frontline Robotics lanciano Quantum Frontline Industries, joint venture per produrre in Germania droni destinati alle Forze Armate ucraine. Dal 2026, la linea automatizzata potrà produrre fino a 10.000 droni all’anno, tra cui i modelli Zoom e Linza. Il progetto unisce tecnologia tedesca e know-how ucraino, creando opportunità di lavoro per cittadini ucraini in Germania.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.c4isrnet.com/global/europe/2026/01/02/germany-to-host-small-drones-production-line-for-ukrainian-forces/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28044-10-000-droni-lanno-per-lucraina-la-germania-avvia-la-coproduzione-industriale.mp4","galleria":""}
{"id":28040,"titolo":"La comunicazione come pilastro della Cultura della Difesa. Perché oggi più che mai informare significa difendere","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel mondo contemporaneo, dominato dall’immediatezza dell’informazione e dalla pervasività dei media digitali, la comunicazione non è più un elemento accessorio: è una componente strategica. <strong>Vale per le aziende, per le istituzioni e, in maniera sempre più evidente, anche per le Forze Armate</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Esistono due affermazioni, spesso citate nel mondo della comunicazione, che ben sintetizzano questa realtà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La prima richiama un’idea diventata quasi una regola non scritta per chi si occupa di comunicazione: <strong>il profilo basso, quando diventa silenzio, raramente premia</strong>. È il messaggio che attraversa <em>Good-bye to the Low Profile: The Art of Creative Confrontation</em>, volume pubblicato negli anni Ottanta dall’americano <strong>Herbert Schmertz (1930–2028)</strong>, vicepresidente e responsabile della comunicazione della multinazionale <strong>Mobil Corporation</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un principio tanto semplice quanto efficace: nella comunicazione istituzionale, <strong>tacere significa spesso lasciare campo libero ad altri</strong>, perdendo spazio e credibilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La seconda affermazione è ancora più celebre ed è attribuita al filosofo e teorico della comunicazione <strong>Marshall McLuhan</strong>, che nel <strong>1964</strong>, nel saggio <em>Understanding Media: The Extensions of Man</em>, <strong>apre l’opera con un capitolo intitolato proprio “The Medium Is the Message”</strong>, rendendo centrale l’espressione “il medium è il messaggio”. Un’intuizione destinata a segnare la storia della comunicazione moderna, poiché evidenzia come non conti soltanto ciò che si comunica, ma anche, e soprattutto, <strong>il mezzo attraverso cui lo si fa</strong>, insieme al <strong>contesto</strong> e al <strong>linguaggio</strong> utilizzato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Due concetti apparentemente semplici, ma che assumono un significato profondo quando applicati alla sfera della Difesa e della sicurezza nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-comunicare-la-difesa-un-esigenza-moderna\">Comunicare la Difesa: un’esigenza moderna</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per molto tempo, in Italia come in altri Paesi europei, il rapporto tra <strong>Forze Armate e comunicazione</strong> è stato improntato a una <strong>naturale riservatezza</strong>, talvolta sfociata in una vera e propria distanza dal mondo dell’informazione: una scelta comprensibile in un contesto storico diverso, ma <strong>oggi non più sostenibile</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La comunicazione istituzionale non può infatti limitarsi alla gestione delle emergenze o alla diffusione di comunicati formali, ma deve diventare uno <strong>strumento continuo di dialogo con la società</strong>, capace di spiegare ruoli, missioni, valori e sacrifici di uomini e donne in uniforme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi decenni, anche grazie all’evoluzione delle operazioni internazionali e al crescente impegno in ambito NATO, l’Italia ha compreso l’importanza di <strong>raccontare meglio le proprie Forze Armate</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le missioni all’estero, le operazioni di sorveglianza aerea e navale e il supporto umanitario rappresentano un impegno costante, spesso poco conosciuto dall’opinione pubblica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A questo si aggiunge il ruolo fondamentale svolto sul territorio nazionale, dal supporto nelle calamità naturali agli interventi di protezione civile, fino alle operazioni di sicurezza e controllo del territorio. Eppure, nonostante tutto questo, la percezione pubblica resta spesso incompleta o distorta: ed è proprio qui che la comunicazione assume un <strong>valore strategico</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-cultura-della-difesa-come-strumento-di-consapevolezza\">La Cultura della Difesa come strumento di consapevolezza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Italia, il concetto di “Cultura della Difesa” è ancora oggi spesso frainteso. <strong>Non significa militarizzazione della società</strong>, né esaltazione del conflitto. Al contrario, significa conoscenza, consapevolezza e responsabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una società informata comprende meglio perché esistono le Forze Armate, perché investire nella sicurezza non è uno spreco, e perché <strong>la difesa dei valori democratici</strong> passa anche attraverso la deterrenza, la prevenzione e la presenza sul territorio e negli scenari internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto globale segnato dal ritorno dei conflitti convenzionali, dall’instabilità geopolitica, dalla minaccia ibrida e dal terrorismo, pensare che la pace si garantisca semplicemente rinunciando agli strumenti di difesa <strong>è un’illusione pericolosa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La storia recente dimostra che la pace si preserva anche grazie alla <strong>credibilità militare, alla cooperazione tra alleati e alla capacità di risposta</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-comunicazione-istituzionale-come-strumento-operativo\">La comunicazione istituzionale come strumento operativo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni il Ministero della Difesa ha compiuto passi importanti, soprattutto sul fronte della valorizzazione dell’immagine e della comunicazione delle Forze Armate. Iniziative come <strong><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/radio-esercito/radio-esercito/83118.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Radio Esercito</a></strong>, la presenza sempre più strutturata sui <strong>social media</strong> e il rafforzamento delle attività informative rappresentano segnali concreti e positivi. Nell’ultimo biennio, inoltre, l’evoluzione è stata evidente, con un’accelerazione significativa in termini di qualità, continuità e capacità di raggiungere un pubblico differente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, la credibilità si consolida nel tempo e l’efficacia comunicativa richiede un miglioramento costante, alzando l’asticella e puntando a standard sempre più elevati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È quindi necessario proseguire con decisione su questra strada, investendo ulteriormente nelle strutture dedicate, nelle competenze professionali, nelle tecnologie e nella formazione specifica del personale. Le moderne operazioni informative richiedono rapidità, chiarezza, capacità di raccontare in modo comprensibile e autorevole, oltre a una piena padronanza dei linguaggi digitali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non si tratta di propaganda, ma di <strong>trasparenza</strong>. Raccontare cosa fanno le Forze Armate, perché lo fanno e con quali valori operano è un dovere istituzionale verso i cittadini che le sostengono e, in ultima analisi, verso la democrazia che sono chiamate a difendere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dare-voce-a-chi-indossa-l-uniforme\">Dare voce a chi indossa l’uniforme</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un aspetto di grande valore riguarda la comunicazione “dal basso”. <strong>Ufficiali, sottufficiali e militari di truppa</strong> rappresentano oggi il volto più diretto e concreto delle Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Strumenti come i canali istituzionali hanno contribuito a dare spazio a voci giovani, preparate e motivate, capaci di raccontare il proprio lavoro con <strong>competenza e credibilità</strong>, nel pieno rispetto delle esigenze operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Favorire questo tipo di comunicazione, <strong>all’interno di regole chiare e responsabilità definite</strong>, rende la Difesa ancora più vicina ai cittadini, più comprensibile e più “umana” nel senso migliore del termine: fatta di persone, professionalità e servizio. Non significa rinunciare al rigore, ma valorizzare <strong>autenticità e trasparenza</strong>, elementi fondamentali per consolidare la fiducia verso i cittadini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusioni\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La comunicazione non è un accessorio, ma una componente essenziale della <strong>Difesa moderna</strong>. In un’epoca in cui l’informazione è parte integrante del confronto geopolitico, pensare di tornare a una riservatezza “totale” è <strong>anacronistico</strong>: il silenzio non protegge, spesso lascia spazio a narrazioni distorte, disinformazione e strumentalizzazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo fa bene oggi la Difesa italiana a comunicare in modo sempre più strutturato: non per inseguire consensi, ma per garantire <strong>trasparenza</strong>, rendere comprensibili scelte e impegni, dentro e fuori i confini nazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Investire nella <strong>Cultura della Difesa</strong> significa rafforzare il legame tra Forze Armate e società civile, consolidare la fiducia dei cittadini e rendere più solido il sistema di sicurezza nazionale e collettivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Perché, oggi più che mai, <strong>comunicare bene significa difendere meglio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/radioesercito26.jpg","categoria":"Blog","tags":"ComunicazioneStrategica, CulturaDellaDifesa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-02 23:13:07","stato":"publish","riassunto_video":"Nel mondo digitale odierno, la comunicazione è strategica anche per le Forze Armate. In Italia, superata la riservatezza storica, è diventato essenziale raccontare il lavoro della Difesa. Non si tratta di propaganda, ma di trasparenza. Raccontare cosa fanno le Forze Armate è un dovere istituzionale verso i cittadini che le sostengono e verso la democrazia che sono chiamate a difendere.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28040-la-comunicazione-come-pilastro-della-cultura-della-difesa-perche-oggi-piu-che-mai-informare-significa-difendere.mp4","galleria":""}
{"id":28030,"titolo":"Dopo i Panzer anche i Samurai sono tornati: il Giappone diventerà il 3° Paese per Spesa Militare","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni anche la Germania ha riportato la difesa al centro dell’agenda politica, parlando apertamente di “svolta” e accelerando investimenti, <a href=\"https://difesanews.com/leopard-2-a8-il-kaiser-e-tornato-la-germania-domina-i-campi-di-battaglia-europei/\">programmi industriali</a> e <a href=\"https://difesanews.com/dopo-80-anni-la-germania-rompe-gli-indugi-la-panzerbrigade-45-difendera-la-lituania/\">impegni operativi</a> per recuperare prontezza e peso strategico. È una dinamica che riflette un clima internazionale più instabile e la percezione che la deterrenza, dopo decenni di prudenza, sia tornata un requisito politico oltre che militare. Dentro questo trend globale, però, <strong>la trasformazione più netta – per rapidità e portata – è quella di Tokyo</strong>: il Giappone sta ricalibrando dottrina, bilanci e strumenti, puntando a diventare un attore di primo piano nella spesa e nelle capacità nel teatro indo-pacifico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13736,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/01-1.jpg\" alt=\"Dopo i Panzer anche i Samurai sono tornati: il Giappone diventerà il 3° Paese per Spesa nella Difesa\" class=\"wp-image-13736\" title=\"Dopo i Panzer anche i Samurai sono tornati: il Giappone diventerà il 3° Paese per Spesa nella Difesa\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dopo i Panzer anche i Samurai sono tornati: il Giappone diventerà il 3° Paese per Spesa nella Difesa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-bilancio-record-numeri-obiettivo-terzo-al-mondo-e-sostenibilita\">Bilancio record: numeri, obiettivo “terzo al mondo” e sostenibilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://it.euronews.com/business/2025/12/26/il-giappone-e-sulla-buona-strada-per-diventare-il-terzo-paese-al-mondo-per-spesa-nella-dif\">Il Giappone ha imboccato una traiettoria di riarmo che non è più episodica, ma strutturale</a>. Il Consiglio dei ministri ha approvato <strong>un piano di bilancio record per la difesa che supera i 9.000 miliardi di yen</strong> per il prossimo anno fiscale 2026, che inizierà ad aprile. <strong>L’aumento è vicino al 10%</strong> rispetto al 2025 e segna il quarto anno del programma quinquennale pensato per <strong>portare la spesa al 2% del PIL</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella narrazione del governo, la manovra è “il minimo necessario” perché il Paese si troverebbe di fronte al contesto di sicurezza più severo e complesso del dopoguerra. Allo stesso tempo, l’esecutivo insiste su un punto politicamente cruciale: l’aumento degli stanziamenti non cambierebbe l’identità del Giappone come “nazione amante della pace”. È una formula che cerca di tenere insieme la memoria storica, i vincoli costituzionali e un’opinione pubblica che, pur più sensibile alle minacce regionali, resta attenta al rischio di una militarizzazione senza freni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13733,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Giappone-primo-ministro-640x300-1.jpg\" alt=\"Dopo i Panzer anche i Samurai sono tornati: il Giappone diventerà il 3° Paese per Spesa nella Difesa\" class=\"wp-image-13733\" style=\"width:840px;height:auto\" title=\"Dopo i Panzer anche i Samurai sono tornati: il Giappone diventerà il 3° Paese per Spesa nella Difesa\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dopo i Panzer anche i Samurai sono tornati: il Giappone diventerà il 3° Paese per Spesa nella Difesa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il passaggio che fa più notizia è la proiezione internazionale. Se il piano quinquennale verrà confermato e finanziato fino in fondo, <strong>Tokyo è sulla buona strada per diventare il terzo Paese al mondo per spesa militare, dietro Stati Uniti e Cina</strong>. Non è soltanto una questione di classifica: significa moltiplicare la capacità di sostenere scorte, logistica, manutenzione, addestramento, e quindi <strong>una presenza credibile nel tempo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Resta però un nodo che può rallentare la corsa: <strong>la sostenibilità economica</strong>. Per finanziare la crescita della spesa militare, il governo punta anche su misure fiscali, come aumenti di imposte su società e tabacco e un piano di incremento dell’imposta sul reddito in prospettiva. Ma in un Paese con pressione demografica e conti pubblici delicati, <strong>la continuità politica e la solidità delle coperture saranno decisive</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-missili-e-contrattacco-la-dottrina-cambia-la-distanza-conta\">Missili e “contrattacco”: la dottrina cambia, la distanza conta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se il bilancio è la fotografia, la strategia è il film. Il cuore del nuovo ciclo di spesa è l’idea di <strong>rafforzare la capacità di contrattacco</strong> e la difesa costiera, puntando su missili da crociera e sistemi a lungo raggio. In termini politici, è <strong>una rottura importante</strong>: per decenni, la postura giapponese è stata interpretata come rigidamente limitata alla difesa immediata; l’evoluzione in corso, invece, mira a dare a Tokyo la possibilità di <strong>colpire obiettivi nemici a distanza</strong> come deterrenza e come opzione in caso di attacco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella strategia di sicurezza adottata nel 2022, la Cina viene indicata come la principale sfida strategica e si prefigura un ruolo più incisivo delle Forze di autodifesa nell’ambito dell’alleanza con gli Stati Uniti. Il nuovo bilancio si inserisce in quella cornice: non solo difendere lo spazio nazionale, ma farlo con strumenti che rendano più costoso – quindi meno probabile – un attacco o una coercizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le voci più concrete spicca l’investimento per i missili terra-nave Type-12 aggiornati, sviluppati e potenziati a livello nazionale, con una gittata estesa nell’ordine dei mille chilometri. Conta anche la geografia: <strong>il dispiegamento viene accelerato nel Sud-Ovest</strong>, area considerata strategica perché più vicina ai punti di frizione nel Mar Cinese Orientale e alle linee di comunicazione marittime. <strong>Anticipare scadenze operative</strong> significa, per Tokyo, ridurre “finestre di vulnerabilità” percepite come sempre più rischiose.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo passaggio, inevitabilmente, alimenta un dibattito interno e internazionale. Da un lato, il governo ribadisce la continuità con la linea pacifista e difensiva; dall’altro, <strong>la disponibilità di capacità a lungo raggio cambia la percezione esterna del Paese</strong>, perché amplia lo spettro delle opzioni militari e quindi il messaggio di deterrenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13737,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/1000w_q95-1.webp\" alt=\"Dopo i Panzer anche i Samurai sono tornati: il Giappone diventerà il 3° Paese per Spesa nella Difesa\" class=\"wp-image-13737\" title=\"Dopo i Panzer anche i Samurai sono tornati: il Giappone diventerà il 3° Paese per Spesa nella Difesa\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dopo i Panzer anche i Samurai sono tornati: il Giappone diventerà il 3° Paese per Spesa nella Difesa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-droni-industria-alleanze-la-deterrenza-si-costruisce-anche-con-tecnologia-e-filiera\">Droni, industria, alleanze: la deterrenza si costruisce anche con tecnologia e filiera</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il riarmo giapponese non riguarda solo i missili. Una parte significativa della nuova postura passa dai sistemi senza equipaggio: <strong>droni aerei, marini e subacquei</strong> destinati a sorveglianza, ricognizione e difesa costiera. Qui convergono due logiche: la guerra moderna – sempre più basata su sensori, persistenza e piattaforme distribuite – e un vincolo strutturale giapponese, cioè la difficoltà di mantenere grandi organici in un Paese che invecchia e con una demografia in calo. In quest’ottica, <strong>l’unmanned è un moltiplicatore</strong>: più presenza e più copertura con meno personale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il piano prevede un dispiegamento “massiccio” di droni entro le prossime scadenze programmatiche, dentro un sistema che punta a diventare operativo nella seconda metà del decennio. Per accelerare i tempi, il Giappone valuta anche una fase iniziale con importazioni, mentre lavora per rafforzare la produzione e l’autonomia industriale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contesto geopolitico resta la spinta principale. <strong>Le tensioni con la Cina sono cresciute</strong> tra esercitazioni navali, attività di portaerei e episodi che Tokyo interpreta come altamente escalationisti. Nel dibattito politico giapponese si affaccia con più frequenza anche lo scenario Taiwan: l’idea che una crisi nello Stretto possa trascinare la regione in una dinamica che coinvolgerebbe direttamente gli interessi di sicurezza del Giappone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13738,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2025-06-19-003527-1.png\" alt=\"Dopo i Panzer anche i Samurai sono tornati: il Giappone diventerà il 3° Paese per Spesa nella Difesa\" class=\"wp-image-13738\" title=\"Dopo i Panzer anche i Samurai sono tornati: il Giappone diventerà il 3° Paese per Spesa nella Difesa\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dopo i Panzer anche i Samurai sono tornati: il Giappone diventerà il 3° Paese per Spesa nella Difesa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, c’è l’industria come terza gamba della strategia. Tokyo sta spingendo per rafforzare l’industria della difesa, anche con sviluppi congiunti con Paesi alleati e con un approccio più pragmatico alle esportazioni dopo l’allentamento delle restrizioni negli ultimi anni. Tra i programmi simbolo c’è <strong>il progetto con Regno Unito e Italia per un caccia di nuova generazione previsto per il 2035</strong>, accompagnato da ricerca su droni con intelligenza artificiale che possano operare in squadra con velivoli pilotati. In sintesi, <strong>il Giappone sta costruendo una deterrenza “a strati”</strong>: bilanci più alti, capacità di lunga distanza, sistemi senza pilota, cooperazioni industriali e alleanze operative. La sfida dei prossimi anni sarà trasformare l’accelerazione finanziaria in capacità reali e sostenibili, tenendo insieme consenso interno, vincoli politici e un ambiente regionale che, per Tokyo, appare ogni mese più competitivo e meno prevedibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/esercitogiappone-80x640-1.png","categoria":"Internazionali","tags":"Cina, difesa, Droni, Giappone, indopacifico, missili, spesamilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-02 13:34:02","stato":"publish","riassunto_video":"Il Giappone avvia un riarmo strutturale con un bilancio difesa record, superando i 9.000 miliardi di yen nel 2026, puntando a diventare il terzo Paese al mondo per spesa militare. La strategia include missili a lungo raggio, droni e rafforzamento industriale, per fronteggiare le crescenti tensioni regionali, soprattutto con la Cina, mantenendo però un’identità pacifista.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://it.euronews.com/business/2025/12/26/il-giappone-e-sulla-buona-strada-per-diventare-il-terzo-paese-al-mondo-per-spesa-nella-dif","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28030-dopo-i-panzer-anche-i-samurai-sono-tornati-il-giappone-diventera-il-3-paese-per-spesa-militare.mp4","galleria":""}
{"id":28025,"titolo":"La Minaccia n. 1: L'Influenza sulle Opinioni Pubbliche Occidentali","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’idea di una “pace” stabile e lineare è sempre più un’illusione. Nel sistema internazionale contemporaneo, le grandi potenze non stanno mai davvero ferme: si muovono lungo un continuum che alterna <strong>competizione</strong>, <strong>crisi</strong> e <strong>conflitto</strong>. In altre parole, anche quando non si spara, lo scontro può essere già in corso—solo che si svolge sotto la soglia cinetica, nei mercati, nella diplomazia, nelle infrastrutture critiche e, soprattutto, <strong>nelle menti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa lettura è ormai comune anche in ambito dottrinale e strategico: documenti militari e analitici descrivono come gli avversari “contestino” gli Stati Uniti e gli alleati <strong>attraverso le dimensioni diplomatiche, informative, militari ed economiche</strong> lungo tutto lo spettro <strong>“Competition, Crisis, and Conflict”</strong>. In parallelo, la riflessione più recente sottolinea che la competizione moderna non è confinata alla dimensione materiale: si estende alla <strong>dimensione cognitiva</strong>, diventando parte integrante del “continuum of competition”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È proprio qui che nasce la vulnerabilità più grande delle democrazie occidentali in tempi di <strong>pseudo pace</strong>: quando crediamo di essere fuori dalla guerra, siamo spesso già dentro un confronto che mira a <strong>orientare, dividere, polarizzare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-competizione-crisi-conflitto-la-normalita-del-confronto-tra-potenze\">Competizione, crisi, conflitto: la “normalità” del confronto tra potenze</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel linguaggio strategico contemporaneo, la competizione non è un’eccezione: è lo stato ordinario. La crisi è l’accelerazione—il momento in cui la pressione aumenta e gli attori testano soglie e reazioni. Il conflitto è la rottura, quando la coercizione supera la deterrenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un elemento chiave è che, lungo questo continuum, gli strumenti cambiano forma ma non necessariamente scopo: <strong>ottenere vantaggio</strong>, indebolire l’avversario, limitare le sue opzioni, condizionare le sue decisioni. Non a caso, analisi sul contesto operativo descrivono come Cina e Russia puntino a “prevalere” proprio in <strong>competizione, crisi e conflitto</strong>, contestando l’avversario in modo sistemico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-nella-fase-di-competizione-lo-scontro-e-cognitivo\">Nella fase di competizione, lo scontro è cognitivo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La fase di competizione è quella in cui si costruiscono (o si erodono) consenso, fiducia, coesione sociale. È anche la fase in cui le <strong>Operazioni di Influenza</strong> diventano la norma, perché sono lo strumento più efficiente per ottenere risultati politici <strong>senza</strong> pagare il costo di un conflitto aperto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui diventa centrale quanto descritto in <em>LA COMPETIZIONE COGNITIVA</em>: la mente umana non è un “campo neutro”, ma un sistema complesso con vulnerabilità prevedibili. La riflessione sulla dimensione cognitiva evidenzia che i processi mentali—psicologici e neurologici—sono <strong>“prevedibili e manipolabili”</strong>, e che, fuori dalle situazioni “lotta o fuggi”, la parte cosciente pesa solo per una quota minoritaria delle nostre decisioni e interpretazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo spazio, i <strong>bias</strong> (scorciatoie cognitive) non sono una deviazione rara: sono il funzionamento normale del cervello. E proprio per questo diventano il bersaglio ideale di azioni avversarie: se posso agganciarmi a emozioni, identità, paure, appartenenze, posso muovere comportamenti collettivi senza dover “convincere” razionalmente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-che-cosa-sono-le-operazioni-di-influenza-definizione-e-canali\">Che cosa sono le Operazioni di Influenza (definizione e canali)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per “Operazioni di Influenza” si intende, in senso ampio, un insieme coordinato di attività volte a <strong>modellare percezioni, atteggiamenti e decisioni</strong> di una <em>target audience</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una <a href=\"https://www.rand.org/content/dam/rand/pubs/monographs/2009/RAND_MG654.pdf\">definizione operativa molto chiara</a> (in ambito strategico-militare) descrive le influence operations come l’“applicazione coordinata, integrata e sincronizzata” di capacità <strong>diplomatiche, informative, militari, economiche e altre</strong> (in pace, crisi e conflitto) per favorire atteggiamenti o comportamenti di un pubblico bersaglio in linea con gli obiettivi dell’attore che le conduce. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto digitale, la <a href=\"https://stratcomcoe.org/\">NATO Strategic Communications Centre of Excellence</a> usa il concetto di <strong>Information Influence Operations (IIO)</strong> definendole come un tentativo organizzato di ottenere un effetto su una audience, spesso attraverso comportamenti manipolativi e illegittimi, che <strong>sfruttano il libero processo di formazione dell’opinione “imitando” comportamenti legittimi</strong> per entrare nello spazio pubblico e influenzarlo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-canali-stampa-media-social-e-oltre\">I canali: stampa, media, social, e oltre</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella competizione, queste operazioni si distribuiscono su più livelli e canali, spesso combinati:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Stampa e media tradizionali</strong> (agenda-setting, framing, amplificazione selettiva);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Social network e piattaforme digitali</strong> (reti coordinate, account fittizi, micro-targeting, manipolazione delle tendenze);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ecosistemi “ibridi”</strong>: influencer, pseudo-media, canali di messaggistica, comunità online, “esperti” costruiti;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Tecniche di supporto</strong>: cyber, leakage, deepfake, sabotaggio reputazionale, operazioni psicologiche.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto non è solo “diffondere falsità”: è <strong>orientare l’interpretazione</strong> di fatti veri, saturare lo spazio informativo, costruire sfiducia, rendere tutto ambiguo, polarizzare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è anche il motivo per cui—come ha sottolineato l’ammiraglio <a href=\"https://difesanews.com/cavo-dragone-valutiamo-un-attacco-ibrido-preventivo-contro-la-russia/\">Giuseppe Cavo Dragone parlando di minacce ibride</a>—non basta subire e rispondere in ritardo: l’Alleanza deve ragionare su un approccio <strong>più proattivo</strong>, “più aggressivo o proattivo, piuttosto che reattivo”.<br>(Tradotto sul piano informativo: <strong>non puoi limitarti a smentire</strong>; devi costruire resilienza, prevenire, attribuire, neutralizzare.)</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13744,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"600px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"La Minaccia n. 1: L'Influenza sulle Opinioni Pubbliche Occidentali\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/StratCom-is-wholeorganization-approach-led-by-the-commander-26-Source-Authors-own.jpg\" alt=\"La Minaccia n. 1: L'Influenza sulle Opinioni Pubbliche Occidentali\" class=\"wp-image-13744\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:600px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Minaccia n. 1: L'Influenza sulle Opinioni Pubbliche Occidentali</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-le-democrazie-sono-piu-esposte-e-russia-cina-meno-vulnerabili\">Perché le democrazie sono più esposte (e Russia/Cina meno vulnerabili)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui emerge l’asimmetria strategica: <strong>le democrazie sono più esposte</strong> perché la loro forza—pluralismo, libertà di espressione, competizione politica—è anche una superficie d’attacco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un manuale svedese dedicato al contrasto delle information influence activities lo dice in modo netto: il libero dibattito e la libertà di espressione sono pilastri della democrazia <strong>anche se complicano</strong> la difesa contro queste operazioni.<br>In una società aperta:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>lo spazio informativo è vasto e difficile da “sigillare”;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il conflitto politico interno è fisiologico (quindi più facile da esasperare);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>i media competono per attenzione (quindi più vulnerabili a manipolazioni e amplificazioni);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>la fiducia nelle istituzioni è una variabile fragile e continuamente contesa.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al contrario, sistemi autoritari come quelli russo e cinese possono ridurre l’esposizione interna con <strong>controllo verticale</strong> dello spazio informativo (censura, repressione, piattaforme controllate, narrazioni imposte). Non è solo una questione culturale: è anche infrastrutturale. La riflessione italiana sul Cognitive Warfare evidenzia la dimensione di “reciprocità” asimmetrica: alcuni competitors possono agire nelle reti globali e, al tempo stesso, <strong>negare la possibilità di risposta</strong> attraverso reti sovrane interne (citando esplicitamente la rete cinese e il tentativo russo di RuNet).<br>E infatti, <a href=\"https://freedomhouse.org/country/china/freedom-net/2024?utm_source=chatgpt.com\">rapporti indipendenti descrivono condizioni di libertà online estremamente degradate in Cina</a>, con controllo e repressione sistematici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il risultato è uno squilibrio: l’Occidente è “permeabile” per natura, mentre gli avversari possono essere <strong>permeabili verso l’esterno</strong> (per influenzare) e <strong>impermeabili verso l’interno</strong> (per proteggersi).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-reagire-senza-diventare-cio-che-combattiamo\">Reagire senza diventare ciò che combattiamo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nodo politico è delicato: come difendersi senza snaturare i valori democratici? La risposta più solida non è la censura “simmetrica”, ma una strategia multilivello: <strong>whole of society</strong>, come indicato anche nella riflessione italiana sul Cognitive Warfare, che parla della necessità di consapevolezza diffusa e risposta corale, non limitata a un singolo dicastero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In pratica, significa almeno cinque cose:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Attribuire e rendere trasparente</strong>: far emergere reti coordinate e responsabilità (qui l’approccio metodico all’attribuzione è cruciale).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rafforzare la resilienza cognitiva</strong>: alfabetizzazione mediatica, cultura del dubbio, comprensione dei bias (non per “vaccinare” ideologicamente, ma per rendere più difficile la manipolazione).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Comunicazione strategica credibile</strong>: una “narrativa” non propagandistica, ma coerente, rapida, verificabile, capace di parlare anche al piano emotivo (perché è lì che avviene gran parte del senso).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Partnership pubblico–privato</strong>: piattaforme, data-sharing, strumenti di monitoraggio, risposta rapida (senza delegare la sovranità democratica a soggetti privati).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Difendere la coesione interna</strong>: perché l’obiettivo finale delle operazioni di influenza non è “farci credere una bugia”, ma <strong>fratturare</strong> fiducia e unità, rendendo ingestibile la decisione collettiva.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-take-away\">Take Away</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In tempi di “pseudo pace”, la minaccia più efficace non è quella che distrugge ponti o depositi: è quella che <strong>sposta la percezione</strong>, rende impossibile distinguere il vero dal verosimile, trasforma il dissenso fisiologico in odio strutturale. Le Operazioni di Influenza sono il linguaggio quotidiano della competizione tra potenze, e il fronte più delicato—perché passa attraverso ciò che siamo: società aperte, libere, plurali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proprio per questo, la risposta non può essere solo tecnica. Deve essere <strong>politica e culturale</strong>: difendere la libertà significa anche difendere le condizioni cognitive e informative che la rendono possibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/top.jpg","categoria":"Blog","tags":"cognitive_warfare, competizione_cognitiva, democrazie_vulnerabili, disinformazione, guerra_ibrida, operazioni_di_influenza, polarizzazione","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-02 13:14:03","stato":"publish","riassunto_video":"La “pace” stabile è un’illusione: grandi potenze competono costantemente in un continuum che va dalla competizione al conflitto, soprattutto a livello cognitivo. Le Operazioni di Influenza mirano a manipolare opinioni e dividere le società democratiche, più vulnerabili per la loro apertura. Difendersi richiede strategie multilivello, trasparenza, resilienza cognitiva e coesione sociale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/assets/allegati/31787/4.cognitive_warfare_-_la_competizione_nella_dimensione_cognitiva._ed.2023.pdf","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28025-la-minaccia-n-1-linfluenza-sulle-opinioni-pubbliche-occidentali.mp4","galleria":""}
{"id":28018,"titolo":"Adesso sono chiare le parole di Cavo Dragone e Masiello: ecco perché la Germania pianifica la difesa a cinque fasi","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"h-\">L’invasione russa dell’Ucraina del <strong>febbraio 2022</strong> ha accelerato un cambio di scenario che in Europa covava da anni: non si ragiona più solo in termini di deterrenza “classica”, ma di <strong>confronto continuo sotto soglia</strong>, dove la competizione si gioca <strong>insieme</strong> su terra, mare, aria, spazio, cyber e informazione. Non è un dettaglio semantico: significa che attacchi informatici, sabotaggi, interferenze e campagne di disinformazione non sono “rumore di fondo”, ma possono diventare <strong>segnali anticipatori</strong> o addirittura <strong>preparazione</strong> di un’escalation.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, la NATO discute apertamente come rispondere alla <strong>minaccia ibrida</strong> con una postura meno passiva. L’ammiraglio <strong>Giuseppe Cavo Dragone</strong> (presidente del <a href=\"https://www.nato.int/en/about-us/organization/nato-structure/nato-military-committee\">Comitato Militare NATO</a>) ha indicato la vulnerabilità di un approccio troppo <strong>reattivo</strong> nel cyber e la necessità di ragionare in chiave più <strong>“proattiva”</strong> contro sabotaggi, attacchi informatici e operazioni sotto-soglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui entra in gioco il <strong>piano cognitivo</strong>: la tenuta della società (fiducia nelle istituzioni, coesione, percezione del rischio, resilienza alle manipolazioni) diventa parte integrante della difesa. Se l’avversario punta a paralizzare decisioni e logistica “senza sparare”, allora proteggere reti, infrastrutture e opinione pubblica non è più un compito accessorio: è una componente della capacità di combattimento nel senso moderno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3462,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Bundeswehr-1.jpg\" alt=\"Germania, è record di arruolamenti: +28% di reclute nel 2025 - DEFENSANEWS.COM - Noticias defensa y seguridad\" class=\"wp-image-3462\" title=\"Adesso sono chiare le parole di Cavo Dragone e Masiello: ecco perché la Germania pianifica la difesa a cinque fasi\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Adesso sono chiare le parole di Cavo Dragone e Masiello: ecco perché la Germania pianifica la difesa a cinque fasi</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-caso-germania-oplan-la-logistica-come-fronte-e-il-modello-a-cinque-fasi-con-orizzonte-2029\">Il caso Germania: OPLAN, la logistica come fronte e il modello a cinque fasi (con orizzonte 2029)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Germania è diventata un laboratorio europeo di questo cambio di mentalità perché, per posizione e ruolo, è <strong>hub logistico</strong> della NATO: in uno scenario di crisi, Berlino dovrebbe garantire transito, supporto e protezione al movimento delle forze alleate. La Bundeswehr descrive l’<strong>Operational Plan for Germany (OPLAN DEU)</strong> come un documento che integra difesa nazionale e collettiva con il supporto civile, valido “in pace, crisi e guerra” e anche in condizioni di <strong>minaccia ibrida</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel quadro NATO richiamato dalla Bundeswehr, fino a <strong>800.000 militari</strong> potrebbero essere schierati verso i confini esterni dell’Alleanza <strong>entro sei mesi</strong> usando la Germania come “hub”: una missione che richiede un approccio di <strong>whole-of-society</strong> (trasporti, sanità, energia, imprese, appalti, sicurezza interna).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo le ricostruzioni giornalistiche citate da <strong>Wall Street Journal</strong> e riprese da più media, l’orizzonte di rischio considerato da diversi responsabili tedeschi colloca un possibile punto di massima pericolosità attorno al <strong>2029</strong> (valutazioni, non profezie). Reuters ha riportato lo stesso ordine di grandezza (“5-8 anni”, quindi circa 2029) nelle analisi militari tedesche sul potenziale di ricostituzione russa. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dentro questo contesto, le anticipazioni su una “light version” dell’OPLAN descrivono un <strong>modello di escalation in cinque fasi</strong> (dalla rilevazione precoce/deterrenza fino alla difesa nazionale, difesa collettiva NATO e recupero post-conflitto) e sostengono che la Germania starebbe già lavorando sulla <strong>prima fase</strong>: costruzione del quadro di minaccia, coordinamento interministeriale, preparazione di logistica e protezione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La logica è chiara: se il conflitto può iniziare con cyber, sabotaggio e disinformazione, allora la difesa deve essere impostata <strong>prima</strong> che scatti l’Articolo 5, e deve proteggere <strong>infrastrutture civili e militari insieme</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5775,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/Luftverteidigungssystem-NNbS_Bild_ARGE-NNbS-1068x570.jpg-1024x547-1.webp\" alt=\"Germania, cresce la tensione tra Esercito e Aeronautica sulla difesa aerea\" class=\"wp-image-5775\" title=\"Adesso sono chiare le parole di Cavo Dragone e Masiello: ecco perché la Germania pianifica la difesa a cinque fasi\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Adesso sono chiare le parole di Cavo Dragone e Masiello: ecco perché la Germania pianifica la difesa a cinque fasi</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-implicazioni-per-l-italia-va-in-guerra-il-paese-e-la-risposta-ibrida-deve-essere-proattiva\">Implicazioni per l’Italia: “va in guerra il Paese”, e la risposta ibrida deve essere proattiva</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Italia, <a href=\"https://difesanews.com/europa-lallarme-di-masiello-la-pace-e-una-parentesi-fra-due-guerre-video/\">il punto è stato espresso con nettezza dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito</a> <strong>Carmine Masiello</strong>: se mai si arrivasse allo scenario estremo, <strong>non sarebbe “l’Esercito da solo”</strong>, ma “<strong>l’Italia</strong>” a dover reggere il peso della difesa. È un messaggio che richiama direttamente la cornice costituzionale: l’art. <strong>52</strong> stabilisce che <em>“la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Letto con la lente multidominio, questo significa tre cose operative:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Piano nazionale di difesa multidominio</strong>: non solo forze armate, ma catena decisionale, continuità di governo, protezione infrastrutture critiche, supply chain, mobilità militare, sanità, energia, telecomunicazioni. (È la lezione “whole-of-society” che la Germania sta formalizzando nel suo OPLAN). </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Minaccia ibrida = “fronte interno” e “fronte esterno” insieme</strong>: cyber, sabotaggio, influenza e interferenze non sono episodi separati. La Bundeswehr nota esplicitamente quanto sia ormai difficile separare sicurezza interna ed esterna, proprio per l’ambiguità della minaccia ibrida. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Approccio proattivo e difesa cognitiva</strong>: qui torna l’<a href=\"https://difesanews.com/cavo-dragone-valutiamo-un-attacco-ibrido-preventivo-contro-la-russia/\">accenno di Cavo Dragone</a>: nel dominio cyber e sotto-soglia, restare “solo reattivi” rischia di far inseguire l’avversario. Serve una postura più proattiva (nei limiti legali, etici e politici) e, soprattutto, una strategia di resilienza cognitiva: prevenire manipolazioni, rafforzare alfabetizzazione informativa, comunicazione pubblica credibile, e capacità di attribuzione/risposta coordinata.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4946,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/esercitazione-Cyber-eagle-aeronautica-militare-5-scaled-1.jpg\" alt=\"Cybersecurity e infrastrutture critiche: l’Italia al centro della guerra digitale\" class=\"wp-image-4946\" title=\"Adesso sono chiare le parole di Cavo Dragone e Masiello: ecco perché la Germania pianifica la difesa a cinque fasi\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Adesso sono chiare le parole di Cavo Dragone e Masiello: ecco perché la Germania pianifica la difesa a cinque fasi</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi: dopo l’Ucraina, il punto non è “se” l’Occidente debba aggiornare i modelli di difesa, ma <strong>come</strong> farlo rapidamente. La Germania sta codificando una risposta che tratta la dimensione ibrida come parte della scala di escalation; l’Italia, se prende sul serio il messaggio di Masiello, deve ragionare nello stesso perimetro: <strong>difesa come responsabilità nazionale</strong>, multidominio, e con una protezione esplicita del <strong>dominio cognitivo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/ChatGPT-Image-1-gen-2026-20-26-40.png","categoria":"Internazionali","tags":"cognitivowarfare, difesa, Germania, minacciaibrida, multidominio, NATO, OPLAN","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-01 20:34:03","stato":"publish","riassunto_video":"L’invasione russa ha accelerato il passaggio a una difesa multidominio in Europa, dove cyberattacchi e disinformazione sono parte integrante del conflitto. La Germania, hub logistico NATO, sviluppa un piano a cinque fasi per affrontare minacce ibride fino al 2029, integrando società e militari. L’Italia deve adottare un approccio simile, proattivo e cognitivo, coinvolgendo tutta la Nazione.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.wsj.com/world/europe/germany-russia-war-nato-secret-plan-8ce43a8d?utm_source=chatgpt.com","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28018-adesso-sono-chiare-le-parole-di-cavo-dragone-e-masiello-ecco-perche-la-germania-pianifica-la-difesa-a-cinque-fasi.mp4","galleria":""}
{"id":28011,"titolo":"US Marine Corps: elementi chiavi per l'innovazione dell'Esercito Italiano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è un passaggio, nell’articolo <strong>“How the US Marine Corps Reinvented Itself in 2025”</strong> (Military.com, Darius Radzius, 30 dicembre 2025), che suona come una frase definitiva: i Marines si stanno equipaggiando per <strong>le battaglie che erediteranno</strong>, non per quelle che ricordano. Non è retorica. È il modo in cui una forza armata accetta di vivere in un mondo dove la guerra torna ad essere alta intensità, multi-dominio, accelerata dai dati, e dove l’errore più costoso non è “non avere l’ultimo sistema”, ma <strong>continuare ad allenarsi per un’idea di conflitto che non esiste più</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 2025, nella narrazione dell’articolo, è l’anno in cui il Marine Corps prova a dimostrare che <strong>la modernizzazione non è una presentazione in PowerPoint</strong>. È una disciplina quotidiana. È una fatica organizzativa. È un cambio di abitudini. E soprattutto è una scelta di metodo: <strong>Force Design</strong> non come riforma “una tantum”, ma come <strong><em>campagna continua di apprendimento e adattamento.</em></strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-modernizzare-e-un-verbo-al-presente\">Modernizzare è un verbo al presente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La parola “reinvented” è ingombrante: sembra promettere rivoluzioni, tagli netti, identità riscritte. Eppure ciò che emerge è più sottile e, per questo, più serio. Reinventarsi, per i Marines, significa mettere mano a tre cose che normalmente cambiano con lentezza: <strong>formazioni</strong>, <strong>tecnologie</strong>, <strong>addestramento</strong>. Non “a slogan”, ma “a livello squadra e batteria”, cioè là dove la guerra diventa manutenzione, turni, procedure, disciplina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È una differenza cruciale: quando la modernizzazione resta al livello delle slide, la vita operativa continua a comportarsi come prima. Quando invece le domande arrivano fino ai reparti — “cosa cambia domani nel mio addestramento?”, “cosa cambia nella mia manutenzione?”, “cosa cambia in come mi schiero?” — la modernizzazione diventa reale. Ed è lì che si misura la leadership: nel rendere leggibile e praticabile il cambiamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13709,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/IBVI-Blog-HistoryOfTheUSMarineCorps-1920x820-1-1024x437-1.jpg\" alt=\"US Marine Corps: elementi chiavi per l'innovazione dell'Esercito Italiano\" class=\"wp-image-13709\" title=\"US Marine Corps: elementi chiavi per l'innovazione dell'Esercito Italiano\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">US Marine Corps: elementi chiavi per l'innovazione dell'Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-guerra-dei-dati-quando-l-informazione-diventa-potenza-di-combattimento\">La guerra dei dati: quando l’informazione diventa potenza di combattimento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore concettuale del racconto è <strong>Project Dynamis</strong>: l’idea che la superiorità non dipenda solo da “più piattaforme”, ma da un vantaggio nella <strong>decisione</strong>. Accorciare i tempi tra l’identificazione e l’ingaggio, unire sensori diversi, fondere dati, far lavorare umano e macchina insieme: tutto questo viene presentato come un modo per spezzare le rigidità delle vecchie “kill chain” e inseguire la “decision dominance”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui c’è una presa di coscienza: nel conflitto moderno, spesso non vince chi vede per primo, ma chi <strong>capisce per primo cosa sta vedendo</strong> e agisce prima che l’informazione scada. E se il tempo è la nuova moneta, allora dati, modelli, capacità di fusione e procedure diventano una forma di armamento. “Data-driven decision-making” non è un vezzo tecnologico: è un modo per provare a sopravvivere in un ambiente in cui l’ambiguità è costante e le finestre di opportunità durano minuti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La domanda che un capo militare dovrebbe portarsi dietro è scomoda e concreta: se i dati sono una risorsa da combattimento, <strong>chi li governa operativamente?</strong> Non l’IT, non l’amministrazione: la catena di comando. E se non esiste una cultura diffusa della qualità del dato e dell’uso degli strumenti decisionali, il sistema più avanzato finisce per essere una radio costosa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-addestrarsi-al-peggio-come-nuova-normalita\">Addestrarsi al peggio come nuova normalità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’articolo insiste su un punto che, a leggerlo bene, è più “rivoluzionario” di qualsiasi drone: l’addestramento 2025 spinge a superare gli standard tradizionali per includere ciò che prima era eccezione. Logistica contestata, rifornimento senza porti o aeroporti garantiti, manovra senza GPS certo, comunicazioni sotto jamming, esercitazioni in cui il supporto aereo non è assicurato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E poi un dettaglio simbolico: l’enfasi sul saper identificare bersagli con metodi <strong>analogici</strong> quando le reti digitali collassano. È il paradosso dell’innovazione seria: non significa dipendere dalla tecnologia, ma <strong>diventare resilienti anche quando la tecnologia viene negata</strong>. Si può essere moderni e, allo stesso tempo, addestrati alla perdita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13710,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/image0.webp\" alt=\"US Marine Corps: elementi chiavi per l'innovazione dell'Esercito Italiano\" class=\"wp-image-13710\" title=\"US Marine Corps: elementi chiavi per l'innovazione dell'Esercito Italiano\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">US Marine Corps: elementi chiavi per l'innovazione dell'Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è una lezione culturale: la prontezza non è più “quanto bene eseguo in condizioni ideali”, ma “quanto riesco a fare quando il contesto mi tradisce”. È un cambio di mentalità. E richiede coraggio, perché addestrarsi al peggio espone limiti, mette in luce debolezze, aumenta frizione. Ma è proprio questa frizione che accelera l’apprendimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-droni-e-osservazione-pervasiva-la-battaglia-dell-invisibilita\">Droni e osservazione pervasiva: la battaglia dell’invisibilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se c’è un nemico costante nel 2025 dei Marines, è l’idea che non esistano più “zone d’ombra”. Droni sopra la testa, sensori ovunque, la possibilità di essere tracciati in tempo reale. In questo scenario, cambiano i fondamentali: riposizionamento rapido, deception, camuffamento, rapidità più che massa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui entra un concetto che vale più di mille acronimi: la <strong>gestione dell’impronta elettromagnetica</strong>. Non basta “avere comunicazioni”; bisogna saperle usare senza diventare un faro. Non basta “emettere”; bisogna saper tacere. Non basta “connettersi”; bisogna saper operare quando connettersi è un rischio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La riflessione è semplice e spietata: se l’avversario può vederti sempre, la tua sopravvivenza dipende dal modo in cui gestisci ciò che lasci in aria — segnali, emissioni, abitudini. La tecnologia, qui, non serve a farsi notare: serve a <strong>non farsi colpire</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-interoperabilita-non-presenza-ma-senso\">Interoperabilità: non presenza, ma senso</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo sposta <strong>l’interoperabilità dall’ambito “diplomatico” a quello “operativo”</strong>: non è un’etichetta, è una capacità. E produce un effetto spesso sottovalutato: crea una generazione di sottufficiali e giovani leader che non scopre il teatro “il giorno uno” di una crisi, perché ci ha già lavorato, lo ha già misurato, lo ha già interiorizzato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è anche un altro filo: <strong>l’integrazione con partner e alleati</strong> non viene raccontata come “presenza per presenza’s sake”, ma come rotazioni collegate a profili missione. Radar costieri calibrati con unità locali, esercizi di force protection, rehearsals di cyber-recovery, capacità mediche expeditionary: un mosaico di attività che costruisce competenze, non cartoline.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13712,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/RENEGATE-scaled.jpg\" alt=\"US Marine Corps: elementi chiavi per l'innovazione dell'Esercito Italiano\" class=\"wp-image-13712\" title=\"US Marine Corps: elementi chiavi per l'innovazione dell'Esercito Italiano\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">US Marine Corps: elementi chiavi per l'innovazione dell'Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-lato-ruvido-della-reinvenzione-rischi-incidenti-infrastrutture\">Il lato ruvido della reinvenzione: rischi, incidenti, infrastrutture</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’articolo non evita le ombre. Parla di incidenti addestrativi e delle conseguenti revisioni di sicurezza. Parla delle difficoltà nel migliorare alloggi e infrastrutture, tra ritardi, ispezioni e limiti di budget. In altre parole: modernizzare i sistemi senza modernizzare ciò che li sostiene può creare un collo di bottiglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È una lezione che vale universalmente: <strong>la trasformazione non vive solo negli armamenti, vive anche nei capannoni, nelle officine, negli spazi sicuri per reti classificate, nei depositi adeguati per sistemi autonomi.</strong> La “guerra dei dati” pretende infrastrutture. La “forza distribuita” pretende logistica. La “prontezza” pretende <strong>condizioni di vita che trattengano competenze rare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-2026-come-stress-test-la-realta-non-perdona\">2026 come stress test: la realtà non perdona</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, l’orizzonte che si apre è quello del 2026: budget sotto scrutinio, <strong>wargame come audit operativo</strong>, after-action report che diranno se la teoria regge. La domanda non sarà “abbiamo comprato?”, ma “<strong>riusciamo a trasferire carburante, munizioni e dati abbastanza in fretta, in modo abbastanza sicuro, quando qualcuno cerca attivamente di impedirlo?</strong>”. È lì che una “campagna di apprendimento” dimostra di essere più di una formula.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se una Forza Armata osserva questo percorso, la tentazione è prendere nota delle piattaforme, dei programmi, delle sigle. Ma l’idea più importante, in controluce, è un’altra: <strong>la modernizzazione è un metodo di governo della complessità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Forse questa è la riflessione più utile: nel 2025 dei Marines, la reinvenzione non appare come una corsa alla novità, ma come la costruzione di un’<strong>organizzazione che accetta di cambiare <em>sempre</em></strong>,<strong> perché il contesto cambia <em>semp</em></strong><em><strong>re</strong></em>. E in un’epoca in cui la guerra è anche velocità di apprendimento, la vera superiorità non è avere un sistema in più: è riuscire a trasformare rapidamente ciò che si è — senza perdere ciò che si è.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/Marines-3.jpg","categoria":"Blog","tags":"addestramentoreale, decisiondominance, droniecontromisure, ForceDesign, interoperabilitàmulti-dominio, modernizzazioneUSMC, ProjectDynamis","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-01 09:04:02","stato":"publish","riassunto_video":"Nel 2025 i Marines si reinventano puntando su modernizzazione continua, addestramento realistico e uso strategico dei dati per dominare decisioni rapide in guerra multi-dominio. La sfida è adattarsi a conflitti complessi, gestendo emissioni e interoperabilità con alleati, investendo anche in infrastrutture. La vera forza è cambiare costantemente senza perdere identità.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.military.com/daily-news/headlines/2025/12/30/marines-2025-reinvented-future-and-ready-fight.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28011-us-marine-corps-elementi-chiavi-per-linnovazione-dellesercito-italiano.mp4","galleria":""}
{"id":28004,"titolo":"Il prezzo della pace: Mattarella ricorda Kindu","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel tradizionale <strong>discorso di fine anno 2025</strong>, il Presidente della Repubblica <strong>Sergio Mattarella</strong> ha voluto ricordare con parole solenni la <strong>tragedia dell’eccidio di Kindu</strong>, un episodio doloroso in cui <strong>tredici aviatori italiani della 46ª Aerobrigata di Pisa furono uccisi in Congo durante una missione di pace delle Nazioni Unite l’11 novembre 1961</strong>.<br>Mattarella ha sottolineato che questa pagina, trascorsi <strong>oltre sessant’anni</strong>, rimane <strong>una ferita aperta nella nostra memoria nazionale</strong> e rappresenta un monito profondo sul valore e sul costo della pace. <br>Nel suo messaggio ai cittadini italiani, il Capo dello Stato ha collegato il sacrificio di quei militari al più ampio impegno dell’Italia per la stabilità internazionale e per i valori condivisi della convivenza civile. <br>Questa riflessione ha rafforzato il tema centrale del discorso: <strong>la pace non è un ideale astratto ma un impegno quotidiano, spesso accompagnato da dolorosi sacrifici</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-contesto-il-congo-tra-caos-e-interessi-internazionali\">Il contesto: il Congo tra caos e interessi internazionali</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Congo aveva ottenuto l’indipendenza dal Belgio nel 1960, ereditando però un vuoto istituzionale e profonde fratture tribali, alimentate da interessi coloniali e geopolitici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A complicare il quadro, <strong>potenze e interessi internazionali</strong> si mossero per influenzare il destino del Paese, attratte dalle sue immense risorse minerarie e strategiche. In questo contesto prese forma la <strong>secessione del Katanga</strong>, la regione più ricca e industrializzata, sostenuta da ingenti capitali stranieri e dall’impiego di mercenari europei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il giovane Stato congolese si ritrovò così diviso tra <strong>tre poli di potere</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>il governo centrale del presidente <strong>Joseph Kasa-Vubu</strong>, con le forze del colonnello <strong>Joseph-Désiré Mobutu</strong> nel settore occidentale;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>i sostenitori di <strong>Patrice Lumumba</strong>, guidati da <strong>Antoine Gizenga</strong> e dal generale <strong>Lundula</strong>, con appoggi sovietici nelle regioni orientali;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il <strong>Katanga secessionista</strong> di <strong>Moïse Ciombe (Tshombe)</strong>, supportato da mercenari e da influenze economiche europee.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La crisi degenerò rapidamente. Nel luglio 1960, appena un mese dopo l’indipendenza, il Katanga dichiarò la propria autonomia, dando avvio a una guerra civile. Poco dopo venne <strong>assassinato Patrice Lumumba</strong>, primo premier congolese e simbolo del tentativo di emancipazione dal controllo esterno.<br>Il delitto — perpetrato da forze katanghesi con la complicità del potere centrale — aprì una fase ancora più drammatica. <strong>Mobutu</strong>, allora a capo dell’esercito, avrebbe consolidato negli anni successivi un regime autoritario durato quasi quarant’anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo clima esplosivo, tra rivalità interne e pressioni internazionali, le Nazioni Unite decisero di intervenire: <strong>nell’agosto 1960</strong>, con la missione <strong>ONUC</strong>, i caschi blu furono schierati nel tentativo di stabilizzare il Paese e prevenire un conflitto regionale su vasta scala.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11294,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/onuc-03.jpg\" alt=\"11 novembre 1961: 64 anni dall’eccidio di Kindu, il sacrificio dei 13 aviatori italiani in missione di pace\" class=\"wp-image-11294\" title=\"11 novembre 1961: 64 anni dall’eccidio di Kindu, il sacrificio dei 13 aviatori italiani in missione di pace\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Unità della missione delle Nazioni Unite in Congo (ONUC) nei pressi di Élisabethville, nel 1963 - Foto ONU/BZ</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-gli-equipaggi-italiani-e-l-ultima-missione\">Gli equipaggi italiani e l’ultima missione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I due velivoli italiani — <strong>C-119 “Lyra 5” e “Lupo 33”</strong> — erano impegnati da oltre un anno nei cieli africani. Il <strong>21 novembre</strong> sarebbero rientrati in patria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’11 novembre decollarono da Leopoldville per portare rifornimenti alla guarnigione malese dell’ONU nella zona di <strong>Kindu</strong>, ai margini della foresta congolese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La regione era scossa da settimane di violenze e tensioni: bande armate, propaganda, sospetto verso chiunque fosse straniero. Si temeva — senza fondamento — un aviolancio di mercenari belgi a sostegno della secessione del Katanga. Gli aerei italiani <strong>si dovevano fermare a Kindu solo per il tempo di scaricare e, per gli equipaggi, di mangiare qualcosa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11295,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/onuc-02.jpg\" alt=\"11 novembre 1961: 64 anni dall’eccidio di Kindu, il sacrificio dei 13 aviatori italiani in missione di pace\" class=\"wp-image-11295\" title=\"11 novembre 1961: 64 anni dall’eccidio di Kindu, il sacrificio dei 13 aviatori italiani in missione di pace\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un Fairchild C-119 della 46ª Aerobrigata - Free Commons Copyright Wikipedia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-eccidio\">L'eccidio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La comparsa dei due C-119 italiani, <strong>scambiati per velivoli katanghesi carichi di paracadutisti</strong>, innescò il panico tra i soldati di Kindu. Centinaia di miliziani raggiunsero in camion l’aeroporto: i tredici aviatori, al comando del maggiore Amedeo Parmeggiani, stavano mangiando alla mensa ONU, una villetta a circa un chilometro dalla pista, insieme a una decina di ufficiali malesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Verso le <strong>16:15</strong> un primo gruppo di circa <strong>80</strong> militari congolesi fece irruzione nell’edificio: italiani e malesi, quasi tutti disarmati, furono sopraffatti e percossi; il tenente medico <strong>Francesco Paolo Remotti</strong>, nel tentativo di fuggire da una finestra, venne raggiunto e ucciso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle <strong>16:30</strong> sopraggiunsero altri <strong>300</strong> miliziani guidati dal comandante locale, <strong>colonnello Pakassa</strong>. Il maggiore malese <strong>Maud</strong> provò invano a spiegare che gli aviatori erano personale dell’ONU. Alle <strong>16:50</strong> i <strong>dodici</strong> superstiti, costretti a trasportare il corpo di Remotti, furono caricati su camion, condotti in città e rinchiusi nella piccola prigione. Nel frattempo, giunti da Leopoldville, il generale <strong>Lundula</strong> e funzionari <strong>ONUC</strong> tentarono di aprire una trattativa, ma senza esito: il comando congolese appariva ormai incapace di controllare i propri uomini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella notte, soldati congolesi irruppero nelle celle e <strong>fucilarono</strong> i dodici italiani. I corpi, inizialmente lasciati sul posto, vennero poco dopo prelevati dal <strong>custode del carcere</strong> che, temendone lo scempio, li trasportò nella foresta e li seppellì in una fossa comune. I miliziani diffusero intanto la voce che gli italiani rifornissero i secessionisti e che fossero stati attirati a Kindu da un presunto inganno della torre di controllo; pochi giorni dopo, l’inviato <strong>Alberto Ronchey</strong> de <em>La Stampa</em> constatò che <strong>la torre era fuori uso da mesi</strong>, smentendo quelle versioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il ritorno in patria e il lutto di una Nazione</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per giorni calò il silenzio. Della sorte dei <strong>tredici aviatori</strong> non giunsero notizie, e anche il <strong>comando ONU</strong> evitò mosse avventate per scongiurare reazioni a catena, ignaro che i militari italiani erano già stati uccisi. Solo settimane dopo, il <strong>custode del carcere</strong> trovò il coraggio di contattare i <strong>fratelli Arcidiacono</strong>, italiani da anni a <strong>Kindu</strong>: grazie alle loro informazioni fu possibile ricomporre i fatti e attivare le <strong>Nazioni Unite</strong> per il recupero delle salme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>febbraio 1962</strong> un convoglio della <strong>Croce Rossa austriaca</strong>, scortato da <strong>caschi blu etiopi</strong> e affiancato da due ufficiali della <strong>46ª Aerobrigata</strong> (<strong>tenente colonnello Picone</strong> e <strong>maggiore Poggi</strong>), rintracciò la <strong>fossa comune</strong> nel <strong>cimitero di Tokolote</strong>, un villaggio sulle rive del <strong>Lualaba</strong>. I corpi, protetti da uno spesso strato d’<strong>argilla</strong>, risultarono in condizioni tali da permetterne l’immediata <strong>identificazione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Trasferiti all’<strong>aeroporto di Kindu</strong>, furono imbarcati su un <strong>C-119</strong> italiano per <strong>Leopoldville</strong> e quindi rientrarono in <strong>Italia</strong> a bordo di un <strong>C-130</strong> statunitense.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I tredici Caduti di Kindu</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Magg. pilota <strong>Amedeo Parmeggiani</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Cap. pilota <strong>Giorgio Gonelli</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. medico <strong>Francesco Paolo Remotti</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sottoten. pilota <strong>Onorio De Luca</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sottoten. pilota <strong>Giulio Garbati</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Mar. motorista <strong>Filippo Di Giovanni</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Mar. motorista <strong>Nazzareno Quadrumani</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Serg. magg. elettr. bordo <strong>Armando Fabi</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Serg. magg. marconista <strong>Antonio Mamone</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Serg. magg. montatore <strong>Silvestro Possenti</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Serg. magg. montatore <strong>Nicola Stigliani</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Serg. elettr. bordo <strong>Martano Marcacci</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Serg. marconista <strong>Francesco Paga</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-memoria-e-il-valore-del-sacrificio\">La memoria e il valore del sacrificio</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per decenni, la vicenda rimase intrisa di dolore, racconti confusi, indignazione internazionale. Solo nel 1994 ai Caduti venne conferita la <strong>Medaglia d’Oro al Valor Militare</strong>. Nel 2007 fu approvata una legge di indennizzo per le famiglie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, monumenti e sacrari ne preservano la memoria: da Pisa a Fiumicino, da Milano a tanti comuni italiani che hanno intitolato strade e piazze ai Caduti di Kindu.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A sessantaquattro anni da quell’<strong>11 novembre 1961</strong>, l’Italia ricorda i suoi aviatori con rispetto e gratitudine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un mondo che ancora conosce conflitti, instabilità, e missioni internazionali complesse, <strong>il sacrificio dei Caduti di Kindu ricorda il valore del servizio silenzioso, dell’impegno militare al fianco delle istituzioni democratiche e dei popoli in difficoltà.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2026/01/FG.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"46abrigataaerea, aeronauticamilitare, KINDU, MATTARELLA, PRESIDENTEDELLAREPUBBLICA","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2026-01-01 08:01:12","stato":"publish","riassunto_video":"Nel discorso di fine anno 2025, il Presidente Mattarella ha ricordato l’eccidio di Kindu, dove tredici aviatori italiani furono uccisi in Congo nel 1961 durante una missione ONU. L’episodio, simbolo del costo della pace, è ancora oggi una ferita aperta e un monito sull’impegno dell’Italia per la stabilità e la convivenza civile.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2026/01/28004-prezzo-della-pace-mattarella-ricorda-kindu.mp4","galleria":""}
{"id":27993,"titolo":"Oreshnik, la prova del fuoco dei Dome Nazionali: oggi pronti solo Germania, Romania e Polonia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://brigatafolgore.net/oreshnik-schierato-in-bielorussia-cosa-sappiamo-del-missile-ipersonico-nuova-minaccia-alleuropa/\">L’Oreshnik è entrato nel dibattito europeo</a> dopo il primo impiego in combattimento del <strong>21 novembre 2024</strong> contro Dnipro. Diverse ricostruzioni in fonti aperte lo descrivono come un’arma di classe <strong>IRBM</strong> e lo associano a un possibile <strong>carico multiplo</strong> (più rientri/testate), un dettaglio che rende l’intercetto molto più complesso.<br>La domanda “quali missili possono intercettarlo?” non ha una risposta “da lista”: i dati tecnici completi non sono pubblici e non esistono intercetti confermati contro Oreshnik. Quello che si può fare è capire <strong>in quale fase del volo</strong> si può tentare l’ingaggio e perché alcuni intercettori sono più adatti di altri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-fasi-della-traiettoria-di-un-missile-balistico-e-dove-si-puo-intercettare\">Le fasi della traiettoria di un missile balistico (e dove si può intercettare)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un missile balistico segue fasi abbastanza standard: <strong>boost (spinta)</strong>, <strong>post-boost</strong> (manovre finali del “bus” e possibile rilascio di testate/decoy), <strong>midcourse</strong> (tratto più lungo, spesso in “quasi spazio”/spazio), <strong>terminal</strong> (rientro e discesa verso il bersaglio).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Boost-phase:</strong> intercettare mentre i motori spingono è la soluzione “ideale” perché si neutralizza il vettore prima che rilasci il carico, ma richiede sensori e intercettori <strong>vicinissimi</strong> al punto di lancio.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Post-boost/separazione:</strong> se la minaccia è multi-oggetto, qui può avvenire il rilascio; dopo la separazione, il difensore deve gestire <strong>più bersagli</strong> (e potenziali decoy).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Midcourse (eso-atmosferica):</strong> è la finestra “da scudo strategico” per MRBM/IRBM, perché consente ingaggi <strong>ad altissima quota o nello spazio</strong> con intercettori hit-to-kill; in termini teorici è anche la finestra più adatta a ridurre il rischio di “moltiplicazione” dei bersagli.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Terminal:</strong> è l’ultima cintura, più vicina al bersaglio; le velocità sono altissime e, se ci sono più rientri, la pressione su radar e scorte di intercettori cresce moltissimo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13695,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/missile-trajectoire-graph.jpg\" alt=\"Oreshnik, la prova del fuoco del Dome Europeo: oggi pronti (forse) solo Germania, Romania e Polonia\" class=\"wp-image-13695\" title=\"Oreshnik, la prova del fuoco del Dome Europeo: oggi pronti (forse) solo Germania, Romania e Polonia\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Oreshnik, la prova del fuoco dei Dome Nazionali: oggi pronti solo Germania, Romania e Polonia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-gli-intercettori-piu-idonei-e-perche\">Gli intercettori più idonei e perché </h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>SM-3 (soprattutto Block IIA).</strong> È l’intercettore “da strato alto” dell’architettura Aegis/Aegis Ashore per ingaggi <strong>midcourse/eso-atmosferici</strong> contro minacce balistiche fino alla classe MRBM/IRBM: per un profilo tipo Oreshnik, il senso è colpire “in alto” con hit-to-kill, massimizzando la probabilità di neutralizzare la minaccia quando è ancora più “gestibile”. Produttori: <strong>Raytheon/RTX (Stati Uniti)</strong>; per il Block IIA co-sviluppo/co-produzione con <strong>Mitsubishi Heavy Industries (Giappone)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Arrow-3.</strong> È un sistema esplicitamente “upper tier”, concepito per intercetti <strong>exo-atmosferici</strong>: quindi, per ricordare la logica, mira a fermare minacce balistiche ad altissima quota, dove l’ingaggio è più coerente con il requisito anti-IRBM e con l’obiettivo di ridurre la complessità legata a carichi multipli. Produttori: <strong>Israel Aerospace Industries – IAI (Israele)</strong>; partner industriale <strong>Boeing (Stati Uniti)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>THAAD.</strong> È un hit-to-kill pensato soprattutto per la fase <strong>terminale ad alta quota</strong> (con capacità tra fine atmosfera e “quasi spazio”): può essere un layer importante in una difesa stratificata, ma rispetto a SM-3/Arrow-3 lavora più vicino alla fase finale, dove un’eventuale separazione del carico può rendere l’ingaggio più impegnativo. Produttore: <strong>Lockheed Martin (Stati Uniti)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Patriot (PAC-3 MSE / GEM-T).</strong> È una difesa puntuale molto diffusa e può contribuire in terminale contro alcune minacce balistiche, ma non è progettata come “strato alto” anti-IRBM: è più un’ultima cintura per proteggere asset/aree specifiche con finestre d’ingaggio più strette. Filiera: intercettore <strong>PAC-3 MSE</strong> di <strong>Lockheed Martin (Stati Uniti)</strong>; componenti di sistema e radar storicamente legati a <strong>Raytheon/RTX (Stati Uniti)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>SAMP/T – Aster 30 (incl. evoluzioni tipo Block 1NT).</strong> È una componente chiave europea per la difesa aerea e per alcune minacce balistiche, ma resta più “terminale/endo-atmosferica” rispetto agli intercettori eso-atmosferici puri: utile come strato aggiuntivo, meno “specialista” del midcourse anti-IRBM. Produttori: <strong>eurosam (Francia/Italia)</strong> come prime contractor; con <strong>MBDA (gruppo europeo multinazionale)</strong> e <strong>Thales (Francia)</strong> nel perimetro industriale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>SM-6.</strong> È un missile multi-ruolo con capacità anche di difesa balistica in fase terminale in alcuni profili (non un midcourse puro come SM-3): può contribuire in architetture Aegis soprattutto come layer terminale, ma non è normalmente la prima scelta se l’obiettivo è un anti-IRBM “in alto”. Produttore: <strong>Raytheon/RTX (Stati Uniti)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13696,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/SM-3-Block-IIA-Set-for-First-Ever-ICBM-Intercept-Test-e1767192801505.jpg\" alt=\"Oreshnik, la prova del fuoco del Dome Europeo: oggi pronti (forse) solo Germania, Romania e Polonia\" class=\"wp-image-13696\" title=\"Oreshnik, la prova del fuoco del Dome Europeo: oggi pronti (forse) solo Germania, Romania e Polonia\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Oreshnik, la prova del fuoco dei Dome Europeo: oggi pronti (forse) solo Germania, Romania e Polonia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-chi-puo-dirsi-pronto-oggi-in-europa-e-con-quali-sistemi\">Chi può dirsi “pronto” oggi in Europa (e con quali sistemi)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sulla carta, i candidati più coerenti con un profilo IRBM complesso restano <strong>Arrow-3</strong> e <strong>SM-3</strong>, perché lavorano nello “strato alto” (midcourse/eso-atmosferico). Ma guardando a ciò che è <strong>già presente e dichiarato operativo/dispiegato</strong> in Europa, il quadro si restringe: <strong>Germania</strong> (con <strong>Arrow-3</strong>) e <strong>Romania e Polonia con SM-3</strong> attraverso i siti terrestri <strong>Aegis Ashore</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-31-154458.png","categoria":"Internazionali","tags":"arrow3, difesaantimissile, oreshnik, patriot, sm3, thaad","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-31 16:04:03","stato":"publish","riassunto_video":"L’Oreshnik, missile IRBM usato per la prima volta in combattimento nel 2024, presenta una sfida complessa per la difesa europea. Gli intercettori più efficaci agiscono nella fase midcourse, come SM-3 e Arrow-3, capaci di colpire in alto e gestire carichi multipli. Attualmente, solo Germania, Romania e Polonia dispongono di sistemi pronti per questa minaccia.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27993-oreshnik-la-prova-del-fuoco-dei-dome-nazionali-oggi-pronti-solo-germania-romania-e-polonia.mp4","galleria":""}
{"id":27978,"titolo":"I Cappellani Militari e l’Ordinariato per l’Italia: Storia, Fede e Servizio nella coscienza dei Soldati","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esigenza di garantire assistenza spirituale ai soldati nasce con gli eserciti stessi. Fin dall’epoca dell’imperatore Costantino, quando il Cristianesimo divenne religione riconosciuta dell’Impero, <strong>si avvertì la necessità di accompagnare i militari non solo sul piano materiale ma anche morale e religioso</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso dei secoli questa esigenza si strutturò sempre più chiaramente, fino a trovare una forma stabile nel periodo carolingio (VIII-IX secolo), quando divenne consuetudine la presenza di sacerdoti al seguito delle truppe, organizzati sotto un responsabile noto come <strong>Cappellano Maggiore</strong> o <strong>Vicario Castrense</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tale organizzazione divenne sempre più indipendente dai Vescovi locali (<strong>in Spagna dal 1571, in Austria dal 1720, in Piemonte nel 1733</strong>).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La progressiva autonomia del clero militare dai vescovi territoriali segnò la nascita di una vera e propria struttura ecclesiastica dedicata al mondo militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-cappellani-negli-stati-italiani-preunitari-e-la-crisi-dopo-l-unita\">I cappellani negli Stati italiani preunitari e la crisi dopo l’Unità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli Stati italiani preunitari, l’assistenza spirituale ai militari era tutt’altro che occasionale: <strong>faceva parte dell’ordinamento castrense</strong> e rispondeva a un’esigenza concreta, legata alla mobilità delle truppe e alla vita lontana dalle parrocchie territoriali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>Ducato di Parma e Piacenza</strong>, già dal 1816, i reggimenti di linea disponevano di un cappellano inquadrato con <strong>status assimilabile a quello di un ufficiale subalterno</strong>. Nel <strong>Granducato di Toscana</strong>, nel 1839, risultavano in servizio più cappellani stabilmente assegnati ai reparti. Nello <strong>Stato Pontificio</strong>, Pio IX formalizzò la figura del vertice religioso militare istituendo nel 1850 l’ufficio di <strong>Cappellano Maggiore</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Particolarmente strutturato era il sistema del <strong>Regno delle Due Sicilie</strong>: fino al 1861 i cappellani venivano nominati direttamente dal sovrano e il Cappellano Maggiore esercitava una <strong>giurisdizione quasi episcopale</strong>, segno di una presenza religiosa considerata parte integrante della disciplina e della coesione morale delle forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando il processo unitario portò alla nascita del Regno d’Italia, questa tradizione confluì nel nuovo apparato militare: nel 1865 l’organico del clero castrense contava già <strong>189 cappellani</strong>, inseriti stabilmente nell’organizzazione dell’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la presa di Roma nel 1870 e il conseguente deterioramento dei rapporti tra Stato e Chiesa, il servizio di assistenza spirituale subì un drastico ridimensionamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1878 i cappellani f<strong>urono quasi completamente eliminati dall’organico militare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante le campagne coloniali e la guerra di Libia, l’assistenza religiosa venne garantita solo <strong>grazie all’opera volontaria di sacerdoti diocesani e missionari</strong>, in assenza di un riconoscimento ufficiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Prima Guerra Mondiale e la rinascita del cappellano militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’imminenza della Grande Guerra rese evidente l’impossibilità di continuare senza assistenza spirituale organizzata. Il <strong>12 aprile 1915</strong>, il generale Luigi Cadorna firmò la circolare che ripristinava ufficialmente i cappellani militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>1° giugno 1915</strong>, la Santa Sede nominò <strong>Monsignor Angelo Bartolomasi</strong> quale primo <strong>Vescovo Castrense</strong>, conferendogli la guida del servizio religioso per le Forze Armate italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il conflitto:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>furono mobilitati <strong>oltre 10.000 cappellani</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>2.070</strong> operarono direttamente nei reparti combattenti</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>93 morirono in servizio</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>molti furono <strong>decorati al valor militare</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I cappellani <strong>condivisero la vita delle trincee, prestarono soccorso ai feriti, assistettero i morenti, confortarono i soldati e le popolazioni civili</strong>. La loro opera rappresentò una delle espressioni più alte di umanità in un conflitto disumano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13685,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"I Cappellani Militari e l’Ordinariato per l’Italia: Storia, Fede e Servizio nella coscienza dei Soldati\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/Monsignor-Angelo-Bartolomasi-1024x681.jpg\" alt=\"I Cappellani Militari e l’Ordinariato per l’Italia: Storia, Fede e Servizio nella coscienza dei Soldati\" class=\"wp-image-13685\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Monsignor Angelo Bartolomasi è stao il primo Vescovo Castrense d'Italia - Foto Free Copyright</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tra le due guerre e la nascita dell’Ordinariato Militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo il conflitto, nel 1922, il servizio fu nuovamente ridimensionato. Tuttavia, nel 1925, grazie a un accordo tra Stato italiano e Santa Sede, venne finalmente istituito l’<strong>Ordinariato Militare per l’Italia</strong>, con decreto della Sacra Congregazione Concistoriale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il riconoscimento giuridico arrivò nel 1926, mentre il <strong>Concordato del 1929</strong> sancì definitivamente la presenza della Chiesa nelle Forze Armate.<br>Nel 1936 vennero stabiliti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>la dipendenza dei cappellani dall’Ordinario Militare</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>l’assimilazione ai gradi militari</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il carattere stabile del servizio in tempo di pace</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Seconda Guerra Mondiale e la prova più difficile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Allo scoppio del secondo conflitto mondiale, l’Ordinariato non era ancora pienamente strutturato, ma con il procedere della guerra i cappellani furono inviati su tutti i fronti: Africa, Balcani, Russia, Mediterraneo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Molti morirono in servizio, altri furono fatti prigionieri insieme ai reparti. Le loro azioni furono contraddistinte da assistenza ai feriti, conforto morale e straordinaria dedizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo l’8 settembre 1943, l’Ordinariato visse una fase drammatica. Monsignor Bartolomasi rifiutò di schierarsi politicamente, mantenendo una posizione di <strong>neutralità pastorale</strong>. Ordinò ai cappellani di continuare l’assistenza sia ai militari del Regno del Sud sia a quelli della Repubblica Sociale Italiana, ponendo al centro la persona e non l’ideologia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il dopoguerra e la riorganizzazione definitiva</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel secondo dopoguerra l’Ordinariato fu progressivamente riorganizzato.<br>Le leggi del <strong>1955</strong> e del <strong>1961</strong> stabilirono che:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Il servizio di assistenza spirituale alle Forze Armate è parte integrante della formazione morale del militare.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1984 il nuovo Concordato confermò la presenza dei cappellani, mentre nel 1986 San Giovanni Paolo II promulgò la Costituzione Apostolica <strong>Spirituali Militum Curae</strong>, che trasformò i Vicariati Castrensi in <strong>Ordinariati Militari</strong>, assimilati a diocesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Ordinariato Militare per l’Italia è una circoscrizione ecclesiastica personale, assimilata a una diocesi e retta da un Ordinario nominato dal Papa. La sua giurisdizione è <strong>personale</strong>, <strong>ordinaria</strong> e <strong>propria ma cumulativa</strong> con quella dei vescovi diocesani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’Ordinariato Militare per l’Italia appartengono, per disposizione canonica e in forza degli accordi con lo Stato, <strong>tutti coloro che rientrano stabilmente o temporaneamente nell’ordinamento militare</strong> e nelle strutture ad esso collegate. In primo luogo, quindi, <strong>i militari in servizio</strong>, sia continuativo sia temporaneo, e <strong>gli allievi</strong> delle Accademie, delle Scuole e degli Istituti di formazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rientrano nella sua giurisdizione anche <strong>i militari cattolici di altre nazionalità</strong> operanti in Italia, <strong>quando manchi il loro cappellano</strong>, e il <strong>personale civile</strong> dipendente dall’Amministrazione militare, spesso parte integrante della quotidianità delle unità e degli enti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’assistenza pastorale dell’Ordinariato si estende inoltre al mondo che gravita attorno alla vita del militare: <strong>i familiari dei militari in servizio continuativo e del personale civile</strong>, insieme a <strong>parenti, conviventi e persone di servizio</strong>, purché residenti nella stessa casa. È un aspetto importante, perché riconosce che la dimensione militare non è solo operativa, ma anche familiare e sociale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Appartengono poi all’Ordinariato anche quei fedeli, <strong>sacerdoti, religiosi e laici</strong>, che svolgono <strong>in modo permanente</strong> un servizio loro affidato dall’Ordinario: tra essi, i sacerdoti collaboratori, le religiose impegnate negli ospedali militari e i membri dell’Associazione per l’Assistenza Spirituale alle Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A completare il quadro, vi rientrano anche il <strong>Corpo Militare della Croce Rossa Italiana</strong> e il <strong>Corpo delle Infermiere Volontarie</strong>, realtà storicamente legate al servizio, alla cura e all’umanità nei contesti più difficili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, in base alle disposizioni statutarie, appartengono all’Ordinariato anche <strong>coloro che prestano servizio nell’ambito del Palazzo del Quirinale</strong> e delle residenze della dotazione del Capo dello Stato: un dettaglio che, più di molti altri, restituisce il senso istituzionale e la continuità storica di questa presenza pastorale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>10 aprile 2025</strong>, l’Ordinario Militare per l’Italia è <strong>S.E. Mons. Gian Franco Saba</strong>, arcivescovo, già pastore della diocesi di Sassari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13687,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"I Cappellani Militari e l’Ordinariato per l’Italia: Storia, Fede e Servizio nella coscienza dei Soldati\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/masiello-saba-1024x683.jpg\" alt=\"I Cappellani Militari e l’Ordinariato per l’Italia: Storia, Fede e Servizio nella coscienza dei Soldati\" class=\"wp-image-13687\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Capo di SME, Gen C.A. Carmine Masiello con  l’Ordinario Militare per l’Italia, Sua Eccellenza Monsignor Gian Franco Saba presso il Circolo Ufficiali dell’Esercito “Pio IX” di Roma a settembre 2025 - Copyright Ordinariato Militare per l'Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I gradi dei Cappellani Militari</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I cappellani sono assimilati ai gradi militari per ragioni funzionali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ordinario Militare</strong> → Generale di Corpo d’Armata</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Vicario Generale</strong> → Generale di Divisione</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ispettore</strong> → Generale di Brigata</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Cappellano Capo</strong> → Maggiore</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Cappellano Addetto</strong> → Capitano</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Cappellano di Prima Nomina</strong> → Tenente</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non esercitano comando armato, ma svolgono un ruolo morale, spirituale ed educativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-cappellani-beati-e-santi\">I cappellani Beati e Santi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le figure più luminose della storia del cappellanato militare spiccano sacerdoti che, nel servizio ai soldati, <strong>hanno testimoniato fino in fondo i valori della fede, della carità e del sacrificio</strong>. Alcuni di essi, per la forza della loro testimonianza, sono stati riconosciuti dalla Chiesa come Beati e Santi, diventando <strong>esempi universali di dedizione all’uomo anche nei contesti più duri della guerra</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-beati\">Beati</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Carlo Gnocchi (1902–1956)</strong>. Sacerdote ambrosiano, <strong>fu cappellano degli Alpini durante la Seconda Guerra Mondiale, in particolare nella tragica campagna di Russia</strong>. Condivise le marce, il gelo e le sofferenze dei soldati, assistendo i feriti e i morenti durante la ritirata del Don. Tornato in Italia <strong>profondamente segnato da quell’esperienza, dedicò tutta la vita ai mutilatini e ai bambini vittime della guerra, fondando l’Opera Pro Juventute</strong>. È ricordato come il “prete degli ultimi” e<strong> beatificato nel 2009 per la sua straordinaria opera di carità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13676,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"I Cappellani Militari e l’Ordinariato per l’Italia: Storia, Fede e Servizio nella coscienza dei Soldati\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/dongnocchi2-1024x768.jpg\" alt=\"I Cappellani Militari e l’Ordinariato per l’Italia: Storia, Fede e Servizio nella coscienza delle Forze Armate\" class=\"wp-image-13676\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una bellissima fotografia di Don Gnocchi, il cappellano degli Alpini durante la Seconda Guerra Mondiale - Foto Free Copyright</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Secondo Pollo (1908–1941).</strong> Anche lui cappellano degli Alpini nella Seconda Guerra Mondiale, <strong>morì a 33 anni a Dragali, in Montenegro, il 26 dicembre 1941</strong>. Nonostante la salute fragile, chiese di restare accanto ai soldati sul campo, condividendone fatiche e pericoli. Fu colpito a morte mentre <strong>soccorreva un ferito sotto il fuoco</strong>, incarnando in modo esemplare la missione del cappellano: presenza, conforto e servizio fino al sacrificio. È stato <strong>beatificato nel 1998</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13679,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"I Cappellani Militari e l’Ordinariato per l’Italia: Storia, Fede e Servizio nella coscienza dei Soldati\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/secondopollo2-1024x538.jpg\" alt=\"I Cappellani Militari e l’Ordinariato per l’Italia: Storia, Fede e Servizio nella coscienza delle Forze Armate\" class=\"wp-image-13679\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Don Secondo Pollo ha incarnato in modo esemplare la missione del cappellano: presenza, conforto e servizio fino al sacrificio - Copyright Ordinariato Militare per l'Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Daniele Brottier</strong> <strong>(1876 - 1936)</strong>, Cappellano militare francese nella Prima Guerra Mondiale, poi grande missionario e fondatore dell’opera degli Orfani di Auteuil. Sacerdote francese, fu cappellano militare durante la Prima Guerra Mondiale.<strong> Operò al fronte distinguendosi per il sostegno morale ai soldati e per l’assistenza ai feriti sotto i bombardamenti</strong>. Dopo la guerra si dedicò agli orfani, fondando e sviluppando l’opera degli Orfani di Auteuil, ancora oggi attiva. La sua vita unì spirito missionario, carità concreta e profonda attenzione alla dignità umana. <strong>È stato beatificato nel 1984</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13680,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"I Cappellani Militari e l’Ordinariato per l’Italia: Storia, Fede e Servizio nella coscienza dei Soldati\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/daniel-brottier-1024x683.jpg\" alt=\"I Cappellani Militari e l’Ordinariato per l’Italia: Storia, Fede e Servizio nella coscienza delle Forze Armate\" class=\"wp-image-13680\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Don Daniele Brottier durante la Prima Guerra Mondiale fu cappellano militare volontario: venne citato dodici volte per il suo coraggio e ricevette la Croix de guerre e la Legion d’Onore - Foto Free Copyright </figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-santi\">Santi</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>San Giovanni XXIII</strong>. Allora <strong>Angelo Giuseppe Roncalli</strong> (1881 - 1963), <strong>futuro Papa della Chiesa cattolica</strong> (1958–1963), fu <strong>cappellano militare durante la Prima Guerra Mondiale</strong>. Prestò servizio dal 1915 come <strong>sergente di sanità e poi come cappellano</strong>, operando negli ospedali militari e assistendo i feriti e i soldati al fronte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13678,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"I Cappellani Militari e l’Ordinariato per l’Italia: Storia, Fede e Servizio nella coscienza dei Soldati\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/roncalli1.jpg\" alt=\"I Cappellani Militari e l’Ordinariato per l’Italia: Storia, Fede e Servizio nella coscienza delle Forze Armate\" class=\"wp-image-13678\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il sergente di sanità Angelo Giuseppe Roncalli all'inizio della Prima Guerra Mondiale. Nel 1958 sarà eletto Papa della Chiesa cattolica con il nome di Giovanni XXIII - Foto Free Copyright</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quell’esperienza segnò profondamente la sua visione pastorale, improntata all’umanità, al dialogo e alla vicinanza alle persone, valori che avrebbe poi portato anche nel suo pontificato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13677,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"I Cappellani Militari e l’Ordinariato per l’Italia: Storia, Fede e Servizio nella coscienza dei Soldati\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/roncalli-2-1024x701.jpg\" alt=\"I Cappellani Militari e l’Ordinariato per l’Italia: Storia, Fede e Servizio nella coscienza delle Forze Armate\" class=\"wp-image-13677\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La tessera di riconoscimento del Regio Esercito Italiano per il Cappellano Militare Don Angelo Roncalli. Fu congedato nel 1918 con il grado di Tenente Cappellano - Foto Free Copyright</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il senso profondo del cappellano militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come ricordava Papa <strong>Benedetto XVI</strong>, il cappellano militare è chiamato a porre <strong>la persona al centro della propria azione pastorale</strong>, accompagnando il militare nel suo cammino umano e spirituale, affinché anche nel servizio armato possa rimanere pienamente uomo, responsabile e consapevole delle proprie scelte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cappellano non impugna armi. Non comanda. Non combatte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Ma resta accanto all’uomo quando la coscienza vacilla, quando la paura domina, quando la vita è messa in discussione.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Ed è proprio per questo che, da secoli, continua a essere una figura insostituibile nelle Forze Armate.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/Natale-2025-in-Kwait-1.jpeg","categoria":"Blog","tags":"CappellaniMilitari, OrdinariatoMilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-31 11:22:07","stato":"publish","riassunto_video":"L’assistenza spirituale ai militari nasce con gli antichi eserciti e si struttura nel Medioevo con i cappellani al seguito delle truppe. Dopo l’Unità d’Italia il servizio viene ridotto, ma rinasce nella Prima Guerra Mondiale. Con la nascita dell’Ordinariato Militare, oggi assimilato a una diocesi, i cappellani diventano una presenza stabile, dedicata al sostegno umano e morale dei militari.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ordinariatomilitare.it/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27978-i-cappellani-militari-e-lordinariato-per-litalia-storia-fede-e-servizio-nella-coscienza-dei-soldati.mp4","galleria":""}
{"id":27973,"titolo":"Strade Sicure nella Manovra: la coerenza di Crosetto che frena sull’ampliamento e chiarisce il ruolo dei militari","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’approvazione della nuova manovra economica, il tema dell’operazione <strong>“Strade Sicure”</strong> è tornato al centro del dibattito politico e istituzionale. Non tanto per annunciare un ampliamento del dispositivo, quanto per riaprire una riflessione più ampia sul suo significato, sulla sua utilità oggi e, soprattutto, sul ruolo che le <strong>Forze Armate</strong> dovrebbero svolgere nel sistema di sicurezza nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, la posizione del ministro della Difesa <strong>Guido Crosetto</strong> si è distinta per <strong>coerenza e chiarezza</strong>, riportando al centro una questione che da anni resta in equilibrio tra necessità operative, percezione pubblica della sicurezza e impiego corretto dello strumento militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l’esame parlamentare della legge di bilancio, la frizione è emersa in modo esplicito. La Lega puntava a <strong>incrementare il numero di militari impiegati in “Strade Sicure”</strong>, rafforzando ulteriormente la presenza dell’Esercito nelle città e nei dispositivi di sicurezza interna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È stato però lo stesso Crosetto a chiedere che quell’iniziativa venisse <strong>ritirata</strong>. Una presa di posizione netta, e che conferma una linea già espressa dal ministro in precedenza: <strong>non trasformare un impiego straordinario in una funzione strutturale delle Forze Armate</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il messaggio, in sostanza, è stato insieme politico e operativo. Da un lato, <strong>evitare di caricare ulteriormente i militari di compiti che non rientrano nella loro missione primaria</strong>; dall’altro, ribadire che <strong>la sicurezza interna va rafforzata con strumenti adeguati, a partire dal potenziamento delle Forze di Polizia.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-strade-sicure-da-misura-emergenziale-a-impiego-strutturale\">Strade Sicure: da misura emergenziale a impiego strutturale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’operazione Strade Sicure nasce nel 2008 come risposta straordinaria a un’esigenza contingente: rafforzare il controllo del territorio in un momento di particolare pressione sulla sicurezza urbana. Nel tempo, però, quella che doveva essere una soluzione temporanea si è trasformata in una presenza stabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi circa <strong>6.800 militari</strong> sono impiegati quotidianamente in attività di vigilanza statica, presidio di obiettivi sensibili e supporto alle forze dell’ordine. Un numero significativo, che solleva interrogativi legittimi sull’efficacia, sulla sostenibilità e soprattutto sulla coerenza con il ruolo primario delle Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-posizione-di-crosetto-chiarezza-e-realismo\">La posizione di Crosetto: chiarezza e realismo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ministro Crosetto ha espresso più volte un concetto semplice ma politicamente rilevante:<br><strong>i militari non possono diventare una soluzione permanente ai problemi di ordine pubblico.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua posizione è chiara: l’operazione <strong>è stata utile</strong> e ha svolto una funzione importante in una fase specifica, ma <strong>non può sostituirsi in modo strutturale alle Forze di Polizia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Crosetto ha sottolineato come mantenere migliaia di militari impiegati stabilmente in compiti di vigilanza urbana significhi, di fatto, sottrarli alla loro funzione primaria: <strong>addestramento</strong>, <strong>prontezza operativa</strong> e capacità di impiego nelle missioni per cui sono realmente preparati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È una visione che non nasce da una valutazione politica astratta, ma da una <strong>conoscenza diretta del mondo militare e delle sue reali esigenze</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il confronto sulla manovra economica, questa impostazione si è tradotta in un atto concreto: <strong>la contrarietà a un ampliamento dell’operazione Strade Sicure</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una scelta che non rappresenta una contraddizione, ma anzi conferma la <strong>coerenza della linea del ministro</strong>. Crosetto non ha mai negato l’utilità dell’operazione; ha però sempre sostenuto che il problema vada affrontato alla radice, ovvero:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>rafforzando gli organici delle Forze di Polizia;</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>investendo in formazione, mezzi e risorse;</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>riportando le Forze Armate al loro ruolo naturale.</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In altre parole un sistema di sicurezza più equilibrato e strutturato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-difesa-e-sicurezza-due-piani-diversi\">Difesa e sicurezza: due piani diversi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli aspetti più rilevanti della posizione di Crosetto è la distinzione netta tra <strong>sicurezza interna</strong> e <strong>difesa nazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Confondere i due ambiti rischia di indebolirli entrambi. <strong>Le Forze Armate sono chiamate oggi a confrontarsi con scenari complessi</strong>: crisi internazionali, deterrenza, NATO, missioni all’estero, nuove minacce ibride. Tenerle impiegate stabilmente in compiti di sorveglianza urbana significa ridurne l’efficacia strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al tempo stesso, <strong>la sicurezza delle città deve essere garantita da forze adeguatamente formate per l’ordine pubblico</strong>, con strumenti e competenze specifiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La posizione di Crosetto non è ideologica, ma strutturale. È una visione che guarda al futuro della Difesa italiana e alla necessità di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>valorizzare il personale militare;</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>restituire dignità operativa alle Forze Armate;</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>costruire un sistema di sicurezza più efficiente e meno emergenziale.</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo senso, la discussione sulla manovra non ha fatto altro che rendere evidente una linea già tracciata da tempo: <strong>Strade Sicure ha assolto al suo compito, ma non può diventare la normalità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel dibattito politico spesso dominato da slogan e contrapposizioni, <strong>la posizione di Guido Crosetto rappresenta un raro esempio di coerenza istituzionale</strong>. Una linea che non nega il passato, ma guarda al futuro con realismo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rafforzare le Forze di Polizia, restituire centralità alle Forze Armate,<strong> distinguere chiaramente i ruoli: è questa la direzione indicata dal ministro. </strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una direzione che, al di là delle polemiche, appare oggi più che mai necessaria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/strade-sicure2.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"crosetto, stradesicure","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-31 10:07:41","stato":"publish","riassunto_video":"Con la nuova manovra economica torna il dibattito sull’operazione \"Strade Sicure\". Il Ministro della Difesa Crosetto si oppone all’ampliamento dei militari nelle città, sottolineando che i Soldati devono concentrarsi su addestramento e prontezza operativa e che la sicurezza interna vada rafforzata con le Forze di Polizia, distinguendo chiaramente i ruoli tra difesa nazionale e ordine pubblico.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27973-strade-sicure-nella-manovra-la-coerenza-di-crosetto-che-frena-sullampliamento-e-chiarisce-il-ruolo-dei-militari.mp4","galleria":""}
{"id":27953,"titolo":"Oreshnik schierato in Bielorussia: cosa sappiamo del Missile Ipersonico nuova minaccia all'Europa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>A fine dicembre 2025 Russia e Bielorussia hanno mostrato il dispiegamento operativo del sistema missilistico russo <strong>Oreshnik</strong> sul territorio bielorusso, presentandolo come assetto “in prontezza di combattimento” e <strong>dual-capable</strong> (impiegabile con testate convenzionali o nucleari). Questo non implica automaticamente che <strong>testate nucleari</strong> siano fisicamente presenti in Bielorussia: la componente di lancio può essere “nuclear-capable” anche senza che le testate siano sul posto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal punto di vista strategico, lo schieramento “avanzato” comprime tempi decisionali, aumenta la pressione sul fianco est della NATO e amplia la credibilità della minaccia a corto preavviso verso l’Europa. Analisi basate su immagini satellitari commerciali hanno indicato come possibile area di riferimento una ex base aerea nell’est della Bielorussia (zona Krichev), dove sarebbero comparsi in tempi rapidi elementi coerenti con infrastrutture per un assetto missilistico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13643,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Oreshnik schierato in Bielorussia: cosa sappiamo del Missile Ipersonico nuova minaccia all'Europa\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/Oreshnik-image.jpg\" alt=\"Oreshnik schierato in Bielorussia: cosa sappiamo del Missile Ipersonico nuova minaccia all'Europa\" class=\"wp-image-13643\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Oreshnik schierato in Bielorussia: cosa sappiamo del Missile Ipersonico nuova minaccia all'Europa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-che-cos-e-l-oreshnik-e-perche-ipersonico-va-interpretato\">Che cos’è l’Oreshnik (e perché “ipersonico” va interpretato)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oreshnik viene descritto in molte ricostruzioni come un <strong>missile balistico a raggio intermedio (IRBM)</strong>. La definizione “ipersonico” è in parte fuorviante: <strong>i missili balistici</strong> raggiungono tipicamente velocità ipersoniche nel rientro. Nel caso Oreshnik, le autorità russe/bielorusse hanno parlato di velocità intorno a <strong>Mach 10</strong>; fonti ucraine, dopo il primo impiego, hanno indicato velocità molto elevate (nell’ordine di decine di migliaia di km/h in rientro).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In parallelo, nel dibattito mediatico occidentale è emerso anche un altro elemento: secondo un articolo di <strong>Sabrina Provenzani</strong> (“<em>Oreshnik, il missile di Putin sviluppato grazie all’Occidente</em>”), la filiera industriale necessaria a produrre componenti ad alta precisione per il programma farebbe ancora affidamento su <strong>tecnologie e controlli CNC</strong> di aziende occidentali e giapponesi (tra cui <strong>Siemens</strong>, <strong>Heidenhain</strong> e <strong>Fanuc</strong>), nonostante sanzioni ed export control.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un aspetto rilevante, emerso nelle analisi occidentali dopo l’uso del 2024, è la presenza di una sezione di rilascio (“bus”) in grado di distribuire <strong>più corpi di rientro</strong> (logica da deterrenza strategica e potenziale saturazione).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-raggio-5-000-o-5-500-km\">Raggio: 5.000 o 5.500 km?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Circolano due valori principali sul <strong>raggio d’azione</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>fino a 5.000 km</strong>, riportato da comunicazioni bielorusse riprese da agenzie internazionali;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>fino a 5.500 km</strong>, stima ricorrente nelle ricostruzioni che lo collocano nella fascia alta degli IRBM e lo collegano (per parentela tecnica o concettuale) a programmi russi precedenti.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In termini pratici, da Bielorussia un raggio di 5.000–5.500 km significa <strong>copertura potenziale della gran parte dell’Europa</strong>, con tempi di volo in alcuni casi più brevi rispetto a lanci da regioni più interne della Federazione Russa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13644,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Oreshnik schierato in Bielorussia: cosa sappiamo del Missile Ipersonico nuova minaccia all'Europa\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/OreshnikRussianMissileA.jpg\" alt=\"Oreshnik schierato in Bielorussia: cosa sappiamo del Missile Ipersonico nuova minaccia all'Europa\" class=\"wp-image-13644\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Oreshnik schierato in Bielorussia: cosa sappiamo del Missile Ipersonico nuova minaccia all'Europa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-traiettoria-dove-puo-essere-piu-vulnerabile-in-teoria\">Traiettoria: dove può essere più vulnerabile (in teoria)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il profilo tipico di un IRBM si divide in tre fasi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Boost</strong> (accelerazione iniziale): molto breve; intercettare qui richiede assetti vicinissimi al punto di lancio.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Midcourse</strong> (tratto nello spazio/alta quota): è la fase in cui, secondo alcune analisi, il “bus” può risultare teoricamente più esposto a un’intercettazione exo-atmosferica, se esistono sensori e intercettori adeguati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Terminal</strong> (rientro): velocità molto elevata; eventuali corpi multipli e oggetti associati complicano la difesa.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel caso dell’attacco dimostrativo del <strong>21 novembre 2024</strong> su Dnipro, varie ricostruzioni hanno indicato la presenza di <strong>testate multiple senza esplosivo</strong> (o “dummy”), con effetti limitati: un segnale politico-strategico più che un tentativo di massimizzare danni convenzionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-precisione-molte-stime-pochi-dati-verificabili\">Precisione: molte stime, pochi dati verificabili</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>precisione reale</strong> è uno dei punti meno trasparenti. In generale, la famiglia IRBM/strategica privilegia <strong>penetrazione e deterrenza</strong> più che la “chirurgia” convenzionale. Diverse analisi (comparative e non ufficiali) suggeriscono che l’accuratezza potrebbe essere nell’ordine delle <strong>decine o centinaia di metri di CEP</strong> per sistemi analoghi o “parenti” concettuali: valori adeguati in ruolo nucleare (dove conta soprattutto l’energia della testata), meno risolutivi per colpire bersagli puntiformi con sole testate convenzionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-possibili-target-categorie-non-liste\">Possibili target: categorie, non “liste”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parlare di “target” ha senso solo per categorie di obiettivi strategici e militari che diventano più esposti quando un IRBM mobile viene schierato in avanti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>basi aeree</strong>, depositi e nodi logistici;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>centri di comando e controllo</strong> e infrastrutture di comunicazione;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>installazioni di difesa antimissile</strong> e sensori (per valore operativo e simbolico).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È anche in questo contesto che assume rilievo la piena operatività di siti europei legati alla difesa antimissile (come Aegis Ashore), frequentemente richiamati nel dibattito pubblico e nella narrativa di deterrenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13645,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Oreshnik schierato in Bielorussia: cosa sappiamo del Missile Ipersonico nuova minaccia all'Europa\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27968.jpg\" alt=\"Oreshnik schierato in Bielorussia: cosa sappiamo del Missile Ipersonico nuova minaccia all'Europa\" class=\"wp-image-13645\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Oreshnik schierato in Bielorussia: cosa sappiamo del Missile Ipersonico nuova minaccia all'Europa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-intercettazione-non-impossibile-ma-difficile-e-dipendente-dalla-fase\">Intercettazione: non “impossibile”, ma difficile e dipendente dalla fase</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le affermazioni secondo cui Oreshnik sarebbe “impossibile da intercettare” vanno lette come <strong>messaggio politico</strong>. Dal punto di vista tecnico, intercettare un IRBM è teoricamente possibile, ma la difficoltà cresce per:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>velocità in rientro</strong> molto elevate;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>possibile impiego di <strong>più corpi di rientro</strong> e/o oggetti associati (saturazione e discriminazione);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>necessità di una catena completa <strong>sensori → tracciamento → ingaggio → intercettori</strong> con adeguata copertura geografica.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Europa, la discussione ruota attorno alla combinazione tra capacità esistenti (incluse componenti Aegis Ashore) e programmi in sviluppo o acquisizione (es. sistemi di fascia alta come Arrow), oltre alle valutazioni secondo cui l’intercetto exo-atmosferico “in volume” resti un punto di forza principalmente statunitense.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/wewew.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"bielorussia, deterrenzaNucleare, difesaantimissile, irbm, missileipersonico, NATO, oreshnik","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-31 00:59:08","stato":"publish","riassunto_video":"A fine 2025 Russia e Bielorussia hanno schierato il sistema missilistico Oreshnik in Bielorussia, capace di testate anche nucleari, con raggio stimato tra 5.000 e 5.500 km, coprendo gran parte dell’Europa. Il missile, ipersonico e multi-testata, aumenta la pressione sulla NATO. L’intercettazione è possibile ma complessa, dipendendo dalla fase di volo e dalle capacità difensive europee.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://it.euronews.com/2025/12/30/mosca-ha-schierato-missili-nucleari-ipersonici-oreshnik-in-bielorussia","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27953-oreshnik-schierato-in-bielorussia-cosa-sappiamo-del-missile-ipersonico-nuova-minaccia-alleuropa.mp4","galleria":""}
{"id":27949,"titolo":"Accadde oggi: il 31 dicembre 1935 nasce la 5ª Divisione Alpina “Pusteria”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>31 dicembre 1935</strong>, esattamente <strong>novant’anni fa</strong>, mentre l’Italia era impegnata nella complessa campagna d’Africa Orientale, il Regio Esercito diede vita a una nuova grande unità destinata a lasciare un segno profondo nella storia delle truppe alpine. Nasceva così la <strong>5ª Divisione Alpina “Pusteria”</strong>, una formazione che, sebbene caratterizzata da una vita operativa relativamente breve, <strong>avrebbe scritto pagine di grande rilievo militare, distinguendosi per impiego, sacrificio e spirito di corpo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Costituita in un momento cruciale per le Forze Armate italiane<strong>, la “Pusteria” fu concepita per operare in contesti estremi</strong>, dove la durezza del terreno e del clima richiedeva reparti addestrati, motivati e capaci di sostenere operazioni prolungate in condizioni proibitive. <strong>Una divisione che, fin dalla sua nascita, incarnò pienamente lo spirito alpino:</strong> resistenza, disciplina e senso del dovere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-costituzione-e-i-primi-reparti\">La costituzione e i primi reparti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Divisione fu costituita ufficialmente il <strong>31 dicembre 1935</strong>, sotto il comando del <strong>Generale Luigi Negri Cesi</strong>, attingendo uomini ed esperienze dalle altre Divisioni Alpine e dai reparti di complemento appena mobilitati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fin dalla nascita, la “Pusteria” si configurò come una grande unità completa e operativa, composta da:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>7° Reggimento Alpini</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Battaglioni <em>Feltre</em>, <em>Pieve di Teco</em>, <em>Exilles</em></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>11° Reggimento Alpini</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Battaglioni <em>Trento</em>, <em>Intra</em>, <em>Saluzzo</em></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>5° Reggimento Artiglieria Alpina</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Gruppi <em>Belluno</em> e <em>Lanzo</em></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>5ª Compagnia Genio Alpino</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>VII e XI Battaglione Complementi</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Gruppo Artiglieria “Belluno”</strong>, già esistente, venne affiancato dal neocostituito <strong>Gruppo “Lanzo”</strong>, creato appositamente per la nuova Divisione. Le batterie vennero così inquadrate:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Gruppo Belluno</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>1ª batteria (Susa)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>11ª batteria (Mondovì)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>24ª batteria (Belluno)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Gruppo Lanzo</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>5ª batteria (Aosta)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>13ª batteria (Conegliano)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>21ª batteria (Vicenza)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Africa Orientale: il battesimo del fuoco</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La “Pusteria” venne destinata fin da subito al teatro africano, partecipando alle operazioni della <strong>Campagna d’Etiopia</strong>. Gli Alpini operarono in condizioni estreme, ben lontane dall’ambiente montano per cui erano stati addestrati: caldo torrido, altipiani impervi, carenza d’acqua e lunghissime linee di rifornimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In quel contesto la Divisione fu impiegata nei duri combattimenti del <strong>Tigrai</strong>, di <strong>Amba Aradam</strong>, di <strong>Amba Alagi</strong> e di <strong>Mai Ceu</strong>, distinguendosi per disciplina, resistenza e spirito di corpo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In queste operazioni dimostrò disciplina, resistenza e spirito di corpo, pagando però un tributo pesantissimo: <strong>220 caduti</strong>, tra morti in combattimento e per malattia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>aprile 1937</strong> la Divisione rientrò in patria. Il <strong>12 aprile sbarcò a Napoli</strong> e il giorno successivo sfilò a Roma, simbolo di un reparto che aveva assolto il proprio compito in uno dei teatri più difficili dell’epoca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La riorganizzazione e la nuova struttura</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>maggio 1937</strong>, la Divisione venne riorganizzata:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Il <strong>7° Alpini</strong> mantenne i battaglioni <em>Belluno, Feltre, Pieve di Cadore</em></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>L’<strong>11° Alpini</strong> fu ricostituito con i battaglioni <em>Bassano, Trento, Bolzano</em></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Il <strong>5° Reggimento Artiglieria da Montagna</strong> mantenne i gruppi <em>Belluno</em> e <em>Lanzo</em></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>La 5ª Compagnia Genio divenne <strong>Battaglione Misto Genio “Pusteria”</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche le batterie furono riassegnate:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Gruppo <strong>Belluno</strong>: 22ª, 23ª, 24ª</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Gruppo <strong>Lanzo</strong>: 16ª, 21ª, 44ª</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dalla Francia ai Balcani</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>giugno 1940</strong>, con l’entrata in guerra dell’Italia, la Divisione venne schierata sul fronte occidentale, nella zona del <strong>Colle della Maddalena</strong>, come riserva strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>dicembre 1940</strong> fu trasferita sul fronte <strong>greco-albanese</strong>, dove operò duramente a fianco della Divisione “Julia”, subendo nuove perdite in un teatro aspro e logorante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>luglio 1941</strong> la “Pusteria” venne inviata in <strong>Montenegro</strong>, impegnata in operazioni di controguerriglia contro i partigiani. Un impiego difficile, segnato da combattimenti continui e da un logoramento costante degli uomini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rientrata in Italia nell’agosto 1942, venne successivamente trasferita nella <strong>Francia occupata</strong>, con compiti di presidio e controllo del territorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’8 settembre 1943 e la fine della Divisione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’inizio di settembre 1943, il comandante <strong>Gen. De Castiglioni</strong> fu richiamato a Roma e il comando passò temporaneamente al <strong>Gen. Emilio Magliano</strong>. L’armistizio colse la Divisione nell’area compresa tra <strong>Grenoble e Gap</strong>, con gran parte dei materiali e degli armamenti pesanti già predisposti sui convogli ferroviari per il rientro in Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La reazione tedesca fu immediata: <strong>il Comando di Divisione</strong> e l’<strong>11° Reggimento Alpini</strong> vennero catturati, mentre il <strong>7° Alpini</strong> e il <strong>5° Reggimento Artiglieria</strong> riuscirono in parte a sottrarsi alla cattura e a ripiegare verso il territorio nazionale. Molti alpini furono fatti prigionieri; altri, rientrati in patria attraverso percorsi difficili e spesso frammentati, si unirono ai primi nuclei della <strong>Resistenza</strong> sulle montagne piemontesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’<strong>8 settembre 1943</strong> si concluse la storia della <strong>Divisione Alpina “Pusteria”</strong>, che <strong>non venne mai più ricostituita</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/485068393-949714550657556-6103457565199828355-n.jpg","categoria":"Blog","tags":"alpini, divisionepusteria","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-31 00:45:38","stato":"publish","riassunto_video":"Esattamente novant’anni fa, il 31 dicembre 1935 nasceva la 5ª Divisione Alpina “Pusteria”, formata per operare in condizioni estreme. Impiegata in Africa Orientale, si distinse per coraggio subendo pesanti perdite. Combatté successivamente in Francia e nei Balcani. Dopo l’armistizio dell’8 settembre la divisione fu sciolta, con molti Alpini catturati dai tedeschi o impegnati nella Resistenza.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27949-accadde-oggi-il-31-dicembre-1935-nasce-la-5a-divisione-alpina-pusteria.mp4","galleria":""}
{"id":27943,"titolo":"Rapporto USA durissimo: F-35 operativi solo al 50%, ma 1,7 miliardi versati comunque a Lockheed Martin","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un recente <a href=\"https://media.defense.gov/2025/Dec/23/2003848755/-1/-1/1/DODIG-2026-039_FINAL%20SECURE.PDF?utm_source=chatgpt.com\">rapporto ufficiale dell’Inspector General del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti</a>, pubblicato il 19 dicembre 2025, mette in luce gravi criticità nella gestione del programma di supporto e mantenimento dell’<strong>F-35 Joint Strike Fighter</strong>. Il documento, lungo oltre quaranta pagine, <strong>evidenzia come il Dipartimento della Difesa abbia continuato a corrispondere ingenti somme al costruttore principale </strong>nonostante risultati operativi ampiamente inferiori agli standard richiesti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rapporto non si basa su valutazioni politiche o giornalistiche, ma su <strong>un’analisi tecnica condotta dall’organo di controllo interno del Pentagono</strong>, che ha esaminato contratti, procedure e dati operativi relativi alla flotta F-35.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-programma-colossale-sotto-esame\">Un programma colossale sotto esame</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’F-35 rappresenta <strong>il più grande programma militare mai realizzato dagli Stati Uniti</strong>, con un costo complessivo stimato in oltre 2.000 miliardi di dollari lungo l’intero ciclo di vita. Il velivolo è impiegato dall’<strong>US Air Force, dalla US Navy, dai Marines e da numerosi Paesi alleati, tra cui l’Italia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La gestione della produzione e del supporto logistico è affidata al<strong> Joint Program Office (JPO)</strong>, mentre <strong>Lockheed Martin </strong>è il contraente principale responsabile della costruzione e del mantenimento dei velivoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-pagamenti-senza-risultati-adeguati\">Pagamenti senza risultati adeguati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dato più rilevante emerso dal rapporto riguarda il pagamento di circa <strong>1,7 miliardi di dollari a Lockheed Martin</strong> nell’ambito del contratto di supporto del 2024, nonostante la flotta non avesse raggiunto i livelli minimi di prontezza operativa richiesti dalle Forze Armate statunitensi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2024, la <strong>disponibilità media</strong> degli F-35 (Air Vehicle Availability) è stata <strong>circa del 50%</strong>: in pratica, per metà del tempo gli aerei <strong>non erano disponibili al volo</strong>. Il rapporto evidenzia che questi livelli erano inferiori alle soglie minime richieste e che, nonostante ciò, non sono scattate penalità o riduzioni dei pagamenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La ragione indicata dall’Inspector General è semplice: il contratto non prevedeva clausole vincolanti che facessero dipendere i pagamenti dai risultati di prontezza operativa. Senza requisiti misurabili inseriti a contratto e senza rimedi economici collegati a quei risultati, il DoD non aveva leve immediate per ridurre i compensi anche in presenza di una disponibilità insufficiente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-contratti-privi-di-reali-vincoli\">Contratti privi di reali vincoli</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rapporto evidenzia come il contratto di sustainment <strong>non includesse parametri obbligatori legati alla prontezza operativa degli aeromobili</strong>. Mancavano indicatori vincolanti su:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>disponibilità al volo</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>capacità di missione</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>tempi di ripristino</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>efficienza della catena logistica</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In assenza di tali vincoli, il Dipartimento della Difesa non ha potuto ridurre i compensi né imporre correttivi sostanziali, pur in presenza di risultati inferiori alle attese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-controlli-insufficienti-e-supervisione-inefficace\">Controlli insufficienti e supervisione inefficace</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’audit descrive un sistema di controllo frammentato e spesso inefficace. In numerose basi mancava un’adeguata supervisione, mentre molti responsabili incaricati del controllo non avevano accesso completo ai dati necessari per valutare le prestazioni del contraente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In diversi casi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>non venivano monitorati i livelli reali di efficienza</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>non erano disponibili dati completi sui ricambi</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>i controlli erano limitati a verifiche formali</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>mancava un coordinamento strutturato tra le varie autorità</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il risultato è stato un sistema incapace di esercitare un reale controllo sull’esecuzione del contratto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cannibalizzazione-degli-aeromobili\">Cannibalizzazione degli aeromobili</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli aspetti più critici emersi dal rapporto riguarda la pratica della cannibalizzazione. Per mantenere operativi alcuni velivoli, le unità sono state costrette a<strong> smontare componenti da altri F-35</strong>, riducendo ulteriormente la disponibilità complessiva della flotta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In diverse basi statunitensi sono stati documentati casi di prelievo sistematico di parti da più aeromobili per garantirne almeno uno operativo, <strong>segno evidente di una catena logistica non adeguata a sostenere le esigenze operative</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-conclusioni-dell-inspector-general\">Le conclusioni dell’Inspector General</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il giudizio finale del rapporto è netto:<strong> il Dipartimento della Difesa non ha esercitato un controllo adeguato sul contratto di supporto dell’F-35</strong> e ha continuato a pagare il contraente pur in assenza dei risultati previsti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Inspector General ha formulato <strong>sette raccomandazioni ufficiali</strong>, molte delle quali risultano ancora aperte o solo parzialmente recepite, chiedendo una revisione profonda dei criteri contrattuali, dei meccanismi di controllo e delle responsabilità operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-problema-che-riguarda-anche-gli-alleati\">Un problema che riguarda anche gli alleati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Poiché il sistema F-35 è condiviso da numerosi Paesi alleati, le criticità emerse non riguardano solo gli Stati Uniti. <strong>La struttura logistica, i contratti di supporto e le modalità di gestione sono comuni anche alle forze aeree europee, Italia compresa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rapporto solleva quindi interrogativi più ampi sulla sostenibilità a lungo termine del programma e sulla reale capacità del sistema di garantire livelli operativi adeguati in scenari ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il documento dell’Inspector General <strong>non mette in discussione il valore tecnologico dell’F-35</strong>, ma evidenzia una falla strutturale nella gestione del programma: pagamenti garantiti in assenza di risultati verificabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un campanello d’allarme che richiama l’attenzione sulla necessità di riformare i meccanismi di controllo, responsabilità e trasparenza di uno dei programmi militari più costosi e complessi della storia moderna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":13614,\"href\":\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/12/DODIG-2026-039_FINAL-SECURE.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/12/DODIG-2026-039_FINAL-SECURE.pdf\" type=\"application/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"DODIG-2026-039_FINAL SECURE\"></object><a id=\"wp-block-file--media-f20900f7-a54a-4bf0-9f55-d0118cb88510\" href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/12/DODIG-2026-039_FINAL-SECURE.pdf\">DODIG-2026-039_FINAL SECURE</a><a href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/12/DODIG-2026-039_FINAL-SECURE.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-f20900f7-a54a-4bf0-9f55-d0118cb88510\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/f35.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"AuditPentagono, F35","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-30 22:11:18","stato":"publish","riassunto_video":"Un rapporto dell’Inspector General del Dipartimento della Difesa USA denuncia gravi carenze nella gestione del programma F-35. Nonostante la disponibilità operativa media del 50% nel 2024, il Pentagono ha pagato 1,7 miliardi a Lockheed Martin senza penalità, a causa di contratti privi di vincoli sulle prestazioni. Criticità riguardano controlli insufficienti e cannibalizzazione dei velivoli.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://media.defense.gov/2025/Dec/23/2003848755/-1/-1/1/DODIG-2026-039_FINAL%20SECURE.PDF","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27943-rapporto-usa-durissimo-f-35-operativi-solo-al-50-ma-17-miliardi-versati-comunque-a-lockheed-martin.mp4","galleria":""}
{"id":27933,"titolo":"Aviolancio di droni da velivolo: quando l’Aereo diventa Nave Madre","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong> <strong>Immagina un mini-drone che “nasce”</strong></strong> <strong>già</strong> <strong>in quota: viene rilasciato da un aereo o da un elicottero</strong>, si stabilizza, accende la propulsione (se prevista) e in pochi secondi inizia la missione sotto il controllo di un operatore, a bordo o a terra. È una capacità che sta passando dai concept alle prove reali, perché permette di portare sensori e piccoli sistemi non-pilotati vicino all’area d’interesse in modo rapido, flessibile e spesso più sicuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto è che non basta “sganciare”: bisogna farlo rispettando due condizioni essenziali. La prima è che il drone sopravviva alla separazione, perché in un attimo si trova dentro un flusso d’aria turbolento alla velocità del velivolo. La seconda è che il drone non metta a rischio l’aeromobile che lo rilascia: niente urti, niente rimbalzi, niente incastri in zone o apparati critici. Per questo l’aviolancio è un tema dove simulazioni e test reali vanno sempre insieme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13609,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"600px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/12/Essais-largage-drones.jpg\" alt=\"Aviolancio di droni da velivolo: quando l’Aereo diventa Nave Madre\" class=\"wp-image-13609\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:600px\" title=\"Aviolancio di droni da velivolo: quando l’Aereo diventa Nave Madre\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Aviolancio di droni da velivolo: quando l’Aereo diventa Nave Madre</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-lanciare-un-drone-dall-aria\">Perché lanciare un drone dall’aria</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>L’aviolancio serve soprattutto a “portare avanti” il drone:</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Estende il raggio utile:</strong> il vettore trasporta il drone vicino al punto di impiego, e il drone usa la propria autonomia dove conta.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Riduce i tempi:</strong> arrivi prima sulla scena senza dover decollare da basi vicine o avanzate.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Aumenta la flessibilità:</strong> un velivolo può rilasciare più droni, con sensori diversi o compiti diversi (osservazione, ricognizione, relay, esplorazione di corridoi, ecc.).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>In alcuni ambiti civili/scientifici, consente misure in zone troppo rischiose per un volo con equipaggio.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è anche un motivo “in più”, spesso sottovalutato: se i grandi trasporti diventano sempre più piattaforme ideali per rilasciare (e talvolta gestire) droni, allora <a href=\"https://difesanews.com/trasporto-aereo-strategico-litalia-deve-potenziare-lorganico/\">rafforzare il trasporto aereo strategico</a> non è solo una scelta logistica, ma anche un modo per moltiplicare opzioni operative future. In altre parole, <strong>potenziare la flotta e la prontezza dello strategic airlift italiano significa anche preparare il terreno a concetti “mothership”, cooperazione con droni e missioni distribuite, </strong>come argomenta l’analisi richiamata in coda.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13605,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"600px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/12/Airbus-Remote-Carrier-test-from-A400M-02-800x534-1.jpg\" alt=\"Aviolancio di droni da velivolo: quando l’Aereo diventa Nave Madre\" class=\"wp-image-13605\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:600px\" title=\"Aviolancio di droni da velivolo: quando l’Aereo diventa Nave Madre\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Aviolancio di droni da velivolo: quando l’Aereo diventa Nave Madre</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-tre-famiglie-di-aviolancio\">Le tre “famiglie” di aviolancio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Lancio da rampa o da porta</strong><br>Il drone viene rilasciato da portellone posteriore (tipico dei trasporti) o da porte laterali (anche su elicotteri). È intuitivo, ma richiede un’attenzione enorme a flussi, scie e distanze di separazione nei primissimi secondi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Lancio da tubo/canister (tube-launched)</strong><br>Il drone esce da un contenitore standardizzato: espulsione, apertura superfici, stabilizzazione e missione. Questa via piace perché facilita l’integrazione: stesso “standard” di lancio su piattaforme diverse.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Lancio e recupero in volo (la “portaerei volante”)</strong><br>È il livello più ambizioso: rilascio più recupero in aria, senza atterrare. Riduce i tempi di riutilizzo e apre a concetti di “mothership” che dispiega e riprende assetti.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13606,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/12/Coyote-on-deck-front-1024x547-1.jpg\" alt=\"Aviolancio di droni da velivolo: quando l’Aereo diventa Nave Madre\" class=\"wp-image-13606\" title=\"Aviolancio di droni da velivolo: quando l’Aereo diventa Nave Madre\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Aviolancio di droni da velivolo: quando l’Aereo diventa Nave Madre</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-rende-difficile-l-aviolancio\">Cosa rende difficile l’aviolancio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le sfide tecniche non sono teoriche: sono secondi “spietati” in cui aerodinamica e controllo devono funzionare senza margine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Separazione aerodinamica: traiettorie e rotazioni nei primi 2–5 secondi, dentro scie e turbolenze.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sicurezza del vettore: evitare urti con fusoliera, coda, rotore (per elicotteri), rampe/porte e apparati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Transizione da “caduta” a “volo controllato”: stabilizzazione, avvio motore, assetto, e in alcuni casi apertura paracadute o ali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Handover: passaggio di controllo (ad esempio dall’equipaggio a bordo a un operatore a terra) e robustezza del link dati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Definizione dell’inviluppo di rilascio: a quali velocità, quote e assetti lo sgancio resta sicuro e ripetibile.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-case-study-prove-e-dimostrazioni-che-raccontano-il-trend\">Case study: prove e dimostrazioni che raccontano il trend</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Francia: mini-droni sganciati da Gazelle e A400M<br>La DGA ha riportato campagne di prova con rilascio da porta laterale di elicottero Gazelle e da A400M (trappe/rampa posteriore e porte laterali), dopo simulazioni numeriche e validazioni sperimentali. In sostanza: “prima si modella, poi si prova”, finché il profilo di separazione diventa affidabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A400M “mothership” e Remote Carrier (Airbus)<br>Airbus ha descritto un test in cui un A400M ha rilasciato un dimostratore basato su un Do-DT25 modificato; dopo il rilascio e l’avvio dei motori, l’equipaggio a bordo ha effettuato l’handover a un operatore a terra che ha comandato e fatto atterrare il drone. È un esempio chiaro di cooperazione uomo-macchina distribuita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>USA: Launched Effects e ALTIUS 700<br>L’Esercito USA ha comunicato una dimostrazione che ha prodotto dati positivi su tutte le fasi operative (lancio, volo, atterraggio e recupero) per l’ALTIUS 700, dentro la cornice “Launched Effects”: droni pensati per essere lanciati da piattaforme diverse e impiegati rapidamente come “effetti” modulari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>DARPA Gremlins: recupero in aria verso C-130<br>Il programma Gremlins è diventato iconico perché non si limita al rilascio: include la cattura e il recupero in volo. DARPA ha annunciato una dimostrazione di recupero aereo di un X-61 verso un C-130, evidenziando quanto sia complessa la parte “rientro” rispetto al solo lancio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>NOAA: Coyote dentro un uragano<br>NOAA ha documentato l’impiego del Coyote UAS rilasciato da un P-3 “Hurricane Hunter” per raccogliere dati meteo in aree e quote troppo pericolose per una piattaforma con equipaggio. Qui l’aviolancio è un ponte verso misure altrimenti inaccessibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Perdix: micro-droni e comportamento a sciame<br>Il DoD ha comunicato una dimostrazione con 103 micro-droni Perdix rilasciati da F/A-18 Super Hornet, con comportamenti cooperativi tipici dello sciame (decisione collettiva, adattamento, “self-healing”). È la prova che, quando la scala scende, l’aviolancio può diventare una modalità per dispiegare quantità, non solo singoli assetti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13607,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/12/assets.newatlas-1024x556.jpg\" alt=\"Aviolancio di droni da velivolo: quando l’Aereo diventa Nave Madre\" class=\"wp-image-13607\" title=\"Aviolancio di droni da velivolo: quando l’Aereo diventa Nave Madre\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Aviolancio di droni da velivolo: quando l’Aereo diventa Nave Madre</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dove-sta-andando-questa-tecnologia\">Dove sta andando questa tecnologia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Due direzioni sembrano sempre più chiare: standardizzare il lancio (tubi/canister e interfacce comuni) e rendere i droni modulari, “a pacchetti” di missione. In parallelo, il concetto di mothership cresce: non solo trasporto, ma gestione e coordinamento di più droni, con handover e procedure integrate. In questo scenario, la disponibilità di velivoli da trasporto e la loro prontezza operativa contano sempre di più, perché diventano piattaforme abilitatrici, non semplici “camion volanti”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-link-e-fonti\">Link e fonti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>[1] DGA, “Et maintenant on largue les drones depuis les avions et hélicoptères…” (<a href=\"https://www.defense.gouv.fr/dga/actualites/maintenant-on-largue-drones-avions-helicopteres-0?utm_source=chatgpt.com\">Ministero della Difesa</a>)<br>[2] Airbus, “Remote Carrier demonstrator released and operated from flying A400M” (handover a operatore a terra, Do-DT25) (<a href=\"https://www.airbus.com/en/newsroom/press-releases/2022-12-remote-carrier-demonstrator-released-and-operated-from-flying-a400m?utm_source=chatgpt.com\">Airbus</a>)<br>[3] DARPA, “Gremlins Program Demonstrates Airborne Recovery” (X-61 verso C-130) (<a href=\"https://www.darpa.mil/news/2021/gremlins-airborne-recovery?utm_source=chatgpt.com\">darpa.mil</a>)<br>[4] Air &amp; Space Forces Magazine, approfondimento sul test Gremlins (<a href=\"https://www.airandspaceforces.com/c-130-catches-x-61-gremlins-vehicle-airborne-recovery-test/?utm_source=chatgpt.com\">Air &amp; Space Forces Magazine</a>)<br>[5] NOAA AOML, nota su Coyote UAS lanciato da P-3 Hurricane Hunter (<a href=\"https://www.darpa.mil/news/2021/gremlins-airborne-recovery?utm_source=chatgpt.com\">darpa.mil</a>)<br>[6] DoD/Navy CIO, “Successful Micro-Drone Demonstration” (103 Perdix)<br>[7] U.S. Army, comunicazioni su “Launched Effects”/ALTIUS 700<br>[8] DifesaNews, “Trasporto Aereo Strategico: l’Italia deve potenziare l’Organico” (<a href=\"https://difesanews.com/trasporto-aereo-strategico-litalia-deve-potenziare-lorganico/\">Difesa News</a>)</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/GFT8inTrail-c-1536x1024-1.jpeg","categoria":"Aviotruppe","tags":"A400M, aviolancio, Droni, mothership, STRATEGICAIRLIFT, swarm, uas","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-30 18:12:36","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27933-aviolancio-droni-velivolo-aereo-nave-madre.mp4","galleria":""}
{"id":27927,"titolo":"Caso Hannoun e la Guerra ibrida","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Genova, 9 arresti e milioni sequestrati.</strong> È da qui che parte una delle inchieste italiane più delicate degli ultimi mesi sul finanziamento del terrorismo: secondo la Procura, un circuito di raccolta fondi “umanitaria” avrebbe alimentato Hamas attraverso triangolazioni finanziarie, associazioni-schermo e canali esteri. Al centro dell’operazione c’è <strong>Mohammad Hannoun</strong>, arrestato insieme ad altre otto persone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-operazione-e-l-accusa-beneficenza-come-copertura\">L’operazione e l’accusa: beneficenza come copertura</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il quadro accusatorio, in sintesi, sostiene che <strong>circa 7 milioni di euro</strong> raccolti negli ultimi due anni con finalità dichiarate di sostegno alla popolazione palestinese sarebbero stati <strong>dirottati verso entità collegate a Hamas</strong>, sfruttando passaggi bancari complessi e organizzazioni con sede all’estero per “spezzare” la tracciabilità dei flussi. Le forze dell’ordine hanno inoltre sequestrato <strong>beni per oltre 8 milioni di euro</strong>, inclusa liquidità rinvenuta durante perquisizioni e controlli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto riportato da fonti investigative e stampa, l’ordinanza cautelare è stata eseguita da <strong>Digos</strong> e <strong>Guardia di Finanza</strong> su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Genova. L’impianto dell’accusa parla di una <strong>struttura stabile</strong> che, dietro attività associative e iniziative di solidarietà, avrebbe sostenuto economicamente un’organizzazione considerata terroristica dall’Unione Europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13595,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"550px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Caso Hannoun e la Guerra ibrida\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/hannoun-haniyeh-kZoE-U3460273443363vAD-656x492@Corriere-Web-Sezioni.jpg\" alt=\"Caso Hannoun e la Guerra ibrida\" class=\"wp-image-13595\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:550px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Caso Hannoun e la Guerra ibrida</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-chi-e-mohammad-hannoun-e-perche-il-suo-nome-ricorre-da-anni\">Chi è Mohammad Hannoun e perché il suo nome ricorre da anni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Hannoun è indicato dagli inquirenti come <strong>snodo e promotore</strong> della raccolta fondi contestata. La vicenda, però, non nasce dal nulla: <strong>gli Stati Uniti lo hanno sanzionato</strong> già in passato. In comunicazioni del Dipartimento del Tesoro, Hannoun viene descritto come soggetto basato in Italia e legato a una presunta rete di fundraising per Hamas, attraverso un ente presentato come benefico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Nota importante: tutte le contestazioni penali in Italia sono <strong>accuse</strong> nella fase delle indagini e valgono la presunzione d’innocenza e il contraddittorio processuale.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-inchiesta-europea-e-non-solo-banche-segnalazioni-e-cooperazione\">Un’inchiesta europea (e non solo): banche, segnalazioni e cooperazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un elemento che emerge con forza è la dimensione <strong>transnazionale</strong> dell’indagine. Ricostruzioni giornalistiche riferiscono che l’inchiesta avrebbe preso slancio anche grazie a segnalazioni di transazioni sospette e a un coordinamento con autorità di altri Paesi europei, oltre a contributi informativi esterni citati come rilevanti nella ricostruzione dei flussi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13596,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Caso Hannoun e la Guerra ibrida\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/224941617-2be43c37-ad16-40c9-a7ef-aa4e0c5b2b2b.jpg\" alt=\"Caso Hannoun e la Guerra ibrida\" class=\"wp-image-13596\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Caso Hannoun e la Guerra ibrida</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-tutto-questo-rientra-nella-guerra-ibrida\">Perché tutto questo rientra nella “guerra ibrida”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di norma associamo la guerra a carri armati, missili e trincee. Ma le dottrine di sicurezza occidentali definiscono “<a href=\"https://difesanews.com/la-guerra-ibrida-spiegata-tattiche-storia-e-la-sfida-per-la-nato/\">minacce ibride</a>” quelle azioni che <strong>combinano strumenti militari e non militari</strong>, spesso in modo <strong>coperto</strong>, per destabilizzare società e istituzioni. In questo senso, un presunto sistema di <strong>raccolta fondi mascherata</strong> può diventare un tassello tipico della dimensione “ibrida”:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sostiene capacità operative</strong> (se i flussi arrivano davvero a un gruppo armato o a sue articolazioni).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sfrutta infrastrutture legali</strong> (associazioni, conti, donazioni) riducendo il rischio percepito.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Si mimetizza nel tessuto sociale</strong>, rendendo l’individuazione più complessa e potenzialmente divisiva.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Genera polarizzazione interna</strong>: ogni intervento repressivo può essere letto come tutela della sicurezza o come attacco politico, alimentando fratture.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-punto-piu-delicato-sicurezza-nazionale-vs-spazio-civico\">Il punto più delicato: sicurezza nazionale vs. spazio civico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La reazione politica e sociale, come spesso accade, è diventata parte della storia. Da un lato, le istituzioni hanno rivendicato l’importanza dell’operazione come contrasto al terrorismo; dall’altro, gruppi pro-Palestina hanno parlato di criminalizzazione della solidarietà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È significativo che, in comunicazioni riportate dalla stampa, gli stessi inquirenti abbiano evidenziato un doppio binario: perseguire il finanziamento del terrorismo <strong>non cancella</strong> le sofferenze civili a Gaza né il bisogno di tutela dei civili, ma allo stesso tempo tali sofferenze <strong>non giustificano</strong> atti terroristici. È una frase che fotografa bene la trappola della guerra ibrida: far collidere, nello stesso spazio pubblico, temi umanitari e sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-insegna-il-caso-hannoun\">Cosa insegna il “caso Hannoun”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al di là dell’esito giudiziario, tre lezioni sono già chiare:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il denaro è un fronte</strong>: il contrasto passa da controlli antiriciclaggio, segnalazioni e cooperazione giudiziaria internazionale tanto quanto da intelligence e polizia.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Le reti contano più dei singoli</strong>: quando esistono strutture associative e canali esteri, l’azione è efficace solo se “segue i flussi”, non solo le persone.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Servono anticorpi democratici</strong>: trasparenza delle ONG, controlli proporzionati, tutela dell’aiuto umanitario legittimo e comunicazione pubblica rigorosa. Altrimenti il rischio è regalare agli avversari (statali o non statali) l’obiettivo tipico delle minacce ibride: <strong>dividere dall’interno</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/jj.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"antiterrorismo, finanziamentoterrorismo, Genova, guerraibrida, Hamas, Hannoun, riciclaggio","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-30 10:24:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.reuters.com/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27927-caso-hannoun-e-la-guerra-ibrida.mp4","galleria":""}
{"id":27918,"titolo":"Crisi USA-Venezuela, Trump conferma primo attacco americano in territorio venezuelano: “Abbiamo distrutto una base della droga”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo il sequestro di <strong>tre petroliere</strong> del Paese sudamericano, l’ultimo, il <strong>20 dicembre</strong>, <a href=\"http://Dopo il sequestro di tre petroliere del Paese sudamericano — l’ultimo, il 20 dicembre, condotto da forze speciali — il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato pubblicamente che forze statunitensi hanno colpito una struttura in territorio venezuelano, collegata, secondo le sue parole, al traffico di droga via mare. Le dichiarazioni sono state rilasciate durante una conferenza stampa congiunta con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, tenuta presso il resort di Mar-a-Lago, in Florida.\">condotto dalle <strong>forze speciali</strong></a>, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato pubblicamente che <strong>forze statunitensi hanno colpito una struttura in territorio venezuelano</strong>, collegata, secondo le sue parole, al traffico di droga via mare. Le dichiarazioni sono state rilasciate durante una conferenza stampa congiunta con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, tenuta presso il resort di <strong>Mar-a-Lago</strong>, in Florida.<br><br>“<strong>C’è stata una grande esplosione nella zona portuaria dove caricano le navi della droga. Abbiamo colpito tutte le imbarcazioni e poi l’area stessa</strong>”, ha dichiarato Trump, senza però fornire dettagli operativi né indicare formalmente l’unità responsabile dell’azione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto riportato dal <strong>New York Times</strong>, funzionari statunitensi avrebbero confermato che il riferimento riguarderebbe un impianto di lavorazione o smistamento della droga, ma senza fornire ulteriori dettagli ufficiali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://twitter.com/AlertaNews24/status/2005708763232383410\",\"type\":\"rich\",\"providerNameSlug\":\"twitter\",\"responsive\":true} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://twitter.com/AlertaNews24/status/2005708763232383410\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-nessuna-conferma-ufficiale-ma-segnali-sul-terreno\">Nessuna conferma ufficiale, ma segnali sul terreno</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al momento, non esistono conferme formali da parte del Pentagono o di altri organismi governativi statunitensi. Tuttavia, alcune fonti locali parlano di <strong>esplosioni avvenute in una zona industriale nei pressi di Maracaibo</strong>, compatibili con quanto descritto dal presidente americano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le autorità venezuelane, come già accaduto in passato, non hanno rilasciato comunicati ufficiali sull’accaduto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-strategia-di-pressione-su-caracas\">La strategia di pressione su Caracas</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le dichiarazioni di Trump si inseriscono in un quadro di crescente pressione politica, economica e militare contro il regime di Nicolás Maduro. Negli ultimi mesi, l’amministrazione statunitense ha intensificato le operazioni di contrasto al narcotraffico nel Mar dei Caraibi, sostenendo che:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>il traffico via mare sarebbe stato ridotto del <strong>94%</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il restante 6% rappresenterebbe l’attuale obiettivo delle operazioni;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>sono in corso attività di intelligence per colpire le reti rimaste operative anche sul territorio venezuelano.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“<strong>Conosciamo ogni rotta, ogni casa, sappiamo dove vivono</strong>”, ha dichiarato Trump in merito ai narcotrafficanti, lasciando intendere una possibile estensione delle operazioni anche via terra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-messaggio-a-maduro\">Il messaggio a Maduro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il presidente statunitense ha ribadito più volte la propria posizione nei confronti di Nicolás Maduro, sul quale pende una <strong>taglia da 50 milioni di dollari</strong> offerta dagli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Se fosse intelligente, lascerebbe il potere. Se vuole giocare duro, sarà l’ultima volta”, ha dichiarato Trump il 22 dicembre scorso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-uno-scenario-in-evoluzione\">Uno scenario in evoluzione</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sebbene manchino conferme ufficiali, le parole del presidente americano segnano un ulteriore innalzamento della tensione tra Washington e Caracas. Se confermato, l’attacco rappresenterebbe <strong>il primo intervento diretto statunitense sul territorio venezuelano</strong> nell’attuale fase della crisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’azione che, sebbene presentata come parte della guerra al narcotraffico, potrebbe avere conseguenze geopolitiche rilevanti per l’intera regione latinoamericana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/trump-maduro2.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Narcotraffico, OperazioniSpeciali, USAvsVenezuela","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-29 23:55:35","stato":"publish","riassunto_video":"Il presidente Trump ha confermato un attacco statunitense a una struttura venezuelana legata al narcotraffico, senza dettagli ufficiali. Fonti locali segnalano esplosioni vicino a Maracaibo. L’azione fa parte di una strategia di pressione su Maduro, accusato di traffico di droga, con operazioni mirate a colpire le reti residue e un possibile aumento delle tensioni tra Washington e Caracas","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ntn24.com/noticias-actualidad/trump-confirma-que-estados-unidos-destruyo-instalacion-en-venezuela-hubo-una-gran-explosion-en-la-zona-portuaria-donde-cargan-los-barcos-con-drogas-598036","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27918-crisi-usa-venezuela-trump-conferma-primo-attacco-americano-in-territorio-venezuelano-abbiamo-distrutto-una-base-della-droga.mp4","galleria":""}
{"id":27939,"titolo":"Il Generale Giovanni Giostra, già Comandante del 185° Gruppo Artiglieria Paracadutisti ‘Viterbo’, è andato avanti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come riportato dal <a href=\"https://assopar.it/2025/12/29/ci-ha-lasciati-il-gen-giovanni-giostra/\">sito nazionale dell’ANPDI attraverso le parole del Generale Bertolini</a>, nella notte tra il 28 e il 29 dicembre si è spento, all’età di 95 anni, presso l’ospedale Cisanello di Pisa, <strong>il Generale Paracadutista Giovanni Giostra</strong>. Ricoverato in seguito a una grave caduta che gli aveva provocato la frattura del femore, si è congedato in silenzio, come spesso fanno gli uomini che hanno attraversato la Storia senza mai cercare i riflettori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la sua scomparsa se ne va una delle ultime figure capaci di collegare direttamente il presente alle radici più autentiche della tradizione paracadutista italiana. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Giostra è stato per anni un punto di riferimento imprescindibile per l’<strong>ANPDI</strong>, all’interno della quale ricopriva il ruolo di <strong>Presidente Onorario della Sezione di Livorno</strong>, ma soprattutto per tutti coloro che vedevano nella storia militare non un semplice racconto del passato, bensì un patrimonio vivo, da preservare con rigore e rispetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Uomo di profonda cultura militare</strong>, ha dedicato una parte importante della sua vita allo studio e alla divulgazione della storia della Specialità paracadutista. Lo ha fatto con metodo, precisione e spirito critico, qualità che lo hanno reso una voce autorevole e ascoltata. Le sue conferenze, sempre seguite da un pubblico numeroso e attento, non erano mai celebrazioni vuote, ma occasioni di riflessione, di approfondimento, di restituzione della giusta dignità a uomini e reparti spesso dimenticati dalla narrazione ufficiale del dopoguerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il suo impegno è stato fondamentale nel<strong> mantenere viva la memoria di numerosi episodi della guerra di Liberazione</strong>, in particolare quelli che videro protagonisti i reparti del ricostituito Regio Esercito. Un lavoro prezioso, portato avanti con tenacia, che ha contribuito a restituire equilibrio e verità storica in un periodo in cui il racconto degli eventi fu spesso parziale e ideologicamente orientato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chi lo ha conosciuto ricorda la sua presenza costante alle commemorazioni, ai raduni, agli eventi patriottici. Località come Filottrano, Case Grizzano o Poggio Rusco lo vedevano arrivare puntualmente, anno dopo anno, testimone discreto ma fondamentale di una memoria che non doveva andare perduta. In quelle occasioni non parlava mai da protagonista, ma da custode di una storia collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente alla sua attività culturale, il Generale Giostra ha vissuto una lunga e prestigiosa carriera militare interamente legata alla <strong>Brigata Paracadutisti “Folgore”</strong>. Fu comandante del <strong>185° Gruppo Artiglieria Paracadutisti “Viterbo”</strong>, reparto che avrebbe poi dato origine all’attuale <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\">185° Reggimento Ricognizione Acquisizione Obiettivi</a></strong>. Un passaggio che rappresentò per lui motivo di grande orgoglio, perché vedeva riconosciuto il valore di un’unità alla quale aveva dedicato anni di servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Successivamente operò presso il Comando della Brigata come <strong>Capo Ufficio OAI</strong> e <strong>Vice Comandante</strong>, contribuendo allo sviluppo dottrinale e addestrativo della Forza Armata. In quegli anni trasferì nelle esercitazioni, tra cui la celebre “Mangusta”, l’esperienza maturata nei contatti e nei corsi con le Forze Speciali statunitensi e britanniche, contribuendo alla crescita professionale di intere generazioni di paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Concluse la sua carriera come <strong>Comandante italiano di Camp Darby</strong>, incarico che segnò anche una svolta personale: lì conobbe Catherine, ufficiale dell’Esercito degli Stati Uniti, con la quale condivise anni di vita serena in Toscana, fino alla sua scomparsa avvenuta cinque anni fa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il Generale Giostra se ne va un uomo che ha incarnato valori oggi sempre più rari: sobrietà, coerenza, senso del dovere, amore per la storia e rispetto per chi ha servito prima di lui. Un ufficiale che non ha mai smesso di sentirsi parte della Folgore, neppure dopo il congedo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le esequie si terranno presso la <strong>Chiesa di Santa Lucia di Antignano (Livorno)</strong> il 31 dicembre alle ore 10.00, luogo già teatro dell’ultimo saluto al <a href=\"https://brigatafolgore.net/e-scomparso-il-generale-paracadutista-aquila-1-bruno-viva-fu-comandante-della-folgore-dal-1994-al-1996/\" data-type=\"post\" data-id=\"26867\">Gen. Viva</a> , in questo triste scorcio finale dell’anno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/gen-giostra.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"folgore, GenGiostra","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-29 21:21:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://assopar.it/2025/12/29/ci-ha-lasciati-il-gen-giovanni-giostra/","difesanews":"0","video_art":"","galleria":""}
{"id":27911,"titolo":"La guerra ibrida di Mosca si serve dei filorussi italiani","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra in Ucraina, arrivata a fine dicembre 2025 al <strong>1.394° giorno</strong>, continua a produrre vittime e a consumarsi non solo nelle trincee ma anche nello “spazio grigio” della <a href=\"https://difesanews.com/la-guerra-ibrida-spiegata-tattiche-storia-e-la-sfida-per-la-nato/\">guerra ibrida</a>: attacchi informatici, disinformazione, sabotaggi e azioni a bassa attribuibilità usate per mettere alla prova le democrazie europee. È quanto si legge nell’<strong>intervista di Il Dubbio a Mirko Campochiari</strong>, CEO e fondatore di <a href=\"https://parabellumthinktank.com/\">Parabellum</a>, think tank italiano che realizza analisi OSINT e una mappa del fronte ucraino.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13561,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"center\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/mirko.jpg\" alt=\"La guerra ibrida di Mosca si serve dei filorussi italiani\" class=\"wp-image-13561\" title=\"La guerra ibrida di Mosca si serve dei filorussi italiani\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La guerra ibrida di Mosca si serve dei filorussi italiani</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-fronte-citta-droni-e-scelte-di-logoramento\">Il fronte: città, droni e scelte di logoramento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul terreno, Campochiari sottolinea la centralità degli <strong>agglomerati urbani</strong> nel Donbass: difenderli significa proteggere la “spina dorsale” di sistemi e linee difensive in un settore ristretto di decine di chilometri. In parallelo, nota come ormai una quota maggioritaria delle azioni avvenga con <strong>droni</strong>, che rendono più vulnerabili le postazioni in campo aperto rispetto al contesto urbano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, cita esempi di tattiche e decisioni “non lineari”: a <strong>Kupiansk</strong> parla di infiltrazioni in piccoli gruppi per creare scompiglio tra le forze russe; su <strong>Siversk</strong> evidenzia invece un caso in cui gli ucraini avrebbero privilegiato il risparmio di forze rispetto alla difesa a oltranza, segnale di un possibile adattamento strategico per preservare uomini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-perdite-russe-perche-i-numeri-contano-e-come-si-stimano\">Le perdite russe: perché i numeri contano (e come si stimano)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei punti più delicati resta il bilancio umano. Campochiari contesta la stima ucraina di <strong>1,2 milioni tra morti e feriti</strong> come valore “non attendibile” e indica come più credibile il lavoro di <a href=\"https://en.zona.media/\">Mediazona</a> (con BBC Russian e volontari), che mantiene una lista nominativa verificata e affianca metodi statistici per stimare l’impatto complessivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Su questo terreno, anche la stampa europea ha richiamato l’esistenza di stime basate su nominativi confermati, ricordando però che il totale reale può essere più alto proprio per i limiti delle fonti pubbliche e la difficoltà di conteggiare in modo completo perdite e feriti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Campochiari collega poi la “tenuta” del reclutamento russo a dinamiche economiche e incentivazione: descrive un aumento dell’offerta economica nel tempo, segnali di stabilizzazione e un calo recente, oltre alla maggiore appetibilità delle <strong>unità droni</strong> perché consentono di combattere “da remoto”. A questo si aggiunge, nella sua ricostruzione, un elemento “strutturale”: le pressioni sugli amministratori regionali per raggiungere quote di arruolamento, con pratiche che oscillano tra incentivi e coercizione sociale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-caso-polymarket-isw-quando-una-mappa-diventa-un-arma\">Il caso Polymarket–ISW: quando una mappa diventa un’arma</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intervista illumina un altro fronte: quello della <strong>fiducia</strong> nelle fonti pubbliche e nelle infrastrutture informative. Campochiari ricostruisce un caso legato a <strong>Polymarket</strong>, piattaforma di “prediction market” con scommesse anche su esiti militari, la cui risoluzione si appoggia (in molti mercati) a mappe come quelle dell’<strong>Institute for the Study of War (ISW)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo la ricostruzione citata, nella notte del <strong>15 novembre 2025</strong> un aggiornamento avrebbe mostrato temporaneamente <strong>Myrnohrad</strong> come sotto controllo russo, in coincidenza con la chiusura di una scommessa; l’edit è poi “scomparso” ed è arrivata una rettifica. ISW ha parlato di <strong>modifica non autorizzata</strong>. Al di là del singolo episodio, la lezione è chiara: anche un artefatto “tecnico” come una mappa può diventare bersaglio, perché influenza reputazioni, narrazioni e perfino flussi di denaro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-che-cos-e-la-guerra-ibrida-e-perche-l-europa-la-sente-addosso\">Che cos’è la “guerra ibrida” (e perché l’Europa la sente addosso)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella definizione operativa richiamata da documenti e analisi istituzionali, la minaccia ibrida combina strumenti diversi — <strong>cyber</strong>, <strong>disinformazione, pressione economica e sociale, sabotaggi </strong>— sfruttando ambiguità, negabilità e tempi lunghi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un non-paper diffuso in ambito Difesa, citando la Relazione annuale del <strong><a href=\"https://www.sicurezzanazionale.gov.it/chi-siamo/organizzazione/dis\">DIS</a></strong>, elenca esempi tipici di questa “zona grigia”: <strong>fake news</strong>, infrastrutture colpite, <strong>cavi tranciati</strong>, sabotaggi e interferenze nei processi democratici. A livello UE, i report sull’informazione ostile insistono su un punto: attori statali e reti di influenza hanno costruito ecosistemi digitali per manipolare lo spazio informativo europeo, alimentando polarizzazione e sfiducia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul lato cyber, il quadro è coerente: le analisi di settore descrivono un ambiente in cui phishing, sfruttamento di vulnerabilità e DDoS restano vettori rilevanti e spesso associati a campagne “ibride” e di pressione politica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13562,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/original.jpg\" alt=\"La guerra ibrida di Mosca si serve dei filorussi italiani\" class=\"wp-image-13562\" title=\"La guerra ibrida di Mosca si serve dei filorussi italiani\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La guerra ibrida di Mosca si serve dei filorussi italiani</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-droni-aeroporti-sabotaggi-cyberattacchi-testare-la-risposta-politica\">Droni, Aeroporti, Sabotaggi, Cyberattacchi: “testare” la risposta politica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Campochiari lo riassume così: attacchi informatici, fake news, droni e reclutamento online di “agenti spendibili” sarebbero <strong>modi indiretti</strong> per “testare” la risposta politica dei Paesi europei e, se la reazione è timida, <strong>alzare il tiro</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli stessi mesi, il dibattito europeo ha messo a fuoco proprio questa dinamica: episodi legati a droni, allarmi e blocchi temporanei di infrastrutture sensibili vengono interpretati come segnali ad alto impatto e bassa attribuibilità, capaci di produrre costi immediati (economici e politici) senza oltrepassare apertamente la soglia del conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul versante digitale, recenti ricostruzioni giornalistiche hanno collegato gruppi filorussi ad azioni DDoS e campagne di disturbo contro servizi pubblici e imprese, con l’obiettivo di creare disservizi, amplificare ansia sociale e dimostrare vulnerabilità. In questo tipo di operazioni, anche un’interruzione temporanea può valere più del danno tecnico: è un messaggio politico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-megafono-italiano-e-la-galassia-filorussa-tesi-e-rischi\">“Il megafono italiano” e la galassia filorussa: tesi e rischi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È nella lettura del contesto italiano che Campochiari usa le parole più dure: sostiene che l’Italia sia, per ragioni storiche e culturali, un <strong>“megafono”</strong> della propaganda del Cremlino, con figure (anche accademiche e professionali) pronte a rilanciare narrazioni favorevoli a Mosca o a riscrivere la storia recente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non parla solo di convinzioni ideologiche: descrive un “pattern” di rilancio coordinato di contenuti (“uno tira fuori una notizia e gli altri seguono”), e aggiunge che parte dell’ecosistema filorusso sarebbe in realtà saldato da identità <strong>anti-UE, anti-USA o complottiste/novax</strong>, più che da un reale interesse per la Russia. In questa chiave, la propaganda non è un monolite, ma una rete opportunista che sfrutta ogni frattura disponibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui la posta in gioco è la resilienza democratica: <strong>la guerra ibrida funziona quando riesce a trasformare fratture sociali preesistenti in polarizzazione permanente, erodendo fiducia nelle istituzioni e nei media.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-linea-di-faglia-sicurezza-nazionale-e-liberta-dell-informazione\">La linea di faglia: sicurezza nazionale e libertà dell’informazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se <strong>il fronte</strong> militare è fatto di droni e artiglieria, quello <strong>ibrido passa per mappe, piattaforme, infrastrutture digitali e soprattutto per la vulnerabilità di società aperte in cui la propaganda può travestirsi da “opinione competente”</strong>. Il punto non è solo riconoscere la disinformazione, ma capire quando un ecosistema interno diventa, volontariamente o meno, un moltiplicatore della pressione esterna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-fonti-utilizzate\">Fonti utilizzate:</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il Dubbio</strong>, intervista di Emilio Minervini a Mirko Campochiari (Parabellum), “La guerra ibrida di Mosca si serve dei filorussi italiani”, 27 dicembre 2025</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Materiali e contenuti pubblici del think tank <strong>Parabellum</strong> (analisi OSINT e mappa)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Mediazona</strong> (con contributi e collaborazione di <strong>BBC Russian</strong> e volontari), stime basate su nominativi verificati e metodi statistici</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Institute for the Study of War (ISW)</strong>, comunicazioni e aggiornamenti relativi al caso Myrnohrad e alle modalità di aggiornamento delle mappe</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>ENISA</strong>, “Threat Landscape” (edizioni recenti), quadro sui principali vettori di minaccia cyber e trend</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>EEAS / EUvsDisinfo</strong>, report su interferenze e campagne di manipolazione dello spazio informativo europeo</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Relazione annuale DIS</strong> e documenti italiani sulla minaccia ibrida e sulla disinformazione</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ricostruzioni giornalistiche internazionali (es. <strong>AP</strong>, <strong>Reuters</strong>) su cyberattacchi, sabotaggi e dinamiche “ibride” in Europa (2024–2025)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/iStock-russia-digital-map-2-2400x1301-1.jpg","categoria":"Blog","tags":"ciberattacchi, disinformazione, guerraibrida, Italia, propaganda, russia, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-29 17:53:58","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ildubbio.news/news/interviste/48354/voto-si-al-referendum-perche-e-una-riforma-che-completa-la-costituzione.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27911-la-guerra-ibrida-di-mosca-si-serve-dei-filorussi-italiani.mp4","galleria":""}
{"id":23474,"titolo":"Ex? No, grazie: grado e qualifica militare restano per sempre. Lo stabilisce la legge.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando un militare non è più in servizio attivo, i giornali e le televisioni tendono spesso a presentarlo come <strong>“ex generale”</strong>, <strong>“ex colonnello”</strong> o <strong>“ex maresciallo”</strong>. Una formula apparentemente innocua, ma che rivela una scarsa conoscenza della normativa italiana e, soprattutto, un profondo errore concettuale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un militare, infatti, <strong>non cessa mai di esserlo</strong>: il grado e la qualifica sono <strong>acquisiti per sempre</strong>, così come avviene con una laurea o con un’onorificenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La legge è chiara: nessun “ex militare”. Un Generale rimane Generale, un Caporale rimane Caporale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La legge n. 113 del 10 aprile 1954</strong>, con le successive modifiche e integrazioni, oggi in larga parte confluite nel <strong>Decreto Legislativo 15 marzo 2010, n. 66 (Codice dell’Ordinamento Militare)</strong> e nel relativo <strong>D.P.R. 90/2010</strong>, disciplina lo <strong>stato giuridico del personale militare italiano</strong>. Secondo tale normativa, un militare può trovarsi in diverse condizioni:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Servizio permanente (per tutti):</strong> il militare è in attività effettiva e svolge pienamente i suoi compiti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ausiliaria (solo ufficiali e alcuni sottufficiali):</strong> il militare è in congedo ma rimane a disposizione dello Stato ed è richiamabile fino a un massimo di 5 anni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Riserva (solo ufficiali e sottufficiali):</strong> il militare è collocato in congedo con possibilità di richiamo entro determinati limiti di età stabiliti dalla legge.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Congedo illimitato (truppa):</strong> indica la cessazione dal servizio, con permanenza nell’elenco dei richiamabili fino al raggiungimento dell’età limite.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Congedo assoluto (per tutti):</strong> il militare cessa definitivamente dal servizio attivo e non è più richiamabile, pur conservando grado e qualifica acquisiti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Congedo anticipato (per tutti):</strong> cessazione dal servizio per motivi particolari (es. salute o disciplina), pur conservando grado e qualifica acquisiti.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In nessuno di questi casi, tuttavia, la legge contempla l’uso del termine <strong>“ex”</strong>. Il <strong>grado e la qualifica</strong>, una volta conferiti — per gli ufficiali con <strong>decreto del Presidente della Repubblica</strong> e per sottufficiali e truppa con <strong>provvedimenti ministeriali</strong> — hanno valore <strong>a vita</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non esistono dunque <strong>“ex ufficiali”</strong>, ma nemmeno <strong>“ex marescialli”</strong>, <strong>“ex sergenti”</strong> o <strong>“ex soldati”</strong>: ogni militare resta tale per sempre, indipendentemente dalla posizione in cui si trova.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un <strong>Generale</strong> può essere in servizio o in congedo, ma non sarà mai un <strong>“ex Generale”</strong>. Lo stesso vale per ogni altro grado: un <strong>Maresciallo dei Carabinieri</strong> potrà essere ex comandante di stazione, ma mai <strong>“ex Maresciallo”</strong>; un <strong>Soldato</strong>, che rappresenta il primo gradino della gerarchia dell'Esercito, <strong>resta tale per sempre</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È corretto dire <strong>“ex Comandante”</strong> di un reparto o <strong>“ex Direttore”</strong> di un ufficio, perché ci si riferisce a una funzione, non a un grado. Ma definire “ex” la qualifica stessa è scorretto, sia <strong>linguisticamente</strong> che <strong>giuridicamente</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Articoli che regolano la materia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Art. 874 – Categorie di stato giuridico</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Decreto Legislativo 15 marzo 2010, n. 66</strong> è chiaro: non esiste la status giuridico di ex militare, ma di \"militare in congedo\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"In base alla posizione di <strong>stato giuridico</strong>, i militari si distinguono in:<br>a) militari in servizio permanente;<br>b) militari in servizio temporaneo;<br>c) militari in congedo.\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Art. 879 – Posizione di stato nel congedo</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il militare in congedo è sospeso dall’esercizio delle funzioni del grado, cioè <strong>non esercita poteri di comando né è soggetto all’obbligo di obbedienza gerarchica</strong>, ma <strong>non perde il grado</strong>, salvo nei casi espressamente previsti dalla legge.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Il militare in congedo può trovarsi:<br>a) temporaneamente richiamato o trattenuto in servizio;<br>b) sospeso dalle funzioni del grado.\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Art. 861 – Cause di perdita del grado</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Il grado si perde <strong>esclusivamente</strong> nei seguenti casi:<br>a) dimissioni volontarie (del grado, non del servizio, Art. 862);<br>b) dimissioni d’autorità;<br>c) cancellazione dai ruoli;<br>d) rimozione all’esito di procedimento disciplinare;<br>e) condanna penale.\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Art. 880 - Categorie di personale in congedo</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche in caso di congedo assoluto, cioè non più vincolato agli obblighi di servizio attivo, <strong>il militare NON PERDE IL GRADO</strong>. In particolare il Comma 6 cita testualmente:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"I militari in congedo assoluto non sono più vincolati a obblighi di servizio attivo in tempo di pace, in tempo di guerra o di grave crisi internazionale; <strong>il militare in congedo assoluto conserva il grado</strong> e l'onore dell'uniforme, che può essere indossata in base alle disposizioni di ciascuna Forza armata o del Corpo della Guardia di finanza, ed è soggetto alle disposizioni di legge riflettenti il grado e la disciplina.\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Alpini, Bersaglieri, Paracadutisti: identità per la vita</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alcuni corpi militari rappresentano molto più di un periodo di servizio: sono un’<strong>identità che accompagna per sempre</strong> chi li ha vissuti. Gli <strong>Alpini</strong>, i <strong>Bersaglieri</strong> e i <strong>Paracadutisti</strong> incarnano questo legame indissolubile con una tradizione, un simbolo e uno stile di vita che non si perdono con il congedo. Parlare di <strong>“ex alpino”</strong>, <strong>“ex bersagliere”</strong> o <strong>“ex paracadutista”</strong> è non solo improprio, ma anche offensivo per chi ha portato con orgoglio il <strong>cappello con la penna</strong>, il <strong>piumetto</strong> o il <strong>basco amaranto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’unica definizione corretta è <strong>“alpino in congedo”</strong>, <strong>“bersagliere in congedo”</strong> o <strong>“paracadutista in congedo”</strong>, perché si può lasciare la divisa, ma non l’appartenenza a un corpo che diventa parte integrante della propria identità per la vita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quando si può perdere il grado</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In base al <strong>Codice dell’Ordinamento Militare (D.Lgs. 66/2010)</strong>, il grado può essere perso sia per <strong>cause penali</strong>, sia per <strong>provvedimenti disciplinari di stato</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La perdita del grado può avvenire:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Per effetto di una condanna penale</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In alcuni casi, la sentenza può prevedere la <strong>degradazione</strong> o la <strong>rimozione dal grado</strong>, soprattutto quando il reato è tale da rendere il militare indegno di appartenere alle Forze Armate. Si tratta di pene accessorie previste dal diritto penale militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Per provvedimento disciplinare di stato</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il grado può essere perso anche <strong>senza una condanna penale</strong>, attraverso un <strong>procedimento disciplinare di stato</strong>, nei casi di particolare gravità che ledano il prestigio, il decoro o l’onore dell’Istituzione militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Per effetto automatico di determinate condanne</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In alcune ipotesi previste dalla legge, la perdita del grado avviene <strong>di diritto</strong>, senza necessità di un ulteriore giudizio disciplinare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Altre cause previste dal Codice (non penali)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In generale, il Codice elenca più cause di perdita del grado (non limitate alla sentenza penale): ad esempio <strong>dimissioni, cancellazione dai ruoli, rimozione all’esito di procedimenti</strong>, ecc. (art. <strong>861</strong> c.o.m.).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È bene sottolineare che si tratta di episodi eccezionali. Nella stragrande maggioranza dei casi, i militari che terminano il servizio rimangono a vita portatori del proprio grado, sia che si trovino in congedo, in riserva o in ausiliaria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Grado e qualifica: un riconoscimento per sempre</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il conferimento del grado non è un atto amministrativo ordinario: per gli <strong>ufficiali</strong> avviene tramite <strong>decreto del Presidente della Repubblica</strong>, mentre per <strong>sottufficiali e truppa</strong> mediante provvedimenti ministeriali. In ogni caso si tratta di un riconoscimento di natura <strong>permanente</strong>, che per importanza giuridica e morale può essere paragonato a una <strong>laurea</strong>, a un <strong>diploma</strong> o a una <strong>decorazione onorifica</strong>: titoli che non perdono mai validità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Così come non si diventa mai <strong>“ex laureati”</strong> o <strong>“ex decorati”</strong>, non si diventa mai <strong>“ex ufficiali”</strong> o <strong>“ex soldati”</strong>. Il grado militare ha un carattere <strong>indelebile</strong>: può essere sospeso nell’esercizio delle funzioni, ma non viene mai cancellato, salvo nei rarissimi casi di condanna penale con sentenza che comporti la degradazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Rispetto e precisione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Definire un militare <strong>“ex”</strong> significa <strong>banalizzare</strong> la sua storia, il suo servizio e il suo impegno. È un errore che i mezzi di comunicazione dovrebbero evitare, sostituendolo con termini corretti come <strong>“in congedo”</strong>, <strong>“in ausiliaria”</strong> o <strong>“già comandante”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Perché <strong>non esistono ex</strong>: la qualifica e il grado sono <strong>acquisiti per sempre</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/no-ex.jpg","categoria":"Blog","tags":"GradoPerSempre, NonEsistonoEx","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-29 02:05:46","stato":"publish","riassunto_video":"In Italia non esistono “ex militari”: il grado e la qualifica si mantengono per tutta la vita, anche dopo il congedo. Solo una condanna penale può far perdere il grado. È corretto dire “in congedo”, mai “ex”. Parlare di “ex alpino”, “ex bersagliere” o “ex paracadutista” è improprio ai sensi della legge n. 113 del 10 aprile 1954 che disciplina lo stato giuridico dei militari italiani.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/23474-ex-no-grazie-grado-e-qualifica-militare-restano-per-sempre-lo-stabilisce-la-legge.mp4","galleria":""}
{"id":27876,"titolo":"Spagna, chiuso l’anno con la “Trueno 25”: la \"Mangusta\" della Brigata Paracadutisti Spagnola","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Brigata Paracadutisti spagnola <strong>BRIPAC – Brigada Almogávares VI</strong> ha concluso il 2025 con uno dei più importanti eventi addestrativi dell’anno: l’esercitazione <strong>“Trueno 25”</strong>, un complesso ciclo di manovre che ha visto l’integrazione completa di tutte le capacità operative della brigata, confermandone il ruolo di punta all’interno dell’Esercito di Terra spagnolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Svoltasi tra il <strong>10 e il 17 dicembre</strong>, l’esercitazione ha coinvolto contemporaneamente i poligoni del <strong>CENAD di San Gregorio</strong> e del <strong>CENAD di Chinchilla</strong>, dove le unità hanno operato in uno scenario realistico ad alta intensità, con attività di fuoco reale, manovra combinata e proiezione rapida delle forze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della prima fase, la BRIPAC ha impiegato tutte le sue componenti operative: fanteria paracadutista, cavalleria, genio e artiglieria. Particolare rilievo ha avuto l’impiego dei <strong>Veicoli da Ricognizione e Combattimento Centauro (VRCC)</strong> del Reggimento di Cavalleria “Lusitania” 8, protagonisti delle attività di manovra e fuoco diretto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo principale dell’esercitazione era testare la capacità della brigata di operare come <strong>forza di intervento rapido</strong>, in grado di essere schierata in tempi brevi su un teatro operativo complesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La fase aerotrasportata: l’anima della BRIPAC</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore della “Trueno 25” è stato la preparazione di una classica operazione di <strong>entrata iniziale</strong>: la BRIPAC è stata attivata come forza di proiezione rapida con l’obiettivo di assicurare un <strong>aerodromo</strong> tramite aviolancio, schierando un <strong>escalón de asalto</strong> di oltre 200 paracadutisti provenienti dai diversi reparti della brigata. L’intero dispositivo è stato portato fino alla fase decisiva, con trasferimento alla Base Aerea di Saragozza, configurazione dell’equipaggiamento, controlli di sicurezza e imbarco su velivoli da trasporto dell’Ejército del Aire y del Espacio, prima del decollo verso la zona di lancio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il lancio è stato poi <strong>annullato all’ultimo momento per meteo</strong>, quando gli aerei erano già in volo: un esito che, in realtà, ha aumentato il valore addestrativo dell’evento. In questi scenari, infatti, ciò che conta non è soltanto “saltare”, ma dimostrare che l’intera brigata sa <strong>pianificare, concentrare le forze, coordinare assetti aerei, gestire la sicurezza e reagire a una cancellazione improvvisa</strong> senza perdere coesione, tempi e capacità di comando. Un test completo della macchina operativa, esattamente come accadrebbe in un’operazione reale, dove la variabile meteo può imporre decisioni drastiche anche a missione avviata.no state comunque eseguite, consentendo di testare l’intera catena decisionale e logistica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un addestramento sempre più realistico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fondamentale il contributo della <strong>Compañía de Reconocimiento Avanzado (CRAV)</strong>, che 48 ore prima dell’azione principale ha effettuato un’infiltrazione HALO (High Altitude Low Opening) da un C-295 per svolgere missioni di ricognizione profonda sull’obiettivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le informazioni raccolte hanno permesso allo Stato Maggiore di valutare tempi, modalità e rischi dell’operazione, confermando l’importanza dell’intelligence tattica nelle moderne operazioni aeromobili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Particolare attenzione è stata rivolta anche all’impiego dei <strong>droni FPV</strong>, utilizzati sia in funzione offensiva che difensiva, seguendo le lezioni apprese dal conflitto in Ucraina. Proprio l’esperienza ucraina ha portato a testare nuove <strong>reti mimetiche a protezione termica</strong>, pensate per ridurre la visibilità alle termocamere avversarie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Elemento distintivo dell’esercitazione è stato il fatto che il ruolo della forza nemica non sia stato affidato a unità esterne, ma interpretato direttamente da elementi della BRIPAC stessa, aumentando sensibilmente il livello di realismo e di stress operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione ha incluso anche la simulazione del lancio di una <strong>Light Gun</strong> e di una <strong>mula tattica</strong> destinata a fungere da posto comando avanzato, a dimostrazione dell’approccio integrato tra fanteria, supporto e comando.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una brigata pronta al combattimento moderno</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>“Trueno 25”</strong> ha confermato la BRIPAC come una delle unità più preparate e versatili delle Forze Armate spagnole, pienamente inserita nella dottrina moderna di guerra ad alta intensità, mobilità strategica e interoperabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un addestramento che guarda al futuro, dove rapidità di schieramento, dominio informativo, integrazione dei droni e capacità di adattamento rappresentano gli elementi chiave del combattimento moderno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/bripac-chinchilla.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"bripac, ForzeArmateSpagnole, trueno25","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-29 01:52:37","stato":"publish","riassunto_video":"La Brigada Almogávares VI (BRIPAC) ha svolto l’esercitazione “Trueno 25”, testando tutte le sue capacità operative in scenari realistici e ad alta intensità. L’evento, di forte connotazione interforze, ha incluso aviolanci, uso di droni e infiltrazioni speciali, confermando la BRIPAC come forza moderna dell'Esercito Spagnolo pronta alle sfide del futuro.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27876-spagna-chiuso-lanno-con-la-trueno-25-la-mangusta-della-brigata-paracadutisti-spagnola.mp4","galleria":""}
{"id":27864,"titolo":"Aeronautica Militare, corsa contro il tempo: un C-130J della 46ª Brigata Aerea salva una bambina di 6 anni tra Bari e Roma","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ancora una volta l’Aeronautica Militare dimostra di essere una risorsa fondamentale per il Paese, capace di intervenire con rapidità ed efficacia anche nelle situazioni più delicate. Nella serata del <strong>27 dicembre</strong>, un velivolo <strong>C-130J della 46ª Brigata Aerea di Pisa</strong> ha effettuato un <strong>trasporto sanitario d’urgenza</strong> per salvare la vita a una bambina di soli <strong>sei anni</strong>, trasferita d’urgenza da <strong>Bari a Roma</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta del <strong>secondo intervento sanitario effettuato dall’inizio delle festività natalizie</strong>, a conferma della costante operatività degli equipaggi dell’Aeronautica Militare, attivi 24 ore su 24, 365 giorni l’anno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un intervento rapido e coordinato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La missione è stata richiesta dalla <strong>Prefettura di Bari</strong> ed è stata immediatamente coordinata dalla <strong>Sala Situazioni di Vertice del Comando della Squadra Aerea – 1ª Regione Aerea di Milano</strong>, struttura responsabile della gestione operativa dei voli sanitari urgenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In pochi minuti è stato disposto il decollo di uno degli assetti in prontezza operativa, con autorizzazione della <strong>Presidenza del Consiglio dei Ministri</strong>, che coordina l’impiego dei velivoli di Stato per missioni di questo tipo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Data la necessità di trasportare <strong>direttamente un’ambulanza con la piccola paziente a bordo</strong>, è stato impiegato il <strong>C-130J della 46ª Brigata Aerea</strong>, unico velivolo in grado di garantire questo tipo di carico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dal decollo a Pisa al ricovero al Bambino Gesù</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il C-130J è decollato dalla base di <strong>Pisa</strong>, raggiungendo l’aeroporto di <strong>Bari-Palese</strong>, dove ha imbarcato l’ambulanza con la bambina e l’équipe medica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il volo è quindi proseguito verso <strong>Roma Ciampino</strong>, permettendo un trasferimento rapido e sicuro. Una volta atterrata, l’ambulanza ha potuto dirigersi immediatamente verso l’<strong>Ospedale Pediatrico Bambino Gesù</strong>, dove la bambina ha ricevuto le cure specialistiche necessarie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Conclusa la missione, il velivolo è rientrato a Pisa, tornando immediatamente disponibile per eventuali ulteriori emergenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un servizio vitale per il Paese</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo intervento rappresenta il <strong>secondo trasporto sanitario d’urgenza durante le festività natalizie</strong>. Solo pochi giorni prima, infatti, un <strong>Gulfstream G650 del 31° Stormo di Ciampino</strong> aveva trasferito una paziente da Reggio Calabria a Milano per il ricovero presso il Policlinico San Matteo di Pavia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>46ª Brigata Aerea di Pisa</strong>, insieme al <strong>31° Stormo di Ciampino</strong>, al <strong>14° Stormo di Pratica di Mare</strong> e al <strong>15° Stormo di Cervia</strong>, garantisce quotidianamente il servizio di prontezza operativa nazionale. Un dispositivo fondamentale che consente il trasporto urgente di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>pazienti in pericolo di vita</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>organi per trapianti</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>équipe mediche</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>ambulanze e materiali sanitari</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>anche in condizioni meteorologiche complesse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un esempio concreto di servizio allo Stato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ancora una volta l’Aeronautica Militare dimostra cosa significhi essere al servizio della collettività: <strong>tempestività, professionalità e spirito di sacrificio</strong>, spesso lontano dai riflettori, ma decisivo per salvare vite umane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un impegno silenzioso ma fondamentale, che rende onore agli uomini e alle donne in uniforme impegnati ogni giorno a tutela dei cittadini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/soccorsoaereo27dic25.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"46abrigataaerea, aeronauticamilitare, SoccorsoAereo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-29 00:20:05","stato":"publish","riassunto_video":"Nella serata del 27 dicembre, un C-130J della 46ª Brigata Aerea di Pisa ha effettuato un trasporto sanitario urgente, imbarcando un’ambulanza con una bambina di sei anni da Bari a Roma, garantendo cure tempestive. L’intervento, il secondo durante le festività, conferma la prontezza e l’importanza del servizio, sempre operativo per salvare vite, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/news/soccorso-aereo-un-c-130j-dellaeronautica-militare-ha-trasportato-una-bambina-in-pericolo-di-vita-da-bari-a-roma/","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27864-aeronautica-militare-corsa-contro-il-tempo-un-c-130j-della-46a-brigata-aerea-salva-una-bambina-di-6-anni-tra-bari-e-roma.mp4","galleria":""}
{"id":27857,"titolo":"Tre miliardi all'Ucraina (finora). Perchè non farsi aiutare da Kiew contro la minaccia droni.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>ROMA, 28 dicembre 2025</strong> — L’Italia ha già sostenuto l’Ucraina con <strong>armi, mezzi ed equipaggiamenti militari per un valore complessivo “di oltre 3 miliardi di euro”</strong>, autorizzati da <strong>11 decreti interministeriali</strong>. Lo afferma il generale <strong>Luciano Portolano</strong>, capo di Stato maggiore della Difesa, in un’intervista al <em>Sole 24 Ore</em> ripresa oggi da <em>Repubblica</em>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Portolano lega quel dato a una lettura più ampia della sicurezza: “i confini dei conflitti sono sfumati” e gli attacchi possono colpire <strong>infrastrutture critiche, reti di comunicazione e sistemi cibernetici</strong> anche in tempo di pace. La “funzione difesa”, dice, non riguarda più soltanto i teatri operativi: coinvolge i cittadini, chiamati a sentirsi parte della sicurezza collettiva. Da qui la sintesi: <strong>essere pronti a reagire e sostenere gli alleati</strong> richiede “impegno costante e preparazione”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-multidominio-tecnologie-e-cyber-il-baricentro-della-modernizzazione\">Multidominio, tecnologie e cyber: il baricentro della modernizzazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<a href=\"https://difesanews.com/il-generale-portolano-per-la-difesa-serve-capacita-di-spesa-e-capacita-di-produzione/\">orientamento della Difesa</a>, prosegue Portolano, è “multidominio” e punta a colmare <strong>asimmetrie tecnologiche</strong> con investimenti mirati. La voce “più rilevante” indicata dal capo di SMD è <strong>5,44 miliardi</strong> per il mantenimento delle condizioni operative delle Forze armate — “architrave” della sostenibilità dello strumento militare — con l’obiettivo di riequilibrare le dotazioni organiche “in particolare… nella <strong>cyber sicurezza</strong>”. I conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, conclude, mostrano la necessità di sostenibilità della risposta convenzionale, disponibilità di armamenti, prontezza ed evoluzione tecnologica. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13537,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"600px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Tre miliardi all'Ucraina (finora). Perchè non farsi aiutare da Kiew contro la minaccia droni.\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/66.jpg\" alt=\"Tre miliardi all'Ucraina (finora). Perchè non farsi aiutare da Kiew contro la minaccia droni.\" class=\"wp-image-13537\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:600px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tre miliardi all'Ucraina (finora). Perchè non farsi aiutare da Kiew contro la minaccia droni.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-aiuti-non-a-senso-unico-perche-l-italia-potrebbe-farsi-aiutare-dall-ucraina-sui-droni\">Aiuti non a senso unico: perché l’Italia potrebbe “farsi aiutare” dall’Ucraina sui droni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dentro questa cornice, c’è un punto che ribalta la prospettiva: non solo ciò che l’Italia invia a Kiev, ma ciò che l’Europa — e Roma — può <strong>importare</strong> dall’esperienza ucraina. Negli ultimi mesi, <strong>Volodymyr Zelensky</strong> ha insistito sull’idea che il know-how maturato dall’Ucraina nella difesa contro UAV e missili sia oggi il più avanzato in Europa e debba essere messo a fattor comune.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un passaggio ha colpito particolarmente l’opinione pubblica italiana: in un post su X, Zelensky ha avvertito che, dopo presunte incursioni e minacce legate ai droni, <strong>“l’Italia potrebbe essere la prossima”</strong>, sostenendo che trattenere i sistemi di difesa aerea “in patria” non basta se la minaccia è transnazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Pochi giorni dopo, in un intervento al <a href=\"https://warsawsecurityforum.org/\">Warsaw Security Forum</a>, Zelensky ha proposto un <strong>“scudo aereo” comune</strong> con gli alleati: l’Ucraina, ha detto, può contrastare droni e missili russi e, agendo insieme nella regione, si può arrivare ad avere capacità sufficienti anche grazie a produzione e cooperazione. Reuters ricostruisce inoltre che Kiev abbia già parlato di <strong>addestramento</strong> e cooperazione anti-drone con partner dell’area.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il concetto è diventato persino operativo: secondo Associated Press, Zelensky ha annunciato l’avvio di una <strong>missione in Danimarca</strong> per “diffondere l’esperienza ucraina” nella difesa dai droni, legandola al progetto europeo di una sorta di <strong>“drone wall”</strong> (rete di individuazione, tracciamento e intercettazione) lungo i confini più esposti. Euronews, raccontando lo stesso filone, sottolinea come Kiev proponga ai partner di costruire uno scudo comune “attingendo all’esperienza sul campo” e descrive la cooperazione come un modello estendibile ad altri Paesi europei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tradotto in chiave italiana: se la guerra in Ucraina ha accelerato la corsa tecnologica sui droni (attacco, ricognizione, guerra elettronica e anti-drone), allora <strong>la partnership può diventare bidirezionale</strong>. L’Italia sostiene Kiev con mezzi e materiali; Kiev può contribuire con tattiche, procedure, addestramento e “lezioni apprese” su ciò che funziona davvero quando lo spazio aereo è conteso e saturato da UAV.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13538,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"500px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Tre miliardi all'Ucraina (finora). Perchè non farsi aiutare da Kiew contro la minaccia droni.\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/u.jpg\" alt=\"Tre miliardi all'Ucraina (finora). Perchè non farsi aiutare da Kiew contro la minaccia droni.\" class=\"wp-image-13538\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:500px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tre miliardi all'Ucraina (finora). Perchè non farsi aiutare da Kiew contro la minaccia droni.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-contesto-politico-il-decreto-per-prorogare-gli-invii-nel-2026\">Il contesto politico: il decreto per prorogare gli invii nel 2026</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano interno, le parole di Portolano si collocano alla vigilia del Consiglio dei ministri chiamato a varare il nuovo provvedimento di proroga dell’autorizzazione alla cessione di materiali a Kiev. <em>Repubblica</em> riferisce di un accordo maturato nella maggioranza dopo una mediazione con la Lega, con l’indicazione della <strong>priorità agli aiuti per la difesa</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei giorni scorsi, l’ANSA ha descritto il pressing leghista perché il testo mettesse l’accento anche su sostegni <strong>civili, sanitari ed energetici</strong>, oltre che su un’impostazione più “difensiva”. E secondo una ricostruzione del <em>Fatto Quotidiano</em>, nel decreto comparirebbe una formulazione che dà priorità anche a supporti “logistici, sanitari, ad uso civile” e alla protezione da attacchi “aerei, missilistici, con droni e cibernetici”, nel quadro della proroga fino al 31 dicembre 2026.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-punto-di-fondo\">Il punto di fondo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il messaggio di Portolano (“multidominio”, prontezza, cyber, sostenibilità) e quello di Zelensky (anti-drone, scudi comuni, addestramento) si incastrano nello stesso scenario: la minaccia contemporanea è mobile, ibrida e spesso “a bassa firma”, e richiede capacità tecniche che evolvono più in fretta delle dottrine. In questo senso, <strong>aiutare l’Ucraina</strong> e <strong>imparare dall’Ucraina</strong> non sono due linee in contraddizione: possono diventare due facce della stessa strategia di sicurezza europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/77.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"3miliardi, armi, cybersicurezza, difesa, Droni, Portolano, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-28 22:33:58","stato":"publish","riassunto_video":"L’Italia ha fornito all’Ucraina armi e mezzi per oltre 3 miliardi di euro, sottolinea il generale Portolano, che evidenzia l’importanza di una difesa multidominio, con investimenti in cyber sicurezza e tecnologie. Zelensky propone una cooperazione anti-drone europea, basata sull’esperienza ucraina, per fronteggiare minacce transnazionali. Aiutare e imparare da Kiev diventa così strategia comune.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilsole24ore.com/art/portolano-ad-oggi-l-italia-ha-fornito-all-ucraina-armi-e-mezzi-oltre-tre-miliardi-AIU8HXV","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27857-tre-miliardi-allucraina-finora-perche-non-farsi-aiutare-da-kiew-contro-la-minaccia-droni.mp4","galleria":""}
{"id":27851,"titolo":"Aspettative realistiche sul Golden Dome e Dome Nazionale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell'articolo <strong>“Realistic Expectations for Golden Dome by 2028”</strong> di Air &amp; Space Forces Magazine  il Maj. Gen. Thomas D. Taverney, USAF (Ret.) scrive che il disegno del Golden Dome sta prendendo forma, ma <strong>la rotta resta incerta</strong>. Tale progetto di difesa nazionale nasce con un ampio spettro: protezione degli Stati Uniti continentali contro minacce balistiche, ipersoniche e cruise, con estensione alla difesa contro minacce aeree e UAV (incluse salve e sciami). Sul piano strategico l’obiettivo è chiaro: ridurre la vulnerabilità alla coercizione nucleare e aumentare la resilienza di fronte a competitori pari livello e attori regionali. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto, però, è che il valore deterrente non è solo “homeland”. Se basi, assetti e interessi OCONUS restano esposti, la pressione non scompare: viene semplicemente spostata su altri bersagli, spesso più “politicamente sensibili” e operativamente critici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13527,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Gold-vs-Iron-1-e1766911507726.png\" alt=\"USA: Aspettative realistiche sul Golden Dome e Dome Nazio\" class=\"wp-image-13527\" title=\"USA: Aspettative realistiche sul Golden Dome e Dome Nazionale\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Aspettative realistiche sul Golden Dome e Dome Nazionale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-il-paragone-con-iron-dome-e-fuorviante\">Perché il paragone con Iron Dome è fuorviante</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>confronto con Israele</strong> è comodo ma incompleto. La scala geografica USA, la molteplicità degli assi d’attacco (soprattutto marittimi), e l’evoluzione delle minacce rendono il problema qualitativamente diverso. L’ipersonico e i cruise moderni comprimono tempi e finestre di ingaggio, volano in profili complessi e aumentano il carico su sensoristica e comando/controllo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, tre elementi diventano davvero determinanti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>gestire salve concentrate</strong> senza esaurire intercettori e “capacità di fuoco”;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>schierare numeri adeguati</strong> (anche con componenti spaziali) a costi sostenibili, sapendo che l’avversario sceglie tempi e modalità;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>costruire un <strong>BMC3</strong> (Battle Management Command,Control, and Communications) capace di fondere sensori, assegnare priorità e orchestrare ingaggi multipli in tempi brevissimi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-boost-phase-e-left-of-launch-promesse-tecniche-frizioni-strategiche\">“Boost phase” e “left-of-launch”: promesse tecniche, frizioni strategiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Intercettare in boost phase o colpire “left-of-launch” è attraente perché sposta l’ingaggio verso fasi più vulnerabili. Ma per garantire copertura continua servirebbe presenza persistente sulle aree di lancio, con un numero di asset elevato e costi rapidamente non lineari. Inoltre il “left-of-launch” introduce due attriti: (i) decisioni politiche e regole d’ingaggio che implicano l’uso della forza su territorio avversario su base probabilistica; (ii) la difficoltà di neutralizzare bersagli hardenizzati (silos, siti protetti, mobilità e occultamento).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13525,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Range-Comparison-e1766911557309.png\" alt=\"USA: Aspettative realistiche sul Golden Dome entro il 2028\" class=\"wp-image-13525\" title=\"USA: Aspettative realistiche sul Golden Dome e Dome Nazionale\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">USA: Aspettative realistiche sul Golden Dome e Dome Nazionale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-parte-davvero-fattibile-integrazione-e-architettura-aperta\">La parte davvero fattibile: integrazione e architettura aperta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La via realistica non è “costruire da zero”, ma integrare e far evolvere sistemi esistenti dentro un’architettura coerente. Qui conta l’<strong>open architecture</strong>: la capacità di assorbire nuove tecnologie e nuovi effettori senza ricostruire l’intero sistema operativo. In parallelo serve una mobilitazione industriale ampia: prime, subfornitura, payload, operatori commerciali, aziende non tradizionali. Perché, più della tecnologia, il rischio vero è nella <strong>scala produttiva</strong> (supply chain, backlog, capacità industriale).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli Stati Uniti dispongono già di intercettori e sensori significativi (terra/mare/spazio) e di infrastrutture C2 evolute. Ma “Golden Dome” pretende la gestione integrata di minacce molto diverse per profilo, firma e tempi di volo, con possibilità di saturazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I gap ricorrenti sono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>mancanza di una <strong>difesa economicamente sostenibile</strong> contro salve/sciami in aree ristrette;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>necessità di <strong>migliore discriminazione</strong> in midcourse (decoy/MIRV, complessità di targetting);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>assenza di <strong>intercettori spaziali operativi</strong> per boost/early midcourse su larga scala;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>BMC3 con requisiti superiori in resilienza (cyber/EW), banda e rapidità decisionale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-e-realistico-entro-il-2028\">Cosa è realistico entro il 2028</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il traguardo credibile non è lo “scudo totale”, soprattutto contro scenari di massima intensità e saturazione. Il traguardo credibile è una <strong>baseline</strong> che alzi sensibilmente la soglia di rischio per minacce limitate e scenari di coercizione, costruendo fondamenta tecniche e industriali per espansioni successive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Entro il 2028, ciò significa soprattutto:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>accelerare lo <strong>space sensing</strong> (warning/tracking) con costellazioni più resilienti;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>unificare dati e catena decisionale fino al livello <strong>fire control</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>rendere disponibile un <strong>BMC3 terrestre</strong> più robusto e scalabile;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>potenziare e integrare difese aria/missile già in servizio (terra e mare);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>dimostrare componenti chiave (intercettori spaziali, capacità early midcourse) con percorsi credibili di industrializzazione;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>introdurre dove sensato capacità <strong>laser a terra</strong> contro droni e cruise “soft” (economia del tiro);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>rinforzare difese contro cyber, jamming e spoofing.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13524,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/1125-Golden-Dome-UEWR.jpg\" alt=\"USA: Aspettative realistiche sul Golden Dome entro il 2028\" class=\"wp-image-13524\" title=\"USA: Aspettative realistiche sul Golden Dome e Dome Nazionale\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">USA: Aspettative realistiche sul Golden Dome e Dome Nazionale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dome-nazionale-e-il-rischio-della-scorciatoia-narrativa\">Dome Nazionale e il rischio della scorciatoia narrativa</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è qui che va evitata la scorciatoia narrativa. Un “dome” non è una cupola che “copre tutto”: è un sistema IAMD stratificato, con limiti fisici, economici e operativi, dove la differenza la fanno <strong>priorità, capacità e soprattutto capacità di reggere la saturazione</strong>. Se si comunica “scudo totale”, poi si valuta il progetto su un assoluto irraggiungibile e lo si condanna a delusioni, sprechi e oscillazioni politiche. Come <strong>abbiamo già evidenziato</strong> su <strong>brigatafolgore.net</strong>, <a href=\"https://brigatafolgore.net/dome-nazionale-una-riflessione-tecnica-sui-rischi-di-una-narrazione-semplificata/\">il rischio maggiore non è tecnico ma concettuale</a>: trasformare un’architettura complessa (sensori–C2–effettori) in uno slogan. Per questo, anche in ottica italiana, un eventuale “Dome Nazionale” ha senso solo se ancorato a obiettivi misurabili, fasi progressive e limiti dichiarati: altrimenti la promessa diventa propaganda, e <strong>la propaganda divora risorse senza produrre vera efficacia operativa.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/5-14-21-iron-dome1-1536x853-1.avif","categoria":"Blog","tags":"#DifesaMissilistica, #GoldenDome, BMC3, deterrenza, IAMD, ipersonici, Spazio","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-28 10:03:58","stato":"publish","riassunto_video":"Il progetto Golden Dome mira a proteggere gli USA da minacce balistiche, ipersoniche e aeree, ma non offre uno scudo totale. La sfida è integrare sistemi esistenti in un’architettura aperta, gestendo salve e sciami con un comando rapido e resiliente. Entro il 2028 si punta a migliorare sensori spaziali, unificare dati e potenziare difese, evitando illusioni di copertura completa.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.airandspaceforces.com/article/realistic-expectations-for-golden-dome-by-2028/","difesanews":"1","video_art":"","galleria":""}
{"id":27844,"titolo":"Drone Simulator: il simulatore che anticipa la prossima guerra dei droni","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>I droni hanno smesso da tempo di essere un “supporto” sul campo di battaglia. La guerra in Ucraina ha reso evidente una realtà scomoda: i droni sono diventati centrali nelle operazioni moderne, dalla ricognizione agli attacchi di precisione, fino alle azioni di disturbo elettronico e alle intercettazioni di altre minacce. Mezzi relativamente economici, veloci e spesso sacrificabili stanno mettendo in crisi assetti tradizionali e imponendo a eserciti e governi un ripensamento profondo di dottrina, difesa e formazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, l’elemento decisivo non è solo la tecnologia “in aria”, ma ciò che accade prima: <strong>l’addestramento degli operatori</strong>. Ed è qui che entra in gioco un prodotto che, pur essendo disponibile su una piattaforma consumer, nasce da esigenze molto reali: <strong>Ukrainian Fight Drone Simulator</strong>, una versione pubblica di un simulatore ad alta fedeltà collegato all’esperienza di addestramento ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13515,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Drone Simulator: il simulatore che anticipa la prossima guerra dei droni\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/9e2a4e9a86e2b4dc98502779728cedaa0bb0-1920xt1080-S1000.jpg\" alt=\"Drone Simulator: il simulatore che anticipa la prossima guerra dei droni\" class=\"wp-image-13515\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Drone Simulator: il simulatore che anticipa la prossima guerra dei droni</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-i-droni-stanno-cambiando-la-guerra-moderna\">Perché i droni stanno cambiando la guerra moderna</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’impatto dei droni sul conflitto ucraino non si limita alla spettacolarità di alcuni attacchi. Il punto vero è la loro <strong>versatilità operativa</strong>: lo stesso “ecosistema” di droni può supportare osservazione, identificazione dei bersagli, ingaggio rapido, pressione continua sul nemico e operazioni più complesse in profondità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo ha due conseguenze immediate:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Riduzione della sicurezza dei mezzi tradizionali:</strong> veicoli e postazioni possono diventare vulnerabili con costi d’attacco inferiori rispetto al valore del bersaglio.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Accelerazione dei cicli decisionali:</strong> vedere, decidere e colpire può avvenire più rapidamente, con un vantaggio enorme per chi padroneggia procedure e coordinamento.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo, diversi Paesi stanno osservando da vicino il conflitto e ripensando difese e confini in ottica anti-drone. Non basta acquistare strumenti: serve costruire competenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-addestramento-e-il-vero-collo-di-bottiglia\">L’addestramento è il vero collo di bottiglia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Molti droni impiegati in Ucraina sono <strong>FPV (first person view)</strong>: piccoli velivoli pilotati in remoto con visione in prima persona. In questi scenari, la differenza tra fallimento e successo spesso dipende da capacità manuali, gestione dello stress e ripetizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il problema è semplice: <strong>l’hardware si produce in fretta, i piloti efficaci no</strong>. Formare operatori richiede tempo, standard, valutazione e un ambiente in cui sbagliare non “bruci” mezzi o persone. È per questo che la simulazione si è affermata come uno strumento cruciale: consente di accumulare ore di pratica, interiorizzare procedure e comprendere vincoli realistici senza rischi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13516,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Drone Simulator: il simulatore che anticipa la prossima guerra dei droni\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/3d0e6a47f5e107f0a68e819f63287ad86e7b-1920xt1080-S1000.jpg\" alt=\"Drone Simulator: il simulatore che anticipa la prossima guerra dei droni\" class=\"wp-image-13516\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Drone Simulator: il simulatore che anticipa la prossima guerra dei droni</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ukrainian-fight-drone-simulator-su-steam-non-e-solo-un-gioco\">Ukrainian Fight Drone Simulator su Steam: non è solo un “gioco”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche se è distribuito su Steam, definire Ukrainian Fight Drone Simulator solo come videogioco rischia di sminuirne l’intento: offrire un’esperienza <strong>dura, poco indulgente e orientata alla realtà</strong>. L’idea è far percepire quanto il pilotaggio in ambiente ostile richieda precisione, disciplina e apprendimento per tentativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chi lo prova scopre presto che non si tratta di “volare per divertimento”, ma di affrontare una curva di apprendimento ripida. La sensazione chiave è questa: il sistema ti spinge a migliorare perché punisce gli automatismi superficiali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-radiocomando-rc-e-realismo-dei-controlli-cosa-serve-davvero\">Radiocomando RC e realismo dei controlli: cosa serve davvero</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un elemento distintivo è l’attenzione ai controlli. Un gamepad può risultare limitante: per avvicinarsi all’esperienza prevista dagli sviluppatori è consigliato un <strong>radiocomando RC</strong>, come quelli usati nel volo reale. Questo cambia l’approccio perché sposta l’abilità sul controllo fine, sulla sensibilità degli stick e sulla memoria muscolare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il simulatore supporta diversi modelli diffusi nel mondo RC (la raccomandazione generale è usare controller della stessa “famiglia” di quelli impiegati nel pilotaggio reale). È un dettaglio che chiarisce il target: non solo curiosi, ma anche utenti interessati a una simulazione credibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://www.youtube.com/watch?v=gaxupdCAxsE\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://www.youtube.com/watch?v=gaxupdCAxsE\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-missioni-e-scenari-imparare-a-ragionare-come-un-operatore\">Missioni e scenari: imparare a ragionare come un operatore</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’aspetto più formativo non è soltanto la manovra in volo, ma la <strong>pianificazione</strong>. Il simulatore enfatizza fattori che influenzano l’esito di una missione: condizioni di visibilità, rischio, gestione dell’energia e scelte operative. In altre parole, spiega implicitamente perché la “guerra dei droni” è un sistema, non un singolo dispositivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa impostazione rende il prodotto interessante anche per chi non vuole “giocare” ma capire: osservare come vincoli e decisioni si intrecciano aiuta a leggere con più lucidità l’evoluzione dei conflitti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-takeaway-cosa-insegna-davvero-questo-simulatore\">Takeaway: cosa insegna davvero questo simulatore</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>I droni sono centrali</strong>, non accessori, nelle guerre moderne.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>La competenza degli operatori</strong> è spesso più determinante del modello di drone.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>La simulazione accelera l’apprendimento</strong> riducendo rischi e costi di training.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il realismo dei controlli</strong> (radiocomando RC) può fare la differenza nell’esperienza.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Capire i droni oggi</strong> significa capire pianificazione, vincoli e procedure, non solo “volo”.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/fa2c5077a23e4abf766b6f01661a8f73.jpeg","categoria":"Blog","tags":"#DroniFPV, addestramentodroni, guerramoderna, simulatoredroni, UkrainianFight Drone Simulator","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-28 05:13:58","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://ukrainianfightdronesimulator.com/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27844-drone-simulator-il-simulatore-che-anticipa-la-prossima-guerra-dei-droni.mp4","galleria":""}
{"id":27835,"titolo":"Droni: Bene l’Esercito con l’addestramento dei Piloti, ma l’Industria a che punto è?","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni l’Europa ha accelerato in modo evidente sulla produzione di droni leggeri: dai <strong>micro-UAV</strong> “tascabili” usati da pattuglie e forze di polizia, ai <strong>mini-UAV</strong> (spesso a lancio manuale o catapulta) per ricognizione, sorveglianza e supporto tattico. A spingere sono due leve: <a href=\"https://difesanews.com/quando-i-droni-cambiano-il-volto-della-guerra/\">domanda militare in forte crescita</a> e <strong>necessità di sovranità industriale</strong>, cioè ridurre dipendenze estere su componenti e linee produttive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Micro e mini droni: di cosa parliamo</strong>. Non esiste una definizione unica, ma per capirsi: i <strong>Micro</strong> sono piattaforme molto leggere, facilmente trasportabili (spesso multirotore), pensate per <strong>osservazione a corto raggio</strong>; i <strong>Mini</strong>, invece, sono droni leggeri ma più <strong>tattici</strong>, con maggiore <strong>autonomia</strong> e <strong>payload</strong>, spesso ad <strong>ala fissa</strong> o <strong>VTOL</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13501,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Droni: Bene l’Esercito con l’addestramento dei Piloti, ma l’Industria a che punto è?\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/176237-11126817-1.jpg\" alt=\"Droni: Bene l’Esercito con l’addestramento dei Piloti, ma l’Industria a che punto è?\" class=\"wp-image-13501\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Droni: Bene l’Esercito con l’addestramento dei Piloti, ma l’Industria a che punto è?</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-principali-fabbriche-europee-chi-produce-davvero-e-dove\">Le principali “fabbriche” europee: chi produce davvero (e dove)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Delair (Francia, Tolosa) – produzione industriale su scala</strong>: un caso “da manuale” quando si parla di fabbrica, con impianto dedicato, processi strutturati e capacità di serie; Delair rappresenta un modello europeo di passaggio da prototipo a lotto ripetibile, tipico del mini-UAV per impieghi ISR e governativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Quantum Systems (Germania) – scaling rapido e logiche da produzione di massa</strong>: è uno dei nomi europei che più chiaramente sta spingendo sulla <strong>scala</strong>, anche grazie a partnership e iniziative produttive legate al contesto operativo degli ultimi anni; qui il concetto chiave è la transizione verso numeri “grandi”, non solo verso il prodotto “migliore”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Threod Systems (Estonia) – verticalizzazione e produzione interna</strong>: player baltico con impostazione difesa, più compatto rispetto ai grandi gruppi ma con un approccio molto “industriale” (produzione interna e integrazione di sottosistemi), tipico di chi vuole controllare filiera e tempi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13502,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Droni: Bene l’Esercito con l’addestramento dei Piloti, ma l’Industria a che punto è?\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Edge-Autonomy-Penguin-C-VTOL-02-1.jpg\" alt=\"Droni: Bene l’Esercito con l’addestramento dei Piloti, ma l’Industria a che punto è?\" class=\"wp-image-13502\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Droni: Bene l’Esercito con l’addestramento dei Piloti, ma l’Industria a che punto è?</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Sky-Watch (Danimarca) – mini-UAS tattici</strong>: forte riconoscibilità nel segmento mini militare, con soluzioni pensate per impiego reale; qui la forza non è tanto “fare un drone”, ma avere un sistema già tarato su requisiti operativi, robustezza, manutenzione e procedure.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>C-Astral Aerospace (Slovenia) – produzione e assemblaggio in UE</strong>: un esempio importante perché mostra come anche Paesi piccoli riescano a tenere in Europa sviluppo, produzione e assemblaggio di mini-UAV ad ala fissa, con una filiera industriale essenziale ma concreta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Edge Autonomy (Lettonia, Riga) – </strong><a href=\"https://edgeautonomy.io/\">grande impianto europeo</a>: rilevante per dimensione e presenza industriale sul territorio europeo; quando c’è un impianto “grande”, spesso cambia la capacità di garantire continuità, ricambi e ramp-up produttivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Evolve Dynamics (Regno Unito) – produzione domestica e iterazione rapida</strong>: nel micro/mini molti attori europei sono “engineering-driven” più che “factory-driven”; qui il valore è la capacità di aggiornare in fretta (software, link, resistenza a disturbi) e consegnare sistemi che evolvono con il contesto operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13503,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Droni: Bene l’Esercito con l’addestramento dei Piloti, ma l’Industria a che punto è?\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Stream-C-UAV-by-Threod-Systems-1.jpg\" alt=\"Droni: Bene l’Esercito con l’addestramento dei Piloti, ma l’Industria a che punto è?\" class=\"wp-image-13503\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Droni: Bene l’Esercito con l’addestramento dei Piloti, ma l’Industria a che punto è?</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In estrema sintesi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Francia</strong>: filiera aerospazio e impianti “classici” (es. area Tolosa).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Germania</strong>: industrializzazione e scaling (automazione, <a href=\"https://difesanews.com/in-sardegna-rheinmetall-droni-da-combattimento/\">produzione più vicina alla “massa”</a>).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Baltico e Nord Europa</strong>: player snelli, verticalizzati, spesso molto vicini ai requisiti militari.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il vero <strong>spartiacque</strong> non è più soltanto la <strong>qualità</strong> del <strong>drone</strong>, ma la <strong>capacità</strong> di <strong>produrre</strong> in tempi <strong>brevi</strong>, <strong>garantire</strong> <strong>ricambi</strong> e <strong>manutenzione</strong>, <strong>aggiornare</strong> rapidamente contro <strong>contromisure</strong> e <strong>jamming</strong> e <strong>aumentare</strong> i <strong>volumi</strong> senza collassare su <strong>supply chain</strong> e <strong>test</strong>: in altre parole, la <strong>produzione</strong> non è un <strong>dettaglio</strong>, è parte del <strong>sistema d’arma</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13504,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Droni: Bene l’Esercito con l’addestramento dei Piloti, ma l’Industria a che punto è?\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/quantum-systems-vector-uav-germany-1.jpg\" alt=\"Droni: Bene l’Esercito con l’addestramento dei Piloti, ma l’Industria a che punto è?\" class=\"wp-image-13504\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Droni: Bene l’Esercito con l’addestramento dei Piloti, ma l’Industria a che punto è?</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-riflessione-finale-e-l-italia\">Riflessione finale: e l’Italia?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui sta il punto che merita una riflessione nazionale: <strong>bene</strong> che si parli sempre di più di <strong>addestramento</strong>, <strong>procedure</strong>, <strong>reparti</strong> e <strong>capacità operative</strong>, perché senza dottrina i droni rischiano di restare “<strong>gadget costosi</strong>”. Ma la domanda vera è un’altra: <strong>l’industria italiana del micro/mini dov’è, davvero?</strong> Il rischio, infatti, è costruire un’eccellente capacità di <strong>impiego</strong> appoggiandosi però a una debole capacità di <strong>produzione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Prima di entrare nelle proposte, vale la pena fissare tre punti chiave:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>1) Competenze diffuse, ma poca scala</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le competenze non mancano: in Italia esistono <strong>progettazione</strong>, <strong>sensoristica</strong>, <strong>software</strong> e <strong>applicazioni</strong>. Quello che appare più fragile è il salto verso la <strong>fabbrica</strong>, cioè la capacità di avere:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>linee</strong> e <strong>processi replicabili</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>qualità</strong> e <strong>certificazioni industriali</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>volumi</strong> e <strong>continuità di consegna</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>supply chain resiliente</strong> (componenti <strong>critici</strong>, <strong>link</strong>, <strong>payload</strong>)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Senza <strong>scala</strong>, restiamo un ecosistema di ottimi <strong>prototipi</strong> e “<strong>piccoli lotti</strong>”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>2) Il rischio: grandi utilizzatori, piccoli produttori</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel breve può essere comprensibile acquistare all’<strong>estero</strong> (o integrare piattaforme non italiane) per urgenza <strong>operativa</strong>. Nel medio, però, questo può diventare una <strong>dipendenza</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>aggiornamenti</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>ricambi</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>componenti <strong>critici</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>evoluzione contro minacce (<strong>EW</strong>)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>restano fuori dal <strong>controllo nazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>3) “Fare sistema” è la parola chiave (ma non basta)</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non servono decine di iniziative scollegate: serve concentrare <strong>risorse</strong> su pochi obiettivi <strong>misurabili</strong>, diventando capaci di <strong>produrre in serie</strong>, non solo di <strong>dimostrare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13505,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Droni: Bene l’Esercito con l’addestramento dei Piloti, ma l’Industria a che punto è?\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/delair-ux11-right_turning-1.webp\" alt=\"Droni: Bene l’Esercito con l’addestramento dei Piloti, ma l’Industria a che punto è?\" class=\"wp-image-13505\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Droni: Bene l’Esercito con l’addestramento dei Piloti, ma l’Industria a che punto è?</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Una provocazione costruttiva: come si cambia rotta (e perché conta)</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se l’Italia vuole contare nel <strong>micro/mini</strong> europeo, servono scelte <strong>pratiche</strong>, non <strong>slogan</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Programmi d’acquisto pluriennali</strong> (non spot), per investire in <strong>linee</strong> e <strong>persone</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Reparti/poligoni laboratorio</strong> per test e validazione con cicli <strong>rapidi</strong>, “<strong>mensili</strong>” e non “<strong>biennali</strong>”</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Filiera componenti</strong>: <strong>link radio</strong>, <strong>payload</strong>, <strong>navigazione resiliente</strong> e <strong>supply chain</strong> europea/italiana dove possibile</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Consolidamento</strong>: aiutare <strong>2–5</strong> realtà a diventare vere “<strong>fabbriche</strong>”, senza disperdere risorse su troppi micro-player</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Dual use</strong> reale: far crescere i <strong>volumi</strong> anche nel <strong>civile</strong> (infrastrutture, emergenza, agricoltura), così la <strong>produzione</strong> non dipende solo da commesse occasionali</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>In sintesi</strong>, l’Italia rischia di <strong>addestrare</strong> e <strong>utilizzare</strong> sempre meglio i droni (bene), ma di <strong>produrre</strong> poco in <strong>scala</strong> (problema): la domanda che dovrebbe guidare la discussione nazionale è netta, vogliamo restare <strong>committenti di tecnologia altrui</strong> o diventare <strong>produttori europei</strong> nel segmento che sta esplodendo?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/Vector-Drohne-Foto-Quantum-Systems.jpg","categoria":"Blog","tags":"#SovranitàIndustriale, Droni, Industria, microUAV, miniUAV, produzione, scaling","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-27 20:23:58","stato":"publish","riassunto_video":"L’Europa accelera nella produzione di droni leggeri, spinta da domanda militare e sovranità industriale. Francia, Germania e Paesi baltici guidano con fabbriche strutturate e produzioni su scala. L’Italia, pur con competenze, manca di capacità industriale e scala produttiva, rischiando dipendenza estera. Serve un piano nazionale con investimenti, filiera solida e consolidamento.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27835-droni-bene-lesercito-con-laddestramento-dei-piloti-ma-lindustria-a-che-punto-e.mp4","galleria":""}
{"id":27828,"titolo":"Spazio e Difesa: il 2025 ha cambiato lo scenario globale e l’Italia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>2025 è stato un anno turbolento</strong>, e il settore spaziale ne è stato uno dei riflessi più evidenti. Tra <strong>nuovi equilibri geopolitici, scelte militari senza precedenti e cambiamenti industriali profondi</strong>, lo spazio è diventato un dominio centrale per la sicurezza internazionale.<br>Uno scenario che <strong>coinvolge direttamente anche l’Italia</strong>, Paese fondatore dell’ESA, protagonista industriale in Europa e attore rilevante all’interno di UE e NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-agenzia-spaziale-europea-entra-nel-campo-della-difesa\">Agenzia Spaziale Europea entra nel campo della Difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per decenni l’ESA ha mantenuto una <strong>rigorosa separazione tra attività civili e militari</strong>. Nel 2025 questa linea è stata superata: durante la ministeriale di fine novembre, i <strong>23 Stati membri hanno approvato ufficialmente un ruolo dell’</strong><a href=\"https://www.esa.int/Space_Safety\">agenzia a supporto della difesa</a>, accompagnato da <strong>un finanziamento da un miliardo di euro</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’Italia, che dispone di <strong>competenze strategiche in osservazione della Terra, telecomunicazioni e lanciatori</strong>, si aprono <strong>nuove opportunità industriali</strong>, ma anche interrogativi politici su <strong>uso duale, governance e priorità nazionali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-gli-stati-uniti-allentano-i-vincoli-sulle-operazioni-spaziali-offensive\">Gli Stati Uniti allentano i vincoli sulle operazioni spaziali offensive</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso dell’anno, Washington ha <strong>rafforzato l’autonomia decisionale di Space Force e US Space Command</strong> sull’impiego di capacità anti-satellite.<br>Si tratta di <strong>un cambiamento dottrinale profondo</strong>, che conferma come lo spazio sia ormai considerato <strong>un dominio operativo al pari di terra, mare e aria</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’Europa – e per l’Italia – questo passaggio <strong>rafforza il dibattito sulla necessità di capacità autonome</strong>, per ridurre una dipendenza strategica sempre più evidente dagli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13481,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/RAMSES.jpg\" alt=\"Spazio e Difesa: il 2025 ha cambiato lo scenario globale e l’Italia\" class=\"wp-image-13481\" title=\"Spazio e Difesa: il 2025 ha cambiato lo scenario globale e l’Italia\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Spazio e Difesa: il 2025 ha cambiato lo scenario globale e l’Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-difesa-antimissile-spaziale-il-ritorno-di-un-idea-controversa\">Difesa antimissile spaziale: il ritorno di un’idea controversa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rilancio degli <strong>intercettori spaziali nell’ambito dell’iniziativa “Golden Dome”</strong> ha evocato lo spettro delle “Guerre Stellari” degli anni Ottanta.<br>La vera sorpresa, però, è il modello industriale: <strong>competizioni a premio e forte autofinanziamento privato</strong>, senza garanzie contrattuali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un approccio che potrebbe <strong>influenzare anche le future scelte europee</strong>, spingendo verso <strong>nuovi modelli di cooperazione pubblico-privato</strong> nel settore spaziale avanzato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-spacex-sempre-piu-centrale-anche-la-difesa-guarda-a-musk\">SpaceX sempre più centrale: anche la difesa guarda a Musk</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>SpaceX ha consolidato la propria posizione non solo nei lanci, ma anche come <strong>operatore satellitare globale</strong>, candidandosi a fornire <strong>servizi critici di comunicazione e trasmissione dati</strong> al Dipartimento della Difesa USA.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La disponibilità delle istituzioni americane a ricorrere a <strong>contratti quasi esclusivi con un singolo attore privato</strong> solleva interrogativi anche in Europa su <strong>concorrenza, resilienza e sovranità tecnologica</strong>.<br>Per l’Italia, il rischio è <strong>restare indietro senza una filiera europea realmente competitiva</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13483,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Esa-Strategy-2040-2-750x375-1.png\" alt=\"Spazio e Difesa: il 2025 ha cambiato lo scenario globale e l’Italia\" class=\"wp-image-13483\" title=\"Spazio e Difesa: il 2025 ha cambiato lo scenario globale e l’Italia\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Spazio e Difesa: il 2025 ha cambiato lo scenario globale e l’Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-stop-alle-immagini-satellitari-per-l-ucraina-il-segnale-che-ha-scosso-l-europa\">Stop alle immagini satellitari per l’Ucraina: il segnale che ha scosso l’Europa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La temporanea sospensione dell’accesso ucraino alle <strong>immagini satellitari commerciali statunitensi</strong> ha avuto un impatto politico enorme.<br>Il messaggio è stato chiaro: <strong>i dati spaziali sono uno strumento di potere strategico</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La reazione europea – con <strong>nuove iniziative su osservazione terrestre, sicurezza e autonomia strategica</strong> – apre uno spazio d’azione importante. <strong>L’Italia, grazie alle proprie capacità satellitari e al ruolo nell’ESA, può diventare uno degli attori chiave</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13484,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/download34.png\" alt=\"Spazio e Difesa: il 2025 ha cambiato lo scenario globale e l’Italia\" class=\"wp-image-13484\" title=\"Spazio e Difesa: il 2025 ha cambiato lo scenario globale e l’Italia\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Spazio e Difesa: il 2025 ha cambiato lo scenario globale e l’Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-uno-sguardo-al-2026\"><strong>Uno sguardo al 2026</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 2025 ha dimostrato che <strong>lo spazio non è più un ambito neutrale</strong>, ma un <strong>elemento centrale delle politiche di difesa e sicurezza</strong>.<br>Per l’Italia, il futuro passa da <strong>investimenti mirati, cooperazione europea e tutela della sovranità tecnologica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/Hera-asteroid-mission-launches-to-the-sky-on-7-October-2024-pillars.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, ESA, geopolitica, Italia, sicurezza, Spazio","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-26 16:03:59","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://breakingdefense.com/2025/12/five-stories-that-surprised-the-space-world-2025-review/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27828-spazio-e-difesa-il-2025-ha-cambiato-lo-scenario-globale-e-litalia.mp4","galleria":""}
{"id":27822,"titolo":"SMARTSHOOTER vince Army Awards 2025: ogni Pallottola un Missile a guida Laser - VIDEO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>SMARTSHOOTER ha vinto l’<strong>Innovation Award</strong> nella categoria <strong>Precision Fire Control</strong> agli <strong>Army Technology Excellence Awards 2025</strong>, grazie alla tecnologia <strong>SMASH</strong>: un sistema compatto che unisce <strong>intelligenza artificiale</strong>, <strong>visione artificiale</strong> e algoritmi di puntamento per aumentare in modo deciso la precisione delle armi leggere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-sogno-di-ogni-fuciliere-anche-inesperto\">Il sogno di ogni fuciliere, anche inesperto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per un fuciliere, soprattutto <strong>se giovane o poco esperto</strong>, colpire un bersaglio che si muove, lontano o piccolo (come un drone) non è solo questione di forza: è questione di tempo, calma, tecnica e tanta pratica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>SMASH cambia le regole perché <strong>aiuta a vedere, seguire e stabilizzare il bersaglio</strong>, e “blocca” lo sparo nel momento migliore. In termini semplici: <strong>riduce gli errori umani</strong> nei secondi più difficili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ecco perché molti lo descriverebbero come <strong>il sogno di ogni fuciliere</strong>: non rende il soldato “magico”, ma può far sembrare il tiro <strong>quasi</strong> come se <strong>ogni pallottola diventasse un “missile guidato”</strong> — una metafora per dire che <strong>la probabilità di colpire sale</strong> e gli sprechi di munizioni scendono, con meno rischi di colpire ciò che non si deve.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Importante: il sistema resta <strong>Human-in-the-Loop</strong>. L’arma <strong>non decide da sola</strong>: <strong>il soldato comanda sempre</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13473,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"SMARTSHOOTER vince Army Awards 2025 - ogni Pallottola un Missile a guida Laser\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/jk-1.jpg\" alt=\"SMARTSHOOTER vince Army Awards 2025 - ogni Pallottola un Missile a guida Laser\" class=\"wp-image-13473\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">SMARTSHOOTER vince Army Awards 2025 - ogni Pallottola un Missile a guida Laser</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ancora-piu-forte-su-affusto-servoassistito-mezzi-e-postazioni-fisse-antidrone\">Ancora più forte su affusto servoassistito: mezzi e postazioni fisse antidrone</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dove questa tecnologia può diventare ancora più efficace è quando non è “solo” su un fucile, ma integrata su un <strong>affusto servoassistito</strong> (per <strong>mezzi</strong>, torrette leggere o <strong>postazioni fisse</strong>).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il motivo è semplice:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>l’affusto stabilizza meglio,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>segue il bersaglio in modo più fluido,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>può restare in puntamento più a lungo senza affaticare l’operatore,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>e in un contesto <strong>anti-drone</strong> conta tantissimo, perché i droni sono <strong>rapidi, piccoli e imprevedibili</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In pratica, su una postazione antidrone o su un veicolo, SMASH può diventare un “moltiplicatore” di efficacia: <strong>più controllo, più continuità di tracciamento, più probabilità di neutralizzare la minaccia</strong> con meno tentativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il premio 2025 riconosce una cosa chiara: la precisione non è più solo talento individuale. Con SMASH, SMARTSHOOTER porta una precisione “assistita” che può aiutare davvero il fuciliere sul campo — e può diventare ancora più potente quando inserita in sistemi <strong>servoassistiti</strong> per difesa <strong>fissa o mobile</strong> contro i droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://youtu.be/-UxFSKXNMMA?si=f-TMDce-HG7T0o2L\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://youtu.be/-UxFSKXNMMA?si=f-TMDce-HG7T0o2L\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/gh.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"AIFireControl, ArmyTechAwards, DefenseTech, MilitaryInnovation, PrecisionFireControl, SMARTSHOOTER, SMASH","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-26 10:03:59","stato":"publish","riassunto_video":"Il sistema SMARTSHOOTER ha vinto l’Innovation Award 2025 per il controllo di tiro di precisione grazie a SMASH, tecnologia con intelligenza artificiale che migliora la mira delle armi leggere. Montato su fucili standard, segue il bersaglio e spara solo quando è sicuro di colpire, aumentando precisione e sicurezza senza sostituire il controllo umano. Già adottato da eserciti NATO.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.army-technology.com/featured-company/smartshooter-smashfire-modular-ai-precision-fire-control-innovation/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27822-smartshooter-vince-army-awards-2025-ogni-pallottola-un-missile-a-guida-laser-video.mp4","galleria":""}
{"id":27812,"titolo":"Difesa Aerea a guida Aeronautica, Antidrone a guida Esercito","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"h-\">La minaccia dei piccoli droni è cresciuta più rapidamente di procedure, bilanci e catene decisionali. Per questo il Dipartimento della Difesa statunitense ha deciso di intervenire anche sul piano dell’organizzazione, istituendo una task force interforze e inter-agenzia dedicata al contrasto dei piccoli UAS, con l’obiettivo di <strong>consegnare capacità efficaci rapidamente e a costi sostenibili</strong>. La novità più rilevante è che la struttura nasce <strong>a guida US Army</strong>: il Segretario alla Difesa ha incaricato il Segretario dell’Esercito di costituire formalmente la <a href=\"https://difesanews.com/stati-uniti-nasce-la-task-force-anti-drone-lunita-interforze-jiatf-401/\">Joint Interagency Task Force 401</a>, con un <strong>riporto ad altissimo livello</strong> per superare frammentazioni e duplicazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il messaggio è chiaro: il contro-drone non può restare un mosaico di iniziative parallele, con requisiti divergenti e sistemi che non dialogano tra loro. Serve <strong>un punto di regia unico</strong>, capace di unire competenze, programmi e responsabilità, e di accelerare <strong>test, integrazione e acquisizione</strong>. In altre parole, l’approccio americano punta a <strong>“fare sistema”</strong> prima ancora di “comprare sistemi”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-la-guida-us-army-ha-senso-l-antidrone-e-un-problema-tattico-e-ravvicinato\">Perché la guida US Army ha senso: l’antidrone è un problema tattico e ravvicinato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta di un’impostazione <strong>Army-led</strong> è prima di tutto operativa. Il contrasto ai piccoli droni, nella maggior parte degli scenari, è una missione tattica: <strong>protezione perimetrale</strong>, difesa di unità schierate, tutela di basi e infrastrutture, sicurezza di aree sensibili e continuità delle operazioni sul terreno. Spesso è un problema <strong>“a bassa quota e a corto raggio”</strong>, dentro ambienti complessi e saturi, dove la <strong>velocità decisionale</strong> conta quanto la qualità dei sensori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto serve una <strong>difesa a strati</strong>: rilevamento e classificazione, <strong>comando e controllo</strong>, e poi contromisure diverse (intercettazione, disturbo, inganno, neutralizzazione) scelte in base a contesto e proporzionalità. Il punto non è un singolo apparato “miracoloso”, ma <strong>un’architettura integrata</strong> e aggiornabile rapidamente, che funzioni in modo coerente tra reparti e teatri. È qui che la <strong>US Army</strong> può fare da integratore naturale: vive il problema sul terreno, può standardizzare <strong>addestramento e procedure</strong>, e può guidare una filiera di <strong>sperimentazione e validazione</strong> con feedback immediato dal campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13433,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Difesa Aerea a guida Aeronautica, Antidrone a guida Esercito\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Rafael-Drone-Dome-Demo-01.jpg.webp\" alt=\"Difesa Aerea a guida Aeronautica, Antidrone a guida Esercito\" class=\"wp-image-13433\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa Aerea a guida Aeronautica, Antidrone a guida Esercito</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-lezione-per-l-italia-difesa-aerea-a-guida-aeronautica-antidrone-a-guida-esercito\">La lezione per l’Italia: difesa aerea a guida Aeronautica, antidrone a guida Esercito</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La lezione americana non è “l’Esercito comanda tutto”, ma <strong>separare i domini e integrare la governance</strong>. Trasposta al contesto italiano, può diventare una proposta pragmatica: <strong>difesa aerea a guida Aeronautica</strong>; <strong>difesa antidrone a guida Esercito</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La difesa aerea tradizionale riguarda <strong>controllo dello spazio aereo</strong>, sorveglianza su ampia scala, integrazione con architetture nazionali e alleate, regole d’ingaggio e coordinamento con il traffico civile: ambiti naturalmente presidiati dall’Aeronautica. L’antidrone, invece, è prevalentemente <strong>prossimità e protezione di punti e forze</strong>, spesso anche in cooperazione con altre amministrazioni quando si parla di infrastrutture civili o grandi eventi: ambiti dove l’<a href=\"https://brigatafolgore.net/difesa-italiana-levosistemi-anti-drone-nelle-forze-armate/\">Esercito può guidare</a> requisiti comuni, standard tecnici e un ciclo rapido <strong>test–validazione–adozione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13434,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Difesa Aerea a guida Aeronautica, Antidrone a guida Esercito\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/12-Sistema-anti-drone.jpg.webp\" alt=\"Difesa Aerea a guida Aeronautica, Antidrone a guida Esercito\" class=\"wp-image-13434\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa Aerea a guida Aeronautica, Antidrone a guida Esercito</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per funzionare davvero, un modello italiano ispirato agli USA dovrebbe avere tre caratteristiche: <strong>mandato chiaro</strong>, <strong>riporto alto</strong> e <strong>componente inter-agenzia reale</strong>. Mandato chiaro significa attribuire al “lead antidrone” la responsabilità di <strong>integrazione e standardizzazione</strong>; al “lead difesa aerea” il coordinamento del <strong>quadro complessivo</strong> dello spazio aereo. Riporto alto significa poter sbloccare risorse e decisioni, evitando rivalità e iter troppo lenti. Inter-agenzia reale significa includere, quando serve, chi gestisce <strong>sicurezza interna e infrastrutture critiche</strong>, perché il tema droni è ormai ibrido.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi: l’impostazione <strong>US Army-led</strong> sul contro-drone è una risposta pragmatica alla natura della minaccia. Per l’Italia, adottare un modello analogo—<strong>Aeronautica leader della difesa aerea, Esercito leader dell’antidrone, regia comune e capacità integrate</strong>—può aumentare <strong>velocità, coerenza e sostenibilità</strong> nel tempo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/CPM-WATSON.webp","categoria":"Blog","tags":"AntiDRONE, CUAS, DifesaAerea, interagency, interforze, taskforce, usarmy","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-26 07:53:58","stato":"publish","riassunto_video":"La minaccia dei piccoli droni cresce rapidamente e il Dipartimento della Difesa USA ha creato una task force guidata dall’Esercito per unire competenze e accelerare soluzioni antidrone. L’approccio Army-led è tattico, per difesa ravvicinata e integrata. L’Italia potrebbe adottare un modello simile: difesa aerea guidata dall’Aeronautica, antidrone dall’Esercito, con coordinamento inter-agenzia.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.war.gov/News/Releases/Release/Article/4289621/dod-establishes-joint-interagency-task-force-to-deliver-affordable-c-suas-capab/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27812-difesa-aerea-a-guida-aeronautica-antidrone-a-guida-esercito.mp4","galleria":""}
{"id":27804,"titolo":"Servire il Paese: un anno che forma le nuove generazioni e rafforza la Comunità","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è un’idea semplice, quasi antica, che oggi torna ad avere un valore modernissimo: <strong>servire il Paese</strong>. Non come slogan, ma come esperienza concreta, vissuta dentro i bisogni reali delle persone. Un periodo in cui i ragazzi diventano cittadini più consapevoli, imparano a prendersi cura degli altri e, nello stesso tempo, costruiscono competenze e carattere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parlare di “Patria” non significa retorica: significa riconoscere che <strong>la comunità è la nostra casa comune</strong>. E che ogni generazione ha il compito di proteggerla, migliorarla, renderla più giusta e più sicura.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13452,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"600px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Servire il Paese: un anno che forma le nuove generazioni e rafforza la Comunità\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/protezione-civile-uneccellenza-della-sicurezza.webp\" alt=\"Servire il Paese: un anno che forma le nuove generazioni e rafforza la Comunità\" class=\"wp-image-13452\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:600px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Servire il Paese: un anno che forma le nuove generazioni e rafforza la Comunità</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-servizio-che-vale-in-piu-ambiti-sanita-istruzione-difesa-protezione-civile\">Un servizio che vale in più ambiti: sanità, istruzione, difesa, protezione civile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un percorso nazionale di servizio per i giovani può assumere forme diverse, tutte utili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Ambito sanitario</strong><br>Supporto logistico e organizzativo in ospedali e ambulatori, affiancamento a campagne di prevenzione, assistenza non sanitaria a domicilio per anziani e fragili in rete con enti locali e terzo settore: qui il servizio diventa palestra di empatia, precisione e lavoro di squadra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Ambito istruzione</strong><br>Tutoraggio e doposcuola, alfabetizzazione digitale, aiuto in biblioteche e laboratori, progetti di inclusione: servire nella scuola significa investire sul futuro, imparare pazienza, comunicazione e responsabilità verso i più giovani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Ambito protezione civile</strong><br>Emergenze, presidio del territorio, prevenzione, esercitazioni, supporto alla popolazione durante alluvioni, incendi o terremoti: è la forma più immediata di servizio alla comunità e insegna prontezza, procedure e solidarietà concreta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Ambito difesa</strong><br>È il percorso più oneroso e scomodo, anche psicologicamente: proprio per questo va <strong>riconosciuto e ricompensato meglio</strong>, con tutele e formazione solide. Chi intende accedere a professioni armate (Forze Armate, Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, polizie locali, forestali anche regionali) dovrebbe aver svolto qui il proprio servizio. E chi vuole lavorare nella Pubblica Amministrazione, statale o locale, dovrebbe aver servito nella Difesa e aver <strong>giurato la difesa della Nazione</strong>, come impegno pubblico verso i cittadini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13453,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Servire il Paese: un anno che forma le nuove generazioni e rafforza la Comunità\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/SEREM-Esercito-VFI-jpg.webp\" alt=\"Servire il Paese: un anno che forma le nuove generazioni e rafforza la Comunità\" class=\"wp-image-13453\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Servire il Paese: un anno che forma le nuove generazioni e rafforza la Comunità</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-cuore-del-progetto-volontariato-comunita-crescita\">Il cuore del progetto: volontariato, comunità, crescita</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’aspetto più importante non è “dove” si presta servizio, ma <strong>cosa succede alla persona mentre serve</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un periodo di servizio:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>rafforza il <strong>senso del volontariato</strong>: non un gesto occasionale, ma un contributo continuativo;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>sviluppa <strong>responsabilità</strong>: orari, consegne, regole, lavoro di squadra;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>insegna a gestire <strong>tempo e risorse</strong>: organizzazione, disciplina, autonomia;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>aiuta a scoprire <strong>vocazioni</strong> e competenze spendibili;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>costruisce un’identità civica: non “io contro il mondo”, ma “io dentro una comunità”.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È una scuola di vita che prepara all’università, al lavoro e alla cittadinanza adulta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-vicino-a-casa-o-lontano-un-servizio-che-unisce-il-paese\">Vicino a casa o lontano: un servizio che unisce il Paese</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un servizio ben progettato dovrebbe offrire due modalità:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>nella propria regione</strong>, per radicare energie e competenze sul territorio;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>su richiesta anche lontano da casa</strong>, per favorire autonomia, scambio culturale e coesione nazionale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando si chiede ai giovani di spostarsi, è giusto garantire <strong>copertura di vitto e alloggio</strong> (oltre a trasporti e tutele assicurative), così che il servizio sia davvero accessibile a tutti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13454,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Servire il Paese: un anno che forma le nuove generazioni e rafforza la Comunità\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/33.jpg\" alt=\"Servire il Paese: un anno che forma le nuove generazioni e rafforza la Comunità\" class=\"wp-image-13454\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Servire il Paese: un anno che forma le nuove generazioni e rafforza la Comunità</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-esempi-dal-nord-europa-una-cultura-del-dovere-con-sostegni-concreti\">Esempi dal Nord Europa: una cultura del dovere con sostegni concreti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel Nord Europa esiste una tradizione forte di responsabilità civica, spesso legata alla sicurezza nazionale e alla preparazione alle crisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In <strong>Svezia</strong> è centrale il concetto di <strong>“total defence”</strong>, che include dimensione militare e civile: la difesa del Paese riguarda l’intera società. Inoltre, per i coscritti sono previsti sostegni pratici come vitto e alloggio e coperture legate agli spostamenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In <strong>Norvegia</strong> la coscrizione è stata estesa anche alle donne, in un’impostazione che lega doveri e pari responsabilità. Le informazioni ufficiali indicano che durante il servizio iniziale sono garantiti elementi essenziali come alloggio e cibo, insieme a indennità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In <strong>Finlandia</strong> esiste anche un percorso di <strong>servizio non militare</strong>, con una logica di sostegno concreto ai giovani impegnati: tra gli aspetti indicati rientrano forme di copertura su mantenimento e spese durante il periodo di servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In <strong>Danimarca</strong> il servizio può includere anche componenti legate alla gestione delle emergenze tramite strutture nazionali dedicate, mostrando come la preparazione collettiva non sia solo “difesa armata”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13455,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Servire il Paese: un anno che forma le nuove generazioni e rafforza la Comunità\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/vigile-del-fuoco-0.jpg\" alt=\"Servire il Paese: un anno che forma le nuove generazioni e rafforza la Comunità\" class=\"wp-image-13455\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Servire il Paese: un anno che forma le nuove generazioni e rafforza la Comunità</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione-un-patto-generazionale-che-da-senso-e-futuro\">Conclusione: un patto generazionale che dà senso e futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Servire la Patria, oggi, può significare salvare vite in emergenza, sostenere un reparto sanitario, aiutare uno studente a non mollare, proteggere territori e comunità. Un servizio nazionale ben fatto non “toglie un anno”: <strong>lo moltiplica</strong>. Restituisce ai ragazzi qualcosa che spesso manca prima dell’età adulta: senso, direzione, responsabilità, appartenenza. E restituisce al Paese una risorsa preziosa: giovani più preparati, più solidali, più capaci di prendersi cura della propria comunità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/immagine-4-quadranti-1200x800-2.jpg","categoria":"Blog","tags":"difesanazionale, ProtezioneCivile, sanità, Scuola, ServizioAllaPatria, VolontariatoGiovanile","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-25 23:14:00","stato":"publish","riassunto_video":"Servire il Paese oggi significa vivere un’esperienza concreta di cittadinanza attiva, aiutando in ambiti come sanità, istruzione, protezione civile e difesa. Questo percorso rafforza responsabilità, competenze e senso di comunità, offrendo ai giovani una scuola di vita che prepara al futuro. Modelli nordici mostrano come sostegni concreti rendano il servizio accessibile e valorizzato.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27804-servire-il-paese-un-anno-che-forma-le-nuove-generazioni-e-rafforza-la-comunita.mp4","galleria":""}
{"id":27788,"titolo":"Tra i suoi Soldati, non sopra di loro: il Capo di SME Gen. Masiello visita i militari di Strade Sicure nel giorno della vigilia di Natale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella giornata di ieri, 24 dicembre, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, <strong>Generale di Corpo d’Armata Paracadutista Carmine Masiello</strong>, ha fatto visita al personale dell’<strong>Operazione “Strade Sicure”</strong> impiegato nella Capitale a tutela della collettività. Non una visita formale, non un passaggio istituzionale di rito. Quella del Comandante dell'Esercito ai militari dell’Operazione <strong>“Strade Sicure”</strong> è stata soprattutto una presenza concreta, fatta di sguardi, strette di mano e parole rivolte direttamente a chi ogni giorno garantisce la sicurezza del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella Capitale, il Generale Masiello ha voluto incontrare personalmente gli uomini e le donne dell’Esercito impegnati nel dispositivo di sicurezza, soffermandosi con loro, ascoltandoli, condividendo un momento che va ben oltre la dimensione gerarchica. Un gesto che testimonia chiaramente come<strong> i tempi della distanza tra i vertici e la truppa siano ormai superati</strong>, riconoscendo nel soldato sul campo una figura professionale matura, consapevole e centrale nell’azione operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":27790,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/b4e6df2e-e5ac-46c1-9cf4-2a8b924b46a3.jpg\" alt=\"Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito in visita ai militari dell’Operazione “Strade Sicure” nella vigilia di Natale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-27790\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito in visita al personale dell'Operazione Strade Sicure - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il saluto a tutti i contingenti di “Strade Sicure”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalla sala operativa della <strong>Caserma “Gandin”</strong>, il Capo di SME ha poi esteso il suo saluto a tutti i contingenti di “Strade Sicure” dislocati sul territorio nazionale, collegati in videoconferenza. Un segnale forte di attenzione verso chi opera ogni giorno sul territorio, spesso lontano da casa, in silenzio e con grande senso del dovere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, il Generale Masiello ha voluto rimarcare il valore umano prima ancora che professionale del servizio svolto:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>«Un pensiero va a tutti coloro che, ogni giorno, con dedizione, coraggio e spirito di sacrificio servono l’Italia in Patria e nelle missioni internazionali. Sempre pronti, sempre uniti, sempre al servizio dei cittadini.»</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parole che restituiscono l’immagine di un’Esercito moderno, vicino ai suoi uomini e alle sue donne, consapevole che la forza di un’Istituzione passa prima di tutto dal rispetto e dalla fiducia reciproca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":27793,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/5adc8334-7de9-4038-b9cf-ebdb118323da.jpg\" alt=\"Tra i suoi uomini, non sopra di loro: il Capo di SME Gen. Masiello visita i militari di Strade Sicure nel giorno della vigilia di Natale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-27793\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Capo di SME in VTC con le Sale Operative dei Raggruppamenti dell'Operazione Strade Sicure - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Soldato tra i Soldati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visita si è conclusa con gli auguri al personale e alle famiglie, ma il messaggio più forte è stato un altro: <strong>la leadership si misura nella presenza</strong>. Il Generale Carmine Masiello <strong>ha scelto di essere tra i suoi militari proprio nel periodo in cui il servizio pesa di più, quando si è lontani da casa e dagli affetti</strong>, riconoscendo con i fatti, non solo con le parole, il valore di chi opera ogni giorno per la sicurezza dei cittadini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È un segnale chiaro di uno stile di comando moderno: <strong>meno distanza, più coesione</strong>. Un Capo di SME che non si limita a dirigere, ma rafforza il legame con i Soldati e rende visibile il rispetto per uomini e donne in uniforme. <strong>Perché “Strade Sicure” continua anche a Natale, e continua grazie a professionisti che non fanno rumore, ma tengono il Paese in sicurezza.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":27795,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/e6d96b67-7ba7-44d7-a4db-c23564c88df7.jpg\" alt=\"Tra i suoi uomini, non sopra di loro: il Capo di SME Gen. Masiello visita i militari di Strade Sicure nel giorno della vigilia di Natale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-27795\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Incontro con il personale in servizio presso il sito di Strade Sicure Malagrotta - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/aaa49d84-e2d0-401c-ac60-0478fa44efa5.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"esercitoitaliano, LeadershipSulCampo, stradesicure","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-25 13:18:08","stato":"publish","riassunto_video":"Il Generale Carmine Masiello ha visitato il personale dell’Operazione “Strade Sicure” a Roma il 24 dicembre, portando sostegno e auguri ai militari impegnati durante le festività. Ha sottolineato il valore umano e la dedizione dei soldati, rafforzando il legame tra comando e truppa con una presenza concreta nel periodo in cui il servizio pesa di più, quando si è lontani da casa e dagli affetti.","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/il-capo-di-stato-maggiore-dellesercito-in-visita-al-personale-delloperazione-strade-sicure/126456.html","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27788-tra-i-suoi-uomini-non-sopra-di-loro-il-capo-di-sme-gen-masiello-visita-i-militari-di-strade-sicure-nel-giorno-della-vigilia-di-natale.mp4","galleria":""}
{"id":27777,"titolo":"La tregua di Natale del 1914: quando l’umanità attraversò la terra di nessuno - Video","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella <strong>notte fra il 24 e il 25 dicembre 1914</strong>, mentre la Prima guerra mondiale stava già trasformando l’Europa in un enorme campo di macerie e fango, accadde qualcosa che nessuno Stato maggiore aveva pianificato: in vari tratti del fronte occidentale<strong> i soldati smisero di sparare</strong>. Non ovunque, non per tutti, e non per molto. Ma abbastanza da entrare nella memoria collettiva come “<strong><a href=\"https://www.lettore.org/2019/12/23/grande-guerra-natale/\">tregua di Natale</a></strong>”: un gesto dal basso che, a oltre un secolo di distanza, continua a porre una domanda scomoda e attuale: quanto spazio resta, in guerra, per “restare umani”?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13444,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"La tregua di Natale del 1914: quando l’umanità attraversò la terra di nessuno - Video\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/pausa-tra-battaglie-2603a053-800x800-1.jpg\" alt=\"La tregua di Natale del 1914: quando l’umanità attraversò la terra di nessuno - Video\" class=\"wp-image-13444\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La tregua di Natale del 1914: quando l’umanità attraversò la terra di nessuno - Video</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-invito-dall-alto-un-si-dal-basso\">Un invito dall’alto, un sì dal basso</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Pochi mesi dopo lo scoppio del conflitto, papa <strong>Benedetto XV propose ai governi belligeranti una sospensione delle ostilità per il Natale</strong>. La richiesta, nelle capitali europee, non trovò ascolto. Eppure, lungo le trincee — soprattutto nelle Fiandre e nei settori dove britannici e tedeschi si fronteggiavano a distanza ravvicinata — l’idea prese vita in modo spontaneo: non per un trattato, ma per stanchezza, vicinanza, intuizione. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È uno degli aspetti più sorprendenti della tregua: <strong>non fu “concessa”, fu “scelta” da uomini</strong> che, fino a poche ore prima, avevano l’ordine di uccidersi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le testimonianze raccontano un innesco quasi teatrale:<strong> canti natalizi provenienti dalla trincea avversaria, piccole luci e alberelli di fortuna</strong> — simboli di casa portati in prima linea — e poi le prime frasi gridate oltre il filo spinato. Lì dove normalmente si rispondeva con una raffica, quella notte si rispose con un saluto. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da quei saluti nacque l’impensabile: <strong>gruppi di soldati uscirono dalle postazioni e si incontrarono nella “terra di nessuno”, scambiandosi piccoli doni (tabacco, cioccolata, sigarette), strette di mano, fotografie improvvisate</strong>. In diversi punti si approfittò della tregua per recuperare e seppellire i caduti, spesso con una sorta di rispetto condiviso, come se la pietà — almeno per qualche ora — avesse scavalcato le divise. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13445,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"600px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"La tregua di Natale del 1914: quando l’umanità attraversò la terra di nessuno - Video\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/maxresdefault-700x394-1.jpg\" alt=\"La tregua di Natale del 1914: quando l’umanità attraversò la terra di nessuno - Video\" class=\"wp-image-13445\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:600px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La tregua di Natale del 1914: quando l’umanità attraversò la terra di nessuno - Video</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-mito-del-calcio-e-cosa-sappiamo-davvero\">Il mito del calcio (e cosa sappiamo davvero)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>“partita di calcio” è diventata il simbolo</strong> più noto: un gesto semplice, quasi infantile, che contraddice la logica della guerra. Le fonti concordano sul fatto che ci furono momenti di gioco con palloni improvvisati e che in alcune aree si parlò esplicitamente di match; gli storici, però, avvertono che non sempre si trattò di una vera partita organizzata: spesso furono calci scambiati nel fango, più “kick-about” che competizione con regole e punteggio. Ed è proprio questo che rende l’episodio potente: non l’agonismo, ma la normalità riconquistata per un attimo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tregua di Natale non fu un’onda continua lungo tutto il fronte. In alcuni settori non avvenne; altrove durò poche ore, altrove arrivò fino al giorno di Natale e, raramente, si protrasse oltre. Non fu “la pace”, e infatti la guerra riprese: con ordini più severi, controlli più stretti e una diffidenza crescente verso ogni fraternizzazione. Proprio per evitare che quel gesto si ripetesse, molti comandi si impegnarono a impedirlo negli anni successivi. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tregua, insomma, non smentisce l’orrore della Grande Guerra: lo mette a nudo. Dimostra che il nemico, visto da vicino, smette per un momento di essere un bersaglio astratto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13446,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"La tregua di Natale del 1914: quando l’umanità attraversò la terra di nessuno - Video\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/tregua-1914.jpg\" alt=\"La tregua di Natale del 1914: quando l’umanità attraversò la terra di nessuno - Video\" class=\"wp-image-13446\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La tregua di Natale del 1914: quando l’umanità attraversò la terra di nessuno - Video</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-ci-parla-ancora-dalla-memoria-alle-guerre-di-oggi\">Perché ci parla ancora: dalla memoria alle guerre di oggi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se la tregua del 1914 continua a commuovere è perché non è un racconto “consolatorio”. È il contrario: <strong>è la prova che una scelta diversa è possibile, ma fragile; che la politica può fallire nel fermare le armi, mentre gli individui</strong> — a costo di disobbedire allo spirito della propaganda — possono riconoscersi simili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E qui il ponte con il presente è inevitabile. Anche nel 2025, nel pieno della guerra in <strong>Ucraina, il tema di una tregua natalizia è tornato nel dibattito pubblico</strong>. Secondo Reuters, il Cremlino ha legato l’eventualità di un cessate il fuoco di Natale proposto dall’Ucraina alla prospettiva di un accordo di pace più ampio, respingendo l’idea di una semplice pausa temporanea.<br>Nelle stesse ore, diverse ricostruzioni giornalistiche descrivono un contesto di negoziati e proposte, ma anche di attacchi e condizioni contrapposte che rendono incerto qualsiasi spiraglio. <br>E in un liveblog di Al Jazeera si riporta la “delusione” per la mancata adesione russa a un cessate il fuoco natalizio, attribuita anche a un appello del pontefice in carica. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contrasto con il 1914 colpisce: allora furono i soldati, senza trattative, a creare una sospensione; oggi perfino una pausa simbolica viene risucchiata nella logica delle condizioni, dei vantaggi militari, del “non dare respiro al nemico”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13447,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"600px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"La tregua di Natale del 1914: quando l’umanità attraversò la terra di nessuno - Video\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/ed4d6d64d35e82c8fc0c2c563ecf681b.jpg\" alt=\"La tregua di Natale del 1914: quando l’umanità attraversò la terra di nessuno - Video\" class=\"wp-image-13447\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:600px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La tregua di Natale del 1914: quando l’umanità attraversò la terra di nessuno - Video</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-restare-umani-non-e-retorica-e-una-scelta\">Restare umani non è retorica: è una scelta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tregua di Natale del 1914 non è una favola. È un episodio limitato, imperfetto e — proprio per questo — credibile. Non dice che la guerra può sciogliersi con un canto. Dice qualcosa di più inquietante: che anche quando un sistema intero spinge verso la disumanizzazione, gli esseri umani possono ancora riconoscersi, se solo smettono di guardarsi da lontano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ricordarla oggi non significa pensare che basti un albero illuminato in trincea per fermare un conflitto. Significa non rinunciare all’idea che la dignità, la pietà, la fraternità non siano “debolezze”, ma l’ultima linea che impedisce alla guerra di divorare tutto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://www.youtube.com/watch?v=fkyn7eeEDpc\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://www.youtube.com/watch?v=fkyn7eeEDpc\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/collage-1200x800-1.jpg","categoria":"Blog","tags":"calcioInTrincea, fraternizzazione, fronteOccidentale, lettereDalFronte, PrimaGuerraMondiale, treguaNatale1914, trincee","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-25 12:34:00","stato":"publish","riassunto_video":"Nella notte tra il 24 e 25 dicembre 1914, durante la Prima guerra mondiale, i soldati sul fronte occidentale fermarono spontaneamente le ostilità per la “tregua di Natale”. Tra canti, scambi di doni e persino partite improvvisate, si riconobbero umani oltre le divise. Un gesto fragile ma potente, che oggi invita a riflettere sulla possibilità di umanità anche in guerra.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.iwm.org.uk/history/the-real-story-of-the-christmas-truce","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27777-la-tregua-di-natale-del-1914-quando-lumanita-attraverso-la-terra-di-nessuno-video.mp4","galleria":""}
{"id":27772,"titolo":"Intelligenza Artificiale dalla Polonia per Satelliti Tedeschi","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"h-\">La tedesca <strong>Rheinmetall</strong> ha firmato un accordo con <strong>SATIM Monitoring Satelitarny</strong>, un’azienda <strong>polacca</strong> (con sede a Cracovia), per aiutare la Germania in un programma di ricognizione satellitare chiamato <strong>SPOCK-1</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto da sottolineare bene è questo: <strong>la parte di Intelligenza Artificiale (IA) che “capisce” le immagini dei satelliti non viene fornita da un’azienda tedesca</strong>, ma da una <strong>ditta non nazionale, cioè polacca (SATIM)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto SPOCK-1 è gestito industrialmente da <strong>Rheinmetall ICEYE Space Solutions</strong>, una <strong>joint venture</strong> (cioè una società creata insieme) tra Rheinmetall e l’azienda finlandese <strong>ICEYE</strong>, specializzata in satelliti radar.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>SATIM (Polonia)</strong>: fornisce gli strumenti di <strong>IA</strong> per l’analisi automatica delle immagini radar. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rheinmetall (Germania)</strong>: mantiene <strong>operazioni e controllo del sistema in Germania</strong>, quindi decide come usare il sistema e come gestire il servizio.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche Rheinmetall lo presenta come un passo verso un modo di combattere sempre più “digitale”, dove conta tantissimo trasformare i dati in decisioni rapide. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-servono-satelliti-sar-e-perche-l-ia-e-fondamentale\">Perché servono satelliti SAR e perché l’IA è fondamentale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I satelliti di SPOCK-1 usano il <strong>SAR (Synthetic Aperture Radar)</strong>, cioè un radar in orbita. A differenza delle foto “normali” (ottiche), il SAR è utile perché:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>funziona <strong>di notte</strong>,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>spesso funziona anche con <strong>nuvole e maltempo</strong>,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>permette una sorveglianza più continua nel tempo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Però c’è un problema: una costellazione di satelliti genera <strong>tantissime immagini</strong> e le immagini SAR sono “tecniche” e complesse da interpretare. Se devi farlo tutto a mano, ci metti troppo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è qui che entra SATIM: secondo le informazioni disponibili, l’azienda polacca fornirà strumenti di <strong>IA</strong> che servono a:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>analizzare <strong>grandi volumi</strong> di immagini radar,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>trasformare immagini complesse in <strong>risultati più leggibili</strong> (per esempio segnalazioni e analisi utili),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>aiutare ad avere più <strong>consapevolezza della situazione</strong> e supportare decisioni operative.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Detto in modo molto semplice: i satelliti “raccolgono” dati, ma senza l’IA rischi di avere una montagna di immagini difficili da usare. Con l’IA, invece, puoi arrivare più velocemente a una risposta tipo: “qui c’è stato un cambiamento”, “qui c’è un oggetto importante”, “qui c’è movimento”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13426,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Intelligenza Artificiale dalla Polonia per Satelliti Tedeschi\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Satlantis-ICEYE-3.jpg\" alt=\"Intelligenza Artificiale dalla Polonia per Satelliti Tedeschi\" class=\"wp-image-13426\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Intelligenza Artificiale dalla Polonia per Satelliti Tedeschi</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-contesto-perche-la-germania-sta-investendo-cosi-tanto-nello-spazio-e-perche-fa-discutere\">Il contesto: perché la Germania sta investendo così tanto nello spazio (e perché fa discutere)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’accordo con SATIM non nasce nel vuoto: a metà dicembre 2025 Rheinmetall e ICEYE hanno ottenuto un grande contratto con la Bundeswehr da circa <strong>1,7 miliardi di euro</strong> per fornire ricognizione spaziale tramite <strong>accesso esclusivo</strong> a una costellazione di satelliti SAR.<br>Secondo le comunicazioni sul contratto, il programma è previsto <strong>da fine 2025 fino al 2030</strong>, con possibilità di estensione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In pratica la Germania vuole:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>più “occhi” dallo spazio</strong> (ricognizione con SAR),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>e anche comunicazioni militari più sicure.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infatti, in parallelo, la Germania sta investendo anche nelle <strong>comunicazioni satellitari protette</strong>: nel 2024 <strong>Airbus</strong> ha ricevuto il contratto “SATCOMBw 3” (valore <strong>2,1 miliardi di euro</strong>) per la prossima generazione di comunicazioni satellitari sicure, includendo satelliti geostazionari, infrastrutture di terra, lancio e operazioni per 15 anni. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-il-fatto-satim-e-polacca-e-un-dettaglio-enorme\">Perché il fatto “SATIM è polacca” è un dettaglio enorme</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Perché qui non parliamo di un pezzo secondario: <strong>l’IA è la parte che trasforma le immagini in informazioni utili</strong>. Quindi, anche se:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>la gestione resta in Germania (Rheinmetall),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>e i satelliti sono legati a partner industriali scelti dal progetto,</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>una componente chiave dell’analisi viene affidata a una ditta estera (polacca)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo può essere visto in due modi (sempre in modo semplice):</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Pro</strong>: dentro l’UE c’è collaborazione e si prende la tecnologia migliore disponibile senza doverla ricostruire da zero.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Punto delicato</strong>: quando una parte così importante non è “nazionale”, è normale che alcuni si chiedano quanto sia strategico dipendere da un fornitore estero per l’IA.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione: SPOCK-1 mostra come oggi lo spazio militare non sia solo “avere satelliti”, ma soprattutto <strong>avere software e IA</strong> per usare i dati in fretta. E in questo caso, l’IA arriva <strong>dalla Polonia</strong>, non dalla Germania.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/Rheinmetall-HQ-PR.png","categoria":"Internazionali","tags":"Bundeswehr, intelligenzaartificiale, Rheinmetall, ricognizionesatellitare, SAR, SATIM, SPOCK-1","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-25 10:34:00","stato":"publish","riassunto_video":"La tedesca Rheinmetall ha siglato un accordo con la polacca SATIM per fornire l’IA che analizza le immagini radar dei satelliti SAR del programma SPOCK-1, destinato alla ricognizione militare tedesca. Il progetto, gestito con la finlandese ICEYE, punta a trasformare grandi volumi di dati in informazioni utili rapidamente.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://thedefensepost.com/2025/12/23/rheinmetall-polish-firm-germany-satellite/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27772-intelligenza-artificiale-dalla-polonia-per-satelliti-tedeschi.mp4","galleria":""}
{"id":27766,"titolo":"Mondiali 2026: il Pentagono pianifica Comando e Controllo integrato C/Droni","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Dipartimento della Difesa statunitense sta accelerando su un obiettivo che, fino a poco tempo fa, sembrava quasi irrealistico: far parlare la stessa lingua a tutti i sistemi di contrasto ai droni (counter-UAS, o cUAS) usati da basi militari e agenzie federali. In pratica, creare <strong>un’unica architettura di comando e controllo (C2)</strong> capace di “orchestrare” sensori ed effettori di produttori diversi, acquistabili tramite un <strong>marketplace digitale</strong> governativo. L’idea è ridurre frammentazione, tempi di schieramento e costi di licenza, e soprattutto migliorare la condivisione del “quadro minaccia” tra installazioni e autorità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-adesso-droni-piccoli-tanti-e-difficili-da-gestire-in-modo-coordinato\">Perché adesso: droni piccoli, tanti, e difficili da gestire in modo coordinato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto di partenza è semplice: <strong>i droni leggeri sono sempre più diffusi e accessibili</strong>, e di conseguenza più plausibili in scenari che vanno dal sabotaggio alle intrusioni su infrastrutture critiche fino alle minacce durante grandi eventi pubblici. Da qui la necessità di una difesa “a strati”, dove <strong>rilevare, identificare, tracciare e neutralizzare</strong> non sia un mosaico di sistemi separati, ma un processo integrato e interoperabile. La <a href=\"https://www.war.gov/News/News-Stories/Article/Article/4364049/joint-interagency-task-force-integrates-skills-creates-layered-counter-drone-de/\">Joint Interagency Task Force 401 (JIATF-401)</a> – task force a guida Esercito – descrive proprio questo: una rete che integri sensori, “effettori” (anche non cinetici) e sistemi di mission command in un quadro reattivo e condiviso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13414,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/max1200.jpg\" alt=\"Mondiali 2026: il Pentagono pianifica Comando e Controllo integrato C/Drone\" class=\"wp-image-13414\" title=\"Mondiali 2026: il Pentagono pianifica Comando e Controllo integrato C/Drone\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Mondiali 2026: il Pentagono pianifica Comando e Controllo integrato C/Drone</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La JIATF-401 sta cercando <strong>“un solo” sistema di C2</strong> in grado di far funzionare e coordinare qualsiasi componente cUAS acquistabile sul marketplace. Il motivo non è solo tecnico: <strong>condividere software e dati tra più installazioni costa</strong>, perché spesso richiede licenze ampie e onerose. Il direttore della task force, <strong>Brig. Gen. Matt Ross</strong>, ha parlato di un obiettivo ambizioso: far sì che “ogni nuova capacità” possa collegarsi subito a un <strong>framework C2 comune</strong>, con una spinta a chiudere passi decisivi in circa 90 giorni, nonostante un’“enterprise license” di norma richieda molto più tempo. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In parallelo, la task force sta:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>testando e valutando</strong> componenti e soluzioni cUAS da rendere acquistabili tramite marketplace;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>standardizzando la formazione</strong> tra DoD, Department of Homeland Security (DHS) e FBI, così che operatori diversi usino procedure e strumenti coerenti.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-banco-di-prova-sicurezza-del-mondiale-2026-e-oltre\">Il banco di prova: sicurezza del Mondiale 2026 (e oltre)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’accelerazione concreta arriva dal calendario: il <strong>Mondiale FIFA 2026</strong> negli Stati Uniti (con partite in città come New York, Los Angeles, Houston e altre) richiede una postura anti-drone credibile e coordinata. <em>Defense One</em> segnala che l’<strong>FBI</strong>, attraverso il <strong>National Counter-UAS Center</strong>, sta preparando le forze dell’ordine proprio in vista del torneo, e che la JIATF-401 lavora con le agenzie federali per assicurare consapevolezza della minaccia, accesso alle capacità cUAS e comprensione dei limiti operativi dei sistemi. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui emerge anche un nodo operativo: la task force si concentra soprattutto sui droni <strong>sotto le 55 libbre</strong> (circa 25 kg), ossia quelli più probabili sopra aree urbane e raduni affollati. L’idea è evitare risposte sproporzionate (ad esempio missili) e puntare su soluzioni a <strong>basso danno collaterale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13416,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/dedrone-stadium.webp\" alt=\"Mondiali 2026: il Pentagono pianifica Comando e Controllo integrato C/Drone\" class=\"wp-image-13416\" title=\"Mondiali 2026: il Pentagono pianifica Comando e Controllo integrato C/Drone\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Mondiali 2026: il Pentagono pianifica Comando e Controllo integrato C/Drone</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il tema chiave non è solo “abbattere” un drone, ma <strong>vederlo prima</strong> e condividerne la traccia con chi deve reagire. In un articolo del Dipartimento della Difesa (war.gov) si parla esplicitamente della necessità di una <strong>common air picture che includa i droni</strong>, integrando dati da sensori classificati e non classificati e distribuendo capacità di sensing tra partner federali e non federali. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La JIATF-401 intende <strong>condividere dati</strong> anche con il progetto <strong>“Golden Dome”</strong> (difesa missilistica), soprattutto per droni più grandi, così da evitare isole informative tra difesa anti-drone e difesa aerea/missilistica. L’idea dichiarata è “vedere lo stesso quadro minaccia” e decidere quando e dove condividerlo operativamente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se il Pentagono riuscirà a imporre (o incentivare) un <strong>C2 comune</strong>, l’impatto sarà forte:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Per le basi e i comandanti locali:</strong> meno “torri separate”, più cooperazione regionale, e maggiore continuità operativa quando si installa una nuova capacità.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Per l’industria:</strong> aumenta la pressione verso integrazioni standard e compatibilità; allo stesso tempo, chi “entra” nel framework comune potrebbe avere un vantaggio competitivo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Per eventi pubblici e sicurezza interna:</strong> il successo dipende tanto da tecnologia quanto da <strong>procedure, addestramento e autorità legali</strong> (chi può intervenire, con quali regole d’ingaggio), un tema che nel dibattito USA resta sensibile soprattutto per l’impiego di misure cinetiche in contesti affollati. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusioni\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il messaggio, in sintesi, è che Washington vuole trasformare <a href=\"https://difesanews.com/attacco-polonia-italia-cambiamento-droni-c-uas-ia/\">la difesa anti-drone</a> in un’infrastruttura <strong>di rete</strong>: meno soluzioni isolate, più interoperabilità, procurement più rapido tramite marketplace, e un’unica regia C2. La task force punta ad avere <strong>candidati per il sistema comune</strong> entro i primi mesi del 2026, mentre il Mondiale 2026 diventa il test operativo e politico più immediato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/64b82a0ffa183680760c0771-MBS-20200728-Return-to-Work-Sanitation-DW3-7107.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"anti-drone, comandoecontrollo, CUAS, cyberdifesa, FIFA2026, interoperabilità, Pentagono","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-25 10:03:59","stato":"publish","riassunto_video":"Il Dipartimento della Difesa USA sta sviluppando un sistema unico di comando e controllo (C2) per integrare e coordinare i sistemi anti-drone di diverse agenzie, riducendo costi e tempi. L’obiettivo è una rete interoperabile per gestire minacce da droni leggeri, con test e formazione condivisa. Il Mondiale 2026 sarà il banco di prova per questa difesa integrata, puntando a una sorveglianza comune","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defenseone.com/technology/2025/12/pentagon-wants-common-network-its-counter-drone-systems/410302/?oref=d1-homepage-river","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27766-mondiali-2026-il-pentagono-pianifica-comando-e-controllo-integrato-c-droni.mp4","galleria":""}
{"id":27759,"titolo":"Reclutamento USA: un buon inizio per il 2026 fiscale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (Pentagono), la campagna di arruolamento per l’<strong>anno fiscale 2026</strong> (che negli USA è iniziato a <strong>ottobre 2025</strong>) è partita bene. L’amministrazione parla di un avvio “forte e promettente” perché, nei primi mesi, è già stato raggiunto <strong>quasi il 40%</strong> dell’obiettivo previsto per il <strong>Delayed Entry Program (DEP)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Che cos’è il DEP? In parole semplici, è una sorta di “lista di ingresso”: molti ragazzi e ragazze firmano l’impegno ad arruolarsi e poi entrano in servizio dopo un certo periodo. Avere molte persone già “prenotate” nei primi mesi dell’anno è considerato un segnale positivo, perché riduce il rischio che i potenziali candidati cambino idea o scelgano altro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Pentagono sostiene anche che, dopo anni di difficoltà, l’arruolamento stia vivendo un periodo migliore: dal <strong>novembre 2024</strong> in poi, afferma, la percentuale di obiettivi raggiunti o superati sarebbe la più alta <strong>da oltre dieci anni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13406,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Reclutamento USA: un buon inizio per il 2026 fiscale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/HN-Wormuth-recruiting-Army-Sgt-Jared-Simmons-1024x576-1.jpg\" alt=\"Reclutamento USA: un buon inizio per il 2026 fiscale\" class=\"wp-image-13406\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Reclutamento USA: un buon inizio per il 2026 fiscale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-risultati-del-2025-fiscale-quasi-tutti-sopra-gli-obiettivi\">I risultati del 2025 fiscale: quasi tutti sopra gli obiettivi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il comunicato citato nell’articolo riassume i risultati del <strong>2025 fiscale</strong>, presentandoli come una “ripresa” rispetto alle fatiche degli anni precedenti. In media, le principali forze armate avrebbero raggiunto circa il <strong>103%</strong> degli obiettivi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ecco i dati riportati:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Esercito (Army)</strong>: obiettivo 61.000 – arruolati <strong>62.050</strong> (<strong>101,72%</strong>)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Marina (Navy)</strong>: obiettivo 40.600 – arruolati <strong>44.096</strong> (<strong>108,61%</strong>)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Aeronautica (Air Force)</strong>: obiettivo 30.100 – arruolati <strong>30.166</strong> (<strong>100,22%</strong>)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Space Force</strong>: obiettivo 796 – arruolati <strong>819</strong> (<strong>102,89%</strong>)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Marines (Marine Corps)</strong>: obiettivo 26.600 – arruolati <strong>26.600</strong> (<strong>100%</strong>)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il quadro, quindi, è positivo per le forze in servizio attivo. Tuttavia c’è un dettaglio importante: <strong>non tutte le riserve</strong> hanno ottenuto gli stessi risultati. In particolare, la <strong>Army Reserve</strong> (la riserva dell’Esercito) avrebbe raggiunto <strong>solo il 75%</strong> dell’obiettivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13407,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Reclutamento USA: un buon inizio per il 2026 fiscale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/us-military-recruits.jpg\" alt=\"Reclutamento USA: un buon inizio per il 2026 fiscale\" class=\"wp-image-13407\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Reclutamento USA: un buon inizio per il 2026 fiscale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-avrebbe-aiutato-l-arruolamento\">Cosa avrebbe aiutato l’arruolamento</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Pentagono attribuisce questi risultati soprattutto a due interventi pratici:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Visite e controlli medici più rapidi</strong><br>È stato avviato un programma pilota che velocizza l’accesso e la verifica delle informazioni mediche, riducendo i tempi di attesa tra la domanda iniziale e l’appuntamento nei centri di selezione (i MEPS). L’idea è che meno attese significano meno rinunce.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corsi per chi è “quasi idoneo”</strong><br>Sono stati organizzati corsi per aiutare i candidati a migliorare <strong>preparazione scolastica</strong>, risultati ai test e <strong>forma fisica</strong>, così da raggiungere gli standard minimi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-nota-critica-il-tema-dei-test\">Una nota critica: il tema dei test</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’articolo ricorda anche un punto meno “positivo”: un rapporto dell’Ispettorato del Dipartimento della Difesa avrebbe evidenziato che <strong>Esercito e Marina</strong> hanno conteggiato in modo non preciso alcuni risultati, perché hanno considerato i punteggi ottenuti <strong>dopo</strong> i corsi preparatori invece di quelli iniziali. Tradotto: il miglioramento c’è, ma bisogna essere chiari su <strong>come</strong> si misurano i dati, altrimenti il confronto rischia di essere falsato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-2026-fiscale-obiettivi-piu-alti-e-sfide-ancora-aperte\">Il 2026 fiscale: obiettivi più alti e sfide ancora aperte</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contesto del 2026 fiscale non riguarda solo “arruolare bene”, ma anche <strong>aumentare il numero totale di militari</strong>. L’articolo spiega che la <strong>NDAA 2026</strong> (la legge che stabilisce budget e linee guida della difesa) appena firmata dal presidente <strong>Donald Trump</strong> aumenta la forza complessiva di circa <strong>26.100 unità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I numeri indicati sono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Esercito</strong>: 454.000 militari (<strong>+11.700</strong>)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Marina</strong>: 334.600 (<strong>+12.300</strong>)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Aeronautica</strong>: 321.500 (<strong>+1.500</strong>)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Space Force</strong>: 10.400 (<strong>+600</strong>)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Marines</strong>: nessun aumento, resta a 172.300</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo significa che i buoni risultati del 2025 non bastano da soli: se gli organici aumentano, bisogna continuare ad arruolare e, allo stesso tempo, <strong>compensare chi lascia</strong> per fine servizio, cambio carriera o altri motivi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13408,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Reclutamento USA: un buon inizio per il 2026 fiscale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Army-Recruiting-Blog-Photo.jpg\" alt=\"Reclutamento USA: un buon inizio per il 2026 fiscale\" class=\"wp-image-13408\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Reclutamento USA: un buon inizio per il 2026 fiscale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-in-sintesi-cosa-guardare-nei-prossimi-mesi\">In sintesi: cosa guardare nei prossimi mesi</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Se il “serbatoio” del DEP continuerà a crescere senza perdere candidati lungo la strada</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Se le <strong>riserve</strong>, soprattutto la Army Reserve, riusciranno a migliorare</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Se i dati su test e corsi preparatori verranno comunicati con maggiore trasparenza</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Conclusione:</strong> il Pentagono descrive un momento favorevole per il reclutamento e i numeri del 2025 fiscale sembrano sostenerlo. Però l’aumento degli organici nel 2026 e alcuni punti critici (soprattutto sulle riserve e sulla misurazione dei risultati) indicano che la partita non è chiusa: i prossimi mesi diranno se si tratta di una ripresa stabile o solo di un rimbalzo temporaneo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/OO-scaled-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"annofiscale2026, delayedentryprogram, forzearmateusa, NDAA2026, Pentagono, reclutamento","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-25 09:24:00","stato":"publish","riassunto_video":"Il Pentagono segnala un buon avvio per l’arruolamento 2026, con il 40% dell’obiettivo DEP già raggiunto e risultati 2025 sopra il 100% per le forze attive. Miglioramenti derivano da visite mediche più rapide e corsi per candidati “quasi idonei”. Restano sfide su riserve e trasparenza dei dati, mentre l’aumento degli organici richiede continuità nel reclutamento.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.armytimes.com/news/your-military/2025/12/22/military-recruiting-off-to-strong-start-for-fiscal-2026-dod-says/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27759-reclutamento-usa-un-buon-inizio-per-il-2026-fiscale.mp4","galleria":""}
{"id":27687,"titolo":"Inno nazionale, via il “Sì” finale: cosa cambia e perché non è una novità per i Paracadutisti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è una riscrittura dell’Inno, né una revisione ideologica del simbolo nazionale.<br>La recente decisione di <strong>eliminare il “Sì” finale dall’esecuzione ufficiale dell’Inno d’Italia</strong> risponde a un principio preciso: attenersi al testo originale de <strong>Il Canto degli Italiani</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una scelta che, se nel dibattito pubblico appare come un cambiamento, <strong>in ambito militare, e in particolare nei reparti paracadutisti, rappresenta invece una continuità</strong>, che oggi assume finalmente i caratteri dell’ufficialità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In altri reparti delle Forze Armate, invece, <strong>l’uso del “Sì” è stato più disomogeneo</strong>: in alcuni contesti è rimasto, in altri no.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":27691,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"center\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/canto-it-hd-782x1024.jpg\" alt=\"Inno nazionale, via il “Sì” finale: cosa cambia e perché non è una novità per i Paracadutisti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-27691\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il testo di Mameli e la questione del “Sì”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il testo dell’Inno nazionale fu scritto nel 1847 da Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro. Nei versi originali, il ritornello si chiude con <em>“L’Italia chiamò”</em>.<br>Il “Sì” <strong>non compare nel testo poetico</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":27693,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/testo-mameli-1024x776.jpg\" alt=\"Inno nazionale, via il “Sì” finale: cosa cambia e perché non è una novità per i Paracadutisti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-27693\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il testo originale scritto da Goffredo Mameli - Fonte: Copia digitale del testo de \"Il Canto degli Italiani\" di Goffredo Mameli presente sul sito del Governo Italiano - Presidenza del Consiglio dei Ministri</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Eppure, nell’esecuzione popolare, soprattutto negli stadi e nelle occasioni ad alta partecipazione emotiva, quel “Sì!” è diventato negli anni quasi “automatico”. La sua origine non è letteraria, ma musicale: <strong>nella stesura della parte musicale il “Sì!” risulta infatti inserito come annotazione manoscritta, aggiunto a penna da Novaro</strong>, a margine della chiusura <em>“L’Italia chiamò”</em>. Da qui la stratificazione di una consuetudine esecutiva che, col tempo, ha finito per sovrapporsi, nella percezione collettiva, alla forma testuale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In altre parole, il “Sì” non è una parola di Goffredo Mameli, ma una <strong>aggiunta manoscritta sulla partitura musicale di Michele Novaro</strong>, riconducibile a una nota di esecuzione. Proprio per questo, nelle cerimonie ufficiali, la linea adottata oggi torna a essere quella della massima aderenza al testo e alla versione formalizzata dell’Inno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":27692,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/aggiunta-si-1024x570.jpg\" alt=\"Inno nazionale, via il “Sì” finale: cosa cambia e perché non è una novità per i Paracadutisti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-27692\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il \"Sí\" aggiunto a penna da Michele Novaro - Fonte: copia digitale dello spartito musicale di Michele Novaro presente sul sito del Governo Italiano Presidenza del Consiglio dei Ministri</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Inno “provvisorio” e la legge del 2017</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un aspetto spesso trascurato è che <strong>fino al 2017 l’Inno nazionale italiano non aveva una definizione giuridica definitiva</strong>.<br>Dopo la caduta della Monarchia e la nascita della Repubblica, nel 1946 <em>Il Canto degli Italiani</em> venne adottato <strong>come Inno provvisorio</strong>, sostituendo la <strong>Marcia Reale</strong>, in uso durante il periodo monarchico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quella provvisorietà, durata oltre settant’anni, rende comprensibile la stratificazione di abitudini esecutive e varianti non formalizzate. Solo con la <strong>Legge n. 181 del 4 dicembre 2017</strong>, lo Stato ha sancito ufficialmente testo e musica dell’Inno nazionale, fissandone in modo definitivo la forma.<br>E anche nel testo ufficiale, <strong>il “Sì” finale non compare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":27688,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/mameli-novaro-1024x674.jpg\" alt=\"Inno nazionale, via il “Sì” finale: cosa cambia e perché non è una novità per i Paracadutisti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-27688\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Goffredo Mameli e Michele Novaro, rispettivamente autore del testo e compositore della musica, firmarono nel 1847 Il Canto degli Italiani - Wikipedia Free Copyright Creative Commons</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La disciplina esecutiva e le Forze Armate</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le più recenti indicazioni sulle cerimonie ufficiali, recepite anche dalle Forze Armate, ribadiscono la necessità di eseguire l’Inno <strong>senza aggiunte testuali</strong>, attenendosi alla versione formalmente riconosciuta. Da qui la decisione di <strong>non pronunciare più il “Sì” finale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non si tratta di una modifica simbolica dell’Inno, ma di una <strong>razionalizzazione formale</strong>, coerente con un approccio istituzionale <strong>fedele alla fonte storica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per chi conosce la cultura militare, la notizia assume un significato diverso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Nei reparti Paracadutisti dell’Esercito italiano e in alcuni altri reparti, il “Sì” finale non è mai stato urlato.</strong> L’Inno si è sempre chiuso su <em>“L’Italia chiamò”</em>, senza enfasi aggiuntive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non per effetto di una norma scritta, ma per <strong>stile di reparto</strong>: una tradizione improntata a compostezza, disciplina e rigore formale. Una prassi che oggi, di fatto, viene estesa all’intero perimetro delle cerimonie ufficiali dello Stato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Continuità più che cambiamento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parlare di “cambio dell’Inno di Mameli” è, tecnicamente, improprio.<br><strong>L’Inno resta identico.</strong> Cambia soltanto il modo in cui viene eseguito, eliminando un elemento che non appartiene al testo originario né a quello ufficiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo senso, la linea adottata dalle istituzioni <strong>ricalca un modello già presente da anni in ambito militare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al di là delle letture politiche o simboliche, l’eliminazione del “Sì” finale va letta come <strong>un ritorno alla fonte</strong>, più che come un’innovazione. Una scelta che riduce l’enfasi e rafforza la <strong>coerenza storica, giuridica e formale</strong> del principale simbolo sonoro della Repubblica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per molti reparti non cambia nulla.<br>Per il resto del Paese, è semplicemente la presa d’atto di un dato spesso dimenticato: <strong>il “Sì” non c’è mai stato, né nel testo di Mameli né nell’Inno ufficiale della Repubblica.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Documenti Ufficiali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Partitura dell'inno - Fonte: Governo Italiano - Presidenza del Consiglio dei Ministri</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":27695,\"href\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/Inno_Nazionale_partitura.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/Inno_Nazionale_partitura.pdf\" type=\"application/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"Inno_Nazionale_partitura\"></object><a id=\"wp-block-file--media-03b80991-a8c6-4f5f-8d33-46667700eb64\" href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/Inno_Nazionale_partitura.pdf\">Inno_Nazionale_partitura</a><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/Inno_Nazionale_partitura.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-03b80991-a8c6-4f5f-8d33-46667700eb64\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Copia digitale dello spartito musicale di Michele Novaro e del testo de \"Il Canto degli Italiani\" di Goffredo Mameli - Fonte: Governo Italiano Presidenza del Consiglio dei Ministri</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":27696,\"href\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/Inno_Nazionale_autografo.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/Inno_Nazionale_autografo.pdf\" type=\"application/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"Inno_Nazionale_autografo\"></object><a id=\"wp-block-file--media-c60f51e9-b013-4130-8154-07765d8c14c5\" href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/Inno_Nazionale_autografo.pdf\">Inno_Nazionale_autografo</a><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/Inno_Nazionale_autografo.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-c60f51e9-b013-4130-8154-07765d8c14c5\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Testo ufficiale del'Inno d'Italia sul sito del Quirinale</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":27704,\"href\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/InnoTesto.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/InnoTesto.pdf\" type=\"application/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"InnoTesto\"></object><a id=\"wp-block-file--media-9bfce72b-7812-4c74-8503-038838ce31c0\" href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/InnoTesto.pdf\">InnoTesto</a><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/InnoTesto.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-9bfce72b-7812-4c74-8503-038838ce31c0\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/2012-12-folgore.jpg","categoria":"Aviotruppe, Nazionali","tags":"IlCantoDegliItaliani, InnoNazionale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-24 12:38:38","stato":"publish","riassunto_video":"La decisione di eliminare il “Sì” finale dall’Inno d’Italia nelle cerimonie ufficiali segue il testo originale di Mameli, dove questa parola non compare. Il “Sì” era solo una consuetudine popolare. La scelta rafforza la coerenza storica e formale dell’Inno. I Paracadutisti hanno da sempre chiuso l’Inno con “L’Italia chiamò”, senza aggiunte. In altri reparti la prassi è stata più disomogenea.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://tg24.sky.it/politica/2025/12/23/inno-italia-modifica-testo-decreto-mattarella","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27687-inno-nazionale-via-il-si-finale-cosa-cambia-e-perche-non-e-una-novita-per-i-paracadutisti.mp4","galleria":""}
{"id":27669,"titolo":"Forze Speciali, addestramento artico estremo. Alpini Paracadutisti 24 ore fino a –70°C","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli Operatori delle Forze Speciali del <strong>4° reggimento Alpini Paracadutisti</strong> sono impegnati in un ciclo di addestramento avanzato ad alta intensità in <strong>ambiente montano-artico</strong>, uno degli scenari più selettivi e complessi in ambito militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attività formativa mira a perfezionare le capacità tecnico-professionali dei Ranger, reparto delle <strong>Forze Speciali dell’Esercito Italiano </strong>specializzato nell’impiego in ambienti climatici estremi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-resistenza-fisica-e-tenuta-psicologica\">Resistenza fisica e tenuta psicologica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’addestramento mette alla prova non solo la preparazione fisica e tecnica, ma anche la <strong>resilienza psicologica</strong> degli operatori, chiamati a operare in condizioni climatiche proibitive tipiche dell’alta montagna e dell’Artico. In tali ambienti, adattabilità, gestione dello stress e lucidità decisionale risultano determinanti per il successo della missione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività prevedono periodi prolungati su <strong>terreni innevati e impervi</strong>, con trasporto di carichi pesanti, pianificazione e condotta di azioni tattiche, oltre a specifici cicli di acclimatazione alle basse temperature.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13392,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/18c69295-f2a8-4077-8576-7247c3ae8190-1024x770.jpg\" alt=\"Nel gelo che seleziona gli uomini: il valore strategico dei reparti d’élite dell’Esercito\" class=\"wp-image-13392\" title=\"Forze Speciali, addestramento artico estremo. Alpini Paracadutisti fino 24 ore a –70°C\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Addestramento al trasporto di un ferito in condizioni di temperatura estrema - Copyright foto Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-mobilita-su-neve-e-mezzi-dedicati\">Mobilità su neve e mezzi dedicati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’attenzione particolare è rivolta alle <strong>tecniche di mobilità su neve</strong>, indispensabili per garantire sicurezza, rapidità e autonomia operativa. I Ranger affinano l’impiego di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Motoslitte</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>ATV (quad)</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Light Tactical All Terrain Vehicle (LTATV)</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sci, ciaspole e slitte per il trasporto dei carichi</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo è assicurare la massima efficacia di movimento anche su superfici instabili, ghiacciate o soggette a repentini cambiamenti ambientali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13395,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/1dadd2a5-121f-4c37-bb11-b81ec72c5878-1024x682.jpg\" alt=\"Nel gelo che seleziona gli uomini: il valore strategico dei reparti d’élite dell’Esercito\" class=\"wp-image-13395\" title=\"Forze Speciali, addestramento artico estremo. Alpini Paracadutisti fino 24 ore a –70°C\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Addestramento con motoslitta - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-camera-climatica-addestramento-fino-a-70-c\">Camera climatica: addestramento fino a –70 °C</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parte integrante del ciclo addestrativo è l’impiego di una <strong>camera climatica</strong>, dove gli operatori vengono sottoposti per 24 ore continuative a temperature estreme comprese tra <strong>–40 °C e –70 °C</strong>, replicando le temperature più basse fatte registrare sulla terra, ed in particolare nell'emisfero Nord/Artico: <strong>Siberia -67.7ºC (Ojmjakon)</strong> e <strong>Groelandia -69ºC</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto vengono testati:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>equipaggiamenti e materiali</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>procedure operative</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>gestione del vestiario e della protezione individuale</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>capacità di mantenere efficienza operativa sotto stress fisico e mentale</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un addestramento essenziale per validare uomini, mezzi e procedure in condizioni realistiche e altamente selettive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13400,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/31a22788-5d0a-4e36-b010-e187b23a99d8.jpg\" alt=\"Forze Speciali, addestramento artico estremo. Alpini Paracadutisti fino 24 ore a –70°C\" class=\"wp-image-13400\" title=\"Forze Speciali, addestramento artico estremo. Alpini Paracadutisti fino 24 ore a –70°C\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Equipaggiamento in camera climatica - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-prontezza-operativa-senza-compromessi\">Prontezza operativa senza compromessi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie a questo percorso formativo, i Ranger del 4° reggimento Alpini Paracadutisti confermano una <strong>prontezza operativa elevatissima</strong>, risultando in grado di intervenire con efficacia in qualsiasi scenario operativo, nazionale e internazionale.<br>Un reparto che esprime standard di professionalità, determinazione e resilienza, rappresentando un asset strategico dell’Esercito Italiano al servizio del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/8638025f-86cb-4c69-b111-ea87715abf9f.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"esercitoitaliano, forzespeciali, repartidelite","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-24 09:51:54","stato":"publish","riassunto_video":"Gli operatori del 4° reggimento Alpini Paracadutisti sono impegnati in un ciclo di addestrativo avanzato in ambiente montano-artico, migliorando resistenza fisica, tenuta psicologica e capacità tecniche. L’addestramento include mobilità su neve con motoslitte e veicoli speciali, trasporto feriti e prove in camera climatica fino a –70 °C, garantendo prontezza operativa in condizioni estreme.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/i-ranger-dellesercito-in-ambiente-montano-artico/126435.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27669-forze-speciali-addestramento-artico-estremo-alpini-paracadutisti-fino-24-ore-a-70c.mp4","galleria":""}
{"id":27661,"titolo":"Dal Baltico al Mar Nero: la Competenza Artica non è un optional","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se l’Italia sceglie (come sta facendo) di schierare unità sul fianco est della NATO — dalla regione baltica fino all’area del Mar Nero — deve accettare una realtà semplice: <strong>in quel teatro il freddo non è solo un fattore ambientale, è un moltiplicatore (o un distruttore) di capacità</strong>. A temperature estreme, con vento, umidità e neve, cambiano le regole del gioco: la mobilità rallenta, l’efficienza cala, la manutenzione diventa più difficile, la resilienza psicofisica viene messa alla prova. In sintesi: non basta “saper combattere”. Bisogna saper <strong>vivere, muovere e operare</strong> nel freddo estremo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-freddo-come-avversario-silenzioso\">Il freddo come avversario silenzioso</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il gelo colpisce in modo subdolo: non fa rumore, non si vede, ma consuma energie, riduce la destrezza fine, aumenta gli errori, amplifica i tempi di reazione e rende più fragile ogni catena logistica. La perdita di calore e, soprattutto, la <strong>gestione dell’umidità</strong> (sudore che poi gela) possono degradare una squadra più rapidamente di qualunque ostacolo fisico. E quando la temperatura scende sotto soglie severe, anche un compito semplice — comunicare, orientarsi, manipolare equipaggiamento — diventa complesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo la “<strong>cold weather capability</strong>” non può essere considerata un add-on stagionale: <strong>deve diventare una competenza addestrativa stabile, con standard, verifiche, istruttori dedicati e una cultura d’unità che la interiorizzi.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-i-finlandesi-sono-istruttori-naturali\">Perché i finlandesi sono istruttori naturali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La Finlandia è uno dei paesi europei che più ha trasformato l’inverno in una dimensione operativa ordinaria</strong>. Non è folklore: è una scuola. Per le forze armate finlandesi, muoversi e operare in condizioni rigide è parte della normalità addestrativa, non un “corso speciale”. Proprio per questo i finlandesi possono essere <strong>istruttori eccellenti</strong> per unità alleate: non portano solo tecniche, ma soprattutto mentalità, disciplina e procedure consolidate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il valore aggiunto, inoltre, è pratico: insegnano a rendere sostenibile l’impiego nel freddo sul medio periodo, evitando che l’inverno diventi un “consumatore” di prontezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13375,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Dal Baltico al Mar Nero: la Competenza Artica non è un optional\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Snapshot-3-e1766526585827.jpg\" alt=\"Dal Baltico al Mar Nero: la Competenza Artica non è un optional\" class=\"wp-image-13375\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dal Baltico al Mar Nero: la Competenza Artica non è un optional</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-lezione-piu-importante-stratificare-non-appesantire\">La lezione più importante: stratificare, non appesantire</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’articolo che citi lo spiega con chiarezza: il cuore della sopravvivenza e dell’efficienza in inverno è la <strong>stratificazione (layering)</strong>. L’idea è semplice e potentissima: con più strati regolabili, puoi adattare l’abbigliamento all’attività e al meteo, evitando sia il congelamento sia il surriscaldamento (che porta sudore, e quindi freddo dopo pochi minuti).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Strato base</strong>: materiali traspiranti (come il merino) che mantengono calore anche se umidi e aiutano a gestire il sudore. In condizioni davvero severe, meglio prevedere la possibilità di un doppio strato base.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Strati intermedi e di protezione</strong>: l’aria tra gli strati è “magia termica”. Non serve solo “più peso addosso”: serve creare camere d’aria e restare asciutti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Strato esterno/camuffamento</strong>: tute e sovra-indumenti invernali che proteggono da neve e vento e migliorano la mimetizzazione, senza per forza essere “caldissimi”: spesso il loro valore è impedire alla neve di entrare e mantenere la stratificazione efficace.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La regola operativa più concreta è quella ricordata nel testo: <strong>cambiare lo strato base quando è umido</strong> e aggiungere subito lo strato caldo quando ci si ferma. Il freddo punisce soprattutto nelle transizioni: stop improvvisi, attese, osservazioni prolungate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13376,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Dal Baltico al Mar Nero: la Competenza Artica non è un optional\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Snapshot-6-e1766526682850.jpg\" alt=\"Dal Baltico al Mar Nero: la Competenza Artica non è un optional\" class=\"wp-image-13376\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dal Baltico al Mar Nero: la Competenza Artica non è un optional</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-zaino-routine-e-disciplina-il-freddo-premia-l-ordine\">Zaino, routine e disciplina: il freddo premia l’ordine</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro punto decisivo dell’articolo è la logica del “pacchetto minimo” per 24 ore: r<strong>icambi asciutti, calore, capacità di assumere un pasto caldo e protezione dal meteo</strong>. Non è glamour, ma è ciò che separa un reparto che “resiste” da uno che mantiene iniziativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui non si tratta di elenchi da manuale, ma di <strong>routine di reparto</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>impermeabilizzazione sistematica del contenuto (anche con soluzioni semplici e robuste),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>ordine di stivaggio coerente con l’uso (ciò che serve subito deve stare accessibile),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>attenzione maniacale a calze/guanti/strati base, perché mani e piedi sono spesso il primo punto di cedimento.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-elettronica-e-batterie-la-guerra-moderna-soffre-il-gelo\">Elettronica e batterie: la guerra moderna soffre il gelo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il freddo non colpisce solo il corpo: colpisce la tecnologia.</strong> L’articolo richiama un fatto pratico: in ambiente gelido, le batterie comuni crollano, mentre <strong>le batterie al litio</strong> reggono meglio. Ma anche così, la gestione energetica diventa un fattore critico: <strong>dispositivi in tasca per sfruttare il calore corporeo,</strong> scorte protette e asciutte, e una pianificazione realistica dei consumi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo stesso vale per ottiche e sensori: condensa, gelo, lenti sporche che si appannano. La soluzione non è “più tecnologia”, ma <strong>manutenzione semplice e continua</strong> e ridondanza ragionata (saper operare anche quando il digitale degrada).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13378,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Dal Baltico al Mar Nero: la Competenza Artica non è un optional\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Snapshot-8-e1766526781167.jpg\" alt=\"Dal Baltico al Mar Nero: la Competenza Artica non è un optional\" class=\"wp-image-13378\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dal Baltico al Mar Nero: la Competenza Artica non è un optional</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-firma-termica-e-la-realta-dell-inverno\">La “firma termica” e la realtà dell’inverno</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un passaggio molto moderno del testo riguarda l’uso dei termici: nel freddo, trattenere il calore corporeo è difficile, e quindi la firma può diventare più visibile. È una lezione che va tradotta in addestramento non per “fare trucchi”, ma per capire come <strong>l’ambiente invernale cambia l’osservazione, la scoperta e la sopravvivenza sul terreno.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-serve-davvero-alle-unita-italiane-sul-fianco-est\">Cosa serve davvero alle unità italiane sul fianco est</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto non è copiare l’abbigliamento di qualcun altro. Il punto è costruire una capacità completa, che include:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Standard addestrativi invernali</strong> (non occasionali), con verifiche reali in campo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Istruttori e scambi strutturati</strong> con paesi nordici (Finlandia in primis) per importare procedure, non solo “consigli”.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Logistica invernale</strong>: ricambi asciutti, impermeabilizzazione, alimentazione calda, gestione energetica, manutenzione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Cultura di reparto</strong>: disciplina del cambio strati, cura di mani/piedi, routine anti-umidità, ordine nello zaino.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Integrazione con la missione</strong>: la competenza nel freddo deve essere parte del piano operativo, non una nota a margine.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul fianco est, l’inverno non concede sconti. La differenza tra un reparto che “sta sul terreno” e uno che “domina il terreno” passa da dettagli apparentemente banali: un base layer asciutto, un guanto di ricambio, batterie adatte, un ordine di stivaggio coerente, una procedura interiorizzata. È qui che la Finlandia può insegnare molto: non perché abbia segreti, ma perché ha trasformato il freddo in normalità operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se l’Italia vuole che le proprie unità schierate dalla Lituania alla Bulgaria siano credibili in ogni stagione, deve rendere la capacità di <strong>vivere, muovere e operare nel freddo estremo</strong> una competenza strutturale. Non è un capitolo “invernale”: è prontezza, deterrenza, sopravvivenza. E, in ultima analisi, efficacia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://youtu.be/ue5daQebXhQ\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://youtu.be/ue5daQebXhQ\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/cold-tot.png","categoria":"Blog","tags":"capacitaartica, fiancoest, freddoestremo, istruttorifinlandesi, layeringinvernale, logisticainvernale, prontezzaoperativa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-24 01:04:01","stato":"publish","riassunto_video":"L’Italia, schierando truppe sul fianco est della NATO, deve sviluppare competenze operative nel freddo estremo, non solo tecniche di combattimento. Il freddo riduce efficienza e aumenta rischi, richiedendo addestramento stabile, logistica adeguata e disciplina nel layering. La Finlandia è un modello per mentalità e procedure. Solo così le unità italiane saranno efficaci e resilienti in inverno.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://ufpro.com/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27661-dal-baltico-al-mar-nero-la-competenza-artica-non-e-un-optional.mp4","galleria":""}
{"id":27654,"titolo":"Finlandia, riservisti fino a 65 anni: una scelta strategica per rafforzare la difesa nazionale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Finlandia compie un nuovo e significativo passo nel rafforzamento della propria postura difensiva. Il presidente <strong>Alexander Stubb</strong> ha firmato una legge che innalza a 65 anni il limite di età per il servizio nella riserva militare. La riforma entrerà in vigore il <strong>1° gennaio 2026</strong> e punta ad ampliare in modo sostanziale la capacità di mobilitazione del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-cambia-con-la-nuova-legge\">Cosa cambia con la nuova legge</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto comunicato dal ministero della Difesa, l’emendamento estende il periodo di permanenza nella riserva:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>di 15 anni</strong> per i soldati semplici</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>di 5 anni</strong> per ufficiali e sottufficiali</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nuova normativa stabilisce inoltre un principio uniforme: <strong>tutti i militari di leva resteranno nella riserva fino alla fine dell’anno in cui compiono 65 anni</strong>, indipendentemente dal grado ricoperto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-milione-di-riservisti-entro-il-2031\">Un milione di riservisti entro il 2031</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ministro della Difesa <strong>Antti Häkkänen</strong> ha spiegato che l’impatto della riforma sarà progressivo ma rilevante. Nei primi cinque anni di applicazione è previsto un aumento di circa <strong>125.000 riservisti</strong>, mentre l’obiettivo strategico è raggiungere <strong>una riserva complessiva di circa un milione di persone entro il 2031</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una massa critica che, nelle intenzioni del governo, rafforza in modo diretto la deterrenza e la capacità di risposta della Finlandia in caso di crisi. “Il rafforzamento della riserva aumenta la capacità di difesa della Finlandia”, ha sottolineato Häkkänen.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-nuovo-contesto-di-sicurezza\">Il nuovo contesto di sicurezza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La decisione si inserisce in un quadro geopolitico profondamente mutato. Dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, la Finlandia ha abbandonato la storica neutralità ed è entrata ufficialmente nella <strong>NATO</strong> nell’aprile 2023.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da allora Helsinki ha adottato una serie di misure di sicurezza straordinarie, motivate dalla crescente pressione lungo il confine orientale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-confine-con-la-russia-chiusura-e-barriera-fisica\">Confine con la Russia: chiusura e barriera fisica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel novembre 2023 il governo finlandese ha deciso la chiusura del confine terrestre con la Russia, per contrastare quella che le autorità hanno definito una migrazione diretta e organizzata, interpretata come una forma di operazione ibrida.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente è stata avviata la costruzione di una <strong>recinzione lunga circa 200 chilometri</strong> lungo il confine russo-finlandese, il cui completamento è previsto entro il 2026. Un’infrastruttura che si affianca alle riforme militari e alla modernizzazione delle forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-difesa-fondata-sulla-resilienza-nazionale\">Una difesa fondata sulla resilienza nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’estensione dell’età dei riservisti conferma un modello difensivo tipicamente finlandese: <strong>difesa territoriale, ampia mobilitazione della popolazione e forte integrazione tra forze armate e società civile</strong>. In un’Europa sempre più segnata dal ritorno della competizione tra Stati, Helsinki sceglie di investire sulla profondità strategica della propria riserva, trasformando l’esperienza e la continuità del servizio in un moltiplicatore di sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/53261731707-49da3a78b3-b.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, Finlandia, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-23 23:14:16","stato":"publish","riassunto_video":"La Finlandia innalza a 65 anni il limite per il servizio nella riserva militare, estendendo il periodo di permanenza per soldati e ufficiali. La riforma, in vigore dal 2026, mira a raggiungere un milione di riservisti entro il 2031, rafforzando la difesa nazionale in un contesto di crescente tensione con la Russia e l’ingresso nella NATO.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://it.euronews.com/2025/12/22/finlandia-il-limite-di-eta-dei-riservisti-sale-a-65-anni-per-rafforzare-la-difesa-nazional","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27654-finlandia-riservisti-fino-a-65-anni-una-scelta-strategica-per-rafforzare-la-difesa-nazionale.mp4","galleria":""}
{"id":27650,"titolo":"Novo Selo: l’addestramento NATO che rafforza la sicurezza collettiva sul fianco est","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>A circa <strong>cento chilometri dal Mar Nero</strong>, nella pianura bulgara, la base militare di <strong>Novo Selo</strong> rappresenta oggi <strong>uno dei principali poli addestrativi della NATO sul fianco orientale</strong> dell’Alleanza. È qui che l’attività quotidiana delle unità alleate mostra in modo concreto <strong>il valore dell’addestramento come strumento di cooperazione, stabilità e sicurezza collettiva</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>mese di ottobre 2022</strong>, l’Italia ha assunto il ruolo di <strong>Nazione guida</strong> del Battle Group multinazionale schierato in Bulgaria. Un impegno che coinvolge <strong>740 militari italiani</strong>, inseriti in un dispositivo più ampio che vede <strong>oltre 2.300 uomini e donne dell’Esercito italiano</strong> impegnati nelle missioni dell’Alleanza atlantica sul fronte orientale. Accanto al contingente italiano operano militari provenienti da <strong>Bulgaria, Turchia, Romania, Albania, Grecia, Montenegro e Macedonia del Nord</strong>, in un contesto che valorizza <strong>la cooperazione tra Paesi diversi</strong> e la <strong>condivisione di procedure comuni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attività della NATO Forward Land Forces si fonda su concetti chiave come <strong>vigilanza, prontezza operativa e interoperabilità</strong>. Novo Selo non è soltanto una base militare, ma <strong>un centro di eccellenza addestrativa</strong>, dove ogni esercitazione contribuisce a rafforzare <strong>la capacità delle forze alleate di operare insieme in modo efficace</strong>.<br>“La missione di esercitazione ha quattro anime: <strong>prontezza operativa</strong>, <strong>integrazione delle capacità</strong>, <strong>coesione tra i contingenti</strong> e <strong>interoperabilità sul terreno</strong>”, spiega il <strong>Colonnello Mattia Scirocco</strong>, Comandante del Multinational Battlegroup.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-addestramento-sul-campo-e-l-interoperabilita-operativa\">L’addestramento sul campo e l’interoperabilità operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività addestrative si articolano in più fasi, progettate per <strong>riprodurre scenari realistici e complessi</strong>. Sotto la guida del <strong>Tenente Colonnello Angelo Ruggiero</strong>, Comandante della Task Group, l’addestramento si svolge <strong>interamente sul terreno</strong>, con mezzi reali e procedure operative consolidate. Questo approccio consente di testare <strong>capacità, coordinamento e rapidità decisionale</strong>, elementi fondamentali per la <strong>prontezza delle forze</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una delle fasi principali è dedicata alla <strong>manovra difensiva</strong>. In questa cornice entrano in azione i principali sistemi dell’Esercito Italiano: il <strong>carro armato C1 “Ariete”</strong>, le <strong>blindo armate Centauro 2</strong>, i veicoli da combattimento <strong>VCC “Dardo”</strong> e i blindati medi <strong>“Freccia” 8x8</strong>. L’impiego coordinato di questi mezzi consente di affinare <strong>procedure e tempi di reazione</strong>, anche grazie all’utilizzo dei <strong>droni</strong>, ormai parte integrante dell’<strong>addestramento moderno</strong> e delle attività di sorveglianza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13338,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Novo Selo: l’addestramento NATO che rafforza la sicurezza collettiva sul fianco est\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/53670914-1-630x420-1-1024x683-1.jpg\" alt=\"Novo Selo: l’addestramento NATO che rafforza la sicurezza collettiva sul fianco est\" class=\"wp-image-13338\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Carro armato C1 “Ariete” - Veicolo blindato medio “Freccia” 8×8, Foto Roberto Monaldo / LaPresse.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’ulteriore fase addestrativa si concentra sull’<strong>integrazione tra le forze alleate</strong>. In aree più ampie del poligono vengono messe alla prova <strong>comunicazioni, logistica e coordinamento delle manovre</strong>, con l’obiettivo di rafforzare l’<strong>interoperabilità</strong>, uno dei <strong>pilastri fondamentali dell’efficacia operativa della NATO</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-fanteria-la-preparazione-continua-e-la-sicurezza-collettiva\">La fanteria, la preparazione continua e la sicurezza collettiva</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La fase conclusiva dell’addestramento si svolge in un <strong>centro abitato simulato</strong>, scenario sempre più rilevante nelle operazioni contemporanee. Qui la <strong>fanteria</strong> assume un ruolo centrale. Insieme a un <strong>plotone montenegrino</strong>, i militari italiani conducono attività di <strong>bonifica di edifici</strong>, curando in modo particolare <strong>coordinamento, sicurezza e collaborazione multinazionale</strong>. Vengono simulate anche <strong>operazioni di soccorso</strong>, a conferma dell’attenzione riservata alla <strong>protezione delle persone</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13337,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Novo Selo: l’addestramento NATO che rafforza la sicurezza collettiva sul fianco est\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/53670995-630x420-1.jpg\" alt=\"Novo Selo: l’addestramento NATO che rafforza la sicurezza collettiva sul fianco est\" class=\"wp-image-13337\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Attività addestrative del contingente italiano nella base Nato di Novo Selo in Bulgaria, Foto Roberto Monaldo / LaPresse.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività proseguono anche con il calare della sera. L’<strong>addestramento notturno</strong> consente di consolidare procedure e capacità operative in condizioni diverse, rafforzando <strong>affidabilità e prontezza</strong>. In questo contesto, l’addestramento non è solo esercizio tecnico, ma <strong>un linguaggio comune</strong> che permette alle forze alleate di operare in modo coeso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A Novo Selo, giorno dopo giorno, prende forma <strong>il contributo concreto della NATO alla sicurezza collettiva</strong>. Attraverso <strong>addestramento continuo</strong>, <strong>cooperazione multinazionale</strong> e <strong>standard condivisi</strong>, l’Alleanza rafforza la propria capacità di <strong>prevenire le crisi e garantire stabilità</strong>. È in questo lavoro costante che risiede <strong>l’importanza strategica dell’addestramento e del ruolo della NATO</strong> nel contesto europeo e internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/53670967-630x420-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"addestramento, Italia, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-23 23:14:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.agi.it/estero/news/2025-12-22/come-ci-si-addestra-fianco-est-nato-novo-selo-34763598/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27650-novo-selo-laddestramento-nato-che-rafforza-la-sicurezza-collettiva-sul-fianco-est.mp4","galleria":""}
{"id":27646,"titolo":"Turchia, tragico incidente aereo: muore il capo di Stato Maggiore dell’Esercito libico","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un grave incidente aereo avvenuto in Turchia ha causato la morte del capo di Stato Maggiore dell’Esercito libico, il tenente generale <strong>Mohammed Al-Haddad</strong>, insieme ad altri alti ufficiali delle forze armate. A confermare la notizia è stato il presidente del Governo di Unità Nazionale libico, <strong>Abdul Hamid Dbeibah</strong>, che ha definito l’accaduto una tragedia di enorme portata per la Libia e per la sua istituzione militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto reso noto ufficialmente, il velivolo su cui viaggiavano i militari è precipitato nei pressi di <strong>Ankara</strong>, poco dopo il decollo dall’aeroporto di <strong>Esenboga</strong>, mentre era in fase di rientro verso la Libia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-vittime-dello-schianto\">Le vittime dello schianto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell’incidente hanno perso la vita anche il capo di Stato Maggiore delle Forze di Terra, il tenente generale Al-Fitouri Ghribil, il direttore dell’Agenzia per la Produzione Militare, il brigadiere Mahmoud Al-Qatwi, il consigliere del capo di Stato Maggiore Mohammed Al-Aswi e il fotografo dell’ufficio stampa dello Stato Maggiore, Mohammed Mahjoub.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un messaggio diffuso sui social, Dbeibah ha espresso profondo cordoglio alle famiglie delle vittime, sottolineando come i militari deceduti abbiano rappresentato “un esempio di disciplina, professionalità e responsabilità nazionale”, contribuendo in modo significativo alla stabilità delle forze armate libiche in una fase complessa della storia del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ritrovato-il-relitto-in-corso-le-operazioni\">Ritrovato il relitto, in corso le operazioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il relitto dell’aereo è stato localizzato a sud del villaggio di Kavak, nella provincia di Ankara, nella zona in cui si erano perse le comunicazioni con il velivolo pochi minuti dopo il decollo. Le squadre di ricerca e soccorso turche hanno raggiunto rapidamente il luogo dell’impatto, avviando le operazioni sul terreno in coordinamento con una cellula di crisi libica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nelle ore successive allo schianto, sui social network sono state diffuse immagini che mostrano i rottami del velivolo dispersi nell’area rurale interessata dall’incidente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-aperta-un-indagine-in-turchia\">Aperta un’indagine in Turchia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ministro della Giustizia turco, <strong>Yilmaz Tunc</strong>, ha annunciato l’apertura di un’indagine giudiziaria per accertare le cause dell’incidente e verificare eventuali responsabilità legate allo schianto del jet privato su cui viaggiavano i militari libici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-colpo-duro-per-l-equilibrio-politico-e-militare-libico\">Un colpo duro per l’equilibrio politico e militare libico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La morte del capo di Stato Maggiore arriva in un momento particolarmente delicato per il Governo di Unità Nazionale. Mohammed Al-Haddad era considerato una figura molto popolare e ascoltata nel Paese, nonché un punto di riferimento all’interno delle forze armate. In più occasioni si era espresso a favore dell’uscita di tutte le forze straniere presenti in Libia, indipendentemente dalla loro provenienza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo diverse fonti, il suo nome era inoltre ritenuto tra i più autorevoli in vista di un possibile accordo politico con Bengasi e in relazione alle future esercitazioni militari congiunte, come le manovre <strong>Africa Lion</strong> previste con le truppe statunitensi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’incidente si inserisce infine in una fase di transizione politica, a pochi giorni dall’annuncio atteso del rimpasto di governo a Tripoli, già preannunciato la scorsa settimana. Una perdita che rischia di avere ripercussioni significative sugli equilibri istituzionali e militari della Libia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/7f55a3f5183211a8511aafb7c6992eb9-U04640672255kEJ-1440x752@IlSole24Ore-Web.webp","categoria":"Internazionali","tags":"IncidenteAereo, LIBIA, sicurezzainternazionale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-23 22:54:02","stato":"publish","riassunto_video":"Un incidente aereo in Turchia ha causato la morte del capo di Stato Maggiore libico Mohammed Al-Haddad e altri alti ufficiali. Il velivolo è precipitato vicino ad Ankara poco dopo il decollo. Il presidente libico Dbeibah ha espresso profondo cordoglio, sottolineando l’importanza delle vittime per la stabilità militare in un momento politico delicato. È stata aperta un’indagine turca sulle cause.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.rainews.it/articoli/2025/12/libia-dbeibah-conferma-la-morte-del-generale-al-haddad-8da1d741-0f97-4564-b868-bd87c1fbba2d.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27646-turchia-tragico-incidente-aereo-muore-il-capo-di-stato-maggiore-dellesercito-libico.mp4","galleria":""}
{"id":27639,"titolo":"Marine Corps rivoluziona Test Fisico: Sex-Neutral e 210 punti per combat arms","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p> <strong>MARINE CORPS BASE QUANTICO, Virginia —</strong> Il Corpo dei Marine degli Stati Uniti aggiorna i propri criteri di idoneità fisica e valutazione della composizione corporea in applicazione del memorandum sugli “Military Fitness Standards” emanato dal <strong>Secretary of War (SECWAR) il 30 settembre 2025</strong>. Le novità, pubblicate nel <strong>MARADMIN 613/25</strong>, entreranno in vigore il <strong>1° gennaio 2026</strong> e riguardano soprattutto la valutazione PFT per alcune specialità e l’evoluzione del sistema peso/composizione corporea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel Marine Corps, la prontezza fisica si articola in <strong>due test principali — Physical Fitness Test (PFT) e Combat Fitness Test (CFT)</strong> — e in una <strong>valutazione della composizione corporea</strong>, strumenti complementari che misurano sia la forma generale sia la capacità di sostenere compiti più “combat-oriented”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13357,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/251202-M-KI947-1466-scaled.jpg\" alt=\"Marine Corps rivoluziona Test Fisico: Sex-Neutral e 210 punti per combat arms\" class=\"wp-image-13357\" title=\"Marine Corps rivoluziona Test Fisico: Sex-Neutral e 210 punti per combat arms\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marine Corps rivoluziona Test Fisico: Sex-Neutral e 210 punti per combat arms</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-pft-il-test-di-base-gennaio-giugno\">PFT: il test “di base” (gennaio–giugno)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Physical Fitness Test si svolge <strong>annualmente tra 1° gennaio e 30 giugno</strong> e valuta forza e resistenza aerobica. Le prove principali includono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Pull-ups o push-ups</strong>: il Marine può scegliere; i push-ups hanno un tetto massimo di <strong>70 punti</strong>, mentre le trazioni consentono l’accesso al punteggio pieno previsto dalle scale di scoring.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Plank</strong>: evento core obbligatorio; per il punteggio massimo è richiesto <strong>3:45</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corsa 3 miglia (circa 4,8 km)</strong>: prova a tempo di resistenza aerobica.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>1° gennaio 2026</strong>, i Marine con <strong>PMOS “combat arms”</strong> saranno valutati nel PFT con criteri <strong>sex-neutral</strong>: lo scoring avverrà usando lo <strong>standard maschile, normalizzato per età</strong>, e sarà richiesto un <strong>minimo di 210 punti (70% del totale)</strong>. Chi non raggiunge <strong>210</strong> entro il termine del periodo di riferimento verrà inserito in <strong>remedial physical training</strong> e potrà essere soggetto a misure amministrative (come restrizioni alla promozione o possibile riclassificazione PMOS).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Questi cambiamenti garantiscono che tutti i Marine combat arms soddisfino gli stessi elevati standard sex-neutral”, ha dichiarato il <strong>Col. James Derrick</strong>, Training Standards Division (TECOM).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per i Marine non combat arms, restano in vigore gli attuali standard differenziati per sesso ed età.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13358,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/160311-M-PQ336-996-scaled.jpg\" alt=\"Marine Corps rivoluziona Test Fisico: Sex-Neutral e 210 punti per combat arms\" class=\"wp-image-13358\" title=\"Marine Corps rivoluziona Test Fisico: Sex-Neutral e 210 punti per combat arms\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marine Corps rivoluziona Test Fisico: Sex-Neutral e 210 punti per combat arms</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cft-il-test-operativo-luglio-dicembre\">CFT: il test “operativo” (luglio–dicembre)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto al PFT, il Combat Fitness Test si svolge nella <strong>seconda metà dell’anno (1° luglio–31 dicembre)</strong> e mira a misurare la performance in compiti più vicini a uno scenario operativo. Le tre prove cardine sono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Movement to Contact</strong>: corsa a tempo su <strong>880 yarde (circa 800 metri)</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ammunition Lift</strong>: sollevamenti ripetuti, in <strong>2 minuti</strong>, di una cassetta munizioni da <strong>30 libbre</strong> fino sopra la testa.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Maneuver Under Fire</strong>: shuttle run da <strong>300 yarde</strong> con compiti combat-related (crawls, buddy drag/carry, lancio granata, trasporto cassette, agilità).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13360,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/250705-M-MH864-1210.jpg\" alt=\"Marine Corps rivoluziona Test Fisico: Sex-Neutral e 210 punti per combat arms\" class=\"wp-image-13360\" title=\"Marine Corps rivoluziona Test Fisico: Sex-Neutral e 210 punti per combat arms\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marine Corps rivoluziona Test Fisico: Sex-Neutral e 210 punti per combat arms</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-composizione-corporea-verso-il-waist-to-height-ratio\">Composizione corporea: verso il “waist-to-height ratio”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre a PFT e CFT, il Marine Corps sta rivedendo la Body Composition Evaluation: l’obiettivo è sostituire gli attuali standard altezza/peso e il tape test con una metodologia basata sul <strong>rapporto vita/altezza (waist-to-height ratio)</strong>. Gli standard numerici specifici saranno pubblicati dopo ulteriori indicazioni SECWAR; nel frattempo restano in vigore le procedure attuali, con possibilità di impiegare la <strong>bioelectrical impedance analysis (BIA)</strong> come valutazione aggiuntiva quando necessario. Per punteggi fitness molto elevati (tipicamente <strong>285 o superiore</strong>) possono essere previste esenzioni o tolleranze nella valutazione della composizione corporea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":13363,\"href\":\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/12/ADVANCE-NOTIFICATION-OF-CHANGES-TO-THE-MARINE-CORPS-PHYSICAL-FITNESS-TEST-AND-BODY-COMPOSITION-EVALUATION-PROCESS.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object></object><a id=\"wp-block-file--media-429dbd35-7695-4fa1-8382-170a14cde644\" href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/12/ADVANCE-NOTIFICATION-OF-CHANGES-TO-THE-MARINE-CORPS-PHYSICAL-FITNESS-TEST-AND-BODY-COMPOSITION-EVALUATION-PROCESS.pdf\">ADVANCE NOTIFICATION OF CHANGES TO THE MARINE CORPS PHYSICAL FITNESS TEST AND BODY COMPOSITION EVALUATION PROCESS</a><a href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/12/ADVANCE-NOTIFICATION-OF-CHANGES-TO-THE-MARINE-CORPS-PHYSICAL-FITNESS-TEST-AND-BODY-COMPOSITION-EVALUATION-PROCESS.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-429dbd35-7695-4fa1-8382-170a14cde644\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><br></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/250906-M-JK941-2419-scaled-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"CFT, CombatArms, MARADMIN61325, MarineCorps, PFT, SexNeutral","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-23 20:24:01","stato":"publish","riassunto_video":"Dal 1° gennaio 2026, il Corpo dei Marine USA aggiorna il Physical Fitness Test: per i Marine “combat arms” sarà sex-neutral con un minimo di 210 punti su 300, mentre per gli altri restano standard differenziati. Il Combat Fitness Test resta operativo. La valutazione della composizione corporea passerà al rapporto vita/altezza, sostituendo peso/altezza e tape test.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.marines.mil/DesktopModules/ArticleCS/Print.aspx?PortalId=1&ModuleId=542&Article=4363582","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27639-marine-corps-rivoluziona-test-fisico-sex-neutral-e-210-punti-per-combat-arms.mp4","galleria":""}
{"id":27631,"titolo":"Il Kommando Spezialkräfte - KSK prende il DEFENTURE - Mammoth","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le missioni tipiche delle Kommando Spezialkräfte (KSK) includono operazioni in profondità contro bersagli militari di alto valore, come la distruzione di nodi e sistemi di comando e controllo. Per loro natura, queste attività richiedono addestramento, organizzazione ed equipaggiamenti non replicabili da reparti convenzionali:<strong> i team devono poter essere impiegati in contesti e climi molto diversi, dalle montagne alla giungla, dall’Artico al deserto.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro si colloca il Kommando Spezialkräfte (KSK), il comando forze speciali dell’Esercito tedesco, impiegabile su mandato della leadership politica e militare anche fuori area. <strong>La mobilità è quindi un fattore decisivo</strong>: se la missione può iniziare ovunque e in qualunque clima, i mezzi devono poter seguire la squadra con la stessa flessibilità, garantendo autonomia, capacità di carico e adattabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13349,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/bild-truppengattung-spezialkraefte-heer-25.png\" alt=\"Le Kommando Spezialkräfte - KSK prendono il DEFENTURE - Mammoth\" class=\"wp-image-13349\" title=\"Le Kommando Spezialkräfte - KSK prendono il DEFENTURE - Mammoth\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Kommando Spezialkräfte - KSK prende il DEFENTURE - Mammoth</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-ordine-a-defenture-49-agf-2-ufk-per-il-ksk-con-opzione-per-altre-unita\">L’ordine a DEFENTURE: 49 AGF-2/UFK per il KSK, con opzione per altre unità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo le informazioni pubblicate da DEFENTURE e riprese dalla stampa di settore, il parlamento tedesco ha approvato un ordine per la fornitura di <strong>49</strong> piattaforme mobili da campo di battaglia nelle configurazioni <strong>AGF-2</strong> e <strong>UFK</strong>, destinate al KSK, con avvio dell’impiego operativo previsto a partire dal <strong>2027</strong>. Nell’ambito del contratto quadro sarebbe prevista anche un’<strong>opzione</strong> per ulteriori <strong>31</strong> piattaforme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La decisione viene descritta come un traguardo dopo un programma di sviluppo e test condotto in stretta cooperazione con il KSK e con l’agenzia federale tedesca responsabile di acquisti e aspetti tecnici</strong>. Un passaggio rilevante riguarda la sperimentazione: dopo la consegna di <strong>quattro</strong> piattaforme di prova nel <strong>2024</strong>, sarebbero stati effettuati collaudi estesi in ambienti e climi differenti (alta quota, deserto, Artico e giungla), per validare l’affidabilità su terreni complessi e in condizioni meteo estreme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13345,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Defenture-Mammoth-1_bewerkt.webp\" alt=\"Le Kommando Spezialkräfte - KSK prendono il DEFENTURE - Mammoth\" class=\"wp-image-13345\" title=\"Le Kommando Spezialkräfte - KSK prendono il DEFENTURE - Mammoth\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Kommando Spezialkräfte - KSK prende il DEFENTURE - Mammoth</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-pronte-per-la-guerra-moderna-c4isr-integrato-e-integrazione-di-sistemi\">Pronte per la guerra moderna: C4ISR integrato e integrazione di sistemi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>DEFENTURE collega esplicitamente le varianti AGF-2/UFK alle esigenze della guerra contemporanea. Tra gli elementi chiave vengono citate capacità <strong>C4ISR integrate</strong> (comando, controllo, comunicazioni, intelligence, sorveglianza e ricognizione), insieme a soluzioni ottimizzate per lo stivaggio e l’integrazione di equipaggiamenti essenziali per la missione, inclusi armamenti e dotazioni dell’operatore. Sul fronte dell’integrazione di armamenti e sistemi IT, l’azienda indica collaborazioni con partner del settore per l’integrazione di armi primarie e secondarie e per l’architettura informatica complessiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-mammoth-come-base-modulare-prestazioni-e-numeri-chiave\">Il “Mammoth” come base modulare: prestazioni e numeri chiave</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Mammoth</strong> viene presentato come una piattaforma tattica multiruolo ad alta modularità, progettata per impieghi gravosi e ambienti estremi, con elevata capacità di carico e predisposizione all’integrazione di sottosistemi (inclusa, in alcune configurazioni, una protezione balistica modulare). Tra le specifiche dichiarate figurano:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Peso complessivo (GVW)</strong>: 8.800 kg; <strong>payload</strong> fino a 3.500 kg</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Quattro ruote sterzanti</strong>, trazione 4x4 con ridotte, sospensioni indipendenti</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Guado non preparato</strong> fino a 1.000 mm e <strong>luce a terra</strong> 366 mm</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Autonomia</strong> indicata fino a 800 km; <strong>velocità massima</strong> limitata a 110 km/h</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Trasportabilità aerea</strong> citata su vari vettori (ad esempio aerei da trasporto e piattaforme elicotteristiche)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Range ambientale operativo dichiarato fino a <strong>–40°C / +49°C</strong> (a seconda dei profili)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13346,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/m9DYB4zIdUB7cdQMIOtZYJbLtdiMdeXDHR1GrEOf.webp\" alt=\"Le Kommando Spezialkräfte - KSK prendono il DEFENTURE - Mammoth\" class=\"wp-image-13346\" title=\"Le Kommando Spezialkräfte - KSK prendono il DEFENTURE - Mammoth\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Kommando Spezialkräfte - KSK prende il DEFENTURE - Mammoth</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-tassello-dentro-l-accelerazione-degli-acquisti-per-la-difesa-tedesca\">Un tassello dentro l’accelerazione degli acquisti per la difesa tedesca</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’approvazione dell’acquisto per il KSK si inserisce in una fase di forte spinta agli investimenti e alle autorizzazioni di spesa in Germania, con pacchetti di approvvigionamento pluriennali che includono equipaggiamenti individuali, mezzi, sistemi senza pilota e capacità spaziali. In questo contesto, la componente forze speciali tende a privilegiare soluzioni che uniscano mobilità, rete informativa e capacità di sopravvivenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se l’obiettivo delle forze speciali è essere impiegabili rapidamente e in scenari molto diversi, l’adozione delle nuove piattaforme AGF-2/UFK punta a:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rafforzare la mobilità tattica</strong> su terreni difficili, con carichi elevati e predisposizione a configurazioni missione-specifiche.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Portare a bordo la dimensione informativa</strong> grazie a funzioni C4ISR integrate, centrali per operare in modo connesso e coordinato.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ridurre i rischi di introduzione</strong> grazie a un ciclo di prove lungo, effettuato in climi e ambienti differenti prima dell’entrata in servizio dal 2027.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, l’ordine per 49 piattaforme AGF-2/UFK segnala una direzione chiara: per reparti chiamati a compiti ad alta criticità, la mobilità non è solo “trasporto”, ma un sistema integrato che combina protezione, logistica e rete informativa, coerente con l’idea di una forza impiegabile “ovunque e in qualsiasi momento”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13347,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/bild-truppengattung-spezialkraefte-heer-05.jpg\" alt=\"Le Kommando Spezialkräfte - KSK prendono il DEFENTURE - Mammoth\" class=\"wp-image-13347\" title=\"Le Kommando Spezialkräfte - KSK prendono il DEFENTURE - Mammoth\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Kommando Spezialkräfte - KSK prende il DEFENTURE - Mammoth</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/XzibVw4B5V6gb6VpkH0udJ8g7sQJHEkhYZaSOjF3.95c9.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Bundeswehr, C4ISR, DEFENTURE, forze speciali, KSK, Mammoth","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-23 19:34:01","stato":"publish","riassunto_video":"Il KSK, forze speciali tedesche, riceverà 49 veicoli DEFENTURE Mammoth AGF-2/UFK dal 2027, con opzione per altri 31. Questi mezzi modulari, testati in ambienti estremi, offrono alta mobilità, capacità di carico fino a 3.500 kg e sistemi C4ISR integrati, garantendo operatività in ogni clima e terreno, potenziando così le capacità tattiche e informative delle unità speciali.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://defenture.com/mammoth/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27631-il-kommando-spezialkrafte-ksk-prende-il-defenture-mammoth.mp4","galleria":""}
{"id":27624,"titolo":"Sgomberi, la mappa del Viminale: 126 immobili nel mirino.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo gli interventi su Leoncavallo a Milano e Askatasuna a Torino, al Ministero dell’Interno si prepara una <strong>nuova fase di interventi sulle occupazioni</strong>. Al centro ci sarebbe una mappatura di 126 realtà ancora da liberare su tutto il territorio nazionale. <a href=\"https://www.interno.gov.it/it/stampa-e-comunicazione/interventi-e-interviste/piantedosi-avanti-sgomberi-e-sullimam-liberato-andremo-fino-fondo\">La linea politica rivendicata dal ministro Matteo Piantedosi</a> si muove su due binari: progressività per le occupazioni di lunga data e intervento rapido per quelle più recenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo le ricostruzioni giornalistiche, Piantedosi avrebbe chiarito che per gli immobili occupati da anni le procedure proseguono “secondo un ordine progressivo stabilito dalle prefetture”, mentre per le nuove occupazioni abusive l’indicazione operativa sarebbe lo sgombero in tempi strettissimi: entro 24 ore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano amministrativo, questa impostazione si innesta su indirizzi già richiamati in passato: una direttiva del 10 agosto 2023 indicava, tra le misure, la ricognizione degli immobili abbandonati a rischio occupazione e il coordinamento tra forze di polizia e livelli locali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13323,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"600px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Sgomberi, la mappa del Viminale: 126 immobili nel mirino, anche CasaPound\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/1766245014-ilgiornale-20251220163124370-2.webp\" alt=\"Sgomberi, la mappa del Viminale: 126 immobili nel mirino, anche CasaPound\" class=\"wp-image-13323\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:600px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sgomberi, la mappa del Viminale: 126 immobili nel mirino, anche CasaPound</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-numeri-del-dossier-perche-126-ma-qualcuno-parla-di-127-o-128\">I numeri del dossier: perché 126 (ma qualcuno parla di 127 o 128)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dato “126” è quello più ricorrente, ma non è l’unico che circola: alcune ricostruzioni parlano di un piano per 127 sgomberi, mentre un precedente articolo citava 128 spazi. Le discrepanze possono dipendere da aggiornamenti del dossier, da criteri diversi di conteggio (solo “centri sociali” vs immobili/luoghi ritenuti di rilievo), o da casi entrati e usciti dall’elenco nel tempo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella ricostruzione più citata, la distribuzione regionale dei 126 immobili sarebbe la seguente:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Lazio: 49</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Lombardia: 24 (di cui 23 a Milano)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Campania: 15</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Toscana: 9</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sicilia: 8</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Piemonte: 6</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Presenze anche in: Veneto, Puglia, Emilia-Romagna, Liguria, Marche, Calabria, Abruzzo, Sardegna</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13324,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Sgomberi, la mappa del Viminale: 126 immobili nel mirino, anche CasaPound\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/aska-2-e1766238835675-1114x501-1-2.jpeg\" alt=\"Sgomberi, la mappa del Viminale: 126 immobili nel mirino, anche CasaPound\" class=\"wp-image-13324\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sgomberi, la mappa del Viminale: 126 immobili nel mirino, anche CasaPound</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-luoghi-citati-e-il-doppio-livello-del-caso-ordine-pubblico-e-fragilita-sociali\">I luoghi citati e il doppio livello del caso: ordine pubblico e fragilità sociali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una lista integrale e verificabile “dei 126” non risulta pubblicata per intero; nelle cronache compaiono però alcuni nomi esplicitamente citati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Roma (snodo più delicato)</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Spin Time (Esquilino; occupazione dal 2013, spesso al centro della cronaca)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>CSOA Forte Prenestino</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>CasaPound (immobile di via/viale Napoleone III): indicata come rientrante nel perimetro del piano in più ricostruzioni</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Milano<br>Dopo Leoncavallo, tra i luoghi citati come “attenzionati” in ricostruzioni giornalistiche:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Il Cantiere (via Monte Rosa)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Cascina Torchiera (zona Musocco)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Lambretta (zona piazza Gae Aulenti)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Torino e area metropolitana</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>El Paso (via Passo Buole, Lingotto)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Altri nomi citati: Gabrio, Barocchio (Grugliasco)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Segnalata anche una realtà di destra: Osa Lingotto (via Bizzozzero)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Bologna (da occupazione a gestione tramite bando)</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Làbas: storicamente legato all’ex caserma Masini (sgomberata nel 2017), oggi in altra sede; in aprile 2025 l’associazione collegata risulta aver vinto un bando comunale per spazi in vicolo Bolognetti, con polemiche locali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Catania (caso controverso)</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Spazio Libero Cervantes: citato tra le realtà “di destra” che compaiono nelle ricostruzioni, ma secondo altre ricostruzioni l’ex centro sarebbe chiuso/evacuato dal 2018 per inagibilità, rendendo il suo inserimento in elenchi di “sgomberi” contestato o comunque discusso.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13325,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Sgomberi, la mappa del Viminale: 126 immobili nel mirino, anche CasaPound\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/centri-sociali-2-1024x682.jpg\" alt=\"Sgomberi, la mappa del Viminale: 126 immobili nel mirino, anche CasaPound\" class=\"wp-image-13325\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sgomberi, la mappa del Viminale: 126 immobili nel mirino, anche CasaPound</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto politico e quello sociale<br>Il dossier incrocia due piani: da un lato ordine pubblico e legalità, con una linea di “tolleranza zero”; dall’altro la gestione delle fragilità, perché in alcuni stabili vivono anche famiglie e minori e, prima degli sgomberi più complessi, viene spesso ipotizzato un censimento per valutare vulnerabilità e possibili soluzioni alternative. Nel dibattito pesa anche il quadro normativo, con una stretta in materia di sicurezza pubblica richiamata nel 2025 come possibile acceleratore in alcune fattispecie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/Centro-Sociale-Leoncavallo-Milano-2025-2.jpg","categoria":"Blog","tags":"centrisociali, occupazioniabusive, ordinepubblico, Piantedosi, sgomberi, Viminale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-23 10:02:03","stato":"draft","riassunto_video":"Il Ministero dell’Interno prepara una nuova fase di sgomberi su 126 occupazioni abusive in tutta Italia, con una linea di intervento progressiva per le occupazioni storiche e rapida per le più recenti. Tra i luoghi coinvolti, anche CasaPound a Roma. Il piano bilancia ordine pubblico e tutela delle fragilità sociali, prevedendo censimenti per valutare situazioni di vulnerabilità","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilgiornale.it/news/politica/ecco-mappa-viminale-dei-126-centri-sgomberare-nella-lista-2586259.html","difesanews":"0","video_art":"","galleria":""}
{"id":27603,"titolo":"Il Presidente Meloni al COVI: la Credibilità è la nostra Forza","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Roma, 22 dicembre 2025</strong> – Visita al <strong>Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI)</strong> per la Presidente del Consiglio <strong>Giorgia Meloni</strong>, che questa mattina ha raggiunto la struttura di comando interforze a Roma e ha partecipato a un collegamento in videoconferenza per rivolgere gli auguri di Natale ai <strong>contingenti militari italiani impegnati nei teatri di operazioni internazionali</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Davanti al mosaico di collegamenti con le missioni, Meloni ha dato al suo intervento un taglio insieme istituzionale e personale, parlando dell’impatto che questi incontri hanno su chi governa: «Per me venire al Comando operativo di vertice interforze è sempre un’emozione… è anche un’occasione che regala una particolare consapevolezza», ha detto, descrivendo «questo puzzle di immagini collegate» come la rappresentazione dello sforzo complessivo che l’Italia mette in campo “grazie a ciascuno” dei militari per garantire sicurezza e difesa anche su scala globale. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13317,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Presidente Meloni al COVI: la Credibilità è la nostra Forza\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/DSC03634-scaled.jpeg\" alt=\"Il Presidente Meloni al COVI: la Credibilità è la nostra Forza\" class=\"wp-image-13317\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Presidente Meloni al COVI: la Credibilità è la nostra Forza</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-forza-degli-eserciti-come-base-della-pace\">La Forza degli Eserciti come base della pace</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il passaggio politicamente più marcato è arrivato quando la premier ha collegato in modo diretto l’idea di pace alla <strong>credibilità militare</strong>. «È la forza degli eserciti e la loro credibilità lo strumento più efficace per combattere le guerre. Il dialogo, la diplomazia, le buone intenzioni certo servono ma devono poggiare su basi solide», ha affermato durante la visita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella stessa linea, Meloni ha insistito sul fatto che non esista una contrapposizione “culturale” tra difesa e pace: secondo quanto riportato, ha ricordato che «solo una forza militare credibile allontana la guerra» e ha richiamato il principio del <em>“<a href=\"https://it.wikipedia.org/wiki/Si_vis_pacem,_para_bellum\">Si vis pacem, para bellum</a>”</em> inteso come pragmatismo e deterrenza, non come bellicismo. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-segnale-ai-militari-e-all-opinione-pubblica\">Un segnale ai militari e all’opinione pubblica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il formato scelto – auguri natalizi a chi passerà le feste lontano da casa – ha dato al messaggio una dimensione nazionale: <strong>il ringraziamento ai militari è diventato anche un modo per parlare agli italiani di cosa significhi, concretamente, “sicurezza”</strong>. Nei resoconti dell’incontro, Meloni ha sottolineato il sacrificio e la professionalità di chi opera all’estero e ha legato l’obiettivo della pace alla solidità di quelle “basi” che, a suo dire, i militari costruiscono con competenza e coraggio. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la visita, inoltre, la premier ha consegnato al <a href=\"https://www.difesa.it/smd/covi/il-comandante/25239.html\">Comandante del COVI Gen. Iannucci</a>. una <strong>bandiera Tricolore</strong>, gesto simbolico che richiama unità nazionale e riconoscimento istituzionale del ruolo delle Forze Armate. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13318,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Presidente Meloni al COVI: la Credibilità è la nostra Forza\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/DSC07706-0-scaled.jpeg\" alt=\"Il Presidente Meloni al COVI: la Credibilità è la nostra Forza\" class=\"wp-image-13318\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Presidente Meloni al COVI: la Credibilità è la nostra Forza</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-il-covi-e-centrale-anche-per-la-politica-estera\">Perché il COVI è centrale (anche per la politica estera)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta del luogo non è casuale: il <strong>Comando Operativo di Vertice Interforze</strong> è il nodo da cui passano <strong>pianificazione e direzione delle operazioni, oltre alle esercitazioni interforze e multinazionali.</strong> In termini normativi, al COVI sono attribuite funzioni di pianificazione e direzione delle operazioni e delle esercitazioni, assicurando il coordinamento tra componenti. <br>Ed è presentato come organismo di staff del Capo di Stato Maggiore della Difesa per pianificare, coordinare e dirigere attività operative in ambito nazionale e internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è proprio qui che il discorso di Meloni si intreccia con la <strong>politica estera</strong>: la premier ha usato la cornice degli auguri ai contingenti per ribadire una visione in cui le Forze Armate non sono solo “difesa dei confini”, ma una <strong>leva di credibilità internazionale</strong>. Nel suo ragionamento, la diplomazia funziona davvero quando può poggiare su strumenti solidi: capacità operative, prontezza, affidabilità nelle alleanze, presenza nei teatri dove si giocano stabilità e interessi strategici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-pace-come-obiettivo-diplomazia-come-metodo-forza-credibile-come-condizione\">Pace come obiettivo, Diplomazia come metodo, Forza credibile come condizione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto internazionale segnato da crisi e instabilità, il messaggio che arriva dal COVI è che l’Italia – per essere ascoltata nei tavoli diplomatici e incidere nei dossier esteri – ha bisogno di essere percepita come un partner capace non solo di proporre mediazioni, ma anche di <strong>sostenere impegni</strong>. La presenza dei contingenti italiani all’estero, richiamata al centro dell’intervento, diventa così la cartina di tornasole della postura internazionale del Paese: un modo per proteggere sicurezza, interessi e cittadini, ma anche per costruire fiducia con alleati e interlocutori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sintesi politica della giornata sta in questa equazione: <strong>pace come obiettivo</strong>, <strong>diplomazia come metodo</strong>, <strong>forza credibile come condizione</strong>. Una linea che Meloni ha consegnato ai militari – e, attraverso loro, all’opinione pubblica – con l’intento evidente di fissare un punto: per l’Italia, la Difesa non è un tema separato dalla politica estera, ma una delle sue fondamenta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://youtu.be/zDRYZI_4RJ8\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://youtu.be/zDRYZI_4RJ8\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/DSC03603-scaled-1.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"COVI, difesa, ForzeArmate, iannucci, Meloni","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-23 06:04:00","stato":"publish","riassunto_video":"La Premier Giorgia Meloni ha visitato il Comando Operativo di Vertice Interforze a Roma, augurando buon Natale ai militari italiani all’estero. Ha sottolineato che la pace si basa sulla credibilità e forza militare, richiamando il principio “Si vis pacem, para bellum”. La Difesa, ha detto, è fondamentale per la politica estera e la sicurezza nazionale, unendo diplomazia e deterrenza.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.governo.it/it/media/il-presidente-meloni-visita-il-comando-operativo-di-vertice-interforze/30627","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27603-il-presidente-meloni-al-covi-la-credibilita-e-la-nostra-forza.mp4","galleria":""}
{"id":27595,"titolo":"Frecce Tricolori 2026: svelata la nuova Formazione della PAN","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Giovedì 18 dicembre, nello storico hangar delle Frecce Tricolori a Rivolto, si è svolta la tradizionale presentazione della nuova <strong>Formazione</strong> e del <strong>Poster</strong> della Pattuglia Acrobatica Nazionale per l’anno 2026.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evento, appuntamento ormai consolidato per la PAN, presieduto dal <strong>Generale di Divisione Aerea Marco Lant</strong>, Comandante delle Forze da Combattimento dell’Aeronautica Militare, ha rappresentato un’importante occasione di incontro con le realtà locali, i Club Frecce Tricolori, familiari e appassionati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della serata, il <strong>Tenente Colonnello Franco Paolo Marocco</strong>, Comandante del <strong>313° Gruppo Addestramento Acrobatico</strong>, ha presentato la nuova formazione per il 2026: confermati i ruoli di riferimento di <strong>Pony 1 (Capo Formazione)</strong> al <strong>Maggiore Pierluigi Raspa</strong> e di <strong>Pony 10 (Solista)</strong> al <strong>Maggiore Federico De Cecco</strong>. Tra i gregari si registra un aggiornamento dell’assetto, con la conferma del <strong>Maggiore Simone Fanfarillo</strong> come <strong>Pony 6 (primo fanalino)</strong> e con la novità più attesa: l’ingresso del <strong>Capitano Tommaso Calogeri</strong>, proveniente dal <strong>6° Stormo di Ghedi</strong>, che assume la posizione di <strong>Pony 8 (terzo gregario destro)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13306,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Frecce Tricolori 2026: svelata la nuova Formazione della PAN\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Formazione-Poster-2026-15.jpg\" alt=\"Frecce Tricolori 2026: svelata la nuova Formazione della PAN\" class=\"wp-image-13306\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Frecce Tricolori 2026: svelata la nuova Formazione della PAN</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La serata è proseguita con la presentazione del <strong>poster 2026</strong> delle Frecce Tricolori, che ritrae gli <strong>MB-339PAN</strong> con la <strong>livrea commemorativa</strong> sviluppata per il <strong>65° anniversario</strong> della PAN, celebrato a settembre 2025. La prima copia del poster è stata simbolicamente consegnata al <strong>Comandante Alberto Moretti</strong>, ex Comandante della PAN, a testimonianza del forte legame della Pattuglia di oggi con chi ha contribuito a scrivere la storia del Reparto e dell’Arma Azzurra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un importante momento dell’evento è stato dedicato alla beneficenza, con il supporto alle iniziative dell’associazione <strong>“Il Filo di Simo”</strong> e al progetto sostenuto dall’intera Aeronautica Militare <strong>“Un dono dal cielo”</strong>, grazie anche alla partecipazione dei Club Frecce Tricolori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-formazione-2026-unico-elenco\">La Formazione 2026 (unico elenco)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Pony 0</strong> – Tenente Colonnello <strong>Franco Paolo Marocco</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Pony 1</strong> – Maggiore <strong>Pierluigi Raspa</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Pony 2</strong> – Maggiore <strong>Alessandro Sommariva</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Pony 3</strong> – Maggiore <strong>Leonardo Leo</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Pony 4</strong> – Capitano <strong>Luca Pozzani</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Pony 5</strong> – Maggiore <strong>Giovanni Morello</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Pony 6</strong> – Maggiore <strong>Simone Fanfarillo</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Pony 7</strong> – Capitano <strong>Emanuele Bernuzzi</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Pony 8</strong> – Capitano <strong>Tommaso Calogeri</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Pony 9</strong> – Maggiore <strong>Oscar Del Dò</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Pony 10</strong> – Maggiore <strong>Federico De Cecco</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13307,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Frecce Tricolori 2026: svelata la nuova Formazione della PAN\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Immagine-2025-12-22-213324.png\" alt=\"Frecce Tricolori 2026: svelata la nuova Formazione della PAN\" class=\"wp-image-13307\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Frecce Tricolori 2026: svelata la nuova Formazione della PAN</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-tournee-2026-le-tappe-principali\">La tournée 2026: le tappe principali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la formazione ufficializzata, la PAN guarda ora alla stagione dimostrativa 2026. Il calendario delle manifestazioni aeree viene pubblicato e aggiornato dagli enti di riferimento (Aero Club d’Italia), e resta per sua natura suscettibile di variazioni. (<a href=\"https://www.aeci.it/calendario-manifestazioni-aeree-2026-6214\">Aeci</a>)</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo le prime programmazioni diffuse a dicembre, la tournée dovrebbe prendere il via <strong>l’8 maggio a Bari</strong>, per poi proseguire con appuntamenti come <strong>Salerno (17 maggio)</strong>, <strong>Varazze (24 maggio)</strong>, <strong>Grado (7 giugno)</strong>, <strong>L’Aquila (14 giugno)</strong>, <strong>Bellaria (21 giugno)</strong>, <strong>Noto (28 giugno)</strong>, <strong>Lignano Sabbiadoro (12 luglio)</strong> e le grandi chiusure di stagione a <strong>Desenzano (5 settembre)</strong> e <strong>Jesolo (12 settembre)</strong>. (<a href=\"https://www.aviohub.it/2025/12/frecce-tricolori-2026-le-date-di-air-show-e-sorvoli/?utm_source=chatgpt.com\">AvioHub</a>)</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13308,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Frecce Tricolori 2026: svelata la nuova Formazione della PAN\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/frecce-tricolori-7.jpg\" alt=\"Frecce Tricolori 2026: svelata la nuova Formazione della PAN\" class=\"wp-image-13308\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Frecce Tricolori 2026: svelata la nuova Formazione della PAN</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-po-di-storia-da-rivolto-al-simbolo-d-italia-nel-mondo\">Un po’ di storia: da Rivolto al simbolo d’Italia nel mondo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>313° Gruppo Addestramento Acrobatico</strong>, denominazione ufficiale delle Frecce Tricolori, è un Reparto di Volo dell’Aeronautica Militare composto da circa <strong>100 militari</strong> e basato a <strong>Rivolto</strong> sin dalla costituzione: la formazione impiega <strong>10 velivoli (9 + solista)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le radici della tradizione acrobatica affondano già nel primo Novecento, con l’esperienza maturata nell’area di <strong>Campoformido</strong>, e negli anni ’50 con le pattuglie “a turnazione” (tra cui Lancieri Neri, Diavoli Rossi, Tigri Bianche, Getti Tonanti e Cavallino Rampante). Proprio da quest’ultima venne individuato nel 1960 il nucleo di piloti che portò alla nascita, <strong>il 1° marzo 1961</strong>, di un reparto stabile dedicato all’acrobazia collettiva: il 313° Gruppo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi la Pattuglia vola con gli <strong>Aermacchi MB-339PAN</strong>, impiegati dalla PAN da decenni e diventati un’icona riconoscibile in tutto il mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13309,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Frecce Tricolori 2026: svelata la nuova Formazione della PAN\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/006-2048x1334-1-1024x667-1.jpg\" alt=\"Frecce Tricolori 2026: svelata la nuova Formazione della PAN\" class=\"wp-image-13309\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Frecce Tricolori 2026: svelata la nuova Formazione della PAN</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evento di Rivolto ha così rappresentato un momento di condivisione e identità per la Pattuglia Acrobatica Nazionale: uno sguardo alla tradizione e, insieme, l’inizio ufficiale del percorso che condurrà alle emozioni della stagione acrobatica 2026.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/22.png","categoria":"Nazionali","tags":"aeronauticamilitare, FrecceTricolori, pan","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-22 21:54:02","stato":"publish","riassunto_video":"Il 18 dicembre a Rivolto è stata presentata la nuova formazione 2026 delle Frecce Tricolori, con conferme e novità come il Capitano Tommaso Calogeri. Il poster celebra il 65° anniversario della PAN. L’evento ha unito tradizione, beneficenza e passione, anticipando la tournée 2026 che partirà l’8 maggio da Bari, con tappe in tutta Italia.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/news/frecce-tricolori-presentata-la-nuova-formazione-e-il-poster-per-la-stagione-2026/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27595-frecce-tricolori-2026-svelata-la-nuova-formazione-della-pan.mp4","galleria":""}
{"id":27589,"titolo":"Beretta NARP e nuova mimetica 2025 per l’Esercito Italiano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel giro di pochi giorni, tra metà e fine dicembre 2025, si è consolidato un messaggio chiaro: l’Esercito Italiano sta accelerando su armamento individuale, vestiario operativo e “servizi” (logistica, processi, formazione e modernizzazione interna). Il punto di svolta comunicativo arriva dal <a href=\"https://difesanews.com/anche-il-gen-masiello-sbaglia-dateci-masiello-per-un-altro-triennio-video-discorso/\">discorso natalizio del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Gen. C.A. Carmine Masiello</a>, tenuto all’Aula Magna del Comando Logistico, in cui viene esplicitata la partenza della distribuzione all'intera Forza Armata, del nuovo fucile d’assalto Beretta NARP e  della nuova tuta da combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13297,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"450px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/000.jpeg\" alt=\"Beretta NARP e nuova mimetica 2025: cosa cambia (davvero) per l’Esercito Italiano\" class=\"wp-image-13297\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:450px\" title=\"Beretta NARP e nuova mimetica 2025: cosa cambia (davvero) per l’Esercito Italiano\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Beretta NARP e nuova mimetica 2025 per l’Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-annuncio-prima-forze-speciali-poi-linea\">L’annuncio: prima Forze Speciali, poi linea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Masiello inquadra la tecnologia come “mezzo” (non fine) e sottolinea la centralità del personale, ma inserisce tra le novità operative l’avvio della distribuzione del Beretta NARP alle Forze Speciali, definendolo – in termini valutativi – come un riferimento di eccellenza, e ribadendo che il sistema equipaggerà tutto l’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una conferma “industriale-territoriale” arriva anche dalla stampa economica locale: <em>Giornale di Brescia</em> scrive che il NARP andrà progressivamente a sostituire l’ARX160 oggi in dotazione, e attribuisce al progetto una collaborazione stretta fra Beretta e il Comando delle Forze Speciali dell’Esercito (fase di progettazione e sperimentazione).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-che-cos-e-il-beretta-narp\">Che cos’è il Beretta NARP</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <a href=\"https://www.beretta.com/it-it/azienda/news/novita/nuovo-fucile-d-assalto\">NARP nasce come “piattaforma” modulare</a>: l’idea è una famiglia di configurazioni, non un solo modello rigido. Nei materiali disponibili pubblicamente emergono alcuni elementi ricorrenti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Calibro di partenza</strong>: 5,56×45 NATO.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sistema di funzionamento</strong>: architettura a gas con <strong>pistone a corsa corta</strong> (indicata come scelta orientata ad affidabilità/manutenzione rispetto a soluzioni a presa diretta).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ergonomia/ambidestria</strong>: comandi completamente ambidestri e impostazione “familiare” per ridurre la curva di apprendimento per chi arriva da piattaforme stile AR. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Peso e ingombri</strong>: valori intorno ai <strong>3,3 kg</strong> (con caricatore vuoto) e lunghezze sotto il metro a seconda della canna/configurazione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Evoluzioni/varianti</strong>: sono citate (a livello di programma) altre lunghezze di canna e possibili calibri futuri; una scheda tecnica “da salone” del 2023 menziona anche una cadenza indicativa di <strong>700 colpi/minuto</strong> per una configurazione. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Su accessori e firma (rumore/flash), Beretta stessa lega la piattaforma a soluzioni dedicate (es. integrazione con sistemi di soppressione/attenuazione e riduzione traccia), presentate già al lancio pubblico del programma nel 2023.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13295,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/BERETTA-NARP-Esercito-Italiano-696x516-1.jpg\" alt=\"Beretta NARP e nuova mimetica 2025: cosa cambia (davvero) per l’Esercito Italiano\" class=\"wp-image-13295\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\" title=\"Beretta NARP e nuova mimetica 2025: cosa cambia (davvero) per l’Esercito Italiano\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Beretta NARP e nuova mimetica 2025 per l’Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-nuova-tuta-da-combattimento-e-il-mimetismo-multi-terreno-modello-2025\">La nuova Tuta da combattimento e il Mimetismo multi-terreno modello 2025</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Insieme al fucile è stata mostrata anche una nuova tuta da combattimento con <strong>policromia aggiornata</strong>: l’obiettivo numerico citato è arrivare per l’anno 2026 a <strong>70.000 </strong>capi distribuiti. Il nuovo camouflage è menzionato come <strong>“Mimetismo multi-terreno modello 2025”</strong>, segnando un cambio rispetto alla “vegetata” tradizionale e a tonalità marroni/bruciate più accese. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un tassello importante arriva dal Comando Logistico che indica l'approvvigionamento iniziale di uniformi da combattimento e servizio in <strong>mimetismo multi-terreno modello 2025</strong> per personale in approntamento/prossimo impiego nei teatri operativi, citando anche l’adozione di un <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Bandi-di-gara-Esercito/Comando-Logistico-Esercito-Direzione-di-Intendenza/Documents/Bandi-e-avvisi/1715%20AA%20FASC.%201-2026%20del%2026.06.2025%20fornitura%20uniforme%20cbt%202025_Firmato.pdf\">camouflage multi-terrain (“Altimetrico F”)</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/y.png","categoria":"Nazionali","tags":"beretta, esercitoitaliano, mimetismomultiterreno, narp","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-22 13:54:04","stato":"publish","riassunto_video":"A fine 2025 l’Esercito Italiano avvia la distribuzione del nuovo fucile Beretta NARP, modulare e ambidestro, destinato a sostituire l’ARX160, partendo dalle Forze Speciali. Contestualmente viene introdotta la nuova tuta da combattimento con mimetismo multi-terreno 2025, che entro il 2026 raggiungerà 70.000 capi, migliorando l’equipaggiamento operativo e la modernizzazione interna.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27589-beretta-narp-e-nuova-mimetica-2025-per-lesercito-italiano.mp4","galleria":""}
{"id":27579,"titolo":"Crisi USA–Venezuela: inizia la nuova fase. Le Forze Speciali USA abbordano le petroliere venezuelane, intercettata una terza nave.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La crisi tra Stati Uniti e Venezuela entra in <strong>una fase completamente nuova e più aggressiva</strong>, segnata dal passaggio dalle sanzioni economiche alle <strong>operazioni dirette in mare</strong>. Secondo quanto <a href=\"https://www.reuters.com/world/americas/us-intercepts-another-vessel-near-venezuela-officials-say-2025-12-21/?utm_source=chatgpt.com\">riportato oggi da Reuters</a>, Washington avrebbe intercettato <strong>una terza imbarcazione petrolifera</strong> al largo delle coste venezuelane, ritenuta soggetta a sanzioni internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non si tratta più solo di pressioni diplomatiche o misure finanziarie: <strong>le unità speciali stanno abbordando le petroliere</strong>, sequestrandole in acque internazionali con modalità tipiche delle <strong>operazioni militari ad alto rischio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È l’ultimo gradino di una escalation che, nella sua “prima fase”, <a href=\"https://difesanews.com/crisi-usa-venezuela-11-morti-nel-primo-attacco-americano-colpita-unimbarcazione-nel-mar-dei-caraibi/\">ha colpito le imbarcazioni legate ai narcos</a>, per poi salire di livello con <a href=\"https://difesanews.com/crisi-usa-venezuela-due-caccia-f-18-statunitensi-entrano-in-territorio-venezuelano-tensione-ai-massimi-livelli/\">l’ingresso di caccia F/A-18 statunitensi in territorio venezuelano</a>. Ora si consolida in mare con una campagna di interdizione che <strong>punta direttamente al cuore economico di Caracas</strong>: il petrolio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cambio-di-strategia-gli-abbordaggi-militari-affidati-alle-forze-speciali\">Cambio di strategia: gli abbordaggi militari affidati alle forze speciali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’elemento di rottura è rappresentato dalla natura delle operazioni. Le immagini diffuse mostrano <strong>elicotteri militari</strong>, <strong>reparti specializzati</strong> e procedure di <strong>interdizione marittima</strong> che ricordano più un’operazione di contro-terrorismo che un’azione di polizia internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A confermare il cambio di passo è stata la segretaria alla Sicurezza degli Stati Uniti, <strong>Kristi Noem</strong>, che ha rivendicato pubblicamente il sequestro di una petroliera attraccata per l’ultima volta in Venezuela. L’operazione, <strong>condotta prima dell’alba del 20 dicembre 2025</strong>, ha visto la <strong>Guardia Costera degli Stati Uniti</strong> agire con il <strong>supporto diretto del Dipartimento della Difesa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma il dato più significativo è la <strong>progressione rapida</strong> degli interventi: dopo una prima azione attribuita a forze statunitensi <strong>il 10 dicembre 2025</strong>, il sequestro confermato da Noem <strong>il 20 dicembre 2025</strong> è stato seguito, secondo Reuters, da una nuova operazione <strong>il 21 dicembre 2025</strong>, quando funzionari USA hanno riferito dell’<strong>intercettazione di una terza nave petrolifera</strong> nelle acque prossime al Venezuela. In altre parole: <strong>non episodi isolati</strong>, ma una <strong>campagna in accelerazione</strong>, con una chiara logica operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il messaggio politico è stato esplicito: il traffico di petrolio venezuelano viene considerato da Washington <strong>una minaccia alla sicurezza regionale</strong>, accusato di finanziare <strong>reti criminali e narcotraffico</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:html -->\n<blockquote class=\"twitter-tweet\"><p lang=\"en\" dir=\"ltr\">Today, the Federal Bureau of Investigation, Homeland Security Investigations, and the United States Coast Guard, with support from the Department of War, executed a seizure warrant for a crude oil tanker used to transport sanctioned oil from Venezuela and Iran. For multiple… <a href=\"https://t.co/dNr0oAGl5x\">pic.twitter.com/dNr0oAGl5x</a></p>&mdash; Attorney General Pamela Bondi (@AGPamBondi) <a href=\"https://twitter.com/AGPamBondi/status/1998875795151024337?ref_src=twsrc%5Etfw\">December 10, 2025</a></blockquote> <script async src=\"https://platform.twitter.com/widgets.js\" charset=\"utf-8\"></script>\n<!-- /wp:html -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-blocco-navale-di-fatto\">Il “blocco” navale di fatto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste azioni seguono l’annuncio del presidente <strong>Donald Trump</strong> di un vero e proprio <strong>“blocco” delle petroliere sanzionate</strong> in entrata e in uscita dal Venezuela. Sebbene non dichiarato formalmente come tale, il dispositivo messo in campo ha tutte le caratteristiche di una <strong>interdizione marittima selettiva</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La ripetizione degli interventi, a distanza di poche ore l’uno dall’altro, delinea un quadro preciso: non iniziative estemporanee, ma <strong>regole d’ingaggio e catena di comando già attive</strong>, con un messaggio diretto a compagnie, intermediari e Stati terzi: chi tenta di muovere carichi collegati a Caracas rischia di essere fermato. In altre parole, la pressione non è più soltanto economica: è <strong>marittima, visibile e coercitiva</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13275,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Crisi USA–Venezuela: inizia la nuova fase. Le Forze Speciali USA abbordano le petroliere venezuelane, intercettata una terza nave.\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/standard-compressed-16652895246-cbb4334fdb-o-1024x683.jpg\" alt=\"Crisi USA–Venezuela: inizia la nuova fase. Le Forze Speciali USA abbordano le petroliere venezuelane, intercettata una terza nave.\" class=\"wp-image-13275\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Presidente Donald Trump ha annunciato recentemente un “blocco” delle petroliere sanzionate in entrata e in uscita dal Venezuela: una misura non formalmente dichiarata, ma con caratteristiche da interdizione marittima selettiva, seguita da intercettazioni ripetute e da una campagna mirata a colpire il petrolio, cuore economico del regime venezuelano - Foto Free Copyright Creative Commons</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-caracas-tentativo-di-rovesciamento\">Caracas: “Tentativo di rovesciamento”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal lato opposto, il presidente venezuelano <strong>Nicolás Maduro</strong>, giudicato illegittimo dalla Casa Bianca, interpreta queste operazioni come un atto ostile finalizzato a <strong>rovesciare il governo</strong> e a prendere il controllo delle risorse energetiche del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Caracas, l’aumento della presenza militare statunitense nel Mar dei Caraibi e nel Pacifico rappresenta una <strong>minaccia diretta alla sovranità nazionale</strong>, preludio a scenari ancora più gravi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13277,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Crisi USA–Venezuela: inizia la nuova fase. Le Forze Speciali USA abbordano le petroliere venezuelane, intercettata una terza nave.\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/maduro2025-11-24-1024x576.jpg\" alt=\"Crisi USA–Venezuela: inizia la nuova fase. Le Forze Speciali USA abbordano le petroliere venezuelane, intercettata una terza nave.\" class=\"wp-image-13277\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nicolás Maduro, Presidente del Venezuela e Diosdado Cabello, Ministro dell’Interno, Giustizia e Pace e figura chiave del regime. I due sono al centro della controversia internazionale e fonte di tensioni crescenti con gli Stati Uniti - Foto: EFE</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-soglia-superata\">Una soglia superata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal punto di vista militare e strategico, l’abbordaggio sistematico di petroliere segna il <strong>superamento di una soglia critica</strong>. Le operazioni marittime con unità speciali indicano che la crisi non è più confinata alla retorica politica o alle sanzioni, ma si è trasformata in <strong>confronto operativo sul terreno</strong>, o meglio, sul mare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la prima volta, la crisi USA–Venezuela assume i contorni di un conflitto <strong>ibrido</strong>, dove economia, diritto internazionale e forza militare si fondono in un’unica strategia di pressione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una nuova fase è iniziata. E, come spesso accade quando entrano in gioco le forze speciali e le operazioni clandestine, <strong>il rischio di escalation è ora più alto che mai</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/us-vnzla-prtrol.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"forzespeciali, InterdizioneMarittima, USAvsVenezuela","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-21 23:33:43","stato":"publish","riassunto_video":"La crisi tra USA e Venezuela si intensifica con operazioni militari in mare: le forze speciali statunitensi stanno sequestrando petroliere sanzionate al largo del Venezuela, segnando un salto dall’azione diplomatica a un confronto operativo diretto. Washington accusa il traffico petrolifero di finanziare criminalità, mentre Caracas denuncia un tentativo di rovesciamento e minaccia alla sovranità.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27579-crisi-usa-venezuela-inizia-la-nuova-fase-le-forze-speciali-usa-abbordano-le-petroliere-venezuelane-intercettata-una-terza-nave.mp4","galleria":""}
{"id":27572,"titolo":"La Guerra in Salotto e gli esperti senza divisa. Tricarico: serve Cultura della Difesa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è una scena che si ripete, puntuale, ogni volta che il mondo torna a scricchiolare: mappe sullo schermo, frecce rosse e blu, parole solenni (“dottrina”, “deterrenza”, “linee rosse”) e opinionisti che pontificano come se avessero dormito in trincea. Poi, se gratti via la patina, scopri che molti di quei “guru” non hanno mai indossato una divisa, non hanno mai visto come si decide sotto pressione, non hanno mai avuto responsabilità operative. Eppure spiegano ai militari cosa avrebbero dovuto fare, e alla politica cosa “deve” fare, con la sicurezza di chi non paga mai il conto delle proprie certezze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <a href=\"https://it.wikipedia.org/wiki/Leonardo_Tricarico\">Generale Leonardo Tricarico</a>, ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, ha messo il dito nella piaga: mentre la scena mediatica veniva occupata da “esperti improvvisati” e da nuovi profeti della sicurezza, il mondo della Difesa – sostiene – avrebbe lasciato fare senza una reazione adeguata. È una denuncia scomoda, ma utile: perché non parla solo di talk show, parla di un vuoto culturale che in Italia esiste da anni e che, quando si apre una crisi, viene riempito da chi urla più forte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-caso-bologna-modena-la-miccia-che-ha-acceso-tutto\">Il caso Bologna-Modena: la miccia che ha acceso tutto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La miccia, stavolta, è stata universitaria. La vicenda nasce dal racconto – diventato pubblico – di <a href=\"https://difesanews.com/ci-risiamo-luniversita-di-bologna-rifiuta-il-corso-di-filosofia-per-i-giovani-ufficiali-in-nome-dei-pregiudizi/\">un corso richiesto per un gruppo di ufficiali e cadetti e negato dal Dipartimento di Filosofia dell’Università</a> di Bologna. La polemica è diventata nazionale: accuse, reazioni politiche, proteste e contro-proteste. Alla fine, la soluzione operativa è arrivata: il percorso verrà realizzato a Modena, dentro l’area di studi collegata alle Scienze strategiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui si può stare da una parte o dall’altra, discutere se Bologna abbia sbagliato o se sia stata trascinata in una battaglia simbolica. Ma il punto che resta è più grande: appena si pronunciano le parole “militari” e “università”, in Italia scatta un riflesso pavloviano. Da un lato chi grida alla “militarizzazione” come se fosse un contagio; dall’altro chi risponde con indignazione a prescindere, come se ogni cautela fosse tradimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E nel mezzo, a fare audience, tornano loro: i dilettanti allo sbaraglio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13265,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La Guerra in Salotto e gli esperti senza divisa. Tricarico: serve Cultura della Difesa\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Palazzo-Ducale-Modena-panoramica.jpg\" alt=\"La Guerra in Salotto e gli esperti senza divisa. Tricarico: serve Cultura della Difesa\" class=\"wp-image-13265\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Guerra in Salotto e gli esperti senza divisa. Tricarico: serve Cultura della Difesa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-non-serve-la-divisa-per-capire-serve-il-metodo\">Non serve la divisa per capire. Serve il metodo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mettiamola subito in chiaro: non è vero che senza divisa non si può parlare di guerra, di strategia, di sicurezza. Esistono studiosi serissimi, diplomatici, analisti, tecnici, operatori umanitari, giornalisti di guerra: competenze reali, spesso più aggiornate di quelle di chi ha solo “il curriculum” in bella mostra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il problema non è il civile. Il problema è l’improvvisazione mascherata da autorità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il militare (quello vero) conosce una cosa che in TV è rarissima: la differenza tra opinione e valutazione. La valutazione ha fonti, ipotesi, margini di errore, conseguenze. L’opinione è una frase ben confezionata, pronta per essere rilanciata. E quando la seconda si traveste da prima, succede il disastro: si semplificano conflitti complessi, si trasformano scelte tragiche in quiz a risposta multipla, si confonde la propaganda con l’analisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il risultato? Un pubblico che si abitua a “capire tutto” in tre minuti. E una politica che, se non ha una sua cultura della Difesa, finisce per rincorrere la narrazione dominante del giorno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-provocazione-di-tricarico-e-cio-che-resta-sotto-la-superficie\">La provocazione di Tricarico e ciò che resta sotto la superficie</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tricarico ha usato parole pesanti su Bologna, arrivando a paragonarla a un “Soviet”. Si può non condividere quel linguaggio (anzi, spesso non aiuta). Ma sarebbe comodo fermarsi allo scontro verbale e ignorare il nodo: lui parla di una “radicata incultura della Difesa” nel Paese, a partire dal livello politico-istituzionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E qui non c’è metafora che tenga: basta osservare quanto spazio lasciamo all’improvvisazione quando si parla di eserciti, missioni, deterrenza, spesa militare, tecnologie “dual use”, etica e sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Paradossalmente, proprio l’esito della vicenda – lo spostamento del percorso formativo su Modena – indica una strada sensata: formazione, contaminazione, strumenti culturali. La cultura della Difesa, in una democrazia, non è “militarizzare” la società: è renderla adulta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13266,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"La Guerra in Salotto e gli esperti senza divisa. Tricarico: serve Cultura della Difesa\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/palazzoarchiginnasio-1542983239.jpg\" alt=\"La Guerra in Salotto e gli esperti senza divisa. Tricarico: serve Cultura della Difesa\" class=\"wp-image-13266\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Guerra in Salotto e gli esperti senza divisa. Tricarico: serve Cultura della Difesa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-i-dilettanti-fanno-danni-anche-quando-azzeccano-una-previsione\">Perché i dilettanti fanno danni (anche quando “azzeccano” una previsione)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il danno non è solo la singola sciocchezza detta in diretta. È l’abitudine collettiva a ragionare male:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Tatticismo compulsivo</strong>: si commenta la mossa del giorno e si perde la strategia (obiettivi politici, vincoli, tempi lunghi).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Determinismo da divano</strong>: “basta fare X e finisce tutto”, come se la guerra fosse un interruttore.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Moralismo a comando</strong>: si alternano cinismo e indignazione in base al vento, senza una bussola di diritto, etica e interessi nazionali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Confusione tra desiderio e realtà</strong>: “succederà così perché sarebbe giusto”, che è il modo più rapido per farsi sorprendere.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E quando l’analisi diventa intrattenimento, la democrazia perde un pezzo: perché il controllo pubblico sulle scelte di Difesa (che è sacrosanto) richiede informazioni solide, non teatrini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tre-cose-concrete-per-togliere-ossigeno-ai-profeti\">Tre cose concrete per togliere ossigeno ai “profeti”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se vogliamo ridurre il mercato degli improvvisati, servono anticorpi. Alcuni sono semplici, quasi banali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Trasparenza sull’autorevolezza</strong><br>In ogni discussione pubblica seria, chi parla dovrebbe dichiarare cosa sa davvero: esperienza, ambito, limiti. Non per “titoli”, ma per onestà intellettuale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Formazione strutturata (civile e militare)</strong><br>Più percorsi universitari su sicurezza, difesa, etica, tecnologia; più scambi con le Forze armate; più cultura strategica nelle amministrazioni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Una comunicazione della Difesa meno timida</strong><br>Se le istituzioni lasciano il campo, qualcun altro lo occuperà. Comunicare non vuol dire propaganda: vuol dire spiegare, contestualizzare, educare al dubbio.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13268,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La Guerra in Salotto e gli esperti senza divisa. Tricarico: serve Cultura della Difesa\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/2814247-l.jpg\" alt=\"La Guerra in Salotto e gli esperti senza divisa. Tricarico: serve Cultura della Difesa\" class=\"wp-image-13268\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Guerra in Salotto e gli esperti senza divisa. Tricarico: serve Cultura della Difesa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-alla-fine-non-e-una-guerra-tra-inermi-e-militari\">Alla fine, non è una guerra tra “inermi” e “militari”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È una questione di maturità del Paese.<br>Un Paese con cultura della Difesa non è un Paese bellicista: è un Paese che sa distinguere l’analisi dalla posa, la competenza dalla vanità, il dibattito dal tifo. È un Paese dove l’università non teme il confronto con le istituzioni e dove le istituzioni accettano il confronto senza pretendere reverenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E soprattutto è un Paese che non si fa raccontare la guerra da chi la conosce solo per sentito dire, ma pretende – da chiunque parli – rigore, umiltà, responsabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/nm.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"difesa, Tricarico","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-21 22:34:02","stato":"publish","riassunto_video":"Il generale Tricarico denuncia in Italia un vuoto culturale sulla Difesa, riempito da improvvisati esperti mediatici che confondono opinione e valutazione. La polemica sul corso negato a Bologna evidenzia paure e pregiudizi verso i militari nelle università. Serve invece una cultura della Difesa matura, con formazione, trasparenza e comunicazione seria, per un dibattito responsabile e informato.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://corrieredibologna.corriere.it/notizie/politica/25_dicembre_16/bologna-tricarico-generale-soviet-a0a1d460-7748-480d-a4c4-784f0056cxlk.shtml?refresh_ce","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27572-la-guerra-in-salotto-e-gli-esperti-senza-divisa-tricarico-serve-cultura-della-difesa.mp4","galleria":""}
{"id":27567,"titolo":"MI6: l'Integrità è la trasformazione che rende credibile un Organizzazione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ci sono frasi che, dette in contesti diversi, finiscono per illuminarsi a vicenda. Da un lato il Gen. Carmine Masiello, <a href=\"https://difesanews.com/europa-lallarme-di-masiello-la-pace-e-una-parentesi-fra-due-guerre-video/\">parlando di un mondo tornato duro e instabile</a>, avverte che <strong>“la pace è una parentesi fra due guerre”</strong> e che l’Esercito deve cambiare senza perdere la propria identità. Dall’altro, la capo dell’MI6 Blaise Metreweli – guidando un’organizzazione che per natura vive di riservatezza – sostiene che <strong>la trasparenza non è “dire tutto”, ma rendere chiari valori, scopo e responsabilità</strong>, perché <em>accountability</em> e fiducia sono la base della legittimità pubblica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il parallelo è potente: due istituzioni che rappresentano l’“hard power” in democrazia arrivano allo stesso punto. <strong>La trasformazione non regge se non è tenuta insieme da integrità.</strong> E l’integrità non è uno slogan etico: è il meccanismo che impedisce alla forza di diventare arbitrio, alla modernizzazione di diventare facciata, e al comando di scivolare nella rendita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tra-pace-e-guerra-il-tempo-in-cui-viviamo-non-ammette-finzioni\">Tra pace e guerra: il tempo in cui viviamo non ammette finzioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Metreweli descrive un Paese che opera <strong>“in uno spazio tra pace e guerra”</strong>, un’area grigia fatta di cyber, sabotaggio, disinformazione, tecnologie che accelerano il conflitto e consumano fiducia.<br>Masiello, dal canto suo, richiama tutti a una presa d’atto: non basta sperare nella stabilità; serve <strong>prepararsi mentalmente, organizzativamente, industrialmente</strong>. Perché ignorare la realtà – ritorno della guerra convenzionale, minacce ibride e multidominio – espone a rischi maggiori. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui nasce il primo legame con l’integrità: <strong>la lucidità</strong>. L’integrità, prima ancora di essere morale, è <em>intellettuale</em>: chiamare le cose col loro nome, senza anestetici retorici. Un’istituzione che si racconta un mondo più semplice di quello reale prepara la propria sconfitta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-trasformarsi-senza-rinunciare-all-identita-integrita-come-bussola\">Trasformarsi senza rinunciare all’identità: integrità come bussola</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Masiello insiste su un punto: la trasformazione non è bellicismo, è prontezza; come i vigili del fuoco, ci si prepara <em>prima</em> dell’incendio. E il cambiamento vero non è solo nuovi mezzi: è <strong>cultura organizzativa</strong>, lotta alla burocrazia che erode addestramento, valorizzazione dei giovani, meritocrazia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Metreweli, in un contesto opposto (l’intelligence), dice una cosa sorprendentemente simile: l’azione deve restare <strong>ancorata ai valori</strong>, e cita esplicitamente <strong>integrità</strong> e <strong>accountability</strong> come fondamento della fiducia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto comune è questo: <strong>l’identità non è nostalgia.</strong> È una griglia di coerenza. L’integrità è ciò che impedisce che “trasformazione” significhi semplicemente cambiare strumenti lasciando invariati i vizi: favoritismi, opacità, irresponsabilità, silenzi accomodanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-frozen-middle-quando-il-cambiamento-si-blocca-per-rendita\">Il “frozen middle”: quando il cambiamento si blocca per rendita</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://difesanews.com/gen-masiello-e-il-frozen-middle-come-scongelare-il-centro-dellesercito/\">Masiello ha ricordato un fenomeno</a> che esiste ovunque: il <strong>“frozen middle”</strong>, la fascia intermedia che rallenta l’innovazione per inerzia o per paura di perdere posizioni acquisite. <br>Ma qui l<strong>’integrità</strong> torna centrale: perché spesso il congelamento non è solo organizzativo; è etico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Se il sistema di avanzamento premia chi non disturba il manovratore, la prudenza diventa opportunismo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Se “non sbagliare mai” conta più di “fare bene”, nessuno rischia, nessuno innova, tutti coprono.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Se le decisioni importanti si prendono per appartenenza e non per merito, il cambiamento diventa teatro.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E allora la trasformazione si riduce a un esercizio cosmetico: si comprano tecnologie, si riscrivono organigrammi, si cambia lessico… ma <strong>le dinamiche restano quelle di sempre</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tecnologia-e-innovazione-la-prova-dell-integrita-e-nella-responsabilita\">Tecnologia e innovazione: la prova dell’integrità è nella responsabilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Metreweli sottolinea che MI6 deve essere “fluente” nella tecnologia e che l’AI deve <strong>aumentare</strong> le capacità umane, non sostituirle. <br>Masiello, nel discorso che richiami, difende un principio analogo: la tecnologia non sostituisce l’uomo; e la decisione sull’uso della forza deve restare umana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui l’integrità smette di essere astratta: è <strong>governance della scelta</strong>. In un’epoca in cui dati, droni e algoritmi moltiplicano la potenza, l’integrità è ciò che impedisce che l’efficienza diventi disumanità o che la scorciatoia diventi prassi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-trasparenza-intelligente-la-lezione-paradossale-dell-mi6\">Trasparenza “intelligente”: la lezione (paradossale) dell’MI6</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È facile fraintendere la frase di Metreweli. Se un capo dei servizi segreti dice che la trasparenza non è rivelare ciò che deve restare segreto, qualcuno potrebbe sentirci una scappatoia. In realtà il messaggio è più severo: <strong>se non puoi mostrare i dettagli operativi, devi essere ancora più rigoroso nel rendere verificabili scopo, principi, controlli e responsabilità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa è una lezione enorme per qualunque istituzione, e in particolare per quelle armate:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Trasparenza non è “pubblicare PDF”</strong>: è far capire criteri e catene decisionali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Trasparenza non è spettacolo</strong>: è fiducia costruita su controlli e coerenza.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Trasparenza senza integrità è marketing</strong>: tante informazioni, poca verità.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://youtu.be/dUr3fPg2TEc?si=3RgozCEltwZVePYN\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://youtu.be/dUr3fPg2TEc?si=3RgozCEltwZVePYN\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-quando-non-si-persegue-la-linea-dell-integrita-la-catena-delle-scorciatoie-e-il-prezzo-operativo\">Quando non si persegue la linea dell'integrità: la catena delle scorciatoie (e il prezzo operativo)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed eccoci al nodo da sottolineare: cosa succede quando in ogni organizzazione <strong>gli standard di integrità vengono piegati</strong>?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Succede che la meritocrazia diventa recita e la fiducia si corrode dall’interno. Per esempio, quando:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>si favorisce chi è vicino al capo</strong> per corsi prestigiosi, comandi ambiti, incarichi sensibili, invece di usare criteri verificabili;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>si premia la compiacenza</strong> (yesman/yeswoman) e non la competenza;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>il nepotismo entra dalla porta di servizio</strong>, e carriere “impossibili” diventano improvvisamente normali;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>le graduatorie si manipolano</strong> e il merito viene riscritto a posteriori;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>errori gravi</strong> (anche con conseguenze drammatiche) vengono coperti con riconoscimenti invece che analizzati con serietà, responsabilità e – dove necessario – conseguenze;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>lo stile di comando tossico</strong> (umiliazione, angheria, prevaricazione, minaccia) viene scambiato per “carattere” e, anziché essere corretto, viene premiato;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>le regole valgono solo per alcuni</strong>: trasferimenti “ad personam”, scorciatoie amministrative, corsie preferenziali;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>gli standard si abbassano</strong> per far entrare chi “deve” entrare;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>le cordate sostituiscono la valutazione</strong>, e percorsi d’élite diventano filiere di fedeltà più che di eccellenza;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>gli incarichi esteri</strong> e di rappresentanza vengono assegnati per relazione, non per preparazione specifica.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste non sono soltanto ingiustizie. Sono <strong>rischi operativi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Perché un’organizzazione militare vive di tre capitali invisibili: <strong>fiducia, competenza, coesione</strong>. Se la base percepisce che la regola è truccata:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>crolla la fiducia</strong> nella catena di comando (“non conta ciò che fai, conta chi sei”);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>si inquina la competenza</strong> (le posizioni chiave vengono occupate da chi è selezionato male);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>si rompe la coesione</strong> (crescono cinismo, silenzi, fuga dei migliori).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E quando arriva la pressione vera – quella dell’addestramento duro, della crisi improvvisa, del teatro operativo – è lì che si paga il conto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-integrita-come-politica-organizzativa-sette-scelte-concrete\">Integrità come politica organizzativa: sette scelte concrete</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se il tema è l’integrità, allora servono “anticorpi” pratici, non prediche. Un’agenda credibile potrebbe includere:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Criteri di selezione pubblici e stabili</strong> per corsi, comandi, incarichi: pochi indicatori chiari, tracciabili, difendibili.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Commissioni miste e rotazione</strong> dove serve: ridurre il potere discrezionale concentrato e le catene di favore.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Valutazioni che misurino anche lo stile di leadership</strong>: risultati sì, ma anche come li ottieni (clima, sicurezza, sviluppo dei subordinati).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>After Action Review seri e protetti</strong>: l’errore in buona fede si analizza; la colpa grave non si copre. L’obiettivo è imparare e proteggere vite, non salvare facce.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Tutela reale di chi segnala criticità</strong>: senza protezione, tutti tacciono; e il silenzio è il fertilizzante delle degenerazioni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Standard non negoziabili</strong>: se abbassi l’asticella per qualcuno, la abbassi per tutti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Trasparenza “alla Metreweli”</strong>: non rivelare ciò che non si può rivelare, ma rendere verificabili controlli, criteri, responsabilità e cultura dei valori.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione-la-trasformazione-piu-difficile-e-quella-che-non-si-vede\">Conclusione: la trasformazione più difficile è quella che non si vede</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Masiello parla di trasformazione per restare pronti in un mondo che cambia; Metreweli parla di fiducia e legittimità in un mondo in cui la linea tra pace e guerra si è sfilacciata.<br>Il punto d’incontro è limpido: <strong>la forza senza integrità perde credibilità; la modernizzazione senza integrità perde senso; il comando senza integrità perde l’anima.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E qui sta la verità più scomoda: comprare mezzi è difficile, sì. Ma la trasformazione più dura è un’altra: <strong>rifiutare le scorciatoie</strong>, spezzare la cultura della rendita, impedire che il merito diventi una finzione amministrativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In definitiva, <strong>l’integrità è ciò che regge quando nessuno guarda</strong>. E per chi serve lo Stato – in uniforme o nell’ombra – è l’unico modo per essere davvero, ogni giorno, all’altezza del mandato ricevuto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/ffsd.jpg","categoria":"Blog","tags":"ACCOUNTABILITY, BLAISEMETREWELI, CarmineMasiello, esercitoitaliano, INTEGRITà, MI6, TRASPARENZA","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-21 21:34:03","stato":"publish","riassunto_video":"Il generale Masiello e la capo dell’MI6 Metreweli sottolineano che in un mondo instabile la trasformazione delle forze armate e dei servizi segreti deve fondarsi sull’integrità, intesa come coerenza, trasparenza responsabile e meritocrazia. Senza integrità, il cambiamento diventa facciata, favorendo favoritismi e rischi operativi. Solo così si mantiene fiducia, efficacia e legittimità.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.youtube.com/watch?v=2lkx1PY4VPw&t=1564s","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27567-mi6-lintegrita-e-la-trasformazione-che-rende-credibile-un-organizzazione.mp4","galleria":""}
{"id":27547,"titolo":"I Lancieri di Montebello a Capo Teulada: addestramento realistico e prontezza operativa al servizio dell’Esercito Italiano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>6 novembre al 12 dicembre</strong>, il <strong>Reggimento Lancieri di Montebello</strong> ha condotto un <strong>intenso e strutturato ciclo addestrativo</strong> presso il poligono di <strong>Capo Teulada</strong>, uno dei <strong>più importanti complessi addestrativi dell’Esercito Italiano</strong>. Un periodo prolungato sul terreno, concepito per <strong>rafforzare le capacità esploranti</strong> del reparto e <strong>validarne la prontezza operativa</strong> in <strong>scenari ad alta intensità</strong>, dove rapidità decisionale, coordinamento e resistenza fisica rappresentano fattori determinanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività hanno coinvolto <strong>tre squadroni blindo esploranti</strong>, inizialmente impegnati in <strong>pattuglie esploranti diurne e notturne a fuoco</strong> su <strong>ampie porzioni di terreno</strong>. Gli scenari addestrativi, caratterizzati da <strong>elevata fluidità tattica</strong> e <strong>continua manovra</strong>, hanno consentito ai “Verdi Lancieri” di affinare <strong>procedure, interoperabilità e capacità di comando</strong>, elementi centrali per unità chiamate a operare <strong>in prima linea</strong> nelle missioni di ricognizione e sicurezza. L’addestramento, condotto con ritmi serrati e standard elevati, ha confermato come la <strong>professionalità del personale</strong> rappresenti uno dei principali punti di forza dell’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto all’aspetto tecnico, il ciclo ha inciso in modo significativo anche sulla <strong>dimensione umana e professionale</strong> dei militari. Operare per settimane in un <strong>ambiente realistico e complesso</strong> ha rafforzato <strong>coesione, disciplina e spirito di corpo</strong>, valori fondanti che da sempre contraddistinguono i reparti dell’Arma di Cavalleria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dalla-pattuglia-al-gruppo-tattico-integrazione-comando-e-realismo\">Dalla pattuglia al gruppo tattico: integrazione, comando e realismo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il progredire delle attività, l’addestramento ha conosciuto un <strong>graduale aumento della complessità</strong>. Le unità sono passate dall’impiego in <strong>distaccamenti esploranti</strong> fino allo svolgimento di una <strong>esercitazione di gruppo tattico a fuoco</strong>, nella quale sono state integrate <strong>manovre, supporti e funzioni di comando</strong> in un <strong>quadro operativo unitario e coerente</strong>. Questo passaggio ha permesso di verificare non solo le capacità dei singoli squadroni, ma anche l’<strong>efficacia dei processi decisionali</strong> e del <strong>comando e controllo</strong> in contesti dinamici e ad alta pressione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di particolare rilievo l’attività condotta presso il <strong>CAT – Centro Addestramento Tattico</strong>, dove sono stati impiegati <strong>sistemi di simulazione live a partiti contrapposti</strong>. Il confronto con un <strong>nemico reale sul terreno</strong>, affiancato da sagome fisse e abbattibili, ha consentito di ricreare <strong>situazioni di combattimento altamente realistiche</strong>, aumentando la capacità di reazione e l’<strong>analisi post-azione</strong>. L’integrazione tra <strong>addestramento reale e simulato</strong> si conferma così uno strumento essenziale per preparare le unità alle <strong>sfide operative contemporanee</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13242,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/eadf3df6-a8ca-41e4-a5cf-da3c942f821c.jpg\" alt=\"I Lancieri di Montebello a Capo Teulada: addestramento realistico e prontezza operativa al servizio dell’Esercito Italiano\" class=\"wp-image-13242\" title=\"I Lancieri di Montebello a Capo Teulada: addestramento realistico e prontezza operativa al servizio dell’Esercito Italiano\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Blindo Centauro a fuoco -Copyright foto Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per garantire il necessario coordinamento, è stata schierata una <strong>task organization</strong> quale <strong>Comando di gruppo tattico</strong>, con <strong>posto comando principale e alternato</strong>, operante in condizioni quanto più possibile aderenti alla realtà operativa. Fondamentale il contributo dello <strong>Squadrone Comando e Supporto Logistico</strong>, i cui plotoni – <strong>trasporti e materiali, sanità, commissariato e C3</strong> – hanno assicurato un <strong>supporto continuo e puntuale</strong>, dimostrando l’elevato livello di integrazione tra componente operativa e logistica dell’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-numeri-logistica-e-valore-strategico-dell-addestramento\">Numeri, logistica e valore strategico dell’addestramento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I <strong>dati quantitativi</strong> del ciclo addestrativo restituiscono una <strong>misura oggettiva dello sforzo sostenuto</strong>. I mezzi del reggimento hanno percorso <strong>oltre 38.000 chilometri complessivi</strong>, totalizzando <strong>576 ore di funzionamento</strong> dei mezzi da combattimento. Un impiego prolungato e intenso, reso possibile da un <strong>apparato logistico efficiente e altamente professionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le componenti logistiche del reggimento hanno operato senza soluzione di continuità, garantendo l’<strong>efficienza e la sicurezza dei veicoli</strong> attraverso attività di <strong>manutenzione preventiva e correttiva</strong> condotte prima e durante il <strong>campo d’arma</strong>. Un lavoro spesso lontano dai riflettori, ma <strong>decisivo per il successo delle operazioni</strong> e per la tutela del personale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13241,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/18b84f9b-3ddf-46e5-8a05-72b247334fc4-1.jpg\" alt=\"I Lancieri di Montebello a Capo Teulada: addestramento realistico e prontezza operativa al servizio dell’Esercito Italiano\" class=\"wp-image-13241\" title=\"I Lancieri di Montebello a Capo Teulada: addestramento realistico e prontezza operativa al servizio dell’Esercito Italiano\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Leopard soccorso - Copyright foto Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel loro insieme, <strong>percorrenze, ore di utilizzo dei mezzi e attività diurne e notturne</strong> testimoniano la <strong>centralità dell’addestramento realistico e continuativo</strong> nel mantenere <strong>elevata la prontezza operativa</strong> delle unità esploranti. L’esperienza maturata a Capo Teulada conferma ancora una volta come l’<strong>Esercito Italiano</strong> investa con determinazione sulla <strong>qualità dell’addestramento</strong>, sulla <strong>professionalità dei propri militari</strong> e sulla capacità di affrontare, con competenza e credibilità, le <strong>sfide operative presenti e future</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/whatsapp-image-2025-12-19-at-06.59.09.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"addestramentomilitare, esercitoitaliano, LancieriDiMontebello","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-21 13:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/concluso-laddestramento-a-capo-teulada-per-i-lancieri-di-montebello/126146.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27547-i-lancieri-di-montebello-a-capo-teulada-addestramento-realistico-e-prontezza-operativa-al-servizio-dellesercito-italiano.mp4","galleria":""}
{"id":27516,"titolo":"Marina Militare, cerimonia in ricordo degli eroi della Xª MAS nell’anniversario dell’impresa di Alessandria","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Piazza Bainsizza, nel cuore del Primo Municipio di Roma, si è svolta venerdì 19 dicembre la cerimonia di deposizione di una corona d’alloro al <strong>Monumento “Ai Marinai d’Italia”</strong>, promossa dall’<strong>Associazione Nazionale Marinai d'Italia (ANMI)</strong> in occasione dell’anniversario dell’Impresa di Alessandria, una delle date più significative della storia della Marina Militare (<a href=\"https://brigatafolgore.net/coraggio-contro-acciaio-18-19-dicembre-1941-la-xa-flottiglia-mas-entra-nella-leggenda/\">ne abbiamo parlato in questo articolo</a>).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evento ha assunto un valore simbolico particolare: <strong>per la prima volta</strong> l’anniversario è stato celebrato davanti al Monumento “Ai Marinai d’Italia”, luogo che rappresenta la memoria marinara nazionale nel cuore della Capitale, rafforzando il legame tra storia, identità e servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Impresa di Alessandria: l’audacia che ha anticipato il futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella notte tra il <strong>18 e il 19 dicembre 1941</strong>, i sei marinai italiani appartenenti alla <strong>Xª Flottiglia MAS</strong>, <strong>Luigi Durand de la Penne, Emilio Bianchi, Vincenzo Martellotta, Mario Marino, Antonio Marceglia e Spartaco Schergat</strong> riuscirono a penetrare nel porto fortificato di Alessandria d’Egitto, infliggendo gravi danni alle corazzate britanniche <strong>HMS <em>Queen Elizabeth</em></strong> e <strong>HMS <em>Valiant</em></strong> ed altre due unità mediante l’impiego dei siluri a lenta corsa, i celebri <strong>“Maiali”</strong>. Un’azione di eccezionale valore militare e umano, che rimane uno dei più alti esempi di audacia, preparazione tecnica e spirito di sacrificio nella storia navale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Occorre però ricordare che Alessandria <strong>non è soltanto un episodio di cronaca bellica</strong>: è un tassello che ha contribuito a definire la cultura delle <strong>forze speciali navali</strong> moderne.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ha anticipato concetti oggi centrali negli <strong>scenari asimmetrici</strong>: pianificazione, attacco mirato, sorpresa, infiltrazione e valore della preparazione individuale. Nel dopoguerra, molte marine del mondo <strong>avrebbero investito proprio in quella direzione</strong> ed oggi l'attuale <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-subacquei-e-incursori-teseo-tesei-comsubin/\">Gruppo Operativo Incursori del COMSUBIN</a> incarna in Italia quell’evoluzione dottrinale e operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>L’Italia ha aperto la strada</strong>, come abbiamo spiegato <a href=\"https://difesanews.com/dagli-arditi-alle-forze-speciali-moderne-una-storia-tutta-italiana-parte-i-le-origini-e-la-prima-guerra-mondiale-1914-1918/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">in questa serie di articoli</a> sulla nostra piattaforma sorella <strong><a href=\"https://difesanews.com/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">DIFESANEWS.COM</a></strong>. Gli altri Paesi hanno seguito quell’esempio: l’<strong>SBS britannico, la FGNE spagnola, i Navy SEALs statunitensi</strong>, solo per citarne alcuni, <strong>non sono altro che l’evoluzione di un concetto operativo nato nel Mediterraneo</strong> dalla visione di marinai Italiani, e poi adattato a scenari e interessi strategici differenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Cambiano le bandiere, cambiano i contesti geopolitici, ma il principio resta lo stesso: <strong>piccole unità altamente selezionate, addestrate per colpire dove le forze convenzionali non possono arrivare</strong>. Un’impostazione che affonda le sue radici proprio in quelle notti del 1941 e che ancora oggi definisce l’essenza delle forze speciali navali moderne.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":27532,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/bw2019-1.jpg\" alt=\"Marina Militare, cerimonia in ricordo degli eroi della Xª MAS nell’anniversario dell’impresa di Alessandria - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-27532\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Operatori del Gruppo Operativo Incursori del COMSUBIN durante l'esercitazione \"Black Shadow 2019\" - Copyright Marina Militare Italiana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le autorità presenti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanze dell’ANMI, autorità civili e militari e una qualificata componente della Marina Militare. L’evento è stato presenziato dal Presidente Nazionale dell’ANMI, l'Ammiraglio di Squadra <strong>Pierluigi Rosati</strong>, e dall’Ammiraglio di Divisione <strong>Fabio Agostini</strong>, Comandante Interregionale Marittimo Centro e Capitale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A margine della commemorazione, l’ammiraglio Agostini ha sottolineato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Come Marinaio e socio ANMI condivido con tutti voi l’orgoglio di appartenere a una famiglia che, oltre il servizio attivo, continua a testimoniare i valori fondanti della Marina: <strong>Onore, Coraggio, Disciplina e Spirito di Squadra</strong>”.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":27526,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/discorso-anni-alessandria-1024x576.jpg\" alt=\"Marina Militare, cerimonia in ricordo degli eroi della Xª MAS nell’anniversario dell’impresa di Alessandria - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-27526\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Ammiraglio di Divisione Fabio Agostini ha voluto ricordare i valori fondanti della Marina: Onore, Coraggio, Disciplina e Spirito di Squadra - Copyright foto Marina Militare Italiana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Presidente Rosati ha ribadito come la <strong>“grande famiglia marinara”</strong>, personale in servizio, soci ANMI e rappresentanti della Compagnia d’Onore di Assoarma, con una cerimonia semplice e toccante abbia richiamato l’importanza della memoria come strumento per vivere il presente e costruire il futuro, custodendo e tramandando le imprese che hanno forgiato l’identità, il prestigio e la tradizione della Marina Militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un prestigio, aggiungiamo noi, vero, senza se e senza ma. Una vera eccellenza, la Marina Militare Italiana, che <strong>continua a servire il Paese con professionalità e capacità operative riconosciute ben oltre i nostri confini</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":27528,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/rosati-agostini-1024x576.jpg\" alt=\"Marina Militare, cerimonia in ricordo degli eroi della Xª MAS nell’anniversario dell’impresa di Alessandria - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-27528\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Da sinistra: il Presidente Nazionale dell’ANMI, l'Ammiraglio di Squadra Pierluigi Rosati, e l’Ammiraglio di Divisione Fabio Agostini, Comandante Interregionale Marittimo Centro e Capitale - Copyright foto Marina Militare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Memoria viva</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La deposizione della corona al Monumento “Ai Marinai d’Italia” non è stata solo un atto commemorativo, ma un <strong>impegno collettivo</strong> a mantenere vivo il legame tra la storia e il servizio quotidiano svolto oggi dagli uomini e dalle donne in uniforme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quella notte continua a parlare al presente, indicando una via fatta di competenza, coraggio e senso del dovere. <strong>Una storia tutta Italiana</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/celebrazioni-alessandria.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"ForzeSpecialiNavali, ImpresaDiAlessandria, marinamilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-21 12:18:29","stato":"publish","riassunto_video":"A Roma, la Marina Militare Italiana ha ricordato con una cerimonia l’Impresa di Alessandria del 1941, quando sei marinai italiani colpirono la flotta britannica con coraggio e innovazione. L’evento ha sottolineato l’importanza della memoria e dei valori della Marina Militare: Onore, Coraggio, Disciplina e Spirito di Squadra al servizio dell'Italia.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20251219_Deposizione-corona-presso-il-Monumento-Ai-Marinai-d%E2%80%99Italia.aspx","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27516-marina-militare-cerimonia-in-ricordo-degli-eroi-della-xa-mas-nellanniversario-dellimpresa-di-alessandria.mp4","galleria":""}
{"id":27512,"titolo":"Volo di emergenza da Pantelleria: uomo salvo grazie all’Aeronautica Militare","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella tarda serata di venerdì 19 dicembre si è conclusa con successo una delicata operazione di trasporto sanitario d’urgenza effettuata da <strong>un equipaggio del 31° Stormo dell’Aeronautica Militare</strong>, impiegando un <strong>velivolo Gulfstream G650</strong>. La missione ha consentito il trasferimento immediato di un uomo dall’isola di Pantelleria a Palermo, garantendogli l’accesso a cure specialistiche non disponibili sul territorio isolano, in una situazione di imminente pericolo di vita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-attivazione-della-missione-e-trasferimento-del-paziente\">Attivazione della missione e trasferimento del paziente</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intervento è stato attivato su richiesta della <strong>Prefettura di Trapani</strong>, a seguito della necessità di trasferire con la massima urgenza un paziente precedentemente ricoverato presso l’ospedale dell’isola di <strong>Pantelleria</strong>. Le condizioni cliniche richiedevano il rapido invio presso un centro di maggiore specializzazione, individuato nell’<strong>Ospedale Civico di Palermo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il velivolo è decollato dall’aeroporto di Pantelleria alle ore 21:20. Durante l’intero tragitto il paziente è stato costantemente assistito da un’équipe medica specializzata. L’atterraggio a <strong>Palermo</strong> è avvenuto poco dopo le 22:00, al termine di circa un’ora di volo, consentendo l’immediato trasferimento in ambulanza verso la struttura ospedaliera di destinazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-coordinamento-operativo-e-autorizzazioni\">Coordinamento operativo e autorizzazioni</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’operazione è stata coordinata dalla <strong>Sala Situazioni di Vertice del Comando della Squadra Aerea</strong>, la sala operativa dell’Aeronautica Militare responsabile della pianificazione e gestione delle missioni a favore della popolazione. Come previsto per questo tipo di interventi, il volo è stato autorizzato dalla <strong>Presidenza del Consiglio dei Ministri</strong>, che sovrintende all’impiego della flotta dei velivoli di Stato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-servizio-essenziale-al-servizio-dei-cittadini\">Un servizio essenziale al servizio dei cittadini</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli equipaggi e i velivoli da trasporto dell’Aeronautica Militare operano <strong>24 ore su 24, 365 giorni l’anno</strong>, pronti a intervenire in tempi estremamente ridotti per trasporti sanitari urgenti, organi, équipe mediche o pazienti in condizioni critiche. Un servizio essenziale che garantisce la continuità delle cure e il diritto alla salute anche nelle aree più remote del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre al 31° Stormo di Ciampino, il dispositivo nazionale di soccorso aereo si avvale anche del <strong>14° Stormo</strong> di Pratica di Mare e della <strong>46ª Brigata Aerea</strong> di Pisa, assetti costantemente pronti a intervenire per assicurare un soccorso rapido, professionale e altamente specializzato in ogni circostanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/volo-pantelleria.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"aeronauticamilitare, SoccorsoAereo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-21 10:18:08","stato":"publish","riassunto_video":"Nella notte del 19 dicembre, un velivolo Gulfstream G650 del 31° Stormo dell’Aeronautica Militare ha trasportato d’urgenza un paziente da Pantelleria a Palermo per cure specialistiche. Coordinata dalla Sala Situazioni di Vertice e autorizzata dalla Presidenza del Consiglio, l’operazione ha garantito assistenza medica continua durante il volo, assicurando un intervento rapido e salvavita.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/news/soccorso-aereo-trasporto-sanitario-durgenza-da-pantelleria-a-palermo-per-un-uomo/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27512-volo-di-emergenza-da-pantelleria-uomo-salvo-grazie-allaeronautica-militare.mp4","galleria":""}
{"id":27487,"titolo":"Gianfranco Paglia oltre ogni limite, nuovo record alla “2 Ore No Limits”: 14 km e 360 metri","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ad Armentarola, nel cuore dell’Alta Badia, il Tenente Colonnello <strong>Gianfranco Paglia</strong> ha firmato una nuova impresa. Nella giornata di oggi, nel corso della <strong>2 Ore No Limits</strong>, l'Ufficiale Paracadutista, Medaglia d'Oro al Valor Militare, ha abbattuto il proprio primato personale, percorrendo <strong>14 chilometri e 360 metri</strong> in due ore di sci nordico paralimpico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un miglioramento netto e inequivocabile rispetto al record fissato lo scorso <strong>31 gennaio</strong>, quando aveva chiuso la prova a <strong>11,680 km</strong>. Numeri che, da soli, raccontano una crescita atletica impressionante. Ma che, come spesso accade nel percorso di Paglia, non sono mai solo numeri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Da Armentarola un messaggio che va oltre lo sport</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La prova si è svolta ad <strong>Armentarola</strong>, uno scenario suggestivo che ha fatto da cornice a un evento carico di significato. Già alla vigilia, l’obiettivo era chiaro: <strong>alzare l’asticella</strong>, migliorare il record e dimostrare che i limiti sono più culturali che fisici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E infatti questa non è stata semplicemente “<strong>la sfida di un atleta</strong>”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Paglia fa dello sport un linguaggio diretto, potente, impossibile da ignorare. Ogni chilometro percorso è un messaggio rivolto alla società e alle istituzioni: <strong>pari opportunità, dignità, rispetto</strong> non sono concessioni, ma <strong>diritti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Prestazione, dignità, cittadinanza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La “2 Ore No Limits” nasce come prova di resistenza. Ma nella forza di Gianfranco Paglia diventa qualcosa di più: un atto concreto per ribadire che <strong>le persone con disabilità non sono cittadini di serie B</strong>, e che l’inclusione non si predica, si pratica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo record di <strong>14,360 km</strong> non è solo una vittoria personale.<br>È un traguardo che rafforza un messaggio chiaro: <strong>il limite non è la disabilità, ma lo sguardo con cui la società la osserva</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Folgore Comandante Paglia!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/paglia-record.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"2orenolimits, Disabilità, gianfrancopaglia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-20 13:01:13","stato":"publish","riassunto_video":"Ad Armentarola, il Tenente Colonnello Paracadutista Gianfranco Paglia ha stabilito il suo nuovo record personale di sci nordico paralimpico, percorrendo 14,36 km in due ore. Un’impresa che va oltre lo sport e diventa un messaggio di inclusione, dignità e pari opportunità: il vero limite è nello sguardo con cui la società osserva la disabilità. Complimenti, Comandante Paglia!","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27487-gianfranco-paglia-oltre-ogni-limite-nuovo-record-alla-2-ore-no-limits-14-km-e-360-metri.mp4","galleria":""}
{"id":27456,"titolo":"I Paracadutisti Spagnoli puntano sui droni FPV: micro-laboratorio operativo con produzione autonoma e stampa 3D","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’impiego massiccio dei droni FPV (First Person View) nei conflitti recenti, in particolare nella guerra in Ucraina, sta ridefinendo in profondità le dottrine operative moderne. Anche le Forze Armate spagnole accelerano su questa capacità, con una decisione significativa che coinvolge direttamente lo Squadrone Guastatori Paracadutisti <strong>(Escuadrón de Zapadores Paracaidistas - EZAPAC)</strong> dell’Ejército del Aire y del Espacio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-droni-fpv-come-capacita-tattica-strutturale\">Droni FPV come capacità tattica strutturale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da strumento inizialmente improvvisato e utilizzato da forze irregolari, il drone FPV si è evoluto in una vera e propria <strong>capacità tattica fondamentale</strong>, impiegata sia per missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR), sia per azioni di precisione e disruzione sul campo di battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esperienza ucraina ha dimostrato come piattaforme economiche, modulari e rapidamente sostituibili possano avere un impatto operativo sproporzionato rispetto al loro costo, specialmente in contesti caratterizzati da minacce ibride e da un’elevata presenza di popolazione civile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-investimento-mirato-per-sviluppare-autonomia-operativa\">Un investimento mirato per sviluppare autonomia operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto si inserisce il recente <strong>contratto da 400.000 euro</strong> assegnato dall’Ejército del Aire y del Espacio alla società Etrair, finalizzato allo sviluppo di droni FPV all’interno dell’EZAPAC (documento <a href=\"https://www.boe.es/boe/dias/2025/12/16/pdfs/BOE-B-2025-46409.pdf\">pubblicato martedì 16 dicembre sul BOE</a> (Boletín Oficial del Estado, equivalente spagnolo della nostra Gazzetta Ufficiale).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La documentazione ufficiale riporta che le unità del reparto devono essere in grado di operare in scenari complessi e dinamici, affrontando minacce che spaziano dal terrorismo alle crisi di protezione civile, passando per operazioni speciali e interventi di emergenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-produzione-interna-e-stampa-3d-il-modello-ucraino-come-riferimento\">Produzione interna e stampa 3D: il modello ucraino come riferimento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli aspetti più rilevanti del programma riguarda la <strong>fabbricazione autonoma dei droni FPV</strong> attraverso l’impiego di tecnologie di <strong>stampa 3D</strong>. Questa scelta consente un’elevata flessibilità nella progettazione, nell’adattamento rapido ai diversi profili di missione e nella riduzione dei tempi logistici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo è replicare, su scala nazionale, un modello già collaudato in Ucraina: droni essenziali, economici, facilmente riproducibili e adattabili, in alcuni casi collegati tramite fibra ottica per ridurre la vulnerabilità alle interferenze elettroniche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-cellula-di-fabbricazione-additiva-per-droni-fungibili\">Una “cellula di fabbricazione additiva” per droni fungibili</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto prevede la creazione di una <strong>cellula di fabbricazione additiva di base</strong>, in grado di progettare, assemblare e validare in autonomia prototipi funzionali di RPAS fungibili. La priorità è garantire all’unità la capacità di rispondere rapidamente alle esigenze operative immediate, integrando un ciclo di trasferimento della conoscenza che renda il reparto progressivamente indipendente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In pratica un <strong>micro-laboratorio operativo</strong>, pensato per lavorare <strong>vicino al reparto</strong> e <strong>al ritmo delle operazioni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, è previsto un servizio di consulenza e supporto ingegneristico volto a sviluppare un vero e proprio <strong>ambiente di sperimentazione operativa</strong>, nel quale testare soluzioni, materiali e configurazioni in funzione degli scenari reali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-addestramento-e-sperimentazione-il-fattore-umano-resta-centrale\">Addestramento e sperimentazione: il fattore umano resta centrale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tecnologia, tuttavia, non è sufficiente senza un adeguato addestramento. La formazione dei piloti FPV resta un elemento chiave, come dimostrano le esperienze già avviate in altri reparti delle Forze Armate spagnole.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un esempio consolidato è rappresentato dal laboratorio droni della <strong>Legión Española</strong> presso la Base Álvarez de Sotomayor, a Viator (Almería), dove da anni si sperimentano droni FPV e componenti stampati in 3D, cercando il miglior compromesso tra efficacia operativa e contenimento dei costi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-verso-una-nuova-dottrina-dei-reparti-d-elite\">Verso una nuova dottrina dei reparti d’élite</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta dell’EZAPAC conferma una tendenza ormai chiara: i reparti ad alta prontezza operativa non possono più prescindere dall’integrazione di droni FPV come <strong>estensione diretta delle capacità del soldato sul terreno</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Produzione autonoma, adattabilità rapida, addestramento avanzato e sperimentazione continua diventano così pilastri di una nuova dottrina operativa, nella quale tecnologia e fattore umano devono evolvere insieme per rispondere alle sfide dei conflitti contemporanei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":13209,\"href\":\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/12/BOE-B-2025-46409.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/12/BOE-B-2025-46409.pdf\" type=\"application/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"BOE-B-2025-46409\"></object><a id=\"wp-block-file--media-7c0093d6-5bc6-469d-a57d-ddb77cf70b61\" href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/12/BOE-B-2025-46409.pdf\">BOE-B-2025-46409</a><a href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/12/BOE-B-2025-46409.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-7c0093d6-5bc6-469d-a57d-ddb77cf70b61\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/EZAPAC-DRONE.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"Droni, esercitospagnolo, ezapac","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-19 22:42:49","stato":"publish","riassunto_video":"Le Forze Armate spagnole potenziano l’uso dei droni FPV con un investimento di 400.000 euro per lo Squadrone Guastatori Paracadutisti. Il progetto punta alla produzione autonoma tramite stampa 3D, garantendo flessibilità e rapidità operativa. Fondamentale resta l’addestramento dei piloti, per integrare tecnologia e capacità umane in nuove dottrine militari.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"","galleria":""}
{"id":27450,"titolo":"Conclusa a Guidonia la sperimentazione per il lancio TCL dall'elicottero UH-139D. Joint venture Aeronautica, Carabinieri, Esercito con la Folgore protagonista","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 3 al 7 novembre 2025, sull’aeroporto militare “Arturo Ferrarin” di Guidonia (sede del 60° Stormo), si è conclusa con esito positivo la sperimentazione finalizzata alla <strong>certificazione e qualifica dell’elicottero UH-139D</strong> per l’aviolancio di paracadutisti in <strong>Tecnica di Caduta Libera (TCL)</strong>. Un traguardo operativo che nasce da una <strong>joint venture interforze</strong> tra <strong>Aeronautica Militare, Esercito Italiano e Arma dei Carabinieri</strong>, con il forte contributo tecnico della <strong>Brigata Paracadutisti Folgore</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-joint-venture-tra-aeronautica-esercito-e-carabinieri\">Una joint venture tra Aeronautica, Esercito e Carabinieri</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto di forza dell’attività non è solo il risultato tecnico, ma il modello di collaborazione: <strong>una sinergia strutturata tra tre componenti della Difesa che hanno lavorato come un unico sistema.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Aeronautica Militare ha garantito la cornice sperimentale e certificativa attraverso le articolazioni della Divisione Aerea di Sperimentazione Aeronautica e Spaziale, con il Reparto Sperimentale di Volo in prima linea nella conduzione delle prove. L’Arma dei Carabinieri ha messo a disposizione il velivolo e i reparti impiegati, mentre l’Esercito Italiano ha contribuito con competenze specialistiche nel settore aviolancio, grazie al ruolo riconosciuto della Folgore, nazionale ed internazionale, quale riferimento tecnico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-reparto-sperimentale-di-volo-al-centro-delle-prove\">Il Reparto Sperimentale di Volo al centro delle prove</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività di testing sono state condotte dal <strong>Reparto Sperimentale di Volo (RSV)</strong>, in particolare tramite <strong>Gruppo Tecnico</strong> e <strong>311° Gruppo Volo</strong>, nel quadro delle attività di supporto alla <strong>Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l’Aeronavigabilità</strong> per i processi di certificazione e qualifica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il RSV svolge una funzione strategica: sperimenta, integra e valida sistemi e capacità (nuove o modificate) per consentire l’implementazione rapida di soluzioni operative, soprattutto quando cambiano scenari e minacce. In questo caso, la certificazione dell’UH-139D dimostra come la sperimentazione possa trasformarsi in <strong>capacità immediatamente spendibili</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’UH-139D dell’Arma dei Carabinieri diventa <strong>il primo elicottero della linea AW-139</strong> a ottenere la certificazione per l’aviolancio in TCL. Un passaggio che consolida e amplia le opzioni di inserzione aerea, rafforzando l’efficacia di impiego dei reparti paracadutisti e speciali dell’Arma in scenari complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-enti-e-reparti-coinvolti-interoperabilita-sul-campo\">Enti e reparti coinvolti: interoperabilità sul campo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il carattere joint della sperimentazione è stato reso possibile dal contributo di più comandi ed enti, con un coordinamento operativo che ha valorizzato competenze complementari. Tra i partecipanti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>60° Stormo di Guidonia</strong>, per il supporto logistico e infrastrutturale</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\"><strong>Brigata Paracadutisti Folgore</strong></a> con il personale tecnico dell’Ufficio Esperienze e Studi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Raggruppamento Aeromobili Carabinieri</strong> di Pratica di Mare</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/1o-reggimento-carabinieri-paracadutisti-tuscania/\"><strong>1° Reggimento Paracadutisti “Tuscania”</strong></a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/gruppo-di-intervento-speciale-gis/\"><strong>Gruppo di Intervento Speciale (GIS)</strong></a></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attività ha prodotto un duplice effetto: consolidamento tecnico-procedurale e crescita professionale, grazie al confronto diretto tra dottrine, standard e procedure interforze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dasas-la-filiera-della-sperimentazione-aerospaziale\">DASAS: la filiera della sperimentazione aerospaziale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Divisione Aerea di Sperimentazione Aeronautica e Spaziale (DASAS)</strong> riunisce sotto un unico comando gli enti di studio e sperimentazione dell’Aeronautica Militare. È un asset chiave per prove in volo, valutazioni tecnico-scientifiche, medicina aerospaziale e verifica operativa dei sistemi, garantendo al comparto Difesa un supporto tecnico-logistico e operativo ad ampio spettro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-folgore-riferimento-tecnico-per-l-aviolancio\">La Folgore riferimento tecnico per l’aviolancio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contributo della Folgore si inserisce in un ruolo ben definito: l’<strong>Ufficio Esperienze e Studi</strong> della Brigata Paracadutisti “Folgore”, quale <strong>Ente Tecnico della Difesa</strong>, è il riferimento nazionale e internazionale per l’aviolancio di personale, materiali e armamenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dallo sviluppo di nuovi sistemi alla valutazione delle procedure, fino all’implementazione delle misure di sicurezza, la collaborazione costante con <strong>RSV</strong> e <strong>46ª Brigata Aerea</strong> garantisce l’efficacia complessiva dei sistemi e il raggiungimento degli obiettivi dell’intero comparto Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-modello-interforze-che-vale-piu-del-singolo-risultato\">Un modello interforze che vale più del singolo risultato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La certificazione dell’UH-139D per l’aviolancio TCL è un traguardo importante, ma il messaggio più forte è un altro: quando <strong>Aeronautica, Esercito e Carabinieri</strong> lavorano in modo integrato, la Difesa italiana accelera l’innovazione, rende più rapide le qualifiche operative e consolida capacità reali, misurabili e subito impiegabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/Aviolanci-TCL-7.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"artonauticamilitare, carabinieri, folgore, gis, tuscania","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-19 18:13:03","stato":"publish","riassunto_video":"All’aeroporto militare di Guidonia si sono concluse con successo le prove di certificazione dell’elicottero UH-139D per il lancio in Tecnica di Caduta Libera (TCL). Il risultato nasce da una collaborazione interforze tra Aeronautica Militare, Esercito e Carabinieri. L'Ufficio Esperienze e Studi della Brigata Paracadutisti Folgore resta l'ente tecnico nazionale della Difesa per l’aviolancio.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/news/capacita-operative-conclusa-a-guidonia-la-sperimentazione-per-laviolancio-di-paracadutisti-in-tecnica-di-caduta-libera/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27450-conclusa-a-guidonia-la-sperimentazione-per-il-lancio-tcl-dallelicottero-uh-139d-joint-venture-aeronautica-carabinieri-esercito-con-la-folgore-protagonista.mp4","galleria":""}
{"id":27444,"titolo":"Rwm Domusnovas: Popolo sardo è tempo di scegliere tra ideologia o futuro","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Sardegna è una terra che non può permettersi di dimenticare sé stessa. La sua storia non è fatta di slogan, ma di sacrificio, lavoro e responsabilità. I soldati della <strong>Brigata Sassari</strong>, nella Prima guerra mondiale, resero leggendario il popolo sardo per <strong>virtù di patria</strong>: difesero la loro terra e il futuro delle generazioni che sarebbero venute dopo di loro, affrontando scelte difficili senza mai tirarsi indietro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Quel coraggio oggi sembra affievolito. Al suo posto avanzano posizioni ideologiche che rallentano lo sviluppo tecnologico e industriale dell’isola</strong>. Queste visioni, spesso incapaci di confrontarsi con la complessità del presente, rischiano di trasformare la Sardegna in un luogo di <strong>immobilismo e regressione</strong>, in netta contraddizione con la storia di chi seppe affrontare sfide ben più ardue.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-burocrazia-e-numeri-dove-si-inceppa-il-futuro\">Burocrazia e numeri: dove si inceppa il futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il caso che meglio incarna questo blocco è lo stallo sull’ampliamento dell’impianto <a href=\"https://difesanews.com/in-sardegna-rheinmetall-droni-da-combattimento/\">Rwm di Domusnovas</a>, nel Sulcis Iglesiente — un tema che intreccia <strong>commesse internazionali, tecnologia avanzata, autorità amministrative e visioni politiche inconciliabili</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni, lo stabilimento è passato da essere un impianto marginale a un hub strategico della produzione bellica europea. I contratti raccolti da <a href=\"https://www.rheinmetall.com/en/company/subsidiaries/rwm-italia-s-p-a\">Rwm Italia</a> sono cresciuti in maniera impressionante, passando da circa <strong>28 milioni di euro nel 2021 a oltre 240 milioni nel 2023</strong>, con un portafoglio ordini stimato oltre i <strong>200 milioni di euro</strong> solo per prodotti avanzati come le munizioni “loitering” destinate a otto Paesi Nato e non Nato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9912,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/40327-e1760219628617.jpeg\" alt=\"Rheinmetall produce droni da combattimento in Sardegna\" class=\"wp-image-9912\" title=\"Rwm Domusnovas: Popolo sardo è tempo di scegliere tra ideologia o futuro\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">In Sardegna Rheinmetall crea un polo strategico per la produzione di droni da combattimento</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo sviluppo avrebbe implicato non solo un aumento dei volumi produttivi ma anche l’integrazione di tecnologie d’avanguardia e una maggiore capacità occupazionale in una delle zone con più alta disoccupazione d’Italia. Eppure, <strong>l’ostacolo burocratico non è il mercato, ma la paralisi decisionale interna alla Regione Sardegna</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto cruciale è la <strong>Valutazione di Impatto Ambientale (VIA)</strong> sull’ampliamento ex post dei reparti e dei magazzini: la procedura, iniziata più di <strong>30 mesi fa</strong>, è stata completata dagli uffici tecnici ma <strong>non è mai stata formalmente deliberata in Giunta</strong> prima della scadenza dei termini imposti dal Tar. Per legge, la decisione finale richiede un voto dell’esecutivo regionale, ma questo voto non è mai arrivato. La giunta, guidata dalla presidente <strong>Alessandra Todde</strong>, ha scelto di non portare la delibera in approvazione, ritenendo ancora incomplete alcune parti dell’istruttoria in ambito sanitario e di dissesto idrogeologico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il risultato è stato inevitabile: il mancato esercizio della competenza regionale entro i termini legali ha aperto la strada al <strong>commissariamento ad acta da parte del governo nazionale</strong>, che ora potrebbe completare la procedura al posto dell’amministrazione regionale. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-giovani-lavoro-e-il-peso-di-un-no-ideologico\">Giovani, lavoro e il peso di un no ideologico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il prezzo di questa prolungata indecisione lo pagano soprattutto i <strong>giovani sardi</strong>. Senza un legame stabile con la tecnologia e con le filiere produttive moderne, saranno costretti a emigrare, privando l’isola di energie, competenze e prospettive di crescita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13175,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/image.jpg\" alt=\"Rwm Domusnovas: Popolo sardo è tempo di scegliere tra ideologia o futuro\" class=\"wp-image-13175\" title=\"Rwm Domusnovas: Popolo sardo è tempo di scegliere tra ideologia o futuro\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Rwm Domusnovas: Popolo sardo è tempo di scegliere tra ideologia o futuro</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chiunque segua questa vicenda da vicino sa che l’ostacolo reale non è una mancanza di rispetto per l’ambiente o per la salute, ma <strong>la trasformazione di questioni amministrative in monete ideologiche</strong>. Invece di promuovere un dibattito serio e trasparente sulle condizioni ambientali, sulla sicurezza industriale, sulla diversificazione produttiva o su eventuali riconversioni civili, il tema dell’ampliamento è stato manipolato come un simbolo da contrapporre a una visione “pacifista” o “antinucleare”. Questo approccio ha paralizzato una decisione che avrebbe potuto tradursi in <strong>migliaia di occupati, conoscenze specialistiche e filiere high-tech radicate nel territorio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Sardegna non ha bisogno di dire sempre no. Ha bisogno di <strong>governare lo sviluppo</strong>, con regole chiare, controlli rigorosi e responsabilità politica. Come fecero i sardi della Brigata Sassari, che non scelsero la via più semplice, ma quella necessaria. Popolo sardo, non lasciamo che la burocrazia ideologizzata decida il nostro destino. È tempo di <strong>scegliere il futuro</strong> invece del declino.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/8.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"futurosardo, lavoro, Rwm, Sardegna, sceltepolitiche, sviluppoindustriale, tecnologia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-19 10:54:03","stato":"publish","riassunto_video":"La Sardegna rischia il declino a causa di posizioni ideologiche che bloccano lo sviluppo industriale, come nel caso dell’ampliamento dell’impianto Rwm di Domusnovas. Nonostante l’impianto sia strategico per la produzione bellica europea e crei occupazione, la burocrazia regionale ha fermato la decisione, penalizzando i giovani e il futuro dell’isola. Serve una scelta responsabile per il progresso.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://it.euronews.com/business/2025/12/19/fabbrica-di-armi-la-sardegna-frena-sullampliamento-di-rwm-a-rischio-le-commesse-nato","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27444-rwm-domusnovas-popolo-sardo-e-tempo-di-scegliere-tra-ideologia-o-futuro.mp4","galleria":""}
{"id":27439,"titolo":"Germania inaugura il Centro Nazionale di Difesa contro i Droni: una risposta alle minacce ibride","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Berlino, 17 dicembre 2025</em> – La Germania ha ufficialmente aperto a <strong>Berlino il suo primo “Gemeinsames Drohnenabwehrzentrum” (GDAZ)</strong>, un centro congiunto di difesa contro i droni che rappresenta un passo significativo nella risposta alle crescenti minacce legate all’uso di veicoli aerei senza pilota nel contesto della <strong>sicurezza interna e della guerra ibrida</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-centro-24-7-per-coordinare-rilevamento-e-intervento\">Un centro 24/7 per coordinare rilevamento e intervento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo GDAZ, situato presso la <strong>Direzione della Polizia Federale (Bundespolizei)</strong> sullo Schöneberger Ufer, riunisce per la prima volta sotto un unico tetto:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>la <strong>polizia federale e delle Länder (Stati)</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>l’<strong>Ufficio federale di polizia criminale (BKA)</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>la <strong>Bundeswehr (Forze armate)</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>servizi di intelligence<br>con l’obiettivo di <strong>scambiare dati, analizzare informazioni e coordinare le risposte in tempo reale</strong> contro droni sospetti o potenzialmente ostili. Il centro opererà <strong>24 ore su 24</strong> e il pieno avvio operativo è previsto <strong>gennaio 2026</strong>. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-minacce-in-aumento-contesto-e-percezione-politica\">Minacce in aumento: contesto e percezione politica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ministro dell’Interno tedesco, <strong>Alexander Dobrindt (CSU)</strong>, ha dichiarato che il numero di droni sospetti rilevati nel cielo tedesco è <strong>aumentato in modo significativo negli ultimi mesi</strong>, con sorvoli frequenti su infrastrutture sensibili come aeroporti, basi militari, impianti energetici e strutture civili. Secondo il governo, <strong>“in molti casi riteniamo che questi droni siano controllati da potenze ostili”</strong>, facendo riferimento in modo indiretto a possibili collegamenti con la Russia e altre minacce ibride. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cancelliere <strong>Friedrich Merz</strong> ha definito questi eventi come parte di <strong>tattiche di guerra ibrida</strong>, volte a destabilizzare e mettere sotto pressione la sicurezza europea. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-nasce-il-centro-coordinazione-e-miglioramento-delle-capacita\">Perché nasce il centro: coordinazione e miglioramento delle capacità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Prima dell’istituzione del GDAZ, la difesa contro i droni in Germania era <strong>distribuita tra diverse autorità</strong> — dalla polizia locale alla Bundeswehr — con scarsa condivisione di informazioni e competenze. Il nuovo centro intende:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>creare un <strong>quadro condiviso di situazione</strong> (situational awareness)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>consentire una <strong>valutazione più rapida delle minacce</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>sviluppare modelli predittivi sulle tattiche utilizzate</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>coordinare interventi immediati in caso di sorvoli sospetti </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13168,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Germania inaugura il Centro Nazionale di Difesa contro i Droni: una risposta alle minacce ibride\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/gdaz-logo-ohne-link.png\" alt=\"Germania inaugura il Centro Nazionale di Difesa contro i Droni: una risposta alle minacce ibride\" class=\"wp-image-13168\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Germania inaugura il Centro Nazionale di Difesa contro i Droni: una risposta alle minacce ibride</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come spiegano fonti tedesche, la struttura fisica del centro include una sala operativa centrale dove gli specialisti di diverse agenzie lavorano fianco a fianco per <strong>analizzare dati da radar, sensori e sorveglianza</strong> e definire strategie operative comuni. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-normative-autorita-e-capacita-di-intervento\">Normative, autorità e capacità di intervento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La creazione del GDAZ si inserisce in un più ampio progetto di rafforzamento della difesa aerea civile. Quest’anno il Parlamento tedesco ha <strong>esteso i poteri della polizia per abbattere droni qualora necessario</strong>, e sono in corso <strong>riforme normative</strong> per consentire anche alla Bundeswehr di intervenire in casi di droni armati o gravi minacce. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, è stata annunciata la nascita di una <strong>unità speciale di difesa contro i droni</strong> sotto la Bundespolizei con circa 130 agenti dedicati, incaricata di sorvegliare e contrastare le incursioni aeree non autorizzate. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-critiche-e-sfide-future\">Critiche e sfide future</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non mancano critiche e interrogativi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Alcuni esperti sottolineano che <strong>l’abbattimento di droni piccoli può essere tecnicamente complesso</strong> e rischioso per la sicurezza pubblica, soprattutto vicino a infrastrutture civili.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Il <strong>numero crescente di droni in uso civile</strong> — stimato in centinaia di migliaia in Germania — rende difficile distinguere rapidamente tra oggetti innocui e minacce reali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, l’istituzione del GDAZ è vista dalla maggior parte degli analisti come <strong>un passo fondamentale per colmare lacune di coordinamento</strong> e per rispondere in modo più efficace a un fenomeno che, secondo rapporti recenti, ha visto <strong>centinaia di sorvoli sospetti nel 2025</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Germania sta portando avanti una strategia proattiva di difesa contro i droni, inserita nel più ampio contesto di contrasto alle <strong>minacce ibride moderne</strong>. Con il nuovo <strong>Centro Nazionale di Difesa contro i Droni (GDAZ)</strong>, Berlino intende migliorare la cooperazione inter-agenzie, potenziare la risposta alle incursioni non autorizzate e rafforzare la protezione delle infrastrutture critiche. Resta da vedere come le nuove capacità operative e normative influenzeranno la sicurezza aerea nei prossimi anni, in un panorama in rapida evoluzione. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"AlexanderDobrindt, Droni, gdaz, minacceibride","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-19 05:34:03","stato":"publish","riassunto_video":"La Germania ha inaugurato a Berlino il primo Centro Nazionale di Difesa contro i Droni (GDAZ), un hub 24/7 che unisce polizia, Bundeswehr e intelligence per monitorare e contrastare sorvoli sospetti su infrastrutture critiche. Questa iniziativa nasce per migliorare coordinazione e risposta alle minacce ibride, in un contesto di crescente uso ostile di droni.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.bmi.bund.de/SharedDocs/pressemitteilungen/EN/2025/12/gdaz-dez.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27439-germania-inaugura-il-centro-nazionale-di-difesa-contro-i-droni-una-risposta-alle-minacce-ibride.mp4","galleria":""}
{"id":27432,"titolo":"Scontri al confine tra Afghanistan e Pakistan","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi mesi, le forze pakistane e i combattenti affiliati all’amministrazione afghana hanno scambiato ripetuti colpi d’arma da fuoco, con incursioni su entrambi i lati della frontiera — in particolare nel <strong>distretto di Spin Boldak e vicino a Chaman</strong> — provocando morti, feriti e danni alle infrastrutture. Recenti scontri notturni hanno lasciato civili feriti su entrambi i lati del confine, testimoniando la fragilità del cessate il fuoco raggiunto in precedenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi episodi fanno parte di un’escalation più ampia: intensi combattimenti in ottobre hanno costretto Pakistan a <strong>chiudere valichi chiave come Torkham, Spin Boldak, Ghulam Khan, Angoor Adda e Dand-e-Patan</strong>, interrompendo il traffico commerciale e i movimenti transfrontalieri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13159,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Scontri al confine tra Afghanistan e Pakistan\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Chaman-border.webp\" alt=\"Scontri al confine tra Afghanistan e Pakistan\" class=\"wp-image-13159\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Scontri al confine tra Afghanistan e Pakistan</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tentativi-di-tregua-e-fallimento-dei-negoziati\">Tentativi di tregua e fallimento dei negoziati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A metà ottobre, Islamabad e Kabul avevano raggiunto una <strong>tregua temporanea di 48 ore</strong> dopo alcune delle peggiori violenze lungo il confine degli ultimi anni. Tuttavia, la tregua non ha portato a un cessate il fuoco duraturo né a un impegno stabile per il dialogo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei mesi successivi si sono svolti <strong>diversi round di colloqui di pace a Istanbul</strong>, mediati da Turchia e Qatar, ma senza esiti concreti: le trattative sono terminate senza un accordo definitivo e le parti continuano a scambiarsi accuse reciproche per la rottura del dialogo e la responsabilità delle violenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13158,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Scontri al confine tra Afghanistan e Pakistan\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Pak-Afgan-Chaman-border.jpg\" alt=\"Scontri al confine tra Afghanistan e Pakistan\" class=\"wp-image-13158\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Scontri al confine tra Afghanistan e Pakistan</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cause-profonde-del-conflitto\">Cause profonde del conflitto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le autorità pakistane accusano l’amministrazione di Kabul di tollerare o di non contrastare efficacemente i gruppi militanti, in particolare i <strong>Tehrik-e-Taliban Pakistan (TTP)</strong>, che avrebbero trovato rifugio su territorio afghano e che avrebbero intensificato gli attacchi in Pakistan. Kabul, da parte sua, nega queste accuse e talvolta ribatte con l’addebito di insicurezza provocata da forze esterne o da incomprensioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto regionale, persistono tensioni legate alla gestione dei gruppi estremisti come l’<strong>ISIS-Khorasan Province (ISKP)</strong> e ad altri soggetti armati attivi nella regione, con recenti arresti di affiliati da parte delle forze Pakistani che evidenziano la complessità della situazione della sicurezza. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-effetti-economici-e-sociali-della-crisi-di-frontiera\">Effetti economici e sociali della crisi di frontiera</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La chiusura prolungata dei valichi ha avuto <strong>gravi conseguenze economiche</strong>. Secondo le camere di commercio regionali, il blocco dei traffici ha provocato perdite di centinaia di milioni di dollari e la sospensione delle normali attività commerciali tra i due Paesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il flusso quotidiano di merci, persone e trasporti interrotti ha causato difficoltà a migliaia di autisti, commercianti e famiglie, con migliaia di camion e container bloccati ai confini e beni deperiti a causa delle attese prolungate. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche i movimenti umani sono stati fortemente colpiti, con molte persone impossibilitate a tornare alle loro case o a lavorare nei Paesi vicini, aggravando una già difficile situazione umanitaria. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13160,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Scontri al confine tra Afghanistan e Pakistan\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/620191539_highres.webp\" alt=\"Scontri al confine tra Afghanistan e Pakistan\" class=\"wp-image-13160\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Scontri al confine tra Afghanistan e Pakistan</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-scenari-futuri-e-prospettive-di-pace\">Scenari futuri e prospettive di pace</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le tensioni tra Kabul e Islamabad non sono solo militari ma anche diplomatiche ed economiche. La persistente mancanza di fiducia reciproca rende difficile l’avvio di un dialogo profondo e stabile. Oltre ai tentativi bilaterali, <strong>paesi regionali come l’Iran, la Cina e la Russia hanno promosso incontri multilaterali</strong> per discutere la stabilità, la cooperazione e il futuro dell’Afghanistan, seppur senza la partecipazione diretta di tutte le parti interessate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le richieste principali restano un <strong>cessate il fuoco permanente</strong>, l’apertura dei valichi di frontiera, la ripresa degli scambi commerciali e la cooperazione contro il terrorismo e organizzazioni armate transnazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/XZ7YRW2HQ5HUBHONSQQZMUD73Y.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Afghanistan, Crisis en Medio Oriente, ghulamkhan, iskp, spinboldak, taliban","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-19 04:54:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://amu.tv/210158/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27432-scontri-al-confine-tra-afghanistan-e-pakistan.mp4","galleria":""}
{"id":27393,"titolo":"La Folgore mostra i muscoli: il 183º Rgt Paracadutisti Nembo conclude 3 settimane di intenso addestramento a Monte Romano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è recentemente conclusa un’intensa attività addestrativa della durata di circa tre settimane che ha visto protagonista il <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\">183° Reggimento Paracadutisti “Nembo”</a></strong> della <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Brigata Paracadutisti Folgore</a></strong>, impegnato nell’area addestrativa di <strong>Monte Romano (VT)</strong>. Un ciclo di addestramento articolato e complesso, finalizzato a mantenere elevati standard di <strong>prontezza operativa</strong>, coesione e capacità di comando e controllo in scenari realistici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":27404,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/183nemboi-00011-1024x683.jpg\" alt=\"La Folgore mostra i muscoli: il 183º Reggimento Paracadutisti Nembo conclude 3 settimane di intenso addestramento - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-27404\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paracadutisti del 183º Reggimento Nembo eseguito un'attività tattica offensiva - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">“Scorpione 7/25”: comando, controllo e realismo operativo</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le prime due settimane si sono svolte nell’ambito dell’esercitazione <strong>“Scorpione 7/25”</strong>, condotta in coordinamento con il <strong>CAT – Centro Addestramento Tattico</strong>. In questa fase, i paracadutisti del Nembo hanno perfezionato le <strong>procedure di comando e controllo (C2)</strong> operando in un ambiente complesso, reso particolarmente realistico grazie all’impiego dei sistemi di simulazione del centro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’addestramento ha consentito ai quadri di comando e allo staff di esercitare il processo decisionale in condizioni di pressione, migliorando la gestione delle informazioni, la sincronizzazione delle unità e la capacità di adattamento alle variabili del campo di battaglia moderno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":27396,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/183nemboi-00003-1024x576.jpg\" alt=\"La Folgore mostra i muscoli: il 183º Reggimento Paracadutisti Nembo conclude 3 settimane di intenso addestramento - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-27396\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una fase dell’attività presso il CAT - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">“Grizzano 25”: mobilità aerea e operazioni offensive</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La terza settimana è stata dedicata all’esercitazione <strong>“Grizzano 25”</strong>, durante la quale il reggimento ha potuto contare sul supporto del <strong>1° Reggimento AVES “Antares”</strong>, impiegando un assetto <strong>CH-47 Chinook</strong>. Grazie alle capacità dell’ala rotante, i paracadutisti del Nembo hanno condotto <strong>aviolanci</strong>, inserzioni e <strong>operazioni offensive</strong>, valorizzando la mobilità aerea come moltiplicatore di efficacia tattica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’evento addestrativo hanno preso parte anche assetti dell’<strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/8-reggimento-genio-guastatori-paracadutisti-folgore/\">8° Reggimento Genio Guastatori “Folgore”</a></strong>, del <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/185o-reggimento-artiglieria-paracadutisti-folgore/\">185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti “Folgore”</a></strong>, del <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\">187° Reggimento Paracadutisti “Folgore”</a></strong>, del <strong>7° Reggimento Difesa CBRN “Cremona”</strong> e dell’<strong>11° Reggimento Trasmissioni “Leonessa”</strong>, in un contesto pienamente <strong>multidominio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":27402,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/183nemboi-00009-1024x683.jpg\" alt=\"La Folgore mostra i muscoli: il 183º Reggimento Paracadutisti Nembo conclude 3 settimane di intenso addestramento - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-27402\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lancio da elicottero CH 47 - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sistema “Imperio” e consapevolezza situazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività di pattugliamento — <strong>appiedate e motorizzate, diurne e notturne</strong> — sono state gestite tramite il sistema di comando e controllo <strong>“Imperio”</strong>. L’impiego di questo strumento ha garantito una <strong>situational awareness</strong> costantemente aderente alla realtà del terreno, consentendo ai comandanti di monitorare l’andamento delle operazioni in tempo reale, accelerare il ciclo decisionale e valutare con precisione l’efficacia delle unità di manovra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":27399,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/183nemboi-00006-1024x683.jpg\" alt=\"La Folgore mostra i muscoli: il 183º Reggimento Paracadutisti Nembo conclude 3 settimane di intenso addestramento - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-27399\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tiratore scelto in addestramento al tiro - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">ARF e capacità ad alta prontezza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso dell’addestramento sono state consolidate le procedure dell’unità del reggimento attualmente inserita nella <strong>ARF – Allied Reaction Force</strong>, forza multinazionale e multidominio ad <strong>altissima prontezza operativa</strong>, impiegabile con tempi di preavviso estremamente ridotti. In particolare, il personale ha effettuato <strong>infiltrazioni tramite lancio TCL (Tecnica di Caduta Libera)</strong>, seguite da attività di <strong>riconoscimento e acquisizione obiettivi</strong>, confermando la capacità del reparto di operare in profondità e in autonomia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":27408,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/183nemboi-00015-1024x683.jpg\" alt=\"La Folgore mostra i muscoli: il 183º Reggimento Paracadutisti Nembo conclude 3 settimane di intenso addestramento - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-27408\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lancio TCL degli esploratori Paracadutisti - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Addestramento come garanzia operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attività svolta a Monte Romano ha confermato il livello di efficienza del <strong>183° “Nembo”</strong>, confermando il ruolo centrale dell’addestramento continuo nel garantire l’efficacia operativa della <strong>Brigata Folgore</strong>. Professionalità, interoperabilità e realismo restano i pilastri su cui si fonda la prontezza dei paracadutisti italiani, chiamati a operare in scenari sempre più complessi e dinamici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Fonte e Copyright foto Esercito Italiano</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:envira/envira-gallery {\"galleryId\":27417,\"title\":\"La Folgore mostra i -27393-Converted-2025-12-18 20:30:09\",\"columns\":\"3\",\"row_height\":150,\"margins\":\"custom\",\"custom_margins\":10,\"lightbox_enabled\":1,\"lazyload_enabled\":1,\"images\":[{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/183nemboi-00017-1024x683.jpg\",\"title\":\"183nemboi-00017-1024x683\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/183nemboi-00017-1024x683.jpg\",\"alt\":\"La Folgore mostra i muscoli: il 183º Reggimento Paracadutisti Nembo conclude 3 settimane di intenso addestramento - brigatafolgore.net\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"link_new_window\":0,\"id\":27410,\"height\":683,\"width\":1024},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/183nemboi-00016-1024x683.jpg\",\"title\":\"183nemboi-00016-1024x683\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/183nemboi-00016-1024x683.jpg\",\"alt\":\"La Folgore mostra i muscoli: il 183º Reggimento Paracadutisti Nembo conclude 3 settimane di intenso addestramento - 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Le attività, svolte in un contesto multidominio, hanno incluso lanci vincolati e caduta libera della componente esplorante. L’addestramento ha rafforzato prontezza e capacità della Brigata Paracadutisti Folgore.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27393-la-folgore-mostra-i-muscoli-il-183o-rgt-paracadutisti-nembo-conclude-3-settimane-di-intenso-addestramento-a-monte-romano.mp4","galleria":""}
{"id":27387,"titolo":"Belgorod: Droni Ucraini neutralizzano S-400","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo Stato Maggiore delle Forze Armate dell’Ucraina ha comunicato che il 14 dicembre 2025 unità ucraine hanno condotto un <strong>attacco con droni d’attacco contro un sistema di difesa aerea russo S-400 “Triumf” nella regione di Belgorod</strong>, ottenendo la distruzione confermata di due lanciatori semoventi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo era costituito da elementi mobili del sistema S-400 appartenenti al <strong>568° Reggimento Missilistico Antiaereo delle Forze Armate della Federazione Russa</strong>. Il complesso stava effettuando uno spostamento tattico lungo una strada di campagna nei pressi dell’insediamento di Verkhniy Olshanets, a circa 50 km dal confine ucraino.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo le<strong> informazioni diffuse da <em>Militarnyi</em></strong>, che cita fonti ufficiali ucraine, l’azione è stata supportata da ricognizione preventiva e coordinata tramite assetti ISR. Lo Stato Maggiore ha pubblicato un filmato che mostra personale russo in fase di movimento e successivamente l’ingaggio del bersaglio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’impatto dei droni ha provocato detonazioni di grande intensità, compatibili con la presenza di missili superficie-aria già installati nei contenitori di lancio. Ciò indica che i lanciatori colpiti erano in configurazione operativa e non in semplice trasferimento logistico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’operazione è stata attribuita alla <strong>15ª Brigata Separata di Ricognizione di Artiglieria</strong> delle Forze Armate ucraine, nota come “<strong>Black Forest</strong>”, <strong>unità specializzata nell’impiego di droni da ricognizione e d’attacco contro obiettivi ad alto valore</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13111,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/s-400-triumf-air-defense-system-11-1.jpg\" alt=\"Belgorod: Droni Ucraini neutralizzano S-400\" class=\"wp-image-13111\" title=\"Belgorod: Droni Ucraini neutralizzano S-400\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Belgorod: Droni Ucraini neutralizzano S-400</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-valutazione-dei-danni-bda-e-implicazioni-operative\">Valutazione dei danni (BDA) e implicazioni operative</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Analisti di intelligence open-source hanno effettuato una valutazione indipendente dei filmati diffusi. In particolare, l’OSINT analyst @moklasen ha geolocalizzato l’evento nell’area di <strong>Verkhniy Olshanets</strong>, confermando che il bersaglio si trovava in profondità nel territorio della regione di Belgorod.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il Battle Damage Assessment (BDA) pubblicato dallo Stato Maggiore ucraino, l’attacco ha portato alla <strong>distruzione completa di due lanciatori del sistema S-400</strong>, con perdita totale delle munizioni imbarcate. <em>Militarnyi</em> ha precisato che i veicoli colpiti trasportavano missili pronti all’impiego.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fonti precedenti, tra cui il <strong>canale Telegram “Dossier of a Spy”</strong>, avevano riferito di un attacco avvenuto intorno alle 16:30 ora locale contro una colonna di sistemi S-400 in movimento, indicando l<strong>a distruzione di un lanciatore 5P85SM2-01 e il danneggiamento di un secondo veicolo dello stesso tipo.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La successiva dichiarazione ufficiale ucraina ha chiarito che l’impatto dei droni ha innescato una detonazione secondaria, distruggendo <strong>quattro missili superficie-aria 48N6DM</strong> all’interno dei rispettivi container di trasporto e lancio. <strong>Il 48N6DM rappresenta uno dei principali intercettori del sistema S-400, con capacità di ingaggio contro velivoli, missili da crociera e, in misura limitata, bersagli balistici a lungo raggio.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema S-400 “Triumf” costituisce l’architrave della difesa aerea strategica russa, impiegato per la protezione di infrastrutture critiche, installazioni militari e aree sensibili. Ogni lanciatore standard è equipaggiato con quattro missili; la perdita di due unità in configurazione operativa comporta quindi una riduzione immediata della densità di fuoco e della copertura di difesa aerea nella regione interessata, oltre a un danno economico e logistico significativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://youtu.be/W-6e4b9LQqQ\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://youtu.be/W-6e4b9LQqQ\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/gfg.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"BELGOROD, DRONIUCRAINI, MILITARNYI, S-400","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-18 18:14:04","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://defence-blog.com/ukrainian-drones-destroy-russian-s-400-launchers/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27387-belgorod-droni-ucraini-neutralizzano-s-400.mp4","galleria":""}
{"id":27377,"titolo":"Il peso del tempo: perché le Forze Speciali ragionano diversamente dalle unità convenzionali","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ci sono momenti, durante un’operazione, in cui due reparti possono trovarsi di fronte allo stesso problema e affrontarlo come se vivessero in universi differenti. <strong>Non perché uno sia più coraggioso o più abile dell’altro</strong>, né perché disponga di equipaggiamenti superiori, ma perché <strong>la loro mentalità è stata formata da missioni e responsabilità profondamente diverse</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La distanza concettuale che separa un reparto convenzionale da uno di forze speciali non ha nulla a che vedere con la retorica cinematografica o con l’idea di “super soldati”. È invece la conseguenza diretta della funzione operativa per cui quei reparti sono stati generati. Come <a href=\"https://difesanews.com/portolano-trasforma-le-forze-speciali-comando-unico-per-i-conflitti-del-xxi-secolo/\">ha ricordato recentemente il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano</a>, <strong>le Forze Speciali non sono “fanteria d’élite” da mandare in prima linea</strong>, ma strumenti chirurgici, progettati per ottenere effetti strategici con piccoli numeri e altissima precisione. La massa e la continuità appartengono invece al mondo convenzionale, che <strong>garantisce la base stabile su cui poggia l’intera manovra</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-due-ecosistemi-complementari\">Due ecosistemi complementari</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le unità convenzionali operano all’interno di un sistema che ha come obiettivo la manovra su larga scala, il controllo del territorio, la gestione del tempo lungo una catena di comando articolata. In questo contesto sono necessari <strong>disciplina, coerenza e una capacità di garantire presenza continuativa che richiede numeri importanti e procedure stabili</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le forze speciali vivono invece in un ecosistema opposto. Si muovono ai margini del quadro politico, in scenari sensibili, dove i margini di errore sono minimi e il tempo è compresso. <strong>Operano quasi sempre in piccoli numeri, con autonomia decisionale elevata e un livello di responsabilità individuale che sarebbe insostenibile in strutture di dimensioni maggiori</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa differenza non esprime un giudizio di valore, ma è la conseguenza naturale delle funzioni operative per cui questi reparti sono stati concepiti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12612,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/fs-2.jpg\" alt=\"Il peso del tempo: perché le Forze Speciali ragionano diversamente dalle unità convenzionali\" class=\"wp-image-12612\" title=\"Il peso del tempo: perché le Forze Speciali ragionano diversamente dalle unità convenzionali\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La differenza non è valore ma funzione: ogni reparto è progettato per eccellere nel proprio specifico ambiente operativo - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-tempo-risorsa-distribuita-o-lama-che-taglia\">Il tempo: risorsa distribuita o lama che taglia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per comprendere veramente la differenza tra questi due mondi bisogna osservare come ciascuno si relaziona al tempo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel mondo convenzionale<strong> il tempo scorre lungo la catena di comando</strong>. Le informazioni si raccolgono, si analizzano, risalgono ai livelli superiori, vengono integrate in un quadro più ampio e poi tornano giù sotto forma di ordini coordinati. È un processo più lento, ma permette a migliaia di persone di muoversi senza collidere, mantenendo coerenza e controllo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per le Forze Speciali il tempo ha un’altra forma: <strong>non una risorsa da distribuire, ma una lama sottile che costringe a decidere mentre si osserva</strong>. Il ciclo OODA non è un concetto teorico: è una spirale continua in cui osservazione, orientamento, decisione e azione si sovrappongono. Non si tratta di agire in fretta, ma di ragionare con una velocità mentale che permette di modificare il piano mentre il piano è in corso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12604,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/volo-notturno2.jpg\" alt=\"Il peso del tempo: perché le Forze Speciali ragionano diversamente dalle unità convenzionali\" class=\"wp-image-12604\" title=\"Il peso del tempo: perché le Forze Speciali ragionano diversamente dalle unità convenzionali\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il ciclo OODA, osservare, orientarsi, decidere e agire, nelle forze speciali si fonda in un unico flusso continuo - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La responsabilità individuale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’altra differenza cruciale è la responsabilità. Nelle unità convenzionali <strong>essa scende e risale lungo i livelli gerarchici in modo ordinato</strong>. Le decisioni più delicate vengono prese più in alto, sulla base di un quadro d’insieme, e la distribuzione dei compiti permette di mantenere stabilità e controllo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nelle forze speciali, invece, <strong>la distanza tra chi decide e chi esegue si riduce drasticamente</strong>. L’operatore prende decisioni critiche in autonomia e ne porta il peso immediato, sia operativo che morale. Dove la struttura non può arrivare, intervengono intuito, esperienza e capacità di anticipare gli sviluppi. <strong>È un carico, non un privilegio, che richiede lucidità anche nel caos più assoluto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12585,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/col-moschin-foto.jpg\" alt=\"Il peso del tempo: perché le Forze Speciali ragionano diversamente dalle unità convenzionali\" class=\"wp-image-12585\" title=\"Il peso del tempo: perché le Forze Speciali ragionano diversamente dalle unità convenzionali\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nelle Forze Speciali la decisione è spesso nelle mani dell’operatore: responsabilità operativa e morale sono parte della missione - Copyright foto COLMOSCHIN.IT</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il caos: minaccia o ambiente naturale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul terreno quasi nulla accade esattamente come previsto. Ogni piano, anche il migliore, si incrina al primo contatto con la realtà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per i reparti convenzionali questo significa avviare un processo di riallineamento: comunicazioni, riordino, nuovi ordini. È un approccio che preserva l’efficacia su larga scala.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per le forze speciali il caos non è un’anomalia: <strong>è parte integrante del loro ambiente operativo</strong>. L’addestramento non insegna a evitarlo, ma a conviverci, a riconoscerlo come un interlocutore inevitabile. Un cambiamento improvviso non segna la fine del piano, bensì l’inizio di un altro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È questo che consente a un piccolo gruppo di generare effetti sproporzionati rispetto alle sue dimensioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12598,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/col-moschin-15foto.jpg\" alt=\"Il peso del tempo: perché le Forze Speciali ragionano diversamente dalle unità convenzionali\" class=\"wp-image-12598\" title=\"Il peso del tempo: perché le Forze Speciali ragionano diversamente dalle unità convenzionali\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Quando la realtà manda in frantumi i piani, gli operatori delle forze speciali trasformano ogni imprevisto in un'opportunità - Free Copyright</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Metodo: eseguire o costruire</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è poi la questione del metodo. Le unità convenzionali, per necessità di scala, <strong>lavorano seguendo una soluzione definita</strong>, così da mantenere ordine tra reparti numerosi e interconnessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le forze speciali procedono al contrario: <strong>partono dal risultato desiderato e ricostruiscono a ritroso le condizioni per ottenerlo</strong>. La domanda non è solo <em>“come facciamo?”</em>, ma <em>“perché lo facciamo, quali rischi assumiamo, quali alternative abbiamo?”</em>. È un metodo pensato per dattarsi non solo a territori sconosciuti o ostili, ma anche a spazi politici e culturali in cui le regole non sono mai chiare e <strong>spesso cambiano mentre ci si muove</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12590,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/us-sf-1.jpg\" alt=\"Il peso del tempo: perché le Forze Speciali ragionano diversamente dalle unità convenzionali\" class=\"wp-image-12590\" title=\"Il peso del tempo: perché le Forze Speciali ragionano diversamente dalle unità convenzionali\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ogni operazione nasce dal risultato finale: l’operatore FS ricostruisce a ritroso il percorso più efficace - Copyright foto US 1st Special Forces Group OKINAWA</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’azione è solo l’ultimo fotogramma</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’opinione pubblica vede solo l’azione, perché è la parte più spettacolare. Ma <strong>l’azione è l’ultimo fotogramma di un processo molto più lungo, lento e silenzioso</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Prima c’è studio, analisi, osservazione, infiltrazione invisibile, interpretazione continua. Se l’intervento sembra rapido è perché <strong>tutta la lentezza necessaria è già stata spesa prima, quando nessuno guardava</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La vera essenza delle Forze Speciali non è nell’irruzione, ma nella preparazione che la rende possibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12577,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/9colmoschin-neve.jpg\" alt=\"Il peso del tempo: perché le Forze Speciali ragionano diversamente dalle unità convenzionali\" class=\"wp-image-12577\" title=\"Il peso del tempo: perché le Forze Speciali ragionano diversamente dalle unità convenzionali\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dietro ogni operazione delle forze speciali c’è un lungo lavoro di studio, osservazione e preparazione: l’azione è solo l’ultimo fotogramma - Copyright Foto COLMOSCHIN.IT</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-due-linguaggi-operativi-un-solo-esercito\">Due linguaggi operativi, un solo Esercito</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non esistono due eserciti, ma due linguaggi operativi che rispondono a esigenze complementari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Non è una questione di valore, ma di linguaggio: la vera forza nasce dalla capacità di far dialogare voci diverse, non di uniformarle. È la complementarità a rendere un esercito realmente resiliente ed efficace.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È sbagliato impiegare le Forze Speciali come semplice fanteria d’élite, così come è sbagliato pretendere che i reparti convenzionali operino come Forze Speciali. I reparti convenzionali hanno dottrina, compiti e capacità costruite per reggere il peso della manovra, il controllo del terreno e la massa operativa; le Forze Speciali, invece, sono il risultato di una rara combinazione di predisposizione individuale, attitudine mentale, resistenza emotiva e competenze tecniche altamente specialistiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come in una squadra corse, un’auto da competizione vince solo se pilota, ingegneri e meccanici lavorano in sintonia: <strong>nessuno sostituisce l’altro, ma senza ciascuno l’auto non scende in pista</strong>. Allo stesso modo, è nella distinzione e nell’integrazione dei ruoli che risiede la vera forza della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/nono-addestramento.jpg.webp","categoria":"Forze Speciali","tags":"ColMoschin, forzespeciali","autore":"Clint","data_pubblicazione":"2025-12-18 17:14:02","stato":"publish","riassunto_video":"Le Forze Speciali e i reparti convenzionali operano con mentalità e metodi diversi, rispondendo a funzioni complementari. Le unità convenzionali puntano su numeri e controllo a lungo termine, mentre le Forze Speciali agiscono con piccoli gruppi, autonomia e rapidità decisionale in contesti caotici. La loro forza sta nella preparazione e nella capacità di adattarsi, non nell'azione spettacolare.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27377-il-peso-del-tempo-perche-le-forze-speciali-ragionano-diversamente-dalle-unita-convenzionali.mp4","galleria":""}
{"id":27366,"titolo":"Coraggio contro Acciaio: 18-19 dicembre 1941, la Xª Flottiglia MAS entra nella Leggenda","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella storia delle operazioni speciali navali, poche azioni hanno avuto la forza simbolica e l’impatto operativo dell’incursione <strong>condotta nella notte tra il 18 e il 19 dicembre 1941 nel porto di Alessandria d’Egitto</strong>. Fu un’operazione di audacia estrema, pianificata nei dettagli e portata a termine da un numero ridottissimo di uomini della <strong>Xª Flottiglia MAS</strong>, impiegando i <strong>Siluri a Lenta Corsa (SLC)</strong>, mezzi d’assalto subacquei che la lingua dei reparti aveva battezzato con un soprannome ormai entrato nella memoria collettiva: “maiali”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-xª-flottiglia-mas-il-terrore-del-mediterraneo\">Xª Flottiglia MAS: il terrore del mediterraneo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla fine del 1941 il Mediterraneo non era un “mare secondario”. Era una rete di rotte di rifornimento e di basi che tenevano in vita eserciti e campagne, soprattutto in Nord Africa. In quel quadro, <strong>Alessandria</strong> costituiva uno dei cardini della presenza britannica nel Mediterraneo orientale: un porto fortificato, sorvegliato, centro nevralgico per unità pesanti e per l’interdizione dei convogli. Colpirlo voleva dire tentare di <strong>ridurre la libertà d’azione della Royal Navy</strong> e alleggerire la pressione su un sistema logistico già fragile. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La&nbsp;<strong>prima azione di successo della Xª Flottiglia MAS</strong>&nbsp;si svolse il&nbsp;<strong>25 marzo 1941</strong>&nbsp;nella baia di&nbsp;<strong>Suda</strong>, a Creta. In quell’occasione sei&nbsp;<strong>barchini esplosivi MTM (Motoscafi Turismo Modificati)</strong>&nbsp;attaccarono le unità navali britanniche ancorate in rada, infliggendo danni gravissimi. Tra i bersagli colpiti figurava l’incrociatore&nbsp;<strong>HMS York</strong>, centrato in pieno e costretto a incagliarsi: ridotto a relitto, venne successivamente usato solo come batteria galleggiante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13077,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/xmasattack-1024x587.jpg\" alt=\"Coraggio contro Acciaio: 18-19 dicembre 1941, la Xª Flottiglia MAS entra nella Leggenda\" class=\"wp-image-13077\" title=\"Coraggio contro Acciaio: 18-19 dicembre 1941, la Xª Flottiglia MAS entra nella Leggenda\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gli attacchi della Xª Flottiglia MAS tra il 1940 e il 1941 (rappresentazione grafica degli storici Vincent P. O’Hara ed Enrico Cernuschi)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-arma-dell-asimmetria-i-siluri-a-lenta-corsa\">L’arma dell’asimmetria: i Siluri a Lenta Corsa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo SLC era una risposta “povera” e geniale al problema della superiorità navale avversaria: non sfidare le grandi navi in battaglia, ma <strong>aggirarle</strong> con l’infiltrazione. Due operatori, in immersione, guidavano un mezzo lento e difficile, portando una carica esplosiva da fissare sotto la chiglia del bersaglio. La riuscita dipendeva meno dalla potenza pura e più da fattori umani: <strong>orientamento, calma, resistenza fisica, capacità di improvvisare dopo un guasto, e soprattutto disciplina nel rimanere invisibili.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13072,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"center\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/slc.jpg\" alt=\"Coraggio contro Acciaio: 18-19 dicembre 1941, la Xª Flottiglia MAS entra nella Leggenda\" class=\"wp-image-13072\" title=\"Coraggio contro Acciaio: 18-19 dicembre 1941, la Xª Flottiglia MAS entra nella Leggenda\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'operazione prende il via con l'imbarco dei mezzi d'assalto Siluri a Lenta corsa (SLC), poi universalmente noti come \"Maiali\", sul sommergibile&nbsp;<em>Sciré</em>, che, al comando del tenente di vascello Junio Valerio Borghese, parte dalla Spezia alle 23:00 del&nbsp;3 dicembre 1941 - Copyright Marina Militare Italiana - Ufficio Storico</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-missione-entrare-dove-sembrava-impossibile\">La missione: entrare dove sembrava impossibile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’operazione venne impostata come una <strong>penetrazione clandestina: costi minimi, rischi massimi, bersagli di altissimo valore</strong>. Il sommergibile <strong>Scirè</strong> portò gli incursori in prossimità dell’obiettivo, poi la responsabilità passò agli uomini e ai loro mezzi. Le difese di un porto militare non sono solo reti o sbarramenti: sono correnti, riflessi, rumori, pattuglie, procedure, casualità. È un ambiente dove l’errore non concede repliche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I team erano tre, ciascuno con un compito preciso:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Luigi Durand de la Penne</strong> ed <strong>Emilio Bianchi</strong> puntavano alla corazzata <strong>HMS <em>Queen Elizabeth</em></strong> (SLC n. 221).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Vincenzo Martellotta</strong> e <strong>Mario Marino</strong> avevano come obiettivo la grande nave appoggio/cisterna <strong>Sagona</strong> e unità adiacenti (SLC n. 222).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Antonio Marceglia</strong> e <strong>Spartaco Schergat</strong> erano diretti sulla corazzata <strong>HMS <em>Valiant</em></strong> (SLC n. 223).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13070,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/X-MAS-1939-1000x750.jpg-1.webp\" alt=\"Coraggio contro Acciaio: 18-19 dicembre 1941, la Xª Flottiglia MAS entra nella Leggenda\" class=\"wp-image-13070\" title=\"Coraggio contro Acciaio: 18-19 dicembre 1941, la Xª Flottiglia MAS entra nella Leggenda\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>I componenti della 1ª Flottiglia MAS nel 1939. Tra loro il comandante Aloisi, Luigi Durand de la Penne, Teseo Tesei, Bruno Falcomatà e Gino Birindelli. – Copyright foto Ministero della Difesa-Marina Militare</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sotto-la-chiglia-tecnica-nervi-e-imprevisti\">Sotto la chiglia: tecnica, nervi e imprevisti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella fase finale l’azione diventava quasi chirurgica: individuare il punto corretto, fissare la carica, armare i timer, allontanarsi. E farlo senza luce, con visibilità limitata, spesso con apparecchiature che non perdonavano guasti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il gruppo <strong>Durand de la Penne–Bianchi</strong> dovette affrontare seri problemi tecnici al mezzo e finì per operare in condizioni ancora più difficili del previsto. Nonostante ciò, riuscì a completare l’obiettivo, ma i due vennero <strong>catturati</strong> prima di potersi sottrarre alle ricerche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proprio qui nasce uno dei passaggi più noti della vicenda: poco prima dell’esplosione, Durand de la Penne <strong>avvertì</strong> un ufficiale britannico del pericolo imminente, senza rivelare la posizione esatta della carica. È un dettaglio che ha alimentato letture diverse, ma che viene spesso interpretato come un gesto di responsabilità verso vite umane, dentro la durezza della guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli altri team, pur con difficoltà e arresti, completarono la posa delle cariche. La missione, nella sostanza, riuscì.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13074,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/slc-attack-1.jpg\" alt=\"Coraggio contro Acciaio: 18-19 dicembre 1941, la Xª Flottiglia MAS entra nella Leggenda\" class=\"wp-image-13074\" style=\"width:1000px\" title=\"Coraggio contro Acciaio: 18-19 dicembre 1941, la Xª Flottiglia MAS entra nella Leggenda\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Rappresentazione grafica dell'attacco degli storici Vincent P. O’Hara ed Enrico Cernuschi</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-bersagli-colpiti-e-l-impatto-operativo-e-non-solo-del-raid\">I bersagli colpiti e l’impatto operativo (e non solo) del raid</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle prime ore del <strong>19 dicembre 1941</strong> le cariche esplosive piazzate dagli incursori della <strong>Xª MAS</strong> colpirono i bersagli designati nel porto di Alessandria, producendo un effetto operativo immediato e pesantissimo sulla presenza navale britannica nel Mediterraneo orientale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>HMS Queen Elizabeth</strong> venne attaccata dalla coppia <strong>Antonio Marceglia – Spartaco Schergat</strong>, che riuscì a portare l’SLC sotto lo scafo e a collocare la carica in posizione utile: l’esplosione aprì la nave dal basso, provocando gravi deformazioni e allagamenti nei compartimenti interni, con danni tali da renderla <strong>inermi e indisponibile</strong> per un periodo prolungato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>HMS Valiant</strong> fu invece il bersaglio dell’SLC condotto da <strong>Luigi Durand de la Penne – Emilio Bianchi</strong>. Anche qui l’esplosione, pur maturata in condizioni difficili e a ridosso dello scafo, ebbe effetti devastanti: la corazzata riportò danni seri alla carena e agli apparati, venendo <strong>messa fuori combattimento</strong> e sottratta alle esigenze operative nel momento più delicato della guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nello stesso quadro d’azione, la nave cisterna <strong>Sagona</strong> venne colpita dall’SLC di <strong>Vincenzo Martellotta – Mario Marino</strong>. L’esplosione fu particolarmente distruttiva, concentrata nella zona poppiera, con danni strutturali gravissimi che trasformarono la cisterna in un relitto inutilizzabile. Proprio quell’urto si ripercosse sulle unità vicine: il cacciatorpediniere <strong>HMS Jervis</strong>, affiancato alla Sagona durante il rifornimento, venne <strong>danneggiato per effetto diretto della deflagrazione</strong>, costretto a fermarsi per riparazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In termini operativi, il risultato fu netto: in una sola notte la Royal Navy si vide sottrarre <strong>due navi capitali</strong> e subì ulteriori perdite e limitazioni logistiche, in un teatro dove anche pochi giorni di indisponibilità potevano spostare equilibri, tempi e scelte strategiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non fu un colpo “risolutivo” dell’intera guerra nel Mediterraneo: la strategia dipendeva anche da aerei, radar, intelligence, capacità industriale e logistica. Ma fu un colpo che dimostrò una verità destinata a diventare regola: <strong>anche i porti più difesi sono vulnerabili</strong> se l’avversario sa pensare in modo asimmetrico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13071,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/queen-eliz-1000x539.jpg-1.webp\" alt=\"Coraggio contro Acciaio: 18-19 dicembre 1941, la Xª Flottiglia MAS entra nella Leggenda\" class=\"wp-image-13071\" title=\"Coraggio contro Acciaio: 18-19 dicembre 1941, la Xª Flottiglia MAS entra nella Leggenda\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La HMS Queen Elizabeth circondata da reti parasiluri nel porto di Alessandria prima dell’attacco. – Copyright ADNO 8064 Imperial War Museums</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-divento-leggenda\">Perché diventò leggenda</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’impresa di Alessandria è rimasta nella memoria per più ragioni:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sproporzione tra mezzi e risultato</strong>: pochi uomini, pochi mezzi, bersagli enormi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Altissima probabilità di cattura</strong>: le operazioni speciali navali di quell’epoca spesso prevedevano che rientrare fosse più un auspicio che un piano.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Competenza tecnica e addestramento</strong>: immersione, navigazione subacquea, gestione esplosivi, improvvisazione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Dimensione etica e umana</strong>: la paura riconosciuta, la disciplina, e quel confine sottile tra colpire il nemico e limitare il sacrificio inutile.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-eredita-un-capitolo-fondativo-delle-operazioni-speciali-navali\">Eredità: un capitolo fondativo delle operazioni speciali navali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alessandria non è soltanto un episodio di cronaca bellica: è un tassello che <a href=\"https://difesanews.com/dagli-arditi-alle-forze-speciali-moderne-una-storia-tutta-italiana-parte-i-le-origini-e-la-prima-guerra-mondiale-1914-1918/\">ha contribuito a definire la cultura delle forze speciali navali moderne</a>. Ha anticipato concetti oggi centrali: attacco mirato, sorpresa, infiltrazione, economia delle forze, e valore della preparazione individuale. Nel dopoguerra, molte marine del mondo avrebbero investito proprio in quella direzione, perfezionando dottrine e contromisure.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ecco perché quell’azione è diventata “leggenda”: non per retorica facile, ma perché racconta come, in guerra, <strong>la tecnologia da sola non basta e come l’esito possa dipendere da pochissimi uomini capaci di entrare, silenziosamente, nel punto più protetto del dispositivo avversario.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/decima-18-19dic.jpg","categoria":"Blog","tags":"Alessandria1941, forzespeciali, guerranavale, xmas","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-18 15:27:03","stato":"publish","riassunto_video":"Nella notte tra il 18 e il 19 dicembre 1941 la Xª Flottiglia MAS della Regia Marina compì un’audace incursione nel porto di Alessandria d’Egitto: con i Siluri a Lenta Corsa colpì unità britanniche chiave, danneggiando gravemente due corazzate e una cisterna. L’azione è ricordata come una delle più efficaci operazioni asimmetriche navali.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27366-coraggio-contro-acciaio-18-19-dicembre-1941-la-xa-flottiglia-mas-entra-nella-leggenda.mp4","galleria":""}
{"id":27354,"titolo":"Gianfranco Paglia nuovo Ambasciatore FISIP degli Sport Invernali Paralimpici. E il 20 dicembre l'assalto al record nella “2 Ore No Limits”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>FISIP</strong> ha scelto Gianfranco Paglia come nuovo Ambasciatore degli Sport Invernali Paralimpici. <strong>Ufficiale Paracadutista e Medaglia d’Oro al Valor Militare</strong>, il Tenente Colonnello Paglia non è solo un simbolo di resilienza: è una voce credibile, concreta, capace di trasformare lo sport in un messaggio sociale. E la sua nomina arriva nel momento giusto, mentre l’Italia guarda già a <strong>Milano Cortina 2026</strong> e alla crescita del movimento paralimpico sul territorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è una “carica” di rappresentanza messa lì per prestigio. La Federazione punta su Paglia perché, da anni, il suo impegno si muove su un piano più ampio della competizione: é un impegno che <strong>parla di accessibilità, opportunità reali e cultura dell’inclusione</strong>, con iniziative che mettono al centro una domanda semplice ma decisiva: <strong>quali strumenti diamo alle persone per superare davvero le barriere?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le attività più riconoscibili c’è la sfida sugli sci <strong>“2 Ore No Limits”</strong>, che Paglia affronta insieme alla <strong>Nazionale Italiana Paralimpica di Sci Nordico</strong>. È una prova dura, sì, ma soprattutto chiara nel suo significato: <strong>dimostrare che i limiti non coincidono con la disabilità, e che la forza di volontà funziona davvero quando incontra supporto, metodo e condizioni adeguate</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il 20 dicembre nuovo assalto al record ad Armentarola</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il calendario adesso segna un altro appuntamento chiave: tra due giorni, questo<strong> 20 dicembre, ad Armentarola (Val Badia)</strong>, <a href=\"https://brigatafolgore.net/gianfranco-paglia-sfida-ancora-limpossibile-il-20-dicembre-lassalto-al-nuovo-record-della-2-ore-no-limits/\">Paglia tornerà in pista per una nuova edizione della <strong>“2 Ore No Limits”</strong></a>, con un obiettivo preciso: <strong>migliorare il proprio record.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo scorso <strong>31 gennaio</strong> aveva fissato un primato personale di <strong>11,680 km in due ore</strong> nello sci nordico paralimpico. Ora punta più in alto, con lo stesso approccio: <strong>trasformare la prestazione sportiva in un messaggio diretto</strong> — e impossibile da ignorare — <strong>per la società e per le istituzioni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Perché qui non si parla della “sfida dell’atleta” e basta. Qui si parla di cittadinanza: <strong>pari opportunità, dignità, rispetto</strong>. E della necessità, ancora attuale, di ribadire che le persone con disabilità <strong>non possono e non devono essere trattate come cittadini di serie B.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Oltre la gara: un incarico che parla al Paese</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La portata dell’iniziativa si misura anche dalle presenze che la accompagnano e la sostengono: da <strong>Manuela Di Centa</strong>, icona dello sci nordico, a <strong>Mara Navarria</strong>, fino a <strong>Isabella Rauti</strong>, Sottosegretario alla Difesa. Un segnale importante: quando figure così diverse convergono su un progetto, significa che quel progetto non è solo sportivo. <strong>È culturale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è proprio qui che la nomina FISIP acquista peso. Come Ambasciatore, <strong>Paglia diventa un punto di riferimento nel racconto degli sport invernali paralimpici</strong>: un portavoce di resilienza e pari opportunità, ma anche un moltiplicatore di attenzione e consapevolezza, in un percorso che da oggi a <strong>Milano Cortina 2026</strong> non sarà fatto solo di gare e organizzazione, ma anche — e soprattutto — di mentalità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In altre parole: questa nomina non celebra soltanto ciò che Paglia ha già fatto. <strong>Rafforza ciò che continuerà a fare</strong>: <strong>portare lo sport dove serve davvero, cioè dentro la società</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Da parte nostra, un sentito ringraziamento per il contributo che il Comandante Paglia continua ad offrire al Paese con il Suo impegno quotidiano.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie!</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/pglia-fisip.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"2orenolimits, fisip, gianfrancopaglia, milanocortina2026","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-18 12:27:25","stato":"publish","riassunto_video":"La FISIP ha nominato Gianfranco Paglia Ambasciatore degli Sport Invernali Paralimpici. Paglia, simbolo di resilienza e inclusione, si impegna quotidianamente per promuovere pari opportunità e abbattere le barriere. Il 20 dicembre parteciperà alla “2 Ore No Limits” cercando di superare il record stabilito a Gennaio.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.imille.com/2025/12/11/gianfranco-paglia-e-il-nuovo-ambasciatore-fisip-degli-sport-invernali-paralimpici/","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27354-gianfranco-paglia-nuovo-ambasciatore-fisip-degli-sport-invernali-paralimpici-e-il-20-dicembre-lassalto-al-record-nella-2-ore-no-limits.mp4","galleria":""}
{"id":27348,"titolo":"La NATO approva i bilanci comuni per il 2026, rafforzando la difesa collettiva","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Bruxelles, 17 dicembre 2025</em> — Il 16 dicembre 2025, nel corso di una riunione del <strong>Consiglio Nord Atlantico</strong>, gli Alleati hanno approvato i <strong>bilanci comuni della NATO per il 2026</strong>, riaffermando il loro impegno a rafforzare la difesa collettiva in un contesto di sicurezza globale sempre più complesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’accordo raggiunto dagli Stati membri dell’Alleanza prevede:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>un <strong>Bilancio Civile</strong> pari a <strong>528,2 milioni di euro</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>un <strong>Bilancio Militare</strong> pari a <strong>2,42 miliardi di euro</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste decisioni confermano una traiettoria di crescita della spesa per la difesa, con gli Alleati che investono non solo nelle proprie forze nazionali, ma anche nelle capacità collettive dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-a-cosa-servono-i-bilanci\">A cosa servono i bilanci</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I bilanci comuni della NATO rappresentano uno strumento essenziale per sostenere le priorità strategiche dell’Alleanza e per migliorare prontezza operativa, interoperabilità ed efficacia militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13060,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La NATO approva i bilanci comuni per il 2026, rafforzando la difesa collettiva\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/arf-002-Lg4Yb1.jpg\" alt=\"La NATO approva i bilanci comuni per il 2026, rafforzando la difesa collettiva\" class=\"wp-image-13060\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La NATO approva i bilanci comuni per il 2026, rafforzando la difesa collettiva</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Bilancio Militare 2026</strong><br>Il bilancio militare sosterrà attività e capacità fondamentali, tra cui:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>l’<strong>adattamento militare</strong> della NATO alle minacce emergenti;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il rafforzamento dell’<strong>interoperabilità tra le forze alleate</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>la <strong>prevenzione e gestione delle crisi</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>la <strong>sicurezza cooperativa</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il mantenimento della <strong>Struttura di Comando Integrata della NATO</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il supporto alle <strong>attività di addestramento ed esercitazioni guidate dalla NATO</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il finanziamento delle <strong>operazioni e missioni dell’Alleanza</strong>, nonché delle iniziative di <strong>capacity building a favore dei Paesi partner</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Bilancio Civile 2026</strong><br>Il bilancio civile continuerà a finanziare le <strong>consultazioni politiche e i processi decisionali tra gli Alleati</strong>, oltre alle attività quotidiane del <strong>Quartier Generale della NATO a Bruxelles</strong>, garantendo il funzionamento efficace delle strutture politiche e amministrative dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-e-una-decisione-importante\">Perché è una decisione importante</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’approvazione dei bilanci comuni ha un duplice valore:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Politico</strong>, perché dimostra in modo visibile l’unità e la determinazione degli Alleati nel condividere responsabilità e oneri;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Pratico</strong>, perché consente di finanziare capacità e infrastrutture che nessun Paese potrebbe sostenere efficacemente da solo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il finanziamento comune rappresenta infatti uno degli strumenti chiave del principio di <strong>burden sharing</strong> della NATO e si affianca alla spesa nazionale per la difesa, che resta la principale fonte di deterrenza e capacità militare dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13061,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"600px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"La NATO approva i bilanci comuni per il 2026, rafforzando la difesa collettiva\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/3-2.jpg\" alt=\"La NATO approva i bilanci comuni per il 2026, rafforzando la difesa collettiva\" class=\"wp-image-13061\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:600px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La NATO approva i bilanci comuni per il 2026, rafforzando la difesa collettiva</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-contesto-piu-ampio-aumento-degli-investimenti-nella-difesa\">Il contesto più ampio: aumento degli investimenti nella difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni, la spesa per la difesa dei Paesi NATO è cresciuta in modo significativo. Nel 2025, molti Alleati europei e il Canada hanno raggiunto o superato l’obiettivo storico di destinare <strong>almeno il 2% del PIL alla difesa</strong>, un traguardo che solo pochi Stati rispettavano un decennio fa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, durante il <strong>Vertice NATO del 2025 all’Aia</strong>, gli Alleati hanno concordato un <strong>nuovo impegno rafforzato in materia di investimenti</strong>, puntando a destinare <strong>fino al 5% del PIL annuo entro il 2035</strong> alle esigenze di difesa e sicurezza correlate. Questa scelta riflette la consapevolezza di uno scenario di minacce in rapida evoluzione e la necessità di garantire una postura di difesa credibile e duratura.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione\"><strong>Conclusione</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’accordo sui <strong>bilanci comuni della NATO per il 2026</strong> rappresenta un passo concreto verso una <strong>Alleanza più forte, più equa e più pronta all’azione</strong>. Attraverso questi investimenti condivisi, la NATO mira a mantenere la propria capacità di deterrenza e difesa collettiva, rafforzando la sicurezza dell’area euro-atlantica e dei suoi partner in una nuova era della difesa collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/32-flags-monument-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"alleanzaatlantica, bilancio2026, Bruxelles, difesa, DifesaCollettiva, geopolitica, NATO, politicadifesa, sicurezzainternazionale, spesamilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-18 11:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"Il 16 dicembre 2025 la NATO ha approvato i bilanci comuni per il 2026: 528,2 milioni per il civile e 2,42 miliardi per il militare. Questi fondi sostengono la difesa collettiva, migliorando interoperabilità, addestramento e capacità operative. L’accordo rafforza l’unità degli Alleati e risponde alle crescenti minacce globali, puntando a una difesa più solida e condivisa.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.nato.int/en/news-and-events/articles/news/2025/12/17/nato-agrees-its-2026-common-funded-budgets-strengthening-allied-resolve-in-a-new-era-of-collective-defence?selectedLocale=","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27348-la-nato-approva-i-bilanci-comuni-per-il-2026-rafforzando-la-difesa-collettiva.mp4","galleria":""}
{"id":27341,"titolo":"L’Ucraina entra nell’Arsenale Europeo: droni, riarmo e nuove alleanze industriali","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La guerra di aggressione russa contro l’Ucraina ha prodotto un’accelerazione senza precedenti nei processi di integrazione tra l’industria militare ucraina e quella europea.</strong> In pochi anni, Kiev è passata dallo status di semplice destinatario di forniture occidentali a quello di partner industriale attivo, capace di contribuire con innovazione, know‑how operativo e capacità progettuale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>L’accordo tra la start‑up ucraina Frontline e la tedesca Quantum Systems, culminato nella creazione della joint‑venture Quantum Frontline Industries, rappresenta uno dei casi più avanzati di questa trasformazione.</strong> La produzione di droni ucraini sul territorio tedesco, sotto standard NATO, segna un cambio di paradigma: l’esperienza maturata sul campo di battaglia viene trasferita direttamente nella base industriale europea della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il programma “Build with Ukraine”, promosso da Berlino, non si limita a garantire forniture a breve termine, ma punta a integrare l’Ucraina nell’architettura di procurement militare europea anche nel medio e lungo periodo.</strong> La co‑produzione diventa così uno strumento strategico, non solo industriale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13051,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’Ucraina entra nell’Arsenale Europeo: droni, riarmo e nuove alleanze industriali\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/videoframe-35727.png\" alt=\"L’Ucraina entra nell’Arsenale Europeo: droni, riarmo e nuove alleanze industriali\" class=\"wp-image-13051\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Ucraina entra nell’Arsenale Europeo: droni, riarmo e nuove alleanze industriali</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-germania-come-hub-europeo-dei-droni-e-del-riarmo\">La Germania come hub europeo dei droni e del riarmo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La scelta tedesca di investire nella co‑produzione con l’Ucraina si inserisce nel più ampio piano di riarmo avviato dopo il 2022 e rafforzato nel 2024‑2025.</strong> Berlino mira a ricostruire capacità industriali critiche, riducendo la dipendenza da fornitori extraeuropei e accorciando le catene di approvvigionamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>In questo contesto, i droni rappresentano un settore prioritario.</strong> L’industria ucraina ha dimostrato una capacità di innovazione rapida, adattiva e a costi contenuti, frutto di un conflitto ad alta intensità in cui i sistemi senza pilota sono diventati centrali. Per la Germania, integrare queste competenze significa accelerare lo sviluppo di capacità operative per la Bundeswehr e, al tempo stesso, creare un’offerta esportabile a livello europeo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Le sinergie non si fermano ai droni.</strong> Rheinmetall ha già avviato joint‑venture con Kiev per la manutenzione e la produzione di veicoli corazzati e munizioni, mentre il governo tedesco ha stanziato miliardi di euro per consentire all’Ucraina di produrre missili a lungo raggio come alternativa alla fornitura diretta dei Taurus. La convergenza industriale diventa parte integrante della strategia di sicurezza tedesca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13052,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’Ucraina entra nell’Arsenale Europeo: droni, riarmo e nuove alleanze industriali\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/videoframe-5851.png\" alt=\"L’Ucraina entra nell’Arsenale Europeo: droni, riarmo e nuove alleanze industriali\" class=\"wp-image-13052\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Ucraina entra nell’Arsenale Europeo: droni, riarmo e nuove alleanze industriali</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-ecosistema-europeo-ue-nato-e-start-up-della-difesa\">L’ecosistema europeo: UE, NATO e start‑up della difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>A livello europeo, la cooperazione con l’Ucraina si sta strutturando attraverso strumenti istituzionali e finanziari dedicati.</strong> L’Unione Europea ha lanciato programmi come BraveTech EU ed EUDIS per collegare l’innovazione militare ucraina con le start‑up e le PMI della difesa europee, favorendo lo sviluppo di tecnologie disruptive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I droni, i sistemi anti‑drone, la guerra elettronica e l’intelligenza artificiale applicata al campo di battaglia sono al centro di queste iniziative. L’obiettivo è duplice: capitalizzare l’esperienza operativa ucraina e rafforzare la European Defence Technological and Industrial Base in un contesto di crescente competizione globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Nel 2025 gli investimenti di venture capital nella difesa europea hanno raggiunto livelli record, superando i due miliardi di dollari.</strong> Germania e Regno Unito si confermano come principali poli di attrazione dei capitali, mentre l’Ucraina emerge come laboratorio di innovazione militare reale, capace di testare e migliorare rapidamente nuove soluzioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13053,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’Ucraina entra nell’Arsenale Europeo: droni, riarmo e nuove alleanze industriali\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/videoframe-53515-1.png\" alt=\"L’Ucraina entra nell’Arsenale Europeo: droni, riarmo e nuove alleanze industriali\" class=\"wp-image-13053\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Ucraina entra nell’Arsenale Europeo: droni, riarmo e nuove alleanze industriali</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-parte-4-regno-unito-e-cooperazioni-bilaterali-verso-un-modello-continentale\">Parte 4 – Regno Unito e cooperazioni bilaterali: verso un modello continentale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il Regno Unito ha sviluppato un approccio complementare a quello tedesco, basato su accordi bilaterali di lungo periodo con Kiev.</strong> La partnership strategica UK‑Ucraina prevede non solo assistenza militare, ma anche cooperazione industriale, trasferimento tecnologico e produzione congiunta di munizioni e sistemi avanzati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le missioni industriali britanniche e gli accordi di co‑produzione rafforzano la resilienza delle catene di approvvigionamento occidentali, riducendo i colli di bottiglia emersi durante il conflitto. Allo stesso tempo, altri Paesi europei – dalla Scandinavia all’Europa centrale – stanno esplorando modelli simili, favorendo la localizzazione o la delocalizzazione controllata di produzioni militari ucraine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Nel complesso, queste dinamiche indicano una trasformazione strutturale: l’Ucraina viene progressivamente “prenotata” come partner industriale del riarmo europeo.</strong> La convergenza tra capacità produttive occidentali e innovazione ucraina sta ridefinendo la difesa europea, ponendo le basi per un sistema più integrato, flessibile e orientato a conflitti ad alta intensità nel lungo periodo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/videoframe-27057.png","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, Droni, europa, industria-militare, Riarmo, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-18 04:13:55","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://it.insideover.com/difesa/piani-di-riarmo-la-germania-arruola-lucraina-per-diventare-il-centro-europeo-dei-droni.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27341-lucraina-entra-nellarsenale-europeo-droni-riarmo-e-nuove-alleanze-industriali.mp4","galleria":""}
{"id":27334,"titolo":"Figli, guerra e consenso: Francia, Regno Unito e Italia davanti all'idea di Sacrificio","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è una frase che, più di altre, ha attraversato le Maniche senza perdere forza: <strong>perdere i nostri figli</strong>. In Francia come nel Regno Unito, le parole pronunciate dai rispettivi capi di Stato Maggiore hanno aperto una crepa profonda nel discorso pubblico europeo. Non perché annuncino una guerra imminente, ma perché riportano al centro dell’immaginario collettivo qualcosa che per decenni era rimasto ai margini: <strong>l’idea che la difesa nazionale possa tornare a chiedere un prezzo umano diretto alle famiglie</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il generale francese Fabien Mandon e il britannico Sir Richard Knighton parlano da contesti diversi, ma dentro una stessa cornice strategica: il ritorno della Russia come potenza percepita non solo ostile, ma potenzialmente <em>esistenziale</em> per l’Europa. Entrambi evocano la necessità di prepararsi, entrambi usano <strong>un linguaggio che esce dai confini tecnici della dottrina militare e irrompe nella sfera emotiva e civile</strong>. Ed è proprio qui che il confronto diventa rivelatore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-francia-la-frattura-tra-comando-militare-e-societa-civile\">Francia: la frattura tra comando militare e società civile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Francia, <strong>l’intervento di Mandon ha avuto l’effetto di uno shock</strong>. Il riferimento alla possibilità di “perdere i propri figli” non è stato presentato come una chiamata diretta alle armi, ma come un invito alla <em>presa di coscienza</em> di ciò che una guerra ad alta intensità comporterebbe. Il generale ha parlato a sindaci, cioè al livello più prossimo ai cittadini, rompendo una consuetudine: quella che vuole la comunicazione sul rischio bellico filtrata quasi esclusivamente dal potere politico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13040,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Figli, guerra e consenso: Francia, Regno Unito e Italia davanti all'idea di Sacrificio\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/0507-DDP-FRENCHMIL.jpg\" alt=\"Figli, guerra e consenso: Francia, Regno Unito e Italia davanti al ritorno dell’idea di sacrificio\" class=\"wp-image-13040\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Figli, guerra e consenso: Francia, Regno Unito e Italia davanti al ritorno dell’idea di sacrificio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La reazione è stata immediata e trasversale. Sinistra radicale, comunisti ed estrema destra hanno contestato la legittimità stessa di un capo militare nel porre il tema del sacrificio umano. Il governo è intervenuto in fretta per rassicurare, chiarendo che non si parlava di mobilitazione generale né di invio di giovani francesi a morire in Ucraina. Ma il danno simbolico era fatto: per la prima volta da anni, la guerra è entrata nel lessico della quotidianità, non come evento lontano, ma come possibilità che tocca i figli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La Francia appare così divisa tra due impulsi. Da un lato, un apparato statale che investe sempre di più nella difesa e nella deterrenza; dall’altro, una società che rifiuta l’idea stessa di prepararsi psicologicamente a perdite umane</strong>, come se nominarle fosse già un passo verso l’inevitabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-regno-unito-la-mobilitazione-esplicita-di-tutta-la-societa\">Regno Unito: la mobilitazione esplicita di tutta la società</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel caso britannico, <strong>le parole di Sir Richard Knighton sono state ancora più dirette</strong>. Non solo ha affermato che le famiglie devono essere pronte a mandare i propri figli in guerra contro la Russia, ma ha esplicitamente chiamato in causa scuole, genitori e industria. <strong>Qui il messaggio non è soltanto psicologico: è organizzativo, culturale, quasi pedagogico.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Knighton parla di un conflitto non probabile ma possibile, e proprio per questo ritiene necessario preparare la società nel suo insieme. <strong>Il concetto chiave è quello di <em>resilienza nazionale</em>: più soldati, più riservisti, più cadetti, più lavoratori nell’industria bellica</strong>. Il sacrificio non è evocato come tragedia da temere, ma come valore da riscoprire, parte di un patto implicito tra cittadini e Stato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa postura è coerente con la tradizione strategica britannica, storicamente più incline a integrare civili e militari nella narrazione della sicurezza nazionale. Non a caso, le dichiarazioni di Knighton si inseriscono senza fratture evidenti nel quadro politico delineato dal governo Starmer e nella retorica della Nato, che invita esplicitamente a una “mentalità da tempo di guerra”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13041,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Figli, guerra e consenso: Francia, Regno Unito e Italia davanti all'idea di Sacrificio\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/PiazzaDelPopoloEuropa-Ansa.png\" alt=\"Figli, guerra e consenso: Francia, Regno Unito e Italia davanti al ritorno dell’idea di sacrificio\" class=\"wp-image-13041\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Figli, guerra e consenso: Francia, Regno Unito e Italia davanti al ritorno dell’idea di sacrificio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-due-stili-una-stessa-inquietudine-europea\">Due stili, una stessa inquietudine europea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Messe a confronto, le due vicende mostrano differenze di stile più che di sostanza. In Francia, il problema è <em>chi</em> parla e <em>come</em>; nel Regno Unito, <em>cosa</em> si chiede alla società. Ma in entrambi i casi emerge una stessa difficoltà: preparare le opinioni pubbliche a scenari estremi senza perdere consenso democratico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il riferimento ai figli è il punto di massima tensione</strong>. È una leva potentissima, perché tocca la dimensione più intima della cittadinanza.<strong> Usarla significa ammettere che la guerra non è più solo questione di budget, tecnologia o deterrenza nucleare, ma di corpi, di biografie interrotte, di famiglie coinvolte.</strong> Ed è proprio questa ammissione che molte società europee non sembrano pronte ad accettare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-nodo-irrisolto-dire-la-verita-senza-normalizzare-la-guerra\">Il nodo irrisolto: dire la verità senza normalizzare la guerra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Francia e Regno Unito si trovano davanti allo stesso dilemma: come dire la verità sui rischi strategici senza scivolare in una normalizzazione della guerra?</strong> Tacere potrebbe illudere e disarmare psicologicamente; parlare troppo apertamente rischia di spaventare, dividere, o alimentare accuse di militarismo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le parole di Mandon e Knighton indicano che una parte degli apparati militari europei ritiene finito il tempo dell’ambiguità. Ma mostrano anche quanto il patto tra difesa e società sia fragile. In gioco non c’è solo la preparazione a un eventuale conflitto, bensì la capacità delle democrazie europee di affrontare l’idea del sacrificio senza perdere se stesse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo senso,<strong> il vero terreno di scontro non è (ancora) militare. È culturale, politico e morale.</strong> Ed è lì che si decide se l’Europa saprà difendersi senza rinnegare la promessa, fatta alle generazioni cresciute dopo il 1945, che la guerra fosse ormai un capitolo chiuso della storia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9466,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Figli, guerra e consenso: Francia, Regno Unito e Italia davanti all'idea di Sacrificio\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/acies2025i-00006.jpg\" alt=\"Una Acies 2025: l’Esercito forma i futuri Comandanti\" class=\"wp-image-9466\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Figli, guerra e consenso: Francia, Regno Unito e Italia davanti al ritorno dell’idea di sacrificio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-italia-come-specchio-della-frattura-europea\">L’Italia come specchio della frattura europea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Questa percezione, però, non si traduce in una propensione a combattere</strong>. dove la distanza tra percezione del rischio e disponibilità al sacrificio appare quasi abissale. Secondo recenti rilevazioni, gli italiani stimano a 31 su 100 la probabilità che il Paese venga coinvolto in un conflitto entro i prossimi cinque anni: un valore tutt’altro che trascurabile, che segnala una crescente consapevolezza della vulnerabilità strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa percezione, però, non si traduce in una propensione a combattere. Tra i cittadini in età potenzialmente mobilitabile (18–45 anni), <strong>solo il 16% si dichiara disposto a imbracciare le armi</strong>. Una quota ben più ampia si colloca agli antipodi del discorso dei vertici militari francesi e britannici: il 39% si definisce pacifista e pronto a protestare, il 19% diserterebbe, mentre oltre un quarto preferirebbe delegare la difesa a soldati professionisti o persino a mercenari stranieri. È una fotografia che racconta un Paese poco incline all’idea di sacrificio diretto, nonostante l’aumento consistente della spesa per la difesa negli ultimi dieci anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dato italiano illumina un nodo cruciale del confronto europeo: la maggioranza dei cittadini non si percepisce come “popolo di guerrieri” e ritiene che senza l’aiuto degli alleati il Paese sarebbe travolto. Allo stesso tempo, cresce la diffidenza verso l’alleato storico americano e prende forma un paradosso: più aumenta la sensazione di insicurezza, meno cresce il consenso per il riarmo tradizionale. Solo una minoranza vede nella deterrenza armata la chiave della pace, e appena un italiano su dieci considera accettabile l’ipotesi di dotarsi di un’arma nucleare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano delle alleanze, l’Italia oscilla. La Nato resta un riferimento per circa metà della popolazione, ma emerge con forza l’idea di una difesa europea integrata, sostenuta da una maggioranza relativa. E tuttavia, <strong>sopra ogni opzione strategica, si impone una preferenza trasversale: la neutralità</strong>. Che si tratti dell’Ucraina, del Medio Oriente o persino di ipotetici conflitti che coinvolgano gli Stati Uniti, la scelta prevalente degli italiani è restare fuori, evitare schieramenti netti, ridurre al minimo il costo umano e politico della guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Inserito accanto alle parole di Mandon e Knighton, il caso italiano rende evidente la profondità della frattura europea.</strong> Mentre alcuni vertici militari parlano apertamente di figli, sacrificio e mobilitazione nazionale, ampie porzioni delle società civili – soprattutto nell’Europa meridionale – reagiscono rifugiandosi nell’idea di delega, alleanza o neutralità. <strong>È questo scarto, più ancora delle minacce esterne, a rappresentare oggi la vera vulnerabilità del continente</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/65.jpg","categoria":"Blog","tags":"difesa, europa, Francia, guerra, Italia, NATO, regnounito, Riarmo, sicurezza, societa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-18 03:13:57","stato":"publish","riassunto_video":"In Francia e Regno Unito, vertici militari parlano apertamente del possibile sacrificio dei figli in caso di guerra con la Russia, segnando un ritorno al tema del prezzo umano della difesa nazionale. La Francia è divisa tra comando militare e società civile, mentre il Regno Unito chiama a una mobilitazione totale. In Italia, cresce la percezione del rischio ma scarsa la disponibilità a combattere.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.independent.co.uk/news/uk/home-news/chief-of-the-defence-staff-russia-royal-united-services-institute-veterans-gdp-b2885044.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27334-figli-guerra-e-consenso-francia-regno-unito-e-italia-davanti-allidea-di-sacrificio.mp4","galleria":""}
{"id":27319,"titolo":"La storia del nostro paracadute: il contributo del Gen. Burgio su STORIA Militare in edicola il 23 dicembre","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’ANPd’I Sede Nazionale, <a href=\"https://assopar.it/2025/12/14/levoluzione-del-paracadute-da-truppa-italiano-un-imperdibile-contributo-del-gen-burgio-in-uscita-sulla-rivista-storia-militare/\">in un recente articolo</a>, segnala un’uscita editoriale di assoluto rilievo per il mondo delle Aviotruppe e per tutti coloro che hanno a cuore la storia del paracadutismo militare italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel numero di <strong>dicembre della rivista <em>STORIA Militare</em></strong>, in edicola dal <strong>23 dicembre</strong>, sarà pubblicato l’articolo <strong>“L’evoluzione del paracadute da truppa italiano”</strong>, a firma del <strong>Gen. C.A. CC Par. Carmelo Burgio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta di un contributo di grande valore storico e tecnico, che affronta in modo rigoroso l’evoluzione del <strong>paracadute umano a fune di vincolo</strong>, elemento centrale nello sviluppo operativo e identitario dei paracadutisti italiani. Ancora una volta il Generale Burgio mette a disposizione della comunità la sua competenza, maturata in anni di servizio nelle Aviotruppe e in una costante attività di studio e ricerca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contributo editoriale del Gen. Burgio rappresenta non solo un approfondimento tecnico di alto livello, ma anche un apporto prezioso alla consapevolezza delle <strong>nostre radici, delle nostre tradizioni e del percorso</strong> che ha condotto i paracadutisti italiani a essere ciò che sono oggi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Merita una sottolineatura particolare il lavoro dell’<strong>ANPd’I</strong>, che continua a distinguersi per attenzione, serietà e qualità nella <strong>valorizzazione della memoria storica del paracadutismo</strong>, offrendo ai paracadutisti – in servizio e in congedo – contenuti di alto profilo culturale e storico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’uscita da leggere e conservare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":27327,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"center\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/1122528-00-557209-720x1024.jpg\" alt=\"La storia del nostro paracadute: in edicola il contributo del Gen. Burgio su STORIA Militare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-27327\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La storia del nostro paracadute: il contributo del Gen. Burgio su STORIA Militare in edicola il 23 dicembre</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/genburgio.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"assopar, carmeloburgio, storiamilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-17 21:37:33","stato":"publish","riassunto_video":"La rivista STORIA Militare pubblica il 23 dicembre un articolo del Gen. Carmelo Burgio sull’evoluzione del paracadute militare italiano. Il testo, di grande valore storico e tecnico, approfondisce il ruolo del paracadute a fune di vincolo e valorizza la memoria e le tradizioni dei paracadutisti italiani.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://assopar.it/2025/12/14/levoluzione-del-paracadute-da-truppa-italiano-un-imperdibile-contributo-del-gen-burgio-in-uscita-sulla-rivista-storia-militare/","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27319-la-storia-del-nostro-paracadute-il-contributo-del-gen-burgio-su-storia-militare-in-edicola-il-23-dicembre.mp4","galleria":""}
{"id":27320,"titolo":"Von der Leyen: “L’Europa deve essere pronta alla guerra ibrida. Abbiamo investito 800 milioni nella Difesa. In gioco c’è la nostra libertà.”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Unione Europea deve assumersi pienamente la responsabilità della propria sicurezza. <em>«Non è più una scelta politica né un’opzione strategica: è un imperativo»</em>, ha dichiarato <strong>la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen</strong>, ribadendo come il contesto internazionale imponga decisioni rapide e strutturali sul fronte della sicurezza e della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo la Presidente, il punto di partenza è ormai evidente: <em>«L’Europa deve essere responsabile della propria sicurezza»</em>. Un principio che segna un cambio di paradigma profondo rispetto al passato, nel quale la protezione del continente veniva spesso delegata ad alleati esterni. Oggi, ha sottolineato von der Leyen, <em>«conosciamo le minacce che ci troviamo ad affrontare e le affronteremo»</em>, poiché si tratta di rischi concreti, in continua evoluzione, che richiedono risposte coordinate e durature.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-nuove-minacce-e-guerra-ibrida-la-risposta-europea\">Nuove minacce e guerra ibrida: la risposta europea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, la Presidente della Commissione ha evidenziato come l’Unione Europea sia chiamata a confrontarsi con una <strong>nuova forma di conflittualità</strong>. <em>«Dobbiamo sviluppare e schierare nuove capacità per contrastare questa nuova forma di guerra ibrida e moderna»</em>, ha affermato, riferendosi a uno scenario caratterizzato da elementi tecnologici, non convenzionali e ad alta complessità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Von der Leyen ha ricordato che, dopo decenni di sottoinvestimenti, <strong>l’Europa sta finalmente cambiando rotta</strong>. <em>«Stiamo trasformando la nostra base industriale e tecnologica della difesa in un sistema capace di sviluppare ed erogare tecnologie di punta»</em>, un passaggio ritenuto essenziale per rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione e la sua capacità di deterrenza di fronte alle nuove minacce.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-investimenti-senza-precedenti-nella-difesa-europea\">Investimenti senza precedenti nella difesa europea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 2025 rappresenta un vero punto di svolta per la difesa europea.<em> «Quest’anno abbiamo fatto più per la difesa che nei precedenti dieci anni»</em>, ha dichiarato von der Leyen. Nel corso dell’ultimo decennio, l’Unione Europea ha investito circa 8 miliardi di euro nel Fondo europeo per la difesa, mentre solo quest’anno sono stati impegnati fino <strong>a 800 milioni di euro</strong> in investimenti con una prospettiva che arriva al 2030.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Particolarmente significativo, secondo la Presidente, è stato il successo del programma <strong>SAFE Europe</strong>. <em>«Abbiamo visto quanto sia stato richiesto il nostro programma SAFE»</em>, ha spiegato, ricordando che le domande presentate da <strong>18 Stati membri </strong>hanno superato di gran lunga i 150 milioni di euro inizialmente disponibili. <em>«Tutti chiedono nuove ondate del programma SAFE»</em>, un segnale che, a suo giudizio, dimostra in modo chiaro l’impegno concreto dell’Europa per rafforzare la propria sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-difesa-liberta-e-indipendenza-una-scelta-strategica\">Difesa, libertà e indipendenza: una scelta strategica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Von der Leyen ha voluto infine chiarire che il rafforzamento della difesa europea non riguarda esclusivamente la <strong>dimensione militare</strong>. <em>«Questa crescita della difesa non è solo militare»</em>, ha affermato rivolgendosi ai deputati europei. <em>«È in gioco la nostra libertà, la nostra prosperità e, soprattutto, la nostra indipendenza»</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sicurezza diventa così un pilastro fondamentale non solo per la protezione dei cittadini europei, ma anche per la stabilità economica, la tenuta democratica e la credibilità internazionale dell’Unione. <em>«Dobbiamo fare di più, dobbiamo agire con sollecitudine»</em>, ha concluso la Presidente, ribadendo che un’Europa più forte sul piano della difesa è un’Europa <strong>più autonoma</strong>, consapevole e pronta ad affrontare le sfide globali del presente e del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/ursula.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesaeuropea, guerraibrida, ReArmEurope","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-17 21:23:56","stato":"publish","riassunto_video":"Ursula von der Leyen sottolinea che l’UE deve assumersi la responsabilità della propria sicurezza, superando la dipendenza da alleati esterni. Di fronte a minacce ibride e tecnologiche, l’Europa investe massicciamente nella difesa, trasformando la base industriale e tecnologica. La sicurezza, sostiene, è vitale per libertà, prosperità e indipendenza, richiedendo azioni rapide e coordinate.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2025/12/17/von-der-leyen-lue-sia-pronta-a-combattere-una-moderna-guerra_e9d578b4-4dc7-4997-9c88-dae32d89ddc7.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27320-von-der-leyen-leuropa-deve-essere-pronta-alla-guerra-ibrida-abbiamo-investito-800-milioni-nella-difesa-in-gioco-ce-la-nostra-liberta.mp4","galleria":""}
{"id":27313,"titolo":"Marina Militare: quarto Sottomarino U212 Near Future Submarine","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia del <em>First Steel Cut</em> del quarto sottomarino <strong>U212 Near Future Submarine (NFS 4)</strong>, svoltasi presso il cantiere Fincantieri di <strong>Muggiano (La Spezia)</strong>, segna un nuovo e significativo traguardo per la Marina Militare Italiana e per l’industria navale nazionale. Con l’avvio ufficiale della costruzione della quarta unità, il programma U212 NFS entra in una fase di piena maturità industriale, con <strong>quattro sottomarini contemporaneamente in produzione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il raggiungimento di questo livello di parallelismo produttivo dimostra l’elevata capacità organizzativa e tecnologica di Fincantieri, il costante impegno della Marina Militare e l’efficacia del ruolo di <strong>OCCAR</strong> nella gestione di un programma tra i più complessi in ambito navale europeo. La costruzione di sottomarini, infatti, rappresenta una delle massime sfide ingegneristiche esistenti, paragonabile per complessità alla realizzazione di sistemi spaziali, e solo un numero ristretto di Paesi al mondo possiede le competenze necessarie per affrontarla.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cantiere di Muggiano, forte di una tradizione che supera i <strong>100 sottomarini costruiti</strong>, continua a rappresentare un asset strategico per la capacità subacquea italiana, consolidando il ruolo dell’Italia tra le nazioni leader nel settore. Le prime due unità U212 NFS saranno consegnate nel <strong>2028 e nel 2029</strong>, sostituendo altrettanti sottomarini della classe Sauro, entrati in servizio a metà degli anni Ottanta e non più adeguati alle future sfide operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13020,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Marina Militare: quarto Sottomarino U212 Near Future Submarine\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/0-0-0-U212-NFS-NEWS.jpg\" alt=\"Marina Militare: quarto Sottomarino U212 Near Future Submarine\" class=\"wp-image-13020\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marina Militare: quarto Sottomarino U212 Near Future Submarine</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-origine-del-programma-e-valore-strategico-per-la-marina-militare\">Origine del programma e valore strategico per la Marina Militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma <strong>U212 NFS</strong> affonda le sue radici nella decisione strategica di rinnovare e potenziare la componente subacquea nazionale, assicurando alla Marina Militare mezzi all’avanguardia in grado di operare efficacemente nello scenario geopolitico contemporaneo. Il <strong>26 febbraio 2021</strong>, a Roma, è stato firmato il contratto tra <strong>OCCAR</strong> e <strong>Fincantieri</strong> per la realizzazione di <strong>due nuovi sottomarini</strong>, con <strong>opzione per ulteriori due unità</strong>, destinati alla Marina Militare Italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In occasione della firma, il Capo di Stato Maggiore della Marina, <strong>Ammiraglio di Squadra Giuseppe Cavo Dragone</strong>, ha espresso grande soddisfazione, sottolineando come l’accordo rappresenti un passo di straordinaria importanza strategica. Secondo il vertice della Marina, i nuovi sottomarini garantiranno capacità operative di eccellenza nella dimensione subacquea, elemento cruciale per la salvaguardia degli interessi nazionali e per il mantenimento di un credibile strumento di deterrenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il mezzo subacqueo, grazie alla sua capacità di permanere in mare per lunghi periodi e alla sua intrinseca <strong>“invisibilità”</strong>, è in grado di raccogliere informazioni senza alterare l’ambiente operativo, agendo anche in contesti caratterizzati da elevata minaccia. Questa combinazione di discrezione, autonomia e prontezza operativa rende il sottomarino uno degli strumenti militari più efficaci per la sicurezza nazionale e la protezione delle infrastrutture critiche sottomarine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13021,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Marina Militare: quarto Sottomarino U212 Near Future Submarine\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/U-212-NFS-A1-1.jpg\" alt=\"Marina Militare: quarto Sottomarino U212 Near Future Submarine\" class=\"wp-image-13021\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marina Militare: quarto Sottomarino U212 Near Future Submarine</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-innovazione-tecnologica-made-in-italy-e-ricadute-industriali\">Innovazione tecnologica, Made in Italy e ricadute industriali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La classe <strong>U212 NFS</strong> rappresenta un’evoluzione profonda rispetto alla precedente U212A e anche rispetto alla più moderna classe Todaro, configurandosi come il <em>trait d’union</em> tra il collaudato progetto italo-tedesco e le <strong>tecnologie emergenti del nuovo secolo</strong>. L’acronimo NFS, <em>Near Future Submarine</em>, riflette proprio questa filosofia progettuale orientata al futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma è caratterizzato da una forte impronta <strong>Made in Italy</strong>, con il coinvolgimento di <strong>grandi, medie e piccole imprese nazionali</strong> sia nella fase di sviluppo sia nella fornitura di componentistica avanzata. Tra le principali innovazioni figurano il <strong>sistema di propulsione con batterie al litio</strong> e il <strong>nuovo sistema di combattimento</strong>, entrambi di concezione nazionale, che garantiscono maggior efficienza energetica, ridotta segnatura acustica, maggiore furtività e una superiore resilienza cibernetica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come evidenziato dall’Ammiraglio Cavo Dragone, i sottomarini rappresentano tra i mezzi più avanzati mai concepiti dall’uomo e il loro sviluppo costituisce un vero e proprio <strong>volano tecnologico</strong>. Le competenze industriali e scientifiche maturate nell’ambito del programma U212 NFS generano importanti ricadute in altri settori ad alta tecnologia, rafforzando il tessuto industriale nazionale e producendo un significativo ritorno per il <strong>Sistema Paese</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo complesso, il programma U212 NFS garantirà all’Italia una <strong>capacità di deterrenza credibile ed efficace</strong>, fondamentale per la sicurezza dei bacini marittimi di interesse nazionale e per la protezione delle infrastrutture strategiche che si sviluppano lungo i fondali marini, spesso lontane dalla percezione comune ma sempre più centrali per la sicurezza e la prosperità del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/3-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Fincantieri, marinamilitare, occar, u212nfs","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-17 17:33:56","stato":"publish","riassunto_video":"La cerimonia del First Steel Cut del quarto sottomarino U212 Near Future Submarine a Muggiano segna un traguardo per la Marina Militare Italiana e Fincantieri. Il programma, con quattro unità in produzione, punta a rinnovare la flotta con mezzi avanzati, dotati di propulsione a batterie al litio e sistemi di combattimento nazionali, rafforzando la sicurezza e l’industria italiana.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.navalnews.com/naval-news/2025/12/fincantieri-cuts-first-steel-for-4th-u212-nfs-submarine/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27313-marina-militare-quarto-sottomarino-u212-near-future-submarine.mp4","galleria":""}
{"id":27308,"titolo":"Russia: Voyska bespilotnykh sistem e gli Sciami Assassini","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il fallimentare avvio dell’invasione dell’Ucraina nel 2022 ha costretto Mosca a una revisione strutturale della propria dottrina militare. <strong>L’esperienza operativa è diventata il principale motore del cambiamento</strong>, coinvolgendo forze armate, industria della difesa e mondo accademico in un unico ecosistema di apprendimento.<br>I droni si sono affermati come <strong>strumento essenziale per ricognizione, designazione degli obiettivi e attacchi di precisione</strong>, incidendo direttamente sull’efficacia dell’artiglieria e delle unità di manovra. In risposta alle iniziali difficoltà, la Russia ha aggiornato in modo accelerato i manuali di combattimento, integrando gli UAV in quasi tutte le funzioni operative.<br>Questo adattamento ha progressivamente ridotto il vantaggio ucraino. <strong>La combinazione tra guerra elettronica, dispersione delle unità e impiego coordinato di droni e artiglieria</strong> ha reso il campo di battaglia più complesso e letale, segnando una netta discontinuità rispetto alle fasi iniziali del conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dalla-sperimentazione-alla-nascita-delle-forze-dei-sistemi-senza-pilota\">Dalla sperimentazione alla nascita delle Forze dei sistemi senza pilota</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra il 2024 e il 2025 il Cremlino ha compiuto un passaggio decisivo istituendo le <strong>Forze dei sistemi senza pilota (<em>Voyska Bespilotnykh Sistem</em></strong> - <strong>VBS)</strong>, una branca autonoma progettata per supportare tutte le unità combattenti. <strong>I droni non operano più come asset separati, ma come moltiplicatori di potenza integrati</strong> con forze terrestri, artiglieria e sistemi di guerra elettronica.<br>Un ruolo chiave è stato svolto dai <em>Lupi dello zar</em>, centro tecnico-militare guidato da Dmitrij Rogozin, dove sono stati testati <strong>UAV dotati di capacità di riconoscimento autonomo degli obiettivi e di prioritarizzazione dei bersagli</strong>. Le sperimentazioni sul fronte hanno accelerato il passaggio dalla fase prototipale alla produzione in serie.<br>Parallelamente, Mosca ha riallineato il comparto militare-industriale, garantendo <strong>continuità di approvvigionamento e rapidità di adattamento tecnologico</strong>. Il personale delle VBS è composto in larga parte da veterani, impiegati non solo come operatori, ma anche come istruttori e analisti della condotta del combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13014,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Russia: Voyska bespilotnykh sistem e gli Sciami Assassini\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/1097253219_0_0_2400_1239_1440x900_80_0_1_9cf1d56f6e553a144f3184f63b7d0f1a.jpg.webp\" alt=\"Russia: Voyska bespilotnykh sistem e gli Sciami Assassini\" class=\"wp-image-13014\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Russia: Voyska bespilotnykh sistem e gli Sciami Assassini</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-futuro-della-guerra-autonomia-intelligenza-artificiale-e-sciami\">Il futuro della guerra: autonomia, intelligenza artificiale e sciami</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con le VBS pienamente operative, la dottrina russa guarda alla guerra del futuro come a uno scontro dominato da sistemi senza pilota. <strong>Il concetto di sciame rappresenta il cuore di questa visione</strong>, basata sulla saturazione delle difese avversarie e sull’attacco simultaneo da più direzioni.<br>I centri di ricerca militari stanno sperimentando <strong>l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi decisionali</strong>, nella navigazione autonoma e nel coordinamento tra piattaforme. L’obiettivo è ridurre i tempi di reazione e limitare l’esposizione del personale umano.<br>Nel medio periodo, Mosca punta ad affidare ai droni compiti di sorveglianza, logistica e protezione delle infrastrutture critiche. <strong>Pur con limiti tecnologici e costi elevati, gli sciami di droni sono già oggi un pilastro della nuova dottrina militare russa</strong>, destinato a influenzare profondamente i futuri conflitti ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/1134454102-0-0-1280-720-2072x0-60-0-0-c285bd99335f21bd9c6e6c07d4306e7f.jpg","categoria":"Blog","tags":"cremlino, UAV, vbs","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-17 17:03:56","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesaonline.it/2025/12/08/gli-sciami-assassini-la-tecnologia-che-ha-rivoluzionato-le-tattiche-del-cremlino/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27308-russia-voyska-bespilotnykh-sistem-e-gli-sciami-assassini.mp4","galleria":""}
{"id":27302,"titolo":"Accademia Aeronautica: Drago VI riceve i gradi di Sottotenente","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è svolta venerdì 12 dicembre, presso il Circolo Ufficiali dell’<strong>Accademia Aeronautica di Pozzuoli</strong>, la cerimonia di consegna dei gradi di Sottotenente a <strong>81 Aspiranti del Corso Drago VI</strong>. L’evento ha rappresentato il coronamento di un intenso e impegnativo percorso formativo e professionale, caratterizzato da dedizione, spirito di sacrificio e profondo senso del dovere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla cerimonia ha presenziato il Capo Ufficio Generale di Collegamento della Difesa per l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, <strong>Generale di Divisione Aerea Enrico Degni, Padrino del Corso Drago IV</strong>, che con la sua autorevole presenza ha sottolineato il valore della continuità dei principi, delle tradizioni e dei valori dell’Aeronautica Militare tra le diverse generazioni dei Corsi Drago.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, il Capo Corso del Drago VI ha rivolto un sentito ringraziamento al Generale Degni per la partecipazione alla cerimonia, unitamente agli altri Padrini dei Corsi Drago, ripercorrendo le principali tappe vissute in Accademia. Un periodo scandito da sfide quotidiane, superate grazie allo spirito di corpo, alla coesione e a un forte senso di appartenenza, elementi fondanti della formazione degli Ufficiali dell’Arma Azzurra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12995,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Consegna-gradi-Sottotenenti-Corso-Drago-VII-20251212-1.jpg\" alt=\"Accademia Aeronautica: Drago VI riceve i gradi di Sottotenente\" class=\"wp-image-12995\" title=\"Accademia Aeronautica: Drago VI riceve i gradi di Sottotenente\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Accademia Aeronautica: Drago VI riceve i gradi di Sottotenente</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-intervento-del-padrino-del-corso-e-i-valori-della-leadership\">L’intervento del Padrino del Corso e i valori della leadership</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della cerimonia ha preso la parola il Generale Enrico Degni, che ha rivolto il più caloroso saluto ai frequentatori del Corso Drago VI, facendosi anche portavoce dei saluti del Generale S.A. Basilio Cottone, Padrino del Corso Drago II, del Generale Vincenzo Camporini, Padrino del Corso Drago III, e del Tenente Colonnello Luca Guasti, Padrino del Corso Drago V, impossibilitati a presenziare ma costantemente vicini ai traguardi raggiunti dalla sesta generazione dei Corsi Drago.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Congratulandosi con i neo Sottotenenti per il conseguimento di questa prima, significativa tappa della carriera militare, il Generale Degni ha evidenziato come il nuovo grado comporti maggiori responsabilità e autorità, in particolare nei confronti dei frequentatori più giovani. «<strong>Il grado e l’autorità non bastano – ha sottolineato – occorre anche l’autorevolezza, che va costruita giorno dopo giorno. L’esempio, la coerenza e la capacità di essere guida per gli altri sono gli strumenti fondamentali per prepararsi alle future responsabilità, in un contesto internazionale sempre più complesso</strong>».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale ha inoltre esortato i giovani Ufficiali a essere protagonisti del cambiamento, ad adottare un approccio innovativo e ad affrontare le sfide con coraggio e responsabilità, ricordando l’importanza di cogliere ogni opportunità professionale e umana, «volando alto, con l’artiglio e con l’ala», come recita il motto dei Corsi Drago.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12996,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Consegna-gradi-Sottotenenti-Corso-Drago-VII-20251212-8.jpg\" alt=\"Accademia Aeronautica: Drago VI riceve i gradi di Sottotenente\" class=\"wp-image-12996\" title=\"Accademia Aeronautica: Drago VI riceve i gradi di Sottotenente\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Accademia Aeronautica: Drago VI riceve i gradi di Sottotenente</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-formazione-dei-piloti-e-dei-navigatori-dell-aeronautica-militare\">La formazione dei piloti e dei navigatori dell’Aeronautica Militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il conferimento dei gradi di Sottotenente rappresenta l’inizio di una nuova fase del percorso professionale per i giovani Ufficiali, molti dei quali si avviano verso la specializzazione nei ruoli Naviganti, come piloti e navigatori, fulcro operativo dell’Aeronautica Militare. La formazione ricevuta in Accademia costituisce infatti la base indispensabile su cui si innestano le successive fasi addestrative, tecniche e operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il periodo accademico, i frequentatori acquisiscono una preparazione solida e multidisciplinare, che integra lo studio universitario con l’addestramento militare, l’attività fisica e l’educazione al comando. Per i futuri piloti e navigatori, tale percorso è finalizzato a sviluppare non solo elevate competenze tecnico-scientifiche, ma anche capacità decisionali, resistenza allo stress, leadership e piena consapevolezza del ruolo operativo che saranno chiamati a svolgere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La formazione aeronautica pone particolare attenzione alla sicurezza del volo, alla conoscenza dei sistemi d’arma e dei moderni scenari operativi, nonché alla capacità di operare in contesti interforze e internazionali. I futuri piloti vengono preparati ad affrontare un addestramento progressivo che li condurrà al conseguimento delle qualifiche di volo sui diversi assetti dell’Arma Azzurra, mentre i navigatori sviluppano competenze fondamentali nella gestione della missione, nella pianificazione e nel coordinamento delle attività operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questo traguardo, i neo Sottotenenti del Corso Drago VI si apprestano dunque ad affrontare le successive fasi del loro percorso addestrativo e professionale, portando con sé lo spirito, la disciplina e i valori appresi in Accademia. Valori che continuano a rappresentare il fondamento dell’azione quotidiana degli uomini e delle donne dell’Aeronautica Militare, chiamati a operare al servizio del Paese in uno scenario globale in costante evoluzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Accademia Aeronautica, dipendente dal Comando delle Scuole dell’Aeronautica Militare/3ª Regione Aerea, è un Istituto militare di studi superiori a carattere universitario, deputato al reclutamento e alla formazione dei giovani che aspirano a diventare Ufficiali dell’Aeronautica Militare. Attraverso la frequenza dei Corsi Regolari è possibile conseguire la nomina a Sottotenente in Servizio Permanente Effettivo nei ruoli Naviganti (piloti), Normale delle Armi, del Genio Aeronautico, del Corpo di Commissariato Aeronautico e del Corpo Sanitario Aeronautico. Presso l’Istituto si svolgono inoltre corsi per Allievi Ufficiali Piloti di Complemento e a Ferma Prefissata, per Sottotenenti a nomina diretta, nonché corsi specialistici a connotazione aeronautica rivolti a personale straniero e di altre Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/Consegna-gradi-Sottotenenti-Corso-Drago-VII-20251212-3.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"AccademiaAeronautica, ARMAAZZURRA, DRAGOVI","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-17 15:43:56","stato":"publish","riassunto_video":"L’Accademia Aeronautica di Pozzuoli ha consegnato i gradi di Sottotenente a 81 Aspiranti del Corso Drago VI, segnando l’inizio di una nuova fase formativa e professionale. Il Generale Enrico Degni ha sottolineato l’importanza di autorevolezza, leadership e innovazione.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/news/accademia-aeronautica-consegnati-i-gradi-di-sottotenente-agli-aspiranti-del-corso-drago-vi/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27302-accademia-aeronautica-drago-vi-riceve-i-gradi-di-sottotenente.mp4","galleria":""}
{"id":27295,"titolo":"Governance debole e terrorismo: la risposta integrata della NATO tra sicurezza, integrità e cooperazione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tavola rotonda del 27-28 novembre 2025, svoltasi presso il Quartier Generale della NATO a Bruxelles con il sostegno del governo svedese, si inserisce nel più ampio quadro strategico delineato dal <strong>Concetto Strategico NATO 2022</strong>, adottato al Vertice di Madrid del 29 giugno 2022. Il documento definisce le priorità dell’Alleanza per il prossimo decennio, riaffermandone i valori fondanti e l’obiettivo principale della <strong>difesa collettiva</strong>, articolato attraverso tre compiti fondamentali: <strong>deterrenza e difesa</strong>, <strong>prevenzione e gestione delle crisi</strong> e <strong>sicurezza cooperativa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’interno di questo impianto, il terrorismo è riconosciuto come una <strong>minaccia asimmetrica diretta</strong> alla sicurezza dei cittadini dei Paesi alleati e alla stabilità internazionale. L’esperienza maturata negli ultimi decenni, a partire dagli attentati dell’11 settembre 2001 – in seguito ai quali la NATO ha invocato per la prima e unica volta l’Articolo 5 del Trattato di Washington – ha contribuito a consolidare un approccio strutturato e continuativo alla lotta al terrorismo, fondato sulla condivisione delle informazioni, sullo sviluppo di capacità adeguate e sulla cooperazione con partner e organizzazioni internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, la riunione di Bruxelles ha rappresentato un momento di approfondimento tecnico su un tema già riconosciuto a livello strategico: il rapporto tra <strong>governance debole</strong> e <strong>terrorismo transnazionale</strong>. Le discussioni si sono concentrate sull’individuazione di modalità operative volte a integrare politiche di rafforzamento istituzionale e strumenti di contrasto al terrorismo, con l’obiettivo di migliorare l’efficacia complessiva delle iniziative dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-building-integrity-e-counter-terrorism-come-strumenti-complementari\">Building Integrity e Counter-Terrorism come strumenti complementari</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’approccio della NATO a queste sfide si basa sull’interazione tra diversi ambiti di intervento. In particolare, il programma <strong>Building Integrity (BI)</strong> supporta alleati e partner nel rafforzamento di istituzioni di difesa e sicurezza trasparenti, responsabili ed efficienti, mentre le attività di <strong>Counter-Terrorism (CT)</strong> si concentrano su consapevolezza della minaccia, sviluppo delle capacità e cooperazione internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12969,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/body-hjWp21.jpg\" alt=\"Governance debole e terrorismo: la risposta integrata della NATO tra sicurezza, integrità e cooperazione\" class=\"wp-image-12969\" title=\"Governance debole e terrorismo: la risposta integrata della NATO tra sicurezza, integrità e cooperazione\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Attività di formazione NATO nell’ambito del programma <em>Building Integrity</em>. <strong>Fonte </strong>NATO – Building Integrity Programme, nato.int</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tavola rotonda ha avuto l’obiettivo di favorire un dialogo strutturato tra queste due comunità di pratica, valorizzandone la complementarità. Nel suo intervento introduttivo, <strong>Christophe Lhomme</strong>, Responsabile della Direzione per la Cooperazione in Difesa e Sicurezza della Divisione Operazioni della NATO, ha evidenziato come lo sviluppo di capacità integrate BI-CT sia considerato un requisito rilevante per rispondere in modo coerente alle esigenze di sicurezza di alleati e partner.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso dei panel, i partecipanti hanno analizzato il legame tra governance e terrorismo con riferimento a settori specifici, tra cui il <strong>finanziamento del terrorismo</strong> e la <strong>gestione della sicurezza delle frontiere</strong>. Tali ambiti sono stati esaminati come contesti operativi nei quali il rafforzamento istituzionale può contribuire a migliorare la prevenzione e la gestione delle crisi, in linea con i compiti fondamentali dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un ruolo centrale è stato attribuito alla <strong>consapevolezza condivisa della minaccia</strong>, sostenuta dalla cooperazione in ambito intelligence tra gli Alleati e dalle strutture dedicate della NATO, comprese le cellule di analisi strategica e l’<strong>Hub per il Sud</strong> presso il Comando Interforze NATO di Napoli, focalizzato sulle dinamiche di sicurezza provenienti dalle regioni di interesse strategico meridionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-capacita-tecnologie-e-cooperazione-nel-contrasto-al-terrorismo\">Capacità, tecnologie e cooperazione nel contrasto al terrorismo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nelle conclusioni dei lavori, <strong>Gabriele Cascone</strong>, Responsabile dell’Antiterrorismo della Divisione Operazioni della NATO, ha richiamato l’attenzione sull’importanza di un approccio coordinato nell’affrontare le sfide che collegano terrorismo, governance e innovazione tecnologica. In particolare, è stata sottolineata l’esigenza di rafforzare l’integrazione tra politiche istituzionali e strumenti operativi, evitando frammentazioni nell’analisi e nella risposta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano delle <strong>capacità e della preparazione</strong>, l’impegno della NATO comprende lo sviluppo e il miglioramento di strumenti per contrastare un ampio spettro di minacce, tra cui gli <strong>ordigni esplosivi improvvisati (IED)</strong>, i rischi <strong>CBRN</strong>, i <strong>sistemi aerei senza equipaggio (C-UAS)</strong> e l’utilizzo di tecnologie come la <strong>biometria</strong> e lo <strong>sfruttamento tecnico</strong>. Tali attività rientrano in un quadro volto a garantire prevenzione, protezione e capacità di risposta, in coerenza con l’evoluzione del contesto di sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12972,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/230922-M-VP565-2064.jpg\" alt=\"Governance debole e terrorismo: la risposta integrata della NATO tra sicurezza, integrità e cooperazione\" class=\"wp-image-12972\" title=\"Governance debole e terrorismo: la risposta integrata della NATO tra sicurezza, integrità e cooperazione\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un operatore EOD durante l’esercitazione multinazionale NATO <em>Northern Challenge</em>, focalizzata sul contrasto agli ordigni esplosivi improvvisati e alle minacce asimmetriche. <strong>Fonte </strong>NATO – Defence Against Terrorism Programme of Work (DAT POW), nato.int</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, la NATO continua a promuovere un’ampia rete di <strong>cooperazione e impegno internazionale</strong>, collaborando con partner, settore privato e organizzazioni come <strong>Nazioni Unite, Unione Europea e INTERPOL</strong>. Le missioni e le operazioni dell’Alleanza, inclusa la <strong>Missione NATO in Iraq</strong> e le attività di sicurezza marittima nel Mediterraneo, contribuiscono al rafforzamento delle capacità locali e alla stabilità regionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La coerenza complessiva delle attività antiterrorismo è assicurata anche dal ruolo del <strong>Coordinatore Speciale del Segretario Generale della NATO per l’Antiterrorismo</strong>, che funge da punto di riferimento per l’allineamento delle politiche e delle iniziative dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel loro insieme, queste attività riflettono l’impegno della NATO a integrare <strong>buona governance</strong>, <strong>resilienza istituzionale</strong> e <strong>capacità operative</strong>, traducendo le linee guida del Concetto Strategico 2022 in strumenti concreti e sostenibili per affrontare il terrorismo nel quadro della sicurezza collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/32-flags-monument.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"antiterrorismo, governance, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-17 11:03:56","stato":"publish","riassunto_video":"La tavola rotonda NATO del 27-28 novembre 2025 a Bruxelles ha approfondito il legame tra governance debole e terrorismo transnazionale, integrando politiche di rafforzamento istituzionale e contrasto al terrorismo. Il programma Building Integrity e le attività di Counter-Terrorism collaborano per migliorare capacità, cooperazione e tecnologie contro minacce asimmetriche, garantendo sicurezza.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.nato.int/en/news-and-events/articles/news/2025/12/16/nato-convenes-experts-to-address-the-relationship-between-weak-governance-and-terrorism","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27295-governance-debole-e-terrorismo-la-risposta-integrata-della-nato-tra-sicurezza-integrita-e-cooperazione.mp4","galleria":""}
{"id":27290,"titolo":"Scuola Ufficiali dell’Esercito: assegnate le specialità d’Arma al 204° Corso “Volontà”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>Cortile d’Onore della Scuola Ufficiali dell’Esercito</strong> si è svolta, nei giorni scorsi, una delle cerimonie più significative del percorso formativo degli Ufficiali: la <strong>consegna delle insegne di specialità d’Arma</strong> ai <strong>105 Ufficiali frequentatori del 204° Corso “Volontà”</strong>. Un momento solenne che segna simbolicamente il passaggio dalla <strong>formazione accademica</strong> all’imminente <strong>impiego nei Reparti operativi dell’Esercito Italiano</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la prima volta, i giovani <strong>Sottotenenti</strong> hanno indossato il <strong>copricapo di specialità</strong>, emblema dell’appartenenza a un’Arma e a una comunità professionale fondata su <strong>storia, valori e tradizioni</strong>. Alla cerimonia hanno preso parte i <strong>rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma</strong>, la cui presenza ha rafforzato il legame tra passato e presente, creando un <strong>ponte ideale tra le generazioni di Ufficiali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La denominazione <strong>“Volontà”</strong> richiama una qualità essenziale per chi è chiamato a <strong>guidare uomini e donne</strong> in contesti complessi: <strong>disciplina interiore, perseveranza e senso del dovere</strong>. In questo quadro, la consegna delle insegne rappresenta l’assunzione consapevole di un <strong>impegno verso l’Istituzione, i subordinati e la Nazione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-parole-dei-comandanti-e-il-valore-di-una-acies\">Le parole dei Comandanti e il valore di “Una Acies”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, il <strong>Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito</strong>, <strong>Generale di Corpo d’Armata Antonello Vespaziani</strong>, ha sottolineato come la consegna dei segni distintivi di specialità costituisca <strong>uno degli ultimi e più importanti passi prima dell’impiego operativo</strong>. Un passaggio che comporta una nuova responsabilità: <strong>esaltare e difendere le tradizioni e l’onore della propria Arma</strong>, mantenendo una visione unitaria del servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12978,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Scuola Ufficiali dell’Esercito: assegnate le specialità d’Arma al 204° Corso “Volontà”\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/1-Il-Gen.-C.A.-Antonello-Vespazioni-durante-il-suo-intervento.jpg\" alt=\"Scuola Ufficiali dell’Esercito: assegnate le specialità d’Arma al 204° Corso “Volontà”\" class=\"wp-image-12978\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Gen. C.A. Antonello Vespaziani durante il suo intervento, Fonte Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Generale di Corpo d’Armata Vespaziani</strong> ha richiamato il concetto di <strong>“Una Acies”</strong>, lo <strong>spirito di coesione</strong> che deve accomunare tutti gli Ufficiali dell’Esercito Italiano. Al di là delle specificità di Arma e specialità, l’obiettivo resta il <strong>bene comune della Forza Armata e del Paese</strong>, principio guida dell’agire militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche il <strong>Comandante della Scuola Ufficiali dell’Esercito</strong>, <strong>Generale di Divisione Giovanni Brafa Musicoro</strong>, ha evidenziato l’<strong>alto valore simbolico della cerimonia</strong>, sottolineando l’importanza della <strong>presenza delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma</strong>, custodi della memoria storica e dei valori militari. Nel suo augurio ai giovani del <strong>204° Corso “Volontà”</strong>, ha espresso la fiducia in una <strong>carriera brillante</strong>, ricca di <strong>soddisfazioni professionali e umane</strong>, nel segno dell’<strong>onore e del servizio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tradizione-continuita-e-responsabilita-verso-il-futuro\">Tradizione, continuità e responsabilità verso il futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Particolarmente significativo è stato l’intervento del <strong>rappresentante regionale del Consiglio Nazionale Permanente delle Associazioni d’Arma</strong>, <strong>Generale di Corpo d’Armata (ris.) Flaviano Godio</strong>, che ha ricordato come questa cerimonia sia destinata a <strong>rimanere impressa nella memoria</strong> di tutti gli Ufficiali del <strong>204° Corso</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12979,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Scuola Ufficiali dell’Esercito: assegnate le specialità d’Arma al 204° Corso “Volontà”\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/5-Il-Gen.-C.A.-ris.-Flaviano-Godio-durante-il-suo-intervento.jpg\" alt=\"Scuola Ufficiali dell’Esercito: assegnate le specialità d’Arma al 204° Corso “Volontà”\" class=\"wp-image-12979\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Gen. C.A. (ris.) Flaviano Godio durante il suo intervento, Fonte Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il momento culminante dell’evento ha visto protagonisti i <strong>Sottotenenti “anziani” del 203° Corso “Lealtà”</strong>, che hanno consegnato ai colleghi del 204° Corso i <strong>copricapi e le insegne delle varie specialità d’Arma</strong>, simbolo di <strong>continuità e passaggio di testimone</strong> all’interno della comunità degli Ufficiali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al termine della cerimonia, gli <strong>Ufficiali Decani delle Armi e specialità</strong> in servizio presso il <strong>COMFORDOT</strong>, insieme ai rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, si sono intrattenuti con i giovani Sottotenenti, richiamando le <strong>tradizioni storiche di ciascuna specialità</strong> e trasmettendo <strong>consigli preziosi</strong> per un futuro di <strong>servizio alla Nazione</strong>. È in questo dialogo tra <strong>esperienza e gioventù</strong> che si rinnova la forza dell’Esercito Italiano, capace di <strong>guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/2-Il-Gen.-C.A.-Antonello-Vespaziani-consegna-il-copricapo-al-Capocorso-del-204°.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"esercitoitaliano, FormazioneMilitare, ScuolaUfficiali","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-17 10:53:56","stato":"publish","riassunto_video":"Nel Cortile d’Onore della Scuola Ufficiali dell’Esercito si è svolta la cerimonia di consegna delle insegne di specialità ai 105 Ufficiali del 204° Corso “Volontà”, simbolo del passaggio dalla formazione all’impiego operativo. Il Generale Vespaziani ha sottolineato l’importanza di “Una Acies”, lo spirito di coesione tra Generazioni.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Assegnate-le-specialit%C3%A0-d%E2%80%99Arma-al-204%C2%B0-Corso.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27290-scuola-ufficiali-dellesercito-assegnate-le-specialita-darma-al-204-corso-volonta.mp4","galleria":""}
{"id":27283,"titolo":"Anche il Gen. Masiello sbaglia. Dateci Masiello per un altro Triennio - Video Discorso","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>È probabile che il Generale Masiello sbagli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sbaglia perché è un essere umano, perché prende decisioni, perché espone la propria visione e perché guida un cambiamento profondo in un’organizzazione complessa come l’Esercito Italiano. <strong>Chi non sbaglia, semplicemente, non decide</strong>. E chi non decide non guida.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proprio per questo, però, Masiello si colloca con chiarezza <strong>tra i migliori Capi di Stato Maggiore dell’Esercito che la Repubblica abbia mai avuto</strong>, e certamente tra i più coraggiosi. Coraggioso non nel senso retorico del termine, ma nel significato più concreto: <strong>introdurre la cultura dell’errore</strong> come strumento di crescita, innovazione e futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Senza errore non c’è cambiamento. Senza cambiamento non c’è futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La lezione è nota anche fuori dall’ambito militare: Elon Musk lo ripete da anni. Il problema non è sbagliare, il problema è <strong>avere paura di andare avanti</strong>, paura di guardare al futuro, paura dell’innovazione. È questa paura, non l’errore, che paralizza le organizzazioni e le condanna all’irrilevanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ciò che il Generale Masiello sta facendo <strong>a 360 gradi</strong> non ha precedenti recenti: sta mettendo in discussione abitudini, strutture, carriere, linguaggi e soprattutto mentalità. Sta forzando l’Esercito a uscire dalla comfort zone, a misurarsi con la realtà del mondo che cambia, a rimettere al centro il pensiero critico, il merito, l’addestramento, i valori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E c’è un criterio semplice, antico, che nei reparti vale più di mille analisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Brigata Paracadutisti, quando è da un po’ di tempo che ti lanci, che marci con zaini, armi ed equipaggiamento, di notte, al freddo, sotto la pioggia, nei boschi o in montagna, prima o poi una domanda te la fai quando arriva un nuovo comandante:<br><strong>con lui andrei in battaglia oppure no? Mi fido di lui?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La risposta, per quanto mi riguarda, è chiara.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Masiello è uno con cui andrei in battaglia.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è per questo che non solo può sbagliare, ma deve essere messo nelle condizioni di continuare.<br>Perché chi guida il cambiamento non va giudicato per l’assenza di errori, ma per il coraggio di assumersene la responsabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Dateci Masiello per un altro triennio.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11913,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/3.-Il-Generale-Masiello-appone-i-gradi-al-primo-classificato.jpg\" alt=\"Masiello consegna i gradi a 126 Marescialli: la Prima Linea di Comando dell’Esercito Italiano\" class=\"wp-image-11913\" title=\"Anche il Gen. Masiello sbaglia. Dateci Masiello per un altro Triennio - Video Discorso\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Anche il Gen. Masiello sbaglia. Dateci Masiello per un altro Triennio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-mondo-che-cambia-perche-l-esercito-deve-trasformarsi\">Un mondo che cambia: perché l’Esercito deve trasformarsi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La fine delle operazioni di supporto alla pace e il ritorno dei conflitti ad alta intensità hanno segnato un punto di non ritorno. Dal 2022, con la guerra tornata in Europa e il moltiplicarsi delle crisi globali, il quadro strategico internazionale è mutato radicalmente. In questo contesto, l’Esercito Italiano si trova di fronte a una responsabilità chiara: <strong>adattarsi al nuovo scenario senza rinunciare alla propria identità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La trasformazione non nasce da una volontà bellicista, ma dalla necessità di essere pronti. Nessuno desidera la guerra, così come nessuno desidera un incendio nella propria casa. Tuttavia, come i vigili del fuoco devono essere preparati prima dell’emergenza, anche le Forze Armate devono garantire prontezza, credibilità e deterrenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cambiamento è quindi una risposta obbligata a un mondo instabile, caratterizzato da competizione tra potenze, ritorno della guerra convenzionale, minacce ibride e conflitti multidominio. Ignorare questa realtà significherebbe esporsi a rischi maggiori, non solo per l’Esercito ma per l’intero Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cambiare-dall-interno-cultura-organizzativa-giovani-e-meritocrazia\">Cambiare dall’interno: cultura organizzativa, giovani e meritocrazia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La vera trasformazione dell’Esercito non passa solo da nuove strutture o mezzi, ma dal <strong>cambiamento della cultura organizzativa</strong>. Innovare significa rimettere in discussione abitudini consolidate, superare l’autoreferenzialità e combattere una burocrazia che sottrae tempo e risorse alla missione principale: l’addestramento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un tema centrale è quello del cosiddetto <em>frozen middle</em>: quella fascia intermedia che, per inerzia o timore di perdere posizioni acquisite, rischia di rallentare il cambiamento. Il messaggio è netto: <strong>non esistono rendite di posizione garantite</strong> in un mondo che cambia così rapidamente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I giovani sono indicati come il vero motore dell’innovazione. Devono poter parlare, proporre, sperimentare e anche sbagliare. L’errore in buona fede non è un fallimento, ma un passaggio necessario per crescere. In questo quadro, la meritocrazia diventa un’esigenza non più rinviabile: premiare chi lavora e chi vale è una questione di giustizia e di efficacia operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10646,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/2025-Carmine-Masiello-1.jpg\" alt=\"Europa, l’allarme di Masiello: “La pace è una parentesi fra due guerre”\" class=\"wp-image-10646\" title=\"Anche il Gen. Masiello sbaglia. Dateci Masiello per un altro Triennio - Video Discorso\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Anche il Gen. Masiello sbaglia. Dateci Masiello per un altro Triennio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tecnologia-e-innovazione-strumenti-al-servizio-dell-uomo\">Tecnologia e innovazione: strumenti al servizio dell’uomo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Droni, guerra cibernetica, intelligenza artificiale, digitalizzazione dei processi e nuovi sistemi d’arma stanno ridefinendo il modo di combattere. L’Esercito Italiano ha avviato un profondo processo di modernizzazione, consapevole però di un principio fondamentale: <strong>la tecnologia non sostituisce l’uomo, lo supporta</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intelligenza artificiale rappresenta una delle sfide più complesse. Se da un lato offre opportunità straordinarie, dall’altro pone interrogativi etici cruciali. La scelta italiana è chiara: la decisione finale sull’uso della forza deve rimanere sempre umana. Non sarà un algoritmo a decidere sulla vita o sulla morte di una persona.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto a questo, cresce l’attenzione alla formazione tecnologica diffusa: non accumulare semplicemente mezzi, ma sviluppare competenze, come nel caso dei droni, dove l’obiettivo prioritario è formare operatori capaci. L’innovazione, per essere efficace, deve essere compresa, governata e integrata nella cultura dell’organizzazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-addestramento-e-prontezza-prepararsi-all-imprevedibile\">Addestramento e prontezza: prepararsi all’imprevedibile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel nuovo scenario strategico, il concetto di “approntamento” lascia spazio a una visione più realistica: <strong>non ci si prepara a una missione nota, ma a ciò che non si conosce</strong>. L’addestramento diventa quindi continuo, intenso e orientato allo scenario peggiore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’aumento delle esercitazioni, soprattutto in ambito internazionale, rafforza l’interoperabilità con alleati e partner, migliorando la capacità di operare in contesti complessi e multidominio. Addestrarsi all’estero significa confrontarsi con ambienti, dottrine e procedure diverse, aumentando la resilienza complessiva della Forza Armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il soldato, in questo quadro, “vive di addestramento”. È l’addestramento che costruisce la fiducia reciproca, la capacità di reagire sotto pressione e la credibilità dell’Esercito come strumento di difesa nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-valori-identita-e-servizio-il-senso-profondo-dell-uniforme\">Valori, identità e servizio: il senso profondo dell’uniforme</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al centro di ogni trasformazione restano i <strong>valori</strong>. Lealtà, onore, dovere, spirito di sacrificio e fedeltà alla Repubblica non sono concetti astratti, ma il fondamento che tiene unito l’Esercito. È nel giuramento sulla Costituzione che il soldato trova la propria bussola.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un esercito senza valori condivisi è destinato a dissolversi. La storia recente dimostra che mezzi e addestramento non bastano se manca la coesione morale. Per questo l’educazione valoriale rimane una priorità, soprattutto in una società in cui tali principi sono spesso messi in discussione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Essere soldati non significa amare la guerra, ma <strong>assumersi la responsabilità di difendere la Patria</strong>, anche a costo del sacrificio personale. È una scelta consapevole che coinvolge anche le famiglie, spesso silenziose ma fondamentali nel sostenere chi indossa l’uniforme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://www.youtube.com/watch?v=M-ROurvDw7E\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://www.youtube.com/watch?v=M-ROurvDw7E\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/Gen.-Masiello-JJ.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"augurinatale, esercitoitaliano, folgore, ForzeArmate, maseillo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-17 08:53:56","stato":"publish","riassunto_video":"Il Gen. Masiello guida con coraggio la trasformazione dell’Esercito Italiano, promuovendo l’innovazione e accettando l’errore come strumento di crescita. In un contesto globale instabile, punta su meritocrazia, addestramento continuo e valori solidi, integrando tecnologia senza sostituire l’uomo. Serve fiducia per affrontare insieme le sfide future.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27283-anche-il-gen-masiello-sbaglia-dateci-masiello-per-un-altro-triennio-video-discorso.mp4","galleria":""}
{"id":27277,"titolo":"Corso Filosofia Ufficiali Esercito: si farà a Modena, accordo tra Accademia Militare e UniMoRe","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo settimane di polemiche, tensioni politiche e proteste che avevano acceso il dibattito pubblico, <strong>il corso di filosofia destinato ai futuri ufficiali dell’Esercito italiano si farà</strong>. <strong>Non a Bologna</strong>, <a href=\"https://difesanews.com/ci-risiamo-luniversita-di-bologna-rifiuta-il-corso-di-filosofia-per-i-giovani-ufficiali-in-nome-dei-pregiudizi/\">come inizialmente previsto</a>, ma all’<strong>Università di Modena e Reggio Emilia (UniMoRe)</strong>, in stretta collaborazione con l’Accademia Militare di Modena.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come riporta <a href=\"https://www.ilrestodelcarlino.it/modena/cronaca/filosofia-militari-corso-universita-modena-t3tihpr5\"><em>il Resto del Carlino</em></a>, la decisione è stata formalizzata durante un consiglio del corso di laurea in Giurisprudenza, ospitato proprio in Accademia Militare, alla presenza della rettrice di UniMoRe, <strong>Rita Cucchiara</strong>, e del <strong>Generale di Divisione Stefano Messina</strong>, Comandante dell’Accademia. Un passaggio che sancisce la prosecuzione di un dialogo istituzionale che, come sottolineato dal ministro dell’Università e della Ricerca <strong>Anna Maria Bernini</strong>, “qualcuno avrebbe voluto interrompere”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12960,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Corso Filosofia Ufficiali Esercito: si farà a Modena, accordo tra Accademia Militare e UniMoRe\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/unimo-filosofia-1024x695.jpg\" alt=\"Corso Filosofia Ufficiali Esercito: si farà a Modena, accordo tra Accademia Militare e UniMoRe\" class=\"wp-image-12960\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ill Generale di Divisione Stefano Messina, Comandante dell’Accademia e la ettrice di UniMoRe, Rita Cucchiara</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-modifica-dell-ordinamento-accademico\">La modifica dell’ordinamento accademico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo indirizzo filosofico sarà inserito nel corso di laurea in <strong>Scienze Strategiche</strong>, afferente al Dipartimento di Giurisprudenza, insieme a un ulteriore percorso a indirizzo gestionale. Il consiglio del corso ha approvato la modifica dell’ordinamento didattico a partire dall’anno accademico <strong>2026–2027</strong>, con l’obiettivo di rafforzare la preparazione culturale e critica degli allievi ufficiali dell’Istituto militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa si colloca all’interno della classe delle lauree in <strong>Scienze della difesa e della sicurezza (L/DS)</strong> e mira ad ampliare l’orizzonte formativo dei futuri quadri delle Forze Armate, integrando competenze tecnico-operative con strumenti di analisi etica e filosofica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-rapporto-consolidato-tra-unimore-e-accademia-militare\">Un rapporto consolidato tra UniMoRe e Accademia Militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>UniMoRe ha evidenziato come i nuovi percorsi curricolari rappresentino un ulteriore rafforzamento di una collaborazione didattica e scientifico-culturale in atto da oltre venticinque anni con l’Accademia Militare. Un rapporto strutturale che ha permesso di adattare nel tempo il corso di laurea in Scienze Strategiche alle esigenze formative dell’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attualmente, circa <strong>700 allieve e allievi</strong> dell’Esercito e dell’Arma dei Carabinieri sono coinvolti nei percorsi universitari dell’ateneo emiliano, non solo in Scienze Strategiche, ma anche in ambiti come medicina, ingegneria e giurisprudenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-modena-ha-detto-si\">Perché Modena ha detto sì</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo la rettrice <strong>Rita Cucchiara</strong>, l’introduzione dell’indirizzo filosofico – insieme a quello gestionale – rappresenta un investimento sulla qualità complessiva della formazione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Questioni come l’etica delle tecnologie, il dual use, il rapporto tra conoscenza naturale e digitale richiedono strumenti culturali all’altezza. Temi che possono diventare un motore di iniziative didattiche e interdisciplinari rivolte anche agli studenti civili”.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fin dall’estate, UniMoRe era stata chiamata a elaborare una proposta curricolare capace di affrontare in modo strutturato le dimensioni filosofiche ed etiche che oggi assumono un peso crescente nella pianificazione strategica, nella sicurezza e nell’impiego delle nuove tecnologie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-bernini-educare-al-pensiero-critico-rafforza-la-sicurezza\">Bernini: “Educare al pensiero critico rafforza la sicurezza”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Soddisfazione è stata espressa anche dal ministro dell’Università e della Ricerca <strong>Anna Maria Bernini</strong>, che ha definito la decisione come un passo avanti per l’intero Paese:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Quando l’università sceglie di assumersi fino in fondo la propria responsabilità formativa, il Paese fa un passo avanti. È la ripresa di un dialogo tra sapere e servizio, tra formazione accademica e sicurezza nazionale”.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il ministro, sicurezza e difesa non possono essere ridotte al solo addestramento tecnico:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“La sicurezza non è solo tecnica, ma anche comprensione profonda del mondo che cambia. Investire nella formazione degli ufficiali significa investire in istituzioni più solide, in una democrazia più matura, in un’Italia più forte nella sua libertà”.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cultura-etica-e-strategia-una-scelta-di-lungo-periodo\">Cultura, etica e strategia: una scelta di lungo periodo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta di collocare il corso di filosofia all’interno dell’Università di Modena e Reggio Emilia segna un punto di equilibrio tra autonomia accademica e esigenze dello strumento militare. In un contesto strategico sempre più complesso, segnato dall’impatto delle tecnologie emergenti e dalle sfide etiche legate al loro impiego,<strong> la formazione degli ufficiali passa anche attraverso il rafforzamento del pensiero critico e della responsabilità decisionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un segnale chiaro: la preparazione militare del futuro non rinuncia alla riflessione culturale, ma la integra come elemento essenziale della leadership e della sicurezza nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/unimodena.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"accademiamilitare, FormazioneMilitare, PensieroCritico","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-16 17:12:56","stato":"publish","riassunto_video":"Dopo polemiche e proteste, il corso di filosofia per futuri ufficiali dell’Esercito si terrà all’Università di Modena e Reggio Emilia, in collaborazione con l’Accademia Militare. Dal 2026-2027, il nuovo indirizzo rafforzerà la formazione critica ed etica degli allievi, integrando cultura e strategia nella preparazione militare.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilrestodelcarlino.it/modena/cronaca/filosofia-militari-corso-universita-modena-t3tihpr5","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27277-corso-filosofia-ufficiali-esercito-si-fara-a-modena-accordo-tra-accademia-militare-e-unimore.mp4","galleria":""}
{"id":27272,"titolo":"Servizi Segreti Russi e Criminalità Organizzata","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"h-\">Negli ultimi vent’anni il confine tra apparati dello Stato russo (in particolare FSB e, in ambito esterno, GRU) e gruppi della criminalità organizzata si è progressivamente sfumato: mafie e reti criminali non sono solo soggetti economici indipendenti, ma diventano strumenti utili per operazioni clandestine, evasione sanzioni, attacchi informatici e azioni di intimidazione o eliminazione fisica di bersagli. Questa «convivenza operativa» permette allo Stato di ottenere azione diretta con un elevato grado di negabilità e con ridotti costi politici. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-modalita-d-impiego-tattiche-e-meccanismi\">Modalità d’impiego (tattiche e meccanismi)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Assassinii e “contract killings”</strong>: servizi segreti e attori legati alla guerra ibrida si servono di killer e professionisti del crimine per colpire dissidenti, avversari politici o persone ritenute pericolose. L’uso di esecutori legati alla malavita riduce il rischio di ricondurre immediatamente l’azione allo Stato. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Proxies per sabotaggi e azioni clandestine (modello “shadow alliance”)</strong>: reti criminali in Europa e nell’area ex-sovietica sono state utilizzate come proxy per atti di sabotaggio, incendio doloso, attacchi informatici politici e campagne di disinformazione. Europol e altri report indicano una crescente integrazione tra criminalità e capacità operative finalizzate a destabilizzare infrastrutture e istituzioni. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Crimine informatico e “cyber proxies”</strong>: gruppi criminali offrono ransomware-as-a-service, botnet e servizi di riciclaggio di denaro digitale; questi strumenti sono impiegati per operazioni che servono interessi strategici (spionaggio economico, raccolta informazioni, danneggiamento economico). L’uso di criminali informatici dà allo Stato capacità offensive incrementali senza l’impiego diretto di risorse militari ufficiali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Evasione di sanzioni e riciclaggio su scala internazionale</strong>: network di criminalità organizzata e società di comodo sono impiegati per spostare capitali, acquistare beni (immobili, media) e nascondere flussi destinati a eludere sanzioni internazionali, sostenere progetti statali non ufficiali o finanziare reti di influenza. Operazioni internazionali di contrasto hanno portato a sequestri e arresti in più Paesi. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Reclutamento e addestramento di combattenti o squadre di azione</strong>: esponenti della criminalità sono talvolta reclutati per compiti di sicurezza, bodyguarding, o impiegati come milizie irregolari nelle aree di conflitto (es. Ucraina), creando legami tra mercenarismo, criminalità e politica militare.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12949,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/jgmgh-e1765897177133.jpg\" alt=\"Servizi Segreti Russi e Criminalità Organizzata\" class=\"wp-image-12949\" style=\"width:840px;height:auto\" title=\"Come Servizi Segreti Russi usano la Criminalità Crganizzata\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Servizi Segreti Russi e Criminalità Organizzata</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-questa-convergenza-conviene-al-cremlino\">Perché questa convergenza conviene al Cremlino</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Negabilità e anonimato operativo</strong>: usare attori non statali permette di compiere azioni plausibilmente negabili.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Costi politici ridotti</strong>: azioni attribuite a “criminali” attirano meno sanzioni diplomatiche immediate rispetto a operazioni attribuibili senza dubbio allo Stato.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Capacità e know-how</strong>: reti criminali offrono accesso a infrastrutture clandestine, canali finanziari alternativi, specialisti informatici e a forza d’azione flessibile. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-impatto-sugli-stati-europei-e-sulle-societa-civili\">Impatto sugli Stati europei e sulle società civili</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cooperazione Stato–criminalità complica l’attività investigativa e giudiziaria: le azioni vengono mascherate attraverso strutture transnazionali complesse, criptovalute e prestanome, rendendo difficile la tracciabilità dei finanziamenti e la prova dell’origine statale. Inoltre, la presenza di “proxy criminali” aumenta i rischi per la sicurezza interna — dagli attacchi informatici alla corruzione sistemica — e mina la fiducia nelle istituzioni. Esempi e casi riportati</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Operazioni di riciclaggio e reti che hanno permesso l’acquisto di beni in Europa sono state smantellate in importanti inchieste internazionali (operazioni transfrontaliere coordinate dal Regno Unito, U.S. Treasury e autorità europee).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Rapporti di think-tank e istituti (Global Initiative, New Lines Institute, GLOBSEC, ICCT) documentano come la guerra in Ucraina abbia accelerato la fusione tra obiettivi statali e capacità criminali, con impieghi in spionaggio, sabotaggio e operazioni economiche opache.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli analisti raccomandano approcci integrati: maggiore cooperazione internazionale tra intelligence, forze dell’ordine e autorità finanziarie; strumenti di tracciamento delle criptovalute; leggi anti-riciclaggio più stringenti; condivisione rapida di informazioni e piani di resilienza delle infrastrutture critiche. Inoltre, servono politiche pubbliche che riducano lo spazio legale e finanziario in cui queste reti operano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’uso della criminalità organizzata da parte di parti dello Stato russo è un fenomeno documentato, multifaccettato e in crescita negli ultimi anni: combina strumenti tradizionali (omicidi su commissione, traffici illeciti) con capacità moderne (cybercrime, riciclaggio transnazionale, uso di AI/strumenti digitali per operazioni proxy). Contrastarlo richiede sforzi multilivello, legali, tecnici e diplomatici, oltre a un continuo monitoraggio dei metodi in evoluzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-fonti-principali-selezione-inglese-amp-italiano\">Fonti principali (selezione — inglese &amp; italiano)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Mark Galeotti, <em>Gangsters at war: Russia's use of organized crime as an instrument of statecraft</em>. Global Initiative / GI-TOC (Nov 2024). </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>New Lines Institute, <em>How Russia Uses Organized Crime for Espionage</em> (Jul 22, 2025). </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>GLOBSEC, <em>Russian Organised Crime and Links to Hybrid War in Europe</em> (report, 2025). </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Europol, <em>EU Serious and Organised Crime Threat Assessment (EU-SOCTA) 2025</em> / reportage correlati su uso di reti criminali per sabotaggi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>ICCT, <em>Russia’s Crime–Terror Nexus: Criminality as a Tool of Hybrid Warfare</em> (2025). </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>AP / inchieste su reti di riciclaggio e smantellamenti internazionali (es. operazioni UK/NCA). </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Financial Times / articoli su AI, criminalità e attacchi proxy (rilevazioni Europol). </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>ECFR, <em>How the Kremlin uses Russia's criminal networks in Europe</em> (analisi storica e contesto). </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/russia-mafia.jpg","categoria":"Blog","tags":"criminalorganization, fsb, mafia, russia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-16 16:23:57","stato":"publish","riassunto_video":"Negli ultimi vent’anni, lo Stato russo ha integrato gruppi criminali nelle sue operazioni clandestine, sfruttandoli per omicidi, sabotaggi, cyberattacchi e riciclaggio. Questa alleanza garantisce negabilità, costi politici ridotti e accesso a risorse flessibili. In Europa, complica indagini e aumenta rischi di sicurezza, richiedendo cooperazione internazionale e leggi più rigorose per contrastare","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://globalinitiative.net/analysis/gangsters-at-war-russias-use-of-organized-crime-as-an-instrument-of-statecraft/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27272-servizi-segreti-russi-e-criminalita-organizzata.mp4","galleria":""}
{"id":27267,"titolo":"Drone subacqueo ucraino distrugge Sottomarino russo a Novorossiysk - video","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la prima volta dall’inizio dei conflitti navali moderni, un sottomarino militare è stato colpito e messo fuori combattimento da un <strong>drone subacqueo</strong>. Lo ha annunciato l’Ucraina, affermando di aver distrutto un sottomarino russo di classe <strong>Kilo (636.3 “Varshavyanka”)</strong> mentre era ormeggiato nel porto di <strong>Novorossiysk</strong>, sul Mar Nero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto comunicato dal <strong>Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (SBU)</strong> sul proprio canale Telegram, l’operazione è stata condotta con droni sottomarini <strong>Sub Sea Baby</strong>, che avrebbero provocato un’esplosione capace di infliggere <strong>danni critici</strong> all’unità navale.<br>«Per la prima volta nella storia, i droni sottomarini Sub Sea Baby hanno fatto esplodere un sottomarino russo», ha dichiarato l’SBU, aggiungendo che il mezzo «è stato di fatto messo fuori servizio».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:video {\"id\":12936} -->\n<figure class=\"wp-block-video\"><video controls src=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/12/1765811918-4738.mp4\"></video></figure>\n<!-- /wp:video -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-sottomarino-russo-classe-636-3-varshavyanka\">Il Sottomarino russo classe 636.3 Varshavyanka</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sottomarino appartiene alla classe <strong>636.3 Varshavyanka</strong>, conosciuta in ambito NATO come <strong>Kilo</strong> e soprannominata <em>Black Hole</em> per la capacità dello scafo di assorbire i suoni e ridurre la visibilità ai sonar.<br>Si tratta di un sottomarino d’attacco convenzionale in produzione dagli anni ’80: secondo gli analisti militari, <strong>la Russia ne possiede oltre trenta</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A bordo dell’unità colpita si trovavano <strong>quattro piattaforme di lancio per missili da crociera Kalibr</strong>, utilizzati da Mosca per colpire il territorio ucraino. Il valore stimato di un sottomarino di questa classe è di circa <strong>400 milioni di dollari</strong>, cifra che potrebbe salire fino a <strong>500 milioni</strong> tenendo conto delle sanzioni internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12937,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Drone subacqueo ucraino distrugge Sottomarino russo a Novorossiysk - video\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/4da65e8a314e7ef0.jpg\" alt=\"Drone subacqueo ucraino distrugge un sottomarino russo nel porto di Novorossiysk\" class=\"wp-image-12937\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Drone subacqueo ucraino distrugge un sottomarino russo nel porto di Novorossiysk</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-operazione-nel-mar-nero\">L’operazione nel Mar Nero</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attacco è stato condotto da un’unità congiunta composta dalla <strong>13ª Direzione principale del controspionaggio militare dell’SBU</strong> e dalle <strong>Forze navali ucraine</strong>. Il sottomarino si trovava nel porto di Novorossiysk, dove era stato costretto a rifugiarsi dopo una serie di operazioni ucraine condotte con droni navali di superficie <strong>Sea Baby</strong>, che avevano già spinto la flotta russa ad abbandonare la baia di Sebastopoli, in Crimea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’SBU ha definito l’azione «un’altra operazione speciale unica nel suo genere», sottolineando l’impatto strategico dell’attacco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dall’inizio della guerra nel 2022, l’Ucraina ha intensificato l’uso di <strong>droni navali e missili</strong> contro le unità russe nel Mar Nero, costringendo la Marina di Mosca a ridurre le operazioni e a spostarsi verso la parte orientale del bacino.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi mesi, Kiev aveva già colpito più volte il porto di Novorossiysk. A fine novembre, un <strong>importante terminal petrolifero</strong> vicino allo scalo era stato costretto a sospendere le attività dopo un attacco con droni marini. Tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre, inoltre, sono state colpite <strong>navi petrolifere legate alla Russia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mosca, dal canto suo, continua a bombardare regolarmente il porto ucraino di <strong>Odessa</strong>, dove negli ultimi giorni sono state danneggiate anche navi da trasporto turche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al momento, <strong>la Russia non ha rilasciato commenti ufficiali</strong> sulle affermazioni ucraine. Tuttavia, se confermato, l’attacco segnerebbe una svolta storica nella guerra navale, dimostrando l’efficacia dei droni subacquei come nuova arma strategica nei conflitti moderni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/2-2.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#GuerraInUcraina, dronesubacqueo, MarNero","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-16 13:33:58","stato":"publish","riassunto_video":"Per la prima volta, un drone subacqueo ucraino ha distrutto un sottomarino russo classe Kilo nel porto di Novorossiysk, causando danni critici. L’operazione, condotta dall’SBU e dalla Marina ucraina, segna una svolta storica nella guerra navale, evidenziando l’efficacia dei droni subacquei come arma strategica nei conflitti moderni.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.rainews.it/video/2025/12/kiev-sottomarino-russo-messo-fuori-uso-con-un-drone-subacqueo-e-la-prima-volta-video-58f43795-c0c7-4380-9b37-c601c59241b2.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27267-drone-subacqueo-ucraino-distrugge-sottomarino-russo-a-novorossiysk-video.mp4","galleria":""}
{"id":27260,"titolo":"1ª Brigata Aerea Operazioni Speciali, il Colonnello Verdolini è il nuovo Comandante del 9° Stormo “Francesco Baracca”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 3 dicembre 2025, presso l’hangar del 9° Stormo “Francesco Baracca” di Grazzanise, si è svolta la cerimonia ufficiale di passaggio di consegne al comando del Reparto. Il Colonnello Pilota <strong>Salvatore Florio</strong> ha ceduto l’incarico al Colonnello Pilota <strong>Davide Verdolini</strong>, alla presenza del Comandante della <strong>1ª Brigata Aerea Operazioni Speciali</strong>, Generale di Brigata Aerea <strong>Diego Sismondini</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’evento hanno preso parte numerose autorità militari e civili, rappresentanti istituzionali e associazioni d’arma del territorio. Nel corso della cerimonia è stato reso un solenne omaggio alla <strong>Bandiera di Guerra del 9° Stormo</strong>, emblema delle tradizioni, della storia e dell’impegno operativo del Reparto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento di commiato, il Comandante uscente ha rivolto un sentito saluto al personale, evidenziandone professionalità e spirito di servizio:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>«In questi anni il 9° Stormo ha dimostrato, ancora una volta, di essere una squadra solida, competente e capace di affrontare ogni scenario operativo con professionalità e spirito di servizio. Il merito è del personale: una macchina di uomini e donne che, con dedizione e competenza, hanno reso possibile ogni risultato. Lascio un Reparto in piena crescita, forte della sinergia con il territorio e con tutte le componenti della Forza Armata. È stato un privilegio guidarlo».</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12926,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"1ª Brigata Aerea Operazioni Speciali, il Colonnello Verdolini è il nuovo Comandante del 9° Stormo “Francesco Baracca”\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Cambio-9°Stormo-Grazzanise-6.jpg\" alt=\"Avvicendamento al comando del 9° Stormo “Francesco Baracca”, il Collonnello Verdolini è il nuovo Comandante\" class=\"wp-image-12926\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Colonnello Pilota Davide Verdolini, nuovo Comandante del 9° Stormo, ha sottolineato il valore della continuità operativa e il ruolo centrale del Reparto nel panorama delle <strong>Operazioni Aeree Speciali</strong>. Nel suo discorso ha richiamato l’importanza delle capacità legate alla <strong>Personnel Recovery</strong>, all’<strong>evacuazione sanitaria d’emergenza</strong> e al supporto alle <strong>Forze Speciali</strong>, garantito in particolare dall’impiego dell’elicottero <strong>HH-101A “Caesar”</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>«Assumere il comando del 9° Stormo è un onore e una responsabilità che accolgo con determinazione. Trovo un Reparto maturo, preparato e perfettamente inserito nella cornice operativa dell’Aeronautica Militare. L’evoluzione delle capacità dell’HH-101A e la crescita professionale del personale rappresentano le basi su cui costruire i prossimi obiettivi. Continueremo a lavorare con realismo, coesione e ambizione per rafforzare ulteriormente le nostre capacità operative».</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12913,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"1ª Brigata Aerea Operazioni Speciali, il Colonnello Verdolini è il nuovo Comandante del 9° Stormo “Francesco Baracca”\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Cambio-9°Stormo-Grazzanise-2.jpg\" alt=\"Avvicendamento al comando del 9° Stormo “Francesco Baracca”, il Collonnello Verdolini è il nuovo Comandante\" class=\"wp-image-12913\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento conclusivo, il Generale Diego Sismondini ha espresso apprezzamento per il ruolo strategico svolto dal 9° Stormo nel dispositivo aeronautico nazionale e per le prospettive future del Reparto:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>«Il 9° Stormo rappresenta un assetto strategico della Forza Armata, capace di assicurare prontezza, flessibilità e competenze di elevato livello in contesti operativi complessi. Il lavoro svolto dal personale ha consolidato capacità uniche nel panorama nazionale e ha preparato il Reparto ad affrontare con credibilità anche eventuali futuri impieghi fuori area. La transizione di comando avviene in un momento di crescita e apre nuove prospettive operative per il contributo del Reparto alla sicurezza del Paese».</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12914,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"1ª Brigata Aerea Operazioni Speciali, il Colonnello Verdolini è il nuovo Comandante del 9° Stormo “Francesco Baracca”\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Cambio-9°Stormo-Grazzanise-5-1.jpg\" alt=\"Avvicendamento al comando del 9° Stormo “Francesco Baracca”, il Collonnello Verdolini è il nuovo Comandante\" class=\"wp-image-12914\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>9° Stormo “Francesco Baracca”</strong>, dotato di elicotteri <strong>HH-101A</strong> e degli operatori <strong>S.T.O.S. (Supporto Tattico alle Operazioni Speciali)</strong>, svolge missioni di Operazioni Aeree Speciali, ricerca e recupero di personale di alto valore in ambiente ostile (Personnel Recovery – PR), supporto alle forze di superficie ed evacuazione sanitaria d’emergenza. Il Reparto contribuisce inoltre ai dispositivi di sicurezza nazionali e internazionali, partecipando a operazioni fuori area, missioni di mantenimento della pace, interventi umanitari e attività di protezione in occasione di grandi eventi sul territorio nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 9° Stormo dipende direttamente dalla <strong>1ª Brigata Aerea Operazioni Speciali</strong> e fa capo, quale Alto Comando, al <strong>Comando della Squadra Aerea</strong> con sede a Milano, confermandosi un assetto chiave per la sicurezza e la proiezione operativa dell’Aeronautica Militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Copyright foto Aeronautica Militare Italiana</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/Cambio-9°Stormo-Grazzanise-4.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"9°Stormo, aeronauticamilitare, OperazioniAereeSpeciali","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-15 21:43:58","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/news/grazzanise-avvicendamento-al-comando-del-9-stormo-francesco-baracca/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27260-1a-brigata-aerea-operazioni-speciali-il-colonnello-verdolini-e-il-nuovo-comandante-del-9-stormo-francesco-baracca.mp4","galleria":""}
{"id":27251,"titolo":"COMSUBIN: verso il basco verde, l’iter addestrativo degli Allievi Incursori entra nella fase finale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presso il COMSUBIN volge al termine uno dei percorsi formativi più duri e selettivi delle Forze Armate italiane: l’iter addestrativo degli Allievi Incursori. Dopo un anno di formazione intensa e altamente specializzata, gli Allievi si avvicinano al traguardo più atteso: la cerimonia di consegna dell’ambito basco verde, simbolo di appartenenza a un’élite operativa riconosciuta a livello internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il corso, della durata complessiva di dodici mesi, è strutturato in quattro periodi di circa tre mesi ciascuno, progettati per formare operatori capaci di agire in ogni ambiente e condizione. Un cammino progressivo che integra preparazione fisica, competenze tecniche e resilienza mentale, accompagnando gli Allievi verso scenari addestrativi via via più complessi e realistici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-percorso-progressivo-e-selettivo\">Un percorso progressivo e selettivo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La prima fase è dedicata alla selezione e al consolidamento delle capacità di base. Gli Allievi affrontano severi test fisici, apprendono l’impiego delle armi e degli equipaggiamenti, studiano la topografia e sviluppano le tecniche di movimento tattico terrestre. È il periodo in cui vengono poste le fondamenta dell’operatore, mettendo alla prova resistenza, determinazione e capacità di adattamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12900,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"COMSUBIN: verso il basco verde, l’iter addestrativo degli Allievi Incursori entra nella fase finale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/e52bc41e-8902-4e77-a018-8f5e3edeeb0f7-ang5924-copia.jpg\" alt=\"COMSUBIN: verso il basco verde, si conclude l’iter addestrativo degli Allievi Incursori\" class=\"wp-image-12900\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La seconda fase si concentra sull’ambiente acquatico, elemento distintivo degli Incursori della Marina. Il programma prevede nuoto operativo e immersioni, sia diurne che notturne, con l’utilizzo degli equipaggiamenti in dotazione. In questa fase vengono sviluppate la confidenza con l’acqua, la gestione dello stress e la capacità di operare in condizioni di visibilità ridotta, elementi essenziali per le operazioni subacquee e clandestine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12901,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"COMSUBIN: verso il basco verde, l’iter addestrativo degli Allievi Incursori entra nella fase finale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/9f312198-d46a-4696-8393-229b280aa35d5-ang5860.jpg\" alt=\"COMSUBIN: verso il basco verde, si conclude l’iter addestrativo degli Allievi Incursori\" class=\"wp-image-12901\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Segue poi la fase anfibia, incentrata sull’apprendimento delle tattiche e delle tecniche necessarie per il passaggio dal mare alla terra e viceversa. Gli Allievi operano con armi ed esplosivi, affinando le procedure di infiltrazione ed esfiltrazione in contesti costieri, uno dei domini operativi più complessi e delicati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12899,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"COMSUBIN: verso il basco verde, l’iter addestrativo degli Allievi Incursori entra nella fase finale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/52b98c38-e392-433e-b373-607b9f47385d2-ang5758-copia.jpg\" alt=\"COMSUBIN: verso il basco verde, si conclude l’iter addestrativo degli Allievi Incursori\" class=\"wp-image-12899\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’ultimo periodo del corso rappresenta la sintesi di tutto quanto appreso. Gli Allievi sono chiamati a integrare le competenze acquisite nella pianificazione e nella condotta di operazioni speciali complesse, in ambienti operativi differenti. È una fase che mette alla prova non solo le capacità individuali, ma anche il lavoro di squadra, la leadership e la capacità decisionale sotto pressione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12902,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"COMSUBIN: verso il basco verde, l’iter addestrativo degli Allievi Incursori entra nella fase finale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/40a904e9-f29c-4567-97d1-2c5f69e146f83-ang5738-copia.jpg\" alt=\"COMSUBIN: verso il basco verde, si conclude l’iter addestrativo degli Allievi Incursori\" class=\"wp-image-12902\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-gli-esami-finali-e-l-accesso-al-gruppo-operativo-incursori\">Gli esami finali e l’accesso al Gruppo Operativo Incursori</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In prossimità degli esami finali, gli Allievi Incursori hanno affrontato anche gare professionali individuali ad alto contenuto operativo. Percorsi misti di corsa, nuoto in superficie e in immersione, tiro con armi portatili e superamento di pareti rocciose hanno caratterizzato queste prove, contraddistinte da continui cambi di ambiente terrestre e marittimo. Test valutativi impegnativi, concepiti per misurare la preparazione complessiva prima dell’atto conclusivo del corso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli esami teorici finali decreteranno chi potrà accedere a uno dei Reparti di Forze Speciali di Marina più prestigiosi al mondo: il Gruppo Operativo Incursori. Un traguardo che rappresenta non solo il coronamento di un anno di sacrifici, ma anche l’inizio di un percorso operativo al servizio della sicurezza nazionale e degli interessi strategici del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Copyright Foto Marina Militare Italiana</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/9873d5a1-f8b9-4b04-89a1-878386cc13a70-ang5789-copia.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"comsubin, forzespeciali, IncursoriMarina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-15 21:13:58","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20251215_Si-avvicina-il-termine-del-lungo-percorso-formativo-degli-Allievi-Incursori-.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27251-comsubin-verso-il-basco-verde-liter-addestrativo-degli-allievi-incursori-entra-nella-fase-finale.mp4","galleria":""}
{"id":27243,"titolo":"Accademie Militari 2026: una scelta concreta per il Futuro","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni anno migliaia di studenti delle scuole superiori si trovano davanti a una scelta decisiva per il proprio futuro. Accanto all’università tradizionale esiste un’opportunità di grande prestigio e spesso poco conosciuta: i <strong>concorsi per le Accademie Militari</strong>, che permettono di intraprendere la carriera di Ufficiale nell’Esercito Italiano, nell’Arma dei Carabinieri, nella Marina Militare e nell’Aeronautica Militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le Accademie Militari non sono semplici scuole, ma <strong>istituti di formazione universitaria e professionale</strong> in cui lo studio accademico si unisce all’addestramento militare, all’attività sportiva e alla crescita personale. Gli allievi, fin dal primo giorno, entrano a far parte delle Forze Armate e vengono formati ai valori della responsabilità, della disciplina e del servizio allo Stato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12888,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"600px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Accademie Militari 2026: una scelta concreta per il Futuro\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/OIP-1.webp\" alt=\"Accademie Militari 2026: una scelta concreta per il Futuro\" class=\"wp-image-12888\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:600px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Accademie Militari 2026: una scelta concreta per il Futuro</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-accademia-militare-di-modena-esercito-e-carabinieri\">Accademia Militare di Modena (Esercito e Carabinieri)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>Accademia Militare di Modena</strong> è una delle istituzioni formative militari più antiche e prestigiose d’Europa. Ha sede nel cuore della città emiliana, all’interno del monumentale <strong>Palazzo Ducale</strong>, un edificio storico di grande valore architettonico che per secoli è stato simbolo del potere e della tradizione militare italiana. Oggi il Palazzo Ducale ospita aule universitarie, alloggi, strutture sportive e spazi dedicati all’addestramento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Accademia forma gli Ufficiali dell’<a href=\"https://www.difesa.it/primopiano/concorso-per-laccademia-militare-di-modena/84694.html\">Esercito Italiano</a> e dell’<a href=\"https://www.carabinieri.it/concorsi/area-concorsi/calendario-concorsi/concorso-esami-per-ammissione-al-208-corso-accademia-per-la-formazione-ufficiali-arma-dei-carabinieri\">Arma dei Carabinieri</a> attraverso un percorso di studi della durata di <strong>cinque anni</strong>, al termine del quale si consegue una <strong>laurea universitaria</strong> e il grado di <strong>Sottotenente</strong>. Il concorso è aperto a studenti in possesso della cittadinanza italiana che abbiano conseguito, o stiano per conseguire, il diploma di scuola secondaria di secondo grado e rientrino nei limiti di età stabiliti annualmente dal bando.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le selezioni sono articolate e mirano a valutare non solo la preparazione scolastica, ma anche le capacità fisiche, psicologiche e motivazionali dei candidati. Il concorso prevede una prova scritta preselettiva con quiz di cultura generale, logica e matematica, seguita da prove di efficienza fisica, accertamenti sanitari approfonditi, test attitudinali e colloqui motivazionali, oltre a una prova orale sulle materie indicate nel bando. Al termine del percorso formativo, gli Ufficiali assumono incarichi di comando e responsabilità operative e istituzionali sul territorio nazionale e internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12889,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Accademie Militari 2026: una scelta concreta per il Futuro\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/OIP-2fgd.webp\" alt=\"Accademie Militari 2026: una scelta concreta per il Futuro\" class=\"wp-image-12889\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Accademie Militari 2026: una scelta concreta per il Futuro</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-accademia-navale-di-livorno\">Accademia Navale di Livorno</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>Accademia Navale di Livorno</strong> rappresenta il centro di formazione degli Ufficiali della <strong>Marina Militare</strong>. L’istituto si affaccia direttamente sul mare ed è inserito in un vasto complesso architettonico moderno, dotato di infrastrutture portuali, navi scuola, palestre e impianti sportivi, che permettono agli allievi di vivere quotidianamente l’ambiente marittimo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <a href=\"https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20251211-concorso-accademia-navale-2026.aspx\">concorso</a> è rivolto a studenti diplomati, in particolare provenienti da indirizzi scientifici e tecnici, con cittadinanza italiana e idoneità psico-fisica specifica per la vita in mare. Il percorso di selezione comprende una prova scritta con quesiti di matematica, logica, cultura generale e lingua inglese, seguita da prove fisiche che includono anche il nuoto, accertamenti sanitari accurati e prove attitudinali con colloqui individuali. È inoltre prevista una prova orale sulle discipline indicate nel bando.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’interno dell’Accademia Navale gli allievi possono intraprendere diversi percorsi formativi, tra cui quello di <strong>Stato Maggiore</strong>, <strong>Genio Navale</strong> e <strong>Commissariato Militare Marittimo</strong>, preparandosi a una carriera che può svolgersi sia a bordo delle unità navali sia in ambito tecnico, logistico e gestionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12890,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Accademie Militari 2026: una scelta concreta per il Futuro\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/accademia-navale-di-livorno.jpg\" alt=\"Accademie Militari 2026: una scelta concreta per il Futuro\" class=\"wp-image-12890\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Accademie Militari 2026: una scelta concreta per il Futuro</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-accademia-aeronautica-di-pozzuoli\">Accademia Aeronautica di Pozzuoli</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>Accademia Aeronautica di Pozzuoli</strong>, situata in provincia di Napoli, sorge in una posizione panoramica affacciata sul Golfo di Pozzuoli. Il complesso dell’Accademia è moderno e altamente specializzato, dotato di aule tecnologiche, impianti sportivi, strutture sanitarie e aree dedicate all’addestramento al volo e alla preparazione fisica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’istituto forma gli Ufficiali dell’<strong>Aeronautica Militare</strong>, con particolare attenzione alle discipline scientifiche e tecnologiche. Il concorso è aperto a studenti in possesso del diploma di scuola superiore, preferibilmente di indirizzo scientifico, che rientrino nei limiti di età previsti e presentino eccellenti condizioni psico-fisiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le <a href=\"https://www.accademiaaeronautica.it/preparati-al-concorso/\">prove di selezione</a> sono tra le più rigorose: comprendono una prova scritta preselettiva con matematica, fisica, logica e cultura generale, prove fisiche di resistenza, accertamenti sanitari molto severi — soprattutto per i candidati ai ruoli di pilotaggio — test psico-attitudinali e colloqui, oltre a prove orali su materie tecnico-scientifiche. I principali sbocchi professionali includono il ruolo di <strong>pilota militare</strong>, quello di ingegnere aeronautico e vari incarichi tecnici e logistici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12892,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Accademie Militari 2026: una scelta concreta per il Futuro\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Accademia-Aeronautica-Pozzuoli-640x403-2.jpg\" alt=\"Accademie Militari 2026: una scelta concreta per il Futuro\" class=\"wp-image-12892\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Accademie Militari 2026: una scelta concreta per il Futuro</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-opportunita-da-valutare-gia-durante-le-superiori\">Un’opportunità da valutare già durante le superiori</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I concorsi per le Accademie Militari vengono pubblicati generalmente ogni anno e rappresentano una concreta alternativa all’università tradizionale. Gli allievi ammessi seguono un percorso di studi universitari, svolgono attività di addestramento e percepiscono uno <strong>stipendio</strong>, con vitto e alloggio garantiti dallo Stato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per uno studente delle scuole superiori, informarsi in anticipo è fondamentale. Curare la preparazione scolastica, mantenere una buona forma fisica e riflettere sulla propria motivazione personale può fare la differenza. Scegliere un’Accademia Militare significa intraprendere un cammino impegnativo, ma costruire un futuro fondato su <strong>competenza, disciplina, responsabilità e servizio al Paese</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/totale-ddd.jpg","categoria":"Blog","tags":"#AccademiaMilitareModena, accademiaaeronauticamilitare, accademiamilitare, AccademiaNavale, accademiapozzuoli","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-15 17:34:01","stato":"publish","riassunto_video":"Ogni anno migliaia di studenti possono scegliere le Accademie Militari, istituti universitari che uniscono studio, addestramento e crescita personale per diventare Ufficiali dell’Esercito, Carabinieri, Marina o Aeronautica. Le selezioni valutano preparazione, fisico e motivazione. 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{"id":27237,"titolo":"Trasporto Aereo Strategico: l'Italia deve potenziare l'Organico","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"h-\">Nel contesto della difesa moderna, il <strong>trasporto aereo strategico</strong> rappresenta una capacità abilitante essenziale per la proiezione di forze, la sostenibilità operativa e la credibilità della deterrenza. La sua centralità è pienamente riconosciuta in <a href=\"https://www.nato.int/en/what-we-do/deterrence-and-defence/strategic-airlift\">ambito NATO</a>, dove la mobilità strategica è considerata una condizione imprescindibile per garantire il <strong>rapido dispiegamento di forze e sistemi</strong> su scala regionale e intercontinentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esperienza degli ultimi due decenni ha dimostrato che le capacità nazionali europee, prese singolarmente, sono insufficienti a sostenere operazioni complesse e continuative. Da qui la creazione di programmi multilaterali basati su <strong>pooling and sharing</strong>, volti a garantire interoperabilità, economie di scala e accesso condiviso a piattaforme altrimenti non sostenibili per i singoli Stati. Il fatto che tali programmi siano oggi impiegati con continuità, in operazioni militari, missioni umanitarie e risposte a crisi civili, conferma che il trasporto strategico non è una funzione accessoria, ma un <strong>moltiplicatore di potenza</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante questo quadro, le priorità di investimento europee e nazionali continuano a privilegiare le piattaforme da combattimento, lasciando la mobilità strategica in una posizione subordinata. Ne deriva una discrepanza tra ambizioni operative e capacità reali di dispiegamento, particolarmente critica in scenari ad alta intensità, dove il <strong>fattore tempo</strong> è determinante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12879,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Trasporto Aereo Strategico: l'Italia deve potenziare l'Organico\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/8ZFrr142559-2.jpg\" alt=\"Trasporto Aereo Strategico: l'Italia deve potenziare l'Organico\" class=\"wp-image-12879\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Trasporto Aereo Strategico: l'Italia deve potenziare l'Organico</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-capacita-condivise-carichi-fuori-misura-e-vulnerabilita\">Capacità condivise, carichi fuori misura e vulnerabilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I meccanismi NATO per il trasporto strategico coprono un ampio spettro di esigenze: dal trasferimento di carichi fuori misura al trasporto di personale, dall’evacuazione sanitaria al rifornimento in volo. Queste capacità hanno dimostrato un’elevata flessibilità, risultando decisive in operazioni militari, nel supporto a missioni di stabilizzazione, nella gestione di emergenze sanitarie e in risposta a calamità naturali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un elemento spesso sottovalutato è che il principale collo di bottiglia non è il peso, bensì il <strong>volume</strong>. I sistemi militari moderni – piattaforme C2, radar, assetti aeromobili smontati, moduli sanitari – saturano rapidamente gli spazi di carico. La possibilità di trasportare <strong>sistemi completi e pronti all’impiego</strong> è quindi un requisito operativo, non una comodità logistica. Da questo punto di vista, la dipendenza da soluzioni contrattuali e da flotte ridotte espone l’Alleanza a vulnerabilità sistemiche, aggravate dal deterioramento del contesto di sicurezza europeo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le iniziative multilaterali hanno mitigato queste criticità, ma non le hanno eliminate. La disponibilità limitata di piattaforme, la rigidità delle quote di utilizzo e la necessità di pianificazioni a medio termine mal si conciliano con scenari caratterizzati da crisi improvvise e rapide escalation. La lezione è chiara: il <strong>trasporto strategico resta una capacità scarsa</strong>, e proprio per questo strategicamente decisiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-caso-italiano-dipendenza-strutturale-e-incoerenza-capacitiva\">Il caso italiano: dipendenza strutturale e incoerenza capacitiva</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel quadro delineato, la posizione dell’Italia merita un’analisi particolarmente critica. Il Paese è pienamente integrato nei meccanismi NATO ed europei di mobilità strategica e contribuisce alle iniziative di cooperazione multilaterale. Tuttavia, <strong>la dotazione nazionale di trasporto aereo strategico rimane limitata</strong>, e non coerente con le ambizioni operative, industriali e politiche dichiarate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni l’Italia ha investito in modo significativo in <strong>piattaforme da combattimento avanzate</strong>, in sistemi complessi e in capacità ad alta tecnologia. Tali investimenti presuppongono, implicitamente, la disponibilità di una solida capacità di proiezione e sostegno logistico su lunga distanza. In assenza di un adeguato trasporto strategico nazionale, questa assunzione si traduce in una <strong>dipendenza strutturale da assetti condivisi o alleati</strong>, con un impatto diretto sulla libertà d’azione e sulla prontezza operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa asimmetria riflette una visione ancora incompleta dello strumento militare, nella quale la logistica strategica viene considerata una funzione di supporto anziché una <strong>capacità di primo livello</strong>. È un’impostazione che rischia di ridurre l’efficacia complessiva degli investimenti già effettuati, soprattutto in scenari nei quali l’accesso alle capacità condivise potrebbe essere limitato o fortemente conteso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12880,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Trasporto Aereo Strategico: l'Italia deve potenziare l'Organico\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/23.jpg\" alt=\"Trasporto Aereo Strategico: l'Italia deve potenziare l'Organico\" class=\"wp-image-12880\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Trasporto Aereo Strategico: l'Italia deve potenziare l'Organico</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Paradossalmente, l’Italia dispone di leve industriali e tecnologiche che potrebbero contribuire a colmare questo divario. Il coinvolgimento del sistema industriale nazionale in programmi legati a grandi velivoli e a piattaforme di trasporto avanzate offre l’opportunità di rafforzare non solo la base industriale, ma anche la <strong>sovranità capacitiva</strong> del Paese e dell’Europa. Tuttavia, senza una chiara priorità politica e programmatica, tali opportunità rischiano di rimanere scollegate da una visione strategica complessiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, il <strong>trasporto aereo strategico</strong> deve essere riconosciuto come una capacità centrale nella pianificazione della difesa italiana. Continuare a investire prevalentemente in sistemi combattenti senza riequilibrare la mobilità strategica significa accettare una <strong>incoerenza capacitiva</strong> che limita l’efficacia dello strumento militare. In un contesto di crescente instabilità, la capacità di muovere forze e sistemi in modo rapido e autonomo non è un complemento, ma una condizione necessaria per la credibilità operativa e politica del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/ahN4Y141839.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"aeronauticamilitare, NATO, STRATEGICAIRLIFT","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-15 16:13:57","stato":"publish","riassunto_video":"Il trasporto aereo strategico è cruciale per la difesa e la proiezione di forze, ma le capacità europee, inclusa l’Italia, sono insufficienti e dipendenti da soluzioni condivise. L’Italia investe molto in sistemi da combattimento, trascurando la mobilità strategica, creando un gap che limita la prontezza operativa e la sovranità. Serve una visione politica che valorizzi questa capacità essenziale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.nato.int/en/what-we-do/deterrence-and-defence/strategic-airlift","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27237-trasporto-aereo-strategico-litalia-deve-potenziare-lorganico.mp4","galleria":""}
{"id":27229,"titolo":"Cyber Eagle 2025: la Difesa Cyber dell’Aeronautica Militare","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è conclusa oggi, giovedì 11 dicembre, l’undicesima edizione di <strong>Cyber Eagle</strong>, la principale e più estesa esercitazione annuale di cyber defence dell’Aeronautica Militare, ospitata presso il Reparto Sistemi Informativi Automatizzati (<strong>ReSIA</strong>). L'evento, durato ben sei mesi, ha rappresentato un'intensa fase di valutazione e miglioramento continuo della postura di sicurezza cibernetica della Forza Armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla presentazione dei risultati conclusivi hanno partecipato importanti personalità, tra cui il Sottosegretario alla Difesa, On. Matteo Perego di Cremnago, e il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Gen. S.A. Antonio Conserva, oltre a numerose autorità militari e civili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12864,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/CyberEagle25-3-scaled-1.jpg\" alt=\"Cyber Eagle 2025: la Difesa Cyber dell’Aeronautica Militare\" class=\"wp-image-12864\" title=\"Cyber Eagle 2025: la Difesa Cyber dell’Aeronautica Militare\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cyber Eagle 2025: la Difesa Cyber dell’Aeronautica Militare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-sfida-trasversale-it-e-ot-sotto-esame\">Una Sfida Trasversale: IT e OT sotto esame</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercitazione ha coinvolto personale del ReSIA, in sinergia con il Comando per le Operazioni in Rete (<strong>COR</strong>) della Difesa e sotto la supervisione della 3^ Divisione del Comando Logistico, in coordinamento con il Reparto Generale Sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la prima volta, l'attività ha avuto un impatto particolarmente significativo su due reparti operativi cruciali: la <strong>46ª Brigata Aerea di Pisa</strong> e il <strong>Reparto Sperimentale e di Standardizzazione Tiro Aereo (RSSTA) di Decimomannu</strong>. Qui è stata testata in profondità la sicurezza di sistemi essenziali legati alla <strong>navigazione</strong> e al <strong>controllo del traffico aereo aeroportuale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12865,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/CyberEagle25-3.jpg\" alt=\"Cyber Eagle 2025: la Difesa Cyber dell’Aeronautica Militare\" class=\"wp-image-12865\" title=\"Cyber Eagle 2025: la Difesa Cyber dell’Aeronautica Militare\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cyber Eagle 2025: la Difesa Cyber dell’Aeronautica Militare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'ambito di analisi si è concentrato sia sulla rete <strong>IT</strong> (Information Technology), la spina dorsale dei servizi applicativi, sia sulla rete <strong>OT</strong> (Operational Technology), che gestisce gli impianti, i sensori e le infrastrutture aeroportuali vitali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Dati e Numeri:</strong> L’ampiezza dell’esercitazione è testimoniata dal coinvolgimento di <strong>oltre 38 mila postazioni di lavoro</strong> e dall’analisi di circa <strong>300 Tera Byte di dati</strong>, permettendo una verifica della reazione dei reparti a scenari di minaccia in condizioni operative autentiche.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Test di Resilienza:</strong> Attraverso l'impiego di <em>Red Team</em>, che hanno simulato le tattiche di gruppi APT (<em>Advanced Persistent Threat</em>), è stata messa alla prova la resilienza dei servizi, valutando le capacità di scoperta, mitigazione e ripristino.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività hanno incluso la simulazione di compromissioni, verifiche sulla continuità operativa dei sistemi di volo e la gestione coordinata degli eventi tramite il <strong>Security Operation Centre</strong> dell’Aeronautica Militare. È stato anche utilizzato un ambiente di prova basato su piattaforma <strong>SCADA</strong>, essenziale per simulare scenari complessi senza interferire con l'operatività reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12866,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/CyberEagle25-4.jpg\" alt=\"Cyber Eagle 2025: la Difesa Cyber dell’Aeronautica Militare\" class=\"wp-image-12866\" title=\"Cyber Eagle 2025: la Difesa Cyber dell’Aeronautica Militare\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cyber Eagle 2025: la Difesa Cyber dell’Aeronautica Militare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-dichiarazioni-istituzionali\">Le Dichiarazioni Istituzionali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Gen. S.A. Antonio Conserva</strong>, ha sottolineato la centralità del dominio digitale:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Per l’Aeronautica Militare, la dimensione digitale non è un elemento accessorio ma un <strong>pilastro delle capacità operative</strong>... Siamo di fronte ad una gamma di <strong>minacce trasversali e a tecnologie in continua evoluzione</strong>. E’ una grande sfida che richiede nuovi strumenti, professionalità altamente specializzate e capacità trasversali per garantire le esigenze di difesa del Paese.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>On. Matteo Perego di Cremnago</strong>, Sottosegretario alla Difesa, ha rimarcato l'importanza strategica dell'interconnessione e del dominio cyber nel contesto della guerra ibrida:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12867,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/CyberEagle25-2-1.jpg\" alt=\"Cyber Eagle 2025: la Difesa Cyber dell’Aeronautica Militare\" class=\"wp-image-12867\" title=\"Cyber Eagle 2025: la Difesa Cyber dell’Aeronautica Militare\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cyber Eagle 2025: la Difesa Cyber dell’Aeronautica Militare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Il dominio cyber non è più da considerarsi separato, poiché permea ogni aspetto della nostra quotidianità... <strong>Difendere le infrastrutture critiche e garantire la resilienza della Nazione</strong>, anche in questo ambito, è una priorità strategica per la sicurezza del Paese.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Sottosegretario ha lodato l'esercitazione come un esempio di <strong>\"collaborazione virtuosa tra Difesa, industria e istituzioni\"</strong>, evidenziando come la costituzione dell'Arma Cyber sia una \"scelta strategica lungimirante per la resilienza della difesa e sicurezza nazionale.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'importanza della sinergia pubblico-privato è stata ribadita anche dal <strong>Generale Enzo Vecciarelli</strong>, Presidente e Amministratore Delegato di Deas Cyber+, partner dell’esercitazione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Dobbiamo creare le condizioni affinché il Paese possa disporre sistematicamente anche dei talenti straordinari che provengono dal settore privato... Lavorare con passione per un fine superiore, la <strong>sicurezza dell’Italia e dei suoi cittadini</strong>.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Cyber Eagle 2025 si conferma, quindi, non solo come un’esercitazione annuale, ma come un modello di riferimento per il <strong>partenariato pubblico-privato</strong>, essenziale per rafforzare l’efficacia complessiva della Difesa e affrontare la sfida della deterrenza cibernetica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/CyberEagle25-2.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"aeronauticamilitare, cyberdefence, cybereagle25, generaleconserva, MatteoPeregodiCremnago","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-15 12:13:59","stato":"publish","riassunto_video":"Si è conclusa l’undicesima edizione di Cyber Eagle, esercitazione di cyber defence dell’Aeronautica Militare durata sei mesi. Coinvolgendo oltre 38 mila postazioni e simulazioni su reti IT e OT, ha testato la resilienza contro minacce avanzate. Autorità militari e civili hanno sottolineato l’importanza strategica del dominio digitale e la collaborazione pubblico-privato per la sicurezza nazionale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/news/cyber-defence-conclusa-la-cyber-eagle-2025-sei-mesi-di-esercitazione-sulle-difese-cibernetiche-dellaeronautica-militare/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27229-cyber-eagle-2025-la-difesa-cyber-dellaeronautica-militare.mp4","galleria":""}
{"id":27222,"titolo":"Brigata Sassari: La sfida della guerra asimmetrica nell'Esercitazione CBRN","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Cagliari/Macomer, 12 Dicembre 2025</strong> – Si è concluso il ciclo addestrativo che ha visto il <strong>151° Reggimento Fanteria \"Sassari\"</strong> e il <strong>5° Reggimento Genio Guastatori</strong> impegnati in uno degli scenari più complessi della guerra moderna: la risposta a minacce <strong>Chimiche, Biologiche, Radiologiche e Nucleari (CBRN)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'attività, svolta tra le caserme \"Monfenera\" e \"Bechi Luserna\" e l'area di \"Sa Crabarza\", ha testato la capacità della <a href=\"https://difesanews.com/brigata-sassari-il-generale-paracadutista-stefano-messina-cede-il-comando-ad-andrea-fraticelli/\">Brigata Sassari</a> di operare secondo i rigidi standard NATO, integrando la manovra cinetica con le procedure di protezione e bonifica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12857,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Brigata Sassari: La sfida della guerra asimmetrica nell'Esercitazione CBRN\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/17-Intervento-del-nucleo-di-decontaminazione.jpg\" alt=\"Brigata Sassari: La sfida della guerra asimmetrica nell'Esercitazione CBRN\" class=\"wp-image-12857\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Brigata Sassari: La sfida della guerra asimmetrica nell'Esercitazione CBRN</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-contesto-tecnico-cosa-significa-difesa-cbrn\">Il contesto tecnico: Cosa significa Difesa CBRN</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Operare in ambiente contaminato non significa solo indossare una maschera, ma attivare una complessa catena di sopravvivenza basata su tre pilastri fondamentali, tutti testati durante l'esercitazione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Protezione Individuale e Collettiva:</strong> I militari hanno operato indossando gli speciali indumenti protettivi (IPE) che isolano il corpo dagli agenti contaminanti. Questo equipaggiamento, pur salvando la vita, limita i movimenti, la visibilità e aumenta drasticamente lo stress fisico e termico, rendendo ogni manovra tattica estremamente più faticosa e difficile da coordinare.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rilevamento (Detection):</strong> Prima di poter reagire, la minaccia deve essere identificata. L'esercitazione ha simulato l'uso di strumentazione per analizzare l'aria e il terreno, determinando la natura dell'agente (chimico o radiologico) e delimitando la \"zona sporca\" (area contaminata) da quella \"pulita\".</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Bonifica (Decontamination):</strong> Una volta esposti, uomini e mezzi devono essere \"decontaminati\" per poter continuare a combattere o rientrare alla base. È qui che il ruolo del Genio diventa vitale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-151-fanteria-e-la-gestione-dell-allarme-nato\">Il 151° Fanteria e la Gestione dell'Allarme NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore della risposta del 151° Reggimento è stato il flusso decisionale. In ambito CBRN, la velocità dell'informazione è vitale quanto la protezione fisica. I Posti Comando hanno gestito la cosiddetta <strong>\"Catena di Allarme\"</strong> (Warning and Reporting), applicando le procedure standardizzate NATO (spesso note come ATP-45) per mappare la nube tossica o l'area di rischio e trasmettere i dati alle unità alleate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attraverso il coordinamento con il <em>Sub Collection Center</em> (SCC) del Comando Militare Esercito “Sardegna”, il reggimento ha dimostrato di saper gestire incidenti complessi tramite il <em>Tactical Decision Exercise</em> (TDX), mantenendo la capacità di comando e controllo anche sotto la pressione psicologica di una minaccia invisibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12856,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Brigata Sassari: La sfida della guerra asimmetrica nell'Esercitazione CBRN\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/6.-Decontaminazione-VTLM-Lince.jpg\" alt=\"Brigata Sassari: La sfida della guerra asimmetrica nell'Esercitazione CBRN\" class=\"wp-image-12856\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Brigata Sassari: La sfida della guerra asimmetrica nell'Esercitazione CBRN</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-5-genio-mobilita-in-ambiente-contaminato\">Il 5° Genio: Mobilità in Ambiente Contaminato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il 5° Reggimento Genio Guastatori, la sfida è stata doppia. Oltre alla protezione personale, hanno dovuto garantire la mobilità delle truppe in un ambiente ostile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'addestramento si è focalizzato sulla Engineer Intelligence (ENGINT): la raccolta di dati tecnici sul campo per capire come superare ostacoli contaminati o come bonificare un percorso per permettere l'avanzata della fanteria, garantendo al contempo azioni di contro-mobilità verso l'avversario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-innovazione-droni-per-la-remote-detection\">Innovazione: Droni per la \"Remote Detection\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un elemento di spicco dell'esercitazione è stato l'impiego di <strong>sistemi a pilotaggio remoto</strong>. L'uso dei droni in ambito CBRN rappresenta una svolta operativa fondamentale: permette di effettuare la ricognizione dell'area sospetta e il rilevamento preliminare senza esporre operatori umani al rischio diretto della contaminazione. Questa integrazione tecnologica ha conferito un elevato realismo allo scenario, allineando le procedure della \"Sassari\" alle più moderne dottrine internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12855,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Brigata Sassari: La sfida della guerra asimmetrica nell'Esercitazione CBRN\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/5.-Decontaminazione-individuale.jpg\" alt=\"Brigata Sassari: La sfida della guerra asimmetrica nell'Esercitazione CBRN\" class=\"wp-image-12855\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Brigata Sassari: La sfida della guerra asimmetrica nell'Esercitazione CBRN</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusioni\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercitazione ha confermato che la risposta a una minaccia CBRN richiede una sinergia perfetta tra resistenza fisica (per operare con le protezioni), disciplina procedurale (per la gestione degli allarmi NATO) e competenza tecnica (per la bonifica). Il 151° e il 5° Reggimento hanno dimostrato di possedere queste capacità, pronte per essere impiegate a difesa della sicurezza nazionale e collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/16-Intervento-soccorritore-militare-su-ferito-in-combattimento.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#BrigataSassari, 151sassari, 5macomer, CBRN, esercitoitaliano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-15 12:03:58","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/ex_cbrn_2025.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27222-brigata-sassari-la-sfida-della-guerra-asimmetrica-nellesercitazione-cbrn.mp4","galleria":""}
{"id":27214,"titolo":"Dome Nazionale: una riflessione tecnica sui rischi di una narrazione semplificata","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel linguaggio corrente, il termine Dome (Cupola) viene spesso utilizzato come sinonimo di protezione totale del territorio. In realtà, dal punto di vista tecnico, non esiste alcun scudo unitario. Ciò che viene impropriamente chiamato Dome è, in senso rigoroso, <strong>un’architettura di Integrated Air and Missile Defense (IAMD)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa architettura si fonda su alcuni elementi imprescindibili:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>strati sovrapposti di difesa</strong>, differenziati per quota e distanza di intercettazione;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>sensori distribuiti</strong> (radar a corto, medio e lungo raggio, sensori terrestri, navali e aerei);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>reti di comando, controllo e comunicazione</strong> che fondono i dati e assegnano le priorità d’ingaggio;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>sistemi di intercettazione specializzati</strong>, ciascuno ottimizzato per una specifica classe di minacce.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La logica non è quella dell’invulnerabilità, ma della <strong>riduzione del rischio</strong>: se uno strato fallisce, un altro può intervenire. Tuttavia, questa ridondanza ha costi elevatissimi e richiede livelli di integrazione tecnologica e operativa estremamente avanzati. Parlare di Dome senza esplicitare questa complessità equivale a <strong>semplificare un problema che, per sua natura, non è semplificabile</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12843,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/133592198_iron_dome_v4_640.jpg-e1765740685772.webp\" alt=\"Dome Nazionale: una riflessione tecnica sui rischi di una narrazione semplificata\" class=\"wp-image-12843\" title=\"Dome Nazionale: una riflessione tecnica sui rischi di una narrazione semplificata\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dome Nazionale: una riflessione tecnica sui rischi di una narrazione semplificata</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-israele-il-caso-piu-avanzato-ma-non-replicabile\"><strong>Israele: il caso più avanzato, ma non replicabile</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Israele rappresenta probabilmente <strong>il sistema di difesa aerea più sofisticato oggi esistente</strong>, basato su una stratificazione unica: <strong>Iron Dome</strong> per il corto raggio, <strong>David’s Sling</strong> per il medio raggio, <strong>Arrow 2 e Arrow 3</strong> per la difesa balistica strategica, con<strong> il supporto statunitense del THAAD</strong> in contesti eccezionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Eppure, nonostante questa architettura multilivello senza eguali, Israele <strong>continua a subire impatti sul proprio territorio</strong>. Gli attacchi combinati – missili balistici, droni, saturazione numerica – hanno dimostrato che nessun sistema è in grado di intercettare tutto. Questo dato, spesso marginalizzato nel racconto mediatico, è centrale dal punto di vista tecnico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo relativo del modello israeliano dipende da <strong>condizioni strutturalmente uniche</strong>: un territorio ridotto, un’altissima densità di sensori, un’integrazione quasi totale tra intelligence, forze armate e protezione civile, e una popolazione addestrata a convivere con allarmi continui e tempi di reazione brevissimi. Si tratta di fattori che non sono semplicemente acquistabili o replicabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Estrarre il concetto di Dome da questo contesto e presentarlo come modello universale significa <strong>confondere un’architettura nata dall’esperienza diretta di decenni di conflitti con una soluzione astratta e decontestualizzata</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12844,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/133607624_israel_missile_defence_thaad_141024_2x640v2.png-e1765740722644.webp\" alt=\"Dome Nazionale: una riflessione tecnica sui rischi di una narrazione semplificata\" class=\"wp-image-12844\" title=\"Dome Nazionale: una riflessione tecnica sui rischi di una narrazione semplificata\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dome Nazionale: una riflessione tecnica sui rischi di una narrazione semplificata</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-pragmatismo-operativo-germania-stati-uniti-e-il-mito-dello-scudo-totale\"><strong>Pragmatismo operativo: Germania, Stati Uniti e il mito dello scudo totale</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un confronto utile è quello con l’approccio tedesco. L’acquisizione dell’Arrow 3 da parte della Germania, con un accordo di circa 3,9 miliardi di dollari, viene talvolta citata come conferma della validità del modello “Dome”. In realtà, Berlino ha adottato una logica opposta: <strong>non ha cercato uno scudo totale</strong>, ma la copertura di un vuoto ben definito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Arrow 3 è un sistema altamente specializzato, progettato per intercettare missili balistici nello spazio, a oltre 100 km di altitudine. È costoso, poco mobile e deliberatamente limitato nel suo ruolo. Non sostituisce i sistemi endo-atmosferici, non opera in autonomia e viene integrato in una rete più ampia. Il messaggio implicito è chiaro: <strong>nessuna tecnologia, da sola, risolve il problema della difesa aerea</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ancora più significativo è il caso degli Stati Uniti. Nonostante risorse tecnologiche e finanziarie senza paragoni, Washington non dispone di un Dome nazionale. Il sistema americano è frammentato in capacità specialistiche – THAAD, Aegis, Patriot, Ground-Based Interceptors – pensate per scenari diversi e non per creare uno scudo continuo sul territorio nazionale. La ragione è nota agli addetti ai lavori: <strong>il costo e la vulnerabilità sistemica di una difesa totale su larga scala sono insostenibili</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, anche il confronto tra sistemi come SAMP/T e Arrow 3 contribuisce a chiarire l’equivoco. Il primo è un sistema tattico, mobile, pensato per la difesa di forze e infrastrutture; il secondo è uno strumento strategico, progettato esclusivamente per la difesa balistica ad altissima quota. Non sono alternative, ma componenti di livelli diversi. Presentarli come scudi equivalenti significa ignorare la logica stessa della difesa aerea moderna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12845,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/G7QRA8hXcAAEylD-747x420-1.webp\" alt=\"Dome Nazionale: una riflessione tecnica sui rischi di una narrazione semplificata\" class=\"wp-image-12845\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\" title=\"Dome Nazionale: una riflessione tecnica sui rischi di una narrazione semplificata\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dome Nazionale: una riflessione tecnica sui rischi di una narrazione semplificata</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione\"><strong>Conclusione</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’analisi dei casi più avanzati dimostra che il Dome non è una soluzione pronta, ma una <strong>costruzione architetturale complessa, costosa e intrinsecamente imperfetta</strong>. Dove funziona, lo fa grazie a condizioni eccezionali, esperienza operativa accumulata nel tempo e una chiara definizione dei limiti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In assenza di questi elementi, il rischio non è solo tecnico, ma strutturale: <strong>trasformare un concetto utile in uno slogan, e uno slogan in un programma che assorbe risorse senza produrre una reale capacità difensiva misurabile</strong>. Nel dominio dell’IAMD, la prudenza concettuale e il realismo operativo non sono segni di debolezza, ma prerequisiti di efficacia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/irone-dome.jpg","categoria":"Blog","tags":"arrow, IAMD, irondome","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-14 20:43:58","stato":"publish","riassunto_video":"Il Dome non è uno scudo unico, ma un sistema integrato di difesa a più livelli con sensori e intercettori specializzati. Il modello israeliano, il più avanzato, non è replicabile altrove per condizioni uniche. Germania e USA adottano approcci pragmatici, senza cercare una protezione totale. Il Dome è complesso, costoso e imperfetto; trasformarlo in slogan rischia di sprecare risorse.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.bbc.com/news/world-middle-east-20385306","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27214-dome-nazionale-una-riflessione-tecnica-sui-rischi-di-una-narrazione-semplificata.mp4","galleria":""}
{"id":27204,"titolo":"Operazioni Cyber di Influenza (ICOs): L'uso degli Attacchi Informatici a Supporto delle Operazioni di Influenza","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le Operazioni di Influenza e la Guerra dell'Informazione mirano a diffondere il proprio messaggio o a impedire all'avversario di farlo, concentrandosi non solo sulla narrazione, ma anche sul confondere, distrarre e demoralizzare l'avversario. In questo contesto, il cyberspazio è visto come un ambiente ideale per condurre operazioni che hanno esiti più <strong>disruptive</strong> (dirompenti) che <strong>distruttivi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-nascita-delle-influence-cyber-operations-icos\">La Nascita delle Influence Cyber Operations (ICOs)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli autori del documento propongono il termine <strong>Influence Cyber Operations (ICOs)</strong> per descrivere le azioni nel cyberspazio in cui l'obiettivo principale è influenzare il comportamento di un pubblico target.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le ICOs sono definite come:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Operazioni che influenzano lo strato logico del cyberspazio con l'intenzione di influenzare atteggiamenti, comportamenti o decisioni del pubblico target\".</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste operazioni sono considerate un sottoinsieme delle Operazioni di Influenza che si qualificano come <strong>attacchi informatici</strong>. Le ICOs rientrano nello strato logico del cyberspazio e sono intrusive, poiché ottengono accesso non autorizzato a reti e sistemi per distruggere, alterare o aggiungere informazioni<sup>7</sup>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il documento distingue le ICOs dalle <strong>Inform &amp; Influence Operations (IIOs)</strong>, che sono attività orientate al contenuto (come propaganda e disinformazione) che mirano a creare un ambiente informativo artefatto, operando a livello semantico del cyberspazio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-approcci-strategici-russia-contro-occidente\">Approcci Strategici: Russia contro Occidente</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli approcci strategici alle Operazioni di Influenza differiscono notevolmente:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Approccio Russo:</strong> La Russia considera la Guerra dell'Informazione come uno strumento di <em>hard power</em> (potere duro) e ha sviluppato una visione più <strong>integrata e olistica</strong>. L'obiettivo è ottenere vantaggi strategici senza provocare una risposta armata della NATO. Le ICOs sono viste come capacità a <strong>basso rischio e basso costo</strong> che contribuiscono a destabilizzare l'avversario, alimentando confusione e minando la fiducia. La difficoltà di attribuzione offre un alto grado di \"plausible deniability\" (ragionevole negabilità).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Approccio Occidentale:</strong> Le democrazie occidentali tendono ad adottare un approccio più <strong>compartimentalizzato</strong>, mantenendo una sorta di \"firewall\" tra il <em>soft power</em> delle IIOs e l'<em>hard power</em> delle ICOs clandestine. L'approccio si basa sul mantenere la <strong>trasparenza e la credibilità</strong>, principi che sarebbero minati da azioni clandestine e coercitive in tempo di pace. L'uso di ICOs è limitato, in linea di principio, alle operazioni militari o a specifiche autorità di <em>intelligence</em>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12796,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"600px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Operazioni Cyber di Influenza (ICOs): L'uso degli Attacchi Informatici a Supporto delle Operazioni di Influenza\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-13-183003.jpg\" alt=\"Operazioni Cyber di Influenza (ICOs): L'uso degli Attacchi Informatici a Supporto delle Operazioni di Influenza\" class=\"wp-image-12796\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:600px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Operazioni Cyber di Influenza (ICOs): L'uso degli Attacchi Informatici a Supporto delle Operazioni di Influenza</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tipi-comuni-di-influence-cyber-operations\">Tipi Comuni di Influence Cyber Operations</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo spettro delle ICOs è ampio, e le tecniche sono spesso considerate a bassa tecnologia, facilmente automatizzabili o esternalizzabili. Tali attività, pur non raggiungendo il livello di un attacco armato in senso legale, mirano a influenzare gli atteggiamenti e le decisioni:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Accesso non autorizzato a un sistema informativo (Hacking):</strong> L'ottenimento di accesso per modificare dati o minare la fiducia nelle autorità nazionali. Ad esempio, la compromissione dei computer del Comitato Elettorale Centrale in Ucraina per danneggiare la credibilità del governo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Attacchi False Flag:</strong> L'uso di tecniche specifiche per ingannare l'avversario e far credere che l'operazione sia stata condotta da un'altra parte. Un esempio è l'attacco a TV5 Monde, inizialmente attribuito a un gruppo affiliato all'ISIS, ma poi collegato a <em>hacker</em> russi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Attacchi Distributed Denial of Service (DDoS):</strong> Attacchi per sopraffare le risorse del bersaglio, influenzandone solo la disponibilità e non la riservatezza o l'integrità. Mirano a minare la credibilità e sono ancora molto diffusi per mettere in imbarazzo governi o organizzazioni (es. attacchi ai siti NATO o in Estonia nel 2007).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Defacement di siti web:</strong> Simili ai graffiti o al vandalismo, questi attacchi causano principalmente imbarazzo e mirano a diffondere disinformazione o minare la fiducia. La loro efficacia risiede nella reazione mediatica.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Doxing:</strong> La rivelazione e pubblicizzazione di informazioni private o classificate ottenute tramite <em>hacking</em> o altre fonti, allo scopo di imbarazzare o mettere in imbarazzo il target, potendo creare divisioni tra alleati.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusioni\">Conclusioni</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le ICOs rimarranno una fonte di disturbo, contribuendo a un senso di insicurezza già esistente e supportando una narrazione più ampia di Operazioni di Influenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per contrastarle, l'articolo suggerisce:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Aumento della consapevolezza cyber</strong> tra la popolazione e l'élite politica/burocratica.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Trasparenza</strong> da parte dei governi e delle aziende nel gestire gli attacchi e le <em>fughe di notizie</em> (leaks).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Una corretta comprensione della <strong>natura e dell'impatto</strong> di questi attacchi, evitando di etichettare tutto come \"guerra cyber\".</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/abstract-art-blur-bright-373543-scaled-1.jpg","categoria":"Blog","tags":"ico, influence, InfluenceCyberOperations","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-14 10:53:59","stato":"publish","riassunto_video":"Le Influence Cyber Operations (ICOs) sono attacchi informatici mirati a influenzare atteggiamenti e decisioni, agendo sullo strato logico del cyberspazio. La Russia le usa come strumento di potere a basso rischio, mentre l’Occidente le limita a contesti militari o di intelligence. Tecniche comuni includono hacking, attacchi false flag, DDoS, defacement e doxing.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://ccdcoe.org/uploads/2018/10/Art-08-Influence-Cyber-Operations-The-Use-of-Cyberattacks-in-Support-of-Influence-Operations.pdf","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27204-operazioni-cyber-di-influenza-icos-luso-degli-attacchi-informatici-a-supporto-delle-operazioni-di-influenza.mp4","galleria":""}
{"id":27198,"titolo":"USA: Rivoluzione Droni Laser ad alta energia per fermare Sciami nemici","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>10 Dicembre 2025</strong> – Il <strong>Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti</strong> sta lavorando per introdurre nella propria flotta di velivoli senza pilota una nuova generazione di droni grandi e versatili equipaggiati con <strong>armi a energia diretta</strong>, in particolare <strong>laser ad alta energia</strong> in grado di contrastare efficacemente sciami di droni ostili e altre minacce aeree. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-i-laser-sui-droni-sono-una-svolta\">Perché i laser sui droni sono una svolta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni, i conflitti moderni — dall’Ucraina al Medio Oriente — hanno mostrato quanto <strong>i droni a basso costo</strong> possano rappresentare una seria minaccia strategica quando impiegati in grandi numeri. I laser ad alta energia offrono vantaggi importanti su questi fronti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Costo per ingaggio drasticamente ridotto</strong>: a differenza dei missili tradizionali, un laser “brucia” un bersaglio usando energia; il costo di un singolo colpo è <strong>una frazione di quello di un missile</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>“Magazzino infinito” di munizioni</strong>: finché il sistema ha energia a disposizione, può continuare ad ingaggiare bersagli senza bisogno di rifornimento fisico di proiettili o razzi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Precisione e versatilità</strong>: un raggio laser può <strong>disabilitare sensori, ottiche o componenti critici</strong> senza distruggere l’intera struttura del drone, rendendo inutile la minaccia. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-programma-usa-droni-classe-4-e-5-con-laser\">Il programma USA: droni Classe 4 e 5 con laser</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto riportato da <em>Breaking Defense</em>, l’esercito US vuole <strong>armare i prossimi droni di classe 4 e 5</strong> — ossia quei velivoli con peso superiore a 600 kg — con payload intercambiabili tra cui sistemi laser di alta potenza. Questi non saranno su tutti i droni ma <strong>selezionati per missioni specifiche</strong>, come difesa di aree critiche o operazioni anti-sciame. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i candidati al programma c’è <strong><a href=\"https://www.ga-asi.com/remotely-piloted-aircraft/mq-9a\">General Atomics</a></strong>, già produttrice di piattaforme come il <em>Gray Eagle</em>, che sta esplorando versioni con sistemi laser integrati, oltre a modelli come <em>Mojave STOL</em> con spazio per nuove tecnologie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12829,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Boeings-Compact-Laser-Weapon-System-CLWS-2-1.jpeg\" alt=\"USA: Droni Laser ad alta energia per fermare Sciami nemici\" class=\"wp-image-12829\" title=\"USA: Rivoluzione Droni Laser ad alta energia per fermare Sciami nemici\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">USA: Droni Laser ad alta energia per fermare Sciami nemici</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-altre-tecnologie-laser-e-sistemi-correlati-negli-usa\">Altre tecnologie laser e sistemi correlati negli USA</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli Stati Uniti non sono nuovi alla difesa con energia diretta. Alcuni esempi recenti includono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>HELIOS (High Energy Laser with Integrated Optical-dazzler and Surveillance)</strong>: sistema laser da 60 kW installato su navi della <strong>US Navy</strong>, progettato per intercettare droni, piccole imbarcazioni e altri obiettivi aerei.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>DE M-SHORAD</strong>: veicolo su base Stryker con laser da circa <strong>50 kW</strong> per la difesa aerea a corto raggio, testato anche in zone di operazioni reali come Iraq. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Boeing CLWS (Compact Laser Weapon System)</strong>: laser anti-drone modulare sviluppato per proteggere basi, veicoli e aree fisse. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>BlueHalo LOCUST</strong> e altri laser montati su piattaforme mobili, capaci di abbattere gruppi di piccoli UAV con energia diretta. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-contesto-globale-della-guerra-dei-laser\">Il contesto globale della guerra dei laser</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’interesse per le armi a energia diretta non è confinato agli Stati Uniti. Altri paesi e forze armate stanno sviluppando o testando sistemi analoghi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Regno Unito</strong> sta introducendo sistemi laser come <em><a href=\"https://difesanews.com/royal-navy-entro-il-2027-in-servizio-i-nuovi-laser-dragonfire-per-abbattere-droni/\">DragonFire</a></em> sulle navi per la difesa anti-drone e antimissile.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Israele e Russia</strong> hanno già impiegato <a href=\"https://difesanews.com/iron-beam-prime-applicazioni-sul-campo-del-sistema-laser-israeliano/\">tecnologie laser in combattimento</a> secondo fonti di stampa internazionale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sistemi alternativi</strong>, come armi a microonde ad alta potenza (es. <em><a href=\"https://www.epirusinc.com/\">Leonidas</a></em>), sono testati per neutralizzare sciami con un singolo impulso elettromagnetico.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12830,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/US_Army_tests_its_new_laser_weapon_vehicle_DE_M-SHORAD_in_real_combat_environments_in_Iraq_925_002-1.webp\" alt=\"USA: Droni Laser ad alta energia per fermare Sciami nemici\" class=\"wp-image-12830\" title=\"USA: Rivoluzione Droni Laser ad alta energia per fermare Sciami nemici\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">USA: Droni Laser ad alta energia per fermare Sciami nemici</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-limiti-tecnologici-e-prospettive-future\">Limiti tecnologici e prospettive future</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante i progressi, le armi laser affrontano ancora sfide tecniche:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Consumo energetico elevato</strong>: i laser ad alta potenza richiedono grandi quantità di energia, spesso difficile da generare su piattaforme piccole.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Condizioni atmosferiche</strong>: nebbia, pioggia e polvere possono disperdere e indebolire il fascio laser.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Target multipli</strong>: un laser classico può ingaggiare un bersaglio alla volta; per sciami molto densi servono sistemi avanzati o combinati.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, l’integrazione di <strong>AI e sensoristica avanzata</strong> — come testata da team della US Navy — punta a rendere questi sistemi sempre più autonomi ed efficaci nelle valutazioni e ingaggi rapidi. <br>L’introduzione di laser ad alta energia su droni USA rappresenta un cambio di paradigma nella difesa contro minacce aeree, soprattutto gli sciami di UAV economici e difficili da contrastare con metodi convenzionali. Con l’evoluzione delle tecnologie energetiche, dei sensori e dell’AI, queste armi potrebbero diventare una componente standard delle difese future, abbattendo nemici “a costo quasi zero” in termini di munizionamento e tempo di reazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/ChatGPT-Image-14-dic-2025-10-25-18.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"dronilaser, GeneralAtomics, GrayEagle, laseraltaenergia, mojavestol, sciamidroni","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-14 10:43:58","stato":"publish","riassunto_video":"Il Dipartimento della Difesa USA sta sviluppando droni pesanti equipaggiati con laser ad alta energia per contrastare sciami di droni ostili. I laser offrono ingaggi a basso costo, munizioni illimitate e alta precisione. Nonostante sfide come il consumo energetico e le condizioni atmosferiche, l’integrazione di AI punta a rendere questi sistemi sempre più efficaci, rivoluzionando la difesa aerea.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://breakingdefense.com/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27198-usa-rivoluzione-droni-laser-ad-alta-energia-per-fermare-sciami-nemici.mp4","galleria":""}
{"id":27190,"titolo":"Fortezze di Roccia: Il Monte Soratte è ancora un rifugio valido nell'era dei Droni e dell'Ipersonico?","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un'epoca in cui la dottrina militare globale sta rapidamente riscrivendo i concetti di protezione e sopravvivenza dei centri di Comando e Controllo (C2), torna d'attualità l'analisi delle grandi infrastrutture sotterranee del passato. Le recenti evoluzioni tecnologiche – dai droni \"loitering\" ai missili ipersonici in grado di penetrare il calcestruzzo armato – pongono una domanda cruciale: le \"vecchie\" montagne fortificate, come il bunker del Monte Soratte, offrono ancora protezione?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-eredita-ingegneristica-una-struttura-a-prova-di-storia\">L'Eredità Ingegneristica: Una Struttura a Prova di Storia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per capire la resilienza del Soratte, bisogna guardare a come è stato costruito. Non si tratta di un semplice rifugio, ma di un'opera di alta ingegneria mineraria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nato nel <strong>1937</strong> per volere di Mussolini e realizzato dalla ditta \"Giovanni Perucchetti\" sotto la direzione del Genio Militare, il complesso fu scavato nel cuore calcareo della montagna. La forza lavoro impiegata fu imponente: migliaia di operai lavorarono su tre turni di otto ore, utilizzando tecniche miste di mine e martelli pneumatici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il risultato fu una \"città sotterranea\" che, sebbene realizzata solo per un terzo rispetto ai 14 km previsti dal progetto originale, vanta <strong>4 km di gallerie</strong> e caverne disposte a semicerchio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12810,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"600px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Torna-lappuntamento-con-la-storia-nel-bunker-Soratte-di-Roma.jpg\" alt=\"Fortezze di Roccia: Il Monte Soratte è ancora un rifugio valido nell'era dei Droni e dell'Ipersonico?\" class=\"wp-image-12810\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:600px\" title=\"Fortezze di Roccia: Il Monte Soratte è ancora un rifugio valido nell'era dei Droni e dell'Ipersonico?\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fortezze di Roccia: Il Monte Soratte è ancora un rifugio valido nell'era dei Droni e dell'Ipersonico?</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-resistenza-ai-bombardamenti-convenzionali\">La resistenza ai bombardamenti convenzionali</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo \"stress test\" della struttura avvenne durante l'occupazione nazista. Nel 1943, il Feldmaresciallo Albert Kesselring vi stabilì il Comando Supremo del Sud.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 12 maggio 1944, due stormi di B-17 alleati scaricarono un pesante bombardamento sul monte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Esito: La struttura interna resse perfettamente.Questo dimostra che per le minacce convenzionali a caduta (gravità) e per l'artiglieria standard, la copertura rocciosa del Soratte è, ancora oggi, impenetrabile.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-tecnologia-del-doppio-guscio-il-salto-verso-l-era-atomica\">La Tecnologia del \"Doppio Guscio\": Il Salto verso l'Era Atomica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ciò che rende il Soratte interessante per un'analisi moderna non è solo lo spessore della roccia, ma l'aggiornamento strutturale avvenuto durante la Guerra Fredda (<strong>1967-1972</strong>). Sotto l'egida della NATO, parte del complesso fu trasformato in <strong>bunker anti-atomico</strong> per ospitare il Governo Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal punto di vista tecnico, fu implementata una soluzione avanzata per l'abitabilità e la protezione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Prima cappa:</strong> Calcestruzzo aderente alla roccia viva.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Intercapedine:</strong> Uno spazio vuoto di circa un metro per il drenaggio e l'isolamento.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Seconda cappa:</strong> Laterocemento armato e impermeabilizzato (l'involucro abitabile).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa configurazione \"box-in-a-box\" è fondamentale non solo per l'umidità, ma per disaccoppiare parzialmente la struttura interna dalle onde d'urto trasmesse attraverso la roccia in caso di esplosioni esterne ravvicinate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12811,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"600px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/11.jpg\" alt=\"Fortezze di Roccia: Il Monte Soratte è ancora un rifugio valido nell'era dei Droni e dell'Ipersonico?\" class=\"wp-image-12811\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:600px\" title=\"Fortezze di Roccia: Il Monte Soratte è ancora un rifugio valido nell'era dei Droni e dell'Ipersonico?\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fortezze di Roccia: Il Monte Soratte è ancora un rifugio valido nell'era dei Droni e dell'Ipersonico?</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-analisi-delle-minacce-moderne-droni-e-missili-ipersonici\">Analisi delle Minacce Moderne: Droni e Missili Ipersonici</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Veniamo al cuore della questione: il Soratte reggerebbe oggi?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-minaccia-dei-droni-uav-e-loitering-munitions\">La Minaccia dei Droni (UAV e Loitering Munitions)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grado di Protezione: MOLTO ALTO</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I droni moderni (come i quadricotteri FPV o i droni kamikaze tipo Shahed) sono devastanti contro obiettivi di superficie, veicoli e fanteria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Contro il Soratte:</strong> Un drone non può penetrare metri di roccia calcarea. La minaccia è limitata agli <strong>ingressi</strong> e alle <strong>prese d'aria</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Mitigazione:</strong> Con i 22 ingressi originali (molti dei quali tamponati o protetti da porte blindate in legno e metallo), la protezione fisica è semplice. Grate anti-drone, sistemi di disturbo elettronico (Jamming) e porte a tenuta stagna renderebbero il complesso invulnerabile ai droni, che non hanno la massa cinetica per sfondare la montagna.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-minaccia-dei-missili-ipersonici-e-bunker-busters\">La Minaccia dei Missili Ipersonici e \"Bunker Busters\"</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grado di Protezione: MEDIO-ALTO (con riserve)</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui lo scenario cambia. Un missile ipersonico (es. Kinzhal o Zircon) viaggia a velocità superiori a Mach 5, generando un'energia cinetica spaventosa all'impatto. Esistono inoltre bombe \"Bunker Buster\" (come la GBU-57 MOP americana) progettate per penetrare fino a 60 metri di cemento armato o 40 metri di roccia moderatamente dura.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il fattore geologico del Soratte:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Monte Soratte è un'isola calcarea. Il calcare è una roccia sedimentaria dura.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Copertura:</strong> Le gallerie profonde hanno centinaia di metri di roccia sopra la testa. Nessun missile convenzionale o ipersonico esistente oggi può perforare 200-300 metri di roccia solida in un colpo solo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Onda d'urto:</strong> Il pericolo reale non è la penetrazione diretta nella sala comando, ma l'onda sismica generata dall'impatto. Un colpo ipersonico sulla cima della montagna potrebbe far crollare parti della volta rocciosa o danneggiare le apparecchiature elettroniche interne per lo shock (effetto <em>spalling</em>).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Precisione:</strong> La tecnologia moderna permette di colpire con precisione un ingresso o un condotto di ventilazione. Se un missile entra in un tunnel prima di esplodere, la devastazione sarebbe totale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12813,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"600px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/004.jpg\" alt=\"Fortezze di Roccia: Il Monte Soratte è ancora un rifugio valido nell'era dei Droni e dell'Ipersonico?\" class=\"wp-image-12813\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:600px\" title=\"Fortezze di Roccia: Il Monte Soratte è ancora un rifugio valido nell'era dei Droni e dell'Ipersonico?\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fortezze di Roccia: Il Monte Soratte è ancora un rifugio valido nell'era dei Droni e dell'Ipersonico?</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusioni-un-rifugio-ancora-possibile\">Conclusioni: Un Rifugio ancora Possibile?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se dovessimo riattivare il Monte Soratte oggi come posto di comando:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sì, protegge dai droni:</strong> Sarebbe totalmente immune alla sorveglianza e agli attacchi di sciami di droni, a patto di proteggere gli ingressi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sì, protegge da attacchi nucleari tattici:</strong> La profondità e la struttura anti-atomica del '67 (se manutenuta con nuovi filtri NBC) offrono ancora una protezione eccellente contro radiazioni e calore.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Forse, contro i missili penetratori di ultima generazione:</strong> Mentre la struttura profonda sopravvivrebbe, gli ingressi laterali sono il tallone d'Achille.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Monte Soratte rimane, ingegneristicamente, una delle opere più resilienti d'Italia. Mentre le caserme esterne sarebbero polverizzate in minuti, il cuore della montagna, scavato con tanta fatica dai minatori del 1937, offre ancora oggi una protezione che pochissimi edifici moderni possono vantare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/immagine-4-quadranti-1200x800-1.jpg","categoria":"Blog","tags":"bunkersoratte, Droni, ipersonico, montesoratte","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-14 09:44:00","stato":"publish","riassunto_video":"Il bunker del Monte Soratte, costruito nel 1937 e rinforzato durante la Guerra Fredda, è una struttura sotterranea di alta ingegneria che resiste ancora oggi a droni e attacchi nucleari tattici grazie a spessi strati di roccia e un sistema \"box-in-a-box\". Pur vulnerabile agli ingressi, la montagna offre una protezione superiore rispetto a molti edifici moderni, anche contro missili ipersonici.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://bunkersoratte.it/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27190-fortezze-di-roccia-il-monte-soratte-e-ancora-un-rifugio-valido-nellera-dei-droni-e-dellipersonico.mp4","galleria":""}
{"id":27181,"titolo":"Il nuovo Campo di Battaglia dei Robot killer","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"h-\">L’invasione dell’Ucraina non è stata la guerra di trincea che molti si attendevano; al contrario, ha segnato l'ingresso definitivo nell’era dei <strong>robot killer</strong>. Le armi tradizionali — come carri armati, navi da guerra e cacciabombardieri — sono state superate in efficacia dalle macchine telecomandate che, grazie all'Intelligenza Artificiale (AI), stanno rapidamente acquisendo la capacità di agire in totale autonomia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Recentemente, l'attenzione si è concentrata sul futuro di mezzi storici come il carro armato. Dopo un conflitto che, nelle sue fasi iniziali, aveva richiamato alla mente le guerre di posizione, l'analisi strategica ha dovuto rivedere le proprie conclusioni. La guerra in Ucraina, infatti, è diventata un vero e proprio <strong>laboratorio per i conflitti del futuro</strong>, dimostrando di essere dominata da un'arma molto più piccola, economica e letale del tank: <strong>il drone</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7463,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/9245315-1920x1280-1-1024x683-1.webp\" alt=\"Come reagire a un incidente con i droni: linee guida immediate per la sicurezza\" class=\"wp-image-7463\" title=\"Il nuovo Campo di Battaglia dei Robot killer\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il nuovo Campo di Battaglia dei Robot killer</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-salto-evolutivo-del-drone\">Il Salto Evolutivo del Drone</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'utilizzo di velivoli senza pilota da parte degli eserciti risale a diversi decenni fa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Le Origini:</strong> I primi droni militari furono introdotti per compiti di ricognizione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>L'Espansione Armata:</strong> Un primo significativo <strong>\"salto\"</strong> avvenne con l'uso di droni armati, che consentivano attacchi precisi su obiettivi difficili da individuare, eliminando il rischio per il personale militare. Un modello storico in questo senso è il <strong>Predator MQ1</strong>, il cui sviluppo è attribuito all'ingegnere israeliano Abraham \"Abe\" Karem.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il Ruolo Tattico:</strong> Un secondo <strong>\"salto\"</strong> vide il drone evolvere da strumento di precisione a veicolo da combattimento ordinario, assumendo un ruolo primario nel pattugliamento aereo e nella raccolta di informazioni strategiche.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È sul fronte ucraino, tuttavia, che l’impiego bellico ha raggiunto una nuova dimensione, sia in termini di volume che di sofisticazione tecnologica. Le nazioni coinvolte producono questi mezzi in quantità massicce. La statistica indica che una quota significativa delle vittime del conflitto è attribuibile a questi \"sicari volanti\". L'elevata autonomia dei piccoli aeromobili ha creato una vasta <strong>“zona della morte”</strong> e ha reso popolare l'espressione <strong>“Cielo Sporco”</strong> per descrivere lo spazio aereo conteso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10821,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Immagine-2025-11-03-065119.png\" alt=\"Perpetual Flight: il drone solare che porta il 5G nei cieli della difesa USA\" class=\"wp-image-10821\" title=\"Il nuovo Campo di Battaglia dei Robot killer\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il nuovo Campo di Battaglia dei Robot killer</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-ingresso-nell-era-dei-robot-guerrieri\">L'Ingresso nell'Era dei Robot Guerrieri</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è verificata una vera e propria rivoluzione nell’arte della guerra, un cambiamento epocale paragonabile all'introduzione della polvere da sparo e dei cannoni in epoca rinascimentale. L'efficacia e la pervasività dei droni stanno superando quelle di carri armati, cacciabombardieri e navi da guerra. Si è compreso che il futuro della guerra si gioca su questi mezzi per diversi motivi fondamentali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":4} -->\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-vantaggi-che-stanno-riscrivendo-la-strategia-militare\">I Vantaggi che Stanno Riscrivendo la Strategia Militare</h4>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:table -->\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><thead><tr><td><strong>Vantaggio Operativo</strong></td><td><strong>Implicazioni Strategiche</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Costi/Produzione</strong></td><td>Possono essere fabbricati a decine di migliaia a costi notevolmente inferiori rispetto ai mezzi convenzionali pesanti.</td></tr><tr><td><strong>Formazione del Personale</strong></td><td>L'addestramento per pilotare un drone è estremamente rapido, utilizzando interfacce simili a quelle dei videogiochi, in netto contrasto con gli anni necessari per i piloti di caccia.</td></tr><tr><td><strong>Flessibilità d'Uso</strong></td><td>La gamma include droni <strong>kamikaze</strong> (ad esempio il modello <strong>Hero 30</strong> di produzione israeliana), droni di sorveglianza con telecamere avanzate, droni per il trasporto di rifornimenti e persino droni marini subacquei per l'ispezione o l'attacco.</td></tr><tr><td><strong>Informazione Tattica</strong></td><td>L'occhio onnisciente del drone elimina la necessità per i soldati di esporsi per la ricognizione, annullando di fatto la possibilità di una <strong>\"mossa a sorpresa\"</strong>.</td></tr></tbody></table></figure>\n<!-- /wp:table -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa versatilità ha accelerato lo sviluppo tecnologico in modo impressionante. Entrambe le principali forze armate hanno creato nuove unità specializzate: le <strong>“Forze dei sistemi senza pilota”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Difesa e Contromisure:</strong> Per contrastare gli attacchi, si adottano soluzioni come la copertura delle città con reti fisiche per bloccare i velivoli. Inoltre, per evitare l'hackeraggio e i disturbi elettronici, sono state introdotte tecnologie che guidano i droni tramite <strong>lunghi cavi in fibra ottica</strong>, rendendo il segnale non intercettabile.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ambizioni Strategiche:</strong> Alcune potenze mondiali hanno dichiarato l'obiettivo di trasformare la propria capacità militare, puntando a diventare una \"nazione di droni\", rafforzando la produzione interna e le collaborazioni internazionali (ad esempio, l'uso del drone iraniano <strong>Shahed</strong> e l'uso di componenti di importazione).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10296,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Front-ezgif.com-png-to-jpg-converter.jpg\" alt=\"ABE: Il Drone della 101st Airborne Division assemblato in 20' dai Soldati\" class=\"wp-image-10296\" title=\"Il nuovo Campo di Battaglia dei Robot killer\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il nuovo Campo di Battaglia dei Robot killer</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-campi-di-morte-e-democraticita-bellica\">Campi di Morte e Democraticità Bellica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Vaste aree prossime al fronte sono diventate <strong>campi di morte</strong>, dove sciami di droni operano senza sosta, talvolta prendendo di mira anche i civili (un'attività macabra nota in alcune aree come \"safari umano\"). L'unica difesa naturale è l'interferenza dovuta alle condizioni meteorologiche avverse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il costo contenuto e la facilità di impiego hanno reso il drone uno strumento estremamente accessibile, una vera e propria arma <strong>“democratica”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Con investimenti minimi, gruppi non statali possono ora sfidare le tecnologie militari avanzate.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>I droni sono ampiamente utilizzati in diverse regioni di conflitto (Mali, Siria) e in scenari di tensione marittima (ad esempio, gli attacchi alle navi nel Mar Rosso).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sono sfruttati anche dalla criminalità organizzata per sorveglianza e aggressione.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I droni non sono suscettibili al tradimento, sono economici e facilmente rimpiazzabili, rendendoli ideali per milizie, gruppi terroristici e regimi di tutto il mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5005,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/drone-mercantile.jpg\" alt=\"Francia, test operativo con drone navale esplosivo su mercantile - VIDEO - DIFESANEWS.COM - Notizie difesa, sicurezza e geopolitica\" class=\"wp-image-5005\" title=\"Il nuovo Campo di Battaglia dei Robot killer\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il nuovo Campo di Battaglia dei Robot killer</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-intelligenza-artificiale-oltre-il-controllo-umano\">L'Intelligenza Artificiale: Oltre il Controllo Umano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'elemento che amplifica l'efficacia letale dei droni è l’<strong>Intelligenza Artificiale</strong>. L'operatore umano sta diventando sempre più marginale. I robot killer sono programmati con algoritmi che consentono di elaborare dati e prendere decisioni in autonomia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo sviluppo sta procedendo verso armi capaci di individuare il bersaglio e colpire <strong>senza necessità di autorizzazione umana</strong>. Sembra fantascienza, ma questi sistemi sono destinati a muoversi e attaccare in <strong>totale autonomia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5408,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Ukraine-drone-operator.jpg\" alt=\"L'ascesa dei droni: una svolta evolutiva nella guerra in Ucraina - DEFENSANEWS.COM - Noticias defensa y seguridad\" class=\"wp-image-5408\" title=\"Il nuovo Campo di Battaglia dei Robot killer\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il nuovo Campo di Battaglia dei Robot killer</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un resoconto, attribuito a un alto ufficiale militare che conduce test sull'AI, ha sollevato serie preoccupazioni: durante una simulazione virtuale con un drone killer guidato dall'AI, il drone avrebbe usato una strategia inaspettata. Quando l’operatore umano aveva tentato di bloccare la missione, <strong>il drone lo avrebbe ucciso</strong> (virtualmente) per completare il compito assegnato, abbattendo anche il sistema di comunicazione. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sebbene l'episodio specifico sia stato smentito dalle forze armate, il contesto generale è stato riconosciuto: «Questo esempio fa capire quali sono le sfide poste nel mondo reale dall’AI».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'allarme è lanciato: è imperativo fermare la corsa allo sviluppo di queste macchine autonome, la cui sofisticazione rasenta l'onniscienza, prima che si raggiunga un punto di non ritorno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La domanda cruciale rimane: siamo ancora in tempo per fermare l'autogoverno dei droni, o l'evoluzione tecnologica ha già superato la nostra capacità di controllo?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/vbat.jpg","categoria":"Blog","tags":"Drone, kamikaze, robotkiller, shaded","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-13 22:54:00","stato":"publish","riassunto_video":"La guerra in Ucraina ha segnato l’ingresso nell’era dei droni killer, armi autonome potenziate dall’Intelligenza Artificiale che superano carri armati e aerei. Questi robot volanti, economici e facili da pilotare, dominano il campo di battaglia, creando zone letali e sfidando difese tradizionali. L’AI aumenta la loro autonomia, sollevando gravi dubbi etici e strategici sul controllo umano.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.corriere.it/sette/25_dicembre_08/domani-nella-battaglia-pensa-ai-droni-comandano-loro-0869de72-05c0-471e-8be7-1d10b4c3axlk.shtml?refresh_ce","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27181-il-nuovo-campo-di-battaglia-dei-robot-killer.mp4","galleria":""}
{"id":27174,"titolo":"La Guerra Ibrida Spiegata: Tattiche, Storia e La Sfida per la NATO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Guerra Ibrida (Hybrid Warfare) è emersa come una caratteristica distintiva dei conflitti del XXI secolo, ridefinendo il modo in cui gli stati perseguono i loro obiettivi strategici. Non è una guerra dichiarata, ma una complessa miscela di strumenti convenzionali e non convenzionali volti a sfruttare le vulnerabilità di un avversario, spesso rimanendo <strong>al di sotto della soglia di un conflitto aperto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-definizione-e-obiettivo\">Definizione e Obiettivo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Guerra Ibrida si riferisce all'<strong>uso coordinato di molteplici strumenti di potere – sia militari che non militari – per raggiungere obiettivi strategici, rendendo difficile l'attribuzione e ritardando la risposta dell'avversario</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il \"Grey Zone\" (Zona Grigia):</strong> La Guerra Ibrida prospera in questo spazio, l'area tra la pace e il conflitto dichiarato, dove le azioni sono ambigue e non innescano automaticamente i meccanismi di difesa formali (come l'Articolo 5 della NATO).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Obiettivo:</strong> Destabilizzare e minare la coesione e la fiducia nelle istituzioni di una società bersaglio.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>NATO</strong> definisce le minacce ibride come \"<strong>una combinazione ampia, complessa e adattiva di mezzi convenzionali e non convenzionali, inclusa la forza militare, gli attacchi informatici, la disinformazione, la coercizione economica e le operazioni per procura (proxy operations)</strong>\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-elementi-fondamentali-della-guerra-ibrida\">Elementi Fondamentali della Guerra Ibrida</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa strategia si basa su un vasto kit di strumenti, che spaziano dal digitale al fisico:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:table -->\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><thead><tr><td><strong>Elemento</strong></td><td><strong>Descrizione</strong></td><td><strong>Esempi Contemporanei</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Disinformazione e Operazioni di Informazione</strong></td><td>Diffusione di narrazioni false o distorte per manipolare l'opinione pubblica, esacerbare le divisioni sociali e minare la fiducia nelle istituzioni democratiche.</td><td>Interferenza russa nelle elezioni, campagne di propaganda sui social media.</td></tr><tr><td><strong>Cyber Attacchi</strong></td><td>Attacchi informatici mirati alle infrastrutture critiche (reti elettriche, comunicazioni, trasporti) per creare caos e interrompere le operazioni governative.</td><td>Attacchi a reti governative o interruzione di forniture energetiche.</td></tr><tr><td><strong>Coercizione Economica</strong></td><td>Uso di sanzioni, embarghi commerciali o dipendenze energetiche (ad esempio, la fornitura di gas) per esercitare pressione politica sugli avversari.</td><td>Sfruttare le dipendenze energetiche europee da un fornitore specifico.</td></tr><tr><td><strong>Forze Proxy e Irregolari</strong></td><td>Sfruttamento di milizie, gruppi di mercenari (come il Gruppo Wagner) o movimenti ribelli per agire per conto di uno Stato, garantendo una plausibile negabilità.</td><td>Il sostegno a separatisti armati o l'uso di \"omini verdi\" senza insegne.</td></tr><tr><td><strong>Sabotaggio Fisico</strong></td><td>Attacchi mirati ad asset fisici come magazzini, fabbriche o infrastrutture militari per punire o interrompere il sostegno all'avversario.</td><td>Tentati incendi dolosi o atti di sabotaggio contro infrastrutture logistiche e militari in Europa.</td></tr></tbody></table></figure>\n<!-- /wp:table -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-case-study-la-russia-come-attore-principale\">Case Study: La Russia come Attore Principale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Russia è l'esempio contemporaneo più citato nell'uso della Guerra Ibrida contro la NATO e l'Europa:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Annessione della Crimea (2014):</strong> Questa operazione è considerata un libro di testo di Guerra Ibrida, che ha combinato l'uso di forze militari sotto copertura (\"omini verdi\"), una intensa campagna di disinformazione e manipolazione politica locale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Campagna in Europa:</strong> La Russia mantiene legami con <strong>numerose organizzazioni di estrema destra</strong> e fornisce loro supporto finanziario e incoraggiamento. Inoltre, inonda l'Europa di disinformazione per:<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Sostenere partiti pro-russi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Esacerbare tensioni preesistenti (ad esempio, sull'immigrazione).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Minare la fiducia nelle elezioni</strong> e nelle istituzioni democratiche.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12784,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-13-175758-2.png\" alt=\"La Guerra Ibrida Spiegata: Tattiche, Storia e La Sfida per la NATO\" class=\"wp-image-12784\" title=\"La Guerra Ibrida Spiegata: Tattiche, Storia e La Sfida per la NATO\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Guerra Ibrida Spiegata - Microsoft Threat Intelligence</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-sfide-per-la-nato-e-la-risposta\">Le Sfide per la NATO e la Risposta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Guerra Ibrida complica la sicurezza collettiva perché non si adatta ai modelli tradizionali di risposta militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-minaccia-potenziale\">La Minaccia Potenziale</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se la guerra convenzionale in Ucraina dovesse rallentare, <strong>la minaccia ibrida russa potrebbe aumentare</strong>. Con le forze convenzionali indebolite, il Cremlino potrebbe intensificare i metodi ibridi – come sabotaggio, disinformazione e sostegno all'estremismo – per vendicarsi del supporto occidentale all'Ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-sfide-chiave\">Le Sfide Chiave</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Dilemma dell'Attribuzione:</strong> La natura oscura degli attacchi ibridi rende difficile stabilire chi sia l'autore, complicando la ritorsione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ambiguità Legale:</strong> Gli attacchi ibridi spesso non raggiungono la soglia per invocare l'Articolo 5 (difesa collettiva) del Trattato NATO, richiedendo risposte che navigano in aree legali grigie.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Coordinamento Civile-Militare:</strong> Poiché la Guerra Ibrida colpisce la coesione sociale e le infrastrutture civili, una risposta puramente militare è insufficiente.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12785,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Vulnerable-Regions-and-Sectors.jpg\" alt=\"La Guerra Ibrida Spiegata: Tattiche, Storia e La Sfida per la NATO\" class=\"wp-image-12785\" title=\"La Guerra Ibrida Spiegata: Tattiche, Storia e La Sfida per la NATO\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Guerra Ibrida Spiegata: Tattiche, Storia e La Sfida per la NATO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-strategia-nato-preparazione-deterrenza-e-difesa\">La Strategia NATO: Preparazione, Deterrenza e Difesa</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La NATO ha una strategia per affrontare queste minacce, incentrata su diversi pilastri:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Migliorare la Consapevolezza Situazionale:</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Migliore integrazione dei servizi segreti nazionali nell'Alleanza per una condivisione più rapida delle informazioni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Il <strong>Joint Intelligence and Security Division</strong> della NATO e i suoi rami di analisi ibrida lavorano per rilevare e attribuire l'attività ibrida.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rafforzare la Resilienza (Resilience):</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Investire nella preparazione della società civile per attacchi informatici, interruzioni di corrente e sabotaggi. Paesi come la <strong>Finlandia</strong>, ad esempio, hanno estesi piani per la preparazione civile, inclusi <strong>50.500 rifugi</strong> sparsi per il paese.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Migliorare le opzioni di difesa informatica e la protezione delle infrastrutture critiche.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Deterrenza e Risposta:</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>La NATO ha pubblicamente dichiarato che le azioni ibride contro uno o più Alleati <strong>potrebbero portare all'invocazione dell'Articolo 5</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sono stati creati <strong>Counter-Hybrid Support Teams</strong> per fornire assistenza mirata agli Alleati che ne fanno richiesta per prepararsi e rispondere alle attività ibride.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Cooperazione con Partner:</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Il rafforzamento della cooperazione con l'<strong>Unione Europea</strong> (UE) è vitale, in particolare nella difesa informatica, nelle comunicazioni strategiche e nelle esercitazioni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Centri di eccellenza, come il <strong>Centro Europeo di Eccellenza per il Contrasto alle Minacce Ibride</strong> a Helsinki, forniscono competenze e conoscenze specialistiche.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Guerra Ibrida continuerà ad evolversi, integrando l'intelligenza artificiale (AI) e le tecnologie <strong>deepfake</strong> per seminare confusione e minare il comando e controllo. È essenziale che le democrazie occidentali rimangano adattabili e investano in una difesa che sia al tempo stesso militare e civile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12786,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Hybrid-warfare.jpg\" alt=\"La Guerra Ibrida Spiegata: Tattiche, Storia e La Sfida per la NATO\" class=\"wp-image-12786\" style=\"width:840px;height:auto\" title=\"La Guerra Ibrida Spiegata: Tattiche, Storia e La Sfida per la NATO\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Guerra Ibrida Spiegata: Tattiche, Storia e La Sfida per la NATO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/jkhk.jpg","categoria":"Blog","tags":"cyberattack, disinformazione, fakenews, guerraibrida, HybridWarfare, proxy","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-13 18:24:00","stato":"publish","riassunto_video":"La Guerra Ibrida combina mezzi militari e non convenzionali per destabilizzare avversari senza scatenare un conflitto aperto, sfruttando la \"zona grigia\" tra pace e guerra. La Russia è un esempio chiave, con azioni come l’annessione della Crimea e campagne di disinformazione in Europa. La NATO risponde potenziando intelligence, resilienza civile e cooperazione con l’UE.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.nato.int/en/what-we-do/deterrence-and-defence/countering-hybrid-threats","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27174-la-guerra-ibrida-spiegata-tattiche-storia-e-la-sfida-per-la-nato.mp4","galleria":""}
{"id":27166,"titolo":"Junior Leader Militari: valori, competenze e credibilità professionale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"h-\"><strong>Gli attuali scenari internazionali e il contesto lavorativo professionale impongono la formazione di Leader Militari </strong>maturi, in grado di affrontare sfide esterne mutevoli e complesse, spesso in contesti estremi, e, parallelamente, capaci di guidare personale altamente esperto e specializzato. In questo contesto, l’autorità non può essere solo “di ruolo” e <strong>solo un percorso formativo credibile e pragmatico</strong> basato su azioni, competenze e carattere – può forgiare la <strong>vera autorevolezza necessaria al Comando</strong>. Per questo motivo, la preparazione dei Junior Leader Militari <strong>trascende la mera acquisizione di tecniche scientifiche</strong> o l'adesione a un percorso formativo rigido e universale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-filosofia-come-base-laica-dei-valori-non-un-ornamento-ma-un-fondamento\">Filosofia come base laica dei valori: non un ornamento, ma un fondamento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La filosofia è essenziale non solo per l’<strong>apertura mentale</strong>, ma soprattutto come <strong>base laica dei valori di vita </strong>che un leader militare deve incarnare e saper trasmettere. In un contesto dove il potere decisionale incide su persone, risorse e diritti, <strong>i valori non possono essere un capitolo “di passaggio”</strong>: devono diventare cultura quotidiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i pilastri formativi vanno messi al centro:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Coraggio</strong>&nbsp;(anche morale: assumersi la responsabilità della scelta impopolare ma giusta),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Lealtà</strong>&nbsp;(verso l’istituzione e verso i propri subordinati),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Generosità</strong>&nbsp;(capacità di dare senza calcolo, anche nel riconoscere meriti e proteggere il gruppo),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Umanità</strong>&nbsp;(rispetto della persona, dignità, misura nell’uso dell’autorità),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rettitudine</strong>&nbsp;(coerenza tra regole, decisioni e comportamenti),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Imparzialità</strong>&nbsp;(giustizia nel giudizio e nelle opportunità),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fedeltà</strong>&nbsp;(alla missione, alle norme, ai principi fondanti dello Stato).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa base “laica” è ciò che rende credibile l’autorità: non l’uniforme, ma la qualità delle scelte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12766,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/folgore-4.jpg\" alt=\"Formare i Junior Leader Militari: valori, competenze e credibilità professionale\" class=\"wp-image-12766\" title=\"Formare i Junior Leader Militari: valori, competenze e credibilità professionale\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Junior Leader Militari: valori, competenze e credibilità professionale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-formazione-mirata-al-lavoro-reale-l-ufficiale-come-dirigente-militare-dello-stato\">Formazione mirata al lavoro reale: l’Ufficiale come Dirigente Militare dello Stato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un Ufficiale d’Accademia, nella prospettiva di carriera, non è soltanto un \"tecnico\" della operazioni militari: è, progressivamente, un <strong>Dirigente Militare dello Stato</strong> con <strong>responsabilità giuridico-amministrative</strong>. Gestisce personale, risorse pubbliche, procedure, atti, responsabilità disciplinari e – in alcuni casi – effetti diretti su diritti e libertà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo motivo, una&nbsp;<strong>Laurea in Giurisprudenza</strong>&nbsp;risulta spesso&nbsp;<strong>preferibile</strong>, in particolare in vista di incarichi di comando (ad esempio come&nbsp;<strong>Comandanti di Corpo</strong>) dove la gestione del personale e la cornice normativa diventano centrali. Conoscere il diritto non significa “fare i burocrati”: significa saper comandare entro regole chiare, prevenire errori, proteggere l’istituzione e i propri uomini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Diverso è il caso dell’attuale percorso in&nbsp;<strong>Scienze Strategiche</strong>: interessante, ma con&nbsp;<strong>utilità secondaria</strong>&nbsp;rispetto alle esigenze operative e amministrative diffuse. È particolarmente adatto a un numero più limitato di impieghi: in alcune funzioni di&nbsp;<strong>Stato Maggiore</strong>&nbsp;o ruoli con proiezione&nbsp;<strong>esterna/internazionale</strong>. Percorsi di questo tipo restano importanti, ma più come&nbsp;<strong>specializzazione selettiva</strong>&nbsp;(o step successivo) che come base generalista per tutti: molte capacità avanzate possono essere assegnate e consolidate in seguito tramite master mirati e impieghi graduali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12767,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/rombo-01.jpg\" alt=\"Formare i Junior Leader Militari: valori, competenze e credibilità professionale\" class=\"wp-image-12767\" title=\"Formare i Junior Leader Militari: valori, competenze e credibilità professionale\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Junior Leader Militari: valori, competenze e credibilità professionale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-filoni-universitari-chiave-scienze-dell-informazione-anche-cyber-e-ingegneria-anche-spazio\">Filoni universitari chiave: Scienze dell’Informazione (anche cyber) e Ingegneria (anche spazio)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto al diritto, esistono ambiti in cui l’università può dare un vantaggio immediatamente operativo e spendibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Scienze dell’Informazione / Trasmissioni-Cyber</strong><br>Oggi non si parla più soltanto di “trasmissioni” in senso tradizionale: reti, dati, sensori, sistemi di comando e controllo, interoperabilità, resilienza delle comunicazioni sono fattori decisivi. In questo quadro, la&nbsp;<strong>dimensione cyber</strong>&nbsp;è sempre più attuale: difesa delle infrastrutture digitali, gestione delle vulnerabilità, sicurezza delle reti, consapevolezza informativa, contrasto alle minacce ibride. Formare Ufficiali con basi solide in questo settore significa costruire credibilità non solo interna, ma anche nel confronto con agenzie esterne, fornitori, standard e regolamenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Ingegneria / Genio (e nuovo dominio spaziale)</strong><br>Per i Genieri l’ingegneria non è un “plus”: <strong>è linguaggio di lavoro</strong>. Pianificazione tecnica, sicurezza, opere campali e permanenti, logistica infrastrutturale, valutazioni di rischio, interazione con enti civili: senza un impianto scientifico robusto si perde efficacia e autorevolezza. Inoltre, il&nbsp;<strong>nuovo dominio spaziale</strong>&nbsp;richiede competenze di livello elevato: sistemi complessi, comunicazioni satellitari, geolocalizzazione, osservazione, integrazione con reti e assetti terrestri. Anche senza trasformare tutti in specialisti “<em>space</em>”, serve una quota di leadership tecnicamente preparata per comprendere, gestire e integrare queste capacità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se vogliamo creare professionisti&nbsp;<strong>veri e credibili</strong>, capaci di confrontarsi con&nbsp;<strong>agenzie esterne</strong>&nbsp;e con&nbsp;<strong>regolamenti e leggi nazionali</strong>, questi percorsi diventano strategici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-formazione-tecnico-militare-percorso-duro-selettivo-progressivo\">La formazione tecnico-militare: percorso duro, selettivo, progressivo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui la questione è più ampia e complessa, perché la leadership militare non è solo sapere: è comportamento, metodo, controllo emotivo, capacità di decidere e di farsi seguire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Fase 0 – un anno di sola istruzione militare (modello “corso avanzato di combattimento”)</strong><br>Invece del primo anno “da soldato” in reparto, si può prevedere un&nbsp;<strong>primo anno esclusivamente addestrativo</strong>, su modello di&nbsp;<strong>corso avanzato di combattimento</strong>, con standard elevati e finalità precisa:&nbsp;<strong>temprare spirito, convinzioni, disciplina e capacità di leadership</strong>. Un anno duro e selettivo, dove la valutazione non è solo fisica e tecnica, ma soprattutto di carattere: affidabilità, autocontrollo, capacità di comandare e di stare nel gruppo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Fase 1 – Triennio accademico (valori + base universitaria mirata)</strong><br>Al termine dell’anno addestrativo, si entra nel triennio con un’impostazione più matura: filosofia e valori come asse, e una scelta di laurea coerente con l’impiego (Giurisprudenza come opzione preferibile “generalista”; informatica/cyber e ingegneria/spazio come filoni tecnici). La<strong> selezione qui deve restare presente</strong>: non basta “passare gli esami”, bisogna mantenere standard di leadership.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Fase 2 – un anno post-triennio: solo materie militari specialistiche</strong><br>Concluso il triennio, si introduce un&nbsp;<strong>secondo anno interamente militare</strong>, di livello specialistico, molto impegnativo e sfidante. La logica è semplice: consolidare e “certificare” la capacità di comando in contesti complessi, con valutazioni continue e responsabilità crescenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo anno, ognuno seguirà il proprio percorso legato all’Arma/Corpo di appartenenza, con programmi distinti e standard elevati: Fanteria, Cavalleria, Artiglieria, Genio, Trasmissioni, AVES (Aviazione dell’Esercito), Trasporti e Materiali, e gli altri corpi/arti secondo necessità organizzative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12768,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/controlli-ponte-para-KFOR.jpg\" alt=\"Formare i Junior Leader Militari: valori, competenze e credibilità professionale\" class=\"wp-image-12768\" title=\"Formare i Junior Leader Militari: valori, competenze e credibilità professionale\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Junior Leader Militari: valori, competenze e credibilità professionale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sequenza-carriera-formazione-master-dopo-il-comando-di-plotone\">Sequenza carriera-formazione: master dopo il comando di plotone</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un punto chiave: alcune competenze scientifiche di alto livello hanno senso quando l’Ufficiale termina l'incarico di Vice Comandante di Compagnia /  Comandante di Plotone e si prepara per diventare Comandate di Compagnia con tutte le responsabilità annesse, 120 persone - <strong>una media impresa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Fase Operativa – 3 anni di Vice Comandante di Compagnia /  Comandante di Plotone</strong><br>Dopo la fase specialistica, l’Ufficiale per tre anni riceve incarico di <strong>Vice Comandante di Compagnia /  Comandante di Plotone</strong> primo&nbsp;banco di prova reale, dove si consolida l’identità di leader e la capacità di gestire persone, addestramento, disciplina, operazioni e quotidianità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Fase Accademica Avanzata – ultimi 2 anni (laurea magistrale/master) dopo l’esperienza sul campo</strong><br>Solo dopo questi tre anni, gli&nbsp;<strong>ultimi due anni</strong> diventano davvero efficaci: l’Ufficiale studia con esperienza, seleziona contenuti utili, collega teoria e realtà. In parallelo, si inserisce uno&nbsp;specifico modulo per Comandanti di Compagnia di <strong>Pianificazione e Condotta delle Operazioni in scenari differenziati.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12769,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Lettura-Atto-di-giuramento-TRAMAT-pk.jpg\" alt=\"Formare i Junior Leader Militari: valori, competenze e credibilità professionale\" class=\"wp-image-12769\" title=\"Formare i Junior Leader Militari: valori, competenze e credibilità professionale\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Junior Leader Militari: valori, competenze e credibilità professionale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione-un-modello-che-unisce-etica-competenza-e-selezione\">Conclusione: un modello che unisce Etica, Competenza e Selezione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il modello proposto crea una progressione coerente in&nbsp;<strong>fasi</strong>, dove ogni passaggio prepara il successivo e consolida l’autorevolezza sul campo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fase 0:</strong>&nbsp;un anno di sola istruzione militare (modello corso avanzato di combattimento), selettivo e formativo del carattere.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fase 1:</strong>&nbsp;triennio accademico con filosofia/valori e laurea mirata al lavoro reale (Giurisprudenza come asse preferibile, oppure informatica/cyber e ingegneria/spazio per filoni tecnici).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fase 2:</strong>&nbsp;un anno post-triennio di sole materie militari specialistiche, molto challenging e a rischio esclusione, differenziato per Arma/Corpo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fase 3:</strong> anni 3 di Vice Comandante di Compagnia / Comandante di Plotone come banco di prova operativo e umano.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fase 4:</strong>&nbsp;ultimi 2 anni di laurea magistrale/master dopo l’esperienza, con modulo specifico per Comandanti di Compagnia.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Risultato: Ufficiali più Credibili, più Competenti e più Affidabili, perché costruiti con lo stesso principio che poi chiederanno ai propri uomini: standard alti, responsabilità vera, e crescita basata su prove concrete.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/Bandiera-dIstituto-22.jpg","categoria":"Blog","tags":"accademiamilitare, esercitoitaliano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-13 11:33:59","stato":"publish","riassunto_video":"La formazione dei Junior Leader Militari deve unire valori etici, competenze tecniche e selezione rigorosa. Un percorso innovativo potrebbe prevede fasi di addestramento intensivo, formazione accademica di base con lauree mirate (Giurisprudenza, Informatica, Ingegneria), specializzazione militare, periodo di comando operativo e solo successivamente formazione magistrale finale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27166-junior-leader-militari-valori-competenze-e-credibilita-professionale.mp4","galleria":""}
{"id":27158,"titolo":"Brigata Paracadutisti Folgore: il Generale Bernacca Cede il Comando a Paduano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"h-\">Si è svolto oggi, presso il <strong>Centro Addestramento di Paracadutismo</strong> a Pisa, l'avvicendamento al comando della Brigata paracadutisti “Folgore”, una delle unità di punta dell'Esercito Italiano, rinomata per la sua prontezza operativa e flessibilità d'impiego.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Generale di Brigata Federico Bernacca</strong> ha ceduto il testimone al <strong>Colonnello Dario Paduano</strong>, alla presenza del Comandante delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER), <strong>Generale di Corpo d'Armata Lorenzo D'Addario</strong>, e di numerose autorità civili, militari e religiose locali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12754,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Brigata Paracadutisti Folgore: Generale Bernacca Cede il Comando a Paduano\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Foto-5-Il-nuovo-Comandante-della-Folgore-Col.-Dario-Paduano.jpg\" alt=\"Brigata Paracadutisti Folgore: Generale Bernacca Cede il Comando a Paduano\" class=\"wp-image-12754\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Brigata Paracadutisti Folgore: Generale Bernacca Cede il Comando a Paduano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-profilo-del-neo-comandante-0\">Il Profilo del Neo Comandante</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Colonnello Dario Paduano</strong> subentra al Generale Bernacca portando con sé un solido bagaglio di esperienze maturate sia sul territorio nazionale che in missioni internazionali. Ufficiale Paracadutista con una carriera interamente dedicata alla “Folgore”, il Colonnello Paduano ha precedentemente ricoperto l'importante incarico di Comandante del <strong>187° Reggimento Paracadutisti “Folgore”</strong>, unità di punta di stanza a Livorno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il suo periodo al vertice del 187° Reggimento, l'unità è stata intensamente impegnata in attività operative e addestrative complesse. Vanta inoltre significativa esperienza in teatro operativo estero, avendo ricoperto, tra gli altri, il ruolo di Comandante della Task Force Italiana (ITALBATT) nell'ambito della missione UNIFIL in Libano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Colonnello Paduano è laureato in Scienze Politiche, avendo conseguito i titoli presso l'Università degli Studi di Torino e l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12755,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Brigata Paracadutisti Folgore: Generale Bernacca Cede il Comando a Paduano\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Foto-4-Il-Comandante-della-Folgore-cedente-Gen.b.-Federico-Bernacca-1.jpeg\" alt=\"Brigata Paracadutisti Folgore: Generale Bernacca Cede il Comando a Paduano\" class=\"wp-image-12755\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Brigata Paracadutisti Folgore: Generale Bernacca Cede il Comando a Paduano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-bilancio-di-un-periodo-di-trasformazione\">Bilancio di un Periodo di Trasformazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Bernacca lascia il comando della prestigiosa unità al termine di un intenso periodo, segnato da numerose <strong>attività operative e addestrative</strong> condotte dai \"baschi amaranto\" sia sul territorio nazionale sia in contesti internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sotto la sua guida, la Brigata “Folgore” è stata protagonista di un significativo sviluppo, concentrato sul potenziamento delle capacità operative e sull'efficienza del personale. In particolare, è stata data forte spinta a diverse progettualità per garantire maggiore versatilità d’impiego negli attuali scenari complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i risultati più rilevanti, il Generale Bernacca ha evidenziato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>L’avvio del <strong>nuovo iter di formazione</strong> per paracadutista.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Il considerevole incremento della <strong>dimensione internazionale</strong> della Brigata, con l'aumento degli scambi addestrativi e delle occasioni di crescita per il personale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Un rinnovato impulso all’attività peculiare della specialità, con la ripresa degli <strong>aviolanci di massa</strong> e l’incremento delle attività di aviorifornimento, approfondendo studi e sperimentazioni su nuove procedure aviolancistiche per massimizzare efficacia e versatilità.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-protagonista-della-nuova-era-tecnologica-e-tattica\">Protagonista della Nuova Era Tecnologica e Tattica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La \"Folgore\" ha dimostrato di essere al centro del processo di modernizzazione della Forza Armata. È stata recentemente un elemento chiave nella sperimentazione della <strong>Bolla Tattica</strong>, dotando le unità di <strong>droni</strong> per sviluppare una nuova cultura nell'impiego delle tecnologie sul campo di battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’unità è inoltre al centro del processo di acquisizione della specifica capacità di combattimento in ambienti complessi, come i <strong>sotterranei e le trincee</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A coronamento del periodo, la Brigata ha concepito, organizzato e condotto l'annuale esercitazione <strong>\"Mangusta\"</strong> in un'ottica che ha massimizzato lo sviluppo della dimensione pluriarma, interforze e multinazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11382,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Brigata Paracadutisti Folgore: Generale Bernacca Cede il Comando a Paduano\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Aviolancio-Combinato-2.jpg\" alt=\"Aviolancio Combo per Folgore e 46^Brigata Aerea\" class=\"wp-image-11382\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Brigata Paracadutisti Folgore: Generale Bernacca Cede il Comando a Paduano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-strumento-di-risposta-immediata\">Strumento di Risposta Immediata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le caratteristiche intrinseche di <strong>dinamicità, flessibilità e prontezza operativa</strong> confermano la Brigata paracadutisti “Folgore” come uno degli strumenti a disposizione dell'Esercito per assicurare una <strong>capacità di risposta immediata e tempestiva</strong> in situazioni di crisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua peculiarità nell'inserimento di personale e materiali mediante l'aviolancio in aree di operazione, anche quelle difficilmente raggiungibili, la rende essenziale per esigenze che richiedono un intervento risolutivo e veloce.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12752,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Brigata Paracadutisti Folgore: Generale Bernacca Cede il Comando a Paduano\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Foto-1.jpg\" alt=\"Brigata Paracadutisti Folgore: Generale Bernacca Cede il Comando a Paduano\" class=\"wp-image-12752\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Brigata Paracadutisti Folgore: Generale Bernacca Cede il Comando a Paduano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/Foto-6-La-Bandiera-di-Guerra-del-Centro-Addestramento-di-Paracadutismo.jpeg","categoria":"Aviotruppe","tags":"bernacca, daddario, esercitoitaliano, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-12 22:34:02","stato":"publish","riassunto_video":"Al Centro Addestramento di Pisa il Generale Bernacca ha ceduto il comando della Brigata Paracadutisti “Folgore” al Colonnello Dario Paduano, esperto con missioni internazionali e guida del 187° Reggimento. Sotto Bernacca, la Brigata ha potenziato capacità operative, formazione e tecnologie, confermandosi pronta a risposte rapide in scenari complessi.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Avvicendamento-al-Comando-della-Brigata-paracadutisti-%E2%80%9CFolgore%E2%80%9D.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27158-brigata-paracadutisti-folgore-il-generale-bernacca-cede-il-comando-a-paduano.mp4","galleria":""}
{"id":27147,"titolo":"La NATO avverte: \"Siamo il prossimo obiettivo dei russi\". L'Ammiraglio Bauer: “La guerra può diventare nucleare”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il segretario generale della NATO, <strong>Mark Rutte</strong>, ha lanciato un avvertimento di rara durezza nel corso dell’evento “MSC a Berlino”, organizzato dalla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“<strong>Siamo il prossimo obiettivo della Russia e siamo già in pericolo</strong>”, ha dichiarato il leader dell’Alleanza, sottolineando che quanto accade in Ucraina potrebbe estendersi direttamente ai Paesi NATO se non verrà invertita la tendenza alla compiacenza e all’illusione che il tempo giochi a favore dell’Occidente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rutte ha ricordato di aver avvertito fin dal suo insediamento che l’Europa doveva tornare a una <strong>mentalità da tempo di guerra</strong>, adeguando la spesa e la produzione militare a una fase storica segnata da rischi crescenti. Nonostante ciò, troppi governi “non avvertono l’urgenza” e credono che la situazione resterà sotto controllo. Per il segretario generale non è così: “<strong>Il momento di agire è adesso. La spesa per la difesa deve aumentare rapidamente</strong>”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-negoziati-pace-e-il-ruolo-degli-stati-uniti\">Negoziati, pace e il ruolo degli Stati Uniti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul fronte diplomatico, Rutte si è detto convinto che <strong>Ucraina, Stati Uniti ed Europa</strong> possano raggiungere un’intesa comune per un percorso di cessate il fuoco e stabilità. Il vero interrogativo, però, resta l’atteggiamento di Mosca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“<strong>Non sono sicuro che i russi accetteranno. Questo è il test</strong>”, ha dichiarato, invitando la comunità internazionale a mettere Vladimir Putin di fronte alla responsabilità delle sue scelte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rutte ha elogiato l’impegno degli Stati Uniti e del presidente <strong>Donald Trump</strong>, che a suo dire starebbero lavorando “instancabilmente” per favorire un accordo. Ha poi ribadito il ruolo chiave dei principali alleati europei – tra cui Germania, Francia, Regno Unito, Polonia, Italia e Paesi Bassi – insieme al Canada, uniti nel sostenere l’Ucraina e ogni sforzo di pace credibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-garanzie-di-sicurezza-e-la-ricostruzione-dell-ucraina\">Garanzie di sicurezza e la ricostruzione dell’Ucraina</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una pace duratura, sottolinea Rutte, richiederà condizioni molto chiare. L’Ucraina dovrà essere messa nelle condizioni di <strong>non subire mai più un’aggressione russa</strong>. Serviranno garanzie di sicurezza reali, solide e credibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Putin dovrà sapere che ogni nuovo tentativo di attacco riceverebbe una risposta “<strong>devastante</strong>”. Sul tema dei territori occupati, il segretario della NATO ha ribadito che l’ultima parola spetta esclusivamente agli ucraini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Rutte, Trump sarebbe l’unico leader in grado di esercitare una pressione tale da costringere Putin a sedersi ai negoziati. “<strong>Vogliamo testare se desidera davvero la pace o preferisce che il massacro continui</strong>”, ha dichiarato, rimarcando l’importanza di mantenere costante la pressione economica, politica e militare sulla Russia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-economia-russa-sotto-stress\">Economia russa sotto stress</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Molto duro anche il giudizio sulle condizioni interne della Federazione Russa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rutte ha citato un’economia ormai trasformata in una macchina bellica, non più orientata al benessere della popolazione. <strong>Quasi il 40% del bilancio russo viene assorbito dalla guerra</strong>, mentre circa il 70% dei macchinari industriali serve alla produzione militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Prezzi in aumento, inflazione fuori controllo, benzina razionata: per il segretario generale della NATO è Putin stesso a indebolire la Russia. “<strong>Il suo prossimo slogan potrebbe essere: make Russia weak again</strong>”, ha ironizzato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-allarme-dell-ammiraglio-rob-bauer-si-il-rischio-di-guerra-esiste-ed-anche-nucleare\">L’allarme dell'Ammiraglio Rob Bauer: “Sì, il rischio di guerra esiste ed anche nucleare”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A rendere ancora più netto il quadro strategico arrivano anche le recenti dichiarazioni di <strong>Rob Bauer</strong>, presidente del Comitato Militare della NATO dal 2021 al 2025, intervistato <a href=\"https://www.elmundo.es/internacional/2025/12/10/69394006e85eced2068b4578.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">dal quotidiano spagnolo <em>El Mundo</em></a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla domanda se esista un rischio reale di guerra tra Russia e NATO nel 2029 o 2030, Bauer ha risposto senza esitazioni: <strong>“Sì”</strong>. E alla domanda se si possa escludere un’escalation nucleare, ha risposto in modo altrettanto netto: <strong>“Una guerra è una guerra”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Bauer, la dottrina militare russa <strong>prevede l’uso di armi nucleari tattiche</strong> anche in un conflitto convenzionale. Una realtà che l’Europa non può ignorare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione-un-europa-davanti-al-bivio\">Conclusione: un’Europa davanti al bivio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il messaggio lanciato da Rutte e Bauer è chiaro: l’Europa sta attraversando il momento più delicato dalla fine della Guerra Fredda. La capacità di deterrenza non può più basarsi su promesse politiche o su investimenti insufficienti. Serve una svolta strategica, industriale e culturale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In gioco non c’è solo l’Ucraina, ma la <strong>sicurezza dell’intera area euro-atlantica</strong>. L’Occidente deve prepararsi, rafforzarsi e scegliere se affrontare la minaccia in modo unito o subirne le conseguenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/54201680293-d4d13c8eb3-b.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"MarkRutte, minacciarussa, NATO, RobBauer","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-11 19:55:55","stato":"publish","riassunto_video":"Il segretario NATO Mark Rutte avverte che l’Europa è il prossimo obiettivo della Russia e invita a incrementare subito la spesa militare. Pur auspicando negoziati di pace, sottolinea la necessità di garanzie di sicurezza solide per l’Ucraina. L’economia russa è ormai bellica, e il rischio di guerra, anche nucleare, è reale, come conferma l’Ammiraglio Bauer.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.agi.it/estero/news/2025-12-11/nato-rutte-allarme-russia-34594411/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27147-la-nato-avverte-siamo-il-prossimo-obiettivo-dei-russi-lammiraglio-bauer-la-guerra-puo-diventare-nucleare.mp4","galleria":""}
{"id":27138,"titolo":"L'Italia al centro della difesa aerea NATO: conclusa la Poggio Dart 25 e una nuova Air Policing Exercise con la Francia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia conferma il proprio ruolo di riferimento nella sicurezza dello spazio aereo europeo attraverso due importanti attività addestrative condotte tra novembre e dicembre 2025: <strong>la Poggio Dart 25</strong>, grande esercitazione NATO di difesa aerea integrata, e <strong>l’APEX Foxtrot</strong>, simulazione bilaterale di Air Policing con la Francia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Due eventi distinti, ma accomunati da un unico obiettivo: garantire un sistema di difesa aerea credibile, interoperabile e pronto a rispondere a qualsiasi minaccia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-poggio-dart-25-l-aeronautica-militare-guida-la-difesa-aerea-integrata-dell-alleanza\"><strong>Poggio Dart 25: l’Aeronautica Militare guida la difesa aerea integrata dell’Alleanza</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>24 novembre al 4 dicembre 2025</strong>, il Poligono di Poggio Renatico ha ospitato la <strong>PODA25</strong>, una delle esercitazioni NATO più complesse dedicate al Comando e Controllo (C2) e alla difesa aerea e missilistica integrata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Diretta dal <strong>Deployable Air Command and Control Centre (DACCC)</strong>, l’esercitazione ha riunito assetti e personale provenienti da più nazioni dell’Alleanza, consolidando la capacità di operare in un contesto <strong>multidominio</strong>, <strong>multinazionale</strong> e con elevati standard tecnologici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12719,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L'Italia al centro della difesa aerea NATO: conclusa la Poggio Dart 25 e una nuova Air Policing Exercise con la Francia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/amii-00006.jpg\" alt=\"L'Italia al centro della difesa aerea NATO: conclusa la Poggio Dart 25 e svolta una nuova Air Policing Exercise con la Francia\" class=\"wp-image-12719\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un caccia turco F-4 durante il decollo dalla base del 51º Stormo di Istrana nell’ambito dell’esercitazione Poggio Dart 25 - Copyright Aeronautica Militare Italiana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-assetti-e-reparti-coinvolti\">Assetti e reparti coinvolti</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia ha schierato un ampio spettro di capacità operative:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>F-35, EF-2000, Tornado PA-200</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>C-130J</strong> per il trasporto tattico</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>KC-767A</strong> per il rifornimento in volo</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>P-72A</strong> per pattugliamento marittimo</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>MQ-9A</strong> e <strong>E-550A CAEW</strong> per ISR e C2</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A questi si sono aggiunti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>F-35B e AV-8B</strong> della Marina Militare</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>JTAC dell’Esercito Italiano</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Assetti alleati, tra cui <strong>F-16 USAF</strong> da Aviano e <strong>F-4 turchi</strong> schierati a Istrana</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12727,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"L'Italia al centro della difesa aerea NATO: conclusa la Poggio Dart 25 e una nuova Air Policing Exercise con la Francia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/mq-9a.jpg\" alt=\"L'Italia al centro della difesa aerea NATO: concluse la Poggio Dart 25 e una nuova Air Policing Exercise con la Francia\" class=\"wp-image-12727\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il drone MQ-9A per operazioni ISR del 32º Stormo di Amendola (Foggia) impiegato durante la Poggio Dart 25  - Copyright Aeronautica Militare Italiana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-c2-interoperabilita-e-concetto-ace\">C2, interoperabilità e concetto ACE</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La PODA25 ha rappresentato anche un banco di prova avanzato per il concetto di <strong>Agile Combat Employment (ACE)</strong>, grazie allo schieramento a Cervia del <strong>Deployable Air Defence Radar (DADR)</strong>, integrato nel sistema NATO di difesa aerea e missilistica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le missioni – intercettazioni, scorte, attività di difesa e attacco simulate – sono state coordinate tramite un solido sistema C2, rafforzato dal contributo del <strong>NATO E-3A AWACS</strong>, che ha migliorato la situational awareness in tempo reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-dichiarazioni\">Le dichiarazioni</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Generale di Divisione Aerea Luca Maineri</strong>, Comandante del DACCC, ha evidenziato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>«Con l’esercitazione PODA25, il DACCC rafforza la capacità delle Forze di Difesa dell’Alleanza di operare in modo unitario in un contesto moderno e complesso, garantendo sicurezza e prontezza operativa in ogni scenario».</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La PODA25 ha confermato la capacità del DACCC di operare come <strong>nodo di comando autonomo</strong>, pienamente integrato con la rete NATO e indipendente da infrastrutture fisse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12723,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L'Italia al centro della difesa aerea NATO: conclusa la Poggio Dart 25 e una nuova Air Policing Exercise con la Francia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/f35b.jpg\" alt=\"L'Italia al centro della difesa aerea NATO: conclusa la Poggio Dart 25 e una nuova Air Policing Exercise con la Francia\" class=\"wp-image-12723\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un caccia F-35B della Marina Militare: la Poggio Dart 25 è stata una delle esercitazioni NATO più complesse dedicate al Comando e Controllo (C2) e alla difesa aerea e missilistica integrata, con una forte connotazione interforze - Copyright Aeronautica Militare Italiana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Air Policing Italia–Francia: l’esercitazione APEX Foxtrot rafforza la difesa comune</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>18 novembre</strong> si è svolta l’esercitazione bilaterale <strong>APEX Foxtrot</strong>, finalizzata a testare la cooperazione tra Italia e Francia nella gestione di scenari complessi di difesa aerea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Diretta dal comando francese <strong>CAPCODA</strong> e condotta insieme al <strong>Comando Operazioni Aerospaziali (COA)</strong> di Poggio Renatico, l’attività ha simulato uno scenario di <strong>volo civile dirottato (“renegade”)</strong>, uno dei profili più delicati nell’ambito dell’Air Policing europeo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12714,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L'Italia al centro della difesa aerea NATO: conclusa la Poggio Dart 25 e una nuova Air Policing Exercise con la Francia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/amii-00001.jpg\" alt=\"L'Italia al centro della difesa aerea NATO: conclusa la Poggio Dart 25 e svolta una nuova Air Policing Exercise con la Francia\" class=\"wp-image-12714\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’esercitazione, diretta dal CAPCODA francese e svolta con il COA di Poggio Renatico, ha simulato la gestione di un volo civile dirottato (“scenario renegade”) per testare la prontezza operativa e la cooperazione transfrontaliera tra i due Paesi - Copyright Aeronautica Militare Italiana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le attività operative</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la simulazione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Gli <strong>Eurofighter Typhoon del 4° Stormo</strong> hanno operato in coordinamento con i <strong>Rafale C francesi</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Le missioni sono state gestite inizialmente dai centri francesi, per poi passare al <strong>22° Gruppo DAMI</strong> una volta entrati nello spazio aereo italiano</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Costante il coordinamento con gli enti civili di controllo del traffico (Milano e Roma SCCAM)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Obiettivi e interoperabilità</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione ha consolidato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>La <strong>condivisione di informazioni tattiche</strong> (situational awareness)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Le procedure di <strong>handover transfrontaliero</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>L’allineamento agli <strong>standard NATO</strong> per l’Air Policing</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’attività che conferma la cooperazione operativa tra due delle aeronautiche più avanzate d’Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I Gruppi DAMI</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>22° Gruppo DAMI di Licola</strong> e l’<strong>11° Gruppo DAMI di Poggio Renatico</strong> sono le unità dell’Aeronautica Militare responsabili dell’avvistamento, identificazione e controllo dello spazio aereo nazionale e NATO <strong>H24, 365 giorni l’anno</strong>, sotto la Brigata Controllo Aerospazio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12715,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L'Italia al centro della difesa aerea NATO: conclusa la Poggio Dart 25 e una nuova Air Policing Exercise con la Francia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/amii-00002.jpg\" alt=\"L'Italia al centro della difesa aerea NATO: conclusa la Poggio Dart 25 e svolta una nuova Air Policing Exercise con la Francia\" class=\"wp-image-12715\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Al confine tra spazio aereo italiano e francese si è svolta la esercitazione tra i due Paesi per testare le procedure di difesa aerea comuni - Copyright Aeronautica Militare Italiana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La combinazione tra un’esercitazione multinazionale di grande portata come la <strong>Poggio Dart 25</strong> e un’attività mirata di cooperazione bilaterale come la <strong>APEX Foxtrot</strong> offre una chiara fotografia dello stato attuale della difesa aerea italiana: un sistema pienamente <strong>interoperabile</strong>, <strong>tecnologicamente avanzato</strong>, <strong>integrato nella rete NATO</strong> e <strong>costantemente addestrato</strong> a scenari reali e complessi.<br>Un impegno continuo che garantisce la sicurezza dello spazio aereo nazionale e contribuisce in modo concreto a rafforzare la postura difensiva dell’Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Fonti:</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.aeronautica.difesa.it/news/nato-anche-laeronautica-militare-alla-poggio-dart-25-lesercitazione-di-difesa-aerea-integrata\">https://www.aeronautica.difesa.it/news/nato-anche-laeronautica-militare-alla-poggio-dart-25-lesercitazione-di-difesa-aerea-integrata</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.aeronautica.difesa.it/news/difesa-aerea-integrata-air-policing-exercise-tra-italia-e-francia\">https://www.aeronautica.difesa.it/news/difesa-aerea-integrata-air-policing-exercise-tra-italia-e-francia</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/amii-00005.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"aeronauticamilitare, airpolicing, apexfoxtrot, coa, daccc, DifesaAerea, Eurofighter, integratedairandmissiledefense, NATO, poggiodart25, sicurezzaerea","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-11 16:44:02","stato":"publish","riassunto_video":"L’Italia ha guidato nelle ultime settimane due importanti esercitazioni di difesa aerea: la NATO Poggio Dart 25, con assetti avanzati come F-35 e sistemi C2 integrati, e la bilaterale APEX Foxtrot di Air Policing con la Francia, simulando un volo civile dirottato. Due attività che rafforzano l’interoperabilità, la prontezza operativa e la sicurezza dello spazio aereo europeo.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27138-litalia-al-centro-della-difesa-aerea-nato-conclusa-la-poggio-dart-25-e-una-nuova-air-policing-exercise-con-la-francia.mp4","galleria":""}
{"id":27127,"titolo":"L'Esercito verso il futuro: concluso il primo test dei Sistemi Robotici Autonomi. Presente anche la Folgore con il 185º Rgt. Artiglieria Paracadutisti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è concluso oggi, dopo tre intense settimane di attività, il primo trial della nuova <em>spira</em> della campagna di sperimentazione concettuale dedicata ai <strong>Robotics and Autonomous Systems (RAS)</strong>, condotta dal <strong>Comando Valutazione e Innovazione dell’Esercito (COMVIE)</strong> presso il Poligono di Monte Romano.<br>Un progetto pluriennale che rappresenta uno dei filoni più innovativi dello sviluppo capacitivo della Forza Armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tecnologie-emergenti-e-nuovi-scenari-operativi\">Tecnologie emergenti e nuovi scenari operativi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La campagna RAS nasce dall’esigenza di analizzare l’impatto delle <strong>tecnologie emergenti e dirompenti (EDT)</strong> sulle future modalità di condurre le operazioni militari. Avviata nel 2022, la sperimentazione procede attraverso cicli annuali – le cosiddette <em>spire</em> – ognuno dei quali affronta un tema specifico, con l’obiettivo di integrare progressivamente nuove capacità nell’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La spira del 2024 è dedicata al concetto di <strong>logistica distribuita</strong>, una delle aree più sensibili nei moderni scenari ad alta intensità. Il trial appena concluso costituisce il primo dei due momenti operativi previsti per quest’anno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12704,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L'Esercito Italiano verso il futuro: concluso il primo test dei Sistemi Robotici Autonomi (RAS)\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/rasi-00007-1024x683.jpg\" alt=\"Esercito Italiano verso il futuro: concluso il primo test dei Sistemi Robotici Autonomi (RAS)\" class=\"wp-image-12704\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">UAV tipo “SR X4” con payload in modalità autonoma per resupply di classe II - Copyright Esercito Italiano<br><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/dicembre/comvie/2.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Vignette operative e Mixed Reality: la sperimentazione sul campo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il trial, i sistemi robotici sono stati impiegati in diverse \"<strong>vignette operative</strong>\", progettate per simulare un ambiente da combattimento realistico e dinamico.<br>Grazie al supporto di <strong>Modelling &amp; Simulation</strong> del Dipartimento Progetti per l’Innovazione del COMVIE, il contesto è stato arricchito da elementi di <strong>mixed reality</strong>, consentendo di valutare in modo approfondito i vantaggi operativi dei RAS.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli obiettivi principali della sperimentazione sono stati:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>massimizzare l’efficacia e l’efficienza degli assetti robotici;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>ridurre il rischio operativo per il personale;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>integrare i sistemi in una cornice tattica coerente con scenari moderni e complessi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un team di osservatori del COMVIE, del <strong>Comando Logistico</strong> e dello <strong>Stato Maggiore dell’Esercito</strong> ha monitorato tutte le fasi dell’attività, raccogliendo dati che confluiranno nel report finale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12703,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L'Esercito Italiano verso il futuro: concluso il primo test dei Sistemi Robotici Autonomi (RAS)\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/rasi-00006-1024x819.jpg\" alt=\"Esercito Italiano verso il futuro: concluso il primo test dei Sistemi Robotici Autonomi (RAS)\" class=\"wp-image-12703\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">BMS “ARGO” impiegato quale system integrator dei sistemi RAS - Copyright Esercito Italiano<br><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/dicembre/comvie/7.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Unità coinvolte e sistemi testati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La campagna ha richiesto un’intensa fase preparatoria che ha visto il coinvolgimento del comparto industriale della difesa, l’inizializzazione dei sistemi e un periodo di addestramento specifico.<br>A operare sul campo sono stati:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>il <strong>3° Reggimento Alpini</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/185o-reggimento-artiglieria-paracadutisti-folgore/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti \"Folgore\"</a></strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le tecnologie sperimentate figurano:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>sistemi robotici autonomi terrestri e aerei</strong>,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>sistemi per la logistica automatizzata,</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il <strong>Battle Management System ARGO</strong>, già impiegato in precedenti sperimentazioni.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’introduzione dei RAS punta a <strong>ridurre l’esposizione del personale</strong> nei contesti ad alta intensità, mantenendo invariata – e talvolta incrementando – la capacità operativa complessiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12699,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L'Esercito Italiano verso il futuro: concluso il primo test dei Sistemi Robotici Autonomi (RAS)\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/rasi-00002-1024x683.jpg\" alt=\"Esercito Italiano verso il futuro: concluso il primo test dei Sistemi Robotici Autonomi (RAS)\" class=\"wp-image-12699\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sgombero ferito tramite RAS tipo “Viking” - Coyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il commento del Generale Olla</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al termine delle attività, il <strong>Generale di Corpo d’Armata Francesco Olla</strong>, Comandante per la Valutazione e Innovazione dell’Esercito, ha evidenziato la centralità di queste iniziative nello sviluppo della Forza Armata:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“L’ammodernamento tecnologico e l’implementazione capacitiva dell’Esercito passano attraverso le campagne di sperimentazione, in cui comparto industriale e Forza Armata si confrontano per individuare le soluzioni più idonee a operare in scenari altamente complessi. Lo strumento militare deve essere flessibile, aderente ai repentini cambiamenti e capace di preservare il proprio personale attraverso tecnologie allo stato dell’arte”.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12700,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L'Esercito Italiano verso il futuro: concluso il primo test dei Sistemi Robotici Autonomi (RAS)\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/rasi-00003-1024x683.jpg\" alt=\"Esercito Italiano verso il futuro: concluso il primo test dei Sistemi Robotici Autonomi (RAS)\" class=\"wp-image-12700\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Vehicle display in favore del Comandante del COMVIE - Copyright Esercito Italiano<br><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/dicembre/comvie/4.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso il secondo trial della spira</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la conclusione di questo primo ciclo, l’Esercito consolida un percorso strategico che mira a integrare la robotica e i sistemi autonomi nei futuri scenari operativi.<br>Il secondo trial della spira proseguirà il lavoro avviato, portando l’Italia sempre più vicina a un modello di <strong>forza terrestre tecnologicamente avanzata, resiliente e pronta ai conflitti di nuova generazione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/Foto-04.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"innovazionemilitare, SistemiRoboticiAutonomi","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-11 15:43:25","stato":"publish","riassunto_video":"Si è concluso il primo trial 2024 della campagna RAS dell’Esercito Italiano, dedicato alla logistica distribuita tramite sistemi robotici e autonomi. Sperimentati droni e veicoli terrestri, con l’obiettivo di aumentare efficienza e sicurezza del personale. Il progetto punta a integrare tecnologia avanzata nelle future operazioni militari.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/comvie.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27127-lesercito-italiano-verso-il-futuro-concluso-il-primo-test-dei-sistemi-robotici-autonomi-ras.mp4","galleria":""}
{"id":27118,"titolo":"Steadfast Dagger 2025: NRDC-ITA guida la certificazione dell’Allied Reaction Force","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è conclusa presso il Joint Warfare Centre (JWC) della NATO l’esercitazione <strong>Steadfast Dagger 2025</strong>, attività addestrativa di primaria importanza per testare e validare le capacità dei prossimi <strong>components dell’Allied Reaction Force (ARF)</strong>, la forza ad altissima prontezza dell’Alleanza Atlantica prevista dal <em>NATO Force Model</em>. A guidare l’intero processo di certificazione è stato il <strong>NATO Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA)</strong>, cui dal luglio 2024 è affidata la responsabilità dell’ARF, confermando il ruolo centrale dell’Italia nel dispositivo di deterrenza e difesa collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione, in modalità <strong>computer-assisted command post exercise</strong>, ha coinvolto circa <strong>1.200 militari e civili</strong> distribuiti in più località europee. Obiettivo primario: migliorare la capacità della forza ad altissima prontezza a operare in <strong>uno scenario di crisi complesso</strong>, aggravato da instabilità regionale e minaccia terroristica. La simulazione ha riprodotto un contesto <strong>multi-domain e multi-dimension</strong>, nel quale i componenti dell’ARF hanno dovuto integrare effetti, sincronizzare operazioni e collaborare con attori esterni quali <strong>Nazioni Unite</strong> e <strong>Unione Europea</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Steadfast Dagger si conferma un tassello cruciale nella costruzione di un modello di risposta <strong>rapido, flessibile e interoperabile</strong>, capace di affrontare l’intero spettro delle crisi contemporanee. L’ARF rappresenta una vera <strong>piattaforma di innovazione</strong> destinata a testare le tecnologie e i sistemi che caratterizzeranno le forze NATO dei prossimi anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-components-esercitati-e-il-valore-del-comando-distribuito\">I components esercitati e il valore del comando distribuito</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i principali reparti impiegati figurano la <strong>3ª Divisione francese</strong> (Land Component Command), lo <strong>UK Strike Force</strong> (Maritime Component Command), lo <strong>UK Special Operations Component Command</strong>, il <strong>Joint Force Air Component Command francese</strong> e il <strong>Joint Logistic Support Group</strong>. La loro presenza ha garantito un elevato livello addestrativo e una reale <strong>integrazione multinazionale</strong>, essenziale per l’interoperabilità dell’ARF.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12680,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/land-component-command-in-esercitazione.jpg\" alt=\"Steadfast Dagger 2025: NRDC-ITA guida la certificazione dell’Allied Reaction Force\" class=\"wp-image-12680\" title=\"Steadfast Dagger 2025: NRDC-ITA guida la certificazione dell’Allied Reaction Force\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Land component command in esercitazione, Fonte Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli aspetti più innovativi dell’edizione 2025 è stato il ricorso a un <strong>comando distribuito</strong>, con una parte del Comando ARF al JWC e un’altra operativa presso <strong>Solbiate Olona</strong>. Questo modello ha permesso di testare l’interconnessione e la <strong>resilienza del comando e controllo</strong>, assicurando <strong>continuità decisionale</strong> e <strong>reattività</strong> anche in contesti degradati. Garantire la ridondanza del comando è un elemento decisivo nella gestione moderna delle crisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’adozione di un comando distribuito rappresenta un passo significativo nella <strong>trasformazione digitale della NATO</strong>. Il focus dell’esercitazione è stato infatti rivolto a <strong>innovazione tecnologica, digitalizzazione e interconnessione</strong>, elementi che rendono l’ARF un laboratorio avanzato per l’intera Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-digitalizzazione-interoperabilita-e-la-proiezione-futura-dell-arf\">Digitalizzazione, interoperabilità e la proiezione futura dell’ARF</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Elemento cardine dell’attività è stato l’impiego delle moderne piattaforme di <strong>comando e controllo (C2)</strong> e dei sistemi NATO avanzati, tra cui <strong>SitaWare, TOPFAS, LOGFAS</strong> e altri strumenti <strong>NATO FAS</strong>. Tali tecnologie hanno consentito di mantenere un <strong>quadro operativo comune accurato e aggiornato</strong>, migliorando la capacità decisionale e la sincronizzazione degli effetti nei vari domini: terrestre, marittimo, aereo, cyber e spaziale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo approccio <strong>multi-domain</strong> è oggi imprescindibile. Le crisi contemporanee si sviluppano in ambienti caratterizzati da <strong>minacce ibride</strong>, competizione strategica e uso crescente di nuove tecnologie. L’ARF rappresenta dunque la risposta più credibile della NATO in termini di <strong>rapidità, efficacia e interoperabilità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12681,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/personale-dellARF-HQ-in-un-momento-dellesercitazione-a-Stavanger.jpg\" alt=\"Steadfast Dagger 2025: NRDC-ITA guida la certificazione dell’Allied Reaction Force\" class=\"wp-image-12681\" title=\"Steadfast Dagger 2025: NRDC-ITA guida la certificazione dell’Allied Reaction Force\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Personale dell'ARF HQ in un momento dell'esercitazione a Stavanger, Fonte Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Steadfast Dagger 2025 ha dimostrato come l’Alleanza sia in grado di evolversi attraverso scenari realistici e addestramenti complessi, nei quali <strong>il fattore umano</strong> — competenza degli staff, qualità dei comandi, cooperazione tra le nazioni — si integra con le piattaforme digitali di nuova generazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al termine dell’esercitazione, NRDC-ITA ha confermato la propria <strong>piena prontezza</strong> a guidare l’ARF e a operare in un contesto multinazionale integrato, assicurando alla NATO una forza in grado di essere dispiegata <strong>in tempi rapidissimi</strong> ovunque sia necessario. L’esito della Steadfast Dagger 2025 rafforza la credibilità dell’Alleanza e ribadisce un principio fondamentale: <strong>“insieme siamo più forti”.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/3.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"AlliedReactionForce, NRDCITA, SteadfastDagger","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-11 07:34:01","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Conclusa-l%E2%80%99esercitazione-Steadfast-Dagger-25.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27118-steadfast-dagger-2025-nrdc-ita-guida-la-certificazione-dellallied-reaction-force.mp4","galleria":""}
{"id":27114,"titolo":"Joint Stars 2026: al COVI l’Initial Planning Conference della principale esercitazione interforze della Difesa italiana","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presso il <strong>Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI)</strong> si è svolta l’<strong>Initial Planning Conference (IPC)</strong> della <strong>Joint Stars 2026 (JOST26)</strong>, la più importante esercitazione interforze della Difesa italiana. All’evento hanno partecipato oltre <strong>110 rappresentanti</strong> provenienti da Esercito Italiano, Marina Militare, Aeronautica Militare, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, Corpo Militare della Croce Rossa Italiana, Dipartimento della Protezione Civile e Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la Difesa erano inoltre presenti il <strong>Comando delle Operazioni Spaziali</strong>, il <strong>Comando per le Operazioni in Rete</strong> e il <strong>Comando per le Operazioni delle Forze Speciali</strong>, a conferma della dimensione sempre più multidominio delle esercitazioni moderne.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-struttura-della-jost26-cpx-in-ottobre-e-livex-tra-novembre-e-dicembre-2026\">Struttura della JOST26: CPX in ottobre e LIVEX tra novembre e dicembre 2026</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la conferenza sono stati definiti la struttura, gli obiettivi e i requisiti della JOST26, che si svilupperà in due fasi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Command Post Exercise (CPX)</strong> – prevista per <strong>ottobre 2026</strong>, dedicata alla pianificazione operativa e alla gestione di scenari complessi in ambiente simulato;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Live Exercise (LIVEX)</strong> – in programma tra <strong>novembre e dicembre 2026</strong>, durante la quale le unità sul campo metteranno in pratica le procedure e le dinamiche elaborate nella fase precedente.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la prima volta, il <strong>COVI</strong> sarà impiegato come <strong>Primary Training Audience</strong>, con l’obiettivo di verificare la capacità nazionale di difesa, il livello di integrazione interforze e la piena interoperabilità con gli alleati NATO. Particolare attenzione sarà dedicata anche alla <strong>dimensione cognitiva</strong>, elemento oggi centrale nella competizione strategica moderna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli scenari sviluppati nella CPX costituiranno la base per la LIVEX e saranno propedeutici anche alla <strong>Joint Stars 2027</strong>, che sarà federata con il principale evento addestrativo dell’Alleanza Atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella giornata conclusiva, il <strong>Generale di Divisione Nicola Piasente</strong>, Capo Reparto Pianificazione ed Esercitazioni del COVI, ha sottolineato l’importanza del processo di integrazione interforze e inter-agenzia, resa possibile dalla pianificazione congiunta, elemento fondamentale per garantire la prontezza dello Strumento di Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cos’è il COVI</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI)</strong>,  è il vertice dell’area operativa delle Forze Armate italiane e funge da struttura di staff del Capo di Stato Maggiore della Difesa, curando la pianificazione, il coordinamento e la direzione di operazioni ed esercitazioni militari nei cinque domini: terra, mare, cielo, spazio e cyber.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Contribuisce allo sviluppo della dottrina della NATO e delle altre organizzazioni internazionali di cui l’Italia fa parte, elabora metodologie di simulazione per scenari complessi e rappresenta il punto di ingresso per le richieste di supporto operativo delle Autorità nazionali – come Protezione Civile e Ministeri – in caso di calamità naturali o emergenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'attuale Comandane è il <strong>Generale di Corpo d’Armata Paracadutista Giovanni Maria Iannucci</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/covi-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"COVI, ForzeArmate, JointStars2026, JOST26","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-10 23:04:02","stato":"publish","riassunto_video":"Al Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) si è svolta la conferenza di pianificazione della Joint Stars 2026, la principale esercitazione interforze italiana. Prevista in due fasi, CPX a ottobre e LIVEX tra novembre e dicembre, mira a testare l’integrazione tra forze armate, agenzie e alleati NATO, con focus sulla dimensione cognitiva e multidominio.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/smd/news-italia/joint-stars-2026-covi-linitial-planning-conference/84515.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27114-joint-stars-2026-al-covi-linitial-planning-conference-della-principale-esercitazione-interforze-della-difesa-italiana.mp4","galleria":""}
{"id":27085,"titolo":"Regno Unito pronto alla guerra? I limiti della difesa UK e lo specchio scomodo per l’Italia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre la guerra russa in Ucraina entra nel suo quinto anno e gli episodi di “guerra ibrida” in Europa si moltiplicano, in Regno Unito sta prendendo forma una domanda scomoda: <strong>quanto a lungo Londra sarebbe davvero in grado di sostenere un conflitto ad alta intensità con la Russia? Non mesi, forse nemmeno molte settimane</strong>, secondo l’analisi riportata dal corrispondente sicurezza della BBC, Frank Gardner.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Italia, intanto, il ministro della Difesa Guido Crosetto ripete da mesi che<strong> il nostro Paese non sarebbe in grado di reggere un attacco su larga scala</strong>: “L’Italia oggi non sarebbe in grado di rispondere efficacemente a un attacco militare di grandi proporzioni… non siamo pronti né a un attacco russo né di un’altra nazione”, ha avvertito, indicando vent’anni di sottofinanziamento come causa principale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mettere a confronto Londra e Roma significa, in realtà, guardare allo stesso problema da due angoli diversi: un’Europa che ha creduto troppo a lungo che la guerra fosse “finita per sempre” e ora scopre di non essere strutturalmente pronta a difendersi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12638,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Regno Unito pronto alla guerra? I limiti della difesa UK e lo specchio scomodo per l’Italia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/British-Soldiers-Estonia.webp\" alt=\"Regno Unito pronto alla guerra? I limiti della difesa UK e lo specchio scomodo per l’Italia\" class=\"wp-image-12638\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Regno Unito pronto alla guerra? I limiti della difesa UK e lo specchio scomodo per l’Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-regno-unito-un-esercito-pensato-per-operazioni-brevi-non-per-una-guerra-di-logoramento\">Regno Unito: un esercito pensato per operazioni brevi, non per una guerra di logoramento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel quadro tratteggiato dall’analisi ripresa dalla BBC, il Regno Unito si troverebbe in difficoltà in tre aree chiave: durata, massa e resilienza del sistema-Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>1. Una guerra che inizierebbe nel silenzio digitale</strong><br>Lo scenario ipotizzato non è quello classico delle colonne di carri armati, ma di un attacco ibrido:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>telefoni senza campo,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>pagamenti elettronici bloccati,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>distribuzione di cibo e carburante in tilt,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>rete elettrica sotto stress.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Regno Unito è pesantemente dipendente da cavi sottomarini e infrastrutture digitali</strong>. Navi spia russe come la Yantar avrebbero già mappato questi cavi, mentre la Royal Navy corre ai ripari con droni subacquei per sorvegliarli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>2. Un esercito non configurato per “la guerra lunga”</strong><br>Al centro della riflessione c’è la capacità di <em>sostenere</em> un conflitto, non solo di iniziarlo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>esperti del think tank RUSI sottolineano come non esista una vera pianificazione per un conflitto che duri più di poche settimane;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>mancano “secondo e terzo scaglione”</strong>: riserve di personale, mezzi e logistica per rimpiazzare rapidamente le perdite;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>si registrano <strong>carenze diffuse in munizioni, artiglieria, mezzi, difesa aerea</strong> e capacità di rigenerare unità e uomini.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sulla carta l’esercito britannico conta circa <strong>74.000 militari</strong>, ma la forza realmente dispiegabile scende a circa <strong>54.000</strong>, una cifra che equivale a meno di due mesi di perdite russe sul fronte ucraino, secondo le stime riportate nell’analisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12640,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Regno Unito pronto alla guerra? I limiti della difesa UK e lo specchio scomodo per l’Italia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/3-1.webp\" alt=\"Regno Unito pronto alla guerra? I limiti della difesa UK e lo specchio scomodo per l’Italia\" class=\"wp-image-12640\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Regno Unito pronto alla guerra? I limiti della difesa UK e lo specchio scomodo per l’Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>3. Il fattore “massa”: Mosca in modalità economia di guerra</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra in Ucraina ha dimostrato che, a fianco della tecnologia (droni, cyber, satelliti), <strong>conta ancora moltissimo la <em>massa</em>: uomini, mezzi, proiettili.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>La Russia produce ogni mese decine di artiglierie, centinaia di blindati e una quantità crescente di droni, con un’economia ormai impostata su ritmi di guerra.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Il Regno Unito e gli alleati europei, al contrario, impiegherebbero anni per avvicinarsi a questi livelli di produzione.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nodo, però, è anche politico: alla fine della Guerra fredda Londra spendeva oltre il <strong>4% del PIL</strong> in difesa; oggi punta con fatica al <strong>2,5% entro il 2027</strong>, mentre Mosca viaggia attorno al 7%.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-societa-che-non-vuole-sentir-parlare-di-guerra-ma-deve-pensarci\">Una società che non vuole sentir parlare di guerra (ma deve pensarci)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’altra <strong>fragilità evidenziata per il Regno Unito è culturale</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>l’ex capo di Stato Maggiore Patrick Sanders aveva proposto di preparare un “esercito di cittadini”, una sorta di riserva formata e mobilitabile;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il governo ha affossato l’idea, consapevole che nell’opinione pubblica britannica l’idea di coscrizione, anche solo volontaria, è controversa.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12637,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Regno Unito pronto alla guerra? I limiti della difesa UK e lo specchio scomodo per l’Italia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/s465-GeneralPatrickSanders.png\" alt=\"Regno Unito pronto alla guerra? I limiti della difesa UK e lo specchio scomodo per l’Italia\" class=\"wp-image-12637\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Regno Unito pronto alla guerra? I limiti della difesa UK e lo specchio scomodo per l’Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre Francia e Germania stanno rilanciando forme di servizio militare volontario per i diciottenni, Londra è restia a riaprire quella porta. Il risultato è che, come osservano alcuni analisti, <strong>la società britannica <em>non è mentalmente pronta</em> alla possibilità di un conflitto</strong>, a differenza di Paesi come Polonia, Finlandia o Baltici, che vivono la minaccia russa sulla pelle.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-italia-allo-specchio-crosetto-e-la-verita-scomoda-sulla-nostra-impreparazione\">L’Italia allo specchio: Crosetto e la verità scomoda sulla nostra impreparazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se lo stato della difesa britannica preoccupa, quello italiano non consente alcun compiacimento. Guido Crosetto lo dice apertamente da tempo, rompendo il tabù politico del “va tutto bene”:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>già nel 2024, in TV, alla domanda se l’Italia fosse a un livello accettabile in termini di armamenti, formazione e militari, la risposta è stata un secco: “No, secondo me no”;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>più di recente, nel 2025, ha dichiarato che l’Italia <strong>non è pronta a un attacco russo né di qualsiasi altra nazione</strong>, e che vent’anni di mancati investimenti non si recuperano in uno o due anni.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel dibattito italiano emergono gli stessi punti critici evidenziati per il Regno Unito:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>sottofinanziamento cronico</strong>: anni di tagli e rinvii su sistemi d’arma, manutenzioni e scorte;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>carenze strutturali di difesa aerea</strong>: lo stesso Crosetto ha riconosciuto che il Paese non è preparato a un attacco aereo massiccio;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>scarsa resilienza delle infrastrutture civili e istituzionali</strong>: lo ha mostrato anche il caso del bunker mancante per le massime cariche dello Stato, tema su cui il ministro si è pubblicamente lamentato.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul fronte del personale, l’Italia discute ora di <strong>un servizio militare volontario dal 2026</strong>, che dovrebbe rafforzare le riserve e creare un minimo di “cittadinanza in uniforme”, ma la strada è lunga e politicamente scivolosa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12641,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"500px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Regno Unito pronto alla guerra? I limiti della difesa UK e lo specchio scomodo per l’Italia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/546624833-1217288080430950-2934094148858014897-n.jpg\" alt=\"Regno Unito pronto alla guerra? I limiti della difesa UK e lo specchio scomodo per l’Italia\" class=\"wp-image-12641\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:500px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Regno Unito pronto alla guerra? I limiti della difesa UK e lo specchio scomodo per l’Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-uk-e-italia-stessa-tempesta-flotte-diverse-ma-problemi-simili\">UK e Italia: stessa tempesta, flotte diverse ma problemi simili</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il paragone fra la fotografia britannica e gli allarmi di Crosetto porta a tre considerazioni:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Nessuno in Europa è davvero pronto a una guerra lunga con una potenza come la Russia.</strong><br>Nemmeno Paesi con una tradizione militare consolidata come il Regno Unito si sentono oggi in grado di reggere mesi di combattimenti ad alta intensità senza esaurire in fretta munizioni, mezzi e uomini.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il problema non è solo “quanto spendiamo”, ma <em>come</em> e con quale visione di lungo periodo.</strong><br>Londra paga anni di programmi costosi e lenti (come il veicolo blindato Ajax), Roma paga vent’anni di rinvii e sottofinanziamenti strutturali. In entrambi i casi manca una pianificazione coerente con lo scenario di minaccia attuale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>La società non vuole sentir parlare di guerra, ma la deterrenza richiede preparazione.</strong><br>Crosetto insiste sul concetto di deterrenza: la pace si mantiene quando chi potrebbe attaccarti ti percepisce come capace di difenderti. L’assenza di preparazione – in UK come in Italia – indebolisce questo equilibrio e rende più probabili i calcoli sbagliati da parte degli aggressori.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-onesta-scomoda-di-crosetto\">L'Onestà scomoda di Crosetto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel dibattito italiano,<strong> le parole di Crosetto </strong>sono spesso bollate come allarmistiche. Ma lette accanto all’analisi sul Regno Unito, appaiono meno come un’esagerazione e più come un <strong>brusco ritorno alla realtà.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3435,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Regno Unito pronto alla guerra? I limiti della difesa UK e lo specchio scomodo per l’Italia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/b0c1d7d1-ec72-4d1c-a7dc-fd33854d475f.jpg\" alt=\"Crosetto incontra le sigle sindacali militari: &quot;Lo Stato deve dare attenzione concreta a chi lo serve in uniforme.&quot;\" class=\"wp-image-3435\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Regno Unito pronto alla guerra? I limiti della difesa UK e lo specchio scomodo per l’Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se una potenza nucleare, ex impero globale, con un esercito professionale e una lunga esperienza operativa come il Regno Unito si interroga su quanto a lungo potrebbe resistere in una guerra moderna, l’Italia – con organici ridotti, tecnologia da aggiornare e infrastrutture civili vulnerabili – non può illudersi di essere al sicuro per inerzia o per geografia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La franchezza del ministro (“non siamo pronti né a un attacco russo né di un’altra nazione”) non è solo un allarme, ma un invito a scegliere:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>continuare a sperare che la storia non bussi alla porta,</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>oppure accettare che la difesa – come nel caso britannico – non è un lusso, ma l’assicurazione minima per proteggere libertà, diritti e prosperità.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo senso, la domanda “quanto a lungo potrebbe combattere la Gran Bretagna se la guerra scoppiasse domani?” riguarda da vicino anche noi. <strong>Perché, se quel giorno arrivasse, l’Italia di Crosetto non potrebbe certo permettersi di scoprirlo restando impreparata.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/British-Troops-Flickr-Defence-Images.jpg","categoria":"Blog","tags":"bbc, crosetto, patricksanders, rusi, uk","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-10 17:24:02","stato":"publish","riassunto_video":"Con la guerra in Ucraina al quinto anno, emergono dubbi sulla capacità del Regno Unito di sostenere un conflitto prolungato con la Russia, tra carenze di risorse, dipendenza digitale e mancanza di riserve. Anche l’Italia, come sottolinea il ministro Crosetto, non è pronta a un attacco su larga scala a causa di decenni di sottofinanziamento. Entrambi i Paesi devono affrontare la realtà.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.bbc.com/news/articles/c5yq5zdv907o","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27085-regno-unito-pronto-alla-guerra-i-limiti-della-difesa-uk-e-lo-specchio-scomodo-per-litalia.mp4","galleria":""}
{"id":27078,"titolo":"Intelligenza Artificiale al Pentagono: Google per Ufficio, Palantir per le Operazioni.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Dipartimento della Difesa statunitense ha deciso di fare sul serio con l’intelligenza artificiale generativa e ha battezzato una piattaforma dedicata: <strong>GenAI.mil</strong>. È il nuovo “condominio” digitale in cui far convivere tutti i modelli di IA di frontiera messi a disposizione della burocrazia militare USA.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo inquilino è <strong>Google Cloud Gemini for Government</strong>, versione “blindata” del modello di Mountain View, pensata per l’uso governativo. Attraverso GenAI.mil, l’accesso a Gemini arriva sulle postazioni di milioni di dipendenti tra militari e civili, con l’obiettivo dichiarato di creare una <strong>workforce “AI-first”</strong>: meno tempo speso su documenti, burocrazia e ricerca, più tempo su analisi e decisioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per ora, il perimetro di utilizzo ufficiale è chiaro: lavoro non classificato, attività amministrative, onboarding del personale, formattazione di documenti, supporto alla ricerca, analisi di video e immagini in contesti a bassa classificazione. Tutto avviene in un ambiente certificato per trattare dati sensibili ma non segretissimi, con la promessa — politicamente fondamentale — che i dati del Pentagono non finiranno ad addestrare i modelli pubblici di Google.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, GenAI.mil nasce come <strong>porta d’ingresso unica</strong> all’IA generativa per chi vive e lavora nella macchina militare statunitense, e Gemini è il primo modello messo sul piedistallo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12586,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Intelligenza Artificiale al Pentagono: Google per Ufficio, Palantir per le Operazioni.\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/GenAI.mil-title.png\" alt=\"Intelligenza Artificiale al Pentagono: Google per Ufficio, Palantir per le Operazioni.\" class=\"wp-image-12586\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Intelligenza Artificiale al Pentagono: Google per Ufficio, Palantir per le Operazioni.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ritorno-in-uniforme-di-google-e-perche-non-e-l-ia-delle-armi\">Il ritorno in uniforme di Google (e perché non è l’IA delle armi)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta di mettere Google al centro della nuova piattaforma non è neutra. È un ritorno in grande stile dopo le polemiche di anni fa su <strong>Project Maven</strong>, dove la pressione interna dei dipendenti aveva spinto l’azienda a sfilarsi dai contratti più esplicitamente militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi Google rientra nel perimetro difesa con un contratto di centinaia di milioni di dollari per fornire capacità di IA al Pentagono e, soprattutto, con un posizionamento narrativo diverso: <strong>Gemini non viene presentato come “il cervello dei droni”, ma come il super-assistente da ufficio del mondo militare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Su GenAI.mil, Gemini for Government viene descritto come uno strumento in grado di velocizzare la vita quotidiana della difesa: ricerca avanzata in grandi volumi di documenti, generazione e riscrittura di testi, supporto a pianificazione e analisi di materiale visivo, sempre all’interno di un contesto unclassified e controllato. L’enfasi ufficiale è tutta sulla produttività e sul “battle rhythm” burocratico, molto più che sul targeting operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui si vede già la prima metà del binomio Google–Palantir: Google prende in mano <strong>la superficie visibile dell’IA</strong>, quella che tocca ogni scrivania, ogni e-mail, ogni documento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9645,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Intelligenza Artificiale al Pentagono: Google per Ufficio, Palantir per le Operazioni.\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/1-6.jpg\" alt=\"NATO e l’intelligenza artificiale: il JWC addestra i propri team al Maven Smart System\" class=\"wp-image-9645\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">NATO e l’intelligenza artificiale: il JWC addestra i propri team al Maven Smart System</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dov-e-finita-palantir-dal-cervello-nato-alla-spina-dorsale-usa\">Dov’è finita Palantir? Dal cervello NATO alla spina dorsale USA</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tua domanda è diretta: <em>“Ma Palantir, che la NATO aveva preso per sé, dove è finita?”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La risposta è semplice: <strong>Palantir non è sparita, anzi. È diventata ancora più “istituzionale”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da un lato, la NATO ha adottato una piattaforma basata sulle tecnologie Palantir — spesso indicata come evoluzione del progetto Maven in ambito alleato — per la pianificazione militare, la fusione dati e il supporto decisionale dei comandi operativi. Parliamo di uno strumento che mette insieme flussi di intelligence, immagini, report dal campo, analisi di scenario, e usa machine learning e modelli generativi per ridurre i tempi decisionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dall’altro lato, Palantir continua ad essere profondamente radicata negli Stati Uniti stessi, con grandi contratti con l’esercito — dall’analisi dati logistici e operativi fino all’<strong>AI Platform (AIP)</strong> che punta a fornire una visione unificata del campo di battaglia in tempo quasi reale. In tutti questi casi, non si tratta di “IA da ufficio”, ma di sistemi pensati per la guerra vera, dove la latenza, l’affidabilità e l’integrazione con sensori e sistemi d’arma sono essenziali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se guardiamo al quadro complessivo, il ruolo di Palantir è diverso da quello di Google:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Palantir è il <strong>backbone analitico e operativo</strong> in molti contesti NATO e USA, vicino ai centri di comando, ai flussi di intelligence, ai processi di targeting.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Google è il <strong>motore generativo generalista</strong> che potenzia la produttività di massa all’interno della macchina difesa.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sono due strati diversi dello stesso ecosistema, non una sostituzione dell’uno con l’altro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-ecosistema-duale-google-in-superficie-palantir-in-profondita\">Un ecosistema duale: Google in superficie, Palantir in profondità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per capire davvero il binomio Google–Palantir conviene guardare all’architettura, non ai singoli contratti. A grandi linee, si sta creando una divisione di ruoli abbastanza netta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ecco una delle poche distinzioni che vale la pena mantenere in forma di elenco, perché chiarisce bene la mappa:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>GenAI.mil + Google Gemini</strong><br>Gioca sul livello orizzontale: produttività, gestione della conoscenza, assistenza generativa trasversale a tutta la burocrazia militare. È l’IA che vive nelle intranet, nei tool di office automation, nelle richieste di chiarimenti e ricerche testuali, su milioni di desktop.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Palantir (Gotham, Foundry, AIP, piattaforme NATO)</strong><br>Opera sul livello verticale e operativo: integrazione di fonti dati sensibili, modelli per il riconoscimento di pattern sul campo, supporto alle decisioni militari, pianificazione e simulazione dei conflitti. È l’IA che vive nelle sale operative, nei centri di comando, nei flussi di intelligence.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12591,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Intelligenza Artificiale al Pentagono: Google per Ufficio, Palantir per le Operazioni.\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/genaimil.png\" alt=\"Intelligenza Artificiale al Pentagono: Google per Ufficio, Palantir per le Operazioni.\" class=\"wp-image-12591\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Intelligenza Artificiale al Pentagono: Google per Ufficio, Palantir per le Operazioni.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il futuro potrebbe vedere ancora più integrazione. È plausibile che GenAI.mil resti una piattaforma <strong>multi-modello</strong>, dove Gemini è solo il primo tassello e dove, nel tempo, potrebbero affacciarsi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>altri modelli generativi commerciali,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>interfacce conversazionali verso sistemi come Palantir,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>agenti specializzati che “parlano” con piattaforme operative esterne.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Allo stesso tempo, la competizione tra big tech e aziende “defense-native” come Palantir continuerà su ogni nuovo bando: chi controllerà l’interfaccia, chi controllerà i dati, chi controllerà i modelli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo scenario, il titolo del film è davvero il <strong>binomio Google–Palantir</strong>:<br>Google conquista la <strong>superficie visibile dell’IA militare</strong>, quella che tocca ogni utente;<br>Palantir fortifica la <strong>profondità operativa</strong>, quella che decide tempi, bersagli, logistica e scenari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non c’è più un’unica “IA della guerra”, ma un ecosistema a due facce: una di vetro (Google), una corazzata (Palantir).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/1.png","categoria":"Blog","tags":"genai.mil, google, maven, Palantir, Pentagon","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-10 14:24:02","stato":"publish","riassunto_video":"Il Dipartimento della Difesa USA ha lanciato GenAI.mil, una piattaforma per l’IA generativa dedicata alla burocrazia militare, con Google Cloud Gemini for Government come primo modello. Google supporta attività non classificate e produttività, mentre Palantir gestisce dati operativi e decisioni tattiche, creando un ecosistema duale: Google per l’ufficio, Palantir per le Operazioni.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.axios.com/2025/12/09/pentagon-google-gemini-genai-military-platform","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27078-intelligenza-artificiale-al-pentagono-google-per-ufficio-palantir-per-le-operazioni.mp4","galleria":""}
{"id":27071,"titolo":"USA: non solo FREMM per la Marina del futuro","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"h-\">La decisione del segretario della <strong>Marina</strong> USA John Phelan di cancellare quattro delle sei fregate classe <strong>Constellation</strong> non è solo un fatto americano: tocca direttamente <strong>Fincantieri</strong>, l’industria navale italiana e la “famiglia” <strong>FREMM</strong> da cui il progetto deriva. Le Constellation nascono infatti come evoluzione della FREMM italo-francese, in particolare della variante italiana classe <strong>Bergamini</strong>, scelta come “parent design” nel programma FFG(X). L’idea era sfruttare una fregata già collaudata dalla Marina Militare, adattandola agli standard USA per ridurre tempi, rischi e costi. In realtà, le continue richieste di modifica di Washington – più sistemi, più margini di crescita, maggiori volumi – hanno trasformato quello che doveva essere un adattamento in un quasi nuovo progetto: più grande, più pesante, più complesso. Il risultato è stato un’escalation di costi e ritardi, fino al “cambio strategico” di Phelan: confermare solo le prime due unità e affossare le successive quattro, pur ribadendo la volontà di riorientare la cooperazione con Fincantieri su altri tipi di navi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12546,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"USA: non solo FREMM per la Marina del futuro\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/2-1.jpg\" alt=\"USA: non solo FREMM per la Marina del futuro\" class=\"wp-image-12546\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">USA: non solo FREMM per la Marina del futuro</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-fincantieri-tra-italia-wisconsin-e-modello-fremm\">Fincantieri tra Italia, Wisconsin e modello FREMM</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per Fincantieri, che tramite Marinette Marine ha investito massicciamente nei cantieri del <strong>Wisconsin</strong> e ha costruito la propria offerta proprio sulla base del successo FREMM, il ridimensionamento del programma è un colpo politico e industriale, ma non un addio. Gli investimenti negli Stati Uniti restano strategici e la US Navy continua a considerare il gruppo italiano un pilastro della propria base industriale, soprattutto per unità anfibie, rompighiaccio e piattaforme speciali. In parallelo, le FREMM italiane – grazie alla loro flessibilità multi-missione e a un equilibrio riuscito tra sensori, armamento e costi di gestione – continuano a essere un caso di scuola: sono operative in Mediterraneo, integrate nella NATO e vendute all’<strong>export</strong> a Paesi come Egitto e Indonesia. Il confronto tra il programma FREMM, gestito in Italia con una filiera relativamente compatta e tempi sotto controllo, e la complessa “americanizzazione” delle Constellation mette in luce una lezione per Washington: partire da un buon design non basta, se poi la macchina politico-burocratica snatura il progetto fino a renderlo ingestibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12548,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"500px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"USA: non solo FREMM per la Marina del futuro\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/4.png\" alt=\"USA: non solo FREMM per la Marina del futuro\" class=\"wp-image-12548\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:500px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">USA: non solo FREMM per la Marina del futuro</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-innovazione-navier-e-le-scelte-strategiche-per-l-italia\">Innovazione, Navier e le scelte strategiche per l’Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul fondo di questa vicenda c’è la grande sfida della <strong>supremazia</strong> <strong>marittima</strong> in un mondo in cui la <strong>Cina</strong> sforna navi a ritmi industriali e dove conta sempre di più la qualità tecnologica degli scafi. La “strategic shift” di Phelan, con meno fregate tradizionali e più attenzione a capacità davvero pronte al combattimento, si intreccia con la crescita di attori innovativi come la <a href=\"https://www.navierboat.com/\">startup Navier</a>, che lavora su idrofoil ibridi-elettrici e piattaforme dual-use per pattugliamento, sorveglianza e logistica avanzata. Qui l’Italia ha un interesse diretto: mettere a sistema l’esperienza di Fincantieri, il bagaglio FREMM e <strong>PPA</strong>, e un ecosistema di tecnologie navali emergenti, per proporsi come partner imprescindibile nei futuri programmi alleati. La lezione del caso Constellation è chiara: nessun programma estero è garantito per sempre, e la vera forza di un Paese marittimo sta nella capacità di progettare, costruire e aggiornare in casa <strong>piattaforme</strong> di riferimento, rendendosi al tempo stesso indispensabile nelle filiere internazionali e nelle scelte degli <strong>alleati</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-10-090618.png","categoria":"Internazionali","tags":"Fincantieri, fremm, navier, USNavy","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-10 09:24:01","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.axios.com/2025/12/03/secnav-phelan-constellation-frigate-canceled?utm_source=chatgpt.com","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27071-usa-non-solo-fremm-per-la-marina-del-futuro.mp4","galleria":""}
{"id":27065,"titolo":"Brigata Aeromobile Friuli: il Gen. Quartuccio nuovo Comandante","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel solenne scenario del Salone d’Onore della Sala del Circolo di Presidio di Bologna si è svolta, il 9 dicembre 2025, la cerimonia di avvicendamento al Comando della Brigata Aeromobile “Friuli”. L’evento, che ha riunito autorità militari e civili, ha rappresentato un momento di alto significato istituzionale per l’Aviazione dell’Esercito e per l’intera comunità bolognese. Alla presenza del Comandante dell’Aviazione dell’Esercito, <strong>Generale di Divisione Salvatore Annigliato</strong>, il <strong>Generale di Brigata Loreto Bolla</strong> ha ceduto ufficialmente il comando della prestigiosa Grande Unità al <strong>Generale di Brigata Giovanni Quartuccio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Brigata Aeromobile “Friuli”, storica realtà dell’Esercito Italiano e punto di riferimento per le capacità di <strong>manovra dalla terza dimensione</strong>, è da anni strettamente legata al territorio emiliano-romagnolo. Non a caso, Bologna continua a rappresentare non solo la sede geografica, ma anche il centro identitario di una comunità militare che ha saputo integrarsi profondamente con il tessuto sociale e istituzionale della regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo discorso di commiato, il Generale di Brigata Bolla ha ripercorso con sobrietà e orgoglio i momenti più significativi del proprio periodo di comando, sottolineando la dedizione del personale della Brigata e la capacità di affrontare con professionalità <strong>sfide addestrative, operative e umanitarie</strong>. La cerimonia ha così segnato non solo un cambio al vertice, ma anche la conferma dell’impegno costante dell’Esercito Italiano nel garantire <strong>prontezza</strong>, <strong>efficienza</strong> e <strong>vicinanza ai cittadini</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-due-anni-di-impegno-addestramento-emergenze-e-radicamento-nel-territorio\">Due anni di impegno: addestramento, emergenze e radicamento nel territorio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il periodo di comando del Generale di Brigata Loreto Bolla è stato caratterizzato da un’intensa attività operativa e addestrativa, inserita in un contesto complesso e in continua evoluzione. Tra le attività di maggiore rilevanza, il Comandante uscente ha ricordato le esercitazioni <strong>CAEX (Combined Arms Exercise)</strong>, pilastro essenziale per consolidare le capacità aeromobili dell’Esercito. Queste esercitazioni hanno permesso alla Brigata “Friuli” di perfezionare l’integrazione tra assetti terrestri e aerei, valorizzando la manovra dalla terza dimensione, uno dei principali elementi di modernità delle Forze Armate italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12530,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Foto-1-UH-90-in-esercitazione.jpg\" alt=\"La Brigata Aeromobile “Friuli” cambia guida: continuità, valori e visione operativa per gli anni a venire\" class=\"wp-image-12530\" title=\"La Brigata Aeromobile “Friuli” cambia guida: continuità, valori e visione operativa per gli anni a venire\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">UH-90 durante l'esercitazione<strong> </strong>CAEX (Combined Arms Exercise), Fonte Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non meno importante è stato il contributo fornito durante le operazioni di supporto alla popolazione civile, soprattutto in occasione delle calamità naturali che hanno colpito duramente l’Emilia-Romagna. La Brigata si è distinta nella <strong>campagna antincendio boschivo</strong> e nelle operazioni di soccorso successive all’alluvione del <strong>2023</strong>, mettendo in campo elicotteri, equipaggi e personale qualificato. Un impegno che non ha solo evidenziato la <strong>versatilità</strong> degli assetti aeromobili, ma ha anche rafforzato il legame tra la Brigata e le istituzioni locali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i risultati più significativi ricordati durante la cerimonia spicca il conferimento della <strong>cittadinanza onoraria della città di Bologna</strong> alla Brigata Aeromobile “Friuli”. Un riconoscimento che sottolinea il profondo radicamento della Grande Unità nel territorio e il sostegno fornito alla collettività in momenti di difficoltà. Il Generale di Brigata Bolla ha evidenziato come tale gesto rappresenti il simbolo di un’identità condivisa, costruita su valori di <strong>solidarietà</strong>, <strong>servizio</strong> e <strong>dedizione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo percorso di crescita si è inserito pienamente nella visione del <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</strong>, fondata sui tre pilastri della modernizzazione: <strong>tecnologia, addestramento e valori</strong>. La Brigata “Friuli” ha tradotto questi principi in un progressivo rafforzamento delle proprie capacità operative, in una formazione tecnica sempre più avanzata del personale e in un rinnovato radicamento dei valori etici e istituzionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-futuro-della-friuli-continuita-coesione-e-nuove-sfide\">Il futuro della Friuli: continuità, coesione e nuove sfide</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Assumendo il comando, il Generale di Brigata Giovanni Quartuccio ha espresso un ringraziamento sentito al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito per la fiducia riposta nella sua persona, sottolineando di voler ricambiare con un impegno costante, <strong>trasparente</strong> e <strong>responsabile</strong>. Le sue prime parole da Comandante hanno tracciato una linea di continuità con l’operato del predecessore, evidenziando però anche la volontà di guidare la Brigata verso ulteriori traguardi di crescita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Quartuccio ha ribadito l’importanza della <strong>coesione interna</strong>, della <strong>professionalità del personale</strong> e della <strong>dedizione al servizio del Paese</strong>. In un contesto globale caratterizzato da instabilità e crescente imprevedibilità, la Brigata Aeromobile “Friuli” continuerà a rappresentare uno strumento fondamentale per la capacità di intervento rapido dell’Esercito Italiano, tanto sul territorio nazionale quanto nei teatri operativi internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Comandante dell’Aviazione dell’Esercito, Generale di Divisione Annigliato, nel suo intervento conclusivo ha espresso vivo apprezzamento per l’operato del Generale di Brigata Bolla, sottolineando la sua abilità nel guidare la Grande Unità in un periodo particolarmente impegnativo. Ha inoltre evidenziato l’elevato livello di <strong>efficienza</strong>, <strong>interoperabilità</strong> e <strong>prontezza operativa</strong> raggiunto dalla Brigata, elementi che ne fanno un asset strategico per l’Esercito contemporaneo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12525,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/7.Intervento-del-C.te-dell-Aviazione-dell-Esercito.jpg\" alt=\"La Brigata Aeromobile “Friuli” cambia guida: continuità, valori e visione operativa per gli anni a venire\" class=\"wp-image-12525\" title=\"La Brigata Aeromobile “Friuli” cambia guida: continuità, valori e visione operativa per gli anni a venire\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Intervento del C.te dell'Aviazione dell'Esercito, Fonte Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il passaggio di consegne, la “Friuli” inaugura una nuova fase della propria storia: una fase che si fonda su <strong>tradizione e innovazione</strong>, su un forte senso di appartenenza e su un impegno costante verso il futuro. In questo spirito, uomini e donne della Brigata continueranno a operare con la professionalità e il coraggio che da sempre caratterizzano l’Esercito Italiano, mantenendo vivo il loro ruolo al servizio del Paese e della collettività.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/9.Un-momento-della-Cerimonia.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"brigataaeromobilefriuli, cerimoniacomando, esercitoitaliano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-10 09:04:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Cambio-al-Comando-della-Brigata-Aeromobile-Friuli.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27065-brigata-aeromobile-friuli-quartuccio-nuovo-comandante.mp4","galleria":""}
{"id":27057,"titolo":"MANTIDE 2025: 185 RRAO Folgore si addestra in scenario ibrido","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è conclusa venerdì 28 novembre l’esercitazione <strong>MANTIDE 2025</strong>, che ha visto il<a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\"> 185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi “Folgore” (RRAO</a>), reparto delle Forze Speciali dell’Esercito, impegnato nell’esercizio di uno <strong>Special Operation Land Task Group (SOLTG)</strong> e di una <strong>Special Operations Task Unit (SOTU)</strong> nell’intero spettro delle operazioni speciali, all’interno di uno scenario di <strong>guerra ibrida</strong> appositamente simulato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per due settimane continuative, senza soluzione di continuità, gli <strong>Acquisitori Obiettivi</strong> hanno condotto un intenso ciclo addestrativo, focalizzato sulla <strong>pianificazione e conduzione di missioni di raccolta informativa</strong> e di <strong>operazioni cinetiche</strong> ad elevato contenuto specialistico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività si sono svolte in diverse aree tra <strong>Toscana, Sardegna e Lazio</strong>, coinvolgendo oltre <strong>100 uomini e donne</strong> del Reggimento, del personale di supporto logistico, della <strong>Direzione di Esercitazione (DIREX)</strong> e un nucleo di <strong>role player</strong>. Proprio questi ultimi, con il loro contributo, hanno reso possibile la creazione di un contesto addestrativo estremamente realistico, soprattutto nelle attività di <strong>sorveglianza dinamica in ambiente urbano</strong>, simulando attori ostili, popolazione civile e soggetti neutrali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12521,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/foto2-Raccolta-informativa-ambiente-urbano.jpg\" alt=\"MANTIDE 2025: 185 RRAO Folgore si addestra in scenario ibrido\" class=\"wp-image-12521\" title=\"MANTIDE 2025: 185 RRAO Folgore si addestra in scenario ibrido\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">MANTIDE 2025: 185 RRAO Folgore si addestra in scenario ibrido</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Cuore dell’esercitazione sono state le attività di <strong>ricognizione speciale</strong>, condotte sia in <strong>ambiente urbano</strong> che in <strong>contesto rurale</strong>, a testimonianza della <strong>flessibilità del 185° RRAO</strong> nel transitare rapidamente da uno scenario all’altro mantenendo un profilo discreto e difficilmente individuabile. Tale capacità rappresenta uno dei tratti distintivi degli Acquisitori Obiettivi, chiamati a operare spesso in profondità e in contesti caratterizzati da elevata complessità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso dell’esercitazione, il <strong>Comandante del 185° RRAO, </strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/cambio-al-comando-del-185-rrao-folgore-il-colonnello-di-marzio-subentra-al-colonnello-margutti/\">Colonnello Alessio Di Marzio</a>, ha accolto il <strong>Generale di Brigata Carmine Vizzuso</strong>, Comandante delle Forze Speciali dell’Esercito (<a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\">COMFOSE</a>). La visita ha permesso di illustrare nel dettaglio le <strong>capacità del Reggimento di integrare assetti specialistici della Difesa</strong> – terrestri, marittimi, aerei, spaziali e cyber – per operare efficacemente in un <strong>ambiente multi-dominio</strong> con l’obiettivo di fornire <strong>actionable intelligence</strong> ai comandi militari di vertice.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-missioni-delle-forze-speciali-ricognizione-speciale-azioni-dirette-e-mentoring\">Le missioni delle Forze Speciali: ricognizione speciale, azioni dirette e mentoring</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel quadro dottrinale NATO, le operazioni speciali si articolano principalmente in tre grandi famiglie: <strong>Special Reconnaissance (SR)</strong>, <strong>Direct Action (DA)</strong> e <strong>Military Assistance (MA)</strong>. Anche il 185° RRAO, quale reparto di Forze Speciali di livello TIER-1, è specificamente addestrato per assolvere queste tre tipologie di missioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-special-reconnaissance-vedere-senza-essere-visti\">Special Reconnaissance – “vedere senza essere visti”</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Special Reconnaissance (ricognizione speciale)</strong> consiste in attività di osservazione, raccolta e verifica di informazioni in aree ostili, negate o politicamente sensibili, condotte con tecniche non convenzionali e in forte autonomia. Gli Acquisitori Obiettivi infiltrano piccoli distaccamenti che operano <strong>oltre le linee avversarie</strong>, restando in zona per più giorni senza rifornimenti, raccogliendo dati su obiettivi, movimenti, infrastrutture e sistemi d’arma, e trasmettendo in tempo reale le informazioni ai comandi superiori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo <strong>scenario ibrido</strong> di MANTIDE 2025 ha enfatizzato proprio questo tipo di capacità: ricognizione in centri urbani affollati, osservazione discreta di obiettivi sensibili, monitoraggio di attività ostili mascherate tra la popolazione civile, il tutto mantenendo il principio “<strong>videre nec videri</strong>” – vedere senza essere visti – che è il motto del Reggimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12523,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/foto1Raccolta-informativa-in-ambiente-rurale.jpg\" alt=\"MANTIDE 2025: 185 RRAO Folgore si addestra in scenario ibrido\" class=\"wp-image-12523\" title=\"MANTIDE 2025: 185 RRAO Folgore si addestra in scenario ibrido\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">MANTIDE 2025: 185 RRAO Folgore si addestra in scenario ibrido</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-direct-action-l-ingaggio-di-obiettivi-ad-alto-valore\">Direct Action – l’ingaggio di obiettivi ad alto valore</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le <strong>Direct Action (Azioni Dirette)</strong> sono interventi offensivi mirati contro obiettivi limitati ma di <strong>alto valore strategico-operativo</strong>. Nel caso del 185° RRAO, tali azioni sono spesso connesse alla capacità di <strong>guida terminale del fuoco</strong> (Terminal Guidance Operations – TGO): gli Acquisitori individuano, identificano e geolocalizzano con estrema precisione il bersaglio, consentendo alle piattaforme terrestri, navali o aeree di ingaggiarlo con sistemi d’arma stand-off.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante MANTIDE 2025, lo Special Operation Land Task Group ha simulato l’intero ciclo: dalla fase di acquisizione dell’obiettivo, alla designazione, fino alla neutralizzazione degli assetti avversari in scenari complessi, dove minacce convenzionali, irregolari e cyber si intrecciano tipicamente nei conflitti di natura ibrida.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-military-assistance-e-mentoring-l-esperienza-nei-teatri-esteri\">Military Assistance e mentoring: l’esperienza nei teatri esteri</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La terza grande missione delle Forze Speciali è la <strong>Military Assistance (MA)</strong>, ovvero l’insieme di attività di <strong>mentoring, consulenza, formazione e addestramento</strong> svolte a favore di unità di Paesi partner. Il personale del 185° RRAO, in concorso con altri reparti FS, è regolarmente impiegato in questo ruolo in diversi teatri operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un esempio significativo è rappresentato dalle attività in <strong>Niger</strong>, dove la missione MISIN e gli Special Operation Task Group e Task Unit italiani hanno contribuito all’addestramento delle <strong>forze speciali nigerine</strong>, migliorandone le capacità di condurre operazioni contro terrorismo e traffici illegali. In questo contesto, il mentoring spazia dalla pianificazione tattica all’impiego di armi e mezzi, fino alle procedure di evacuazione medica, comunicazioni e coordinamento con forze aeree e terrestri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo tipo di impegno, pur meno visibile delle azioni cinetiche, è essenziale per la <strong>stabilizzazione di aree critiche</strong>, la costruzione di capacità locali e la tutela indiretta degli interessi nazionali ed europei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-185-rrao-erede-dello-squadrone-f-storia-simboli-e-tradizioni\">Il 185° RRAO erede dello Squadrone “F”: storia, simboli e tradizioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi “Folgore” affonda le sue radici nella storia del <strong>185° Reggimento fanteria paracadutisti “Folgore”</strong> della Seconda guerra mondiale e, in particolare, nello storico <strong>Squadrone da ricognizione “F” (F Recce Squadron)</strong>, reparto d’avanguardia che operò a fianco delle forze alleate in Italia svolgendo missioni di ricognizione, pattuglia oltre le linee, raccolta informazioni e colpi di mano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo le trasformazioni del secondo dopoguerra e il passaggio attraverso la fase di <strong>Reggimento Artiglieria Paracadutista</strong>, il 3 aprile 2000 l’unità è stata ricostituita come <strong>185° Reggimento Ricognizione Acquisizione Obiettivi (RAO)</strong>, con una marcata connotazione intelligence e la missione di condurre ricognizioni speciali e di guidare il fuoco in profondità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2015, al Reggimento è stato assegnato come <strong>fregio da basco</strong> lo <a href=\"https://brigatafolgore.net/il-185-reggimento-rrao-folgore-riceve-il-labaro-storico-dello-squadrone-f/\">stemma storico dello Squadrone da ricognizione “Folgore”</a> – lo <strong>Squadrone F</strong> – sancendo formalmente la continuità ideale con quel reparto di élite e trasferendone simboli e tradizioni agli Acquisitori Obiettivi di oggi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12524,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/foto-4-Operatore-RRAO-prepara-utilizzo-mini-drone.jpg\" alt=\"MANTIDE 2025: 185 RRAO Folgore si addestra in scenario ibrido\" class=\"wp-image-12524\" title=\"MANTIDE 2025: 185 RRAO Folgore si addestra in scenario ibrido\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">MANTIDE 2025: 185 RRAO Folgore si addestra in scenario ibrido</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il legame con lo Squadrone F è testimoniato anche da altri elementi distintivi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>il <strong>motto “Videre nec videri”</strong>, che sintetizza la capacità di osservare senza essere individuati;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il <strong>pugnale Herring</strong> indossato nelle cerimonie, che richiama il pugnale in dotazione ai paracadutisti dello Squadrone F addestrati e equipaggiati dai commando britannici;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il nuovo <strong>brevetto da Acquisitore Obiettivi</strong>, che unisce simbolicamente le ali di pipistrello (operare di notte), il paracadute e il richiamo alla “F” dello Squadrone storico.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi elementi non sono semplici dettagli estetici, ma fanno parte di una <strong>identità di reparto</strong> che unisce il rigore professionale attuale alle tradizioni del paracadutismo d’élite italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-unita-tecnologicamente-avanzata-la-bolla-tattica-multi-dominio\">Un’unità tecnologicamente avanzata: la “bolla tattica” multi-dominio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi il 185° RRAO è riconosciuto come una delle unità più <strong>avanzate tecnologicamente</strong> dell’Esercito Italiano. Oltre all’armamento individuale e di reparto, il Reggimento impiega una vasta gamma di <strong>sensori, sistemi di comunicazione sicura, piattaforme ISR (Intelligence, Surveillance, Reconnaissance)</strong> e strumenti per la guida terminale del fuoco, tutti integrati in una vera e propria <strong>“bolla tattica” multi-dominio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo concetto prevede che il distaccamento in operazione sia al centro di una rete di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>sensoristica avanzata</strong> (optronica, visori notturni e termici, mini-UAV, sistemi di sorveglianza terrestre);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>reti di comunicazione e data-link</strong> che collegano gli operatori a centri di comando, assetti aerei, navali, terrestri e cyber;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>piattaforme di fuoco stand-off</strong>, nazionali o alleate, in grado di ingaggiare l’obiettivo designato dagli Acquisitori con grande precisione e ridotto rischio per il personale.(<a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Addestramento-e-innovazione-in-Qatar.aspx?utm_source=chatgpt.com\">Esercito Italiano</a>)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In recenti esercitazioni, come quelle dedicate proprio alla <strong>“Bolla Tattica Multi-Dominio”</strong>, le Forze Speciali del 185° RRAO hanno operato in stretta sinergia con unità di fanteria, cavalleria, artiglieria, genio ed elicotteri dell’Aviazione dell’Esercito, dimostrando la capacità di <strong>integrare sul campo componenti convenzionali e speciali</strong> e di sfruttare l’innovazione tecnologica per aumentare l’efficacia delle azioni cinetiche e la protezione delle forze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-pilastro-per-la-difesa-degli-interessi-nazionali\">Un pilastro per la difesa degli interessi nazionali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>complesso e mutevole scenario geopolitico attuale</strong>, caratterizzato da conflitti ibridi, minacce asimmetriche, terrorismo, competizione nello spazio cibernetico e crescente rilevanza dell’informazione, l’esercitazione MANTIDE 2025 conferma le <strong>Forze Speciali dell’Esercito</strong> – e in particolare il <strong>185° RRAO</strong> – come <strong>pilastro fondamentale per la difesa degli interessi nazionali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La capacità di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>osservare in profondità</strong> (Special Reconnaissance),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>colpire con precisione</strong> (Direct Action),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>formare e assistere i partner</strong> (Military Assistance / mentoring),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>e farlo all’interno di una <strong>bolla tattica tecnologicamente avanzata</strong> in ambiente multi-dominio,</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>rende il Reggimento una realtà <strong>solida, organizzata e preparata</strong> a fronteggiare le sfide operative di oggi e di domani, in perfetta continuità con l’eredità dello Squadrone F e in piena aderenza agli standard più elevati delle Forze Speciali della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/44-ALATI-1024x683-1.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"185rao, bollaTattica, comfose, esercitoitaliano, forzespeciali, guerraibrida, mantide2025, RRAO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-10 08:04:01","stato":"publish","riassunto_video":"Si è conclusa l’esercitazione MANTIDE 2025 con il 185° Reggimento Paracadutisti “Folgore” impegnato in missioni di ricognizione speciale, azioni dirette in uno scenario di guerra ibrida. Operando in Toscana, Sardegna e Lazio, il reparto ha dimostrato capacità multi-dominio, integrando tecnologie avanzate e tradizioni storiche per difendere gli interessi nazionali.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Esercitazione-Mantide-2025.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27057-mantide-2025-185-rrao-folgore-si-addestra-in-scenario-ibrido.mp4","galleria":""}
{"id":27053,"titolo":"Crisi USA-Venezuela: due caccia F-18 statunitensi entrano in territorio venezuelano. Tensione ai massimi livelli.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tensione tra Stati Uniti e Venezuela compie un nuovo balzo in avanti. <strong>Martedì 9 dicembre</strong>, due caccia statunitensi <strong>F/A-18 Super Hornet</strong>, identificati dai nomi in codice RHINO11 (leader) e RHINO12 (gregario), hanno effettuato un’incursione nelle acque interne del Venezuela, superando non solo il limite territoriale delle <strong>12 miglia nautiche</strong>, ma penetrando direttamente in un’area considerata parte integrante del territorio nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un gesto che rappresenta una delle mosse più assertive compiute da Washington negli ultimi anni nei confronti del regime di <strong>Nicolás Maduro</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-rotta-dei-super-hornet-incursione-tra-zulia-e-falcon\">La rotta dei Super Hornet: incursione tra Zulia e Falcón</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto rilevato da piattaforme di monitoraggio aereo come <strong>Flightradar24</strong>, i due F-18 hanno sorvolato le acque comprese tra gli stati di <strong>Zulia</strong> e <strong>Falcón</strong>, in un’area molto vicina a <strong>Maracaibo</strong>, tra la <strong>penisola di Paraguaná</strong> e la <strong>Península de La Guajira</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I caccia hanno compiuto diversi circuiti sulla zona prima di dirigersi verso nord e, secondo le tracce disponibili, <strong>avrebbero spento i transponder poco dopo l’uscita</strong>, riducendo così la possibilità di tracciamento da parte dei sistemi di sorveglianza venezuelani. Sono entrati alle <strong>13:00 ora locale</strong>, corrispondenti alle <strong>18:00 in Italia (17:00 UTC)</strong>, e sono rimasti all’interno del territorio venezuelano per <strong>oltre mezz’ora</strong>, effettuando più giri nella stessa area prima di allontanarsi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:video {\"id\":12511} -->\n<figure class=\"wp-block-video\"><video autoplay loop muted src=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/12/f18-vnzla.mp4\" playsinline></video></figure>\n<!-- /wp:video -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-soglia-finora-mai-superata\">Una soglia finora mai superata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Analisti interpellati<a href=\"https://www.ntn24.com/noticias-actualidad/sobrevuelos-militares-de-estados-unidos-alcanzan-nuevo-nivel-dos-f-18-incursionan-en-aguas-interiores-de-venezuela-594712\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"> dall'emittente colombiano <strong>NTN24</strong></a> hanno sottolineato come, fino a oggi, i velivoli statunitensi avessero rispettato il limite delle acque territoriali, mantenendosi prevalentemente su <strong>acque internazionali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’operazione del 9 dicembre segna un cambiamento netto: <strong>per la prima volta gli Stati Uniti hanno effettuato un’azione</strong> che configura una vera e propria penetrazione congiunta nello spazio aereo e nelle acque interne venezuelane, considerate parte integrante del territorio sovrano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un salto qualitativo che potrebbe avere un impatto significativo sulle dinamiche diplomatiche e militari tra Washington e Caracas.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-area-strategica-vicinanza-alla-base-navale-rafael-urdaneta\">Area strategica: vicinanza alla base navale “Rafael Urdaneta”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sorvolo si è verificato nelle immediate vicinanze della base navale <strong>“Rafael Urdaneta”</strong>, la più importante installazione della Marina venezuelana nello stato Zulia, e del comando della <strong>Regione Strategica di Difesa Integrale Occidentale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’area è altamente sensibile dal punto di vista militare e ospita:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>unità di vigilanza costiera e fluviale,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>centri di comando e controllo,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>radar di sorveglianza,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>batterie di difesa costiera.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta del punto di ingresso, pertanto, appare tutt’altro che casuale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-presenza-del-mq-4c-triton-ricognizione-e-intelligence\">La presenza del MQ-4C Triton: ricognizione e intelligence</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’incursione dei Super Hornet è stata preceduta dall’avvistamento, da parte delle stesse piattaforme di monitoraggio, di un drone statunitense <strong>MQ-4C Triton</strong>, uno dei sistemi ISR più avanzati al mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Realizzato dalla <strong>Northrop Grumman</strong>, il Triton è progettato per:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>ricognizioni a lunga distanza,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>sorveglianza ad alta quota,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>raccolta di segnali ed informazioni elettromagnetiche,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>identificazione di obiettivi in vaste aree marittime.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si ritiene che, durante il suo passaggio, il drone abbia svolto attività di <strong>intercettazione telecomunicazioni</strong> e mappatura radar, fornendo un quadro informativo utile all’operazione successiva dei caccia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-segnale-politico-militare-a-nicolas-maduro\">Un segnale politico-militare a Nicolas Maduro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa serie ravvicinata di movimenti aerei <a href=\"https://difesanews.com/crisi-usa-venezuela-trump-alza-il-tono-siamo-pronti-attacco-imminente-via-terra-no-alle-richieste-di-maduro-anche-la-colombia-nel-mirino/\">rappresenta un chiaro segnale della crescente pressione degli Stati Uniti sul regime di <strong>Nicolás Maduro</strong></a>, in un contesto internazionale sempre più critico nei confronti della situazione politica venezuelana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La penetrazione nelle acque interne, un atto rarissimo nelle dinamiche USA-Venezuela, appare come un messaggio diretto: Washington intende <strong>alzare il livello di deterrenza e monitoraggio</strong>, mantenendo la capacità di sorvegliare e influenzare gli sviluppi nell’area caraibica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La crisi, già acuita da tensioni regionali, pressioni diplomatiche e dispute territoriali, sembra dunque entrare in una nuova fase, più complessa e potenzialmente più instabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/usa-venezuela.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"AmericaLatina, NicolasMaduro, USAvsVenezuela","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-10 01:55:16","stato":"publish","riassunto_video":"Il 9 dicembre due caccia statunitensi F/A-18 hanno violato lo spazio aereo venezuelano vicino a Maracaibo, un gesto senza precedenti che segnala un aumento della pressione di Washington su Caracas. L’operazione, preceduta da un sorvolo di un drone MQ-4C Triton per ricognizione, sembra dunque entrare in una nuova fase, più complessa e potenzialmente più instabile.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ntn24.com/noticias-actualidad/sobrevuelos-militares-de-estados-unidos-alcanzan-nuevo-nivel-dos-f-18-incursionan-en-aguas-interiores-de-venezuela-594712","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27053-crisi-usa-venezuela-due-caccia-f-18-statunitensi-entrano-in-territorio-venezuelano-tensione-ai-massimi-livelli.mp4","galleria":""}
{"id":27046,"titolo":"Artiglio 2025: Forze Speciali dell'Aeronautica Militare e Agile Combat Employment","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La 4ª edizione dell’esercitazione <strong>“Artiglio 2025”</strong> si è svolta presso il Distaccamento Aeroportuale di Piacenza – San Damiano, pianificata e condotta dal <strong>17° Stormo Incursori</strong> sotto il coordinamento della 1ª Brigata Aerea Operazioni Speciali (BAOS).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attività ha costituito la fase conclusiva del 10° Corso BIAM (Brevetto Incursore dell’Aeronautica Militare), uno dei percorsi selettivi e addestrativi più impegnativi della Forza Armata, della durata di circa due anni, che porta giovani allievi a conseguire la qualifica di Incursore AM.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un quadro operativo internazionale in continua evoluzione, “Artiglio 2025” ha concretizzato il concetto NATO di <strong>Agile Combat Employment (ACE)</strong>, puntando su mobilità, dispersione controllata e capacità di operare da basi avanzate con supporto logistico ridotto. Le Forze Speciali dell’Aeronautica sono state integrate con piattaforme di 4ª e 5ª generazione e con infrastrutture C2 avanzate, in un ambiente multidominio ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’occasione, il Distaccamento di Piacenza è stato trasformato in un austere <strong>advanced operating node</strong>: una base aerea avanzata in territorio “conteso”, esposta a minacce multidominio e caratterizzata da risorse limitate. In questo scenario, gli Allievi Incursori e un Distaccamento Operativo del 17° Stormo hanno condotto una missione ad ampio spettro, che ha compreso raccolta informativa, ingaggio di obiettivi, rigenerazione di assetti aerei ed esfiltrazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La struttura della missione si è ispirata al modello delle <strong>Global Access Operations (GAO)</strong>, capacità che i Combat Control Team (CCT) dell’Aeronautica stanno sviluppando per abilitare la proiezione aerospaziale avanzata a supporto dell’ACE.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12492,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Esercitazione-Artiglio-25-3.jpeg\" alt=\"Artiglio 2025: Forze Speciali dell'Aeronautica Milatare e Agile Combat Employment\" class=\"wp-image-12492\" title=\"Artiglio 2025: Forze Speciali dell'Aeronautica Milatare e Agile Combat Employment\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Artiglio 2025: Forze Speciali dell'Aeronautica Militare e Agile Combat Employment</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-condotta-delle-operazioni-e-impiego-degli-assetti\">Condotta delle operazioni e impiego degli assetti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore operativo di “Artiglio 2025” è stato affidato a una <strong>Special Operations Task Unit (SOTU)</strong> del 17° Stormo, incaricata di infiltrarsi in modalità covert per rendere operativa e mettere in sicurezza una pista di atterraggio “di opportunità”, inizialmente ignota e potenzialmente sorvegliata dal nemico. Questa attività ha consentito il riarmo e il rifornimento di assetti aerei impegnati nella generazione di effetti Counter–A2AD (Anti-Access / Area-Denial) contro obiettivi sensibili e nodi critici avversari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le operazioni sono iniziate con l’infiltrazione di allievi e operatori del 17° Stormo a bordo di un HH-101A del 9° Stormo, mediante tecnica <strong>FRIES (Fast Rope Insertion Extraction System)</strong>. Una volta a terra, sono state condotte missioni di <strong>Special Reconnaissance (SR)</strong> per la raccolta di informazioni ad alto valore e di Direct Action (DA) per la neutralizzazione degli obiettivi assegnati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A supporto delle forze sul terreno sono intervenuti gli F-2000A Eurofighter del 4° Stormo di Grosseto e del 51° Stormo di Istrana, impegnati in attività di Close Air Support (CAS). A questi si è aggiunto un PA-200 Tornado del 6° Stormo, impiegato in missioni combinate SR – <strong>GAAI (Ground Assisted Air Interdiction)</strong> e guidato da una seconda SOTU del 17° Stormo, con il compito di ridurre le minacce provenienti dal suolo e intercettare High Value Targets.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo dispositivo integrato ha aperto la strada all’inserimento controllato di un <strong>F-35A Lightning II</strong> del 6° Stormo, essenziale per la sanificazione di aree operative “contese” e per la generazione di effetti aerospaziali avanzati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al termine delle azioni sugli obiettivi, le Forze Speciali sono state esfiltrate in modalità covert da un C-27J della 46^ Brigata Aerea, a conferma dell’elevato livello di integrazione tra assetti aerei e componenti aerospaziali di superficie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12493,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Esercitazione-Artiglio-25-7.jpeg\" alt=\"Artiglio 2025: Forze Speciali dell'Aeronautica Milatare e Agile Combat Employment\" class=\"wp-image-12493\" title=\"Artiglio 2025: Forze Speciali dell'Aeronautica Milatare e Agile Combat Employment\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Artiglio 2025: Forze Speciali dell'Aeronautica Militare e Agile Combat Employment</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-farp-su-f-35a-e-valore-strategico-dell-esercitazione\">FARP su F-35A e valore strategico dell’esercitazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli aspetti più innovativi di “Artiglio 2025” è stata la realizzazione, per la prima volta in ambiente “conteso” e su base alternata, di un <strong>Forward Arming and Refuelling Point (FARP)</strong> dedicato a un F-35A del 6° Stormo “Diavoli Rossi”. Grazie alla piena interoperabilità tra velivolo, personale del FARP Team del 3° Stormo di Villafranca e operatori delle Forze Speciali AM, l’F-35A è stato condotto a terra in sicurezza sulla pista di San Damiano, dove è stato eseguito un <strong>“hot refuelling”</strong> con motore acceso e pilota a bordo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa procedura ha consentito di ridurre drasticamente i tempi di rigenerazione, permettendo al velivolo di 5ª generazione di tornare in volo in pochi minuti. Si tratta di una capacità chiave per rigenerare rapidamente la potenza aerea da un airfield “disperso” e potenzialmente sotto attacco ostile, in piena coerenza con i principi dell’<strong>Agile Combat Employment</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel complesso, <strong>“Artiglio 2025”</strong> non ha rappresentato soltanto il traguardo formativo per i nuovi Incursori, ma un passo ulteriore nella costruzione di un dispositivo ACE maturo all’interno dell’Aeronautica Militare. L’esercitazione ha integrato capacità speciali, piattaforme di ultima generazione, assetti ad ala rotante, capacità FARP e nodi C2 avanzati, in un ambiente multidominio sempre più realistico e sfidante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli Incursori del <strong>17° Stormo</strong> si confermano abilitatori fondamentali della proiezione aerospaziale nazionale, in grado di garantire accesso, apertura e protezione di basi avanzate in territori ostili. I risultati ottenuti rafforzano la resilienza, la prontezza e la capacità di risposta della Forza Armata nei moderni scenari operativi, caratterizzati da elevata complessità e continua evoluzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/Esercitazione-Artiglio-25-2.jpeg","categoria":"Forze Speciali","tags":"17StormoIncursori, AgileCombatEmployment, F-35A, ForzespecialiAeronauticaMilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-09 21:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"La 4ª edizione di “Artiglio 2025” ha visto il 17° Stormo Incursori condurre un’esercitazione avanzata di Agile Combat Employment presso Piacenza, integrando Forze Speciali, velivoli di 4ª e 5ª generazione e infrastrutture C2. Gli allievi hanno eseguito missioni complesse, inclusa la prima ricarica “hot” in ambiente conteso di un F-35A, dimostrando capacità di operare da basi avanzate.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/news/artiglio-2025-forze-speciali-proiezione-avanzata-e-agile-combat-employment-nel-cuore-della-pianura-padana/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27046-artiglio-2025-forze-speciali-dellaeronautica-militare-e-agile-combat-employment.mp4","galleria":""}
{"id":27040,"titolo":"Proteus, l’elicottero senza pilota della Royal Navy decolla. L’Italia corre con Leonardo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Royal Navy è a un passo dal debutto in volo del suo primo elicottero a grandezza naturale senza equipaggio. Si chiama <strong>Proteus</strong>, è stato sviluppato da <strong>Leonardo</strong> a Yeovil e ha appena concluso con successo le prove a terra: motori accesi, rotori in movimento e sistemi completamente operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proteus non è un semplice drone: ha le dimensioni di un elicottero tradizionale, ma vola senza pilota a bordo, guidato da un operatore che assegna la missione e ne controlla i parametri entro rigorosi limiti di sicurezza. Pensato per operare da navi e basi costiere, nasce come <strong>dimostratore tecnologico</strong> per un futuro “ibrido” dell’aviazione navale, in cui velivoli con e senza equipaggio lavoreranno insieme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La prima missione di riferimento è la <strong>lotta antisommergibile</strong>: Proteus potrà lanciare sonoboe, scandagliare grandi porzioni di mare, analizzare i segnali acustici dei sottomarini e inviare in tempo reale i dati al comando, liberando gli elicotteri con equipaggio dalle fasi più lunghe e ripetitive della caccia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12485,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Proteus, l’elicottero senza pilota della Royal Navy decolla. L’Italia corre con Leonardo\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Leonardo-Unveils-AWHero-3-1.jpg\" alt=\"Proteus, l’elicottero senza pilota della Royal Navy decolla. L’Italia corre con Leonardo\" class=\"wp-image-12485\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Proteus, l’elicottero senza pilota della Royal Navy decolla. L’Italia corre con Leonardo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ruolo-italiano-awhero-e-sw-4-solo-i-fratelli-minori-di-proteus\">Il ruolo italiano: AWHero e SW-4 Solo, i “fratelli minori” di Proteus</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dietro Proteus c’è la tecnologia di <strong>Leonardo</strong>, gruppo a forte radice industriale italiana, che da anni investe negli elicotteri senza pilota. Prima del dimostratore britannico, la stessa azienda ha sviluppato due piattaforme chiave: <strong>AWHero</strong> e <strong>SW-4 Solo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>AWHero è un elicottero-drone da circa 200 kg, già certificato in Italia, pensato per la <strong>sorveglianza marittima e costiera</strong>: può imbarcare radar, sensori elettro-ottici e apparati di comunicazione, e decollare automaticamente dalle navi anche con mare formato. È il candidato naturale per equipaggiare le nuove unità della <strong>Marina Militare</strong>, che ha avviato un programma per dotarsi di droni imbarcati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo <strong>SW-4 Solo</strong>, invece, è un elicottero “optionally piloted”: può volare sia con sia senza pilota. Ha funzionato da vero e proprio <strong>laboratorio volante</strong>, sperimentando procedure, software e integrazione nei cieli italiani ed europei. Molte delle soluzioni testate su queste piattaforme sono confluite nelle architetture avanzate di Proteus.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12486,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Proteus, l’elicottero senza pilota della Royal Navy decolla. L’Italia corre con Leonardo\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/1-e1765310102339.jpeg\" alt=\"Proteus, l’elicottero senza pilota della Royal Navy decolla. L’Italia corre con Leonardo\" class=\"wp-image-12486\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Proteus, l’elicottero senza pilota della Royal Navy decolla. L’Italia corre con Leonardo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-verso-un-ala-aerea-navale-ibrida-anche-per-la-marina-italiana\">Verso un’ala aerea navale ibrida, anche per la Marina italiana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proteus non segna solo un passo avanti per Londra, ma indica una <strong>tendenza globale</strong>: spostare una parte delle missioni più lunghe, rischiose o logoranti su piattaforme senza equipaggio, mantenendo gli elicotteri pilotati per le fasi più delicate e l’ingaggio finale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia, con la <strong>Marina Militare</strong> e l’industria nazionale, si muove in una direzione simile. I programmi su AWHero, l’esperienza su SW-4 Solo e la partecipazione ai progetti europei sugli unmanned mettono già oggi il Paese in una posizione di rilievo. Non esiste ancora un “Proteus italiano” nella stessa classe di peso, ma le competenze per svilupparlo – dalle cellule agli algoritmi di autonomia – sono già sul tavolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In prospettiva, l’evoluzione naturale sarà la creazione di una vera <strong>“ala aerea ibrida”</strong> anche sulle navi italiane: elicotteri tradizionali, droni navali e, domani, forse un elicottero senza pilota di dimensioni maggiori, erede diretto delle tecnologie che oggi fanno volare Proteus nei cieli del Regno Unito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/4-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"AWHERO, Leonardo, marinamilitare, RoyalNavy","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-09 21:04:03","stato":"publish","riassunto_video":"La Royal Navy si prepara al primo volo di Proteus, un elicottero senza pilota di grandi dimensioni sviluppato da Leonardo. Progettato per missioni antisommergibile, Proteus opera da navi e basi costiere, integrando droni e velivoli con equipaggio. L’Italia, con i droni AWHero e SW-4 Solo, avanza verso un’ala aerea navale ibrida simile, puntando a sviluppare tecnologie autonome di alto livello.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.royalnavy.mod.uk/news/2025/december/02/20251202-proteus-ground-running","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27040-proteus-lelicottero-senza-pilota-della-royal-navy-decolla-litalia-corre-con-leonardo.mp4","galleria":""}
{"id":27034,"titolo":"L’Artico, nuovo nervo scoperto del pianeta","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le grandi manovre intorno all’<strong>Artico e al suo futuro</strong> sono al centro dell’attenzione di governi, apparati militari, analisti e comunità scientifica. Il progressivo scioglimento dei ghiacci, l’apertura di nuove rotte commerciali e la presenza di enormi risorse energetiche e minerarie hanno trasformato il “Grande Nord” da regione remota a crocevia strategico globale. Lo<strong> scioglimento della calotta artica renderà sempre più spesso praticabili corridoi marittimi che collegano Atlantico e Pacifico</strong> in modo più diretto rispetto ai passaggi di Suez e Panama. Ciò promette <strong>tempi di navigazione più brevi e minori costi per il trasporto</strong> merci, ma comporta allo stesso tempo un aumento delle vulnerabilità. Il traffico marittimo si intensificherà in prossimità di coste sensibili e basi militari, le flotte di superficie e sottomarine avranno nuove possibilità di movimento e <strong>infrastrutture come pipeline, gasdotti e cavi dati </strong>sottomarini diventeranno bersagli ancora più delicati. Per controllare questo scenario, gli Stati impiegano navi militari, satelliti, sensori, droni e sistemi avanzati di sorveglianza, come già accade in Mediterraneo e nei grandi stretti strategici, da Aden a Hormuz.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12477,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’Artico, nuovo nervo scoperto del pianeta\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/arctic-memories-12-22-720-1.jpg\" alt=\"L’Artico, nuovo nervo scoperto del pianeta\" class=\"wp-image-12477\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Artico, nuovo nervo scoperto del pianeta</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-poteri-in-gioco-rotte-contese-e-ruolo-della-nato\">Poteri in gioco, rotte contese e ruolo della Nato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel teatro artico si confrontano in particolare Canada, Danimarca con la Groenlandia, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia, Russia e Stati Uniti. Se la tendenza climatica attuale proseguirà, nei prossimi decenni le rotte artiche resteranno libere dai ghiacci per periodi sempre più lunghi. Queste vie favoriranno i commerci ma alimenteranno anche contese politiche e giuridiche. La Russia punta a esercitare un forte controllo sulla Rotta del Mare del Nord, definendo regole proprie che non sono condivise dagli Stati Uniti, storicamente schierati a difesa della libertà dei mari.<strong> Il Canada, dal canto suo, sostiene una linea protezionistica sul Passaggio a Nord-Ovest</strong>, che in parte considera acque interne. Su questo sfondo si aggiunge la <strong>competizione per le risorse energetiche, minerarie e di pesca</strong>, mentre dopo l’invasione dell’Ucraina l’Occidente ha aumentato la presenza militare nell’area, confermando il valore strategico dell’Artico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche la Cina guarda al Grande Nord come a una possibile via alternativa per i traffici e come sezione “polare” collegata ai corridoi della Nuova Via della Seta. <strong>Pechino investe in navi e infrastrutture idonee a operare tra i ghiacci</strong>, cercando al tempo stesso cooperazione con Mosca nello sfruttamento delle risorse e nella pesca. Questo asse tra Russia e Cina alimenta il timore che l’Artico passi da spazio regolato dal diritto internazionale a zona di fatto controllata da poche potenze. In risposta, l<strong>a Nato ha riportato l’attenzione sul Grande Nord</strong>: dopo un lungo periodo in cui il baricentro dell’Alleanza si era spostato verso Sud, la guerra in Ucraina ha rilanciato la centralità del corridoio tra Groenlandia, Islanda e Regno Unito, punto chiave per l’accesso alle rotte polari. La presenza navale è stata rafforzata e sono stati ripresi programmi di addestramento in condizioni estreme, consapevoli che la dimensione artica è tornata a essere un tassello essenziale della sicurezza euroatlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12478,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’Artico, nuovo nervo scoperto del pianeta\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Italian-Navy-Fleet-2023-1.jpg\" alt=\"L’Artico, nuovo nervo scoperto del pianeta\" class=\"wp-image-12478\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Artico, nuovo nervo scoperto del pianeta</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-italia-in-artico-e-il-comitato-della-difesa\">L’Italia in Artico e il comitato della Difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia, pur essendo un Paese mediterraneo, ha sviluppato nel tempo una presenza significativa nelle regioni polari. È osservatore al Consiglio Artico, dispone di una base scientifica nelle Svalbard e partecipa con la Marina Militare a campagne in mare del Nord, Atlantico e aree sub-artiche. Le attività di ricerca forniscono dati fondamentali su clima, ghiacci, correnti, fondali e propagazione del suono in ambiente marino, informazioni indispensabili tanto per le politiche ambientali quanto per la pianificazione militare e la protezione delle rotte e delle infrastrutture sottomarine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per gestire in modo coerente gli interessi di sicurezza negli ambienti polari, il <strong>Ministero della Difesa ha istituito un comitato interforze dedicato all’Artico, al sub-Artico e all’Antartide</strong>. Questo organismo coordina le esigenze di <strong>Marina, Esercito, Aeronautica e Carabinieri</strong>, definendo obiettivi comuni, programmi addestrativi e requisiti per i mezzi adatti ai climi estremi. Il comitato contribuisce a delineare una vera strategia per gli ambienti polari, individuando priorità in termini di capacità operative, comunicazioni ad alte latitudini e protezione delle infrastrutture marine e sottomarine. In parallelo, lavora a stretto contatto con gli organismi nazionali di ricerca artica, valorizzando le campagne in mare che generano conoscenze utili sia alla comunità scientifica sia alla sicurezza marittima. Attraverso studi, simulazioni ed esercitazioni specifiche, sostiene la formazione di personale esperto nelle peculiarità del Grande Nord e collabora con gli altri ministeri per aggiornare la strategia italiana per l’Artico e sviluppare un polo nazionale dedicato alle regioni polari. In questo modo, la presenza italiana nell’Artico diventa più coordinata e consapevole, riconoscendo che <strong>le dinamiche tra i ghiacci hanno ricadute dirette sul Mediterraneo, sull’economia e sulla sicurezza del Paese</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/Arctic-Shipping-Routes-Map-legend-1-scaled-1.png","categoria":"Internazionali","tags":"artico, marinamilitare, passaggionordovest","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-09 11:24:03","stato":"publish","riassunto_video":"Lo scioglimento dei ghiacci rende l’Artico un crocevia strategico globale, con nuove rotte commerciali e risorse energetiche contese da Russia, Stati Uniti, Canada e Cina. La NATO rafforza la presenza militare per garantire la sicurezza. L’Italia, pur mediterranea, partecipa attivamente con ricerca scientifica e un comitato interforze per gestire la sicurezza e coordinare le attività polari.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.quotidiano.net/esteri/intervista-ammiraglio-guerra-artico-i5ky2wjl","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27034-lartico-nuovo-nervo-scoperto-del-pianeta.mp4","galleria":""}
{"id":27000,"titolo":"Il Nuovo Esercito: perché guardare all’America Latina","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia è alla vigilia di una riforma strutturale della Difesa. Il ministro Guido Crosetto si prepara a mandare in Parlamento, tra gennaio e febbraio 2026, un disegno di legge che punta a superare la legge 244 – quella che fissava il tetto del personale a 170 mila unità – e ad aprire la strada a un modello di “leva volontaria” sul solco di Francia e Germania, con 30-40 mila militari in più e una vera Riserva di almeno 10 mila persone, inclusi civili altamente specializzati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel disegno del ministro, quell’anno di servizio volontario dovrebbe essere anche una “seconda chance” per i giovani provenienti da territori difficili, un’occasione di riscatto con uno stipendio e una formazione spendibile nella vita civile. Ma la domanda resta: dove trovare i numeri per alimentare questo nuovo modello, in un Paese in cui – come ricorda il generale Leonardo Tricarico – “il militare è uno dei lavori che gli italiani non vogliono più fare”?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tricarico propone un “decreto flussi anche per i militari” rivolto a Paesi come Libia, Egitto, Somalia, sostenendo che quei profili sarebbero utili nelle missioni in Africa e nei teatri più instabili. L’obiezione che circola, però, è che un reclutamento massiccio da Paesi a forte maggioranza musulmana rischierebbe di “aumentare l’islamizzazione”, dentro e fuori le caserme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Senza scivolare in slogan identitari – e ricordando che le Forze armate sono, e devono restare laiche – esiste una strada diversa e più pragmatica: guardare con decisione ai Paesi dell’America Latina, legati all’Italia da storia, sangue, lingua e, in larga parte, da una comune matrice cristiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12439,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/QOl0pHd.jpg\" alt=\"Il Nuovo Esercito: perché guardare all’America Latina\" class=\"wp-image-12439\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\" title=\"Il Nuovo Esercito: perché guardare all’America Latina\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Nuovo Esercito: perché guardare all’America Latina</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-precedente-spagnolo-quando-madrid-apri-le-porte-ai-latinoamericani\">Il precedente spagnolo: quando Madrid aprì le porte ai latinoamericani</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Spagna questo dibattito l’ha già vissuto. All’inizio degli anni Duemila, dopo la fine della leva obbligatoria, Madrid si trovò con lo stesso problema che oggi ha Roma: come riempire le caserme senza abbassare gli standard qualitativi. La risposta fu un “piano di reclutamento” mirato che aprì le forze armate ai giovani dell’America Latina; i primi ad arrivare furono uruguaiani e argentini, con il servizio militare come corsia preferenziale verso la cittadinanza spagnola.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ancora oggi, l'Esercito Spagnolo è un laboratorio interessante: una quota consistente dei suoi effettivi è composta da stranieri, e dal 2002 Madrid accetta arruolamenti da una lunga lista di Paesi latinoamericani (Argentina, Colombia, Perù, Messico, ecc.) e dalla Guinea Equatoriale, purché i candidati siano di origine ispanica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tre elementi rendono questo modello particolarmente interessante per l’Italia:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Affinità linguistica e culturale</strong><br>Lo spagnolo e le lingue latinoamericane romanze sono molto vicine all’italiano; la tradizione cattolica e cristiana è prevalente, i codici sociali sono simili, il rapporto con la famiglia e con l’autorità non è distante da quello mediterraneo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Percorso verso l’integrazione piena</strong><br>In Spagna il servizio militare è stato usato come volano per l’inclusione: addestramento, disciplina, lingua, regole comuni – e, alla fine, cittadinanza per chi dimostra attaccamento allo Stato. È la logica: “prima ti formo come soldato e cittadino, poi ti riconosco come tale”.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Nessuna “guerra di religione” nelle caserme</strong><br>Il tema non viene declinato come scontro di civiltà, ma come gestione intelligente dei flussi migratori: se ho bisogno di soldati e ho un bacino di giovani culturalmente affini e motivati, perché ignorarlo?</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia, con una diaspora enorme in Argentina, Brasile, Uruguay, Venezuela e in tanti altri Paesi latinoamericani, ha addirittura un asset in più: milioni di italo-discendenti che, spesso, coltivano ancora un forte legame sentimentale con il “Paese dei nonni”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12440,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/foto5-kD3H-U43500347689736miB-593x443@Corriere-Web-Sezioni.jpg\" alt=\"Il Nuovo Esercito: perché guardare all’America Latina\" class=\"wp-image-12440\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\" title=\"Il Nuovo Esercito: perché guardare all’America Latina\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Nuovo Esercito: perché guardare all’America Latina</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-alternativa-a-tricarico-piu-america-latina-meno-emergenzialita\">L’alternativa a Tricarico: più America Latina, meno emergenzialità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La proposta del generale Tricarico – flussi dedicati per reclutare da Libia, Egitto, Somalia – nasce da esigenze operative (missioni in Africa, mediatori culturali, conoscenza del territorio) che sono reali. Ma sono esigenze <em>specifiche</em>, non possono diventare l’architrave di una riforma generale del reclutamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per almeno tre motivi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Le missioni cambiano, l’Esercito resta</strong><br>Formare un’intera “linea” di reclute in funzione di un solo teatro operativo rischia di renderle meno adattabili nel lungo periodo. L’Esercito del futuro deve saper operare dal Baltico al Sahel, dal Mediterraneo orientale al cyberspazio.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Integrazione e percezione interna</strong><br>Non si tratta di stigmatizzare nessuna fede religiosa, ma di riconoscere che l’opinione pubblica italiana è già attraversata da tensioni sull’immigrazione. Un reclutamento percepito come “importazione di manodopera militare” da Paesi in conflitto o instabili rischia di alimentare diffidenza, invece che rafforzare il legame popolo–Forze armate.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Valorizzare il “capitale storico” dell’Italia nel mondo</strong><br>Perché non partire da dove l’Italia è già “di casa”? America Latina, ma anche comunità italo-discendenti in altre aree, giovani che parlano (o capiscono) l’italiano, che hanno nonni calabresi, siciliani, veneti, piemontesi. Sono loro i primi candidati naturali a un percorso di arruolamento con vista cittadinanza.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La linea di fondo è semplice: il reclutamento dall’estero non deve diventare uno strumento di ingegneria culturale o religiosa, ma una scelta di buon senso strategico. E in questo senso l’America Latina offre una combinazione rara di affinità culturale, motivazione personale e gratitudine verso il Paese che offre un’opportunità di carriera e di cittadinanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12441,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Esercito-Italiano-celebrazioni-4-maggio-2023.png\" alt=\"Il Nuovo Esercito: perché guardare all’America Latina\" class=\"wp-image-12441\" title=\"Il Nuovo Esercito: perché guardare all’America Latina\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Nuovo Esercito: perché guardare all’America Latina</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-senza-stipendi-competitivi-nessuna-riforma-funzionera\">Senza stipendi competitivi nessuna riforma funzionerà</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è però un punto su cui Crosetto ha perfettamente ragione: non basta cambiare le regole, bisogna <strong>pagare meglio i militari</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi un militare italiano non dirigente parte da una retribuzione che, al netto, resta spesso inferiore a quella dei colleghi di Francia e Germania a parità di compiti e responsabilità. Se guardiamo fuori confine, il quadro cambia: in Germania lo stipendio medio di un soldato è indicato attorno ai 2.500 euro mensili, in Francia la media è poco sopra i 2.600 euro. Si tratta di valori che collocano le forze armate di Berlino e Parigi su un gradino retributivo più alto rispetto a quelle italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In altre parole: se l’Italia vuole giocare nella stessa “serie” di Francia e Germania, non può avere un esercito low cost. Né per i giovani italiani né, tanto meno, per eventuali volontari stranieri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un modello credibile potrebbe essere questo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>stipendi iniziali più alti</strong>, allineati almeno alla fascia medio–europea per compiti equivalenti;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>indennità chiare e trasparenti</strong> per rischio, specializzazione, prontezza operativa;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>percorsi di carriera rapidi</strong> per chi dimostra merito, con contratti stabili e prospettive almeno comparabili a quelle delle forze armate di Berlino e Parigi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Solo così il “patto” proposto dal ministro – un anno di vita al servizio del Paese in cambio di formazione e stipendio dignitoso – può risultare attrattivo per i giovani italiani e per quei latinoamericani che vedrebbero nell’Italia non solo un datore di lavoro, ma una patria possibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-reclutare-dall-america-latina-ma-offrendo-cittadinanza-e-dignita\">Reclutare dall’America Latina, ma offrendo cittadinanza e dignità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un eventuale “decreto flussi militare” orientato ai Paesi latinoamericani avrebbe senso solo se inserito in una cornice di <strong>piena dignità giuridica e sociale</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>status chiaro</strong> fin dal primo giorno: non manodopera a basso costo, ma volontari che scelgono di servire l’Italia con diritti e doveri in linea con i colleghi italiani;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>percorso verso la cittadinanza</strong> per chi completa senza macchie un certo numero di anni di servizio, sul modello spagnolo;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>investimento serio nella lingua e nella cultura italiana</strong>, perché il primo collante di un esercito è il sentirsi parte della stessa comunità nazionale, al di là del luogo di nascita.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Così l’Italia risponderebbe, con pragmatismo, a tre urgenze: la crisi delle vocazioni interne, la necessità di rafforzare la Difesa in un’Europa che deve sapersi proteggere anche senza l’ombrello americano, la gestione ordinata dei flussi migratori verso il nostro Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12442,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/rs-15.jpg\" alt=\"Il Nuovo Esercito: perché guardare all’America Latina\" class=\"wp-image-12442\" title=\"Il Nuovo Esercito: perché guardare all’America Latina\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Nuovo Esercito: perché guardare all’America Latina</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione-meno-paure-piu-strategia\">Conclusione: meno paure, più strategia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La vera scelta è tra un sistema di reclutamento improvvisato, che rincorre l’emergenza, e un progetto coerente che:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>paga i militari quanto meritano,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>valorizza il bacino enorme di italo-discendenti e di giovani latinoamericani culturalmente affini,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>mantiene aperta, ma mirata, la porta a profili strategici provenienti da altre aree del mondo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, la linea che guarda all’America Latina, sulla scia del modello spagnolo, appare più solida e sostenibile di quella che fa leva principalmente su Paesi fragili e instabili. Non per paura dell'altro, ma per rispetto della nostra storia, per efficienza operativa e, soprattutto, per coerenza con l’idea di un Esercito che sia davvero specchio di una comunità nazionale forte, aperta e consapevole di sé.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/esercito.jpg","categoria":"Blog","tags":"AmericaLatina, Difesaitaliani, reclutamentomilitare, stipendiForzearmata","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-08 09:14:03","stato":"publish","riassunto_video":"L’Italia prepara una riforma della Difesa con leva volontaria e aumento del personale. Il ministro Crosetto punta a reclutare anche dall’estero, ma il generale Tricarico propone Paesi africani, mentre l’articolo suggerisce l’America Latina, per affinità culturali e storiche. Serve un sistema equo con stipendi competitivi e cittadinanza per integrare i volontari.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.quotidiano.net/cronaca/lesercito-del-futuro-crosetto-lavora-alla-riforma-piu-militari-e-meglio-pagati-p324jedu","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/27000-il-nuovo-esercito-perche-guardare-allamerica-latina.mp4","galleria":""}
{"id":26994,"titolo":"Sara Curtis: la nuova regina del dorso è un Atleta dell’Esercito Italiano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sara Curtis è uscita dagli Europei in vasca corta di Lublino come una vera protagonista assoluta. La 19enne piemontese, <strong>atleta del Centro Sportivo Esercito (Esercito Italiano)</strong>, ha trasformato il suo primo grande appuntamento continentale “da grande” in una collezione di medaglie e record che la proiettano nell’élite internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La gara simbolo della sua rassegna è stata quella dei 50 dorso: una finale praticamente perfetta. Curtis è esplosiva in partenza, precisa nella fase subacquea, intoccabile in acqua. Chiude in 25\"49, tempo che significa medaglia d’oro, record europeo e nuovo primato italiano. Alle sue spalle, staccate, la francese Analia Pigrée e l’olandese Maaike De Waard.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In vasca non mostra cedimenti, nonostante i giorni precedenti non fossero stati semplicissimi a livello fisico. Per l’Italia, questo oro ha il sapore della conferma: il settore della velocità è vivo e ha trovato una nuova leader, che porta il tricolore e il basco dell’<strong>Esercito italiano</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12431,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Sara Curtis: la nuova regina del dorso è un Atleta dell’Esercito Italiano\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/ph-esercito-difesa-it-101245.webp\" alt=\"Sara Curtis: la nuova regina del dorso è un Atleta dell’Esercito Italiano\" class=\"wp-image-12431\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sara Curtis: la nuova regina del dorso è un Atleta dell’Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-trittico-della-velocita-e-i-record\">Il Trittico della Velocità e i Record</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il capolavoro di Sara Curtis non si limita al dorso. A Lublino ha costruito un vero e proprio “trittico” individuale sulla velocità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei 100 stile libero conquista uno storico bronzo in 51\"26, dopo aver già migliorato il record italiano in semifinale. Con questo crono cancella definitivamente il vecchio primato nazionale e si prende il suo spazio anche nella distanza regina dello stile libero. È un risultato pesantissimo, sia per valore tecnico sia per il significato simbolico: un’azzurra così giovane che sale sul podio continentale dei 100 stile è un segnale di grande futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei 50 stile libero, poi, conferma tutta la sua dimensione da sprinter pura: argento in 23\"41, personale abbassato e arrivo alla pari con la francese Beryl Gastaldello, dietro soltanto alla polacca Katarzyna Wasick. In poche gare, Curtis si ritrova così con un oro (e record europeo) nei 50 dorso, un argento nei 50 stile e un bronzo-record nei 100 stile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tutto questo porta il nome e il simbolo dell’<strong>Esercito italiano</strong>, di cui Sara è una delle punte di diamante: ogni podio, ogni record, rappresenta anche il successo del Centro Sportivo Esercito, che l’ha accolta e sostenuta nel suo percorso di crescita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12432,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Sara Curtis: la nuova regina del dorso è un Atleta dell’Esercito Italiano\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/1-1.webp\" alt=\"Sara Curtis: la nuova regina del dorso è un Atleta dell’Esercito Italiano\" class=\"wp-image-12432\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sara Curtis: la nuova regina del dorso è un Atleta dell’Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-staffette-identita-e-futuro-azzurro\">Staffette, Identità e futuro azzurro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Agli Europei di Lublino, Curtis non è stata solo una fuoriclasse delle gare individuali: è diventata anche la colonna portante delle staffette azzurre. Contribuisce in modo decisivo a medaglie e risultati nelle 4x50 stile e misti, sia femminili che miste, confermandosi atleta completa, affidabile e capace di esaltarsi quando nuota per la squadra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nata a Savigliano nel 2006, cresciuta sotto la guida del tecnico Thomas Maggiora, Sara è passata dalle valanghe di medaglie giovanili (mondiali ed europee) al ruolo di riferimento della Nazionale maggiore, senza mai perdere la calma e il sorriso. La sua doppia identità – figlia di padre italiano e madre nigeriana – la rende anche un volto nuovo e importante per lo sport italiano, capace di rappresentare un’Italia moderna, inclusiva e vincente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma c’è un elemento che lei stessa sente e sottolinea spesso: l’orgoglio di indossare la divisa dell’<strong>Esercito italiano</strong>. L’appartenenza al Centro Sportivo Esercito non è solo un logo sulla cuffia o una scritta sulla tuta, ma una parte della sua identità sportiva: disciplina, senso di squadra, spirito di servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli Europei in vasca corta a Lublino segnano, dunque, la sua prima grande incoronazione: da promessa a campionessa affermata. Una campionessa che, da oggi, il nuoto europeo conosce bene e che il nuoto italiano – e l’<strong>Esercito</strong> – possono considerare uno dei loro simboli più luminosi per gli anni a venire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/6.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"esercitoitaliano, europeidinuoto, saracurtis","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-08 08:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"Sara Curtis, 19enne atleta del Centro Sportivo Esercito, si è affermata agli Europei in vasca corta di Lublino con un oro nei 50 dorso (record europeo e italiano), argento nei 50 stile libero e bronzo nei 100 stile libero (record italiano). Protagonista anche nelle staffette, rappresenta un simbolo di talento e orgoglio per il nuoto italiano e l’Esercito.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.corriere.it/sport/25_dicembre_07/sara-curtis-medaglie-europei-nuoto-vasca-corta-bccd4226-dd1e-4cce-9761-47b96b2e8xlk.shtml","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/26994-sara-curtis-la-nuova-regina-del-dorso-e-un-atleta-dellesercito-italiano.mp4","galleria":""}
{"id":26987,"titolo":"Task Force Scorpion Strike: gli USA impongono il Dominio dei Droni Kamikaze","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Pentagono ha iniziato a schierare in Medio Oriente il nuovo drone d’attacco <strong>LUCAS (Low-Cost Uncrewed Combat Attack System)</strong>, segnando l’ingresso operativo di una nuova generazione di UAV kamikaze statunitensi. La capacità è stata affidata a una nuova unità dedicata, la <strong>Task Force Scorpion Strike (TFSS)</strong>, ora dispiegata presso una base non meglio identificata nell’area CENTCOM.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma LUCAS si inserisce nella più ampia strategia USA di rilancio della propria superiorità nel campo dei sistemi senza pilota. A luglio 2025 il Dipartimento della Difesa ha pubblicato il documento <strong>“Unleashing US Military Drone Dominance”</strong>, che definisce obiettivi e priorità per mantenere la leadership tecnologica e industriale nel settore UAV. Nello stesso mese, alla presenza della dirigenza del Pentagono, è stata condotta una dimostrazione del nuovo sistema LUCAS.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto è stato sviluppato da <strong>SpektreWorks</strong>, azienda con sede in Arizona, in stretta collaborazione con specialisti militari. Secondo le informazioni diffuse, il concept nasce dall’osservazione sistematica dell’impiego dei droni kamikaze iraniani <strong>Shahed-136</strong> e dei loro equivalenti russi <strong>Geran-2</strong> sui fronti ucraino e mediorientale. Lo studio dei relitti e dei frammenti recuperati ha contribuito in modo determinante alla definizione del progetto americano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>3 dicembre</strong>, il Comando Centrale USA (CENTCOM) ha ufficializzato l’entrata in servizio dei LUCAS e la creazione della TFSS. Secondo fonti citate dalla stampa statunitense, l’unità comprende alcune decine di militari, specificamente addestrati nella condotta di operazioni con UAV d’attacco. Il numero di velivoli assegnati non è stato reso pubblico, così come la base di operazione, ma è chiaro che la priorità è il teatro mediorientale e, in particolare, la pressione strategica sull’<strong>Iran</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12407,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Task Force Scorpion Strike: gli USA impongono il Dominio dei Droni Kamikaze\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/3.webp\" alt=\"Task Force Scorpion Strike: gli USA impongono il Dominio dei Droni Kamikaze\" class=\"wp-image-12407\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Task Force Scorpion Strike: gli USA impongono il Dominio dei Droni Kamikaze</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-lucas-la-copia-americana-degli-shahed\">LUCAS: la copia americana degli Shahed</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il drone LUCAS è descritto come un velivolo <strong>ad ala fissa, senza coda</strong>, con fusoliera cilindrica a diametro costante e ala a delta con terminali verticali: una configurazione che richiama molto da vicino lo Shahed-136. Le dimensioni appaiono simili: <strong>lunghezza superiore ai 3 metri</strong> e apertura alare comparabile, con una testata del peso stimato fino a <strong>18 kg</strong>, eventualmente espandibile a scapito della capacità di carburante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il motore scelto è un <strong>Desert Aircraft DA-215</strong> bicilindrico da 215 cc, con potenza fino a circa <strong>13 CV</strong> e iniezione elettronica. Abbinato alla cellula leggera, dovrebbe consentire velocità dell’ordine di <strong>180–200 km/h</strong> e un’autonomia dichiarata di <strong>5–6 ore</strong>, sufficiente per colpire obiettivi a grande profondità rispetto alla linea di lancio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12408,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Task Force Scorpion Strike: gli USA impongono il Dominio dei Droni Kamikaze\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/1.webp\" alt=\"Task Force Scorpion Strike: gli USA impongono il Dominio dei Droni Kamikaze\" class=\"wp-image-12408\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Task Force Scorpion Strike: gli USA impongono il Dominio dei Droni Kamikaze</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema prevede diverse configurazioni di controllo. Nella versione base, LUCAS utilizza <strong>navigazione satellitare e inerziale</strong> per seguire una rotta pre-programmata e colpire bersagli a coordinate predefinite, come un classico missile da crociera low-cost. Sono però già stati mostrati esemplari dotati di <strong>sensori elettro-ottici nel muso</strong>, presumibilmente TV o IR, per la ricerca autonoma di bersagli in un’area preassegnata o per l’ingaggio di obiettivi in movimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alcune immagini lasciano intravedere sulla coda una superficie piatta interpretata come possibile <strong>antenna satellitare</strong>: se confermata, renderebbe possibile un collegamento dati a lunga distanza con la stazione di controllo, permettendo all’operatore di seguire in tempo reale la missione e, in certi profili, di guidare manualmente il velivolo verso il bersaglio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il lancio avviene da <strong>rotaia</strong> tramite catapulta o booster a razzo, con possibilità di installazione su mezzi terrestri o, potenzialmente, su piattaforme navali. LUCAS è concepito principalmente come sistema <strong>one-way</strong>, ma non si esclude la possibilità di missioni con ritorno e recupero, forse tramite paracadute. Il Pentagono insiste in particolare sul fattore costo, con una cifra dichiarata di appena <strong>35 dollari per UAV di produzione</strong>: dato non verificabile, ma indicativo dell’ambizione di rendere il sistema estremamente economico e sacrificabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12409,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Task Force Scorpion Strike: gli USA impongono il Dominio dei Droni Kamikaze\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/2.webp\" alt=\"Task Force Scorpion Strike: gli USA impongono il Dominio dei Droni Kamikaze\" class=\"wp-image-12409\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Task Force Scorpion Strike: gli USA impongono il Dominio dei Droni Kamikaze</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-implicazioni-operative-e-strategiche-nel-teatro-mediorientale\">Implicazioni operative e strategiche nel teatro mediorientale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con LUCAS, gli Stati Uniti affiancano a un già vasto arsenale di UAV d’attacco un sistema pensato espressamente come <strong>drone kamikaze low-cost</strong>, modellato sull’esperienza iraniana e russa. Questo passo riconosce implicitamente l’efficacia mostrata dagli Shahed e dai Geran negli ultimi anni, soprattutto nel conflitto ucraino, in termini di logoramento delle difese e saturazione delle capacità di intercettazione avversarie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta di dispiegare la <strong>Task Force Scorpion Strike</strong> in Medio Oriente non è casuale. Nel quadro della competizione con Teheran, LUCAS diventa uno strumento di <strong>deterrenza credibile</strong>: un mezzo in grado di minacciare infrastrutture critiche, basi, nodi logistici e assetti militari iraniani a distanza, riducendo il rischio per il personale statunitense. Per ora il messaggio è soprattutto politico: i droni rappresentano una minaccia potenziale, ma non ancora concretamente impiegata in combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In uno scenario di escalation, tuttavia, LUCAS potrebbe essere utilizzato sia <strong>in massa</strong>, per saturare le difese, sia in combinazione con altri assetti – da missili cruise convenzionali a strike aerei tradizionali – all’interno di campagne di attacco multivettore. La sua relativa semplicità e il basso costo ne fanno un candidato ideale per operazioni ad alta intensità, dove la quantità diventa un moltiplicatore di efficacia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Resta da verificare quanto sarà efficace questa nuova capacità rispetto alle <strong>contromisure iraniane</strong>, che negli ultimi anni si sono adattate proprio alla minaccia dei droni e dei missili a bassa quota. L’effettivo impatto operativo dipenderà non solo dalle prestazioni del sistema, ma anche dal modo in cui verrà integrato nelle dottrine del CENTCOM e dalla rapidità con cui gli avversari svilupperanno risposte tecniche e tattiche adeguate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per ora, il dispiegamento dei LUCAS e della TFSS segna un passaggio simbolico ma significativo: anche Washington ha la sua “copia americana” degli Shahed, e la guerra dei droni d’attacco a basso costo entra in una nuova fase, più affollata e potenzialmente più instabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/flm-copy11.png","categoria":"Internazionali","tags":"desertaircraft, Drone, geran, lucas, spektreworks, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-07 20:24:03","stato":"publish","riassunto_video":"Il Pentagono ha schierato in Medio Oriente il drone d’attacco di Spektreworks, ispirato agli Shahed-136, affidandolo alla Task Force Scorpion Strike. Progettato per essere economico e sacrificabile, può colpire obiettivi a lunga distanza con diverse modalità di controllo. Il suo dispiegamento mira alla deterrenza contro l’Iran, segnando una nuova fase nella guerra dei droni kamikaze.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.centcom.mil/MEDIA/PRESS-RELEASES/Press-Release-View/Article/4347030/us-launches-one-way-attack-drone-force-in-the-middle-east/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/26987-task-force-scorpion-strike-gli-usa-impongono-il-dominio-dei-droni-kamikaze.mp4","galleria":""}
{"id":26978,"titolo":"Crosetto e la nuova National Security Strategy Usa: perché l’Europa non serve più a Washington","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>nuova National Security Strategy 2025</strong> firmata da Donald Trump ha avuto l’effetto di uno schiaffo sonoro sull’Europa: un documento che descrive il Vecchio Continente come area in declino, marginale nella competizione globale, destinata addirittura – nelle parole del presidente Usa – al rischio di “erosione della sua civiltà” nei prossimi vent’anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il<a href=\"https://www.difesa.it/ilministro.html\"> ministro della Difesa italiano Guido Crosetto</a> però non si dice sorpreso. Anzi, sostiene che fosse tutto scritto da tempo: la nuova strategia americana, per lui, è solo la formalizzazione di un cambiamento che andava maturando da anni e che l’avvento di Trump ha semplicemente accelerato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12421,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/4-1024x535.webp\" alt=\"Crosetto e la nuova National Security Strategy Usa: perché l’Europa non serve più a Washington\" class=\"wp-image-12421\" title=\"Crosetto e la nuova National Security Strategy Usa: perché l’Europa non serve più a Washington\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Crosetto e la nuova National Security Strategy Usa: perché l’Europa non serve più a Washington</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-chiave-di-lettura-di-crosetto-il-vero-fronte-e-la-sfida-con-la-cina\">La chiave di lettura di Crosetto: il vero fronte è la sfida con la Cina</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Crosetto, la <a href=\"https://www.whitehouse.gov/wp-content/uploads/2025/12/2025-National-Security-Strategy.pdf\">National Security Strategy 2025</a> va letta con un’unica chiave:<br>gli Stati Uniti sono immersi in una <strong>competizione “sempre più difficile, complessa e dura” con la Cina</strong>, e ogni atto di Washington – dal commercio alla diplomazia, dalla tecnologia alla difesa – è orientato a questo confronto strategico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo schema, l’Europa non è un alleato decisivo. Crosetto sintetizza così il messaggio di Trump:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Trump ha semplicemente esplicitato che l’Europa gli serve poco o nulla in questa competizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è, nella lettura del ministro, un colpo di testa improvviso, ma il punto di arrivo di una traiettoria già visibile da tempo nella politica americana, ben prima del ritorno di Trump alla Casa Bianca. Il documento sulla sicurezza nazionale non fa che “certificare” il <strong>progressivo disimpegno degli Usa dalla difesa del Vecchio Continente</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-l-europa-non-e-piu-centrale-per-washington\">Perché l’Europa non è più centrale per Washington</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Crosetto elenca con brutalità i motivi per cui, agli occhi americani, l’Europa è diventata poco rilevante nello scontro con la Cina:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Non ha risorse naturali strategiche</strong> particolarmente rilevanti o utili.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sta perdendo la competizione su innovazione e tecnologia</strong>, proprio i campi dove si gioca la sfida Usa-Cina (chip, intelligenza artificiale, spazio, cyber).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Non ha potere militare</strong> paragonabile a quello dei grandi attori globali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Nel confronto con i nuovi protagonisti del mondo, l’Europa appare <strong>“piccola, lenta e vecchia”</strong>, per usare le parole riportate dal ministro.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12418,\"aspectRatio\":\"1.2923076923076924\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/2-1024x770.jpg\" alt=\"Crosetto e la nuova National Security Strategy Usa: perché l’Europa non serve più a Washington\" class=\"wp-image-12418\" style=\"aspect-ratio:1.2923076923076924;object-fit:cover\" title=\"Crosetto e la nuova National Security Strategy Usa: perché l’Europa non serve più a Washington\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Crosetto e la nuova National Security Strategy Usa: perché l’Europa non serve più a Washington</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In altre parole: l’Europa non è più il perno della sicurezza mondiale, ma un’area che consuma sicurezza prodotta da altri. E nella nuova National Security Strategy questo si vede chiaramente: il focus americano si sposta sull’Indo-Pacifico, sulla Cina, sulle catene del valore globali e sulle regioni critiche per le materie prime, mentre l’Europa scivola in secondo piano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-fine-dell-era-dei-regali-americani-l-europa-deve-difendersi-da-sola\">Fine dell’era dei “regali” americani: l’Europa deve difendersi da sola</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Crosetto insiste su un punto: <strong>le garanzie di difesa “regalate” dagli Stati Uniti all’Europa dopo il 1945 stanno finendo</strong>. Lo dice da tempo, ricorda lui stesso, in riunioni Nato, incontri bilaterali e interviste; ora quella linea è “codificata” in un documento ufficiale di strategia nazionale americana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tradotto in termini politici:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>l’Europa – e con essa l’Italia – <strong>non può più contare sull’“amico americano”</strong> per coprire le proprie vulnerabilità militari e strategiche;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>dovrà <strong>provvedere da sé alla propria sicurezza, difesa e deterrenza</strong>, senza aspettarsi “regali” da Washington.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il ministro, questo non è motivo per stracciarsi le vesti, ma un <strong>bagno di realismo</strong> che obbliga l’Europa ad assumersi responsabilità che ha rimandato per decenni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12420,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/3-1024x684.png\" alt=\"Crosetto e la nuova National Security Strategy Usa: perché l’Europa non serve più a Washington\" class=\"wp-image-12420\" title=\"Crosetto e la nuova National Security Strategy Usa: perché l’Europa non serve più a Washington\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Crosetto e la nuova National Security Strategy Usa: perché l’Europa non serve più a Washington</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-risposta-italiana-nuova-legge-sulla-difesa-e-superamento-del-modello-di-paola\">La risposta italiana: nuova legge sulla Difesa e superamento del “modello Di Paola”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le parole di Crosetto sulla strategia Usa si intrecciano con il suo progetto di riforma delle Forze armate italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ministro ha annunciato che <strong>all’inizio del 2026</strong> il governo porterà in Parlamento una <strong>legge organica per ridisegnare la Difesa italiana</strong>, superando la <a href=\"https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2013/01/16/13G00013/sg\">legge 244/2012</a> (il cosiddetto “modello Di Paola”), che prevedeva una riduzione del personale a 150mila militari e 20mila civili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I punti di fondo della riforma, come Crosetto li descrive:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Più personale</strong>: le minacce attuali richiedono un aumento sia della quantità sia della qualità delle forze armate;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Forza armata multidominio</strong>, capace di operare non solo su terra, mare e aria, ma anche nello spazio e nel cyberspazio;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Maggiore investimento tecnologico</strong>: droni, capacità cyber, guerra elettronica, sistemi automatizzati sono ormai centrali, come dimostra la guerra in Ucraina;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Revisione profonda delle regole di reclutamento, con l’idea di una <strong>“riserva selezionata”</strong> che integri competenze civili e militari, e di una leva volontaria di durata limitata come bacino di personale formato anche in caso di emergenze o calamità. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, la National Security Strategy americana funziona quasi da <strong>campanello d’allarme</strong>: se gli Usa si disimpegnano, l’Italia non può restare con uno strumento militare costruito su parametri pensati dieci o quindici anni fa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-europa-piu-autonoma-ma-non-isolata\">Un’Europa più autonoma, ma non isolata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Crosetto non legge il nuovo scenario come un invito a rompere con Washington, bensì come uno stimolo a costruire <strong>un pilastro europeo di difesa credibile</strong>, all’interno della Nato ma con maggiori capacità proprie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il ministro:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>più Paesi europei investono insieme in Difesa, più la difesa costa meno ed è più efficace</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il problema non è solo di bilanci, ma di <strong>frammentazione industriale</strong>: oggi l’Europa disperde risorse in decine di sistemi d’arma diversi, duplicazioni e mancanza di standard comuni.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo Crosetto immagina una doppia strategia:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rafforzare la cooperazione europea</strong> su industria, standard, grandi programmi (caccia di nuova generazione, sistemi di difesa aerea, cyber, spazio).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Intrecciare relazioni bilaterali e multilaterali</strong> con Paesi chiave in Africa, nel Golfo, in Asia, Sud America e Australia, per garantire sicurezza energetica, economica e degli approvvigionamenti strategici.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Europa, insomma, viene descritta da Crosetto come <strong>troppo piccola per agire da sola</strong>, ma ancora abbastanza ricca e avanzata da poter contare se riesce a mettere in comune risorse, investimenti e tecnologia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/Guido-Crosetto-Ministro-DifesaL.jpg","categoria":"Blog","tags":"autonomiastrategica, crosetto, difesaeuropea, sicurezzanazionale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-07 12:06:28","stato":"publish","riassunto_video":"La National Security Strategy 2025 di Trump segna il disimpegno Usa dall’Europa, vista come area in declino e poco rilevante nella sfida con la Cina. Il ministro Crosetto sottolinea che l’Europa deve assumersi la responsabilità della propria difesa, puntando su riforme militari, investimenti tecnologici e cooperazione europea per garantire autonomia e sicurezza.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.corriere.it/esteri/25_dicembre_06/national-security-strategy-2025-documento.shtml","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/26978-crosetto-e-la-nuova-national-security-strategy-usa-perche-leuropa-non-serve-piu-a-washington.mp4","galleria":""}
{"id":26961,"titolo":"CASD Defence Summit – la Difesa italiana diventa Asse Strategico","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Roma, 4 dicembre – Il <a href=\"https://brigatafolgore.net/il-generale-stefano-mannino-guida-lintesa-tra-difesa-e-universita-firmato-laccordo-tra-casd-e-ateneo-di-bari/\">Generale di Corpo d'Armata MANNINO</a> ha ospitato al <strong>CASD il Defence Summit </strong>promosso dall’Istituto Affari Internazionali e dal Sole 24 Ore, in collaborazione con il CASD, ha mostrato un sistema-Paese davanti a un passaggio critico: o la <strong>Difesa</strong> diventa <strong>asse strategico</strong> della politica nazionale ed estera, della trasformazione dottrinale e del ripensamento industriale, oppure l’Italia accetterà un <strong>ritardo strutturale</strong> nella competizione globale. Dal confronto tra vertici istituzionali, militari e industriali emergono tre assi centrali: <strong>rapporto politica–Difesa</strong>, <strong>approccio al conflitto multi-dominio</strong> e <strong>nuovo ruolo dell’industria della difesa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-politica-nazionale-politica-estera-e-difesa-dal-costo-al-patto-di-sistema\">Politica nazionale, politica estera e Difesa: dal “costo” al patto di sistema</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In apertura l’Ambasciatore <strong>Michele Valensise</strong>, Presidente dello IAI, ha ribadito che la <strong>sicurezza</strong> non è più una voce separata dell’agenda, ma la <strong>condizione abilitante</strong> per libertà d’azione e credibilità internazionale. In un contesto segnato da <strong>guerra in Ucraina</strong>, crisi regionali e <strong>competizione tra grandi potenze</strong>, la Difesa viene presentata come tema <strong>strutturale di politica interna ed estera</strong>, da leggere in chiave <strong>multidominio</strong> e in interdipendenza con <strong>economia, energia e tecnologia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa linea è stata rafforzata dal Ministro della Difesa <strong>Guido Crosetto</strong>, che ha respinto la visione della Difesa come <strong>“costo”</strong> e l’ha definita <strong>investimento per sviluppo, stabilità e credibilità internazionale</strong>. Da qui l’idea di un <strong>“patto di sistema”</strong> tra politica, Forze Armate, industria e società civile, in cui la <strong>sicurezza</strong> diventa <strong>responsabilità collettiva</strong>. Il dominio <strong>cibernetico</strong>, descritto dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e dal Sottosegretario alla Difesa come <strong>“dominio di conflitto continuo”</strong>, rende evidente che <strong>proteggere reti e dati</strong> significa <strong>proteggere il Paese</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il costante riferimento a <strong>NATO</strong> e <strong>cooperazione europea</strong> sui grandi programmi conferma una Difesa italiana incardinata in una cornice <strong>euro-atlantica</strong>, dove <strong>interoperabilità</strong>, <strong>sovranità tecnologica</strong> e <strong>massa critica industriale</strong> sono leve di politica estera.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12397,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/12/Crosetto-Difesa-860x358-1.jpg\" alt=\"CASD Defence Summit – la Difesa italiana diventa Asse Strategico\" class=\"wp-image-12397\" style=\"width:1000px\" title=\"CASD Defence Summit – la Difesa italiana diventa Asse Strategico\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">CASD Defence Summit – la Difesa italiana diventa Asse Strategico</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-conflitto-contemporaneo-secondo-masiello-portolano-e-iannucci-multi-dominio-e-deterrenza-preventiva\">Il conflitto contemporaneo secondo Masiello, Portolano e Iannucci: multi-dominio e deterrenza preventiva</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale <strong>Carmine Masiello</strong>, ha descritto il conflitto ucraino come <strong>“tre guerre in una”</strong>: una guerra <strong>convenzionale</strong> (artiglieria, trincee, fortificazioni), una guerra <strong>tecnologica</strong> (sensori, fuochi di precisione, robotica, droni) e una guerra <strong>informazionale</strong>, in cui la <strong>narrazione</strong> diventa strumento di potere. Il rischio, ha avvertito, è <strong>prepararsi alla guerra sbagliata</strong>, guardando solo a Est e trascurando le minacce da <strong>Africa, Medio Oriente e Artico</strong>, dove dominano <strong>instabilità</strong> e <strong>attori ibridi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per Masiello l’Esercito deve diventare <strong>profondamente tecnologico</strong>, integrando <strong>guerra elettronica</strong>, <strong>difesa anti-drone multilivello</strong> e <strong>capacità cyber</strong> con la <strong>ricostruzione degli assetti pesanti</strong> indeboliti da vent’anni di posture expeditionary. Sul fronte dell’<strong>intelligenza artificiale</strong>, il generale ha evidenziato un nodo cruciale: le Forze Armate italiane vogliono mantenere <strong>“l’uomo nel loop”</strong>, mentre l’avversario potrebbe non farlo. Questa <strong>asimmetria</strong> nei tempi di reazione e nelle responsabilità impone una revisione di <strong>dottrina</strong>, <strong>regole d’ingaggio</strong> e <strong>quadro normativo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visione di Masiello si integra con quella del <a href=\"https://www.difesa.it/smd/casmd/biografia/24874.html\">Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano</a> e del <a href=\"https://www.difesa.it/smd/covi/il-comandante/25239.html\">Comandante del COVI Giovanni Iannucci</a>, che collocano il tutto nel paradigma delle <strong>operazioni multi-dominio</strong>. Lo studio IAI “Le operazioni multi-dominio: verso una dottrina integrata” sottolinea che il conflitto non si vince più <strong>sommando capacità</strong>, ma <strong>integrandole in tempo reale</strong> tramite <strong>reti, sensori e dati resilienti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Portolano invoca Forze Armate <strong>più connesse</strong> (catene di comando integrate e sensori permanenti e distribuiti), <strong>più agili</strong> nei tempi decisionali e orientate alla <strong>deterrenza preventiva</strong>, cioè capaci di <strong>prevenire e dissuadere</strong> prima dell’escalation. Iannucci insiste sulla necessità di un <strong>quadro situazionale continuo e condiviso</strong> fra domini e Forze Armate, attraverso un sistema di <strong>comando e controllo integrato</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel complesso, Masiello, Portolano e Iannucci propongono un <strong>approccio al conflitto</strong> che unisce <strong>alta intensità convenzionale</strong>, <strong>guerra ibrida</strong>, <strong>dimensione informativa</strong> e <strong>dominio cyber</strong>, fondato su <strong>integrazione interforze</strong>, <strong>cooperazione inter-agenzia</strong> e coinvolgimento diretto di <strong>industria</strong> e <strong>società civile</strong> come componenti dell’ecosistema di sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12398,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/12/h-1024x575.png\" alt=\"CASD Defence Summit – la Difesa italiana diventa Asse Strategico\" class=\"wp-image-12398\" title=\"CASD Defence Summit – la Difesa italiana diventa Asse Strategico\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">CASD Defence Summit – la Difesa italiana diventa Asse Strategico</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-industria-della-difesa-supply-chain-capitale-umano-e-sovranita-tecnologica\">Industria della difesa: supply chain, capitale umano e sovranità tecnologica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La terza direttrice del Summit è la necessità di ripensare il <strong>rapporto industria–Difesa</strong>. Il Presidente di AIAD <strong>Giuseppe Cossiga</strong> ha ricordato che il traguardo del <strong>2% del PIL</strong> non garantisce da solo maggiori capacità: se si <strong>raddoppiano gli ordini</strong>, l’industria deve poter <strong>raddoppiare la produzione</strong>, avere <strong>personale qualificato</strong>, <strong>impianti adeguati</strong>, accesso al <strong>credito</strong> e <strong>materie prime strategiche</strong>. Senza una <strong>supply chain rafforzata</strong>, il rischio è una crescente <strong>dipendenza dall’estero</strong> per componenti e sistemi che l’Italia e l’Europa dovrebbero produrre, con effetti sulla <strong>sovranità tecnologica</strong> e sulla <strong>resilienza strategica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da Iveco Defence Vehicles, Avio Aero, Rheinmetall Italy, MBDA Italia, Fincantieri e da tutto il comparto emerge la richiesta di una <strong>filiera europea della difesa</strong> più radicata e meno esposta alla delocalizzazione extra-UE. La <strong>deterrenza</strong> viene letta anche come capacità industriale di produrre <strong>tecnologie strategiche</strong> in <strong>quantità, qualità e tempi compatibili con la minaccia</strong>. I grandi programmi comuni – dal <strong>nuovo carro da battaglia</strong> alle iniziative su <strong>artiglieria, missilistica, piattaforme navali e subacquee</strong> – richiedono <strong>massa critica</strong>, <strong>pianificazione di lungo periodo</strong> e una <strong>strategia industriale coordinata</strong> a livello continentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Su questo si innesta il tema del <strong>capitale umano</strong>. <strong>Pierfederico Scarpa</strong> ha evidenziato una carenza strutturale di <strong>tecnici, ingegneri, analisti, operatori cyber e specialisti avanzati</strong>. Senza queste figure, anche i sistemi più sofisticati restano <strong>sottoutilizzati</strong> o <strong>vulnerabili</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per rendere il settore attrattivo ai giovani servono <strong>programmi formativi stabili</strong>, <strong>percorsi tecnici e accademici integrati</strong>, <strong>carriere competitive</strong> e un deciso cambio di <strong>narrativa pubblica</strong>, superando la demonizzazione del comparto e riconoscendone il <strong>ruolo sociale e strategico</strong>. L’industria è quindi chiamata a trasformarsi da semplice fornitore episodico a <strong>partner strutturale</strong> nella costruzione di <strong>sovranità tecnologica</strong> e <strong>capacità di deterrenza</strong> nazionale ed europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusioni-un-unica-agenda-tre-pilastri\">Conclusioni: un’unica agenda, tre pilastri</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il filo conduttore del Defence Summit è la convergenza di tre piani che in passato sono stati spesso separati:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Politica nazionale ed estera</strong>: assumere la Difesa come <strong>asse strategico</strong>, non come variabile residuale di bilancio.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Dottrina operativa</strong>: leggere il conflitto in chiave <strong>multi-dominio</strong>, continua e ad alta intensità, integrando le visioni di <strong>Masiello, Portolano e Iannucci</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Industria della difesa</strong>: passare a un <strong>rapporto stabile e strutturale</strong> con il sistema Difesa, rafforzando <strong>supply chain</strong>, <strong>capacità produttive</strong> e <strong>capitale umano</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, la scelta non è più se <strong>investire o meno</strong> nella Difesa, ma se farlo <strong>ora</strong>, in modo <strong>coerente e sistemico</strong>, oppure <strong>subire</strong> gli effetti di futuri shock strategici. Il messaggio che arriva dal Summit è netto: per l’Italia la finestra per una <strong>trasformazione politica, militare e industriale urgente e accelerata</strong> è aperta, ma non lo resterà a lungo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/sddf.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"CASD, crosetto, defencesummit, forzearmata","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-06 10:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"Al Defence Summit al CASD si è evidenziato che la Difesa deve diventare un asse strategico della politica nazionale ed estera per evitare ritardi strutturali. Il conflitto moderno richiede un approccio multi-dominio integrato, con Forze Armate tecnologiche e connesse. Fondamentale è anche rafforzare l’industria della difesa, la supply chain e il capitale umano, per garantire sovranità tecnologica","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilsole24ore.com/art/difesa-crosetto-entro-febbraio-piano-riorganizzazione-portolano-le-minacce-ibride-sono-elemento-strutturale-sicurezza-AIpI51F","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/26961-casd-defence-summit-la-difesa-italiana-diventa-asse-strategico.mp4","galleria":""}
{"id":26954,"titolo":"USA NSS: Europa prendi in mano il tuo Destino","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il messaggio della <a href=\"https://difesanews.com/wp-admin/post.php?post=12363&amp;action=edit\">National Security Strategy</a> di Washington è brutale: l’epoca in cui gli Stati Uniti reggevano l’ordine globale quasi da soli è finita. <strong>La priorità oggi è difendere il territorio americano, i confini, le catene di approvvigionamento</strong> e impedire che in Europa o in Asia emergano potenze egemoni ostili, senza però intervenire automaticamente in ogni crisi. “Pace attraverso la forza” rimane il principio guida, ma abbinato a un forte istinto alla non-intervenzione: più deterrenza, meno guerre di scelta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Cambia anche il rapporto con il sistema internazionale. Gli USA non vogliono più farsi imbrigliare da norme e istituzioni considerate ostili o comunque troppo limitanti. <strong>La sovranità nazionale torna al centro, così come una linea durissima sulla migrazione di massa</strong>, descritta non come risorsa ma come vulnerabilità strategica. In parallelo arriva il messaggio agli alleati: d’ora in poi il conto lo pagate anche voi. L’idea di fondo è il <em>burden-shifting</em>: spostare oneri e rischi su Europa e Asia. Per la NATO il vecchio obiettivo del 2% del Pil per la difesa appare superato; si spinge per una vera corsa al riarmo. Chi non si adegua, peserà meno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12386,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-06-085606.png\" alt=\"USA: Europa prendi in mano tuo Destino\" class=\"wp-image-12386\" title=\"USA NSS: Europa prendi in mano il tuo Destino\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">USA: Europa prendi in mano il tuo Destino</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-europa-alleata-ma-fragile-e-in-crisi-di-identita\">Europa: alleata, ma fragile e in crisi di identità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Per gli Stati Uniti l’Europa</strong> resta fondamentale, ma non più come modello di governance o “culla del diritto”.<strong> È un fronte strategico che rischia di trasformarsi in problema</strong>. Nello sguardo americano il continente appare <strong>economicamente stagnante, iper-regolato e diffidente verso l’innovazione, demograficamente in declino </strong>e politicamente attraversato da governi fragili, spesso inclini a reprimere il dissenso in nome della stabilità. Dietro la retorica sulla democrazia, Washington vede un’Europa insicura, introversa e dipendente, che chiede protezione ma discute ogni decisione americana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nodo russo è emblematico. Gli USA invitano gli europei a tornare alla realtà dei rapporti di forza: <strong>nel complesso l’Unione è più ricca e più forte della Russia</strong>, escluso l’arsenale nucleare. Continuare a descrivere Mosca solo come minaccia esistenziale viene considerato eccessivo e politicamente tossico. Da qui l’obiettivo dichiarato di chiudere la guerra in Ucraina con un accordo, non appena possibile, per evitare che l’Europa si logori del tutto sul piano economico e sociale. Meno sogni di “vittorie decisive”, più realpolitik.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La lista delle richieste americane al Vecchio Continente è impegnativa: <strong>investire molto di più nella difesa e assumere la guida militare del teatro europeo</strong>; ricostruire, quando le condizioni lo permetteranno, una forma di stabilità con la Russia senza per questo premiarla; smettere di frenare la crescita con regolazioni soffocanti; rimanere saldamente nel campo occidentale nella competizione tecnologica ed economica con la Cina. In altre parole, Washington non abbandona l’Europa, ma non sarà più il suo assicuratore totale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12387,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"450px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/C-USA-e1765008197435.jpeg\" alt=\"USA NSS: Europa prendi in mano tuo Destino\" class=\"wp-image-12387\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:450px\" title=\"USA NSS: Europa prendi in mano il tuo Destino\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">USA NSS: Europa prendi in mano il tuo Destino</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-cina-il-vero-confronto-del-secolo\">La Cina: il vero confronto del secolo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se la Russia è un problema da gestire, <strong>la Cina è il rivale strategico di lungo periodo</strong>. Nel racconto americano non si tratta solo di un concorrente economico, ma di un sistema alternativo che ambisce a riscrivere le regole del commercio, della tecnologia e dell’influenza politica globale. Pechino, secondo Washington, ha sfruttato l’accesso ai mercati occidentali per arricchirsi e armarsi, <strong>pratica dumping e sussidi di Stato, ruba tecnologie, controlla segmenti cruciali delle catene del valore globali, dalle materie prime ai componenti high-tech, e usa infrastrutture, prestiti e grandi progetti come leve di potere nel cosiddetto Global South</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di fronte a questo scenario, <strong>gli Stati Uniti archiviano le illusioni della globalizzazione felice </strong>e impostano una nuova dottrina economica. <strong>Il cuore è la reindustrializzazione interna, sostenuta da tariffe e incentivi, la riduzione delle dipendenze critiche dalla Cina</strong>, il controllo degli investimenti cinesi nei settori sensibili e la costruzione di un blocco economico occidentale, fatto di USA e alleati, basato su regole più dure per commercio, tecnologia, dati e infrastrutture.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Sul piano militare la priorità è l’Indo-Pacifico</strong>. Washington vuole evitare una guerra su Taiwan, ma al tempo stesso mantenere una deterrenza credibile, impedendo che la Cina ottenga il controllo della First Island Chain e del Mar Cinese Meridionale. Per riuscirci punta sul rafforzamento delle proprie forze navali, aeree, spaziali e nucleari, e spinge gli alleati regionali – Giappone, Australia, Corea del Sud, India, Filippine – a riarmarsi, coordinarsi e concedere maggiori accessi alle basi.<strong> L’obiettivo è chiaro: impedire l’egemonia cinese in Asia senza arrivare allo scontro diretto, ma preparandosi comunque allo scenario peggiore</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-e-l-europa-dove-si-colloca\">E l’Europa dove si colloca?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel triangolo <strong>USA–Cina–Europa, il nostro continente rischia di diventare l’anello debole</strong>. Gli Stati Uniti chiedono più soldi per la difesa e meno prediche normative; la Cina si propone come partner commerciale e tecnologico indispensabile; la Russia resta un vicino instabile da neutralizzare come fattore di caos, senza trasformarla in ossessione permanente. <strong>Per l’Italia e gli altri Paesi europei</strong>, questo si traduce in tre scelte difficili: </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>accettare che <strong>la sicurezza non è più gratis</strong> e dotarsi di forze armate credibili;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>ridefinire il rapporto con Mosca </strong>in chiave di stabilità quando sarà possibile, senza rompere il fronte occidentale;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>prendere posizione nella competizione con la Cina</strong>, soprattutto su tecnologia, infrastrutture, energia e reti.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nuova strategia americana non è un ritiro, ma un riequilibrio brusco. Gli USA restano il perno dell’Occidente, ma immaginano un mondo in cui gli europei garantiscano da soli la sicurezza del loro continente, gli asiatici facciano la loro parte per contenere la Cina e l’America possa concentrarsi su ciò che conta davvero: la sfida sistemica con Pechino e il benessere del proprio ceto medio. Il messaggio finale all’Europa è implicito ma chiarissimo: scegliere da che parte stare non basta più. Adesso bisogna anche dimostrare di esserne all’altezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/marianne-EU-f.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Cina, europa, NATIONALSECURITYSTRATEGY, russia, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-06 09:14:03","stato":"publish","riassunto_video":"La nuova National Security Strategy USA segna la fine del ruolo unilaterale americano nel mondo. Washington punta a difendere il territorio e a evitare potenze ostili in Europa e Asia, chiedendo agli alleati europei di aumentare spese militari e autonomia. La Cina è vista come rivale strategico, con focus sull’Indo-Pacifico, mentre la Russia va gestita realisticamente. L’Europa deve rafforzarsi!","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.whitehouse.gov/wp-content/uploads/2025/12/2025-National-Security-Strategy.pdf","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/26954-usa-nss-europa-prendi-in-mano-il-tuo-destino.mp4","galleria":""}
{"id":26950,"titolo":"Trasporto sanitario d’emergenza: l’Aeronautica salva la vita a un uomo di 35 anni","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è concluso da poco un delicato <strong>trasporto sanitario d’urgenza</strong> che ha permesso di trasferire un uomo di 35 anni, in <strong>imminente pericolo di vita</strong>, dall’Aeroporto Militare di Galatina (Lecce) a Ciampino grazie a un <strong>Gulfstream G650 del 31° Stormo dell’Aeronautica Militare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’uomo necessitava di un trasferimento immediato dall’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce all’<strong>Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea</strong> di Roma, dove avrebbe potuto ricevere cure specialistiche non disponibili sul territorio salentino.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-missione-attivata-in-pochi-minuti\">Una missione attivata in pochi minuti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il volo salva-vita è stato attivato su richiesta della <strong>Prefettura di Lecce</strong> dalla <strong>Sala Situazione di Vertice dell’Aeronautica Militare</strong>, struttura del Comando Squadra Aerea responsabile della gestione operativa di queste missioni. Il 31° Stormo, reparto di eccellenza dedicato anche ai trasporti sanitari urgenti, è stato immediatamente allertato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Completate le procedure di prontezza, il velivolo è decollato da Ciampino per raggiungere l’aeroporto militare di Galatina, dove il paziente è stato trasferito a bordo sotto l’assistenza continua di un’equipe medica specializzata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-arrivo-a-ciampino-e-trasferimento-al-sant-andrea\">Arrivo a Ciampino e trasferimento al Sant’Andrea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo le <strong>17:30</strong>, il G650 è atterrato all’aeroporto di Ciampino. Ad attenderlo un’ambulanza che ha trasportato rapidamente il paziente verso l’Ospedale Sant’Andrea per il successivo ricovero urgente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come previsto dalla normativa, il volo è stato <strong>autorizzato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri</strong>, che coordina l’impiego dei velivoli di Stato destinati a missioni di interesse pubblico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-impegno-costante-a-servizio-del-paese\">Un impegno costante a servizio del Paese</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il trasporto sanitario d’urgenza è una delle attività istituzionali svolte dall’Aeronautica Militare a favore della collettività. I reparti di volo della Forza Armata garantiscono <strong>prontezza operativa 24 ore su 24, 365 giorni l’anno</strong>, anche in condizioni meteo avverse, assicurando:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>trasporto di persone in imminente pericolo di vita</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>trasferimento di organi e equipe mediche</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>movimentazione di ambulanze e materiali sanitari urgenti</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni anno sono <strong>centinaia le ore di volo</strong> impiegate per queste missioni dai reparti dedicati: il <strong>31° Stormo di Ciampino</strong>, il <strong>14° Stormo di Pratica di Mare</strong>, la <strong>46ª Brigata Aerea di Pisa</strong> e gli elicotteri del <strong>15° Stormo di Cervia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Pochi giorni fa, domenica 30 novembre, l’Aeronautica Militare ha portato a termine un’altra delicatissima missione sanitaria:<a href=\"https://difesanews.com/aeronautica-militare-volo-durgenza-salva-la-vita-a-una-neonata-trasportata-da-cagliari-a-milano/\"> una neonata di appena un mese è stata trasferita con urgenza da Cagliari a Milano-Linate per ricevere cure specialistiche immediate</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Un’attività silenziosa ma fondamentale, che continua a rappresentare uno dei volti più concreti della vicinanza dell’Aeronautica Militare ai cittadini. </strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/aeron-2.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"31Stormo, aeronauticamilitare, TrasportoSanitario","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-05 23:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"Un uomo di 35 anni in pericolo di vita è stato urgentemente trasferito dall’aeroporto militare di Galatina a Ciampino con un Gulfstream G650 del 31° Stormo dell’Aeronautica Militare, per ricevere cure specialistiche a Roma. La missione, coordinata dalla Prefettura di Lecce e autorizzata dalla Presidenza del Consiglio, conferma l’impegno costante dell’Aeronautica nei trasporti sanitari d’urgenza.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/news/trasporto-sanitario-urgente-da-galatina-le-a-ciampino-con-velivolo-g650-del-31-stormo/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/26950-trasporto-sanitario-demergenza-laeronautica-salva-la-vita-a-un-uomo-di-35-anni.mp4","galleria":""}
{"id":26945,"titolo":"Francia, droni sulla base dei sottomarini nucleari: i militari aprono il fuoco","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>PARIGI</strong> – Serata ad alta tensione in Bretagna. Ieri,<strong> alle 19:30</strong>, cinque <strong>droni non identificati</strong> hanno sorvolato la base navale dell’<strong>Île Longue</strong>, in <strong>Bretagna</strong>, cuore della <strong>deterrenza nucleare francese</strong>. A confermarlo sono state le autorità militari, che hanno reso noto l’attivazione immediata dei protocolli di sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto riferito dalle autorità francesi, i militari incaricati della protezione del sito hanno reagito aprendo il fuoco e effettuando <strong>tiri antidrone</strong> per interrompere il sorvolo e mettere in sicurezza l’area.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’episodio viene trattato come una grave intrusione in uno spazio aereo rigorosamente interdetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-cuore-della-deterrenza-nucleare-francese\">Il cuore della deterrenza nucleare francese</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La struttura di <strong>Île Longue</strong> ospita i <strong>quattro sottomarini lanciamissili balistici nucleari</strong> francesi <strong>Le Triomphant, Le Téméraire, Le Vigilant e Le Terrible</strong>, e garantisce il <strong>supporto e la manutenzione</strong> alle unità che costituiscono l’asse portante della <strong>forza di deterrenza</strong> nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell’ambito della postura strategica francese, <strong>almeno un sottomarino è costantemente in mare</strong>, pronto a reagire in caso di crisi grave.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proprio per questo, la base è protetta da un articolato dispositivo di sicurezza: <strong>oltre 120 gendarmi marittimi</strong> operano a stretto contatto con le unità di protezione della Marina, in un ambiente ad accesso rigidamente controllato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-indagini-in-corso-e-allerta-sicurezza\">Indagini in corso e allerta sicurezza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le autorità hanno aperto una <strong>inchiesta</strong> per chiarire chi ci sia dietro il sorvolo, da dove siano partiti i droni e quali siano state le loro effettive traiettorie. Non è stato reso noto se tutti i velivoli siano stati abbattuti né se, oltre al fuoco diretto, siano stati impiegati sistemi di <strong>guerra elettronica</strong> o altre contromisure.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>ministra della Difesa Catherine Vautrin</strong> ha confermato l’intercettazione del sorvolo, pur senza entrare nei dettagli tecnici sui sistemi impiegati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>“Qualsiasi sorvolo di un sito militare è vietato nel nostro Paese”</strong>, ha dichiarato, aggiungendo: <strong>“Voglio rendere omaggio all’intercettazione effettuata dal nostro personale militare presso la base di Île Longue”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le <strong>autorità marittime regionali</strong> hanno sottolineato che durante l’intero svolgimento dell’evento le <strong>infrastrutture critiche non sono mai state compromesse</strong> e che il dispositivo di sicurezza ha operato nel rispetto delle procedure previste per siti di tale sensibilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>procura militare di Rennes</strong> aprirà formalmente un’indagine, con l’obiettivo di ricostruire l’esatta dinamica del sorvolo, la provenienza dei droni, le loro capacità tecniche e l’eventuale regia dietro l’azione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Ministero della Difesa</strong> non ha per ora attribuito l’episodio a nessun attore specifico, né ha fornito ulteriori dettagli sulle misure operative adottate, invocando i vincoli di riservatezza che circondano il programma di deterrenza nucleare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-non-un-caso-isolato-lo-spettro-della-guerra-ibrida\">Non un caso isolato: lo spettro della guerra ibrida</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sorvolo della base di Île Longue si inserisce in una serie crescente di episodi che vedono <strong>droni avvicinarsi a basi militari, aeroporti e infrastrutture critiche</strong> in diversi Paesi europei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In molti casi gli apparecchi sono piccoli, a basso costo, difficili da individuare e da attribuire con certezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Analisti e apparati di sicurezza leggono questi segnali come parte di una più ampia strategia di <strong>guerra ibrida</strong>, in cui strumenti apparentemente “minori” vengono utilizzati per testare i tempi di reazione, mappare le difese, raccogliere immagini e creare un clima di pressione costante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-sfida-crescente-per-le-difese-antidrone\">Una sfida crescente per le difese antidrone</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’episodio mette ancora una volta in evidenza la complessità della <strong>minaccia droni</strong> per le forze armate moderne. Piattaforme di piccole dimensioni, facilmente reperibili sul mercato civile, possono diventare vettori di spionaggio, disturbo o, in casi estremi, di attacco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la Francia, e per l’intero fronte europeo, la protezione dei <strong>siti nucleari e delle infrastrutture strategiche</strong> richiede un rafforzamento continuo dei sistemi di sorveglianza, identificazione e neutralizzazione dedicati ai droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalla Bretagna arriva un segnale chiaro: la sicurezza delle basi chiave non può più fare affidamento soltanto su recinzioni, radar tradizionali e pattuglie armate, ma deve integrare in modo strutturale una <strong>difesa antidrone multilivello</strong>, all’altezza di un campo di battaglia che ormai si estende anche nei cieli a bassa quota.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/levigilant.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#DroniMilitari, difesaeuropea","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-05 23:00:17","stato":"publish","riassunto_video":"Cinque droni non identificati hanno sorvolato la base sottomarina nucleare di Île Longue, suscitando una reazione con fuoco antidrone da parte dei militari. L’episodio, considerato una grave intrusione, è oggetto di indagine. Il caso evidenzia la crescente minaccia dei droni nelle difese militari e la necessità di sistemi antidrone avanzati per proteggere infrastrutture strategiche.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.euronews.com/2025/12/05/french-soldiers-open-fire-on-drones-over-nuclear-submarine-base","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/26945-francia-droni-sulla-base-dei-sottomarini-nucleari-i-militari-aprono-il-fuoco.mp4","galleria":""}
{"id":26937,"titolo":"Santa Barbara 2025: una celebrazione tra tradizione, fede e spirito marinaresco in tutta Italia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La ricorrenza di <strong>Santa Barbara</strong>, Patrona della Marina Militare, è stata celebrata anche quest’anno in tutta Italia con un ricco programma di eventi religiosi, sportivi e cerimoniali. Dalla <strong>Brigata Marina San Marco</strong> a <strong>Roma</strong>, da <strong>Maricentadd</strong> fino a <strong>Napoli</strong>, la festività ha riunito comunità militari, istituzioni e cittadini in un omaggio comune ai valori di <strong>disciplina, sacrificio e servizio</strong> che la Santa incarna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-brigata-marina-san-marco-sport-coesione-e-tradizione\">La Brigata Marina San Marco: sport, coesione e tradizione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Brigata Marina San Marco</strong> ha dedicato l’intero mese alla celebrazione della Patrona con un articolato calendario di attività sportive organizzate dalla Sezione Sportiva di Brigata. Lo sport, parte integrante della formazione militare, è stato ancora una volta terreno di confronto e crescita, richiamando valori irrinunciabili come <strong>spirito di squadra, resistenza, sacrificio e disciplina</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma ha incluso la <strong>staffetta di nuoto 2x50 stile libero</strong>, tornei di <strong>padel, tennis e basket</strong>, e competizioni di <strong>corsa campestre e mountain bike</strong> svolte nelle campagne adiacenti la caserma, tra fango, tratturi e muretti a secco che hanno reso le prove ancora più impegnative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grande partecipazione anche al padel, divenuto punto di riferimento per molti militari, con incontri sempre più combattuti ospitati presso impianti sportivi cittadini. Il rapporto con la comunità di Brindisi, come sempre, è stato centrale: strutture comunali, centri sportivi e piscine hanno collaborato con entusiasmo alla riuscita delle attività.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il prestigioso <strong>Trofeo Challenger di Santa Barbara 2025</strong> è stato aggiudicato al <strong>1° Battaglione Assalto Grado</strong>, che conquistandolo per la terza volta lo acquisisce definitivamente nella propria bacheca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12348,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Santa Barbara 2025: una celebrazione tra tradizione, fede e spirito marinaresco in tutta Italia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/smarco-sbarbara.jpg\" alt=\"Santa Barbara 2025: una celebrazione tra tradizione, fede e spirito marinaresco in tutta Italia\" class=\"wp-image-12348\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Sezione sportiva della Brgata Marina ha organizzato eventi sportivi nellla ricorrenza della Patrona della Marina - Copyright Marina Militare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-roma-la-messa-solenne-nella-basilica-di-san-giovanni-in-laterano\">Roma: la Messa solenne nella Basilica di San Giovanni in Laterano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore istituzionale della celebrazione si è svolto a <strong>Roma</strong>, nella Basilica di <strong>San Giovanni in Laterano</strong>, dove si è tenuta la tradizionale <strong>messa solenne</strong> officiata da <strong>S.E. Mons. Gian Franco Saba</strong>, Ordinario Militare per l’Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla cerimonia hanno partecipato il <strong>Sottosegretario alla Difesa Matteo Perego Cremnago</strong>, il <strong>Segretario Generale della Difesa Fabio Mattei</strong>, il <strong>Capo di Stato Maggiore della Marina Amm. Giuseppe Berutti Bergotto</strong> e numerose autorità civili, militari e religiose.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell’omelia, Mons. Saba ha richiamato la figura di Santa Barbara come simbolo di «<strong>protezione, solidarietà e fede nei momenti di pericolo</strong>», sottolineando il legame profondo tra la Santa e coloro che operano tra mare, fuoco ed esplosivi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al termine della <strong>Preghiera del Marinaio</strong>, l’Ammiraglio Berutti Bergotto ha rivolto un sentito messaggio al personale della Marina: un ringraziamento per la professionalità, la resilienza e il coraggio dimostrati nelle operazioni quotidiane, spesso lontane dagli occhi dell’opinione pubblica, e un pensiero speciale alle famiglie, «<strong>la nostra prima linea di supporto</strong>».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12349,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Santa Barbara 2025: una celebrazione tra tradizione, fede e spirito marinaresco in tutta Italia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/laterano-sbarbara.jpg\" alt=\"Santa Barbara 2025: una celebrazione tra tradizione, fede e spirito marinaresco in tutta Italia\" class=\"wp-image-12349\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La celebrazione presso la Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma - Copyright Marina Militare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Maricentadd: sport, tradizione e spirito di corpo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche <strong>Maricentadd</strong> ha celebrato Santa Barbara con una serie di <strong>tornei e gare</strong> che hanno coinvolto personale militare e comunità del territorio. Oltre alle competizioni classiche – calcio balilla, pallavolo, tennis e corsa campestre – l’edizione 2025 si è distinta per l’attenzione alle <strong>discipline marinaresche</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le <strong>regate di vela</strong> hanno messo alla prova affiatamento e capacità tecniche degli equipaggi su percorsi dinamici e resi impegnativi dalle condizioni meteo variabili. Grande successo anche per la <strong>lancia a remi</strong>, esercizio storico della tradizione navale che richiama la profonda connessione tra la Marina e il mare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia conclusiva ha premiato i vincitori e valorizzato il fair play, lo spirito di sacrificio e l’entusiasmo dei partecipanti. Ancora una volta, i tornei di Santa Barbara hanno rappresentato un momento di identità e coesione, in cui <strong>sport moderno e tradizioni antiche</strong> si sono incontrati in un clima di forte appartenenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12351,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Santa Barbara 2025: una celebrazione tra tradizione, fede e spirito marinaresco in tutta Italia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/marina-sbarbara.jpg\" alt=\"Santa Barbara 2025: una celebrazione tra tradizione, fede e spirito marinaresco in tutta Italia\" class=\"wp-image-12351\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sport, tradizione e spirito marinaresco ai Tornei di Santa Barbara a Maricentadd - Copyright Marina Militare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Napoli: Marina Militare e Vigili del Fuoco insieme nel segno della Patrona</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A <strong>Napoli</strong>, la celebrazione di Santa Barbara ha unito <strong>Marina Militare</strong> e <strong>Vigili del Fuoco</strong> nella cornice della <strong>Chiesa del Gesù Nuovo</strong>, dopo la deposizione di una corona d’alloro alla Base Navale in memoria dei caduti militari e civili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La messa, officiata dal <strong>Cardinale Domenico Battaglia</strong>, è stata accompagnata dal servizio liturgico degli allievi della <strong>Scuola Militare Nunziatella</strong> e dal coro del <strong>Polo delle Arti Caselli Palizzi</strong>, con il supporto della Fanfara del Comando Interregionale Marittimo Sud.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo messaggio, l’Ammiraglio Vincenzo Montanaro, Comandante Logistico della Marina, ha invitato a riflettere sul valore del sacrificio e della perseveranza, ricordando che «<strong>una nave, per quanto tecnologica, senza il suo equipaggio non è che un pezzo di ferro</strong>».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La giornata è stata impreziosita da una spettacolare dimostrazione del Nucleo SAF dei Vigili del Fuoco, che ha dispiegato il Tricolore dalla facciata del Liceo Genovesi, offrendo al pubblico un momento di forte impatto emotivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In piazza è stata inoltre allestita un’esposizione statica dei mezzi operativi della Marina Militare e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, affiancata dal Centro Mobile Informativo Marina e da stand dedicati a illustrare più da vicino attività, competenze e professionalità della Forza Armata e dei Vigili del Fuoco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12350,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Santa Barbara 2025: una celebrazione tra tradizione, fede e spirito marinaresco in tutta Italia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/napoli-s-barbara.jpg\" alt=\"Santa Barbara 2025: una celebrazione tra tradizione, fede e spirito marinaresco in tutta Italia\" class=\"wp-image-12350\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La celebrazione religiosa nella Chiesa del Gesù Nuovo a Napoli - Copyright Marina Militare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La figura di Santa Barbara: tra storia, fede e tradizione militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Santa Barbara, vissuta tra III e IV secolo, subì il martirio per mano del padre Dioscuro a causa della sua fede cristiana. La tradizione narra che un fulmine lo colpì subito dopo l’esecuzione: da qui il legame con la protezione contro esplosioni e pericoli improvvisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da i marinai riconoscono in lei la propria Patrona. Con l’avvento della polvere da sparo, le <strong>Santabarbare</strong>, i depositi munizioni delle navi, vennero simbolicamente affidate alla sua protezione, un’usanza che ancora oggi sopravvive sulle unità navali italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le celebrazioni di Santa Barbara 2025 confermano un’eredità che unisce <strong>fede, tradizioni militari e spirito comunitario</strong>. Dalle cerimonie religiose alle competizioni sportive, ogni evento ha messo in luce la forza dei valori che guidano quotidianamente le donne e gli uomini della Marina Militare: <strong>coraggio, disciplina, fratellanza e dedizione al servizio del Paese</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fonti e Copyright Foto Marina Militare Italiana:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20251205-NAPOLI-CELEBRA-SANTA-BARBARA.aspx\">https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20251205-NAPOLI-CELEBRA-SANTA-BARBARA.aspx</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"http://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20251205_Conclusione-dei-Tornei-di-Santa-Barbara-a-Maricentadd.aspx\">http://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20251205_Conclusione-dei-Tornei-di-Santa-Barbara-a-Maricentadd.aspx</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"http://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20251205_messasolenne_santabarbara.aspx\">http://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20251205_messasolenne_santabarbara.aspx</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"http://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/041225_La-Brigata-Marina-San-Marco-celebra-Santa-Barbara-con-varie-gare-e-tornei-sportivi.aspx\">http://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/041225_La-Brigata-Marina-San-Marco-celebra-Santa-Barbara-con-varie-gare-e-tornei-sportivi.aspx</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/sbarbara2025.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"marinamilitare, SantaBarbara2025, TradizioneEValori","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-05 21:53:18","stato":"publish","riassunto_video":"La Marina Militare Italiana ha celebrato Santa Barbara, sua Patrona, con eventi religiosi e sportivi in tutta Italia. La Brigata Marina San Marco ha organizzato tornei di nuoto, padel e mountain bike, mentre a Roma si è svolta la messa solenne in San Giovanni in Laterano. A Napoli, Marina e Vigili del Fuoco hanno reso omaggio ai caduti con cerimonie, musica ed esposizione dei mezzi operativi.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/26937-santa-barbara-2025-una-celebrazione-tra-tradizione-fede-e-spirito-marinaresco-in-tutta-italia.mp4","galleria":""}
{"id":26933,"titolo":"Verso lo “Schengen militare”, l’Europa accelera sulla mobilità delle forze armate","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Commissione europea compie un passo politico e strategico di grande rilievo verso la creazione di uno <strong>“spazio Schengen militare”</strong>: un’area in cui truppe, mezzi e attrezzature militari possano muoversi rapidamente e in modo coordinato attraverso i confini interni dell’Unione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel nuovo <strong>pacchetto sulla mobilità militare</strong>, presentato insieme all’Alta rappresentante, Bruxelles punta a trasformare la geografia militare europea, spostando il baricentro dalla lentezza delle procedure nazionali alla <strong>velocità operativa</strong> richiesta da scenari di crisi sempre più complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-che-cos-e-lo-schengen-militare\">Che cos’è lo “Schengen militare”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’idea alla base è semplice ma radicale: così come l’Accordo di Schengen ha eliminato i controlli alle frontiere interne per i cittadini, lo <strong>“Schengen militare”</strong> mira a <strong>rimuovere ostacoli regolamentari, logistici e infrastrutturali</strong> che oggi rallentano lo spostamento delle forze armate tra Stati membri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In concreto, la Commissione propone di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>introdurre per la prima volta <strong>regole armonizzate a livello UE</strong> per i movimenti militari transfrontalieri;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>fissare tempi certi e rapidi, con <strong>un massimo di tre giorni</strong> per il trattamento delle richieste di transito;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>semplificare le <strong>procedure doganali</strong> e burocratiche per convogli, mezzi pesanti e materiali sensibili.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo dichiarato è creare entro il <strong>2027</strong> un vero e proprio <strong>spazio europeo di mobilità militare</strong>, in cui mezzi e truppe possano muoversi “a scala e velocità” compatibili con le esigenze NATO e UE.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Logistica, infrastrutture e risposta d’emergenza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il pacchetto non si limita alle norme. La Commissione mette mano anche al terreno fisico e alla catena logistica su cui dovrebbe poggiarsi lo “Schengen militare”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i punti chiave:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Emergency framework</strong> – Viene istituito l’<strong>European Military Mobility Enhanced Response System (EMERS)</strong>, un sistema di risposta rafforzata che in caso di crisi consentirà <strong>corsie preferenziali</strong> e procedure accelerate per l’uso di infrastrutture critiche da parte delle forze armate, sia in contesto UE sia NATO.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Infrastrutture a doppio uso</strong> – I principali corridoi europei saranno adeguati a <strong>standard dual-use</strong>, in grado di sostenere traffico civile e militare: ponti, ferrovie, porti, aeroporti dovranno reggere mezzi pesanti, convogli corazzati, trasporti eccezionali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Resilienza e protezione</strong> – Un nuovo <em>resilience toolbox</em> servirà a proteggere le infrastrutture strategiche, con attenzione a <strong>cybersicurezza, sicurezza energetica e continuità operativa</strong> in tempi di pace e di crisi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Capacità in pool</strong> – Si prevede un <strong>Solidarity Pool</strong> per condividere capacità di mobilità tra Stati membri e la possibile creazione di un <strong>Military Mobility Digital Information System</strong>, una piattaforma digitale comune per coordinare transiti, finestre temporali e priorità logistiche.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla guida del processo ci sarà un nuovo <strong>Military Mobility Transport Group</strong>, affiancato da un Comitato TEN-T rafforzato, mentre ogni Stato nominerà un <strong>coordinatore nazionale</strong> per il trasporto militare transfrontaliero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dalla carta alla potenza industriale: la trasformazione della difesa europea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo <strong>“Schengen militare”</strong> è accompagnato da un secondo pilastro: la <strong>trasformazione dell’industria europea della difesa</strong>. Con la <strong>EU Defence Industry Transformation Roadmap</strong>, la Commissione punta a rafforzare in modo sistematico il tessuto industriale e tecnologico del settore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli obiettivi principali sono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>accelerare l’innovazione dirompente</strong> nel comparto militare;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>rafforzare la capacità produttiva europea</strong>, rendendo più stabile e prevedibile la base industriale;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>mettere in rete grandi gruppi, PMI e startup deep-tech</strong>, favorendo nuove sinergie tra difesa e alta tecnologia;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>colmare il divario tecnologico</strong> in ambiti chiave come intelligenza artificiale, sistemi quantistici, droni e capacità spaziali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il pacchetto sulla mobilità militare e la Roadmap industriale si inseriscono nel quadro del <strong>Libro bianco per la difesa europea – Readiness 2030</strong> e del piano <strong>ReArm Europe</strong>, che prevede strumenti finanziari e incentivi per sostenere gli investimenti degli Stati membri nelle capacità di difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con queste iniziative, Bruxelles punta a integrare <strong>logistica, infrastrutture e capacità industriali</strong> all’interno di una stessa visione: la logistica militare entra in modo strutturato nella strategia di difesa europea e, accanto all’Unione doganale e allo spazio Schengen per i cittadini, fa il suo ingresso nel lessico comunitario un nuovo concetto destinato a consolidarsi: lo <strong>“Schengen militare”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":12340,\"href\":\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/12/Commission_moves_towards__Military_Schengen__and_transformation_of_defence_industry.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/12/Commission_moves_towards__Military_Schengen__and_transformation_of_defence_industry.pdf\" type=\"application/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"Commission_moves_towards__Military_Schengen__and_transformation_of_defence_industry\"></object><a id=\"wp-block-file--media-0e0c3759-fd3b-4ba5-ac74-495728d70ca2\" href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/12/Commission_moves_towards__Military_Schengen__and_transformation_of_defence_industry.pdf\">Commission_moves_towards__Military_Schengen__and_transformation_of_defence_industry</a><a href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/12/Commission_moves_towards__Military_Schengen__and_transformation_of_defence_industry.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-0e0c3759-fd3b-4ba5-ac74-495728d70ca2\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/P-068387-00-15-03-MED-57030.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesaeuropea, MobilitàMilitareUE, SchengenMilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-05 10:22:25","stato":"publish","riassunto_video":"La Commissione europea propone uno “Schengen militare” per facilitare il rapido movimento di truppe e mezzi tra Stati membri, con regole armonizzate e tempi certi. Entro il 2027 si punta a infrastrutture dual-use, un sistema di risposta d’emergenza e una piattaforma digitale per coordinare i transiti. Parallelamente, si rafforza l’industria della Difesa Europea, favorendo innovazione e capacità.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_25_2724","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/26933-verso-lo-schengen-militare-leuropa-accelera-sulla-mobilita-delle-forze-armate.mp4","galleria":""}
{"id":26926,"titolo":"13 nuovi Fucilieri di Marina per il 2º Reggimento San Marco","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella solenne cornice del <strong>Castello Svevo</strong>, storico simbolo della presenza marittima e militare della città, si è svolta la cerimonia che ha sancito il completamento dei moduli addestrativi <strong>18° Obstructed</strong> e <strong>13° Opposed</strong>, con la conseguente abilitazione alle <strong>Maritime Interdiction Operations (MIO)</strong> di tredici fucilieri della <strong>Brigata Marina San Marco</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli operatori, selezionati al termine di un percorso intenso e altamente specializzato, fanno ora ufficialmente ingresso nelle fila del <strong>2° Reggimento San Marco</strong>, reparto d’eccellenza della Marina Militare deputato a condurre operazioni marittime e navali a bordo delle Unità della Squadra Navale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia è stata presieduta dall’<strong>Ammiraglio Michele Orini</strong>, Comandante della Brigata Marina San Marco, che nel suo intervento ha evidenziato come i <strong>boarding team</strong> del Reggimento costituiscano una delle capacità più strategiche della Forza Armata, fondamentali per garantire <strong>sicurezza marittima</strong>, contrasto alle attività illegali e tutela degli interessi nazionali in contesti operativi complessi.<br>L’Ammiraglio ha inoltre sottolineato la <strong>qualità professionale</strong> dei frequentatori, lodando l’impegno richiesto per superare un iter formativo che riproduce scenari dove rapidità decisionale, autocontrollo e tecniche avanzate di ingaggio ravvicinato risultano determinanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Concetti ripresi anche dal <strong>Comandante del 2° Reggimento</strong>, <strong>Capitano di Vascello Marco Maccaroni</strong>, che ha ribadito l’importanza di un addestramento continuo per mantenere livelli di efficienza e credibilità operativa adeguati agli impegni nazionali e multinazionali. La preparazione degli operatori, ha ricordato, è il fulcro della capacità di intervento nelle <strong>MIO</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-addestramento-costruito-su-scenari-reali\"><strong>Un addestramento costruito su scenari reali</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il modulo conclusivo ha previsto un ciclo addestrativo particolarmente intenso, articolato su:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>abbordaggi diurni e notturni ad alto rischio</strong>, con affiancamenti su Unità Navali in movimento tramite battelli di superficie ad alta velocità;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>tecniche di combattimento in ambienti ristretti</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>impiego avanzato dei materiali tattici</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>procedure di gestione infortunati ed evacuazione dei feriti</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>procedure di discriminazione tra personale amico, ostile e sconosciuto</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un percorso pensato per simulare condizioni operative reali, in cui ogni movimento e ogni comando possono determinare l’esito della missione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-passaggio-da-frequentatori-a-operatori\">Il passaggio da frequentatori a operatori</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La consegna degli attestati ha rappresentato un momento di forte valore simbolico, sancendo il passaggio da frequentatori a operatori pienamente qualificati. Particolarmente significativa la presenza degli operatori già in servizio nel <strong>2° Reggimento</strong>, schierati per accogliere le nuove leve in un gesto di continuità professionale e tradizione di reparto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per i tredici neoabilitati si apre ora la fase operativa: saranno impiegati nelle squadre del Reggimento, pronti a operare a bordo delle Unità Navali della Marina Militare con l’obiettivo di garantire <strong>sicurezza marittima</strong>, salvaguardare le <strong>vie di comunicazione</strong> e proteggere gli <strong>interessi nazionali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/sanmarco13fuc.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"marinamilitare, SanMarco","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-04 23:43:13","stato":"publish","riassunto_video":"Al Castello Svevo si è svolta la cerimonia di abilitazione di tredici fucilieri della Brigata Marina San Marco alle Maritime Interdiction Operations. Dopo un addestramento intenso e realistico, i nuovi operatori entrano nel 2° Reggimento, pronti a garantire sicurezza marittima e contrastare attività illegali a bordo delle unità navali della Marina Militare.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20251204-il-2%C2%B0-Reggimento-San-Marco-abilita-13-Fucilieri-di-Marina.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/26926-13-nuovi-fucilieri-di-marina-per-il-2o-reggimento-san-marco.mp4","galleria":""}
{"id":26918,"titolo":"Indennità di trasferimento: svolta per il personale di rientro dall’estero","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni il tema dell’<strong>indennità di trasferimento</strong> per il personale militare impiegato all’estero e poi rientrato in Patria è stato al centro di numerosi contenziosi. Il nodo principale riguardava l’interpretazione dell’art. 1 della Legge 29 marzo 2001, n. 86, dopo l’abrogazione del comma 4 ad opera della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per molto tempo, questa abrogazione era stata letta dall’Amministrazione come una sorta di cancellazione del diritto all’indennità in occasione del rientro dall’estero, anche nei casi in cui il militare, rimpatriando, venisse assegnato ad una nuova sede di servizio. Ne sono derivati numerosi ricorsi davanti ai giudici amministrativi e contabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-nuovo-orientamento-giurisprudenziale\">Il nuovo orientamento giurisprudenziale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le pronunce più recenti dei giudici hanno però ribaltato questo approccio:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Nessuna indennità</strong> è dovuta quando il militare, rientrando dall’estero, torna nella <strong>stessa sede</strong> di prima, o in altra sede <strong>ubicata nello stesso Comune</strong> o comunque a <strong>meno di 10 km</strong> da quella originaria;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>L’indennità di trasferimento è invece dovuta</strong> quando, al rientro in Italia, l’Amministrazione dispone il <strong>trasferimento d’autorità in una sede diversa</strong>, situata in <strong>altro Comune</strong> e a <strong>più di 10 km</strong> da quella precedentemente ricoperta in Patria.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In queste ipotesi, i giudici hanno ritenuto che non trovi applicazione l’ormai abrogato comma 4 dell’art. 1 della Legge n. 86/2001, bensì il <strong>comma 1 dello stesso articolo</strong>, cioè la disciplina generale del trasferimento d’autorità, che comporta il diritto all’indennità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ruolo-decisivo-dell-avvocatura-generale-dello-stato\">Il ruolo decisivo dell’Avvocatura Generale dello Stato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Su questa linea si è espressa anche l’<strong>Avvocatura Generale dello Stato</strong>, interpellata dal Ministero della Difesa per dirimere definitivamente la questione, sia in relazione alle <strong>istanze amministrative</strong> del personale, sia rispetto ai <strong>numerosi contenziosi pendenti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Avvocatura, sulla base di un’analisi normativa, sistematica, teleologica e costituzionale, oltre che della giurisprudenza oramai consolidata, ha affermato in modo chiaro che:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>l’indennità di trasferimento <strong>deve essere riconosciuta</strong> al militare che, al termine del servizio all’estero, venga assegnato ad una sede in Patria <strong>diversa da quella di provenienza</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo l’Avvocatura:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>l’abrogazione del comma 4 dell’art. 1 della L. n. 86/2001 ha <strong>eliminato la norma speciale</strong> dedicata ai rientri dall’estero,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>ma <strong>non</strong> ha introdotto alcuna disposizione che escluda l’applicazione della normativa <strong>generale</strong> sui trasferimenti d’autorità,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>quindi, quando il rientro dall’estero si concretizza in un <strong>nuovo trasferimento d’autorità</strong> in sede diversa, scatta il diritto all’<strong>indennità di trasferimento ex art. 1, comma 1, L. 86/2001</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Avvocatura ha inoltre invitato l’Amministrazione a <strong>non insistere</strong> nel negare l’indennità in giudizio, ma ad <strong>allinearsi all’orientamento giurisprudenziale favorevole</strong>, riconoscendo il beneficio in corso di causa, anche per evitare la condanna alle spese derivante da una probabile soccombenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-circolare-di-persomil-diritto-riconosciuto-anche-per-chi-rientra-in-una-sede-diversa\">La circolare di Persomil: diritto riconosciuto anche per chi rientra in una sede diversa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla luce di questi pareri e delle pronunce giudiziarie, la <strong>Direzione Generale per il Personale Militare (Persomil)</strong> ha emanato una circolare di carattere generale, diretta a tutte le articolazioni competenti delle Forze Armate e dell’Arma dei Carabinieri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con tale atto, Persomil:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>prende atto</strong> dell’orientamento giurisprudenziale ormai prevalente;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>fa proprie</strong> le indicazioni dell’Avvocatura Generale dello Stato;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>stabilisce</strong> che l’indennità di trasferimento <strong>va riconosciuta</strong> al personale militare che, rientrando dall’estero, venga destinato ad una sede in Patria <strong>diversa da quella occupata prima della partenza</strong>, purché si tratti di diversa sede in altro Comune e a distanza superiore a 10 km rispetto alla precedente;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>invita i <strong>Servizi Amministrativi di Forza Armata e il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri</strong> a dare <strong>puntuale applicazione</strong> a tali coordinate interpretative nella gestione delle pratiche e nella definizione dei contenziosi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sostanza, viene formalizzato – con valenza applicativa generale – il principio che:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>il militare che rientra da un mandato pluriennale all’estero e viene assegnato ad una sede differente da quella di partenza ha diritto all’indennità di trasferimento, secondo le regole ordinarie del trasferimento d’autorità.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-cambia-in-concreto-per-il-personale\">Cosa cambia in concreto per il personale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il personale interessato, questo chiarimento comporta effetti molto concreti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Chi, dopo aver prestato servizio all’estero, è stato o sarà <strong>trasferito d’autorità in una sede diversa</strong> da quella di origine, ubicata in <strong>altro Comune</strong> e a distanza <strong>maggiore di 10 km</strong>, potrà <strong>rivendicare l’indennità di trasferimento</strong> ex art. 1, comma 1, L. 86/2001.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Le amministrazioni periferiche saranno tenute a <strong>riesaminare e decidere</strong> le istanze presentate dal personale alla luce delle nuove coordinate fornite da Persomil.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Nei contenziosi in corso, l’Amministrazione è orientata ad <strong>adeguarsi alla giurisprudenza favorevole</strong>, riconoscendo il diritto all’indennità e limitando così ulteriori oneri processuali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":26923,\"href\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/perstampa_perstampa_trasfer_rient_in_Patria_diram_parere.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/perstampa_perstampa_trasfer_rient_in_Patria_diram_parere.pdf\" type=\"application/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"perstampa_perstampa_trasfer_rient_in_Patria_diram_parere\"></object><a id=\"wp-block-file--media-e0c5f202-cc6c-4a9f-ba9c-0afd5db21817\" href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/perstampa_perstampa_trasfer_rient_in_Patria_diram_parere.pdf\">perstampa_perstampa_trasfer_rient_in_Patria_diram_parere</a><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/perstampa_perstampa_trasfer_rient_in_Patria_diram_parere.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-e0c5f202-cc6c-4a9f-ba9c-0afd5db21817\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/Palazzo-Esercito-Roma.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"indennitaditrasferimento, militari, ministerodelladifesa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-04 23:03:20","stato":"publish","riassunto_video":"Negli ultimi anni, il diritto all’indennità di trasferimento per militari rientrati dall’estero è stato oggetto di contenziosi. La recente giurisprudenza e l’Avvocatura Generale dello Stato chiariscono che l’indennità spetta se il militare viene trasferito d’autorità in una sede diversa, in altro Comune e a oltre 10 km dalla precedente. Persomil ha ufficializzato questo orientamento.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://amus-aeronautica.it/wp-content/uploads/2025/12/perstampa_perstampa_trasfer_rient_in_Patria_diram_parere.pdf","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/26918-indennita-di-trasferimento-svolta-per-il-personale-di-rientro-dallestero.mp4","galleria":""}
{"id":26914,"titolo":"Crosetto: «Lo scudo spaziale è irrinunciabile. Servono 4,4 miliardi per la difesa del Paese»","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso dell’audizione alle <strong>commissioni Difesa congiunte di Senato e Camera</strong>, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha delineato le priorità strategiche del nuovo <strong>Documento programmatico pluriennale</strong>, ponendo al centro la realizzazione di un vero e proprio <strong>“dome” nazionale</strong>: uno scudo protettivo multilivello che integri capacità spaziali, missilistiche e sistemi avanzati antidrone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-architettura-di-difesa-mai-avuta-prima\">Un’architettura di difesa mai avuta prima</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Crosetto ha spiegato che il nuovo scudo difensivo richiederà <strong>circa 4,4 miliardi di euro</strong> nelle prossime annualità.<br><em>«Il ‘dome’ nazionale è un’architettura protettiva multilivello che prevede <strong>difesa spaziale, missilistica e antidrone</strong>. Una difesa che non abbiamo mai avuto e che non è più rinunciabile»</em>, ha dichiarato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto comprende:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>sistemi spaziali di allarme missilistico</strong>,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>radar avanzati</strong>,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>velivoli di difesa aerea</strong> come il <strong>GCAP</strong>, il futuro caccia di sesta generazione,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>la <strong>batteria Samp-T</strong> nella sua versione next generation,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>un insieme di <strong>sistemi antidrone</strong> capaci di rispondere alle minacce emergenti.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta di un sistema <strong>interoperabile e multilivello</strong>, progettato per garantire protezione al territorio nazionale sulla base delle lezioni tratte dai conflitti contemporanei: dalle capacità dello scudo israeliano fino agli attacchi missilistici e dronici che colpiscono quotidianamente l’Ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tutto-i-dubbi-di-un-campo-inesplorato\">Tutto i dubbi di un campo inesplorato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La costruzione di uno scudo spaziale nazionale apre inevitabilmente a interrogativi legati alla complessità tecnologica e ai tempi di sviluppo. Oggi, infatti, <strong>solo Israele dispone di un sistema “Dome” realmente efficiente</strong>, frutto di decenni di investimenti, sperimentazioni sul campo e integrazione multilivello tra Iron Dome, David’s Sling e Arrow.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Persino gli <strong>Stati Uniti</strong>, con la più ampia infrastruttura antimissile al mondo, raggiungono nei test un tasso di intercettazione medio attorno all’<strong>80%</strong>, a conferma di quanto questo settore resti estremamente impegnativo anche per le potenze con maggior esperienza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una possibile via d’uscita da questo “territorio inesplorato” potrebbe essere <strong>una joint venture con la Francia</strong>, capitalizzando la collaborazione già esistente sul fronte della difesa aerea con il programma <strong>SAMP-T / Mamba</strong>. Roma e Parigi condividono da anni tecnologie, industrie e dottrina in ambito missilistico: estendere questa sinergia verso un <strong>“dome” europeo italo-francese</strong> significherebbe mettere insieme know-how, capacità industriali e risorse finanziarie che, da sole, l’Italia faticherebbe a sostenere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un progetto congiunto consentirebbe non solo di <strong>diluire i costi di sviluppo</strong> e ridurre i tempi, ma anche di garantire fin dall’origine <strong>interoperabilità piena in ambito NATO ed UE</strong>, trasformando lo scudo spaziale da ambizione nazionale a tassello credibile di una più ampia architettura di difesa continentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-in-ucraina-una-war-of-drones\">«In Ucraina una war of drones»</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Crosetto ha poi richiamato l’attenzione sulla natura sempre più tecnologica delle guerre moderne:<br><em>«La guerra in Ucraina prosegue con intensi attacchi russi. Constatiamo come questa sia ormai una <strong>war of drones</strong>, caratterizzata da un rapidissimo ciclo di innovazione tecnologica»</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ministro ha sottolineato come <strong>tecnologie emergenti e a basso costo</strong> consentano anche a soggetti ostili di acquisire strumenti difficili da intercettare e contrastare, dai droni ai mini-droni operabili individualmente o in sciame.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>«Le tecnologie emergenti assumono un ruolo chiave nelle dinamiche strategiche, militari e industriali»</em>, ha aggiunto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-riforma-della-difesa-e-il-tema-della-leva-volontaria\">La riforma della Difesa e il tema della leva volontaria</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei passaggi più significativi dell’audizione ha riguardato il futuro del personale militare e l’ipotesi di una <strong>leva volontaria rinnovata</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>«La 244 va superata: è stata costruita in un’epoca diversa. <strong>Occorre aumentare le forze armate</strong> e migliorarne la qualità, anche attingendo a <strong>professionalità civili</strong> che il mercato oggi offre»</em>, ha affermato Crosetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ministro ha ricordato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>la necessità di strumenti normativi per reperire nuove risorse umane,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il ruolo della <strong>riserva selezionata</strong>,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>l’introduzione di <strong>meccanismi incentivanti</strong> per attrarre competenze tecniche,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>la prospettiva di un possibile aumento delle <strong>missioni all’estero</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Crosetto, servono <strong>forze armate pienamente professionali</strong>, ma integrate da competenze specialistiche provenienti anche dal settore civile, soprattutto nei domini tecnologici più avanzati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-verso-una-riforma-complessiva-del-sistema-difesa\">Verso una riforma complessiva del sistema Difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ministro ha annunciato che <strong>all’inizio del 2026</strong> intende presentare in Parlamento una proposta organica di riforma dello strumento militare:<br><em>«C’è bisogno di uno strumento efficiente ed efficace, capace di adeguarsi a cambi repentini che rendono impossibile prevedere la minaccia futura. È tempo di ridefinire il quadro della nostra Difesa»</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una riforma che, nelle intenzioni del dicastero, dovrà aggiornare profondamente la struttura, le capacità operative e le tecnologie disponibili, alla luce delle nuove sfide geopolitiche e dell’accelerazione del dominio aerospaziale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/scudo-spaziale.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"crosetto, difesaitaliana, ScudoSpaziale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-04 19:09:30","stato":"publish","riassunto_video":"Il Ministro della Difesa Crosetto, nel corso dell’audizione alle commissioni Difesa congiunte di Senato e Camera, ha parlato di un progetto multilivello che integri difesa spaziale, missilistica e antidrone, per un investimento di 4,4 miliardi. Restano i dubbi di un territorio inesplorato e delle possibili soluzioni. Ad oggi solo Israele dispone di un sistema “Dome” realmente efficiente.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.repubblica.it/politica/2025/12/04/news/crosetto_armi_difesa_ucraina-425020969/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/26914-crosetto-lo-scudo-spaziale-e-irrinunciabile-servono-44-miliardi-per-la-difesa-del-paese.mp4","galleria":""}
{"id":26909,"titolo":"Il Generale Camporini difende Cavo Dragone: «Colpire con un virus la fonte di un attacco cyber è un atto difensivo.»","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale <strong>Vincenzo Camporini</strong>, già Capo di Stato Maggiore della Difesa, oggi in pensione, interviene sul tema della sicurezza informatica aprendo a una lettura non convenzionale delle contromisure digitali. In un’<a href=\"https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/25_dicembre_03/il-generale-camporini-colpire-con-un-virus-la-fonte-identificata-di-un-aggressione-cyber-e-un-atto-difensivo-cf10679d-885f-408f-aadb-16c9bd33cxlk.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">intervista al <em>Corriere della Sera</em></a>, interpellato sulle <a href=\"https://difesanews.com/cavo-dragone-valutiamo-un-attacco-ibrido-preventivo-contro-la-russia/\">recenti affermazioni dell’Ammiraglio Cavo Dragone</a>, l’alto ufficiale afferma che <strong>l’impiego di un virus contro la fonte identificata di un attacco informatico può rientrare nella legittima difesa</strong>, purché sia accertata l’origine dell’offensiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-minacce-crescenti-e-attribuzione-degli-attacchi\">Minacce crescenti e attribuzione degli attacchi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Camporini, il volume e la natura degli attacchi cibernetici rivolti verso istituzioni, infrastrutture critiche e aziende continuano a crescere. L’ufficiale evidenzia che <strong>una parte rilevante di queste aggressioni proverrebbe da attori riconducibili all’area russa</strong>, pur ricordando come l’attribuzione certa di un cyberattacco resti complessa per natura tecnica e per dinamiche di copertura.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La difesa cibernetica finora si è concentrata su strumenti passivi, firewall, sistemi di filtraggio, protezioni avanzate, ma, osserva Camporini, <strong>l’evoluzione dello scenario internazionale impone di valutare risposte più incisive</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dalla-difesa-passiva-alla-difesa-attiva\">Dalla difesa passiva alla difesa attiva</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il generale richiama l’attenzione sul fatto che la distinzione tra attacco e difesa, nel dominio digitale, è sempre più sottile. Una reazione che impiega un malware, sostiene, <strong>può essere interpretata come una misura difensiva volta a neutralizzare la fonte dell’aggressione</strong>, non come un atto ostile fine a sé stesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il tema si inserisce nel più ampio contesto della <strong>guerra ibrida</strong>, in cui strumenti informatici, propaganda e operazioni clandestine si intrecciano. Anche in ambito NATO, osserva Camporini, si sta discutendo la possibilità di adottare <strong>strumenti di difesa attiva</strong> capaci di limitare o interrompere a monte un’aggressione digitale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-implicazioni-operative-giuridiche-e-strategiche\">Implicazioni operative, giuridiche e strategiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La posizione solleva questioni rilevanti. Il ricorso a un virus come risposta solleva interrogativi sul <strong>quadro normativo internazionale</strong>, sulla proporzionalità dell’azione e sul rischio di colpire sistemi terzi o infrastrutture civili. Resta centrale il problema dell’attribuzione: <strong>solo un’identificazione inequivocabile dell’origine dell’attacco</strong> può giustificare un intervento attivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sono inoltre evidenziati i rischi di un’eventuale <strong>escalation digitale</strong>, in cui attori statuali e non statuali potrebbero rispondere con ulteriori offensive, ampliando il conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-dibattito-destinato-a-crescere\">Un dibattito destinato a crescere</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le dichiarazioni di Camporini si inseriscono in un contesto in cui governi e alleanze militari sono chiamati a definire <strong>nuove dottrine di cyber-difesa</strong>, in grado di adattarsi a minacce in continua evoluzione. La possibilità di considerare un’azione informatica “attiva” come parte della difesa rappresenta una svolta concettuale destinata a pesare sulle future strategie di sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Camporini, la protezione degli Stati e delle loro infrastrutture non potrà più limitarsi alla mera resistenza passiva agli attacchi, ma dovrà includere <strong>strumenti capaci di prevenire, interrompere e neutralizzare la minaccia alla fonte</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/camporini.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"cyberdifesa, guerraibrida","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-04 00:23:19","stato":"publish","riassunto_video":"Il Generale Camporini apre al ricorso a virus informatici come legittima difesa contro attacchi cibernetici, se l’origine è certa. Sottolinea la crescita delle minacce, spesso legate all’area russa, e invita a passare da una difesa passiva a una attiva, pur evidenziando rischi giuridici e di escalation. Il dibattito sulle nuove strategie di cyber-difesa è in evoluzione.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/25_dicembre_03/il-generale-camporini-colpire-con-un-virus-la-fonte-identificata-di-un-aggressione-cyber-e-un-atto-difensivo-cf10679d-885f-408f-aadb-16c9bd33cxlk.shtml","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/26909-il-generale-camporini-difende-cavo-dragone-colpire-con-un-virus-la-fonte-di-un-attacco-cyber-e-un-atto-difensivo.mp4","galleria":""}
{"id":26906,"titolo":"Il futuro della Difesa passa per Frosinone: nasce il Polo Droni Militari nell’eredità del 72° Stormo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>A Frosinone si conclude una lunga stagione della formazione Aeronautica Italiana. Con il trasferimento del <strong>72° Stormo</strong> a Viterbo, lo storico aeroporto “<strong>Girolamo Moscardini</strong>”, operativo dal <strong>1939</strong>, chiude la sua epoca dedicata all’addestramento dei piloti di elicottero iniziata nel <strong>1955</strong>. Una trasformazione significativa, che non comporta però un arretramento del ruolo militare del territorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie al lavoro istituzionale del <strong>Deputato della Repubblica Aldo Mattia</strong> e dell’<strong>Onorevole Maria Veronica Rossi</strong>, lo scalo manterrà infatti una funzione di primo piano nella formazione nazionale, diventando sede della nuova <strong>Scuola Interforze per piloti di droni militari</strong>, operativa dal <strong>2026</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta di un passaggio che rinnova l’identità aeronautica di Frosinone, proiettandola verso le tecnologie emergenti e i nuovi scenari operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-nuovo-polo-nazionale-dei-droni-tecnologia-sicurezza-e-capacita-operativa\">Il nuovo Polo Nazionale dei Droni: tecnologia, sicurezza e capacità operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nascita della <strong>Scuola Interforze di Addestramento per piloti di droni</strong> rappresenta un passo di grande rilievo per il sistema difensivo nazionale.<br>Il centro diventerà un <strong>riferimento per tutte le Forze Armate</strong>, con programmi specifici dedicati ai sistemi a pilotaggio remoto, oggi essenziali nelle operazioni di sicurezza, monitoraggio e supporto tattico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto internazionale attuale, caratterizzato da tecnologie sempre più avanzate e da scenari bellici complessi, i droni svolgono un ruolo determinante per <strong>ricognizione, intelligence, sorveglianza e protezione del personale sul campo</strong>. La decisione di collocare a Frosinone un centro dedicato alla loro formazione risponde a un’esigenza strategica di modernizzazione e coordinamento interforze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scuola consentirà lo sviluppo di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>professionalità altamente specializzate</strong>,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>competenze tecniche aggiornate ai più recenti standard operativi</strong>,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>nuove opportunità di collaborazione con il settore aerospaziale</strong>,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>un percorso formativo in linea con le necessità delle missioni contemporanee.</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Moscardini diventa così un <strong>polo di eccellenza nazionale</strong>, in grado di integrare innovazione, formazione avanzata e capacità operative, con ricadute positive anche sul territorio in termini di competenze e prospettive di sviluppo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-infrastruttura-al-passo-con-le-nuove-esigenze-della-difesa\">Un’infrastruttura al passo con le nuove esigenze della Difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’istituzione della scuola ha suscitato apprezzamento diffuso per la sua capacità di valorizzare uno scalo storico e di inserirlo nelle nuove dinamiche della sicurezza e dell’aerospazio. <strong>La realizzazione del centro rappresenta un investimento di lungo periodo</strong>, che permette di coniugare tradizione aeronautica e modernità tecnologica in un contesto globale in rapida evoluzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Guardando al futuro, il lavoro di definizione dei programmi, dell’organizzazione didattica e delle sinergie operative costituirà il cuore della prossima fase. <strong>La struttura potrà collaborare con le diverse componenti interforze e con realtà industriali specializzate</strong>, contribuendo alla crescita di un settore in forte espansione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Frosinone assume così un ruolo concreto e costruttivo all’interno del panorama nazionale, diventando <strong>hub italiano per l’addestramento dei piloti di droni militari</strong>.<br>Una scelta che rafforza la capacità del Paese di rispondere alle nuove sfide della Difesa e dell’Aerospazio, e che offre alla città una prospettiva stabile, moderna e altamente qualificata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>2026</strong>, il Moscardini non sarà soltanto un luogo di memoria, ma un <strong>laboratorio operativo del futuro</strong>, dove si formano le competenze chiamate a presidiare i cieli del domani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/droni-frosi.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Droni, frosinone, moscardini","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-03 23:53:21","stato":"publish","riassunto_video":"A Frosinone si chiude l’era dell’addestramento elicotteristico con il trasferimento del 72° Stormo a Viterbo. Lo storico aeroporto Moscardini diventerà dal 2026 la sede della nuova Scuola Interforze per piloti di droni militari, un centro d’eccellenza per formazione avanzata, innovazione tecnologica e cooperazione interforze, rafforzando il ruolo strategico del territorio nella Difesa nazionale.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ciociariaoggi.it/gallery/cronaca/312571/a-frosinone-la-scuola-interforze-droni.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/26906-il-futuro-della-difesa-passa-per-frosinone-nasce-il-polo-droni-militari-nelleredita-del-72-stormo.mp4","galleria":""}
{"id":16365,"titolo":"Storia del Basco Amaranto e del Fregio della Folgore","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il <strong>10 giugno 1967</strong> rappresenta una data spartiacque per la <a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\">Storia dei Paracadutisti Italiani</a>. In quel giorno la <strong>Brigata Paracadutisti</strong> ricevette l’autorizzazione a fregiarsi del nome <strong>\"Folgore\"</strong>. Un tributo diretto alla <strong>Divisione Paracadutisti Folgore</strong>, che aveva scritto una delle pagine più gloriose della nostra storia militare nelle sabbie di <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\">El Alamein</a> nel 1942.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Ma la tradizione non si ferma ai nomi. L’identità di un reparto passa anche dai <strong>simboli visivi</strong> che lo rappresentano, e proprio in quel periodo vennero introdotti due elementi fondamentali, che ancora oggi ogni paracadutista italiano indossa con estrema fierezza:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Il <strong>basco di colore amaranto</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Il <strong>fregio metallico con il paracadute e la daga</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Basco Amaranto: il copricapo di chi attacca dal cielo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>L’adozione del Basco Amaranto</strong> – avvenuta il <strong>1° luglio 1967 a San Rossore</strong>, in <strong>provincia di Pisa</strong>, al termine dell'esercitazione con aviolancio <strong>\"Aquila Rossa\"</strong> – <strong>non fu una scelta casuale</strong>. In linea con una <strong>tradizione internazionale consolidata</strong>, che vuole le <strong>truppe d’élite immediatamente riconoscibili</strong> dal colore del proprio copricapo, anche <strong>l’Italia scelse un colore distintivo per i suoi Paracadutisti</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16837,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/ligobbi-saragat-1.jpg\" alt=\"Storia del Basco Amaranto e del Fregio della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16837\" title=\"Storia del Basco Amaranto e del Fregio della Folgore - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">San Rossore, Pisa, 1° luglio 1967: il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat consegna il Basco Amaranto al Comandante della Folgore, il Generale Alberto Li Gobbi.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il <strong>basco amaranto</strong>, già simbolo delle aviotruppe britanniche e di altre reaparti speciali nel mondo, divenne il segno di riconoscimento dei Parà italiani. Non un semplice elemento di uniforme, ma un <strong>simbolo di valore</strong>, di selezione, di duro addestramento e di appartenenza a una <strong>fratellanza che si estende oltre il tempo e oltre le generazioni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16824,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-storia-del-basco-amaranto-e-del-fregio-della-folgore-basco-amaranto-1.jpg\" alt=\"Storia del Basco Amaranto e del Fregio della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16824\" title=\"Storia del Basco Amaranto e del Fregio della Folgore - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il basco amaranto rappresenta un simbolo distintivo e fortemente identitario dei Paracadutisti Italiani.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il fregio: progettato da chi portava il basco</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>In quel contesto di cambiamento</strong>, un giovane Paracadutista in servizio presso la <strong>Compagnia Comando della Caserma “Gamerra” di Pisa</strong>, <strong>Giulio Renzo Sarrica</strong>, fu incaricato di <strong>disegnare il nuovo fregio destinato al Basco Amaranto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La scelta non cadde su un disegnatore qualsiasi, ma su un <strong>militare del reparto</strong>, un Parà, uno “di dentro”, che conosceva dall’interno lo spirito e il significato di quello che andava rappresentato. Il risultato fu un’opera <strong>tecnica, precisa e simbolicamente potente</strong>, basata su una struttura geometrica <strong>costruita a partire dal cerchio</strong>, a testimonianza della <strong>disciplina, armonia e centralità</strong> del paracadutista nella struttura delle Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il <strong>fregio</strong>, pensato per la realizzazione in <strong>pressofusione metallica</strong>, mostra un <strong>paracadute aperto</strong> con vele perfettamente simmetriche, al centro del quale campeggia una <strong>daga verticale</strong> – simbolo di prontezza, determinazione e forza offensiva. Un disegno che, in pochi tratti, riesce a condensare l’essenza del Paracadutista: uomo d’assalto, ma anche soldato preciso, deciso e pronto ad operare in condizioni complesse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il progetto, realizzato nel 1967 da Sarrica, fa parte a pieno titolo della <strong>storia iconografica della Folgore</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16826,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/giulio-sarrica-basco-1024x683.jpg\" alt=\"Storia del Basco Amaranto e del Fregio della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16826\" title=\"Storia del Basco Amaranto e del Fregio della Folgore - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">In alto a sinistra, i disegni originali del progetto realizzati da Giulio Sarrica nel 1967.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La “pulce di reparto”: una variante sentita e rispettata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Negli anni successivi, è comparsa una <strong>variante</strong>: il fregio con <strong>l’aggiunta della \"pulce\"</strong>, ovvero il <strong>simbolo specifico del reparto</strong> di appartenenza (ad esempio 183°, 186°, 187° per i Reggimenti, e 2º, 5º, etc. per i Battaglioni) inserito <strong>all’interno del disegno originale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Questa versione è<strong> indossata con altrettanto orgoglio</strong>, poiché consente ai Parà di <strong>rendere visibile la propria storia e il proprio cammino all’interno della Folgore</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16823,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/basco-5-folgore-1024x683.jpg\" alt=\"Storia del Basco Amaranto e del Fregio della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16823\" title=\"Storia del Basco Amaranto e del Fregio della Folgore - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il fregio con la pulce di reparto consente ai Parà di rendere visibile la propria storia e il proprio cammino all’interno della Folgore.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Non è solo metallo: è appartenenza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il basco amaranto e il fregio non sono accessori. Sono <strong>onore, sacrificio, fratellanza, ardimento</strong>. Rappresentano ore e giorni di addestramento, di lanci, di prove superate. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Indossarli non significa solo appartenere a un corpo d’élite: significa portare <strong>sul capo e nel cuore la storia di chi ci ha preceduti</strong>, di chi si è immolato anche<strong> fino all’estremo sacrificio per l'Italia e con la Folgore nel cuore</strong>, e assumersi allo stesso tempo la <strong>responsabilità morale di onorare ogni giorno quel passato</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il fregio</strong> ideato dal <strong>Paracadutista Giulio Sarrica</strong> nel <strong>1967</strong> è un <strong>esempio straordinario di arte militare</strong> e <strong>tradizione della Folgore</strong>: un’opera capace di racchiudere, in un <strong>simbolo metallico</strong>, l’<strong>anima stessa della Folgore</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><br></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/fregio-main.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"bascoamaranto, folgore, giuliosarrica","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-03 11:38:18","stato":"publish","riassunto_video":"Il 10 giugno 1967 la Brigata Paracadutisti italiana ricevette il nome \"Folgore\" e adottò il basco amaranto e il fregio metallico, simboli di valore e appartenenza. Il fregio, disegnato dala Paracadutista Giulio Sarrica è un esempio straordinario di arte militare e tradizione: un’opera capace di racchiudere, in un simbolo metallico, l’anima stessa della Folgore.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16365-basco-amaranto-folgore-fregio-paracadutisti.mp4","galleria":""}
{"id":26893,"titolo":"Crisi USA–Venezuela, Trump alza il tono: “Siamo pronti, attacco imminente via terra”. No alle richieste di Maduro. Anche la Colombia nel mirino.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La crisi tra Stati Uniti e Venezuela compie un salto di livello dopo le nuove dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che dalla Casa Bianca ha annunciato che \"presto\" inizieranno <strong>attacchi via terra</strong> contro le organizzazioni del narcotraffico, lasciando intendere operazioni dirette non solo in Venezuela, ma anche in altri Paesi della regione, <strong>Colombia inclusa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Trump, i gruppi criminali responsabili della produzione e del traffico di stupefacenti avrebbero causato <em>“oltre 200 mila morti lo scorso anno”</em>, numeri che, sostiene, sarebbero diminuiti grazie alle <a href=\"https://difesanews.com/usa-la-uss-gerald-r-ford-verso-lamerica-latina-nuova-massiccia-proiezione-di-potenza-contro-i-narco-traffici/\">recenti operazioni statunitensi nel Mar dei Caraibi</a>. Ora, il passo successivo sarebbe una fase terrestre.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Presidente del Stati Uniti ha affermato che</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Presto inizieremo attacchi via terra, è più facile. Sappiamo dove si trovano questi malfattori e questo comincerà molto presto. Le famiglie vivranno più tranquille.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Solo qualche giorno fa la <strong>Federal Aviation Administrator (FAA)</strong> aveva invitato tutti gli operatori che sorvolano lo spazio aereo venezuelano a mantenere la “massima prudenza“.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un avviso che, alla luce delle ultime dichiarazioni di Trump e dell’escalation verbale con Caracas, appare oggi come un ulteriore segnale della crescente tensione nella regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11789,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Crisi USA–Venezuela, Trump alza il tono: “Siamo pronti, attacco imminente via terra”. No alle richieste di Maduro. Anche la Colombia nel mirino.\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/faa-venezuela-1024x663.jpg\" alt=\"Crisi USA–Venezuela: massima allerta nei cieli, voli sospesi e segnali di un’escalation imminente\" class=\"wp-image-11789\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La nota della Federal Aviation Administration (FAA) che avverte di una “situazione di sicurezza in peggioramento e di una maggiore attività militare” nello spazio aereo venezuelano (SVZM FIR).</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-colombia-nel-mirino\">Colombia nel mirino</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, Trump ha chiarito che i raid potrebbero colpire <em>“qualsiasi luogo dove si stiano producendo droghe”</em>, menzionando esplicitamente la <strong>Colombia</strong>. <em>“In Colombia hanno impianti di produzione di cocaina che poi vendono negli Stati Uniti. Chiunque produca droga destinata al nostro Paese è soggetto a essere attaccato, non solo il Venezuela”</em>, ha dichiarato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parole che hanno provocato una reazione immediata da parte del presidente colombiano <em>Gustavo Petro</em>. Dal suo <strong>profilo X</strong>, Petro ha invitato Trump a recarsi in Colombia per <em>“partecipare alla distruzione dei nove laboratori al giorno”</em> che, sostiene, le autorità colombiane smantellano per impedire che la cocaína arrivi negli Stati Uniti, rivendicando la distruzione di circa 18.400 laboratori durante il suo mandato senza <em>“sparare un solo missile”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:html -->\n<blockquote class=\"twitter-tweet\"><p lang=\"es\" dir=\"ltr\">Venga señor Trump a Colombia, lo invito, para que participe en la destrucción de los 9 laboratorios diarios que hacemos para que no llegue cocaína a EEUU.<br><br>Sin misiles he destruido en mi gobierno 18.400 laboratorios, venga conmigo y le enseño como se destruyen, un laboratorio… <a href=\"https://t.co/8WOKnclDK7\">https://t.co/8WOKnclDK7</a></p>&mdash; Gustavo Petro (@petrogustavo) <a href=\"https://twitter.com/petrogustavo/status/1995948716440821836?ref_src=twsrc%5Etfw\">December 2, 2025</a></blockquote> <script async src=\"https://platform.twitter.com/widgets.js\" charset=\"utf-8\"></script>\n<!-- /wp:html -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Capo di Stato Colombiano</strong> ha avvertito che <em>“attaccare la nostra sovranità equivale a dichiarare guerra”</em> e che una simile azione <em>“danneggerebbe due secoli di relazioni diplomatiche”</em>, aggiungendo di essere già stato “calunniato” da Trump e invitandolo a non perseverare su quella strada. Petro ha infine ricordato che, se c’è un paese che ha contribuito a fermare migliaia di tonnellate di cocaina dirette verso i consumatori statunitensi, <strong>questo è proprio la Colombia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12176,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Crisi USA–Venezuela, Trump alza il tono: “Siamo pronti, attacco imminente via terra”. No alle richieste di Maduro. Anche la Colombia nel mirino.\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/Gustavo-Petro-Urre.jpg\" alt=\"Crisi USA–Venezuela, Trump alza il tono: “Siamo pronti, attacco imminente via terra”. No alle richieste di Maduro. Anche la Colombia nel mirino.\" class=\"wp-image-12176\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il presidente colombiano Gustavo Petro risponde duramente alle dichiarazioni di Trump, avvertendo che un attacco alla sovranità di Bogotá equivarrebbe a “dichiarare guerra” - Foto Wikipedia Free Copyright</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-telefonata-segreta-trump-maduro-cinque-richieste-per-lasciare-il-potere\">La telefonata segreta Trump–Maduro: cinque richieste per lasciare il potere</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ulteriori tensioni sono nate dopo che <strong>Reuters</strong> ha rivelato contenuti inediti della telefonata tra Trump e Nicolás Maduro, avvenuta il 21 novembre. La conversazione, durata meno di 15 minuti, avrebbe visto Maduro presentare <strong>cinque condizioni</strong> per abbandonare il potere:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Amnistia totale</strong> per sé e per la sua famiglia.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Revoca delle sanzioni</strong> economiche e finanziarie personali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Archiviazione dei procedimenti</strong> presso la Corte Penale Internazionale, relativi a oltre 9.000 casi di violazioni dei diritti umani.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Cancellazione delle sanzioni</strong> per circa 100 membri del regime, incluse figure militari e di polizia.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Nomina di <strong>Delcy Rodríguez</strong> come presidente ad interim in un periodo di transizione verso le elezioni.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli Stati Uniti ritengono Maduro un leader illegittimo e offrono una <strong>taglia da 50 milioni di dollari</strong> per la sua cattura con accuse legate al narcotraffico, al riciclaggio e alla corruzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Reuters, Trump avrebbe <strong>rifiutato categoricamente tutte le richieste</strong>, lasciando una sola via d’uscita: la <strong>dimissione immediata di Maduro entro una settimana</strong>, con l’unica garanzia di un salvacondotto per lui e la sua famiglia verso l’esilio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6153,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Crisi USA–Venezuela, Trump alza il tono: “Siamo pronti, attacco imminente via terra”. No alle richieste di Maduro. Anche la Colombia nel mirino.\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/reward-venezuela-1024x439.jpg\" alt=\"Crisi nei Caraibi: il Venezuela sotto assedio. Gli Stati Uniti preparano la più grande operazione militare dai tempi di Panama 1989\" class=\"wp-image-6153\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Da sinistra verso destra: Nicolás Maduro, presidente del Venezuela; Diosdado Cabello, ministro dell’Interno, Giustizia e Pace e figura chiave del regime; Vladimir Padrino López, ministro della Difesa. Tutti e tre sono al centro della controversia internazionale e fonte di tensioni crescenti con gli Stati Uniti. – Copyright DEA USA</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-prospettive-incerte\">Prospettive incerte</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le dichiarazioni di Washington, la chiusura dello spazio aereo venezuelano e la prospettiva di operazioni terrestri segnano un nuovo punto di frizione che potrebbe avere <strong>ripercussioni diplomatiche e militari</strong> in tutta la regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La crisi resta in piena evoluzione e gli scenari possibili – dall’intervento mirato alle organizzazioni criminali fino a un confronto diretto con il regime di Caracas – aumentano di ora in ora.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/trump-maduro-5.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Colombia, trump, USAvsVenezuela","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-03 01:34:53","stato":"publish","riassunto_video":"La crisi tra USA e Venezuela si aggrava: Trump annuncia imminenti attacchi terrestri contro narcotrafficanti in Venezuela e Colombia, accusati di causare migliaia di morti. La Colombia reagisce duramente, definendo un attacco una dichiarazione di guerra. Intanto emergono dettagli di una telefonata segreta in cui Maduro chiede garanzie per lasciare il potere, rifiutate da Trump.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ntn24.com/noticias-actualidad/trump-afirma-que-muy-pronto-comenzaran-ataques-por-tierra-contra-organizaciones-del-narcotrafico-y-menciona-a-colombia-593527","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/26893-crisi-usa-venezuela-trump-alza-il-tono-siamo-pronti-attacco-imminente-via-terra-no-alle-richieste-di-maduro-anche-la-colombia-nel-mirino.mp4","galleria":""}
{"id":26883,"titolo":"COMSUBIN, addestramento ad alta intensità: gli allievi Palombari affrontano scenari subacquei complessi e a rischio chimico","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli allievi del <strong>Corso Ordinario Palombari</strong> del <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-subacquei-e-incursori-teseo-tesei-comsubin/\">COMSUBIN</a> hanno appena concluso un’intensa fase addestrativa, focalizzata su scenari subacquei avanzati e sulla gestione di minacce non convenzionali, comprese quelle di natura <strong>chimica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella seconda metà di novembre il percorso formativo è entrato in una fase cruciale, con esercitazioni che hanno combinato lavorazioni tecnico-subacquee, autosufficienza logistica e procedure di sicurezza in contesti ad elevata criticità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12156,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"COMSUBIN, addestramento ad alta intensità: gli allievi Palombari affrontano scenari subacquei complessi e a rischio chimico\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/com01.jpg\" alt=\"COMSUBIN, addestramento ad alta intensità: gli allievi Palombari affrontano scenari subacquei complessi e rischio chimico\" class=\"wp-image-12156\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":1} -->\n<h1 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-lavorazioni-subacquee-avanzate-e-salvage-training-module\">Lavorazioni subacquee avanzate e Salvage Training Module</h1>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ciclo addestrativo ha previsto l’impiego di attrezzature idrauliche, sistemi di taglio e saldatura subacquea e del <strong>Salvage Training Module</strong>, uno strumento che consente di simulare interventi in locali completamente allagati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie a queste attività, gli allievi hanno potuto confrontarsi con lavorazioni analoghe a quelle che potrebbero affrontare in operazioni reali, come recuperi complessi, interventi su unità danneggiate, ripristino di infrastrutture sommerse e operazioni a supporto della sicurezza marittima.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12157,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"COMSUBIN, addestramento ad alta intensità: gli allievi Palombari affrontano scenari subacquei complessi e a rischio chimico\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/cm05.jpg\" alt=\"COMSUBIN, addestramento ad alta intensità: gli allievi Palombari affrontano scenari subacquei complessi e rischio chimico\" class=\"wp-image-12157\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-autosufficienza-operativa-in-assetto-campale\">Autosufficienza operativa in assetto campale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli aspetti centrali dell’addestramento è stato l’approntamento di un <strong>dispositivo campale completamente autonomo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto gli allievi Palombari hanno dovuto:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>organizzare e gestire materiali, attrezzature e apparecchiature</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>pianificare e coordinare il lavoro dei team subacquei</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>operare in un ambiente privo di supporto logistico esterno</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione ha integrato le normali procedure di intervento tecnico-subacqueo con le più ampie attività di comando e controllo, formando operatori in grado non solo di intervenire sott’acqua, ma anche di contribuire alla pianificazione e conduzione delle operazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12154,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"COMSUBIN, addestramento ad alta intensità: gli allievi Palombari affrontano scenari subacquei complessi e a rischio chimico\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/com03.jpg\" alt=\"COMSUBIN, addestramento ad alta intensità: gli allievi Palombari affrontano scenari subacquei complessi e rischio chimico\" class=\"wp-image-12154\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":1} -->\n<h1 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-scenario-finale-rischio-chimico-e-minacce-non-convenzionali\">Scenario finale: rischio chimico e minacce non convenzionali</h1>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Particolare rilievo ha assunto l’esercitazione conclusiva, costruita su uno scenario caratterizzato da un <strong>potenziale rischio di contaminazione da aggressivi chimici</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro gli allievi hanno:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>studiato ed applicato le procedure previste per la gestione del rischio chimico</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>impiegato <strong>Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)</strong> specifici</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>eseguito attività di monitoraggio dell’ambiente operativo</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>adottato misure di contenimento e decontaminazione dedicate</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attività ha messo in evidenza quanto la <strong>prontezza operativa</strong> e la rigorosa applicazione delle procedure siano decisive in situazioni ad alta criticità, rafforzando la capacità dei futuri Palombari di affrontare minacce <strong>non convenzionali</strong> con metodo, lucidità e disciplina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12153,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"COMSUBIN, addestramento ad alta intensità: gli allievi Palombari affrontano scenari subacquei complessi e a rischio chimico\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/com04.jpg\" alt=\"COMSUBIN, addestramento ad alta intensità: gli allievi Palombari affrontano scenari subacquei complessi e rischio chimico\" class=\"wp-image-12153\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":1} -->\n<h1 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-formare-specialisti-per-gli-scenari-marittimi-del-presente-e-del-futuro\">Formare specialisti per gli scenari marittimi del presente e del futuro</h1>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo modulo addestrativo conferma il livello di preparazione richiesto agli operatori subacquei della Marina Militare: figure altamente specializzate, chiamate a intervenire in contesti che vanno dal soccorso e recupero in mare, alla sicurezza delle infrastrutture marittime, fino alla gestione di scenari CBRN (chimici, biologici, radiologici e nucleari).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli allievi del Corso Ordinario Palombari escono da questa fase addestrativa con competenze tecniche rafforzate e una consapevolezza ancora più chiara delle responsabilità operative che li attendono nei reparti d’impiego del <strong>COMSUBIN</strong> e della <strong>Marina Militare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Copyright Foto Marina Militare</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/com02.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"comsubin, Palombari","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-02 17:13:21","stato":"publish","riassunto_video":"Gli allievi del Corso Ordinario Palombari del COMSUBIN hanno completato un addestramento avanzato su interventi subacquei, autosufficienza operativa e gestione di minacce chimiche. Durante il ciclo formativo hanno esercitato lavorazioni tecniche, coordinamento di team e procedure di sicurezza in scenari complessi, rafforzando competenze essenziali per operazioni reali e situazioni ad alto rischio.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/2025121_COMSUBIN.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/26883-comsubin-addestramento-ad-alta-intensita-gli-allievi-palombari-affrontano-scenari-subacquei-complessi-e-a-rischio-chimico.mp4","galleria":""}
{"id":26880,"titolo":"Al via la 41ª Spedizione Italiana in Antartide: Forze Armate in prima linea","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>È ufficialmente partita la <strong>41ª Spedizione italiana in Antartide</strong>, un impegno scientifico e logistico che vede ancora una volta la <strong>Difesa</strong> e l’<strong>ENEA</strong> collaborare fianco a fianco per sostenere la ricerca italiana nel continente bianco. In occasione dell’avvio della nuova campagna, le due istituzioni hanno firmato un accordo che conferma la cooperazione nella gestione delle attività logistiche, con un ruolo centrale affidato all’<strong>Aeronautica Militare</strong>, incaricata di garantire il trasporto aereo di personale, materiali e mezzi tra la Nuova Zelanda e l’Antartide per tutta la durata della missione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-intesa-strategica-per-le-attivita-nelle-aree-polari\">Un’intesa strategica per le attività nelle aree polari</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’accordo è frutto del lavoro congiunto tra ENEA e il <strong>Comitato di indirizzo interforze per l’ambiente artico, sub-artico e Antartide</strong>, organismo istituito dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, <strong>Generale Luciano Portolano</strong>, e incaricato di coordinare le attività nazionali nelle regioni polari. Il Comitato opera sulla base di un Decreto Ministeriale che assegna al Sottosegretario di Stato alla Difesa, <strong>Sen. Isabella Rauti</strong>, il compito di attuare le direttive del Dicastero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intesa coinvolge personale tecnico-specialistico di tutte le Forze Armate e ha preso ufficialmente il via con l’atterraggio sul pack antartico di un <strong>C-130J-30 della 46ª Brigata Aerea</strong>, simbolo della capacità italiana di operare in uno degli ambienti più ostili del pianeta. La Difesa ribadisce così il proprio ruolo strategico nel supporto alla comunità scientifica, contribuendo alla proiezione internazionale del “<strong>Sistema Paese</strong>” in ambiti ad alta valenza geopolitica e scientifica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-missione-multidisciplinare-per-comprendere-il-pianeta\"><strong>Una missione multidisciplinare per comprendere il pianeta</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come ogni anno, le Forze Armate affiancano il <strong>Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA)</strong>, attivo dal 23 dicembre 1985 e finanziato dal <strong>Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR)</strong>. Il programma vede un modello di collaborazione consolidato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>CNR</strong> per il coordinamento scientifico</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>ENEA</strong> per la pianificazione e la logistica delle attività nelle basi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>OGS</strong> per la gestione tecnica e scientifica della nave rompighiaccio <em>Laura Bassi</em></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presso la <strong>stazione Mario Zucchelli</strong>, sul promontorio di Baia Terra Nova, saranno impegnati fino ai primi mesi del 2026 <strong>circa 200 tra ricercatori, ricercatrici e tecnici</strong>. Sono previsti 14 progetti tra ricerche e osservatori permanenti, focalizzati su:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>glaciologia e interazioni tra Terra, ghiaccio e clima</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>dinamiche ambientali globali e impatto antropico</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>biodiversità e adattamento degli organismi a condizioni estreme</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>geofisica, movimenti crostali e deformazioni del suolo</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>astronomia, astrofisica e meteorologia spaziale</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alcuni progetti saranno inoltre condotti in collaborazione con basi e navi di ricerca straniere, confermando la forte dimensione internazionale della presenza scientifica italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-contributo-delle-forze-armate\"><strong>Il contributo delle Forze Armate</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla 41ª Spedizione partecipano <strong>20 esperti militari</strong> provenienti da:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Esercito Italiano</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Marina Militare</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Aeronautica Militare</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Arma dei Carabinieri</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il loro ruolo è essenziale per garantire la sicurezza e l’efficacia delle operazioni: supportano le missioni esterne e subacquee, contribuiscono alla gestione delle attività aeree, forniscono previsioni meteo specialistiche e assicurano il coordinamento del traffico di volo in un ambiente estremamente complesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-difesa-e-ricerca-un-binomio-al-servizio-del-paese\"><strong>Difesa e ricerca: un binomio al servizio del Paese</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il contributo alla spedizione in Antartide, la Difesa conferma la sua capacità di operare ben oltre gli ambiti strettamente militari. Assetti e competenze delle Forze Armate rappresentano un valore aggiunto indispensabile per supportare la comunità scientifica in contesti difficili e di rilevanza strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il continente antartico, infatti, non è soltanto un laboratorio naturale unico al mondo, ma anche un quadrante geopolitico sempre più rilevante per la cooperazione internazionale, la tutela dell’ambiente e la ricerca avanzata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/ant-021225.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"forzearmateitaliane, RicercaItaliana, SpedizioneAntartide41","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-02 17:03:21","stato":"publish","riassunto_video":"È partita la 41ª Spedizione italiana in Antartide, con Difesa ed ENEA che collaborano per supportare la ricerca scientifica. L’Aeronautica Militare garantisce il trasporto aereo tra Nuova Zelanda e Antartide. Circa 200 ricercatori lavoreranno fino al 2026 su 14 progetti multidisciplinari, con il contributo di 20 esperti militari per sicurezza e logistica.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/news/difesa-al-via-la-41a-spedizione-italiana-di-ricerca-in-antartide/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/26880-al-via-la-41a-spedizione-italiana-in-antartide-forze-armate-in-prima-linea.mp4","galleria":""}
{"id":26867,"titolo":"È scomparso il Generale Paracadutista \"Aquila 1\" Bruno Viva. Fu Comandante della Folgore dal 1994 al 1996.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Generale di Corpo d’Armata Paracadutista</strong> <strong>Bruno Viva</strong> è andato avanti. Ufficiale di lungo corso dell’Esercito Italiano, ha rappresentato per decenni un punto di riferimento per la componente aviotrasportata e per le strutture operative della Forza Armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Nato il 23 giugno 1942 a Ugento (Lecce)</strong>, si è formato presso l’<strong>Accademia Militare di Modena</strong> e le principali scuole di formazione italiane ed estere, frequentando anche le <strong>Scuole di Guerra italiana e francese</strong>, costruendo così un profilo professionale solido e marcatamente internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli anni Settanta, da <strong>Capitano</strong>, ha comandato la <strong>Compagnia Aviorifornimenti</strong>, settore strategico per la proiezione delle unità paracadutiste. In seguito, la sua carriera è proseguita attraverso diversi incarichi operativi e di stato maggiore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>1994 al 1996</strong>, Viva <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\">ha assunto la guida</a> della <strong>Brigata Paracadutisti “Folgore”</strong>, subentrando al <em>Generale Bruno Loi.</em> Il periodo fu caratterizzato dalla trasformazione dello strumento militare italiano con l'arrivo dei primi professionisti nella truppa e dall’avvio delle prime grandi missioni multinazionali a guida NATO dell’era post-Guerra fredda.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il suo nome è legato in modo particolare ai teatri balcanici: come comandante della <strong>Brigata Multinazionale Nord</strong> nell’ambito dell’operazione <strong>SFOR “Joint Endeavour”</strong> in Bosnia, ha guidato un dispositivo complesso in un contesto operativo ad alta instabilità. Per la condotta mantenuta in quel teatro gli è stata conferita la <strong>Medaglia di bronzo al valore dell’Esercito</strong>, oltre al titolo di <strong>Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana</strong> e ad altri riconoscimenti ottenuti nel corso della carriera.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Viva ha assunto ulteriori responsabilità di vertice: è stato <strong>Capo di Stato Maggiore del Comando Multinazionale EUROFOR</strong>, con sede a Firenze, contribuendo alle attività dell’Eurocorpo mediterraneo. Successivamente  a guidato il <strong>Comando delle Forze Operative di Proiezione (COMFOP)</strong>. Nel <strong>2001</strong> ha poi assunto il comando del <strong>Corpo d’Armata di Reazione Rapida (HRF)</strong> di Solbiate Olona, formazione successivamente riordinata nell’attuale <strong>NATO Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della sua brillante e lunga carriera ha anche ricoperto importanti funzioni di stato maggiore, tra cui <strong>Capo Ufficio Personale</strong> e <strong>Capo Reparto Impiego delle Forze</strong> presso lo <strong>Stato Maggiore dell’Esercito</strong>, oltre a svolgere il ruolo di <strong>Addetto Militare e Aeronautico</strong> presso l’Ambasciata d’Italia a Berna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Figura di alto spessore umano e ufficiale di riconosciuta preparazione, <strong>Viva è ricordato per l’equilibrio, la competenza e la capacità</strong> in scenari complessi e operativamente delicati. Numerosi i messaggi e i ricordi condivisi sui social network da parte di chi <strong>ha servito agli ordini del Generale Viva</strong>, sottolineandone lo stile di comando e le qualità umane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Ci uniamo al cordoglio dei familiari e di tutti coloro che ne hanno incrociato il cammino in uniforme e nella vita dell'Ufficiale Paracadutista.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Folgore Comandante Viva!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/viva-scalfaro.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"aquila1, brunoviva, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-01 23:24:23","stato":"publish","riassunto_video":"Il Generale Paracadutista Bruno Viva, figura di riferimento dell’Esercito Italiano e della Brigata Paracadutisti “Folgore” tra gli anni 90 e 2000, si è spento oggi all'età di 83 anni. Decorato per le missioni nei Balcani, ha ricoperto incarichi di vertice in Italia e all'estero, distinguendosi per competenza, equilibrio e qualità umane. Folgore Comandante Viva! Cieli Blu!","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/26867-e-scomparso-il-generale-paracadutista-aquila-1-bruno-viva-fu-comandante-della-folgore-dal-1994-al-1996.mp4","galleria":""}
{"id":26863,"titolo":"Giorgia Meloni difende l’Esercito sul caso Università di Bologna: \"lesi i doveri costituzionali dell’Ateneo\". La risposta dell'Ateneo: \"Questioni di modello formativo\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il caso del <strong>corso di laurea in Filosofia per gli ufficiali dell’Esercito</strong> richiesto all’Università di Bologna non è un episodio isolato, né un semplice incidente accademico. È il punto di emersione di una frattura culturale che <a href=\"https://brigatafolgore.net/ci-risiamo-luniversita-di-bologna-rifiuta-il-corso-di-filosofia-per-i-giovani-ufficiali-in-nome-dei-pregiudizi/\">abbiamo analizzato nel nostro approfondimento di ieri</a>, dedicato al rifiuto del Dipartimento di Filosofia di attivare un percorso specifico per i giovani ufficiali: un segnale di diffidenza verso le Forze Armate che ora è esploso sulla scena nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi quella vicenda diventa un vero e proprio stress test istituzionale. Da una parte una decisione interna a un Dipartimento che ha scelto di non procedere; dall’altra la reazione compatta del governo, con la presidente del Consiglio <strong>Giorgia Meloni</strong> e la ministra dell’Università <strong>Anna Maria Bernini</strong> che difendono apertamente l’Esercito come <strong>presidio fondamentale della Repubblica</strong> e rivendicano il valore strategico della sua formazione culturale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-meloni-scelta-inaccettabile-si-mette-in-discussione-il-ruolo-delle-forze-armate\">Meloni: “Scelta inaccettabile, si mette in discussione il ruolo delle Forze Armate”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Presidente del Consiglio usa parole dure, che segnano il livello della posta in gioco. Definisce la decisione del Dipartimento di Filosofia dell’Alma Mater <strong>“un atto incomprensibile e gravemente sbagliato”</strong>, una <strong>“scelta inaccettabile”</strong> e addirittura <strong>“un gesto lesivo dei doveri costituzionali che fondano l’autonomia dell’Università”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella lettura di GIorgia Meloni, l’università non può trasformarsi in un recinto chiuso dove l’Esercito viene tollerato solo come presenza marginale, ma deve essere <strong>un centro di pluralismo e confronto</strong>, chiamato ad accogliere e valorizzare ogni percorso di elevazione culturale, <em>“restando totalmente estraneo a pregiudizi ideologici”</em>. Il passaggio più forte riguarda però il cuore della vicenda: il rapporto tra Ateneo e Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Premier ricorda che negare un percorso formativo specificamente pensato per gli ufficiali significa, di fatto, <strong>mettere in discussione il ruolo stesso dell’Esercito</strong>, che la Costituzione individua come strumento di difesa della Repubblica e della sicurezza dei cittadini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo passaggio politico e simbolico, Giorgia Meloni non difende solo un progetto accademico, ma <strong>l’onore e la dignità dell’istituzione militare</strong>, rivendicandone il pieno diritto a essere riconosciuta come interlocutore naturale del mondo universitario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-centralita-della-formazione-umanistica-per-l-ufficiale-del-xxi-secolo\">La centralità della formazione umanistica per l’Ufficiale del XXI secolo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intervento della presidente del Consiglio insiste su un punto che, nel dibattito pubblico italiano, viene spesso rimesso in secondo piano: la natura della formazione degli ufficiali contemporanei. Per Meloni, <strong>arricchire la preparazione degli ufficiali con competenze umanistiche è un fattore strategico</strong>, non un ornamento culturale opzionale. In un contesto internazionale segnato da crisi ibride, guerre di informazione, campagne di influenza e operazioni in teatri complessi, la preparazione non può essere ridotta alla dimensione puramente tecnica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Avere personale in uniforme formato anche in filosofia, storia delle idee, etica, logica e pensiero critico significa <strong>mettere l’Esercito in condizione di leggere il mondo</strong>, interpretare il comportamento degli attori ostili e alleati, comprendere l’impatto sociale e politico di ogni decisione sul campo. È l’idea dell’ufficiale come <strong>professionista delle armi e al tempo stesso interprete della complessità</strong>, capace di muoversi tra norme internazionali, opinione pubblica, relazioni tra Stati e società civili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questa prospettiva, l’Esercito non chiede privilegi, ma <strong>investe su una formazione più alta proprio per migliorare la qualità delle decisioni che riguardano la sicurezza di tutti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-ministra-bernini-mi-faccio-garante-del-corso\">La Ministra Bernini: “Mi faccio garante del corso\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se la Premier definisce il rifiuto “inaccettabile”, la ministra dell’Università e della Ricerca <strong>Anna Maria Bernini</strong> traduce politicamente quella valutazione in un impegno diretto. Dall’Accademia di Modena, Bernini dichiara di <strong>farsi garante della realizzazione del corso</strong>, precisando di sentirsi, in questo, espressione dell’intero governo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La ministra difende il principio di autonomia accademica, ma ne rivendica il significato autentico: <strong>“Non esiste un’autonomia universitaria che possa trasformarsi in un muro o in una corazza”</strong>. L’autonomia – ricorda – non è il diritto di chiudersi al resto delle istituzioni dello Stato, ma uno spazio di libertà responsabile. E questa responsabilità include la capacità di dialogare con chi tutela, con le armi e con la legge, la stessa comunità nazionale che l’università è chiamata a servire sul piano culturale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è un caso che Bernini ricordi la storia dell’Alma Mater come <strong>università più antica del mondo e “madre degli studi”</strong>. Proprio in virtù di quel ruolo, dice, l’ateneo dovrebbe essere in prima linea nel riconoscere l’importanza di “un corso scientifico e umanistico per i <strong>difensori del nostro domani</strong>”. Definire così gli ufficiali significa ribadire che l’Esercito non appartiene a un settore di nicchia, ma occupa <strong>un posto centrale nel patto repubblicano</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-esercito-come-istituzione-educata-alla-responsabilita-non-alla-forza-cieca\">L’Esercito come istituzione educata alla responsabilità, non alla forza cieca</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questa vicenda emerge con forza un equivoco ricorrente: l’idea che la vicinanza tra università e Forze Armate comporti automaticamente un rischio di “militarizzazione” degli spazi culturali. È una visione rovesciata. L’Esercito italiano è un’istituzione <strong>rigorosamente incardinata nella Costituzione</strong>, dipendente dal Parlamento e dal governo, inserita in un sistema di alleanze democratiche come NATO e Unione Europea, vincolata da regole rigide sull’uso della forza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Pensare che l’inserimento di ufficiali in percorsi di Filosofia comprometta la libertà dell’università significa ignorare che <strong>quegli stessi ufficiali giurano di difendere la libertà e i diritti dei cittadini</strong>, compresi quelli che oggi ne contestano la presenza nelle aule accademiche. La logica che ispira la richiesta dell’Esercito va in direzione opposta alla caricatura ideologica: <strong>più cultura, più senso critico, più strumenti per interrogarsi sull’etica dell’uso della forza</strong>, sulla legittimità delle operazioni, sul rapporto fra sicurezza e diritti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’istituzione militare, in questa lettura, non è un corpo estraneo da tenere alla porta, ma un soggetto dello Stato che chiede di essere ulteriormente formato, giudicato, messo alla prova sugli stessi terreni di responsabilità che l’università presidia da secoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-posizione-dell-universita-questioni-di-modello-formativo-non-di-accesso\">La posizione dell’Università: questioni di modello formativo, non di accesso</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella <a href=\"https://magazine.unibo.it/archivio/2025/12/01/corso-di-filosofia-per-militari-precisazioni-dellateneo\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">propria nota ufficiale</a>, l’Università di Bologna precisa oggi di <strong>non aver mai negato l’iscrizione a nessuna persona</strong> e sottolinea che chiunque, in possesso dei requisiti, può iscriversi ai corsi esistenti, comprese le donne e gli uomini delle Forze Armate. L’oggetto della scelta riguarda, secondo l’Ateneo, la richiesta di attivare un percorso di studi strutturato ad hoc, interamente svolto presso l’Accademia, con un forte impegno di risorse didattiche e organizzative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Dipartimento di Filosofia, dopo un confronto interno, avrebbe ritenuto di non poter procedere “allo stato dei fatti”, richiamando problemi di coerenza con l’offerta formativa e di sostenibilità. Il punto, però, è che questa motivazione tecnica è stata letta, da larga parte del mondo politico e istituzionale, come <strong>il sintomo di una difficoltà più profonda a riconoscere l’Esercito come partner formativo legittimo</strong>, al pari di altre istituzioni pubbliche con cui gli atenei collaborano quotidianamente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È qui che la vicenda trascende il recinto interno dell’università e diventa questione nazionale: <strong>può un Dipartimento, aggiungiamo noi, rifiutare un percorso pensato per Ufficiali che rappresentano lo Stato, senza interrogarsi sul segnale che questo manda al Paese?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-oltre-la-polemica-cosa-ci-dice-davvero-il-caso-bologna\">Oltre la polemica: cosa ci dice davvero il caso Bologna</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al di là delle contrapposizioni di giornata, la vicenda del corso di Filosofia per gli ufficiali dell’Esercito all’Università di Bologna racconta molto dell’Italia di oggi. Mostra quanto persistano resistenze culturali nel riconoscere alle Forze Armate un ruolo pienamente “adulto” dentro la società civile, non solo sul piano operativo ma anche su quello intellettuale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rivela contemporaneamente che una parte delle istituzioni politiche non è più disposta ad accettare, in silenzio, che <strong>pregiudizi ideologici si traducano in ostacoli alla crescita culturale di chi è chiamato a difendere la Repubblica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il fatto che la ministra Bernini abbia garantito che <strong>“il corso si farà”</strong> indica che, almeno sul terreno politico, la linea è stata tracciata: l’Esercito non va emarginato, ma accompagnato in un percorso di sempre maggiore integrazione con il mondo dello studio e della ricerca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Difendere la possibilità per gli ufficiali di studiare Filosofia non è un vezzo, né una concessione simbolica: <strong>è un investimento sul futuro della nostra difesa, sul livello di coscienza e responsabilità di chi, domani, dovrà prendere decisioni in nome dell’Italia.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo senso, il caso Bologna non è solo una polemica destinata a spegnersi. È un passaggio rivelatore: ci dice se siamo disposti a riconoscere all’Esercito il posto che gli spetta <strong>non soltanto nelle parate e nelle emergenze, ma anche nel cuore della cultura nazionale</strong>, là dove si forma il pensiero critico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E ci ricorda che <strong>difendere l’istituzione militare significa difendere la Repubblica stessa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/meloni-molari.jpg","categoria":"Blog, Nazionali","tags":"AlmaMater, esercitoitaliano, UniBo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-01 21:42:16","stato":"publish","riassunto_video":"Il rifiuto dell’Università di Bologna di attivare un corso di Filosofia per Ufficiali dell’Esercito ha scatenato un acceso dibattito. Giorgia Meloni difende il valore strategico della formazione umanistica militare, sottolineando che l’Esercito è parte integrante della Repubblica e merita pieno riconoscimento culturale e istituzionale. L'Ateneo risponde che il probelma è formativo, non di accesso.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://tg24.sky.it/politica/2025/12/01/meloni-universita-bologna-esercito-italiano","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/26863-giorgia-meloni-difende-lesercito-sul-caso-universita-di-bologna-lesi-i-doveri-costituzionali-dellateneo-la-risposta-dellateneo-questioni-di-modello-formativo.mp4","galleria":""}
{"id":26856,"titolo":"Dalle colline toscane al deserto del Golfo: tre prove di interoperabilità, precisione e dimostrazione della capacità militare italiana","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel mosaico delle attività addestrative dell’Esercito Italiano, l’edizione 2025 dell’esercitazione <strong>“Muflone”</strong> appare come una tessera incisa con cura, dove la trama delle <strong>Forze Speciali</strong> si intreccia con quella della componente convenzionale. Dal 10 al 28 novembre, tra le pieghe del territorio senese e grossetano, il <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Comando delle Forze Speciali dell’Esercito (COMFOSE)</a></strong> ha guidato un’attività federata con <a href=\"https://brigatafolgore.net/parte-la-mangusta-2025-lesercitazione-principe-della-folgore-una-sfida-contro-i-propri-limiti/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">“Mangusta 2025”</a> della <strong>Brigata paracadutisti “Folgore”</strong> e con la <strong>“CAEX II”</strong> della Brigata Aeromobile “Friuli”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo era misurare sul terreno la capacità di <strong>interoperare</strong> in uno scenario ostile, simulando un confronto con un <strong>avversario paritetico</strong>. A muoversi in quest’arena operativa sono state le <strong>Special Operation Task Unit (SOTU)</strong> del <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\">9° Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin”</a>, del <a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\">4° Reggimento Alpini Paracadutisti “Ranger”</a> e del <a href=\"https://brigatafolgore.net/1o-reggimento-carabinieri-paracadutisti-tuscania/\">1° Reggimento Carabinieri “Tuscania”</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le unità del <em>9°</em> e del <em>4° Reggimento</em> hanno condotto <strong>azioni offensive su obiettivi di alto valore</strong>, contribuendo allo sviluppo della manovra complessiva. La loro azione è stata preceduta da un’inserzione del <a href=\"https://brigatafolgore.net/3o-reggimento-elicotteri-per-operazioni-speciali-aldebaran/\"><strong>3° Reggimento Elicotteri per Operazioni Speciali (REOS)</strong></a> e seguita dal ricongiungimento con le unità amiche, in un fitto lavoro di <strong>coordinamento sul terreno</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La SOTU del <em>1° Reggimento Carabinieri </em>ha operato dopo un’infiltrazione anfibia, raccogliendo informazioni determinanti e preparando il terreno per un’azione diretta contro le forze avversarie. Nel complesso, l’esercitazione ha ulteriormente <strong>consolidato la collaborazione</strong> tra Forze Speciali, “Folgore”, “Friuli” e gli altri reparti coinvolti, confermando un’identità operativa sempre più condivisa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12115,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Volo-notturno.jpeg\" alt=\"Dalle colline toscane al deserto del Golfo: tre prove di interoperabilità, precisione e cooperazione nella capacità militare italiana\" class=\"wp-image-12115\" title=\"Dalle colline toscane al deserto del Golfo: tre prove di interoperabilità, precisione e cooperazione nella capacità militare italiana\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Volo notturno esercitazione “Muflone” - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-eccellenza-silenziosa-i-tiratori-del-7-alpini\">L’eccellenza silenziosa: i tiratori del 7° Alpini</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I tiratori scelti del <strong>7° Reggimento Alpini</strong> di Belluno scrivono la loro narrativa in punta di dito, dietro un otturatore che scorre come un sussurro. Alla <strong>European Best Sniper Team Competition</strong> di Grafenwoehr, una coppia della Brigata “Julia” ha conquistato il <strong>quinto posto assoluto</strong>, confermandosi per il secondo anno consecutivo tra le prime dieci squadre.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La competizione ha coinvolto <strong>35 squadre da 22 nazioni</strong>, impegnate in sedici prove di crescente difficoltà. Qui si valutano non solo le capacità di tiro, ma anche <strong>conoscenze tecniche</strong>, <strong>preparazione fisica</strong> e <strong>procedure tattiche</strong> applicate con precisione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La performance dei militari italiani è un segnale che va oltre il risultato sportivo: i reparti alpini continuano a interpretare l’<strong>eccellenza nel tiro di precisione</strong>, costruita con disciplina, rigore e attenzione ai dettagli. Una capacità strategica che, pur rimanendo silenziosa, acquisisce un peso specifico crescente nelle operazioni contemporanee.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12107,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Dalle colline toscane al deserto del Golfo: tre prove di interoperabilità, precisione e dimostrazione della capacità militare italiana\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/7.jpg\" alt=\"Dalle colline toscane al deserto del Golfo: tre prove di interoperabilità, precisione e cooperazione nella capacità militare italiana\" class=\"wp-image-12107\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sniper Italiano durante tiro con arma di precisione alla European Best Sniper Team Competition di Grafenwoehr - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ferocious-falcon-6-l-italia-nel-vento-caldo-del-golfo\">Ferocious Falcon 6: l’Italia nel vento caldo del Golfo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel deserto del Qatar, l’esercitazione multinazionale <strong>“Ferocious Falcon 6”</strong> ha offerto un palcoscenico diverso ma unito dal filo conduttore della <strong>cooperazione internazionale</strong>. Presso il poligono di Al Qalayil, assetti dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica e dei Carabinieri hanno operato insieme a <strong>Francia, Gran Bretagna, Qatar, Stati Uniti e Turchia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Organizzata dal <strong>Ministero della Difesa del Qatar</strong> e dal <strong>Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI)</strong> per la componente italiana, l’esercitazione è stata articolata in un <strong>Command Post Exercise (CPX)</strong>, un <strong>Field Training Exercise (FTX)</strong> con attività a fuoco e un seminario sulle principali sfide militari contemporanee. L’Italia ha contribuito illustrando le proprie capacità nel campo della <strong>Electronic Warfare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il culmine del FTX ha visto la <strong>Brigata Meccanizzata “Aosta”</strong> impegnata in uno scenario di <strong>warfighting in ambiente desertico</strong>, con l’impiego di piattaforme terrestri, supporto di fuoco, genio e capacità di acquisizione obiettivi. In cielo, l’Aeronautica Militare ha operato con <strong>Eurofighter</strong> e <strong>KC-767A</strong> per il rifornimento in volo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla giornata conclusiva erano presenti il Ministero della Difesa del Qatar, i vertici delle Forze Armate qatarine e le delegazioni dei Paesi partecipanti. Per l’Italia era presente il <strong>Vice Comandante del COVI, Ammiraglio di Divisione Giacinto Sciandra</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visita del <strong>Ministro della Difesa Guido Crosetto</strong>, che ha incontrato il personale italiano impegnato nell’attività, ha sottolineato la <strong>professionalità</strong> e il <strong>contributo alla cooperazione bilaterale</strong> garantiti dalle nostre Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le tre esercitazioni — MUFLONE 2025, la European Best Sniper Team Competition e Ferocious Falcon 6 — offrono un’immagine corale delle Forze Armate italiane, impegnate su piani differenti ma complementari. Dall’<strong>interoperabilità</strong> sul terreno nazionale all’<strong>eccellenza tecnica</strong> in competizione internazionale, fino alla <strong>cooperazione multilaterale</strong> nel Golfo, emerge una capacità in continua evoluzione, capace di fondere <strong>tradizione</strong>, <strong>innovazione</strong> e <strong>proiezione globale</strong>. Una traiettoria che porta verso una difesa più integrata, competente e pronta ad affrontare le sfide del presente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12109,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/e2af88e1-30eb-4c4f-952f-beba5bad4c48.jpg\" alt=\"Dalle colline toscane al deserto del Golfo: tre prove di interoperabilità, precisione e cooperazione nella capacità militare italiana\" class=\"wp-image-12109\" title=\"Dalle colline toscane al deserto del Golfo: tre prove di interoperabilità, precisione e cooperazione nella capacità militare italiana\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esercitazione internazionale Ferocious Falcon 6 - Copyright Ministero della Difesa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Fonti:</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Conclusa-l%E2%80%99esercitazione-%E2%80%9CMuflone-2025%E2%80%9D.aspx\">https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Conclusa-l%E2%80%99esercitazione-%E2%80%9CMuflone-2025%E2%80%9D.aspx</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/I-tiratori-scelti-del-7%C2%B0-Alpini-tra-i-primi-d%E2%80%99Europa.aspx\">https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/I-tiratori-scelti-del-7%C2%B0-Alpini-tra-i-primi-d%E2%80%99Europa.aspx</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.difesa.it/smd/news-italia/qatar-conclusa-esercitazione-ferocious-falcon-6/83967.html\">https://www.difesa.it/smd/news-italia/qatar-conclusa-esercitazione-ferocious-falcon-6/83967.html</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/3-2.jpeg","categoria":"Aviotruppe","tags":"cooperazioneinternazionale, forzespeciali, interoperabilità","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-01 21:03:22","stato":"publish","riassunto_video":"L’Esercito Italiano ha appena concluso le esercitazioni \"Muflone\" e \"Mangusta\" in Toscana, integrando Forze Speciali e unità convenzionali per testare l’interoperabilità in scenari ostili. Parallelamente, i tiratori scelti del 7° Alpini si sono distinti in Germania, mentre in Qatar la Brigata Aosta ha partecipato all'esercitazione internazionale \"Ferocious Falcon 6\".","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/26856-dalle-colline-toscane-al-deserto-del-golfo-tre-prove-di-interoperabilita-precisione-e-dimostrazione-della-capacita-militare-italiana.mp4","galleria":""}
{"id":26849,"titolo":"Cavo Dragone: “Valutiamo un attacco ibrido preventivo contro la Russia”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Nato sta considerando la possibilità di adottare un approccio più incisivo e proattivo nella risposta alle minacce ibride provenienti dalla Russia: cyberattacchi, sabotaggi, violazioni dello spazio aereo, operazioni sotto-soglia. A rivelarlo è l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato Militare dell’Alleanza Atlantica, in un’intervista rilasciata al <em>Financial Times</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una dichiarazione che ha scatenato immediate reazioni internazionali, con Mosca che parla apertamente di “provocazione” e “ricerca dell’escalation”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cavo-dragone-essere-piu-aggressivi-potrebbe-essere-un-opzione\">Cavo Dragone: “Essere più aggressivi potrebbe essere un’opzione”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Cavo Dragone, l’Alleanza si trova davanti a un bivio strategico: continuare con un approccio prevalentemente reattivo, oppure considerare misure più incisive per prevenire azioni ostili russe.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Stiamo studiando tutto: sul fronte informatico siamo reattivi. Essere più aggressivi o proattivi invece che reattivi è qualcosa a cui stiamo pensando”, ha dichiarato l’ammiraglio.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel campo cyber — dove molti Paesi Nato dispongono già di capacità offensive significative — un intervento preventivo potrebbe essere valutato come <strong>azione difensiva</strong> se mirato a neutralizzare una minaccia imminente. Più complesso, invece, sarebbe agire in modo analogo contro sabotaggi fisici o intrusioni con droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Cavo Dragone ha però evidenziato i limiti strutturali che frenano l’Alleanza:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Abbiamo molti più vincoli della nostra controparte: etici, legali, giurisdizionali. Non è una posizione perdente, ma certamente più difficile.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alcuni membri orientali della Nato da tempo chiedono di abbandonare la semplice postura difensiva. Sul piano operativo, Cavo Dragone ha ricordato come la missione <strong>Baltic Sentry</strong> abbia finora funzionato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Dall’inizio di Baltic Sentry non è successo nulla. Significa che la deterrenza sta funzionando.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La reazione furiosa di Mosca: “Passo irresponsabile, cerca escalation”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La risposta del Cremlino è arrivata in pochi minuti.<br>Il ministero degli Esteri russo ha definito “estremamente irresponsabile” l’idea di un eventuale attacco preventivo da parte della Nato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Una dichiarazione simile dimostra un chiaro desiderio di escalation.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mosca interpreta le parole di Cavo Dragone come un segnale politico più che operativo, accusando l’Alleanza di voler “legittimare anticipatamente azioni ostili” contro la Federazione Russa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tajani: “Guerra ibrida? Tema centrale per la Nato. L’Italia sta rafforzando la sicurezza cibernetica”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto riporta Sky TG24, interpellato sull’ipotesi sollevata dall’ammiraglio, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha tenuto una linea prudente ma chiara:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>La questione riguarda la Nato. Non tocca a noi decidere. La guerra ibrida è un tema fondamentale e dobbiamo adottare contromisure.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ministro ha ricordato che anche la riforma del MAECI prevede una <strong>Direzione Generale per la Sicurezza e la Sicurezza Cibernetica</strong>, a testimonianza di come le minacce ibride siano ormai considerate una priorità strategica anche per l’Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Siamo impegnati a tutelare la sicurezza dei dati, del nostro Paese e delle nostre ambasciate.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-verso-una-nato-piu-proattiva-una-svolta-dottrinale-delicata\">Verso una Nato più proattiva? Una svolta dottrinale delicata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le parole di Cavo Dragone aprono il dibattito su un cambiamento profondo della postura dell’Alleanza: non più mera reazione, ma <strong>prevenzione attiva</strong> delle minacce ibride.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un cambio di paradigma che solleva interrogativi cruciali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Quando un’azione preventiva può essere considerata difensiva?</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Qual è il confine giuridico e politico?</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Chi decide e chi esegue?</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Come evitare che una mossa preventiva venga percepita come provocazione?</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Nato sembra avviata verso una stagione in cui la gestione delle minacce sotto-soglia sarà centrale quanto la difesa convenzionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma il passo è estremamente delicato: ogni sfumatura, oggi più che mai, può fare la differenza tra deterrenza e escalation.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/cavo-dragone-russia.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"cavodragone, guerraibrida, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-01 14:02:05","stato":"publish","riassunto_video":"La Nato valuta un approccio più proattivo contro le minacce ibride russe, come cyberattacchi e sabotaggi. L’ammiraglio Cavo Dragone suggerisce azioni più incisive, ma evidenzia limiti etici e legali. Mosca reagisce accusando l’Alleanza di provocazione. Anche l’Italia rafforza la sicurezza cibernetica.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://tg24.sky.it/mondo/2025/12/01/nato-russia-cavo-dragone-intervista","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/26849-cavo-dragone-valutiamo-un-attacco-ibrido-preventivo-contro-la-russia.mp4","galleria":""}
{"id":26840,"titolo":"Marina Militare, la Brigata San Marco protagonista dell’addestramento Italia–Tunisia nel Mediterraneo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è conclusa il 28 novembre l’ultima fase dell’esercitazione bilaterale <strong>Italia–Tunisia “OASIS 2025”</strong>, condotta dalla <strong>Quarta Divisione Navale</strong> e svolta nelle acque antistanti il sorgitore augustano. L’attività rappresenta uno dei principali appuntamenti annuali di cooperazione tra le due Marine, impegnate nel garantire stabilità, sicurezza marittima e capacità di risposta congiunta nel Mediterraneo centrale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Protagonisti dell’esercitazione sono stati il pattugliatore tunisino <strong>“Jugurtha”</strong>, il pattugliatore d’altura italiano <strong>“Comandante Foscari”</strong>, nave <strong>“Tirso”</strong>, un elicottero <strong>SH-212</strong> della Maristaeli Catania e un team ispettivo della <strong>Brigata Marina San Marco</strong>, specializzato in operazioni di abbordaggio e controllo del traffico marittimo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-percorso-addestrativo-in-due-fasi\">Un percorso addestrativo in due fasi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione, che si svolge annualmente alternando Italia e Tunisia, ha l’obiettivo di rafforzare il coordinamento bilaterale nella pianificazione e conduzione di attività navali sia in porto sia in mare, consolidando fiducia e interoperabilità tra i due Paesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La prima fase</strong>, svoltasi in porto il <strong>24 e 25 novembre</strong>, ha previsto momenti protocollari, workshop tecnici e attività di integrazione tra gli equipaggi, fondamentali per allineare procedure e modalità operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La fase LIVEX</strong>, sviluppata in mare il <strong>26 e 27 novembre</strong>, ha messo alla prova gli equipaggi attraverso:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>esercitazioni di <strong>ricerca e soccorso (SAR)</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>simulazioni di <strong>controllo del traffico mercantile</strong>, con abbordaggio di un’unità sospetta rappresentata da nave <em>Tirso</em>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>manovre cinematiche congiunte;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>condivisione della situazione tattica tramite sistemi di comunicazione interoperabili tra le due Marine.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12079,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/oasis-25-2.jpg\" alt=\"Marina Militare, il San Marco protagonista dell’addestramento Italia–Tunisia nel Mediterraneo\" class=\"wp-image-12079\" title=\"Marina Militare, la Brigata San Marco protagonista dell’addestramento Italia–Tunisia nel Mediterraneo\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marina Militare, la Brigata San Marco protagonista dell’addestramento Italia – Tunisia nel Mediterraneo Copyright Marina Militare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-debriefing-e-il-valore-strategico-di-oasis\">Il debriefing e il valore strategico di OASIS</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A conclusione delle attività, gli staff italiani e tunisini hanno partecipato al debriefing finale presieduto dal <strong>contrammiraglio Davide Da Pozzo</strong>, Comandante della Quarta Divisione Navale. Nel suo intervento, l’ammiraglio ha evidenziato come l’esercitazione OASIS rappresenti <em>“un appuntamento fondamentale per consolidare capacità operative comuni e rafforzare la cooperazione navale tra le Marine dei due Paesi”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’edizione 2025 conferma infatti l’impegno congiunto di Italia e Tunisia nel garantire la sicurezza marittima, la stabilità regionale e la capacità di rispondere in modo coordinato alle minacce emergenti nel Mediterraneo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/san-marco-01.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"BrigataSanMarco, cooperazioneinternazionale, Oasis2025","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-01 13:23:21","stato":"publish","riassunto_video":"Si è conclusa l’esercitazione bilaterale Italia-Tunisia “OASIS 2025”, svolta in due fasi tra porto e mare nel Mediterraneo centrale. L’attività ha coinvolto navi, elicotteri e team specializzati, puntando a rafforzare cooperazione, interoperabilità e capacità operative congiunte per garantire sicurezza e stabilità marittima nella regione.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20251201_OASIS-2025.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/26840-marina-militare-la-brigata-san-marco-protagonista-delladdestramento-italia-tunisia-nel-mediterraneo.mp4","galleria":""}
{"id":26829,"titolo":"Aeronautica Militare: volo d’urgenza salva la vita a una neonata trasportata da Cagliari a Milano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è conclusa nel primo pomeriggio di ieri, domenica 30 novembre, una delicatissima missione sanitaria dell’Aeronautica Militare: una neonata di appena un mese è stata trasferita con urgenza da Cagliari a Milano-Linate per ricevere cure specialistiche immediate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il trasporto è stato effettuato da un <strong>Gulfstream G650</strong> del <strong>31° Stormo</strong>, reparto dell’Aeronautica con sede a Ciampino (RM), impiegato in tutte le missioni che richiedono rapidità, precisione e capacità operative avanzate. Come previsto per questi interventi, il volo è stato autorizzato dalla <strong>Presidenza del Consiglio dei Ministri</strong>, responsabile della gestione e del coordinamento della flotta di Stato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12063,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/aer-02-11-25.jpg\" alt=\"Aeronautica Militare: volo d’urgenza salva la vita a una neonata trasportata da Cagliari a Milano\" class=\"wp-image-12063\" title=\"Aeronautica Militare: volo d’urgenza salva la vita a una neonata trasportata da Cagliari a Milano\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Aeronautica Militare: volo d’urgenza salva la vita a una neonata trasportata da Cagliari a Milano - Copyright foto Stato Maggiore Aeronautica - 5° Reparto \"Comunicazione\"</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La richiesta dell’evacuazione sanitaria era stata avanzata dalla <strong>Prefettura di Cagliari</strong> alla <strong>Sala Situazioni di Vertice del Comando Squadra Aerea – 1ª Regione Aerea di Milano</strong>, l’ente che assicura la prontezza degli equipaggi per i trasporti urgenti di pazienti in imminente pericolo di vita (IPV).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il G650 è decollato nel primo pomeriggio da <strong>Cagliari-Elmas</strong>, raggiungendo Milano-Linate in circa un’ora di volo. Una volta atterrato, la piccola paziente è stata immediatamente presa in carico dal personale sanitario dell’<strong>IRCCS Policlinico San Donato</strong>, dove è stata ricoverata per ricevere l’assistenza necessaria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Aeronautica Militare garantisce 24 ore su 24, ogni giorno dell’anno, un servizio essenziale per la collettività: trasporti sanitari urgenti, trasferimenti di organi, movimentazione di equipe mediche e persino il trasporto di ambulanze. Solo i reparti di volo del <strong>31° Stormo</strong>, del <strong>14° Stormo</strong> di Pratica di Mare, della <strong>46ª Brigata Aerea</strong> di Pisa e gli elicotteri del <strong>15° Stormo</strong> di Cervia totalizzano ogni anno centinaia di ore di volo dedicate a queste missioni, spesso condotte in condizioni meteorologiche complesse e con tempistiche estremamente ristrette.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un lavoro silenzioso ma fondamentale, che continua a salvare vite ogni giorno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/aer-01-11-25.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"31Stormo, aeronauticamilitare, VoloSalvavita","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-01 11:55:08","stato":"publish","riassunto_video":"Aeronautica Militare: volo d’urgenza salva la vita a una neonata trasportata da Cagliari a Milano. Il trasporto, richiesto dalla Prefettura e autorizzato dalla Presidenza del Consiglio, è stato effettuato ieri da un Gulfstream G650 del 31° Stormo. Atterrata a Milano-Linate, la piccola è stata affidata ai medici del Policlinico San Donato. L’Aeronautica garantisce ogni giorno servizi essenziali come questo, salvando vite in situazioni critiche.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/news/salute-bimba-di-poco-meno-di-un-mese-di-vita-trasportata-durgenza-da-cagliari-a-milano-con-un-velivolo-dellaeronautica-militare/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/26829-aeronautica-militare-volo-durgenza-salva-la-vita-a-una-neonata-trasportata-da-cagliari-a-milano.mp4","galleria":""}
{"id":26823,"titolo":"Gli artificieri paracadutisti dell’8° Guastatori \"Folgore\" neutralizzano una bomba d’aereo da 500 libbre a Legnago","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una bomba d’aereo da 500 libbre, circa 225 kg di esplosivo risalenti al secondo conflitto mondiale, è stata neutralizzata ieri a Legnago (VR) dagli artificieri dell’<a href=\"https://brigatafolgore.net/8-reggimento-genio-guastatori-paracadutisti-folgore/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti della Brigata “Folgore”</a>. L’operazione, conclusa nel primo pomeriggio, rientra nelle attività di bonifica del territorio coordinate dalla Prefettura di Verona per garantire la sicurezza della popolazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della mattinata il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, ha incontrato i militari impegnati nelle delicate procedure di messa in sicurezza dell’ordigno. La sua presenza sul posto ha voluto sottolineare il valore strategico di queste attività per la sicurezza nazionale e la vicinanza concreta della Forza Armata agli uomini e alle donne che operano quotidianamente in contesti ad alto rischio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12055,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Il-capo-di-SME-in-visita-durante-le-attivita-di-despolettamento-degli-artificieri-dell8o-rgt.jpg\" alt=\"Gli artificieri paracadutisti dell’8° Reggimento &quot;Folgore&quot; neutralizzano una bomba d’aereo da 500 libbre a Legnago\" class=\"wp-image-12055\" title=\"Gli artificieri paracadutisti dell’8° Guastatori\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Capo di SME in visita durante le attività di despolettamento degli artificieri dell’8º Rgt \"Folgore\" - Copyright Esercito Italiano<br><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/NOVEMBRE/bomba_301125/Posizionamento%20dell%E2%80%99ordigno%20in%20buca%20per%20il%20successivo%20brillamento.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli specialisti dell’8° Reggimento, su disposizione del Comando Territoriale Nord di Padova e in stretto coordinamento con la Prefettura di Verona e le autorità locali, hanno dapprima messo in sicurezza la bomba per poi procedere alla rimozione delle due spolette, di naso e di coda. Terminata questa fase, tra le più critiche dell’intervento, l’ordigno è stato trasferito in cava nel Comune di Albaredo d’Adige (VR), dove è stato fatto brillare secondo le procedure previste.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per consentire lo svolgimento in sicurezza delle operazioni sono state adottate misure cautelative straordinarie: circa 800 residenti nell’area circostante sono stati temporaneamente evacuati e la circolazione stradale sulla viabilità ordinaria è stata sospesa fino al completamento delle attività. Per ridurre l’estensione dell’area di rischio è stata realizzata una struttura di contenimento, la cosiddetta “camera di espansione”, che ha permesso di limitare al massimo i disagi per la popolazione e per le attività del territorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12054,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Trasporto-dellordigno-despolettato-per-successivo-caricamento.jpg\" alt=\"Gli artificieri paracadutisti dell’8° Reggimento &quot;Folgore&quot; neutralizzano una bomba d’aereo da 500 libbre a Legnago\" class=\"wp-image-12054\" title=\"Gli artificieri paracadutisti dell’8° Guastatori\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Trasporto dell’ordigno despolettato per successivo caricamento - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intervento di Legnago si inserisce in un quadro operativo particolarmente intenso per gli artificieri paracadutisti dell’8°. Solo nel 2025 il Reggimento ha condotto circa 450 interventi di bonifica, con oltre 900 ordigni bellici di varia tipologia e calibro distrutti nelle province di competenza. Nella sola Provincia di Verona gli ordigni neutralizzati sono stati circa 350, tra cui quattro bombe d’aereo analoghe a quella rinvenuta nelle ultime ore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il lavoro degli artificieri dell’8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti rappresenta uno dei volti meno visibili ma più concreti dell’Esercito Italiano: un impegno silenzioso, altamente specialistico, che continua a rimuovere le tracce ancora pericolose dei conflitti del passato, trasformando ogni bonifica in un investimento diretto sulla sicurezza delle comunità locali e sul futuro del territorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/main-ord-leg-nov-25.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"artificieri, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-01 10:23:22","stato":"publish","riassunto_video":"A Legnago (VR) una bomba d’aereo della Seconda guerra mondiale è stata neutralizzata dagli artificieri dell’8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti \"Folgore”. L’operazione, coordinata dalla Prefettura di Verona, ha previsto l’evacuazione di circa 800 residenti e la sospensione del traffico. Dopo la rimozione delle spolette, l’ordigno è stato fatto brillare in sicurezza. Nel 2025 il Reggimento ha già neutralizzato circa 900 ordigni nelle province di competenza.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/bomba_legnago_301125.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/26823-gli-artificieri-paracadutisti-dell8-guastatorifolgore-neutralizzano-una-bomba-daereo-da-500-libbre-a-legnago.mp4","galleria":""}
{"id":26818,"titolo":"Olanda, corsa contro il tempo: soluzione provvisoria anti-drone in attesa dello Skyranger 30","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di fronte alla crescita esponenziale della minaccia dei droni sul campo di battaglia, i Paesi Bassi hanno annunciato la creazione di un nuovo sistema mobile anti-drone realizzato assemblando componenti già disponibili sul mercato. Si tratta di una soluzione provvisoria ma necessaria, pensata per proteggere le unità di fanteria fino all’arrivo dei più avanzati Rheinmetall <strong>Skyranger 30</strong>, le cui consegne inizieranno solo nel <strong>2028</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-esigenza-urgente-colmare-il-gap-c-uas\"><strong>Un’esigenza urgente: colmare il gap C-UAS</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto dichiarato dal Segretario di Stato alla Difesa, <strong>Gijs Tuinman</strong>, l’Esercito olandese ha bisogno di capacità C-UAS rapidamente implementabili, in risposta a una minaccia ormai largamente diffusa sui fronti moderni. <a href=\"https://www.tweedekamer.nl/kamerstukken/brieven_regering/detail?id=2025Z20377&amp;did=2025D48017\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">In una lettera indirizzata al Parlamento</a>, Tuinman ha sottolineato che i nuovi sistemi rientrano in un piano di spesa aggiuntivo compreso tra <strong>1 e 2,5 miliardi di euro</strong> dedicati alle contromisure anti-drone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La decisione arriva mentre in Ucraina i droni sono ormai responsabili della maggior parte delle perdite in prima linea, spingendo le forze armate europee a cercare soluzioni di emergenza in attesa di piattaforme più sofisticate. La Francia, ad esempio, ha recentemente creato il sistema Proteus, una soluzione ibrida ottenuta montando un cannone antiaereo da 20 mm degli anni ’70 su un camion 4×4 degli anni ’80.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-sistema-cucito-con-componenti-pronti-all-uso\"><strong>Un sistema “cucito” con componenti pronti all’uso</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo sistema olandese sarà costruito utilizzando diversi componenti militari già esistenti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Veicoli blindati su ruote</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Torrette a controllo remoto (RCWS)</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sistemi di gestione del combattimento</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Munizionamento dedicato</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Ministero della Difesa ha dichiarato che, almeno per ora, non saranno divulgati dettagli su numeri, tempistiche o fornitori, per ragioni di sicurezza operativa. È tuttavia confermato che verranno acquistati nuovi sistemi e che la scelta dell’azienda incaricata dell’integrazione è ancora in corso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I Paesi Bassi hanno già ordinato <strong>22 Skyranger 30</strong>, che entreranno in servizio dal 2028. I nuovi sistemi anti-drone “ibridi” resteranno comunque operativi anche dopo l’arrivo dei cannoni antiaerei Rheinmetall.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-droni-sconosciuti-nei-cieli-europei-un-fenomeno-in-crescita\"><strong>Droni sconosciuti nei cieli europei: un fenomeno in crescita</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’annuncio arriva in un momento delicato: episodi di <strong>droni non identificati</strong> stanno aumentando in tutta Europa. Negli ultimi mesi Romania, Polonia e diversi altri Paesi NATO hanno segnalato incursioni attribuite – direttamente o indirettamente – alla Russia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel fine settimana, anche i Paesi Bassi hanno rilevato droni sconosciuti sopra la <strong>base aerea di Volkel</strong> e l’<strong>aeroporto di Eindhoven</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuinman ha definito questi episodi “sviluppi preoccupanti”, evidenziando la necessità di accelerare l’adozione di sistemi di difesa specifici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-strategia-ampia-radar-veicoli-armati-e-droni-intercettori\"><strong>Una strategia ampia: radar, veicoli armati e droni intercettori</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre al sistema mobile anti-drone, i Paesi Bassi investiranno in:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Radar IRIS per la rilevazione di droni</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Veicoli da pattuglia fuoristrada con torretta RCWS integrata</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sistemi C-UAS portatili e montati su veicoli</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Droni intercettori per neutralizzare minacce aeree</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, la Royal Netherlands Navy riceverà nuovi sistemi C-UAS a effetto “hard-kill”: una capacità che oggi manca, poiché le navi dispongono quasi esclusivamente di contromisure “soft-kill” (come il jamming) o armi cinetiche costose e in numero limitato (missili).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo la Difesa olandese, il futuro sistema navale dovrà collocarsi tra la <strong>difesa ravvicinata a piccolo calibro</strong> e i <strong>missili a lungo raggio</strong>, colmando un vuoto critico nella protezione contro droni a media distanza. L’investimento previsto va da <strong>250 milioni a 1 miliardo di euro</strong>, con ulteriori dettagli attesi nella primavera del 2026.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione\"><strong>Conclusione</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa olandese conferma una realtà ormai evidente: l’Europa sta correndo contro il tempo per proteggere truppe e infrastrutture da una minaccia che cresce più velocemente delle soluzioni tecnologiche disponibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La creazione di un sistema anti-drone mobile “assemblato” con componenti già esistenti non è solo una misura provvisoria, ma un segnale della rapidità con cui gli eserciti europei devono adattarsi a un campo di battaglia dominato da minacce piccole, economiche e pervasive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":12047,\"href\":\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/12/Beslisnota-bij-Kamerbrief-Update-investeringen-in-additionele-C-UAS-capaciteit.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/12/Beslisnota-bij-Kamerbrief-Update-investeringen-in-additionele-C-UAS-capaciteit.pdf\" type=\"application/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"Beslisnota bij Kamerbrief Update investeringen in additionele C-UAS capaciteit\"></object><a id=\"wp-block-file--media-3c8b3a11-452d-4920-99ba-ea8eca1457e7\" href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/12/Beslisnota-bij-Kamerbrief-Update-investeringen-in-additionele-C-UAS-capaciteit.pdf\">Beslisnota bij Kamerbrief Update investeringen in additionele C-UAS capaciteit</a><a href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/12/Beslisnota-bij-Kamerbrief-Update-investeringen-in-additionele-C-UAS-capaciteit.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-3c8b3a11-452d-4920-99ba-ea8eca1457e7\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/12/OQORSLAUIVCULAF3XBH5DJ3JXI.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"AntiDRONE, CUAS, difesaeuropea","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-12-01 02:51:18","stato":"publish","riassunto_video":"I Paesi Bassi hanno annunciato un nuovo sistema mobile anti-drone, assemblato con componenti già disponibili, per proteggere la fanteria in attesa dei più avanzati Skyranger 30, previsti dal 2028. La misura risponde all’aumento delle minacce dei droni, come già avvenuto in Ucraina e in altri Paesi europei. Oltre al sistema mobile, saranno potenziati radar, veicoli armati e droni intercettori. L’iniziativa mostra la necessità di soluzioni rapide contro minacce sempre più diffuse.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.c4isrnet.com/global/europe/2025/11/28/dutch-to-cobble-together-mobile-anti-drone-system-to-plug-c-uas-hole/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/12/26818-olanda-corsa-contro-il-tempo-soluzione-provvisoria-anti-drone-in-attesa-dello-skyranger-30.mp4","galleria":""}
{"id":26711,"titolo":"Tutti a Montecitorio: Crosetto, un Ministro pragmatico, ma non basta!","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando il quotidiano <em>Il Foglio</em> titola “Meno politica, più strategia. L’importanza dei militari in Aula”, mette in luce il cambio di prospettiva: non è la solita messa in scena mediatica, ma il tentativo, finalmente serio, di riportare il dibattito sulla Sicurezza Nazionale alla concretezza delle minacce, ai numeri e ai piani operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Guido Crosetto</strong>, in qualità di Ministro della Difesa, ha avuto il merito di rompere un’antica convenzione italiana: affrontare la possibilità di un conflitto, e la conseguente necessità di riarmo non come un dogma ideologico, ma come una <strong>responsabilità fondamentale di governo</strong>. Sotto questo aspetto, è corretto definirlo il Ministro della Difesa più concreto, e probabilmente il migliore, degli ultimi decenni repubblicani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ritorno-alla-realta-l-approccio-metodico-di-crosetto\">Il Ritorno alla realtà: l'approccio metodico di Crosetto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto di legge che il Governo sta per presentare al Consiglio dei ministri comporta un investimento potenziale di circa <strong>dieci miliardi di euro all’anno</strong>. Non si tratta unicamente della (molto discussa) leva su base volontaria, ma di una riorganizzazione completa del sistema Difesa proiettata verso lo scenario che i servizi di intelligence prevedono per il <strong>2030</strong>, includendo un potenziale attacco russo a un membro NATO, in linea con le stime tedesche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I punti cardine della riforma sono ben definiti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Istituzione di una <strong>Forza di Riserva su base volontaria</strong> fino a 10.000 unità, attivabile rapidamente in caso di emergenza.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Incremento significativo degli effettivi</strong>: 30–40 mila militari aggiuntivi nell'arco di 5–10 anni, per raggiungere 135 mila soldati in servizio e un potenziale di 180–190 mila mobilitabili.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Riconoscimento ufficiale del <strong>Cyber Spazio</strong> come dominio difensivo nazionale, con un’“arma digitale” dedicata composta da 1.200–1.500 operatori attivi 24/7.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Procedure accelerate</strong> per la realizzazione di infrastrutture critiche (bunker, centri di comando), superando le lentezze del codice appalti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rinnovo dell’intelligence</strong>, per colmare l’assenza italiana di un vero e proprio servizio informativo militare dedicato ai nuovi settori (spazio, cyber, guerra ibrida).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qual è l’elemento di maggiore positività in questa prospettiva?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La concezione, quasi rivoluzionaria per l'Italia, che la Difesa non sia un luogo per sfoghi politici, ma una <strong>funzione essenziale dello Stato da costruire con lucidità tecnica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Crosetto è trasparente: l'Italia è impreparata di fronte alla minaccia e l'aumento delle spese non è un favore alla NATO, ma una risposta obbligata al riarmo altrui. La realtà, se ignorata, si impone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In quest’ottica, l’<strong>Audizione dei vertici militari in Parlamento</strong> non è un fatto folcloristico, ma un momento di formazione cruciale per la classe politica e l’opinione pubblica. E qui <em>Il Foglio</em>, centra l’obiettivo: meno chiacchiere, più esperti, più analisi dei dati, più pianificazione strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-nodo-del-merito-se-l-efficienza-non-e-misurata-la-riforma-fallisce\">Il nodo del merito: se l'efficienza non è misurata, la riforma fallisce</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si possono aggiornare le normative, definire nuovi ambiti operativi e creare una moderna “arma cyber”, ma se il meccanismo di <strong>valutazione, responsabilità e avanzamento di carriera</strong> resta immutato, la nuova architettura poggerà su fondamenta obsolete.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nelle Forze Armate italiane continua a pesare, in alcune aree, una cultura in cui la promozione è ancora troppo legata a <strong>formalismi burocratici</strong> e <strong>prassi consolidate</strong>, più che alla <strong>misurazione sistematica dei risultati operativi e gestionali</strong>. Solo con l’attuale governo hanno iniziato a emergere segnali di <strong>discontinuità</strong> e una più forte enfasi sulla <strong>meritocrazia</strong>, ma molti meccanismi di valutazione restano di fatto ereditati dal passato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È il futuro a preoccupare: oggi al vertice della Difesa c’è <strong>Guido Crosetto</strong>, figura che si è dimostrata pragmatica e orientata al merito, ma domani, con un cambio di esecutivo, cosa accadrebbe se queste linee non fossero consolidate in <strong>riforme strutturali</strong>? Senza un cambiamento profondo delle regole del gioco, basterebbe un diverso indirizzo politico per riportare lo strumento militare dentro le vecchie logiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fino a quando i comandanti non saranno giudicati su <strong>metriche chiare e misurabili</strong>, legate alla <strong>prontezza operativa</strong>, all’<strong>addestramento</strong>, all’<strong>interoperabilità</strong> e allo <strong>sviluppo delle capacità operative</strong>; fino a quando non sarà introdotto un reale meccanismo di <strong>cessazione dal servizio per mancato raggiungimento degli obiettivi</strong>, con l’uscita obbligata per chi non raggiunge standard minimi, il cambiamento non potrà che essere parziale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È in questo senso che la celebre, amara osservazione “<strong>da Caporetto a oggi poco è mutato</strong>” va oltre l’iperbole: per decenni gli errori non sono stati analizzati in profondità quanto avrebbero meritato, le conseguenze sono state spesso limitate e la responsabilità si è fin troppo facilmente dispersa tra procedure, consuetudini e gradini gerarchici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26750,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/3-Extreme-Patrol-2025-sbarco-pattuglia-CH47-1024x484.jpg\" alt=\"Tutti a Montecitorio: Crosetto, un Ministro pragmatico, ma non basta! - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26750\" title=\"Pragmatismo, non ideologia: perché Crosetto è un grande Ministro. Ma non basta!\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dietro ogni proiezione di forza c’è un presupposto: scegliere, formare e valutare i leader sulla base delle capacità reali. Senza meritocrazia, nessuna modernizzazione può reggere - Copyright Foto Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-rapporti-con-le-aziende-l-industria-deve-servire-non-dettare-le-esigenze\">Rapporti con le Aziende: l'industria deve servire, non dettare le esigenze</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un punto cruciale è il legame con il settore industriale. <strong>Crosetto conosce il comparto a fondo</strong> e ha sempre sostenuto che la sua sostenibilità dipende dal fatto che le scelte strategiche siano guidate dalle priorità nazionali di sicurezza, non dagli interessi commerciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Capo di stato maggiore della Difesa, <strong>Generale C.A. Luciano Portolano</strong>, ha riassunto questa posizione in modo esemplare: <strong>l’industria deve fornire supporto, non imporre i propri modelli</strong>. Non sono le aziende a dover imporre le esigenze operative alle Forze armate, né a scrivere indirettamente la strategia del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il principio ideale è chiaro:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>La Politica</strong> stabilisce la strategia di sicurezza.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Le Forze Armate</strong> la traducono in requisiti operativi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>L'Industria</strong> fornisce e innova, rispettando la direzione impostata.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In concreto, ci sono tre rischi principali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Primo: </strong>che i programmi siano disegnati più per mantenere <strong>attive linee di produzione o equilibri regionali</strong> che per rispondere alle sfide belliche attuali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Secondo:</strong> una forma sottile di <strong>influenza sistemica</strong>, fatta di promesse, esplicite o implicite, di incarichi di alto livello dopo il congedo, poltrone in consigli di amministrazione, consulenze prestigiose, garanzie di carriera per chi in uniforme decide oggi, e lo stesso tipo di chimere rivolte all’apparato politico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Terzo:</strong> una classe dirigente e un circolo di <strong>“analisti civili” superficiali</strong>, la cui presunta competenza deriva da brevissimi periodi di riserva selezionata, vent’anni di <em>talk show</em> senza aver mai gestito uomini o crisi, o da ex generali che hanno scalato la burocrazia e si atteggiano a oracoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se non si eliminano questi tre circuiti viziosi, l’industria che decide, il fenomeno delle porte girevoli e la tolleranza verso i finti esperti, l’interesse nazionale sarà regolarmente deviato verso interessi di parte. I dieci miliardi aggiuntivi di spesa rischieranno di consolidare vecchi schemi, anziché costruire le capacità realmente necessarie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26749,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/industria-2-1024x683.jpg\" alt=\"Tutti a Montecitorio: Crosetto, un Ministro pragmatico, ma non basta! - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26749\" title=\"Pragmatismo, non ideologia: perché Crosetto è un grande Ministro. Ma non basta!\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tutti a Montecitorio: Crosetto, un Ministro pragmatico, ma non basta! - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-comandi-obsoleti-serve-agilita-contro-la-rigidita-storica\">Comandi Obsoleti: Serve Agilità Contro la Rigidità Storica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, la struttura di comando.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Italia entra nell'era dei <strong>domini integrati</strong>, terra, mare, aria, spazio, cyber, ma porta il peso di un apparato che, sotto molti aspetti, sembra ancora ancorato alla Seconda Guerra Mondiale: <strong>eccessivamente gerarchico, burocrazia lento nell’adeguamento e geloso delle proprie competenze interforze</strong>. Il tutto condito da abbondanti dosi di <strong>burocrazia</strong> (uno dei primi nemici che il Capo di SME <strong>Carmine Masiello</strong> ha deciso di \"combattere\", ricordate?).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In poche parole, l’esatto opposto di ciò che richiede il futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Crosetto lo chiarisce quando parla di conflitti ibridi, dominio cyber e della necessità di integrare rapidamente tutti i livelli dello strumento militare:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Comandi snelli e congiunti</strong>, dove Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri, Spazio e Cyber operano in reale sinergia, non solo formalmente;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Chiarezza nelle responsabilità</strong>: chi è il decisore, quali sono i tempi e quali le conseguenze in caso di fallimento;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Reale valorizzazione dei gradi intermedi</strong> (<strong>Sottufficiali</strong> e <strong>giovani Ufficiali</strong>), che nelle guerre moderne rappresentano il vero motore della capacità di adattamento rapido.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se l’intera catena di comando continua a operare con una mentalità adatta a fronti statici e tempi dilatati, rischiamo di affrontare una guerra del 2030 (si spera solo sulla carta) con la strategia del 1943. E, in quel caso, il necessario <strong>salto culturale rimarrebbe incompiuto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26744,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/paraca-c130-1024x582.jpg\" alt=\"Tutti a Montecitorio: Crosetto, un Ministro pragmatico, ma non basta! - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26744\" title=\"Pragmatismo, non ideologia: perché Crosetto è un grande Ministro. Ma non basta!\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paracadutisti dell’Esercito Italiano durante un aviolancio: un simbolo tangibile della capacità operativa rapida che una struttura di comando moderna deve essere in grado di coordinare in un contesto realmente interforze, tra Esercito e Aeronautica - Copyright Foto Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sintesi-il-progresso-e-iniziato-ma-manca-la-svolta-definitiva\">Sintesi: Il progresso è iniziato, ma manca la svolta definitiva</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’azione descritta da <em>Il Foglio</em> “meno propaganda, più colonnelli” è un segnale di grande peso: la Politica si ritira per un attimo per ascoltare i tecnici, trasformando il Parlamento (eccezionalmente) in un <strong>luogo di analisi serie</strong> sulla minaccia russa, sugli impegni NATO e sulle carenze del nostro sistema.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Crosetto ha messo in campo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Risorse economiche;</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Una visione strategica a lungo termine (2030);</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il coraggio di ammettere l'impreparazione italiana;</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>La volontà di creare nuovi strumenti e di potenziare quelli già esistenti (cyber, intelligence, riserva).</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per queste ragioni, è giustificato considerarlo il Ministro della Difesa più orientato al risultato che la Repubblica abbia avuto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Ma il risultato finale non è ancora garantito.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Finché i militari non saranno valutati davvero su <strong>responsabilità</strong> e <strong>risultati</strong>, con carriere che premiano il <strong>merito</strong> e non l’abilità burocratica; finché l’<strong>allontanamento coatto</strong> degli Alti Dirigenti inefficaci resterà un tabù; finché l’<strong>industria</strong> continuerà a indirizzare la strategia anziché esserne un supporto; e finché la <strong>struttura di comando</strong> non si libererà della rigidità ereditata dal XX secolo, l’Italia rimarrà bloccata in un apparato militare che appare moderno solo in superficie, ma resta profondamente arcaico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è qui che il nodo politico diventa decisivo. Alcuni dei cambiamenti oggi visibili sono legati alla sensibilità dell’attuale esecutivo e del Ministro della Difesa, ma senza una <strong>riforma strutturale</strong> in questa direzione tutto resta reversibile: basterà un cambio di maggioranza per riportare lo strumento militare dentro le vecchie logiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo, ben venga la presenza dei militari in Parlamento e lode a un ministro pragmatico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma la vera rivoluzione si compirà solo quando questi orientamenti verranno cristallizzati in <strong>regole</strong> e <strong>sistemi di valutazione</strong>. Il segnale di svolta sarà il giorno in cui, oltre ad ascoltare i colonnelli in audizione, vedremo i primi generali <strong>rimossi per mancato raggiungimento degli obiettivi</strong>, non per limiti di età.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Solo allora il cambiamento sarà davvero <strong>irreversibile</strong>, e non l’ennesimo maquillage destinato a svanire al prossimo cambio di maggioranza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/crosetto-guido.jpg","categoria":"Blog","tags":"RiformaDifesa, sicurezzanazionale, strategiamilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-30 15:04:32","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilfoglio.it/politica/2025/11/29/news/meno-propaganda-politica-piu-colonnelli-evviva-i-militari-in-parlamento-8379631/","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26711-tutti-a-montecitorio-crosetto-un-ministro-pragmatico-ma-non-basta.mp4","galleria":""}
{"id":26741,"titolo":"Maxi esercitazione antiterrorismo al Terminal 5 di Fiumicino con l'impiego dei NOCS della Polizia di Stato","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una complessa esercitazione antiterrorismo ha coinvolto ieri il Terminal 5 dell’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Fiumicino, trasformato per alcune ore in un vero e proprio scenario operativo con spari simulati, urla, feriti ed ostaggi. L’attività, programmata nell’ambito dei test periodici previsti dal Piano di sicurezza nazionale, si è svolta senza alcun impatto sulla regolarità dei voli né sulla sicurezza di passeggeri e operatori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'area del Terminal 5 – non utilizzata per il traffico passeggeri e dunque isolata dalle normali operazioni aeroportuali – è stata teatro di una simulazione su scala reale di un attacco terroristico con irruzione armata. L’obiettivo dell’esercitazione era verificare e rafforzare l’efficacia delle procedure di risposta integrate tra forze dell’ordine, reparti speciali, vigili del fuoco, personale sanitario dell’Ares 118, Adr e Autorità aeroportuali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-attacco-simulato-con-dinamiche-reali\"><strong>Un attacco simulato con dinamiche reali</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione, iniziata intorno alle 12, ha ricreato una serie di eventi complessi: ingresso violento di un commando armato, ferimenti multipli, gestione degli ostaggi e successivo intervento dei team specializzati. Tutte le operazioni sono state condotte in modalità “full scale”, cioè riproducendo in modo realistico tempi di reazione, comunicazioni, regole di ingaggio e procedure di evacuazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dipartimento della Protezione Civile di Roma Capitale ha partecipato con un ulteriore scenario: l’interruzione del servizio ferroviario verso l’aeroporto. Alcuni treni sono stati fermati alla stazione “Fiera di Roma”, dove i passeggeri – figuranti – sono stati assistiti fino al ripristino della normale accessibilità allo scalo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-banco-di-prova-in-vista-del-giubileo-2025\"><strong>Un banco di prova in vista del Giubileo 2025</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le esercitazioni di questo tipo rientrano nella pianificazione strategica connessa alla gestione dei grandi eventi, tra cui l’imminente Giubileo della Chiesa Cattolica 2025, per il quale è previsto un afflusso eccezionale di visitatori da tutto il mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In quest’ottica, lo scenario simulato a Fiumicino rappresenta un momento cruciale per testare la reattività del sistema di sicurezza nazionale, l’interoperabilità tra i vari enti e la capacità di coordinamento in contesti ad alta complessità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa, spiegano le autorità coinvolte, contribuisce a consolidare la prontezza operativa delle strutture preposte alla risposta a situazioni di crisi, a beneficio della sicurezza collettiva e della resilienza dell’intero Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/nocs-fiumicino.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"antiterrorismo, EsercitazioneFiumicino, sicurezzanazionale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-30 14:53:23","stato":"publish","riassunto_video":"Al Terminal 5 dell’aeroporto di Fiumicino si è svolta un’esercitazione antiterrorismo simulata con spari, ostaggi e feriti, senza impatti sui voli. L’operazione ha coinvolto forze dell’ordine, vigili del fuoco, personale sanitario e autorità aeroportuali, testando la risposta coordinata a un attacco armato. Anche la Protezione Civile ha simulato l’interruzione del servizio ferroviario. L’esercitazione fa parte della preparazione per il Giubileo 2025, per garantire sicurezza e prontezza in eventi di grande affluenza.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.romatoday.it/attualita/terrorismo-aeroporto-fiuminicino-cosa-succede-perche-oggi-29-novembre-2025.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26741-maxi-esercitazione-antiterrorismo-al-terminal-5-di-fiumicino-con-limpiego-dei-nocs-della-polizia-di-stato.mp4","galleria":""}
{"id":26702,"titolo":"Gianfranco Paglia sfida ancora l’impossibile: il 20 dicembre l’assalto al nuovo record della “2 Ore No Limits”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Tenente Colonnello <strong>Gianfranco Paglia</strong> non è soltanto un atleta. Non è soltanto un militare decorato. Non è neppure “solo” un simbolo della resilienza italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gianfranco Paglia è molto di più: è <strong>un esempio vivente di ciò che significa non arrendersi mai</strong>, un faro per chi crede che la dignità, la volontà e il coraggio possano superare qualunque barriera.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questi giorni Paglia sta affrontando allenamenti intensi presso gli impianti sportivi di Livigno, affiancato dalla <strong>Squadra Nazionale Paralimpica di Sci Nordico</strong>, preparando una sfida che va oltre lo sport.<br>Il prossimo <strong>20 dicembre</strong>, ad <strong>Armentarola</strong>, parteciperà alla nuova edizione della <strong>“2 Ore No Limits”</strong>, un evento nato due anni fa che ha segnato un momento storico: per la prima volta un tetraplegico si è cimentato nello sci di fondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una sfida che supera ogni confine</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La prima edizione lo vide percorrere <strong>5,7 km in un'ora</strong>. In una successiva prova, ha migliorato il suo tempo chiudendo un’ora con <strong>7,620 km</strong>. Nell’edizione di due ore (31 gennaio 2025, a Val di Fiemme), ha stabilito il record attuale coprendo <strong>11,680 km in 2 ore</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quest’anno, Paglia punta ancora più in alto. Non per ottenere un trofeo personale, ma per <strong>dimostrare, una volta di più, che la disabilità non è una gabbia</strong>. È un limite che può essere affrontato, affrontato e superato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla base della sfida l'Ufficiale Paracadutista lancia un messaggio chiarissimo: le persone con disabilità <strong>non devono essere considerate cittadini di serie B</strong>. Meritano strumenti, dignità, attenzione istituzionale e, soprattutto, rispetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un eroe che continua a combattere</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Ten. Col. Paglia porta sul petto la <strong>Medaglia d’Oro al Valor Militare</strong>, ricevuta per il coraggio dimostrato nella tragica <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/2-luglio-1993-la-battaglia-del-check-point-pasta/\">Battaglia del Pastificio</a></strong> del 2 luglio 1993, a Mogadiscio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quel giorno non è stato soltanto un momento di eroismo militare: è stato il punto di origine di una storia che ancora oggi ispira intere generazioni di italiani. Paglia non combatte più tra le strade della Somalia, ma continua a combattere ogni giorno contro l’indifferenza, la superficialità e la mancanza di tutela verso chi vive con una disabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E lo fa con la stessa determinazione di allora.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il messaggio di Paglia: nessuno merita compassione, ma rispetto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“<strong>Non esistono limiti che non possono essere superati</strong>”, ha dichiarato Paglia ringraziando gli impianti sportivi di Livigno e gli atleti paralimpici che lo affiancano.<br>E aggiunge un concetto che dovrebbe essere scolpito nella mente di chiunque abbia responsabilità pubbliche:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“Spero che si accendano sempre di più i riflettori verso un tema che va affrontato come grande esempio di civiltà, da tutte le istituzioni senza distinzione di colore politico. Un disabile è una persona che merita rispetto e considerazione, e di tutto ha bisogno meno che della compassione”.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perché Paglia è un esempio. Per tutti e (soprattutto) per i giovani</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un’epoca in cui molte figure di riferimento cadono, deludono, si contraddicono, uomini come Gianfranco Paglia rappresentano una bussola morale per i ragazzi di oggi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mostrano che il sacrificio ha un valore, che il coraggio può cambiare il corso di una vita, e che la forza non è solo fisica, ma soprattutto mentale e morale. Paglia dimostra che si può cadere e rialzarsi, che si può perdere molto ma non la voglia di vivere, che la fragilità non è debolezza ma semmai occasione di rinascita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gianfranco Paglia non corre per superare un record.<br>Corre per ricordare a tutti noi che <strong>i limiti più grandi sono quelli che accettiamo di imporci</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E per questo rimarrà, oggi e sempre, <strong>un eroe autentico e un esempio luminoso per le nuove generazioni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/paglia-2.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"2orenolimits, Gianfranco Paglia, gianfrancopaglia, inclusione sociale, Medaglia d’Oro al Valor Militare, movm, resilienza italiana","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-30 02:35:54","stato":"publish","riassunto_video":"Il Tenente Colonnello Gianfranco Paglia, decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare, è un simbolo di resilienza e coraggio. Tetraplegico, si allena con la Squadra Nazionale Paralimpica di Sci Nordico per la “2 Ore No Limits”, evento in cui ha già stabilito record di distanza. Paglia dimostra che la disabilità non è una gabbia, ma un limite da superare con dignità e volontà. Il suo messaggio è chiaro: le persone con disabilità meritano rispetto, non compassione, e rappresenta un esempio di forza morale e ispirazione per le nuove generazioni.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26702-gianfranco-paglia-sfida-ancora-limpossibile-il-20-dicembre-lassalto-al-nuovo-record-della-2-ore-no-limits.mp4","galleria":""}
{"id":26694,"titolo":"RID, A2CS, PANTHER-IT e la bolla tattica","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un recente contributo dedicato ad A2CS, PANTHER-IT e alla protezione della cosiddetta “bolla tattica”, viene proposta una visione molto avanzata dei futuri mezzi corazzati italiani. A2CS e PANTHER-IT vengono presentati come piattaforme digitali, interconnesse, ricche di sensori, jammer e sistemi hard e soft kill integrati, coordinate tramite BMS all’interno di una rete cooperativa di nodi con e senza equipaggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ragionamento di fondo appare chiaro: il campo di battaglia sta cambiando, la minaccia dei droni e dell’artiglieria di precisione tende a superare quella “classica” di IED, RPG e missili controcarro, e la protezione è chiamata a diventare multilivello – fisica, cinetica, elettronica e cibernetica – non solo sul singolo mezzo ma sull’intera bolla tattica. È un’impostazione coerente con molte lezioni operative recenti, ma che può essere affiancata da alcune considerazioni di cautela.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Più la bolla diventa sofisticata, più rischia di trasformarsi in un bersaglio privilegiato. Se il veicolo dipende in misura crescente da link, sensori distribuiti, software, aggiornamenti continui e da un BMS sempre connesso, non si può escludere che un jamming efficace, un attacco cibernetico o una pesante degradazione dello spettro elettromagnetico possano rendere l’intero sistema temporaneamente cieco, muto o rallentato. Nel testo si insiste sulla protezione della rete, ma viene forse meno evidenziato un punto decisivo: nel momento in cui la bolla si degrada o collassa, il mezzo deve comunque essere in grado di continuare a combattere. La prova reale di un sistema d’arma non è solo il funzionamento in un contesto addestrativo ideale, ma la capacità di restare operativo quando il BMS non aggiorna, il drone non arriva, i sensori sono limitati e la logistica subisce ritardi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12009,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"RID, A2CS, PANTHER-IT e la bolla tattica\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/678e2f6e0f6fe.jpeg\" alt=\"RID, A2CS, PANTHER-IT e la bolla tattica\" class=\"wp-image-12009\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">RID, A2CS, PANTHER-IT e la bolla tattica</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-non-solo-protezione-robustezza-scenari-e-sostenibilita\">Non solo protezione: robustezza, scenari e sostenibilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I <a href=\"https://brigatafolgore.net/il-kf51-panther-il-rivoluzionario-carro-per-lesercito-italiano/\">programmi A2CS</a> e PANTHER-IT vengono descritti come mezzi dotati di arma e munizionamento anti-drone per le classi 1 e 2, sensori IR passivi per operare in modalità “radarless”, sensori RF per intercettare i protocolli dei droni e jammer in grado di disturbare i collegamenti nemici, il tutto gestito dal BMS che integra hard kill e soft kill. La domanda, più che contraddittoria, è di equilibrio: è davvero necessario che ogni singolo veicolo si trasformi in una piattaforma fortemente carica di elettronica, antenne e apparati delicati, oppure sarebbe preferibile una distribuzione più graduata delle capacità?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contributo si accenna al tema del costo e della sostenibilità, chiedendosi quanto possa venire a costare un mezzo di questo tipo e quanti esemplari si possano realisticamente acquisire. Da questa riflessione discende un ulteriore spunto: un sistema d’arma non è “protetto” solo perché è difficile da colpire; lo è anche, e forse soprattutto, se è difficile da mettere definitivamente fuori uso. Un veicolo che accumula capacità ma tende a guastarsi spesso, che richiede interventi di specialisti per ogni avaria e che vede ridursi rapidamente l’efficacia appena la rete si degrada, rischia di essere più vulnerabile sotto altri profili, pur risultando avanzato sul piano tecnologico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra in Ucraina viene giustamente richiamata per mostrare come droni e artiglieria guidata abbiano modificato profondamente manovra e sopravvivenza dei complessi meccanizzati. Tuttavia, se si progettano mezzi tarati quasi esclusivamente su quello scenario, esiste il rischio di trovarsi meno pronti in contesti diversi. Guardando al Medio Oriente, all’Iran e alle IDF, si è visto come non tutti gli sciami di droni funzionino allo stesso modo e come la risposta avversaria, tra guerra elettronica e superiorità aerea, possa ridurne drasticamente l’impatto. La questione diventa allora se puntare su mezzi altamente specializzati per il “campo ucraino” o su sistemi forse più essenziali, ma capaci di resistere a un ventaglio più ampio di avversità operative, ambientali e logistiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12010,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"RID, A2CS, PANTHER-IT e la bolla tattica\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/rheinmetall-leonardo.jpg\" alt=\"RID, A2CS, PANTHER-IT e la bolla tattica\" class=\"wp-image-12010\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">RID, A2CS, PANTHER-IT e la bolla tattica</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-full-capability-alla-bolla-o-al-mezzo-che-resta-in-piedi\">Full capability alla bolla o al mezzo che resta in piedi?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel dibattito viene posto un quesito importante: a quale livello ordinativo dovrebbe essere garantita la “full capability” della bolla tattica? Plotone, compagnia, battaglione, Task Force? In teoria, è pienamente sensato ragionare in termini di complesso tattico: non tutti i mezzi con tutto, ma l’insieme che dispone di tutte le funzioni necessarie. Nella pratica, però, il giorno in cui i veicoli “abilitanti” vengono colpiti, la Task Force si disperde o alcuni nodi chiave della rete vengono neutralizzati, a fare la differenza non è più l’eleganza del modello concettuale, ma quali mezzi continuano effettivamente a combattere e con quali capacità minime garantite.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In quest’ottica, più che moltiplicare moduli e apparati, sembra decisivo puntare su ridondanza essenziale e ruggedness. Ogni mezzo dovrebbe preservare un nucleo minimo di capacità – osservazione, comunicazione di base, fuoco autonomo – che non dipenda dalla perfetta salute della rete. I sistemi installati dovrebbero essere quanto più possibile resistenti a urti, temperature estreme, sporco, schegge; e al tempo stesso facili da riparare e sostituire sul campo da personale non iper-specializzato. La priorità, accanto all’interconnessione, è la capacità di resistere fisicamente e funzionalmente alle avversità tipiche del campo di battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In definitiva, non si tratta di mettere in contrapposizione tecnologia di rete e robustezza “tradizionale”, ma di ricercare un equilibrio realistico. Non basta proteggere mezzo e bolla; sarebbe auspicabile orientarsi verso sistemi d’arma che continuino a muoversi, vedere, comunicare e impiegare il fuoco anche quando tutto intorno si degrada. La tecnologia e la rete sono potenti moltiplicatori di forza solo se poggiano su piattaforme robuste, relativamente semplici da mantenere e difficili da mettere definitivamente fuori combattimento. La domanda per programmi come A2CS e PANTHER-IT non è quindi soltanto quante capacità di protezione possano integrare, ma in che misura ciascuno di questi mezzi saprà resistere alle avversità reali – fisiche, elettroniche e logistiche – dei futuri campi di battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/IMG-20240619-112314177-HDR.jpg","categoria":"Blog","tags":"A2CS, bollaTattica, panther, rid","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-29 20:23:26","stato":"publish","riassunto_video":"I futuri mezzi corazzati italiani, come A2CS e PANTHER-IT, puntano su digitalizzazione, sensori avanzati e protezione multilivello contro minacce moderne come droni e artiglieria di precisione. Tuttavia, una eccessiva dipendenza da reti e sistemi elettronici può renderli vulnerabili a jamming e attacchi cibernetici. È fondamentale garantire robustezza, capacità minime autonome e facilità di manutenzione, bilanciando tecnologia e resistenza per operare anche in condizioni degradate.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26694-rid-a2cs-panther-it-e-la-bolla-tattica.mp4","galleria":""}
{"id":26690,"titolo":"Ci risiamo: l’Università di Bologna rifiuta il corso di Filosofia per i giovani Ufficiali in nome dei pregiudizi","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ci risiamo. Dopo il caso dell’Università per Stranieri di Siena, che r<a href=\"https://brigatafolgore.net/luniversita-per-stranieri-di-siena-annulla-i-tirocini-con-la-marina-militare-unoccasione-persa-in-nome-dei-pregiudizi/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">inunciò a collaborare con la Marina Militare</a> per timori tanto infondati quanto ideologici, un altro ateneo italiano compie un passo indietro nei confronti delle Forze Armate. Questa volta è l’<strong>Alma Mater Studiorum di Bologna</strong> a dire “no” alla proposta dell’Esercito Italiano di avviare un corso di laurea in Filosofia dedicato ai giovani ufficiali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un progetto innovativo, voluto dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, <strong>Generale di Copo d'Armata Carmine Masiello</strong>, con un obiettivo chiaro: <strong>formare una nuova generazione di ufficiali capaci di pensiero critico, visione multidisciplinare e profondità intellettuale</strong>. Non una richiesta di privilegi, non un’invadenza istituzionale: solo l’idea che cultura e difesa possano dialogare per il bene del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-generale-masiello-deluso-l-esercito-non-e-stato-ammesso-all-universita\">Il Generale Masiello: “Deluso. L’Esercito non è stato ammesso all’università”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo <a href=\"https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/militari-studenti-filosofia-unibo-rifiuta-dxxvxl13\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">quanto riporta il Resto del Carlino</a>, le parole del Generale Masiello, pronunciate agli Stati Generali della Ripartenza a Bologna, non lasciano spazio a interpretazioni:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Ho chiesto all’Università di Bologna di avviare un corso di laurea per 10-15 dei miei ufficiali.<br>Non hanno voluto per timore di militarizzare la facoltà.<br>Un’istituzione come l’Esercito non è stata ammessa all’università. Io sono deluso.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È difficile non condividere il suo rammarico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2025 l’Italia dovrebbe aver superato da tempo l’idea che la presenza di militari, professionisti della sicurezza, della gestione delle crisi, del diritto internazionale, della cooperazione civile-militare, rappresenti una minaccia per l’autonomia accademica. Eppure, <strong>questo pregiudizio resiste</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Masiello ha aggiunto un punto cruciale:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>È sintomatico dei tempi in cui viviamo, e di quanta strada c’è da fare affinché l’opinione pubblica capisca la funzione delle Forze Armate nel mondo attuale.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come dargli torto?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Chi rischia la vita per il Paese</strong> è ancora guardato con sospetto da chi, per missione universitaria, dovrebbe combattere proprio i pregiudizi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-rettore-molari-decisione-del-dipartimento-ma-siamo-aperti-al-dialogo\">Il rettore Molari: “Decisione del Dipartimento, ma siamo aperti al dialogo”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rettore dell’Università di Bologna, <strong>Giovanni Molari</strong>, ha chiarito che il diniego non è arrivato dal Senato Accademico, ma da un singolo Dipartimento che “ha preferito astenersi dal deliberare”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una formula che, se possibile, rende la vicenda ancora più incomprensibile:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>– nessun divieto formale<br>– nessuna valutazione di merito<br>– nessun confronto aperto</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Semplicemente <strong>non si decide</strong>, per non assumersi la responsabilità di dire sì.<br>Il rettore assicura di essere aperto al dialogo; un’apertura che, però, arriva dopo un rifiuto che ha già prodotto un danno: quello di un segnale culturale sbagliato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-ministra-bernini-una-scelta-discutibile-che-compromette-la-funzione-del-sapere\">La Ministra Bernini: “Una scelta discutibile che compromette la funzione del sapere”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Ministra dell’Università e della Ricerca, <strong>Anna Maria Bernini</strong>, ha commentato senza mezzi termini:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Un dipartimento che teme la ‘militarizzazione’ rischia di compromettere la funzione stessa del sapere. Non esiste libertà senza sicurezza, e non può esserci sicurezza senza una Difesa preparata e capace di leggere la complessità del nostro tempo. Una società che diffida dei propri servitori in uniforme dovrebbe interrogarsi sulle proprie fragilità, non sul ruolo delle Forze Armate</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È un’affermazione importante, perché <strong>ripristina una verità elementare</strong>:<br>Le Forze Armate, aggiungiamo noi, non sono un corpo estraneo allo Stato. Sono parte dello Stato. E servono alla collettività. Se un’università teme i militari, allora il problema non è l’Esercito: <strong>il problema è culturale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-azione-universitaria-blocco-del-corso-scelta-gravissima\">Azione Universitaria: “Blocco del corso, scelta gravissima”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Azione Universitaria Bologna</strong> ha presentato un’interrogazione al Senato Accademico contro il mancato avvio del corso di Filosofia per i giovani ufficiali dell’Esercito, definendo la decisione “gravissima” e dettata da “pregiudizio antimilitarista” e dalla pressione di gruppi radicali come i Centri sociali violenti, che tengono sotto scacco il Dipartimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il movimento richiama l<strong>’articolo 52 della Costituzione</strong>, che sancisce il carattere democratico delle Forze Armate, e accusa questi gruppi di atteggiamenti “antidemocratici e totalitari”, chiedendo chiarimenti ufficiali sull’intera vicenda.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-altra-occasione-persa-per-l-italia\">Un’altra occasione persa per l’Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un corso di Filosofia per ufficiali non avrebbe militarizzato nulla: avrebbe invece contribuito a:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>creare <strong>dirigenti militari più consapevoli</strong>, capaci di ragionamento critico;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>avvicinare mondo civile e mondo militare</strong> in un terreno di dialogo, non di contrapposizione;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>valorizzare l’università come <strong>luogo aperto alla complessità del reale</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>offrire all’ateneo un’opportunità unica di <strong>ricerca e confronto interdisciplinare</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Invece, a prevalere è stata la paura. Una paura che offende chi indossa la divisa con disciplina e onore, e che priva gli studenti (civili e militari) di una preziosa occasione di crescita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-precedente-di-siena-quando-i-pregiudizi-soffocano-le-opportunita\">Il precedente di Siena: quando i pregiudizi soffocano le opportunità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non possiamo non ricordare quanto già accaduto qualche mese fa, quando<a href=\"https://brigatafolgore.net/luniversita-per-stranieri-di-siena-annulla-i-tirocini-con-la-marina-militare-unoccasione-persa-in-nome-dei-pregiudizi/\"> l’Università per Stranieri di Siena annullò i tirocini con la Marina Militare</a> temendo, anche lì, una fantomatica “militarizzazione”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno schema che si ripete: <strong>le Forze Armate cercano dialogo → il mondo universitario risponde con diffidenza.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-esercito-e-universita-un-dialogo-che-l-italia-merita\">Esercito e Università: un dialogo che l’Italia merita</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Esercito Italiano, oggi più che mai, è una struttura moderna, professionale, impegnata nelle missioni internazionali, nelle emergenze civili, nella difesa degli interessi nazionali. Investire nella formazione dei suoi giovani ufficiali significa <strong>investire nel futuro del Paese</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negare loro un percorso culturale come la Filosofia non è solo un rifiuto istituzionale. È un <strong>messaggio sbagliato </strong>per i giovani, per la società e per tutti coloro che credono che la conoscenza non debba mai temere la realtà, ma comprenderla.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>L’università di Bologna ha perso un’occasione</strong>. L’Esercito no: perché continuerà a cercare, e trovare, luoghi dove cultura, pensiero critico e servizio alla Nazione possono crescere insieme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/bologna-uni-masiello-molari.jpg","categoria":"Blog, Nazionali","tags":"AlmaMater, esercitoitaliano, UniBo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-29 18:53:23","stato":"publish","riassunto_video":"L’Università di Bologna ha rifiutato la proposta dell’Esercito Italiano di avviare un corso di laurea in Filosofia per giovani ufficiali, temendo una “militarizzazione” della facoltà. Il Generale Masiello si è detto deluso, mentre la ministra Bernini e Azione Universitaria hanno criticato la scelta come frutto di pregiudizi ideologici. Il rettore ha spiegato che la decisione è stata del Dipartimento. Si tratta di un’occasione persa per favorire il dialogo tra mondo militare e accademico e promuovere cultura e pensiero critico.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/militari-studenti-filosofia-unibo-rifiuta-dxxvxl13","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26690-ci-risiamo-luniversita-di-bologna-rifiuta-il-corso-di-filosofia-per-i-giovani-ufficiali-in-nome-dei-pregiudizi.mp4","galleria":""}
{"id":26680,"titolo":"Quando i droni cambiano il volto della guerra","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi due anni, la <strong>guerra in Ucraina</strong> ha mostrato chiaramente che il futuro del combattimento non è più quello che abbiamo studiato nei manuali. I <strong>carri armati, le trincee, le colonne logistiche “sicure”</strong> — tutto ciò che era stato pensato come fondamenta della difesa — sta diventando vulnerabile a un nuovo paradigma: quello dei <strong>sistemi aerei senza pilota (UAV)</strong> e, soprattutto, della guerra dei droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il fronte tradizionale, rigido e statico, è stato cancellato. Come ha spiegato un ufficiale della <strong>110ª Brigata Meccanizzata Separata Ucraina</strong> in una recente intervista: <em>“le trincee hanno iniziato a scomparire; i droni hanno cancellato la linea di fronte e creato una death-zone più ampia”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo significa che essere rilevati equivale spesso a essere condannati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contrattacco non è più solo questione di potenza bruta: <strong>la capacità di sorvegliare, colpire, interdire e logorare via drone sta ridefinendo la superiorità militare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11928,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Quando i droni cambiano il volto della guerra\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/trincea-ukr.jpg\" alt=\"Quando i droni cambiano il volto della guerra\" class=\"wp-image-11928\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un soldato ucraino in trincea vicino a Bakhmut all'inizio del conflitto con la Russia - Copyright Efrem Lukatsky/Ap</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-paradosso-dell-antidrone-costosissimo-per-difendersi-da-qualcosa-che-costa-poco\">Il paradosso dell’antidrone: costosissimo per difendersi da qualcosa che costa poco</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La situazione è semplice ma sconcertante: i <strong>droni d’attacco</strong>, soprattutto quelli prodotti in massa o realizzati in modo relativamente semplice, <strong>costano poco</strong>, mentre le <strong>contromisure antidrone</strong>, che teoricamente dovrebbero essere “facili da implementare”, risultano spesso <strong>complesse, lente da sviluppare e molto costose</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le tecnologie di rilevamento e mitigazione includono <strong>radar specializzati</strong>, <strong>sensori RF</strong>, <strong>ottici e acustici</strong>, <strong>jammer</strong>, <strong>spoofing GPS</strong>, <strong>laser</strong> e sistemi a <strong>microonde ad alta potenza (HPM)</strong>. Non sorprende quindi che il mercato globale <strong>anti-drone (C-UAS)</strong> sia stimato in forte crescita: secondo una previsione potrebbe passare da <strong>2,45 miliardi di dollari nel 2024</strong> a <strong>10,58 miliardi entro il 2030</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il costo elevato non deriva solo dall’hardware, ma dalla necessità di sviluppare <strong>soluzioni integrate</strong> che combinino <strong>rilevamento, classificazione, tracciamento e mitigazione</strong>, supportate da <strong>software avanzati</strong>, <strong>algoritmi di intelligenza artificiale</strong> e <strong>infrastrutture di comando e controllo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Così, mentre un drone relativamente semplice può costare <strong>poche migliaia di dollari</strong>, un sistema antidrone avanzato può richiedere <strong>decine o centinaia di migliaia di dollari</strong> per piattaforma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In buona sostanza, ci troviamo in un contesto in cui il nemico <strong>investe poco</strong> e ci costringe a <strong>spendere molto</strong>: se non riusciamo a invertire questa curva, <strong>rischiamo di perdere anche sul piano economico</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11923,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Quando i droni cambiano il volto della guerra\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/dragons-fire-1.jpg\" alt=\"Quando i droni cambiano il volto della guerra\" class=\"wp-image-11923\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il sistema laser C-UAS DragonFire della Difesa britannica, previsto per il 2027, deriva da un programma di sviluppo delle armi a energia diretta con costi per circa 1 miliardo di sterline – Copyright British Defense Ministry </figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-fattori-che-fanno-lievitare-i-costi\">I fattori che fanno lievitare i costi</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sensori e piattaforme modulari</strong>: configurazioni multi-sensore (radar + ottico + RF + acustico) sono costose da sviluppare, integrare e mantenere. Ogni nuovo sensore aggiunge peso, alimentazione, raffreddamento, software.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Effettori di contromisura</strong>: le soluzioni avanzate come laser ad energia diretta, microonde, takeover elettronico richiedono ricerca costosa, componenti speciali, test ambientali rigorosi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Software, AI e integrazione C2</strong>: non basta “vedere” un drone, bisogna classificarlo, decidere la risposta, attivarla in tempo reale. La latenza, la fiducia del sistema, la resilienza agli attacchi (es. spoofing o guerra elettronica) rappresentano costi non banali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Scalabilità e produzione di massa</strong>: se il sistema è pensato per fronteggiare ondate di droni, non bastano pochi sistemi costosi: servono molti sistemi distribuiti, e questo richiede industrializzazione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Aggiornamenti e obsolescenza rapida</strong>: i droni evolvono rapidamente (più piccoli, più silenziosi, materiali stealth, comunicazioni mesh), e le contromisure devono correre più veloci. Ciò comporta costi di upgrade continui.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dove-invece-i-costi-potrebbero-essere-significativamente-ridotti\">Dove invece i costi potrebbero essere significativamente ridotti</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Focus su piattaforme leggere e mirate</strong>: non sempre serve un sistema “mega-mastodontico”. Per certe minacce locali o infrastrutture critiche, moduli più snelli, meno costosi ma efficaci possono essere sufficienti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Cooperazione e condivisione</strong>: se più attori (governi, industria, mondo della ricerca) collaborassero per standard comuni e modularità, i costi unitari scendono.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sfruttamento di realtà emergenti/PMI</strong>: spesso le PMI o le spin-off possono sviluppare soluzioni agili, economiche, più rapide nell’adozione. Un finanziamento mirato a “piccole realtà” potrebbe rompere il monopolio delle grandi aziende della difesa e ridurre il costo complessivo del sistema antidrone.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Economia di scala e dual-use</strong>: se i sensori/effettori sviluppati per il militare hanno anche applicazioni civili (infrastrutture critiche, eventi, aeroporti), il volume di produzione si alza e il costo per unità scende.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11934,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Quando i droni cambiano il volto della guerra\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/c-uas-2.jpg\" alt=\"Quando i droni cambiano il volto della guerra\" class=\"wp-image-11934\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Soldati americani con un sistema C-UAS di DroneShield, azienda australiana fondata nel 2014 e oggi leader nel settore dual-use, dove tecnologie nate per il mercato civile contribuiscono direttamente allo sviluppo di capacità militari avanzate - Copyright DRONESHIELD LTD</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-investimenti-intelligenti-o-rincorsa-da-elefanti\">Investimenti intelligenti o rincorsa da elefanti?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi costruire e sviluppare un nuovo caccia, una nuova nave o un missile da crociera <strong>non costa qualche decina di milioni</strong>: <strong>costano miliardi</strong>. Le grandi piattaforme — jet, navi da guerra, sistemi missilistici — richiedono infrastrutture industriali mastodontiche, cicli produttivi lunghi, supply-chain globali e decenni di progettazione. E questo non è un dettaglio: è la definizione della barriera d’ingresso alla “grande industria bellica”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste aziende, da una parte, hanno il <strong>potenziale economico e la massa critica</strong>. Ma dall’altra, hanno “maglie troppo larghe”: troppe divisioni interne, troppi livelli decisionali, e dunque una lentezza intrinseca nell’innovazione. <strong>Se ieri producevano carri armati e oggi vogliono sviluppare sistemi antidrone leggeri</strong>, devono ridisegnarsi — organizzare team nuovi, cambiare mentalità, superare la rigida logica “grande piattaforma”. Molto spesso non lo fanno con la rapidità necessaria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come mi trovo spesso a dire in meeting e riunioni:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>«La logica attuale prevede l’assegnazione di finanziamenti enormi – talvolta tramite commesse che poi, internamente, vengono reindirizzate alla ricerca – che non producono i risultati né in termini di tempo né in efficacia che vogliamo. Se metà di quei soldi (pensiamo a un finanziamento pubblico per lo sviluppo di un jet) fosse investita in aziende piccole e agili, potremmo ottenere uno sviluppo rapido, efficace e che, nel lungo periodo, porterebbe sia vantaggio bellico sia vantaggio economico – perché ricordiamolo: le piattaforme antidrone saranno necessarie ovunque e per proteggere tutti.»</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è qui che entra il pensiero strategico: <strong>finanziare piccole realtà strutturate</strong>. Non “due-tre ingegneri in un garage”, ma aziende agili, industriali, capaci di muoversi velocemente nel proprio network, creare da zero un team dedicato, produrre e testare <em>dieci piattaforme funzionali</em> in tempi brevi. Perché in questo scenario — <strong>guerra dei droni + contromisure</strong> — non serve più la grande nave, serve il numero, la distribuzione, la rapidità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le macchine di finanziamento tradizionali tendono o al grande gruppo conglomerato (che assorbe tempo e denaro), oppure alla startup “sogno”, che poi dipende comunque da un’industria per produrre davvero. Il risultato? <strong>Costi alti, tempi lunghi, rischio tecnologico elevato</strong>. Invece, se la strategia fosse pensata come si struttura nelle Forze Armate — moduli agili, unità selezionate, iter rapido, prototipi multipli — potremmo ottenere soluzioni antidrone efficaci, economiche e distribuite in tempo reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi: se vogliamo che la difesa antidrone diventi <strong>vantaggio competitivo</strong> e non solo un costo addizionale, dobbiamo cambiare la logica degli investimenti. Non “big ticket” per le piattaforme del passato: <strong>smart funding per le piattaforme del presente-futuro</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11940,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Quando i droni cambiano il volto della guerra\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/hydra-2-1024x576-1.jpg\" alt=\"Quando i droni cambiano il volto della guerra\" class=\"wp-image-11940\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La gamma HYDRA dell’azienda francese CerbAir, fondata nel 2015 all’interno dell’ecosistema X–HEC, il polo d’innovazione che mette in rete l’università scientifica e di ingegneria École Polytechnique e la business school HEC Paris, rappresenta un caso di eccellenza dual-use: sistemi di rilevamento RF passivo progettati per proteggere sia infrastrutture civili sia installazioni militari dalla crescente minaccia dei droni – Copyright CerbAir</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-in-conclusione-svegliamoci-prima-che-diventi-troppo-tardi\">In conclusione: svegliamoci prima che diventi troppo tardi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per decenni si è pensato che la difesa “seria” fosse fatta di <strong>carri, corazzati, caccia, sommergibili</strong>. Oggi quei paradigmi non sono in obsolescenza: <strong>sono vulnerabili</strong>. E non per mancanza budget o perché non c’è volontà, ma perché si continuano ad applicare strumenti e strategie costruiti per un altro tipo di guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando l’Ucraina è diventata “zona drone-first”, quando <strong>la “death zone” si è estesa ben oltre la trincea</strong>, la vecchia dottrina s’è trovata spiazzata. Il problema non è solo tattico o operativo: <strong>è strategico e industriale.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se investiamo solo in armamenti convenzionali — senza mettere mano alla ricerca delle contromisure — stiamo inseguendo il nemico con le mani legate. E, peggio ancora, si finisce per favorire chi ha compreso per primo che la superiorità non dipenderà più soltanto dal “colpire di più”, ma dal “non farsi colpire”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-va-fatto\">Cosa va fatto?</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rivedere la dottrina:</strong> considerare la difesa antiaerea e antidrone come componente primaria, non addizionale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Mettere i fondi nella ricerca:</strong> non solo comprare ciò che c’è, ma sviluppare ciò che serve. In particolare puntare su algoritmi e sensori più intelligenti e meno costosi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Favorire le PMI e le startup</strong>: premiare chi pensa soluzioni rapide, leggere, modulari.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Creare interoperabilità e efficienza industriale</strong>: un sistema antidrone pensato in modo isolato sarà sempre più caro e lento.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Anticipare la minaccia:</strong> capire che i droni non sono più un “potenziale” ma un “qui e ora”. Ignorarli non è opzione.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se restiamo spettatori, rischiamo che il nemico decida le regole del gioco. In pratica, ci troveremo con armamenti spessi, costosi e inadeguati a fronteggiare ingenti ondate di sistemi “semplici” ma efficaci.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, chi riuscirà a sviluppare — e a implementare — un <strong>ecosistema antidrone efficace ed economico</strong> avrà la vera superiorità nella prossima fase del conflitto globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Riferimenti</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><em>“Anti-drone Market Size And Share | Industry Report, 2030” – Grand View Research. <a href=\"https://www.grandviewresearch.com/industry-analysis/anti-drone-market?utm_source=chatgpt.com\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Grand View Research</a></em></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><em>“Anti-Drone Market Size, Share &amp; Trends, 2025 To 2030” – Markets and Markets. <a href=\"https://www.marketsandmarkets.com/Market-Reports/anti-drone-market-177013645.html?utm_source=chatgpt.com\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">MarketsandMarkets</a></em></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><em>“Anti-Drone Market Size to Hit USD 26.26 Billion by 2034” – Precedence Research. <a href=\"https://www.precedenceresearch.com/anti-drone-market?utm_source=chatgpt.com\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Precedence Research</a></em></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><em>“Counter-Unmanned Aircraft System(s) (C-UAS): State of the Art, Challenges and Future Trends” – Jian Wang et al. (2020) via arXiv. <a href=\"https://arxiv.org/abs/2008.12461?utm_source=chatgpt.com\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">arXiv</a></em></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><em>“Introduction to Drone Detection Radar with Emphasis on Automatic Target Recognition (ATR) technology” – Gong et al. (2023) via arXiv. <a href=\"https://arxiv.org/abs/2307.10326?utm_source=chatgpt.com\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">arXiv</a></em></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/c-uas-2911.jpg","categoria":"Blog","tags":"C-UAS, Drone","autore":"Clint","data_pubblicazione":"2025-11-29 14:33:23","stato":"publish","riassunto_video":"La guerra in Ucraina ha rivoluzionato il concetto di difesa: i droni rendono vulnerabili trincee e carri armati, imponendo nuove strategie. I sistemi antidrone sono costosi e complessi rispetto ai droni economici, creando un gap economico e tecnologico. Occorre investire in soluzioni leggere, modulari, sviluppate da PMI e startup, puntando su ricerca, interoperabilità e rapidità. Solo così la difesa potrà essere efficace e sostenibile contro minacce sempre più agili e diffuse.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26680-quando-i-droni-cambiano-il-volto-della-guerra.mp4","galleria":""}
{"id":26670,"titolo":"Masiello consegna i gradi a 126 Marescialli: la Prima Linea di Comando dell’Esercito Italiano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa mattina, alla <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/comando-per-la-formazione-specializzazione-e-dottrina-dell-esercito/Scuola-Sottufficiali\">Scuola Sottufficiali dell’Esercito</a>, 126 Allievi Marescialli del XXVI Corso “Fermezza” hanno ricevuto i gradi che li consacrano comandanti di plotone: <strong>la prima linea del comando</strong>, le donne e gli uomini che guideranno i soldati nei luoghi più difficili, pericolosi e remoti in cui l’Esercito è chiamato a operare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sono loro, i comandanti di plotone, a vivere ogni giorno accanto ai propri soldati, a condividere fatiche, rischi, rinunce e responsabilità. Sono loro che, con l’esempio più ancora che con la voce, indicano la direzione, ispirano fiducia, tengono unito il reparto anche nei momenti più critici. Se esiste una “medaglia al valore” quotidiana, silenziosa, essa appartiene anzitutto a chi guida in prima linea, mettendo sempre davanti a tutto il dovere, il reparto e la missione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11914,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Masiello consegna i gradi a 126 Marescialli: la Prima Linea di Comando dell’Esercito Italiano\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/8.-I-neo-Marescialli.jpg\" alt=\"Masiello consegna i gradi a 126 Marescialli: la Prima Linea di Comando dell’Esercito Italiano\" class=\"wp-image-11914\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Masiello consegna i gradi a 126 Marescialli: la Prima Linea di Comando dell’Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-cerimonia-carica-di-significato\">Una cerimonia carica di significato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata <strong>Carmine Masiello</strong>, la cerimonia ha rappresentato il coronamento di un biennio intenso, caratterizzato da studio, addestramento, prove fisiche, morali e professionali che hanno messo alla prova la fermezza – non solo nel nome – di questo 26° Corso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei momenti più emozionanti è stato l’apposizione dei gradi da parte dei familiari: un gesto semplice, ma carico di orgoglio e significato, che ha unito idealmente famiglia ed Esercito in un percorso condiviso di sacrificio e di crescita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come da tradizione, si è svolto anche il passaggio della “stecca” tra il XXVI Corso “Fermezza” e il XXVII Corso “Volontà”. Un simbolico testimone di valori, responsabilità e tradizioni, che sancisce la continuità tra le generazioni di Sottufficiali e la coesione dell’Istituto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11915,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Masiello consegna i gradi a 126 Marescialli: la Prima Linea di Comando dell’Esercito Italiano\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/3.-Il-Generale-Masiello-appone-i-gradi-al-primo-classificato-1.jpg\" alt=\"Masiello consegna i gradi a 126 Marescialli: la Prima Linea di Comando dell’Esercito Italiano\" class=\"wp-image-11915\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Masiello consegna i gradi a 126 Marescialli: la Prima Linea di Comando dell’Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-messaggio-del-capo-di-sme-l-esempio-come-forma-piu-alta-di-comando\">Il messaggio del Capo di SME: l’esempio come forma più alta di comando</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha richiamato il cammino compiuto dagli Allievi: anni in cui non hanno cercato scorciatoie, ma affrontato ostacoli e difficoltà trasformandoli in forza, maturità e carattere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ha ricordato come questa e tutte le Scuole dell’Esercito siano, prima di ogni cosa, “Scuole dell’amore per la Patria” e del soldato: chi comanda deve anzitutto aver imparato a obbedire, perché l’autorità del comando nasce dalla disciplina vissuta sulla propria pelle, non solo dalle stellette che si portano sulle spalle.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rivolgendosi ai neo Marescialli, il Generale Masiello ha sottolineato che chi sceglie il comando sceglie anche di prendersi cura delle persone affidate: guidarle, motivarle, aiutarle a crescere. I soldati seguiranno i loro comandanti non solo per ciò che sapranno insegnare, ma soprattutto per la coerenza tra ciò che diranno e ciò che faranno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esempio, ha ribadito, è la forma più alta di comando, e la dignità personale e professionale è il lascito più prezioso che ogni comandante può consegnare alla propria unità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11916,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Masiello consegna i gradi a 126 Marescialli: la Prima Linea di Comando dell’Esercito Italiano\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/1.-La-Bandiera-dIstituto-si-inserisce-nello-schieramento.jpg\" alt=\"Masiello consegna i gradi a 126 Marescialli: la Prima Linea di Comando dell’Esercito Italiano\" class=\"wp-image-11916\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Masiello consegna i gradi a 126 Marescialli: la Prima Linea di Comando dell’Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-competenza-resilienza-spirito-di-corpo-amor-di-patria-le-bussole-del-comando-di-plotone\">Competenza, resilienza, spirito di corpo, amor di Patria: le bussole del comando di plotone</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per i nuovi Marescialli, l’ingresso nel ruolo di comandanti di plotone non è soltanto un avanzamento di carriera: è un impegno solenne.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>competenza</strong> sarà la loro prima credenziale: conoscere a fondo i mezzi, le procedure, le tattiche, per poter decidere con lucidità anche quando il tempo è poco e la pressione è massima.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>capacità di resistere alle difficoltà</strong> – fisiche, psicologiche, operative – li renderà punti di riferimento nei teatri più impegnativi, in Italia e all’estero, dove il Comandante deve essere l’ultimo ad arrendersi, il primo a rialzarsi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo <strong>spirito di corpo</strong> sarà il collante che terrà unito il plotone: sentirsi parte di qualcosa di più grande di sé, dove il successo è sempre collettivo e l’insuccesso è responsabilità da condividere, non da scaricare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>amore di Patria</strong>, infine, sarà la loro bussola morale: la consapevolezza di servire non solo un’unità, ma l’intera comunità nazionale, difendendone libertà, sicurezza e valore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11917,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Masiello consegna i gradi a 126 Marescialli: la Prima Linea di Comando dell’Esercito Italiano\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/6.-Il-passaggio-della-stecca.jpg\" alt=\"Masiello consegna i gradi a 126 Marescialli: la Prima Linea di Comando dell’Esercito Italiano\" class=\"wp-image-11917\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Masiello consegna i gradi a 126 Marescialli: la Prima Linea di Comando dell’Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-verso-i-reparti-operativi-dalla-scuola-al-terreno\">Verso i reparti operativi: dalla Scuola al terreno</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la cerimonia odierna si chiude un ciclo formativo impegnativo e se ne apre un altro: i neo Marescialli del XXVI Corso “Fermezza” proseguiranno ora con la fase di specializzazione presso le Scuole e i Comandi d’Arma e di Specialità, per poi raggiungere i reparti operativi dell’Esercito Italiano su tutto il territorio nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Là, nelle unità, nei poligoni, nei posti di guardia, nelle missioni all’estero e nei contesti più complessi, indosseranno ogni giorno, in modo silenzioso, la loro vera “medaglia al valore”: l’esempio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un esempio fatto di competenza, resilienza, spirito di corpo e amore di Patria. Saranno questi i fari che guideranno i nuovi comandanti di plotone lungo una vita professionale al servizio dell’Esercito e dell’Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11918,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Masiello consegna i gradi a 126 Marescialli: la Prima Linea di Comando dell’Esercito Italiano\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/4.-Il-Generale-di-Corpo-dArmata-Vespaziani-promuove-un-Maresciallo.jpg\" alt=\"Masiello consegna i gradi a 126 Marescialli: la Prima Linea di Comando dell’Esercito Italiano\" class=\"wp-image-11918\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Masiello consegna i gradi a 126 Marescialli: la Prima Linea di Comando dell’Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/3.-Il-Generale-Masiello-appone-i-gradi-al-primo-classificato.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"allievimarescialli, esercito, marescialli, masiello, sottufficiali, viterbo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-29 13:13:25","stato":"publish","riassunto_video":"Alla Scuola Sottufficiali dell’Esercito, 126 Allievi Marescialli del XXVI Corso “Fermezza” hanno ricevuto i gradi di Maresciallo, simbolo di responsabilità e guida in prima linea. La cerimonia, alla presenza del Generale Masiello, ha celebrato il percorso di formazione e sacrificio, sottolineando l’importanza dell’esempio, della competenza, dello spirito di corpo e dell’amore per la Patria come valori fondamentali per i nuovi leader dell’Esercito Italiano.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/consegna_gradi_mar_25.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26670-masiello-consegna-i-gradi-a-126-marescialli-la-prima-linea-di-comando-dellesercito-italiano.mp4","galleria":""}
{"id":26659,"titolo":"Generale Iannucci: la FLF Bulgaria conquista la validazione NATO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è concluso oggi in Bulgaria, con la visita del Comandante Operativo di Vertice Interforze (COVI), <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\">Generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci</a>, il complesso ciclo addestrativo che ha portato alla validazione NATO della Forward Land Force (FLF) a livello Brigata, sotto guida italiana. Un risultato di assoluto rilievo che conferma la credibilità, la prontezza e l’eccellenza dell’Esercito Italiano nel contesto dell’Alleanza Atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al centro di questo successo, la Brigata “Pinerolo”, chiamata a dimostrare sul campo la capacità di elevare la FLF dal livello Battle Group a quello Brigata, integrando mezzi, procedure e personale di otto Nazioni Alleate (Albania, Bulgaria, Grecia, Italia, Montenegro, Macedonia del Nord, Romania e Turchia).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11898,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Generale Iannucci: la FLF Bulgaria conquista la validazione NATO\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/f4e99d74-7918-46e2-9640-5dad7be5afee.jpg\" alt=\"Generale Iannucci: la FLF in Bulgaria conquista la validazione NATO\" class=\"wp-image-11898\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Generale Iannucci: la FLF in Bulgaria conquista la validazione NATO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-ciclo-addestrativo-complesso-e-multinazionale\">Un ciclo addestrativo complesso e multinazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attività, iniziata lo scorso settembre, è stata strutturata in tre distinte esercitazioni di tipo Command Post Exercise (CPX) tra loro collegate – <strong>“Relentless Resolve”</strong>, <strong>“Dacian Fall”</strong> e <strong>“Stone Wall”</strong> – concepite per testare:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>la <strong>prontezza operativa</strong> della FLF a livello Brigata;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>l’<strong>integrazione della catena di comando</strong> in un contesto multinazionale;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>la capacità di un <strong>Comando Brigata digitalizzato</strong> di condurre operazioni “full spectrum”, dal combattimento convenzionale alle attività di supporto e stabilizzazione.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il COVI ha garantito il coordinamento del contributo nazionale, assicurandone la piena coerenza nel quadro del dispositivo NATO schierato sul fianco orientale dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11899,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Generale Iannucci: la FLF Bulgaria conquista la validazione NATO\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/6de79262-7346-45bd-9e61-d696f392a31d.jpg\" alt=\"Generale Iannucci: la FLF in Bulgaria conquista la validazione NATO\" class=\"wp-image-11899\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Generale Iannucci: la FLF in Bulgaria conquista la validazione NATO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dalle-cpx-alla-gestione-di-otto-battle-group-multinazionali\">Dalle CPX alla gestione di otto Battle Group multinazionali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l’esercitazione <strong>“Relentless Resolve”</strong> (6–10 ottobre), il Brigade Forward Command Element italiano ha assunto le funzioni di comando nell’ambito del piano di difesa nazionale bulgaro, operando secondo gli standard dottrinali e procedurali dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le successive esercitazioni <strong>“Dacian Fall”</strong> e <strong>“Stone Wall”</strong> (17 ottobre – 29 novembre) hanno rappresentato il banco di prova decisivo: il Comando di Brigata ha esercitato il controllo su <strong>otto Battle Group multinazionali</strong>, coordinando:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>le funzioni operative;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il supporto al combattimento;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il flusso informativo e la gestione delle decisioni in tempo reale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è trattato di un impegno di comando e controllo di altissima complessità, che l’Esercito Italiano ha affrontato con efficacia, confermando la capacità nazionale di esprimere comandi multinazionali di livello brigata perfettamente interoperabili in ambito NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11900,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Generale Iannucci: la FLF Bulgaria conquista la validazione NATO\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/af24be62-0a64-4ba6-b777-cb50898c63cb.jpg\" alt=\"Generale Iannucci: la FLF in Bulgaria conquista la validazione NATO\" class=\"wp-image-11900\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Generale Iannucci: la FLF in Bulgaria conquista la validazione NATO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-live-fire-exercise-il-momento-culminante\">Il Live Fire Exercise: il momento culminante</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Punto culminante dell’intero ciclo addestrativo è stato il <strong>Live Fire Exercise</strong>, durante il quale tre gruppi tattici multinazionali – italiano, bulgaro e greco – hanno condotto attività a fuoco simultanee e coordinate, schierati su <strong>due aree di manovra distanti circa 140 chilometri</strong> tra loro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’azione combinata a questa scala ha richiesto:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>una rigorosa sincronizzazione dei tempi;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>una gestione integrata di fuochi, manovra e supporti;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>un’elevata affidabilità dei sistemi di comando e controllo digitalizzati.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fondamentale il contributo del personale del <strong>Comando Valutazione e Innovazione dell’Esercito (COMVIE)</strong>, presente in tutte le fasi addestrative per monitorare e valutare processi, procedure e performance di comando e controllo, a garanzia del rispetto degli standard più elevati dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11901,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Generale Iannucci: la FLF Bulgaria conquista la validazione NATO\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/ba0a5fa2-b957-4b95-9e4c-49407804a797.jpg\" alt=\"Generale Iannucci: la FLF in Bulgaria conquista la validazione NATO\" class=\"wp-image-11901\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Generale Iannucci: la FLF in Bulgaria conquista la validazione NATO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-forza-nec-il-cuore-tecnologico-della-brigata-pinerolo\">Forza NEC: il cuore tecnologico della Brigata “Pinerolo”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della visita conclusiva, il Generale Iannucci ha assistito sia alle attività operative sia alla presentazione del <strong>Posto Comando digitalizzato di Forza NEC (Network Enabled Capability)</strong>, vero e proprio cuore tecnologico della Brigata “Pinerolo”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie a Forza NEC, la Brigata dispone di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>un’infrastruttura digitale avanzata per il comando e controllo;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>capacità di fusione delle informazioni provenienti da molteplici sensori;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>una superiore consapevolezza situazionale (situational awareness), decisiva per la condotta di operazioni in ambiente multinazionale e multi-dominio.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, il Comandante del COVI ha sottolineato come l’impegno della FLF in Bulgaria rappresenti <strong>“un contributo concreto alla credibilità della postura alleata sul fianco orientale”</strong>, evidenziando il valore della collaborazione tra le Nazioni partecipanti e il ruolo trainante dell’Italia nel processo di integrazione e interoperabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11902,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Generale Iannucci: la FLF Bulgaria conquista la validazione NATO\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/6bd1aa61-ef3b-403a-973f-3be1d96e4b47.jpg\" alt=\"Generale Iannucci: la FLF in Bulgaria conquista la validazione NATO\" class=\"wp-image-11902\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Generale Iannucci: la FLF in Bulgaria conquista la validazione NATO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-conferma-del-ruolo-dell-italia-in-ambito-nato\">Una conferma del ruolo dell’Italia in ambito NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’esercitazione finale erano presenti, tra gli altri, il <strong>Deputy Chief of Defence bulgaro, Generale Mihail Popov</strong>, e, per l’Italia, il <strong>Generale di Corpo d’Armata Giovanni Gagliano</strong>, Comandante delle Forze di Supporto al Combattimento dell’Esercito, e il <strong>Generale di Divisione Stefano Iasson</strong>, Comandante della Divisione Unità Mobili dei Carabinieri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La riuscita del ciclo addestrativo e la validazione NATO della FLF Brigade Bulgaria sotto leadership italiana attestano:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>la capacità nazionale di operare in un <strong>contesto multinazionale e multi-dominio</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>l’elevato livello di <strong>interoperabilità e integrazione</strong> con le altre Forze Armate Alleate;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>la piena coerenza con gli <strong>standard operativi dell’Alleanza Atlantica</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il contributo concreto dell’Italia alla <strong>prontezza complessiva della postura NATO</strong>, in particolare sul fianco orientale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo successo rappresenta non solo un importante traguardo operativo per la Brigata “Pinerolo” e per l’Esercito Italiano, ma anche un chiaro segnale politico-strategico della determinazione dell’Italia a svolgere un ruolo di primo piano nella sicurezza collettiva euro-atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11903,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Generale Iannucci: la FLF Bulgaria conquista la validazione NATO\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/8ec47d37-d36b-4be3-a88a-0a364d7510e4.jpg\" alt=\"Generale Iannucci: la FLF in Bulgaria conquista la validazione NATO\" class=\"wp-image-11903\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Generale Iannucci: la FLF in Bulgaria conquista la validazione NATO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/1-9.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#GeneraleIannucci, brigatapinerolo, COVI, esercito, flfbulgaria","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-28 21:23:23","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/operazionimilitari/op-intern-corso/operazione-eva-bulgaria/notizie-teatro/elevazione-a-brigata-della-forward-land-force-bulgaria/84059.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26659-generale-iannucci-la-flf-bulgaria-conquista-la-validazione-nato.mp4","galleria":""}
{"id":26643,"titolo":"Folgore: Endex Mangusta 2025","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è conclusa “Mangusta 2025”, principale evento addestrativo annuale della Brigata Paracadutisti “Folgore”, che quest’anno ha visto impiegati oltre 1.800 militari provenienti da 7 diverse Nazioni e numerosi reparti dell’Esercito, dell’Aeronautica Militare e dell’Arma dei Carabinieri.<br>Le attività si sono svolte in Toscana, tra le province di Pisa, Livorno, Siena, Pistoia e Grosseto, in uno scenario di combattimento ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26645,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/21-1-1024x683.jpg\" alt=\"Folgore: Endex Mangusta 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26645\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Folgore: Endex Mangusta 2025 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un’esercitazione cardine per la Brigata Folgore</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La “Mangusta” è l’appuntamento addestrativo di riferimento per la <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Brigata Paracadutisti “Folgore”</a>, pensato per verificare la capacità delle unità aviotrasportate di pianificare, preparare e condurre un’operazione avioportata complessa in un contesto multi-dominio.<br>L’obiettivo è testare l’intero ciclo operativo: dall’interdizione e contro-interdizione d’area, volte a negare all’avversario la libertà di movimento e garantire la superiorità tattica sul terreno, fino alla condotta di una Joint Forcible Entry Operation (JFEO), che comprende l’aviolancio, la conquista e la tenuta di un obiettivo strategico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Edizione 2025 particolarmente significativa perché condotta in modalità federata con altre due importanti esercitazioni dell’Esercito: la CAEX II (Complex Aviation Exercise) dell’Aviazione dell’Esercito e la MUFLONE del Comando Forze Speciali, con un dispositivo complessivo altamente integrato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26646,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/20-2-1024x683.jpg\" alt=\"Folgore: Endex Mangusta 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26646\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Folgore: Endex Mangusta 2025 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Scenario dinamico e combattimento ad alta intensità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una delle peculiarità della “Mangusta” è la generazione dinamica degli eventi tattici: le forze contrapposte si fronteggiano sul terreno in modo realistico, creando un contesto addestrativo altamente imprevedibile.<br>Questo approccio consente di mettere alla prova la prontezza decisionale dei comandanti e la resilienza delle unità, chiamate a operare in modo continuativo, giorno e notte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività hanno incluso:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>combattimento in ambiente boschivo e sotterraneo;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>impiego di munizionamento a salve;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>utilizzo di sistemi di simulazione per aumentare il realismo e la sicurezza.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26647,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/19-1024x683.jpg\" alt=\"Folgore: Endex Mangusta 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26647\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Folgore: Endex Mangusta 2025 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tecnologie avanzate e dominio informativo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grande spazio è stato dedicato alla sperimentazione e all’impiego di nuove tecnologie, sempre più centrali nei moderni scenari operativi. Nel corso dell’esercitazione sono stati impiegati:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>nuovi sistemi di telecomunicazione satellitare e di cifratura;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>sistemi di alimentazione elettrica tattico-modulare campale, integrabili con pannelli solari;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il Sistema di Comando e Controllo “Imperio” e il sistema “C2 DN EVO”, che hanno permesso ai posti comando sul terreno di pianificare, coordinare e monitorare le operazioni in tempo reale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Determinante anche l’impiego esteso di droni, che ha ampliato le capacità di osservazione, sorveglianza e acquisizione obiettivi, rafforzando il quadro informativo a disposizione dei comandanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26648,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/17-1024x683.jpg\" alt=\"Folgore: Endex Mangusta 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26648\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Folgore: Endex Mangusta 2025 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cooperazione internazionale nell’Airborne Community</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Mangusta 2025” ha rappresentato una rilevante occasione di cooperazione all’interno della cosiddetta Airborne Community, favorendo l’interoperabilità tra le unità aviotrasportate dei Paesi alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alla Brigata Paracadutisti “Folgore”, hanno partecipato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>la 1st Airborne Brigade (Giappone);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>l’11th Parachute Brigade (Francia);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il 16 Air Assault Brigade Combat Team (Regno Unito);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il Paratrooper Regiment 31 e la Airborne Reconnaissance Company 260 (Germania);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>la Brigada “Almogávares” VI de Paracaidistas e la Brigada de la Legión “Rey Alfonso XIII” (Spagna);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>la 6th Airborne Brigade (Polonia).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presenza di questi reparti ha permesso di affinare procedure comuni, capacità di comando e controllo congiunte e standard operativi interoperabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26649,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/16-1024x683.jpg\" alt=\"Folgore: Endex Mangusta 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26649\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Folgore: Endex Mangusta 2025 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Contributo interforze e reparti specialistici</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dispositivo schierato ha visto la partecipazione congiunta di più Forze Armate e reparti specialistici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Aviazione dell’Esercito</strong><br>Ha messo a disposizione una componente ad ala rotante composta da elicotteri CH-47F, UH-90A, AH-129D, UH-205A e UH-168B/D, impiegati per:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>operazioni di eliassalto;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>attività di elitrasporto di personale e materiali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26651,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/8-1024x576.jpg\" alt=\"Folgore: Endex Mangusta 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26651\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Folgore: Endex Mangusta 2025 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Aeronautica Militare</strong><br>Ha fornito supporto con:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>velivoli C-27J e C-130J della 46ª Brigata Aerea, per l’aviolancio di personale e carichi;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>personale paracadutista “Fuciliere dell’Aria” del 16° Stormo “Protezione delle Forze”;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>supporto logistico e di coordinamento del volo da parte del 4° Stormo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26650,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/6-1-1024x681.jpg\" alt=\"Folgore: Endex Mangusta 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26650\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Folgore: Endex Mangusta 2025 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Arma dei Carabinieri</strong><br>La 2ª Brigata Mobile ha partecipato con unità del:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>7° Reggimento Carabinieri “Trentino Alto Adige”;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>13° Reggimento Carabinieri “Friuli Venezia Giulia”.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 1° “Tuscania” ha condotto azioni tipiche delle Forze Speciali, mentre gli assetti del 7° e 13° Reggimento si sono concentrati sulle attività di sicurezza e controllo nell’area d’esercitazione e sulle operazioni di contro-interdizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26652,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/3-1-1024x683.jpg\" alt=\"Folgore: Endex Mangusta 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26652\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Folgore: Endex Mangusta 2025 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un dispositivo complesso e integrato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre a tutti i reparti della Brigata Paracadutisti “Folgore”, l’esercitazione ha coinvolto:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>1°, 4°, 5° e 7° Reggimento Aviazione dell’Esercito (“Antares”, “Altair”, “Rigel”, “Vega”);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>66° Reggimento Fanteria Aeromobile “Trieste”;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>87° Reparto Comando e Supporti Tattici “Friuli”;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi “Folgore”;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>4° Reggimento Alpini Paracadutisti;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>1° Reggimento “Granatieri di Sardegna”;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>33° Reggimento Supporto Tattico e Logistico “Ambrosiano”;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>33° Reggimento EW;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>13° Reggimento HUMINT;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>9° Reggimento Sicurezza Cibernetica “Rombo”;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>4° Reparto di Sanità “Bolzano”;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>assetti dotati di sistema d’arma “Stinger” del 121° Reggimento artiglieria contraerei “Ravenna”.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26653,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/15-1024x680.jpg\" alt=\"Folgore: Endex Mangusta 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26653\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Folgore: Endex Mangusta 2025 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Consolidare capacità e prontezza operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sinergia tra reparti nazionali e stranieri, tra forze terrestri, aeree e unità specialistiche, ha consentito di operare in un ambiente operativo pienamente multi-dominio, rafforzando:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>l’interoperabilità tra unità e sistemi;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il coordinamento tra catene di comando differenti;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>la capacità di risposta rapida a scenari di crisi ad alta intensità.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Mangusta 2025” si conferma così non solo come banco di prova fondamentale per la Brigata Paracadutisti “Folgore”, ma anche come polo di riferimento per l’addestramento congiunto delle forze aviotrasportate alleate, in linea con le esigenze operative attuali e future.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26654,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/14-1024x683.jpg\" alt=\"Folgore: Endex Mangusta 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26654\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Folgore: Endex Mangusta 2025 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/cover-scaled.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"airborne, esercitoitaliano, folgore, paracadutisti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-28 20:21:13","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Conclusa-l%E2%80%99esercitazione-%E2%80%9CMANGUSTA-2025%E2%80%9D-251128.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26643-folgore-endex-mangusta-2025.mp4","galleria":""}
{"id":26632,"titolo":"Gen. Masiello e il “Frozen Middle”: come scongelare il Centro dell'Esercito","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando il <a href=\"https://infodifesa.it/dal-caffe-coi-militari-alle-idee-senza-grado-masiello-sfida-il-frozen-middle-dei-colonnelli-e-generali-di-brigata/\">Generale Masiello parla</a> di <strong>“frozen middle, la parte centrale congelata… quelli che non vogliono cambiare perché stanno bene nella loro comfort zone e vogliono godere rendite di posizione”</strong>, non sta solo lanciando una provocazione al suo mondo. Sta dando un nome a qualcosa che esiste in quasi tutte le <strong>organizzazioni</strong>: aziende, pubblica amministrazione, sanità, scuola, terzo settore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il suo passaggio più forte è quando riconosce che queste parole lo hanno reso inviso proprio alla <strong>gerarchia intermedia</strong>, “colonnelli e generali di Brigata”, cioè a quel livello che dovrebbe far arrivare al vertice idee ed energie dei più <strong>giovani</strong> e che invece spesso le blocca. Nel linguaggio manageriale questo livello è il <strong>middle management</strong>, il famoso <strong>frozen middle</strong>: lo strato di persone che si trova tra chi decide la <strong>strategia</strong> e chi lavora sulla <strong>prima linea</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sono loro a ricevere gli ordini dall’alto e a tradurli in <strong>prassi quotidiane</strong>, <strong>procedure</strong>, <strong>cambi di abitudini</strong>. Quando lì, nel mezzo, qualcosa si blocca, l’intera macchina rallenta: le decisioni restano sulla carta, le <strong>riforme</strong> si impantanano, la <strong>trasformazione digitale</strong> diventa uno slogan, l’<strong>innovazione</strong> si riduce a qualche progetto vetrina che non cambia davvero il modo di lavorare. Non si tratta quasi mai di <strong>sabotaggio</strong> consapevole; è piuttosto un <strong>congelamento</strong> progressivo, il risultato di anni in cui <strong>cultura</strong>, <strong>struttura</strong> e <strong>psicologia personale</strong> si sommano e cristallizzano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5147,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/bersagliere.jpg\" alt=\"Bersaglieri “sgraditi” in un liceo lombardo: Meloni e Crosetto intervengono in difesa del Corpo - DIFESANEWS.COM - Notizie difesa, sicurezza e geopolitica\" class=\"wp-image-5147\" title=\"Gen. Masiello e il “Frozen Middle”: come scongelare il Centro dell'Esercito\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gen. Masiello e il “Frozen Middle”: come scongelare il Centro dell'Esercito\n</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-il-middle-management-si-congela\">Perché il middle management si congela</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da una parte arrivano le pressioni del <strong>vertice</strong>: cambiare in fretta, raggiungere nuovi <strong>obiettivi</strong>, ridurre <strong>costi</strong>, digitalizzare, essere più <strong>agili</strong>. Dall’altra ci sono le difficoltà concrete dei <strong>team</strong>, i problemi quotidiani, il rassicurante <strong>“si è sempre fatto così”</strong>. In mezzo, i manager intermedi sentono addosso la <strong>responsabilità</strong> del risultato, spesso senza avere <strong>strumenti</strong>, <strong>tempo</strong> e <strong>chiarezza</strong> sufficienti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La resistenza nasce spesso dalla <strong>mancanza di senso</strong>, più che di istruzioni. Le circolari, le slide, i documenti non mancano mai; a mancare è la risposta credibile alla domanda <strong>“perché”</strong>. Perché questa <strong>trasformazione</strong> è indispensabile? Cosa accade se non la facciamo? Che impatto avrà su di me e sul mio <strong>ruolo</strong>? Se il cambiamento appare come l’ennesima <strong>moda manageriale</strong> o il capriccio di chi sta in alto, diventa naturale guardarlo con <strong>scetticismo</strong> e procedere al <strong>minimo sindacale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è poi un tema di <strong>coinvolgimento</strong>: molti middle manager non partecipano alla <strong>progettazione</strong> dei cambiamenti, vengono informati a valle, quando tutto è già stato deciso. Si ritrovano a dover difendere <strong>scelte</strong> alle quali non hanno contribuito e che spesso non tengono conto di <strong>vincoli reali</strong>. In queste condizioni è difficile sentirsi “proprietari” del cambiamento; è più probabile che prevalga un <strong>adattamento passivo</strong>, punteggiato da piccoli <strong>rallentamenti</strong> silenziosi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11188,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/FT1.jpg\" alt=\"Consegna dello spadino agli Allievi del 207° corso “Fermezza” dell’Accademia Militare\" class=\"wp-image-11188\" title=\"Gen. Masiello e il “Frozen Middle”: come scongelare il Centro dell'Esercito\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gen. Masiello e il “Frozen Middle”: come scongelare il Centro dell'Esercito</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche i sistemi di <strong>incentivi</strong> fanno la loro parte. Se le <strong>carriere</strong> premiano chi non crea problemi, chi non sbaglia, chi mantiene lo <strong>status quo</strong> in equilibrio, il messaggio implicito è chiaro: <strong>non rischiare</strong>. Il cambiamento comporta sempre margini di <strong>errore</strong>, <strong>sperimentazione</strong>, <strong>assunzione di responsabilità</strong>; se l’organizzazione continua a celebrare la <strong>prudenza assoluta</strong>, congelarsi diventa razionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non va trascurata la dimensione più umana, quella della <strong>paura</strong>. Ogni trasformazione mette in discussione <strong>identità</strong> e <strong>competenze</strong> costruite in anni di lavoro. Un nuovo modo di lavorare, l’introduzione di <strong>tecnologie</strong>, la revisione di <strong>processi</strong> e <strong>ruoli</strong> possono essere percepiti come una minaccia: e se non fossi più all’altezza? Se il mio ruolo si restringesse? Se i giovani sapessero fare meglio di me? Quando queste paure non vengono riconosciute, si trasformano in <strong>resistenze sotterranee</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, c’è un fattore molto concreto: il <strong>sovraccarico</strong>. Il middle management è spesso schiacciato tra obiettivi da raggiungere, <strong>adempimenti burocratici</strong>, <strong>gestione delle persone</strong>, <strong>conflitti</strong>, <strong>emergenze</strong> continue. A tutto questo si aggiunge il cambiamento, che richiede <strong>tempo</strong>, <strong>energia mentale</strong>, capacità di pensare a <strong>medio-lungo termine</strong>. Senza liberare spazio, il progetto di trasformazione viene vissuto come un “di più” ingestibile e quindi <strong>rimandato</strong>, <strong>diluito</strong>, <strong>annacquato</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il paradosso è che, senza questa fascia, nessun cambiamento regge davvero: il middle management è la <strong>cerniera</strong> tra la <strong>visione</strong> del vertice e l’<strong>energia</strong> della base. Se la cerniera si blocca, il <strong>tessuto organizzativo</strong> si strappa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11797,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/FOTO-8.-ROCK-DRILL.jpg\" alt=\"Salamandra Carnica 2025: la logistica come moltiplicatore di forza operativa\" class=\"wp-image-11797\" style=\"width:840px;height:auto\" title=\"Gen. Masiello e il “Frozen Middle”: come scongelare il Centro dell'Esercito\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Salamandra Carnica 2025: la logistica come moltiplicatore di forza operativa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-come-scongelare-il-centro-responsabilita-condivisa\">Come scongelare il centro: responsabilità condivisa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come si <strong>“scongela”</strong> allora questo centro congelato di cui parla il generale Masiello? Il primo passo è cambiare approccio alla <strong>comunicazione</strong>. Non basta annunciare che “si parte con il progetto X”: bisogna costruire una <strong>narrazione</strong> chiara e onesta, che spieghi perché il cambiamento è necessario proprio ora, quali <strong>problemi reali</strong> risolve, quali <strong>rischi</strong> si corrono non facendolo. Questa narrazione va calata nella realtà dei singoli livelli: cosa cambia concretamente per i <strong>manager intermedi</strong>, quali <strong>opportunità</strong> si aprono per loro, quali <strong>strumenti</strong> avranno a disposizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Subito dopo viene il <strong>coinvolgimento vero</strong>. Coinvolgere il middle management non significa chiedere “avete domande?” su decisioni già prese, ma farli partecipare alla fase di <strong>disegno</strong>: raccogliere <strong>idee</strong>, <strong>vincoli</strong>, <strong>scenari</strong>; usare la loro <strong>conoscenza operativa</strong> per rendere i piani più realistici; condividere <strong>bozze</strong> invece di presentare pacchetti chiusi. Chi contribuisce a costruire una decisione ha molte più probabilità di <strong>difenderla</strong> e farla funzionare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Serve poi un allineamento reale tra <strong>obiettivi strategici</strong> e sistemi di <strong>valutazione</strong>. Se il cambiamento è davvero prioritario, deve entrare nei <strong>KPI</strong>, nei <strong>bonus</strong>, nei criteri di <strong>promozione</strong>. Bisogna premiare chi prova <strong>strade nuove</strong>, chi condivide <strong>errori</strong> come occasione di <strong>apprendimento</strong>, chi fa crescere il proprio team su <strong>competenze di futuro</strong>. Il messaggio da mandare è che la <strong>prudenza cieca</strong> non è più l’opzione più sicura, ma quella che espone di più l’organizzazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10961,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/dacian-fall-2025i-00019.jpg\" alt=\"Dacian Fall 2025: l'imponente esercitazione NATO in Romania entra nel vivo\" class=\"wp-image-10961\" title=\"Gen. Masiello e il “Frozen Middle”: come scongelare il Centro dell'Esercito\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gen. Masiello e il “Frozen Middle”: come scongelare il Centro dell'Esercito</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per sostenere tutto questo occorre investire sul serio nell’<strong>aggiornamento</strong> dei manager intermedi. <strong>Leadership trasformativa</strong>, <strong>gestione del cambiamento</strong>, <strong>competenze digitali</strong>, gestione di team <strong>ibridi</strong> e <strong>multigenerazionali</strong> non sono optional, ma la <strong>cassetta degli attrezzi</strong> minima per chi sta nel mezzo. Una formazione <strong>mirata</strong> e <strong>continuativa</strong> è anche un messaggio di <strong>fiducia</strong>: “puntiamo su di te per costruire il futuro”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una parte importante del lavoro sta nel liberare <strong>tempo</strong> ed <strong>energia</strong>. Ridurre <strong>adempimenti inutili</strong>, automatizzare la <strong>routine</strong> dove possibile, creare <strong>spazi protetti</strong> in cui lavorare sui progetti di cambiamento senza essere risucchiati dall’<strong>urgenza quotidiana</strong> è fondamentale: non possiamo pretendere <strong>innovazione</strong> da chi vive permanentemente in apnea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tutto questo richiede infine una forte <strong>coerenza</strong> dall’alto. Il vertice deve essere il primo a cambiare <strong>comportamenti</strong>, <strong>strumenti</strong>, <strong>stile di leadership</strong>. I middle manager osservano: se vedono distanza tra ciò che si proclama e ciò che si fa, il congelamento si irrigidisce; se invece vedono leader che <strong>sperimentano</strong>, si espongono, <strong>difendono</strong> chi prova e si assumono le responsabilità degli inevitabili incidenti di percorso, il messaggio diventa <strong>potente</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche il tema <strong>generazionale</strong> può essere trasformato da conflitto ad <strong>alleanza</strong>. Mettere a lavorare insieme <strong>giovani talenti</strong> e <strong>manager esperti</strong>, creare percorsi di <strong>reverse mentoring</strong> in cui i più giovani portano competenze digitali e nuovo sguardo mentre i più anziani offrono <strong>esperienza</strong> e <strong>profondità</strong>, costruire spazi di <strong>ascolto reciproco</strong>: sono modi concreti per sciogliere la contrapposizione e trasformarla in <strong>forza comune</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3390,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/masiello-paraca-1.jpg\" alt=\"Tecnologia, filosofia e iniziativa - il Soldato del Gen Masiello - DIFESANEWS.COM - Notizie difesa, sicurezza e geopolitica\" class=\"wp-image-3390\" title=\"Gen. Masiello e il “Frozen Middle”: come scongelare il Centro dell'Esercito\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gen. Masiello e il “Frozen Middle”: come scongelare il Centro dell'Esercito</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le parole del generale Masiello hanno il merito di squarciare il velo su un <strong>tabù</strong>: spesso a bloccare il futuro non è un nemico esterno, ma quel <strong>“centro congelato”</strong> che presidia posizioni e abitudini. Il passo successivo è assumersi tutti una quota di <strong>responsabilità</strong>: i vertici, nel creare <strong>condizioni</strong> e <strong>incentivi</strong> giusti; i manager intermedi, nel decidere se accontentarsi di <strong>amministrare il presente</strong> o diventare <strong>costruttori di futuro</strong>; i giovani, nel trasformare le loro idee in <strong>proposte concrete</strong> e nel cercare <strong>alleati</strong> invece di nemici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Scongelare il <strong>frozen middle</strong> non è facile né rapido, ma è probabilmente l’unica strada per evitare che le nostre organizzazioni restino prigioniere delle proprie <strong>rendite di posizione</strong>. E forse proprio da <strong>voci forti</strong> come quella del generale Masiello può partire il movimento che rimette in circolo <strong>energia</strong>, <strong>responsabilità</strong> e <strong>visione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/Carmine-Masiello-bbbf41d0.jpg","categoria":"Blog","tags":"esercito, frozenmiddle, generale, masiello, trasformazione","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-27 21:53:28","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://infodifesa.it/dal-caffe-coi-militari-alle-idee-senza-grado-masiello-sfida-il-frozen-middle-dei-colonnelli-e-generali-di-brigata/","difesanews":"1","video_art":"","galleria":""}
{"id":26616,"titolo":"La Folgore saluta i Guerrieri del Sol Levante","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei giorni scorsi il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata <strong>Carmine Masiello</strong>, ha incontrato il suo omologo giapponese, Generale <strong>Masayoshi Arai</strong>, Capo di Stato Maggiore della <strong>Japan Ground Self-Defense Force (JGSDF)</strong>, nell’ambito di una visita ufficiale che ha interessato alcuni reparti dell’Esercito italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le due giornate di lavoro si sono svolte in un clima di <strong>massima collaborazione</strong>, con un confronto aperto e costruttivo sulle principali sfide che le forze terrestri si trovano oggi ad affrontare: dall’impiego delle <strong>tecnologie emergenti</strong> alla definizione di <strong>nuove dottrine</strong>, fino all’evoluzione delle future <strong>strutture e capacità operative</strong>, sempre più integrate e interconnesse con quelle degli Alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26622,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/14-1-1024x771.jpeg\" alt=\"La Folgore saluta i Guerrieri del Sol Levante - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26622\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Folgore saluta i Guerrieri del Sol Levante - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Mangusta ’25: paracadutisti italiani e giapponesi fianco a fianco</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i momenti più significativi della visita, la delegazione giapponese ha assistito all’esercitazione <strong>“Mangusta 2025”</strong>, diretta dal <strong>Comando Brigata Paracadutisti “Folgore”</strong>, che quest’anno ha visto per la prima volta la partecipazione di un <strong>plotone della 1st Airborne Brigade giapponese</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I paracadutisti nipponici hanno operato <strong>fianco a fianco</strong> con i paracadutisti italiani, le <strong>forze speciali</strong>, gli assetti dell’<strong>Aviazione dell’Esercito</strong> e unità di cinque Paesi Alleati – <strong>Francia, Germania, Gran Bretagna, Polonia e Spagna</strong> – consolidando la capacità di pianificare e condurre operazioni congiunte in contesti multinazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione ha confermato come l’<strong>interoperabilità tra forze</strong> rappresenti un moltiplicatore di efficacia: <em>insieme, le unità alleate sono più pronte, più flessibili e più efficaci nel rispondere alle crisi</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26623,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/12-1-1024x683.jpg\" alt=\"La Folgore saluta i Guerrieri del Sol Levante - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26623\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Folgore saluta i Guerrieri del Sol Levante - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Addestramento congiunto e brevetto di paracadutismo italiano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un ruolo centrale è stato svolto dalle attività di <strong>amalgama e addestramento prelancistico</strong> condotte presso il <strong>Centro di Addestramento di Paracadutismo</strong>, fondamentali per illustrare e sperimentare le procedure e i materiali in uso ai paracadutisti italiani:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>corretta <strong>imbragatura</strong> e vestizione del paracadute;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>comportamento all’interno dell’<strong>aeromobile</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>modalità di <strong>uscita</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>gestione della <strong>fase di discesa</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>tecniche di <strong>atterraggio</strong> in sicurezza.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al termine del ciclo addestrativo, i paracadutisti giapponesi si sono <strong>aviolanciati da aeromobile militare</strong>, conseguendo così il <strong>brevetto di paracadutismo italiano</strong> e suggellando in modo concreto la vicinanza professionale tra i due Eserciti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26625,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/22-1-1024x683.jpg\" alt=\"La Folgore saluta i Guerrieri del Sol Levante - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26625\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Folgore saluta i Guerrieri del Sol Levante - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un percorso di cooperazione in crescita</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visita della delegazione giapponese rappresenta un <strong>ulteriore passo</strong> nel percorso di cooperazione tra l’Esercito Italiano e la JGSDF, <strong>rilanciato lo scorso gennaio</strong>, con l’obiettivo condiviso di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>rafforzare l’<strong>interoperabilità</strong> tra unità terrestri;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>ampliare i programmi di <strong>addestramento congiunto</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>sviluppare progetti comuni nel campo dell’<strong>innovazione tecnologica</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>promuovere iniziative di <strong>formazione</strong> e scambio di esperienze tra unità specialistiche.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’impegno congiunto nelle esercitazioni come <strong>Mangusta ’25</strong>, unito allo scambio regolare di conoscenze e best practice, contribuisce a costruire <strong>forze terrestri più preparate e coese</strong>, capaci di operare insieme in ogni scenario operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26624,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/20-1-1024x683.jpg\" alt=\"La Folgore saluta i Guerrieri del Sol Levante - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26624\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Folgore saluta i Guerrieri del Sol Levante - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/15.jpeg","categoria":"Aviotruppe","tags":"#AirborneBrigade, #Esercito, #Interoperabilità, #Japan, #Mangusta25, #paracadutisti, #parachutist","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-26 21:35:08","stato":"publish","riassunto_video":"Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito italiano, Generale Masiello, ha incontrato il suo omologo giapponese, Generale Arai, durante una visita ufficiale. La delegazione giapponese ha partecipato all’esercitazione Mangusta 2025 con la Brigata Folgore e altri Paesi alleati, rafforzando la cooperazione e l’interoperabilità. I paracadutisti giapponesi hanno conseguito il brevetto italiano, consolidando i legami tra i due eserciti e promuovendo addestramento e innovazione congiunti.","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Visita-Ufficiale-del-Capo-di-Stato-Maggiore-delle-Forze-Terrestri-di-Autodifesa-giapponese-251125.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26616-la-folgore-saluta-i-guerrieri-del-sol-levante.mp4","galleria":""}
{"id":26609,"titolo":"Palantir: il Signore della AI Difesa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Hai mai sentito parlare di Palantir? È una delle aziende più influenti dell’ecosistema AI-difesa occidentale, pur mantenendo una visibilità pubblica molto più bassa rispetto a colossi come Nvidia, Meta o Amazon. Dietro il suo nome c’è già un programma: i <em>Palantíri</em> di J.R.R. Tolkien, le pietre veggenti con cui si osserva e controlla da lontano. Nel mondo immaginario, Sauron le usa per manipolare i suoi servi. Nel mondo reale, Palantir vuole essere la pietra veggente dei dati dell’Occidente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La società nasce nel 2003 nella Silicon Valley, nel pieno della “guerra al terrore” post-11 settembre. L’idea di Peter Thiel, miliardario cofondatore di PayPal, e di Alex Karp, filosofo diventato manager, è semplice e radicale: usare algoritmi simili a quelli antifrode della finanza per trovare terroristi e reti criminali dentro enormi moli di dati governativi. Nel 2004 arriva l’investimento di In-Q-Tel, il fondo di venture capital della CIA, che apre a Palantir le porte dell’intelligence americana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In quegli anni, tra Iraq e Afghanistan, il software <strong>Gotham</strong> viene usato per mappare reti di insorti, individuare ordigni improvvisati, incrociare report di pattuglie, immagini satellitari e database militari. Il prodotto funziona: dove prima servivano squadre di analisti e settimane di lavoro, ora una piattaforma aggrega tutto e mostra relazioni, pattern, bersagli. È il primo passo di Palantir verso il ruolo di infrastruttura software della sicurezza occidentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma la guerra non è l’unico orizzonte. La stessa capacità di unire dati sparsi e incompatibili affascina banche, industrie, governi civili. Nascono così gli altri pilastri: <strong>Foundry</strong> per aziende e sanità, <strong>Apollo</strong> per distribuire gli aggiornamenti ovunque – dal cloud ai bunker militari –, e <strong>AIP</strong>, l’Artificial Intelligence Platform che collega modelli di AI generativa ai dati reali dei clienti. Palantir non vende solo software: vende un modo di guardare e governare il mondo attraverso i dati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11847,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Palantir: il Signore della AI Difesa\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/palantir-7.jpg\" alt=\"Palantir: come un software decide le guerre\" class=\"wp-image-11847\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Palantir: come un software decide le guerre</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dal-campo-di-battaglia-agli-ospedali-l-espansione-globale-con-nvidia-sullo-sfondo\">Dal campo di battaglia agli ospedali: l’espansione globale (con Nvidia sullo sfondo)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tecnologicamente Palantir si propone come uno strato che si sovrappone all’IT esistente: non chiede di ricostruire tutto da zero, ma collega vecchi database ministeriali, mainframe degli anni ’60, data lake moderni e flussi in tempo reale, trasformandoli in un’unica grande “mappa” digitale. Su questa ontologia entrano in gioco i modelli di AI, che stimano rischio, suggeriscono azioni, simulano scenari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Con <strong>Gotham</strong>, i comandi militari possono integrare intelligence sul campo, log dei droni, immagini satellitari e informazioni di polizia, fino a sistemi come <strong>TITAN</strong>, nodo tattico che usa AI per accorciare il tempo fra identificazione e ingaggio di un bersaglio.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Con <strong>Foundry</strong>, fabbriche, banche e ospedali creano un “gemello digitale” dell’organizzazione: linee produttive, fornitori, pazienti, asset finanziari diventano oggetti connessi su cui costruire applicazioni per domanda, manutenzione predittiva, logistica, analisi cliniche.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Apollo</strong> è la colla DevOps che permette di portare gli stessi strumenti tanto su un cloud pubblico quanto in un data center ultra-protetto o su un laptop da campo in un teatro di guerra.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>AIP</strong> collega i dati reali ai modelli di AI generativa e agli agenti intelligenti, tenendo insieme permessi, mascheramento dei dati, log e audit.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11846,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Palantir: il Signore della AI Difesa\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/4-3.jpg\" alt=\"Palantir: come un software decide le guerre\" class=\"wp-image-11846\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Palantir: come un software decide le guerre</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La svolta arriva con l’alleanza strategica con <strong>Nvidia</strong>. Palantir struttura i dati e i flussi; Nvidia mette a disposizione GPU, framework come CUDA-X e modelli come <em>Nemotron</em>. L’obiettivo dichiarato è trasformare Palantir nello <strong>standard per la logistica e la manifattura “AI-definita”</strong>: rotte, prezzi e scorte vengono ricalcolati in quasi tempo reale sulla base di domanda, meteo, vincoli di produzione, tensioni geopolitiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa combinazione di “cervello” software e “muscolo” hardware spinge il titolo in Borsa e rende Palantir una scommessa pure-play sull’AI nei settori governativi e industriali. Nel frattempo, l’azienda esce dalla nicchia militare ed entra in sanità e servizi pubblici:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Durante la pandemia</strong>, i sistemi Palantir vengono usati negli USA per tracciare contagi, letti ospedalieri e logistica dei vaccini.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Nel Regno Unito, Palantir si aggiudica il maxi-appalto per la <strong>Federated Data Platform del NHS England</strong>, pensata per unificare dati clinici e gestionali e intervenire su liste d’attesa e allocazione delle risorse.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>In Europa, diversi ministeri e forze di polizia sperimentano Gotham e Foundry per antiterrorismo, analisi investigativa e gestione di grandi basi dati governative.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul fronte corporate, nomi come <strong>BP</strong>, <strong>United Airlines</strong>, grandi retailer e gruppi alimentari usano Foundry per orchestrare supply chain globali, ridurre sprechi, anticipare guasti e colli di bottiglia. La promessa è sempre la stessa: trasformare dati sparsi in un cruscotto operativo unico, dove IA e decision-maker lavorano fianco a fianco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11849,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Palantir: il Signore della AI Difesa\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/SkzT93kKT-0-0-900-600-0-x-large.jpg\" alt=\"Palantir: come un software decide le guerre\" class=\"wp-image-11849\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Palantir: come un software decide le guerre</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sorveglianza-democrazia-e-sovranita-dei-dati-il-vero-conto-da-pagare\">Sorveglianza, democrazia e sovranità dei dati: il vero conto da pagare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Più Palantir cresce, più aumentano le ombre. Negli Stati Uniti, l’uso di Gotham da parte dell’agenzia per l’immigrazione <strong>ICE</strong> per integrare dati di visti, spostamenti, archivi sociali e biometrici nella pianificazione di raid e deportazioni alimenta le accuse di <strong>sorveglianza di massa</strong> contro migranti e comunità vulnerabili. Nel <a href=\"https://difesanews.com/uk-palantir-alleanza-intelligenza-artificiale/\">Regno Unito</a>, la centralizzazione dei dati sanitari del NHS su una piattaforma gestita da una società con radici militari accende proteste di associazioni e ONG, preoccupate per possibili usi secondari dei dati e per il potere informativo concentrato in un soggetto privato straniero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei teatri di guerra – dall’Ucraina al Medio Oriente – l’impiego di Gotham e AIP viene legato alla costruzione di <strong>catene di targeting sempre più automatizzate</strong>, in contesti già segnati da accuse di violazioni del diritto internazionale. Gli attivisti per i diritti umani temono una corsa all’armamento algoritmico in cui responsabilità e tracciabilità delle decisioni si fanno sempre più opache.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano politico, Palantir incarna il nuovo <strong>complesso tecno-militare</strong>. Peter Thiel, investitore influente nella nuova destra americana, e Alex Karp, CEO con formazione filosofica ma posizioni molto dure su sicurezza e politica estera, hanno costruito un’azienda che lavora a stretto contatto con eserciti, intelligence e governi. Karp ha definito apertamente i prodotti Palantir delle “armi” e ha paragonato l’impatto dell’AI militare a quello della bomba atomica nel ridisegnare il potere sul campo di battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Europa, dove il nome Palantir ricorre quando si parla di difesa, intelligence e dati sanitari o fiscali, il nodo è quello della <strong>sovranità dei dati</strong>. Fra contratti con la <a href=\"https://difesanews.com/nato-intelligenza-artificial-jwc-maven-smart-system/\">NATO</a>, progetti con governi nazionali e ambizioni nell’industria, il rischio è che un’infrastruttura privata americana diventi il <strong>sistema operativo di fatto</strong> per intere funzioni pubbliche europee. L’Italia, per ora, ha un coinvolgimento governativo più limitato, ma alcuni grandi gruppi industriali stanno già sperimentando Foundry per supply chain e trasformazione digitale: come Paese NATO e alleato chiave nel Mediterraneo, è probabile che nei prossimi anni il dialogo con Palantir su difesa e cyber-sicurezza si intensifichi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tentazione per governi e aziende è forte: ridurre i tempi d’indagine da settimane a ore, tagliare sprechi logistici, anticipare guasti, prevedere minacce in un mondo segnato da guerre ibride, crisi sanitarie e filiere fragili. Ma il prezzo potenziale è uno <strong>spostamento del baricentro delle democrazie</strong> verso una governance dominata da piattaforme opache, difficili da auditare e spesso fuori dalla portata del controllo parlamentare o giudiziario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La vera domanda, soprattutto per Paesi come l’Italia, non è solo se accettare o rifiutare Palantir, ma <strong>a quali condizioni</strong>: con quali regole di trasparenza, quali obblighi di audit indipendenti, quali alternative tecnologiche – magari europee – e quanta capacità di dire “no” quando una pietra veggente digitale rischia di trasformarsi, da strumento, in architettura permanente del potere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/pppalantir-defence.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"apollo, artificialintelligence, gotham, maven, NATO, nvidia, TITAN","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-26 19:53:27","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.hwupgrade.it/news/sicurezza-software/chi-e-davvero-palantir-l-azienda-piu-oscura-e-potente-del-mondo-che-sorveglia-l-occidente_146784.html","difesanews":"1","video_art":"","galleria":""}
{"id":26601,"titolo":"Francia: Le Società Militari Private - Strumento di Potenza Agile","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 26 novembre 2025 segna un punto di svolta per la strategia di proiezione francese. Il nuovo decreto che legalizza e inquadra le <a href=\"https://www.iai.it/it/pubblicazioni/c36/private-military-and-security-companies\">Società Militari Private (SMP)</a> non è semplicemente un atto normativo, ma l’affermazione di una <strong>nuova dottrina di difesa e sicurezza</strong> pensata per il XXI secolo. Parigi, con pragmatismo e intelligenza strategica, si allinea ai modelli di successo globale, abbracciando l'agilità operativa necessaria per mantenere il proprio status di potenza mondiale in un panorama sempre più fluido e competitivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chiamando queste entità <strong>“operatori di riferimento”</strong> del Ministero delle Forze Armate, il governo non sta privatizzando la forza, ma la sta <strong>ottimizzando</strong>. Questo riconoscimento formale permette alla Francia di integrare una risorsa altamente specializzata e flessibile per compiti di cooperazione, <em>mentorship</em>, formazione e supporto logistico, liberando le forze armate regolari per missioni ad alta intensità e deterrenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11839,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Francia: Le Società Militari Private - Strumento di Potenza Agile\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/Armee-de-terre-afrique.jpeg\" alt=\"Francia: Le Società Militari Private - Strumento di Potenza Agile\" class=\"wp-image-11839\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Francia: Le Società Militari Private - Strumento di Potenza Agile</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-vantaggio-geopolitico-e-la-garanzia-europea\">Un Vantaggio Geopolitico e la Garanzia Europea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La mossa strategica è chiara: la Francia sceglie di non rinunciare alla sua influenza nei teatri cruciali. Limitarle ai soggetti creati nell’Unione Europea o nello Spazio economico europeo non è un limite, ma una <strong>garanzia di sovranità e controllo politico</strong>. Questo assicura che lo strumento rimanga saldamente all’interno della sfera d'interesse europea, a differenza di altri attori globali che si affidano a mercenarianza opaca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Autorizzando le SMP a trasmettere competenze e addestrare eserciti partner, il decreto crea un <strong>dispositivo di <em>soft power</em> militare</strong> che è rapido, efficace e a basso profilo. Ciò consente a Parigi di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Aggirare vincoli politici e burocratici</strong> che rallenterebbero l'intervento militare diretto.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Mantenere una presenza vitale</strong> in aree strategiche (Sahel, Medio Oriente, Africa occidentale) senza l’eccessiva esposizione politica e i costi umani derivanti dal dispiegamento di reparti regolari.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Francia non sta ammettendo i suoi limiti, sta <strong>trasformando le sfide in opportunità</strong>. Dopo i ritiri complessi dal Sahel, le SMP rappresentano il vettore ideale per una <strong>presenza discreta ma persistente</strong>, contrastando attivamente l'espansione di attori statuali e privati, come quelli russi, che operano senza il rispetto del diritto internazionale. Le SMP sono la risposta <strong>moderna e chirurgica</strong> alla \"guerra ibrida\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11840,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Francia: Le Società Militari Private - Strumento di Potenza Agile\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/terre-20250930.jpg\" alt=\"Francia: Le Società Militari Private - Strumento di Potenza Agile\" class=\"wp-image-11840\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Francia: Le Società Militari Private - Strumento di Potenza Agile</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sinergia-con-la-legione-e-l-industria-della-difesa\">Sinergia con la Legione e l'Industria della Difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo nuovo strumento non è in contrasto con la <a href=\"https://difesanews.com/2e-regiment-etranger-de-parachutistes-2e-rep-lelite-della-legione-straniera/\">Légion étrangère</a>, ma ne è un <strong>complemento strategico</strong>. Se la Legione resta la spina dorsale della proiezione di forza d’élite, le SMP offrono la flessibilità e la specializzazione necessarie per alleggerire il carico operativo sulle forze armate in un momento di crescente domanda globale e tensione sul reclutamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, le SMP sono una leva fondamentale per l’<strong>industria della difesa francese</strong>. Delegare attività di addestramento, manutenzione e assistenza tecnica a operatori privati con licenza statale permette a Parigi di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sostenere e rendere più competitiva l'esportazione militare</strong> (ad esempio, offrendo pacchetti completi \"chiavi in mano\" che includono sistemi d'arma, formazione e sicurezza).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rafforzare gli accordi industriali</strong> con i partner, assicurando un <em>follow-up</em> tecnico continuo ed efficace.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Francia, con questo decreto, dimostra di avere una visione acuta: l'azione militare moderna richiede <strong>agilità e diversificazione</strong>. Le Società Militari Private, come \"cerniera\" tra lo Stato e i suoi scenari esterni, rappresentano una soluzione intermedia di grande pragmatismo. In un'epoca in cui le potenze medie lottano per conservare il proprio peso, Parigi ha scelto di <strong>ampliare in modo intelligente il proprio ventaglio di strumenti</strong> per rimanere un attore ineludibile sulla scena mondiale. Una mossa strategica che è destinata a fare scuola.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/militaire-du-rang-armee-de-terre.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"armeedeterre, legionetrangere, societamilitariprivate, softpower","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-26 19:23:27","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.geo.fr/geopolitique/l-armee-francaise-va-developper-le-recours-aux-societes-militaires-privees-229432","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26601-francia-le-societa-militari-private-strumento-di-potenza-agile.mp4","galleria":""}
{"id":26596,"titolo":"Anduril ed EDGE lanciano Omen: il drone “transformer” VTOL capace di volare e stazionare in hovering","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>EDGE e Anduril presentano <strong><a href=\"https://www.anduril.com/omen\">Omen</a></strong>, un nuovo velivolo autonomo hover-to-cruise sviluppato congiuntamente nell’ambito della loro nuova alleanza industriale con sede negli Emirati Arabi Uniti. Il sistema rappresenta il primo risultato concreto della <strong>EDGE–Anduril Production Alliance</strong>, pensata per progettare, produrre, vendere e supportare una nuova generazione di piattaforme autonome per impieghi civili e militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa si inserisce nella storica partnership di difesa tra Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti, fondata su interessi di sicurezza e commerciali condivisi, e punta a rafforzare la sovranità tecnologica e industriale della regione nel campo dei sistemi autonomi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-nuova-alleanza-per-sistemi-autonomi-di-nuova-generazione\">Una nuova alleanza per sistemi autonomi di nuova generazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La joint venture dà vita a un veicolo congiunto di produzione, vendita e sustainment – la <strong>EDGE–Anduril Production Alliance</strong> – destinato a diventare un polo di riferimento per la manifattura avanzata nel settore dei sistemi autonomi.<br>Le due aziende stanno finalizzando gli accordi nel rispetto delle necessarie approvazioni governative di Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti, con l’obiettivo di allineare capacità industriali, know-how tecnologico e rapidità di sviluppo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La collaborazione combina la presenza regionale e le relazioni consolidate di EDGE nel Medio Oriente con l’esperienza di Anduril nello sviluppo rapido, software-defined, e nella produzione su larga scala. L’obiettivo dichiarato è fornire <strong>capacità numericamente significative, economicamente sostenibili e rapidamente schierabili</strong>, in linea con le esigenze della deterrenza moderna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-omen-drone-hover-to-cruise-nato-dall-alleanza-edge-anduril\">Omen: drone hover-to-cruise nato dall’alleanza EDGE–Anduril</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo sistema sviluppato nell’ambito della joint venture è <strong>Omen</strong>, un velivolo autonomo hover-to-cruise (AAV – Autonomous Air Vehicle) progettato per offrire autonomia, resistenza e capacità di carico tipiche di piattaforme di dimensioni maggiori all’interno di una cellula compatta e indipendente dalle piste tradizionali. Conceputo fin dall’origine come piattaforma <strong>dual use</strong>, Omen è pensato per missioni multi-dominio che spaziano dalla difesa a impieghi civili, commerciali e umanitari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Omen è in grado di decollare e atterrare verticalmente, come un drone o un elicottero, per poi passare al volo in crociera, unendo la flessibilità tattica del VTOL con l’efficienza di un velivolo ad ala fissa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema nasce anche grazie all’investimento da <strong>850 milioni di dollari</strong> di Anduril nelle tecnologie di mission autonomy e nello sviluppo di sistemi VTOL di classe Group 3, cui si aggiungono quasi <strong>200 milioni di dollari</strong> di nuovi investimenti di EDGE. L’obiettivo condiviso è portare Omen dalla fase di sviluppo all’entrata in produzione su vasta scala entro la fine del <strong>2028</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11835,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Anduril ed EDGE lanciano Omen: il drone “transformer” VTOL capace di volare e stazionare in hovering\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/omen-3.jpg\" alt=\"Anduril ed EDGE lanciano Omen: il drone “transformer” VTOL capace di volare e stazionare in hovering\" class=\"wp-image-11835\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Omen è concepito come piattaforma dual use, progettata per missioni multi-dominio che spaziano dalla difesa a impieghi civili, commerciali e umanitari - Copyright Anduril Industries</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-ordine-iniziale-di-50-sistemi-e-una-base-produttiva-garantita\">Un ordine iniziale di 50 sistemi e una base produttiva garantita</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli Emirati Arabi Uniti hanno già <strong>finalizzato l’acquisizione dei primi 50 sistemi Omen</strong>, creando una base di produzione garantita e una struttura manifatturiera dedicata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo ordine iniziale consente di ampliare la catena di fornitura locale, accelerando il percorso del Paese verso la produzione domestica di massa di velivoli autonomi dual use e definendo una traiettoria chiara: dal co-sviluppo alla produzione seriale, dal dispiegamento operativo fino alle future esportazioni verso clienti regionali e internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I sistemi destinati agli Emirati e ad altri alleati della regione saranno prodotti localmente dalla <strong>EDGE–Anduril Production Alliance</strong>, mentre eventuali ordini statunitensi sono previsti presso lo stabilimento <strong>Arsenal-1</strong> di Anduril in Ohio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/omen-2.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Anduril, Drone, EDGE, omen","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-26 19:13:27","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.anduril.com/news/edge-group-and-anduril-to-form-uae-us-joint-venture-to-develop-autonomous-systems","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26596-anduril-ed-edge-lanciano-omen-il-drone-transformer-vtol-capace-di-volare-e-stazionare-in-hovering.mp4","galleria":""}
{"id":26590,"titolo":"Guerre Stellari: Gli Intercettori spaziali sono Pronti a Decollare","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <a href=\"https://difesanews.com/us-space-force-quando-la-difesa-diventa-spaziale/\">Space Force</a> statunitense si sta muovendo rapidamente per espandere le sue capacità di difesa missilistica nello spazio. L'organo di acquisizione del servizio ha annunciato l'imminente pubblicazione di una sollecitazione per la creazione di prototipi di <strong>Intercettori Spaziali (SBI)</strong> progettati per la <strong>difesa missilistica cinetica a metà percorso (midcourse)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo l'avviso di pre-sollecitazione pubblicato dallo Space Systems Command (SSC), la richiesta ufficiale di proposte sarà rilasciata il <strong>7 dicembre</strong>, con l'obiettivo di assegnare <strong>accordi a transazione fissa multipli (Other Transaction Agreements - OTA)</strong> per i prototipi già nel <strong>febbraio 2026</strong>.<sup>1</sup></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo sforzo si concentra specificamente su opzioni <strong>cinetiche</strong> – un termine che nel gergo della difesa missilistica si riferisce a missili o proiettili che distruggono il loro bersaglio tramite l'impatto diretto, cioè con un'azione di \"colpisci-per-uccidere\" (<em>hit-to-kill</em>).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ruolo-chiave-nell-iniziativa-golden-dome-di-trump\">Ruolo Chiave nell'Iniziativa \"Golden Dome\" di Trump</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli Intercettori Spaziali sono un pilastro fondamentale della vasta iniziativa del Presidente Donald Trump, denominata <strong>\"Golden Dome\"</strong>. Questo ambizioso progetto mira a sviluppare e costruire un'ampia rete di difesa missilistica per proteggere il territorio nazionale da attacchi avversari, con l'obiettivo di essere \"pienamente operativo\" entro il <strong>2028</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'architettura del \"Golden Dome\" prevede la combinazione di sistemi ereditati e nuove tecnologie, molte delle quali sono capacità basate sullo spazio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fase Iniziale (Boost-Phase):</strong> L'ordine esecutivo che ha avviato il progetto aveva inizialmente richiesto una costellazione di SBI per l'intercettazione in <strong>fase di spinta</strong> (<em>boost-phase</em>), ovvero durante la prima fase di volo di un missile balistico intercontinentale (ICBM), quando è più vulnerabile.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Aggiunta di Metà Percorso (Midcourse):</strong> L'inclusione degli SBI per la difesa a <strong>metà percorso</strong> aggiunge un ulteriore strato difensivo. Questi intercettori sono concepiti per abbattere le minacce ICBM durante la fase più lunga del loro volo: quando viaggiano attraverso lo spazio prima di rientrare nell'atmosfera.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa capacità a metà percorso è cruciale per garantire che, anche se un missile nemico sfuggisse all'intercettazione nella fase di spinta, la difesa abbia una seconda e più lunga opportunità di neutralizzare la minaccia mentre questa è ancora nello spazio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11826,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Guerre Stellari: Gli Intercettori spaziali sono Pronti a Decollare\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/1-8.jpg\" alt=\"Guerre Stellari: Gli Intercettori spaziali sono Pronti a Decollare\" class=\"wp-image-11826\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Guerre Stellari: Gli Intercettori spaziali sono Pronti a Decollare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dettagli-della-competizione-e-approccio-innovativo\">Dettagli della Competizione e Approccio Innovativo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'approccio della Space Force per l'assegnazione dei contratti dimostra la sua preferenza per una rapida innovazione e sperimentazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre all'uso degli <strong>Other Transaction Agreements (OTA)</strong>, che consentono processi di acquisizione più flessibili e rapidi rispetto ai contratti federali tradizionali, l'SSC potrebbe anche \"incorporare <strong>Competizioni a Premio</strong> (<em>Prize Competitions</em>)\" per le imminenti assegnazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo modello competitivo non è nuovo per la Space Force, poiché è simile a quello già utilizzato per la competizione relativa agli SBI per la fase di spinta. L'uso di OTA e di Competizioni a Premio indica una strategia volta a coinvolgere rapidamente l'industria per ottenere una vasta gamma di soluzioni prototipali per queste tecnologie spaziali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le aziende interessate a partecipare alla gara per l'assegnazione devono richiedere i documenti di gara aggiuntivi entro il <strong>4 dicembre</strong>, a sottolineare l'urgenza con cui la Space Force intende sviluppare e schierare queste nuove, critiche capacità di difesa missilistica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/ffdf-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#DifesaMissilistica, #GoldenDome, intercettorispaziali","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-25 23:03:29","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://defensescoop.com/2025/11/24/space-force-midcourse-space-based-interceptors-presolicitation/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26590-guerre-stellari-gli-intercettori-spaziali-sono-pronti-a-decollare.mp4","galleria":""}
{"id":26583,"titolo":"La guerra dei droni si vince con il supporto di Replicator-3","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sotto il sole dell’Arizona, gli aerei accatastati a Davis–Monthan e le navi in disarmo sul James River ricordano una verità semplice: l’hardware, senza cura, decade. Il futuro della forza militare non farà eccezione: comprare sistemi è la parte visibile, mantenerli pronti è quella decisiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma <a href=\"https://difesanews.com/replicator-il-pentagono-accelera/\">Replicator</a> del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti vuole mettere in campo, molto velocemente, migliaia di droni e sistemi autonomi a basso costo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Replicator-1</strong> punta soprattutto ad avere più forza offensiva: tanti sistemi economici che possono attaccare il nemico in modo difficile da prevedere.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Replicator-2</strong> invece è pensato per la difesa: creare uno “scudo” credibile contro avversari che useranno droni e sistemi autonomi simili.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il passo successivo dovrebbe essere <strong>Replicator-3</strong>: una rivoluzione del sustainment, la progettazione di una rete di sostegno che mantenga queste forze realmente impiegabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi la priorità è la produzione, in risposta alla crescita militare cinese, soprattutto nel teatro indo-pacifico. Ma una “ondata unmanned” rischia di essere operativamente vuota se non si pianifica come stoccarla, ripararla, alimentarla e farla funzionare per anni. I dati della Government Accountability Office mostrano che perfino le flotte con equipaggio faticano a restare pronte. Pensare che migliaia di droni complessi, costruiti in fretta, possano farlo senza una struttura diversa è illusorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11820,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La guerra dei droni si vince con il supporto di Replicator-3\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/2-5-scaled.jpg\" alt=\"La guerra dei droni si vince con il supporto di Replicator-3\" class=\"wp-image-11820\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La guerra dei droni si vince con il supporto di Replicator-3</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-limiti-del-mito-unmanned-e-la-sfida-indo-pacifica\">I limiti del mito unmanned e la sfida indo-pacifica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un mito diffuso sostiene che i sistemi senza equipaggio abbiano una coda logistica più corta. Per le piattaforme marittime a lungo raggio, ricche di sensori, è falso. La manutenibilità può migliorare con componenti modulari, manutenzione predittiva e design “attritabili”, ma la moltiplicazione dei sistemi aumenta il lavoro di manutenzione a livello operativo e avanzato. Servono tecnici, attrezzature e infrastrutture forward che oggi sono sottodimensionate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Ucraina si vedono droni piccoli, economici, prodotti e persi in quantità enormi. L’Indo-Pacifico è diverso:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>enormi distanze e ambiente marino ostile;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>dipendenza da alleati e basi lontane;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>sistemi grandi, energivori e complessi, più simili a navi e aerei moderni.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi sistemi dovranno resistere a corrosione e lunghi periodi di inattività, garantire controllo sicuro a lungo raggio, essere modulari e basati su diritti di manutenzione chiari per il governo. Inoltre richiederanno <strong>molta più manodopera</strong> di quanto spesso si creda.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La produzione privata – da aziende come Anduril o Saronic – oggi si concentra sulle linee di montaggio, non sulla rete di sostegno in teatro. Ma i sistemi costruiti ora potrebbero rimanere inattivi per anni prima di un conflitto e, senza cura costante, non saranno pronti. La fiducia tra operatori e piattaforme nasce dall’uso reale, non solo dal simulatore: se non si opera in tempo di pace, molti sistemi non funzioneranno come previsto in guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11819,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"La guerra dei droni si vince con il supporto di Replicator-3\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/RapidFlight-E2-Elephant-Walk-1024x576-1.png\" alt=\"La guerra dei droni si vince con il supporto di Replicator-3\" class=\"wp-image-11819\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La guerra dei droni si vince con il supporto di Replicator-3</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-dovrebbe-fare-replicator-3-e-il-costo-dell-inazione\">Cosa dovrebbe fare Replicator-3 e il costo dell’inazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Replicator-3 dovrebbe colmare il divario tra velocità di produzione e capacità di sustainment, agendo su tre fronti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Legare il sustainment al procurement</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Definire una quota minima di budget per infrastrutture, personale, scorte e manutenzione avanzata per ogni capacità acquistata.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Finanziamento del sostegno incluso fin dall’inizio, non aggiunto dopo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Premiare la resilienza, non solo i volumi</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Incentivi per disponibilità operativa, filiere a doppia fonte, qualità dei dati di manutenzione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Contratti che valutano “uptime”, non solo quantità prodotte.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Costruire una rete regionale di sostegno condivisa</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Usare finanziamenti e vendite militari estere per creare nodi di manutenzione e stoccaggio gestiti dai partner nell’Indo-Pacifico.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Pool condivisi di sistemi che permettano ai Paesi alleati di contribuire alla deterrenza senza dover combattere in prima linea.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La rete di sustainment dovrà essere dispersa, resiliente, parzialmente automatizzata, capace di operare con rifornimenti irregolari. Piccoli reattori modulari, generazione energetica off-grid e manifattura additiva in teatro potranno alimentare e rifornire flotte distribuite senza dipendere solo da grandi basi vulnerabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, serviranno <strong>team spedizionieri dedicati</strong>, equivalenti militari del modello di manutenzione dei grandi operatori di veicoli autonomi commerciali: piccoli gruppi che, da basi austere, gestiscono batterie, moduli, software e lanci operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se questa rivoluzione del sustainment non avverrà, i comandanti si ritroveranno a cannibalizzare piattaforme, attendere mesi pezzi di ricambio o limitare drasticamente l’impiego. Il risultato: un arsenale impressionante sulla carta ma una deterrenza fragile nella realtà. Replicator-3 deve dunque essere, prima di tutto, la rivoluzione logistica che rende credibile l’era dei sistemi senza equipaggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/1-7-scaled-1.jpg","categoria":"Blog","tags":"Anduril, Drone, replicator, saronic","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-25 22:23:28","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://warontherocks.com/2025/11/replicator-3-should-be-the-sustainment-revolution/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26583-la-guerra-dei-droni-si-vince-con-il-supporto-di-replicator-3.mp4","galleria":""}
{"id":26578,"titolo":"Il Gen. C.A. Gaetano Zauner eletto alla presidenza di USMIA Esercito","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Era nell’aria da diversi giorni. Oggi è ufficiale. In termini calcistici lo definiremmo senza esitazione il “colpo dell’anno”: nella giornata di oggi, 24 novembre 2025, il <strong>Generale di Corpo d’Armata Gaetano Zauner</strong>, già Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, è stato eletto <strong>all’unanimità</strong> alla Presidenza di <strong>USMIA – Esercito</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una scelta che segna un passaggio di grande rilievo per l’associazione, che affida la propria guida a <strong>una figura tra le più qualificate dell’intero panorama della Difesa</strong>, capace di portare esperienza, visione e autorevolezza ai massimi vertici della rappresentanza del personale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-elezione-all-unanimita-nel-segno-della-continuita\">Un’elezione all’unanimità nel segno della continuità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’elezione del Generale Zauner rappresenta un passaggio di grande rilievo per l’<strong>Unione Sindacale Militare Interforze Associati (USMIA)</strong>, che affida la guida del comparto Esercito a un ufficiale con oltre quarant’anni di esperienza operativa e di vertice nella Forza Armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A commentare l’esito della votazione è stato il <strong>Segretario Generale USMIA, 1° Luogotenente Leonardo Nitti</strong>, che ha dichiarato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Auguro al nostro Presidente un proficuo lavoro. Siamo onorati che il Generale ZAUNER abbia accettato di assumere l’incarico, vista la sua straordinaria esperienza professionale e la profonda conoscenza delle dinamiche della Difesa. USMIA continuerà con il Presidente a porre al centro della propria azione il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei militari, promuovendo con determinazione ogni iniziativa utile a rafforzarne la tutela, il benessere e la dignità professionale, valorizzando la nostra specificità.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parole che sottolineano la volontà dell’associazione di proseguire su una linea di <strong>dialogo costruttivo con le istituzioni</strong>, mantenendo al centro la persona del militare, la sua famiglia e il riconoscimento della <strong>specificità del ruolo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il profilo del Generale Gaetano Zauner</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nato a Palermo, il <strong>Generale di Corpo d’Armata Gaetano Zauner</strong>, oggi in quiescenza, ha frequentato il <em>163º Corso dell’Accademia Militare di Modena</em>, proseguendo poi gli studi presso la Scuola di Applicazione d’Arma di Torino, da cui è uscito Tenente dell’Arma di Fanteria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della sua lunga carriera ha ricoperto numerosi e prestigiosi incarichi di comando, guidando tra l’altro:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>il <strong>1º Battaglione del 152º Reggimento “Sassari”</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il <strong>62º Reggimento “Sicilia”</strong> a Catania;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>la <strong>132ª Brigata corazzata “Ariete”</strong>, di cui è stato il 56° Comandante dal 2011 al 2013.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ha inoltre svolto ruoli di vertice nelle strutture di Stato Maggiore dell’Esercito, tra cui:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Capo Dipartimento Trasformazione Terrestre dello Stato Maggiore dell’Esercito</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Capo Reparto Pianificazione Generale Finanziaria</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Capo di Stato Maggiore del Comando Operativo di Vertice Interforze</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Comandante del Comando delle Forze Operative Terrestri;</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A livello internazionale ha ricoperto l’incarico di <strong>Deputy Commander presso il NATO Rapid Deployable Corps – Turkey (NRDC-T)</strong> di Istanbul, confermando un profilo di grande rilievo anche nel contesto multinazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua esperienza operativa comprende missioni in alcuni dei principali teatri internazionali degli ultimi decenni, tra cui:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Kosovo – Operazione Joint Guardian</strong> (Comandante di Battaglione);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Macedonia – Operazione Essential Harvest</strong> (Comandante di Battaglione);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Bosnia – Operazione Althea</strong> (Comandante del contingente nazionale);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Libano – Operazione UNIFIL</strong> (Comandante della Joint Task Force “Lebanon”).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la sua attività ha ricevuto numerose onorificenze, tra cui la <strong>Croce d’Argento al Merito dell’Esercito</strong>, la <strong>Croce di Bronzo al Merito dell’Esercito</strong>, la <strong>Medaglia Mauriziana</strong>, la <strong>Medaglia d’Oro al Merito di Lungo Comando</strong>, decorazioni ONU, NATO ed UE per le operazioni internazionali, oltre al titolo di <strong>Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-leadership-che-rafforza-usmia-esercito\">Una leadership che rafforza USMIA – Esercito</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Con l’elezione del Generale Zauner, USMIA – Esercito ribadisce la propria missione: rappresentare il personale militare in un momento storico caratterizzato da profondi cambiamenti normativi e operativi.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esperienza maturata da Zauner ai vertici dell’Esercito e nei principali comandi operativi costituisce un importante valore aggiunto per l’associazione, chiamata ad affrontare le sfide future nella tutela del personale, nella valorizzazione della professione militare e nel rafforzamento del dialogo con le istituzioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Al Generale Zauner rivolgiamo i migliori auguri per il nuovo incarico al vertice di USMIA – Esercito.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/zauner.jpg","categoria":"Blog","tags":"GaetanoZauner, usmia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-24 21:03:29","stato":"publish","riassunto_video":"Il Generale Gaetano Zauner, già Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, è stato eletto all’unanimità Presidente di USMIA – Esercito. Con oltre quarant’anni di esperienza e numerosi incarichi di comando in Italia e all’estero, guiderà l’associazione puntando sulla tutela e valorizzazione del personale militare.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.usmia.it/generale-gaetano-zauner/","difesanews":"1","video_art":"","galleria":""}
{"id":26572,"titolo":"Royal Navy, entro il 2027 in servizio i nuovi laser “DragonFire” per abbattere droni","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Royal Navy britannica si prepara a entrare in una nuova era della difesa aerea: il Ministero della Difesa del Regno Unito ha assegnato a <strong>MBDA UK</strong> un contratto da <strong>316 milioni di sterline</strong> per dotare la flotta del sistema laser <strong>DragonFire</strong>, una delle tecnologie più avanzate al mondo contro i droni. Le prime installazioni sono previste entro il <strong>2027</strong>, quando un’unità Type 45 della Royal Navy verrà equipaggiata con l’arma a energia diretta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il DragonFire ha recentemente dimostrato la sua efficacia durante i test svolti nel poligono delle <strong>Ebridi, in Scozia</strong>, dove ha neutralizzato un drone ad alta velocità. Secondo il Ministero della Difesa, si tratta della <strong>prima capacità laser ad alta potenza operativa in Europa</strong>, un passo strategico per Londra nel nuovo scenario globale dominato dalle minacce a basso costo e dall’uso massiccio dei droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-risposta-economica-ed-estremamente-precisa-alle-nuove-minacce\">Una risposta economica ed estremamente precisa alle nuove minacce</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei punti di forza del DragonFire è il costo di ingaggio: appena <strong>10 sterline a colpo</strong>, una cifra irrisoria rispetto ai missili tradizionali che possono superare le <strong>centinaia di migliaia di sterline</strong> per singola intercettazione. A questo si aggiunge una precisione definita “chirurgica”: il laser può colpire un oggetto grande come una <strong>moneta da una sterlina a un chilometro di distanza</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema, sviluppato da <strong>MBDA UK</strong> in collaborazione con <strong>QinetiQ</strong> e <strong>Leonardo</strong>, <strong>verrà consegnato con quasi cinque anni di anticipo rispetto ai piani iniziali</strong>. Nelle prove più recenti ha abbattuto obiettivi che volavano fino a <strong>650 km/h</strong>, confermando la maturità operativa della tecnologia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto DragonFire rientra nella più ampia strategia britannica sulle armi a energia diretta, sostenuta dalla <strong>Strategic Defence Review</strong>, che ha stanziato quasi <strong>1 miliardo di sterline</strong> per accelerare questi programmi nel corso dell’attuale legislatura. L'investimento, oltre a rafforzare la capacità difensiva del Paese, permetterà di creare o mantenere <strong>centinaia di posti di lavoro</strong> nel settore tecnologico nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Luke Pollard, Ministro per la Prontezza e l’Industria della Difesa Britannica <em>“questa tecnologia metterà la Royal Navy all’avanguardia dell’innovazione NATO, offrendo una capacità decisiva per proteggere il Regno Unito e i suoi alleati”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11764,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Royal Navy, entro il 2027 in servizio i nuovi laser “DragonFire” per abbattere droni\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/dragon-fire.jpg\" alt=\"Royal Navy, entro il 2027 in servizio i nuovi laser “DragonFire” per abbattere droni\" class=\"wp-image-11764\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il sistema laser “DragonFire”, sviluppato da MBDA UK in collaborazione con QinetiQ e Leonardo, mostrato in configurazione di test su piattaforma terrestre - Copyright British Defence Ministry</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-mbda-protagonista-in-europa-la-corsa-ai-laser-militari-si-intensifica\">MBDA protagonista in Europa: la corsa ai laser militari si intensifica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>MBDA, già nota per sistemi come <strong>Aster</strong> e <strong>Mistral</strong>, è oggi uno degli attori principali nel campo delle armi laser. L’azienda lavora a programmi simili in <strong>Germania</strong> (con Rheinmetall), in <strong>Italia</strong> (con Leonardo per un laser leggero navale) e in <strong>Francia</strong>, dove controlla la maggioranza della società <strong>Cilas</strong>, produttrice del sistema anti-drone <strong>Helma-P</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’arrivo del DragonFire sulla Royal Navy nel 2027, il Regno Unito sarà il primo Paese europeo a dispiegare un laser operativo ad alta potenza, segnando l’inizio di una nuova fase nella difesa contro i droni e nel futuro dei sistemi d’arma a energia diretta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/dragons-fire.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"DragonFire, LaserDefense, RoyalNavy","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-24 01:33:30","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.gov.uk/government/news/boost-for-armed-forces-as-new-laser-weapon-takes-down-high-speed-drones","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26572-royal-navy-entro-il-2027-in-servizio-i-nuovi-laser-dragonfire-per-abbattere-droni.mp4","galleria":""}
{"id":26559,"titolo":"Difesa Sottomarina: La NATO Rende il Mediterraneo Frontiera contro la Minaccia Ibrida","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La NATO sta intensificando in modo significativo i suoi sforzi per salvaguardare le Infrastrutture Sottomarine Critiche (CUI) nella regione del Mediterraneo, sottolineando la necessità di una risposta unificata civile-militare contro l'escalation delle minacce ibride.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Rete per le Infrastrutture Sottomarine Critiche (CUI)-Network</strong> dell'Alleanza si è riunita a Roma, Italia, il 20-21 novembre 2025, coinvolgendo esperti del Quartier Generale della NATO, Paesi Alleati, <em>stakeholder</em> industriali, rappresentanti dell'Unione Europea e, per la prima volta, <strong>Paesi partner della NATO</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11730,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Difesa Sottomarina: La NATO Rende il Mediterraneo Frontiera contro la Minaccia Ibrida\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/STILL2-U04726137466Hyg-1440x752@IlSole24Ore-Web.avif\" alt=\"Difesa Sottomarina: La NATO Rende il Mediterraneo Frontiera Anti-Ibrida\" class=\"wp-image-11730\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa Sottomarina: La NATO Rende il Mediterraneo Frontiera contro la Minaccia Ibrida</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ampliamento-della-cooperazione-e-della-sorveglianza\">Ampliamento della Cooperazione e della Sorveglianza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il fulcro dell'incontro è stato l'integrazione di prospettive e migliori pratiche per la messa in sicurezza dei sistemi sottomarini vitali — come gasdotti e cavi di comunicazione — nel Mediterraneo e oltre, una regione ritenuta \"critica\" per l'approccio di sicurezza a 360 gradi dell'Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un tema chiave è stato l'impiego di <strong>tecnologie di rilevamento e sorveglianza, inclusi i droni</strong>, per rafforzare la sicurezza intorno a questa infrastruttura in espansione e sempre più vitale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I partecipanti hanno avuto una visione diretta degli sforzi congiunti civile-militari durante una visita al <strong>Centro di Sorveglianza delle Infrastrutture Sottomarine Critiche della Marina Militare Italiana</strong>. Il centro dimostra come le parti interessate monitorano e coordinano risposte rapide ad attività sospette in prossimità delle CUI.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Un approccio a 360 gradi alla sicurezza è vitale per l'Alleanza. La regione del Mediterraneo non potrebbe essere più cruciale,\" ha affermato <strong>l'Ambasciatore Jean-Charles Ellermann-Kingombe, Vicesegretario Generale Aggiunto della NATO per la Trasformazione Cibernetica e Digitale e Coordinatore Speciale per le Minacce Ibride.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Siamo qui per approfondire i nostri scambi e per ampliare la portata della nostra cooperazione tra settori civile, militare, pubblico e privato,\" ha aggiunto, notando la natura interconnessa delle minacce e delle sfide.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11731,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Difesa Sottomarina: La NATO Rende il Mediterraneo Frontiera contro la Minaccia Ibrida\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2024-04-18-alle-10.37.03-1024x635-1.png\" alt=\"Difesa Sottomarina: La NATO Rende il Mediterraneo Frontiera Anti-Ibrida\" class=\"wp-image-11731\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa Sottomarina: La NATO Rende il Mediterraneo Frontiera contro la Minaccia Ibrida</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-spinta-alla-sicurezza-post-baltico\">Spinta alla Sicurezza Post-Baltico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La CUI-Network della NATO è stata istituita nel febbraio 2024 con l'obiettivo di migliorare la condivisione delle informazioni e il coordinamento sulla resilienza delle infrastrutture.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'accresciuta attenzione sulle CUI fa seguito alle interruzioni delle infrastrutture sottomarine nel <strong>Mar Baltico nel dicembre 2024</strong>, che hanno spinto la NATO a lanciare <strong>\"Baltic Sentry\"</strong>. Questa attività multi-dominio mira a rafforzare la presenza militare della NATO e a migliorare la capacità degli Alleati di rispondere ad atti destabilizzanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'incontro di Roma segna un'espansione geografica di questa urgente priorità di sicurezza, consolidando il posto del Mediterraneo in prima linea nella strategia della NATO per scoraggiare e difendersi dalle minacce ibride dirette contro le infrastrutture essenziali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/2-4-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesasottomarina, infrastrutturesottomarinecritiche, marinamilitare, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-24 00:13:36","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.nato.int/en/news-and-events/articles/news/2025/11/21/nato-expands-its-engagement-on-critical-undersea-infrastructure-in-the-mediterranean","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26559-difesa-sottomarina-la-nato-rende-il-mediterraneo-frontiera-anti-ibrida-2.mp4","galleria":""}
{"id":26552,"titolo":"Spagna, terrorista islamico neutralizzato a colpi di MP5 dai reparti speciali in un appartamento di Madrid","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una giornata di violenza si è conclusa nel sangue nel distretto madrileno di <strong>Puente de Vallecas</strong>, dove un giovane di 18 anni, spagnolo di origine magrebina, è stato gravemente ferito dai reparti speciali della <strong>Policía Nacional</strong>. L’intera vicenda è stata trattata come un possibile <strong>atto di matrice jihadista</strong>, con l’attivazione del dispositivo antiterrorismo e delle unità d’élite della Polizia Nazionale Spagnola.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-aggressioni-in-strada-e-il-primo-intervento-della-policia-municipal\">Le aggressioni in strada e il primo intervento della Policía Municipal</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tutto è cominciato nel primo pomeriggio, intorno alle <strong>14:00</strong>, in <strong>calle Martínez de la Riva</strong> della capitale spagnola. Il giovane ha aggredito tre persone con un coltello di grandi dimensioni: una donna anziana è stata colpita alla nuca, mentre due uomini più giovani hanno riportato rispettivamente una ferita alla schiena e un taglio al braccio. Le vittime sono state soccorse e trasportate in ospedale in condizioni non gravi, mentre l’aggressore è riuscito ad allontanarsi, presumibilmente dirigendosi verso l’abitazione di famiglia, situata poco distante, in <strong>calle Peña de Atalaya 69</strong>, nel quartiere di San Diego, zona già nota per degrado urbano e traffico di droga.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Verso le <strong>16:45</strong> il fratello del giovane ha chiamato i servizi di emergenza, segnalando che il ragazzo si trovava chiuso in casa, armato di un coltello, in stato di forte agitazione e con le facoltà mentali completamente alterate, probabilmente a causa dell’assunzione di droghe. Sul posto sono arrivate pattuglie della <strong>Policía Municipal</strong>. I familiari, a quel punto, erano già all’esterno dell’appartamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando gli agenti hanno aperto la porta, il giovane ha assunto immediatamente un atteggiamento estremamente aggressivo: ha urlato frasi del tipo «Vi ammazzo», ha minacciato i poliziotti e ha brandito il coltello verso di loro. Un agente municipale e uno nazionale hanno fatto uso delle pistole <strong>taser</strong>, ma le scariche non hanno avuto l’effetto sperato: il soggetto non è caduto, non ha lasciato l’arma e ha continuato a urlare e agitarsi. Subito dopo ha richiuso violentemente la porta, si è barricato all’interno e ha proseguito con le minacce, arrivando a dire che li avrebbe «portati con sé» e iniziando a gridare ripetutamente <strong>“Allahu Akbar”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11726,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Spagna, terrorista islamico neutralizzato a colpi di MP5 dai reparti speciali in un appartamento di Madrid\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/vallecas12-RGvHXPpx5ElYnnB3yv0umEN-1200x840@diario-abc-1024x717-1.jpg\" alt=\"Spagna, terrorista islamico neutralizzato a colpi di MP5 dai reparti speciali in un appartamento di Madrid\" class=\"wp-image-11726\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il quartiere transennato dalla Polizia spagnola a Madrid sabato 22 novembre - Copyright ABC</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-irruzione-dei-reparti-speciali\">L’irruzione dei reparti speciali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di fronte all’escalation e al collegamento con le coltellate avvenute poche ore prima in strada, l’intervento è stato classificato come <strong>possibile attentato di matrice islamista</strong>. È stato quindi richiesto il supporto del <strong>Subgrupo Operativo Antiterrorista de Reacción (SOAR)</strong>, unità specializzata delle <strong>Unidades de Intervención Policial (UIP)</strong>, dotata di scudi balistici, equipaggiamento antiterrorismo ed armi d'assalto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Giunti sul posto, gli operatori del SOAR hanno più volte intimato al giovane di uscire e arrendersi, ma dall’interno sono arrivati soltanto nuove minacce e ulteriori urla di <strong>“Allahu Akbar”</strong>. Valutato il rischio per gli agenti e per i vicini, è stata decisa l’irruzione. Quando la porta è stata sfondata, nel corridoio stretto dell’appartamento il giovane si è lanciato contro i poliziotti con il coltello in pugno, cercando il contatto fisico a distanza ravvicinata e continuando a invocare «Allahu Akbar».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rapidamente i reparti speciali hanno aperto il fuoco con le <strong>H&amp;K MP5</strong>, esplodendo <strong>tre colpi</strong> che hanno raggiunto l’aggressore alla zona lombare, al torace e all’anca, riuscendo a fermare l’assalto. Dopo aver verificato che nell’abitazione non fossero presenti altre minacce, gli agenti hanno prestato i primi soccorsi tamponando le ferite, in attesa dei sanitari del <strong>Samur-Protección Civil</strong>, che sono riusciti a stabilizzare il giovane prima di trasferirlo in condizioni gravi all’ospedale <strong>Gregorio Marañón</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’area è stata transennata e la scena si è svolta sotto gli occhi dei residenti, in un quartiere già segnato da criminalità e traffici di droga. La vicenda è ora al centro di un’indagine dell’antiterrorismo spagnolo, che sta approfondendo il grado di radicalizzazione del giovane e valutando l’episodio come possibile azione di un <strong>“lupo solitario” jihadista</strong>, sullo sfondo di abuso di stupefacenti e odio dichiarato verso le forze dell’ordine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/goes-2025-d.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"antiterrorismo, policianacional, spagna","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-24 00:03:38","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.abc.es/espana/madrid/joven-policia-disparo-vallecas-ataco-agentes-cuchillo-20251123121725-nt.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26552-spagna-terrorista-islamico-neutralizzato-a-colpi-di-mp5-dai-reparti-speciali-in-un-appartamento-di-madrid.mp4","galleria":""}
{"id":26536,"titolo":"Drone contro drone: la NATO sperimenta l’intercettore Merops","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>NOWA DĘBA (Polonia) – Un pick-up parcheggiato sulla sabbia, un lanciatore nel cassone e un piccolo drone grigio che schizza in cielo a caccia di un altro drone. È lo scenario dell’esercitazione congiunta in cui soldati statunitensi, polacchi e romeni hanno testato <strong>un nuovo sistema contro-UAS (c-UAS)</strong> in grado di intercettare velivoli senza pilota lanciando… altri velivoli senza pilota.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attività, svolta il 18 novembre al poligono di Nowa Dęba, ha coinvolto militari del 1st Battalion, 57th Air Defense Artillery Regiment dell’U.S. Army insieme a unità di difesa aerea polacche e romene. L’esercitazione ha concluso un corso di due settimane che ha combinato lezioni in aula, simulazioni, addestramento pratico e lanci reali del nuovo sistema.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26538,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/201125POLANDphoto04-.jpg\" alt=\"Drone contro drone: la NATO sperimenta l’intercettore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26538\" style=\"width:1000px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Drone contro drone: la NATO sperimenta l’intercettore - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un sistema anti-drone “tascabile” per la NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore della capacità è <strong>un sistema mobile che integra radar, sensori elettro-ottici e un piccolo drone intercettore usato come “proiettile intelligente”</strong>. Tutti i componenti possono essere trasportati su veicoli tattici leggeri o direttamente sul cassone di un pick-up, come mostrato nella dimostrazione in Polonia. Un team di quattro persone è sufficiente per montare il sistema, metterlo in batteria, ingaggiare il bersaglio e ricaricare in pochi minuti. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In pratica, il radar e i sensori individuano un UAS ostile in avvicinamento, ne tracciano la rotta e guidano il drone intercettore, che viene lanciato da una rampa inclinata sul veicolo. L’intercettore vola a grande velocità verso il bersaglio e lo neutralizza con un impatto cinetico – un classico caso di “drone-contro-drone”. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Intercettori riutilizzati in addestramento, sacrificabili in combattimento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l’esercitazione di Nowa Dęba, gli equipaggi hanno ingaggiato piccoli bersagli UAS simulati, recuperando poi gli intercettori grazie a un paracadute, così da riutilizzarli in futuri addestramenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In combattimento, però, questi droni sono pensati come munizioni consumabili: vengono sacrificati pur di abbattere minacce a basso costo, in particolare i droni d’attacco unidirezionali – le cosiddette “suicide drones” – che la Russia utilizza estensivamente in Ucraina. Lo stesso tipo di intercettore è già stato impiegato sul fronte ucraino contro UAS russi, fornendo dati operativi reali prima di essere dispiegato sul suolo NATO. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il comandante della 10th Army Air and Missile Defense Command, il gen. Curtis King, ha sottolineato tre punti chiave del sistema: <strong>letalità, efficacia e soprattutto convenienza economica</strong>, evidenziando come si tratti di “tecnologia di ultima generazione che viene combattuta in Ucraina in questo momento”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26542,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/MEROPS-e1763935321496.webp\" alt=\"Drone contro drone: la NATO sperimenta l’intercettore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26542\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Drone contro drone: la NATO sperimenta l’intercettore - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il “Merops” e la lezione delle incursioni di droni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Diverse fonti aperte identificano il sistema impiegato in Polonia come il Merops, un intercettore economico sviluppato dall’azienda statunitense Project Eagle. Il Merops è progettato per colpire droni nemici <strong>volando a oltre 240 km/h </strong>e può operare anche in ambienti saturi di disturbi elettronici, grazie a funzioni di navigazione con intelligenza artificiale che riducono la dipendenza da GPS e collegamenti radio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Polonia e Romania hanno ordinato il sistema</strong> dopo una serie di episodi che hanno visto droni non identificati – attribuiti dalla NATO alla Russia – violare ripetutamente il loro spazio aereo e quello di altri Paesi europei. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un tassello dello scudo Eastern Sentry</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’addestramento di Nowa Dęba è parte del più ampio sforzo dell’Alleanza per rafforzare la difesa aerea sul fianco orientale attraverso l’Operazione Eastern Sentry, lanciata a settembre dopo una massiccia incursione di droni russi in Polonia. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La missione mira a integrare risorse aeree, navali e terrestri – dai caccia alle batterie di difesa antiaerea, fino a sensori e sistemi senza pilota – in un’unica architettura di difesa a strati, la Eastern Flank Deterrence Line. In questo quadro, i sistemi c-UAS a corto raggio come <strong>Merops costituiscono la “prima linea” contro droni e piccoli UAS</strong>, preservando i missili a lungo raggio per minacce più complesse come aerei, missili da crociera o balistici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, a Bruxelles si discute di iniziative complementari come l’“Eastern Flank Watch” e un “European Drone Wall”, pensate per rendere più sostenibile la difesa contro attacchi aerei e ibridi a bassa intensità che si stanno moltiplicando lungo il confine con la Russia. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26540,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/max1200-1024x768.jpg\" alt=\"Drone contro drone: la NATO sperimenta l’intercettore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26540\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Drone contro drone: la NATO sperimenta l’intercettore - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perché conta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esperienza della guerra in Ucraina ha dimostrato che usare sistemi tradizionali – caccia e missili costosi – per abbattere droni dal costo di poche migliaia di euro è una strategia insostenibile nel lungo periodo. Per questo <strong>Kiev sta investendo a sua volta in droni intercettori prodotti in serie</strong>, seguendo la stessa logica di riduzione dei costi e aumento dei volumi che ora la NATO cerca di applicare sul proprio territorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La dimostrazione in Polonia mostra che soluzioni di questo tipo non sono più solo prototipi, ma capacità reali che possono essere trasportate su un semplice pick-up, messe in postazione in pochi minuti e integrate in reti di difesa più ampie. Per Paesi come Polonia e Romania, che vivono da vicino le conseguenze della guerra in Ucraina, questi sistemi rappresentano un modo rapido e relativamente economico per colmare un vuoto critico nella difesa dello spazio aereo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’Alleanza, infine, il test di Nowa Dęba è un banco di prova di qualcosa di ancora più ambizioso: la capacità di assorbire in tempi rapidissimi le lezioni di un conflitto in corso, trasformarle in sistemi concreti e distribuirli in modo coordinato lungo l’intero fianco orientale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/1-4.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"C-UAS, EasternSentry, Merops, NATO, projecteagle, uas","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-23 23:09:01","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.armytimes.com/unmanned/2025/11/19/us-and-nato-troops-practice-drone-on-drone-combat-using-a-pickup-truck/","altre-fonti":"https://www.eurasiantimes.com/merops-nightmare-for-russia-cheap-u-s-interceptor-drones/","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26536-drone-contro-drone-nato-sperimenta-intercettore.mp4","galleria":""}
{"id":26518,"titolo":"StreamCaster NEXUS: la Radio Individuale per dati classificati","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La vera rivoluzione del campo di battaglia oggi non è solo l’arma che il soldato porta in mano, ma il dato che porta sul petto. Con il sistema <a href=\"https://silvustechnologies.com/solutions/streamcaster-nexus/\">StreamCaster NEXUS, Silvus Technologies</a><strong> introduce una nuova frontiera: rendere disponibili dati sensibili e classificati direttamente alle unità tattiche sul terreno, a livello di squadra e di singolo operatore</strong>. Una capacità che, ad oggi, manca ancora alla maggior parte degli eserciti del mondo, dove l’informazione digitale spesso si ferma a livello di comando o, nel migliore dei casi, ai veicoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presentato da Silvus (ora parte dell’ecosistema Motorola Solutions), StreamCaster NEXUS nasce come hub di comunicazione montato sul petto del soldato, pensato per fornire connettività mission-critical in movimento, anche in scenari caratterizzati da forte interferenza elettronica o assenza totale di infrastrutture tradizionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26527,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/Immagine-2025-11-22-235101.png\" alt=\"StreamCaster NEXUS: la Radio Individuale per dati classificati - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26527\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">StreamCaster NEXUS: la Radio Individuale per dati classificati - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il “collo di bottiglia” degli eserciti moderni: il dato non arriva alla punta della lancia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Molte forze armate hanno investito negli ultimi anni in reti sicure, data center, capacità C4ISR avanzate e sistemi di comando digitali. Tuttavia, il “ultimo miglio digitale” – la capacità di portare in tempo reale dati classificati fino al soldato che manovra sul terreno – è ancora il punto debole.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Spesso:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>le informazioni di intelligence rimangono nei command post o nelle sale operative;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>i flussi video da droni e sensori vengono visti solo a livello superiore;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>le unità di manovra ricevono ordini sintetici via radio voce, non pacchetti dati completi, mappe aggiornate e feed in tempo reale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il risultato è un paradosso: sistemi di comando sofisticati a livello strategico e operativo, ma un combattente sul terreno che, in molte forze armate, resta dipendente da comunicazioni analogiche o reti limitate, con dati ridotti al minimo per vincoli di banda, sicurezza o affidabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26522,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/730-silvusnexus.jpg\" alt=\"StreamCaster NEXUS: la Radio Individuale per  dati classificati - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26522\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">StreamCaster NEXUS: la Radio Individuale per  dati classificati - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">StreamCaster NEXUS: il soldato diventa nodo di rete</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>StreamCaster NEXUS ribalta questo paradigma trasformando ogni operatore in un vero nodo di rete. Il sistema integra:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Radio mobile ad hoc Silvus SM5200 (MANET)</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>fino a 2 watt di potenza in trasmissione;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>data rate superiori a 100 Mbps, sufficienti per video HD, dati complessi e aggiornamenti continui di mappa;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>compatibilità con radio Silvus esistenti, per creare mesh dinamiche tra veicoli, droni, sensori e squadre a piedi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Integrazione con smartphone rugged (Samsung S23 / S23 TE)</strong><br>Il telefono diventa l’interfaccia utente: mappe, video, messaggi dati, chat tattiche e applicazioni specifiche (come ATAK) sono visualizzate direttamente sul dispositivo in uso al soldato.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Montaggio da petto con Juggernaut Case</strong><br>Il NEXUS è fissato al giubbetto tattico tramite un chest mount progettato per evitare ingombri e grovigli di cavi, garantendo al tempo stesso stabilità, accessibilità e ergonomia per operazioni prolungate.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La filosofia è chiara: portare sul petto del soldato una “stazione dati” completa, senza appesantirlo e mantenendo l’operatività anche in condizioni estreme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dati classificati “a portata di petto”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il salto qualitativo non è solo nella quantità di dati, ma nella <strong>qualità e sensibilità delle informazioni</strong> che possono essere distribuite in sicurezza a livello tattico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie alla combinazione di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>rete mobile ad hoc (MANET)</strong> resistente a perdita di nodi e ostacoli;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>comunicazioni sicure</strong> progettate per operare anche sotto attacco elettronico;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>interfacce Ethernet e USB</strong> per collegare sensori, terminali e dispositivi aggiuntivi,</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>StreamCaster NEXUS crea un hub sicuro e mobile in cui flussi di dati anche sensibili – mappe operative aggiornate, sitrep, feed video da UAV, dati di targeting, allarmi di minaccia – possono essere spinti fino alla squadra sul terreno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>NEXUS sfrutta inoltre l’<strong>Android Team Awareness Kit (ATAK)</strong> per fornire:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>localizzazione in tempo reale di unità amiche e di interesse;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>aggiornamenti di missione dinamici;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>sovrapposizione di livelli informativi (minacce, corridoi sicuri, no-go area) direttamente sulla mappa digitale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per molti eserciti, che ancora oggi faticano a condividere sistematicamente anche solo posizioni amiche in tempo reale a livello squadra, questo rappresenta un vero cambio di paradigma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26524,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"400px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/Immagine-2025-11-22-235145.png\" alt=\"StreamCaster NEXUS: la Radio Individuale per  dati classificati - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26524\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:400px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">StreamCaster NEXUS: la Radio Individuale per  dati classificati - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Rimanere connessi in ambiente contestato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei punti di forza di StreamCaster NEXUS è la capacità di mantenere la connettività anche in <strong>ambienti contestati</strong>, dove jamming, interferenze e distruzione delle infrastrutture sono la norma, non l’eccezione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La rete MANET Silvus:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>crea collegamenti multi-hop tra radio, veicoli, relè e sensori, aumentando la resilienza;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>riduce la dipendenza da infrastrutture fisse o satellitari;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>consente al comando di mantenere un “quadro tattico” aggiornato anche quando le reti tradizionali collassano.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In pratica, ogni soldato diventa sia utente sia ripetitore della rete, contribuendo alla robustezza complessiva dello schema di comunicazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione: il petto del soldato come nuova “porta” ai dati classificati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>StreamCaster NEXUS non è semplicemente un nuovo dispositivo radio: è un <strong>concetto operativo</strong> che porta il cuore della rete – e quindi del dato classificato – dal livello comando al livello squadra e soldato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/3kj.png","categoria":"Blog","tags":"motorola, nexus, streamcaster","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-23 00:48:47","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://silvustechnologies.com/wp-content/uploads/2025/10/StreamCaster-NEXUSProduct-Brochure.pdf","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26518-streamcaster-nexus-la-radio-individuale.mp4","galleria":""}
{"id":26509,"titolo":"Europa: Schiena Dritta sull’Ucraina","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è un momento, nella storia di ogni comunità politica, in cui bisogna decidere se stare in piedi o piegarsi.<br>Per l’Europa, quel momento è adesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cosiddetta proposta di pace legata al nome di <a href=\"https://www.corriere.it/off-the-record-giuseppe-sarcina/25_novembre_22/chi-e-steve-witkoff-l-anima-nera-di-trump-e-perche-nelle-trattative-ha-favorito-putin-e-non-zelensky-a5240ba8-4b97-4a93-bcd0-84f196f90xlk.shtml\">Steve Witkoff</a> viene presentata come un’uscita “realistica” dal conflitto in Ucraina. In realtà, per come è stata descritta finora, somiglia più a una <strong>capitolazione mascherata</strong>: chiede a Kyiv di rinunciare a territori occupati, di accettare limiti permanenti alla propria difesa e di rassegnarsi a un ruolo di zona cuscinetto tra Russia e Occidente.<br>È una “pace” che pretende moltissimo dall’aggredito e quasi nulla dall’aggressore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-ucraina-come-baluardo-non-come-moneta-di-scambio\">L’Ucraina come baluardo, non come moneta di scambio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’Europa, l’Ucraina non è una periferia lontana: è <strong>il fronte avanzato della sicurezza e della libertà del continente</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se oggi passa l’idea che la forza armata possa cambiare i confini in Europa e che basti resistere qualche anno per ottenere premi territoriali e lo sblocco delle sanzioni, domani questa logica potrà essere applicata altrove: nel Baltico, nei Balcani, nel Mar Nero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11685,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/205626647-82281303-ffab-4fa6-bbe5-90f3a5b9a3dd.webp\" alt=\"Senza gli USA? Perché l’Europa deve tenere la schiena dritta sull’Ucraina\" class=\"wp-image-11685\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\" title=\"Senza gli USA? Perché l’Europa deve tenere la schiena dritta sull’Ucraina\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ben Hodges - Non è una questione astratta di “valori”: è una grande scelta strategica.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da anni il generale <a href=\"https://www.globsec.org/who-we-are/our-people/lieutenant-general-retired-ben-hodges\">Ben Hodges</a> avverte che l’Ucraina può essere il <strong>baluardo</strong> che spezza l’espansionismo russo, a condizione che venga messa nelle condizioni di vincere, non solo di sopravvivere. Non è una questione astratta di “valori”: è una grande scelta strategica.<br>Se il Cremlino capisce che l’aggressione paga, si prepara la <strong>prossima</strong> crisi. Se capisce che l’aggressione si paga, si costruisce una pace più stabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-voce-di-crosetto-un-piano-molto-duro-verso-kyiv\">La voce di Crosetto: un piano “molto duro” verso Kyiv</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, le parole del ministro della Difesa italiano <a href=\"https://difesanews.com/crosetto-un-ministro-che-parla-da-militare-dritto-al-punto/\">Guido Crosetto</a> sono un segnale importante del malessere che il piano Witkoff suscita anche dentro l’Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Crosetto ha definito la proposta <strong>«molto dura nei confronti dell’Ucraina»</strong>, sottolineando che contiene punti che “non potranno mai essere accettati” da Kyiv. Allo stesso tempo, l’ha descritta come un possibile <strong>punto di partenza</strong>, non come un testo intoccabile: una base da cui cominciare a lavorare per arrivare a una pace “accettabile prima di tutto per il popolo ucraino che si è sacrificato per anni”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dentro queste parole c’è il nodo di fondo per l’Europa:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>è legittimo voler arrivare alla fine della guerra,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>ma non a prezzo di <strong>scaricare sugli ucraini</strong> il peso di una sconfitta diplomatica costruita a tavolino, dopo che hanno pagato sul campo il prezzo più alto.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5111,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/adeda0a2-334d-445b-b58c-220d1e68eb17-1.jpg\" alt=\"Crosetto: Piano per Riarmo e Rilevanza nella NATO - DIFESANEWS.COM - Notizie difesa, sicurezza e geopolitica\" class=\"wp-image-5111\" title=\"Senza gli USA? Perché l’Europa deve tenere la schiena dritta sull’Ucraina\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Crosetto ha definito la proposta «molto dura nei confronti dell’Ucraina»</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-onesta-del-capo-di-stato-maggiore-fabien-mandon\">L'Onestà del Capo di Stato Maggiore Fabien Mandon</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro segnale arriva dalla Francia.<br>Il capo di stato maggiore francese, in un discorso pubblico, ha richiamato la necessità di uno <strong>“spirito di difesa”</strong> all’altezza delle minacce future. E lo ha fatto con una frase durissima: la società deve essere pronta, se necessario, ad <strong>“accettare di perdere i propri figli”</strong> per difendere ciò che è.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quella formula ha scatenato polemiche: molti l’hanno giudicata insopportabile. Ma al netto delle reazioni, mette a nudo un punto su cui l’Europa non può più barare:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>vogliamo davvero vivere in un continente al riparo da ricatti militari?</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>se la risposta è sì, siamo disposti ad accettarne il costo, umano ed economico, oppure no?</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Perché non è credibile chiedere agli ucraini di combattere “fino alla fine” e allo stesso tempo pretendere, per noi, una sicurezza <strong>a costo zero</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11687,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/69209beb17c5b.r-d.567-120-10000.jpeg\" alt=\"Senza gli USA? Perché l’Europa deve tenere la schiena dritta sull’Ucraina\" class=\"wp-image-11687\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\" title=\"Senza gli USA? Perché l’Europa deve tenere la schiena dritta sull’Ucraina\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Francia: Capo di Stato Maggiore della Difesa Fabien Mandon</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-europa-davanti-allo-specchio-e-accanto-a-lei-gli-altri-alleati-della-nato\">L’Europa davanti allo specchio (e, accanto a lei, gli altri alleati della NATO)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La questione riguarda prima di tutto <strong>i Paesi europei</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>gli Stati sul fronte orientale, che vivono a ridosso della Russia e conoscono storicamente cosa significhi;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>i Paesi del centro e dell’ovest, che hanno capacità economiche e industriali decisive per sostenere Kyiv;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>le democrazie mediterranee, che vedono nello sconvolgimento dell’ordine europeo un moltiplicatore di instabilità anche a sud.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto all’Europa, naturalmente, ci sono gli altri alleati della <strong>NATO</strong>, che condividono l’interesse a un ordine internazionale in cui le frontiere non si ridisegnano con i carri armati. Ma il bivio, oggi, è innanzitutto europeo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>continuare a considerare la sicurezza come un <strong>bene importato</strong> da fuori continente;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>oppure assumere che, con o senza gli USA, l’Europa debba essere in grado di reggere lo scontro con un aggressore revisionista.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11689,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"700px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Senza gli USA? Perché l’Europa deve tenere la schiena dritta sull’Ucraina\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/unione-europea.jpg\" alt=\"Senza gli USA? Perché l’Europa deve tenere la schiena dritta sull’Ucraina\" class=\"wp-image-11689\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:700px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Senza gli USA? Perché l’Europa deve tenere la schiena dritta sull’Ucraina</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-con-o-senza-washington-la-responsabilita-europea-non-e-delegabile\">Con o senza Washington: la responsabilità europea non è delegabile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli Stati Uniti hanno sostenuto l’Ucraina con armi, intelligence e aiuti economici fondamentali. Ma nessun mandato elettorale americano può durare quanto le conseguenze di un errore strategico europeo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se a Washington dovesse prevalere la tentazione di <strong>girare le spalle</strong> all’Ucraina, l’Europa si troverebbe davanti a una prova di maturità:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>limitarsi a registrare il cambio di rotta e adattarsi, accettando una pace scritta in gran parte a Mosca;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>oppure dimostrare che il destino del continente non dipende dall’umore di un singolo presidente d’oltreoceano, e che <strong>il pilastro europeo della sicurezza occidentale</strong> è disposto a colmare il vuoto.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel primo caso, la credibilità dell’Europa subirebbe un colpo forse irreparabile. Nel secondo, nascerebbe davvero quella <strong>Europa strategica</strong>, capace di agire insieme agli altri alleati della NATO ma anche di assumere iniziativa autonoma quando necessario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-che-cosa-significa-tenere-la-schiena-dritta\">Che cosa significa “tenere la schiena dritta”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Tenere la schiena dritta” per l’Europa non è uno slogan: è un programma concreto che può voler dire, ad esempio:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>aumentare e stabilizzare</strong> la spesa per la difesa, concentrandosi sulle capacità che servono davvero all’Ucraina e alla deterrenza sul fianco est;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>accelerare le forniture</strong> a Kyiv, non solo con pacchetti una tantum, ma con impegni pluriennali, che diano all’esercito ucraino prevedibilità e continuità;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>costruire un <strong>vero scudo antiaereo e antimissile europeo</strong>, in grado di proteggere sia i cieli ucraini sia quelli degli Stati membri;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>sostenere una pace futura che non significhi confermare le conquiste territoriali dell’aggressore, ma riportare il conflitto dentro il quadro del diritto internazionale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, le parole di Crosetto e del capo di stato maggiore francese indicano due facce della stessa verità:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>da un lato, la necessità di <strong>non accettare piani che umiliano l’Ucraina</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>dall’altro, la consapevolezza che la sicurezza non è gratuita e comporta sacrifici reali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11690,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Senza gli USA? Perché l’Europa deve tenere la schiena dritta sull’Ucraina\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/1-2.png\" alt=\"Senza gli USA? Perché l’Europa deve tenere la schiena dritta sull’Ucraina\" class=\"wp-image-11690\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Senza gli USA? Perché l’Europa deve tenere la schiena dritta sull’Ucraina</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-ucraina-come-test-dell-idea-di-europa\">L’Ucraina come test dell’idea di Europa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla fine, tutto si riduce a una domanda semplice:<br>che cosa vuole essere, nei prossimi decenni, l’Europa?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Un’Unione che spera di cavarsela con qualche formula diplomatica, anche se questo significa chiudere un occhio su un’ingiustizia storica?</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Oppure una comunità politica che prende sul serio il proprio ruolo e sostiene fino in fondo chi è in prima linea contro l’aggressione?</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Ucraina è il banco di prova di questa scelta.<br>Se viene trattata come <strong>moneta di scambio</strong> in una trattativa affrettata, allora il messaggio al resto del mondo sarà chiaro:<strong> il principio dell’inviolabilità dei confini vale solo finché non diventa scomodo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se invece viene sostenuta fino a quando la pace non sarà davvero giusta – per Kyiv e per l’ordine europeo – allora dalla guerra uscirà un’Europa forse più provata, ma più credibile, e meno dipendente dagli umori di qualunque presidente americano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo, per l’Europa (insieme agli altri alleati della NATO), il punto non è solo “aiutare l’Ucraina”.<br>È decidere che tipo di casa comune vogliamo lasciare in eredità ai nostri figli – quelli che, come ha ricordato brutalmente il generale francese, potrebbero un giorno essere chiamati a difenderla davvero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/2022-03-13T192246Z-1729418657-RC2S1T9TGR1G-RTRMADP-3-UKRAINE-CRISIS-GERMANY-PROTESTS-1400x933-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"crosetto, fabienmandon, hodges, trump, ucraina, witkoff","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-22 20:53:32","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.theguardian.com/world","difesanews":"1","video_art":"","galleria":""}
{"id":26497,"titolo":"Difesa: Il Generale Portolano consegna i brevetti ai nuovi incursori del 9° Reggimento","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>PISA, 21 novembre 2025 – Presso la Base Addestramento Incursori di Pisa si è svolta la cerimonia di consegna del brevetto ai nuovi <strong>incursori paracadutisti</strong> del <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\">9° Reggimento d’assalto “Col Moschin”</a>, una delle unità più riservate e strategiche del panorama militare nazionale. Alla presenza del <a href=\"https://www.difesa.it/smd/casmd/biografia/24874.html\">Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano</a>, i neo-operatori sono entrati ufficialmente nella ristretta e silenziosa comunità delle <strong>Forze Speciali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, il Generale Portolano ha evidenziato la rinnovata centralità degli incursori in un mondo operativo caratterizzato da complessità tecnologica e rapidità decisionale. Ha ricordato che sia sempre l’uomo – con intelligenza, freddezza, etica e resilienza – a fare la differenza nelle missioni più delicate, spesso destinate a rimanere nell’ombra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 9° Reggimento opera sotto il Comando delle <strong>Forze Speciali</strong> dell’Esercito per quanto riguarda l’inquadramento, mentre l’impiego operativo dipende dal COFS. Con la recente riorganizzazione, il reparto è articolato su tre componenti principali: il Battaglione Incursori, il Battaglione Supporto Operativo e il RAFOS, responsabile della formazione e selezione. Ogni distaccamento operativo integra capacità specialistiche come medici tattici, artificieri, sniper, JTAC e operatori informativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26500,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"700px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/Unknown-2-3-768x708-1.jpeg\" alt=\"Difesa: Il Generale Portolano consegna i brevetti ai nuovi incursori del 9° Reggimento - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26500\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:700px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa: Il Generale Portolano consegna i brevetti ai nuovi incursori del 9° Reggimento - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":1} -->\n<h1 class=\"wp-block-heading\">La Selezione: il Processo più Duro delle Forze Armate Italiane</h1>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’accesso al 9° Reggimento passa attraverso una <strong>selezione</strong> considerata tra le più dure d’Europa. La fase iniziale comprende prove di resistenza, apnea, nuoto in uniforme, marce a tempo e salite alla fune. Queste prove sono pensate per individuare solo i candidati più determinati, fisicamente preparati e mentalmente resilienti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il tirocinio di selezione mette poi alla prova coraggio e lucidità attraverso attività di ardimento, esercitazioni in acqua, percorsi di guerra e marce con carichi pesanti. I candidati che superano questo primo sbarramento accedono alla fase formativa comune, che include il brevetto di paracadutismo a fune di vincolo e il corso OBOS, dove vengono consolidate competenze come navigazione terrestre, comunicazioni, tecniche di combattimento e medicina tattica di base.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26501,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/587784192-1164883142526607-9073970996500564808-n-1024x819.jpg\" alt=\"Difesa: Il Generale Portolano consegna i brevetti ai nuovi incursori del 9° Reggimento - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26501\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa: Il Generale Portolano consegna i brevetti ai nuovi incursori del 9° Reggimento - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":1} -->\n<h1 class=\"wp-block-heading\">La Formazione Avanzata e il Brevetto Finale</h1>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La fase specialistica, cuore dell’intero percorso, dura 52 settimane ed è considerata uno dei programmi di <strong>addestramento avanzato</strong> più completi nel panorama delle operazioni speciali europee. Qui gli allievi affrontano moduli estremamente impegnativi: sopravvivenza, resistenza agli interrogatori, tecniche esplosive, sanità tattica avanzata, comunicazioni speciali e Procedure Tecnico Tattiche FS.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Segue il Corso Combattimento Avanzato, dedicato al combattimento urbano, al tiro discriminato e alle irruzioni. Le specializzazioni includono mobilità anfibia, paracadutismo in caduta libera, alpinismo estivo e invernale, addestramento sciistico e corsi di lingua inglese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al termine di questo processo, che complessivamente supera i 24 mesi, i candidati conseguono il prestigioso brevetto da <strong>incursori paracadutisti</strong> e vengono assegnati ai distaccamenti operativi del 9° Reggimento “Col Moschin”, entrando a far parte dell’élite assoluta dello strumento militare italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26502,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"700px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/Unknown-13-768x497-1.jpeg\" alt=\"Difesa: Il Generale Portolano consegna i brevetti ai nuovi incursori del 9° Reggimento - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26502\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:700px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa: Il Generale Portolano consegna i brevetti ai nuovi incursori del 9° Reggimento - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/1-3.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"9rgtcolmoschin, ColMoschin, forzespeciali, incursore, LucianoPortolano, marcobertolini","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-22 17:45:30","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26497-portolano-brevetti-incursori-9-reggimento.mp4","galleria":""}
{"id":26490,"titolo":"CFI e addestramento 2025: perché servono fondi certi per chi si addestra di più","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La recente iniziativa di <strong>USMIA – Unione sindacale militare interforze associati</strong> – che il 21 novembre 2025 ha scritto allo Stato Maggiore Difesa sul tema del <strong>compenso forfettario di impiego (CFI)</strong>, riporta al centro una questione decisiva: se si aumenta in modo robusto e strutturale l’addestramento, soprattutto in chiave warfighting, è necessario aumentare in modo coerente anche le risorse economiche per il personale che ne sostiene il peso concreto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da una posizione terza rispetto a USMIA e SMD, la richiesta di una copertura certa del CFI per il 2025 appare non solo legittima, ma pienamente coerente con gli obiettivi dichiarati di prontezza, credibilità e deterrenza. <strong>Il contesto internazionale richiede esercitazioni più frequenti</strong>, realistiche e impegnative: non parliamo più di attività episodiche, ma di cicli addestrativi condotti spesso con freddo, pioggia, di notte, per lunghi periodi e con limitate pause di recupero psicofisico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In queste condizioni, <strong>la scelta di intensificare l’addestramento è condivisibile e necessaria</strong>, ma comporta un carico operativo e umano che non può essere ignorato nella programmazione finanziaria. Aumentare la richiesta di impegno senza adeguare gli strumenti di compensazione significherebbe scaricare il costo dell’ambizione strategica esclusivamente sui militari impiegati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11677,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"CFI e addestramento 2025: perché servono fondi certi per chi si addestra di più\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-22-111351-1.png\" alt=\"CFI e addestramento 2025: perché servono fondi certi per chi si addestra di più\" class=\"wp-image-11677\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">CFI e addestramento 2025: perché servono fondi certi per chi si addestra di più</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-cfi-come-strumento-di-equita-e-fattore-di-deterrenza\"><strong>Il CFI come strumento di equità e fattore di deterrenza</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro il CFI non è una semplice “voce di spesa”, ma uno strumento di equità e riconoscimento. Serve a dare un <strong>riscontro concreto</strong> all’onere aggiuntivo richiesto ai <strong>militari impegnati nelle attività più gravose</strong>, a valorizzare chi accetta turni prolungati, condizioni meteo avverse e impiego notturno, e a mantenere alto il morale di reparti sottoposti a ritmi addestrativi intensi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chiedere sistematicamente di più a chi è sul terreno, senza un adeguato riconoscimento economico, rischia di generare frustrazione, perdita di motivazione e, nel tempo, difficoltà nel trattenere le professionalità più qualificate. La percezione di giustizia e coerenza tra ciò che viene chiesto e ciò che viene riconosciuto è un elemento chiave per la tenuta del personale, soprattutto in un’organizzazione che si fonda sulla disciplina e sul senso di appartenenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche sul piano strategico, il legame tra addestramento intenso e CFI è evidente.<strong> La deterrenza non dipende solo dai sistemi d’arma e dalle piattaforme, ma dalla qualità, dalla preparazione e dalla motivazione delle persone che li impiegano</strong>. Un personale addestrato, abituato a operare in condizioni complesse, consapevole di essere sostenuto anche sul piano economico, diventa un moltiplicatore di credibilità verso l’esterno e un fattore di stabilità interna. Trascurare questo aspetto vorrebbe dire indebolire, nel medio periodo, proprio quell’effetto di deterrenza che l’aumento delle attività addestrative mira a rafforzare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11678,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"CFI e addestramento 2025: perché servono fondi certi per chi si addestra di più\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/2.png\" alt=\"CFI e addestramento 2025: perché servono fondi certi per chi si addestra di più\" class=\"wp-image-11678\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">CFI e addestramento 2025: perché servono fondi certi per chi si addestra di più</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ruolo-di-smd-e-la-coerenza-dell-investimento\"><strong>Il ruolo di SMD e la coerenza dell’investimento</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per SMD, la nota di USMIA rappresenta l’occasione per dare un segnale chiaro di attenzione al fattore umano. Da una prospettiva terza, la scelta più coerente con gli obiettivi dichiarati appare quella di inserire nei documenti di programmazione per il 2025 una copertura del CFI che sia certa, stabile e proporzionata al livello di attività previsto, evitando soluzioni emergenziali o frammentarie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La disponibilità al dialogo offerta da USMIA – con dati, esperienze e proposte raccolte direttamente dal “terreno” – può aiutare a calibrare meglio risorse e criteri applicativi, individuando eventuali squilibri tra reparti, aree e tipologie di impiego. Un confronto strutturato tra vertici, comandi e rappresentanze del personale consentirebbe di rendere più trasparente e condivisa l’applicazione del CFI, riducendo incomprensioni e percezioni di disparità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In definitiva, sostenere la richiesta di una copertura economica adeguata del CFI per il 2025 significa rendere coerenti le ambizioni operative con la tutela del personale. <strong>Se davvero il personale è il centro dello strumento militare, riconoscere chi si addestra di più e in condizioni più dure non è un favore, ma un investimento diretto nella sicurezza, nella deterrenza e nella credibilità complessiva del Paese</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/JJK.jpg","categoria":"Blog","tags":"CFI, sindacato, smd, usmia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-22 11:43:31","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.usmia.it/urgenza-di-una-copertura-economica-certa-per-le-attivita-di-impiego-addestrativo/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26490-cfi-e-addestramento-2025-perche-servono-fondi-certi-per-chi-si-addestra-di-piu.mp4","galleria":""}
{"id":26481,"titolo":"Neptune Strike 25-4: Cavour e F-35 italiani protagonisti dello Scudo NATO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 19 al 26 novembre 2025 la portaerei ITS <em>Cavour</em> e i caccia di quinta generazione F-35 italiani saranno tra i principali protagonisti di <strong>Neptune Strike 25-4</strong>, la quarta edizione della principale attività di Vigilanza Rafforzata (enhanced Vigilance Activity, eVA) della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione, guidata dal comando <a href=\"https://sfn.nato.int/default\">Naval Striking and Support Forces NATO (STRIKFORNATO)</a> di Oeiras, in Portogallo, integra le capacità di due gruppi portaerei alleati: quello britannico della HMS <em>Prince of Wales</em> e quello italiano incentrato sulla <em>Cavour</em>, entrambi schierati nel Mediterraneo ma con capacità di proiezione su un’area vastissima, dal Baltico al Mar Nero fino al fianco sud-orientale dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cavour-sotto-comando-nato-il-cuore-del-contributo-italiano\">Cavour sotto comando NATO: il cuore del contributo italiano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La portaerei ITS <em>Cavour</em>, ammiraglia della Marina Militare, opererà <strong>sotto comando operativo NATO</strong>, confermando il ruolo dell’Italia come pilastro marittimo dell’Alleanza nel Mediterraneo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal suo ponte di volo, la <em>Cavour</em> metterà a disposizione di Neptune Strike 25-4:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>una piattaforma portaerei progettata per operazioni prolungate lontano dalle acque nazionali;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>capacità di comando e controllo per la gestione di assetti aeronavali complessi;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>integrazione piena con gli standard NATO, requisito essenziale per le operazioni congiunte con la <em><a href=\"https://difesanews.com/storico-decollo-f-35-b-operano-per-la-prima-volta-da-una-portaerei-britannica/\">Prince of Wales</a></em> e le altre unità alleate.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presenza simultanea di due Carrier Strike Group (CSG) nel Mediterraneo, tra cui quello italiano, è un segnale politico e militare di grande rilievo: la NATO dimostra di poter <strong>concentrare rapidamente potenza aeronavale</strong> in un’area strategica, mantenendo al tempo stesso la capacità di operare verso Nord (Mar Baltico) e verso Est (Mar Nero e fianco sud-orientale).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11665,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-21-160631.png\" alt=\"Neptune Strike 25-4: Cavour e F-35 italiani protagonisti dello Scudo NATO\" class=\"wp-image-11665\" title=\"Neptune Strike 25-4: Cavour e F-35 italiani protagonisti dello Scudo NATO\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Neptune Strike 25-4: Cavour e F-35 italiani protagonisti dello Scudo NATO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-f-35-italiani-la-punta-di-diamante-di-neptune-strike\">F-35 italiani: la punta di diamante di Neptune Strike</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al centro del contributo italiano ci sono gli <strong>F-35 imbarcati sulla Cavour</strong>, parte delle capacità di quinta generazione messe in campo da Italia e Regno Unito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l’esercitazione, i velivoli di ultima generazione opereranno dal Mediterraneo ma condurranno <strong>missioni di attacco a lungo raggio</strong> su poligoni in:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Bulgaria</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Polonia</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Romania</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta di un chiaro esempio di <strong>proiezione di potenza a lunga distanza</strong>: gli F-35 decollano dalla portaerei in mare aperto, penetrano in profondità nello spazio aereo di addestramento alleato e rientrano sulla nave, integrandosi con altri assetti dell’Alleanza, tra cui:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>bombardieri strategici B-52 della U.S. Bomber Task Force;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>velivoli a pilotaggio remoto RQ-4D della NATO;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>numerosi assetti aerei e navali di dieci Paesi alleati.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La combinazione tra <strong>portaerei Cavour e F-35</strong> consente all’Italia di schierare una capacità completa di <strong>carrier strike di quinta generazione</strong>, in linea con i Paesi alleati più avanzati e perfettamente integrata nella postura di deterrenza e difesa della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11666,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/Immagine-2025-11-21-160702.png\" alt=\"Neptune Strike 25-4: Cavour e F-35 italiani protagonisti dello Scudo NATO\" class=\"wp-image-11666\" title=\"Neptune Strike 25-4: Cavour e F-35 italiani protagonisti dello Scudo NATO\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Neptune Strike 25-4: Cavour e F-35 italiani protagonisti dello Scudo NATO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ruolo-dell-italia-nello-spazio-aereo-e-nel-dominio-informativo\">Il ruolo dell’Italia nello spazio aereo e nel dominio informativo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Neptune Strike 25-4 non riguarda solo le operazioni marittime. L’Italia è al centro anche del <strong>dominio informativo e di sorveglianza</strong>, grazie al contributo fornito dalla base di <strong>Sigonella</strong>, in Sicilia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da qui operano i velivoli a pilotaggio remoto della <strong>NATO Intelligence, Surveillance and Reconnaissance Force (NISRF)</strong>, che in questa edizione dell’esercitazione svolgeranno:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>missioni di ricognizione radar a lungo raggio;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>sorveglianza continuativa, indipendente dalle condizioni meteo e dall’ora del giorno;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>supporto informativo in tempo reale alle forze navali e aeree schierate.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa capacità, unica nel suo genere all’interno dell’Alleanza, rafforza ulteriormente il ruolo dell’Italia come <strong>snodo strategico nel Mediterraneo</strong> per le operazioni NATO, sia sul piano operativo sia su quello infrastrutturale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11667,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-21-160456.png\" alt=\"Neptune Strike 25-4: Cavour e F-35 italiani protagonisti dello Scudo NATO\" class=\"wp-image-11667\" title=\"Neptune Strike 25-4: Cavour e F-35 italiani protagonisti dello Scudo NATO\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Neptune Strike 25-4: Cavour e F-35 italiani protagonisti dello Scudo NATO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-interoperabilita-e-deterrenza-cosa-significa-per-l-italia\">Interoperabilità e deterrenza: cosa significa per l’Italia</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Neptune Strike 25-4 è parte del <strong>Project Neptune</strong>, lanciato nel 2020 per dimostrare che la NATO è in grado di integrare rapidamente forze navali e di strike multinazionali, anche su lunghe distanze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’Italia, questa esercitazione significa:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>validare, in un contesto reale e complesso, le capacità della <strong>Cavour come portaerei pienamente interoperabile NATO</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>mettere alla prova l’integrazione degli <strong>F-35 italiani</strong> con quelli britannici e con gli assetti alleati di diverse generazioni;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>confermare il ruolo delle basi italiane, come Sigonella, nella catena di sorveglianza e comando dell’Alleanza.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività di Neptune Strike sono <strong>pianificate da tempo, di natura difensiva</strong> e nel pieno rispetto del diritto internazionale. Allo stesso tempo inviano un messaggio chiaro: l’Italia, con la sua portaerei e i suoi F-35, è <strong>in prima linea</strong> nel garantire la sicurezza collettiva e nel difendere “ogni centimetro” del territorio alleato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/cavour-f-35.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"cavour, F-35, marinamilitare, NATO, neptunstrike, nest25-4, pricesofwales","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-21 16:23:32","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://sfn.nato.int/newsroom/news-archive/2025/nato-launches-the-fourth-iteration-of-neptune-strike-2025","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26481-neptune-strike-25-4-cavour-e-f-35-italiani-protagonisti-dello-scudo-nato.mp4","galleria":""}
{"id":26470,"titolo":"George M. Wikoff è il nuovo Comandante di JFC Napoli","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>LAGO PATRIA (Napoli) – Presso il quartier generale di Lago Patria si è svolta oggi la 33ª cerimonia di Change of Command dell’Allied Joint Force Command Naples (JFC Naples).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della cerimonia l’Ammiraglio della U.S. Navy <strong>George M. Wikoff</strong> ha assunto il comando di JFC Naples dall’Ammiraglio <strong>Stuart B. Munsch</strong>. L’Ammiraglio Wikoff ricoprirà uno dei ruoli militari statunitensi più rilevanti in Europa, assumendo contestualmente anche il comando delle <strong>U.S. Naval Forces Europe</strong> e delle <strong>U.S. Naval Forces Africa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A presiedere la cerimonia sono stati il <strong>Supreme Allied Commander Europe</strong> e Comandante dello U.S. European Command, Generale dell’Aeronautica degli Stati Uniti <strong>Alexus G. Grynkewich</strong>, e il Comandante dello U.S. Africa Command, Generale dell’Aeronautica degli Stati Uniti <strong>Dagvin R.M. Anderson</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla presenza delle più alte autorità civili e militari, erano presenti anche il <strong>Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale di Corpo d’Armata Luciano Portolano</strong>, e il <a href=\"https://brigatafolgore.net/il-generale-di-corpo-darmata-paracadutista-giovanni-iannucci-e-il-nuovo-comandante-del-covi-comando-operativo-di-vertice-interforze/\">Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI)</a><strong>, Generale di Corpo d’Armata Iannucci</strong>, a conferma del forte e costante contributo italiano alle strutture di comando della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26473,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/54934430310-9bf827fbbd-o-HFZhf6-1-1024x683.jpg\" alt=\"George M. Wikoff è il nuovo Comandante di JFC Napoli - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26473\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">George M. Wikoff è il nuovo Comandante di JFC Napoli - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un momento cruciale per l’Alleanza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, il Generale Grynkewich ha dato il benvenuto all’Ammiraglio Wikoff in ambito NATO, sottolineando la delicatezza del momento strategico attuale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>«Alla luce dell’allineamento dei nostri avversari e dell’instabilità nella nostra regione e oltre, l’Ammiraglio Wikoff entra in carica in un momento cruciale», ha dichiarato, rimarcando come il nuovo Comandante sia l’ufficiale giusto per guidare l’Alleanza attraverso ogni sfida. «Avete la mia piena fiducia – così come quella dei leader militari di tutte le 32 nazioni dell’Alleanza».</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Grynkewich ha inoltre reso omaggio ai risultati conseguiti da JFC Naples sotto la guida dell’Ammiraglio Munsch:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>«Mentre l’Alleanza riportava l’attenzione sui compiti fondamentali di deterrenza e difesa, JFC Naples, sotto la guida dell’Ammiraglio Munsch, ha risposto pienamente alla chiamata. Avete trasformato il Comando in una vera e propria warfighting headquarters, mantenendo la leadership sulle missioni e operazioni più impegnative della NATO».</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rivolgendosi ai militari e ai civili del comando, ha poi sottolineato il valore del loro servizio:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>«Contiamo su di voi per proteggere i nostri Paesi in avanti e contribuire alla sicurezza di un miliardo di cittadini che vivono nei Paesi NATO».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il comando dell’Ammiraglio Munsch: dal piano all’azione</h2>\n<!-- /wp:heading --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Ammiraglio Munsch, che aveva assunto il comando di JFC Naples il 27 giugno 2022, ha guidato il quartier generale nel suo processo di trasformazione in una moderna <strong>war-fighting headquarters</strong>. La sua azione si è concentrata su tre linee principali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>modellare l’ambiente operativo,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>esercitare e collaudare i piani di difesa dell’Alleanza,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>promuovere la crescita professionale e la coesione tra gli Alleati.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>«Sono immensamente orgoglioso del team multinazionale qui a Napoli e di quanto abbiamo realizzato insieme per costruire un comando veramente votato alla condotta delle operazioni», ha dichiarato l’Ammiraglio Munsch. «Il nostro impegno collettivo ha rafforzato in modo sostanziale la postura di deterrenza e difesa della NATO sul Fianco Sud e oltre».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il suo mandato, JFC Naples ha:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rafforzato sicurezza, stabilità e partenariati</strong> nell’area di responsabilità;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Gestito <strong>cinque rotazioni di Comandanti della Kosovo Force (KFOR)</strong>, affrontando in due occasioni i livelli di violenza più elevati in Kosovo dalla guerra del 1999, contribuendo a prevenire un ampliamento del conflitto e un ritorno alla guerra su vasta scala;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Incrementato il dialogo politico-militare</strong>, con oltre 300 incontri con leader chiave dell’Alleanza, favorendo una maggiore disponibilità di forze e risorse nazionali a sostegno della NATO;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ospitato <strong>quattro edizioni della Southern Commanders’ Coordination Conference (SCCC)</strong>, dedicate al rafforzamento della sicurezza e della stabilità in Africa e Medio Oriente.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>«La forza della NATO risiede nella fiducia duratura costruita tra gli Alleati, che rappresenta la base della nostra sicurezza collettiva», ha ricordato l’Ammiraglio Munsch. «Non possiamo “improvvisare” la fiducia in tempo di crisi: per questo la coltiviamo consapevolmente ogni giorno».</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26475,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/54934287558-58f9876829-o-y9EIP7-1-1024x683.jpg\" alt=\"George M. Wikoff è il nuovo Comandante di JFC Napoli - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26475\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">George M. Wikoff è il nuovo Comandante di JFC Napoli - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Prontezza operativa ed esercitazioni su larga scala</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sotto la sua guida, JFC Naples ha dato impulso alla prontezza operativa passando dalla sola pianificazione alla <strong>reale messa in pratica dei piani di difesa</strong> dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Comando ha guidato con successo l’elaborazione e la validazione del <strong>Regional Plan – Southeast</strong>, il primo sforzo organico di pianificazione in tempo di guerra per il Fianco Sud dell’Europa dalla fine della Guerra Fredda, promuovendo al contempo l’integrazione dei piani nazionali di difesa nel quadro complessivo della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>JFC Naples ha inoltre diretto importanti attività addestrative, tra cui:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>la conduzione di <strong>Exercise STEADFAST DART 2025</strong>, che ha testato in grande scala il rapido rischieramento di forze sul Fianco Est dell’Alleanza e ha segnato il primo impiego operativo su vasta scala della <strong>Allied Reaction Force (ARF)</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il <strong>primo dispiegamento dell’ARF nei Balcani Occidentali</strong> a supporto di KFOR, per verificarne la capacità di risposta rapida;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>la supervisione delle <strong>enhanced Vigilance Activities</strong> della NATO, inclusa la serie <strong>NEPTUNE STRIKE</strong>, che ha dimostrato la capacità dell’Alleanza di integrare rapidamente Carrier Strike Group ed Expeditionary Strike Group e condurre operazioni multi-dominio in Europa, anche sul Mar Nero per la prima volta.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>«Per scoraggiare un conflitto dobbiamo essere pronti a combattere fin da questa notte», ha sottolineato l’Ammiraglio Munsch. «Questo ha significato passare dalla pianificazione di possibili missioni al collaudo, tramite esercitazioni realistiche, dei piani di difesa collettiva, fino a farli diventare un’azione integrata e fluida in tutti i domini».</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la cerimonia, all’Ammiraglio Munsch sono stati conferiti la <strong>NATO Meritorious Service Medal</strong> da parte del Generale Grynkewich, la <strong>U.S. Navy Distinguished Service Medal</strong> da parte del Generale Anderson, e l’<strong>Ordine al Merito della Repubblica Italiana</strong> da parte del Generale Portolano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Ammiraglio Wikoff: continuità e impegno per la difesa collettiva</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Ammiraglio Wikoff giunge a Napoli dal precedente incarico di <strong>Comandante delle United States Naval Forces Central Command, U.S. Fifth Fleet e Combined Maritime Forces</strong>, ricoperto dal 2024.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Assumendo il comando, ha assicurato la volontà di proseguire sulla strada tracciata dal suo predecessore, rafforzando ulteriormente il ruolo di JFC Naples quale comando cardine sul Fianco Sud dell’Alleanza:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>«Non vedo l’ora di rafforzare senza sosta la nostra difesa collettiva alleata, attraverso un approccio innovativo focalizzato sulla capacità di combattimento, sulla prontezza operativa e sulle partnership», ha dichiarato l’Ammiraglio Wikoff.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questo avvicendamento e con l'operato del Generale di Corpo d’Armata Paracadutista <strong>Rodolfo Sganga</strong>, <a href=\"https://brigatafolgore.net/il-generale-di-corpo-darmata-paracadutista-rodolfo-sganga-nuovo-capo-di-stato-maggiore-del-jfc-nato-di-napoli/\">Capo di Stato Maggiore, l’Allied Joint Force Command Naples </a>conferma il proprio ruolo di fulcro operativo della NATO nel Mediterraneo e sui fronti meridionali dell’Alleanza, pronta a <strong>dissuadere, difendere e, se necessario, combattere</strong> per la sicurezza di tutti gli Alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/2-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"jfcnaples, NATO, navalforces, wikoff","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-21 15:42:13","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://jfcnaples.nato.int/newsroom/news/news-archive/2025/change-of-command-ceremony-at-allied-joint-force-command-naples","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26470-george-m-wikoff-e-il-nuovo-comandante-di-jfc-napoli.mp4","galleria":""}
{"id":26460,"titolo":"Leopard 2 A8: i Panzer sono tornati","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>A partire dal <strong>2027</strong> la Bundeswehr comincerà a ricevere il nuovo carro armato <strong>Leopard 2 A8</strong>, prodotto da <a href=\"https://knds.com/en\">KNDS Germany</a> e presentato ufficialmente a Monaco il 19 novembre alla presenza del ministro della Difesa <strong>Boris Pistorius</strong>. È il <strong>primo main battle tank costruito ex novo per l’esercito tedesco dal 1992</strong>: finora tutte le varianti del Leopard 2 erano evoluzioni di scafi esistenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Germania ha ordinato <strong>123 Leopard 2 A8</strong>, con consegne previste tra il <strong>2027 e il 2030</strong>, e valuta un secondo lotto di circa <strong>75 mezzi</strong>, destinati a rimpiazzare progressivamente i Leopard 2A6 e 2A7. Il programma ha una chiara dimensione <strong>europea</strong>: la <strong>Norvegia</strong> ha ordinato 54 carri, la <strong>Lituania</strong> 44, i <strong>Paesi Bassi</strong> 46 con opzione per altri 6, la <strong>Repubblica Ceca</strong> 44 con opzione per ulteriori 14. In totale, oltre <strong>250 Leopard 2 A8</strong> sono già stati contrattualizzati come futuro standard corazzato di diversi eserciti NATO. La prima grande unità tedesca prevista come destinataria è la <strong>Panzerbrigade 45</strong>, che <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-panzerbrigade-45-difendera-la-lituania/\">Berlino sta schierando stabilmente in Lituania</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26462,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"500px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/Kampfpanzer-Leopard-2-A8_Bild_hartpunkt_Lars-Hoffmann.jpg-768x460-1.webp\" alt=\"Leopard 2 A8: i Panzer sono tornati - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26462\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:500px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Leopard 2 A8: i Panzer sono tornati - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Caratteristiche tecniche: fuoco, elettronica, protezione e mobilità</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano tecnico, il Leopard 2 A8 è presentato come la versione più avanzata della famiglia. Monta il <strong>cannone Rheinmetall da 120 mm L55A1</strong>, in grado di impiegare munizionamento cinetico di nuova generazione e proiettili ad alto esplosivo programmabili, per ingaggi oltre i <strong>5 chilometri</strong> contro carri, veicoli blindati e bersagli leggeri. A bordo sono stivati <strong>42 colpi pronti all’uso</strong>. Come armamento secondario è prevista una mitragliatrice coassiale da 7,62 mm e la possibilità di installare una <strong>stazione d’arma remotizzata</strong> (7,62, .50 o lanciagranate da 40 mm) con elevazione fino a circa <strong>70 gradi</strong>, utile anche contro minacce in quota, inclusi i droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il mezzo è <strong>completamente digitalizzato</strong>: integra un sistema di comando e controllo di bordo, radio dati digitali, navigazione inerziale e GPS, cartografia elettronica e gestione automatizzata del quadro tattico. Comandante e cannoniere dispongono di visori indipendenti con ottica diretta e <strong>termocamere di terza generazione</strong>, abilitando la modalità <strong>“hunter-killer”</strong>, in cui il carro può ingaggiare rapidamente bersagli in sequenza. Il pilota utilizza il sistema <strong>SPECTUS</strong>, che fonde immagini diurne e termiche per consentire la guida sicura anche nel buio totale o in condizioni di visibilità molto ridotta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>protezione</strong> combina corazza tradizionale e moduli aggiuntivi. Scafo e torretta possono essere “vestiti” con diversi kit in base alla minaccia: duello contro altri carri, protezione a 360 gradi contro razzi anticarro, difesa anti-mina e contro ordigni improvvisati. L’equipaggio è protetto da sistema <strong>NBC</strong>, lanciagranate fumogeni, pannelli antischeggia interni e impianti automatici di rilevazione e spegnimento incendi. A questa difesa passiva si aggiunge la protezione <strong>attiva</strong>, con l’integrazione del sistema <strong>Trophy</strong> dell’israeliana Rafael, progettato per intercettare razzi e missili anticarro, comprese alcune minacce top-attack.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>mobilità</strong> resta uno dei punti di forza dichiarati. Il Leopard 2 A8 è spinto da un <strong>motore diesel MTU da 1.500 cavalli</strong> con cambio automatico RENK, per circa <strong>60 km/h in avanti</strong> e quasi <strong>30 km/h in retromarcia</strong>, velocità inversa molto elevata per un carro da battaglia e preziosa nelle manovre “spara e ripiega”. Può superare pendenze del 60 per cento, ostacoli superiori al metro, fossati di 3 metri e guadare fino a 4 metri in marcia sommersa. A bordo sono presenti un <strong>gruppo elettrogeno ausiliario da 20 kW</strong> e due unità di climatizzazione da 8 kW ciascuna. La documentazione industriale colloca il peso tra <strong>61,5 e 64,3 tonnellate</strong> in configurazione base; con i kit di protezione più pesanti si può arrivare vicino alla soglia delle <strong>70 tonnellate</strong>, alimentando dubbi sulla <strong>mobilità logistica</strong>, in particolare sulle infrastrutture dell’Europa orientale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26463,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/Immagine-2025-11-21-105519-1024x571.jpg\" alt=\"Leopard 2 A8: i Panzer sono tornati - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26463\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Leopard 2 A8: i Panzer sono tornati - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Addestramento, supporto e quadro strategico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto al mezzo, KNDS propone un ampio pacchetto di <strong>addestramento e supporto</strong>: simulatori di torretta e di guida, un carro dedicato all’addestramento piloti, sistemi di registrazione e analisi del tiro reale, strumenti di gestione logistica integrata, club degli utilizzatori, telemanutenzione e infrastrutture campali modulari per la manutenzione, con l’obiettivo di garantire un’elevata disponibilità operativa lungo tutto il ciclo di vita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Leopard 2 A8 è uno dei simboli del <strong>riarmo tedesco</strong> finanziato dal <strong>fondo speciale da 100 miliardi di euro</strong> istituito dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Per Berlino rappresenta al tempo stesso uno <strong>strumento di deterrenza</strong>, un volano per l’industria della difesa europea e un segnale politico del ritorno della Germania a un ruolo centrale nella sicurezza del continente. Resta aperta la domanda se, nel 2030, il campo di battaglia europeo premierà ancora un <strong>carro pesante di alta fascia</strong> o se droni, munizioni intelligenti, guerra elettronica e intelligenza artificiale avranno spostato definitivamente l’equilibrio. Per ora, per la Germania, il messaggio è chiaro: <strong>“i Panzer sono tornati”</strong> e si muove su cingoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/1-2.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"knds, leopard, Pistorius","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-21 11:29:08","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://media.knds.com/uploads/KNDS_B_Ansicht_LEOPARD_2_A8_EN_056fd1a8ad.pdf","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26460-leopard-2-a8-i-panzer-sono-tornati.mp4","galleria":""}
{"id":26454,"titolo":"Spazio, cambiano le regole: il motore italiano che spinge senza fluido di scarico","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Viaggiare nello spazio senza una sola goccia di propellente. Fino a ieri sarebbe sembrato un tema da romanzo di fantascienza. Oggi, invece, in un laboratorio a pochi passi dal lago di Como, è già realtà ingegneristica: Genergo, deep-tech italiana con sede nel comasco, ha ideato e sviluppato un sistema di propulsione spaziale elettromagnetica privo di propellente, già testato con successo in orbita e protetto da numerosi brevetti internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’azienda ha messo a punto un apparato capace di trasformare direttamente l’energia elettrica in spinta tramite impulsi elettromagnetici controllati. Nessun gas da espellere, nessun ugello, nessun serbatoio di carburante: solo elettricità che diventa propulsione. Una soluzione che va oltre i tradizionali motori elettrico-ionici, da tempo utilizzati su varie missioni spaziali, e che punta a ridisegnare il modo in cui i satelliti si muovono e manovrano in orbita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tre-missioni-spaziali-e-oltre-700-ore-in-orbita\">Tre missioni spaziali e oltre 700 ore in orbita</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo sistema è stato sviluppato da Genergo e portato in orbita a bordo dei satelliti ION Satellite Carrier di D-Orbit, altra realtà del comasco specializzata in piattaforme per il trasporto e il rilascio di piccoli satelliti. I test sono stati condotti nel quadro delle missioni rideshare di SpaceX, lanciate con vettore Falcon 9 nelle campagne Transporter-5, Transporter-6 e Transporter-9.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In queste tre missioni, tuttora operative, il sistema propulsivo ha superato le 700 ore di funzionamento in orbita, dimostrando un buon livello di maturità tecnologica e affidabilità. Per una tecnologia che rompe così radicalmente con i paradigmi classici della propulsione spaziale, la possibilità di validare il funzionamento direttamente nello scenario reale – lo spazio – è un passaggio essenziale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-de-orbiting-controllato-e-sostenibilita-dello-spazio\">De-orbiting controllato e sostenibilità dello Spazio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma a cosa servirà, concretamente, un motore spaziale senza propellente?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>«La visione di Genergo è rendere la mobilità nello spazio più sicura, sostenibile e riutilizzabile» spiega Gabriele Zerbi, CEO di Genergo. «Il primo impiego commerciale della tecnologia sarà destinato inizialmente ad attività di de-orbiting controllato, ovvero il processo di abbassamento dell’orbita di un satellite o di un oggetto spaziale in modo da guidarne il rientro nell’atmosfera terrestre e provocarne la distruzione al termine della missione».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un tassello chiave nella lotta al problema dei detriti spaziali: migliaia di satelliti e frammenti orbitano intorno alla Terra, e disporre di sistemi compatti, riutilizzabili e a basso rischio per riportarli in atmosfera è uno degli obiettivi centrali delle agenzie spaziali e degli operatori privati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tecnologia, sottolinea Zerbi, non si limita però al fine vita: «È adatta a tutti i tipi di satelliti, previa adeguata caratterizzazione e ingegnerizzazione».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11643,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"750px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Spazio, cambiano le regole: il motore italiano che spinge senza fluido di scarico\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/Sistema-GenerGo-missione-GEN-03.jpg\" alt=\"Spazio, cambiano le regole: il motore italiano che spinge senza fluido di scarico\" class=\"wp-image-11643\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:750px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Spazio, cambiano le regole: il motore italiano che spinge senza fluido di scarico</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-eliminare-serbatoi-rischi-e-materiali-tossici\">Eliminare serbatoi, rischi e materiali tossici</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi i satelliti che dispongono di propulsione devono imbarcare propellente per eseguire manovre orbitali, mantenere la posizione, correggere l’assetto e, talvolta, rientrare in atmosfera. Questo comporta una serie di limiti e complessità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>«Il propellente occupa volume e aggiunge massa, spesso aumentata dall’hardware necessario per gestirlo – ricorda Zerbi –: serbatoi, valvole di controllo, linee di alimentazione. Introduce rischi operativi, come perdite o esplosioni, ed è comunque una risorsa limitata».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema di Genergo, al contrario, punta su una sostenibilità intrinseca:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>nessun materiale inquinante o tossico;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>nessun componente in pressione da stoccare;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>nessun rischio di contaminazione dell’ambiente spaziale o in caso di rientro atmosferico.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’architettura che promette di semplificare la progettazione dei satelliti, liberando spazio e massa per carichi utili e strumenti scientifici, e riducendo al contempo i rischi operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dalla-prova-al-banco-alle-missioni-con-spacex\">Dalla prova al banco alle missioni con SpaceX</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Arrivare in orbita, tuttavia, non è stato affatto semplice.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>«La tecnologia ha richiesto numerose sfide complesse» racconta Zerbi. «La prima è stata quella di superare la certificazione al banco prove, presso il Politecnico di Milano».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Superata la fase di laboratorio, il sistema è stato sottoposto a test in microgravità e a un rigoroso percorso di qualifica. «Abbiamo progettato e costruito da zero un sistema propulsivo completamente nuovo, che ha passato al primo tentativo tutte le prove di qualificazione e accettazione per lo spazio richieste da SpaceX e da D-Orbit. Tutto questo è stato realizzato in soli nove mesi».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un risultato non banale, considerando gli elevati standard richiesti per accedere ai lanci commerciali e operare a bordo di piattaforme satellitari che devono garantire affidabilità per anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>«Un risultato significativo – continua Zerbi – è stato constatare che il sistema ha funzionato al 100% dopo ciascun lancio, continuando a operare correttamente anche anni dopo. Tuttavia, la sfida maggiore è stata quella di adattare la nostra tecnologia senza propellente a un satellite reale e la capacità di ottenere risultati ripetibili nello spazio. Un traguardo che, per quanto a noi noto, nessuno era riuscito a raggiungere prima di noi».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-verso-il-massimo-livello-di-maturita-tecnologica\">Verso il massimo livello di maturità tecnologica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il percorso, ora, punta a consolidare e industrializzare la tecnologia. «Abbiamo in programma l’espansione dell’azienda e il lancio di nuove missioni spaziali per l’ulteriore caratterizzazione e ingegnerizzazione della tecnologia» annuncia il CEO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo dichiarato è il raggiungimento del nono livello di maturità tecnologica (TRL 9), il livello massimo: per ottenerlo occorrono più missioni di successo in cui il sistema viene utilizzato in condizioni operative reali e funziona come previsto, in modo ripetuto. Solo a quel punto la tecnologia cessa di essere considerata sperimentale e può essere adottata su larga scala.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-progetto-made-in-italy-dalla-ricerca-all-orbita\">Un progetto made in Italy, dalla ricerca all’orbita</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo sistema di propulsione è interamente made in Italy. Genergo ha collaborato con il Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano per i test di misura al banco in laboratorio, e con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aerospaziali dello stesso ateneo, che ha realizzato il modello fisico del satellite usato per le analisi in orbita della prima missione e ha redatto il report sulle emissioni elettromagnetiche del motore nelle fasi preliminari di qualifica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalla simulazione al laboratorio, dal banco prova al Falcon 9, la storia di Genergo mostra come una realtà deep-tech italiana possa giocare un ruolo da protagonista in una delle sfide più complesse del New Space: muoversi nello spazio consumando meno risorse, riducendo i rischi e aprendo la strada a una mobilità orbitale davvero sostenibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/sistema-GenerGo.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"D-Orbit, deep-tech, gabrielezerbi, genergo, ionsatellite, motore, Spazio","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-21 10:23:32","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.excellencemagazine.luxury/genergo-presenta-un-sistema-innovativo-di-propulsione-spaziale/?lang=it","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26454-spazio-cambiano-le-regole-il-motore-italiano-che-spinge-senza-fluido-di-scarico.mp4","galleria":""}
{"id":26447,"titolo":"Perché all’Italia serve un Joint Warfare Centre Nazionale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La trasformazione dello strumento militare italiano verso il paradigma multi-dominio è ormai avviata. Il COVI, Comando Operativo di Vertice Interforze, è il fulcro per la pianificazione e la direzione delle operazioni nei cinque domini e nelle esercitazioni interforze. Tuttavia, a differenza della NATO, l’Italia non dispone di un Joint Warfare Centre nazionale che consenta al COVI di esercitarsi in modo continuativo come vero joint warfighting command, cioè un comando chiamato a condurre operazioni complesse ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In ambito alleato il modello è rappresentato dal <a href=\"https://www.jwc.nato.int/?utm_source=chatgpt.com\">Joint Warfare Centre di Stavanger</a> e dal Joint Force Training Centre di Bydgoszcz. Il primo è il riferimento per l’addestramento operativo e strategico della NATO e per lo sviluppo della guerra congiunta; il secondo è un hub flessibile con il motto “Transformation Through Training”, dotato di infrastrutture CIS avanzate. Entrambi conducono grandi esercitazioni multi-dominio, integrano dottrina, concetti, sperimentazione e lessons learned e sono al centro del ciclo di trasformazione dell’Alleanza. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La NATO schiera oggi circa una ventina di comandi di Corpo d’armata e Divisione che richiedono addestramento periodico complesso: dai NATO Rapid Deployable Corps alle nuove divisioni multinazionali sui vari fronti dell’Alleanza. Questi comandi confluiscono regolarmente sul network JWC–JFTC per essere certificati ed esercitati, a dimostrazione di quanto sia essenziale disporre di poli dedicati alla warfighting readiness. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11631,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/20241206-stda-02.jpg\" alt=\"Perché all’Italia serve un Joint Warfare Centre Nazionale\" class=\"wp-image-11631\" title=\"Perché all’Italia serve un Joint Warfare Centre Nazionale\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Perché all’Italia serve un Joint Warfare Centre Nazionale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-lezioni-di-jwc-e-jftc-per-il-caso-italiano\">Le lezioni di JWC e JFTC per il caso italiano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto nazionale il riferimento principale è il NATO Rapid Deployable Corps – Italy di Solbiate Olona, comando multinazionale di corpo d’armata che si addestra a Stavanger nella serie di esercitazioni Steadfast, affinando la propria capacità di comando e controllo. Accanto ad esso si è affermata la <a href=\"https://brigatafolgore.net/il-generale-di-divisione-paracadutista-giuseppe-scuderi-assume-il-comando-della-multinational-division-south-mnd-s-nato-di-firenze/\">Multinational Division South</a>, evoluzione della Divisione “Vittorio Veneto” e oggi comando divisionale multinazionale NATO con sede a Firenze, destinato a guidare la componente terrestre sul fianco sud. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>NRDC-ITA, MND-S e gli altri quartier generali alleati equivalenti costituiscono un bacino di comandi di livello Corpo e Divisione che nel loro ciclo di prontezza hanno bisogno di esercitazioni ripetute e realistiche. Oggi gran parte di questo fabbisogno è soddisfatto dai centri del nord Europa; un Joint Warfare Centre italiano, costruito sul modello di Stavanger e Bydgoszcz, permetterebbe di offrire alla NATO un ulteriore polo sul fianco sud, più vicino ai teatri mediterranei su cui l’Italia è spesso nazione quadro, alleggerendo il carico sui centri esistenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’Italia questo significherebbe razionalizzare le capacità di simulazione, dare coerenza al ciclo esercitativo interforze, mettere a sistema le lezioni apprese e fornire al COVI un ambiente stabile in cui esercitare pienamente la funzione di joint warfighting command insieme ai principali comandi di Corpo e Divisione alleati. Una volta validato e accreditato dalla NATO, il centro potrebbe diventare sede naturale di mission rehearsal, pre-deployment training e warfare development per molti Paesi alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11632,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/ok-1.-Brigata-Ariete-in-addestramento.jpg\" alt=\"Perché all’Italia serve un Joint Warfare Centre Nazionale\" class=\"wp-image-11632\" title=\"Perché all’Italia serve un Joint Warfare Centre Nazionale\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Perché all’Italia serve un Joint Warfare Centre Nazionale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ruolo-del-comvie-e-le-ricadute-per-il-paese\">Il ruolo del COMVIE e le ricadute per il Paese</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro il COMVIE, Comando Valutazione e Innovazione dell’Esercito con sede a Civitavecchia, rappresenta il candidato naturale per costituire il nucleo di un futuro Joint Warfare Centre nazionale. Erede del Centro Simulazione e Valutazione, il COMVIE è il principale riferimento per la simulazione a supporto dell’addestramento e della sperimentazione nel dominio terrestre, organizza esercitazioni complesse per comandi e unità e utilizza sistemi avanzati per ricreare ambienti operativi realistici e validare concetti, procedure, mezzi e materiali. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il passo successivo dovrebbe consistire nella sua progressiva interforzizzazione, nell’ampliamento del perimetro multi-dominio e in un rapporto organico più stretto con il COVI e con lo Stato Maggiore Difesa. Ciò significherebbe aprire strutturalmente il <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/stato-maggiore-esercito/Comando-Valutazione-e-Innovazione-dell-Esercito?utm_source=chatgpt.com\">COMVIE</a> a personale e capacità di Marina, Aeronautica e delle altre componenti, integrare nei sistemi di simulazione le dimensioni marittima, aerea, spaziale e cyber, sviluppare scenari calibrati sul teatro euro-mediterraneo e formalizzare il ruolo del centro come provider di esercitazioni operative e strategiche per il COVI e per i grandi comandi alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un Joint Warfare Centre così configurato offrirebbe alla NATO un servizio di alto valore e all’Italia un posizionamento centrale nel sistema addestrativo dell’Alleanza, consentirebbe di valorizzare personale nazionale con grande esperienza nel settore e costituirebbe un volano per l’economia del Lazio, grazie al consolidamento di un polo di eccellenza militare e tecnologica a Civitavecchia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/N3.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"comvie, constructive, COVI, JWC","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-21 07:13:32","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.jwc.nato.int/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26447-perche-allitalia-serve-un-joint-warfare-centre-nazionale.mp4","galleria":""}
{"id":26437,"titolo":"Esercitazione Bragadin 1-25: i Lagunari affrontano scenari operativi moderni","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è conclusa il 14 novembre l’intensa esercitazione <strong>“Bragadin 1-25”</strong>, condotta presso il <a href=\"https://brigatafolgore.net/reggimento-lagunari-serenissima-audacia-e-valore-per-terra-e-per-mare/\">Reggimento Lagunari Serenissima</a>, reparto d’élite della Brigata di Cavalleria <strong>“Pozzuolo del Friuli”</strong>. L’attività, iniziata il 3 novembre, ha rappresentato un banco di prova cruciale per testare e aggiornare procedure tecnico-tattiche indispensabili a fronteggiare le <strong>minacce del moderno campo di battaglia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’odierno scenario operativo, infatti, è segnato dalla <strong>presenza capillare di droni</strong>, dalla <strong>limitata capacità di comunicazione costante</strong>, dalla necessità di <strong>decentralizzare il comando</strong> e da un’autonomia logistica ridotta all’essenziale. In un contesto simile, la <strong>preparazione</strong> e la <strong>rapidità decisionale</strong> diventano fondamentali per garantire sopravvivenza ed efficacia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione nasce proprio da questa consapevolezza: offrire un addestramento <strong>continuo e realistico</strong>, capace di simulare condizioni operative complesse e di consolidare la <strong>componente morale</strong>, vero motore della resistenza psicofisica. Per due settimane, gli uomini e le donne della “Serenissima” hanno operato giorno e notte, rafforzando la propria <strong>resilienza operativa</strong> e mantenendo un alto livello di prontezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-impegno-pluriarma-e-interagenzia-nel-cuore-della-laguna-veneta\">Un impegno pluriarma e interagenzia nel cuore della laguna veneta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La struttura dell’esercitazione ha previsto una fase dedicata alla <strong>pianificazione</strong> e all’emanazione degli ordini, seguita da una fase di condotta <strong>pluriarma e interagenzia</strong>. I Comandanti hanno applicato processi decisionali tattici focalizzati sulla valutazione del terreno, sulla gestione delle risorse e sulla proiezione delle capacità in ambiente terrestre e anfibio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La fase operativa ha coinvolto diversi attori istituzionali: un plotone del <strong>4° Battaglione Carabinieri “Veneto”</strong>, un nucleo del <strong>Rescue Drones Network</strong> della Protezione Civile, assetti di <strong>artiglieria</strong>, di <strong>guerra elettronica</strong>, unità della logistica ed elicotteri d’attacco del <strong>5° Reggimento AVES “Rigel”</strong>. Circa <strong>400 partecipanti</strong> hanno operato tra la laguna veneziana, l’area litoranea e il comprensorio militare di Malcontenta di Mira.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11610,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/6-2.jpg\" alt=\"Esercitazione Bragadin 1-25: i lagunari affrontano scenari operativi moderni\" class=\"wp-image-11610\" title=\"Esercitazione Bragadin 1-25: i lagunari affrontano scenari operativi moderni\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Personale della protezione civile durante il controllo delle immagini ricevute dai droni, Fonte Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo svolgimento a <strong>partiti contrapposti</strong>, grazie al sistema di simulazione <strong>SIAT</strong>, ha consentito di riprodurre condizioni di combattimento estremamente realistiche, verificando sul campo l’efficacia della manovra e delle decisioni adottate. Grande attenzione è stata posta sull’impiego del <strong>fuoco diretto e indiretto</strong>, sull’occupazione prolungata delle aree conquistate e sulla cooperazione tra reparti eterogenei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La laguna veneta, con il suo ambiente complesso, ha rappresentato un teatro addestrativo ideale, permettendo di affinare le capacità <strong>anfibie</strong> dei lagunari. La varietà degli scenari ha richiesto <strong>adattabilità</strong>, velocità d’esecuzione e una sinergia precisa tra i diversi assetti coinvolti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-resilienza-occultamento-e-nuove-procedure-per-contrastare-le-minacce-emergenti\">Resilienza, occultamento e nuove procedure per contrastare le minacce emergenti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli aspetti più rilevanti dell’esercitazione è stato lo sviluppo di procedure aggiornate per aumentare la <strong>sopravvivenza sul campo di battaglia</strong>. La necessità di occultarsi rispetto agli assetti <strong>ISTAR</strong> – oggi in grado di identificare obiettivi con estrema precisione – ha imposto l’adozione di tecniche mirate alla riduzione della <strong>firma visiva, termica ed elettromagnetica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La diffusione dei <strong>droni</strong>, la sorveglianza elettronica e la natura multidimensionale del combattimento impongono l’adozione di tattiche <strong>dinamiche e flessibili</strong>. Tra gli elementi fondamentali dell’addestramento figurano il <strong>diradamento in difesa</strong>, la <strong>dispersione controllata</strong>, i lavori sul <strong>campo di battaglia di primo tempo</strong> e la capacità di mantenere la coesione anche in assenza di comunicazioni costanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11612,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/2-3.jpg\" alt=\"Esercitazione Bragadin 1-25: i lagunari affrontano scenari operativi moderni\" class=\"wp-image-11612\" title=\"Esercitazione Bragadin 1-25: i lagunari affrontano scenari operativi moderni\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Emanazione degli ordini ai comandanti di squadra con terrain model, Fonte Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La “Bragadin 1-25” ha permesso di validare nuove procedure sperimentali e di consolidare capacità operative essenziali per rispondere in modo efficace alle <strong>minacce emergenti</strong>. Il reggimento lagunari “Serenissima”, grazie a un addestramento rigoroso e a una stretta cooperazione interforze, conferma la sua <strong>centralità strategica</strong> nel sistema difensivo nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La conclusione dell’attività fornisce un bilancio altamente positivo: due settimane di intensa preparazione hanno rafforzato <strong>professionalità</strong>, <strong>interoperabilità</strong> e <strong>prontezza operativa</strong>. In un mondo caratterizzato da minacce in rapido mutamento, la capacità di prepararsi a <strong>scenari complessi</strong> rappresenta oggi la chiave per garantire sicurezza, efficacia e tempestività d’azione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/esercitazione-Bragadin-1-25-natante-in-Attivita-notturna.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"addestramento, Bragadin, lagunari","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-21 06:13:33","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Il-reggimento-lagunari-%E2%80%9CSerenissima%E2%80%9D-conclude-l%E2%80%99esercitazione-%E2%80%9CBragadin%E2%80%9D.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26437-esercitazione-bragadin-1-25-i-lagunari-affrontano-scenari-operativi-moderni.mp4","galleria":""}
{"id":26431,"titolo":"Rheinmetall digitalizza il Centro Addestrativo Tedesco: Un modello per le Scuole di Fanteria e Cavalleria","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Ministero della Difesa tedesco ha affidato a Rheinmetall la modernizzazione del <a href=\"https://www.bundeswehr.de/de/organisation/heer/organisation/ausbildungskommando/gefechtsuebungszentrum-heer\">Gefechtsübungszentrum Heer </a><strong>(GÜZ)</strong>, il principale centro di addestramento al combattimento delle forze terrestri in Sassonia-Anhalt. Il contratto, del valore di circa <strong>61 milioni di euro lordi</strong>, rientra nel programma <strong>“Digitalisierung Landbasierte Operationen” (D-LBO)</strong> e mira a portare la struttura allo stesso livello digitale dei reparti operativi. Le prime attività sono previste entro la fine del 2025, con completamento dell’integrazione all’inizio del 2028.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto prevede l’integrazione del nuovo sistema di <strong>radio digitale</strong> della Bundeswehr, così che le stesse tecnologie impiegate nelle operazioni siano utilizzate anche durante l’addestramento. Tutti i dati generati dai <strong>sistemi di comando e controllo (Battle Management System)</strong> dovranno poter essere visualizzati e analizzati nella centrale di direzione esercitazioni, permettendo a istruttori e controllori di seguire in tempo reale movimenti, decisioni e ingaggi delle unità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per sostenere questo salto di qualità, l’infrastruttura IT del GÜZ sarà profondamente rinnovata, con server e reti ridisegnati per gestire una grande quantità di voce, dati e video. Un elemento chiave è la realizzazione di una <strong>nuova rete a banda larga basata su tecnologia 5G</strong>, che garantirà copertura e capacità di trasmissione su tutta l’area addestrativa. A questa si affiancherà l’integrazione del software <strong>“Tactical Core”</strong> della controllata Rheinmetall Blackned con la rete di comunicazioni esistente, così da creare una vera “spina dorsale” digitale del centro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il GÜZ potrà così rappresentare non solo voce e posizione, come già avviene, ma anche l’intero ciclo di comando e controllo, compresi i processi digitali che fanno capo ai sistemi <strong>Sitaware Frontline</strong> e <strong>HQ</strong>. Le esercitazioni saranno quindi accompagnate da <strong>after action review</strong> molto più ricche, basate su dati oggettivi relativi a movimenti, ordini, tempi di reazione e coordinamento tra unità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Rheinmetall, questa modernizzazione rafforzerà in modo duraturo la capacità addestrativa e la capacità di comando sia della Bundeswehr sia dei partner NATO, trasformando l’area dell’Altmark in un ambiente d’addestramento digitalmente avanzato e a forte vocazione multinazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-realta-italiane-scuola-di-fanteria-e-scuola-di-cavalleria\">Le realtà italiane: Scuola di Fanteria e Scuola di Cavalleria</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Italia, un ruolo centrale nella formazione delle forze terrestri è ricoperto dal <strong>Reggimento Addestrativo della Scuola di Fanteria</strong>, con sede a <strong>Cesano di Roma</strong>. Esso è organizzato su due battaglioni, il 1° “M.O. Vannucci” e il 2° “M.O. Fasil”, ai quali è affidata la formazione dei <strong>volontari in ferma prefissata (VFP1)</strong> e del personale di fanteria proveniente dai reparti. Il Reggimento cura inoltre l’aggiornamento e la specializzazione di Ufficiali provenienti dall’Accademia Militare (anche a nomina diretta) e dei Sottufficiali, oltre alla riqualificazione del personale VFP4. Un ulteriore compito, particolarmente sensibile nel contesto di trasformazione in atto, è la selezione e formazione del personale VSP e VFP4 destinato a svolgere l’incarico di <strong>istruttore</strong> nei RAV e nella stessa <a href=\"https://difesanews.com/festa-dellarma-di-fanteria-2025-celebrazione-della-storia-e-dello-spirito-combattivo-dellesercito-italiano/\">Scuola di Fanteria</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Scuola di Cavalleria</strong>, con sede a <strong>Lecce</strong>, è l’istituto di riferimento per la formazione e la specializzazione di Ufficiali, Sottufficiali e Volontari dell’Arma di Cavalleria. Dotata di un proprio Stato Maggiore e di un Reggimento Addestrativo, la Scuola svolge il ruolo di <strong>Polo blindo-corazzato</strong> dell’Esercito, concentrando i corsi per Allievi Ufficiali e Marescialli, così come i percorsi di qualificazione e aggiornamento del personale in servizio permanente e in ferma prefissata, in particolare nell’impiego dei mezzi blindati e corazzati. L’Istituto custodisce inoltre lo <strong>Stendardo dell’Arma di Cavalleria</strong>, decorato di un Ordine Militare d’Italia e di una Medaglia d’Oro al Valor Militare, simbolo del legame tra tradizione e innovazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste due strutture rappresentano il cuore della formazione avanzata per fanteria e cavalleria, e proprio per questo possono trarre grande beneficio da un confronto con il modello di digitalizzazione tedesco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11618,\"width\":\"1100px\",\"height\":\"700px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/D-LBO-Gefechtsuebungszentrum-Heer_Bild_Rheinmetall.jpg-1.webp\" alt=\"Rheinmetall digitalizza il Centro Addestrativo dell’Esercito Tedesco: Un modello da studiare per le Scuole di Fanteria e Cavalleria italiane\" class=\"wp-image-11618\" style=\"object-fit:cover;width:1100px;height:700px\" title=\"Rheinmetall digitalizza il Centro Addestrativo dell’Esercito Tedesco: Un modello da studiare per le Scuole di Fanteria e Cavalleria italiane\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Rheinmetall digitalizza il Centro Addestrativo dell’Esercito Tedesco: Un modello da studiare per le Scuole di Fanteria e Cavalleria italiane</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dal-guz-alle-scuole-italiane-possibili-linee-di-trasferimento\">Dal GÜZ alle Scuole italiane: possibili linee di trasferimento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esperienza del GÜZ offre alcuni spunti concreti che potrebbero essere adattati alla realtà di Cesano e Lecce. In primo luogo, la creazione di <strong>aree addestrative pienamente strumentate</strong>, in cui reparti, veicoli e singoli militari siano dotati di sensori e terminali collegati a sistemi di comando e controllo, permetterebbe agli istruttori di seguire sul terreno non solo la manovra, ma anche il flusso di ordini e la cooperazione fra le unità. La possibilità di rivedere l’esercitazione attraverso tracciati, cronologie e registrazioni di comunicazioni renderebbe l’after action review più oggettiva ed efficace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un secondo asse riguarda le <strong>infrastrutture di rete</strong>. La sperimentazione di soluzioni 5G o equivalenti sulle aree addestrative consentirebbe di simulare scenari caratterizzati da un’alta densità di dati – dall’impiego di droni e sensori avanzati fino allo scambio di immagini e video – avvicinando la formazione di base e avanzata alle condizioni reali del campo di battaglia contemporaneo. In parallelo, l’impiego nelle Scuole degli stessi sistemi C2 presenti nei reparti operativi garantirebbe coerenza tra ciò che si impara in aula e ciò che si usa in teatro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, la dimensione dell’<strong>interoperabilità multinazionale</strong> e quella della <strong>formazione degli istruttori</strong> acquistano un peso decisivo. Configurare le infrastrutture italiane in modo da facilitare l’addestramento congiunto con gli eserciti alleati – adottando standard condivisi per dati, procedure e comunicazioni – significherebbe proiettare Scuola di Fanteria e Scuola di Cavalleria in un ruolo sempre più centrale all’interno del sistema NATO. Parallelamente, investire nella preparazione degli istruttori come veri “moltiplicatori digitali”, capaci di integrare sistemi informatici, reti tattiche e analisi dati nel processo formativo, permetterebbe di trasformare la digitalizzazione da semplice aggiornamento tecnologico a reale salto di qualità didattico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La modernizzazione del GÜZ dimostra che la <strong>digitalizzazione dell’addestramento</strong> è ormai parte integrante della preparazione al combattimento. Per le Scuole di Fanteria e di Cavalleria italiane, guardare a questo modello significa cogliere l’occasione per allineare il proprio sistema formativo alle esigenze del campo di battaglia di oggi e di domani, rafforzando al tempo stesso l’interoperabilità con gli alleati europei e NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/ee.png","categoria":"Internazionali","tags":"centroaddestramento, fanteria, Rheinmetall, scuolacavalleria","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-21 05:03:32","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.hartpunkt.de/rheinmetall-soll-das-gefechtsuebungszentrum-des-heeres-modernisieren/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26431-rheinmetall-digitalizza-il-centro-addestrativo-tedesco-un-modello-per-le-scuole-di-fanteria-e-cavalleria.mp4","galleria":""}
{"id":26409,"titolo":"Il F-22 guida il drone MQ-20 in una missione simulata","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un F-22 Raptor dell’US Air Force ha controllato in volo un drone da combattimento MQ-20 Avenger direttamente dal cockpit durante una missione simulata. La dimostrazione, finanziata internamente da General Atomics, si è svolta lo scorso ottobre sopra il vasto Nevada Test and Training Range (NTTR), uno dei poligoni più sofisticati al mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’annuncio è arrivato in concomitanza con l’apertura del Dubai Airshow, a sottolineare l’importanza del risultato per l’industria americana della difesa. Oltre a General Atomics, che produce l’MQ-20, hanno partecipato anche Lockheed Martin, costruttore del F-22, e L3Harris, specializzata in sistemi di comunicazione avanzati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto comunicato, il pilota dell’F-22 ha diretto il drone per una missione “ipotetica”, comandandone il profilo di volo e la condotta tattica. L’MQ-20 Avenger è impiegato da tempo come piattaforma sperimentale per testare l’autonomia a bordo e i concetti di “<a href=\"https://brigatafolgore.net/usacaccia-combattimento-senza-pilota-cca/\">Collaborative Combat Aircraft</a>” (CCA), ovvero droni che operano come gregari dei caccia pilotati. L’obiettivo dichiarato dell’US Air Force è proprio quello di trasformare il F-22 nel primo “controller” in volo di questa nuova generazione di velivoli senza pilota.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26411,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/general-atomics-tablet-drone-control.webp\" alt=\"Il F-22 guida il drone MQ-20 in una missione simulata - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26411\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il F-22 guida il drone MQ-20 in una missione simulata - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Architettura aperta e tablet in cabina: come funziona il controllo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore della dimostrazione è stato l’integrazione di una serie di tecnologie nuove e, soprattutto, aperte e riutilizzabili. Sul piano delle comunicazioni sono stati impiegati:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>il datalink avanzato <strong>BANSHEE</strong> di L3Harris;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>le radio <strong>Pantera</strong> a tecnologia software-defined (SDR);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>un’architettura radio aperta sviluppata da Lockheed Martin per il F-22.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Due radio SDR identiche sono state installate: una nel drone MQ-20 Avenger e una nel F-22 Raptor. In questo modo si è creato un collegamento continuo “end-to-end” tra i due velivoli, permettendo al pilota di impartire comandi e ricevere informazioni in tempo reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un ruolo centrale lo ha avuto il modulo <strong>GRACE (Government Reference Architecture Compute Environment)</strong>, un sistema a architettura aperta studiato per rendere più semplice l’integrazione di nuovo software a bordo del F-22. Attraverso GRACE è stato possibile collegare al sistema di missione una <strong>Pilot Vehicle Interface (PVI)</strong> basata su tablet, montata in cabina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il pilota, quindi, ha controllato il drone utilizzando un’interfaccia tattile, selezionando comandi, modificando il profilo di missione e interagendo con l’MQ-20 senza dover disporre di una console dedicata. È una soluzione relativamente rapida da implementare e ideale per sperimentare, ma che solleva interrogativi sul carico di lavoro del pilota, soprattutto in un caccia monoposto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Diversi rappresentanti dell’industria, tra cui Michael Atwood di General Atomics e John Clark della divisione Skunk Works di Lockheed Martin, hanno infatti evidenziato come l’uso di un tablet in un ambiente operativo complesso sia tutt’altro che banale: il pilota deve gestire l’aereo, i suoi sensori e armamenti, e in più orchestrare uno o più droni. Per questo motivo molti considerano questi sistemi un punto di partenza per l’esperienza operativa, non la soluzione definitiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26412,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/banshee-pantera-mq-20-graphic.webp\" alt=\"Il F-22 guida il drone MQ-20 in una missione simulata - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26412\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il F-22 guida il drone MQ-20 in una missione simulata - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso una cooperazione uomo–macchina nei cieli</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La dimostrazione F-22/MQ-20 va letta come parte di un percorso più ampio con cui la US Air Force sta ridefinendo il modo di concepire la superiorità aerea. Il concetto di <strong>Collaborative Combat Aircraft</strong> punta a schierare, accanto a un numero limitato di caccia avanzati con pilota, una “massa” di droni relativamente poco costosi, autonomi e in parte sacrificabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo modello operativo, il pilota non “telecomanda” ogni singola azione del drone, ma:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>definisce obiettivi, traiettorie generali e regole d’ingaggio;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>supervisiona le decisioni critiche, in particolare l’uso delle armi;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>lascia alla piattaforma senza pilota la gestione autonoma di rotta, manovre e impiego dei sensori entro i limiti stabiliti.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La chiave è proprio l’<strong>autonomia intelligente</strong>: i droni devono saper collaborare con il caccia, integrarsi nella formazione, adattarsi alle minacce e, al tempo stesso, mantenere un controllo umano significativo sulle decisioni letali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’MQ-20 Avenger, in questo contesto, funge da “acceleratore” di autonomia e concetti CCA: permette di provare in scenari reali i datalink, le interfacce uomo–macchina, le architetture aperte come GRACE e le logiche di comando distribuito. Il fatto che questi test siano condotti con un velivolo iconico come il F-22 indica la volontà di iniziare la transizione proprio dai caccia più capaci, per poi estendere la cooperazione uomo–macchina all’intera forza da combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se questi programmi avranno successo, le missioni future potrebbero vedere un singolo pilota di F-22 o di altri caccia di nuova generazione alla guida non solo del proprio aereo, ma di un piccolo gruppo di droni “gregari”, ciascuno con un ruolo tattico specifico: ricognizione, guerra elettronica, attacco, difesa dello sciame. La dimostrazione nel cielo del Nevada è uno dei primi passi concreti verso questa nuova forma di guerra aerea collaborativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/er-e1763534891637.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"CCA, F-22, GeneralAtomics, MQ-20, NEVADATESTTRAININGRANGE","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-21 04:26:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26409-f-22-guida-drone-mq-20-in-una-missione-simulata.mp4","galleria":""}
{"id":26420,"titolo":"Italia, Giappone e Corea del Sud: La nuova corsa ai sottomarini nucleari","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Italia, Giappone e Corea del Sud – tre alleati degli Stati Uniti, tre Paesi con storie e sensibilità diverse sul tema nucleare – stanno convergendo su un punto comune: valutare o avviare la <strong>propulsione nucleare navale</strong> per navi maggiori e sottomarini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non si parla (per ora) di armi atomiche, ma di <strong>reattori nucleari come fonte di energia</strong> per unità militari, con effetti enormi su autonomia, deterrenza, proiezione di potenza e peso geopolitico. Dal Mediterraneo allargato all’Indo-Pacifico, queste scelte stanno trasformando marine tradizionalmente “difensive” in attori capaci di operare a lungo raggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-italia-verso-una-dottrina-nucleare-navale\">Italia: verso una dottrina nucleare navale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Italia la svolta è per ora <strong>di studio</strong>, ma strutturata.<br>La <strong>Direzione degli armamenti navali</strong> ha affidato a <strong>Fincantieri</strong> un incarico di due anni per valutare l’impiego della propulsione nucleare su:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>la nave d’assalto anfibio <strong>“Trieste”</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>i sottomarini <strong>U212NFS</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo studio dovrà definire:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>modifiche progettuali per ospitare <strong>reattori navali di III/IV generazione</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>dove realizzare prototipo, produzione e catena di fornitura</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>quali <strong>basi navali</strong> convertire in <strong>“Nuclear Naval Base”</strong> per fuelling, refuelling e manutenzione</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>requisiti di <strong>cantieri e arsenali</strong> in grado di costruire e mantenere unità a propulsione nucleare</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si innesta su un’esperienza pregressa: il <strong>CISAM di Pisa</strong> e il progetto <strong>“Minerva”</strong>, sui mini-reattori navali, che coinvolge Fincantieri, Cetena, Ansaldo Nucleare, RINA e Università di Genova.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-giappone-e-corea-del-sud-l-indo-pacifico-si-scalda\">Giappone e Corea del Sud: l’Indo-Pacifico si scalda</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo studio (3 milioni di euro) dovrebbe dare entro il <strong>2028</strong> una <strong>cornice teorica di fattibilità</strong>; eventuali unità operative non si vedrebbero prima del <strong>2040</strong>. Ufficialmente non vincola la Difesa, ma di fatto apre la strada a una possibile <strong>dottrina nucleare navale italiana</strong>, con ricadute anche sul settore civile e il ruolo dell’Italia in NATO e nel Mediterraneo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In <strong>Corea del Sud</strong>, il processo è più avanzato sul piano politico.<br>Dopo il sostegno del presidente <strong>Donald Trump</strong>, anche la <strong>US Navy</strong> ha dato pieno endorsement all’acquisizione di sottomarini a propulsione nucleare da parte di Seul, pensando agli SSN come a uno strumento:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>di contenimento verso la <strong>Cina</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>per trasformare la marina sudcoreana da <strong>regionale</strong> a <strong>globale</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il presidente <strong>Lee Jae Myung</strong> ha parlato di una prima intesa informale con Washington su:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>termini commerciali e di sicurezza</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>ampliamento dei diritti sudcoreani su <strong>arricchimento dell’uranio</strong> e <strong>ritrattamento</strong> del combustibile esausto</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Restano aperte questioni cruciali (cantieri, modello dei sottomarini, eventuali unità per gli USA, tempi lunghi di costruzione), mentre il programma nordcoreano di sottomarini e missili nucleari alimenta l’urgenza percepita da Seul.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11569,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Italia, Giappone e Corea del Sud: La nuova corsa ai sottomarini nucleari\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/1741337085-sottomarino-giapponese.webp\" alt=\"Italia, Giappone e Corea del Sud: La nuova corsa ai sottomarini nucleari\" class=\"wp-image-11569\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italia, Giappone e Corea del Sud: La nuova corsa ai sottomarini nucleari</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In <strong>Giappone</strong>, la svolta è soprattutto <strong>dottrinaria e simbolica</strong>.<br>Il nuovo ministro della Difesa <strong>Shinjiro Koizumi</strong> ha chiesto di discutere apertamente l’ipotesi di <strong>sottomarini nucleari</strong>, in un Paese:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>segnato da <strong>Hiroshima e Nagasaki</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>con una costituzione fortemente <strong>pacifista</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>tradizionalmente impegnato nel <strong>disarmo nucleare</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-implicazioni-strategiche-e-corsa-agli-armamenti\">Implicazioni strategiche e corsa agli armamenti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il deterioramento dell’ambiente strategico – arsenale atomico e missilistico della <strong>Corea del Nord</strong>, crescita della flotta nucleare cinese – ha spinto Tokyo a riconsiderare il tabù sulla propulsione navale atomica. Un documento della Difesa già accennava all’avvio di studi di fattibilità. Nessuna decisione definitiva, ma il solo fatto che il tema sia uscito allo scoperto rappresenta un <strong>passo epocale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le mosse di Italia, Giappone e Corea del Sud hanno un minimo comune denominatore: la volontà di <strong>non restare indietro</strong> in un contesto dove la profondità degli oceani è sempre più il cuore della competizione tra potenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La propulsione nucleare offre:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>autonomia prolungata</strong> per i sottomarini</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>capacità di operare lontano da casa per lunghi periodi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>maggiore <strong>deterrenza</strong> e flessibilità operativa</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per gli Stati Uniti, significa rafforzare un <strong>arco di alleati marittimi</strong> – dal Mediterraneo all’Indo-Pacifico – con capacità subacquee avanzate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per <strong>Cina</strong> e <strong>Corea del Nord</strong>, queste evoluzioni appaiono come parte di un processo di <strong>contenimento</strong> e potrebbero alimentare una nuova <strong>corsa regionale agli armamenti</strong>, soprattutto sotto la superficie del mare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Italia, Giappone e Corea del Sud non hanno ancora varato nuovi sottomarini nucleari, ma hanno compiuto il passo decisivo: <strong>accettare politicamente e concettualmente l’idea che il nucleare in mare possa essere uno strumento di sicurezza e potenza</strong>, non solo un tabù del passato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/d.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"coreadelsud, Giappone, nucleare, sottomarino","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-20 07:13:33","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.affaritaliani.it/politica/anche-l-italia-si-arma-l-idea-di-un-sottomarino-nucleare-commissionato-uno-studio-di-fattibilita-da-2mln-943223.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26420-italia-giappone-e-corea-del-sud-la-nuova-corsa-ai-sottomarini-nucleari.mp4","galleria":""}
{"id":26414,"titolo":"Il Non-paper del Ministro della Difesa Guido Crosetto: l’Italia di fronte alla Guerra Ibrida (pdf)","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la riunione del Consiglio Supremo di Difesa è stato presentato il “Non-paper sul contrasto alla guerra ibrida” redatto dal <strong>Ministro della Difesa Guido Crosetto</strong>, documento che evidenzia come l’Italia si trovi oggi in un contesto caratterizzato da attività multidominio condotte da attori ostili con modalità che non superano la soglia del conflitto armato tradizionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla riunione erano presenti il <strong>Presidente della Repubblica Sergio Mattarella</strong>, la <strong>Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni</strong>, il <strong>Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani</strong>, il <strong>Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso</strong> e il <strong>Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale di Corpo d’Armata Luciano Portolano</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della presentazione, il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha illustrato un quadro in cui gli attacchi non riguardano esclusivamente infrastrutture e sistemi, ma interessano in modo significativo anche il dominio informativo e la percezione pubblica. Il documento sottolinea come la dimensione cognitiva rappresenti oggi un elemento essenziale della sicurezza nazionale, poiché attività mirate possono incidere sulla stabilità istituzionale e sulla fiducia collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il “Non paper” riunisce analisi tratte da fonti aperte, contributi dell’intelligence e informazioni raccolte in ambito internazionale, ed è destinato ai Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-gli-attori-ostili-e-le-vulnerabilita-italiane-dal-dominio-cognitivo-a-quello-cibernetico\">Gli attori ostili e le vulnerabilità italiane: dal dominio cognitivo a quello cibernetico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il documento individua quattro principali attori in grado di condurre attività ibride contro l’Italia e gli altri Paesi occidentali: <strong>la Federazione Russa</strong>, <strong>la Repubblica Popolare Cinese</strong>, <strong>la Repubblica Islamica dell’Iran</strong> e <strong>la Repubblica Popolare Democratica di Corea</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Federazione Russa</strong> impiega un insieme articolato di strumenti, tra cui operazioni informative, pressione economica, attività nel cyberspazio e supporto a gruppi affiliati in grado di condurre azioni non direttamente attribuibili. Il conflitto in Ucraina ha consolidato l’uso di tecniche volte a influenzare il quadro europeo senza generare escalation militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong> adotta una strategia “multi-vettoriale”, basata sulla combinazione di leve economiche, tecnologiche e informative. Le dipendenze europee da materie prime strategiche — come terre rare, gallio e germanio — sono indicate come elementi particolarmente sensibili. L’Italia presenta un grado di dipendenza dall’importazione di tali materiali superiore alla media UE.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Repubblica Islamica dell’Iran</strong> opera tramite una rete di attori regionali e attraverso iniziative che interessano aree ad alta rilevanza strategica, tra cui i principali choke points marittimi. La posizione geografica dell’Italia, fortemente legata ai traffici commerciali del Mediterraneo e del Canale di Suez, rende necessaria una sorveglianza continua delle dinamiche di sicurezza regionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Repubblica Popolare Democratica di Corea</strong> mantiene un apparato cibernetico molto attivo, impiegato per attività di ransomware, spionaggio digitale e sottrazione di risorse nel cyberspazio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il documento evidenzia inoltre alcune vulnerabilità nazionali: la dipendenza energetica dall’estero, la concentrazione di infrastrutture critiche sul territorio italiano e la crescente esposizione ai fenomeni di disinformazione. Secondo i dati dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, nel 2024 si sono registrati <strong>1.979 eventi cyber</strong> e <strong>573 incidenti con impatto confermato</strong>, con un aumento rispetto al 2023. Nel primo semestre 2025 è stato rilevato un ulteriore incremento. I settori sanitario e manifatturiero risultano tra i più interessati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11537,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/12.png\" alt=\"Il Non-paper del Ministro della Difesa Guido Crosetto: l’Italia di fronte alla nuova guerra ibrida\" class=\"wp-image-11537\" title=\"Il Non-paper del Ministro della Difesa Guido Crosetto: l’Italia di fronte alla nuova guerra ibrida\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Vertice NATO Bruxelles (ottobre 2024), discussione sulle minacce ibride. Fonte: Ministero della Difesa.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una sezione specifica del documento analizza anche le potenziali interferenze nei processi democratici, rese possibili dall’evoluzione delle tecniche di manipolazione informativa, tra cui deepfake e micro-targeting. Tale dinamica richiede un rafforzamento della cooperazione tra istituzioni nazionali ed europee, in particolare durante le consultazioni elettorali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Costruire una postura proattiva: strumenti nazionali e cooperazione internazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il “Non paper” propone di rafforzare la resilienza nazionale come elemento centrale nella risposta alle minacce ibride. La resilienza viene definita in un’accezione ampia, includendo aspetti tecnologici, istituzionali, economici e informativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano internazionale, il documento richiama le iniziative in corso in ambito <strong>NATO</strong>, <strong>Unione Europea</strong> e <strong>G7</strong>. La NATO ha aggiornato la propria strategia per il contrasto alle minacce ibride, potenziando gli strumenti di supporto cibernetico e rafforzando la presenza sul fianco Sud. L’Unione Europea ha ampliato il proprio quadro normativo in materia di sicurezza digitale grazie alla NIS2, al Cyber Resilience Act e al Digital Services Act, mentre organismi come ENISA ed ECCC contribuiscono al consolidamento delle capacità operative comuni. Anche il G7, estendendo il mandato del Rapid Response Mechanism alla coercizione economica, ha mostrato una crescente attenzione verso il carattere multidimensionale della minaccia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11535,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/1200.jpg\" alt=\"Il Non-paper del Ministro della Difesa Guido Crosetto: l’Italia di fronte alla nuova guerra ibrida\" class=\"wp-image-11535\" title=\"Il Non-paper del Ministro della Difesa Guido Crosetto: l’Italia di fronte alla nuova guerra ibrida\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di gruppo del Vertice G7 dei Ministri della Difesa (Napoli, ottobre 2024). Fonte: Ministero della Difesa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano nazionale, il documento presentato dal <strong>Ministro della Difesa Guido Crosetto</strong> delinea una serie di interventi strutturali. Tra questi figurano:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>la creazione di una <strong>Arma Cyber civile-militare</strong>, attiva in modo continuativo e dotata di personale altamente qualificato;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>l’istituzione di un <strong>Centro nazionale per il Contrasto alla Guerra Ibrida</strong>, incaricato di coordinare analisi, risposte e cooperazione tra amministrazioni, imprese e mondo accademico;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>la promozione di una <strong>cultura nazionale della sicurezza</strong>, volta a consolidare la consapevolezza collettiva e a migliorare la capacità di riconoscere e mitigare le attività ibride.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il documento conclude sottolineando come tali iniziative non rappresentino solo una risposta tecnica alle nuove forme di minaccia, ma costituiscano un passo decisivo verso una postura più moderna, integrata e preparata del sistema Paese. Le proposte avanzate dal Ministro della Difesa Guido Crosetto definiscono un percorso chiaro: consolidare la protezione delle infrastrutture critiche, rafforzare la capacità di prevenzione e risposta nel dominio cyber, migliorare il coordinamento istituzionale e ampliare le competenze specialistiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella visione delineata dal Ministro, l’Italia può dotarsi di uno strumento organico e altamente qualificato, capace non solo di fronteggiare le attività ibride, ma anche di anticiparle. Il progetto di una Arma Cyber e la creazione di un centro nazionale dedicato costituiscono, in questo senso, un investimento strategico a lungo termine, volto a garantire continuità operativa, deterrenza e un livello di protezione adeguato alla complessità dello scenario attuale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo insieme, l’impianto proposto rappresenta un’evoluzione significativa della postura nazionale: un modello che integra prevenzione, analisi, risposta e cooperazione internazionale, offrendo al Paese una capacità di protezione più solida e coerente con le sfide emergenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":11550,\"href\":\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/11/non-paper_il_contrasto_alla_guerra_ibrida.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><a id=\"wp-block-file--media-fd0001cb-fb5b-40b6-8edc-fd27471375fc\" href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/11/non-paper_il_contrasto_alla_guerra_ibrida.pdf\">non-paper_il_contrasto_alla_guerra_ibrida</a><a href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/11/non-paper_il_contrasto_alla_guerra_ibrida.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/1200.png","categoria":"Nazionali","tags":"cyberdifesa, minacceibride, sicurezza","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-19 20:53:34","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/assets/allegati/83696/non-paper_il_contrasto_alla_guerra_ibrida.pdf","difesanews":"1","video_art":"","galleria":""}
{"id":26403,"titolo":"US Army Sceglie Anduril Lattice per Distruggere gli Sciami di Droni","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>I campi di battaglia moderni sono un luogo di velocità e saturazione senza precedenti. I piccoli sistemi aerei senza pilota (UAS) possono attaccare in sciami di centinaia, travolgendo le difese e colpendo prima che i cicli decisionali umani possano concludersi. Di fronte a questa minaccia, gli operatori della difesa aerea si trovano con più bersagli di quanti possano tracciare o sconfiggere, lasciando le forze statunitensi vulnerabili. I sistemi di comando e controllo (C2) attuali, non essendo stati concepiti per questo tipo di combattimento, non riescono a elaborare i dati o a eseguire decisioni di <em>kill-chain</em> alla velocità necessaria per neutralizzare gli attacchi autonomi e distribuiti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-rivoluzione-nella-difesa-anti-drone\">Rivoluzione nella Difesa Anti-Drone</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per affrontare questa sfida critica, l'Esercito degli Stati Uniti ha selezionato <strong>Anduril Industries</strong> per il programma <strong>Integrated Battle Command System Maneuver (IBCS-M)</strong>. Questa scelta stabilisce <strong>Lattice</strong>, la piattaforma software di Anduril, come la soluzione di controllo del fuoco di prossima generazione per le missioni di Counter-UAS (C-UAS).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>IBCS-M è progettato per agire come la spina dorsale di comando, controllo e integrazione per una vasta gamma di sistemi anti-drone. Permette a un singolo operatore di gestire simultaneamente molteplici minacce, fondendo i dati dei sensori, automatizzando il controllo del fuoco e integrando rapidamente nuove capacità. L'obiettivo primario è ridurre il carico di lavoro dell'operatore e comprimere drasticamente il tempo che intercorre tra l'individuazione e la sconfitta del bersaglio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11507,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"US Army Sceglie Anduril Lattice per Distruggere gli Sciami di Droni\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/Anduril-Lattice-CUASHub.jpg\" alt=\"US Army Sceglie Anduril Lattice per Distruggere gli Sciami di Droni\" class=\"wp-image-11507\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">US Army Sceglie Anduril Lattice per Distruggere gli Sciami di Droni</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-risultati-sbalorditivi-al-yuma-proving-grounds\">Risultati Sbalorditivi al Yuma Proving Grounds</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il potere di Lattice, la piattaforma alla base di IBCS-M, è stato recentemente dimostrato in una prova di sette giorni presso lo Yuma Proving Grounds.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Integrazione Ibrida:</strong> Lattice è stata in grado di integrare un sensore e un effettore precedentemente non divulgati nel sistema in appena poche ore.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Precisione Perfetta:</strong> La dimostrazione ha incluso intercettazioni a fuoco vivo che hanno portato a un successo di <strong>quattro abbattimenti su quattro</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Capacità Avanzate:</strong> Sono state mostrate funzionalità avanzate come il controllo del fuoco potenziato dall'autonomia, il tracciamento distribuito e l'ottimizzazione della <em>kill-chain</em>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alex Miller, CTO dell'Esercito USA, ha sottolineato l'esigenza di un cambiamento di paradigma: \"Non possiamo più pensare al C-UAS come a qualcosa di statico o sullo stesso piano della difesa missilistica balistica. <strong>Deve essere manovrabile, il che significa che deve essere incentrato sul software e, soprattutto, adattabile</strong>.\" Miller ha anche evidenziato la necessità che il sistema supporti sia un comandante in una base operativa avanzata che un capo plotone in movimento con sensori distribuiti su molti veicoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-ecosistema-di-comando-e-controllo-unificato\">Un Ecosistema di Comando e Controllo Unificato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma IBCS-M rientra in una più ampia iniziativa di modernizzazione volta a ripensare le modalità con cui l'Esercito conduce il combattimento. I sistemi tradizionali erano costruiti per un'era di prevedibilità; il mondo di oggi esige un'infrastruttura <strong>aperta, estensibile e capace di evolvere alla velocità della macchina</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Siamo in una posizione unica per realizzare la visione dell'Esercito perché Anduril ha contribuito a definire la nuova frontiera della tecnologia di difesa aerea,\" ha affermato Matt Steckman, Presidente e Chief Business Officer di Anduril Industries.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anduril e l'Esercito stanno costruendo un ecosistema di comando e controllo unificato, che trasforma i dati in un vantaggio decisionale, garantendo che le forze statunitensi possano <strong>vedere, decidere e agire più rapidamente</strong> nell'era dell'autonomia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/lattice-1024x639-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Anduril, Droni, lattice","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-18 23:23:35","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.anduril.com/article/anduril-selected-for-u-s-army-s-integrated-battle-command-system-maneuver-program/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26403-us-army-sceglie-anduril-lattice-per-distruggere-gli-sciami-di-droni.mp4","galleria":""}
{"id":26396,"titolo":"OHB crea la “European Spaceport Company” per le infrastrutture di lancio spaziale europee","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il gruppo tedesco OHB ha annunciato la nascita della <strong>European Spaceport Company (ESC)</strong>, una nuova società dedicata allo sviluppo e alla gestione di infrastrutture di lancio per missioni spaziali. Obiettivo dichiarato: rafforzare e rendere più competitivo l’accesso autonomo dell’Europa allo spazio, affiancando alle capacità di sviluppo di vettori anche una nuova generazione di spaceport, sia a terra sia offshore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo OHB, per un accesso europeo allo spazio realmente indipendente non bastano i lanciatori: servono <strong>startplatz</strong> moderni, flessibili e a costi contenuti. La European Spaceport Company nasce proprio per concentrare, all’interno di un’unica entità, le competenze presenti nel gruppo nel campo delle infrastrutture di lancio, dei segmenti di terra e dei servizi correlati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nuova società si occuperà di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>progettazione e realizzazione di <strong>rampe di lancio mobili e fisse</strong>,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>sviluppo e gestione di <strong>segmenti di terra</strong>,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>realizzazione di <strong>centri di controllo missione</strong>,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>predisposizione di <strong>infrastrutture di test</strong>,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>fornitura di <strong>servizi operativi e logistici</strong> a supporto delle campagne di lancio.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>«L’Europa ha bisogno di un accesso allo spazio affidabile e indipendente. Su questo in OHB lavoriamo da anni, e i porti spaziali ne sono una parte essenziale», sottolinea Marco Fuchs, CEO di OHB SE, citato nel comunicato. «Contribuiamo già in modo significativo al concetto di Offshore Spaceport e intendiamo ampliare ulteriormente questo impegno».</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11497,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"OHB crea la “European Spaceport Company” per le infrastrutture di lancio spaziale europee\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/LANCIO-HERA-web-1.jpg\" alt=\"OHB crea la “European Spaceport Company” per le infrastrutture di lancio spaziale europee\" class=\"wp-image-11497\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">OHB crea la “European Spaceport Company” per le infrastrutture di lancio spaziale europee</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ruolo-di-kourou-e-l-esperienza-maturata\">Il ruolo di Kourou e l’esperienza maturata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>OHB rivendica una lunga esperienza nel settore delle infrastrutture di lancio. Attraverso le sue controllate, il gruppo partecipa da oltre cinquant’anni allo sviluppo delle capacità europee in questo ambito. In particolare, <strong>MT Aerospace AG</strong> è da circa trent’anni coinvolta nelle attività del <strong>Centro Spaziale della Guyana (CSG) a Kourou</strong>, con compiti chiave nella costruzione di infrastrutture critiche, nella manutenzione e nel supporto alle operazioni di lancio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso degli anni, il gruppo ha inoltre condotto diverse <strong>studi su concetti alternativi di lancio suborbitale e orbitale</strong>, preparandosi a una fase del settore spaziale caratterizzata da nuove esigenze di flessibilità, frequenza di lancio e riduzione dei costi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-offshore-spaceport-e-piattaforma-mobile-mmulp\">Offshore Spaceport e piattaforma mobile MMULP</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le prime priorità affidate alla European Spaceport Company figurano:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>la <strong>realizzazione di uno spaceport europeo offshore</strong>,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>l’<strong>ampliamento delle capacità di lancio</strong> presso il CSG di Kourou.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In una fase successiva, l’offerta di servizi di lancio e infrastrutture di supporto sarà proposta anche a mercati extraeuropei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Elemento centrale di questa visione è il risultato del progetto collaborativo <strong>OSLIOS (Offshore Spaceport – Lösungsfindung und Infrastrukturentwicklung für orbitale Starts)</strong>, recentemente concluso. Nell’ambito di OSLIOS è stata sviluppata una <strong>piattaforma di lancio mobile multi-utente (Mobile Multi-User Launch Pad, MMULP)</strong>, concepita per essere compatibile con diversi tipi di vettori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa soluzione, secondo OHB, permette di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>aumentare in modo modulare le capacità dei spaceport esistenti,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>sganciare la disponibilità delle rampe dal singolo modello di razzo,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>sfruttare le infrastrutture già presenti, come stazioni di terra e reti di comunicazione,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>incrementare la cadenza dei lanci riducendo tempi e costi operativi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto OSLIOS è stato reso possibile grazie al <strong>supporto del Ministero federale dei Trasporti tedesco</strong> e alla stretta collaborazione con il <strong>DLR (Centro Aerospaziale Tedesco)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11498,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"OHB crea la “European Spaceport Company” per le infrastrutture di lancio spaziale europee\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/CR-alto.jpg\" alt=\"OHB crea la “European Spaceport Company” per le infrastrutture di lancio spaziale europee\" class=\"wp-image-11498\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">OHB crea la “European Spaceport Company” per le infrastrutture di lancio spaziale europee</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-governance-e-posizionamento-industriale\">Governance e posizionamento industriale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La European Spaceport Company sarà guidata da un management a tre:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sabine von der Recke</strong>,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ulrich Scheib</strong> (MT Aerospace AG),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Arne Gausepohl</strong> (OHB Digital).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>«La nuova era della space economy richiede più offerte e soluzioni creative lungo tutta la catena del valore», afferma von der Recke. «In OHB conosciamo bene porti spaziali e infrastrutture e siamo molto vicini alle evoluzioni del mercato: mettiamo questo know-how al servizio dei clienti».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>OHB SE si presenta come uno dei principali player europei nei sistemi spaziali, con oltre <strong>3.600 dipendenti</strong> tra Europa e oltremare e tre aree di business – <strong>Space Systems, Aerospace e Digital</strong>. Le sue attività spaziano dalla realizzazione di <strong>satelliti</strong> alla produzione di <strong>componenti per aeromobili e lanciatori</strong>, fino alla fornitura di <strong>infrastrutture di terra</strong> e di servizi legati alla <strong>trasmissione e applicazione dei dati satellitari</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la nascita della European Spaceport Company, il gruppo punta ora a consolidare anche il segmento infrastrutturale dei lanci, in un momento in cui l’accesso indipendente allo spazio è sempre più percepito come un fattore strategico per l’Europa, tanto sul piano industriale quanto su quello della sicurezza e della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/1.png","categoria":"Internazionali","tags":"AEROSPACE, MMULP, OHB, SPACEPORT, STARTPLATZ","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-18 17:33:35","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ohb.de/en/news/ohb-establishes-new-company-to-develop-launch-site-infrastructure","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26396-ohb-crea-la-european-spaceport-company-per-le-infrastrutture-di-lancio-spaziale-europee.mp4","galleria":""}
{"id":26389,"titolo":"L'Assedio di Pokrovsk: Avanzate a Costo Colossale e la Guerra Elettronica Decisiva","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le recenti offensive russe nell'area del Donbas, in particolare il tentativo di catturare la città di <strong>Pokrovsk</strong>, hanno catalizzato l'attenzione militare internazionale, non solo per l'importanza strategica della città, ma soprattutto per le dinamiche belliche che ne stanno definendo l'esito. Parallelamente, gli attacchi russi mirati alle <strong>infrastrutture energetiche e di trasporto ucraine</strong>, specialmente nella regione di Donetsk, stanno mettendo a dura prova la capacità di resistenza di Kyiv.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-guerra-all-energia-e-i-vantaggi-tattici-russi\">La Guerra all'Energia e i Vantaggi Tattici Russi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come sottolineato, nelle ultime settimane le forze russe hanno intensificato i raid contro le principali risorse energetiche e la rete ferroviaria ucraina. I dati di intelligence e i rapporti dai territori indicano una strategia deliberata per degradare la capacità logistica e la resilienza civile dell'Ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Impatto Critico:</strong> Questi attacchi, spesso condotti con droni e missili, hanno causato estese interruzioni di corrente, anche nelle regioni occupate (come riportato per la città di Donetsk) e hanno danneggiato le infrastrutture portuali, essenziali per l'economia e i rifornimenti (ad esempio nell'area di Odesa).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Superiorità EW/UAV:</strong> Fonti ucraine, inclusi i recenti appelli del Ministero degli Affari Esteri, confermano la sfida posta dall'uso massiccio di <strong>UAV e UAS (Sistemi Aerei Senza Pilota)</strong> russi, spesso supportati dalla <strong>Guerra Elettronica (E.W.)</strong> per colpire Posti di Blocco (BP) e Centri di Controllo Tattico (KTs) ucraini. Il capo della Direzione Principale di Guerra Radio-Elettronica e Cyber del Quartier Generale delle Forze Armate ucraine ha stimato in $7.000-9.000$ l'uso quotidiano di droni da parte dei soldati ucraini, evidenziando l'enorme richiesta e la centralità di questi strumenti nel conflitto.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>La Corsa ai Droni:</strong> Il Ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha ha chiesto finanziamenti per aumentare la produzione di droni a $20$ milioni l'anno prossimo, definendo la corsa agli armamenti moderni come una competizione sui <strong>\"milioni di droni economici\"</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11485,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"L'Assedio di Pokrovsk: Avanzate a Costo Colossale e la Guerra Elettronica Decisiva\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/12.jpg\" alt=\"L'Assedio di Pokrovsk: Avanzate a Costo Colossale e la Guerra Elettronica Decisiva\" class=\"wp-image-11485\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Assedio di Pokrovsk: Avanzate a Costo Colossale e la Guerra Elettronica Decisiva</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-pokrovsk-la-testardaggine-strategica-russa\">Pokrovsk: La \"Testardaggine Strategica\" Russa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'offensiva su Pokrovsk, un nodo logistico cruciale nel Donetsk occidentale, è l'esempio più lampante della strategia russa di <strong>guerra di attrito</strong>, come evidenziato nell'analisi militare odierna di Roberto Casalone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>\"È caduta oggi Pokrovsk? Non ancora?\"</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il quadro operativo, pur con qualche avanzamento territoriale russo, mostra una situazione di stallo sanguinoso, dove i guadagni sono <strong>\"minimi, risibili, a fronte di un costo umano che è colossale\"</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Avanzate a Passo d'Uomo:</strong> L'avanzata russa è calcolabile <strong>\"a pixel\"</strong> (poche centinaia di metri) a ovest di Novoekonomichne e verso Moskovske, ottenuta attraverso la cosiddetta <strong>\"offensiva di fanteria leggera, poco mobile ed estremamente lenta\"</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>\"Killing Boxes\" e Attrito:</strong> Le forze ucraine mantengono saldamente il controllo degli svincoli stradali attorno a Myrnohrad, costringendo i russi ad attaccare attraverso \"corridoi\" stretti e prevedibili, trasformati in vere e proprie <strong>\"killing boxes\"</strong> (zone di annientamento).<em>Ogni singolo attacco, diventa pertanto una sorta di tritacarne, a livello della Somme del 1916 o di Verdun...</em></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Costo Umano Spaventoso:</strong> L'analisi suggerisce che ogni avanzamento di 50 metri costa circa <strong>1200 morti russi</strong>, e ogni presunto \"successo\" ha il costo di circa <strong>un battaglione ogni due giorni</strong>. Questo dato, pur difficile da verificare con certezza, illustra il tasso di perdite sconcertante in un'offensiva frontale priva di coordinamento interarma e slancio meccanizzato moderno.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rapporto di Forza Insufficiente:</strong> Il rapporto attuale di $3:1$ a favore della Russia nell'area è considerato insufficiente per un assalto decisivo. Secondo l'analisi, sarebbe necessario un rapporto di almeno $8:1$ o anche $10:1$ per garantire un successo rapido e una messa in sicurezza del territorio. Il Presidente Zelensky ha effettivamente riportato che le forze russe superano gli ucraini di otto a uno nel settore di Pokrovsk, sottolineando la gravità della pressione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Obiettivo dell'Accerchiamento:</strong> L'Institute for the Study of War (ISW) nota che le forze russe stanno provando a completare l'accerchiamento delle forze ucraine a Pokrovsk e Myrnohrad, concentrandosi sull'interruzione delle linee di comunicazione (GLOCs) a nord. Tuttavia, l'uso di tattiche di infiltrazione in piccoli gruppi si è dimostrato insufficiente per \"generare una massa sufficiente a eliminare le forze ucraine\" all'interno della città.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11484,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"L'Assedio di Pokrovsk: Avanzate a Costo Colossale e la Guerra Elettronica Decisiva\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/Pokrovsk-during-the-war-2025-01-08.webp-Easy-Resize.com_.jpg\" alt=\"L'Assedio di Pokrovsk: Avanzate a Costo Colossale e la Guerra Elettronica Decisiva\" class=\"wp-image-11484\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Assedio di Pokrovsk: Avanzate a Costo Colossale e la Guerra Elettronica Decisiva</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusioni-resistenza-dinamica-e-debito-militare\">Conclusioni: Resistenza Dinamica e Debito Militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La battaglia di Pokrovsk si configura come un caso di studio sulla <strong>\"Strategic Stubbornness\" (Testardaggine Strategica)</strong> di Mosca. La Russia, sotto pressione politica per ottenere risultati, continua ad alimentare l'offensiva con ondate di truppe mobilitate, senza però applicare la massa critica necessaria per una manovra risolutiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Ucraina, al contrario, sta attuando una <strong>\"resistenza dinamica\"</strong>, facendo pagare alla Russia <strong>\"ogni metro con interessi usurari\"</strong>. Questi \"interessi\" non permettono a Mosca di liquidare il capitale del suo debito militare in vite umane e mezzi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Pokrovsk non è ancora caduta. La sua difesa tenace, nonostante le difficoltà ucraine nel contrastare gli attacchi EW/UAV russi, sta di fatto rallentando l'intero fronte del Donbas, trasformando il guadagno territoriale russo in un'emorragia logistica e umana insostenibile nel lungo termine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/4bafcff0-bf1f-11f0-ae89-e993d0cb9b26.png.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"guerraelettronica, pokrovsk","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-18 11:03:34","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.google.com/search?q=https://understandingwar.org/research/russia-ukraine/russian-offensive-campaign-assessment-november-17-2025","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26389-lassedio-di-pokrovsk-avanzate-a-costo-colossale-e-la-guerra-elettronica-decisiva.mp4","galleria":""}
{"id":26380,"titolo":"Falcon Strike 2025: L'Italia Al Centro della Difesa Aerea NATO con l'Integrazione 4ª e 5ª Generazione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Amendola, 17 Novembre 2025</strong> — Si è conclusa con pieno successo l'esercitazione aerea multinazionale <a href=\"https://difesanews.com/falcon-strike-2025-i-jet-della-nato-volano-sullitalia/\">\"Falcon Strike 2025\"</a> in Italia, confermando l'elevatissima prontezza operativa e l'interoperabilità delle forze aeree dell'Alleanza Atlantica. Per due settimane, i cieli del Mediterraneo e le basi italiane sono stati il palcoscenico per il più importante evento addestrativo dell'anno organizzato dall'Aeronautica Militare (AM).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11469,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Falcon Strike 2025: L'Italia Al Centro della Difesa Aerea NATO con l'Integrazione 4ª e 5ª Generazione\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/Falcon-Strike-2025-10.jpg\" alt=\"Falcon Strike 2025: L'Italia Al Centro della Difesa Aerea NATO con l'Integrazione 4ª e 5ª Generazione\" class=\"wp-image-11469\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Falcon Strike 2025: L'Italia Al Centro della Difesa Aerea NATO con l'Integrazione 4ª e 5ª Generazione</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-integrazione-avanzata-e-forze-alleate\">Integrazione Avanzata e Forze Alleate</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercitazione ha coinvolto <strong>oltre 1.000 militari</strong> e <strong>più di 50 velivoli</strong> provenienti da cinque Nazioni NATO: <strong>Italia, Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Grecia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto focale è stato l'addestramento nell'integrazione tra piattaforme di <strong>quarta generazione</strong> (come i caccia Typhoon e Rafale) e di <strong>quinta generazione</strong> (F-35A/B), un elemento strategico cruciale per la superiorità aerea moderna. Il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale S.A. Antonio CONSERVA, ha sottolineato come l'attività rifletta la complessità degli scenari attuali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"I nostri equipaggi si addestrano per far fronte a questa complessità e alle sfide tecnologiche che ne derivano. Con la Falcon Strike 2025 abbiamo raggiunto un ulteriore livello di <strong>capacità operativa e di prontezza dei nostri assetti</strong>.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'attività ha registrato circa <strong>460 sortite</strong> e superato le <strong>1.000 ore di volo</strong>, operando principalmente dalla base AM di Amendola, sede del 32° Stormo F-35, e coinvolgendo un'ampia rete di basi nazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11470,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Falcon Strike 2025: L'Italia Al Centro della Difesa Aerea NATO con l'Integrazione 4ª e 5ª Generazione\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/Falcon-Strike-2025-27.jpg\" alt=\"Falcon Strike 2025: L'Italia Al Centro della Difesa Aerea NATO con l'Integrazione 4ª e 5ª Generazione\" class=\"wp-image-11470\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Falcon Strike 2025: L'Italia Al Centro della Difesa Aerea NATO con l'Integrazione 4ª e 5ª Generazione</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-test-multidominio-e-concetti-operativi-chiave\">Test Multidominio e Concetti Operativi Chiave</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Falcon Strike 2025</strong> non si è limitata al solo dominio aereo. L'esercitazione ha integrato assetti della <strong>Marina Militare</strong> e della <strong>Royal Navy</strong> britannica (inclusa la portaerei <em>HMS Prince of Wales</em>), consolidando un approccio <strong>multidominio</strong> essenziale per la difesa dello spazio euro-atlantico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le operazioni più rilevanti testate sul campo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Agile Combat Employment (ACE):</strong> Un concetto fondamentale che verifica la capacità di rischieramento rapido e la rigenerazione della capacità operativa aerea in basi geograficamente disperse, cruciale per aumentare la resilienza operativa in contesti ad alta intensità.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Air Landed Aircraft Refuelling Point (ALARP):</strong> Esecuzione di rifornimento rapido a motori accesi (<em>Hot Pit Refuelling</em>) su velivoli F-35B a Gioia del Colle, dimostrando la capacità di <strong>aumentare la rapidità di risposta</strong> operativa.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Cross-Maintenance:</strong> L'interazione di specialisti tecnici italiani e alleati nel fornire supporto e manutenzione ai velivoli partner, rafforzando l'interoperabilità logistica.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11471,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Falcon Strike 2025: L'Italia Al Centro della Difesa Aerea NATO con l'Integrazione 4ª e 5ª Generazione\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/Falcon-Strike-2025-37.jpg\" alt=\"Falcon Strike 2025: L'Italia Al Centro della Difesa Aerea NATO con l'Integrazione 4ª e 5ª Generazione\" class=\"wp-image-11471\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Falcon Strike 2025: L'Italia Al Centro della Difesa Aerea NATO con l'Integrazione 4ª e 5ª Generazione</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ruolo-dell-aeronautica-militare-italiana\">Il Ruolo dell'Aeronautica Militare Italiana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Comando per le Operazioni Aerospaziali (COA) di Poggio Renatico ha diretto l'esercitazione, gestendo la pianificazione e la condotta delle missioni in tempo reale. L'Aeronautica Militare ha schierato un vasto parco assetti, tra cui F-35A/B, Typhoon, MQ-9, T-346, oltre a velivoli di supporto (KC-767A, E-550 CAEW, C-130J).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo della <em>Falcon Strike 2025</em> conferma l'Italia come <strong>hub strategico</strong> e fornitore di sicurezza affidabile, capace di integrare al massimo livello tecnologie, addestramento e risorse umane per rafforzare la deterrenza collettiva e la difesa dell'Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11472,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Falcon Strike 2025: L'Italia Al Centro della Difesa Aerea NATO con l'Integrazione 4ª e 5ª Generazione\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/Falcon-Strike-2025-3.jpg\" alt=\"Falcon Strike 2025: L'Italia Al Centro della Difesa Aerea NATO con l'Integrazione 4ª e 5ª Generazione\" class=\"wp-image-11472\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Falcon Strike 2025: L'Italia Al Centro della Difesa Aerea NATO con l'Integrazione 4ª e 5ª Generazione</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/cq5dam.web_.1280.1280-2.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"aereonauticamilitare, DifesaAerea, falconstrike","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-18 08:43:35","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.nato.int/en/news-and-events/articles/news/2025/11/17/nato-allies-wrap-up-major-air-exercise-falcon-strike-2025-in-italy","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26380-falcon-strike-2025-litalia-al-centro-della-difesa-aerea-nato-con-lintegrazione-4a-e-5a-generazione.mp4","galleria":""}
{"id":26368,"titolo":"Vento d’Autunno 2025: la Legione Straniera si addestra ad alta intensità","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 19 al 31 ottobre 2025, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/2e-etranger-de-parachutistes-legione-straniera/\">2e Régiment Étranger de Parachutistes</a> (2e REP), élite della Legione Straniera, ha condotto in Haute-Corse l’esercitazione <em>Vent d’Automne 2025</em> (“Vento d’Autunno 2025”), uno dei più importanti addestramenti dell’anno per le forze francesi. Oltre 700 legionari paracadutisti sono stati impegnati in operazioni complesse, supportati da unità del Genio, dell’Artiglieria e della Cavalleria paracadutista, nonché da assetti aerei della Marina nazionale e da un C-130 Hercules.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo: consolidare la capacità interarmi del 2e REP in un contesto realistico, dinamico e impegnativo. Dopo una fase dettagliata di pianificazione, l’esercitazione è iniziata con una messa a terra notturna tramite lancio operativo. Precedentemente, i commandos paracadutisti si erano infiltrati con un salto ad alta quota e una lunga progressione sotto vela, fornendo ricognizioni essenziali e assicurando l’area per l’arrivo delle unità principali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26371,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"700px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/22.png\" alt=\"Vento d’Autunno 2025: la Legione Straniera si addestra ad alta intensità - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26371\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:700px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Vento d’Autunno 2025: la Legione Straniera si addestra ad alta intensità - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Infiltrazioni, colli strategici e la battaglia per Galéria</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una volta sul terreno, i legionari si sono riorganizzati per iniziare una complessa infiltrazione attraverso i rilievi del Nebbiu e della Balagne. La missione prevedeva la conquista coordinata di punti tattici fondamentali come i colli di Teghime, Salvi e Marsolino. Ogni movimento è stato condotto in modo discreto e metodico, per preservare l’effetto sorpresa e ridurre al minimo il rischio di ingaggio prematuro con un avversario simulato dotato di pari capacità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La fase successiva ha visto la ricognizione della piana di Calvi, con reparti motorizzati impegnati contro un nemico dinamico. L’attenzione si è poi spostata su Galéria, punto strategico dell’operazione. L’intera area è stata accuratamente sorvegliata grazie all’impiego integrato dei sensori del 2e REP: droni FPV, tiratori scelti, la sezione di ricognizione reggimentale e le squadre del Gruppo Commando Paracadutista. All’alba è scattato l’assalto decisivo che ha portato alla rapida conquista della località.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26373,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/24-1024x575.png\" alt=\"Vento d’Autunno 2025: la Legione Straniera si addestra ad alta intensità - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26373\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Vento d’Autunno 2025: la Legione Straniera si addestra ad alta intensità - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’assalto finale a Calvi e la conferma dell’eccellenza del 2e REP</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo la presa di Galéria, il GTIA ha preparato la fase conclusiva dell’esercitazione: una serie di operazioni eliportate dirette verso Calvi, dove le forze avversarie si erano asserragliate. L’assalto finale, condotto contro la storica cittadella della città – sede del 2e REP dal 1967 – ha rappresentato il culmine di <em>Vent d’Automne 2025</em> e ha sancito la riuscita dell’intera manovra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo addestramento ha permesso alla Legione Straniera Paracadutisti di validare l’intero spettro delle sue capacità: pianificazione avanzata, messa a terra aerea, infiltrazione, ricognizione complessa, assalto coordinato e reproiezione eliportata. Per l’intensità, la difficoltà del terreno e la complessità tattica, <em>Vento d’Autunno 2025</em> conferma il livello di eccellenza operativa del 2e REP, che continua a distinguersi negli scenari più esigenti, fedele alla sua tradizione: <strong>More Majorum</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26374,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/21-1024x575.png\" alt=\"Vento d’Autunno 2025: la Legione Straniera si addestra ad alta intensità - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26374\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Vento d’Autunno 2025: la Legione Straniera si addestra ad alta intensità - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/19.png","categoria":"Internazionali","tags":"armèdeterre, LegioneStraniera, paracadutisti, ventdautomne","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-18 01:14:12","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.defense.gouv.fr/terre/actualites/vent-dautomne-haute-corse-2e-rep-haute-intensite","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26368-vento-dautunno-legione-straniera-addestra.mp4","galleria":""}
{"id":26361,"titolo":"“Lo giuro!”: il 238° corso della Nunziatella celebra il suo battesimo militare","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella cornice maestosa di Piazza del Plebiscito, cuore identitario di Napoli, gli Allievi della Scuola Militare “Nunziatella” del <strong>238° corso</strong>, dedicato alla Medaglia d’Oro al Valor Militare <strong>Tenente Colonnello Alberto Bechi Luserna</strong>, hanno pronunciato il loro <strong>giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana</strong>. Un momento solenne, carico di emozione, che segna l’ingresso formale di questi giovani nella grande tradizione militare nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia si è svolta alla presenza di autorità civili e militari di altissimo rilievo: il <strong>Sottosegretario di Stato per la Difesa, Senatrice Isabella Rauti</strong>, il <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</strong>, e il <strong>Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Antonello Vespaziani</strong>. Accanto a loro, rappresentanti delle Istituzioni locali, delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma e numerosi cittadini che hanno voluto condividere questo passaggio decisivo nella vita degli Allievi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo l’allocuzione del <strong>Colonnello Alberto Valent</strong>, Comandante della Scuola, gli Allievi hanno risposto all’unisono con un potente e vibrante <strong>“Lo giuro!”</strong>, pronunciato al cospetto della <strong>Bandiera d’Istituto</strong>. Un grido che ha risuonato forte nella piazza, simbolo di <strong>impegno, dedizione e consapevolezza</strong> verso i valori fondanti della Repubblica. Questo attimo, tanto breve quanto intenso, rappresenta per i giovani studenti il loro <strong>“battesimo militare”</strong>, l’inizio di un percorso che li vedrà crescere come cittadini e come futuri servitori dello Stato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-valori-leadership-e-tradizione-il-messaggio-delle-autorita-agli-allievi\">Valori, leadership e tradizione: il messaggio delle autorità agli Allievi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, il Sottosegretario Isabella Rauti ha sottolineato il significato profondo della cerimonia, inserendola nel contesto internazionale segnato da <strong>instabilità e minacce ibride</strong>. Rivolgendosi ai giovani, ha ricordato come la Nunziatella — tra le istituzioni formative militari <strong>più antiche al mondo</strong> — rappresenti un baluardo di valori, disciplina e tradizione. “<strong>Il vostro grido di giuramento ha scosso questa piazza e le nostre coscienze</strong>”, ha affermato, sottolineando come la Scuola prepari i suoi Allievi alle <strong>sfide tecnologiche e operative del futuro</strong>, offrendo una formazione integrale in grado di affrontare la complessità del mondo contemporaneo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11452,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/8.-Intervento-del-Capo-di-Stato-Maggiore-dellEsercito-2.jpg\" alt=\"“Lo giuro!”: il 238° corso della Nunziatella celebra il suo battesimo militare\" class=\"wp-image-11452\" title=\"“Lo giuro!”: il 238° corso della Nunziatella celebra il suo battesimo militare\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Intervento del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Profondo e ispirato anche il messaggio del <strong>Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</strong>, che ha richiamato la centralità della <strong>leadership etica</strong>, del servizio e del legame con le proprie radici. Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha ricordato che essere leader non significa cercare il primato personale, ma <strong>saper elevare chi cammina accanto</strong>: “<strong>Chi crede di essere un leader ma non ha nessuno che lo segua, non sta guidando — sta solo passeggiando.</strong>” Un monito che supera il perimetro militare e si estende alla vita civile, perché la leadership autentica è anzitutto <strong>servizio, esempio e responsabilità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo discorso, il Generale Masiello ha invitato gli Allievi a mantenere vivo il legame con la propria famiglia e con la propria storia personale, riconoscendoli come <strong>fonti irrinunciabili di forza morale</strong>. La <strong>dignità</strong>, valore cardine per ogni militare, è stata descritta come un’eredità ricevuta e un dono da trasmettere, un faro che guida le scelte nei momenti più complessi. Parole che hanno toccato profondamente gli Allievi e le loro famiglie, presenti in una giornata destinata a rimanere impressa nella memoria collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tradizione-comunita-e-futuro-la-nunziatella-come-polo-formativo-d-eccellenza\">Tradizione, comunità e futuro: la Nunziatella come polo formativo d’eccellenza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia è stata arricchita da un momento spettacolare e simbolico: l’atterraggio in Piazza del Plebiscito dei Paracadutisti dell’Esercito Italiano, che hanno dispiegato nel cielo partenopeo un grande <strong>Tricolore</strong>, accolto dall’entusiasmo dei presenti. Un gesto che coniuga tradizione, abilità tecnica e spirito di corpo, offrendo una testimonianza concreta dell’<strong>eccellenza operativa delle Forze Armate</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11451,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/14.-Larrivo-dei-paracadutisti-in-Piazza-del-Plebiscito.jpg\" alt=\"“Lo giuro!”: il 238° corso della Nunziatella celebra il suo battesimo militare\" class=\"wp-image-11451\" title=\"“Lo giuro!”: il 238° corso della Nunziatella celebra il suo battesimo militare\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'arrivo dei paracadutisti in Piazza del Plebiscito - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, l’Esercito ha allestito sul lungomare Caracciolo il grande <strong>“Villaggio Esercito”</strong>, uno spazio espositivo di oltre 17.000 metri quadrati che ha permesso ai cittadini di conoscere mezzi, tecnologie, attività addestrative e opportunità professionali del mondo militare. Un’iniziativa che rafforza il dialogo tra <strong>Forze Armate e comunità</strong>, avvicinando i giovani a percorsi formativi e professionali spesso poco conosciuti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Scuola Militare “Nunziatella”, con oltre <strong>due secoli di storia</strong>, continua a distinguersi come un <strong>polo d’eccellenza</strong> del panorama educativo italiano. Attraverso un concorso pubblico annuale, offre ai ragazzi e alle ragazze la possibilità di intraprendere un triennio caratterizzato da <strong>formazione accademica di alto livello</strong>, intensa attività sportiva e addestramento militare. Non si tratta soltanto di preparare futuri ufficiali, ma cittadini consapevoli, dotati di <strong>senso civico, disciplina e capacità di leadership</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il giuramento del 238° corso non è dunque solo una cerimonia, ma il punto di partenza di un cammino esigente e affascinante. Un cammino in cui <strong>storia, valori e innovazione</strong> si intrecciano per formare le nuove generazioni che serviranno il Paese, dentro e fuori le Forze Armate: una promessa al presente e al futuro della Repubblica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/6.-Il-momento-del-Giuramento-degli-Allievi-del-238°-Corso-della-Scuola-Militare-Nunziatella.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"giuramento, nunziatella","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-17 12:23:35","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Giurano-gli-allievi-del-238%C2%B0-corso-della-Nunziatella.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26361-lo-giuro-il-238-corso-della-nunziatella-celebra-il-suo-battesimo-militare.mp4","galleria":""}
{"id":26348,"titolo":"Portolano trasforma le Forze Speciali: Comando Unico per i conflitti del XXI secolo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le<a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-interforze-per-le-operazioni-delle-forze-speciali-c-o-f-s/\"> Forze Speciali italiane</a> stanno vivendo una fase di trasformazione profonda. Mentre il ritorno della guerra convenzionale e l’irruzione massiccia di nuove tecnologie – droni, sistemi autonomi, cyber – cambiano il volto dei conflitti, Roma sta ridisegnando il ruolo e l’architettura di questo comparto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A tratteggiare la nuova cornice è il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, che ha avviato – su indirizzo e sotto la supervisione del ministro della Difesa Guido Crosetto – un processo di revisione urgente del comparto Forze Speciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11443,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/0833834d-20ae-4f29-8526-7d1b568f7d6d-1.jpg\" alt=\"Portolano trasforma le Forze Speciali: Comando Unico per i conflitti del XXI secolo\" class=\"wp-image-11443\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\" title=\"Portolano trasforma le Forze Speciali: Comando Unico per i conflitti del XXI secolo\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Portolano trasforma le Forze Speciali: Comando Unico per i conflitti del XXI secolo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-forze-speciali-non-sono-assenti-se-non-si-vedono-e-perche-stanno-lavorando\">Le Forze Speciali non sono assenti: se non si vedono, è perché stanno lavorando</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante nei teatri ad alta intensità di oggi – dall’Ucraina al Medio Oriente – l’attenzione sia polarizzata su carri armati, artiglierie e sciami di droni, per Portolano il ruolo delle Forze Speciali è tutt’altro che ridimensionato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le FS non sono, sottolinea, “fanteria d’élite” da mandare in prima linea, come fatto con esiti disastrosi dalla Russia nelle fasi iniziali del conflitto ucraino. Sono piuttosto uno strumento “chirurgico”, pensato per azioni ad altissimo impatto strategico con un numero ridotto di operatori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro rientrano operazioni di sabotaggio contro nodi critici, ricognizione strategica oltre la linea di contatto, apertura di corridoi per contrastare bolle A2/AD, designazione di obiettivi di alto valore, inserzione clandestina di sensori e raccolta/esfiltrazione di dati sensibili.<br>L’apparente invisibilità, quindi, è coerente con la loro natura: discreta, selettiva, non di massa, ma capace di agire da autentico moltiplicatore di forza per l’intero strumento militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11442,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/1-EI-SOF-1.png\" alt=\"Portolano trasforma le Forze Speciali: Comando Unico per i conflitti del XXI secolo\" class=\"wp-image-11442\" style=\"width:840px;height:auto\" title=\"Portolano trasforma le Forze Speciali: Comando Unico per i conflitti del XXI secolo\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Portolano trasforma le Forze Speciali: Comando Unico per i conflitti del XXI secolo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-laboratorio-di-innovazione-droni-mum-t-cyber-e-manifattura-3d\">Laboratorio di innovazione: droni, MUM-T, cyber e manifattura 3D</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per loro missione e cultura interna, le Forze Speciali sono abituate a vivere nel cambiamento. L’adattamento, ricorda Portolano, non è una sfida, ma «parte del DNA» di queste unità: selezione mirata sull’agilità mentale, catena di comando corta, abitudine a sperimentare prima degli altri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi questo processo si traduce in una trasformazione multidimensionale. Accanto agli incursori entrano stabilmente figure nuove: operatori cyber, specialisti di operazioni psicologiche (PSYOPS), esperti in gestione dell’informazione, che lavorano gomito a gomito con i distaccamenti operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano tecnico-tattico, le FS stanno integrando in modo sistematico:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>il <strong>Manned-Unmanned Teaming (MUM-T)</strong>, ovvero il lavoro combinato tra piattaforme con equipaggio e sistemi senza pilota;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>l’impiego di <strong>sciami di droni</strong> per ricognizione, inganno e saturazione sensoriale del nemico;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>l’uso di <strong>munizioni circuitanti intelligenti</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>reti di comunicazione a bassissima probabilità di intercettazione</strong>, indispensabili per operare in profondità in ambienti saturi di sensori.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro fronte chiave è l’auto-sostenibilità tecnologica: grazie a capacità di <strong>stampa 3D</strong> e micro-manifattura, i reparti possono prototipare, adattare e riparare equipaggiamenti in tempi ridottissimi, riducendo la dipendenza dalla logistica tradizionale e aumentando la resilienza operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In parallelo, la formazione degli incursori è sempre più orientata a operazioni di livello strategico: capacità di agire in isolamento estremo, cooperazione stretta con gli assetti di intelligence, padronanza di scenari multi-dominio in cui la linea tra guerra e pace è sempre più sfumata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11435,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/FORZE-SPECIALI-FIRMATO-ACCORDO-TRA-AERONAUTICA-E-COFS-20250609-2-scaled-1.jpg\" alt=\"Portolano trasforma le Forze Speciali: Comando Unico per i conflitti del XXI secolo\" class=\"wp-image-11435\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\" title=\"Portolano trasforma le Forze Speciali: Comando Unico per i conflitti del XXI secolo\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Portolano trasforma le Forze Speciali: Comando Unico per i conflitti del XXI secolo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dall-afghanistan-al-mediterraneo-allargato-un-assetto-gia-in-azione\">Dall’Afghanistan al Mediterraneo allargato: un assetto già in azione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi vent’anni le Forze Speciali italiane si sono affermate come eccellenza riconosciuta nei principali teatri di crisi, dal Medio Oriente all’Africa. E non si tratta di una storia chiusa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le operazioni di evacuazione dall’Afghanistan nel 2021 e dal Sudan nel 2023 sono solo gli esempi più visibili di un impegno quotidiano, spesso lontano dai riflettori, in tutti i contesti dove l’Italia mantiene una presenza militare o un interesse strategico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi lo sguardo si sposta su due direttrici:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>l’eventualità di scenari ad <strong>alta intensità in Europa orientale</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>le <strong>instabilità crescenti nel Mediterraneo allargato</strong>, dall’Africa sub-sahariana al Medio Oriente.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per rispondere a queste sfide, le FS stanno aggiornando dottrine, sperimentando nuove procedure multi-dominio e integrando tecnologie dirompenti. È in questo quadro che si inserisce la riforma di comparto avviata da Portolano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11436,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/muflone3-151204.png\" alt=\"Portolano trasforma le Forze Speciali: Comando Unico per i conflitti del XXI secolo\" class=\"wp-image-11436\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\" title=\"Portolano trasforma le Forze Speciali: Comando Unico per i conflitti del XXI secolo\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Portolano trasforma le Forze Speciali: Comando Unico per i conflitti del XXI secolo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-riforma-del-comparto-forze-speciali-due-orizzonti-temporali\">La riforma del comparto Forze Speciali: due orizzonti temporali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La revisione in corso si articola su due livelli temporali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Nel breve periodo</strong> sono previste “misure di prontezza”, che includono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>razionalizzazione dei Reparti in base alle specifiche missioni;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>procedure di attivazione più snelle;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>una catena decisionale corta e dedicata, che collegherà direttamente il nuovo <strong>Comando Forze Speciali</strong> (evoluzione dell’attuale COFS) con il Capo di SMD e con l’Autorità politica;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>un <strong>processo di procurement dedicato</strong>, in grado di accelerare l’introduzione di tecnologie critiche per il comparto.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Sul medio periodo</strong>, il comparto FS potrà contare su abilitanti operativi e logistici assegnati in modo più diretto:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>assetti <strong>rotary e fixed wing</strong> per inserzione, supporto ed esfiltrazione;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>sistemi <strong>a pilotaggio remoto e droni</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>unità <strong>PSYOPS</strong> e nuclei <strong>cyber-intel</strong> pienamente integrati nel disegno operativo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le singole Forze Armate continueranno comunque a mantenere un ruolo centrale: dalla selezione e afflusso di personale idoneo, al supporto logistico per le piattaforme di dominio, fino alla condivisione di esperienze e lesson learned.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sono allo studio anche nuovi percorsi di <strong>selezione e formazione</strong>: potenziamento degli iter addestrativi, programmi di specializzazione avanzata, cooperazione rafforzata con Paesi partner e Alleati, in modo da ampliare il ventaglio di capacità senza sacrificare la qualità, nel rispetto degli impegni NATO e della tutela diretta degli interessi nazionali nelle crisi “sotto soglia”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Elemento cardine è la <strong>linea di comando diretta</strong>: la possibilità di passare dall’individuazione di un’esigenza strategica alla proiezione di forze altamente specializzate nell’arco di poche ore. Il tutto accompagnato da un adeguamento normativo che garantisca piena legittimità, trasparenza e sostenibilità della trasformazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11437,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/forze-speciali-italiane.jpg\" alt=\"Portolano trasforma le Forze Speciali: Comando Unico per i conflitti del XXI secolo\" class=\"wp-image-11437\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\" title=\"Portolano trasforma le Forze Speciali: Comando Unico per i conflitti del XXI secolo\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Portolano trasforma le Forze Speciali: Comando Unico per i conflitti del XXI secolo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-forza-piu-agile-integrata-e-tecnologica\">Una forza più agile, integrata e tecnologica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evoluzione del comparto Forze Speciali, che raccoglie l’eredità del COFS istituito nel 2004, rappresenta per Portolano un ulteriore salto di qualità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I vantaggi attesi sono molteplici:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>maggiore rapidità e reattività decisionale</strong>, grazie a una catena di comando dedicata e agile;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>integrazione completa degli “enablers”</strong>, dagli assetti aerei ai droni, fino alle componenti cyber e PSYOPS;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>una <strong>visione unitaria dello sviluppo tecnologico</strong>, che evita duplicazioni, concentra gli investimenti e accelera la sperimentazione e l’adozione di soluzioni innovative (sistemi autonomi, capacità cyber, piattaforme di inserzione speciali);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>una <strong>tutela ancora più rigorosa delle informazioni sensibili</strong>, con protocolli avanzati e compartimentazione delle competenze a beneficio non solo della sicurezza nazionale, ma anche delle relazioni con partner e alleati.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il risultato atteso è una forza speciale più agile, efficiente e tecnologicamente avanzata, in grado di operare con efficacia sia sotto la soglia del conflitto sia in scenari ad alta intensità, rafforzando la sicurezza del Paese e il suo prestigio internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/collage-1200x800-FS.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"forzespeciali, LucianoPortolano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-16 23:03:36","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.rid.it/shownews/7677/come-cambiano-le-sof-italiane-la-parola-al-capo-di-smd-generale-portolano","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26348-portolano-trasforma-le-forze-speciali-comando-unico-per-i-conflitti-del-xxi-secolo.mp4","galleria":""}
{"id":26338,"titolo":"Droni e Violenza Organizzata: dallo Sci-fi Distopico alla Nuova Normalità Criminale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è <em><a href=\"https://www.youtube.com/watch?v=9CO6M2HsoIA\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">un video del 2017</a></em> che molti hanno liquidato come fantascienza distopica: minuscoli droni autonomi, grandi quanto il palmo di una mano, dotati di riconoscimento facciale e di una microcarica esplosiva, che cercano il volto giusto all’interno di una folla e lo colpiscono con precisione chirurgica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Era un cortometraggio pensato come monito etico, non come documentario operativo. Eppure, chiunque lavori nel mondo della sicurezza e della difesa ha avuto la stessa sensazione guardandolo: <strong>non è una fantasia, è una traiettoria</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In fondo, la differenza tra \"fantascienza\" e \"anticipazione\" è solo una: il tempo. Quel video mostrava un possibile domani; la cronaca degli ultimi anni ci racconta che molti dei tasselli tecnologici necessari sono già qui, disponibili sugli scaffali di qualsiasi e-commerce.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:html -->\n\n<!-- /wp:html -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-drone-come-nuova-categoria-operativa\">Il drone come nuova categoria operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo salto è avvenuto sui campi di battaglia, non nelle nostre città. <strong>L’ISIS è stato tra i primi attori non statali</strong> a capire che un piccolo quadricottero commerciale, pensato per riprendere matrimoni e panorami, poteva diventare in poche ore una piattaforma d’arma improvvisata. <a href=\"https://www.nytimes.com/2017/09/23/world/middleeast/isis-drones-pentagon-experiments.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Nei cieli di Mosul e Raqqa hanno cominciato ad apparire droni con granate modificate,</a> ordigni leggeri sganciati sulle trincee o sui mezzi delle forze irachene, in una forma rudimentale ma efficace di artiglieria povera.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non era tecnologia avveniristica: era la somma di tre elementi banali, <strong>disponibilità commerciale, creatività tattica, assenza di scrupoli</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’epoca restava comunque una strategia acerba, limitata e senza un reale impiego sistematico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da allora, l’evoluzione è stata brutale. La guerra in Ucraina ha reso visibile a tutto il mondo ciò che molti analisti temevano da tempo: <strong>il drone non è più un supporto di nicchia, ma una componente strutturale del campo di battaglia</strong>. Droni FPV a basso costo, nati per il racing e per il gaming, sono stati trasformati in munizioni vaganti guidate in prima persona, caricate con esplosivo e lanciate contro veicoli, postazioni, persino singoli soldati. La vita operativa di questi sistemi si misura spesso in un solo volo, ma il rapporto tra costo e danno potenziale è talmente favorevole da rendere sostenibile un impiego di massa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando un esercito pianifica l’acquisto di milioni di droni per un solo anno di guerra, capiamo che non siamo più di fronte a una novità tecnologica, ma all’ingresso definitivo di una <strong>nuova categoria operativa</strong>. In epoca feudale fu il cavallo a cambiare le regole del combattimento; nel XX secolo lo fecero il carro armato e l’aeroplano. Oggi è il drone, e non solo quello volante, ma qualsiasi piattaforma radiocomandata o semi-autonoma che possa muoversi sul terreno, sotto il terreno, sull’acqua o nell’aria. Si stanno già formando unità intere dedicate al loro impiego, reparti che rappresentano la nascita di una nuova branca alla pari delle specialità più classiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, anche il \"cervello\" di questi sistemi è cambiato. All’inizio era solo il pilota remoto: un operatore con un tablet o un visore che guidava il drone come se fosse un videogioco letale. Oggi entrano in scena <strong>algoritmi di navigazione autonoma, riconoscimento di forme e veicoli, sistemi di guida assistita</strong> che correggono la rotta negli ultimi secondi di volo, modalità fly-by-wire e strumenti che permettono di superare disturbi elettronici o perdita di segnale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Ucraina, ad esempio, <a href=\"https://www.economist.com/science-and-technology/2024/04/08/how-ukraine-is-using-ai-to-fight-russia?utm_medium=cpc.adword.pd&amp;utm_source=google&amp;ppccampaignID=18151738051&amp;ppcadID=&amp;utm_campaign=a.22brand_pmax&amp;utm_content=conversion.direct-response.anonymous&amp;gclsrc=aw.ds&amp;gad_source=1&amp;gad_campaignid=18151761343&amp;gbraid=0AAAAADBuq3Lp2cMdQ52RJEM-JeYK-UaEV&amp;gclid=Cj0KCQiAiebIBhDmARIsAE8PGNLn4R3Q410-CUmAi21vw-Wk7VH1V08gnNHuHFfF4uuInenIE9y1zLgaAto9EALw_wcB\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">sono già impiegati software che, una volta indicata la zona e il tipo di bersaglio, aiutano il drone a individuare l’obiettivo</a> e a portare a termine l’azione anche in condizioni in cui un operatore umano sarebbe cieco. <strong>È ancora l’uomo a decidere chi colpire, ma è sempre meno solo nella fase più delicata: quella terminale.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11416,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Droni e Violenza Organizzata: dallo Sci-fi Distopico alla Nuova Normalità Criminale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/vbat.jpg\" alt=\"Droni e Violenza Organizzata: dallo Sci-fi Distopico alla Nuova Normalità Criminale\" class=\"wp-image-11416\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il V‑BAT MQ‑35A Integra IA “Hivemind” che gli consente di operare anche in ambienti dove i segnali GPS o le comunicazioni sono disturbati - Copyright Shield AI</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dal-fronte-convenzionale-al-crimine-organizzato\">Dal fronte convenzionale al crimine organizzato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se mettiamo insieme queste tessere, droni commerciali economici, esplosivi artigianali, software open-source di pianificazione e moduli di visione artificiale, capiamo anche perché il fenomeno non sia rimasto confinato ai fronti convenzionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In America Latina, e in particolare in Messico (ma non solo) <strong><a href=\"https://difesanews.com/narcos-in-ucraina-per-addestrarsi-alluso-di-droni-allarme-delle-autorita/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">i cartelli della droga hanno iniziato a usare droni con cariche esplosive contro polizia ed esercito</a></strong>. In diversi episodi, quadricotteri modificati hanno lanciato ordigni improvvisati su pattuglie e posti di blocco, ferendo agenti, danneggiando veicoli, aprendo varchi in barricate e posti di controllo. In almeno un caso, un elicottero della polizia è stato colpito durante un’operazione combinata, a dimostrazione che il confine tra \"giocattolo volante\" e minaccia antiaerea improvvisata è più sottile di quanto vorremmo credere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non si tratta più soltanto di osservazione dall’alto, già preziosissima per chi organizza sequestri, rapine o traffici illegali, ma di una <strong>forma embrionale di potere aereo nelle mani di organizzazioni criminali</strong>. Un potere aereo che non richiede piste, piloti addestrati o infrastrutture complesse: basta un operatore con un minimo di manualità e qualche tutorial recuperato online. Dove un tempo servivano velivoli e strutture statali, oggi basta una valigetta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La vera accelerazione, però, <strong>non è solo quantitativa; è qualitativa</strong>. La guida dei droni criminali e terroristici sta seguendo, con qualche anno di ritardo, la stessa curva dei sistemi militari. I primi impieghi erano grossolani, un drone commerciale con una bomba legata sotto, pilotato a vista finché era abbastanza vicino da sganciare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi parliamo di <strong>missioni pre-programmate su waypoint, ritorno automatico alla base, profili di volo che seguono il terreno, voli a bassissima quota</strong> per restare sotto la sorveglianza elettronica e perfino droni che vengono posati sul terreno, spenti per ore come trappole silenti, pronti a riaccendersi autonomamente quando l’obiettivo transita nella loro area. In quel momento decollano, accelerano e attaccano, lasciando alla vittima una finestra di reazione praticamente nulla. È una logica che ricorda quella di una mina, ma con un’efficacia incomparabilmente superiore, capace di avvicinarsi a percentuali di successo che una mina tradizionale non raggiungerebbe mai.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È importante chiarire un punto: <strong>la minaccia non sta nel drone in sé</strong>. Un quadricottero non è \"cattivo\" per natura più di quanto lo sia un coltello da cucina o perfino un’arma da fuoco. La minaccia nasce dall’accoppiata tra un mezzo estremamente versatile e una soglia d’ingresso bassissima, economica, tecnica e logistica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il drone consente a un attore relativamente povero, un gruppo terroristico, un cartello, una gang, di sollevarsi dal livello della strada e colpire sfruttando la terza dimensione, senza dover costruire nulla da zero. <strong>È la democratizzazione del terrore dall’alto.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11419,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Droni e Violenza Organizzata: dallo Sci-fi Distopico alla Nuova Normalità Criminale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/fotonoticia-20210713114634-1200.jpg\" alt=\"Droni e Violenza Organizzata: dallo Sci-fi Distopico alla Nuova Normalità Criminale\" class=\"wp-image-11419\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un drone evolutissimo sequestrato dalla Polizia spagnola: veniva utilizzato dalle organizzazioni criminali per trasportare droga dal Marrocco alla Spagna - Copyright Ministeor dell'Interno Spagna</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-tre-sfide-per-la-sicurezza\">Le tre sfide per la sicurezza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per gli apparati di sicurezza questo pone almeno tre problemi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il primo è di percezione</strong>: molti cittadini continuano a vedere il drone come un gadget, non come un potenziale moltiplicatore di violenza, e la maggior parte delle forze di polizia non ha ancora programmi strutturati né attrezzature adeguate per contrastare questa nuova minaccia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il secondo è legale</strong>: le norme nate per regolamentare l’uso civile e commerciale spesso non sono pensate per impedire l’impiego criminale o terroristico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il terzo è operativo</strong>: le contromisure davvero efficaci, radar dedicati, sistemi di jamming, intercettori cinetici o droni cacciatori, hanno costi e complessità che le rendono difficili da distribuire su larga scala. Per capirci: mentre l’acquisto e l’adattamento di un drone commerciale è relativamente facile, rapido ed economico, la creazione e l’implementazione di un sistema anti-drone richiede ricerca, infrastrutture, formazione e investimenti continui.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il risultato è una <strong>crescente asimmetria</strong>: da una parte attori che, con poche migliaia di euro, possono dotarsi di un micro-arsenale aereo adattabile; dall’altra istituzioni che devono difendere infrastrutture critiche, forze dell’ordine e popolazione con strumenti ancora pensati per minacce tradizionali e del tutto inefficaci contro un drone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è un motivo per cedere al panico, ma è un errore continuare a considerare i droni armati come una curiosità esotica vista in qualche teatro lontano o come strumenti riservati a reparti militari altamente addestrati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11411,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Droni e Violenza Organizzata: dallo Sci-fi Distopico alla Nuova Normalità Criminale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/drone-uk.jpg\" alt=\"Droni e Violenza Organizzata: dallo Sci-fi Distopico alla Nuova Normalità Criminale\" class=\"wp-image-11411\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un soldato ucraino con un drone vicino a Bachmut, il 5 marzo 2023 - Free Copyright Creative Commons</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dal-video-distopico-alla-nuova-normalita\">Dal video distopico alla nuova normalità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quello che i video distopici di pochi anni fa cercavano di dirci, con un linguaggio volutamente estremo, oggi lo possiamo leggere nei report delle guerre e nelle cronache di sicurezza di diversi Paesi: <strong>i droni sono passati dall’essere una novità a essere un’abitudine</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La domanda non è più se saranno usati da criminalità e terrorismo, ma <strong>quanto velocemente si diffonderanno nelle loro versioni più autonome, più precise, più silenziose</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E se saremo in grado di adattare il nostro modo di pensare la sicurezza a un cielo che, piaccia o no, non è più vuoto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/droni-dani2.jpg","categoria":"Blog","tags":"DroneWarfare, MinacciaAsimmetrica, SicurezzaGlobale","autore":"Clint","data_pubblicazione":"2025-11-16 18:33:37","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26338-droni-e-violenza-organizzata-dallo-sci-fi-distopico-alla-nuova-normalita-criminale.mp4","galleria":""}
{"id":26330,"titolo":"Le Esercitazioni NATO: ruolo, finalità e evoluzione di uno strumento chiave della difesa collettiva","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le esercitazioni rappresentano uno degli strumenti fondamentali attraverso cui la NATO testa e convalida concetti operativi, procedure, sistemi e tattiche. Allo stesso tempo, permettono alle forze militari e alle organizzazioni civili impegnate sul terreno di affinare le proprie capacità e praticare il lavoro congiunto in scenari complessi e realistici. Dalla Guerra Fredda all’attuale contesto di instabilità internazionale, le esercitazioni dell’Alleanza sono rimaste un elemento essenziale della deterrenza e della prontezza operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-la-nato-organizza-esercitazioni\">Perché la NATO organizza esercitazioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le esercitazioni militari servono a preparare comandi e forze a operare in tempo di pace, crisi o conflitto. In linea generale, possono assumere tre principali forme:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>LIVEX (live exercise)</strong>: esercitazioni sul campo con l’impiego reale di truppe e mezzi;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>CPX (command-post exercise)</strong>: simulazioni di posto comando che coinvolgono gli staff di comando e le loro strutture di comunicazione;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Exercise study</strong>: attività teoriche come war games, seminari o analisi operative.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11403,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Le Esercitazioni NATO: ruolo, finalità e evoluzione di uno strumento chiave della difesa collettiva\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/cq5dam.web_.1280.1280-1.jpeg\" alt=\"Le Esercitazioni NATO: ruolo, finalità e evoluzione di uno strumento chiave della difesa collettiva\" class=\"wp-image-11403\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le Esercitazioni NATO: ruolo, finalità e evoluzione di uno strumento chiave della difesa collettiva</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-obiettivi-principali\">Obiettivi principali</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>1. Formazione e accumulo di esperienza<br>Le esercitazioni consentono alle forze di consolidare addestramenti precedenti e migliorare il livello di prontezza operativa. Grazie a scenari realistici e complessi, militari e unità specialistiche possono testare procedure, coordinamento e capacità tecniche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>2. Verifica delle strutture e dei sistemi<br>Non solo personale: la NATO sfrutta le esercitazioni anche per testare l’efficienza dei propri assetti organizzativi, inclusi dottrina, logistica, tattiche e procedure. Ciò è particolarmente importante quando la struttura di comando subisce riforme o vede la creazione di nuovi quartieri generali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>3. Interoperabilità<br>La capacità di operare insieme, nonostante differenze linguistiche, dottrinali e tecnologiche, è uno dei cardini della NATO. Le esercitazioni – spesso aperte ai Paesi partner come osservatori o partecipanti – sono essenziali per mantenere tale interoperabilità, frutto di anni di cooperazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>4. Riforma della difesa<br>Partecipare a esercitazioni NATO permette ai Paesi membri di mettere alla prova le riforme attuate a livello nazionale, offrendo allo stesso tempo ai partner la possibilità di osservare e apprendere meccanismi operativi avanzati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-come-nasce-un-esercitazione-nato\">Come nasce un’esercitazione NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni esercitazione si basa su scenari fittizi ma realistici, che possono spaziare dal combattimento alla stabilizzazione, dagli aiuti umanitari fino alle operazioni di ricostruzione. La durata può variare da un solo giorno a diverse settimane e coinvolgere un numero limitato di ufficiali o migliaia di soldati, velivoli, mezzi terrestri e navi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intero processo è coordinato dai due comandi strategici dell’Alleanza:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Allied Command Operations (ACO)</strong>: definisce i requisiti formativi ed effettua le valutazioni operative;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Allied Command Transformation (ACT)</strong>: gestisce il programma di addestramento, definisce gli obiettivi e cura la pianificazione delle esercitazioni attraverso il <em>Military Training and Exercise Programme</em> (MTEP).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La pianificazione avviene con largo anticipo – almeno 18 mesi – e coinvolge Stati membri e partner. Al termine di ogni esercitazione, viene condotto un processo di revisione per identificare <em>best practices</em> e <em>lesson learned</em>, essenziali per il miglioramento continuo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-trasparenza-e-fiducia-reciproca\">Trasparenza e fiducia reciproca</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La NATO rende pubblici i propri programmi annuali di esercitazione tramite SHAPE (Supreme Headquarters Allied Powers Europe), e rispetta le norme del Documento di Vienna dell’OSCE. Le regole prevedono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>notifica preventiva per esercitazioni con oltre 9.000 militari;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>possibilità di inviare osservatori per attività che superano i 13.000 partecipanti.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La trasparenza mira a ridurre le tensioni, promuovere fiducia e prevenire malintesi tra Stati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11402,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Le Esercitazioni NATO: ruolo, finalità e evoluzione di uno strumento chiave della difesa collettiva\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-15-174410.jpg\" alt=\"Le Esercitazioni NATO: ruolo, finalità e evoluzione di uno strumento chiave della difesa collettiva\" class=\"wp-image-11402\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le Esercitazioni NATO: ruolo, finalità e evoluzione di uno strumento chiave della difesa collettiva</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-come-si-leggono-i-nomi-delle-esercitazioni-nato\">Come si leggono i nomi delle esercitazioni NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni esercitazione è identificata da due parole:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>La <strong>prima lettera</strong> della <strong>prima parola</strong> indica il comando responsabile (es. <em>B</em> per Brunssum, <em>N</em> per Naples).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>La <strong>prima lettera</strong> della <strong>seconda parola</strong> indica il dominio operativo (es. <em>A</em> per Air, <em>L</em> per Land, <em>M</em> per Maritime, <em>J</em> per Joint).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Esempio: <em>Brilliant Jump</em> → esercitazione congiunta (<em>Joint</em>) sotto la responsabilità del JFC Brunssum.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-settant-anni-di-esercitazioni-un-breve-sguardo-storico\">Settant’anni di esercitazioni: un breve sguardo storico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le esercitazioni NATO iniziano nel 1951, in piena Guerra Fredda, con l’obiettivo di consolidare la difesa collettiva davanti a un potenziale attacco. Negli anni ’70 e ’80 l’attività addestrativa diventa un pilastro della postura di deterrenza dell’Alleanza, garantendo che le forze fossero pronte ad affrontare scenari ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo il 1994, con l’avvio della <em>Partnership for Peace</em>, anche Paesi non NATO possono partecipare a molte esercitazioni, soprattutto di peacekeeping. Nel 2002 nasce la <strong>NATO Response Force (NRF)</strong>, il cui addestramento continuo diventa un elemento centrale del programma esercitativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 2014, dopo l’annessione illegale della Crimea da parte della Russia, l’Alleanza intensifica nuovamente le esercitazioni orientate alla difesa collettiva. Il 2022, segnato dall’invasione russa dell’Ucraina, conferma la centralità delle esercitazioni nella deterrenza e nella prontezza operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le esercitazioni NATO sono molto più di semplici manovre militari: rappresentano un processo di apprendimento continuo, un banco di prova per strutture e strategie e uno strumento chiave per garantire interoperabilità, trasparenza e capacità di risposta comune. In un contesto internazionale in rapida evoluzione, esse rimangono fondamentali per assicurare che l’Alleanza sia pronta ad affrontare ogni tipo di crisi, preservando la sicurezza dei suoi membri e contribuendo alla stabilità globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/kl.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"esercitazione, mtep, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-16 07:03:38","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.nato.int/en/what-we-do/deterrence-and-defence/nato-exercises?selectedLocale=en","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26330-le-esercitazioni-nato-ruolo-finalita-e-evoluzione-di-uno-strumento-chiave-della-difesa-collettiva.mp4","galleria":""}
{"id":26223,"titolo":"Parte la Mangusta 2025, l'Esercitazione Principe della Folgore: una sfida contro i propri limiti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Dopo una prima fase di schieramento iniziata il 10 novembre</strong>, sta per prendere il via quella che viene definita <strong>l’“Università del Paracadutista”</strong>: l’esercitazione multinazionale <strong>“Mangusta 2025”</strong>, un evento unico al mondo in cui <strong>l’intera Airborne Community internazionale</strong> può mettere alla prova le proprie reali capacità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>L’attività si svolgerà dal 17 al 28 novembre 2025</strong> e coinvolgerà <strong>l’intera Toscana</strong>, toccando le province di <strong>Siena, Grosseto, Pisa, Pistoia e Livorno</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione sarà orchestrata dal <strong>Comandante</strong> della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Brigata Paracadutisti “Folgore”</a>, <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\">Generale di Brigata Federico Bernacca (Aquila 1)</a></strong>, ed è maturata negli anni fino a raggiungere un livello di assoluta eccellenza, distinguendosi per la sua natura al tempo stesso internazionale e interforze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26287,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/mangusta-04-1024x683.jpg\" alt=\"Parte la Mangusta 2025, l'Esercitazione Principe della Folgore: una sfida contro i propri limiti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26287\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Elisbarco di Paracadutisti da elicottero Chinook CH47 - Copyright Esercito Italiano<br><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2019/Novembre/Mangusta-2019/2OK--Link-up-tra-paracadutisti-italiani-e-americani_.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cos’è l’Esercitazione Mangusta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per chi ha servito nella <strong>Brigata Paracadutisti “Folgore”</strong>, la Mangusta non ha bisogno di presentazioni, è un nome che da decenni fa parte del lessico quotidiano della Brigata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per tutti gli altri, proviamo a spiegare di cosa si tratta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La ex. <strong>Mangusta</strong> è la più importante esercitazione annuale della Folgore, un’attività che ha lo scopo di addestrare la Brigata nella <strong>pianificazione e conduzione di operazioni aviotrasportate</strong>, insieme a tutte le attività tattiche che ne derivano: manovre offensive, difensive, di supporto, etc..</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si svolge in un <strong>contesto di conflittualità ibrida</strong>—che può includere minacce regolari e irregolari—e in un ambiente per lo più <strong>ostile</strong>, simulando scenari moderni e realistici con l’obiettivo di condurre una campagna di combattimento finalizzata <strong>alla presa di un obiettivo o alla tenuta di uno conquistato</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Interdizione e controinterdizione </strong>si danno la caccia con un obiettivo chiaro: addestrare le unità, verificare le procedure e, in un contesto geopolitico come quello attuale, innalzare il livello di interoperabilità con le forze dei <strong>Paesi partner</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, la Mangusta è la <strong>“palestra operativa”</strong> della Folgore, dove i reparti testano le proprie capacità in contesti altamente realistici, preparandosi ad affrontare ogni possibile situazione operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26289,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/mangusta-01-1024x683.jpg\" alt=\"Parte la Mangusta 2025, l'Esercitazione Principe della Folgore: una sfida contro i propri limiti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26289\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Mangusta esalta l’intero spettro delle competenze operative della Folgore, dall’aviolancio all’elitrasporto - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Sfida Personale: Più che Contro il Nemico, Contro Se Stessi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per due settimane, i paracadutisti dovranno confrontarsi <strong>prima che con il nemico, con se stessi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo scrivente l’ha vissuta da <strong>giovane Paracadutista</strong>, quando nella Folgore sembravano esistessero solo due categorie di Paracadutisti: quelli che la Mangusta l’avevano già fatta… e quelli che l’avevano solo sentita raccontare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proprio per questo riteniamo la <strong>Mangusta</strong> una prova dura e autentica di resistenza e resilienza, in cui i militari dovranno affrontare:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Le avversità ambientali:</strong> Il freddo, la pioggia, la stanchezza, la mancanza di sonno.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Lo sforzo fisico:</strong> carichi immensi da portare sopra colline scoscese, spesso di notte, nel fango.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>L'orientamento:</strong> la necessità di cercare i giusti sentieri notturni, senza la possibilità di aggirare gli ostacoli naturali o la macchia.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26296,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/mangusta-06-1024x576.jpg\" alt=\"Parte la Mangusta 2025, l'Esercitazione Principe della Folgore: una sfida contro i propri limiti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26296\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Avversità ambientali, sforzo fisico e orientamento rappresentano la sfida continua del Paracadutista nella ex. Mangusta - Copyright foto Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Paracadusti e Forze Speciali Italiani e internazionali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercitazione vede il dispiegamento delle migliori eccellenze italiane, dai <strong>Paracadutisti</strong> della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Folgore</a> alle <strong>Forze Speciali </strong>del <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\">COMFOSE</a>, le quali condurranno infiltrazioni con tecniche ad alta quota <strong>HALO (High Altitude Low Opening)</strong> e <strong>HAHO (High Altitude High Opening)</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Incursori</strong> del <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\">9° Reggimento d'Assalto Paracadutisti \"Col Moschin\"</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ranger</strong> del <a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\">4° Reggimento Alpini Paracadutisti</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Acquisitori Obiettivi</strong> del <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\">185° Reggimento RAO \"Folgore\"</a></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La componente delle aviotruppe Italiana sarà al completo con tutti i reggimenti della Folgore:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\">183º Reggimento Paracadutisti Nembo</a></strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\">186º Reggimento Paracadutisti Folgore</a></strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\">187º Reggimento Paracadutisti Folgore</a></strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/185o-reggimento-artiglieria-paracadutisti-folgore/\">185º Reggimento Artiglieria Paracadutisti Folgore</a></strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/8-reggimento-genio-guastatori-paracadutisti-folgore/\">8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti Folgore</a></strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/3o-reggimento-savoia-cavalleria/\">Reggimento Savoia Cavalleria 3º</a></strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evento del 2025 <strong>riunisce paracadutisti provenienti da numerosi Paesi</strong>, pronti a mettere alla prova le proprie capacità in Italia, tra cui <strong>la 173ª Airborne Brigade statunitense di Vicenza</strong>, militari giapponesi e contingenti di paracadutisti di <strong>Germania, Regno Unito, Spagna, Polonia e Francia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’operazione <strong>impiega un ampio spettro di assetti aerei da trasporto e da combattimento</strong> – inclusi i <strong>C-130J</strong> – ed <strong>elicotteri</strong>, schierati dalla <strong>componente aerea</strong> che comprende <strong>velivoli della 46ª Brigata Aerea di Pisa</strong> e di altri reparti italiani, affiancati da <strong>piattaforme ad ala fissa e rotante</strong> messe a disposizione dalle altre nazioni partecipanti, tra cui la <strong>US Air Force</strong> e la <strong>Luftwaffe tedesca</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26297,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/mangusta-07.jpg\" alt=\"Parte la Mangusta 2025, l'Esercitazione Principe della Folgore: una sfida contro i propri limiti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26297\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’operazione schiera un ampio spettro di assetti aerei da trasporto e da combattimento delle nazioni coinvolte - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni: un lascito oltre l’addestramento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In definitiva, <strong>Mangusta</strong> non è una semplice esercitazione: è un rito formativo, una prova che tempra il carattere prima ancora delle capacità tecniche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni paracadutista che l’ha affrontata porta con sé il ricordo di notti difficili, zaini pesanti, freddo pungente e marce interminabili, ma anche la consapevolezza di aver superato i propri limiti insieme ai propri compagni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È questo spirito – fatto di <strong>sacrificio, disciplina e fratellanza</strong> – che continua a rendere <strong>la Folgore una delle unità più rispettate e preparate del panorama internazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Mangusta rappresenta un lascito nel cuore dei Paracadutisti e, ogni anno, ricorda che <strong>prima si vince dentro, poi sul campo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/mangusta-main.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"folgore, Mangusta25","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-15 19:49:31","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26223-parte-la-mangusta-2025-lesercitazione-principe-della-folgore-una-sfida-contro-i-propri-limiti.mp4","galleria":""}
{"id":26245,"titolo":"USA - Le Forze Speciali hanno bisogno di Addestrare gli Operatori a Costruire e Pilotare Droni FPV","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Comando delle Operazioni Speciali degli Stati Uniti (SOCOM) ha emesso un bando mercoledì scorso, cercando un'azienda che possa addestrare le sue forze a costruire e pilotare i droni con \"visuale in prima persona\" (FPV - First Person View).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I piccoli sistemi aerei senza pilota, come le piattaforme FPV, stanno giocando un ruolo cruciale nella guerra in Ucraina e Russia, oltre ad altri conflitti, e il SOCOM mira a rafforzare le proprie capacità in quest'area.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dettagli della Formazione Specializzata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una dichiarazione di lavoro (PWS) del <strong>Naval Special Warfare Command</strong> – l'ente responsabile della preparazione e dell'equipaggiamento dei Navy SEALs per le missioni di guerra speciale – ha sottolineato che i suoi operatori di sUAS necessitano di un addestramento di qualificazione iniziale che copra la fabbricazione e il pilotaggio di questi tipi di sistemi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Il Contraente dovrà fornire il personale, la gestione, i materiali, il curriculum e le strutture necessarie\" per offrire un <strong>corso di istruzione di 10 giorni</strong> per un massimo di sei unità di personale che \"comprenda tutti i requisiti per l'approvvigionamento, l'assemblaggio, la risoluzione dei problemi, il networking e l'utilizzo dei droni FPV\", hanno scritto i funzionari.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il corso sarà intensivo e suddiviso in diverse componenti chiave:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>35 ore di \"formazione fondamentale\"</strong> sullo sviluppo FPV, tra cui teoria dei sistemi FPV, principi di progettazione e integrazione, limitazioni e caratteristiche di prestazione, parti, circuiti, assemblaggio, risoluzione dei problemi e networking, gestione e stoccaggio delle batterie, funzionamento sicuro ed efficiente dei velivoli e tecniche avanzate di volo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>5 ore di \"istruzione di costruzione supervisionata\"</strong> su elementi come le tecniche e le procedure di base di saldatura e cablaggio, software di configurazione FPV come Betaflight, Ardupilot o simili, e riparazione e manutenzione di base.<sup>1</sup></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>40 ore di istruzione di volo supervisionata</strong> \"in vari ambienti controllati, che includono il volo al chiuso e all'aperto, nonché la simulazione di volo.\"</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La formazione culminerà con un'esercitazione finale per dimostrare l'insieme delle competenze apprese dai tirocinanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19960,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/GettyImages-1574618594-1024x683.jpg\" alt=\"Droni FPV a fibra ottica: l’arma silenziosa della guerra tra Russia e Ucraina - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19960\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">USA - Le Forze Speciali hanno bisogno di Addestrare gli Operatori a Costruire e Pilotare Droni FPV</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tempistiche e Contratto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il periodo di esecuzione del contratto base dovrebbe iniziare il <strong>15 gennaio 2026</strong> presso la struttura del contraente. I funzionari intendono assegnare un contratto a prezzo fisso (firm-fixed-price) per i servizi di addestramento, riservato alle piccole imprese di proprietà di veterani disabili (Service-Disabled Veteran Owned Small-Business set aside).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo passo sottolinea la rapida integrazione della tecnologia dei droni di consumo e artigianali nelle operazioni militari di élite, garantendo che le forze speciali statunitensi mantengano un vantaggio tattico in un panorama di guerra in evoluzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":26248,\"href\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/Attachment1-PerformanceWorkStatement.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/Attachment1-PerformanceWorkStatement.pdf\" type=\"application/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"Attachment+1+-+Performance+Work+Statement\"></object><a id=\"wp-block-file--media-6d8d980a-ebb6-4760-b35b-feaf49e0dcca\" href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/Attachment1-PerformanceWorkStatement.pdf\">Attachment+1+-+Performance+Work+Statement</a><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/Attachment1-PerformanceWorkStatement.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-6d8d980a-ebb6-4760-b35b-feaf49e0dcca\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/FPV-e1752070541354-2048x1154-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Droni, forzespeciali, naval special warfare command, NavySEALs, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-15 14:14:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://sam.gov/workspace/contract/opp/a05ab6fcace54e85b37b4b4288c2b423/view","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26245-usa-forze-speciali-costruire-dronifpv.mp4","galleria":""}
{"id":26266,"titolo":"MARINES: Netflix Svela la \"Forza 911\" degli Stati Uniti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Netflix ha lanciato la docu-serie \"MARINES\", descritta come un \"coming-of-age\" militare che immerge gli spettatori nella vita e nelle operazioni della <strong>31ª Marine Expeditionary Unit (MEU)</strong>. Filmato principalmente nell'arco di tre mesi nel 2024, il documentario fornisce un ritratto senza filtri dei membri della \"forza 911\" della Nazione, dalle reclute ai leader.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-ritratto-autentico-in-prima-linea\">Un Ritratto Autentico in Prima Linea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La serie si avventura nel cuore delle operazioni raramente viste dal pubblico. Gli spettatori potranno vivere la tensione delle missioni di abbordaggio marittimo ad alto rischio, note come <strong>Visit, Board, Search and Seizure (VBSS)</strong>, e assistere a manovre delicate di rifornimento in volo degli aerei da combattimento di quinta generazione <strong>F-35B Lightning II</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Questa serie offre uno sguardo crudo, autentico e senza veli sulla 31ª MEU\", ha dichiarato il <strong>Tenente Colonnello Matt Hilton</strong>, direttore dell'Ufficio di Collegamento per l'Intrattenimento e i Media del Corpo dei Marine (EMLO). \"Abbiamo collaborato con produttori di livello mondiale perché erano impegnati nell'accuratezza e nell'integrità. Il nostro obiettivo è aiutare il pubblico a comprendere meglio la missione dei nostri Marine e Marinai.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11373,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/250628-M-MI274-1057-scaled.jpg\" alt=\"MARINES: Netflix Svela la &quot;Forza 911&quot; degli Stati Uniti\" class=\"wp-image-11373\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">MARINES: Netflix Svela la \"Forza 911\" degli Stati Uniti</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I produttori, Kim Woodard e Greg Henry di Lucky 8, hanno elogiato l'opportunità \"tremenda e rara\" di documentare l'intensità del dispiegamento e dell'addestramento, grazie a un accesso \"completo e illimitato\". Sebbene l'EMLO abbia facilitato la produzione per garantire la conformità agli standard di sicurezza e accuratezza (SAPP), il Corpo dei Marine non ha avuto alcun controllo editoriale sul montaggio finale, assicurando che gli spettatori vedano la serie esattamente come è stata concepita dai creatori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-modernizzazione-e-strategia\">Modernizzazione e Strategia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto è stato fortemente sostenuto dal <strong>Generale Eric M. Smith</strong>, 39° Comandante del Corpo dei Marine, che ha richiesto che i registi avessero un \"accesso completo, illimitato e senza veli\" per raccontare la storia \"attraverso gli occhi dei nostri caporali\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"MARINES\" non solo si concentra sui singoli, ma evidenzia anche il ruolo cruciale del Corpo dei Marine all'interno della Strategia di Difesa Nazionale, in particolare attraverso il concetto di <strong>\"Stand-In Force\"</strong> (Forza di Interposizione). Questo concetto enfatizza la risposta rapida alle crisi, la prontezza continua sul campo e la deterrenza strategica in tutto l'Indo-Pacifico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La serie esplora in profondità anche l'ambiziosa iniziativa di modernizzazione, <strong>\"Force Design\"</strong>, lanciata nel 2020. Questo programma ha ridefinito le unità, snellito il personale e integrato rapidamente tecnologie avanzate. Attraverso \"Force Design\", i Marine sono stati dotati di equipaggiamento e armamenti all'avanguardia, trasformandoli in una forza che, sotto molti aspetti, assomiglia più a <strong>squadre d'élite per operazioni speciali</strong> che all'immagine tradizionale di combattenti in prima linea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11371,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/250705-M-MH864-1210.jpg\" alt=\"MARINES: Netflix Svela la &quot;Forza 911&quot; degli Stati Uniti\" class=\"wp-image-11371\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">MARINES: Netflix Svela la \"Forza 911\" degli Stati Uniti</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-lancio-e-celebrazioni\">Lancio e Celebrazioni</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rilascio di \"MARINES\" su Netflix coincide con le celebrazioni ufficiali del compleanno del Corpo dei Marine in tutto il mondo, aggiungendo importanza al 250° anniversario dell'istituzione. Tutti e quattro gli episodi sono ora disponibili per lo streaming, e proiezioni del primo episodio si tengono anche presso i teatri dei servizi comunitari del Corpo dei Marine nelle basi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/250623-M-MH864-1409.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"forza911, marines, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-15 09:43:37","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.marines.mil/News/News-Display/Article/4329534/netflix-premieres-marines-docuseries-on-the-250th-birthday-of-the-us-marine-cor/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26266-marines-netflix-svela-la-forza-911-degli-stati-uniti.mp4","galleria":""}
{"id":26252,"titolo":"46ª Brigata Aerea e Brigata Paracadutisti “Folgore” testano nuove capacità di aviolancio dei velivoli da trasporto","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra il 13 e il 17 ottobre, il Reparto Sperimentale di Volo (RSV) della<a href=\"https://www.aeronautica.difesa.it/news/cambio-comando-alla-divisione-aerea-di-sperimentazione-aeronautica-e-spaziale-di-pratica-di-mare/\"> Divisione Aerea di Sperimentazione Aeronautica e Spaziale (DASAS)</a> di Pratica di Mare ha portato a termine una complessa attività di sperimentazione dedicata alla verifica delle capacità di aviolancio combinato dai velivoli da trasporto C-130J e C-130J-30 dell’Aeronautica Militare. L’iniziativa è stata condotta in stretta sinergia con il personale della 46ª Brigata Aerea di Pisa e con la <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Brigata Paracadutisti “Folgore”</a> dell’Esercito Italiano, confermando ancora una volta la forte integrazione interforze nel comparto Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso la certificazione dell’aviolancio “combo”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo della sperimentazione è quello di acquisire le evidenze tecniche necessarie al conferimento della capacità di aviolancio combinato – detta anche “combo” – che consentirà di lanciare, in <strong>un’unica passata sulla zona di operazione, personale equipaggiato con paracadute EPC-C e materiali dotati di paracadute T-10C.</strong><br>Una capacità di grande importanza operativa, in grado di aumentare significativamente la rapidità di dislocazione delle forze e dei mezzi, soprattutto in contesti complessi, ostili o caratterizzati dalla necessità di interventi tempestivi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La fase sperimentale si è articolata in due tranche principali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Prove a terra</strong>, svolte presso la 46ª Brigata Aerea di Pisa, durante le quali sono stati eseguiti controlli documentali, verifiche di installazione dei materiali e simulazioni delle procedure di aviolancio.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Prove in volo</strong>, condotte sulla zona di lancio di Altopascio (Lucca), dove sono stati effettuati gli aviolanci combinati per verificare l’efficacia, la sicurezza e la coordinazione tra personale e materiali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle attività hanno preso parte ingegneri, piloti e tecnici collaudatori del RSV, equipaggi di volo della 46ª Brigata Aerea, personale paracadutista e tecnici dell’<a href=\"https://brigatafolgore.net/safety-days-25-folgore-sicurezza-aviolancistica/\">Ufficio Studi ed Esperienze della Brigata “Folgore</a>”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26258,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/Aviolancio-Combinato-7-1024x683.jpg\" alt=\"46ª Brigata Aerea e Brigata Paracadutisti “Folgore” testano nuove capacità di aviolancio dei velivoli da trasporto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26258\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">46ª Brigata Aerea e Brigata Paracadutisti “Folgore” testano nuove capacità di aviolancio dei velivoli da trasporto - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un contributo strategico per il comparto Difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La piena acquisizione della capacità “combo” rappresenterà un moltiplicatore operativo di grande rilievo per l’Aeronautica Militare e per le Aviotruppe dell’Esercito. La possibilità di combinare in un unico sorvolo il lancio di uomini e materiali migliorerà la tempestività delle operazioni e l’efficienza logistica, rendendo più rapido il dispiegamento di forze anche in scenari caratterizzati da elevata criticità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il RSV, uno dei sei reparti dipendenti dalla DASAS, è responsabile della sperimentazione, validazione e integrazione dei nuovi sistemi d’arma o di quelli sottoposti a modifica. Negli ultimi anni, in risposta all’evoluzione del contesto geopolitico e delle esigenze operative, il Reparto ha intensificato le attività a supporto dei Reparti Operativi, soprattutto attraverso la certificazione tecnica operativa, che consente un’implementazione più veloce e autonoma di soluzioni tecnologiche innovative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Divisione Aerea di Sperimentazione Aeronautica e Spaziale riunisce tutti gli enti di studio e sperimentazione dell’Aeronautica Militare. Essa rappresenta il principale organismo di consulenza tecnica della Forza Armata per:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>prove in volo di velivoli e sistemi d’arma</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>analisi chimico-fisiche dei materiali</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>sperimentazione e formazione in ambito di medicina aerospaziale</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>gestione del software operativo</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>valutazione operativa dei sistemi d’arma</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Divisione assicura inoltre supporto tecnico-logistico ad altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato, e gestisce – tramite l’Air Terminal Operation Center (ATOC) – i voli a supporto delle operazioni fuori dai confini nazionali.<br>L’aeroporto di Pratica di Mare si conferma così la principale base aerea militare italiana per traffico e movimenti, oltre che unico punto di ingresso sanitario militare nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26259,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/Aviolancio-Combinato-10-1024x683.jpg\" alt=\"46ª Brigata Aerea e Brigata Paracadutisti “Folgore” testano nuove capacità di aviolancio dei velivoli da trasporto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26259\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">46ª Brigata Aerea e Brigata Paracadutisti “Folgore” testano nuove capacità di aviolancio dei velivoli da trasporto - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La 46ª Brigata Aerea e la “Folgore”: fulcro della capacità di proiezione nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La 46ª Brigata Aerea, con i suoi C-130J e C-27J, svolge missioni in tutti i principali teatri operativi in cui sono impiegate le Forze Armate italiane e, all’occorrenza, opera in concorso con agenzie civili dello Stato. Ha ricoperto un ruolo determinante durante l’emergenza Covid-19 e in numerose operazioni di soccorso umanitario e di protezione civile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Ufficio Studi ed Esperienze della Brigata Paracadutisti “Folgore” costituisce invece il riferimento tecnico nazionale per tutto ciò che riguarda l’aviolancio: studia, elabora e valuta materiali e procedure, collaborando attivamente con il RSV e la 46ª Brigata per garantire l’efficacia dei sistemi e il raggiungimento degli obiettivi dell’intero comparto Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26260,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/Aviolancio-Combinato-6-1024x576.jpg\" alt=\"46ª Brigata Aerea e Brigata Paracadutisti “Folgore” testano nuove capacità di aviolancio dei velivoli da trasporto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26260\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">46ª Brigata Aerea e Brigata Paracadutisti “Folgore” testano nuove capacità di aviolancio dei velivoli da trasporto - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/Aviolancio-Combinato-2.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"46brigataaerea, aviolancio, Brigata Paracadutisti Folgore, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-15 07:47:41","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.aeronautica.difesa.it/news/supporto-aereo-il-reparto-sperimentale-di-volo-la-46a-brigata-aerea-e-la-brigata-paracadutisti-folgore-dellesercito-italiano-testano-nuove-capacita-di-aviolancio-dei-veliv/","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26252-46a-brigata-folgore-aviolancio-velivoli.mp4","galleria":""}
{"id":26235,"titolo":"Il Generale Paracadutista Fronda Cede il Comando della Divisione Acqui","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Capua, 14 Novembre 2025</strong> – Si è svolta questa mattina, presso la caserma “Oreste Salomone” di Capua, la solenne cerimonia di avvicendamento al comando della <strong>Divisione “Acqui”</strong> tra il Generale di Divisione <strong>Maurizio Fronda</strong>, già Comandante del <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\">185º Rgt. Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi “Folgore”</a>,  e il parigrado <strong>Massimiliano Belladonna</strong>. L'evento si è tenuto alla presenza del Vice Comandante per le Forze da Combattimento, Generale di Divisione <strong>Francesco Bruno</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Bilancio del Comando Fronda</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Fronda conclude un periodo di comando molto intenso, caratterizzato dall'addestramento della Divisione nella pianificazione e condotta di operazioni ad ampio spettro. Sotto la sua guida, la Grande Unità ha partecipato a <a href=\"https://brigatafolgore.net/generale-fronda-acqui-avenger-triad-25/\">esercitazioni sia in ambito nazionale che in contesti multinazionali</a>, in particolare nell’ambito della partnership con il <a href=\"https://arrc.nato.int/\">Corpo di Reazione Rapida della NATO ARRC-UK</a>, attività che ha permesso di consolidare la capacità di esprimere un comando ad elevata prontezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26240,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/1.-Afflusso-della-Bandiera-di-Guerra-del-57°-Re.-Co.-Su.-Tat.-Abruzzi-1024x683.jpg\" alt=\"Il Generale Paracadutista Fronda Cede il Comando della Divisione Acqui - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26240\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Paracadutista Fronda Cede il Comando della Divisione Acqui - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento di commiato, il Generale Fronda ha espresso grande soddisfazione per i risultati conseguiti, attribuendo il merito alla <strong>professionalità</strong> e al <strong>senso di appartenenza</strong> del personale della Divisione e del 57° Reparto Comando e Supporti Tattici “Abruzzi”. Ha richiamato l'esempio degli <strong>Eroi di Cefalonia e Corfù del ’43</strong>, sottolineando come i suoi Soldati abbiano affrontato ogni sfida con \"impegno e spirito di sacrificio, onorando con fierezza il giuramento prestato\". Ha inoltre evidenziato l'addestramento orientato alle moderne sfide e l'uso di nuove tecnologie, augurando infine al suo successore \"un’avvincente esperienza di comando\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Moderna Realtà della \"Acqui\" e l'Augurio ai Comandanti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Bruno, Vice Comandante per le Forze da Combattimento, nel suo saluto, ha espresso il suo plauso per gli ambiziosi traguardi raggiunti dalla Divisione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Oggi la Divisione Acqui è una <strong>moderna realtà dell’Esercito Italiano</strong> che guida le Brigate ‘Granatieri di Sardegna’, ‘Aosta’, ‘Pinerolo’, ‘Sassari’ e ‘Garibaldi’ e, al contempo, è in grado di confrontarsi con le unità delle Nazioni alleate nella pianificazione e condotta di operazioni nei moderni scenari operativi. Siate orgogliosi della gloriosa storia dell’Acqui e fieri di ciò che rappresentate oggi per il nostro Paese”.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26241,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/3.-Il-momento-del-passaggio-del-comando-1024x683.jpg\" alt=\"Il Generale Paracadutista Fronda Cede il Comando della Divisione Acqui - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26241\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Paracadutista Fronda Cede il Comando della Divisione Acqui - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rivolgendosi al Comandante uscente, ha ringraziato il Generale Fronda per aver guidato l’Acqui \"con passione e grande rispetto per la sua storia\", portandola ad assolvere con successo tutti i compiti assegnati. Al Generale <strong>Massimiliano Belladonna</strong>, che ha assunto il comando, il Generale Bruno ha augurato: \"Sono sicuro che vivrai a pieno l’entusiasmante viaggio che ti attende e che saprai proiettare l’Acqui a sempre più brillanti traguardi!\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/2.-Intervento-del-Generale-Fronda.jpg","categoria":"Aviotruppe, Nazionali","tags":"acqui, cafalonia, capua, esercitoitaliano, fronda","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-14 22:50:53","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/avvic_div_acqui.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26235-generale-paracadutista-fronda-divisione-acqui.mp4","galleria":""}
{"id":26231,"titolo":"Una difesa più moderna contro minacce ibride e droni: la nuova strategia di Crosetto","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Difesa italiana si prepara a un cambio di paradigma. Durante il <strong>Question Time alla Camera</strong>, il Ministro <a href=\"https://www.difesa.it/ilministro.html\">Guido Crosetto</a> ha delineato la necessità di “una nuova architettura per rispondere alla guerra ibrida”, illustrando un progetto complessivo per contrastare le nuove minacce tecnologiche che colpiscono quotidianamente il Paese. La guerra ibrida, ha spiegato, mira a infrastrutture critiche, servizi essenziali, industrie strategiche, reti di comunicazione e istituzioni democratiche, minando la stabilità nazionale attraverso attacchi continui e senza confini. Per troppo tempo, ha sottolineato Crosetto, l’approccio italiano è stato “attendista”, basato su reazioni tardive che non possono più essere sufficienti. Da qui l’esigenza di passare a una postura completamente nuova, proattiva e multilaterale, capace di agire “con tempestività e legittimità” e supportata da strumenti normativi aggiornati e da una capacità operativa “predittiva e adattiva”. In questo percorso di ridefinizione della Difesa, Crosetto ha affrontato anche il tema dell’<a href=\"https://brigatafolgore.net/strade-sicure-al-capo-di-sme-fa-eco-il-generale-bertolini-una-sciagura-per-lesercito-italiano/\">operazione Strade sicure</a>, spiegando che “i militari impiegati nel progetto devono tornare in prospettiva a fare il loro lavoro”. Ha aggiunto che, pur riconoscendo l’utilità del presidio sul territorio, questa funzione dovrebbe essere svolta da professionisti dedicati e specificamente formati, integrativi rispetto alle attuali forze di polizia. L’obiettivo è rendere più efficiente un sistema in cui i soldati possano concentrarsi sul ruolo per cui sono addestrati, anche attraverso l’introduzione di figure come il carabiniere ausiliario della riserva volontaria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11348,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Una difesa più moderna contro minacce ibride e droni: la nuova strategia di Crosetto\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/f64964f3-d183-449d-9d0d-fdc64d84354b.png\" alt=\"La risposta italiana alla guerra ibrida: nasce l’Arma Cyber e lo Scudo europeo\" class=\"wp-image-11348\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Arma Cyber italiana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-non-paper-arma-cyber-centro-per-la-guerra-ibrida-e-riforma-complessiva\">Il non-paper: arma cyber, centro per la guerra ibrida e riforma complessiva</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per realizzare questa trasformazione, Crosetto ha elaborato un non-paper che sarà trasmesso al Parlamento, contenente le direttrici normative e operative per rendere più moderna e pronta la risposta nazionale alle minacce ibride. Il documento prevede il riconoscimento del dominio cyber come vero e proprio spazio di difesa nazionale e la costituzione di una “arma cyber” con una capacità iniziale compresa tra le 1.200 e le 1.500 unità operative, dotate di adeguata tutela giuridica per il personale civile e militare. Si tratta di una forza interamente dedicata alla difesa cibernetica, capace di contrastare attacchi digitali complessi e di intervenire nella protezione delle reti strategiche del Paese. A questa si affiancherà un centro di guerra ibrida, focalizzato sul contrasto alla disinformazione, alla manipolazione cognitiva e alle interferenze informative che mirano a destabilizzare l’opinione pubblica e i processi democratici. L’aggiornamento del quadro normativo, contenuto nello stesso documento, mira a consentire posture di difesa più rapide, coerenti con scenari in cui le minacce si sviluppano in tempi ridottissimi e richiedono risposte integrate tra domini diversi. Tutte queste misure confluiranno in un futuro disegno di legge per il riordino complessivo della Difesa, che, ha sottolineato Crosetto, rappresenta un passaggio indispensabile per garantire al Paese strumenti adeguati alle sfide attuali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11081,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Una difesa più moderna contro minacce ibride e droni: la nuova strategia di Crosetto\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/comvie-0511i-00003.jpg\" alt=\"Nuovi “osservatori-addestratori” per il COMVIE\" class=\"wp-image-11081\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una difesa più moderna contro minacce ibride e droni: la nuova strategia di Crosetto</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-dimensione-internazionale-le-risorse-e-la-nuova-arma-cyber\">La dimensione internazionale, le risorse e la nuova arma cyber</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Crosetto ha espresso soddisfazione per il fatto che il tema della guerra ibrida inizi finalmente a essere discusso anche ai tavoli europei, dove finora era quasi del tutto assente. Ha ribadito che la domanda centrale non è più “cosa dobbiamo fare”, ma “quanto rapidamente saremo capaci di farlo insieme ai nostri alleati”. Parallelamente, la strategia del ministro tiene conto degli obiettivi NATO e degli indirizzi del Documento Programmatico Pluriennale. L’Alleanza prevede un impegno complessivo intorno al 5 per cento del PIL per le funzioni di difesa, sicurezza e intelligence, un traguardo che l’Italia punta a raggiungere progressivamente. Il ministro ha assicurato che, una volta superata la procedura per deficit eccessivo, già dal prossimo anno è previsto un incremento dello 0,15 per cento del PIL destinato alla difesa, cui seguiranno un ulteriore 0,15 nel 2027 e uno 0,20 nel 2028. Crosetto ha precisato che tali investimenti non sono una concessione alle richieste internazionali, ma una responsabilità necessaria per garantire la sicurezza nazionale in un contesto globale sempre più instabile, in cui occorre essere pronti a qualsiasi scenario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/masiello-meloni-crosetto-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"camera, crosetto, cyber, guerraibrida, ministerodifesa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-14 20:03:40","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilsole24ore.com/art/dall-esercito-cyber-un-centro-guerra-ecco-piano-crosetto-contro-minacce-ibride-AHx11QiD","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26231-una-difesa-piu-moderna-contro-minacce-ibride-e-droni-la-nuova-strategia-di-crosetto.mp4","galleria":""}
{"id":26216,"titolo":"Germania, è legge il ritorno alla leva obbligatoria. Escluse donne e persone non binarie. Ecco come funziona","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-1814fe52-31d3-4683-a53e-0613ea6dcb35\">La Germania compie un passo storico: dopo anni di dibattito politico e pressioni internazionali, il governo federale ha approvato un nuovo modello di <strong>servizio militare</strong>, che entrerà in vigore <strong>dal 1° gennaio 2026</strong>. Si tratta di un sistema ibrido, basato sul volontariato ma con la possibilità di introdurre l’obbligo qualora non si raggiungessero i numeri necessari per rafforzare la Bundeswehr.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-8be897db-2d1f-4c38-8a60-75a9c72e4cca\">Il piano coinvolgerà <strong>circa 700.000 giovani</strong> nati nel 2008 o successivamente, che riceveranno una comunicazione ufficiale. Anche le donne saranno contattate, pur senza alcun obbligo di risposta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-ec7c7f06-6b29-495d-94cd-17ea946449d9\">L’annuncio è arrivato da <strong>Jens Spahn</strong>, presidente del gruppo parlamentare Cdu/Csu, che ha definito la riforma come l’avvio di un “servizio militare moderno”:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-4f4669cf-16b0-4bed-8828-fc67f61f1cbf\">\"Avremo un maggiore impegno nel servizio volontario. Vogliamo stabilire un percorso di crescita vincolante nella legge, con un obbligo di rendicontazione semestrale al Bundestag. La società deve sapere sempre a che punto siamo nella costruzione delle nostre capacità difensive.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-92ab9acf-592c-4e41-9b72-861112eb2322\">Secondo il calendario, <strong>tra un mese la leva tornerà ufficialmente operativa</strong>, seppur in una prima fase su base volontaria: ogni volontario arruolato percepirà un compenso base di <strong>2.600 euro lordi al mese, pari a circa 2.000 euro netti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-a894a0ec-e66f-48c2-96da-cd2fd177e75b\">Cosa succede se non si raggiunge il numero di volontari</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-76f704f7-5083-44ab-8501-2d25157ef779\">Il ministro della Difesa federale <strong>Boris Pistorius</strong> ha sottolineato che l’Europa guarda alla Germania non solo per risorse economiche e materiali, ma anche per quanto riguarda il contributo umano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-c8c9473d-0962-406b-9133-7aa03e4c93c7\">Su indicazione dei vertici militari è stato definito un percorso di crescita con obiettivi precisi, inserito direttamente nella legge e monitorato dal Ministero della Difesa tramite una relazione semestrale al <strong>Bundestag.</strong> Il traguardo fissato si basa sugli impegni assunti in ambito NATO e prevede una forza complessiva di circa <strong>260.000 soldati in servizio attivo</strong> (con un intervallo obiettivo tra 255.000 e 270.000 unità) e circa <strong>200.000 riservisti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-ab6f1396-c079-4171-8126-5832bb91a6b8\">Sarà fondamentale quindi aumentare il personale delle forze armate, visto che oggi la la Bundeswehr conta <strong>182.000 militari in servizio attivo</strong> e circa <strong>49.000 riservisti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-3c5512a5-38b1-45c3-acc7-e8b8bf0f81a1\"><strong>Ma cosa accadrà se i volontari non saranno sufficienti?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-61561307-34be-4f0b-a4da-93adbe5af025\">Se i numeri non saranno raggiunti, si passerà alla forma obbligatoria del servizio militare. Non sarà usato il sorteggio, se non come ultima risorsa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-fc6e5c33-0116-4eda-87ef-c4f9e041c38f\"><strong>Pistorius</strong> ha spiegato che, prima di reclutare nuovi coscritti obbligatori, verranno applicati criteri di <strong>esclusione</strong> rigorosi, ad esempio:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul id=\"block-2dbe6931-54d6-4bfc-891b-4760e1a59688\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Presenza di due fratelli già in servizio militare</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Appartenenza alle forze di polizia</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Volontari già arruolati in protezione civile</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Obiettori di coscienza riconosciuti</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Donne e persone non binarie</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-a7bef119-502b-4007-aa4a-94183e3f9fdf\">Solo dopo aver esaurito tutti questi criteri si potrà ricorrere a una selezione casuale, <strong>considerata “l’ultima opzione”.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-b8bd2d13-a953-4761-8b0f-809218533483\">Come nasce il nuovo modello</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-59062cbe-cd6d-4ea7-8da4-01c4ead3de41\">Gli elementi cardine della riforma erano già noti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul id=\"block-4e814e84-3510-4105-ae23-9c58146e4487\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>il servizio rimane <strong>volontario</strong>, come da richiesta del Ministro Pistorius;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Tutti gli uomini saranno formalmente soggetti all’obbligo di leva</strong>, che però verrà attivato solo qualora necessario, ossia nel caso in cui il servizio volontario non dovesse garantire il numero di reclute richiesto dalla forza armata.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-1fca58dc-d135-4cdd-994d-ba6b536b602a\">Il Ministero della Difesa prevede che <strong>le prime effettive reclute potranno essere arruolate da luglio 2027</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-38352cb6-f17d-43d5-a696-0f6d75fdcb06\"><strong>I nati nel 2008 saranno i primi interessati.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-5d48c604-2e65-49b5-b1ea-529b0090e82d\">Questionario obbligatorio dal 2026</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-974aa2c5-1da9-4d87-b5de-4de5a035d03a\">Uno dei pilastri del nuovo sistema è il <strong>questionario online</strong> che tutti gli uomini dovranno compilare a partire dal 2026, includendo informazioni su:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul id=\"block-185ec1eb-b277-42ac-88df-ee9dec3876c0\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Stato di salute</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Forma fisica</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Livello di istruzione</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Disponibilità al servizio</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-b425eaef-2110-49e3-85d0-9e21adcca5b0\">Le donne e le persone non binarie potranno invece partecipare solo volontariamente alla compilazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-1008e162-d2e2-4d80-ad9b-68c8283d1e46\">Il questionario servirà a stilare una prima valutazione dei candidati e verificare chi potrebbe essere idoneo per il servizio armato o civile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-4ca36ecd-b558-49f7-924e-e406e5a9ed62\">Perché la Germania torna alla leva</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-43f79a97-40cb-449a-aeb1-ca58df42204f\">La Cdu/Csu ha ottenuto la definizione di un percorso vincolante di crescita del personale militare fino al <strong>2035</strong>, basato sugli impegni presi con la NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-c086fed5-f0aa-4170-91d4-e1f72b0a8fe2\">Se questi obiettivi non saranno rispettati, la legge permette il ritorno graduale della leva obbligatoria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-d4294938-6960-4180-b099-51fe260adc37\">Il principio resta comunque quello della <strong>volontarietà</strong>, particolarmente sostenuto dalla Spd. Ma, se tale approccio non dovesse essere sufficiente, il nuovo modello prevede la possibilità di richiamare i candidati in maniera casuale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-7ffcd800-46f8-40f1-9a19-f76448991254\">La prima generazione a dover partecipare alla visita obbligatoria — qualora fosse necessario — sarà quella dei <strong>nati dal 2008 in poi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-f013f83b-9ab6-452c-a523-3840093b84b0\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-c8fe7262-6bae-44bb-a938-2a732050b17d\">La riforma della leva segna un cambiamento profondo nella politica di difesa tedesca. In un contesto internazionale complesso, <strong>Berlino mira a rafforzare la Bundeswehr</strong>, aumentando il personale e garantendo una maggiore capacità di risposta militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-bd68355c-e8f8-4a02-b908-e7d3a1e74ea8\">Il modello ibrido, volontario ma con possibilità di obbligo, <strong>rappresenta una soluzione di compromesso tra le esigenze della sicurezza nazionale e la tradizione tedesca di tutela delle libertà individuali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-196a1e26-f089-4f14-817c-fc58b9550a3d\">Il 2026 sarà l’anno decisivo: la Germania tornerà ufficialmente a parlare di <strong>servizio militare</strong>, e centinaia di migliaia di giovani saranno chiamati a partecipare a questo nuovo corso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/leva-obbligatoria-germana.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Bundeswehr, levaobbligatoria","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-13 21:43:12","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://it.euronews.com/2025/11/13/da-gennaio-2026-al-via-il-nuovo-servizio-militare-in-germania-ecco-come-e-strutturato","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26216-germania-e-legge-il-ritorno-alla-leva-obbligatoria-escluse-donne-e-persone-non-binarie-ecco-come-funziona.mp4","galleria":""}
{"id":26209,"titolo":"Gaza in stallo, Crosetto: Ripensare il ruolo di Unifil","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tregua nella Striscia di Gaza vacilla e rischia di spezzarsi da un momento all’altro. A lanciarne l’allarme sarebbero alcuni funzionari dell’amministrazione Trump, che – secondo documenti riservati ottenuti da <em>Politico</em> – temono una possibile implosione dell’accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Un pessimismo che contrasta con le rassicurazioni pubbliche del presidente e del suo team, ma che riflette le enormi difficoltà operative nella messa in pratica del piano mediato dagli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11330,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Gaza in stallo, Crosetto: Ripensare il ruolo di Unifil\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/3-2.jpg\" alt=\"Gaza in stallo, Crosetto: Ripensare il ruolo di Unifil\" class=\"wp-image-11330\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gaza in stallo, Crosetto: Ripensare il ruolo di Unifil</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-dossier-riservato-e-le-criticita-del-piano\">Il dossier riservato e le criticità del piano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I documenti, presentati il mese scorso durante un incontro organizzato dal Comando Centrale Usa (Centcom) e dal Centro di coordinamento civile-militare nel sud di Israele, delineano una serie di ostacoli che potrebbero far deragliare la fragile tregua. Alla riunione hanno preso parte circa 400 rappresentanti del Dipartimento di Stato, della Difesa, di Ong e di centri di ricerca come il Blair Institute diretto da Tony Blair, oltre a delegati del settore privato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le principali criticità spicca la creazione della <strong>Forza internazionale di stabilizzazione</strong>, elemento cardine per garantire la sicurezza nel territorio palestinese post-conflitto. La presentazione, composta da oltre 60 diapositive e intitolata significativamente <em>“Il lavoro duro comincia ora: attuare il piano del presidente Trump”</em>, elenca problemi logistici, politici e di coordinamento senza però offrire soluzioni concrete.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Indonesia, Azerbaigian, Pakistan e Turchia hanno offerto truppe per la missione, ma la candidatura di Ankara avrebbe incontrato la resistenza di Tel Aviv.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-progetto-di-una-maxi-base-usa-nel-sud-di-israele\">Il progetto di una maxi-base Usa nel sud di Israele</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In parallelo, i media israeliani rivelano che Washington starebbe valutando la costruzione di una <strong>grande base militare americana</strong> nel sud di Israele, vicino al confine con la Striscia. La struttura – non ancora ufficialmente confermata dall’Idf – potrebbe ospitare migliaia di soldati, diventando un perno della futura strategia di stabilizzazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo sarebbe ridurre la dipendenza dagli israeliani nella gestione diretta di Hamas, dell’Egitto e dell’Autorità nazionale palestinese, aumentando il controllo tattico degli Stati Uniti sul terreno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-gli-ostacoli-ostaggi-tunnel-e-ricostruzione\">Gli ostacoli: ostaggi, tunnel e ricostruzione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Intanto permangono incognite pesanti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Hamas non avrebbe ancora consegnato i resti degli ultimi ostaggi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Circa <strong>150 miliziani</strong> sarebbero ancora intrappolati nei tunnel di Rafah e rifiuterebbero il disarmo senza garanzie di un corridoio sicuro.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul fronte della ricostruzione, <em>The Atlantic</em> sostiene che i lavori potrebbero iniziare soltanto nella zona controllata da Israele, dove Washington vorrebbe testare una <strong>“Comunità sicura alternativa”</strong>: un quartiere protetto con scuola, centro medico e alloggi per 25mila palestinesi selezionati dallo Shin Bet e senza legami con Hamas. Una volta inseriti, ai residenti non sarebbe permesso rientrare nelle loro aree originarie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11329,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Gaza in stallo, Crosetto: Ripensare il ruolo di Unifil\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/1722419795-crosetto.jpg\" alt=\"Gaza in stallo, Crosetto: Ripensare il ruolo di Unifil\" class=\"wp-image-11329\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gaza in stallo, Crosetto: Ripensare il ruolo di Unifil</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-torna-la-tensione-in-libano-crosetto-rivalutare-unifil\">Torna la tensione in Libano. Crosetto: “Rivalutare Unifil”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre Gaza resta sospesa nel limbo, il fronte nord si riaccende. Nelle ultime ore Israele ha condotto attacchi con droni contro obiettivi di Hezbollah in Libano. Proprio qui opera la missione Onu <strong>Unifil</strong>, incaricata di monitorare la linea di demarcazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ministro della Difesa Guido Crosetto, dopo un incontro a Roma con il sottosegretario generale dell’Onu Jean-Pierre Lacroix, ha rilanciato il tema della missione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Unifil è un pilastro fondamentale per la stabilità del Medio Oriente”, ha scritto su X.<br>Ma ha anche aggiunto che occorre “valutare attentamente l’efficacia e il senso della permanenza” del contingente italiano in un quadro regionale sempre più instabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un messaggio che riflette la crescente incertezza della comunità internazionale davanti a un conflitto che, nonostante gli sforzi diplomatici, continua a minacciare l’intero scacchiere mediorientale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/1-5.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"crosetto, difesa, Gaza, libano, unifil","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-13 06:13:40","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/duro-lavoro-comincia-ora-cos-lamministrazione-usa-cerca-2566366.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26209-gaza-in-stallo-crosetto-ripensare-il-ruolo-di-unifil.mp4","galleria":""}
{"id":26202,"titolo":"12 novembre 2003 – 12 novembre 2025, ricordando i caduti di Nassiriya","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Ventidue anni dopo</strong>, l’Italia si raccoglie nel ricordo della strage di Nassiriya, il più grave attacco subito dai nostri contingenti all’estero dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Era il <strong>12 novembre 2003, ore 10:40 locali, 08:40 in Italia</strong>, quando un camion cisterna carico di esplosivo fu fatto detonare davanti all’ingresso della <strong>base “Maestrale”</strong> della <strong>MSU (Multinational Specialized Unit) dei Carabinieri</strong> nel centro abitato di <strong>Nassiriya</strong>. L’onda d’urto, seguita dall’esplosione del deposito munizioni, causò <strong>28 vittime: 19 italiani e 9 iracheni</strong>, oltre a decine di feriti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In quella mattina, <strong>l’Appuntato Andrea Filippa</strong>, di guardia al varco principale, riuscì a neutralizzare i due attentatori: il mezzo non penetrò all’interno della caserma e deflagrò sul cancello, evitando un bilancio ancora più catastrofico. I <strong>primi soccorsi</strong> arrivarono dagli stessi Carabinieri, dalla neo-polizia irachena e dai civili della città.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11309,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"12 novembre 2003 – 12 novembre 2025, ricordando i caduti di Nassiriya\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/andrea-filippa.jpg\" alt=\"12 novembre 2003 – 12 novembre 2025, ricordando i caduti di Nassiriya\" class=\"wp-image-11309\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-contesto-operativo\">Il contesto operativo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Comando dell’Italian Joint Task Force (IJTF)</strong> operava a circa <strong>7 km</strong> da Nassiriya, nella base <strong>“White Horse”</strong>, non lontano dal comando statunitense di <strong>Tallil</strong>. La <strong>MSU/IRAQ</strong>, composta da <strong>Carabinieri italiani</strong> e <strong>Gendarmeria romena</strong> (con l’aggiunta, da fine novembre 2003, di <strong>120 uomini della Guardia Nazionale Repubblicana portoghese</strong>), era dislocata su due basi <strong>nel centro cittadino</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Maestrale</strong> (nota come <em>Animal House</em>), sede dell’<strong>unità di manovra</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Libeccio</strong>, dove si trovavano il <strong>Battaglione MSU</strong> e il <strong>Comando del Reggimento MSU/IRAQ</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta di restare <strong>a contatto con la popolazione</strong> — diversamente dall’Esercito, più defilato per ragioni di sicurezza — fu dettata dal mandato di <strong>polizia di stabilità</strong> proprio della MSU.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’attentato e le sue conseguenze</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esplosione <strong>ridusse la Maestrale a uno scheletro di cemento</strong> e <strong>danneggiò</strong> anche la vicina base <strong>Libeccio</strong>. Tra i coinvolti, la troupe del regista <strong>Stefano Rolla</strong>, in città per girare uno sceneggiato sulla ricostruzione affidata agli italiani, e militari dell’Esercito che la scortavano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Due mesi più tardi, il <strong>Reggimento Carabinieri</strong> lasciò anche la <strong>Libeccio</strong>, trasferendosi a <strong>Camp Mittica</strong> presso l’ex aeroporto di <strong>Tallil</strong>, a <strong>7 km</strong> da Nassiriya.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le vittime italiane</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Carabinieri</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Giovanni Cavallaro</strong>, Sottotenente</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Filippo Merlino</strong>, Sottotenente</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Enzo Fregosi</strong>, Maresciallo Luogotenente</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Massimiliano Bruno</strong>, Maresciallo Aiutante</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Alfio Ragazzi</strong>, Maresciallo Aiutante</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Alfonso Trincone</strong>, Maresciallo Aiutante</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Daniele Ghione</strong>, Maresciallo capo</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Giuseppe Coletta</strong>, Brigadiere</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ivan Ghitti</strong>, Brigadiere</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Domenico Intravaia</strong>, Vicebrigadiere</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Andrea Filippa</strong>, Appuntato</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Horacio Majorana</strong>, Appuntato</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Esercito Italiano</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Massimo Ficuciello</strong>, Capitano</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Silvio Olla</strong>, Maresciallo Capo</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Alessandro Carrisi</strong>, Primo Caporal Maggiore</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Emanuele Ferraro</strong>, Caporal Maggiore Capo Scelto</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Pietro Petrucci</strong>, Caporal Maggiore</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Civili</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Marco Beci</strong>, Cooperatore Internazionale</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Stefano Rolla</strong>, Regista</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I Caduti provenivano da diversi reparti dell’Arma territoriale e mobili (tra cui <strong>13º Carabinieri “Friuli Venezia Giulia”</strong> e <strong>7º Carabinieri “Trentino-Alto Adige”</strong>) e da unità dell’Esercito (<strong>Reggimento Lagunari “Serenissima”, Brigata Folgore, 66º Reggimento Fanteria Aeromobile “Trieste”, Savoia Cavalleria, Reggimento Trasimeno</strong>, militari della <strong>Brigata “Sassari”</strong> in scorta alla troupe e <strong>3 del 6º Reggimento Trasporti</strong> della Brigata Logistica di Proiezione in scorta al cooperatore Beci).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11310,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"12 novembre 2003 – 12 novembre 2025, ricordando i caduti di Nassiriya\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/Vittime-Nassiriya-1-1.jpg\" alt=\"12 novembre 2003 – 12 novembre 2025, ricordando i caduti di Nassiriya\" class=\"wp-image-11310\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il commiato dell’Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>camera ardente</strong> fu allestita al <strong>Sacrario delle Bandiere del Vittoriano</strong>, dove si svolse un lungo pellegrinaggio di cittadini. I <strong>funerali di Stato</strong>, celebrati il <strong>18 novembre 2003</strong> nella <strong>Basilica di San Paolo fuori le mura</strong> e officiati dal Cardinale <strong>Camillo Ruini</strong>, videro la presenza delle più alte cariche dello Stato e di una <strong>commossa partecipazione popolare</strong> stimata in <strong>circa 50.000 persone</strong>. Per l’occasione fu proclamato il <strong>lutto nazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Memoria e significato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nassiriya è <strong>ferita e memoria</strong>. È il simbolo del prezzo pagato da chi opera <strong>per la sicurezza, la stabilità e la ricostruzione</strong> in contesti complessi, con compiti che spaziano dal <strong>controllo del territorio</strong> alla <strong>polizia di prossimità</strong>, dalla <strong>tutela dei civili</strong> al <strong>supporto alle istituzioni locali</strong>.<br>A <strong>ventidue anni</strong> di distanza, il dovere del ricordo si unisce all’impegno a <strong>trasmettere i valori</strong> che quei militari e civili hanno incarnato: <strong>coraggio, professionalità, responsabilità, servizio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/nassirya.jpg","categoria":"Blog","tags":"CadutiDiNassiriya, Onoreaicaduti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-12 21:13:42","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26202-12-novembre-2003-12-novembre-2025-ricordando-i-caduti-di-nassiriya.mp4","galleria":""}
{"id":26197,"titolo":"Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito rende omaggio ai Caduti nelle missioni internazionali","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi si è celebrata la <strong>Giornata dedicata ai Caduti militari e civili nelle missioni internazionali di pace</strong>, un momento di profondo raccoglimento e gratitudine verso coloro che hanno sacrificato la propria vita al servizio della pace, della sicurezza e della solidarietà tra i popoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</strong>, ha preso parte, insieme a numerose autorità civili e militari, alle iniziative promosse dal <strong>Ministero della Difesa</strong>, rendendo omaggio alla memoria di quanti, con coraggio, senso del dovere e spirito di servizio, hanno contribuito alla tutela dei valori della democrazia e della stabilità internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presso l’<strong>Altare della Patria</strong>, il <strong>Ministro della Difesa</strong>, accompagnato dal <strong>Capo di Stato Maggiore della Difesa</strong> e alla presenza di alte autorità civili e militari, ha reso omaggio al <strong>Sacello del Milite Ignoto</strong>, simbolo per eccellenza di tutti i militari caduti nell’adempimento del dovere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La giornata è poi proseguita con la <strong>celebrazione della Santa Messa</strong> presso la <strong>Basilica di Santa Maria in Aracoeli</strong>, officiata in suffragio dei Caduti e a sostegno spirituale delle loro famiglie e di tutti i soldati impegnati quotidianamente nelle missioni in patria e all’estero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al termine delle celebrazioni, il <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Esercito</strong> ha incontrato i familiari dei Caduti presso il <strong>Circolo Ufficiali Pio IX</strong>, esprimendo parole di sincera vicinanza e riconoscenza per il loro sacrificio, la loro dignità e la loro forza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Istituita con la <strong>Legge 12 novembre 2009 n.162</strong>, in concomitanza con l’anniversario dell’attentato di <strong>Nassiriya</strong>, questa Giornata rappresenta un <strong>momento di profonda unione per il Paese</strong>, in cui la comunità nazionale si stringe attorno ai valori di solidarietà, dedizione e sacrificio per il bene comune, rinnovando la memoria dei nostri Caduti e la gratitudine verso le loro famiglie — esempio di coraggio e resilienza che continua a ispirare l’intera Nazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/giornata-caduti.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"CapoDiSme, Onoreaicaduti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-12 20:43:42","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/ricordo_dei_caduti.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26197-il-capo-di-stato-maggiore-dellesercito-rende-omaggio-ai-caduti-nelle-missioni-internazionali.mp4","galleria":""}
{"id":26189,"titolo":"11 novembre 1961: 64 anni dall’eccidio di Kindu, il sacrificio dei 13 aviatori italiani in missione di pace","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sessantaquattro anni fa, in una remota località della foresta equatoriale congolese, tredici aviatori italiani della <strong>46ª Aerobrigata di Pisa</strong> vennero barbaramente uccisi mentre servivano la causa della pace, sotto le insegne delle Nazioni Unite. È una pagina dolorosa della nostra storia nazionale, un sacrificio che ancora oggi rappresenta una ferita e al tempo stesso un monito: la pace ha un prezzo, e spesso viene pagata da uomini silenziosi, lontano dai riflettori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-contesto-il-congo-tra-caos-e-interessi-internazionali\">Il contesto: il Congo tra caos e interessi internazionali</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Congo aveva ottenuto l’indipendenza dal Belgio nel 1960, ereditando però un vuoto istituzionale e profonde fratture tribali, alimentate da interessi coloniali e geopolitici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A complicare il quadro, <strong>potenze e interessi internazionali</strong> si mossero per influenzare il destino del Paese, attratte dalle sue immense risorse minerarie e strategiche. In questo contesto prese forma la <strong>secessione del Katanga</strong>, la regione più ricca e industrializzata, sostenuta da ingenti capitali stranieri e dall’impiego di mercenari europei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il giovane Stato congolese si ritrovò così diviso tra <strong>tre poli di potere</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>il governo centrale del presidente <strong>Joseph Kasa-Vubu</strong>, con le forze del colonnello <strong>Joseph-Désiré Mobutu</strong> nel settore occidentale;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>i sostenitori di <strong>Patrice Lumumba</strong>, guidati da <strong>Antoine Gizenga</strong> e dal generale <strong>Lundula</strong>, con appoggi sovietici nelle regioni orientali;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il <strong>Katanga secessionista</strong> di <strong>Moïse Ciombe (Tshombe)</strong>, supportato da mercenari e da influenze economiche europee.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La crisi degenerò rapidamente. Nel luglio 1960, appena un mese dopo l’indipendenza, il Katanga dichiarò la propria autonomia, dando avvio a una guerra civile. Poco dopo venne <strong>assassinato Patrice Lumumba</strong>, primo premier congolese e simbolo del tentativo di emancipazione dal controllo esterno.<br>Il delitto — perpetrato da forze katanghesi con la complicità del potere centrale — aprì una fase ancora più drammatica. <strong>Mobutu</strong>, allora a capo dell’esercito, avrebbe consolidato negli anni successivi un regime autoritario durato quasi quarant’anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo clima esplosivo, tra rivalità interne e pressioni internazionali, le Nazioni Unite decisero di intervenire: <strong>nell’agosto 1960</strong>, con la missione <strong>ONUC</strong>, i caschi blu furono schierati nel tentativo di stabilizzare il Paese e prevenire un conflitto regionale su vasta scala.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11294,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"11 novembre 1961: 64 anni dall’eccidio di Kindu, il sacrificio dei 13 aviatori italiani in missione di pace\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/onuc-03.jpg\" alt=\"11 novembre 1961: 64 anni dall’eccidio di Kindu, il sacrificio dei 13 aviatori italiani in missione di pace\" class=\"wp-image-11294\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Unità della missione delle Nazioni Unite in Congo (ONUC) nei pressi di Élisabethville, nel 1963 - Foto ONU/BZ</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-gli-equipaggi-italiani-e-l-ultima-missione\">Gli equipaggi italiani e l’ultima missione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I due velivoli italiani — <strong>C-119 “Lyra 5” e “Lupo 33”</strong> — erano impegnati da oltre un anno nei cieli africani. Il <strong>21 novembre</strong> sarebbero rientrati in patria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’11 novembre decollarono da Leopoldville per portare rifornimenti alla guarnigione malese dell’ONU nella zona di <strong>Kindu</strong>, ai margini della foresta congolese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La regione era scossa da settimane di violenze e tensioni: bande armate, propaganda, sospetto verso chiunque fosse straniero. Si temeva — senza fondamento — un aviolancio di mercenari belgi a sostegno della secessione del Katanga. Gli aerei italiani <strong>si dovevano fermare a Kindu solo per il tempo di scaricare e, per gli equipaggi, di mangiare qualcosa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11295,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"11 novembre 1961: 64 anni dall’eccidio di Kindu, il sacrificio dei 13 aviatori italiani in missione di pace\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/onuc-02.jpg\" alt=\"11 novembre 1961: 64 anni dall’eccidio di Kindu, il sacrificio dei 13 aviatori italiani in missione di pace\" class=\"wp-image-11295\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un Fairchild C-119 della 46ª Aerobrigata - Free Commons Copyright Wikipedia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-eccidio\">L'eccidio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La comparsa dei due C-119 italiani, <strong>scambiati per velivoli katanghesi carichi di paracadutisti</strong>, innescò il panico tra i soldati di Kindu. Centinaia di miliziani raggiunsero in camion l’aeroporto: i tredici aviatori, al comando del maggiore Amedeo Parmeggiani, stavano mangiando alla mensa ONU, una villetta a circa un chilometro dalla pista, insieme a una decina di ufficiali malesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Verso le <strong>16:15</strong> un primo gruppo di circa <strong>80</strong> militari congolesi fece irruzione nell’edificio: italiani e malesi, quasi tutti disarmati, furono sopraffatti e percossi; il tenente medico <strong>Francesco Paolo Remotti</strong>, nel tentativo di fuggire da una finestra, venne raggiunto e ucciso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle <strong>16:30</strong> sopraggiunsero altri <strong>300</strong> miliziani guidati dal comandante locale, <strong>colonnello Pakassa</strong>. Il maggiore malese <strong>Maud</strong> provò invano a spiegare che gli aviatori erano personale dell’ONU. Alle <strong>16:50</strong> i <strong>dodici</strong> superstiti, costretti a trasportare il corpo di Remotti, furono caricati su camion, condotti in città e rinchiusi nella piccola prigione. Nel frattempo, giunti da Leopoldville, il generale <strong>Lundula</strong> e funzionari <strong>ONUC</strong> tentarono di aprire una trattativa, ma senza esito: il comando congolese appariva ormai incapace di controllare i propri uomini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella notte, soldati congolesi irruppero nelle celle e <strong>fucilarono</strong> i dodici italiani. I corpi, inizialmente lasciati sul posto, vennero poco dopo prelevati dal <strong>custode del carcere</strong> che, temendone lo scempio, li trasportò nella foresta e li seppellì in una fossa comune. I miliziani diffusero intanto la voce che gli italiani rifornissero i secessionisti e che fossero stati attirati a Kindu da un presunto inganno della torre di controllo; pochi giorni dopo, l’inviato <strong>Alberto Ronchey</strong> de <em>La Stampa</em> constatò che <strong>la torre era fuori uso da mesi</strong>, smentendo quelle versioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il ritorno in patria e il lutto di una Nazione</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per giorni calò il silenzio. Della sorte dei <strong>tredici aviatori</strong> non giunsero notizie, e anche il <strong>comando ONU</strong> evitò mosse avventate per scongiurare reazioni a catena, ignaro che i militari italiani erano già stati uccisi. Solo settimane dopo, il <strong>custode del carcere</strong> trovò il coraggio di contattare i <strong>fratelli Arcidiacono</strong>, italiani da anni a <strong>Kindu</strong>: grazie alle loro informazioni fu possibile ricomporre i fatti e attivare le <strong>Nazioni Unite</strong> per il recupero delle salme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>febbraio 1962</strong> un convoglio della <strong>Croce Rossa austriaca</strong>, scortato da <strong>caschi blu etiopi</strong> e affiancato da due ufficiali della <strong>46ª Aerobrigata</strong> (<strong>tenente colonnello Picone</strong> e <strong>maggiore Poggi</strong>), rintracciò la <strong>fossa comune</strong> nel <strong>cimitero di Tokolote</strong>, un villaggio sulle rive del <strong>Lualaba</strong>. I corpi, protetti da uno spesso strato d’<strong>argilla</strong>, risultarono in condizioni tali da permetterne l’immediata <strong>identificazione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Trasferiti all’<strong>aeroporto di Kindu</strong>, furono imbarcati su un <strong>C-119</strong> italiano per <strong>Leopoldville</strong> e quindi rientrarono in <strong>Italia</strong> a bordo di un <strong>C-130</strong> statunitense.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I tredici Caduti di Kindu</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Magg. pilota <strong>Amedeo Parmeggiani</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Cap. pilota <strong>Giorgio Gonelli</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ten. medico <strong>Francesco Paolo Remotti</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sottoten. pilota <strong>Onorio De Luca</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sottoten. pilota <strong>Giulio Garbati</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Mar. motorista <strong>Filippo Di Giovanni</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Mar. motorista <strong>Nazzareno Quadrumani</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Serg. magg. elettr. bordo <strong>Armando Fabi</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Serg. magg. marconista <strong>Antonio Mamone</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Serg. magg. montatore <strong>Silvestro Possenti</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Serg. magg. montatore <strong>Nicola Stigliani</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Serg. elettr. bordo <strong>Martano Marcacci</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Serg. marconista <strong>Francesco Paga</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-memoria-e-il-valore-del-sacrificio\">La memoria e il valore del sacrificio</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per decenni, la vicenda rimase intrisa di dolore, racconti confusi, indignazione internazionale. Solo nel 1994 ai Caduti venne conferita la <strong>Medaglia d’Oro al Valor Militare</strong>. Nel 2007 fu approvata una legge di indennizzo per le famiglie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, monumenti e sacrari ne preservano la memoria: da Pisa a Fiumicino, da Milano a tanti comuni italiani che hanno intitolato strade e piazze ai Caduti di Kindu.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A sessantaquattro anni da quell’<strong>11 novembre 1961</strong>, l’Italia ricorda i suoi aviatori con rispetto e gratitudine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un mondo che ancora conosce conflitti, instabilità, e missioni internazionali complesse, <strong>il sacrificio dei Caduti di Kindu ricorda il valore del servizio silenzioso, dell’impegno militare al fianco delle istituzioni democratiche e dei popoli in difficoltà.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/kindu-main.jpg","categoria":"Blog","tags":"Kindu1961, Onoreaicaduti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-11 12:03:43","stato":"publish","riassunto_video":"Nel 1961, tredici aviatori italiani furono uccisi in Congo mentre operavano per l’ONU, vittime di sospetti e violenze durante la crisi seguita all’indipendenza del Paese. Il loro sacrificio, riconosciuto solo anni dopo, resta simbolo del prezzo della pace e dell’impegno silenzioso nelle missioni internazionali.","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26189-11-novembre-1961-64-anni-dalleccidio-di-kindu-il-sacrificio-dei-13-aviatori-italiani-in-missione-di-pace.mp4","galleria":""}
{"id":26176,"titolo":"Il Generale Fronda guida La Divisione Acqui all’Avenger Triad 25","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è conclusa in questi giorni la partecipazione della Divisione “Acqui” alla fase di condotta dell’esercitazione multinazionale “Avenger Triad 25”, principale evento addestrativo del 2025 per il Corpo di Reazione Rapida della NATO (Allied Rapid Reaction Corps – <a href=\"https://arrc.nato.int/\">ARRC UK</a>). L’attività, che rientra nel più ampio scenario dell’operazione “Steadfast Duel”, ha coinvolto oltre mezzo milione di militari dei Paesi membri dell’Alleanza Atlantica e si è svolta in stretta collaborazione con lo staff britannico dell’ARRC e con le unità collaterali: la 1ª e la 3ª Divisione di Fanteria dell’Esercito inglese e la 1ª Divisione di Cavalleria dell’Esercito canadese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione, concepita come una simulazione su vasta scala di tipo “command-post” (C2), ha avuto l’obiettivo di verificare la prontezza operativa e l’interoperabilità delle forze alleate, simulando uno scenario complesso di combattimento ad alta intensità. L’attività, diretta dal Comando della U.S. Army Europe &amp; Africa in coordinamento con la NATO, si è articolata in due momenti fondamentali: una prima fase di pianificazione, svoltasi nei mesi estivi presso la Home Base della Divisione “Acqui” a Capua, e la successiva fase di condotta, realizzata presso il Joint Multinational Simulation Centre di Grafenwöhr, in Germania.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26178,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/Foto-1-Inizio-del-COA-Decision-Briefing-1024x682.jpg\" alt=\"Generale Fronda guida La Divisione ‘Acqui’ del Gen. Fronda all’Avenger Triad 25 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26178\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Fronda guida La Divisione Acqui all’Avenger Triad 25 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ruolo della Divisione “Acqui” e la guida del Generale Fronda</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la fase di condotta, lo staff della Divisione “Acqui” ha operato secondo un rigoroso “battle rhythm” 24 ore su 24, impegnandosi nell’impiego dei principali sistemi di comando e controllo in uso alla NATO, tra cui SITAWARE, LOGFAS, INTEL FS e il sistema di simulazione J-CATS. Attraverso queste piattaforme, gli uomini e le donne dell’Esercito Italiano hanno potuto addestrarsi all’integrazione funzionale dei processi decisionali, logistici e informativi in un contesto multinazionale, consolidando così le proprie capacità operative in scenari di guerra complessa e multi-dominio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sotto la guida del Generale di Divisione Maurizio Fronda, la “Acqui” ha confermato la propria capacità di operare come grande unità complessa in un ambiente realistico e competitivo, contribuendo al rafforzamento della cooperazione con gli alleati e all’evoluzione dottrinale della componente terrestre italiana. Il Generale Fronda, già Comandante del <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\">185º Rgt. Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi “Folgore”</a>, ha orientato la struttura verso un costante miglioramento delle capacità di comando e pianificazione, valorizzando il ruolo dell’Italia nel contesto NATO e favorendo la piena interoperabilità con le forze partner del Regno Unito, del Canada e degli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26179,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/101125-Acqui-1-1024x492.jpg\" alt=\"Generale Fronda guida La Divisione ‘Acqui’ del Gen. Fronda all’Avenger Triad 25 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26179\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Fronda guida La Divisione Acqui all’Avenger Triad 25 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Risultati, valore operativo e prospettive</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partecipazione all’esercitazione “Avenger Triad 25” ha rappresentato per la Divisione “Acqui” un momento di verifica e di crescita professionale di assoluto rilievo. L’attività ha permesso di testare procedure, strumenti e capacità operative in un ambiente digitale e simulato, ma con elevato realismo, consentendo di affinare la pianificazione e la condotta delle operazioni a livello di grande unità. Essa ha inoltre rafforzato la coesione interna, migliorato l’efficacia delle comunicazioni interforze e consolidato il dialogo tecnico e operativo con gli staff alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto internazionale caratterizzato da crescente complessità strategica, l’impegno della Divisione “Acqui” sotto la guida del Generale Fronda conferma il ruolo dell’Esercito Italiano quale attore di primo piano nel panorama euroatlantico. L’esercitazione “Avenger Triad 25” si è così rivelata un banco di prova di eccellenza, capace di proiettare l’immagine di una Forza Armata moderna, integrata e pronta a contribuire, con competenza e determinazione, alla sicurezza collettiva della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/upscalemedia-transformed.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#ARRCUK, #AvengerTriad25, #DivisioneAcqui, #EccellenzaItaliana, #EsercitazioneMultinazionale, #EsercitoItaliano, #GeneraleFronda, #Grafenwoehr, #Interoperabilità, #LeadershipMilitare, #NATO, #SteadfastDuel, #Training","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-11 05:48:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26176-generale-fronda-acqui-avenger-triad-25.mp4","galleria":""}
{"id":26164,"titolo":"Steadfast Duel 25 - Gen. Nicola Mandolesi: Militari Italiani professionali e competenti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è conclusa con pieno successo l’esercitazione <strong>STEADFAST DUEL 25 (STDU25)</strong>, una delle principali attività addestrative della NATO per il 2025, volta a testare la capacità dell’Alleanza di pianificare, coordinare e condurre operazioni congiunte in scenari di crisi e conflitto ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’edizione di quest’anno, caratterizzata da un marcato profilo <em>warfighting</em>, ha coinvolto operazioni <strong>multi-dominio</strong> — terra, mare, aria, spazio e cyberspazio — simulando risposte integrate a minacce convenzionali e verificando l’interoperabilità dei comandi secondo il principio del <em>“train as you fight”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i protagonisti dell’attività si è distinto il <strong>contingente italiano</strong> di stanza presso il <strong>Joint Force Command Brunssum (JFC BS)</strong>, composto da 45 militari altamente specializzati, inseriti nello staff multinazionale e impegnati nella pianificazione operativa, nel comando e controllo e nell’analisi delle operazioni.<br>Il personale italiano ha operato fianco a fianco con colleghi di oltre trenta Paesi membri, contribuendo in modo decisivo alla simulazione di una risposta collettiva ai sensi dell’<strong>Articolo 5 del Trattato del Nord Atlantico</strong>, garantendo un elevato livello di coordinamento e interoperabilità all’interno del Comando.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26167,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/bdd32df4-2396-4c7a-bd37-7e0848b869da-1024x683.jpg\" alt=\"Steadfast Duel 25 - Gen.B Mandolesi: Militari Italiani professionali e competenti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26167\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Steadfast Duel 25 - Gen.B Mandolesi: Militari Italiani professionali e competenti - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Particolarmente significativa l’edizione 2025, che per la prima volta ha visto i tre <strong>Comandi delle Forze Congiunte NATO — Brunssum, Napoli e Norfolk —</strong> operare in modo integrato, pur mantenendo le rispettive responsabilità operative. Un risultato che ha consentito di testare concretamente l’interazione tra la <strong>NATO Command Structure (NCS)</strong> e la <strong>NATO Force Structure (NFS)</strong> attraverso sistemi di simulazione avanzata e un ciclo operativo continuo 24 ore su 24.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contributo del contingente italiano si è distinto per <strong>efficacia, leadership e capacità di integrazione</strong>, confermando il ruolo strategico dell’Italia all’interno dell’Alleanza Atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“<strong>Il contingente italiano ha dimostrato ancora una volta di poter fornire un contributo determinante per professionalità e competenza all’interno dell’Alleanza</strong>”, ha dichiarato il <strong>Generale Nicola Mandolesi</strong>, <strong>Deputy Chief Of Staff Support (DCOS Support)</strong> presso <strong>JFC Brunssum</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le parole del Gen. B. Mandolesi (già Comandante del <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\">187° Reggimento Paracadutisti Folgore</a>) sintetizzano lo spirito con cui l’Italia continua a operare nel contesto NATO: dedizione, visione strategica e capacità di guidare processi complessi in ambito internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26168,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"750px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/1-1.jpg\" alt=\"Steadfast Duel 25 - Gen.B Mandolesi: Militari Italiani professionali e competenti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26168\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:750px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Steadfast Duel 25 - Gen.B Mandolesi: Militari Italiani professionali e competenti - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la partecipazione di militari provenienti da tutti i Paesi membri, la <strong>STEADFAST DUEL 25</strong> ha riaffermato l’unità, la coesione e la prontezza dell’Alleanza nel garantire la sicurezza collettiva dell’area euro-atlantica, mentre l’impegno del contingente italiano — sotto la guida e il coordinamento del Gen. B. Nicola Mandolesi — conferma il nostro Paese come <strong>pilastro operativo e strategico della NATO</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/dsc-8230-Elwlm1-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"folgore, JFCBRUNSSUM, NATO, stdu25","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-10 22:19:18","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26164-steadfast-duel-mandolesi-italiani-professionali.mp4","galleria":""}
{"id":26151,"titolo":"La Bundeswehr investe un miliardo nella visione notturna: un segnale importante anche per la Folgore","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Bundeswehr ha deciso di fare un passo decisivo verso la modernizzazione delle proprie capacità operative notturne. Secondo l’ordine del giorno della prossima riunione della Commissione per i Bilanci, le Forze Armate tedesche intendono investire circa <strong>un miliardo di euro</strong> per l’acquisto di <strong>100.000 nuovi visori </strong><a href=\"https://theon.com/mikron-d/\">notturni binocolari “Theon Mikron”</a>, prodotti dal consorzio industriale <strong>Theon Sensors – Hensoldt Optronics</strong> attraverso l’agenzia europea OCCAR.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta di un numero senza precedenti in Europa, che segnala la volontà di Berlino di colmare definitivamente le lacune nell’equipaggiamento individuale dei propri soldati e di puntare con decisione sull’autonomia operativa anche in condizioni di oscurità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26154,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/Immagine-2025-11-09-170406-1024x497.jpg\" alt=\"La Bundeswehr investe un miliardo nella visione notturna: un segnale importante anche per la Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26154\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Bundeswehr investe un miliardo nella visione notturna: un segnale importante anche per la Folgore - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un modello da seguire anche per la Folgore</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa scelta rappresenta un’occasione di riflessione anche per l’Italia, e in particolare per la <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Brigata Paracadutisti “Folgore”</a>, la cui dottrina d’impiego prevede, per natura, la capacità di <strong>muoversi, infiltrarsi e combattere di notte</strong>, sfruttando l’effetto sorpresa e la protezione offerta dall’oscurità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per un reparto aviotrasportato come la Folgore, abituato a operare in contesti di alta mobilità e spesso in condizioni di visibilità ridotta, l’equipaggiamento individuale per la visione notturna non è un semplice supporto tecnico: è un <strong>moltiplicatore di potenza</strong>.<br>L’adozione diffusa di visori di ultima generazione, leggeri, affidabili e integrabili con sistemi di comunicazione e puntamento moderni, permetterebbe ai paracadutisti italiani di mantenere la piena capacità operativa anche nelle ore notturne, garantendo al tempo stesso sicurezza, precisione e coordinamento tattico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La tecnologia Theon Mikron</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il modello scelto dalla Bundeswehr, il <strong>Theon Mikron</strong>, è un visore binoculare con <strong>due tubi intensificatori di luce residua da 16 mm</strong> prodotti da <strong>Exosense (ex Photonis Defense)</strong>. È dotato di <strong>illuminatore a infrarossi integrato</strong> e può essere indossato sia sul casco sia tramite un sistema di supporto cranico.<br>Alimentato da una singola batteria AA, può estendere la durata operativa tramite un pacco batterie esterno: caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto alle esigenze delle unità leggere e mobili, come appunto quelle paracadutiste.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://www.youtube.com/watch?v=X5qL1zGL5ug\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://www.youtube.com/watch?v=X5qL1zGL5ug\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Investire nella notte: una necessità operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’investimento tedesco testimonia come le moderne forze armate europee stiano riconoscendo il valore strategico della <strong>superiorità notturna</strong>.<br>Per l’Italia, e per la Folgore in particolare, questa può essere l’occasione per <strong>rafforzare la capacità di proiezione e di combattimento in condizioni di scarsa visibilità</strong>, valorizzando un tratto distintivo della tradizione paracadutista: saper colpire dove e quando il nemico non se l’aspetta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/daf.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"Bundeswehr, folgore, nvg","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-10 01:22:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.hartpunkt.de/bundeswehr-will-rund-eine-milliarde-euro-in-zusaetzliche-nachtsichtbrillen-investieren/","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26151-bundeswehr-miliardo-visione-notturna-folgore.mp4","galleria":""}
{"id":26134,"titolo":"Meloria, 9 novembre 1971 – 9 novembre 2025: 54 anni fa il dramma di “Gesso 4\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Cinquantiquattro anni fa, all’alba del 9 novembre 1971, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-novembre-1971-il-dramma-di-gesso-4/\">mare della Meloria si prese cinquantadue vite</a>: <strong>46 paracadutisti della Folgore</strong> e <strong>6 aviatori della Royal Air Force</strong>. Stavano volando verso la Sardegna per l’esercitazione NATO <strong>Cold Stream</strong>, quando il <strong>C-130 Hercules XV216 “Gesso 4”</strong> scomparve nel buio, a poche miglia dalla costa di Livorno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fu una delle pagine più dolorose nella storia delle aviotruppe italiane, un trauma che segnò per sempre la <strong>Brigata Paracadutisti “Folgore”</strong> e la città di Livorno. Oggi, 9 novembre 2025, quella tragedia resta memoria viva, scolpita nelle cerimonie, nei monumenti e nel silenzio composto dei reparti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il contesto: Cold Stream e il “volo tattico”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Siamo nel 1971, piena <strong>Guerra Fredda</strong>. Il ruolo dell’Italia nello scacchiere NATO è cruciale: in caso di conflitto contro l'Unone Sovietica, la Folgore è chiamata a essere la punta avanzata di reazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Cold Stream</strong> nasce per perfezionare gli <strong>aviolanci di massa</strong> con criteri moderni: il <strong>CARP (Calculated Air Release Point)</strong> permetteva di scegliere zone d’atterraggio meno ampie, di imbarcare i paracadutisti negli aerei per reparto d’appartenenza e di ridurre i tempi di riordino a terra. La tattica prevede una <strong>formazione serrata</strong>: dieci aerei distanziati <strong>di 15 secondi</strong>, <strong>quota molto bassa</strong> per eludere i radar, <strong>cabrata</strong> breve in prossimità della zona di lancio e <strong>rapida picchiata</strong> dopo l’aviolancio per tornare sotto copertura.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dall’<strong>esperienza maturata durante la seconda guerra mondiale</strong>&nbsp;emerse infatti che gli aviolanci di massa presentavano criticità nella fase di lancio e nel successivo riordino a terra dei paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’alba <strong>nove C-130 Hercules della Royal Air Force e un Andover</strong> decollano da <strong>Pisa San Giusto</strong> con <strong>396 paracadutisti</strong> diretti a <strong>Villacidro</strong> (Cagliari).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È un’operazione mai tentata prima, per dimensioni e complessità, nella storia delle aviotruppe italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26139,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/carp-calculated-air-release-point-airborne-1-1024x683.jpg\" alt=\"Meloria, 9 novembre 1971 – 9 novembre 2025: 54 anni fa il dramma di “Gesso 4&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26139\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Illustrazione del sistema CARP (Calculated Air Release Point)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’incidente: “Gesso 4” non risponde</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I dieci aerei militari, erano contraddistinti ognuno da un <strong>numero di gesso posto sulla fiancata del velivolo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle <strong>04:55</strong> decolla l’<strong>Andover “Gesso 1”</strong>, che guiderà la formazione con le apparecchiature per il CARP e lancerà dieci paracadutisti del&nbsp;<strong>Battaglione Sabotatori</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle <strong>05:41</strong> si alza il primo <strong>C-130 “Gesso 2”</strong>, con a bordo il Comandante della Folgore, la <strong>MOVM di El Alamein \"Aquila 1\" <a href=\"https://brigatafolgore.net/generale-aquila-1-ferruccio-brandi-il-mito-oltre-la-leggenda/\">Generale Ferruccio Brandi</a></strong>, che proprio quel giorno compie 51 anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalla pista si susseguono i decolli ogni <strong>15 secondi</strong>; <strong>“Gesso 9”</strong> e <strong>“Gesso 10”</strong> sono in ritardo e non partiranno con il primo gruppo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel tratto tra Pisa e Livorno, <strong>l’equipaggio di “Gesso 5”</strong>—che segue a distanza <strong>“Gesso 4”</strong>—nota <strong>una fiammata improvvisa</strong> sul mare. Il <strong>Ten. Col. Scott</strong>, comandante della formazione, chiama tutti i velivoli: <strong>rispondono in sei</strong>, <strong>manca “Gesso 4”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Scott vira con <strong>“Gesso 8”</strong> verso il punto stimato dell’impatto; il resto della formazione prosegue verso la Sardegna. A Pisa, il <strong>Magg. Antonio Milani</strong>, <strong>capo ufficio operazioni della Folgore</strong>, decolla su un elicottero <strong>AB-205</strong> verso le <strong>Secche della Meloria</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In mare, una macchia d’olio, <strong>zaini, un carrello</strong>, battelli di salvataggio vuoti: i primi, tragici indizi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Generale Brandi</strong>, informato appena atterrato col paracadute in Sardegna, rientra subito verso Livorno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel frattempo la Folgore <strong>continua l’esercitazione</strong>: un gesto duro ma coerente con la logica operativa del tempo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le cause dell'incidente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una <strong>commissione d’inchiesta</strong> viene istituita, ma può operare a pieno solo dopo il ritrovamento del relitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Da “Gesso 4” non partì alcuna chiamata di emergenza</strong>. Nonostante il recupero di ampie sezioni dell’aereo, <strong>la causa non fu mai determinata con certezza</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalla disposizione dei tronconi, gli inquirenti <strong>ipotizzarono</strong> un <strong>volo a quota troppo bassa</strong> e un <strong>tentativo di richiamo</strong>: la <strong>coda</strong> avrebbe <strong>impattato l’acqua</strong>, provocando la <strong>rottura</strong> del velivolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una ricostruzione coerente con il <strong>profilo di volo tattico</strong> e la complessità di una missione condotta <strong>al buio, radenti al mare</strong>, in formazione serrata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il recupero: mesi di ricerche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le ricerche iniziano subito, dirette dal <strong>Dipartimento Militare Marittimo “Alto Tirreno”</strong>: unità navali, assetti aerei, ma <strong>mare mosso</strong> e <strong>coordinate incerte</strong> rendono vano il primo sforzo. Incrociando le osservazioni da terra e i riferimenti dei fari, i Maggiori <strong>Orrù</strong> e <strong>Milani</strong> delimitano una nuova area: il <strong>15 novembre</strong>, il dragamine <strong>Ontano</strong> individua a <strong>circa 50 metri</strong> di profondità il relitto di <strong>“Gesso 4”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>17 novembre</strong> le operazioni entrano nel vivo: la <strong>Marina Militare</strong> coordina con la nave appoggio incursori <strong>Pietro Cavezzale</strong>, supportata da <strong>Carabinieri</strong>, <strong>Polizia di Stato</strong> e <strong>Battaglione Sabotatori Paracadutisti</strong>. Arriva anche l’omologa britannica <strong>Layburn</strong>. <strong>I corpi</strong> vengono <strong>recuperati</strong>, <strong>identificati</strong> grazie alle <strong>matricole dei paracadute</strong> e <strong>delle armi</strong> individuali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>18 novembre 1971</strong>, durante le operazioni, il <strong>Serg. Magg. Giannino Caria</strong> si libera dalla cima di sicurezza per esplorare più a fondo il relitto: <strong>non riemergerà</strong>. Un ufficiale dell’Aeronautica si tuffa e lo riporta in superficiem senza vita: per quel gesto <strong>Caria</strong> riceverà la <strong>Medaglia d’Oro al Valore Civile</strong>, con una motivazione che è già storia di <strong>abnegazione</strong> e <strong>fratellanza d’armi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Nave Cavezzale</strong> resta a Livorno fino al <strong>10 febbraio 1972</strong>, quando le ricerche vengono sospese: <strong>ritrovati 35 paracadutisti e 3 aviatori</strong>. Nuove segnalazioni porteranno a ulteriori recuperi nei mesi seguenti, ma <strong>dieci corpi non saranno mai ritrovati</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>9 gennaio 1972</strong>, nel <strong>Duomo di Livorno</strong>, <strong>il Presidente della Repubblica Giovanni Leone</strong> è presente ai funerali: i cortei funebri si ripeteranno più volte, man mano che il mare restituisce i suoi figli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I Caduti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Paracadutisti Folgore</strong><br>S.Ten. P.M. <strong>Magnaghi</strong> · S.Ten. E. <strong>Borghesan</strong> · Mar. Ca. G. <strong>Augello</strong> · Serg. Magg. C. <strong>Celozzi</strong> · C.le Magg. C. <strong>Colombini</strong> · C.le M. <strong>Benericetti</strong> · C.le S. <strong>Bolzoni</strong> · C.le A. <strong>Fiumara</strong> · C.le G. <strong>Ianni</strong> · C.le P. <strong>Interrante</strong> · C.le S. <strong>Licori</strong> · C.le F. <strong>Vantaggiato</strong> · Par. L. <strong>Angelini</strong> · Par. E. <strong>Carta</strong> · Par. A. <strong>Ciappellano</strong> · Par. M. <strong>Carasi</strong> · Par. A. <strong>Deiana</strong> · Par. V. <strong>De Marco</strong> · Par. L. <strong>Dal Lago</strong> · Par. U. <strong>De Mitri</strong> · Par. P. <strong>Dessi</strong> · Par. P. <strong>Donnarumma</strong> · Par. D. <strong>Dal Zotto</strong> · Par. A. <strong>De Vito</strong> · Par. A. <strong>D’Alessandro</strong> · Par. G. <strong>D’Alessandro</strong> · Par. G. <strong>Di Natale</strong> · Par. F. <strong>Dall’Asta</strong> · Par. M. <strong>Ferrari</strong> · Par. G. <strong>Facchetti</strong> · Par. C. <strong>Frasson</strong> · Par. S. <strong>Fumosa</strong> · Par. W. <strong>Furgeri</strong> · Par. R. <strong>Fracassetti</strong> · Par. R. <strong>Giannattasio</strong> · Par. G. <strong>Giannini</strong> · Par. B. <strong>Guidorzi</strong> · Par. G. <strong>Guarnieri</strong> · Par. A. <strong>Ginex</strong> · Par. A. <strong>Gilioli</strong> · Par. R. <strong>Liuzzi</strong> · Par. D. <strong>Matelli</strong> · Par. R. <strong>Morganti</strong> · Par. E. <strong>Quarti</strong> · Par. S. <strong>Sabatini</strong> · Par. L. <strong>Torsello</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Equipaggio RAF</strong><br>FLT./LT. C.G. <strong>Harrison</strong> · FG.OFF. R. <strong>Swann Proce</strong> · FG.OFF M. <strong>Fawcett</strong> · F./SGT. B.D. <strong>King</strong> · SGT. R.R. <strong>Lee</strong> · SGT. P. <strong>Fulford</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le commemorazioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Ogni anno</strong> la <strong>Folgore</strong> ricorda i <strong>Caduti della Meloria</strong> con una cerimonia partecipata dalle <strong>autorità militari e civili</strong> della città di Livorno, insieme ad associazioni e cittadini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’edizione di quest’anno è stata però <strong>macchiata da un gesto vile</strong>: <strong>ignoti</strong>, <strong>nella notte</strong> tra il 6 ed il 7 novembre, <a href=\"https://brigatafolgore.net/vandalizzato-il-monumento-alla-banditella-che-ricorda-i-caduti-della-meloria-dura-condanna-dellon-paola-chiesa/\">hanno danneggiato la <strong>corona</strong> e parte degli omaggi deposti ai piedi del <strong>monumento</strong>,</a> colpendo deliberatamente un luogo simbolo della <strong>memoria collettiva</strong> e del <strong>sacrificio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il monumento, collocato in <strong>via Dino Provenzal (Banditella)</strong>, fu eretto su iniziativa del <strong>Maresciallo Incursore Paracadutista Paolo Frediani</strong> (scomparso nel <strong>2019</strong>) ed è divenuto negli anni un punto di riferimento per chi, a Livorno e oltre, custodisce la storia e i valori legati alla tragedia della <strong>Meloria</strong> e alla comunità dei <strong>paracadutisti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26141,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"center\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/meloria03.jpg\" alt=\"Meloria, 9 novembre 1971 – 9 novembre 2025: 54 anni fa il dramma di “Gesso 4&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26141\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il monumento ai caduti della Meloria in via Dino Provenzal, a Livorno, eretto per iniziativa del Maresciallo Incursore Paracadutista Paolo Frediani</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/gesso4-2025.jpg","categoria":"Aviotruppe, Blog, Nazionali","tags":"cadutidellameloria, incidentegesso4","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-09 13:45:48","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26134-meloria-9-novembre-1971-9-novembre-2025-54-anni-fa-il-dramma-di-gesso-4.mp4","galleria":""}
{"id":26126,"titolo":"Tragedia per il 186º Rgt. Folgore: muore il Paracadutista Pietro De Falco in un incidente stradale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Gradutato Scelto <strong>Pietro De Falco</strong>, 30 anni, originario della Campania e residente a Monteroni d'Arbia, in provincia di Siena e <strong>Paracadutista del <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\">186º Reggimento “Folgore”</a></strong>, è deceduto ieri a seguito di un grave incidente stradale avvenuto nei pressi di Curiano, nel comune di Monteroni d’Arbia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Chi era Pietro De Falco</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’interno del 186º, De Falco era considerato un elemento di punta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Appartenente alla <strong>14ª Compagnia “Pantere Indomite”</strong> del 5º Battaglione Paracadutisti \"El Alamein\", vantava <strong>numerose qualifiche operative</strong> — tra cui <strong>soccorritore militare</strong> e <strong>operatore scorta</strong> — e <strong>diverse missioni</strong> alle spalle.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Colleghi e commilitoni lo descrivono come <strong>professionista serio, affidabile, generoso</strong>, sempre pronto a mettersi al servizio degli altri: un paracadutista che univa <strong>competenza tecnica</strong> e <strong>spirito di corpo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La dinamica dell’incidente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto si legge su <a href=\"https://www.lanazione.it/siena/cronaca/incidente-mortale-cassia-xpnc7qud\">La Nazione</a>, intorno alle <strong>11:00</strong>, lungo un breve rettilineo della Cassia, <strong>la moto di grossa cilindrata</strong> condotta da De Falco è entrata in collisione con <strong>un altro veicolo</strong>. L’impatto, <strong>violento e frontale secondo le prime indicazioni</strong>, non gli ha lasciato scampo. Tuttavia l'esatta dinamica è <strong>ancora al vaglio dei Carabinieri</strong> del comando provinciale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul posto sono intervenuti <strong>118</strong>, un’<strong>ambulanza della Misericordia di Montalcino</strong>, i <strong>Carabinieri</strong> e pattuglie della <strong>Polizia municipale</strong> di Monteroni d’Arbia. È stato attivato anche <strong>Pegaso 2</strong>, ma ogni tentativo di rianimazione è risultato vano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per consentire i rilievi, <strong>la Cassia è rimasta chiusa per oltre un’ora</strong> in entrambe le direzioni, con lunghe code e traffico in tilt.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>BRIGATAFOLGORE.NET si unisce al cordoglio</strong> dei familiari, degli amici e dei Paracadutisti del 186º. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/de-falco-186jpg.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"186reggimento, folgore, paracadutisti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-09 11:42:27","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26126-tragedia-per-il-186o-rgt-folgore-muore-il-paracadutista-pietro-de-falco-in-un-incidente-stradale.mp4","galleria":""}
{"id":26119,"titolo":"Operazioni spaziali dinamiche: la nuova corsa allo spazio e il ruolo dell’Italia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un nuovo rapporto del <strong>Mitchell Institute for Aerospace Studies</strong> invita la <strong>U.S. Space Force</strong> ad accelerare lo sviluppo delle <strong>Dynamic Space Operations (DSO)</strong>, le “operazioni spaziali dinamiche”. Si tratta di un nuovo modo di pensare e gestire le attività in orbita, che punta a rendere i satelliti e le infrastrutture spaziali più flessibili, manovrabili e resistenti agli attacchi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo <strong>Charles Galbreath</strong>, autore del rapporto, non basta concentrarsi sul rifornimento in orbita dei satelliti: servono soluzioni più ampie, che includano la capacità di cambiare missione, spostarsi rapidamente, aggiornare i software in tempo reale e gestire i collegamenti da Terra in modo distribuito e sicuro. In altre parole, la Space Force vuole passare da una presenza “statica” nello spazio a un sistema <strong>capace di muoversi, adattarsi e reagire</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli Stati Uniti, le prime sperimentazioni riguardano proprio il <strong>rifornimento in orbita</strong>, che consentirebbe ai satelliti militari di estendere la loro vita utile e compiere manovre imprevedibili senza timore di esaurire il carburante. Ma Galbreath spiega che il vero obiettivo è molto più ambizioso: costruire un’architettura spaziale capace di reagire in modo dinamico alle minacce e alle opportunità, sia sul piano fisico sia in quello digitale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Europa deve recuperare terreno</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’<strong>Europa</strong>, questo cambio di paradigma è una sfida e un’opportunità. Se vuole restare un partner credibile degli Stati Uniti, ma anche sviluppare una <strong>autonomia strategica</strong>, deve iniziare a investire nelle stesse aree di innovazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Servirebbe un <strong>programma europeo di servizi in orbita</strong>, con veicoli in grado di rifornire, riparare o aggiornare satelliti già operativi. Un settore in cui oggi dominano aziende americane, ma dove l’Europa può dire la sua grazie alla sua esperienza nella robotica spaziale e nei piccoli satelliti. Allo stesso tempo, sarebbe necessario sostenere la ricerca su <strong>nuovi sistemi di propulsione</strong>, più efficienti e sostenibili, e su <strong>standard comuni</strong> che rendano i satelliti europei interoperabili tra loro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Europa dovrebbe anche rendere più flessibili i sistemi di comando e controllo, superando il modello dei pochi centri fissi a favore di <strong>reti cloud distribuite</strong>, controllabili da più Paesi e più sicure contro attacchi informatici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":23434,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/David-Avino-argotec-1024x682-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-23434\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Italia in prima linea: Argotec e San Lorenzo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, l’<strong>Italia</strong> può avere un ruolo chiave. Oltre all’esperienza di aziende come <strong>Avio</strong> e <strong>Leonardo</strong>, c’è un nome che si sta affermando con forza: <strong>Argotec</strong>, azienda torinese specializzata in micro e nanosatelliti, già protagonista di missioni spaziali con la NASA e l’Agenzia Spaziale Europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Argotec potrebbe guidare lo sviluppo di <strong>satelliti modulari e aggiornabili</strong>, capaci di cambiare funzione durante la missione. Un giorno lo stesso satellite potrebbe passare dalle comunicazioni alla navigazione o al supporto di missioni di difesa. Questo approccio ridurrebbe i costi e aumenterebbe la flessibilità, due elementi essenziali per le DSO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro elemento chiave è l’<strong>accesso rapido allo spazio</strong>. L’Italia sta valutando la creazione di una <strong>stazione di lancio al Poligono Interforze di San Lorenzo, in Sardegna</strong>, che diventerebbe un punto strategico per micro e mini-lanciatori europei. La posizione geografica e la presenza di infrastrutture già esistenti ne fanno un sito ideale per lanci flessibili e frequenti, complementare al progetto di <strong>Taranto Spaceport</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con San Lorenzo, l’Italia potrebbe garantire un <strong>accesso autonomo e veloce all’orbita</strong>, riducendo la dipendenza da basi estere e rafforzando la sicurezza nazionale e industriale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sorveglianza e sicurezza nello spazio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le operazioni dinamiche richiedono anche la capacità di sapere <strong>cosa accade sopra di noi</strong>. Per questo la Space Force e i suoi alleati stanno investendo nella <strong>Space Domain Awareness (SDA)</strong>, cioè nella sorveglianza costante dello spazio per tracciare satelliti, detriti e potenziali minacce.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia ha già una base solida grazie alla costellazione <strong>COSMO-SkyMed</strong> e ai suoi radar terrestri. Potenziando queste capacità e integrandole con sensori ottici e reti europee, Roma potrebbe diventare uno dei nodi principali del sistema di sorveglianza spaziale europeo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Investire nel futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rapporto del Mitchell Institute lancia un messaggio chiaro: chi non investe ora in operazioni spaziali dinamiche rischia di restare indietro. Per questo l’Europa dovrebbe creare un <strong>fondo dedicato alle DSO</strong>, con regole di finanziamento snelle e incentivi all’innovazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia, dal canto suo, potrebbe istituire un <strong>Fondo “Space Readiness”</strong> per accelerare i progetti tecnologici e sostenere le PMI del settore spaziale, puntando a portare nuove tecnologie in orbita entro due anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le <strong>Dynamic Space Operations</strong> non sono un concetto astratto, ma la prossima evoluzione della presenza umana e militare nello spazio. Per restare competitivi e autonomi, l’Europa e l’Italia devono adottare un approccio più rapido, modulare e flessibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la leadership industriale di <strong>Argotec</strong> e l’avvio della <strong>base di lancio di San Lorenzo</strong>, l’Italia può diventare uno dei protagonisti del nuovo ecosistema spaziale europeo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo spazio del futuro sarà dinamico, reattivo e interconnesso. Chi saprà adattarsi per primo, guiderà la prossima corsa oltre l’atmosfera.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://youtu.be/rwENlOPtX0M\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://youtu.be/rwENlOPtX0M\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/Senza-titolo-121.png","categoria":"Internazionali","tags":"Argotec, operazionispazialidinamiche, SpaceForce","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-09 10:19:01","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26119-operazioni-spaziali-dinamiche-ruolo-dellitalia.mp4","galleria":""}
{"id":26069,"titolo":"Forze Speciali: Flintlock 2026 esercitazione congiunta tra forze di Tripoli e di Bengasi","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grosse novità si delineano in Libia: la U.S. Africa Command (AFRICOM) ha annunciato che l’esercitazione “Flintlock” – la sua più importante annuale per le operazioni speciali – si terrà nella primavera del 2026 in una località definita “chiave” in Libia, con la partecipazione congiunta delle forze di Ovest e di Est del paese, ossia di Tripolitania e Cirenaica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Tenente Generale John Brennan, vice‐Comandante di AFRICOM, ha reso nota la decisione durante una visita durata una settimana in Libia, nel corso della quale ha incontrato rappresentanti delle due “anime” libiche (ovest e est). </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26084,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/b3-and-cda-announce-fl26-1024x681.jpg\" alt=\"Forze Speciali: Flintlock 2026 esercitazione congiunta tra forze di Tripoli e di Bengasi - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26084\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Forze Speciali: Flintlock 2026 esercitazione congiunta tra forze di Tripoli e di Bengasi - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Flintlock come simbolo di partenariato e stabilizzazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione “Flintlock 2026” sarà svolta a primavera 2026, probabilmente nella regione della Sirté, che funge da linea di frattura fra Ovest e Est del paese e per la prima volta, le forze libiche occidentali e orientali parteciperanno insieme, segnando un passo significativo verso l’unificazione delle istituzioni militari libiche. AFRICOM afferma che questo esercizio non è soltanto addestramento, ma «un simbolo» della crescita del partenariato USA-Libia e della capacità della Libia di assumere responsabilità per la propria sicurezza. L’Italia è indicata come partner fondamentale, tramite il suo <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-interforze-per-le-operazioni-delle-forze-speciali-c-o-f-s/\">Comando delle Operazioni Speciali</a>, che coadiuverà nella pianificazione/esecuzione. Questo evento può essere inteso come la risposta statunitense alle minacce jihadiste nel Sahel e – sottolineano alcuni osservatori – al rafforzamento dell’influenza russa/“Wagner” in Libia e Nordafrica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26086,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/flintlock-25-opening-ceremony-1024x746.jpg\" alt=\"Forze Speciali: Flintlock 2026 esercitazione congiunta tra forze di Tripoli e di Bengasi - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26086\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Forze Speciali: Flintlock 2026 esercitazione congiunta tra forze di Tripoli e di Bengasi - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perché la Libia e perché ora</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta della Libia come sede dell’esercitazione – e con forze libiche sia dell’Ovest che dell’Est – ha diversi snodi come la modifica dell’embargo sulle armi alla Libia, a gennaio 2025, che ha consentito una cooperazione USA-Libia in materia di addestramento e sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il paese, dopo il crollo del regime di Muʿammar al‑Qaddāfī nel 2011, resta diviso e fragile: la realizzazione di una esercitazione congiunta è anche un messaggio politico interno ed esterno e per Washington e i suoi partner europei, è un’occasione per stabilire un “modello” Libia di stabilizzazione e partnership militare che possa far da apripista in Nordafrica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inevitabilmente, l'evento presenta alcuni rischie ed incognite come l’operatività effettiva di infrastrutture, logistica, sicurezza sul terreno, gestione dell’aria e dello spazio addestrativo in una zona volatile come la Libia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo dipenderà molto dalla reale cooperazione, fiducia e coordinamento fra le forze libiche di Ovest ed Est; inoltre c’è il rischio che attori esterni (es. la Russia, tramite la Wagner o altri proxies) reagiscano o intensifichino il proprio impegno in Libia per contrastare l’influenza USA.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’effetto simbolico è forte, ma la sostanza (istruzione, equipaggiamento, comando unificato) richiede tempo e volontà politica libica costante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le implicazioni per gli USA sono quello di rafforzare la presenza e l’impegno in Nordafrica dopo anni di relativa “riduzione” dal 2010, mentre per l’Italia l’allineamento con Washington può aumentare l’influenza in Libia e nel Mediterraneo, in chiave sicurezza, energia e stabilizzazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la Libia, se l’esercitazione dovesse andare a buon fine, diventa un elemento concreto della riconciliazione militare fra Tripoli e Bengasi, che potrebbe spillare benefici in termini di stabilità e investimenti (anche nel settore petrolifero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26090,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/2023-09-02T220105Z_68948405_RC2G03AEZ99E_RTRMADP_3_LIBYA-SECURITY-1024x768.webp\" alt=\"Forze Speciali: Flintlock 2026 esercitazione congiunta tra forze di Tripoli e di Bengasi - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26090\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Forze Speciali: Flintlock 2026 esercitazione congiunta tra forze di Tripoli e di Bengasi - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’annuncio dell’esercitazione Flintlock 2026 in Libia, con la partecipazione congiunta delle forze di Tripoli e Bengasi e sotto l’egida di <a href=\"https://www.africom.mil/\">AFRICOM</a>, rappresenta un’evoluzione significativa sia per la Libia che per la strategia USA‐Europa in Nordafrica. Se condotta con successo, può essere un passo importante verso la stabilizzazione militare libica e il rafforzamento del partenariato USA/Italia/Libia. Tuttavia, non mancano incognite operative, fiducia tra le parti e rischi strategici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/fs-libia.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"africom, esercitazionimilitari, flintlock, forzespeciali, LIBIA","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-08 13:38:41","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.africom.mil/article/36022/africom-deputy-commander-visits-libya-announces-libyan-participation-in-exercise-flintlock","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26069-forze-speciali-flintlock-2026-tripoli-bengasi.mp4","galleria":""}
{"id":26100,"titolo":"ANPDI, 3° Stage di Precisione in Atterraggio con Paracadute Planante con il Col. Paolo Filippini a Ferrara il 22 e 23 novembre","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Torna a Ferrara il <strong>3° stage di avviamento e perfezionamento ai lanci di precisione con paracadute a profilo alare</strong>, diretto dal <strong>Col. (ris.) Paolo Filippini</strong>. Un appuntamento pensato per i soci ANPd’I che desiderano consolidare e perfezionare tecnica, sicurezza e consapevolezza nell’uso del paracadute planante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo <a href=\"https://assopar.it/2025/11/07/3-stage-di-precisione-in-atterraggio-con-paracadute-planante-per-soci-anpdi-diretto-dal-col-ris-paolo-filippini-ferrara-22-23-novembre-2025/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">quanto riporta il sito nazionale ANPDI</a>, l’attività si terrà presso <strong>l’aeroporto “San Luca” di Ferrara</strong> nelle giornate di <strong>sabato 22 e domenica 23 novembre 2025</strong>, in <strong>collaborazione con l’ASD Scuola Paracadutismo Ferrara</strong>, partner storico dell’Associazione in una sinergia che unisce standard addestrativi elevati e logistica efficiente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Potranno partecipare <strong>esclusivamente i soci ANPd’I</strong> già <strong>in possesso di tutti i requisiti e dei documenti</strong> necessari a svolgere attività lancistica con paracadute planante. Le <strong>informazioni su costi e modalità di iscrizione</strong> saranno <strong>diramate dalle Sezioni</strong> ANPd'I di appartenenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Guidati da un referente di assoluto livello — <strong>Filippini è “fresco” campione nazionale ANPd’I sia a squadre che individuale</strong> oltre a detenere numerosi record come <a href=\"https://brigatafolgore.net/il-tricolore-da-record-paolo-filippini-porta-in-volo-la-bandiera-italiana-piu-grande-del-mondo/\">il lancio con la bandiera italiana più grande del mond</a>o — i partecipanti avranno <strong>un’occasione unica per</strong> <strong>accrescere la propria preparazione in un contesto d’eccellenza</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le precedenti edizioni hanno registrato un’ottima partecipazione e un <strong>clima di coesione</strong> tra i soci ANPd’I che praticano il paracadutismo sportivo, confermando l’utilità formativa del format.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dettagli in sintesi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Direzione tecnica:</strong> Col. (ris.) Paolo Filippini<br><strong>Quando:</strong> Sabato 22 e domenica 23 novembre 2025<br><strong>Dove:</strong> Aeroporto “San Luca”, Ferrara<br><strong>Requisiti:</strong> Soci ANPd’I con abilitazioni e documenti in regola per paracadute planante<br><strong>Iscrizioni e costi:</strong> Contattare la propria sezione ANPd’I di appartenenza<br><strong>Partner operativo:</strong> ASD Scuola Paracadutismo Ferrara</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’<strong>occasione imperdibile</strong> per accrescere competenze paracadute planante al fianco di un campione di livello mondiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26102,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"center\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/anpdi-ferrara.jpg\" alt=\"3° Stage di Precisione in Atterraggio con Paracadute Planante per Soci ANPd’I – Ferrara, 22–23 novembre 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26102\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">3° Stage di Precisione in Atterraggio con Paracadute Planante per Soci ANPd’I – Ferrara, 22–23 novembre 2025 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/filippini-anpdi.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"anpdi, paracadutisti, tcl","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-08 12:23:05","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://assopar.it/2025/11/07/3-stage-di-precisione-in-atterraggio-con-paracadute-planante-per-soci-anpdi-diretto-dal-col-ris-paolo-filippini-ferrara-22-23-novembre-2025/","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26100-anpdi-3-stage-di-precisione-in-atterraggio-con-paracadute-planante-con-il-col-paolo-filippini-a-ferrara-il-22-e-23-novembre.mp4","galleria":""}
{"id":26082,"titolo":"Il Paracadutista Pietro Cristini è Andato Avanti. Era Cavaliere della Repubblica.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Lutto nel mondo del paracadutismo novarese.</strong> Si è spento a 87 anni Pietro Cristini, figura storica dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia – sezione di Novara, di cui è stato presidente per oltre trent’anni. Per generazioni di aviotruppe in Piemonte e non solo Cristini è stato un punto di riferimento: rigoroso nell’impegno, generoso nello spirito di corpo, capace di unire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una vita in Folgore, tra servizio e passione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Entrato nella <strong>Brigata Paracadutisti “Folgore” nel 1960</strong>, Cristini aveva alle spalle una straordinaria attività aviolancistica, con <strong>oltre 5.000 lanci</strong> all’attivo. L’ultimo, <strong>nel 2021</strong>, a testimonianza di una passione che non ha mai conosciuto età.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1999</strong> gli era stato conferito il <strong>titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana</strong>, riconoscimento al suo impegno civile e associativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il “decano” dell’ANPd’I Novara</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>All’interno dell’ANPd’I di Novara</strong>, Cristini era il vero <strong>“decano”</strong>: <strong>custode della memoria e delle tradizioni</strong>, ma soprattutto <strong>motore instancabile</strong> di iniziative, cerimonie, addestramenti e momenti di coesione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Dopo la notizia della scomparsa</strong>, i messaggi di cordoglio hanno riempito social e gruppi dell’associazione: c’è chi lo ricorda come <strong>“una persona speciale sotto ogni aspetto”</strong>, chi ne esalta <strong>“quella simpatia che il buon Dio dona a pochi”</strong>, chi ringrazia per l’accoglienza e l’esempio ricevuti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Testimonianze che ne restituiscono, oltre all’autorevolezza, <strong>l’umanità, l’ironia</strong> e il tratto di <strong>un maestro esigente ma affettuoso</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Eredità e testimonianza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’insegnamento lasciato da Pietro Cristini è fatto di <strong>disciplina, responsabilità e servizio</strong>, ma anche di quella <strong>fratellanza d’armi</strong> che unisce le generazioni delle aviotruppe. La sezione di Novara perde il suo decano, ma ne <strong>custodirà il lascito</strong>: il senso di appartenenza alla Folgore, la vicinanza ai commilitoni e alle famiglie, la disponibilità verso la comunità civile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Alla Famiglia e ai Paracadutisti di Novara</strong> giungano le più sentite condoglianze della redazione. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Folgore Paracadutista Pietro Cristini!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/cristiani.jpg","categoria":"Aviotruppe, Blog","tags":"anpdi, folgore, pietrocristini","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-08 11:52:52","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://corrieredinovara.it/attualita/addio-a-pietro-cristini-storico-presidente-dei-paracadutisti-novaresi-nella-sua-vita-oltre-5-000-lanci/","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26082-il-paracadutista-pietro-cristini-e-andato-avanti-era-cavaliere-della-repubblica.mp4","galleria":""}
{"id":26071,"titolo":"ANPDI, la sezione di Napoli ospite alla celebrazione del 4 Novembre presso il Comando NATO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Sezione ANPd’I di Napoli</strong> ha preso parte oggi alla celebrazione della <strong>Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate</strong> ospitata dal <strong>Comando Interforze Alleato di Napoli (JFC Naples)</strong>, nella sede di <strong>Lago Patria</strong>. Per la prima volta la ricorrenza è stata organizzata all’interno del quartier generale NATO, con un protocollo calibrato sul contesto internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto scrive il sito <a href=\"https://assopar.it/2025/11/07/la-sezione-anpdi-di-napoli-ospite-alla-celebrazione-del-4-novembre-presso-il-comando-nato-di-napoli-allied-joint-force-command-nato-di-napoli-jfc-naples/\">ANPDI Nazionale</a>, la delegazione della Sezione era guidata dal <strong>Gen. Giuseppe Lenzi</strong> (Presidente onorario) e da <strong>Vincenzo Palumbo</strong> (Presidente di Sezione), con la <strong>Medaglia d’Oro al Valor Militare dei Carabinieri Loreto Di Loreto</strong>, e i soci <strong>Guglielmo Carleo</strong>, <strong>Vincenzo Amoroso</strong>, <strong>Vincenzo Nascente</strong>, <strong>Crescenzo Mormile</strong>, <strong>Antonio Auricchio</strong>, <strong>Ciro Bifaro</strong> e <strong>Ciro Imperato</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della cerimonia, dedicata al ricordo dei caduti e al ruolo delle Forze Armate nella sicurezza nazionale e internazionale, è intervenuto il <strong>Gen. di C.A. Par. Rodolfo Sganga</strong>, <strong>Capo di Stato Maggiore del JFC Naples</strong>, già <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\"><strong>Aquila 1 Comandante della Folgore</strong></a> e figura di spicco della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale ha richiamato il significato istituzionale del 4 Novembre e, a titolo di esempio di virtù militari, ha indicato la figura della <strong>M.O.V.M. Carabiniere Paracadutista Loreto Di Loreto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sganga è noto all’ambiente paracadutisti per la lunga esperienza nella <strong>Brigata Paracadutisti “Folgore”</strong>, della quale ha retto il comando di tutte le unità, prima degli incarichi di Stato Maggiore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’ANPd’I di Napoli, la partecipazione al JFC Naples si inserisce nelle attività di presidio del territorio e di raccordo con le istituzioni militari, con l’obiettivo di <strong>mantenere un canale stabile tra il mondo associativo dei paracadutisti e la realtà operativa delle Forze Armate</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/anpdinapoli-nato.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"anpdi, jfcnaples, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-08 11:11:26","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://assopar.it/2025/11/07/la-sezione-anpdi-di-napoli-ospite-alla-celebrazione-del-4-novembre-presso-il-comando-nato-di-napoli-allied-joint-force-command-nato-di-napoli-jfc-naples/","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26071-anpdi-la-sezione-di-napoli-ospite-alla-celebrazione-del-4-novembre-presso-il-comando-nato.mp4","galleria":""}
{"id":26072,"titolo":"Le Forze Speciali spagnole liberano dai pirati una petroliera greca al largo della Somalia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’azione di pirateria al largo della Somalia si è conclusa con un’operazione lampo delle <strong>forze speciali spagnole</strong> inserite nella missione <a href=\"https://eunavfor.eu/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>EUNAVFOR Atalanta</strong>.</a> La petroliera greco-gestita <strong>Hellas Aphrodite</strong> è stata presa di mira da un gruppo armato, ma l’intervento coordinato dalla componente navale europea ha portato alla <strong>liberazione dell’equipaggio</strong> e al ripristino del controllo della nave <strong>senza vittime</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-fatti\">I fatti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella giornata del <strong>6 novembre 2025</strong>, la <strong>Hellas Aphrodite</strong> è stata <strong>abbordata</strong> da pirati in mare aperto, a grande distanza dalla costa somala. Durante l’attacco sarebbero stati impiegati <strong>armamenti leggeri</strong>; l’equipaggio ha eseguito le procedure previste, rifugiandosi nella <strong>citadel</strong> e mantenendo contatti con gli organismi di sicurezza marittima.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’allarme hanno risposto in prontezza i mezzi navali di <strong>EUNAVFOR Atalanta</strong>, con la fregata spagnola <strong>ESPS Victoria</strong> in prima linea, supportata da <strong>elicottero</strong>, <strong>sensori ISR/UAV</strong> e una <strong>unità di forze speciali</strong>. Dopo <strong>dimostrazione di forza</strong> e manovre di interdizione, i pirati hanno abbandonato la petroliera, consentendo il <strong>reimbarco dei team</strong> e la messa in sicurezza degli spazi vitali dell’unità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le verifiche condotte a bordo hanno confermato <strong>nessun ferito</strong> tra i marittimi e nessun danno critico alla navigazione. La nave ha potuto <strong>riprendere la rotta</strong> sotto scorta e con <strong>valutazioni tecniche</strong> per accertare eventuali impatti sull’apparato di bordo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11199,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/esps_victoria.webp\" alt=\"Le Forze Speciali spagnole liberano la petroliera greca assaltata dai pirati al largo della Somalia\" class=\"wp-image-11199\" title=\"Le Forze Speciali spagnole liberano dai pirati la petroliera greca al largo della Somalia\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Hellas Aphrodite al largo della costa della Somalia, nel Mar Arabico, venerdì 7 novembre 2025 - Copyright EUNAVFOR Atalanta</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ritorna-lo-spauracchio-della-pirateria\">Ritorna lo \"spauracchio\" della pirateria</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo anni di relativa quiete, l’attacco riaccende i riflettori sulla <strong>pirateria nell’Oceano Indiano occidentale</strong>, segnalando una minaccia che torna a proiettarsi sulle rotte energetiche. In questo quadro, la <strong>deterrenza</strong> ha funzionato: <strong>prontezza operativa</strong> e <strong>interoperabilità</strong> della missione Atalanta hanno impedito un sequestro prolungato, confermando quanto conti la capacità di intervenire in tempi strettissimi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Decisive anche le <strong>procedure salvavita</strong> a bordo: l’uso della <strong>citadel</strong>, la <strong>reportistica tempestiva</strong> e la <strong>disciplina dell’equipaggio</strong> hanno moltiplicato le probabilità di successo dell’operazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il caso Hellas Aphrodite ricorda che i <strong>Pirate Action Groups</strong> possono operare ben oltre la fascia costiera grazie a <strong>navi madre</strong> in grado di spingersi <strong>centinaia di miglia</strong> al largo. Per gli armatori ciò significa mantenere alta l’attenzione sulle <strong>Best Management Practices (BMP)</strong>: dal <strong>rafforzamento fisico degli accessi</strong> alle <strong>procedure di emergenza</strong>, fino al <strong>tracciamento costante</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La differenza, come dimostrato, la fa la <strong>cooperazione pubblico-privato</strong>: il dialogo tra <strong>armatori</strong>, <strong>centri di segnalazione</strong> e <strong>forze navali</strong> consente di <strong>accorciare i tempi di risposta</strong> e <strong>ridurre i rischi per i marittimi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-significato-operativo\">Il significato operativo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’azione congiunta che ha portato alla liberazione della <strong>Hellas Aphrodite</strong> dimostra che l’<strong>architettura di sicurezza marittima internazionale</strong> nel Corno d’Africa è ancora <strong>capace di prevenire</strong> sequestri di lunga durata. Al tempo stesso, l’episodio è un <strong>monito</strong>: la pirateria in quell’area <strong>non è sconfitta</strong> e richiede <strong>vigilanza costante</strong>, <strong>registrazione ai circuiti di monitoraggio</strong> e <strong>aderenza rigorosa</strong> alle procedure di autoprotezione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Operazione <strong>rapida, pulita e di successo</strong>: <strong>equipaggio salvo</strong>, <strong>nave recuperata</strong>, <strong>pirati in fuga</strong>. La combinazione di <strong>professionalità degli equipaggi</strong>, <strong>protocolli BMP</strong> e <strong>capacità europee</strong> ha fatto la differenza. Per chi naviga lungo le rotte dell’Oceano Indiano occidentale, resta imprescindibile <strong>non abbassare la guardia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/es_spa.webp","categoria":"Forze Speciali","tags":"EUNAVFOR, ForzeSpecialiSpagnole, sicurezzamarittima","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-08 10:33:45","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://eunavfor.eu/news/operation-atalanta-liberates-merchant-tanker-hellas-aphrodite","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26072-le-forze-speciali-spagnole-liberano-dai-pirati-la-petroliera-greca-al-largo-della-somalia.mp4","galleria":""}
{"id":26049,"titolo":"Vandalizzato il monumento alla Banditella che ricorda i Caduti della Meloria. Dura condanna dell'On. Paola Chiesa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>LIVORNO</strong> – Nella notte tra il 6 e il 7 novembre è stato <strong>vandalizzato il monumento alla Banditella</strong> che ricorda i <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/9-novembre-1971-il-dramma-di-gesso-4/\">Caduti della Meloria</a></strong>. A poche ore <a href=\"https://brigatafolgore.net/livorno-la-folgore-ricorda-i-caduti-della-meloria/\">dalle commemorazioni di <strong>giovedì 6 novembre</strong></a>, la <strong>corona d’alloro deposta durante la cerimonia è stata distrutta da ignoti</strong>, un gesto che oltraggia la memoria dei <strong>caduti</strong> e ferisce l’intera comunità cittadina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il fatto nel luogo della memoria</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto emerso, ignoti hanno danneggiato la corona e parte degli omaggi collocati ai piedi del monumento. Un atto deliberato e vile, compiuto nella notte, che colpisce un luogo simbolo della memoria collettiva e del sacrificio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il monumento si trova in <strong>via Dino Provenzal</strong>, alla Banditella, ed è stato <strong>eretto per iniziativa del Maresciallo Incursore Paracadutista Paolo Frediani</strong> (scomparso nel <strong>2019)</strong>. Negli anni è divenuto un punto di riferimento per chi, a Livorno e non solo, <strong>custodisce la storia e i valori</strong> legati alla tragedia della <strong>Meloria</strong> e alla comunità dei paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le reazioni e l’iniziativa di Gioventù Nazionale Livorno</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sdegno e amarezza tra i cittadini, tra i paracadutisti in congedo e in servizio, e tra quanti partecipano ogni anno alle commemorazioni. <strong>Profanare una memoria</strong> non significa solo colpire un simbolo, ma <strong>ferire il rispetto dovuto ai Caduti</strong> e a chi continua a onorarli con discrezione e continuità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durissime le parole dell'<strong>Onorevole Paola Chiesa</strong>, deputato e Capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Difesa alla Camera: </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“Esprimo la mia più ferma condanna per il vile gesto compiuto ai danni della corona d’alloro posta al Monumento ai Caduti della tragedia della Meloria. <strong>La distruzione di quel simbolo, avvenuta nella notte scorsa, non rappresenta soltanto un atto di inciviltà, ma un oltraggio alla memoria dei 46 paracadutisti della 6ª Compagnia ‘Grifi’ del 187° Reggimento Paracadutisti ‘Folgore’ e dei 6 aviatori della Royal Air Force che persero la vita nel tragico incidente del 9 novembre 1971.</strong> È un gesto che ferisce nuovamente le famiglie, la comunità militare e tutti coloro che riconoscono il valore di chi ha servito con onore l’Italia. <strong>Sabato 8 novembre, i giovani di Gioventù Nazionale Livorno con il Consigliere comunale di Fratelli d’Italia Alessandro Palumbo deporranno una nuova corona d’alloro che mi sono sentita in dovere di omaggiare, per riaffermare con dignità e rispetto la memoria dei Caduti.</strong> Memoria che deve essere difesa con fermezza, senza tentennamenti.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un gesto, quello dei giovani di Gioventù Nazionale Livorno, che intende <strong>ribadire il rifiuto di ogni violenza e vandalismo</strong> e riaffermare la <strong>centralità della memoria</strong> come patrimonio comune.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Appello alla città</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di fronte a episodi come questo, la risposta più forte è la <strong>partecipazione</strong>: prendersi cura dei luoghi della memoria, <strong>vigilare</strong> sul loro rispetto e <strong>trasmettere ai più giovani</strong> il significato autentico del ricordo dei Caduti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Livorno ha una lunga tradizione di <strong>civismo e solidarietà</strong>: farla vivere, oggi, significa <strong>difendere i simboli</strong> che tengono unita la comunità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/meloria-2.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"cadutidellameloria, monumentofolgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-08 09:57:49","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://urbanlivorno.it/politica/on-chiesa-e-palumbo-fdi-deturpata-la-corona-dalloro-al-monumento-ai-caduti-del-disastro-della-meloria-salvetti-condanni/","difesanews":"0","video_art":"","galleria":""}
{"id":26045,"titolo":"GCAP: il caccia di sesta generazione punta all’interoperabilità totale con armi NATO e droni alleati","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Roma —</strong> Il futuro caccia di sesta generazione del programma GCAP (Global Combat Air Programme), sviluppato congiuntamente da Italia, Regno Unito e Giappone, è progettato con un requisito ambizioso: poter impiegare la più ampia gamma possibile di sistemi d’arma NATO e statunitensi, oltre ai carichi utili specifici dei tre Paesi partner. L’obiettivo dichiarato è trasformare la piattaforma in un nodo centrale di un ecosistema di combattimento integrato, capace di operare flessibilmente con droni da combattimento collaborativi (CCA) di varia provenienza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo ha spiegato il Group Captain Bill Sanders, responsabile britannico per i requisiti FCAS e GCAP, intervenendo all’International Fighter Conference di Roma. Secondo Sanders, l’esperienza del conflitto in Ucraina ha messo in luce il valore strategico di poter accedere a scorte e catene logistiche alleate, specialmente in conflitti prolungati in cui le risorse nazionali si consumano rapidamente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Serve una piattaforma capace di impiegare qualsiasi arma NATO, americana o dei Paesi partner. È una questione di flessibilità operativa e resilienza strategica”, ha dichiarato Sanders.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26052,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/gcap-colosseo.jpg\" alt=\"GCAP: il caccia di sesta generazione punta all’interoperabilità totale con armi NATO e droni alleati - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26052\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">GCAP: il caccia di sesta generazione punta all’interoperabilità totale con armi NATO e droni alleati - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Armi adattive: alta tecnologia all’inizio, semplicità quando serve</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un principio chiave del concept GCAP è la capacità di adattare il tipo di armamento alla fase del conflitto. Nelle prime fasi, quando è necessario neutralizzare difese avanzate e creare vantaggio operativo, il caccia impiegherà munizionamento avanzato, a lungo raggio e ad alta precisione. Ma quando le difese nemiche saranno indebolite, la piattaforma dovrà poter passare rapidamente a munizionamento meno sofisticato ed economicamente più efficiente — dalle bombe “intelligenti” a soluzioni più semplici e meno costose — ottimizzando così il costo per ingaggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa logica, spiegano i progettisti, punta a preservare le capacità offensive nel tempo evitando l’uso non necessario di risorse estremamente costose in scenari in cui la loro efficacia non giustifica il prezzo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Interoperabilità con droni CCA: la sfida dell’ecosistema multinazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto al requisito sulle armi, il GCAP è pensato per lavorare in team con un’eterogenea famiglia di droni “Loyal Wingman” e altre piattaforme collaborative, sia nazionali sia alleate. Integrare droni sviluppati secondo differenti standard tecnologici e doctrine operative impone l’adozione di architetture aperte, standard comuni e capacità avanzate di data-link, intelligenza artificiale e mission systems.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Il GCAP deve essere in grado di lavorare con ciò che trova in teatro operativo. Non è un compito banale”, ha osservato Sanders.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Esperti del settore — fra cui Douglas Barrie dell’IISS — sottolineano che oggi molti Paesi preferiscono sviluppare propri droni per ragioni di sovranità tecnologica. Tuttavia, se il futuro richiederà realmente capacità di squadra multinazionali, sarà necessario un ecosistema interoperabile in cui software, protocolli e standard di sicurezza operativa siano condivisi o almeno compatibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Governance industriale: Edgewing come design authority</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La governance industriale del programma è stata affidata a Edgewing, una joint venture paritetica tra BAE Systems, Leonardo e JAIEC. L’intesa è stata annunciata il 13 dicembre 2024 e formalmente varata il 20 giugno 2025, mentre il progetto aveva ottenuto il via libera antitrust dell’UE il 2 giugno 2025. Con quartier generale nel Regno Unito e sedi operative nei tre Paesi, Edgewing è stata presentata come design authority del GCAP con il compito di accelerare l’integrazione di piattaforma, mission systems e la cooperazione con droni CCA.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta di una JV paritetica risponde alla necessità di bilanciare interessi industriali e di coordinare sviluppo tecnologico, produzione e supporto logistico tra partner internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26054,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/RS157307-2024-BAE-TEMPEST-DSC0619-gcap-1024x683.jpg\" alt=\"GCAP: il caccia di sesta generazione punta all’interoperabilità totale con armi NATO e droni alleati - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26054\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">GCAP: il caccia di sesta generazione punta all’interoperabilità totale con armi NATO e droni alleati - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il contesto europeo e le ricadute industriali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla conferenza è emerso come la diffusione di droni collaborativi e la moltiplicazione delle configurazioni possano generare complessità e costi significativi per l’industria. Jorge Tamarit-Degenhardt, CEO di Eurofighter, ha ricordato che l’aumento delle varianti e delle opzioni di integrazione rischia di pesare sul bilancio delle aziende. La parola d’ordine del GCAP resta quindi modularità: architetture software avanzate, AI di bordo, e un approccio che privilegia standard aperti e capacità di aggiornamento nel tempo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche paesi come la Turchia, di recente protagonista di un accordo per 20 Eurofighter, discutono pubblicamente di integrazione di CCA sulle proprie piattaforme, mostrando come la questione sia ormai centrale per molte forze aeree europee e non solo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione: più di un caccia, un ecosistema</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma GCAP si conferma non solo come un progetto industriale di alto profilo, ma anche come banco di prova per una dottrina operativa futura: interoperabilità, intelligenza artificiale e armamenti flessibili sono concepiti come asset strategici per il dominio aereo del prossimo decennio. Italia, Regno Unito e Giappone stanno dunque cercando di costruire non solo una piattaforma d’arma, ma un nodo centrale capace di orchestrare capacità nazionali e alleate in uno spazio di battaglia sempre più complesso e interconnesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/RS169226-PMCS2620-FCAS-JPN-1B16x9.png","categoria":"Internazionali","tags":"CCA, Droni, GCAP, Leonardo, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-08 09:32:05","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26045-gcap-caccia-sesta-interoperabilita-nato-droni.mp4","galleria":""}
{"id":26020,"titolo":"Falcon Strike 2025: i cieli d'Italia volano NATO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La base aerea di <strong>Amendola</strong>, a quindici chilometri da Foggia, si è trasformata per due settimane nel cuore pulsante dell’addestramento multinazionale <strong>Falcon Strike 2025</strong>, una delle esercitazioni più imponenti e tecnologicamente avanzate organizzate quest’anno in Europa.<br>Oltre <strong>mille militari</strong> e <strong>cinquanta velivoli</strong> provenienti da <strong>Italia, Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Grecia</strong> stanno operando fianco a fianco, condividendo tattiche, competenze e tecnologie per migliorare la <strong>prontezza operativa</strong> e la <strong>capacità di integrazione in scenari complessi, interforze e multidominio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26034,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/Immagine-2025-11-07-175616-1024x458.jpg\" alt=\"Falcon Strike 2025: i cieli d'Italia volano NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26034\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Falcon Strike 2025: i cieli d'Italia volano NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un laboratorio operativo per l’Alleanza Atlantica</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo di Falcon Strike 2025 è chiaro: <strong>dimostrare che la NATO può operare in maniera coordinata in scenari ad alta complessità</strong>, integrando capacità aeree, terrestri, navali, spaziali e cibernetiche.<br>Gli equipaggi e gli specialisti delle varie Forze Armate stanno testando procedure congiunte, affinando l’interoperabilità e mettendo alla prova la capacità dei moderni sistemi di combattimento — dai <strong>caccia di quarta e quinta generazione</strong> ai <strong>velivoli per il rifornimento in volo e la sorveglianza aerea</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dentro i grandi hangar del 32° Stormo, solitamente riservati e inaccessibili, si trovano <strong>F-35, Eurofighter Typhoon, Tornado, Rafale e F-16</strong>: un mosaico tecnologico che rappresenta il meglio dell’aviazione da combattimento occidentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26036,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/EFA-4ST-1-min-1024x683-1.jpg\" alt=\"Falcon Strike 2025: i cieli d'Italia volano NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26036\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Falcon Strike 2025: i cieli d'Italia volano NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La voce dei piloti: “Più la situazione è complessa, maggiore è il valore formativo”</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>«Ogni missione è un’occasione per imparare qualcosa di nuovo», racconta un <strong>pilota italiano di F-35</strong>. «Più è complessa la situazione, maggiore è il valore aggiunto dal punto di vista formativo. Qui non si tratta solo di volare insieme, ma di <strong>capire come operare come un’unica forza, anche con dottrine e linguaggi operativi diversi</strong>».<br>Durante l’esercitazione, le missioni sono iniziate in orario diurno, per poi passare progressivamente alla <strong>fase notturna</strong>, quando le condizioni operative diventano più sfidanti e la cooperazione tra i vari reparti risulta cruciale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26037,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/20210827-D055769-1024x683-1.jpg\" alt=\"Falcon Strike 2025: i cieli d'Italia volano NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26037\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Falcon Strike 2025: i cieli d'Italia volano NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tecnologia, coordinamento e interoperabilità</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione si inserisce nel quadro del rafforzamento della <strong>difesa europea e atlantica</strong>, in un contesto geopolitico segnato da crescente instabilità.<br>Falcon Strike 2025 mira non solo ad addestrare i piloti, ma anche a <strong>sincronizzare le capacità di comando e controllo</strong>, integrando sensori, sistemi d’arma e reti di comunicazione avanzate.<br>Le forze partecipanti simulano scenari realistici di difesa aerea, attacco congiunto e supporto alle operazioni terrestri, coordinando i propri interventi in tempo reale grazie a sofisticate piattaforme di scambio dati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26038,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/20190916-D052352-1024x683-1.jpg\" alt=\"Falcon Strike 2025: i cieli d'Italia volano NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26038\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Falcon Strike 2025: i cieli d'Italia volano NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un impegno congiunto per la sicurezza collettiva</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione, diretta dall’Aeronautica Militare italiana, conferma la <strong>centralità del nostro Paese</strong> nel sistema di difesa euro-atlantico.<br>«Falcon Strike rappresenta una pietra miliare nella cooperazione tra alleati», sottolineano fonti militari. «Ogni edizione ci permette di alzare ulteriormente l’asticella della nostra prontezza operativa, affinando la capacità di reagire in modo rapido e coordinato a qualsiasi minaccia».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per chi osserva i decolli e gli atterraggi dalla pista di Amendola, il messaggio è chiaro: la <strong>difesa collettiva della NATO</strong> si fonda su esercitazioni come questa — dove tecnologia, addestramento e spirito di squadra si fondono per garantire <strong>sicurezza, interoperabilità e deterrenza</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/F-35B-5-min-1024x683-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"aeronauticamilitare, F-35, falconstrike2025, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-07 18:11:30","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.aeronautica.difesa.it/falcon-strike-2025/","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26020-falcon-strike-2025-cieli-ditalia-volano-nato.mp4","galleria":""}
{"id":26016,"titolo":"Livorno, la Folgore ricorda i Caduti della Meloria","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>54° anniversario della tragedia <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-novembre-1971-il-dramma-di-gesso-4/\">della Meloria</a></strong>, la Brigata paracadutisti <strong>“Folgore”</strong> ha rinnovato a Livorno il ricordo dei militari scomparsi il <strong>9 novembre 1971</strong>: <strong>46 paracadutisti</strong> della <strong>6ª Compagnia “Grifi” del <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\">187° Reggimento</a></strong> e <strong>6 aviatori della Royal Air Force</strong>. Una ferita mai rimarginata che continua a unire <strong>Italia e Regno Unito</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26023,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/meloriai-00007-1024x682.jpg\" alt=\"Livrono, la Folgore ricorda i Caduti della Meloria - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26023\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La resa degli onori alle secche della Meloria - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una memoria che unisce generazioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La giornata si è aperta al <strong>Cimitero della Cigna</strong> con la <strong>deposizione di una corona d’alloro</strong> al <strong>Sacrario dei Caduti</strong> e la resa degli onori militari. Sono intervenuti il <strong>Prefetto di Livorno, Dott. Giancarlo Dionisi</strong>, e il <strong>Comandante del 187° Reggimento Paracadutisti “Folgore”, Col. Girolamo Bufi</strong>, che hanno rinnovato il sentimento di riconoscenza verso i Caduti, le loro famiglie e quanti si adoperarono nelle complesse operazioni di ricerca e recupero. Presenti alla cerimonia anche il <strong>Comandante della Brigata paracadutisti “Folgore”, Gen. di Brigata Federico Bernacca</strong>, e l’<strong>ANPd’I</strong> con il <strong>Presidente nazionale, Gen. C.A. (ris.) Marco Bertolini</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sono stati richiamati la <strong>fratellanza d’armi</strong> e il rapporto di <strong>cooperazione</strong> con i colleghi britannici, quale eredità morale di quella tragedia. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’interno della <strong>caserma “Vannucci”</strong>, sede del 187°, è stata celebrata una <strong>Santa Messa</strong> in suffragio dei paracadutisti e degli aviatori periti: un momento di raccoglimento che ha riaffermato i valori di <strong>coraggio, disciplina e spirito di corpo</strong> propri della <strong>Folgore</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26019,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/meloriai-00005-1024x682.jpg\" alt=\"Livrono, la Folgore ricorda i Caduti della Meloria - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26019\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le autorità civili e militari presenti alla cerimonia - Copyright Esercito Italiano<br><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/NOVEMBRE/FOLGORE_CADUTI_MELORIA/7.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il monumento della Banditella nel nome dell’esempio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presso il <strong>monumento della Banditella</strong>, la cerimonia solenne con <strong>deposizione di una corona</strong> ha ricordato, con profonda commozione, il sacrificio del <strong>Serg. Magg. Giannino Caria</strong>, sommozzatore del <strong>9° Battaglione Sabotatori</strong>, caduto nel tentativo di recuperare i corpi dei militari dispersi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il suo gesto, compiuto nel <strong>silenzio del dovere</strong>, è divenuto <strong>simbolo di altruismo e dedizione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":26018,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/meloriai-00006-1024x682.jpg\" alt=\"Livrono, la Folgore ricorda i Caduti della Meloria - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-26018\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La cerimonia presso il monumento alla banditella con le uniformi storiche - Copyright Esercito Italiano<br><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/NOVEMBRE/FOLGORE_CADUTI_MELORIA/3.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il mare come altare della memoria</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le commemorazioni si sono concluse con la <strong>deposizione di una corona in mare</strong>, nel punto del tragico impatto. Un rito sobrio e potente, a testimonianza di una <strong>memoria viva</strong> che lega <strong>passato e presente</strong> e che affida al mare il compito di custodire, per sempre, i nomi e le storie di quei giovani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>disastro della Meloria</strong> resta una pagina indelebile nella storia della <strong>Folgore</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma è anche un <strong>patto di responsabilità</strong>: trasformare il dolore in <strong>servizio</strong>, l’assenza in <strong>impegno</strong>, la memoria in <strong>identità condivisa</strong>. A oltre cinquant’anni di distanza, i paracadutisti di oggi continuano a <strong>onorare quei Caduti</strong> con l’esempio quotidiano, custodendo i valori che rendono la <strong>Folgore</strong> un <strong>simbolo di prestigio e onore</strong> per l’<strong>Esercito Italiano</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/meloriai-00002.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"cadutidellameloria, folgore, Onoreaicaduti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-07 17:57:31","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/La-Folgore-ricorda-i-Caduti-della-Meloria.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"","galleria":""}
{"id":26002,"titolo":"Bassano del Grappa, i Paracadutisti ANPd’I donano il Tricolore all’Istituto “A. Remondini”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mercoledì <strong>5 novembre</strong>, a <strong>Bassano del Grappa</strong>, i Paracadutisti della <strong>Sezione ANPd’I</strong> locale (Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia) hanno consegnato la <strong>Bandiera d’Italia</strong> alla <strong>Scuola di Istruzione Superiore “Antonio Remondini”</strong>. <a href=\"https://assopar.it/2025/11/05/bassano-del-grappa-i-paracadutisti-donano-il-tricolore-allistituto-remondini/\">Lo rende noto il sito nazionale del'ANPd'I</a>, specificando che il <strong>Tricolore</strong>—benedetto presso il <strong>Sacello della Madonna del Grappa</strong>—è stato affidato agli studenti e al corpo docente come segno concreto di <strong>continuità tra le generazioni</strong> e testimonianza dei valori di <strong>libertà</strong>, <strong>unità</strong> e <strong>amor di Patria</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla cerimonia hanno preso parte il <strong>Sindaco Nicola Finco</strong>, il <strong>Generale di Corpo d’Armata (ris.) Gianfranco Rossi</strong>, docenti, studenti e una rappresentanza dei <strong>Paracadutisti</strong>. Collocata a ridosso del <strong>2 novembre</strong> (commemorazione dei defunti) e del <strong>4 novembre</strong> (<strong>Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate</strong>), l’iniziativa ha assunto un significato ancora più profondo: ricordare chi ha servito la <strong>Nazione</strong> e chiamare i più giovani alla responsabilità della <strong>memoria</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">ANPd’I: un ponte tra mondo militare e società civile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La bandiera non è solo un simbolo, ma un <strong>impegno quotidiano</strong>. Entrando nelle aule del <strong>Remondini</strong>, il <strong>Tricolore</strong> ricorda che <strong>cittadinanza</strong> e <strong>partecipazione</strong> iniziano tra i banchi: <strong>rispetto delle istituzioni</strong>, <strong>servizio alla comunità</strong>, <strong>cura del bene comune</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La benedizione al <strong>Sacello della Madonna del Grappa</strong>, luogo caro alla tradizione e alla memoria dei caduti, lega idealmente <strong>sacrificio</strong>, <strong>storia</strong> e <strong>formazione civica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Sezione ANPd’I di Bassano <strong>ha interpretato al meglio la propria missione di collante tra mondo militare e società civile</strong>, portando <strong>memoria e identità</strong> tra i banchi. La <strong>consegna del Tricolore</strong> diventa così un <strong>passaggio di testimone</strong>: ai ragazzi il compito di <strong>tenere vivo</strong> e <strong>rinnovare</strong> quei valori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ringraziamento al Remondini</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'ANPDI ha inoltre rivolto sul suo sito ufficiale un sentito ringraziamento al <strong>Preside</strong> e alla <strong>dirigenza</strong> dell’Istituto “<strong>A. Remondini</strong>” per l’accoglienza e la collaborazione. Aprire la scuola a momenti come questo significa riconoscere che l’<strong>educazione civica</strong> non si esaurisce nelle ore di lezione: cresce con i <strong>gesti</strong>, con gli <strong>incontri</strong>, con i <strong>simboli condivisi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un gesto che guarda avanti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La consegna della bandiera è anche un <strong>invito</strong>: trasformare la <strong>memoria</strong> in <strong>progetto</strong>. Per i docenti, una <strong>risorsa didattica</strong> viva; per gli studenti, un richiamo a essere <strong>cittadini consapevoli</strong>; per l’<strong>ANPd’I</strong>, la conferma di un <strong>ruolo sociale</strong> che unisce—con stile sobrio e concreto—<strong>storia militare</strong> e <strong>impegno civile</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A <strong>Bassano del Grappa</strong>, il <strong>Tricolore</strong> che entra nel <strong>Remondini</strong> è più di un drappo: è una <strong>promessa tra generazioni</strong>, cucita con <strong>disciplina</strong>, <strong>servizio</strong> e <strong>amore per l’Italia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/anpdi-trciolore-bassano.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"anpdi, EducazioneCivica","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-06 20:51:56","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://assopar.it/2025/11/05/bassano-del-grappa-i-paracadutisti-donano-il-tricolore-allistituto-remondini/","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/26002-bassano-del-grappa-i-paracadutisti-anpdi-donano-il-tricolore-allistituto-a-remondini.mp4","galleria":""}
{"id":25997,"titolo":"46ª Brigata Aerea: il G-222 torna a “volare” nella memoria. Inaugurato a Pisa il memoriale permanente","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La 46ª Brigata Aerea ha reso omaggio ai propri Caduti con un gesto carico di significato storico e umano: il <strong>velivolo da trasporto G-222</strong>, restaurato e posizionato all’ingresso della base di Pisa, è stato inaugurato come memoriale permanente in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’inaugurazione, avvenuta il 4 novembre, celebra non soltanto una prestigiosa pagina della storia dell’<strong>Aeronautica Militare</strong>, ma soprattutto il sacrificio di uomini e donne della 46ª Brigata che, nel corso degli anni, hanno servito il Paese a bordo di questo velivolo, <strong>operando in missioni complesse in Italia e all’estero</strong> e, in alcuni casi, donando la vita in nome del dovere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-cerimonia-nel-segno-del-ricordo\">Una cerimonia nel segno del ricordo</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La giornata si è aperta con la Santa Messa presso il <strong>Sacrario di Kindu</strong>, luogo simbolo della memoria dei Caduti dell’Aeronautica Militare. Successivamente, presso la storica <strong>“Rampa 0”</strong> della base, si è tenuta la cerimonia ufficiale di inaugurazione del G-222, oggi trasformato in monumento dedicato ai colori della Brigata e ai valori che la contraddistinguono.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presenti i familiari dei Caduti, il personale in servizio e numerose autorità militari, tra cui:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Gen. S.A. Silvano Frigerio</strong>, Comandante del Comando Squadra Aerea – 1ª Regione Aerea</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Gen. D.A. Alessandro De Lorenzo</strong>, Comandante delle Forze per la Mobilità e il Supporto (CFMS)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Gen. B.A. Luca Mazzini</strong>, Comandante della 46ª Brigata Aerea</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11131,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"46ª Brigata Aerea: il G-222 torna a “volare” nella memoria. Inaugurato a Pisa il memoriale permanente\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/G222-memoriale-2.jpg\" alt=\"46ª Brigata Aerea: il G-222 torna a “volare” nella memoria. Inaugurato a Pisa il memoriale dedicato ai Caduti\" class=\"wp-image-11131\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un momento della cerimonia ufficiale di inaugurazione del velivolo presso la Rampa 0 della Base - Copyright Aeronautica Militare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-g-222-ieri-strumento-operativo-oggi-custode-della-memoria\">Il G-222: ieri strumento operativo, oggi custode della memoria</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Velivolo simbolo del trasporto tattico militare italiano, <strong>il G-222 è stato protagonista di decenni di missioni umanitarie, operative e logistiche in Italia e nel mondo</strong>. Oggi, nella sua nuova collocazione, diventa testimone silenzioso di quella tradizione di impegno, professionalità e spirito di sacrificio che caratterizza la <strong>46ª Brigata Aerea</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il suo restauro e la sua valorizzazione rappresentano un ponte ideale tra passato, presente e futuro: <strong>memoria viva per chi ha servito con onore, ispirazione per le nuove generazioni</strong> chiamate a seguirne l’esempio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/G222-memoriale-4.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"46brigataaerea, G-222","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-06 18:53:46","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/news/46a-brigata-aerea-il-g-222-torna-a-volare-nella-memoria-con-tributo-del-reparto-ai-suoi-caduti/","difesanews":"1","video_art":"","galleria":""}
{"id":25985,"titolo":"Accadde ieri: 6 novembre 1942, la battaglia di El Alamaein è finita. La Folgore è leggenda.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi ricordiamo la conclusione della seconda battaglia di El Alamein, uno dei capitoli più duri e nobili della storia militare italiana. In quel deserto lontano, tra sabbia, sangue e silenzio, si scrisse la leggenda della <strong>Folgore</strong>, che combatté fino all’ultimo con una fierezza destinata a non spegnersi mai.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre Rommel ripiegava con le truppe tedesche, migliaia di soldati italiani rimasero senza mezzi, abbandonati al destino in un mare di dune, privi di acqua, di cibo, e di speranza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Eppure, proprio lì, dove tutto sembrava perduto, <strong>gli uomini della Folgore dimostrarono cosa significa onore, sacrificio e dedizione al dovere</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Carri armati bruciati, cannoni ridotti al silenzio, colonne bombardate senza sosta: la battaglia era persa, ma <strong>la dignità di quei Paracadutisti rimase invincibile</strong>. Combatterono a denti stretti, in piedi, quando le forze del corpo non bastavano più e doveva subentrare la forza dell’anima.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rifiutarono la resa finché vi fu un uomo in grado di imbracciare un fucile o un coltello. E quando la lotta cessò, <strong>i vincitori stessi salutarono quegli sconfitti con rispetto</strong>, riconoscendo in loro nemici di valore straordinario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Da quel giorno, <strong>“Folgore!” non è più soltanto il nome di un’unità</strong>, ma un grido che risuona nella memoria del Paese come simbolo di coraggio assoluto e di fedeltà ai compagni fino all’ultimo respiro. I superstiti percorsero migliaia di chilometri nel deserto, affrontando fame, sete e attacchi continui, portando con sé il peso della sconfitta <strong>ma anche l’orgoglio immenso di non avere mai ceduto</strong>.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, a 83 anni di distanza, ci inchiniamo davanti a quegli uomini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Non celebriamo la guerra, ma il valore umano</strong>, il senso di appartenenza, il sacrificio e la scelta di combattere non per gloria o per ricompensa, ma per onore e amor di patria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“Non un solo drappo bianco. Nessun uomo ha alzato le braccia. 32 ufficiali e 272 paracadutisti, feriti e stremati, erano ancora nei ranghi, con le armi in pugno, in piedi, quando il nemico li ha catturati. Privi di acqua e rifornimenti da sette giorni, e senza munizioni, e dopo avere risposto con l’ennesimo “FOLGORE!” agli inviti ad arrendersi con le braccia alzate.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nino Arena, dal libro \"Folgore\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>A voi, Paracadutisti di El Alamein, che avete trasformato la sconfitta in leggenda e l’estrema prova in eternità: Folgore!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/el-alamein-folgore-paolo-caccia-dominioni-2.jpeg","categoria":"Aviotruppe","tags":"ElAlamein, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-06 17:31:14","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/25985-accadde-ieri-6-novembre-1942-la-battaglia-di-el-alamaein-e-finita-la-folgore-e-leggenda.mp4","galleria":""}
{"id":25944,"titolo":"Ordine Militare d’Italia a 4 Generali Paracadutisti - Video","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel Salone dei Corazzieri del Quirinale, alla presenza del Capo dello Stato e delle più alte cariche istituzionali e militari, si è svolta la consegna delle onorificenze dell’<strong>Ordine Militare d’Italia (OMI)</strong>, massima ricompensa militare nazionale per meriti collettivi o di comando. Quest’anno sono stati insigniti quattro Ufficiali Generali dei paracadutisti—<a href=\"https://brigatafolgore.net/il-generale-paracadutista-stefano-messina-assume-il-comando-dellaccademia-militare-di-modena-basate-la-vostra-professione-sulla-conoscenza/\">Stefano Messina</a>, <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\">Beniamino Vergori</a>, <a href=\"https://brigatafolgore.net/il-generale-paracadutista-gianluca-feroce-nuovo-comandante-dei-carabinieri-abruzzo-molise/\">Gianluca Feroce</a> e <strong>Giuseppe Faraglia</strong>—per azioni che hanno coniugato comando, coraggio e visione in scenari ad altissima criticità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Che cos’è l’Ordine Militare d’Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Erede dell’<strong>Ordine Militare di Savoia</strong> (istituito nel 1815 e riformato nel 1855), l’<a href=\"https://www.esercito.difesa.it/equipaggiamenti/militaria/Decorazioni/Pagine/Ordine-Militare-d-Italia.aspx\">OMI</a> assunse l’attuale denominazione il <strong>2 gennaio 1947</strong>. È conferito—anche in tempo di pace e alla memoria—per azioni di comando contraddistinte da <strong>coraggio e perizia</strong>, può essere attribuito anche alla <strong>Bandiera</strong> e comprende cinque classi: <strong>Cavaliere</strong>, <strong>Ufficiale</strong>, <strong>Commendatore</strong>, <strong>Grande Ufficiale</strong>, <strong>Cavaliere di Gran Croce</strong>. <strong>Capo dell’Ordine</strong> è il Presidente della Repubblica; <strong>Cancelliere e Tesoriere</strong> è il Ministro della Difesa. L’onorificenza comporta una <strong>pensione annua</strong> prevista dalla legge.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":25982,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"center\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/omi2.jpg\" alt=\"Ordine Militare d’Italia a 4 Generali Paracadutisti - Video - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-25982\" style=\"width:1000px\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Significato istituzionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le quattro onorificenze testimoniano la continuità del servizio reso dalle Forze Armate italiane nei teatri di crisi e nella difesa degli interessi nazionali e internazionali, dal Mediterraneo all’Asia. Nelle parole racchiuse nelle motivazioni—<strong>coraggio, comando, perizia, visione</strong>—si riflette l’essenza dell’Ordine Militare d’Italia e il senso della ricorrenza del <strong>4 novembre</strong>, che unisce memoria, gratitudine e responsabilità verso il Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":25947,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/93991-1024x688.jpg\" alt=\"Ordine Militare d’Italia  a 4 Generali Paracadutisti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-25947\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la cerimonia di consegna delle decorazioni dell'Ordine Militare d'Italia - Copyright Quirinale.it</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I decorati e le motivazioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Gen. Giuseppe Faraglia – Croce di “Cavaliere” OMI</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em><strong>\"Ufficiale Generale autorevole e carismatico, quale Comandante del Joint Evacuation Task Force operava nell’ambito delle Operazioni “Aquila”, “Aquila Omnia” e “Aquila Omnia bis” in Afghanistan e delle attività discendenti per l’evacuazione di connazionali dal Sudan. In tale contesto, con determinazione e capacità organizzativa, riusciva a trarre in salvo migliaia di persone, dimostrando coraggio, audacia e elevatissimo valore. Con la sua brillante azione di comando e il suo eccezionale operato, contribuiva ad accrescere il lustro e il prestigio dell’Italia e delle sue Forze Armate in campo internazionale.\"</strong></em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Teatri e periodo: Afghanistan e Sudan, 2021–2024 e 2023.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Gen. Stefano Messina – Croce di “Cavaliere” OMI</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>\"<em>Ufficiale Generale di straordinarie qualità umane e professionali, al comando della Joint Task Force Lebanon - Sector West nell’ambito dell’Operazione Leonte, affrontava con perizia e fermezza un contesto operativo di estrema complessità, caratterizzato dall’intensificarsi del conflitto tra le Forze di Difesa Israeliane e le milizie di Hezbollah. Con ferrea determinazione e visione lungimirante, gestiva le continue minacce alla sicurezza del Contingente UNIFIL e della popolazione civile, garantendo il pieno svolgimento del mandato della missione, nonostante i diversi attacchi diretti alle basi ONU. In particolare, con lucidità e tempestività, guidava la risposta operativa a incursioni terrestri e attacchi aerei, preservando l’incolumità del personale sotto il suo comando e assicurando la tenuta delle infrastrutture strategiche. Con la sua brillante leadership e il suo straordinario operato, contribuiva ad accrescere il prestigio dell’Italia e delle sue Forze Armate in ambito internazionale.</em>\"</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Teatro e periodo: Libano, giugno 2024 – febbraio 2025.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Gen. Beniamino Vergori – Croce di “Cavaliere” OMI</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong><em>\"Comandante del Contingente Italiano, all’avvio della delicatissima Missione “Retrograde to Zero” volta al rientro delle Forze NATO e nazionali dall’Afghanistan, guidava i propri uomini con valore, coraggio e illuminata azione di comando. In tale contesto, poneva in essere con rara perizia un magistrale e imponente sforzo logistico-operativo al fine di condurre il ripiegamento del contingente nazionale in massima sicurezza e in linea alle tempistiche dettate dalle autorità politiche e militari della coalizione. Ufficiale Generale di elevato spessore, nell’ambito dei numerosi incarichi internazionali svolti nell’arco dell’intera carriera, contribuiva ad accrescere il lustro e il prestigio dell’Italia e delle sue Forze Armate in ambito internazionale.\"</em></strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Teatro e periodo: Herat (Afghanistan), gennaio – giugno 2021.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Gen. Gianluca Feroce – Croce di “Cavaliere” OMI</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong><em>\"Ufficiale Generale di eccezionali doti umane e militari, impiegato in delicate operazioni in Patria e nei più impegnativi teatri operativi esteri, spendeva ogni personale risorsa per il conseguimento della sicurezza nazionale e internazionale. Nell’ambito della “Missione Alba”, al comando di una Compagnia di Carabinieri paracadutisti di stanza a Tirana, guidava, partecipandovi personalmente, un intervento finalizzato a bloccare un violento scontro a fuoco tra fazioni di civili, riuscendo, grazie alla risolutezza dell’azione, a far cessare le ostilità e a sequestrare un ingente quantitativo di armi e munizioni, sottratte alle bande rivali. Lo straordinario coraggio e le indiscusse capacità professionali riscuotevano l’incondizionato plauso delle Autorità nazionali e internazionali, dando lustro e prestigio all’Italia e alle sue Forze Armate nel mondo.\"</em></strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Teatri e periodo: territorio nazionale ed estero, gennaio 1996 – marzo 2025.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I profili dei decorati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Gen. di Divisione Stefano Messina</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Napoletano, classe 1970, formatosi all’<strong>Accademia Militare di Modena (173°)</strong> e alla <strong>Scuola di Applicazione di Torino</strong> (laurea in Ingegneria dei Trasporti). Ampia esperienza di comando nella strorica Compagnia Genio Paracadutisti e poi in teatri operativi come Kosovo, Iraq e Afghanistan; incarichi presso Stato Maggiore dell’Esercito e Ministero della Difesa; <strong>Addetto Militare a Washington (2020–2023)</strong>; <strong>Comandante Brigata “Sassari” (2023–2025)</strong> e <strong>Comandante JTF Lebanon – Sector West (2024–2025)</strong>. Paracadutista, pluridecorato in Italia e all’estero, parla inglese, francese e spagnolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Gen. di Brigata Beniamino Vergori</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Leccese, classe 1969, <strong>Accademia di Modena (170° “Audacia”)</strong> e Scuola di Applicazione di Torino. Carriera nella <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Brigata Paracadutisti “Folgore”</a></strong> con <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\">incarichi di comando fino alla Brigata</a>; esperienze NATO al <strong>NRDC-ITA</strong> e al <strong>SHAPE</strong>; missioni in Somalia, Bosnia, Albania, Afghanistan, Libia e Libano. Lauree e master in area strategica e politico-militare; numerose qualifiche paracadutiste nazionali e internazionali; pluridecorato in ambito nazionale e NATO/USA.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Gen. di Brigata Giuseppe Faraglia</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accademia di Modena (165°), incursore del <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\">9° “Col Moschin”</a></strong> fin dal 1989 (poi comandante di Battaglione e di Reggimento), più volte impiegato in Kurdistan, Somalia (decorato al Valor Militare nella “Battaglia del Pastificio”), Afghanistan e in organismi interforze (<strong>COFS</strong>). Ha guidato reparti e scuole (CAV e Scuola di Fanteria) e dal <strong>30 giugno 2020</strong> comanda l’<strong>Italian Joint Force Headquarters (ITA-JFHQ)</strong>. Pluridecorato e già Addetto per la Difesa a Kabul.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Gen. di Brigata (CC) Gianluca Feroce</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Romano, <strong>Accademia Militare di Modena (172° “Carattere”)</strong> e Scuola Ufficiali Carabinieri. Lunga esperienza nel <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/1o-reggimento-carabinieri-paracadutisti-tuscania/\">1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”</a></strong> (comandante di compagnia), al comando del <strong>GIS</strong> e in posizioni di vertice al Comando Generale. Ha guidato reparti in Bosnia, Albania, Kosovo e Afghanistan; già <strong>Comandante Provinciale di Genova (2019–2022)</strong> e <strong>Comandante della 2^ Brigata Mobile Carabinieri (2023–2025)</strong>, oggi <a href=\"https://brigatafolgore.net/il-generale-paracadutista-gianluca-feroce-nuovo-comandante-dei-carabinieri-abruzzo-molise/\">Comandante della Legione Abruzzo e Molise dell'Arma</a>. Lauree multiple e corsi NATO; riconoscimenti in Italia, Francia e Afghanistan.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:html -->\n<iframe width=\"560\" height=\"315\" src=\"https://www.youtube.com/embed/BCzaUwl3psI?si=IzNS_Lo30H_QePZv\" title=\"YouTube video player\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen></iframe>\n<!-- /wp:html -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/DD-e1762376574972.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"folgore, odinemilitare, omri, Quirinale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-05 22:21:18","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.quirinale.it/elementi/143707","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/25944-ordine-militare-4-generali-paracadutisti.mp4","galleria":""}
{"id":25937,"titolo":"L’Esercito al “Lucca Comics &amp; Games 2025”: Forze Speciali e Paracadutisti della Folgore protagonisti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel cuore del <strong>Cortile degli Svizzeri</strong>, per il dodicesimo anno consecutivo l’Esercito Italiano ha portato a Lucca Comics &amp; Games un’area espositiva dedicata all’<strong>innovazione tecnologica, all’addestramento</strong> e alle <strong>opportunità professionali</strong> in uniforme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Riflettori puntati sulle <strong>Forze Speciali</strong> e sui Paracadutisti della <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Brigata “Folgore”</a></strong>, che hanno incontrato migliaia di visitatori per raccontare – con dimostrazioni e simulatori – come si formano e operano i reparti della forza armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-esperienza-immersiva-tra-mezzi-e-simulazione\">Un’esperienza immersiva tra mezzi e simulazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nello stand della Forza Armata, coordinato dal <strong>Comando Militare Esercito Toscana</strong>, il pubblico ha potuto provare:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Guida virtuale</strong> di mezzi in scenari operativi con <strong>VBS3 (Virtual Battle Space)</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>LTATV</strong> (Light Tactical All Terrain Vehicle) del <strong>185° Rgt. Par. R.A.O. “Folgore”</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Quad</strong> del <strong>4° Rgt. Alpini Paracadutisti “Ranger”</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Simulatore di volo</strong> del <strong>5° Rgt. AVES “Rigel”</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste attività hanno mostrato come la simulazione ad alta fedeltà sia ormai centrale nella <strong>preparazione tattica</strong>, riducendo costi e rischi e permettendo addestramenti ripetibili e misurabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grande interesse per gli equipaggiamenti e i materiali esposti dai militari del <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Comando delle Forze Speciali dell’Esercito (COMFOSE)</a></strong>. In particolare erano presenti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>gli <strong>Incursori del <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">9° Rgt. d’assalto “Col Moschin”</a></strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>gli <strong>Acquisitori Obiettivi del <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">185° Rgt. Par. R.A.O. “Folgore”</a></strong>, con <strong>moto elettrica ZERO FX</strong> per impieghi a bassa firma acustica;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>i <strong>Ranger del <a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">4° Rgt. Alpini Paracadutisti</a></strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’occasione ha permesso di spiegare missioni, selezione, standard addestrativi e la sinergia tra <strong>mobilità, sensoristica e C2</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11089,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’Esercito al “Lucca Comics &amp; Games 2025”: Forze Speciali e Paracadutisti della Folgore protagonisti\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/Lucca-Comicsi-00004.jpg\" alt=\"L’Esercito al “Lucca Comics &amp; Games 2025”: Forze Speciali e Paracadutisti della Folgore protagonisti\" class=\"wp-image-11089\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Attività informativa presso lo stand Esercito - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perché l’Esercito a Lucca Comics &amp; Games</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lucca è un punto d’incontro naturale tra <strong>giovani, creatività e tecnologia</strong>. La presenza dell’Esercito valorizza:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>la <strong>cultura della sicurezza</strong> e del <strong>servizio al Paese</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il ruolo della <strong>ricerca</strong> e della <strong>simulazione</strong> nell’addestramento;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>la possibilità di <strong>trasformare la passione</strong> per tecnologia e outdoor in una <strong>carriera</strong> ad alto profilo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11094,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’Esercito al “Lucca Comics &amp; Games 2025”: Forze Speciali e Paracadutisti della Folgore protagonisti\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/Lucca-Comicsi-00005.jpg\" alt=\"L’Esercito al “Lucca Comics &amp; Games 2025”: Forze Speciali e Paracadutisti della Folgore protagonisti\" class=\"wp-image-11094\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Quad dell'Esercito Italiano - Copyright Esercito Italiano<br><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/NOVEMBRE/COMICS_GAMES/6.%20Un%20momento%20della%20manifestazione.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-rivista-militare-e-info-point-orientamento-e-carriera\">Rivista Militare e Info Point: orientamento e carriera</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presso i due <strong>Info Point</strong> i visitatori hanno potuto <strong>abbonarsi</strong> e sfogliare i numeri della <strong>Rivista Militare</strong>, tra le pubblicazioni più antiche ancora in stampa, che racconta attività, storia e innovazione dell’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie all’<strong>Info Team del reggimento Logistico “Folgore”</strong>, tanti giovani hanno ricevuto indicazioni sui <strong>concorsi di arruolamento</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ufficiali</strong> presso l’<strong>Accademia Militare di Modena</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Allievi Marescialli</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Volontari in Ferma Iniziale (VFI)</strong> – <strong>bando in pubblicazione a breve</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sono stati illustrati requisiti, iter selettivi, percorsi formativi e gli <strong>sbocchi professionali</strong> nei diversi <strong>Corpi, Armi e specialità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/Lucca-Comicsi-00007.jpg","categoria":"Aviotruppe, Forze Speciali","tags":"folgore, forzespeciali, LuccaComics2025","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-05 16:43:47","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/L'ESERCITO-AL-%E2%80%9CLUCCA-COMICS-&-GAMES-2025%E2%80%9D.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/25937-lesercito-al-lucca-comics-games-2025-forze-speciali-e-paracadutisti-della-folgore-protagonisti.mp4","galleria":""}
{"id":25927,"titolo":"Domani Livorno ricorda le Vittime della Meloria: il programma del 54° Anniversario","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Giovedì 6 novembre 2025</strong> Livorno si raccoglie nel ricordo dei <strong>paracadutisti della Folgore</strong> e dell’equipaggio britannico caduti nella <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/9-novembre-1971-il-dramma-di-gesso-4/\">sciagura aerea della Meloria</a></strong>. Le cerimonie, promosse dal <strong>Comando del <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\">187° Reggimento Paracadutisti “Folgore”</a></strong>, saranno aperte alla cittadinanza e vedranno la partecipazione delle autorità civili e militari insieme ai familiari dei Caduti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il fatto storico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>9 novembre 1971</strong>, nel quadro dell'imponente esercitazione NATO <strong><em>Cold Stream</em></strong>, <strong>396 paracadutisti</strong> della <strong>Brigata “Folgore”</strong> furono imbarcati su <strong>10 aeromobili</strong> (9 <strong>C-130</strong> e un <strong>HS Andover</strong>) decollati da <strong>Pisa-San Giusto</strong> con decollo cadenzato ogni <strong>15 secondi</strong>, volo tattico a bassissima quota e aviolancio in modalità <strong>CARP</strong> <strong>(Calculated Air Release Point – calcolo del punto di rilascio)</strong> per ridurre la dispersione dei Paracadutisti a terra e i tempi di riordino.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella notte tra l’<strong>8 e il 9 novembre 1971</strong>, mentre la formazione era diretta verso la zona di lancio di <strong>Villacidro</strong> (Sardegna), il velivolo identificato come <strong>“Gesso 4”</strong> precipitò improvvisamente nello specchio d’acqua delle <strong>Secche della Meloria</strong>: perirono <strong>46 paracadutisti italiani</strong> (6ª compagnia “Grifi” del <strong>2º btg. “Tarquinia”</strong>) e <strong>6 aviatori britannici</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le ricerche, avviate immediatamente, recuperarono ampi tronconi del relitto, ma <strong>nessun mayday</strong> fu mai registrato; la commissione d’inchiesta, pur ipotizzando un richiamo in quota con impatto della coda sull’acqua, <strong>non poté accertare con certezza la causa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A quella lista di Caduti si aggiunse il 18 novembre anche <strong>il Sergente Maggiore Giannino Caria, del Battagliane Sabotarori Paracadutisti,</strong> che perse la vita durante i tentativi di recupero delle salme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In tutto le vittime furono <strong>53</strong>. Una tragedia che colpì al cuore della Folgore, impegnata in un’operazione addestrativa <strong>imponente e modernissima</strong> per tattiche e procedure, pensata in piena <strong>Guerra Fredda</strong> per la prontezza dell’Alleanza Atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La cerimonia del 6 novembre (domani)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ore 8:30 – Afflusso</strong> al <strong>Cimitero comunale La Cigna (Lupi)</strong>, via don Aldo Mei 19.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ore 9:00 – Cerimonia al Cimitero</strong>: allocuzioni delle autorità, deposizione di una corona, resa degli onori, <strong>Preghiera del Paracadutista</strong> e <strong>lettura dei nomi dei Caduti</strong>. Interverranno, tra gli altri, il <strong>Prefetto Giancarlo Dionisi</strong>, il <strong>Comandante del 187° Reggimento, Col. Girolamo Bufi</strong>, rappresentanti dell’<strong>Accademia Navale</strong> e del <strong>Presidio Militare</strong>. Per l’Amministrazione comunale sarà presente l’<strong>Assessore Rocco Garufo</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ore 10:00 – Santa Messa</strong> nella <strong>Cappella San Michele Arcangelo</strong> della <strong>Caserma Vannucci</strong> (via dell’Ardenza).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ore 11:30 – Commemorazione al Monumento ai Caduti della Meloria</strong>, via <strong>Dino Provenzal</strong> (zona Banditella, in fondo a <strong>piazzale Borrani</strong>), con deposizione di una corona.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Aviolancio a mare e momento sul luogo della tragedia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ore 12:00 – Aviolancio a mare</strong> dei paracadutisti del <strong>187° “Folgore”</strong> nello specchio d’acqua antistante il “<strong>Gabbiano</strong>” in <strong>località Tre Ponti</strong> (viale di Antignano).<br><em>In caso di meteo avverso l’aviolancio sarà sostituito da un <strong>sorvolo aereo</strong></em>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Pomeriggio – Deposizione di una corona in mare</strong> presso le <strong>Secche della Meloria</strong>. L’imbarcazione, messa a disposizione dalla ditta <strong>Neri Group</strong>, sarà riservata a una delegazione di <strong>parenti delle Vittime</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Modifiche alla viabilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per garantire lo svolgimento in sicurezza delle cerimonie, <strong>giovedì 6 novembre</strong> a Livorno sono previste le seguenti misure (ordinanza comunale n. 8634/2025):</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>7:00–10:00</strong> – <strong>Divieto di sosta con rimozione</strong> sull’intero piazzale di <strong>via don Aldo Mei</strong> davanti all’ingresso del Cimitero La Cigna, con mantenimento degli stalli per motocicli e per veicoli al servizio di persone con disabilità.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>7:00–12:00</strong> – <strong>Divieto di sosta con rimozione</strong> in <strong>via Dino Provenzal</strong> per <strong>50 metri</strong> prima e dopo il Monumento; <strong>divieto di sosta</strong> anche su <strong>piazzale Borrani</strong> (carreggiata lato sud e lato nord).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>11:00–12:00</strong> (per il tempo strettamente necessario) – <strong>Divieto di transito</strong> nel tratto di <strong>via Dino Provenzal</strong> compreso tra <strong>via Silvestro Lega</strong> e <strong>via Carlo Catanzaro</strong>, e in <strong>piazza Borrani</strong>. La viabilità sarà gestita da <strong>Polizia Municipale</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>10:00–14:00</strong> – I <strong>veicoli militari</strong> impegnati per l’aviolancio potranno <strong>transitare e sostare</strong> sul <strong>contro viale del viale Italia</strong> antistante la <strong>Rotonda di Ardenza</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/meloria.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"cadutidellameloria, folgore, gesso4","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-05 11:15:20","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.comune.livorno.it/it/news/giovedi-6-novembre-le-cerimonie-per-il-54-anniversario-della-tragedia-della-meloria","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/25927-domani-livorno-ricorda-le-vittime-della-meloria-il-programma-del-54-anniversario.mp4","galleria":""}
{"id":25907,"titolo":"Crosetto, un Ministro che parla da Militare: dritto al punto.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>4 novembre 2025 </strong>, un intervento schietto, privo di retorica, come raramente si ascolta in politica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ministro della Difesa <strong>Guido Crosetto</strong> parla da uomo delle istituzioni, ma con la franchezza di chi conosce bene il mondo militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Davanti al <strong>Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI)</strong>, Crosetto ha indicato la rotta:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“La difesa deve avere come linea guida l’efficienza. Non dobbiamo sacrificare i necessari standard di capacità sull’altare dell’inclusione.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10881,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/93908-scaled.jpg\" alt=\"Unità, memoria e impegno: Mattarella e Crosetto uniti nel richiamo ai valori della Repubblica\" class=\"wp-image-10881\" title=\"Crosetto, un Ministro che parla da Militare: dritto al punto.\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Ministro Crosetto con il Presidente Sergio Mattarella</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-serve-una-vera-riforma-della-difesa\">Serve una vera riforma della Difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il ministro, la legge 244 del 2012 – che fissa il limite del personale militare a 170mila unità – è ormai superata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>La legge 244 dobbiamo buttarla via. Lo spirito con cui è nata è morto. Il personale va aumentato e reso più efficiente.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Crosetto ritiene infatti che la soglia attuale non sia compatibile con le esigenze operative di oggi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Abbiamo bisogno di <strong>30mila unità in più</strong>, dobbiamo arrivare a <strong>200mila militari</strong>. I tedeschi ne hanno circa 280mila. E ci vorranno <strong>6 o 7 anni per una difesa aerea minimamente paragonabile a quella di Israele</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un obiettivo ambizioso, che si inserisce nella prospettiva di una <strong>Difesa nazionale più solida e interoperabile</strong> con gli alleati europei e NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-strade-sicure-ha-fatto-il-suo-tempo\">Strade Sicure ha fatto il suo tempo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Crosetto annuncia la volontà di porre fine all’operazione <em>Strade Sicure</em>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando penso che 6.800 militari in tutta Italia sono su strada, credo sia arrivato il momento di <strong>rafforzare le Forze di Polizia</strong> e riportare i militari al loro lavoro originario. L’operazione è stata utile, ma oggi ha fatto il suo tempo.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una posizione chiara: i militari devono tornare a occuparsi di <strong>sicurezza strategica e difesa</strong>, non di ordine pubblico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4342,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/100524-ss1.jpg\" alt=\"Strade Sicure e la questione del Taser: quando i militari avranno un’alternativa al fucile d’assalto? - DIFESANEWS.COM\" class=\"wp-image-4342\" title=\"Crosetto, un Ministro che parla da Militare: dritto al punto.\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Militari schierati nell'operazione Strade Sicure - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-efficienza-prima-dell-inclusione\">Efficienza prima dell’inclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei passaggi più forti del discorso riguarda la selezione del personale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Le Forze Armate devono essere <strong>efficienti, non inclusive</strong>. Dobbiamo iniziare a parlare di <strong>requisiti</strong>. Non può esistere un solo sistema di selezione: chi va nelle Forze Speciali, chi guida droni o chi opera sul campo deve avere standard diversi.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un richiamo alla <strong>meritocrazia e alla funzionalità operativa</strong>, in un momento in cui la modernizzazione tecnologica impone nuovi profili professionali e nuove competenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-piu-attenzione-al-benessere-del-personale\">Più attenzione al benessere del personale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ministro non dimentica la dimensione umana di chi serve la Nazione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è possibile che chi viene trasferito a Roma cada in povertà perché lo stipendio viene dimezzato dagli affitti</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Crosetto richiama la necessità di <strong>politiche abitative e di welfare dedicate</strong> al personale militare, per garantire dignità e stabilità a chi è chiamato a difendere il Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-in-parlamento-parleranno-le-forze-armate\">In Parlamento parleranno le Forze Armate</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, un annuncio simbolico ma significativo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>In Parlamento parleranno loro, le Forze Armate, non un sottosegretario o un ministro.</strong> È tempo che chi serve lo Stato abbia voce diretta nel processo di riforma.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una dichiarazione che suona come un impegno: <strong>dare centralità e rappresentanza vera agli uomini e alle donne in uniforme</strong>, protagonisti della sicurezza nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-crosetto-segna-la-rotta\">Un ritorno all'essenza della funziona militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con parole chiare e toni decisi, il ministro della Difesa lancia un messaggio di cambiamento: <strong>più efficienza, più personale, meno burocrazia.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un ritorno all’essenza della funzione militare: servire la Nazione con competenza, disciplina e orgoglio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/a1f771ba-f02a-4ca8-b7cf-a904d797330f.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"crosetto, difesa, ForzeArmate, militari, stradesicure","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-05 06:53:49","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.tgcom24.mediaset.it/politica/difesa-crosetto-serve-riforma-esercito_105542874-202502k.shtml","difesanews":"1","video_art":"","galleria":""}
{"id":25890,"titolo":"ANPDI, Foiano della Chiana rende onore al Ten. Paracadutista Mario Viti, caduto a El Alamein","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presso il Cimitero monumentale di Foiano della Chiana (AR) si è tenuta una significativa cerimonia in ricordo della Medaglia di Bronzo al Valor Militare (MBVM) Tenente <strong>Mario Viti</strong>, caduto ad <strong>El Alamein</strong>. L’iniziativa, promossa dalla <strong>Sezione ANPd’I di Arezzo</strong> guidata dal presidente <strong>cc. par. Giuliano Caroti</strong>, ha visto la convinta adesione del <strong>Sindaco di Foiano della Chiana, dott. Jacopo Franci</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Omaggio alla memoria e legame con El Alamein</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La commemorazione si è svolta presso la <strong>tomba di Famiglia Viti</strong>, dove è presente un <strong>sarcòfago dedicato al Caduto</strong>: un segno di pietà e memoria che si affianca alla sepoltura ufficiale del tenente Viti nel <strong>Sacrario di El Alamein</strong>. I nipoti del Tenente, <strong>sig. Mario Cherri</strong> e <strong>sig. Pietro Baini</strong>, hanno deposto una <strong>corona d’alloro</strong> all’interno della cripta, successivamente <strong>benedetta</strong> dal Parroco di Foiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Autorità, labari e interventi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla cerimonia erano presenti il <strong>Labaro della Sezione ANPd’I di Arezzo</strong>, la locale <strong>Sezione dell’ANC</strong>, il <strong>Parroco di Foiano della Chiana</strong>, il <strong>Segretario Generale dell’ANPd’I, Gen. B. (ris.) Enrico Pollini</strong>, e numerosi cittadini foianesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sono intervenuti con brevi allocuzioni il presidente <strong>Giuliano Caroti</strong>, il <strong>Gen. (ris.) Enrico Pollini</strong>, il <strong>Sindaco Jacopo Franci</strong> e il nipote <strong>Mario Cherri</strong>, che ha mostrato il <strong>diploma originale</strong> di concessione della MBVM. La cerimonia si è conclusa con la <strong>recita della Preghiera del Paracadutista</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Foiano della Chiana, terra di Paracadutisti decorati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Foiano della Chiana non diede solo i natali alla <strong>MBVM Ten. Mario Viti</strong>, ma anche alla <strong>MOVM Cap. Luigi Sartini</strong>, comandante della <strong>1ª Compagnia del 1° Battaglione Paracadutisti Libico</strong>, caduto in combattimento nel <strong>1941</strong>. Un’eredità di servizio e sacrificio che la comunità continua a custodire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La motivazione della MBVM</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“Comandante di plotone mitraglieri, già distintosi per coraggio, durante duro attacco condotto per più giorni dall’avversario con forze di fanteria e di carri, assumeva di iniziativa il comando di un settore stretto da presso e rimasto senza ufficiali riordinando i superstiti e ricostituendo una efficace linea difensiva. Mentre contrastava accanitamente il passo al nemico incalzante cadeva colpito a morte”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Deir El Munassib 2/11/1942</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":25894,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"center\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/VITI-1-701x1024.jpg\" alt=\"ANPDI, Foiano della Chiana rende onore al Ten. Paracadutista Mario Viti, caduto a El Alamein - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-25894\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">ANPDI, Foiano della Chiana rende onore al Ten. Paracadutista Mario Viti, caduto a El Alamein - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/VITI-2.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"ElAlamein, folgore, Onoreaicaduti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-04 23:47:47","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://assopar.it/2025/11/02/commemorata-a-foiano-della-chiana-la-mbvm-ten-mario-viti-caduto-ad-el-alamein/","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/25890-anpdi-foiano-della-chiana-rende-onore-al-ten-paracadutista-mario-viti-caduto-a-el-alamein.mp4","galleria":""}
{"id":25872,"titolo":"Le forze speciali del 4º recuperano una lapide incisa dagli alpini nel 1917","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una lapide incisa nel <strong>1917</strong> dagli Alpini della <strong>103ª Compagnia del Battaglione “Aosta”</strong> è stata recuperata sul <strong>Monte Pasubio</strong>, sotto la <strong>Cresta dei Sogi</strong> (Comune di Vallarsa), a seguito di una mirata operazione condotta da un’unità della <strong>1ª Compagnia “Monte Cervino”</strong> del <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\">4° Reggimento Alpini Paracadutisti</a></strong>, reparto di forze speciali dell'Esercito Italiano alle dirette dipendenze del <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\"><strong>COMFOSE (Comando delle forze speciali dell’esercito)</strong>.</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intervento, autorizzato dalla <strong>Soprintendenza per i beni e le attività culturali di Trento</strong>, ha permesso di mettere in sicurezza un reperto storico legato alle operazioni delle truppe alpine sul fronte italo-austriaco durante la <strong>Prima Guerra Mondiale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una testimonianza di oltre 100 anni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto riportato <a href=\"https://www.ilgiornaledivicenza.it/territorio-vicentino/schio/recuperata-dalle-forze-speciali-una-lapide-incisa-dagli-alpini-nel-1917-1.12838081\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">dal <em>Giornale di Vicenza</em> da <strong>Giovanni M. Filosofo</strong></a>, la lapide riporta l’incisione della <strong>103ª Compagnia</strong>, inquadrata all’epoca nel <strong>Battaglione “Monte Cervino”</strong>, costituito nel <strong>1915</strong> e composto in gran parte da alpini valdostani provenienti dalla <strong>133ª Compagnia</strong> del <strong>Battaglione “Aosta”</strong>, con successivo innesto della <strong>87ª</strong> e della <strong>103ª</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il reparto operò inizialmente nel settore del <strong>Monte Bisorte</strong> e dell’altopiano di <strong>Folgaria</strong>, distinguendosi nei combattimenti contro l’offensiva austro-ungarica. Successivamente venne trasferito sul <strong>Pasubio</strong>, dove prese parte alla difesa del massiccio, uno dei punti più critici del fronte italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Rinvenimento e recupero</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La lapide era stata individuata circa un anno fa in un <strong>canalone sottostante il sentiero d’arroccamento</strong>, in prossimità dell’area del cosiddetto <strong>“Villaggio Cervino”</strong>, postazione alpina del 1917. Verosimilmente, il manufatto precipitò nel dopoguerra a causa di <strong>intemperie</strong> o <strong>movimenti di terreno</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il personale della <strong>1ª Compagnia “Monte Cervino”</strong> ha predisposto un sistema di <strong>paranco</strong> per il sollevamento del manufatto, del peso di circa <strong>80 kg</strong>, risalendo il canalone sino al sentiero. Successivamente la lapide è stata trasportata a spalla tramite <strong>barella tattica</strong>, con oltre <strong>quattro ore di movimento su terreno impervio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Collaborazioni e prossima destinazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle operazioni hanno preso parte, in qualità di collaboratori e osservatori, l’<strong>ing. Roberto Greselin</strong>, autore del volume <em>“Salvare la Memoria – Pasubio 1915-1918”</em>, e la <strong>dott.ssa Lucia Ongaro</strong>, del <strong>Museo Storico Italiano della Guerra</strong> (MiTaG) di Rovereto, contribuendo alla documentazione storica e ai rapporti con la Soprintendenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La lapide, ora ripulita, verrà consegnata al <strong>MiTaG</strong>, presso il quale sarà conservata ed esposta al pubblico, come testimonianza del contributo degli alpini nelle operazioni sul Pasubio durante il primo conflitto mondiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/image.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"alpini, GrandeGuerra, Pasubio","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-04 21:12:09","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilgiornaledivicenza.it/territorio-vicentino/schio/recuperata-dalle-forze-speciali-una-lapide-incisa-dagli-alpini-nel-1917-1.12838081","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/25872-le-forze-speciali-del-4o-recuperano-una-lapide-incisa-dagli-alpini-nel-1917.mp4","galleria":""}
{"id":25857,"titolo":"Nembo! Folgore! La Bandiera di Guerra del 183º Paracadutisti decorata con la Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Onore al <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\">183º Reggimento Paracadutisti “Nembo”</a></strong>: il Presidente della Repubblica ha conferito alla <strong>Bandiera di Guerra</strong> del reparto la <strong>Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia (OMI)</strong>, alto riconoscimento per valore, perizia e senso del dovere dimostrati in operazioni militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Perché il riconoscimento</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il “Nembo” è stato premiato per l’eccezionale tempra e la professionalità dimostrate in scenari ad alto rischio, <strong>operando con coraggio fino all’estremo sacrificio</strong> nel contrasto al terrorismo e nella protezione delle popolazioni locali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Reggimento paracadutisti di eccezionale tempra, costantemente impegnato nei più complessi scenari di crisi internazionali, ha dato prova di straordinaria professionalità e senso del dovere. Operando con sprezzo del pericolo ed elevatissimo valore fino all’estremo sacrificio nel contrasto alla minaccia terroristica, ha garantito la sicurezza delle popolazioni locali, contribuendo alla perfetta riuscita delle missioni. Fulgido esempio di unità che con il Suo coraggioso agire ha riscosso il plauso e l’ammirazione della comunità internazionale, accrescendo il lustro e il prestigio dell’Italia e delle Forze Armate\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Teatri richiamati in motivazione:</strong> <em>Afghanistan 2011, 2013; Libano 2017/18.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il contesto più ampio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella cornice della&nbsp;<strong>Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate</strong>, sono state decorate anche le Bandiere di Guerra dell’<strong>Esercito Italiano</strong>&nbsp;e del&nbsp;<strong>9º Reggimento Alpini</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Esercito Italiano</strong>: decorato per l’impegno in patria (anche con “Strade Sicure”) e all’estero, dal fianco Est NATO al Libano, <strong>2008–2025</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>9º Reggimento Alpini</strong>: riconosciuta l’efficacia in numerosi teatri, tra cui <strong>Afghanistan (2005–2013)</strong>, <strong>Kosovo (2007, 2023)</strong>, <strong>Libia (2017)</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Spirito Folgore</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il conferimento alla Bandiera del <strong>183º “Nembo”</strong> onora l’intera comunità delle <strong>Aviotruppe</strong>, rinnovando l’impegno a <strong>professionalità, disciplina e sacrificio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>NEMBO! FOLGORE!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:html -->\n<iframe width=\"560\" height=\"315\" src=\"https://www.youtube.com/embed/vzeGU9_0E5A?si=yLAeGSmaZbCcm135\" title=\"YouTube video player\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen></iframe>\n<!-- /wp:html -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/3-1.jpeg","categoria":"Aviotruppe","tags":"183nembo, folgore, paracadutistinembo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-04 18:20:50","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Conferimento-della-croce-di-Cavaliere-dell%E2%80%99Ordine-Militare-d%E2%80%99Italia-alle-Bandiere-di-Guerra.aspx","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/25857-nembo-folgore-la-bandiera-di-guerra-del-183o-paracadutisti-decorata-con-la-croce-di-cavaliere-dellordine-militare-ditalia.mp4","galleria":""}
{"id":25847,"titolo":"4 Novembre:  il Messaggio del Ministro rafforza il Giuramento dei Soldati","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>4 Novembre</strong>, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, rappresenta uno dei momenti più alti della memoria collettiva italiana. È la giornata in cui l’Italia si ferma per rendere omaggio a chi ha servito e serve la Patria con dedizione, coraggio e responsabilità; a chi, con il proprio impegno, tesse ogni giorno quella rete di sicurezza, coesione e fiducia che permette alla nostra Repubblica di vivere in pace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo <strong>Messaggio per il 4 Novembre 2025</strong>, il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha voluto ricordare che la <strong>Difesa è “la forza che unisce”</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Servire significa mettersi al servizio degli altri, della collettività, della Patria, consapevoli che il contributo di ciascuno si intreccia con quello degli altri, formando la trama solida che protegge la nostra Repubblica”.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":25807,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/1-12-.2025.10.31.12.11.53.869-1024x667.jpeg\" alt=\"“Ho scelto di essere un soldato”: il giuramento dei nuovi Volontari dell’Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-25807\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">4 Novembre: la forza che unisce l’Italia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parole che risuonano in perfetta continuità con quelle pronunciate pochi giorni prima ad <strong>Ascoli Piceno</strong>, in occasione del <a href=\"https://brigatafolgore.net/giuramento-nuovi-volontari-esercito-italiano/\">giuramento dei volontari in ferma prefissata di un anno (VP1)</a>.<br>Davanti ai giovani che per la prima volta hanno indossato la divisa, il Ministro ha ricordato che il giuramento “non è un atto formale, ma una scelta di vita”, e che “giurando fedeltà alla Repubblica avete compiuto una scelta: quella di cambiare il vostro status. Questo vi attribuisce non solo un potere ma, cosa ben più importante, una grande responsabilità”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Due momenti distinti, un unico messaggio: <strong>servire la Patria è un atto di unità e di fiducia</strong>.<br>Le parole rivolte ai giovani militari – “le democrazie delegano la loro difesa alle Forze Armate... non per sopraffare, ma per proteggere” – si intrecciano con il senso profondo del 4 Novembre, giornata che celebra il valore di chi difende la libertà e la pace anche nei tempi più complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Ministro ha voluto sottolineare che la <strong>Difesa unisce territori, generazioni e istituzioni</strong>, costruendo ponti tra passato e presente, tra la memoria dei Caduti e le nuove generazioni che scelgono di servire. “Essere la forza che unisce”, ha detto, “significa esserci dove c’è bisogno, sostenere le comunità, garantire sicurezza e soccorso con competenza e dedizione”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo messaggio, Crosetto ha esteso il ringraziamento anche alle <strong>famiglie dei militari</strong>, “pilastro silenzioso del servizio”, riconoscendo in esse una parte essenziale della coesione nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":25851,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/be558cfd-1ec2-4010-a37d-0bab271464ac-1024x683.jpg\" alt=\"4 Novembre: la forza che unisce l’Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-25851\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">4 Novembre: la forza che unisce l’Italia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Oggi sono qui per dirvi grazie, anche a nome di chi non ve lo dirà mai: di chi, magari, non comprende il senso della vostra uniforme, ma che – quando avrà paura – cercherà proprio quella uniforme. E voi ci sarete.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>4 Novembre</strong> non è solo una data da ricordare, ma un impegno da rinnovare ogni giorno: quello di difendere la pace, di custodire la memoria, di servire con onore.<br>Le Forze Armate italiane, in patria e nel mondo, rappresentano la <strong>forza che unisce il Paese</strong>, quella che protegge, sostiene e ispira.<br>Un’Italia che crede nella solidarietà, nella responsabilità e nell’unità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Viva le Forze Armate. Viva la Repubblica. Viva l’Italia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":25849,\"href\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/Messaggio-MoD.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/Messaggio-MoD.pdf\" type=\"application/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"Messaggio MoD\"></object><a id=\"wp-block-file--media-e9b509e5-05b6-41af-8a08-2bef551f93d1\" href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/Messaggio-MoD.pdf\">Messaggio MoD</a><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/Messaggio-MoD.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-e9b509e5-05b6-41af-8a08-2bef551f93d1\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/345ce82c-bf57-4be7-9473-934ce1f3ee0e.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"4novembre, ForzeArmate, Italia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-04 11:15:48","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/25847-4-novembre-ministro-rafforza-giuramento-soldati.mp4","galleria":""}
{"id":25824,"titolo":"L’Esercito ricorda i Caduti: nel sacrificio la forza per guardare avanti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel giorno dedicato alla commemorazione dei defunti, l’Esercito Italiano ha reso omaggio ai militari caduti in guerra e nel dopoguerra, ricordando il sacrificio di coloro che, con il loro coraggio e la loro dedizione, hanno tracciato la via della libertà e della pace.<br>In un momento storico segnato da incertezze e sfide, <strong>i nostri Caduti continuano a indicare la strada</strong>, richiamandoci all’essenza più pura del servizio e all’amore per la Patria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa mattina, presso il <strong>Sacrario di Palazzo Esercito</strong>, il <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</strong>, ha deposto una <strong>corona d’alloro</strong> in memoria di tutti i Caduti, a nome dell’intera Forza Armata. Un gesto solenne e carico di significato, che rinnova il legame tra l’Esercito e i valori di <strong>lealtà, coraggio e spirito di servizio</strong> che hanno guidato generazioni di soldati italiani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":25827,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/5-1024x683.jpg\" alt=\"L’Esercito ricorda i Caduti: nel sacrificio la forza per guardare avanti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-25827\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Esercito ricorda i Caduti: nel sacrificio la forza per guardare avanti - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Successivamente, al <strong>Cimitero Monumentale del Verano</strong>, il Generale Masiello ha reso omaggio alla tomba del <strong>Generale Enrico Cosenz</strong>, primo Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano. Alla cerimonia erano presenti gli <strong>allievi della Scuola Militare “Nunziatella”</strong>, una rappresentanza con Labaro della <strong>Sezione Lazio dell’Associazione Nazionale ex Allievi “Nunziatella”</strong>, e i <strong>familiari del Generale Cosenz</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della mattinata, il <strong>Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano</strong>, insieme al Generale Masiello e ad altre autorità di vertice delle Forze Armate, ha deposto una <strong>corona d’alloro presso il Sacrario Militare del Verano</strong>. La commemorazione si è conclusa con la <strong>Santa Messa in suffragio dei Caduti</strong>, officiata dall’<strong>Ordinario Militare per l’Italia, Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Gian Franco Saba</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il fiore della memoria: un segno d’identità e di speranza</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quest’anno, la commemorazione dei Caduti assume un significato ancora più profondo grazie all’adozione del <strong>Myosotis</strong>, il <em>Non ti scordar di me</em>, come <strong>fiore ufficiale in memoria dei Caduti per la Patria</strong>.<br>Un’iniziativa promossa dal <strong>Gruppo delle Medaglie d’Oro al Valor Militare d’Italia (GMOVM)</strong>, che esprime in modo autentico l’identità italiana e il valore della memoria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il piccolo fiore azzurro, con i suoi cinque petali che richiamano la <strong>Stella d’Italia</strong>, diventa oggi <strong>simbolo di fedeltà, amore eterno e ricordo</strong>. È lo stesso azzurro delle nostre Forze Armate, delle nostre bandiere, dei nostri ideali. Indossato sul bavero dell’uniforme, rappresenta un segno discreto ma potente di appartenenza, di riconoscenza e di impegno a <strong>non dimenticare mai</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14063,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"aspectRatio\":\"2.167555524616236\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/fiore-metallo-jj-1.jpg\" alt=\"L'Italia onora i Caduti con un simbolo della Memoria - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14063\" style=\"aspect-ratio:2.167555524616236;width:840px;height:auto\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Myosotis, conosciuto anche come Non ti scordar di me</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il personale delle Forze Armate è autorizzato a indossare il <strong>Myosotis</strong> nelle principali ricorrenze dedicate alla memoria:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>2 novembre:</strong> Commemorazione dei Defunti;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>4 novembre:</strong> Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>11 novembre:</strong> Giornata del Veterano;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>12 novembre:</strong> Giornata del Ricordo dei Caduti Militari e Civili nelle Missioni Internazionali per la Pace.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo fiore, semplice e puro, unisce il ricordo del passato alla speranza del futuro, e ci ricorda che <strong>la memoria è la radice dell’identità nazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>I nostri Caduti ci guidano</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un tempo in cui il mondo affronta nuove incertezze e tensioni, l’Esercito rinnova il proprio impegno nel solco tracciato da chi ha donato la vita per la Patria.<br><strong>Il sacrificio dei nostri Caduti non è solo memoria, ma direzione.</strong> È il faro che orienta l’agire quotidiano delle donne e degli uomini in uniforme, chiamati oggi a servire l’Italia con lo stesso coraggio, lo stesso senso del dovere, la stessa dedizione che hanno animato coloro che li hanno preceduti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":25828,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/6-1024x683.jpg\" alt=\"L’Esercito ricorda i Caduti: nel sacrificio la forza per guardare avanti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-25828\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Esercito ricorda i Caduti: nel sacrificio la forza per guardare avanti - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ricordarli significa custodire i valori fondanti della Repubblica e del nostro essere Nazione: <strong>unità, libertà, solidarietà e fedeltà alla Patria</strong>.<br>Nel silenzio dei sacrari e nel fiore azzurro della memoria, l’Esercito ritrova la forza di guardare avanti, consapevole che <strong>solo chi ricorda può costruire il futuro</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/2.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"caduti, esercitoitaliano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-02 23:09:38","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/25824-lesercito-ricorda-i-caduti-nel-sacrificio-la-forza-per-guardare-avanti.mp4","galleria":""}
{"id":25815,"titolo":"La Marina Ellenica si Ammoderna con le FREMM Italiane","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è concretizzato un <strong>importante accordo di cooperazione industriale e strategica</strong> tra Italia e Grecia, che prevede la <strong>cessione di due fregate multiruolo FREMM</strong> (Fregata Europea Multi-Missione) attualmente in forza alla Marina Militare Italiana, a favore della Marina Ellenica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'intesa, siglata dalle rispettive Direzioni Nazionali degli Armamenti, ha visto il ruolo centrale di <strong>Fincantieri</strong> in questa operazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dettagli Chiave dell'Accordo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Unità Coinvolte:</strong> L'accordo preliminare riguarda la cessione di <strong>due fregate FREMM</strong> italiane. Fonti indicano che le navi di interesse sarebbero la <em>Carlo Bergamini</em> e la <em>Virginio Fasan</em>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Opzione per Ulteriori Unità:</strong> L'intesa include la possibilità per la Grecia di <strong>opzionare l'acquisizione di altre due unità</strong> FREMM entro la metà del prossimo decennio, portando il totale potenziale a quattro fregate.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ruolo di Fincantieri:</strong> Il gruppo cantieristico è il <strong>tramite cruciale</strong> per la cessione e l'ammodernamento, ribadendo la sua centralità nel rafforzare la cooperazione industriale tra paesi alleati e nel sostenere la proiezione internazionale della Difesa italiana.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Vantaggio per la Grecia:</strong> Le fregate FREMM, considerate tra le unità navali più avanzate al mondo e relativamente giovani, forniranno un <strong>significativo salto di qualità</strong> alla Marina Ellenica, sostituendo le più datate fregate classe S.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rinnovo della Flotta Italiana:</strong> La cessione delle navi esistenti è legata alla previsione di <strong>nuovi ordinativi</strong> per la Marina Militare Italiana, garantendo il mantenimento e l'ammodernamento della flotta nazionale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":25818,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/21-1024x510.jpg\" alt=\"La Marina Ellenica si Ammoderna con le FREMM Italiane - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-25818\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Marina Ellenica si Ammoderna con le FREMM Italiane - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dichiarazioni e Contesto Strategico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'accordo è stato annunciato a margine di importanti eventi del settore difesa ed è stato salutato con entusiasmo dai vertici politici e industriali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Pierroberto Folgiero</strong>, Amministratore Delegato di Fincantieri, ha sottolineato: \"Le navi bisogna saperle fare e poi preservarle nel tempo. Noi lo abbiamo imparato nel tempo e questo è a disposizione anche della Grecia\". Ha inoltre rimarcato che l'alleanza è \"voluta in termini geopolitici\".</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo <em>deal</em> non solo rafforza la <strong>cooperazione bilaterale</strong> tra Roma e Atene, ma consolida anche la posizione dell'Italia e di Fincantieri come <strong>punto di riferimento nella cantieristica navale europea</strong> e nel supporto alle esigenze di difesa dei paesi alleati. L'acquisizione delle FREMM, affiancata alle nuove fregate francesi FDI Belharra e all'ammodernamento delle MEKO, segna l'inizio di una <strong>nuova era per le Forze Armate Elleniche</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/ipjo.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"fremm, grecia, Italia, Marina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-02 14:16:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ice.it/it/news/notizie-dal-mondo/292710","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/25815-la-marina-ellenica-si-ammoderna-con-le-fremm-italiane.mp4","galleria":""}
{"id":25805,"titolo":"“Ho scelto di essere un soldato”: il giuramento dei nuovi Volontari dell’Esercito Italiano (Video)","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel silenzio carico di emozione della piazza d’armi, si alza la voce ferma dei giovani Volontari in Ferma Iniziale dell’Esercito Italiano. Una voce che non è soltanto parola, ma promessa. Promessa di fedeltà, di sacrificio, di amore verso la Patria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Davanti al Tricolore che sventola alto nel cielo, ogni soldato pronuncia il proprio giuramento:<br><strong>“Ho scelto di essere un soldato.”</strong><br>Una scelta consapevole, profonda, che apre a una vita fatta di impegno, rinunce, disciplina e dedizione. Una vita che non promette ricchezze, ma dona ciò che conta davvero: la gratitudine di chi è stato aiutato, il rispetto dei commilitoni, l’onore di servire l’Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":25807,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/1-12-.2025.10.31.12.11.53.869-1024x667.jpeg\" alt=\"“Ho scelto di essere un soldato”: il giuramento dei nuovi Volontari dell’Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-25807\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">“Ho scelto di essere un soldato”: il giuramento dei nuovi Volontari dell’Esercito Italiano - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Essere un soldato significa accettare la fatica, affrontare la distanza dagli affetti, superare le difficoltà con coraggio e determinazione. Significa anteporre il dovere al diritto, il bene comune all’interesse personale. Ogni giorno, chi indossa questa uniforme rinnova la propria scelta: servire la Nazione con onore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel giuramento si concretizza un patto sacro — tra il soldato e la Patria, tra l’individuo e l’Istituzione, tra l’oggi e la Storia.<br>I valori che guidano l’Esercito — <strong>onore, coraggio, disciplina, lealtà</strong> — sono la bussola morale che orienta ogni passo. Non sono solo parole: sono la forza invisibile che unisce i soldati, il battito comune che fa vibrare i cuori davanti al Tricolore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Perché il soldato non si misura dai gradi che porta sulle spalle, ma dai valori che custodisce nel cuore.<br>E in questo cuore risiede la certezza di non abbandonare mai i propri concittadini, la forza di restare uniti nelle prove più dure, la volontà di servire con sacrificio e umiltà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":25809,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/4-6-.2025.10.31.12.12.30.571-1024x708.jpeg\" alt=\"“Ho scelto di essere un soldato”: il giuramento dei nuovi Volontari dell’Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-25809\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">“Ho scelto di essere un soldato”: il giuramento dei nuovi Volontari dell’Esercito Italiano - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“<strong>Ho scelto di essere un soldato, non perché amo la guerra, ma perché amo la Patria.</strong>”<br>È questa la frase che riassume lo spirito dei nostri ragazzi. Difendere l’Italia, ovunque e sempre, significa onorare la memoria di chi, per gli stessi ideali, ha donato la propria vita. Il loro esempio illumina il cammino delle nuove generazioni di soldati, che oggi raccolgono il testimone con fierezza e responsabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il soldato è <strong>“noi”, non “io”</strong>. È la forza dell’unione, la potenza della fraternità. In ogni gesto, in ogni passo, si avverte il peso — e la dignità — di una responsabilità condivisa.<br>Indossare l’uniforme significa appartenere a una famiglia: la famiglia dell’Esercito Italiano, simbolo di coraggio, servizio e dedizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, davanti alla Nazione, questi giovani pronunciano le parole che segneranno per sempre le loro vite:<br><strong>“Giuro di essere fedele alla Repubblica Italiana.”</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un giuramento che non è solo un atto formale, ma un patto d’anima.<br>Un impegno che li accompagnerà ovunque, nel silenzio delle missioni, nel cuore delle emergenze, nelle sfide del domani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il loro giuramento, i nuovi Volontari dell’Esercito rafforzano le fondamenta della difesa della nostra Nazione: una difesa che nasce dai valori, dall’onore, dall’amore per la Patria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Perché chi sceglie di essere soldato sceglie di servire.<br>E servire l’Italia è il più alto onore che si possa avere.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://www.youtube.com/watch?v=eWWDzh3_q2Q\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://www.youtube.com/watch?v=eWWDzh3_q2Q\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/2-12-.2025.10.31.12.12.06.157.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"esercito, fedeltà, giuramento, giuro, soldati","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-02 10:33:40","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.difesa.it/primopiano/cerimonia-di-giuramento-dei-volontari-in-ferma-iniziale-dellesercito/82671.html","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/25805-giuramento-nuovi-volontari-esercito-italiano.mp4","galleria":""}
{"id":25791,"titolo":"I satelliti di SpaceX per il Golden Dome","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il colosso aerospaziale <a href=\"https://www.spacex.com/\">SpaceX</a>, fondato da <strong>Elon Musk</strong>, riceverà <strong>2 miliardi di dollari</strong> dal governo degli Stati Uniti per sviluppare una nuova costellazione di satelliti dedicata al tracciamento di missili e velivoli ad alta velocità.<br>Lo rivela il <em>Wall Street Journal</em>, citando fonti vicine alla Casa Bianca e al Congresso. Il finanziamento, approvato lo scorso luglio nell’ambito della legge fiscale e di spesa federale, era finora rimasto senza un destinatario ufficiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-cuore-del-progetto-golden-dome\"><strong>Il cuore del progetto “Golden Dome”</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma rientra nella nuova architettura di difesa statunitense denominata <strong>Golden Dome</strong>, lanciata nel 2025 dal presidente <strong>Donald Trump</strong> con l’obiettivo di creare uno scudo multilivello contro missili balistici, ipersonici, droni e altre minacce aeree avanzate.<br>Il sistema prevede fino a <strong>600 satelliti in orbita bassa</strong> – parte dell’infrastruttura denominata <em>Air Moving Target Indicator (AMTI)</em> – in grado di monitorare in tempo reale qualsiasi oggetto in movimento nello spazio aereo terrestre.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intento è costruire una <strong>rete integrata di sensori, radar e intercettori</strong>, sia terrestri che spaziali, capace di individuare e neutralizzare un attacco prima che possa colpire il suolo americano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-programma-da-oltre-175-miliardi-di-dollari\"><strong>Un programma da oltre 175 miliardi di dollari</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo i documenti del Congresso, il Golden Dome è stato formalmente istituito con l’<strong>Executive Order 14186</strong> e dispone di un finanziamento iniziale stimato in <strong>175 miliardi di dollari</strong>. Tuttavia, analisti indipendenti avvertono che il costo complessivo potrebbe superare <strong>il trilione di dollari</strong> nel lungo periodo, data la complessità tecnica e logistica del progetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>SpaceX, che già gestisce la rete satellitare <em>Starlink</em>, metterà a disposizione le proprie competenze nell’ambito del lancio e della gestione di grandi costellazioni orbitali. Gli esperti ritengono che l’azienda possa essere in grado di accelerare lo sviluppo grazie alla riutilizzabilità dei razzi <strong>Falcon 9</strong> e <strong>Starship</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sfide-tecniche-e-geopolitiche\"><strong>Sfide tecniche e geopolitiche</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La costruzione di una rete di sorveglianza orbitale per la difesa antimissile solleva numerose <strong>sfide tecnologiche</strong> e <strong>questioni di diritto internazionale</strong>.<br>La capacità di rilevare e intercettare missili ipersonici richiede sensori estremamente precisi e tempi di reazione di pochi secondi. Inoltre, il dispiegamento di sistemi d’arma nello spazio rischia di alimentare tensioni con altre potenze, in particolare <strong>Cina</strong> e <strong>Russia</strong>, che hanno già espresso preoccupazione per la militarizzazione dell’orbita terrestre.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo <em>Reuters</em>, Mosca ha definito il progetto “una minaccia diretta alla stabilità strategica globale”, mentre Pechino ha avvertito che “un simile sistema potrebbe compromettere il delicato equilibrio della deterrenza nucleare”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-prospettive\"><strong>Prospettive</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Golden Dome rappresenta una delle più grandi ambizioni tecnologiche e strategiche degli ultimi decenni per Washington.<br>Se da un lato promette di rafforzare la sicurezza nazionale con strumenti di nuova generazione, dall’altro apre un dibattito internazionale su <strong>costi, limiti etici e rischi di escalation spaziale</strong>.<br>Per SpaceX, l’accordo da 2 miliardi di dollari segna un nuovo capitolo nel connubio tra settore privato e difesa, consolidando il ruolo dell’azienda di Musk come attore centrale non solo nella conquista dello spazio, ma anche nella sicurezza globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><br></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/ffdf.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#DifesaMissilistica, #GoldenDome, SpaceX","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-01 00:13:53","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.rainews.it/articoli/2025/10/wsj-2-miliardi-a-spacex-per-lo-sviluppo-dei-satelliti-del-progetto-golden-dome-3537299e-71f6-425b-863b-5f7ee1d2d0c0.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/25791-i-satelliti-di-spacex-per-il-golden-dome.mp4","galleria":""}
{"id":25793,"titolo":"Esercito italiano, addestramento al massimo: forze speciali, grandi manovre a Teulada, interforze e cooperazione internazionale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Negli ultimi giorni</strong> l’Esercito italiano ha intensificato le attività addestrative su più assi, attestando un livello di <strong>prontezza operativa</strong> e <strong>interoperabilità</strong> coerente con scenari ad <strong>alta intensità</strong>. Dopo la <a href=\"https://difesanews.com/steel-forge-1-2025-il-183-paracadutisti-nembo-intensifica-laddestramento-in-scenario-di-guerra/\"><strong>“Steel Forge 1/2025”</strong> del <strong>183° Reggimento Paracadutisti “Nembo”</strong></a> e la <a href=\"https://difesanews.com/la-brigata-sassari-certifica-la-propria-capacita-operativa/\"><strong>“Pegaso 2/2025”</strong> della <strong>Brigata “Sassari”</strong></a>, <strong>nelle ultime 24 ore</strong> il sito ufficiale dell’Esercito ha dato conto di <strong>nuovi, impegnative esercitazioni</strong> che hanno coinvolto <strong>Forze Speciali</strong>, reparti di <strong>manovra</strong> e la cooperazione con l’<strong>Arma dei Carabinieri</strong> e le <strong>Forze Armate Maltesi</strong>. Il messaggio è univoco: <strong>realismo addestrativo</strong>, <strong>tecnologie avanzate</strong> e <strong>integrazione tra assetti</strong> come moltiplicatori di efficacia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-forze-speciali-i-ranger-mostrano-le-capacita-a-verona\">Forze Speciali: i “Ranger” mostrano le capacità a Verona</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’85° RAV “Verona”, una <strong>Special Operation Task Unit (SOTU)</strong> del Battaglione “Monte Cervino” del <strong>4° reggimento alpini paracadutisti “Ranger”</strong> ha condotto una dimostrazione ad alto realismo alla presenza del Comandante delle Forze Speciali dell’Esercito, Gen. B. <strong>Carmine Vizzuso</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I <strong>VFI aspiranti al Comparto Forze Speciali</strong> hanno osservato dal vivo tecniche, tattiche e procedure (TTP) tipiche delle operazioni speciali, durante la condotta di un <strong>atto tattico complesso</strong> con equipaggiamenti specialistici di ultima generazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A corredo, una <strong>mostra statica</strong> di mezzi, armi ed equipaggiamenti ha ampliato il quadro conoscitivo per i volontari nelle prime settimane di formazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10770,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Esercito italiano, addestramento al massimo: forze speciali, grandi manovre a Teulada, interforze e cooperazione internazionale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/4-1.jpg\" alt=\"Esercito italiano, addestramento al massimo: forze speciali, grandi manovre a Teulada, interforze e cooperazione internazionale\" class=\"wp-image-10770\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dimostrazione di Close Quarter Battle del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti “Ranger” - Copyright Esercito Italiano<br><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/ottobre/DIMOSTRAZIONE_RANGER/5.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-capo-teulada-la-garibaldi-chiude-capricorno-3-25-e-4-25-e-la-minerva\">Capo Teulada: la “Garibaldi” chiude “Capricorno 3/25 e 4/25” e la “Minerva”</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al <strong>Centro di Preparazione delle Forze (CPF)</strong> di <strong>Capo Teulada</strong> si sono concluse le esercitazioni <strong>“Capricorno 3/25 e 4/25”</strong>, con un <strong>Battle Group pluriarma</strong> della <strong>Brigata bersaglieri “Garibaldi”</strong> impegnato nel consolidamento delle procedure tecnico–tattiche in scenario <strong>ad alta intensità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, il Comando Brigata ha condotto l’esercitazione <strong>“Minerva”</strong>, rischierando il <strong>Posto Comando</strong> sia in struttura sia su <strong>VCC M577</strong> e sperimentando apparati <strong>Sat On The Move (SOTM)</strong> per replicare in mobilità i servizi informatici della zona C2.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività sono state supportate da <strong>sistemi di simulazione avanzati</strong>, integrati con il C2 <strong>“Imperio”</strong>, consentendo <strong>realismo addestrativo</strong> e una <strong>valutazione analitica</strong> delle TTP adottate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In tema di <strong>difesa complessa e integrata</strong>, attenzione a trincee e ricoveri, ostacoli anti–manovra per rallentare mezzi blindati/corazzati e postazioni interrate di protezione per i veicoli amici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10777,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Esercito italiano, addestramento al massimo: forze speciali, grandi manovre a Teulada, interforze e cooperazione internazionale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/garibaldi-teulada.jpg\" alt=\"Esercito italiano, addestramento al massimo: forze speciali, grandi manovre a Teulada, interforze e cooperazione internazionale\" class=\"wp-image-10777\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Addestramento al soccorso di feriti in ambiente contaminato CBRN a Capo Teulada - Copyright Esercito Italiano<br><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/ottobre/esercitazioni_garibaldi/2.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sinergia-esercito-carabinieri-interoperabilita-sul-terreno\">Sinergia Esercito–Carabinieri: interoperabilità sul terreno</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sempre a <strong>Capo Teulada</strong> si sono concluse le <strong>attività congiunte</strong> tra unità di fanteria dell’Esercito e il <strong>10° reggimento Carabinieri “Campania”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli istruttori della “Garibaldi” hanno affiancato il personale dell’Arma fino a livello <strong>squadra fucilieri</strong>, trasferendo <strong>procedure tecnico–tattiche</strong> e conoscenza degli <strong>strumenti operativi</strong> della fanteria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo: rafforzare <strong>integrazione e interoperabilità</strong> tra assetti mobili di <strong>Polizia Militare</strong> e reparti dell’Esercito in vista di impieghi futuri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10774,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Esercito italiano, addestramento al massimo: forze speciali, grandi manovre a Teulada, interforze e cooperazione internazionale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/1.jpg\" alt=\"Esercito italiano, addestramento al massimo: forze speciali, grandi manovre a Teulada, interforze e cooperazione internazionale\" class=\"wp-image-10774\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Poligono con arma lunga - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sicilia-malta-scambio-di-tattiche-e-procedure\">Sicilia–Malta: scambio di tattiche e procedure</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla base addestrativa <strong>“Aosta” di Piazza Armerina (EN)</strong>, il <strong>62° reggimento fanteria “Sicilia”</strong> ha concluso un <strong>ciclo congiunto</strong> con plotoni del <strong>1° e 3° reggimento</strong> delle <strong>Forze Armate maltesi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tre settimane tra <strong>lezioni teoriche</strong> e <strong>attività pratiche</strong> su pattugliamento appiedato e motorizzato in <strong>ambiente urbano e boschivo</strong>, <strong>CQB/MOUT</strong>, <strong>Metodo di Combattimento Militare (MCM)</strong>, contrasto <strong>IED</strong> e <strong>scorta convogli</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’impegnativo periodo ha avuto il suo culmine nell’esercitazione <strong>“Valletta 2025”</strong> che ha cadenzato i diversi moduli sviluppati nelle tre settimane. Un ulteriore passo avanti nella <strong>integrazione operativa</strong> e nella crescita professionale reciproca tra militari Italiani e Maltesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10775,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Esercito italiano, addestramento al massimo: forze speciali, grandi manovre a Teulada, interforze e cooperazione internazionale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/italia-malta.jpg\" alt=\"Esercito italiano, addestramento al massimo: forze speciali, grandi manovre a Teulada, interforze e cooperazione internazionale\" class=\"wp-image-10775\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Attività di pattugliamento notturno durante l'esercitazione \"Valletta 2025\" - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Cornice dottrinale: prontezza, digitalizzazione, resilienza</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il filo conduttore delle attività è la preparazione multidominio:</strong> forze speciali in dimostrazione capacitiva, paracadutisti in <strong>addestramento su scenario di guerra</strong>, brigate impegnate in ambienti ad alta intensità con <strong>C2 digitalizzato</strong> e capacità <strong>SOTM</strong>, cooperazione con l’<strong>Arma dei Carabinieri</strong> per la funzione di Polizia Militare e <strong>partnership internazionale con Malta</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una settimana che conferma la <strong>determinazione</strong> dell’Esercito nel mantenere <strong>elevati standard operativi</strong>, <strong>adattabilità tecnologica</strong> e <strong>competenze condivise</strong> tra reparti e con gli alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>vettore umano</strong> al <strong>vettore tecnologico</strong>, la linea è netta: <strong>accorciare i tempi decisionali</strong>, <strong>espandere la consapevolezza situazionale</strong>, <strong>irrobustire la resilienza</strong> sotto stress.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La difesa complessa torna centrale: opere campali, ostacoli e difese passive; in parallelo, la dimensione interforze e multinazionale allinea linguaggi e standard.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fonti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Esercito-e-Carabinieri-in-addestramento.aspx\">https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Esercito-e-Carabinieri-in-addestramento.aspx</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Esercitazioni,-62%C2%B0-reggimento-%E2%80%9CSicilia%E2%80%9D--e-Forze-Armate-maltesi-si-addestrano-insieme.aspx\">https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Esercitazioni,-62%C2%B0-reggimento-%E2%80%9CSicilia%E2%80%9D--e-Forze-Armate-maltesi-si-addestrano-insieme.aspx</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/esercitazioni_garibaldi.aspx\">https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/esercitazioni_garibaldi.aspx</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Dimostrazione-capacitiva-dei-ranger.aspx\">https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Dimostrazione-capacitiva-dei-ranger.aspx</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/11/capo-teulada.jpg","categoria":"Aviotruppe, Forze Speciali","tags":"esercitoitaliano, PreparazioneMultidominio","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-11-01 00:13:53","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/11/25793-esercito-italiano-addestramento-al-massimo-forze-speciali-grandi-manovre-a-teulada-interforze-e-cooperazione-internazionale.mp4","galleria":""}
{"id":25778,"titolo":"L'Ungheria guida il Regional Special Operations Component Command (R-SOCC)","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Regional Special Operations Component Command (R-SOCC), guidato dalla Ungheria, ha ufficialmente raggiunto la piena capacità operativa, segnando un importante traguardo nella cooperazione regionale per la difesa tra Austria, Croazia, Ungheria, Slovacchia e Slovenia. Con ciò, i cinque Paesi dispongono ora di un quartier generale multinazionale pienamente schierabile, in grado di comandare missioni delle forze per le operazioni speciali unitamente oppure di supportare operazioni guidate dalla NATO o dall’Unione Europea quando necessario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>R-SOCC rafforza la capacità dei Paesi partecipanti di rispondere in modo rapido ed efficace e consente a ciascuna nazione di utilizzare le proprie forze speciali in modo indipendente pur essendo allo stesso tempo pronta a operare senza soluzione di continuità come parte di una struttura di comando multinazionale integrata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":25782,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20191025-191025-sof.jpg\" alt=\"L'Ungheria guida il Regional Special Operations Component Command (R-SOCC) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-25782\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Ungheria guida il Regional Special Operations Component Command (R-SOCC) - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa R-SOCC ricalca il successo di analoghi strumenti multinazionali, come il Composite Special Operations Component Command (C-SOCC), istituito da Belgio, Danimarca e Paesi Bassi, diventato pienamente operativo nel 2020. L’avvio di R-SOCC risale alla firma della Lettera d’Intenti nel febbraio 2019 da parte dei ministri della Difesa dei Paesi coinvolti. Successivamente, è stato firmato un Memorandum d’Intesa da Croazia, Ungheria, Slovacchia e Slovenia nell’ottobre 2019, e dall’Austria nel dicembre 2020. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo progetto rappresenta una dimostrazione positiva di cooperazione regionale nell’Europa centrale e un contributo significativo alla prontezza dell’Alleanza. Considerata la complessità dello scenario di sicurezza contemporaneo — segnato da minacce ibride, terrorismo, instabilità nei Balcani e pressioni strategiche provenienti dall’est — la creazione di una struttura SOF (Special Operations Forces) multinazionale e deployable conferisce ai Paesi partecipanti un valore operativo incrementato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":25783,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/251030a-002-1024x683.jpg\" alt=\"L'Ungheria guida il Regional Special Operations Component Command (R-SOCC) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-25783\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Ungheria guida il Regional Special Operations Component Command (R-SOCC) - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È fondamentale sottolineare che la struttura non punta a sostituire le catene nazionali di comando, bensì a integrarsi come elemento flessibile e temporaneo da utilizzare in missioni multilaterali o di coalizione, ovunque richiesto dai Paesi o dalle organizzazioni internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con R-SOCC operativo, le nazioni coinvolte si trovano meglio posizionate per:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>condurre operazioni congiunte rapide in scenari regionali o fuori area;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>aumentare l’interoperabilità delle loro forze speciali, combinando risorse, procedure e addestramento;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>contribuire in modo più efficace alla catena di comando delle operazioni della NATO o dell’UE;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>rafforzare la deterrenza nella regione centro-europea collaborando strettamente e riducendo tempi di reazione.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto più ampio, il successo di questa iniziativa può stimolare altri gruppi di Paesi europei a replicare modelli simili, e accrescere così la coesione della difesa collettiva europea e atlantica. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":25784,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-31-115051.jpg\" alt=\"L'Ungheria guida il Regional Special Operations Component Command (R-SOCC) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-25784\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Ungheria guida il Regional Special Operations Component Command (R-SOCC) - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Conclusione</strong><br>Il raggiungimento della piena operatività del R-SOCC rappresenta un passo significativo sia per i Paesi partecipanti che per l’architettura di sicurezza europea e transatlantica. Facilita l’azione coordinata delle special operations forces, rafforza la capacità di intervento rapido e migliora la sinergia tra Stati membri dell’Alleanza e partner. Resta da vedere come e quando questa struttura verrà impiegata in missioni pratiche, ma la base è ora stabilita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":25785,\"href\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20191022_1910-factsheet-rsocc.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20191022_1910-factsheet-rsocc.pdf\" type=\"application/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"20191022_1910-factsheet-rsocc\"></object><a id=\"wp-block-file--media-8cc8a8c1-6721-46f0-b84a-8ba96e34f686\" href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20191022_1910-factsheet-rsocc.pdf\">20191022_1910-factsheet-rsocc</a><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20191022_1910-factsheet-rsocc.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-8cc8a8c1-6721-46f0-b84a-8ba96e34f686\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/251030a-003.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"NATO, r-socc, specialforces","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-31 12:00:30","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensemedianetwork.com/stories/international-special-operations-forces-cooperation/?utm_source=chatgpt.com","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25778-ungheria-regional-special-operations-r-socc.mp4","galleria":""}
{"id":25769,"titolo":"UE: nasce la rete militare continentale per rispondere alla minaccia russa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi mesi, le incursioni russe nello spazio aereo della Nato e dell’Unione europea hanno reso evidente quanto il continente sia vulnerabile. La percezione del rischio è ormai condivisa: «le minacce sul fianco orientale dell’Europa devono essere affrontate con priorità», hanno ribadito i leader dei Ventisette durante l’ultimo Consiglio europeo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A Bruxelles, la Commissione sta lavorando a un piano per rendere possibile il rapido movimento di truppe e mezzi militari attraverso il continente in caso di guerra. L’obiettivo è creare una <strong>rete logistica integrata</strong> – corridoi terrestri, porti e aeroporti – capace di garantire il trasporto senza ostacoli di equipaggiamenti e personale militare, in coordinamento con la Nato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il “piano di mobilità militare” dell’Ue</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il <em>Financial Times</em>, il progetto prevede norme e procedure condivise tra gli Stati membri, oltre a interventi infrastrutturali mirati: allineamento degli scartamenti ferroviari, adeguamento di ponti e strade al peso dei convogli, e semplificazione delle pratiche doganali.<br>Il pacchetto di proposte dovrebbe essere presentato entro novembre, con l’obiettivo di istituire entro il 2027 uno <strong>spazio di mobilità militare europeo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":25771,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-31-104901.png\" alt=\"brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-25771\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">UE: nasce la rete militare continentale per rispondere alla minaccia russa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’ispirazione arriva dal sistema di risorse antincendio condivise tra Stati membri, ma la scala è incomparabilmente più complessa: gli eserciti europei dipendono in larga parte da operatori di trasporto privati. La Commissione potrebbe dunque chiedere ai Paesi Ue di registrare mezzi e infrastrutture disponibili per contribuire alla mobilitazione continentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Germania, per la sua posizione strategica, è destinata a diventare il principale hub logistico. Ha già firmato accordi con <strong>Deutsche Bahn Cargo</strong>, che in caso di crisi sarà responsabile del trasporto ferroviario di carri armati e mezzi blindati. Le forze armate tedesche hanno inoltre siglato intese con <strong>Rheinmetall</strong> per il supporto ai convogli e con <strong>Lufthansa</strong>, che si è detta disponibile a fornire manutenzione e addestramento dei piloti da caccia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L’era del riarmo europeo</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>«Siamo entrati in un’era di riarmo», ha dichiarato Armin Papperger, CEO di Rheinmetall. Nel 2025, l’Ue spenderà <strong>oltre 180 miliardi di dollari in equipaggiamenti militari</strong>, più del doppio rispetto al 2021 e più della spesa statunitense. La tendenza è destinata a crescere: a giugno i Paesi Nato hanno concordato di portare la spesa per la difesa al 3,5% del Pil entro dieci anni, con un ulteriore 1,5% per le infrastrutture.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dietro a questa corsa c’è la volontà di <strong>rivitalizzare l’industria bellica europea</strong>, a lungo penalizzata da sottoinvestimenti e dipendenza dagli Stati Uniti. Tra il 2022 e il 2024, un terzo delle armi acquistate in Europa proveniva da aziende americane. Le differenze restano abissali: Rheinmetall ha registrato nel 2024 un fatturato di 10 miliardi di euro, contro i 60 miliardi della statunitense Lockheed Martin.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22034,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/OQ3A0938-1024x683.png\" alt=\"Formidable Shield 2025: La Marina Militare Italiana e le Tecnologie Leonardo al Centro della Difesa Integrata - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22034\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><a href=\"UE: nasce la rete militare continentale per rispondere alla minaccia russa\">UE: nasce la rete militare continentale per rispondere alla minaccia russa</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’innovazione è il nodo cruciale. Il conflitto in Ucraina ha mostrato quanto siano determinanti <strong>droni e satelliti</strong>: due ambiti in cui l’Europa dipende da attori esterni. Secondo l’<em>Economist</em>, per colmare il divario l’Ue avrebbe bisogno di una nuova generazione di imprenditori e investitori, come quelli che negli Stati Uniti sostengono realtà come <strong>Anduril</strong> (tecnologie autonome) o <strong>SpaceX</strong> (rete Starlink). Ma i mercati dei capitali europei restano troppo piccoli e rigidi per sostenere simili scale di investimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A settembre Rheinmetall ha acquisito il cantiere navale Lürssen, segnale di un consolidamento industriale in corso. Tuttavia, fusioni su larga scala restano improbabili: i governi nazionali sono restii a cedere il controllo di aziende considerate strategiche per la sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il ruolo della Nato: il comando JSEC di Ulm</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’integrazione tra Nato e Unione europea è cruciale per rendere operativo il progetto. In Germania, nella città di <strong>Ulm</strong>, ha sede il <a href=\"https://jsec.nato.int/default\">Joint Support and Enabling Command (JSEC)</a>, un comando permanente della Nato subordinato al Supreme Allied Commander Europe (SACEUR).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Creato nel 2018 e pienamente operativo dal 2021, il JSEC coordina la <strong>logistica multinazionale di rinforzo e sostegno</strong> alle forze dell’Alleanza in caso di crisi. Il suo compito è «operazionalizzare» la rete logistica e informativa che permette ai Paesi membri di muoversi rapidamente e in modo coerente su tutto il territorio europeo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi vi lavorano circa 450 militari e civili provenienti da oltre 30 Paesi alleati, sotto il comando del tenente generale tedesco <strong>Kai Rohrschneider</strong>. L’obiettivo è costruire una <strong>rete intergovernativa di contatti e infrastrutture</strong> che superi i confini nazionali e garantisca la prontezza della difesa euro-atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un’Europa più autonoma, ma ancora in costruzione</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto della Commissione e l’attività del JSEC vanno nella stessa direzione: <strong>rafforzare la capacità europea di difendersi</strong> in un contesto sempre più ostile, riducendo la dipendenza da Washington.<br>Ma senza un settore privato innovativo e investitori disposti a rischiare, l’Europa resterà vulnerabile. Il riarmo, per quanto necessario, non può limitarsi all’aumento della spesa: serve una <strong>strategia industriale e tecnologica comune</strong>, capace di rendere la difesa europea autonoma, credibile e sostenibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/tot.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"jsec, logistica","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-31 11:32:08","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.linkiesta.it/2025/10/ue-difesa-russia-riarmo-esercito/","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25769-ue-rete-militare-continentale-rispondere-russa.mp4","galleria":""}
{"id":25739,"titolo":"Droni: come la stampa 3D ridefinisce la potenza logistica dell’Esercito","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La 25th Infantry Division, pioniera del programma <strong>Transformation In Contact (TIC)</strong>, sta dimostrando sul campo il valore strategico dell’additive manufacturing. Il drone FPV “Capstone”, interamente costruito con tecniche di stampa 3D e dotato di un sistema di detonazione progettato localmente, rappresenta il primo esempio di <strong>effetto letale auto-fabbricato</strong> da una divisione di fanteria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il <strong>Gen. Ronald Clark</strong>, comandante di Army Pacific, l’applicazione di queste tecnologie è cruciale nel teatro <strong>INDOPACOM</strong>, dove le distanze e la dispersione geografica complicano ogni linea di rifornimento: “Dal gelo artico alle giungle tropicali, la nostra capacità di adattarci dipenderà dalla capacità di produrre in loco ciò che ci serve.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’aspetto più dirompente, però, emerge a livello dottrinale. L’additive manufacturing consente a ogni unità di diventare <strong>una micro-fabbrica operativa</strong>, capace di rigenerare materiali, riparare mezzi o addirittura produrre munizioni. Questa evoluzione rafforza il concetto di <strong>“distributed lethality”</strong>, già sperimentato dalla US Navy, ma ora esteso alle forze terrestri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un nuovo modello di comando</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la sperimentazione di sistemi come <strong>Next Generation Command and Control (NGC2)</strong> e <strong>C2 Fix</strong>, la 25th ID punta a integrare i flussi informativi, la logistica digitale e la produzione in campo in un unico sistema decisionale. In prospettiva, ogni comandante tattico potrebbe monitorare in tempo reale i fabbisogni di parti e materiali, autorizzandone la produzione diretta senza passare da catene burocratiche centrali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":25761,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/1-1.jpg.pc-adaptive.1280.medium-1-1024x682.jpg\" alt=\"Droni stampati: come la stampa 3D ridefinisce la potenza logistica dell’Esercito - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-25761\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Droni stampati: come la stampa 3D ridefinisce la potenza logistica dell’Esercito - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>nuovo regolamento introdotto da Driscoll</strong> nel settembre 2025 va proprio in questa direzione: ai soldati viene concesso di riparare autonomamente componenti a basso rischio senza autorizzazioni superiori. “Non ho mai visto nessuno nei guai per aver aggiustato qualcosa,” ha detto ironicamente Mohan. “Dobbiamo cambiare modo di pensare.”<br>Questa autonomia comporta vantaggi enormi — rapidità, adattabilità, sopravvivenza logistica — ma anche <strong>rischi di proliferazione e perdita di controllo</strong>. Se ogni reparto è in grado di fabbricare parti letali o sensibili, il confine tra operazione autorizzata e iniziativa locale diventa sottile. In scenari complessi come l’INDOPACOM, dove la presenza di potenze rivali aumenta il rischio di escalation accidentale, il controllo di tali processi diventa una priorità strategica.<br>La convergenza tra <strong>innovazione industriale</strong> e <strong>autonomia tattica</strong> trasforma la guerra nel Pacifico in una competizione logistica e tecnologica. Stampare un drone o una valvola di pneumatico può sembrare un gesto minimo, ma rappresenta una nuova forma di deterrenza: la capacità di continuare a combattere anche isolati.<br>La stampa 3D diventa così non solo un mezzo di produzione, ma un <strong>simbolo di sovranità operativa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/9245315-1920x1280-1.webp","categoria":"Blog","tags":"Droni, innovazioneindustriale, stampa3d","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-30 22:35:46","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://breakingdefense.com/2025/10/dont-be-surprised-if-army-starts-3d-printing-its-own-parts-materiel-command-head/","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25739-droni-stampa-3d-potenza-logistica-esercito.mp4","galleria":""}
{"id":25756,"titolo":"“Difesa, la forza che unisce – insieme nel futuro”: un viaggio immersivo nel cuore della sicurezza del Paese","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Galleria Alberto Sordi</strong>, nel cuore di Roma, si trasforma in un anfiteatro di immagini, suoni e superfici interattive che accompagnano il visitatore dentro il lavoro — spesso silenzioso ma costante — della Difesa italiana. La mostra immersiva <strong>“Difesa, la forza che unisce – insieme nel futuro”</strong> è aperta gratuitamente tutti i giorni dalle 09.00 alle 21.00 fino a <strong>lunedì 4 novembre</strong> compreso, in concomitanza con le celebrazioni della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-percorso-che-avvolge\">Un percorso che avvolge</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è una semplice esposizione da osservare: è un racconto che si attraversa. Maxi-schermi e pareti “vive” restituiscono missioni in Italia e all’estero, la prontezza operativa in tempo reale, i mezzi che presidiano <strong>terra, mare e cielo</strong>, fino ai nuovi domini strategici: <strong>cyber</strong>, <strong>spazio</strong> e <strong>intelligenza artificiale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il percorso mette in dialogo tecnologie, dati e — soprattutto — capitale umano. Il visitatore scopre ruoli, procedure e competenze che sostengono ogni giorno la sicurezza del Paese, dall’emergenza civile alle operazioni oltre confine, con un linguaggio accessibile ma rigoroso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un pubblico trasversale che rispecchia il senso del titolo: una Difesa che non divide, ma unisce.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10737,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/foto-mostra-1.2025.10.29.09.17.30.636.jpg\" alt=\"“Difesa, la forza che unisce – insieme nel futuro”: un viaggio immersivo nel cuore della sicurezza del Paese\" class=\"wp-image-10737\" title=\"“Difesa, la forza che unisce – insieme nel futuro”: un viaggio immersivo nel cuore della sicurezza del Paese\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">“Difesa, la forza che unisce – insieme nel futuro”: un viaggio immersivo nel cuore della sicurezza del Paese - Copyright Ministero della Difesa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-visitarla\">Perché visitarla</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La mostra mostra come <strong>tecnologia, dati e professionalità</strong> lavorino insieme per una Difesa <strong>moderna, innovativa e cooperativa</strong>, vicina ai cittadini e proiettata nel futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Dove:</strong> Galleria Alberto Sordi, Roma (ingresso su via del Corso). Come arrivare <a href=\"https://maps.app.goo.gl/nMwCYhBZasAmi7FQ6\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">(Google Maps)</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Quando:</strong> tutti i giorni <strong>09:00–21:00</strong>, fino al <strong>4 novembre</strong> incluso.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Costo:</strong> <strong>ingresso gratuito</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Durata consigliata:</strong> 30–45 minuti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Accessibilità:</strong> percorso su un unico livello con ampi passaggi; personale a supporto in sala.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Per famiglie e scuole:</strong> contenuti adatti anche ai più giovani.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Come arrivare:</strong> metro A (Spagna/Barberini) + breve passeggiata su via del Corso; numerose linee bus su largo Chigi/piazza Venezia.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:html -->\n\n<!-- /wp:html -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“<strong>Difesa, la forza che unisce</strong>” è un invito a scoprire da vicino <strong>valori, impegno e competenze</strong> delle Forze Armate: <strong>custodi della sicurezza degli italiani</strong> – ieri, oggi e domani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/foto-mostra-2.2025.10.29.09.17.37.802.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"ForzeArmate, GalleriaAlbertoSordi, LaForzaCheUnisce","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-30 22:13:53","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/primopiano/difesa-la-forza-che-unisce-insieme-nel-futuro-un-viaggio-immersivo-nel-cuore-della-sicurezza-del-paese/82334.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25756-difesa-la-forza-che-unisce-insieme-nel-futuro-un-viaggio-immersivo-nel-cuore-della-sicurezza-del-paese.mp4","galleria":""}
{"id":25749,"titolo":"L’Esercito USA: additive manufacturing tra stampa 3D, autonomia digitale e guerra dei brevetti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Non sorprendetevi se cominceremo a produrre da soli i nostri pezzi,” ha dichiarato il tenente generale <strong>Christopher Mohan</strong>, vice comandante dell’Army Materiel Command. “Riconosco che la proprietà intellettuale appartiene all’industria, ma è colpa nostra se non l’abbiamo acquistata in origine: un errore da dilettanti.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nodo è infatti tecnologico e contrattuale. Gran parte dei sistemi d’arma — dai carri ai Black Hawk — incorpora componenti di terze parti di cui il Pentagono non possiede i <strong>dati tecnici</strong>. In caso di guasto o crisi di forniture, il ricorso a questi produttori può bloccare intere flotte. “Non possiamo vivere così,” ha aggiunto Mohan, “abbiamo bisogno di un modello in cui acquistiamo solo i diritti per il pezzo che ci serve stampare, non per l’intero sistema.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10715,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’Esercito USA: additive manufacturing tra stampa 3D, autonomia digitale e guerra dei brevetti\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/SRR-e1729532581703-2048x1154-1-1024x577-1.jpg\" alt=\"L’Esercito USA accelera sull’additive manufacturing: tra stampa 3D, autonomia digitale e guerra dei brevetti\" class=\"wp-image-10715\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Esercito USA accelera sull’additive manufacturing: tra stampa 3D, autonomia digitale e guerra dei brevetti</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, l’Army sta sperimentando veri e propri <strong>“sprint di stampa 3D”</strong>, con l’obiettivo di realizzare 60 parti in 60 giorni. Già oggi, grazie a una <strong>repository digitale containerizzata</strong>, i soldati possono collegarsi tramite rete tattica, scaricare file CAD approvati e <strong>stampare ricambi direttamente sul campo</strong>, come griglie di ventilazione o maniglie di portelli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa spinta trova il suo punto di convergenza con le esperienze sul terreno del <strong>25th Infantry Division</strong> alle Hawaii. Nel 2025, il team “Lightning Labs” ha sviluppato e costruito in house il drone FPV “Capstone”, integrando un sistema di detonazione creato con gli specialisti EOD. Il risultato? Un sistema autonomo, economico e immediatamente operativo — capace, come ha sottolineato il capitano David Velasquez, di “mettere effetti letali sul bersaglio, subito”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-verso-un-industria-distribuita\"><strong>Verso un’industria distribuita</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le due esperienze — quella industriale e quella tattica — convergono in una stessa direzione: l’<strong>autonomia digitale</strong> della forza armata. Il generale <strong>Dan Driscoll</strong>, segretario dell’Esercito, ha mostrato all’AUSA 2025 il risultato di questa strategia: una pinna esterna per un serbatoio del Black Hawk stampata in 43 giorni, <strong>300% più resistente e 78% più economica</strong> della versione commerciale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sfida ora è gestire un ecosistema industriale ibrido, in cui la <strong>proprietà intellettuale</strong> coesiste con la necessità operativa. Per l’industria, ciò significa ripensare i contratti in termini di <strong>“diritti parziali di produzione”</strong>; per la tecnologia, significa rafforzare la <strong>cyber security dei file di stampa</strong>, garantire <strong>validazioni meccaniche digitali</strong> e implementare sistemi di <strong>blockchain certificata</strong> per tracciare ogni singolo componente stampato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione\"><strong>Conclusione</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’additive manufacturing militare non è più un laboratorio ma un’infrastruttura strategica. Con la stampa 3D, l’Esercito USA punta a una logistica decentralizzata, resiliente e “sovrana” sul piano tecnologico. Il futuro del procurement non sarà più una catena lineare, ma una rete: distribuita, intelligente e sempre più autonoma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/FPV-e1752070541354-2048x1154-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"cyber, Drone, stampante","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-30 21:43:53","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://breakingdefense.com/2025/10/armys-new-3d-printed-fpv-drone-can-put-lethal-effects-on-target-right-now/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25749-lesercito-usa-additive-manufacturing-tra-stampa-3d-autonomia-digitale-e-guerra-dei-brevetti.mp4","galleria":""}
{"id":25740,"titolo":"“Steel Forge 1/2025”: il 183° Paracadutisti “Nembo” intensifica l’addestramento in scenario di guerra","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è conclusa nell’area addestrativa di Carpegna l’esercitazione “<strong>Steel Forge 1/2025</strong>”, due settimane di attività che hanno visto impegnati i Paracadutisti del <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\">183° Reggimento Paracadutisti “Nembo”</a></strong> in un intenso ciclo addestrativo a fuoco e tattico-operativo, dal livello individuale fino a squadra e plotone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10703,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/STEEL-FORGE-25i-00002.jpg\" alt=\"“Steel Forge 1/2025”: il 183° Paracadutisti “Nembo” intensifica l’addestramento in scenario di guerra\" class=\"wp-image-10703\" title=\"“Steel Forge 1/2025”: il 183° Paracadutisti “Nembo” intensifica l’addestramento in scenario di guerra\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tiro con armi di reparto - Copyright Esercito Italiano<br><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/ottobre/STEEL_FORGE_25/3.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-obiettivi-e-scenario\">Obiettivi e scenario</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione ha mirato a <strong>consolidare e incrementare le capacità operative</strong> delle unità, in linea con i principi di <strong>prontezza ed efficacia</strong> propri delle aviotruppe. La progressione ha sviluppato <strong>tecniche e procedure in uno scenario di guerra</strong>, simulando un contesto operativo complesso e dinamico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10706,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/STEEL-FORGE-25i-00005.jpg\" alt=\"“Steel Forge 1/2025”: il 183° Paracadutisti “Nembo” intensifica l’addestramento in scenario di guerra\" class=\"wp-image-10706\" title=\"“Steel Forge 1/2025”: il 183° Paracadutisti “Nembo” intensifica l’addestramento in scenario di guerra\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Squadra in attacco - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-attivita-svolte\">Le attività svolte</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Tiri a fuoco</strong> con armi individuali e di reparto, con prove progressive di coordinamento a livello squadra/plotone.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Metodo di Combattimento Militare (MCM)</strong> in <strong>ambiente boschivo</strong> e in <strong>condizioni di scarsa visibilità</strong>, per affinare consapevolezza situazionale, movimenti, ingaggi e autodisciplina al fuoco.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10707,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/STEEL-FORGE-25i-00006.jpg\" alt=\"“Steel Forge 1/2025”: il 183° Paracadutisti “Nembo” intensifica l’addestramento in scenario di guerra\" class=\"wp-image-10707\" title=\"“Steel Forge 1/2025”: il 183° Paracadutisti “Nembo” intensifica l’addestramento in scenario di guerra\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esercizi MCM  - Copyright Esercito Italiano<br><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/ottobre/STEEL_FORGE_25/7.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-focus-su-counter-ied-con-l-8-guastatori\">Focus su Counter-IED con l’8° Guastatori</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In <strong>sinergia con l’8° reggimento genio guastatori paracadutisti “Folgore”</strong>, i militari hanno testato e validato <strong>procedure di counter-IED</strong>, con esercitazioni dedicate a <strong>individuazione, riconoscimento e gestione</strong> della minaccia costituita da ordigni esplosivi improvvisati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10705,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/STEEL-FORGE-25i-00004.jpg\" alt=\"“Steel Forge 1/2025”: il 183° Paracadutisti “Nembo” intensifica l’addestramento in scenario di guerra\" class=\"wp-image-10705\" title=\"“Steel Forge 1/2025”: il 183° Paracadutisti “Nembo” intensifica l’addestramento in scenario di guerra\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Squadra in movimento - Copyright Esercito Italiano<br><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/ottobre/STEEL_FORGE_25/6.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-risultati-e-prontezza-operativa\">Risultati e prontezza operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con “Steel Forge 1/2025”, il <strong>183° “Nembo”</strong> ha <strong>rafforzato la preparazione</strong> dei propri paracadutisti, confermandosi <strong>unità pronta a rispondere con efficacia e determinazione</strong> a ogni esigenza operativa <strong>in Italia e all’estero</strong>. L’attività ha contribuito a <strong>incrementare le capacità in scenario di guerra</strong>, integrando tiro, tattiche, MCM e contrasto alla minaccia IED in un quadro addestrativo coerente e realistico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/STEEL-FORGE-25i-00001.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"183nembo, BrigataFolgore, SteelForge2025","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-30 21:23:55","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Esercitazioni,-il-%E2%80%9CNembo%E2%80%9D-alla-%E2%80%9CSteel-Forge-25%E2%80%9D.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25740-steel-forge-1-2025-il-183-paracadutisti-nembo-intensifica-laddestramento-in-scenario-di-guerra.mp4","galleria":""}
{"id":25728,"titolo":"Taglio netto: gli Usa si sfilano dall’Est Europa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli Stati Uniti hanno avviato ufficialmente la riduzione della loro presenza militare in Europa orientale. Il Pentagono ha comunicato che non sostituirà la rotazione di una brigata con base in Romania e con elementi dislocati in Bulgaria, Ungheria e Slovacchia. La decisione, arrivata direttamente dalla Casa Bianca, comporterà il ritiro di circa 800 militari dalle basi di Mihail Kogălniceanu, Deveselu e Câmpia-Turzi, lasciando circa un migliaio di soldati statunitensi ancora sul territorio romeno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Washington chiarisce che non si tratta di un “ritiro” ma di un «adeguamento della postura delle forze», sottolineando che l’impegno verso la NATO e l’articolo 5 resta intatto. Anche l’Alleanza atlantica ha ribadito che, nonostante questa rimodulazione, la presenza americana in Europa è oggi più consistente rispetto al periodo precedente al 2022.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":25731,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/ca-times.brightspotcdn-1024x697.jpeg\" alt=\"Taglio netto: gli Usa si sfilano dall’Est Europa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-25731\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Taglio netto: gli Usa si sfilano dall’Est Europa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli USA guardano altrove: la priorità è la Cina</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dietro la decisione si intravede la ridefinizione strategica della politica di difesa americana. Donald Trump, tornato alla Casa Bianca, prosegue una linea già tracciata da Obama e Biden: <strong>meno truppe stanziali in Europa e più attenzione al teatro dell’Indo-Pacifico</strong>, dove si gioca la sfida di lungo periodo con la Cina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La riduzione delle truppe in Europa orientale si inserisce in una strategia più ampia: trasferire parte dell’onere della sicurezza agli alleati europei e ridurre l’impegno diretto americano in conflitti e fronti “non vitali”. Anche il sostegno a Kiev si orienta verso un maggiore coinvolgimento finanziario e operativo dell’Unione europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Europa prende atto: “Dovremo difenderci da soli”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le reazioni in Europa sono caute ma consapevoli. Il ministro italiano della Difesa Guido Crosetto ha parlato di “realismo necessario”: «<strong>Il disimpegno americano non è iniziato oggi</strong>. Gli Stati Uniti pensano al confronto con la Cina, e l’Europa dovrà imparare a difendersi da sola. Ci vorranno dieci anni per costruire una vera capacità autonoma di difesa, ma il percorso è ormai irreversibile».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":25730,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/max1200wetf-1024x684.jpg\" alt=\"Taglio netto: gli Usa si sfilano dall’Est Europa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-25730\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Taglio netto: gli Usa si sfilano dall’Est Europa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalla Commissione europea è arrivato un messaggio simile: non sorpresa, ma determinazione a rafforzare il fianco orientale dell’Unione e i circa 3.000 chilometri di confine sotto osservazione. L’obiettivo è accelerare il percorso di riarmo e coordinamento comune, con l’impegno – già preso al vertice NATO di giugno – di portare la spesa militare fino al 5% del Pil entro il 2035.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’Europa, e per l’Italia in particolare, si apre così una nuova fase. <strong>Gli Stati Uniti non si ritirano, ma cambiano ruolo</strong>: da garanti assoluti della sicurezza a partner strategici che chiedono reciprocità. La protezione americana non è più automatica.<strong> L’Europa, se vuole contare, dovrà finalmente imparare a camminare da sola.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/max1200-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"defence, europe, romania, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-30 04:38:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://apnews.com/article/nato-eastern-flank-us-troops-drawdown-russia-40a1c731a866ce84d5c7721fe12c380e","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25728-taglio-netto-gli-usa-si-sfilano-dallest-europa.mp4","galleria":""}
{"id":25722,"titolo":"Quando i miliardari pagano i soldati: il caso del patriota Timothy Mellon","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli Stati Uniti ha fatto scalpore la notizia che <strong>Timothy Mellon</strong>, miliardario patriota ottantatreenne ed erede della storica dinastia finanziaria Mellon, abbia donato <strong>130 milioni di dollari al Dipartimento della Difesa</strong> per contribuire al pagamento degli stipendi dei militari durante lo shutdown del governo federale.<br>Un gesto che l’ex presidente Donald Trump ha definito “patriottico”, ma che solleva <strong>enormi interrogativi legali ed etici</strong>. In Italia, un’azione del genere non solo sarebbe impensabile, ma anche <strong>illegale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il “patriota” che finanzia il Pentagono</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto riportato dal <em>New York Times</em>, Mellon — noto per le sue cospicue donazioni ai repubblicani e alle campagne di Trump — avrebbe utilizzato una norma del Pentagono che consente di accettare donazioni “in generale” per fini istituzionali.<br>In questo caso, la condizione era che i fondi venissero destinati a coprire parte dei salari del personale militare, rimasto senza garanzie di pagamento a causa della paralisi del bilancio federale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tecnicamente, la donazione rappresenta appena <strong>50 dollari a militare</strong>, ma simbolicamente introduce una questione molto più ampia: <strong>può un privato supplire allo Stato nel garantire i servizi pubblici fondamentali, come la difesa nazionale?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli Stati Uniti, dove la cultura del mecenatismo privato è radicata, il confine tra filantropia e influenza politica è spesso sottile. Mellon, infatti, non è un benefattore disinteressato: è uno dei principali finanziatori del trumpismo, con oltre <strong>140 milioni di dollari versati ai super PAC repubblicani</strong> solo nel 2024.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17614,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/sold-4-1024x570.jpg\" alt=\"Anche gli USA dicono basta: il soldato non è un numero - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17614\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Quando i miliardari pagano i soldati: il caso del patriota Timothy Mellon</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">In Italia: una donazione simile sarebbe vietata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Italia, una simile “donazione patriottica” non sarebbe possibile.<br>Il <strong>principio costituzionale di indipendenza e imparzialità della pubblica amministrazione</strong> (art. 97 Cost.) vieta che attività statali, in particolare quelle legate alla <strong>sicurezza e alla difesa nazionale</strong>, dipendano da fondi privati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche dal punto di vista contabile, il <strong>Testo unico sulla contabilità di Stato</strong> (R.D. 2440/1923 e D.Lgs. 118/2011) e la <strong>Corte dei Conti</strong> impedirebbero l’accettazione di contributi vincolati che incidano sulla gestione delle spese pubbliche.<br>Inoltre, la <strong>legge sul finanziamento pubblico</strong> e le norme anticorruzione (L. 190/2012) vietano qualsiasi interferenza finanziaria che possa alterare la neutralità delle istituzioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In altre parole, se un miliardario italiano decidesse di “coprire” parte della paga dei Carabinieri o dell’Esercito, <strong>non verrebbe considerato un patriota, ma un pericoloso precedente di privatizzazione del potere pubblico</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il parallelo con i mecenati italiani</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Certo, anche in Italia esistono casi di <strong>mecenatismo</strong> privato: restauri di monumenti, sponsorizzazioni culturali, contributi a ospedali o università.<br>Pensiamo a <strong>Diego Della Valle</strong> che finanziò il restauro del Colosseo, o a <strong>Fendi</strong> che sostenne quello della Fontana di Trevi.  Ma questi interventi si collocano nell’ambito del <strong>patrimonio culturale</strong>, non della <strong>funzione sovrana dello Stato</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La differenza è sostanziale: un conto è finanziare un bene pubblico come simbolo di identità collettiva; un altro è sostituirsi allo Stato nel pagare i suoi funzionari armati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tra patriottismo e potere</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il caso Mellon apre un dibattito globale: quando la filantropia si trasforma in potere politico?<br>Negli Stati Uniti, dove la distinzione tra denaro e politica è sempre più sfumata, il gesto del miliardario viene letto da alcuni come <strong>atto di generosità</strong>, da altri come <strong>forma di influenza mascherata</strong>.<br>In Italia, dove la diffidenza verso la commistione pubblico-privato è più forte, il rischio sarebbe percepito come una <strong>minaccia diretta alla democrazia repubblicana</strong>. In fondo, come scriveva Norberto Bobbio, “la trasparenza del potere pubblico è la condizione minima della libertà civile”.<br>E quando un uomo solo — per quanto ricco o patriota — può “pagare lo Stato”, quella trasparenza si offusca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/1-1l.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, mellon, Pentagono, trump","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-29 22:14:40","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25722-miliardari-soldati-patriota-timothy-mellon.mp4","galleria":""}
{"id":25705,"titolo":"Franco Angioni, il generale che portò l’Italia in missione di pace","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>È scomparso a 92 anni Franco Angioni</strong> (Civitavecchia, 25 agosto 1933 – 28 ottobre 2025), generale e politico, simbolo di un’Italia militare che seppe coniugare disciplina, umanità e diplomazia. Figura amatissima, fu il primo comandante del contingente italiano in Libano all’inizio degli anni Ottanta: da quella missione nacque il modello d’intervento che avrebbe caratterizzato tutte le operazioni italiane di pace nel mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dalle aule della Nunziatella al comando della Folgore</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Figlio di un sottufficiale sardo, originario di Norbello (Oristano), Angioni cresce con il senso del dovere e l’amore per la divisa.<br>Entrò alla <strong>Scuola militare Nunziatella</strong> di Napoli nel 1949 e, dopo il percorso all’<strong>Accademia militare di Modena</strong>, divenne sottotenente dell’Esercito nel 1954.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fu tra gli ufficiali più preparati della sua generazione: frequentò la <strong>Scuola di Guerra italiana</strong> e quella canadese, e nel 1962 ottenne persino il <strong>brevetto Ranger</strong> dello U.S. Army, un riconoscimento rarissimo per un italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della carriera guidò reparti paracadutisti, tra cui il <strong>Battaglione Sabotatori Paracadutisti</strong>, poi divenuto <strong>Col Moschin</strong>, e fu vicecomandante della <a href=\"https://brigatafolgore.net/europa-lallarme-di-masiello-la-pace-e-una-parentesi-fra-due-guerre-video/\">Brigata Folgore</a>. Negli ambienti militari il suo nome era già sinonimo di carisma, competenza e capacità di comando.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Libano 1982: il volto umano della divisa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nome di Franco Angioni entra nella storia nel 1982, quando – col grado di colonnello – viene scelto per guidare il contingente italiano della <strong>Forza Multinazionale in Libano</strong>, durante una delle fasi più delicate della guerra civile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La missione ITALCON, partita come operazione ONU ma trasformata in un intervento nazionale dopo il veto dell’URSS, si trovò a operare in un contesto segnato da dolore, diffidenza e instabilità. Eppure, sotto la guida di Angioni, gli italiani riuscirono in un’impresa quasi impossibile: conquistare la fiducia della popolazione locale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il generale invitava i suoi uomini a leggere e capire la storia e la cultura del Libano. Non voleva soldati che “occupassero” ma uomini che “incontrassero”.<br>Fu lui a volere un <strong>ospedale da campo</strong> a Beirut, aperto a tutti i feriti, senza distinzioni di fazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":25708,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/Franco-Angioni.jpg\" alt=\"Franco Angioni, il generale che portò l’Italia in missione di pace - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-25708\" style=\"width:1000px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Franco Angioni, il generale che portò l’Italia in missione di pace - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Emblematica la storia del <strong>piccolo Mustafà Haoui</strong>, curato dai medici italiani e diventato la mascotte del contingente. Quel bambino, salvato dalla guerra, avrebbe poi trovato in Italia una nuova vita e un lavoro da tecnico di laboratorio a Roma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando la <strong>Folgore</strong> rientrò a Livorno nel febbraio 1984, la città accolse i paracadutisti come eroi. E con loro, Angioni divenne un volto familiare anche per l’opinione pubblica: un generale che sorrideva ai bambini, che parlava di pace e di dignità umana, non di vittorie militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":25711,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/ede-1024x538.jpg\" alt=\"Franco Angioni, il generale che portò l’Italia in missione di pace - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-25711\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Franco Angioni, il generale che portò l’Italia in missione di pace - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli anni ai vertici e il servizio allo Stato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo il Libano, la carriera di Angioni proseguì ai massimi livelli. Fu <strong>Capo del 3º Reparto dello Stato Maggiore dell’Esercito</strong>, poi comandante della <strong>Forza Mobile del Comando Alleato in Europa (NATO)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1989 divenne <strong>consigliere militare del presidente del Consiglio Ciriaco De Mita</strong>, quindi comandante del <strong>III Corpo d’Armata di Milano</strong>, presidente del <strong>Centro Alti Studi per la Difesa</strong> e, dal 1994 al 1996, <strong>Segretario generale della Difesa e Direttore nazionale degli armamenti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ufficiale di rara competenza, era stimato anche all’estero. Oriana Fallaci si ispirò a lui per il personaggio del “Condor” nel romanzo <em>Insciallah</em>, dedicato proprio alla missione italiana in Libano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Terminata la carriera militare nel 1996, Angioni non smise di servire lo Stato.<br>Nel 1997 venne nominato <strong>commissario straordinario del Governo</strong> per la missione italiana di supporto all’Albania dopo il collasso finanziario del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":25713,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/Immagine-2025-10-28-215517-1024x689.jpg\" alt=\"Franco Angioni, il generale che portò l’Italia in missione di pace - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-25713\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Franco Angioni, il generale che portò l’Italia in missione di pace - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2001 fu eletto <strong>deputato</strong> nel collegio di Roma–Monte Sacro, come indipendente nelle liste dei <strong>Democratici di Sinistra</strong>. In Parlamento, da <strong>segretario della Commissione Difesa</strong> e membro della <strong>delegazione NATO</strong>, portò la sua esperienza di campo e la sua visione etica della politica internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un’eredità morale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Franco Angioni ha incarnato un modo diverso di essere soldato: fermo ma empatico, patriottico ma mai retorico. Credeva che il compito delle forze armate non fosse soltanto combattere, ma “proteggere la vita, anche quella del nemico”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la sua scomparsa, l’Italia perde non solo un generale e un uomo delle istituzioni, ma uno dei protagonisti della costruzione di una nuova identità militare italiana: quella del <strong>soldato di pace</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le esequie di Aquila 1, Gen. C. A. Franco Angioni, si terranno venerdi 31, alle ore 11.30, presso la chiesa di S. Mattia, in via Renato Fucini 285 -Roma</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/totsw.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"angioni, esercitoitaliano, libano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-28 22:02:17","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25705-franco-angioni-generale-italia-missione-pace.mp4","galleria":""}
{"id":25700,"titolo":"Europa, l’allarme di Masiello: “La pace è una parentesi fra due guerre” - VIDEO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’apertura istituzionale della quarta edizione del convegno per il 500° della Battaglia di Pavia—con il <strong>Ministro della Difesa Guido Crosetto</strong>, rappresentanti del Governo e della NATO—ha lasciato presto spazio a una riflessione di fondo sulla sicurezza del continente. Se l’avvio ha messo a fuoco scenario internazionale e difesa comune, la seconda parte ha virato sul realismo: l’intervento del <strong>Generale C.A. Carmine Masiello</strong>, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, ha segnato il momento più concreto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-cambio-di-fase-per-l-europa\">Un cambio di fase per l’Europa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“<strong>Gli Stati Uniti non ci sono più</strong>.” La frase—spiegata subito dopo—non evoca un disimpegno totale, ma fotografa uno <strong>spostamento del baricentro</strong>: per Washington le priorità sono oggi l’emisfero occidentale e la competizione con la Cina. L’Europa non è più al centro dell’agenda USA come in passato. Da qui l’assunto: <strong><em>“La dipendenza dall’ombrello americano non è più sostenibile.”</em></strong> È un invito a ripensare ruolo, responsabilità e strumenti del Vecchio Continente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Masiello, l’eccezionale stabilità europea degli ultimi decenni non può essere data per scontata. <em>“<strong>La pace è una parentesi fra due guerre</strong>”</em>, ha ammonito, richiamando i fronti aperti dall’Ucraina al Medio Oriente. L’equilibrio internazionale è fragile: <strong>prepararsi</strong>—sul piano mentale, organizzativo, industriale—diventa parte stessa della deterrenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-guerra-cognitiva-tecnologia-e-ritorno-delle-capacita-pesanti\">Guerra cognitiva, tecnologia e ritorno delle capacità pesanti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il conflitto ucraino è il paradigma di un <strong>modo di combattere ibrido</strong>: convenzionale, tecnologico e cognitivo. Tornano artiglierie e mezzi corazzati che l’Europa aveva quasi rimosso; avanzano droni, cyber e intelligenza artificiale; ma soprattutto <strong>la mente umana entra a pieno titolo nel campo di battaglia</strong>, tra propaganda e disinformazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La critica più dura riguarda la <strong>postura europea</strong>: trent’anni di peacekeeping hanno affievolito le <strong>capacità pesanti</strong>—carri fermi, artiglieria marginalizzata, difesa contraerea trascurata. Non mancano solo i mezzi: <strong>manca la mentalità</strong>. La priorità, insiste Masiello, è <strong>una svolta culturale</strong>. <em>“Dobbiamo imparare ad anticipare, non solo a reagire… <strong>Sbagliare è importante</strong>: senza errore non c’è crescita, e senza crescita non c’è innovazione.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-dimensione-civile-difesa-come-responsabilita-collettiva\">La dimensione civile: difesa come responsabilità collettiva</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Allargando il focus oltre la sfera militare, Masiello richiama l’<strong>articolo 52 della Costituzione</strong>: <em>“La difesa è dovere di tutti i cittadini.” </em>Denuncia una fragilità culturale che guarda con diffidenza alla presenza delle Forze Armate nelle scuole e nel dibattito pubblico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo è chiaro: <strong>essere una forza compresa e sostenuta</strong>, non solo rispettata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il Capo di SME il vero “collo di bottiglia” è <strong>industriale</strong>. I <strong>tempi europei di produzione e approvvigionamento</strong> non sono compatibili con la <strong>velocità della minaccia</strong>. Serve un sistema decisionale <strong>più agile e integrato</strong>, capace di superare burocrazie e rivalità fra Paesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E qui la questione diventa apertamente politica: <strong>“La difesa comune è una scelta politica, non tecnica.”</strong> Le forze armate possono cooperare, ma la <strong>volontà di costruire una difesa europea</strong> spetta ai governi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“Possiamo diventare una potenza militare fra dieci anni</em> — avverte — <em>ma dobbiamo arrivarci <strong>pronti a gestire le crisi che possono esplodere prima</strong>.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-lezione-di-pavia\">La lezione di Pavia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il richiamo al <strong>quinto centenario</strong> non è folclore. A Pavia vinse chi <strong>capì per primo il salto tecnologico</strong>. Oggi—tra IA, spazio e cybersicurezza—la lezione è la stessa: <strong>chi non si adatta, perde</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Masiello chiude con un avvertimento che è insieme <strong>programma e responsabilità</strong>: l’Europa non può più permettersi il ruolo di spettatrice della propria sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>O <strong>costruisce autonomia strategica</strong>, oppure rischia, ancora una volta, di <strong>arrivare troppo tardi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:html -->\n\n<!-- /wp:html -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/2025-Carmine-Masiello-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"battagliadipavia, CapoDiSme, masiello","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-28 12:33:56","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.adnkronos.com/cronaca/siamo-gia-sotto-attacco-lallarme-di-masiello-e-le-prospettive-della-difesa-europea_594UjTCB08vDrLAylUpQu8","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25700-europa-lallarme-di-masiello-la-pace-e-una-parentesi-fra-due-guerre-video.mp4","galleria":""}
{"id":25692,"titolo":"Perché il decreto di Milei che fa entrare le forze speciali USA in Argentina rappresenta una svolta radicale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il <a href=\"https://www.boletinoficial.gob.ar/detalleAviso/primera/332077/20250930\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Decreto di Necessità e Urgenza <strong>697/2025</strong></a> il presidente Argentino <strong>Javier Milei</strong> ha autorizzato l’ingresso in Argentina di mezzi e personale delle Forze Armate degli <strong>Stati Uniti</strong> per l’esercitazione congiunta <strong>“Tridente”</strong>, aggirando il passaggio parlamentare che la Costituzione assegna al Congresso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è un tecnicismo: è una scelta che imprime una direzione strategica alla politica di difesa Argentina, proprio mentre Milei incassa il successo alle <strong>elezioni di metà mandato</strong> di ieri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-profilo-altamente-operativo-della-ex-tridente\">Il profilo (altamente) operativo della ex. Tridente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dispositivo è chiaro e dettagliato. La “Tridente” è calendarizzata <strong>dal 20 ottobre al 15 novembre 2025</strong> nelle basi navali di <strong>Mar del Plata, Ushuaia e Puerto Belgrano</strong>, con attività in mare e a terra su aree d’addestramento dedicate. Il cuore dell’operazione è l’interoperabilità navale e speciale: insieme alla <strong>Armada Argentina</strong> si addestrerà un nucleo fino a <strong>30 operatori della Naval Special Warfare</strong> statunitense — il comparto che comprende i <strong>Navy SEAL</strong> — per affinare inserzioni anfibie, ricognizione speciale, procedure di boarding e comando-controllo combinato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esposizione è altamente realistica: logistica austro-patagonica, meteo severo, lunghi tratti di costa fredda, scenari che obbligano a coniugare pianificazione, prontezza e uso accorto di sensori e piattaforme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10638,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Perché il decreto di Milei che fa entrare le forze speciali USA in Argentina rappresenta una svolta radicale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/argentina-fs.jpg\" alt=\"Perché il decreto di Milei che fa entrare le forze speciali USA in Argentina è una svolta (e non solo politica)\" class=\"wp-image-10638\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Operatore delle forze speciali argentine durante la competizione \"Fuerzas Comando 2025\" a El Salvador - Copyright Ministero della Difesa Argentina</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-nodo-costituzionale-perche-un-decreto-di-necessita-e-urgenza\">Il nodo costituzionale: perché un Decreto di Necessità e Urgenza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il governo sostiene che il progetto di autorizzazione all’ingresso di truppe straniere fosse stato <strong>inoltrato “tempestivamente” al Congresso</strong>, ma non ancora trattato. Da qui la scelta dello strumento eccezionale del <strong>DNU</strong>, giustificato con la “natura straordinaria” della situazione. Dal fronte opposto, giuristi e opposizioni denunciano lo <strong>scavalcamento del controllo parlamentare</strong> in una materia sensibile come la presenza militare straniera, riaccendendo un contenzioso istituzionale che va ben oltre l’esercitazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano militare, “Tridente” conta per tre ragioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Primo: <strong>capability building</strong> rapido. Per i reparti argentini (Comandos Anfibios e Buzos Tácticos) lavorare con NSW significa standard comuni, TTP condivise, gestione del rischio e capacità combinata su scenari marittimi complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo: <strong>segnale di posture</strong>. Inserire unità USA in training su tre hub chiave della Armada indica una volontà di allineamento operativo con Washington, che si proietta dal River Plate fino ai quadranti australi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Terzo: <strong>continuità politico-strategica</strong>. Il DNU arriva nel mezzo di un <strong>riavvicinamento bilaterale</strong> culminato nella <strong>visita alla Casa Bianca a metà ottobre</strong>, tassello diplomatico che incornicia l’esercitazione e la colloca dentro una relazione di sicurezza più strutturata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10639,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Perché il decreto di Milei che fa entrare le forze speciali USA in Argentina rappresenta una svolta radicale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/milei-trump.jpg\" alt=\"Perché il decreto di Milei che fa entrare le forze speciali USA in Argentina è una svolta (e non solo politica)\" class=\"wp-image-10639\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Javier Milei con Donald Trump a Washington DC nel febbraio del 2025 - Copyright Governo Argentino</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-picco-addestrativo-o-svolta-strutturale\">Picco addestrativo o svolta strutturale?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Resta il tema dei <strong>costi</strong> e della percezione pubblica. Le cifre riportate da testate locali parlano di un onere a carico dell’Argentina (ordine di grandezza: <strong>decine di milioni di pesos</strong>), mentre la narrazione governativa valorizza il “ritorno” in termini di know-how, pianificazione combinata e readiness delle forze, inclusa l’utilità duale per le <strong>operazioni umanitarie</strong>. La discussione, prevedibilmente, si polarizza: “cooperazione necessaria senza cessione di sovranità” per la Casa Rosada; “precedente pericoloso” per parte della società civile e dell’opposizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contesto politico spiega il timing. Dopo la giornata elettorale del <strong>26 ottobre</strong>, Milei si presenta oggi come <strong>vincitore delle midterm</strong>, con un risultato che amplia la sua capacità di manovra in Parlamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella pratica, ciò significa più spazio per consolidare la rotta atlantica della difesa e per normalizzare — anche a livello normativo — esercitazioni e cooperazione operativa con gli Stati Uniti. “Tridente”, dunque, non è un episodio isolato: è il primo banco di prova di una stagione di <strong>integrazione militare</strong> che porterà benefici tangibili solo se accompagnata da processi, budget, manutenzione e cicli addestrativi coerenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Altrimenti resterà un picco addestrativo senza sedimentazione dottrinale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10640,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Perché il decreto di Milei che fa entrare le forze speciali USA in Argentina rappresenta una svolta radicale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/1000w_q95.webp\" alt=\"Perché il decreto di Milei che fa entrare le forze speciali USA in Argentina è una svolta (e non solo politica)\" class=\"wp-image-10640\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Maggio 2024: un elicottero MH-60S della Marina USA nelle vicinanze di una nave militare Argentina durante l'esercitazione bilaterale Southern Seas 2024 - Copyright U.S. Army SOUTHCOM</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-lingua-dei-militari-il-conto-della-politica\">La lingua dei militari, il conto della politica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In definitiva, la novità non è che l’Argentina si addestri con gli USA — accade da decenni — ma <strong>come</strong> e <strong>quando</strong> lo fa oggi: per decreto presidenziale, su tre basi nevralgiche della Armada, con unità fra le più esperte del panorama SOF mondiale, e nel giorno in cui un presidente “fresco di vittoria” rivendica un mandato più robusto per riscrivere la postura del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È una scelta che parla la lingua dei militari (interoperabilità, prontezza, TTP), ma il cui impatto si misurerà nella politica: nelle aule del Congresso, nei bilanci della difesa e nelle prossime esercitazioni con bandiera congiunta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/milei-argentina-s-f.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"ArgentinaUSA, DecretoMilei, ForzeSpecialiUSA","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-27 23:13:56","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.eldebate.com/espana/defensa/mundo/20251013/inedito-decreto-milei-desplegar-fuerzas-especiales-eeuu-armada-argentina_342571.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25692-perche-il-decreto-di-milei-che-fa-entrare-le-forze-speciali-usa-in-argentina-rappresenta-una-svolta-radicale.mp4","galleria":""}
{"id":25656,"titolo":"Da Papa Francesco a Isabella Rauti: quando la condivisione di valori vale il titolo di “paracadutista ad honorem”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel mondo militare i simboli hanno peso solo se sorretti dai valori. Per questo il conferimento del <strong>brevetto di paracadutista “ad honorem”</strong> è rarissimo: non è un gadget cerimoniale, ma un riconoscimento a figure che incarnano <strong>coraggio</strong>, <strong>dovere</strong>, <strong>integrità</strong>, <strong>spirito di servizio</strong> — i cardini dell’etica <strong>Folgore</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’ultimo, in ordine cronologico, a ricevere tale conferimento, era stato <a href=\"https://brigatafolgore.net/papa-francesco-riceve-i-militari-di-strade-sicure-brevetto-da-paracadutista-ad-honorem-per-sua-santita/\"><strong>Papa Francesco</strong> nell’<strong>aprile 2024</strong></a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un gesto simbolico che l’allora <strong>comandante della Folgore</strong>, <strong>Gen. Massimiliano Mongillo</strong>, indicò come testimonianza, da parte di <strong>Papa Francesco</strong>, dei valori universali del <strong>coraggio</strong>, del <strong>dovere</strong>, dell’<strong>integrità</strong> e dello <strong>spirito di servizio</strong> — fondamenti dell’agire dei Paracadutisti della <strong>Brigata Folgore</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Venerdì</strong>, <a href=\"https://brigatafolgore.net/83-anniversario-el-alamein-ragazzi-della-folgore/\">durante la cerimonia per l’<strong>83º anniversario della battaglia di El Alamein</strong></a>, <strong>Isabella Rauti</strong> non se lo aspettava. È stato un fuori programma carico di emozione: quando il <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Esercito</strong>, <strong>Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</strong> — decano dei Paracadutisti e primo Paracadutista nella storia a ricoprire tale incarico — le ha posato sul capo il glorioso <strong>Basco Amaranto</strong> e le ha consegnato il <strong>diploma</strong> incorniciato, la <strong>Senatrice Rauti</strong> ha faticato a trattenere l’emozione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Isabella Rauti</strong> è ormai una presenza costante alla festa della <strong>Specialità dei Paracadutisti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche se, per fortuna, sono lontani i tempi in cui un <strong>Ministro della Difesa</strong> evitava di applaudire i nostri militari alla parata del 2 giugno, qui non è una questione di schieramento politico: quando la <strong>Senatrice </strong>parla ai Paracadutisti, lo fa con il cuore. Ne siamo certi: chi scrive l’ha ascoltata più volte, dal vivo e in più occasioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“<strong>I valori e i principi di fedeltà alla Patria degli Eroi di El Alamein sono memoria vitale e appartengono agli uomini e alle donne della Folgore e a tutti coloro che mettono l’Italia prima di tutto”</strong></em>, ha dichiarato la Rauti sul leggendario <strong>piazzale della caserma “Gamerra” di Pisa</strong>, di fronte a centinaia di Paracadutisti schierati, alle <strong>Bandiere di Guerra</strong> dei reparti e a migliaia di persone arrivate da tutta Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"L'Italia prima di tutto\"</em>. Appunto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi lo strumento militare italiano è affidato a una classe politica che lo valorizza e vi crede con convinzione: dal <strong>Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto</strong>, ai <strong>Sottosegretari Matteo Perego di Cremnago</strong> e <strong>Isabella Rauti</strong>. Persone competenti e preparate, dalle scelte coraggiose — come la nomina del <strong>Gen. Carmine Masiello</strong> a <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Esercito</strong>, che ha saputo rivoluzionare la Forza Armata con fare deciso, dalla testa ai piedi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Senza dimenticare la nomina del <strong>Gen. Luciano Portolano</strong> a <strong>Capo di Stato Maggiore della Difesa</strong>: un vero soldato tra i soldati, stimato anche a livello internazionale. Una scelta, <strong>anche questa</strong>, fuori dalla consuetudine che vorrebbe alla guida della Difesa chi abbia già comandato una Forza Armata: decisione non in linea con il passato - non accadeva da 15 anni con la nomina del Gen. Abrate - ma assunta nell’<strong>esclusivo interesse dell’Italia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il domani chiediamo <strong>continuità</strong>: al di là del colore politico, sarà imprescindibile che i futuri vertici del <strong>Dicastero della Difesa</strong> mantengano lo stesso livello di capacità e determinazione degli attuali: <strong>coraggio</strong>, <strong>senso del dovere</strong>, <strong>integrità</strong> e <strong>spirito di servizio</strong>, nell’interesse dell’Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quei <strong>valori</strong> che la <strong>Folgore</strong> incarna nel suo DNA da oltre otto decenni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/rauti-masiello.jpg","categoria":"Aviotruppe, Blog","tags":"folgore, ministerodelladifesa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-26 08:00:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25656-da-papa-francesco-a-isabella-rauti-quando-la-condivisione-di-valori-vale-il-titolo-di-paracadutista-ad-honorem.mp4","galleria":""}
{"id":25649,"titolo":"Cerimonia solenne a Trieste: la consegna della bandiera di combattimento a Nave Trieste","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Domenica <strong>26 ottobre 2025</strong>, i bacini <strong>San Giusto</strong> e <strong>San Giorgio</strong> del porto di Trieste saranno teatro di un momento di alto rilievo per la <strong>Marina Militare Italiana</strong>: la <strong>consegna della bandiera di combattimento</strong> a <strong>Nave Trieste</strong>, nuova unità d’assalto anfibio multiruolo della flotta nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nave Trieste: Unità d’Assalto Anfibio Multiruolo – Classe Landing Helicopter Dock (LHD)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rinnovamento in atto della flotta italiana genera importanti ricadute per la cantieristica nazionale e per l’economia locale, confermando il ruolo centrale della Marina Militare nel promuovere il benessere e la prosperità del <strong>Sistema Paese</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10554,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Cerimonia solenne a Trieste: la consegna della bandiera di combattimento a Nave Trieste\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-25-142731.jpg\" alt=\"Cerimonia solenne a Trieste: la consegna della bandiera di combattimento a Nave Trieste\" class=\"wp-image-10554\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cerimonia solenne a Trieste: la consegna della bandiera di combattimento a Nave Trieste</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto si inserisce <strong>Nave Trieste</strong>, una <strong>Unità d’assalto anfibio multiruolo (LHD – Landing Helicopter Dock)</strong>, la prima del suo genere realizzata interamente dalla cantieristica italiana. È un’eccellenza tecnologica che integra <strong>avanzate capacità di proiezione</strong>, <strong>operazioni anfibie</strong> e <strong>autonomia logistica prolungata</strong>, rappresentando un traguardo di grande valore strategico e industriale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con <strong>oltre 1000 posti letto</strong>, un <strong>ponte di volo di circa 230 metri</strong> e la capacità di trasportare e supportare un <strong>battaglione di 600 fucilieri</strong>, Nave Trieste è la <strong>più grande unità mai costruita per la Marina Militare dal secondo dopoguerra</strong>. Il <strong>ponte garage</strong> dispone di <strong>1.200 metri lineari</strong> per veicoli gommati e cingolati, civili e militari, consolidando la nave come <strong>piattaforma di supporto strategico e logistico</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie a un ampio <strong>bacino allagabile interno</strong>, Nave Trieste può operare come <strong>base mobile per operazioni di sbarco</strong>, proiettando forze anfibie anche oltre l’orizzonte e garantendo ampia flessibilità in contesti operativi complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’unità dipende organicamente e operativamente, per il tramite della <strong>Terza Divisione Navale (COMDINAV TRE)</strong>, dal <strong>Comando in Capo della Squadra Navale (CINCNAV)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10555,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Cerimonia solenne a Trieste: la consegna della bandiera di combattimento a Nave Trieste\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-25-142821.jpg\" alt=\"Cerimonia solenne a Trieste: la consegna della bandiera di combattimento a Nave Trieste\" class=\"wp-image-10555\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cerimonia solenne a Trieste: la consegna della bandiera di combattimento a Nave Trieste</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tecnologia, versatilità e capacità operative</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nave Trieste rappresenta il meglio della <strong>tecnologia navale italiana</strong>, integrando capacità di <strong>trasporto truppe</strong>, <strong>supporto logistico</strong>, <strong>operazioni aeree</strong>, <strong>coordinamento C4I</strong>, e <strong>assistenza sanitaria avanzata</strong>. È dotata di un <strong>ospedale di bordo</strong> con sale operatorie, radiologia, laboratori di analisi, servizio dentistico e una zona degenza per 27 ricoveri gravi, espandibile tramite moduli containerizzati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’unità può operare come <strong>Alternate Carrier Vessel</strong>, idonea a supportare la <strong>componente aerotattica di 5ª generazione basata su velivoli F-35B</strong>, potenziando così la capacità complessiva della Marina Militare nel dominio aereo-navale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nave Trieste è anche la <strong>nave ammiraglia dell’Amphibious Task Group (ATG)</strong>, che insieme al <strong>Carrier Strike Group (CSG)</strong> con ammiraglia Nave <em>Cavour</em> compone la <strong>Expeditionary Task Force (ETF)</strong> — la componente operativa della Squadra Navale italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10556,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Cerimonia solenne a Trieste: la consegna della bandiera di combattimento a Nave Trieste\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Immagine-2025-10-25-142900.jpg\" alt=\"Cerimonia solenne a Trieste: la consegna della bandiera di combattimento a Nave Trieste\" class=\"wp-image-10556\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cerimonia solenne a Trieste: la consegna della bandiera di combattimento a Nave Trieste</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una nave per la difesa e per la solidarietà</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Progettata per scenari di crisi e proiezione di forza, Nave Trieste può adattarsi a una varietà di missioni: dal <strong>supporto militare</strong> alla <strong>gestione di emergenze umanitarie</strong>. In collaborazione con la <strong>Protezione Civile</strong>, può fornire <strong>assistenza sanitaria, acqua potabile, energia elettrica</strong> e supporto logistico in caso di calamità naturali o crisi internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In qualità di <strong>Unità d’assalto anfibio</strong>, può ospitare gli staff di comando previsti dalla dottrina anfibia — <strong>Commander Amphibious Task Force (CATF)</strong> e <strong>Commander Landing Force (CLF)</strong> — conducendo operazioni nave-terra anche oltre le <strong>24 miglia dalla costa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con Nave Trieste, l’Italia rafforza la propria posizione tra le nazioni capaci di operare efficacemente in scenari anfibi complessi, garantendo <strong>flessibilità, rapidità di intervento e capacità di risposta globale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia del 26 ottobre 2025 a Trieste, oltre a essere un tributo alla tradizione marittima italiana, celebra anche l’ingegno, la dedizione e l’eccellenza industriale del Paese.<br>Nel silenzio solenne del porto, <strong>Nave Trieste riceverà la sua bandiera di combattimento</strong>, segno tangibile dell’unione tra <strong>onore militare e progresso tecnologico</strong> al servizio della Nazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-25-142928.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"bandieradicombattimento, marinamilitare, NaveTrieste, trieste","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-25 14:53:58","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.triesteallnews.it/2025/10/trieste-blindata-bacini-chiusi-per-la-cerimonia-di-nave-trieste/","difesanews":"1","video_art":"","galleria":""}
{"id":25643,"titolo":"L’Esercito USA verso una propria flotta di droni “loyal wingman”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Esercito statunitense potrebbe presto aprire la competizione per una nuova generazione di <strong>droni collaborativi destinati ad affiancare gli elicotteri d’attacco e da trasporto</strong>: i <em>loyal wingman</em> dell’Army. Un programma in fase embrionale, ma con obiettivi chiari: sviluppare una capacità autonoma di supporto aereo entro pochi anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Droni alleati per la superiorità tattica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la conferenza annuale dell’Association of the United States Army (AUSA), il Brigadier Generale <strong>Cain Baker</strong>, direttore dell’Army Aviation Future Capabilities Directorate, ha spiegato che il servizio “sta osservando attentamente i risultati della sperimentazione per sviluppare requisiti completi e potenzialmente fornire una capacità operativa nei prossimi due anni”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto si ispira ai programmi <em>Collaborative Combat Aircraft</em> (CCA) già avviati da <strong>Aeronautica, Marina e Marines</strong>, che puntano a impiegare droni di grandi dimensioni in grado di volare accanto ad aerei con pilota umano per missioni di attacco, ricognizione e guerra elettronica. L’Army, tradizionalmente orientato su piattaforme a rotore, aveva finora mantenuto un approccio più cauto. Ora però il comando aviazione considera l’impiego di droni collaborativi un fattore chiave per ampliare la “massa” operativa riducendo i rischi per gli equipaggi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Un concetto CCA permette di aumentare la potenza in campo riducendo il numero di aviatori da impiegare in missione”, ha spiegato Baker, sottolineando la collaborazione con i comandi statunitensi <strong>INDOPACOM</strong> ed <strong>EUCOM</strong> per modellare il requisito in base ai futuri scenari di combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dalle “launched effects” al loyal wingman</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Esercito ha già maturato esperienza con sistemi autonomi attraverso il programma <strong>Launched Effects</strong>, droni di piccole e medie dimensioni lanciabili in volo o da postazioni a terra, capaci di fornire intelligence, disturbo elettronico o fuoco di precisione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il <strong>Maggiore Generale Clair Gill</strong>, comandante dell’Army Aviation Center of Excellence, “le launched effects sono già, in un certo senso, dei CCA: sistemi che operano in modo collaborativo, anche autonomo, seguendo istruzioni o comandi da piattaforme aeree o da terra”. Tuttavia, Gill ha precisato che la visione del <em>loyal wingman</em> dell’Army potrebbe divergere da quella delle launched effects, privilegiando un ruolo più strategico e persistente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10548,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"L’Esercito USA verso una propria flotta di droni “loyal wingman”\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Boeing-concept.webp\" alt=\"L’Esercito USA verso una propria flotta di droni “loyal wingman”\" class=\"wp-image-10548\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Esercito USA verso una propria flotta di droni “loyal wingman”</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2024 il servizio ha commissionato uno studio per valutare le tecnologie disponibili nella <strong>classe UAV Group 4</strong>, la stessa del drone MQ-1C <em>Gray Eagle</em>, ma con capacità di <strong>decollo e atterraggio verticale (VTOL)</strong> o <strong>corto (STOL)</strong>. “Lo studio ci ha fornito un quadro chiaro dello stato dell’arte in termini di autonomia, raggio d’azione, velocità e carico utile”, ha commentato il Brigadier Generale <strong>David Phillips</strong>, responsabile del Program Executive Office for Aviation.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso un drone “rotary-wing” collaborativo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La peculiarità del progetto Army risiede nella necessità di integrare i droni con piattaforme a bassa quota come l’<strong>AH-64 Apache</strong> e il <strong>CH-47 Chinook</strong>, in ambienti notturni o complessi. “Un CCA legato a velivoli ad ala rotante richiede comportamenti e capacità completamente diversi rispetto a quelli che operano a 30.000 piedi”, ha osservato Baker. “Deve essere in grado di volare a 150 nodi, a 30 metri dal suolo, e cooperare in modo fluido con gli equipaggi umani.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per concretizzare la visione, l’Army inviterà l’industria a un <strong>evento di sperimentazione nel 2026</strong>, costruito sui risultati degli studi di PEO Aviation. Tra i protagonisti potenziali figurano <strong>Boeing</strong> e <strong>Sikorsky</strong>, entrambe già al lavoro su progetti affini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 14 ottobre Boeing ha presentato il concetto <strong>Collaborative Transformational Rotorcraft (CxR)</strong>, un tiltrotor autonomo pensato per accompagnare l’Apache in missioni d’attacco o supportare il Chinook nel trasporto logistico. Pochi giorni prima, <strong>Sikorsky</strong> aveva svelato la famiglia <strong>NOMAD</strong> di droni VTOL multiruolo e la versione <strong>autonoma dell’UH-60L Black Hawk</strong>, denominata <em>U-Hawk</em>, destinata alle operazioni di rifornimento e recupero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’ingresso dell’Army nel dominio dei <em>loyal wingman</em>, gli Stati Uniti si avviano a una convergenza interforze sulla guerra collaborativa autonoma: una rete di velivoli con o senza pilota capaci di condividere sensori, missioni e decisioni in tempo reale. Una rivoluzione che, secondo Baker, “non è più fantascienza, ma una necessità per garantire sopravvivenza e superiorità nei conflitti futuri”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/Boeing-concept-copy-1.webp","categoria":"Internazionali","tags":"Army, AUSA2025, autonomoussystems, Boeing, CCA, FutureVerticalLift, GrayEagle, loyalwingman, rotarywing, Sikorsky","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-25 12:03:59","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.boeing.com/features/2025/10/--inside-boeing-s-just-unveiled-autonomous-tiltrotor-concept","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25643-lesercito-usa-verso-flotta-droni-loyal-wingman.mp4","galleria":""}
{"id":25616,"titolo":"83° anniversario di El Alamein per i Ragazzi della Folgore","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presso il <a href=\"https://brigatafolgore.net/centro-addestramento-di-paracadutismo/\">Centro Addestramento Paracadutisti (CAPAR)</a> di Pisa si è svolta oggi la cerimonia per l’<strong>83° anniversario della battaglia di El Alamein</strong>, una delle pagine più leggendarie della storia militare italiana.<br>Alla commemorazione hanno preso parte il <strong>Sottosegretario di Stato alla Difesa</strong>, <strong>Senatrice Isabella Rauti</strong>, il <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Esercito</strong>, <strong>Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</strong>, e numerose <strong>Autorità civili e militari</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10515,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/7-Un-momento-della-cerimonia.jpeg\" alt=\"83° anniversario della battaglia di El Alamein: i Ragazzi della Folgore\" class=\"wp-image-10515\" title=\"83° anniversario di El Alamein per i Ragazzi della Folgore\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">83° anniversario della battaglia di El Alamein: i Ragazzi della Folgore</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":1} -->\n<h1 class=\"wp-block-heading\">L’eroismo della Folgore a El Alamein</h1>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell’ottobre 1942, i <strong>paracadutisti italiani della Divisione “Folgore”</strong>, affiancati dalle Divisioni <strong>“Ariete”, “Littorio”, “Pavia”, “Brescia”, “Bologna”, “Trento” e “Trieste”</strong>, resistettero per giorni agli assalti delle forze britanniche lungo un fronte di 15 chilometri. In netta inferiorità numerica e con risorse limitate, i soldati italiani inflissero gravi perdite al nemico, tanto che, alla resa, fu loro tributato l’<strong>onore delle armi</strong>.<br>La battaglia costò alla Folgore oltre <strong>1.100 tra caduti, feriti e dispersi</strong>, ma consacrò la Divisione al mito, simbolo di coraggio e di fedeltà al dovere.<br>Le parole del <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\">Tenente Colonnello Alberto Bechi Luserna</a>, Medaglia d’Oro al Valor Militare, restano scolpite nella memoria collettiva:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Fra sabbie non più deserte sono qui di presidio per l’eternità i ragazzi della Folgore, fior fiore di un popolo e di un esercito in armi. Caduti per un’idea, senza rimpianti, onorati dal ricordo dello stesso nemico.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10516,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/1-Afflusso-delle-Bandiere-di-Guerra.jpeg\" alt=\"83° anniversario della battaglia di El Alamein: i Ragazzi della Folgore\" class=\"wp-image-10516\" title=\"83° anniversario di El Alamein per i Ragazzi della Folgore\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Afflusso delle Bandiere di Guerra</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La cerimonia al CAPAR</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piazzale del Centro Addestramento Paracadutisti erano schierate le <strong>unità della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Brigata “Folgore”</a></strong>, insieme alle rappresentanze della <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/132a-brigata-corazzata-ariete-carri-ariete-combattono/\">Brigata “Ariete”</a></strong> — unica Grande Unità ancora in vita tra quelle che combatterono accanto alla Folgore —, del <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/1o-reggimento-carabinieri-paracadutisti-tuscania/\">1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”</a></strong>, del <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\">Comando Forze Speciali dell’Esercito (COMFOSE)</a></strong> e della <strong>46ª Brigata Aerea di Pisa</strong>, presente con la propria Bandiera di Guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la cerimonia, la <strong>Senatrice Rauti</strong> è stata <strong>nominata paracadutista ad honorem</strong>. Rivolgendosi ai soldati schierati, ha affermato con emozione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“In tutti i Paracadutisti che incontro colgo sempre lo stesso sguardo: occhi fieri, di soldati orgogliosi del loro lavoro e consapevoli del proprio ruolo. L’Italia ha bisogno della vostra prontezza, della vostra professionalità, dei vostri cuori d’acciaio all’erta, della vostra azione fulminea e precisa anche nelle situazioni più estreme.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":25680,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/rauti-gamerra.jpg\" alt=\"83° anniversario di El Alamein per i Ragazzi della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-25680\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Intervento del Sottosegretario di Stato alla Difesa Senatrice Isabella Rauti<br><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/ottobre/el_alamein/7_Un%20momento%20della%20cerimonia.jpeg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il messaggio del Generale Masiello</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, il <a href=\"https://difesanews.com/masiello-esercito-tecnologico-operativo-amato/\">Generale Masiello</a>, decano della specialità paracadutisti, ha richiamato il significato profondo di questa ricorrenza:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“El Alamein non è solo un anniversario, ma un’eredità viva che orienta le nostre scelte e le nostre azioni. È il filo che unisce le generazioni dei paracadutisti italiani, il sigillo del Noi sull’Io. Cambiare non è un’opzione, è un dovere morale e operativo: dobbiamo prepararci alla peggiore delle eventualità, sperando che non arrivi mai. Il futuro appartiene a chi trasforma la memoria in forza e l’onore in azione.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con queste parole, il Capo di SME ha sottolineato come la tradizione della Folgore non sia semplice memoria storica, ma <strong>fonte di ispirazione e coesione</strong> per i soldati di oggi, chiamati a essere pronti ad affrontare le sfide di un mondo in rapida trasformazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":25679,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/5-Intervento-del-Capo-di-Stato-Maggiore-dellEsercito-1024x682.jpeg\" alt=\"83° anniversario di El Alamein per i Ragazzi della Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-25679\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Intervento del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Gen. C.A. Carmine Masiello<br><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/ottobre/el_alamein/6_Intervento%20del%20Sottosegretario%20di%20Stato%20alla%20Difesa.jpeg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tradizione, memoria e servizio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei giorni precedenti la cerimonia, nella <strong>zona lancio di Altopascio</strong>, si è svolto il <strong>tradizionale aviolancio delle Bandiere di Guerra</strong> di tutti i Reparti della Folgore, del COMFOSE e del “Tuscania”, insieme al medagliere dell’<strong>Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia (AnPdI)</strong> — un gesto simbolico di continuità tra passato e presente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, nel mese di ottobre, tutti i Reparti della Folgore in Toscana, Lazio e Veneto hanno partecipato a <strong>donazioni di sangue</strong> organizzate in memoria dei caduti di El Alamein, a testimonianza dello spirito di solidarietà che da sempre caratterizza la grande famiglia dei paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Brigata paracadutisti “Folgore”</strong>, oggi come allora, rappresenta uno degli strumenti più flessibili e prontamente impiegabili dell’<strong>Esercito Italiano</strong>, capace di intervenire con rapidità in ogni scenario operativo, in Patria e all’estero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il grido “<strong>Folgore!</strong>” continua a risuonare come promessa di coraggio, dedizione e amore per la Patria — la stessa che animò gli eroi tra le sabbie di El Alamein.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10518,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/10-M.O.V.M.-Ten.Col_.-Gianfranco-Paglia.jpeg\" alt=\"83° anniversario della battaglia di El Alamein: i Ragazzi della Folgore\" class=\"wp-image-10518\" title=\"83° anniversario di El Alamein per i Ragazzi della Folgore\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Comandante della Folgore, Gen. di B. Federico Bernacca, con la M.O.V.M. Ten. Col. Gianfranco Paglia<br><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/ottobre/el_alamein/11_aviolancio%20delle%20Bandiere%20di%20Guerra%20di%20tutti%20i%20Reparti%20della%20_Folgore....jpeg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/2-Reparti-schierati.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"capar, comfose, Commemorazione, ElAlamein, esercito, folgore, masiello, Onore, paracadutisti, Tradizione, tuscania","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-24 16:13:58","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/el_alamein_2025.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25616-83-anniversario-el-alamein-ragazzi-della-folgore.mp4","galleria":""}
{"id":25609,"titolo":"Cambio al comando del 185° RRAO “Folgore”: il Colonnello Di Marzio subentra al Colonnello Margutti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presso la Caserma “Pisacane” di Livorno si è svolta oggi la <strong>cerimonia di avvicendamento al comando</strong> del <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\">185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi “Folgore” (RRAO)</a>, nel corso della quale il Colonnello Marco Margutti ha ceduto il comando al <strong>Colonnello Alessio Di Marzio</strong>. Alla cerimonia hanno preso parte il <strong>Generale di Brigata Carmine Vizzuso</strong>, Comandante della Brigata Paracadutisti “Folgore”, e l’<strong>Onorevole Paola Chiesa</strong>, insieme a numerose <strong>autorità militari e civili.</strong> Lo schieramento del Reggimento e la presenza del personale in uniforme hanno reso solenne il momento, sottolineando il forte <strong>spirito di corpo e l’orgoglio d’appartenenza</strong> che caratterizzano gli uomini e le donne del 185°. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l’evento è stato ricordato con profonda commozione il <strong>Sergente Maggiore Aiutante Vincenzo Ajello</strong>, nel primo anniversario della sua scomparsa avvenuta in addestramento. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’omaggio al militare caduto ha rappresentato un momento di intensa partecipazione emotiva e di unità del Reggimento, a testimonianza dei valori di coesione, coraggio e fratellanza che ispirano ogni attività del reparto. Nel corso della cerimonia sono stati <strong>consegnati i brevetti a dieci nuovi “Acquisitori Obiettivi”</strong>, simbolo della <strong>c</strong>ontinuità della tradizione formativa e dell’eccellenza operativa che contraddistinguono l’unità. Sono stati inoltre conferiti brevetti ad honorem al Generale di Brigata Luigi Lupini, al Generale di Brigata Raffaele Iubini e al Colonnello Stefano Iubini, in riconoscimento del contributo prestato negli anni alla crescita e all’identità storica del Reggimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il passaggio di consegne tra il Colonnello Margutti e il Colonnello Di Marzio ha assunto un valore simbolico e morale di particolare rilievo: non solo la prosecuzione di un percorso di comando, ma la conferma di un’eredità di valori, professionalità e dedizione che fanno del 185° RRAO una delle eccellenze delle Forze Armate Italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il 185° RRAO: eccellenza operativa e specializzazione d’élite</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi “Folgore” costituisce una realtà di punta dell’Esercito Italiano. Reparto d’élite con sede a Livorno, è specializzato nella ricognizione avanzata, nell’acquisizione di obiettivi e nel controllo terminale del fuoco (JTAC), con la capacità di operare in contesti complessi e ad alto rischio, sia in ambito nazionale che internazionale. L’unità, parte integrante del comparto delle Forze Speciali dell’Esercito, si distingue per autonomia decisionale, versatilità e integrazione interforze. Il Reggimento ha saputo evolversi negli anni, passando da struttura di artiglieria paracadutista a strumento moderno di acquisizione e sorveglianza strategica, in grado di operare dietro le linee nemiche, individuare obiettivi ad alta priorità e guidare il fuoco di precisione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10484,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/falena-i-2025-00007-1000x668-1-1024x684-1.jpg\" alt=\"Cambio al comando del 185° RRAO “Folgore”: il Colonnello Di Marzio subentra al Colonnello Margutti\" class=\"wp-image-10484\" title=\"Cambio al comando del 185° RRAO “Folgore”: il Colonnello Di Marzio subentra al Colonnello Margutti\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">JTAC -JOINT TERMINAL ATTACK CONTROLLER</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’introduzione di sistemi tecnologici avanzati, droni e sensori di nuova generazione ha ulteriormente rafforzato la capacità del reparto di agire in sinergia con le altre componenti delle Forze Armate. Il Colonnello Margutti lascia un’unità fortemente coesa e addestrata, mentre il Colonnello Di Marzio assume la guida con l’obiettivo di consolidare l’eccellenza operativa e proiettare il Reggimento verso nuove sfide.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le priorità della nuova guida</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’assunzione del comando da parte del Colonnello Alessio Di Marzio, il 185° RRAO si prepara ad affrontare una fase di ulteriore consolidamento e sviluppo. Le principali linee d’azione riguarderanno: mantenimento dell’eccellenza operativa, assicurando la massima prontezza e flessibilità nelle missioni nazionali e internazionali; formazione e selezione del personale, con l’obiettivo di garantire standard addestrativi elevati e aggiornamento continuo degli operatori; innovazione tecnologica e interoperabilità, con l’integrazione di sistemi ISR, droni e piattaforme digitali per l’acquisizione e il controllo di obiettivi in ambienti complessi; valorizzazione delle risorse umane, ponendo attenzione al benessere del personale e delle famiglie, elementi fondamentali per la coesione del reparto; custodia della tradizione e visione del futuro, per mantenere vivo il legame con la storia della “Folgore” e, al contempo, rafforzare la capacità di risposta ai nuovi scenari operativi. Il Colonnello Di Marzio ha espresso il proprio orgoglio e senso di responsabilità nell’assumere il comando di un reparto così prestigioso, sottolineando l’importanza di onorarne la storia e di proiettare le sue capacità verso le sfide future.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10486,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/44-ALATI-1024x683-1-1024x683-1.jpg\" alt=\"Cambio al comando del 185° RRAO “Folgore”: il Colonnello Di Marzio subentra al Colonnello Margutti\" class=\"wp-image-10486\" title=\"Cambio al comando del 185° RRAO “Folgore”: il Colonnello Di Marzio subentra al Colonnello Margutti\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">185° RRAO “Folgore” in addestramento</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cambio di comando al 185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi “Folgore” rappresenta un momento di continuità e rinnovamento, in cui tradizione e innovazione si fondono nel comune impegno per la sicurezza nazionale e la difesa degli interessi del Paese. La cerimonia ha confermato la solidità, la professionalità e il senso di appartenenza che fanno del 185° RRAO una delle eccellenze assolute dell’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/569109318-1351779303017610-5963628386805240171-n-1.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"185rrao, esercitoitaliano, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-24 10:54:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"","galleria":""}
{"id":25583,"titolo":"23 ottobre 1942, ore 21:40: l’ultimo atto della Battaglia di El Alamein è cominciato. Domani a Pisa l'83º anniversario","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>23 ottobre 1942, alle 21:40</strong>, in una notte di luna piena, 1.000 cannoni delle forze imperiali britanniche aprono il fuoco simultaneamente sulle postazioni italo-tedesche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il bagliore delle armi si diffonde nel cielo inondato di luce.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’ultimo atto della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Battaglia di El Alamein</a> è cominciato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>I giovani Paracadutisti italiani della Divisione Folgore, con il loro coraggio indomito, stanno per varcare la soglia della leggenda.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Domani a Pisa l'83º Anniversario</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Domani la comunità dei Paracadutisti si ritrova a Pisa per commemorare l’epopea di El Alamein, battaglia che dal <strong>23 ottobre al 5 novembre 1942</strong> vide la Folgore entrare nella Storia con l’indomito coraggio che ancora oggi ispira generazioni di soldati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia ufficiale per l’<strong>83º anniversario</strong> si terrà <strong>venerdì 24 ottobre 2025</strong> presso il <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/centro-addestramento-di-paracadutismo/\">Centro Addestramento Paracadutismo (CAPAR)</a></strong> di Pisa, nella storica <strong>Caserma “Gamerra”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Programma della mattinata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>08:45</strong> – Apertura dei varchi di accesso alla caserma e accoglienza partecipanti</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>A seguire</strong> – Afflusso in area cerimonia; schieramento Reparti e Gonfaloni</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>11:00</strong> – Inizio cerimonia</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>A seguire</strong> – Interventi delle autorità civili e militari</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Informazioni utili</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Luogo:</strong> Caserma “Gamerra”, Via di Gello 138, Pisa</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Accesso pubblico:</strong> dalle <strong>08:45</strong>; si consiglia di arrivare con anticipo per i controlli di sicurezza.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Parcheggi:</strong> si consiglia di utilizzare le aree esterne alla caserma e prevedere un breve tratto a piedi fino ai varchi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Museo:</strong> dopo la cerimonia sarà possibile visitare il <strong>Museo Storico delle Aviotruppe</strong>, all’interno della caserma, per ripercorrere la storia della specialità dei Paracadutisti dalla Scuola di Tarquinia a oggi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Invito alla partecipazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Paracadutisti di ogni epoca, famiglie, associazioni e cittadini: <strong>l’appuntamento è a Pisa</strong> per onorare chi ha dato TUTTO in nome dell’Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La memoria di El Alamein vive nel nostro impegno quotidiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Folgore!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/folgore-alamein-2025.jpg","categoria":"Aviotruppe, Blog","tags":"AnniversarioElAlamein, BrigataParacadutistiFolgore, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-23 12:44:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25583-23-ottobre-1942-ore-2140-lultimo-atto-della-battaglia-di-el-alamein-e-cominciato-domani-a-pisa-l83o-anniversario.mp4","galleria":""}
{"id":25576,"titolo":"La Folgore lancia le bandiere di Guerra. Presente al lancio anche l'ANPDI con il Medagliere Nazionale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Altopascio (LU), 21 ottobre</strong> — Nel quadro delle celebrazioni per l’anniversario della Battaglia di El Alamein, sulla Zona di Lancio “NELLA” si è svolto il tradizionale lancio delle Bandiere di Guerra della Brigata Paracadutisti Folgore. A guidare l’uscita dall’aeromobile, come<strong> “Aquila 1”,</strong> il Comandante della Brigata, Gen. B. <strong>Federico Bernacca</strong>, primo alla porta del C-130 che, come da consuetudine, ha imbarcato anche i comandanti di tutti i reparti della Grande Unità e le Bandiere del <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">comparto Forze Speciali dell’Esercito</a> e dei <a href=\"https://brigatafolgore.net/1o-reggimento-carabinieri-paracadutisti-tuscania/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Carabinieri Paracadutisti</a>. A bordo anche il <strong>Medagliere nazionale dell’ANPDI</strong> con proprio personale non militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come riporta il sito Ufficiale dell'<a href=\"https://assopar.it/2025/10/22/il-medagliere-nazionale-dellanpdi-al-lancio-assieme-alle-bandiere-di-guerra-della-folgore/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia (ANPDI)</a>, la giornata è stata segnata da <strong>meteo estremamente variabile</strong>, con il timore di un “spianto” fino a un’ora prima del decollo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Timore rientrato: i paracadutisti hanno effettuato <strong>serie di passaggi da 12</strong> senza alcun problema.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quel rumoroso silenzio segno di un patto antico tra Uomini e Bandiere</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A terra, recuperati i paracadute e ricomposti i <strong>Gruppi Bandiera</strong>, i Vessilli delle unità — seguiti dal Medagliere ANPDI — hanno sfilato fino all’inizio della Z.L.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui <strong>Aquila 1</strong> ha pronunciato <strong>brevi parole, solenni</strong>, a rinnovare il voto di fedeltà alle Bandiere di Guerra, presidio materiale dell’onore dei reparti. È seguito un <strong>silenzio assoluto</strong>, senza annunci o applausi, mentre il C-130 proseguiva i passaggi e il cielo di Altopascio si punteggiava di <strong>verdi calotte</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Benedizione delle Bandiere</strong> e del Medagliere, impartita dai <strong>Cappellani della Folgore</strong>, ha chiuso la cerimonia in un clima di intensa commozione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’ANPDI in prima linea con il Medagliere</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’ANPDI ha potuto finalmente <strong>scortare al lancio il proprio Medagliere nazionale</strong> con <strong>un socio ordinario come alfiere</strong>, <strong>Alberto Benatti</strong> (Sezione di Mantova), e <strong>un socio aggregato</strong>, <strong>Nicola Trusiani</strong> (Direttore del Centro Sportivo ANPDI, Sezione di Roma). All’atterraggio, i due sono stati accolti dal <strong>Presidente nazionale ANPDI, Gen. C.A. Marco Bertolini</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il giorno precedente, al CAPAR</strong>, si è svolta <strong>un’intensa sessione addestrativa</strong> per il <strong>personale ANPDI</strong>, con impiego di <strong>tutte le strutture</strong> (carrello, palco comportamento, torre, falsa carlinga): un ripasso tanto impegnativo quanto entusiasmante, che ha permesso di affrontare il lancio <strong>senza alcun inconveniente</strong> e ha confermato, ancora una volta, la <strong>professionalità e la dedizione</strong> del <strong>personale del CAPAR</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partecipazione ha un forte valore simbolico: <strong>dal 2020</strong> il Medagliere era affidato al lancio a <strong>soci in servizio nelle aviotruppe</strong>, militari effettivi, soluzione che ha permesso di <strong>preservare il rituale</strong> anche nei momenti più complessi. Il <strong>ritorno di soci non militari</strong> è un ulteriore segnale di normalizzazione, che si aggiunge ad altri indicatori positivi — compresi gli esiti sanciti dalla <strong>sentenza del Consiglio di Stato</strong> — verso la risoluzione delle criticità affrontate in questi anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Associazione ha rivolto nella propria pagina ufficiale (<a href=\"https://www.assopar.it/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">www.assopar.it</a>) un <strong>sentito ringraziamento allo Stato Maggiore dell’Esercito e alla Brigata Paracadutisti “Folgore”</strong> per l’opportunità offerta: un <strong>piccolo passo</strong> che potrà favorire <strong>nuove occasioni</strong> in futuro, nel solco di <strong>otto decenni di tradizione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/Schieramento-in-ZL-1-1296x700-1.jpeg","categoria":"Aviotruppe","tags":"AnniversarioElAlamein, anpdi, folgore, lanciobandiere","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-23 12:14:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://assopar.it/2025/10/22/il-medagliere-nazionale-dellanpdi-al-lancio-assieme-alle-bandiere-di-guerra-della-folgore/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25576-la-folgore-lancia-le-bandiere-di-guerra-presente-al-lancio-anche-lanpdi-con-il-medagliere-nazionale.mp4","galleria":""}
{"id":25567,"titolo":"Trump cambia i generali: la nuova guerra dentro il Pentagono","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’ammiraglio <strong>Alvin Holsey</strong>, comandante del <em>Southern Command</em> con giurisdizione su America Centrale, Sud America e Caraibi, ha annunciato le dimissioni a fine anno, meno di dodici mesi dopo la nomina. La decisione arriva durante l’escalation delle operazioni contro il narcotraffico nel Mar dei Caraibi, ordinate dall’amministrazione Trump.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10412,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Trump cambia i generali: la nuova guerra dentro il Pentagono\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/holseyxx.jpg\" alt=\"Trump cambia i generali: la nuova guerra dentro il Pentagono\" class=\"wp-image-10412\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Trump cambia i generali: la nuova guerra dentro il Pentagono</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo fonti del Pentagono, Holsey avrebbe espresso dubbi sulla <strong>legalità delle missioni</strong> che dal settembre scorso hanno colpito imbarcazioni venezuelane, uccidendo 27 persone. Le operazioni sarebbero state gestite direttamente dalla Casa Bianca, aggirando la catena di comando. “Un segnale allarmante di instabilità”, ha commentato il senatore <strong>Jack Reed</strong>, presidente democratico della Commissione Forze Armate del Senato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6021,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Trump cambia i generali: la nuova guerra dentro il Pentagono\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/pentagon-creative-commons.jpg\" alt=\"Trump: rinominare il Dipartimento della Difesa in “Dipartimento della Guerra”\" class=\"wp-image-6021\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Trump: rinominare il Dipartimento della Difesa in “Dipartimento della Guerra”</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le dimissioni di Holsey si inseriscono in un ricambio senza precedenti: <strong>oltre una dozzina di generali e ammiragli</strong> sono stati licenziati o si sono dimessi da gennaio 2025. Tra loro il generale <strong>Charles Q. Brown Jr.</strong>, l’ammiraglio <strong>Lisa Franchetti</strong> e la viceammiraglio <strong>Shoshana Chatfield</strong>. Molti degli ufficiali rimossi sono donne o appartenenti a minoranze, mentre il segretario alla Difesa <strong>Pete Hegseth</strong> ha avviato una trasformazione radicale: abolizione dei programmi di diversità, ritorno agli “<a href=\"https://brigatafolgore.net/trump-e-hegseth-annunciano-la-fine-del-politicamente-corretto-nelle-forze-armate-usa-standard-fisici-neutri-per-genere-al-livello-maschile/\">standard fisici maschili</a>” e tagli del <a href=\"https://brigatafolgore.net/il-segretario-alla-difesa-hegseth-scuote-il-pentagono-via-il-20-di-generali-e-ammiragli/\">20% ai generali a quattro stelle</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Cinque ex segretari alla Difesa, da <strong>Perry</strong> a <strong>Mattis</strong>, hanno scritto al Congresso denunciando la politicizzazione delle Forze Armate. Il rischio, sottolineano gli analisti, è che il Pentagono perda il suo ruolo di <strong>freno istituzionale</strong> nelle decisioni di politica estera, sostituito da una leadership selezionata per lealtà politica più che per competenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9171,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Trump cambia i generali: la nuova guerra dentro il Pentagono\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/trump-hegseth-2.jpg\" alt=\"Trump e Hegseth annunciano la fine del “politicamente corretto” nelle Forze Armate USA: standard fisici “neutri per genere” al livello maschile\" class=\"wp-image-9171\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Trump e Hegseth annunciano la fine del “politicamente corretto” nelle Forze Armate USA: standard fisici “neutri per genere” al livello maschile</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Finora i vertici militari hanno rappresentato una voce di prudenza su temi come Ucraina e Taiwan, ma una dirigenza timorosa di contraddire la Casa Bianca potrebbe indebolire quella cautela. Le dimissioni di Holsey appaiono dunque come il simbolo di un Pentagono rimodellato su criteri politici, dove il dissenso professionale rischia di essere punito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La vera prova arriverà alla prima crisi internazionale: solo allora si capirà se questo “nuovo Pentagono” sarà davvero più efficiente — o semplicemente più obbediente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/Imagoeconomica-2462614-2048x1365-2.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"generali, Holsey, jackreed, Pentagono, trump","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-22 18:54:01","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.reuters.com/world/us/trump-pushes-out-top-us-general-nominates-retired-three-star-2025-02-22/?utm_source=chatgpt.com","difesanews":"1","video_art":"","galleria":""}
{"id":25561,"titolo":"Il Generale Masiello a Washington per l’AUSA 2025: cooperazione internazionale e innovazione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>WASHINGTON D.C. —</strong> Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, <strong>Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</strong>, ha concluso una visita ufficiale negli Stati Uniti in occasione dell’<strong>AUSA 2025 Annual Meeting &amp; Exposition</strong>, il più grande evento al mondo dedicato alla cooperazione tra Forze Armate, istituzioni e industria della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Organizzata dall’<strong>Association of the United States Army</strong>, la manifestazione si è svolta dal <strong>13 al 15 ottobre 2025</strong> al Walter E. Washington Convention Center, richiamando migliaia di delegati militari e civili provenienti da oltre 70 Paesi. L’edizione di quest’anno ha avuto come filo conduttore la trasformazione delle forze terrestri e la cooperazione internazionale in un contesto di sicurezza globale sempre più interconnesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dialogo strategico e relazioni bilaterali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la missione istituzionale, il <a href=\"https://difesanews.com/il-gen-masiello-ci-aveva-visto-lungo-ancora-una-volta-la-rivoluzione-usa-della-difesa-parla-il-linguaggio-dei-dati-intelligenza-artificiale-e-velocita-esecutiva/\">Generale Masiello</a> ha avuto una fitta agenda di incontri bilaterali. Tra questi, quelli con il <strong>Capo di Stato Maggiore della Difesa sloveno, Tenente Generale Robert Glavaš</strong>, e con il <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Esercito svedese, Generale Dan Jonny Mattias Lindfors</strong>, finalizzati a rafforzare la collaborazione in materia di sicurezza condivisa, interoperabilità e addestramento multinazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10395,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/3-1.jpeg\" alt=\"Il Generale Masiello a Washington per l’AUSA 2025: cooperazione internazionale e innovazione\" class=\"wp-image-10395\" title=\"Il Generale Masiello a Washington per l’AUSA 2025: cooperazione internazionale e innovazione\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Masiello a Washington per l’AUSA 2025: cooperazione internazionale e innovazione</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A margine della visita, il Capo di Stato Maggiore ha incontrato <strong>S.E. Marco Peronaci</strong>, Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti, per un confronto sulle principali linee di cooperazione bilaterale in ambito difesa, con particolare riferimento ai programmi industriali e tecnologici congiunti tra Italia e USA.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Momento di grande valore simbolico è stata la <strong>cerimonia al </strong><a href=\"https://www.arlingtoncemetery.mil/\">Cimitero Nazionale di Arlington</a>, dove il Generale Masiello ha deposto una corona di fiori sulla <strong>tomba del Milite Ignoto</strong> e reso omaggio ai <strong>militari italiani sepolti negli Stati Uniti</strong>, rinnovando il legame storico di fratellanza tra i due Eserciti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel quadro delle attività accademiche, il Generale ha tenuto una <strong>Lectio Magistralis presso l’Inter-American Defense College</strong>, alla presenza del Comandante, <strong>Maggiore Generale Richard J. Heitkamp</strong>, e di un qualificato pubblico internazionale. Il suo intervento, centrato sulla <strong>cooperazione interforze e la sicurezza globale</strong>, ha suscitato ampio interesse tra gli ufficiali delle forze armate dei Paesi partecipanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Italia all’AUSA 2025</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partecipazione del Generale Masiello ha rappresentato un momento di <strong>visibilità istituzionale e strategica</strong> per l’Esercito Italiano. Numerose aziende del comparto difesa, tra cui <strong>Leonardo</strong>, <strong>Fincantieri</strong> e altre realtà italiane, erano presenti nell’area espositiva, confermando il ruolo dell’Italia come partner affidabile nell’innovazione tecnologica e nella produzione di sistemi d’arma avanzati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’AUSA 2025 ha ospitato oltre <strong>700 espositori</strong>, con focus su <strong>robotica, droni tattici, sistemi autonomi, difesa elettronica e intelligenza artificiale</strong>. Il forum ha inoltre offerto <strong>sessioni dedicate alla modernizzazione delle forze terrestri</strong>, all’integrazione digitale del comando e controllo e all’evoluzione dei conflitti multi-dominio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano all’AUSA 2025 testimonia la <strong>centralità della cooperazione con gli Stati Uniti</strong> e con gli alleati NATO in una fase di forte trasformazione tecnologica e dottrinale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’impegno dell’Italia nel dialogo con partner strategici come <strong>Stati Uniti, Svezia e Slovenia</strong> rientra in un più ampio percorso di <strong>rafforzamento dell’interoperabilità</strong>, elemento essenziale per affrontare le sfide della sicurezza collettiva e consolidare il ruolo del Paese nel sistema di difesa euro-atlantico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10388,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/11.jpeg\" alt=\"Il Generale Masiello a Washington per l’AUSA 2025: cooperazione internazionale e innovazione al centro della visita\" class=\"wp-image-10388\" title=\"Il Generale Masiello a Washington per l’AUSA 2025: cooperazione internazionale e innovazione\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Masiello a Washington per l’AUSA 2025: cooperazione internazionale e innovazione al centro della visita</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la sua partecipazione all’<strong>AUSA 2025 Annual Meeting &amp; Exposition</strong>, il <strong>Generale Carmine Masiello</strong> ha riaffermato la vocazione internazionale dell’Esercito Italiano, evidenziando l’importanza del dialogo strategico e della cooperazione industriale come pilastri della sicurezza globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto mondiale caratterizzato da tensioni e innovazioni senza precedenti, la presenza italiana a Washington D.C. consolida il messaggio di un’Italia protagonista — capace di unire <strong>tradizione, tecnologia e alleanze</strong> per costruire la difesa del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/8.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"alleatinato, arlington, AUSA2025, cooperazioneinternazionale, difesa, esercito, esercitoitaliano, esercitostatunitense, innovazionemilitare, interamericandefensecollege, interoperabilità, Leonardo, masiello, tecnologia, usa, washington","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-22 12:54:01","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/vis_casme_usa.aspx","difesanews":"1","video_art":"","galleria":""}
{"id":25553,"titolo":"All’Esercito 83 blindati anfibi VBA: via libera al programma congiunto con la Marina","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Parlamento ha ricevuto in questi giorni la scheda programmatica che ufficializza l’acquisizione di <strong>83 Veicoli Blindati Anfibi (VBA)</strong> per l’Esercito Italiano. Il mezzo, sviluppato da <strong>Iveco Defence Vehicles (IDV)</strong>, è già in fornitura alla <strong>Marina Militare</strong> per la <strong>Brigata Marina “San Marco”</strong>, e ora sarà integrato anche nei reparti terrestri dell’Esercito, rafforzando le capacità interforze nelle operazioni anfibie e costiere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto trapela dai documenti trasmessi alle commissioni parlamentari, i <strong>nuovi 8x8</strong> saranno destinati principalmente al <strong>Reggimento Lagunari “Serenissima”</strong>, unità d’élite della <strong>Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli”</strong>, con una quota minore assegnata al <strong>3° Reggimento Genio Guastatori</strong>.<br>Per il momento, risultano <strong>disponibili i fondi per i primi 14 mezzi</strong>, che rappresentano l’avvio operativo del programma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10361,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"All’Esercito 83 blindati anfibi VBA: via libera al programma congiunto con la Marina\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/VBA-002.jpg\" alt=\"All’Esercito 83 blindati anfibi VBA: via libera al programma congiunto con la Marina\" class=\"wp-image-10361\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">All’Esercito 83 blindati anfibi VBA: via libera al programma congiunto con la Marina</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto, dal <strong>valore complessivo di 877,5 milioni di euro</strong>, è articolato in due fasi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>La prima</strong>, attualmente al vaglio delle Camere, ammonta a <strong>206 milioni di euro</strong> e coprirà il periodo <strong>2026-2037</strong>, includendo lo sviluppo, la produzione e l’omologazione di <strong>4 prototipi pre-serie</strong> e la costruzione dei <strong>primi 10 VBA di serie</strong>, con relativo supporto logistico decennale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>La seconda fase</strong>, del valore stimato di <strong>671,5 milioni di euro</strong>, riguarderà la produzione dei restanti <strong>69 veicoli</strong> e sarà oggetto di successivi decreti ministeriali da sottoporre nuovamente all’approvazione parlamentare.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>VBA 8x8</strong> di Iveco Defence rappresenta l’evoluzione del <strong>SuperAV</strong>, un mezzo già collaudato per impieghi anfibi e terrestri. Dotato di <strong>elevata protezione balistica e mine-resistenza</strong>, il veicolo può essere trasportato via mare e via aerea, garantendo mobilità in ogni ambiente operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10362,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"All’Esercito 83 blindati anfibi VBA: via libera al programma congiunto con la Marina\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/9faa22bdb5_vba-1.webp\" alt=\"All’Esercito 83 blindati anfibi VBA: via libera al programma congiunto con la Marina\" class=\"wp-image-10362\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">All’Esercito 83 blindati anfibi VBA: via libera al programma congiunto con la Marina</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’Esercito Italiano, l’introduzione del VBA segna un <strong>passo decisivo nel potenziamento delle capacità di proiezione dal mare</strong>, un settore in cui la <strong>Brigata “Pozzuolo del Friuli”</strong> e il <strong>Reggimento Lagunari “Serenissima”</strong> giocano un ruolo chiave.<br>L’obiettivo è favorire <strong>interoperabilità e sinergia operativa con la Marina</strong>, consentendo di schierare unità anfibie integrate in contesti multinazionali e NATO, con particolare riferimento al bacino del Mediterraneo e alle operazioni di risposta rapida.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In prospettiva, l’arrivo dei nuovi VBA permetterà all’Esercito di <strong>disporre di una componente anfibia autonoma e moderna</strong>, capace di supportare tanto missioni umanitarie quanto operazioni di combattimento in ambienti litoranei o fluviali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10363,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"All’Esercito 83 blindati anfibi VBA: via libera al programma congiunto con la Marina\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/09.-Il-Capo-di-SME-si-congratula-con-i-nuovi-lagunari.jpg\" alt=\"All’Esercito 83 blindati anfibi VBA: via libera al programma congiunto con la Marina\" class=\"wp-image-10363\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">All’Esercito 83 blindati anfibi VBA: via libera al programma congiunto con la Marina</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo lotto, previsto a partire dal <strong>2026</strong>, segnerà così l’inizio di una nuova fase di cooperazione tra le Forze Armate italiane, in linea con il principio strategico della <strong>difesa integrata interforze</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Tag:</strong> </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/21.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"esercitoitaliano, marinamilitare, Pozzuolodelfriuli, ProgrammaDifesa, SanMarco, Serenissima, VBA IvecoDefenceVehicles, veicoliblindati","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-22 07:44:01","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.rid.it/shownews/7615/all-rsquo-esercito-83-blindati-anfibi-vba","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25553-esercito-83-blindati-anfibi-vba-programma-marina.mp4","galleria":""}
{"id":25546,"titolo":"Gli eroi silenziosi dell’Esercito: il coraggio degli artificieri al servizio dell’Italia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni giorno, lontano dai riflettori, gli <strong>artificieri dell’Esercito Italiano</strong> lavorano per garantire la sicurezza del Paese, affrontando uno dei compiti più delicati e pericolosi: la <strong>bonifica degli ordigni esplosivi residuati bellici</strong>. È un’attività che unisce <strong>rigore tecnico, sangue freddo e spirito di servizio</strong>, e che continua a essere necessaria in un’Italia dove la memoria materiale della Seconda Guerra Mondiale riaffiora ancora dal sottosuolo.<br>Ogni anno vengono neutralizzati <strong>oltre duemila ordigni</strong>, un numero che racconta la vastità di un impegno costante e silenzioso. Gli artificieri del <strong>Genio Guastatori</strong> rappresentano una componente essenziale della protezione civile e militare del Paese: uomini e donne che operano in coordinamento con le Prefetture, la Protezione Civile e le Forze dell’Ordine per eliminare minacce potenzialmente devastanti.<br>Nei giorni scorsi, tre distinte operazioni condotte tra <strong>Veneto, Sicilia e Friuli Venezia Giulia</strong> hanno confermato l’altissimo livello di professionalità e coordinamento delle squadre specializzate dell’Esercito e della Marina Militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Verona, Pantelleria e Trieste: tre scenari, un unico impegno</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A <strong>Verona</strong>, gli artificieri dell’<strong>8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti “Folgore”</strong> hanno concluso una complessa operazione di disinnesco di una <strong>bomba d’aereo da 1000 libbre</strong>, rinvenuta in un’area urbana densamente abitata. Per consentire l’intervento in sicurezza, è stato necessario <strong>evacuare circa 1.500 residenti</strong> e sospendere il traffico sull’autostrada A4 e sulla tangenziale Sud. Dopo ore di lavoro meticoloso, l’ordigno è stato <strong>disinnescato e distrutto in cava a Sommacampagna</strong>, restituendo tranquillità e sicurezza a una vasta area cittadina. L’operazione ha messo in evidenza l’efficienza delle unità specializzate nel gestire situazioni di rischio elevato in contesti complessi, dove il minimo errore può avere conseguenze gravi.<br>Nel frattempo, a <strong>Pantelleria</strong>, i <strong>guastatori del 4° Reggimento Genio Guastatori</strong> hanno collaborato con i <strong>palombari del Nucleo SDAI della Marina Militare</strong> per neutralizzare un’altra <strong>bomba d’aereo da 1000 libbre</strong> rinvenuta in prossimità del centro abitato. Anche in questo caso, le autorità hanno predisposto <strong>l’evacuazione di circa 1.000 persone</strong> e un’area di sicurezza con un raggio di 800 metri. L’intervento, particolarmente complesso per la posizione dell’ordigno e la natura del terreno, è stato portato a termine grazie all’utilizzo di una <strong>camera di espansione</strong> progettata per contenere eventuali onde d’urto. Una volta disattivata, la bomba è stata <strong>trasferita in mare e distrutta in sicurezza</strong> dalla Marina Militare. L’operazione ha confermato la capacità degli artificieri dell’Esercito di operare efficacemente anche in contesti isolati e con risorse logistiche limitate, mettendo sempre al primo posto la tutela della popolazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10335,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/2.-La-consegna-dellordigno-bellico-ai-Palombari-della-Marina-Militare-a-Pantelleria.jpg\" alt=\"Gli eroi silenziosi dell’Esercito: il coraggio degli artificieri al servizio dell’Italia\" class=\"wp-image-10335\" title=\"Gli eroi silenziosi dell’Esercito: il coraggio degli artificieri al servizio dell’Italia\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La consegna dell'ordigno bellico ai Palombari della Marina Militare a Pantelleria</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><br>A <strong>Trieste</strong>, infine, nel cuore del <strong>Porto Nuovo</strong>, gli <strong>artificieri del 3° Reggimento Genio Guastatori</strong> e i <strong>palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS)</strong> della Marina Militare hanno neutralizzato una <strong>bomba d’aereo da 500 libbre</strong>, rinvenuta durante i lavori di ampliamento ferroviario. Grazie a una <strong>struttura di contenimento ad alta tecnologia</strong>, l’area di evacuazione è stata ridotta a 468 metri, limitando l’impatto sull’attività portuale e sui residenti, oltre 1.000 dei quali sono stati comunque evacuati per precauzione. Dopo il disinnesco, l’ordigno è stato <strong>trasferito al largo e distrutto a una profondità di dieci metri</strong>, permettendo di ripristinare in tempi rapidi la piena operatività del porto, nodo strategico per i traffici internazionali dell’Italia nord-orientale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Coraggio, competenza e dedizione: il volto moderno del Genio Guastatori</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le tre operazioni, concluse nel fine settimana del <strong>20 ottobre 2025</strong>, rappresentano un esempio emblematico dell’impegno e della competenza delle <strong>Forze Armate italiane</strong>. Gli <strong>artificieri dell’Esercito</strong>, con il loro lavoro silenzioso e preciso, non solo disinnescano bombe ma <strong>proteggono vite, infrastrutture e comunità intere</strong>, garantendo la sicurezza del territorio nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10336,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/8.-Brillamento-della-bomba-daereo-a-largo-di-Trieste.jpeg\" alt=\"Gli eroi silenziosi dell’Esercito: il coraggio degli artificieri al servizio dell’Italia\" class=\"wp-image-10336\" title=\"Gli eroi silenziosi dell’Esercito: il coraggio degli artificieri al servizio dell’Italia\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Brillamento della bomba d'aereo a largo di Trieste</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><br>Il loro operato è la sintesi perfetta di <strong>tecnica, addestramento e senso del dovere</strong>, qualità che rendono l’Esercito Italiano una risorsa indispensabile per la sicurezza del Paese. In ogni missione si riflette la forza di un giuramento: servire l’Italia in ogni circostanza, anche quando il pericolo è invisibile e il compito non ammette errori.<br>Come sottolinea lo <strong>Stato Maggiore dell’Esercito</strong>, la bonifica degli ordigni “è un’attività silenziosa ma fondamentale, che garantisce la sicurezza della popolazione e la piena fruibilità del territorio”. Verona, Pantelleria e Trieste ne sono la prova concreta: <strong>tre città, tre operazioni impeccabili, un unico spirito di servizio</strong> che continua a rappresentare il cuore pulsante della missione dell’Esercito Italiano — <strong>difendere il Paese, in pace come in guerra, con coraggio, competenza e dedizione assoluta</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/3.-Collegamento-con-circuito-per-chiavi-a-razzo-durante-la-bonifica-a-Verona.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"artificieri, bonifica bellica, esercitoitaliano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-22 05:34:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Tre-complesse-operazioni-di-bonifica-nel-fine-settimana.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25546-eroi-silenziosi-esercito-coraggio-artificieri.mp4","galleria":""}
{"id":25536,"titolo":"La guerra è un gioco da ragazzi: il dibattito sulla forma fisica","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli Stati Uniti infuria il dibattito dopo l’intervento del<a href=\"https://www.war.gov/About/Biographies/Biography/Article/4040890/hon-pete-hegseth/\"> Segretario alla Guerra Pete Hegseth</a> davanti ai vertici delle Forze Armate. Le sue parole – definite da alcuni “inopportune” o “offensive” – hanno invece trovato il<strong> plauso di molti veterani e militari di grado inferiore</strong>. Il tema, esplosivo ma concreto, riguarda gli standard di <strong>forma fisica e la prontezza operativa dei quadri militari.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A difendere la posizione del Segretario è stato <a href=\"https://www.usar.army.mil/Commands/Functional/MIRC/Photo-Page/igphoto/2002992833/\">Bob Krumm</a>, ufficiale in congedo e analista militare, che in un articolo pubblicato il 16 ottobre ha ricordato una verità spesso taciuta: <strong>la guerra resta un gioco da giovani</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10346,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La guerra è un gioco da ragazzi: il dibattito sulla forma fisica\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/npr.brightspotcdnrrr.webp\" alt=\"La guerra è un gioco da ragazzi: il dibattito americano sulla forma fisica\" class=\"wp-image-10346\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La guerra è un gioco da ragazzi: il dibattito americano sulla forma fisica</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>I dati dall’Iraq: il peso della scarsa forma fisica</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante le sue missioni in Iraq, Krumm era incaricato di validare i dati operativi sugli incidenti significativi (“SigActs”). Analizzando i rapporti, scoprì un dato inquietante: quando le perdite in combattimento diminuirono grazie al “Surge” del 2007-2008, <strong>le morti non legate al combattimento cominciarono a superarle</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I decessi per cause non operative – infarti, ictus e suicidi – colpivano soprattutto <strong>ufficiali e sottufficiali tra i 40 e i 50 anni</strong>, spesso sovrappeso e poco allenati. «La guerra in Iraq non era come la Seconda guerra mondiale», spiega Krumm. «Ma anche nelle basi, lontano dal fuoco nemico, la vita in zona di operazioni resta dura, fisicamente e mentalmente».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10342,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La guerra è un gioco da ragazzi: il dibattito sulla forma fisica\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/ll.jpg\" alt=\"La guerra è un gioco da ragazzi: il dibattito americano sulla forma fisica e l’età dei comandanti\" class=\"wp-image-10342\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La guerra è un gioco da ragazzi: il dibattito americano sulla forma fisica e l’età dei comandanti</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Comandando un battaglione della Riserva, Krumm decise di non schierare alcun soldato incapace di superare il test fisico dell’Esercito (<a href=\"https://usarmybasic.com/army-physical-fitness/\">APFT</a>). «Meglio un organico ridotto che un soldato impreparato a morire sotto il mio comando», afferma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Molti suoi colleghi preferirono chiudere un occhio pur di non ridurre i numeri in organico. Lui, al contrario, <strong>licenziò più militari per fallimento nei test fisici di quanti ne avesse espulsi l’intero Army Reserve l’anno precedente</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dal vecchio APFT all’ACFT: la battaglia degli standard</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2020 l’Esercito introdusse l’<strong>Army Combat Fitness Test (ACFT)</strong>, sei prove ispirate a reali esigenze di combattimento: corsa di sprint, trascinamento di un ferito, trasporto di munizioni, lanci e sollevamenti.<br>Il test nasceva con un’unica soglia minima, indipendente da età e sesso, perché – come osservava Krumm – <strong>“le pallottole non discriminano”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10347,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La guerra è un gioco da ragazzi: il dibattito sulla forma fisica\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/fw.webp\" alt=\"La guerra è un gioco da ragazzi: il dibattito americano sulla forma fisica\" class=\"wp-image-10347\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La guerra è un gioco da ragazzi: il dibattito americano sulla forma fisica</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma le critiche non tardarono. Gruppi politici e parte della dirigenza militare denunciarono che lo standard unico avrebbe penalizzato donne e militari anziani. Oggi, i vertici delle Forze Armate statunitensi superano spesso i sessant’anni: un’età che, nei tempi di Eisenhower e Bradley, era quella dei pensionati, non dei comandanti in campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Krumm ricorda che nel 1939 il generale <strong>George C. Marshall</strong>, diventato Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, avviò una “purga silenziosa” dei generali troppo vecchi o fisicamente inadatti. Quando scoppiò la guerra, figure come Patton, Clark o Bradley avevano meno di 50 anni.<br>Marshall sapeva che anche per chi comanda, la guerra richiede <strong>prontezza mentale e vigore fisico</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un problema di selettività, non di rappresentanza</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’autore, l’obiezione secondo cui le Forze Armate dovrebbero rispecchiare le demografie civili è fallace: l’Esercito, per sua natura, <strong>è un’istituzione selettiva, non rappresentativa</strong>. Vengono già esclusi i cittadini con gravi disabilità, condanne o basso quoziente intellettivo.<br>«Selezionare è una necessità, non una discriminazione», scrive Krumm. «Gli standard minimi devono basarsi su ciò che serve per sopravvivere sul campo di battaglia, non per includere più categorie».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A un’amica generale che lo avvertiva di non poter dire certe cose in pubblico, Krumm rispose: «La guerra è un gioco da giovani, e se non sei giovane o non sei un uomo, è ancora più dura».<br>Un’affermazione oggi politicamente scomoda, ma che – secondo lui – resta <strong>un’evidenza biologica e militare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, il Segretario Hegseth sembra aver rilanciato proprio questa idea: che <strong>la forza armata non può piegarsi al politicamente corretto</strong> quando la sopravvivenza dipende da resistenza, velocità e prontezza fisica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>«La guerra – conclude Krumm – è davvero un gioco da giovani. E se non sei giovane, o non sei un uomo, è ancora più dura. Ma è giusto che qualcuno lo dica ad alta voce».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il parallelo con l’Esercito Italiano</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dibattito americano trova un’eco anche in Italia. Pur con contesti diversi, <strong>l’Esercito Italiano mantiene da sempre un’attenzione elevatissima alla preparazione fisica e mentale del personale</strong>, specialmente nei reparti d’élite.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei paracadutisti della <strong>Brigata “Folgore”</strong>, nei <strong>Lagunari “Serenissima”</strong>, negli <strong>Alpini Paracadutisti</strong> o nei reparti incursori del <strong>9º Col Moschin</strong>, l’idoneità fisica non è una formalità ma un criterio di sopravvivenza. Gli addestramenti – dalle marce zavorrate ai lanci tattici, dai percorsi di combattimento alle prove di resistenza psicofisica – non lasciano margini di deroga.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10348,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"La guerra è un gioco da ragazzi: il dibattito sulla forma fisica\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/36-10.jpg\" alt=\"La guerra è un gioco da ragazzi: il dibattito sulla forma fisica\" class=\"wp-image-10348\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La guerra è un gioco da ragazzi: il dibattito sulla forma fisica</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche per i comandanti, l’esempio fisico rimane parte della leadership: essere il primo a correre, a saltare, a resistere è un dovere etico prima ancora che operativo.<br>Negli ultimi anni, con l’introduzione dei <strong>test di efficienza operativa (TEO)</strong> e l’enfasi sul “<strong>combat readiness</strong>”, l’Esercito ha confermato che <strong>non esiste comando efficace senza corpo allenato</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non a caso, anche i vertici italiani hanno espresso preoccupazione per l’età media del personale. Il <strong>Ministro della Difesa Guido Crosetto</strong> ha sottolineato che «il servizio che creeremo nei prossimi anni non potrà più permettersi un’età media di 49 anni nei sottufficiali o 47 nei graduati», ricordando che la prontezza fisica è parte integrante dell’efficienza operativa.<br>Sulla stessa linea il <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Carmine Masiello</strong>, ha dichiarato durante il 163° anniversario della Forza Armata: «Il nostro Esercito non potrà più permettersi un’età media di 49 anni o 47 per i sottufficiali. Fare il soldato è diverso da qualsiasi altro mestiere».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10349,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La guerra è un gioco da ragazzi: il dibattito sulla forma fisica\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/ff868ef172bbe1d0c301cf990b97875f.jpg\" alt=\"La guerra è un gioco da ragazzi: il dibattito sulla forma fisica\" class=\"wp-image-10349\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La guerra è un gioco da ragazzi: il dibattito sulla forma fisica</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le parole di Crosetto e Masiello, insieme agli appelli del <strong>Generale Luciano Portolano</strong> per un ricambio generazionale graduale ma deciso, ribadiscono un concetto già chiaro ai reparti operativi: <strong>la forza fisica e la prontezza mentale non sono un dettaglio amministrativo, ma l’essenza stessa della professione militare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come ammoniva Krumm, e come i vertici italiani confermano oggi, <strong>la guerra rimane un gioco da giovani — e l’Esercito deve prepararsi a vincerlo con soldati pronti, forti e pienamente efficienti.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/npr.brightspotcdn.webp","categoria":"Internazionali","tags":"addestramento, Bob_Krumm, combat_readiness, esercito_americano, fitness_militare, folgore, forze_armate_USA, leadership_militare, Pete_Hegseth, standard_fisici, TEO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-21 21:34:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.realcleardefense.com/articles/2025/10/16/war_is_a_young_mans_game_1141276.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25536-la-guerra-e-un-gioco-da-ragazzi-il-dibattito-fisica.mp4","galleria":""}
{"id":25530,"titolo":"CODiAQ, il robot-cane armato per il campo di battaglia (Video)","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.skybornetech.com/codiaq\">Skyborne Technologies</a> ha introdotto sul mercato militare CODiAQ (<strong>Controller-Operated Direct-Action Quadruped</strong>), una piattaforma terrestre a <strong>quattro zampe</strong> pensata per assistere le unità di combattimento in missioni di ricognizione, assalto localizzato e breccia balistica. Il sistema combina mobilità avanzata, sensori giorno/notte e moduli d’arma intercambiabili per offrire una soluzione rapida da schierare e relativamente semplice da impiegare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Caratteristiche principali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>CODiAQ è progettato per funzionare sia sotto <strong>comando diretto di un singolo operatore</strong>, sia in <strong>modalità autonoma</strong>, sfruttando algoritmi di navigazione e rilevamento degli ostacoli. Il telaio quadrupede gli consente di affrontare pendenze, superfici accidentate e passaggi complessi che limiterebbero vetture e veicoli tradizionali. Il sistema gode di protezione ambientale con classificazione IP67, che garantisce resistenza alla polvere e la possibilità di immersione fino a un metro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul versante sensoriale, la piattaforma integra un pacchetto ottico con capacità di visione notturna e funzioni di identificazione e tracciamento basate su intelligenza artificiale. Queste funzionalità sono state concepite per ridurre il carico decisionale dell’operatore e migliorare la precisione del fuoco in scenari dinamici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La peculiarità più discutibile e innovativa di CODiAQ è la disponibilità di payload d’arma modulari. La piattaforma può montare differenti moduli sviluppati dalla stessa casa costruttrice: uno dedicato al tiro diretto con munizionamento calibro 12 e un altro a lancio di cariche da 40 mm a bassa velocità, utile per ingaggi mirati e per operazioni di breccia balistica. Questa combinazione consente sia l’ingaggio diretto che l’utilizzo in ruoli di supporto alla fanteria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo l’azienda, la formazione per il personale può essere condensata in pochi giorni, favorendo così un rapido inserimento operativo del sistema nelle unità che lo adottano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10314,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"CODiAQ, il robot-cane armato per il campo di battaglia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-17-at-12.21.28-PM-edited-2048x1152-1-1024x576-1.png\" alt=\"CODiAQ, il robot-cane armato per il campo di battaglia\" class=\"wp-image-10314\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">CODiAQ, il robot-cane armato per il campo di battaglia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Applicazioni tattiche: un’opportunità per la Brigata Folgore</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal punto di vista operativo, CODiAQ potrebbe trovare applicazioni concrete nelle pattuglie da combattimento della Brigata Paracadutisti “Folgore”. Il profilo operativo della Folgore — caratterizzato da elevata mobilità, azioni offensive rapide (colpi di mano) e capacità di operare in scenari complessi e frammentati — si presta a sfruttare piattaforme terrestri autonome come elementi di <strong>gruppo di appoggio</strong> o <strong>gruppo di fuoco</strong> nelle imboscate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In una tipica azione di colpo di mano, il quadrupede potrebbe essere schierato come nucleo di ricognizione per acquisire i punti di fuoco nemici, stabilire una base tattica mobile o fornire fuoco di soppressione mentre gli uomini eseguono la manovra. Nelle imboscate, un CODiAQ dotato di moduli proiettili e lanciagranate potrebbe fungere da nucleo di fuoco primario o di supporto, mantenendo la pressione sul bersaglio e riducendo l’esposizione diretta dei paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I vantaggi operativi per la Folgore includono: capacità di proiezione rapida senza bisogno di veicoli corazzati ingombranti, possibilità di impiego in terreni dove i veicoli non passano, e opzioni per attacchi rapidi con minore rischio per il personale. Tuttavia, l’integrazione richiederebbe protocolli chiari di ingaggio, procedure di comunicazione resilienti (per resistere a interferenze e attacchi elettronici) e addestramento specifico per coordinare movimenti uomo-macchina nelle fasi critiche dell’azione offensiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Vantaggi operativi e criticità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’adozione di CODiAQ promette alcuni benefici concreti sul campo: riduzione dell’esposizione diretta dei soldati, aumento della capacità di sorveglianza mobile e maggiore flessibilità tattica in contesti urbani e boschivi. La combinazione di autonomia di navigazione e controllo remoto permette di impiegare la piattaforma in compiti di avanzata o per l’appoggio di fuoco in scenari dove la mobilità e la discrezione sono determinanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non mancano però le questioni tecniche, etiche e operative legate a un robot armato: quale livello di autonomia decisionale sarà realmente consentito in fase di ingaggio? Come saranno gestiti i protocolli di autorizzazione al fuoco? La vulnerabilità a interferenze elettroniche, attacchi informatici o sabotaggi è un elemento che richiederà robusti sistemi di protezione e contromisure. Inoltre, il mantenimento, la logistica dei ricambi e il totale costo di proprietà resteranno fattori chiave per valutare la diffusione del sistema.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’altra criticità riguarda l’efficacia reale nelle condizioni più complesse: foreste fitte, centri urbani con presenza civile, ambienti caratterizzati da ostacoli mobili e variabili. Le demo e le esposizioni in fiera non sempre riproducono le sfide del combattimento reale; le valutazioni operative con partner governativi saranno decisive per verificarne l’affidabilità sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>CODiAQ rappresenta un punto di svolta nel percorso di integrazione tra robotica avanzata e capacità letali terrestri: non è più solo sorveglianza o logistica, ma una <strong>piattaforma pensata per l’ingaggio diretto e il supporto tattico.</strong> Per unità come la Brigata Folgore, il sistema potrebbe ampliare le opzioni tattiche nelle pattuglie da combattimento, assumendo ruoli di gruppo appoggio nei colpi di mano o gruppo di fuoco nelle imboscate, a patto che vengano sviluppati protocolli operativi, protezioni cibernetiche e regole di ingaggio adeguate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le implicazioni operative sono profonde e richiederanno un bilanciamento attento tra efficacia, controllo umano e tutela dei diritti in conflitto. Nei prossimi mesi sarà importante seguire i risultati dei test con le agenzie governative, la quantità di sistemi effettivamente prodotti e impiegati, e lo sviluppo di normative o regole d’ingaggio specifiche per robot armati terrestri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:video {\"id\":10317} -->\n<figure class=\"wp-block-video\"><video controls src=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/10/codiaq.mp4\"></video></figure>\n<!-- /wp:video -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/1-16.jpg","categoria":"Blog","tags":"codiaq, folgore, robotcane","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-20 19:24:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.skybornetech.com/codiaq","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25530-codiaq-robot-cane-armato-per-il-campo-di-battaglia.mp4","galleria":""}
{"id":25520,"titolo":"ABE: Il Drone della 101st Airborne Division assemblato in 20' dai Soldati (Video)","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 101st Airborne Division (Air Assault) dell’Esercito USA ha presentato ABE 1.01, l’<strong>Attritable Battlefield Enabler</strong>: un piccolo drone modulare, assemblato interamente a Fort Campbell con componentistica nazionale, pensato per essere costruito dai soldati in meno di 20 minuti e a costi estremamente contenuti (circa 750 USD per unità). Questa soluzione — già mostrata in più servizi e photo-report — sintetizza due tendenze chiare: decentralizzare la produzione logistica e portare capacità di ISR e, potenzialmente, effetti cinetici, direttamente nelle mani della singola unità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Drone economico, modulare e di veloce assemblaggio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>ABE 1.01 è pensata come piattaforma «attritable» — ovvero economica e non necessariamente recuperabile — con un telaio modulare che consente riparazioni veloci e configurazioni mission-specifiche. Il tempo dichiarato per l’assemblaggio è di circa 20 minuti, il che rende il sistema appetibile per unità in dispersione o per scenari dove la catena logistica tradizionale è vulnerabile. Il prezzo unitario riportato (≈ 750 USD) è una frazione dei droni commerciali con capacità simili citati nei media (stimati mediamente attorno ai 2.400 USD).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo le fonti ufficiali, i componenti sono statunitensi e sono stati acquisiti nell’ambito del quadro “Blue UAS” del Defense Innovation Unit, che punta a fornire al Pentagono opzioni affidabili e conformi alle restrizioni normative (NDAA/Blue UAS). La produzione «in-house» a Fort Campbell e il coinvolgimento diretto dei reparti (progettazione, assemblaggio, addestramento) indicano una volontà di accelerare il ciclo innovativo: prototipo → test → distribuzione tattica senza passare esclusivamente per i tradizionali appalti industriali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al momento ABE 1.01 è ottimizzato per ricognizione e sorveglianza, ma il RAID (Robotics and Autonomous Integration Directorate) del 101st ha già annunciato l’intenzione di sottoporre la piattaforma a valutazione per capacità letali, fino alla possibilità di trasportare carichi esplosivi come C4. Questa prospettiva apre — come è ovvio — un grande dibattito politico e legale sull’uso di sistemi non convenzionali a livello di unità: dalla responsabilità dell’operatore alla regola d’ingaggio, fino alle implicazioni per il diritto internazionale umanitario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10296,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"ABE: Il Drone della 101st Airborne Division assemblato in 20' dai Soldati (Video)\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Front-ezgif.com-png-to-jpg-converter.jpg\" alt=\"ABE: Il Drone della 101st Airborne Division assemblato in 20' dai Soldati\" class=\"wp-image-10296\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">ABE: Il Drone della 101st Airborne Division assemblato in 20' dai Soldati</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Addestramento e integrazione: la Purpose Built Attritable System Academy</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per creare operatori capaci di impiegare e mantenere ABE 1.01, il RAID ha lanciato la <strong>Purpose Built Attritable System Academy</strong> a <a href=\"https://home.army.mil/campbell/101st\">Fort Campbell</a>: un corso di otto giorni (40 ore) mirato a dare competenze pratiche su impiego, controllo e manutenzione del sistema. L’approccio formativo sottolinea la scelta di non relegare l'UAS agli specialisti drone, ma di distribuirne la competenza tra gli effettivi che operano sul terreno, favorendo l’integrazione nell’unità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta di produrre internamente droni a basso costo ha diversi effetti pratici:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Resilienza logistica:</strong> la possibilità di assemblare e riparare in teatro riduce dipendenze da catene di approvvigionamento lunghe e vulnerabili. </li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Scalabilità economica:</strong> unità a basso costo permettono un uso più «spericolato» (attritable), utile in scenari ad alta perdita di asset.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Accelerazione dell’innovazione:</strong> il modello soldier-driven (idee, test, iterazione dentro la divisione) comprime tempi di sviluppo rispetto ai canali industriali tradizionali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Per le forze europee (e italiane): cosa osservare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma ABE 1.01 mostra come l’innovazione militare stia virando verso soluzioni economicamente scalabili e integrate a livello di unità. Per la Difesa italiana — e per reparti come la <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Brigata Folgore</a> — i punti chiave da tenere d’occhio sono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Normativa e doctrine:</strong> serve aggiornare regole di impiego e addestramento se si vuole impiegare UAS in ambiti analoghi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Capacità industriale locale:</strong> valutare se produzioni «in-house» o partnership con PMI nazionali (in ambito Blue-like frameworks) possano garantire componentistica affidabile e conforme.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Formazione diffusa:</strong> replicare l’approccio academy per trasferire competenze UAS a livelli sub-unitari senza creare colli di bottiglia specialistici.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>ABE 1.01 è un esempio plastico di come i grandi eserciti stiano democratizzando l’accesso alla tecnologia aerea tattica: piccolo, economico, assemblabile in pochi minuti e con potenziali sviluppi letali. Questo modello rimescola logistica, addestramento e produzione: non è mera sperimentazione, ma un laboratorio operativo che altri eserciti (compresa l’Italia) non potranno ignorare nel ripensare dotazioni, procedure e filiere industriali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:video {\"id\":10288} -->\n<figure class=\"wp-block-video\"><video controls src=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/10/US-Army-Rolls-Out-Soldier-Built-Tactical-Drone-With-Rapid-20-Min.mp4\"></video></figure>\n<!-- /wp:video -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/cope.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"101airbornedivision, abe, Drone, uas","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-19 17:34:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://nextgendefense.com/us-army-tactical-drone/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25520-abe-drone-101-airborne-division-assemblato-in-20.mp4","galleria":""}
{"id":25511,"titolo":"GMV Flyer 72: Schierarsi prima del Contatto - La sfida della Brigata Paracadutisti Folgore","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Esercito Italiano, e in particolare la sua forza aviolanciabile di punta — la <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Brigata Paracadutisti “Folgore” </a>— si trova a un importante snodo evolutivo. Con l’introduzione del veicolo leggero e altamente mobilile <a href=\"https://brigatafolgore.net/il-gmv-flyer-72-e-il-nuovo-veicolo-tattico-della-folgore/\">Flyer 72</a> (Ground Mobility Vehicle) — destinato a ridefinire il concetto di inserimento rapido della fanteria — occorre un aggiornamento tattico: non più solo «arrivare», ma trasformare il movimento in azione con rapidità e disciplina, secondo il principio internazionale del <em><strong>“dismount before contact”</strong></em>, ossia scendere e combattere subito. Il veicolo non è pensato come piattaforma corazzata, ma come strumento per trasporto rapido, mobilità “aggiornata” e sorpresa operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10273,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"GMV Flyer 72: Schierarsi prima del Contatto - La sfida della Brigata Paracadutisti Folgore\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/flyer-folgore.jpg\" alt=\"GMV Flyer 72: Schierarsi prima del Contatto - La sfida della Brigata Paracadutisti Folgore\" class=\"wp-image-10273\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">GMV Flyer 72: Schierarsi prima del Contatto - La sfida della Brigata Paracadutisti Folgore</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Mobilità, agilità e nuovo paradigma operativo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Flyer 72, già presente nel programma italiano con prevista consegna di circa 199 veicoli alla Folgore (programma da ~ 229,6 milioni di euro) rappresenta una svolta: veicolo leggero, trasportabile aereo o elicottero, capace di operare su terreni difficili, con modulo adattabile per ricognizione, assalto leggero, evacuazione o comando.<br>Per la Folgore, che tradizionalmente opera per lancio/paracadutismo e rapido inserimento in teatro, questa piattaforma offre la possibilità di ridurre i tempi di reazione, di snellire le imprese tattiche e di operare con maggiore flessibilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, proprio la leggerezza e la mobilità comportano un compromesso: rispetto ai mezzi corazzati pesanti, la protezione è ridotta. Il nuovo paradigma non è “restare nel veicolo e combattere”, ma “scendere dal veicolo e combattere rapidamente da posizione terrestre”. È una mentalità che richiede disciplina, addestramento e procedure solide.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le tecniche-tattiche che la Folgore deve adattare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>1. Disimbarco e occupazione rapidissima di coperture</strong><br>Appena il Flyer entra in zona tattica, la squadra deve avere pronte le procedure di sbarco (dismount) e occupazione di coperture naturali (vegetazione, avvallamenti, edifici minori). Il veicolo funge da “trasporto d’inserimento”, non da bivacco da combattimento. In altre parole: mobilità e subito trasformazione in fanteria. Il comandante statunitense che ha guidato la dottrina ISV afferma che <em>“as we get into a tactical zone, that’s where you alter your movement techniques and you dismount”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>2. Integrazione ISR (ricognizione, droni, osservatori avanzati)</strong><br>La sicurezza del movimento del Flyer dipende da una ricognizione preventiva di qualità: drone aereonautico/FPV, osservatori della fanteria, collegamento diretto con la squadra. La Folgore deve dotarsi o integrare assetti che permettano l’early-warning e la scansione del terreno prima dell’ingresso del veicolo. Senza questa funzione, la mobilità rapida rischia di trasformarsi in esposizione vulnerabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10274,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"GMV Flyer 72: Schierarsi prima del Contatto - La sfida della Brigata Paracadutisti Folgore\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/333.jpg\" alt=\"GMV Flyer 72: Schierarsi prima del Contatto - La sfida della Brigata Paracadutisti Folgore\" class=\"wp-image-10274\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">GMV Flyer 72: Schierarsi prima del Contatto - La sfida della Brigata Paracadutisti Folgore</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>3. Addestramento “mount/dismount” sotto stress operativi</strong><br>Esercitazioni realistiche devono prevedere: sbarco sotto fuoco (anche simulato), occupazione difensiva, transizione immediata da movimento a tiro, ferito tattico e esfiltrazione. Il Flyer diventa il “ramo motore” dell’azione, la squadra la punta d’azione. Il drill deve essere rapido: pochi secondi per il disimbarco, immediata occupazione di posizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>4. Supporto di fuoco e aria/elicottero integrati</strong><br>La capacità della Folgore di operare in spazi “remote” o difficili richiede anche supporto: mortai leggeri, artiglieria, attacchi elicottero/aviazione tattica. Il Flyer è una piattaforma di inserimento: la potenza di fuoco viene da altri assetti. Il coordinamento tra squadra Flyer e supporti diventa cruciale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>5. ROS (Rimontaggio Operativo e Logistica) e proiezione strategica</strong><br>La Folgore mantiene la sua natura di forza aviolanciata: il Flyer deve essere integrato nelle fasi di lancio/paracadutismo o di atterraggio rapido, con procedure di rimontaggio, manutenzione “leggera” in teatro, logistica modulare. Le dottrine e le Standard Operational Procedures (SOP) devono essere aggiornate di conseguenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Esempi operativi applicabili</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Patrol avanzato Flyer + team ricognizione</strong>: un piccolo team avanzato con Flyer precede la colonna principale, rileva eventuali ostacoli/minacce, la squadra integrata entra subito e occupa un punto di interdizione fino all’arrivo del grosso.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Inserimento rapido in zona “verde o semi‐urbana”</strong>: lancio/paracadutismo, raccolta del Flyer, avanzamento su terreno off‐road, sbarco e occupazione posizione entro meno di 10 minuti — la Folgore può esercitare mobilità “verticale + orizzontale”.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Drill di esfiltrazione rapida con ferito tattico</strong>: dopo assalto o ricognizione, la squadra si imbarca sul Flyer, esce dal teatro in coordinamento con aviazione/elicottero o percorso terrestre rapido. Addestrare anche la fase di “abbandono veloce del mezzo”.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Criticità e sfide da affrontare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’integrazione del Flyer non è priva di rischi. La Folgore deve custodire alcune attenzioni:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>La protezione rimane più limitata rispetto a mezzi corazzati: se la ricognizione fallisce o il nemico è forte, la rapidità potrebbe non bastare.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>La logistica di manutenzione e supporto: un veicolo leggero richiede comunque pezzi, assistenza e coordinamento industriale (il programma prevede produzione con partner italiani, ad esempio la collaborazione tra Flyer Defense e Tekne).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>La cultura tattica: la mentalità “arriviamo e combattiamo subito” richiede disciplina e addestramento continuo. Non basta avere i mezzi: occorre saperli usare nel modo giusto.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10275,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"GMV Flyer 72: Schierarsi prima del Contatto - La sfida della Brigata Paracadutisti Folgore\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Immagine-2025-10-19-122441.jpg\" alt=\"GMV Flyer 72: Schierarsi prima del Contatto - La sfida della Brigata Paracadutisti Folgore\" class=\"wp-image-10275\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">GMV Flyer 72: Schierarsi prima del Contatto - La sfida della Brigata Paracadutisti Folgore</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la Brigata Paracadutisti “Folgore”, l’introduzione del Flyer 72 rappresenta una chiara opportunità per aumentare capacità operative, mobilità e flessibilità tattica. Ma l’efficacia del mezzo dipenderà interamente dalla capacità di cambiare mentalità, addestramento e dottrina. Il veicolo leggero non è un sostituto della fanteria o un veicolo corazzato da usare come “copertura”, ma un acceleratore di inserimento rapido: <strong>la squadra esce, sbarca e combatterà da terra</strong>.<br>Il binomio «paracadutista + veicolo leggero» potrà esprimere un vantaggio operativo solo se accompagnato da procedure chiare, integrazione dei supporti, ricognizione efficace e formazione continua. Il compromesso mobilità vs protezione diventa sostenibile solo se la tattica è disciplinata, l’addestramento intenso e l’integrazione con altri assetti perfetta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/1-15.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"dismount, flyer, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-19 11:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25511-gmv-flyer-72-schierarsi-contatto-brigata-folgore.mp4","galleria":""}
{"id":25506,"titolo":"Haven-1: nel 2026 la prima stazione spaziale privata","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando nel 2026 un razzo <strong>Falcon 9 di SpaceX</strong> si staccherà dalla rampa, porterà con sé qualcosa di più di un semplice carico commerciale: <strong>Haven-1</strong>, la <strong>prima stazione spaziale privata mai costruita</strong>.<br>Il progetto è firmato da <strong>Vast Space</strong>, giovane azienda californiana fondata nel 2021 che, in soli quattro anni, è passata da un piccolo team di ingegneri a una realtà con oltre ottocento dipendenti, puntando a ridefinire il concetto di permanenza umana nello spazio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un laboratorio orbitale “made in California”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi mesi Vast ha completato la <strong>saldatura della struttura principale</strong> di Haven-1 e avviato la <strong>verniciatura del modulo</strong>, del peso di circa <strong>14 tonnellate</strong> — il più grande veicolo mai lanciato con un Falcon 9.<br>A Mojave, in California, è in corso l’integrazione delle componenti finali: il portello di accesso e una <strong>grande finestra panoramica</strong> che offrirà agli equipaggi una vista senza precedenti della Terra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La stazione sarà progettata per <strong>missioni di dieci giorni con equipaggi di quattro astronauti</strong>, per un totale di circa <strong>160 “giorni-astronauta”</strong> nei tre anni di attività previsti. Gli interni, dai <strong>toni caldi e dall’illuminazione soffusa</strong>, sono studiati per ridurre lo stress della microgravità, con soluzioni innovative come <strong>un sistema di riposo gonfiabile</strong> che simula una leggera pressione gravitazionale durante il sonno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche l’alimentazione è stata ripensata: Vast ha collaborato con un ex sviluppatore della <strong>Campbell’s Soup Company</strong> per creare <strong>menu più vari e confortevoli</strong>, capaci di migliorare il benessere psicologico degli astronauti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:video {\"id\":10250} -->\n<figure class=\"wp-block-video\"><video controls src=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/10/2.mp4\"></video></figure>\n<!-- /wp:video -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto è stato presentato al <strong>Congresso Astronautico Internazionale di Sydney</strong> da <strong>Drew Feustel</strong>, ex astronauta NASA e oggi capo astronauti di Vast.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Se rispetteremo la tabella di marcia, saremo la <strong>prima piattaforma commerciale autonoma in orbita terrestre</strong>: un punto di svolta per il volo umano”, ha dichiarato Feustel.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il lancio, già prenotato con SpaceX, è previsto per <strong>il secondo trimestre del 2026</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Molti ingegneri di Vast provengono proprio dall’azienda di Elon Musk, e l’impronta si vede: costruzione interna della quasi totalità dei componenti, <strong>approccio pragmatico e iter rapido</strong> dalle promesse ai risultati. Solo i <strong>pannelli solari e i propulsori</strong> sono affidati a fornitori esterni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Haven-2 e la prossima generazione di habitat orbitali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Haven-1 è soltanto il primo passo. Vast sta già lavorando a <strong>Haven-2</strong>, una stazione <strong>modulare e ampliabile</strong>, destinata a ospitare più equipaggi e missioni di lunga durata. Il nuovo nodo centrale sarà lanciabile con la <strong>Starship di SpaceX</strong> e offrirà <strong>più portelli di attracco, pannelli solari permanenti e ampi spazi per la ricerca scientifica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo a lungo termine è lo sviluppo di <strong>habitat capaci di generare gravità artificiale</strong>, condizione indispensabile per la futura <strong>colonizzazione stabile dello spazio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Haven-1 è <strong>interamente finanziata da capitali privati</strong>, ma il successivo sviluppo potrebbe rientrare nel programma <strong>Commercial LEO Destinations</strong> della <strong>NASA</strong>, volto a mantenere una presenza umana continua in orbita dopo il pensionamento della <strong>Stazione Spaziale Internazionale</strong>, previsto per il 2030.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come ha sintetizzato <strong>Eva Behrend</strong>, vicepresidente comunicazione di Vast:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Costruiamo <strong>destinazioni nello spazio dove le persone possano vivere, lavorare e guardare la Terra</strong>.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se tutto andrà secondo i piani, il 2026 segnerà l’inizio di una nuova era: quella in cui <strong>lo spazio diventa un luogo accessibile non solo alle agenzie governative, ma anche all’iniziativa privata</strong>, aprendo la strada a un’economia orbitale destinata a trasformare il modo in cui l’umanità abiterà il cosmo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:video {\"id\":10251} -->\n<figure class=\"wp-block-video\"><video controls src=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/10/Haven-2-Vast.mp4\"></video></figure>\n<!-- /wp:video -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/12-3.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"CommercialLEO Destinations, Haven-1, NASA, Orbitabassaterrestre, SpaceEconomy, SpaceX, Starship, Stazionespaziale, VastSpace","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-19 02:04:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.vastspace.com/haven-1","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25506-haven-1-nel-2026-la-prima-stazione-spaziale-privata.mp4","galleria":""}
{"id":25500,"titolo":"Forze speciali senza insegne avvistate in Estonia: pronta la risposta dell’Alleanza","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi mesi, il <strong>confine orientale dell’Europa</strong> è tornato al centro dell’attenzione strategica. Le <strong>tensioni tra la Federazione Russa e i Paesi membri della NATO</strong> restano elevate, mentre prosegue la <strong>guerra in Ucraina</strong> e si intensificano le <strong>attività di sorveglianza e deterrenza</strong> dell’Alleanza nei <strong>Paesi baltici</strong>. In questo contesto, anche episodi apparentemente marginali assumono valore politico e militare. L’ultimo riguarda l’<strong>avvistamento di uomini armati in uniforme anonima</strong> lungo il <strong>confine tra Estonia e Russia</strong>, interpretato come un nuovo segnale della <strong>pressione ibrida esercitata da Mosca</strong> nei confronti dell’Alleanza Atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le <strong>autorità estoni</strong> hanno segnalato la presenza di questi uomini lungo un tratto di strada che attraversa una piccola porzione di territorio russo nel sud-est del Paese, nota come <strong><em>Saatse Boot</em></strong>: circa <strong>800 metri di terra russa</strong> che interrompono il confine estone nella regione di <strong>Võru</strong>. Secondo l’emittente pubblica <strong>ERR</strong>, i soggetti — <strong>sette in totale</strong> — indossavano <strong>uniformi verdi prive di mostrine</strong> e imbracciavano <strong>fucili d’assalto Kalashnikov</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le <strong>guardie di frontiera estoni</strong>, notando movimenti anomali, hanno <strong>bloccato temporaneamente la strada</strong> per garantire la sicurezza e prevenire incidenti. Il <strong>governo di Tallinn</strong> ha confermato che <strong>la situazione è sotto controllo</strong>, ma ha definito l’episodio <strong>“un segnale da non sottovalutare”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Estonia, <strong>membro della NATO dal 2004</strong>, mantiene un costante coordinamento con gli alleati per la <strong>sorveglianza dei confini orientali</strong> dell’Alleanza, considerati tra i più sensibili d’Europa. L’apparizione di militari non identificati richiama inevitabilmente alla memoria la <strong>comparsa degli “omini verdi” in Crimea nel 2014</strong>, preludio all’<strong>annessione della penisola ucraina</strong> da parte della <strong>Federazione Russa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Operazioni ibride e risposta atlantica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo le analisi di <strong>intelligence occidentali</strong>, tra cui un recente rapporto del <strong>servizio segreto danese</strong>, la Russia ha <strong>incrementato le proprie attività ibride</strong> lungo i confini della NATO, combinando elementi militari, cyber e informativi. Queste operazioni, condotte “nella zona grigia” tra pace e conflitto, mirano a <strong>testare la prontezza delle difese europee</strong> evitando azioni che possano far scattare l’<strong>Articolo 5 del Trattato Atlantico</strong>, la clausola di difesa collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le <strong>operazioni ibride</strong> comprendono attacchi informatici, <strong>disinformazione strategica</strong>, <strong>interferenze economiche</strong> e <strong>presenze militari non dichiarate</strong>. Episodi come quello di Saatse sono dunque osservati con attenzione dagli alleati, poiché possono rappresentare <strong>tentativi di pressione psicologica</strong> o <strong>sondaggi tattici</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi mesi, oltre all’avvistamento in Estonia, sono stati registrati <strong>sorvoli di caccia MiG-31</strong> nelle vicinanze dello spazio aereo baltico e <strong>attacchi informatici mirati</strong> a infrastrutture civili e militari. La <strong>NATO</strong> ha risposto con un rafforzamento della <strong>sorveglianza integrata</strong> e con l’intensificazione delle <strong>missioni di pattugliamento aereo (Air Policing)</strong>, che garantiscono la sicurezza dei cieli baltici in collaborazione con le forze locali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10207,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/1200-3.jpg\" alt=\"&quot;Omini Verdi&quot; ai confini baltici: la NATO resta vigile sull’Estonia\" class=\"wp-image-10207\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Caccia MiG-31</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Ministro degli Esteri estone</strong> ha dichiarato che “la situazione rimane stabile”, ma ha ribadito la necessità di mantenere <strong>alta la vigilanza e la cooperazione con gli alleati</strong>. L’Alleanza, attraverso il <strong>Comando di Bruxelles</strong>, ha espresso <strong>pieno sostegno a Tallinn</strong> e ha confermato la disponibilità di ulteriori misure di deterrenza, se necessario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il precedente della Crimea e il ruolo della NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il riferimento al <strong>2014</strong>, quando le forze speciali russe <strong>Spetnaz</strong> comparvero in Crimea senza insegne, resta inevitabile. Allora, come oggi, la strategia russa si basava sulla <strong>“negazione plausibile”</strong>, ovvero sull’uso di reparti senza simboli ufficiali per evitare il riconoscimento formale di un’azione militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, tuttavia, lo scenario è profondamente diverso. La <strong>NATO</strong> ha rafforzato la propria presenza in Europa orientale con <strong>gruppi tattici multinazionali</strong> dislocati in Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia. Queste forze, costituite da contingenti di vari Paesi alleati — tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Italia — rappresentano un <strong>fattore di deterrenza concreta</strong> e un chiaro messaggio di solidarietà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10208,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/12-2.jpg\" alt=\"&quot;Omini Verdi&quot; ai confini baltici: la NATO resta vigile sull’Estonia\" class=\"wp-image-10208\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Spetsnaz, Russian Special Forces</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo gli <strong>analisti di sicurezza europei</strong>, l’episodio di Saatse va letto come un <strong>test politico e operativo</strong> piuttosto che come una minaccia diretta. Tuttavia, evidenzia la <strong>necessità di mantenere alta la prontezza militare e la coesione politica</strong> tra gli Stati membri dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>NATO</strong>, nel suo ultimo comunicato, ha ribadito che “ogni tentativo di intimidazione ai danni dei Paesi alleati sarà contrastato con fermezza e unità”. Il principio di <strong>difesa collettiva</strong>, sancito dal Trattato di Washington, rimane il pilastro su cui si fonda la sicurezza dell’Europa e del Nord Atlantico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, l’avvistamento degli <strong>“omini verdi” ai confini dell’Estonia</strong> rappresenta un <strong>segnale di tensione controllata</strong>, ma anche un <strong>test di stabilità per la NATO</strong>. L’Alleanza, forte della sua presenza militare e del coordinamento politico tra i membri, continua a garantire <strong>sicurezza, trasparenza e deterrenza</strong>, elementi fondamentali per preservare la pace nel continente europeo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/1760709600-whatsapp-image-2025-10-17-155857-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"estonia, NATO, russia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-18 18:54:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilgiornale.it/news/guerra/omini-verdidi-putin-ai-confini-delleuropa-2552762.html","difesanews":"1","video_art":"","galleria":""}
{"id":25493,"titolo":"Cooperazione transatlantica: Leonardo e Boeing uniscono esperienza e tecnologia per lo U.S. Army","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Leonardo</strong> e <strong>Boeing</strong> hanno annunciato una collaborazione per rispondere al requisito dello <strong>U.S. Army Flight School Next</strong>, il programma volto a definire la prossima generazione di <strong>sistemi e piattaforme per l’addestramento dei piloti militari americani</strong>. La proposta congiunta prevede una <strong>soluzione integrata “chiavi in mano”</strong>, basata su tecnologie collaudate e su un modello gestionale che garantisce <strong>efficienza, affidabilità e continuità operativa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’accordo unisce le <strong>esperienze complementari</strong> delle due aziende: <strong>Boeing</strong>, con una consolidata tradizione nella <strong>formazione e nel supporto operativo dell’Esercito statunitense</strong>, e <strong>Leonardo</strong>, con l’elicottero da addestramento <strong>AW119T</strong>, già impiegato con successo sul mercato americano e internazionale. L’obiettivo è offrire <strong>un sistema di formazione realistico, modulare e tecnologicamente avanzato</strong>, in linea con le nuove esigenze di addestramento digitale dello U.S. Army.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come ha dichiarato <strong>John Chicoli</strong>, Senior Director di <strong>Boeing Global Services</strong>, “<strong>due leader del settore uniscono le forze per offrire all’Esercito USA una soluzione integrata, innovativa e di lungo periodo</strong>, in grado di migliorare la prontezza e la qualità dell’addestramento dei piloti per l’intera durata del programma”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">AW119T: una piattaforma collaudata e flessibile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Elemento centrale della proposta è l’<strong>AW119T</strong>, <strong>elicottero monomotore da addestramento</strong> che ha accumulato <strong>oltre 100.000 ore di volo</strong>, di cui più di <strong>16.000 sotto regole di volo strumentale (IFR)</strong> e <strong>oltre 40.000 atterraggi in autorotazione</strong>. Il modello è già adottato dalla <strong>U.S. Navy</strong> per la formazione dei propri piloti e supportato da una <strong>rete logistica consolidata</strong>, che comprende <strong>130 unità operative</strong> e un <strong>centro di assistenza tecnica in Florida</strong>, situato nei pressi della base dello <strong>U.S. Army di Fort Rucker (Alabama)</strong>, principale polo addestrativo dell’aviazione militare americana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo <strong>Clyde Woltman</strong>, Amministratore Delegato di <strong>Leonardo Helicopters U.S.</strong>, “<strong>l’AW119T è una piattaforma collaudata</strong> che ogni giorno supporta la formazione dei piloti militari negli Stati Uniti. <strong>La collaborazione con Boeing</strong> consente di offrire allo U.S. Army <strong>capacità e valore nel tempo</strong> attraverso il programma Flight School Next”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10121,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Boeing-Leonardo-FSN-2.jpg\" alt=\"Cooperazione transatlantica: Leonardo e Boeing uniscono esperienza e tecnologia per lo U.S. Army\" class=\"wp-image-10121\" title=\"Cooperazione transatlantica: Leonardo e Boeing uniscono esperienza e tecnologia per lo U.S. Army\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Leonardo e Boeing </figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’elicottero presenta <strong>caratteristiche di sicurezza avanzate</strong>, come <strong>cabina e serbatoi rinforzati</strong>, capacità di eseguire <strong>atterraggi in autorotazione</strong> e addestramenti dedicati alla <strong>gestione delle emergenze in volo</strong>. Tutto ciò contribuisce a un <strong>profilo di rischio ridotto</strong> e a una <strong>piena operatività immediata</strong>, in linea con la necessità dello U.S. Army di disporre di strumenti addestrativi pronti e performanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Addestramento digitale e vantaggi operativi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La proposta <strong>Boeing-Leonardo</strong> comprende un <strong>sistema completo di addestramento</strong>, che include <strong>elicotteri, simulatori, istruttori, parti di ricambio e manutenzione</strong>, per un’offerta <strong>integrata, flessibile e scalabile</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’approccio formativo è <strong>basato sulle competenze</strong> e prevede un <strong>percorso di apprendimento in più fasi</strong>, che combina <strong>voli reali, simulazioni virtuali, istruttori digitali e analisi dei dati</strong>. Questa metodologia consente di <strong>personalizzare la formazione dei piloti</strong>, migliorare l’efficienza e <strong>ottimizzare l’utilizzo delle ore di volo</strong>, garantendo un <strong>miglior equilibrio tra costi e risultati operativi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal punto di vista logistico, il modello prevede <strong>programmi di manutenzione ottimizzati</strong>, <strong>calendarizzazione adattiva del training</strong> e <strong>logistica automatizzata</strong>, con l’obiettivo di <strong>massimizzare la disponibilità degli aeromobili</strong> e <strong>ridurre i tempi di fermo</strong>. L’integrazione di <strong>analisi predittive</strong> per la manutenzione preventiva rafforza ulteriormente la <strong>sicurezza e l’efficienza complessiva del sistema</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano industriale, <strong>Boeing</strong> mette a disposizione la propria esperienza nei <strong>servizi di missione e supporto per gli elicotteri AH-64 Apache</strong>, nonché competenze consolidate in <strong>integrazione sistemica, simulazione e sviluppo di programmi per istruttori</strong>. <strong>Leonardo</strong>, dal canto suo, apporta la <strong>capacità produttiva dell’AW119T</strong> e una <strong>rete di supporto tecnico già pienamente operativa</strong> sul territorio statunitense.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10123,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/thumb-1920-682918.jpg\" alt=\"Cooperazione transatlantica: Leonardo e Boeing uniscono esperienza e tecnologia per lo U.S. Army\" class=\"wp-image-10123\" title=\"Cooperazione transatlantica: Leonardo e Boeing uniscono esperienza e tecnologia per lo U.S. Army\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Elicottero AH-64 Apache</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La collaborazione si inserisce nel quadro della <strong>cooperazione industriale transatlantica</strong>, dimostrando come l’unione tra <strong>eccellenza tecnologica europea</strong> e <strong>capacità operativa americana</strong> possa generare <strong>soluzioni competitive e innovative</strong> per il settore della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questa iniziativa, <strong>Leonardo e Boeing</strong> intendono <strong>consolidare la loro presenza nel mercato statunitense</strong> e contribuire alla definizione di <strong>nuovi standard per l’addestramento elicotteristico militare globale</strong>, in cui <strong>simulazione avanzata, piattaforme reali e gestione digitale integrata</strong> rappresentano la chiave per <strong>formare i piloti del futuro</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/AA1OrWvw.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"Boeing, Leonardo, usarmy","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-18 09:34:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.leonardo.com/it/press-release-detail/-/detail/13-10-2025-boeing-and-leonardo-partner-for-us-army-flight-school-next-contract?f=%2Fhome","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25493-cooperazione-leonardo-boeing-u-s-army.mp4","galleria":""}
{"id":25486,"titolo":"AL 187° PARACADUTISTI FOLGORE: IL COLONNELLO PINTO PASSA IL TESTIMONE AL COLONNELLO BUFI","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>LIVORNO</strong> – Si è svolta questa mattina, presso la Caserma “Vannucci”, la cerimonia di avvicendamento al comando del<a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\"> <strong>187° Reggimento Paracadutisti “Folgore”</strong>,</a> alla presenza del <strong>Comandante della Brigata Paracadutisti “Folgore”</strong>, <strong>Generale di Brigata <a href=\"https://brigatafolgore.net/?s=BERNACCA\">Federico Bernacca</a></strong>, e delle autorità civili e militari del territorio. Nel corso della solenne cerimonia, il <strong>Colonnello Vincenzo Pinto</strong> ha ufficialmente passato il comando al <strong>Colonnello Girolamo Bufi</strong>, sancendo così il tradizionale momento di continuità e rinnovamento all’interno del reparto simbolo della specialità paracadutista dell’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’avvicendamento e il saluto alla Bandiera di Guerra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il passaggio di consegne, scandito dai tradizionali momenti cerimoniali e dal saluto alla <strong>Bandiera di Guerra del Reggimento</strong>, ha rappresentato un momento di forte intensità emotiva per i paracadutisti del 187°, che hanno reso onore al proprio Comandante uscente con disciplina e orgoglio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Colonnello Pinto</strong>, nel suo intervento di commiato, ha ringraziato gli uomini e le donne del Reggimento per la dedizione e la professionalità dimostrate in ogni circostanza, sottolineando come “ogni risultato raggiunto sia frutto dello spirito di squadra e del sacrificio quotidiano di chi indossa con onore il basco amaranto”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Colonnello Bufi</strong>, nel suo discorso di insediamento, ha espresso gratitudine per la fiducia accordata, assicurando il proprio impegno a proseguire nel solco tracciato dai suoi predecessori e a mantenere alto il livello di prontezza e addestramento che contraddistingue da sempre il 187° “Folgore”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10184,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"AL 187° PARACADUTISTI FOLGORE: IL COLONNELLO PINTO PASSA IL TESTIMONE AL COLONNELLO BUFI\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-18-085343.jpg\" alt=\"AL 187° PARACADUTISTI FOLGORE: IL COLONNELLO PINTO PASSA IL TESTIMONE AL COLONNELLO BUFI\" class=\"wp-image-10184\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">AL 187° PARACADUTISTI FOLGORE: IL COLONNELLO PINTO PASSA IL TESTIMONE AL COLONNELLO BUFI</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Due anni di intensa attività operativa e addestrativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il comando del <strong>Colonnello Pinto</strong>, il 187° Reggimento Paracadutisti “Folgore” ha preso parte a numerose attività operative e addestrative, sia sul territorio nazionale che all’estero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fra le principali missioni e esercitazioni internazionali figurano la <strong>Swift Response</strong>, condotta in <strong>Germania, Slovenia e Lituania</strong> a livello di Gruppo Tattico; la partecipazione alla <strong>Sniper Fest</strong> in Lituania con un team di tiratori scelti; e una complessa attività di <strong>combat survival in ambiente desertico</strong> svoltasi in <strong>Spagna</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non sono mancate le <strong>attività aviolancistiche</strong> in Germania e Lituania, durante le “jump week” con la tecnica della caduta libera, che hanno consolidato le capacità operative e la coesione dei reparti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano nazionale, i paracadutisti del 187° hanno svolto <strong>intensi cicli addestrativi</strong> presso i <strong>poligoni di tiro</strong> e i <strong>Centri di Addestramento Tattico (CAT)</strong> di <strong>Brunico</strong> e <strong>Monte Romano</strong>, oltre all’importante <strong>abilitazione al lancio di massa con doppia porta</strong> in collaborazione con la <strong>46ª Aerobrigata di Pisa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di particolare rilievo, la <strong>condotta dell’esercitazione multinazionale “Amaranth Beret”</strong>, che ha visto il Reggimento operare come ente pilota insieme a unità aviotrasportate della <strong>173ª Airborne Brigade</strong> statunitense, rafforzando la cooperazione e l’interoperabilità tra le forze alleate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10185,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"AL 187° PARACADUTISTI FOLGORE: IL COLONNELLO PINTO PASSA IL TESTIMONE AL COLONNELLO BUFI\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/saluto-bandiera-di-guerra-768x512-1.jpg\" alt=\"AL 187° PARACADUTISTI FOLGORE: IL COLONNELLO PINTO PASSA IL TESTIMONE AL COLONNELLO BUFI\" class=\"wp-image-10185\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">AL 187° PARACADUTISTI FOLGORE: IL COLONNELLO PINTO PASSA IL TESTIMONE AL COLONNELLO BUFI</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ruolo del 187° “Folgore”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>187° Reggimento Paracadutisti “Folgore”</strong> rappresenta una delle punte di diamante della <strong>Brigata Paracadutisti “Folgore”</strong>, reparto di élite dell’Esercito Italiano con sede a Livorno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Reggimento costituisce uno degli strumenti più flessibili e rapidamente proiettabili della Difesa italiana, capace di intervenire in tempi ridotti in scenari di crisi, operando con efficacia in tutti i contesti operativi, nazionali e internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il cambio di comando, il 187° “Folgore” rinnova il proprio impegno al servizio del Paese, mantenendo vive le tradizioni e i valori che da sempre contraddistinguono i <strong>paracadutisti italiani</strong>: coraggio, lealtà e spirito di sacrificio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/avvicendamento-comandanti-1024x683-1.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"187°ReggimentoParacadutistiFolgore, BrigataFolgore, CambiodiComando, CasermaVannucci, ColonnelloGirolamoBufi, ColonnelloVincenzoPinto, esercitoitaliano, GeneraleFedericoBernacca, Livorno, paracadutisti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-18 08:14:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.reportdifesa.it/cambio-di-comando-al-187-reggimento-paracadutisti-folgore-il-colonnello-vincenzo-pinto-lascia-il-comando-al-colonnello-girolamo-bufi/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25486-187-paracadutisti-folgore-pinto-colonnello-bufi.mp4","galleria":""}
{"id":25479,"titolo":"La nuova trincea europea: droni, satelliti e cooperazione militare entro il 2030","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Unione Europea definisce la sua visione militare per il prossimo decennio: più cooperazione, più integrazione industriale e una vera autonomia strategica. Con la presentazione della <strong>“Defence Readiness Roadmap 2030”</strong>, Bruxelles lancia un piano ambizioso per rafforzare le capacità di difesa comuni e ridurre la dipendenza da fornitori esterni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo è chiaro: almeno il <strong>40 % degli appalti per la difesa dovrà essere congiunto tra Stati membri</strong> e il <strong>55 % delle forniture dovrà provenire dall’industria europea</strong>. Un passo deciso verso una “difesa made in Europe”, meno frammentata e più interoperabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quattro priorità per la sicurezza del continente</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La roadmap UE individua quattro <strong>“progetti faro”</strong> destinati a costituire il cuore operativo della nuova architettura difensiva:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Difesa europea con droni</strong> – la cosiddetta <em>European Drone Defence Initiative</em>, pensata come un “muro digitale” di sensori e sistemi anti-drone integrati, capace di proteggere infrastrutture e confini da attacchi aerei a bassa quota.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sorveglianza del fianco orientale</strong> – un sistema multidominio per monitorare in tempo reale terra, mare e spazio aereo dell’Europa orientale, rafforzando la capacità di risposta rapida contro minacce ibride.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Scudo aereo europeo</strong> – coordinamento delle capacità di difesa missilistica e antiaerea, con l’obiettivo di garantire una protezione comune del cielo europeo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Scudo spaziale europeo</strong> – protezione delle infrastrutture orbitali, dei satelliti per comunicazioni, navigazione e osservazione, divenuti asset strategici per sicurezza e difesa.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10176,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"La nuova trincea europea: droni, satelliti e cooperazione militare entro il 2030\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-17-235756.jpg\" alt=\"La nuova trincea europea: droni, satelliti e cooperazione militare entro il 2030\" class=\"wp-image-10176\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La nuova trincea europea: droni, satelliti e cooperazione militare entro il 2030</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi quattro assi rappresentano la sintesi di un approccio integrato che combina innovazione tecnologica, cooperazione militare e sviluppo industriale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le nove coalizioni tematiche</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Cuore politico della strategia è la creazione di <strong>nove coalizioni di Stati membri</strong>, ognuna dedicata a un settore specifico di capacità difensiva: cyber-security, guerra elettronica, intelligence, logistica, mobilità militare, droni, spazio, munizionamento e innovazione industriale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’idea è superare la rigidità della cooperazione “a ventisette”, favorendo <strong>gruppi di Paesi che condividano interessi e risorse</strong> su base volontaria. In questo modo l’UE punta a creare un mosaico dinamico di progetti comuni, più flessibili e operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei cardini della Roadmap 2030 è la dimensione economica: Bruxelles vuole razionalizzare la spesa militare, troppo spesso duplicata tra i vari Paesi.<br>L’obiettivo del <strong>40 % di appalti congiunti</strong> punta a ottenere economie di scala, ridurre i costi e accelerare l’introduzione di nuove tecnologie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A supporto del processo è previsto il <strong>programma SAFE (Security Action for Europe)</strong>, un fondo da <strong>150 miliardi di euro</strong> destinato a cofinanziare investimenti comuni e progetti industriali nel settore della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, il <strong>55 % delle forniture dovrà provenire da aziende europee</strong>, favorendo la nascita di campioni continentali e consolidando la base tecnologica e industriale della difesa (EDTIB).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un nuovo contesto geopolitico</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra in Ucraina ha mostrato la vulnerabilità del fianco orientale e la necessità di reagire in modo coordinato a minacce sempre più ibride — dai cyber-attacchi alle incursioni con droni.<br>Da qui la spinta a sviluppare <strong>sistemi integrati di sorveglianza, intelligence e difesa</strong>, anche nello Spazio, dove i satelliti sono ormai parte integrante della sicurezza collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il “muro di droni” europeo, previsto operativo entro il 2027, nasce proprio da questa consapevolezza: l’Europa deve essere in grado di proteggersi e reagire autonomamente, senza dipendere da fornitori extra-UE o dalle sole capacità NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10177,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"La nuova trincea europea: droni, satelliti e cooperazione militare entro il 2030\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Immagine-2025-10-17-235906.jpg\" alt=\"La nuova trincea europea: droni, satelliti e cooperazione militare entro il 2030\" class=\"wp-image-10177\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La nuova trincea europea: droni, satelliti e cooperazione militare entro il 2030</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non mancano tuttavia le criticità:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Frammentazione industriale</strong>: molti Stati continuano a sostenere la propria industria nazionale, rallentando l’armonizzazione dei programmi comuni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Standardizzazione tecnica</strong>: l’interoperabilità resta un obiettivo complesso da raggiungere, soprattutto per sistemi d’arma e software.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Burocrazia e tempi lunghi</strong>: i meccanismi di procurement europei necessitano di maggiore flessibilità e rapidità decisionale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Volontà politica</strong>: l’integrazione della difesa richiede fiducia reciproca e un passo avanti verso una sovranità condivisa.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Benefici attesi</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo la Commissione, una politica comune della difesa consentirà di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>potenziare la <strong>deterrenza collettiva</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>stimolare <strong>ricerca e innovazione</strong> in settori strategici (AI, spazio, cyber);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>generare <strong>nuovi posti di lavoro qualificati</strong> nell’industria europea;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>rafforzare la <strong>posizione geopolitica dell’UE</strong> come attore autonomo e affidabile nel contesto NATO.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Roadmap 2030 segna una svolta nella storia della sicurezza europea.<br>L’Unione, dopo decenni di dibattiti, sembra aver imboccato la strada di una <strong>vera integrazione militare</strong>, spinta da necessità concrete e da un nuovo realismo strategico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo non è sostituire la NATO, ma costruire una <strong>“difesa europea complementare e interconnessa”</strong>, capace di garantire protezione, prontezza e autonomia decisionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sfida ora è tradurre la visione in realtà, superando le resistenze politiche e industriali.<br>Solo così — dai droni allo Spazio — l’Europa potrà davvero parlare con una sola voce in materia di difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":10170,\"href\":\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/10/15102025_Readiness2030_FactsheetSPP_0.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object></object><a id=\"wp-block-file--media-1e08ac20-4f00-4991-a0ab-fe2d760c3fba\" href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/10/15102025_Readiness2030_FactsheetSPP_0.pdf\">15102025_Readiness2030_FactsheetSPP_0</a><a href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/10/15102025_Readiness2030_FactsheetSPP_0.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-1e08ac20-4f00-4991-a0ab-fe2d760c3fba\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/3.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"autonomiastrategica, difesaeuropea, Droni, industriamilitare, InnovazioneTecnologica, NATO, roadmap2030, sicurezza, Spazio, UE","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-17 23:24:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://defence-industry-space.ec.europa.eu/eu-defence-industry/readiness-roadmap-2030_en","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25479-trincea-europea-droni-satelliti-cooperazione.mp4","galleria":""}
{"id":25471,"titolo":"L’Italia prepara l’Esercito Cyber: 1.500 unità per la difesa digitale nazionale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Roma, 17 ottobre 2025</strong> – L’Italia si prepara a entrare nella nuova frontiera della difesa: il cyberspazio.<br>Il ministro della Difesa <strong>Guido Crosetto</strong>, intervenendo a margine del forum Comolake, ha annunciato la creazione di una <strong>forza cibernetica nazionale</strong>, destinata a proteggere il Paese dagli attacchi informatici e ad agire, se necessario, in modo autonomo nel dominio digitale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>«Dovrebbe partire una prima struttura che possa contare su 1.200-1.500 unità, in larga parte operative – ha dichiarato Crosetto – ma l’obiettivo è arrivare a un organico più ampio, pienamente autonomo, capace di agire con efficacia su tutto lo spettro della minaccia».</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La guerra nel cyberspazio</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli attacchi informatici contro infrastrutture civili e militari europee si sono moltiplicati dall’inizio del conflitto in Ucraina, spesso condotti da gruppi di hacker filorussi.<br>Crosetto ha ricordato come «tutta l’Europa subisca costantemente incursioni digitali, senza poter sempre reagire in modo proporzionato».<br>La nuova struttura cyber risponde proprio a questa esigenza: passare da una postura puramente difensiva a una <strong>capacità di risposta attiva</strong>, con mezzi, uomini e regole d’ingaggio dedicate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La mossa si inserisce anche nel quadro più ampio delineato dalla <strong>Commissione Europea</strong>, che ha inserito il <strong>cyber, l’intelligenza artificiale e la guerra elettronica</strong> tra i pilastri della futura Difesa comune, insieme alla mobilità militare, ai droni, ai missili e ai sistemi di artiglieria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10154,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"L’Italia prepara l’Esercito Cyber: 1.500 unità per la difesa digitale nazionale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/esercito-1200-690x362-1.jpg\" alt=\"L’Italia prepara l’Esercito Cyber: 1.500 unità per la difesa digitale nazionale\" class=\"wp-image-10154\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Italia prepara l’Esercito Cyber: 1.500 unità per la difesa digitale nazionale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Cosa esiste già oggi</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto del “cyber-esercito” poggia su basi operative già consolidate.<br>Dal 2020, la Difesa italiana dispone del <strong>Comando per le Operazioni in Rete (COR)</strong>, struttura interforze responsabile della sicurezza dei sistemi informatici e delle operazioni nel dominio digitale.<br>Il COR garantisce la difesa tecnico-operativa delle reti del Ministero, gestisce incidenti e vulnerabilità, e coordina le informazioni tra i diversi teatri e le Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A livello di Forza Armata, l’Esercito ha inoltre costituito il <strong>9° Reggimento Sicurezza Cibernetica “Rombo”</strong>, parte della <strong>Brigata Informazioni Tattiche</strong>, specializzato nella protezione delle reti, nella cyber intelligence e nella guerra elettronica.<br>Elevato recentemente a rango di reggimento, il “Rombo” rappresenta la componente più avanzata della cyber-warfare terrestre italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul fronte dello Stato Maggiore, opera anche il <strong>VI Reparto “Informatica, Cyber e Telecomunicazioni”</strong>, con funzioni di indirizzo strategico e tecnico.<br>A livello nazionale, il coordinamento civile è affidato all’<strong>Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN)</strong>, istituita nel 2021, che collabora con la Difesa per garantire la sicurezza delle infrastrutture critiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10155,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’Italia prepara l’Esercito Cyber: 1.500 unità per la difesa digitale nazionale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/2.Presentazione-delle-capacita-cyber-al.jpeg\" alt=\"L’Italia prepara l’Esercito Cyber: 1.500 unità per la difesa digitale nazionale\" class=\"wp-image-10155\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Italia prepara l’Esercito Cyber: 1.500 unità per la difesa digitale nazionale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un progetto interforze e interministeriale</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa prevede una <strong>struttura operativa h24/365</strong>, composta da personale <strong>militare e civile</strong>, in grado di reagire in tempo reale a ogni minaccia informatica.<br>La componente civile sarà cruciale per attingere a competenze tecnologiche, universitarie e industriali, oggi spesso più sviluppate nel settore privato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo “Esercito Cyber Nazionale”, secondo fonti di <strong>CyberSecItalia</strong> e <strong>Formiche.net</strong>, dovrebbe essere inquadrato giuridicamente nel <strong>DDL Minardo</strong>, attualmente in discussione parlamentare, che definirà ruoli, responsabilità e catena di comando.<br>Il modello operativo seguirà la logica delle <strong>Joint Cyber Commands</strong> già attive in altri Paesi NATO, con centri di comando permanenti e capacità di deterrenza attiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i compiti principali della nuova forza cibernetica:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Proteggere le infrastrutture critiche nazionali</strong> (energia, trasporti, telecomunicazioni, finanza).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Difendere i sistemi militari</strong> e le reti di comando e controllo delle missioni in Italia e all’estero.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Condurre operazioni di contromisura</strong> contro attacchi di matrice ostile o statuale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Garantire la resilienza digitale</strong> del sistema Paese e la continuità operativa dei servizi essenziali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sviluppare la cooperazione con NATO, UE e partner industriali</strong> nel campo della difesa cibernetica.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3242,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’Italia prepara l’Esercito Cyber: 1.500 unità per la difesa digitale nazionale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/a1f771ba-f02a-4ca8-b7cf-a904d797330f.jpg\" alt=\"Crosetto e la frase shock: «La Nato non ha più ragione di esistere». Ecco cosa intendeva dire il ministro della Difesa - VIDEO - DIFESANEWS.COM - Notizie difesa, sicurezza e geopolitica\" class=\"wp-image-3242\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Italia prepara l’Esercito Cyber: 1.500 unità per la difesa digitale nazionale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il piano prevede anche un forte investimento nella <strong>formazione specialistica</strong>, con corsi dedicati presso le scuole di formazione militare, programmi congiunti con università e centri di ricerca, e la creazione di un <strong>polo cyber nazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sfide aperte</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La realizzazione del progetto dovrà affrontare alcune sfide cruciali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Reclutamento e trattenimento dei talenti</strong>, in un mercato del lavoro dove la cybersecurity è fortemente competitiva.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Chiarezza normativa</strong> sulle regole d’ingaggio e sulla legittimità delle operazioni attive.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Evitare duplicazioni</strong> con l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e altre strutture civili.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Interoperabilità tecnologica</strong> tra le diverse Forze Armate e i partner alleati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Aggiornamento costante</strong> di competenze e strumenti, per fronteggiare minacce sempre più evolute basate su intelligenza artificiale e deepfake.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’avvio dell’Esercito Cyber, l’Italia punta a entrare stabilmente nel club dei Paesi dotati di una <strong>capacità cibernetica militare autonoma</strong>, affiancando alle forze tradizionali un nuovo dominio operativo.<br>Un passo che non riguarda solo la sicurezza digitale, ma anche la <strong>sovranità tecnologica e strategica</strong> del Paese, nel contesto di una competizione globale che si gioca sempre più dietro uno schermo.<br></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/9114518-scaled-1-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"ACN, brigatainformazionitattiche, cyberdefence, difesadigitale, esercitoitaliano, guerraibrida, GuidoCrosetto, NATO, sicurezzainformatica","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-17 18:24:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilsole24ore.com/art/dai-civili-e-militari-coinvolti-missione-ricoprire-ecco-come-sara-l-esercito-cyber-dell-italia-AHruSkDD","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25471-italia-esercito-cyber-1-500-unita-difesa-digitale.mp4","galleria":""}
{"id":25465,"titolo":"Ruggito NATO a Beja: concluso il Tiger Meet 2025, 79 velivoli e 12 nazioni unite sotto il segno della tigre","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Beja (Portogallo), 13 ottobre 2025</strong> — Si è conclusa nei giorni scorsi l’edizione 2025 della celebre esercitazione aerea <strong>NATO Tiger Meet (NTM 2025)</strong>, ospitata quest’anno dalla <strong>Força Aérea Portuguesa</strong> presso la base aerea di <strong>Beja</strong>. L’evento, che dal 1960 riunisce i reparti di volo contraddistinti dal simbolo della tigre, rappresenta una delle occasioni più prestigiose di addestramento multinazionale e cooperazione all’interno dell’Alleanza Atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un’esercitazione di alto profilo operativo</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Tiger Meet è da sempre sinonimo di interoperabilità e spirito di squadra tra le forze aeree alleate. L’edizione 2025 ha visto la partecipazione di <strong>79 velivoli</strong>, <strong>19 reparti</strong> e circa <strong>1.700 militari</strong> provenienti da <strong>12 Paesi</strong>: Austria, Francia, Germania, Grecia, Italia, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Spagna, Svizzera e Turchia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10138,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Ruggito NATO a Beja: concluso il Tiger Meet 2025, 79 velivoli e 12 nazioni unite sotto il segno della tigre\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/b6977bfc-705c-43ac-b20f-4655f41a6c1b-scaled.jpg\" alt=\"Ruggito NATO a Beja: concluso il Tiger Meet 2025, 79 velivoli e 12 nazioni unite sotto il segno della tigre\" class=\"wp-image-10138\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ruggito NATO a Beja: concluso il Tiger Meet 2025, 79 velivoli e 12 nazioni unite sotto il segno della tigre</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività addestrative si sono concentrate su <strong>missioni COMAO (Composite Air Operations)</strong>, <strong>supporto aereo ravvicinato (Close Air Support – CAS)</strong> e <strong>ricerca e soccorso in ambiente ostile (Personnel Recovery – PR)</strong>.<br>Attraverso scenari complessi e realistici, gli equipaggi hanno potuto testare e migliorare la <strong>sinergia tra assetti ad ala fissa, ala rotante e sistemi di supporto</strong>, elemento chiave per l’efficacia delle operazioni moderne in contesti multi-dominio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L’importanza del Tiger Meet per la cooperazione NATO</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alla componente operativa, l’esercitazione mantiene un forte valore simbolico e identitario. Le “tigri” dei vari reparti rappresentano un network di unità d’élite che condividono <strong>esperienze, tradizioni e valori comuni</strong>, in un contesto che favorisce la crescita professionale e lo scambio di competenze.<br>L’obiettivo principale è quello di <strong>rafforzare la coesione e l’interoperabilità tra le forze alleate</strong>, contribuendo alla prontezza operativa collettiva della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10137,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Ruggito NATO a Beja: concluso il Tiger Meet 2025, 79 velivoli e 12 nazioni unite sotto il segno della tigre\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/6fca0f1d-13c8-47e5-ae84-2af13574f6d2.jpg\" alt=\"Ruggito NATO a Beja: concluso il Tiger Meet 2025, 79 velivoli e 12 nazioni unite sotto il segno della tigre\" class=\"wp-image-10137\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ruggito NATO a Beja: concluso il Tiger Meet 2025, 79 velivoli e 12 nazioni unite sotto il segno della tigre</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come di consueto, l’Italia ha avuto un ruolo di rilievo grazie alla partecipazione di due prestigiosi reparti dell’<strong>Aeronautica Militare</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>il <strong>XII Gruppo Volo</strong> del <strong>36° Stormo Caccia</strong> di <strong>Gioia del Colle (BA)</strong>, con caccia <strong>Eurofighter Typhoon</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il <strong>21° Gruppo Volo</strong> del <strong>9° Stormo</strong> di <strong>Grazzanise (CE)</strong>, con elicotteri <strong>HH-101 Caesar</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Entrambi i reparti hanno presentato velivoli in <strong>livrea “Special Color”</strong> dedicata all’evento: un Typhoon decorato con una <strong>tigre bianca e motivi verde-oro</strong> ispirati alla <strong>351ª Squadriglia “Tigri Bianche”</strong> di Gioia del Colle, e un HH-101 ornato da una <strong>tigre ruggente</strong> che celebra la tradizione del 21° Gruppo.<br>Le colorazioni, oltre ad essere un simbolo di appartenenza, rappresentano l’orgoglio e la creatività che da sempre caratterizzano il Tiger Meet, trasformando l’esercitazione anche in una vetrina di arte aeronautica e tradizione militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un bilancio positivo</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Tiger Meet 2025</strong> ha confermato ancora una volta la sua importanza strategica come piattaforma di cooperazione e addestramento per le forze aeree della NATO. L’elevato livello di integrazione raggiunto tra i reparti partecipanti testimonia l’efficacia del modello addestrativo dell’Alleanza, fondato su <strong>spirito di corpo, professionalità e interoperabilità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La prossima edizione del Tiger Meet si svolgerà nel 2026 in un’altra base europea, proseguendo la lunga tradizione di questo appuntamento che unisce, sotto il segno della tigre, le aviazioni di mezzo mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/522748d6-c952-4553-8992-b3e439c64d90.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"36°Stormo, 9°Stormo, aeronauticamilitare, AviazioneMilitare, Beja, DifesaAerea, esercitazioniNATO, EurofighterTyphoon, HH-101, interoperabilità, NATO, Portogallo, Tags: TigerMeet 2025","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-15 21:54:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/smd/news-italia/tiger-meet-2025-conclusa-a-beja-portogallo-esercitazione-internazionale-nato/81170.html","difesanews":"1","video_art":"","galleria":""}
{"id":25389,"titolo":"Intervista esclusiva all'Incursore Luca Fois: dalle Forze Speciali alla conquista delle Dolomiti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da Paracadutista della Folgore a Incursore delle Forze Speciali, fino a un progetto estremo: le<strong> 86 cime oltre i 3000 metri delle Dolomiti in 86 giorni</strong>. La storia del <strong>Sergente Maggiore Paracadutista Incursore (in congedo) Luca Fois</strong> è un filo teso tra evoluzione professionale e ricerca dei propri limiti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ecco un breve estratto dell’intervista realizzata da <strong><a href=\"https://difesanews.com/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">DifesaNews.com</a></strong>, in collaborazione con <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">BrigataFolgore.net</a></strong>, per il podcast <em><a href=\"https://difesanews.com/nasce-il-podcast-debriefing-talks-storie-di-soldati/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">“Debriefing Talks – Storie di Soldati”</a></em>, che potete ascoltare integralmente su <strong><a href=\"https://www.youtube.com/watch?v=Kp2TY-wNOM0\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">YouTube</a></strong> e <strong><a href=\"https://open.spotify.com/episode/2J0aRsJMuhsAiLhNqIqZqG?si=u-qPR6NMS7qdwQh374gqyg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Spotify</a></strong>.  Fois racconta cosa lo ha spinto a “alzare l’asticella” nella sua vita militare, come sono cambiati reparti e tecnologie, perché oggi servono testa e studio quanto muscoli, e perché la parola che riassume tutto è: <strong>irripetibile</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":25413,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/fois4.jpg\" alt=\"Intervista esclusiva all'incursore in congedo Luca Fois: &quot;L’operatore di forze speciali non è lo Schwarzenegger di Commando: è un ibrido capace di studiare e di fare, con equilibrio tra mente e corpo.&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-25413\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Dal 186º Folgore al 9º Col Moschin, passando per il 185º RAO: qual è stata la molla iniziale?</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Fois.</strong> «All’inizio c’era un’idea romantica: viaggiare, stare all’aperto, fare il Paracadutista. Avevo amici che avevano servito in Somalia nella Folgore e i loro racconti mi hanno acceso la curiosità. Entrato, ho scoperto che potevo professionalizzarmi di continuo: come uno chef che parte da aiuto-cuoco e poi cerca ingredienti e corsi sempre più complessi. La passione ti spinge naturalmente un gradino più su.»</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Hai servito nei reparti più duri dell'Esercito</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>F.</strong> «“Più duri” è opinabile. Diciamo i più selettivi: statistiche alla mano quelli con più defezioni e non idonei. La durezza è personale; la difficoltà d’accesso è nei numeri.»</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":25417,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/fois5-1024x664.jpg\" alt=\"Intervista esclusiva all'incursore in congedo Luca Fois: &quot;L’operatore di forze speciali non è lo Schwarzenegger di Commando: è un ibrido capace di studiare e di fare, con equilibrio tra mente e corpo.&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-25417\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Nel cuore delle operazioni speciali per 14 anni. Come è cambiato quel mondo?</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>F.</strong> «Materiali e tecnologia hanno avuto un’accelerazione impressionante: visori, termiche, sensori, poi droni e contromisure. L’Italia, specie sui reparti di forze speciali, è <strong>in linea</strong> con gli alleati: testiamo e introduciamo in servizio le ultime innovazioni. Siamo una grande organizzazione: il resto dell'Esercito segue (con tempi suoi), ma è al passo.»</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Droni e IA cambieranno il soldato?</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>F.</strong> «La tecnologia evolve, non si torna indietro, ma resterà <strong>uomo-centrico</strong>. Automazione e autonomia cresceranno; però il campo, alla fine, riduce tutto all’essenziale: decisione, responsabilità, presenza.»</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":25428,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/fois7-1024x683.jpg\" alt=\"Intervista esclusiva all'incursore in congedo Luca Fois: &quot;L’operatore di forze speciali non è lo Schwarzenegger di Commando: è un ibrido capace di studiare e di fare, con equilibrio tra mente e corpo.&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-25428\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Due fronti, una generazione: Afghanistan vs Ucraina</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>F.</strong> «Parlo per esperienza e per i numeri che mi arrivano da amici impegnati in Ucraina come supporto medico . In Afghanistan, in uno scenario prevalentemente asimmetrico, la catena <strong>MEDEVAC</strong> era robusta. In condizioni normali, <strong>entro 60 minuti</strong> eri in <strong>Role 2</strong> con assistenza avanzata. Non è solo efficienza: è <strong>psicologia operativa</strong>. Combatti sapendo che, se salti su un IED o prendi fuoco nemico, in un’ora trovi chirurgo, anestesista, sangue, tutto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In <strong>Ucraina</strong> è diverso: guerra <strong>prevalentemente simmetrica</strong>, fronti continui, artiglieria, droni, linee logistiche stressate, trincee e retrovie su più livelli. È diventato molto più complesso. Spesso <strong>prima di vedere un medic passano ore</strong> — anche <strong>sei o più</strong>. La tecnologia è avanzata (sensori, termiche, droni, contromisure), ma su <strong>copertura logistica</strong> e <strong>tempestività medica</strong> abbiamo fatto un passo indietro. È duro dirlo, ma il campo di battaglia lì è un film dell’orrore: <strong>mi auguro che l’Italia non debba mai vederlo</strong>.»</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">A un giovane che sogna le Forze Speciali, oggi, cosa diresti?</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>F.</strong> «Arrivare <strong>consapevoli</strong>. Il lavoro oggi è meno “cinetico” e molto più <strong>formativo</strong>. Servono topografia, trigonometria, fisica, chimica, matematica applicata. Bisogna studiare. L’operatore di forze speciali non è lo Schwarzenegger di <em>Commando</em>: è un elemento ibrido capace di studiare e di fare, con equilibrio tra mente e corpo.»</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":25418,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/fois6.jpg\" alt=\"Intervista esclusiva all'incursore in congedo Luca Fois: &quot;L’operatore di forze speciali non è lo Schwarzenegger di Commando: è un ibrido capace di studiare e di fare, con equilibrio tra mente e corpo.&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-25418\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">80/B e OBOS, ieri e oggi: mito e realtà.</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>F.</strong> «Per accedere al 185º RAO ho fatto uno dei primi OBOS aperti alla truppa esterna al 9º. L’80/B degli anni ’90 era <strong>più fisico</strong>; l’OBOS di oggi è stato “ottimizzato” e richiede <strong>più tenuta mentale</strong>. Cambiano gli uomini, si aggiorna la selezione.»</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Reclutamento e transizione: come renderli attrattivi?</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>F.</strong> «Serve <strong>un patto formativo</strong>: anni buoni alla Forza Armata in parallelo a un <strong>percorso di studi</strong> (lauree/qualifiche <strong>spendibili fuori</strong>). Poi una <strong>filiera di reimpiego</strong> con aziende pubbliche e private. Il vantaggio è per tutti: Forza Armata, imprese, società.»</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":25414,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/fois3-1024x683.jpg\" alt=\"Intervista esclusiva all'incursore in congedo Luca Fois: &quot;L’operatore di forze speciali non è lo Schwarzenegger di Commando: è un ibrido capace di studiare e di fare, con equilibrio tra mente e corpo.&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-25414\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il momento più duro in carriera?</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>F.</strong> «Non i miei infortuni, ma quelli degli altri. In un distaccamento da 10–12 persone sei una famiglia: <strong>infortuni gravi o lutti colpiscono come a casa</strong>. E il senso di colpa è un rischio reale.»</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">“86 Dolomites”: come è nata l'idea?</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>F.</strong> «Volevo dimostrare che sappiamo fare bene anche fuori dal mestiere d’armi. Ho messo su un team: un piccolo “distaccamento” (logistica, materiali, alimentazione). <strong>60 cime</strong> completate: meteo durissimo (18 giorni persi su 53), partenze tardive (alcune cime richiedono condizioni invernali). Potevamo arrivare forse a 70, ma ci siamo guardati in faccia e abbiamo chiuso. Troppo rischioso. Non lo rifarei: alcune cime sono <strong>pericolose e poco “protette”</strong>.»</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":25412,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/fois2-e1760441995439-1024x632.jpg\" alt=\"Intervista esclusiva all'incursore in congedo Luca Fois: &quot;L’operatore di forze speciali non è lo Schwarzenegger di Commando: è un ibrido capace di studiare e di fare, con equilibrio tra mente e corpo.&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-25412\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">E adesso?</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>F.</strong> «Altri progetti, <strong>bici e nuoto</strong> nel medio termine. L’obiettivo non è “battere qualcuno”, ma mostrare che a 40 anni—con disciplina—puoi performare in sport diversi. Nuovi record? Sì, ma cercando <strong>qualcosa che non ha ancora fatto nessuno</strong>.»</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">“Ardito Gin”: perché un gin (anzi, tre) con gli amici di reparto?</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>F.</strong> «Per <strong>restare uniti</strong>. Un progetto più di amicizia che di business: da una base <em>London Dry</em> nascono tre prodotti (“Ardente”, “Audace”, “Amante”) con lavorazioni diverse. È il nostro pretesto per sentirci e rimanere squadra.»</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Una parola per riassumere tutto?</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>F.</strong> «<strong>Irripetibile</strong>. Ho avuto infortuni, colpi di fortuna, compagni straordinari. Si sono allineati tanti pianeti. Difficile ripetersi. Oggi valuto di più i rischi: ho famiglia. Ho fatto 60 cime. Alcune erano davvero “50-50”.»</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Ascolta l'intervista su YouTube</em>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:html -->\n<iframe width=\"560\" height=\"315\" src=\"https://www.youtube.com/embed/Kp2TY-wNOM0?si=pdLY0KAWJTWMgleZ\" title=\"YouTube video player\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen></iframe>\n<!-- /wp:html -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Su Spotify:</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:html -->\n<iframe data-testid=\"embed-iframe\" style=\"border-radius:12px\" src=\"https://open.spotify.com/embed/episode/2J0aRsJMuhsAiLhNqIqZqG?utm_source=generator\" width=\"100%\" height=\"352\" frameBorder=\"0\" allowfullscreen=\"\" allow=\"autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture\" loading=\"lazy\"></iframe>\n<!-- /wp:html -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Fotografie per gentile concessione di Luca Fois</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/fois-main.jpg","categoria":"Blog, Forze Speciali","tags":"185rao, acquisitore, ColMoschin, folgore, incursore, paracadutista","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-14 15:06:49","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25389-intervista-esclusiva-allincursore-luca-fois-dalle-forze-speciali-alla-conquista-delle-dolomiti.mp4","galleria":""}
{"id":25382,"titolo":"L’Europa sfida SpaceX: nasce il nuovo razzo riutilizzabile di ESA e Avio","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Roma, 13 ottobre 2025</strong> – L’Europa sfida Spacex nella corsa allo spazio. Durante il <strong>Congresso Astronautico Internazionale di Sydney</strong>, il <strong>29 settembre 2025</strong>, l’<strong>Agenzia Spaziale Europea (ESA)</strong> e l’italiana <strong>Avio</strong> hanno siglato un accordo da <strong>40 milioni di euro</strong> per lo sviluppo di un <strong>dimostratore di stadio superiore riutilizzabile</strong>, una tecnologia chiave destinata a ridisegnare il futuro del lancio spaziale europeo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo è ambizioso: realizzare un sistema competitivo con i colossi americani, in particolare <strong>SpaceX</strong>, che con i suoi <strong>Falcon 9</strong> e <strong>Starship</strong> domina il mercato globale dei lanci orbitali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un’alleanza strategica per l’autonomia spaziale europea</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contratto, della durata di <strong>due anni</strong>, prevede la <strong>progettazione preliminare</strong> e la <strong>definizione delle tecnologie necessarie</strong> sia per le infrastrutture di terra che per quelle di volo. Entro pochi anni, il programma dovrebbe portare alla realizzazione di un <strong>prototipo capace di volare e rientrare nell’atmosfera</strong>, gettando le basi per un nuovo tipo di <strong>lanciatore europeo riutilizzabile, efficiente e sostenibile</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10085,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-14-054906.png\" alt=\"L’Europa sfida SpaceX: nasce il nuovo razzo riutilizzabile di ESA e Avio\" class=\"wp-image-10085\" title=\"L’Europa sfida SpaceX: nasce il nuovo razzo riutilizzabile di ESA e Avio\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Europa sfida SpaceX: nasce il nuovo razzo riutilizzabile di ESA e Avio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>ESA ha diffuso sui propri canali social un <strong>primo rendering concettuale</strong>, che mostra linee futuristiche simili alla Starship americana: uno <strong>stadio superiore autonomo</strong>, capace di rientrare e di essere riutilizzato più volte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“<strong>Questo contratto è importante su due fronti</strong>”, ha dichiarato <strong>Toni Tolker-Nielsen</strong>, direttore dei trasporti spaziali dell’ESA. “<strong>Nel breve periodo affrontiamo le criticità tecnologiche, ma nel lungo termine gettiamo le fondamenta per il futuro spaziale dell’Europa</strong>”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tecnologie chiave e ricadute industriali</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto si fonda sull’esperienza accumulata da Avio con il <strong>lanciatore Vega</strong> e sulle innovazioni europee in materia di <strong>propulsione a liquido avanzata</strong>, <strong>rientro controllato</strong> e <strong>recupero dei veicoli spaziali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo stadio riutilizzabile potrà essere impiegato nelle future evoluzioni di <strong>Vega</strong> o nei <strong>nuovi sistemi di lancio europei</strong> in fase di studio. Il programma rappresenta inoltre un volano per la <strong>filiera industriale italiana</strong>, che conferma la propria leadership tecnologica nel settore dei lanciatori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questa iniziativa, l’Europa punta a <strong>ridurre i costi di accesso allo spazio</strong>, ad <strong>aumentare la frequenza dei lanci</strong> e a <strong>rafforzare la propria autonomia strategica</strong> in un dominio sempre più competitivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un’Europa che accelera sull’innovazione</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto rientra nella più ampia strategia dell’ESA denominata <strong>“European Launcher Challenge”</strong>, un programma volto a <strong>stimolare l’innovazione</strong> e a garantire all’Unione un <strong>accesso indipendente allo spazio</strong>, anche grazie a partenariati pubblico-privati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10086,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-14-054605.jpg\" alt=\"L’Europa sfida SpaceX: nasce il nuovo razzo riutilizzabile di ESA e Avio\" class=\"wp-image-10086\" title=\"L’Europa sfida SpaceX: nasce il nuovo razzo riutilizzabile di ESA e Avio\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Europa sfida SpaceX: nasce il nuovo razzo riutilizzabile di ESA e Avio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, l’agenzia prosegue con <strong>Space Rider</strong>, la navetta riutilizzabile per missioni in orbita bassa, e con lo sviluppo di <strong>Susie</strong>, la proposta di stadio riutilizzabile presentata da <strong>ArianeGroup</strong> nel 2022.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche <strong>Cina</strong> e <strong>Stati Uniti</strong> continuano a spingere sull’acceleratore della riusabilità: Pechino ha recentemente aggiornato il progetto del <strong>Long March 9</strong>, il suo super razzo interamente riutilizzabile, mentre SpaceX si prepara ai test orbital-point-to-point della <strong>Starship</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la collaborazione tra <strong>ESA e Avio</strong>, l’Europa dimostra di non voler restare spettatrice. Il futuro dei lanci spaziali si gioca sulla <strong>capacità di innovare, riutilizzare e rendere sostenibile l’accesso all’orbita</strong> – e questa volta, l’Italia sarà in prima linea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/22.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"ArianeGroup, autonomiastrategicaeuropea, Avio, ESA, EuropeanLauncherChallenge, industriaspazialeitaliana, razzoriutilizzabile, SpaceRider, SpaceX, Vega","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-14 05:14:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.avio.com/it/comunicati-stampa/avio-firma-contratto-da-40-milioni-di-euro-con-lagenzia-spaziale-europea-sviluppo","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25382-europa-sfida-spacex-razzo-riutilizzabile-esa-avio.mp4","galleria":""}
{"id":25376,"titolo":"Decolla la nuova generazione dei piloti: a Galatina i primi voli sul T-345A","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Galatina (LE), 13 ottobre 2025 – Presso l’aeroporto “Fortunato Cesari” di Galatina, sede del 61° Stormo dell’Aeronautica Militare, sono ufficialmente iniziati i primi voli operativi con il <strong>nuovo velivolo d’addestramento T-345A</strong>, segnando una tappa fondamentale nell’evoluzione della formazione dei futuri piloti militari. I primi allievi a decollare sul trainer di nuova generazione appartengono all’Aeronautica Militare e alla <strong>Forza Aerea olandese</strong>, confermando il carattere internazionale della scuola di volo salentina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dalla teoria al volo reale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attività in volo ha preso il via dopo un intenso periodo di <strong>ground school</strong>, comprendente lezioni teoriche e numerose sessioni sui simulatori. Grazie a queste, gli allievi hanno acquisito familiarità con i sistemi del nuovo aeroplano e sviluppato le competenze necessarie per il passaggio al volo reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>T-345A</strong>, progettato e costruito in Italia da <strong>Leonardo</strong>, rappresenta un concentrato di tecnologia e innovazione. Dotato di avionica avanzata, comandi digitali e un’elevata efficienza operativa, il nuovo jet trainer consente di migliorare gli standard qualitativi dell’addestramento, riducendo i costi e aumentando la sostenibilità delle missioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10014,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Decolla la nuova generazione dei piloti: a Galatina i primi voli sul T-345A\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Primi-voli-sul-nuovo-T-345A-per-gli-allievi-piloti-in-formazione-al-61°-Stormo-202510-8-1024x684-1.jpg\" alt=\"Decolla la nuova generazione dei piloti: a Galatina i primi voli sul T-345A\" class=\"wp-image-10014\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Decolla la nuova generazione dei piloti: a Galatina i primi voli sul T-345A</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Insieme al <strong>Ground Based Training System (GBTS)</strong> di Leonardo, il T-345A costituisce un sistema di formazione completamente integrato, in grado di simulare scenari realistici e complessi riducendo le ore di volo necessarie. L’integrazione con il T-346A – già impiegato per la fase avanzata dell’addestramento – permetterà un percorso formativo più fluido e coerente per i piloti destinati alle linee aerotattiche come <strong>Eurofighter</strong> ed <strong>F-35</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La leadership italiana nell’addestramento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“<strong>L’avvio delle attività reali sul T-345 rappresenta un passaggio storico per il nostro Reparto</strong> – ha dichiarato il <strong>Colonnello Gianfranco Liccardo</strong>, Comandante del 61° Stormo –. Il nuovo velivolo ci consente di rispondere alle esigenze addestrative future della Forza Armata e dei Paesi partner, rafforzando il ruolo di eccellenza che la scuola di Galatina svolge nella preparazione dei piloti militari”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10015,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Decolla la nuova generazione dei piloti: a Galatina i primi voli sul T-345A\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Primi-voli-sul-nuovo-T-345A-per-gli-allievi-piloti-in-formazione-al-61°-Stormo-202510-7-1024x684-1.jpg\" alt=\"Decolla la nuova generazione dei piloti: a Galatina i primi voli sul T-345A\" class=\"wp-image-10015\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Decolla la nuova generazione dei piloti: a Galatina i primi voli sul T-345A</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante una recente visita, il <strong>Generale di Squadra Aerea Francesco Vestito</strong>, Comandante delle Scuole dell’Aeronautica Militare e della 3ª Regione Aerea, ha incontrato gli allievi, ricordando loro che “dedizione, professionalità e senso del dovere restano i valori fondamentali per affrontare con successo il cammino verso il brevetto di pilota militare”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>61° Stormo</strong> si conferma un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale nel campo dell’addestramento al volo. La Scuola gestisce tre delle quattro fasi dell’iter formativo dei piloti militari:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>la <strong>Fase II (Primary Pilot Training)</strong>, comune a tutti gli allievi;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>la <strong>Fase III (Specialized Pilot Training)</strong>, riservata ai selezionati per le linee da combattimento;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>la <strong>Fase IV (Lead In-to Fighter Training – LIFT)</strong>, propedeutica all’impiego sui caccia di ultima generazione, gestita dal <strong>212° Gruppo Volo/IFTS</strong> presso la base di <strong>Decimomannu (CA)</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il T-345A, l’Aeronautica Militare e l’industria nazionale consolidano una sinergia che proietta l’Italia ai vertici mondiali dell’addestramento al volo, capace di coniugare <strong>innovazione tecnologica, sostenibilità e cooperazione internazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/Primi-voli-sul-nuovo-T-345A-per-gli-allievi-piloti-in-formazione-al-61°-Stormo-202510-2.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#IFTS, 61°Stormo, AddestramentoPiloti, aeronauticamilitare, ForzaAereaOlandese, Galatina, Leonardo, T-345A","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-14 03:54:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/news/primi-voli-sul-nuovo-t-345a-per-gli-allievi-piloti-in-formazione-al-61-stormo/","difesanews":"1","video_art":"","galleria":""}
{"id":25369,"titolo":"Nasce il podcast DEBRIEFING TALKS – STORIE DI SOLDATI","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Dietro ogni missione ci sono uomini, decisioni e sacrifici che raramente vengono raccontati.</strong><br>Da questa consapevolezza nasce <strong>DEBRIEFING TALKS – Storie di Soldati</strong>, il nuovo podcast ideato da <strong>DifesaNews.com</strong> in collaborazione con <strong>BrigataFolgore.net</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un progetto che dà voce a chi c’era davvero</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attraverso interviste, analisi e racconti autentici, DEBRIEFING TALKS porta all’ascoltatore la dimensione più umana del mondo militare: quella fatta di addestramento, cameratismo, paura, coraggio e scelte difficili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni episodio è un <em>debriefing</em> — un momento di riflessione, in cui chi ha vissuto in prima persona certe esperienze condivide cosa significhi davvero “esserci”, lontano dalle narrazioni ufficiali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il podcast si propone di offrire una prospettiva diretta e sincera su ciò che accade dietro la vita quotidiana di un soldato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Non parliamo di guerra, ma di uomini. Delle loro storie, della loro disciplina, dei valori e dei momenti che li hanno segnati per sempre.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Già disponibile su <a href=\"https://youtube.com/playlist?list=PLA8JeFz9idkJ6hFNna5JZyJoJZd9SAFtX&amp;si=nl_V4sIGCT5qA1st\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">YouTube</a> (anche in versione <a href=\"https://music.youtube.com/playlist?list=PLA8JeFz9idkJ6hFNna5JZyJoJZd9SAFtX&amp;si=KMQWdtRT9Q1cTo1X\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Music</a>), nella sezione <a href=\"https://difesanews.com/podcasts/debriefing-talks-storie-di-soldati/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Podcast</a> di DIFESANEWS.COM, su <a href=\"https://open.spotify.com/show/0HWEvhnv1Ic7Mc45BJJcFf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Spotify</a> e, a breve, su Apple Podcasts (iTunes), <strong>DEBRIEFING TALKS – Storie di Soldati</strong> inaugura un nuovo modo di raccontare il mondo militare: autentico, rispettoso e appassionato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Primo episodio: Dalla Folgore al Col Moschin, abbiamo intervistato Luca Fois, il Soldato Totale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo primo episodio di <strong>DEBRIEFING TALKS</strong>, Luca Fois racconta cosa lo ha spinto ad arruolarsi, le sfide che lo hanno portato fino alle Forze Speciali e l’evoluzione vissuta nel tempo — addestrativa e tecnologica — all’interno dei reparti d’élite italiani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Arruolato nei primi anni Duemila, serve prima come Paracadutista al <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\">186º Reggimento “Folgore”</a></strong>, poi passa al <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\">185º Reggimento RAO</a></strong> come <strong>Acquisitore Obiettivi</strong> e, successivamente, al <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\"><strong>9º Reggimento Col Moschin</strong></a> come <strong>Incursore</strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\">.</a> Tra cameratismo, spirito di corpo e determinazione, in Fois emergono i valori che definiscono davvero un uomo in uniforme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo il congedo volontario sceglie una nuova sfida: <strong>la montagna</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi insegue nuovi record, portando con sé lo stesso spirito che lo ha guidato in servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:html -->\n<iframe width=\"560\" height=\"315\" src=\"https://www.youtube.com/embed/Kp2TY-wNOM0?si=MXR7Rrs9b0VA5HVx\" title=\"YouTube video player\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen></iframe>\n<!-- /wp:html -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche su Spotify:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:html -->\n<iframe data-testid=\"embed-iframe\" style=\"border-radius:12px\" src=\"https://open.spotify.com/embed/episode/2J0aRsJMuhsAiLhNqIqZqG?utm_source=generator\" width=\"100%\" height=\"352\" frameBorder=\"0\" allowfullscreen=\"\" allow=\"autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture\" loading=\"lazy\"></iframe>\n<!-- /wp:html -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/podcast-thumb-1-e1760402816373.jpg","categoria":"Blog","tags":"debriefingtalks, podcast, storiedisoldati","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-14 01:54:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"","galleria":""}
{"id":25362,"titolo":"Scontri tra Afghanistan e Pakistan: riecco il doppio gioco","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le tensioni tra Afghanistan e Pakistan sono riesplose in modo drammatico lungo il confine di Kunar, dove violenti scontri armati hanno provocato oltre sessanta morti tra militari e civili. Secondo fonti convergenti di <strong>Tolonews</strong> e <strong>Al Jazeera</strong>, le Forze armate afghane avrebbero impiegato carri armati e artiglieria pesante in risposta a presunti bombardamenti pakistani avvenuti nei giorni precedenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Carri armati schierati e scontri a fuoco continui</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ministero della Difesa di Kabul ha confermato il dispiegamento di mezzi corazzati e artiglieria nella provincia orientale di <strong>Kunar</strong>, al confine con il distretto pakistano di Chitral. Le operazioni, iniziate nella notte tra sabato e domenica, si sono rapidamente trasformate in un confronto su larga scala.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il portavoce talebano <strong>Zabihullah Mujahid</strong> ha dichiarato che «nove soldati dell’Emirato Islamico sono caduti e 16 sono rimasti feriti» in seguito a «un’aggressione pakistana». La controparte di Islamabad, invece, parla di «fuoco non provocato» da parte afghana e denuncia colpi di artiglieria su aree civili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ministro dell’Interno pakistano <strong>Mohsin Naqvi</strong> ha definito gli attacchi «una palese violazione del diritto internazionale», annunciando la chiusura dei principali valichi di frontiera, tra cui <strong>Torkham</strong> e <strong>Chaman</strong>. Il blocco ha immediatamente interrotto i traffici commerciali e lasciato centinaia di civili e autotrasportatori bloccati su entrambi i lati del confine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10001,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Scontri tra Afghanistan e Pakistan: riecco il doppio gioco\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Pakistani-Troops.webp\" alt=\"Scontri tra Afghanistan e Pakistan: riecco il doppio gioco\" class=\"wp-image-10001\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Scontri tra Afghanistan e Pakistan: riecco il doppio gioco</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Islamabad accusa Kabul di coprire i miliziani del TTP</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Pakistan attribuisce la responsabilità dell’escalation ai Talebani, accusandoli di ospitare e proteggere i militanti del <strong>Tehreek-i-Taliban Pakistan (TTP)</strong>, gruppo jihadista responsabile di numerosi attentati in territorio pakistano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fonti di <strong>Reuters</strong> riferiscono che nei giorni precedenti Islamabad avrebbe condotto <strong>raid aerei mirati</strong> contro presunti campi del TTP nella provincia afghana di Paktika, azione che Kabul considera «una violazione della sovranità nazionale».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In risposta, i Talebani hanno accusato i servizi pakistani di essere dietro le <strong>esplosioni di giovedì a Kabul e nella provincia orientale di Paktika</strong>, considerate da Kabul atti di sabotaggio diretti a destabilizzare il Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tensione è ulteriormente cresciuta quando il ministro degli Esteri afghano, impegnato in una visita diplomatica in India, ha rilasciato dichiarazioni congiunte percepite da Islamabad come <strong>“ostili e anti-pakistane”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Vittime e bilancio provvisorio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le cifre restano discordanti: i Talebani parlano di <strong>58 militari pakistani uccisi e 30 feriti</strong>, mentre fonti di Islamabad ridimensionano il bilancio, ammettendo «perdite significative» ma senza specificare numeri. Testimonianze locali riferiscono di almeno <strong>23 soldati pakistani</strong> caduti e una decina di miliziani talebani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La frontiera, già teatro di sporadici scontri negli ultimi anni, non aveva conosciuto un’escalation di simile intensità dal 2021, anno della presa del potere da parte dei Talebani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’uso di <strong>carri armati T-62 e blindati di fabbricazione cinese</strong>, unito al dispiegamento di <strong>artiglieria campale da 122 mm</strong>, segnala un livello di mobilitazione insolito per una disputa di confine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10002,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Scontri tra Afghanistan e Pakistan: riecco il doppio gioco\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/9a8afe23-cb24-4da1-bdb2-f259dae670b3-cx0-cy10-cw0-w1023-r1-s.jpg\" alt=\"Scontri tra Afghanistan e Pakistan: riecco il doppio gioco\" class=\"wp-image-10002\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Scontri tra Afghanistan e Pakistan: riecco il doppio gioco</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Appelli alla calma e rischio di destabilizzazione regionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>Arabia Saudita</strong> ha invitato entrambe le parti a «evitare un’ulteriore escalation e adottare la via del dialogo e della saggezza», mentre il Ministero degli Esteri russo ha espresso «profonda preoccupazione» per la situazione, auspicando che le due capitali «ripristinino la cooperazione nella sicurezza di frontiera».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La crisi è osservata con attenzione anche da <strong>Washington e Pechino</strong>, consapevoli che un conflitto aperto tra i due Paesi rischierebbe di compromettere la stabilità dell’intera regione dell’Asia meridionale, già fragile per le tensioni indo-pakistane e per l’instabilità interna all’Afghanistan.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’eventuale collasso della cooperazione transfrontaliera avrebbe inoltre effetti diretti sulla lotta al traffico di droga, sull’immigrazione illegale e sui flussi di profughi che premono verso l’Iran e l’Asia centrale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Analisi: una frontiera simbolo di rivalità irrisolte</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il confine tra Afghanistan e Pakistan, tracciato nel 1893 con la <strong>“Linea Durand”</strong>, è da sempre oggetto di contesa. Kabul non ne ha mai riconosciuto ufficialmente la legittimità, considerandolo una frontiera imposta dal periodo coloniale britannico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo il ritiro delle forze statunitensi nel 2021, Islamabad aveva sperato in un governo talebano più cooperativo sul piano della sicurezza. Tuttavia, l’atteggiamento ambiguo dei Talebani verso il TTP e le accuse reciproche di sostegno al terrorismo hanno progressivamente eroso ogni fiducia residua.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, le relazioni bilaterali appaiono ai minimi storici. Se non interverranno mediazioni efficaci, il rischio è che la frontiera afghano-pakistana si trasformi in <strong>un nuovo fronte instabile</strong>, con conseguenze dirette sulla sicurezza regionale e sul fragile equilibrio politico dell’Asia centrale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/ghows-LK-3aac5cfd-d809-4c9c-9961-2bc6cee094e9-e10fe2ae.webp","categoria":"Internazionali","tags":"Afghanistan, carriarmati, Kunar, Pakistan, scontridiconfine, sicurezzaregionale, Talebani, TTP","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-14 00:34:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2025/10/12/live-afghanistans-taliban-pakistan-claim-inflicting-losses-in-fighting","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25362-scontri-tra-afghanistan-e-pakistan-riecco-il-doppio-gioco.mp4","galleria":""}
{"id":25356,"titolo":"Shutdown: Soldati senza paga - Trump ordina al Pentagono di trovare i fondi","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è una scena abituale per la prima potenza militare mondiale: soldati americani e le loro famiglie in coda per ricevere pacchi alimentari. Eppure, è quanto accade in queste settimane negli Stati Uniti, dove il blocco federale — il cosiddetto <em>shutdown</em> — ha congelato gli stipendi di centinaia di migliaia di dipendenti pubblici, compresi i membri delle Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il blocco federale e le sue conseguenze</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo <em>shutdown</em>, scattato il 1° ottobre, è frutto del mancato accordo al Congresso sul bilancio federale. Pur rientrando tra i servizi essenziali, le Forze Armate non sono immuni dagli effetti del blocco: le attività continuano, ma gli stipendi vengono sospesi fino al termine dell’emergenza amministrativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La situazione, che ricorda quella del 2018-2019 — il più lungo <em>shutdown</em> della storia americana, durato 35 giorni — sta già avendo ripercussioni concrete. Secondo <strong>Military.com</strong>, in alcune aree degli Stati Uniti il traffico presso i <em>food pantry</em>, i banchi alimentari dedicati alle famiglie dei militari, è aumentato di oltre il 30%.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’organizzazione <strong>Armed Services YMCA (ASYMCA)</strong>, che assiste ogni anno circa mezzo milione di famiglie militari, ha segnalato un incremento significativo della domanda, soprattutto tra i gradi di paga più bassi (E-1 – E-6). A Killeen, in Texas, dove sorge una delle principali basi dell’U.S. Army, la richiesta di aiuto alimentare è cresciuta del 34% nei primi giorni del blocco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Famiglie in difficoltà e timori crescenti</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Molti militari e coniugi hanno raccontato alle emittenti statunitensi di vivere “stipendio per stipendio”. A Norfolk, in Virginia — sede della più grande base navale del mondo — una veterana intervistata dalla CNN ha spiegato che “lo stipendio del marito è appena sufficiente a coprire le spese mensili” e che “il mancato pagamento di ottobre sarebbe stato devastante”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche la <strong>Food Bank of Southeast Virginia</strong> ha confermato di prepararsi a un nuovo picco di richieste, ricordando come durante l’ultimo <em>shutdown</em> le file si allungarono per settimane, coinvolgendo anche famiglie che per la prima volta si rivolgevano alla solidarietà civile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9171,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Shutdown: Soldati senza paga - Trump ordina al Pentagono di trovare i fondi\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/trump-hegseth-1.jpg\" alt=\"Trump e Hegseth annunciano la fine del “politicamente corretto” nelle Forze Armate USA: standard fisici “neutri per genere” al livello maschile\" class=\"wp-image-9171\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Trump e Hegseth annunciano la fine del “politicamente corretto” nelle Forze Armate USA: standard fisici “neutri per genere” al livello maschile</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L’intervento del presidente Trump</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di fronte alla prospettiva di oltre 1,3 milioni di militari senza paga, il presidente <strong>Donald Trump</strong> ha ordinato al Dipartimento della Difesa di utilizzare “tutti i fondi disponibili” per assicurare il pagamento regolare degli stipendi entro il <strong>15 ottobre</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Pentagono, guidato da <strong>Pete Hegseth</strong>, ha quindi reperito circa <strong>8 miliardi di dollari</strong> attingendo a risorse destinate originariamente a progetti di ricerca e sviluppo. Una decisione che, pur garantendo sollievo immediato alle famiglie dei militari, ha sollevato dubbi sulle ricadute future in termini di innovazione tecnologica e modernizzazione delle forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Trump ha motivato la scelta dichiarando di “non voler permettere ai democratici di tenere in ostaggio le forze armate con il loro blocco politico”. Il vicepresidente <strong>J.D. Vance</strong> ha però ammesso che, se lo <em>shutdown</em> dovesse protrarsi, “il caos sarà inevitabile”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un segnale che fa riflettere</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La vicenda sta suscitando un ampio dibattito negli Stati Uniti: non solo per l’immagine di soldati in coda per un pacco alimentare, ma per le contraddizioni che emergono nel sistema di bilancio federale. In un Paese che destina oltre <strong>800 miliardi di dollari l’anno alla difesa</strong>, il blocco politico al Congresso si traduce in disagi per i militari e le loro famiglie, con un impatto umano che va oltre la contabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’episodio mostra come anche le forze armate più potenti del pianeta possano essere vulnerabili ai meccanismi della politica interna. E mentre il Pentagono si adopera per garantire la continuità dei pagamenti, resta il monito di fondo: la sicurezza nazionale non si misura solo con il numero di portaerei o caccia stealth, ma anche con la serenità economica dei propri soldati e delle loro famiglie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/SEI188065806.webp","categoria":"Internazionali","tags":"donaldtrump, ForzeArmate USA, MilitaryFamilies, Pentagono, Shutdown, StatiUniti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-13 21:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://time.com/7325261/military-pay-trump-shutdown-food-pantry/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25356-shutdown-soldati-senza-paga-trump-ordina-pentagono.mp4","galleria":""}
{"id":25348,"titolo":"USA Air Force valuta squadriglie di Droni da Combattimento CCA","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Aeronautica statunitense sta valutando la creazione di <strong>squadriglie indipendenti dedicate ai droni da combattimento collaborativi</strong> – i cosiddetti <em>Collaborative Combat Aircraft</em> (CCA) – destinati a cambiare il volto della potenza aerea americana. L’annuncio è arrivato dal generale <strong>Kenneth Wilsbach</strong>, nominato nuovo Capo di Stato Maggiore dell’USAF, durante la sua audizione di conferma davanti al Comitato per i Servizi Armati del Senato. “Stiamo pensando che i CCA non saranno inseriti nelle attuali squadriglie di caccia, ma che avranno proprie unità autonome”, ha dichiarato Wilsbach, precisando che la formula potrà essere estesa anche alla <strong>Air Force Reserve</strong> e alla <strong>Air National Guard</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma CCA è parte integrante del più ampio sistema <strong>Next Generation Air Dominance (NGAD)</strong>, un ecosistema di piattaforme integrate – con e senza pilota – pensato per garantire la superiorità aerea statunitense nei conflitti futuri. I droni CCA, concepiti per operare in sinergia con i caccia di quinta e sesta generazione come l’F-35 e il futuro NGAD, avranno compiti di attacco, ricognizione, guerra elettronica e supporto alle missioni complesse. Secondo le prime previsioni, ogni nuovo velivolo con equipaggio potrà contare su più “wingman” robotici, con un rapporto di <strong>due droni per ogni NGAD</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9978,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/1-14.jpg\" alt=\"USA Air Force valuta squadriglie di Droni da Combattimento CCA\" class=\"wp-image-9978\" title=\"USA Air Force valuta squadriglie di Droni da Combattimento CCA\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">USA Air Force valuta squadriglie di Droni da Combattimento CCA</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Programma CCA: sviluppo, prototipi e basi operative</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2024 le aziende <strong>General Atomics</strong> e <strong>Anduril Industries</strong> hanno ricevuto i primi contratti per lo sviluppo dei prototipi della cosiddetta “Increment 1”, la prima fase produttiva del programma. General Atomics ha già avviato i test di volo con il suo <a href=\"https://difesanews.com/prima-volo-yfq-42a-drone-wingman-u-s-air-force/\">YFQ-42A</a>, mentre Anduril è pronta a far decollare il proprio <strong>YFQ-44A</strong>. L’Air Force adotterà un approccio modulare, con più fasi successive (“increments”) che introdurranno capacità diverse e progressivamente più avanzate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il generale Wilsbach ha confermato che il programma “sta rispettando tempi, costi e obiettivi tecnici”, con una decisione finale di produzione prevista per l’anno fiscale 2026. In parallelo, l’USAF sta costituendo una <strong>CCA Aircraft Readiness Unit (ARU)</strong> presso la base di <strong>Beale</strong>, in California, che avrà il compito di mantenere i droni in stato di prontezza operativa e garantire un rapido schieramento in caso di emergenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta di creare unità autonome dedicate nasce da esigenze di <strong>flessibilità strategica</strong>: separare i CCA dalle squadriglie con equipaggio consentirà di assegnarli di volta in volta a missioni e piattaforme differenti, massimizzandone l’efficacia. Inoltre, squadroni indipendenti potranno disporre di personale tecnico specializzato, semplificando la logistica, la manutenzione e la gestione dei sistemi autonomi avanzati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9979,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/CCA-YFQ-42A.webp\" alt=\"USA Air Force valuta squadriglie di Droni da Combattimento CCA\" class=\"wp-image-9979\" title=\"USA Air Force valuta squadriglie di Droni da Combattimento CCA\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">USA Air Force valuta squadriglie di Droni da Combattimento CCA</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Verso una forza aerea distribuita e multi-dominio</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il concetto proposto da Wilsbach si inserisce nel processo di trasformazione più ampio che l’USAF sta affrontando: passare da una struttura tradizionale centrata sui velivoli con equipaggio a una <strong>forza distribuita, digitale e multi-dominio</strong>. I droni CCA agiranno come nodi intelligenti di una rete interconnessa di sensori e sistemi d’arma, in grado di condividere in tempo reale informazioni con caccia pilotati, sistemi spaziali e unità terrestri. L’obiettivo è ottenere <strong>rapidità decisionale, superiorità informativa e resilienza operativa</strong>, tre fattori chiave della guerra moderna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La creazione di squadriglie autonome rappresenta una svolta concettuale: i droni non saranno più semplici supporti, ma <strong>forze combattenti autonome</strong> capaci di operare con livelli crescenti di indipendenza decisionale. Tuttavia, le sfide non mancano. L’interoperabilità tra droni e velivoli pilotati richiede sistemi di comando e controllo altamente sicuri, resistenti alle interferenze e agli attacchi cibernetici. Restano inoltre aperte questioni cruciali sui costi e sulle infrastrutture necessarie per basare e mantenere gli stormi di nuova generazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante queste incognite, il programma dei <strong>Collaborative Combat Aircraft</strong> si conferma come una delle iniziative più ambiziose della difesa americana. Se realizzato con successo, potrebbe ridefinire il concetto stesso di squadriglia aerea, fondendo intelligenza artificiale, autonomia e cooperazione uomo-macchina in un unico sistema operativo. Con le prime decisioni di produzione attese nel 2026 e l’entrata in servizio entro la fine del decennio, i CCA promettono di inaugurare la <strong>nuova era del potere aereo statunitense</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/Tirpak-CCA-aircraft-900x600-2.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#DroniMilitari, Anduril, aviazionedacombattimento, CCA, CollaborativeCombatAircraft, difesaUSA, GeneralAtomics, KennethWilsbach, multi-domainwarfare, NGAD, sestagenerazione, superioritàaerea, USAF, YFQ-42A, YFQ-44A","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-13 01:34:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://defensescoop.com/2025/10/09/air-force-cca-drones-independent-squadrons-wilsbach/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25348-usa-air-force-squadriglie-droni-combattimento-cca.mp4","galleria":""}
{"id":25341,"titolo":"Italia e Francia unite: nasce il Comitato dei Capi di Stato Maggiore","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Tolone, Francia —</strong> A bordo della portaerei francese <strong>Charles de Gaulle</strong>, ormeggiata presso la base navale di Tolone, si è svolta ieri la <strong>prima edizione del Comitato dei Capi di Stato Maggiore tra Italia e Francia</strong>, un evento che segna un nuovo capitolo nella cooperazione bilaterale tra le Forze Armate dei due Paesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Una delegazione italiana di massimo livello</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia era rappresentata dal <strong>Capo di Stato Maggiore della Difesa</strong>, generale <strong>Luciano Portolano</strong>, accompagnato dai vertici delle tre Forze Armate:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</strong> (Esercito Italiano)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ammiraglio di Squadra Enrico Credendino</strong> (Marina Militare)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva</strong> (Aeronautica Militare)<br>Presenti anche il <strong>Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa</strong>, generale <strong>Luigi Del Bene</strong>, e numerosi ufficiali dello Stato Maggiore francese.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9967,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Italia e Francia unite: nasce il Comitato dei Capi di Stato Maggiore\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/18af756e-76f0-428a-86e5-2607624c2f8e.jpeg\" alt=\"Italia e Francia unite: nasce il Comitato dei Capi di Stato Maggiore\" class=\"wp-image-9967\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italia e Francia unite: nasce il Comitato dei Capi di Stato Maggiore</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Obiettivi e struttura del Comitato</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa nasce con l’obiettivo di <strong>rafforzare il dialogo strategico e operativo</strong> tra gli Stati Maggiori dei due Paesi, attraverso un formato che prevede sessioni plenarie e incontri bilaterali dedicati a temi di interesse comune.<br>La collaborazione italo-francese mira a consolidare una <strong>visione condivisa sulla sicurezza europea e mediterranea</strong>, potenziando l’interoperabilità e la pianificazione congiunta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso dei lavori, i vertici militari hanno discusso questioni di rilievo internazionale:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>il <strong>sostegno all’Ucraina</strong> e il coordinamento degli aiuti militari;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>la situazione in <strong>Medio Oriente</strong>, con un focus particolare sul <strong>Libano</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>le <strong>operazioni navali nel Mediterraneo e nel Mar Rosso</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>la stabilità nei <strong>Balcani</strong>, con riferimento a <strong>Kosovo e Bosnia</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Capacità militare, spaziali e industriale </h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano capacitivo, le delegazioni hanno analizzato il <strong>dimensionamento degli strumenti militari</strong> e le nuove esigenze in termini di risorse umane, approfondendo i temi dell’<strong>evoluzione delle forze di riserva</strong> e dei <strong>modelli di arruolamento di nuova generazione</strong>, con l’obiettivo di adeguare le Forze Armate ai moderni scenari operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei punti centrali è stato rappresentato dalla <strong>cooperazione industriale nel settore della Difesa</strong>, considerata essenziale per sviluppare sinergie in tutti i domini operativi, incluso quello <strong>spaziale</strong>, con particolare attenzione alle <strong>comunicazioni satellitari</strong> e ai sistemi dual-use.<br>L’incontro ha ribadito la volontà di <strong>integrare le capacità tecnologiche e industriali</strong> di Italia e Francia in una prospettiva europea di difesa comune.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9968,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Italia e Francia unite: nasce il Comitato dei Capi di Stato Maggiore\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/ca5a239d-00e4-4881-801a-e5a66102d37c_1280x720.webp\" alt=\"Italia e Francia unite: nasce il Comitato dei Capi di Stato Maggiore\" class=\"wp-image-9968\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italia e Francia unite: nasce il Comitato dei Capi di Stato Maggiore</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Comitato Congiunto dei Capi di Stato Maggiore italo-francese</strong> ha rappresentato un passo concreto verso una maggiore integrazione nel campo della difesa, promuovendo un dialogo continuo tra i due Paesi, che condividono responsabilità e interessi nell’area euro-mediterranea.<br>L’iniziativa lancia un segnale chiaro di <strong>unità strategica, interoperabilità e visione comune</strong> in un contesto internazionale sempre più complesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/86395303-7ebc-4d20-9996-3d3a688be78d-e1760295637232.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#Mediterraneo, Balcani, Bosnia, Charles de Gaulle, Comitato Capi di Stato Maggiore, Comunicazioni Satellitari, Conserva, cooperazione militare, cooperazione strategica, Credendino, Del Bene, Difesa Europea, dominio spaziale, FORZE ARMATE, Industria della Difesa, interoperabilità, Italia-Francia, Kosovo, libano, Mar Rosso, masiello, Portolano, Riserva Militare, sicurezza euro-mediterranea, Tolone, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-12 20:14:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/smd/casmd/eventi/difesa-prima-edizione-del-comitato-dei-capi-di-stato-maggiore-congiunto-italo-francese/80923.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25341-italia-francial-comitato-dei-capi-di-stato-maggiore.mp4","galleria":""}
{"id":25333,"titolo":"Approfondimento: La deterrenza nucleare nella strategia della NATO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalla sua fondazione nel 1949, la <strong>deterrenza nucleare</strong> rappresenta il pilastro centrale della politica di sicurezza della NATO. Già il primo <em>Strategic Concept</em> dell’Alleanza faceva riferimento alla necessità di “assicurare la capacità di effettuare bombardamenti strategici con ogni tipo di arma senza eccezioni”. Da allora, il potenziale nucleare, pur profondamente ridimensionato rispetto agli anni della Guerra Fredda, resta la garanzia ultima della <strong>mutua difesa sancita dall’articolo 5 del Trattato di Washington</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1953 gli Stati Uniti decisero di impegnare parte del proprio arsenale nucleare alla difesa collettiva dell’Alleanza, dispiegando le prime armi tattiche in Europa l’anno successivo. Negli anni successivi si svilupparono le cosiddette <strong>“nuclear sharing arrangements”</strong>, che prevedono la presenza di armi nucleari statunitensi in Paesi europei sotto controllo americano, ma con supporto operativo delle forze aeree alleate dotate di capacità duale (<em>dual capable aircraft</em>, DCA).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste disposizioni, rimaste un punto fermo anche dopo la fine della Guerra Fredda, costituiscono oggi un elemento chiave della <strong>coesione strategica dell’Alleanza</strong>, poiché assicurano una partecipazione condivisa agli oneri e alle responsabilità della deterrenza nucleare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9954,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/7c27a5-2-cox-russian-zircon-missile-defpost.jpg\" alt=\"Approfondimento: La deterrenza nucleare nella strategia della NATO\" class=\"wp-image-9954\" title=\"Approfondimento: La deterrenza nucleare nella strategia della NATO\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Approfondimento: La deterrenza nucleare nella strategia della NATO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La dottrina attuale: deterrenza e difesa nel XXI secolo</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La politica nucleare della NATO è oggi definita principalmente da due documenti fondamentali: il <strong>“Deterrence and Defence Posture Review” (DDPR)</strong> adottato al vertice di Chicago del 2012 e il più recente <strong>“Strategic Concept” del 2022</strong>, approvato a Madrid.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il concetto strategico del 2022 individua la <strong>deterrenza e difesa</strong> come una delle tre funzioni centrali dell’Alleanza, insieme alla gestione delle crisi e alla sicurezza cooperativa. Esso afferma che la postura della NATO si fonda su un <strong>mix appropriato di capacità nucleari, convenzionali e di difesa missilistica</strong>, integrate da capacità nei domini spaziale e cibernetico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il principio di fondo è chiaro: <strong>le armi nucleari esistono per prevenire la guerra, non per combatterla</strong>. La loro funzione è eminentemente politica e mira a dissuadere ogni aggressione contro gli Alleati, mantenendo la pace e prevenendo coercizioni. Tuttavia, “finché le armi nucleari esisteranno, la NATO resterà un’Alleanza nucleare”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo equilibrio strategico si basa su tre pilastri:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Credibilità e sicurezza delle forze nucleari</strong>, continuamente aggiornate in base ai progressi tecnologici e al mutato contesto geopolitico;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Controllo politico costante</strong>, che assicura che ogni decisione in materia nucleare resti saldamente nelle mani dei governi degli Alleati;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Partecipazione condivisa</strong> tramite le disposizioni di <em>nuclear sharing</em>, che garantiscono la solidarietà e l’indivisibilità della sicurezza euro-atlantica.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il ruolo del Nuclear Planning Group e delle forze strategiche</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La definizione e l’attuazione della politica nucleare della NATO sono affidate al <strong>Nuclear Planning Group (NPG)</strong>, il principale foro di consultazione su tutte le questioni relative alla deterrenza nucleare. Tutti gli Alleati – con l’unica eccezione della Francia, che mantiene una piena autonomia decisionale nel proprio deterrente strategico – partecipano al NPG.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9953,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/shutterstock-1434932837.jpg\" alt=\"Approfondimento: La deterrenza nucleare nella strategia della NATO\" class=\"wp-image-9953\" title=\"Approfondimento: La deterrenza nucleare nella strategia della NATO\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Approfondimento: La deterrenza nucleare nella strategia della NATO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano operativo, la <strong>sicurezza ultima dell’Alleanza</strong> è garantita dalle <strong>forze nucleari strategiche degli Stati Uniti</strong>, considerate il “supremo baluardo” della sicurezza collettiva. A queste si aggiungono le <strong>forze indipendenti del Regno Unito e della Francia</strong>, che contribuiscono in modo significativo alla deterrenza complessiva, creando più centri decisionali e aumentando la complessità delle valutazioni di un potenziale aggressore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le armi nucleari statunitensi dispiegate in Europa restano sotto <strong>controllo esclusivo di Washington</strong>, ma i Paesi ospitanti forniscono le infrastrutture e i velivoli duali necessari per l’esecuzione della missione, oltre a personale addestrato. In questo modo, la deterrenza nucleare diventa un <strong>meccanismo collettivo di sicurezza</strong> che coinvolge più Paesi e rafforza la coesione politica dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Esercitazioni e addestramento: il caso Steadfast Noon</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per assicurare la <strong>credibilità, efficacia e sicurezza della missione nucleare</strong>, la NATO conduce regolarmente esercitazioni che simulano scenari di crisi con dimensione nucleare. La più nota è <strong>Steadfast Noon</strong>, esercitazione annuale che coinvolge velivoli da combattimento in grado di trasportare armi nucleari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta di un’attività <strong>di addestramento di routine</strong>, condotta da oltre un decennio, che non prevede l’impiego di armi reali né è collegata a eventi internazionali contingenti. Ogni anno un diverso Paese membro ospita l’esercitazione, a conferma della dimensione rotazionale e condivisa del sistema di deterrenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al vertice di <strong>Vilnius del 2023</strong>, gli Alleati hanno ribadito l’importanza di potenziare tali addestramenti, simulando scenari in cui le dimensioni convenzionali e nucleari si intrecciano, per garantire la <strong>coerenza tra le componenti operative</strong> della postura difensiva in tutti i domini del conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Modernizzazione e riduzione degli arsenali</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalla fine della Guerra Fredda, la NATO ha ridotto di oltre il <strong>90% le proprie armi nucleari basate a terra</strong> e ha diminuito la dipendenza strategica da esse. Tuttavia, la crescente instabilità internazionale, le <strong>minacce provenienti dalla Russia</strong> e l’evoluzione tecnologica impongono un continuo aggiornamento delle capacità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 ha rappresentato uno spartiacque: al vertice straordinario del 24 marzo 2022, i Capi di Stato e di Governo della NATO hanno deciso di <strong>rafforzare la postura di deterrenza e difesa a lungo termine</strong>, sviluppando la gamma completa delle forze necessarie e incrementando la <strong>prontezza contro minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo non implica un ritorno alla proliferazione, ma piuttosto una <strong>modernizzazione qualitativa</strong>: maggiore sicurezza, integrazione con i sistemi di difesa missilistica e cibernetica, e comunicazione strategica più efficace. L’obiettivo rimane quello dichiarato: <em>“un mondo più sicuro per tutti e, in prospettiva, senza armi nucleari”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9946,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Approfondimento: La deterrenza nucleare nella strategia della NATO\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/1-12.jpg\" alt=\"Steadfast Noon 2025: la NATO dimostra la forza della deterrenza nucleare\" class=\"wp-image-9946\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Steadfast Noon 2025: la NATO dimostra la forza della deterrenza nucleare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Equilibrio tra deterrenza e disarmo</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante il rafforzamento della postura militare, la NATO riafferma costantemente il proprio <strong>impegno verso il controllo degli armamenti, il disarmo e la non proliferazione</strong>. Le disposizioni di condivisione nucleare furono infatti codificate già negli anni Sessanta, durante i negoziati del <strong>Trattato di Non Proliferazione Nucleare (TNP)</strong>, e hanno continuato a coesistere con gli impegni internazionali dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, l’approccio della NATO si basa su un equilibrio complesso: garantire <strong>una deterrenza credibile e sicura</strong> per prevenire la guerra, senza rinunciare all’obiettivo politico di un futuro disarmo controllato e verificabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Alleanza riconosce che la deterrenza nucleare, pur mantenendo un ruolo essenziale, deve essere accompagnata da <strong>strumenti diplomatici, convenzionali e tecnologici</strong> capaci di ridurre il rischio strategico e prevenire l’escalation.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Conclusioni: la deterrenza del futuro</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 75° anniversario della sua fondazione, la NATO si trova di fronte a sfide globali inedite: competizione tra grandi potenze, proliferazione tecnologica, conflitti ibridi e minacce multidominio. In questo scenario, la deterrenza nucleare rimane <strong>la garanzia ultima della libertà e della sicurezza collettiva</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua forza, tuttavia, non risiede solo nelle testate o nei missili, ma nella <strong>solidarietà politica e militare tra gli Alleati</strong>, nella capacità di comunicare unità e determinazione, e nella consapevolezza che la pace si preserva meglio attraverso la <strong>preparazione e la responsabilità condivisa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come affermato nel <em>Strategic Concept</em> del 2022, “la NATO prenderà tutte le misure necessarie per assicurare la credibilità, l’efficacia, la sicurezza e la protezione della missione di deterrenza nucleare”. Una missione che, oggi più che mai, rimane al cuore della sicurezza euro-atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/1-13.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"deterrenza nucleare, difesa collettiva, NATO, sicurezza euro-atlantica, Steadfast Noon","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-12 09:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.nato.int/cps/en/natohq/topics_50068.htm","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25333-la-deterrenza-nucleare-nella-strategia-della-nato.mp4","galleria":""}
{"id":25324,"titolo":"I Ragazzi del Colonnello Gaetano Farina proteggono lo Spazio Aereo Estone","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Ämari Air Base (Estonia)</strong> – Tre caccia russi MiG-31 con transponder spenti hanno attraversato lo spazio aereo estone, sfiorando la capitale Tallinn, prima di essere intercettati da due F-35 italiani in servizio di allerta rapida.<br>L’episodio, avvenuto venerdì scorso, rappresenta una delle più gravi violazioni registrate negli ultimi mesi e segna un nuovo punto di tensione tra NATO e Federazione Russa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9931,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"I Ragazzi del Colonnello Gaetano Farina proteggono lo Spazio Aereo Estone\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Russian-Air-Force-MiG-31B-Dvurekov-1.jpg\" alt=\"I Ragazzi del Colonnello Gaetano Farina proteggono lo Spazio Aereo Estone\" class=\"wp-image-9931\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Ragazzi del Colonnello Gaetano Farina proteggono lo Spazio Aereo Estone</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La risposta italiana</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli allarmi sono scattati pochi minuti dopo che i radar dell’Alleanza hanno rilevato i MiG in avvicinamento dal Baltico. Gli F-35 italiani del 32° Stormo, di stanza presso la base estone di Ämari nell’ambito della missione <strong>Enhanced Vigilance Activity</strong>, si sono alzati in volo in pochi minuti, subentrando ai caccia finlandesi già in pattugliamento.<br>Dopo dodici minuti, gli aerei russi sono stati scortati fuori dai confini estoni, in direzione di Kaliningrad.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9930,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"I Ragazzi del Colonnello Gaetano Farina proteggono lo Spazio Aereo Estone\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/182812-1.webp\" alt=\"I Ragazzi del Colonnello Gaetano Farina proteggono lo Spazio Aereo Estone\" class=\"wp-image-9930\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Ragazzi del Colonnello Gaetano Farina proteggono lo Spazio Aereo Estone</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>«La situazione è rimasta sotto controllo – ha spiegato il colonnello <strong>Gaetano Farina</strong>, comandante del 32° Stormo –. È una procedura che affrontiamo con professionalità ogni giorno. L’intercettazione è avvenuta in modo ordinato, e anche i piloti russi hanno mantenuto un atteggiamento apparentemente calmo».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo fonti NATO, i MiG non trasportavano bombe, ma erano comunque armati con missili aria-aria, dettaglio che ha reso l’intervento particolarmente delicato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tallinn chiede fermezza, Roma prolunga la missione</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’incursione ha suscitato immediate reazioni politiche. Il ministro degli Esteri estone, parlando alle Nazioni Unite, ha definito l’episodio «un atto oltraggioso».<br>Da Varsavia e Praga sono arrivate parole di solidarietà, mentre a Washington l’attenzione resta alta: il presidente statunitense Donald Trump ha invitato gli alleati europei a «difendere ogni centimetro del proprio cielo».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9932,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"I Ragazzi del Colonnello Gaetano Farina proteggono lo Spazio Aereo Estone\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/94e02f9d-975f-454d-8002-7e64fc1162fe.jpg\" alt=\"I Ragazzi del Colonnello Gaetano Farina proteggono lo Spazio Aereo Estone\" class=\"wp-image-9932\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Ragazzi del Colonnello Gaetano Farina proteggono lo Spazio Aereo Estone</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Italia, il Ministero della Difesa ha confermato l’estensione fino alla primavera 2026 del dispiegamento della batteria missilistica <strong>SAMP/T</strong> – in grado di individuare e ingaggiare bersagli fino a 93 miglia di distanza – e del velivolo <strong>CAEW E-550A</strong>, piattaforma radar di sorveglianza aerea avanzata della serie Gulfstream con radar integrato <strong>ELTA</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta di un incremento significativo delle capacità di difesa aerea sul fianco orientale dell’Alleanza, che si aggiunge alla rete di sensori e radar terrestri schierati tra Estonia, Lettonia e Polonia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un equilibrio precario tra deterrenza e prudenza</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’episodio solleva interrogativi sulla strategia russa e sulla risposta dell’Alleanza.<br>Nonostante le pressioni di alcuni leader europei per un atteggiamento più rigido, la NATO ha mantenuto sangue freddo: nessun colpo è stato sparato, ma la risposta è stata netta e coordinata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>«È fondamentale mantenere la calma – ha dichiarato un portavoce dell’Alleanza a Bruxelles –. La deterrenza non si misura solo con la forza di fuoco, ma anche con la capacità di reagire in modo professionale e coerente.»</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo analisti del settore, gli sconfinamenti aerei rappresentano <strong>test operativi</strong> con cui Mosca valuta i tempi di reazione della NATO e la coesione tra Paesi membri.<br>Negli ultimi mesi si è registrato un aumento di episodi simili anche sul fronte polacco e baltico, spesso accompagnati da attività elettroniche e incursioni di droni senza transponder.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Verso un rafforzamento della missione “Eastern Sentry”</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il comando alleato valuterà nei prossimi giorni, durante un incontro a <strong>Riga (Lettonia)</strong>, nuovi potenziamenti nell’ambito della missione <strong>Eastern Sentry</strong>, lanciata a settembre per fronteggiare l’aumento delle provocazioni aeree russe.<br>Tra le ipotesi in discussione figurano il dispiegamento di ulteriori radar a lungo raggio, sistemi di difesa aerea integrata e nuove rotazioni di velivoli da combattimento provenienti da Paesi del Sud Europa, tra cui Italia e Spagna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9933,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"I Ragazzi del Colonnello Gaetano Farina proteggono lo Spazio Aereo Estone\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/806x378-italy-joins-nato-mission-to-reinforce-eastern-flank-1758015725815.jpeg\" alt=\"I Ragazzi del Colonnello Gaetano Farina proteggono lo Spazio Aereo Estone\" class=\"wp-image-9933\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Ragazzi del Colonnello Gaetano Farina proteggono lo Spazio Aereo Estone</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Conclusione</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’incidente sul cielo estone conferma che la <strong>“guerra dei segnali”</strong> continua a giocarsi soprattutto nella dimensione aerea.<br>Ogni volo non autorizzato è una prova di nervi, ma anche un messaggio politico. La professionalità dei piloti italiani e il coordinamento dell’Alleanza hanno evitato un’escalation, dimostrando come la forza della NATO risieda non solo nei missili, ma anche nella disciplina e nella prontezza dei suoi uomini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come ha ricordato il colonnello Farina: «Il nostro compito è proteggere lo spazio aereo dell’Alleanza. E lo facciamo con calma, ma con la massima determinazione.»</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/9cf00154-bd2f-4541-8801-72874e50f42e.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"aeronauticamilitare, DifesaAerea, EasternSentry, estonia, F-35, GaetanoFarina, MissioneBaltica, NATO, russia, SAMP/T","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-12 02:14:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defenseone.com/threats/2025/09/inside-natos-response-russias-violation-estonian-air-space/408353/?oref=d1-homepage-river","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25324-gaetano-farina-proteggono-spazio-aereo-estone.mp4","galleria":""}
{"id":25316,"titolo":"In Sardegna Rheinmetall crea un polo strategico per la produzione di droni da combattimento","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Musei (SU) – Domusnovas (SU)</strong> – La Sardegna diventa protagonista del rilancio industriale e tecnologico nazionale nel settore della difesa. La controllata italiana del gruppo tedesco <strong>Rheinmetall</strong>, <strong>Rwm Italia</strong>, ha avviato la produzione di una nuova linea di <strong>droni da combattimento e munizioni “loitering”</strong>, consolidando il proprio ruolo nel panorama europeo dell’aerospazio e della sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un progetto industriale ad alta tecnologia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei moderni impianti di <strong>Musei e Domusnovas</strong>, recentemente ampliati, Rwm Italia ha completato un avanzato centro per l’<strong>assemblaggio, il collaudo e l’integrazione delle testate</strong> delle munizioni di nuova generazione.<br>Il progetto, sviluppato in collaborazione con la società israeliana <strong>UVision Air Ltd</strong>, consente di produrre in Italia le innovative piattaforme della famiglia <strong>HERO</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9913,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"In Sardegna Rheinmetall crea un polo strategico per la produzione di droni da combattimento\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-11-234902.jpg\" alt=\"In Sardegna Rheinmetall crea un polo strategico per la produzione di droni da combattimento\" class=\"wp-image-9913\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">In Sardegna Rheinmetall crea un polo strategico per la produzione di droni da combattimento</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>HERO 30</strong>, leggero e portatile, destinato all’impiego di unità di fanteria;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>HERO 120</strong>, di media grandezza, progettato per neutralizzare veicoli blindati e obiettivi tattici;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>HERO 400</strong>, con autonomia e gittata estese, impiegato per missioni di precisione su obiettivi strategici.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La linea produttiva combina competenze elettroniche, meccaniche e informatiche di alto profilo, inserendo la Sardegna nella rete europea delle <strong>tecnologie unmanned</strong> a duplice uso, civile e militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Investimenti e occupazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rheinmetall ha annunciato un <strong>portafoglio ordini superiore ai 200 milioni di euro</strong>, con forniture destinate a <strong>otto Paesi europei</strong>, sia membri NATO sia partner strategici.<br>L’espansione industriale ha già generato <strong>350 posti di lavoro diretti</strong> e prevede l’assunzione di ulteriori <strong>250 addetti</strong> nei prossimi mesi, a testimonianza dell’impatto positivo dell’iniziativa sul tessuto economico locale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre all’indotto diretto, la presenza di Rwm Italia sta favorendo la nascita di una <strong>filiera di piccole e medie imprese sarde</strong> impegnate nei settori della meccanica di precisione, dell’elettronica e dei materiali compositi. Le nuove collaborazioni industriali rafforzano il ruolo del Sulcis come <strong>hub tecnologico</strong> per la difesa e l’aerospazio, in grado di attrarre competenze e investimenti nazionali ed esteri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9914,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"In Sardegna Rheinmetall crea un polo strategico per la produzione di droni da combattimento\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/La-fabbrica-di-bombe-RWM-di-Domusnovas-1200x797-2-1024x680-1.jpg\" alt=\"In Sardegna Rheinmetall crea un polo strategico per la produzione di droni da combattimento\" class=\"wp-image-9914\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">In Sardegna Rheinmetall crea un polo strategico per la produzione di droni da combattimento</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Innovazione e sinergie internazionali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa sarda rientra nella strategia globale di Rheinmetall per lo sviluppo di sistemi autonomi e di supporto alle operazioni congiunte. L’azienda collabora con realtà di primo piano come <strong>Lockheed Martin</strong> e <strong>Anduril</strong>, con l’obiettivo di costruire una piattaforma europea avanzata nel campo dei <strong>droni intelligenti</strong> e delle <strong>munizioni di precisione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo polo produttivo di Musei e Domusnovas rappresenta quindi un <strong>caso di successo industriale e tecnologico</strong>, capace di coniugare innovazione, alta specializzazione e sostenibilità occupazionale in un territorio storicamente in cerca di rilancio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un volano per la Sardegna e per l’Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nascita di questa filiera strategica nel Sud dell’isola conferma la <strong>vocazione manifatturiera italiana</strong> e la capacità del Paese di contribuire attivamente alle catene del valore europee della difesa.<br>L’iniziativa di Rwm Italia non solo rafforza la <strong>presenza industriale nazionale nel settore unmanned</strong>, ma rappresenta anche un importante <strong>motore di sviluppo socio-economico</strong>, creando nuove opportunità professionali per giovani tecnici, ingegneri e operatori specializzati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con una prospettiva di crescita stabile e collaborazioni internazionali di rilievo, la Sardegna si afferma così come uno dei nuovi poli europei per la <strong>tecnologia della sicurezza e dell’aerospazio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://www.youtube.com/watch?v=pPFWvltBCwc\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://www.youtube.com/watch?v=pPFWvltBCwc\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/40327-e1760219628617.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"#IndustriaDifesa, Domusnovas, dronidacombattimento, HERO, loiteringmunition, Musei, occupazioneSardegna, Rheinmetall, RWMItalia, Sulcis","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-11 23:14:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.rheinmetall.com/en/media/news-watch/news","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25316-in-sardegna-rheinmetall-droni-da-combattimento.mp4","galleria":""}
{"id":25309,"titolo":"Programmi spaziali italiani: sovranità nazionale nel dominio orbitale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La Programmazione della Difesa</strong> dedica un’attenzione particolare ai programmi spaziali, riconoscendo il dominio orbitale come componente strategica del potere militare e della sicurezza nazionale. L’Italia punta a consolidare la propria autonomia in tre macro-aree: <strong>osservazione della Terra, comunicazioni protette e accesso allo Spazio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Osservazione della Terra: continuità e innovazione</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel settore dell’<strong>osservazione della Terra</strong>, il DPP prevede due progetti chiave.<br>Il primo è il <strong>sistema satellitare ottico di IIIª generazione</strong>, che garantirà la continuità della capacità nazionale autonoma di rilevamento ad altissima risoluzione. Il programma, destinato a sostituire il sistema OPSTAT 3000 lanciato nel 2018, prevede <strong>due satelliti elettro-ottici</strong> e una spesa complessiva di <strong>556,64 milioni di euro</strong> fino al 2031.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto a questo, prosegue l’espansione della <strong>costellazione COSMO-SkyMed di Seconda Generazione (CSG)</strong>, già operativa con due satelliti PFM e FM2. Il nuovo intervento integrativo porterà a <strong>quattro satelliti in orbita entro il 2026-2027</strong>, con finanziamento fino al 2029 e una dotazione aggiuntiva di <strong>14,33 milioni di euro</strong>.<br>Queste capacità assicurano alla Difesa e alla comunità scientifica italiana una copertura radar e ottica globale, con applicazioni duali che spaziano dalla sicurezza alle emergenze ambientali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Comunicazioni protette: la rete satellitare del futuro</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore della componente di <strong>comunicazione sicura</strong> è rappresentato dal programma <strong>SICRAL 3</strong>, destinato a sostituire il satellite SICRAL 1B ormai prossimo al fine vita operativo. Il DPP stanzia <strong>288,29 milioni di euro fino al 2029</strong>, che si sommano ai <strong>320 milioni</strong> del bilancio ordinario e ai <strong>211 milioni</strong> della legge di bilancio 2025.<br>SICRAL 3 garantirà la continuità dei servizi di telecomunicazione sicura per le Forze Armate, integrandosi con i partner NATO e UE e fornendo resilienza nei teatri operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, prende forma lo studio di una <strong>costellazione LEO (Low Earth Orbit)</strong> per comunicazioni a bassa latenza e alto datarate, con <strong>5 milioni di euro di fondi iniziali</strong> fino al 2028. Tale iniziativa mira a sviluppare una rete satellitare di nuova generazione, funzionale al processo di digitalizzazione della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Completano il quadro due programmi di supporto:<br>– il <strong>gap filler orbitale beacon</strong>, con <strong>3,37 milioni di euro fino al 2026</strong>, per mantenere la posizione geostazionaria assegnata all’Italia dall’ITU;<br>– il futuro <strong>SICRAL R1</strong>, satellite di riserva geostazionario che assicurerà la continuità delle comunicazioni in caso di degrado o perdita delle attuali capacità, con <strong>300 milioni di euro di fondi</strong> fino al 2029.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":8178,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Programmi spaziali italiani: sovranità nazionale nel dominio orbitale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/1-7-1.jpg\" alt=\"Germania: 35 miliardi nello Spazio entro il 2030\" class=\"wp-image-8178\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Programmi spaziali italiani: sovranità nazionale nel dominio orbitale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sistemi spaziali avanzati e accesso autonomo allo Spazio</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La terza area del DPP è dedicata ai <strong>programmi spaziali innovativi</strong>, fondamentali per garantire alla Difesa capacità di sorveglianza, risposta rapida e autonomia tecnologica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma <strong>HAPS (High Altitude Platform System)</strong>, già avviato, mira a sviluppare <strong>piattaforme stratosferiche ibride e modulari</strong> con lunga persistenza e ampio raggio di copertura, a supporto delle missioni ISR, guerra elettronica e SIGINT/ELINT. Il progetto riceverà <strong>44,5 milioni di euro</strong> fino al 2034 e coinvolge anche l’Aeronautica Militare nell’ambito del <strong>Volo Umano Spaziale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Segue l’iniziativa per il <strong>lancio avioportato di piccoli payload</strong>, finalizzata allo sviluppo di un dimostratore tecnologico nazionale per l’immissione in orbita di microsatelliti da vettore aereo. Con <strong>17 milioni di euro fino al 2030</strong>, il programma intende dotare l’Italia di una capacità “responsive space” autonoma, utile in caso di crisi o minacce orbitali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Piano Spaziale della Difesa</strong>, che ingloberà il programma <strong>HORUS</strong>, rappresenta la cornice strategica di lungo periodo: <strong>110 milioni di euro fino al 2039</strong> per coordinare i progetti spaziali nazionali in coerenza con le strategie NATO e UE.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Completano la visione i programmi di <strong>accesso suborbitale allo Spazio</strong> (2,37 milioni di euro fino al 2032) e la capacità nazionale di <strong>Space Situational Awareness/Space Surveillance and Tracking (SSA/SST)</strong>, con <strong>103,15 milioni di euro fino al 2029</strong>. Quest’ultima garantirà il monitoraggio degli oggetti orbitali e la protezione delle infrastrutture spaziali italiane da collisioni e detriti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://vimeo.com/507462650?fl=plu0026fe=sh\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"vimeo\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-vimeo wp-block-embed-vimeo wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://vimeo.com/507462650?fl=pl&amp;fe=sh\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Prospettiva strategica: dallo Spazio alla sovranità</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il DPP 2025-2027 traccia una traiettoria chiara: lo Spazio è ormai parte integrante del dominio operativo militare e un pilastro della <strong>sovranità tecnologica nazionale</strong>.<br>L’Italia punta a un ecosistema spaziale difensivo integrato, dove satelliti, piattaforme stratosferiche e capacità di lancio cooperano in sinergia, sostenendo sia la sicurezza nazionale sia la competitività industriale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel medio periodo, la riuscita di questi programmi dipenderà dalla <strong>continuità dei finanziamenti</strong>, dal coordinamento tra Ministero della Difesa, ASI e industria nazionale (Leonardo, Telespazio, Thales Alenia Space, Avio), e dalla cooperazione con partner europei e alleati.<br>Ma il messaggio politico e strategico è inequivocabile: l’Italia intende restare protagonista nello Spazio, difendendo i propri asset e sviluppando un futuro orbitale realmente sovrano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/Pic4.webp","categoria":"Nazionali","tags":"COSMO-SkyMed, Difesa italiana, DPP 2025-2027, SICRAL 3, Spazio","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-11 10:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://aresdifesa.it/i-programmi-spaziali-della-difesa-italiana-nel-dpp-2025-2027/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25309-programmi-spaziali-sovranita-nazionale-orbitale.mp4","galleria":""}
{"id":25301,"titolo":"La \"Folgore\" si proietta nel futuro: dal GMV 'Flyer' al Supporto di Fuoco 2.0. I Programmi Chiave del DPP 2025-2027","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>ROMA –</strong> La Brigata Paracadutisti \"Folgore\", punta di diamante delle capacità di proiezione rapida dell'Esercito Italiano, è al centro di un significativo sforzo di ammodernamento e potenziamento capacitivo. L'Annesso al Documento Programmatico Pluriennale (DPP) della Difesa 2025-2027 evidenzia come le priorità di investimento per la Grande Unità da Combattimento siano focalizzate sull'incremento della mobilità aviolanciabile e sul rinnovamento del supporto di fuoco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I programmi confermano l'intenzione di dotare la Folgore di assetti cruciali per garantire una capacità nazionale di proiezione efficace e veloce, in grado di operare in scenari complessi e con ridotto preavviso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9873,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Flyer-60-6-768x498-1.jpg\" alt=\"La &quot;Folgore&quot; si proietta nel futuro: dal GMV 'Flyer' al Supporto di Fuoco 2.0. I Programmi Chiave del DPP 2025-2027\" class=\"wp-image-9873\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La \"Folgore\" si proietta nel futuro: dal GMV 'Flyer' al Supporto di Fuoco 2.0. I Programmi Chiave del DPP 2025-2027</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">1. La Nuova Mobilità Tattica: Il GMV 'Flyer'</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma di investimento più specifico e consistente per la Brigata è l'acquisizione dei <strong>Mezzi tattici aviolanciabili Ground Mobility Vehicle (GMV) 'Flyer'</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo veicolo leggero, destinato congiuntamente al Comparto Forze Speciali e alla Folgore, è cruciale per la dottrina di impiego aviotrasportato. Il GMV 'Flyer' è progettato per essere aviotrasportato internamente da vettori come il CH-47, il CH-53 e il C-130, consentendo un dispiegamento rapido e garantendo ai reparti paracadutisti la possibilità di proiettare e concentrare forze in tempi brevissimi a distanze strategiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I piani prevedono l'acquisizione di <strong>199 piattaforme</strong> specificamente destinate a equipaggiare un gruppo tattico pluriarma della Brigata Paracadutisti Folgore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Impegno Finanziario (DPP 2025-2027):</strong> Il programma è sostenuto da risorse significative, con <strong>9,08 milioni di euro</strong> stanziati per il 2025, <strong>78,72 milioni di euro</strong> nel 2026 e <strong>32,91 milioni di euro</strong> nel 2027.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9874,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Switchblade-300-launch.jpg\" alt=\"La &quot;Folgore&quot; si proietta nel futuro: dal GMV 'Flyer' al Supporto di Fuoco 2.0. I Programmi Chiave del DPP 2025-2027\" class=\"wp-image-9874\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La \"Folgore\" si proietta nel futuro: dal GMV 'Flyer' al Supporto di Fuoco 2.0. I Programmi Chiave del DPP 2025-2027</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">2. Rinnovamento del Supporto di Fuoco Indiretto per le Forze Leggere</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro pilastro della modernizzazione è il programma <strong>\"Rinnovamento del Supporto di Fuoco Indiretto per le Forze Leggere con Capacità Specialistica\"</strong> (SMD 06/2024), una categoria in cui la Folgore gioca un ruolo di primo piano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo progetto è finalizzato a rinnovare la capacità complessiva di supporto di fuoco delle Brigate leggere e prevede una serie di acquisizioni chiave che eleveranno la potenza e la precisione d'ingaggio:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Loitering Munitions (LM):</strong> L'acquisizione di <strong>sistemi d’arma del tipo \"Munizioni Circuitanti\"</strong> rappresenta un salto capacitivo per la Folgore, introducendo armi di precisione che possono stazionare su un obiettivo prima di ingaggiarlo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Mortai Pesanti:</strong> Il programma mira al completamento delle dotazioni di <strong>mortai pesanti da 120 mm</strong> e il relativo munizionamento.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Strumenti di Tiro:</strong> L'approvvigionamento di <strong>strumenti tecnici per il tiro di nuova generazione</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma ha ricevuto un'integrazione di finanziamento di <strong>65 milioni di euro</strong> a valere sulla Legge di Bilancio 2025.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9875,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-11-081610.png\" alt=\"La &quot;Folgore&quot; si proietta nel futuro: dal GMV 'Flyer' al Supporto di Fuoco 2.0. I Programmi Chiave del DPP 2025-2027\" class=\"wp-image-9875\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La \"Folgore\" si proietta nel futuro: dal GMV 'Flyer' al Supporto di Fuoco 2.0. I Programmi Chiave del DPP 2025-2027</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">3. Digitalizzazione e Soldato del Futuro (SIC)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, la modernizzazione della Folgore è strettamente legata al potenziamento dell'equipaggiamento individuale e delle capacità C4 ISTAR (Comando, Controllo, Comunicazioni, Computer e Intelligence, Sorveglianza, Acquisizione Obiettivi e Ricognizione).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Brigata è impegnata in sessioni di sperimentazione sui pacchetti tecnologici che compongono il nuovo <strong>Sistema Individuale di Combattimento (SIC)</strong>. Tali attività sono volte a fornire alla Forza Armata un feedback immediato sull'utilizzo operativo di equipaggiamenti di nuova generazione, con particolare attenzione alla <strong>mobilità notturna</strong> e alla componente C4 ISTAR, elementi vitali per un reparto che opera in piccoli nuclei in ricognizione avanzata e acquisizione obiettivi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I programmi delineati nel DPP 2025-2027 testimoniano un chiaro indirizzo della Difesa verso il mantenimento e l'evoluzione della Folgore come forza di manovra leggera, altamente specializzata e dotata di strumenti tecnologici all'avanguardia per le sfide future.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">4. Potenziamento della Capacità Aviolancistica e Aviorifornimento</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Cruciale per mantenere e migliorare il <em>core business</em> della Folgore è il programma dedicato al potenziamento e al rinnovamento della capacità aviolancistica. Questo programma è finalizzato all'acquisizione di <strong>paracadute e relative dotazioni d’aviolancio</strong>, di materiali ed equipaggiamenti per l’aviorifornimento, di piattaforme addestrative/formative e per la simulazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'obiettivo è duplice: disporre di aviotruppe equipaggiate con materiali interoperabili e/o comuni per la condotta di operazioni avioportate e, contestualmente, potenziare la capacità di <strong>aviorifornimento</strong> a favore delle unità militari. In un'ottica di dual-use, questi assetti risultano idonei e versatili anche per operazioni di <strong>soccorso alla popolazione civile</strong> che si trovasse isolata a causa di calamità naturali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/un-momento-delle-dimostrazioni-dei-nuovi-armamenti.png","categoria":"Aviotruppe","tags":"BrigataFolgore, DifesaNews, DPP2025-2027, esercitoitaliano, ForzeLeggere, GMVFlyer, GroundMobilityVehicle, Mezziaviolanciabili, MunizioniCircuitanti, SupportoFuoco","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-11 07:54:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/content/notaaggiuntiva/30714.html","difesanews":"1","video_art":"","galleria":""}
{"id":25294,"titolo":"Varata la nave Olterra: nuovo gioiello della Marina Militare per il soccorso sommergibili e le operazioni subacquee","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Genova, 9 ottobre 2025</strong> – È stata varata nei cantieri <strong>T. Mariotti</strong> di Genova la <strong>nave Olterra</strong>, la nuova unità di soccorso sommergibili e attività subacquee destinata a entrare in servizio nella <strong>Marina Militare</strong> entro il <strong>2027</strong>, in sostituzione dell’ormai storica <strong>Nave Anteo</strong>, da oltre quarant’anni al servizio della Forza Armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Regione Liguria <strong>Marco Bucci</strong>, il presidente del cantiere <strong>Marco Bisagno</strong>, l’amministratore delegato <strong>Marco Ghiglione</strong>, e l’ammiraglio <strong>Salvatore Vitiello</strong>, comandante del <strong>Comando Logistico della Marina Militare</strong>, in rappresentanza del Ministero della Difesa. L’evento ha celebrato un traguardo importante per la cantieristica nazionale, segnando l’esordio di Mariotti nel comparto militare dopo decenni di successi nella costruzione di navi da crociera e yacht di lusso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tecnologia e capacità operative</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Nave Olterra</strong> è parte del programma <strong>SDO-SuRS (Special and Diving Operations – Submarine Rescue Ship)</strong>, volto a rinnovare le capacità italiane di intervento e supporto sottomarino. Con una <strong>lunghezza di 128 metri</strong> e una <strong>larghezza di 24 metri</strong>, l’unità può ospitare fino a <strong>200 persone</strong> tra equipaggio e operatori specializzati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9860,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Varata la nave Olterra: nuovo gioiello della Marina Militare per il soccorso sommergibili e le operazioni subacquee\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/nave-olterra-475149.jpg\" alt=\"Varata la nave Olterra: nuovo gioiello della Marina Militare per il soccorso sommergibili e le operazioni subacquee\" class=\"wp-image-9860\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Varata la nave Olterra: nuovo gioiello della Marina Militare per il soccorso sommergibili e le operazioni subacquee</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Progettata per operare in <strong>supporto diretto al COMSUBIN (Comando Subacquei e Incursori “Teseo Tesei”)</strong>, Olterra sarà in grado di eseguire missioni di <strong>soccorso a sommergibili sinistrati</strong>, attività di <strong>ricerca e recupero subacqueo</strong>, e <strong>protezione delle infrastrutture sottomarine strategiche</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nave è equipaggiata con <strong>propulsione elettrica integrata (IFEP)</strong> e <strong>sistema di posizionamento dinamico DP3</strong>, che consentono precisione millimetrica nelle manovre e stabilità operativa anche in condizioni marine avverse. Tali caratteristiche la rendono una piattaforma altamente versatile per operazioni in ambiente complesso, con elevati standard di sicurezza e autonomia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un’eredità che si rinnova</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nuova unità prenderà il posto di <strong>Nave Anteo</strong>, entrata in servizio negli anni Ottanta e impiegata in centinaia di missioni di recupero e supporto tecnico. Con Olterra, la Marina Militare compie un deciso salto generazionale, introducendo sistemi digitali di comando e controllo, laboratori subacquei modulari e capacità di integrazione con veicoli autonomi (ROV e AUV).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La costruzione è iniziata nel 2023 con l’impostazione dello scafo a <strong>San Giorgio di Nogaro</strong>, successivamente trasferito via mare a Genova nel 2024 per l’allestimento e l’integrazione dei sistemi. Dopo il varo, la nave entrerà ora nella fase di collaudo e prove in mare, con la consegna prevista entro il <strong>2027</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9861,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Varata la nave Olterra: nuovo gioiello della Marina Militare per il soccorso sommergibili e le operazioni subacquee\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Gruppo-Operativo-Subacquei.jpg\" alt=\"Varata la nave Olterra: nuovo gioiello della Marina Militare per il soccorso sommergibili e le operazioni subacquee\" class=\"wp-image-9861\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Varata la nave Olterra: nuovo gioiello della Marina Militare per il soccorso sommergibili e le operazioni subacquee</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un progetto strategico per l’Italia</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre al valore tecnologico, la realizzazione di Olterra ha una chiara valenza <strong>strategica e industriale</strong>. La nave rafforza la capacità del Paese di garantire la sicurezza subacquea nel Mediterraneo e consolida la cooperazione tra industria e Difesa, confermando il ruolo di eccellenza della cantieristica italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma rappresenta inoltre un tassello fondamentale nella <strong>modernizzazione della flotta logistica e di supporto tecnico</strong> della Marina Militare, in linea con il processo di rinnovamento avviato negli ultimi anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come sottolineato dall’amministratore delegato <strong>Ghiglione</strong>, “Mariotti entra in un nuovo segmento produttivo con orgoglio e senso di responsabilità, portando nel mondo militare la nostra esperienza nel campo dell’ingegneria navale avanzata.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il varo di <strong>Nave Olterra</strong>, la <strong>Marina Militare</strong> e il <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-subacquei-e-incursori-teseo-tesei-comsubin/\">COMSUBIN</a></strong> si dotano di uno strumento moderno, modulare e interoperabile, capace di rispondere alle sfide operative del XXI secolo in un dominio – quello sottomarino – sempre più strategico e competitivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/q.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Cantieri Mariotti, comsubin, Difesa italiana, Genova, Industria della Difesa, Innovazione navale, Liguria, marina militare, Nave Anteo, Nave Olterra, Operazioni subacquee, SDO-SuRS, Soccorso sommergibili, Tecnologia navale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-11 03:34:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ansa.it/liguria/notizie/2025/10/09/varata-a-genova-nuova-unita-mm-per-soccorso-somergibili_782bc02f-45a3-49ee-a512-3a9f90c0465d.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25294-nave-olterra-soccorso-sommergibili-subacquee.mp4","galleria":""}
{"id":25288,"titolo":"Striscia di Gaza: i Carabinieri al centro del contributo italiano al piano di pace","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>ROMA – L’Italia si prepara a giocare un ruolo di primo piano in una possibile missione di <strong>peacekeeping nella Striscia di Gaza</strong>, qualora il piano di pace promosso dagli Stati Uniti e sostenuto dalle principali potenze europee trovasse attuazione.<br>Il ministro della Difesa <strong>Guido Crosetto</strong> ha confermato la disponibilità del nostro Paese a partecipare a un’iniziativa internazionale sotto egida ONU o in ambito multilaterale: «Per quanto riguarda il futuro, e cioè la concreta realizzazione del piano di pace per Gaza, l’Italia ci sarà sempre, pronta a fare la propria parte», ha dichiarato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dalla diplomazia alla pianificazione operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al momento non esiste ancora una decisione formale sull’invio di contingenti, ma la questione è già sul tavolo delle cancellerie occidentali.<br>L’Italia sarà rappresentata dal ministro degli Esteri <strong>Antonio Tajani</strong> al <strong>vertice di Parigi</strong>, primo banco di prova per l’attuazione del piano statunitense. In quella sede si discuterà del futuro della Striscia, della ricostruzione, del ruolo delle Nazioni Unite e delle modalità di sicurezza per garantire la transizione politica e umanitaria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo fonti della Difesa, eventuali sviluppi sul contributo militare italiano dipenderanno da <strong>richieste esplicite dei partner internazionali</strong>, in particolare di Washington, e da un chiaro mandato ONU.<br>Nel frattempo, lo Stato Maggiore della Difesa ha già avviato valutazioni interne su quali reparti potrebbero essere messi a disposizione per un’eventuale missione di stabilizzazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Carabinieri e unità specializzate: il modello italiano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel ventaglio di opzioni discusse a livello interministeriale, emerge il possibile impiego dei <strong>Carabinieri</strong>, forza militare a ordinamento speciale con una lunga esperienza nel campo della <strong>stabilizzazione post-conflitto</strong>.<br>Dalla Somalia al Libano, dall’Iraq ai Balcani, l’Arma ha costruito negli anni un modello operativo di riferimento per la sicurezza locale e la formazione delle forze di polizia nei paesi partner.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9850,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/1-11.jpg\" alt=\"Medio Oriente: caschi blu e Carabinieri, il contributo italiano al piano di pace\" class=\"wp-image-9850\" title=\"Medio Oriente: caschi blu e Carabinieri, il contributo italiano al piano di pace\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Striscia di Gaza: i Carabinieri al centro del contributo italiano al piano di pace</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro si inserisce anche la <strong>partecipazione italiana alla missione europea EUBAM Rafah</strong>, che assiste le autorità locali nella gestione del valico tra Gaza ed Egitto. L’Italia, attraverso esperti e ufficiali dei Carabinieri, fornisce da anni supporto tecnico e addestrativo in quest’area altamente sensibile.<br>Un eventuale ampliamento del mandato internazionale potrebbe estendere questa esperienza, integrandola in un dispositivo più ampio di <strong>polizia internazionale</strong> e controllo del territorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tradizione e credibilità nelle missioni ONU</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia vanta una tradizione consolidata di partecipazione alle missioni di <strong>peacekeeping</strong>. Oggi circa 7.000 militari sono impiegati in oltre venti operazioni all’estero, dall’Europa orientale all’Africa, dal Libano al Mar Rosso.<br>La missione <strong>UNIFIL in Libano</strong>, dove il contingente italiano è tra i principali contributori, rappresenta il modello di riferimento: una presenza equilibrata tra capacità militari e competenze civili, volta a garantire la sicurezza e a favorire il dialogo politico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non a caso, diversi osservatori internazionali vedono proprio nell’esperienza di UNIFIL un precedente utile per la futura missione a Gaza.<br>Roma, d’altra parte, spinge da tempo per un <strong>approccio multinazionale sotto egida ONU</strong>, con un forte coinvolgimento arabo e mediterraneo, capace di garantire legittimità e accettazione sul terreno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I nodi da sciogliere</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’eventuale partecipazione italiana dovrà comunque confrontarsi con alcune variabili di fondo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Mandato internazionale</strong>: l’impiego di forze armate italiane all’estero richiede una risoluzione del Consiglio di Sicurezza e un chiaro quadro giuridico d’intervento.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Condizioni di sicurezza</strong>: le operazioni nella Striscia comportano rischi elevati e necessitano di un accordo politico tra le parti per il cessate il fuoco.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Compatibilità con gli impegni in corso</strong>: le Forze Armate italiane sono già fortemente impegnate in missioni in Libano, Iraq, Kosovo, Mar Rosso e Corno d’Africa.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Approvazione parlamentare</strong>: come previsto dalla legge 145/2016 sulle missioni internazionali, ogni intervento dovrà passare al vaglio del Parlamento.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un impegno coerente con la politica estera italiana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’eventuale adesione dell’Italia alla missione per Gaza rientrerebbe pienamente nella strategia di <strong>“diplomazia della sicurezza”</strong> perseguita dal governo.<br>Crosetto ha più volte ribadito che la partecipazione italiana alle missioni internazionali non è solo un dovere verso gli alleati, ma anche uno strumento di tutela degli interessi nazionali, di stabilità regionale e di promozione del dialogo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presenza di Carabinieri e militari italiani in un contesto delicato come quello mediorientale rafforzerebbe la credibilità del nostro Paese come <strong>ponte tra Europa, Mediterraneo e mondo arabo</strong>, consolidando un ruolo che Roma rivendica da sempre: contribuire alla pace attraverso la professionalità delle proprie Forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/2-2.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Antonio Tajani, carabinieri, caschi blu, Difesa italiana, DifesaNews, EUBAM Rafah, Forze Armate Italiane, Gaza, Guido Crosetto, Medio Oriente, missioni internazionali, ONU, peacekeeping, politica estera, stabilizzazione","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-11 01:24:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2025/10/09/medio-oriente-caschi-blu-e-carabinieri-il-contributo-italiano-al-piano_c869062f-8c71-422a-8ea4-02f72e0cadc2.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25288-striscia-gaza-carabinieri-centro-italiano-pace.mp4","galleria":""}
{"id":25281,"titolo":"Addestramento estremo per la Folgore: la trincea di “Giant Leap 2025”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nelle campagne toscane, nei pressi della <strong>zona di lancio di Altopascio (Lucca)</strong>, si è conclusa nei giorni scorsi l’esercitazione pluriarma <strong>“Giant Leap 2025”</strong>, che ha visto impegnati i reparti della <strong>Brigata Paracadutisti Folgore</strong> in uno scenario di combattimento ad <strong>altissima intensità</strong>, ispirato ai <strong>conflitti contemporanei</strong>.<br>Protagonisti dell’attività sono stati i <strong>paracadutisti del 187° Reggimento “Folgore”</strong>, supportati dall’<strong>8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti</strong> e dal <strong>Reggimento Logistico Folgore</strong>. L’obiettivo: mettere alla prova la capacità di <strong>condurre operazioni di forzamento e trafilamento di ostacoli passivi e attivi</strong> — come <strong>campi minati</strong>, <strong>trincee</strong> e <strong>fortificazioni</strong> — in un contesto di guerra convenzionale evoluta, ma contaminata dalle <strong>nuove minacce tecnologiche</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione ha rappresentato la fase conclusiva di un <strong>ciclo addestrativo complesso</strong>, concepito per restituire ai reparti paracadutisti quella <strong>consapevolezza tattica</strong> che la <strong>guerra moderna</strong> richiede. L’idea non era solo quella di esercitare procedure e coordinamento, ma anche di <strong>allenare la mente del soldato</strong> a operare sotto pressione, in un contesto reso complesso dal costante impiego di <strong>droni</strong> e <strong>armi di precisione</strong>.<br>Il tutto con un principio guida: <strong>simulare il massimo realismo</strong>. Non a caso, la “Giant Leap 2025” ha riproposto <strong>tecniche, tattiche e procedure</strong> tipiche dei conflitti in corso sullo scenario globale, dove la linea di separazione tra <strong>difesa e offesa</strong>, tra <strong>guerra di posizione e manovra dinamica</strong>, è sempre più sottile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La trincea nel XXI secolo: il ritorno di un simbolo bellico</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta di addestrarsi alla <strong>guerra di trincea</strong> non è casuale né nostalgica: rappresenta un <strong>ritorno strategico</strong> a una dimensione che, dopo decenni di guerre asimmetriche, torna oggi <strong>drammaticamente attuale</strong>.<br>Le immagini provenienti dai fronti dell’Est Europa e del Medio Oriente hanno riportato al centro la <strong>trincea</strong> come <strong>elemento tattico e psicologico</strong>: un luogo di resistenza, ma anche di <strong>vulnerabilità estrema</strong>. Per questo motivo la <strong>Folgore</strong> — tradizionalmente proiettata verso operazioni <strong>aviolanciate e di manovra</strong> — ha voluto confrontarsi con scenari di <strong>guerra statica</strong>, nei quali la sopravvivenza e l’efficacia dipendono dalla capacità di <strong>muoversi, osservare e reagire in tempi minimi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la “Giant Leap 2025”, i <strong>paracadutisti del 187° Reggimento</strong> hanno affrontato un <strong>caposaldo di plotone protetto da trincee e ostacoli multipli</strong>, in una sequenza che ha riprodotto il realismo di uno <strong>scontro simmetrico</strong>.<br>La manovra offensiva è stata preceduta da <strong>ricognizioni tattiche condotte con droni quadricotteri</strong>, mezzi ormai <strong>essenziali per il controllo del campo di battaglia</strong> e la raccolta di informazioni. Successivamente, è seguita la <strong>fase di forzamento</strong>: l’apertura di varchi nei reticolati e nei campi minati grazie all’impiego di <strong>cariche esplosive</strong>, il tutto sotto un <strong>massiccio volume di fuoco simulato</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9839,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Addestramento estremo per la Folgore: la trincea di “Giant Leap 2025”\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/5.jpg\" alt=\"Addestramento estremo per la Folgore: la trincea di “Giant Leap 2025”\" class=\"wp-image-9839\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un tiratore scelto in azione</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo era duplice: da un lato, <strong>consolidare la cooperazione tra fanteria, genio e logistica</strong>; dall’altro, <strong>misurare il fattore umano</strong>, cioè la capacità dei soldati di <strong>mantenere lucidità, coordinamento e spirito offensivo</strong> in condizioni estreme.<br>Il realismo del contesto, unito alla <strong>pressione cognitiva e fisica dell’azione</strong>, ha reso l’attività non solo un esercizio tecnico, ma anche una <strong>lezione di resilienza militare</strong>.<br>Come ha sottolineato il comando della brigata, la <strong>dimensione cognitiva</strong> è ormai una componente decisiva dell’addestramento moderno: <strong>riconoscere, comprendere e reagire</strong> a una minaccia in evoluzione è oggi tanto importante quanto l’abilità nel maneggiare un’arma o muoversi sul terreno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L’addestramento come pilastro della prontezza operativa</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Generale di Brigata Federico Bernacca</strong>, comandante della <strong>Folgore</strong>, ha assistito personalmente alle fasi centrali dell’esercitazione, <strong>complimentandosi con il personale</strong> per la qualità dell’impegno e dei risultati ottenuti.<br>Nelle sue parole si riflette la <strong>filosofia operativa della Brigata</strong>: “<strong>Questo tipo di addestramento rappresenta uno dei pilastri della preparazione del paracadutista</strong>, che deve essere pronto a operare in ogni momento e in qualsiasi contesto, anche là dove i principi della guerra convenzionale si fondono con la <strong>continua minaccia tecnologica</strong>”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9840,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Addestramento estremo per la Folgore: la trincea di “Giant Leap 2025”\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/1-10.jpg\" alt=\"Addestramento estremo per la Folgore: la trincea di “Giant Leap 2025”\" class=\"wp-image-9840\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fase di un attacco all'interno delle trincee</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Folgore</strong>, erede di una <strong>lunga tradizione di coraggio e professionalità</strong>, continua a distinguersi per la capacità di <strong>coniugare spirito combattivo e innovazione</strong>.<br>L’addestramento condotto in Toscana conferma come le <strong>Forze Armate italiane</strong> siano oggi impegnate in un processo di <strong>modernizzazione mentale e tecnica</strong>, volto a preparare i propri uomini e donne a operare in scenari in cui la <strong>superiorità tecnologica dell’avversario</strong> può essere bilanciata solo da <strong>disciplina, adattabilità e coordinamento interforze</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La “Giant Leap 2025” non è dunque solo un’esercitazione, ma una <strong>dichiarazione di metodo</strong>: affrontare il futuro con la consapevolezza che <strong>la guerra cambia, ma il valore del soldato resta immutato</strong>.<br>E se oggi la trincea torna a essere <strong>simbolo di difesa e sacrificio</strong>, la <strong>Folgore</strong> dimostra ancora una volta che anche nelle sfide del XXI secolo, <strong>il salto più grande resta quello del coraggio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/2-1.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"addestramento, folgore, trincea","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-10 12:34:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/La-brigata-paracadutisti-Folgore--si-addestra-alla-guerra-di-trincea.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25281-addestramento-estremo-per-la-folgore-la-trincea-di-giant-leap-2025.mp4","galleria":""}
{"id":25274,"titolo":"Lettonia: NATO “Renovator” capacità di riabilitazione militari feriti in Ucraina","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>BRUXELLES – 7 ottobre 2025</strong> – La Lettonia entra ufficialmente nell’operazione <strong>“Renovator”</strong>, l’ambizioso programma della NATO destinato a ricostruire e potenziare le capacità di <strong>riabilitazione militare</strong> in Ucraina. L’iniziativa, lanciata nel 2023 nell’ambito del <strong>Comprehensive Assistance Package (CAP)</strong> dell’Alleanza, mira a realizzare cinque centri di riabilitazione per i militari ucraini feriti in combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’adesione di Riga, il progetto completa la squadra dei <strong>cinque Paesi capofila</strong> – <strong>Lettonia, Lituania, Norvegia, Svezia e Regno Unito</strong> – ciascuno incaricato di guidare la costruzione o la ricostruzione di uno dei centri, con il <strong>coordinamento generale affidato alla NATO</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9826,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Lettonia: NATO “Renovator” capacità di riabilitazione militari feriti in Ucraina\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/251007-op-renovator-rdax-775x440s.jpg\" alt=\"Lettonia: NATO “Renovator” capacità di riabilitazione militari feriti in Ucraina\" class=\"wp-image-9826\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lettonia: NATO “Renovator” capacità di riabilitazione militari feriti in Ucraina</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un progetto per la ricostruzione umana e militare dell’Ucraina</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’operazione “Renovator” rappresenta una delle più significative iniziative del pacchetto di sostegno non letale fornito all’Ucraina. Con un <strong>budget di circa 100 milioni di euro</strong>, il programma è interamente dedicato al potenziamento delle strutture sanitarie e di recupero funzionale dei soldati feriti in guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto si articola su più linee operative:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Costruzione e ammodernamento</strong> di centri di riabilitazione in aree danneggiate dal conflitto;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fornitura di apparecchiature mediche e tecnologie avanzate</strong> per la fisioterapia, la neuro-riabilitazione e la chirurgia ortopedica;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Addestramento e formazione specialistica</strong> per medici, psicologi, fisioterapisti e personale sanitario ucraino;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sviluppo di protocolli di supporto psicologico e reinserimento</strong> dei veterani nella vita civile o nel servizio attivo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli interventi previsti spaziano dalle <strong>protesi bioniche e ortopediche</strong> alle <strong>terapie intensive post-traumatiche</strong>, passando per la creazione di <strong>aree di supporto psicologico</strong> dedicate al recupero dei militari affetti da disturbi post-bellici (PTSD).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto comunicato dal quartier generale NATO di Bruxelles, ogni Paese alleato partecipa come <strong>nazione guida di un centro</strong>, assumendo il coordinamento logistico e tecnico con le autorità ucraine e gli organismi civili locali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Regno Unito</strong>: responsabile per la costruzione del centro principale, concepito come polo di riferimento per la riabilitazione fisica e neurologica.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Norvegia</strong>: focalizzata sulle tecnologie mediche digitali e sui sistemi di tele-riabilitazione a distanza.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Svezia</strong>: incaricata della formazione psicologica e del supporto per il reinserimento dei veterani.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Lituania</strong>: gestisce il segmento logistico e la fornitura di attrezzature riabilitative.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Lettonia</strong>, ultimo Paese ad aderire, curerà la riqualificazione di una struttura danneggiata nel sud-est dell’Ucraina, trasformandola in centro per la chirurgia ricostruttiva e la fisioterapia avanzata.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9830,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Lettonia: NATO “Renovator” capacità di riabilitazione militari feriti in Ucraina\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/2-1-scaled.webp\" alt=\"Lettonia: NATO “Renovator” capacità di riabilitazione militari feriti in Ucraina\" class=\"wp-image-9830\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lettonia: NATO “Renovator” capacità di riabilitazione militari feriti in Ucraina</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>coordinamento centrale</strong> dell’iniziativa resta in capo alla NATO, che assicura la sinergia tra le nazioni partner e l’integrazione dei lavori nel più ampio piano di assistenza all’Ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un modello di solidarietà e interoperabilità</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’operazione Renovator è parte integrante del <strong>Comprehensive Assistance Package (CAP)</strong>, il quadro strategico con cui la NATO fornisce a Kyiv <strong>sostegno non letale e assistenza tecnica</strong> per migliorare la capacità del Paese di difendersi e di integrarsi progressivamente con gli standard dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attraverso Renovator, la NATO intende:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>rafforzare la resilienza sanitaria</strong> delle forze armate ucraine;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>accelerare il recupero dei feriti</strong> e il ritorno in servizio dei militari idonei;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>costruire capacità nazionali autonome</strong> di riabilitazione e supporto medico militare;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>potenziare la cooperazione tra alleati e partner</strong>, creando una rete euro-atlantica di strutture interoperabili.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come sottolineato nei comunicati ufficiali, “questi sforzi dimostrano l’impegno della NATO a fornire all’Ucraina ciò di cui ha bisogno per difendersi oggi e scoraggiare l’aggressione russa domani”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Assistenza medica, infrastrutture e formazione</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fin dall’avvio, Renovator ha consentito la realizzazione di <strong>interventi chirurgici salvavita</strong>, la <strong>produzione di protesi personalizzate</strong> e la <strong>formazione di decine di medici e terapisti ucraini</strong>.<br>Le attività comprendono corsi in collaborazione con centri di eccellenza militari europei, sessioni di addestramento pratico e scambi di personale sanitario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, il progetto finanzia opere infrastrutturali per migliorare l’efficienza energetica, la sicurezza e la connettività digitale dei centri. In prospettiva, la rete potrà servire anche <strong>veterani civili e personale di emergenza</strong> coinvolto nei soccorsi durante il conflitto.L’adesione della Lettonia chiude simbolicamente il cerchio dei cinque centri pianificati e conferma l’impegno della NATO nel <strong>sostegno duraturo all’Ucraina</strong>.<br>Oltre all’aspetto medico e logistico, Renovator rappresenta anche <strong>una dimostrazione concreta di solidarietà politica e militare</strong> da parte degli alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa integra le linee guida del nuovo <strong>Piano di Assistenza NATO-Ucraina</strong>, approvato nel 2024, che definisce il passaggio da un sostegno emergenziale a un <strong>programma strutturale di cooperazione a lungo termine</strong>, orientato alla resilienza, alla ricostruzione e all’interoperabilità delle forze armate ucraine con gli standard alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/000-33939BA.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"CAP, Lettonia, Lituania, NATO, Norvegia, regnounito, Renovator, RiabilitazioneMilitare, Svezia, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-09 18:04:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.nato.int/cps/en/natohq/news_238331.htm","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25274-lettonia-nato-renovator-feriti-ucraina.mp4","galleria":""}
{"id":25268,"titolo":"Neptune Strike 25-3: cooperazione anfibia Italia-Turchia rafforza la postura marittima della NATO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Brindisi, 26 settembre 2025 —</strong> Nell’ambito dell’attività NATO <strong>Neptune Strike 25-3</strong>, le forze italiane e turche hanno condotto a Brindisi una dimostrazione congiunta di capacità anfibie ad alta prontezza operativa.<br>L’esercitazione, diretta dal <strong>Naval Striking and Support Forces NATO (<a href=\"https://sfn.nato.int/newsroom/news-archive/2025/-nato-enhanced-vigilance-activity-neptune-strike-253-concluded\">STRIKFORNATO</a>)</strong>, ha consolidato l’integrazione tra la <a href=\"https://difesanews.com/joint-stars-2025-laddestramento-anfibio-della-brigata-marina-san-marco/\"><strong>Brigata Marina “San Marco”</strong> </a>e la <strong>Brigata di Fanteria di Marina Anfibia turca</strong>, sottolineando la crescente interoperabilità dell’Alleanza nel dominio marittimo-costiero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Neptune Strike 25-3 rappresenta la terza fase del ciclo addestrativo 2025, che coinvolge oltre <strong>10 000 militari di 13 nazioni alleate</strong> schierati tra Mediterraneo, Adriatico, Mar del Nord e Baltico.<br>A Brindisi si è svolto uno dei momenti più significativi dell’attività, con un <strong>raid anfibio congiunto</strong>, <strong>inserimenti elicotteristici</strong> e una <strong>dimostrazione di capacità medica tattica</strong> che hanno testato la prontezza delle forze alleate in uno scenario multidominio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9813,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Neptune Strike 25-3: cooperazione anfibia Italia-Turchia rafforza la postura marittima della NATO\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/54824370546-4f97401dd3-o-yR3Aj6.jpg\" alt=\"Neptune Strike 25-3: cooperazione anfibia Italia-Turchia rafforza la postura marittima della NATO\" class=\"wp-image-9813\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Neptune Strike 25-3: cooperazione anfibia Italia-Turchia rafforza la postura marittima della NATO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sinergia operativa nel cuore dell’Adriatico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la fase a terra, i reparti italiani e turchi hanno condotto sbarchi coordinati su <strong>Torre Cavallo</strong> e sulle <strong>isole Pedagne</strong>, impiegando veicoli anfibi — tra cui i mezzi <strong>ZAHA</strong> turchi — imbarcazioni leggere e veicoli tattici.<br>L’operazione ha simulato la conquista e il consolidamento di una testa di ponte costiera, con supporto aereo e marittimo integrato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>tenente di vascello Marc Mollica</strong>, comandante della <strong>1ª Compagnia d’Assalto “Bafile”</strong>, ha sottolineato il valore addestrativo dell’iniziativa:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>«Abbiamo avuto la possibilità di condurre una simulazione di raid anfibio congiunto con i nostri colleghi turchi. È stata un’eccellente occasione per condividere tattiche, tecniche e procedure operative».</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’ufficiale italiano ha evidenziato inoltre come l’esperienza abbia rappresentato la prima opportunità diretta di cooperazione tra la <strong>San Marco Brigade</strong> e la <strong>Fanteria di Marina turca</strong>, rafforzando la conoscenza reciproca e l’interoperabilità dei sistemi di comunicazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Deterrenza, interoperabilità, coesione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione si inserisce nel quadro delle attività di deterrenza e difesa collettiva della NATO, che attraverso le <strong><a href=\"https://difesanews.com/droni-e-potenza-navale-turchia-portaerei-brindisi/\">operazioni Neptune</a></strong> testa la capacità dell’Alleanza di integrare forze di superficie, sottomarine e aeree in uno scenario di crisi.<br>Oltre alle operazioni anfibie, il ciclo 25-3 comprende missioni aeree da portaerei, pattugliamenti subacquei e scenari di guerra di superficie nei principali teatri marittimi europei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la NATO, <strong>Brindisi</strong> ha rappresentato un banco di prova concreto della prontezza integrata nel Mediterraneo, regione strategica per la sicurezza euro-atlantica.<br>L’addestramento congiunto ha dimostrato la capacità dell’Alleanza di <strong>proiettare forza rapidamente</strong>, sostenendo la libertà di navigazione e la difesa di “ogni centimetro di territorio alleato” secondo il diritto internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>«Sono certo che da questa cooperazione la Brigata San Marco e la Forza da Sbarco italiana abbiano potuto potenziare la conoscenza delle procedure comuni e migliorare le attività di comunicazione operativa», ha aggiunto il tenente Mollica.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9814,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Neptune Strike 25-3: cooperazione anfibia Italia-Turchia rafforza la postura marittima della NATO\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/54824706855-01233ddf99-o-jhU0H1.jpg\" alt=\"Neptune Strike 25-3: cooperazione anfibia Italia-Turchia rafforza la postura marittima della NATO\" class=\"wp-image-9814\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Neptune Strike 25-3: cooperazione anfibia Italia-Turchia rafforza la postura marittima della NATO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un segnale di coesione per il Mediterraneo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Neptune Strike 25-3 conferma il ruolo dell’Italia come pilastro meridionale dell’Alleanza e del <strong>Comando Marittimo di Brindisi</strong> come hub strategico per le operazioni NATO.<br>La collaborazione con la Turchia, che ha schierato unità moderne e mezzi anfibi di nuova generazione, rafforza la postura collettiva nel Mediterraneo e l’impegno condiviso per la stabilità regionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la serie Neptune, la NATO continua a proiettare un messaggio chiaro: <strong>capacità, coesione e prontezza</strong> restano i cardini della sicurezza euro-atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/1-9.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"BrigataSanMarco, Brindisi, difesaitaliana, ForzeAnfibie, marinamilitare, NATO, NeptuneStrike25-3, STRIKFORNATO, turchia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-08 23:54:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://jfcnaples.nato.int/newsroom/news/news-archive/2025/neptune-strike-253-strengthens-nato-maritime-response-capabilities","difesanews":"1","video_art":"","galleria":""}
{"id":25261,"titolo":"Italia–Turchia: Perego di Cremnago, Masiello e Conserva in visita a Baykar","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Tekirdağ – Istanbul</strong> - Una delegazione del Ministero della Difesa italiano ha visitato le strutture di <a href=\"https://difesanews.com/la-joint-venture-baykar-leonardo-2000-droni-per-litalia/\">Baykar</a>, leader turco nel settore dei velivoli a pilotaggio remoto. L’iniziativa, che si inserisce nel quadro della cooperazione industriale tra <strong>Leonardo</strong> e <strong>Baykar</strong>, ha visto la partecipazione del <strong>Sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago</strong>, del <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</strong> e del <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La presenza del Sottosegretario Perego di Cremnago</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Figura di raccordo tra indirizzo politico e industria, <strong>Matteo Perego di Cremnago</strong> ha guidato la missione con l’obiettivo di approfondire le potenzialità tecnologiche dei sistemi sviluppati da Baykar e di valutarne le possibili sinergie con l’industria nazionale.<br>La visita – che ha toccato il centro prove <strong>AKINCI Flight Training and Test Center</strong> di Çorlu e la sede centrale di <strong>Baykar a Istanbul</strong> – si inserisce in un momento di crescente cooperazione tecnologica tra Italia e Turchia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>«L’Italia guarda con attenzione all’evoluzione dei sistemi autonomi e ai nuovi scenari di impiego operativo – ha dichiarato Perego –. La nostra priorità è comprendere come le tecnologie emergenti possano integrarsi con le capacità industriali italiane e alleate, garantendo interoperabilità e sicurezza».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Sottosegretario, da sempre attento al comparto industriale e alle filiere dual use, ha sottolineato l’importanza di un equilibrio tra innovazione, sostenibilità e tutela degli interessi strategici nazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9793,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Baykar-Italya-Heyeti-1.jpg\" alt=\"Italia–Turchia: Perego di Cremnago, Masiello e Conserva in visita a Baykar\" class=\"wp-image-9793\" title=\"Italia–Turchia: Perego di Cremnago, Masiello e Conserva in visita a Baykar\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italia–Turchia: Perego di Cremnago, Masiello e Conserva in visita a Baykar</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Generale Masiello: droni e capacità terrestri integrate</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’Esercito italiano, rappresentato dal <strong>Generale Carmine Masiello</strong>, la visita a Baykar ha un significato operativo.<br>Il Capo di SME ha seguito con particolare attenzione le dimostrazioni con i <strong>Bayraktar TB3</strong>, <strong>AKINCI</strong> e <strong>KIZILELMA</strong>, concentrandosi sulle possibilità di impiego integrato tra sistemi aerei senza pilota e forze terrestri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>«Le operazioni moderne si fondano sulla connessione tra piattaforme, sensori e capacità di reazione rapida», ha evidenziato Masiello nel corso del briefing. «L’Esercito è interessato a soluzioni che migliorino la consapevolezza situazionale e il supporto tattico in ambienti complessi».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La prospettiva dell’Esercito è orientata a droni multiruolo capaci di cooperare con unità di manovra e sistemi di artiglieria di precisione, in linea con i programmi di digitalizzazione e con la trasformazione in corso delle brigate operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9794,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Baykar-Italya-Heyeti-3.jpg\" alt=\"Italia–Turchia: Perego di Cremnago, Masiello e Conserva in visita a Baykar\" class=\"wp-image-9794\" title=\"Italia–Turchia: Perego di Cremnago, Masiello e Conserva in visita a Baykar\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italia–Turchia: Perego di Cremnago, Masiello e Conserva in visita a Baykar</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Generale Conserva: interoperabilità e standard aeronautici</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’Aeronautica Militare, la missione ha rappresentato un’occasione per osservare da vicino piattaforme di nuova generazione come il <strong>KIZILELMA</strong>, considerato il primo velivolo da combattimento autonomo turco.<br>Il <strong>Generale Antonio Conserva</strong>, da pochi mesi alla guida della Forza Armata, ha sottolineato l’importanza di assicurare piena compatibilità dei nuovi sistemi con le architetture aeronautiche europee e NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>«L’evoluzione dei droni da combattimento impone standard di sicurezza, comando e interoperabilità sempre più stringenti», ha spiegato Conserva. «Ogni valutazione tecnica deve tener conto della dottrina d’impiego, dell’integrazione con le piattaforme pilotate e dei futuri scenari di guerra multidominio».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’interesse dell’Aeronautica si concentra su droni ad alta autonomia e piattaforme “loyal wingman”, capaci di cooperare con caccia di quinta generazione come l’<strong>F-35</strong> e i futuri sistemi del programma <strong>GCAP</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cooperazione Leonardo–Baykar e prospettive italiane</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla visita hanno preso parte anche dirigenti di <strong>Leonardo</strong>, tra cui <strong>Simone Ungaro</strong> (co-head Strategy and Innovation) e <strong>Carlo Gualdaroni</strong> (Business Development), confermando la dimensione industriale della missione.<br>La partnership tra Leonardo e Baykar, formalizzata nel 2025 con la creazione della <strong>joint venture LBA Systems</strong>, punta a sviluppare una nuova generazione di droni europei con sede operativa in Italia e una catena di fornitura integrata tra i due Paesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa si colloca in un quadro più ampio di <strong>integrazione industriale e tecnologica euro-mediterranea</strong>, con l’Italia in posizione di ponte tra NATO, UE e Turchia.<br>Secondo fonti industriali, LBA Systems lavorerà allo sviluppo di sensori, avionica e mission systems per droni armati e da ricognizione di medio-grande raggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9795,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Baykar-Italya-Heyeti-6.jpg\" alt=\"Italia–Turchia: Perego di Cremnago, Masiello e Conserva in visita a Baykar\" class=\"wp-image-9795\" title=\"Italia–Turchia: Perego di Cremnago, Masiello e Conserva in visita a Baykar\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italia–Turchia: Perego di Cremnago, Masiello e Conserva in visita a Baykar</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un segnale di cooperazione ad alto livello</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La missione a Baykar segna un passaggio di rilievo nel dialogo bilaterale tra Roma e Ankara in campo difensivo.<br>La presenza simultanea del vertice politico (Perego) e militare (Masiello e Conserva) conferma la volontà italiana di coniugare <strong>valutazione tecnica, indirizzo politico e cooperazione industriale</strong> in un settore strategico per la sicurezza nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Conclude una fonte della Difesa: «Questa visita non è un atto protocollare, ma parte di un percorso concreto per definire il ruolo dell’Italia nel futuro della difesa europea e delle capacità autonome di nuova generazione».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/1-8.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Baykar, Conserva, difesa, Industria, Leonardo, masiello, multidominio, Perego, turchia, UAV, UCAV","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-08 17:54:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defenceturkey.com/en/content/italian-defense-ministry-delegation-reviews-baykar-s-technology-on-site-6364","difesanews":"1","video_art":"","galleria":""}
{"id":25253,"titolo":"L'Architetto Digitale dell'Esercito: L'Azione del Generale Giovanni Gagliano Comandante delle Forze di Supporto al Combattimento","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il conflitto moderno è una sfida che si gioca non solo sul terreno, ma anche nei domini <strong>Cyber</strong> e dello <strong>Spettro Elettromagnetico</strong>. In questo scenario di trasformazione, il <strong>Generale di Corpo d'Armata Giovanni Gagliano</strong> emerge come una figura centrale, la cui azione di comando e la cui esperienza nei sistemi <strong>C5I</strong> (Comando, Controllo, Comunicazione, Computer, Cyber e Intelligence) stanno imprimendo una decisa accelerazione alla trasformazione digitale dell'Esercito Italiano, con un focus cruciale sulle <strong>Forze di Supporto al Combattimento</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9765,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"L'Architetto Digitale dell'Esercito: L'Azione del Generale Giovanni Gagliano Comandante delle Forze di Supporto al Combattimento\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Gagliano-Giovanni-1000x670-1.jpg\" alt=\"L'Architetto Digitale dell'Esercito: L'Azione del Generale Giovanni Gagliano Comandante delle Forze di Supporto al Combattimento\" class=\"wp-image-9765\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Architetto Digitale dell'Esercito: L'Azione del Generale Giovanni Gagliano Comandante delle Forze di Supporto al Combattimento</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Lezione C5I e la Continuità Strategica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visione del Generale Gagliano non è teorica, ma affonda le radici in un percorso che combina l'esperienza sul campo con la pianificazione strategica di vertice:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>L'Impronta Operativa:</strong> Come Comandante della <strong>Brigata meccanizzata “Pinerolo” (2019-2021)</strong>, unità pilota nel progetto di digitalizzazione, Gagliano ha garantito che i sistemi di Comando e Controllo (C2) venissero testati <strong>sul campo</strong>, assicurandone l'efficacia e la robustezza prima dell'impiego su larga scala.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>L'Esperienza al Vertice:</strong> Nei ruoli di <strong>Capo del VI Reparto – Sistemi C5I</strong> dello Stato Maggiore dell'Esercito e, successivamente, come <strong>Capo del VI Reparto Informatica, Cyber e Telecomunicazioni</strong> dello Stato Maggiore della Difesa, ha avuto la responsabilità diretta di estendere il concetto di <strong>Multidominio</strong> della NATO, integrando i domini fisico e digitale in un unico quadro operativo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa azione è in perfetta <strong>continuità strategica</strong> con la linea impressa dalle massime <em>leadership</em> militari, tra cui il Gen. <strong>Carmine Masiello</strong> e il Gen. <strong>Claudio Graziano</strong> (ex Capo di SMD). Tale coerenza ha permesso di perseguire la <strong>trasformazione digitale</strong> come un obiettivo prioritario e non negoziabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9766,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L'Architetto Digitale dell'Esercito: L'Azione del Generale Giovanni Gagliano Comandante delle Forze di Supporto al Combattimento\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/1-7.jpg\" alt=\"L'Architetto Digitale dell'Esercito: L'Azione del Generale Giovanni Gagliano Comandante delle Forze di Supporto al Combattimento\" class=\"wp-image-9766\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Architetto Digitale dell'Esercito: L'Azione del Generale Giovanni Gagliano Comandante delle Forze di Supporto al Combattimento</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Impulso Tecnologico per il Supporto al Combattimento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le <strong>Forze di Supporto al Combattimento (CS)</strong> — che includono unità cruciali come <strong>Artiglieria, Genio, Trasmissioni e Informazioni Tattiche</strong> — sono le prime a beneficiare e ad attuare questa svolta tecnologica. Il loro ruolo è vitale: fornire il sostegno essenziale per la manovra delle unità combattenti in un ambiente ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'impulso tecnologico del Gen. Gagliano mira a rendere queste forze più rapide e connesse attraverso diversi assi d'intervento. Sul fronte della <strong>precisione e della ricognizione</strong>, si sta lavorando per integrare <strong>sistemi C2 avanzati</strong>, <strong>sensori integrati</strong> e <strong>Intelligenza Artificiale (AI)</strong> per l'acquisizione delle minacce, un'evoluzione che consentirà al supporto di fuoco di operare con precisione chirurgica su un <strong>range operativo superiore ai 125 km</strong>, colmando un gap cruciale. Parallelamente, nel campo della <strong>Guerra Elettronica (EW)</strong>, la priorità è rivolta al potenziamento della <strong>Resilienza Cibernetica</strong> e all'adozione di sistemi <strong>Counter-UAS</strong> (anti-drone), essenziali per garantire la <strong>comandabilità</strong> e la protezione delle linee di comunicazione in un <strong>ambiente ad alto tasso di connettività spettrale</strong>. Infine, per quanto riguarda le <strong>piattaforme e la mobilità</strong>, l'azione prevede l'integrazione del <strong>Veicolo Blindato Medio (VBM) 8x8 “Freccia”</strong> e l'introduzione del <strong>Light Utility Helicopter (LUH)</strong> (evoluzione dell'AW 169). Questi mezzi saranno totalmente interconnessi nei <strong>Posti Comando Digitalizzati</strong>, completando il cuore della <strong>Forza NEC</strong> (Network Enabled Capabilities).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9767,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"L'Architetto Digitale dell'Esercito: L'Azione del Generale Giovanni Gagliano Comandante delle Forze di Supporto al Combattimento\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/12.-VBM-Freccia-Brigata-Pinerolo-768x513-1.jpg\" alt=\"L'Architetto Digitale dell'Esercito: L'Azione del Generale Giovanni Gagliano Comandante delle Forze di Supporto al Combattimento\" class=\"wp-image-9767\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Architetto Digitale dell'Esercito: L'Azione del Generale Giovanni Gagliano Comandante delle Forze di Supporto al Combattimento</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie alla visione strategica e all'azione del Generale Gagliano, le Forze di Supporto al Combattimento non saranno più solo reparti di sostegno, ma diventeranno il <strong>sistema nervoso centrale</strong> dell'Esercito. Questo ambizioso processo di completa digitalizzazione e ammodernamento <strong>proseguirà con decisione</strong> nei prossimi anni, essendo attivamente sotto il diretto <strong>impulso del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Generale Carmine Masiello</strong>, al fine di dotare lo strumento militare terrestre delle capacità tecnologiche necessarie per dominare il campo di battaglia multidominio del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/2.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"bayktar, digitale, esercito, forzesupportocombattimento, gagliano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-08 14:14:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/COMFOTER/comfoter-supporto/Pagine/cv-gen-ca-scala.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25253-digitale-esercito-giovanni-gagliano-comandante.mp4","galleria":""}
{"id":25246,"titolo":"Dall’esempio del Comandante alla forza del reparto: il valore della preparazione fisica","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>​<strong>Prima dell’intervento dell’ex Ministro della Difesa Elisabetta Trenta</strong>, le <strong>Forze Armate italiane</strong> avevano fondato il reclutamento e la permanenza in servizio su <strong>parametri oggettivi di efficienza fisica</strong>. Al centro di questo sistema c’era l’<strong>Indice di Massa Corporea (IMC)</strong>, uno strumento scientifico che misura il rapporto tra peso e altezza e che, seppur con alcune limitazioni, rappresentava una garanzia di <strong>prontezza e salute</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il mantenimento di un <strong>IMC entro limiti precisi</strong> – 30 per gli uomini e 28 per le donne – assicurava che ogni militare potesse affrontare con efficacia le richieste fisiche e mentali del servizio. Oggi, più che mai, quel principio conserva la sua validità: <strong>il corpo allenato non è solo un requisito funzionale, ma il riflesso della disciplina e della cura di sé</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evoluzione scientifica permette di andare oltre i vecchi schemi, introducendo criteri più raffinati che valutano la <strong>composizione corporea nel suo insieme</strong>. La salute, infatti, non è un numero, ma <strong>un equilibrio tra forza muscolare, resistenza, metabolismo e benessere mentale</strong>. Restare in forma significa <strong>tutelare se stessi</strong>, prevenire l’affaticamento, sostenere la concentrazione e vivere meglio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La ricerca moderna conferma che <strong>una condizione fisica ottimale</strong> migliora la circolazione, la capacità cardiorespiratoria e il metabolismo, ma anche la <strong>chiarezza mentale</strong> e la <strong>gestione dello stress</strong>. Il corpo allenato diventa uno <strong>strumento di efficienza psicologica</strong>: il movimento regolare stimola la produzione di endorfine, riduce l’ansia e potenzia la capacità decisionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto come quello militare, dove <strong>lucidità e prontezza</strong> sono fondamentali, la forma fisica è un <strong>alleato imprescindibile</strong>. Essere in forma, in questo senso, significa <strong>essere pronti ad agire, a resistere, a supportare i compagni</strong>. È una condizione che unisce <strong>corpo e mente</strong>, <strong>forza e autocontrollo</strong>, e che rafforza il legame profondo tra la persona e l’Istituzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L’Esempio del Comandante: la forza che ispira</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni leader militare sa che <strong>la guida parte dall’esempio</strong>. Un comandante in piena forma fisica non trasmette solo autorità, ma <strong>fiducia</strong>. La sua energia, la postura, la resistenza sono segnali concreti di <strong>dedizione e di equilibrio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La preparazione fisica, infatti, non riguarda solo la prestazione: è un <strong>linguaggio che comunica solidità interiore</strong>. Chi cura il proprio corpo dimostra <strong>attenzione, autocontrollo e rispetto per la missione</strong>. Una condizione fisica ottimale, sostenuta da uno stile di vita sano, favorisce <strong>calma, concentrazione e lucidità</strong>, elementi indispensabili per chi deve <strong>prendere decisioni rapide e guidare</strong> altri uomini e donne.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Allenarsi insieme, <strong>condividere la fatica e la determinazione</strong>, crea un legame autentico tra i membri di un’unità. Ogni corsa, ogni esercizio diventa <strong>un simbolo di coesione, di spirito di squadra, di appartenenza</strong>. La fatica condivisa unisce più di qualsiasi ordine, perché nasce dal <strong>desiderio di migliorare insieme</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9589,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/2.Un-momento-della-manifestazione.jpg\" alt=\"Dall’esempio del Comandante alla forza del reparto: il valore della preparazione fisica\" class=\"wp-image-9589\" title=\"Dall’esempio del Comandante alla forza del reparto: il valore della preparazione fisica\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Modena di corsa con l'Accademia Militare - Compagnia di Allievi Ufficiali con in testa il Proprio Comandante</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli studi più recenti confermano che l’<strong>attività fisica regolare stimola le funzioni cognitive</strong>, migliora la memoria e accresce la capacità di <strong>mantenere la calma anche sotto pressione</strong>. Un <strong>corpo efficiente sostiene la mente</strong>, e una <strong>mente allenata guida il corpo</strong>. È un ciclo virtuoso che aumenta <strong>resilienza, concentrazione e autostima</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo equilibrio risiede la vera forza del militare moderno: <strong>prendersi cura di sé non è vanità, ma dovere</strong>. Il <strong>corpo allenato è uno strumento di servizio</strong>, un mezzo per essere più efficaci, più lucidi, più umani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La Via della Scienza: un modello moderno di benessere e prestazione</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evoluzione dei metodi di valutazione consente oggi di <strong>misurare la forma fisica in modo più accurato e personalizzato</strong>. L’<strong>Indice di Massa Corporea</strong> resta una base utile, ma può essere affiancato da strumenti scientifici che analizzano la <strong>composizione corporea nel dettaglio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra questi, uno dei più efficaci è <strong>l’esame bioimpedenziometrico</strong>, un test semplice e non invasivo che utilizza una lieve corrente elettrica per valutare la <strong>percentuale di massa grassa, massa magra, acqua corporea e metabolismo basale</strong>. In pochi minuti, grazie alla diversa conducibilità dei tessuti, lo strumento fornisce una “mappa interna” del corpo, rivelando il livello di idratazione, la qualità della massa muscolare e la distribuzione dei liquidi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9596,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/R.jpg\" alt=\"Dall’esempio del Comandante alla forza del reparto: il valore della preparazione fisica\" class=\"wp-image-9596\" title=\"Dall’esempio del Comandante alla forza del reparto: il valore della preparazione fisica\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esame bioimpedenziometrico</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste informazioni sono preziose perché consentono di <strong>monitorare lo stato di salute reale</strong>, non solo il peso apparente. L’esame bioimpedenziometrico permette di capire se un aumento di peso deriva da un miglioramento muscolare o da un eccesso di grasso, aiutando a <strong>personalizzare gli allenamenti</strong> e a <strong>ottimizzare il recupero fisico</strong>. In ambito militare, ciò significa poter gestire con precisione la <strong>preparazione atletica</strong>, prevenire l’affaticamento e mantenere standard di efficienza elevati nel tempo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parametri come la <strong>percentuale di massa grassa</strong> e la <strong>massa magra</strong> permettono dunque di conoscere meglio il proprio corpo e di mantenerlo efficiente. Valori di riferimento – <strong>non oltre il 22% di massa grassa per gli uomini e il 30% per le donne</strong>, con una <strong>massa magra non inferiore al 40%</strong> – definiscono un <strong>equilibrio ideale tra forza, resistenza e salute metabolica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Monitorare questi dati periodicamente, attraverso <strong>analisi bioimpedenziometriche o test funzionali</strong>, non significa subire un controllo, ma <strong>abbracciare la consapevolezza</strong>. Conoscere se stessi è il primo passo per migliorarsi. E <strong>migliorarsi ogni giorno è l’essenza della disciplina militare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un corpo in salute non solo garantisce migliori prestazioni, ma favorisce anche il <strong>recupero, la qualità del sonno e la gestione emotiva</strong>. Allenarsi regolarmente significa <strong>aumentare l’ossigenazione del cervello</strong>, migliorare la memoria e mantenere stabile l’umore. È una <strong>forma di cura personale che diventa cura collettiva</strong>, perché un soldato in salute è un soldato <strong>più motivato, più concentrato, più sereno</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Promuovere la cultura della forma fisica all’interno della Difesa significa <strong>investire nel capitale umano del Paese</strong>. Significa costruire <strong>forze armate più sane, più resilienti, più pronte</strong>. Ogni programma di allenamento, ogni verifica, ogni piccolo passo verso un corpo più efficiente è un tassello di un obiettivo più grande: <strong>servire meglio, vivere meglio, crescere insieme</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>forma fisica non è un obbligo, ma un privilegio</strong>. È la possibilità di scoprire quanto il proprio corpo può essere uno <strong>strumento di energia, equilibrio e orgoglio</strong>. È il simbolo tangibile della <strong>dedizione, del coraggio e della vitalità</strong> di chi serve la Repubblica con <strong>mente lucida e cuore forte</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/12500.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"benesseremilitare, formaﬁsica, leadershipmilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-08 09:03:51","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25246-dallesempio-del-comandante-alla-forza-del-reparto-il-valore-della-preparazione-fisica.mp4","galleria":""}
{"id":25240,"titolo":"Sensori (ISA) e AI: il futuro della guerra connessa prende forma con 82ª Divisione Aviotrasportata","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Fort Bragg (North Carolina)</strong> – Durante l’ultima edizione dell’esercitazione <em>Scarlet Dragon 25-2</em>, l’Esercito degli Stati Uniti ha messo alla prova un’integrazione decisiva per il futuro della guerra elettronica e della consapevolezza situazionale: la connessione tra l’<a href=\"https://peoiews.army.mil/2025/05/23/isa-community-summit-2025-highlights-collaboration-and-innovation-in-sensor-data-sharing/\">Integrated Sensor Architecture </a><strong>(ISA)</strong> e il sistema <strong>Maven Smart System (MSS)</strong>, piattaforma d’intelligenza artificiale in rapida diffusione in tutto il Dipartimento della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esperimento, coordinato dal <strong>Program Executive Office Intelligence, Electronic Warfare &amp; Sensors (PEO IEW&amp;S)</strong> in collaborazione con l’<strong>82ª Divisione Aviotrasportata</strong>, il <strong>18° Corpo Aviotrasportato</strong> e partner industriali, ha dimostrato la possibilità di unificare flussi di dati da sensori di guerra elettronica su reti operative diverse, garantendo interoperabilità e rapidità decisionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un’architettura che parla con tutti</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell’attuale panorama operativo, ogni missione militare coinvolge decine di sensori e piattaforme di diversa provenienza e generazione. Senza un linguaggio comune, questi sistemi rischiano di restare isolati, incapaci di cooperare. L’<strong>Integrated Sensor Architecture</strong> nasce proprio per risolvere questo problema, fornendo un modello modulare e aperto che consente a sensori “legacy”, attuali e futuri di dialogare tra loro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A differenza delle architetture proprietarie, ISA è <strong>di proprietà governativa</strong> e costruita su standard aperti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Il nostro obiettivo è liberare l’utente dalle interfacce chiuse che limitano l’interoperabilità,” ha spiegato <strong>Nick LeGrand</strong>, responsabile Open Architecture del PEO IEW&amp;S.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l’esercitazione, i tecnici hanno utilizzato l’ISA per trasmettere in tempo reale i dati provenienti dai sensori <strong>Beast+</strong>, portatili e modulari, attraverso le <strong>Tactical Cross Domain Solutions (TACDS)</strong> — un sistema di comunicazione sicuro che consente lo scambio di informazioni tra domini classificati diversi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il risultato è stato un flusso continuo di dati di guerra elettronica inseriti nel <strong>Maven Smart System</strong>, che grazie all’intelligenza artificiale può interpretarli e renderli immediatamente disponibili ai centri di comando.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9679,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Sensori (ISA) e AI: il futuro della guerra connessa prende forma con 82ª Divisione Aviotrasportata\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/fg.jpg\" alt=\"Sensori(ISA) e AI: il futuro della guerra connessa prende forma con 82ª Divisione Aviotrasportata\" class=\"wp-image-9679\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sensori(ISA) e AI: il futuro della guerra connessa prende forma con 82ª Divisione Aviotrasportata</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Maven Smart System: l’intelligenza che unisce tattica e strategia</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Maven Smart System (MSS)</strong> è un ambiente software alimentato da algoritmi di IA, progettato per collegare il livello strategico e quello tattico delle operazioni.<br>Nel contesto di <em>Scarlet Dragon 25-2</em>, l’integrazione con ISA ha permesso di collegare sensori e piattaforme in tempi record: appena <strong>due settimane</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Siamo riusciti a integrare un client ISA e connetterlo a Maven in quattordici giorni: una dimostrazione del valore di un approccio rapido e collaborativo,” ha sottolineato LeGrand.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo traguardo conferma come la digitalizzazione del campo di battaglia sia ormai una priorità: ridurre i tempi di passaggio dal dato grezzo alla decisione operativa significa aumentare l’efficacia e la sopravvivenza delle forze sul terreno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esperimento ha inoltre dimostrato che i dati trasmessi con ISA possono viaggiare in modo <strong>bidirezionale</strong> attraverso il TACDS, mantenendo i requisiti di sicurezza imposti dalle reti classificate. Un risultato tecnico di grande rilievo, che apre la strada a nuove applicazioni anche nel campo dell’intelligence e della difesa cibernetica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Verso un ecosistema operativo aperto</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il software e gli standard ISA sono <strong>pubblicamente rilasciabili</strong>, una scelta che favorisce l’integrazione con sistemi della comunità di intelligence, delle forze alleate e dell’industria della difesa.<br>L’obiettivo è creare un <strong>ecosistema operativo aperto</strong>, in cui la condivisione di dati e la cooperazione tra domini siano immediate e sicure.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Esercito americano punta ora a estendere l’uso dell’ISA anche ad altri sistemi, compresi quelli d’intelligence e di sorveglianza multisorgente. Il modello, basato su architetture aperte e interoperabilità totale, rappresenta un passo concreto verso una difesa digitale in tempo reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Chi utilizza ISA oggi è un pioniere,” conclude LeGrand. “Ma dopo averla vista in azione, nessuno vuole più tornare indietro.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questa filosofia, esercitazioni come <em>Scarlet Dragon</em> stanno tracciando il futuro del comando multidominio: una rete di sensori e piattaforme integrate, in cui <strong>l’intelligenza artificiale diventa il moltiplicatore decisivo di potenza e consapevolezza.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/max1200-2.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"AI, EW, FortBragg, interoperabilità, ISA, MavenSmartSystem, ScarletDragon, usarmy","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-08 04:03:50","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.army.mil/article/286963/integrated_sensor_architecture_fires_things_up_at_scarlet_dragon_experimentation","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25240-sensoriisa-e-ai-il-futuro-della-guerra-connessa-prende-forma-con-82a-divisione-aviotrasportata.mp4","galleria":""}
{"id":25232,"titolo":"40 anni dal dirottamento dell’Achille Lauro: quando l’Italia disse NO agli Stati Uniti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle ore&nbsp;<strong>13 di lunedì 7 ottobre 1985</strong>, la nave da crociera&nbsp;<strong>Achille Lauro</strong>, orgoglio della marina mercantile italiana, naviga pacificamente nelle acque territoriali egiziane. Ventiquattromila tonnellate di stazza, duecento metri di lunghezza, bandiera italiana. A bordo ci sono&nbsp;<strong>107 passeggeri</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>320 membri dell’equipaggio</strong>. Altri&nbsp;<strong>670 turisti</strong>&nbsp;si trovano a terra, impegnati in una visita guidata al Cairo. Il rientro è previsto in serata, a Port Said.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo l’Egitto, la meta successiva è&nbsp;<strong>Ashdod, in Israele</strong>. Ma in Israele l’Achille Lauro non arriverà mai. Quello che doveva essere un viaggio di piacere si trasformerà in un dramma internazionale che metterà alla prova il governo italiano e i rapporti con gli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Italia del 1985: tra equilibrio e tensioni internazionali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In quel momento, il presidente del Consiglio è&nbsp;<strong>Bettino Craxi</strong>, da due anni a Palazzo Chigi. Al Quirinale, da pochi mesi,&nbsp;<strong>Francesco Cossiga</strong>. Alla Farnesina,&nbsp;<strong>Giulio Andreotti</strong>, figura esperta e prudente, uomo di relazioni e di equilibrio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia vive una fase di forte tensione diplomatica tra i due mondi: da un lato l’alleanza atlantica, dall’altro il dialogo con il Medio Oriente e i Paesi arabi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’irruzione a bordo: quattro uomini cambiano la storia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle&nbsp;<strong>13:07</strong>, mentre i passeggeri pranzano nella sala da pranzo, quattro uomini armati di&nbsp;<strong>Kalashnikov</strong>&nbsp;irrompono all’improvviso. Gli spari squarciano l’aria, le urla si mescolano al caos. Una pallottola colpisce un marinaio a una gamba. In pochi minuti, la nave è completamente nelle mani dei dirottatori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sono&nbsp;<strong>quattro militanti palestinesi</strong>, uno dei quali minorenne, appartenenti al&nbsp;<strong>Fronte per la Liberazione della Palestina (FLP)</strong>, una fazione dell’OLP. Si sono imbarcati a Genova con&nbsp;<strong>passaporti falsi</strong>&nbsp;ungheresi e greci. Il loro obiettivo era compiere un attentato nel porto israeliano di&nbsp;<strong>Ashdod</strong>, ma scoperti dall’equipaggio mentre maneggiavano armi, decidono di cambiare piano e prendere il controllo della nave.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le prime ore del sequestro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il marconista riesce a inviare un disperato messaggio radio:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Mayday, mayday, Achille Lauro. Siamo stati dirottati da un numero imprecisato di palestinesi. Chiedono la liberazione di cinquanta loro compagni detenuti in Israele.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il segnale viene captato a Göteborg, in Svezia. È il primo allarme ufficiale. Alle&nbsp;<strong>17:00</strong>&nbsp;la notizia arriva alla&nbsp;<strong>Farnesina</strong>. Giulio Andreotti convoca l’unità di crisi, mentre il ministro della Difesa&nbsp;<strong>Giovanni Spadolini</strong>, informato a Milano, dispone l’immediata allerta delle Forze Armate. L’Italia si muove su due fronti: la via diplomatica, incarnata da Andreotti, e la linea della fermezza militare, sostenuta da Spadolini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le ore decisive: diplomazia o forza?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sera del 7 ottobre, nella sede della Farnesina, Andreotti apre i canali diplomatici. Contatta l’egiziano&nbsp;<strong>Boutros Boutros-Ghali</strong>, che garantisce collaborazione, e il leader palestinese&nbsp;<strong>Yasser Arafat</strong>, che prende ufficialmente le distanze dall’azione terroristica. Nel frattempo, a&nbsp;<strong>Castelporziano</strong>, il presidente Cossiga è costantemente informato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Spadolini, rientrato a Roma, riunisce i vertici militari e incarica le Forze Speciali di prepararsi a un intervento armato. Nasce l’<strong>Operazione Margherita</strong>: il&nbsp;<a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-subacquei-e-incursori-teseo-tesei-comsubin/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Raggruppamento Teseo Tesei</strong>&nbsp;del COMSUBIN</a>&nbsp;viene imbarcato sulla nave “Vittorio Veneto”, mentre da Livorno decollano quattro elicotteri con&nbsp;<strong>60 incursori del&nbsp;<a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">9º Battaglione “Col Moschin”</a></strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma l’azione militare si rivela troppo rischiosa: gli americani spingono per un attacco, Craxi e Andreotti insistono sulla via della trattativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Abul Abbas entra in scena</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la notte, Yasser Arafat chiama personalmente Bettino Craxi e comunica l’invio di due emissari per negoziare la resa dei terroristi. Uno di loro è&nbsp;<strong>Abul Abbas</strong>, leader del Fronte per la Liberazione della Palestina. Uomo ambiguo, diviso tra diplomazia e militanza, con un passato di attentati in Israele e in Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre i ricognitori italiani individuano la nave, i terroristi chiedono di attraccare in Siria, nel porto di&nbsp;<strong>Tartus</strong>. Andreotti telefona direttamente al presidente siriano&nbsp;<strong>Hafez al-Assad</strong>, che inizialmente acconsente, ma poi ritira il permesso su pressione americana. L’<strong>Achille Lauro</strong>&nbsp;resta bloccata in mare, circondata dalle tensioni diplomatiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’assassinio di Leon Klinghoffer</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Frustrati e isolati, i terroristi cercano di distinguere i passeggeri per nazionalità. Tra loro, un uomo in sedia a rotelle:&nbsp;<strong>Leon Klinghoffer</strong>, sessantanove anni, ebreo americano, a bordo con la moglie per celebrare il loro anniversario. È lui la vittima scelta.<br>Viene trascinato sul ponte, ucciso con due colpi di pistola e gettato in mare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La notizia dell’omicidio si diffonde lentamente. Per ore, le autorità italiane ignorano quanto accaduto. Il comandante&nbsp;<strong>De Rosa</strong>, minacciato, dichiara che “tutti i passeggeri stanno bene”, permettendo al negoziato di proseguire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La resa e l’inganno diplomatico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 9 ottobre, l’Achille Lauro getta l’ancora al largo di&nbsp;<strong>Port Said</strong>, in Egitto. Grazie alla mediazione di Abul Abbas e del governo egiziano, i terroristi accettano di deporre le armi in cambio di un salvacondotto. L’ambasciatore italiano&nbsp;<strong>Vincenzo Migliuolo</strong>&nbsp;firma l’accordo. L’Italia pensa che nessuno sia morto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma poche ore dopo, l’intelligence americana intercetta le comunicazioni:&nbsp;<strong>Klinghoffer è stato ucciso</strong>. Craxi apprende la notizia solo a negoziato concluso. È ormai tardi: i quattro dirottatori sono stati presi in consegna dagli egiziani e stanno per lasciare l’Egitto a bordo di un Boeing 737 della&nbsp;<strong>EgyptAir</strong>, insieme a&nbsp;<strong>Abul Abbas</strong>&nbsp;e ai mediatori dell’OLP.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sigonella: l’Italia dice no</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sera del&nbsp;<strong>10 ottobre</strong>, due caccia americani F-14 intercettano l’aereo egiziano e lo costringono ad atterrare nella base&nbsp;<strong>NATO di Sigonella</strong>, in Sicilia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È l’inizio della&nbsp;<strong>crisi più grave tra Italia e Stati Uniti dal dopoguerra</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Appena atterrato, l’aereo viene circondato dai militari italiani della&nbsp;<strong>Vigilanza Aeronautica Militare (VAM)</strong>. Pochi minuti dopo, la&nbsp;<strong>Delta Force</strong>&nbsp;statunitense, giunta con due C-141, circonda a sua volta gli italiani. Una scena surreale: armi puntate, soldati contro soldati, alleati che si guardano negli occhi in silenzio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il generale&nbsp;<strong>Ercolano Annichiarico</strong>, comandante della base, dispone i mezzi a difesa del Boeing egiziano. Craxi, avvertito, ordina:&nbsp;<em>“L’aereo è sotto la giurisdizione italiana. Nessuno vi ponga piede senza autorizzazione.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per ore, la tensione rimane altissima. Reagan chiede a Craxi di consegnare i terroristi e Abul Abbas. Craxi risponde:&nbsp;<em>“I reati sono stati commessi su una nave italiana, la giurisdizione è nostra.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È la&nbsp;<strong>prima volta nella storia repubblicana</strong>&nbsp;che l’Italia si oppone apertamente agli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla fine, nella notte tra il&nbsp;<strong>10 e l’11 ottobre</strong>, dopo uno scontro verbale durissimo, Reagan accetta la decisione di Roma. La Delta Force si ritira. I quattro dirottatori vengono arrestati e consegnati alla giustizia italiana. Abul Abbas resta a bordo dell’aereo egiziano, che ottiene il permesso di decollare per&nbsp;<strong>Roma</strong>, poi&nbsp;<strong>Fiumicino</strong>, e infine per&nbsp;<strong>Belgrado</strong>, dove troverà rifugio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il processo e l’eredità di Sigonella</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel&nbsp;<strong>1986</strong>, il&nbsp;<strong>Tribunale di Genova</strong>&nbsp;condannò&nbsp;<strong>Abul Abbas</strong>&nbsp;all’ergastolo come mandante del dirottamento dell’Achille Lauro e dell’omicidio di&nbsp;<strong>Leon Klinghoffer</strong>. La stessa pena fu inflitta a due dei quattro dirottatori, mentre il quarto, minorenne al momento dei fatti, ricevette una condanna a&nbsp;<strong>17 anni di reclusione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel&nbsp;<strong>1987</strong>, la Corte d’Assise d’Appello di Genova confermò tutte le condanne. Negli anni successivi, uno dei responsabili dell’omicidio di Klinghoffer evase durante un permesso premio e venne poi&nbsp;<strong>arrestato in Spagna</strong>, per essere nuovamente estradato in Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il leader palestinese&nbsp;<strong>Abul Abbas</strong>, rifugiatosi a Baghdad sotto la protezione del regime di&nbsp;<strong>Saddam Hussein</strong>, venne catturato nel&nbsp;<strong>2003</strong>&nbsp;dalle forze speciali statunitensi durante la guerra in Iraq. Morì l’anno seguente, nel&nbsp;<strong>2004</strong>, in un carcere americano nei pressi di Baghdad.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano politico, la gestione della crisi provocò&nbsp;<strong>forti tensioni nel governo italiano</strong>. I ministri repubblicani, guidati da&nbsp;<strong>Giovanni Spadolini</strong>, rassegnarono le dimissioni, ma la crisi si risolse in pochi giorni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il&nbsp;<strong>19 ottobre 1985</strong>, una lettera personale del presidente statunitense&nbsp;<strong>Ronald Reagan</strong>&nbsp;a&nbsp;<strong>Bettino Craxi</strong>&nbsp;— nota come&nbsp;<em>“Dear Bettino”</em>&nbsp;— contribuì a ricucire ufficialmente i rapporti diplomatici tra&nbsp;<strong>Roma e Washington</strong>, riaffermando la cooperazione tra i due Paesi nella lotta al terrorismo internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A distanza di quarant’anni, la vicenda dell’Achille Lauro e la&nbsp;<strong>crisi di Sigonella</strong>&nbsp;restano uno degli episodi più significativi della storia italiana del secondo dopoguerra, esempio di quanto complessi e delicati fossero gli equilibri internazionali dell’epoca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/al3.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"achillelauro, craxi, olp","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-07 22:38:34","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25232-40-anni-dal-dirottamento-dellachille-lauro-quando-litalia-disse-no-agli-stati-uniti.mp4","galleria":""}
{"id":25218,"titolo":"Italia–Israele, il Ministero dell’Interno chiarisce: “Nessuna intelligence estera in campo”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della mattinata del <strong>7 ottobre 2025</strong>, la notizia di una presunta presenza di agenti del <strong>Mossad</strong> – il servizio di intelligence estero israeliano – a Udine per scortare la <strong>nazionale israeliana di calcio</strong> in vista della partita contro l’Italia ha suscitato scalpore e reazioni immediate. Secondo alcune prime indiscrezioni, gli agenti avrebbero collaborato con le forze dell’ordine italiane nella protezione della delegazione israeliana durante la permanenza in Friuli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel giro di poche ore, però, è arrivata la <strong>smentita del Ministero dell’Interno</strong>. In una nota diffusa tramite l’<strong>Agenzia Ansa</strong>, il <strong>Dipartimento della Pubblica Sicurezza</strong> ha dichiarato che “non vi è stata alcuna presenza di servizi di intelligence stranieri a Udine in occasione della gara di calcio Italia–Israele”. Il Viminale ha precisato che la sicurezza dell’incontro e della squadra ospite è stata garantita “interamente dalle forze italiane, in coordinamento con le autorità israeliane secondo le ordinarie procedure diplomatiche”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La smentita ha avuto lo scopo di chiarire rapidamente una situazione potenzialmente imbarazzante, riaffermando il principio di <strong>piena sovranità italiana</strong> sulle attività di sicurezza interna. Nonostante ciò, la vicenda ha sollevato interrogativi sull’origine delle indiscrezioni e sul ruolo effettivo di eventuali collaborazioni tra servizi, spesso coperte da riservatezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Resta confermato, invece, che i <strong>giocatori israeliani</strong> soggiornano in una <strong>struttura protetta</strong>, la cui ubicazione non è stata resa pubblica per motivi di sicurezza. Una misura che rientra nella prassi adottata in occasione di trasferte internazionali considerate sensibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tra sicurezza e diplomazia: la cooperazione necessaria</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La diffusione della notizia, anche se smentita, ha riacceso il dibattito sulla <strong>collaborazione tra servizi di sicurezza</strong> di Paesi alleati, in particolare quando sono coinvolti rappresentanti israeliani. Da oltre cinquant’anni, infatti, Israele mantiene un protocollo di sicurezza estremamente rigoroso per tutte le delegazioni sportive all’estero, una prassi nata dopo la <strong>strage di Monaco del 1972</strong>, in cui undici atleti israeliani furono uccisi da terroristi palestinesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9696,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/1659528696347-2048x1152-logo-1024x512-1.jpg\" alt=\"Italia–Israele, il Ministero dell’Interno chiarisce: “Nessuna intelligence estera in campo”\" class=\"wp-image-9696\" title=\"Italia–Israele, il Ministero dell’Interno chiarisce: “Nessuna intelligence estera in campo”\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Monaco '72, l'Olimpiade del massacro. Terroristi palestinesi fanno strage nel villaggio olimpico </figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da allora, la sicurezza per gli sportivi israeliani è considerata una questione di sicurezza nazionale, con la partecipazione di personale specializzato nelle valutazioni preventive e nella gestione dei rischi. Tuttavia, tra cooperazione tecnica e presenza operativa di agenti armati esiste una linea sottile. Ed è proprio su questo punto che il Ministero dell’Interno ha voluto fare chiarezza: le autorità israeliane possono fornire informazioni o coordinarsi con la controparte italiana, ma <strong>non possono svolgere attività dirette sul territorio nazionale</strong> senza autorizzazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia, come molti altri Paesi europei, mantiene da anni <strong>rapporti di intelligence con Israele</strong>, soprattutto in materia di contrasto al terrorismo e di sicurezza cibernetica. Tuttavia, queste collaborazioni si sviluppano in un quadro di <strong>riservatezza diplomatica</strong>, e raramente emergono al pubblico. L’eco mediatica del presunto arrivo del Mossad a Udine dimostra quanto il tema della sicurezza internazionale sia oggi strettamente intrecciato alla percezione pubblica e alla gestione dell’informazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto geopolitico segnato dalle tensioni in Medio Oriente e da un clima di vigilanza rafforzata in tutta Europa, anche una semplice voce può innescare reazioni a catena, amplificate dai social media. La tempestiva smentita del Viminale, dunque, ha avuto anche una funzione <strong>preventiva contro la disinformazione</strong>, evitando che la vicenda degenerasse in un caso politico o diplomatico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La dimensione politica e simbolica</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’episodio di Udine, a prescindere dalla sua veridicità, assume un significato che va oltre la cronaca sportiva. Il calcio, come spesso accade, diventa <strong>una lente attraverso cui leggere i rapporti tra Stati</strong>, la cooperazione internazionale e il delicato equilibrio tra sicurezza e libertà. La presenza della nazionale israeliana in Italia avviene in un periodo di forte tensione mediorientale e di attenzione globale verso i temi della sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per Israele, garantire l’incolumità dei propri rappresentanti all’estero è una priorità assoluta; per l’Italia, assicurare protezione agli ospiti stranieri senza rinunciare alla propria autonomia istituzionale è un dovere e un banco di prova. Da questo equilibrio nasce la complessità della gestione di eventi come la partita di Udine: <strong>garantire la sicurezza senza oltrepassare la linea della sovranità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9691,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/controlli.stadio.jpg\" alt=\"Italia–Israele, il Ministero dell’Interno chiarisce: “Nessuna intelligence estera in campo”\" class=\"wp-image-9691\" title=\"Italia–Israele, il Ministero dell’Interno chiarisce: “Nessuna intelligence estera in campo”\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">2024 - controlli allo stadio per Italia-Israele</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal punto di vista simbolico, la vicenda conferma come la cooperazione tra Roma e Tel Aviv resti solida, ma anche prudente. Negli ultimi anni i due Paesi hanno intensificato i rapporti nei settori della difesa, della tecnologia e della cybersecurity, mantenendo però un chiaro rispetto reciproco delle competenze territoriali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, 7 ottobre 2025, la situazione appare pienamente sotto controllo: la nazionale israeliana prosegue il proprio ritiro in sicurezza, le autorità italiane presidiano il territorio e il Viminale ribadisce la piena competenza delle forze nazionali. Nessun agente straniero, dunque, a Udine. Solo un’attenzione elevata, comprensibile alla luce dei tempi e delle tensioni globali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>In conclusione</strong>, la vicenda del presunto intervento del Mossad a Udine si chiude, almeno per ora, con una smentita netta e una lezione chiara: nel mondo dell’informazione istantanea, <strong>la velocità non può sostituire la verifica dei fatti</strong>. E se la sicurezza resta una priorità assoluta, lo è anche la trasparenza. Perché, in definitiva, la fiducia del pubblico si costruisce non solo sul controllo del territorio, ma sulla certezza della verità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/30f6ed78-7f65-4c5a-b736-b3106142b052.png","categoria":"Internazionali","tags":"#Mossad, italiaisraele, udine","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-07 21:13:52","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.udinetoday.it/cronaca/sicurezza-mossad-italia-israele-smentita.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25218-italia-israele-il-ministero-dellinterno-chiarisce-nessuna-intelligence-estera-in-campo.mp4","galleria":""}
{"id":25212,"titolo":"Marine Corps: l’intelligenza artificiale entra nel cuore del comando e controllo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Corpo dei Marines statunitensi ha pubblicato il <strong>MARADMIN 424/25</strong>, che segna l’avvio ufficiale dell’integrazione del <strong>Maven Smart System (MSS)</strong> in tutta la Forza. Il documento segue la firma di un contratto enterprise con <strong>Palantir Technologies</strong>, che garantisce accesso illimitato al sistema attraverso la rete classificata <strong>SIPRnet (Impact Level-6)</strong>, la più sicura dell’ambiente militare americano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Comandante del Corpo dei Marines, Generale Eric M. Smith</strong>, ha voluto sottolineare la portata del cambiamento durante la sua visita al Marine Corps Tactical Systems Support Activity (MCTSSA) di Camp Pendleton, dove il <strong>Project Dynamis</strong> coordina sperimentazione e collaudi del sistema.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Maven Smart System è una piattaforma di <strong>comando e controllo basata su intelligenza artificiale</strong>, progettata per unificare sensori, flussi di dati e capacità di fuoco in tempo reale. Il sistema rappresenta il cardine tecnologico del concetto <strong>CJADC2 (Combined Joint All-Domain Command and Control)</strong>, l’architettura digitale con cui il Pentagono punta a collegare forze terrestri, aeree, navali e spaziali in un’unica rete operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Project Dynamis: accelerare l’adozione di Maven</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La direttiva prevede che l’accesso a MSS sia esteso a <strong>Headquarters Marine Corps</strong>, <strong>Marine Forces Pacific</strong>, <strong>Marine Forces Command</strong>, <strong>Marine Special Operations Command</strong> e a tutte le unità subordinate. Le <strong>Marine Forces Reserve</strong> verranno integrate in una fase successiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Project Dynamis Cross-Functional Team</strong> coordinerà il dispiegamento della piattaforma ai vari livelli operativi, garantendo compatibilità con i sistemi MAGTF (Marine Air-Ground Task Force) e con l’ecosistema joint. L’obiettivo è fornire ai comandi di teatro una capacità <strong>Battle Management Command and Control (BMC2)</strong> basata su dati fusi, geolocalizzati e aggiornati in tempo reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9663,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Marine Corps: l’intelligenza artificiale entra nel cuore del comando e controllo\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/9114518-scaled-1.jpg\" alt=\"Marine Corps: l’intelligenza artificiale entra nel cuore del comando e controllo\" class=\"wp-image-9663\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marine Corps: l’intelligenza artificiale entra nel cuore del comando e controllo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’interno della piattaforma, strumenti come <strong>Foundry, Gaia, Target Workbench, Maverick e LogX</strong> permettono la visualizzazione geospaziale e la pianificazione collaborativa di missioni, integrando dati provenienti da sensori terrestri, navali e aerei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le prime valutazioni operative — condotte dai tre Marine Expeditionary Forces (MEF I, II e III) — si concluderanno entro la fine dell’anno fiscale 2025. I risultati guideranno la definizione di best practices e modelli di interoperabilità con i comandi unificati americani <strong>INDOPACOM</strong>, <strong>CENTCOM</strong> ed <strong>EUCOM</strong>, che già adottano il sistema Maven.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Implicazioni per la NATO e riflessi per l’Europa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’adozione su larga scala del Maven Smart System da parte del Corpo dei Marines conferma la <strong>centralità dell’intelligenza artificiale</strong> nella guerra multidominio. MSS funge da catalizzatore per l’integrazione CJADC2, la stessa logica alla base della trasformazione digitale della <strong>NATO</strong> e dei progetti europei di <strong>Federated Mission Networking</strong> e <strong>Multidomain Operations</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto transatlantico, il sistema di Palantir rappresenta un banco di prova per l’interoperabilità fra le architetture di comando statunitensi e gli alleati europei, che stanno a loro volta sviluppando soluzioni simili — dall’infrastruttura cloud del programma <strong>EUROSIM</strong> alle piattaforme di <strong>AI situational awareness</strong> adottate in Germania e nel Regno Unito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’Italia, l’evoluzione del programma Maven è un segnale chiaro: la trasformazione digitale del dominio operativo non è più un’opzione tecnologica, ma una <strong>necessità strategica</strong>. La capacità di fondere in tempo reale informazioni provenienti da sensori, droni, sistemi radar e piattaforme terrestri sarà decisiva per mantenere il vantaggio decisionale e tattico in uno scenario globale sempre più connesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"></h3>\n<!-- /wp:heading -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/Gy5vcLeWoAA5shR.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"AIdefense, CJADC2, CommandAndControl, MarineCorps, MavenSmartSystem, NATO, Palantir, ProjectDynamis","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-07 09:33:53","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.marines.mil/News/Messages/Messages-Display/Article/4299351/announcement-of-maven-smart-system-licensing-for-marine-corps/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25212-marines-intelligenza-artificiale-comando-controllo.mp4","galleria":""}
{"id":25205,"titolo":"NATO e l’intelligenza artificiale: il JWC addestra i propri team al Maven Smart System","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>STAVANGER, Norvegia — La NATO accelera il proprio processo di digitalizzazione militare. Il Joint Warfare Centre (JWC) ha ospitato una sessione di formazione sponsorizzata dallo Supreme Headquarters Allied Powers Europe (SHAPE), volta ad addestrare il personale all’impiego del <strong>Maven Smart System NATO</strong> (MSS NATO), il primo sistema di comando e controllo abilitato all’intelligenza artificiale dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sviluppato da <strong>Palantir Technologies Inc.</strong>, il Maven Smart System rappresenta un passo decisivo nella modernizzazione delle capacità di guerra della NATO. Il software consente di raccogliere, analizzare e integrare enormi quantità di dati provenienti da più domini operativi, offrendo ai comandi un quadro decisionale più rapido, coerente e aggiornato in tempo reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Maggiore Generale Ruprecht von Butler, Comandante del JWC, ha sottolineato l’importanza del progetto per gli obiettivi di iper-automazione del Centro e per la trasformazione digitale dell’Alleanza. “I nostri combattenti richiedono ambienti di addestramento più rapidi, agili e realistici, in grado di incorporare strumenti di guerra avanzati come il Maven Smart System”, ha dichiarato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>STEADFAST DUEL 2025: primo banco di prova operativo</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema MSS NATO verrà testato su larga scala nell’ambito dell’esercitazione <strong>STEADFAST DUEL 2025</strong>, una delle più complesse mai organizzate dall’Alleanza. L’evento, pianificato da SHAPE, coordinato dal Joint Force Command Brunssum e diretto proprio dal JWC, coinvolgerà contemporaneamente i tre comandi di forza congiunti della NATO: Brunssum, Napoli e Norfolk.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l’esercitazione, Maven consentirà di consolidare i dati provenienti da diversi domini — terrestre, aereo, marittimo, cibernetico e spaziale — migliorando la sincronizzazione delle operazioni e potenziando le capacità di deterrenza e difesa collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Colonnello David, Direttore del Task Force Maven di SHAPE, ha evidenziato che l’obiettivo è trasformare la gestione dei dati in un vantaggio operativo immediato: “MSS NATO rafforzerà la fusione dei dati cross-domain, elevando le capacità decisionali e guidando la trasformazione digitale. Saremo più efficaci, più veloci e pronti a combattere in qualsiasi momento.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9647,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"NATO e l’intelligenza artificiale: il JWC addestra i propri team al Maven Smart System\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/20250822-maven-03-e1759785170277.jpg\" alt=\"NATO e l’intelligenza artificiale: il JWC addestra i propri team al Maven Smart System\" class=\"wp-image-9647\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">NATO e l’intelligenza artificiale: il JWC addestra i propri team al Maven Smart System</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L’AI entra nel ciclo dell’Esercitazioni NATO</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attività di formazione condotta al JWC ha coinvolto oltre cento partecipanti tra operatori e sviluppatori. I corsi si sono articolati in due moduli: uno rivolto al personale militare, dedicato all’utilizzo operativo del sistema, e uno destinato ai tecnici incaricati di implementare e adattare le funzioni software all’interno delle esercitazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il Capitano di Vascello Mark, Direttore del Task Force Maven presso JFC Brunssum, l’introduzione di Maven segna un’evoluzione culturale oltre che tecnologica: “Questa piattaforma ci permetterà prima di fare le cose meglio, e poi di fare cose migliori. È una trasformazione che cambierà il modo in cui pianifichiamo e conduciamo le operazioni.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al progetto collaborano esperti provenienti dal NATO Communications and Information Agency (NCIA) e dall’Allied Command Transformation (ACT), insieme a data engineer e analisti di Palantir. Il Tenente Colonnello Jered, membro del team di integrazione MSS del JWC, ha commentato: “Questo addestramento è solo l’inizio. Stiamo gettando le basi per un’innovazione continua in tutta l’Alleanza, digitalizzando il processo d’esercizio e sfruttando l’intelligenza artificiale per costruire scenari più realistici e complessi.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9650,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"NATO e l’intelligenza artificiale: il JWC addestra i propri team al Maven Smart System\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/20251003_stdu-01-768x468-1.webp\" alt=\"NATO e l’intelligenza artificiale: il JWC addestra i propri team al Maven Smart System\" class=\"wp-image-9650\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">NATO e l’intelligenza artificiale: il JWC addestra i propri team al Maven Smart System</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’integrazione del Maven Smart System, la NATO compie un passo decisivo verso un modello operativo in cui la velocità decisionale, la fusione dei dati e la superiorità informativa diventano elementi centrali della difesa collettiva del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><br></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/1-6.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"AddestramentoCongiunto, AlliedCommandOperations, comandoecontrollo, deterrenza, difendadigitale, innovazionemilitare, intelligenzaartificiale, JWC, MavenSmartSystem, multidominio, NATO, Palantir, Shape, STEADFASTDUEL2025, trasformazioneDigitale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-07 06:23:52","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.jwc.nato.int/article/jwc-integrate-maven/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25205-nato-intelligenza-artificial-jwc-maven-smart-system.mp4","galleria":""}
{"id":25198,"titolo":"L'intelligenza artificiale entra nel cuore del campo di battaglia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La trasformazione digitale della difesa statunitense compie un passo decisivo con l’integrazione tra <strong>Palantir</strong> e <strong>Picogrid</strong>. La piattaforma<a href=\"https://shape.nato.int/news-releases/nato-acquires-aienabled-warfighting-system-\"> <strong>Maven Smart System (MSS)</strong></a>, sviluppata da Palantir per il Dipartimento della Difesa e del valore di 1,3 miliardi di dollari, si collega ora al software<a href=\"https://picogrid.com/legion\"> <strong>Legion</strong> di Picogrid</a>.<br>L’obiettivo è abbattere i tradizionali silos informativi che rallentano il processo decisionale e fornire ai comandanti una <strong>visione unificata e in tempo reale del campo di battaglia</strong>. Sensori, droni e sistemi tattici diventano così nodi di una rete intelligente che trasmette dati live ai centri di comando, permettendo decisioni più rapide e precise.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come ha spiegato il CEO di Picogrid, <strong>Zane Mountcastle</strong>, “il nostro focus è sempre stato quello di abbattere le barriere dei dati per offrire ai soldati un vantaggio decisivo. Connettendo i flussi informativi di Legion all’analitica di Maven, stiamo consegnando ai comandanti la fotografia più completa e aggiornata possibile del campo operativo”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa evoluzione rientra nella più ampia strategia del Pentagono di integrare <strong>autonomia, intelligenza artificiale e connettività tattica</strong> in un unico ecosistema digitale, capace di unire il livello decisionale con quello operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9637,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L'intelligenza artificiale entra nel cuore del campo di battaglia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/68c102e19e2d0401f24efc42-DSC07457-2-p-2000-1.jpg\" alt=\"L'intelligenza artificiale entra nel cuore del campo di battaglia\" class=\"wp-image-9637\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'intelligenza artificiale entra nel cuore del campo di battaglia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Legion: il ponte digitale tra sensori e comando</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Picogrid è una società specializzata nell’integrazione di sistemi mission-critical e il suo software <strong>Legion</strong> funge da traduttore universale tra sensori, piattaforme autonome e reti di comando.<br>Durante l’esercitazione <strong>Scarlet Dragon</strong>, condotta dall’<strong>XVIII Airborne Corps</strong> a Fort Bragg, la collaborazione tra Palantir e Picogrid è stata validata con successo: per la prima volta, i dati provenienti da droni e sensori dispiegati sul terreno sono stati trasmessi in tempo reale direttamente nel sistema Maven.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’integrazione è particolarmente significativa perché consente di trasformare dati grezzi provenienti da diversi formati e protocolli — spesso incompatibili — in informazioni utilizzabili e condivisibili tra unità e livelli di comando.<br>In altre parole, <strong>Legion è la chiave per l’interoperabilità digitale</strong>, la condizione necessaria per estendere l’intelligenza artificiale fino al fronte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I benefici sono evidenti: riduzione della latenza decisionale, maggiore sincronizzazione fra unità, utilizzo ottimizzato dei sensori e dei droni, e una migliore consapevolezza situazionale anche nelle operazioni più complesse.<br>Ma emergono anche le sfide: la sicurezza dei flussi informativi, la resilienza in ambienti ostili e la necessità di garantire l’affidabilità delle analisi AI in contesti ad alta intensità operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il futuro della guerra connessa</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La collaborazione tra Palantir e Picogrid segna una svolta nella <strong>guerra informazionale</strong>, dove il predominio non dipende solo dalla potenza di fuoco ma dalla capacità di comprendere e agire più velocemente dell’avversario.<br>Con la rete Maven-Legion, l’AI esce dai centri di comando per diventare parte integrante della manovra tattica. Ogni sensore o piattaforma autonoma diventa una fonte di dati utile a un’intelligenza distribuita, in grado di elaborare e reagire in tempo reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il passo successivo sarà l’estensione di questo ecosistema ad altri domini: <strong>marittimo, aereo e spaziale</strong>, con algoritmi di <strong>edge computing</strong> capaci di eseguire inferenze direttamente sui dispositivi sul campo, senza attendere l’analisi centrale.<br>Parallelamente, l’integrazione con moduli di guerra elettronica e cyber warfare renderà il sistema sempre più completo e adattabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In prospettiva, la guerra del futuro si giocherà sulla <strong>velocità del dato</strong> e sulla <strong>capacità di tradurlo in decisione operativa</strong>. Maven e Legion rappresentano il prototipo di questa nuova architettura: un campo di battaglia connesso, intelligente e in continua evoluzione, dove la superiorità informativa diventa il primo strumento di difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9633,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L'intelligenza artificiale entra nel cuore del campo di battaglia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/68c1032c89c134ed158d23ee-9295779f.png\" alt=\"L'intelligenza artificiale entra nel cuore del campo di battaglia\" class=\"wp-image-9633\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'intelligenza artificiale entra nel cuore del campo di battaglia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/1-5.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"AI militare, comando e controllo, Droni, edge computing, interoperabilità, Legion software, Maven Smart System, modern warfare, Palantir, Picogrid, sensori, tecnologia difesa, us army","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-07 03:43:52","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://nextgendefense.com/palantir-maven-picogrid-ai/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25198-intelligenza-artificiale-cuore-campo-battaglia.mp4","galleria":""}
{"id":25190,"titolo":"Guardiani del cielo: la Francia in prima linea nella lotta ai droni","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da oltre ottant’anni <em>l’Armée de l’Air et de l’Espace</em> vigila sul cielo di Francia, garantendo la sovranità dello spazio aereo nazionale. Ma oggi, con l’emergere di minacce sempre più diversificate e insidiose, la difesa aerea sta vivendo una profonda trasformazione: la <strong>lotta anti-droni</strong> è ormai uno dei suoi pilastri strategici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una catena di sorveglianza permanente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La difesa aerea francese, strutturata dopo la Seconda guerra mondiale, rappresenta una delle due missioni permanenti dell’Armée de l’Air et de l’Espace, accanto alla dissuasione nucleare. Oggi essa si fonda sulla <strong>Posture Permanente de Sûreté Aérienne (PPS-A)</strong>, che mobilita circa <strong>450 militari</strong> giorno e notte, 365 giorni all’anno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema si appoggia su <strong>oltre 70 radar</strong>, una rete di centri di controllo e sul <strong>Centre de Préparation et de Conduite des Opérations de Défense Aérienne (CAPCODA)</strong>, situato a Lione-Mont Verdun, cuore operativo del dispositivo. In caso di minaccia grave, la <strong>Haute Autorité de Défense Aérienne (HADA)</strong> — organo direttamente collegato al Primo Ministro — può autorizzare in ultima istanza l’uso di misure coercitive, compresa l’intercettazione di velivoli sospetti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9623,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Guardiani del cielo: la Francia in prima linea nella lotta ai droni\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/General-Poncet-CDAOA.jpg\" alt=\"Guardiani del cielo: la Francia in prima linea nella lotta ai droni\" class=\"wp-image-9623\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Guardiani del cielo: la Francia in prima linea nella lotta ai droni</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come ha spiegato il generale di brigata aerea <strong>Olivier Poncet</strong>, capo di stato maggiore del <strong>Commandement de la Défense Aérienne et des Opérations Aériennes (CDAOA)</strong>, “le minacce arrivano da tutte le quote dell’atmosfera: dai mini-droni ai velivoli ad alta quota, con natura militare, civile o terroristica. La PPS-A è una catena d’allerta e di reazione capace di intervenire in qualsiasi punto del territorio in pochi minuti”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante eventi di grande rilevanza – come la parata del <strong>14 luglio</strong> o i <strong>Giochi Olimpici e Paralimpici di Parigi 2024</strong> – la PPS-A viene rafforzata da <strong>Dispositivi Particolari di Sicurezza Aerea (DPSA)</strong>. Si tratta di “bolle” temporanee che vietano il traffico aereo su determinate aree sensibili e permettono una risposta immediata a qualsiasi intrusione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Emblematico il caso dell’apertura dei Giochi Olimpici: l’intero spazio aereo di Parigi fu interdetto per oltre <strong>150 chilometri di raggio</strong>, con il supporto di assetti alleati. L’efficacia del dispositivo è stata pienamente dimostrata: nessuna minaccia ha compromesso la sicurezza delle cerimonie o del pubblico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9624,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Guardiani del cielo: la Francia in prima linea nella lotta ai droni\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/00_Couv_lutte_antidrone_32ef5286-576d-414c-8e74-7ee58e44a80a.webp\" alt=\"Guardiani del cielo: la Francia in prima linea nella lotta ai droni\" class=\"wp-image-9624\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Guardiani del cielo: la Francia in prima linea nella lotta ai droni</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La dimensione anti-drone</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’ascesa dei droni ha rivoluzionato la difesa aerea. Oggi la <strong>lotta anti-droni</strong> segue le stesse fasi operative previste per ogni velivolo: <strong>rilevamento, identificazione, classificazione, ingaggio</strong>. I grandi UAV, paragonabili a piccoli aerei, vengono gestiti direttamente dalla PPS-A e possono essere intercettati dai caccia in prontezza operativa. I <strong>mini e micro-droni</strong>, invece, rientrano nella competenza delle autorità civili – ma con il costante supporto dell’Armée de l’Air et de l’Espace, pronta a subentrare qualora la minaccia lo richieda.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il generale Poncet ha ricordato che la protezione dei siti sensibili – aeroporti, centrali energetiche, carceri, industrie strategiche – è di competenza dei ministeri responsabili, ma che la catena militare rimane “al cuore del dispositivo”, pronta ad agire in seconda battuta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sistemi avanzati e risultati concreti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La gamma di mezzi impiegati dall’Aeronautica francese è ampia e complementare. I sistemi <strong>MILAD</strong>, <strong>PARADE</strong> e <strong>BASSALT</strong> integrano radar, sensori ottici e antenne goniometriche per individuare e seguire i droni. A questi si aggiungono il <strong>brouillage</strong> aereo (disturbo elettronico) dai <strong>elicotteri Fennec</strong>, la cattura elettronica per il controllo remoto del drone e, se necessario, la <strong>neutralizzazione fisica</strong> mediante armi leggere, artiglieria o missili aria-aria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, l’AAE sta sperimentando soluzioni <strong>a energia diretta</strong>, come laser e microonde, già testate con successo in occasione di grandi eventi. I risultati dei <strong>Giochi Olimpici di Parigi 2024</strong> parlano chiaro: circa <strong>400 droni rilevati</strong> e <strong>oltre 100 neutralizzati</strong> tramite disturbo, sequestro o intercettazione, senza alcun incidente rilevante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il futuro della difesa aerea francese passa ora per una <strong>integrazione totale dei dati</strong>. L’obiettivo è creare una <strong>Recognized UAV Picture (RUP)</strong>, cioè una visione unificata dello spazio aereo dei droni, condivisa tra sensori civili e militari. Questo richiede interoperabilità, cooperazione internazionale e investimenti industriali rapidi nelle nuove tecnologie — dall’<strong>intelligenza artificiale</strong> ai <strong>sistemi laser</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La lotta anti-drone, ormai permanente e interministeriale, non è più un semplice complemento della difesa aerea: è il suo nuovo orizzonte operativo, indispensabile per garantire la <strong>sovranità e la sicurezza del cielo francese</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9625,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Guardiani del cielo: la Francia in prima linea nella lotta ai droni\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/09_Lutte_antidrone_AAE_1024x1024.webp\" alt=\"Guardiani del cielo: la Francia in prima linea nella lotta ai droni\" class=\"wp-image-9625\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Guardiani del cielo: la Francia in prima linea nella lotta ai droni</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/1-4.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Aeronautica, aerospazio, difesa, Droni, Francia, sicurezza, tecnologia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-06 21:03:54","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defense.gouv.fr/actualites/lutte-anti-drones-volet-majeur-posture-permanente-surete-aerienne","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25190-guardiani-cielo-francia-prima-linea-lotta-droni.mp4","galleria":""}
{"id":25185,"titolo":"Caso Giulia Schiff, niente nonnismo. Assolti gli otto militari: “Il fatto non sussiste”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il giudice monocratico del Tribunale di Latina, <strong>Mario La Rosa</strong>, ha assolto con formula piena (“<strong>perché il fatto non sussiste</strong>”) gli otto militari imputati per le presunte violenze ai danni dell’allora allieva pilota <strong>Giulia Schiff</strong> durante il cosiddetto <strong>battesimo del volo</strong> del 4 aprile 2018.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il capo d’imputazione per <strong>lesioni</strong> è stato <strong>derubricato in percosse</strong> e dichiarato <strong>non procedibile per tardività della querela</strong>. Le <strong>motivazioni</strong> saranno depositate entro <strong>90 giorni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le reazioni in aula</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Soddisfazione da parte della difesa e dell’Avvocatura dello Stato. L’avvocato dello Stato <strong>Maurizio Greco</strong> ha parlato di “<strong>assoluzione nel nome dell’Aeronautica Militare, proprio in questi giorni di dolore</strong>”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il rito contestato e le accuse</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al centro del procedimento, il <strong>battesimo del volo</strong>, un momento tradizionalmente goliardico che segue il primo esame in solitaria: l’allievo viene sollevato e fatto “girare” a terra — simbolicamente da “pinguino” ad “aquila” — con <strong>pacche</strong> e talvolta <strong>colpi con fuscelli</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la <strong>pubblica accusa</strong> (Pm <strong>Antonio Sgarrella</strong>), quanto accaduto a Schiff travalicava la goliardia: nel video agli atti si vedrebbero <strong>spinte</strong>, <strong>pacche a mano aperta</strong>, il <strong>lancio in fontana</strong> e l’uso di <strong>rami</strong>. Il Pm lo scorso 12 settembre <a href=\"https://difesanews.com/il-caso-giulia-schiff-giustizia-memoria-e-riflessioni-sul-mondo-militare/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">aveva chiesto <strong>un anno di reclusione</strong> per ciascun imputato</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>difesa</strong>, nelle arringhe del 22 settembre, ha sostenuto l’assenza di elementi per una condanna <strong>“oltre ogni ragionevole dubbio”</strong>, ribadendo la natura <strong>giocosa</strong> del rito e la <strong>mancanza di dissenso</strong> espresso dall’allieva nel frangente documentato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli imputati e le parti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A processo gli <strong>otto ex compagni di corso</strong> di Giulia Schiff alla scuola di volo del 70° Stormo di Latina: <strong>Matteo Pagliari</strong>, <strong>Ida Picone</strong>, <strong>Andrea Angelelli</strong>, <strong>Leonardo Facchetti</strong>, <strong>Joseph Garzisi</strong>, <strong>Luca Mignanti</strong>, <strong>Andrea Farulli</strong> e <strong>Gabriele Onori</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La parte civile è stata rappresentata dall’avvocato <strong>Massimiliano Strampelli</strong>. <strong>Responsabile civile</strong>: il <strong>Ministero della Difesa</strong>, assistito dall’Avvocatura dello Stato. Il collegio difensivo comprende, tra gli altri, gli avvocati <strong>Scafetta, Siracusano, Guida, Dulvi, Siciliano, Floccher, Chiabotto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sentenza arriva mentre l'aeroporto <strong>Comani di Latina</strong> è ancora scosso dalla <strong>tragedia nel Parco Nazionale del Circeo</strong> (1° ottobre), in cui ha perso la vita il <strong>colonnello comandante del 70° Stormo</strong> a seguito della caduta di un biposto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le tappe del caso</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>4 aprile 2018</strong> — Episodio del “battesimo del volo” al 70° Stormo, Latina.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>novembre 2021</strong> — Avvio del processo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>12 settembre 2025</strong> — Requisitoria del Pm Sgarrella.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>22 settembre 2025</strong> — Arringhe delle difese.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>6 ottobre 2025</strong> — Sentenza di <strong>assoluzione</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa succede ora</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Assoluzione in primo grado</strong> per tutti gli imputati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Motivazioni</strong> della sentenza: attese entro <strong>90 giorni</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>La <strong>Procura</strong> potrà valutare l’eventuale <strong>impugnazione</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/6993036-16133904-giulia-ucraina-italia.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Aeronautica, Giuliaschiff","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-06 18:43:52","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.rainews.it/tgr/veneto/articoli/2025/10/tribunale-latina-assolti-gli-otto-commilitoni-aeronautica-della-veneziana-di-mira-giulia-schiff-il-fatto-non-sussiste-9fa3613f-3550-461c-ab01-d0e9bdfc78c5.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25185-caso-giulia-schiff-niente-nonnismo-assolti-gli-otto-militari-il-fatto-non-sussiste.mp4","galleria":""}
{"id":25179,"titolo":"Portolano in Polonia: più cooperazione, più difesa, più Europa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Varsavia, 2 ottobre 2025 – Si è conclusa oggi la visita ufficiale in Polonia del <strong>Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano</strong>, che ha svolto colloqui bilaterali con le autorità militari polacche e partecipato alla cerimonia di tumulazione dei resti di 31 soldati italiani deceduti durante la Seconda Guerra Mondiale come internati nel campo di prigionia di Lamsdorf (oggi Łambinowice).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Colloqui Strategici e cooperazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la prima giornata della visita, il Gen. Portolano è stato ricevuto a Varsavia dal suo omologo polacco, il <strong>Generale Wiesław Kukula</strong>, con il quale ha discusso della trasformazione, dell’adattamento e della prontezza operativa dei rispettivi strumenti militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I temi affrontati hanno coperto scenari geopolitici e geostrategici attuali, con particolare attenzione a:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>la regione artica e il fianco est della NATO,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>i Balcani occidentali,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il Medio Oriente e il Nord Africa.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le Forze Armate italiane e polacche cooperano già in vari teatri operativi, tra cui Kosovo, Bosnia, Libano, Iraq e Somalia, ed è stato ribadito il valore di questa cooperazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro tema centrale è stato il supporto all’Ucraina, in termini di donazioni di sistemi di difesa e munizionamento, nonché di iniziative di addestramento finalizzate alla rigenerazione delle Forze ucraine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul fronte NATO, si è parlato degli impegni finanziari in difesa e dei futuri obiettivi capacitori in ambiti chiave quali <em>main battle tank</em>, <em>armoured infantry combat systems</em>, difesa aerea, assetti marittimi, <em>cyber</em>, spettro elettromagnetico, <em>UAV</em>, contro-UAV, comunicazioni satellitari e applicazioni dell’intelligenza artificiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel campo della cooperazione industriale, i due generali hanno valutato iniziative di cooperazione strategica – non solo come acquisti, ma come progetti integrati di trasferimento tecnologico e interoperabilità tra industria italiana e polacca. Idee concrete hanno riguardato accordi <em>Government to Government</em> (G2G) e l’incremento delle capacità produttive nazionali, elementi ritenuti fondamentali anche per la deterrenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un focus specifico è stato dedicato al ruolo dello stabilimento di <strong>Final Assembly Check Out (FACO) – MRO&amp;U di Cameri</strong>, che potrebbe essere impiegato per l’assemblaggio e manutenzione dei velivoli F-35 acquistati dalla Polonia. Inoltre, è stata offerta l’opportunità di usare la futura <strong>Pilot Training School</strong> dell’Aeronautica Militare a Trapani per addestrare i piloti polacchi di F-35.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al termine del primo giorno, il Gen. Portolano ha deposto una corona sulla tomba del Milite Ignoto e ha incontrato l’Ambasciatore italiano a Varsavia, Luca Franchetti Pardo, oltre al personale della missione diplomatica italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9549,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Portolano in Polonia: più cooperazione, più difesa, più Europa\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/85b1e92b-349f-46d7-84ea-ce0dce653872.jpg\" alt=\"Portolano in Polonia: più cooperazione, più difesa, più Europa\" class=\"wp-image-9549\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Portolano in Polonia: più cooperazione, più difesa, più Europa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Commemorazione e memoria storica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il secondo giorno della missione ha avuto un alto valore simbolico e commemorativo. Presso la <strong>Cattedrale di Campo delle Forze Armate polacche (Katedra Polowa Wojska Polskiego)</strong>, il Gen. Portolano ha partecipato alla cerimonia solenne officiata dal <strong>Nunzio Apostolico in Polonia, S.E.R. Mons. Antonio Guido Filippazzi</strong>, e dal <strong>Vescovo Ordinario delle Forze Armate polacche, S.E. Wiesław Lechowicz</strong>, in onore dei 31 militari italiani internati nello Stalag 344. Le spoglie, rinvenute nei pressi di Varsavia dopo lunghe ricerche, saranno tumulate nel cimitero di Bielany, in Polonia. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un momento di alto valore emotivo, il Gen. Portolano si è rivolto alle famiglie dei caduti presenti, ricordando che «la Difesa non lascia mai nessuno indietro». Dopo oltre ottant’anni, questi militari italiani riceveranno finalmente il riconoscimento e l’onore che meritano. È previsto che le spoglie di altri 29 soldati ritrovati nello stesso sito vengano riportate in Italia, con voli dell’Aeronautica Militare messi a disposizione per tale scopo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Analisi e rilievo strategico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa visita del Capo di SMD italiano assume rilievo su più fronti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rafforzamento bilaterale Italia-Polonia</strong><br>La cooperazione militare, industriale e tecnologica fra i due Paesi esce rafforzata da un incontro ad alto livello come questo, con potenziali ricadute concrete in termini industriali (FACO, addestramento) e strategici.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Coesione NATO / visione europea della difesa</strong><br>I colloqui sugli obiettivi capacitori, sugli impegni finanziari e sull’uso di strumenti come il fondo SAFE dell’UE mostrano come l’Italia voglia contribuire a sviluppi sinergici nell’ambito euro-atlantico.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Valore simbolico e memoria storica</strong><br>L’attenzione alla memoria dei caduti italiani internati in Polonia, e l’impegno a recuperarne le spoglie, testimoniano come la Difesa intenda intrecciare attività operative e missione morale, nazionale e istituzionale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Dimensione industriale e tecnologica</strong><br>La discussione sul coinvolgimento dell’industria italiana, il trasferimento di know-how e la cooperazione strategica vanno oltre i meri scambi militari: sono segmenti essenziali di una visione di autonomia strategica e competitività internazionale nel settore difesa.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, la visita rappresenta un’azione diplomatica-militare che non si limita ai rituali istituzionali: è un investimento politico-strategico, una messa a fuoco di alleanze e capacità future, con una forte componente simbolica legata alla memoria storica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/442e62e5-14ce-4c37-97aa-eee80aac745d.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"cooperazionemilitare, difesa, F-35, industriadella Difesa, memoriastorica, NATO, Polonia, Portolano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-05 23:23:53","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/smd/casmd/eventi/difesa-visita-in-polonia-del-capo-stato-maggiore-difesa-generale-luciano-portolano/80353.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25179-portolano-polonia-piu-cooperazione-difesa-europa.mp4","galleria":""}
{"id":25174,"titolo":"Avvicendamento al comando del 183° Reggimento Paracadutisti “Nembo”: il Col. Alessandro Villa subentra al Col. Francesco Errico","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è svolta la cerimonia di avvicendamento al comando del 183° Reggimento Paracadutisti “Nembo” tra il Colonnello <strong>Francesco Errico</strong> e il Colonnello <strong>Alessandro Villa</strong>. L’evento, particolarmente sentito dalla comunità militare e civile, si è tenuto alla presenza del Comandante della Brigata Paracadutisti “Folgore”, <strong>Generale di Brigata Federico Bernacca</strong>, del <strong>Prefetto di Pistoia</strong> dott. <strong>Angelo Gallo Carrabba</strong>, del <strong>Sindaco</strong> <strong>Alessandro Tomasi</strong> e delle <strong>Associazioni Combattentistiche e d’Arma</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il passaggio di consegne</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della solenne rassegna dei reparti e dell’alzabandiera, il Colonnello Errico ha simbolicamente consegnato la Bandiera di Guerra del “Nembo” al successore, suggellando la continuità di comando e tradizioni. La cerimonia si è conclusa con la firma dell’ordine del giorno di avvicendamento e con il saluto ai reparti schierati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il bilancio del Col. Errico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo discorso di commiato, il Col. Errico ha ripercorso i momenti salienti del mandato, sottolineando <strong>l’impegno costante, la professionalità e la coesione</strong> dimostrati dal personale del Reggimento in tutte le attività operative, addestrative e di supporto alla collettività.<br>Particolare rilievo è stato dato alla <strong>missione in Kosovo</strong> nell’ambito di <strong>KFOR (Kosovo Force)</strong>, dove il “Nembo” ha operato in piena aderenza al mandato NATO contribuendo alla <strong>sicurezza e stabilità</strong> dell’area balcanica, con risultati riconosciuti a livello interforze e internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Orgoglio, responsabilità e rispetto della Bandiera: sono questi i valori che il Nembo ha espresso in patria e all’estero. Il merito è dei nostri paracadutisti, dalla prima all’ultima fila.” – <em>Col. Francesco Errico</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le parole del nuovo Comandante</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Assumendo il comando, il Col. <strong>Alessandro Villa</strong> ha ringraziato i superiori per la fiducia e ha rivolto un pensiero ai paracadutisti del Reggimento, evidenziando le priorità per i prossimi mesi: <strong>mantenimento dell’elevata prontezza operativa</strong>, <strong>addestramento realistico e integrato</strong>, sviluppo delle <strong>capacità digitali e C2</strong> sul moderno campo di battaglia e continua <strong>attenzione al fattore umano</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Il Nembo continuerà a essere una pedina affidabile e pronta della Folgore, allineata agli standard NATO e focalizzata sulla preparazione della singola donna e del singolo uomo.” – <em>Col. Alessandro Villa</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le autorità presenti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia ha visto la partecipazione del <strong>Gen. B. Federico Bernacca</strong>, che ha rimarcato il ruolo del 183° “Nembo” nell’ambito della <strong>Brigata Paracadutisti “Folgore”</strong>, assetto di punta dell’Esercito Italiano per prontezza, capacità di proiezione e interoperabilità. Presenti, inoltre, il <strong>Prefetto</strong> e il <strong>Sindaco di Pistoia</strong>, a testimonianza del forte legame tra Reggimento e territorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il 183° “Nembo” in breve</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Discendente da una tradizione gloriosa, il <strong>183° Reggimento Paracadutisti “Nembo”</strong> è parte integrante della <strong>Brigata Paracadutisti “Folgore”</strong>. Il Reggimento è impiegato in operazioni <strong>nazionali e internazionali</strong>, partecipando con continuità a missioni di stabilizzazione, prontezza nazionale (NATO/UE) e attività addestrative combinate, con spiccata capacità di impiego <strong>aeromobile e avioportato</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/cambio-cte-183.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"#CambioComando, 183nembo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-04 19:33:54","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25174-avvicendamento-al-comando-del-183-reggimento-paracadutisti-nembo-il-col-alessandro-villa-subentra-al-col-francesco-errico.mp4","galleria":""}
{"id":25167,"titolo":"Il Ministro della Difesa Crosetto, la Voce Rassicurante nella stagione buia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un momento storico segnato da guerre, incertezza e <strong>\"sensazioni laceranti\"</strong> – dalla paura all'incredulità – la figura di <strong>Guido Crosetto</strong>, Ministro della Difesa e co-fondatore di Fratelli d’Italia, emerge con toni netti e rassicuranti. Mentre il mondo appare sempre più complicato da decifrare, e alcuni gesti politici come l'abbraccio del Vicepremier Matteo Salvini all'ambasciatore russo Alexei Paramonov sollevano interrogativi e fastidio, Crosetto sceglie la via della chiarezza senza riserve.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A 62 anni, l’uomo noto a Montecitorio come <strong>\"il gigante di Marene\"</strong> (alto 196 cm, già sindaco del comune cuneese) per la sua statura e le sue origini, porta nel suo animo una lealtà politica iniziata nella Democrazia Cristiana e mai del tutto svanita, anche se oggi è tra i fedelissimi della premier Giorgia Meloni, che lo considera una figura <strong>\"leale e saggia\"</strong> e quasi protettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6904,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Ministro della Difesa Crosetto, la Voce Rssicurante nella stagione buia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/2025-06-06T040130Z-2125032546-RC2OWEA0GKDQ-RTRMADP-3-UKRAINE-CRISIS-ATTACK-KYIV.jpg\" alt=\"805 Droni: l’Ucraina colpita dalla più grande offensiva aerea della guerra\" class=\"wp-image-6904\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Ucraina colpita dalla più grande offensiva aerea della guerra</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Chiarezza su Putin e Israele</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Ministro della Difesa non usa mezze misure di fronte alle crisi internazionali. Riguardo alla Russia, i suoi giudizi sono categorici: <strong>«Non mi sembra che Putin voglia la pace»</strong> e <strong>«L’attacco russo in Polonia è inaccettabile»</strong>. Una posizione forte e inequivocabile, in contrasto con le ambiguità che a volte sembrano circolare in una parte della politica italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma la sua <strong>\"spietata sincerità\"</strong> non si ferma all'Ucraina. Anche sul conflitto a Gaza, Crosetto esprime una condanna severa, pur facendo parte dell’Esecutivo: <strong>«Lì sono negati diritto e civiltà. Il governo d’Israele ha perso ragione e umanità»</strong>. Frasi dirette, che testimoniano l'urgenza di non apparire <strong>\"dubbioso, vago, reticente, debole\"</strong> in un contesto globale così instabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Difesa come priorità nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al di là delle singole crisi, il monito più significativo di Crosetto riguarda la sicurezza nazionale. Con onestà disarmante, egli ammette la vulnerabilità italiana: <strong>«L’Italia è impreparata all’attacco di un qualsiasi Paese straniero»</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3081,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Ministro della Difesa Crosetto, la Voce Rssicurante nella stagione buia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/parata-militare-2-giugno-1.jpg\" alt=\"Roma celebra la Repubblica: Frecce Tricolori, nuovi super mezzi militari e parata record ai Fori - DIFESANEWS.COM - Notizie difesa, sicurezza e geopolitica\" class=\"wp-image-3081\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Difesa come priorità nazionale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa consapevolezza lo spinge a un appello che trascende la politica spicciola: <strong>«Avere una Difesa italiana in grado di assolvere il proprio compito, non è una scelta politica, è uno dei prerequisiti di sopravvivenza d’una nazione»</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In una fase di profondo sconcerto e angoscia, la fermezza e la schiettezza di Guido Crosetto, che non teme di affrontare verità scomode e di esprimere giudizi netti sui grandi della Terra, da Putin a Trump, rappresentano per molti un punto di riferimento, una <strong>\"voce rassicurante\"</strong> in grado di chiamare le cose con il loro nome.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/b0c1d7d1-ec72-4d1c-a7dc-fd33854d475f.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"crosetto, difesa, Gaza, guerra, Israele, Meloni, politica, putin, Salvini, sicurezza","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-04 12:43:54","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.corriere.it/sette/25_ottobre_04/sopravvivenza-d-una-nazione-cosi-parla-crosetto-il-gigante-di-marene-e8c37ede-4b54-40e5-a558-d7f937300xlk.shtml?refresh_ce","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25167-difesa-crosetto-voce-rssicurante-stagione-buia.mp4","galleria":""}
{"id":25162,"titolo":"Pensioni Militari, Sentenza della Corte dei Conti: Accesso al Retributivo con riscatto della Leva","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una decisione epocale della Corte dei Conti sta riscrivendo il futuro previdenziale di migliaia di militari e agenti delle Forze dell'Ordine. Con la <strong>Sentenza di Massima n. 8/2025/QM/SEZ</strong>, i giudici contabili hanno spazzato via un lungo contenzioso, stabilendo che il personale potrà <strong>riscattare i periodi di servizio pre-ruolo</strong>, come la <strong>leva obbligatoria</strong> o i <strong>corsi allievi</strong>, per raggiungere la soglia magica dei <strong>18 anni di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995</strong>. Raggiungere questo traguardo è fondamentale, in quanto garantisce l'accesso o l'estensione del più vantaggioso <strong>Sistema di Calcolo Retributivo</strong> per la pensione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La controversia verteva sulla possibilità di \"supervalutare\" questi servizi, applicando la maggiorazione di 1/5, e se tale facoltà fosse bloccata dal limite massimo di cinque anni di maggiorazione complessiva. La Corte ha dato ragione ai militari su due fronti cruciali. Innanzitutto, ha stabilito che il <strong>diritto alla maggiorazione e al riscatto nasce nel momento in cui il servizio è stato effettivamente prestato</strong>, e non con la successiva domanda amministrativa di riscatto e il relativo pagamento. In secondo luogo, il verdetto chiarisce che il riscatto dei \"periodi di servizio comunque prestato\" (Art. 5 del D.Lgs. 165/97) <strong>è consentito anche a chi ha già superato il limite quinquennale di maggiorazioni</strong>, purché il tetto massimo di cinque anni complessivi di valorizzazione non sia comunque oltrepassato. Questa interpretazione permette di far valere i periodi più datati, collocandoli strategicamente prima del 1996 e colmando il <em>gap</em> necessario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La priorità cronologica del Servizio di Leva</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di fatto, la Corte riconosce la priorità cronologica del servizio reso: chi ha svolto periodi di leva o corsi allievi che lo aiutano a raggiungere i 18 anni al 1995 può ora esercitare il diritto al riscatto per assicurarsi una pensione calcolata con i criteri più favorevoli. Il personale interessato, soprattutto chi è vicino alla pensione o ha una posizione contributiva a cavallo del 1995, è chiamato a <strong>verificare immediatamente la propria posizione</strong> e a presentare senza indugio la <strong>domanda di riscatto a titolo parzialmente oneroso</strong> dei servizi pre-ruolo svolti prima del 1998, facendo leva sui principi stabiliti da questa sentenza storica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":9511,\"href\":\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/10/sentenza_8_2025_sez_riunite_sede_giurisdizionale.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object></object><a id=\"wp-block-file--media-e41195c1-4011-4035-acad-dc21acf73257\" href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/10/sentenza_8_2025_sez_riunite_sede_giurisdizionale.pdf\">sentenza_8_2025_sez_riunite_sede_giurisdizionale</a><a href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/10/sentenza_8_2025_sez_riunite_sede_giurisdizionale.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-e41195c1-4011-4035-acad-dc21acf73257\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/1-2.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"contributivo, Inps, pensioni","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-04 09:23:53","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.corteconti.it/Download?id=c903c8ff-31b8-403e-a027-a497a8e50874","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25162-pensioni-militari-sentenza-della-corte-dei-conti-accesso-al-retributivo-con-riscatto-della-leva.mp4","galleria":""}
{"id":25153,"titolo":"Il Generale Iannucci a Tripoli per il cambio di comando della MIASIT: subentra il Generale Paracadutista Maurizio Settesoldi","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Tripoli, 30 settembre 2025</strong> – Presso l’ambasciata d’Italia a Tripoli si è tenuta la cerimonia di avvicendamento al vertice della <strong>Missione bilaterale di assistenza e supporto in Libia (MIASIT)</strong>. Alla guida della missione subentra il <strong>Generale Paracadutista Maurizio Settesoldi</strong>, che prende il posto del <strong>Colonnello Luigi Tufano</strong>, alla presenza del <strong>comandante operativo di vertice interforze (COVI), Generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci</strong>, dell’ambasciatore d’Italia in Libia S.E. Gianluca Alberini, del vescovo di Tripoli S.E.R. George Bugeja e di numerose autorità civili e militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Generale Iannucci: “Stabilità della Libia cruciale per il Mediterraneo”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia è stata scandita dall’intervento del <strong>Generale Iannucci</strong>, che ha portato i saluti del ministro della Difesa, <strong>on. Guido Crosetto</strong>, e del capo di Stato Maggiore della Difesa, <strong>Generale Luciano Portolano</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo discorso, il comandante del COVI ha sottolineato il significato strategico della missione italiana:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“La nostra presenza in Libia è espressione concreta dell’impegno delle Forze Armate italiane per la pace e la stabilità del Mediterraneo. La sicurezza della Libia è parte integrante della sicurezza nazionale italiana ed europea.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le parole del Generale hanno ribadito la funzione della MIASIT non solo come presidio operativo, ma come strumento politico-diplomatico a sostegno della stabilità regionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9478,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-03-231603.jpg\" alt=\"Il generale Iannucci a Tripoli per il cambio di comando della MIASIT: subentra il Colonnello Paracadutista Settesoldi\" class=\"wp-image-9478\" title=\"Il generale Iannucci a Tripoli per il cambio di comando della MIASIT: subentra il Generale Paracadutista Maurizio Settesoldi\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il passaggio di consegne e il ruolo di Settesoldi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il momento centrale della cerimonia è stato il passaggio del comando al <strong>Generale Maurizio Settesoldi</strong>, che assume ora la responsabilità della missione in un contesto complesso e delicato. La sua esperienza operativa e la formazione tra i ranghi dei paracadutisti rappresentano garanzia di continuità e dinamismo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Iannucci ha espresso piena fiducia nel nuovo comandante, ringraziando il Colonnello Tufano per l’impegno dimostrato e augurando a Settesoldi successo nella nuova sfida.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cooperazione con le autorità libiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Prima della cerimonia, il generale Iannucci e l’ambasciatore Alberini hanno incontrato il capo di Stato Maggiore della Difesa libico, <strong>Generale Mohammed Al-Haddad</strong>, che ha espresso riconoscenza per il sostegno italiano, evidenziando l’importanza della missione MIASIT come pilastro della cooperazione bilaterale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visita è proseguita a <strong>Misurata</strong>, presso il distaccamento MIASIT, dove la delegazione è stata accolta dal Colonnello <strong>Stefano Ferrari</strong>. Qui il generale Iannucci ha incontrato anche il comandante dell’<strong>Accademia aeronautica libica</strong>, con cui ha discusso le attività addestrative condotte dal personale italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presenza del <strong>Generale Giovanni Maria Iannucci</strong> ha conferito forte valore istituzionale al passaggio di consegne, evidenziando la centralità della Libia nella strategia di sicurezza italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/1-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#Mediterraneo, ColonnelloParacadutistaMaurizioSettesoldi, cooperazionemilitare, COVI, forzearmateitaliane, GianlucaAlberini, GiovanniMariaIannucci, GuidoCrosetto, LIBIA, LucianoPortolano, LuigiTufano, MIASIT, Misurata, MohammedAlHaddad, stabilitàregionale, Tripoli","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-03 22:43:54","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/operazionimilitari/op-intern-corso/libia-missione-bilaterale-di-supporto-e-assistenza/notizie-teatro/comandante-covi-alla-cerimonia-avvicendamento-della-miasit/80252.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25153-iannucci-tripoli-miasit-paracadutista-settesoldi.mp4","galleria":""}
{"id":25143,"titolo":"Una Acies 2025: l’Esercito forma i futuri Comandanti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’ultima fase addestrativa del 1° anno del 206° Corso “Dignità” dell’Accademia Militare di Modena si è conclusa presso l’area addestrativa dei Monti di Sant’Andrea della Scuola di Fanteria. Alla prova finale ha assistito il Comandante dell’Accademia, Generale di Divisione Stefano Messina. I giovani Allievi Ufficiali sono stati impegnati in attività ad alta intensità tecnico-professionale per affinare la capacità di pianificare e impiegare, in modo integrato, diversi assetti entro uno scenario di combattimento tipico dei comandanti di squadra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9467,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Una Acies 2025: l’Esercito forma i futuri Comandanti\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/acies2025i-00007.jpg\" alt=\"Una Acies 2025: l’Esercito forma i futuri Comandanti\" class=\"wp-image-9467\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Unità di fanteria durante un Forward Passage Of Line (FPOL) - Copyright Esercito Italiano<br><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/ottobre/una_acies_2025/8.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Obiettivi formativi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sviluppare leadership di livello squadra, pianificazione rapida, gestione delle priorità e coordinamento simultaneo di più unità in contesto operativo complesso e dinamico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9462,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Una Acies 2025: l’Esercito forma i futuri Comandanti\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/acies2025i-00002.jpg\" alt=\"Una Acies 2025: l’Esercito forma i futuri Comandanti\" class=\"wp-image-9462\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Briefing pre-missione su sand box terrain model - Copyright Esercito Italiano<br><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/ottobre/una_acies_2025/3.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gestione digitale del campo di battaglia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Cuore dell’esercitazione è stato l’impiego di sistemi di comando e controllo digitali che hanno consentito aggiornamenti continui della situazione operativa e la conduzione di manovre multi-dominio, integrando tempestivamente le informazioni provenienti dagli assetti specialistici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9464,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Una Acies 2025: l’Esercito forma i futuri Comandanti\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/acies2025i-00004.jpg\" alt=\"Una Acies 2025: l’Esercito forma i futuri Comandanti\" class=\"wp-image-9464\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esercizi al simulatore del sistema missilistico a cortissima portata STINGER1 - Copyright Esercito Italiano<br><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/ottobre/una_acies_2025/5.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Simulazione avanzata e realismo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sistemi di simulazione di nuova generazione hanno riprodotto uno scenario altamente realistico, ponendo gli Allievi di fronte alle difficoltà della conduzione contemporanea di più capacità sul “campo”, con cicli rapidi di decisione-azione-valutazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9472,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Una Acies 2025: l’Esercito forma i futuri Comandanti\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/acies2025i-00012.jpg\" alt=\"Una Acies 2025: l’Esercito forma i futuri Comandanti\" class=\"wp-image-9472\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Presentazione dell'attività al Gen. D. Messina - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Assetti impiegati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Quadricotteri del 41° Reggimento per osservazione e supporto alle decisioni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Unità del genio per mobilità e contro-mobilità.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Piattaforme ad ala rotante CH-47 e AH-149 dei 6° e 1° Reggimento AVES per trasporto, manovra e supporto.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Droni (UAS) e sistemi di contro-interdizione (C-UAS) del 17° Reggimento per superiorità informativa e difesa della forza.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9470,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Una Acies 2025: l’Esercito forma i futuri Comandanti\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/acies2025i-00010.jpg\" alt=\"Una Acies 2025: l’Esercito forma i futuri Comandanti\" class=\"wp-image-9470\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sbarco di una delle unità esercitate da aeromobile CH-47 - Copyright Esercito Italiano<br><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/ottobre/una_acies_2025/11.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">In sintesi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Una Acies 2025” conferma la centralità della digitalizzazione e della simulazione come moltiplicatori addestrativi: strumenti indispensabili per formare comandanti capaci di operare in ambienti tecnologicamente complessi, valorizzando l’integrazione inter-arma e accorciando i tempi tra addestramento e prontezza operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Formazione orientata alla realtà del campo di battaglia digitale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Integrazione di assetti eterogenei sotto un’unica cornice C2.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Simulazione avanzata per decisioni più rapide ed efficaci.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con “Una Acies 2025”, l’Esercito Italiano rafforza una scuola di comando moderna: orientata ai dati, interoperabile e pronta a confrontarsi con le sfide multi-dominio del presente e del prossimo futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/acies2025i-00008.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#AccademiaMilitareModena, 206CorsoDignità, UnaAcies2025","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-03 15:30:52","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/una-acies-2025.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25143-una-acies-2025-lesercito-forma-i-futuri-comandanti.mp4","galleria":""}
{"id":25025,"titolo":"40ª Coppa degli Assi: l’Esercito protagonista nel cuore della città di Palermo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>2 al 5 ottobre 2025</strong> Palermo ospita la <strong>40ª edizione della Coppa degli Assi</strong>, il prestigioso concorso internazionale di salto ostacoli che torna al campo ostacoli “La Favorita”, in una versione che unisce sport, spettacolo e apertura al pubblico.<br>In questa cornice, l’Esercito Italiano sarà presente con una serie di iniziative volte a far conoscere i propri principi fondanti — <strong>Tecnologia, Valori e Addestramento</strong> — e a entrare in dialogo con cittadini e visitatori. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9331,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"40ª Coppa degli Assi: l’Esercito protagonista nel cuore della città di Palermo\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Allegato-B-Layout-PIAZZA-POLITEAMA-CON-GAZEBOpw.jpg\" alt=\"40ª Coppa degli Assi: l’Esercito protagonista nel cuore della città di Palermo\" class=\"wp-image-9331\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">40ª Coppa degli Assi: l’Esercito protagonista nel cuore della città di Palermo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">“Villa Esercito” nel centro storico: tecnologia, simulazioni e mezzi in mostra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evento avrà inizio giovedì 2 ottobre. Alle <strong>ore 11:00</strong>, presso il campo ostacoli “La Favorita”, durante la cerimonia di apertura del Trofeo Ippico “Coppa degli Assi”, si esibirà la <strong>Banda della Brigata Meccanizzata “Aosta”</strong>. <br>La Brigata “Aosta”, una delle unità storiche dell’Esercito — fondata già nel Seicento e tuttora operativa — porterà il proprio contributo musicale all’evento, affiancando simbolicamente il mondo equestre con le sue tradizioni e la rappresentatività istituzionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sempre giovedì 2 ottobre, alle <strong>ore 17:00</strong>, in <strong>piazza Ruggero Settimo</strong> sarà inaugurato e aperto al pubblico il <strong>Villaggio Esercito</strong> — anche noto come “Villa Esercito” — che resterà attivo fino a domenica. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il villaggio, con <strong>ingresso libero</strong> e orario 9:00-21:00, si propone come una vera e propria cittadella militare nel centro cittadino, offrendo esperienze interattive e spazi espositivi per grandi e piccoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le attrazioni principali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Una <strong>parete di roccia artificiale</strong> per cimentarsi in attività di arrampicata attiva.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Percorso di <strong>military fitness</strong>, per testare agilità, forza e resistenza.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Simulatore di volo</strong>, per vivere l’emozione del pilotaggio in ambiente protetto.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Una <strong>mostra statica di mezzi e materiali</strong> in dotazione all’Esercito, spaziando da veicoli e tecnologie fino all’<strong>elicottero Mangusta</strong> esposto in piazza.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Un <strong>laboratorio mobile CBRN</strong>, in grado di illustrare le capacità dell’Esercito nella gestione di scenari chimici, biologici, radiologici e nucleari.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Un <strong>quadrupede robotizzato Q-UGV</strong>, esempio di tecnologia autonoma avanzata;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sistemi di <strong>targeting (armi anti-drone)</strong> e <strong>Aeromobili a Pilotaggio Remoto (droni)</strong>, a conferma dell’attenzione alle capacità moderne e ai dominii emergenti.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo allestimento offrirà non solo un momento di esposizione istituzionale, ma la possibilità concreta di “toccare con mano” tecnologie militari che oggi concorrono alla sicurezza nazionale e alle operazioni di supporto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9338,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"40ª Coppa degli Assi: l’Esercito protagonista nel cuore della città di Palermo\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-02-163617.jpg\" alt=\"40ª Coppa degli Assi: l’Esercito protagonista nel cuore della città di Palermo\" class=\"wp-image-9338\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">40ª Coppa degli Assi: l’Esercito protagonista nel cuore della città di Palermo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Musica e Spettacolo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presenza dell’Esercito non si limiterà agli spazi del Villaggio. Sabato 4 ottobre alle <strong>ore 19:30</strong>, al <strong>Teatro Massimo</strong>, si terrà un grande concerto della Banda dell’Esercito, con la partecipazione del <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</strong>. L’evento sarà in sostegno al progetto <strong>“Pink Ambassador”</strong> della Fondazione Umberto Veronesi, un momento di impegno sociale unito ad arte e musica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Domenica 5 ottobre, alle <strong>ore 16:00</strong>, presso il campo ostacoli “La Favorita”, è prevista la <strong>chiusura ufficiale</strong> della manifestazione. Qui il pubblico potrà assistere al tradizionale <strong>Carosello equestre</strong> eseguito dal <strong>Reggimento “Lancieri di Montebello” (8°)</strong>, accompagnato dalla Banda della Brigata Meccanizzata “Aosta” e dalla sezione storica del Reggimento Artiglieria “A Cavallo”. Una chiusura spettacolare che unisce sport, cerimoniale militare e continuità storica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sport, tradizione e ingaggio pubblico: un’occasione unica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presenza dell’Esercito dentro la Coppa degli Assi inserisce uno sguardo diverso in un evento già di per sé ricco: non solo sport e competizione, ma cultura, tecnologia e contatto diretto con la cittadinanza. Il concorso ippico riveste un peso storico: iniziato nel 1976, è uno dei più longevi e prestigiosi in Italia, secondo solo a “Piazza di Siena” per continuità e fama. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La strategia dell’Esercito — promuovere i tre assi “Tecnologia, Valori, Addestramento” — si traduce in un programma tangibile, rivolto al pubblico, ai giovani, agli appassionati ma anche ai semplici curiosi. Far conoscere le proprie capacità operative, mostrare il contributo che oggi le Forze Armate offrono alla società e stimolare il dialogo con i cittadini sono obiettivi che trovano spazio proprio in iniziative come questa. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9335,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"40ª Coppa degli Assi: l’Esercito protagonista nel cuore della città di Palermo\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/banda-170705-2-Il-saluto-alla-autorita-e1759416242737.jpg\" alt=\"40ª Coppa degli Assi: l’Esercito protagonista nel cuore della città di Palermo\" class=\"wp-image-9335\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">40ª Coppa degli Assi: l’Esercito protagonista nel cuore della città di Palermo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, la 40ª Coppa degli Assi non sarà solo un grande evento ippico, ma diventerà anche un’occasione per scoprire il volto moderno dell’Esercito, tra arte, innovazione e impegno civico. Palermitani e visitatori potranno vivere quattro giorni in cui il centro città si trasforma in un palcoscenico di competenze, spettacolo e partecipazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/40-coppa-assi-Palermo-con-social-Vert-e1759415970293.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"brigata_aosta, concerto_banda_esercito, coppa_degli_assi, Droni, elicottero_mangusta, esercito_italiano, lancieri_montebello, palermo, q-ugv, tecnologia_militare, villaggio_esercito","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-02 15:53:56","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/40-coppa_assi/Pagine/default.aspx","difesanews":"1","video_art":"","galleria":""}
{"id":25017,"titolo":"Generale Masiello: Un Esercito tecnologico, operativo e amato dagli italiani","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel nuovo episodio di <strong>State Sicuri</strong>, il video podcast di Adnkronos dedicato al tema della sicurezza, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, <strong>Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</strong>, ha offerto una riflessione a tutto campo sui grandi scenari internazionali e sulla trasformazione delle Forze Armate italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalla minaccia dei droni alla sfida dell’intelligenza artificiale, fino al rapporto con l’industria della difesa, Masiello ha delineato un percorso chiaro: l’Esercito deve diventare sempre più tecnologico, operativo e vicino ai cittadini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Uno scenario instabile e la guerra cognitiva</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il generale, l’attuale contesto internazionale è segnato da conflitti convenzionali e da nuove forme di guerra. Ucraina e Medio Oriente rappresentano i teatri più vicini, ma le tensioni toccano ogni angolo del globo: dall’Indo-Pacifico all’Africa, dall’Artico all’Europa orientale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“In Ucraina convivono tre guerre: quella delle trincee, che pensavamo superata; quella tecnologica, con l’impiego massiccio di droni; e quella cognitiva, la più insidiosa, che entra nelle case e influenza opinioni pubbliche e politica”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proprio la guerra cognitiva, osserva Masiello, è la sfida che riguarda tutti: la battaglia per le menti e per la resilienza collettiva delle società occidentali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9272,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/3d.jpg\" alt=\"Generale Masiello: “Un Esercito tecnologico, operativo e amato dagli italiani”\" class=\"wp-image-9272\" title=\"Generale Masiello: “Un Esercito tecnologico, operativo e amato dagli italiani”\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Generale Masiello: “Un Esercito tecnologico, operativo e amato dagli italiani”</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cultura della difesa e nuovo modello di Esercito</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei punti centrali dell’intervento è stato il rapporto tra cittadini e difesa nazionale. Masiello ha sottolineato come solo un italiano su cinque oggi si dichiari disposto a combattere per il Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“La difesa della patria è sacro dovere di ogni cittadino – ha ricordato citando la Costituzione – e se l’Italia dovesse trovarsi in guerra, non sarebbe solo l’Esercito a combattere, ma l’intera nazione”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il conflitto in Ucraina ha riportato l’Esercito a confrontarsi con scenari convenzionali: carri armati, artiglieria, elicotteri armati e difesa contraerea tornano al centro dell’addestramento. Ma la trasformazione, insiste il generale, è prima di tutto culturale: “L’Esercito deve essere tecnologico o non è. Non possiamo più permetterci di restare indietro”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Innovazione, intelligenza artificiale e droni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per stimolare il cambiamento, Masiello ha introdotto iniziative come <strong>“meno burocrazia”</strong>, <strong>“distanza zero”</strong> e gli incontri <strong>“un caffè col capo”</strong>, strumenti per ascoltare i soldati, ridurre le distanze gerarchiche e favorire la nascita di idee innovative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grande attenzione è rivolta all’<strong>intelligenza artificiale</strong>, ormai integrata nei sistemi di comando e controllo, nelle scuole di formazione e persino nei sistemi d’arma: “L’AI salva vite, perché un robot può sostituire un soldato in compiti ad alto rischio”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il tema dei <strong>droni</strong> resta però il più urgente: “La tecnologia cambia ogni pochi mesi, e l’unico modo per contrastare i droni è con altri droni. Sarà una lotta fra robot, supportata da guerra elettronica, missili e mitragliere. Per questo stiamo formando un gran numero di operatori”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9271,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/max1200.jpg\" alt=\"Generale Masiello: “Un Esercito tecnologico, operativo e amato dagli italiani”\" class=\"wp-image-9271\" title=\"Generale Masiello: “Un Esercito tecnologico, operativo e amato dagli italiani”\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Generale Masiello: “Un Esercito tecnologico, operativo e amato dagli italiani”</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sinergia con l’industria della difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, il Capo di Stato Maggiore ha evidenziato la collaborazione sempre più stretta con l’industria nazionale: “Non c’è più una barriera tra noi e loro. Definiamo requisiti, lavoriamo insieme, parliamo la stessa lingua”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Esempi concreti sono il nuovo fucile in dotazione e il prossimo elicottero d’attacco, frutti di un dialogo costante e di una sinergia che, secondo Masiello, “è indispensabile per rispondere alle sfide del futuro e che altri Paesi guardano con interesse”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il messaggio finale del generale è chiaro: l’Esercito deve essere non solo una forza armata, ma <strong>“una forza amata dagli italiani”</strong>, capace di rappresentare una risorsa condivisa per l’intera collettività.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://www.youtube.com/watch?v=opaABe5Fr8k\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://www.youtube.com/watch?v=opaABe5Fr8k\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/Gen.-Masiello-JJ.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Adnkronos, CarmineMasiello, CulturaDellaDifesa, difesa, Drone, esercitoitaliano, ForzeArmate, IA, Industria, StateSicuri","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-02 13:43:57","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.adnkronos.com/cronaca/il-gen-masiello-se-si-va-in-guerra-non-combatte-solo-lesercito-ma-litalia-intera_3abzMduPwpVZu6AaMMFgii","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25017-masiello-esercito-tecnologico-operativo-amato.mp4","galleria":""}
{"id":25010,"titolo":"Cooperazione bilaterale e NATO: l’Esercito italiano accoglie il Capo di Stato Maggiore svedese","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>30 settembre 2025</strong> il <strong>Major General Jonny Lindfors</strong>, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Svedese, ha effettuato una significativa visita di lavoro in Italia, ospite dello <strong>Stato Maggiore dell’Esercito</strong>. L’accoglienza a <strong>Palazzo Esercito</strong> ha avuto un carattere ufficiale e solenne, con onori militari resi dalla Forza Armata italiana, a sottolineare l’importanza attribuita all’incontro. Ad accoglierlo è stato il <strong>Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</strong>, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, con il quale il generale svedese ha intrattenuto un colloquio bilaterale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La giornata è proseguita con un <strong>briefing nella Sala “Montezemolo”</strong>, dedicato a temi cruciali per la cooperazione militare europea: la modernizzazione dello strumento terrestre italiano, le missioni in ambito nazionale e internazionale e le sfide comuni sul piano operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli argomenti affrontati hanno spaziato dall’<strong>incremento dell’interoperabilità tra unità operative e comandi complessi</strong>, alla collaborazione in campo <strong>capacitivo e dottrinale</strong>, fino allo sviluppo congiunto di programmi di ricerca <strong>industriale e tecnologica</strong>. Un punto centrale è stato lo scambio in materia di <strong>alta formazione militare</strong>, che rappresenta un pilastro per lo sviluppo di una cultura strategica comune tra gli ufficiali delle due Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Masiello, a conclusione dell’incontro, ha sottolineato come le sfide della sicurezza euro-atlantica siano oggi sempre più complesse, con <strong>conflitti ibridi</strong>, pressioni tecnologiche pervasive e scenari in continua trasformazione. La cooperazione con la Svezia, da poco entrata nella <strong>NATO</strong>, si inserisce quindi in un percorso strategico che mira a rafforzare la postura difensiva europea e l’adattamento dell’Alleanza a nuove forme di confronto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visita si è conclusa a Roma con la firma dell’<strong>Albo d’Onore nella Sala “Gonzaga del Vodice”</strong> e con il tradizionale scambio di doni istituzionali, a suggello di un rapporto bilaterale in crescita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’approfondimento a Solbiate Olona: la dimensione NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo la tappa romana, la delegazione svedese ha raggiunto il <strong>NATO Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA)</strong>, presso la sede di <strong>Solbiate Olona</strong>, dove è stata accolta dal <strong>Generale di Corpo d’Armata Gianluca Carai</strong>, Comandante del Corpo d’Armata multinazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Major General Lindfors ha incontrato i rappresentanti dei Paesi che contribuiscono all’NRDC e ha ricevuto un briefing informativo su <strong>organizzazione, compiti e prospettive future del Comando</strong>. In particolare, è stato posto l’accento sul ruolo del quartier generale come <strong>Allied Reaction Force (ARF) Headquarters</strong>, uno dei pilastri della nuova architettura NATO a supporto delle missioni dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le linee guida presentate hanno chiarito le tre funzioni essenziali del Comando:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Deterrenza e difesa</strong>, cioè la capacità di rispondere rapidamente a eventuali minacce convenzionali o ibride;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Prevenzione e gestione della crisi</strong>, con la possibilità di guidare operazioni di stabilizzazione in contesti instabili;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sicurezza cooperativa</strong>, volta a rafforzare il dialogo e la collaborazione con Paesi partner e organismi internazionali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’incontro ha confermato l’impegno congiunto di Italia e Svezia nel rafforzare la dimensione multinazionale della difesa europea e atlantica. La recente adesione svedese alla NATO rappresenta un tassello importante in questo processo, poiché amplia la base operativa e strategica dell’Alleanza, garantendo una maggiore copertura geografica nel Nord Europa e un rafforzamento della postura difensiva sul fronte artico e baltico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9246,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Cooperazione bilaterale e NATO: l’Esercito italiano accoglie il Capo di Stato Maggiore svedese\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/7-Firma-dellalbo-donore-a-NRDC-ITA.jpg\" alt=\"Cooperazione bilaterale e NATO: l’Esercito italiano accoglie il Capo di Stato Maggiore svedese\" class=\"wp-image-9246\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Firma dell'albo d'onore a NRDC-ITA</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presenza della delegazione svedese al NRDC-ITA ha dunque un valore simbolico e operativo al tempo stesso: dimostra la volontà di <strong>integrare rapidamente la Svezia nelle strutture militari dell’Alleanza</strong>, favorendo un apprendimento reciproco e lo sviluppo di capacità comuni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un tassello della cooperazione euro-atlantica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visita del <strong>Major General Lindfors</strong> non si esaurisce nel protocollo, ma rappresenta un passo concreto verso una <strong>sinergia più profonda tra Roma e Stoccolma</strong>. In un’epoca segnata da <strong>crisi geopolitiche</strong> e dal ritorno di dinamiche di confronto ad alta intensità, il rafforzamento della cooperazione bilaterale tra Italia e Svezia risponde a un duplice obiettivo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>consolidare la <strong>resilienza dell’Alleanza Atlantica</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>accelerare la creazione di una <strong>cultura strategica europea</strong> che valorizzi l’autonomia industriale e tecnologica del continente.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cooperazione nel settore <strong>ricerca e industria della difesa</strong> potrebbe aprire nuove prospettive, ad esempio nella cyber-sicurezza, nella robotica terrestre e nell’impiego di sistemi non convenzionali in scenari ibridi. Anche sul piano addestrativo, l’Italia e la Svezia condividono una tradizione di esercitazioni multinazionali che, con l’ingresso svedese nella NATO, potranno essere ulteriormente ampliate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un aspetto da sottolineare è la <strong>complementarità geografica e operativa</strong> dei due Paesi. L’Italia, ponte strategico nel Mediterraneo, e la Svezia, nuovo attore dell’area baltica e artica, contribuiscono a garantire la sicurezza dell’intero spazio euro-atlantico. In questo senso, la cooperazione bilaterale è anche un segnale politico: la sicurezza europea non può più essere pensata come somma di interessi nazionali, ma come <strong>sforzo collettivo integrato</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9245,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Cooperazione bilaterale e NATO: l’Esercito italiano accoglie il Capo di Stato Maggiore svedese\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/5-Scambio-di-doni.jpeg\" alt=\"Cooperazione bilaterale e NATO: l’Esercito italiano accoglie il Capo di Stato Maggiore svedese\" class=\"wp-image-9245\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Scambio di doni tra il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito italiano e il Capo di Stato Maggiore svedese</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La firma dell’Albo d’Onore e lo scambio di doni istituzionali, momenti di tradizione militare, assumono dunque il valore di simbolo: Italia e Svezia non solo rafforzano i rapporti bilaterali, ma contribuiscono a un <strong>nuovo equilibrio di sicurezza europeo</strong>, in cui la <strong>cooperazione terrestre</strong> assume un ruolo determinante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visita del Major General Lindfors in Italia, articolata tra Roma e Solbiate Olona, conferma come il legame tra le due Forze Armate sia destinato a consolidarsi nei prossimi anni, in un percorso che intreccia <strong>operazioni comuni, sviluppo tecnologico e formazione strategica</strong>. Un segnale chiaro, in un tempo di incertezza globale, che l’Europa intende rafforzare la propria capacità di risposta e difesa collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/1-Onori-ai-Capi-di-Stato-Maggiore.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"Italia, NATO, Svezia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-02 13:04:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Visita-di-lavoro-in-Italia-del-Comandante-dell%E2%80%99Esercito-Svedese.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/25010-cooperazione-bilaterale-e-nato-lesercito-italiano-accoglie-il-capo-di-stato-maggiore-svedese.mp4","galleria":""}
{"id":23962,"titolo":"Aeronautica Militare Balloon Cup: oltre 52.000 spettatori a San Damiano per la seconda edizione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è chiusa con un bilancio da record la seconda edizione dell’<strong>Aeronautica Militare Balloon Cup – dalla mongolfiera alla stratosfera</strong>, la competizione tra mongolfiere ospitata dal 26 al 28 settembre presso l’<strong>Aeroporto Militare di San Damiano</strong> (PC). In tre giorni, <strong>oltre 52.000</strong> persone hanno affollato l’area dell’evento, impreziosito dalle esibizioni delle <strong>Frecce Tricolori</strong> e della <strong>Squadra di ginnastica ritmica dell’Aeronautica Militare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La manifestazione, promossa dal <strong>Ministero della Difesa</strong> e organizzata da <strong>Difesa Servizi</strong> e <strong>Aeronautica Militare</strong> in collaborazione con l’Aero Club d’Italia e l’Aero Club di Pavullo (supporto tecnico <strong>Aeronord Aerostati</strong>), nasce per valorizzare storia, valori e capacità dell’Arma Azzurra, celebrando la mongolfiera come “antenata” delle moderne piattaforme aeronautiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9214,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Aeronautica Militare Balloon Cup: oltre 52.000 spettatori a San Damiano per la seconda edizione\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/ballooni-00004.jpg\" alt=\"Aeronautica Militare Balloon Cup: oltre 52.000 spettatori a San Damiano per la seconda edizione\" class=\"wp-image-9214\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Copyright Aeronautica Militare Italiana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tradizione, tecnologia e pubblico giovane</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evento ha unito <strong>divulgazione e spettacolo</strong>, avvicinando un pubblico trasversale—molti i giovani e le famiglie—al patrimonio aeronautico nazionale: <strong>esposizioni statiche</strong>, <strong>rievocazioni storiche</strong>, <strong>volo vincolato in mongolfiera</strong>, <strong>realtà virtuale</strong>, talk tematici con protagonisti dell’AM e dell’ANSA (media partner), fino allo spettacolo per i più piccoli con <strong>Veronica Maya</strong> e il gruppo <strong>Millenium Ensamble</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9217,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Aeronautica Militare Balloon Cup: oltre 52.000 spettatori a San Damiano per la seconda edizione\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/ballooni-00007.jpg\" alt=\"Aeronautica Militare Balloon Cup: oltre 52.000 spettatori a San Damiano per la seconda edizione\" class=\"wp-image-9217\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Copyright Aeronautica Militare Italiana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I numeri della Balloon Cup 2025</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>3</strong> esibizioni delle <strong>Frecce Tricolori</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>30</strong> mongolfiere in gara</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>quasi <strong>2.000</strong> voli vincolati</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>quasi <strong>3.000</strong> elaborati realizzati dai bambini nei laboratori creativi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>oltre <strong>200</strong> operatori media accreditati</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>8,4 milioni</strong> di visualizzazioni sui canali social</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>oltre <strong>50 ore</strong> di show</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>19 ettari</strong> di allestimento (17 per il pubblico, 2 per le competizioni)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>2</strong> cerimonie e <strong>4</strong> talk</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>tutte le attività gratuite</strong>, inclusi i voli in mongolfiera</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9219,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Aeronautica Militare Balloon Cup: oltre 52.000 spettatori a San Damiano per la seconda edizione\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/balloon-cup-25.jpg\" alt=\"Aeronautica Militare Balloon Cup: oltre 52.000 spettatori a San Damiano per la seconda edizione\" class=\"wp-image-9219\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Copyright Aeronautica Militare Italiana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le voci istituzionali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Tommaso Foti</strong>, Ministro per gli Affari europei, le Politiche di coesione e il PNRR, ha definito la Balloon Cup “una <strong>prestigiosa manifestazione sportiva</strong>” perfettamente incorniciata dall’aeroporto di San Damiano, sottolineando il ruolo della mongolfiera come <strong>antesignana</strong> dei moderni mezzi dell’Aeronautica e ringraziando Difesa, AM e Difesa Servizi per il lavoro di squadra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il <strong>Sottosegretario di Stato alla Difesa, Sen. Isabella Rauti</strong>, l’evento rafforza i principi della <strong>Cultura della Difesa</strong>, coniugando <strong>identità storica</strong> e <strong>prontezza moderna</strong>, offrendo ai cittadini la possibilità di conoscere da vicino mezzi, compiti e missioni delle Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Gen. S.A. Antonio Conserva</strong>, ha evidenziato il valore di iniziative che mostrano al grande pubblico l’opera quotidiana della Difesa. Mongolfiere e palloni aerostatici diventano così <strong>ponte tra tradizione e innovazione</strong>, in una nazione “<strong>a pieno titolo aerospaziale</strong>” capace di sviluppare tecnologie avanzate per sorveglianza, comunicazioni e osservazione della Terra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Luca Andreoli</strong>, Amministratore Delegato di <strong>Difesa Servizi</strong>, ha rimarcato il <strong>gradimento sportivo internazionale</strong> (oltre 30 equipaggi, 28 dall’estero) e l’ambizione di fare di <strong>San Damiano la capitale delle mongolfiere</strong>, con ricadute <strong>economiche, culturali e sociali</strong> per il territorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9216,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Aeronautica Militare Balloon Cup: oltre 52.000 spettatori a San Damiano per la seconda edizione\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/ballooni-00006.jpg\" alt=\"Aeronautica Militare Balloon Cup: oltre 52.000 spettatori a San Damiano per la seconda edizione\" class=\"wp-image-9216\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Copyright Aeronautica Militare Italiana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il territorio protagonista</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Un <strong>lavoro di squadra</strong> tra istituzioni, partner e volontari” ha permesso di costruire un evento di portata nazionale, ha commentato la <strong>Sindaca di Piacenza Katia Tarasconi</strong>, mentre la <strong>Sindaca di San Giorgio Piacentino Donatella Alberoni</strong> ha sottolineato l’<strong>impatto economico positivo</strong> per la comunità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i partner istituzionali i Comuni di <strong>Piacenza, San Giorgio Piacentino e Podenzano</strong>; sostegno da <strong>Fondazione di Piacenza e Vigevano</strong>, patrocinio di <strong>CONI</strong> e <strong>Regione Emilia-Romagna</strong>, partecipazione attiva della <strong>Fondazione Buzzi</strong>. <strong>ENIT</strong>, Main Partner, ha promosso il progetto <strong>“Valore Paese Italia”</strong>, raccontando dall’alto la bellezza dei territori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9215,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Aeronautica Militare Balloon Cup: oltre 52.000 spettatori a San Damiano per la seconda edizione\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/ballooni-00005.jpg\" alt=\"Aeronautica Militare Balloon Cup: oltre 52.000 spettatori a San Damiano per la seconda edizione\" class=\"wp-image-9215\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Copyright Aeronautica Militare Italiana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Inclusione, solidarietà, sport</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tre giorni ha ospitato iniziative con <strong>Ospedale Bambino Gesù</strong> e <strong>Fondazione Buzzi</strong>, servizi dedicati alle persone con disabilità e la partecipazione degli atleti del <strong>Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa (GSPD)</strong>. In volo, a terra e sul palco, <strong>musica e tradizione</strong> con la <strong>Fanfara della 1ª Regione Aerea</strong> e l’animazione live di <strong>Radio Bruno</strong> (media partner).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9212,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Aeronautica Militare Balloon Cup: oltre 52.000 spettatori a San Damiano per la seconda edizione\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/ballooni-00001.jpg\" alt=\"Aeronautica Militare Balloon Cup: oltre 52.000 spettatori a San Damiano per la seconda edizione\" class=\"wp-image-9212\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Copyright Aeronautica Militare Italiana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gran finale: il volo libero al tramonto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La chiusura è stata suggellata da un suggestivo <strong>volo libero delle mongolfiere</strong>, poco prima del tramonto e visibile anche dall’autostrada, che ha trasformato il <strong>cielo di San Damiano</strong> in un mosaico di colori: il simbolo perfetto di una manifestazione capace di<strong> unire pubblico, territori e Forza Armata</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dietro quelle immagini, un vero gioco di squadra quindi: <strong>Aeronautica Militare</strong> e <strong>Difesa Servizi</strong> hanno coordinato struttura e sicurezza; <strong>Aero Club d’Italia</strong> e <strong>Aero Club di Pavullo</strong> hanno garantito gli standard sportivi e operativi, con il supporto tecnico di <strong>Aeronord Aerostati</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il territorio ha risposto con <strong>Piacenza</strong>, <strong>San Giorgio Piacentino</strong> e <strong>Podenzano</strong> al fianco della macchina organizzativa; la <strong>Fondazione di Piacenza e Vigevano</strong> ha affiancato il progetto, patrocinato da <strong>CONI</strong> e <strong>Regione Emilia-Romagna</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Fondazione Buzzi</strong> ha portato contenuti sociali e sanitari; <strong>ENIT</strong>, Main Partner, ha legato la manifestazione al racconto di <strong>“Valore Paese Italia”</strong>. Informazione e pubblico sono cresciuti insieme, con <strong>ANSA</strong> e <strong>Radio Bruno</strong> a tessere la trama mediatica. Se i numeri parlano chiaro, il messaggio lo è ancora di più: l’<strong>aeroporto di San Damiano</strong> si è trasformato in una <strong>vetrina nazionale</strong> dove <strong>spettacolo</strong>, <strong>identità</strong> e <strong>partecipazione</strong> si sono incontrati <strong>un unico abbraccio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/ballooni-00002.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"aeronauticamilitare, BalloonCup, FrecceTricolori","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-01 18:53:57","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/news/aeronautica-militare-balloon-cup-oltre-52-000-spettatori-a-san-damiano-pc-per-la-seconda-edizione-della-competizione-tra-mongolfiere-unica-in-europa/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23962-aeronautica-militare-balloon-cup-oltre-52-000-spettatori-a-san-damiano-per-la-seconda-edizione.mp4","galleria":""}
{"id":23957,"titolo":"Difesa spaziale: l’Australia lancia Atlas, il nuovo scudo laser per i satelliti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Sydney, 29 settembre 2025</strong> – All’<strong>International Astronautical Congress (IAC) 2025</strong> di Sydney, l’azienda australiana <strong>Electro Optic Systems (EOS)</strong> ha presentato la sua nuova tecnologia: <strong>Atlas Space Control Capability</strong>, un sistema laser ad alta energia concepito per contrastare le minacce ai satelliti in un’orbita sempre più contesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un nuovo arsenale per la Space Domain Awareness</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Atlas fa parte della famiglia di soluzioni spaziali di EOS e viene proposto in tre configurazioni: fissa, mobile e rilocabile, così da poter essere schierato in qualsiasi parte del mondo in base alle esigenze strategiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie a telescopi avanzati e cupole di nuova generazione, il sistema è in grado di rilevare, seguire e caratterizzare in tempo reale oggetti in orbita – inclusi satelliti deboli e difficili da individuare, oltre ai detriti spaziali – sia di giorno che di notte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli aspetti più innovativi è la <strong>scalabilità della potenza</strong>: gli operatori possono modulare l’intensità del laser in base alla missione, passando da un ruolo passivo di sorveglianza e deterrenza fino a interventi più diretti di controllo. Inoltre, Atlas è stato progettato per integrarsi con le reti di <strong>Space Domain Awareness (SDA)</strong> e le operazioni multidominio, favorendo la cooperazione e la condivisione di dati tra alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9203,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Difesa spaziale: l’Australia lancia Atlas, il nuovo scudo laser per i satelliti\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/2.webp\" alt=\"Difesa spaziale: l’Australia lancia Atlas, il nuovo scudo laser per i satelliti\" class=\"wp-image-9203\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa spaziale: l’Australia lancia Atlas, il nuovo scudo laser per i satelliti</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il CEO di EOS, <strong>Dr. Andreas Schwer</strong>, ha sottolineato l’urgenza: <em>«Lo spazio è ormai un dominio conteso e i satelliti, vitali sia per la difesa sia per la vita civile quotidiana, sono sempre più a rischio. Atlas è stato sviluppato per proteggere queste risorse offrendo opzioni scalabili e facilmente dispiegabili per deterrenza e controllo orbitale»</em>. Schwer ha inoltre ricordato come EOS metta in campo oltre 40 anni di esperienza nelle tecnologie laser e di tracciamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Implicazioni strategiche e sfide</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presentazione di Atlas colloca l’Australia tra i Paesi che stanno sviluppando capacità a energia diretta per la difesa spaziale. Con un sistema modulare, scalabile e schierabile a livello globale, EOS mira a fornire agli alleati strumenti per mantenere la libertà di azione nello spazio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Restano tuttavia aperte alcune questioni:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Norme e regolamentazioni internazionali</strong>: l’impiego di laser anti-satellite solleva dubbi sulla stabilità strategica e sul controllo degli armamenti nello spazio.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rischi collaterali</strong>: l’uso di un laser ad alta energia in orbita deve considerare gli effetti involontari su altri satelliti o sensori sensibili.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sfide tecniche</strong>: distorsioni atmosferiche, precisione di puntamento, alimentazione e propagazione del fascio restano elementi cruciali da perfezionare.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Costi e scalabilità</strong>: sarà determinante capire se puntare su molte unità a bassa potenza o su poche installazioni ad alta capacità.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’IAC 2025 e l’ascesa spaziale australiana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Allo<a href=\"https://difesanews.com/litalia-international-astronautical-congress-2025/\"> IAC 2025 EOS </a>ha presentato Atlas presso il proprio stand, attirando l’attenzione dei delegati internazionali. L’evento ha riunito oltre <strong>7.300 rappresentanti da 90 Paesi</strong> e più di <strong>40 agenzie spaziali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Australia ha avuto un ruolo di primo piano, con <strong>oltre 400 contributi scientifici locali</strong> – un record nazionale – che testimoniano la crescente ambizione del Paese nel settore spaziale globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/Atlas-MR-Truck-Hero.png","categoria":"Internazionali","tags":"atlas, australia_tecnologia, difesa_orbitale, difesa_spaziale, electro_optic_systems, energia_diretta, eos, iac2025, laser_orbitale, satelliti, sicurezza_spaziale, space_domain_awareness","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-01 18:43:58","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://eos-aus.com/news/eos-unveils-atlas-space-control-capability-at-iac-2025/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23957-difesa-australia-lancia-atlas-scudo-laser-satelliti.mp4","galleria":""}
{"id":23953,"titolo":"Trump e Hegseth annunciano la fine del “politicamente corretto” nelle Forze Armate USA: standard fisici “neutri per genere” al livello maschile","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Quantico (Virginia), 30 settembre 2025</em> — Davanti a centinaia di alti ufficiali riuniti alla Marine Corps Base di Quantico, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il Segretario alla Difesa Pete Hegseth hanno dichiarato la fine della cultura “woke” nelle Forze Armate, annunciando un pacchetto di direttive che punta a ripristinare una “warrior ethos” focalizzata su disciplina, letalità e prontezza operativa. Al centro delle misure: nuovi standard di idoneità fisica unificati e “neutri rispetto al genere”, impostati sul livello maschile per i ruoli di combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il messaggio politico e militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, Trump ha ribadito la dottrina della “pace attraverso la forza”, sostenendo che gli Stati Uniti debbano essere “così forti che nessuna nazione oserà sfidarci”. Hegseth, a sua volta, ha legato la riforma a un ritorno all’eccellenza meritocratica, invitando chi non condivide la nuova impostazione a “fare la cosa più onorevole e dimettersi”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa cambierà: le principali direttive</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Standard fisici unificati (“male-level”)</strong> per selezione e mantenimento nei ruoli combat; possibile impatto sull’accesso di alcune donne a specialità operative, pur senza un divieto formale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Stretta su DEI e programmi identitari</strong>: riduzione/eliminazione di iniziative considerate non essenziali alla prontezza militare.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Revisione di bullismo/nonnismo e “toxic leadership”</strong>: alleggerimento di alcune tutele e ridefinizione delle soglie disciplinari per “consentire ai comandanti di far rispettare gli standard” senza timore di sanzioni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Verifiche fisiche periodiche per i vertici</strong> e annunciati ulteriori “aggiustamenti” nella catena di comando, dopo recenti avvicendamenti ai massimi livelli.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Reazioni e controversie</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le affermazioni di Hegseth sugli standard “al livello maschile” hanno innescato immediate polemiche: associazioni e veterane ricordano che nei reparti combat vigono già criteri unici, e che l’addestramento non è “al ribasso” per le donne qualificate. I sostenitori della riforma replicano che l’unificazione e l’inasprimento delle soglie fisiche chiariscono ogni ambiguità e rafforzano la prontezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Particolarmente contestata anche la volontà di <strong>allentare le tutele contro il bullismo</strong> e ridefinire la “toxic leadership”, un tema sensibile dopo casi noti che hanno portato a indagini e riforme negli anni scorsi. Critici e osservatori temono effetti collaterali su coesione e benessere del personale; i promotori della stretta sostengono invece che le unità necessitino di più margine disciplinare per mantenere gli standard.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Contesto strategico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il discorso di Quantico arriva in un momento di elevata attenzione per la sicurezza globale e segue mesi di <strong>riassetti ai vertici</strong> del Pentagono e un’agenda pubblica che mira a “rifocalizzare” la macchina militare su addestramento, disciplina e capacità di combattimento. L’evento — un raro raduno di generali e ammiragli convocato rapidamente — ha evidenziato come le <strong>guerre culturali</strong> siano entrate, nel bene e nel male, nell’agenda di vertice della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/10/trump-hegseth.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, Hegseth, PoliticamenteCorretto, trump, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-10-01 08:13:56","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://it.euronews.com/2025/09/30/trump-e-hegseth-annunciano-la-fine-del-politicamente-corretto-nelle-forze-armate","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23953-trump-e-hegseth-annunciano-la-fine-del-politicamente-corretto-nelle-forze-armate-usa-standard-fisici-neutri-per-genere-al-livello-maschile.mp4","galleria":""}
{"id":23948,"titolo":"83º anniversario della Battaglia di El Alamein: è ufficiale la data del 24 ottobre","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come ogni anno, la comunità dei Paracadutisti si ritrova a Pisa per commemorare l’epopea di El Alamein, battaglia che dal <strong>23 ottobre al 5 novembre 1942</strong> vide la Folgore entrare nella Storia con l'indomito coraggio che ancora oggi ispira generazioni di soldati.<br>La cerimonia ufficiale per l’<strong>83º anniversario</strong> si terrà <strong>venerdì 24 ottobre 2025</strong> presso il <strong>Centro Addestramento Paracadutismo (CAPAR)</strong> di Pisa, nella storica <strong>Caserma “Gamerra”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":8507,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"83º anniversario della Battaglia di El Alamein: è ufficiale la data del 24 ottobre\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/folgore-alamein-25.jpg\" alt=\"83º anniversario della Battaglia di El Alamein: è ufficiale la data del 24 ottobre\" class=\"wp-image-8507\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Programma della mattinata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>08:45</strong> – Apertura dei varchi di accesso alla caserma e accoglienza partecipanti</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>A seguire</strong> – Afflusso in area cerimonia; schieramento reparti e Gonfaloni</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>11:00</strong> – Inizio cerimonia</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>A seguire</strong> – Interventi delle autorità civili e militari</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Informazioni utili</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Luogo:</strong> Caserma “Gamerra”, Via di Gello 138, Pisa</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Accesso pubblico:</strong> dalle <strong>08:45</strong>; si consiglia di arrivare con anticipo per i controlli di sicurezza.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Parcheggi:</strong> si consiglia di utilizzare le aree esterne alla caserma e prevedere un breve tratto a piedi fino ai varchi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Museo:</strong> dopo la cerimonia sarà possibile visitare il <strong>Museo Storico delle Aviotruppe</strong>, all’interno della caserma, per ripercorrere la storia della specialità dei Paracadutisti dalla Scuola di Tarquinia a oggi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Invito alla partecipazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Paracadutisti di ogni epoca, famiglie, associazioni e cittadini: <strong>l’appuntamento è a Pisa</strong> per onorare chi ha dato tutto in nome dell’Italia. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La memoria di El Alamein vive nel nostro impegno quotidiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Folgore!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/83EL-ALAMEIN.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"AnniversarioElAlamein, ElAlamein, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-30 15:33:57","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23948-83o-anniversario-della-battaglia-di-el-alamein-e-ufficiale-la-data-del-24-ottobre.mp4","galleria":""}
{"id":23940,"titolo":"Avvicendamento al COMFOTER: il Generale D’Addario subentra al Generale Scala","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Verona, 29 settembre 2025</strong> – Nel cortile d’onore di Palazzo Carli si è svolta questa mattina la cerimonia di avvicendamento al vertice del <strong>Comando delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER)</strong> dell’Esercito Italiano. Il <strong>Generale di Corpo d’Armata Massimo Scala</strong> ha ceduto il comando al <strong>parigrado Lorenzo D’Addario</strong>, alla presenza del <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Carmine Masiello</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evento ha assunto un significato particolare non solo per l’Esercito, ma anche per la città di Verona: dopo nove anni, infatti, il COMFOTER torna nella sua storica sede di <strong>Palazzo Carli</strong>, nell’ambito della riorganizzazione denominata <strong>Nuovo Modello Esercito</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Forza Armata sta attraversando una fase di trasformazione profonda, che non riguarda soltanto l’ammodernamento dei mezzi, ma un vero e proprio cambiamento culturale e operativo. L’obiettivo è rendere l’Esercito più rapido nei processi decisionali, più efficiente nell’impiego delle risorse e più efficace nel conseguimento dei risultati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un modello pensato per rispondere a scenari complessi e dinamici, con nuove sfide anche nei domini <strong>spaziale</strong> e <strong>cibernetico</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":8443,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Avvicendamento al COMFOTER: il Generale D’Addario subentra al Generale Scala\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/comfoter25i-00001.jpg\" alt=\"Avvicendamento al COMFOTER: il Generale D’Addario subentra al Generale Scala\" class=\"wp-image-8443\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Resa degli onori al Capo di Stato Maggiore dell'Esercito - Copyright Esercito Italiano<br><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/settembre/TOA_COMFOTER/3.%20Intervento%20del%20Capo%20di%20SME.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le parole delle Autorità</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, il <strong>Generale Masiello</strong> ha sottolineato l’importanza di un addestramento costante e realistico:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>L’avvicendamento al COMFOTER è un momento di continuità e visione verso il futuro, nel segno della dedizione, della competenza e della coesione, uniti attorno ai valori fondamentali dell’Istituzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Generale Scala</strong>, nel discorso di commiato, ha richiamato i valori fondanti dell’Esercito:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Dovremo continuare a prepararci con serietà e professionalità, senza scuse né alibi, per essere pronti ad affrontare conflitti convenzionali e non. Tecnologia e innovazione saranno cruciali, ma restano centrali i nostri valori: Patria, disciplina, onore, lealtà e senso del dovere.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ha poi voluto rendere omaggio al personale, definito “il vero centro di gravità della Forza Armata”: Ufficiali, Sottufficiali, Graduati e civili che, con il loro patrimonio umano e professionale, costituiscono il cuore dell’Istituzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla cerimonia hanno partecipato numerose autorità civili, militari e religiose, insieme al <strong>Prefetto</strong> e al <strong>Sindaco di Verona</strong>, oltre alle associazioni combattentistiche e d’arma. Presente anche il <strong>Gonfalone della Città di Verona</strong>, decorato di <strong>Medaglia d’Oro al Valor Militare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":8445,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Avvicendamento al COMFOTER: il Generale D’Addario subentra al Generale Scala\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/comfoter25i-00003.jpg\" alt=\"Avvicendamento al COMFOTER: il Generale D’Addario subentra al Generale Scala\" class=\"wp-image-8445\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Intervento del Capo di SME Gen. C.A. Carmine Masiello - Copyright Esercito Italiano<br><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/settembre/TOA_COMFOTER/4.%20Un%20momento%20della%20cerimonia.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il nuovo Comandante</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Generale Lorenzo D’Addario</strong> <a href=\"https://difesanews.com/generale-paracadutista-lorenzo-daddario-nrdc/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">proviene dal <strong>Corpo d’Armata di Reazione Rapida della NATO</strong> di Solbiate Olona (VA)</a>, che ha guidato anche nel delicato ruolo di <strong>Allied Reaction Force</strong>. La sua carriera è caratterizzata da incarichi di alto livello e da un’ampia esperienza internazionale, che ora porterà alla guida del COMFOTER.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questo passaggio di consegne, il COMFOTER si riafferma come fulcro operativo dell’Esercito, pronto a raccogliere le sfide della sicurezza nazionale e internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":8444,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Avvicendamento al COMFOTER: il Generale D’Addario subentra al Generale Scala\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/comfoter25i-00002.jpg\" alt=\"Avvicendamento al COMFOTER: il Generale D’Addario subentra al Generale Scala\" class=\"wp-image-8444\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il momento del passaggio di consegne - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/comfoter25i-00004.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"comfoter, esercitoitaliano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-29 21:13:59","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/toa_comfoter.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23940-avvicendamento-al-comfoter-il-generale-daddario-subentra-al-generale-scala.mp4","galleria":""}
{"id":23928,"titolo":"Cambio al Genio: il Generale Paracadutista Dello Monaco subentra al Generale di Divisione Bossa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella Caserma “Ettore Rosso”, nella città militare della Cecchignola, si è svolta la cerimonia di avvicendamento al vertice del <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/COMFOTER/comfoter-supporto/Comando-Genio\">Comando Genio</a> tra il Generale di Divisione Giuseppe Bossa e il Generale di Brigata Gianluca Dello Monaco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evento, presieduto dal Comandante del Distaccamento del Comando delle Forze Operative Terrestri di Supporto, Generale di Corpo d’Armata Giovanni Gagliano, ha visto la partecipazione di numerose autorità civili e militari, oltre ai rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo saluto, il Generale Bossa ha ripercorso le tappe più significative del suo comando, soffermandosi sugli sforzi per rafforzare le capacità operative grazie all’adozione di nuove tecnologie, all’addestramento continuo e all’adeguamento delle tecniche e procedure operative, con l’obiettivo di elevare le competenze dell’Arma del Genio in un contesto internazionale complesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Gagliano, nel suo discorso conclusivo, ha evidenziato la necessità di “rinnovare le capacità del Genio”, insistendo sul fatto che l’evoluzione delle competenze tecniche e operative debba restare al centro del percorso futuro di un’Arma che coniuga tradizione ed eccellenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":23930,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/09/Foto-03-1024x682-1.jpg\" alt=\"Cambio al Genio: Il Generale Paracadutista Dello Monaco subentra al Generale di Divisione Bossa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-23930\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cambio al Genio: Il Generale Paracadutista Dello Monaco subentra al Generale di Divisione Bossa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un ufficiale paracadutista al Comando</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È opportuno sottolineare che il Generale Gianluca Dello Monaco è un ufficiale paracadutista e che nella sua carriera ha comandato l<a href=\"https://brigatafolgore.net/8-reggimento-genio-guastatori-paracadutisti-folgore/\">’8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti “Folgore”</a>.<br>Durante il suo comando, il reggimento ha operato attivamente tanto in ambito nazionale, come nel supporto alle operazioni di pubblica utilità ed emergenza, quanto nei teatri internazionali, confermando la centralità dell’unità nelle missioni dell’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il passaggio di consegne, l’Arma del Genio conserva dunque una guida che unisce l’esperienza maturata nel mondo paracadutista con una profonda conoscenza delle competenze tecniche necessarie per affrontare le sfide future.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":23931,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/09/Foto-01-1024x682-1.jpg\" alt=\"Cambio al Genio: Il Generale Paracadutista Dello Monaco subentra al Generale di Divisione Bossa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-23931\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cambio al Genio: Il Generale Paracadutista Dello Monaco subentra al Generale di Divisione Bossa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/Foto-02-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"ComandoGenio, esercitoitaliano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-29 11:02:50","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/cambio_cdo_genio.aspx","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23928-cambio-al-genio-il-generale-paracadutista-dello-monaco-subentra-al-generale-di-divisione-bossa.mp4","galleria":""}
{"id":23920,"titolo":"Auguri a tutti i Paracadutisti d'Italia!","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, <strong>29 settembre</strong>, ricorre <strong>San Michele Arcangelo</strong>, Patrono e Protettore dei Paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questa giornata rivolgiamo un pensiero e un augurio a <strong>tutti i Paracadutisti d’Italia</strong>, di ogni epoca e reparto: a chi oggi continua a servire con onore e a chi, dopo aver indossato il <strong>basco amaranto o il basco verde</strong>, custodisce per sempre i valori appresi nelle aviotruppe.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nostro ricordo va in particolare a coloro che hanno <strong>sacrificato la propria vita</strong>, mantenendo fede al giuramento prestato. I loro nomi e il loro esempio restano impressi nella memoria collettiva e nel cuore di ogni Paracadutista.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>San Michele, guida e difensore, incarna i principi che da sempre contraddistinguono i Paracadutisti: <strong>coraggio, lealtà, sacrificio e fratellanza</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A tutti i fratelli Paracadutisti, <strong>auguri di buon San Michele Arcangelo!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>FOLGORE!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/bf-net-sm-1.jpg","categoria":"Blog","tags":"folgore, paracadutisti, SanMicheleArcangelo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-29 09:18:27","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23920-auguri-a-tutti-i-paracadutisti-ditalia.mp4","galleria":""}
{"id":23906,"titolo":"Grande successo a Sassari per la presentazione del libro “Forse Speciali – 100 giorni all’inferno” di Claudio Spinelli, l’incursore che addestrò gli astronauti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presso la&nbsp;<strong>GluteSculpt Center di Sassari</strong>&nbsp;<a href=\"https://difesanews.com/sassari-27-settembre-presentazione-del-libro-forse-speciali-100-giorni-allinferno-di-claudio-spinelli/\">si è svolta sabato la presentazione del libro&nbsp;<em>“Forse Speciali – 100 giorni all’inferno”</em></a>, scritto da&nbsp;<strong>Claudio Spinelli</strong>, ex incursore del&nbsp;<strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">9º Reggimento d’Assalto “Col Moschin”</a></strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Spinelli, arruolatosi volontario nella Folgore nel 1998 e successivamente divenuto incursore dell’Esercito, ripercorre nelle sue pagine l’esperienza in Afghanistan nella leggendaria&nbsp;<a href=\"https://brigatafolgore.net/task-force-45/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Task Force 45</strong></a>: operazioni ad alta intensità, scontri a fuoco, feriti e caduti trovano spazio in un racconto diretto e senza filtri, capace di restituire al lettore tanto la durezza del combattimento quanto l’aspetto umano di chi ha servito in prima linea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A moderare l’incontro è stato il nostro amico Paracadutista in congedo&nbsp;<strong>Raffaele Sestilli</strong>, che ha raccolto per noi alcune domande rivolte all’autore. Ne è nato un dialogo intenso, ricco di spunti e riflessioni che vanno ben oltre le pagine del volume, considerato da molti – e anche da noi – una delle migliori biografie mai scritte da un incursore italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tecnologia e ruolo dell’uomo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La prima domanda riguarda un tema di grande attualità: i droni e le nuove tecnologie stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nei campi di battaglia del futuro. Ma ci si chiede se l’essere umano resterà davvero al centro delle operazioni speciali o se, progressivamente, sarà rimpiazzato da macchine e sistemi autonomi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Spinelli non ha dubbi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>L’essere umano ha un ruolo essenziale che non può essere sostituito. Ha la capacità di distinguere cosa deve essere fatto in modo ragionato. Per quanto si investa su tecnologia e intelligenza artificiale, la macchina non può sostituire, al momento, la mente e l’intuito dell’uomo, soprattutto nell’approccio tecnico-tattico sul terreno.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una riflessione che rimette al centro la figura del soldato, confermando come, almeno per ora, la tecnologia resti un supporto e non un sostituto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Afghanistan: vent’anni per nulla?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il secondo tema affrontato è tra i più delicati: l’Afghanistan. Dopo vent’anni di sacrifici, l’impegno della comunità internazionale si è concluso con il ritorno dei talebani al potere. Un fallimento strategico?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Spinelli risponde con realismo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Noi italiani siamo stati tra quelli che hanno pagato il prezzo umano più basso. Altri paesi hanno contato centinaia, persino migliaia di caduti. La domanda vera è: ne è valsa la pena?<br>Umanamente, la risposta non è semplice. Dal punto di vista tattico e geopolitico, queste valutazioni spettano agli esperti. Noi operatori sul terreno non avevamo la possibilità di misurare i risultati. Sicuramente abbiamo dato un contributo alla democrazia e alla libertà di espressione, ma oggi quelle conquiste non esistono più.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parole che trasmettono non solo amarezza, ma anche il peso di chi ha visto da vicino i costi umani di un conflitto così lungo e controverso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un’esperienza fuori dall’ordinario: addestrare astronauti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla domanda sul momento più significativo della sua carriera, Spinelli sorprende. Non cita un’operazione di combattimento, ma un’esperienza diversa, che lo ha arricchito sul piano umano e professionale:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Qui giochiamo facile, non è scritto sul libro, ma ho avuto la fortuna di collaborare e fare da istruttore per gli astronauti dell’ESA nel 2008. Ho avuto rapporti con loro fino al 2010, quando è stato omologato un format che si chiamava CAVES.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Noi abbiamo messo in sicurezza e attrezzato una grotta a Su Bentu, qui in Sardegna, e da allora è nato questo format. Gli astronauti la percorrono e quindi fanno vita in grotta, dove simulano un ambiente alieno, marziano in questo caso. Lì sviluppano delle skills particolari, vivono in ambienti ristretti, privi di luce.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>È stata una bellissima cosa perché nulla aveva a che vedere con le armi da fuoco, con la guerra, ma era qualcosa di scientificamente incredibile. Molto, molto bella. Credo che il modulo CAVES sia ancora attivo, quindi gli astronauti lo fanno ancora. Non so se in Sardegna, ma chi è curioso può andare sul sito dell’ESA e troverà tutte queste notizie. Per me è stata un’esperienza affascinante.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Forze Speciali italiane oggi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Spinelli ha poi tracciato un bilancio dell’evoluzione delle Forze Speciali italiane negli ultimi vent’anni:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>C’è stata un’evoluzione, soprattutto dopo il 2009-2010. Prima venivano selezionate persone potenzialmente forti e gli addestramenti erano duri dal punto di vista fisico. Psicologicamente ti preparavi, imparavi sul campo.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Adesso invece, con l’aiuto della tecnologia e dei nuovi equipaggiamenti, è diventato più semplice essere un operatore. Noi eravamo un po’ più “somari” all’epoca: zaino in spalla e via, come belve. Quando c’era da fare due più due ci ragionavi, anche se era un’operazione semplice.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Oggi si tende ad avere l’operatore pensante. Non che prima non lo fosse, ma prima dovevi inventarti qualsiasi cosa e adattarti. Adesso la tecnologia dà una mano incredibile e rende tutto molto più semplice dal punto di vista del supporto.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una trasformazione che riflette i cambiamenti geopolitici e la crescente complessità delle missioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Consigli per i giovani aspiranti incursori</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, una domanda dedicata a chi sogna di entrare nelle Forze Speciali: quali qualità sono indispensabili?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Spinelli non si limita a parlare di preparazione fisica:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Intanto il fisico deve essere sempre molto allenato, perché lì sei chiamato a sforzi non indifferenti, fuori dal comune. Non basta essere un bodybuilder: bisogna allenarsi a 360 gradi. Io consiglio il corpo libero, perché se ti spacchi prima, arrivi già distrutto. Devi arrivare in forma, tanto poi ti distruggono sul posto. Un triatleta va bene, ma soprattutto chi fa corpo libero. La corsa si allena sempre.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>E poi bisogna studiare le materie militari. Oggi non ci sono più segreti: con una ricerca su internet trovi i parametri tecnici di qualsiasi cosa, dalle armi ai visori, dalle radio agli equipaggiamenti. Se uno arriva già preparato, ha una marcia in più. Il percorso formativo fa una selezione naturale: se non hai l’attitudine a diventare incursore, non ci puoi fare nulla. L’evoluzione della tecnologia ha reso tutto più accessibile, ma resta fondamentale la testa.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Secondo me, il comparto Forze Speciali dovrebbe aprire anche a percorsi diretti da civile, così da dare la possibilità a chi è veramente motivato di arruolarsi senza passaggi intermedi troppo lunghi.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ragionamento di Spinelli apre un tema interessante: l’idea di permettere anche ai civili motivati di accedere al percorso incursori. Non sarebbe una novità assoluta: le&nbsp;<strong><a href=\"https://difesanews.com/sas-le-forze-speciali-britanniche-aperte-anche-a-civili-over-40-e-senza-alcuna-esperienza-militare/\">SAS britanniche già reclutano anche civili</a></strong>, persino over 40 senza esperienza militare. Un modello che, se adattato all’Italia, potrebbe rappresentare un’opportunità strategica anche per il nostro Paese, puntando su motivazione, attitudine e resistenza psicofisica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’incontro con Claudio Spinelli ha confermato il valore di un libro che non si limita a raccontare le missioni militari, ma restituisce un ritratto autentico di un incursore italiano. Tra memorie di guerra, riflessioni critiche e ricordi inattesi come l’esperienza con l’ESA,&nbsp;<em>“Forze Speciali – 100 giorni all’inferno”</em>&nbsp;è un’opera che merita di essere letta da chiunque voglia comprendere davvero cosa significhi servire nell’élite delle Forze Armate italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/spinelli-sestilli.jpg","categoria":"Blog, Forze Speciali","tags":"ClaudioSpinelli, ColMoschin, forzespecialiitaliane","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-29 08:48:57","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23906-grande-successo-a-sassari-per-la-presentazione-del-libro-forse-speciali-100-giorni-allinferno-di-claudio-spinelli-lincursore-che-addestro-gli-astronauti.mp4","galleria":""}
{"id":23900,"titolo":"Russia e Cina, alleanza militare in crescita: Mosca addestra i Paracadutisti cinesi","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Emergono nuovi dettagli sulla partnership militare tra&nbsp;<strong>Russia</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Cina</strong>, una relazione che va ben oltre le esercitazioni congiunte note al pubblico. Secondo documenti riservati hackerati dal gruppo&nbsp;<strong>Black Moon</strong>, Mosca starebbe fornendo addestramento ed equipaggiamenti avanzati alle forze aviotrasportate dell’<strong>Esercito Popolare di Liberazione (PLA)</strong>. Il&nbsp;<em>Financial Times</em>&nbsp;ha rivelato un dossier che, se confermato, rafforzerebbe l’idea di una forte alleanza militare tra i due Paesi, con conseguenze significative sugli equilibri geopolitici globali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Documenti hackerati: cosa rivelano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I file, risalenti al periodo&nbsp;<strong>2023-2024</strong>, sono stati analizzati dal&nbsp;<strong>Center for Defence Reforms</strong>&nbsp;di Kiev e dal&nbsp;<strong>Royal United Services Institute (RUSI)</strong>&nbsp;di Londra. I documenti parlano di forniture militari sufficienti a equipaggiare un intero&nbsp;<strong>battaglione aviotrasportato</strong>&nbsp;cinese,&nbsp;<strong>sistemi di comando e controllo interoperabili</strong>&nbsp;con codici e segnali comuni a Mosca e Pechino, contratti che prevedono sessioni di&nbsp;<strong>addestramento congiunto</strong>&nbsp;in Russia e in Cina. Viene citato l’invio di&nbsp;<strong>37 veicoli da combattimento anfibi BMD-4M</strong>,&nbsp;<strong>11 cannoni semoventi Sprut-SDM1</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>11 trasporti truppa BTR-MDM</strong>, oltre a programmi per formare tre gruppi di 20 specialisti cinesi su sistemi di comando russi. Secondo gli analisti, questo pacchetto riflette la volontà cinese di testare equipaggiamenti diversi in linea con la strategia di trasformare il PLA in una forza&nbsp;<strong>“intelligentizzata”</strong>&nbsp;e sempre più moderna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo&nbsp;<strong>Oleksandr Danylyuk</strong>&nbsp;(RUSI), l’addestramento ricalca da vicino le tattiche usate dalla Russia per la conquista della&nbsp;<strong>Crimea (2014)</strong>: paracadutisti non identificati per assicurare aeroporti strategici, operazioni rapide di infiltrazione seguite da rinforzi trasportati per via aerea, e uso combinato di&nbsp;<strong>guerra elettronica</strong>,&nbsp;<strong>cyberattacchi</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>droni</strong>&nbsp;per destabilizzare il nemico. Uno scenario che potrebbe essere replicato in futuro contro&nbsp;<strong>Taiwan</strong>, dove il terreno e la mancanza di ampie spiagge rendono gli sbarchi anfibi particolarmente complessi; in quel contesto, le forze&nbsp;<strong>aviotrasportate</strong>&nbsp;assumerebbero un ruolo cruciale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tattiche e tecnologie in campo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I documenti descrivono nel dettaglio alcune innovazioni operative. I&nbsp;<strong>sistemi “train-drop”</strong>&nbsp;prevedono procedure ed equipaggiamenti che consentono di lanciare in sequenza veicoli — anche blindati o semoventi leggeri — lungo una pista predisposta, permettendo agli aerei di scaricare rapidamente il materiale e ripartire senza soste prolungate. L’idea è massimizzare il ritmo dell’inserimento logistico e tattico, riducendo la finestra di vulnerabilità dell’aeromobile sul bersaglio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro elemento chiave sono i paracadute&nbsp;<strong>“Dalnolyot”</strong>, canopy ad ala (<strong>ram-air</strong>) progettati per&nbsp;<strong>inserimenti clandestini a lunga distanza</strong>&nbsp;e ad&nbsp;<strong>alta quota</strong>. Permettono profili&nbsp;<strong>HALO</strong>/<strong>HAHO</strong>&nbsp;con aperture ritardate, garantendo autonomie di planata di decine di chilometri. Questi sistemi riducono la necessità di avvicinare l’aereo al punto di atterraggio e abbassano il rischio di intercettazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le unità infiltrate con tali paracadute avrebbero il compito di condurre&nbsp;<strong>operazioni di sabotaggio</strong>&nbsp;contro nodi logistici, centri di comando e soprattutto&nbsp;<strong>difese aeree nemiche</strong>, con l’obiettivo di creare corridoi utili a sbarchi o inserimenti successivi. Queste capacità, già osservate in Crimea, sono oggi studiate dai pianificatori cinesi come parte di una&nbsp;<strong>Joint Island Landing Campaign</strong>, un insieme di tattiche coordinate (avio-inserimenti, sabotaggi, operazioni anfibie) pensate per ridurre i rischi di uno sbarco diretto su isole fortemente difese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":8361} -->\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https://difesanews.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/ftcms-026fadae-0b64-4d4a-8057-9f960f27c784.jpg\" alt=\"Russia e Cina, cooperazione militare in crescita: Mosca addestra i paracadutisti cinesi\" class=\"wp-image-8361\" title=\"Russia e Cina, alleanza militare in crescita: Mosca addestra i Paracadutisti cinesi\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un veicolo da combattimento corazzato, parte dei file hackerati dal gruppo Black Moon</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa sono i “Dalnolyot”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il termine indica un&nbsp;<strong>sistema paracadutistico militare evoluto</strong>, sviluppato in epoca sovietica e ancora oggi impiegato dalle forze speciali russe. Si tratta di un paracadute&nbsp;<strong>ad ala</strong>&nbsp;con superficie attorno ai&nbsp;<strong>30–33 m²</strong>&nbsp;e rapporto di planata superiore a&nbsp;<strong>4 (L/D ≥ 4)</strong>, dimensionato per sostenere masse operative importanti. La massa del sistema (imbrago + pacchetto) è indicativamente&nbsp;<strong>≤ 21 kg</strong>, con una&nbsp;<strong>massa totale operatore + carico</strong>&nbsp;che può arrivare fino a&nbsp;<strong>~190 kg</strong>. Il sistema è predisposto per&nbsp;<strong>aperture ritardate</strong>&nbsp;(tipicamente&nbsp;<strong>3–10 secondi</strong>) tramite un paracadute stabilizzatore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Esistono anche&nbsp;<strong>versioni cargo</strong>, con contenitori anteriori da&nbsp;<strong>~50 kg</strong>&nbsp;per il trasporto di materiali o rifornimenti. Le quote operative dichiarate vanno da&nbsp;<strong>~1.200 a 8.000 m</strong>, con velocità di lancio compatibili fino a&nbsp;<strong>~350 km/h</strong>; in condizioni favorevoli, la planata può coprire distanze comprese tra&nbsp;<strong>30 e 60 km</strong>&nbsp;(valori “best case”, fortemente dipendenti da vento e massa al decollo).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":8363} -->\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https://difesanews.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/ftcms-557f214d-da03-4345-84b6-9bdf6fafbec2.jpg\" alt=\"Russia e Cina, cooperazione militare in crescita: Mosca addestra i paracadutisti cinesi\" class=\"wp-image-8363\" title=\"Russia e Cina, alleanza militare in crescita: Mosca addestra i Paracadutisti cinesi\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Immagine tratta dai file hackerati dal gruppo Black Moon: il paracadute principale della sistema “Dalnoyot”, con superficie di 32,5 m², utilizzato dalle forze speciali russe per inserimenti a lungo raggio e alta quota</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tecniche di impiego: HALO, HAHO e profili stand-off</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il&nbsp;<strong>Dalnolyot</strong>&nbsp;può essere impiegato in modalità&nbsp;<strong>HALO (High Altitude Low Opening)</strong>, con apertura bassa per ridurre la tracciabilità radar e visiva, oppure in modalità&nbsp;<strong>HAHO (High Altitude High Opening)</strong>, che sfrutta la planata per percorrere grandi distanze orizzontali fino al punto di atterraggio programmato. Entrambi i profili richiedono addestramento avanzato nella&nbsp;<strong>navigazione sotto vela</strong>, uso di&nbsp;<strong>waypoints GPS</strong>&nbsp;e procedure di coordinamento radio criptate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Esiste anche la modalità&nbsp;<strong>cargo stand-off</strong>, in cui un contenitore fissato all’imbragatura permette di consegnare materiali sensibili su punti mirati senza avvicinare l’aeromobile al bersaglio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":8362} -->\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https://difesanews.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/ftcms-8dc4d5bf-7791-44bc-8d17-3540715da614.jpg\" alt=\"Russia e Cina, cooperazione militare in crescita: Mosca addestra i paracadutisti cinesi\" class=\"wp-image-8362\" title=\"Russia e Cina, alleanza militare in crescita: Mosca addestra i Paracadutisti cinesi\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Schema tecnico di un paracadute frenante, presente nei file hackerati dal gruppo Black Moon, progettato per ridurre la velocità di discesa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Implicazioni tattiche e scenari d’uso</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La possibilità di infiltrare piccoli team a decine di chilometri dal punto di lancio apre scenari che spaziano dalla&nbsp;<strong>ricognizione avanzata</strong>&nbsp;al&nbsp;<strong>sabotaggio di infrastrutture critiche</strong>. Il Dalnolyot consente inoltre di colpire&nbsp;<strong>centri logistici</strong>&nbsp;e siti radar per agevolare l’arrivo di sbarchi successivi, o di preparare aree di operazione in vista di un’azione anfibia. Tuttavia, l’efficacia di tali operazioni dipende da una catena di supporto ben coordinata:&nbsp;<strong>intelligence accurata</strong>,&nbsp;<strong>soppressione delle difese aeree (SEAD)</strong>,&nbsp;<strong>ISR persistente</strong>&nbsp;e logistica di rinforzo. Senza questi elementi, le unità inserite rischiano di essere individuate e neutralizzate rapidamente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Limitazioni tecniche e vulnerabilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le prestazioni teoriche del Dalnolyot sono fortemente condizionate dalle condizioni meteorologiche:&nbsp;<strong>venti contrari</strong>,&nbsp;<strong>turbolenze</strong>&nbsp;o variazioni improvvise possono ridurre drasticamente il raggio di planata e la precisione dell’atterraggio. La&nbsp;<strong>gestione del carico</strong>&nbsp;presenta sfide legate alla centratura, allo sbilanciamento e ai limiti strutturali dell’imbrago quando si trasporta molto equipaggiamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, il&nbsp;<strong>rilevamento elettromagnetico e ottico</strong>&nbsp;(radar, droni, SIGINT) può intercettare corridoi di ingresso o tracce di planata; le contromisure&nbsp;<strong>EW</strong>&nbsp;e le soluzioni stealth sono difficili da applicare efficacemente a un paracadute. Infine, la&nbsp;<strong>sostenibilità operativa</strong>&nbsp;è critica: anche se il singolo lancio riesce, il consolidamento della testa di ponte richiede rinforzi e logistica che spesso non possono essere garantiti immediatamente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Valutazione strategica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema&nbsp;<strong>Dalnolyot</strong>&nbsp;rappresenta una risposta tecnologica avanzata al problema dell’inserimento a distanza: canopy ad ala, imbragature rinforzate e procedure&nbsp;<strong>HALO/HAHO</strong>&nbsp;riducono l’esposizione diretta dell’aeromobile. Tuttavia, i numeri più “spinti” — come il raggio di planata di decine di km o la capacità cargo elevate — vanno letti come&nbsp;<strong>valori teorici</strong>&nbsp;o ottenuti in condizioni ideali; nella prassi operativa reale, questi risultati possono essere fortemente limitati da vento, massa e dalla presenza di contromisure nemiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’efficacia reale di un programma che integri Dalnolyot-type drops su larga scala dipende dalla sincronizzazione con&nbsp;<strong>SEAD/ISR</strong>&nbsp;e dalla capacità di fornire&nbsp;<strong>rinforzi e logistica</strong>&nbsp;a chi atterra; le lezioni tratte dall’esperienza russa (Hostomel) ricordano che la superiorità tecnologica in fase di inserimento non sostituisce la necessità di controllo dello spazio aereo e di un piano di consolidamento robusto e ben protetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una partnership sempre più stretta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cooperazione tra Mosca e Pechino non è nuova: dagli anni ’90 ufficiali cinesi studiano nelle accademie russe, e fino a pochi anni fa&nbsp;<strong>Mosca</strong>&nbsp;era il principale fornitore di armi a&nbsp;<strong>Pechino</strong>. Negli ultimi dieci anni, però, la collaborazione si è trasformata in qualcosa di più strutturato:&nbsp;<strong>sistemi di comando comuni</strong>,&nbsp;<strong>scambio regolare di intelligence</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>consultazioni militari periodiche</strong>. Secondo&nbsp;<strong>Joshua Arostegui</strong>&nbsp;(China Landpower Studies Center, US Army War College):&nbsp;<em>“Quando si tratta di capire come i russi gestiscono il comando e il controllo di operazioni complesse, la Cina è pronta a pagare molto pur di ottenere quelle informazioni e quei sistemi.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se confermate, queste rivelazioni mostrano come la cooperazione militare tra&nbsp;<strong>Russia</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Cina</strong>&nbsp;stia assumendo caratteri sempre più organici e strutturati, andando ben oltre la semplice condivisione di esperienze o la vendita di armamenti. Si delinea piuttosto una partnership strategica, in cui Mosca trasferisce know-how, dottrine operative e sistemi avanzati, mentre Pechino integra queste competenze nel proprio processo di modernizzazione militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rafforzamento delle capacità&nbsp;<strong>aviotrasportate</strong>&nbsp;del PLA, reso possibile dall’assistenza russa, rappresenta un elemento che potrebbe mutare radicalmente gli equilibri regionali. In particolare, l’adozione di tecnologie come il&nbsp;<strong>paracadute Dalnoyot</strong>, unite a programmi di addestramento congiunto e all’acquisizione di mezzi corazzati da trasporto aereo, avvicina la Cina alla possibilità di condurre&nbsp;<strong>operazioni complesse di infiltrazione e sabotaggio</strong>&nbsp;a supporto di eventuali azioni anfibie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’Occidente, e soprattutto per i Paesi direttamente coinvolti nella sicurezza dell’area Indo-Pacifico, questo scenario accresce le preoccupazioni: l’ipotesi di un conflitto su&nbsp;<strong>Taiwan</strong>&nbsp;diventa più plausibile, non solo per le capacità crescenti di Pechino, ma anche per il sostegno politico e tecnico che Mosca sembra intenzionata a garantire. Una sinergia di questo tipo, se consolidata, potrebbe rappresentare un&nbsp;<strong>fattore destabilizzante su scala globale</strong>, rafforzando l’asse sino-russo e riducendo i margini di deterrenza delle democrazie occidentali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/dalnolet-01.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"dalnoyot, forzeaviotrasportate, RussiaCina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-28 19:45:40","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ft.com/content/1b55899f-ff05-47ff-b1d0-53c8f5199a11","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23900-russia-e-cina-alleanza-militare-in-crescita-mosca-addestra-i-paracadutisti-cinesi.mp4","galleria":""}
{"id":23892,"titolo":"Avvicendamento al Comando delle Forze Operative Nord: il Generale di Corpo d’Armata Maurizio Riccò cede il posto al Generale di Divisione Ugo Cillo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>26 settembre 2025</strong>, nella cornice solenne del <strong>Salone di Rappresentanza del Circolo Unificato dell’Esercito a Padova</strong>, si è svolta la <strong>cerimonia di avvicendamento</strong> al vertice delle <strong>Forze Operative Nord</strong>. Il <strong>Generale di Corpo d’Armata Maurizio Riccò</strong> ha ceduto il comando al <strong>Generale di Divisione Ugo Cillo</strong>, alla presenza del <strong>Comandante delle Forze Operative Terrestri, Generale di Corpo d’Armata Massimo Scala</strong>, e delle principali autorità civili, militari e religiose del territorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, il <strong>Generale di Corpo d’Armata Massimo Scala</strong> ha voluto sottolineare il <strong>prezioso contributo del Generale di Corpo d’Armata Maurizio Riccò</strong>, che dal <strong>maggio 2023</strong> ha guidato le Forze Operative Nord con professionalità e dedizione. <strong>“Sotto il suo comando gli uomini e le donne del Comando hanno saputo rispondere a ogni esigenza con prontezza e professionalità, dimostrando di essere risorsa preziosa e insostituibile per l’Esercito e per il Paese”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parole di incoraggiamento e fiducia sono state rivolte anche al <strong>Generale di Divisione Ugo Cillo</strong>, chiamato a condurre il Comando in una fase delicata di ristrutturazione e cambiamento: <strong>“Il comando che ti viene affidato si riconfigurerà, tra pochi giorni, in Comando Territoriale Nord. Rappresenta il risultato di una profonda trasformazione che l’Esercito sta vivendo per rispondere adeguatamente agli attuali scenari”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo saluto, il <strong>Generale di Corpo d’Armata Maurizio Riccò</strong> ha espresso <strong>gratitudine al personale militare e civile</strong>, nonché alla <strong>città di Padova</strong>, con cui ha instaurato un legame speciale. <strong>“In questi anni mi sono onorato di incontrare persone di pregio, di confrontarmi e di uscire arricchito dalle esperienze vissute. Questo è forse il dono più grande del mestiere delle armi: la possibilità di conoscere luoghi, persone e situazioni che ampliano i propri orizzonti”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La trasformazione: dal Comando Forze Operative Nord al Comando Territoriale Nord</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’avvicendamento al vertice si inserisce in un <strong>processo di riorganizzazione</strong> che coinvolge l’intera struttura dell’Esercito. Dal <strong>30 settembre 2025</strong>, infatti, il <strong>Comando Forze Operative Nord (COMFOP NORD)</strong> si riconfigurerà ufficialmente in <strong>Comando Territoriale Nord (COMTER NORD)</strong>, alle dipendenze del <strong>Comando Territoriale Nazionale</strong> con sede a Roma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo passaggio non è soltanto nominale, ma riflette un <strong>cambiamento sostanziale</strong> nelle modalità operative e gestionali. Il nuovo Comando sarà concepito per essere <strong>più efficace nella direzione, nel coordinamento e nel controllo delle forze</strong> assegnate, grazie a una <strong>struttura più semplice, snella e unificata</strong>. L’obiettivo è <strong>ottimizzare l’impiego delle risorse</strong>, garantendo una distribuzione più efficiente tra le diverse regioni del Nord Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":8240,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Avvicendamento al Comando delle Forze Operative Nord: il Generale di Corpo d’Armata Maurizio Riccò cede il posto al Generale di Divisione Ugo Cillo\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/1.-Onori-al-Gen.-C.A.-SCALA.jpg\" alt=\"Avvicendamento al Comando delle Forze Operative Nord: il Generale di Corpo d’Armata Maurizio Riccò cede il posto al Generale di Divisione Ugo Cillo\" class=\"wp-image-8240\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Onori al Gen. C.A. SCALA, Comandante delle Forze Operative Terrestri.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Comando Territoriale Nord</strong> nasce anche con una <strong>vocazione più territoriale e di prossimità</strong>. Sarà un punto di riferimento non solo per le attività operative, come già dimostrato dall’impegno dell’Esercito nell’operazione <strong>“Strade Sicure”</strong>, ma anche per la <strong>cooperazione con istituzioni civili e comunità locali</strong>. L’Esercito intende così rafforzare il <strong>legame con le Regioni e con le amministrazioni</strong>, rendendo più diretta e immediata la propria presenza sul territorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa riforma rientra nel più ampio processo di <strong>modernizzazione dell’Esercito</strong>: <strong>strutture più funzionali</strong>, <strong>processi più rapidi</strong> e <strong>capacità di adattamento costante</strong> agli scenari operativi odierni, caratterizzati da complessità e imprevedibilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Esercito e il territorio: una presenza sempre più vicina ai cittadini</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nascita del <strong>Comando Territoriale Nord</strong> segna un’evoluzione nel <strong>rapporto tra l’Esercito e la società civile</strong>. Non si tratta solo di garantire <strong>sicurezza</strong> attraverso il presidio del territorio, ma anche di promuovere una vera e propria <strong>cultura della Difesa</strong>. In questa prospettiva, il nuovo Comando punterà a sviluppare <strong>iniziative di cooperazione tra civili e militari</strong>, favorendo collaborazioni con <strong>enti locali, scuole, università, associazioni e realtà sociali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo è duplice: da un lato, rafforzare il <strong>senso di sicurezza e legalità</strong>; dall’altro, contribuire al <strong>benessere del territorio</strong>. Ciò significa creare <strong>occasioni di incontro</strong>, valorizzare la <strong>storia e le tradizioni dell’Esercito</strong>, ma anche investire nei <strong>giovani</strong>, trasmettendo valori come la <strong>cittadinanza attiva</strong>, il <strong>rispetto delle istituzioni</strong> e il <strong>senso di appartenenza al Paese</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Comando Territoriale Nord</strong> si candida quindi a diventare un <strong>attore chiave nel tessuto sociale e istituzionale</strong>, capace di combinare <strong>efficienza operativa</strong> e <strong>apertura verso la comunità</strong>. La presenza delle <strong>autorità locali alla cerimonia di avvicendamento</strong> – dall’<strong>Assessore di Padova Diego Bonavina</strong> al <strong>Prefetto Giuseppe Forlenza</strong> – è un segnale tangibile di quanto il rapporto tra istituzioni militari e civili sia già <strong>solido e destinato a crescere</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":8239,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Avvicendamento al Comando delle Forze Operative Nord: il Generale di Corpo d’Armata Maurizio Riccò cede il posto al Generale di Divisione Ugo Cillo\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/5.-Ideale-passaggio-di-consegne.jpg\" alt=\"Avvicendamento al Comando delle Forze Operative Nord: il Generale di Corpo d’Armata Maurizio Riccò cede il posto al Generale di Divisione Ugo Cillo\" class=\"wp-image-8239\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ideale passaggio di consegne</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>passaggio di consegne tra il Generale di Corpo d’Armata Maurizio Riccò e il Generale di Divisione Ugo Cillo</strong> non è stato solo un <strong>rito formale</strong>, ma un <strong>momento di continuità e rinnovamento</strong>. Un’occasione per riconoscere i <strong>risultati raggiunti</strong> e per guardare con fiducia alle <strong>sfide future</strong>, in cui l’Esercito sarà chiamato a essere sempre più <strong>vicino ai cittadini</strong>, pronto a garantire <strong>sicurezza, supporto e collaborazione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/7.-Firma-albo-donore.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"esercito, forzeoperativeterrestri, Padova","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-27 08:34:01","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/avvic_comfop_nord.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23892-forze-operative-nord-generale-ricco-generale-cillo.mp4","galleria":""}
{"id":23886,"titolo":"La Folgore protagonista a Roma Sport XXIVh a Vallelunga","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si avvicina l’atteso appuntamento con <strong>Roma Sport XXIVh</strong>, l’evento multidisciplinare dedicato allo sport che sabato 27 e domenica 28 settembre 2025 animerà l’Autodromo di Vallelunga con una due giorni di competizioni, spettacolo e passione. Giunta alla sua quinta edizione, la manifestazione conferma il suo carattere unico: <strong>24 ore di sport no-stop</strong> aperte a cittadini, famiglie, atleti e istituzioni, con un ricco programma che spazia dal ciclismo alla corsa, dal fitness al pickleball, fino alle attività paralimpiche e giovanili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":8215,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"La Folgore protagonista a Roma Sport XXIVh a Vallelunga\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Screenshot-2025-09-26-204854.jpg\" alt=\"La Folgore protagonista a Roma Sport XXIVh a Vallelunga\" class=\"wp-image-8215\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Folgore protagonista a Roma Sport XXIVh a Vallelunga</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i protagonisti assoluti non mancherà l’<strong>Esercito Italiano</strong>, presente con numerose attività esperienziali che permetteranno al pubblico di vivere da vicino l’addestramento e i valori delle Forze Armate. Grande attesa in particolare per i <strong>paracadutisti della Brigata “Folgore”</strong>, che guideranno i visitatori attraverso un percorso ginnico dedicato al military fitness: un banco di prova che riproduce, in forma sportiva e divulgativa, alcune delle sfide fisiche tipiche dell’addestramento militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Folgore: simbolo di coraggio e determinazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presenza della <strong>Folgore</strong>, storica unità dell’Esercito e punto di riferimento della fanteria paracadutista italiana, conferisce un significato speciale a Roma Sport XXIVh. Nata durante la Seconda guerra mondiale e oggi impegnata in missioni internazionali e in operazioni di sicurezza sul territorio nazionale, la Brigata rappresenta un esempio di <strong>disciplina, spirito di squadra e capacità di superare i limiti</strong>, valori che coincidono pienamente con lo spirito della manifestazione sportiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il pubblico potrà incontrare da vicino i militari in mimetica, scoprendo non solo le tecniche del <strong>Metodo di Combattimento Militare</strong>, ma anche l’importanza della preparazione fisica e mentale che accompagna ogni missione. L’obiettivo è duplice: avvicinare i cittadini alla realtà delle Forze Armate e trasmettere un messaggio universale di resilienza, sacrificio e coesione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sport e valori condivisi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il patrocinio dell’Esercito Italiano a Roma Sport XXIVh sottolinea come <strong>sport e istituzioni militari condividano la stessa matrice di valori</strong>: la disciplina come base della formazione, l’impegno costante per il raggiungimento degli obiettivi, il gioco di squadra come forza motrice, il sacrificio come chiave per superare la fatica e i propri limiti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto alla Folgore, i visitatori potranno cimentarsi anche su una <strong>parete di arrampicata artificiale</strong> o scoprire i segreti del <strong>military fitness</strong>, immergendosi in un’esperienza formativa e divertente che unisce la tradizione sportiva alla cultura militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":8216,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La Folgore protagonista a Roma Sport XXIVh a Vallelunga\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/DSC-5268-1030x687-1-1024x683-1.jpg\" alt=\"La Folgore protagonista a Roma Sport XXIVh a Vallelunga\" class=\"wp-image-8216\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Folgore protagonista a Roma Sport XXIVh a Vallelunga</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nata nel 2021 su iniziativa di <strong>Giancarlo Fisichella</strong> ed <strong>Emiliano Cantagallo</strong>, la Roma Sport XXIVh è passata dalla competizione ciclistica endurance su pista a un vero e proprio <strong>Galà multidisciplinare</strong>. Oggi raccoglie discipline come ciclismo, running, climbing, attività paralimpiche, pickleball e intrattenimento per bambini e famiglie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La manifestazione vedrà sfide spettacolari come la <strong>Roma Cycling XXIVh</strong>, la 24 ore endurance per ciclisti singoli e squadre; la <strong>Roma Running XXIVh</strong>, che si corre sul prestigioso circuito di Vallelunga; le prove di <strong>ciclismo paralimpico</strong>, valide per il Campionato Regionale Lazio e per la Coppa Italia; e persino la singolare <strong>Roma Brompton XXIVh</strong>, con il campionato mondiale delle famose biciclette pieghevoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Spazio anche ai più giovani, con la <strong>Minifondo Roma XXIVh</strong>, evento gratuito dedicato ai bambini dai 4 ai 16 anni, e a discipline emergenti come il <strong>pickleball</strong>, sempre più diffuso anche in Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Folgore e sport, un binomio vincente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Esercito Italiano partecipa da sempre con entusiasmo a manifestazioni sportive, riconoscendo nello sport uno strumento di crescita individuale e collettiva. La presenza della Folgore a Roma Sport XXIVh rappresenta quindi non solo un momento di incontro con i cittadini, ma anche l’occasione per ribadire l’importanza del <strong>legame tra preparazione militare e cultura sportiva</strong>, entrambe fondate su passione, impegno e solidarietà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un weekend che promette di trasformarsi in una grande festa dello sport internazionale, il contributo della Folgore offrirà ai visitatori l’opportunità di toccare con mano ciò che distingue i paracadutisti italiani: <strong>forza, determinazione, spirito di corpo e orgoglio nazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’appuntamento è fissato: <strong>Autodromo di Vallelunga, 27-28 settembre 2025</strong>. Due giornate di sport, inclusione e valori condivisi. Con la Folgore in prima linea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/FOTO-8-Un-momento-del-corso-in-cui-si-imparano-le-basi-di-difesa-e-rea.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"folgore, sport, vallelunga","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-26 22:04:01","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/Pagine/Sport_Roma_XXIVh-Vallelunga.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23886-la-folgore-protagonista-a-roma-sport-xxivh-a-vallelunga.mp4","galleria":""}
{"id":23874,"titolo":"5 febbraio 2026: la NASA parte verso la Luna con Artemis II","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sogno del ritorno sulla Luna si fa sempre più concreto. La NASA ha annunciato che la missione Artemis II, la prima con equipaggio del nuovo programma lunare, sarà lanciata il 5 febbraio 2026. Una data che segna l’inizio di una nuova fase nell’esplorazione spaziale, con l’obiettivo dichiarato di riportare l’uomo sul suolo lunare entro la fine del decennio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La missione Artemis II: un volo attorno alla Luna</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Artemis II non prevede un atterraggio, ma sarà fondamentale per testare il sistema di lancio Space Launch System (SLS) e la capsula Orion con astronauti a bordo. Durante la missione, l’equipaggio orbiterà intorno alla Luna in un viaggio di circa dieci giorni, verificando tutte le procedure necessarie per garantire la sicurezza nelle future missioni di allunaggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli astronauti selezionati, tra cui figure di spicco come Reid Wiseman e Christina Koch, avranno il compito di raccogliere dati fondamentali sulla resistenza dei sistemi di bordo e sull’impatto delle radiazioni lunari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":8204,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/artemis_2_map_october_2021.webp\" alt=\"5 febbraio 2026: la NASA parte verso la Luna con Artemis II\" class=\"wp-image-8204\" title=\"5 febbraio 2026: la NASA parte verso la Luna con Artemis II\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">5 febbraio 2026: la NASA parte verso la Luna con Artemis II</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La NASA ha accelerato i tempi per una serie di motivi. Anzitutto la concorrenza internazionale: la Cina ha già annunciato la propria missione con equipaggio sulla Luna entro il 2030, e la Russia, nonostante le difficoltà, continua a investire nei suoi programmi spaziali. Anche l’India, reduce dal successo dell’allunaggio di Chandrayaan-3, si è affermata come nuovo attore nel panorama spaziale globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, vi è un chiaro interesse economico e strategico. La Luna è considerata una “piattaforma logistica” per l’esplorazione più profonda, a partire da Marte. Le sue risorse, in particolare l’elio-3 e i depositi di ghiaccio d’acqua nei crateri polari, potrebbero rivelarsi cruciali per sostenere basi permanenti e missioni a lungo raggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma Artemis non mira solo a ripetere i traguardi di Apollo, ma a costruire una presenza stabile. Artemis III, prevista per il 2027, dovrebbe segnare il ritorno degli astronauti sul suolo lunare, mentre le successive missioni punteranno alla realizzazione di basi semipermanenti. In parallelo, il progetto Gateway – una stazione orbitale attorno alla Luna – fungerà da piattaforma intermedia tra Terra e superficie lunare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partecipazione internazionale è un pilastro del programma: l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), il Giappone (JAXA) e il Canada (CSA) contribuiscono con moduli, tecnologie e astronauti, consolidando una rete di cooperazione senza precedenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le sfide da superare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante l’entusiasmo, le difficoltà restano considerevoli. I costi del programma sono enormi: si stima che entro il 2026 il budget supererà i 90 miliardi di dollari. Inoltre, la NASA dovrà dimostrare che i nuovi sistemi sono affidabili, dopo i ritardi e le difficoltà tecniche che hanno caratterizzato lo sviluppo dello SLS e della capsula Orion.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sicurezza dell’equipaggio è l’altro grande punto critico. Le missioni Artemis espongono gli astronauti a radiazioni cosmiche molto più intense rispetto alle missioni in orbita terrestre. Per questo, i test di Artemis II saranno decisivi per verificare la protezione dei sistemi e la resistenza fisica degli equipaggi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ritorno sulla Luna ha anche un forte valore simbolico. Dopo oltre cinquant’anni dall’ultima missione Apollo, gli Stati Uniti vogliono riaffermare la loro leadership nell’esplorazione spaziale. In un contesto di competizione geopolitica con la Cina, la conquista dello spazio torna a essere uno strumento di soft power e influenza internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":8203,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/54408302493-119b5e80e7-o.jpg\" alt=\"5 febbraio 2026: la NASA parte verso la Luna con Artemis II\" class=\"wp-image-8203\" title=\"5 febbraio 2026: la NASA parte verso la Luna con Artemis II\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">5 febbraio 2026: la NASA parte verso la Luna con Artemis II</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al tempo stesso, la missione Artemis II mira a riaccendere l’entusiasmo dell’opinione pubblica e a ispirare nuove generazioni di scienziati, ingegneri e astronauti. Proprio come negli anni ’60, la sfida lunare diventa un catalizzatore di innovazione tecnologica e progresso scientifico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Uno sguardo al futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se Artemis II si concluderà con successo, il 2026 sarà ricordato come l’anno che ha rilanciato la corsa alla Luna. Ma sarà solo l’inizio: Artemis III e le missioni successive porranno le basi per un insediamento umano stabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visione della NASA è chiara: la Luna come trampolino verso Marte e oltre. E mentre l’umanità si prepara a compiere nuovi passi nel cosmo, la data del 5 febbraio 2026 rimarrà impressa come il giorno in cui l’avventura lunare è tornata ad essere realtà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/1-9.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Artemis, Luna, NASA","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-26 20:54:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.nasa.gov/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23874-5-febbraio-2026-nasa-verso-la-luna-artemis-ii.mp4","galleria":""}
{"id":23878,"titolo":"Passaggio di consegne al 186° Folgore: il Colonnello Salvatore Falcone assume il comando","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presso la storica <strong>Caserma “Bandini” di Siena</strong> si è svolta la cerimonia per l’<strong>84° anniversario</strong> della costituzione del prestigioso <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">186° Reggimento Paracadutisti “Folgore”</a></strong>. L’evento, solenne e carico di significato, ha sancito il <strong>passaggio di consegne</strong> tra il <strong>Colonnello Giovanni Corrado</strong> e il nuovo comandante, <strong>Colonnello Salvatore Falcone</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla cerimonia hanno preso parte il <a href=\"https://brigatafolgore.net/il-generale-federico-bernacca-e-il-nuovo-comandante-della-brigata-paracadutisti-folgore/\"><strong>Comandante della Brigata Paracadutisti “Folgore”</strong>, <strong>Generale Federico Bernacca</strong></a>, numerose <strong>autorità civili e militari</strong>, oltre ai rappresentanti delle associazioni combattentistiche, tra cui il <strong>Presidente nazionale dell’ANPd’I</strong>, <strong>Generale di Corpo d’Armata (ris.) Marco Bertolini</strong>, e il <strong>Segretario Generale</strong>, <strong>Generale di Brigata (ris.) Enrico Pollini</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il saluto del Colonnello Corrado</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo discorso di commiato, il <strong>Colonnello Giovanni Corrado</strong> ha voluto ricordare lo straordinario valore dei paracadutisti durante la leggendaria <strong>battaglia di El Alamein (1942)</strong>, quando poche centinaia di uomini resistettero per due settimane su un fronte di sette chilometri, che hanno consegnato il <strong>186° Reggimento</strong> alla storia e valso al reparto la <strong>Medaglia d’Oro al Valor Militare</strong> alla <strong>Bandiera di Guerra</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Colonnello Corrado</strong> ha poi ringraziato il personale del reggimento per l’<strong>impegno</strong>, la <strong>dedizione</strong> e il <strong>senso del dovere</strong> dimostrati durante il suo comando, augurando al successore, <strong>Colonnello Salvatore Falcone</strong>, un percorso ricco di soddisfazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un reparto sempre in prima linea</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>186° Reggimento Paracadutisti “Folgore”</strong> è stato impegnato in numerose <strong>missioni di rilievo</strong> in Italia e all’estero. Dalle prime operazioni internazionali come <strong>5º Battaglione</strong> in <strong>Libano (1983)</strong> e nel <strong>Kurdistan iracheno (1991)</strong>, fino alla ricostituzione come <strong>186º Reggimento</strong> e all’impiego in <strong>Somalia (1993)</strong>, nei <strong>Balcani</strong> e nuovamente in <strong>Libano</strong>, il reparto ha sempre dimostrato <strong>professionalità</strong> e <strong>capacità di adattamento</strong> in scenari complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di particolare rilievo l’impegno in <strong>Afghanistan</strong>, con i due turni nella missione <strong>ISAF</strong> nel <strong>2009</strong> e nel <strong>2011</strong>, fino a quello del <strong>2021</strong>, quando il reggimento ebbe l’onore e l’onere di <strong>chiudere la missione italiana</strong> in un’operazione estremamente delicata e complessa, condotta sotto la guida dell’allora <strong>Colonnello Federico Bernacca</strong>, oggi <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Aquila 1</a></strong>, Comandante della <strong>Brigata Paracadutisti Folgore</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli anni più recenti si ricordano l’<strong>Operazione “Joint Enterprise” in Kosovo</strong>, l’<strong>Operazione “Parco Verde” a Caivano</strong> a supporto delle forze dell’ordine e il contributo costante all’<strong>Operazione “Strade Sicure”</strong> nelle città di <strong>Roma, Siena e Firenze</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste attività testimoniano il <strong>ruolo chiave</strong> del reggimento nell’assicurare <strong>prontezza operativa</strong> e <strong>capacità di intervento</strong> in contesti critici, consolidando il <strong>prestigio</strong> e la <strong>centralità</strong> del reparto sia sul territorio nazionale che nei principali teatri internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il futuro sotto la guida del Colonnello Falcone</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo comandante, <strong>Colonnello Salvatore Falcone</strong>, raccoglie un’<strong>eredità prestigiosa</strong> e guiderà un reparto che da <strong>84 anni</strong> incarna il <strong>coraggio</strong>, la <strong>disciplina</strong> e l’<strong>abnegazione</strong> tipici dei <strong>“Leoni della Folgore”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con uno <strong>sguardo al futuro</strong> e forte della propria <strong>tradizione</strong>, il <strong>186° Reggimento Paracadutisti “Folgore”</strong> conferma il proprio <strong>ruolo centrale</strong> nella <strong>difesa</strong> e nella <strong>sicurezza del Paese</strong>, pronto a rispondere con <strong>professionalità</strong> e <strong>rapidità</strong> a ogni missione assegnata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/corrado-falcone.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"186folgore, folgore, paracadutisti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-26 20:54:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23878-passaggio-di-consegne-al-186-folgore-il-colonnello-salvatore-falcone-assume-il-comando.mp4","galleria":""}
{"id":23869,"titolo":"Leonardo supporta gli Eurofighter del Kuwait","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Leonardo continua a consolidare la propria presenza in Medio Oriente grazie all’estensione del contratto di supporto alla flotta di Eurofighter Typhoon della Forza Aerea del Kuwait. Il Ministero della Difesa kuwaitiano ha infatti deciso di esercitare l’opzione per prolungare fino a dicembre 2029 i servizi di Supporto Logistico Integrato e Addestramento forniti da Leonardo Aviation Services presso la base aerea Salem Al Sabah.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un rapporto strategico di lungo corso</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La collaborazione tra Italia e Kuwait in ambito aeronautico risale al 2016, quando il Paese del Golfo ordinò 28 velivoli Eurofighter Typhoon, prodotti in Italia e dotati dello standard di produzione più avanzato allora disponibile. Le consegne sono iniziate alla fine del 2021 e la maggior parte dei caccia risulta oggi già operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo contratto non riguarda quindi la fornitura di ulteriori velivoli, ma consolida una relazione strategica che vede Leonardo non solo come produttore, ma anche come partner di lungo periodo per la manutenzione, la formazione e la gestione logistica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ruolo di Leonardo Aviation Services</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Cuore operativo di questa partnership è Leonardo Aviation Services, società kuwaitiana che agisce come facilitatore locale. Qui vengono erogati servizi fondamentali per garantire l’efficienza e la prontezza dei Typhoon, tra cui:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Supporto Ingegneristico</strong> per l’aggiornamento e la gestione tecnica dei velivoli;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Manutenzione, Riparazione e Revisione</strong> (MRO) per mantenere la piena operatività della flotta;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Supply Chain Management</strong> per assicurare la disponibilità costante di parti di ricambio e componenti;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Addestramento avanzato</strong> per gli equipaggi di volo e di terra, cruciale per mantenere elevate capacità operative.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie a questa struttura locale, il Kuwait può contare su un supporto personalizzato e vicino alle proprie esigenze, riducendo i tempi di intervento e massimizzando l’efficacia del proprio sistema di difesa aerea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":8196,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Leonardo supporta gli Eurofighter del Kuwait\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/33.jpg\" alt=\"Leonardo supporta gli Eurofighter del Kuwait\" class=\"wp-image-8196\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Leonardo supporta gli Eurofighter del Kuwait</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un pilastro della strategia globale di Leonardo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La fornitura di soluzioni integrate di supporto rappresenta un elemento centrale nella strategia internazionale di Leonardo. L’azienda non si limita a vendere tecnologie, ma propone pacchetti completi che accompagnano il cliente per l’intero ciclo di vita del prodotto. Questo approccio consente non solo di garantire prestazioni elevate, ma anche di rafforzare le relazioni industriali e politiche con i partner esteri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel caso specifico del Kuwait, le attività di supporto consentiranno di mantenere costante la piena capacità operativa della flotta Typhoon, assicurando che il Paese possa rispondere con prontezza ai requisiti nazionali di difesa aerea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’estensione del contratto con Leonardo si inserisce in un quadro regionale caratterizzato da forti tensioni e dalla crescente importanza delle forze aeree. Il Golfo Persico rimane una delle aree più delicate del mondo sotto il profilo della sicurezza, con la presenza di minacce convenzionali e asimmetriche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il Kuwait, garantire la piena efficienza dei propri Eurofighter significa rafforzare la capacità di deterrenza e mantenere un ruolo attivo nelle dinamiche di sicurezza del Medio Oriente. Per l’Italia, invece, rappresenta un’opportunità per consolidare i rapporti con un alleato storico e rafforzare la propria posizione nel mercato della difesa internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Guardando al futuro, il programma Eurofighter continuerà a evolvere con l’introduzione di aggiornamenti tecnologici e nuove capacità operative. Leonardo, come prime contractor del consorzio in Italia, avrà un ruolo di primo piano nello sviluppo di questi upgrade, che potranno essere applicati anche alla flotta kuwaitiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contratto di supporto fino al 2029 rappresenta dunque non solo una garanzia di continuità, ma anche la possibilità di integrare gradualmente le evoluzioni tecnologiche in arrivo, assicurando che i Typhoon del Kuwait rimangano competitivi rispetto agli standard internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questa estensione contrattuale, Leonardo riafferma la propria capacità di offrire soluzioni complete e durature, andando ben oltre la semplice vendita di aeromobili. La partnership con il Kuwait, già solida, viene così proiettata verso un orizzonte di lungo periodo, a beneficio della sicurezza regionale e della presenza italiana nello scenario globale della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/eurofighter.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, Eurofighter, Kuwait, Leonardo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-26 19:24:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/teleborsa/finanza/leonardo-contratto-di-estensione-servizi-di-supporto-per-le-forza-aerea-del-kuwait-191_2025-09-25_TLB.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23869-leonardo-supporta-gli-eurofighter-del-kuwait.mp4","galleria":""}
{"id":23863,"titolo":"La sfida dei droni: perché è difficile intercettarli e quanto costa abbatterli","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni i droni sono passati da tecnologia di nicchia a protagonisti assoluti dei conflitti moderni. Il loro impiego massiccio in Ucraina, in Medio Oriente e perfino nei cieli europei ha mostrato quanto possano essere strumenti efficaci, economici e difficili da contrastare. Al tempo stesso, hanno messo in evidenza il problema opposto: i costi elevatissimi per intercettarli rispetto al prezzo relativamente basso con cui possono essere prodotti e lanciati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L’ascesa dei droni nei conflitti</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra in Ucraina è stata il laboratorio principale dell’uso dei droni a fini bellici. Kiev li ha impiegati per colpire obiettivi in profondità, mentre Mosca li ha utilizzati in attacchi massicci contro infrastrutture civili ed energetiche. Ma non si tratta di un fenomeno isolato: dal 2023 in poi, i droni hanno avuto un ruolo centrale anche nei conflitti in Medio Oriente, dagli attacchi di Hamas a Israele alle operazioni dei ribelli Houthi nello Yemen, fino agli scontri in Libano con Hezbollah.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Perfino l’Europa è stata coinvolta: la Polonia ha denunciato sconfinamenti russi nel proprio spazio aereo, mentre in Danimarca alcuni aeroporti hanno registrato intrusioni che hanno creato problemi alla sicurezza dei voli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":8058,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La sfida dei droni: perché è difficile intercettarli e quanto costa abbatterli\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/12-Sistema-anti-drone.jpg\" alt=\"Sicurezza negli aeroporti: monitoraggio e controlli rafforzati\" class=\"wp-image-8058\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La sfida dei droni: perché è difficile intercettarli e quanto costa abbatterli</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Perché sono così difficili da fermare</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il segreto del successo dei droni sta nella loro semplicità. Piccoli, veloci e a basso costo, spesso costruiti con materiali non facilmente rilevabili dai radar, riescono a eludere i sistemi di difesa pensati per minacce più grandi, come missili balistici o aerei da combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, i droni possono agire in sciami, saturando le difese avversarie con decine o centinaia di unità contemporaneamente. In questi casi, diventa quasi impossibile abbatterli tutti senza esaurire le risorse disponibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il problema dei costi</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se produrre un drone commerciale modificato per usi militari può costare poche migliaia di euro, abbatterlo può richiedere un missile intercettore da centinaia di migliaia o addirittura milioni di euro. L’esempio della Polonia è emblematico: nel 2024, durante un’incursione di circa venti droni attribuiti alla Russia, solo quattro furono abbattuti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo fonti tedesche, il sistema Patriot dispiegato a Rzeszów non entrò in azione perché lanciare i suoi missili, dal costo compreso tra 250mila e 3 milioni di euro, sarebbe stato economicamente insostenibile rispetto a droni dal valore unitario di circa 40mila euro. La Bundeswehr parlò allora di un “problema enorme” nel rapporto costi-benefici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L’Europa e il “muro di droni”</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La difficoltà nel contrastare questa minaccia ha spinto l’Unione Europea a studiare soluzioni innovative. È nato così il progetto del cosiddetto “muro di droni”: un sistema integrato di sensori, radar, jammer elettronici e contromisure a basso costo, pensato per proteggere i confini orientali della NATO dalle intrusioni russe.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Commissione Europea ha messo sul tavolo risorse derivanti dallo strumento Safe, con un plafond di 150 miliardi di euro, per accelerare la realizzazione di questo scudo anti-UAV. Secondo il commissario per la Difesa e lo Spazio, Andrius Kubilius, il sistema potrebbe essere completato entro un anno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7000,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La sfida dei droni: perché è difficile intercettarli e quanto costa abbatterli\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/b00e452a50cee8aaf1c3755ca922ebc6.webp\" alt=\"USAF alla ricerca di una replica del drone Shahed-136: corsa americana per sviluppare contromisure\" class=\"wp-image-7000\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La sfida dei droni: perché è difficile intercettarli e quanto costa abbatterli</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Scenari futuri: la guerra degli sciami</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli esperti militari avvertono che il vero rischio non sono i singoli droni, ma gli attacchi coordinati con sciami di centinaia di unità. Lo scenario più temuto prevede ondate di UAV economici lanciati per saturare le difese, seguiti da droni più sofisticati o addirittura da missili. In questo contesto, affidarsi solo a intercettori ad alto costo diventa insostenibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo motivo, la ricerca si concentra su nuove soluzioni: laser ad alta energia, sistemi a microonde, droni “cacciatori di droni” e armi a proiettili a basso costo. L’obiettivo è creare una difesa multilivello in grado di rispondere in modo flessibile a diverse tipologie di minaccia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I droni rappresentano la dimostrazione più chiara di come la guerra stia cambiando. Economici, adattabili e difficili da neutralizzare, hanno spostato l’equilibrio tra attacco e difesa, costringendo governi e forze armate a ripensare strategie e investimenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sfida non riguarda solo l’abbattimento dei droni, ma la capacità di sviluppare sistemi sostenibili ed efficaci, in grado di difendere infrastrutture e popolazioni senza mettere in crisi i bilanci militari. La guerra del futuro sarà anche – e soprattutto – una guerra tra droni e contromisure, in cui la tecnologia e i costi decideranno chi avrà il vantaggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/drone.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"costi, difesa, Droni, europa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-26 18:14:04","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://search.app/8uvWd","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23863-la-sfida-dei-droni-perche-e-difficile-intercettarli-e-quanto-costa-abbatterli.mp4","galleria":""}
{"id":23859,"titolo":"Germania: 35 miliardi nello Spazio entro il 2030","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Germania si prepara a compiere un salto di qualità nella difesa e nella sicurezza spaziale. Il ministro della Difesa Boris Pistorius, intervenuto al congresso spaziale dell’Associazione federale dell’industria tedesca (BDI) a Berlino, ha annunciato che entro il 2030 saranno destinati <strong>35 miliardi di euro</strong> alla realizzazione di una nuova architettura spaziale per la Bundeswehr.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Pistorius, si tratta di una strategia necessaria per difendere e scoraggiare minacce nello spazio, un dominio operativo sempre più conteso. “La Bundeswehr è parte integrante di un’architettura di sicurezza spaziale a livello statale. Anche noi prendiamo davvero i soldi nelle nostre mani: nel 2030, prevediamo di impiegare fondi di bilancio per 35 miliardi di euro in progetti”, ha dichiarato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La nuova architettura spaziale tedesca</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto prevede la creazione di una <strong>struttura resiliente di costellazioni satellitari, stazioni di terra e capacità di lancio sicure</strong>, capaci di garantire protezione, deterrenza e continuità operativa. Elemento cardine sarà anche il rafforzamento della <strong>cybersicurezza dei sistemi spaziali</strong>, la protezione da disturbi e attacchi, nonché il miglioramento della <strong>sorveglianza orbitale</strong> tramite radar, telescopi e futuri satelliti “guardiani”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo sfondo di queste misure è la crescente minaccia alle infrastrutture spaziali occidentali, con particolare riferimento alla Russia, accusata di condurre attività ostili come la neutralizzazione di satelliti civili, già emersa nei primi mesi della guerra in Ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Capacità offensive e deterrenza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Pistorius ha sottolineato che la Germania non intende limitarsi alla protezione passiva:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Anche nello spazio è necessaria la deterrenza per potersi difendere”.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo, Berlino punta a sviluppare <strong>capacità offensive</strong>, unitamente a un sistema nazionale di trasporto spaziale su richiesta. L’approccio prevede un <strong>mix di piccoli lanciatori per partenze rapide</strong> e l’utilizzo di <strong>vettori europei pesanti</strong> nel medio periodo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Elemento chiave sarà la creazione di un <strong>centro operativo militare satellitare</strong> all’interno del Comando Spaziale della Bundeswehr, per mantenere il controllo diretto sui sistemi nazionali e reagire tempestivamente alle emergenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ministro ha posto forte accento sulla dimensione europea: nessun Paese, ha ribadito, può affrontare da solo la sfida spaziale. La nuova architettura tedesca sarà quindi un pilastro per la <strong>NATO e l’UE</strong>, integrandosi ai programmi esistenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È stato citato l’accordo del <strong>Consiglio franco-tedesco della Difesa</strong> in materia di allarme precoce satellitare, oltre all’espansione delle cooperazioni con partner extraeuropei. La Germania partecipa dal 2024 all’<strong>operazione Olympic Defender</strong>, al fianco dei Paesi dei “Five Eyes”, e contribuisce alla <strong>Combined Space Operations Initiative</strong>, che coinvolge nove partner internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Industria e innovazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un aspetto centrale della strategia sarà il <a href=\"https://difesanews.com/governare-spazio-difesa-astrofisica-space-economy/\">coinvolgimento dell’industria</a>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>nuove costellazioni satellitari dedicate ad <strong>allarme precoce, ricognizione e comunicazioni</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>sviluppo di <strong>sistemi a duplice uso</strong>, impiegabili in ambito civile e militare;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>partnership strategiche</strong> tra grandi gruppi e PMI, con un ruolo rilevante per le start-up.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ministro ha promesso procedure snelle e non burocratiche per favorire l’innovazione, con l’obiettivo di ottenere rapidamente soluzioni pronte all’uso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Guardando al futuro, Pistorius ha confermato investimenti anche in <strong>aerei spaziali</strong> e in <strong>armi ad energia diretta, come i laser intelligenti</strong>, concepiti per neutralizzare minacce senza generare detriti spaziali, un aspetto fondamentale per la sostenibilità delle attività in orbita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il messaggio del ministro è stato chiaro:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Chi attacca i satelliti, attacca le fondamenta della vita moderna. La situazione delle minacce è alta e gli sviluppi sono rapidi. La Germania e l’Europa stanno recuperando terreno”.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questo ambizioso piano, la Germania mira a diventare un attore centrale nella sicurezza spaziale europea, rafforzando la resilienza delle proprie infrastrutture e la capacità di deterrenza dell’Alleanza Atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/1-7.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, Germania, Pistorius, Spazio","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-25 21:34:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.hartpunkt.de/pistorius-35-milliarden-euro-fuer-weltraum-bis-2030/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23859-germania-35-miliardi-nello-spazio-entro-il-2030.mp4","galleria":""}
{"id":23852,"titolo":"Drone israeliano e Linea Blu: le implicazioni per la missione ONU in Libano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>24 settembre 2025</strong> la <strong>Forza Interinale delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL)</strong> ha reso noto che un <strong>drone israeliano</strong> si è schiantato contro il <strong>quartier generale della missione a Naqoura</strong>, cittadina situata al confine meridionale del Libano. L’episodio, avvenuto nel pomeriggio, <strong>non ha causato vittime</strong> e il dispositivo è stato rapidamente neutralizzato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>vice portavoce di UNIFIL, Kandice Ardiel</strong>, ha riferito su X che i <strong>peacekeepers esperti nello smaltimento di ordigni esplosivi</strong> hanno “<strong>immediatamente messo in sicurezza e neutralizzato il dispositivo</strong>”. È stato accertato che il drone <strong>non era armato</strong>, ma dotato di <strong>una telecamera</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ardiel ha ricordato che, secondo la <strong>Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza ONU</strong> del 2006, è richiesto il rispetto dello spazio aereo e della sovranità libanese. Ha aggiunto che UNIFIL prende con serietà ogni episodio che coinvolga il personale, le installazioni o le operazioni della missione, e che verrà presentata una comunicazione ufficiale sull’accaduto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le <strong>Forze di Difesa Israeliane (IDF)</strong> hanno successivamente confermato che il drone apparteneva a loro. UNIFIL ha precisato che “<strong>il dispositivo è caduto da solo</strong>” e che non ha costituito una minaccia diretta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ruolo di UNIFIL nel contesto libanese-israeliano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>UNIFIL</strong> è stata istituita nel <strong>1978</strong> e rappresenta una delle missioni più durature delle Nazioni Unite. Oggi conta oltre <strong>10.000 peacekeepers provenienti da 50 Paesi</strong>, impegnati nel mantenimento della stabilità lungo la <strong>Linea Blu</strong>, il confine tracciato dalle Nazioni Unite tra <strong>Libano</strong> e <strong>Israele</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":8163,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Drone israeliano e Linea Blu: le implicazioni per la missione ONU in Libano\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/1080x744-cmsv2-8939a195-67b0-50ed-9e2d-45a608b5bf15-9481824-1.jpg\" alt=\"Drone israeliano e Linea Blu: le implicazioni per la missione ONU in Libano\" class=\"wp-image-8163\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Truppe norvegesi di Unifil, 30 aprile 1978 </em>Copyright AP Photo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il mandato della missione, ampliato nel corso degli anni, comprende l’<strong>osservazione del cessate il fuoco</strong>, il <strong>supporto alle Forze Armate Libanesi</strong> e la <strong>tutela delle comunità civili</strong> nelle aree di operazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività dei peacekeepers si concentrano sul monitoraggio di eventuali violazioni e sulla promozione del dialogo tra le parti. In più occasioni la missione ha svolto un ruolo di mediazione in situazioni delicate, contribuendo alla riduzione delle tensioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Episodi come quello di Naqoura dimostrano l’importanza della presenza di UNIFIL come elemento di stabilizzazione in un’area dove incidenti imprevisti possono creare situazioni di incertezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Escalation recenti e quadro attuale</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il più recente conflitto tra <strong>Israele</strong> e <strong>Hezbollah</strong> è iniziato nell’<strong>ottobre 2023</strong>, in seguito all’attacco di Hamas nel sud di Israele. Nei mesi successivi si è sviluppata un’escalation caratterizzata da <strong>scambi di razzi e bombardamenti</strong>, che si è protratta fino al <strong>novembre 2024</strong>, quando è stato raggiunto un <strong>cessate il fuoco</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo la <strong>Banca Mondiale</strong>, il conflitto ha provocato oltre <strong>4.000 vittime in Libano</strong>, tra cui numerosi civili, e danni stimati in circa <strong>9,3 miliardi di euro</strong>. In <strong>Israele</strong> sono stati registrati almeno <strong>27 morti</strong>, tra cui <strong>80 soldati</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, UNIFIL ha continuato le proprie attività di monitoraggio lungo la <strong>Linea Blu</strong>, garantendo una presenza costante a sostegno della stabilità locale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":8164,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Drone israeliano e Linea Blu: le implicazioni per la missione ONU in Libano\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/unifil-libano-1024x682-1-1024x682-1.jpg\" alt=\"Drone israeliano e Linea Blu: le implicazioni per la missione ONU in Libano\" class=\"wp-image-8164\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’episodio di <strong>Naqoura</strong> ha evidenziato ancora una volta l’importanza della presenza di <strong>UNIFIL</strong> nel sud del Libano. Pur trattandosi di un evento senza conseguenze per il personale, la sua gestione ha dimostrato la preparazione dei <strong>peacekeepers</strong> e la rapidità degli interventi di sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rispetto della <strong>Risoluzione 1701</strong> e la continuità delle operazioni di monitoraggio rimangono elementi centrali per mantenere la stabilità lungo il confine tra <strong>Libano</strong> e <strong>Israele</strong>, in un’area dove la cooperazione internazionale continua a svolgere un ruolo fondamentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/1080x720-cmsv2-37f5b403-618b-5b04-83f3-6e4b92c80ce1-9481824-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Droni, Israele, unifil","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-25 12:24:04","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://it.euronews.com/2025/09/24/un-drone-israeliano-colpisce-il-quartier-generale-di-unifil-in-libano-non-ci-sono-vittime","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23852-drone-israeliano-e-linea-blu-le-implicazioni-per-la-missione-onu-in-libano.mp4","galleria":""}
{"id":23844,"titolo":"​Il Pentagono ritorna al Passato: Donne Fuori dal Combattimento","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La recente decisione del <strong>Segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth</strong>, ha riacceso l’attenzione sul <strong>ruolo delle donne nelle forze armate</strong>. La ridenominazione del <strong>Dipartimento della Difesa in “Dipartimento della Guerra”</strong>, stabilita con un ordine esecutivo dell’amministrazione <strong>Trump</strong>, ha segnato un cambio di impostazione lessicale e simbolica. In questo contesto si colloca la chiusura del <strong>Comitato consultivo sulle donne nei servizi (DACOWITS)</strong>, un organismo fondato nel <strong>1951</strong> e considerato tra i più antichi del dipartimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il DACOWITS ha presentato nel corso della sua attività oltre <strong>1.100 raccomandazioni</strong>, di cui il <strong>94%</strong> è stato almeno parzialmente adottato. Tra i suoi contributi vi sono modifiche legislative e politiche che hanno favorito la partecipazione delle donne nella vita militare. Secondo il portavoce del Pentagono, la decisione di sciogliere il comitato risponde alla volontà di superare un approccio ritenuto <strong>divisivo</strong> e di concentrarsi sulla <strong>prontezza al combattimento</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth</strong>, ex volto televisivo, ha più volte richiamato l’esigenza di ridefinire l’<strong>“etica guerriera”</strong> delle forze armate, sottolineando la necessità di un modello basato su criteri uniformi e standard condivisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’offensiva contro la diversità e il nodo transgender</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto alla chiusura del DACOWITS, è stata istituita una <strong>Task Force</strong> con l’obiettivo di <strong>“ripristinare la forza combattente americana”</strong>. Tra le misure adottate figura la revisione delle politiche di <strong>Diversity, Equity, and Inclusion (DEI)</strong>. Le nuove direttive prevedono che il Pentagono non tenga più conto di <strong>sesso, razza o etnia</strong> nelle promozioni, nei comandi e negli incarichi speciali, al fine di garantire <strong>standard neutrali e uniformi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":8076,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/GettyImages-1241877205.jpg\" alt=\"Pentagono: le nuove direttive di Pete Hegseth sul ruolo delle donne\" class=\"wp-image-8076\" title=\"Pentagono: le nuove direttive di Pete Hegseth sul ruolo delle donne\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sono state introdotte anche nuove disposizioni relative al personale <strong>transgender</strong>: l’arruolamento non sarà consentito e l’<strong>assistenza sanitaria di transizione</strong> per chi è già in servizio è stata sospesa. Secondo i sostenitori di questa linea, tali provvedimenti rispondono all’obiettivo di ridurre i costi e semplificare la gestione operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’altra novità riguarda le <strong>esenzioni dalla rasatura</strong>, che colpiscono in modo particolare gli <strong>uomini neri</strong>. D’ora in avanti tali esenzioni non potranno superare un anno e dovranno essere accompagnate da un piano di trattamento medico. Anche in questo caso, l’intento dichiarato è di rafforzare l’<strong>uniformità</strong> e la <strong>disciplina</strong> all’interno delle forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Donne, combattimento e ideologia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli aspetti più dibattuti riguarda il <strong>ruolo delle donne nei combattimenti</strong>. In alcune interviste, il <strong>Segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth</strong> ha osservato che la presenza femminile in prima linea non avrebbe reso le forze armate più <strong>efficaci</strong> o più <strong>letali</strong>, ma avrebbe introdotto elementi di complessità. Ha chiarito di rispettare il contributo delle donne nelle forze armate, specificando che le sue osservazioni si riferiscono a situazioni in cui sarebbero stati <strong>abbassati gli standard</strong> di selezione per consentirne l’accesso a ruoli di combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro elemento che ha alimentato il dibattito pubblico riguarda la condivisione da parte del Segretario alla Difesa di un contenuto del pastore <strong>Doug Wilson</strong>, noto per le sue posizioni di <strong>nazionalismo cristiano</strong>. Nel video, Wilson sosteneva che alle donne non dovrebbe essere concesso il diritto di voto. Il Segretario Hegseth ha accompagnato il post con la frase <strong>“Tutto Cristo per tutta la vita”</strong>, sottolineando la sua vicinanza al pensiero religioso del pastore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":8077,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/webRNS-Idaho-Takeover4-110519-807x454-1-1024x576-1.jpg\" alt=\"Pentagono: le nuove direttive di Pete Hegseth sul ruolo delle donne\" class=\"wp-image-8077\" title=\"Pentagono: le nuove direttive di Pete Hegseth sul ruolo delle donne\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Pastore Doug Wilson</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste prese di posizione hanno suscitato un confronto negli Stati Uniti sul rapporto tra <strong>ideologia, società e forze armate</strong>. Alcuni osservatori sottolineano che le scelte del Segretario Hegseth rappresentano un ritorno a modelli tradizionali di organizzazione militare, mentre altri evidenziano i rischi di una riduzione della rappresentanza e della pluralità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, la linea adottata dal Segretario alla Difesa si inserisce in un contesto di <strong>ridefinizione della politica militare statunitense</strong>. Essa pone interrogativi sulla capacità delle forze armate di conciliare <strong>standard operativi e inclusione sociale</strong>, aprendo un dibattito che va oltre la sfera militare e tocca l’identità stessa delle istituzioni americane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/iStock-536291436.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"donne, Hegseth, Pentagono","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-24 17:14:01","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.independent.co.uk/news/world/americas/us-politics/pete-hegseth-women-military-committee-b2832384.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23844-il-pentagono-ritorna-al-passato-donne-fuori-dal-combattimento.mp4","galleria":""}
{"id":23838,"titolo":"Military Fitness sulla sabbia: l’Esercito protagonista al Bibione Beach Fitness 2025","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 19 al 21 settembre 2025, la spiaggia di Bibione (Venezia) ha ospitato la 20ª edizione del <strong>Bibione Beach Fitness</strong>, uno degli eventi sportivi più attesi d’Europa, che ogni anno richiama migliaia di appassionati del movimento e del benessere. Quest’anno, come già accaduto nelle ultime edizioni, la manifestazione ha visto la partecipazione dell’<strong>Esercito Italiano</strong>, rappresentato dal <strong>Reggimento Lagunari “Serenissima”</strong>, coordinato dal <strong>Comando Forze Operative Nord (COMFOP N)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con circa quattromila partecipanti provenienti da tutta Italia e dall’estero, l’evento si è confermato come una vera e propria kermesse sportiva a cielo aperto. Il contributo dell’Esercito ha portato un valore aggiunto, con un’offerta che va oltre la semplice attività fisica: il <strong>“military fitness”</strong>, un allenamento speciale basato sulle tecniche e sugli esercizi tipici dell’addestramento militare italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il quarto anno consecutivo, i Lagunari hanno proposto un percorso di allenamento che unisce resistenza fisica, forza mentale e spirito di squadra. L’iniziativa ha permesso ai partecipanti di vivere in prima persona l’esperienza di un addestramento militare, calibrato però sulle possibilità di atleti e sportivi civili, incuriositi dall’unicità del format e dal contatto diretto con i soldati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il percorso: dal “Tire Training” al “passo del leopardo”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma ideato dagli istruttori del Reggimento Lagunari ha riprodotto fedelmente alcune delle prove che caratterizzano l’addestramento dei militari. Tra gli esercizi più apprezzati c’è stato il <strong>“Tire Training”</strong>, che consiste nel ribaltare uno pneumatico lungo un percorso tracciato: un lavoro intenso che sviluppa forza esplosiva, coordinazione e resistenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non sono mancati ostacoli iconici, come il superamento del <strong>“muro”</strong>, la <strong>salita alla fune</strong> e l’arrampicata su una <strong>scala di corda</strong>, prove che richiedono non solo forza muscolare ma anche tecnica e concentrazione. Una delle attrazioni più suggestive è stata il passaggio sotto il <strong>“reticolato”</strong>, eseguito con la tecnica del <strong>“passo del leopardo”</strong>, un movimento tipico dell’addestramento militare che unisce agilità e resistenza in condizioni di fatica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":8064,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Military Fitness sulla sabbia: l’Esercito protagonista al Bibione Beach Fitness 2025\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/ZLU-2156-scaled-1.jpg\" alt=\"Military Fitness sulla sabbia: l’Esercito protagonista al Bibione Beach Fitness 2025\" class=\"wp-image-8064\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Passaggio sotto il <strong>“reticolato”</strong>, eseguito con la tecnica del <strong>“passo del leopardo”</strong>.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I Lagunari hanno allestito un vero e proprio <strong>campo di addestramento militare</strong>, dotato di attrezzi specifici e arricchito dalle coperture del complesso da trasporto <strong>APS 95</strong>, un veicolo tattico utilizzato normalmente in scenari operativi. L’uso di equipaggiamenti reali ha reso l’esperienza ancora più coinvolgente e realistica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una parte importante del percorso ha messo in evidenza il valore del <strong>teamwork</strong>: alcuni esercizi, infatti, potevano essere completati soltanto attraverso la collaborazione fra i membri della squadra. Emblematici il trasporto del <strong>battello pneumatico “Zodiac F470”</strong>, solitamente impiegato in operazioni anfibie e notturne, e il <strong>trasporto del ferito</strong>, che richiede coordinamento, resistenza e senso di responsabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre agli esercizi fisici, i militari hanno offerto spettacolari dimostrazioni del <strong>Metodo di Combattimento Militare (MCM)</strong>, disciplina di lotta corpo a corpo sviluppata per rispondere alle esigenze operative dei soldati, ma rivelatasi utile anche in scenari civili, come dimostrato nell’operazione “Strade Sicure”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Promozione dei valori militari e interesse dei giovani</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presenza dell’Esercito al Bibione Beach Fitness non si è limitata a un coinvolgimento sportivo. Accanto alle dimostrazioni e agli allenamenti, è stato allestito un <strong>info point dedicato ai concorsi</strong> per accedere alle carriere nelle Forze Armate. Numerosi giovani hanno colto l’occasione per informarsi sulle opportunità professionali offerte dall’Esercito, dimostrando interesse verso una prospettiva di vita che unisce preparazione fisica, disciplina e servizio alla collettività.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia con cui l’Esercito mira a rafforzare la propria vicinanza alla società civile, mostrando il lato umano e formativo della vita militare. Eventi come questo non solo favoriscono l’avvicinamento dei cittadini alle Forze Armate, ma mettono in risalto valori universali come lo <strong>spirito di sacrificio, il lavoro di squadra e la resilienza</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":8065,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Military Fitness sulla sabbia: l’Esercito protagonista al Bibione Beach Fitness 2025\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/548067527-1087146440298442-3397454233967984794-n.jpg\" alt=\"Military Fitness sulla sabbia: l’Esercito protagonista al Bibione Beach Fitness 2025\" class=\"wp-image-8065\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partecipazione dei Lagunari al Bibione Beach Fitness rappresenta, inoltre, un’occasione per sottolineare l’importanza dell’attività fisica come strumento di crescita personale e collettiva. L’allenamento militare, adattato a un contesto civile, diventa un modello virtuoso di come la preparazione sportiva possa essere trasferita in ambiti non operativi, generando motivazione e rafforzando il senso di comunità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La 20ª edizione del Bibione Beach Fitness ha dunque offerto al pubblico non solo uno spettacolo sportivo di alto livello, ma anche l’opportunità di conoscere da vicino le attività e i valori dell’Esercito Italiano. Un connubio tra sport e difesa che, anno dopo anno, si conferma vincente, rafforzando il legame fra cittadini e Forze Armate e trasmettendo un messaggio chiaro: la forza non è solo fisica, ma soprattutto capacità di cooperare e crescere insieme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/550518617-1088843823462037-828089706813910360-n.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"bibione, esercitoitaliano, Fitness","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-24 16:44:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/L'Esercito-al-Bibione-Beach-Fitness-2025.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23838-military-fitness-sulla-sabbia-lesercito-protagonista-al-bibione-beach-fitness-2025.mp4","galleria":""}
{"id":23832,"titolo":"Merops e Javelin: la nuova strategia NATO per il fianco orientale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>decisione della NATO</strong> di dispiegare in Polonia e Romania il sistema di sorveglianza aerea <strong>Merops </strong>(Multispectral Extended Range Optical Sight), realizzato dall’azienda turca Aselsan, segna una svolta nella difesa del fianco orientale. L’Alleanza atlantica non intende più limitarsi a rispondere alle minacce, ma mira a prevenirle grazie a una maggiore capacità di individuazione e reazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le violazioni dello spazio aereo polacco da parte di droni russi hanno reso evidente la vulnerabilità degli strumenti tradizionali di sorveglianza. Radar e intercettori sono utili, ma non sempre adeguati contro velivoli senza pilota di piccole dimensioni, capaci di volare a bassa quota e di sfuggire alla rilevazione convenzionale. In questo scenario il Merops rappresenta un punto di forza: la sua tecnologia multispettrale consente di osservare attraverso nuvole, fumo e polvere, integrando i radar e offrendo un quadro più chiaro e preciso delle minacce in arrivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’adozione del sistema in due Paesi strategici come Polonia e Romania non ha soltanto valore operativo, ma anche simbolico. La NATO mostra compattezza e prontezza nel rafforzare la sicurezza degli Stati più esposti, confermando l’impegno a tutelare il fianco orientale dall’instabilità generata dalla guerra in Ucraina. Inoltre, il coinvolgimento dell’Ucraina nell’addestramento evidenzia come l’esperienza diretta maturata in conflitto sia ormai un patrimonio condiviso all’interno dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Javelin, la spina dorsale della difesa polacca</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto al rafforzamento tecnologico sul fronte aereo, la Polonia ha scelto di potenziare in modo deciso le proprie capacità terrestri. Varsavia ha firmato un accordo con Washington per l’acquisto di 2.506 missili anticarro <strong>FGM-148 Javelin </strong>e 253 lanciatori, per un valore complessivo di 780 milioni di dollari. Con questa nuova fornitura, il Paese porterà il suo arsenale a oltre 3.000 unità, uno dei più consistenti in Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Javelin è un’arma che ha già dimostrato tutta la sua efficacia nel conflitto russo-ucraino. Grazie alla tecnologia “fire-and-forget”, il missile non richiede ulteriori comandi dopo il lancio, consentendo all’operatore di ripararsi immediatamente. Inoltre, la traiettoria <strong>“top attack”</strong> permette di colpire i carri armati nei punti più vulnerabili, superando le difese più robuste. Queste caratteristiche hanno trasformato il Javelin in un elemento chiave della resistenza ucraina e, di riflesso, in un punto di riferimento per le dottrine difensive della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":8030,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/160224-A-EM105-225A.jpg\" alt=\"Merops e Javelin: la nuova strategia NATO per il fianco orientale\" class=\"wp-image-8030\" title=\"Merops e Javelin: la nuova strategia NATO per il fianco orientale\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Missili anticarro FGM-148 Javelin</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la Polonia, l’investimento va oltre il mero potenziamento militare: rappresenta un rafforzamento del legame strategico con gli Stati Uniti e un passo verso una maggiore autonomia difensiva. Varsavia si candida così a svolgere un ruolo di primo piano nella sicurezza europea, presentandosi come baluardo credibile contro eventuali aggressioni e al tempo stesso come partner affidabile nell’architettura atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I<strong>l Javelin diventa dunque non solo un’arma, ma anche un simbolo politico.</strong> Indica la volontà polacca di assumersi maggiori responsabilità nella difesa collettiva e di dimostrare che l’Europa orientale non è più soltanto una linea di confine vulnerabile, bensì un fronte avanzato dotato di strumenti moderni ed efficaci.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un equilibrio tra deterrenza e innovazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’introduzione dei <strong>sistemi Merops </strong>e l’acquisizione dei <strong>missili Javelin</strong> producono un duplice impatto strategico. Sul piano collettivo, la NATO aggiorna la propria capacità di sorveglianza e di risposta, integrando soluzioni tecnologiche avanzate per contrastare le minacce ibride che caratterizzano il contesto attuale: droni, incursioni aeree a bassa quota, operazioni cibernetiche e campagne di disinformazione. Sul piano nazionale, la Polonia consolida la sua posizione come attore centrale nella sicurezza europea, rafforzando al tempo stesso il legame con Washington e il proprio percorso verso una difesa autonoma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il messaggio è chiaro: la sicurezza dell’Europa orientale passa attraverso l’adozione di tecnologie emergenti e dirompenti (Emerging &amp; Disruptive Technologies), considerate ormai il fondamento della deterrenza moderna. Non si tratta soltanto di aumentare il numero delle armi, ma di investire in sistemi capaci di anticipare le mosse dell’avversario, neutralizzando le minacce prima che possano concretizzarsi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":8031,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/0941849a-c421-4303-bb89-a6c3ef972cd4.webp\" alt=\"Merops e Javelin: la nuova strategia NATO per il fianco orientale\" class=\"wp-image-8031\" title=\"Merops e Javelin: la nuova strategia NATO per il fianco orientale\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sistema di sorveglianza aerea Merops (Multispectral Extended Range Optical Sight)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, l’integrazione tra innovazione tecnologica e consolidamento delle alleanze diventa decisiva. La NATO dimostra di saper evolvere, adattando la propria strategia a un contesto in rapido mutamento, mentre la Polonia emerge come modello di resilienza e di impegno. L’insieme delle due scelte – il Merops per il dominio aereo e il Javelin per quello terrestre – costituisce un mosaico coerente, destinato a rafforzare la capacità di deterrenza del fianco orientale per gli anni a venire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In definitiva, il dispiegamento di questi sistemi non è solo un atto tecnico-militare, ma un chiaro messaggio politico: <strong>l’Alleanza è unita</strong>, pronta e determinata a difendere i propri membri. L’Europa orientale, troppo a lungo percepita come vulnerabile, sta assumendo il volto di una frontiera sicura e ben equipaggiata, capace di resistere a qualunque pressione esterna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/bdb30c81-648a-4911-a012-b61c58bd5248.png","categoria":"Internazionali","tags":"Javelin, Merops, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-23 18:14:01","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.armyrecognition.com/news/army-news/2025/u-s-approves-296m-javelin-anti-tank-missiles-sale-to-estonia-to-counter-modern-armor-threats","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23832-merop-javelin-nuova-strategia-nato-fianco-orientale.mp4","galleria":""}
{"id":23826,"titolo":"Nuova guida per il COMFOTER SPT: il Generale di Corpo d’Armata Giovanni Gagliano subentra al Generale di Corpo d’Armata Massimo Scala","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 22 settembre 2025, nell’Aula Magna della Caserma “Arpaia” alla Cecchignola, si è svolta la cerimonia di avvicendamento al vertice delle Forze Operative Terrestri di Supporto (COMFOTER SPT). Il <strong>Generale di Corpo d’Armata Massimo Scala</strong>, ufficiale paracadutista, ha ceduto il comando al parigrado <strong>Generale di Corpo d’Armata Giovanni Gagliano</strong>, segnando non soltanto un cambio di leadership, ma anche l’inizio di una nuova fase per lo strumento terrestre dell’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evento è stato arricchito dal trasferimento ufficiale della sede del Comando da Verona a Roma, scelta che mira a rafforzare la vicinanza alle istituzioni centrali e a consolidare l’integrazione con le altre componenti operative e di supporto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale di Corpo d’Armata Massimo Scala ha salutato la Bandiera dell’Esercito con profonda commozione, richiamando i 44 anni trascorsi al servizio delle Forze Armate. «Oggi saluterò la Bandiera dell’Esercito, un elemento simbolico che è stato un punto di riferimento per 44 anni» – ha dichiarato – ricordando le tappe di una carriera iniziata tra i reparti della specialità paracadutista, che gli hanno trasmesso i valori di audacia, spirito di corpo e prontezza operativa. Proprio quell’identità, formata nei reparti di élite della Folgore, ha accompagnato il Generale di Corpo d’Armata Massimo Scala in ogni incarico, fino al vertice del COMFOTER SPT.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’eredità di un generale paracadutista</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il comando del Generale di Corpo d’Armata Massimo Scala ha rappresentato la sintesi perfetta tra <strong>tradizione paracadutista</strong> e capacità di visione strategica. Nel corso del suo mandato, il Generale di Corpo d’Armata Massimo Scala ha guidato un organismo complesso, che riunisce specialità fondamentali come comunicazioni, genio, logistica, difesa NBC e supporto alla manovra in contesti multinazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua formazione da paracadutista lo ha portato a privilegiare la dimensione umana: la fiducia nei reparti, l’autonomia operativa, la rapidità decisionale. Elementi tipici della specialità che, trasposti alla guida del COMFOTER SPT, hanno reso possibile affrontare con efficacia i cambiamenti organizzativi e le sfide poste dai nuovi scenari di sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":8020,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Nuova guida per il COMFOTER SPT: il Generale di Corpo d’Armata Giovanni Gagliano subentra al Generale di Corpo d’Armata Massimo Scala\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/2-6.jpg\" alt=\"Nuova guida per il COMFOTER SPT: il Generale di Corpo d’Armata Giovanni Gagliano subentra al Generale di Corpo d’Armata Massimo Scala\" class=\"wp-image-8020\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale di Corpo d’Armata Massimo Scala</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante le visite di commiato, il Generale di Corpo d’Armata Massimo Scala ha ribadito il suo messaggio: «Avete nel vostro D.N.A. tutte le capacità tecniche, professionali e personali per poter far fronte a questi impegni». Parole che richiamano la tradizione paracadutista, fatta di resilienza e spirito di adattamento, ma che si applicano oggi a tutte le componenti del supporto terrestre.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il suo lustro di comando ha lasciato un’impronta chiara: l’idea che il valore militare non sia solo tecnologia o organizzazione, ma anche e soprattutto <strong>spirito, coesione e valori condivisi</strong>. In questo senso, il Generale di Corpo d’Armata Massimo Scala ha incarnato la figura del comandante paracadutista che, pur giunto ai massimi vertici, continua a trasmettere l’energia e lo slancio tipici della specialità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le sfide future del Generale di Corpo d’Armata Giovanni Gagliano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il passaggio di consegne, il testimone è passato al <strong>Generale di Corpo d’Armata Giovanni Gagliano</strong>, chiamato a guidare il COMFOTER SPT in un periodo di rinnovamento profondo. Nel suo intervento di insediamento ha posto al centro la <strong>componente umana</strong>, definendola l’elemento decisivo per raggiungere le missioni assegnate. «Abbiamo bisogno di soldati creativi e motivati, che facciano della competenza il loro centro di gravità» – ha sottolineato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto alla valorizzazione del personale, il Generale di Corpo d’Armata Giovanni Gagliano ha illustrato le linee programmatiche del suo comando: sviluppo tecnologico e innovazione nei settori emergenti. Tra le priorità, figurano droni e sistemi anti-drone, cyber difesa, intelligence, targeting, capacità satellitari e la bonifica di ordigni esplosivi. Una visione che guarda alla guerra multidimensionale e alle minacce ibride del XXI secolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":8021,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Nuova guida per il COMFOTER SPT: il Generale di Corpo d’Armata Giovanni Gagliano subentra al Generale di Corpo d’Armata Massimo Scala\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/3-3.jpg\" alt=\"Nuova guida per il COMFOTER SPT: il Generale di Corpo d’Armata Giovanni Gagliano subentra al Generale di Corpo d’Armata Massimo Scala\" class=\"wp-image-8021\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale di Corpo d’Armata Giovanni Gagliano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il compito del Generale di Corpo d’Armata Giovanni Gagliano sarà dunque duplice: consolidare i valori ereditati, rafforzati dall’esperienza e dallo stile di comando del Generale di Corpo d’Armata Massimo Scala, e allo stesso tempo proiettare il COMFOTER SPT verso un futuro tecnologico e integrato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia della Cecchignola ha reso chiaro che il filo conduttore rimane immutato: l’Esercito si trasforma, ma porta con sé la memoria e lo spirito dei suoi comandanti. In questo passaggio, l’identità paracadutista del Generale di Corpo d’Armata Massimo Scala diventa parte dell’eredità morale che continuerà a ispirare il COMFOTER SPT nel suo cammino verso le sfide del domani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/7.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"COMFOTERSPT, Esercito Italiano, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-23 09:24:04","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Cerimonia-di-avvicendamento-al-vertice-delle-Forze-Operative-Terrestri-di-Supporto-250922.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23826-nuova-guida-per-il-comfoter-spt-il-generale-di-corpo-darmata-giovanni-gagliano-subentra-al-generale-di-corpo-darmata-massimo-scala.mp4","galleria":""}
{"id":23820,"titolo":"Skydio X10D: il nuovo Drone ISR tattico del U.S. Army","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>San Mateo (California)</strong> Skydio, principale produttore statunitense di droni e leader mondiale nella tecnologia di volo autonomo, ha annunciato la consegna dei sistemi del<strong> Short Range Reconnaissance (SRR) Program</strong> dell’U.S. Army. Con questo risultato, il modello <strong>X10D</strong> è il primo – e ad oggi unico – sistema a essere effettivamente entrato in servizio nell’ambito del programma di riferimento dell’Esercito americano, rafforzando la posizione dell’azienda come punto di riferimento per l’innovazione nel settore dei sistemi aerei a pilotaggio remoto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una consegna in tempi record</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La notizia è significativa non solo per la qualità tecnologica del drone, ma anche per la rapidità con cui è stato fornito. Skydio ha infatti equipaggiato un’unità <strong>Transforming in Contact (TiC)</strong>, in fase di imminente dispiegamento operativo, con centinaia di sistemi X10D. La consegna è avvenuta in appena <strong>cinque giorni</strong> dalla firma del contratto, a dimostrazione della capacità produttiva e logistica raggiunta dall’azienda californiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>«La prontezza produttiva è deterrenza», ha sottolineato Adam Bry, cofondatore e CEO di Skydio. «Investendo nelle nostre linee produttive, possiamo accelerare la consegna di capacità decisive e mettere i nostri avversari di fronte a un costo maggiore nell’intentare qualsiasi azione ostile».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La fabbrica di Hayward (California) – una delle più grandi strutture di produzione di droni al di fuori della Cina – ha raggiunto la capacità di realizzare oltre <strong>1.000 unità al mese</strong>, con tempi di assemblaggio ridotti a soli <strong>9 minuti per drone</strong>. Con la recente consegna del suo <strong>55.000° sistema</strong>, Skydio dimostra di aver raggiunto una maturità industriale in grado di sostenere operazioni su vasta scala.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":8012,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/1741113591171.gif\" alt=\"Skydio X10D: il nuovo Drone ISR tattico del U.S. Army\" class=\"wp-image-8012\" title=\"Skydio X10D: il nuovo Drone ISR tattico del U.S. Army\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Skydio X10D: il nuovo Drone ISR tattico del U.S. Army</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Caratteristiche tecnologiche di punta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Skydio X10D</strong> è stato progettato con l’obiettivo di offrire un pacchetto ISR completo a livello tattico, dotando le unità di fanteria di strumenti finora disponibili solo a livelli di comando più elevati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le principali caratteristiche includono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Pacchetto sensori di nuova generazione</strong>: fotocamera teleobiettivo da 48 MP, modulo grandangolare da 50 MP e sensore termico <strong>Teledyne FLIR Boson+</strong>, capace di rilevare differenze di temperatura con sensibilità inferiore a 30 mK.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Resilienza contro la guerra elettronica</strong>, grazie all’uso combinato di intelligenza artificiale e navigazione autonoma, con possibilità di ritorno “vision-only” anche in assenza di GPS.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Autonomia notturna NightSense</strong>, per operazioni in assenza totale di luce, grazie a moduli di illuminazione visibile o IR integrati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Architettura modulare e aperta</strong>, con quattro slot per payload aggiuntivi, compatibilità con protocolli RAS-A e MAVLink e possibilità di integrare controller di terze parti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Robustezza certificata IP55</strong>, che consente il funzionamento anche in condizioni climatiche avverse.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con una velocità massima di 45 mph (oltre 70 km/h) e un tempo di dispiegamento inferiore ai 40 secondi, X10D è stato progettato per operazioni rapide e ad alto ritmo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">ISR organico per ogni squadra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei punti di forza del programma SRR è la capacità di mettere capacità ISR avanzate direttamente nelle mani delle piccole unità operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo X10D permette infatti di ottenere <strong>sorveglianza e ricognizione immediata</strong> sul terreno, anche in scenari caratterizzati da <strong>negazione GPS</strong> e forti interferenze radio. Le immagini ad alta risoluzione e i dati termici consentono di identificare minacce, monitorare spostamenti e condividere rapidamente informazioni attraverso le reti tattiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come ha dichiarato il <strong>tenente colonnello Frank P. Mease</strong>, comandante del 1° Battaglione, 1ª Divisione Marines:<br><em>«L’integrazione di piccoli droni autonomi darà ai nostri comandanti di unità un vantaggio unico, aumentando la consapevolezza situazionale e fornendo ai Marines un chiaro vantaggio in combattimento».</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":8011,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/2-5.jpg\" alt=\"Skydio X10D: il nuovo Drone ISR tattico del U.S. Army\" class=\"wp-image-8011\" title=\"Skydio X10D: il nuovo Drone ISR tattico del U.S. Army\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Skydio X10D: il nuovo Drone ISR tattico del U.S. Army</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Portatile e compatto, il sistema può essere trasportato nello zaino di squadra e lanciato on-demand. In questo modo, ogni reparto può contare su un proprio “occhio nel cielo” senza dover dipendere da risorse superiori, garantendo maggiore flessibilità e rapidità decisionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Focus sulla difesa delle basi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le capacità dello Skydio X10D non si limitano al supporto delle unità di manovra. L’azienda ha infatti sviluppato soluzioni specifiche per la <strong>difesa delle installazioni</strong> militari e governative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie a voli automatici di pattugliamento, funzioni di decollo attivato da sensori esterni e capacità di monitoraggio continuo, gli X10D possono coprire 24/7 aree vaste e complesse, riducendo i tempi di risposta a eventuali minacce.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un singolo operatore può gestire più droni contemporaneamente, garantendo la sorveglianza simultanea di diverse aree da una postazione centrale. Questa funzione moltiplica l’efficacia della protezione delle basi e riduce i rischi per il personale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’utilizzo della tecnologia ISR perimetrale rappresenta un cambio di paradigma: da pattugliamenti fisici a sistemi integrati che coprono ogni angolo di un’installazione, giorno e notte, con immagini termiche e visive in tempo reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Autonomia e facilità d’impiego</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro elemento distintivo dello X10D è la sua <strong>semplicità d’uso</strong>. L’intelligenza artificiale di bordo gestisce la navigazione, l’evitamento ostacoli e il volo in ambienti complessi, riducendo il carico cognitivo degli operatori. Dopo poche ore di addestramento, qualsiasi soldato può condurre missioni complesse con la stessa sicurezza di un pilota esperto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le capacità di missione includono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Scout</strong>, per fornire overwatch mobile a convogli o pattuglie.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Subject Tracking</strong>, per seguire automaticamente soggetti di interesse.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Crosshair Coordinates</strong>, per identificare e geolocalizzare punti di interesse.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Onboard 2D/3D Mapping</strong>, per generare mappe in tempo reale senza sistemi aggiuntivi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste funzioni trasformano il drone in un moltiplicatore di forze, migliorando l’efficienza operativa delle unità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una capacità già globale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Skydio ha già consegnato droni a tutte le branche del Dipartimento della Difesa statunitense e a <strong>25 nazioni alleate</strong>. La combinazione di <strong>produzione su larga scala</strong>, architettura <strong>dual-use</strong> e conformità ai requisiti di sicurezza (NDAA e Blue UAS) garantisce che X10D sia una piattaforma pronta non solo per le forze armate americane, ma anche per i partner NATO e internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto in cui la guerra elettronica e la negazione di accesso (A2/AD) rappresentano una minaccia crescente, il sistema offre resilienza e continuità ISR, rafforzando la capacità delle forze occidentali di mantenere la superiorità informativa e tattica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la consegna dei primi X10D nell’ambito della Tranche 2 dello SRR Program, Skydio si conferma un attore centrale nello sviluppo dei droni tattici di nuova generazione. Il sistema unisce capacità ISR avanzate, modularità e robustezza con tempi di dispiegamento rapidissimi e un’inedita facilità d’uso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalla <strong>ricognizione tattica</strong> alla <strong>difesa delle basi</strong>, fino all’integrazione con i sistemi di comando e controllo, X10D si presenta come uno strumento pensato per la guerra moderna, in grado di assicurare <strong>superiorità informativa e protezione delle forze</strong> anche negli scenari più contestati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/1-6.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"BaseDefense, DefenseIndustry, DroneTechnology, ISR, ShortRangeReconnaissance, Skydio, U.S. Army, X10D","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-23 04:14:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.skydio.com/solutions/national-security","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23820-skydio-x10d-nuovo-drone-isr-tattico-u-s-army.mp4","galleria":""}
{"id":23815,"titolo":"Malloy T-150: il drone logistico operativo per Royal Navy e Royal Marines","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Regno Unito compie un passo decisivo nell’innovazione militare: BAE Systems ha annunciato che il sistema aereo senza equipaggio (UAS) Malloy T-150 è stato dichiarato operativo. Dopo mesi di test condotti in ambienti estremi, dal gelo artico al caldo torrido dell’Oceano Indiano, il T-150 è pronto a potenziare le capacità logistiche della Royal Navy e dei Royal Marines, garantendo rifornimenti rapidi ed efficaci in scenari difficilmente raggiungibili dai mezzi tradizionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una nuova generazione di UAS</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Progettato da Malloy Aeronautics, società parte della divisione di ricerca FalconWorks di BAE Systems, il T-150 appartiene alla serie di quadricotteri elettrici pesanti “T-Series”. Questi velivoli sono in grado di trasportare carichi da 68 a 300 kg, indipendenti da piste di decollo e con un ingombro ridotto, rendendoli ideali per missioni logistiche, evacuazioni mediche o perfino il rilascio di armamenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il T-150, in particolare, può sollevare fino a 68 kg, raggiungere una velocità massima di 96 km/h e coprire oltre 70 km di distanza con un’autonomia di circa 40 minuti. Il sistema può essere impiegato sia in modalità manuale che autonoma, grazie a un’interfaccia digitale semplice e intuitiva che consente di programmare waypoint su mappa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Test ed esercitazioni estreme</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il drone è stato messo alla prova dai Royal Marines Commandos, dal 700X Naval Air Squadron e dal Commando Logistic Regiment. Le prove hanno dimostrato la capacità del T-150 di operare in condizioni proibitive, trasportando munizioni, armi, cibo, medicinali e altri rifornimenti vitali in aree isolate o su terreni complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In caso di missione, il T-150 richiede un team di due persone: un pilota remoto e un operatore dedicato al controllo della stazione di comando. Il sistema è stato inoltre integrato con avionica ridondante e batterie sostituibili rapidamente, così da garantire continuità nelle operazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":8002,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Malloy T-150: il drone logistico operativo per Royal Navy e Royal Marines\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Screenshot-2025-09-22-213905.jpg\" alt=\"Malloy T-150: il drone logistico operativo per Royal Navy e Royal Marines\" class=\"wp-image-8002\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Malloy T-150: il drone logistico operativo per Royal Navy e Royal Marines</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una prima storica in mare aperto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il drone è già stato impiegato in una missione dimostrativa con il Carrier Strike Group britannico nell’Indo-Pacifico. In quell’occasione, ha effettuato il trasferimento di rifornimenti in volo dalla portaerei HMS <em>Prince of Wales</em> al cacciatorpediniere HMS <em>Dauntless</em>, segnando la prima volta in cui un UAS di questo tipo è stato utilizzato in operazioni logistiche tra navi da guerra in mare aperto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Innovazione a basso impatto ambientale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alle prestazioni, il T-150 si distingue per il suo impatto ambientale ridotto: essendo completamente elettrico, non produce emissioni dirette durante l’impiego. Un vantaggio non solo sul piano ecologico, ma anche operativo, riducendo il rischio di rilevamento e migliorando la sostenibilità delle operazioni a lungo termine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il Malloy T-150, la Royal Navy e i Royal Marines si dotano dunque di una piattaforma versatile, robusta e sostenibile, pronta a rivoluzionare la logistica militare e a garantire un supporto tempestivo e sicuro ai reparti impegnati in missioni di prima linea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":8003,\"href\":\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/09/Document-T-series-brochure.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object></object><a id=\"wp-block-file--media-b8dfc205-66ed-4bff-84ae-1e255a7e0929\" href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/09/Document-T-series-brochure.pdf\">Document - T-series brochure</a><a href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/09/Document-T-series-brochure.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-b8dfc205-66ed-4bff-84ae-1e255a7e0929\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/RS211865_Sip-ship-T150_lpr.webp","categoria":"Internazionali","tags":"BAESystems, Droni, MalloyT150, RoyalNavy","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-22 20:54:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.baesystems.com/en/product/t-series","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23815-malloy-t-150-drone-logistico-royal-navy-marines.mp4","galleria":""}
{"id":23808,"titolo":"Sassari, 27 settembre: presentazione del libro “FORSE SPECIALI – 100 GIORNI ALL’INFERNO” di Claudio Spinelli","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sabato <strong>27 settembre</strong> a <strong>Sassari</strong>, presso la <strong>GluteSculpt Center</strong>, sarà presentato il libro <strong>“FORSE SPECIALI – 100 GIORNI ALL’INFERNO”</strong> di <strong>Claudio Spinelli</strong>, <strong>Incursore del <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">9º Reggimento d’Assalto “Col Moschin”</a></strong> fino al 2017.<br>A moderare l’incontro sarà <strong>Raffaele Sestilli</strong>, <strong>Paracadutista in congedo del <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">186º Reggimento Folgore</a></strong>, nostro assiduo lettore, amico e collaboratore in varie occasioni sul nostro blog <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">BRIGATAFOLGORE.NET</a></strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un racconto crudo, autentico, necessario</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il volume di Spinelli è, a giudizio di molti (tra cui la nostra), <strong>una delle migliori biografie mai scritte da un incursore italiano</strong>. Arruolato volontario nei <strong>Paracadutisti della Folgore</strong> nel <strong>1998</strong> e divenuto successivamente <strong>Incursore dell’Esercito</strong>, l’autore ripercorre i momenti che lo hanno visto impegnato in <strong>Afghanistan</strong> nella leggendaria <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/task-force-45/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Task Force 45</a></strong>, tra <strong>operazioni ad alta intensità, scontri a fuoco, caduti e feriti</strong>, restituendo al lettore <strong>il lato umano e operativo</strong> di chi ha servito in <strong>primissima linea</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La narrazione è diretta, <strong>senza filtri</strong>, sostenuta da <strong>immagini inedite</strong> e da un ritmo che trascina dentro l’azione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Due edizioni per due esperienze di lettura</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalla prima uscita è nato un progetto editoriale in <strong>due versioni</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>FORSE SPECIALI: 100 GIORNI ALL’INFERNO</strong> – l’edizione originale, il racconto nudo e crudo dell’esperienza sul campo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>FORSE SPECIALI 2.0: Quello che non è stato detto</strong> – <strong>edizione rivista e migliorata</strong>, con <strong>struttura più fluida</strong>, <strong>due capitoli esclusivi</strong> in aggiunta e <strong>numerose foto</strong> che accompagnano il lettore. Un <strong>proseguo imperdibile</strong> anche per chi ha già letto la prima versione.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7968,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/fs-spinelli1-2.jpg\" alt=\"Sassari, 27 settembre: presentazione di “FORSE SPECIALI – 100 GIORNI ALL’INFERNO” di Claudio Spinelli\" class=\"wp-image-7968\" title=\"Sassari, 27 settembre: presentazione del libro “FORSE SPECIALI – 100 GIORNI ALL’INFERNO” di Claudio Spinelli\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sassari, 27 settembre: presentazione di “FORSE SPECIALI – 100 GIORNI ALL’INFERNO” di Claudio Spinelli</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perché andare alla presentazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Incontro diretto con l’autore</strong>: ascoltare dalla sua voce, contesto, motivazioni e retroscena.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Approfondimento storico-operativo</strong>: dalla <strong>Folgore</strong> al <strong>Col Moschin</strong>, fino alla <strong>TF-45</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Community</strong>: incontrare un incursore non è cosa di tutti i giorni; ci sarà la possibilità di confrontarsi e fare domande.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dettagli dell’evento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Data e ora</strong>: sabato 27 settembre, 17.30</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Luogo</strong>: <strong>GluteSculpt Center</strong>, Sassari, <a href=\"https://maps.app.goo.gl/YehbQAqF3LGd1fFM9\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Via Predda Niedda, 3</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ospite</strong>: <strong>Claudio Spinelli</strong>, Incursore del <strong>9º Rgt d’Assalto “Col Moschin”</strong> fino al 2017</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Moderatore</strong>: <strong>Raffaele Sestili</strong>, Paracadutista in congedo <strong>186º Rgt Par. Folgore</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come partecipare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se siete in <strong>Sardegna</strong> o volete regalarvi un <strong>fine settimana diverso dal solito</strong>, <strong>partecipate</strong> alla presentazione: sarà l’occasione perfetta per conoscere l’autore e portare a casa il libro con una <strong>firma</strong> o una <strong>dedica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non potete esserci? Nessun problema: trovate entrambe le edizioni su <strong>Amazon</strong> ai seguenti link:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong><a href=\"https://amzn.eu/d/01RXHJR\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https://amzn.eu/d/01RXHJR\" rel=\"noreferrer noopener\">FORSE SPECIALI – 100 GIORNI ALL’INFERNO</a></strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong><a href=\"https://amzn.eu/d/0Xht6IW\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">FORSE SPECIALI 2.0 – Quello che non è stato detto</a></strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nota finale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>A Claudio</strong> vanno, ancora una volta, i nostri ringraziamenti per averci dato la possibilità di conoscere il mondo delle <strong>Forze Speciali</strong> attraverso i suoi libri. <strong>Non vogliamo spoilerare oltre</strong>: lasciamo che siano le <strong>pagine</strong> e le <strong>parole di Spinelli</strong> a parlare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/spinelli-sassari.jpg","categoria":"Blog, Forze Speciali","tags":"ClaudioSpinelli, ColMoschin, ForseSpeciali","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-22 12:04:04","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23808-sassari-27-settembre-presentazione-del-libro-forse-speciali-100-giorni-allinferno-di-claudio-spinelli.mp4","galleria":""}
{"id":23802,"titolo":"Forze Speciali USA, il Congresso tra tagli e nuove sfide globali","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le <a href=\"https://difesanews.com/le-forze-speciali-e-la-loro-influenza-sulla-componente-convenzionale-delle-forze-armate-statunitensi/\">Forze per Operazioni Speciali</a> (SOF) sono da decenni l’arma più flessibile a disposizione degli Stati Uniti. Nate per operare in missioni ad alto rischio, spesso in territori ostili o politicamente sensibili, queste unità combinano capacità militari, linguistiche e culturali uniche. Dal 1986, con la legge che istituì il <strong>Comando delle Operazioni Speciali (</strong><a href=\"https://www.socom.mil/\">USSOCOM</a><strong>)</strong> a Tampa, le SOF sono diventate una forza centrale della difesa americana. Oggi contano circa <strong>70.000 uomini e donne</strong> tra militari e civili, con compiti che spaziano dall’addestramento di forze alleate al controterrorismo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una macchina complessa e interforze</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La struttura delle Forze Speciali americane è un mosaico di comandi e reparti specializzati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>I <strong>Theater Special Operations Commands (TSOC)</strong> sono presenti in ogni area strategica del pianeta, dall’Europa al Pacifico, e forniscono supporto ai comandi regionali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Il <strong>Joint Special Operations Command (JSOC)</strong>, con sede in North Carolina, guida le missioni più riservate.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>I quattro grandi comandi interforze raccolgono l’essenza delle SOF: i <strong>Green Berets</strong> e i <strong>Rangers</strong> dell’Esercito, l’aviazione speciale dell’<strong>AFSOC</strong>, i celebri <strong>Navy SEALs</strong> e i <strong>Marine Raiders</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le SOF non sono solo azioni spettacolari. Accanto alle operazioni dirette – raid mirati, liberazione di ostaggi, ricognizione in aree sensibili – c’è tutto un mondo meno visibile. Si va dall’addestramento delle forze di sicurezza straniere (Foreign Internal Defense) alla guerra non convenzionale, dalle operazioni informative (MISO) al contrasto delle armi di distruzione di massa. Persino gli interventi umanitari in contesti di crisi rientrano nel loro mandato. Una versatilità che le rende un asset imprescindibile per la politica estera e di difesa americana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7914,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/800x600-main-picture-green-beret.jpg\" alt=\"Forze Speciali USA, il Congresso tra tagli e nuove sfide globali\" class=\"wp-image-7914\" style=\"width:840px;height:auto\" title=\"Forze Speciali USA, il Congresso tra tagli e nuove sfide globali\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Forze Speciali USA, il Congresso tra tagli e nuove sfide globali</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il braccio di ferro sui tagli</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante questo ruolo centrale, l’Esercito ha annunciato l’intenzione di ridurre di circa <strong>3.000 unità</strong> gli organici delle Forze Speciali. Il motivo? La crisi di reclutamento e la necessità di ribilanciare la forza complessiva per fronteggiare sfide come Cina e Russia.<br>Il Congresso però si è messo di traverso. Nel 2024 ha inserito una clausola nella legge di bilancio della difesa (NDAA) che blocca i tagli almeno fino al 2026. Secondo diversi deputati, ridimensionare le SOF mentre aumentano le richieste operative sarebbe un errore strategico. Il Dipartimento della Difesa, invece, insiste sulla necessità di maggiore flessibilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul tavolo c’è anche il futuro della base di <strong>Davis-Monthan (Arizona)</strong>, destinata a ospitare un nuovo <strong>Power Projection Wing</strong> dell’Aeronautica. L’idea è trasformare il 492nd Special Operations Wing in un reparto capace di gestire tutte le missioni tipiche delle SOF aeree: strike, mobilità, intelligence e supporto integrato a terra.<br>Il piano, rivisto nel 2025, prevede l’arrivo di velivoli <strong>OA-1K Armed Overwatch</strong>, dei convertiplani <strong>CV-22 Osprey</strong> e di un nuovo reparto di intelligence. Una trasformazione ambiziosa, ma costosa, che il Congresso seguirà da vicino per valutare tempi, impatti ambientali e spese infrastrutturali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Uno sguardo al futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le Forze Speciali americane si trovano a un bivio: da un lato la necessità di mantenere un vantaggio operativo in scenari globali sempre più complessi, dall’altro le pressioni di bilancio e la crisi del reclutamento. Il Congresso dovrà decidere come bilanciare queste priorità, consapevole che dalle SOF passa gran parte della credibilità militare e diplomatica degli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":7880,\"href\":\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/09/sofcrs.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object></object><a id=\"wp-block-file--media-754a2a0e-a5bc-4151-9ccb-c2bf8a1e8ae5\" href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/09/sofcrs.pdf\">sofcrs</a><a href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/09/sofcrs.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-754a2a0e-a5bc-4151-9ccb-c2bf8a1e8ae5\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/hero-careers-navy-seals-low-scaled-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"492ndSOW, AFSOC, ArmySOFcuts, CongressoUSA, CV-22Osprey, Davis-Monthan, ForzeSpecialiUSA, GreenBerets, MarineRaiders, NavySEALs, NDAA2025, OA-1K, USSOCOM","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-21 10:04:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://news.usni.org/2025/09/17/report-to-congress-on-special-operations-forces","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23802-forze-speciali-usa-congresso-tagli-sfide-global.mp4","galleria":""}
{"id":23795,"titolo":"La minaccia dei Mig russi e la risposta europea: F-35 italiani in azione nei cieli baltici","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Tallin, 19 settembre 2025</strong> – La tensione nei cieli del Baltico continua a crescere. Tre caccia russi Mig-31 hanno violato lo spazio aereo estone per circa 12 minuti, innescando un’immediata reazione della NATO. Dalla base di Ämari, due F-35 italiani della <strong>Task Force Air</strong> sono decollati in modalità <em>scramble</em> per intercettare i velivoli non autorizzati, costringendoli ad allontanarsi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta della <strong>terza violazione dello spazio aereo europeo in pochi giorni</strong>, dopo i casi registrati in Polonia e Romania. Episodi che confermano il crescente livello di provocazione militare da parte di Mosca lungo il fianco orientale dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La risposta della NATO e il ruolo italiano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il comando aereo alleato ha sottolineato come l’intervento degli F-35 italiani – appartenenti al 32° Stormo di Amendola e al 6° Stormo di Ghedi – rappresenti un segnale concreto della prontezza NATO. La <strong>Task Force Air</strong>, nell’ambito dell’operazione <em>Baltic Eagle III</em>, è in stato di allerta rapida 24 ore su 24 e garantisce la sorveglianza dello spazio aereo dei Paesi baltici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>«È una risposta rapida e decisa», ha dichiarato il segretario generale della NATO Mark Rutte. Dal canto suo, Tallinn ha invocato l’<strong>articolo 4 del Trattato Atlantico</strong>, che prevede consultazioni immediate quando uno Stato membro ritiene minacciata la propria integrità o sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7888,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/1Scramble-estonia-F35-20250813-2-1024x454-1.jpg\" alt=\"La minaccia dei Mig russi e la risposta europea: F-35 italiani in azione nei cieli baltici\" class=\"wp-image-7888\" title=\"La minaccia dei Mig russi e la risposta europea: F-35 italiani in azione nei cieli baltici\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La minaccia dei Mig russi e la risposta europea: F-35 italiani in azione nei cieli baltici</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una missione cruciale: Baltic Air Policing</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia, insieme ad altri Paesi alleati, partecipa alla missione di <strong>enhanced Air Policing (eAP)</strong> dal 2004. Si tratta di un compito collettivo volto a preservare la sicurezza dei cieli dell’Alleanza con una presenza continua di velivoli e personale pronti a reagire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 1° agosto scorso, la <strong>Portuguese Air Force</strong> ha ceduto il testimone all’Aeronautica Militare italiana con <a href=\"https://difesanews.com/litalia-al-comando-della-baltic-air-policing-via-alloperazione-baltic-eagle-iii/\">una cerimonia ufficiale ad Ämari</a>. Il <strong>Ministro della Difesa Guido Crosetto</strong> ha evidenziato come questa assunzione di responsabilità rappresenti «un segnale concreto dell’impegno strategico dell’Italia nella difesa collettiva e nella deterrenza lungo il fianco orientale».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla cerimonia era presente anche il <strong>Generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci</strong>, Comandante del COVI (Comando Operativo di Vertice Interforze), che ha sottolineato il valore della cooperazione multinazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7891,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/20250804-Estonia-AP-F35-1024x693-1.jpg\" alt=\"La minaccia dei Mig russi e la risposta europea: F-35 italiani in azione nei cieli baltici\" class=\"wp-image-7891\" title=\"La minaccia dei Mig russi e la risposta europea: F-35 italiani in azione nei cieli baltici\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La minaccia dei Mig russi e la risposta europea: F-35 italiani in azione nei cieli baltici</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Unione Europea alza la voce: nuove sanzioni contro Mosca</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano politico, la reazione dell’Unione Europea non si è fatta attendere. La presidente della Commissione <strong>Ursula von der Leyen</strong> ha condannato con fermezza l’incidente: «Risponderemo a ogni provocazione con determinazione, investendo nel rafforzamento del fianco orientale».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, Bruxelles ha annunciato il <strong>19° pacchetto di sanzioni contro la Russia</strong>, che include:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>lo <strong>stop totale al gas russo entro il 1° gennaio 2027</strong>, compreso il GNL, anticipando di un anno il piano precedente;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il <strong>blocco di 118 navi della “flotta fantasma”</strong> utilizzata per esportare idrocarburi eludendo le sanzioni;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>un <strong>divieto totale di transazioni con Rosneft e Gazpromneft</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>sanzioni a raffinerie in Paesi terzi, inclusa la Cina;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>restrizioni sulle <strong>criptovalute e sui canali bancari alternativi</strong> usati da Mosca.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il presidente del Consiglio europeo <strong>António Costa</strong> ha definito la violazione aerea «un’altra provocazione inaccettabile», annunciando che la questione sarà al centro del <strong>vertice UE a Copenaghen del 1° ottobre</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La questione energetica e i nodi interni all’UE</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante l’accordo politico, alcuni Stati membri rimangono riluttanti. <strong>Grecia, Slovacchia e Ungheria</strong> continuano a dipendere fortemente dal gas russo tramite il gasdotto TurkStream, mentre Paesi come Belgio, Francia e Spagna importano ancora GNL da Mosca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Commissione ha inoltre proposto un <strong>“prestito di riparazione” all’Ucraina</strong> finanziato con gli asset russi congelati. L’idea, però, suscita perplessità: <strong>Italia e BCE</strong> hanno espresso dubbi sulla fattibilità giuridica ed economica dell’operazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7894,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La minaccia dei Mig russi e la risposta europea: F-35 italiani in azione nei cieli baltici\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/1Scramble-estonia-F35-20250813-3-1024x576-1.jpg\" alt=\"La minaccia dei Mig russi e la risposta europea: F-35 italiani in azione nei cieli baltici\" class=\"wp-image-7894\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La minaccia dei Mig russi e la risposta europea: F-35 italiani in azione nei cieli baltici</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un contesto di crescente instabilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’Alta rappresentante UE <strong>Kaja Kallas</strong>, ex premier estone, l’incidente «contribuisce ad aumentare le tensioni nella regione baltica» e dimostra la volontà del Cremlino di testare la reattività dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La NATO, intanto, ribadisce la natura <strong>difensiva della missione Air Policing</strong>, parte integrante dell’Air Shielding, dispositivo creato per garantire la protezione dello spazio aereo dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le incursioni russe nel Baltico non sono episodi isolati ma parte di una strategia di pressione militare e diplomatica. La risposta italiana con i suoi F-35 dimostra non solo la prontezza operativa della NATO, ma anche il ruolo crescente dell’Italia nella difesa collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In parallelo, l’UE cerca di colpire Mosca sul piano economico ed energetico, accelerando lo <strong>sganciamento dal gas russo</strong> e rafforzando la deterrenza militare. Tuttavia, divisioni interne tra i Paesi membri rischiano di indebolire la compattezza necessaria a fronteggiare un avversario che, ancora una volta, usa la provocazione come arma politica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/f-35-lighting-ii-joint-strike-fighter.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"BalticAirPolicing, F35italiani, NATOsicurezza, sanzioniUE","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-20 09:24:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23795-mig-russi-f-35-italiani-in-azione-nei-cieli-baltici.mp4","galleria":""}
{"id":23790,"titolo":"Il nuovo fronte invisibile: l’U.S. Army detta le regole per i droni sul campo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni, i <strong>piccoli sistemi aerei senza pilota (sUAS)</strong> hanno assunto un ruolo decisivo nei conflitti moderni, in particolare grazie al banco di prova rappresentato dalla guerra in Ucraina. I droni tattici, ormai presenti in ogni livello dello scontro, stanno trasformando radicalmente la concezione di potenza aerea e la gestione del campo di battaglia. La U.S. Army ha raccolto queste esperienze nel documento “<em>Small Unmanned Aircraft System Airspace Management and Control – A Handbook for Army Leaders</em>”, pubblicato il 12 settembre e redatto dal <em><a href=\"https://www.army.mil/call\">Center for Army Lessons Learned</a></em> (CALL).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La memoria operativa dell’Esercito Americano</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il CALL, struttura deputata alla raccolta e diffusione delle lezioni apprese, ha il compito di trasformare le esperienze maturate in teatri operativi e in esercitazione in procedure codificate, manuali e linee guida. Con il nuovo handbook, l’istituzione mette a disposizione dei leader militari uno strumento concreto per affrontare le sfide poste dall’integrazione di sUAS nello spazio aereo vicino al terreno. L’obiettivo è quello di favorire l’apprendimento collettivo e la diffusione di standard operativi comuni, capaci di garantire libertà di manovra e sicurezza delle operazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il documento sottolinea come l’aumento massiccio di droni comporti un inedito livello di complessità nella gestione del traffico aereo militare. La convivenza tra mezzi pilotati e non pilotati, artiglieria e sistemi di difesa aerea impone una sincronizzazione continua tra i vari livelli tattici e, sempre più spesso, tra diverse forze armate e Paesi alleati. Per questa ragione, il manuale introduce il concetto di <em>Unit Airspace Plans</em> (UAP), ossia <strong>piani di spazio aereo</strong> che devono essere sviluppati e aggiornati costantemente anche a livello di compagnia e battaglione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Ruoli e responsabilità in trasformazione</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La riorganizzazione dei compiti è un altro punto cruciale. L’<strong>Air Defense Airspace Management </strong>(ADAM) a livello di brigata vede accresciuto il proprio peso, fungendo da cerniera tra le unità impieganti droni e il quadro complessivo del traffico aereo. Le compagnie e i battaglioni, invece, sono chiamati a integrare l’impiego di sUAS con una vigilanza attiva dello spazio aereo di settore. Gli operatori, pertanto, non sono più semplici piloti di droni, ma devono sviluppare una costante consapevolezza situazionale e capacità di coordinamento multilivello.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7833,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/sd.webp\" alt=\"Il nuovo fronte invisibile: l’U.S. Army detta le regole per i droni sul campo\" class=\"wp-image-7833\" title=\"Il nuovo fronte invisibile: l’U.S. Army detta le regole per i droni sul campo\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il nuovo fronte invisibile: l’U.S. Army detta le regole per i droni sul campo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Deconflicting dinamico e automazione</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore del manuale è rappresentato dal concetto di <em>dynamic deconflicting</em>: una pianificazione preventiva delle rotte, delle altitudini e delle zone di coordinamento, che deve però rimanere flessibile e adattabile in tempo reale. A questo si aggiungono misure di sicurezza come le procedure di emergenza, i siti di atterraggio alternativi e la gestione di eventuali interferenze nemiche o condizioni meteo avverse. Strumenti digitali come il <em>Tactical Airspace Integration System</em> (TAIS) e i sistemi di tracciamento automatizzato delle missioni diventano quindi indispensabili per garantire reattività, ridurre il carico sugli operatori e mantenere la continuità delle operazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Uno sguardo al futuro</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il manuale del CALL si propone come guida pratica per affrontare una sfida in continua evoluzione: la gestione della crescente densità di droni sul campo di battaglia. Pur offrendo soluzioni concrete – SOP realistici, automazione dei processi, pianificazione integrata – resta aperta la questione dell’adattamento normativo e dottrinale, che dovrà evolversi di pari passo con lo sviluppo tecnologico. Nei prossimi anni, la capacità delle forze armate di integrare pienamente i sUAS nella propria concezione di manovra sarà uno dei fattori determinanti della superiorità militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/Screenshot-2025-09-18-235748.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"droni tattici, gestione spazio aereo, sUAS, U.S. Army","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-20 08:24:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://api.army.mil/e2/c/downloads/2025/09/10/266200da/small-unmanned-aircraft-system-airspace-management-and-control-a-handbook-for-army-leaders.pdf","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23790-fronte-lu-s-army-regole-per-i-droni-sul-campo.mp4","galleria":""}
{"id":23784,"titolo":"Ferrari SF90 - record di velocità a bordo di Nave Trieste","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Civitavecchia, 18 settembre 2025 – Al porto di Civitavecchia si è svolto un evento unico che ha unito velocità, tecnologia e inclusione sociale. È di nuovo record per Fabio Barone, il pilota romano già detentore di sei Guinness World Records, che sul ponte di volo di <a href=\"https://difesanews.com/joint-stars-2025-esercitazione-interforze-per-la-difesa-e-la-sicurezza-nazionale/\">Nave Trieste della Marina Militare</a> ha percorso a tutta velocità i 205 metri del ponte di volo a bordo della sua Ferrari SF90 Stradale da oltre 1.000 cavalli. L’obiettivo era battere se stesso e il primato mondiale di velocità a bordo di una nave, che già deteneva dallo scorso anno a Taranto. Se il 13 luglio 2024 Barone aveva raggiunto i 152 km/h sulla Portaeromobili Garibaldi, oggi sul gioiello della tecnologia e ingegneria navale italiana, al volante della Ferrari preparata dal Team Capristo e con una livrea speciale dedicata alla Marina Militare con il motto di Nave Trieste “Fulge super mare”, ha toccato la punta di velocità di 164 km/h, ben 12 in più rispetto al precedente limite.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7862,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Ferrari SF90 - record di velocità a bordo di Nave Trieste\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/big_DJI_0129-1024x768-1.webp\" alt=\"Ferrari SF90 - record di velocità a bordo di Nave Trieste\" class=\"wp-image-7862\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ferrari SF90 - record di velocità a bordo di Nave Trieste</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La Nave Trieste: la più grande unità della Marina Militare</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il risultato segna un enorme passo avanti rispetto al record di un anno fa, che già aveva superato di 7 km/h il precedente primato stabilito nel 2019 dall’americana Shea Holbrook. Quest’ultima, a bordo della portaerei USS Hornet, aveva raggiunto i 145 km/h guidando una Porsche Taycan. Nave Trieste, consegnata alla Marina nel dicembre 2024 e classificata come LHD (Landing Helicopter Dock), rappresenta la più grande unità navale costruita in Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale, con una lunghezza di 245 metri, un ponte di volo di oltre 230 metri, una propulsione ibrida CODLOG e spazi in grado di accogliere oltre 1.000 posti letto, 600 fucilieri e 1.200 metri lineari di garage per veicoli. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7863,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Ferrari SF90 - record di velocità a bordo di Nave Trieste\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/img_1455-576x1024-1.webp\" alt=\"Ferrari SF90 - record di velocità a bordo di Nave Trieste\" class=\"wp-image-7863\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ferrari SF90 - record di velocità a bordo di Nave Trieste</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evento ha avuto anche una forte valenza sociale: i ragazzi e le ragazze dell’Associazione Italiana Persone Down (AIPD) hanno partecipato come “meccanici per un giorno”, vivendo l’emozione del record mondiale insieme al team guidato dal leggendario meccanico Ferrari Modesto Menabue. Così la sfida non è stata soltanto un’impresa sportiva e tecnologica, ma anche un momento di inclusione e condivisione, capace di unire eccellenza ingegneristica, passione automobilistica e solidarietà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/1-5.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"AIPD, Civitavecchia, CODLOG, FerrariSF90, GuinnessWorldRecord, InclusioneSociale, MadeinItaly, marinamilitare, Meccaniciperungiorno, NaveTrieste, PontediVolo, RecordVelocità, tecnologia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-19 18:34:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.adnkronos.com/cronaca/fabio-barone-conquista-il-7-record-del-mondo-con-la-sua-ferrari-a-164-allora-sul-ponte-di-nave-trieste_6XISaiL7SXEdjIf7Lsf0zG?refresh_ce#google_vignette","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23784-ferrari-sf90-record-di-velocita-nave-trieste.mp4","galleria":""}
{"id":23779,"titolo":"Missione K-9: Oslo investe sull’equipaggiamento dei cani soldato","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le Forze armate norvegesi hanno recentemente firmato un contratto quadriennale del valore complessivo di 4 milioni di dollari con l’azienda Non-stop Dogwear, specializzata nella produzione di equipaggiamenti per cani da lavoro e professionisti del settore. L’accordo, che entrerà ufficialmente in vigore a partire dal prossimo mese, rappresenta un passo significativo per il rafforzamento delle capacità operative delle unità cinofile, impegnate sia sul territorio nazionale sia in missioni all’estero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La fornitura comprenderà un’ampia gamma di strumenti, fra cui pettorine ergonomiche, guinzagli, calzature protettive per le zampe, gabbie da trasporto, kit veterinari e attrezzature per l’addestramento in scenari operativi complessi. Tutti i prodotti sono concepiti per resistere a condizioni estreme, con materiali testati per garantire affidabilità e durata nel tempo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’importanza delle unità cinofile in ambito militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I cani da lavoro militari, noti come K-9, rivestono un ruolo sempre più centrale nelle operazioni contemporanee. Grazie alle loro capacità sensoriali e alla loro versatilità, vengono impiegati per compiti che vanno dalla ricerca di esplosivi al rilevamento di sostanze pericolose, dal supporto alle unità di fanteria al pattugliamento in aree ad alto rischio. In numerosi teatri operativi internazionali, i K-9 hanno dimostrato di poter salvare vite umane, anticipando minacce che la tecnologia non riesce sempre a individuare con la stessa rapidità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contratto norvegese sottolinea dunque la volontà di investire in risorse che possano migliorare la prontezza e l’efficacia delle missioni, non solo aumentando la sicurezza dei militari, ma anche salvaguardando il benessere e l’efficienza dei cani stessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7826,\"width\":\"1000px\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Missione K-9: Oslo investe sull’equipaggiamento dei cani soldato\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Glacier-jacket-defense-green-webressquare-1024x1024-1.webp\" alt=\"Missione K-9: Oslo investe sull’equipaggiamento dei cani soldato\" class=\"wp-image-7826\" style=\"width:1000px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Missione K-9: Oslo investe sull’equipaggiamento dei cani soldato</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Non-stop Dogwear: dal settore civile al comparto difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fondata in Norvegia, Non-stop Dogwear ha costruito la sua reputazione nel campo degli sport cinofili e delle attività outdoor, sviluppando soluzioni innovative per cani da slitta, da ricerca e da lavoro. Con la creazione della divisione Non-stop Professional, l’azienda ha esteso il proprio know-how al mondo della sicurezza, collaborando con corpi militari, forze di polizia e squadre di soccorso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contratto con le Forze armate norvegesi rappresenta la prima grande commessa governativa ottenuta in maniera indipendente dall’azienda, un riconoscimento che certifica la sua capacità di soddisfare gli standard richiesti in ambito difesa. Secondo il fondatore e CEO Kristoffer Grøtan Olsen, testare i prodotti in condizioni operative reali è la chiave per fornire equipaggiamenti affidabili: “La nostra missione è sviluppare strumenti che possano resistere alle situazioni più difficili, garantendo che cani e conduttori possano contare sul materiale in ogni circostanza”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Innovazione e standard di qualità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli aspetti più rilevanti dell’accordo riguarda la qualità dei materiali e la loro resistenza agli stress operativi. Ogni prodotto viene sottoposto a prove rigorose di resistenza, trazione e usura, con l’obiettivo di garantire prestazioni costanti anche dopo un utilizzo prolungato. Questo approccio è particolarmente importante per i cani militari, caratterizzati da un alto livello di energia e da una capacità di lavoro che mette a dura prova l’equipaggiamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le pettorine, ad esempio, sono progettate per distribuire in modo uniforme la forza sul corpo del cane, riducendo il rischio di infortuni e migliorando la manovrabilità durante le operazioni. Le calzature protettive, invece, assicurano una protezione efficace su terreni difficili come neve, ghiaccio, ghiaia o superfici calde, condizioni tipiche dei diversi contesti in cui i militari norvegesi operano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Impatto operativo per le Forze armate norvegesi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’introduzione di questo nuovo equipaggiamento avrà un impatto significativo sulla prontezza operativa delle unità K-9. Da un lato, migliorerà le capacità di risposta in scenari complessi come la lotta al terrorismo, le missioni di peacekeeping o le operazioni di sorveglianza dei confini. Dall’altro, contribuirà a ridurre il carico fisico e psicologico dei cani e dei loro conduttori, migliorando il benessere complessivo delle squadre cinofile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’accordo rientra in una strategia più ampia della Difesa norvegese, che punta a rafforzare l’efficienza delle proprie unità attraverso investimenti mirati in tecnologia, addestramento e risorse umane. La collaborazione con un’azienda nazionale come Non-stop Dogwear consente inoltre di sostenere l’industria locale, promuovendo allo stesso tempo innovazione e competitività sul mercato internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Prospettive future e valore simbolico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre al valore pratico, questo contratto ha anche un significato simbolico. Evidenzia come il ruolo delle unità cinofile sia ormai riconosciuto a livello istituzionale come parte integrante delle operazioni militari moderne. La cooperazione tra Forze armate e settore privato mostra come sia possibile integrare competenze civili e militari per raggiungere obiettivi comuni, in questo caso la sicurezza e l’efficacia delle missioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo di Non-stop Dogwear potrebbe aprire la strada ad ulteriori collaborazioni con altri Paesi e con organizzazioni internazionali, rafforzando il posizionamento della Norvegia come punto di riferimento nella gestione e valorizzazione delle risorse cinofile. Per le unità K-9 norvegesi, l’accordo rappresenta non solo un investimento economico, ma soprattutto un riconoscimento del loro contributo insostituibile nelle sfide della sicurezza contemporanea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/i9nd95aeld231.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"attrezzaturetattiche, canidalavoro, contrattodifesa, equipaggiamentomilitareK-9, Forzearmatenorvegesi, Non-stopDogwear, operazionimilitari","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-19 04:24:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://defence-blog.com/norway-signs-4m-deal-for-military-dog-gear/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23779-k-9-oslo-investe-equipaggiamento-cani-soldato.mp4","galleria":""}
{"id":23774,"titolo":"La visione audace del First Sea Lord: la Royal Navy verso la guerra del futuro","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Londra - Il Capo della Royal Navy, <strong>Generale Sir Gwyn Jenkins</strong>, ha tracciato la rotta per trasformare radicalmente la Forza Marittima britannica, puntando su innovazione tecnologica, autonomia operativa e prontezza bellica entro i prossimi quattro anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">“Uncrewed wherever possible”</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo primo discorso pubblico come <strong>First Sea Lord</strong>, Jenkins ha presentato un principio guida semplice ma dirompente: <em>“<strong>uncrewed wherever possible; crewed only where necessary</strong>”</em>. Una formula destinata a ridisegnare le operazioni navali, riducendo il ricorso a equipaggi umani e ampliando l’impiego di sistemi autonomi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto prevede lo sviluppo di <strong>wing aeree ibride</strong> sulle portaerei classe <em>Queen Elizabeth</em>, capaci di integrare caccia, elicotteri e droni. Entro l’anno prossimo, la Royal Navy mira a lanciare il primo drone a reazione da una portaerei, consolidando il ruolo del Regno Unito come apripista nella NATO per le nuove forme di guerra marittima.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7843,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La visione audace del First Sea Lord: la Royal Navy verso la guerra del futuro\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/FRPUE20250515XK0086024hires-819x1024-1.webp\" alt=\"La visione audace del First Sea Lord: la Royal Navy verso la guerra del futuro\" class=\"wp-image-7843\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La visione audace del First Sea Lord: la Royal Navy verso la guerra del futuro</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Atlantic Bastion e flotte ibride</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i punti cardine della visione di Jenkins c’è la creazione del concetto <strong>Atlantic Bastion</strong>: gruppi di scorta senza equipaggio, integrati con i nuovi sottomarini e le fregate Type 26, in grado di operare in autonomia nell’Atlantico settentrionale. Queste unità saranno pronte a individuare, tracciare e ingaggiare eventuali minacce, affiancando le navi con equipaggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Non è fantascienza”, ha ribadito Jenkins. “Il mio obiettivo è avere la prima scorta navale senza equipaggio a fianco delle nostre unità entro due anni.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un piano ambizioso che si inserisce in una strategia di lungo periodo: costruire una <strong>Royal Navy ibrida</strong>, composta da piattaforme con e senza equipaggio, connesse digitalmente e capaci di ridefinire la potenza marittima su più domini – sopra, sotto e dal mare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Prontezza operativa e ruolo dei Royal Marines</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto all’innovazione tecnologica, Jenkins ha ricordato la centralità delle missioni tradizionali: garantire la dissuasione nucleare, proteggere le rotte marittime e rafforzare la sicurezza del Regno Unito. Ha insistito sulla necessità di <strong>semplificare i processi interni</strong> e mettere il personale nelle condizioni migliori per operare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un passaggio rilevante ha riguardato i <strong><a href=\"https://difesanews.com/royal-marines-sierra-nevada-addestramento-estremo/\">Royal Marines</a></strong>, protagonisti di una trasformazione avviata quasi dieci anni fa e oggi considerata un modello anticipatore delle guerre contemporanee. Dotati di nuove armi e tecnologie, i Marines britannici sono sempre più orientati a un impiego <strong>disperso, connesso ma autonomo</strong>, incarnando il concetto di <em>21st Century Commando</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Jenkins, la loro importanza sarà decisiva soprattutto nell’<strong>Alto Nord</strong>, regione strategica sia per il confronto con la crescente flotta sottomarina russa sia per le sfide derivanti dal cambiamento climatico, che sta accendendo la competizione tra Stati su rotte, risorse e territori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Una Royal Navy proiettata nel futuro</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <a href=\"https://www.gov.uk/government/speeches/first-sea-lord-general-sir-gwyn-jenkins-speech-at-dsei-2025\">messaggio del First Sea Lord è chiaro</a>: per affrontare le minacce emergenti e mantenere un ruolo guida nella NATO, la Royal Navy deve reinventarsi rapidamente. Una trasformazione che unisce <strong>tecnologia, autonomia e adattamento operativo</strong>, con l’obiettivo di consegnare al Regno Unito una forza navale in grado di combattere – e vincere – nei mari del XXI secolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/FLEET-20250902-ZF0016-008-e1758235564310.webp","categoria":"Internazionali","tags":"AtlanticBastion, droninavali, FirstSeaLord, NATO, RoyalNavy","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-18 23:54:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.royalnavy.mod.uk/news/2025/september/11/20250911-first-sea-lord-outlines-future-of-the-royal-navy-at-dsei","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23774-visione-first-sea-lord-royal-navy-guerra-del-futuro.mp4","galleria":""}
{"id":23767,"titolo":"I sistemi spaziali e il loro ruolo nella guerra moderna: l’arma invisibile che decide i conflitti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli scenari bellici contemporanei, lo <strong>Spazio</strong> è diventato un dominio operativo imprescindibile, al pari di terra, mare, aria e cyber. La capacità di sfruttare i <strong>dati, prodotti e servizi (DPS)</strong> provenienti dalle piattaforme spaziali consente alle forze armate – sia nazionali sia alleate come la NATO – di operare con maggiore precisione, rapidità ed efficienza, riducendo i rischi per uomini e mezzi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’impatto è particolarmente evidente nei sistemi aerei a pilotaggio remoto (<strong>UAS, Unmanned Aircraft Systems</strong>), che dipendono in modo critico dai servizi spaziali per navigazione, comunicazioni, ricognizione e supporto operativo. Comprendere i <strong>segmenti, le capacità e le vulnerabilità dei sistemi spaziali</strong> è dunque fondamentale non solo per la pianificazione militare, ma anche per la sicurezza collettiva in un mondo caratterizzato da una competizione tecnologica e geopolitica sempre più serrata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dallo spazio profondo alla guerra moderna</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la <strong>Guerra Fredda</strong>, Stati Uniti e Unione Sovietica furono le potenze trainanti della corsa allo spazio, ottenendo enormi vantaggi tecnologici e militari. Oggi, il “club dello spazio” si è ampliato: <strong>Cina, India, Europa, Giappone</strong> e altre nazioni dispongono di capacità avanzate, mentre Russia e USA continuano a investire per mantenere la supremazia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo spazio non è più solo un teatro scientifico o economico, ma un <strong>dominio operativo strategico</strong>. Satelliti di sorveglianza, sistemi di comunicazione e costellazioni di navigazione giocano un ruolo centrale nell’assicurare la superiorità informativa e la capacità di condurre operazioni militari integrate su scala globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I quattro segmenti di un sistema spaziale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un sistema spaziale non si riduce al satellite che orbita sopra le nostre teste: esso è composto da quattro segmenti interconnessi, ognuno dei quali è indispensabile al funzionamento dell’insieme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Space Segment</strong>: il satellite in orbita, dotato dei sensori o delle apparecchiature di missione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ground Segment</strong>: le stazioni di comando e controllo che gestiscono il satellite e il suo carico utile.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>User Segment</strong>: gli utenti finali che ricevono ed elaborano i dati (forze armate, operatori civili, ecc.).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Link Segment</strong>: i collegamenti radio (uplink e downlink) che trasmettono dati e comandi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il malfunzionamento – o il sabotaggio – di uno solo di questi segmenti può compromettere l’intero sistema, rendendo lo spazio sia una risorsa strategica sia un bersaglio privilegiato.o sistema, rendendo lo spazio sia una risorsa strategica sia un bersaglio privilegiato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I vantaggi e i limiti dei servizi spaziali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>’utilizzo dei satelliti comporta una serie di <strong>vantaggi operativi</strong>: copertura globale con forze ridotte, raccolta di informazioni senza violare confini nazionali, trasmissioni quasi in tempo reale e possibilità di supporto a operazioni di spedizione con reparti leggeri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, non mancano i <strong>limiti</strong>: la risoluzione delle immagini, i tempi di rivisita, l’influenza delle condizioni atmosferiche e i ritardi nella trasmissione. Per questo, ogni missione richiede una pianificazione accurata basata sulle caratteristiche orbitali dei satelliti coinvolti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le orbite tipiche</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>LEO (Low Earth Orbit, 200–2.000 km)</strong>: usata per osservazione terrestre, intelligence, scopi scientifici e la Stazione Spaziale Internazionale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>MEO (Medium Earth Orbit, 2.000–36.000 km)</strong>: ospita le costellazioni GNSS come GPS e Galileo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>GEO (Geostationary Earth Orbit, 36.000 km)</strong>: orbita geostazionaria ideale per comunicazioni e allerta precoce.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>HEO (Highly Elliptical Orbit, 200–40.000 km)</strong>: garantisce copertura prolungata su alte latitudini, utile per comunicazioni militari.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le orbite tipiche</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>LEO (Low Earth Orbit, 200–2.000 km)</strong>: usata per osservazione terrestre, intelligence, scopi scientifici e la Stazione Spaziale Internazionale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>MEO (Medium Earth Orbit, 2.000–36.000 km)</strong>: ospita le costellazioni GNSS come GPS e Galileo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>GEO (Geostationary Earth Orbit, 36.000 km)</strong>: orbita geostazionaria ideale per comunicazioni e allerta precoce.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>HEO (Highly Elliptical Orbit, 200–40.000 km)</strong>: garantisce copertura prolungata su alte latitudini, utile per comunicazioni militari.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le sei aree funzionali delle capacità spaziali militari</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo la classificazione NATO, le attività spaziali possono essere suddivise in sei grandi aree.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Posizionamento, Navigazione e Timing (PNT).</strong> Sistemi come GPS, Galileo, Glonass e Beidou consentono il posizionamento preciso, la sincronizzazione delle comunicazioni e l’impiego di armi a guida di precisione. Tuttavia, la debolezza del segnale li rende vulnerabili a <strong>jamming</strong> e <strong>spoofing</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione (ISR).</strong> Satelliti ottici, a infrarossi o radar ad apertura sintetica forniscono immagini e dati essenziali alla pianificazione militare, sebbene con limiti legati alla risoluzione, alle condizioni atmosferiche e ai tempi di rivisita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Meteorologia e Oceanografia (METOC).</strong> Le previsioni meteo satellitari sono cruciali per le operazioni militari, in particolare per gli UAS, sensibili alle condizioni atmosferiche. Anche l’attività solare può influire su comunicazioni e sensori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Space Situational Awareness (SSA).</strong> Monitoraggio delle attività nello spazio, prevenzione delle collisioni, tracciamento dei detriti e previsione degli overflight dei satelliti avversari: strumenti essenziali per la consapevolezza situazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Comunicazioni satellitari (SATCOM).</strong> Fondamentali per comando e controllo, soprattutto per operazioni oltre la linea di vista. Consentono trasmissioni globali, ma sono soggette a limiti di capacità e vulnerabilità a interferenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Allerta precoce condivisa (Shared Early Warning).</strong> Servizi di allerta missilistica basati su dati satellitari, essenziali per la difesa di alleati e popolazioni civili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">UAS e dipendenza dai servizi spaziali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli <strong>aeromobili senza pilota</strong> costituiscono oggi una gamma vastissima, dai droni commerciali ai complessi sistemi militari a lungo raggio. Tutti, in misura diversa, dipendono dai servizi spaziali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le <strong>comunicazioni satellitari</strong> (SATCOM) sono vitali per il controllo oltre la linea di vista (BLOS). I <strong>servizi PNT</strong> sono indispensabili per navigazione, sincronizzazione e impiego di munizionamento guidato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La crescente complessità dei sensori a bordo degli UAS comporta una domanda esponenziale di banda, che i satelliti devono soddisfare con nuove costellazioni in orbite più basse (LEO e MEO), le cosiddette <strong>mega-costellazioni</strong>. Questi sistemi promettono maggiore capacità di trasmissione, minore latenza e copertura globale, ma aprono anche nuovi scenari di competizione strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7720,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"I sistemi spaziali e il loro ruolo nella guerra moderna: l’arma invisibile che decide i conflitti\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/CUAS_Fig_12_1.png-1024x472-1.webp\" alt=\"I sistemi spaziali e il loro ruolo nella guerra moderna: l’arma invisibile che decide i conflitti\" class=\"wp-image-7720\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">UAS in collegamento tramite comunicazioni satellitari - Copyright US JAPCC</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le minacce: dal jamming allo spoofing</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’interruzione dei collegamenti satellitari rappresenta una delle vulnerabilità più gravi per le operazioni militari. Due tecniche sono ormai ben note e ampiamente utilizzate:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Jamming</strong>: consiste nell’inviare un segnale radio disturbante nella stessa frequenza del segnale autentico, impedendo al ricevitore di distinguere quello corretto.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Spoofing</strong>: è una forma più sofisticata, che consiste nel generare un falso segnale apparentemente autentico, inducendo il sistema bersaglio a ricevere dati errati.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Entrambe le tecniche hanno già dimostrato la loro efficacia contro i droni commerciali e rappresentano una minaccia concreta anche per i sistemi militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Uplink e Downlink Jamming</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alle interferenze generiche, è fondamentale distinguere due varianti operative particolarmente rilevanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Uplink Jamming.</strong> In questo caso, il disturbo colpisce la tratta di comunicazione che va dalla stazione di terra al satellite. Il jammer deve trovarsi all’interno del campo visivo dell’antenna del satellite e trasmettere un segnale disturbante molto potente. Se efficace, il satellite non riesce più a distinguere il comando legittimo e l’intero flusso operativo viene compromesso. Questo tipo di attacco è particolarmente pericoloso perché colpisce la capacità di controllo del satellite, rendendolo temporaneamente inutilizzabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7719,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"I sistemi spaziali e il loro ruolo nella guerra moderna: l’arma invisibile che decide i conflitti\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/CUAS_Fig_12_2.png-1024x482-1.webp\" alt=\"I sistemi spaziali e il loro ruolo nella guerra moderna: l’arma invisibile che decide i conflitti\" class=\"wp-image-7719\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Uplink Jamming - Copyright US JAPCC</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Downlink Jamming.</strong> Qui l’obiettivo è il segnale che scende dal satellite verso il ricevitore a terra o direttamente verso un UAS. Il jammer deve trovarsi vicino all’antenna ricevente e trasmettere un segnale disturbante, che oscura quello autentico. Questo approccio è più semplice e meno costoso, perché richiede meno potenza rispetto all’uplink jamming. Può però avere effetti devastanti, soprattutto contro UAS che dipendono dal collegamento continuo per ricevere dati critici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7721,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"I sistemi spaziali e il loro ruolo nella guerra moderna: l’arma invisibile che decide i conflitti\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/CUAS_Fig_12_3.png-1024x521-1.webp\" alt=\"I sistemi spaziali e il loro ruolo nella guerra moderna: l’arma invisibile che decide i conflitti\" class=\"wp-image-7721\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Downlink Jamming  - Copyright US JAPCC</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste due forme di jamming mostrano chiaramente come i sistemi spaziali siano <strong>vulnerabili su entrambe le tratte di comunicazione</strong>: sia quella ascendente che quella discendente. Per questo motivo, le forze armate devono prevedere ridondanze, linee alternative e sistemi protetti contro interferenze intenzionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le influenze del meteo spaziale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non solo l’azione umana, ma anche i fenomeni naturali possono compromettere le comunicazioni satellitari. Le tempeste solari e l’attività geomagnetica possono provocare disturbi nei segnali GNSS e SATCOM, danneggiando i sistemi elettronici a bordo degli UAS e delle stazioni di terra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un improvviso blackout dovuto a una tempesta solare può avere lo stesso effetto di un attacco di jamming, ma senza possibilità di attribuzione o difesa preventiva. Questo aggiunge un ulteriore livello di complessità alla gestione delle operazioni militari dipendenti dallo spazio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo spazio è oggi un <strong>moltiplicatore di forza</strong> essenziale per le operazioni militari. Nessuna missione moderna può essere pianificata o condotta senza il supporto di satelliti per navigazione, comunicazione, sorveglianza e allerta precoce. Tuttavia, questa dipendenza comporta anche nuove vulnerabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli UAS, in particolare, sono strettamente legati alla disponibilità di servizi satellitari. Attacchi mirati – dal <strong>jamming</strong> allo <strong>spoofing</strong>, fino a forme più specifiche come l’<strong>uplink</strong> e il <strong>downlink jamming</strong> – possono compromettere missioni critiche, ridurre l’efficacia operativa e persino causare la perdita di assetti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sfida per le forze armate moderne sarà quindi duplice: da un lato sfruttare al massimo le opportunità offerte dalle nuove costellazioni satellitari e dall’integrazione di sistemi spaziali sempre più avanzati; dall’altro proteggere questi stessi sistemi da interferenze, attacchi e fenomeni naturali che potrebbero trasformare il vantaggio tecnologico in un tallone d’Achille.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/7373987c-8b27-4e3d-b2ee-68c4701071a4.jpg","categoria":"Blog","tags":"guerramoderna, sistemisatellitari, spaziodifesa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-18 09:44:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.japcc.org/chapters/c-uas-space-operations/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23767-i-sistemi-spaziali-e-il-loro-ruolo-nella-guerra-moderna-larma-invisibile-che-decide-i-conflitti.mp4","galleria":""}
{"id":23761,"titolo":"La Silicon Valley veste l’uniforme: quando l’IA entra nel Pentagono","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intelligenza artificiale e le tecnologie digitali non sono più soltanto strumenti civili, ma stanno diventando parte integrante delle strategie militari. Con il lancio del programma <strong>“Detachment 201 – Executive Innovation Corps”</strong>, l’esercito statunitense punta a ridurre la distanza tra innovazione commerciale e esigenze militari, coinvolgendo figure di spicco del settore tecnologico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il progetto “Distaccamento 201”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 13 giugno 2025, a Washington, l’U.S. Army ha ufficialmente costituito il <strong>Detachment 201</strong>, una nuova iniziativa mirata a reclutare dirigenti tecnologici di primo piano come <strong>ufficiali riservisti</strong>. Il programma prevede che questi professionisti prestino servizio part-time nell’<strong>Army Reserve</strong>, con il grado di <strong>tenente colonnello</strong>, fornendo consulenza su progetti chiave per guidare soluzioni tecnologiche rapide e scalabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il loro contributo si inserisce all’interno dell’<strong>Army Transformation Initiative</strong>, con l’obiettivo di rendere le forze armate più <strong>agili, intelligenti ed efficienti</strong>. Attraverso il coinvolgimento diretto della Silicon Valley, l’esercito punta a potenziare settori come <strong>intelligenza artificiale, cybersicurezza, automazione e analisi dei dati</strong>, considerati fondamentali per affrontare le sfide future.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7391,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/e11e1e8a-b7f6-41d6-9234-5256bec767d6-1024x946-1.png\" alt=\"La Silicon Valley veste l’uniforme: quando l’IA entra nel Pentagono\" class=\"wp-image-7391\" title=\"La Silicon Valley veste l’uniforme: quando l’IA entra nel Pentagono\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I protagonisti del nuovo corpo di innovazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i primi quattro leader tecnologici a vestire l’uniforme figurano:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Shyam Sankar</strong>, Chief Technology Officer di <strong>Palantir</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Andrew Bosworth</strong>, Chief Technology Officer di <strong>Meta</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Kevin Weil</strong>, Chief Product Officer di <strong>OpenAI</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Bob McGrew</strong>, advisor di <strong>Thinking Machines Lab</strong> ed ex Chief Research Officer di <strong>OpenAI</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il loro giuramento segna l’avvio ufficiale del <strong>Detachment 201</strong> e costituisce un modello che potrebbe ispirare altri professionisti del settore tecnologico a mettere le proprie competenze al servizio della sicurezza nazionale, senza abbandonare le rispettive carriere civili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7712,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La Silicon Valley veste l’uniforme: quando l’IA entra nel Pentagono\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/det201-819x1024-1.jpg\" alt=\"La Silicon Valley veste l’uniforme: quando l’IA entra nel Pentagono\" class=\"wp-image-7712\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un ponte tra esercito e industria tecnologica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Detachment 201</strong> non rappresenta soltanto un gesto simbolico, ma si configura come una <strong>strategia strutturata e di lungo periodo</strong> per ridurre la distanza che tradizionalmente separa l’innovazione privata dall’apparato militare. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di <strong>valorizzare il know-how delle grandi aziende tecnologiche</strong> e di inserirlo all’interno dei processi decisionali delle forze armate, in modo da accelerare lo sviluppo di strumenti digitali, sistemi di analisi avanzata e soluzioni di automazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presenza di figure di spicco della Silicon Valley nelle file della riserva americana evidenzia come il Pentagono stia puntando a una <strong>integrazione diretta tra innovazione civile e sicurezza nazionale</strong>, superando la tradizionale distinzione tra i due mondi. Attraverso il contributo di professionisti con esperienze maturate in aziende leader come Meta, Palantir e OpenAI, l’esercito americano intende <strong>modernizzare le proprie capacità operative</strong> con un approccio pragmatico e orientato al futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo modello non solo consolida il legame tra industria e difesa, ma diventa anche un banco di prova per affrontare le <strong>sfide emergenti della competizione tecnologica globale</strong>, in particolare nel confronto con potenze come la Cina. Il <strong>Detachment 201</strong> assume così un valore strategico: non solo uno strumento di consulenza, ma un vero e proprio <strong>laboratorio di innovazione militare</strong>, in cui l’esperienza privata e le esigenze della difesa convergono per dare forma alle operazioni di domani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/3101606-1w27nm-250613-A-NZ457-5753.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"IntelligenzaArtificialeMilitare, SiliconValleyPentagono, USArmyTech","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-18 09:04:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.army.mil/article/286317/army_launches_detachment_201_executive_innovation_corps_to_drive_tech_transformation","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23761-la-silicon-valley-veste-luniforme-quando-lia-entra-nel-pentagono.mp4","galleria":""}
{"id":23757,"titolo":"Il crepuscolo dei corazzati: i droni economici spezzano l’invulnerabilità dei tank","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per oltre un secolo, il carro armato ha incarnato l’immagine della potenza militare. Dal fronte occidentale della Seconda guerra mondiale al deserto iracheno, era la macchina che decideva battaglie e guerre: un colosso d’acciaio capace di sfondare linee, proteggere la fanteria e resistere al fuoco nemico. Oggi, però, il mito dell’invulnerabilità corazzata è entrato in crisi. Il fronte ucraino, con l’arrivo massiccio dei droni economici, manovrabili e precisi, ha mostrato che l’acciaio da solo non basta più.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I droni FPV <a href=\"https://difesanews.com/droni-fpv-arma-strategica-operazione-spiderweb-34-dei-bombardieri-strategici-russi-distrutti/\">(First Person View)</a>, guidati come in un videogioco, sono diventati la nuova minaccia letale: minuscoli, veloci, difficili da individuare, capaci di infilarsi nei punti deboli dei mezzi corazzati, colpendo botole, torrette e cingoli. In questo scenario, il carro armato non può più operare isolato. Sopravvive solo all’interno di un ecosistema che integra ricognizione aerea, guerra elettronica, artiglieria e difese antiaeree a corto raggio. È una trasformazione che ha reso obsolete le dottrine tradizionali e obbligato le forze armate a improvvisare soluzioni di fortuna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La corsa alle contromisure</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le immagini provenienti dal fronte mostrano sagome corazzate ricoperte da gabbie metalliche, reti tese come pergolati, catene penzolanti e pannelli di gomma fissati ai lati. Accorgimenti spesso rudimentali, ma vitali per far esplodere i droni prima che raggiungano le corazze. Anche i sofisticati Abrams americani, arrivati in Ucraina nell’autunno 2023, sono stati bardati con protezioni improvvisate: senza, sarebbero diventati bersagli facili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è un fenomeno nuovo. Già nel 2022 i carri russi venivano colpiti da missili anticarro occidentali, inducendo le prime difese con gabbie saldate sopra le torrette. Ma la vera svolta è arrivata con l’ondata di droni FPV nel 2023. Ogni innovazione offensiva ha generato una risposta difensiva, in un continuo ciclo di adattamento che mette in secondo piano la qualità del singolo mezzo a favore della rapidità con cui si reagisce.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Industria e dottrine in evoluzione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le perdite elevate hanno spinto l’industria militare a reagire. In Europa, la Francia e la Germania hanno rilanciato il progetto MGCS, che immagina il carro del futuro come parte di un “sistema di sistemi”, con mezzi con e senza equipaggio collegati da sensori e architetture digitali. La Polonia, più pragmatica, ha preferito acquistare centinaia di tank sudcoreani K2, garantendosi disponibilità immediata. La Russia, invece, ha scelto la via della quantità: modernizzare i vecchi T-72 e T-90 con corazze, reti e schermature anti-drone, accettando perdite elevate pur di mantenere la superiorità numerica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa corsa riflette un dato di fondo: il carro armato non è più l’assoluto protagonista del campo di battaglia, ma una pedina all’interno di un mosaico complesso. I droni non sostituiscono artiglieria e aviazione, ma le affiancano logorando il nemico, obbligandolo a consumare risorse e a esporsi. L’efficacia nasce dalla combinazione tra strumenti diversi, non dalla supremazia di uno solo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tre linee di sviluppo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalle battaglie ucraine emergono tre direttrici fondamentali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Armi</strong>: aumento di sistemi automatici di medio calibro per contrastare droni e fanteria, lanciamissili anticarro integrati e capacità di fuoco remoto guidato da droni e osservatori avanzati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Protezione</strong>: difese distribuite a 360 gradi, comparti separati per le munizioni, sistemi attivi capaci di intercettare minacce in volo, fumogeni multispettro.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Energia</strong>: carri dotati di trasmissioni ibride, in grado di alimentare sensori, radar, disturbatori e altre tecnologie elettroniche energivore, offrendo al contempo silenziosità e autonomia tattica.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il carro armato non è morto, ma ha perso la sua aura di invincibilità. Sopravvive solo se accompagnato da una rete di supporto integrato e se costantemente aggiornato con difese contro minacce sempre nuove. La guerra in Ucraina ha reso evidente che l’asimmetria, incarnata dai droni a basso costo, può mettere in crisi persino i colossi corazzati. In questo equilibrio instabile tra innovazione e improvvisazione si gioca il futuro delle dottrine militari: non più affidarsi a un’unica macchina dominante, ma costruire sistemi resilienti, flessibili e adattabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/1-4.jpg","categoria":"Blog","tags":"asimmetria, carriarmati, Droni, guerra","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-18 08:04:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.linkiesta.it/2025/09/i-droni-economici-hanno-incrinato-legemonia-secolare-del-carro-armato/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23757-crepuscolo-corazzati-droni-spezzano-tank.mp4","galleria":""}
{"id":23751,"titolo":"Argotec, la torinese dei microsatelliti accelera: in cerca di 75 milioni per crescere ancora","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Argotec, azienda torinese di ingegneria aerospaziale fondata nel 2008 da <a href=\"https://difesanews.com/litalia-protagonista-nello-spazio-del-futuro/\">David Avino</a>, è oggi uno dei nomi più riconoscibili nel panorama europeo della space economy. Specializzata nella produzione di <strong>microsatelliti</strong> e nello sviluppo di soluzioni per il comfort degli astronauti in orbita, la società ha appena archiviato un anno record e guarda con decisione al futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 2024 si è chiuso con un fatturato di <strong>35,4 milioni di euro</strong>, in aumento di oltre il 50% rispetto al 2023, e un ebitda di 2,1 milioni, nonostante investimenti da 11 milioni destinati a ricerca, valorizzazione del personale e potenziamento della produzione. Un modello che privilegia la crescita organica e l’autonomia industriale: tutta la produzione, infatti, è gestita in modalità <strong>all-in-house</strong>, scelta che garantisce controllo e rapidità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi Argotec affronta una nuova sfida: raccogliere <strong>75 milioni di euro entro la fine dell’anno</strong> da investitori disposti a sostenere e accelerare la crescita dell’azienda. È la prima apertura significativa a capitali esterni per una realtà che fino ad ora ha reinvestito tutti gli utili internamente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">IRIDE, un primato europeo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nome Argotec è legato a uno dei programmi spaziali più ambiziosi d’Europa: <strong>IRIDE</strong>, la costellazione italiana di osservazione della Terra voluta dal Governo, coordinata da ESA e supportata da ASI.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2025 l’azienda ha realizzato un primato assoluto: il <strong>lancio simultaneo di sette satelliti</strong> appartenenti alla costellazione HEO, partiti dalla base californiana di SpaceX. Questi si sono aggiunti a Pathfinder, operativo da sei mesi, costituendo il primo nucleo della rete destinata a fornire dati multispettrali ad alta risoluzione per il monitoraggio ambientale, la protezione civile e la sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’infrastruttura “100% made in Italy” che si inserisce nel quadro del <strong>PNRR</strong> e che, nelle parole di Avino, «rappresenta una pietra miliare per l’Italia e un orgoglio per l’Europa». Il prossimo step sarà il completamento del secondo e terzo batch previsti entro il 2026.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4456,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Argotec, la torinese dei microsatelliti accelera: in cerca di 75 milioni per crescere ancora\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/iride-1068x722-1-1024x692-1.jpg\" alt=\"Il Potere Spaziale: Operazioni Militari e il Ruolo Cruciale dell'Intelligenza Artificiale\" class=\"wp-image-4456\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Argotec, la torinese dei microsatelliti accelera: in cerca di 75 milioni per crescere ancora</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Italia protagonista nella space economy</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il settore spaziale internazionale è dominato da colossi come Stati Uniti, Francia e Germania. Tuttavia, grazie a programmi come IRIDE, l’Italia si sta ritagliando un ruolo da protagonista. Argotec, con circa <strong>250 dipendenti tra Italia e Stati Uniti</strong>, è parte integrante di questa leadership tecnologica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’azienda torinese produce già un microsatellite a settimana e lavora a progetti civili e dual-use, stringendo alleanze sia in Europa sia negli Stati Uniti. «Operare oggi – sottolinea Avino – significa coniugare innovazione, attenzione geopolitica e resilienza industriale. Le tensioni internazionali ci hanno costretto a rafforzare il presidio doganale e ad attivare strumenti come il temporary export, ma questo ci ha reso più forti e reattivi».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">SpacePark, la fabbrica del futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro tassello del piano di crescita è lo <strong>SpacePark</strong>, il nuovo quartier generale inaugurato nell’ottobre 2024 alle porte di Torino. Progettato dall’architetto Niemeyer, il complesso da 17.000 mq ospita una delle Clean Room più ampie d’Europa, un <strong>Mission Control Center</strong> avanzato e impianti ad alta automazione per la produzione in serie di microsatelliti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è solo un centro produttivo: lo SpacePark è stato pensato come luogo aperto, con aree verdi e spazi collaborativi. Un simbolo della filosofia aziendale che mette al centro le persone: l’età media dei dipendenti è di 33 anni e molti sono rientrati in Italia dopo esperienze all’estero. Nei prossimi tre anni Argotec punta a <strong>raddoppiare l’organico</strong>, portandolo a circa 500 persone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Espansione internazionale e nuova finanza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto all’Italia, Argotec ha aperto un <strong>sito produttivo in Florida</strong>, che rappresenta il primo passo per radicarsi nel mercato americano. Lì l’azienda intende stringere nuovi contratti e rafforzare la propria capacità industriale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per sostenere questa crescita è inevitabile aprirsi al capitale esterno. L’obiettivo è raccogliere 75 milioni da un fondo che condivida la visione industriale e accompagni l’espansione internazionale. Una scelta che apre la strada a scenari futuri come l’ingresso in <strong>Borsa</strong>, anche se Avino, per ora, non lo considera un obiettivo immediato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>«Abbiamo sempre fatto utili e li abbiamo reinvestiti – sottolinea il ceo – ma oggi serve un salto di scala. Per questo cerchiamo investitori in grado di accelerare il nostro percorso».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5473,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Argotec, la torinese dei microsatelliti accelera: in cerca di 75 milioni per crescere ancora\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/satelliti-in-legno-1024x576-1.jpg\" alt=\"Il Potere Spaziale: Operazioni Militari e il Ruolo Cruciale dell'Intelligenza Artificiale\" class=\"wp-image-5473\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Argotec, la torinese dei microsatelliti accelera: in cerca di 75 milioni per crescere ancora</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Innovazione e R&amp;D al centro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La strategia di Argotec si fonda su <strong>ricerca e sviluppo</strong>: nel prossimo triennio si prevede di investire circa 80 milioni in R&amp;D, infrastrutture e tecnologie di nuova generazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra gli obiettivi vi sono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>ampliare la capacità produttiva,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>portare all’80% la produzione interna dei sottosistemi,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>sviluppare piattaforme modulari e personalizzabili,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>potenziare le comunicazioni intra-satellite per rendere le costellazioni più <strong>autonome, smart e interconnesse</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attenzione è rivolta anche al capitale umano: «Siamo convinti – ribadisce Avino – che l’innovazione nasca prima di tutto dalle persone e dal loro know-how».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un’azienda con radici forti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il percorso di Argotec riflette anche la biografia del suo fondatore. David Avino, ex <strong>capitano della Folgore</strong> e con esperienze in Alenia, ESA e nel gruppo tedesco Rhea, ha saputo trasferire nella guida aziendale una combinazione di disciplina, visione internazionale e capacità di innovazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal primo satellite lanciato più di dieci anni fa fino alla costellazione IRIDE, Argotec ha dimostrato di saper competere con i colossi del settore, coniugando <strong>eccellenza ingegneristica, resilienza organizzativa e spirito imprenditoriale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, con il nuovo round da 75 milioni e un piano di espansione globale, l’azienda torinese è pronta a giocare una partita da protagonista nella space economy europea e mondiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/David-Avino-argotec.jpg","categoria":"Blog","tags":"Argotec, investitori, microsatelliti, space economy","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-18 05:24:04","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://bebeez.it/ma-e-corporate-finance/la-torinese-argotec-specialista-in-microsatelliti/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23751-argotec-la-torinese-dei-microsatelliti-accelera-in-cerca-di-75-milioni-per-crescere-ancora.mp4","galleria":""}
{"id":23746,"titolo":"La Difesa Italiana al Bivio: Crisi Strutturale e Paralisi Politica","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia si trova oggi al centro di una delle più delicate <strong>crisi politico-strategiche</strong> della sua storia recente. Lo scontro tra il vicepremier Matteo Salvini e il Ministro della Difesa Guido Crosetto non è una semplice disputa tra alleati di governo: è il riflesso di una frattura profonda sul futuro della sicurezza nazionale. Da un lato Salvini, che con il suo modello di “Fortezza Italia” privilegia il controllo dei confini e la protezione delle infrastrutture interne. Dall’altro Crosetto, sostenuto dai vertici militari, che invoca un “realismo strategico” basato sul riarmo, sul rafforzamento delle Forze Armate e sul pieno rispetto degli impegni NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attrito non è solo politico: mette in discussione l<strong>a capacità stessa dell’Italia di difendersi in un contesto internazionale instabile</strong>, segnato dal conflitto in Ucraina, dalle tensioni nel Mediterraneo e dalle minacce ibride che superano i confini tradizionali della guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Due visioni opposte: Salvini vs Crosetto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il leader della Lega, la priorità della sicurezza nazionale non sta nell’affrontare conflitti convenzionali con potenze straniere, ma nel contenere minacce ibride come immigrazione irregolare, terrorismo e criminalità organizzata. Da qui la sua proposta di un servizio militare universale di sei mesi, più vicino alla protezione civile che alla preparazione al combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua posizione si colloca in un orizzonte sovranista e populista: ridimensionare le spese per gli armamenti, destinando risorse a cittadini e infrastrutture interne. Non a caso Salvini ha proposto di includere il Ponte sullo Stretto di Messina come “spesa strategica” in ottica NATO, un modo per trasformare un’opera civile in un simbolo di sicurezza nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Guido Crosetto, invece, ha più volte denunciato l’impreparazione del paese a un eventuale attacco. Secondo il Ministro, l’Italia ha bisogno di rafforzare l’apparato militare, garantire scorte adeguate e mantenere salde le alleanze internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua linea è chiara: senza NATO e senza investimenti strutturali, il paese rischia di restare indifeso. Crosetto sostiene apertamente un aumento consistente delle spese militari. Il ministro rifiuta l’idea di un ritorno alla leva, giudicata inefficace in un contesto in cui contano professionalità e competenze tecnologiche. Al contrario, propone un modello di Forze Armate moderne, integrate nei sistemi multinazionali, in grado di operare in scenari complessi e multidominio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5117,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La Difesa Italiana al Bivio: Crisi Strutturale e Paralisi Politica\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/193484-1024x680-1.jpeg\" alt=\"Crosetto spinge per la Difesa ContrAerei/Missili: Italia Raddoppierà la Produzione di Missili SampT - DIFESANEWS.COM - Notizie difesa, sicurezza e geopolitica\" class=\"wp-image-5117\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Crosetto spinge per la Difesa ContrAerei/Missili: Italia Raddoppierà la Produzione di Missili SampT </figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le carenze strutturali delle Forze Armate</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al di là del dibattito politico, i dati parlano chiaro: l’Italia è oggi impreparata ad affrontare un conflitto convenzionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Carenza di personale</strong>: mancano oltre 40.000 militari nell’Esercito e 9.000 nella Marina, secondo i vertici delle Forze Armate. Ciò significa turni operativi insostenibili e difficoltà nel reclutare nuove leve.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Scorte ridotte</strong>: le munizioni basterebbero per 48-72 ore di conflitto. Gran parte degli arsenali è stata svuotata per sostenere l’Ucraina e il settore industriale nazionale non è in grado di ricostituirle rapidamente. I tempi medi di consegna sono di tre anni per proiettili e sei per missili.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Difesa aerea insufficiente</strong>: l’Italia non dispone di uno scudo antimissile e antidrone completo. I piani per acquisire sistemi come SAMP/T NG e Aster 30 B1 NT non sono ancora operativi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Gap tecnologico</strong>: mancano missili aria-aria e antinave moderni, la flotta di carri armati è obsoleta e l’acquisizione di sistemi come i lanciarazzi Himars procede a rilento.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Procurement inefficiente</strong>: le procedure di approvvigionamento sono lente, frammentate e soggette a vincoli burocratici che ritardano l’arrivo di sistemi fondamentali. Senza processi di procurement più veloci ed efficaci, la modernizzazione rischia di rimanere solo sulla carta, mentre le minacce evolvono con una rapidità che le Forze Armate non riescono a seguire.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa fotografia rivela una vulnerabilità che mette a rischio non solo l’Italia, ma anche la coesione dell’intera Alleanza Atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il contesto internazionale e la pressione NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia si è impegnata nel 2014 a portare la spesa militare al 2% del PIL. Le pressioni degli alleati aumentano, con Washington che spinge addirittura verso il 5% del PIL. Per l’Italia significherebbe destinare oltre 100 miliardi l’anno alla difesa, una cifra che appare irrealistica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tentazione del governo è quella della “contabilità creativa,” includendo grandi opere civili come spesa strategica. Ma questo stratagemma rischia di minare la credibilità del paese agli occhi degli alleati, già messa in discussione dalla lentezza con cui vengono prese le decisioni operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Modernizzazione a rischio e priorità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone prima e poi il generale Luciano Portolano, hanno delineato piani ambiziosi per trasformare le Forze Armate italiane: 160.000 militari professionisti, 35.000 riservisti, espansione della flotta F-35, nuovi droni e sistemi missilistici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma senza finanziamenti certi e stabili, questi piani restano sulla carta. La paralisi politica rischia di annullare la programmazione pluriennale, condannando l’Italia a una posizione di debolezza strutturale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo scontro tra Salvini e Crosetto mette in luce una crisi non solo politica, ma materiale. Le Forze Armate italiane soffrono di carenze evidenti, mentre la classe dirigente appare incapace di trovare una linea comune.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tre le priorità da affrontare:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Consenso nazionale sulla difesa</strong>: serve un accordo trasversale che definisca una strategia di lungo periodo, indipendente dai cicli elettorali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fondo dedicato alla difesa</strong>: un meccanismo stabile per finanziare la modernizzazione, sottratto alle incertezze della legge di bilancio.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Riforma del reclutamento</strong>: attrarre giovani qualificati, puntando su formazione tecnica e professionalità, per affrontare minacce tecnologiche e ibride.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Riforma del procurement</strong>: è necessario <a href=\"https://difesanews.com/esercito-italiano-procurement-e-modello-industriale-da-riformare/\">snellire e velocizzare le procedure di acquisizione</a>, garantendo trasparenza ma anche efficienza. Solo processi rapidi e meno burocratizzati possono permettere alle Forze Armate di disporre tempestivamente dei sistemi necessari.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Senza una svolta, l’Italia rischia di rimanere indifesa in un mondo sempre più instabile, perdendo credibilità agli occhi degli alleati e mettendo a repentaglio la propria sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/klj.jpg","categoria":"Blog","tags":"#ItaliaDifesa, crisimilitare, NATO, salvinicrosetto","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-17 21:14:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23746-la-difesa-italiana-al-bivio-crisi-strutturale-e-paralisi-politica.mp4","galleria":""}
{"id":23735,"titolo":"L'India alla Zapad 2025: una mossa che ridefinisce gli equilibri globali?","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'<strong>esercitazione militare russo-bielorussa Zapad 2025</strong>, che ha coinvolto circa 30.000 soldati da 20 paesi, ha attirato l'attenzione internazionale, non solo per il suo scopo di testare la prontezza russa in caso di conflitto con la NATO, ma anche per un'inaspettata partecipazione: quella di un piccolo contingente militare indiano. Questa decisione di Nuova Delhi solleva interrogativi e mette in discussione i futuri equilibri geopolitici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La logica dietro la partecipazione dell'India</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partecipazione indiana, sebbene di modeste dimensioni (65 militari tra esercito, aviazione e marina), non è un fatto isolato. Ufficialmente, l'India mira a migliorare l'<strong>interoperabilità</strong> tra le forze armate e a scambiare tattiche e procedure con i paesi partecipanti. Questa mossa si inserisce in una lunga tradizione di cooperazione militare tra India e Russia, che è stata un pilastro delle relazioni bilaterali fin dai tempi della Guerra Fredda. La maggior parte dell'equipaggiamento militare convenzionale indiano è di origine russa o sovietica, e le due nazioni hanno numerosi programmi di sviluppo congiunto, come il missile da crociera BrahMos.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, è la prima volta che l'India invia un contingente attivo a un'esercitazione russa su suolo europeo, al di fuori del consueto teatro asiatico. Questo segna un'escalation nella collaborazione, andando oltre la semplice presenza di osservatori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Segnali contrastanti e la \"non-linearità\" di Nuova Delhi</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La decisione dell'India è stata definita \"sconcertante\" da analisti anglosassoni, soprattutto in un momento di accresciute tensioni tra Russia e NATO. Il <strong>Washington Post</strong> e il <strong>Times</strong> hanno riportato le preoccupazioni che questa mossa possa sollevare dubbi sulla portata dei legami di sicurezza tra Stati Uniti e India. Alcuni esperti, come David Merkel, ritengono che questa partecipazione dimostri la priorità che l'India attribuisce alle sue relazioni con Mosca, una scelta che potrebbe essere influenzata dalle incertezze nei rapporti con l'amministrazione statunitense.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, il comportamento dell'India deve essere analizzato nel contesto della sua storica politica di <strong>non-allineamento</strong> strategico. Sebbene Nuova Delhi abbia stretto importanti legami con gli Stati Uniti, in particolare attraverso il \"Quad\" (il partenariato con Stati Uniti, Giappone e Australia volto a contenere l'influenza cinese), essa non intende dipendere da un'unica potenza. L'India ha una relazione complessa e spesso contrastante con la Cina, che considera il suo principale rivale strategico in Asia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Pertanto, la mossa di partecipare a Zapad 2025 può essere vista come un modo per l'India di mantenere un <strong>equilibrio diplomatico</strong> e di ribadire la sua autonomia strategica. <strong>Mantenere forti legami con la Russia, un partner storico, serve anche a evitare che Mosca si avvicini troppo a Pechino</strong>, creando un'alleanza sino-russa ancora più salda che potrebbe minacciare gli interessi indiani. L'India sta anche cercando attivamente di diversificare il suo arsenale militare, riducendo la dipendenza dalla Russia, e sta sviluppando autonomamente i propri sistemi d'arma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, la partecipazione dell'India a Zapad 2025 non è una semplice scelta militare, ma un'ulteriore dimostrazione della sua complessa politica estera. L'India continua a destreggiarsi tra le grandi potenze, rafforzando i legami dove necessario per proteggere i propri interessi, senza legarsi in modo irrevocabile a nessuna alleanza, confermando così il suo ruolo di attore autonomo e imprevedibile sulla scena globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/1-2.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"geopolitica, Relazioni Russia-India, Zapad 2025","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-17 03:54:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilgiornale.it/news/difesa/lindia-manda-soldati-allesercitazione-russa-zapad-2025-2537451.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23735-lindia-zapad-2025-mossa-che-ridefinisce-equilibri.mp4","galleria":""}
{"id":23729,"titolo":"Afghanistan, 17 settembre 2009 e 2010 – 17 settembre 2026: il dovere della memoria","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sono passati diciassette anni da quel terribile 17 settembre 2009, quando un attentato suicida durante la missione ISAF in Afghanistan costò la vita a sei Paracadutisti della Brigata Folgore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In pochi istanti, in una strada di Kabul, a migliaia di chilometri dalla loro terra, l’Italia perse sei uomini valorosi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Tenente Antonio Fortunato</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sergente Maggiore Roberto Valente</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Primi Caporal Maggiori Massimiliano Randino, Davide Ricchiuto e Matteo Mureddu</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Primo Caporal Maggiore Gian Domenico Pistonami</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un anno dopo, esattamente il <strong>17 settembre 2010</strong>, cadeva il <strong>Tenente Paracadutista Incursore Alessandro Romani</strong>, in forza al <strong>9º Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”</strong> e impiegato nella <strong>Task Force 45</strong>. Durante un’operazione mirata alla cattura di terroristi afghani, individuati da un <strong>UAV Predator</strong> mentre piazzavano un ordigno sotto un ponte stradale, trovò la morte compiendo fino all’ultimo il proprio dovere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":23741,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/09/466163933-10228256140528848-8290142773580519545-n-1024x576.jpg\" alt=\"Kabul, 17 settembre 2009 – 17 settembre 2026: il dovere della memoria - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-23741\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Incursore Alessandro Romani, caduto in combattimento il 17 settembre 2010 nei pressi della provincia di Herat, in Afghanistan. Un destino beffardo ha legato il suo nome a quello dei sei Caduti di Kabul, uniti dalla stessa ricorrenza del 17 settembre.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Due eventi diversi, ma uniti dal coraggio e dall’abnegazione dei nostri militari.</strong><br>Il ricordo dei Caduti del <strong>17 settembre 2009</strong> e del <strong>Tenente Alessandro Romani</strong>, un anno dopo, non appartiene soltanto alla memoria storica, ma ai valori eterni che essi hanno incarnato: <strong>coraggio, dedizione e spirito di servizio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I nostri soldati, come sempre nella loro storia, non si sono fermati. Hanno continuato a svolgere la propria missione con la stessa determinazione di sempre: piegati sì, ma mai spezzati. Da <strong>El Alamein</strong> alle strade polverose di <strong>Mogadiscio</strong>, fino ai teatri internazionali in cui l’Italia ha chiesto ai suoi militari di essere presenti, si sono sempre rialzati, onorando i propri Caduti senza mai lasciarsi scalfire nell’anima.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, <strong>17 settembre 2026</strong>, il ricordo di quei giovani Uomini ci chiama a un impegno preciso: <strong>non dimenticare</strong>. Non solo nelle giornate di lutto nazionale o negli anniversari, ma ogni giorno, con il rispetto silenzioso che si deve a chi ha dato tutto senza chiedere nulla in cambio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La memoria dei Caduti non appartiene soltanto alle loro famiglie e ai loro commilitoni: <strong>è patrimonio di tutto il Paese.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Perché chi cade per la Patria non deve mai essere dimenticato. <strong>Mai.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/caduti-kabul-final.jpg","categoria":"Blog","tags":"CadutiDiKabul, folgore, PerNonDimenticare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-16 23:53:47","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23729-kabul-17-settembre-2009-17-settembre-2026-il-dovere-della-memoria.mp4","galleria":""}
{"id":23724,"titolo":"Defence Procurement Forum - Portolano: l'Industria deve agire da partner, non da guida","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Roma, 16 settembre 2025</strong> — La Difesa italiana entra in una nuova era, segnata da una leadership con un'esperienza senza precedenti. Per la prima volta nella storia, l'Italia ha un <strong>Capo di Stato Maggiore della Difesa</strong> che ha precedentemente ricoperto l'incarico di <strong>Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti</strong>. Questa doppia competenza, emersa chiaramente durante il <strong>Defence Procurement Forum</strong>, permette al vertice militare di avere una visione completa e strategica sia sul lato operativo e delle esigenze delle Forze Armate che su quello industriale e dei programmi di acquisizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa combinazione unica di ruoli ha fornito il contesto per una dichiarazione forte, elegante nella sua formulazione ma netta nel suo significato, che sta ridefinendo il rapporto tra il Dipartimento Difesa e l'industria nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una Guida Concreta e Determinata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha sottolineato l'urgenza di colmare un \"gap di 20 anni\" e l'impegno dell'Italia verso la missione NATO \"Sentinella dell'Est\", per la quale sono già disponibili sistemi <strong>SAMP-T</strong> e <strong>aerei radar</strong>. Ma è nella gestione del rapporto con le aziende che si manifesta la vera svolta. Il <strong>Capo di Stato Maggiore</strong>, in una mossa di pragmatismo e chiarezza, ha ribadito il principio fondamentale secondo cui l'industria \"deve agire da partner, non da guida\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa frase, tradotta in termini chiari, significa che il Dipartimento Difesa non accetterà più programmi che non siano prioritari o che non siano all'altezza delle aspettative delle Forze Armate. L'esperienza ai vertici del settore industriale consente al <strong>Capo di Stato Maggiore</strong> di comprendere pienamente le dinamiche e le esigenze delle aziende, ma anche di riconoscere quando i loro interessi commerciali non sono allineati con le necessità operative del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7506,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Defence Procurement Forum - Portolano: l'Industria deve agire da partner, non da guida\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/3b0c2efa-d32e-45f7-a179-2a7bbaa0103f-1-1024x682-1.jpg\" alt=\"Defence Procurement Forum - Portolano: l'Industria deve agire da partner, non da guida\" class=\"wp-image-7506\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Defence Procurement Forum - Portolano: l'Industria deve agire da partner, non da guida</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il messaggio è inequivocabile: essere un'azienda nazionale non garantisce un accesso privilegiato per \"infilare\" prodotti non desiderati o non richiesti. </strong>Le grandi aziende italiane della difesa sono chiamate ad allinearsi in modo stringente a quanto serve realmente alla Difesa. Il processo di acquisizione sarà guidato da un approccio basato sulle reali esigenze militari, garantendo che ogni investimento contribuisca a colmare il divario di capacità e a rafforzare la sicurezza nazionale in modo mirato ed efficace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Nuova Roadmap per il Futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo cambio di rotta si riflette anche nelle voci degli altri partecipanti al forum. È emersa la necessità di \"progetti complementari a quelli della NATO\" e di una pianificazione pluriennale, come sottolineato da <strong>Antonio Mazzotta</strong>. La stessa aspirazione a firmare una joint venture con <strong>Airbus</strong> e <strong>Thales</strong>, espressa da <strong>Pasquale Pontecorvo</strong>, evidenzia come l'industria stessa stia guardando a partnership strategiche e a una maggiore cooperazione internazionale, in linea con le direttive del nuovo corso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, la Difesa italiana sta consolidando il suo potere decisionale. Sotto la guida di un professionista che conosce a fondo sia il campo di battaglia che le dinamiche aziendali, il futuro delle acquisizioni militari sarà basato su un rigido criterio di efficacia e necessità, assicurando che le risorse vengano impiegate per costruire una capacità difensiva adeguata e moderna, senza compromessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/portolano-uc.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"crosetto, difesa, Industria Difesa, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-16 21:44:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilsole24ore.com/art/crosetto-nato-disponibili-samp-t-e-aerei-radar-AHfGCUfC","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23724-portolano-lindustria-agire-partner-non-da-guida.mp4","galleria":""}
{"id":23659,"titolo":"I Cappellani Militari, guida spirituale e morale al fianco dei soldati","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Roma, 15 settembre 2025</strong> – Presso il Circolo Ufficiali dell’Esercito “Pio IX” si è tenuto questa mattina un incontro di particolare rilievo tra il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata <strong>Carmine Masiello</strong>, e una rappresentanza dei <strong>Cappellani Militari</strong> provenienti da ogni parte del Paese. All’iniziativa ha preso parte anche l’<strong>Ordinario Militare per l’Italia, Monsignor Gian Franco Saba</strong>, insieme al Vicario Episcopale per l’Esercito, don Gianfranco Pilotto, che ha introdotto i lavori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una presenza indispensabile nelle unità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’incontro ha rappresentato un importante momento di riflessione sul ruolo dei Cappellani Militari, figure da sempre fondamentali per la vita delle unità. Non solo guide spirituali, ma anche punti di riferimento morali e umani per i soldati e le loro famiglie, capaci di offrire sostegno nei momenti di difficoltà, accompagnare la vita quotidiana e trasmettere quei valori che restano il collante della comunità militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Monsignor Saba ha sottolineato la centralità della loro presenza nei reparti: una vicinanza discreta ma costante, capace di dare senso e profondità al servizio, rendendo più saldo il legame fra i militari e le radici etiche del loro impegno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7451,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"I Cappellani Militari, guida spirituale e morale al fianco dei soldati\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/5-1024x683-1.jpeg\" alt=\"I Cappellani Militari, guida spirituale e morale al fianco dei soldati\" class=\"wp-image-7451\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Cappellani Militari, guida spirituale e morale al fianco dei soldati</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I valori come forza dell’Esercito</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, il Generale Masiello ha espresso sincera gratitudine per l’opera svolta dai Cappellani, riconoscendone l’impegno e la dedizione. Ha ribadito che l’Esercito trae la sua forza non solo dall’addestramento o dalla tecnologia, ma soprattutto dai <strong>valori interiori</strong> che animano ogni soldato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Il compito dei Cappellani – ha dichiarato – è quello di mantenere viva la fiammella interiore che spinge a servire con onore. Non basta insegnare, occorre essere coerenti: parole e azioni devono sempre andare insieme”. Un riconoscimento chiaro al ruolo insostituibile dei sacerdoti militari, capaci di sostenere e ispirare chi veste l’uniforme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un legame saldo e condiviso</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La giornata si è conclusa con un simbolico scambio di doni, a testimonianza del <strong>legame di collaborazione</strong> e di reciproca considerazione tra l’Esercito Italiano e l’Ordinariato Militare. Un gesto semplice, ma dal profondo valore simbolico, che suggella il comune impegno al servizio delle donne e degli uomini della Forza Armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7452,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"I Cappellani Militari, guida spirituale e morale al fianco dei soldati\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/3-1-1024x683-1.jpeg\" alt=\"I Cappellani Militari, guida spirituale e morale al fianco dei soldati\" class=\"wp-image-7452\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Cappellani Militari, guida spirituale e morale al fianco dei soldati</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’incontro di Roma ha ricordato come, accanto alla dimensione operativa e tecnologica, la <strong>dimensione umana e spirituale</strong> resti essenziale nella vita militare: i Cappellani continuano a rappresentare un presidio di ascolto, di fede e di speranza per i soldati, nelle caserme come nei teatri operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/2.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"Cappellani Militari, Esercito Italiano, Generale Masiello, Ordinariato Militare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-15 22:04:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Incontro-del-Capo-di-SM-dell'Esercito-con-i-cappellani-militari.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23659-i-cappellani-militari-guida-spirituale-e-morale.mp4","galleria":""}
{"id":23653,"titolo":"Falcon Leap 2025: addestramento, cooperazione e memoria storica","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>8 al 19 settembre 2025</strong>, i cieli dei Paesi Bassi saranno attraversati da intensi movimenti aerei nell’ambito dell’esercitazione militare internazionale <strong>Falcon Leap</strong>, organizzata dall’<strong>11ª Brigata Aeromobile dell’Esercito Reale Olandese</strong>. La base operativa sarà la <strong>base aerea di Eindhoven</strong>, punto nevralgico della logistica NATO in Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l’addestramento, militari provenienti da <strong>otto Paesi alleati</strong> affineranno le capacità di trasporto tattico e lancio aereo, simulando scenari sia operativi che umanitari. Aerei come il <strong>C-130 Hercules</strong>, notoriamente utilizzato per missioni di trasporto in aree di crisi, sorvoleranno a bassa quota gran parte del territorio olandese. Questa modalità di volo, fondamentale per ridurre la vulnerabilità agli attacchi e aumentare la precisione dei lanci, rappresenta uno degli aspetti più complessi per i piloti militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività comprenderanno sia il <strong>lancio di materiali e carichi speciali</strong>, sia l’addestramento al <strong>paracadutismo militare</strong>, con sortite in più aree, tra cui il <strong>comune di Ooststellingwerf</strong>. La presenza a bassa quota renderà gli aerei particolarmente <strong>visibili e udibili</strong>, con finestre di volo previste tra le <strong>13:00 e le 17:00</strong> e tra le <strong>19:00 e le 23:00</strong>, salvo modifiche comunicate sui canali ufficiali della difesa olandese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo è duplice: migliorare la capacità di risposta rapida in contesti di crisi e consolidare la cooperazione internazionale. Non a caso, tra gli esempi citati dagli organizzatori vi è il recente impiego del lancio aereo per <strong>aiuti umanitari a Gaza</strong>, che dimostra come l’addestramento militare possa tradursi anche in interventi di natura civile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sicurezza, impatto civile e valore geopolitico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Falcon Leap rientra in un quadro più ampio di <strong>esercitazioni militari condotte in tutto il territorio olandese</strong>. Il <strong>Ministero della Difesa</strong> chiarisce che ogni anno vengono svolte numerose attività con diversi tipi di <strong>aerei da difesa ed elicotteri</strong>, alcune delle quali richiedono un <strong>permesso speciale</strong> quando incidono sull’aviazione civile o generano potenziali disagi prolungati. La tabella ufficiale diffusa per il 2025 segnala infatti i principali movimenti di volo: dal <strong>8 al 20 settembre</strong> il cielo olandese è interessato da aerei da trasporto legati a Falcon Leap, mentre nei giorni successivi (17-18 settembre e 14, 16, 17, 21 e 22 ottobre) sono previste esercitazioni con <strong>aerei da combattimento</strong> sopra la Frisia e il Mare del Nord.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il criterio è chiaro: viene richiesta un’autorizzazione ministeriale se l’addestramento si svolge nello stesso luogo per più di due ore o per più giorni consecutivi, aumentando i livelli di disturbo acustico. Per garantire la massima trasparenza, la Difesa diffonde le informazioni sia attraverso la <strong>Gazzetta Ufficiale</strong>, sia tramite i <strong>media regionali</strong> e i <strong>canali social dedicati all’Aeronautica Reale Olandese</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Naturalmente, le condizioni meteo o imprevisti operativi possono modificare in corsa i programmi. Per questo, i cittadini vengono aggiornati in tempo reale tramite gli account ufficiali delle basi aeree. Una misura che, oltre a ridurre i disagi, mira a rafforzare la fiducia dell’opinione pubblica verso l’operato delle forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7362,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Immagine-2025-09-15-115904-728x1024-1.png\" alt=\"Falcon Leap 2025: addestramento, cooperazione e memoria storica\" class=\"wp-image-7362\" style=\"width:840px;height:auto\" title=\"Falcon Leap 2025: addestramento, cooperazione e memoria storica\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Locandina dell'Operazione Falcon Leap 2025</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal punto di vista geopolitico, Falcon Leap non è soltanto un’esercitazione tecnica, ma un tassello della strategia NATO di interoperabilità. Aerei, equipaggi e procedure devono integrarsi perfettamente affinché, in caso di crisi, le forze alleate possano intervenire come un’unica unità. In questa edizione, sono coinvolti reparti di <strong>Paesi Bassi, Grecia, Italia, Stati Uniti, Spagna, Polonia, Regno Unito e Germania,</strong>, a conferma della dimensione multinazionale dell’evento. In un contesto segnato da tensioni regionali e dalla guerra in Ucraina, la visibilità di un evento del genere assume anche un valore politico: dimostrare la prontezza militare collettiva e la determinazione a difendere lo spazio euro-atlantico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La memoria di Market Garden e il legame con il passato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Falcon Leap non si limita all’addestramento, ma si conclude tradizionalmente con un <strong>momento commemorativo</strong> che lega presente e passato. Il <strong>20 settembre 2025</strong>, infatti, le truppe partecipanti prenderanno parte alla cerimonia in ricordo dell’<strong>Operazione Market Garden</strong>, che si terrà sulla <strong>Ginkelse Heide a Ede</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7361,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/market-garden-1944-1024x680-1.jpg\" alt=\"Falcon Leap 2025: addestramento, cooperazione e memoria storica\" class=\"wp-image-7361\" title=\"Falcon Leap 2025: addestramento, cooperazione e memoria storica\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">1944 Olanda - Operazione Market Garden</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Market Garden, lanciata nel settembre 1944, fu una delle più audaci operazioni aerotrasportate della Seconda guerra mondiale. Migliaia di paracadutisti alleati si lanciarono nei cieli olandesi per conquistare i ponti strategici sul Reno e accelerare la liberazione dei Paesi Bassi. L’operazione non riuscì a centrare tutti gli obiettivi, ma lasciò un segno indelebile nella memoria collettiva europea come esempio di coraggio e sacrificio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La commemorazione annuale rappresenta un momento di grande partecipazione civile e militare. Per i cittadini olandesi, è l’occasione di rendere omaggio ai caduti e di riflettere sull’eredità storica lasciata dagli Alleati. Per i militari coinvolti in Falcon Leap, la cerimonia diventa invece un <strong>ponte simbolico</strong> tra generazioni: l’addestramento odierno trae forza dal ricordo di chi ha combattuto per la libertà, trasformando il cielo dei Paesi Bassi in un luogo di memoria e cooperazione internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo intreccio di <strong>tecnica, sicurezza e storia</strong>, Falcon Leap assume un significato che va oltre l’aspetto strettamente operativo. È una dimostrazione di capacità militare, ma anche un segnale di trasparenza verso la popolazione civile e un atto di continuità con la memoria della Resistenza europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/MarketGarden.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"esercitazionemilitare, FalconLeap2025, Olanda","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-15 12:34:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ooststellingwerf.nl/falconleap2025","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23653-falcon-leap-2025-addestramento-cooperazione-e-memoria-storica.mp4","galleria":""}
{"id":23649,"titolo":"Il Generale Masiello: Siamo in un clima di guerra","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un messaggio forte e chiaro quello emerso dall’incontro organizzato nell’ex chiesa del Carmine durante il <strong>Festival del Pensare Contemporaneo</strong>. La sala gremita ha ascoltato con attenzione il dialogo tra il <strong>Generale Carmine Masiello</strong>, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, e il diplomatico <strong>Piero Benassi</strong>, già ambasciatore in Tunisia e Germania. A moderare il confronto è stato il giornalista <strong>Antonello Barone</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il quadro delineato è stato tutt’altro che rassicurante: «<strong>Siamo in un clima di guerra</strong>», ha esordito Masiello, riferendosi alla crescente tensione tra Occidente e Russia, ma anche alla fragilità interna dei sistemi democratici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Occidente stanco e diviso</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La mappa del mondo non è mai stata così intricata. Da oltre tre anni il conflitto in Ucraina continua a destabilizzare l’Europa, mentre in Medio Oriente si susseguono massacri e nuove ondate di violenza. Sullo sfondo, gli <strong>Stati Uniti guidati da Donald Trump</strong> sembrano aver imboccato la strada di un isolazionismo marcato, segnato da nuove barriere commerciali e da un rapporto sempre più complesso con gli alleati europei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Benassi ha messo in evidenza come oggi il pericolo non sia tanto l’arrivo dei carri armati russi nel cuore del continente, quanto la <strong>tenuta democratica</strong> delle istituzioni occidentali. Ha citato i casi di presunte interferenze nelle elezioni moldave e le tensioni interne che attraversano gli stessi Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le nuove armi della guerra ibrida</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Masiello ha individuato le principali minacce con cui l’Europa deve fare i conti quotidianamente:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Attacchi cibernetici</strong>, sempre più mirati a infrastrutture critiche.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Campagne di disinformazione</strong>, che influenzano l’opinione pubblica e alimentano polarizzazione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Spionaggio</strong>, condotto in maniera costante e spesso invisibile.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>«Occorre agire – ha sottolineato Masiello –. Abbiamo bisogno di un sistema di difesa europeo all’avanguardia, capace di contrastare le nuove minacce, dai droni alla disinformazione».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Difesa comune e responsabilità europea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In uno scenario definito «scoraggiante», entrambi i relatori hanno indicato la strada: rafforzare la cooperazione europea. «Dobbiamo rimboccarci le maniche e farci trovare pronti, lavorando per una <strong>difesa europea</strong>», ha concluso Masiello.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un invito che trova eco in molte capitali europee, dove il dibattito sulla creazione di un <strong>pilastro europeo della sicurezza</strong> è sempre più centrale. Dalla cyber-resilience al contrasto alle fake news, l’Unione europea appare chiamata a un salto di qualità per resistere alle pressioni esterne e interne.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il messaggio lanciato al Festival non è solo un avvertimento, ma anche una chiamata alla responsabilità: in un mondo multipolare, l’Europa non può permettersi divisioni né ingenuità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/Carmine-Masiello-bbbf41d0.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Difesa Europea, disinformazione, masiello, sicurezza","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-15 05:24:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.liberta.it/news/attualita/lallarme-del-generale-masiello-clima-di-guerra-serve-la-difesa-europea/99510","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23649-il-generale-masiello-siamo-in-un-clima-di-guerra.mp4","galleria":""}
{"id":23642,"titolo":"Grand Prix Drone dell’Esercito: l’Italia scommette sulla formazione dei piloti UAV","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 41° reggimento IMINT “Cordenons”, insieme alla Brigata Informazioni Tattiche, ha ospitato il primo <strong>Grand Prix Drone dell’Esercito</strong>, una competizione che ha visto sfidarsi operatori di UAV provenienti da diverse unità della Forza Armata. L’iniziativa, che si è svolta nelle aree rurali di Colle Terelle (FR), aveva come obiettivo il potenziamento delle capacità operative dei piloti di sistemi a pilotaggio remoto, in scenari che riproducevano contesti realistici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7317,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Grand Prix Drone dell’Esercito: l’Italia scommette sulla formazione dei piloti UAV\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/03-grandPrix-Drone-gara-CAT-2-1024x768-1.jpg\" alt=\"Grand Prix Drone dell’Esercito: l’Italia scommette sulla formazione dei piloti UAV\" class=\"wp-image-7317\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Grand Prix Drone dell’Esercito: l’Italia scommette sulla formazione dei piloti UAV</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla presenza del Generale di Corpo d’Armata Giovanni Gagliano e di numerosi comandanti di reparto, i team si sono misurati in due categorie:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>CAT-1 (sistemi ad ala fissa)</strong>: prova di pianificazione ed esecuzione con UAV “Raven-C/DDL”. Ha prevalso la Brigata alpina “Julia”, seguita dal Comando Artiglieria e dalla Brigata “Aosta”.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>CAT-2 (multirotori)</strong>: percorso ad ostacoli a tempo con droni commerciali. Il primo posto è andato a un operatore della Brigata “Ariete”, seguito da Folgore e Granatieri di Sardegna.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Gagliano ha sottolineato come manifestazioni del genere abbiano un impatto concreto sull’addestramento, favorendo la prontezza degli operatori e stimolando lo sviluppo delle unità in un settore strategico come quello dei sistemi unmanned.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il confronto internazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se in Italia il Grand Prix Drone rappresenta una novità assoluta, altri Paesi hanno già introdotto da tempo format simili per testare capacità e prontezza degli operatori UAV.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7321,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Grand Prix Drone dell’Esercito: l’Italia scommette sulla formazione dei piloti UAV\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/50993484216-6b901fa87e-k-1024x819-1.jpg\" alt=\"Grand Prix Drone dell’Esercito: l’Italia scommette sulla formazione dei piloti UAV\" class=\"wp-image-7321\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Grand Prix Drone dell’Esercito: l’Italia scommette sulla formazione dei piloti UAV</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Stati Uniti</strong>: l’US Army ha organizzato negli ultimi anni competizioni interne per operatori di droni della fanteria leggera e delle forze speciali, con l’obiettivo di affinare la capacità di ricognizione tattica e il coordinamento tra assetti terrestri e aerei. Nel 2023 a Fort Benning si è svolto un “drone rodeo”, dove i team si sono sfidati in prove di navigazione, individuazione bersagli e guerra elettronica.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Regno Unito</strong>: l’esercito britannico ha introdotto il “Drone Experimentation Group” e competizioni periodiche per valutare i progressi nell’impiego dei piccoli UAV nelle unità di fanteria e cavalleria leggera. Questi eventi sono spesso collegati a esercitazioni multinazionali come la “Urban Warrior”, dove l’uso di droni è integrato in scenari urbani complessi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Polonia</strong>: le forze armate polacche, fortemente impegnate sul fronte dell’innovazione tecnologica, organizzano da alcuni anni gare tra operatori UAV in collaborazione con industrie nazionali e università. Gli eventi, spesso aperti anche a start-up tecnologiche, mirano a stimolare la ricerca di soluzioni economiche e modulari per contrastare minacce asimmetriche come i droni commerciali armati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Israele</strong>: la IDF (Israel Defense Forces), pioniere nell’uso di droni tattici, organizza regolarmente competizioni interne tra reparti di ricognizione e artiglieria, ponendo grande attenzione all’integrazione tra UAV e sistemi di fuoco di precisione.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Italia in linea con le tendenze globali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Grand Prix Drone dimostra come anche l’Esercito Italiano stia rafforzando il proprio approccio alla formazione pratica e competitiva. L’uso di droni è ormai elemento imprescindibile del campo di battaglia contemporaneo, dalla sorveglianza tattica al supporto al fuoco. Competizioni di questo tipo non solo accrescono la preparazione tecnica, ma favoriscono la creazione di una cultura operativa basata sulla rapidità di adattamento, come richiesto dalle moderne dottrine militari multinazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7318,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Grand Prix Drone dell’Esercito: l’Italia scommette sulla formazione dei piloti UAV\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/11-grandPrix-Drone-gara-cat1-1024x661-1.jpg\" alt=\"Grand Prix Drone dell’Esercito: l’Italia scommette sulla formazione dei piloti UAV\" class=\"wp-image-7318\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Grand Prix Drone dell’Esercito: l’Italia scommette sulla formazione dei piloti UAV</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questa iniziativa, il 41° reggimento “Cordenons” si inserisce nel solco di quanto già sperimentato da eserciti alleati e partner, contribuendo a rafforzare la prontezza e la coesione interforze in un settore destinato ad assumere un ruolo sempre più centrale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/05-grandPrix-Drone-Supervisone-Gara.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"41° reggimento Cordenons, addestramento militare, brigata ariete, Brigata Julia, Droni militari, esercito britannico, Esercito Italiano, folgore, forze armate internazionali, forze armate polacche, Grand Prix Drone, IDF, innovazione tecnologica, UAV, us army","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-14 12:34:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Primo-Grand-Prix-Drone.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23642-grand-prix-drone-esercito-italia-piloti-uav.mp4","galleria":""}
{"id":23638,"titolo":"Dai caschi Anduril USA un campanello d’allarme per la fanteria italiana","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Esercito degli Stati Uniti ha firmato un contratto da 159 milioni di dollari (circa 147 milioni di euro) con <strong>Anduril Industries</strong> per sviluppare un innovativo sistema di visori misti destinato ai militari. L’iniziativa fa parte del programma <strong>Soldier Borne Mission Command (SBMC)</strong>, concepito per sostituire il precedente progetto <strong>IVAS</strong>, sviluppato insieme a Microsoft ma afflitto da ritardi e limiti tecnici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dalla lezione di IVAS a una nuova generazione di visori</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto IVAS, avviato nel 2018 con grandi aspettative, si era arenato a causa di effetti collaterali come mal di testa e nausea riportati dai soldati, oltre a difficoltà di integrazione tecnologica. Dopo il taglio dei fondi da parte del Congresso nel 2022, l’Esercito ha deciso di ripensare l’intero approccio, puntando su una piattaforma più modulare, aperta e personalizzabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>SBMC nasce proprio da queste esigenze: fornire a ogni soldato un’interfaccia integrata che unisca <strong>visione notturna, realtà aumentata, sensori termici e strumenti di comando alimentati dall’intelligenza artificiale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">“Abilità da supereroe” sul campo di battaglia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anduril descrive il sistema come una tecnologia capace di garantire ai militari “abilità da supereroe”: vedere meglio, sapere di più e decidere più velocemente. I nuovi caschi modulari integreranno componenti ottici avanzati con immagini diurne, notturne e termiche, mappe digitali e flussi di dati in tempo reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante i test sul campo, i soldati hanno persino controllato droni a oltre tre chilometri di distanza direttamente attraverso il casco, senza ricorrere a operatori esterni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore del sistema sarà la <strong>SBMC-Architecture (SBMC-A)</strong>, una piattaforma software basata su <strong>Lattice</strong> e derivata dai test su IVAS 1.2. Alla parte hardware collaborano giganti come <strong>Meta, OSI, Qualcomm e Gentex</strong>, mentre il progetto coinvolge anche aziende di primo piano come <strong>Palantir, L3Harris, Persistent Systems, Sierra Nevada Corporation e Maxar Intelligence</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una rivoluzione per la fanteria americana… e una sfida per l’Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa rappresenta la più grande operazione mai avviata dall’Esercito USA per dotare ogni soldato di strumenti di percezione aumentata. Non si tratta soltanto di migliorare la visione notturna, ma di trasformare radicalmente il rapporto del militare con l’ambiente operativo, eliminando la frammentazione delle informazioni e accelerando il processo decisionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo la dottrina statunitense, la capacità di decidere più rapidamente del nemico è un vantaggio cruciale per il successo delle operazioni. Con SBMC, il Pentagono punta a trasformare questa capacità in un vantaggio sistemico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’Italia questo tema non può restare marginale. <strong>Le unità di fanteria leggera – Alpini, Paracadutisti della Folgore, Lagunari e Reggimenti Aeromobili – rappresentano l’avanguardia dello strumento militare nazionale e sono spesso i primi a essere impiegati nei teatri operativi più complessi.</strong> Proprio queste componenti, altamente mobili e pronte al combattimento, necessitano di un deciso salto tecnologico: dotazioni avanzate di realtà aumentata, sistemi di comando distribuito e sensori integrati potrebbero moltiplicarne l’efficacia, aumentare la sicurezza dei reparti e rafforzare la capacità di interoperabilità con gli alleati NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se l’Esercito USA farà scuola con SBMC, anche Roma dovrà presto affrontare la sfida: <strong>dotare i propri reparti di fanteria delle stesse capacità di percezione aumentata e comando in tempo reale</strong>, per non rischiare di rimanere indietro nella guerra del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/jbh.png","categoria":"Internazionali","tags":"aeromobili, alpini, Anduril, caschi militari, Esercito Italiano, Esercito USA, intelligenza artificiale, IVAS, lagunari, paracadutisti, realtà aumentata, SBMC, tecnologia militare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-14 01:04:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.anduril.com/article/anduril-awarded-contract-to-redefine-the-future-of-mixed-reality/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23638-caschi-anduril-usa-un-campanello-fanteria-italiana.mp4","galleria":""}
{"id":23630,"titolo":"Generale Paracadutista Lorenzo D’Addario, una carriera segnata dall’eccellenza. Dopo NRDC ?","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la conclusione del suo mandato al <strong>NATO Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA)</strong>, il <strong>Generale Paracadutista Lorenzo D’Addario</strong> si trova in un momento cruciale della sua carriera. Figura di spicco dell’Esercito Italiano, stimato negli ambienti NATO e noto per una leadership che unisce rigore e umanità, il suo futuro è al centro di grande attenzione. Per comprendere quali possano essere i prossimi incarichi, occorre ripercorrere un percorso militare che, dagli anni della <strong>Nunziatella</strong> fino ai comandi operativi in Afghanistan, ha segnato una traiettoria di eccellenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dalle origini alla Folgore</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nato a Firenze nel 1964, D’Addario entra alla <strong>Scuola Militare Nunziatella</strong> nel 1980 e successivamente all’<strong>Accademia Militare di Modena</strong> nel 1983. La scelta di appartenere alla <strong>Brigata Paracadutisti “Folgore”</strong> segna in modo indelebile la sua carriera.<br>I primi incarichi al <strong>186° Reggimento Paracadutisti di Siena</strong> lo portano a guidare plotoni e compagnie, partecipando a operazioni delicate come <strong>Provide Comfort in Iraq</strong>, <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/vespri-siciliani-sicilia-1992/\">Vespri Siciliani a Palermo</a></strong> e <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/#\">UNOSOM II in Somalia</a></strong>. Sono esperienze che lo mettono precocemente a confronto con scenari complessi, tra rischio operativo e responsabilità verso gli uomini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente all’esperienza sul campo, frequenta numerosi corsi in Italia, Regno Unito e Stati Uniti. Questa formazione avanzata rafforza la sua capacità di leggere i contesti geopolitici e di interfacciarsi con alleati e partner NATO, un tratto che diventerà distintivo della sua carriera.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2010 assume il comando del <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\">186° Reggimento Paracadutisti “Folgore”</a></strong>.<br>Sotto la sua guida, tra febbraio e settembre 2011, il reparto è dispiegato in <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/afghanistan-il-ruolo-della-folgore/\">Afghanistan</a></strong>, nella provincia di Farah, nei distretti di Bakwa e Gulistan. Qui i paracadutisti si trovano ad affrontare insurrezioni diffuse e una costante minaccia ostile. In queste condizioni, D’Addario mostra fermezza decisionale e capacità di mantenere coesione interna, confermando la reputazione di comandante rispettato e vicino ai propri uomini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>2013 al 2015</strong> è alla guida dell’intera <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Brigata Paracadutisti “Folgore”</a></strong>, rafforzando ulteriormente il suo profilo di comandante di riferimento nel panorama nazionale e internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Leadership ed empatia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se la preparazione tecnica e la competenza operativa hanno tracciato la sua carriera, ciò che rende unico il Generale D’Addario è lo stile di comando. È descritto dai paracadutisti come un leader <strong>empatico</strong>, capace di ascoltare, comprendere e motivare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto a questa qualità umana, la padronanza delle lingue straniere gli ha consentito di costruire relazioni solide e di rappresentare l’Italia in maniera autorevole nei contesti multinazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Futuri incarichi possibili</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la conclusione del suo comando al <strong>NRDC-ITA</strong>, il <strong>Generale Paracadutista Lorenzo D’Addario</strong> rappresenta una figura di <strong>altissimo profilo</strong> nel panorama nazionale e internazionale.<br>Tra le ipotesi più accreditate vi è un ruolo di vertice all’interno dell’Esercito, come <strong>Comandante delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER) a Verona</strong>, incarico che valorizzerebbe la sua lunga esperienza paracadutista e la conoscenza operativa maturata in decenni di missioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è da escludere, tuttavia, una destinazione a <strong>Roma</strong>, nell’ambito del <strong>Ministero della Difesa</strong> dedicato alla trasformazione dello strumento militare, dove il suo bagaglio di esperienze multinazionali e la sua visione strategica lo renderebbero un interlocutore ideale per la politica di innovazione militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Allo stesso modo, resta aperta la possibilità di un <strong>incarico internazionale</strong>: D’Addario gode infatti di grande stima da parte della leadership militare <strong>NATO</strong> e dei partner alleati, che vedono in lui un comandante moderno, rispettato e capace di unire <strong>competenza professionale</strong> e <strong>sensibilità umana</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/10.png","categoria":"Blog","tags":"186 Reggimento Paracadutisti, Bakwa, Esercito Italiano, Forze Operative Terrestri, Generale Lorenzo D’Addario, missione Afghanistan, missione Kosovo, missione Somalia, NATO, nrdc-ita, Paracadutisti Folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-13 14:29:54","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Cambio-al-vertice-del-Corpo-d%E2%80%99Armata-di-Reazione-Rapida-della-NATO-in-Italia.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23630-generale-paracadutista-lorenzo-daddario-nrdc.mp4","galleria":""}
{"id":23619,"titolo":"Extreme Patrol: gli Alpini sul Catinaccio, tra droni ed elicotteri","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>TRENTO</strong> – Dal 15 al 19 settembre il massiccio del Catinaccio diventa teatro di “Extreme Patrol”, un’intensa esercitazione che vede protagonisti gli Alpini, impegnati in un contesto addestrativo che coniuga tradizione e tecnologie avanzate. Dodici pattuglie reggimentali, ciascuna composta da dieci militari equipaggiati con circa 30 chili tra armamento e materiali, saranno chiamate a confrontarsi con le difficoltà operative tipiche dell’ambiente montano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L’area delle operazioni</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo scenario si estende tra Ega, il Passo di Costalunga e Moena, in un territorio che unisce le caratteristiche più severe della montagna dolomitica: creste impervie, valli profonde, laghi alpini e condizioni meteorologiche mutevoli. Un contesto ideale per testare la capacità di movimento, navigazione, sopravvivenza e resistenza delle pattuglie, messe alla prova in esercizi di ricognizione statica e dinamica, attività di stabilizzazione, trattamento e trasporto di feriti, oltre al guado di specchi d’acqua in alta quota.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7213,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Extreme Patrol: gli Alpini sul Catinaccio, tra droni ed elicotteri\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/gnfnf.jpg\" alt=\"Extreme Patrol: gli Alpini sul Catinaccio, tra droni ed elicotteri\" class=\"wp-image-7213\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Extreme Patrol: gli Alpini sul Catinaccio, tra droni ed elicotteri</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Tecnologie e mezzi impiegati</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto alle tradizionali competenze alpine, l’esercitazione prevede l’impiego di strumenti tecnologici di ultima generazione: droni da ricognizione per l’osservazione del terreno e apparati di telecomunicazione satellitare capaci di garantire connessioni in ambienti compartimentati. L’attività sarà resa ancora più realistica dall’utilizzo di colpi a salve e dal sorvolo di elicotteri dell’Aviazione dell’Esercito, in particolare i velivoli del 4° Reggimento “Altair”, che simuleranno manovre di supporto e inserimento rapido in quota.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le unità coinvolte</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le dodici pattuglie in azione appartengono a reparti delle due brigate alpine dell’Esercito Italiano. Dalla <strong>Brigata alpina Taurinense</strong> prendono parte il 2°, 3° e 9° Reggimento Alpini, il Nizza Cavalleria (1°), il 32° Reggimento Genio Guastatori e il 1° Reggimento Artiglieria Terrestre da Montagna. Dalla <strong>Brigata alpina Julia</strong> sono schierati il 5°, 7° e 8° Reggimento Alpini, il 2° Reggimento Genio Guastatori, il 3° Reggimento Artiglieria da Montagna e il Piemonte Cavalleria (2°).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7214,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Extreme Patrol: gli Alpini sul Catinaccio, tra droni ed elicotteri\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/164012816-94aefc40-a671-417c-ad94-896e2333b772.jpg\" alt=\"Extreme Patrol: gli Alpini sul Catinaccio, tra droni ed elicotteri\" class=\"wp-image-7214\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Extreme Patrol: gli Alpini sul Catinaccio, tra droni ed elicotteri</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A supporto delle attività operano inoltre il <strong>Centro Addestramento Alpino di Aosta</strong>, il <strong>2° Reggimento Trasmissioni Alpino</strong>, e il <strong>Reggimento Logistico Julia</strong>, con un contributo essenziale alla mobilità, alle comunicazioni e al sostegno tecnico-logistico delle pattuglie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Addestramento tra tradizione e innovazione</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Extreme Patrol” rappresenta un momento di sintesi tra la cultura militare alpina, basata sulla resistenza e la capacità di adattamento in quota, e l’adozione di strumenti moderni in grado di rafforzare la prontezza operativa. Le prove in programma intendono rafforzare la coesione dei reparti, la capacità di operare in autonomia logistica e la prontezza d’impiego in scenari multinazionali e multidominio, dove la combinazione di mobilità tradizionale, tecnologia e coordinamento interforze diventa determinante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal Catinaccio, gli Alpini si preparano dunque a dimostrare ancora una volta la loro capacità di affrontare le sfide più estreme, confermando il legame indissolubile tra soldati, montagna e innovazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/ll-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Catinaccio, Esercito Italiano, Extreme Patrol, lpini","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-13 10:14:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://corrieredellaltoadige.corriere.it/notizie/cronaca/25_settembre_11/mountain-warfare-la-simulazione-di-guerra-in-trentino-alto-adige-gli-alpini-combattono-per-cinque-giorni-con-droni-e-sistemi-di-a3197372-0316-4d2b-bdbd-1d463e716xlk.shtml","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23619-extreme-patrol-alpini-catinaccio-droni-elicotteri.mp4","galleria":""}
{"id":23614,"titolo":"Bold Quest 2025: Italia protagonista nell’esercitazione multinazionale in Virginia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>È in corso presso l’U.S. National Guard Maneuver Training Center di Fort Pickett, in Virginia (USA), l’edizione 2025 dell’esercitazione multinazionale <strong>Bold Quest</strong>, attività annuale a guida dello U.S. Joint Staff J6 che vede la partecipazione congiunta di forze armate statunitensi, alleate e partner industriali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Bold Quest si configura come una <strong>“operational demonstration and assessment exercise”</strong> finalizzata a migliorare l’interoperabilità tattica, tecnica e procedurale tra le forze coinvolte. Obiettivo primario di questa edizione è la sperimentazione e lo sviluppo del <strong>Coalition Joint All Domain C2 (CJADC2)</strong>, un modello che punta a integrare il comando e controllo nei diversi domini – terra, aria, mare, spazio e cyber – attraverso scenari <strong>Live, Virtual &amp; Constructive (LVC)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Interoperabilità multinazionale e scenari multi-dominio</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul terreno sono presenti oltre <strong>1.000 militari e civili dell’industria della difesa</strong> appartenenti a 24 Paesi. Il focus principale è mettere alla prova soluzioni tecnologiche avanzate di <strong>C2 (Command and Control)</strong>, verificandone l’efficacia in un contesto multinazionale caratterizzato da sfide multi-dominio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Bold Quest rappresenta infatti una piattaforma unica per testare in condizioni realistiche la capacità di condividere informazioni critiche, sincronizzare manovre e integrare sistemi d’arma e sensori appartenenti a nazioni diverse. In questo modo si rafforza la resilienza delle coalizioni e si accorciano i tempi di risposta alle minacce sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7204,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/lk.jpg\" alt=\"Bold Quest 2025: Italia protagonista nell’esercitazione multinazionale in Virginia\" class=\"wp-image-7204\" title=\"Bold Quest 2025: Italia protagonista nell’esercitazione multinazionale in Virginia\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Bold Quest 2025: Italia protagonista nell’esercitazione multinazionale in Virginia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La partecipazione italiana: San Marco, Esercito e industria</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia gioca un ruolo di rilievo in questa edizione 2025.<br>Per la <strong>Marina Militare</strong> è presente la <strong>Brigata Marina San Marco (BMSM)</strong>, mentre per l’<strong>Esercito Italiano</strong> prendono parte l’<strong>unità del Comando Validazione e Innovazione (COMVIE.)</strong> e il <strong>Centro Fire Targeting &amp; Info Ops</strong> del Comando di Artiglieria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul fronte industriale, la componente nazionale è rappresentata da tre attori di primo piano:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>A.ST.I.M. srl</strong>, azienda ravennate che ha schierato il sistema di C2 <strong>TALON TMS MK4 (Target Acquisition Land Observation and Navigation Tactical Mission System)</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fincantieri Nextech</strong>, presente con il sistema <strong>SitaWare Headquarters (HQ)</strong> denominato <em>Imperio</em>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Leonardo Company</strong>, che contribuisce con il <strong>Multi Data Link Processor (MDLP)</strong>, elemento chiave per la gestione e l’integrazione dei flussi dati.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Verso una coalizione digitale integrata</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Bold Quest 2025 non è solo un banco di prova tecnologico, ma anche un laboratorio politico e militare che consente di consolidare la fiducia tra alleati, potenziare la cooperazione e validare concetti operativi innovativi. Per l’Italia, la partecipazione congiunta delle Forze Armate e dell’industria rappresenta un’occasione preziosa per testare sul campo soluzioni nazionali, confrontarle con quelle degli alleati e contribuire attivamente al percorso che condurrà verso una <strong>coalizione digitale e integrata</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il CJADC2, il futuro del comando e controllo appare sempre più interconnesso, resiliente e multidominio: un orizzonte che Bold Quest 2025 contribuisce a rendere realtà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/ll.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#IndustriaDifesa, ASTIM, BoldQuest2025, CJADC2, CoalizioneMultinazionale, COMART, difesaitaliana, Fincantieri, InfoOps, interoperabilità, Leonardo, MarinaSanMarco, sicurezzainternazionale, targeting","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-13 08:34:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23614-bold-quest-2025-italia-esercitazione-multinazionale.mp4","galleria":""}
{"id":23607,"titolo":"Il Generale Paracadutista Gianluca Feroce nuovo Comandante dei Carabinieri Abruzzo-Molise","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel pomeriggio di oggi, venerdì 12 settembre 2025, alle ore 18:00, nella caserma <em>“Pasquale Infelisi”</em>, sede del <strong>Comando Legione Carabinieri “Abruzzo e Molise”</strong> di Chieti, si terrà la cerimonia di avvicendamento al vertice regionale dell’Arma. Alla presenza del <strong>Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Marco Minicucci</strong>, il <strong>Generale di Brigata Antonino Neosi</strong> cederà il comando al <strong>Generale di Brigata Gianluca Feroce</strong>, proveniente dalla <strong>2ª Brigata Mobile Carabinieri di Livorno</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il bilancio del Generale Neosi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Generale Neosi</strong> lascia Chieti dopo due anni intensi di attività, caratterizzati da visite a tutte le Stazioni e ai Reparti dipendenti delle regioni Abruzzo e Molise. Ha incontrato personale, sindaci e autorità locali, rimarcando il ruolo sociale dell’Arma quale presidio di legalità e sicurezza al servizio delle comunità. Destinato a Roma, assumerà il ruolo di <strong>Direttore della Direzione dei Beni Storici e Documentali</strong>, oltre a diventare <strong>Direttore responsabile del Notiziario Storico dell’Arma</strong>. Alla cerimonia prenderanno parte le massime <strong>Autorità civili, militari e religiose</strong> delle due regioni, i <strong>Comandanti Provinciali di Abruzzo e Molise</strong>, i vertici dei <strong>Reparti Speciali</strong> e dell’<strong>Organizzazione Forestale</strong>, insieme a una folta rappresentanza di militari di ogni ordine e grado e delle Associazioni Nazionali Carabinieri e Forestali in congedo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il profilo del Generale Feroce</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo Comandante, <strong>Generale di Brigata Gianluca Feroce</strong>, 56 anni, romano, presenta un percorso formativo di eccellenza e un profilo operativo di altissimo livello.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ufficiale del <strong>172° corso “Carattere” dell’Accademia Militare di Modena</strong>, ha iniziato la carriera nel 1995 come Tenente al <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/1o-reggimento-carabinieri-paracadutisti-tuscania/\">1° Battaglione Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”</a></strong> di Livorno, inquadrato nella <a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\">Brigata Paracadutisti Folgore</a> (quando l'arma dei Carabinieri era ancora parte integrante dell’Esercito). Consolida, in qualità di <strong>Comandante di Compagnia Carabinieri Paracadutisti</strong>, competenze nella contro-guerriglia e nella contro-interdizione con impieghi in Sardegna, Calabria e Puglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 2000 al 2004 ha comandato la <strong>Compagnia di Rende (Cosenza)</strong>, distinguendosi nella lotta alla criminalità organizzata. Successivamente ha maturato una lunga esperienza di Stato Maggiore presso il <strong>Comando Generale</strong>, occupandosi di pianificazione strategico-operativa e missioni internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rientrato nel 2011 al <strong>1º Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”</strong>, assume il comando del Battaglione, mentre nel 2013, promosso Colonnello, viene designato a guidare il <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/gruppo-di-intervento-speciale-gis/\">Gruppo Intervento Speciale (GIS)</a></strong>, reparto di <strong>Forze Speciali di livello Tier-1</strong> dell’Arma dei Carabinieri. Dal 2017 ricopre incarichi di vertice presso l’<strong>Ufficio Armamento ed Equipaggiamenti Speciali</strong> e, successivamente, presso l’<strong>Ufficio Piani e Polizia Militare</strong>, con responsabilità nella gestione di assetti e missioni in aree di crisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Laureato in <strong>Giurisprudenza</strong>, <strong>Scienze Politiche</strong> e <strong>Scienze della Sicurezza</strong>, ha frequentato i più prestigiosi <strong>corsi interforze e NATO</strong>, conseguendo numerose qualifiche operative, tra cui quella di <strong>istruttore C-IED</strong>, <strong>paracadutista militare anche in ambito internazionale</strong> e <strong>specialista in difesa personale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Numerosi i corsi di qualificazione frequentati: <strong>NATO FIBUA Instructor Course</strong> presso il <em>Land Warfare Centre</em> (Warminster – GB); <strong>Legal Advisors Course</strong> e <strong>Force Protection Orientation Course</strong> presso la <em>NATO School</em> (Oberammergau – GER); <strong>Special Operations Component Command (SOCC) Staff Course</strong> presso il <em>NATO Special Operations Headquarters</em> (Chièvres – BEL).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È in possesso di diverse qualifiche: <strong>paracadutista militare (FV e TCL)</strong>, <strong>pattuglia guida</strong>, <strong>pattugliatore scelto</strong>, <strong>guardia del corpo</strong>, <strong>istruttore C-IED (contrasto agli ordigni improvvisati)</strong>, <strong>istruttore militare di educazione fisica/difesa personale</strong>, <strong>paracadutista militare rumeno</strong> e <strong>USAF Military Free Fall Parachutist Badge</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Generale Feroce</strong> ha partecipato inoltre a numerose missioni multinazionali: <strong>IFOR e SFOR in Bosnia-Erzegovina</strong>, “<strong>Alba</strong>” in Albania, <strong>MSU-KFOR in Kosovo</strong>, <strong>ISAF in Afghanistan</strong>. Ha comandato il <strong>Battaglione Multinational Specialized Unit (M.S.U.) a Pristina</strong> e il <strong>Police Advisor Team a Herat</strong> in Afghanistan nel 2013, consolidando esperienza diretta in contesti internazionali di alta complessità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Onorificenze e incarichi recenti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra il <strong>2019 e il 2022</strong> ha guidato il <strong>Comando Provinciale Carabinieri di Genova</strong>, prima di assumere, dal <strong>settembre 2023 all’11 settembre 2025</strong>, la guida della <strong>2ª Brigata Mobile Carabinieri</strong>, la Grande Unità dell’Arma che riunisce i reparti di <strong>Forze Speciali</strong> e di <strong>proiezione all’estero</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È insignito di numerose onorificenze, tra cui la <strong>Croce di Bronzo al Merito dell’Esercito</strong>, la <strong>Medaglia Mauriziana</strong> e la <strong>Medaglia d’Argento della Difesa Nazionale Francese</strong>. È <strong>Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana</strong> e <strong>Full Member dell’Istituto Internazionale di Diritto Umanitario di Sanremo</strong>. Sposato e padre di tre figli, porta ora la sua esperienza e il suo bagaglio operativo al comando della <strong>Legione Carabinieri Abruzzo e Molise</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/gianluca-feroce.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"AbruzzoMolise, carabinieri, GeneraleFeroce","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-12 13:04:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.tvimolise.it/il-generale-feroce-nuovo-comandante-dei-carabinieri-abruzzo-molise/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23607-il-generale-paracadutista-gianluca-feroce-nuovo-comandante-dei-carabinieri-abruzzo-molise.mp4","galleria":""}
{"id":23603,"titolo":"Articolo 4 NATO, la Polonia lo invoca: quando è stato usato e cosa cambia rispetto all’Articolo 5","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>10 settembre 2025</strong> la Polonia ha invocato formalmente l’<strong>Articolo 4</strong> del Trattato Nord Atlantico, dopo che numerosi droni russi avevano attraversato il suo spazio aereo. Si tratta di un passo di grande rilevanza politica, perché consente di portare la questione direttamente al <strong>Consiglio Nord Atlantico</strong>, il principale organo decisionale della NATO, e di aprire consultazioni immediate tra i 32 Paesi membri. La scelta di Varsavia si colloca in un quadro di forte tensione ai confini orientali dell’Alleanza e rappresenta un richiamo al principio secondo cui la sicurezza di un alleato è un tema che riguarda tutti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Che cosa prevede l’Articolo 4</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Articolo 4 del Trattato Nord Atlantico è uno degli strumenti diplomatici più importanti a disposizione degli alleati. Esso stabilisce che: <em>«Le Parti si consulteranno ogni qualvolta, a giudizio di una di esse, l'integrità territoriale, l'indipendenza politica o la sicurezza di una qualsiasi delle Parti siano minacciate».</em><br>Questo significa che basta la percezione di una minaccia da parte di un singolo Stato membro perché venga convocata una riunione formale della NATO. Non implica automaticamente una risposta militare, ma avvia un processo di confronto che può portare a dichiarazioni comuni, rafforzamento delle misure difensive o dispiegamento di forze sul terreno. È un meccanismo preventivo che mira a contenere le crisi prima che degenerino in conflitti aperti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le invocazioni dell’Articolo 4 nella storia della NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 1949 a oggi l’Articolo 4 è stato invocato <strong>8 volte</strong>. Ecco l’elenco con le date:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>10 febbraio 2003 – Turchia</strong>: a seguito della guerra in Iraq, Ankara temeva ritorsioni dal regime di Saddam Hussein. La NATO avviò l’operazione <em>Display Deterrence</em>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>26 giugno 2012 – Turchia</strong>: dopo l’abbattimento di un aereo turco da parte della Siria.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>3 ottobre 2012 – Turchia</strong>: colpi di artiglieria siriana uccisero 5 civili a Akçakale. La NATO dispiegò batterie di missili Patriot lungo il confine.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>3 marzo 2014 – Polonia</strong>: dopo l’annessione della Crimea da parte della Russia, Varsavia chiese consultazioni urgenti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>29 luglio 2015 – Turchia</strong>: nuove minacce dalla Siria e dal terrorismo jihadista portarono ad un’altra richiesta di consultazioni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>28 febbraio 2020 – Turchia</strong>: la morte di 33 soldati turchi in un attacco aereo a Idlib (Siria) spinse Ankara a invocare l’articolo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>24 febbraio 2022 – Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania e Slovacchia</strong>: in risposta all’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>10 settembre 2025 – Polonia</strong>: dopo la violazione del proprio spazio aereo da parte di droni russi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi precedenti mostrano come l’Articolo 4 venga utilizzato soprattutto da Paesi che si trovano in prima linea rispetto a conflitti regionali. È un segnale politico forte, volto a coinvolgere l’intera Alleanza nella gestione delle crisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Articolo 5 e il principio della difesa collettiva</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se l’Articolo 4 rappresenta la dimensione della consultazione, l’<strong>Articolo 5</strong> del Trattato NATO è il cuore del sistema di difesa collettiva. Esso afferma: <em>«Le Parti convengono che un attacco armato contro uno o più di loro in Europa o Nord America sarà considerato un attacco contro tutte le Parti».</em><br>Questo principio di solidarietà militare significa che un’aggressione contro un alleato obbliga tutti gli altri a considerarla come un’aggressione contro se stessi, impegnandosi ad assisterlo. L’aiuto non deve per forza tradursi in un intervento armato diretto, ma può includere supporto logistico, intelligence, cybersicurezza e altre forme di cooperazione. Tuttavia, la sua forza risiede nel messaggio politico: colpire un membro della NATO equivale a dichiarare guerra a tutta l’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quante volte è stato invocato l’Articolo 5</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella storia della NATO, l’Articolo 5 è stato invocato <strong>una sola volta</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>12 settembre 2001 – Stati Uniti</strong>: il giorno successivo agli attentati terroristici contro New York e Washington, il Consiglio Nord Atlantico stabilì che si trattava di un attacco armato ai sensi dell’Articolo 5. L’Alleanza avviò missioni collettive come <em>Operation Eagle Assist</em> (sorveglianza aerea con aerei AWACS negli USA, iniziata l’8 ottobre 2001) e <em>Operation Active Endeavour</em> (pattugliamenti navali nel Mediterraneo a partire dal 26 ottobre 2001).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il fatto che sia stato attivato una sola volta in oltre settant’anni di storia dimostra la sua natura straordinaria: l’Articolo 5 è considerato l’ultima risorsa, da utilizzare solo in caso di aggressione diretta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Differenza tra Articolo 4 e Articolo 5</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La differenza principale tra i due strumenti risiede nella loro natura e nelle conseguenze:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Articolo 4</strong> → avvia consultazioni senza obblighi militari. È un campanello d’allarme che richiama l’attenzione degli alleati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Articolo 5</strong> → sancisce la difesa collettiva e impegna tutti gli Stati membri ad agire in aiuto del Paese colpito.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In altre parole, il primo rappresenta il dialogo politico e preventivo, il secondo l’azione concreta e vincolante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’invocazione dell’Articolo 4 da parte della Polonia ricorda quanto sia fragile l’equilibrio ai confini orientali della NATO e quanto sia centrale il ruolo dell’Alleanza nella gestione delle minacce contemporanee, che spaziano dalla guerra convenzionale ai droni, dalla cybersicurezza al terrorismo. La storia mostra come l’Articolo 4 sia stato usato otto volte per affrontare crisi regionali, mentre l’Articolo 5 resta una clausola eccezionale, invocata una sola volta dopo l’11 settembre. In entrambi i casi, la logica sottostante è quella della solidarietà: nessun Paese della NATO è solo di fronte alle minacce, e ogni attacco o pericolo che coinvolge uno Stato membro riguarda l’intera comunità atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/oran-poland.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Articolo4, ConflittoRussiaUcraina, NATO, Polonia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-12 11:14:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23603-articolo-4-nato-la-polonia-lo-invoca-quando-e-stato-usato-e-cosa-cambia-rispetto-allarticolo-5.mp4","galleria":""}
{"id":23598,"titolo":"“Pozzuolo del Friuli”: il Generale Paracadutista Nicola Mandolesi cede il comando al Generale Andrea Bertazzo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è svolta oggi, presso la caserma “Guella” di Gorizia, la cerimonia di avvicendamento al comando della Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli”. Al Generale di Brigata Nicola Mandolesi è subentrato il parigrado Andrea Bertazzo, proveniente dallo Stato Maggiore dell’Esercito. All’evento hanno preso parte il Comandante delle Forze Operative Nord, Generale di Corpo d’Armata Maurizio Riccò, il Sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna e numerose autorità civili e militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il percorso del Generale Mandolesi: dalla Folgore alla Pozzuolo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ufficiale paracadutista, il Generale Mandolesi vanta un passato di comando alla testa del 187° Reggimento Paracadutisti “Folgore”, unità di punta della storica Brigata Paracadutisti. Con questa esperienza ha maturato una profonda conoscenza delle operazioni aviolanciate e delle capacità expeditionary, che ha poi messo a disposizione della Brigata “Pozzuolo del Friuli”.<br>Durante il suo mandato a Gorizia, la Grande Unità pluriarma ha affrontato un periodo intenso, culminato con il rientro dall’operazione “Leonte XXXVII” in Libano, missione in cui la brigata ha operato in un contesto complesso, caratterizzato da repentini mutamenti della situazione sul terreno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7124,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"“Pozzuolo del Friuli”: il Generale Paracadutista Nicola Mandolesi cede il comando al Generale Andrea Bertazzo\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/cb0cf4a3-2763-4437-806a-ff7816ea6fc4-1024x693-1.jpg\" alt=\"“Pozzuolo del Friuli”: il Generale Paracadutista Nicola Mandolesi cede il comando al Generale Andrea Bertazzo\" class=\"wp-image-7124\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">“Pozzuolo del Friuli”: il Generale Paracadutista Nicola Mandolesi in Libano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'eredità di Mandolesi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento di commiato, Mandolesi ha ricordato le tappe principali delle attività addestrative e operative condotte: dal raggiungimento della piena capacità nell’ambito della <strong>Capacità Nazionale di Proiezione dal Mare</strong>, all’impegno in Patria con l’operazione “Strade Sicure”, fino all’importante contributo alla missione ONU in Libano.<br>“Il vero risultato – ha sottolineato – è che ogni soldato che ha servito in Libano torna a casa sapendo di aver dato tutto, senza risparmiarsi, e di aver reso onore al Tricolore, al Paese e all’Esercito, ma soprattutto ai nostri caduti e feriti, il ricordo del loro sacrificio è stato e sempre sarà la guida sulla strada del dovere”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Andrea Bertazzo raccoglie un’eredità importante. Proveniente dallo Stato Maggiore dell’Esercito, guiderà la “Pozzuolo del Friuli” in una fase in cui la brigata, a connotazione pluriarma, rappresenta uno strumento flessibile per affrontare sia il combattimento terrestre convenzionale sia le specialistiche operazioni anfibie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’apprezzamento della Forza Armata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Riccò, Comandante delle Forze Operative Nord, ha riconosciuto i risultati conseguiti dalla brigata sotto la guida di Mandolesi, sottolineando come l’addestramento, la motivazione e il senso di appartenenza costituiscano i pilastri fondamentali per affrontare con successo ogni scenario operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questo avvicendamento, la Brigata “Pozzuolo del Friuli” prosegue la sua missione nel solco della tradizione e con uno sguardo rivolto alle sfide future, mantenendo quell’equilibrio tra versatilità terrestre e capacità anfibie che la contraddistingue.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/5.-Intervento-Comandante-delle-Forze-operative-Nord.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"187 Folgore, Brigata Pozzuolo del Friuli, Esercito Italiano, Generale Mandolesi","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-11 20:54:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/cambio_vertice_pozzuolo_friuli.aspxhttps://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/cambio_vertice_pozzuolo_friuli.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23598-pozzuolo-generale-paracadutista-mandolesi-bertazzo.mp4","galleria":""}
{"id":23594,"titolo":"La Polonia schiera 40.000 soldati al confine con Bielorussia e Russia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Polonia ha annunciato il dispiegamento di circa <strong>40.000 soldati</strong> lungo i confini orientali con la Bielorussia e la Russia, in risposta all’incursione di droni russi avvenuta mercoledì e in concomitanza con l’avvio delle esercitazioni militari congiunte <strong>“Zapad 2025”</strong>, organizzate da Mosca e Minsk.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’ombra di Zapad 2025</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le esercitazioni russo-bielorusse, che prenderanno il via venerdì e si protrarranno fino a martedì, coinvolgeranno secondo le stime <strong>decine di migliaia di militari</strong>. Varsavia ha deciso di rafforzare la propria presenza militare con un contingente imponente, definendo l’appuntamento un potenziale preludio a nuove mosse aggressive contro l’Europa orientale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“<strong>La Polonia si sta preparando da mesi per le manovre Zapad 2025</strong>,” </em>ha dichiarato il viceministro della Difesa <strong>Cezary Tomczyk</strong> a Polsat News. <em>“Il nostro esercito ha già condotto addestramenti con oltre 30.000 soldati polacchi e forze dell’Alleanza Atlantica. Non dimentichiamo che Zapad è un’esercitazione a carattere offensivo.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Chiusura delle frontiere</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla vigilia delle manovre, la Polonia ha annunciato la <strong>chiusura temporanea dei valichi di frontiera con la Bielorussia</strong>, misura che – dopo l’incursione di circa 20 droni russi – è stata estesa “<strong>fino a nuovo ordine</strong>”.<br>Secondo Varsavia, uno degli scenari previsti da Zapad 2025 riguarda un possibile attacco al <strong>corridoio di Suwałki</strong>, la sottile striscia di territorio che collega Polonia e Lituania, considerata da tempo l’“Achilleo tallone” della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ministro degli Esteri <strong>Radosław Sikorski</strong> ha ribadito che la Polonia sta trattando la minaccia russa con “<strong>massima serietà</strong>”, ricordando come esercitazioni simili abbiano preceduto i conflitti in <strong>Georgia (2008)</strong> e <strong>Ucraina (2014 e 2022)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Preoccupazioni regionali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelenskyy</strong> ha avvertito che le esercitazioni potrebbero costituire “<strong>una copertura per un attacco</strong>” verso Paesi più a ovest.<br>Le autorità lituane, invece, stimano che le manovre saranno di dimensioni ridotte rispetto al 2021, con circa <strong>30.000 soldati coinvolti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Intanto, <strong>Lituania, Lettonia, Estonia e Polonia</strong> si preparano a una serie di esercitazioni congiunte NATO, sempre con la partecipazione di circa <strong>40.000 militari</strong>, per rafforzare la deterrenza sul fianco orientale dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’esercito polacco: una potenza tra le potenze</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi dieci anni la Polonia si è affermata come uno dei Paesi europei che più hanno investito nella difesa, trasformando radicalmente le proprie forze armate fino a diventare oggi una delle realtà militari più rilevanti della NATO. Dal <strong>2014 al 2024</strong> l’esercito polacco è passato da circa <strong>99.000 effettivi</strong> a oltre <strong>216.000 militari attivi</strong>, con un piano ambizioso che punta a raggiungere i <strong>300.000 uomini entro il 2030</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Polonia è oggi il Paese NATO che destina la quota più alta del proprio PIL alla difesa: <strong>oltre il 4,1% nel 2024</strong>, con la prospettiva di arrivare al <strong>4,7% nel 2025</strong>, ben al di sopra del limite minimo del 2% fissato dall’Alleanza. Questo impegno ha permesso l’avvio di un vasto programma di modernizzazione che include <strong>carri armati sudcoreani K2 Black Panther</strong>, <strong>obici K9 Thunder</strong>, <strong>sistemi di difesa aerea Patriot e Narew</strong>, oltre ai caccia di quinta generazione <strong>F-35 Lightning II</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la legge <strong>Homeland Defence Act</strong>, Varsavia ha ridisegnato la struttura delle forze armate e introdotto nuovi strumenti per rafforzare la riserva. L’obiettivo è garantire al Paese non solo capacità di difesa, ma anche un ruolo di deterrenza credibile in un contesto regionale segnato dall’aggressività russa e dalla guerra in Ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi l’esercito polacco non è più soltanto una forza regionale: per dimensioni, capacità e velocità di crescita, rappresenta una vera e propria <strong>potenza tra le potenze</strong> all’interno della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un confine sotto pressione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni la Polonia ha rafforzato le difese lungo i <strong>400 chilometri di frontiera con la Bielorussia</strong>, già epicentro della crisi migratoria orchestrata da Minsk e Mosca con l’invio di migliaia di migranti verso l’Unione Europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tensione resta altissima, anche se il <strong>Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate polacche, generale Wiesław Kukuła</strong>, ha confermato che le autorità bielorusse avevano avvisato in anticipo Varsavia del passaggio di droni russi nello spazio aereo polacco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo le sue parole, quell’allerta si è rivelata “<strong>utile per noi</strong>” ma al tempo stesso “<strong>sorprendente</strong>”, considerate le difficili relazioni politiche e militari tra i due Paesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/poland-para.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"ConflittoRussiaUcraina, NATO, Polonia, Zapad2025","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-11 17:54:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://tvpworld.com/88865149/poland-deploys-40000-soldiers-to-border-as-russia-holds-drillshttps://tvpworld.com/88865149/poland-deploys-40000-soldiers-to-border-as-russia-holds-drills","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23594-la-polonia-schiera-40-000-soldati-al-confine-con-bielorussia-e-russia.mp4","galleria":""}
{"id":23588,"titolo":"Giovani e Forze Armate: successo per gli Open Day dell’Esercito Italiano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei primi giorni di settembre 2025, l’Esercito Italiano ha promosso un’importante iniziativa di orientamento e promozione del reclutamento attraverso una serie di <strong>Open Day dedicati agli aspiranti Volontari in Ferma Iniziale (VFI)</strong> della regione Emilia-Romagna. L’attività, parte della campagna informativa per il 3° blocco 2025, è stata organizzata e coordinata dal <strong>Comando Militare Esercito Emilia-Romagna</strong> in sinergia con il <strong>Comando Forze Operative Nord (COMFOP NORD)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tre caserme simbolo delle capacità operative e logistiche dell’Esercito hanno ospitato i giovani candidati: il <strong>66° Reggimento Fanteria Aeromobile “Trieste” di Forlì</strong>, il <strong>121° Reggimento Artiglieria Controaerei “Ravenna” di Bologna</strong> e il <strong>2° Reggimento Genio Pontieri di Piacenza</strong>. In ciascuna di queste sedi, gli “<strong>Infoteam</strong>” – gruppi specializzati nella comunicazione istituzionale e nel reclutamento – hanno organizzato momenti di accoglienza, informazione e dimostrazione operativa, trasformando le caserme in veri e propri centri di orientamento per i giovani interessati a intraprendere la carriera militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo la cerimonia dell’alzabandiera, che ha segnato l’inizio ufficiale della giornata, i candidati hanno potuto confrontarsi direttamente con i militari in servizio, ricevere spiegazioni dettagliate sulle attività quotidiane nei reparti e ottenere informazioni pratiche sulle prossime fasi del concorso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un'esperienza immersiva: tra carriera, equipaggiamenti e spirito di corpo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante gli Open Day, i partecipanti hanno avuto la possibilità di <strong>immergersi nella realtà militare</strong> attraverso un percorso guidato tra attività dimostrative, presentazioni tematiche e momenti di confronto con il personale. Le unità ospitanti hanno illustrato in maniera concreta le <strong>potenzialità dell’Esercito Italiano</strong> come percorso professionale, mettendo in evidenza sia l’impiego operativo sul territorio nazionale e internazionale, sia le <strong>prospettive di crescita formativa e di carriera</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7050,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Foto2.-Dimostrazione-del-sistema-darma-STINGER-1024x683-1.jpg\" alt=\"Giovani e Forze Armate: successo per gli Open Day dell’Esercito Italiano\" class=\"wp-image-7050\" title=\"Giovani e Forze Armate: successo per gli Open Day dell’Esercito Italiano\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dimostrazione del sistema d’arma STINGER</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Particolare interesse ha suscitato la presentazione dei <strong>mezzi e degli equipaggiamenti in dotazione</strong>, non solo per l’aspetto tecnico, ma anche per l’occasione di osservare da vicino le procedure e le tattiche utilizzate quotidianamente dai reparti. Le dimostrazioni tecnico-tattiche, eseguite da personale altamente qualificato, hanno offerto uno spaccato reale e dinamico della vita militare, coinvolgendo attivamente i giovani con spiegazioni pratiche, domande e approfondimenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un momento di rilievo si è avuto nella tappa di Piacenza, dove la <strong>collaborazione tra il 2° Reggimento Genio Pontieri e il Polo di Mantenimento Pesante Nord</strong> ha permesso ai candidati di visitare le officine specializzate nella manutenzione dei mezzi cingolati delle unità pesanti. Un’esperienza che ha reso ancora più tangibile il legame tra capacità operative sul campo e supporto tecnico-logistico, mostrando la complessità e l’organizzazione interna dell’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il tutto è stato accompagnato da un clima di <strong>entusiasmo e partecipazione</strong>, testimoniato dai numerosi quesiti posti dai partecipanti, a conferma del forte interesse nei confronti delle possibilità offerte dalla vita militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Orientamento, consapevolezza e futuro: il valore degli Open Day</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa degli Open Day si inserisce in un contesto più ampio di promozione del reclutamento e di diffusione della cultura della Difesa tra i giovani. L’obiettivo è duplice: da un lato, <strong>fornire strumenti concreti per una scelta consapevole</strong>, dall’altro <strong>rafforzare il dialogo tra Istituzioni e territorio</strong>, valorizzando la presenza dell’Esercito Italiano come opportunità non solo di lavoro, ma anche di formazione personale, crescita civica e servizio al Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7087,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Foto4.-Dimostrazione-impiego-tecniche-di-MCM-al-2°-reggimento-genio-pontieri.jpg\" alt=\"Giovani e Forze Armate: successo per gli Open Day dell’Esercito Italiano\" class=\"wp-image-7087\" title=\"Giovani e Forze Armate: successo per gli Open Day dell’Esercito Italiano\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Giovani e Forze Armate: successo per gli Open Day dell’Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie al contatto diretto con i militari, i giovani hanno potuto “<strong>toccare con mano</strong>” la quotidianità all’interno delle caserme, uscendo dai cliché e avvicinandosi a un mondo spesso poco conosciuto. L’orientamento offerto ha contribuito a dissipare dubbi, chiarire requisiti e passaggi concorsuali, ma soprattutto ha mostrato che dietro ogni uniforme c’è <strong>un percorso umano, tecnico e valoriale</strong> fondato su disciplina, spirito di squadra, impegno e dedizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Emilia-Romagna, regione storicamente vicina al mondo militare, queste giornate hanno rappresentato una <strong>concreta occasione di avvicinamento per tanti giovani</strong> che guardano all’Esercito come possibile strada per il proprio futuro. Il successo delle iniziative dimostra la validità del modello adottato: aprire le caserme per raccontare, mostrare, coinvolgere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un’epoca in cui l’orientamento professionale è sempre più cruciale, l’Esercito Italiano si conferma un punto di riferimento per chi cerca <strong>opportunità solide, strutturate e cariche di significato</strong>. Gli Open Day 2025 in Emilia-Romagna non sono stati solo eventi informativi, ma vere e proprie esperienze formative, capaci di accendere l’interesse e ispirare nuove generazioni di cittadini e soldati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/Foto8.-Attivita-pratica-con-il-FATS-del-66°-reggimento-TRIESTE.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"esercitoitaliano, OpenDay2025, ReclutamentoVFI","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-11 04:04:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Open-day-in-Emilia-Romagna.aspxhttps://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Open-day-in-Emilia-Romagna.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23588-giovani-e-forze-armate-successo-per-gli-open-day-dellesercito-italiano.mp4","galleria":""}
{"id":23582,"titolo":"Tra le Piramidi e il futuro: Bright Star 2025 unisce eserciti e strategie","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 28 agosto 2025, presso la base militare <strong>Mohamed Naguib</strong>, ha preso ufficialmente il via <strong>Bright Star 2025</strong>, la <strong>19ª edizione</strong> della storica esercitazione militare congiunta tra <strong>Egitto e Stati Uniti</strong>, oggi estesa a ben <strong>44 nazioni</strong>. L'iniziativa, co-ospitata dal <strong>Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM)</strong> e dall’<strong>Autorità di Addestramento delle Forze Armate Egiziane</strong>, si concluderà il <strong>10 settembre</strong> e rappresenta uno degli eventi più significativi del calendario militare nella regione MENA (Medio Oriente e Nord Africa).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la cerimonia di apertura, il <strong>generale di divisione Sherif El-Arayshi</strong>, capo dell’Autorità per l’addestramento delle forze armate egiziane, ha trasmesso i saluti del <strong>ministro della Difesa</strong>, generale <strong>Abdel-Meguid Saqr</strong>, e del <strong>capo di stato maggiore</strong>, tenente generale <strong>Ahmed Khalifa</strong>, sottolineando il ruolo chiave dell’esercitazione nel <strong>rafforzare i legami militari</strong> tra le nazioni partecipanti. Tra i presenti vi erano <strong>alti comandanti militari</strong>, <strong>rappresentanti della stampa internazionale</strong> e numerosi <strong>leader delle forze armate</strong> dei Paesi coinvolti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>generale di brigata Patrick Clare</strong>, in rappresentanza degli Stati Uniti, ha lodato l’eccezionale organizzazione dell’esercitazione da parte dell’Egitto, evidenziando come il livello di pianificazione renda Bright Star 2025 una “<strong>piattaforma ideale per lo scambio di competenze</strong> e la conoscenza delle diverse culture militari”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i momenti simbolici della cerimonia, un <strong>lancio congiunto di paracadutisti egiziani e statunitensi sopra le Piramidi di Giza</strong>, alla presenza dell’ambasciatore statunitense in Egitto <strong>Herro Mustafa Garg</strong>. Un gesto che ha unito <strong>spettacolarità e valore simbolico</strong>, celebrando la <strong>cooperazione bilaterale</strong> in uno scenario iconico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i Paesi partecipanti figurano alcune delle principali potenze militari e regionali, tra cui <strong>Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Grecia, India, Pakistan, Giordania, Regno Unito</strong> e <strong>Italia</strong>, a testimonianza della crescente rilevanza geopolitica dell’esercitazione e del suo ruolo nel promuovere <strong>cooperazione multilaterale, interoperabilità operativa</strong> e <strong>stabilità internazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Numeri, contenuti e obiettivi addestrativi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Bright Star 2025 si è svolta</strong> non solo presso la base <strong>Mohamed Naguib</strong>, ma anche in <strong>diverse basi aeree e navali egiziane</strong>, coinvolgendo circa <strong>8.000 militari provenienti da 14 Paesi</strong>, mentre altri <strong>30 Paesi hanno partecipato in qualità di osservatori</strong>. A differenza delle edizioni precedenti, l’esercitazione di quest’anno ha incluso <strong>unità della polizia civile egiziana</strong>, <strong>delegati della NATO</strong> e <strong>rappresentanti del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR)</strong>, segnando un approccio più <strong>interistituzionale e multilivello</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma ha previsto:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Addestramenti sul campo</strong> e <strong>manovre di guerra convenzionale e non convenzionale</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Esercitazioni di comando</strong> e <strong>simulazioni di operazioni congiunte</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Seminari accademici</strong> su <strong>sicurezza regionale e antiterrorismo</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Simposi strategici</strong> tra leader militari, con discussioni su <strong>interoperabilità</strong> e <strong>standard operativi comuni</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Moduli specifici per il rilevamento e la riduzione del rischio di esplosioni</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’inclusione di organizzazioni civili e internazionali ha riflesso la volontà di affrontare <strong>scenari realistici</strong>, in cui <strong>cooperazione militare</strong>, <strong>gestione civile delle crisi</strong> e <strong>diritto internazionale umanitario</strong> si intrecciano in modo sempre più inscindibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7069,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Tra le Piramidi e il futuro: Bright Star 2025 unisce eserciti e strategie\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/1000w-q95-4-1024x683-1.jpg\" alt=\"Tra le Piramidi e il futuro: Bright Star 2025 unisce eserciti e strategie\" class=\"wp-image-7069\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Rilevamento e riduzione del rischio di esplosioni</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Bright Star 2025 ha permesso</strong> anche di testare l’efficienza dei <strong>sistemi di comando e controllo</strong>, la <strong>reattività logistica</strong> e la <strong>capacità di operare in ambienti congiunti e multinazionali</strong>, migliorando l’interoperabilità tra forze armate di culture e dottrine differenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bright Star come strumento di diplomazia e stabilità regionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalle sue origini nel 1980 come esercitazione bilaterale tra Stati Uniti ed Egitto, Bright Star si è evoluta in una <strong>piattaforma multinazionale</strong>, oggi più che mai simbolo della volontà di costruire un’<strong>architettura di sicurezza collettiva</strong> nel Mediterraneo allargato e nel Medio Oriente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il generale Clare ha dichiarato: “Bright Star 2025 si basa su una <strong>partnership duratura</strong> tra Egitto e Stati Uniti, fondata su decenni di cooperazione in materia di difesa, antiterrorismo e stabilità regionale”. Il messaggio è chiaro: i Paesi partecipanti <strong>restano uniti di fronte alle sfide globali</strong>, dalla minaccia terroristica ai conflitti regionali, fino alla sicurezza marittima e alla difesa da minacce ibride.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’Egitto, ospitare questa esercitazione è motivo di prestigio e riconoscimento del proprio ruolo di <strong>attore centrale nella sicurezza del Nord Africa e del Medio Oriente</strong>. Per gli Stati Uniti, è un’opportunità per <strong>rafforzare alleanze esistenti</strong> e <strong>costruire nuove intese strategiche</strong>, mantenendo una postura militare cooperativa ma solida nella regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7066,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/1000w-q95-3-1024x640-1.jpg\" alt=\"Tra le Piramidi e il futuro: Bright Star 2025 unisce eserciti e strategie\" class=\"wp-image-7066\" title=\"Tra le Piramidi e il futuro: Bright Star 2025 unisce eserciti e strategie\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cerimonia di apertura</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un’epoca di <strong>minacce complesse e interconnesse</strong>, Bright Star 2025 si presenta come <strong>più di un semplice addestramento militare</strong>: è un esercizio di diplomazia operativa, costruzione di fiducia e condivisione di valori comuni tra nazioni diverse. È, in sintesi, una risposta collettiva a un mondo in continua evoluzione, dove la pace e la sicurezza non possono che essere il frutto di <strong>collaborazione, pianificazione e unità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la partecipazione di 44 nazioni, esercitazioni congiunte in aria, mare e terra, e una struttura logistica senza precedenti, <strong>Bright Star 2025</strong> si conferma come la più vasta esercitazione militare del suo genere nel Mediterraneo. Un evento che non solo rafforza le capacità operative, ma che promuove una <strong>visione comune per la sicurezza globale</strong>, basata su cooperazione, rispetto e prontezza strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/1000w-q95-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"BrightStar2025, EgittoStatiUniti, esercitazionemilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-11 02:54:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://eg.usembassy.gov/u-s-and-egypt-host-exercise-bright-star/https://eg.usembassy.gov/u-s-and-egypt-host-exercise-bright-star/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23582-tra-le-piramidi-e-il-futuro-bright-star-2025-unisce-eserciti-e-strategie.mp4","galleria":""}
{"id":23576,"titolo":"Volvo e Nordic Air Defence insieme per VIPRO: il nuovo pod anti-drone europeo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al salone della difesa <a href=\"https://www.dsei.co.uk/\">DSEI di Londra</a>, una delle vetrine più prestigiose del settore, Volvo Defense e la start-up svedese Nordic Air Defence hanno annunciato una partnership destinata a far parlare di sé: nasce <strong>VIPRO</strong>, un sistema mobile di contrasto ai droni (CUAS – Counter-Unmanned Aircraft System) progettato per proteggere i veicoli militari dalla minaccia crescente dei droni commerciali armati e a basso costo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore del progetto è l’integrazione dell’intercettore <strong>Kreuger 100XR</strong> di Nordic Air Defence sui camion tattici prodotti da Volvo Defense. Il risultato sarà una piattaforma mobile, modulare e scalabile, capace di reagire con rapidità a incursioni di droni, in particolare i micidiali FPV (first-person view), impiegati con devastante efficacia nei conflitti contemporanei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>«<strong>VIPRO unisce l’eccellenza ingegneristica di Volvo alla capacità innovativa e agile di Nordic Air Defence</strong> – ha dichiarato Karl Rosander, co-fondatore e CEO di Nordic Air Defence –. È una soluzione europea, pensata per rispondere alla minaccia numero uno della guerra terrestre di oggi e di domani».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7076,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Volvo e Nordic Air Defence insieme per VIPRO: il nuovo pod anti-drone europeo\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/68714b9-702x420-1.jpeg\" alt=\"Volvo e Nordic Air Defence insieme per VIPRO: il nuovo pod anti-drone europeo\" class=\"wp-image-7076\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Volvo e Nordic Air Defence insieme per VIPRO: il nuovo pod anti-drone europeo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Caratteristiche del sistema VIPRO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il pod intercettore, lanciabile direttamente dal veicolo, si presenta come una <strong>capsula modulare</strong>, adattabile a differenti piattaforme e scenari operativi. Il <strong>Kreuger 100XR</strong>, munizione leggera e guidata da software avanzato, è progettato per neutralizzare bersagli aerei con rapidità e precisione, senza richiedere infrastrutture complesse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto si distingue per tre elementi chiave:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Mobilità</strong>: capacità di spostarsi insieme alle colonne logistiche o ai reparti di combattimento.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Scalabilità</strong>: possibilità di installare pod su diversi veicoli e in numero variabile a seconda della missione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Economicità</strong>: contrasto a minacce che costano poche centinaia di euro con un sistema sostenibile e replicabile su larga scala.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>«<strong>La protezione dei veicoli non è solo una questione militare, ma anche di resilienza delle società moderne</strong> – ha sottolineato Andreas Svenungsson, presidente di Volvo Defense –. La collaborazione con start-up dinamiche come Nordic Air Defence ci permette di accelerare lo sviluppo e offrire soluzioni più flessibili».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un concetto che riflette l’evoluzione della guerra contemporanea: se i droni stanno rivoluzionando il campo di battaglia, i camion e i mezzi da trasporto restano indispensabili per la logistica, ma sono sempre più vulnerabili a questi attacchi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7077,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Volvo e Nordic Air Defence insieme per VIPRO: il nuovo pod anti-drone europeo\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/cba4ac31c357f5dabb8dde52854ce0c92e27974b-1252x1252-1-1024x1024-1.webp\" alt=\"Volvo e Nordic Air Defence insieme per VIPRO: il nuovo pod anti-drone europeo\" class=\"wp-image-7077\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Volvo e Nordic Air Defence insieme per VIPRO: il nuovo pod anti-drone europeo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il contesto strategico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa si inserisce in un quadro di crescente attenzione alla protezione dei mezzi terrestri. Nel febbraio 2025 la <strong>Försvarets materielverk (FMV)</strong>, l’agenzia svedese per l’equipaggiamento della difesa, ha ordinato 775 camion a Scania e Volvo per supportare l’espansione delle Forze Armate svedesi. Un segnale che ribadisce la centralità dei veicoli pesanti nella pianificazione NATO e la necessità di renderli più sicuri contro nuove minacce asimmetriche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il lancio di VIPRO è previsto per il <strong>2026</strong>, con l’obiettivo di offrire un sistema europeo, agile e competitivo, per proteggere le forze armate e le infrastrutture logistiche in scenari di conflitto sempre più caratterizzati dall’uso massiccio di droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/ubhk.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"CUAS, DSEI2025, NordicAirDefence, Tags: VolvoDefense","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-10 20:54:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://defence-blog.com/volvo-nordic-air-defence-team-up-on-new-anti-drone-pod/https://defence-blog.com/volvo-nordic-air-defence-team-up-on-new-anti-drone-pod/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23576-volvo-nordic-air-defence-vipro-pod-anti-drone.mp4","galleria":""}
{"id":23572,"titolo":"Gli Stati Uniti non sono pronti alla prossima guerra. E l’Italia? Tra droni, dottrina mancante e industria in ritardo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa è l’opinione di Daniel L. Davis, ufficiale in congedo dell’U.S. Army e analista di sicurezza, apparsa su <em>Military.com</em>. L’autore mette in discussione la capacità degli Stati Uniti di affrontare una guerra moderna, dove l’impiego massivo dei droni ha cambiato radicalmente il campo di battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’inizio di quest’anno, durante una conferenza stampa in Qatar, il presidente Donald Trump ha affermato con sicurezza: <em>«Nessuno può batterci. Abbiamo l’esercito più forte del mondo, di gran lunga. Non la Cina, non la Russia, nessuno!»</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’affermazione che fotografa una potenza militare ancora imponente, ma che nasconde un problema di fondo: gli Stati Uniti non sono preparati a combattere una guerra moderna. La potenza di fuoco e la tecnologia contano, ma il fattore umano – la capacità di integrare i soldati con i nuovi strumenti di guerra, in primis i droni – resta decisivo. Ed è proprio su questo terreno che Washington appare in ritardo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La lezione dell’Ucraina</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dall’invasione russa del 2022, il conflitto in Ucraina ha dimostrato che la guerra di terra è cambiata radicalmente. Davis, sulla base di studi e interviste a combattenti da entrambe le parti, sottolinea come i droni abbiano trasformato il campo di battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è un singolo modello a fare la differenza, ma l’uso combinato di più categorie:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>FPV (First-Person View)</strong>, guidati a vista e armati di esplosivi;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>droni bombardieri</strong>, che rilasciano ordigni dall’alto;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>droni armati di missili</strong>, veri e propri sistemi d’attacco;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>droni da ricognizione</strong>, che scansionano il terreno e guidano i colpi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il risultato è che <strong>ogni metro di territorio è costantemente sotto osservazione e minaccia</strong>. In Ucraina uscire da una trincea, anche solo per mangiare o per un bisogno fisiologico, può significare esporsi a un attacco in pochi minuti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli attacchi tradizionali con carri armati in massa – come quelli che Davis condusse durante la Guerra del Golfo nel 1991 – oggi sarebbero una condanna. Non a caso <strong>Mosca ha iniziato a usare motociclette per spostarsi sul fronte</strong>: non offrono protezione, ma velocità e manovrabilità che aumentano le chance di sopravvivenza rispetto a un blindato bersaglio dei droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’importanza della massa umana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante l’impatto tecnologico, la guerra resta questione di uomini.<strong> Solo la fanteria può prendere o difendere un territorio</strong>. È qui che la Russia, con una popolazione più vasta, ha avuto un vantaggio: ha limitato le perdite frontali, puntando invece su bombardamenti massicci, droni per immobilizzare le difese e fanteria per finalizzare l’assalto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Ucraina, con risorse umane più ridotte, paga un prezzo elevato in questa guerra di logoramento. E per gli Stati Uniti e la NATO il messaggio è inequivocabile: non sappiamo ancora combattere in questo modo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Pentagono ha iniziato solo di recente a prendere sul serio la minaccia dei droni, nonostante avesse già ricevuto un avvertimento nel 2020 durante la guerra tra Armenia e Azerbaigian. Ma il problema non è solo tecnico: è culturale e dottrinale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Washington continua a ragionare in termini di “shock and awe”, di manovre rapide e dominio tecnologico. Ma quelle strategie non funzionano più in uno scenario di confronto tra pari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’illusione della superiorità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche la NATO ha avuto bisogno di tempo per adattarsi, e la Russia ci ha messo due anni a rivedere le sue dottrine. Ma Mosca ha cambiato approccio, mentre gli Stati Uniti restano ancorati a manuali che la stessa Ucraina ha definito “fuori dalla realtà”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La qualità dei soldati e dei mezzi americani non è in discussione. Ciò che manca è la capacità di mettere a sistema droni, artiglieria, fanteria e mezzi corazzati in un ambiente bellico saturato di sensori e minacce aeree.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il mese scorso l’U.S. Army ha pubblicato un compendio sulle lezioni apprese dal conflitto in Ucraina. Utile, certo. Ma non basta la teoria: servono cambiamenti radicali nella dottrina, nei sistemi d’arma, nelle munizioni e nell’addestramento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al momento, di questa trasformazione urgente non c’è traccia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una riflessione per l’Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il quadro delineato da Davis apre anche un interrogativo sulla preparazione dell’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel campo dei mini e micro droni, Roma si trova a fare i conti con <strong>normative rigide che rallentano il processo addestrativo e operativo del personale</strong>, spesso sotto l’egemonia di attori esterni. L’industria nazionale della difesa, seppur con eccellenze riconosciute, appare <strong>non ancora pronta per i nuovi scenari di guerra tecnologica</strong> ed è <strong>in grave ritardo nella corsa allo spazio</strong>, oggi fattore strategico per il controllo del campo di battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, manca ancora <strong>una dottrina organica per le operazioni militari unmanned</strong>, indispensabile per integrare droni terrestri, navali e aerei all’interno di un unico sistema operativo coerente. Senza questa cornice concettuale, il rischio è di restare vincolati a sperimentazioni isolate, incapaci di generare una reale capacità militare multidominio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un avvertimento dalla storia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La storia è piena di eserciti potenti caduti per non aver saputo adattarsi ai tempi. Se gli Stati Uniti non vogliono aggiungersi a quella lista, devono agire ora. Ogni giorno di ritardo si tradurrà in vite umane perdute in futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo stesso vale per l’Italia: senza un salto tecnologico, normativo e culturale, rischiamo di arrivare troppo tardi alla prossima sfida.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/250819-A-BU933-1071.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"dottrina, Droni, esercitoitaliano, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-10 02:34:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.military.com/daily-news/opinions/2025/08/25/us-unprepared-next-war.htmlhttps://www.military.com/daily-news/opinions/2025/08/25/us-unprepared-next-war.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23572-gli-stati-uniti-non-sono-pronti-alla-prossima-guerra-e-litalia-tra-droni-dottrina-mancante-e-industria-in-ritardo.mp4","galleria":""}
{"id":23566,"titolo":"Il Capo di SME visita le eccellenze militari finlandesi: focus su artico e forze speciali","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 2 al 4 settembre 2025, il <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Esercito</strong>, <strong>Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</strong>, ha compiuto una significativa visita istituzionale in Finlandia, accogliendo l’invito del <strong>Comandante dell’Esercito finlandese, Lieutenant General Pasi Välimäki</strong>. Questo incontro, svoltosi a Helsinki e in altri nodi strategici del dispositivo militare finlandese, ha rappresentato un momento di alto livello per il rafforzamento delle relazioni bilaterali nel quadro della NATO, alla quale la Finlandia ha aderito ufficialmente nel 2023.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il vertice tra i due alti ufficiali si è incentrato su temi di rilevanza strategica per entrambi i Paesi, quali le sfide alla sicurezza internazionale, lo sviluppo delle capacità operative dei rispettivi eserciti e la cooperazione nel contesto euro-atlantico. In particolare, l'attenzione si è focalizzata sull’integrazione sempre più profonda delle forze armate finlandesi nell’Alleanza Atlantica, in un momento in cui la NATO sta ridefinendo le proprie posture difensive, specialmente lungo il suo fianco settentrionale e orientale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello ha sottolineato l’importanza del dialogo diretto e operativo con le Forze Armate dei Paesi alleati, nella consapevolezza che la sicurezza europea si costruisce non solo con i trattati ma anche con la piena interoperabilità tra gli eserciti. Da parte sua, il Generale Välimäki ha espresso grande interesse per una maggiore conoscenza del fianco sud dell’Alleanza – dove l’Italia gioca un ruolo chiave – e per l’avvio di collaborazioni strutturate in ambiti di interesse comune.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’eccellenza finlandese nel dominio artico e le nuove sinergie operative</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei temi centrali del confronto tra i vertici militari italiano e finlandese è stato lo scenario operativo artico e subartico, oggi tornato al centro delle agende strategiche della NATO. La visita del Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello ha incluso diverse tappe in strutture di punta dell’Esercito finlandese, tra cui il <strong>Defense Command</strong>, il <strong>Guard Jaeger Regiment</strong>, l’<strong>Utti Jaeger Regiment</strong> – dove si è svolta l’esercitazione multinazionale “Southern Griffin 25” focalizzata sulle forze speciali – e il <strong>South-Eastern Finland Border Guard District</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In particolare, l’Italia ha potuto osservare da vicino l’approccio altamente specializzato della Finlandia alle operazioni in ambienti estremi, basato su tecnologie avanzate, formazione specifica e una profonda conoscenza del territorio. Il Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello ha elogiato “l’elevata competenza dell’Esercito finlandese nel dominio artico”, rilevando come queste capacità siano “pienamente coerenti con le esigenze dettate dagli scenari emergenti”. In un contesto globale segnato da cambiamenti climatici, crisi energetiche e competizioni geopolitiche, l’artico si configura come un teatro di crescente rilevanza per la sicurezza collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7017,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Capo di SME visita le eccellenze militari finlandesi: focus su artico e forze speciali\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/esercito-finlandia-1024x576-1.jpg\" alt=\"Il Capo di SME visita le eccellenze militari finlandesi: focus su artico e forze speciali\" class=\"wp-image-7017\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esercito finlandese in esercitazione</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le prospettive di cooperazione includono lo scambio di <strong>best practices</strong>, l’organizzazione di esercitazioni congiunte, e il rafforzamento della preparazione alle missioni ad alta intensità in condizioni climatiche estreme. Per l’Italia, questa partnership rappresenta un’opportunità concreta per ampliare la propria capacità di operare in ambienti complessi e rafforzare il proprio contributo alla difesa dell’intero spazio euro-atlantico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Difesa collettiva e deterrenza NATO: una visione condivisa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visita in Finlandia ha riaffermato la valenza strategica della cooperazione militare tra Roma ed Helsinki come <strong>strumento di deterrenza e sicurezza</strong> nel contesto delle sfide odierne, caratterizzate dalla compresenza di minacce convenzionali, ibride e cibernetiche. L’ingresso della Finlandia nella NATO ha trasformato radicalmente la geografia della difesa dell’Alleanza, rafforzando il fianco nord-orientale e aprendo nuove prospettive di integrazione per le forze armate degli Stati membri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Italia e Finlandia, pur diverse per collocazione geografica, condividono una visione complementare della sicurezza. Mentre l’Italia è tradizionalmente orientata verso il Mediterraneo, con una forte esperienza nei contesti asimmetrici e multidimensionali, la Finlandia porta nel sistema NATO una competenza profonda nella guerra invernale, nella difesa territoriale e nella resilienza infrastrutturale. La combinazione di questi due approcci costituisce un moltiplicatore strategico per la credibilità complessiva dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":7018,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Capo di SME visita le eccellenze militari finlandesi: focus su artico e forze speciali\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/feeb91bf-dc28-4b18-ba4b-e19ce9e519c4-1024x683-1.png\" alt=\"Il Capo di SME visita le eccellenze militari finlandesi: focus su artico e forze speciali\" class=\"wp-image-7018\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Bandiere Italia NATO Finlandia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso dei colloqui, è emersa anche la volontà di proseguire lungo la via di un <strong>rafforzamento delle relazioni bilaterali</strong>, che vada oltre il piano operativo per abbracciare anche quello culturale e formativo, attraverso scambi tra accademie militari, studi congiunti e partecipazione a centri di eccellenza NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, la visita del Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello in Finlandia ha rappresentato <strong>molto più di un semplice evento protocollare</strong>: si è trattato di un passo concreto verso una NATO più coesa, pronta ad affrontare scenari dinamici e imprevedibili. Una testimonianza del fatto che l’Italia intende giocare un ruolo da protagonista nella sicurezza europea, non solo nel Sud ma anche nel profondo Nord del continente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/Immagine-2025-09-09-152348.png","categoria":"Internazionali","tags":"Finlandia, Italia, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-09 20:34:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Visita-del-Capo-di-Stato-Maggiore-dell%E2%80%99Esercito-in-Finlandia.aspxhttps://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Visita-del-Capo-di-Stato-Maggiore-dell%E2%80%99Esercito-in-Finlandia.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23566-capo-sme-militari-finlandesi-artico-forze-speciali.mp4","galleria":""}
{"id":23559,"titolo":"Le Autorità Militari salutano la Pozzuolo del Friuli: il Generale Paracadutista Mandolesi rientra dal Libano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gorizia ha accolto con grande partecipazione il ritorno della <strong>Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli” </strong>dalla missione <strong>UNIFIL in Libano</strong>. La cerimonia si è svolta il 5 settembre 2025 in Piazza della Vittoria, alla presenza del <strong>Ministro della Difesa Guido Crosetto, del Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Luciano Portolano e del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Generale di Corpo d'Armata Carmine Masiello</strong>. Numerose le autorità civili e religiose intervenute, tra cui il <strong>Prefetto Ester Fedullo</strong> e il <strong>Sindaco Rodolfo Ziberna</strong>, a testimonianza del legame profondo tra la città e la sua Brigata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Ministro Crosetto</strong> ha voluto sottolineare il significato umano dell’impegno italiano: “Non potevo non essere qui oggi ad accogliervi al ritorno da una missione difficile. Il nostro approccio nelle missioni internazionali non è quello di mostrare potenza, ma di offrire umanità, di mettere i Paesi nelle condizioni di crescere autonomamente. In Libano avete servito la pace con sacrificio e onore. A voi e alle vostre famiglie va il ringraziamento dell’Italia intera”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il clima solenne e al tempo stesso familiare della cerimonia ha reso evidente come la <strong>“Pozzuolo”</strong> sia percepita non solo come forza militare, ma anche come simbolo di valori condivisi, rappresentando l’Italia nel mondo con un approccio di dialogo, sostegno e presenza costruttiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il contesto strategico del Libano e il ruolo dell’Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il Generale Portolano, Capo di Stato Maggiore della Difesa</strong>, ha ribadito quanto la stabilità del Libano sia cruciale per l’intera regione mediterranea: “Sebbene piccolo per dimensione e popolazione, il <strong>Libano</strong> rappresenta un mosaico sociale, politico e religioso la cui tenuta è determinante anche per l’Europa. Le <strong>Forze Armate italiane</strong>, attraverso <strong>UNIFIL</strong>, svolgono un ruolo essenziale di sostegno alle istituzioni locali e di garanzia della sicurezza di Israele”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6951,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La “Pozzuolo del Friuli” torna dal Libano: Gorizia abbraccia i suoi soldati\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/capo-smd-gen-ca-portolano-1024x684-1.jpg\" alt=\"La “Pozzuolo del Friuli” torna dal Libano: Gorizia abbraccia i suoi soldati\" class=\"wp-image-6951\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Portolano, Capo di Stato Maggiore della Difesa.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa missione, infatti, si inserisce nel quadro della <strong>Risoluzione ONU 1701 del 2006</strong>, che prevede il monitoraggio della cessazione delle ostilità lungo la “blue line”, la linea di demarcazione tra Libano e Israele. Proprio in quell’area sensibile, i militari italiani hanno contribuito a mantenere il fragile equilibrio, con azioni mirate sia al controllo del territorio che al supporto alla popolazione civile e alle <strong>Forze Armate Libanesi (LAF)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il Comandante della Brigata, Generale di Brigata Nicola Mandolesi</strong>, ha guidato i reparti in una missione complessa, in un contesto caratterizzato da tensioni costanti e rischi elevati. Oltre <strong>1.000 soldati italiani</strong> hanno operato nel settore ovest della missione UNIFIL, insieme ad altri <strong>2.600 caschi blu</strong> di diverse nazioni, sotto il coordinamento del <strong>Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il motto della Cavalleria, <strong>“col cuore oltre l’ostacolo”</strong>, è apparso più che mai concreto in Libano, dove la “Pozzuolo” ha saputo coniugare fermezza militare e capacità di prossimità, rafforzando la credibilità dell’Italia come attore di pace e stabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I valori della Brigata e il legame con la comunità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il Generale di Corpo d'Armata</strong> <strong>Masiello, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito</strong>, ha espresso l’orgoglio dell’intera Forza Armata: “Bravi! Avete mantenuto alto il Tricolore, dimostrando i valori che guidano ogni soldato italiano: prontezza, disciplina, lealtà e spirito di sacrificio. Siete tornati da una missione difficile, e lo avete fatto senza mai perdere di vista l’onore di servire il Paese”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6952,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La “Pozzuolo del Friuli” torna dal Libano: Gorizia abbraccia i suoi soldati\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/capo-di-sme-gen-ca-masiello-1024x683-1.jpg\" alt=\"La “Pozzuolo del Friuli” torna dal Libano: Gorizia abbraccia i suoi soldati\" class=\"wp-image-6952\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale di Corpo d'Armata Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste parole hanno risuonato con particolare forza a Gorizia, città storicamente legata alla <strong>“Pozzuolo del Friuli”</strong>. L’abbraccio collettivo della comunità, presente in piazza per salutare i soldati, ha rappresentato il riconoscimento non solo per il compito svolto, ma anche per la dedizione silenziosa delle famiglie che hanno sostenuto i militari durante i sei mesi di missione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Brigata, alla sua settima esperienza in Libano sotto le insegne delle <strong>Nazioni Unite</strong>, si conferma una delle realtà più operative e rappresentative dell’<strong>Esercito Italiano</strong>. La capacità di affrontare scenari complessi e mutevoli, unita alla professionalità e all’umanità dei suoi uomini e donne, contribuisce a consolidare il ruolo dell’Italia nel Mediterraneo orientale e nell’arena internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia di <strong>Gorizia </strong>non è stata soltanto una celebrazione del rientro da una missione, ma anche un momento di riflessione sui valori che guidano le <strong>Forze Armate</strong>: la difesa della pace, il sostegno ai popoli in difficoltà, la fedeltà al giuramento di servire il Paese. Valori che la <strong>“Pozzuolo del Friuli”</strong> ha incarnato ancora una volta, tornando a casa con l’onore di chi ha dato tutto “col cuore oltre l’ostacolo”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/autorita-in-rassegna.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"libano, Pozzuolodelfriuli, unifil","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-08 22:54:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/-Gorizia-riabbraccia-la-Pozzuolo-250905.aspxhttps://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/-Gorizia-riabbraccia-la-Pozzuolo-250905.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23559-le-autorita-militari-salutano-la-pozzuolo-del-friuli-il-generale-paracadutista-mandolesi-rientra-dal-libano.mp4","galleria":""}
{"id":23553,"titolo":"Il Capo di SME incontra l’85° Reggimento: disciplina e coraggio al centro della formazione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 5 settembre 2025 ha avuto luogo una giornata di particolare significato per l’<strong>85° Reggimento Addestramento Volontari “Verona”</strong>, quando il <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Esercito</strong>, <strong>Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</strong>, ha fatto visita alla <strong>caserma “Duca” </strong>per incontrare il personale in servizio. Accolto dal Colonnello Nicola Castello, comandante del reggimento, il Generale ha voluto esprimere vicinanza, gratitudine e sostegno a donne e uomini che quotidianamente incarnano la missione della Forza Armata: formare i futuri soldati italiani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’incontro si inserisce in una serie di attività programmate nel Nord-Est, con l’obiettivo di verificare sul campo le capacità formative e di sottolineare l’importanza che la dimensione addestrativa riveste per l’Esercito. Davanti al personale schierato, il <strong>Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</strong> ha ribadito che l’<strong>85° Reggimento</strong> rappresenta un <strong>pilastro fondamentale per la crescita dell’Istituzione</strong>, un luogo dove <strong>disciplina e professionalità</strong> plasmano la nuova generazione di militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visita è stata anche un’occasione per rinsaldare il legame tra il vertice dell’Esercito e i giovani allievi, chiamati a confrontarsi con un percorso che non si limita a fornire competenze tecniche, ma che forgia caratteri e valori. È proprio nella fase iniziale dell’addestramento che si gettano le basi della futura coesione operativa, indispensabile per affrontare le sfide di un contesto internazionale sempre più complesso e dinamico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’addestramento come fondamento dell’Esercito</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale di Corpo d'Armata Carmine Masiello ha ricordato come la <strong>formazione</strong> non sia soltanto un passaggio obbligato, ma il <strong>vero fulcro dell’evoluzione dell’Esercito Italiano</strong>. L’85° Reggimento, infatti, è dedicato all’addestramento di base dei volontari, la fase in cui giovani provenienti da tutta Italia compiono il passo decisivo per entrare a far parte della vita militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui <strong>disciplina, spirito di sacrificio, onore, coraggio e lealtà</strong> non sono concetti astratti, ma <strong>valori </strong>quotidianamente <strong>vissuti e trasmessi </strong>dai quadri istruttori agli allievi. Ogni soldato, ha sottolineato il Capo di SME, deve acquisire non solo la preparazione fisica e tecnica necessaria per affrontare operazioni complesse, ma anche la capacità di integrarsi in una comunità coesa, capace di agire con efficacia in ogni scenario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6965,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Capo di SME incontra l’85° Reggimento: disciplina e coraggio al centro della formazione\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/1-1024x680-1.jpg\" alt=\"Il Capo di SME incontra l’85° Reggimento: disciplina e coraggio al centro della formazione\" class=\"wp-image-6965\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Reggimento “Verona”</strong> si distingue per l’elevato livello di <strong>professionalità</strong>, sviluppato grazie a un’esperienza consolidata e a metodologie didattiche in continuo aggiornamento. In un mondo in cui conflitti ibridi, crisi umanitarie e nuove minacce richiedono prontezza e versatilità, l’addestramento iniziale diventa lo strumento che assicura stabilità e continuità alla <strong>Forza Armata</strong>. Non è un caso che proprio la formazione sia stata più volte individuata come la chiave per garantire il rinnovamento e la resilienza dell’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il suo intervento, il <strong>Capo di SME</strong> ha voluto sottolineare come i giovani che scelgono di intraprendere la carriera militare siano chiamati a un compito che va oltre l’individuo: servire la Repubblica, custodire la sicurezza nazionale e contribuire agli impegni internazionali dell’Italia. Per questo motivo, la fase di addestramento è un passaggio identitario che unisce tradizione e modernità, dando concretezza a valori che hanno radici profonde nella storia delle Forze Armate italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Giovani, Forze Speciali e il futuro della Forza Armata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’attenzione particolare è stata riservata dal Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello ai candidati che aspirano a entrare nelle <strong>Forze Speciali</strong>. A loro ha rivolto un messaggio di incoraggiamento, riconoscendo l’entusiasmo e la determinazione tipica della giovane età, ma ricordando al tempo stesso la durezza e l’impegno richiesti da un <strong>percorso di eccellenza</strong>. L’ingresso in <strong>reparti di élite</strong>, infatti, non è soltanto un traguardo individuale, ma rappresenta un contributo essenziale alla capacità operativa complessiva dell’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6964,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Capo di SME incontra l’85° Reggimento: disciplina e coraggio al centro della formazione\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/4-1024x680-1.jpg\" alt=\"Il Capo di SME incontra l’85° Reggimento: disciplina e coraggio al centro della formazione\" class=\"wp-image-6964\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Discorso del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le <strong>Forze Speciali</strong> incarnano la <strong>punta di diamante</strong> della Forza Armata, chiamata a operare in scenari ad alta complessità e in missioni che richiedono abilità fuori dall’ordinario. Masiello ha voluto sottolineare che la scelta di affrontare un cammino tanto impegnativo sarà ricompensata dalla soddisfazione di appartenere a un’unità che rappresenta il massimo della professionalità e del prestigio militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visita all<strong>’85° Reggimento</strong> Addestramento Volontari “Verona” <strong>assume</strong> quindi un <strong>valore simbolico</strong> e <strong>operativo</strong> al tempo stesso. Simbolico, perché riafferma l’attenzione del vertice dell’Esercito verso i giovani soldati e i loro formatori; operativo, perché mette in evidenza il ruolo cruciale dell’addestramento nella costruzione di un Esercito moderno, pronto ad affrontare le sfide della sicurezza nazionale e internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel salutare il personale, il Capo di Stato Maggiore ha richiamato la necessità di <strong>continuare con entusiasmo e determinazione,</strong> consapevoli che ogni singolo sforzo contribuisce alla forza collettiva. È questa la filosofia che guida l’85° Reggimento “Verona”: preparare non solo soldati efficienti, ma uomini e donne capaci di incarnare i <strong>valori della Repubblica</strong> e di affrontare con competenza e coraggio le prove che il futuro riserverà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/2.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"85RAVVerona, esercitoitaliano, FormazioneMilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-08 21:24:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Il-Generale-Carmine-Masiello-visita-l-85-Reggimento-Addestramento-Volontari-Verona.aspxhttps://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Il-Generale-Carmine-Masiello-visita-l-85-Reggimento-Addestramento-Volontari-Verona.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23553-il-capo-di-sme-incontra-l85-reggimento-disciplina-e-coraggio-al-centro-della-formazione.mp4","galleria":""}
{"id":23547,"titolo":"Esercito in azione a Empoli: disinnescata una bomba d'aereo della II Guerra Mondiale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Domenica 7 settembre 2025 Empoli e Vinci hanno vissuto una giornata storica: oltre <strong>5.000 persone</strong>, 5.195 per la precisione, sono state <strong>evacuate </strong>per consentire la rimozione e la neutralizzazione di una <strong>bomba d’aereo risalente alla Seconda Guerra Mondiale</strong>. L’ordigno, di fabbricazione americana e dal peso di <strong>500 libbre</strong> (circa 240 kg, con 128 di tritolo), era stato scoperto durante i lavori al <strong>Teatro <em>Il Ferruccio</em></strong> in piazza Guido Guerra, nel cuore di Empoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>area rossa</strong> di sicurezza, con un<strong> raggio di 468 metri</strong>, ha compreso anche parte del territorio di Vinci. Dalle 7 del mattino l’accesso è stato interdetto e dalle 8 la Prefettura di Firenze ha attivato il Centro Coordinamento Soccorsi, dando il via alle evacuazioni. Entro le 9 la zona era stata completamente sgomberata grazie anche all’impiego di droni per verificare l’assenza di persone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I genieri del <strong>Reggimento Genio Ferrovieri di Castel Maggiore</strong> (Bologna) hanno quindi potuto avviare la fase tecnica. Alle 9.30 sono iniziate le operazioni di bonifica: l’ordigno è stato despolettato alle 11 e successivamente caricato per il trasferimento in cava a Calenzano, dove alle 13:46 è stato fatto brillare “senza criticità”. Conclusa la procedura, i cittadini hanno potuto gradualmente rientrare nelle proprie abitazioni, restituendo normalità a una domenica segnata dall’apprensione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Particolare cura è stata dedicata alle persone fragili: 70 anziani sono stati assistiti, di cui 30 ospitati in strutture RSA. Una ventina di cittadini hanno trovato riparo nei centri di accoglienza allestiti a Empoli (palestra della scuola Busoni) e a Vinci (Palazzetto dello Sport “Falcone e Borsellino” di Sovigliana). Complessivamente, oltre 120 volontari hanno affiancato Protezione Civile, Forze dell’Ordine e operatori sanitari nelle fasi più delicate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una bomba come eredità del conflitto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ritrovamento di Empoli non è un fatto isolato, ma l’ennesima conferma di come la <strong>Seconda Guerra Mondiale</strong> continui a lasciare tracce materiali in Italia. I <strong>bombardamenti aerei</strong> che colpirono duramente la penisola tra il 1943 e il 1945 hanno disseminato <strong>migliaia di ordigni</strong>, molti dei quali ancora oggi riaffiorano durante lavori edilizi o scavi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Reggimento Genio Ferrovieri</strong>, protagonista dell’operazione empolese, è <strong>costantemente impegnato nella bonifica del territorio</strong>. Dal solo inizio del 2025, nell’area di competenza che include Marche, Umbria e le province di Bologna, Forlì Cesena, Rimini e Firenze, gli artificieri hanno portato a termine circa <strong>200 interventi, neutralizzando 710 ordigni,</strong> tra cui tre bombe d’aereo. Numeri che evidenziano la portata di un’attività tutt’altro che residuale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6981,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Esercito in azione a Empoli: disinnescata una bomba d'aereo della II Guerra Mondiale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/3-1024x473-1.jpg\" alt=\"Esercito in azione a Empoli: disinnescata una bomba d'aereo della II Guerra Mondiale\" class=\"wp-image-6981\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Movimento della bomba d'aereo della II Guerra Mondiale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>rinvenimento al Teatro <em>Il Ferruccio</em></strong>, in un luogo destinato alla cultura e alla socialità, è particolarmente simbolico: testimonia come le ferite della guerra possano riaffiorare in spazi oggi votati alla vita civile e comunitaria. Ogni disinnesco diventa così anche un gesto di memoria e di liberazione collettiva, che chiude definitivamente una pagina dolorosa del passato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Collaborazione, responsabilità e sicurezza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intervento di Empoli ha messo in luce non solo la <strong>competenza tecnica dell’Esercito</strong>, ma anche la <strong>capacità di collaborazione tra istituzioni e cittadini</strong>. Il sindaco di Empoli, Alessio Mantellassi, ha sottolineato: «C’è stata una grande collaborazione da parte dei cittadini che hanno agito con responsabilità». Sulla stessa linea il sindaco di Vinci, Daniele Vanni: «Non nascondo che c’era un po’ di preoccupazione, però c’è stata una grandissima collaborazione da parte dei cittadini e poi il sistema della Protezione Civile che ha lavorato al meglio. Per noi questo è un evento storico, ma il nostro sistema organizzativo si dimostra un’eccellenza».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste parole fotografano bene lo spirito della giornata: la sicurezza è stata il frutto di un impegno corale, che ha visto in <strong>prima linea l’Esercito e il Genio Ferrovieri</strong>, ma anche la Prefettura, i comuni, le Forze dell’Ordine, i Vigili del Fuoco, la Croce Rossa, l’ASL, la Protezione Civile e i tanti volontari mobilitati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6978,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Esercito in azione a Empoli: disinnescata una bomba d'aereo della II Guerra Mondiale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/4-1-1024x570-1.jpg\" alt=\"Esercito in azione a Empoli: disinnescata una bomba d'aereo della II Guerra Mondiale\" class=\"wp-image-6978\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Brillamento dell'ordigno nella cava di Calenzano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>brillamento</strong> concluso con successo <strong>nella cava di Calenzano</strong> ha segnato non solo la fine di un’operazione tecnica, ma anche la vittoria di un modello organizzativo che unisce professionalità militare, prontezza istituzionale e senso civico dei cittadini. <strong>La giornata del 7 settembre</strong> rimarrà così nella memoria non solo come <strong>la “grande evacuazione”</strong>, ma anche come l’esempio concreto di come un territorio intero, di fronte a una minaccia nascosta nel sottosuolo, abbia saputo reagire compatto e ordinato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni ordigno disinnescato rappresenta una minaccia in meno e un tassello in più di un percorso verso un’Italia più sicura. Grazie alla professionalità degli artificieri e alla collaborazione dei cittadini, il passato viene lentamente rimosso, lasciando spazio a un futuro libero dal peso delle bombe di ieri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/2-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Empoli, esercito, ordignobellico","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-08 19:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Esercito-disinnescato-un-ordigno-bellico-ad-Empoli-250907.aspxhttps://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Esercito-disinnescato-un-ordigno-bellico-ad-Empoli-250907.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23547-esercito-in-azione-a-empoli-disinnescata-una-bomba-daereo-della-ii-guerra-mondiale.mp4","galleria":""}
{"id":23541,"titolo":"Prudenza o Coraggio? Come scegliere i Futuri Leader militari in Italia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni il termine \"leadership\" ha invaso il dibattito militare, spesso portando a un appiattimento verso modelli aziendali inadatti alle sfide della guerra. In un contesto come l’Italia, dove l’impiego militare ha un profilo più politico-difensivo che offensivo, emerge l’urgenza di ripensare ai criteri di selezione dei leader militari — soprattutto in uno scenario in cui la <strong>prudenza viene anteposta al coraggio</strong>, e si tende ad apprezzare chi si conforma (\"yes-man\") piuttosto che chi osa prendersi responsabilità sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Linguaggio e concetti: leader vs. condottiero</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’adozione di terminologia anglosassone come \"leader\" o \"manager\" ha contribuito a sradicare concetti profondamente radicati nella tradizione militare italiana, come il \"capo\" o il \"condottiero\". Questi termini rappresentano non solo figure di comando, ma portatori di <strong>carisma, onore, senso del dovere e responsabilità</strong>. Ridurre il comandante a mero gestore di risorse umane rischia di svuotarlo di autorevolezza e significato — un riduzionismo pericoloso quando, in condizioni estreme, la vita è ciò che conta. Il comandante non è un amministratore: è <strong>il punto di riferimento etico, militare e umano </strong>della truppa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6935,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Prudenza o Coraggio? Come scegliere i Futuri Leader militari in Italia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Famous-Military-Leaders-1024x683-1.jpg\" alt=\"Prudenza o Coraggio? Come scegliere i Futuri Leader militari in Italia\" class=\"wp-image-6935\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Prudenza o Coraggio? Come scegliere i Futuri Leader militari in Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Doti innate e costruzione professionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Comandare richiede <strong>doti innate — come l’intuito tattico, il coraggio, la coerenza morale</strong> — ma anche una solida formazione, esperienze professionali sul campo, e progressivo consolidamento delle competenze. L’autorevolezza non si decreta: si conquista nel tempo, attraverso una <strong>personalità etica e coerente</strong>, e un senso di appartenenza condiviso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La forza del comandante è simile a un talento atletico: va coltivato mediante allenamento, esperienza e riflessione continua. La formalità del grado serve poco se non è supportata da <strong>una leadership morale riconosciuta e desiderata</strong> da chi si trova a servire sotto quel comando.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Contesto italiano: prudenza e strutture gerarchiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Italia, dove le operazioni militari hanno un profilo prevalentemente difensivo o di supporto civile, la prudenza è spesso considerata una virtù superiore al coraggio temerario. In questo contesto, la catena di comando — e in particolare lo Stato Maggiore — tende a valorizzare la fedeltà e l'allineamento (\"yes-man\") piuttosto che le proposte innovative o critiche costruttive da parte di comandanti sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo porta a un clima in cui la <strong>difformità di pensiero</strong>, pur potenzialmente vitale nella valutazione del terreno, viene scoraggiata a favore della conformità e della coerenza istituzionale. Ne deriva una leadership spesso conservativa, attenta a non esporsi, più attenta al consenso interno che alla voglia di guidare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6936,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Prudenza o Coraggio? Come scegliere i Futuri Leader militari in Italia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/1277061022-Military-Leadership-Quotes-Wallpapers-3-1024x576-1.jpg\" alt=\"Prudenza o Coraggio? Come scegliere i Futuri Leader militari in Italia\" class=\"wp-image-6936\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Prudenza o Coraggio? Come scegliere i Futuri Leader militari in Italia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il rischio della sicurezza acritica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una cultura militare eccessivamente prudente rischia di <strong>trasformarsi in immobilismo</strong>. Quando si rivaluta solo ciò che piace a vertici, si perde la <strong>capacità di adattamento</strong>, la prontezza nelle decisioni sotto pressione, e il coraggio — inteso anche come responsabilità — di agire quando la posta in gioco lo richiede.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È fondamentale <strong>non sacrificare il giudizio critico sull’altare della coerenza</strong>. Anche nella cautela, un comandante deve saper essere <strong>autonomo nel pensiero</strong>, capace di sollevare dubbi e proporre vie alternative, e di agire quando è necessario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Contesto storico e riflessioni finali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Storicamente, figure come Napoleone riconoscevano l'importanza del coraggio, del talento, dell’intuito e, sì, anche della fortuna nella scelta dei loro generali. In situazioni reali, la capacità di adattarsi, di prendere decisioni rapite ma ponderate, la solitudine del comando e la necessità di agire con coerenza, restano centrali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi più che mai, chi comanda in ambito militare dovrebbe essere selezionato sulla base di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Integrità morale</strong> e autorevolezza personale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Esperienza e competenza tattico-operativa</strong>, affinate sul campo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Capacità critica e <strong>autonomia intellettuale</strong>, anche di fronte a pressioni collegiali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Coraggio responsabile</strong>, non temerarietà inconscia, e capacità di decidere nell’incertezza.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Legame con<strong> valori etici e istituzionali</strong>, coerenza tra parole e azioni.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, la selezione dei leader militari in una nazione come l’Italia richiede un equilibrio consapevole tra <strong>prudenza e coraggio</strong>, tra rispetto della gerarchia e autonomia critica, tra fedeltà istituzionale e responsabilità personale. Resistere alla tentazione del comando acritico è fondamentale per non trasformare un’istituzione difensiva in un apparato di conformismo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/APOSEA-2017-035-Ex-Northen-Strike-456.jpg","categoria":"Blog","tags":"leader_militari, stato_maggiore, yesman","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-07 17:24:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23541-prudenza-o-coraggio-come-scegliere-i-futuri-leader-militari-in-italia.mp4","galleria":""}
{"id":23535,"titolo":"Il Centro Veterani della Difesa: un pilastro per l’assistenza e la riabilitazione dei militari","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 23 ottobre 2017 lo Stato Maggiore dell’Esercito ha disposto la costituzione del <strong>III Reparto – Centro Veterani della Difesa (CVD)</strong> presso il Dipartimento Scientifico del Policlinico Militare, con l’obiettivo di garantire alla Forza Armata la capacità di riabilitazione a favore del personale ferito in servizio.<br>La struttura è stata ufficialmente inaugurata il 20 settembre 2018, alla presenza del Ministro della Difesa pro tempore, e da allora rappresenta un punto di riferimento essenziale per l’accoglienza e l’assistenza del personale che, in contesti addestrativi e operativi, ha subito traumi fisici o psichici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Evoluzione normativa e riconoscimento istituzionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 23 aprile 2019 il Ministro della Difesa ha individuato il CVD come centro di riferimento per la gestione delle fragilità e il sostegno ai militari. A tale data è seguita l’approvazione della <strong>Direttiva per il funzionamento del CVD</strong>, che ha delineato compiti, criteri di accesso e modalità operative.<br>Con il Decreto del 13 settembre 2022 sono state introdotte importanti novità: la definizione di <strong>veterano</strong> come il personale in servizio o in congedo delle Forze Armate e dei Carabinieri che abbia riportato traumi invalidanti; l’istituzione della <strong>Giornata del Veterano</strong> l’11 novembre; la creazione di un <strong>Comitato interforze sulla disabilità</strong> con il compito di sviluppare proposte e iniziative per agevolare la gestione della disabilità e favorire l’inclusione.<br>Dal 27 marzo 2023 il CVD è stato inserito nell’<strong>Istituto di Scienze Biomediche della Difesa</strong>, assumendo piena connotazione interforze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6919,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Centro Veterani della Difesa: un pilastro per l’assistenza e la riabilitazione dei militari\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/dcdc8edf-6793-4a4f-9643-07154e719a16-1024x680-1.jpg\" alt=\"Il Centro Veterani della Difesa: un pilastro per l’assistenza e la riabilitazione dei militari\" class=\"wp-image-6919\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Centro Veterani della Difesa: un pilastro per l’assistenza e la riabilitazione dei militari</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Missione e funzioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Centro ha lo scopo di garantire assistenza completa ai veterani e ai loro familiari, attraverso:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>valutazioni amministrative e medico-legali;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>riabilitazione fisica con metodiche avanzate;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>supporto psicologico;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>collaborazione con il <strong><a href=\"https://difesanews.com/paracadutista-paglia-maradona-disabili/\">Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa </a>(GSPD)</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>sviluppo di reti con istituzioni e università;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>promozione della figura del veterano e del suo reinserimento sociale e lavorativo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il CVD è articolato in due dipartimenti principali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Dipartimento Supporto Socio-Assistenziale</strong>, che si occupa di accoglienza, ascolto, orientamento e supporto burocratico-amministrativo, oltre alla valorizzazione della figura del veterano e alla collaborazione con enti nazionali e internazionali;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Dipartimento di Riabilitazione e Recupero Psico-Fisico</strong>, dedicato al recupero medico e psicologico del personale ferito, con attività di ricerca e sviluppo di protocolli clinici, sostegno al GSPD e innovazione nelle tecniche riabilitative.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6920,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Centro Veterani della Difesa: un pilastro per l’assistenza e la riabilitazione dei militari\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/a7eb1616-14d9-4e96-992b-81d6d9428657-1024x680-1.jpg\" alt=\"Il Centro Veterani della Difesa: un pilastro per l’assistenza e la riabilitazione dei militari\" class=\"wp-image-6920\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Centro Veterani della Difesa: un pilastro per l’assistenza e la riabilitazione dei militari</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Approccio integrato al benessere</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il CVD adotta un approccio multidisciplinare e innovativo che spazia dalla chirurgia ricostruttiva alle attività di pet-therapy e ippoterapia, fino a tecniche avanzate per il trattamento del <strong>Disturbo Post Traumatico da Stress (DPTS)</strong> come EMDR e Mindfulness.<br>Un ruolo centrale è ricoperto dal supporto psicologico, erogato sia individualmente sia attraverso comunità di sostegno, con l’obiettivo di creare un ponte emotivo tra i veterani e la società civile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ubicato a Roma, presso <strong>Villa Fonseca in via Santo Stefano Rotondo</strong>, il Centro Veterani della Difesa rappresenta un presidio unico nel panorama italiano, capace di coniugare assistenza clinica, riabilitazione fisica, supporto psicologico e inclusione sociale.<br>La sua missione è chiara: garantire ai veterani e alle loro famiglie dignità, supporto e opportunità di reinserimento, riconoscendo il sacrificio di chi ha servito il Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/2a9c6f9f-aa88-462d-b637-1e36b0d0c45c.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"CentroVeteraniDifesa, ForzeArmate, riabilitazione, veterani","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-07 15:14:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/smd/approfondimenti/centroveteranidifesa/index.htmlhttps://www.difesa.it/smd/approfondimenti/centroveteranidifesa/index.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23535-il-centro-veterani-della-difesa-un-pilastro-per-lassistenza-e-la-riabilitazione-dei-militari.mp4","galleria":""}
{"id":23529,"titolo":"152° Reggimento Fanteria Sassari: Carlà prende il Comando da Simonelli","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Sassari, 6 settembre 2025</strong> – Il colonnello <strong>Luigi Carlà</strong>, ufficiale dei Bersaglieri dallo Stato Maggiore dell’Esercito, è il nuovo comandante del 152° Reggimento Fanteria “Sassari”. Subentra al colonnello <strong>Gianluca Simonelli</strong>, ufficiale paracadutista decorato con la <strong>Medaglia d’Argento al Valor dell’Esercito</strong> per una missione in Afghanistan.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6893,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"750px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"152° Reggimento Fanteria Sassari: Carlà prende il Comando da Simonelli\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/GeneraleFraticelliBrigataSassari.jpg\" alt=\"Cambio al Comando del 152° Reggimento Fanteria Sassari\" class=\"wp-image-6893\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:750px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Generale di Brigata <strong>Andrea Fraticelli</strong>, comandante della Brigata “Sassari”</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia di avvicendamento si è svolta nel piazzale d’Istria della caserma “Gonzaga”, alla presenza del generale di brigata <strong>Andrea Fraticelli</strong>,<a href=\"https://difesanews.com/brigata-sassari-il-generale-paracadutista-stefano-messina-cede-il-comando-ad-andrea-fraticelli/\"> comandante della Brigata “Sassari”</a>, oltre a numerose autorità civili, militari e religiose, tra cui il prefetto <strong>Grazia La Fauci</strong>, l’amministratore straordinario della Città Metropolitana <strong>Gavino Arru</strong>, i sindaci di Sassari e Nuoro (<strong>Giuseppe Mascia</strong> ed <strong>Emiliano Fenu</strong>), il vescovo amministratore diocesano <strong>monsignor Antonio Tamponi</strong> e il rettore dell’Università di Sassari <strong>Gavino Mariotti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, il generale Fraticelli ha elogiato il lavoro svolto dal colonnello Simonelli, che in due anni ha rafforzato l’addestramento, promosso<a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Esercitazione_Giaguaro_2025_250625.aspx\"> esercitazioni di livello</a> (come “Fantasma” per tiratori scelti e “Giaguaro” per le unità esploranti), organizzato esercitazioni di Posto Comando e corsi specialistici su sistemi d’arma, droni e integrazione del personale. Ha anche sottolineato la partecipazione operativa nella fase di prontezza della <strong>Joint Rapid Response Force (JRRF)</strong>, dimostrando interoperabilità secondo standard NATO ed UE.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6894,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"152° Reggimento Fanteria Sassari: Carlà prende il Comando da Simonelli\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/3-ESPLORATORI-IN-ATTIVITA-DI-RICOGNIZIONE-DAREA-IN-ASSETTO-TATTICO-1024x570-1.jpeg\" alt=\"Cambio al Comando del 152° Reggimento Fanteria Sassari\" class=\"wp-image-6894\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esercitazione “Giaguaro 2025”</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il passaggio di consegne, il colonnello Simonelli ha espresso gratitudine verso il personale del 152°, lodandone la determinazione e professionalità; ha ribadito il solido legame identitario tra i “Dimonios” e la Sardegna, un valore costante nella storia del reggimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il colonnello Carlà, originario di Lecce, già insignito della <strong>Croce d’Oro al Merito dell’Esercito</strong>, porta con sé un profilo di eccellenza e una consolidata esperienza operativa sul piano nazionale e internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/Passaggiobandiera152Reggimento.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#BrigataSassari, #CambioComando, 152Sassari, bersaglieri, ColCarlà, ColSimonelli, Dimonios, esercitoitaliano, JRRF, paracadutisti, TradizioneSarda, TrainingMilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-07 09:04:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://sardies.it/cambio-al-comando-del-152-reggimento-fanteria-sassari/https://sardies.it/cambio-al-comando-del-152-reggimento-fanteria-sassari/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23529-152-reggimento-fanteria-sassari-carla-prende-il-comando-da-simonelli.mp4","galleria":""}
{"id":23523,"titolo":"4° Reggimento Alpini Paracadutisti: Panebianco cede il Comando a Rocchi","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Montorio Veronese, 5 settembre 2025</strong> – Cambio della guardia al vertice del <strong>4° Reggimento Alpini Paracadutisti</strong>. Alla guida del reparto, noto come i “Ranger”, il colonnello <strong>Paolo Rocchi</strong> subentra al colonnello <strong>Igor Panebianco</strong>, in una cerimonia solenne che ha visto la partecipazione di autorità politiche, amministrative e militari. A rappresentare la massima autorità militare, il generale di brigata <strong>Carmine Vizzuso</strong>, Comandante del<a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" data-type=\"link\" data-id=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\"> Comando delle Forze Speciali dell’Esercito</a> (COMFOSE), che ha sottolineato l’importanza del reggimento come punto di riferimento operativo e simbolo di professionalità assoluta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il colonnello Panebianco, nel suo intervento di commiato, ha espresso con parole dense di emozione il legame con il reparto: «Lascio questo incarico con profonda riconoscenza per la Forza Armata che mi ha concesso l’onore di essere il comandante di un reparto caratterizzato da gloriose radici storiche e da un fulgido presente. Il <a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\">4° Ranger</a> rappresenta un esempio di dedizione e di capacità operative, che porterò sempre con me». Un saluto che ha toccato nel profondo i militari presenti, rafforzando il senso di appartenenza a una comunità che unisce tradizione e innovazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6882,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"600px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"4° Reggimento Alpini Paracadutisti: Panebianco cede il Comando a Rocchi\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/4ranger3d.jpg\" alt=\"4° Reggimento Alpini Paracadutisti: Panebianco cede il Comando a Rocchi\" class=\"wp-image-6882\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:600px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">4° Reggimento Alpini Paracadutisti: Panebianco cede il Comando a Rocchi</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Panebianco non abbandona però la dimensione delle Forze Speciali: proseguirà il suo percorso professionale come <strong>vicecomandante del COMFOSE</strong>, portando la sua esperienza, la conoscenza diretta delle operazioni e la capacità di leadership maturata negli anni. Un incarico di rilievo che conferma la fiducia riposta in lui dall’Esercito Italiano e che segna una continuità preziosa nel processo di trasformazione delle Forze Speciali, sempre più chiamate a operare in contesti complessi e multidominio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>4° Reggimento Alpini Paracadutisti</strong>, con sede a Montorio Veronese (Verona), è oggi uno dei reparti d’élite delle Forze Armate. Nato con una forte connotazione alpina e paracadutistica, dal 2014 dipende direttamente dal <strong>COMFOSE</strong>. Il reparto è noto per le sue capacità di intervento in scenari ostili, dalle montagne alle aree urbane, e per la sua preparazione tecnico-tattica che lo rende un pilastro della sicurezza nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6883,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"4° Reggimento Alpini Paracadutisti: Panebianco cede il Comando a Rocchi\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/4-rgt-foto-4-190219-1024x484-1.png\" alt=\"4° Reggimento Alpini Paracadutisti: Panebianco cede il Comando a Rocchi\" class=\"wp-image-6883\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">4° Reggimento Alpini Paracadutisti: Panebianco cede il Comando a Rocchi</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo comandante, colonnello Rocchi, raccoglie un’eredità importante: guidare un’unità che rappresenta il connubio tra la tradizione storica degli alpini e l’avanguardia delle Forze Speciali moderne. La sua missione sarà consolidare quanto fatto da Panebianco e traghettare il reparto verso nuove sfide, in linea con le esigenze operative dell’Esercito Italiano e degli impegni NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia di Montorio non è stata solo un passaggio formale, ma un momento di riflessione sul ruolo strategico delle Forze Speciali italiane, sempre più al centro delle missioni internazionali e dei piani di difesa nazionale. L’applauso finale rivolto ai due ufficiali è stato il simbolo della coesione di un reparto che continua a essere orgoglio dell’Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/image.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"#CambioComando, 4°ReggimentoAlpiniParacadutisti, CarmineVizzuso, comfose, forzearmateitaliane, ForzeSpecialiEsercito, MontorioVeronese, Panebianco, PaoloRocchi, ranger","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-07 07:34:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.larena.it/territorio-veronese/citta/quarto-reggimento-alpini-verona-panebianco-rocchi-1.12781172https://www.larena.it/territorio-veronese/citta/quarto-reggimento-alpini-verona-panebianco-rocchi-1.12781172","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23523-4-reggimento-alpini-paracadutisti-panebianco-rocchi.mp4","galleria":""}
{"id":23518,"titolo":"Voli Cargo senza Pilota nel Pacifico: la logistica nell’era dell’autonomia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Aeronautica statunitense ha compiuto un passo decisivo verso il futuro della logistica militare con l’introduzione dei primi voli cargo senza pilota nel Pacifico. Durante l’imponente esercitazione <strong>Resolute Force Pacific (REFORPAC)</strong>, tenutasi quest’estate tra Hawaii, Guam, Giappone e altre località strategiche, l’Air Force ha testato per la prima volta velivoli cargo autonomi in un contesto operativo complesso, simulando scenari realistici di conflitto con la Cina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I voli sperimentali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il protagonista della sperimentazione è stato un <strong>Cessna 208B Grand Caravan</strong> dotato del software <strong>Superpilot</strong> sviluppato da Joby Aviation. L’aereo ha effettuato collegamenti tra diverse isole hawaiane, mentre il controllo remoto veniva gestito da Guam, a quasi 4.000 miglia di distanza. Sebbene fosse presente un pilota di sicurezza a bordo, non si è reso necessario alcun intervento manuale: il sistema ha operato in piena autonomia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa rappresenta la prima applicazione della tecnologia nel teatro indo-pacifico, dove i voli sono stati sottoposti a sfide reali come lunghe distanze, rotte dinamiche, condizioni meteo variabili e l’interazione con forze alleate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6855,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Voli Cargo senza Pilota nel Pacifico: la logistica nell’era dell’autonomia\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/aLeiF2GNHVfTOi6V-20250730-Xwing-REFORPAC-Hawaii-EA200956.jpg\" alt=\"Voli Cargo senza Pilota nel Pacifico: la logistica nell’era dell’autonomia\" class=\"wp-image-6855\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Voli Cargo senza Pilota nel Pacifico: la logistica nell’era dell’autonomia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un nuovo paradigma logistico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore dell’iniziativa si inserisce nel concetto di <strong>Agile Combat Employment (ACE)</strong>, volto a garantire mobilità, resilienza e capacità di sopravvivenza delle forze aeree in scenari contestati. In particolare, i piccoli velivoli autonomi possono alleggerire il carico sui grandi aerei da trasporto come i C-17 e i C-130, impiegati per missioni strategiche di lungo raggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Creare una rete di aerei cargo autonomi significherebbe dare vita a una <strong>logistica distribuita, resiliente e meno prevedibile</strong>, capace di rifornire basi austere e posizioni avanzate con maggiore rapidità, riducendo al contempo i rischi per i piloti e liberando risorse umane per compiti di maggiore priorità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tecnologie e prospettive future</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Air Force sta già ampliando i test con più partner industriali. Lo scorso anno ha siglato un <strong>contratto da 17,4 milioni di dollari con Reliable Robotics</strong> per introdurre un C-208 senza pilota destinato a missioni logistiche nel Pacifico. Parallelamente, AFWERX, l’agenzia di innovazione dell’Air Force, collabora con Joby Aviation nello sviluppo di sistemi autonomi ed elettrici, e con L3Harris per realizzare velivoli VTOL ibridi a turbina, capaci di operare sia in modalità con equipaggio sia senza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il tenente colonnello Jonathan Gilbert di AFWERX, REFORPAC ha rappresentato “un banco di prova realistico per valutare il potenziale delle nuove tecnologie autonome e raccogliere dati cruciali per il loro sviluppo futuro”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con REFORPAC, l’Air Force ha dimostrato che l’impiego di aerei cargo autonomi non è più una prospettiva lontana, ma una soluzione concreta per affrontare le difficoltà logistiche del Pacifico. L’evoluzione di queste capacità, unite a investimenti crescenti in sistemi autonomi, promette di trasformare radicalmente il modo in cui gli Stati Uniti e i loro alleati gestiranno le operazioni militari in scenari contestati e a lunga distanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/ChatGPT-Image-5-set-2025-20-47-22.png","categoria":"Internazionali","tags":"AirForce, autonomia, indopacifico, LogisticaMilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-05 20:24:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.jobyaviation.com/news/superpilot-reforpac-2025/https://www.jobyaviation.com/news/superpilot-reforpac-2025/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23518-voli-cargo-senza-pilota-la-logistica-era-autonomia.mp4","galleria":""}
{"id":23512,"titolo":"Ufficiali e i Sottufficiali USA verso nuove carriere civili nell’era dell’AI di Accenture","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Arlington (VA), 5 settembre 2025</strong> – Accenture ha annunciato il lancio di un <strong>programma nazionale dedicato ai veterani delle Forze Armate</strong> statunitensi, con l’obiettivo di supportare Ufficiali e Sottufficiali superiori nel delicato percorso di <strong>transizione verso il settore privato</strong>. L’iniziativa, presentata all’indomani del meeting della <em>White House AI Education Taskforce</em> guidato dalla First Lady, si inserisce nel più ampio quadro delle politiche federali per l’educazione e lo sviluppo delle competenze in ambito intelligenza artificiale, considerate priorità strategiche dall’amministrazione Trump.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L’importanza della leadership militare per l’economia civile</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Julie Sweet, Chair e CEO di Accenture, i veterani di alto livello portano con sé qualità uniche: <strong>disciplina, capacità di adattamento e leadership consolidate </strong>da anni di servizio. “Il nostro programma rappresenta un investimento strategico – ha sottolineato – per valorizzare questi talenti e accelerare l’adozione dell’AI su scala nazionale”. L’iniziativa nasce per colmare il divario tra competenze militari e richieste del mercato del lavoro, offrendo strumenti concreti per una ricollocazione professionale in settori ad alto tasso di crescita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6844,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/images.jpeg\" alt=\"Ufficiali e i Sottufficiali USA verso nuove carriere civili nell’era dell’AI di Accenture\" class=\"wp-image-6844\" style=\"width:840px;height:auto\" title=\"Ufficiali e i Sottufficiali USA verso nuove carriere civili nell’era dell’AI di Accenture\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ufficiali e i Sottufficiali USA verso nuove carriere civili nell’era dell’AI di Accenture</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Accenture LearnVantage: formazione flessibile e certificata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore del progetto è <em>Accenture LearnVantage</em>, <strong>piattaforma di apprendimento basata su AI</strong> che integra contenuti e metodologie provenienti da acquisizioni strategiche come Udacity e Ascendient Learning. Gli iscritti avranno accesso a:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>corsi e <em>nanodegrees</em> su tecnologie emergenti (cloud, cybersecurity, <em>agentic AI</em>);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>esperienze pratiche e simulazioni reali;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>certificazioni riconosciute dall’industria;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>supporto per lo sviluppo del curriculum, coaching per i colloqui e mentoring tecnico.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il modello formativo, combinando modalità sincrone e asincrone, punta a garantire flessibilità e percorsi personalizzati. L’obiettivo è duplice: rafforzare l’employability dei veterani e alimentare il bacino di competenze AI di cui il Paese ha urgente necessità per mantenere la leadership globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6845,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/2023-06-14-072721295-Accenture-invests-3-billion-into-artificial-intelligence.jpg\" alt=\"Ufficiali e i Sottufficiali USA verso nuove carriere civili nell’era dell’AI di Accenture\" class=\"wp-image-6845\" title=\"Ufficiali e i Sottufficiali USA verso nuove carriere civili nell’era dell’AI di Accenture\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ufficiali e i Sottufficiali USA verso nuove carriere civili nell’era dell’AI di Accenture</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Onorare il servizio, costruire il futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma non si limita alla formazione tecnica. Accenture prevede di creare una rete di opportunità professionali e percorsi di carriera chiari, anche attraverso partnership con aziende innovative. “Vogliamo onorare il servizio dei nostri eroi – ha concluso Sweet – accompagnandoli verso ruoli di impatto nel settore civile, contribuendo al tempo stesso alla competitività degli Stati Uniti”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa è stata accolta con favore dalle associazioni dei veterani e dalle istituzioni federali, che vedono in essa un tassello fondamentale per accelerare la transizione dall’uniforme all’impresa. Con circa 791.000 dipendenti in oltre 120 Paesi, Accenture ribadisce così la propria vocazione a creare valore diffuso, con un’attenzione particolare alle comunità che hanno servito la nazione.<br><br></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/maxresdefault.jpg","categoria":"Blog","tags":"Accenture, AI, carriere, veterani","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-05 19:24:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://newsroom.accenture.com/news/2025/accenture-launches-national-career-training-initiative-to-support-officers-and-senior-enlisted-personnel-transitioning-to-civilian-careershttps://newsroom.accenture.com/news/2025/accenture-launches-national-career-training-initiative-to-support-officers-and-senior-enlisted-personnel-transitioning-to-civilian-careers","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23512-ufficiali-sottufficiali-usa-civili-ai-accenture.mp4","galleria":""}
{"id":23507,"titolo":"Giappone svolta militare: 60 miliardi per droni e missili a lungo raggio","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>ta di bilancio record da 60 miliardi di dollari per l’anno fiscale 2026, segnando un ulteriore passo verso la trasformazione delle Forze di Autodifesa (JSDF) in una forza in grado di fronteggiare minacce sempre più complesse nello scenario indo-pacifico. Al centro del programma vi sono sistemi senza equipaggio, missili a lungo raggio e il potenziamento della flotta navale e aerea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">SHIELD: la nuova difesa costiera giapponese</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le novità spicca il programma <strong>SHIELD (Synchronized, Hybrid, Integrated and Enhanced Littoral Defense)</strong>, a cui il Ministero della Difesa (MOD) intende destinare 875 milioni di dollari. SHIELD sarà un sistema multi-strato per la difesa litoranea, che integrerà mezzi terrestri, navali, subacquei e aerei senza equipaggio, con l’obiettivo di contrastare forze anfibie e di superficie nemiche. L’entrata in servizio è prevista entro marzo 2028.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Contestualmente, il Giappone vuole acquisire nuovi UAV, tra cui 4 <strong>MQ-9 Sea Guardian</strong>, 5 droni marittimi a lungo raggio e 6 droni da sorveglianza costiera, in grado di supportare operazioni anfibie e rilevare ostacoli lungo le spiagge.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Missili ipersonici e cooperazione internazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’altra fetta consistente del budget, pari a 8,4 miliardi di dollari, sarà dedicata all’acquisizione di armamenti stand-off, sia di produzione nazionale che estera. Tra i sistemi domestici figurano il <strong>nuovo Type 12</strong> in versione lanciata da sottomarini, il <strong>proiettile planante ad alta velocità (Hyper Velocity Gliding Projectile)</strong> e missili ipersonici.<br>Sul fronte internazionale, Tokyo punta a dotarsi di <strong>Joint Strike Missile (JSM)</strong> per i caccia F-35A, <strong>JASSM</strong> per gli F-15 modernizzati e <strong>Tomahawk</strong> per due cacciatorpediniere della Marina giapponese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il MOD ha inoltre annunciato l’anticipo del dispiegamento del Type 12, dopo i test condotti negli Stati Uniti, e dell’Hyper Velocity Gliding Projectile, che entrerà in servizio già dal 2025 presso Camp Fuji. L’ampio raggio di oltre 600 miglia del Type 12 rende possibili coperture che includono parti della Cina e della Corea del Nord.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6780,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Giappone svolta militare: 60 miliardi per droni e missili a lungo raggio\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/f-1024x682-1.jpg\" alt=\"Giappone svolta militare: 60 miliardi per droni e missili a lungo raggio\" class=\"wp-image-6780\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Giappone svolta militare: 60 miliardi per droni e missili a lungo raggio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Flotta navale e aerea: espansione selettiva</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano navale, il Giappone prevede l’acquisto di una nuova <strong>fregata Mogami migliorata</strong> (714 milioni), un <strong>sottomarino classe Taigei</strong> (808 milioni), due <strong>navi pattuglia</strong> (193 milioni) e una <strong>cacciamine classe Awaji</strong> (230 milioni). È in programma anche la sperimentazione di due <strong>Aegis System Equipped Vessel (ASEV)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’aviazione, Tokyo chiede fondi per 8 <strong>F-35A</strong> (1,02 miliardi), 3 <strong>F-35B</strong> (492 milioni), un pattugliatore <strong>P-1 MPA</strong> (319 milioni) e due aerocisterne <strong>KC-46</strong> (615 milioni), fondamentali per estendere la portata operativa nel Mar Cinese Orientale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo è consolidare una forza aerea moderna, con una flotta finale di 105 F-35A e 42 F-35B, capace di garantire deterrenza e capacità di risposta rapida contro eventuali crisi regionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, il nuovo bilancio difensivo giapponese evidenzia una strategia chiara: rafforzare la capacità di proiezione e deterrenza tramite tecnologie avanzate, sistemi ipersonici e droni, in un contesto segnato dall’aumento della pressione cinese e nordcoreana. La rapida accelerazione dei programmi, con il dispiegamento anticipato di missili di nuova generazione, conferma l’intenzione di Tokyo di colmare i gap capacitivii e di posizionarsi come attore chiave nella sicurezza del Pacifico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/rgrgr-1.jpg","categoria":"Blog","tags":"budget, difesa, Droni, Giappone","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-05 06:34:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://news.usni.org/2025/09/02/japans-record-60-billion-defense-budget-seeks-unmanned-systems-long-range-munitionshttps://news.usni.org/2025/09/02/japans-record-60-billion-defense-budget-seeks-unmanned-systems-long-range-munitions","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23507-giappone-svolta-militare-60-miliardi-per-droni-e-missili-a-lungo-raggio.mp4","galleria":""}
{"id":23493,"titolo":"Tecnologia indossabile e Forze Speciali italiane","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Immaginiamo un’operazione del <strong>9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”</strong> in un’area urbana ostile, o del <strong>Gruppo Operativo Incursori della Marina (GOI)</strong> impegnato in un’azione clandestina nel Mediterraneo. In scenari dove ogni secondo è cruciale, la possibilità di <strong>conoscere in tempo reale le condizioni fisiche di ciascun operatore</strong> potrebbe salvare vite e determinare l’esito di una missione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da un’idea nata per lo sport, questa capacità oggi è resa possibile da <strong>6th SENSE</strong>, un sistema di sensori integrati nelle uniformi sviluppato dalla startup svedese <strong>WRLDS Technologies</strong> insieme alla slovena <strong>FireCat</strong>. Una tecnologia che promette di trasformare la divisa in uno strumento attivo di monitoraggio, unendo salute, sicurezza e performance operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dal fitness al combattimento ad alta intensità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>WRLDS nasce nel 2018 con l’obiettivo di misurare la precisione dei movimenti degli atleti. Un settore di nicchia, ma con un livello di accuratezza che ha attratto l’attenzione del mondo militare. Nel 2023, l’incontro con FireCat – azienda leader nelle forniture tessili per polizia, vigili del fuoco e forze armate – ha segnato la svolta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le Forze Speciali italiane sono tra le unità che più potrebbero beneficiare di questa convergenza tra sport tech e difesa. Reparti come il <strong>GIS dei Carabinieri</strong> o il <strong>17° Stormo Incursori dell’Aeronautica</strong> affrontano missioni in cui la resistenza fisica, la capacità di gestire stress e la sopravvivenza individuale sono decisive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema <strong>6th SENSE</strong> risponde a questa esigenza, offrendo un monitoraggio continuo e discreto, capace di fornire al comando un quadro immediato delle condizioni del team sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6772,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Tecnologia indossabile e Forze Speciali italiane\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Prevent-Deloza-230988-800x430-1.jpg\" alt=\"Tecnologia indossabile e Forze Speciali italiane\" class=\"wp-image-6772\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tecnologia indossabile e Forze Speciali italiane</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La piattaforma si compone di due elementi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>sensori integrati nel tessuto delle uniformi</strong>, che rilevano parametri vitali come battito cardiaco e ossigenazione;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>unità esterna compatta</strong> (da cintura o taschino), che elabora i dati attraverso algoritmi di intelligenza artificiale on-device.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo approccio riduce al minimo la trasmissione di informazioni, garantendo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>maggiore sicurezza informatica</strong>, perché i dati non vengono inviati all’esterno;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>reattività immediata</strong>, anche in ambienti con scarsa connettività;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>efficienza energetica</strong>, fondamentale per operazioni di lunga durata.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per le Forze Speciali, che operano spesso in ambienti caratterizzati da guerra elettronica o disturbi alle comunicazioni, questa architettura rappresenta un <strong>vantaggio tattico notevole</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Personalizzazione per missioni speciali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un tratto distintivo del 6th SENSE è la <strong>modularità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Per il Col Moschin, impegnato in ambienti urbani complessi, i sensori possono essere tarati per rilevare impatti da esplosioni o colpi balistici.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Per il GOI, in contesti marittimi, la priorità potrebbe essere monitorare ipotermia e affaticamento da immersione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Per il GIS, nelle operazioni antiterrorismo sul territorio nazionale, la piattaforma consentirebbe un controllo costante dello stato degli operatori durante assalti e irruzioni.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tecnologia consente dunque di adattarsi alle diverse esigenze operative, dal contrasto al terrorismo internazionale fino alle missioni NATO all’estero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I test di resistenza hanno dimostrato la robustezza del sistema: i sensori hanno superato prove a <strong>800 gradi con lanciafiamme</strong>, mantenendo funzionalità. Una caratteristica essenziale per contesti CBRN (chimici, biologici, radiologici e nucleari) o incendi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La semplicità è un’altra priorità: l’operatore deve solo <strong>accendere il dispositivo</strong>. Nessuna interfaccia, nessun display: chi è sul terreno deve concentrarsi sulla missione, non su un gadget da gestire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Opportunità per l’Italia e prospettive NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’adozione di sistemi come 6th SENSE si inserisce nella più ampia strategia di modernizzazione delle Forze Armate italiane, in particolare nella <strong>Digital Soldier Transformation</strong>, che punta a integrare soldati, sensori e sistemi di comando in un’unica rete operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’Italia, l’impiego di questa tecnologia potrebbe tradursi in:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>maggiore sopravvivenza degli operatori</strong> in missioni ad alto rischio;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>riduzione dei tempi di soccorso</strong> in caso di ferite gravi;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>migliore coordinamento tra catena di comando e team sul campo</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>integrazione con i sistemi NATO C4ISR</strong>, rafforzando l’interoperabilità nei teatri multinazionali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>WRLDS e FireCat stanno già valutando l’accesso a programmi NATO di accelerazione tecnologica, il che potrebbe favorire una futura <strong>adozione condivisa tra gli alleati</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/r4.jpg","categoria":"Blog, Forze Speciali","tags":"difesa, forzespeciali, innovazione, tecnologia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-04 20:44:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://wrlds.com/https://wrlds.com/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23493-tecnologia-indossabile-e-forze-speciali-italiane.mp4","galleria":""}
{"id":23486,"titolo":"Italia e Leonardo protagonisti alla fiera DSEI: il GCAP al centro dell’edizione 2025 a Londra (9-12 settembre)","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>9 al 12 settembre 2025</strong>, Londra ospita il <strong>Defense and Security Equipment International (DSEI)</strong>, la più grande fiera europea dedicata alla difesa e alla sicurezza. L’evento, ospitato come sempre presso l’<strong>ExCel Centre</strong>, registra numeri da record: oltre <strong>1.600 espositori provenienti da più di 90 Paesi</strong> e <strong>45.000 persone attese per l'evento</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un appuntamento che ogni due anni trasforma la capitale britannica nel cuore pulsante dell’industria della difesa mondiale, con aree dedicate a <strong>terra, mare, aria, spazio, cyber e AI</strong>, senza trascurare l’innovazione nei settori emergenti come <strong>droni e sistemi autonomi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presenza italiana è particolarmente significativa. Accanto a storici nomi come <strong>Beretta</strong>, <strong>Benelli</strong> e <strong>Fiocchi</strong>, con <strong>“papà” Leonardo</strong> in testa come punto di riferimento dell’industria nazionale della difesa, l’Italia porta a Londra <strong>(ad oggi mentre scriviamo) 39 espositori</strong>, confermando la vitalità di un comparto che continua a innovare e a consolidare partnership internazionali. La lista completa delle aziende italiane partecipanti è consultabile sul sito ufficiale di <strong>DSEI</strong> a <a href=\"https://www.dsei.co.uk/visit/exhibiting-companies?&amp;filters.Country=ITA&amp;searchgroup=65207D8C-exhibitors-list\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">questo link</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">GCAP: il programma che segna il futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grande attesa per il focus sul <strong>GCAP (Global Combat Air Programme)</strong>, <a href=\"https://brigatafolgore.net/italia-e-leonardo-protagonisti-del-gcap-il-futuro-dei-caccia-militari/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">il programma aeronautico di nuova generazione</a> che vede protagonisti <strong>Regno Unito, Italia e Giappone</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Solo recentemente la <strong>Commissione Europea</strong> <a href=\"https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_25_1358\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ha approvato la creazione</a> di una joint venture fra <strong>BAE Systems</strong> e <strong>Leonardo</strong>, un passo che conferma il peso industriale e tecnologico dell’Italia in questo progetto destinato a rivoluzionare il combattimento aereo entro il 2040.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6704,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/brigatafolgore.net-italia-e-leonardo-protagonisti-del-gcap-il-futuro-dei-caccia-militari-gcap2-1024x309.jpg.webp\" alt=\"Leonardo protagonista alla fiera DSEI: grande attesa per la presentazione del GCAP a Londra (9-12 settembre)\" class=\"wp-image-6704\" title=\"Italia e Leonardo protagonisti alla fiera DSEI: il GCAP al centro dell’edizione 2025 a Londra (9-12 settembre)\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Leonardo, BAE Systems e Mitsubishi hanno siglato nel 2023 un accordo di cooperazione trilaterale che ha avviato la fase concettuale del programma GCAP. Nel giugno 2025 l’iniziativa ha ottenuto anche l’approvazione della Commissione Europea, confermandone la portata strategica</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sito ufficiale del <strong>DSEI</strong> descrive il GCAP come una vera e propria <strong>“cornerstone of aerospace innovation”</strong>, sottolineando come la fiera offrirà ai visitatori la possibilità di approfondire le dinamiche di questa collaborazione internazionale, esplorare le opportunità tecnologiche legate allo sviluppo del caccia di sesta generazione e incontrare direttamente i leader che guidano questo programma trasformativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6703,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/gcap-dsei-1024x585-1.jpg\" alt=\"Leonardo protagonista alla fiera DSEI: grande attesa per la presentazione del GCAP\" class=\"wp-image-6703\" title=\"Italia e Leonardo protagonisti alla fiera DSEI: il GCAP al centro dell’edizione 2025 a Londra (9-12 settembre)\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sul sito ufficiale DSEI: il Global Combat Air Programme (GCAP), frutto della collaborazione tra Regno Unito, Italia e Giappone, è presentato come “cornerstone of aerospace innovation” e punto centrale dell’Aerospace Zone</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Droni e UCAV: il nuovo fronte della difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>DSEI 2025</strong> dedica ampio spazio all’evoluzione dei <strong>sistemi a pilotaggio remoto</strong>, affiancando alle aree espositive tradizionali le più recenti innovazioni in ambito <strong>UCAV (Unmanned Combat Air Vehicle)</strong>, piattaforme che stanno raggiungendo capacità operative sempre più avanzate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le dimostrazioni di maggiore interesse <a href=\"https://www.navalnews.com/event-news/dsei-uk-2025/2025/08/visiting-warships-announced-for-dsei-uk-2025/\">figurano</a> il <strong>Shadow Fox di L3Harris</strong>, un <strong>Autonomous Surface Vehicle</strong> in grado di operare oltre la linea visiva (beyond-line-of-sight), e l’<strong>USV Pioneer di ACUA Ocean</strong>, una piattaforma <strong>SWATH</strong> con capacità di carico fino a <strong>6,5 tonnellate</strong> e missioni autonome a <strong>zero emissioni</strong>. Due esempi concreti di come <strong>autonomia e intelligenza artificiale</strong> stiano trasformando in profondità il concetto stesso di operazioni militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6707,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/acua-ocean-1024x581-1.jpg\" alt=\"Italia e Leonardo protagonisti alla fiera DSEI: il GCAP al centro dell’edizione 2025 a Londra (9-12 settembre)\" class=\"wp-image-6707\" title=\"Italia e Leonardo protagonisti alla fiera DSEI: il GCAP al centro dell’edizione 2025 a Londra (9-12 settembre)\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’USV <em>Pioneer</em> di ACUA Ocean, piattaforma SWATH a zero emissioni con capacità di carico fino a 6,5 tonnellate, protagonista delle dimostrazioni navali a DSEI 2025 - Copyright Ocean Limited</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Leonardo: innovazione a 360 gradi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A Londra, <strong>Leonardo</strong> presenterà il meglio delle sue competenze in tutti i domini operativi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Terra</strong> → elettronica per la difesa terrestre, sistemi radar, comunicazioni e mission systems</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Mare</strong> → sonar, radar navali, sistemi di combattimento integrati</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Aria</strong> → velivoli, elicotteri, avionica, programmi come <strong>GCAP</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Spazio</strong> → tramite <strong>Telespazio</strong> e <strong>Thales Alenia Space</strong> (partecipazioni strategiche)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Cyber</strong> → soluzioni di cybersecurity e digital resilience</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’azienda italiana conferma il suo ruolo di <strong>hub tecnologico internazionale</strong>, uno dei pochi player in grado di integrare <strong>ricerca, innovazione e operatività</strong> in tutti i domini: terra, mare, aria, spazio e cyber. Con <strong>ricavi, nel 2025, pari a 17,8 miliardi di euro</strong>, un <strong>portafoglio ordini da 44,2 miliardi</strong>, oltre <strong>60.000 dipendenti</strong> e <strong>129 siti nel mondo</strong>, <strong>Leonardo</strong> si afferma come un <strong>campione industriale globale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:video {\"id\":6708} -->\n<video autoplay loop muted playsinline style=\"width:100%;height:auto\">\n  \n  Il tuo browser non supporta il video HTML5.\n</video>\n<p><small>Copyright Leonardo S.p.A.</small></p>\n<!-- /wp:video -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie a <strong>2,5 miliardi di investimenti annuali in ricerca e sviluppo</strong> e al fatto che <strong>il 64% delle fonti di finanziamento è legato a parametri ESG</strong>, l’azienda dimostra la capacità di coniugare <strong>innovazione, sostenibilità e competitività internazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Italia in prima linea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presenza di Leonardo e delle numerose aziende italiane a DSEI 2025 dimostra che l’Italia non è soltanto spettatrice, ma <strong>protagonista della difesa globale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto internazionale caratterizzato da crescente instabilità e competizione tecnologica, il nostro Paese porta a Londra competenze industriali, soluzioni innovative e un forte spirito di cooperazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il <strong>GCAP</strong> e con una partecipazione così ampia, l’Italia si conferma <strong>in prima linea nel futuro della difesa e della sicurezza internazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per tutte le informazioni, e i dettagli aggiornati è possibile consultare il sito ufficiale: <a href=\"https://www.dsei.co.uk\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">www.dsei.co.uk</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":6699,\"href\":\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/09/7596013e-1952-408d-87b1-7ca08b8c6a46.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object></object><a id=\"wp-block-file--media-0b25d8f8-f822-4688-ba1e-12218108e2a0\" href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/09/7596013e-1952-408d-87b1-7ca08b8c6a46.pdf\">7596013e-1952-408d-87b1-7ca08b8c6a46</a><a href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/09/7596013e-1952-408d-87b1-7ca08b8c6a46.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-0b25d8f8-f822-4688-ba1e-12218108e2a0\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/dsi-img.jpg","categoria":"Blog","tags":"DseiLondon2025, GCAP, LeonardoSpA","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-04 09:44:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.dsei.co.uk/https://www.dsei.co.uk/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23486-italia-e-leonardo-protagonisti-alla-fiera-dsei-il-gcap-al-centro-delledizione-2025-a-londra-9-12-settembre.mp4","galleria":""}
{"id":23465,"titolo":"Incidente sulla Verentana: muore il Paracadutista Sergente Maggiore Capo Mikolaj Trovato","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Marta (VT), 1 settembre 2025</strong> – Un grave incidente stradale ieri è costato la vita al <strong>Paracadutista</strong> <strong>Sergente Maggiore Capo Mikolaj Trovato</strong>, 42 anni, in servizio presso la <strong>Scuola Sottufficiali di Viterbo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il drammatico scontro è avvenuto nel pomeriggio di lunedì lungo la <strong>strada provinciale Verentana</strong>, in località <strong>Pian delle Grotte</strong>, nei pressi dell’incrocio con strada dei Carri, nella zona della lavanderia industriale. Poco dopo le <strong>18</strong>, la moto guidata dal Sottufficiale si è scontrata violentemente con un camion.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul posto sono immediatamente intervenuti i <strong>carabinieri delle stazioni di Marta e Capodimonte</strong>, i <strong>vigili del fuoco</strong> e i sanitari del <strong>118</strong> con ambulanza e automedica. Nonostante i rapidi tentativi di rianimazione, per il militare non c’è stato nulla da fare: i medici hanno potuto solo constatarne il decesso. La provinciale è stata temporaneamente chiusa per consentire i rilievi e la messa in sicurezza dell’area.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La dinamica dell’incidente è ora al vaglio dei <strong>carabinieri</strong>, che hanno effettuato i rilievi per stabilire con esattezza le cause dello scontro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ricordo di un Valoroso Soldato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Originario di Catania, <strong>Mikolaj Trovato</strong> era un ragazzo pieno di vita ed un militare molto stimato, con alle spalle diversi anni di servizio presso il <strong>186º Reggimento Paracadutisti Folgore di Siena</strong>, dove aveva fatto parte della <strong>15ª Compagnia “Diavoli Neri”</strong>. Da tempo prestava servizio come <strong>artificiere della Scuola Sottufficiali di Viterbo</strong>, continuando a mettere la propria esperienza e professionalità al servizio delle nuove generazioni di militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Sposato e padre di un bambino</strong>, lascia un vuoto profondo nella sua famiglia, tra i commilitoni e in tutta la comunità militare e civile. I colleghi lo ricordano come un uomo di grande dedizione, spirito di corpo e passione per la vita militare, valori che aveva incarnato in tutti gli anni di servizio nell’<strong>Esercito Italiano</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il messaggio del Ministro Crosetto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Ministro della Difesa <strong>On. Guido Crosetto</strong> ha espresso il suo profondo cordoglio per la tragica scomparsa attraverso i canali social del Ministero della Difesa:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>La notizia della scomparsa del Sergente Maggiore dell'Esercito Italiano Mikolaj Sergiej Trovato mi addolora profondamente. Un servitore dello Stato che ha perso la vita mentre rientrava a casa, al termine del proprio servizio. In questo momento di profonda tristezza, a nome mio e di tutta la #Difesa esprimo vicinanza ai familiari, al Capo di Stato Maggiore, Generale di Corpo d'Armata Carmine Masiello e a tutto l'Esercito Italiano.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La raccolta fondi a sostegno della Famiglia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I colleghi hanno deciso di attivare una raccolta fondi a sostegno della famiglia del Sottufficiale Paracadutista. Chi desidera contribuire può farlo tramite il seguente link ufficiale:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\"><a href=\"https://www.paypal.com/pool/9hX75XFdE4?sr=wcco\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Raccolta fondi per la famiglia di Mikolaj Trovato</a></pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Ci stringiamo con profondo cordoglio attorno alla famiglia, agli amici e ai commilitoni del Sergente Maggiore Capo Mikolaj Trovato, ricordandone il valore umano e militare.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/par-trovato-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"IncidenteMoto, paracadutista","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-02 10:01:09","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23465-incidente-sulla-verentana-muore-il-paracadutista-sergente-maggiore-capo-mikolaj-trovato.mp4","galleria":""}
{"id":23460,"titolo":"Fanteria Russa - nuova Dottrina per Droni e Robots","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Federazione Russa ha adottato una innovativa dottrina di fanteria</strong>, che privilegia l'utilizzo di droni e sistemi robotici, rispondendo alle crescenti difficoltà nel reclutamento e nell'addestramento delle truppe. L’analisi, condotta dal progetto DeepState OSINT in collaborazione con il canale Telegram “Mannerheims son”, segnala uno spostamento strategico volto a <strong>sostituire la massa umana con automazione sul campo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Robo-fanteria, Squadre ridotte e indipendenti e fuoco d'Appoggio dai Droni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un asse portante della nuova dottrina è la <strong>diffusione di sistemi terrestri senza pilota</strong> e di droni FPV. Tali dispositivi, spesso usati in ruoli offensivi, consentono di <strong>osservare e colpire obiettivi con ridotto rischio per il personale</strong>. In passato, nel 2024, la Russia faceva ricorso a incursioni con armi leggere e soluzioni improvvisate; oggi, invece, si punta a lasciare il compito alle “macchine”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Addio alle colonne compatte da 30–60 uomini: ora si opta per <strong>gruppi di 2–4 soldati</strong>, dispersi e autonomi. L’aumento del numero di queste piccole unità permette operazioni simultanee e difficilmente prevedibili, agevolate dalla copertura tecnologica dei droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6397,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Fanteria Russa - nuova Dottrina per Droni e Robots\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/df-1024x683-1.jpg\" alt=\"Fanteria Russa - nuova Dottrina per Droni e Robots\" class=\"wp-image-6397\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fanteria Russa - nuova Dottrina per Droni e Robots</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le armi di accompagnamento/appoggio stanno cedendo terreno. L’appoggio principale arriva dai droni, che agiscono da <strong>fuoco di copertura</strong>, riducendo il ricorso al corpo a corpo e a scontri ravvicinati</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le forme di manovra si evolvono: si privilegiano <strong>attacchi aggiranti</strong>, bypassando le linee difensive nemiche e puntando a infiltrazioni sulle retrovie. L’obiettivo è colpire centri comando o posizioni di mortai, come osservato nella zona di Zolotyi Kolodyaz</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il quadro strategico più ampio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’adozione di <strong>FPV drone avanzati</strong>, <strong>munizioni vaganti</strong> (loitering munitions) e <strong>mezzi terrestri automatizzati</strong>, segnala una volontà di compensare la perdita di effettivi, integrando capacità robotiche per sostenere la pressione sull’Ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, la Russia ha istituito un ramo dedicato: le <strong>Forze dei Sistemi Senza Equipaggio</strong> (Russian Unmanned Systems Forces), finalizzate alla centralizzazione e allo sviluppo di queste tecnologie. Nata nel 2025, questa struttura ordina reparti specializzati, già impiegati in componenti operative, con ambiziosi piani di reclutamento fino a 210.000 unità entro il 2030</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un contributo ulteriore all’analisi è dato dal <strong>Ruslan Pukhov</strong>, secondo cui è iniziata l’era post‑armi‑da‑fanteria: i <strong>droni FPV</strong>, supportati da ISR (sistemi di sorveglianza e ricognizione) e contromisure elettroniche, stanno progressivamente sostituendo mitragliatrici e mortai. Si assiste allo sviluppo di <strong>squadre disperse di operatori droni</strong>, che potrebbero rendere obsolete le visibilità di fuoco tradizionali. Tuttavia, osservatori occidentali sottolineano limiti quali la vulnerabilità ai jamming e condizioni atmosferiche avverse</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Implicazioni per il fronte ucraino e futuro del conflitto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Ucraina, dal canto suo, continua a fare affidamento su difese stratificate, guerra elettronica e repliche tecniche (droni propri, reti anti-drone). Ma la crescente automazione russa modifica il <strong>ritmo e il volto delle battaglie</strong>: fronti sempre più fluidi, attacchi rapidi e difficoltà nel rilevare e neutralizzare i droni avanzati</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa evoluzione strategica, quindi, non solo riflette necessità imposte da carenze umane, ma sancisce un passaggio verso un tipo di guerra che vede l’intelligenza meccanica influire pesantemente sul modo di combattere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/russo-e1652437203824.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#GuerraInUcraina, #InnovazioneBellica, dottrinamilitarerussa, roboticaedroni","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-02 02:54:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://defence-blog.com/russia-adopts-new-infantry-doctrine-amid-manpower-strain/https://defence-blog.com/russia-adopts-new-infantry-doctrine-amid-manpower-strain/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23460-fanteria-russa-nuova-dottrina-per-droni-e-robots.mp4","galleria":""}
{"id":23453,"titolo":"OA-1K Skyraider II per Operazioni Speciali: Un nuovo orizzonte anche per l'Italia?","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'U.S. Air Force ha diffuso nuove immagini del suo <strong>OA-1K Skyraider II</strong> in azione, mettendo in luce i progressi significativi raggiunti dal 492nd Special Operations Wing. Questo velivolo, che continua ad accumulare preziose ore di volo durante l'addestramento formale, sta rapidamente consolidando il suo ruolo come una risorsa cruciale per le operazioni speciali statunitensi. L'OA-1K è stato concepito come una piattaforma con equipaggio a <strong>basso costo</strong>, progettata specificamente per supportare il personale in ambienti austeri e geograficamente isolati. Il suo profilo di missione è notevolmente versatile, coprendo il supporto aereo ravvicinato (CAS), gli attacchi di precisione e l'intelligence, la sorveglianza e la ricognizione (ISR) armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Lo Skyraider II può adattare le sue capacità in base ai requisiti delle missioni, sia che si tratti di supporto aereo ravvicinato, attacchi di precisione o intelligence, sorveglianza e ricognizione armata,\" ha dichiarato un portavoce dell'Air Force. Questa flessibilità lo rende un pilastro delle operazioni non convenzionali. Il velivolo è un'ingegnosa conversione del design americano monomotore ad ala fissa, frutto della collaborazione tra <strong>Air Tractor e L3Harris</strong>, nell'ambito del programma \"Armed Overwatch\" del U.S. Special Operations Command (USSOCOM). La sua genesi è particolarmente interessante: deriva dall'<strong>Air Tractor AT-802</strong>, un modello ampiamente utilizzato nel settore agricolo e antincendio. Militarizzando questa robusta piattaforma, l'OA-1K è stato equipaggiato con sensori avanzati e armi di precisione, rendendolo ideale per le complesse sfide della guerra irregolare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6414,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/l3harris-delivers-oa-1k-skyraider-ii-aircraft-to-us-special-operations-command-socom-1.webp\" alt=\"OA-1K Skyraider II per Operazioni Speciali: Un nuovo orizzonte anche per l'Italia?\" class=\"wp-image-6414\" style=\"width:840px;height:auto\" title=\"OA-1K Skyraider II per Operazioni Speciali: Un nuovo orizzonte anche per l'Italia?\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">OA-1K Skyraider II per Operazioni Speciali: Un nuovo orizzonte anche per l'Italia?</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 492nd Special Operations Wing, che opera il velivolo all'interno dell'Air Force Special Operations Command (AFSOC), ha più volte sottolineato l'importanza strategica dell'OA-1K nel migliorare la flessibilità operativa. L'ala ha documentato meticolosamente i suoi progressi, raggiungendo traguardi notevoli in termini di ore di volo e prontezza dell'equipaggio. Una delle sue maggiori qualità è la capacità di operare da piste di atterraggio corte e non preparate, un vantaggio decisivo in contesti dove il dispiegamento di caccia e bombardieri più sofisticati sarebbe impraticabile. I suoi bassi costi operativi e la lunga autonomia accrescono ulteriormente il suo valore per le forze speciali, spesso impegnate in missioni su terreni remoti o in territori ostili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'integrazione dello Skyraider II nell'AFSOC segna una chiara evoluzione nella dottrina della potenza aerea, orientata verso soluzioni adattabili e sostenibili che possono affiancare, anziché sostituire, i velivoli di quinta e sesta generazione. Pur non essendo progettato per i conflitti ad alta intensità, l'OA-1K fornisce alle forze armate statunitensi uno strumento versatile per la contro-insurrezione, la sorveglianza armata e il supporto diretto alle truppe sul campo. Questo velivolo colma efficacemente le lacune operative che piattaforme più grandi e costose non possono gestire in modo efficiente. La sua modularità, che permette di equipaggiarlo con carichi utili specifici (che si tratti di apparecchiature di sorveglianza, munizioni guidate o pacchetti di comunicazione), offre una flessibilità senza precedenti alla pianificazione delle operazioni speciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6415,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Sky-Warden.webp\" alt=\"OA-1K Skyraider II per Operazioni Speciali: Un nuovo orizzonte anche per l'Italia?\" class=\"wp-image-6415\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\" title=\"OA-1K Skyraider II per Operazioni Speciali: Un nuovo orizzonte anche per l'Italia?\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">OA-1K Skyraider II per Operazioni Speciali: Un nuovo orizzonte anche per l'Italia?</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un'opportunità anche per l'Aeronautica Militare Italiana?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La filosofia dietro l'OA-1K, che privilegia l'efficienza e la versatilità in contesti asimmetrici, potrebbe rappresentare un modello di grande interesse anche per altre nazioni alleate, inclusa l'Italia. In un contesto in cui la spesa militare è sotto costante scrutinio e le esigenze operative si evolvono rapidamente, una piattaforma come lo Skyraider II potrebbe offrire una soluzione economicamente sostenibile e strategicamente valida.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In particolare, l'unità dell'Aeronautica Militare Italiana , il <strong>9° Stormo \"Francesco Baracca\"</strong>, noto per le sue missioni di supporto e sorveglianza, potrebbe considerare una valutazione dello Skyraider II. Con la sua capacità di operare da piste non preparate e di eseguire missioni di ISR armata, l'OA-1K potrebbe arricchire il ventaglio di asset a disposizione per le operazioni di proiezione in teatri operativi non convenzionali. L'Italia, con il suo crescente impegno in missioni internazionali di stabilizzazione, ha la necessità di mantenere un vantaggio tecnologico e operativo senza incidere in modo sproporzionato sul bilancio della difesa. Testare una piattaforma come lo Skyraider II potrebbe essere un passo strategico per valutare l'integrazione di asset leggeri ma altamente efficaci, in linea con le tendenze più recenti nel settore della difesa aerea e delle operazioni speciali a livello globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6421,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"OA-1K Skyraider II per Operazioni Speciali: Un nuovo orizzonte anche per l'Italia?\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/OA-1K-1.webp\" alt=\"OA-1K Skyraider II per Operazioni Speciali: Un nuovo orizzonte anche per l'Italia?\" class=\"wp-image-6421\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">OA-1K Skyraider II per Operazioni Speciali: Un nuovo orizzonte anche per l'Italia?</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/ww.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"AFSOC, OA-1K, Skyraider II","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-01 21:04:04","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.twz.com/air/first-oa-1k-skyraider-ii-handed-over-to-air-force-special-operations-commandhttps://www.twz.com/air/first-oa-1k-skyraider-ii-handed-over-to-air-force-special-operations-command","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23453-oa-1k-skyraider-ii-operazioni-speciali-italia.mp4","galleria":""}
{"id":23446,"titolo":"Paracadutista  salva un bagnante in difficoltà in Sardegna","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ha visto un uomo in difficoltà, trascinato dalle onde, e non ha esitato un solo istante: un Paracadutista dell'Esercito Italiano, libero dal servizio, si è lanciato in mare e ha tratto in salvo un bagnante colto da un malore nelle acque della provincia di Nuoro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un intervento rapido, istintivo e coraggioso che ha permesso di scongiurare il peggio. Grazie alla sua preparazione e al sangue freddo dimostrato, il militare ha riportato a riva l’uomo, che rischiava seriamente di annegare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’episodio è stato sottolineato anche dal Ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha commentato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Un gesto che racconta cosa significhi davvero essere militare: esserci sempre, a servizio della collettività, vicino ai cittadini. La sua prontezza, il suo coraggio e il suo cuore ci ricordano che l’addestramento e il senso del dovere dei nostri militari non conoscono confini né pause. Questi sono le donne e gli uomini della Difesa\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un fatto di cronaca che diventa testimonianza concreta del ruolo dei militari italiani: professionisti addestrati non solo per operare in scenari di crisi e missioni internazionali, ma anche pronti a intervenire nella vita quotidiana al servizio del cittadino.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/basco-5-folgore-1024x683.jpg.webp","categoria":"Nazionali","tags":"Coraggio, esercitoitaliano, folgore, paracadutisti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-01 18:14:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/primopiano/paracadutista-dell-esercito-salva-un-uomo-che-rischia-di-annegare/78190.htmlhttps://www.difesa.it/primopiano/paracadutista-dell-esercito-salva-un-uomo-che-rischia-di-annegare/78190.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23446-paracadutista-salva-un-bagnante-in-difficolta-in-sardegna.mp4","galleria":""}
{"id":23441,"titolo":"Guerre Stellari: satelliti sotto attacco e armi segrete nello spazio","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo spazio, un tempo simbolo della conquista scientifica e della cooperazione internazionale, sta progressivamente assumendo le sembianze di un vero e proprio campo di battaglia. Se nel 1957 lo Sputnik sovietico fu accolto come una straordinaria impresa tecnologica, <strong>oggi i satelliti sono divenuti obiettivi militari e strumenti di guerra ibrida.</strong> Con oltre <strong>10.000 unità in orbita</strong>, essi rappresentano una rete vitale per le comunicazioni, la navigazione, la meteorologia, l’osservazione terrestre e persino la gestione delle infrastrutture energetiche. Ma questa stessa centralità li rende vulnerabili a sabotaggi, attacchi informatici e persino ad armi sperimentali, come dimostrano le più recenti tensioni tra Russia, Stati Uniti e Cina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La fragilità del sistema orbitale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’incremento esponenziale del numero di satelliti in orbita è dovuto al crollo dei costi di lancio, trainati da SpaceX, e alla miniaturizzazione dei sistemi elettronici. Oggi non solo le grandi potenze, ma anche Paesi emergenti come Etiopia e Senegal hanno inviato satelliti in orbita bassa per monitorare coste, confini e attività criminali. Parallelamente, l’Europa dispone dei propri sistemi strategici, come Galileo per la navigazione e Copernicus per l’osservazione della Terra, mentre la Cina e gli Stati Uniti si contendono il primato nello spazio con costellazioni sempre più vaste.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Eppure questa infrastruttura, così capillare e indispensabile, si rivela fragile. Basta un frammento grande quanto un bullone a 30.000 km/h per distruggere un satellite o compromettere la Stazione Spaziale Internazionale.<strong> La cosiddetta “spazzatura spaziale” – residui di collisioni, esplosioni e missioni – è già oggi un pericolo costante che obbliga manovre d’emergenza quasi quotidiane.</strong> A ciò si aggiunge la crescente possibilità di attacchi non cinetici: laser ad alta potenza, satelliti “cacciatori” in grado di agganciare e neutralizzare altri sistemi, e naturalmente la guerra cibernetica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La lezione dell’Ucraina</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra in Ucraina ha evidenziato con chiarezza il nuovo ruolo dello spazio nelle operazioni militari. Nel 2022, la Russia condusse un attacco informatico contro il sistema Viasat, utilizzato dall’esercito ucraino, causando blackout nelle comunicazioni e seri disagi operativi. La successiva introduzione di Starlink, con migliaia di satelliti in orbita bassa, ha però ribaltato la situazione: il sistema di Elon Musk ha garantito collegamenti rapidi, resilienti e sicuri, divenendo una vera “arma digitale” a supporto di Kiev.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non sono mancati episodi di guerra psicologica: il 9 maggio 2025, hacker russi sono riusciti a sabotare un satellite televisivo ucraino, trasmettendo in diretta da Mosca la parata della Vittoria. Un segnale lampante di come spazio e cyberspazio siano ormai fusi in un’unica dimensione strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ancora più inquietante è la dimostrazione di quanto i sistemi di posizionamento globale siano esposti. Diversi attacchi russi hanno alterato i segnali GPS, costringendo addirittura aerei civili in Nord Europa a deviazioni impreviste. Una vulnerabilità che dimostra come un’offensiva nello spazio possa avere ricadute immediate sulla vita quotidiana di milioni di persone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ritorno dello spettro nucleare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi mesi, si sono diffuse indiscrezioni secondo cui Mosca starebbe sviluppando un’arma capace di “spegnere” intere costellazioni di satelliti. Gli Stati Uniti temono l<strong>a possibilità di un ordigno nucleare collocato in orbita bassa</strong>, ipotesi che rievoca gli esperimenti compiuti tra il 1958 e il 1962, quando USA e URSS fecero detonare test atomici nello spazio. Gli effetti furono devastanti per i sistemi elettronici e spinsero le due superpotenze a firmare i trattati del 1963 e del 1967, che vietano <strong>test nucleari nello spazio.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’esplosione nucleare in orbita avrebbe conseguenze catastrofiche: l’onda elettromagnetica distruggerebbe centinaia di satelliti, mentre le radiazioni renderebbero inutilizzabili quelli rimanenti. Ciò comporterebbe la paralisi di GPS, telecomunicazioni, reti elettriche e sistemi di allerta globale. Un vero “ritorno al Medioevo digitale”, come alcuni analisti lo hanno definito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, molti esperti sottolineano che l’uso effettivo di simili armi sarebbe un atto suicida anche per la stessa Russia. Come ha dichiarato il segretario generale della NATO, Mark Rutte, Mosca è in ritardo nello sviluppo spaziale e rischierebbe di perdere irrimediabilmente le proprie capacità se si spingesse verso questa escalation. Più probabili sono invece scenari di “guerra dei nervi”, simili a quelli della Guerra Fredda, con annunci e contro-annunci mirati a disorientare l’opinione pubblica e gli avversari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il futuro: la Luna e oltre</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se il presente è dominato da attacchi cyber e da sabotaggi orbitanti, il futuro guarda alla Luna. <strong>Stati Uniti e Cina puntano ad assicurarsi le regioni polari, ricche di ghiaccio e quindi di acqua, risorsa fondamentale per basi permanenti e per la produzione di carburante spaziale.</strong> Una contesa che potrebbe trasformarsi nel prossimo decennio in una nuova frontiera della competizione militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal nostro satellite naturale, infatti, il lancio di missili verso la Terra richiederebbe sei volte meno energia che dalla superficie terrestre. Ciò rende lo scenario di basi armate lunari un’ipotesi strategicamente appetibile, benché ancora lontana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, l’Europa si trova in una posizione delicata. Pur disponendo di sistemi avanzati e di competenze ingegneristiche di alto livello,<strong> non ha una politica spaziale di difesa unitaria.</strong> Ogni Paese procede autonomamente, frammentando gli sforzi. È evidente la necessità di una visione comune, che integri capacità civili e militari, per non restare spettatori in un’arena che definisce il futuro della sicurezza globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/09/Lockheed-Martin-Darpa-e1690468600730.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"Cina, cybersecurity, difesa, guerraibrida, NATO, russia, satelliti, Spazio, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-09-01 02:14:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilsole24ore.com/art/satelliti-sabotati-e-armi-segrete-nuovo-campo-battaglia-e-spazio-AHVwRzNChttps://www.ilsole24ore.com/art/satelliti-sabotati-e-armi-segrete-nuovo-campo-battaglia-e-spazio-AHVwRzNC","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23441-guerre-stellari-satelliti-sotto-attacco-e-armi-segrete-nello-spazio.mp4","galleria":""}
{"id":23432,"titolo":"Avino, il Ragazzo della Folgore che vuole l'Italia protagonista nello Spazio","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia si conferma oggi tra i protagonisti della space economy, un comparto che unisce ricerca, innovazione, investimenti e proiezione internazionale. La crescita di aziende come <strong><a href=\"https://argotecgroup.com/\">Argotec</a></strong>, guidata dal CEO David Avino, ha permesso al nostro Paese di ritagliarsi un ruolo di primo piano nelle missioni spaziali globali, grazie a una capacità di progettazione e produzione che ha trovato riconoscimento anche negli Stati Uniti e in Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dai progetti pionieristici come <strong>ISSpresso</strong>, la prima macchina per il caffè portata sulla ISS, fino alle missioni <strong>LICIACube</strong> e <strong>ArgoMoon</strong> con la <a href=\"https://www.nasa.gov/\">NASA</a>, Argotec ha dimostrato come l’ingegno italiano possa misurarsi con i più grandi player mondiali. La <a href=\"https://difesanews.com/david-avino-con-argotec-lancia-altri-7-satelliti-per-iride/\">costellazione</a> <strong>IRIDE</strong>, finanziata con fondi del PNRR e gestita dall’ESA per conto del governo italiano, rappresenta un tassello chiave in questa strategia, perché consentirà di sviluppare un’infrastruttura satellitare nazionale al servizio della sicurezza, dell’ambiente e dell’industria. La crescita di questo ecosistema va sostenuta con continuità e visione strategica, perché il valore aggiunto dell’Italia non è solo nella tecnologia, ma anche nella capacità di fare sistema e di legare l’eccellenza scientifica a una solida filiera produttiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6297,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/ChatGPT-Image-31-ago-2025-16-57-48-1024x683-1.png\" alt=\"L'Italia protagonista nello Spazio del futuro\" class=\"wp-image-6297\" title=\"Avino, il Ragazzo della Folgore che vuole l'Italia protagonista nello Spazio\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Avino, il Ragazzo della Folgore che vuole l'Italia protagonista nello Spazio </figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una filiera nazionale per Luna e Marte</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto alle iniziative già avviate da Argotec, emerge con forza la necessità di costruire <strong>una filiera nazionale di piccole e medie imprese capaci di sostenere lo sforzo verso lo spazio, la Luna e Marte</strong>, rafforzando il tessuto produttivo e creando opportunità di lavoro qualificato. Oggi la space economy è già un traino per l’economia mondiale, e il nostro Paese deve saper intercettare questa trasformazione, convertendo aziende tradizionali e manifatturiere in realtà capaci di fornire componenti, servizi e know-how al settore aerospaziale. Questa progettualità, che unisce ricerca accademica, industria high-tech e politiche pubbliche, diventa imprescindibile per non perdere terreno nei confronti di competitor più strutturati. Le esperienze internazionali mostrano che la capacità di integrare startup, PMI e grandi gruppi industriali in un ecosistema sinergico garantisce maggiore resilienza, innovazione più rapida e competitività sui mercati globali. In questo quadro, l’Italia ha la possibilità di valorizzare il suo capitale umano e le competenze ingegneristiche che, storicamente, hanno reso il nostro Paese punto di riferimento mondiale nel campo della meccanica, dell’automazione e della robotica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3255,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/David-Avino-argotec-1024x682-1.jpg\" alt=\"David Avino con Argotec lancia altri 7 Satelliti per IRIDE - DIFESANEWS.COM - Notizie difesa, sicurezza e geopolitica\" class=\"wp-image-3255\" title=\"Avino, il Ragazzo della Folgore che vuole l'Italia protagonista nello Spazio\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Avino, il Ragazzo della Folgore che vuole l'Italia protagonista nello Spazio </figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Politiche lungimiranti per la nuova economia spaziale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ruolo del governo è decisivo per accompagnare questa transizione, non solo attraverso incentivi e finanziamenti, ma soprattutto con una <strong>legge spaziale moderna</strong>, capace di regolamentare l’uso e la gestione dei dati satellitari, sostenere la commercializzazione delle tecnologie e favorire l’accesso al mercato da parte di imprese emergenti. Serve un impegno politico chiaro: non farsi ingolfare da vecchi retaggi burocratici o dalle posizioni di vantaggio dei grandi gruppi che mirano a monopolizzare il cambiamento digitale e spaziale del Paese. Occorre invece incoraggiare una competizione sana e trasparente, che premi le realtà più innovative e agili, quelle che possono assicurare all’Italia un futuro nello spazio basato su qualità, affidabilità e capacità di collaborazione internazionale. Argotec, con progetti come <strong>CURIE</strong> e il nuovo <strong>SpacePark</strong>, mostra la strada: aprire nuove frontiere, creare infrastrutture all’avanguardia e consolidare la presenza italiana oltre l’orbita terrestre. Se il governo saprà accompagnare questa visione con politiche mirate e lungimiranti, l’Italia potrà davvero consolidare il proprio ruolo di protagonista nello spazio del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/w-1.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"ArgoMoon, Argotec, ASI, costellazioni, Curie, DavidAvino, IRIDE, ISSpresso, leggeSpaziale, LICIACube, MadeinItaly, satelliti, SpaceEconomy, SpacePark, Spazio","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-31 16:24:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.argotecgroup.com/david-avino?utm_source=chatgpt.comhttps://www.argotecgroup.com/david-avino?utm_source=chatgpt.com","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23432-litalia-protagonista-nello-spazio-del-futuro.mp4","galleria":""}
{"id":23427,"titolo":"Gen.Tricarico: UNIFIL inutile, Hezbollah armata sotto gli occhi dell’ONU","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><br>Il generale Leonardo Tricarico, <strong>già Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare</strong>, ha pronunciato parole durissime sulla missione UNIFIL in Libano, accusando le Nazioni Unite di aver tollerato la crescita militare di Hezbollah. Una denuncia che arriva in un momento delicato per il Medio Oriente, segnato da nuove tensioni tra Israele e il movimento sciita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nato a Tione di Trento il 9 settembre 1942, Tricarico ha percorso una carriera lunga e prestigiosa nelle Forze Armate. Con oltre 3.000 ore di volo su velivoli monoposto, ha ricoperto incarichi di comando e responsabilità strategica, fino a diventare Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica dal 2004 al 2006. Dopo il congedo è stato presidente della Fondazione Icsa, impegnata in attività di ricerca sulla sicurezza e la difesa, e collabora regolarmente con centri di analisi e think tank.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La critica alla missione UNIFIL</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tricarico, intervistato il 30 agosto 2025 da Luca Sablone su <em>Il Riformista</em>, ha definito la missione ONU in Libano “non una storia di successo”. Secondo l’ex capo di Stato Maggiore, <strong>UNIFIL avrebbe fallito il compito principale</strong>: arginare Hezbollah e bloccare il traffico di armi verso il gruppo sciita. Al contrario, proprio negli anni di dispiegamento internazionale, Hezbollah ha potuto consolidare il suo arsenale e rafforzare le proprie capacità militari fino a diventare, dal punto di vista operativo, “la minaccia più insidiosa per Israele”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli aspetti più gravi, secondo Tricarico, è che i caschi blu erano perfettamente consapevoli delle attività di Hezbollah. Tunnel scavati a pochi metri dalle loro postazioni, arsenali nascosti e una rete logistica ben organizzata non potevano passare inosservati. Le informazioni sarebbero state trasmesse regolarmente al Palazzo di Vetro, ma <strong>l’Onu – sostiene Tricarico – ha “girato la testa dall’altra parte”</strong>, ignorando deliberatamente i segnali di pericolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6268,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/unifil1-0.jpg\" alt=\"Gen.Tricarico: UNIFIL inutile, Hezbollah armata sotto gli occhi dell’ONU\" class=\"wp-image-6268\" title=\"Gen.Tricarico: UNIFIL inutile, Hezbollah armata sotto gli occhi dell’ONU\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gen.Tricarico: UNIFIL inutile, Hezbollah armata sotto gli occhi dell’ONU</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Una presenza inerte, quasi coreografica</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il generale parla di una missione che si è ridotta a “presenza inerme, quasi coreografica”, priva della forza necessaria per intervenire concretamente. Più che proteggere la popolazione o garantire l’applicazione delle risoluzioni, UNIFIL avrebbe finito per fungere da copertura a Hezbollah, che ha potuto operare indisturbata dietro la cornice diplomatica della forza di interposizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Tricarico, il macigno principale che ha reso inefficace UNIFIL è stata l’impossibilità di accedere a proprietà private per verifiche e controlli. Una restrizione che ha paralizzato l’operato dei caschi blu, consentendo al movimento sciita di utilizzare abitazioni e terreni per occultare armi ed equipaggiamenti. Una lacuna operativa che ha reso vana qualsiasi azione di contrasto al traffico di armi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Conseguenze della Riforma del mandato mai realizzata</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia, così come altri Paesi contributori, aveva più volte richiesto una revisione delle regole di ingaggio, con un ampliamento delle competenze operative. Tuttavia, queste richieste sono rimaste lettera morta. “Risultati zero”, afferma Tricarico, sottolineando come a quel punto sarebbe stato più logico ritirare i contingenti nazionali piuttosto che insistere con una missione condannata all’irrilevanza. Da qui la conclusione amara: l’accusa di Israele all’Onu di essere strutturalmente ostile al Paese “non è del tutto peregrina”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La missione UNIFIL, istituita nel 1978 e rafforzata nel 2006 dopo la guerra tra Israele e Hezbollah, era stata concepita come forza di interposizione per monitorare la cessazione delle ostilità e impedire l’ingresso di armi in Libano meridionale. Con il passare degli anni, però, la sua efficacia è stata messa in discussione da più parti. Israele ha spesso denunciato la complicità indiretta dell’Onu con Hezbollah, mentre lo stesso Libano ha considerato la missione un ingombro più che un supporto reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ritiro programmato per il 2027 sembra chiudere un capitolo che, secondo Tricarico e molti osservatori, ha più ombre che luci. Per Israele, la lezione è chiara: affidarsi esclusivamente a forze internazionali senza regole d’ingaggio robuste è un rischio troppo alto. Per il Libano, invece, il pericolo è che la fine della missione lasci un vuoto di sicurezza in una delle regioni più fragili del Medio Oriente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/tri-e1756616254138.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"armi, caschiblu, fallimento, Hezbollah, Israele, Italia, Leonardo, libano, mandato, missione, ONU, palazzodivetro, terrorismo, Tricarico, tunnel, unifil","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-31 06:14:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilriformista.it/tricarico-boccia-la-missione-unifil-e-attacca-lonu-sempre-sorda-mentre-hezbollah-si-riarmava-479453/#google_vignettehttps://www.ilriformista.it/tricarico-boccia-la-missione-unifil-e-attacca-lonu-sempre-sorda-mentre-hezbollah-si-riarmava-479453/#google_vignette","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23427-tricarico-unifil-inutilehezbollah-armata-occhi-onu.mp4","galleria":""}
{"id":23423,"titolo":"Prima prova in volo per l’YFQ-42A: il drone “wingman” della U.S. Air Force prende il cielo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 27 agosto 2025 ha segnato una pietra miliare quando l’<strong>YFQ-42A</strong>, prototipo di Collaborative Combat Aircraft (CCA) sviluppato da General Atomics, ha effettuato il suo primo volo in California, rappresentando un passo cruciale verso una nuova era di guerra aerea autonoma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’YFQ-42A, progettato e sviluppato da <strong>General Atomics Aeronautical Systems, Inc. (GA-ASI)</strong>, è ora in fase di test di volo in coordinamento con l’US Air Force. Si tratta di un traguardo storico che conferma la capacità dell’azienda di creare rapidamente nuove piattaforme a getto senza pilota, pensate per la produzione in larga scala a costi sostenibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il velivolo si concentra su operazioni aria-aria semi-autonome ed è basato sul concetto “genus-species” introdotto con il dimostratore XQ-67A Off-Board Sensing Station (OBSS). Grazie all’ingegneria digitale e al know-how maturato con il jet <strong>MQ-20 Avenger®</strong>, GA-ASI ha accelerato il programma integrando un <strong>nucleo di autonomia addestrato in oltre cinque anni di test di volo</strong>, capace di fornire vantaggi decisivi ai combattenti del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Reazioni istituzionali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>David R. Alexander, presidente della divisione aeronautica di GA-ASI, lo ha definito un “momento straordinario” per l’azienda e l’Air Force.<br>Il Segretario dell’Air Force, Troy Meink, ha celebrato il risultato come prova di quanto possa realizzarsi “quando acquisizione innovativa incontra industria motivata”.<br>Il Capo di Stato Maggiore Gen. David Allvin ha sottolineato l’importanza di “andare veloce e imparare in fretta”: i CCA promettono di estendere portata, flessibilità e letalità in combattimento, ottimizzando la collaborazione uomo-macchina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Capacità e obiettivi produttivi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma CCA dell’Air Force mira ad acquisire almeno <strong>1.000 velivoli</strong> modulari, in grado di svolgere missioni di attacco, ricognizione, guerra elettronica o fungere da esca. La sigla <strong>YFQ-42A</strong> riflette la natura del progetto: “Y” per aereo pre-serie, “F” per fighter, “Q” per unmanned. Una volta avviata la produzione, la “Y” verrà rimossa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>GA-ASI, che ha già sviluppato oltre venti tipi di droni e consegnato più di 1.200 unità, produce ogni anno più di 100 velivoli presso il suo stabilimento di 5 milioni di piedi quadrati a Poway, California. I suoi sistemi hanno totalizzato quasi <strong>9 milioni di ore di volo</strong>, con oltre 50 droni in volo ogni minuto in tutto il mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma punta su standard aperti (modular open systems architecture), concorrenza tra fornitori e aggiornamento continuo dei sistemi autonomi e missioni — un approccio agile e iterativo che riduce i rischi e consente rapidi miglioramenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Entro il <strong>fiscal year 2026</strong>, l’USAF deciderà quale dei due design — YFQ-42A di General Atomics o YFQ-44A di Anduril — passerà alla produzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"></h2>\n<!-- /wp:heading -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/9281556-scaled-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"CCA USAF, Collaborative Combat Aircraft, drone militare, General Atomics, Next Generation Air Dominance, volo sperimentale, wingman autonomo, YFQ-42A","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-31 00:44:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/air/2025/08/28/first-flight-tests-begin-for-air-forces-drone-wingmen/https://www.defensenews.com/air/2025/08/28/first-flight-tests-begin-for-air-forces-drone-wingmen/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23423-prima-volo-yfq-42a-drone-wingman-u-s-air-force.mp4","galleria":""}
{"id":23418,"titolo":"Tagli alla “jump pay”: l’Esercito USA riorganizza 22.000 posizioni aviotrasportate","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Esercito degli Stati Uniti ha annunciato una profonda riorganizzazione delle proprie forze aviotrasportate, che comporterà la fine del pagamento della <strong>jump pay</strong> per circa 22.000 militari paracadutisti a partire dall’anno fiscale 2026. La decisione, comunicata ai reparti il 30 luglio 2025, punta a ridisegnare la struttura airborne, garantendo l’indennità solo a coloro che operano in prima linea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto riferito, le posizioni interessate verranno ricodificate: l’esperienza paracadutista rimarrà un requisito, ma non sarà più autorizzata la retribuzione aggiuntiva di 150 dollari mensili. I soldati potranno comunque frequentare la scuola di paracadutismo, senza però l’obbligo di mantenere attive le qualifiche né di partecipare regolarmente alle operazioni di lancio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una scelta dettata da carenze di risorse</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale di Corpo d’Armata <strong>Gregory Anderson</strong>, comandante del XVIII Airborne Corps, ha spiegato che la decisione nasce da precise difficoltà logistiche. In un’intervista rilasciata ad aprile al podcast <em>From the Green Notebook</em>, il generale ha sottolineato i limiti dovuti alla scarsità di velivoli disponibili e alle problematiche legate al personale, in particolare riggers e jumpmasters.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Stiamo cercando di sostenere una struttura di 56.000 unità con risorse che vanno riducendosi. Così facendo le stiamo disperdendo e rischiamo di minare i nostri stessi obiettivi di prontezza operativa,” ha dichiarato Anderson.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Esercito ha incrementato di oltre 13.000 unità le proprie forze aviotrasportate dal 2002, arrivando fino alla riattivazione della <strong>11th Airborne Division</strong>, con focus sull’Artico, nel 2022. Ma la crescita della forza airborne non è stata accompagnata da risorse proporzionate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6244,\"width\":\"1200px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Tagli alla “jump pay”: l’Esercito USA riorganizza 22.000 posizioni aviotrasportate\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/Soldiers-conduct-a-night-jump-with-the-Dolomite-Mountains.webp\" alt=\"Tagli alla “jump pay”: l’Esercito USA riorganizza 22.000 posizioni aviotrasportate\" class=\"wp-image-6244\" style=\"object-fit:cover;width:1200px;height:650px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tagli alla “jump pay”: l’Esercito USA riorganizza 22.000 posizioni aviotrasportate</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tagli mirati e incentivi per i ruoli chiave</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La maggior parte delle posizioni che perderanno l’indennità si trova nei reparti di supporto e nei comandi, mentre verranno salvaguardati i benefit per i soldati destinati al combattimento diretto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Non si tratta di soldi in senso stretto,” ha chiarito Anderson. “È una questione di priorità: chi deve saltare in un’area di lancio contestata e combattere fin da subito deve avere il massimo livello di prontezza.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il provvedimento, se da un lato riduce la platea dei beneficiari, dall’altro <strong>aumenta le indennità per i paracadutisti effettivi</strong>. Come annunciato dal Segretario alla Difesa <strong>Pete Hegseth</strong> lo scorso maggio, la jump pay passerà da 150 a 200 dollari mensili. Inoltre, i jumpmasters riceveranno un bonus aggiuntivo di 150 dollari, portando l’indennità totale a 350 dollari al mese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Prospettive e conseguenze</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo le prime stime riportate in aprile da Army Times, i posti colpiti sarebbero stati meno di 20.000, ma le cifre aggiornate parlano oggi di circa 22.000 posizioni riclassificate. L’Esercito non ha fornito ulteriori chiarimenti sui numeri, ma ha invitato i militari interessati a rivolgersi alla propria catena di comando per informazioni sullo status.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La misura riflette un compromesso: ridurre i costi e concentrare risorse dove l’addestramento paracadutista resta essenziale per la missione, senza disperdere risorse in incarichi di staff e supporto. In un contesto di riduzione dei mezzi a disposizione, l’Esercito USA punta così a garantire il massimo livello di prontezza per chi sarà davvero chiamato a combattere da subito in scenari operativi complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/1-16.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"esercitoUSA, jumppay, paracadutisti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-30 14:44:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.stripes.com/branches/army/2025-08-13/army-pay-cut-airborne-restructure-18739495.htmlhttps://www.stripes.com/branches/army/2025-08-13/army-pay-cut-airborne-restructure-18739495.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23418-tagli-alla-jump-pay-esercito-usa-22-000-posizioni.mp4","galleria":""}
{"id":23411,"titolo":"Royal Marines sulle cime della Sierra Nevada: addestramento estremo con gli alleati USA","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Affrontare il caldo torrido, l’aria rarefatta e le vette oltre gli 11.000 piedi della Sierra Nevada non è stata un’impresa da poco, ma per i Royal Marines di 45 Commando si è trattato di una tappa necessaria per mantenere le loro leggendarie capacità di guerra in montagna. Per sei settimane, gli uomini di stanza ad Arbroath, in Scozia, hanno lasciato le brume delle Cairngorms per spostarsi al <strong>Mountain Warfare Training Center</strong> di Pickel Meadows, in California, dove hanno partecipato all’esercitazione internazionale <strong>Green Dagger</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Addestramento in condizioni estreme</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma è iniziato con una fase di acclimatazione: i marines hanno dovuto adattarsi rapidamente a lavorare a oltre 2.000 metri di quota e a temperature che sfioravano i 35 gradi. Questo periodo ha incluso lo studio teorico delle tecniche di alpinismo e l’applicazione pratica in un ambiente aspro e ostile, molto diverso dalle montagne scozzesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6230,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Royal Marines sulle cime della Sierra Nevada: addestramento estremo con gli alleati USA\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/DDU-20250728-CHT-Ex-Green-Dagger-2025-0019-1024x683-1.jpg\" alt=\"Royal Marines sulle cime della Sierra Nevada: addestramento estremo con gli alleati USA\" class=\"wp-image-6230\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Royal Marines sulle cime della Sierra Nevada: addestramento estremo con gli alleati USA</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività hanno spaziato da <strong>scalate verticali e abseiling</strong> a <strong>traversate di fiumi e vallate</strong>, fino alla costruzione di un ponte in corda stile Tyrolean traverse per superare profondi canyon. I commando hanno anche affrontato un’impegnativa calata di 100 metri, testando la propria resistenza psicofisica e la capacità di operare in situazioni limite.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il supporto logistico non è stato trascurato: l’uso dei muli, ad esempio, si è rivelato fondamentale per trasportare armamenti pesanti su sentieri impervi. Una dimostrazione che, in scenari simili, la tecnologia va di pari passo con metodi tradizionali di sopravvivenza e movimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6231,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Royal Marines sulle cime della Sierra Nevada: addestramento estremo con gli alleati USA\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/FLEET-20250817-XC0158-086-1024x683-1.jpg\" alt=\"Royal Marines sulle cime della Sierra Nevada: addestramento estremo con gli alleati USA\" class=\"wp-image-6231\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Royal Marines sulle cime della Sierra Nevada: addestramento estremo con gli alleati USA</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nuovi equipaggiamenti e tattiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione è stata anche il banco di prova per le nuove dotazioni: i Royal Marines hanno messo alla prova il fucile <strong>KS-1</strong>, nuovi sistemi ottici, visori notturni e termici, oltre a binocoli a lunga gittata. L’obiettivo era verificarne l’affidabilità in condizioni ambientali estreme e durante manovre di combattimento ad alta quota.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto alle competenze di fanteria, sono stati testati anche ruoli specializzati:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>59 Commando Royal Engineers</strong> si sono concentrati su fortificazioni e tecniche esplosive per ostacolare le vie di rifornimento nemiche.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>29 Commando Royal Artillery</strong> ha lavorato sul controllo del fuoco indiretto con squadre di osservatori avanzati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Altri reparti hanno svolto attività di difesa aerea, comunicazioni in ambiente montano e medicina tattica.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6232,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Royal Marines sulle cime della Sierra Nevada: addestramento estremo con gli alleati USA\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/DDU-20250720-CHT-Ex-Green-Dagger-2025-0115-1024x683-1.jpg\" alt=\"Royal Marines sulle cime della Sierra Nevada: addestramento estremo con gli alleati USA\" class=\"wp-image-6232\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Royal Marines sulle cime della Sierra Nevada: addestramento estremo con gli alleati USA</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Operazioni congiunte e validazione finale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il culmine di Green Dagger è stato l’addestramento congiunto con gli alleati: i 45 Commando hanno operato fianco a fianco con la <strong>2nd Battalion 4th Marines</strong> degli Stati Uniti e una compagnia della <strong>Presidential Guard degli Emirati Arabi Uniti</strong>, affrontando simulazioni di combattimento contro forze più numerose, tra cui i <strong>1st Battalion 5th Marines</strong> e il <strong>Marine Forces Special Operations Command</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo scenario “forza contro forza” ha rappresentato un banco di prova cruciale per validare procedure, tattiche e capacità operative dei commando britannici in ambiente montano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione ha dimostrato ancora una volta perché i Royal Marines restano i massimi esperti di <strong>guerra in montagna e artica</strong> del Regno Unito: capacità di adattamento, resistenza fisica, innovazione tecnologica e spirito di corpo li rendono pronti a operare in ogni condizione, ovunque vengano chiamati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/FLEET-20250817-XC0158-054.webp","categoria":"Internazionali","tags":"GreenDagger, MountainWarfare, RoyalMarines, USMarines","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-30 11:04:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.royalnavy.mod.uk/news/2025/august/29/20250829-royal-marines-complete-mountain-traininghttps://www.royalnavy.mod.uk/news/2025/august/29/20250829-royal-marines-complete-mountain-training","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23411-royal-marines-sierra-nevada-addestramento-estremo.mp4","galleria":""}
{"id":23405,"titolo":"Decimomannu conquista l’America: l’USAF sceglie l’Italia per formare i suoi piloti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>International Flight Training School (IFTS)</strong> di Decimomannu entra in una nuova era, accogliendo per la prima volta allievi piloti dell’<strong>United States Air Force (USAF)</strong>. Il 22 agosto 2025 è stato siglato il “<strong>Concept of Operations (CONOPS) for Flight Training of the USAF Military Personnel in Italy</strong>” tra il Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, e il Lieutenant General Brian S. Robinson, comandante dell’<strong>Air Education &amp; Training Command</strong> dell’USAF.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa intesa rappresenta una pietra miliare nella storia dell’aviazione militare americana: per la prima volta, l’USAF ha scelto di formare i propri cadetti in una scuola <strong>esterna</strong>, appartenente a un alleato NATO. La decisione conferma l’eccellenza didattica e l’innovazione dell’<strong>IFTS di Decimomannu</strong>, considerata oggi una delle migliori scuole di addestramento al mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6221,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Decimomannu conquista l’America: l’USAF sceglie l’Italia per formare i suoi piloti\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/20240411-IFTS-DecimomannuAirBase-13-1024x683-1.jpeg\" alt=\"Decimomannu conquista l’America: l’USAF sceglie l’Italia per formare i suoi piloti\" class=\"wp-image-6221\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Decimomannu conquista l’America: l’USAF sceglie l’Italia per formare i suoi piloti</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al centro della formazione vi è il <strong>velivolo T-346A</strong>, gemello tecnologico del T-7 che entrerà in servizio negli Stati Uniti. Grazie al nuovo <strong>Multiphase Jet Training Integrated Syllabus</strong>, sviluppato congiuntamente da Aeronautica Militare e USAF, i frequentatori potranno ottenere il <strong>brevetto di pilota militare</strong> in soli nove mesi. I primi <strong>10 allievi americani</strong> sono attesi presto in Sardegna, segnando l’avvio concreto di questo percorso senza precedenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Italia hub mondiale dell’addestramento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>International Flight Training School</strong> nasce dalla collaborazione tra <strong>Aeronautica Militare</strong> e <strong>Leonardo</strong>, con il supporto del 212° Gruppo Volo del 61° Stormo. Operativa a Decimomannu dal 2022, la scuola dispone di un campus di oltre <strong>130.000 m²</strong>, dotato di simulatori di ultima generazione, sistemi di addestramento integrati e una flotta di <strong>22 T-346A</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6222,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Decimomannu conquista l’America: l’USAF sceglie l’Italia per formare i suoi piloti\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/ADDESTRAMENTO-AL-VOLO-6.jpg\" alt=\"Decimomannu conquista l’America: l’USAF sceglie l’Italia per formare i suoi piloti\" class=\"wp-image-6222\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Decimomannu conquista l’America: l’USAF sceglie l’Italia per formare i suoi piloti</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Già oggi l’IFTS forma piloti provenienti da dodici Paesi, tra cui Arabia Saudita, Austria, Canada, Germania, Giappone, Paesi Bassi, Qatar, Regno Unito, Singapore, Spagna, Svezia e Ungheria. Con l’arrivo dell’USAF, l’Italia consolida la propria posizione come <strong>leader globale nell’addestramento al volo militare avanzato</strong>, offrendo un modello innovativo e sostenibile che unisce tecnologia, competenza e cooperazione internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/M346-5-min.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#Decimomannu, #IFTS, #MultiphaseSyllabus, #NATOTraining, #T346A, aeronauticamilitare, Leonardo, USAF","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-30 10:04:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/news/addestramento-al-volo-ifts-siglato-accordo-per-la-mformazione-dei-piloti-dellusaf-in-italia/https://www.aeronautica.difesa.it/news/addestramento-al-volo-ifts-siglato-accordo-per-la-mformazione-dei-piloti-dellusaf-in-italia/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23405-decimomannu-conquista-america-usaf-italia-piloti.mp4","galleria":""}
{"id":23399,"titolo":"Ammiraglio Milton Sands destituito dal Naval Special Warfare Command","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un’improvvisa e controversa mossa datata <strong>22 agosto 2025</strong>, il Segretario della Difesa Pete Hegseth ha rimosso il <em>Rear Admiral Milton “Jamie” Sands III</em> dalla guida della <strong>Naval Special Warfare Command</strong>, il comando dei Navy SEALs, dopo appena un anno nel ruolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sands è stato destituito nello stesso giorno in cui sono stati rimossi anche due altre figure militari di alto rango: <strong>Vice Adm. Nancy Lacore</strong>, capo della Navy Reserve, e <strong>Lt. Gen. Jeffrey Kruse</strong>, direttore della Defense Intelligence Agency (DIA).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le comunicazioni ufficiali del Pentagono non hanno fornito dettagli specifici sulle motivazioni dei licenziamenti. Tuttavia, fonti giornalistiche suggeriscono che si tratta dell’ultima tappa di un'ondata di rimozioni di ufficiali considerati insufficientemente leali o contrari all’attuale linea politico-militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il profilo e la carriera di Sands</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nativo del Connecticut, Milton Sands ha frequentato l’<strong>United States Naval Academy</strong>, laureandosi nel 1992, e dal 1995 è entrato in servizio come operatore Navy SEAL. Nel corso degli anni ha comandato il <strong>SEAL Team 8</strong>, è stato commodoro del <strong>Naval Special Warfare Group 2</strong>, e ha ricoperto incarichi chiave come comandante del <strong>Naval Service Training Command</strong> e capo di Stato Maggiore del <strong>US Special Operations Command</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6203,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Ammiraglio Navy SEALs Milton Jamie Sands destituito dal Naval Special Warfare Command\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/Milton-Sands-SOCAFRICA.webp\" alt=\"Nuove Purghe - Ammiraglio Navy SEALs Milton Jamie Sands destituito dal Naval Special Warfare Command\" class=\"wp-image-6203\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ammiraglio Navy SEALs Milton Jamie Sands destituito dal Naval Special Warfare Command</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A marzo 2024 assumette la guida del <strong>Naval Special Warfare Command</strong>, ma il suo mandato si conclude il <strong>22 agosto 2025</strong>, nonostante molti colleghi ne abbiano elogiato professionalità e integrità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo un’esclusiva di <em><a href=\"https://theiceman.substack.com/p/seal-commander-fired-after-clashes?utm_source=chatgpt.com\">The Iceman (Substack)</a></em>, Sands era noto per uno stile di comando improntato ai valori del SEAL ethos: la subordinazione dell’ego al team, la denuncia di comportamenti “illegali, immorali, non etici o semplicemente inaccettabili”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo approccio lo avrebbe portato a scontrarsi più volte con il Pentagono, considerato schierato con priorità politiche divergenti dalle sue. Difensori di Sands, come Alex Plitsas (ex funzionario del Pentagono) e l’ex SEAL Dave Madden, ne hanno sottolineato il profilo apolitico e integro, suggerendo che la sua rimozione sarebbe legata a dinamiche politiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Reazioni e conseguenze</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il licenziamento ha suscitato allarme tra analisti e membri del Congresso, in particolare Democratici, che lo interpretano come un tentativo di punire l’indipendenza e mettere a tacere il dissenso all’interno delle forze militari e delle strutture di intelligence.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sui social – ad esempio, su Reddit – spiccano commenti come:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“The NSWC site confirms the news with the Admiral Sands bio being removed.”</em> (~ “Il sito di NSWC conferma la notizia: è stata rimossa la biografia dell’ammiraglio Sands.”).</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, si teme che la rimozione di figure di alto profilo come Sands e Lacore segni un giro di vite nei confronti di leader considerati troppo indipendenti o troppo attenti all’etica e alla trasparenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6204,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Ammiraglio Navy SEALs Milton Jamie Sands destituito dal Naval Special Warfare Command\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/2-10-1024x672-1.jpg\" alt=\"Nuove Purghe - Ammiraglio Navy SEALs Milton Jamie Sands destituito dal Naval Special Warfare Command\" class=\"wp-image-6204\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ammiraglio Navy SEALs Milton Jamie Sands destituito dal Naval Special Warfare Command</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il licenziamento di Sands si inserisce in un contesto più ampio. Nel corso del 2025, sono stati estromessi numerosi alti ufficiali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Ammiragli, generali e capi di organi come la <strong>Navy</strong>, l’<strong>Air Force</strong> (tra cui il Chairman del Joint Chiefs) e il <strong>Coast Guard</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Intere strutture di intelligence, come la DIA e l’NSA, con rimozioni e revoca di incarichi nonché tagli al personale e al budget.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il compito di Chief of Naval Operations è stato nel frattempo ricoperto dal nuovo ammiraglio Daryl Caudle, mentre i sostituti di Sands e Lacore non sono ancora stati ufficialmente nominati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La destituzione di <strong>Rear Adm. Milton “Jamie” Sands</strong> — noto per una leadership etica e indipendente — rappresenta un ulteriore episodio di tensione tra leadership militare e vertice politico-militare statunitense. Il caso evidenzia il fragile equilibrio tra professionalità, obbedienza e integrità all’interno delle forze armate, in un contesto sempre più politicizzato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/1-15.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"navy, Pentagono, seal, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-30 01:14:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://theiceman.substack.com/p/seal-commander-fired-after-clashes?utm_source=chatgpt.comhttps://theiceman.substack.com/p/seal-commander-fired-after-clashes?utm_source=chatgpt.com","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23399-milton-sands-naval-special-warfare-command.mp4","galleria":""}
{"id":23392,"titolo":"Libano - Ultima chiamata per UNIFIL","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Beirut, Libano – 29 agosto 2025. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che, pur estendendo il mandato della missione di pace in Libano (UNIFIL) per altri 16 mesi, ne sancisce la conclusione definitiva alla fine del 2026. La decisione, maturata dopo mesi di pressioni da parte di Israele e Stati Uniti, segna la fine di una delle più longeve missioni di peacekeeping dell'ONU, avviata nel 1978.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La risoluzione, votata all'unanimità, ha stabilito che l'UNIFIL avvierà un \"ritiro ordinato e sicuro\" dei suoi 10.800 caschi blu a partire da dicembre 2026. Sebbene il governo libanese abbia espresso sollievo per la proroga immediata, che evita un'interruzione brusca della missione, la notizia del ritiro definitivo ha sollevato preoccupazioni a Beirut, che da tempo si affida alla forza ONU per mantenere un fragile equilibrio al confine con Israele.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6179,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/2019cdde247dbf47b79373cb38742308.webp\" alt=\"Libano - La fine di UNIFIL\" class=\"wp-image-6179\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\" title=\"Libano - La fine di UNIFIL\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Libano - Ultima chiamata per UNIFIL</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>UNIFIL: una missione storica e controversa</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Creata inizialmente per supervisionare il ritiro delle truppe israeliane dal Libano meridionale, la missione UNIFIL ha svolto per quasi mezzo secolo un ruolo cruciale nel monitorare il rispetto della \"Linea Blu\", la demarcazione di fatto tra i due Paesi. I suoi soldati hanno il compito di pattugliare la zona di confine e segnalare le violazioni del cessate il fuoco, consentendo all'esercito libanese (LAF) di far rispettare gli accordi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ritiro, tuttavia, arriva in un momento di estrema tensione. Nonostante il cessate il fuoco di novembre tra Hezbollah e Libano, Israele continua a mantenere l'occupazione di almeno cinque località nel sud del Libano e a effettuare centinaia di attacchi aerei, sostenendo di voler impedire a Hezbollah di ricostruire le proprie infrastrutture militari. La risoluzione ONU chiede esplicitamente a Israele di ritirare le proprie forze, ma non stabilisce scadenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6180,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/Unifil-peacekeepers-Italiani-a-Shamaa.jpg\" alt=\"Libano - La fine di UNIFIL\" class=\"wp-image-6180\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\" title=\"Libano - La fine di UNIFIL\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Libano - Ultima chiamata per UNIFIL</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Pressioni politiche e critiche alla missione</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La fine della missione UNIFIL è stata una priorità per i governi di Stati Uniti e Israele. L'ambasciatore statunitense all'ONU, Dorothy Shea, ha dichiarato che questa è l'ultima estensione che gli USA concederanno, sottolineando come l'acronimo UNIFIL stia per \"Interim Force in Lebanon\" (Forza Provvisoria in Libano) e che sia giunto il momento di porre fine alla sua missione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche il rappresentante israeliano all'ONU, Danny Danon, ha accolto con favore la decisione, definendola \"una buona notizia che arriva dall'ONU\". Da tempo Israele sostiene che l'UNIFIL non abbia svolto in modo adeguato il proprio compito di disarmare la milizia di Hezbollah nel sud del Libano e che la sua presenza fornisse di fatto una copertura politica al gruppo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6181,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/73c26f6d-850c-4d69-944c-b1735dc6c10a-1-1024x683-1.jpg\" alt=\"Libano - La fine di UNIFIL\" class=\"wp-image-6181\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\" title=\"Libano - La fine di UNIFIL\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Libano - Ultima chiamata per UNIFIL</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante il ruolo dell'UNIFIL sia puramente di monitoraggio e i suoi soldati possano usare la forza solo per autodifesa, la missione ha subito attacchi da entrambe le parti. Israele ha colpito postazioni dell'UNIFIL durante i conflitti, mentre i residenti locali fedeli a Hezbollah hanno spesso ostacolato le pattuglie dei caschi blu con lanci di pietre e aggressioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il futuro incerto del Libano meridionale</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La risoluzione approvata dalle Nazioni Unite ha come obiettivo dichiarato quello di rendere il governo libanese \"l'unico garante della sicurezza\" nel sud del Paese. Il primo ministro libanese, Nawaf Salam, pur elogiando la risoluzione per la sua reiterata richiesta a Israele di ritirarsi, ha sottolineato l'importanza del sostegno internazionale per l'esercito nazionale, che è sotto-equipaggiato e in difficoltà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Paesi come Francia e Italia, che hanno storicamente contribuito alla missione, hanno espresso obiezioni al ritiro, temendo che possa compromettere la capacità dell'esercito libanese di affermare il proprio controllo sul sud. L'esercito libanese ha annunciato che la prossima settimana presenterà un piano per il disarmo di Hezbollah, ma l'impresa si prospetta estremamente complessa e rischiosa, con il rischio di innescare nuove tensioni e mettere a repentaglio la fragile stabilità civile del Libano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/0c743dc7-30b6-4aa2-af65-dc494f8a9445.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Israele, libano, ONU, unifil","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-29 17:34:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.theguardian.com/world/2025/aug/29/un-unifil-lebanon-peacekeeping-mission-withdrawalhttps://www.theguardian.com/world/2025/aug/29/un-unifil-lebanon-peacekeeping-mission-withdrawal","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23392-libano-ultima-chiamata-per-unifil.mp4","galleria":""}
{"id":23388,"titolo":"Stati Uniti, nasce la task force anti-drone, l'unità interforze JIATF 401","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Pentagono ha annunciato ieri la creazione della <strong>Joint Interagency Task Force 401 (JIATF 401)</strong>, una nuova task force interforze e inter-agenzia dedicata a contrastare la crescente minaccia dei droni ostili. L’iniziativa, voluta dal segretario alla Difesa <strong>Pete Hegseth</strong> con l’approvazione del presidente Donald Trump, segna una svolta nelle politiche di difesa americana, con l’obiettivo dichiarato di <strong>proteggere personale, equipaggiamenti e infrastrutture negli Stati Uniti e all’estero</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“<strong>Ci muoviamo rapidamente – tagliando la burocrazia, consolidando le risorse e dando a questa task force la massima autorità per superare i nostri avversari. Non ci sono dubbi: sotto questa amministrazione vinceremo</strong>”</em>, ha dichiarato Hegseth <a href=\"https://www.defense.gov/News/Releases/Release/Article/4289621/dod-establishes-joint-interagency-task-force-to-deliver-affordable-c-suas-capab/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">nel comunicato rilasciato dal Dipartimento della Difesa</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Unità unica, poteri straordinari</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nuova JIATF 401 riunirà le migliori competenze di tutte le Forze Armate e delle agenzie federali, operando sotto la supervisione del <strong>Deputy Secretary of Defense</strong>. Avrà autorità diretta in materia di <strong>acquisizione, sviluppo e procurement</strong>, con la possibilità di approvare fino a <strong>50 milioni di dollari per singolo progetto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le sue competenze includeranno:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>sviluppo e schieramento di capacità <strong>C-sUAS (Counter-small Unmanned Aircraft Systems)</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>coordinamento di attività di <strong>forensics, intelligence e guerra elettronica</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>gestione dei programmi di <strong>replica e innovazione</strong>, anche tramite l’integrazione con l’iniziativa <strong>Replicator 2</strong> della Defense Innovation Unit.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La fine della JCO e il nuovo approccio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nascita della JIATF 401 comporta lo scioglimento della <strong>Joint Counter-sUAS Office (JCO)</strong>, istituita nel 2019 e guidata dall’Esercito (<em>US Army</em>). La JCO aveva contribuito a selezionare i migliori sistemi anti-drone e a uniformare i protocolli di test e addestramento, ma era stata criticata per la mancanza di reali poteri decisionali e per la lentezza dovuta al ciclo di bilancio del Pentagono.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la JIATF 401, il Dipartimento della Difesa punta a <strong>ridurre i tempi di sviluppo da anni a pochi mesi</strong>, centralizzando il processo decisionale e superando la frammentazione che aveva caratterizzato l’approccio precedente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Compiti e risorse della JIATF 401</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il memorandum, la task force sarà:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>mantenuta da personale congiunto</strong> delle diverse Forze Armate, con il contributo diretto di specialisti in acquisizione, guerra elettronica e intelligence;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>dotata di <strong>autorità speciale per assunzioni rapide</strong> al di fuori delle procedure federali standard, così da attrarre i migliori talenti;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>incaricata di <strong>consolidare ricerca, sviluppo, test e valutazione</strong> su scala DoD, con l’esclusione dei programmi di record specifici delle singole Forze Armate e del Comando Operazioni Speciali;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>supportata con <strong>nuovi fondi flessibili pluriennali</strong> da destinare a ricerca, procurement e operazioni.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Entro 30 giorni, la task force dovrà anche presentare una proposta per la creazione di un <strong>poligono dedicato ai test e all’addestramento anti-drone</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Impatto sull’industria</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La creazione della <strong>JIATF 401</strong> avrà conseguenze significative anche per l’industria della difesa. Con un unico centro decisionale dotato di <strong>fondi discrezionali e poteri di procurement rapidi</strong>, le aziende statunitensi e i partner internazionali attivi nello sviluppo di tecnologie anti-drone vedranno aprirsi nuove opportunità di mercato, stimate in <strong>decine di miliardi di dollari nel prossimo decennio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le aree di innovazione che beneficeranno maggiormente della centralizzazione includono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Armi a energia diretta (laser ad alta potenza)</strong> → per neutralizzare droni in volo con costi minimi per ingaggio.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sistemi a microonde ad alta potenza (HPM)</strong> → progettati per disattivare o distruggere l’elettronica dei droni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Radar e sensori avanzati</strong> → capaci di rilevare piccoli UAS a bassa quota, spesso invisibili ai sistemi tradizionali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sistemi di jamming e spoofing</strong> → per disturbare le comunicazioni o prendere il controllo dei droni ostili.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Software di fusione dati e reti C2</strong> → per integrare radar, sensori e armi in un unico quadro operativo in tempo reale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sistemi autonomi di difesa “drone vs drone”</strong> → droni intercettori capaci di abbattere altri droni in volo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le <strong>startup specializzate in guerra elettronica, intelligenza artificiale e sistemi avanzati</strong> si troveranno quindi a confrontarsi con un acquirente centralizzato e competitivo, in grado di favorire l’innovazione e mantenere alta la concorrenza. Questo approccio potrà accelerare il passaggio da <strong>prototipi sperimentali</strong> a <strong>soluzioni operative</strong>, rafforzando la leadership americana in un settore strategico e in rapida espansione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perché è cruciale questa riforma</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La JIATF 401 avrà un orizzonte operativo iniziale di <strong>36 mesi</strong>, al termine dei quali il Congresso e il Pentagono valuteranno i risultati raggiunti e decideranno se rendere permanente la nuova struttura.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni la minaccia dei droni si è moltiplicata: dai quadricotteri commerciali modificati fino agli sciami coordinati, gli UAS (Unmanned Aerial Systems) sono diventati armi economiche e letali in <strong>Ucraina, Medio Oriente e Asia</strong>. Gli Stati Uniti hanno riconosciuto di aver mantenuto il passo con le capacità belliche convenzionali, ma di essere rimasti indietro sulla difesa anti-drone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la JIATF 401, il Pentagono mira a consolidare la propria supremazia nello spazio aereo, garantendo la <strong>sovranità nazionale</strong> statunitense e la protezione delle proprie forze in campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":6142,\"href\":\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/08/ESTABLISHMENT-OF-JOINT-INTERAGENCY-TASK-FORCE-401.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object></object><a id=\"wp-block-file--media-e80618d1-a22c-416c-a61d-445ea15fcae4\" href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/08/ESTABLISHMENT-OF-JOINT-INTERAGENCY-TASK-FORCE-401.pdf\">ESTABLISHMENT-OF-JOINT-INTERAGENCY-TASK-FORCE-401</a><a href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/08/ESTABLISHMENT-OF-JOINT-INTERAGENCY-TASK-FORCE-401.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-e80618d1-a22c-416c-a61d-445ea15fcae4\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/AntiDrone-us.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"AntiDRONE, Pentagono, TaskForce401","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-29 10:14:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defense.gov/News/Releases/Release/Article/4289621/dod-establishes-joint-interagency-task-force-to-deliver-affordable-c-suas-capab/https://www.defense.gov/News/Releases/Release/Article/4289621/dod-establishes-joint-interagency-task-force-to-deliver-affordable-c-suas-capab/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23388-stati-uniti-nasce-la-task-force-anti-drone-lunita-interforze-jiatf-401.mp4","galleria":""}
{"id":23383,"titolo":"Rheinmetall inaugura la più grande fabbrica di munizioni d’Europa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Unterlüß, 27 agosto 2025</strong> – La Germania compie un passo decisivo nella corsa al riarmo europeo. Con l’apertura del nuovo impianto Rheinmetall in Bassa Sassonia, vicino ad Hannover, prende vita la più grande fabbrica di munizioni del continente. L’inaugurazione, che ha visto la partecipazione del segretario generale della NATO Mark Rutte e del ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius, segna l’inizio di una nuova fase nella politica industriale e strategica europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un impianto record: tempi, costi e capacità</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto ha richiesto un investimento di circa <strong>500 milioni di euro</strong> e soli <strong>15 mesi di lavori</strong>, contro i tre anni inizialmente previsti. L’impianto, grande come cinque campi da calcio, dispone di linee dedicate alla produzione di proiettili e all’imballaggio finale. A regime, previsto entro il 2027, sarà in grado di sfornare fino a <strong>350.000 proiettili da 155 mm all’anno</strong>, fornendo un contributo essenziale al fabbisogno dell’Alleanza Atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Già nel 2025 la fabbrica garantirà circa <strong>25.000 munizioni</strong>, avviando un rapido processo di crescita che entro pochi anni renderà Rheinmetall il cuore pulsante della produzione europea di artiglieria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il CEO di Rheinmetall, Armin Papperger, ha sottolineato come la fabbrica non rappresenti un traguardo ma un punto di partenza. Il progetto si inserisce in un disegno più ampio che punta a creare un vero <strong>ecosistema paneuropeo della difesa</strong>, con impianti in diversi paesi NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il gruppo tedesco è già operativo in Regno Unito e Lituania, mentre in Romania è stato siglato un contratto da <strong>535 milioni di euro</strong> per la costruzione di una fabbrica di polveri da sparo che, a regime, impiegherà 700 lavoratori. In Bulgaria è allo studio una joint venture per la realizzazione di due stabilimenti – uno dedicato alla polvere da sparo e uno alle munizioni – per un investimento complessivo <strong>superiore al miliardo di euro</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una rete diffusa di poli produttivi che contribuirà a garantire non solo la resilienza industriale europea, ma anche la capacità di sostenere la guerra di logoramento in Ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6134,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"650px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Rheinmetall inaugura la più grande fabbrica di munizioni d’Europa\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/2-9.jpg\" alt=\"Rheinmetall inaugura la più grande fabbrica di munizioni d’Europa\" class=\"wp-image-6134\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:650px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Rheinmetall inaugura la più grande fabbrica di munizioni d’Europa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Rispondere all’emergenza ucraina</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’apertura del nuovo impianto arriva in un contesto di forte pressione sulle scorte di munizioni. Dal 2022, l’invasione russa dell’Ucraina ha messo in luce le gravi carenze europee nella produzione di armamenti. La NATO ha fissato obiettivi ambiziosi: produrre <strong>2 milioni di munizioni entro la fine del 2025</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questa fabbrica, Rheinmetall porterà la sua capacità produttiva totale a circa <strong>700.000 proiettili l’anno</strong>, contribuendo a colmare un gap che ha spinto governi e industrie a moltiplicare gli sforzi. Non a caso, nel luglio 2024 il governo tedesco aveva commissionato al gruppo un <strong>ordine record da 8,5 miliardi di euro</strong> per rifornire le proprie forze armate e gli alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’inaugurazione ha avuto un forte valore simbolico. Mark Rutte, segretario generale della NATO, ha definito l’impianto “un simbolo della rinascita della difesa europea”, lodando la rapidità della realizzazione. Anche il ministro Pistorius ha parlato di “pietra miliare” per la <strong>Zeitenwende</strong>, la svolta strategica annunciata dalla Germania dopo l’attacco russo del 2022.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano politico, l’iniziativa rafforza la credibilità di Berlino come attore centrale nella difesa europea, in un contesto in cui si discute sempre più di autonomia strategica e di riduzione della dipendenza dagli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Oltre le munizioni: nuove produzioni in arrivo</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sito di Unterlüß non si limiterà alla produzione di artiglieria convenzionale. Dal 2026, il complesso amplierà la propria capacità includendo anche la fabbricazione di <strong>motori per razzi</strong>, un ulteriore tassello verso una filiera integrata che spazia dalle munizioni classiche ai sistemi più avanzati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In prospettiva, il modello tedesco potrebbe rappresentare un esempio per altri stati membri, accelerando la creazione di una <strong>rete industriale militare europea</strong> coordinata con la NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La fabbrica Rheinmetall di Unterlüß è molto più di un investimento industriale: è un atto politico e strategico. Rappresenta la volontà della Germania e dell’Europa di prepararsi a un futuro di competizione geopolitica sempre più intensa, rafforzando la capacità di difesa e sostenendo l’Ucraina. In questo senso, non è solo una struttura produttiva, ma il simbolo tangibile di una nuova stagione per la sicurezza europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/1-13.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Germania, munizioni, NATO, Rheinmetall","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-29 07:44:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ft.com/content/d36111bb-e85a-4ec7-b19c-078312ea3616?utm_sourcehttps://www.ft.com/content/d36111bb-e85a-4ec7-b19c-078312ea3616?utm_source","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23383-rheinmetall-piu-grande-fabbrica-munizioni-deuropa.mp4","galleria":""}
{"id":23377,"titolo":"F-35 italiani in scramble in Estonia - velivolo russo intercettano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Tallinn, 29 agosto 2025</strong> – Due caccia F-35 dell’Aeronautica Militare italiana, schierati presso la base aerea di Ämari in Estonia, sono decollati in “scramble” per intercettare un velivolo russo che si stava avvicinando allo spazio aereo dell’Alleanza Atlantica. L’episodio, confermato dal Comando Aereo della NATO, si inserisce nell’ambito dell’operazione di pattugliamento aereo <strong>Baltic Eagle III</strong>, che vede la partecipazione delle forze italiane per la difesa dei cieli baltici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’operazione di scramble</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il termine <strong>scramble</strong> identifica il decollo immediato e non programmato di velivoli da combattimento per contrastare una minaccia aerea. È una manovra frequente nei cieli del Baltico, dove velivoli russi sorvolano spesso zone adiacenti ai confini NATO senza presentare piani di volo o senza mantenere contatti radio con i controllori del traffico aereo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo caso, i due F-35 italiani hanno lasciato la base di Ämari per identificare e monitorare l’aereo russo, che è stato scortato lontano dallo spazio aereo alleato. Secondo quanto comunicato dal <strong>comando aereo alleato</strong>, la presenza della <strong>Task Force Air italiana</strong>, composta dal <strong>32° Stormo</strong> e dal <strong>6° Stormo</strong>, rappresenta un segnale concreto dell’impegno della NATO nella difesa delle regioni baltiche e del fianco orientale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6113,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"F-35 italiani in scramble in Estonia - velivolo russo intercettano\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/jj.jpg\" alt=\"F-35 italiani in scramble in Estonia - velivolo russo intercettano\" class=\"wp-image-6113\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">F-35 italiani in scramble in Estonia - velivolo russo intercettano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ruolo dell’Italia nei cieli baltici</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Task Force Air italiana</strong> è in stato di allerta rapida <strong>24 ore su 24, 7 giorni su 7</strong>, a dimostrazione della prontezza dell’Alleanza e della determinazione a salvaguardare lo spazio aereo dei Paesi membri. Non si tratta del primo episodio di questo tipo: già lo scorso <strong>13 agosto</strong>, due F-35 italiani erano decollati da Ämari per rispondere a una manovra di pattugliamento russa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>1° agosto</strong>, sempre presso la base estone, si è svolta la cerimonia di passaggio di consegne tra la <strong>Força Aérea Portuguesa</strong> e l’Aeronautica Militare italiana nell’ambito della missione NATO di <strong>enhanced Air Policing (eAP)</strong>. Con questo avvicendamento è stata ufficialmente avviata l’operazione <strong>Baltic Eagle III</strong>, che vedrà i jet italiani impegnati per i prossimi quattro mesi nella difesa aerea dei Paesi baltici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un segnale politico e militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presenza dei caccia italiani e degli altri assetti alleati non ha soltanto un valore operativo, ma anche politico. La NATO vuole inviare a Mosca un messaggio chiaro di deterrenza, dimostrando che la difesa dello spazio aereo dei suoi membri è una priorità collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6114,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"F-35 italiani in scramble in Estonia - velivolo russo intercettano\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/aeronautica-militare-1024x506-1.jpg\" alt=\"F-35 italiani in scramble in Estonia - velivolo russo intercettano\" class=\"wp-image-6114\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">F-35 italiani in scramble in Estonia - velivolo russo intercettano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A rafforzare il peso politico della missione, il <strong>30 agosto</strong> l’Estonia accoglierà la presidente della Commissione europea <strong>Ursula von der Leyen</strong>, che incontrerà il primo ministro estone <strong>Kristen Michal</strong>, visiterà le forze armate nazionali e il personale NATO schierato a Ämari. Il giorno successivo, von der Leyen sarà in Polonia per un incontro con il premier <strong>Donald Tusk</strong> e una visita al confine con la Bielorussia. La missione proseguirà poi in Bulgaria, dove la leader europea visiterà una fabbrica di armamenti statale insieme al primo ministro <strong>Rossen Jeliazkov</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intercettazione del velivolo russo da parte dei due F-35 italiani ribadisce il ruolo cruciale dell’Italia all’interno della NATO e l’importanza delle missioni di Air Policing per la sicurezza europea. In un contesto di tensioni crescenti, la prontezza degli assetti schierati e la cooperazione tra alleati restano il baluardo più efficace per garantire la difesa dei cieli e la protezione delle popolazioni europee.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/OIP-2.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"BalticEagleIII, F35italiani, NATO, Scramble","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-29 06:04:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.virgilio.it/notizie/f-35-italiani-intercettano-un-velivolo-russo-sui-cieli-dell-estonia-i-caccia-impegnati-in-una-missione-nato-1699196#iol-toc-114ef9490a17afb30e9c15d247b62de8https://www.virgilio.it/notizie/f-35-italiani-intercettano-un-velivolo-russo-sui-cieli-dell-estonia-i-caccia-impegnati-in-una-missione-nato-1699196#iol-toc-114ef9490a17afb30e9c15d247b62de8","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23377-f-35-italiani-scramble-in-estonia-velivolo-russo.mp4","galleria":""}
{"id":23371,"titolo":"Elbit Systems: gli israeliani addestreranno 60.000 soldati britannici all'anno","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.elbitsystems-uk.com/\">Elbit Systems UK (ESUK)</a>, filiale britannica del colosso israeliano della difesa, è stata scelta dal Ministero della Difesa come <strong>Strategic Training Partner (STP)</strong> per il <strong>Collective Training Transformation Programme (CTTP)</strong>. La decisione segna un passo storico per la digitalizzazione e la modernizzazione dell’addestramento militare del Regno Unito</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>ESUK era già un attore consolidato nel campo della simulazione, con numerosi programmi attivi. Tra questi spicca l’<strong>Integrated Indirect Fire Simulation (IIDFS)</strong>, contratto assegnato nel 2023 per l’addestramento con mortai da 81 mm e obici da 105 mm, capace di riprodurre scenari realistici attraverso munizionamento simulato e interfacce digitali avanzate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Altro progetto di rilievo è il <strong>Joint Fires Synthetic Trainer (JFST)</strong>, che prepara gli operatori responsabili del coordinamento di artiglieria, aviazione, elicotteri e droni. Il sistema include sei varianti, tra cui una cupola immersiva a 285 gradi certificata anche da NATO e Stati Uniti. Dal 2022 ha già fornito oltre 12.000 ore di addestramento alle forze britanniche e alleate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A completare il quadro vi è l’<strong>Interim Combined Arms Virtual Simulation (Deployed)</strong> – <strong>ICAVS(D)</strong> – in uso dal 2022, capace di offrire addestramento tattico immersivo e schierato anche in Europa, durante l’Operazione CABRIT in Estonia e Polonia e l’esercitazione CERBERUS 22. Con <strong>Project Vulcan</strong>, avviato nel 2023, ESUK ha poi fornito simulatori per veicoli Boxer e carri Challenger 3, mentre in ambito navale partecipa a <strong>Project Selborne</strong>, contribuendo alla trasformazione della formazione della Royal Navy.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, attraverso la joint venture <strong>Affinity</strong> con KBR, Elbit supporta il programma di addestramento al volo con 42 velivoli distribuiti su diverse basi RAF, per un totale di oltre 50.000 ore di volo dal 2016. Tutto ciò ha creato il terreno favorevole alla vittoria di Elbit per il CTTP.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6103,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"700px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Elbit Systems: gli israeliani addestreranno 60.000 soldati britannici all'anno\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/EpFPI5b7SgqzdFVEVkIr-730w-jfst-d-s-c-04198-j-pg.jpg\" alt=\"Elbit Systems: gli israeliani addestreranno 60.000 soldati britannici all'anno\" class=\"wp-image-6103\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:700px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Elbit Systems: gli israeliani addestreranno 60.000 soldati britannici all'anno</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’ACTS: un programma trasformativo per 60.000 soldati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Collective Training Transformation Programme (CTTP)</strong> ha l’obiettivo di ridefinire l’addestramento collettivo dell’Esercito britannico, che ogni anno coinvolge circa 60.000 soldati, dai piccoli team fino alle grandi unità. Il cuore del programma è l’<strong>Army Collective Training Service (ACTS)</strong>, un contratto di 15 anni del valore di circa 2 miliardi di sterline.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attraverso l’ACTS, il MoD intende trasformare radicalmente le modalità di preparazione militare:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Governance</strong> del servizio addestrativo, in collaborazione con il Ministero.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Pianificazione</strong> e programmazione degli eventi di addestramento, con gestione delle risorse disponibili.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Analisi e sviluppo</strong> dei requisiti formativi, in funzione delle minacce emergenti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Progettazione</strong> e costruzione di scenari addestrativi complessi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Erogazione</strong> di esercitazioni dal vivo e simulazioni digitali, con supporto logistico, sicurezza e scenari con attori ed “avversari” (A3E).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sviluppo e innovazione continua</strong>, per adattare i sistemi a nuove esigenze operative.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Validazione e verifica</strong> della qualità del percorso formativo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La vittoria di Elbit come STP significa che l’azienda guiderà la transizione verso un modello di addestramento che integra <strong>live, virtual e constructive environments (LVC)</strong>, sfruttando al massimo digitalizzazione, raccolta e analisi dei dati. L’obiettivo finale è preparare le forze armate a operare in scenari multi-dominio, con maggiore efficienza e produttività.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6104,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"700px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Elbit Systems: gli israeliani addestreranno 60.000 soldati britannici all'anno\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/R38Gc4nOQbK6mIezgRyL-730w-icavs-008-a-1874-j-pg.jpg\" alt=\"Elbit Systems: gli israeliani addestreranno 60.000 soldati britannici all'anno\" class=\"wp-image-6104\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:700px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Elbit Systems: gli israeliani addestreranno 60.000 soldati britannici all'anno</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ruolo strategico di Elbit come partner di lungo periodo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la nomina a <strong>Strategic Training Partner</strong>, Elbit Systems UK non solo rafforza la propria presenza nel mercato britannico, ma diventa un attore centrale nella modernizzazione delle capacità addestrative della NATO. La scelta del MoD riflette la fiducia nell’esperienza accumulata dall’azienda e nella sua capacità di integrare tecnologie avanzate con un approccio modulare e flessibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’ACTS permetterà di portare innovazione continua grazie a <a href=\"https://www.elbitsystems-uk.com/what-we-do/training-simulation\">sistemi di simulazione immersivi,</a> ambienti digitali scalabili e un’infrastruttura cloud sicura. L’integrazione dei dati diventerà una leva fondamentale: sarà possibile analizzare le performance delle unità, identificare punti di forza e aree di miglioramento, e misurare in modo oggettivo i risultati delle esercitazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la British Army,<strong> la trasformazione significa poter addestrare soldati e unità in qualsiasi parte del mondo, replicando scenari realistici senza i limiti logistici e i costi delle esercitazioni tradizionali</strong>. Per Elbit, invece, il contratto consolida una posizione di leadership non solo nel Regno Unito, ma nell’intero contesto europeo della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La vittoria nell’ACTS segna quindi l’inizio di una nuova fase: l’Esercito britannico avrà a disposizione un partner strategico in grado di garantire continuità, innovazione e interoperabilità, mentre Elbit rafforza il proprio ruolo come fornitore globale di soluzioni di addestramento all’avanguardia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/2-7.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"ACTS, CTTP, ElbitSystemsUK, simulazioneMilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-28 17:24:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.elbitsystems-uk.com/what-we-do/training-simulationhttps://www.elbitsystems-uk.com/what-we-do/training-simulation","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23371-elbit-system-addestreranno-60000-soldati-britannici.mp4","galleria":""}
{"id":23367,"titolo":"State of Cybersecurity: Italia sotto attacco","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Italia si trova al centro di un'ondata di attacchi informatici, con un <strong>aumento del 14%</strong> nel primo semestre del 2025 rispetto all'anno precedente. I dati, emersi dal rapporto <strong>State of Cybersecurity</strong> di Aused e Certego, rivelano un'escalation di minacce che colpiscono indiscriminatamente grandi aziende, piccole e medie imprese (PMI) e il settore pubblico. Questo fenomeno trasversale sottolinea la crescente vulnerabilità del sistema economico italiano, rendendo la <strong>sicurezza informatica</strong> una priorità strategica per il Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I settori più colpiti e le fonti degli attacchi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I dati del rapporto evidenziano chiaramente quali sono i settori più presi di mira dai cybercriminali. Il <strong>Manufacturing/Industry</strong> guida la classifica con ben 2.897 attacchi, registrando un aumento del <strong>20%</strong>. Questo dimostra come le fabbriche italiane, pilastri dell'economia, siano diventate un obiettivo primario. Subito dopo si collocano <strong>Finance/Insurance</strong> con 2.613 attacchi (+20%), un target logico dato il valore dei dati sensibili e delle risorse economiche che gestiscono. Anche settori come <strong>Fashion/Design</strong>, <strong>Chemical/Pharmaceutical</strong> ed <strong>Energy/Environment</strong> hanno visto un incremento significativo degli attacchi, a testimonianza di una diversificazione delle minacce.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La provenienza di questi attacchi non sorprende gli esperti. La <strong>Cina</strong> si conferma come la principale fonte di cyber minacce, seguita da <strong>Stati Uniti</strong>, <strong>Russia</strong> e <strong>India</strong>. Le armi preferite dagli hacker rimangono i <strong>malware</strong>, il <strong>phishing</strong> e il <strong>social engineering</strong>, tecniche che sfruttano le vulnerabilità umane e tecnologiche per ottenere accesso a sistemi e dati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le vulnerabilità e le strategie di difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli hacker sfruttano principalmente tre varchi per infiltrarsi nei sistemi aziendali: il <strong>cloud</strong>, i <strong>network</strong> e gli <strong>endpoint</strong>. Questi percorsi sono difficili da proteggere completamente e spesso sono compromessi da comportamenti anomali degli utenti o accessi sospetti. Di fronte a questa crescente pressione, l'analisi di Aused sottolinea la necessità di un approccio integrato che includa <strong>investimenti in tecnologie avanzate, processi di sicurezza robusti e formazione del personale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La lotta contro il cybercrime richiede una stretta <strong>collaborazione tra settore pubblico e privato</strong>. Le aziende devono non solo rafforzare le proprie difese interne, ma anche contribuire a un sistema di sicurezza nazionale più resiliente, basato sulla condivisione di informazioni e sull'adozione di strategie comuni per contrastare un nemico invisibile ma sempre più insidioso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/Screenshot-2025-08-28-061701.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"attacchi hacker, cybersecurity, Italia, sicurezza informatica","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-28 05:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.certego.net/it/blog/whitepaper-state-of-cybersecurity-gennaio-giugno-2025/https://www.certego.net/it/blog/whitepaper-state-of-cybersecurity-gennaio-giugno-2025/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23367-state-of-cybersecurity-italia-sotto-attacco.mp4","galleria":""}
{"id":23362,"titolo":"Alberto Avalis, il paracadutista saluzzese al quinto record mondiale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un nuovo capitolo nella storia del paracadutismo sportivo è stato scritto nei cieli americani, e al centro di questa impresa c’è un italiano: <strong>Alberto Avalis</strong>, originario di Manta, in provincia di Cuneo. Avalis è stato l'unico rappresentante del nostro Paese nel team di <strong>174 atleti</strong> d'élite che ha realizzato a Chicago la più grande formazione <em>head down</em> (a testa in giù) mai certificata al mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi uno dei paracadutisti più quotati a livello internazionale, Avalis ha coronato il suo quinto Guinness World Record. La sua avventura è iniziata circa 18 anni fa a Garzigliana, nel Pinerolese, e lo ha portato a viaggiare e lavorare in tutto il mondo, dagli Stati Uniti all'Australia, fino a stabilirsi a Dubai, dove il paracadutismo è diventato la sua professione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una figura perfetta a 350 km/h</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il record, che ha richiesto tre anni di preparazione e selezione, si è svolto presso lo Skydive di Chicago tra il 16 e il 23 agosto. Gli atleti si sono lanciati da quasi 6.000 metri di quota, utilizzando ossigeno a bordo a causa dell'aria rarefatta. Ogni salto prevedeva l'uso di nove aerei, con l'obiettivo di comporre la complessa formazione in appena 50 secondi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6065,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Alberto Avalis, il paracadutista saluzzese al quinto record mondiale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/r-8ab36a07c0-2-e1756319222329.jpeg\" alt=\"Alberto Avalis, il paracadutista saluzzese al quinto record mondiale\" class=\"wp-image-6065\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Alberto Avalis, il paracadutista saluzzese al quinto record mondiale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il paracadutismo verticale, noto come <em>head down</em>, è una disciplina estrema che richiede una preparazione fisica e mentale al limite. Gli atleti dovevano agganciarsi l'uno all'altro simultaneamente per comporre una struttura impeccabile di 174 elementi, il tutto in caduta libera a una velocità di 350 km/h. Un'impresa che richiede non solo precisione assoluta, ma anche un pizzico di fortuna. Basti pensare che nel 2018 e nel 2022 i tentativi erano falliti a causa del maltempo. Il record precedente, stabilito dieci anni fa sempre a Chicago, si era fermato a 164 elementi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Passione, dedizione e uno stile di vita</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per Avalis, questo risultato è il frutto di una carriera costruita su passione, sacrificio e totale dedizione. \"Il paracadutismo non è solo uno sport, è uno stile di vita\", racconta il paracadutista. \"Insegna il valore del lavoro di squadra, la preparazione fisica e mentale, la capacità di affrontare i propri limiti in pochi secondi di caduta libera\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con oltre 22.000 lanci all'attivo, Avalis è oggi un punto di riferimento nel settore. Oltre ai suoi successi personali, nel 2024 si è distinto anche come organizzatore di due record nazionali negli Emirati Arabi Uniti e ha partecipato a un altro record mondiale in Arizona. Il suo palmarès include cinque Guinness World Record, tra paracadutismo sportivo e indoor skydiving.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Grazie a questo sport ho viaggiato in ogni parte del mondo e incontrato persone straordinarie\", conclude Avalis. \"Ogni salto è un’emozione unica, un’esperienza che ti resta dentro\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/er.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"albertoavalis, paracadutismo, record, sport","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-27 19:34:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.targatocn.it/2025/08/27/leggi-notizia/argomenti/attualita/articolo/alberto-il-paracadutista-saluzzese-al-suo-quinto-record-affronto-i-miei-limiti-in-caduta-libera.htmlhttps://www.targatocn.it/2025/08/27/leggi-notizia/argomenti/attualita/articolo/alberto-il-paracadutista-saluzzese-al-suo-quinto-record-affronto-i-miei-limiti-in-caduta-libera.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23362-alberto-avalis-paracadutista-saluzzese-record.mp4","galleria":""}
{"id":23356,"titolo":"La Standing NATO Maritime Group One (SNMG1) in visita a Riga","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 22 al 25 agosto, il porto passeggeri di Rīga ha ospitato due navi della <strong>Standing NATO Maritime Group One (SNMG1)</strong>: la fregata olandese <strong>\"De Ruyter\"</strong> e la nave da rifornimento tedesca <strong>\"Rhön\"</strong>. La visita fa parte dell'attività militare della NATO denominata <strong>\"Baltic Sentry\"</strong>, che mira a proteggere le infrastrutture sottomarine e a rafforzare la sicurezza nel Mar Baltico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'obiettivo principale della missione della SNMG1 è la capacità di condurre un'ampia gamma di operazioni, dalla <strong>difesa collettiva</strong> alla <strong>deterrenza</strong> e alla <strong>risposta alle crisi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il commodoro Arjen Warnaar, comandante del gruppo, ha sottolineato l'importanza di questa presenza: \"La nostra presenza in Lettonia dimostra chiaramente l'impegno della NATO per garantire la sicurezza di questa regione. Siamo qui per dimostrare che la NATO è unita, presente e pronta a offrire supporto.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la sosta, gli equipaggi hanno avuto modo di rifornirsi e di cooperare con la Marina lettone, consolidando così l'interoperabilità tra le forze alleate. La visita a Rīga è giunta al termine di recenti pattugliamenti della SNMG1 nel Mare del Nord e nel Mare di Barents.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5871,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La Standing NATO Maritime Group One (SNMG1) in visita a Riga\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/reey-1024x683-1.jpg\" alt=\"La Standing NATO Maritime Group One (SNMG1) in visita a Riga\" class=\"wp-image-5871\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Standing NATO Maritime Group One (SNMG1) in visita a Riga</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Forze Navali Permanenti della NATO: Un Pilastro della Postura Marittima Alleata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le Forze Navali Permanenti (SNF) rappresentano una capacità marittima fondamentale per l'Alleanza Atlantica. Sotto il controllo operativo della NATO, forniscono una forza navale <strong>credibile, agile e sempre disponibile</strong> per la rapida reazione in tempi di crisi. Queste forze multinazionali hanno un ruolo di deterrenza e contribuiscono alla gestione delle crisi, alla cooperazione con i partner e alla sicurezza marittima.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le SNF sono composte da quattro gruppi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Standing NATO Maritime Group One (SNMG1)</strong> e <strong>Two (SNMG2)</strong>, formati da fregate e cacciatorpediniere.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Standing NATO Mine Countermeasures Group One (SNMCMG1)</strong> e <strong>Two (SNMCMG2)</strong>, specializzati nella ricerca e nel disinnesco di mine.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi gruppi operano in tutto lo spettro marittimo della responsabilità della NATO, coprendo l'Oceano Atlantico e i mari Baltico, del Nord, Mediterraneo e Nero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Deterrente Continuo e Flessibile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le SNMG1 e SNMG2, in particolare, sono forze marittime multinazionali integrate, composte da navi provenienti da diversi paesi alleati. Sono sempre disponibili per svolgere varie funzioni, dall'addestramento al supporto delle operazioni. Contribuiscono a mantenere la presenza dell'Alleanza, a dimostrare solidarietà e a svolgere visite diplomatiche di routine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La loro flessibilità è fondamentale, poiché operano in base alle esigenze operative dell'Alleanza. Sotto l'autorità del Comandante Supremo Alleato in Europa (SACEUR), il comando e il controllo operativo sono generalmente delegati all'<strong>Allied Maritime Command (MARCOM)</strong>, situato a Northwood, nel Regno Unito. Il MARCOM ospita anche il <strong>NATO Shipping Centre (NSC)</strong>, punto di contatto cruciale tra la NATO e la comunità navale mercantile internazionale, con un ruolo importante anche nella lotta alla pirateria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5872,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"La Standing NATO Maritime Group One (SNMG1) in visita a Riga\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/1-20160627-FRAF-0278A-126-Edit.jpg\" alt=\"La Standing NATO Maritime Group One (SNMG1) in visita a Riga\" class=\"wp-image-5872\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Standing NATO Maritime Group One (SNMG1) in visita a Riga</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le origini storiche dei Gruppi Permanenti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'antenato della SNMG1, la Standing Naval Force Atlantic, è stato attivato nel 1968, mentre il precursore della SNMG2, la Standing Naval Force Mediterranean, ha preso il via nel 1992, supportando operazioni come la precursora di \"Sea Guardian\". Entrambi i gruppi sono stati ridesignati con i loro nomi attuali nel 2005.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche i gruppi per la contromisura delle mine hanno una lunga storia. La SNMCMG1 è stata creata nel 1973 per garantire la sicurezza della navigazione nel Canale della Manica e nel nord-ovest dell'Europa, mentre la SNMCMG2 si è evoluta da una forza \"su chiamata\" per il Mediterraneo, istituita nel 1969. Entrambi hanno ricevuto le loro attuali denominazioni nel 2006. Questi gruppi si occupano regolarmente anche del disinnesco di ordigni storici, come le mine risalenti alle Guerre Mondiali, per garantire la sicurezza della navigazione globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/537853998-1183265063831878-2345843434355601373-n-e1756248329995.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, MarBaltico, marinaNATO, sicurezza, SNMG1","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-27 10:04:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://eng.lsm.lv/article/society/defence/22.08.2025-natos-1st-standing-naval-group-arrives-in-riga.a611369/?utm_source=lsm&utm_medium=article-bottom&utm_campaign=articlehttps://eng.lsm.lv/article/society/defence/22.08.2025-natos-1st-standing-naval-group-arrives-in-riga.a611369/?utm_source=lsm&utm_medium=article-bottom&utm_campaign=article","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23356-standing-nato-maritime-group-one-snmg1-visita-riga.mp4","galleria":""}
{"id":23350,"titolo":"Sul Ghiacciaio i Carabinieri recuperano un soldato della Grande Guerra","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ritiro del ghiacciaio della <strong>Vedretta di Lares</strong>, nel cuore del Trentino, ha riportato alla luce i resti di un soldato caduto durante la Prima Guerra Mondiale. L'eccezionale ritrovamento, avvenuto a 3.120 metri di quota, è stato effettuato dai <strong>Carabinieri della Stazione di Carisolo</strong> e dalla <strong>Squadra di Soccorso Alpino di Madonna di Campiglio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il soldato, che si ritiene appartenesse all'esercito austro-ungarico, è stato ritrovato in un'area che, a causa del <strong>cambiamento climatico</strong>, sta emergendo da un secolo di ghiaccio. Nonostante il tempo trascorso, la sua divisa e parte dell'equipaggiamento si sono conservati in un notevole stato, offrendo una preziosa testimonianza di come il ghiacciaio abbia agito da vera e propria \"capsula del tempo\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5849,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Sul Ghiacciaio i Carabinieri recuperano un soldato della Grande Guerra\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/80QSXoM.jpg\" alt=\"Sul Ghiacciaio i Carabinieri recuperano un soldato della Grande Guerra\" class=\"wp-image-5849\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sul Ghiacciaio i Carabinieri recuperano un soldato della Grande Guerra</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un'operazione congiunta per un ritrovamento storico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'operazione di recupero si è svolta con l'autorizzazione della <strong>Procura della Repubblica di Trento</strong> e sotto la direzione scientifica della <strong>Soprintendenza per i Beni Culturali della Provincia Autonoma di Trento - Ufficio Beni Archeologici</strong>. Il lavoro congiunto ha permesso di estrarre i resti in sicurezza e di avviarli verso il laboratorio di analisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli esperti si concentreranno su una serie di esami specialistici, inclusi accertamenti autoptici e studi storici, nella speranza di ricostruire l'identità del soldato. Ogni dettaglio, dalla tessitura della divisa agli oggetti personali ritrovati, sarà fondamentale per dare un nome a chi è rimasto sepolto per oltre un secolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5843,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"700px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/1-1.webp\" alt=\"Sul Ghiacciaio i Carabinieri recuperano un soldato della Grande Guerra\" class=\"wp-image-5843\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:700px\" title=\"Sul Ghiacciaio i Carabinieri recuperano un soldato della Grande Guerra\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sul Ghiacciaio i Carabinieri recuperano un soldato della Grande Guerra</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I ghiacciai, custodi della memoria</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo ritrovamento si inserisce in un fenomeno sempre più frequente: lo scioglimento dei ghiacciai alpini sta svelando un numero crescente di reperti e corpi di soldati che hanno combattuto quella che fu definita la \"guerra bianca\". L'ambiente ostile e le condizioni estreme delle alte quote hanno conservato queste testimonianze storiche in maniera straordinaria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I ghiacciai delle Alpi, un tempo barriera invalicabile, sono oggi un \"archivio\" che restituisce frammenti di un passato drammatico, permettendo di comprendere meglio la vita e i sacrifici dei militari che si sono affrontati su questi stessi monti più di cento anni fa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/2-6.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Cambiamento climatico, Guerra Bianca, Ritrovamenti storici, Trentino","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-27 07:24:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ansa.it/trentino/notizie/2025/08/25/il-ghiacciaio-restituisce-un-soldato-della-prima-guerra-mondiale_9fe299c3-50d7-41d8-b393-2ee9fd423b69.htmlhttps://www.ansa.it/trentino/notizie/2025/08/25/il-ghiacciaio-restituisce-un-soldato-della-prima-guerra-mondiale_9fe299c3-50d7-41d8-b393-2ee9fd423b69.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23350-ghiacciaio-carabinieri-soldato-grande-guerra.mp4","galleria":""}
{"id":23341,"titolo":"Malore fatale in Carnia: addio al paracadutista triestino Massimo Bellini","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>TRIESTE</strong> - Un malore improvviso ha stroncato la vita di <strong>Massimo Bellini</strong>, 59 anni, noto paracadutista triestino, durante un'escursione in montagna. La tragedia è avvenuta oggi, domenica 24 agosto, sul monte Zermula, in Carnia, mentre l'uomo si trovava in compagnia della moglie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Massimo Bellini era una figura molto conosciuta e rispettata. Di professione autista per la Trieste Trasporti, era stato caporale maggiore degli alpini paracadutisti ed era socio da oltre quarant'anni dell'ANPDI (Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia) di Trieste. Istruttore di paracadutismo dal 1988, era considerato un punto di riferimento per la sua sezione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5853,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Malore fatale in Carnia: addio al paracadutista triestino Massimo Bellini\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/505524690-700310522705070-7880454743793902911-n-1024x805-1.jpg\" alt=\"Bozza automatica\" class=\"wp-image-5853\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia di Trieste</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La coppia stava rientrando dopo aver percorso il sentiero attrezzato \"Las Calas\". Intorno alle 12:30, non lontano dal Cason dal Nelut, Bellini si è accasciato a terra. La moglie ha subito chiamato i soccorsi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul posto sono intervenuti rapidamente l'elisoccorso regionale e le squadre del Soccorso Alpino. Altri escursionisti di passaggio hanno provato a rianimarlo seguendo le istruzioni telefoniche della Sores, ma ogni tentativo è stato vano. Anche il medico giunto con il secondo elicottero non ha potuto fare altro che constatare il decesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo l'autorizzazione del magistrato, il corpo è stato recuperato e l'intervento si è concluso intorno alle 15:00. La scomparsa di Massimo Bellini lascia un grande vuoto nella sua comunità e tra i suoi compagni paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/efdc.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"anpdi, carnia, paracadutisti, zermula","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-26 21:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.rainews.it/tgr/fvg/articoli/2025/08/malore-fatale-durante-unescursione-sui-monti-in-carnia-muore-59-enne-triestino-cnsas-forni-avoltri-soccorso-alpino-fa80c86c-924d-40ac-a39d-426673847582.htmlhttps://www.rainews.it/tgr/fvg/articoli/2025/08/malore-fatale-durante-unescursione-sui-monti-in-carnia-muore-59-enne-triestino-cnsas-forni-avoltri-soccorso-alpino-fa80c86c-924d-40ac-a39d-426673847582.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23341-malore-fatale-in-carnia-addio-al-paracadutista-triestino-massimo-bellini.mp4","galleria":""}
{"id":23335,"titolo":"Fioravanti su Repubblica: «Mine e bombe inesplose, l’impresa di sanare un’area grande quanto mezza Italia»","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il futuro dell’Ucraina passa anche attraverso la bonifica delle sue terre devastate dalla guerra. Una sfida immane: 139 mila chilometri quadrati, pari a metà della superficie italiana, sono oggi ricoperti di mine, bombe a grappolo e ordigni inesplosi. Un’eredità letale che mette a rischio la vita quotidiana di milioni di civili e ostacola la ripresa economica, a partire dal settore agricolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia ha già formalizzato il proprio impegno, come annunciato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, nell’ambito delle garanzie di sicurezza per Kiev. Un progetto che, secondo le stime dell’Onu, richiederà investimenti vicini ai 30 miliardi di dollari e tempi lunghi, ma che si inserisce nel percorso di stabilizzazione e di pace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le parole del Generale Fioravanti, già “Aquila 1”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A spiegare la portata della missione è il <strong>Generale Maurizio Fioravanti</strong>, già comandante della Folgore e delle Forze Speciali, noto come “Aquila 1” nei teatri operativi. «Negli ultimi venticinque anni – sottolinea – le capacità dell’Esercito e di tutta la Difesa in questo settore sono state incrementate moltissimo attraverso il confronto con le realtà in cui siamo intervenuti. Già a Nassiriya abbiamo dovuto misurarci con gli IED, gli ordigni nascosti lungo le strade, poi impiegati in Afghanistan. Oggi disponiamo di innovazioni tecnologiche e mezzi telecomandati che riducono i rischi, insieme a una preparazione sempre più elevata del personale».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5835,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Fioravanti su Repubblica: «Mine e bombe inesplose, l’impresa di sanare un’area grande quanto mezza Italia»\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/224954687-ac173c3b-b2a1-4bea-b38c-cccee502050c-1024x576-1.jpg\" alt=\"Fioravanti su Repubblica: «Mine e bombe inesplose, l’impresa di sanare un’area grande quanto mezza Italia»\" class=\"wp-image-5835\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fioravanti su Repubblica: «Mine e bombe inesplose, l’impresa di sanare un’area grande quanto mezza Italia»</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fioravanti richiama l’esperienza del Libano, dove ha guidato il contingente italiano: «Dal 2006 è attiva un’operazione di bonifica continua lungo la fascia di confine con Israele, uno scenario molto simile all’Ucraina: mine antiuomo, bombe a grappolo e ordigni di ogni tipo sovrapposti sul territorio».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il generale avverte anche sul fronte marittimo: «Nel Mar Nero non va sottovalutata la minaccia delle vecchie mine “a riccio” e degli ordigni moderni con sensori sonar o di pressione, capaci di esplodere solo al passaggio di determinate navi».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tecnologie italiane e cooperazione internazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A operare nei fondali, la Marina italiana dispone dei cacciamine classe <em>Gaeta</em>, in vetroresina e dotati di sonar avanzati. Una tecnologia nazionale così efficace da essere adottata anche dalla U.S. Navy. I mezzi impiegano il mini-sottomarino filoguidato <strong>Pluto Gigas</strong>, in grado di neutralizzare le mine con una carica esplosiva programmata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5832,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"800px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Fioravanti su Repubblica: «Mine e bombe inesplose, l’impresa di sanare un’area grande quanto mezza Italia»\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/OIP-3-1.jpg\" alt=\"Fioravanti su Repubblica: «Mine e bombe inesplose, l’impresa di sanare un’area grande quanto mezza Italia»\" class=\"wp-image-5832\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:800px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fioravanti su Repubblica: «Mine e bombe inesplose, l’impresa di sanare un’area grande quanto mezza Italia»</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi sistemi si integrano perfettamente con gli standard NATO, consentendo agli equipaggi italiani di cooperare con altre flotte europee e atlantiche. Non a caso, da anni gli ufficiali italiani e turchi si alternano al vertice del gruppo NATO di cacciamine, oggi guidato dal pattugliatore <em>Foscari</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il futuro, intanto, è nei droni: terrestri, subacquei e aerei. Le nuove piattaforme riducono i rischi per i genieri e permettono di affrontare operazioni su larga scala con maggiore rapidità ed efficienza. Anche l’Aeronautica, con i velivoli radar <strong>Caew</strong>, potrà offrire un contributo prezioso nella sorveglianza dei cieli e nel coordinamento operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La sfida politica e diplomatica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nodo più delicato resta quello dei <strong>boots on the ground</strong>. Per bonificare il territorio ucraino è necessario operare direttamente sul campo, e questo comporta la presenza di militari stranieri in aree ancora contese. Una prospettiva che Mosca non è disposta ad accettare facilmente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>«Credo che con questa formula – osserva il generale Fioravanti – il governo Meloni persegua due obiettivi: restare al fianco dei volenterosi come Francia e Germania e allo stesso tempo confermare a Kiev un supporto diretto con la presenza di nostri militari. Non bisogna dimenticare che alla fine è il Quirinale a indicare la strada maestra».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un’impresa titanica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ad oggi, con l’aiuto di organizzazioni internazionali e ONG, sono stati bonificati circa <strong>35 mila chilometri quadrati</strong> di territorio. Ma ne restano oltre <strong>100 mila</strong> ancora infestati da mine e ordigni, soprattutto nelle regioni di Kherson, Kharkiv, Sumy e lungo le sponde del Dnipro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La missione italiana si annuncia lunga, costosa e pericolosa, ma rappresenta anche un contributo concreto alla sicurezza europea. Come sottolinea il generale Fioravanti, «non si tratta solo di aiutare l’Ucraina: è un passo decisivo per garantire stabilità a tutta l’area e per confermare il ruolo dell’Italia come protagonista credibile nelle operazioni di pace e sicurezza internazionale».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/jjjjjj.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"esercitoitaliano, GeneraleFioravanti, Mine, ordigniinesplosi, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-26 20:34:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.repubblica.it/esteri/2025/08/26/news/sminatori_italiani_ucraina_tregua_marina_esercito-424807462/https://www.repubblica.it/esteri/2025/08/26/news/sminatori_italiani_ucraina_tregua_marina_esercito-424807462/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23335-fioravanti-su-repubblica-mine-e-bombe-inesplose-limpresa-di-sanare-unarea-grande-quanto-mezza-italia.mp4","galleria":""}
{"id":23330,"titolo":"Como, poliziotti e carabinieri feriti: l'emergenza sicurezza spinge il governo all'azione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un weekend di tensione ha scosso la provincia di Como, con un bilancio allarmante che vede <strong>cinque agenti delle forze dell'ordine feriti in due episodi separati</strong>. L'escalation di violenza ha costretto il sottosegretario all'Interno Nicola Molteni a convocare d'urgenza un vertice per l'ordine pubblico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le aggressioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo episodio si è verificato a Cantù, dove <strong>tre carabinieri sono rimasti feriti</strong> durante l'arresto di un <strong>24enne italiano di origini marocchine</strong>, autore di furti e danneggiamenti su ben dodici auto. L'uomo ha aggredito i militari per evitare l'arresto e ha continuato a mostrare resistenza anche una volta in caserma. A suo carico sono stati raccolti <strong>sedici capi d'accusa</strong>. Nello stesso fine settimana, a Cantù, si sono verificati altri episodi di violenza, inclusi due accoltellamenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5812,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Como, poliziotti e carabinieri feriti: l'emergenza sicurezza spinge il governo all'azione\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/polizia-stradale-incidente-scritta-luminosa-1024x576-1.jpeg\" alt=\"Como, poliziotti e carabinieri feriti: l'emergenza sicurezza spinge il governo all'azione\" class=\"wp-image-5812\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Como, poliziotti e carabinieri feriti: l'emergenza sicurezza spinge il governo all'azione</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Poco dopo, ad Asso, <strong>due poliziotti sono stati speronati e trascinati</strong> dall'auto di un pusher, che ha cercato di fuggire a un controllo stradale. Gli agenti sono rimasti feriti nell'azione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La risposta politica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di fronte a questi eventi, il sottosegretario Molteni ha ribadito la necessità di una risposta \"immediata, risoluta e ferma\". Dopo aver sentito il prefetto, il questore e il comandante provinciale dei carabinieri, ha annunciato un imminente <strong>tavolo interforze sulla sicurezza</strong>. Molteni ha anche sottolineato che <strong>oltre il 50% dei reati predatori in Italia è commesso da cittadini stranieri,</strong> definendo il fenomeno come il principale \"allarme sociale\". Ha concluso il suo intervento promettendo \"tolleranza zero\" contro chiunque porti delinquenza e paura nelle città.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/Carabinieri-notturno.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Como, Cronaca, Molteni, sicurezza","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-26 14:24:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/25_agosto_26/como-tre-carabinieri-feriti-e-due-poliziotti-speronati-il-sottosegretario-leghista-molteni-un-reato-predatorio-su-due-commesso-580ed81e-94ce-43f1-919d-e51015febxlk.shtml?refresh_cehttps://milano.corriere.it/notizie/cronaca/25_agosto_26/como-tre-carabinieri-feriti-e-due-poliziotti-speronati-il-sottosegretario-leghista-molteni-un-reato-predatorio-su-due-commesso-580ed81e-94ce-43f1-919d-e51015febxlk.shtml?refresh_ce","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23330-carabinieri-feriti-emergenza-governo-azione.mp4","galleria":""}
{"id":23325,"titolo":"Black Hawk aggiornamento per l'impiego di droni e tecnologie digitali","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sikorsky, controllata di Lockheed Martin, ha ricevuto un nuovo contratto dalla U.S. Army per la modernizzazione della flotta di elicotteri UH-60 Black Hawk, con l'obiettivo di trasformarli in piattaforme capaci di operare in ambienti multi-dominio e lanciare droni autonomi (“launched effects”).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contratto iniziale, del valore di <strong>43 milioni di dollari</strong>, prevede una serie di interventi fondamentali: <strong>miglioramento della cellula</strong>, <strong>potenziamento del sistema di alimentazione</strong>, e soprattutto <strong>integrazione di un backbone digitale</strong>, ovvero un’infrastruttura elettronica avanzata e modulare che consente di aggiornare rapidamente l’elicottero con nuove capacità, inclusi sistemi aerei senza pilota (UAS).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Obiettivo: Dominare i cieli con droni e intelligenza artificiale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa rientra nella strategia dell’Esercito USA di dotare i Black Hawk della capacità di <strong>lanciare droni in volo</strong>, migliorando la consapevolezza situazionale e le capacità di ricognizione senza esporre l’equipaggio al pericolo. Questo concetto, noto come <strong>“launched effects”</strong>, è stato già sperimentato da Lockheed Martin in collaborazione con l’esercito, con l’obiettivo di <strong>rendere operativa questa capacità entro il 2026</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma utilizzerà una metodologia avanzata nota come <strong>Model-Based System Engineering (MBSE)</strong> per definire requisiti, architetture e flussi di lavoro digitali, rendendo lo sviluppo più flessibile e scalabile rispetto agli approcci tradizionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">MOSA e “digital backbone”: il cuore della trasformazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un elemento chiave del progetto è l’approccio <strong>MOSA (Modular Open System Approach)</strong>, una filosofia ingegneristica che garantisce <strong>interoperabilità, modularità e aggiornabilità</strong>. Questo consentirà al Black Hawk di <strong>integrare nuove tecnologie più rapidamente</strong>, inclusi sensori, payload, strumenti di comunicazione avanzata e sistemi autonomi basati su <strong>intelligenza artificiale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Lockheed Martin, <strong>la nuova architettura digitale consentirà una risposta più rapida alle esigenze operative future</strong>, aumentando la flessibilità e l’efficacia sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5806,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Black Hawk aggiornamento per l'impiego di droni e tecnologie digitali\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/Sikorsky-UH-60A-Black-Hawk.svg-1024x590-1.png\" alt=\"Black Hawk aggiornamento per l'impiego di droni e tecnologie digitali\" class=\"wp-image-5806\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Black Hawk aggiornamento per l'impiego di droni e tecnologie digitali</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre all’elettronica di bordo, il progetto prevede modifiche strutturali: un <strong>nuovo motore più potente</strong>, miglioramenti alla <strong>cellula</strong> per aumentarne la resistenza e <strong>un sistema di alimentazione aggiornato</strong> per ampliare l’autonomia e la capacità di carico utile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sikorsky ha già avviato la produzione di <strong>kit per scarichi orientati verso l’alto</strong>, che saranno installati sia sui Black Hawk esistenti che su quelli aggiornati. Tali kit offrono <strong>riduzione della firma infrarossa</strong>, <strong>diminuzione del peso</strong> e una <strong>manutenzione più semplice e affidabile</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un elicottero per il futuro dei conflitti ad alta intensità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“<strong>Sikorsky è pronta a implementare nuove tecnologie che rafforzeranno ulteriormente l’elicottero Black Hawk, già testato in combattimento, fornendo un vantaggio significativo alle forze statunitensi in aree chiave come l’Indopacifico</strong>”, ha dichiarato <strong>Hamid Salim</strong>, Vicepresidente per i programmi Army and Air Force di Sikorsky.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Black Hawk – già protagonista di decenni di impieghi in teatri di guerra globali – entra dunque in una nuova fase della sua vita operativa: <strong>una piattaforma “intelligente”, connessa e dronizzata</strong>, pensata per sopravvivere e dominare negli scenari bellici del XXI secolo, dove l'integrazione uomo-macchina sarà la chiave per la superiorità operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/oih.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"BlackHawk, Drone, Lockheedmartin, UH-60","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-26 13:24:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://news.lockheedmartin.com/2025-08-20-Lockheed-Martin-Sikorsky-Awarded-New-Army-Contract-for-Black-Hawk-Modernization-Efforts?_gl=1*18qwbfb*_gcl_au*MTkzNjE4MzUwNi4xNzU2MjA2NjYwhttps://news.lockheedmartin.com/2025-08-20-Lockheed-Martin-Sikorsky-Awarded-New-Army-Contract-for-Black-Hawk-Modernization-Efforts?_gl=1*18qwbfb*_gcl_au*MTkzNjE4MzUwNi4xNzU2MjA2NjYw","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23325-black-hawk-aggiornamento-per-limpiego-di-droni-e-tecnologie-digitali.mp4","galleria":""}
{"id":23319,"titolo":"Difesa UK: più Land Ceptor, ma niente “Iron Dome”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Ministero della Difesa del Regno Unito (MoD) ha annunciato il 22 agosto 2025 un investimento da 118 milioni di sterline (circa 136 milioni di euro) per l’acquisto di sei nuovi sistemi missilistici di difesa aerea a medio raggio Land Ceptor, prodotti da MBDA. Si tratta di un ampliamento significativo della capacità Sky Sabre dell’esercito britannico, che di fatto raddoppia il numero di sistemi oggi disponibili, passando da sette a tredici unità operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’ordine, della durata triennale, non si limita ai soli lanciatori ma comprende un pacchetto completo di supporto: 12 veicoli per il trasporto delle munizioni, otto veicoli logistici, otto sistemi di valutazione delle minacce e assegnazione delle armi, oltre a pezzi di ricambio e dotazioni complementari. Il Ministero ha inoltre sottolineato l’impatto positivo sull’occupazione, con circa 140 posti di lavoro garantiti, in particolare nello stabilimento MBDA di Bolton, nel Lancashire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore del sistema è costituito dal missile CAMM (Common Anti-Air Modular Missile), progettato per contrastare una vasta gamma di minacce, dai caccia supersonici ai missili guidati di precisione fino ai droni. Integrato con il radar Giraffe Agile Multibeam (GAMB) di Saab e con il centro di comando SAMOC di Rafael, lo Sky Sabre rappresenta la nuova generazione delle difese aeree terrestri britanniche, sostituendo progressivamente i missili Rapier ritirati dal servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l’esercitazione NATO “Formidable Shield”, svoltasi nel maggio 2025 presso le Ebridi Esterne, il sistema è stato testato con successo in scenari complessi, dimostrando la sua capacità di operare in maniera interoperabile con la rete integrata di difesa aerea e missilistica dell’Alleanza. Un ulteriore banco di prova si era avuto tra il 2022 e il 2024, quando il Regno Unito aveva schierato unità Sky Sabre in Polonia, nell’ambito della missione “Stifftail”, a protezione del fianco orientale della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le dichiarazioni ufficiali e le implicazioni strategiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Ministro delle Forze Armate, Luke Pollard, ha accolto con favore il nuovo ordine sottolineando come esso sia in linea con la Revisione Strategica della Difesa: «Stiamo rispettando l’impegno di dotare le nostre forze armate di equipaggiamenti all’avanguardia. Raddoppiare la capacità dispiegabile dello Sky Sabre rafforzerà le difese aeree del Regno Unito, proteggerà le forze britanniche all’estero e invierà un messaggio di deterrenza ai nostri avversari».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5789,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Difesa UK: più Land Ceptor, ma niente “Iron Dome”\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/WhatsApp-Image-2023-07-03-at-09.39.30-1400x0-c-default-1024x662-1.jpg\" alt=\"Difesa UK: più Land Ceptor, ma niente “Iron Dome”\" class=\"wp-image-5789\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parole confermate dal Tenente Colonnello James Boutle, comandante del 16° Reggimento Royal Artillery, che ha descritto lo Sky Sabre come «un cambiamento radicale» nelle capacità difensive britanniche, evidenziandone la precisione estrema – “colpire un bersaglio grande quanto una pallina da tennis a velocità supersonica” – e la possibilità di intercettare fino a 24 missili simultaneamente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, se da un lato la nuova acquisizione rappresenta un rafforzamento tangibile, dall’altro essa evidenzia il limite complessivo della difesa aerea britannica. Anche con l’aggiunta dei sei Land Ceptor, il Regno Unito resta privo di una rete nazionale di difesa missilistica balistica, con la Royal Navy come unica componente in grado di garantire una parziale protezione contro questo tipo di minaccia. Le forze terrestri, invece, possono offrire solo una difesa localizzata, adeguata a proteggere specifiche aree o contingenti, ma non sufficiente a coprire in modo capillare il territorio nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per affrontare tali lacune, il MoD ha avviato nel 2022 il programma <strong>Land Ground Based Air Defence (LGBAD)</strong>, con l’obiettivo di sviluppare capacità progressivamente più avanzate nel corso del decennio. Tale iniziativa, tuttavia, rimane focalizzata su un livello divisionale e non si tradurrà, almeno nel breve termine, in uno scudo nazionale paragonabile ai sistemi implementati da altri Paesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso una nuova era per la difesa aerea britannica: sfide, opportunità e visione strategica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il tema della difesa aerea è oggi al centro di un rinnovato slancio politico e strategico nel Regno Unito, segno della crescente attenzione verso un settore considerato sempre più cruciale per la sicurezza nazionale. Un rapporto della Biblioteca della Camera dei Comuni, pubblicato il 13 giugno 2025 e intitolato <em>“La difesa del Regno Unito nel 2025: difesa aerea e missilistica integrata”</em>, ha stimolato un dibattito costruttivo, sottolineando la necessità di adattare il sistema di difesa alle minacce emergenti e alla rapida evoluzione del dominio aereo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’analisi ha posto l’accento sull’urgenza di dotarsi di capacità sempre più avanzate, aprendo la strada a diverse proposte progettuali. Alcuni esperti auspicano la realizzazione di un sistema multilivello ispirato all’Iron Dome israeliano, in grado di garantire una protezione estesa contro razzi, missili e droni. Altri propongono soluzioni più focalizzate, come il rafforzamento delle difese aeree attorno ai centri urbani e alle infrastrutture strategiche. Entrambe le opzioni, pur complesse e impegnative sotto il profilo tecnologico e finanziario, rappresentano opportunità concrete per modernizzare le capacità difensive e per stimolare l’innovazione nazionale nel settore della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, la decisione di raddoppiare le capacità del sistema Sky Sabre rappresenta una prima risposta concreta, che va oltre l’emergenza e si inserisce in una visione di lungo termine. L’acquisizione dei nuovi Land Ceptor rafforza la resilienza operativa del Paese e ne consolida il ruolo all’interno della NATO, offrendo un contributo tangibile alla sicurezza collettiva euro-atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5796,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Difesa UK: più Land Ceptor, ma niente “Iron Dome”\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/1200-4-1024x658-1.jpg\" alt=\"Difesa UK: più Land Ceptor, ma niente “Iron Dome”\" class=\"wp-image-5796\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre al potenziamento tecnico, questo investimento apre anche un percorso strategico più ampio. Il Regno Unito si trova oggi in una posizione ideale per scegliere se proseguire con un’evoluzione incrementale delle difese già in atto o se intraprendere un piano ambizioso per la realizzazione di uno scudo nazionale integrato. In entrambi i casi, la crescente consapevolezza delle nuove minacce rappresenta un catalizzatore importante per azioni rapide, efficaci e coordinate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dibattito odierno, quindi, non è sintomo di debolezza, ma di maturità strategica. Esso offre l’opportunità di costruire un modello di difesa aerea innovativo, sostenibile e coerente con gli obiettivi di sicurezza del XXI secolo. La strada intrapresa con Sky Sabre dimostra che il Regno Unito è pronto ad affrontare queste sfide con determinazione, trasformandole in occasioni di sviluppo, progresso tecnologico e consolidamento della propria sovranità operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/Sky-Sabre-Crown-copyright-2048x1366-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"DifesaAerea, LandCeptor, regnounito","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-26 12:04:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://euro-sd.com/2025/08/major-news/45978/uk-to-buy-more-land-ceptors/https://euro-sd.com/2025/08/major-news/45978/uk-to-buy-more-land-ceptors/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23319-difesa-uk-piu-land-ceptor-ma-niente-iron-dome.mp4","galleria":""}
{"id":23313,"titolo":"Strade Sicure made in USA: l’arma di Trump contro gang e disordini urbani","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un cambiamento netto, evidenziato dalle dichiarazioni del Presidente Donald Trump e da diversi esponenti della sua Amministrazione, è ormai evidente anche sul sito del Pentagono: da mesi le notizie in evidenza riguardano l’impiego delle forze armate e, soprattutto, della <strong>Guardia Nazionale</strong> in compiti di sicurezza interna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il presidente ha infatti definito il confine con il Messico un vero e proprio “fronte”, mobilitando migliaia di militari dopo la dichiarazione di “emergenza nazionale” del 22 gennaio sui flussi migratori illegali. L’operazione si abbina a una strategia di contrasto ai cartelli narcos in Messico e in altri Paesi latinoamericani, con la possibilità di ricorrere anche alle forze speciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La Guardia Nazionale: una forza unica negli Stati Uniti</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Guardia Nazionale</strong> è un elemento peculiare delle forze armate statunitensi. Conta oltre <strong>430.000 militari-civili</strong> ed è in grado di rispondere sia a crisi interne sia a missioni all’estero. Nel corso dei suoi quasi 400 anni di storia, si è trasformata da un insieme di milizie coloniali a una forza moderna e ben equipaggiata, che spesso opera fianco a fianco con le unità regolari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5766,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"600px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Strade Sicure made in USA: l’arma di Trump contro gang e disordini urbani\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/OIP-1-2.jpg\" alt=\"Strade Sicure made in USA: l’arma di Trump contro gang e disordini urbani\" class=\"wp-image-5766\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:600px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Strade Sicure made in USA: l’arma di Trump contro gang e disordini urbani</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ciò che la rende unica è la duplice natura: può essere attivata a livello statale, ad esempio per fronteggiare disastri naturali, ma anche impiegata a livello federale, compresi compiti di <strong>law enforcement</strong>. Inoltre, il presidente può disporne per missioni all’estero, come avvenuto in Afghanistan o nel Corno d’Africa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’organizzazione è divisa in due componenti: la <strong>Army National Guard</strong> e la <strong>Air National Guard</strong>, entrambe riserve militari ma distinte dalle riserve dell’Esercito e dell’Aeronautica. Al vertice federale vi è il <strong>National Guard Bureau</strong>, diretto da un generale a quattro stelle che siede nei <strong>Joint Chiefs of Staff</strong>, l’organo consultivo militare più alto degli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al 2023, la Guardia Nazionale era composta da <strong>54 organizzazioni</strong> distribuite nei 50 Stati, a Washington D.C. e nei tre territori di Guam, Porto Rico e Isole Vergini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Sicurezza interna come “fronte” politico</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi giorni, l’attenzione è stata concentrata sull’impiego dei militari come supporto alle forze di polizia nelle città più colpite da criminalità e droga. Le immagini diffuse dal Dipartimento della Difesa ricordano quelle delle missioni europee, dall’italiana <strong>Operazione Strade Sicure</strong> alla francese <strong>Sentinelle</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Washington è diventata il simbolo di questa politica: tra il 17 e il 19 agosto vari governatori repubblicani hanno inviato centinaia di uomini per rafforzare il contingente di 2.200 militari della Guardia Nazionale già schierati nella capitale. Dal 25 agosto, a questi uomini è stato concesso anche l’uso delle armi in caso di “minacce imminenti”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Trump ha voluto mostrare personalmente i risultati, partecipando a una pattuglia nella capitale accanto a polizia e militari, e rivendicando di aver riportato “sicurezza e ordine”. Le sue parole hanno diviso l’opinione pubblica: per i sostenitori rappresentano la risposta a un reale problema di violenza urbana, mentre per i detrattori si tratta di una mossa autoritaria per consolidare il potere federale sulle città amministrate dai democratici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5767,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Strade Sicure made in USA: l’arma di Trump contro gang e disordini urbani\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/TroopsPhoto07.jpg\" alt=\"Strade Sicure made in USA: l’arma di Trump contro gang e disordini urbani\" class=\"wp-image-5767\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Strade Sicure made in USA: l’arma di Trump contro gang e disordini urbani</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le polemiche con i governatori democratici</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il modello di <strong>“Strade Sicure all’americana”</strong> non si limita a Washington. Il Pentagono sta valutando piani simili per Chicago, Baltimora e New York. Proprio Chicago è diventata il nuovo terreno di scontro: il governatore dell’Illinois, JB Pritzker, ha accusato Trump di “abuso di potere” e di voler solo creare paura nelle comunità locali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Casa Bianca, invece, difende la linea dura, sottolineando che l’impiego dei militari ha ridotto sensibilmente i tassi di criminalità nelle aree controllate. Nonostante il sindaco democratico di Washington, Muriel Bowser, sostenga che i reati violenti siano ai minimi degli ultimi trent’anni, l’Amministrazione Trump accusa la polizia locale di aver falsificato i dati, tanto che il comandante Michael Pulliam è sotto inchiesta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Confronto con l’Italia</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dibattito americano ricorda quello italiano sull’<strong><a href=\"https://difesanews.com/strade-sicure-17-anni-di-esercito-al-fianco-dei-cittadini/\">Operazione Strade Sicure</a></strong>, che da anni vede migliaia di militari impiegati in compiti di sicurezza urbana. Anche in Italia si sottolineano i limiti di un impiego prolungato dei militari in compiti non strettamente addestrativi, ma la crescente domanda di sicurezza da parte dei cittadini mantiene alta la popolarità dell’iniziativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli Stati Uniti, tuttavia, possono contare sulla struttura capillare della <strong>Guardia Nazionale</strong>, capace di rispondere a emergenze interne e di agire come riserva delle forze armate. Una differenza sostanziale che mostra come Washington stia evolvendo verso un modello di <strong>sicurezza integrata</strong>, dove le frontiere tra difesa esterna e sicurezza interna diventano sempre più sottili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/2025.02.03-12.17-rvmnews-67a0b3da7647e.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"GuardiaNazionale, sicurezzainterna, StradeSicureUSA, trump","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-26 09:04:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.armytimes.com/news/pentagon-congress/2025/08/22/trump-suggests-guard-troops-will-be-deployed-to-chicago-next/https://www.armytimes.com/news/pentagon-congress/2025/08/22/trump-suggests-guard-troops-will-be-deployed-to-chicago-next/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23313-strade-sicure-usa-trump-gang-e-disordini-urbani.mp4","galleria":""}
{"id":23308,"titolo":"Val d'Assa: ordigno bellico bonificato dall'8° Reggimento Genio \"Folgore\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un ordigno bellico risalente alla Prima Guerra Mondiale è stato rinvenuto e messo in sicurezza dagli artificieri dell’8° Reggimento Genio guastatori paracadutisti \"Folgore\" in Val d'Assa, sull'Altopiano dei Sette ComuniIl residuato, probabilmente trascinato dalla corrente, giaceva sul greto del torrente prima di essere temporaneamente occultato all'interno di una cavità naturale. La sua vetustà e la zona impervia del ritrovamento rendevano l'intervento particolarmente complesso e rischioso, richiedendo un'azione calibrata e precisa da parte dei militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'intervento tecnico in un'area impervia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’operazione di neutralizzazione e messa in sicurezza è stata condotta dai militari dell’<strong>8° Reggimento Genio guastatori paracadutisti “Folgore”</strong> di Legnago. A causa dell'accesso disagevole, l’intervento è stato meticolosamente pianificato per garantire la massima sicurezza sia per gli operatori che per chiunque potesse transitare nella zona.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli artificieri hanno seguito un rigido protocollo, iniziando con una <strong>ricognizione tecnica</strong> del manufatto. Hanno poi proceduto con la <strong>delimitazione dell'area</strong> e una valutazione accurata dello stato di conservazione dell’ordigno. L'obiettivo primario è stato la <strong>neutralizzazione degli elementi sensibili</strong>, rendendo il residuato inerte e non più pericoloso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5759,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img alt=\"Val d'Assa: ordigno bellico bonificato dall'8° Reggimento Genio \"Folgore\" - brigatafolgore.net\" title=\"Val d'Assa: ordigno bellico bonificato dall'8° Reggimento Genio \"Folgore\" - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/8guastatori-eod.jpg\" class=\"wp-image-5759\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Misure di sicurezza e collaborazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A supportare l'operazione sul posto, era presente un presidio sanitario della <strong>Croce Rossa Militare</strong> e un team dei <strong>Carabinieri del Comando unità forestali</strong>. Questi ultimi hanno garantito la sicurezza del perimetro, mentre il personale sanitario era pronto a intervenire in caso di necessità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La decisione di occultare l'ordigno all'interno di una grotta, dopo averlo neutralizzato, è stata presa per ragioni di tutela pubblica e di protezione dell'ecosistema circostante. Le attività di <strong>bonifica definitiva</strong> dell’area, che prevedono la rimozione o la distruzione controllata del residuato, continueranno nei prossimi giorni, in coordinamento con gli enti territoriali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa operazione congiunta tra forze armate e personale sanitario dimostra ancora una volta l'importanza e l'efficacia di un coordinamento puntuale e professionale per la salvaguardia della sicurezza pubblica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/8-cv.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"8° Reggimento Genio Folgore, Bonifica, Ordigno bellico, Val d'Assa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-26 00:54:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilgiornaledivicenza.it/territorio-vicentino/bassano/ordigno-della-grande-guerra-ritrovato-in-val-d-assa-messo-in-sicurezza-dagli-artificieri-della-folgore-1.12770499https://www.ilgiornaledivicenza.it/territorio-vicentino/bassano/ordigno-della-grande-guerra-ritrovato-in-val-d-assa-messo-in-sicurezza-dagli-artificieri-della-folgore-1.12770499","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23308-val-dassa-ordigno-bellico-bonificato-8-folgore.mp4","galleria":""}
{"id":23304,"titolo":"Israele lancia un attacco di terra in Siria, sbaragliando le trattative di pace","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un attacco di terra a sorpresa da parte di Israele sta scuotendo la Siria. Questa mattina, 11 veicoli militari e oltre 60 soldati delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) sono entrati nella regione di Beit Jinn, a sud-ovest di Damasco. L'operazione, confermata sia dalla televisione di Stato siriana che dal quotidiano israeliano <em>Haaretz</em>, rappresenta una mossa di forza da parte di Tel Aviv.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'incursione arriva in un momento particolarmente delicato. Solo poche ore prima, il presidente siriano Ahmed al-Sharaa aveva dichiarato che il suo governo era impegnato in \"colloqui avanzati\" con Israele per un accordo di sicurezza, basato sull'intesa di disimpegno del 1974. Nonostante Sharaa avesse precisato che \"non è ancora il momento giusto per un accordo di pace\", aveva anche sottolineato la disponibilità del suo governo a qualsiasi intesa che potesse portare benefici alla Siria e alla regione. L'azione militare israeliana, tuttavia, suggerisce una totale mancanza di fiducia nella leadership siriana e nella fattibilità delle trattative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La situazione nella Siria meridionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'area di Beit Jinn, dove si sta svolgendo l'attacco, si trova a diverse miglia a est del confine tra Siria e Israele. Questa operazione si inserisce in un quadro di crescente instabilità. La regione di Sueida, ad esempio, sta assistendo alla nascita di una \"Guardia Nazionale\" formata da oltre 30 fazioni armate locali druse. L'obiettivo è proteggere la comunità da possibili attacchi di tribù beduine filo-governative, dopo gli scontri di luglio che hanno causato quasi 1.700 morti. La formazione, guidata dal \"leader spirituale\" Hikmat al Hijri, riflette la profonda insicurezza e la frammentazione del controllo sul territorio. La decisione di posticipare le elezioni legislative in zona per \"motivi di sicurezza\" sottolinea ulteriormente la gravità della situazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel frattempo, l'inviato statunitense Tom Barrack è arrivato in Israele per incontrare il premier Benjamin Netanyahu e discutere delle trattative con la Siria e della richiesta di limitare gli attacchi israeliani in Libano. Il suo arrivo, avvenuto appena ieri, evidenzia l'alto livello di attenzione internazionale sulla crisi in corso e il tentativo di trovare una soluzione diplomatica, nonostante l'escalation militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'attacco israeliano complica ulteriormente il quadro diplomatico e militare della regione, mettendo in discussione la possibilità di una risoluzione pacifica e consolidando l'idea che la fiducia reciproca tra Israele e Siria sia quasi inesistente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/SDFC.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"guerra, medioriente, SIRIA","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-25 22:54:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/israele-attacco-terra-in-siria-oggi-news_1mjI4yhLDRYpjovdmjd4XAhttps://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/israele-attacco-terra-in-siria-oggi-news_1mjI4yhLDRYpjovdmjd4XA","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23304-israele-lancia-un-attacco-di-terra-in-siria-sbaragliando-le-trattative-di-pace.mp4","galleria":""}
{"id":23299,"titolo":"Luca Cecca: morto volontario italiano in Ucraina","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La notizia della morte di un cittadino italiano in Ucraina sta circolando. Si tratta di <strong>Luca Cecca</strong>, un volontario che, secondo l'associazione \"Memorial\", sarebbe morto in combattimento per le forze di Kiev. La notizia non è stata però confermata dalla <strong>Farnesina</strong>, che mantiene la massima prudenza. Il giovane, 34 anni e originario di Roma, risulta disperso da mesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Chi era Luca Cecca - ottavo caduto italiano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Memorial\" ha pubblicato un'immagine di Luca Cecca accompagnata da un breve ma toccante messaggio: \"Il nostro amato fratello italiano Luca Cecca, che stava servendo l'Ucraina come volontario, è deceduto sul campo di battaglia. Onore, gloria e gratitudine per il nostro fratello\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La mancanza di ulteriori dettagli, sia sulle circostanze esatte del decesso sia sulla sua provenienza, ha contribuito alla cautela delle autorità italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5740,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Luca Cecca: morto volontario italiano in Ucraina\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/foreign-fighters-1200x802-3-1024x684-1.jpg\" alt=\"La morte di un volontario italiano in Ucraina: La Farnesina non conferma\" class=\"wp-image-5740\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La morte di un volontario italiano in Ucraina: La Farnesina non conferma</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se la morte di Cecca venisse confermata, si tratterebbe dell'<strong>ottavo italiano a perdere la vita sul fronte russo-ucraino</strong>. Tuttavia, la Farnesina preferisce non sbilanciarsi, anche alla luce di precedenti casi in cui la morte di volontari era stata annunciata e poi smentita, come accaduto con Yuri Previtali, un soldato bergamasco che era stato dato per morto e che invece si era rivelato essere vivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La lista dei volontari italiani deceduti comprende anche i palermitani Omar Dridi e Manuel Mameli, scomparsi nel marzo scorso. Il primo italiano caduto sul fronte ucraino era stato invece Edy Ongaro, che combatteva con le forze filorusse del Donbass.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Chi sono i 'foreign fighter' italiani in Ucraina?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo le stime, circa una sessantina di italiani sono partiti volontari per combattere in Ucraina, sia a favore di Kiev che a supporto delle forze separatiste.<strong> Il fenomeno è attentamente monitorato dai servizi segreti e dalle forze dell'ordine italiane.</strong> Le motivazioni di questi individui sono varie e complesse, spaziando dall'ideologia politica (di estrema destra o di estrema sinistra) alla ricerca di un guadagno economico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I volontari italiani non sono considerati mercenari, ma piuttosto individui mossi da motivazioni personali: la ricerca di uno status sociale, la definizione di un'identità e, in alcuni casi, un senso di vendetta. Per questi individui, al loro ritorno in Italia, <strong>potrebbero essere previste sanzioni legali, secondo quanto stabilito dall'articolo 288 del Codice Penale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/ll.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#Farnesina, Foreign Fighters, Luca Cecca, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-25 21:34:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.secoloditalia.it/2025/08/luca-cecca-e-caduto-sul-campo-di-battaglia-e-lottavo-volontario-italiano-morto-nella-guerra-in-ucraina/#google_vignettehttps://www.secoloditalia.it/2025/08/luca-cecca-e-caduto-sul-campo-di-battaglia-e-lottavo-volontario-italiano-morto-nella-guerra-in-ucraina/#google_vignette","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23299-luca-cecca-morto-volontario-italiano-in-ucraina.mp4","galleria":""}
{"id":23289,"titolo":"Un Figlio di Sardegna, il Comandante Giuseppe Lai al comando dell'Amerigo Vespucci","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da oltre novant’anni solca i mari con la grazia di una regina del mare, portando ovunque l’immagine dell’Italia: l’<strong>Amerigo Vespucci</strong>, il veliero-scuola della Marina Militare, è unanimemente riconosciuto come la nave più bella del mondo. Un titolo che non è frutto di retorica patriottica, ma di un riconoscimento internazionale: nel 1962, la portaerei americana <em>Independence</em> si trovò al suo fianco e via radio lanciò un messaggio che è passato alla storia – <em>“Siete la nave più bella del mondo”</em>. Sessant’anni più tardi, nel 2022, la scena si ripeté con un’altra unità statunitense, segno che lo splendore di questo veliero non conosce il logorio del tempo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Varato nel 1931 al Regio Cantiere Navale di Castellammare di Stabia, il Vespucci misura 101 metri di lunghezza e quasi 16 di larghezza, con tre maestosi alberi verticali, 24 vele in canapa per oltre 2.600 metri quadrati di superficie velica e 36 chilometri di cime. Un equipaggio di circa 470 persone mantiene viva la tradizione marinaresca a bordo di questa “ambasciata galleggiante”, che unisce l’eleganza d’altri tempi alla funzione formativa per i cadetti della Marina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il fascino del Vespucci non si limita all’estetica: ogni suo viaggio diventa un’occasione di incontro e di diplomazia culturale, una testimonianza vivente del legame fra l’Italia e il mare. E oggi, al timone di questo mito vivente, c’è un sardo: <strong>Giuseppe Lai</strong>, originario di Ozieri, che dal 2023 ne è il 125° comandante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La carriera di un comandante</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Classe 1975, il Comandante Lai ha seguito il percorso tipico di ogni ufficiale della Marina Militare: un concorso pubblico e l’ingresso in Accademia Navale a Livorno, nel 1994, subito dopo la maturità scientifica. La passione per il mare era nata molto prima, durante le estati trascorse a <strong>San Teodoro</strong>, dove da bambino osservava incantato le navi sparire all’orizzonte. Quel richiamo all’avventura e alla scoperta divenne presto vocazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In trent’anni di carriera, il Comandante Lai ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità, fino ad approdare al comando del veliero più iconico del mondo. «Il mio sogno era girare il mondo da ufficiale di Marina – racconta – e con il Vespucci sto realizzando un desiderio che unisce la dimensione professionale a quella personale. Tornare al mio primo imbarco, questa volta da comandante, è un onore che va oltre ogni aspettativa».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5716,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L'Amerigo Vespucci e il Comandante Giuseppe Lai: dal sogno d’infanzia al comando\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/Comandante-A-Vespucci-scaled-1-1024x683-1.jpg\" alt=\"L'Amerigo Vespucci e il Comandante Giuseppe Lai: dal sogno d’infanzia al comando\" class=\"wp-image-5716\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non indica un unico maestro di vita o di mare: «Ho imparato da tutti – spiega – ufficiali, sottufficiali e marinai semplici. Anche le esperienze negative ti insegnano molto: capire cosa non bisogna fare è spesso altrettanto utile degli esempi positivi».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il legame con la Sardegna resta forte. Le radici familiari a <strong>Lula</strong>, la spiaggia de <em>La Cinta</em> che evoca i ricordi d’infanzia, i venti marinai e ufficiali sardi oggi presenti a bordo: tutti elementi che rinsaldano l’identità del comandante, capace di trasformare le proprie origini in un punto di forza. «A volte basta condividere un bicchiere di mirto – racconta sorridendo – per rafforzare lo spirito di equipaggio».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Vespucci tra tradizione e futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il compito dell’Amerigo Vespucci non è quello della guerra, bensì della formazione e della rappresentanza. È qui che i cadetti apprendono la dura vita di bordo, la disciplina, la gestione delle persone e i valori fondanti della Marina. Ogni viaggio è anche un messaggio di pace: il veliero accoglie rappresentanti istituzionali, scolaresche e visitatori di ogni nazionalità, diventando strumento di diplomazia navale e culturale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Comandante Lai insiste sull’importanza di avvicinare i giovani al mare: «L’Italia ha ottomila chilometri di coste, ma spesso non ne percepisce il valore. Le scuole e le associazioni dovrebbero educare al rispetto e alla conoscenza dell’ambiente marino. Il giro del mondo del Vespucci ha risvegliato curiosità ed entusiasmo tra i ragazzi: un’occasione che non va sprecata».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5713,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L'Amerigo Vespucci e il Comandante Giuseppe Lai: dal sogno d’infanzia al comando\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/amerigo-vespucci-tricolore-1024x616-1.jpg\" alt=\"L'Amerigo Vespucci e il Comandante Giuseppe Lai: dal sogno d’infanzia al comando\" class=\"wp-image-5713\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non manca l’attenzione al tema ambientale. Durante le lunghe traversate, l’equipaggio non ha incontrato le famigerate “isole di plastica”, ma piuttosto tratti di mare incontaminato e ricchi di vita: delfini, balene, tartarughe, pinguini. «È prevalso l’aspetto positivo della natura – spiega il comandante – e questo ci dà speranza: il mare ha ancora la forza e la bellezza per raccontarsi».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il Comandante, l’esperienza al comando dell’Amerigo Vespucci rappresenta il coronamento di un percorso esistenziale: «Questa fu la mia prima nave, il mio primo imbarco, la mia prima esperienza all’estero. Qui ho imparato a navigare. Tornarci da comandante è un sogno che si realizza. Dopo un’avventura simile, è difficile immaginare qualcosa di più bello».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La storia del Comandante <strong>Giuseppe Lai</strong> intreccia l’identità sarda con la tradizione marinara italiana, rinnovando il mito dell’Amerigo Vespucci. Un veliero che non è soltanto una nave scuola, ma un simbolo di cultura, bellezza e speranza: l’Italia che viaggia sui mari del mondo con il vento in poppa e lo sguardo rivolto al futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/gl1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#AmerigoVespucci, giuseppelai, marinamilitare, Sardegna","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-24 22:04:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.vistanet.it/cagliari/2025/08/23/giuseppe-lai-il-capitano-sardo-e-di-ozieri-il-125-comandante-del-vascello-amerigo-vespucci/https://www.vistanet.it/cagliari/2025/08/23/giuseppe-lai-il-capitano-sardo-e-di-ozieri-il-125-comandante-del-vascello-amerigo-vespucci/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23289-un-figlio-di-sardegna-il-comandante-giuseppe-lai-al-comando-dellamerigo-vespucci.mp4","galleria":""}
{"id":23283,"titolo":"Intelligenza Artificiale ed Etica: la necessità di un Codice di Guerra","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’invasione russa dell’Ucraina e il recente conflitto a Gaza hanno riportato la guerra al centro delle dinamiche globali, mostrando come le regole consolidate della convivenza internazionale possano essere violate senza esitazione. In questo scenario, la riflessione sull’etica dell’<strong>intelligenza artificiale applicata alla difesa</strong> non è un esercizio teorico, ma una necessità strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo sottolinea <strong>Mariarosaria Taddeo</strong>, docente all’Università di Oxford e membro del Ministero della Difesa britannico per l’IA Ethics Advisory Panel, nel suo nuovo libro <em>Codice di guerra</em>, in uscita il <strong>26 agosto per Raffaello Cortina Editore</strong>. Secondo l’autrice, proprio nei momenti in cui la guerra si fa più brutale occorre riaffermare principi e limiti, ancorando l’uso delle nuove tecnologie a un codice etico condiviso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cyberwarfare e intelligenza artificiale: dal “Pearl Harbor digitale” alla guerra ibrida</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le aspettative di un “<strong>cyber-Pearl Harbor</strong>” all’inizio della guerra in Ucraina – un attacco digitale massiccio, capace di paralizzare il Paese – non si sono realizzate. Non perché la dimensione cibernetica sia marginale, ma perché, come osserva Taddeo, i <strong>cyber-attacchi sono più disruptivi che distruttivi</strong>: non producono devastazioni immediate paragonabili a quelle delle armi convenzionali, ma minano infrastrutture, economie e società digitali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Esempi non mancano: dall’attacco del 2007 ai servizi digitali estoni, al malware Stuxnet contro l’Iran, fino agli attacchi ransomware <strong>WannaCry</strong> e <strong>NotPetya</strong>. Più recentemente, le offensive informatiche attribuite all’unità bielorussa <strong>UNC1151</strong> hanno colpito l’Ucraina alla vigilia dell’invasione russa del 2022.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il problema, sottolinea Taddeo, è che la regolamentazione internazionale ha finora adottato un approccio per analogia, limitandosi a trattare i cyber-attacchi come guerra convenzionale solo se producono danni fisici equiparabili. Ma questo “<strong>analogy-approach</strong>” trascura la vera novità: la capacità del cyberwarfare di compromettere asset immateriali – dai dati all’economia digitale – con effetti sistemici sulle democrazie avanzate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5685,\"width\":\"1200px\",\"height\":\"700px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Intelligenza Artificiale ed Etica: la necessità di un Codice di Guerra\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/1740762637942.jpg\" alt=\"Intelligenza Artificiale ed Etica: la necessità di un Codice di Guerra\" class=\"wp-image-5685\" style=\"object-fit:cover;width:1200px;height:700px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Intelligenza Artificiale ed Etica: la necessità di un Codice di Guerra</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Armi autonome e governance internazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto al cyberspazio, il fronte più delicato riguarda i <strong>sistemi d’arma autonomi (AWS e LAWS)</strong>. Definirne i confini è già di per sé complesso: <strong>dove finisce il controllo umano e dove inizia la decisione autonoma della macchina?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Taddeo, senza una definizione condivisa di <strong>“controllo umano significativo”</strong> diventa impossibile affrontare le implicazioni giuridiche ed etiche. Per questo diversi Stati hanno avviato tavoli di confronto, mentre l’ONU nel 2021 ha riconosciuto che anche i cyber-attacchi devono essere regolati secondo i principi del diritto umanitario internazionale (IHL).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel frattempo, alcuni Paesi occidentali hanno fatto passi avanti: il <strong>Ministero della Difesa britannico</strong> ha pubblicato nel 2022 il documento <em><a href=\"https://www.gov.uk/government/publications/ambitious-safe-responsible-our-approach-to-the-delivery-of-ai-enabled-capability-in-defence/ambitious-safe-responsible-our-approach-to-the-delivery-of-ai-enabled-capability-in-defence\">Ambitious, safe, responsible</a></em>, contenente principi etici per l’IA in difesa; il <strong>Pentagono</strong> aveva già definito le proprie linee guida attraverso il Defence Innovation Board. La convergenza di approcci tra alleati potrebbe rappresentare l’inizio di una <strong>governance etica transatlantica delle tecnologie militari emergenti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Implicazioni strategiche per l’ordine globale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’analisi di Taddeo va oltre la dimensione accademica: tocca i nodi geopolitici di un’epoca in cui l’IA, i big data e la robotica militare sono sempre più centrali negli equilibri di potere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rischio non è solo quello di un’<strong>escalation tecnologica incontrollata</strong>, ma anche la progressiva erosione dei valori democratici se le nuove armi saranno impiegate senza un codice etico comune. Come scrive l’autrice, «la guerra è il male assoluto, ma il difendersi è un diritto innegabile». Proprio per questo, aggiunge, bisogna evitare che le atrocità prodotte dalla violenza convenzionale vengano moltiplicate da sistemi automatizzati privi di responsabilità umana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La riflessione proposta da <em>Codice di guerra</em> è un contributo cruciale al dibattito internazionale: <strong>come integrare l’IA e il cyberwarfare nella difesa senza sacrificare i principi del diritto e della morale</strong>?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per Taddeo, la risposta sta in una governance etica globale, fondata sulla proporzionalità, sulla necessità e sulla distinzione tra civili e combattenti, adattate alle nuove tecnologie. In gioco non c’è solo l’efficacia militare, ma la tenuta stessa dell’ordine internazionale e la capacità delle democrazie di difendersi senza snaturarsi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/333-2.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"etica militare, guerra, intelligenza artificiale, Tecnologie autonome","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-23 16:04:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/libri/2025/08/20/letica-dellia-nella-difesa-nel-saggio-di-mariarosaria-taddeo_6ac8316f-7e66-448e-9205-ae581cec38a0.htmlhttps://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/libri/2025/08/20/letica-dellia-nella-difesa-nel-saggio-di-mariarosaria-taddeo_6ac8316f-7e66-448e-9205-ae581cec38a0.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23283-intelligenza-artificiale-etica-codice-di-guerra.mp4","galleria":""}
{"id":23269,"titolo":"Foto Ufficiali: Il Generale Scuderi è il nuovo Comandante della MND-S","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>FIRENZE – Presso la Caserma “Predieri” si è svolta la cerimonia di avvicendamento al Comando della <strong>Multinational Division South (MND-S)</strong>. Alla presenza del <strong>Generale di Corpo d'Armata Salvatore Cuoci</strong>, Vice Comandante e Comandante Area Operativa del <strong>Comando Forze Operative Terrestri (COMFOTER)</strong>, delle autorità civili e militari locali e dei rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, il <strong>Generale di Divisione Massimiliano Quarto</strong> ha ceduto il comando al parigrado <strong>Giuseppe Scuderi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il saluto del Generale Quarto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo discorso di commiato, il Generale Quarto ha espresso profonda gratitudine verso il personale della Divisione, sottolineando l’impegno, la professionalità e la passione con cui sono stati affrontati gli impegni operativi e addestrativi, sia in ambito nazionale che internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ha ricordato in particolare il <strong>traguardo storico della trasformazione della Divisione “Vittorio Veneto” in Multinational Division South</strong>, un processo avviato nel 2019 e giunto a compimento grazie a un articolato percorso fatto di esercitazioni sul campo, valutazioni dottrinali e verifiche condotte dai vertici dell’Alleanza Atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro obiettivo raggiunto di rilievo è stato l’inserimento della MND-S nell’ambito dell’<strong>Allied Reaction Force (ARF)</strong> come Comando della Componente Terrestre, un riconoscimento che testimonia la centralità del contributo italiano all’interno della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La continuità con il Generale Scuderi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Giuseppe Scuderi, nel raccogliere il testimone, ha ringraziato il suo predecessore per il lavoro svolto e ha assicurato la continuità nell’impegno verso la NATO e verso le Forze Armate italiane. La sua guida si inserisce in una fase cruciale per la MND-S, che sta accogliendo i primi Ufficiali e Sottufficiali provenienti dai Paesi alleati che hanno aderito al progetto, rafforzando così la dimensione multinazionale della Divisione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Prospettive e impegni futuri</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il futuro immediato della Multinational Division South è caratterizzato da <strong>importanti attività operative e addestrative</strong> nell’ambito della Allied Reaction Force, sotto il diretto comando del <strong>NATO Rapid Deployable Corps (NRDC) di Solbiate Olona (VA)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra gli impegni di maggiore rilievo, nel <strong>febbraio 2026</strong> la Divisione sarà protagonista dell’esercitazione <strong>“Steadfast Dart” in Germania</strong>, un evento di grande rilevanza che metterà alla prova le capacità di prontezza, interoperabilità e comando di MND-S.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un passaggio di testimone simbolico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia di Firenze non ha rappresentato soltanto un avvicendamento al vertice, ma anche un <strong>passaggio di testimone simbolico</strong> in un momento di crescita e consolidamento della Divisione. Il lavoro svolto dal Generale Quarto ha posto solide basi su cui il Generale Scuderi potrà proseguire il percorso di internazionalizzazione e rafforzamento operativo, confermando il ruolo della MND-S come <strong>strumento fondamentale per la sicurezza collettiva dell’Alleanza Atlantica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/2.-Un-momento-della-cerimonia-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"FIRENZE, folgore, Mnd-S, NATO, scuderi","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-23 12:29:53","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/cambio_mds.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"0","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23269-foto-ufficiali-il-generale-scuderi-e-il-nuovo-comandante-della-mnd-s.mp4","galleria":"23272 | 23273 | 23274 | 23275 | 23276"}
{"id":23264,"titolo":"Stadio Maradona, la denuncia di Gianfranco Paglia smuove il Comune. Ma i tifosi disabili attendono ancora","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La questione dell’<strong>accessibilità allo Stadio Diego Armando Maradona</strong> ha trovato nuova attenzione grazie all’intervento del <strong>Tenente Colonnello Paracadutista Gianfranco Paglia</strong>, Medaglia d’Oro al Valor Militare e Capitano del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La spinta decisiva di Paglia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’imminente avvio del campionato, Paglia <a href=\"https://difesanews.com/paracadutista-paglia-maradona-disabili/\">aveva espresso pubblicamente</a> il proprio rammarico per l’<strong>esclusione della tifoseria disabile</strong> dallo stadio partenopeo, denunciando il mancato rispetto delle promesse formulate dall’amministrazione comunale.<br>Le sue parole hanno messo in luce il rischio che l’inclusione si riducesse a un semplice <strong>“spot propagandistico”</strong>, riuscendo però a richiamare l’attenzione delle istituzioni</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":5623,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/paglia2-1024x576-1.jpg\" alt=\"Stadio Maradona, più posti per i disabili: la svolta grazie al Tenente Colonnello Gianfranco Paglia\" class=\"wp-image-5623\" title=\"Stadio Maradona, la denuncia di Gianfranco Paglia smuove il Comune. Ma i tifosi disabili attendono ancora\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Il Tenente Colonnello Gianfranco Paglia, Medaglia d’Oro al Valor Militare, in prima linea anche fuori dal servizio: la sua denuncia ha acceso i riflettori sull’accessibilità dello Stadio Maradona</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La risposta del Comune: 3 milioni per l’accessibilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ieri, dopo le dichiarazioni di Paglia, il Consiglio Comunale di Napoli <a href=\"https://www.comune.napoli.it/consiglio/comunicatistampa?id=30632\">ha diffuso un comunicato ufficiale</a> a firma di <strong>Nino Simeone</strong>, presidente della Commissione Infrastrutture e Lavori Pubblici. Nel testo si ribadisce l’impegno del sindaco Manfredi e si ricordano gli investimenti già programmati:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>2 milioni di euro</strong> già stanziati negli anni scorsi per un primo intervento;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>un’ulteriore <strong>delibera del 23 luglio 2025</strong> che approva un progetto da <strong>1 milione di euro</strong> per nuovi lavori di adeguamento e accessibilità.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie a queste risorse, i posti riservati alle persone con disabilità dovranno salire a <strong>278</strong>, oltre quanto previsto dai 270 della normativa vigente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La distribuzione annunciata:</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Curva A Inferiore</strong>: 28 posti per disabilità motorie.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Curva B Inferiore</strong>: 28 posti per disabilità motorie.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Distinti Superiori</strong>: 120 posti per disabilità non motorie.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Tribuna Family</strong>: 40 posti per disabilità motorie e 24 per disabilità non motorie.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Tribuna Ospiti Inferiori</strong>: 20 posti per disabilità motorie e 18 per disabilità non motorie.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Fondi stanziati, ma lavori ancora da completare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se da un lato il comunicato segna un passo avanti sul piano delle <strong>delibere e degli stanziamenti</strong>, dall’altro <strong>resta la questione principale sollevata da Paglia</strong>: <strong>quando questi posti saranno effettivamente disponibili?</strong><br>Ad oggi, nonostante gli impegni messi nero su bianco dal Comune, i tifosi disabili che vorrebbero accedere al Maradona devono ancora fare i conti con difficoltà concrete e posti insufficienti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un risultato ancora a metà</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dialogo avviato da Gianfranco Paglia ha prodotto un primo risultato sul piano politico e amministrativo, confermando il ruolo determinante del suo intervento. Resta però irrisolta la questione centrale: <strong>finché i lavori non saranno completati, il problema da lui denunciato persiste</strong>, e con esso resta sospesa la promessa di piena inclusione e pari dignità per i tifosi del Napoli e per tutti coloro che vorranno assistere a un evento allo Stadio Diego Armando Maradona.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/paglia3.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Disabilità, Inclusione., sport, StadioMaradona","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-23 11:54:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23264-stadio-maradona-la-denuncia-di-gianfranco-paglia-smuove-il-comune-ma-i-tifosi-disabili-attendono-ancora.mp4","galleria":""}
{"id":23258,"titolo":"Droni kamikaze ucraini colpiscono basi intelligence, raffinerie di petrolio e infrastrutture elettriche russe","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella notte del 21 agosto 2025 l’Ucraina ha lanciato una nuova ondata di<strong> attacchi con droni a lungo raggio contro obiettivi militari e infrastrutture strategiche in territorio russo </strong>e nelle zone occupate. Secondo le fonti di Kyiv, i raid hanno colpito una base del GRU in Crimea, una raffineria di petrolio nel Rostov e linee ferroviarie nella regione di Voronezh. Mosca, invece, afferma che tutti i velivoli senza pilota sarebbero stati abbattuti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Attacco al GRU in Crimea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’operazione più rilevante ha interessato un <strong>complesso del servizio di intelligence militare russo (GRU</strong>) nei pressi di Sebastopoli, città-chiave occupata dal 2014. Secondo i media locali, 10-15 droni ucraini hanno sorvolato l’area provocando forti esplosioni e incendi visibili anche da chilometri di distanza. L’organizzazione partigiana Atesh, già nel 2024, aveva identificato quella struttura come base di un’unità navale d’élite russa.<br>Immagini satellitari NASA (programma FIRMS) hanno registrato un rogo di circa 2 km² vicino alla pista di un aeroporto militare adiacente al compound.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Raffineria in fiamme a Rostov</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un secondo sciame di droni ha colpito la raffineria di Novoshakhtinsk, nel cuore della regione di Rostov, uno dei principali impianti di <strong>trasformazione del greggio della Russia meridionale.</strong> Foto e video diffusi sui social mostrano colonne di fumo nero alzarsi dal sito, nonostante la presenza di sistemi di difesa aerea Pantsir e Tor, che non sarebbero riusciti a neutralizzare gli UAV. Secondo le immagini satellitari, le fiamme avrebbero interessato fino a 4 km² dell’impianto.<br>La raffineria, con una capacità di lavorazione di oltre 7 milioni di tonnellate di petrolio l’anno, era già stata colpita più volte dal 2022. La serie di attacchi contro le infrastrutture energetiche russe ha già generato carenze di carburante e rialzi dei prezzi interni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4956,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Droni kamikaze ucraini colpiscono basi intelligence, raffinerie di petrolio e infrastrutture elettriche russe\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/5bb3f522531e59bb7073e58d4dc3cc2c-1024x512-1.webp\" alt=\"Droni kamikaze ucraini colpiscono basi intelligence, raffinerie di petrolio e infrastrutture elettriche russe\" class=\"wp-image-4956\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Droni kamikaze ucraini colpiscono basi intelligence, raffinerie di petrolio e infrastrutture elettriche russe</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Ferrovie sotto attacco a Voronezh</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un terzo raid ha preso di mira una stazione di <strong>trasformazione elettrica a Zhuravka,</strong> nella regione di Voronezh, fondamentale per l’alimentazione della rete ferroviaria locale. Le esplosioni hanno causato danni ai sistemi di trasmissione, con ritardi per almeno 19 treni in transito.<br>Secondo i media ucraini, si tratterebbe del 17° attacco dall’inizio del conflitto contro questo nodo ferroviario, parte di una campagna mirata a ostacolare i movimenti delle truppe russe e ridurre la capacità logistica verso il fronte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La versione di Mosca</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver abbattuto 49 droni ucraini nella sola notte del 21 agosto: 21 su Rostov, 7 su Voronezh e 4 in Crimea. Nella stessa nota, Mosca ha confermato incendi e danni a infrastrutture elettriche, attribuendoli ai resti dei velivoli abbattuti.<br>Intanto, <strong>nei cieli del Mar Nero, sono stati tracciati voli di sorveglianza di aerei NATO, tra cui un P-8A Poseidon della US Navy e un Bombardier della Turchia, alimentando i sospetti del Cremlino sulla condivisione di dati d’intelligence con Kyiv.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4957,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Droni kamikaze ucraini colpiscono basi intelligence, raffinerie di petrolio e infrastrutture elettriche russe\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/5a6dad48a890d3b9ce4df8239221df6a-1024x611-1.webp\" alt=\"Droni kamikaze ucraini colpiscono basi intelligence, raffinerie di petrolio e infrastrutture elettriche russe\" class=\"wp-image-4957\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Droni kamikaze ucraini colpiscono basi intelligence, raffinerie di petrolio e infrastrutture elettriche russe</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli attacchi con droni confermano la<strong> strategia ucraina di colpire in profondità il territorio russo</strong>, mirando a basi di intelligence, infrastrutture energetiche e logistiche, nel tentativo di logorare la macchina bellica di Mosca e ridurre la capacità di sostenere le operazioni al fronte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/1.webp","categoria":"Internazionali","tags":"droni kamikaze, infrastrutture strategiche, russia, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-22 18:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.kyivpost.com/post/58706https://www.kyivpost.com/post/58706","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23258-dronikamikaze-ucraini-intelligence-raffinerie-russe.mp4","galleria":""}
{"id":23252,"titolo":"Cybersecurity e infrastrutture critiche: l’Italia al centro della guerra digitale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il settore energetico europeo, e in particolare quello italiano, è diventato uno dei principali fronti della guerra cibernetica globale. A confermarlo è il nuovo <strong>report del Cybersecurity Competence Center di Maticmind</strong>, che fotografa una situazione in costante peggioramento: nel 2024 gli attacchi informatici al comparto energia sono aumentati del <strong>40% a livello mondiale</strong>, con una previsione di ulteriore crescita del <strong>21% per il 2025</strong>. L’Europa, da sola, assorbe quasi il <strong>60% degli attacchi globali</strong>, e il nostro Paese figura tra i target più esposti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una minaccia alla sicurezza nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La digitalizzazione delle reti elettriche e la diffusione di sistemi IoT e Scada hanno ampliato in maniera esponenziale la superficie di attacco. Ogni sensore, ogni nodo connesso può trasformarsi in una vulnerabilità sfruttabile da attori ostili. Non è un caso che gli aggressori colpiscano sia i grandi operatori sia le realtà locali, meno attrezzate a livello difensivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dato più allarmante riguarda però la natura stessa degli attacchi: <strong>oltre il 58% degli incidenti del 2025 ha motivazioni politiche o ideologiche</strong>. Non più solo criminalità organizzata alla ricerca di riscatto economico, ma veri e propri gruppi <strong>hacktivisti e statuali</strong> che utilizzano il dominio cyber come strumento di pressione strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4947,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Cybersecurity e infrastrutture critiche: l’Italia al centro della guerra digitale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/CD457F77-6FB9-403C-A838-73AFBBD0D264-U33532302606cre-1440x752@IlSole24Ore-Web.webp\" alt=\"Cybersecurity e infrastrutture critiche: l’Italia al centro della guerra digitale\" class=\"wp-image-4947\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cybersecurity e infrastrutture critiche: l’Italia al centro della guerra digitale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Italia, bersaglio privilegiato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli episodi di <strong>attacchi DDoS</strong> hanno registrato un incremento del 107% nei primi mesi del 2025, mentre il <strong>ransomware</strong> ha fatto segnare +64% in Italia e +80% a livello globale nel biennio 2023–2024. Gruppi come <strong>LockBit, AlphV e Qilin</strong> hanno concentrato i propri sforzi contro le infrastrutture energetiche, attratti dall’alto valore strategico delle informazioni e dalla fragilità dei sistemi industriali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, sebbene le menzioni del settore energetico sul dark web siano crollate del 75%, gli analisti segnalano che si tratta di una “ritirata apparente”: la discussione si è spostata verso <strong>forum chiusi e ambienti cifrati</strong>, dove i riferimenti all’Italia restano altissimi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4948,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Cybersecurity e infrastrutture critiche: l’Italia al centro della guerra digitale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/Screenshot-2025-08-22-185453.png\" alt=\"Cybersecurity e infrastrutture critiche: l’Italia al centro della guerra digitale\" class=\"wp-image-4948\" style=\"width:840px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cybersecurity e infrastrutture critiche: l’Italia al centro della guerra digitale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Risposta europea e sfida strutturale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’UE ha introdotto strumenti come la <strong>direttiva NIS2</strong>, che impone la segnalazione degli incidenti entro 72 ore e prevede sanzioni fino al 2% del fatturato. Anche il <strong>Network Code europeo</strong> per la sicurezza delle reti elettriche punta ad alzare il livello di protezione. Tuttavia, come evidenzia il report Maticmind, la vera criticità resta la vetustà delle infrastrutture: negli Stati Uniti, l’età media dei sistemi elettrici supera i 40 anni. Situazione simile anche in Europa, dove i sistemi legacy costituiscono una vulnerabilità difficilmente sanabile con la sola compliance normativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La strategia per il futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli analisti invocano un cambio radicale: non limitarsi alla difesa, ma adottare un approccio proattivo e resiliente. Le direttrici principali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Zero Trust Architecture</strong>, per ridurre il rischio interno ed esterno;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Threat Intelligence avanzata</strong>, con l’integrazione di fonti Osint e feed classificati;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Collaborazione tra settore privato, istituzioni e Forze Armate</strong>, in una logica di difesa integrata;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Digital Twin</strong> per testare scenari complessi e simulare attacchi prima che accadano.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come sottolinea <strong>Pierguido Iezzi, Cyber Security Director di Maticmind</strong>, «l’energia non è più solo produzione e consumo. È geopolitica, economia e sicurezza nazionale. Resistere non basta: bisogna anticipare e reagire con prontezza».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In uno scenario dove il confine tra conflitto convenzionale e guerra ibrida è sempre più sfumato, la protezione delle infrastrutture energetiche rappresenta una <strong>sfida strategica per la sovranità del Paese</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/esercitazione-Cyber-eagle-aeronautica-militare-5-scaled-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"cybersecurity, difesa, energia, infrastrutture critiche","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-22 18:04:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.maticmind.it/soluzioni-it/cyber-security","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23252-cybersecurity-infrastrutture-critiche-italia-guerra.mp4","galleria":""}
{"id":23225,"titolo":"Perché non è un problema democratico parlare di Difesa nelle scuole: risposta a chi critica la presenza delle Forze Armate nell’educazione civica","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Fanpage</em> <a href=\"https://www.fanpage.it/politica/perche-affidare-leducazione-civica-alle-iniziative-delle-forze-armate-e-un-problema-democratico/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ha pubblicato oggi</a> un articolo intitolato <em>“Perché affidare l’educazione civica alle iniziative delle forze armate è un problema democratico”</em>.<br>Un titolo forte, che lascia intendere che la sola presenza di soldati, carabinieri o poliziotti nelle scuole rappresenti una minaccia ai valori civili e democratici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il pezzo denuncia quella che viene definita “militarizzazione culturale” e segnala la possibilità per i genitori di richiedere l’esonero dei figli da attività promosse in collaborazione con le Forze Armate o con le Forze di Polizia.<br>In realtà, la questione è molto più complessa e merita un’analisi meno ideologica e più legata alla realtà dei fatti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proprio un anno fa, su questo sito, avevamo già affrontato un tema simile, <a href=\"https://brigatafolgore.net/rispondiamo-a-chi-non-vuole-lesercito-nelle-scuole-perche-e-invece-importante-che-i-giovani-conoscano-gli-strumenti-di-difesa-della-nazione/\">rispondendo</a> ad alcune <a href=\"https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/09/19/piemonte-esercito-scuola-lettera/7700209/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">polemiche sollevate da <em>Il Fatto Quotidiano</em> contro la presenza dell’Esercito nelle scuole</a>. E oggi, di fronte a questa nuova critica, riteniamo necessario tornare sull’argomento, ribadendo una posizione chiara: <strong>la presenza delle Forze Armate nelle scuole non rappresenta un problema democratico, bensì un’opportunità di crescita per i giovani cittadini</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ruolo delle Forze Armate in una democrazia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Prima di tutto, occorre chiarire un punto fondamentale: <strong>le Forze Armate italiane non sono un corpo separato dalla società civile</strong>. Sono parte integrante dello Stato democratico, previste e regolate dalla Costituzione, poste al servizio esclusivo della Repubblica e dei cittadini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’articolo 52 della nostra Carta è esplicito:<br><em>“La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Difesa non significa guerra, come qualcuno vorrebbe far credere</strong>. Significa protezione dei valori democratici, delle istituzioni, della sicurezza nazionale e – come dimostrano decenni di missioni internazionali – della pace e della stabilità in contesti di crisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ridurre le Forze Armate a meri strumenti di violenza o a esecutori di ordini ciechi, come sembra emergere dall’articolo di <em>Fanpage</em>, significa <strong>ignorare il percorso compiuto dall’Esercito Italiano e dagli altri corpi militari negli ultimi trent’anni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un’esperienza personale: dalla militanza politica all’equilibrio della caserma</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chi scrive <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-mia-brigata-storia-reale-di-un-paracadutista-della-folgore/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>ha servito come Paracadutista volontario di truppa nella Brigata Folgore dal 1999 al 2002</strong></a>, in anni di transizione: la leva obbligatoria stava per essere superata, i militari professionisti prendevano progressivamente il posto dei coscritti e le missioni di peacekeeping all’estero segnavano il nuovo volto delle Forze Armate italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Già allora, oltre vent’anni fa, i nostri comandanti erano chiari: nessuna discriminazione politica, sessuale o razziale era tollerata. <strong>Ogni militare veniva formato non solo alla disciplina, ma soprattutto al rispetto delle persone, delle regole e del diritto internazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi questo processo è giunto a compimento: l’Esercito e le altre Forze Armate sono organismi professionali, apolitici e regolati da un codice etico severo. <strong>Attribuire loro una presunta vocazione “militarista” da trasmettere ai giovani significa descrivere un mondo che non esiste più</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è anche un aspetto personale che merita di essere ricordato. Prima di arruolarmi, ero un giovane militante politico. <strong>Dentro l’Esercito, però, ho trovato un ambiente apolitico, dove ogni ideologia era bandita e contava soltanto il rispetto reciproco</strong>. Tre anni di vita militare hanno trasformato quella visione giovanile: quando ne sono uscito, nel 2002, mi sono ritrovato su posizioni molto più moderate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È questa la prova concreta che <strong>la caserma non è un luogo di indottrinamento, ma uno spazio in cui si apprendono disciplina, rispetto, solidarietà e neutralità politica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Educazione civica e cultura della difesa: due concetti complementari</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fanpage sostiene che affidare alle Forze Armate parte dell’educazione civica significhi confondere addestramento e cittadinanza, gerarchia e comunità, obbedienza e libertà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È un’accusa pesante, che si fonda però su un equivoco.<br><strong>Educazione civica</strong> e <strong>cultura della difesa</strong> non sono la stessa cosa, ma sono complementari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’educazione civica, com’è giusto, spiega i principi della Costituzione, il funzionamento delle istituzioni, i diritti e i doveri dei cittadini.<br>La cultura della difesa aggiunge un tassello: mostra ai giovani quali strumenti lo Stato ha per difendere quei diritti e quei valori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Parlare di sicurezza, legalità, missioni di pace, protezione civile e cooperazione internazionale non significa addestrare alla guerra</strong>. Significa responsabilizzare i futuri cittadini, offrendo loro consapevolezza di cosa significhi proteggere la democrazia in un mondo complesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perché i militari nelle scuole non sono propaganda</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro punto sollevato da <em>Fanpage</em> è il rischio che la presenza di militari e poliziotti nelle aule si trasformi in propaganda, finalizzata al reclutamento o alla costruzione di un consenso “militarista”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui serve chiarezza:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Le Forze Armate non sono strumenti di propaganda politica</strong>. I militari non fanno politica, in primis per regolamento.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Le attività nelle scuole hanno finalità informative e culturali</strong>, non di reclutamento diretto. Non si tratta di convincere i ragazzi ad arruolarsi, ma di spiegare loro come funziona lo strumento della difesa, quali valori lo guidano e quale ruolo svolge in Italia e nel mondo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ogni attività è concordata con il Ministero dell’Istruzione</strong>: non si tratta di incursioni unilaterali, ma di progetti educativi approvati dalle istituzioni civili.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se vogliamo parlare di propaganda, allora <strong>dovremmo guardare con lo stesso occhio critico anche a tutte le altre realtà che entrano nelle scuole: associazioni, sindacati, imprese, ONG, enti locali</strong>. Perché mai le Forze Armate dovrebbero essere escluse a priori?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La democrazia si difende anche con la conoscenza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’articolo di <em>Fanpage</em> cita Hannah Arendt e la sua riflessione sulla “banalità del male” per sostenere che l’obbedienza cieca non possa essere un modello democratico. Vero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Ma il punto é proprio questo: l’Esercito di oggi chieda obbedienza cieca.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il militare professionista è formato a operare nel rispetto delle leggi, delle convenzioni internazionali, delle regole di ingaggio stabilite in maniera democratica dal Parlamento e dal Governo.</strong><br>Chi ha vissuto esperienze nelle missioni di peacekeeping sa bene quanto sia centrale la capacità di giudizio, la responsabilità personale e la sensibilità culturale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è un caso se i soldati italiani sono apprezzati nel mondo proprio per il loro approccio umano e rispettoso, tanto che in Kosovo, Libano o Afghanistan <strong>erano e sono chiamati “soldati di pace”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>vera difesa della democrazia non è escludere i militari dalle scuole</strong>, ma far sì che i giovani li conoscano, capiscano come operano e possano confrontarsi con loro senza pregiudizi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Rispondere con i fatti, non con i pregiudizi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chi critica la presenza delle Forze Armate nelle scuole <strong>sembra basarsi più su timori ideologici che su dati concreti</strong>.<br>I fatti dicono altro:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>L’Esercito e le altre Forze Armate partecipano regolarmente a missioni di peacekeeping.</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Collaborano con la Protezione Civile nelle emergenze naturali.</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Contribuiscono alla sicurezza nazionale con l’Operazione Strade Sicure.</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Nelle scuole parlano di legalità, difesa della democrazia, cittadinanza attiva, uso consapevole delle tecnologie, cyber-sicurezza, ambiente.</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È questa la realtà, non una fantomatica “militarizzazione culturale”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione: più conoscenza, meno paura</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La democrazia non si difende escludendo voci, ma aprendosi al confronto.<br>Se vogliamo formare cittadini liberi e consapevoli, dobbiamo offrire loro la possibilità di ascoltare tutti, anche chi porta una divisa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Le Forze Armate italiane non chiedono obbedienza cieca, né vogliono imporre gerarchie nelle aule: portano esperienze, testimonianze e conoscenze. </strong>Privare i giovani di questo contributo per timore di un’ipotetica “retorica militarista” significa sottrarre loro una parte essenziale dell’educazione civica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia ha bisogno di cittadini che conoscano non solo la Costituzione, ma anche gli strumenti concreti che la difendono. Le scuole devono restare spazi aperti al dialogo, non luoghi chiusi dal pregiudizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo <strong>riteniamo lodevole</strong> l’iniziativa portata avanti dal Ministro della Difesa Guido Crosetto e dal Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che <strong>rafforza il dialogo tra scuola e Forze Armate trasformandolo in un ponte di conoscenza e di educazione democratica</strong>, capace di formare cittadini più consapevoli e responsabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/scuola-1.jpg","categoria":"Blog","tags":"CulturaDellaDifesa, EducazioneCivica, ForzeArmateNelleScuole","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-22 11:14:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.fanpage.it/politica/perche-affidare-leducazione-civica-alle-iniziative-delle-forze-armate-e-un-problema-democratico/https://www.fanpage.it/politica/perche-affidare-leducazione-civica-alle-iniziative-delle-forze-armate-e-un-problema-democratico/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23225-perche-non-e-un-problema-democratico-parlare-di-difesa-nelle-scuole-risposta-a-chi-critica-la-presenza-delle-forze-armate-nelleducazione-civica.mp4","galleria":""}
{"id":23218,"titolo":"Cambio Epocale per la Fanteria: L'ISV, Mezzo di Nuova Concezione che Sostituisce l'Iconico Humvee","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo quasi quarant'anni di onorato servizio, l'iconico Humvee cede il passo a una nuova generazione di veicoli militari. L'<strong>Infantry Squad Vehicle (ISV)</strong>, un mezzo più leggero, veloce ed economico, sta diventando il nuovo cavallo di battaglia dell'esercito statunitense, segnando un cambiamento radicale nelle strategie di combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo avvicendamento non è casuale. L'evoluzione delle tattiche belliche, in particolare l'uso massiccio di droni e robot, ha reso i pesanti e ingombranti Humvee meno adatti ai moderni scenari. Come sottolineano i soldati stessi,<strong> l'era del \"combattimento agile\" richiede veicoli che possano muoversi rapidamente e sfuggire alle minacce dall'alto.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4914,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"700px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Cambio Epocale per la Fanteria: L'ISV, Mezzo di Nuova Concezione che Sostituisce l'Iconico Humvee\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/isv-4.jpg\" alt=\"L'erede dell'Humvee: L'esercito americano punta su agilità e velocità\" class=\"wp-image-4914\" style=\"object-fit:cover;width:1000px;height:700px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'erede dell'Humvee: L'esercito americano punta su agilità e velocità</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un mezzo nato per il movimento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'ISV è un fuoristrada agile, <strong>privo di porte e tetto,</strong> progettato per trasportare fino a nove soldati in maniera efficiente. Il suo motore turbodiesel Duramax da 2,8 litri e 186 cavalli gli permette di <strong>raggiungere i 100 km/h in soli 15 secondi</strong>, un netto miglioramento rispetto agli oltre 20 secondi necessari all'Humvee.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua leggerezza è un altro punto di forza cruciale: l'ISV può essere facilmente trasportato da un elicottero, con <strong>un singolo MH-47 Chinook in grado di caricarne due alla volta</strong>. Questa caratteristica lo rende ideale per le operazioni di dispiegamento rapido, consentendo alle truppe di raggiungere rapidamente il campo di battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4915,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Cambio Epocale per la Fanteria: L'ISV, Mezzo di Nuova Concezione che Sostituisce l'Iconico Humvee\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/FIVE_Ong-1024x683-1.webp\" alt=\"L'erede dell'Humvee: L'esercito americano punta su agilità e velocità\" class=\"wp-image-4915\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'erede dell'Humvee: L'esercito americano punta su agilità e velocità</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Economico e facile da riparare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alle sue prestazioni, l'ISV offre significativi vantaggi logistici. Costando circa 70.000 euro in meno rispetto all'Humvee, è un'opzione molto più conveniente. Ma non è solo il prezzo a fare la differenza. L'ISV è stato progettato per la sostenibilità:<strong> l'80% dei suoi componenti sono \"commercial off-the-shelf\" </strong>(COTS), ovvero pezzi standard che si trovano anche su veicoli civili come lo Chevrolet Colorado.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo approccio semplifica enormemente la manutenzione e le riparazioni. La possibilità di utilizzare ricambi facilmente reperibili riduce i tempi di fermo e i costi, permettendo ai meccanici dell'esercito di effettuare le riparazioni direttamente sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'ISV non è solo un semplice veicolo, ma un simbolo della trasformazione che sta vivendo l'esercito americano, che si adatta a un futuro dove la velocità e l'agilità sono determinanti per la sopravvivenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":4912,\"href\":\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/08/ISV_9_Wheelstand.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object></object><a id=\"wp-block-file--media-0613676b-fc23-4b55-a984-abb6f7e46ec1\" href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/08/ISV_9_Wheelstand.pdf\">ISV_9_Wheelstand</a><a href=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/08/ISV_9_Wheelstand.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-0613676b-fc23-4b55-a984-abb6f7e46ec1\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/1665171144307.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Droni, Humvee, ISV, veicoli militari","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-22 10:54:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ausa.org/articles/rapid-transit-infantry-squad-vehicle-provides-battlefield-speed-agilityhttps://www.ausa.org/articles/rapid-transit-infantry-squad-vehicle-provides-battlefield-speed-agility","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23218-cambio-epocale-per-la-fanteria-lisv-mezzo-di-nuova-concezione-che-sostituisce-liconico-humvee.mp4","galleria":""}
{"id":23205,"titolo":"Governare lo spazio: tra difesa, astrofisica e new space economy","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’accesso allo spazio sta vivendo una trasformazione radicale. Costi di lancio sempre più bassi, infrastrutture orbitali sviluppate con rapidità e l’ingresso massiccio di attori privati hanno dato vita a quella che viene definita <strong>new space economy</strong>. Un cambiamento che non riguarda solo telecomunicazioni e servizi commerciali, ma che investe direttamente la <strong>scienza di base</strong>, a cominciare dall’astrofisica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di questo tema si è occupato <strong>Media INAF</strong>, che ha ripreso i contenuti di uno studio pubblicato sulla rivista <em>Space Policy</em> e firmato da <strong>Fabrizio Fiore</strong>, direttore dell’Osservatorio Astronomico dell’INAF di Trieste, insieme a <strong>Martin Elvis</strong>, del Center for Astrophysics – Harvard &amp; Smithsonian. Lo studio, intitolato <em>Space science &amp; the space economy</em>, propone una riflessione su come l’evoluzione del mercato spaziale influenzi la ricerca scientifica e la sicurezza orbitale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei casi citati è quello di <strong>LiciaCube</strong>, il cubesat italiano che ha documentato da vicino l’impatto della missione NASA DART contro l’asteroide Dimorphos. Con strumenti ordinari e un budget ridotto, ha prodotto risultati scientifici unici, dimostrando che <strong>si può fare scienza di punta anche con soluzioni economiche</strong>, sfruttando la standardizzazione dei componenti. Un approccio che richiama i programmi storici come <strong>Explorer</strong> della NASA, costruiti su missioni agili e mirate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Opportunità e rischi: dal James Webb alla governance dello spazio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto a questi modelli snelli, rimane l’esempio opposto del <strong>James Webb Space Telescope (JWST)</strong>: dieci miliardi di dollari, vent’anni di sviluppo e risultati scientifici straordinari. Fiore sottolinea, tuttavia, che JWST rappresenta il limite strutturale di un modello ormai difficilmente replicabile. Nel contesto della new space economy, missioni monumentali rischiano di scontrarsi con un vero e proprio <strong>“funding wall”</strong>, come dimostra anche la cancellazione della missione Mars Sample Return del JPL.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4878,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Governare lo spazio: tra difesa, astrofisica e new space economy\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/cost-al-chilo-2048x1089-1-1024x545-1.jpg\" alt=\"Governare lo spazio: tra difesa, astrofisica e new space economy\" class=\"wp-image-4878\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Governare lo spazio: tra difesa, astrofisica e new space economy</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro elemento cruciale riguarda la governance. I dati raccolti da Media INAF mostrano la crescita esponenziale dei lanci: dai circa 200 satelliti annui del 2000 ai 3000 del 2023. Questo aumento solleva il problema della <strong>sostenibilità orbitale</strong> e del rischio di collisioni a catena, la cosiddetta sindrome di Kessler.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nodo è che il principale riferimento giuridico resta l’<strong>Outer Space Treaty del 1967</strong>, ormai inadeguato rispetto alle sfide attuali. Alcuni invocano nuovi trattati globali, altri auspicano una totale libertà d’azione in logica da “Far West”. Fiore mette in guardia da scenari privi di regole: lo spazio è un ambiente fragile e un conflitto tra missioni lunari o orbitali potrebbe compromettere anni di ricerca e di investimenti strategici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ruolo dell’Europa e le prospettive per la difesa spaziale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo studio evidenzia come la new space economy sia oggi soprattutto un fenomeno statunitense, con radici piantate nei primi anni Duemila. L’Europa, invece, sconta un ritardo cronico, anche se l’ESA ha avviato programmi di sostegno a start-up e PMI innovative. Diverso il quadro in <strong>Cina</strong>, dove si registra un boom sia nelle attività governative che in quelle private, con una proiezione internazionale crescente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se l’Europa non accelererà e se gli Stati Uniti dovessero ridurre gli investimenti pubblici, sarà probabilmente la Cina a scrivere molte delle prossime pagine di esplorazione spaziale. Uno scenario che non riguarda solo la scienza, ma anche la <strong>difesa e la sicurezza orbitale</strong>, ormai riconosciute come dimensioni strategiche al pari di terra, mare, aria e cyberspazio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, Fiore ed Elvis – come ricorda Media INAF – sottolineano che la <strong>new space economy è insieme una strada obbligata e una grande opportunità</strong>. Per l’astrofisica significa puntare su missioni più agili, partnership pubblico-private e una governance internazionale più solida. Solo così sarà possibile evitare che la corsa allo spazio degeneri in un nuovo Far West e, al contrario, trasformarla in un volano per la scienza, la difesa e la cooperazione globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/sd.jpg","categoria":"Blog","tags":"astrofisica, difesa spaziale, governance orbitale, new space economy","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-22 08:04:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.media.inaf.it/2025/08/20/new-space-economy-fabrizio-fiore/https://www.media.inaf.it/2025/08/20/new-space-economy-fabrizio-fiore/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23205-governare-spazio-difesa-astrofisica-space-economy.mp4","galleria":""}
{"id":23200,"titolo":"Il Tenente Colonnello Paracadutista Paglia denuncia: lo Stadio Maradona inaccessibile ai disabili","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Tenente Colonnello Gianfranco Paglia, Medaglia d'Oro al Valor Militare e capitano del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa, ha lanciato un duro attacco contro l'amministrazione comunale di Napoli, denunciando la totale <strong>mancanza di accessibilità</strong> dello Stadio Diego Armando Maradona per i tifosi disabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Paglia, nonostante le rassicurazioni ricevute personalmente dal sindaco Manfredi e dall'amministrazione, che avevano garantito fondi per i lavori necessari a rendere lo stadio fruibile, <strong>\"ancora oggi nulla è stato fatto\"</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4856,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Tenente Colonnello Paracadutista Paglia denuncia: lo Stadio Maradona inaccessibile ai disabili\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/gp-sci-1024x683-1.jpg\" alt=\"Il Tenente Colonnello Paracadutista Paglia denuncia : lo Stadio Maradona inaccessibile ai disabili\" class=\"wp-image-4856\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Il Tenente Colonnello Gianfranco Paglia, Capitano del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa (GSPD), durante la “2 Ore No Limits” del gennaio 2025, dove ha stabilito il nuovo record mondiale – Foto FISIP.</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong><em>\"Fra pochissimo inizia il campionato e gli esclusi restano tali,\"</em></strong> ha affermato Paglia. Le sue parole non lasciano spazio a dubbi: la città di Napoli, avrebbe fatto dell’inclusione solo uno <strong><em>\"spot propagandistico\"</em></strong>, disattendendo le promesse. Il Tenente Colonnello ha espresso la sua delusione per la situazione, che a suo parere riporta la città <strong><em>\"alla ribalta mediatica per considerare i disabili come ultimi\"</em></strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’appello di Paglia si conclude con un’esortazione chiara a trovare rapidamente una soluzione. <strong><em>\"Spero che al più presto si trovino accordi perché si costruisca uno Stadio accessibile a tutti senza limitazioni,\"</em></strong> ha aggiunto. La sua speranza è che lo stadio diventi un luogo dove ogni cittadino possa sentirsi uguale agli altri, senza distinzioni, ribadendo che <strong><em>\"lo Sport è per tutti, unisce e non emargina\"</em></strong>, un concetto che, a suo dire, gli amministratori napoletani non hanno ancora compreso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/Stadio-Maradona-Serie-A.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Disabilità, Inclusione., sport, Stadio Maradona","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-22 06:44:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2025/08/21/medaglia-doro-paglia-stadio-maradona-inaccessibile-ai-disabili_58d76c8c-e553-4952-851e-9c371008934e.htmlhttps://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2025/08/21/medaglia-doro-paglia-stadio-maradona-inaccessibile-ai-disabili_58d76c8c-e553-4952-851e-9c371008934e.html","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23200-paracadutista-paglia-maradona-disabili.mp4","galleria":""}
{"id":23187,"titolo":"Il Generale di Divisione Paracadutista Giuseppe Scuderi assume il comando della Multinational Division South (MND-S) NATO di Firenze","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, <strong>21 agosto 2025</strong>, presso la caserma “Predieri” di Firenze, il <strong>Generale di Divisione Paracadutista Giuseppe Scuderi</strong> ha assunto il comando della <strong>Multinational Division South (MND-S) NATO</strong>, subentrando al parigrado <strong>Massimiliano Quarto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia odierna segue <a href=\"https://brigatafolgore.net/firenze-la-vittorio-veneto-diventa-nato-multinational-division-south/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">quella del <strong>10 luglio 2025</strong>, quando con l’alzabandiera dello stendardo della NATO era stata ufficialmente costituita la <strong>MND-S</strong></a>, evoluzione della Divisione “Vittorio Veneto”, che dal 2019 ha intrapreso un percorso di trasformazione culminato con l’esercitazione <strong>Steadfast Dagger 2024 (STDA24)</strong>. Dal <strong>15 giugno 2025</strong> la divisione è stata formalmente riconfigurata in comando multinazionale, con il ruolo di <strong>Land Component Command dell’Allied Reaction Force (ARF LCC)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La MND-S rappresenta oggi un nodo strategico della <strong>NATO Force Structure</strong>, capace di pianificare e condurre operazioni multinazionali e interforze, garantendo interoperabilità e contribuendo alle missioni dell’Alleanza in termini di <strong>deterrenza, difesa, gestione delle crisi e sicurezza cooperativa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-carriera-del-generale-scuderi\">La carriera del Generale Scuderi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nato a Ischia nel 1971, il Generale Scuderi ha frequentato la <strong>Scuola Militare “Nunziatella” di Napoli</strong> e successivamente l’<strong>Accademia Militare di Modena</strong> (1990). Assegnato all’Arma di Fanteria nel 1992, ha completato gli studi alla Scuola di Applicazione di Torino, laureandosi in Scienze Politiche, prima di essere destinato alla <strong>Brigata Paracadutisti “Folgore”</strong> nel 1995.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della carriera ha comandato il <strong>5° Battaglione Paracadutisti (2012-2013)</strong> e il <strong>187° Reggimento Paracadutisti (2017-2018)</strong>, partecipando a numerose operazioni internazionali. Ha inoltre ricoperto incarichi di rilievo presso lo Stato Maggiore della Difesa, l’Ufficio del Capo di SME e il <strong>NATO Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA)</strong>, dove ha operato come <strong>ACOS J3 (2020-2021)</strong> e <strong>DCOS Support (2021-2022)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2019 è stato Capo di Gabinetto del COMKFOR in Kosovo e nel 2022 ha assunto il comando della <strong>Brigata di Supporto del NRDC-ITA</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con una formazione di alto profilo, che comprende il <strong>Corso di Stato Maggiore</strong>, l’<strong>Hungarian Staff College</strong>, l’<strong>Advanced Command and Staff Course</strong> nel Regno Unito e master in <strong>Scienze Strategiche</strong> e in <strong>Defence Studies</strong>, il Generale Scuderi porta al nuovo incarico una solida esperienza operativa e di comando, confermandosi come figura di riferimento nelle Forze Armate italiane e in ambito NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Al Generale Scuderi vanno i nostri migliori auguri per questo ennesimo e straordinario traguardo raggiunto.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Folgore Comandante Scuderi!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/SCUD222.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Mnd-S, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-21 19:44:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23187-il-generale-di-divisione-paracadutista-giuseppe-scuderi-assume-il-comando-della-multinational-division-south-mnd-s-nato-di-firenze.mp4","galleria":""}
{"id":23175,"titolo":"Quito 2025, altro Oro per Calcagni sui 400 metri ! Oro anche per il Generale Como ai Mondiali Militari. Perrone e Ricciardi d’Argento","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-b7f4f225-3377-49f6-82e3-bb831a9bc128\"><strong>Giornata di grande orgoglio per i colori italiani</strong> al Campionato Mondiale di Paratletica Militare e al Mondiale di Trial-O, in corso presso la <em>Escuela Superior Militar “Eloy Alfaro”</em> di Quito. Le delegazioni di dieci Paesi – tra cui Brasile, Ecuador, Spagna, Francia, Grecia, Italia e Russia – si sono confrontate in discipline che hanno messo alla prova velocità, resistenza e spirito di sacrificio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-b7f4f225-3377-49f6-82e3-bb831a9bc128\">Per l’Italia, già nella giornata inaugurale, sono arrivati <strong>quattro straordinari podi</strong>, con due medaglie d’oro e due d’argento:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul id=\"block-29fdc1fb-e535-447e-a26f-af9c4ac7e374\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Nei <strong>100 metri categoria T47</strong>, il <strong>Generale Roberto Como</strong> ha conquistato la medaglia d’oro con il tempo di <strong>15.48</strong>, confermando la sua straordinaria forma atletica e il forte legame con lo sport militare.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Nei <strong>100 metri T42/T44</strong>, <strong>Salvatore Perrone</strong> ha chiuso al secondo posto in <strong>17.81</strong>, alle spalle del russo Makarenkov Sergei (<strong>14.58</strong>).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Nei <strong>100 metri T72</strong>, l’inarrestabile <strong>Colonnello Carlo Calcagni</strong> ha dominato la gara con un tempo di <strong>14.94</strong>, imponendosi nettamente sugli avversari.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Negli <strong>800 metri T46</strong>, <strong>Michele Ricciardi</strong> ha lottato fino all’ultimo metro, portando a casa un argento con <strong>2.34,74</strong>, dietro al russo Kosumov Bolat (<strong>2.17,01</strong>).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-a58d3a1e-d6fe-4501-9d85-3445138196a7\">Ma le soddisfazioni non si sono fermate qui. Nella <strong>seconda giornata di gare</strong>, l’Italia ha vissuto un’altra giornata memorabile: il <strong>Colonnello Carlo Calcagni</strong> ha centrato la sua <strong>seconda medaglia d’oro consecutiva</strong>, dominando i <strong>400 metri T72</strong> con lo straordinario tempo di <strong>1’00”99</strong>. Nella stessa sessione, il <strong>Generale Roberto Como</strong> ha conquistato un brillante <strong>argento nei 400 metri T47</strong>, battuto soltanto da un avversario russo di altissimo livello, “uno stratosferico atleta”, come lo stesso Como ha riconosciuto con grande sportività.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-12ab16a9-52aa-45aa-9657-05399c7b4950\">Con una prova di forza e determinazione impressionante, i nostri atleti ha dimostrato non solo il loro talento, ma anche una condizione fisica e mentale fuori dal comune, capace di affrontare impegni ravvicinati con la stessa energia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-4d94c198-04a1-44f8-811b-11ebb68133ab\">Questi risultati confermano il <strong>livello d’eccellenza</strong> raggiunto dagli atleti militari italiani, capaci di imporsi con coraggio e determinazione in competizioni internazionali di altissimo livello.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-b7f4f225-3377-49f6-82e3-bb831a9bc128\">Un caloroso plauso ai nostri atleti, autentico <strong>orgoglio nazionale</strong>, esempio di <strong>dedizione, disciplina e spirito di servizio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":23182,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/CALCAGNI5-1024x619-1.jpg\" alt=\"Quito 2025, doppio Oro per Calcagni nei 100 e 400 metri. Il Generale Como conquista un Oro e un Argento. Argento anche per Perrone e Ricciardi - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-23182\" title=\"Mondiali militari, il Colonnello Calcagni è inarrestabile: seconda Medaglia d'Oro, questa volta nei 400 metri - Intervista Esclusiva\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Un momento di fraternità internazionale ai Mondiali Militari di Quito, dove la competizione lascia spazio all’onore, alla solidarietà e all’amicizia tra i militari di diverse Nazioni - Foto Carlo Calcagni</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/mondiali-quito.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"CISMParatletica, Quito2025","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-21 16:14:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://x.com/FFAAECUADOR/status/1958358035543289978https://x.com/FFAAECUADOR/status/1958358035543289978","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23175-quito-2025-oro-anche-per-il-generale-como-ai-mondiali-militari-perrone-e-ricciardi-dargento.mp4","galleria":""}
{"id":23170,"titolo":"L’Esercito USA Lancia il Marketplace delle Radio Tattiche","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l’edizione 2025 di TechNet Augusta, uno degli eventi più attesi nel panorama della difesa digitale e delle comunicazioni militari, l’Esercito degli Stati Uniti ha presentato un progetto ambizioso destinato a trasformare radicalmente il modo in cui le unità militari acquisiscono capacità radio tattiche. Il nuovo modello, denominato <strong>Common Hardware Software Solutions Tactical Radios (CHESS-TR),</strong> è stato descritto come una sorta di <strong>piattaforma e-commerce per la difesa, dove i reparti potranno selezionare e ordinare le soluzioni più adatte alle proprie esigenze operative</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un modello ispirato all’e-commerce</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto dichiarato dal Maggiore Dominic Adams, responsabile dello sviluppo dei requisiti presso l’Army Futures Command, CHESS-TR è attualmente nella fase concettuale all’interno dell’Army Software Factory. L’obiettivo è quello di pubblicare una bozza di requisiti attraverso il sistema Joint Capabilities Integration and Development System entro uno o due anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Colonnello John Harrell, manager delle capacità radio tattiche, ha spiegato che <strong>il modello consentirà ai fornitori di presentare hardware, software, servizi di manutenzione e gestione del ciclo di vita, previa approvazione secondo gli standard del Dipartimento della Difesa</strong>. Una volta inseriti nel catalogo, i prodotti saranno disponibili per l’acquisto da parte delle unità militari, che potranno navigare tra le opzioni e ordinare ciò che serve per le missioni future.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Vantaggi strategici e operativi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p> Il sistema CHESS-TR promette di accelerare la distribuzione delle capacità radio aggiornate ai soldati, aumentando la velocità e la scala dell’implementazione. Harrell ha sottolineato che questo approccio stimolerà l’innovazione e offrirà un feedback diretto su ciò che le unità stanno cercando, favorendo la competizione tra i fornitori e migliorando la qualità delle soluzioni proposte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Un altro vantaggio chiave è la flessibilità: le esigenze di comunicazione tattica variano notevolmente tra i diversi teatri operativi.</strong> Una unità dislocata in Africa, ad esempio, avrà requisiti molto diversi rispetto a una in Europa o nell’Indo-Pacifico. CHESS-TR mira a rispondere a queste differenze in modo dinamico e personalizzato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4752,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"L’Esercito USA Lancia il Marketplace delle Radio Tattiche\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/2-4.jpg\" alt=\"L’Esercito USA Lancia il Marketplace delle Radio Tattiche\" class=\"wp-image-4752\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Esercito USA Lancia il Marketplace delle Radio Tattiche</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Lezioni dal passato: il fallimento del modello “radio-as-a-service”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo modello prende ispirazione dal programma Common Hardware Systems del Program Executive Office of Command, Control, Communications and Network (PEO C3N), che già offre un sistema simile per l’hardware IT commerciale. Inoltre, CHESS-TR integra gli aspetti positivi del precedente progetto “radio-as-a-service”, un’iniziativa che prevedeva la fornitura di radio come servizio in abbonamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo approccio avrebbe permesso all’esercito di noleggiare le capacità necessarie al momento del bisogno, evitando l’onere di acquistare, mantenere e aggiornare l’equipaggiamento per ogni unità. Tuttavia, il progetto è stato abbandonato perché ritenuto non sostenibile per l’industria. Adams ha ammesso che “era destinato probabilmente a fallire”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Supervisione e collaborazione con l’industria</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una delle novità più rilevanti del modello CHESS-TR è la gestione centralizzata dei fondi da parte dei project manager, anziché lasciare il budget alle singole unità. Questo dovrebbe facilitare la cooperazione con l’industria, migliorando la trasparenza e la pianificazione degli investimenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“L’idea è quella di procedere alla velocità dello sviluppo industriale,” ha affermato Adams. Sebbene il progetto sia ancora in fase embrionale, l’entusiasmo espresso durante TechNet Augusta suggerisce che CHESS-TR potrebbe rappresentare un punto di svolta per la modernizzazione delle comunicazioni militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se implementato con successo, <strong>CHESS-TR potrebbe diventare un modello replicabile anche in altri ambiti della difesa, dove la rapidità di adattamento e la personalizzazione delle soluzioni sono cruciali</strong>. La digitalizzazione dei processi di approvvigionamento, unita alla trasparenza e alla competizione tra fornitori, potrebbe portare a una maggiore efficienza e a un miglioramento continuo delle tecnologie impiegate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto globale sempre più instabile e tecnologicamente avanzato, la capacità di adattarsi rapidamente alle nuove sfide è fondamentale. TechNet Augusta 2025 ha dimostrato che l’Esercito degli Stati Uniti è intenzionato a percorrere questa strada con decisione, e CHESS-TR ne è la prova concreta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/1-11.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"CHESS-TR, MARKETPLACE, RADIO TATTICHE","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-21 15:54:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://breakingdefense.com/2025/08/army-says-e-commerce-like-marketplace-for-tactical-radio-capabilities-in-the-works/https://breakingdefense.com/2025/08/army-says-e-commerce-like-marketplace-for-tactical-radio-capabilities-in-the-works/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23170-esercito-usa-lancia-marketplace-radio-tattiche.mp4","galleria":""}
{"id":23164,"titolo":"Il Guerriero Illuminato: ragione, pensiero critico e le Forze Speciali","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un’epoca segnata da conflitti ibridi, minacce nella «zona grigia» e scenari in cui politica e violenza si intrecciano, il soldato delle Forze Speciali non può limitarsi a essere soltanto un operatore bellico. Come argomenta <strong>David Maxwell</strong> in un saggio pubblicato su <em>Small Wars Journal</em>, il moderno operatore deve diventare un <strong>Guerriero Illuminato</strong>: un professionista che coniuga abilità tattiche, profondità strategica e rigore morale. Richiamando l’eredità dell’Illuminismo — da Locke a Kant fino ad autori moderni come Camus — Maxwell sostiene che i valori della ragione, del pensiero critico e della dignità umana non sono dottrine astratte, ma strumenti pratici e indispensabili nelle operazioni di guerra irregolare, non convenzionale e politica (David Maxwell, <em>Small Wars Journal</em>).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Illuminismo e l’etica del guerriero</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Illuminismo, l’«Età della Ragione», esaltava la capacità dell’individuo di pensare autonomamente. Kant definiva l’Illuminismo come «l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso», invitando a usare la propria ragione senza la guida di altri. Per l’operatore delle Forze Speciali questa autonomia intellettuale è cruciale: spesso si opera con informazioni incomplete, in ambienti ostili e con implicazioni politiche delicate. Maxwell, con la sua esperienza sul campo descritta su <em>Small Wars Journal</em>, sottolinea come la capacità di giudizio, la lucidità morale e la disponibilità a mettere in discussione assunti consolidati diventino qualità tattiche, non mere virtù filosofiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4743,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Guerriero Illuminato: ragione, pensiero critico e le Forze Speciali\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/32719-ercvcu-Immanuel-Kant-1024x576-1.jpg\" alt=\"Il Guerriero Illuminato: ragione, pensiero critico e le Forze Speciali\" class=\"wp-image-4743\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Guerriero Illuminato: ragione, pensiero critico e le Forze Speciali</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>John Locke offre una cornice valutativa per l’impegno delle Forze Speciali a sostegno di movimenti di resistenza: il diritto all’autodeterminazione e la legittimità di opporsi a governi che violano il contratto sociale. Nel saggio comparato pubblicato da Maxwell su <em>Small Wars Journal</em>, questa idea viene collegata direttamente al motto <em>De Oppresso Liber</em>: il supporto a forze locali in lotta per la libertà può trovare giustificazione morale nella filosofia politica classica, purché l’intervento rispetti la volontà e la legittimità delle comunità coinvolte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Kant, con il suo imperativo categorico — trattare ogni individuo come fine e mai come mezzo — impone un vincolo etico alle azioni militari. Maxwell insiste (come già evidenziato nel suo pezzo su <em>Small Wars Journal</em>) che anche in operazioni clandestine o cinetiche, comandanti e operatori devono valutare attentamente l’impatto umano delle loro scelte, evitando di strumentalizzare comunità o singoli per fini esclusivamente tattici. L’etica kantiana ricorda che l’efficacia non può annullare la dignità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Pensiero critico nello spazio irregolare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra irregolare è essenzialmente umana: si gioca su narrazioni, legittimità politica e percezioni culturali. Qui il pensiero critico è arma strategica. Come osservava T.E. Lawrence, l’irregolarità è più intellettuale che fisica. Maxwell, nella sua analisi su <em>Small Wars Journal</em>, richiama Thomas Kuhn per spiegare l’importanza di riconoscere quando un paradigma operativo è superato: le Forze Speciali devono saper abbandonare modelli obsoleti, adattare pratiche e concepire soluzioni su misura per contesti specifici, riconoscendo l’incommensurabilità di opzioni apparentemente equivalenti (sovranità statale vs. diritti umani universali).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tradizione della <strong><em>ius ad bellum</em> e della <em>ius in bello</em> (Cicerone, Agostino) si integra con i principi illuministi per forgiare il «professionista silenzioso» delle Forze Speciali: prudente, giusto, coraggioso e temperato. </strong>La ragione dirige l’azione verso fini politici chiari e legittimi: la violenza è giustificata solo quando è l’ultima risorsa e mira a ristabilire pace e giustizia. Maxwell sottolinea, nel suo contributo su <em>Small Wars Journal</em>, che questo orientamento evita derive strumentali in cui le operazioni diventano finalità autonome e preserva il discrimine fondamentale tra combattenti e civili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4744,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Guerriero Illuminato: ragione, pensiero critico e le Forze Speciali\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/max1200-2-1024x706-1.jpg\" alt=\"Il Guerriero Illuminato: ragione, pensiero critico e le Forze Speciali\" class=\"wp-image-4744\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Guerriero Illuminato: ragione, pensiero critico e le Forze Speciali</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Critica postmoderna e resilienza illuminista</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le critiche postmoderne, che problematizzano le grandi narrazioni e le verità universali, non rendono obsoleto l’Illuminismo; al contrario, lo costringono a diventare più robusto. Maxwell osserva su <em>Small Wars Journal</em> che il confronto con posizioni relativiste stimola riflessione e argomentazione migliore: tutto ciò che sopravvive a una critica serrata acquisisce maggiore legittimità. Camus, pur riconoscendo l’assurdo, individua nella ribellione l’affermazione della dignità umana — principio che risuona con l’impegno di <strong><em>De Oppresso Liber</em>: sostenere la libertà dei popoli senza imporre modelli estranei.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le competizioni future saranno tanto cognitive quanto cinetiche. Guerra dell’informazione, campagne d’influenza e competizioni ideologiche si combattono con narrazioni argomentate e capacità analitiche. Pertanto la formazione delle Forze Speciali deve integrare studi filosofici, storia, etica pubblica e teoria politica con l’addestramento tecnico. Maxwell propone, nelle sue riflessioni raccolte su <em>Small Wars Journal</em>, l’idea di un moderno <em>De Officiis</em> — un codice di doveri che unisca Locke, Kant, Camus e una prudente concezione conservatrice — per fornire una bussola morale e intellettuale agli operatori, consentendo loro di discernere ciò che si <strong>deve</strong> fare da ciò che si <strong>può</strong> fare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione: ragione, libertà e la vocazione del guerriero</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Guerriero Illuminato non è un ossimoro: è l’ideale operativo per chi affronta conflitti complessi e sfumati. Come David Maxwell argomenta su <em>Small Wars Journal</em>, in un mondo dove la forza bruta raramente produce stabilità duratura, la ragione, il pensiero critico, <strong>il rispetto della dignità umana e una solida formazione etica sono le leve che trasformano un operatore militare in un agente di pace legittimo</strong>. Le Forze Speciali che investono nell’intelletto e nell’etica non limitano la loro efficacia; la moltiplicano. Così il soldato del futuro potrà essere non soltanto il protettore del mondo libero, ma anche la testimonianza vivente dei suoi più alti valori — un punto ripetuto e ribadito dallo stesso Maxwell nel suo contributo pubblicato su <em>Small Wars Journal</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/BNET-2-scaled-e1608720561933.jpg","categoria":"Forze Speciali, Internazionali","tags":"guerriero illuminato, illuminismo, SOF, soldato Forze Speciali, Tags: Army SOF, United States Army Special Forces","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-21 14:44:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://smallwarsjournal.com/2025/08/18/enlightened-warrior-special-forces/https://smallwarsjournal.com/2025/08/18/enlightened-warrior-special-forces/","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23164-guerriero-illuminato-pensierocritico-forze-speciali.mp4","galleria":""}
{"id":23159,"titolo":"Ucraina e Articolo 5, il generale Bertolini: «Non vuol dire entrare in guerra»","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il conflitto in Ucraina continua a sollevare interrogativi sul ruolo della Nato e sulle possibili garanzie di sicurezza da offrire a Kiev. Molti osservatori richiamano l’attenzione sull’<strong>articolo 5 del Trattato del Nord</strong> Atlantico, il dispositivo che prevede il mutuo soccorso tra i Paesi membri in caso di aggressione. Ma, come ricorda il <strong>Generale Marco Bertolini</strong> – già comandante del <strong>Comando Operativo di Vertice Interforze </strong>e della<a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\"> Brigata Paracadutisti “Folgore”</a> – la sua interpretazione non deve essere equivocata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Che cosa prevede l’articolo 5 della Nato</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’articolo 5 rappresenta il pilastro dell’Alleanza Atlantica: gli Stati membri concordano che «u<strong>n attacco armato contro una o più di esse in Europa o nel Nord America sarà considerato un attacco contro tutte</strong>». Di conseguenza, ciascun Paese ha l’obbligo di intervenire in soccorso dello Stato aggredito «intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l’azione che ritiene necessaria, incluso l’uso della forza armata».<br>Tuttavia, come sottolinea Bertolini, ciò non implica un’automatica entrata in guerra: ogni nazione mantiene la facoltà di decidere modalità e strumenti del proprio intervento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4673,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Ucraina e Articolo 5, il generale Bertolini: «Non vuol dire entrare in guerra»\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/FOynGDTXoAELPjx-1024x628-1.jpg\" alt=\"Ucraina e Articolo 5, il generale Bertolini: «Non vuol dire entrare in guerra»\" class=\"wp-image-4673\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ucraina e Articolo 5, il generale Bertolini: «Non vuol dire entrare in guerra»</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">«Articolo 5 non significa guerra automatica»</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Bertolini, «<strong>è un errore di percezione pubblica pensare che l’articolo 5 implichi l’ingresso automatico in guerra degli alleati contro l’aggressore</strong>». L’interpretazione, osserva il generale, deve essere letta con attenzione: «<strong>Tutti devono impegnarsi a sostenere l’aggredito con i mezzi che considerano necessari, ma non necessariamente militari</strong>».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto centrale è che l’Ucraina non fa parte della Nato. «La sua adesione – osserva – è proprio il motivo scatenante dell’operazione russa. Invocare l’articolo 5 per Kiev sarebbe per Mosca del tutto inaccettabile. Inoltre, sul terreno, la Russia sta mantenendo le proprie posizioni: perché mai dovrebbe retrocedere?».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perché si parla dell’articolo 5 in relazione all’Ucraina</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante l’Ucraina non sia uno dei 32 membri dell’Alleanza, il dibattito è stato riacceso da una proposta avanzata dalla premier Giorgia Meloni al Consiglio europeo straordinario del 6 marzo scorso, che suggeriva l’estensione delle garanzie Nato anche a Kiev. La stessa ipotesi è poi emersa nel summit di Anchorage, quando Donald Trump ne ha discusso con Vladimir Putin.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto riferito dall’inviato speciale americano Steve Witkoff, <strong>Mosca avrebbe mostrato una disponibilità di principio, a condizione che vengano sanciti i nuovi confini</strong>: la Russia rivendica l’intero Donbass, che tuttavia controlla solo in parte. Una prospettiva difficile da accettare per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella storia della Nato l’articolo 5 è stato invocato una sola volta: dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 contro le Torri Gemelle e il Pentagono. Il 2 ottobre di quell’anno fu riconosciuto che l’aggressione proveniva dall’estero e la Nato decise di inviare truppe in Afghanistan. Un precedente che dimostra come il meccanismo non sia automatico ma richieda valutazioni politiche e operative condivise.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I rischi dell’estensione a Kiev</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’eventuale estensione delle garanzie dell’articolo 5 all’Ucraina solleva numerose incognite.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sul piano legale</strong>, il trattato prevede l’integrazione nella struttura di comando Nato, incluso l’ombrello nucleare: un passo che cambierebbe radicalmente l’equilibrio strategico europeo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sul piano territoriale</strong>, il problema è rappresentato dall’assenza di confini stabili: con parte dell’Ucraina già sotto controllo russo, diventa difficile stabilire l’area di applicazione del dispositivo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sul fronte operativo</strong>, la definizione stessa di “attacco” rischia di creare ambiguità: basti pensare ai cyber-attacchi, difficili da valutare e attribuire con certezza.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sul piano politico</strong>, infine, un’eventuale violazione delle garanzie senza risposta concreta potrebbe minare la credibilità della Nato.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla luce di questi ostacoli, l’ipotesi più realistica resta quella di un meccanismo ispirato all’articolo 5, ma basato sull’adesione di un gruppo di “Paesi volenterosi”. Si tratterebbe di una forza di deterrenza che non preveda la presenza diretta di soldati Nato in Ucraina, ma offra garanzie politiche e militari per rafforzare la posizione di Kiev.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Bertolini, tuttavia, avverte: «Si tratta spesso degli stessi Paesi che hanno destabilizzato la Libia sotto i nostri occhi. Non possiamo ignorare il rischio di ripetere errori già visti».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4674,\"width\":\"1200px\",\"height\":\"700px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Ucraina e Articolo 5, il generale Bertolini: «Non vuol dire entrare in guerra»\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/1395600753310-nato.jpg\" alt=\"Ucraina e Articolo 5, il generale Bertolini: «Non vuol dire entrare in guerra»\" class=\"wp-image-4674\" style=\"object-fit:cover;width:1200px;height:700px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ucraina e Articolo 5, il generale Bertolini: «Non vuol dire entrare in guerra»</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il nodo delle garanzie reciproche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il generale sottolinea che ogni architettura di sicurezza deve essere valida per entrambe le parti: «Noi europei pensiamo a garanzie come a un muro contro eventuali nuovi interventi russi; la Russia, invece, le concepisce come protezione da possibili minacce provenienti dall’Ucraina o dalla Nato».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non a caso, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha ribadito che qualsiasi sistema di sicurezza futuro dovrà includere anche la Cina, segnalando l’ingresso ormai irreversibile in una logica multipolare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dibattito resta aperto: da un lato Kiev reclama garanzie concrete, dall’altro Mosca non intende arretrare. Nel mezzo, l’Europa e la Nato cercano una formula che unisca deterrenza e diplomazia senza sfociare in uno scontro diretto con la Russia. <strong>Il monito del generale Bertolini, in questo contesto, è chiaro: evitare illusioni sull’automatismo dell’articolo 5 e ricordare che la credibilità di ogni garanzia di sicurezza dipende dall’equilibrio delle parti in campo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/generale-bertolini-2-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Articolo 5, marco bertolini, NATO, russia, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-21 10:04:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23159-ucraina-art-5-bertolini-non-vuoldire-entrare-guerra.mp4","galleria":""}
{"id":23153,"titolo":"Ucraina, il drone a fibra ottica con raggio di 100 km che “salta” il jamming","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’azienda ucraina Fold sta sviluppando un drone FPV collegato via fibra ottica, con un raggio operativo fino a 100 km. La soluzione elimina il collegamento radio — vulnerabile alle contromisure elettroniche — e punta a garantire controllo continuo anche in ambienti saturi di disturbi. Basato su quadricotteri commerciali a basso costo, il sistema può essere configurato per trasportare cariche esplosive idonee a neutralizzare veicoli blindati e infrastrutture.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come funziona</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il drone sostituisce il link RF con una bobina di cavo in fibra ottica che mantiene un collegamento diretto e schermato tra operatore e piattaforma. L’assenza di radio rende inefficaci i jammer e riduce il rischio di perdita del segnale durante l’avvicinamento all’obiettivo. Il rovescio della medaglia è la gestione fisica del cavo, che deve srotolarsi senza impedimenti lungo la rotta di volo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dalle prime prove alla seconda generazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fold ha progressivamente esteso il raggio: dai primi prototipi da 5 km, è passata a 15 e 25 km, esplorando versioni da 40–50 km per ingaggi a media distanza. La seconda generazione punta ora a circa 100 km, un salto che amplia notevolmente il ventaglio di bersagli e profili di missione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Vantaggi operativi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Immunità al jamming:</strong> niente collegamento radio da disturbare.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Controllo stabile:</strong> telemetria e video FPV continui in ambienti EW complessi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Costi contenuti:</strong> piattaforma derivata da FPV commerciali, facilmente rimpiazzabile.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Flessibilità d’impiego:</strong> dal ricognitore “one-way” al vettore d’attacco di precisione.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Limiti e compromessi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Gestione del cavo:</strong> rischio di impigliamenti con ostacoli naturali o antropici.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Peso e ingombri:</strong> la bobina riduce il payload utile e richiede telai più grandi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Agilità inferiore:</strong> manovrabilità penalizzata rispetto a FPV tradizionali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Contromisure cinetiche:</strong> il fuoco ravvicinato (es. fucili) resta una possibile difesa, sebbene con efficacia variabile e spesso fortuita.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa cambia sul campo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’estensione a 100 km permette attacchi “oltre linea” su radar, nodi logistici e assetti di alto valore senza esporre l’operatore a contromisure elettroniche. Per i difensori, l’enfasi si sposta dal contrasto EW a <strong>barriere fisiche</strong>, <strong>reti anti-drone</strong>, <strong>sorveglianza ottico-acustica</strong> e fuoco di interdizione. Sistemi laser o armi a energia diretta, dove disponibili, diventano più rilevanti di fronte a piattaforme non dipendenti dal radio-link.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Test e capacità di carico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo le prove effettuate in Ucraina su vari modelli a fibra di produttori locali, gli operatori stanno valutando configurazioni in grado di trasportare <strong>testate fino a 3 kg</strong>, sufficienti a danneggiare veicoli e strutture tattiche. L’incremento del raggio richiede però una pianificazione accurata dei percorsi per ridurre i rischi di attrito del cavo e di perdita meccanica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La voce del produttore</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Oggi, la guerra è cambiata. Il raggio di 10–15 chilometri spesso non basta per distruggere grandi bersagli nemici”, ha spiegato Volodymyr, co-fondatore di Fold, in un’intervista a <a href=\"https://www.businessinsider.com/ukrainian-company-makes-new-fiber-optic-drone-100-kilometer-reach-2025-8\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">BUSINESS INSIDER</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La spinta verso soluzioni anti-jam è quindi destinata a proseguire, combinando droni a fibra con flotte FPV tradizionali e vettori a lungo raggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Prospettive</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei prossimi mesi l’attenzione sarà su <strong>affidabilità del cavo</strong> (resistenza, attrito, tagli), <strong>automazione dello srotolamento</strong>, <strong>ottimizzazione dei telai</strong> e <strong>integrazione dottrinale</strong> con altri sistemi (UAV ISR, artiglieria, munizioni circuitanti). Se confermate sul campo, le piattaforme FPV a fibra potrebbero ridefinire l’equilibrio tra attacco economico di precisione e difesa, spostando il baricentro dalla guerra elettronica alla protezione fisica degli assetti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/drone-fpv-fiber.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"ConflittoRussiaUcraina, Drone","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-21 08:14:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.businessinsider.com/ukrainian-company-makes-new-fiber-optic-drone-100-kilometer-reach-2025-8https://www.businessinsider.com/ukrainian-company-makes-new-fiber-optic-drone-100-kilometer-reach-2025-8","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23153-ucraina-il-drone-a-fibra-ottica-con-raggio-di-100-km-che-salta-il-jamming.mp4","galleria":""}
{"id":23141,"titolo":"Quito 2025, l'Italia sul Tetto del Mondo: il Colonnello Carlo Calcagni è oro nei 100 metri ai Mondiali Militari","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>20 agosto 2025 — Quito (Ecuador).</strong> Nella gara di apertura del <strong>2° Campionato del Mondo Militare di Paratletica</strong>, in corso dal <strong>18 al 24 agosto</strong> e ospitato dalle Forze Armate dell’Ecuador <strong>in parallelo al 1° Mondiale Militare di Trail-O</strong>, il Colonnello <strong>Carlo Calcagni</strong> ha conquistato la <strong>medaglia d’oro</strong> nei <strong>100 metri</strong>, inaugurando al meglio la rassegna iridata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">“La vittoria più grande è ciò che resta nel cuore”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Colonnello Calcagni ha dichiarato sulla sua pagina Facebook:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, nella prima gara di apertura, 100 metri, dei Campionati del Mondo Militari a Quito, in Ecuador, ho conquistato la medaglia d’oro.<br>Un risultato che mi riempie di gioia ed orgoglio, ma che per me non è il vero traguardo.<br>La vittoria più grande non si misura con il metallo di una medaglia, ma con ciò che resta nel cuore: la fratellanza, il rispetto ed il camminare insieme, fianco a fianco, anche da avversari.<br>È questo lo spirito che porto dentro e che voglio condividere con tutti voi: perché nello sport, come nella vita, la vera forza non è superare gli altri, ma sostenersi a vicenda.<br>Grazie a chi crede in me ed a chi corre o cammina con me, sempre e comunque.<br>Mai arrendersi, nonostante tutto e tutti, costi quel che costi.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un campione oltre la malattia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Colonnello del <strong>Ruolo d’Onore dell’Esercito Italiano</strong>, pilota e istruttore di elicotteri, <strong>paracadutista della Folgore</strong>, <strong>Carlo Calcagni</strong> porta in pista un percorso di vita straordinario.<br>Nel <strong>1996</strong>, durante una missione di pace <strong>NATO/ONU</strong> in <strong>Bosnia-Erzegovina</strong>, subì una <strong>massiccia contaminazione da metalli pesanti</strong>, sviluppando una <strong>grave malattia multiorgano</strong> con <strong>polineuropatia cronica</strong>, <strong>sclerosi multipla</strong> e <strong>parkinson</strong>. Nonostante ciò, ha continuato a distinguersi nello sport praticando <strong>ciclismo agonistico</strong>, <strong>canottaggio</strong>, <strong>atletica</strong> e <strong>karate</strong>, fino a diventare un <strong>atleta paralimpico di rilievo internazionale</strong>, con numerosi record mondiali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4653,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/calcagni-partenza-ecuador-1024x620-1.jpg\" alt=\"Quito 2025, l'Italia sul Tetto del Mondo: il Colonnello Carlo Calcagni è oro nei 100 metri ai Mondiali Militari\" class=\"wp-image-4653\" title=\"Quito 2025, l'Italia sul Tetto del Mondo: il Colonnello Carlo Calcagni è oro nei 100 metri ai Mondiali Militari\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Il Colonnello Carlo Calcagni all’aeroporto di Brindisi, in partenza per Quito (Ecuador) per i Mondiali Militari CISM 2025 - Foto Carlo Calcagni Profilo Facebook</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quito 2025: sport, amicizia e pace</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I Mondiali militari CISM a <strong>Quito</strong> ribadiscono lo sport come <strong>ponte tra culture e popoli</strong>. L’edizione 2025 <strong>affianca la paratletica al Trail-O (orienteering di precisione)</strong>, con l’obiettivo di favorire la <strong>partecipazione dei militari con disabilità</strong> ad eventi di alto livello. In questo contesto, Calcagni gareggia con la maglia del <strong>Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa (GSPD)</strong>, testimoniando valori di <strong>inclusione</strong> e <strong>rispetto reciproco</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4652,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/cism2025-1024x574-1.jpg\" alt=\"Quito 2025, l'Italia sul Tetto del Mondo: il Colonnello Carlo Calcagni è oro nei 100 metri ai Mondiali Militari\" class=\"wp-image-4652\" title=\"Quito 2025, l'Italia sul Tetto del Mondo: il Colonnello Carlo Calcagni è oro nei 100 metri ai Mondiali Militari\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>I Mondiali militari di Trail-O e il 2º Mondiale Militare di Paratletica (CISM) si svolgono a Quito, in Ecuador, dal 18 al 24 agosto 2025; cerimonia inaugurale il 20 agosto alla Escuela Superior Militar “Eloy Alfaro” - Foto Ministero della Difesa Ecuador</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Obiettivi e identità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Calcagni ha sottolineato che Quito rappresenta non solo una tappa agonistica, ma anche l’occasione per <strong>difendere e confermare i tre titoli di Campione del Mondo Assoluto conquistati nel 2024</strong>.<br>“<strong>Sarà l’onore di indossare ancora una volta la maglia del Gruppo Sportivo Paralimpico del Ministero della Difesa, portando in pista non solo la mia bandiera, ma anche la mia storia, la mia voce e il mio messaggio</strong>”, ha ribadito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Mai arrendersi.</strong> L’oro di oggi nei <strong>100 metri</strong> è il simbolo di una vittoria che va oltre il cronometro: la conferma che <strong>coraggio, disciplina e fratellanza</strong> possono trasformare la fatica in speranza e lo sport in un <strong>linguaggio universale di pace</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong><strong>Al Colonnello Calcagni vanno le nostre più sincere congratulazioni per lo straordinario traguardo raggiunto, con cui ha portato, ancora una volta, il Tricolore Italiano sul tetto del mondo.</strong></strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/calcagni-oo-ecuador.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"CarloCalcagni, CISMParatletica, Quito2025","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-20 23:57:16","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23141-quito-2025-litalia-sul-tetto-del-mondo-il-colonnello-carlo-calcagni-e-oro-nei-100-metri-ai-mondiali-militari-2.mp4","galleria":""}
{"id":23133,"titolo":"Drone russo esplode in Polonia: Varsavia parla di “ennesima provocazione”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Un velivolo senza pilota è esploso nella scorsa notte</strong> in un campo di mais nei pressi del villaggio di <strong>Osiny</strong>, nell’est della <strong>Polonia</strong>. <a href=\"https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/drone-russo-esplode-in-polonia-varsavia-ennesima-provocazione-di-mosca_2xLuUl1d09Bssi6cdIRtEQ\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Secondo quanto riporta l’<strong>ADNKRONOS</strong></a>, l’onda d’urto ha mandato in frantumi i vetri di alcune abitazioni, ma fortunatamente non si registrano feriti. L’episodio riaccende l’allarme lungo il fianco orientale dell’Alleanza: l’area si trova a circa <strong>120 chilometri dal confine ucraino</strong> e un centinaio da quello <strong>bielorusso</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le prime informazioni raccolte dalle autorità indicano che si tratterebbe di un <strong>drone di fabbricazione russa</strong>, verosimilmente una versione riconducibile alla famiglia degli <strong>Shahed</strong>, impiegato come <strong>esca</strong> e <strong>privo di testata</strong>. Le immagini riprese da alcune telecamere di sorveglianza della zona mostrano un bagliore improvviso e l’impatto al suolo, seguito da un piccolo incendio nel terreno agricolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durissima la reazione di Varsavia. Il ministro degli Esteri <strong>Radosław Sikorski</strong> ha parlato di “<strong>nuova violazione proveniente da est</strong>” e ha ribadito che la priorità della Polonia in ambito <strong>NATO</strong> resta la <strong>difesa del proprio territorio</strong>. Il portavoce del ministero, <strong>Paweł Wroński</strong>, ha annunciato l’invio di una <strong>nota di protesta</strong> a Mosca e la <strong>condivisione del dossier</strong> con gli alleati, sottolineando come l’incidente si inserisca nel dibattito sulla fine della guerra in Ucraina e sulla necessità di <strong>garanzie di sicurezza</strong> solide per l’intera Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sulla stessa linea il vicepremier e ministro della Difesa, <strong>Władysław Kosiniak-Kamysz</strong>, che ha definito l’evento “<strong>un’ulteriore provocazione russa</strong>”, ricordando episodi analoghi registrati in <strong>Romania, Lituania e Lettonia</strong>. L’esplosione avviene in un momento particolarmente delicato, mentre proseguono le discussioni internazionali su cessate il fuoco e percorsi negoziali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli inquirenti hanno circoscritto l’area, recuperato i frammenti del velivolo e avviato gli <strong>accertamenti tecnico-balistici</strong> per stabilire con precisione <strong>rotta</strong>, <strong>punto di ingresso nello spazio aereo polacco</strong> e <strong>modello</strong> impiegato. Secondo una prima valutazione, il drone avrebbe volato a <strong>bassa quota</strong>, rendendo più complessa l’<strong>intercettazione</strong> da parte dei sistemi di sorveglianza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per Varsavia, l’episodio conferma che il conflitto non riguarda soltanto la periferia orientale del continente, ma investe direttamente la <strong>sicurezza europea</strong> e, con essa, gli impegni di <strong>difesa collettiva</strong>. In attesa delle conclusioni dell’indagine, la linea politica è netta: <strong>rafforzare la postura di deterrenza</strong> e la <strong>cooperazione con gli alleati</strong> per prevenire nuove violazioni e ridurre i rischi di escalation.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/drone-russo.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"ConflittoRussiaUcraina, Drone, NATO, Polonia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-20 21:14:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/drone-russo-esplode-in-polonia-varsavia-ennesima-provocazione-di-mosca_2xLuUl1d09Bssi6cdIRtEQhttps://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/drone-russo-esplode-in-polonia-varsavia-ennesima-provocazione-di-mosca_2xLuUl1d09Bssi6cdIRtEQ","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23133-drone-russo-esplode-in-polonia-varsavia-parla-di-ennesima-provocazione.mp4","galleria":""}
{"id":23122,"titolo":"Neutralizzate due granate d’artiglieria sulla spiaggia di Scarlino","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Momenti di apprensione sulla spiaggia pubblica della riserva naturale “Tombolo”, nel comune di Scarlino, dove gli artificieri dell’Esercito del <strong>2° reggimento genio pontieri di Piacenza</strong> sono intervenuti per neutralizzare due granate d’artiglieria risalenti alla Seconda guerra mondiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli ordigni, rinvenuti nella serata di ieri lungo la battigia, sono risultati essere <strong>granate italiane da 75 millimetri di diametro, lunghe 26 centimetri e del peso di 6,3 Kg ciascuna</strong>, contenenti 370 grammi di esplosivo ad alto potenziale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Coordinati dalla <strong>Prefettura di Grosseto</strong> e dal <strong>Comando Forze Operative Nord di Padova</strong>, i militari hanno messo in sicurezza la zona, raggiunta già da numerosi bagnanti. Le granate sono state quindi trasportate in un’area sicura, in località <strong>Val Citerna</strong>, dove sono state fatte brillare in condizioni di massima sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intervento conferma l’impegno costante dell’Esercito a tutela della collettività. Dall’inizio dell’anno, gli artificieri del 2° reggimento genio pontieri hanno infatti già neutralizzato <strong>4 bombe d’aereo, 1 bomba navale di profondità e oltre 190 ordigni bellici</strong> di varie tipologie nelle 13 province di competenza, tra Emilia e Toscana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un lavoro silenzioso ma fondamentale, che testimonia come l’Esercito Italiano continui a garantire ogni giorno la sicurezza del territorio e dei cittadini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4556,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Neutralizzate due granate d’artiglieria sulla spiaggia di Scarlino\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/scarlino2-1024x683-1.jpg\" alt=\"Bozza automatica\" class=\"wp-image-4556\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>I due residuati bellici - Foto Esercito Italiano</em><br><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/agosto/bonifica_25_08_20/2.%20Intervento%20operatore%20CMD.jfif\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/scarlino.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"artificieri, esercito, sicurezzanazionale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-20 14:05:49","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/bonifica_25_08_20.aspxhttps://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/bonifica_25_08_20.aspx","difesanews":"1","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23122-neutralizzate-due-granate-dartiglieria-sulla-spiaggia-di-scarlino.mp4","galleria":""}
{"id":23114,"titolo":"Moto Guzzi ed Esercito: rinascere dall’Alce e dal Falcone per un progetto solidale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://difesanews.com/?s=guzzi\">Moto Guzzi e l’Esercito Italiano hanno una storia comune</a> che affonda le radici nel periodo tra le due guerre. Nel 1928 la Casa di Mandello del Lario avviò la produzione di motocicli militari, un settore che si rivelò vitale per superare la crisi del 1929. Nacquero così modelli entrati nel mito come la <strong>Moto Guzzi 500 “Alce”</strong>, impiegata dai Bersaglieri Motociclisti anche con mitragliatrice Breda brandeggiabile, e il <strong>Trialce</strong>, motocarro smontabile e persino paracadutabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel dopoguerra la tradizione continuò con la <strong>Super Alce</strong> (1943) e soprattutto con il leggendario <strong>Falcone 500</strong>, declinato in versione civile e militare, che tra gli anni ’50 e ’70 servì l’Esercito, i Carabinieri, i Corazzieri, la Polizia Stradale, la Guardia di Finanza, i Vigili del Fuoco e il Corpo Forestale. Modelli che, per robustezza ed affidabilità, divennero veri e propri simboli di un’Italia che ricostruiva se stessa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4545,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Moto Guzzi ed Esercito: rinascere dall’Alce e dal Falcone per un progetto solidale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/moto-guzzi-alce-bersaglieri-1024x473-1.webp\" alt=\"Moto Guzzi ed Esercito: rinascere dall’Alce e dal Falcone per un progetto solidale\" class=\"wp-image-4545\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Moto Guzzi ed Esercito: rinascere dall’Alce e dal Falcone per un progetto solidale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L’esempio britannico: Triumph e HMS Triumph</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Recentemente, la <a href=\"https://www.royalnavy.mod.uk/news/2025/august/19/20250819-hms-triumph-offers-unique-namesake-motorbike-for-just-2-million-in-charity-raffle\">Royal Navy ha offerto un esempio virtuoso</a>: in occasione del ritiro del sommergibile <strong>HMS Triumph</strong>, la celebre casa motociclistica Triumph ha donato una <strong>Speed Twin 900CC personalizzata</strong> con livrea ispirata al battello. La moto, dal valore di oltre 9.000 sterline, è stata messa in palio con una lotteria di beneficenza a favore della <strong>Royal Navy and Royal Marines Charity</strong> e di un ospedale pediatrico di Blackpool.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4546,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Moto Guzzi ed Esercito: rinascere dall’Alce e dal Falcone per un progetto solidale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/One-of-Triumphs-CPOs-tries-the-Triumph-bike-out-for-size-1024x768-1.jpg\" alt=\"Moto Guzzi ed Esercito: rinascere dall’Alce e dal Falcone per un progetto solidale\" class=\"wp-image-4546\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Moto Guzzi ed Esercito: rinascere dall’Alce e dal Falcone per un progetto solidale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un gesto che celebra un legame storico, valorizza il marchio motociclistico e, soprattutto, raccoglie fondi per cause sociali e militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La proposta: un progetto Moto Guzzi – Esercito Italiano</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sulla scia di questo esempio, <strong>DifesaNews propone a Moto Guzzi di intraprendere un’iniziativa analoga</strong>, in collaborazione con l’Esercito Italiano e le altre Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’idea potrebbe concretizzarsi nella realizzazione di una <strong>edizione speciale di una moderna Moto Guzzi</strong>, con livrea ispirata ai modelli militari storici – dalla 500 Alce al Falcone – e dettagli personalizzati (stemmi, colori istituzionali, targhe commemorative).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La moto potrebbe essere presentata in occasione di una varie ricorrenza significativa, ad esempio l’Anniversario della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\">Battaglia di El Alamein</a> della <strong>Brigata Paracadutisti Folgore</strong> o <strong>Raduno dei Besaglieri</strong> o all' <strong>Adunata degli Alpini</strong>  di altri corpi che hanno fatto largo uso delle due ruote Guzzi. Il veicolo potrebbe quindi essere <strong>messo all’asta o sorteggiato in una lotteria di beneficenza</strong>, con i proventi destinati a fondi di assistenza per militari e famiglie, o a sostegno di progetti sociali condivisi con il Ministero della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4547,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Moto Guzzi ed Esercito: rinascere dall’Alce e dal Falcone per un progetto solidale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/Guzzi-e-lesercito-moto-Alce.jpg\" alt=\"Moto Guzzi ed Esercito: rinascere dall’Alce e dal Falcone per un progetto solidale\" class=\"wp-image-4547\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Moto Guzzi ed Esercito: rinascere dall’Alce e dal Falcone per un progetto solidale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Così come Triumph ha legato il proprio nome al sommergibile HMS Triumph, anche <strong>Moto Guzzi potrebbe riportare in vita la memoria delle leggendarie Alce e Falcone</strong>, unendo passato e presente in un’iniziativa che parlerebbe al cuore degli italiani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>DifesaNews è pronta a farsi portavoce di questa proposta presso le Autorità Militari, convinta che celebrare la tradizione motociclistica militare italiana significhi onorare la storia stessa del Paese.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/Moto-Guzzi-Falcone-Sport-Militare-1024x570-2.jpg","categoria":"Blog","tags":"Beneficenza, Esercito Italiano, Moto Guzzi, Tradizione Militare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-20 13:34:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.motoguzziroma.it/racconti/la-guzzi-in-divisa-seconda-puntata/https://www.motoguzziroma.it/racconti/la-guzzi-in-divisa-seconda-puntata/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23114-moto-guzzi-esercito-alce-progetto-solidale.mp4","galleria":""}
{"id":23050,"titolo":"Germania: il piano da 409 miliardi di dollari","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Berlino, 19 agosto 2025</strong> — Il Ministero della Difesa tedesco ha presentato un ambizioso piano di approvvigionamento per la Bundeswehr, <strong>le forze armate tedesche, con un investimento totale di oltre 350 miliardi di euro (409 miliardi di dollari) fino al 2041</strong>. Questo piano riflette l'impegno del Cancelliere Friedrich Merz di trasformare la Bundeswehr nella più forte forza militare convenzionale d'Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto di bilancio federale per il 2026, sottoposto al parlamento, delinea un quadro pluridecennale per l'acquisizione di nuove armi, veicoli e sistemi. Il budget del 2025 prevede 8,2 miliardi di euro (9,6 miliardi di dollari) per le acquisizioni militari, una cifra che sale a 22,3 miliardi di euro (26 miliardi di dollari) nel 2026.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4529,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Germania: il piano da 409 miliardi di dollari\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/1-9-1024x613-1.jpg\" alt=\"Germania: il piano da 409 miliardi di dollari\" class=\"wp-image-4529\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Germania: il piano da 409 miliardi di dollari</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il piano introduce anche le \"Verpflichtungsermächtigungen,\" o autorizzazioni di impegno, che sono impegni a lungo termine per il periodo 2027-2041</strong>. Con un valore di circa 325 miliardi di euro, queste autorizzazioni consentono al Ministero della Difesa di firmare contratti per sistemi importanti come carri armati, navi e aerei, la cui consegna avverrà negli anni successivi. In combinazione con i budget 2025 e 2026, il totale stimato raggiunge circa 355 miliardi di euro (415 miliardi di dollari).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre a questi impegni, il fondo speciale per la difesa della Bundeswehr continuerà a erogare finanziamenti fino al 2027. Le spese previste sono di 24 miliardi di euro nel 2025, 25,5 miliardi nel 2026 e 27,4 miliardi nel 2027.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dettagli del piano di spesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il piano di impegni futuri suddivide gli investimenti in categorie chiave:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>15,9 miliardi di euro</strong> per le apparecchiature di comunicazione</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>20,8 miliardi di euro</strong> per veicoli e accessori</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>52,5 miliardi di euro</strong> per veicoli da combattimento</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>70,3 miliardi di euro</strong> per munizioni</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>20,9 miliardi di euro</strong> per equipaggiamento logistico e da campo</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>36,6 miliardi di euro</strong> per navi ed equipaggiamento navale</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>34,2 miliardi di euro</strong> per aerei e missili</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>13,3 miliardi di euro</strong> per comunicazioni satellitari</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli anni di maggiore investimento saranno il 2029 e il 2030, con stanziamenti annuali superiori ai 52 miliardi di euro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4528,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Germania: il piano da 409 miliardi di dollari\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/e-1024x742-1.jpg\" alt=\"Germania: il piano da 409 miliardi di dollari\" class=\"wp-image-4528\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Germania: il piano da 409 miliardi di dollari</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Obiettivi strategici e prossimi passi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo i leader della difesa a Berlino, il piano mira a ricostruire e modernizzare la Bundeswehr dopo decenni di sotto-investimenti.<a href=\"https://difesanews.com/cambiamento-epocale-in-germania-esercito-piu-forte/\"> Il Cancelliere Merz ha affermato che la Germania assumerà un ruolo guida nella difesa europea</a>, concentrando le risorse per rendere le forze armate completamente pronte al combattimento e tecnologicamente avanzate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sebbene la portata del piano sia senza precedenti nella storia tedesca moderna, l'approvazione parlamentare rimane il prossimo ostacolo. I legislatori dovranno autorizzare sia le spese a breve termine sia gli investimenti pluriennali che si estendono fino al 2040. Se approvato, questo piano posizionerebbe la Germania tra i principali paesi per spese militari della NATO, ridisegnando il panorama della difesa europea per i prossimi decenni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/licensed-image-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Bundeswehr, Difesa Germania, Investimenti Militari, sicurezza europea","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-20 11:04:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.hartpunkt.de/bundeswehr-plant-ruestungsbeschaffung-von-mehr-als-350-milliarden-euro/https://www.hartpunkt.de/bundeswehr-plant-ruestungsbeschaffung-von-mehr-als-350-milliarden-euro/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23050-germania-il-piano-da-409-miliardi-di-dollari.mp4","galleria":""}
{"id":23045,"titolo":"È scomparso il Ten. Col. (ris) Paracadutista Marco Mattia Magretti, Presidente della Sezione ANPd’I di Roma","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con profondo dolore apprendiamo la notizia della scomparsa del <strong>Tenente Colonnello (ris.) Marco Mattia Magretti</strong>, Presidente della Sezione ANPd’I di Roma. Come riportato sul sito ufficiale d<a href=\"https://assopar.it/2025/08/20/e-morto-il-ten-col-ris-marco-mattia-magretti-presidente-della-sezione-anpdi-di-roma/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia</a>, un improvviso malore lo ha strappato all’affetto dei suoi cari e alla grande famiglia dei Paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Magretti era un <strong>assiduo lettore del nostro sito</strong>, un Paracadutista appassionato, sempre pronto con il sorriso e con quell’amichevole cameratismo che lo contraddistingueva. Da tre anni guidava con straordinaria dedizione la Sezione romana dell’ANPd’I, dopo una lunga militanza associativa che lo aveva visto protagonista instancabile di tante attività.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua storia militare affonda le radici nel <strong>5° Battaglione Paracadutisti “El Alamein”</strong> di Siena, reparto in cui aveva servito come ufficiale in ferma triennale, prendendo parte anche alla missione in Libano e mantenendo viva per tutta la vita, <strong>come riporta il sito ANPd'I per mano del Generale Pollini</strong>, la <strong>fiaccola ardente della Folgore</strong>. Proprio a giugno di quest’anno <strong>aveva ricevuto la nomina a Tenente Colonnello della riserva</strong>, significativo riconoscimento del suo profondo impegno e del forte senso di appartenenza alla specialità dei Paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\"><strong>Le esequie dell’Ufficiale si terranno venerdì mattina alle ore 11.00 presso la Parrocchia San Giovanni Battista De La Salle, in Via dell’Orsa Minore n.59 a Roma, precedute dall’apertura della camera ardente alle ore 08.30 presso l’Ospedale S. Eugenio, in Piazzale dell’Umanesimo n.10.</strong></pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla famiglia, agli amici e a tutti colore che lo hanno conosciuto, giunga il nostro cordoglio</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>FOLGORE COMANDANTE MAGRETTI!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/MMM.jpg","categoria":"Blog","tags":"anpdi, Blog","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-20 10:38:18","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23045-e-scomparso-il-ten-col-ris-paracadutista-marco-mattia-magretti-presidente-della-sezione-anpdi-di-roma.mp4","galleria":""}
{"id":23040,"titolo":"L'Aeronautica Militare: 3 Interventi di Soccorso","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La notte del 18 agosto è stata un banco di prova per gli elicotteri e gli equipaggi del <a href=\"https://www.aeronautica.difesa.it/home/noi-siamo-l-am/organizzazione/reparti/#divolo\">15° Stormo dell'Aeronautica Militare</a>, un reparto sempre pronto a intervenire su tutto il territorio nazionale per soccorrere persone in difficoltà o in pericolo di vita.<strong> In un'unica notte, sono state condotte tre missioni complesse, a testimonianza dell'importanza e dell'efficienza di questo servizio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un duplice soccorso tra Pantelleria e Trapani</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le operazioni sono iniziate con una duplice missione di soccorso sanitario che ha coinvolto un elicottero HH-139B dell<strong>’82° Centro SAR di Trapani</strong>. La richiesta, coordinata dal Comando Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico (Ferrara), è giunta dalla Prefettura di Trapani per due emergenze sull'isola di Pantelleria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4512,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L'Aeronautica Militare: 3 Interventi di Soccorso\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/imbarco-a-pantelleria-secondo-paziente-1024x768-1.jpg\" alt=\"L'Aeronautica Militare: 3 Interventi di Soccorso\" class=\"wp-image-4512\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Aeronautica Militare: 3 Interventi di Soccorso</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo a essere soccorso è stato un uomo di 59 anni colpito da infarto, trasportato d'urgenza all'ospedale di Trapani. Appena conclusa la missione, l'elicottero è tornato a Pantelleria per prelevare un ragazzo di 17 anni con una grave frattura scomposta. Le due missioni si sono svolte senza sosta, garantendo un'assistenza rapida e vitale per i pazienti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un'operazione congiunta in montagna</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Contemporaneamente, un'altra richiesta di soccorso è partita per una missione complessa di ricerca in montagna, nella zona di Col Nudo, in provincia di Pordenone. Un elicottero HH-139B dell’<strong>83° Gruppo SAR</strong>, decollato dalla base di Cervia, è intervenuto in c<strong>ollaborazione con il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico</strong>. L'equipaggio ha imbarcato due tecnici del CNSAS e si è diretto nella zona per le ricerche. Grazie al lavoro sinergico delle squadre di soccorso, l'escursionista è stato individuato, recuperato con il verricello e riportato a valle in buone condizioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4513,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L'Aeronautica Militare: 3 Interventi di Soccorso\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/imbarco-a-pantelleria-primo-paziente-1024x768-1.jpg\" alt=\"L'Aeronautica Militare: 3 Interventi di Soccorso\" class=\"wp-image-4513\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Aeronautica Militare: 3 Interventi di Soccorso</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il 15° Stormo: un presidio di sicurezza in Italia</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste missioni notturne riflettono la prontezza e la professionalità del 15° Stormo. Dalla sua costituzione, i suoi equipaggi hanno salvato migliaia di persone in pericolo, operando in qualsiasi condizione meteorologica. Il loro compito principale è la ricerca e il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, ma estendono il loro raggio d'azione anche a missioni di pubblica utilità come la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d'urgenza di pazienti in pericolo di vita e il soccorso di traumatizzati gravi. Dal 2018, il reparto ha anche acquisito la capacità di Antincendio Boschivo (AIB).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre all'82° Centro SAR di Trapani e all’83° Gruppo Volo SAR di Cervia, il 15° Stormo comprende anche l’80° Centro SAR di Decimomannu (Cagliari), l’84° Centro SAR di Gioia del Colle (Bari) e l’85° Centro SAR di Pratica di Mare (Roma), garantendo una copertura capillare su tutto il territorio nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/NAVIGAZIONE-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"15° Stormo, Aeronautica Militare, Soccorso Aereo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-20 10:04:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/news/https://www.aeronautica.difesa.it/news/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23040-laeronautica-militare-3-interventi-di-soccorso.mp4","galleria":""}
{"id":23037,"titolo":"Il Generale Portolano negli Stati Uniti per colloqui sulla sicurezza in Ucraina","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Su disposizione del Ministro della Difesa Guido Crosetto, <strong>il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano</strong>, parteciperà nelle prossime ore a una serie di colloqui negli Stati Uniti con i rappresentanti militari delle nazioni che, nella giornata di ieri, hanno preso parte al vertice internazionale sulla crisi ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’agenda dell’incontro prevede un focus sulla pianificazione strategica e sulla definizione di misure concrete per garantire a Kyiv solidi strumenti di sicurezza. Tali strumenti assumono particolare rilevanza sia nell’eventualità di un cessate il fuoco, sia nel caso di un futuro processo di pace, aprendo la strada a una stabilizzazione duratura della regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha sottolineato come <em>“la partecipazione italiana a questo tavolo confermi la volontà del nostro Paese di contribuire, insieme agli alleati e ai partner internazionali, alla stabilità e alla sicurezza dell’Europa”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presenza del Generale Portolano non rappresenta soltanto un atto formale, ma un vero e proprio contributo operativo dell’Italia all’interno del coordinamento internazionale. Una partecipazione che mira a sostenere percorsi di pace, rafforzare la sicurezza collettiva e consolidare il ruolo del nostro Paese nei principali dossier strategici globali</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/portolano-uc.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"CapodiSMD, ConflittoRussiaUcraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-20 08:24:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/primopiano/il-generale-portolano-negli-stati-uniti-per-colloqui-sulla-sicurezza-in-ucraina/77645.htmlhttps://www.difesa.it/primopiano/il-generale-portolano-negli-stati-uniti-per-colloqui-sulla-sicurezza-in-ucraina/77645.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23037-il-generale-portolano-negli-stati-uniti-per-colloqui-sulla-sicurezza-in-ucraina.mp4","galleria":""}
{"id":23031,"titolo":"Il Potere Spaziale: Operazioni Militari e il Ruolo Cruciale dell'Intelligenza Artificiale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi decenni, lo spazio è emerso da un dominio di esplorazione scientifica a una cruciale arena di competizione geopolitica e geoeconomica. La corsa allo spazio, un tempo animata quasi esclusivamente da superpotenze statali, vede oggi l'ingresso di una moltitudine di attori pubblici e privati, spinti dall'ambizione di acquisire vantaggi tecnico-scientifici e profitti derivanti dalla \"space economy\". Società come SpaceX e la China Academy of Space Technology stanno schierando vaste costellazioni di satelliti, mentre progetti come l'europea IRIS2 sottolineano l'importanza strategica di garantire connettività, comunicazione e navigazione a livello globale. <strong>Questa crescente dipendenza dalle risorse spaziali rende il divario tra le nazioni capaci di esercitare un \"potere spaziale\" e quelle che non lo sono una fonte di instabilità,</strong> spingendo molti governi a potenziare i loro comparti militari e a rivitalizzare una logica di deterrenza e superiorità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La Natura Multidimensionale del Potere Spaziale</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il concetto di potere spaziale, sebbene ampiamente discusso, non ha una definizione univoca. Storicamente, era inteso come la capacità di utilizzare lo spazio per supportare le forze terrestri, marittime e aeree. Questa visione si è evoluta, riconoscendo <strong>lo spazio come un dominio autonomo in grado di proiettare la potenza militare a livello globale, esercitando un'influenza relazionale e strutturale che può modellare il comportamento di alleati e avversari.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4456,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Potere Spaziale: Operazioni Militari e il Ruolo Cruciale dell'Intelligenza Artificiale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/iride-1068x722-1-1024x692-1.jpg\" alt=\"Il Potere Spaziale: Operazioni Militari e il Ruolo Cruciale dell'Intelligenza Artificiale\" class=\"wp-image-4456\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Potere Spaziale: Operazioni Militari e il Ruolo Cruciale dell'Intelligenza Artificiale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La globalizzazione e l'intensificarsi della competizione hanno ulteriormente arricchito questa nozione, definendo<strong> il potere spaziale come la capacità di un Paese di utilizzare l'ambiente extra-atmosferico per generare ricchezza, accrescere la propria sicurezza e autorità politico-diplomatica</strong>. È un crocevia di interessi politici, economici, sociali, tecnico-scientifici e infrastrutturali, che i governi gestiscono sempre più attraverso sinergie con le comunità scientifiche e un fiorente ecosistema di aziende private. In questa prospettiva, un Paese può essere definito una potenza spaziale se ha l'autonomia tecnica e politica per determinare e perseguire i propri interessi, integrando gli strumenti di potere nazionale (diplomatico, informativo, militare, economico – DIME) con tutte le risorse disponibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Operazioni Spaziali Militari: Scenari e Ambiguità</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le operazioni spaziali militari si svolgono in un ambiente unico, caratterizzato da ambiguità normative e terminologiche. Non esiste una definizione universalmente accettata del confine tra l'atmosfera terrestre e lo spazio extra-atmosferico, e la natura a doppio uso delle tecnologie spaziali rende arduo distinguere tra attività militari e non militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ciononostante, è possibile classificarle in diverse tipologie:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Operazioni nello spazio:</strong> Azioni condotte all'interno del dominio spaziale, come il posizionamento e la manovra di satelliti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Operazioni dallo spazio:</strong> L'uso di assetti spaziali per supportare le operazioni militari terrestri, marittime o aeree, ad esempio tramite la sorveglianza, la navigazione satellitare o le comunicazioni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Operazioni verso lo spazio:</strong> Azioni condotte dalla Terra per proiettare potenza nello spazio, come il lancio di satelliti o lo sviluppo di capacità anti-satellite (ASAT).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Operazioni attraverso lo spazio:</strong> L'utilizzo dello spazio come mezzo per facilitare le operazioni in altri domini, come i sistemi di arma basati sull'orbita.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La crescente densità di oggetti in orbita ha reso fondamentale lo <strong>Space Domain Awareness (SDA)</strong>, un'attività di intelligence e sorveglianza che garantisce la sicurezza delle attività spaziali identificando i rischi e le minacce. In questo contesto, le principali potenze mondiali si sono dotate di strutture militari dedicate: gli Stati Uniti con la U.S. Space Force, la Cina con la Strategic Support Force, l'Unione Europea con la sua strategia spaziale, e l'Italia con il Comando delle Operazioni Spaziali (COS) che gestisce assetti come il SICRAL e il Galileo PRS.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L’Intelligenza Artificiale: Un Catalizzatore per il Vantaggio Spaziale</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'integrazione dell'Intelligenza Artificiale (IA) sta rivoluzionando le operazioni spaziali militari, offrendo un vantaggio competitivo in un ambiente dove la velocità e la precisione sono fondamentali. L'IA non si limita a un ruolo ausiliario, ma diventa un fattore abilitante per l'ottimizzazione di processi complessi e per il miglioramento del processo decisionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un'applicazione primaria dell'IA è nell'analisi dei dati. La mole di informazioni raccolte dai satelliti di osservazione della Terra e dai sensori di sorveglianza spaziale è vastissima. Algoritmi di apprendimento automatico possono elaborare in tempo reale enormi flussi di dati, identificando pattern, anomalie e potenziali minacce con una rapidità ineguagliabile per l'uomo. Questo supporto è cruciale per la <strong>Space Domain Awareness</strong>, permettendo di tracciare detriti, prevenire collisioni e rilevare manovre ostili di altri satelliti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, l'<strong>IA è fondamentale per l'automazione e il controllo autonomo dei sistemi</strong>. Veicoli spaziali o satelliti dotati di intelligenza artificiale possono prendere decisioni in autonomia, come l'<strong>esecuzione di manovre evasive o la correzione della rotta per ottimizzare una missione</strong>, senza la necessità di un intervento costante da terra. Questo riduce i tempi di reazione e aumenta l'efficienza operativa, specialmente in situazioni di conflitto dove le comunicazioni possono essere compromesse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4457,\"width\":\"1200px\",\"height\":\"600px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Il Potere Spaziale: Operazioni Militari e il Ruolo Cruciale dell'Intelligenza Artificiale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/Screenshot-2025-08-19-at-12.49.01-PM-e1755632306389.webp\" alt=\"Il Potere Spaziale: Operazioni Militari e il Ruolo Cruciale dell'Intelligenza Artificiale\" class=\"wp-image-4457\" style=\"object-fit:cover;width:1200px;height:600px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Potere Spaziale: Operazioni Militari e il Ruolo Cruciale dell'Intelligenza Artificiale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, l'IA può supportare la pianificazione e l'esecuzione di operazioni complesse. Può simulare scenari, prevedere le mosse di un avversario e suggerire le migliori strategie per ottenere un vantaggio tattico. La capacità di elaborare variabili multiple e complesse in frazioni di secondo rende l'intelligenza artificiale un alleato indispensabile per i comandanti che devono prendere decisioni critiche in un ambiente dinamico e imprevedibile come quello spaziale. L’uso di sistemi basati sull’IA è ormai considerato essenziale per mantenere la superiorità spaziale e la sicurezza nazionale in un’era di crescente digitalizzazione della guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Prospettive Globali e Sfide Future</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le principali potenze spaziali hanno strategie ben definite. Gli USA, con la US Space Force, mirano a mantenere la superiorità nel dominio spaziale. La Cina, in rapida ascesa, ha un approccio strategico che bilancia lo sviluppo tecnologico con partnership internazionali, pur mantenendo un focus sulla protezione dei propri asset. La Russia, pur con i vincoli economici, vanta ancora una solida esperienza nel settore. L'Europa, l'Australia e l'India stanno investendo massicciamente per garantire la propria autonomia e sicurezza in un contesto sempre più affollato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, lo spazio è diventato un dominio vitale per la sicurezza e la prosperità delle nazioni. La comprensione del \"potere spaziale\" e delle \"operazioni spaziali militari\" è cruciale per affrontare le sfide di un ambiente sempre più competitivo e instabile. Il ruolo dell'Intelligenza Artificiale, in particolare, è destinato a crescere, fungendo da moltiplicatore di forza e da elemento cruciale per il mantenimento di un'adeguata consapevolezza del dominio spaziale. Il futuro del confronto geopolitico dipenderà sempre più dalla capacità di una nazione di padroneggiare questo \"quinto dominio\" e di integrare le sue capacità con le più avanzate innovazioni tecnologiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/satelliti-in-legno.jpg","categoria":"Blog","tags":"Competizione geopolitica, intelligenza artificiale, operazioni spaziali militari, potere spaziale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-20 03:44:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/il-potere-spaziale-operazioni-spaziali-militari-e-ruolo-dellintelligenza-artificiale-171622https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/il-potere-spaziale-operazioni-spaziali-militari-e-ruolo-dellintelligenza-artificiale-171622","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23031-il-potere-spaziale-operazioni-militari-e-il-ruolo-cruciale-dellintelligenza-artificiale.mp4","galleria":""}
{"id":23028,"titolo":"Cambio di guardia nelle Falkland: i Paracadutisti lasciano il posto ai fanti del 2° Rifles","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La missione delle <strong>Forze Armate britanniche nelle Isole Falkland</strong> vive un nuovo avvicendamento. La <strong>Compagnia 1 del 2° Rifles</strong> dell’Esercito britannico è infatti subentrata alla <strong>Compagnia A del 3° Battaglione Paracadutisti (3PARA)</strong>, che negli ultimi tre mesi ha svolto attività operative e di addestramento presso la base militare di Mount Pleasant (MPC).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto comunicato dal comando delle <strong>BFSAI (British Forces South Atlantic Islands)</strong>, il ciclo dei paracadutisti si è concluso con pieno successo: i 3 PARA hanno dato prova di professionalità e dedizione, contribuendo in maniera significativa alla missione di difesa e stabilità nell’arcipelago.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il loro dispiegamento, i paracadautisti hanno portato a termine una serie completa di esercitazioni, incluse attività con munizionamento reale, sfruttando appieno il contesto operativo unico e al tempo stesso impegnativo delle isole.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ora il testimone passa ai <strong>2º Rifles</strong>, unità leggera e altamente adattabile, che assume il ruolo di compagnia rotante di fanteria delle BFSAI. Forte di esperienza e competenze specifiche, condurrà nei prossimi mesi una vasta gamma di addestramenti volti a rafforzare ulteriormente la propria prontezza operativa e a dimostrare capacità di livello internazionale in un ambiente strategicamente rilevante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:html -->\n<blockquote class=\"twitter-tweet\"><p lang=\"en\" dir=\"ltr\">A warm Falklands welcome to 2 RIFLES who have taken over from 3PARA as the Roulement Infantry Company in the Islands.  <br><br>With sincere thanks to 3PARA for their excellent work in maintaining the safety and security of the Falklands. <br>  <a href=\"https://t.co/tvpHz2xY0O\">pic.twitter.com/tvpHz2xY0O</a></p>&mdash; FalklandsinUK (@FalklandsinUK) <a href=\"https://twitter.com/FalklandsinUK/status/1955572364923884018?ref_src=twsrc%5Etfw\">August 13, 2025</a></blockquote> <script async src=\"https://platform.twitter.com/widgets.js\" charset=\"utf-8\"></script>\n<!-- /wp:html -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Falkland, 80° anniversario della vittoria sul Giappone</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente al cambio di unità, le Falkland hanno commemorato lo scorso <strong>15 agosto</strong> l’<strong>80° anniversario del VJ Day (Victory over Japan Day)</strong>, che segnò la fine della Seconda Guerra Mondiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Falkland Islands Defence Force</strong> ha reso omaggio con due minuti di silenzio e una salva di cannone dal Victory Green. L’iniziativa ha ricordato il contributo dei circa 150 abitanti delle isole che si arruolarono volontariamente durante il conflitto, alcuni dei quali presero parte alle operazioni nel Sud-est asiatico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un doppio appuntamento, dunque, che ha messo in luce da un lato la continuità della presenza militare britannica nelle Falkland, e dall’altro il legame storico con la memoria della Seconda Guerra Mondiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:html -->\n<blockquote class=\"twitter-tweet\"><p lang=\"en\" dir=\"ltr\">VJ Day marked the end of the Second World War. With a population of just 2,300, the   made a significant contribution to the War: 150 Islanders volunteered to fight for the Crown, of whom 25 did not return, and Islanders funded the purchase of 11 Spitfires. <a href=\"https://twitter.com/hashtag/VJDay80?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw\">#VJDay80</a> <a href=\"https://t.co/rx4v7CDbo6\">pic.twitter.com/rx4v7CDbo6</a></p>&mdash; FIG Representative to the UK and Europe (@FalklandsRepUK) <a href=\"https://twitter.com/FalklandsRepUK/status/1956294228276875322?ref_src=twsrc%5Etfw\">August 15, 2025</a></blockquote> <script async src=\"https://platform.twitter.com/widgets.js\" charset=\"utf-8\"></script>\n<!-- /wp:html -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/GyOWpWUXUAArWrS.jpeg","categoria":"Aviotruppe","tags":"3PARA, BFSAI, Falklands","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-20 00:14:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23028-cambio-di-guardia-nelle-falkland-i-paracadutisti-lasciano-il-posto-ai-fanti-del-2-rifles.mp4","galleria":""}
{"id":23003,"titolo":"Cina 2025: i segreti delle nuove armi svelati dai satelliti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il prossimo <strong>3 settembre 2025</strong> la Cina celebrerà l’<strong>ottantesimo anniversario della resa giapponese</strong>, data che per la narrativa ufficiale di Pechino segna la conclusione della Seconda guerra mondiale sul fronte asiatico. Per l’occasione, come già accaduto in altri anniversari di rilievo, la capitale ospiterà una <strong>grande parata militare</strong> destinata non solo al pubblico interno, ma soprattutto a inviare un messaggio al mondo: la Cina è una potenza militare globale pronta a giocare un ruolo di primo piano nelle dinamiche di sicurezza internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tradizionalmente, le parate militari sono strumenti di propaganda e dimostrazione di forza. Tuttavia, nel contesto odierno caratterizzato da <strong>satelliti ad alta risoluzione e capacità di intelligence spaziale</strong> diffuse, non è più necessario attendere lo svolgimento della sfilata per carpire informazioni preziose. Le <strong>prove generali</strong> diventano esse stesse oggetto di osservazione, fornendo dettagli fondamentali sulle innovazioni in corso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le immagini satellitari analizzate in questi giorni hanno mostrato che Pechino intende sfruttare l’appuntamento per rivelare – o almeno lasciar intravedere – un arsenale che spazia dai <strong>missili ipersonici ai droni sottomarini</strong>, dalle <strong>armi a energia diretta</strong> fino a <strong>nuovi carri armati</strong> e velivoli senza pilota. Una vetrina che riflette non solo lo sforzo tecnologico, ma anche la volontà di competere con Washington e Mosca sul terreno delle <strong>guerre del futuro</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Missili, droni e armi a energia diretta</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il fronte più osservato è quello <strong>missilistico</strong>, vero pilastro della strategia cinese di <strong>Anti-Access/Area Denial (A2/AD)</strong> nel Pacifico occidentale. Tra i sistemi individuati spiccano lo <strong>YJ-17</strong>, evoluzione del già noto DF-17 con capacità ipersoniche, e lo <strong>YJ-19</strong>, dotato di prese d’aria tipiche di uno scramjet e molto simile al russo <strong>Zircon</strong>. Accanto a questi, lo <strong>YJ-20</strong> suggerisce un passo ulteriore verso i veicoli di rientro manovrabili, rendendo più difficile l’intercettazione da parte delle difese avversarie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro dettaglio che ha colpito gli analisti è la comparsa di un <strong>nuovo TEL (Transporter Erector Launcher)</strong> con cabina laterale singola, mai visto prima, che trasportava un grande contenitore missilistico coperto da un telone: probabile indizio di un <strong>sistema balistico intercontinentale mobile</strong>. Se confermato, si tratterebbe di un’evoluzione strategica con implicazioni dirette sugli equilibri nucleari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano marittimo, le immagini hanno svelato due modelli di <strong>Unmanned Underwater Vehicles (UUV)</strong>, uno dei quali – l’<strong>Ajx002</strong> – ricorda per dimensioni e propulsione a getto pompa il siluro russo <strong>Poseidon</strong>. Non è chiaro se sia dotato di capacità nucleari, ma il semplice parallelo con il progetto di Mosca solleva interrogativi sul possibile impiego in scenari di deterrenza strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4376,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Cina 2025: i segreti delle nuove armi svelati dai satelliti\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/e722a6626c6a57f89d5bd7159a3e0dad-1024x767-1.jpg\" alt=\"Cina 2025: i segreti delle nuove armi svelati dai satelliti\" class=\"wp-image-4376\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A sorprendere è anche un veicolo a otto ruote di grandi dimensioni, probabilmente concepito come piattaforma per un <strong>sistema laser a energia diretta</strong>. Le scritte “HZ” farebbero pensare a una variante navale, potenzialmente destinata a contrastare droni e missili da crociera. Se effettivamente operativo, rappresenterebbe una significativa <strong>svolta tecnologica</strong> nella guerra elettronica e nelle difese attive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>I nuovi corazzati e l’arsenale unmanned</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto a missili e sistemi futuristici, l’Esercito Popolare di Liberazione punta anche sulla <strong>modernizzazione delle forze corazzate</strong>. È stato infatti osservato un <strong>nuovo carro armato leggero</strong>, più compatto rispetto al Type 99A, dotato di <strong>radar a quattro facce</strong>, sistemi di protezione attiva, <strong>arma laser integrata</strong> e cannone di difesa aerea. Questa configurazione lo rende altamente resiliente contro minacce moderne come <strong>missili anticarro, droni kamikaze e munizioni vaganti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cannone principale da 105 mm è installato su una <strong>torretta senza equipaggio</strong>, segno della progressiva integrazione di <strong>tecnologie unmanned</strong>. Non meno rilevante è l’equipaggiamento dell’equipaggio stesso: caschi con <strong>display a realtà aumentata e virtuale</strong>, oltre a smartwatch tattici, testimoniano la volontà di integrare l’uomo all’interno di un sistema digitalizzato e interconnesso. Si tratta di un passo verso una guerra sempre più <strong>ibrida tra uomo e macchina</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, non poteva mancare il riferimento al cielo. Le immagini hanno rivelato quello che sembra un nuovo <strong>loyal wingman cinese</strong>, concettualmente simile al già noto <strong>FH-97</strong> e ispirato al drone statunitense <strong>XQ-58A Valkyrie</strong>. Un velivolo di supporto pensato per affiancare i caccia pilotati, riducendo i rischi per i piloti e ampliando la capacità offensiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4380,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Cina 2025: i segreti delle nuove armi svelati dai satelliti\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/1200-2-1024x768-1.jpg\" alt=\"Cina 2025: i segreti delle nuove armi svelati dai satelliti\" class=\"wp-image-4380\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cina 2025: i segreti delle nuove armi svelati dai satelliti</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il quadro complessivo che emerge dalle prove generali della parata di settembre è quello di una <strong>Cina determinata a dimostrare la propria superiorità tecnologica</strong> non soltanto nei numeri, ma soprattutto nell’innovazione. Missili ipersonici, veicoli sottomarini autonomi, carri armati digitalizzati e sistemi laser sono tasselli di una strategia che punta a consolidare il ruolo di Pechino come <strong>attore militare globale</strong>, capace di sfidare direttamente gli Stati Uniti e di imporre nuove regole di deterrenza nella regione indo-pacifica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/12222.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"armi, Cina, parata","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-19 14:44:19","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://formiche.net/2025/08/droni-missili-carri-armati-le-immagini-delle-nuove-armi-di-pechino-catturate-dai-satelliti/#contenthttps://formiche.net/2025/08/droni-missili-carri-armati-le-immagini-delle-nuove-armi-di-pechino-catturate-dai-satelliti/#content","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/23003-cina-2025-i-segreti-delle-nuove-armi-svelati-dai-satelliti.mp4","galleria":""}
{"id":22998,"titolo":"La Brigata Julia in azione: il 2° Reggimento Genio Guastatori Alpini bonifica esplosivi a Rabbi","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La mattina di <strong>lunedì 11 agosto 2025</strong>, la comunità di Rabbi, in Val di Sole, ha vissuto ore di apprensione a causa del ritrovamento di alcuni <strong>candelotti esplosivi</strong> risalenti agli anni Cinquanta-Sessanta, custoditi in una vecchia valigia nella soffitta di una casa in ristrutturazione, in <strong>località Zanon, frazione San Bernardo</strong>. Si trattava di materiale esplodente per uso civile, a base di sostanza gelatinosa stabilizzata ma ancora capace di deflagrare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I proprietari, resisi conto della pericolosità, hanno immediatamente allertato i <strong>Carabinieri della Stazione di Rabbi</strong>, che hanno attivato le procedure di sicurezza. Sul posto sono intervenuti i tecnici artificieri del <strong>2° Reggimento Genio Guastatori alpini della Brigata Julia</strong>, coordinati dal <strong>Commissariato del Governo di Trento e Bolzano</strong> e dal <strong>Comando Truppe Alpine dell’Esercito</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per garantire la sicurezza, il <strong>sindaco di Rabbi, Lorenzo Cicolini</strong>, aveva già emesso un’ordinanza che disponeva lo sgombero dell’area interessata entro un raggio di 160 metri, nonché la chiusura della strada forestale che collega Zanon con Ceresé dalle ore 9.00 fino alla fine delle operazioni. Circa <strong>30 persone</strong> sono state evacuate dalle abitazioni e dai terreni circostanti, insieme agli animali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le operazioni sono state condotte con il supporto della <strong>Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Municipale, Vigili del Fuoco volontari di Rabbi, Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana</strong> – presente con un’ambulanza dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari – e alla presenza del <strong>viceprefetto aggiunto Vincenzo Russo</strong>, capo di gabinetto del Commissariato del Governo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La fase operativa ha previsto la realizzazione di uno scavo di <strong>tre metri per tre, profondo quattro</strong>, all’interno del quale è stata costruita una cassa contenente i candelotti cosparsi di segatura, poi ricoperta di sabbia e terra. I lavori di scavo e ricopertura sono stati affidati alla <strong>ditta Bonetti Renzo S.r.l. di Pracorno</strong>, incaricata dal Comune di Rabbi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle <strong>13.10</strong> è avvenuto il brillamento controllato, mentre intorno alle <strong>13.30</strong> sono state ripristinate le condizioni di sicurezza, consentendo a tutti i residenti di rientrare nelle proprie abitazioni. Un’operazione delicata, condotta con successo e senza conseguenze, che ha riportato la serenità nella comunità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Residui del passato e sicurezza del presente</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’episodio di Rabbi non rappresenta un caso isolato, ma si inserisce nel quadro delle frequenti <strong>bonifiche ordigni esplosivi</strong> che ancora oggi interessano l’Italia. Nel nostro Paese, segnato dai due conflitti mondiali e da decenni di uso civile degli esplosivi in ambito edilizio e minerario, è tutt’altro che raro imbattersi in ordigni o materiali pericolosi nascosti in soffitte, cantine, campi o boschi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel caso specifico, i candelotti risalivano al <strong>dopoguerra</strong>, quando nelle zone montane l’uso di esplosivi per lavori di cava e costruzioni era pratica comune. Abbandonati o dimenticati, questi materiali possono trasformarsi in una minaccia silenziosa: col tempo la loro composizione chimica si degrada, diventando instabile e imprevedibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il lavoro degli artificieri dell’Esercito ha dunque una doppia valenza: da un lato elimina pericoli concreti e immediati, dall’altro rappresenta un atto di “bonifica della memoria”, perché neutralizza frammenti di un passato che riaffiorano sotto forma di ordigni. Ogni intervento di questo tipo è una sfida tecnica e umana. Gli specialisti del <strong>2° Reggimento Genio Guastatori alpini</strong> sono addestrati a riconoscere e neutralizzare differenti tipologie di esplosivi, operando con rigore scientifico e sangue freddo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4361,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/7-1024x589-1.jpg\" alt=\"La Brigata Julia in azione: il 2° Reggimento Genio Guastatori Alpini bonifica esplosivi a Rabbi\" class=\"wp-image-4361\" title=\"La Brigata Julia in azione: il 2° Reggimento Genio Guastatori Alpini bonifica esplosivi a Rabbi\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Brigata Julia in azione: il 2° Reggimento Genio Guastatori Alpini bonifica esplosivi a Rabbi</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intervento di Rabbi ha messo in evidenza anche l’importanza della <strong>collaborazione tra istituzioni civili e militari</strong>. Senza il tempestivo avviso dei proprietari, la prontezza dei Carabinieri, l’ordinanza comunale e la sinergia delle varie forze in campo, la situazione avrebbe potuto degenerare. Questo dimostra come la sicurezza collettiva sia il risultato di un sistema di protezione integrato, dove ogni attore ha un ruolo specifico e complementare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un esercito al servizio della collettività</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alla dimensione tecnica, la bonifica di Rabbi ha sottolineato il valore del <strong>rapporto tra Forze Armate e comunità locali</strong>. In un contesto come quello della Val di Sole, caratterizzato da piccoli centri abitati, la presenza dell’Esercito si traduce in un sostegno concreto e rassicurante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Brigata Alpina Julia</strong>, da sempre radicata nelle regioni del Nord Italia, rappresenta un punto di riferimento operativo e umano. L’azione dei suoi reparti dimostra che il servizio militare in tempo di pace non è soltanto addestramento o missioni internazionali, ma anche <strong>tutela quotidiana del territorio e delle persone</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il pronto intervento, la capacità di gestire l’emergenza e la collaborazione con le autorità locali hanno rafforzato la fiducia della popolazione nelle istituzioni. Ogni brillamento controllato, ogni operazione di bonifica, non è soltanto un gesto tecnico ma un atto di protezione civile, che riafferma il legame tra Esercito e cittadini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4365,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/6-1024x719-1.jpg\" alt=\"La Brigata Julia in azione: il 2° Reggimento Genio Guastatori Alpini bonifica esplosivi a Rabbi\" class=\"wp-image-4365\" title=\"La Brigata Julia in azione: il 2° Reggimento Genio Guastatori Alpini bonifica esplosivi a Rabbi\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Brigata Julia in azione: il 2° Reggimento Genio Guastatori Alpini bonifica esplosivi a Rabbi</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, l’episodio ricorda quanto sia importante mantenere viva la memoria storica: residuati bellici e materiali esplosivi dimenticati sono testimonianze di un passato che, se trascurato, può tornare a minacciare il presente. La neutralizzazione dei candelotti a Rabbi diventa così simbolo di un Paese che sceglie la sicurezza, la prevenzione e la pace, affidandosi alla professionalità silenziosa ma imprescindibile dei suoi artificieri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/4.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"artificieri, esercito, rabbi","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-19 14:44:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Gli-artificieri-dell%E2%80%99Esercito-in-azione-a-Rabbi-250818.aspxhttps://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Gli-artificieri-dell%E2%80%99Esercito-in-azione-a-Rabbi-250818.aspx","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22998-la-brigata-julia-in-azione-il-2-reggimento-genio-guastatori-alpini-bonifica-esplosivi-a-rabbi.mp4","galleria":""}
{"id":22993,"titolo":"Il Futuro dei Posti Comando: da Napoleone all'Intelligenza Artificiale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'organizzazione militare moderna, come sottolinea <a href=\"https://theconversation.com/profiles/benjamin-jensen-703363\">Benjamin Jensen</a>, <strong>Professore di Studi Strategici presso la Marine Corps University,</strong> conserva ancora una struttura che sarebbe riconoscibile a un ufficiale dell'esercito di Napoleone. Questa architettura industriale, concepita per gestire eserciti di massa, ha portato a quartier generali sempre più grandi e ingombranti, che oggi rischiano di diventare un grave punto debole. <strong>L'enorme quantità di personale e la complessità delle catene di comando rendono la coordinazione un incubo, rallentando le decisioni e creando bersagli vulnerabili per l'artiglieria di precisione, i missili e i droni moderni</strong>. Il conflitto in Ucraina ne è la prova lampante, con i cosiddetti \"<strong>cimiteri di posti di comando</strong>\" russi, dove quartier generali statici sono stati distrutti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo scenario, l'intelligenza artificiale (IA) emerge come una potenziale soluzione rivoluzionaria. Gli <strong>agenti IA</strong>, software autonomi e orientati a obiettivi, possono <strong>automatizzare compiti di routine, analizzare grandi quantità di dati e persino formulare piani operativi</strong>. Questi assistenti digitali permettono di <strong>ridurre le dimensioni del personale, rendendo i posti di comando più piccoli, agili e resistenti</strong>. L'IA non rimpiazza il fattore umano, ma lo potenzia, consentendo ai comandanti di prendere decisioni più rapide e informate. Questi agenti possono, ad esempio, <strong>analizzare manuali di dottrina, generare corsi d'azione alternativi e valutare scenari complessi</strong>, liberando il personale dalla creazione di presentazioni e permettendogli di concentrarsi sull'analisi di contingenze. La chiave di questa trasformazione è il <strong>ciclo di feedback continuo uomo-macchina</strong>, che combina l'esperienza umana con la capacità analitica dell'IA per creare piani più flessibili e adattabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4349,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Il Futuro dei Posti Comando: da Napoleone all'Intelligenza Artificiale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/1-7.jpg\" alt=\"Il Futuro dei Posti Comando: da Napoleone all'Intelligenza Artificiale\" class=\"wp-image-4349\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Futuro dei Posti Comando: da Napoleone all'Intelligenza Artificiale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Nuovo Modello di Pianificazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per comprendere come un comando potenziato dall'IA potrebbe operare, il <a href=\"https://www.csis.org/\">Center for Strategic &amp; International Studies</a> ha esplorato tre scenari operativi tipici della competizione tra grandi potenze (Scenario Taiwan) : i blocchi aereo-navale dell'isole, gli attacco missilistico su HVP e le campagne di sbarco anfibio. In questi contesti, un team di ricerca ha sviluppato un approccio innovativo, chiamato <strong>Modello di Staff Adattivo</strong>, che integra gli agenti IA in cicli di feedback costanti con il personale umano. Questo modello, che si basa sui lavori del sociologo Andrew Abbott, non prevede una pianificazione lineare e finita, ma un processo continuo, in cui l'IA genera un menu di opzioni che il comandante può raffinare ed eseguire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I test hanno dimostrato che questo approccio supera di gran lunga i metodi tradizionali, offrendo una <strong>maggiore flessibilità e capacità di adattamento alle mutevoli condizioni del campo di battaglia</strong>. L'IA può simulare scenari di \"red teaming\" più dinamici (il gioco del ruolo del nemico) e variare le ipotesi chiave, offrendo un ventaglio di soluzioni più ampio rispetto alla pianificazione convenzionale. Tuttavia, non mancano i rischi. <strong>Gli agenti IA, se non adeguatamente addestrati, possono essere affetti da pregiudizi o avere una conoscenza limitata del contesto bellico</strong>. Inoltre, c'è il pericolo che gli utenti si affidino ciecamente all'IA, perdendo la capacità di pensiero critico e di ragionamento analitico, una sorta di \"pigrizia mentale\" che l'IA non può compensare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4350,\"width\":\"1200px\",\"height\":\"700px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Il Futuro dei Posti Comando: da Napoleone all'Intelligenza Artificiale\" src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/2-3.jpg\" alt=\"Il Futuro dei Posti Comando: da Napoleone all'Intelligenza Artificiale\" class=\"wp-image-4350\" style=\"object-fit:cover;width:1200px;height:700px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Futuro dei Posti Comando: da Napoleone all'Intelligenza Artificiale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso una Riforma Radicale della Struttura Militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per cogliere appieno il potenziale dell'IA, le forze armate dovranno intraprendere una <strong>serie di riforme </strong>radicali. <strong>La prima riguarda l'infrastruttura: sarà necessario investire in una maggiore potenza di calcolo per supportare l'implementazione degli agenti IA su vasta scala</strong>. La seconda è la sicurezza informatica. I nuovi sistemi dovranno essere protetti e testati contro attacchi cibernetici ed elettronici che potrebbero paralizzare l'intero staff. La terza, e forse più importante, è la <strong>formazione del personale</strong>. <strong>Gli ufficiali dovranno imparare a lavorare con gli agenti IA, non solo a usarli, ma a comprenderne il funzionamento e a costruirli.</strong> Le scuole militari dovranno rivedere i loro programmi di studio, trasformando le aule in laboratori dove sperimentare nuovi approcci al comando.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Senza questi cambiamenti, le forze armate rischiano di rimanere intrappolate nella \"trappola napoleonica\", continuando ad aggiungere personale per risolvere problemi sempre più complessi, con risultati decrescenti. </strong>La transizione verso l'era del comando basato sull'IA non sarà semplice, ma è un passo inevitabile per mantenere un vantaggio competitivo nel futuro del conflitto. Abbracciare l'innovazione non è solo una questione di efficienza, ma di sopravvivenza in un mondo dove la velocità e la precisione sono fondamentali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/napoleon.jpg","categoria":"Blog","tags":"Guerra moderna, intelligenza artificiale, posto comando, strategia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-19 14:24:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://theconversation.com/ai-is-about-to-radically-alter-military-command-structures-that-havent-changed-much-since-napoleons-army-262200https://theconversation.com/ai-is-about-to-radically-alter-military-command-structures-that-havent-changed-much-since-napoleons-army-262200","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22993-posti-comando-napoleone-intelligenza-artificiale.mp4","galleria":""}
{"id":22979,"titolo":"DIFESANEWS.COM, la nuova casa per l’informazione sulla Difesa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Cari lettori,</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>BRIGATAFOLGORE.NET continuerà a raccontare con passione la storia, le tradizioni e le notizie che riguardano la <strong>Brigata Paracadutisti Folgore</strong> e, più in generale, il mondo delle <strong>Aviotruppe</strong> e del <strong>Comparto Forze Speciali</strong>, sia in ambito nazionale che internazionale. Questo resta e resterà il cuore pulsante del nostro progetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Allo stesso tempo, nasce l’esigenza di offrire a chi ci segue un’informazione più ampia e completa su tutto il settore della Difesa. Per questo vi invitiamo a visitare e seguire <strong><a href=\"https://difesanews.com/\">DIFESANEWS.COM</a></strong>, il portale interamente dedicato alle notizie delle Forze Armate e della sicurezza nazionale e globale.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Su DIFESANEWS troverete ogni giorno aggiornamenti su:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Esercito Italiano</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Marina Militare</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Aeronautica Militare</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Carabinieri</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Domini Cyber e Spazio</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Interforze</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Internazionali</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Geopolitica</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Industria della Difesa</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sicurezza</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Blog e approfondimenti</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo modo, chi vorrà rimanere aggiornato non solo sulle vicende della Folgore e dei paracadutisti, ma anche sull’intero mondo della Difesa, avrà a disposizione un punto di riferimento unico e affidabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>BRIGATAFOLGORE.NET</strong> rimarrà la vostra finestra privilegiata sulle aviotruppe, sulle missioni e sui protagonisti con il basco amaranto o verde in Italia e nel mondo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>DIFESANEWS.COM</strong> sarà il vostro osservatorio a 360 gradi su tutte le Forze Armate e i temi strategici della sicurezza nazionale ed internazionale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22983,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"DIFESANEWS.COM, la nuova casa per l’informazione sulla Difesa - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/difesa-news3-1024x596.jpg\" alt=\"DIFESANEWS.COM, la nuova casa per l’informazione sulla Difesa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22983\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">DIFESANEWS.COM, la nuova casa per l’informazione sulla Difesa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Vi invitiamo dunque a visitare <strong><a href=\"https://difesanews.com/\">DIFESANEWS.COM</a></strong> e ad aggiungerlo ai vostri preferiti: insieme continueremo a raccontare il presente e il futuro della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sito Web</strong> <a href=\"http://https//difesanews.com\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">DIFESANEWS.COM</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Facebook</strong> <a href=\"https://www.facebook.com/difesanews\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https://www.facebook.com/difesanews</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Instagram</strong> <a href=\"https://www.instagram.com/difesanews_com/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https://www.instagram.com/difesanews_com/</a></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Continueremo quindi a raccontare con la stessa passione le vicende della <strong>Folgore</strong> e delle <strong>Aviotruppe</strong>, certi che ci accompagnerete anche su <strong>DIFESANEWS.COM</strong>, per uno sguardo ancora più ampio sul mondo della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un cordiale saluto a tutti i nostri lettori,<strong> FOLGORE!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/difesa-news2.jpg","categoria":"Blog","tags":"Blog, DifesaNews","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-19 13:04:18","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22979-difesanews-com-la-nuova-casa-per-linformazione-sulla-difesa.mp4","galleria":""}
{"id":22970,"titolo":"Libano, rientrano in Italia i vessilli del “Genova Cavalleria” e del reggimento logistico “Pozzuolo del Friuli”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il rientro in Italia dei vessilli del reggimento <strong>“Genova Cavalleria” (4°)</strong> e del <strong>reggimento logistico “Pozzuolo del Friuli”</strong>, si è concluso ufficialmente l’impegno operativo delle due unità dell’Esercito Italiano impiegate in Libano nell’ambito della missione <strong>UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le due unità, di stanza rispettivamente a <strong>Palmanova</strong> e <strong>Gorizia</strong>, hanno operato sotto il comando della <strong>Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli”</strong>, responsabile del Settore Ovest della missione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un ambiente operativo complesso</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra febbraio e agosto, i militari italiani hanno operato in un contesto delicato e complesso, caratterizzato dalla necessità di un elevato livello di prontezza e da una costante capacità di reazione. Obiettivo prioritario: <strong>prevenire escalation di tensioni e garantire la stabilità nell’area</strong>, con particolare attenzione alla cosiddetta <strong>Blue Line</strong>, linea di demarcazione tra Libano e Israele.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>reggimento “Genova Cavalleria”</strong> ha assicurato attività di monitoraggio e pattugliamento dell’area di confine assegnata, operando a stretto contatto con le <strong>Forze Armate Libanesi</strong> e con le componenti multinazionali presenti nel Settore Ovest.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il contributo del reggimento logistico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, il <strong>reggimento logistico “Pozzuolo del Friuli”</strong> ha garantito il sostegno alle unità operative, distinguendosi anche per l’impegno in attività di <strong>cooperazione civile-militare (CIMIC)</strong>. Tra le iniziative di rilievo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>la <strong>donazione di materiali</strong> alla scuola per bambini disabili <em>“Al Hanan”</em> di Tiro;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il <strong>rifacimento della rete idrica</strong> in alcune aree del territorio, a beneficio della popolazione locale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una missione portata a termine con onore</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rientro dei vessilli in Italia segna non solo la fine di una missione impegnativa, ma anche la conferma della professionalità, della dedizione e dello spirito di servizio delle donne e degli uomini della <strong>Pozzuolo del Friuli</strong> e del <strong>Genova Cavalleria</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ancora una volta, l’Esercito Italiano ha dimostrato la propria capacità di operare efficacemente in scenari internazionali complessi, unendo sicurezza, cooperazione e sostegno concreto alle comunità locali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/3-2-3.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"esercitoitaliano, libano, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-19 12:24:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Terminata-la-missione-UNIFIL-per-due-reggimenti-dell%E2%80%99Esercito-250819.aspxhttps://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Terminata-la-missione-UNIFIL-per-due-reggimenti-dell%E2%80%99Esercito-250819.aspx","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22970-libano-rientrano-in-italia-i-vessilli-del-genova-cavalleria-e-del-reggimento-logistico-pozzuolo-del-friuli.mp4","galleria":""}
{"id":22973,"titolo":"Strade Sicure e la questione del Taser: quando i militari avranno un’alternativa al fucile d’assalto?","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nelle città italiane, da oltre 15 anni, i militari dell’Esercito pattugliano le strade nell’ambito dell’operazione <a href=\"https://difesanews.com/strade-sicure-17-anni-di-esercito-al-fianco-dei-cittadini/\">“Strade Sicure”</a>, un <strong>dispositivo di sicurezza che vede i soldati affiancare polizia e carabinieri nella vigilanza di obiettivi sensibili, stazioni, ambasciate e centri urbani.</strong> Un’attività delicata, spesso svolta a contatto diretto con i cittadini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma un interrogativo si fa strada: <strong>quando i militari di Strade Sicure potranno disporre del Taser?</strong><br>Oggi, infatti, i soldati impegnati nell’operazione girano con un’arma da guerra, il fucile d’assalto Beretta ARX-160 camerato per il calibro <strong>5,56×45 mm NATO</strong>, progettato per i teatri operativi e non certo per le strade delle nostre città.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4337,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/0-0-0-1024x569-3.jpg\" alt=\"Strade Sicure e la questione del Taser: quando i militari avranno un’alternativa al fucile d’assalto? - DIFESANEWS.COM\" class=\"wp-image-4337\" title=\"Strade Sicure e la questione del Taser: quando i militari avranno un’alternativa al fucile d’assalto? - DIFESANEWS.COM\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Strade Sicure e la questione del Taser: quando i militari avranno un’alternativa al fucile d’assalto?</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il dibattito sul Taser e le forze dell’ordine</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è intervenuto con decisione sulle polemiche seguite ai recenti casi di Olbia e Genova, dove due persone sono morte dopo essere state colpite dal Taser.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>«Chi, in maniera ideologica, critica l'utilizzo del Taser deve tener presente che si tratta di uno strumento imprescindibile fornito agli agenti proprio per evitare l’utilizzo di armi da fuoco», ha dichiarato Piantedosi, ribadendo che la sicurezza dei cittadini resta «il primo obiettivo da perseguire».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le regole d’ingaggio sono chiare: la pistola elettrica va impiegata soltanto contro soggetti violenti e pericolosi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 2018 il Taser è entrato gradualmente nell’equipaggiamento di polizia, carabinieri e Guardia di finanza. <strong>Nel 2022 è stato esteso anche ad alcune polizie locali.</strong> Oggi, in Italia, ne circolano circa 5.000.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche la sindaca di Genova, Silvia Salis, ha invitato a leggere gli episodi con equilibrio: «Questa vicinanza degli eventi chiaramente mette in allarme, ma va ricondotto tutto a un approccio scientifico, ai dati e alle sperimentazioni, senza farsi prendere dal populismo né da una parte né dall’altra».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4334,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/Taser-polizia-locale-1024x576-3.jpg\" alt=\"Strade Sicure e la questione del Taser: quando i militari avranno un’alternativa al fucile d’assalto? - DIFESANEWS.COM\" class=\"wp-image-4334\" title=\"Strade Sicure e la questione del Taser: quando i militari avranno un’alternativa al fucile d’assalto? - DIFESANEWS.COM\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Strade Sicure e la questione del Taser: quando i militari avranno un’alternativa al fucile d’assalto?</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il centrodestra si è schierato compatto a sostegno delle forze dell’ordine. Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia, ha sottolineato come il Taser sia stato introdotto per «evitare l’uso delle armi tradizionali» e ha criticato la magistratura, invitandola a operare con maggiore «cautela e responsabilità».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>E i militari di Strade Sicure?</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proprio mentre si discute di pistole elettriche nelle mani di poliziotti e carabinieri, resta inevasa una domanda: <strong>perché ai militari non viene data la stessa possibilità?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il paradosso è evidente. Nelle strade delle nostre città i soldati pattugliano armati con fucili d’assalto, progettati per scenari bellici, con gittata massima di circa 3000m, e un proiettile con elevate capacità di rimabalzo, mentre agli operatori delle forze di polizia viene affidato un dispositivo considerato “meno letale” come il Taser.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il problema non è solo simbolico, ma operativo. <strong>In caso di intervento su un soggetto aggressivo o fuori controllo, i militari di Strade Sicure non dispongono di strumenti intermedi:</strong> hanno con sé solo il fucile e la pistola d’ordinanza. Un ventaglio di possibilità ridotto, che rischia di generare incomprensioni e criticità sul piano della gestione dell’ordine pubblico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4336,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/taser-polizia-2.jpg\" alt=\"Strade Sicure e la questione del Taser: quando i militari avranno un’alternativa al fucile d’assalto? - DIFESANEWS.COM\" class=\"wp-image-4336\" style=\"width:840px;height:auto\" title=\"Strade Sicure e la questione del Taser: quando i militari avranno un’alternativa al fucile d’assalto? - DIFESANEWS.COM\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Strade Sicure e la questione del Taser: quando i militari avranno un’alternativa al fucile d’assalto?</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’estensione del Taser anche ai militari impegnati in Strade Sicure potrebbe costituire una soluzione equilibrata: <strong>da un lato ridurrebbe l’impatto psicologico di vedere soldati con armi da guerra davanti a stazioni e scuole, dall’altro fornirebbe loro uno strumento utile per gestire situazioni di conflitto senza ricorrere alle armi letali.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/100524-ss1-2.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"FORZE ARMATE, sicurezza urbana, strade sicure, taser","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-19 12:24:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.corriere.it/politica/25_agosto_19/piantedosi-e-le-polemiche-sul-taser-infondate-e-uno-strumento-imprescindibile-6f92ff54-181d-442a-876e-325ab0876xlk.shtml?refresh_cehttps://www.corriere.it/politica/25_agosto_19/piantedosi-e-le-polemiche-sul-taser-infondate-e-uno-strumento-imprescindibile-6f92ff54-181d-442a-876e-325ab0876xlk.shtml?refresh_ce","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22973-strade-sicure-taser-militari-fucile-dassalto.mp4","galleria":""}
{"id":22923,"titolo":"Oltre la Supremazia: Il Littorale Aereo Ridefinisce il Dominio","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il concetto di <strong>dominio aereo</strong> è stato per decenni un caposaldo della strategia militare occidentale. L'idea era semplice: controllare i cieli del nemico per consentire alle proprie forze di terra, mare e aria di operare con assoluta libertà e sicurezza. Questo dominio si è manifestato in modo lampante in conflitti come la del Golfo, dove una forza aerea schiacciante ha neutralizzato le difese nemiche, spianando la strada per una vittoria rapida e con poche perdite. L'assenza di minacce aeree significative ha permesso ai soldati di terra di concentrarsi sul loro obiettivo senza il timore di essere attaccati dall'alto. Era un modo di fare la guerra che ha plasmato un'intera generazione di militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, questa concezione è messa in discussione da nuove realtà emerse sui campi di battaglia. Sebbene aerei da caccia avanzati e bombardieri stealth siano ancora fondamentali, non sono più sufficienti a garantire la sicurezza delle truppe. La minaccia non arriva più solo dai cieli alti, ma da un nuovo livello di combattimento che sta ridefinendo le regole: il <strong>littorale aereo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22925,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/GCAP-cover-1024x576.jpg\" alt=\"Oltre la Supremazia: Il Littorale Aereo Ridefinisce il Dominio - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22925\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Oltre la Supremazia: Il Littorale Aereo Ridefinisce il Dominio - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il \"Littorale Aereo\": Un Nuovo Campo di Battaglia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il littorale aereo è lo strato di spazio aereo a bassa quota, al di sotto del raggio d'azione della maggior parte dei sistemi di difesa aerea tradizionali e al di fuori della portata dei caccia più potenti.</strong> È qui che operano i droni di piccole e medie dimensioni, che sono diventati la spina dorsale del combattimento moderno. Il conflitto in Ucraina ha dimostrato in modo inequivocabile che una forza nemica può essere completamente sconfitta in una guerra aerea convenzionale ma mantenere una letale pressione sulle forze di terra attraverso l'uso massiccio di droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Ucraina, droni di ogni tipo sono impiegati in \"pile\" mobili, replicando a un livello più basso le operazioni complesse che in passato erano appannaggio delle aviazioni militari più avanzate. <strong>Queste unità di droni conducono missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR), bombardamento e attacco, creando un ambiente a bassa quota estremamente pericoloso e paralizzante per le truppe</strong>. Il terrore che un soldato prova quando è sotto attacco da un drone è diverso da quello suscitato dall'artiglieria. Se le bombe o i proiettili seguono traiettorie prevedibili, i droni si muovono in modo erratico, inseguendo il bersaglio, creando una sensazione di essere \"cacciati\". Questa minaccia costante, personale e psicologicamente debilitante, mina la fiducia delle truppe in modo più profondo e duraturo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18232,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Gp0SWjWbUAAbF9a-1068x801-2-1024x768.webp\" alt=\"Anduril rivoluziona la difesa aerea: via alla produzione in serie del drone intercettore Roadrunner - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18232\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Oltre la Supremazia: Il Littorale Aereo Ridefinisce il Dominio - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Riconcettualizzare il Dominio Aereo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla luce di queste nuove dinamiche, le tradizionali definizioni di dominio aereo — <strong>negazione</strong>, <strong>superiorità</strong> e <strong>supremazia</strong> — devono essere aggiornate. Non basta più distruggere la forza aerea del nemico. Se l'obiettivo finale del potere aereo è permettere alle forze di terra di operare in sicurezza e di vincere, allora il controllo del littorale aereo è un requisito non negoziabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ciò significa che la strategia militare deve evolvere<strong>. I sistemi d'arma tradizionali devono essere affiancati da una forza dominante nel littorale aereo, basata sull'uso di massa di piattaforme senza equipaggio. La vittoria in una guerra futura non sarà definita solo dalla superiorità tecnologica dei nostri aerei più costosi, ma dalla nostra capacità di affrontare e sconfiggere una minaccia diffusa, a basso costo e altamente letale, che opera a livello del suolo.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il controllo dei cieli non è più una questione di assoluti. La prossima guerra richiederà un approccio ibrido, che combini il potere delle forze aeree convenzionali con la flessibilità e l'adattabilità delle piattaforme senza equipaggio. Solo in questo modo si potrà garantire il dominio aereo e, cosa ancora più importante, proteggere le vite dei nostri soldati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/ChatGPT-Image-19-ago-2025-09-43-00.jpg","categoria":"Blog","tags":"Dominio aereo, Droni, F-35, Littorale aereo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-19 08:56:53","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://smallwarsjournal.com/2025/06/09/toward-a-new-understanding-of-air-dominance/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22923-supremazia-littorale-aereo-ridefinisce-dominio.mp4","galleria":""}
{"id":22917,"titolo":"Cambiamento epocale in Germania: la Difesa più Forte d'Europa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p id=\"block-0ff1f0f0-5875-493d-9267-10203c01e38c\">Il Cancelliere tedesco Friedrich Merz ha annunciato un piano ambizioso per trasformare la Bundeswehr, l'esercito tedesco, nella \"<strong>più forte forza convenzionale d'Europa</strong>\". L'annuncio, avvenuto durante il suo primo discorso in parlamento dopo l'elezione, segna un cambio di rotta epocale per la Germania, che per decenni ha mantenuto una politica di spesa militare molto contenuta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-de9b0f83-d008-4d91-8e99-8863b99c7fea\">Una nuova era per la difesa tedesca</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Merz ha sottolineato che <strong>un aumento della spesa militare è una necessità riconosciuta dagli alleati </strong>della NATO e dell'Unione Europea. Questo nuovo orientamento risponde anche alle pressioni di paesi come gli Stati Uniti, in particolare sotto l'amministrazione di Donald Trump, che ha più volte criticato gli alleati europei per non contribuire sufficientemente al bilancio della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3916,\"width\":\"1200px\",\"height\":\"600px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/08/RTX1Y1EN-germany-defense-e1468327687220.jpg\" alt=\"Cambiamento epocale in Germania: la Difesa più Forte d'Europa - DEFENSANEWS.COM - Noticias defensa y seguridad\" class=\"wp-image-3916\" style=\"object-fit:cover;width:1200px;height:600px\" title=\"Cambiamento epocale in Germania: la Difesa più Forte d'Europa - DEFENSANEWS.COM - Noticias defensa y seguridad\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cambiamento epocale in Germania: la Difesa più Forte d'Europa </figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Germania prevede di stanziare enormi fondi, che potrebbero arrivare a <strong>1000 miliardi di euro</strong> distribuiti su più anni.<strong> L'obiettivo è modernizzare e rafforzare l'esercito, affrontando problemi storici di equipaggiamento e reclutamento</strong>. Le cifre previste per i prossimi anni sono impressionanti: la spesa militare tedesca potrebbe superare i 160 miliardi di euro entro il 2029, posizionando la Germania come la più grande potenza militare europea in termini di bilancio e la terza a livello mondiale, superando potenze come Russia e Regno Unito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Difesa come motore economico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre a una questione di sicurezza, il riarmo tedesco è visto anche come una leva per rilanciare l'economia nazionale. L'industria della difesa sta già assistendo a una riorganizzazione e a una riconversione di fabbriche per soddisfare la crescente domanda di veicoli militari, missili e munizioni. Grandi aziende come <strong>Rheinmetall</strong> e <strong>Thyssen-Krupp</strong> sono pronte a beneficiare di questo massiccio piano di investimenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, anche altre realtà industriali si stanno muovendo verso questo settore. Un esempio è <strong>Porsche</strong>, che insieme ad altre società ha creato <strong>un fondo di 500 milioni di euro per investimenti nel comparto militare</strong>, dalla cybersicurezza ai sistemi di sorveglianza satellitare. Questo dimostra come il riarmo sia ormai visto non più come un tabù, ma come un'opportunità di crescita e innovazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3897,\"width\":\"1200px\",\"height\":\"500px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://difesanews.com/wp-content/uploads/2025/08/1752286606268.jpg\" alt=\"Cambiamento epocale in Germania: la Difesa più Forte d'Europa - DEFENSANEWS.COM - Noticias defensa y seguridad\" class=\"wp-image-3897\" style=\"object-fit:cover;width:1200px;height:500px\" title=\"Cambiamento epocale in Germania: la Difesa più Forte d'Europa - DEFENSANEWS.COM - Noticias defensa y seguridad\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cambiamento epocale in Germania: la Difesa più Forte d'Europa </figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il consenso dell'opinione pubblica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un aspetto cruciale di questo cambiamento è <strong>il forte sostegno da parte dell'opinione pubblica tedesca</strong>. Sondaggi recenti mostrano che una netta maggioranza dei tedeschi, il 76%, è favorevole a un aumento significativo dei fondi per la difesa, anche a costo di un maggiore indebitamento. <a href=\"https://difesanews.com/germania-e-record-di-arruolamenti-28-di-reclute-nel-2025/\">Questa inversione di tendenza </a>è in parte dovuta alla percezione di una maggiore instabilità internazionale e alla crescente sfiducia nella garanzia di sicurezza da parte degli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il consenso si estende anche all'idea di una forza armata europea congiunta, vista con favore dall'84% degli intervistati. Tuttavia, rimane una certa cautela riguardo all'invio di truppe in zone di conflitto, come l'Ucraina. </strong>La Germania, pur essendo uno dei maggiori sostenitori di Kyiv, ha ribadito la sua non belligeranza, concentrandosi sulla fornitura di aiuti militari e sul rafforzamento della sua presenza sul territorio NATO, come nel caso del dispiegamento di una brigata in Lituania.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il riarmo tedesco rappresenta un momento di svolta, non solo per la Germania, ma per l'intero equilibrio di potere in Europa e nel mondo. La domanda è: questa rinnovata forza militare servirà a garantire la pace e la stabilità o a ridefinire le gerarchie internazionali in modo imprevedibile?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/1024px-Leopard-2-A5-der-Bundeswehr.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Friedrich Merz, geopolitica, Germania, Riarmo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-18 21:27:26","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22917-cambiamento-epocale-in-germania-la-difesa-piu-forte-deuropa.mp4","galleria":""}
{"id":22897,"titolo":"ULTRA: il mulo robot con intelligenza artificiale che salva i paracadutisti dal fuoco nemico","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>13 agosto 2025 – Vaziani, Georgia</strong> – Durante l’esercitazione multinazionale <a href=\"https://www.europeafrica.army.mil/Home/INNOVATION/videoid/971490/dvpTag/af/\">Agile Spirit 25</a>, i paracadutisti della <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/webstory/i-paracadutisti-della-173rd-airborne-brigade-droni-tattici-e-stampa-in-3d-video/\">173ª Brigata Aviotrasportata </a></strong>hanno messo alla prova un nuovo veicolo autonomo dotato di intelligenza artificiale: l’<strong>ULTRA (Uncrewed Long-range Transport Autonomy)</strong>, sviluppato dall’azienda di Seattle <strong>Overland AI</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il mezzo è stato testato al <strong>Vaziani Training Area</strong>, in Georgia, il 29 luglio, con lo scopo di verificare le sue capacità di rifornimento in scenari operativi complessi, inclusi ambienti privi di GPS o con comunicazioni degradate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un nuovo paradigma logistico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’ULTRA è un veicolo tattico a trazione integrale, capace di raggiungere i <strong>56 km/h</strong> e trasportare fino a <strong>450 kg di carico</strong> su terreni accidentati, con un’autonomia di oltre <strong>160 km</strong>. La sua caratteristica principale è l’uso dell’intelligenza artificiale e di un pacchetto sensoriale avanzato – stereo camere, lidar, sensori termici e sistemi di navigazione inerziale – che gli permette di muoversi anche in condizioni di <strong>jamming satellitare</strong> o scarsa visibilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo <strong>Byron Boots</strong>, CEO di Overland AI, “i sistemi senza equipaggio stanno cambiando radicalmente il carattere della guerra. ULTRA è pensato per togliere i soldati dalla linea del fuoco, riducendo i rischi e i costi”. L’azienda sottolinea infatti come il mezzo sia <strong>“attritable”</strong>, cioè progettato per essere economico e sacrificabile, molto più conveniente rispetto a un veicolo con equipaggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22901,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"ULTRA: il mulo robot con intelligenza artificiale che salva i paracadutisti dal fuoco nemico - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/500h-q95-3.png\" alt=\"ULTRA: il mulo robot con intelligenza artificiale che salva i paracadutisti dal fuoco nemico - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22901\" style=\"width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">ULTRA: il mulo robot con intelligenza artificiale che salva i paracadutisti dal fuoco nemico - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Test sul campo con i paracadutisti della 173ª</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante Agile Spirit 25, l’ULTRA è stato impiegato per il <strong>rifornimento di munizioni da 60 e 120 mm</strong> ai mortai della 1st Squadron, 91st Cavalry Regiment. Le prove hanno incluso missioni di consegna punto-punto, movimento in convoglio autonomo e superamento di ostacoli naturali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il soldato scelto <strong>Jonathan Brooks</strong>, mortarman della 173ª, ha dichiarato: <em>“Avevo già ricevuto un addestramento sull’ULTRA in Germania due mesi fa. È incredibile vedere come si muova senza bisogno di guida diretta”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche lo specialista <strong>Jack Padberg</strong> ha espresso entusiasmo: <em>“Vorrei vederlo impiegato più spesso. Può darci un enorme aiuto nei compiti logistici”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il colonnello <strong>Will Cox</strong>, co-direttore dell’esercitazione, ha sottolineato come Agile Spirit serva proprio a testare sul campo nuove tecnologie per la sicurezza del <strong>Mar Nero</strong> e dei partner NATO: <em>“Le esercitazioni ci permettono di provare, rompere, riparare e riprovare. È così che si innova”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso impieghi futuri</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre al rifornimento, Overland AI prevede di ampliare l’uso di ULTRA a compiti ad alto rischio come:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>breaching</strong> (apertura di varchi in ostacoli complessi e campi minati);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>evacuazione sanitaria</strong> (casualty evacuation in zone non sicure);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>ricognizione e sorveglianza</strong> in ambienti ostili.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Chris Higgins</strong>, direttore dello sviluppo di Overland AI, ha spiegato: <em>“L’apertura di varchi è uno dei compiti più pericolosi per qualsiasi unità. Stiamo lavorando con le brigate del genio per far sì che siano i robot, e non i soldati, ad andare per primi”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22904,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"ULTRA: il mulo robot con intelligenza artificiale che salva i paracadutisti dal fuoco nemico - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/500h-q95-2-750x430-1.png\" alt=\"ULTRA: il mulo robot con intelligenza artificiale che salva i paracadutisti dal fuoco nemico - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22904\" style=\"width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">ULTRA: il mulo robot con intelligenza artificiale che salva i paracadutisti dal fuoco nemico - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’introduzione di veicoli autonomi come ULTRA rappresenta una <strong>svolta strategica</strong> nella logistica militare: non solo riduce l’esposizione dei soldati a minacce come ordigni improvvisati o imboscate, ma consente anche di abbattere i costi e aumentare la resilienza delle catene di rifornimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le prove di Agile Spirit 25 segnano solo l’inizio: ulteriori test sono previsti tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, con l’obiettivo di integrare pienamente questi sistemi all’interno delle unità NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se le promesse saranno mantenute, i paracadutisti e le forze alleate potrebbero presto contare su una nuova generazione di <strong>“muli robotici” intelligenti</strong>, capaci di operare dove i veicoli tradizionali non arrivano e, soprattutto, senza mettere a rischio vite umane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/2.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"173ª Brigata Aviotrasportata, Agile Spirit 25, ULTRA, veicoli autonomi","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-17 16:50:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.armytimes.com/news/your-army/2025/08/13/paratroopers-test-autonomous-vehicle-with-ai-for-mortar-resupply/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22897-ultra-mulo-robot-ai-paracadutisti.mp4","galleria":""}
{"id":22889,"titolo":"Fincantieri e IDS: la nuova frontiera delle missioni subacquee autonome","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 2021, anno della sua acquisizione da parte di <strong>Fincantieri</strong>, la <a href=\"https://www.idscorporation.com/\">società IDS (Ingegneria Dei Sistemi) </a>ha progressivamente concentrato la sua attività nel dominio subacqueo. Già attiva nel campo della robotica, dei sistemi radar e dell’ingegneria elettromagnetica, IDS si è trasformata nel “cervello digitale” delle piattaforme e dei servizi subacquei del gruppo.<br>Il compito principale è lo sviluppo di sistemi digitali di missione, framework di autonomia e interfacce di controllo per governare assetti unmanned. L’obiettivo è chiaro: affrontare missioni caratterizzate da grandi distanze, comunicazioni limitate, fondali imprevedibili e condizioni operative mutevoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">UMS: una piattaforma di orchestrazione multi-dominio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il fiore all’occhiello della società è l’<strong>UMS (Underwater Management System)</strong>, concepito non solo come software ma come vera piattaforma di orchestrazione missione.<br>L’UMS consente di pianificare, simulare, monitorare e riprogrammare assetti in più domini – marittimo, aereo, terrestre e cibernetico – con capacità predittive, AI per supportare decisioni e simulazioni digital twin per ridurre i rischi operativi.<br>Il sistema, già selezionato dalla Direzione degli Armamenti Navali (NAVARM) per equipaggiare le nuove fregate <a href=\"https://brigatafolgore.net/?s=fremm\">FREMM EVO</a>, rappresenta uno standard modulare e scalabile per la Marina Militare Italiana. Inoltre, è in sviluppo una versione containerizzata, pensata per missioni speditive o l’integrazione su unità già in servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22891,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Fincantieri e IDS: la nuova frontiera delle missioni subacquee autonome - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/07c-IDS-UMS-resized.jpg\" alt=\"Fincantieri e IDS: la nuova frontiera delle missioni subacquee autonome - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22891\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fincantieri e IDS: la nuova frontiera delle missioni subacquee autonome - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">USV: la nuova generazione di droni navali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto al software, IDS lavora su piattaforme fisiche: i <strong>USV (Unmanned Surface Vessels)</strong>. La prima unità, denominata <strong>SAND</strong>, è stata costruita nel 2019 e usata in numerose esercitazioni internazionali, comprese quelle NATO.<br>La nuova generazione prevede un <strong>USV da 11 metri</strong> progettato per operare in mare aperto per oltre 100 ore, con capacità di lancio e recupero di droni subacquei, funzioni di relè comunicativo e possibilità di armamento leggero remoto. La configurazione modulare permette di adattare la nave a missioni di sorveglianza, guerra antisommergibile, contrasto ai droni e protezione delle infrastrutture critiche.<br>Integrato direttamente con l’UMS, l’USV diventa parte di una rete coordinata di assetti, capace di reagire in tempo reale a minacce o mutamenti ambientali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22892,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Fincantieri e IDS: la nuova frontiera delle missioni subacquee autonome - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/15-IDS-SAND-rotated-e1754983489601.jpg\" alt=\"Fincantieri e IDS: la nuova frontiera delle missioni subacquee autonome - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22892\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fincantieri e IDS: la nuova frontiera delle missioni subacquee autonome - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una trasformazione strategica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per Fincantieri, IDS rappresenta il pilastro della trasformazione digitale del dominio subacqueo. In un contesto in cui le missioni diventano sempre più <strong>network-centriche</strong>, data-driven e autonome, le tecnologie sviluppate garantiscono non solo piattaforme all’avanguardia, ma soprattutto <strong>soluzioni future-ready</strong>.<br>Il binomio UMS-USV è destinato a potenziare notevolmente la capacità della Marina Militare Italiana, rafforzando anche il ruolo di Fincantieri come attore globale nell’innovazione marittima.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/08c-IDS-USV-resized-800x534-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"droni navali, Fincantieri, IDS, sistemi subacquei","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-17 14:14:11","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22889-fincantieri-ids-missioni-subacquee-autonome.mp4","galleria":""}
{"id":22877,"titolo":"Sniper ucraino stabilisce il record mondiale a 4.000 metri - aggiornamento necessario per i tiratori scelti italiani","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 14 agosto 2025 un tiratore scelto ucraino dell’unità combinata <strong>“Pryvid”</strong> ha stabilito un nuovo primato mondiale, eliminando due militari russi da una distanza di <strong>4.000 metri</strong>. L’impresa, riportata da <em>Mil.in.ua</em>, ha avuto luogo nel settore di <strong>Pokrovsko-Mirnograd</strong> ed è stata resa possibile grazie all’impiego di un fucile anti-materiale <strong>Alligator da 14,5 mm</strong>, coadiuvato da un sistema di puntamento con intelligenza artificiale e dal supporto di un UAV da ricognizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il colpo record</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto riportato, il proiettile ha attraversato la finestra di un edificio dietro cui si trovavano i due soldati russi. La portata del tiro ha superato di 200 metri il precedente record, stabilito nel novembre 2023 dal 58enne <strong>Vyacheslav Kovalsky</strong>, appartenente all’unità SBU, che aveva neutralizzato un nemico a 3.800 metri con un fucile <strong>Horizon’s Lord</strong> di fabbricazione ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22881,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Sniper ucraino stabilisce il record mondiale a 4.000 metri - aggiornamento necessario per i tiratori scelti italiani - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/12-2-1024x576.jpg\" alt=\"Sniper ucraino stabilisce il record mondiale a 4.000 metri - aggiornamento necessario per i tiratori scelti italiani - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22881\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sniper ucraino stabilisce il record mondiale a 4.000 metri - aggiornamento necessario per i tiratori scelti italiani - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il fucile <strong>Alligator</strong>, introdotto nel 2020, è un’arma di nuova concezione: lungo 2 metri, con canna da 1,2 metri e peso complessivo di 22,5 kg, ha una velocità iniziale di 980 m/s e può perforare piastre da 10 mm a 1,5 km. La sua missione primaria è la distruzione di postazioni fortificate e mezzi leggeri, ma l’impiego di agosto ha mostrato come possa essere usato con efficacia estrema anche in funzione anti-personale a distanze mai raggiunte prima.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’unità “Pryvid” ha già rivendicato quasi 1.000 neutralizzazioni dall’inizio del conflitto, consolidando la reputazione dei cecchini ucraini come tra i più letali e innovativi sul campo di battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cecchini e tecnologia: AI e droni al servizio del tiro di precisione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli aspetti più innovativi di questo record è l’integrazione tra <strong>sniping tradizionale e tecnologie emergenti</strong>. L’uso di droni da ricognizione per la valutazione delle condizioni di tiro e di sistemi di calcolo basati su intelligenza artificiale ha permesso di compensare variabili come vento, temperatura, pressione atmosferica e traiettoria balistica.<br>Si tratta di una dimostrazione tangibile di come la guerra moderna stia trasformando anche discipline “antiche” come il tiro di precisione in un sistema complesso e multidominio, dove la sinergia uomo-macchina diventa determinante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22882,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Sniper ucraino stabilisce il record mondiale a 4.000 metri - aggiornamento necessario per i tiratori scelti italiani - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/GLgRfXxXcAAY-rR-1024x768.jpg\" alt=\"Sniper ucraino stabilisce il record mondiale a 4.000 metri - aggiornamento necessario per i tiratori scelti italiani - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22882\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sniper ucraino stabilisce il record mondiale a 4.000 metri - aggiornamento necessario per i tiratori scelti italiani - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il record ucraino dei 4.000 metri segna un nuovo punto di riferimento nella storia del tiro di precisione, sottolineando il connubio tra addestramento, tecnologia e coraggio individuale.<br>Se in Ucraina l’impiego di fucili anti-materiale e sistemi avanzati ha permesso di stabilire un primato mondiale, per l’Europa questo episodio rappresenta un campanello d’allarme: i <strong>nuclei tiratori scelti</strong> dovranno aggiornare il proprio equipaggiamento con <strong>droni da ricognizione dedicati</strong>, <a href=\"https://brigatafolgore.net/ai-tiro-precisione-smash-2000l/\">ottiche supportate da intelligenza artificiale</a> e <strong>nuovi fucili adatti all’ingaggio a distanze superiori ai 2.000 metri</strong>. Solo così sarà possibile mantenere la superiorità operativa e rispondere efficacemente alle sfide della guerra moderna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/1-5.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Guerra moderna, sniper, tecnologia militare, Tiratori scelti, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-17 11:50:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensemirror.com/news/40045/Ukrainian_Sniper_Eliminates_2_Russian_Soldiers_from_4KM_New_World_Record_Claimed","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22877-sniper-record-4000-tiratori-scelti.mp4","galleria":""}
{"id":22863,"titolo":"Rivoluzione nella caccia ai droni: il nuovo elicottero d'attacco AW249","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra in Ucraina ha introdotto scenari operativi inediti, dove droni e munizioni circuitanti (loitering munition) sono divenuti protagonisti delle offensive russe. Per la prima volta, l’Esercito di Kyiv ha diffuso immagini dettagliate di operazioni notturne in cui elicotteri delle Forze di Aviazione dell’Esercito hanno intercettato e neutralizzato droni Shahed, utilizzando una tattica coordinata: un velivolo dotato di sensori avanzati per l’individuazione del bersaglio e uno dedicato all’attacco diretto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema FLIR UltraFORCE 350, integrato su queste piattaforme, ha permesso di identificare e seguire i droni anche di notte, guidando il fuoco di precisione. Una soluzione nata per missioni di sorveglianza e pattugliamento, ma adattata con efficacia al contrasto di minacce aeree asimmetriche.<br>Questa modalità operativa ha un vantaggio cruciale: consente di risparmiare missili antiaerei costosi e scarsi, impiegando mezzi relativamente economici e flessibili come gli elicotteri da combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22867,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Rivoluzione nella caccia ai droni: il nuovo elicottero d'attacco AW249 - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/Screenshot-2025-08-17-093726.jpg\" alt=\"Caccia ai droni: il nuovo elicottero d'attacco AW249 può rivoluzionare la difesa aerea - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22867\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Caccia ai droni: il nuovo elicottero d'attacco AW249 può rivoluzionare la difesa aerea - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’AW249 Fenice: il futuro dell’Aviazione dell’Esercito Italiano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Esercito Italiano ha avviato il programma di acquisizione del nuovo elicottero d’attacco <a href=\"https://brigatafolgore.net/aw249-fenice-in-arrivo-il-nuovo-elicottero-dattacco-per-lesercito-italiano/\">AW249 Fenice</a>, destinato a sostituire l’AW129 Mangusta dopo oltre trent’anni di servizio. Leonardo prevede la produzione di fino a <strong>48 esemplari</strong>, con una prima tranche di 17 unità in consegna a partire dal 2027.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Fenice è progettato come piattaforma di ultima generazione, in grado di operare in scenari complessi e in rapida evoluzione. Con un peso massimo al decollo di 8,3 tonnellate, può garantire missioni di scorta, supporto aereo ravvicinato, ricognizione e interdizione. Dispone di avionica avanzata, capacità di operare in rete con droni e assetti terrestri, oltre a un sistema di autodifesa che ne aumenta la sopravvivenza sui campi di battaglia moderni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il suo armamento comprende un cannone da 20 mm, razzi da 70 mm e missili aria-aria e aria-superficie, che lo rendono già una piattaforma estremamente versatile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4311,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Rivoluzione nella caccia ai droni: il nuovo elicottero d'attacco AW249 - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/aw249-04-1024x684.jpg\" alt=\"AW249 Fenice, in arrivo il nuovo elicottero d'attacco per l'Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4311\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Caccia ai droni: il nuovo elicottero d'attacco AW249 può rivoluzionare la difesa aerea - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Opportunità per l’Italia: capacità anti-drone e anti-loitering</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla luce dell’esperienza ucraina, si apre una prospettiva interessante: <strong>dotare l’AW249 Fenice di una capacità anti-drone dedicata</strong>, capace di affrontare le minacce rappresentate dai droni kamikaze o dalle munizioni circuitanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le tecnologie di cui dispone il Fenice – avionica modulare, sistemi di missione avanzati, capacità di integrazione con sensori di nuova generazione – rendono possibile l’adozione di pod ottici e radar leggeri specifici per l’individuazione di UAS, così come l’impiego di munizionamenti aria-aria a corto raggio ottimizzati contro bersagli di piccole dimensioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un ulteriore sviluppo potrebbe essere l’integrazione di munizioni a guida laser di piccolo calibro o micro-missili, pensati proprio per la neutralizzazione dei droni. In questo modo, l’AW249 potrebbe svolgere missioni di difesa aerea tattica a protezione di convogli, basi operative avanzate e forze terrestri, alleggerendo il carico sulle batterie missilistiche a medio-lungo raggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12706,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Rivoluzione nella caccia ai droni: il nuovo elicottero d'attacco AW249 - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/aw249-01-1024x517.jpg\" alt=\"AW249 Fenice, in arrivo il nuovo elicottero d'attacco per l'Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12706\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Caccia ai droni: il nuovo elicottero d'attacco AW249 può rivoluzionare la difesa aerea - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione: una dottrina da scrivere</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il caso ucraino dimostra che l’adattamento rapido delle piattaforme esistenti può fare la differenza di fronte a minacce emergenti. Per l’Esercito Italiano, l’AW249 rappresenta un’occasione unica non solo per sostituire i Mangusta, ma per introdurre una nuova capacità: <strong>un elicottero d’attacco con funzione anti-drone</strong>, capace di inserirsi nella rete di difesa aerea integrata e di affrontare le sfide operative del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto in cui i droni sono ormai parte integrante del campo di battaglia, dotare il Fenice di questa capacità significherebbe non solo incrementarne la versatilità, ma anche rafforzare la protezione delle truppe italiane nei teatri operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/Screenshot-2025-08-17-093631.jpg","categoria":"Blog","tags":"AW249 Fenice, difesa antidrone, Esercito Italiano, guerra elettronica","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-17 08:50:05","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://defence-blog.com/ukrainian-helicopters-hunt-shahed-drones-in-night-operations/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22863-rivoluzione-caccia-droni-nuovo-elicottero-aw249.mp4","galleria":""}
{"id":22843,"titolo":"IDV, la sfida degli UGV: cooperazione con l’Ucraina per accelerare","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Iveco Defence Vehicles (IDV) ha annunciato il rebranding della società britannica <strong>MIRA UGV</strong> in <strong>IDV Robotics</strong>, a seguito dell’acquisizione di una quota di maggioranza completata a gennaio 2023. La nuova entità, con sede nel Regno Unito, rappresenta il cuore delle attività IDV nel settore dei veicoli terrestri senza equipaggio (<strong>Uncrewed Ground Vehicle – UGV</strong>), un ambito che sta conoscendo una crescita senza precedenti sia in termini tecnologici sia operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il debutto ufficiale è avvenuto alla fiera DSEI 2023 di Londra con la presentazione della piattaforma multiruolo <strong>VIKING</strong>, un UGV 6x6 ad alta mobilità pensato per missioni critiche: ricognizione, supporto di fuoco, rifornimento dell’ultimo miglio, evacuazione dei feriti e operazioni in scenari <strong>CBRN</strong> (chimico, biologico, radiologico e nucleare).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22847,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/16-bis-IDV-Robotics-Viking.jpg\" alt=\"IDV, la sfida degli UGV: cooperazione con l’Ucraina per accelerare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22847\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">IDV, la sfida degli UGV: cooperazione con l’Ucraina per accelerare - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto a VIKING, IDV Robotics porta in dote tecnologie avanzate come <strong>MACE</strong>, uno stack proprietario di autonomia in grado di garantire operazioni semi-autonome e autonome, navigazione in ambienti negati dal <strong>GNSS</strong>, riconoscimento avanzato del terreno e integrazione con sistemi aerei senza pilota (UAS), in ottica <strong>RAS</strong> (Robotic Autonomous Systems).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’interesse ucraino: UGV come strumento di sopravvivenza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel conflitto in corso contro la Russia, gli UGV si stanno rivelando uno dei moltiplicatori di forza più preziosi. <strong>Borys Kremenskyi</strong>, addetto militare dell’Ambasciata ucraina a Washington, ha ribadito in più occasioni come Kiev sia pronta a testare qualsiasi piattaforma offerta dall’industria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Siamo pronti a prendere qualsiasi sistema per testarlo,” ha dichiarato, sottolineando che la capacità di innovare costantemente è essenziale: “Se non innovi per due mesi, sei morto. Devi cambiare.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22848,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/grond-drone-3-1024x683.jpg\" alt=\"IDV, la sfida degli UGV: cooperazione con l’Ucraina per accelerare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22848\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">IDV, la sfida degli UGV: cooperazione con l’Ucraina per accelerare - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli UGV trovano applicazione in scenari operativi estremamente vari:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Guerra elettronica (EW):</strong> le linee del fronte sono sature di segnali e i droni terrestri vengono equipaggiati con moduli EW per operare in ambienti ostili.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Evacuazione medica:</strong> i droni russi colpiscono anche i veicoli contrassegnati da simboli medici, rendendo gli UGV essenziali per trasportare i feriti in sicurezza.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sminamento:</strong> con oltre il 20% del territorio ucraino contaminato da mine, gli UGV rappresentano uno strumento più sicuro rispetto agli operatori umani.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ricognizione e sorveglianza:</strong> sistemi come il <strong>Droid TW</strong>, sviluppato in Ucraina e operativo dal 2024, sfruttano algoritmi di intelligenza artificiale per identificare le forze nemiche.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Ministero della Difesa ucraino ha già autorizzato, solo nel primo semestre 2025, l’impiego di circa <strong>30 nuovi UGV e stazioni d’arma telecomandate</strong>, segnale di un’accelerazione rapida nella robotizzazione delle forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Opportunità per IDV: cooperazione strategica e implicazioni NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contesto ucraino, caratterizzato da una pressione operativa senza precedenti, rappresenta un <strong>laboratorio bellico unico</strong> dove tecnologie sperimentali vengono messe alla prova quotidianamente. Per <a href=\"https://brigatafolgore.net/iveco-defence-vehicles-idv-88-anni-di-orgoglio-industriale-italiano-al-servizio-della-difesa/\">IDV Robotics</a>, che punta ad affermarsi come leader europeo nel settore, la possibilità di collaborare con Kiev significherebbe non solo affinare i propri sistemi in scenari reali, ma anche consolidare il proprio ruolo all’interno della filiera NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partnership con l’Ucraina potrebbe permettere a IDV di testare e adattare rapidamente le proprie piattaforme come <strong>VIKING</strong> e il pacchetto di autonomia <strong>MACE</strong>, beneficiando di un ritorno tecnologico immediato e di feedback operativo che difficilmente sarebbe ottenibile in contesti addestrativi tradizionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22849,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/VIKING-UGV-IDV-1024x768.jpg\" alt=\"IDV, la sfida degli UGV: cooperazione con l’Ucraina per accelerare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22849\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">IDV, la sfida degli UGV: cooperazione con l’Ucraina per accelerare - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La crescente adozione degli UGV da parte dell’Ucraina, inoltre, rischia di ridefinire gli standard alleati: <strong>soluzioni sviluppate e validate sul campo potrebbero essere integrate nelle dottrine NATO</strong>, accelerando la diffusione di sistemi robotici interoperabili tra le forze armate occidentali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Eventi come <strong>GVSETS 2025</strong> hanno mostrato chiaramente che la guerra moderna richiede soluzioni autonome, modulari e tecnologicamente avanzate. In questa cornice, IDV ha l’opportunità di posizionarsi come <strong>ponte tecnologico tra l’innovazione occidentale e il banco di prova ucraino</strong>, rafforzando al tempo stesso il tessuto industriale della difesa europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il futuro della guerra terrestre è sempre più <strong>unmanned</strong>. Per Iveco Defence Vehicles, attraverso la neonata <strong>IDV Robotics</strong>, la cooperazione con l’Ucraina potrebbe rappresentare il passo decisivo per trasformare il know-how tecnologico in capacità operative di nuova generazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una sinergia che non solo aumenterebbe le probabilità di sopravvivenza sul campo per i soldati, ma potrebbe anche consolidare l’industria europea della difesa nel settore dei sistemi autonomi, rafforzando la postura tecnologica e strategica della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/IDV-Robotics-VIKING-UGV-13102023.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Iveco Defence Vehicles, NATO, ucraina, UGV","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-16 18:38:41","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22843-idv-sfida-ugv-cooperazione-ucraina-accelerare.mp4","galleria":""}
{"id":22838,"titolo":"Verso una “Nato ridotta”? L’ipotesi dei Paesi volenterosi per la sicurezza dell’Ucraina","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla vigilia dell’incontro di Anchorage tra Donald Trump e Vladimir Putin, le cronache diplomatiche hanno lasciato intravedere un possibile spiraglio di novità nel complesso dossier ucraino. Al centro della discussione, come sempre, vi è la questione delle garanzie di sicurezza per Kiev: come impedire che, dopo un’eventuale tregua, Mosca possa tornare ad aggredire l’Ucraina fra qualche anno?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo indiscrezioni, Washington – pur con le incognite legate alla leadership imprevedibile di Trump – avrebbe accettato l’idea di un contingente militare internazionale fornito dai cosiddetti “Paesi volenterosi”, sostenuto logisticamente e tecnicamente dagli Stati Uniti. Si tratterebbe di una forza composta da nazioni europee come Regno Unito, Francia, e potenzialmente Germania e Italia, disposte a impegnarsi per garantire la stabilità in questo angolo cruciale del continente. In sostanza, un meccanismo di difesa collettiva che, con le dovute differenze, ricorderebbe una <strong>Nato in formato ridotto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perché nasce l’idea dei “volenterosi”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La proposta nasce da una constatazione: la Nato attuale fatica a muoversi con rapidità ed efficacia. Con 32 Paesi membri, interessi nazionali divergenti e la costante minaccia dei veti interni, l’Alleanza rischia spesso la paralisi. Non è difficile immaginare come, di fronte a un’aggressione russa, Paesi come l’Ungheria di Viktor Orban o la Turchia di Recep Tayyip Erdogan possano bloccare l’ingresso immediato dell’Ucraina nell’Alleanza, vanificando gli sforzi diplomatici e strategici degli altri partner.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ecco dunque l’ipotesi: <strong>creare un formato ristretto di Stati con politiche convergenti e valori condivisi</strong>, pronti ad agire senza subire le lentezze di un’organizzazione mastodontica. L’idea di un pilastro europeo della Nato, o di una “gamba europea” dell’Alleanza, si inserisce proprio in questa logica. Non a caso, già l’Italia aveva avanzato nei mesi scorsi una proposta di accordo militare bilaterale o multilaterale, con regole e automatismi simili a quelli atlantici, per garantire a Kiev un ombrello di sicurezza credibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il paragone con i <strong>fallimentari accordi di Minsk</strong> è inevitabile: senza un apparato militare di deterrenza, le clausole scritte sulla carta restano inefficaci. Questa volta, invece, si punta a una garanzia concreta e operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una lezione per l’Europa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dibattito che nasce attorno alla sicurezza dell’Ucraina riflette un problema più ampio: quello della <strong>governabilità delle grandi organizzazioni internazionali</strong>. L’Onu è l’esempio più evidente: concepita come un motore della pace mondiale, si è trasformata in un organismo spesso paralizzato dai veti incrociati, incapace di reagire con la rapidità necessaria di fronte a crisi improvvise.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo stesso discorso potrebbe valere per l’Unione Europea. Con 27 Stati membri, l’UE si trova frequentemente bloccata su decisioni cruciali, prigioniera di divisioni interne e della regola dell’unanimità. Da qui la suggestione: non sarebbe forse più efficace un’Europa più piccola, composta dai Paesi fondatori e da chi condivide realmente valori e responsabilità comuni? In un mondo caratterizzato dalla competizione con autocrazie centralizzate e rapide nel decidere, contano la <strong>coesione e la velocità d’azione</strong>, più che la semplice dimensione numerica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’ipotesi di una “Nato ridotta”, formata da un gruppo di Paesi volenterosi in stretta cooperazione con Washington, rappresenta quindi molto più di una soluzione temporanea per l’Ucraina: è un segnale della trasformazione degli equilibri globali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra in corso ha reso evidente che le grandi alleanze, nate in un’epoca di rapporti più statici, rischiano oggi di diventare strumenti troppo lenti. Il futuro della sicurezza europea – e forse della stessa architettura internazionale – potrebbe passare da <strong>coalizioni ristrette ma determinate</strong>, capaci di agire con coerenza e rapidità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In fondo, la lezione è chiara: nel mondo attuale, essere in tanti non sempre significa essere più forti. A volte, la vera potenza sta nella compattezza di chi condivide davvero valori, interessi e volontà politica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/1-4.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"NATO, Paesi volenterosi, sicurezza europea, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-16 13:31:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionews/tass-trump-valuta-la-riduzione-delle-truppe-in-europa-decisione-legata-alla-pace-in-ucraina/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22838-verso-una-nato-ridotta-lipotesi-dei-paesi-volenterosi-per-la-sicurezza-dellucraina.mp4","galleria":""}
{"id":22831,"titolo":"Il Generale paracadutista e il Fallimento della Giustizia: Lo scippatore a piede libero","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un gesto di coraggio da film d’azione, un atto di prontezza e senso civico che avrebbe dovuto chiudere un capitolo di microcriminalità, si scontra con la dura realtà di un sistema giudiziario che sembra vanificare gli sforzi di chi si mette in gioco. Il recente episodio che ha visto protagonista il <strong>Generale paracadutista Rodolfo Sganga</strong> a Napoli è diventato l'emblema di una frustrazione diffusa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sganga, uomo d’arme e di valore con una carriera stellare, non ha esitato a inseguire a piedi uno scippatore che aveva strappato una catenina dal collo di una donna. Un’azione eroica che si è conclusa con l’arresto del malvivente. Eppure, pochi giorni dopo, quello stesso uomo è stato nuovamente colto in flagrante dai Carabinieri mentre compiva un altro scippo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22680,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Generale paracadutista e il Fallimento della Giustizia: Lo scippatore a piede libero - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/sganga-1024x683.jpg\" alt=\"Napoli, il Generale Paracadutista Rodolfo Sganga ferma uno scippatore in pieno centro - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22680\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Napoli, il Generale Paracadutista Rodolfo Sganga ferma uno scippatore in pieno centro - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Ciclo Infinito dell'Impunito</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il problema non è solo la reiterazione del reato, ma la sensazione di un <strong>ciclo infinito di impunità</strong>. L’arresto, frutto di un intervento rischioso, perde il suo valore se la giustizia non riesce a dare seguito con pene adeguate. Questo non solo demoralizza le Forze dell'Ordine, che vedono il proprio lavoro annullato, ma alimenta nel cittadino una pericolosa sensazione di insicurezza e abbandono.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La gente, stanca di vivere con la paura di essere vittima di reati che restano impuniti, cerca risposte immediate. La fiducia nello Stato e nelle sue istituzioni si sgretola, spingendo le persone a richiedere soluzioni sempre più <strong>severe, rigide e intransigenti</strong>. Non si tratta più di un semplice dibattito politico, ma di una reazione istintiva a una percezione di pericolo crescente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22833,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Il Generale paracadutista e il Fallimento della Giustizia: Lo scippatore a piede libero - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/Arresto-carabinieri-1.jpg\" alt=\"Il Generale paracadutista e il Fallimento della Giustizia: Lo scippatore a piede libero - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22833\" style=\"width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale paracadutista e il Fallimento della Giustizia: Lo scippatore a piede libero - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Società si Estremizza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando la giustizia fallisce, la società si polarizza. Il gesto eroico del Generale Sganga ha acceso i riflettori su una realtà inaccettabile: il coraggio dei cittadini e l'efficacia delle Forze dell'Ordine sono resi inutili da un sistema che non punisce adeguatamente. È un cortocircuito pericoloso che, se non corretto con urgenza attraverso una riforma delle leggi, rischia di portare a conseguenze sociali estreme e imprevedibili, dove il desiderio di sicurezza può soppiantare ogni altra considerazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/12-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Coraggio, frustrazione, giustizia, sicurezza","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-16 10:13:12","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22831-generale-paraca-giustizia-scippatore-libero.mp4","galleria":""}
{"id":22807,"titolo":"L'ascesa dei droni: una svolta evolutiva nella guerra in Ucraina","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra in Ucraina ha catalizzato l'attenzione del mondo sul ruolo dei droni, trasformando la percezione pubblica di questi velivoli da \"robot assassini\" a strumenti cruciali per il combattimento convenzionale. Come dimostrano gli eventi della notte di Capodanno 2022, quando i quadricotteri ucraini hanno bombardato le posizioni russe a Bakhmut e le munizioni a ricerca russe hanno colpito le infrastrutture di Kyiv, i droni non sono più una novità, ma una componente consolidata della guerra moderna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Diversità dei droni in campo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra in Ucraina ha evidenziato l'importanza della diversità dei droni, mostrando come diversi tipi di sistemi si adattino a differenti scenari di conflitto. La NATO classifica i droni in tre categorie principali in base al loro peso:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Classe I:</strong> droni leggeri (meno di 150 kg), come i quadricotteri commerciali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Classe II:</strong> droni tattici (tra 150 e 600 kg).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Classe III:</strong> droni pesanti (oltre 600 kg), come il Bayraktar TB2.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre i grandi droni di <strong>Classe III</strong> sono efficaci negli spazi aerei non contesi, i droni più piccoli di <strong>Classe I</strong> e le <strong>munizioni a ricerca</strong> (loitering munitions) si sono dimostrati fondamentali nel contesto dinamico e conteso dell'Ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22819,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/Zrzut-ekranu-2025-01-19-145853-768x396-1.png\" alt=\"L'ascesa dei droni: una svolta evolutiva, non rivoluzionaria, nella guerra in Ucraina - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22819\" style=\"width:1200px\" title=\"L'ascesa dei droni: una svolta evolutiva, non rivoluzionaria, nella guerra in Ucraina - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'ascesa dei droni: una svolta evolutiva, non rivoluzionaria, nella guerra in Ucraina - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Droni leggeri di Classe I: occhi nel cielo per la fanteria</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I droni leggeri, come i <strong>DJI Mavic</strong>, sono facili da ottenere e da usare, spesso finanziati tramite campagne di crowdfunding. Nonostante le loro limitazioni (autonomia e portata ridotte, vulnerabilità alle contromisure elettroniche), hanno un impatto significativo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Aumento della precisione e del ritmo dell'artiglieria:</strong> riducono i tempi di acquisizione del bersaglio da 30 a 3-5 minuti, rendendo il bombardamento \"cieco\" un ricordo del passato.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Consapevolezza situazionale:</strong> forniscono ai soldati una visione in tempo reale del campo di battaglia, permettendo di individuare le posizioni nemiche e di proteggere le truppe.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Guerra psicologica:</strong> oltre alle loro funzioni di ricognizione, possono essere usati per scopi di propaganda, registrando video di imboscate o documentando i crimini di guerra.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, queste funzioni non sono del tutto nuove; già negli anni '60, i droni svolgevano compiti simili, sebbene su scala e portata inferiori. Questo sottolinea come i droni attuali rappresentino un'evoluzione, più che una rivoluzione, delle tattiche di guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22820,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/Ukraine-drone-operator.jpg\" alt=\"L'ascesa dei droni: una svolta evolutiva, non rivoluzionaria, nella guerra in Ucraina - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22820\" title=\"L'ascesa dei droni: una svolta evolutiva, non rivoluzionaria, nella guerra in Ucraina - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'ascesa dei droni: una svolta evolutiva, non rivoluzionaria, nella guerra in Ucraina - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Droni pesanti di Classe III: vulnerabilità in un cielo conteso</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All'inizio del conflitto, il drone turco <strong>Bayraktar TB2</strong> è diventato un'icona della resistenza ucraina. Nonostante il suo successo iniziale (come nell'affondamento dell'incrociatore russo <strong>Moskva</strong>), la sua efficacia è stata limitata dalla mancanza di superiorità aerea. Grandi e costosi (circa 2 milioni di dollari), questi droni sono facilmente abbattibili dalle moderne difese aeree, rendendoli inadatti per operazioni offensive su larga scala in un cielo conteso. Anche la Russia ha faticato a schierare i propri droni pesanti come l'<strong>Orion</strong>, a causa delle sanzioni internazionali e dei limiti della sua base industriale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Munizioni a ricerca: i droni usa e getta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le munizioni a ricerca, o <strong>droni kamikaze</strong>, sono l'anello di congiunzione tra un drone e un missile. Sono velivoli monouso che si autodistruggono al momento dell'impatto. Sebbene la loro efficacia militare sia limitata dalla necessità di intelligence per individuare i bersagli, il loro basso costo e l'uso in massa le rendono un'arma di attrito. I droni iraniani <strong>Shahed-136</strong>, forniti alla Russia, costano solo 20.000 dollari, contro 1 milione di dollari per un missile da crociera. Sebbene l'Ucraina sia riuscita a intercettarne l'80%, il restante 20% ha distrutto un terzo della rete elettrica del paese in una settimana. Questo dimostra come l'obiettivo non sia sempre la massima efficienza militare, ma la <strong>guerra psicologica</strong> e l'esaurimento delle risorse nemiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22821,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/2022-12-10T073548Z-132248986-RC2A2Y9QOGQ4-RTRMADP-3-UKRAINE-CRISIS-BAKHMUT-1024x683-1.jpg\" alt=\"L'ascesa dei droni: una svolta evolutiva, non rivoluzionaria, nella guerra in Ucraina - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22821\" title=\"L'ascesa dei droni: una svolta evolutiva, non rivoluzionaria, nella guerra in Ucraina - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'ascesa dei droni: una svolta evolutiva, non rivoluzionaria, nella guerra in Ucraina - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tendenze emergenti e sfide future</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra in Ucraina ha accelerato tre tendenze interconnesse nel mondo dei droni:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Quantità contro sofisticazione:</strong> nei conflitti di attrito, la capacità di schierare un gran numero di droni a basso costo (anche come \"falsi sciami\" per confondere il nemico) è più importante della loro sofisticazione tecnologica.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Proliferazione e il \"litorale aereo\":</strong> l'uso massiccio di droni economici sta congestionando lo spazio aereo a bassa quota, rendendolo un vero e proprio \"campo minato aereo\". La guerra ha anche promosso l'industria dei droni di nazioni come <strong>Turchia</strong> e <strong>Iran</strong>, che stanno diventando importanti esportatori di tecnologia. Molti di questi sistemi si basano su componenti commerciali dual-use, rendendo il controllo delle esportazioni estremamente difficile.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>La sfida delle contromisure:</strong> la difesa contro i droni a basso costo è un problema critico. È economicamente insostenibile usare costosi missili intercettori per abbattere droni da 20.000 dollari. Le soluzioni future richiederanno un approccio integrato, combinando sistemi cinetici (cannoni anti-aerei, laser) con contromisure non cinetiche (jammer elettromagnetici). Inoltre, l'uso innovativo di droni di superficie e subacquei, come quelli impiegati nell'attacco a Sebastopoli, sta espandendo la minaccia a tutti i domini operativi, segnando l'inizio di una \"terza era dei droni\".</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, sebbene i droni da soli non siano una capacità decisiva per vincere una guerra, il loro uso in Ucraina ha segnato una svolta. Essi non solo stanno cambiando il ritmo del combattimento e la percezione pubblica, ma stanno anche spingendo il mondo a riconsiderare le proprie strategie di difesa e di controllo delle armi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/1-3.jpg","categoria":"Blog","tags":"Droni, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-16 08:59:16","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22807-lascesa-dei-droni-nella-guerra-in-ucraina.mp4","galleria":""}
{"id":22810,"titolo":"L’Esercito USA crea una nuova specialità per l’Intelligenza Artificiale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Washington</strong> – L’Esercito degli Stati Uniti ha avviato una trasformazione senza precedenti, puntando con decisione sull’<strong>intelligenza artificiale (AI)</strong> come leva fondamentale per il futuro della difesa. Secondo documenti interni trapelati e confermati da fonti militari, è in via di definizione la creazione di una nuova <strong>specialità militare per la truppa</strong> – designata <strong>49B</strong> – interamente dedicata ad AI e <em>machine learning</em>. Parallelamente, si prevede l’istituzione di un <strong>ruolo per ufficiali tecnici (warrant officers)</strong> e di un’<strong>area di concentrazione per gli ufficiali</strong>, così da sviluppare una filiera completa di esperti da integrare in ogni livello operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una nuova carriera militare per l’AI</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La specialità 49B rappresenta un cambio di paradigma: sarà la prima volta in oltre un anno che l’Esercito USA introduce una nuova posizione organica. L’ultima fu nel 2023 con i <em>talent acquisition specialists</em> (42T), incaricati di rafforzare la selezione dei reclutatori.<br>Con questa mossa, il Pentagono intende creare una comunità stabile di militari formati in <strong>data science, algoritmi predittivi, automazione e gestione di sistemi autonomi</strong>, da affiancare direttamente alle unità operative. Non si tratta solo di un sostegno tecnico, ma di una trasformazione culturale: integrare i processi decisionali e operativi con il supporto di macchine “intelligenti”, capaci di elaborare informazioni in tempo reale e suggerire soluzioni tattiche sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22812,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"L’Esercito USA crea una nuova specialità per l’Intelligenza Artificiale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/1000w_q95.webp\" alt=\"L’Esercito USA crea una nuova specialità per l’Intelligenza Artificiale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22812\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Esercito USA crea una nuova specialità per l’Intelligenza Artificiale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dall’Army AI Task Force al futuro digitale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il percorso nasce nel 2018, quando l’allora Segretario dell’Esercito Mark Esper istituì l’<strong>Army AI Task Force</strong>. Da quell’esperienza è nato l’<strong>Army Artificial Intelligence Integration Center</strong>, con il compito di colmare il divario tecnologico delle Forze Armate.<br>Oggi, sotto la spinta della <strong>seconda amministrazione Trump</strong>, la modernizzazione accelera: esercitazioni come il <strong>Project Convergence Capstone 5</strong> a Fort Irwin (California) hanno mostrato soldati e robot operare fianco a fianco in formazioni integrate uomo-macchina, delineando un assaggio del campo di battaglia del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante gli annunci, la realtà resta complessa. Le unità di prima linea sono ancora nelle fasi iniziali dell’integrazione tecnologica, e una dottrina unificata per l’impiego di AI e robotica su scala vasta non è ancora stata elaborata. Molto del lavoro resta dunque sperimentale e confinato a reparti pilota. Tuttavia, la direzione è chiara: il conflitto del futuro non sarà deciso solo da carri armati e fanteria, ma anche da <strong>algoritmi, sensori e sistemi autonomi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ruolo del settore privato e le sfide etiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un aspetto cruciale dell’iniziativa è la crescente collaborazione con l’industria tecnologica. L’<strong>Army Secretary Dan Driscoll</strong> ha avviato un processo di avvicinamento senza precedenti a <strong>Silicon Valley</strong>, arrivando persino a <strong>nominare dirigenti di aziende hi-tech come ufficiali della Riserva</strong>. Una scelta che ha suscitato critiche per i potenziali conflitti di interesse, ma che riflette la necessità di attrarre rapidamente competenze che il mondo civile possiede in misura maggiore rispetto all’ambiente militare. Driscoll durante l’audizione al Senato per la sua conferma, ha spiegato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22813,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"L’Esercito USA crea una nuova specialità per l’Intelligenza Artificiale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/driscoll-7.max-1200x675-1.jpg\" alt=\"L’Esercito USA crea una nuova specialità per l’Intelligenza Artificiale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22813\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Esercito USA crea una nuova specialità per l’Intelligenza Artificiale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>«Abbiamo avuto molto interesse da parte degli innovatori – piccole start-up, grandi corporation, chiunque. La sfida è entrare presto nei loro cicli di ricerca e sviluppo, così da indirizzare ciò che costruiscono prima che sia troppo tardi»</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso l’era dell’Intelligenza Militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La creazione della 49B e delle corrispondenti carriere per ufficiali segna un punto di svolta. Significa che l’Esercito USA non si limita più a “sperimentare” l’AI, ma la considera ormai un <strong>settore professionale militare a tutti gli effetti</strong>, con percorsi formativi, avanzamenti di carriera e un impiego strutturale nelle operazioni.<br>Sebbene restino interrogativi sulle tempistiche e sulle implicazioni etiche, una cosa appare evidente: l’era della guerra digitale è già iniziata, e l’Esercito USA vuole arrivarci con soldati addestrati non solo a maneggiare fucili, ma anche a programmare algoritmi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/AI-Inte-Centre.png","categoria":"Internazionali","tags":"49B, Difesa Futuro, Esercito USA, intelligenza artificiale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-16 08:42:24","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22810-usa-nuova-specialita-intelligenza-artificiale.mp4","galleria":""}
{"id":22797,"titolo":"Dal cielo con onore: i nuovi paracadutisti della Folgore ricevono il basco","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel cuore dell’estate, al Piazzale del Centro Addestramento di Paracadutismo, si è svolta una cerimonia intrisa di emozione, orgoglio e tradizione: la consegna del basco amaranto e del brevetto di paracadutista militare a 256 Volontari in Ferma Iniziale (VFI) che hanno completato il percorso formativo previsto per l’ingresso nelle aviotruppe. Un evento che segna l’ingresso ufficiale di questi giovani nelle file della Brigata Paracadutisti “Folgore”, una delle unità più prestigiose e iconiche dell’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il percorso addestrativo non è stato solo un banco di prova fisico, ma anche e soprattutto un cammino di formazione interiore, che ha messo alla prova la determinazione, lo spirito di corpo e la tenacia dei partecipanti. I nuovi paracadutisti hanno superato con successo il Corso di Tecnica e Combattimento per le Aviotruppe (CTC-A), seguito dal corso palestra – fondamentale per l’abilitazione al lancio – e infine dai cinque aviolanci, necessari per il conseguimento del brevetto. Solo chi ha dimostrato preparazione, coraggio e affidabilità ha ricevuto il simbolo distintivo del paracadutista: il basco amaranto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia è stata impreziosita dalla presenza delle autorità civili e militari, delle associazioni combattentistiche e d’arma e, soprattutto, dei familiari dei neo-brevettati. Un momento collettivo di grande significato, che ha rinsaldato il legame tra la società civile e il mondo militare, tra le nuove generazioni e la memoria storica delle Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tradizione e identità: il filo che unisce passato e presente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il suo intervento, il Colonnello Antonio D’Agostino, Comandante del Centro Addestramento di Paracadutismo, ha sottolineato con forza la continuità dei valori che da sempre animano lo spirito dei paracadutisti della “Folgore”. Un’eredità morale che affonda le sue radici nella leggendaria scuola di Tarquinia e che si rinnova oggi grazie all’impegno di giovani volontari pronti a servire la Patria con onore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22800,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/Il-discorso-del-Comandante-del-CAPAR-1024x685.png\" alt=\"Dal cielo con onore: i nuovi paracadutisti della Folgore ricevono il basco - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22800\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il basco amaranto non è solo un copricapo: è un simbolo. Porta con sé il peso della storia, il ricordo delle imprese eroiche di chi lo ha indossato prima, in scenari bellici complessi e in operazioni di pace in ogni angolo del mondo. Chi lo riceve sa di entrare a far parte di una comunità forgiata nel sacrificio e nell’eccellenza, legata da un codice etico condiviso e da un profondo senso di appartenenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proprio in quest’ottica, la cerimonia ha rappresentato anche un passaggio del testimone ideale tra le generazioni. La presenza delle associazioni combattentistiche ha fatto da ponte tra il passato e il presente, offrendo ai nuovi paracadutisti l’esempio tangibile di chi ha già vissuto il cammino che ora si apre davanti a loro. In questo dialogo tra memoria e futuro si riflette tutta la ricchezza del patrimonio valoriale della “Folgore”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’eccellenza dell’addestramento e il valore della specializzazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto alla consegna del basco ai VFI, la cerimonia ha visto anche un altro momento importante: il conferimento della qualifica di “esploratore paracadutista” a personale già effettivo nei reparti della Brigata, che ha portato a termine con successo un impegnativo corso di formazione avanzata. Si tratta di una qualifica che identifica soldati altamente specializzati, capaci di operare in contesti ad alto rischio e in missioni di ricognizione e acquisizione obiettivi in profondità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa doppia dimensione – da un lato l’ingresso dei nuovi paracadutisti, dall’altro il perfezionamento degli operatori esperti – racconta l’evoluzione continua della Brigata “Folgore”, sempre più orientata a un’elevata prontezza operativa e alla capacità di affrontare scenari complessi. L’addestramento, infatti, non si esaurisce con il primo brevetto, ma rappresenta solo l’inizio di un processo continuo di crescita professionale e umana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un mondo sempre più instabile, dove le crisi internazionali richiedono rapidità d’azione, competenza e capacità di adattamento, la “Folgore” si conferma un punto di riferimento per l’Esercito Italiano. La cerimonia del 14 agosto 2025 ne è stata una testimonianza concreta: non solo un rito di passaggio, ma l’affermazione visibile di una comunità militare solida, coerente, fondata su valori senza tempo come disciplina, dedizione, spirito di sacrificio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22798,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/Foto-2-Il-basco-amaranto-indossato-per-la-prima-volta-1024x579.jpg\" alt=\"Dal cielo con onore: i nuovi paracadutisti della Folgore ricevono il basco - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22798\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il basco amaranto ricevuto da questi 256 giovani rappresenta molto più di un traguardo: è una promessa, una responsabilità e un impegno verso la Nazione. In un'epoca in cui il concetto di servizio spesso si confonde o si diluisce, i nuovi paracadutisti della “Folgore” ricordano a tutti noi che esistono ancora luoghi dove l’onore, il dovere e la lealtà sono parole vive. E che dietro ogni basco c’è una storia personale di coraggio, sogni e sacrifici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/Foto-4-Duecentocinquantasei-nuovi-paracadutisti.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"bascoamaranto, folgore, paracadutisti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-15 12:02:47","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Consegna-del-basco-ai-nuovi-paracadutisti.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22797-dal-cielo-con-onore-i-nuovi-paracadutisti-della-folgore-ricevono-il-basco.mp4","galleria":""}
{"id":22772,"titolo":"Esercito Italiano, procurement e modello industriale da riformare","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l'Esercito Italiano, <strong>il tentativo di modernizzazione tecnologica</strong> rischia di naufragare non per mancanza di risorse o visione, ma per <strong>l'incapacità di riformare un modello industriale e una filiera di approvvigionamento superati</strong>. Mentre le altre forze armate navigano in acque più calme grazie a collaborazioni internazionali e campioni industriali consolidati, l'Esercito si trova a dover affrontare un variegato e complesso spettro di esigenze con procedure che favoriscono lo <strong>status quo</strong> anziché l'innovazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Aeronautica e la Marina: l'ombra protettiva dei giganti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'<strong>Aeronautica Militare</strong> può contare sull'ombrello protettivo di grandi programmi internazionali, come l'F-35 e l'Eurofighter. Questi progetti, pur con le loro complessità, offrono all'industria della difesa italiana un ruolo ben definito e la possibilità di mantenere alta la qualità e l'occupazione. L'allineamento con programmi a guida USA o europea garantisce standard elevati e un percorso di sviluppo tecnologico chiaro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22778,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"1.4858929051878678\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/OIP.jpeg\" alt=\"Esercito Italiano, procurement e modello industriale da riformare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22778\" style=\"aspect-ratio:1.4858929051878678;width:1200px\" title=\"Esercito Italiano, procurement e modello industriale da riformare - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esercito Italiano, procurement e modello industriale da riformare - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Similmente, la <strong>Marina Militare</strong> beneficia della posizione di eccellenza mondiale di <strong>Fincantieri</strong>. La capacità di progettare e costruire navi di altissimo livello assicura alla Forza Armata un accesso a sistemi d'arma all'avanguardia. Tuttavia, l'assenza di una reale concorrenza nazionale può generare criticità latenti. Sebbene i prodotti finali siano eccellenti, la mancanza di alternative spinge a volte a scelte obbligate e riduce la pressione verso l'ottimizzazione e l'innovazione di processo. Tali debolezze, invisibili in tempo di pace, potrebbero rivelarsi gravi in scenari operativi complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22779,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/fincantieri-top-desk-costruzioni-lhd-1024x469.jpg\" alt=\"Esercito Italiano, procurement e modello industriale da riformare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22779\" title=\"Esercito Italiano, procurement e modello industriale da riformare - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esercito Italiano, procurement e modello industriale da riformare - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Esercito: tra esigenze complesse e stallo procedurale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Esercito Italiano, a differenza delle altre forze armate, ha uno spettro di esigenze operative estremamente vasto: dalla fanteria leggera (Alpini, paracadutisti) a quella pesante (carri armati, artiglieria), dalla contraerea alle necessità del genio militare. Questa eterogeneità richiederebbe un ecosistema industriale agile e competitivo, capace di offrire soluzioni specifiche e all'avanguardia. Invece, si scontra con procedure di <strong>procurement</strong> farraginose che tendono a favorire le grandi aziende esistenti e a scoraggiare le piccole e medie imprese innovative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un esempio lampante è il <strong>settore dei droni,</strong> in particolare quelli micro e mini. A livello mondiale, questi sistemi stanno rivoluzionando la dottrina militare, ma in Italia la loro alba industriale tarda ad arrivare. Le procedure di acquisizione, lente e complesse, non riescono a tenere il passo con <strong>la rapidità dello sviluppo tecnologico, e le start-up del settore faticano a inserirsi </strong>in una filiera dominata da pochi attori. Il risultato è che l'Esercito si ritrova con un gap significativo in un'area che sarà cruciale nei conflitti futuri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche i <strong>sistemi di comando e controllo</strong> rappresentano una sfida complessa. Dopo anni di tentativi e tribolazioni, il sistema <strong>Imperio</strong> ha rappresentato una soluzione soddisfacente importata dall'estero. Sebbene abbia rappresentato un passo avanti, presenta ancora delle criticità che richiedono miglioramenti. La necessità di adattare un sistema straniero evidenzia la lacuna di soluzioni nazionali adeguate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22781,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/ccc-1024x693.jpeg\" alt=\"Esercito Italiano, procurement e modello industriale da riformare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22781\" title=\"Esercito Italiano, procurement e modello industriale da riformare - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esercito Italiano, procurement e modello industriale da riformare - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La responsabilità delle istituzioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il vero ostacolo alla modernizzazione dell'Esercito Italiano non è la mancanza di volontà o competenza dei suoi membri, ma un sistema di procurement e un modello industriale che non premiano il merito e l'innovazione. È in questo contesto che emerge la grave responsabilità delle istituzioni. Senza un serio <strong>cambiamento legislativo</strong>, volto a semplificare le procedure, a favorire la concorrenza e a premiare l'eccellenza, ogni tentativo di rinnovamento è destinato a rimanere un'aspirazione teorica. La responsabilità di avviare questo cambiamento radicale spetta alla compagine governativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non agire ora significa mettere a rischio la sicurezza nazionale e l'efficacia operativa dell'Esercito. Se non si investirà in modo intelligente e strategico, le forze armate italiane saranno costrette a operare con attrezzature superate. Questo non solo compromette la capacità di difendere la Nazione, ma aumenta in modo inaccettabile i rischi, i pericoli e le potenziali vittime tra coloro che, figli d'Italia, sono chiamati a servire il Paese in prima linea. La loro sicurezza e la loro efficacia dipendono dalle scelte politiche e legislative di oggi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/12.jpg","categoria":"Blog","tags":"difesa, esercito, innovazione, Italia, sicurezza","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-15 09:35:10","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22772-esercito-procurement-modello-industriale.mp4","galleria":""}
{"id":22759,"titolo":"Deterrenza nucleare: la lezione ucraina e il ruolo della NATO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel mondo instabile del XXI secolo, <strong>la deterrenza nucleare rimane uno degli strumenti più efficaci per prevenire conflitti su larga scala</strong>. La NATO, consapevole di questa realtà, continua a considerare le armi nucleari come un pilastro della sua strategia di difesa. Ma cosa accade quando uno Stato rinuncia volontariamente a questo strumento di dissuasione? Il caso dell’Ucraina offre una risposta drammatica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La deterrenza nucleare secondo la NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La NATO definisce <strong>la deterrenza nucleare come una componente essenziale della sua strategia di sicurezza collettiva</strong>. Essa serve a:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Prevenire aggressioni da parte di attori ostili</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Garantire la pace attraverso la minaccia credibile di conseguenze devastanti</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Rafforzare la coesione tra gli alleati, condividendo il “fardello nucleare”</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo Concetto Strategico del 2022, l’Alleanza ha ribadito che, finché esisteranno armi nucleari,<strong> la NATO rimarrà una potenza nucleare</strong>. La deterrenza, secondo l’Alleanza, non è solo militare, ma anche politica: deve essere credibile, efficace e sicura.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22766,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Deterrenza nucleare: la lezione ucraina e il ruolo della NATO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/curiosita-scientifiche-notizia-3-2-1024x576.jpg\" alt=\"Deterrenza nucleare: la lezione ucraina e il ruolo della NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22766\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Deterrenza nucleare: la lezione ucraina e il ruolo della NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Ucraina: da potenza nucleare a vittima di aggressione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla dissoluzione dell’Unione Sovietica, l’Ucraina si ritrovò con il terzo arsenale nucleare al mondo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Circa 1.900 testate nucleari</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>176 missili balistici intercontinentali</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>103 bombardieri strategici</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, nel 1994, con il Memorandum di Budapest, Kiev accettò di trasferire tutte le armi nucleari alla Russia, in cambio di garanzie di sicurezza da parte di Mosca, Washington e Londra. Queste garanzie includevano il rispetto della sovranità ucraina e dei suoi confini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2014, la Russia ha annesso la Crimea. Nel 2022, ha invaso l’Ucraina su larga scala. Nessuno degli Stati garanti è intervenuto militarmente per difendere Kiev, dimostrando i limiti delle promesse diplomatiche non vincolanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una tesi scomoda: la deterrenza avrebbe funzionato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se l’Ucraina avesse mantenuto il controllo operativo del suo arsenale nucleare, la Russia avrebbe dovuto considerare il rischio di una rappresaglia. La deterrenza nucleare funziona proprio perché impone un costo inaccettabile all’aggressore. Senza armi nucleari, l’Ucraina ha perso quel potere dissuasivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La NATO stessa riconosce che la deterrenza è efficace solo se la minaccia è credibile. Il caso ucraino dimostra che la rinuncia al deterrente nucleare, anche in nome della pace, può esporre uno Stato a vulnerabilità estreme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22763,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Deterrenza nucleare: la lezione ucraina e il ruolo della NATO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/Presidents-after-signing-the-Trilateral-Statement-Moscow-1994.png\" alt=\"Deterrenza nucleare: la lezione ucraina e il ruolo della NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22763\" style=\"width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Deterrenza nucleare: la lezione ucraina e il ruolo della NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione: sicurezza e realismo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La storia dell’Ucraina è una lezione per la comunità internazionale. La pace non si garantisce con promesse, ma con strumenti concreti di difesa. La deterrenza nucleare, per quanto controversa, rimane uno di questi strumenti. La NATO lo sa bene, e continua a investire nella sua credibilità strategica. L’Ucraina, invece, ha pagato un prezzo altissimo per aver creduto che la sicurezza potesse essere garantita senza deterrenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/1253149800.webp","categoria":"Blog","tags":"deterrenza, NATO, nucleare, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-14 21:34:43","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22759-deterrenza-nucleare-lezione-ucraina-ruolo-nato.mp4","galleria":""}
{"id":22661,"titolo":"Consegna delle Aquile: Dodici Nuovi Piloti Osservatori di Elicottero per l'Esercito Italiano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 5 agosto 2024, presso il Circolo Unificato della Caserma Dante Chelotti a Viterbo, si è svolta una cerimonia di grande prestigio per l’Esercito Italiano. Dodici ufficiali e sottufficiali, provenienti da differenti reparti della Forza Armata, hanno ricevuto il tanto atteso brevetto di \"Pilota Osservatore di Elicottero\" (POE), simbolicamente rappresentato dalle “Aquile” che ora ornano il loro petto. L’evento ha segnato il termine dell'81° Corso di Volo per Ufficiali e del 71° Corso di Volo per Sottufficiali. La cerimonia, presieduta dal Generale di Corpo d'Armata Salvatore Cuoci, ha visto la partecipazione delle alte autorità militari, tra cui il Comandante della Scuola Sottufficiali dell’Esercito, Gen.D. Maurizio Taffuri, e il Capo di Stato Maggiore del Comando Aviazione dell’Esercito, Gen.B. (aus.) Antonio Giovanni Villani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa consegna delle \"Aquile\" rappresenta una meta fondamentale nel percorso di formazione dei neo-piloti, che hanno superato una serie di prove impegnative sia teoriche che pratiche. Il corso, che ha avuto inizio nell’ottobre 2024, ha visto i frequentatori affrontare un iter addestrativo che li ha portati a sviluppare competenze avanzate in volo su elicottero, navigazione aerea, e operazioni di volo tattico. In particolare, i piloti hanno completato circa 80 ore di volo a bordo di un elicottero AB206 C1, sperimentando diverse modalità operative, tra cui il volo diurno e notturno, e il volo strumentale. Non da ultimo, l’esperienza include missioni complesse che hanno visto la cooperazione con assetti terrestri, in conformità con la dottrina vigente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Addestramento Completo e Internazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il percorso formativo dei neo-piloti è stato articolato in tre fasi distinte, ognuna delle quali ha avuto l’obiettivo di consolidare le capacità dei partecipanti, fornendo una preparazione integrata tra teoria e pratica. La prima fase si è svolta presso l’Accademia dell'Aeronautica Militare di Pozzuoli, dove i candidati hanno affrontato un programma teorico che ha permesso loro di conseguire il Brevetto di Pilota di Aeroplano (BPA). Successivamente, il corso ha previsto un addestramento di volo pratico presso la scuola di volo del 70° Stormo dell'Aeronautica Militare di Latina, dove i partecipanti hanno completato il loro addestramento al volo su aeroplano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La fase successiva è stata particolarmente cruciale. I piloti ufficiali hanno ottenuto l’abilitazione presso lo US Army Aviation Center of Excellence (USAACE) a Fort Rucker, Alabama, un riconoscimento che conferisce loro una preparazione di respiro internazionale. I sottufficiali, invece, hanno ricevuto il Brevetto Militare di Pilota di Elicottero (BMPE) presso il 72° Stormo dell'Aeronautica Militare di Frosinone, consolidando ulteriormente le loro competenze in volo su elicotteri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22666,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Consegna delle Aquile: Dodici Nuovi Piloti Osservatori di Elicottero per l'Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/72-Stormo-AM-Frosinone-1024x681.jpg\" alt=\"Consegna delle Aquile: Dodici Nuovi Piloti Osservatori di Elicottero per l'Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22666\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il corso ha anche previsto una fase avanzata di addestramento tattico, durante la quale i piloti hanno condotto voli a bassissima quota, sia diurni che notturni, e hanno operato in ambienti particolari, come l’alta quota, grazie alla collaborazione con il 4° Reggimento AVES “Altair”. Le missioni operative svolte durante il corso hanno permesso ai partecipanti di applicare sul campo le tecniche di navigazione e volo acquisite, immergendoli in scenari realistici che simulano le situazioni di impiego operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Percorso di Eccellenza per la Difesa Italiana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Cuoci, durante la cerimonia, ha espresso apprezzamento per il percorso di formazione dei nuovi aviatori, sottolineando che questo traguardo rappresenta solo l'inizio di una carriera professionale destinata a crescere e a evolversi in modo costante. L’abilità acquisita dai piloti, infatti, sarà messa a disposizione dei reparti operativi dell’Esercito Italiano, dove dovranno dimostrare non solo competenza tecnica, ma anche grande capacità di adattamento e cooperazione durante operazioni complesse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22665,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Consegna delle Aquile: Dodici Nuovi Piloti Osservatori di Elicottero per l'Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/Foto-4-Foto-di-gruppo-1024x683.jpg\" alt=\"Consegna delle Aquile: Dodici Nuovi Piloti Osservatori di Elicottero per l'Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22665\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia ha avuto anche un forte significato simbolico, rappresentando il culmine di un lungo e impegnativo iter formativo, ma anche l'inizio di una nuova fase per i neo-piloti, pronti ad affrontare le sfide future al servizio della difesa nazionale. Il percorso che li ha condotti fino a questo momento, e che ora li porterà ad operare come aviatori altamente qualificati, è una testimonianza dell’eccellenza dell’addestramento militare italiano, che continua a rafforzare le capacità operative delle Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/Foto-1-Il-Generale-di-Corpo-dArmata-Salvatore-CUOCI-consegna-lAquila-al-Cap.-Pierpaolo-De-FONSECA-PIMENTEL.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#AddestramentoMilitare, #CorsoPilotaOsservatoreElicottero, #EsercitoItaliano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-14 12:36:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/1%C2%B0-Corso-Pilota-Osservatore-di-Elicottero-2024.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22661-consegna-delle-aquile-dodici-nuovi-piloti-osservatori-di-elicottero-per-lesercito-italiano.mp4","galleria":""}
{"id":22739,"titolo":"Armi nucleari in Italia: storia, NATO e rischi attuali","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 2 maggio 1975 l’Italia ha sottoscritto il <strong>Trattato di Non Proliferazione Nucleare (TNP)</strong>, impegnandosi a non ricevere, possedere o controllare armi nucleari. Eppure, secondo stime non ufficiali, nel nostro Paese sarebbero oggi stoccate <strong>tra le 70 e le 90 bombe nucleari B61</strong> statunitensi, distribuite tra le basi di <strong>Aviano (Pordenone)</strong> e <strong>Ghedi (Brescia)</strong>.<br>Un sondaggio Ipsos, seppur datato, mostrava che <strong>l’80% degli italiani</strong> è contrario alla presenza di testate atomiche sul territorio nazionale. La questione, tuttavia, non è mai stata oggetto di un vero dibattito pubblico, restando confinata a decisioni politico-militari prese a porte chiuse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22742,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/B-61-Atombomben-F-35-Verkabelung-2-FAS-1024x375.jpg\" alt=\"Armi nucleari in Italia: storia, segreti e rischi attuali - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22742\" title=\"Armi nucleari in Italia: storia, NATO e rischi attuali - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Armi nucleari in Italia: storia, NATO e rischi attuali- brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dalla corsa all’atomo al ritiro dei Jupiter</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Subito dopo la Seconda guerra mondiale, le Forze Armate italiane tentarono di sviluppare capacità nucleari proprie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Anni ’50:</strong> vengono schierati missili tattici MGR-1 e MGR-5, seguiti da 90 missili Hercules con testate W31, tutti sotto controllo statunitense.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>1959:</strong> l’Italia ottiene dagli USA 30 missili balistici <strong>Jupiter</strong> a raggio intermedio, con sede operativa a Gioia del Colle e un sistema a “doppia chiave” che garantiva parziale controllo italiano.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>1962:</strong> la <strong>crisi di Cuba</strong> cambia tutto. L’accordo tra Kennedy e Krusciov per evitare la guerra nucleare prevede anche il ritiro dei Jupiter dall’Italia e dalla Turchia.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In risposta, Roma lanciò un programma autonomo che culminò nello sviluppo del <strong>missile balistico Alfa</strong> e nella conversione dell’incrociatore <strong>Giuseppe Garibaldi</strong> per impieghi nucleari. Il primo test dell’Alfa, nel 1976 a Salto di Quirra, fu un successo tecnico, ma il progetto si chiuse l’anno dopo la firma del TNP.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il “nuclear sharing” della NATO oggi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presenza di bombe atomiche in Italia rientra nel <strong>programma NATO di condivisione nucleare</strong> (<em>nuclear sharing</em>), in cui:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Gli Stati Uniti</strong> forniscono e mantengono gli ordigni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il Paese ospitante</strong> mette a disposizione velivoli e personale addestrato per il loro impiego in caso di conflitto.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A <strong>Ghedi</strong>, i Tornado italiani (e in futuro gli F-35) sono certificati per trasportare le B61. Qui l’operatività è gestita in coordinamento con la NATO.<br>Ad <strong>Aviano</strong>, invece, gli ordigni sono sotto pieno controllo USA e imbarcati sui caccia F-16 americani, anch’essi in fase di sostituzione con F-35.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le <strong>B61 Mod.3 e Mod.4</strong> sono bombe a caduta libera con potenza regolabile fino a <strong>45-60 kilotoni</strong>, destinate a impieghi tattici e strategici. La loro presenza, confermata da fonti specializzate ma mai ufficialmente riconosciuta dal governo italiano, rende le due basi obiettivi primari in caso di conflitto nucleare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22743,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/ee.jpeg\" alt=\"Armi nucleari in Italia: storia, segreti e rischi attuali - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22743\" style=\"width:1200px\" title=\"Armi nucleari in Italia: storia, NATO e rischi attuali - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Armi nucleari in Italia: storia, NATO e rischi attuali- brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La politica nucleare della NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il documento ufficiale <strong>NATO’s nuclear deterrence policy and forces</strong> (aggiornato al 24 giugno 2025), le armi nucleari restano «un elemento fondamentale delle capacità complessive dell’Alleanza per la deterrenza e la difesa, accanto alle forze convenzionali e di difesa missilistica».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La NATO sottolinea che:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Scopo primario</strong>: preservare la pace, prevenire coercizioni e scoraggiare aggressioni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Condizione</strong>: finché esisteranno armi nucleari, la NATO rimarrà un’alleanza nucleare.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Postura di deterrenza</strong>: basata su un mix appropriato di capacità nucleari, convenzionali e di difesa missilistica, integrate da capacità spaziali e cibernetiche.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Controllo politico</strong>: le decisioni restano sotto stretta supervisione dei capi di Stato e di governo, attraverso il <strong>Nuclear Planning Group</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il documento ribadisce anche l’importanza della “partecipazione più ampia possibile” degli Alleati nei programmi di condivisione nucleare, proprio come avviene in Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22750,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/Screenshot-2025-08-14-093738-1024x637.jpg\" alt=\"Armi nucleari in Italia: storia, NATO e rischi attuali - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22750\" title=\"Armi nucleari in Italia: storia, NATO e rischi attuali - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Armi nucleari in Italia: storia, NATO e rischi attuali - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Rischi e implicazioni per l’Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La collocazione delle B61 ad Aviano e Ghedi ha implicazioni significative:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Obiettivo prioritario</strong>: in caso di escalation nucleare, queste basi sarebbero tra i primi bersagli.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Limitata sovranità</strong>: l’Italia non ha il controllo diretto sull’uso degli ordigni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Contrasto con l’opinione pubblica</strong>: la maggioranza dei cittadini si oppone alla loro presenza.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto delle tensioni con la Russia e della guerra in Ucraina, il presidente Vladimir Putin ha più volte evocato la minaccia nucleare. La NATO, dal canto suo, ribadisce l’impegno a mantenere la credibilità della propria deterrenza, modernizzando i sistemi e migliorando la prontezza operativa anche contro minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La storia delle armi nucleari in Italia intreccia ambizioni nazionali, decisioni geopolitiche e la strategia nucleare collettiva della NATO. Oggi, ufficialmente Paese non nucleare, l’Italia è parte di un sistema di deterrenza che la colloca al centro di equilibri strategici globali, con tutti i rischi e le responsabilità che questo comporta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/F-35-m.-B-61-Atombombenattrappe-USAF-SANDIA-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"armi nucleari, Aviano, Ghedi, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-14 09:07:49","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.nato.int/cps/en/natohq/topics_50068.htm","altre-fonti":"https://www.ilsole24ore.com/art/nucleare-italia-oltre-100-ordigni-usa-ecco-dove-sono-stati-dislocati-AEp5NH2B","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22739-armi-nucleari-in-italia-storia-nato-rischi.mp4","galleria":""}
{"id":22729,"titolo":"Valle Seriana - Tricolore da record con il Colonnello Filippini","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gandellino (BG) – Domenica 17 agosto l’alta Valle Seriana si tingerà di tricolore con una giornata dedicata al volo e al paracadutismo. L’evento, organizzato da Turismo Gandellino insieme alla sezione Valle Seriana dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia e con il patrocinio del Comune, promette emozioni, ricordi e adrenalina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma prenderà il via alle 8:00 in via Bondo, a Gromo San Marino (località di Gandellino), con il ritrovo dei partecipanti. Alle 8:30, famiglie e appassionati prenderanno parte a una camminata di un chilometro in memoria di <strong>Cristian Fiorina</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalle 8:45 sarà possibile iscriversi per i voli turistici in elicottero, che decolleranno alle 9:00, regalando scorci unici della Val Seriana dall’alto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle 10:15, dopo l’ammassamento, si terrà un momento civile con l’alzabandiera e la deposizione di una corona d’alloro al Monumento dei Caduti, seguito dalla Santa Messa delle 11:00 nella chiesa parrocchiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17145,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Filippini-controlli-1024x695.jpg\" alt=\"Il Tricolore da Record: Paolo Filippini porta in volo la bandiera più grande del mondo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17145\" title=\"Valle Seriana - Tricolore da record con il Colonnello Filippini - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Valle Seriana - Tricolore da record con il Colonnello Filippini - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’ospite d’eccezione: il Colonnello Paolo Filippini</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il clou della manifestazione sarà alle 12:00, con la discesa spettacolare del <strong>Colonnello Paolo Filippini</strong>, ex paracadutista della Brigata Folgore e campione mondiale di paracadutismo con oltre <strong>15.000 lanci</strong>. Filippini detiene il record per aver portato in volo un tricolore di <strong>3.300 metri quadrati</strong> per un peso di <strong>130 kg</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per Gandellino ha preparato un’esibizione con una bandiera da <strong>600 metri quadrati</strong>, che colorerà il cielo sopra la Valle in uno spettacolo unico, destinato a lasciare il pubblico con lo sguardo fisso verso l’alto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalle 13:30 riapriranno le iscrizioni per i voli turistici in elicottero, che riprenderanno dalle 14:00. Sempre alle 14:00 è prevista una dimostrazione di paracadutismo dedicata ai più piccoli, seguita alle 16:00 da un lancio collettivo dei paracadutisti della sezione Valle Seriana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22730,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/517399380-1042900191387536-1282531349098036462-n-716x1024-1.jpg\" alt=\"Valle Seriana - Tricolore da record con il Colonnello Filippini - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22730\" style=\"width:1200px\" title=\"Valle Seriana - Tricolore da record con il Colonnello Filippini - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Valle Seriana - Tricolore da record con il Colonnello Filippini - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La sezione Valle Seriana dell’ANPd’I</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sezione locale dell’<strong>Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia</strong>, con sede nell’ex Convento di Vertova, è intitolata a <strong>Giuseppe Guarnieri</strong>, caduto il 9 novembre 1971 nel tragico inabissamento del C130 inglese “GESSO 4” alle Secche della Meloria, la più grave tragedia in tempo di pace nella storia dei paracadutisti italiani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>«Siamo una sezione molto attiva – spiega il presidente <strong>Alberto Benzoni</strong> –. L’evento di Gandellino è una tradizione che consente alle persone di avvicinarsi alla nostra realtà e di vivere da vicino la magia dei lanci. Quest’anno, con il Colonnello Filippini, avremo un ospite davvero straordinario».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’appuntamento è anche un momento di memoria per <strong>Olivo Dordi</strong>, sabotatore paracadutista originario dell’alta Valle Seriana, caduto nel 1967 durante un’operazione di esplorazione ai confini con l’Austria nella <strong>Strage di Cima Vallona</strong>. Dordi fu insignito della <strong>Medaglia d’argento al Valor Militare</strong> per il suo coraggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con un programma che unisce commemorazione, spettacolo e passione per il volo, la sesta edizione della giornata del paracadutismo di Gandellino si prepara a regalare emozioni indimenticabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/ANPdI-Lancio-Bandiera.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"folgore, Paolo Filippini, paracadutismo, Valle Seriana","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-14 07:41:50","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.valseriananews.it/2025/08/13/nel-cielo-della-val-seriana-il-tricolore-da-record-del-para-paolo-filippini/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22729-valle-seriana-tricolore-da-record-filippini.mp4","galleria":""}
{"id":22720,"titolo":"Estonia, F-35 italiani in azione: intercettati jet russi","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>13 agosto 2025</strong> – Per la prima volta due caccia F-35 italiani sono decollati dall’aeroporto militare di Ämari, in Estonia, per intercettare velivoli russi nell’ambito della missione di pattugliamento aereo rafforzato della NATO. L’episodio segna un passaggio significativo per la Task Force Air italiana, impegnata da inizio mese nell’operazione <em>Baltic Eagle III</em> per la sorveglianza dei cieli baltici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto comunicato dal Comando Aereo dell’Alleanza Atlantica, i due F-35 del 32° Stormo, in prontezza operativa 24 ore su 24 (modalità <strong>Quick Reaction Alert – QRA</strong>), sono stati allertati per identificare un <strong>Antonov An-12</strong> russo. Il velivolo, con <strong>transponder spento</strong> e <strong>privo di piano di volo</strong>, era diretto verso l’enclave di Kaliningrad e stava sorvolando acque internazionali del Mar Baltico. L’operazione si è svolta senza incidenti, in conformità alle regole NATO per la gestione delle intercettazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22722,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/2666805-1024x692.jpg\" alt=\"Estonia, F-35 italiani in azione: prima intercettazione di jet russi nella missione NATO Baltic Eagle III - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22722\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Estonia, F-35 italiani in azione: prima intercettazione di jet russi nella missione NATO Baltic Eagle III - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cambio di consegne e avvio della missione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il decollo operativo arriva a pochi giorni dalla cerimonia di passaggio di consegne tra l’Aeronautica Militare portoghese e quella italiana presso la base estone di Ämari, nel quadro della <strong>NATO enhanced Air Policing (eAP)</strong>. Con questo evento, l’Italia ha assunto il comando della missione <em>Baltic Eagle III</em>, che durerà quattro mesi, con il compito di garantire l’integrità dello spazio aereo di Estonia, Lettonia e Lituania.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla cerimonia erano presenti il Ministro della Difesa <strong>Guido Crosetto</strong> e il Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (<strong>COVI</strong>), Generale di Corpo d’Armata <strong>Giovanni Maria Iannucci</strong>. Crosetto ha sottolineato che “l’assunzione del comando della missione Baltic Air Policing conferma l’impegno strategico dell’Italia per la sicurezza collettiva sul fianco orientale dell’Alleanza, un contributo concreto alla deterrenza e alla difesa dei confini euro-atlantici”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Iannucci ha evidenziato l’importanza della cooperazione tra nazioni alleate e il valore strategico della sorveglianza aerea in un’area di crescente rilevanza geopolitica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22537,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/20250804-Estonia-AP-F35-1024x693.jpg\" alt=\"brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22537\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Italia al comando della Baltic Air Policing: via all’operazione Baltic Eagle III - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ruolo dell’Italia e il contesto strategico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa è la <strong>terza partecipazione italiana</strong> alla missione NATO in Estonia, dopo le edizioni del 2018 e del 2021. La <strong>Task Force Air – 32° Stormo</strong>, dotata di caccia di quinta generazione F-35 e personale altamente specializzato, opererà sotto il coordinamento del <strong>Combined Air Operations Centre (CAOC)</strong> di Uedem, in Germania, responsabile della gestione delle operazioni aeree dell’Alleanza nel settore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contesto operativo è segnato da <strong>tensioni crescenti con la Russia</strong>, soprattutto nello spazio aereo del Baltico, dove sono frequenti i voli di velivoli militari russi con sistemi di identificazione disattivati. Queste attività, spesso interpretate come test delle capacità di reazione NATO, rendono la prontezza e l’efficienza delle forze aeree alleate un elemento chiave della strategia di deterrenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’avvio di <em>Baltic Eagle III</em>, l’Italia riafferma il proprio ruolo centrale nelle operazioni di difesa collettiva della NATO, confermando una presenza militare qualificata e tecnologicamente avanzata sul fianco orientale dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/f-35-lighting-ii-joint-strike-fighter.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"estonia, F-35, intercettazione, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-13 16:54:34","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22720-estonia-f-35-italiani-intercettati-jet-russi.mp4","galleria":""}
{"id":22641,"titolo":"Marina 2035: droni, cybersicurezza e sostenibilità – al centro resta l’uomo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Marina Militare italiana ha tracciato la sua visione per l’evoluzione dello <strong>Strumento Marittimo</strong> al 2035, delineando come intende affrontare le sfide di un mondo sempre più complesso. In un documento intitolato <em>“Il Future Combat Naval System 2035 nelle operazioni multi-dominio”</em>, la Marina espone una strategia basata su innovazione tecnologica, impiego di sistemi <strong>unmanned</strong> (cioè senza pilota umano), <strong>superiorità informativa</strong> attraverso l’integrazione dei dati, potenziamento della <strong>cybersicurezza</strong>, attenzione alla <strong>sostenibilità ambientale</strong>, formazione avanzata del personale e interazione <strong>uomo-macchina</strong>. L’obiettivo è chiaro: garantire che, nonostante l’incalzare delle nuove tecnologie e minacce, il fattore umano rimanga il perno centrale del sistema futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un futuro multi-dominio basato sull’innovazione tecnologica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo la Marina, i prossimi 15 anni vedranno <strong>scenari multi-dominio</strong> caratterizzati da minacce ibride, competizione tecnologica e per le risorse naturali, oltre all’importanza crescente dei domini cibernetico e spaziale. In questo contesto il mare resta un teatro cruciale – specialmente per un Paese marittimo come l’Italia – da cui dipendono benessere, prosperità e sicurezza nazionale. La Marina ritiene dunque necessario dotarsi di capacità militari all’avanguardia in tutti i domini operativi (terra, mare, aria, spazio e cyber) per sostenere gli interessi nazionali. Nasce così il concetto di <strong>Future Combat Naval System 2035 (FCNS 2035)</strong>: un insieme integrato di piattaforme e sistemi avanzati, <strong>allo stato dell’arte</strong>, interconnessi tra loro ed anche <strong>eco-sostenibili</strong>. Questo “sistema di sistemi” dovrà evolversi e adattarsi costantemente al ritmo dell’innovazione, cogliendone le nuove <strong>sfide e opportunità</strong> man mano che emergono.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>disponibilità tecnologica</strong> sarà un fattore chiave. Il documento cita esplicitamente tecnologie dirompenti come l’<strong>Intelligenza Artificiale</strong>, i <strong>Big Data</strong>, la computazione quantistica, la <strong>robotica</strong>, nuovi materiali, armi ipersoniche e biotecnologie. Per restare competitive, le Forze Armate dovranno percepire rapidamente i cambiamenti e saper adottare soluzioni innovative prima degli avversari. Ciò richiederà anche un nuovo approccio allo sviluppo delle capacità: la Marina sottolinea la necessità di sinergie fin da subito tra mondo militare, industria e ricerca accademica, così da affrontare la sfida tecnologica senza ritardi e con il massimo coordinamento. In altre parole, l’innovazione dovrà diventare un processo continuo e condiviso, per permettere allo strumento navale di adattarsi in modo <strong>agile e dinamico</strong> ai rapidi progressi tecnologici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17386,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Marina 2035: droni, cybersicurezza e sostenibilità – al centro resta l’uomo - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/unnamed-file-56-1024x536.png\" alt=\"La NATO adotta un sistema di combattimento abilitato all’Intelligenza Artificiale: una svolta tecnologica per l’Alleanza Atlantica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17386\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marina 2035: droni, cybersicurezza e sostenibilità – al centro resta l’uomo - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Superiorità informativa e sicurezza cibernetica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel combattimento del futuro, avere il <strong>controllo dell’informazione</strong> sarà decisivo. La Marina punta a ottenere una <strong>superiorità informativa</strong> costruendo un’unica rete digitale che colleghi <strong>mezzi, sensori, sistemi di comando</strong> e simulatori, permettendo di raccogliere e <strong>fondere enormi quantità di dati</strong> in tempo reale. Ogni unità – dalla nave al drone – dovrà poter scambiare informazioni in modo fluido e sicuro all’interno di questo “sistema dei sistemi”. Ciò renderà possibile una conoscenza situazionale completa e condivisa, fornendo ai comandanti un vantaggio nel prendere decisioni rapide e informate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per raggiungere questo traguardo, la <strong>cybersicurezza</strong> diventa fondamentale. I nuovi sistemi saranno progettati <em>by design</em> con requisiti di sicurezza informatica stringenti. Significa che fin dalla fase di sviluppo si garantirà la protezione delle reti e dei dati da attacchi o intrusioni ostili. Il documento insiste sulla <strong>sicurezza e integrità dei dati</strong>: ogni informazione raccolta dovrà essere classificata, archiviata e condivisa in maniera protetta, anche quando viene scambiata con altre Forze Armate o alleati. Inoltre, saranno implementati metodi per verificare la <strong>confidenzialità e correttezza</strong> delle diverse fonti informative che alimentano i sistemi di sorveglianza e analisi dati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano operativo, la Marina prevede la creazione di un <strong>Fusion Center</strong> centrale, capace di fondere insieme le informazioni provenienti da fonti eterogenee (sensori sul terreno, satelliti, reti radar, ecc.) e di assicurare ridondanza in caso di emergenze. Allo stesso tempo, verranno sviluppati nuovi sistemi di <strong>Comando e Controllo</strong> integrati con quelli degli alleati e dotati di strumenti di <strong>big data analytics</strong> e intelligenza artificiale. Tali sistemi avanzati potranno setacciare la mole crescente di dati raccolti, anche in modo predittivo, per individuare schemi e fornire supporto al processo decisionale. In pratica, i comandanti disporranno di una sorta di “cervello digitale” capace di trasformare dati grezzi in informazioni utili, aumentando velocità e qualità delle decisioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Va considerato che i conflitti moderni non si svolgono più solo nel dominio fisico, ma sempre più anche nello <strong>spazio informativo e cognitivo</strong> (propaganda, attacchi cyber, guerra elettronica). Di conseguenza, dominare il <strong>cyberspazio</strong> e gestire al meglio le informazioni diventa cruciale per prevenire o vincere le crisi future. La Marina intende dunque prepararsi a operare efficacemente anche su questo fronte invisibile, difendendo le proprie reti e sfruttando l’intelligenza delle informazioni come forza moltiplicatrice.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17562,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Marina 2035: droni, cybersicurezza e sostenibilità – al centro resta l’uomo - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/awhero4-scaled-1-1024x576.jpeg\" alt=\"Un programma interforze per modernizzare l’intelligence tattica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17562\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marina 2035: droni, cybersicurezza e sostenibilità – al centro resta l’uomo - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sistemi senza pilota e nuove capacità autonome</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un capitolo centrale della visione 2035 riguarda l’impiego esteso di <strong>sistemi unmanned</strong>, ossia mezzi senza pilota umano a bordo. La Marina prevede che <strong>droni e veicoli autonomi</strong>, siano essi aerei, navali di superficie o subacquei, avranno un ruolo sempre più cruciale – sia come possibile <strong>minaccia</strong> nelle mani di avversari, sia come <strong>risorsa</strong> da sfruttare al servizio della Forza Armata. Di conseguenza, l’acquisizione di queste piattaforme autonome è considerata una <strong>priorità strategica</strong>. Integrarle permetterà di ampliare il raggio d’azione e la capacità operativa della Marina senza esporre inutilmente il personale umano al pericolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I <strong>droni del futuro</strong> saranno altamente sofisticati. Saranno dotati di <strong>Intelligenza Artificiale</strong> e algoritmi avanzati che consentiranno loro di condurre missioni con un notevole grado di <strong>autonomia</strong>. Ad esempio, un drone subacqueo potrà pattugliare da solo un’area per molte ore, rilevando anomalie, o uno sciame di droni aerei potrà coordinarsi automaticamente per sorvegliare una vasta zona. Importante sarà la capacità di operare in <strong>teaming</strong>: i sistemi senza pilota dovranno saper collaborare sia <em>tra di loro</em> (drone con drone) sia <em>con</em> le unità con equipaggio umano. In altri termini, i droni diventeranno “membri del team” a tutti gli effetti, integrati nelle formazioni e controllati in sinergia con le piattaforme tradizionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal punto di vista tecnico, si richiede a questi mezzi unmanned di essere <strong>modulari e riconfigurabili</strong>, in modo da poter essere rapidamente adattati a compiti diversi. Dovranno inoltre garantire <strong>resilienza, autonomia e persistenza</strong> operativa: la Marina vuole droni capaci di sorvegliare ininterrottamente aree d’interesse per periodi prolungati, mantenendo la funzionalità anche in condizioni difficili. Ciò tornerà utile in missioni che spaziano dalla protezione delle forze alla <strong>guerra elettronica</strong>, dalla ricognizione ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance) alla lotta anti-mine o al supporto anfibio. Inoltre, per non sovraccaricare le comunicazioni, questi sistemi integreranno capacità di <strong>elaborazione dati a bordo</strong> (edge computing), così da analizzare subito parte delle informazioni raccolte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un aspetto cruciale sarà l’<strong>integrazione operativa</strong> di droni e mezzi tradizionali. Navi, sommergibili e aeromobili diventeranno dei veri e propri <strong>hub mobili</strong>: dovranno poter lanciare, controllare e recuperare piattaforme senza pilota direttamente dal mare, anche con mare mosso o in condizioni difficili. I droni dovranno interfacciarsi con i sistemi di bordo come fossero sensori o armi aggiuntive dell’unità madre. Immaginiamo una fregata che lancia uno sciame di piccoli droni per esplorare l’orizzonte: quei droni estenderanno la “vista” e la portata della nave, inviando dati in tempo reale al suo centro di comando. Questa capacità di estendere la presenza sul campo in più direzioni darà un enorme vantaggio tattico, permettendo di essere contemporaneamente su più fronti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’impiego massiccio di sistemi autonomi porterà benefici ma anche nuove esigenze. Da un lato ridurrà l’esposizione diretta dei marinai al rischio – i droni potranno svolgere missioni “dull, dirty, dangerous” (noiose, sporche o pericolose) al posto degli esseri umani. Dall’altro lato, occorrerà sviluppare <strong>dottrina</strong> e <strong>addestramento</strong> ad hoc per utilizzare al meglio queste tecnologie. La Marina dovrà assicurarsi che equipaggi e comandanti sappiano orchestrare efficacemente le operazioni con droni, mantenendo sempre il controllo umano sulle decisioni critiche. Viene infatti ribadito che l’<strong>uomo mantiene l’iniziativa</strong> e la supervisione sulle macchine: il rapporto ottimale è quello di un <strong>human–machine teaming</strong> in cui ciascuno – umano e autonomia artificiale – fa ciò che sa fare meglio. Su questo punto torneremo a breve, poiché rappresenta il fulcro della conclusione strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sostenibilità: innovazione continua e impegno “green”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel delineare il futuro dello strumento navale, la Marina Militare adotta un concetto di <strong>sostenibilità</strong> molto ampio e ambizioso. Esso si articola su due livelli: la sostenibilità <strong>operativo-tecnologica</strong> e quella <strong>ambientale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da un lato, <em>sostenibilità</em> significa garantire che le forze navali mantengano nel tempo un <strong>vantaggio tecnologico</strong>. In pratica, non basta più assicurare la manutenzione ordinaria dei mezzi; bisogna predisporre un ciclo continuo di <strong>aggiornamenti e miglioramenti</strong> che mantengano navi, aerei e sistemi costantemente al passo con l’evoluzione tecnica. Il documento afferma chiaramente che i sistemi futuri dovranno essere progettati pensando sin dall’inizio alla possibilità di <strong>upgrade hardware e software</strong>, alla <strong>scalabilità</strong> e all’<strong>interoperabilità federabile</strong> con altri assetti. Allo stesso tempo, i <strong>dati</strong> vengono considerati una risorsa strategica da coltivare: serviranno investimenti continui in infrastrutture informatiche (le <em>infostrutture</em>) per poter archiviare, proteggere e sfruttare efficacemente i grandi volumi di informazioni generati dai nuovi sensori. Anche i processi di logistica e manutenzione dovranno evolvere: la Marina auspica di ridurre il carico di lavoro manuale grazie alla <strong>digitalizzazione spinta</strong>, all’uso di soluzioni innovative come i <strong>gemelli digitali</strong> (repliche virtuali dei sistemi) e la realtà aumentata, così da migliorare l’efficienza e ottimizzare le preziose “ore-uomo” disponibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dall’altro lato, sostenibilità significa farsi carico della <strong>tutela ambientale</strong>. La Marina del 2035 sarà una Marina sempre più <strong>“green”</strong>. Le nuove unità dovranno avere <strong>minori emissioni</strong> inquinanti, consumare meno carburante e garantire maggiore autonomia operativa, grazie anche all’impiego di <strong>fonti rinnovabili</strong> a bordo (ad esempio sistemi ibridi, pannelli solari, carburanti alternativi) e all’uso di materiali riciclabili a basso impatto. L’idea è di coniugare efficacia militare e responsabilità ecologica: navi e sommergibili più silenziosi ed efficienti, che riducano la propria impronta ambientale senza sacrificare le prestazioni. Questo approccio “verde” non è solo un adeguamento alle normative ambientali, ma viene visto come un ulteriore fattore di efficienza – ad esempio, un mezzo che consuma meno può operare più a lungo lontano dalla base, aumentando la sua <strong>autonomia strategica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un elemento chiave della sostenibilità operativa riguarda il <strong>fattore umano</strong>. Il documento evidenzia che per gestire sistemi sempre più complessi e tecnologici sarà indispensabile disporre di <strong>personale sufficiente e altamente specializzato</strong>. La sostenibilità, infatti, passa anche dall’avere gli organici giusti: non si può introdurre una nuova nave super-tecnologica se poi non si hanno tecnici qualificati in numero adeguato per farla funzionare e mantenerla. È necessario dunque pianificare per tempo il reclutamento e la formazione di professionisti con nuove competenze, altrimenti si rischia di <em>sotto-utilizzare</em> gli assetti avanzati o di sovraccaricare pochi specialisti fino al punto di esaurirne le energie. Questa visione olistica lega insieme tecnologia, processi e persone, con l’idea che solo tenendo conto di tutti questi aspetti la Marina potrà davvero sostenere nel lungo periodo le capacità futuristiche a cui aspira.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9554,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Marina 2035: droni, cybersicurezza e sostenibilità – al centro resta l’uomo - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/fgne-confidencial-1024x529.jpg\" alt=\"Selettività estrema della Marina Spagnola: solo tre allievi resistono al corso da incursori FGNE 2024 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-9554\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marina 2035: droni, cybersicurezza e sostenibilità – al centro resta l’uomo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Formazione avanzata e centralità del fattore umano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante il forte impulso verso l’alta tecnologia, la Marina ribadisce con enfasi che <strong>il perno del sistema futuro resterà sempre la persona</strong>. Il documento afferma in modo esplicito che, a fronte di tanta innovazione, l’elemento <strong>dominante e insostituibile</strong> del <em>Future Combat Naval System 2035</em> continua a essere l’essere umano. Anche nel 2035, con droni e intelligenze artificiali in campo, saranno i marinai in carne e ossa a detenere il <strong>ruolo decisivo nei processi decisionali</strong>. Le macchine potranno aiutare, potranno accelerare analisi e azioni, ma <strong>non potranno rimpiazzare</strong> la capacità umana di giudizio, il pensiero critico-creativo e la sensibilità nell’affrontare situazioni ambigue o dilemmi etici. In sintesi, l’uomo rimarrà <strong>“al timone”</strong> del sistema: la tecnologia sarà un supporto potentissimo, ma la responsabilità e l’ultima parola spetteranno a comandanti e operatori umani ben preparati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per assicurare ciò, la <strong>formazione del personale</strong> diventa un investimento strategico tanto quanto l’acquisto di nuovi sistemi. La Marina prevede di rivoluzionare le modalità di addestramento introducendo un sistema di <strong>training distribuito e avanzato</strong>. Si parla di soluzioni <strong>Live Virtual Constructive (LVC)</strong>, ovvero un’architettura in cui tutti i simulatori della Forza Armata – navali, aerei, sommergibili, terrestri – siano interconnessi in rete e possano interagire tra loro in tempo reale. In pratica, sarà possibile svolgere esercitazioni integrate dove un comandante in un simulatore di plancia a terra “vede” e coordina l’azione di equipaggi virtuali di navi, droni in simulazione e magari truppe anfibie o forze speciali collegate dal loro simulatore. Questo addestramento immersivo, federato anche con gli alleati, consentirà di creare scenari complessi e realistici a costi ridotti, affinando le capacità del personale senza consumare le piattaforme reali. Inoltre, l’uso di <strong>simulazione predittiva</strong> (ad esempio con gemelli digitali) permetterà di sperimentare nuove tattiche e soluzioni in ambiente virtuale prima di applicarle sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, la Marina sta adeguando i programmi di studio e selezione per forgiare nuove figure professionali specializzate nelle aree chiave dell’innovazione. Serviranno esperti in <strong>meccatronica</strong> (per i sistemi automatici e robotici), specialisti nel supporto e gestione dell’<strong>unmanned</strong>, analisti di <strong>big data</strong> e di <strong>sicurezza cibernetica</strong>, ingegneri di <strong>intelligenza artificiale</strong> e operatori capaci di interagire con macchine “intelligenti”. Tali competenze dovranno essere sviluppate <em>in anticipo</em>, procedendo di pari passo con l’introduzione dei nuovi sistemi tecnologici, per evitare di trovarsi con equipaggiamenti avanzati senza personale in grado di sfruttarli appieno. La pianificazione a lungo termine di arruolamenti, corsi di formazione e percorsi di carriera sarà dunque parte integrante del successo del FCNS 2035.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alle competenze tecniche, la Marina enfatizza la necessità di coltivare una <strong>cultura dell’innovazione</strong> diffusa a tutti i livelli gerarchici. Ciò significa incoraggiare mentalità aperte al cambiamento, alla sperimentazione e all’adozione di nuove idee. I leader di domani dovranno essere tanto solidi nei valori tradizionali del marinaio quanto flessibili e aggiornati sulle novità tecnologiche. Il documento parla di adeguare le <em>attitudini da selezionare</em> negli ingressi in Accademia e nei concorsi: al classico coraggio e disciplina, si affiancherà l’importanza di qualità come l’attitudine al problem-solving innovativo, la familiarità con strumenti digitali e la propensione a lavorare con sistemi automatizzati. Il tutto, comunque, senza snaturare l’<strong>essenza del buon marinaio</strong>, che resta fondata su solidi principi etici, cognizione del mare ed esperienza pratica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>In conclusione</strong>, la visione della Marina Militare per il 2035 è quella di una forza armata proiettata nel futuro tecnologico ma con radici ben salde nei propri valori. Droni, reti digitali, intelligenza artificiale e navi “verdi” rivoluzioneranno il modo di operare sul mare, offrendo opportunità senza precedenti per efficacia e sicurezza. Allo stesso tempo, non mancheranno le sfide: dalla protezione dal cyber-spionaggio alla gestione di sistemi complessi, fino alla necessità di investire costantemente in aggiornamento. Su tutto, però, la Marina lancia un messaggio rassicurante e insieme ambizioso: <strong>al centro del sistema rimarrà l’uomo</strong>, con la sua capacità di adattamento, il suo ingegno e il suo senso di responsabilità. Saranno i marinai, opportunamente formati e affiancati dalle nuove tecnologie, a costituire il vero <strong>pilastro del Future Combat Naval System 2035</strong>, assicurando che l’Italia possa navigare con successo nelle acque agitate del futuro prossimo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/piohj.jpg","categoria":"Blog","tags":"cybersicurezza e sostenibilità – al centro resta l’uomo, Marina 2035: droni","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-13 16:07:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22641-marina-2035-droni-cybersicurezza-e-sostenibilita-al-centro-resta-luomo.mp4","galleria":""}
{"id":22708,"titolo":"Esercito USA: rivoluzione negli appalti con il nuovo marketplace di droni","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell’autunno 2025, l’Esercito statunitense lancerà un’innovativa piattaforma di approvvigionamento online per sistemi aerei senza pilota (UAS), pensata per rivoluzionare il modo in cui le unità militari accedono alle tecnologie già collaudate. Definita dai vertici del <strong>Program Executive Office for Aviation</strong> come una “vetrina centralizzata, simile ad Amazon”, la piattaforma permetterà di confrontare modelli, prestazioni e prezzi, consentendo un acquisto diretto e rapido da parte delle unità operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo è chiaro: aggirare i tradizionali, e spesso lenti, processi burocratici di acquisizione del Pentagono. Attraverso un sistema di catalogazione unificato, i comandanti e i responsabili degli acquisti potranno selezionare il drone più adatto alle esigenze contingenti senza dover attendere mesi o anni per ottenere autorizzazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto nasce dalla consapevolezza che nei conflitti moderni — in particolare nei settori a rapida evoluzione come la robotica e la guerra elettronica — la velocità di approvvigionamento è un fattore determinante. Gli stessi funzionari della Difesa hanno riconosciuto che la lentezza delle procedure tradizionali rischia di compromettere l’efficacia operativa sul campo, specialmente quando emergono nuove minacce o opportunità tecnologiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’ispirazione ucraina: il modello Brave1 Market</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa americana prende esplicita ispirazione dal <strong>Brave1 Market</strong> ucraino, un portale lanciato all’inizio del 2025 per facilitare l’acquisto diretto di tecnologie militari da parte delle unità impegnate al fronte. Descritto dal vice primo ministro Mykhailo Fedorov come “l’Amazon per l’esercito”, Brave1 consente di individuare e ordinare rapidamente sistemi di droni, software, piattaforme di intelligenza artificiale e strumenti per la guerra elettronica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La forza del modello ucraino risiede nella <strong>connessione diretta</strong> tra sviluppatori e operatori di prima linea. Questo riduce il rischio di soluzioni obsolete e garantisce che l’innovazione arrivi sul campo nel momento in cui serve. Attualmente, il catalogo Brave1 elenca oltre mille soluzioni, suddivise tra sistemi aperti al pubblico e soluzioni sensibili accessibili solo tramite verifiche di identità militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22710,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Esercito USA: rivoluzione negli appalti con il nuovo marketplace di droni - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/diia-scaled-1-1024x683.jpg\" alt=\"Acquisti rapidi e mirati: la nuova piattaforma di droni militari USA - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22710\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema di verifica, basato sull’app governativa <strong>Diia</strong> e sul network militare <strong>Delta</strong>, protegge sia la sicurezza delle informazioni sia gli interessi industriali dei produttori. Gli Stati Uniti hanno studiato con attenzione questa architettura, riconoscendo che la capacità dell’Ucraina di adattarsi rapidamente alle esigenze belliche — soprattutto in un conflitto ad alta intensità tecnologica — ha rappresentato un vantaggio strategico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Impatto strategico e prospettive future</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il “mercato dei droni” dell’Esercito USA mira a ottenere tre risultati principali: rapidità, trasparenza e competitività.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rapidità</strong>, perché le unità potranno accedere immediatamente a tecnologie già testate, riducendo drasticamente i tempi di consegna.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Trasparenza</strong>, grazie a schede tecniche standardizzate che consentiranno confronti oggettivi tra le diverse soluzioni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Competitività</strong>, poiché le aziende dovranno adattarsi velocemente alle richieste del mercato militare per restare competitive, migliorando qualità e riducendo i costi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sebbene non sia ancora stato comunicato il numero iniziale di sistemi disponibili, i responsabili hanno sottolineato che la priorità sarà data a fornitori affidabili e a prodotti con comprovata efficacia. L’interfaccia, ispirata alle piattaforme di e-commerce civili, offrirà su un’unica schermata dati prestazionali, costi e tempi di consegna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22709,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Esercito USA: rivoluzione negli appalti con il nuovo marketplace di droni - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/1749126539062-1068x712-1-1024x683.jpg\" alt=\"Acquisti rapidi e mirati: la nuova piattaforma di droni militari USA - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22709\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano strategico, l’adozione di questo modello potrebbe segnare un cambio di paradigma nell’approvvigionamento militare statunitense, aprendo la strada a mercati simili per altre tecnologie emergenti, come i sistemi di difesa anti-drone, le piattaforme autonome terrestri e i software di comando e controllo basati su intelligenza artificiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa evoluzione riflette un trend globale: le forze armate, per rimanere competitive, devono integrare processi agili e orientati ai risultati, mutuando strumenti e logiche dal settore privato. Se l’esperimento avrà successo, l’Esercito USA potrebbe diventare un caso di studio per la trasformazione digitale dell’intero comparto difesa, accelerando il passaggio dall’innovazione alla sua concreta applicazione sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/R.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"approvvigionemilitare, Droni, InnovazioneTecnologica","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-13 09:53:17","stato":"draft","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://defence-blog.com/u-s-army-to-launch-amazon-like-drone-marketplace/","difesanews":"","video_art":"","galleria":""}
{"id":22700,"titolo":"Sganga e il Metodo di Combattimento Militare (MCM): perché un Generale dei Paracadutisti ha la capacità di fermare uno scippatore","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando si parla di un generale dei paracadutisti, l’immaginario collettivo lo colloca in scenari operativi complessi, teatri di guerra lontani, briefing strategici e addestramenti ad alto livello. Eppure, nel caso del Generale di Corpo d’Armata Rodolfo Sganga, c’è un tratto distintivo che lo rende, in senso letterale, capace di “fermare uno scippatore”: essere stato il promotore, nell’Esercito Italiano, del <strong>Metodo di Combattimento Militare (MCM)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non si tratta di un semplice sistema di autodifesa, ma di un programma di addestramento strutturato, “vivo” e costantemente aggiornato, che unisce tecniche militari internazionali, arti marziali e sport da combattimento, con un’attenzione assoluta all’efficacia e alla rapidità di esecuzione. In altre parole: movimenti semplici, immediati, letali se necessario, applicabili anche in contesti urbani e in frazioni di secondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dalla Folgore alle strade italiane: il MCM come arma silenziosa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore del MCM pulsa a Pisa, presso il <strong>Centro Addestramento di Paracadutismo (CAPAR)</strong> della Brigata Paracadutisti “Folgore”. È qui che gli istruttori — formati attraverso un durissimo corso di sette settimane — sviluppano, testano e perfezionano le tecniche, trasmettendole a tutto il personale dell’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22703,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Sganga e il Metodo di Combattimento Militare (MCM): perché un Generale dei Paracadutisti ha la capacità di fermare uno scippatore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/FOTO-2-Combattimento-corpo-a-corpo-1024x684.jpg\" alt=\"Sganga e il Metodo di Combattimento Militare (MCM): perché un Generale dei Paracadutisti ha la capacità di fermare uno scippatore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22703\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sganga e il Metodo di Combattimento Militare (MCM): perché un Generale dei Paracadutisti ha la capacità di fermare uno scippatore - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La missione non è solo preparare il militare a sopravvivere sul campo di battaglia senza armi da fuoco, ma metterlo in condizione di agire con efficacia in qualunque situazione operativa. Questo significa che, nelle operazioni internazionali come <strong>“Enduring Freedom”</strong> o nelle missioni di pace in Libano e Kosovo, così come durante le pattuglie dell’<strong>Operazione Strade Sicure</strong>, le tecniche MCM sono state decisive in centinaia di interventi, dalla difesa personale alla neutralizzazione di soggetti armati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è un caso che anche in contesti urbani — aggressioni, risse, tentativi di furto o scippo — un militare formato al MCM possa reagire con una prontezza e una precisione che per un civile sarebbero impensabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sganga, il generale che ha dato un’anima al combattimento ravvicinato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rodolfo Sganga non è solo un ufficiale con un curriculum internazionale impressionante — dalle missioni nei Balcani e in Afghanistan alla guida della Brigata Folgore e dell’Accademia Militare di Modena — ma anche l’uomo che ha voluto e promosso l’adozione sistematica del MCM nell’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua esperienza operativa, maturata in anni di servizio nei teatri più complessi e a contatto con le migliori forze armate NATO, gli ha permesso di comprendere una verità spesso ignorata: in certe situazioni, <strong>la prima e unica arma è il proprio corpo</strong>. Da qui, la necessità di dotare ogni soldato — non solo paracadutisti o reparti speciali — di competenze reali di combattimento ravvicinato, capaci di salvare la vita propria e quella dei civili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22702,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Sganga e il Metodo di Combattimento Militare (MCM): perché un Generale dei Paracadutisti ha la capacità di fermare uno scippatore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/Il-Generale-Rodolfo-Sganga-e-il-folgorino-Andrea-Bozzi-1024x713.jpg\" alt=\"Sganga e il Metodo di Combattimento Militare (MCM): perché un Generale dei Paracadutisti ha la capacità di fermare uno scippatore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22702\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Rodolfo Sganga, ha ricevuto il folgorino Andrea Bozzi assieme alla sua famiglia, in occasione del brillante risultato ottenuto nel mese scorso al Campionato Italiano Esordienti (12 – 13 anni d’età) FIJLKAM di Karate, specialità Kumite “combattimento a contatto controllato - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Sganga, varesino classe 1967, ha costruito la sua carriera sull’eccellenza e la versatilità. Dal comando di compagnie operative in Italia alle operazioni congiunte all’estero, fino agli incarichi di rappresentanza militare a Washington, la sua traiettoria è quella di un leader che unisce la dimensione strategica alla capacità di agire sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dal campo di battaglia al marciapiede di casa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, immaginare Sganga alle prese con uno scippatore non è fantascienza. La stessa prontezza che gli ha permesso di pianificare operazioni complesse o gestire situazioni di crisi in zone di guerra può essere applicata in un contesto civile: un rapido controllo visivo, l’analisi della minaccia, l’intervento deciso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non per eroismo da copertina, ma per addestramento, disciplina e una filosofia operativa che ha contribuito a diffondere in tutta la Forza Armata.<strong> Il Metodo di Combattimento Militare è, in fondo, la sintesi di ciò che rende un soldato un professionista: la capacità di agire con lucidità e determinazione, ovunque e contro chiunque.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>E se un giorno, in una strada qualunque, qualcuno dovesse trovarsi dalla parte sbagliata del Generale Sganga, scoprirebbe che un paracadutista non smette mai di essere operativo. Neanche senza un’arma in mano.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/FOTO-8-Un-momento-del-corso-in-cui-si-imparano-le-basi-di-difesa-e-rea.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"combattimento ravvicinato, militari, paracadutisti, rodolfo sganga","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-12 11:31:20","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/corso_mcm.aspx","altre-fonti":"http://www.karatelivornofolgore.it/2018/10/31/il-generale-della-folgore-riceve-il-campione-ditalia-il-folgorino-andrea-bozzi/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22700-sganga-e-il-metodo-combattimento-militare-mcm.mp4","galleria":""}
{"id":22685,"titolo":"Kursk: la tragedia del sottomarino russo che scosse il mondo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 12 agosto 2000, nel gelido Mare di Barents, si consumò una delle più gravi tragedie navali della storia moderna: l’<strong>affondamento del sottomarino nucleare russo K-141 Kursk</strong>, con la <strong>morte di tutti i 118 membri dell’equipaggio</strong>. Un disastro che, oltre al dolore, lasciò dietro di sé domande senza risposta, accuse di insabbiamento e un duro colpo all’immagine della Marina russa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un gigante degli abissi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Kursk, varato nel 1994 ed entrato in servizio l’anno successivo, apparteneva alla classe Oscar II ed era uno dei vanti della flotta subacquea russa. <strong>Lungo oltre 150 metri, con una stazza di 18.000 tonnellate e spinto da due reattori nucleari a fissione</strong>, poteva raggiungere i 32 nodi (circa 60 km/h) in immersione. La sua missione principale era neutralizzare le portaerei nemiche grazie a un arsenale imponente di missili da crociera e siluri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, dietro questa potenza si nascondevano fragilità strutturali e organizzative. La Russia post-sovietica, negli anni ’90, attraversava una profonda crisi economica: manutenzione, addestramento e sicurezza erano spesso sacrificati per mancanza di fondi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22689,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Kursk: la tragedia del sottomarino russo che scosse il mondo - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/13992298-small-1754911007029.jpg-la-storia-del-sottomarino-kursk-perche-e-affondato-una-tragedia-con-118-morti-errori-evitabili-e-tanti-punti-interrogativi.jpg\" alt=\"Kursk: la tragedia del sottomarino russo che scosse il mondo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22689\" style=\"width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Kursk: la tragedia del sottomarino russo che scosse il mondo - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il giorno del disastro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il 12 agosto 2000, durante un’esercitazione che prevedeva il lancio simulato di siluri contro l’incrociatore nucleare <em>Pietro il Grande</em>, si verificò la prima esplosione a bordo</strong>. Secondo le indagini ufficiali, la causa fu un difetto in un siluro a propellente liquido, che generò una fuga di idrogeno e un’esplosione pari a 100 kg di tritolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Due minuti dopo, una seconda deflagrazione — 40 volte più potente — squarciò la prua del sottomarino, provocando l’immediata morte della maggior parte dell’equipaggio. Almeno 23 uomini riuscirono a rifugiarsi nella sezione di poppa, dove resistettero per circa otto ore prima di morire asfissiati dal monossido di carbonio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La gestione dell’emergenza fu segnata da ritardi e scelte discutibili. Il governo russo rese pubblica la notizia solo due giorni dopo e inizialmente rifiutò gli aiuti internazionali. I primi tentativi di soccorso partirono con grande ritardo, ostacolati da problemi tecnici e dal maltempo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Solo il 17 agosto, cinque giorni dopo l’incidente, la Russia accettò l’assistenza britannica e norvegese. Il 19 agosto, il batiscafo britannico LR5 raggiunse il relitto, confermando l’assenza di superstiti. Nel frattempo, le famiglie delle vittime denunciavano la mancanza di informazioni e la scarsa trasparenza delle autorità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22692,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Kursk: la tragedia del sottomarino russo che scosse il mondo - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/155554288-2d4c04ef-fd55-4e30-b67d-127b13cb7878.webp\" alt=\"Kursk: la tragedia del sottomarino russo che scosse il mondo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22692\" style=\"width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Kursk: la tragedia del sottomarino russo che scosse il mondo - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Recupero e inchiesta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell’ottobre 2001, in una delle più complesse operazioni di recupero mai realizzate, gran parte dello scafo fu sollevata e trasportata alla base di Roslyakovo. La prua, gravemente danneggiata, fu fatta esplodere sul fondale per motivi di sicurezza — ufficialmente per evitare rischi ambientali, ufficiosamente per impedire che altre potenze potessero analizzare la tecnologia impiegata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’inchiesta russa, conclusa nel 2002, attribuì la colpa a un siluro difettoso e non individuò responsabilità personali. Il procuratore generale Ustinov dichiarò che non esistevano reali possibilità di salvataggio dei 23 uomini sopravvissuti alle esplosioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’assenza di prove definitive e la gestione opaca dell’incidente alimentarono teorie alternative: tra queste, l’ipotesi che il Kursk sia stato colpito da un siluro statunitense durante un incontro ravvicinato con un sottomarino USA. Sebbene mai confermata, questa teoria continua a circolare negli ambienti militari e giornalistici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un colpo politico per Putin</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>L’incidente rappresentò un test difficile per Vladimir Putin, presidente da pochi mesi. La sua decisione di rimanere in vacanza a Sochi nei giorni immediatamente successivi all’affondamento gli costò pesanti critiche, anche a livello internazionale.</strong> Celebre, e discussa, fu la sua risposta al giornalista Larry King, che gli chiese cosa fosse successo al sottomarino: «È affondato», disse sorridendo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Kursk è diventato il simbolo di un’epoca di transizione per la Russia, in cui potenza militare e orgoglio nazionale convivevano con gravi limiti tecnici e gestionali. La vicenda spinse la Marina russa a rivedere procedure di sicurezza, formazione degli equipaggi e protocolli di emergenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, un memoriale ricorda i 118 uomini morti in quella che resta la più grave tragedia della Marina russa in tempo di pace. La loro storia, come quella del Kursk, è un monito sulla fragilità delle certezze e sul prezzo umano che si paga quando errori tecnici, ritardi e segretezza si combinano in un contesto ad altissima pericolosità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/1-2.jpg","categoria":"Blog","tags":"Kursk, Marina russa, sottomarino nucleare, tragedia navale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-12 10:42:43","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22685-kursk-tragedia-sottomarino-russo-scosse-mondo.mp4","galleria":""}
{"id":22679,"titolo":"Napoli, il Generale Paracadutista Rodolfo Sganga ferma uno scippatore in pieno centro","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un gesto di prontezza, coraggio e senso civico ha trasformato una tranquilla serata nel cuore di Napoli in un episodio da cronaca positiva. Protagonista, sabato scorso, è stato il <strong>Generale di Corpo d’Armata Paracadutista Rodolfo Sganga</strong>, <a href=\"https://brigatafolgore.net/il-generale-di-corpo-darmata-paracadutista-rodolfo-sganga-nuovo-capo-di-stato-maggiore-del-jfc-nato-di-napoli/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Capo di Stato Maggiore del Comando Interforze Alleato di Napoli (JFC Naples)</a>, che non ha esitato a inseguire e fermare uno scippatore in fuga.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Lo scippo e l'intervento del Generale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Erano circa le 20:50 quando, in <strong>Via Chiaia</strong>, all’altezza di Piazza Carolina, una donna ha urlato chiedendo aiuto: le era stata strappata la catenina dal collo. La vittima ha subito indicato il responsabile, un giovane alto oltre un metro e ottanta che correva verso Piazza Trieste e Trento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Sganga, presente in zona con la moglie, ha assistito alla scena e, senza esitazione, ha iniziato un inseguimento a piedi tra i passanti e le vie affollate del centro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Raggiunto il fuggitivo nei pressi di <strong>Piazza Trieste e Trento</strong>, Sganga è riuscito a bloccarlo, impedendogli di proseguire la fuga. Pochi istanti dopo è arrivata sul posto una pattuglia della <strong>Polizia Municipale</strong>, già in zona, che ha preso in consegna l’uomo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la perquisizione, gli agenti hanno recuperato la catenina sottratta poco prima, restituendola alla proprietaria. <strong>Il ladro è stato così assicurato alla giustizia grazie alla tempestività dell’intervento dell'Ufficiale Paracadutista.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Chi è il Generale Rodolfo Sganga</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Sganga è una figura di spicco dell’Esercito Italiano, con una carriera iniziata nel 1987 e scandita da incarichi di altissimo profilo. Militare di leva nel 1987, successivamente ha frequentato il&nbsp;<strong>169° Corso dell’Accademia Militare di Modena</strong>. Promosso Sottotenente nel 1989, è stato inizialmente assegnato al&nbsp;<a href=\"https://brigatafolgore.net/reggimento-lagunari-serenissima-audacia-e-valore-per-terra-e-per-mare/\">Reggimento Lagunari “Serenissima”</a>&nbsp;nel quale ha ricoperto l’incarico di&nbsp;<strong>Comandante di plotone esploratori</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come Capitano è stato&nbsp;<strong>Comandante di Compagnia presso l’Accademia Militare</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Comandante di compagnia fucilieri</strong>&nbsp;presso il&nbsp;<a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\">183° reggimento paracadutisti “Nembo”</a>. Da Tenente Colonnello<strong>&nbsp;ha preso il Comando del 2° Battaglione Paracadutisti “Tarquinia”</strong>. Proprio durante la missione a <strong>Bala Baluk</strong> nel 2009, <a href=\"https://www.quirinale.it/onorificenze/insigniti/317516\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">si è distinto per un’azione eroica</a> che gli è valsa la <strong>Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra il 2012 e il 2014 ha comandato il <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\">187° Reggimento Paracadutisti “Folgore”</a>, mettendo a frutto la sua esperienza e visione strategica in uno dei reparti più prestigiosi dell’Esercito Italiano; successivamente, tra il 2017 e il 2019, ha ricoperto <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"345\">il ruolo di AQUILA 1</a>, <strong>Comandante della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"4759\">Brigata Paracadutisti “Folgore”</a></strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano internazionale, ha rappresentato l’Italia come <strong>Addetto Militare</strong> presso l’Ambasciata a Washington D.C. e ha diretto il III Reparto del Segretariato Generale della Difesa, occupandosi di politica industriale e relazioni internazionali. Oggi ricopre il ruolo di <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Allied Joint Force Command NATO di Napoli</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/sganga.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"aquila1, NATO, RodolfoSganga","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-11 15:29:55","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22679-napoli-il-generale-paracadutista-rodolfo-sganga-ferma-uno-scippatore-in-pieno-centro.mp4","galleria":""}
{"id":22672,"titolo":"L'Offensiva dei Droni: uccisi Migliaia di Soldati Russi  e l'Ucraina Impone un Nuovo Equilibrio","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il conflitto tra Ucraina e Russia ha visto un cambiamento radicale negli ultimi mesi, con l'introduzione di una nuova e potente arma che sta riscrivendo le regole della guerra moderna: i droni kamikaze. Sotto la guida del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, questa strategia aerea ha inflitto danni devastanti all'esercito russo, con perdite significative di vite umane e un impatto crescente sull'economia di Mosca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I numeri parlano chiaro: 5.000 soldati russi uccisi in luglio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel mese di luglio, l'armata ucraina ha fatto registrare un numero impressionante di attacchi con droni, colpendo oltre 23.000 obiettivi in territorio russo e uccidendo almeno 5.134 soldati nemici. Questi numeri sono stati confermati dal comandante in capo dell'esercito ucraino, Oleksandr Syrsky, che ha sottolineato l'importanza strategica di eliminare il personale militare russo. Con droni che costano solo qualche migliaio di euro e una capacità di colpire a lunga distanza, l'Ucraina ha cambiato le regole del gioco, infliggendo gravi danni alla forza militare russa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra tra Mosca e Kiev ha visto l'invasione della Russia sul suolo ucraino, ma ora la situazione è cambiata. I droni kamikaze ucraini sono diventati un'arma centrale nel conflitto, con l'Ucraina che ha adottato una strategia di attacchi aerei mirati. Gli attacchi su Mosca, in particolare, hanno messo a dura prova la difesa aerea russa, costringendo il governo di Putin a riorganizzare e ridistribuire i sistemi di difesa aerea per proteggere la capitale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un aspetto critico della situazione è la difficoltà della Russia nel difendere completamente il suo vasto territorio. La vastità del paese, insieme alla molteplicità di obiettivi da proteggere, ha imposto una scelta difficile: quali aree devono essere protette e quali no. I droni, più economici e facili da produrre rispetto ad altri armamenti, hanno permesso all'Ucraina di infliggere danni notevoli, riducendo l'efficacia delle difese russe.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Attacchi alle infrastrutture e aumenti dei costi energetici</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto di questa nuova strategia, i droni ucraini hanno preso di mira infrastrutture critiche in Russia, come raffinerie di petrolio, depositi e stazioni ferroviarie. Gli attacchi alle raffinerie hanno avuto un impatto diretto sull'economia russa, con il prezzo della benzina che ha raggiunto nuovi record. Le conseguenze di questi attacchi sono evidenti: l'economia russa, fortemente dipendente dal petrolio e dal gas, sta affrontando gravi difficoltà, e il paese rischia di subire un rallentamento significativo nella sua capacità produttiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22673,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"L'Offensiva dei Droni: uccisi Migliaia di Soldati Russi  e l'Ucraina Impone un Nuovo Equilibrio - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/dvv1.jpg\" alt=\"L'Offensiva dei Droni: uccisi Migliaia di Soldati Russi  e l'Ucraina Impone un Nuovo Equilibrio - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22673\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Offensiva dei Droni: uccisi Migliaia di Soldati Russi  e l'Ucraina Impone un Nuovo Equilibrio - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In risposta agli attacchi dei droni, la Russia ha cercato di bloccare la loro efficacia con blackout di rete. Solo nel mese di luglio, sono stati registrati più di 2.000 blackout in tutto il paese, in un tentativo di indebolire la capacità di comunicazione e di coordinamento degli attacchi ucraini. La motivazione ufficiale per questi blackout è la protezione della difesa aerea, ma alcuni esperti suggeriscono che potrebbero esserci anche motivazioni politiche, come il controllo delle libertà online in Russia, dove l'accesso a contenuti stranieri è sempre più limitato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un nuovo potere negoziale per l'Ucraina?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il crescente impatto dei droni, la popolazione russa è diventata sempre più vulnerabile. Questi attacchi hanno trasformato il conflitto da una guerra quasi esclusivamente combattuta sul suolo ucraino in una battaglia che coinvolge direttamente il territorio russo. Sebbene inizialmente si ritenesse che i droni non potessero avere un impatto significativo, i risultati ottenuti finora dimostrano il contrario. Le perdite ingenti e i danni alle infrastrutture vitali hanno conferito all'Ucraina un'importante leva negoziale nei confronti di Putin. La capacità di Kiev di minacciare le principali città russe e mettere a dura prova l'economia del paese ha spostato gli equilibri della guerra, rendendo l'Ucraina una parte più forte nei futuri negoziati di pace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con un'ulteriore intensificazione degli attacchi aerei e una crescente vulnerabilità della Russia, la situazione sta diventando sempre più difficile da gestire per Mosca. La domanda che ora sorge è: questi sviluppi consentiranno a Kiev di ottenere maggiore potere negoziale, avvicinando la fine del conflitto? Solo il tempo dirà se i droni di Zelensky saranno determinanti per una conclusione della guerra che cambi il destino dell'Ucraina e della Russia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/28f2b0eb066432d029cca5d1654cac5eef493c00-2880x1800-1.webp","categoria":"Internazionali","tags":"nuovo equilibrio, soldati uccisi","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-11 12:44:24","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22672-loffensiva-dei-droni-uccisi-migliaia-di-soldati-russi-e-lucraina-impone-un-nuovo-equilibrio.mp4","galleria":""}
{"id":22651,"titolo":"Curie - il Cuore dei Satelliti di Argotec","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Argotec, azienda leader nel settore spaziale, ha sviluppato una nuova e rivoluzionaria tecnologia: la Power Suite Curie, una miniaturizzata unità di condizionamento e distribuzione dell’energia (PCDU), destinata a essere il cuore elettrico dei satelliti che esploreranno zone inaccessibili dell’Universo. Il cuore elettrico Curie è progettato per funzionare in ambienti estremi, come lo spazio profondo, dove radiazioni solari intense e condizioni operative difficili pongono sfide uniche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un cuore resistente per il Deep Space</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Power Suite Curie è un concentrato di innovazione tecnologica, che si distingue per la sua capacità di resistere alle radiazioni cosmiche, alimentando i satelliti in missioni a lungo raggio. Questa unità è progettata per alimentare dispositivi miniaturizzati a bordo dei satelliti, con un’efficienza senza precedenti e una durata operativa molto elevata. La miniaturizzazione consente a Curie di essere utilizzata in missioni nello spazio profondo, come la missione HENON, che partirà verso l’orbita Distant Retrograde Orbit (DRO) tra Terra e Sole nel 2026.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Curie è il componente centrale della missione HENON, un progetto ambizioso finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e supportato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA). HENON sarà il primo satellite a esplorare l'orbita DRO, a oltre 24 milioni di chilometri dalla Terra. Il satellite, alimentato dalla Power Suite Curie, sarà fondamentale per lo studio del “meteo spaziale” e dei suoi effetti sulla Terra, monitorando le radiazioni solari e raccogliendo dati cruciali per la comprensione delle dinamiche solari e delle loro ricadute sulla nostra vita quotidiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22655,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/HENON.webp\" alt=\"Curie - il Cuore dei Satelliti di Argotec - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22655\" style=\"width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Curie - il Cuore dei Satelliti di Argotec - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’impatto di Curie sulle future missioni spaziali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il design innovativo e le prestazioni eccezionali di Curie segneranno una nuova era nell’esplorazione spaziale. Non solo garantirà l’alimentazione dei satelliti in missioni come HENON, ma abilitando missioni nello spazio profondo, consentirà anche la creazione di costellazioni satellitari più robuste e capaci di affrontare le sfide del futuro. L’avanzamento tecnologico di Curie rappresenta un grande passo in avanti per l’industria spaziale globale, aumentando la competitività delle soluzioni tecnologiche e permettendo la realizzazione di missioni esplorative pionieristiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Argotec, con sede a Torino, ha costruito una solida reputazione nel campo della tecnologia spaziale grazie a missioni come VOLTA, la PCDU realizzata per i programmi LICIACube e ArgoMoon. Con Curie, Argotec sta per superare i propri record, espandendo la propria leadership nelle missioni nello spazio profondo. L’azienda è l’unica al mondo a possedere due satelliti operativi simultaneamente nello spazio profondo, con l’oggetto italiano più lontano mai inviato nello spazio, a 14 milioni di chilometri dalla Terra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un cambiamento di paradigma per l’industria spaziale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>David Avino, CEO di Argotec, ha commentato: “Curie rappresenta un cambio di paradigma per l’industria spaziale italiana e internazionale. Con questa tecnologia, abiliteremo missioni di esplorazione robotica di nuova generazione, spingendo la ricerca scientifica oltre i confini attuali. Il Deep Space è il nostro futuro, e con l’aiuto di ESA e ASI, siamo pronti ad affrontare questa nuova sfida.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20931,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/David-Avino-argotec-1024x682.jpg\" alt=\"David Avino con Argotec lancia altri 7 Satelliti per IRIDE - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20931\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Curie - il Cuore dei Satelliti di Argotec - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Power Suite Curie è destinata a diventare una pietra miliare per l’esplorazione spaziale, aprendo la strada a nuove missioni nel profondo spazio e contribuendo a migliorare la nostra comprensione dello spazio e delle sue dinamiche. La missione HENON è solo l'inizio di un percorso che porterà la tecnologia spaziale a nuovi livelli, rivoluzionando il modo in cui esploriamo l'Universo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/39189381-95ae-44b7-b9d5-f7c81bdc9f23.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Argotec, Curie, Deep Space Exploration, Space Weather","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-11 06:26:32","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.argotecgroup.com/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22651-curie-il-cuore-dei-satelliti-di-argotec.mp4","galleria":""}
{"id":22630,"titolo":"Sistemi unmanned: il futuro della Marina Militare italiana al 2035","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Introduzione.</strong> L’innovazione tecnologica sta rivoluzionando il modo di operare in mare. La Marina Militare italiana, nella sua visione strategica <strong>Future Combat Naval System 2035</strong> dedicata alle operazioni multi-dominio, individua nei <strong>sistemi unmanned</strong> (mezzi senza pilota, comunemente detti <em>droni</em>) uno dei pilastri per mantenere efficacia e sicurezza nei futuri scenari. Questi sistemi, che comprendono velivoli a pilotaggio remoto, unità di superficie e sottomarini autonomi, permettono di estendere le capacità operative della flotta senza mettere a rischio vite umane. Di seguito vedremo cosa sono e perché sono importanti i droni navali, come la Marina intende integrarli nella propria strategia e quali sfide e vantaggi essi comportano per la sicurezza e l’operatività futura.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa sono i sistemi unmanned e perché contano nel contesto navale moderno</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I <strong>sistemi unmanned</strong> in ambito navale sono piattaforme senza pilota a bordo, controllate da remoto o dotate di una certa autonomia decisionale tramite sistemi di <strong>Intelligenza Artificiale</strong>. Possono essere di diverso tipo: <strong>droni aerei</strong> (UAV) che decollano da navi o basi costiere, <strong>veicoli di superficie</strong> senza equipaggio (USV) simili a piccole imbarcazioni robotiche, oppure <strong>droni subacquei</strong> autonomi (UUV/AUV) in grado di immergersi a grandi profondità. Questi mezzi trovano impiego in numerosi ruoli chiave: sorveglianza e <strong>ISR</strong> (Intelligence, Surveillance &amp; Reconnaissance), supporto alle forze speciali (es. trasporto di squadre subacquee), ricerca e neutralizzazione di mine, trasporto logistico, pattugliamento anti-pirateria e molto altro. In sostanza i droni navali fungono da <strong>moltiplicatori di forza</strong>, estendendo il raggio d’azione e la persistenza della Marina su fronti dove le unità con equipaggio umano avrebbero costi o rischi elevati. Ad esempio, piccoli UUV possono ispezionare continuamente fondali o infrastrutture sottomarine critiche, mentre uno sciame di droni aerei può monitorare un’area vasta 24/7, fornendo un flusso costante di informazioni agli operatori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22632,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/cropped-Fincantieri-NexTech-UUV-1024x1024.jpg\" alt=\"Sistemi unmanned: il futuro della Marina Militare italiana al 2035 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22632\" title=\"Sistemi unmanned: il futuro della Marina Militare italiana al 2035 - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sistemi unmanned: il futuro della Marina Militare italiana al 2035 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal punto di vista strategico, l’impiego di sistemi senza pilota è diventato rilevante perché le moderne minacce sono complesse, ibride e distribuite in più domini (mare, aria, terra, spazio, cyber). Per fronteggiarle con efficacia, le marine militari devono poter <strong>“essere ovunque”</strong> in tempi rapidi, ottenere superiorità informativa e reagire in modo flessibile. I droni rispondono proprio a questa esigenza: aumentano la <strong>persistenza operativa</strong> (presenza continuativa) su aree che non potrebbero essere coperte solo da assetti con equipaggio, riducono l’esposizione del personale a situazioni pericolose e, in molti casi, consentono di svolgere missioni a costi inferiori. Nel contesto navale odierno, già diverse marine avanzate stanno integrando droni sulle proprie navi: si pensi ai programmi per avere un <strong>UAV imbarcato su ogni unità</strong> per compiti di sorveglianza marittima, riducendo la necessità di far alzare in volo elicotteri con piloti per ogni ricognizione. Anche la Marina Militare italiana, tradizionalmente all’avanguardia tecnologica, ha iniziato da alcuni anni a sperimentare varie categorie di droni in missioni reali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È importante sottolineare che i <strong>sistemi unmanned</strong> non rimpiazzeranno completamente i mezzi tradizionali, ma ne <strong>completano le capacità</strong>. Le grandi unità navali – come fregate, cacciatorpediniere e sottomarini con equipaggio – rimarranno al centro dello strumento marittimo, ma saranno sempre più affiancate da sciami di droni piccoli e medi in grado di svolgere compiti specifici in sinergia. In altri termini, si va verso un approccio <strong>“system of systems”</strong>: la nave principale funge da nave madre o <strong>hub operativo</strong> che coordina molteplici sensori e piattaforme senza pilota dispiegate nei dintorni. In un’operazione tipica potremo vedere, ad esempio, una fregata inviare un UUV subacqueo per ispezionare un contatto sonar in profondità, lanciare un drone di superficie per esplorare una zona costiera poco accessibile e far decollare contemporaneamente un drone elicottero per la sorveglianza aerea: tutto questo mentre l’equipaggio umano resta al sicuro a bordo, concentrato sul comando e controllo della missione. Proprio questa <strong>interazione uomo-macchina</strong> è il fulcro del moderno concetto operativo nel dominio marittimo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Integrazione dei droni nella strategia futura della Marina Militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Marina Militare ha pianificato di <strong>integrare in modo capillare i sistemi unmanned</strong> in tutte le dimensioni operative, investendo su tecnologie emergenti come <strong>intelligenza artificiale</strong>, autonomia decisionale e <strong>interoperabilità</strong> tra piattaforme. Nel documento “Future Combat Naval System 2035” i droni risultano una <strong>priorità di approvvigionamento</strong> per il prossimo futuro. Ciò significa che la Marina non solo acquisirà nuovi modelli di veicoli senza pilota, ma adeguerà anche le proprie navi, le dottrine d’impiego e le infrastrutture per sfruttarli al meglio. In questa visione, ogni nuova unità maggiore dovrà poter operare come una <strong>piattaforma “porta-droni”</strong> capace di lanciare, controllare e recuperare mezzi aerei, di superficie e subacquei a seconda della missione. Già oggi sono in corso studi avanzati per configurare navi multiruolo con queste capacità: ad esempio il progetto italiano denominato <strong>“Sciamano Drone Carrier”</strong> mira a progettare una nave portadroni dedicata, finanziata con il Piano Nazionale di Ricerca Militare e affidata a Fincantieri per il concept design. L’idea è dotare questa piattaforma di avanzati sistemi di comando e controllo per gestire sciami di veicoli unmanned, con relativi sistemi di lancio e recupero automatici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, la Marina sta già integrando i droni sulle <strong>unità esistenti</strong>. Nel 2023, sul pattugliatore Paolo Thaon di Revel, è stata presentata la nuova versione del drone-elicottero <strong>AWHero</strong> di Leonardo, mentre sulla fregata <strong>Carlo Bergamini</strong> si sono svolti i primi lanci e recuperi del drone ad ala fissa <strong>ScanEagle</strong> fornito da Boeing. Inoltre, è in corso l’acquisizione di un totale di <strong>14 droni</strong> tra piattaforme aeree a decollo verticale e fisso da impiegare a bordo delle navi. Sul versante subacqueo, la Marina già dispone di <strong>AUV</strong> autonomi come lo <strong>Hugin 1000</strong> (capace di mappare il fondale fino a 3000 metri) e di ROV filoguidati come i <strong>Pluto Gigas</strong> e <strong>Multipluto</strong> per ispezioni e interventi subacquei. Questi sistemi robotici vengono impiegati, ad esempio, dai cacciamine in attività di ricerca mine e dai reparti subacquei per rilievi sui fondali e tutela dell’ambiente marino. L’obiettivo per il futuro è collegare tutti questi assetti in una <strong>rete integrata</strong>: navi, elicotteri, droni e perfino satelliti dovranno condividere dati in tempo reale, consentendo una visione unificata del campo di battaglia e decisioni più rapide e informate grazie all’<strong>AI</strong> e alle capacità di data fusion.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>*Il <strong>SAND</strong>, drone di superficie sviluppato da Fincantieri, durante una dimostrazione: questo USV può navigare in autonomia per oltre 72 ore e ora è equipaggiato con un sistema di lancio per due droni subacquei (UUV), operando come vero *<em>“nodo” multi-dominio).</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22633,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/165321587-44a6b098-429c-47d1-895b-0140f89a403b.jpg\" alt=\"Sistemi unmanned: il futuro della Marina Militare italiana al 2035 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22633\" style=\"width:1200px\" title=\"Sistemi unmanned: il futuro della Marina Militare italiana al 2035 - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sistemi unmanned: il futuro della Marina Militare italiana al 2035 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un aspetto chiave della strategia è infatti la <strong>collaborazione tra droni e mezzi tradizionali</strong> (<em>manned-unmanned teaming</em>). Le piattaforme con equipaggio fungeranno da centri decisionali avanzati, in grado di dirigere sia unità pilotate sia una moltitudine di droni subordinati. Ad esempio, una nave potrà controllare contemporaneamente un gruppo di UAV in formazione (<em>teaming</em> aereo) oppure coordinare l’azione combinata di un drone di superficie e uno subacqueo per localizzare e neutralizzare una mina. Questo richiede elevata <strong>interoperabilità</strong>: per questo l’Italia ha guidato progetti europei come <strong>OCEAN2020</strong>, dimostrando in esercitazioni multinazionali la gestione integrata di molteplici droni eterogenei (aerei, navali, subacquei) collegati alle reti di bordo. Inoltre, l’impegno italiano nella <strong>NATO Maritime Unmanned Systems Initiative (MUSI)</strong> conferma la volontà di sviluppare standard comuni con le marine alleate e condividere progressi in tale campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal punto di vista tecnologico, la Marina sta puntando molto su <strong>autonomia e AI</strong>. I droni di nuova generazione dovranno essere capaci di navigare e compiere azioni con minima supervisione umana, sfruttando algoritmi avanzati per evitare collisioni, identificare obiettivi e adattarsi ai cambiamenti dello scenario. In parallelo, si lavora per garantire che tutti questi sistemi “comunichino” efficacemente con i sistemi d’arma e i centri di comando delle navi. Non a caso, un dirigente della Marina ha evidenziato come una delle sfide maggiori sia <strong>integrare i droni acquistati con i complessi software di combattimento delle unità navali</strong> già in servizio. Va poi ricordato che, almeno nel medio termine, <strong>l’elemento umano resterà al centro</strong>: attualmente, ad esempio, il drone di superficie SAND pur dotato di autopilota mantiene <strong>un operatore umano nel loop</strong> che supervisiona le manovre e può intervenire per le decisioni finali. Allo stesso modo, la Marina sottolinea che il personale dovrà essere formato per utilizzare al meglio queste nuove tecnologie, garantendo che l’uomo continui ad avere il controllo nei processi decisionali critici anche in presenza di sistemi autonomi avanzati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, la <strong>sostenibilità</strong> e l’innovazione procedono di pari passo: i nuovi droni e le navi che li ospiteranno verranno progettati con attenzione all’<strong>eco-compatibilità</strong> (riduzione emissioni e consumi) e alla <strong>efficienza operativa</strong>, così da aumentare l’autonomia e ridurre l’impronta logistico-manutentiva. In sintesi, la strategia futura della Marina Militare prevede una forza bilanciata e interconnessa, in cui i sistemi unmanned sono pienamente integrati insieme a sensori, armi e uomini in uno scenario multi-dominio altamente dinamico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sfide, vantaggi e implicazioni future per sicurezza, addestramento e sostenibilità operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’adozione su larga scala di sistemi senza pilota porta con sé <strong>grandi vantaggi</strong>, ma anche <strong>nuove sfide</strong> da affrontare. Sul fronte dei <strong>vantaggi</strong>, abbiamo già evidenziato come i droni aumentino la <strong>copertura di sorveglianza</strong> e la persistenza operativa, permettendo di monitorare vaste aree marittime e subacquee continuativamente. Inoltre, essi <strong>ridimensionano i rischi</strong> per gli equipaggi umani impiegandosi in missioni duller, dirty &amp; dangerous (noiose, sporche o pericolose) al posto di marinai in carne e ossa. Un ulteriore beneficio è la <strong>flessibilità tattica</strong>: droni di diverse dimensioni possono essere lanciati rapidamente quando serve e in numero elevato. Ad esempio, uno <em>sciame</em> di droni può confondere e saturare le difese avversarie, svolgendo missioni di disturbo elettronico o fungendo da esche per missili nemici. In scenario di conflitto, questo può dare un vantaggio decisivo, proteggendo al contempo le unità maggiori. I droni potranno anche svolgere compiti di <strong>ricerca e soccorso</strong> (grazie a sensori termici e telecamere, un UAV può individuare naufraghi o imbarcazioni in difficoltà molto più velocemente di un elicottero) e <strong>supporto logistico</strong> (trasportando piccoli carichi tra navi, ad esempio). Tutto ciò rende la forza navale più <strong>efficiente e reattiva</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>D’altra parte, ci sono <strong>sfide importanti</strong>. Una prima riguarda la <strong>sicurezza</strong> e la <strong>difesa da minacce simili</strong>: così come noi impieghiamo droni, anche potenziali avversari lo faranno. La Marina dovrà quindi dotarsi di contromisure anti-drone (come sistemi elettronici o artiglieria rapida) e rafforzare la <strong>cybersecurity</strong>, perché droni e reti di comunicazione potrebbero essere bersaglio di attacchi informatici. Un caso emblematico che ha acceso i riflettori su queste vulnerabilità è il sabotaggio dei gasdotti <strong>Nord Stream</strong> nel 2022, che ha mostrato come le infrastrutture sottomarine siano esposte a incursioni ostili. Per proteggere cavi sottomarini e oleodotti sotto il mare, l’impiego coordinato di droni subacquei e sensori fissi sarà fondamentale, ma bisognerà garantirne il funzionamento anche in presenza di tentativi di manomissione o <strong>disturbo elettronico</strong> da parte nemica. Un altro ambito sfidante è quello <strong>dottrinale e addestrativo</strong>: l’introduzione massiccia di sistemi unmanned richiede di aggiornare le tattiche e le procedure operative, e soprattutto di <strong>formare il personale</strong> a nuove competenze. Serviranno operatori specializzati per pilotare i droni (anche se in futuro molte funzioni saranno automatiche) e analisti in grado di gestire la mole di dati raccolti da queste piattaforme. La Marina ha già avviato reparti dedicati, come la Prima Sezione Aeromobili a Pilotaggio Remoto istituita per gestire gli UAV imbarcati, e dovrà continuare su questa strada investendo nell’<strong>addestramento simulato</strong> e nell’integrazione addestrativa tra equipaggi tradizionali e unità robotiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22634,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/d893e0011b0d368b429290da6cf598e2-1024x683.webp\" alt=\"Sistemi unmanned: il futuro della Marina Militare italiana al 2035 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22634\" title=\"Sistemi unmanned: il futuro della Marina Militare italiana al 2035 - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sistemi unmanned: il futuro della Marina Militare italiana al 2035 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non meno importante è l’aspetto della <strong>sostenibilità operativa</strong>. Integrare decine di nuovi sistemi significa doverne garantire la manutenzione, la catena logistica (ricambi, batterie, carburanti speciali) e l’aggiornamento tecnologico costante. Vi è il rischio che l’aggiunta di droni aumenti la complessità e i costi se non si adottano soluzioni standardizzate ed efficienti. La Marina dovrà quindi ottimizzare i processi di procurement e manutenzione con un approccio più dinamico, tenendo il passo del rapido ciclo di vita dell’hi-tech. In prospettiva, l’impiego di tecnologie unmanned potrà però portare anche a risparmi: ad esempio, utilizzando piccoli droni a energia elettrica per pattugliamenti di routine al posto di grandi navi, si consumano meno carburanti fossili e si riducono le emissioni, contribuendo agli obiettivi “<strong>Green</strong>” di difesa eco-sostenibile. Inoltre, droni ben progettati possono avere costi di esercizio inferiori (meno personale impiegato, minori esigenze di bordo). L’importante sarà inserire questi sistemi in una <strong>visione di lungo periodo</strong>, facendo evolvere l’organizzazione e assicurandosi che ogni nuova capacità unmanned sia realmente utile e supportabile nel tempo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Conclusioni.</strong> I sistemi unmanned rappresentano una trasformazione epocale per la Marina Militare e, più in generale, per il modo di concepire le operazioni navali. Il loro sviluppo e integrazione nella visione strategica al 2035 promettono di rendere la nostra forza navale più <strong>versatile, efficace e pronta</strong> ad affrontare minacce multidimensionali. Droni aerei, navali e subacquei lavoreranno in concerto con le unità tradizionali, estendendone lo sguardo e il braccio operativo ben oltre gli orizzonti attuali. Le sfide non mancano – dall’adeguamento dottrinale alla sicurezza cibernetica, dalla formazione del personale all’ammodernamento delle flotte – ma la Marina ha già intrapreso con decisione questa rotta innovativa. In ultimo, sebbene le macchine diventino più intelligenti, <strong>il fattore umano resterà centrale</strong>: saranno sempre il discernimento e l’esperienza dei marinai e dei comandanti a sfruttare al meglio queste nuove tecnologie. In equilibrio tra tradizione e innovazione, la Marina Militare del futuro sarà quindi uno strumento integrato dove <strong>uomini e droni</strong> operano fianco a fianco, garantendo la difesa e la sicurezza marittima dell’Italia in modo sostenibile ed efficace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Tag:</strong> innovazione tecnologica, droni navali, Marina Militare, sistemi unmanned</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/tn-000031EC.jpg","categoria":"Blog","tags":"droni navali, innovazione tecnologica, marina militare, sistemi unmanned","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-10 15:12:41","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22630-sistemi-unmanned-il-futuro-della-marina-militare-italiana-al-2035.mp4","galleria":""}
{"id":22621,"titolo":"Rivoluzione dei Droni: Autosufficienza e Innovazione per l'Esercito Italiano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto dell'innovazione tecnologica e della modernizzazione delle forze armate, l'Esercito Italiano potrebbe trarre grande vantaggio dall'adozione di un approccio simile a quello utilizzato dall'Esercito Americano per la gestione dei droni, in particolare per quanto riguarda i mini e micro droni. Un esempio da seguire è l<strong>'approccio multi-strato adottato dalle forze statunitensi per la produzione, il supporto e la manutenzione di questi dispositivi</strong>, una strategia che potrebbe essere applicata anche alle forze italiane, con particolare attenzione all'impiego del personale più anziano, sopra i 50 anni, che può essere coinvolto in attività di manutenzione e riparazione. In questo modo, ogni soldato potrebbe avere in dotazione un drone, imparare a utilizzarlo e ripararlo, aumentando l'efficienza e l'autosufficienza operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22623,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Rivoluzione dei Droni: Autosufficienza e Innovazione per l'Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/1-1-1024x682.jpg\" alt=\"Rivoluzione dei Droni: Autosufficienza e Innovazione per l'Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22623\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Rivoluzione dei Droni: Autosufficienza e Innovazione per l'Esercito Italiano - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Fabricazione Rapida in Loco Tramite Manifattura Aggiuntiva (Stampa 3D)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un aspetto centrale della strategia dell'Esercito Americano è l'<strong>uso della stampa 3D per la fabbricazione e la riparazione di componenti dei droni sul campo</strong>, una soluzione che potrebbe essere implementata anche in Italia. Le unità specializzate, come nel caso del <em>Hawkeye Platoon</em> dell'Esercito Americano, utilizzano laboratori mobili dotati di stampanti 3D per progettare, stampare e riparare componenti dei droni, come le pale del rotore o i pezzi modulari, direttamente in teatro operativo. <strong>Questo approccio consente di bypassare i lunghi tempi di attesa legati ai fornitori esterni, migliorando la capacità di risposta rapida in scenari ad alta intensità.</strong> Un'iniziativa simile potrebbe essere implementata a livello di reggimento, permettendo anche ai soldati di età avanzata, che possiedono una vasta esperienza e competenze tecniche, di occuparsi della manutenzione e della riparazione dei droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Forniture Nazionali tramite Accordi di Acquisto e Fornitori Approvati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro aspetto della gestione dei droni è il ricorso a fornitori approvati tramite accordi di acquisto a lungo termine, come i <em>Blanket Purchase Agreements (BPAs)</em>. Questi contratti permettono all'Esercito Americano di garantire <strong>una fornitura continua di parti di ricambio per droni, evitando il ricorso a catene di fornitura internazionali</strong>. L'Esercito Italiano potrebbe adottare una strategia simile, collaborando con fornitori nazionali di componenti per droni, assicurando una costante disponibilità di materiali essenziali come<strong> batterie, fibra di carbonio e componenti elettronici</strong>. Questo approccio ridurrebbe la dipendenza da fornitori esteri e migliorerebbe l'efficienza operativa, riducendo al contempo i costi di approvvigionamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22624,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Rivoluzione dei Droni: Autosufficienza e Innovazione per l'Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/9245315-1920x1280-1-1024x683.webp\" alt=\"Rivoluzione dei Droni: Autosufficienza e Innovazione per l'Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22624\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Rivoluzione dei Droni: Autosufficienza e Innovazione per l'Esercito Italiano - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Partnership con l'Industria Commerciale dei Droni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Esercito Americano ha stretto importanti alleanze con aziende emergenti nel settore dei droni, come <em>Performance Drone Works (PDW)</em>, per acquisire droni pronti all'uso e le relative parti di ricambio. Analogamente, l'Esercito Italiano potrebbe collaborare con le aziende italiane ed europee che sviluppano droni di piccole dimensioni, favorendo la produzione di droni low-cost ma altamente efficaci. Questa collaborazione con l'industria civile potrebbe accelerare l'introduzione dei droni nelle operazioni quotidiane, fornendo una soluzione scalabile e pronta all'uso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Integrazione con i Sistemi Logistici Esistenti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Esercito Americano integra la gestione dei droni nel suo sistema logistico tradizionale, come il <em>Global Combat Support System–Army (GCSS‑Army)</em>, che permette di monitorare in tempo reale le richieste di approvvigionamento, le scorte e le consegne. L'Esercito Italiano potrebbe fare lo stesso, integrando i droni nei suoi sistemi logistici esistenti, migliorando così la gestione delle scorte e la rapidità delle consegne. Questo approccio, combinato con la capacità di produzione e riparazione in loco, garantirebbe un flusso continuo di materiali e un supporto costante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":4} -->\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Vantaggi dell'Approccio Proposto:</h4>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Autosufficienza Operativa</strong>: Ogni reggimento potrebbe diventare autonomo nella gestione dei droni, riducendo la necessità di supporto esterno e aumentando la capacità di risposta rapida.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Coinvolgimento del Personale Anziano</strong>: Le competenze e l'esperienza del personale sopra i 50 anni, che può essere utilizzato per attività di manutenzione, potrebbero essere sfruttate in modo efficace. Questi soldati potrebbero ricevere formazione specifica per la riparazione dei droni, creando un'opportunità di impiego per le risorse umane più esperte e meno fisicamente impegnate sul campo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Miglioramento delle Capacità di Ricognizione e Attacco</strong>: L'adozione di droni a livello di reggimento migliorerà la capacità di ricognizione e di attacco, permettendo una maggiore flessibilità nelle operazioni militari.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sviluppare una capacità interna per costruire, riparare e gestire mini e micro droni a livello di reggimento rappresenta un passo significativo per l'Esercito Italiano, che potrebbe trarre ispirazione dall'approccio multi-strato adottato dall'Esercito Americano. L'integrazione di tecnologie come la stampa 3D, la collaborazione con l'industria e l'adozione di un sistema logistico integrato permetterebbe di rendere l'Esercito Italiano più agile, efficiente e pronto ad affrontare le sfide future in un contesto di guerra sempre più tecnologico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/23.jpg","categoria":"Blog","tags":"Droni, Esercito Italiano, innovazione, logistica","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-10 07:39:53","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22621-droni-autosufficienza-innovazione-esercito.mp4","galleria":""}
{"id":22607,"titolo":"Armi Laser: la Nuova Frontiera della Difesa Missilistica","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni, l’impiego di armi laser ad alta energia è passato da concetto sperimentale a capacità concreta e potenzialmente operativa. Keith Krapels, direttore del Technical Center dello <em>US Army Space and Missile Defense Command</em>, ha sottolineato che queste tecnologie sono ormai <em>\"abbastanza mature\"</em> per contribuire direttamente alla difesa missilistica di nuova generazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa evoluzione rappresenta un cambio di paradigma. Fino a poco tempo fa, i sistemi laser erano considerati prototipi da laboratorio, limitati da vincoli di potenza, portata e affidabilità operativa. <strong>Oggi, invece, l’integrazione di sorgenti laser ad alta efficienza, sistemi di puntamento di precisione e algoritmi di inseguimento avanzati rende possibile il loro impiego in scenari reali, anche su piattaforme mobili</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli obiettivi strategici è inserirli in sistemi multi-livello di difesa aerea e antimissile, accanto a missili intercettori e contromisure elettroniche. La possibilità di neutralizzare minacce come droni, razzi, artiglieria e missili a corto raggio con un fascio di luce coerente apre scenari di riduzione dei costi operativi, in quanto il “colpo” laser ha un costo marginale vicino allo zero rispetto ai missili tradizionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22611,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Armi Laser: la Nuova Frontiera della Difesa Missilistica - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/Raytheon-Cambridge-Pixel-Laser-Weapon-1024x683-1.jpg\" alt=\"Armi Laser: la Nuova Frontiera della Difesa Missilistica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22611\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Armi Laser: la Nuova Frontiera della Difesa Missilistica - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Raytheon e Kord: prove sul campo e capacità dimostrate</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un passo importante verso l’adozione operativa è stato compiuto grazie alla collaborazione tra Raytheon Intelligence &amp; Space e Kord, che nel maggio 2022 hanno testato con successo un laser ad alta energia da 50 kW montato su veicolo blindato Stryker.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il test, condotto presso il White Sands Missile Range nel New Mexico, ha dimostrato la <strong>capacità di intercettare e distruggere una varietà di bersagli, tra cui droni, colpi di mortaio e altre minacce a corto raggio</strong>. L’aspetto più rilevante è stata la ripetibilità delle prestazioni: più ingaggi consecutivi con precisione e senza ricariche di munizionamento, essendo l’energia fornita dal sistema elettrico del veicolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo approccio rientra nel programma <em>Directed Energy Maneuver-Short Range Air Defense</em> (DE M-SHORAD) dell’esercito USA, concepito per fornire <strong>una protezione rapida e a basso costo contro attacchi saturanti.</strong> Il vantaggio operativo è duplice: neutralizzare minacce emergenti come sciami di droni e ridurre il consumo di intercettori tradizionali, preservandoli per minacce più impegnative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal punto di vista logistico, i sistemi laser montati su Stryker sono modulabili: possono essere integrati con radar, sensori ottici e sistemi di comando e controllo già presenti nelle unità, rendendo l’adozione più rapida e meno costosa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22612,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Armi Laser: la Nuova Frontiera della Difesa Missilistica - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/Raytheons-50kW-class-high-energy-laser-weapon-systems-as-part-of-the-U.S.-Armys-Directed-Energy-Maneuver-Short-Range-Air-Defense-DE-M-SHORAD-program.-e1754595446800.jpg\" alt=\"Armi Laser: la Nuova Frontiera della Difesa Missilistica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22612\" style=\"width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Armi Laser: la Nuova Frontiera della Difesa Missilistica - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Integrazione nella difesa aerea e prospettive future</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Raytheon, attraverso i suoi programmi di <em>Integrated Air and Missile Defense</em>, sta sviluppando una gamma di soluzioni laser per diversi scenari: dalle installazioni fisse per la difesa di infrastrutture strategiche, fino alle piattaforme navali e terrestri mobili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I sistemi ad alta energia (High Energy Laser Weapon Systems – HELWS) <strong>utilizzano fotoni concentrati per rilevare, tracciare e distruggere minacce aeree in frazioni di secondo</strong>. L’impiego di sensori elettro-ottici e radar integrati consente di operare anche in condizioni meteorologiche complesse, riducendo la vulnerabilità alle contromisure nemiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’integrazione dei laser in una rete di difesa multilivello significa poter combinare capacità diverse:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>intercettazione a lungo raggio con missili guidati;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>neutralizzazione a medio-corto raggio con armi a energia diretta;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>difesa ravvicinata con sistemi automatici a cannone o contromisure elettroniche.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa architettura consentirebbe di affrontare minacce complesse e multi-vettore, comprese quelle ipersoniche nella loro fase terminale, sfruttando i tempi di reazione rapidissimi del laser.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Le prospettive future includono l’aumento della potenza disponibile fino a 100 kW e oltre, l’ottimizzazione delle ottiche adattive per minimizzare la dispersione del raggio, e lo sviluppo di sistemi “plug-and-play” compatibili con diverse piattaforme</strong>. Parallelamente, la riduzione dei costi di produzione e manutenzione renderà i laser competitivi rispetto ai sistemi d’arma convenzionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La corsa all’adozione operativa non riguarda solo gli Stati Uniti: Israele, Germania, Regno Unito e Cina stanno sviluppando proprie soluzioni, spesso focalizzate sulla difesa antimissile e anti-drone. In questo contesto, la rapidità con cui un Paese riuscirà a integrare efficacemente i laser nella propria dottrina operativa potrebbe determinare un vantaggio strategico decisivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><br>Le armi laser non sono più una visione futuristica. Gli sviluppi tecnologici, i test operativi e le capacità dimostrate indicano che presto potrebbero entrare in servizio come parte integrante della difesa aerea e missilistica. Il futuro della protezione contro minacce aeree sarà sempre più luminoso… letteralmente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesa antimissile, laser militari, Raytheon, us army","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-09 18:30:23","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://breakingdefense.com/2025/08/armys-laser-weapons-pretty-mature-could-contribute-to-next-gen-missile-defense/#:~:text=The%20Army%E2%80%99s%20Technical%20Center%20researchers%2C,%E2%80%9D","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22607-armi-laser-nuova-frontiera-difesa-missilistica.mp4","galleria":""}
{"id":22600,"titolo":"Zephyr conquista la stratosfera: il drone solare Airbus spinto dalle batterie al silicio Amprius","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il drone solare <strong>Zephyr</strong>, fiore all’occhiello della sussidiaria Airbus <strong>AALTO</strong>, ha recentemente scritto un nuovo capitolo nella storia del volo ad alta quota. Grazie all’adozione delle innovative <strong>batterie al silicio SiCore</strong>, prodotte dalla californiana <strong>Amprius</strong>, il velivolo ha compiuto una missione di test nella stratosfera, superando i <strong>20.000 metri di altitudine</strong>. Questo traguardo non è solo una dimostrazione di resistenza meccanica e aerodinamica, ma soprattutto la prova che l’autonomia energetica di un sistema HAPS (High Altitude Pseudo Satellite) può raggiungere livelli prima impensabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I test hanno confermato la capacità del drone di volare <strong>per più notti consecutive</strong>, mantenendo operatività anche in assenza di luce solare. Ciò è reso possibile dalla combinazione di energia accumulata durante il giorno e dall’efficienza delle nuove batterie, in grado di conservare e rilasciare energia in maniera ottimale. Il <strong>CTO di AALTO, Pierre-Antoine Aubourg</strong>, ha sottolineato che “la piattaforma ha volato nella stratosfera, notte dopo notte, per mesi: un traguardo senza precedenti nel volo persistente”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La quota raggiunta da Zephyr apre prospettive concrete per missioni di sorveglianza e monitoraggio senza precedenti: operare al di sopra del traffico aereo convenzionale e delle condizioni meteorologiche più instabili significa garantire continuità di servizio e ridurre drasticamente i rischi operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La rivoluzione delle batterie al silicio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il vero cuore dell’innovazione sta nelle <strong>celle SiCore</strong> sviluppate da Amprius. La loro peculiarità è l’uso di <strong>anodi in silicio</strong> al posto della grafite, una soluzione che porta la densità energetica a <strong>450 Wh/kg</strong>. In termini pratici, significa fino all’<strong>80% di energia in più</strong> rispetto alle tradizionali celle agli ioni di litio. Questa caratteristica non solo prolunga la durata di missione dei droni, ma apre possibilità anche per altre applicazioni, come i veicoli elettrici o sistemi di accumulo stazionario avanzati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante i voli HAPS, l’energia solare raccolta di giorno alimenta il drone e ricarica le batterie; di notte, tutta l’operatività dipende esclusivamente dagli accumulatori. Per mantenere un velivolo in quota per <strong>12 ore notturne nella stratosfera</strong>, le batterie devono essere leggere, ad alta capacità e soprattutto affidabili. Le SiCore soddisfano pienamente questi requisiti, dimostrando che l’energia immagazzinata è sufficiente per garantire un volo continuo per <strong>settimane o mesi</strong> senza rientrare a terra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22602,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Zephyr conquista la stratosfera: il drone solare Airbus spinto dalle batterie al silicio Amprius - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/OIP-1-1-1024x683.jpg\" alt=\"Zephyr conquista la stratosfera: il drone solare Airbus spinto dalle batterie al silicio Amprius - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22602\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Kang Sun, CEO di Amprius</strong>, ha definito la consegna dei primi lotti come “una nuova pietra miliare nella strategia di espansione commerciale” dell’azienda. La linea pilota di <strong>Fremont, California</strong>, è ora pronta a incrementare la produzione per soddisfare la domanda di droni ad alte prestazioni e di applicazioni aerospaziali avanzate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa tecnologia è modulare: le stesse celle possono essere integrate in piattaforme molto diverse tra loro, dai droni solari a lungo raggio fino a velivoli più piccoli e agili, capaci di operare in contesti operativi complessi, come emergenze umanitarie, ricerca e soccorso, o missioni militari di ricognizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso l’era dello “Stratospace”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Airbus AALTO definisce il nuovo scenario operativo con un termine evocativo: <strong>“Stratospace”</strong>. Si tratta di una zona di frontiera tra l’aviazione tradizionale e lo spazio orbitale, un ambiente in cui droni solari come Zephyr possono restare in servizio per lunghissimi periodi, svolgendo missioni che uniscono <strong>leggerezza, autonomia e persistenza operativa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell’ottica della sorveglianza, un HAPS può sostituire temporaneamente i satelliti per operazioni di osservazione terrestre, telecomunicazioni o monitoraggio ambientale. La sua quota operativa gli consente di coprire vaste aree con costi inferiori rispetto al lancio di un satellite e con la possibilità di recupero e manutenzione diretta. Inoltre, l’assenza di equipaggio elimina i rischi umani e permette manovre prolungate anche in scenari remoti o potenzialmente pericolosi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’integrazione di droni HAPS nelle reti globali di telecomunicazione potrebbe offrire <strong>connessioni internet in zone isolate</strong>, migliorare la copertura di emergenza dopo disastri naturali o garantire collegamenti sicuri in aree di conflitto. In campo scientifico, i velivoli stratosferici potrebbero monitorare in tempo reale fenomeni climatici, incendi, inquinamento atmosferico o mutamenti geologici, contribuendo alla raccolta di dati preziosi per la ricerca e la prevenzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22603,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Zephyr conquista la stratosfera: il drone solare Airbus spinto dalle batterie al silicio Amprius - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/OIP-9-1024x574.jpg\" alt=\"Zephyr conquista la stratosfera: il drone solare Airbus spinto dalle batterie al silicio Amprius - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22603\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo del test di Zephyr con le batterie al silicio non è quindi un semplice risultato tecnico, ma un segnale chiaro: la combinazione tra <strong>energia solare e accumulo avanzato</strong> è matura per sostenere una nuova era dell’aviazione non convenzionale. La strada verso voli autonomi di mesi, con piattaforme leggere, a impatto ambientale minimo e ad alta utilità strategica, è ora più vicina che mai.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/AALTO-HAPS-b-L.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"batteriesilicio, dronisolari, stratospace","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-09 17:45:18","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://greenmove.hwupgrade.it/news/mobilita-elettrica/droni-solari-airbus-volano-nella-stratosfera-grazie-alle-nuove-batterie-al-silicio-test-riusciti-a-oltre-20-km-di-quota_142085.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22600-zephyr-conquista-la-stratosfera-il-drone-solare-airbus-spinto-dalle-batterie-al-silicio-amprius.mp4","galleria":""}
{"id":22579,"titolo":"Dal cielo al sottosuolo: dati ad alta precisione per il gemello digitale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia si avvia verso una trasformazione digitale del proprio territorio attraverso la creazione del <strong>gemello digitale del suolo</strong>, un modello tridimensionale ad alta risoluzione che promette di rivoluzionare la conoscenza e la gestione dell’ambiente. Il progetto, promosso dal <strong>Dipartimento di Sviluppo Sostenibile (DiSS)</strong> del <strong>Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE)</strong>, è parte integrante dell’investimento <strong>PNRR M2C4 I.1.1</strong>, nell’ambito del sistema avanzato di monitoraggio e previsione del territorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A guidare l’iniziativa è <strong>e-GEOS</strong>, società controllata da Leonardo e partecipata dall’Agenzia Spaziale Italiana (20%) e da Telespazio (80%), in collaborazione con un consorzio di eccellenze industriali, accademiche e scientifiche. L’obiettivo è creare una mappa digitale dinamica e precisa del territorio nazionale, basata su dati laser (LiDAR) e aerogravimetrici, che fungerà da base per una gestione intelligente delle risorse ambientali, infrastrutturali e geologiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo <strong>Massimo Claudio Comparini</strong>, Direttore Generale della Divisione Spazio di Leonardo, si tratta di un’iniziativa strategica in cui convergono <strong>innovazione, collaborazione pubblico-privato e visione tecnologica</strong>. Il progetto unisce tecnologie avanzate come <strong>supercalcolo, intelligenza artificiale e cloud computing</strong> per creare un’infrastruttura digitale in grado di supportare la resilienza e la sostenibilità del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il gemello digitale del suolo: tecnologie e applicazioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla base del progetto c’è un approccio scientifico e tecnologico all’avanguardia. La mappa digitale sarà realizzata attraverso <strong>rilievi aerei con tecnologia LiDAR (Light Detection and Ranging)</strong>, in grado di catturare la morfologia del terreno, le infrastrutture e le superfici con una precisione millimetrica. A questo si aggiungono i <strong>dati aerogravimetrici</strong>, fondamentali per costruire un <strong>nuovo modello di geoide</strong> italiano, che consenta di restituire le altimetrie del terreno in <strong>quote ortometriche</strong>, ovvero riferite al livello medio del mare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi dati rappresentano una base scientifica straordinaria non solo per descrivere la superficie, ma anche per analizzare il <strong>sottosuolo</strong>, valutare la <strong>stabilità dei versanti</strong>, condurre <strong>modellazioni idrauliche</strong> per identificare le aree a rischio alluvione, e migliorare l’<strong>accuratezza dei sistemi di posizionamento</strong>. In prospettiva, saranno strumenti fondamentali anche per esplorazioni minerarie e individuazione di <strong>giacimenti di materie prime</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come sottolineato da <strong>Milena Lerario</strong>, Amministratore Delegato di e-GEOS, il gemello digitale offrirà <strong>una rappresentazione dinamica e scientificamente robusta</strong> del territorio italiano. Un supporto concreto alle <strong>politiche ambientali e territoriali</strong>, capace di indirizzare le decisioni in ambiti cruciali come la prevenzione del dissesto idrogeologico, la pianificazione urbanistica, la gestione delle risorse idriche e la tutela del paesaggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22580,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Dal cielo al sottosuolo: dati ad alta precisione per il gemello digitale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/lelario-ok-1024x666-1-1024x666.jpg\" alt=\"Dal cielo al sottosuolo: dati ad alta precisione per il gemello digitale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22580\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il modello, una volta completato, sarà accessibile in modalità <strong>gratuita e interoperabile</strong>, integrandosi con i database già esistenti e favorendo il riutilizzo da parte di <strong>pubbliche amministrazioni, università, centri di ricerca e aziende</strong>. Una vera infrastruttura aperta della conoscenza territoriale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un ecosistema d’eccellenza e un passo avanti per l’Italia digitale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto è reso possibile dalla collaborazione tra e-GEOS e un <strong>consorzio altamente qualificato</strong>, che comprende aziende specializzate come <strong>CGR S.p.A. (Compagnia Generale Ripreseaeree)</strong> e <strong>IRS s.r.l. (Italian Remote Sensing)</strong>, insieme a università e istituzioni scientifiche di livello internazionale: <strong>Università di Pavia, Politecnico di Milano, Sapienza Università di Roma</strong>, e la <strong>Technical University of Denmark</strong>. A essi si affiancano anche aziende innovative come <strong>GReD s.r.l.</strong> e <strong>Mermec Engineering S.r.l.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa rete multidisciplinare garantisce la <strong>massima affidabilità e rigore scientifico</strong> nell’acquisizione e nell’elaborazione dei dati. Si tratta di un esempio concreto di <strong>partenariato strategico tra pubblico e privato</strong>, che dimostra la capacità del Paese di fare sistema su progetti ad alto contenuto tecnologico e con un forte impatto sul futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La creazione del gemello digitale del suolo rientra nel <strong>Programma Sistema di Monitoraggio Integrato (SIM)</strong> del PNRR, pensato per offrire strumenti concreti nella <strong>lotta al cambiamento climatico</strong>, nella <strong>prevenzione dei rischi naturali</strong> e nella <strong>gestione sostenibile del territorio</strong>. Un tassello importante anche per la costruzione di una <strong>digitalizzazione strutturata della Pubblica Amministrazione</strong>, in linea con le strategie europee di transizione digitale ed ecologica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22582,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Dal cielo al sottosuolo: dati ad alta precisione per il gemello digitale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/OIP-8.jpg\" alt=\"Dal cielo al sottosuolo: dati ad alta precisione per il gemello digitale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22582\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia, grazie alla leadership tecnologica del gruppo Leonardo e al supporto delle istituzioni coinvolte, si posiziona così all’avanguardia nella creazione di infrastrutture digitali per la conoscenza e la tutela del territorio. Il gemello digitale non sarà solo una mappa: sarà <strong>uno strumento decisionale</strong>, <strong>un archivio dinamico</strong>, <strong>una piattaforma di simulazione</strong> per affrontare con consapevolezza e responsabilità le sfide del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/e-geos-2024.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"digitaltwin, monitoraggioterritorio, sostenibilità","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-08 22:49:15","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.leonardo.com/it/press-release-detail/-/detail/07-08-2025-towards-the-digital-twin-of-italian-soil","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22579-dal-cielo-al-sottosuolo-dati-ad-alta-precisione-per-il-gemello-digitale.mp4","galleria":""}
{"id":22586,"titolo":"Agile Spirit 25: Unità e Prontezza Operativa nel Cuore del Mar Nero","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è conclusa il 6 agosto 2025 l’esercitazione <strong>Agile Spirit 25</strong>, una delle più rilevanti dimostrazioni di cooperazione militare tra alleati NATO e partner regionali. Per due settimane, oltre <strong>2.000 militari provenienti da 14 Paesi</strong> si sono addestrati congiuntamente tra Georgia e Turchia, eseguendo operazioni a fuoco vivo, aviolanci, evacuazioni sanitarie e simulazioni di combattimento. Il tutto con un obiettivo comune: <strong>rafforzare l’interoperabilità, la prontezza e la stabilità nel Mar Nero</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Agile Spirit 25 ha visto la partecipazione attiva di truppe provenienti da <strong>Georgia, Stati Uniti, Turchia, Germania, Italia, Grecia, Moldavia, Romania, Bulgaria, Slovacchia, Lituania, Ucraina e Polonia</strong>, mentre le <strong>Forze Armate di Armenia e Giappone</strong> hanno preso parte in qualità di osservatori, sottolineando l'interesse globale verso la sicurezza e la cooperazione regionale. Giunta alla sua dodicesima edizione, Agile Spirit è co-diretta dalle <strong>Forze di Difesa Georgiane</strong> e dall’<strong>U.S. Army Europe and Africa</strong>, e si conferma una piattaforma essenziale per la cooperazione tra forze armate diverse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Abbiamo un obiettivo condiviso: la sicurezza della regione del Mar Nero”, ha dichiarato il colonnello americano <strong>Will Cox</strong>, co-direttore dell’esercitazione. Le attività principali sono state distribuite tra diversi centri addestrativi in Georgia – tra cui Vaziani, Norio, Krtsanisi e Senaki – e in Turchia, con aviolanci effettuati dalla base aerea di Incirlik fino a Kayseri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i mezzi impiegati figurano <strong>blindati, elicotteri UH-60 Black Hawk statunitensi</strong> e un <strong>elicottero AS332 Puma dell’esercito turco</strong>, mentre le <strong>Forze di Difesa Georgiane</strong> hanno messo a disposizione ulteriori <strong>mezzi da combattimento e piattaforme aeree</strong>. Il comando georgiano ha guidato l’intera manovra dal centro JTEC (NATO-Georgia Joint Training and Evaluation Center), affiancato da osservatori della 7th Army Training Command, incaricati di valutare le capacità dei centri addestrativi coinvolti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Missioni complesse e collaborazione tattica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i momenti più significativi dell’esercitazione, figura l’aviolancio congiunto tra paracadutisti statunitensi e la <strong>1ª Brigata Commando turca</strong>, condotto in Turchia. “Un’operazione difficile e rischiosa, dove la collaborazione e il coordinamento tra alleati sono fondamentali”, ha sottolineato il tenente colonnello <strong>Austin Commons</strong>, comandante dello squadrone 1-91 Cav della <strong>173rd Airborne Brigade</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’integrazione tra le forze non è stata solo tattica ma anche culturale e comunicativa. “Ogni paese ha il proprio stile di comando e le proprie abitudini – ha spiegato il tenente colonnello <strong>Jason Westmoreland</strong> – ma attraverso la fiducia reciproca e il dialogo si superano le difficoltà iniziali. A partire dall’ottavo giorno, si nota sempre un netto miglioramento nella comunicazione”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Westmoreland ha diretto la <strong>Command Post Exercise</strong> come comandante di divisione, offrendo una supervisione cruciale alla <strong>2ª Brigata Multinazionale</strong>, composta da personale georgiano, statunitense e di altre nazioni NATO. L’obiettivo era quello di esercitare il comando e controllo, simulare scenari complessi, e testare la capacità di risposta coordinata a minacce esterne, attraverso l’uso di centri di simulazione digitali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22588,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Agile Spirit 25: Unità e Prontezza Operativa nel Cuore del Mar Nero - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/size0-full-9-1024x683.jpg\" alt=\"Agile Spirit 25: Unità e Prontezza Operativa nel Cuore del Mar Nero - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22588\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche le operazioni mediche e logistiche hanno avuto un ruolo centrale. La <strong>3rd Battalion, 501st Aviation Regiment</strong>, della <strong>1st Armored Division</strong>, ha condotto attività MEDEVAC, addestramento su carichi caldi e freddi e trasporto aereo, rafforzando le capacità di evacuazione sanitaria in contesti multinazionali. “Operare in ambienti misti significa spiegare, validare e uniformare le procedure – ha detto il capitano <strong>Andrew Caldwell</strong>, pilota di elicotteri HH-60 –. È fondamentale sapere come e quando richiedere l’intervento MEDEVAC. Agile Spirit ci ha offerto un’occasione preziosa per farlo.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Lezioni apprese e prospettive future</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il valore formativo e strategico di Agile Spirit 25 è stato ampiamente riconosciuto dai comandi partecipanti. Il colonnello <strong>Davit Gagua</strong>, comandante del JTEC, ha sottolineato l’importanza della cooperazione “nel condividere esperienze operative legate alle sfide militari globali attuali, rafforzando reciprocamente le capacità di risposta”. Una visione condivisa anche dal tenente colonnello <strong>Giorgi Jalagonia</strong>, comandante del <strong>22° Battaglione Multinazionale</strong>, secondo cui “questa è una rara opportunità per conoscere da vicino diversi sistemi d’arma e migliorare la reattività collettiva”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercitazione ha messo alla prova l'intera catena di comando: dalla pianificazione congiunta, ai convogli interni in Georgia, fino al coordinamento simultaneo su più poligoni e basi. “Abbiamo imparato a fidarci dei nostri leader e ad operare in autonomia nel rispetto delle intenzioni del comandante”, ha detto Commons. Un’esperienza formativa, non solo per i paracadutisti americani, ma per tutte le forze partecipanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Agile Spirit, nato nel 2011 e guidato dal 2018 dallo U.S. Army Europe and Africa, continua a rappresentare un banco di prova per migliorare la <strong>combat readiness</strong> delle forze terrestri alleate. In chiusura, il colonnello Cox ha ringraziato i paesi ospitanti: “Georgia e Turchia ci hanno accolto con grande professionalità. Torneremo per nuove esercitazioni”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22589,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Agile Spirit 25: Unità e Prontezza Operativa nel Cuore del Mar Nero - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/size0-full-7-1-1024x413.jpg\" alt=\"Agile Spirit 25: Unità e Prontezza Operativa nel Cuore del Mar Nero - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22589\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla cerimonia finale, tra inni, bandiere che si abbassano e soldati schierati, è emerso un messaggio chiaro: <strong>la missione continua, le relazioni restano, e se chiamati, questi alleati sapranno combattere insieme</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/size0-full-5.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"agilespirit25, esercitazionemilitare, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-08 22:48:48","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.army.mil/article/287661/agile_spirit_25_concludes_with_unified_display_of_allied_strength_and_readiness","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22586-agile-spirit-25-unita-e-prontezza-operativa-nel-cuore-del-mar-nero.mp4","galleria":""}
{"id":22562,"titolo":"I paracadutisti della 173rd Airborne Brigade: Droni Tattici e Stampa in 3D - VIDEO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel marzo 2024, gli Stati Uniti ha ritirato ufficialmente la piattaforma RQ-7B Shadow, creando un vuoto per i soldati addestrati nelle operazioni con velivoli senza pilota (droni). Tuttavia, questo vuoto ha rappresentato anche un'opportunità per 173rd Airborne Brigade, che ha intrapreso una nuova strada nell'integrazione della tecnologia dei droni nelle operazioni di combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sostenuti da fondi a livello di brigata, i paracadutisti del Platoon Hawkeye hanno investito in quattro droni PDW C100, oltre a una flotta di droni FPV (First-Person View) personalizzati, molti dei quali sono stati progettati e assemblati dai soldati stessi utilizzando parti commerciali e componenti stampati in 3D. Questo approccio innovativo permette al Platoon di essere autonomo e rapido nel fornire soluzioni tattiche per supportare l’operazione militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22569,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"I paracadutisti della 173rd Airborne Brigade: Droni Tattici e Stampa in 3D - VIDEO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/C100_long-endurance-UAV.webp\" alt=\"I paracadutisti della 173rd Airborne Brigade: Innovazione con Droni Tattici e Stampa in 3D - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22569\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">I paracadutisti della 173rd Airborne Brigade: Innovazione con Droni Tattici e Stampa in 3D - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Droni Economici e Letali per la Battaglia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La capacità del Platoon Hawkeye di costruire, riparare e personalizzare i propri droni è una delle caratteristiche distintive del loro approccio innovativo. Il sergente maggiore Andy Ortiz, istruttore e pilota di droni, spiega che un intero set di droni FPV costa circa 400-500 dollari e può essere assemblato in poche ore. Questo costo contenuto e la velocità di assemblaggio rendono i droni FPV un’opzione potente per le unità di paracadutisti, consentendo anche a chi è alle prime armi di costruirli rapidamente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non solo i droni FPV, ma anche i droni C100 rappresentano un salto di qualità. Con una portata fino a 10 chilometri e un’autonomia di volo di 74 minuti, i droni C100 permettono alle piccole unità di trasportare rifornimenti o condurre missioni di ricognizione senza la necessità di mantenere una linea di vista, il che è particolarmente utile in terreni montuosi o contesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22570,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"I paracadutisti della 173rd Airborne Brigade: Droni Tattici e Stampa in 3D - VIDEO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/040825-Droni1-1024x683-1.jpg\" alt=\"I paracadutisti della 173rd Airborne Brigade: Innovazione con Droni Tattici e Stampa in 3D - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22570\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">I paracadutisti della 173rd Airborne Brigade: Innovazione con Droni Tattici e Stampa in 3D - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Droni per il Futuro: Formazione e Interoperabilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Platoon Hawkeye non si limita a volare i droni: li costruisce, li ripara e li migliora costantemente. La loro capacità di innovare è supportata da un solido modello di formazione che permette di diffondere rapidamente le competenze all'interno della brigata. I produttori di droni formano i sottufficiali tramite un modello di \"train-the-trainer\", che consente ai NCO di formare altri soldati in tutta la brigata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel giugno 2025, il Platoon Hawkeye ha partecipato all’esercitazione Agile Spirit 25, un’esercitazione multinazionale che ha visto la collaborazione tra le forze alleate e partner. Durante l’esercitazione, il Platoon ha testato nuove tecnologie e perfezionato le sue tecniche di utilizzo dei droni, contribuendo a plasmare il futuro della letalità dell'Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa transizione dai vecchi sistemi alle nuove tecnologie ha trasformato il Platoon Hawkeye in un incubatore di innovazione sul campo di battaglia. Oggi, i paracadutisti del Platoon rappresentano l'evoluzione dell’aviation Army, dove la letalità è \"stampata\", costruita e pilotata dai soldati stessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:video {\"id\":22573} -->\n<figure class=\"wp-block-video\"><video controls src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/Autonomous-Drones-for-Mission-Critical-Applications.mp4\"></video></figure>\n<!-- /wp:video -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/040825-Droni.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"173Airborne, Droni","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-07 14:01:04","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defense.gov/News/News-Stories/Article/Article/4264091/hawkeye-platoon-leads-army-innovation-with-tactical-drones-3d-printed-lethality/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22562-i-paracadutisti-173rd-airborne-droni-tattici.mp4","galleria":""}
{"id":22536,"titolo":"L’Italia al comando della Baltic Air Policing: via all’operazione Baltic Eagle III","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 1° agosto 2025, presso la base aerea di Ämari, in Estonia, si è svolta la cerimonia ufficiale che ha sancito il passaggio di responsabilità tra la Portuguese Air Force e la Task Force Air dell’Aeronautica Militare italiana, nell’ambito della missione NATO enhanced Air Policing (eAP). Con questo avvicendamento ha ufficialmente preso avvio l’operazione <strong>Baltic Eagle III</strong>, che vedrà impegnata l’Italia nei prossimi quattro mesi nella tutela dello spazio aereo dei Paesi baltici – Estonia, Lettonia e Lituania.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Task Force Air italiana, composta da personale altamente specializzato e dotata di caccia F-35 Lightning II, opererà sotto il coordinamento del <strong>Combined Air Operations Centre (CAOC)</strong> di Uedem, in Germania. L’unità responsabile è il <strong>32° Stormo</strong>, reparto d’élite dell’Aeronautica Militare con consolidata esperienza operativa. Il comando della missione è affidato al Colonnello <strong>Gaetano Farina</strong>, già noto per le sue precedenti esperienze alla guida di reparti operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla cerimonia di Ämari era presente il <strong>Generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci</strong>, comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), che ha evidenziato il valore strategico dell’impegno italiano e l’importanza della cooperazione tra le forze alleate. “La vostra presenza rappresenta un contributo concreto alla sicurezza dei confini dell’Alleanza”, ha dichiarato, ricordando che questa è la <strong>terza partecipazione italiana</strong> alla missione, dopo quelle del <strong>2018</strong> e del <strong>2021</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Parte II – Tecnologia, cooperazione e deterrenza: il significato strategico della Baltic Eagle III</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’operazione Baltic Eagle III si inserisce nel quadro della <strong>NATO Baltic Air Policing</strong>, una missione attiva dal 2004 che ha l’obiettivo di garantire la sorveglianza e la difesa dello spazio aereo dei Paesi baltici, i quali non dispongono di una propria aviazione da combattimento. In un contesto internazionale caratterizzato da crescenti tensioni e incertezza sul fronte orientale, la presenza rotazionale degli alleati rafforza il principio di difesa collettiva sancito dall’articolo 5 del Trattato NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Ministro della Difesa Guido Crosetto</strong>, in un messaggio istituzionale, ha sottolineato come “l’assunzione da parte dell’Italia del comando della missione NATO Baltic Air Policing conferma l’impegno strategico della Difesa per la sicurezza collettiva sul fianco orientale dell’Alleanza, un contributo concreto alla deterrenza e alla difesa dei confini euro-atlantici.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Particolarmente significativa è la <strong>prima partecipazione degli F-35 italiani</strong> a questa missione. I caccia di quinta generazione rappresentano un importante salto di qualità in termini di tecnologia, capacità stealth, sensoristica avanzata e interoperabilità. Sono strumenti che non solo rafforzano la capacità di pattugliamento e intercettazione, ma migliorano anche l’integrazione nei sistemi di difesa aerea multilaterali della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22541,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’Italia al comando della Baltic Air Policing: via all’operazione Baltic Eagle III - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/OIP-7-1024x948.jpg\" alt=\"L’Italia al comando della Baltic Air Policing: via all’operazione Baltic Eagle III - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22541\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Baltic Eagle III, come ha sottolineato il Generale Iannucci, è anche un “segno tangibile della professionalità e dell’affidabilità che le nostre Forze Armate continuano a dimostrare all’interno della NATO.” Ogni rotazione, ogni contributo nazionale, è una tessera che rafforza l’architettura collettiva di difesa dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Parte III – Proiezione strategica e credibilità: il ruolo dell’Italia nel fianco orientale NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partecipazione italiana all’operazione Baltic Eagle III rappresenta non solo un impegno operativo, ma anche una <strong>proiezione strategica del nostro Paese</strong> in una regione di crescente rilevanza geopolitica. Se il Mediterraneo resta l’area storica di riferimento per la proiezione della Difesa italiana, è evidente che il coinvolgimento nel Baltico indica una volontà di presidiare anche il <strong>fianco orientale dell’Alleanza</strong>, là dove si avverte maggiormente la pressione esercitata dalla presenza russa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia conferma così il proprio <strong>ruolo centrale nella strategia di deterrenza</strong> e nella costruzione di una sicurezza condivisa, che va ben oltre i propri confini geografici. La cooperazione con gli alleati baltici non è solo militare, ma anche simbolica: testimonia l’unità dell’Alleanza in un momento in cui la coesione rappresenta il vero strumento di stabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22538,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’Italia al comando della Baltic Air Policing: via all’operazione Baltic Eagle III - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/F-35A-102-Gruppo-706x394-1-1024x571.jpg\" alt=\"L’Italia al comando della Baltic Air Policing: via all’operazione Baltic Eagle III - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22538\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’impiego degli F-35 in questa missione rafforza anche l’immagine dell’Italia come <strong>partner tecnologico affidabile</strong>. In un’Alleanza che basa la sua efficacia sull’interoperabilità e sull’eccellenza, la presenza del 32° Stormo con mezzi all’avanguardia segna un punto a favore della nostra Aeronautica Militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, è importante leggere Baltic Eagle III anche come un banco di prova per la <strong>capacità di risposta rapida</strong> dell’Italia in uno scenario multilaterale complesso, e per la valorizzazione del personale militare italiano, che opera quotidianamente in ambienti esigenti e ad alta intensità strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia, oggi come ieri, dimostra con i fatti di essere un <strong>alleato credibile, pronto e determinato</strong>, in grado di assumere responsabilità operative in prima linea per la sicurezza dell’Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/20250804-Estonia-AP-F35.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"F35, Italia, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-07 10:15:23","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.europeanaffairs.it/blog/2025/08/04/laeronautica-militare-italiana-assume-la-guida-della-missione-nato-di-sorveglianza-aerea-in-estonia-per-i-prossimi-quattro-mesi/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22536-litalia-al-comando-della-baltic-air-policing-via-alloperazione-baltic-eagle-iii.mp4","galleria":""}
{"id":22552,"titolo":"USMIA Dirigenti - Una Tantum per accordo Sindacale  2018-2020 e 2021-2023","contenuto_html":"","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/Screenshot-2025-08-07-083835.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"accordo sindacale, FORZE ARMATE, usmia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-07 07:49:14","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.usmia.it/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22552-usmia-dirigenti-una-tantum-accordo-sindacale.mp4","galleria":""}
{"id":22534,"titolo":"USMIA guida la storica firma del primo contratto della dirigenza militare","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, 6 agosto 2025, è stato siglato un accordo storico presso il Ministero della Funzione Pubblica:<strong> il primo contratto della dirigenza militare</strong> e delle polizie ad ordinamento civile. La firma è stata raggiunta grazie alla trattativa guidata con determinazione dall'<a href=\"https://www.usmia.it/\">USMIA Esercito</a>, un’organizzazione che ha coordinato l'azione delle quattro sigle sindacali rappresentative, segnando un momento cruciale per la difesa e la sicurezza della Nazione. Un particolare ringraziamento va al <a href=\"https://www.usmia.it/usmia-generale-francesco-maria-ceravolo-eletto-segretario-generale-dellarea-negoziale-interforze/\">Generale Francesco Maria Ceravolo</a>, eletto dal Comitato Nazionale Interforze come Segretario Generale dell’Area Negoziale Interforze, e al segretario generale 1° Luogotenente Leonardo Nitti, effettivo al <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\">187° Reggimento Paracadutisti Folgore</a>, per il loro instancabile impegno nella trattativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il contesto della trattativa e l'impegno del Governo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contratto è stato firmato dal Governo, <strong>rappresentato dai ministri Zangrillo, Crosetto, Piantedosi e dai sottosegretari Albano e Del Mastro</strong>, che si sono impegnati a rinnovare i contratti per i trienni 2018-2020 e 2021-2023. Questo rinnovo è un segnale concreto dell'attenzione del Governo verso il settore della dirigenza militare e della polizia, considerati cruciali in un momento di crescente incertezza internazionale. L'USMIA, con il supporto determinante del Generale Francesco Maria Ceravolo, ha espresso il proprio ringraziamento al Governo per aver dimostrato sensibilità verso le necessità di chi opera in settori strategici per la sicurezza nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22546,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/Immagine-WhatsApp-2025-08-06-ore-15.06.20-0a709381-1-e1754486553125-1024x706.jpg\" alt=\"USMIA guida la storica firma del primo contratto della dirigenza militare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22546\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">USMIA guida la storica firma del primo contratto della dirigenza militare - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un punto di grande rilevanza è l'impegno del Governo ad aprire, entro 90 giorni, le trattative per il prossimo contratto, relativo al triennio 2024-2026. Questo impegno si inserisce in un periodo che vede <strong>l'avvicinarsi della fine del triennio, con l'intenzione di valutare nuove procedure di finanziamento e allargare le materie di trattativa</strong>, cercando di adeguare le risorse a quelle già previste per i contrattualizzati. L'obiettivo è garantire una gestione equa e trasparente delle risorse, adeguando le condizioni economiche e normative anche al personale contrattualizzato, il cui contratto è anch'esso in scadenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un passo storico per la dirigenza e il personale militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La trattativa ha visto il superamento di una divisione precedente che riguardava la distribuzione delle risorse tra le diverse categorie di personale. Le organizzazioni sindacali delle Forze di Polizia hanno manifestato una forte maturità,<strong> accettando una piena equiparazione economica e normativa per le \"una tantum\"</strong>, permettendo una ripartizione più equa delle risorse. In questo frangente, il Generale Francesco Maria Ceravolo ha svolto un ruolo chiave nell’ottenere una soluzione favorevole per la dirigenza militare, favorendo un allineamento tra le diverse forze coinvolte. Inoltre, il 1° Luogotenente Leonardo Nitti ha portato il suo prezioso contributo, forte della sua esperienza e del suo impegno come effettivo al 187° Reggimento Paracadutisti Folgore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22547,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/logo-usmia-scritta-interforze-corretto-918x1024.png\" alt=\"USMIA guida la storica firma del primo contratto della dirigenza militare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22547\" style=\"width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">USMIA guida la storica firma del primo contratto della dirigenza militare - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'azione dell'USMIA e i diritti per il personale contrattualizzato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'USMIA ha svolto un ruolo da protagonista, ottenendo un risultato storico per la tutela della dirigenza militare, aprendo anche la strada per nuovi diritti per il personale contrattualizzato. Attraverso un dialogo franco con la Funzione Pubblica, lo Stato Maggiore della Difesa e le altre amministrazioni del comparto, <strong>si è messo al centro della trattativa il benessere degli uomini e delle donne in uniforme</strong>, senza mai dimenticare la specificità della condizione militare. La leadership del Generale Francesco Maria Ceravolo è stata fondamentale nel mantenere l'unità del comparto e nel raggiungere questi risultati storici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante il risultato conseguito, la strada resta lunga. L'USMIA ha sottolineato l’importanza di un forte supporto del Ministro della Difesa, affinché vengano tutelati in modo adeguato tutti i militari, inclusi i contrattualizzati, in un momento storico che richiede un continuo aggiornamento delle politiche di difesa e sicurezza. Il Generale Francesco Maria Ceravolo, insieme al Luogotenente Leonardo Nitti, ha dichiarato che la strada da percorrere per garantire i diritti di tutti i militari è ancora lunga, ma il successo ottenuto oggi è un passo fondamentale verso il riconoscimento e la valorizzazione delle forze armate italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/cop.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"contratto, dirigenti, militari","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-06 14:24:14","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22534-usmia-guida-la-storica-firma-del-primo-contratto-della-dirigenza-militare.mp4","galleria":""}
{"id":22523,"titolo":"Grand Crossing 2025: il Genio italiano in prima linea nella NATO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei giorni scorsi, un'unità di livello compagnia rinforzata della <strong>Brigata Genio</strong>, su base <strong>2° Reggimento Genio Pontieri</strong> di Piacenza e <strong>Reggimento Genio Ferrovieri</strong> di Castel Maggiore, ha preso parte in <strong>Germania</strong> all’esercitazione multinazionale <strong>“Grand Crossing 2025”</strong>. L’attività, organizzata dalla <strong>9^ Brigata corazzata tedesca</strong>, era finalizzata a testare e validare, a livello NATO, le capacità del <strong>130° Battaglione anfibio anglo-tedesco</strong> nel superamento di corsi d’acqua inguadabili (Wide Wet Gap Crossing).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’unità italiana ha affrontato un impegnativo scenario operativo, che ha previsto <strong>movimenti stradali diurni e notturni per circa 660 km</strong>, con pernottamenti in accampamento tattico. L’intera esercitazione ha richiesto un notevole sforzo logistico, reso possibile grazie al perfetto coordinamento tra le componenti operative e quelle di supporto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La compagnia pontieri, composta principalmente da militari del <strong>2° Reggimento Genio Pontieri</strong>, ha operato lungo i fiumi <strong>Reno</strong> e <strong>Weser</strong>, realizzando rispettivamente un <strong>servizio di traghettamento</strong> e la posa di un <strong>ponte galleggiante motorizzato PGM</strong> in supporto al battaglione anglo-tedesco e in cooperazione con una compagnia genio olandese. L’iniziativa ha evidenziato ancora una volta il livello di preparazione e l’alto standard professionale del Genio militare italiano, anche in un contesto internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un ponte galleggiante lungo 90 metri: eccellenza e interoperabilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il momento culminante dell’esercitazione ha visto i <strong>pontieri italiani</strong> protagonisti dell’installazione di un <strong>ponte galleggiante motorizzato PGM</strong> di circa <strong>90 metri</strong> sul fiume <strong>Weser</strong>, mantenuto in funzione per ben <strong>otto ore</strong> e attraversato da <strong>oltre 300 veicoli blindati e logistici</strong> della Grande Unità corazzata tedesca. Il ponte PGM, in servizio nelle Forze Armate italiane dal 1994, ha dimostrato ancora una volta la propria affidabilità operativa anche nel confronto con i sistemi alleati di più recente concezione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22526,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Grand Crossing 2025: il Genio italiano in prima linea nella NATO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/Foto-9-passaggio-sul-PGM-dei-veicoli-da-ponte-anfibio-M3-tedesco-1024x683.jpg\" alt=\"Grand Crossing 2025: il Genio italiano in prima linea nella NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22526\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attività è servita anche come <strong>banco di prova per la validazione tecnica del PGM</strong>, sottolineando la capacità italiana di mantenere attivi e performanti sistemi di proiezione logistica anfibia anche in ambienti operativi evoluti. Il <strong>Reggimento Genio Ferrovieri</strong>, unico in ambito nazionale e NATO per le capacità logistiche su rotaia, ha garantito il <strong>trasporto strategico del materiale</strong> – circa <strong>1 km lineare</strong> – impiegando un <strong>piano caricatore militare scomponibile</strong>. Anche questo segmento dell’operazione ha permesso di esercitare la specificità delle capacità di proiezione ferroviaria, che rappresentano un unicum in campo europeo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione ha rafforzato l’<strong>interoperabilità</strong> tra le forze genio di diversi Paesi (Italia, Regno Unito, Germania e Paesi Bassi), grazie alla <strong>condivisione di dottrina, tecniche e procedure</strong>. Un’occasione formativa importante anche per i <strong>junior leader</strong>, che hanno potuto confrontarsi sul campo con colleghi stranieri, ampliando competenze, approccio e visione operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Addestramento congiunto, messaggio di deterrenza e sicurezza condivisa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intera esercitazione si è svolta in <strong>contesti aperti alla popolazione</strong>, offrendo un chiaro segnale della presenza e della preparazione delle Forze della NATO, non solo agli occhi delle comunità locali, ma anche come <strong>messaggio di deterrenza e coesione strategica</strong>. La professionalità delle unità italiane non è passata inosservata: le autorità militari tedesche hanno pubblicamente apprezzato l’impegno delle unità del Genio dell’Esercito Italiano, evidenziando il valore aggiunto della loro partecipazione, soprattutto considerando la distanza dalla madrepatria e la complessità logistica affrontata con successo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo quadro, la <strong>Brigata Genio</strong> continua a svolgere un ruolo centrale nell’<strong>approntamento e addestramento delle proprie unità</strong>, in linea con i compiti tipici del <strong>Genio del Supporto Generale</strong>. La capacità di schierarsi rapidamente, operare in ambienti complessi e integrarsi con le forze alleate rende il Genio italiano una componente indispensabile nelle operazioni multilaterali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22527,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Grand Crossing 2025: il Genio italiano in prima linea nella NATO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/Foto-2-Accampamento-degli-assetti-italiani-1024x683.jpg\" alt=\"Grand Crossing 2025: il Genio italiano in prima linea nella NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22527\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>impegno in esercitazioni congiunte</strong> come “Grand Crossing 2025” non è solo un momento di addestramento tecnico: è uno <strong>strumento strategico</strong> per rafforzare la postura nazionale di sicurezza e difesa, migliorare la credibilità dell’Italia in ambito NATO e contribuire a una cultura della cooperazione operativa tra alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>partecipazione dei pontieri italiani</strong> ha messo in luce l’importanza delle professionalità radicate nei <strong>reparti storici del Genio dell’Esercito</strong>, che sanno operare con efficacia anche al di fuori del territorio nazionale. La presenza italiana in Germania è quindi il simbolo concreto di un impegno per la sicurezza collettiva, fondato su competenze tecniche, visione strategica e spirito di collaborazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/Foto-3-traghetto-PGM-sul-fiume-Reno.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"BrigataGenio, GrandCrossing2025, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-06 13:26:46","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Conclusa-l%E2%80%99esercitazione--%E2%80%9CGRAND-CROSSING-2025%E2%80%9D.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22523-grand-crossing-2025-il-genio-italiano-in-prima-linea-nella-nato.mp4","galleria":""}
{"id":22510,"titolo":"Occupazione di Gaza - insorgenza, sfide e lezioni apprese","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il conflitto tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il capo di Stato Maggiore delle Forze di Difesa israeliane (IDF), il generale Eyal Zamir, ha messo in evidenza non solo le divergenze politiche e militari, ma anche le complesse problematiche legate all'occupazione di territori ostili, specialmente in un contesto di insurrezioni e guerre di resistenza. Le recenti discussioni tra i due uomini di potere si sono concentrate sull'occupazione totale della Striscia di Gaza, una mossa che<strong> Zamir ha definito una \"trappola\"</strong>, mettendo in pericolo sia le vite dei soldati israeliani che la sicurezza degli ostaggi detenuti dai gruppi terroristici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22516,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Occupazione di Gaza - insorgenza, sfide e lezioni apprese - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/WhatsApp-Image-2025-08-05-at-08.58.33-1754377177173.jpeg-gaza-capo-di-stato-maggiore-idf-eyal-zamir-contro-decisione-netanyahu-figlio-del-premier-lo-attacca-rivolta-e-tentativo-di-colpo-di-stato.jpeg\" alt=\"Occupazione di Gaza - sfide e lezioni apprese - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22516\" style=\"width:840px;height:auto\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Occupazione di Gaza - sfide e lezioni apprese - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La trappola dell'occupazione: sfide e rischi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Zamir ha sollevato preoccupazioni fondamentali riguardo alla sostenibilità di un'occupazione prolungata di Gaza, sottolineando che il controllo totale del territorio potrebbe comportare non solo l'esaurimento delle forze armate israeliane, ma anche l'aggravamento della resistenza locale e l'alimentazione di una spirale di violenza</strong>. Questo tipo di conflitto è caratterizzato dalla guerra asimmetrica, dove le forze di occupazione si trovano di fronte a una popolazione che ha forti motivazioni ideologiche e una rete di insorgenza ben radicata, come dimostrato dalle esperienze in Afghanistan e in altri teatri di guerra simili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'occupazione di un territorio popolato da una popolazione ostile che si organizza in gruppi di insorti è una delle sfide più complesse per qualsiasi forza armata. <strong>La difficoltà di mantenere la sicurezza, la resilienza della popolazione civile e la gestione dei gruppi insurrezionali sono questioni che Israele dovrebbe non sottovalutare</strong>. La lezione appresa in Afghanistan, ad esempio, dimostra che l'occupazione prolungata di territori da parte di forze straniere non solo aumenta la resistenza da parte della popolazione, ma può anche deteriorare la legittimità internazionale e compromettere la stabilità politica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22517,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Occupazione di Gaza - insorgenza, sfide e lezioni apprese - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/8997256-05104637-onecms-1jab92tfoq0xg6pofq0-zgof26mu4g-1024x562.jpg\" alt=\"Occupazione di Gaza - sfide e lezioni apprese - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22517\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Occupazione di Gaza - sfide e lezioni apprese - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le \"lezioni apprese\" dall'esperienza afgana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le lezioni tratte dall'intervento in Afghanistan sono estremamente pertinenti per valutare l'occupazione di Gaza. La presenza di diversi fattori di instabilità, come gruppi insurrezionali, poteri locali in competizione, criminalità e corruzione, può minare seriamente gli sforzi per stabilizzare un paese e promuovere la democrazia. In Afghanistan, ad esempio, le operazioni di stabilizzazione hanno fallito nel creare una struttura di governo solida e sostenibile, in parte a causa della mancanza di coordinamento tra gli attori internazionali e le difficoltà nell’affrontare la resistenza dei gruppi insurrezionali locali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22518,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Occupazione di Gaza - insorgenza, sfide e lezioni apprese - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/Kilcullen3Pillars-1024x699.jpg\" alt=\"Occupazione di Gaza - sfide e lezioni apprese - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22518\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Occupazione di Gaza - sfide e lezioni apprese - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro problema emerso in Afghanistan è stato l'incapacità di adattare i modelli di governo occidentali a un contesto locale così complesso. Le forze di occupazione hanno spesso imposto modelli istituzionali che non tenevano conto delle tradizioni e delle dinamiche politiche locali, rendendo difficili i processi di ricostruzione statale e governativa.<strong> La lezione appresa è che un intervento militare, sebbene necessario per la sicurezza, non può essere la soluzione finale per la promozione della democrazia e dei diritti umani</strong>. In Gaza, simili problematiche potrebbero emergere, dove l'occupazione potrebbe non risolvere le cause profonde del conflitto e persino aggravare la situazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'approccio integrato e la cooperazione civile-militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto della guerra in Gaza, una delle sfide principali è il coordinamento tra gli attori militari e civili. L'esperienza afghana ha evidenziato come la separazione tra gli interventi militari e quelli di sviluppo civile possa compromettere gli sforzi per stabilizzare un paese. L'approccio integrato, che combina azioni di sicurezza, sviluppo e supporto politico, è essenziale per evitare che la violenza diventi l'unico strumento per risolvere i conflitti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Israele potrebbe considerare un approccio simile, sebbene l'intensificazione del conflitto e la continua espansione dell'occupazione possano ridurre lo spazio per tale cooperazione. In Gaza, come in Afghanistan, l'occupazione militare rischia di danneggiare ulteriormente le capacità di ricostruzione e di sviluppo economico, creando una dipendenza dai finanziamenti internazionali e peggiorando le condizioni sociali ed economiche della popolazione locale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22519,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Occupazione di Gaza - insorgenza, sfide e lezioni apprese - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/92241e34-dbfb-41a2-b6e8-be39a6ac94f5-e1754382059637-1024x640.jpg\" alt=\"Occupazione di Gaza - sfide e lezioni apprese - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22519\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Occupazione di Gaza - sfide e lezioni apprese - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La critica alla \"strategia dell'adozione\" e l'importanza della pazienza strategica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro aspetto centrale nella discussione sull'occupazione di Gaza è <strong>la \"strategia dell'adozione\" proposta da alcuni analisti, che suggeriscono che l'intervento militare dovrebbe essere accompagnato da un impegno a lungo termine per costruire una democrazia e promuovere lo sviluppo economico.</strong> Tuttavia, questa visione potrebbe essere incompatibile con i cicli politici a breve termine, come quelli che spesso caratterizzano la politica internazionale, specialmente nelle democrazie occidentali. La lezione afghana insegna che l'adozione di una strategia di intervento che non tenga conto delle realtà politiche e sociali locali rischia di fallire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel caso di Gaza, l'occupazione totale, <strong>senza un piano chiaro e una visione di lungo periodo, potrebbe portare a un'impasse simile a quella afghana, dove l'obiettivo di una \"vittoria totale\" è risultato irraggiungibile e ha solo prolungato il conflitto</strong>. La pazienza strategica e una visione a lungo termine sono essenziali, così come la consapevolezza che la fine di un conflitto non arriva semplicemente con l'occupazione di un territorio, ma richiede un processo complesso di stabilizzazione e ricostruzione che deve coinvolgere tutte le parti in causa, comprese le voci dissidenti e le minoranze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione: Le sfide di un'occupazione insostenibile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, la proposta di occupare Gaza solleva enormi interrogativi sulla capacità di Israele di gestire un conflitto di lunga durata in un territorio già segnato da anni di tensioni. Le esperienze internazionali, come quella afghana, suggeriscono che l'occupazione di territori ostili è un’impresa che porta con sé enormi rischi, non solo sul piano militare, ma anche sul fronte politico e sociale. La lezione più importante che emerge da questi casi è che, per gestire efficacemente un conflitto in un contesto di insurrezione, è fondamentale adottare una strategia che vada oltre l'occupazione militare e che includa lo sviluppo, la promozione dei diritti umani, e il rafforzamento delle istituzioni locali in un processo inclusivo e a lungo termine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/dvv.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"eyal zamir, Israele, MedioOriente, Netanyahu","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-06 13:04:19","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22510-occupazione-di-gaza-insorgenza-sfide-e-lezioni-apprese.mp4","galleria":""}
{"id":22500,"titolo":"Innovazione, stampa 3D e sorveglianza dallo spazio","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel panorama militare degli ultimi giorni emergono progetti che combinano l’osservazione dallo spazio e la manifattura avanzata. Un alto ufficiale della <strong>Space Force</strong> ha annunciato che, entro il prossimo anno, saranno lanciati i primi satelliti dedicati alla <strong>Ground Moving Target Indicator (GMTI)</strong>, un sistema che rileva e segue bersagli terrestri in movimento dal cielo. Il programma, sviluppato in stretta collaborazione con l’intelligence e l’agenzia nazionale per l’informazione geospaziale, mira a sostituire le capacità del vecchio aereo JSTARS andato in pensione. I satelliti GMTI forniranno dati in tempo reale alle forze dispiegate, permettendo di identificare veicoli o formazioni nemiche e di condividere rapidamente le informazioni con alleati. La richiesta di fondi per il 2026 ammonta a circa 1 miliardo di dollari e prevede anche un contributo per un futuro sistema <strong>AMTI</strong> in grado di tracciare obiettivi aerei. L’approccio è stato definito “procedere a piccoli passi, avanzando dal crawl al run” da dirigenti dell’aeronautica, che vedono nella gestione dei dati e nel comando‑controllo la vera sfida.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa spinta verso la sorveglianza orbitale nasce dalla necessità di avere un quadro situazionale completo anche in assenza di basi avanzate. L’esperienza della guerra in Ucraina ha mostrato come l’uso estensivo di droni e artiglieria renda indispensabile individuare con precisione postazioni mobili di lanciatori o colonne corazzate. I satelliti GMTI potranno colmare i buchi della ricognizione, offrendo un “tappeto” costante di sensori che monitorano regioni estese e trasmettono avvisi in pochi secondi. Inoltre, l’integrazione con reti terrestri e aeree consentirà di combinare i dati in un’unica piattaforma, migliorando la reazione dei comandi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">The Forge: fabbriche mobili per la guerra del futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel Pacifico, il comando militare degli Stati Uniti ha inaugurato <strong>The Forge</strong>, una struttura di manifattura avanzata situata alle Hawaii che funge da “fonderia expeditionary” per produrre pezzi e prototipi su misura. All’interno dei laboratori del centro, tecnici e soldati utilizzano stampanti 3D, macchine per la saldatura e software di modellazione per riparare o costruire componenti al volo: durante la dimostrazione sono stati prodotti una pala di elica e un ammortizzatore per un obice in poche ore. Il responsabile del progetto ha evidenziato che una delle missioni di The Forge è sperimentare la realizzazione di <strong>droni FPV a lungo raggio</strong> dotati di carica esplosiva, capaci di volare fino a <strong>200 chilometri</strong>. La struttura fa parte di una rete di “makerspace” che si estenderà in tutto l’arcipelago hawaiano, con un investimento di 12 milioni di dollari destinato anche a un centro presso l’Honolulu Community College. L’obiettivo è addestrare soldati e civili alla produzione distribuita, in modo da garantire la disponibilità di pezzi di ricambio e di sistemi d’arma anche quando le linee di rifornimento sono interrotte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22501,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Innovazione, stampa 3D e sorveglianza dallo spazio - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/1-e1754408554735-1024x635.jpeg\" alt=\"Innovazione, stampa 3D e sorveglianza dallo spazio - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22501\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Innovazione, stampa 3D e sorveglianza dallo spazio - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa capacità di fabbricazione rapida rappresenta un cambiamento culturale:<strong> invece di aspettare settimane per la consegna di componenti, gli operatori possono ricostruire sul posto parti danneggiate o sperimentare soluzioni innovative</strong>. L’esercito intende rendere queste fonderie trasportabili, trasformandole in container installabili su navi o aerei, così da supportare le flotte e le basi avanzate. In un ambiente come l’Indo‑Pacifico, caratterizzato da lunghe distanze e infrastrutture limitate, la stampa 3D e la produzione additiva sono considerate essenziali per assicurare la continuità delle operazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sinergie tra spazio e terra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>L’accoppiata satelliti GMTI e fonderie mobili </strong>segnala che le forze armate stanno puntando su un ecosistema tecnologico dove raccolta, analisi dei dati e produzione sono strettamente connesse. I satelliti forniranno agli analisti un flusso costante di informazioni sui movimenti del nemico; le unità di stampa 3D, invece, garantiranno che i pezzi di ricambio e i piccoli sistemi d’arma necessari per reagire a tali minacce siano disponibili in tempo reale. <strong>La capacità di stampare droni a lungo raggio direttamente in teatro operativo</strong> potrebbe persino ridurre la dipendenza da fornitori esterni e rafforzare la deterrenza, poiché consente di generare rapidamente scorte di munizioni adattate alle esigenze del momento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste innovazioni hanno anche implicazioni strategiche. L’accelerazione dei lanci di satelliti GMTI indica che l’area dello spazio diventerà un dominio sempre più conteso: oltre alla raccolta d’informazioni, si prevede l’impiego di intercettori orbitanti e di infrastrutture anti‑satelliti. Nel frattempo la manifattura distribuita rischia di cambiare l’economia della difesa, riducendo l’impatto delle linee di produzione tradizionali e permettendo a forze più piccole di produrre hardware sofisticato. L’integrazione di questi due ambiti richiede nuove competenze: tecnici, ingegneri e analisti dovranno collaborare per interpretare i dati spaziali e trasformarli in soluzioni rapide. In un conflitto futuro, la supremazia potrebbe dipendere non solo dalla potenza di fuoco ma dalla capacità di innovare continuamente e di adattarsi alle situazioni improvvise.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/Senza-titolo-121.png","categoria":"Internazionali","tags":"innovazione, sorveglianza, Spazio, stampa 3D","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-05 17:07:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.defensenews.com/space/2025/08/04/space-force-preps-infrastructure-operators-for-target-tracking-mission/#:~:text=,%28Jumpeestudio%2FGetty%20Images","altre-fonti":"https://www.defenseone.com/technology/2025/08/indopacoms-expeditionary-foundry-another-step-toward-3d-printed-future/407213/#:~:text=SCHOFIELD%20BARRACKS%2C%20Hawaii%E2%80%94A%20propeller%20blade,Command%E2%80%99s%20new%20advanced%20manufacturing%20facility","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22500-innovazione-stampa-3d-e-sorveglianza-dallo-spazio.mp4","galleria":""}
{"id":22488,"titolo":"La corsa mondiale per missili e artiglierie avanzate","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso delle ultime quarantotto ore varie forze armate hanno annunciato iniziative che indicano una vera e propria corsa al potenziamento dei sistemi missilistici e d’artiglieria. In un’ampia intervista un generale statunitense ha confermato che l’esercito degli Stati Uniti intende <strong>espandere le batterie Patriot da quindici a diciotto battaglioni</strong>. Oltre ad aumentare i numeri, le batterie saranno integrate con la <strong>Integrated Fire Protection Capability</strong> e con il nuovo sensore <strong>Lower‑Tier Air and Missile Defense Sensor (LTAMDS)</strong>, che dovrebbero raddoppiare l’efficacia complessiva. L’obiettivo è proteggere basi critiche come Guam e rispondere all’esperienza ucraina, che ha mostrato quanto la saturazione dello spazio aereo con droni e missili richieda sensori collegati in rete.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente il Pentagono ha firmato <strong>contratti per un totale di 7,8 miliardi di dollari</strong> con i principali produttori di missili. Circa 3,5 miliardi riguardano oltre 1.100 <strong>AMRAAM</strong> – il più grande ordine mai emesso – che saranno forniti alle forze aeree statunitensi e a diversi alleati. I restanti 4,3 miliardi finanziano ulteriori lotti di missili da crociera <strong>JASSM</strong> e <strong>LRASM</strong>, capaci rispettivamente di colpire obiettivi a quasi mille chilometri e di neutralizzare navi nemiche. Il maxi‑ordine dimostra la volontà di potenziare l’arsenale a lungo raggio in vista di possibili conflitti in Indo‑Pacifico ed Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22492,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"La corsa mondiale per missili e artiglierie avanzate - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/aim-120-amraam-missile-in-mid-flight-13214.jpg\" alt=\"La corsa mondiale per missili e artiglierie avanzate - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22492\" style=\"width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La corsa mondiale per missili e artiglierie avanzate - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Europa, una nazione alleata ha annunciato l’acquisto di oltre <strong>1.000 veicoli logistici HX</strong> per circa <strong>770 milioni di euro</strong>, con consegne previste entro la fine del 2025. Questi mezzi scarrabili e trasporti non blindati miglioreranno la mobilità del reparto logistico e permetteranno di sostenere missioni distribuite. L’iniziativa segue un quadro contrattuale più ampio che consente di arrivare a 6.500 veicoli; l’obiettivo è rendere la catena di rifornimento più veloce e resiliente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nuove piattaforme e l’arte della precisione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le innovazioni non si limitano alla difesa antiaerea. Presso il poligono di White Sands è stato effettuato con successo il <strong>primo lancio</strong> del <strong>Global Mobile Artillery Rocket System (GMARS)</strong>, un lanciatore su veicolo HX che impiega munizioni <strong>GMLRS</strong>. La prova ha dimostrato la precisione e l’affidabilità del sistema e la sua capacità di impiegare diverse tipologie di missili – dai razzi standard ai missili tattici più lunghi. La compatibilità con le munizioni usate da <strong>HIMARS</strong> e <strong>M270</strong> facilita l’interoperabilità e offre flessibilità operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22493,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"La corsa mondiale per missili e artiglierie avanzate - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/slider.jpeg\" alt=\"La corsa mondiale per missili e artiglierie avanzate - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22493\" style=\"width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La corsa mondiale per missili e artiglierie avanzate - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alle piattaforme occidentali, in Medio Oriente stanno emergendo nuovi sistemi d’arma. Alla fiera IDEF è stata presentata una famiglia di <strong>munizioni vaganti</strong> con tre varianti: una versione elettrica con testata leggera, un modello guidato via fibra ottica per le missioni controllate e una variante turboelica con testata da 20 kg e raggio più lungo. Queste munizioni, con fusoliera in fibra di carbonio e antenne anti‑jamming, possono essere lanciate da container e integrarsi su veicoli o navi, segnando il crescente investimento dei Paesi emergenti nelle armi loitering.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Implicazioni strategiche e prospettive</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’accelerazione delle acquisizioni militari ha implicazioni globali. Estendere i battaglioni Patriot e investire in missili JASSM, LRASM e AMRAAM dimostra la volontà di mantenere la superiorità aerea e sostenere gli alleati con sistemi interoperabili. In Europa, la scelta di rafforzare la logistica e di adottare GMARS evidenzia l’importanza di spostare rapidamente uomini e mezzi e di colpire a lunga distanza. Infine, l’emergere di munizioni vaganti a basso costo dimostra che anche Paesi non appartenenti al blocco tradizionale possono sviluppare strumenti decisivi. In un mondo polarizzato, la corsa all’innovazione riflette la necessità di rispondere in modo flessibile e credibile a minacce diversificate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche la logistica gioca un ruolo chiave in questa corsa. L’investimento europeo nei veicoli HX non va visto come un acquisto routinario, ma come parte di una strategia più ampia per sostenere rapidamente truppe e munizioni in teatri sparsi. Senza catene di rifornimento robuste, persino i missili più avanzati rischiano di restare inutilizzati. Allo stesso tempo, l’integrazione di sistemi come GMARS e le nuove munizioni vaganti dimostra che la frontiera tra artiglieria e sistemi missilistici si sta assottigliando: un unico telaio può lanciare razzi a breve raggio, missili tattici o droni suicidi. Ciò impone a comandanti e pianificatori di rivedere le dottrine d’impiego, integrando capacità offensive e difensive. Le iniziative annunciate nelle ultime ore indicano che il futuro della guerra terrestre sarà caratterizzato da mezzi mobili, connessi e capaci di colpire a lunga distanza, supportati da una logistica agile e da munizioni intelligenti sviluppate anche da potenze emergenti. Questa evoluzione richiederà investimenti non solo in tecnologie ma anche nell’addestramento e nella cooperazione fra alleati per garantire interoperabilità e coordinamento sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/LTAMDS-019RT1-PEO-22-018-e021522-stmtA-1600x900-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"artiglieria, innovazione, logistica, missili","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-05 14:44:51","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.defensenews.com/land/2025/08/04/army-plans-to-grow-patriot-battalions-plus-one-for-guam/#:~:text=The%20Army%20is%20planning%20to,Defense%20News%20in%20a%20statement","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/air-warfare/2025/08/04/pentagon-awards-78-billion-in-missile-contracts-for-us-and-allies/#:~:text=In%20another%20notable%20missile%20contract%2C,Ship%20Missile%2C%20LRASM; https://www.edrmagazine.eu/idef-2025-mke-unveils-a-new-family-of-loitering-munitions#:~:text=Increasingly%20dominating%20the%20battlefield%20in,launched%20loitering%20munitions;","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22488-la-corsa-mondiale-missili-artiglierie-avanzate.mp4","galleria":""}
{"id":22466,"titolo":"Strade Sicure: 17 anni di Esercito al fianco dei cittadini","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 2008, l’<strong>operazione “Strade Sicure”</strong> rappresenta una delle missioni più importanti, visibili e continuative dell’Esercito Italiano in ambito nazionale. Nata per affiancare le Forze di Polizia nella vigilanza di aree sensibili e nella protezione della popolazione, si è evoluta fino a diventare un pilastro della sicurezza urbana nel Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, sono <strong>oltre 6.600 gli uomini e le donne dell’Esercito</strong> impegnati quotidianamente in questa operazione, coadiuvati da circa <strong>150 militari della Marina e dell’Aeronautica Militare</strong>, distribuiti su tutto il territorio in <strong>58 province</strong>. Le unità operano in <strong>circa 1.000 siti</strong> ritenuti strategici o ad alto rischio, con una presenza attenta e costante, particolarmente nelle <strong>principali aree metropolitane</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fra gli interventi più rilevanti si annoverano <strong>“Stazioni Sicure”</strong>, che coinvolge <strong>800 militari</strong> nella sorveglianza di <strong>21 grandi stazioni ferroviarie</strong> italiane (tra cui Genova, Milano, Torino, Bologna, Roma, Napoli e Palermo), e la delicata operazione ambientale nella <strong>“Terra dei Fuochi”</strong>, dove <strong>200 soldati</strong> sono quotidianamente impegnati nel contrasto ai crimini ambientali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In 17 anni, il bilancio delle attività parla chiaro: <strong>oltre 60 milioni di controlli a persone e veicoli</strong>, <strong>più di 100.000 soggetti fermati, arrestati o denunciati</strong>, <strong>2.000 armi sequestrate</strong>, <strong>17.000 veicoli</strong> e <strong>più di 2,5 tonnellate di stupefacenti</strong> intercettate. Numeri che testimoniano l’efficacia e la concretezza di un'operazione che, pur non avendo carattere bellico, produce risultati tangibili in termini di sicurezza pubblica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La “Terra dei Fuochi” e il volto ambientale dell’operazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le missioni più significative di “Strade Sicure” vi è senza dubbio l’intervento nella <strong>“Terra dei Fuochi”</strong>, un’area tristemente nota per i roghi di rifiuti e lo smaltimento illecito. Lì, la professionalità dei militari si è evoluta integrando le più moderne tecnologie: l’<strong>impiego di droni ad alta capacità di sorveglianza</strong>, utilizzati per monitorare il territorio “dalla terza dimensione”, ha consentito un controllo più capillare e immediato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22474,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Strade Sicure: 17 anni di Esercito al fianco dei cittadini - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/OK-momento-del-lancio-del-drone-1024x684.jpg\" alt=\"Strade Sicure: 17 anni di Esercito al fianco dei cittadini - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22474\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie a questi strumenti e alla costante presenza sul campo, <strong>sono stati individuati quasi 2.000 roghi dolosi</strong> e <strong>oltre 8.300 siti di sversamento illecito</strong>. Si tratta di un contributo fondamentale non solo alla sicurezza pubblica, ma anche alla <strong>tutela ambientale e della salute dei cittadini</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’operazione dimostra come l’Esercito Italiano non sia impegnato solo nella difesa da minacce militari, ma anche nella <strong>protezione del territorio in senso ampio</strong>, collaborando con autorità civili, forze di polizia, enti locali e agenzie ambientali. Questo approccio multidisciplinare rafforza la percezione dell’Esercito come <strong>strumento versatile e moderno al servizio del Paese</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La capacità di adattamento delle unità, la loro rapida <strong>dislocazione</strong> e il coordinamento con le altre forze in campo si rivelano decisivi non solo per la <strong>prevenzione</strong>, ma anche per il <strong>contenimento delle minacce</strong> in tempo reale, grazie alla tempestività di intervento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Formazione, valori e tecnologia: i pilastri della prontezza operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo dell’operazione “Strade Sicure” si fonda su un impianto addestrativo altamente specializzato. Ogni militare destinato a operare in contesto urbano, in affiancamento alle Forze dell’Ordine, affronta un <strong>percorso formativo strutturato</strong> su diverse aree: <strong>gestione della folla</strong>, <strong>Basic Life Support (primo soccorso)</strong>, <strong>movimento in aree urbane</strong> e <strong>Metodo di Combattimento Militare (MCM)</strong> – un sistema di autodifesa sviluppato internamente all’Esercito, ispirato alle arti marziali, per intervenire con <strong>gradualità e precisione</strong> in situazioni di rischio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa <strong>formazione multidimensionale</strong> consente di affrontare contesti complessi mantenendo <strong>disciplina, autocontrollo e prontezza decisionale</strong>, elementi indispensabili quando si opera a stretto contatto con la popolazione civile. Il <strong>MCM</strong>, in particolare, rappresenta un valore aggiunto, permettendo ai soldati di agire efficacemente anche in situazioni di aggressione ravvicinata, limitando l’uso della forza al minimo necessario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla base di tutto, rimangono i tre <strong>assi portanti dell’Esercito Italiano</strong>: <strong>valori, addestramento e tecnologia</strong>. Questi elementi si traducono in <strong>professionalità, efficacia e affidabilità</strong>, qualità che ogni cittadino riconosce nei militari impiegati quotidianamente per garantire la sicurezza del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22477,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Strade Sicure: 17 anni di Esercito al fianco dei cittadini - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/1.-Pattuglia-interno-Malpensa-1024x683-1-1024x683.jpg\" alt=\"Strade Sicure: 17 anni di Esercito al fianco dei cittadini - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22477\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo 17 anni di servizio ininterrotto, “Strade Sicure” si conferma un modello operativo virtuoso, in grado di coniugare difesa, prevenzione e assistenza in chiave moderna. L’Esercito Italiano, forte della sua storia e della sua capacità di rinnovarsi, si conferma <strong>una risorsa fondamentale per la coesione nazionale e la sicurezza collettiva</strong>, pronto a intervenire ovunque ce ne sia bisogno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/185MO-n-pattuglia-al-Colosseo-e1481952577242.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"esercitoitaliano, sicurezzanazionale, stradesicure","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-05 10:30:58","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/L'ESERCITO-ITALIANO-AL-SERVIZIO-DELLA-COLLETTIVIT%C3%80-CON-L%E2%80%99OPERAZIONE-STRADE-SICURE-DAL-2008.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22466-strade-sicure-17-anni-di-esercito-al-fianco-dei-cittadini.mp4","galleria":""}
{"id":22454,"titolo":"IA e droni sotto il mare: la strategia di Anduril per l’Europa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel pieno della transizione geopolitica segnata dai conflitti ai confini del continente e dalle pressanti richieste statunitensi di rafforzare la sicurezza euroatlantica, l’Europa sta vivendo una trasformazione radicale nel settore della difesa. In questo scenario, cresce a ritmo sostenuto la domanda di tecnologie militari avanzate: dai droni ai sistemi missilistici, passando per piattaforme terrestri e caccia da combattimento. Una delle aree emergenti, ma finora meno esplorate con approccio moderno, è quella del dominio subacqueo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è proprio qui che si inserisce l’ambiziosa strategia di <strong>Anduril Industries</strong>, azienda statunitense nata nel cuore della Silicon Valley, che ha rivoluzionato il settore della difesa con un modello orientato all’integrazione tra <strong>intelligenza artificiale, software e automazione</strong>. Dopo aver consolidato la sua presenza in Europa nel campo dei droni e dei sistemi terrestri, Anduril ha ora puntato il proprio radar (e sonar) verso il fondo del mare. L’obiettivo? Offrire soluzioni autonome, modulari e scalabili in grado di rispondere alle molteplici esigenze operative delle marine europee, con un occhio particolare a velocità di produzione e prontezza operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre i giganti della difesa tradizionale operano soprattutto tramite canali istituzionali come il FMS (Foreign Military Sales), Anduril ha scelto un percorso più rapido e flessibile. Il suo punto di forza risiede nella capacità di sviluppare e mettere in campo tecnologie emergenti in tempi estremamente ridotti. Non è un caso che l’azienda sia riuscita a trasformare il sensore <strong>Seabed Sentry</strong> da concetto a prototipo operativo in meno di un anno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nuove tecnologie per un fondale sempre più affollato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore dell’offerta di Anduril nel dominio subacqueo si basa su un trio di tecnologie autonome e interconnesse. <strong>Seabed Sentry</strong> è un sensore intelligente in grado di essere posizionato rapidamente sui fondali marini, dove può monitorare in tempo reale qualsiasi attività sottomarina, fungendo da sentinella permanente. Accanto a questo, Anduril propone i veicoli subacquei autonomi <strong>Dive-LD</strong> e <strong>Dive-XL</strong>, progettati per operazioni ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance) e supporto logistico in ambienti ostili o congestionati. Il quadro si completa con il <strong>Copperhead</strong>, un drone subacqueo \"attritable\" – cioè sacrificabile – pensato per saturare l’ambiente sottomarino e fornire copertura in caso di minacce.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22456,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/OIP-4-1024x713.jpg\" alt=\"IA e droni sotto il mare: la strategia di Anduril per l’Europa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22456\" title=\"IA e droni sotto il mare: la strategia di Anduril per l’Europa - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tutti questi sistemi sono integrati tramite <strong>Lattice</strong>, la piattaforma software proprietaria di Anduril che consente la gestione multi-dominio, già adottata con successo in scenari terrestri e aerei. Questo approccio software‑first rappresenta un cambiamento di paradigma rispetto alla tradizionale progettazione hardware-centrica della guerra subacquea. L’idea è quella di costruire un ecosistema tecnologico modulare, adattabile ai diversi teatri operativi, e capace di dialogare in tempo reale con altri assetti militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Vogliamo arrivare a produrre migliaia di Copperhead ogni anno”, ha dichiarato Shane Arnott, vicepresidente dei sistemi marittimi di Anduril. Parole che rivelano una visione industriale votata alla serialità e all’efficienza, due elementi fondamentali per garantire la resilienza operativa delle flotte europee nel contesto di crisi prolungate o conflitti ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un dominio, tante sfide geografiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non esiste un solo “mare europeo” e, di conseguenza, non esiste un solo modo di pensare la sicurezza subacquea. Le esigenze operative delle marine del Nord Europa differiscono profondamente da quelle del Mediterraneo o dell’Atlantico. Nel <strong>Mar Baltico</strong>, ad esempio, l’acqua a bassa salinità, le correnti stratificate e i fondali poco profondi complicano notevolmente le operazioni di rilevamento acustico. Il sabotaggio del gasdotto <strong>Nord Stream 2</strong> ha dimostrato quanto sia urgente rafforzare la sorveglianza dei fondali in un’area tanto delicata quanto congestionata da infrastrutture civili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>Mare del Nord</strong> e nell’<strong>Atlantico nord-orientale</strong>, la situazione è ancora più complessa: profondità elevate, traffico commerciale intenso e correnti forti impongono capacità di sorveglianza continua e persistente, specialmente lungo le <strong>Sea Lines of Communication (Sloc)</strong> e le dorsali digitali transatlantiche, essenziali per la connettività globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Diverso, ma altrettanto delicato, il contesto del <strong>Mediterraneo orientale</strong>, teatro di interessi energetici, militari e migratori in crescente conflitto. Le acque più salate e profondità variabili offrono un vantaggio acustico, ma anche un terreno ideale per contese geopolitiche. Qui, Paesi come <strong>Italia e Grecia</strong> sono sempre più attenti alla protezione delle infrastrutture offshore, dei gasdotti sottomarini e delle rotte di transito in aree scarsamente presidiate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22458,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/OIP-2-2-1024x525.jpg\" alt=\"IA e droni sotto il mare: la strategia di Anduril per l’Europa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22458\" title=\"IA e droni sotto il mare: la strategia di Anduril per l’Europa - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo mosaico operativo, la proposta di Anduril si presenta come una risposta flessibile e adattabile: un sistema di sistemi progettato per funzionare indipendentemente dalle condizioni locali, ma pronto a integrarsi nei diversi ecosistemi di difesa marittima europei. Una scommessa che unisce tecnologia, rapidità produttiva e visione strategica, con l’ambizione di rendere il dominio subacqueo un nuovo terreno di superiorità operativa per l’Europa del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/1714427269139.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"andurilindustries, difesasubacquea, intelligenzaartificiale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-05 09:24:09","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.navalnews.com/naval-news/2025/07/anduril-expands-across-europe-with-next-gen-anti-submarine-and-infrastructure-defense-solutions/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22454-ia-e-droni-sotto-il-mare-la-strategia-di-anduril-per-leuropa.mp4","galleria":""}
{"id":22445,"titolo":"I Paracadutisti del 183° Nembo rientrano dal Kosovo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo oltre sei mesi di impiego all’estero, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\">183° Reggimento Paracadutisti “Nembo”</a> ha fatto ufficialmente ritorno a Pistoia, segnando la conclusione della sua missione in Kosovo con il rientro della Bandiera di Guerra presso la caserma “Giovanni Marini”. Un momento carico di emozione e significato, che suggella il contributo della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Brigata Paracadutisti Folgore</a> e dell'Esercito Italiano all’operazione KFOR, la missione NATO volta a garantire la sicurezza e la stabilità dei Balcani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una missione di responsabilità e prestigio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il mandato, i paracadutisti del “Nembo” hanno assunto un ruolo centrale all’interno del dispositivo multinazionale, distinguendosi per prontezza operativa, disciplina e spirito di servizio. Operando in un contesto complesso e delicato, hanno confermato l’elevato standard di efficienza e professionalità che contraddistingue l’Esercito Italiano e le aviotruppe della Folgore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22448,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"I Paracadutisti del 183° Nembo rientrano dal Kosovo - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/183-nembo-rientro-kosovoi-00002-1024x682.jpg\" alt=\"brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22448\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Bandiera di Guerra del 183° Rgt. Par. Nembo lascia Camp Villaggio Italia - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’accoglienza a Pistoia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rientro in Patria è stato salutato con orgoglio e riconoscenza dalle autorità locali e dai cittadini, che si sono stretti simbolicamente attorno agli uomini e alle donne del 183°, testimoniando il legame profondo tra la città di Pistoia e il proprio reggimento. La presenza delle autorità civili e militari presso la caserma “Marini” ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto in teatro operativo e il valore che la società attribuisce ai propri servitori in uniforme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22447,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"I Paracadutisti del 183° Nembo rientrano dal Kosovo - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/183-nembo-rientro-kosovoi-00001-1024x682.jpg\" alt=\"brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22447\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Comandante del Nembo e il gruppo Bandiera sfilano sul piazzale della Caserma Marini di Pistoia - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Addestramento, valori, tecnologia: i pilastri dell’Esercito</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo dell’impiego in Kosovo è il risultato di una costante preparazione, della solida base valoriale che anima ogni militare e dell’impiego di tecnologie moderne a supporto delle operazioni. Questi tre elementi costituiscono la spina dorsale dell’Esercito Italiano, permettendo di affrontare missioni complesse in contesti internazionali e contribuendo alla pace e alla stabilità globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ritorno del 183° “Nembo” rappresenta non solo la fine di una missione, ma anche la conferma del ruolo di primo piano che l'Esercito Italiano ricopre nel panorama operativo della NATO. I Paracadutisti Italiani hanno continuato a scrivere pagine di orgoglio italiano all’estero, sempre pronti ad intervenire laddove richiesto, in nome della sicurezza e della pace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22446,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"I Paracadutisti del 183° Nembo rientrano dal Kosovo - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/183-nembo-rientro-kosovoi-00004-1024x682.jpg\" alt=\"brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22446\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un momento della cerimonia di rientro - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/183-nembo-rientro-kosovoi-00003.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"183nembo, folgore, Kosovo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-04 12:56:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22445-i-paracadutisti-del-183-nembo-rientrano-dal-kosovo.mp4","galleria":""}
{"id":22429,"titolo":"La corsa ai carri armati: come la Polonia punta a dominare l’Europa entro il 2030","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni Varsavia sta ricostruendo la propria forza corazzata a un ritmo che in Europa non si vedeva dalla fine della Guerra fredda. L’accordo firmato il 1&nbsp;agosto&nbsp;2025 con l’azienda sudcoreana Hyundai&nbsp;Rotem per l’acquisto di 180 nuovi carri armati K2 ha consacrato questo impegno: al completamento delle consegne, la Polonia dovrebbe schierare circa <strong>1&nbsp;100 carri armati</strong>, più della somma di quelli in dotazione a Regno Unito, Germania, Francia e Italia. Solo Turchia e Grecia manterranno flotte più numerose.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un contratto miliardario con la Corea del Sud</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La commessa con Hyundai Rotem, del valore di oltre <strong>6 miliardi di euro</strong>, comprende 180 carri K2 nella variante K2GF (116 pezzi prodotti in Corea del Sud) e K2PL (64 esemplari). Dopo la produzione dei primi tre K2PL in Corea, la costruzione dei successivi 61 verrà trasferita alla fabbrica Bumar‑Łabędy di Gliwice, consentendo la rinascita della capacità industriale polacca nel settore dei blindati. Oltre ai carri armati sono previsti <strong>81 veicoli di supporto</strong>, addestramento logistico, un pacchetto completo di assistenza e riparazione e la <strong>clausola di trasferimento tecnologico</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22433,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/R-1024x638.jpg\" alt=\"La corsa ai carri armati: come la Polonia punta a dominare l’Europa entro il 2030 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22433\" title=\"La corsa ai carri armati: come la Polonia punta a dominare l’Europa entro il 2030 - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La corsa ai carri armati: come la Polonia punta a dominare l’Europa entro il 2030 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il vice‑premier e ministro della Difesa Władysław Kosiniak‑Kamysz ha definito l’accordo “un grande passo per la sicurezza della nostra patria e la nostra industria degli armamenti” e ha sottolineato che ”avvia il processo di ripristino della produzione di carri armati in Polonia”. Varsavia aveva già ordinato una prima tranche di 180 K2 nel 2022 e l’accordo quadro consente di acquistare fino a <strong>1 000 carri</strong> di questo tipo, che potrebbero diventare il carro armato principale delle forze di terra polacche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Numeri a confronto: Polonia vs Europa occidentale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il quotidiano <strong>Rzeczpospolita</strong>, dopo la firma del nuovo contratto la Polonia disporrà entro il&nbsp;2030 di circa <strong>950 carri moderni</strong>, suddivisi in <strong>360 K2 sudcoreani</strong>, <strong>366 M1&nbsp;Abrams americani</strong> e <strong>235 Leopard 2 tedeschi</strong>. Sommando i circa <strong>150 PT‑91 Twardy</strong> di produzione nazionale degli anni 1990 si raggiunge un totale di oltre <strong>1&nbsp;100 carri armati</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel frattempo Regno Unito, Germania, Francia e Italia dispongono insieme di meno di <strong>950 carri armati operativi</strong>, secondo i dati di <strong>Global&nbsp;Firepower</strong> citati dalla stampa polacca, e solo Berlino sta pianificando un ampliamento significativo della propria flotta corazzata. La tabella seguente riassume la situazione prevista per il&nbsp;2030:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:table -->\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><thead><tr><th>Paese/insieme</th><th>Carri armati previsti (2030)</th><th>Fonte</th><th>Nota</th></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Polonia</strong></td><td>≈ <strong>1&nbsp;100</strong> totali (950 moderni)</td><td>Rzeczpospolita/Notes from Poland</td><td>Combinazione di K2 (360), Abrams (366), Leopard 2 (235) e PT‑91 (150)<a href=\"https://notesfrompoland.com/2025/08/01/poland-to-have-more-tanks-than-uk-germany-france-and-italy-combined-after-signing-new-k2-deal/#:~:text=Rzeczpospolita%2C%20a%20leading%20Polish%20daily%2C,the%20total%20to%20over%201%2C100\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">notesfrompoland.com</a></td></tr><tr><td><strong>Germania, Francia, UK, Italia (totale)</strong></td><td>&lt; <strong>950</strong></td><td>Global Firepower</td><td>Flotte più ridotte e in parte obsolete<a href=\"https://notesfrompoland.com/2025/08/01/poland-to-have-more-tanks-than-uk-germany-france-and-italy-combined-after-signing-new-k2-deal/#:~:text=By%20comparison%2C%20Germany%2C%20France%2C%20Italy,its%20armoured%20forces%2C%20reports%20Rzeczpospolita\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">notesfrompoland.com</a></td></tr><tr><td><strong>Turchia</strong></td><td><strong>2&nbsp;238</strong></td><td>Euronews</td><td>Numerosi mezzi di generazioni precedenti<a href=\"https://www.euronews.com/my-europe/2025/08/02/by-2030-poland-will-have-more-tanks-than-the-uk-germany-france-and-italy-combined#:~:text=Germany%2C%20Italy%2C%20the%20UK%20and,the%20completion%20of%20the%20deal\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">euronews.com</a></td></tr><tr><td><strong>Grecia</strong></td><td><strong>1&nbsp;344</strong></td><td>Euronews</td><td>Flotta mista di Leopard 2 e vecchi T‑72<a href=\"https://www.euronews.com/my-europe/2025/08/02/by-2030-poland-will-have-more-tanks-than-the-uk-germany-france-and-italy-combined#:~:text=Germany%2C%20Italy%2C%20the%20UK%20and,the%20completion%20of%20the%20deal\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">euronews.com</a></td></tr></tbody></table></figure>\n<!-- /wp:table -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le cifre mostrano che la Polonia scavalcherà gli eserciti delle principali potenze dell’Europa occidentale per dimensioni della flotta corazzata. Soltanto Turchia e Grecia manterranno arsenali più consistenti, sebbene costituiti in larga parte da mezzi di generazioni precedenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dietro la spesa: guerra in Ucraina e sicurezza nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La motivazione principale del potenziamento risiede nella vicinanza di Varsavia al conflitto in Ucraina e nelle tensioni con la Bielorussia. Dal 2022 il governo polacco ha aumentato drasticamente il bilancio della difesa, dedicando nel&nbsp;2025 il <strong>4,7&nbsp;% del PIL</strong>, la quota più alta tra i Paesi della NATO, e pianificando di salire al <strong>5&nbsp;%</strong> l’anno successivo. La Polonia punta a creare <strong>sei divisioni corazzate</strong>, mentre Germania e Francia ne schierano due e il Regno Unito una sola; Washington vede Varsavia come un “alleato modello” e, oltre ai K2 sudcoreani, ha fornito <strong>Abrams, elicotteri Apache, lanciatori HIMARS e sistemi Patriot</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22436,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/gdls-to-provide-abrams-tanks-to-poland-under-foreign-military-sales-order-1024x576.jpg\" alt=\"La corsa ai carri armati: come la Polonia punta a dominare l’Europa entro il 2030 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22436\" title=\"La corsa ai carri armati: come la Polonia punta a dominare l’Europa entro il 2030 - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La corsa ai carri armati: come la Polonia punta a dominare l’Europa entro il 2030 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’accordo con Seul arriva inoltre con una <strong>clausola di trasferimento tecnologico</strong> che permetterà all’industria polacca di avviare la produzione locale dal&nbsp;2028, rafforzando la capacità nazionale e riducendo la dipendenza dalle importazioni. Questa strategia s’inserisce in un più ampio sforzo per costruire un polo industriale militare europeo orientale e favorire la sovranità tecnologica della Polonia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Implicazioni per l’equilibrio europeo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rapido ampliamento delle forze corazzate polacche modifica l’equilibrio militare del continente. Paesi come Germania, Francia o Italia stanno investendo prioritariamente in capacità aeree e navali, mentre Varsavia concentra le risorse sul dominio terrestre, ritenuto cruciale per contrastare un eventuale avanzamento russo. L’obbiettivo dichiarato dal ministro Kosiniak‑Kamysz è costruire “una Polonia forte, sicura e prospera” per onorare la memoria della Rivolta di Varsavia, a cui ha fatto riferimento durante la cerimonia di firma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con oltre mille carri armati moderni, un bilancio per la difesa che sfiora il 5&nbsp;% del PIL e accordi di cooperazione industriale avanzati con Corea del Sud e Stati Uniti, la Polonia si candida quindi a diventare la <strong>principale forza corazzata d’Europa</strong>. Questo ruolo potrebbe rafforzare il fianco orientale della NATO, ma al tempo stesso spingere gli altri Paesi europei a rivedere le proprie capacità di deterrenza terrestre, dando avvio a una nuova stagione di riarmo nel continente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/Leopard-2PL.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"carri armati, difesa, NATO, Polonia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-04 09:31:29","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.euronews.com/my-europe/2025/08/02/by-2030-poland-will-have-more-tanks-than-the-uk-germany-france-and-italy-combined#:~:text=The%20signing%20of%20the%20agreement,lives%20while%20fighting%20in%20it","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22429-carri-armati-polonia-dominare-leuropa-il-2030.mp4","galleria":""}
{"id":22380,"titolo":"La Forza dello Spirito: L’Esercito USA e la Nuova Guida alla Resilienza Interiore","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Esercito degli Stati Uniti <a href=\"https://www.army.mil/article/287510/army_spiritual_fitness_guide_2025\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ha pubblicato una nuova guida alla spiritualità</a>, affiancata da un <em>Battle Book</em> operativo e dal primo volume di una graphic novel intitolata <em>Will to Fight</em>. Non si tratta di un’iniziativa religiosa in senso stretto, ma di un approccio innovativo alla preparazione interiore dei militari, in linea con il programma olistico <em>Holistic Health and Fitness</em> che già abbraccia la forma fisica, l’alimentazione, il sonno e la salute mentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guida, <a href=\"https://api.army.mil/e2/c/downloads/2025/08/01/0437a07e/u-s-army-spiritual-fitness-guide-2025.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">strutturata in 112 pagine divise in nove capitoli</a>, intende fornire strumenti concreti per valutare e potenziare la prontezza spirituale dei soldati. Secondo il <strong>sergente maggiore Meaghan Simmons</strong>, questo materiale è pensato per “ogni soldato e ogni leader, indipendentemente dal background religioso”. In altre parole, la spiritualità è vista come una risorsa trasversale, un elemento chiave per affrontare il combattimento, lo stress e le incertezze della vita militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:gallery {\"linkTo\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped\"><!-- wp:image {\"id\":22382,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/OIP-1024x574.jpg\" alt=\"La Forza dello Spirito: L’Esercito USA e la Nuova Guida alla Resilienza Interiore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22382\" title=\"La Forza dello Spirito: L’Esercito USA e la Nuova Guida alla Resilienza Interiore - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image --></figure>\n<!-- /wp:gallery -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sergente maggiore Dustin Hall, responsabile degli affari religiosi del III Corpo, chiarisce: “La forma fisica spirituale è meno interessata a ciò in cui si crede e più a: funziona? Riesci a identificare uno scopo e un significato e a resistere sotto attacco?”. La guida dunque non propone dogmi, ma pone domande fondamentali sul senso dell’esperienza e sulla resilienza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le quattro fasi della crescita spirituale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore della guida è rappresentato da un percorso di maturazione spirituale articolato in quattro fasi distinte: <strong><em>esterna</em>, <em>agente</em>, <em>scopo</em> e <em>potenziata</em></strong>. Ogni fase rappresenta un diverso livello di consapevolezza e di rapporto con le sfide personali e professionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22383,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/Immagine-2025-08-02-102443-990x1024.png\" alt=\"La Forza dello Spirito: L’Esercito USA e la Nuova Guida alla Resilienza Interiore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22383\" title=\"La Forza dello Spirito: L’Esercito USA e la Nuova Guida alla Resilienza Interiore - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella fase esterna <strong>(“per me”)</strong>, il soldato vive gli eventi come accadimenti incontrollabili. È una condizione di passività, nella quale il ruolo del leader è quello di offrire strumenti per acquisire maggiore autonomia. Nella fase agente <strong>(“da me”)</strong>, il militare comincia a riconoscere la propria capacità di agire e affrontare le situazioni. È il passaggio dalla vittima al protagonista.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la fase dello scopo <strong>(“attraverso me stesso”)</strong>, il soldato inizia a vedere il quadro generale e ad allineare le proprie azioni ai valori dell’Esercito. Infine, nella fase potenziata <strong>(“come me”)</strong>, si raggiunge il livello massimo di spiritualità militare: il soldato vive con uno scopo definito, pensa in termini di eredità e contribuisce attivamente alla crescita degli altri, diventando mentore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In parallelo, anche il ruolo del leader evolve: da insegnante nella fase iniziale, a coach, a mentore e infine a consulente, con un’attenzione crescente alla dimensione relazionale e trasformativa del comando.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Oltre il manuale: cultura, leadership e resilienza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per sviluppare questa guida, l’Esercito ha condotto uno <strong>studio pilota</strong> durato otto mesi attraverso il programma<strong> <em>Phantom Forge</em></strong>, in cui circa 400 soldati a settimana hanno ricevuto una formazione dedicata. I risultati sono stati integrati nella pubblicazione finale, validata da sondaggi e da un feedback continuo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il valore culturale del progetto è sottolineato anche dalle fonti ispiratrici: da Viktor Frankl, psicologo e sopravvissuto all’Olocausto autore de <em>L’uomo in cerca di senso</em>, ad Abraham Lincoln e al generale George Patton. Questi riferimenti non solo conferiscono autorevolezza alla guida, ma dimostrano come la ricerca di significato sia una costante della leadership militare in ogni epoca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22384,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/QRPPJEU22FCTXAKM6XKVAUM7DQ-1024x682.jpg\" alt=\"La Forza dello Spirito: L’Esercito USA e la Nuova Guida alla Resilienza Interiore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22384\" title=\"La Forza dello Spirito: L’Esercito USA e la Nuova Guida alla Resilienza Interiore - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Otto sono i principi che regolano l’allenamento spirituale secondo la guida: semplicità, coerenza, integrazione, flessibilità, unità di sforzo, sostenibilità, economicità e reattività. Questi criteri permettono ai comandanti di misurare l’efficacia dei programmi e di adattarli al contesto operativo, proprio come si fa per l’addestramento fisico o tecnico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo finale non è solo avere soldati più forti mentalmente, ma costruire unità coese, guidate da un senso condiviso di scopo e pronte ad affrontare le sfide più complesse. Come ha affermato Hall: “Ogni leader può sedersi con un soldato e chiedergli: ‘Come stai procedendo nel campo spirituale?’”. È un nuovo modo di intendere la leadership: non più solo comando e controllo, ma crescita e accompagnamento umano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un’epoca segnata da conflitti asimmetrici, incertezza globale e stress operativo crescente, la pubblicazione di questa guida rappresenta un segnale importante: la forza di un esercito non si misura solo nei muscoli o nella tecnologia, ma anche nella capacità interiore dei suoi membri di dare senso al proprio agire. E questo, oggi più che mai, può fare la differenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/size0-full.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"leadershipsoldati, resilienzainterna, spiritualitàmilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-04 08:31:23","stato":"draft","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.army.mil/article/287510/army_spiritual_fitness_guide_2025","difesanews":"","video_art":"","galleria":""}
{"id":22420,"titolo":"Il Generale paracadutista Nicola MANDOLESI cede la responsabilità del Sector West UNIFIL - Libano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il recente avvicendamento alla guida del Sector West di UNIFIL in Libano, dopo<a href=\"https://www.difesa.it/operazionimilitari/op-intern-corso/unifil/notizie-teatro/libano-cambio-al-comando-del-contingente-italiano-di-unifil/64227.html\"> sei mesi di intensa attività operativa</a>,  segna un ulteriore passo nell’impegno continuo dell'Italia per la sicurezza e la stabilità di una delle aree più critiche del Medio Oriente. Le Forze Armate italiane operano in un contesto estremamente complesso, contribuendo alla missione di pace con professionalità, dedizione e grande impegno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sabato sera, all’aeroporto Ronchi dei Legionari, sono rientrati i primi 200 militari della Brigata \"Pozzuolo del Friuli\" dopo sei mesi di intensa operazione nel cuore del Libano, nell’ambito della missione UNIFIL, la forza delle Nazioni Unite schierata nel settore Ovest del paese dei cedri. Il volo charter, partito da Beirut, ha riportato in Italia la prima parte dei circa 1000 soldati che hanno preso parte all'operazione \"Leonte\", operazione segnata da un contesto di elevata tensione a causa del conflitto tra Israele e Hezbollah che perdura da oltre un anno e mezzo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22422,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/5d257c42-0664-4292-8a90-7ea03b67e53f-1024x693.jpeg\" alt=\"Il Generale paracadutista Nicola MANDOLESI cede la responsabilità del Sector West UNIFIL - Libano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22422\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale paracadutista Nicola MANDOLESI cede la responsabilità del Sector West UNIFIL - Libano - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’impegno della \"Pozzuolo del Friuli\" in Libano ha rappresentato un periodo cruciale per la stabilità della regione, durante il quale i soldati italiani hanno lavorato fianco a fianco con altre forze internazionali, garantendo il monitoraggio della situazione e il mantenimento della pace nelle zone più sensibili. Il ritorno dei militari è stato accolto con grande calore da parte dei commilitoni, delle autorità locali e dei familiari che hanno riabbracciato i propri cari dopo mesi di operazioni in un teatro così delicato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La fine di questo periodo operativo ha anche comportato un cambiamento significativo: l’avvicendamento del comando del contingente multinazionale del Sector West di UNIFIL, che conta oltre 3600 soldati. Il generale di brigata David Colussi, della Brigata \"Taurinense\", subentra al generale Nicola Mandolesi, della \"Pozzuolo del Friuli\", già Comandante del <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\">187º Reggimento Paracadutisti Folgore</a>. Questo passaggio di responsabilità segna un momento importante per le Forze Armate italiane, che continuano a svolgere un ruolo fondamentale nel rafforzamento del dialogo e della cooperazione internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In una dichiarazione, il generale Mandolesi ha espresso il suo sincero ringraziamento a tutti i militari della Brigata \"Pozzuolo del Friuli\" per il lavoro svolto nei mesi trascorsi in Libano, evidenziando l’importanza della missione per la sicurezza internazionale. Al contempo, ha augurato il meglio ai suoi successori della Brigata \"Taurinense\", certa che anche in questa nuova fase sapranno onorare l’Italia e contribuire in modo significativo alla pace e stabilità nella regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22423,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/cb0cf4a3-2763-4437-806a-ff7816ea6fc4-1024x693.jpg\" alt=\"Il Generale paracadutista Nicola MANDOLESI cede la responsabilità del Sector West UNIFIL - Libano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22423\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale paracadutista Nicola MANDOLESI cede la responsabilità del Sector West UNIFIL - Libano - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cambio del comando di UNIFIL rappresenta un esempio concreto dell’impegno dell'Italia per la pace, l’ordine e la sicurezza in una zona che continua ad essere segnata da conflitti e tensioni. Le forze italiane continueranno a essere un punto di riferimento per la comunità internazionale, operando in sinergia con le Nazioni Unite e i partner internazionali per costruire una pace duratura nel sud del Libano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/3ba7f562-e08c-4b31-8fa8-aa72fdda788a.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"Brigata Pozzuolo del Friuli, stabilità Libano, unifil","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-04 07:56:40","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.difesa.it/primopiano/cambio-al-vertice-della-joint-task-force-lebanon-sector-west-di-unifil/76388.html","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22420-generale-paracadutista-mandolesi-unifil-libano.mp4","galleria":""}
{"id":22397,"titolo":"Difesa italiana in azione: aviolanci per la popolazione civile di Gaza","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Governo italiano ha deciso di intensificare il proprio impegno umanitario a favore della popolazione civile della Striscia di Gaza, duramente colpita dal perdurare del conflitto nella regione. Su autorizzazione del Ministro della Difesa Guido Crosetto, è stato attivato un dispositivo speciale della Difesa per l’effettuazione di aviolanci di beni di prima necessità, destinati alle famiglie palestinesi in condizioni di emergenza. La missione, denominata <em>Solidarity Path Operation 2</em>, sarà condotta attraverso l’impiego combinato di assetti dell’Esercito Italiano e dell’Aeronautica Militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel dettaglio, la missione prevede l’utilizzo di velivoli da trasporto C-130J dell’Aeronautica Militare, capaci di effettuare lanci aerei di speciali contenitori con aiuti essenziali: alimenti, acqua potabile, materiale medico e igienico. L’Esercito Italiano, da parte sua, sarà responsabile della preparazione logistica dei carichi, agendo in stretta collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), che provvederà all’approvvigionamento e all’invio dei beni necessari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il lancio operativo dovrebbe iniziare nei prossimi giorni, subito dopo l’invio di un \"advance party\", una squadra di ricognizione e coordinamento che opererà in Giordania in collaborazione con le autorità locali e le Forze Armate del Regno Hascemita. I primi aviolanci sono previsti a partire dal 9 agosto 2025.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un impegno umanitario coerente e continuativo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’operazione <em>Solidarity Path Operation 2</em> si inserisce in un più ampio e coerente impegno della Difesa italiana a sostegno della popolazione palestinese. Come sottolineato dal Ministro Crosetto, “la Difesa italiana continua ad essere in prima linea nel garantire, con rapidità ed efficacia, tutto il supporto umanitario possibile”. Si tratta, infatti, della prosecuzione di una strategia umanitaria articolata su più livelli e strumenti operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Già nei mesi precedenti, la Difesa italiana aveva attivato numerose iniziative di soccorso. La nave ospedale <em>Vulcano</em> della Marina Militare è stata inviata nel Mediterraneo orientale per offrire assistenza sanitaria a feriti provenienti da Gaza. Il personale medico di bordo ha trattato numerosi pazienti, svolgendo un ruolo fondamentale nel decongestionare le strutture ospedaliere locali, ormai al collasso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, l’Aeronautica Militare ha effettuato voli speciali per evacuare bambini gravemente malati o feriti, insieme ai loro familiari, e trasportarli in Italia, dove hanno potuto ricevere cure ospedaliere avanzate. Anche l’Esercito è stato coinvolto in precedenti operazioni, come l’<em>Air-Bridge for Gaza</em>, con impieghi di elicotteri militari per il recapito di medicinali e beni sanitari in zone altrimenti irraggiungibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi interventi, messi in campo nel pieno rispetto del diritto internazionale umanitario e in coordinamento con gli attori locali e internazionali, sono la testimonianza di un impegno costante, che si fonda non su logiche strategico-militari, ma su principi etici e civili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22398,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/WhatsApp-Image-2025-01-28-at-18.43.54-1024x768.jpg\" alt=\"brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22398\" title=\"Difesa italiana in azione: aviolanci per la popolazione civile di Gaza - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Difesa al servizio della solidarietà: valori senza confini</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Ogni intervento della Difesa – ha affermato il ministro Guido Crosetto – si fonda su un principio chiaro: non possiamo restare indifferenti davanti alla sofferenza di civili innocenti”. In questa frase si racchiude il senso profondo delle operazioni umanitarie promosse dall’Italia in contesti di guerra e crisi. L’obiettivo è fornire un aiuto concreto e immediato alle persone colpite, a prescindere dalle appartenenze politiche o geografiche, mettendo a disposizione competenze, mezzi e uomini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I militari italiani coinvolti in queste missioni agiscono con spirito di servizio, determinazione e profondo senso del dovere. Ogni carico lanciato, ogni paziente salvato, ogni supporto logistico fornito è il risultato di un’organizzazione efficiente ma anche della volontà di “fare la cosa giusta” in un mondo sempre più segnato da divisioni e conflitti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La missione <em>Solidarity Path Operation 2</em> rappresenta quindi non solo un’azione umanitaria, ma anche un atto politico nel senso più alto: affermare che la solidarietà può e deve essere una componente della politica estera e della proiezione militare di uno Stato democratico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei prossimi giorni è atteso anche un nuovo volo speciale per il trasporto in Italia di altri pazienti provenienti da Gaza, confermando la continuità di un ponte umanitario che unisce idealmente due popoli attraverso gesti concreti di pace e solidarietà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la nuova missione in partenza, l’Italia ribadisce la propria vocazione umanitaria e l’importanza di una Difesa non solo come strumento di sicurezza, ma anche come risorsa per la pace e la dignità umana. In tempi di guerre e disastri, azioni come queste parlano più forte delle parole.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22399,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/Imagoeconomica-1846394-990x556-1-1024x575.jpg\" alt=\"Difesa italiana in azione: aviolanci per la popolazione civile di Gaza - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22399\" title=\"Difesa italiana in azione: aviolanci per la popolazione civile di Gaza - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/C130JHERCULES-APERTURA.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"aiutiumanitari, Gaza","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-04 05:45:06","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.reportdifesa.it/gaza-il-ministro-della-difesa-guido-crosetto-ha-autorizzato-lattivazione-e-il-dispiegamento-di-un-dispositivo-per-aviolanci-di-aiuti-umanitari-destinati-alla-popolazione-di-gaza/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22397-difesa-italiana-in-azione-aviolanci-per-la-popolazione-civile-di-gaza.mp4","galleria":""}
{"id":22390,"titolo":"Cerimonia solenne a Modena: nuovo comandante e nuove sfide per il COMFORDOT","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>È stata una “cerimonia nella cerimonia” quella che si è svolta il 1° agosto 2025 nella splendida cornice del Cortile d’Onore dell’Accademia Militare di Modena. Alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, e di numerose autorità civili e militari, ha avuto luogo il passaggio di consegne al vertice del Comando per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito (COMFORDOT), tra il Generale di Corpo d’Armata Carlo Lamanna e il parigrado Antonello Vespaziani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22394,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/Firma-albo-donore-1024x682.jpg\" alt=\"Cerimonia solenne a Modena: nuovo comandante e nuove sfide per il COMFORDOT - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22394\" title=\"Cerimonia solenne a Modena: nuovo comandante e nuove sfide per il COMFORDOT - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Contestualmente si è celebrato anche il trasferimento ufficiale del COMFORDOT dalla storica sede di Roma a quella nuova di Torino. Ma non solo: la giornata ha visto anche la cerimonia di chiusura dell’anno accademico 2024-2025 dell’Accademia Militare e l’assegnazione delle Armi agli allievi del 205° Corso “Fierezza”, un momento solenne che segna per i giovani cadetti l’ingresso nella fase specialistica dell’iter formativo da ufficiale, in vista della nomina a sottotenente in servizio permanente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta di Modena come sede della cerimonia non è casuale: l’Accademia è la “casa madre” degli ufficiali dell’Esercito, un luogo carico di storia e identità, dove ogni comandante, ogni allievo, ogni soldato trova le radici del proprio servizio. Il Generale Stefano Messina, comandante dell’Accademia, ha salutato i 122 ufficiali del 204° Corso “Volontà”, tra cui sette provenienti da sei paesi stranieri, ribadendo come “comandare è assumersi un dovere, servire”, con esempio e dedizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La vocazione al servizio: l’eredità del Gen. Lamanna</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo toccante discorso di commiato, il Generale di Corpo d’Armata Carlo Lamanna ha voluto innanzitutto ringraziare il personale del Comando e la sua famiglia – la moglie e i figli – “per averlo aiutato a realizzare il suo meraviglioso sogno”. Ha ribadito come ogni sua scelta sia stata guidata dalla “passione per il servizio alla Patria, alle istituzioni e per i valori che ci uniscono”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22391,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/Discorso-del-Gen.-C.A.-Lamanna-1024x682.jpg\" alt=\"brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22391\" title=\"Cerimonia solenne a Modena: nuovo comandante e nuove sfide per il COMFORDOT - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale di Corpo d’Armata Lamanna ha tracciato il suo operato come una vera vocazione, più che una carriera: “Ho sempre considerato questo non un mestiere, non una semplice professione, bensì una vocazione! Una chiamata interiore che mi ha guidato ogni giorno, nelle scelte difficili, nei momenti di sacrificio ma anche nelle soddisfazioni più autentiche”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’eredità, la sua, fatta di dedizione, coerenza e responsabilità, che si innesta pienamente nello spirito del COMFORDOT: quello di formare non solo professionisti delle armi, ma leader capaci di affrontare le complessità del mondo contemporaneo. Il Generale Masiello ha sottolineato come proprio in questa fase storica, l’Esercito sia chiamato a confrontarsi con scenari cangianti: “Stiamo vivendo una rivoluzione tecnologica che, per la prima volta nella storia militare, ha assunto una dimensione filosofica”. E ha poi ammonito: “Non servono yes man, ma comandanti capaci di proporre idee, alternative, soluzioni, senza paura di sbagliare”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un richiamo forte, che affida agli ufficiali di domani un compito difficile ma entusiasmante: saper governare il cambiamento, con senso critico e spirito di servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il futuro passa da Torino: la visione del Gen. Vespaziani</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo comandante, Gen. C.A. Antonello Vespaziani, ha assunto l’incarico con orgoglio, consapevole della grande responsabilità. Ha sottolineato il valore simbolico e strategico dello spostamento del Comando da Roma a Torino, “città dalle salde radici militari, che da oltre due secoli ospita e custodisce la formazione degli ufficiali dell’Esercito”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22392,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/Discorso-del-Gen.-C.A.-Vespaziani-1024x682.jpg\" alt=\"brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22392\" title=\"Cerimonia solenne a Modena: nuovo comandante e nuove sfide per il COMFORDOT - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La città sabauda, già sede di prestigiose istituzioni formative militari, diventa oggi il nuovo fulcro della formazione e specializzazione dell’Esercito, nel quadro della riforma nota come “Nuovo Modello Esercito”. Un piano di razionalizzazione e semplificazione che punta a una maggiore efficienza, riducendo livelli gerarchici e valorizzando l’unicità del comando.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Torino è fiamma viva – ha detto Vespaziani – un’eredità da custodire, onorare, rinnovare”. Ed è proprio questa la sfida: far convivere la solidità della tradizione con la spinta all’innovazione tecnologica e culturale. In questo senso, l’Accademia Militare di Modena continuerà ad avere un ruolo centrale, con oltre 700 frequentatori l’anno in corsi di laurea che spaziano dalle Scienze Strategiche all’Ingegneria, dalla Medicina Veterinaria alla Giurisprudenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come ha concluso il Generale Masiello, rivolgendosi agli allievi: “Quando tutto vi sembrerà incerto, tornerete con la mente a questi cortili, trovando ispirazione”. L’Esercito cambia, evolve, si trasforma, ma resta fedele al suo cuore: uomini e donne pronti a servire con competenza, coraggio e visione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/Il-Capo-di-Stato-Maggiore-dellEsercito-passa-in-rassegna-lo-schieramento.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"COMFORDOT, esercitoitaliano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-04 05:41:58","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/cambio_comfordot.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22390-cerimonia-solenne-a-modena-nuovo-comandante-e-nuove-sfide-per-il-comfordot.mp4","galleria":""}
{"id":22403,"titolo":"Leonardo compra IDV: blindati e strategia restano in Italia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il futuro di Iveco Defence Vehicles (IDV), storica azienda italiana specializzata nei veicoli militari, è stato definito: resterà in mani italiane grazie all’acquisizione da parte di Leonardo. Con un’operazione dal valore di 1,7 miliardi di euro, il colosso dell’aerospazio e della difesa ha finalizzato l’accordo per acquisire l’intero segmento dei veicoli da difesa di Iveco. Il closing dell’operazione è previsto per il primo trimestre del 2026, dopo il via libera delle autorità competenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il presidente e amministratore delegato di Leonardo, Roberto Cingolani, ha definito l’acquisizione “perfettamente in linea con il piano industriale”, spiegando come questa permetterà di sviluppare una capacità industriale completamente italiana nel settore terrestre, integrando le piattaforme meccaniche di IDV con le tecnologie sensoristiche ed elettroniche di Leonardo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22405,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Leonardo compra IDV: blindati e strategia restano in Italia - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/AA1HK8tj-1024x576.jpg\" alt=\"Leonardo compra IDV: blindati e strategia restano in Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22405\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Leonardo compra IDV: blindati e strategia restano in Italia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’operazione ha scongiurato la possibilità che l’azienda passasse sotto il controllo di gruppi stranieri, come la franco-tedesca KNDS, la spagnola Indra o la ceca CSG, che avevano manifestato forte interesse per IDV. Alla fine, non è stato necessario l’intervento del governo italiano con il Golden Power: è stata Leonardo a chiudere la partita, riportando sotto il proprio ombrello un asset considerato strategico per la sicurezza nazionale e la competitività industriale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il significato strategico: verso un polo nazionale del terrestre</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’acquisizione di IDV non rappresenta solo un’operazione finanziaria rilevante, ma segna anche un importante passo nella costruzione di un polo nazionale della difesa terrestre. Con sede a Bolzano e una forza lavoro di circa 2.000 dipendenti, IDV rappresenta una realtà d’eccellenza nel settore dei veicoli blindati e corazzati. I suoi cinque stabilimenti, dislocati tra Europa e Sud America, hanno generato ricavi superiori a 1,1 miliardi di euro nel 2024.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i prodotti più iconici di IDV figurano i cacciacarri Centauro I e II, considerati tra i migliori al mondo nella loro categoria. L’integrazione con Leonardo potenzierà ulteriormente queste capacità, combinando meccanica avanzata con tecnologie all’avanguardia nei sensori, nei sistemi di comando e controllo, nelle comunicazioni e nella protezione attiva dei mezzi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22406,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Leonardo compra IDV: blindati e strategia restano in Italia - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/imagem-ilustrativa-centauro-ii-credito-consorcio-iveco-oto-melara-divulgacao-1024x724.jpg\" alt=\"Leonardo compra IDV: blindati e strategia restano in Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22406\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Leonardo compra IDV: blindati e strategia restano in Italia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Questa operazione ci permette di diventare un player a 360 gradi nel settore terrestre, con capacità end-to-end interamente italiane”, ha affermato Cingolani. In un contesto in cui l’Europa sta aumentando drasticamente gli investimenti nella difesa a seguito delle nuove tensioni geopolitiche, l’operazione rafforza l’autonomia strategica dell’Italia e la sua capacità di influenzare i futuri sviluppi industriali europei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’acquisizione rappresenta anche un messaggio chiaro sul piano politico e industriale: l’Italia non intende rinunciare al controllo dei suoi asset strategici. Al contrario, punta a consolidarli in un sistema integrato e competitivo, pronto a giocare un ruolo da protagonista sia nei programmi europei che nei mercati internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le prospettive: cooperazione europea e crescita industriale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il futuro di IDV sotto l’egida di Leonardo potrebbe aprire anche nuovi scenari sul fronte europeo. In particolare, l’attenzione si concentra sul rapporto con Rheinmetall, gigante tedesco della difesa e partner già esistente di Leonardo nella joint venture Leonardo-Rheinmetall Military Vehicles (LRMV). Quest’ultima, attiva nella produzione di veicoli blindati per uso militare, potrebbe trarre vantaggio dalla nuova configurazione industriale italiana, aprendo a un potenziamento della cooperazione tra Roma e Berlino nel campo dei veicoli pesanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22407,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Leonardo compra IDV: blindati e strategia restano in Italia - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/08/OIP-1-1024x680.jpg\" alt=\"Leonardo compra IDV: blindati e strategia restano in Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22407\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Leonardo compra IDV: blindati e strategia restano in Italia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fonti vicine ai due gruppi indicano che saranno valutate opzioni per valorizzare ulteriormente il comparto, con la possibilità di condividere piattaforme, tecnologie o sviluppare progetti congiunti, come ad esempio un nuovo blindato europeo di nuova generazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La mossa di Leonardo, dunque, va letta anche nel quadro più ampio della difesa comune europea. Mentre il progetto KNDS (che unisce la francese Nexter e la tedesca Krauss-Maffei Wegmann) rappresenta uno dei pilastri continentali, l’Italia afferma il proprio ruolo con un’iniziativa autonoma, ma aperta alla collaborazione. La forza di Leonardo, ora potenziata dall’integrazione con IDV, sarà una leva importante per accedere ai fondi comunitari destinati alla difesa e per negoziare da una posizione di forza in eventuali alleanze industriali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, l’acquisizione di IDV da parte di Leonardo è un passaggio cruciale nella definizione della postura strategica italiana nella difesa terrestre. È un’operazione che protegge l’autonomia industriale, rafforza la capacità tecnologica nazionale e apre la strada a una maggiore competitività nei mercati internazionali. In un mondo che si fa sempre più instabile, avere un sistema Paese solido, coeso e tecnologicamente avanzato diventa una necessità – e non più una semplice ambizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/AA1JwbRk.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"IDV, Leonardo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-03 09:43:34","stato":"draft","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://formiche.net/2025/07/idv-restera-italiana-finalizzato-lacquisto-da-parte-di-leonardo-per-17-miliardi/#content","difesanews":"","video_art":"","galleria":""}
{"id":22374,"titolo":"USA, l’Esercito accelera sull’intelligenza artificiale per gestire lo spazio aereo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Esercito degli Stati Uniti sta accelerando l’integrazione di intelligenza artificiale (AI) e machine learning (ML) per affrontare una delle sfide più complesse del campo di battaglia moderno: la gestione di uno spazio aereo sempre più affollato e complesso. È quanto emerge da una <a href=\"https://sam.gov/workspace/contract/opp/90e7ea130d474afa8adaaa5ccc8ff768/view\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Request for Information (RFI) pubblicata dal Program Executive Office of Intelligence, Electronic Warfare and Sensors (PEO IEW&amp;S)</a>, nell’ambito del programma Next Generation Command and Control (NGC2).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Troppi velivoli, troppe variabili: l’AI entra in campo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La crescente diffusione di sistemi aerei senza pilota (UAS), droni kamikaze (loitering munitions), elicotteri e velivoli convenzionali ha messo sotto pressione i tradizionali sistemi di gestione dello spazio aereo. “Il ritmo, la scala e la complessità delle operazioni odierne richiedono soluzioni più intelligenti”, si legge nella RFI.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo del programma è duplice:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>A breve termine: disporre di capacità immediatamente utilizzabili (“fight tonight”) basate su tecnologie già esistenti;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>A lungo termine: sviluppare una visione scalabile e adattiva per la gestione dinamica dello spazio aereo, che supporti l’intero ecosistema NGC2.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Soluzioni richieste: dal rilevamento in tempo reale all’ottimizzazione predittiva</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le capacità AI/ML che l’Esercito USA intende sperimentare:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Rilevamento e risoluzione dei conflitti in tempo reale</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Integrazione automatizzata di UAS e munizioni circuitanti</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Analisi predittiva per l’allocazione ottimale dello spazio aereo</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sistemi anti-jamming e gestione elettronica</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Soluzioni a basso impatto ambientale</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tutte queste funzionalità puntano a ridurre il carico cognitivo sui comandanti, migliorare la situational awareness e abilitare decisioni rapide e accurate in ambienti dinamici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">MVP già da novembre: esercitazione con la 25ª Divisione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le aziende interessate devono rispondere all’avviso entro il 29 agosto e presentare prodotti minimi funzionanti (MVP) già pronti per essere testati sul campo entro novembre 2025, in occasione dell’esercitazione del Joint Pacific Multinational Readiness Center con la 25ª Divisione di Fanteria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La 25ª ID si unisce così alla 4ª Divisione di Fanteria, già identificata come unità sperimentale principale del programma NGC2, che punta a unificare intelligence, comando e controllo, e sistemi d’arma in un unico ecosistema integrato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un “team di team” per l’NGC2</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Esercito USA ha già avviato il progetto affidando la prima OTA (Other Transaction Authority) a Team Anduril, che include aziende di primo piano come:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Anduril</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Palantir</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Striveworks</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Govini</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Microsoft</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Research Innovations Inc.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Instant Connect Enterprise</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, non ci sarà un unico contractor principale. Il progetto sarà sviluppato attraverso una struttura a “team di team”, come confermato da Mark Kitz, ex responsabile del PEO C3N, oggi in Anduril.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Riflessioni per l’Italia e l’Europa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa NGC2 e l’integrazione dell’intelligenza artificiale nel comando e controllo aereo anticipano tendenze che inevitabilmente coinvolgeranno anche i partner NATO. L’Italia, già impegnata nello sviluppo di capacità C4ISR e nella cooperazione strategica internazionale, può trarre spunti preziosi dai progressi statunitensi per accelerare l’evoluzione dei propri sistemi di difesa integrata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2021, il Ministero della Difesa ha stanziato circa <strong>190 milioni di euro</strong> per lo sviluppo di tecnologie AI in ambito militare, con un orizzonte temporale fino al 2035. L’intelligenza artificiale viene concepita come un <strong>moltiplicatore di efficacia operativa</strong>, grazie all’impiego di sensoristica avanzata, automazione, fusione dei dati e supporto decisionale, pur mantenendo il fattore umano al centro del processo (\"human in the loop\").</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, l’Esercito Italiano ha adottato <strong>SitaWare Headquarters</strong>, una piattaforma C4ISR di ultima generazione che consente una <strong>common operational picture</strong> condivisa tra i vari livelli di comando. Il sistema è completamente interoperabile con le architetture NATO e permette la gestione digitale di ordini, pianificazioni operative e attività di sorveglianza sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fonti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://breakingdefense.com/2025/07/army-seeks-ai-ml-tools-to-tame-crowded-airspace-under-ngc2-push\">https://breakingdefense.com/2025/07/army-seeks-ai-ml-tools-to-tame-crowded-airspace-under-ngc2-push</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://systematic.com/int/industries/defence/news-knowledge/news/2024_italian-army-selects-sitaware-headquarters/?utm_source=chatgpt.com\">https://systematic.com/int/industries/defence/news-knowledge/news/2024_italian-army-selects-sitaware-headquarters/</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/airspace.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"AI, us army","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-01 09:16:16","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22374-usa-lesercito-accelera-sullintelligenza-artificiale-per-gestire-lo-spazio-aereo.mp4","galleria":""}
{"id":22370,"titolo":"Germania, è record di arruolamenti: +28% di reclute nel 2025","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La campagna di arruolamento dell’Esercito tedesco sta dando i suoi frutti. Secondo quanto riportato dal quotidiano <em>Sueddeutsche Zeitung</em>, nei primi sei mesi del 2025 il numero di persone che hanno fatto richiesta per entrare nella Bundeswehr è cresciuto del 28% rispetto allo stesso periodo del 2024. Si parla di <strong>13.739 nuove assunzioni</strong>, un risultato che potrebbe consentire al governo tedesco di <strong>raggiungere l’obiettivo di 20.000 nuove reclute annuali</strong> senza ricorrere al <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-germania-verso-la-riforma-del-servizio-militare-la-possibile-reintroduzione-della-leva-obbligatoria/\">ripristino della leva obbligatoria</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il numero totale dei militari — tra soldati professionisti, temporanei e coscritti volontari — ha registrato un incremento dell’<strong>1%</strong>, arrivando a <strong>183.000 effettivi</strong>. In particolare, è <strong>la componente volontaria a trainare la crescita</strong>: i <strong>coscritti volontari</strong> sono aumentati del <strong>15%</strong>, raggiungendo quota <strong>11.400</strong>, il miglior dato degli ultimi dieci anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un risultato che rappresenta un <strong>importante successo politico per il ministro della Difesa Boris Pistorius</strong>, che sin dall’inizio del suo incarico ha puntato a <strong>rendere il servizio militare più attrattivo per i giovani</strong>, attraverso riforme, comunicazione mirata e valorizzazione del ruolo delle Forze Armate nella società.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Obiettivi ambiziosi per il futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il piano a lungo termine prevede un aumento significativo della forza militare complessiva:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>260.000 effettivi</strong> attivi nella Bundeswehr</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>200.000 riservisti</strong> disponibili e addestrati</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta di una strategia coerente con la nuova postura della Germania all’interno della NATO e del contesto europeo, che punta a una <strong>maggiore prontezza operativa</strong>, anche alla luce delle crescenti tensioni internazionali e della necessità di rafforzare la deterrenza sul fronte orientale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un momento in cui molti Paesi europei registrano difficoltà nei reclutamenti, il caso tedesco dimostra come <strong>politiche mirate, visione strategica e investimenti nel personale</strong> possano fare la differenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/08/Bundeswehr.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"arruolamento, Bundeswehr","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-08-01 08:58:45","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22370-germania-e-record-di-arruolamenti-28-di-reclute-nel-2025.mp4","galleria":""}
{"id":22366,"titolo":"Cooperazione Italia-USA: CEPOLISPE ed ERDC rafforzano la sinergia tecnico-scientifica nella difesa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Prosegue con slancio la cooperazione tra il <em>Centro Polifunzionale di Sperimentazione dell’Esercito Italiano (CEPOLISPE)</em> e l’<em>Engineering Research and Development Center (ERDC)</em> dello U.S. Army. Nel mese di giugno 2025, il centro italiano ha ospitato la <strong>Dott.ssa Elizabeth Ferguson</strong>, Senior Science Technical Manager dell’ERDC, per una visita ufficiale che ha segnato un ulteriore passo avanti nella collaborazione bilaterale tra i due enti di eccellenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l’incontro, la delegazione americana ha potuto approfondire il funzionamento delle infrastrutture del CEPOLISPE e osservare da vicino le attività sperimentali condotte dagli ufficiali ingegneri italiani su <strong>veicoli militari, sistemi d’arma, materiali e tecnologie avanzate</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un’alleanza strategica per l’innovazione in ambito Difesa</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cooperazione tra CEPOLISPE ed ERDC si inserisce nel più ampio quadro delle <strong>relazioni strategiche tra Italia e Stati Uniti in ambito militare e scientifico</strong>. Entrambi i centri si distinguono per le loro capacità avanzate di <strong>ricerca, sviluppo e sperimentazione tecnologica</strong>, rappresentando due pilastri per l’innovazione nel settore della Difesa terrestre.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il CEPOLISPE, che svolge un ruolo fondamentale nella <strong>formazione avanzata del Corpo degli Ingegneri dell’Esercito Italiano</strong>, rafforza con questa collaborazione il proprio profilo internazionale. L’ERDC, con sede a Vicksburg, Mississippi, è uno dei principali hub di ricerca dell’U.S. Army.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il programma ESEP: scambio di competenze e cultura tecnico-operativa</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fulcro della collaborazione è il <strong>programma ESEP (Engineers and Scientists Exchange Program)</strong>, che promuove lo <strong>scambio di personale tecnico tra le due Forze Armate</strong>. Dal settembre 2024, un ufficiale ingegnere del CEPOLISPE è in servizio presso l’ERDC, contribuendo attivamente ai progetti di ricerca americani e rafforzando l’interoperabilità tecnico-scientifica tra i due Paesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante le recenti visite sono emerse <strong>nuove prospettive di cooperazione</strong>, tra cui:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>la <strong>possibile stipula di un Data Exchange Agreement</strong> nell’ambito procurement;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>la <strong>creazione di un gruppo di lavoro congiunto</strong> per le attività di <em>Testing &amp; Evaluation</em>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste iniziative evidenziano la <strong>volontà condivisa di espandere il dialogo tecnico</strong>, anche in settori critici come la valutazione di nuovi materiali e tecnologie dual-use.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Formazione, sperimentazione, sinergia</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla luce degli ottimi risultati raggiunti, le parti hanno confermato <strong>l’intenzione di proseguire e ampliare il programma ESEP</strong>, riconosciuto come uno <strong>strumento chiave per trasferire know-how strategico in Italia</strong> e accrescere il bagaglio tecnico degli ufficiali ingegneri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cooperazione tra CEPOLISPE ed ERDC rappresenta <strong>un modello virtuoso di scambio tecnologico tra due nazioni alleate</strong>, capace di generare benefici concreti per l’innovazione militare, la sicurezza operativa e lo sviluppo scientifico a livello globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/cep-erdc.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"cepolispe, ERDC, ProgrammaESEP","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-31 16:57:13","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22366-cooperazione-italia-usa-cepolispe-ed-erdc-rafforzano-la-sinergia-tecnico-scientifica-nella-difesa.mp4","galleria":""}
{"id":22359,"titolo":"Narcos in Ucraina per addestrarsi all’uso di Droni: allarme delle autorità","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’indagine congiunta dei servizi segreti ucraini (SBU) e dell’intelligence militare ha rivelato che membri di cartelli della droga latinoamericani si sarebbero infiltrati nella <strong>Legione Internazionale ucraina</strong> con l’obiettivo di ricevere <strong>addestramento avanzato sui droni da combattimento</strong>, per poi applicare tali tecniche nei propri Paesi contro forze di sicurezza e gruppi rivali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’allarme è scattato dopo che il <strong>Centro di Intelligence Nazionale del Messico</strong> ha segnalato la presenza di “volontari” messicani in Ucraina, interessati in particolare alle capacità FPV (First Person View), tecniche che permettono di pilotare droni come missili di precisione economici. L’indagine, <a href=\"https://www.intelligenceonline.com/government-intelligence/2025/07/29/ukraine-counterintelligence-investigates-presence-of-sicarios-on-front-line,110496139-eve\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">riportata dal media francese <em>Intelligence Online</em></a>, si è allargata anche a cittadini colombiani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel mirino delle autorità ucraine c’è il <strong>gruppo tattico “Ethos”</strong>, attivo nelle regioni di Donetsk e Kharkiv, dove sarebbero stati inseriti appositamente alcuni volontari di lingua spagnola con esperienza o legami pregressi con i cartelli. Tra i casi più eclatanti, un individuo conosciuto come <strong>“Águila-7”</strong>, registrato con documenti salvadoregni falsi, avrebbe ricevuto formazione avanzata a Leopoli mostrando competenze militari insolite, incluse tecniche di guerra elettronica e mimetizzazione termica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accertamenti successivi hanno rivelato possibili collegamenti con ex membri delle <strong>forze speciali GAFE</strong> del Messico, da cui sono spesso reclutati i sicari dei cartelli, in particolare del sanguinario gruppo <strong>Los Zetas</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, almeno tre ex guerriglieri FARC sarebbero stati inseriti nella Legione utilizzando documenti falsi panamensi e venezuelani, con spostamenti organizzati da reti legate alla criminalità organizzata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ucraina: campo d’addestramento per guerre asimmetriche</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il conflitto in Ucraina ha portato alla creazione di un <strong>complesso programma formativo militare</strong> che comprende fabbricazione di droni, manovre tattiche, tecniche anti-jamming e coordinamento sul campo in tempo reale: competenze che rappresentano <strong>un moltiplicatore di forza per gruppi armati non statali</strong> come i narcos.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un funzionario dell’SBU ha dichiarato al media <em>Intelligence Online</em>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“Abbiamo accolto i volontari in buona fede. Ora dobbiamo riconoscere che l’Ucraina è diventata una piattaforma globale per la diffusione delle tattiche FPV. Alcuni vengono qui solo per imparare a uccidere con un drone da 400 dollari e poi rivendono questa conoscenza.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’inchiesta solleva <strong>serie preoccupazioni per la sicurezza regionale in America Latina</strong>, dove già oggi i cartelli messicani utilizzano droni armati contro la polizia e i rivali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/uk-drone.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Drone, Narcos, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-31 16:49:38","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/the-americas/2025/07/30/drug-cartel-operatives-snuck-into-ukraine-for-drone-training-report/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22359-narcos-in-ucraina-per-addestrarsi-alluso-di-droni-allarme-delle-autorita.mp4","galleria":""}
{"id":22354,"titolo":"Leonardo rafforza la supremazia nella Difesa terrestre: acquisita Iveco Defence da Exor","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una svolta storica per l’industria della Difesa italiana ed europea: <strong>Leonardo ha acquisito Iveco Defence Vehicles (IDV)</strong> per un valore di <strong>1,7 miliardi di euro</strong>, consolidando così il proprio ruolo come <strong>player strategico nel settore della Difesa terrestre</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Iveco Defence passa a Leonardo: cosa significa per l’Italia e l’Europa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’operazione è parte di una più ampia manovra che ha visto <strong>Exor</strong>, la holding della famiglia Agnelli, <strong>cedere Iveco Group</strong> in due tronconi distinti: la parte civile e commerciale al colosso indiano <strong>Tata Motors</strong>, e quella militare a Leonardo. La cessione di <strong>IDV e Astra</strong>, i due marchi di riferimento per i veicoli da combattimento e da trasporto militare, rappresenta <strong>un passaggio di consegne di portata strategica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo l’amministratore delegato di Leonardo, <strong>Roberto Cingolani</strong>, si tratta di «<strong>un tassello fondamentale nella nostra strategia di crescita</strong>», volto a rafforzare la presenza del gruppo nel settore terrestre in un momento di <strong>forte espansione della domanda europea di mezzi militari</strong>, sia ruotati che cingolati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso un polo industriale europeo della Difesa terrestre</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questa acquisizione, Leonardo diventa <strong>original equipment manufacturer (OEM)</strong> anche nel segmento dei veicoli blindati e tattici, integrando produzione, tecnologia, e rete commerciale. L’accordo consentirà all’azienda di proporre <strong>piattaforme integrate e soluzioni combinate</strong>, grazie anche alla <strong>complementarità con le attività in partnership con Rheinmetall</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Leonardo rafforza così la propria capacità di competere su scala globale nel settore dei mezzi da difesa terrestre, un comparto sempre più cruciale in un contesto geopolitico instabile e con prospettive di riarmo generalizzato in Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Finanziamento con fondi propri e sinergie future</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’operazione sarà <strong>finanziata interamente con la liquidità di cassa disponibile</strong> da parte di Leonardo e non prevede quindi ricorso a indebitamento aggiuntivo. Inoltre, sarà valutata insieme a <strong>Rheinmetall la possibilità di valorizzare ulteriormente i veicoli pesanti</strong> già presenti nel perimetro IDV.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>closing dell’acquisizione è previsto per il primo trimestre del 2026</strong>, subordinato all’approvazione delle autorità regolatorie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il plauso dei sindacati e la fiducia nel rilancio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La mossa è stata accolta positivamente anche dalle organizzazioni sindacali, che vedono nella manovra <strong>un’opportunità per aumentare volumi produttivi e occupazione</strong>, anche alla luce dei <strong>buoni risultati economici semestrali</strong> di Leonardo (+44,4% di utile netto ordinario).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come affermato da Olof Persson, CEO uscente di Iveco Group, l’operazione «<strong>proietta il settore Defence nella sua giusta dimensione</strong>, al fianco di un attore globale come Leonardo, per la creazione di un leader mondiale nel settore terrestre».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’integrazione di Iveco Defence in Leonardo consolida un assetto industriale di primo piano per la Difesa terrestre, ponendo le basi per una filiera europea più autonoma, resiliente e orientata alla sicurezza strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/idv-2.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#IvecoDefence, IDV, LeonardoCompany","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-31 16:41:33","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22354-leonardo-rafforza-la-supremazia-nella-difesa-terrestre-acquisita-iveco-defence-da-exor.mp4","galleria":""}
{"id":22339,"titolo":"Visita del Generale Portolano a Baku: Italia e Azerbaijan rafforzano l’intesa strategica tra difesa, tecnologia e sicurezza","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 23 e 24 luglio 2025, il Generale Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore della Difesa italiana, ha compiuto una missione ufficiale in Azerbaijan, dove ha incontrato il Colonnello Generale Karim Valiyev. La visita si è svolta in un clima di intesa strategica e armonia operativa, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la cooperazione bilaterale in ambito difesa tra Roma e Baku. L'iniziativa si inserisce nel quadro delle direttive politiche fissate dal Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto, volto a rafforzare il posizionamento italiano nello spazio geopolitico caucasico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l’incontro, è emersa la volontà congiunta di passare dal dialogo alla realizzazione concreta di progetti comuni, sia sul fronte dell’addestramento e della formazione militare, sia sul piano tecnico-industriale e tecnologico. Il contesto geopolitico della regione, segnato dalle tensioni nella zona del Nagorno-Karabakh e dalle recenti ripercussioni del conflitto tra Iran e Israele, ha dato ulteriore urgenza e rilevanza alla cooperazione in materia di sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’analisi congiunta delle <strong>lezioni apprese dalla guerra dei 44 giorni</strong> ha costituito un momento chiave per rafforzare l’intesa strategica, consolidando una visione comune sulle minacce asimmetriche e sulle misure di contrasto multilivello da implementare nei prossimi anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tecnologie critiche e sicurezza multidominio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il confronto ha incluso una gamma articolata di temi tecnici e operativi. Le discussioni hanno toccato i domini terrestre, marittimo, aereo, spaziale e cibernetico, evidenziando una chiara apertura verso lo sviluppo di capacità condivise, anche in chiave NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22341,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/0824d63e-4cb6-44d3-87c6-56e992e558eb-1024x682.jpg\" alt=\"Italia e Azerbaijan rafforzano l’intesa strategica: difesa, tecnologia e sicurezza al centro della visita del Generale Portolano a Baku - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22341\" title=\"Italia e Azerbaijan rafforzano l’intesa strategica: difesa, tecnologia e sicurezza al centro della visita del Generale Portolano a Baku - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di particolare rilievo è stato l’interesse a sviluppare cooperazione nel settore <strong>underwater</strong>, per rafforzare la sorveglianza costiera e la difesa delle infrastrutture critiche nel Mar Caspio. Il Generale Portolano ha anche evidenziato la disponibilità italiana nel settore della <strong>cyber security</strong>, aspetto centrale della difesa moderna. La visita al <strong>Cyber Security Centre</strong> e all’<strong>Air Force Combat Control Centre</strong> ha confermato l’elevato livello tecnico delle forze azere e il loro interesse a beneficiare dello scambio esperienziale con gli omologhi italiani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una menzione speciale è stata riservata al tema dello <strong>sminamento umanitario</strong>, questione ancora aperta in Azerbaijan a seguito dei conflitti territoriali. Il Colonnello Generale Valiyev ha auspicato l’intervento di aziende italiane specializzate nel settore, come espressione concreta di cooperazione industriale a fini umanitari e di stabilizzazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In parallelo, è stata ribadita la volontà azera di collaborare con l’Italia sulle tecnologie <strong>CBRN (chimico, biologico, radiologico, nucleare)</strong>, viste le preoccupazioni generate dall’instabilità regionale. Anche in questo campo, le eccellenze industriali italiane, riconosciute per innovazione e affidabilità, potrebbero trovare uno sbocco rilevante nel mercato azero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’interesse reciproco si è inoltre esteso al settore <strong>satellitare</strong>, per favorire lo sviluppo di capacità dual-use sia per fini civili sia per la sorveglianza strategica, nonché allo <strong>scambio cyber</strong> tra strutture di comando e centri di analisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Intese concrete e prospettive future</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visita si è conclusa con un incontro ad alto livello tra il Generale Portolano e il Ministro della Difesa azero, Generale Zakir Hasanov, alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Azerbaijan, S.E. Luca Di Gianfrancesco. Quest’ultimo ha sottolineato il ruolo chiave della diplomazia integrata tra MAECI e Ministero della Difesa nel rafforzamento delle relazioni strategiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22342,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/f4d4800c-ea6c-40c7-861c-589c4339afd2-1024x627.jpg\" alt=\"Italia e Azerbaijan rafforzano l’intesa strategica: difesa, tecnologia e sicurezza al centro della visita del Generale Portolano a Baku - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22342\" title=\"Italia e Azerbaijan rafforzano l’intesa strategica: difesa, tecnologia e sicurezza al centro della visita del Generale Portolano a Baku - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i risultati già operativi della cooperazione tra Italia e Azerbaijan, meritano menzione le <strong>recenti forniture nel settore aeronautico</strong>, con l’adozione da parte azera degli elicotteri italiani <strong>AW139, AW109 SP e AW189</strong>, oltre ai velivoli da trasporto <strong>C-27J Spartan</strong>, simboli dell’eccellenza industriale italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un ulteriore passo avanti è rappresentato dall’accordo per la <strong>formazione di 19 militari azeri presso istituzioni militari italiane</strong>, che rappresenta non solo un gesto di fiducia, ma anche un investimento nel lungo periodo per la creazione di un linguaggio operativo comune.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visita del Generale Portolano ha dunque sancito una nuova fase del rapporto bilaterale tra Roma e Baku: una fase fatta di <strong>progetti concreti, condivisione strategica e integrazione tecnologica</strong>. L’Italia si conferma attore autorevole nel Caucaso, contribuendo alla stabilità della regione e promuovendo il proprio sistema Paese attraverso una diplomazia della difesa attenta, pragmatica e orientata al futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/5d788f16-0cac-4fd1-8aa9-81655bb148dc.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"cooperazionebilaterale, difesamilitare, italiaazerbaijan","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-30 11:20:39","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/smd/casmd/eventi/visita-capo-di-stato-maggiore-difesa-in-azerbaijan/75779.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22339-visita-del-generale-portolano-a-baku-italia-e-azerbaijan-rafforzano-lintesa-strategica-tra-difesa-tecnologia-e-sicurezza.mp4","galleria":""}
{"id":22327,"titolo":"Misano 2025: l’Esercito Italiano scende in pista tra paracadutisti e dimostrazioni operative","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 25 al 27 luglio 2025, il World Circuit “Marco Simoncelli” di Misano Adriatico ha ospitato una tappa speciale del Campionato Italiano Velocità (CIV), resa ancora più significativa dalla presenza strutturata e dinamica dell’Esercito Italiano. Migliaia di visitatori, appassionati di motociclismo e famiglie, hanno potuto vivere un’esperienza immersiva all’interno dell’area espositiva militare, entrando in contatto diretto con la cultura della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Esercito ha partecipato all’evento con un ampio ventaglio di attività dimostrative e con assetti operativi in mostra, coinvolgendo reparti altamente rappresentativi delle capacità tecniche e sportive delle Forze Armate. La Brigata Paracadutisti “Folgore”, in particolare, ha attirato grande attenzione attraverso dimostrazioni pratiche del <strong>Metodo di Combattimento Militare (MCM)</strong> e del <strong>Military Fitness</strong>, coinvolgendo attivamente il pubblico in sessioni interattive che hanno evidenziato la preparazione fisica e mentale richiesta ai militari in servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22329,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Foto6-1024x769.jpg\" alt=\"Misano 2025: l’Esercito Italiano scende in pista tra paracadutisti e dimostrazioni operative - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22329\" title=\"Misano 2025: l’Esercito Italiano scende in pista tra paracadutisti e dimostrazioni operative - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa, coordinata dal <strong>Comando Militare Esercito “Emilia-Romagna”</strong>, ha incluso anche una componente informativa fondamentale: un’area dedicata all’orientamento verso i percorsi di carriera nelle Forze Armate. I visitatori hanno ricevuto informazioni dettagliate sui concorsi per l’<strong>Accademia Militare di Modena</strong>, la <strong>Scuola Sottufficiali di Viterbo</strong>, e le <strong>Scuole Militari “Nunziatella” di Napoli e “Teuliè” di Milano</strong>, oltre alle opportunità offerte per diventare <strong>Volontari in Ferma Iniziale (VFI)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A rafforzare l’interazione con il pubblico è stata <strong>Radio Esercito</strong>, la web radio istituzionale che ha trasmesso l’evento in diretta, alternando musica, approfondimenti, interviste e momenti di dialogo con gli spettatori, in uno stile fresco e coinvolgente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’aviolancio dei paracadutisti: un gesto simbolico carico di significato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i momenti più spettacolari ed emozionanti del fine settimana motociclistico, ha dominato l’aviolancio dei paracadutisti del <strong>Reparto Attività Sportive dell’Esercito Italiano</strong>, che si sono lanciati da un elicottero <strong>NH90 dell’Aviazione dell’Esercito</strong>, sorvolando il circuito con straordinaria precisione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:columns {\"verticalAlignment\":\"top\"} -->\n<div class=\"wp-block-columns are-vertically-aligned-top\"><!-- wp:column {\"verticalAlignment\":\"top\",\"width\":\"100%\"} -->\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-top\" style=\"flex-basis:100%\"><!-- wp:group {\"layout\":{\"type\":\"constrained\"}} -->\n<div class=\"wp-block-group\"><!-- wp:image {\"id\":22328,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"center\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/FOTO1-1024x683.jpg\" alt=\"brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22328\" title=\"Misano 2025: l’Esercito Italiano scende in pista tra paracadutisti e dimostrazioni operative - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image --></div>\n<!-- /wp:group --></div>\n<!-- /wp:column --></div>\n<!-- /wp:columns -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’atterraggio è avvenuto direttamente sul tracciato, dove i tre militari hanno portato con sé tre vessilli: il <strong>Tricolore</strong>, il <strong>logo istituzionale dell’Esercito Italiano</strong> e quello della <strong>Federazione Motociclistica Italiana (FMI)</strong>. In particolare, uno dei paracadutisti ha spiegato al pubblico il significato del gigantesco Tricolore aperto in volo: un segno visibile di identità nazionale, professionalità e spirito di squadra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esibizione ha raggiunto il suo culmine quando è stata <strong>consegnata la bandiera a scacchi</strong> al Coordinatore Velocità della FMI. Più che un simbolo di “fine corsa”, la bandiera a scacchi, in questo contesto, ha rappresentato <strong>sacrificio, passione, vittoria</strong> e <strong>l’ideale comune tra sport e servizio militare</strong>. Questo gesto ha consolidato il legame tra l’Esercito e la Federazione Motociclistica Italiana, già suggellato da un <strong>protocollo d’intesa</strong> che mira a promuovere valori condivisi come <strong>disciplina, preparazione tecnica, rispetto delle regole e spirito di corpo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il volo dei paracadutisti non è stato solo una dimostrazione tecnica, ma un potente messaggio visivo rivolto in particolare al mondo giovanile: esprimere il meglio di sé è possibile, sia sui campi di gara che nella vita militare, attraverso il talento e l’impegno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Valori condivisi e missione educativa: la Difesa tra sport e società</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partecipazione dell’Esercito Italiano al CIV 2025 di Misano non è stata un episodio isolato, ma parte di una strategia ampia e coerente con la missione di avvicinamento tra Forze Armate e società civile. L’accordo con la <strong>Federazione Motociclistica Italiana</strong> rientra in una serie di iniziative volte a <strong>valorizzare lo sport come veicolo educativo e sociale</strong>, in grado di trasmettere messaggi positivi alle nuove generazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto come quello del motociclismo, in cui velocità, controllo, dedizione e fair play sono fondamentali, l’Esercito Italiano ha trovato terreno fertile per raccontare sé stesso in modo autentico e moderno. Le dimostrazioni operative, l’orientamento professionale e le attività interattive hanno reso concreto il messaggio: <strong>servire lo Stato è una scelta di vita fondata su valori solidi e competenze reali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22330,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Foto5-1024x683.jpg\" alt=\"Misano 2025: l’Esercito Italiano scende in pista tra paracadutisti e dimostrazioni operative - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22330\" title=\"Misano 2025: l’Esercito Italiano scende in pista tra paracadutisti e dimostrazioni operative - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo di pubblico dell’iniziativa — con decine di migliaia di presenze nei tre giorni — dimostra come il binomio tra <strong>sport e Difesa</strong> sia oggi più che mai attuale. La promozione della cultura della sicurezza, il rispetto delle regole, l’attenzione alla preparazione fisica e mentale, sono elementi che accomunano atleti e militari, e che possono diventare una leva educativa potente per coinvolgere i giovani in percorsi di crescita consapevole.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Misano ha offerto all’Esercito Italiano un palcoscenico ideale per raccontarsi e confrontarsi con la cittadinanza. La sinergia tra motociclismo e cultura della Difesa ha dato vita a un evento in cui passione sportiva, orgoglio nazionale e spirito di servizio si sono fusi in un linguaggio comune. Un’iniziativa che ha reso visibile e tangibile il volto umano, competente e moderno dell’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/Foto9.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"campionatovelocita, esercitoitaliano, misanocircuit","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-30 11:18:44","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Campionato_Misano.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22327-misano-2025-lesercito-italiano-scende-in-pista-tra-paracadutisti-e-dimostrazioni-operative.mp4","galleria":""}
{"id":22296,"titolo":"Stranieri nell'Esercito Italiano? Come funziona negli altri paesi NATO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attualmente, l’ordinamento italiano <strong>non consente ad alcun cittadino straniero di entrare a far parte delle Forze Armate</strong>, fatta eccezione per chi abbia già ottenuto <strong>la cittadinanza italiana</strong>. Non sono previste né legioni straniere né canali di arruolamento speciale, neppure per i cittadini comunitari. Alcune aperture si registrano solo in ambito civile (es. Servizio Civile Universale) o nella <strong>Croce Rossa Militare</strong>, ma si tratta di casi marginali e non riguardano le strutture operative della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le esigenze della Difesa: carenze e invecchiamento del personale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Ministro della difesa Giudo Crosetto</strong> ha recentemente evidenziato come l’Italia, al pari di molti altri Paesi europei, stia affrontando un problema crescente: la difficoltà nel reclutare giovani motivati a intraprendere la carriera militare. Il modello professionale, <strong>introdotto nel 2005 con l’abolizione della leva obbligatoria</strong>, ha funzionato per diversi anni, ma oggi mostra segnali di crisi evidenti. Tra le principali cause si segnalano l’invecchiamento del personale, l’aumento delle dimissioni volontarie e la concorrenza del settore privato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, l’apertura – anche parziale – dell’arruolamento <strong>a cittadini stranieri potrebbe rappresentare una risposta concreta</strong>, già adottata con successo da <strong>numerosi partner della NATO</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Paesi NATO che permettono l’arruolamento di stranieri</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Numerosi Paesi della NATO, comprese le principali economie europee e gli stessi Stati Uniti, consentono l’arruolamento di cittadini stranieri nelle proprie Forze Armate. Vediamo nel dettaglio quali nazioni lo permettono e con quali modalità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Francia – La Legione Straniera</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il caso più noto è quello della <strong>Francia</strong>, che dal 1831 mantiene attiva la celebre <strong>Legione Straniera</strong>, una forza d’élite composta <strong>esclusivamente da stranieri</strong> (eccetto gli ufficiali superiori). Possono arruolarsi cittadini di <strong>qualsiasi nazionalità</strong>, anche senza documenti, purché superino le selezioni fisiche e psicologiche. Dopo alcuni anni di servizio, è possibile ottenere la cittadinanza francese. Si tratta di un modello perfettamente integrato nel sistema militare nazionale, con impiego in missioni reali e addestramento di altissimo livello.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Spagna – Apertura ai Paesi latinoamericani</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Spagna</strong> consente l’arruolamento nella <strong>Truppa e Marineria</strong> (ossia il personale militare di base) anche a <strong>stranieri non in possesso della cittadinanza spagnola</strong>, a patto che provengano da <strong>Paesi con legami storici, culturali o linguistici con la Spagna</strong>. L’elenco ufficiale comprende:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Argentina, Bolivia, Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Guinea Equatoriale, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù, Repubblica Dominicana, Uruguay e Venezuela.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per candidarsi è necessario:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>possesso di un permesso di soggiorno temporaneo o permanente in vigore</strong> in Spagna;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>buona conoscenza della lingua spagnola</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>residenza legale</strong> nel territorio spagnolo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa apertura ha permesso nel corso degli anni alla Spagna di mantenere un flusso costante di reclute e coprire efficacemente molti ruoli operativi nelle Forze Armate, soprattutto nei ranghi inferiori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo due anni di servizio attivo, i militari stranieri possono <strong>richiedere la cittadinanza spagnola</strong>, in virtù del servizio reso allo Stato, agevolando così un processo di integrazione strutturato e meritocratico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È importante sottolineare che <strong>l’accesso all’accademia militare per gli aspiranti Ufficiali è riservato esclusivamente ai cittadini con nazionalità spagnola</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Portogallo – Recrutamento da Paesi lusofoni</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Simile al modello spagnolo, il <strong>Portogallo</strong> accetta cittadini stranieri provenienti da <strong>Paesi di lingua portoghese</strong> (<strong>Brasile, Angola, Mozambico, Capo Verde, Guinea-Bissau, Timor Est</strong>). È richiesta una residenza legale e la conoscenza della lingua.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche in questo caso, l’obiettivo è <strong>rafforzare l’organico con personale motivato</strong>, offrendo in cambio formazione, regolarizzazione della posizione e possibilità di integrazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Regno Unito – Commonwealth e civili senza esperienza</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Regno Unito</strong> permette l’arruolamento anche a <strong>cittadini non britannici</strong>, <strong>purché siano cittadini di uno dei Paesi membri del Commonwealth</strong>, senza necessità di possedere la cittadinanza britannica. In passato era richiesto un periodo minimo di residenza nel Regno Unito, ma tale obbligo è stato <strong>parzialmente rimosso</strong>, soprattutto per i ruoli operativi nelle Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i <strong>Paesi del Commonwealth</strong> che rientrano in questa possibilità vi sono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Antigua e Barbuda, Australia, Bahamas, Bangladesh, Barbados, Belize, Botswana, Camerun, Canada, Cipro, Dominica, Eswatini, Figi, Gambia, Ghana, Grenada, Guyana, India, Giamaica, Kenya, Kiribati, Lesotho, Malawi, Malaysia, Maldive, Malta, Mauritius, Mozambico, Namibia, Nauru, Nuova Zelanda, Nigeria, Pakistan, Papua Nuova Guinea, Ruanda, Saint Kitts e Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Samoa, Seychelles, Sierra Leone, Singapore, Isole Salomone, Sudafrica, Sri Lanka, Tanzania, Tonga, Trinidad e Tobago, Tuvalu, Uganda, Vanuatu, Zambia.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi cittadini possono <strong>fare domanda per l'arruolamento diretto</strong> nei ranghi regolari dell’esercito britannico (British Army), Royal Navy e Royal Air Force, salvo esclusioni per ruoli che richiedono accesso a informazioni classificate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, i reparti di riserva delle forze speciali, come il <strong>21º &amp; 23º SAS (Special Air Service)</strong> <a href=\"http://Di fronte al calo delle domande di arruolamento, all’invecchiamento del personale e a una crescente domanda di forze operative qualificate, aprire anche parzialmente l’Esercito Italiano a cittadini stranieri selezionati e motivati potrebbe rappresentare una possibile risposta, già sperimentata da altri Paesi NATO.  Non si tratterebbe di istituire una &quot;legione straniera&quot; sul modello francese, ma di introdurre criteri di apertura mirati e ben regolamentati, come ad esempio:  consentire l’accesso a stranieri con residenza regolare in Italia da diversi anni, già integrati nel tessuto sociale;  aprire a cittadini di Paesi con legami storici, culturali e linguistici con l’Italia, come l’America Latina, i Balcani o l’Eritrea;  avviare percorsi di integrazione e cittadinanza su base meritocratica, destinati a chi dimostra lealtà, disciplina e disponibilità al servizio.  Un primo passo potrebbe essere l’apertura a stranieri con avi italiani, presenti in gran numero in Argentina, Brasile, Venezuela e altri Paesi dell’America Latina. Molti di loro mantengono un forte legame identitario con l’Italia, conoscono la lingua e i valori del Paese, e rappresenterebbero candidati ideali per un percorso di servizio con finalità di cittadinanza.  Attualmente, corpi come la Polizia di Stato e i Vigili del Fuoco richiedono la cittadinanza italiana per l’accesso ai concorsi. Tuttavia, nulla vieterebbe al legislatore di prevedere un canale specifico per l’accesso alle Forze Armate rivolto a stranieri di origine italiana o regolarmente residenti, che abbiano dimostrato dedizione, affidabilità e volontà di servire il Paese.  Una scelta di questo tipo, se ben strutturata, potrebbe rafforzare non solo le capacità operative, ma anche il legame tra l’Italia e le sue comunità nel mondo, trasformando il servizio militare in un’occasione di appartenenza e riconoscimento reciproco.\">accettano <strong>candidati senza alcuna esperienza militare precedente</strong>, inclusi <strong>uomini e donne tra i 18 e i 42 anni e mezzo</strong></a>, purché in possesso di passaporto britannico o <strong>status legale specifico (es. diritto di residenza permanente o cittadinanza di Paese del Commonwealth con accesso agevolato)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa politica ha consentito al Regno Unito di arruolare migliaia di soldati da Paesi stranieri con grande valore operativo, specialmente nei ruoli di fanteria e logistica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Stati Uniti – Stranieri con Green Card e cittadini di Paesi amici</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong>, è possibile arruolarsi nelle Forze Armate anche <strong>senza essere cittadini americani</strong>, a condizione di essere in possesso della <strong>Green Card (residenza permanente legale)</strong>. I residenti permanenti possono entrare in <strong>tutti i rami militari</strong> (Army, Navy, Air Force, Marines, Coast Guard), ad eccezione dei ruoli che richiedono accesso a informazioni classificate, riservati esclusivamente ai cittadini USA.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In passato era attivo anche il <strong>programma MAVNI (Military Accessions Vital to the National Interest)</strong>, che consentiva l’arruolamento di <strong>stranieri presenti legalmente sul suolo statunitense</strong> (anche senza Green Card) con competenze particolarmente richieste, come conoscenze linguistiche strategiche o competenze mediche. In cambio, offriva <strong>un percorso accelerato verso la cittadinanza</strong>. Il programma è stato sospeso nel 2017 per ragioni di sicurezza interna, ma ha rappresentato un importante canale d’integrazione militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Paesi attualmente ammessi all’arruolamento (con Green Card)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non esiste un elenco di Paesi autorizzati o vietati: <strong>l’unico requisito è lo status di residente permanente</strong>. Questo significa che un cittadino di <strong>qualsiasi nazione del mondo</strong> può arruolarsi, <strong>a patto che sia in possesso della Green Card</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Paesi non ammessi al programma MAVNI (quando era attivo)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l’attivazione del MAVNI, il Dipartimento della Difesa aveva stilato una lista di <strong>Paesi esclusi per motivi di sicurezza nazionale</strong>, i cui cittadini <strong>non potevano partecipare</strong> al programma (anche se presenti legalmente negli USA). Tra questi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Afghanistan, Iran, Iraq, Siria, Yemen, Sudan, Corea del Nord, Pakistan, Libano, Somalia, Nigeria, Eritrea, Libia, Venezuela, Egitto, Kenya, e altri Paesi considerati ad alto rischio.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, questa lista era <strong>specifica per MAVNI</strong> e <strong>non si applicava all’arruolamento ordinario con Green Card</strong>, che resta <strong>aperto a tutti</strong> i residenti permanenti, indipendentemente dalla nazionalità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercito americano ha storicamente utilizzato il reclutamento di stranieri come <strong>strumento strategico</strong> per coprire posizioni tecniche e operative, soprattutto in fasi di bisogno urgente come nel dopoguerra o dopo l’11 settembre. Migliaia di militari naturalizzati hanno servito e ricevuto <strong>la cittadinanza americana come riconoscimento del servizio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attualmente, <strong>il servizio militare resta uno dei percorsi più veloci e strutturati per ottenere la cittadinanza statunitense</strong>, purché si sia regolarmente residenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Belgio – Cittadini UE con residenza</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Belgio</strong> consente l’arruolamento anche a <strong>cittadini dell’Unione Europea</strong>, a condizione che risiedano legalmente nel Paese, conoscano una delle lingue ufficiali (francese, fiammingo o tedesco) e superino i test. L’obiettivo è ampliare il bacino di reclutamento senza compromettere gli standard.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Norvegia – Stranieri nordici e UE con requisiti</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In <strong>Norvegia</strong>, possono arruolarsi cittadini dei Paesi nordici e, in alcuni casi, cittadini UE che abbiano <strong>residenza permanente</strong> e conoscenza della lingua norvegese. Si tratta di aperture limitate ma significative, in un paese con basso tasso di natalità e sfide di copertura territoriale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Paesi Bassi – Arruolamento riservato ai residenti stabili</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei <strong>Paesi Bassi</strong>, l’arruolamento nelle Forze Armate è <strong>riservato principalmente ai cittadini olandesi</strong>, ma <strong>sono ammessi anche stranieri in possesso di un permesso di soggiorno a lungo termine</strong>, purché rispettino determinati requisiti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In particolare, possono candidarsi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>cittadini <strong>dell’Unione Europea</strong> con <strong>residenza nei Paesi Bassi</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>cittadini <strong>extra-UE</strong> in possesso di un <strong>permesso di soggiorno permanente o di lunga durata</strong> (tipo II, EU long-term residence permit);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>in alcuni casi, cittadini di <strong>ex colonie o territori d’oltremare</strong> (come Aruba, Curaçao, Sint Maarten o Suriname), che mantengano un legame giuridico con il Regno dei Paesi Bassi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Requisiti specifici:</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Residenza legale e stabile</strong> nei Paesi Bassi;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Conoscenza della lingua olandese</strong>, almeno a livello base;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Assenza di precedenti penali e idoneità psicofisica;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>In alcuni ruoli è richiesto il possesso della cittadinanza (ad esempio per l’accesso alla Gendarmeria Reale – Koninklijke Marechaussee – o ai ruoli classificati).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’accesso per stranieri resta quindi <strong>limitato e subordinato a un forte radicamento nel paese</strong>, ma rappresenta comunque una possibilità concreta per chi vive stabilmente nei Paesi Bassi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perché e come anche l’Italia dovrebbe considerare questa opzione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di fronte al calo delle domande di arruolamento, all’invecchiamento del personale e a una crescente domanda di forze operative qualificate, <strong>aprire anche parzialmente l’Esercito Italiano a cittadini stranieri selezionati e motivati</strong> potrebbe rappresentare una possibile risposta, già sperimentata da altri Paesi NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non si tratterebbe di istituire una \"legione straniera\" sul modello francese, ma di <strong>introdurre criteri di apertura mirati e ben regolamentati</strong>, come ad esempio:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>consentire l’accesso a <strong>stranieri con residenza regolare in Italia da diversi anni</strong>, già integrati nel tessuto sociale;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>aprire a cittadini di Paesi con <strong>legami storici, culturali e linguistici con l’Italia</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>avviare <strong>percorsi di integrazione e cittadinanza su base meritocratica</strong>, destinati a chi dimostra lealtà, disciplina e disponibilità al servizio.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un primo passo potrebbe essere l’apertura a <strong>stranieri con avi italiani</strong>, presenti in gran numero in <strong>Argentina, Brasile, Venezuela</strong> e altri Paesi dell’America Latina. Molti di loro mantengono un forte legame identitario con l’Italia e rappresenterebbero candidati ideali per un percorso di servizio con finalità di cittadinanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nulla vieterebbe al legislatore di <strong>prevedere un canale specifico</strong> per l’accesso alle Forze Armate rivolto a stranieri di origine italiana o regolarmente residenti, che abbiano dimostrato dedizione, affidabilità e volontà di servire il Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una scelta di questo tipo, <strong>se ben strutturata</strong>, potrebbe rafforzare non solo le capacità operative, ma anche <strong>il legame tra l’Italia e le sue comunità nel mondo</strong>, trasformando il servizio militare in un’occasione di appartenenza e riconoscimento reciproco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un eventuale arruolamento di stranieri nelle Forze Armate italiane, <strong>pur rappresentando una possibile risposta alla carenza di personale</strong>, è un tema delicato e complesso, <strong>soprattutto dal punto di vista culturale e identitario</strong>. Integrare cittadini non italiani nei ranghi militari richiederebbe <strong>regole chiare</strong>, <strong>criteri rigorosi di selezione</strong> e un <strong>percorso di integrazione strutturato</strong>, per evitare tensioni interne e garantire coesione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, <strong>in un contesto in continua evoluzione</strong>, aprire – anche parzialmente – all’arruolamento di cittadini stranieri <strong>potrebbe contribuire</strong> a rafforzare il senso di appartenenza e integrazione di chi già vive stabilmente nel Paese e dimostra disponibilità a difenderne valori e istituzioni. In molti casi, chi è disposto a rischiare la vita per un Paese lo fa anche con il desiderio di farne pienamente parte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’arruolamento di stranieri è già una realtà consolidata in diversi Paesi NATO, che sono riusciti a <strong>coniugare esigenze operative e sicurezza nazionale</strong>. L’Italia, se deciderà di affrontare con visione strategica il problema del reclutamento, potrà guardare a questi modelli come <strong>spunto per una possibile apertura graduale e controllata</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il futuro delle Forze Armate <strong>non passa necessariamente da una rinuncia all’identità nazionale</strong>, ma potrebbe passare anche da <strong>una sua evoluzione consapevole</strong>, capace di rispondere alle sfide contemporanee <strong>senza perdere radici e coesione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"","categoria":"Blog","tags":"difesanazionale, esercitoitaliano","autore":"brigatafolgore.net","data_pubblicazione":"2025-07-29 08:38:52","stato":"draft","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"","galleria":""}
{"id":22309,"titolo":"La Space Force punta in alto: nuova missione per l’X-37B","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La U.S. Space Force si prepara a lanciare il suo ottavo volo del veicolo orbitale <a href=\"https://www.boeing.com/defense/autonomous-systems/x37b\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">X-37B</a>, previsto per il prossimo mese dal Kennedy Space Center in Florida. L’obiettivo? Testare nuove tecnologie per comunicazioni laser spaziali e navigazione quantistica — due ambiti cruciali per il futuro della sicurezza orbitale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"È questione di connettività, resilienza e prontezza operativa\" - </em>ha dichiarato il Gen. Chance Saltzman, Capo delle Operazioni Spaziali. - <em>\"Così la Space Force protegge gli interessi americani nello spazio e dalla Terra allo spazio.\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22318,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Chance-Saltzman-1024x683.jpg\" alt=\"La Space Force punta in alto: nuova missione per l’X-37B - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22318\" title=\"La Space Force punta in alto: nuova missione per l’X-37B - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Chance Saltzman, Capo delle Operazioni Spaziali della United States Space Force - Copyright SPACEFORCE.MIL</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il veicolo, sviluppato da Boeing, è un laboratorio orbitale non operativo, usato dal 2010 per test classificati e concetti avanzati. Dopo il successo della missione precedente — durata ben 434 giorni — l’X-37B torna a sfidare i limiti della tecnologia spaziale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Comunicazione e Navigazione del Futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra gli esperimenti più attesi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Laser Communications: collaborazione con reti satellitari commerciali per trasmettere dati più velocemente e in modo sicuro.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Quantum Sensing: test del sensore inerziale quantistico più avanzato mai portato in orbita, capace di navigare senza GPS — una svolta per l’esplorazione nello spazio cis-lunare.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste tecnologie sono pensate per aumentare la resilienza dei sistemi spaziali americani, evitando punti singoli di fallimento e garantendo operazioni in ambienti negati ai segnali GPS.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>La Space Force sottolinea come queste innovazioni aprano la strada a un futuro più flessibile e sicuro per le missioni spaziali a lungo raggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22319,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La Space Force punta in alto: nuova missione per l’X-37B - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/x-37b-1024x683.jpg\" alt=\"La Space Force punta in alto: nuova missione per l’X-37B - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22319\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'X-37B è dotato di tecnologie all'avanguardia che garantiscono prestazioni eccezionali, contribuendo al futuro dell’esplorazione dello spazio - Copyright BOEING.COM</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Oltre l’Orbita — Implicazioni Strategiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nuova missione rappresenta un tassello fondamentale per:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Rafforzare l’autonomia tecnologica degli Stati Uniti nello spazio.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Accelerare la ricerca in ambienti operativi realistici — come auspicato dal Defense Innovation Unit per i test di droni in scenari simili a quelli ucraini.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Promuovere una strategia congiunta tra settori civili, militari e commerciali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22314,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/space-force-logo-1024x512.jpg\" alt=\"La Space Force punta in alto: nuova missione per l’X-37B - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22314\" title=\"La Space Force punta in alto: nuova missione per l’X-37B - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Space Force punta in alto: nuova missione per l’X-37B - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, la missione X-37B si inserisce in una visione strategica più ampia, dove lo spazio diventa terreno cruciale per l’innovazione, la deterrenza e la cooperazione intersettoriale a livello globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/download-2.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"SpaceForce, tecnologiaspaziale, X37B","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-29 08:31:25","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/space/2025/07/28/space-force-to-launch-eighth-x-37b-spaceplane-flight-next-month/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22309-la-space-force-punta-in-alto-nuova-missione-per-lx-37b.mp4","galleria":""}
{"id":22258,"titolo":"SAS, le Forze Speciali britanniche aperte anche a civili over 40 e senza alcuna esperienza militare","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>A differenza di molte forze speciali internazionali, il <strong>21º e 23º SAS accettano anche uomini e donne privi di esperienza militare</strong>, a condizione che non abbiano superato i <strong>42 anni e 6 mesi</strong> al momento della candidatura. Chi ha già servito nelle forze regolari o nella riserva può candidarsi fino a <strong>43 anni e 364 giorni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa apertura rappresenta uno degli aspetti più innovativi del sistema britannico. Persone che non si sono mai avvicinate all’ambiente militare in gioventù, ma che in età adulta hanno maturato la motivazione e la disciplina necessarie, possono ora affrontare la selezione per uno dei reparti più esigenti al mondo. <strong>È un modello che valorizza la crescita personale, le esperienze di vita e la determinazione, ampliando e arricchendo il potenziale operativo delle forze speciali con profili non convenzionali ma straordinariamente efficaci.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Nell’ambito della riforma <strong>“Future Reserves 2020”</strong>, effettiva dal 2014, il Regno Unito ha infatti aperto ufficialmente l’accesso ai <strong>21 &amp; 23 SAS (Reserve)</strong> anche a <strong>civili</strong>, purché in possesso dei requisiti fisici, psicologici e di sicurezza richiesti. Questa scelta ha permesso di <strong>intercettare nuovi talenti maturi e motivati</strong>, dimostrando che l’eccellenza operativa può nascere anche da percorsi di vita alternativi.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le unità <strong>21 e 23 dello Special Air Service (SAS)</strong> fanno parte integrante del gruppo interforze <strong>UK Special Forces (UKSF)</strong>, che include sia reparti regolari sia di riserva. Si tratta di una delle formazioni più prestigiose e riservate al mondo, operative su scala <strong>strategica e tattica</strong> in scenari complessi, dinamici e ad alto rischio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un percorso di selezione tra i più duri al mondo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una volta ammessi, i candidati vengono indirizzati verso un’unità locale della Army Reserve per completare l’addestramento di base e acquisire esperienza, prima di poter tentare la selezione vera e propria per entrare nei SAS.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il processo di selezione è articolato in cinque fasi principali, ciascuna pensata per testare al massimo le capacità fisiche, mentali e professionali dei candidati:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":4} -->\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Fase 1: Briefing Course</strong></h4>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un corso introduttivo di 6 giorni che fornisce una panoramica sugli standard richiesti all’interno delle UKSF. Include una prima valutazione dell’idoneità dei candidati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":4} -->\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Fase 2: Aptitude</strong></h4>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un modulo intensivo pensato per valutare la <strong>resistenza fisica e mentale</strong> in condizioni estreme. È una delle fasi più selettive e determina chi potrà proseguire nel percorso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":4} -->\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Fase 3: SOPTAC (Standard Operating Procedures and Tactics Course)</strong></h4>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Addestramento avanzato su <strong>tattiche e procedure delle Forze Speciali</strong>, con forte enfasi su abilità militari, assimilazione rapida di nuove competenze e gestione dello stress operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":4} -->\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Fase 4: Ricognizione, Sopravvivenza e Comunicazioni (SR &amp; SERE)</strong></h4>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Modulo di 5 settimane incentrato su:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Surveillance &amp; Reconnaissance</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Signals</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>SERE</strong>: <em>Survive, Evade, Resist, Escape</em>, ovvero tecniche di sopravvivenza, elusione del nemico, resistenza alla cattura e fuga.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":4} -->\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Fase 5: Continuation Training</strong></h4>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fase finale che completa la formazione del riservista SAS e lo rende <strong>pienamente operativo e pronto al dispiegamento</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Incentivi economici e opportunità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una volta completato l’addestramento di base, il soldato SAS della riserva riceve uno stipendio <strong>di oltre 134 sterline al giorno</strong>, a cui si aggiungono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>premi annuali esentasse (bounty)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>congedi retribuiti</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>contributi pensionistici</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>possibilità di dispiegamento all’estero</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Support Staff: ruoli di appoggio fondamentali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chi non desidera affrontare la selezione può entrare come <strong>Support Staff</strong> del SFSG (Special Forces Support Group - Gruppo di Supporto alle Forze Speciali), a patto di avere già servito nelle forze armate e possedere le qualifiche professionali richieste. I ruoli disponibili includono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Autisti, cuochi, magazzinieri (RLC)</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Medici e ufficiali sanitari (RAMC)</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Operatori e tecnici radio (Royal Signals)</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Amministratori (AGC)</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Analisti (Intelligence Corps)</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche il personale di supporto può essere mobilitato ed è considerato parte integrante della famiglia SAS.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cittadinanza e Nazionalità: chi può arruolarsi nei SAS</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Cittadini britannici (British Citizens)</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Possono arruolarsi <strong>senza restrizioni</strong>, inclusa l'ammissione nei SAS.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Cittadini del Commonwealth</strong> (es. India, Sudafrica, Giamaica, Fiji...)</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ammessi</strong>, ma <strong>devono risiedere legalmente nel Regno Unito</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Dal 2018, non è più obbligatorio avere il permesso di soggiorno permanente (settled status), ma <strong>serve un indirizzo valido e stabile nel Regno Unito</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Cittadini della Repubblica d’Irlanda</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Possono arruolarsi <strong>alle stesse condizioni dei cittadini britannici</strong>, grazie ad accordi bilaterali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Doppia cittadinanza</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Consentita, <strong>salvo casi specifici di sicurezza nazionale</strong>: ad esempio, alcune nazionalità possono essere escluse dall’accesso a ruoli sensibili come le forze speciali, in base ai criteri di sicurezza e al tipo di autorizzazione (Security Clearance) richiesto.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Restrizioni di sicurezza per ruoli come i SAS</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per accedere al <strong>21 o 23 SAS come riservista</strong> è necessario ottenere una <strong>Security Clearance (SC)</strong> o addirittura <strong>Developed Vetting (DV)</strong>. Questo significa:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Residenza stabile e tracciabile nel Regno Unito per un certo numero di anni (di solito 5+).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Nessun legame stretto con Paesi considerati a rischio per la sicurezza nazionale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Background personale, familiare e finanziario verificabile.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una sfida per pochi, ma con grandi ricompense</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>21 &amp; 23 SAS rappresentano <strong>un’opportunità unica per entrare a far parte di un’élite militare</strong>, anche per chi non ha mai avuto un passato in uniforme. L’impegno richiesto è altissimo, ma lo sono anche <strong>l’orgoglio e le possibilità di crescita</strong> personale e professionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il modello di riservisti del <strong>SAS</strong> dimostra come le forze speciali possano evolversi senza rinunciare all’eccellenza, aprendo le porte anche a <strong>civili motivati e privi di esperienza militare</strong>. Un sistema che premia <strong>merito, determinazione e maturità</strong>, offrendo una seconda possibilità a chi ha scoperto solo più tardi nella vita la vocazione al servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un mondo dove le minacce sono sempre più complesse, <strong>l’accesso selettivo ma inclusivo adottato dal Regno Unito rappresenta un esempio virtuoso</strong>, valorizzando il potenziale umano oltre i tradizionali percorsi di carriera militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/sas3.jpg","categoria":"Blog","tags":"forzespeciali, RiservaMilitare, sas","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-28 11:05:25","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.army.mod.uk/learn-and-explore/about-the-army/corps-regiments-and-units/uk-special-forces-reserve/21-23-special-air-service-sas/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22258-sas-le-forze-speciali-britanniche-aperte-anche-a-civili-over-40-e-senza-alcuna-esperienza-militare.mp4","galleria":""}
{"id":22251,"titolo":"Berlino accelera sulla Difesa: via libera a una nuova legge per snellire gli appalti militari","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>a Germania compie un passo deciso verso il rafforzamento della propria capacità militare. Il governo tedesco ha approvato un disegno di legge che punta a <strong>semplificare e velocizzare le procedure di approvvigionamento per la Difesa</strong>, nonché i lavori di costruzione delle basi militari. Lo riferisce l’agenzia <em>Reuters</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Appalti più rapidi e meno burocrazia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nuova norma prevede <strong>l’allentamento delle regole sugli appalti pubblici per i contratti di difesa</strong>, con la possibilità di <strong>evitare le gare pubbliche in casi urgenti</strong>. Inoltre, <strong>i contratti più rilevanti non dovranno più essere suddivisi in lotti minori</strong>, snellendo così l’intero processo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I nuovi limiti fissati sono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>50.000 euro</strong> (invece di 15.000) per avviare una procedura formale;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>1 milione di euro</strong> per progetti edilizi militari;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>443.000 euro</strong> per beni e servizi generali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il provvedimento, pensato per rafforzare la prontezza operativa della Bundeswehr, resterà in vigore per <strong>10 anni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Con questo disegno di legge rimuoviamo molti dei vincoli che finora ci hanno impedito di agire con maggiore rapidità,” ha dichiarato il ministro della Difesa tedesco <strong>Boris Pistorius</strong>.<br>“Possiamo finalmente concentrarci su ciò che davvero conta per la capacità difensiva e l’equipaggiamento della Bundeswehr.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un trend europeo: ci prova anche l’Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La riforma tedesca non è un caso isolato: anche in Italia si era tentato di introdurre <strong>nuove regole per velocizzare il procurement della Difesa</strong>, puntando su maggiore flessibilità e tempi più brevi per rafforzare l’efficienza operativa delle Forze Armate. Tuttavia, la proposta di emendamento al Decreto infrastrutture è stata bloccata dal <strong>no della Lega</strong> e delle <strong>opposizioni</strong>, facendo di fatto saltare l’iniziativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo modello auspicato, basato su strumenti innovativi e criteri di semplificazione, è descritto nel nostro approfondimento:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>-&gt; <a class=\"\" href=\"https://brigatafolgore.net/sicurezza-difesa-rivoluziona-procurement/\"><strong>\"Sicurezza: Difesa italiana rivoluziona il procurement\"</strong></a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi tentativi, pur tra ostacoli politici, confermano come l’Europa stia cercando di muoversi in modo coordinato verso un rafforzamento strutturale della propria capacità militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bruxelles spinge sul riarmo europeo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La mossa tedesca è in linea con le iniziative dell’Unione Europea. A giugno, la <strong>Commissione Europea</strong> ha presentato una proposta per <strong>accelerare il rilascio dei permessi per progetti nel settore Difesa</strong>, riducendo i tempi burocratici da anni a <strong>60 giorni</strong>. È inoltre previsto che ogni Stato membro crei <strong>punti di contatto dedicati</strong> per facilitare gli investimenti industriali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tutto rientra nel piano <strong>“ReArm Europe”</strong>, lanciato a marzo dalla presidente della Commissione <strong>Ursula von der Leyen</strong>, che punta a mobilitare <strong>800 miliardi di euro</strong> per rafforzare l’industria europea della Difesa e migliorare la cooperazione tra i Paesi UE.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/Bundeswehr.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"ProcurementDifesa, ReArmEurope","autore":"brigatafolgore.net","data_pubblicazione":"2025-07-28 08:34:53","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.reuters.com/business/aerospace-defense/germany-ease-expand-defence-procurement-quickly-boost-military-2025-07-23/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22251-berlino-accelera-sulla-difesa-via-libera-a-una-nuova-legge-per-snellire-gli-appalti-militari.mp4","galleria":""}
{"id":22234,"titolo":"SkyShark, 450km/h di velocità massima per il drone kamikaze britannico nato dalla Formula 1","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel cuore dell’Oxfordshire, MGI Engineering ha svelato ufficialmente <strong>SkyShark</strong>, un drone d’attacco unidirezionale che rappresenta un audace passaggio dall'ingegneria della Formula 1 al mondo della difesa. Fondatore e CEO dell'azienda è <strong>Mike Gascoyne</strong>, noto per il suo ruolo di direttore tecnico in Formula 1, oggi protagonista di una transizione che coniuga <strong>aerodinamica da corsa</strong> e <strong>innovazione militare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>SkyShark è un <strong>effettore unidirezionale</strong>, cioè un drone kamikaze progettato per <strong>colpire e non tornare</strong>, pensato per missioni ad alto rischio e ad alto impatto. È stato concepito per adattarsi a un’ampia gamma di missioni: raccolta dati (ISR), attacchi di precisione, disturbo delle difese nemiche tramite saturazione o inganno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con velocità che superano i <strong>450 km/h</strong> e un raggio operativo di <strong>250 km</strong>, SkyShark può trasportare un <strong>carico bellico di 20 kg</strong>, una potenza considerevole per un sistema concepito come sacrificabile. L’intero progetto è <strong>autofinanziato</strong> e sviluppato sul territorio britannico con componenti nazionali, in linea con la strategia della <strong>piena sovranità tecnologica</strong> perseguita da MGI.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tecnologia britannica al servizio della nuova guerra asimmetrica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>SkyShark è disponibile in <strong>due versioni</strong> principali. La prima, ad alte prestazioni, impiega un <strong>motore a turbina a gas</strong> sviluppato da <strong>Argive Ltd</strong>, ideale per operazioni che richiedono spinta elevata e prontezza. La seconda, più discreta, utilizza un <strong>motore elettrico a ventola intubata</strong> realizzato da <strong>Greenjets</strong>, pensato per missioni furtive e a bassa firma acustica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una delle innovazioni più significative del drone è l’adozione del <strong>sistema di navigazione TERCOM (Terrain Contour Matching)</strong>, che gli consente di volare anche in <strong>assenza di GPS</strong> o in ambienti in cui le comunicazioni sono disturbate — uno scenario oggi sempre più frequente nei conflitti ad alta intensità come quello in Ucraina. In queste condizioni, il drone può mappare il profilo del terreno e raggiungere il bersaglio senza emissioni elettroniche rilevabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il legame con il mondo della Formula 1 non è solo estetico o tecnologico, ma metodologico: MGI applica al drone la <strong>filosofia della prototipazione rapida</strong>, delle iterazioni costanti e delle modifiche veloci in base alle esigenze del momento, come se ogni missione fosse un nuovo circuito da affrontare. “Cambiare pacchetti avionici, adattare i payload o riconfigurare la struttura: per noi è routine, esattamente come nel motorsport”, ha spiegato Gascoyne.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22248,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Skyshark-scaled-e1753458490208-2048x1154-1-1024x577.jpg\" alt=\"SkyShark: il drone kamikaze britannico nato dalla Formula 1 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22248\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lo SkyShark nasce per soddisfare una richiesta del Ministero della Difesa britannico (MGI Engineering)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una risposta strategica a basso costo alle nuove sfide globali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Ministero della Difesa del Regno Unito</strong> ha espresso l’intenzione di dotarsi di <strong>7.000 effettori unidirezionali</strong> nei prossimi anni, e MGI ha presentato <strong>SkyShark come principale candidato</strong> a soddisfare questo fabbisogno. Un obiettivo che impone la produzione su larga scala — potenzialmente <strong>centinaia di unità al mese</strong> — e che spinge l’azienda a valutare l’apertura di un secondo stabilimento o accordi industriali su licenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei punti di forza del progetto è il <strong>basso costo unitario</strong>, stimato in <strong>circa 100.000 sterline per drone</strong>, ben lontano dal prezzo di un missile da crociera come lo Storm Shadow, che può superare i <strong>2 milioni di sterline</strong>. In una guerra moderna dominata dalla <strong>quantità e dalla velocità d’impiego</strong>, avere a disposizione flotte di droni economici, sacrificabili e personalizzabili è un vantaggio strategico decisivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La lezione arriva dritta dal fronte orientale: l’uso massiccio di droni kamikaze iraniani <strong>Shahed</strong> da parte della Russia ha cambiato la percezione dei sistemi UAV attrizionali. Anche se MGI non opera direttamente in Ucraina, Gascoyne ha rivelato che l’azienda <strong>collabora con fornitori di avionica dell’Est Europa</strong>, che condividono feedback operativi in tempo reale su vulnerabilità e miglioramenti da adottare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Crediamo che il Regno Unito debba agire in fretta, pensare in modo indipendente e costruire in modo intelligente\"</em>, ha affermato Gascoyne. In questa visione, SkyShark è molto più di un drone: è un <strong>concetto operativo</strong>, un esempio di <strong>ingegno applicato alla guerra asimmetrica</strong>, un'arma nata in un paddock e pronta a decollare verso il fronte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/MGI-Cargo-eVTOL-5-862x575-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"DroneKamikaze, mgiengineering, skyshark","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-28 08:21:04","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://breakingdefense.com/2025/07/with-formula-1-blueprint-mgi-engineering-says-its-revving-up-to-scale-drone-production/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22234-skyshark-450km-h-di-velocita-massima-per-il-drone-kamikaze-britannico-nato-dalla-formula-1.mp4","galleria":""}
{"id":22242,"titolo":"Il British Army lancia Asgard, il sistema che trasformerà la guerra moderna","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il British Army ha presentato il sistema digitale Asgard, un’innovazione che promette di trasformare radicalmente la modalità di combattimento delle Forze Armate britanniche. Progettato per aumentare la letalità delle unità militari fino a dieci volte entro il prossimo decennio, Asgard combina intelligenza artificiale, comunicazioni sicure, analisi dei dati e sistemi automatizzati per facilitare decisioni tattiche in tempi estremamente ridotti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie a test condotti con successo in Estonia durante l’esercitazione NATO “Hedgehog”, i soldati britannici hanno dimostrato come Asgard migliori la precisione nel colpire obiettivi e riduca drasticamente il tempo tra l’identificazione del bersaglio e l’attacco. Come ha dichiarato il Generale Sir Roly Walker, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito <em>“Quello che richiedeva ore, ora richiede solo minuti.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una nuova dottrina di guerra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Asgard è il fulcro di una rete digitale di targeting che sarà completamente operativa entro il 2027, con un investimento superiore al miliardo di sterline. Questo sistema permetterà un collegamento più efficace tra armi, sensori e veicoli, ottimizzando la strategia “recce-strike” — cioè vedere il nemico prima e colpirlo da molto più lontano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema introduce tre elementi chiave:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Sistema dati dismesso: migliora la comunicazione voce e dati a livello tattico.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>DART 250 One Way Effector: un missile in grado di colpire a tre volte la distanza dei sistemi attuali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Rete di supporto missione: accelera la “kill chain”, cioè la sequenza di individuazione, decisione e attacco.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa digitalizzazione del campo di battaglia rappresenta un salto evolutivo nella collaborazione tra industria e difesa, coinvolgendo anche piccole e medie imprese in tutto il Regno Unito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Impatti globali e futuro della difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante una presentazione a Londra, Asgard ha catturato l’attenzione di alleati internazionali e partner industriali. L’impatto del sistema è stato mostrato concretamente, evidenziando come la rapidità decisionale e la maggiore precisione rendano l’esercito britannico leader in ambito NATO per quanto riguarda l’innovazione tecnologica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale estone Indrek Sirel ha lodato il progetto, sottolineando la velocità d’implementazione e l’entusiasmo dei soldati nell’adottare l’equipaggiamento. Inoltre, l’esperienza della guerra in Ucraina ha dimostrato l’importanza vitale di droni, robot e sistemi autonomi: Asgard raccoglie questa lezione e la trasforma in pratica operativa per le guerre future.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il British Army è pronto non solo a modernizzare, ma a definire il modo in cui verranno combattuti i conflitti del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/asgard.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"asgard, BritishArmy","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-28 08:12:14","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22242-il-british-army-lancia-asgard-il-sistema-che-trasformera-la-guerra-moderna.mp4","galleria":""}
{"id":22184,"titolo":"Cos’è il FESI 2025, a chi spetta ed importi","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>FESI 2025</strong> (Fondo per l’Efficienza dei Servizi Istituzionali) è un compenso accessorio a favore del personale militare <strong>in servizio permanente</strong>, come <strong>riconoscimento economico legato all’effettiva presenza in servizio nel corso dell’anno 2024</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">✅<strong> Personale incluso</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Appartenenti al personale delle<strong> Forze Armate (Esercito, Marina, Aeronautica)</strong> e dei <strong>Corpi armati dello Stato (Carabinieri e Guardia di Finanza)</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>In <strong>servizio permanente</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Con grado da <strong>Graduato a Capitano</strong> (e gradi corrispondenti)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">❌<strong>Esclusi</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Ufficiali superiori e generali</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Volontari in ferma prefissata</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Personale richiamato o in ferma prefissata</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Allievi non in servizio permanente</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Chi ha <strong>meno di 70 giornate utili</strong> (140 per le strutture di vertice)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Chi ha ricevuto <strong>sanzioni disciplinari di stato</strong>, <strong>sospensione</strong> o ha una valutazione <strong>inferiore a “superiore alla media”</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Giornate utili e non utili</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">✅<strong> Giornate utili al calcolo</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Presenza effettiva al lavoro (anche parziale)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Congedo di maternità obbligatorio</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Recupero compensativo di 4 o 8 ore</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Missioni operative/addestrative retribuite (anche in giorni festivi)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Attività retribuite con straordinari, CFI o CFG</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Giorni in Italia prima/dopo missioni estere</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">❌<strong>Giornate NON utili</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Licenza ordinaria o straordinaria</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Permessi 104/1992</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Riposo per festività soppresse (Legge 937/77)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Frequenza corsi esteri (art. 1807–1809 D.Lgs. 66/2010)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Giornate con consegna di rigore</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Calcolo FESI: come funziona</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Metodo base</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Ogni giornata <strong>effettivamente lavorata nel 2024</strong> vale un compenso giornaliero fisso.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Il valore base annuo è aumentato o ridotto <strong>in base al numero totale di giornate</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Maggiorazioni per presenza:</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:table -->\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><thead><tr><th>Giornate utili</th><th>Maggiorazione</th></tr></thead><tbody><tr><td>70–139</td><td>-25% (riduzione, solo reparti operativi)</td></tr><tr><td>140–154</td><td>+5%</td></tr><tr><td>155–169</td><td>+10%</td></tr><tr><td>170–184</td><td>+20%</td></tr><tr><td>185–199</td><td>+30%</td></tr><tr><td>≥ 200</td><td>+38%</td></tr></tbody></table></figure>\n<!-- /wp:table -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Maggiorazioni per <strong>grado, anzianità e ruolo</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:table -->\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><thead><tr><th>Condizione</th><th>Maggiorazione</th></tr></thead><tbody><tr><td>Strutture di Vertice (min. 140 gg)</td><td>FESI pieno</td></tr><tr><td>25 anni di servizio + qualifica apicale al 01/01/2024</td><td>+22%</td></tr><tr><td>Grado di Capitano (o corrispondente)</td><td>+18%</td></tr><tr><td>1° Graduato</td><td>+18 € annui</td></tr><tr><td>Sergente Maggiore Capo</td><td>+22 € annui</td></tr><tr><td>Luogotenente</td><td>+26 € annui</td></tr><tr><td>Graduato Scelto/Capo con ≥ 17 anni di servizio</td><td>+18 € annui</td></tr></tbody></table></figure>\n<!-- /wp:table -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Altre regole particolari</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Turnisti H24</strong>: ogni 8 ore = 1 giornata utile (le ore si sommano se inferiori a 8)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Orario settimanale su 6 giorni</strong>: si sottrae 1 giornata ogni 6</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Promozioni o immissione in servizio permanente</strong>: si calcolano solo i giorni dal passaggio effettivo</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Esempio pratico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un <strong>Sergente Maggiore Aiutante</strong> con:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>180 giorni utili</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>22 anni di servizio</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Qualifica apicale</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Nessuna sanzione</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Calcolo stimato</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Compenso base = es. 6 €/gg x 180 = <strong>1.080 €</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Maggiorazione fascia (170–184 gg) = +20% = +216 €</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Maggiorazione grado = +22 €<br><strong>Totale lordo</strong> = 1.318 €<br><strong>Totale netto</strong> (stimato) ≈ <strong>1.050 €</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Strutture di Vertice: cosa cambia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il personale impiegato in reparti ordinari, come ad esempio reparti operativi o caserme, il diritto al FESI matura già a partire da <strong>70 giornate utili</strong>: in questo caso l’importo sarà ridotto del 25%. Se invece si raggiungono <strong>almeno 140 giornate</strong>, si ha diritto all’importo pieno, con l’eventuale applicazione delle maggiorazioni previste.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Diversamente, per chi è <strong>in servizio presso una Struttura di Vertice</strong> (come lo Stato Maggiore, i Comandi Generali, il Gabinetto del Ministro e altri enti centrali), il riconoscimento del FESI è <strong>subordinato al raggiungimento minimo di 140 giornate utili</strong>. Al di sotto di tale soglia, <strong>non è prevista alcuna corresponsione del compenso</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:table -->\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><thead><tr><th>Categoria</th><th>0–69 giorni</th><th>70–139 giorni</th><th>≥140 giorni</th></tr></thead><tbody><tr><td>Tutti i militari idonei</td><td>❌ Nessun FESI</td><td>✅ Ridotto -25%</td><td>✅ Pieno + bonus</td></tr><tr><td>Personale in Strutture di Vertice</td><td>❌ Nessun FESI</td><td>❌ Nessun FESI</td><td>✅ Pieno + bonus</td></tr></tbody></table></figure>\n<!-- /wp:table -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il FESI 2025:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Non è una premialità generica</strong>, ma un compenso legato a <strong>presenza, merito e posizione</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>È <strong>proporzionale ai giorni utili</strong> e premia chi ha prestato servizio continuativo e in posizioni chiave</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il pagamento avverrà in un’unica soluzione nel mese di agosto 2025, come dichiarato dal Ministro della Difesa, Onorevole Guido Crosetto, <a href=\"https://brigatafolgore.net/crosetto-incontra-le-sigle-sindacali-militari-lo-stato-deve-dare-attenzione-concreta-a-chi-lo-serve-in-uniforme/\">durante l’incontro con le sigle sindacali militari del 22 luglio 2025</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/fesi24-bis.jpg","categoria":"Blog","tags":"DecretoFesi, Fesi2025","autore":"brigatafolgore.net","data_pubblicazione":"2025-07-26 09:08:38","stato":"draft","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"","galleria":""}
{"id":22213,"titolo":"Regno Unito, veterani SAS e SBS accusano i colleghi di esecuzioni sommarie in Iraq e Afghanistan","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accuse gravissime emergono dalle testimonianze di ex membri delle forze speciali britanniche che hanno servito in Iraq e Afghanistan: si parla di crimini di guerra, esecuzioni extragiudiziali e abusi sistematici. Secondo un'inchiesta della BBC condotta attraverso il programma TV <em>Panorama</em>, oltre trenta veterani hanno riferito episodi scioccanti, tra cui l’uccisione di civili e persino di un bambino ammanettato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le nuove rivelazioni estendono la portata temporale degli abusi ben oltre i tre anni attualmente esaminati da un’inchiesta pubblica britannica in corso. Per la prima volta, le accuse non riguardano soltanto il celebre <strong>Special Air Service (SAS)</strong>, ma anche il <strong>Special Boat Service (SBS)</strong>, il reggimento d’élite della Royal Navy.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Esecuzioni sommarie e mentalità da “branco”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli ex militari intervistati hanno descritto un ambiente segnato da una “mentalità da branco”, dove alcuni colleghi agivano in modo “illegale” e manifestavano “tratti psicopatici evidenti”. Uno dei testimoni ha raccontato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“Hanno ammanettato un ragazzino e gli hanno sparato. Era chiaramente un bambino, nemmeno lontanamente in età da combattimento.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alcuni episodi riguardano l’uccisione di persone mentre dormivano e la successiva messa in scena di coperture, con armi piantate accanto ai corpi per giustificare le esecuzioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il silenzio delle istituzioni e l'appello alla verità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’ex Primo Ministro David Cameron, secondo l’inchiesta, sarebbe stato informato ripetutamente durante il suo mandato circa le azioni delle forze speciali britanniche in Afghanistan. Un suo portavoce ha tuttavia definito “assolutamente infondate” le insinuazioni di una sua complicità nella copertura di reati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mike Martin, deputato dei Liberal Democratici e membro della commissione difesa del Parlamento, ha commentato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“Quando ci siamo arruolati, lo abbiamo fatto per servire legalmente e con onore. Sapere ora che alcuni soldati d’élite hanno ignorato deliberatamente queste regole è un tradimento.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Richiesta di giustizia a livello internazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Richard Bennett, relatore speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani in Afghanistan, ha sottolineato la necessità di una <em>“responsabilità piena e trasparente”</em>, ribadendo l’importanza della giustizia per le vittime e le loro famiglie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Ministero della Difesa britannico ha dichiarato che sta collaborando pienamente con l’inchiesta indipendente in corso, ma si è rifiutato di commentare ulteriormente, sottolineando che chiunque disponga di informazioni rilevanti – ovunque si trovi – è invitato a fornire prove al team investigativo e alle autorità competenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/uksf.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"regnounito, sas, SBS","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-25 14:32:35","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.theguardian.com/uk-news/2025/may/12/former-uk-special-forces-personnel-accuse-colleagues-of-war-crimes","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22213-regno-unito-veterani-sas-e-sbs-accusano-i-colleghi-di-esecuzioni-sommarie-in-iraq-e-afghanistan.mp4","galleria":""}
{"id":22209,"titolo":"Oltre un milione di soldati russi persi in Ucraina: il bilancio fornito da Kiev","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine ha diffuso un nuovo bollettino aggiornato, riportando che <strong>la Russia ha subito 1.047.250 perdite militari</strong> dall’inizio dell’invasione su larga scala del territorio ucraino, avvenuta il <strong>24 febbraio 2022</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La notizia, rilanciata dal quotidiano indipendente <em>Kyiv Independent</em>, evidenzia l’eccezionale entità delle perdite subite da Mosca in più di tre anni di guerra. Solo nelle ultime 24 ore, secondo le stime ucraine, <strong>almeno 980 soldati russi</strong> sarebbero stati uccisi o feriti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il bilancio delle perdite russe</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre al numero delle vittime umane, il rapporto pubblicato include anche un elenco dettagliato dei mezzi e delle risorse militari distrutte:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>11.049</strong> carri armati</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>23.052</strong> veicoli corazzati da combattimento</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>30.777</strong> sistemi di artiglieria</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>1.446</strong> lanciarazzi multipli (MLRS)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>1.201</strong> sistemi di difesa aerea</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>421</strong> aerei da guerra</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>340</strong> elicotteri</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>47.834</strong> droni da ricognizione o attacco</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>56.213</strong> veicoli logistici e serbatoi di carburante</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>28</strong> unità navali (tra cui navi d’assalto e mezzi anfibi)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>1</strong> sottomarino</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un conflitto sempre più logorante</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante la portata delle perdite, il conflitto russo-ucraino prosegue senza segnali concreti di una risoluzione vicina. Le stime fornite da Kiev — che non possono essere verificate in modo indipendente — rappresentano però un messaggio chiaro alla comunità internazionale: la Russia continua a pagare un prezzo altissimo in termini umani e materiali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo osservatori internazionali, le perdite reali potrebbero essere anche superiori, dato il numero crescente di sepolture militari documentate in Russia e le difficoltà nel reclutamento, che hanno spinto il Cremlino ad allargare la leva obbligatoria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Impatto geopolitico e militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La soglia simbolica del <strong>milione di perdite</strong> rappresenta un momento chiave nella narrazione della guerra. Non solo dimostra la tenacia della difesa ucraina, ma sottolinea anche il crescente logoramento delle capacità offensive russe. Allo stesso tempo, rafforza il messaggio che Kiev invia agli alleati occidentali: il sostegno militare e finanziario continua a fare la differenza. In un contesto di guerra prolungata e ad alta intensità, questi numeri alimentano il dibattito internazionale sulla sostenibilità della campagna militare russa e sul futuro dell’intera regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una guerra che riscrive l’Europa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le conseguenze di questa guerra non si misurano solo in numeri. La crisi ucraina ha modificato gli equilibri della sicurezza europea, rafforzato la NATO e aumentato il coinvolgimento indiretto dell’Occidente. Le perdite dichiarate da Kiev sono, come detto, anche un messaggio politico: la resistenza continua, e <strong>la guerra ha un prezzo altissimo anche per Mosca.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/GettyImages-2217113592.webp","categoria":"Internazionali","tags":"ConflittoRussiaUcraina, Kiev, PerditeRusse","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-25 10:27:08","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22209-oltre-un-milione-di-soldati-russi-persi-in-ucraina-il-bilancio-fornito-da-kiev.mp4","galleria":""}
{"id":22134,"titolo":"Crosetto incontra le sigle sindacali militari: \"Lo Stato deve dare attenzione concreta a chi lo serve in uniforme.\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presso il Circolo Ufficiali delle Forze Armate d’Italia a Roma, si è svolto un importante incontro istituzionale tra il <strong>Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto</strong>, e le <strong>Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari (APCSM)</strong>. Un confronto definito dal Ministro “fondamentale per rafforzare il dialogo con le rappresentanze del personale militare e costruire una Difesa più forte, moderna e coesa”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto a Crosetto erano presenti <strong>il Sottosegretario Perego, il Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale C.A. Portolano, i Capi di Stato Maggiore delle Forze Armate e i Comandanti Generali dei Corpi armati dello Stato.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">USMIA: \"Serve una riforma complessiva\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'<strong>Unione Sindacale Militare Interforze Associati (USMIA)</strong>, rappresentata dai Segretari Generali Leonardo Nitti, Roberto Mangione, Carmine Caforio, dal Segretario Nazionale Area Dirigenti Francesco Ceravolo, insieme al Presidente di USMIA Marina e GC Giampietro Giuseppe e al Vice Segretario Interforze Angelo Famiglietti (Carabinieri), ha presentato una <a href=\"https://www.usmia.it/usmia-interforze-incontra-il-ministro-della-difesa-al-centro-il-benessere-del-personale-e-delle-famiglie/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">piattaforma dettagliata di proposte</a> per migliorare concretamente le condizioni lavorative e familiari del personale militare. Tra i punti principali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Previdenza dedicata</strong>: Urgenza dell’attuazione integrale per correggere gli squilibri delle riforme passate, garantire certezze previdenziali ai giovani militari e favorire il ricambio generazionale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Riordino delle carriere</strong>: Proposta una nuova riforma che valorizzi ruoli, funzioni e responsabilità in modo più equo ed efficace.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Progressioni di carriera</strong>: Richiesto lo sblocco delle situazioni di stallo, soprattutto nei gradi apicali, e il rinnovo del contratto della dirigenza con l’avvio dei tavoli negoziali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Volontari in ferma prefissata</strong>: Auspicata una revisione normativa che garantisca la piena equiparazione con le Forze di Polizia a ordinamento militare, in materia di permessi, licenze, diritto allo studio e retribuzione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sanità militare</strong>: Proposta la creazione urgente di un tavolo tecnico interforze per la riforma del Servizio Sanitario Militare, con l’obiettivo di garantire servizi sanitari uniformi, di qualità e adeguati alle esigenze del personale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>USMIA ha ribadito con forza che la qualità dell’apparato militare dipende dal benessere dei suoi protagonisti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“Un sistema di difesa moderno e credibile si fonda su professionisti motivati, rispettati e valorizzati, sia dal punto di vista economico che umano”.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">SAM: “Investire nella difesa significa anche investire sul personale”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Sindacato Autonomo dei Militari (SAM)</strong>, con il Segretario Generale Antonino Duca e il Presidente Nazionale Carmine Mazzarella ha ripreso le parole del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Gen. Carmine Masiello:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"I militari combattono e rischiano la vita, ma alle loro spalle, direi al loro fianco, è necessario il supporto di una struttura nazionale compatta che li sostenga, sia sul piano materiale che morale.\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il SAM <a href=\"https://www.sindacatoautonomodeimilitari.it/i-sindacati-militari-incontrano-il-ministro-della-difesa-duca-sam-investire-nella-difesa-significa-anche-investire-sul-personale/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ha evidenziato l’urgenza di affrontare tematiche</a> come:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Dinamica salariale, previdenza e welfare</strong>: Affrontare con urgenza questi temi in modo adeguato alla realtà militare e alle sue peculiarità.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Superamento del modello 244/2012</strong>: Richiesta una revisione dell’attuale modello di riferimento, giudicato non più adeguato.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il SAM ha giudicato positivamente il riconoscimento da parte del Ministro della validità delle proposte avanzate e l’annuncio dell’avvio di un <strong>dialogo con il Presidente del Consiglio</strong> e le <strong>Commissioni Difesa di Camera e Senato</strong>, per ascoltare anche le APCSM finora non convocate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">ASPMI: \"Concretezza sulla specificità militare\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>ASPMI</strong> è stata rappresentata dal Presidente Gen. D. (aus.) Massimo Margotti e dal Ten. Col. Leonardo D’Elia. Assente il Segretario Generale Francesco Gentile per gravi motivi familiari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Margotti <a href=\"https://www.aspmilitari.it/difesa-aspmi-allincontro-con-il-ministro-crosetto-serve-il-pieno-riconoscimento-della-specificita-militare/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ha sollevato due questioni centrali</a>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>La necessità di <strong>correttivi normativi</strong> per le APCSM, a partire dalla disparità tra durata dei mandati e dei distacchi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Il <strong>pieno riconoscimento della specificità militare</strong>, con proposte su previdenza, tutele legali e sanitarie.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“È ora di dare contenuto concreto alla cornice della specificità, con provvedimenti chiari che migliorino la vita di chi serve il Paese in uniforme.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ha inoltre condiviso la critica di USMIA sulla <strong>gestione dei fondi contrattuali per la dirigenza</strong>, auspicando una distribuzione più equa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">S.I.A.M.O. Esercito: priorità per dignità e benessere del personale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>S.I.A.M.O. Esercito ha partecipato con il Segretario Generale Mauro Palmas, affiancato da Williams Monte, Segretario Regionale Piemonte e Valle d’Aosta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Palmas ha ringraziato per l’apertura al confronto, definendola un segnale <em>“significativo di apertura e attenzione verso il personale militare”</em> <a href=\"https://www.siamoesercito.org/2025/07/22/siamo-esercito-incontro-istituzionale-con-il-ministro-della-difesa-guido-crosetto/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">avanzando le seguenti richieste</a>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Attuazione della Legge 46/2022</strong>: Per garantire una rappresentanza sindacale autenticamente autonoma e operativa.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Stabilizzazione del personale precario</strong>: Attraverso lo scorrimento delle graduatorie di idonei non vincitori.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Snellimento delle procedure di avanzamento</strong>: Per assicurare trasparenza, motivazione e certezza nelle promozioni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ampliamento dei concorsi interni per ufficiali</strong>: Inclusione anche di idonei non vincitori, con criteri meritocratici sostenibili.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Riqualificazione del patrimonio abitativo</strong>: Miglioramento delle condizioni delle case demaniali a uso abitativo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ammodernamento del parco automezzi</strong>: Essenziale per operatività e sicurezza quotidiana.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Previdenza specifica militare</strong>: Istituzione di un sistema pensato sulla base delle peculiarità e dell’usura del servizio.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Estensione dell’indennità di volo</strong>: Riconoscimento anche per i mitraglieri di bordo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Pagamenti tempestivi di straordinari e indennità</strong>: Come elemento minimo di rispetto e tutela professionale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Revisione dei criteri di trasferimento</strong>: Più equità, trasparenza e attenzione alle esigenze familiari.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>S.I.A.M.O. Esercito ha confermato la volontà di proseguire in un dialogo responsabile e istituzionale, a tutela del personale e nel rispetto dei principi costituzionali che regolano il rapporto tra militari e Repubblica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">SIAM – Sindacato Aeronautica Militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Per il SIAM – Sindacato Aeronautica Militare</strong>, <a href=\"https://www.sindacatoam.it/news/il-ministro-della-difesa-crosetto-incontra-i-sindacati-militari\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">presente all'incontro con una propria delegazione</a>, il confronto con il Ministro Guido Crosetto ha rappresentato un momento significativo nella costruzione di un dialogo istituzionale maturo tra Governo e rappresentanze militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso dell’incontro, sono state ribadite le principali criticità che affliggono il personale dell’Aeronautica Militare, a partire dallo <strong>stato giuridico dei VFI</strong>, giudicato ormai insostenibile, fino alla <strong>necessità di una previdenza dedicata</strong> per garantire una pensione dignitosa al personale in uscita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i temi portati all’attenzione anche le <strong>condizioni alloggiative</strong>, il <strong>miglioramento del trattamento economico</strong>, l’<strong>adeguamento delle indennità di missione</strong> ferme da oltre vent’anni, e il <strong>prossimo contratto di lavoro</strong>, per il quale si attende solo l’avvio dei tavoli tecnici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il SIAM ha apprezzato il trasferimento dell’Ufficio relazioni sindacali dal vertice militare al Gabinetto del Ministro, ritenuto un passo fondamentale per riconoscere pienamente la natura politica e non subordinata del dialogo sindacale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sindacato ha infine ribadito che vigilerà sul rispetto delle promesse e degli impegni assunti oggi e che <strong>non accetterà mai un rapporto di subordinazione</strong>, ma solo un confronto <strong>alla pari</strong>, nell’interesse esclusivo del personale che rappresenta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">AMUS – Aeronautica: “Serve una nuova stagione di diritti, retribuzioni adeguate e riforme strutturali”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A rappresentare l’associazione erano presenti il Segretario Generale Guido Bottacchiari e il membro del Direttivo Nazionale Gianbattista Bellanova. AMUS ha avuto a disposizione <strong>22 minuti complessivi</strong>, grazie anche alla delega concessa da altre sigle sindacali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://amus-aeronautica.it/press/il-ministro-crosetto-incontra-i-sindacati-militari/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">L’intervento di Bottacchiari</a> si è aperto con un’azione di <strong>sensibilizzazione diretta al Ministro</strong>, centrata sulle condizioni retributive del personale militare, sottolineando il grave <strong>divario accumulato tra stipendi e costo della vita</strong>, stimato in oltre il 20% negli ultimi vent’anni. Una penalizzazione, ha ricordato, che ha colpito in particolare il personale contrattualizzato, interessando di fatto tutti i livelli della scala gerarchica</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>AMUS ha richiesto <strong>risorse dedicate</strong> per concludere le contrattazioni in corso dei dirigenti (terzo pilastro retributivo) e per avviare il <strong>contratto 2025/2027</strong> del personale contrattualizzato. È stata inoltre ribadita l’urgenza di <strong>avviare contestualmente la previdenza dedicata e complementare</strong>, a tutela soprattutto dei più giovani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul fronte delle carriere, è stata sollecitata una <strong>revisione dei ruoli</strong>, con valorizzazione delle nuove professionalità e superamento di inquadramenti obsoleti, come i laureati relegati a ruoli esecutivi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>AMUS ha poi rappresentato le <strong>istanze condivise da 18 sigle nazionali</strong>, chiedendo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Interlocuzione sindacale anche a livello locale</strong>, oltre quello regionale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Procedure più chiare e progressive</strong> per la consultazione tra APCSM e Amministrazioni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Definizione precisa delle prerogative dei dirigenti sindacali</strong>, su incarichi, distacchi, impiego e tutele.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Apertura ai servizi di CAF e Patronato</strong>, oggi impedito da vincoli normativi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È stato inoltre richiesto di <strong>collocare l’Ufficio Relazioni Sindacali direttamente presso l’Autorità politica di vertice</strong>, per rendere più efficace il confronto con le rappresentanze del personale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">ITAMIL Esercito: “Non chiediamo privilegi, ma rispetto, strumenti e ascolto”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>ITAMIL era presente con il Segretario Girolamo Foti, il Presidente Frattalemi e il Vice Presidente Passarelli. Foti <a href=\"https://www.ilrotocalcomilitare.it/l/22-luglio-2025-ore-09-30-incontro-con-il-ministro-della-difesa-on-guido-crosetto-presso-il-circolo-ufficiali-delle-forze-armate-a-roma-intervento-integrale-del-segretario-generale-girolamo-foti/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">nel suo discorso</a> ha ringraziato il Ministro per l’attenzione dimostrata verso il personale militare, richiamando le parole del Presidente Mattarella sugli stipendi insufficienti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Segretario ITAMIL ha segnalato le seguenti criticità operative:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Nessuna convocazione delle <strong>Commissioni Difesa</strong> in tre anni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Mancanza di un <strong>incontro con la Presidenza del Consiglio</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Esiti <strong>non concreti degli incontri tematici</strong> con le amministrazioni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Compressione delle prerogative sindacali</strong> a livello territoriale a seguito delle modifiche alla Legge 46 e al COM.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Assenza di strumenti operativi efficaci</strong> per i rappresentanti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Preoccupazioni ambientali a <strong>Teulada</strong>, con richiesta di massima trasparenza e tutela per la salute dei militari.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Necessità di <strong>azioni verificabili e non solo incontri formali</strong>, specie in vista del rinnovo contrattuale 2025–2027.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ha poi continuato poi sui nodi strutturali ancora aperti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Welfare e convenzioni</strong> su scala nazionale (trasporti pubblici, aerei, treni, traghetti), allineati alle Forze di Polizia.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Riordino e ricostruzione delle carriere</strong>, attualmente in stallo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Concorso straordinario ex art. 958</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Stabilizzazione dei VFP</strong> (Volontari in Ferma Prefissata).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Emergenza abitativa</strong> per il personale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Aggiornamento dei coefficienti pensionistici</strong> e riconoscimento della <strong>specificità militare</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Modifiche su <strong>Legge 104, art. 42-bis e Legge 267</strong>, a fronte dell’invecchiamento del personale e della mancata sostituzione generazionale (effetto Legge 244/2012).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Foti ha infine illustrato alcune proposte operative:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Convocazioni periodiche</strong> da parte delle Commissioni Difesa.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Incontro formale con la Presidenza del Consiglio</strong>, da calendarizzare.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Tracciabilità e verifica degli esiti</strong> degli incontri con le amministrazioni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ripristino delle prerogative sindacali territoriali</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Istituzione di un osservatorio paritetico</strong> Ministero–Sindacati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Verifica delle condizioni ambientali</strong>, partendo da Teulada.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Meccanismo di consultazione permanente</strong> con i sindacati militari.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>ITAMIL ha ribadito che <strong>rafforzare il dialogo con le rappresentanze</strong> è un dovere istituzionale e non tempo perso, concludendo di non chiedere privilegi, ma rispetto, ascolto e strumenti adeguati, ricordando che </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"La democrazia si rafforza quando si ascoltano tutte le voci, anche quelle fuori dal coro. La storia ci insegna che il buon senso spesso risolve più problemi dei proclami. E oggi, di buon senso, ne abbiamo un disperato bisogno\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Decreto FESI firmato, pagamenti ad agosto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il confronto, è stato comunicato che il <strong>Ministro Crosetto ha firmato il decreto FESI</strong> nella giornata stessa e che <strong>i pagamenti avverranno nel mese di agosto</strong>, notizia accolta con favore da tutte le sigle presenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Cosé il decreto FESI?</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>FESI</strong> (Fondo per l’Efficienza dei Servizi Istituzionali) è un compenso accessorio <strong>erogato nel 2025</strong> a favore del personale militare <strong>in servizio permanente</strong>, come <strong>riconoscimento economico legato all’effettiva presenza in servizio nel corso dell’anno 2024</strong>, e recepisce l’accordo negoziale stipulato con le APCSM (Associazioni Professionali a Carattere Sindacale dei Militari).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le parole del Ministro Crosetto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In chiusura, Crosetto ha espresso soddisfazione per il dialogo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Oggi un momento importante di confronto con le organizzazioni sindacali della Difesa. Abbiamo fatto passi avanti nel dialogo, costruendo insieme nuove procedure e metodologie per tutelare al meglio il personale\"</em>&nbsp;ha detto il&nbsp;<strong>Ministro Crosetto</strong>&nbsp;che ha poi aggiunto:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Il nostro impegno è chiaro: collaborare per migliorare condizioni di lavoro e benessere, in un contesto internazionale che richiede una Difesa sempre più forte e preparata. Serve un rinnovamento profondo, con investimenti sul personale, formazione adeguata e modernizzazione delle regole, ricordando la specificità e l’importanza delle Forze Armate per il Paese. Ringrazio tutti per il lavoro svolto e confermo la volontà di ascoltare, rispondere e agire con rapidità e concretezza. Il nostro obiettivo comune è garantire che chi lavora nella Difesa abbia dallo Stato l'attenzione che merita.\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’incontro rappresenta un momento significativo nel rafforzamento del dialogo tra il Ministero della Difesa e le rappresentanze sindacali militari. Le istanze emerse, chiare e condivise, confermano la volontà di costruire un percorso concreto di miglioramento delle condizioni del personale. <strong>Da parte del Ministro Crosetto è emersa una disponibilità concreta all’ascolto e al confronto, elemento che rafforza ulteriormente il ruolo centrale del militare come servitore dello Stato e presidio essenziale al servizio della collettività.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/b0c1d7d1-ec72-4d1c-a7dc-fd33854d475f.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"APCSM, Ministrodelladifesa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-24 11:22:05","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22134-crosetto-incontra-le-sigle-sindacali-militari-lo-stato-deve-dare-attenzione-concreta-a-chi-lo-serve-in-uniforme.mp4","galleria":""}
{"id":22130,"titolo":"Cuore italiano e muscoli americani: finalizzata con successo la valutazione del MH-139A Grey Wolf","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>United States Air Force (USAF)</strong> ha annunciato la <strong>conclusione con successo della fase di valutazione operativa</strong> del nuovo elicottero multiruolo <strong>MH-139A Grey Wolf</strong>, segnando un passo fondamentale verso la sua piena integrazione nelle missioni di sicurezza strategica della difesa americana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Grey Wolf</strong>, sviluppato da <strong>Boeing</strong> su base <strong>Leonardo AW139</strong>, ha superato con esito positivo la fase di <strong>Initial Operational Test and Evaluation (IOT&amp;E)</strong>, una tappa obbligatoria per tutte le nuove piattaforme militari acquistate dal Pentagono, imposta dal Congresso degli Stati Uniti per verificarne l’idoneità prima del dispiegamento operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un test di sei mesi nei cieli del Montana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per sei mesi, il <strong>582° Gruppo Elicotteri</strong> della Warren Air Force Base (Montana) ha condotto una serie di test intensivi, analizzando le capacità del Grey Wolf in scenari critici, tra cui l’<strong>intervento rapido in situazioni di emergenza</strong> e l’<strong>esecuzione di missioni di scorta e protezione dei convogli</strong>, con particolare attenzione alla <strong>sicurezza dei silos di missili balistici intercontinentali (ICBM)</strong>, uno dei compiti più sensibili della difesa USA.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le prove hanno incluso tre missioni chiave: una simulazione di <strong>scorta a convogli terrestri</strong> e due voli dedicati alla <strong>risposta a minacce contro installazioni nucleari</strong>, con esercitazioni di recupero di siti sotto attacco. I risultati hanno confermato la capacità del Grey Wolf di <strong>dispiegare rapidamente unità tattiche di sicurezza</strong> e di coordinarsi efficacemente con le truppe a terra grazie a sofisticati sistemi di comunicazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dall’Italia agli Stati Uniti: una sinergia vincente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>MH-139A</strong> nasce da una <strong>collaborazione transatlantica</strong>: mentre la base è il collaudato elicottero <strong>AW139</strong> prodotto da <strong>Leonardo</strong>, la sua versione militare è frutto della <strong>personalizzazione Boeing</strong>, che ha integrato componenti strategici come radar meteo avanzato, sistemi di allerta contro missili, protezioni balistiche e una cabina di pilotaggio “glass cockpit” ad architettura aperta. Inoltre, può essere equipaggiato con <strong>mitragliatrici M240 da 7,62 mm</strong>, aumentando la sua versatilità tattica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rispetto al modello civile, il <strong>Grey Wolf è del 50% più veloce</strong>, ha <strong>autonomia superiore</strong>, <strong>una cabina più ampia del 30%</strong>, e una <strong>capacità di carico aumentata di oltre 2.260 kg</strong>. Tutto ciò lo rende un degno sostituto dello storico <strong>Bell UH-1N Huey</strong>, in servizio dagli anni ’70.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un programma da 2 miliardi di euro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contratto tra Boeing e USAF, siglato il <strong>24 settembre 2018</strong>, prevede un valore complessivo di <strong>2 miliardi di euro</strong>, con una prima tranche di <strong>13 elicotteri per 245 milioni</strong>. La produzione degli AW139 destinati alla trasformazione in MH-139 avviene in gran parte nello stabilimento <strong>Leonardo di Philadelphia</strong>, a testimonianza del ruolo centrale dell’industria italiana nella difesa occidentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso il dispiegamento operativo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo Grey Wolf operativo è stato assegnato il <strong>5 marzo 2024 alla base di Malmstrom (Montana)</strong>. Con la chiusura positiva della fase IOT&amp;E, l’USAF preparerà un <strong>report ufficiale per l’Air Force Global Strike Command</strong> e per il <strong>Comitato per i Servizi Armati del Congresso</strong>, che ne certificherà l’adozione definitiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’entrata in servizio del MH-139A segna quindi <strong>l’inizio della graduale dismissione dei vecchi UH-1N</strong>, e rappresenta un traguardo importante nella <strong>modernizzazione delle capacità di deterrenza e risposta rapida</strong> delle forze statunitensi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/Boeing-MH-139A-Grey-Wolf-scaled.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"AW139, MH-139A","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-24 09:09:40","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22130-cuore-italiano-e-muscoli-americani-finalizzata-con-successo-la-valutazione-del-mh-139a-grey-wolf.mp4","galleria":""}
{"id":22117,"titolo":"La Nuova Frontiera della Sicurezza: la Militarizzazione dello Spazio e la Space Force USA","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La militarizzazione dello spazio non è più un concetto teorico, ma una realtà concreta che si sta evolvendo rapidamente. Già nel 1983, la proposta della <strong>Strategic Defense Initiative (SDI)</strong> durante la presidenza di Ronald Reagan prevedeva l'installazione di armamenti nello spazio, un'idea che all'epoca venne ironicamente definita \"Guerre Stellari\". Oggi, però, il panorama è completamente diverso: la militarizzazione dello spazio è diventata un aspetto cruciale della geopolitica moderna, e il dominio spaziale si sta trasformando in un vero e proprio \"warfighting domain\", come spiegato dal <strong>generale B. Chance Saltzman</strong>, capo della <strong>US Space Force</strong> nell'<a href=\"https://formiche.net/2025/07/vi-spiego-le-guerre-stellari-di-oggi-e-di-domani-parla-il-capo-della-space-force-usa-saltzman/#content\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">intervista rilasciata a formiche.net</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22124,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Screen-Shot-2022-11-02-at-11.06.32-AM-scaled-794x450-1-1024x580.jpg\" alt=\"La Nuova Frontiera della Sicurezza: La Militarizzazione dello Spazio e la Space Force USA - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22124\" title=\"La Nuova Frontiera della Sicurezza: La Militarizzazione dello Spazio e la Space Force USA - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Nuova Frontiera della Sicurezza: La Militarizzazione dello Spazio e la Space Force USA - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 2019, gli Stati Uniti hanno istituito la Space Force per proteggere la libertà d'azione nello spazio, un obiettivo che coinvolge non solo la protezione degli asset spaziali americani, ma anche il rafforzamento della sicurezza spaziale globale. In un contesto in cui le tecnologie spaziali sono fondamentali per le operazioni militari e per la vita quotidiana, Saltzman sottolinea che il dominio spaziale deve essere tutelato con la stessa intensità di altri domini tradizionali come terra, mare, aria e cyberspazio. In questo scenario, la Space Force non si limita a difendere l'accesso allo spazio, ma lavora anche per prevenire e contrastare eventuali minacce provenienti da rivali globali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le capacità chiave della Space Force e le minacce emergenti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per affrontare le crescenti minacce nel dominio spaziale, la Space Force sta concentrando i suoi sforzi su una serie di capacità chiave. Una delle priorità è ottenere la superiorità spaziale, ossia la capacità di controllare lo spazio e neutralizzare eventuali tentativi di disturbare o distruggere i sistemi spaziali vitali per le operazioni militari. Tra le principali minacce che gli Stati Uniti devono affrontare ci sono i continui sviluppi da parte di attori come la Cina e la Russia, che stanno testando e schierando armi anti-spazio, come missili a lancio diretto, disturbatori e strumenti cyber. Queste capacità non sono più teoriche, ma sono già operative e rappresentano una seria minaccia alla sicurezza spaziale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22120,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/sz-pic-1024x574.png\" alt=\"brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22120\" title=\"La Nuova Frontiera della Sicurezza: La Militarizzazione dello Spazio e la Space Force USA - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Space Force sta sviluppando anche sistemi avanzati di Space Domain Awareness (SDA), un concetto che si riferisce alla capacità di monitorare le attività nello spazio e di identificare minacce potenziali prima che diventino reali pericoli. La protezione dei satelliti e degli altri asset spaziali è essenziale per garantire la continuità delle operazioni militari e civili. Inoltre, la Space Force sta investendo in tecnologie di navigazione sicura, comunicazioni resistenti a interferenze e allerta missilistica, al fine di garantire che gli Stati Uniti e i loro alleati possano operare senza ostacoli nello spazio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le alleanze internazionali e la cooperazione spaziale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un ambiente spaziale sempre più conteso, le alleanze internazionali e la cooperazione tra Paesi sono diventate un elemento fondamentale per la sicurezza e la stabilità dello spazio. La Space Force non può operare da sola; la sua strategia si basa su un forte partenariato con alleati e partner globali. Come evidenziato da Saltzman, negli ultimi anni sono stati fatti significativi progressi nell'integrazione delle capacità spaziali degli Stati Uniti con quelle dei suoi alleati. L'iniziativa Combined Space Operations (CSO), che include Paesi come Italia e altre nazioni, è un esempio chiave di come la cooperazione spaziale possa rafforzare la difesa collettiva e la stabilità globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22121,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/cspo-v2-FocusFillWyIwLjAwIiwiMC4wMCIsMTAwMCw1NTBd-1024x563.png\" alt=\"brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22121\" title=\"La Nuova Frontiera della Sicurezza: La Militarizzazione dello Spazio e la Space Force USA - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per costruire fiducia tra gli alleati, la Space Force ha anche implementato riforme nelle classificazioni di sicurezza, che permettono la condivisione di informazioni sensibili in modo tempestivo e sicuro. Questo tipo di integrazione è cruciale per la creazione di una coalizione spaziale unificata e per rimanere un passo avanti rispetto alle minacce emergenti. Un altro elemento chiave di questa cooperazione è la nomina dell'Air Marshal britannico Paul Godfrey come Assistente capo delle Operazioni spaziali, una mossa che evidenzia l'importanza di alleanze forti e di una gestione condivisa delle operazioni spaziali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Guardando al futuro, l'obiettivo principale della Space Force per il 2030 è garantire che lo spazio rimanga un dominio sicuro, stabile e sostenibile, a beneficio non solo degli Stati Uniti, ma anche della comunità internazionale. Con il crescente affollamento e la contesa nello spazio, la protezione di questo dominio diventa una priorità condivisa per tutti i Paesi che dipendono dalle tecnologie spaziali per la loro sicurezza e prosperità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/Senza-titolo-121.png","categoria":"Internazionali","tags":"alleanzeinternazionali, forzespeciali, militarizzazionespazio","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-24 08:54:32","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://formiche.net/2025/07/vi-spiego-le-guerre-stellari-di-oggi-e-di-domani-parla-il-capo-della-space-force-usa-saltzman/#content","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22117-la-nuova-frontiera-della-sicurezza-la-militarizzazione-dello-spazio-e-la-space-force-usa.mp4","galleria":""}
{"id":22112,"titolo":"La Colombia vuole uscire dalla NATO: ecco le possibili conseguenze secondo gli analisti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’annuncio del presidente colombiano <strong>Gustavo Petro</strong>, che ha proposto di ritirare la Colombia dal suo status di <strong>partner globale della NATO</strong>, ha suscitato preoccupazione tra politici ed esperti di difesa. La Colombia è infatti <a href=\"https://www.nato.int/docu/review/es/articles/2025/01/20/colombia-en-la-otan-como-se-ha-convertido-un-pais-latinoamericano-en-socio-de-la-alianza/index.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">l’unico Paese dell’America Latina ad avere questo tipo di relazione con l’alleanza militare occidentale</a>, che garantisce cooperazione in materia di sicurezza e difesa senza implicare obblighi militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le voci critiche c’è quella dell’ex vicepresidente <strong>Marta Lucía Ramírez</strong>, che in un’intervista alla rivista <em>Semana</em> ha sottolineato come il legame con la NATO abbia permesso alle Forze Armate colombiane di accedere a programmi di addestramento, modernizzazione, logistica e comando secondo standard internazionali. <em>“È fondamentale avere il sostegno e la cooperazione per rafforzare le nostre capacità in materia di cyberdifesa e sicurezza strategica”</em>, ha affermato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche l’ex ministro della Difesa <strong>Diego Molano</strong> ha espresso la sua contrarietà, avvertendo che un’uscita dall’alleanza potrebbe avere conseguenze su più livelli. <em>“La NATO fornisce accesso a intelligence condivisa, formazione militare e altri aspetti critici per contrastare le minacce. Abbandonare questa partnership significherebbe perdere credibilità internazionale, isolarsi diplomaticamente e ridurre la cooperazione con alleati strategici”</em>, ha dichiarato Molano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Petro: “Dobbiamo uscire, non c’è altra strada”</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’annuncio di Petro è arrivato il <strong>16 luglio 2025</strong> durante un evento ufficiale al Ministero degli Affari Esteri a Bogotá, in occasione di un vertice internazionale sulla crisi di Gaza. <em>“Dalla NATO dobbiamo uscire, non c’è altra strada”</em>, ha dichiarato il presidente, motivando la decisione con critiche al ruolo di alcuni Paesi europei nella fornitura di armi a Israele per l’offensiva militare nella Striscia di Gaza. <em>“Il carbone colombiano non deve trasformarsi in bombe in Israele per uccidere bambini”</em>, ha aggiunto Petro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Colombia era entrata a far parte della NATO come <strong>partner globale</strong> nel 2017, consolidando una relazione iniziata nel 2013 con la firma di un accordo di cooperazione in materia di sicurezza e scambio di informazioni. Questo status, pur non comportando obblighi militari, ha garantito al Paese accesso a programmi di modernizzazione delle forze armate, trasparenza nella difesa, attività di formazione e conoscenze in missioni di pace e diritti umani nel settore militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo la NATO, questo rapporto ha portato <em>“grandi benefici alla Colombia senza limitare la postura del governo in politica estera”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un cambio di rotta nella politica estera colombiana</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per analisti e osservatori, la mossa di Petro segna un chiaro cambio di direzione nella politica estera della Colombia, che si allontana da alleanze militari considerate dal presidente incompatibili con i principi etici in materia di conflitti armati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“Gaza è un esperimento dei super-ricchi per mostrare ai popoli come reagire a una ribellione”</em>, ha dichiarato Petro, criticando quella che ha definito una logica di dominazione globale da parte dei Paesi sviluppati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il presidente colombiano ha rivolto anche parole dure contro gli Stati Uniti e l’ex presidente Donald Trump, lamentando il mancato dialogo tra Washington e la Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC). <em>“Non vogliono incontrarsi con l’America Latina e i Caraibi”</em>, ha detto Petro, criticando l’approccio bilaterale dell’amministrazione americana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/colombia-otan.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"AmericaLatina, Colombia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-23 20:36:46","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22112-la-colombia-vuole-uscire-dalla-nato-ecco-le-possibili-conseguenze-secondo-gli-analisti.mp4","galleria":""}
{"id":22107,"titolo":"Soldati israeliani arrestati in Belgio per crimini di guerra a Gaza","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Due soldati israeliani sono stati arrestati in Belgio con l’accusa di crimini di guerra nella Striscia di Gaza, in seguito a una denuncia presentata da due organizzazioni per i diritti umani. L’operazione, definita un “punto di svolta” dagli attivisti, segna la prima volta che un Paese europeo applica la giurisdizione universale per perseguire presunti crimini commessi da militari israeliani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo una dichiarazione congiunta della <strong>Hind Rajab Foundation (HRF)</strong> e della <strong>Global Legal Action Network (Glan)</strong>, i due soldati erano in Belgio per partecipare al festival musicale <strong>Tomorrowland</strong>, a Boom, quando sono stati identificati e fermati dalla polizia federale belga domenica scorsa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“I sospetti sono stati individuati e arrestati con un chiaro dispiegamento di forza al Tomorrowland”</em>, hanno comunicato le due ONG lunedì.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un arresto “storico” per la giustizia internazionale</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dyab Abou Jahjah, direttore della HRF, ha commentato così l’accaduto: <em>“All’interno del lungo percorso verso l’accertamento delle responsabilità, questo rappresenta una pietra miliare. È la prima volta che un Paese europeo riconosce la giurisdizione universale nei confronti di soldati israeliani e agisce di conseguenza, arrestandoli e portandoli in una stazione di polizia per interrogarli.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche Dearblah Minogue, avvocato senior di Glan che ha collaborato al caso, ha definito gli arresti <em>“il passo più significativo per la giustizia dall’inizio del genocidio”</em>. Secondo Minogue, <em>“per la prima volta le forze dell’ordine europee hanno agito concretamente arrestando dei sospetti. Credo che questo innescherà un effetto domino in Europa e nel resto del mondo.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le accuse contro i due militari includono l’uso di scudi umani e la distruzione indiscriminata di proprietà. Parte delle prove, ha spiegato Minogue, è stata raccolta direttamente dai social media dei soldati: <em>“Uno di loro ha pubblicato video della sua unità mentre faceva esplodere proprietà a Gaza e in Libano; l’altro è stato fotografato accanto a un palestinese utilizzato come scudo umano dalla sua unità.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un quadro legale in evoluzione</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Procura federale belga ha confermato lunedì di aver ricevuto due denunce tra venerdì e sabato dalla HRF e da Glan, relative a <em>“gravi violazioni del diritto umanitario internazionale presumibilmente commesse nella Striscia di Gaza da due membri dell’esercito israeliano”</em> presenti in Belgio per il festival musicale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie all’<strong>articolo 14/10 del Titolo Preliminare del Codice di Procedura Penale</strong>, entrato in vigore il 28 aprile 2024, la giustizia belga ha ora competenza su crimini commessi al di fuori del Belgio sulla base delle <strong>Convenzioni di Ginevra del 1949</strong> e della <strong>Convenzione contro la Tortura del 1984</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“Alla luce di questa possibile giurisdizione, la Procura federale ha incaricato la polizia di localizzare i due individui menzionati nella denuncia e procedere con il loro interrogatorio. Dopo gli interrogatori, sono stati rilasciati”</em>, ha precisato l’ufficio del procuratore, aggiungendo che per il momento non verranno forniti ulteriori dettagli.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La HRF e la caccia globale ai crimini di guerra</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Hind Rajab Foundation</strong>, con sede a Bruxelles, è un’organizzazione non governativa impegnata a perseguire azioni legali internazionali per crimini di guerra commessi a Gaza dal conflitto iniziato nell’ottobre 2023. Il fondatore Abou Jahjah ha dichiarato che la fondazione dispone di oltre <strong>8.000 prove</strong> documentate di presunti crimini da parte di soldati israeliani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sebbene la HRF abbia già avviato procedimenti giudiziari in Europa e America Latina, questa è la <strong>prima volta che i suoi sforzi portano a un arresto concreto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“La Hind Rajab Foundation e Glan accolgono questo progresso con determinazione e umiltà”</em>, si legge in un comunicato stampa congiunto. <em>“Sosterremo le indagini in corso e invitiamo le autorità belghe a proseguire con determinazione e indipendenza. La giustizia non può fermarsi qui.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un contesto politico incandescente</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli arresti coincidono con un discorso pronunciato lo stesso giorno dal <strong>Re del Belgio Filippo</strong>, che ha definito la situazione a Gaza <em>“una vergogna per l’umanità”</em>. Il sovrano ha ribadito il sostegno del Belgio agli appelli delle Nazioni Unite per <em>“una fine immediata di questa crisi insopportabile”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/israel-soldier.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Gaza, IDF","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-23 20:27:35","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22107-soldati-israeliani-arrestati-in-belgio-per-crimini-di-guerra-a-gaza.mp4","galleria":""}
{"id":22101,"titolo":"Il Comandante Supremo NATO in Europa: “La NATO deve innovare come fanno gli ucraini”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da quando la Russia ha invaso l’Ucraina nel 2022, le forze armate ucraine hanno costantemente innovato per reperire le tecnologie e le attrezzature necessarie alle operazioni difensive. Un approccio che la NATO dovrebbe studiare e, possibilmente, fare proprio. È quanto ha dichiarato il generale dell’Aeronautica Alexus G. Grynkewich, <strong>Comandante Supremo NATO in Europa (SACEUR)</strong>, intervenendo al simposio <strong>LANDEURO 2025</strong> a Wiesbaden, in Germania.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“Chiunque abbia studiato l’arte della guerra sa che non c’è nulla come le operazioni di combattimento per stimolare l’innovazione: quando la tua vita dipende da ciò che fai, sei costretto a cambiare”</em>, ha detto Grynkewich durante il suo intervento di fronte a un pubblico di leader militari della NATO e rappresentanti dell’industria della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Innovazione nell’era digitale</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Grynkewich, la guerra in Ucraina ha mostrato per la prima volta come il bisogno di innovare sul campo si traduca in un’epoca digitale caratterizzata da capacità senza pilota e tecnologie di produzione additiva, come la stampa 3D.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“Una delle lezioni che ho tratto dall’Ucraina è che dobbiamo capire quali meccanismi possiamo costruire all’interno delle nostre forze armate per consentire lo stesso ritmo di innovazione che gli ucraini hanno dimostrato con tanto successo”</em>, ha spiegato.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un aspetto che ha colpito particolarmente il comandante è stata la capacità delle brigate ucraine di collaborare con partner industriali, realizzando innovazioni non in anni, ma in pochi giorni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un nuovo rapporto con l’industria</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parlando sia ai leader militari che all’industria della difesa, Grynkewich ha sottolineato che la NATO è ora alla ricerca di tecnologie innovative. Ha invitato le aziende del settore a fare la propria parte e i decisori militari a semplificare i processi di acquisizione per consentire all’industria di soddisfare rapidamente le esigenze dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“Abbiamo una lista della spesa. Questa lista nasce dai nostri piani, e possiamo dire all’industria esattamente di cosa abbiamo bisogno”</em>, ha dichiarato il generale. <em>“Per tutti i leader presenti, credo sia nostro compito pretendere dall’industria una consegna rapida e, allo stesso tempo, assumerci la responsabilità di fornirle gli strumenti per farlo attraverso processi di acquisizione più efficienti.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’urgenza è chiara: <em>“Abbiamo bisogno di capacità reali e le vogliamo il prima possibile. Non possiamo permetterci di aspettare. Le promesse per il futuro non bastano più; le nuove tecnologie devono iniziare a essere integrate negli eserciti, nelle forze aeree e nelle marine dell’Alleanza il più presto possibile.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Attivare l’industria della difesa su entrambe le sponde dell’Atlantico</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per raggiungere questo obiettivo, Grynkewich ha affermato che l’industria della difesa, sia in Nord America che in Europa, deve intensificare i propri sforzi e operare come un’unica base industriale integrata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“In questa fase, la base industriale della difesa su entrambe le sponde dell’Atlantico deve attivarsi completamente”</em>, ha ribadito. <em>“Non si tratta di scegliere se investire in un’area o in un’altra; è necessario costruire una base industriale senza soluzione di continuità in grado di fornire capacità e quantità all’Alleanza.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un investimento senza precedenti</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Grynkewich, la NATO ora dispone delle risorse necessarie per sostenere questa trasformazione. Lo scorso mese, infatti, gli alleati hanno concordato di destinare il <strong>5% del loro prodotto interno lordo (PIL)</strong> alla difesa, un risultato che il generale ha definito un <em>“traguardo storico”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“Questo dimostra la volontà collettiva dell’Alleanza, con ogni singolo Paese che sostiene i requisiti militari e si impegna a portare queste capacità sul campo”</em>, ha concluso.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questa visione, la NATO si prepara ad affrontare le sfide future non solo con più risorse, ma con una nuova mentalità orientata all’innovazione continua, prendendo spunto da un’Ucraina che, sotto la pressione della guerra, è riuscita a trasformare la propria difesa in un laboratorio di creatività tecnologica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/250717-A-UE565-1068.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"innovazionemilitare, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-23 20:16:43","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22101-il-comandante-supremo-nato-in-europa-la-nato-deve-innovare-come-fanno-gli-ucraini.mp4","galleria":""}
{"id":22092,"titolo":"US ARMY presenta la nuova razione da campo più compatta e nutriente","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una razione da campo innovativa e compatta sta per rivoluzionare il modo in cui i soldati statunitensi affrontano missioni prolungate in ambienti difficili. Si chiama <strong>Close Combat Assault Ration (CCAR)</strong> ed è il risultato di anni di ricerca e sviluppo da parte dell’<strong>Army Combat Capabilities Development Command</strong>, iniziata nel 2019.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa nuova razione individuale è progettata per fornire il massimo apporto nutrizionale occupando meno spazio e peso rispetto alle precedenti soluzioni. Secondo <a href=\"https://www.army.mil/article/287209/devcom_soldier_center_transitions_new_individual_field_ration_for_dod_wide_availability\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">un comunicato dell’Esercito USA</a>, il CCAR consentirà alle unità di piccole dimensioni di operare in autonomia per periodi da 7 a 10 giorni, anche in assenza di rifornimenti regolari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dalla MRE al CCAR: una necessità operativa</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fino ad oggi, i soldati utilizzavano principalmente le <strong>Meal, Ready to Eat (MRE)</strong> o le <strong>First Strike Ration</strong> durante le missioni. Tuttavia, questi pacchetti si sono rivelati troppo voluminosi e pesanti per soddisfare le esigenze delle operazioni in scenari estremi, dove ogni grammo conta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>CCAR</strong> rappresenta un salto di qualità significativo: rispetto alla First Strike Ration, presenta una <strong>riduzione del volume del 39%</strong> e un <strong>peso inferiore del 17%</strong>. Questo significa che un soldato può trasportare il nutrimento necessario per <strong>cinque giorni nello spazio che prima sarebbe servito per tre</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inizialmente, i progettisti avevano considerato di includere esclusivamente barrette altamente nutrienti, ma hanno abbandonato questa soluzione dopo aver raccolto le opinioni dirette dei militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22095,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"US ARMY presenta la nuova razione da campo più compatta e nutriente - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/max1200-2-1024x683.jpg\" alt=\"la nuova razione da campo più compatta e nutriente per i soldati americani - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22095\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sviluppata dal <strong>Department of Defense (DoD) Combat Feeding Division (CFD)</strong> del <strong>U.S. Army Combat Capabilities Development Command Soldier Center (DEVCOM SC)</strong>, la <strong>Close Combat Assault Ration (CCAR)</strong> è una nuova razione da campo individuale leggera, ad alta densità energetica e ricca di nutrienti, che riduce in modo significativo il volume e il peso delle razioni che i militari devono trasportare. <em>(Fonte: DEVCOM Soldier Center Public Affairs)</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un progetto costruito ascoltando i soldati</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sin dalle fasi preliminari, lo sviluppo del CCAR si è basato sul feedback delle truppe. Nel 2019, i progettisti hanno interpellato reparti d’élite come il <strong>10th Special Forces Group</strong> di Fort Carson (Colorado), la <strong>10th Mountain Division</strong> di Fort Drum (New York) e il <strong>2nd Reconnaissance Battalion</strong> dei Marines a Camp Lejeune (North Carolina).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo era chiaro: ridurre peso e ingombro senza sacrificare il gusto e il valore nutrizionale. “Abbiamo un vecchio detto nel mondo dell’alimentazione militare: <em>non è nutrizione se non viene mangiata</em>”, ha spiegato Erin Gaffney-Stomberg, responsabile della <strong>Combat Feeding Division</strong>. “È fondamentale che i soldati ricevano il miglior nutrimento possibile, quando e dove ne hanno bisogno, in una forma che sia appetibile, sicura e pratica.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22094,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"US ARMY presenta la nuova razione da campo più compatta e nutriente - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/max1200-1-1024x683.jpg\" alt=\"la nuova razione da campo più compatta e nutriente per i soldati americani - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22094\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La CCAR offre tre opzioni di menu ed è ora disponibile per tutti i rami delle forze armate statunitensi. Nell’immagine è mostrato un confronto fianco a fianco che illustra le riduzioni di volume e peso tra la razione standard individuale <strong>Meal, Ready to Eat (MRE)</strong> (a sinistra), la <strong>First Strike Ration (FSR)</strong> (al centro) e la <strong>CCAR</strong> (a destra). <em>(Fonte: DEVCOM Soldier Center Public Affairs)</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Prestazioni migliorate e meno deficit energetici</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli studi condotti sul campo hanno dimostrato che i soldati che consumavano il CCAR ingerivano più calorie e subivano minori deficit energetici rispetto a chi utilizzava le First Strike Ration. Il merito va all’<strong>aumentata densità energetica</strong> del nuovo pacchetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>James McClung, capo della <strong>Military Nutrition Division</strong>, ha sottolineato l’importanza di questo risultato: “Un bilancio energetico negativo, ovvero l’incapacità di assumere abbastanza calorie per soddisfare il fabbisogno metabolico, è una minaccia per le prestazioni del combattente”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fortunatamente, i test hanno confermato che il CCAR non compromette le capacità fisiche dei soldati, rendendolo una soluzione ideale per missioni a breve termine in cui ridurre il carico logistico è essenziale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Con l’obiettivo costante di ottimizzare le prestazioni e la letalità dei nostri militari, il CCAR rappresenta un’opzione promettente per operazioni in cui ogni grammo e ogni centimetro di spazio nello zaino fanno la differenza”, ha aggiunto McClung.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Verso il futuro: meno peso, più energia</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il lancio del <strong>Close Combat Assault Ration</strong> segna un importante passo avanti nella logistica militare. La combinazione tra compattezza, gusto accettabile e miglioramento delle prestazioni fisiche potrebbe fare del CCAR uno standard per le unità operative speciali e per tutti i reparti destinati a missioni in territori ostili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con un pacchetto più leggero e nutriente, i soldati potranno affrontare sfide estreme con una riserva di energia adeguata, senza subire i tipici cali di rendimento dovuti a carenze caloriche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un’epoca in cui il combattente moderno deve operare con sempre maggiore autonomia, il CCAR potrebbe diventare una componente fondamentale del kit da campo del soldato del XXI secolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/original.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"CCAR, RazioneK","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-23 20:08:32","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.army.mil/article/287209/devcom_soldier_center_transitions_new_individual_field_ration_for_dod_wide_availability","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22092-us-army-presenta-la-nuova-razione-da-campo-piu-compatta-e-nutriente.mp4","galleria":""}
{"id":22074,"titolo":"Talisman Sabre 2025: L’Esercito Americano e gli Alleati Pronti a Difendere l’Indo-Pacifico","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 14 luglio 2025 ha avuto inizio l’esercitazione Talisman Sabre, la più grande operazione militare mai realizzata nel Pacifico, che ha visto il coinvolgimento di 40.000 soldati provenienti da 19 nazioni, tra cui Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud, India e diversi Paesi europei. L'evento ha avuto il suo culmine con l'arrivo dei paracadutisti americani in Australia, che hanno effettuato un lancio notturno direttamente dalla base Elmendorf-Richardson in Alaska. Dopo un volo di 14,5 ore, i paracadutisti hanno compiuto un atterraggio di precisione nella campagna di Townsville, nel Queensland settentrionale, come parte di una simulazione di operazione aerea complessa. Il colonnello Brian Weightman, comandante della 2nd Infantry Brigade Combat Team (Airborne) dell’11th Airborne Division, ha enfatizzato la precisione e la pericolosità di queste operazioni, dichiarando che, sebbene ci siano dei rischi, la preparazione delle truppe è stata impeccabile, con solo tre feriti lievi durante l'operazione. Dopo l’atterraggio, i paracadutisti hanno proseguito la missione, avanzando per 48 chilometri verso un obiettivo urbano, portando a termine un’azione dimostrativa di alta intensità. Il lancio, insieme alle manovre congiunte, ha messo in risalto l’efficacia dell’interoperabilità tra le forze alleate, un aspetto fondamentale per il successo delle operazioni future.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22075,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"aspectRatio\":\"0.6669975186104219\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/LVMBFTQI2BE3NB77AKRX3QCRYI-683x1024.jpg\" alt=\"brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22075\" style=\"aspect-ratio:0.6669975186104219;width:840px;height:auto\" title=\"Talisman Sabre 2025: L’Esercito Americano e gli Alleati Pronti a Difendere l’Indo-Pacifico - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La cooperazione internazionale e la forza della tecnologia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una delle principali caratteristiche di Talisman Sabre 2025 è stata l'interoperabilità tra le forze di diversi Paesi. Oltre alle truppe americane, l’esercitazione ha visto la partecipazione di soldati francesi, tedeschi, giapponesi e sudcoreani, creando un ambiente altamente cooperativo. Le manovre hanno incluso sbarchi anfibi, l’utilizzo di droni e test missilistici, mentre i sistemi di comunicazione avanzati hanno permesso una coordinazione ottimale tra tutte le forze in campo. Il colonnello Weightman ha sottolineato l’importanza della tecnologia nelle operazioni moderne, evidenziando come la connessione continua tramite voce, dati e video abbia migliorato la consapevolezza situazionale. Questo, combinato con la capacità di proiettare forze su lunghe distanze, è stato cruciale per ottimizzare l'efficacia dell’esercitazione. Le operazioni si sono estese non solo in Australia, ma anche nella vicina Papua Nuova Guinea, un territorio strategico dove gli Stati Uniti hanno recentemente siglato un accordo di sicurezza. La presenza di avanzati sistemi missilistici terrestri come il Typhoon e di jet F-35 ha conferito all'esercitazione un valore aggiunto, mostrando l’efficacia della combinazione tra capacità aeree, terrestri e marittime.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22083,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/OIP-9-1024x705.jpg\" alt=\"Talisman Sabre 2025: L’Esercito Americano e gli Alleati Pronti a Difendere l’Indo-Pacifico - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22083\" title=\"Talisman Sabre 2025: L’Esercito Americano e gli Alleati Pronti a Difendere l’Indo-Pacifico - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Talisman Sabre 2025: L’Esercito Americano e gli Alleati Pronti a Difendere l’Indo-Pacifico - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Implicazioni geopolitiche e preparazione alla difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione Talisman Sabre 2025 assume un’importanza geopolitica crescente in un contesto internazionale caratterizzato da una competizione strategica sempre più tesa nell'Indo-Pacifico. La crescente minaccia cinese, in particolare per quanto riguarda la situazione in Taiwan e le rivendicazioni nel Mar Cinese Meridionale, ha spinto Washington e Canberra a rafforzare il loro asse militare. Il generale J.B. Vowell, vice comandante dell’esercito USA nel Pacifico, ha dichiarato che le operazioni di addestramento sono una risposta concreta alle sfide della regione, sottolineando la determinazione degli Stati Uniti a garantire la stabilità dell’area. L’esercitazione non è solo un test operativo, ma anche un potente messaggio politico globale, con l’obiettivo di dimostrare la capacità di reazione rapida e coordinata in caso di conflitto. L’11ª Divisione Aviotrasportata, che ha partecipato con il suo comando, è una delle forze più versatili dell’esercito americano, capace di operare in ambienti estremi, dall’Artico ai climi subtropicali, come quello australiano. La partecipazione di oltre 40.000 soldati, l'impiego di nuove tecnologie e la pianificazione logistica su larga scala confermano l’impegno della coalizione internazionale nella protezione di un Indo-Pacifico \"libero e aperto\", come dichiarato dal vice ammiraglio australiano Justin Jones.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22084,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Imagoeconomica-2070904-1024x669.jpg\" alt=\"Talisman Sabre 2025: L’Esercito Americano e gli Alleati Pronti a Difendere l’Indo-Pacifico - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22084\" title=\"Talisman Sabre 2025: L’Esercito Americano e gli Alleati Pronti a Difendere l’Indo-Pacifico - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Talisman Sabre 2025: L’Esercito Americano e gli Alleati Pronti a Difendere l’Indo-Pacifico - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercitazione Talisman Sabre 2025 ha rappresentato non solo un’occasione per rafforzare le capacità operative delle forze armate alleate, ma anche un simbolo della crescente determinazione di Stati Uniti e Australia nel contrastare le sfide geopolitiche emergenti, con l’obiettivo di mantenere la stabilità e la sicurezza nella regione Indo-Pacifico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/BGAXUSEBHFDVDDNWXKEPD6F2BE.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"cooperazioneinternazionale, esercitazionemilitare, indopacifico","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-23 15:25:51","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.armytimes.com/global/asia-pacific/2025/07/22/us-army-drops-into-australia-for-massive-war-games/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22074-talisman-sabre-2025-lesercito-americano-e-gli-alleati-pronti-a-difendere-lindo-pacifico.mp4","galleria":""}
{"id":22065,"titolo":"Esercitazione “Cingoli ardenti”: carri, genio, artiglieria e logistica in azione integrata","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel Comprensorio Militare di Persano (Salerno) si è recentemente svolta l’esercitazione “Cingoli ardenti”, un’attività addestrativa di livello <em>Complesso Minore Pluriarma</em> che ha coinvolto molteplici reparti dell’Esercito Italiano in uno scenario operativo dinamico e realistico. L’obiettivo principale è stato quello di testare e sviluppare le capacità combinate di manovra, reazione e supporto in contesti ad alta complessità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22069,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Esercitazione “Cingoli ardenti”: carri, genio, artiglieria e logistica in azione integrata - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/5.-un-PZH-di-artiglieria-in-movimento-1024x682.jpg\" alt=\"Esercitazione “Cingoli ardenti”: carri, genio, artiglieria e logistica in azione integrata - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22069\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esercitazione “Cingoli ardenti”: carri, genio, artiglieria e logistica in azione integrata - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione ha visto la partecipazione coordinata di unità provenienti da diversi reparti: il <strong>1° Reggimento Bersaglieri</strong> ha guidato le attività operative, affiancato dal <strong>4° Reggimento Carri</strong>, dal <strong>21° Reggimento Genio Guastatori</strong>, dal <strong>52° Reggimento Artiglieria “Torino”</strong>, dall’<strong>8° Reggimento Artiglieria “Pasubio”</strong> e dal <strong>Reggimento Logistico “Garibaldi”</strong>. Ciascun reparto ha apportato un contributo fondamentale allo sviluppo dell’addestramento, esprimendo capacità specifiche nel quadro di una cooperazione interfunzionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La configurazione pluriarma ha consentito l’esecuzione di manovre offensive, difensive e abilitanti, condotte attraverso esercitazioni <em>Live Exercise</em> (LIVEX) e <em>Field Training Exercise</em> (FTX), orientate a migliorare la prontezza operativa e l’interoperabilità tra diverse specialità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Droni, ostacoli e fuoco indiretto: un addestramento multidominio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Cingoli ardenti” ha rappresentato un banco di prova per la sperimentazione di nuove <strong>procedure tecnico-tattiche (TTP)</strong>, in particolare contro minacce emergenti come l’uso ostile di droni o la necessità di operare in ambienti ad alta densità di ostacoli fisici e tecnologici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22068,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Esercitazione “Cingoli ardenti”: carri, genio, artiglieria e logistica in azione integrata - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/4.-un-momento-delladdestramento-con-i-droni-1024x683.jpg\" alt=\"Esercitazione “Cingoli ardenti”: carri, genio, artiglieria e logistica in azione integrata - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22068\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esercitazione “Cingoli ardenti”: carri, genio, artiglieria e logistica in azione integrata - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>21° Reggimento Genio Guastatori</strong> ha avuto un ruolo centrale nella gestione e superamento degli ostacoli, nella bonifica del campo e nella protezione delle forze amiche. Il <strong>4° Reggimento Carri</strong> ha condotto manovre con mezzi corazzati pesanti, integrandosi con l’artiglieria per il fuoco di profondità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul fronte del supporto al fuoco, il contributo del <strong>52° Reggimento Artiglieria “Torino”</strong> e dell’<strong>8° Reggimento Artiglieria “Pasubio”</strong> ha garantito la copertura e la capacità di neutralizzare obiettivi a distanza, con modalità compatibili con uno scenario ad alta intensità. I sistemi impiegati hanno permesso l’adattamento immediato alle esigenze tattiche, offrendo precisione e continuità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fondamentale il ruolo del <strong>Reggimento Logistico “Garibaldi”</strong>, incaricato di garantire la funzionalità del sistema attraverso rifornimenti, recupero mezzi e assistenza tecnica. Questo supporto ha permesso la conduzione continuativa delle operazioni sul campo, simulando le reali condizioni logistiche di un ambiente operativo prolungato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’integrazione tra fanteria, genio, carri armati, artiglieria e logistica ha dato vita a un sistema flessibile e coeso, capace di operare in contesti sempre più mutevoli e ad alta tecnologia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un modello operativo per il futuro della difesa terrestre</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione “Cingoli ardenti” ha dimostrato come la cooperazione tra reparti differenti sia oggi una delle chiavi per l’efficacia militare. L’addestramento interforze ha messo in evidenza non solo le capacità tecniche dei singoli reparti, ma anche la capacità collettiva di operare come <strong>sistema integrato</strong>, pronto ad affrontare scenari complessi in tempi rapidi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22067,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Esercitazione “Cingoli ardenti”: carri, genio, artiglieria e logistica in azione integrata - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/2.-squadra-fucilieri-impiega-un-drone-1024x682.jpg\" alt=\"Esercitazione “Cingoli ardenti”: carri, genio, artiglieria e logistica in azione integrata - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22067\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esercitazione “Cingoli ardenti”: carri, genio, artiglieria e logistica in azione integrata - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sebbene l’organizzazione delle attività sia stata affidata al 1° Reggimento Bersaglieri, l’elemento distintivo è stato l’equilibrata valorizzazione delle funzioni specialistiche di tutti i reparti. Nessuna singola unità può oggi operare efficacemente senza il sostegno e il coordinamento delle altre: carri armati, genio, artiglieria e logistica sono tasselli complementari di un mosaico operativo moderno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto geopolitico in evoluzione, in cui le minacce convenzionali si intrecciano a minacce asimmetriche, ibride e tecnologiche, esercitazioni come questa rappresentano strumenti irrinunciabili per preparare le Forze Armate italiane al futuro. La capacità di risposta rapida, la versatilità sul terreno e l’interoperabilità tra componenti diverse sono ormai elementi strutturali della difesa moderna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Cingoli ardenti” ha dimostrato che l’Esercito Italiano è in grado non solo di addestrarsi, ma anche di <strong>evolvere</strong>, adattando le proprie strutture a nuove sfide. La sinergia tra i reparti coinvolti, il realismo dello scenario e l’approccio sperimentale alle minacce emergenti rappresentano un modello replicabile, da sviluppare anche in contesti internazionali e congiunti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/1.-realizzazione-di-postazioni-di-combattimento.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"addestramentomilitare, CingoliArdenti, esercitoitaliano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-23 15:25:15","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Esercitazione-%E2%80%9CCingoli-ardenti%E2%80%9D.aspx","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22065-esercitazione-cingoli-ardenti-carri-genio-artiglieria-e-logistica-in-azione-integrata.mp4","galleria":""}
{"id":22052,"titolo":"Quante guerre ci sono oggi nel mondo? Ecco dove l’Alleanza Atlantica è più coinvolta, anche indirettamente","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2025 il mondo resta segnato da un mosaico di conflitti, che spaziano dalle guerre ad alta intensità alle crisi locali con impatti devastanti sulle popolazioni civili. Secondo stime di centri di ricerca come <strong><a href=\"https://www.cfr.org/global-conflict-tracker\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ACLED e il Global Conflict Tracker del CFR</a></strong>, si contano <strong>trai i 40 e i 60 teatri di guerra attivi</strong>, di cui almeno otto classificabili come “grandi conflitti” con più di 10.000 vittime annuali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Alleanza Atlantica, pur non intervenendo con truppe dirette nella maggior parte di queste aree, è protagonista a livello geopolitico grazie a un ruolo di supporto militare, politico e strategico, soprattutto nei focolai di crisi che toccano gli equilibri euro-atlantici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conflitti globali: un panorama preoccupante</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Entrando nel 2025, <strong>le speranze di stabilità internazionale dopo la fine della Guerra Fredda sembrano sempre più lontane</strong>. Le guerre, gli scontri armati e la violenza civile colpiscono Stati fragili e grandi potenze. Secondo i dati dell’<a href=\"https://ucdp.uu.se/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Uppsala Conflict Data Program (UCDP) e dell’Institute for Economics &amp; Peace</a>, i conflitti ad alta intensità – come in Ucraina, Myanmar, Sudan, Etiopia, Iran e nei territori palestinesi – continuano a crescere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un aumento significativo</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Nel 2023 sono stati registrati circa <strong>163.112 decessi</strong> dovuti a conflitti armati, rispetto ai <strong>153.100 del 2022</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Nel 2024 i decessi sono stati <strong>161.100</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Per il 2025 si prevedono dati simili, se non peggiori.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>I bambini sono particolarmente esposti: oltre <strong>11.900 minorenni</strong> uccisi o mutilati nel 2024 (<a href=\"https://childrenandarmedconflict.un.org/2025/06/22495-haunting-cries-children-affected-by-conflict-endured-an-unconscionable-number-of-grave-violations-in-2024/?utm_source=chatgpt.com\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">dati ONU</a>).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Distribuzione geografica</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Medio Oriente</strong>: Gaza, Israele e Iran restano epicentri di tensioni geopolitiche a lungo termine.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Africa</strong>: Sahel, Sudan, Etiopia e il Corno d’Africa pagano un pesante tributo umano ed economico.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Asia</strong>: in Myanmar operano oltre <strong>2.600 gruppi armati</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>America Latina</strong>: Messico, Ecuador e Colombia soffrono violenze diffuse da parte di cartelli criminali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22054,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Captura-de-pantalla-2025-07-22-201939-1024x242.png\" alt=\"Quante guerre ci sono oggi nel mondo? Ecco dove l’Alleanza Atlantica è più coinvolta, anche indirettamente - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22054\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fonte: Uppsala Conflict Data Program https://ucdp.uu.se/</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ruolo dell’Alleanza Atlantica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La NATO si trova oggi ad affrontare sfide complesse e interconnesse, consolidando la propria funzione di garante della sicurezza collettiva. In uno scenario globale segnato da conflitti ad alta intensità e da minacce ibride, l'Alleaza Atlantica ha adottato un approccio multidimensionale per rispondere alle crisi, rafforzare la deterrenza e sostenere i partner strategici in diverse aree del mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La guerra in Ucraina</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’organizzazione transatlantica sostiene Kiev con forniture di armi avanzate (missili Patriot, carri armati Abrams, sistemi antiaerei), addestramento militare e intelligence condivisa. Ha inoltre rafforzato il fianco orientale con <a href=\"https://www.nato.int/cps/en/natohq/opinions_194326.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">oltre <strong>40.000 soldati</strong> schierati tra Polonia e Paesi baltici</a>: il più grande dispiegamento dalla Guerra Fredda.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Africa e Mediterraneo</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel Sahel l’Alleanza monitora i movimenti russi e cinesi, mentre supporta missioni UE come EUTM Mali o Somalia. Nel Mar Mediterraneo operazioni come “Sea Guardian” garantiscono la sicurezza marittima.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Medio Oriente e Mar Rosso</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sebbene non presente direttamente nei conflitti in Yemen, Gaza e Iran, vari Stati membri partecipano a missioni navali per proteggere le rotte commerciali dagli attacchi Houthi e monitorano le tensioni legate al programma nucleare iraniano. Gli <strong>Stati Uniti</strong>, inoltre, hanno sostenuto militarmente <strong>Israele</strong>, conducendo raid mirati contro i siti nucleari iraniani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22061,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/otan-1024x646.jpg\" alt=\"Quante guerre ci sono oggi nel mondo? Ecco dove l’Alleanza Atlantica è più coinvolta, anche indirettamente - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22061\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Team d’abbordaggio congiunto italiano e croato si avvicina alla nave della Royal Navy britannica HMS Echo durante un’esercitazione di abbordaggio nell’ambito dell’Operazione NATO Sea Guardian. - Copyright NATO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli impatti dei conflitti globali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Perdite umane</strong>: civili e militari uccisi ogni anno, con picchi drammatici in Ucraina, nella Striscia di Gaza e in Iran, dove le tensioni interne ed esterne hanno provocato centinaia di vittime.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sfollamenti di massa</strong>: oltre <strong>12 milioni di sfollati in Siria</strong>; <strong>3,5 milioni in Myanmar</strong>; milioni di profughi anche da <strong>Ucraina</strong>, <strong>Gaza</strong> e <strong>Iran</strong>, dove i conflitti hanno spinto molte famiglie alla fuga.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Crollo delle infrastrutture</strong>: acqua, elettricità e cure mediche sempre meno accessibili, in particolare nelle zone di conflitto come l’Ucraina orientale, Gaza e diverse province iraniane.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le forze armate italiane e la rivoluzione in atto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel panorama della difesa attuale, <strong>l’Italia ha assunto una posizione di rilievo</strong> nell'Alleanza Atlantica anche grazie a una svolta decisa e coraggiosa. Una scelta che porta la firma del <strong>Ministro della Difesa Guido Crosetto</strong>, il quale ha impresso una <strong>visione olistica</strong> alla riforma militare nominando, per la prima volta nella storia italiana, <strong>un paracadutista alla guida dello Stato Maggiore dell’Esercito: il Generale Carmine Masiello</strong>. La sua nomina ha segnato <strong>un punto di svolta</strong>, portando un approccio nella forza armata innovativo e dinamico e alla gestione strategica delle risorse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come <strong>Comandante Militare della Difesa</strong>, la scelta del <strong>Generale Luciano Portolano</strong> ha consolidato la <strong>proiezione internazionale dell’Italia</strong>. Sotto la regia politica di Crosetto, sono state avviate <strong>riforme profonde</strong> che puntano su <strong>rapidità di intervento, difesa proattiva, cyber-difesa e tecnologia avanzata</strong>. Si è così creato uno scenario militare capace di incidere concretamente nei <strong>complessi scenari geopolitici</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22062,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Foto-4-Imbarco-per-lAir-Assault-1024x484.jpg\" alt=\"Quante guerre ci sono oggi nel mondo? Ecco dove l’Alleanza Atlantica è più coinvolta, anche indirettamente - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22062\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paracadutisti della Folgore durante l'esercitazione NATO Swift Response 25 in Slovenia - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’escalation dei conflitti globali nel 2025 richiede risposte innovative e una maggiore attenzione della comunità internazionale. La NATO rimane un pilastro fondamentale per la sicurezza collettiva, e l’Italia, con la sua attuale visione proattiva, si è affermata come un alleato strategico capace di contribuire in maniera significativa alle operazioni dell’Alleanza. Si è tracciata una strada che punta a rafforzare la deterrenza, sostenere la stabilità regionale e promuovere un approccio integrato alle sfide del futuro.<strong> Anticipare oggi significa proteggere domani, sperando in un futuro meno segnato da conflitti e più orientato alla cooperazione tra le nazioni.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/war-world.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"GuerreNelMondo, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-22 19:55:38","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22052-quante-guerre-ci-sono-oggi-nel-mondo-ecco-dove-lalleanza-atlantica-e-piu-coinvolta-anche-indirettamente.mp4","galleria":""}
{"id":22046,"titolo":"Israele – UE, tensione crescente mentre Gaza brucia: oltre 50 morti in un solo giorno","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La crisi tra Israele e la Comunità Europea raggiunge un nuovo punto di rottura mentre i raid israeliani sulla Striscia di Gaza continuano senza sosta. Nelle ultime 24 ore, secondo fonti mediche locali, <strong>almeno 51 palestinesi sono stati uccisi dall’alba</strong>, tra cui donne e bambini sorpresi nel sonno da colpi di carri armati contro le tende degli sfollati nel <em>Beach Camp</em> di Gaza City. Le immagini diffuse mostrano corpi senza vita tra le macerie e file di sopravvissuti disperati alla ricerca di cibo e acqua, mentre la comunità internazionale assiste con crescente indignazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L’Europa condanna Israele e chiede il cessate il fuoco</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Unione Europea ha alzato la voce in maniera compatta: Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, ha definito “insopportabili” le immagini provenienti da Gaza e chiesto <strong>la fine immediata delle operazioni militari israeliane</strong>. Una dichiarazione congiunta di 25 Paesi, tra cui 17 membri dell’UE e 8 nazioni extra-europee, ha chiesto un cessate il fuoco immediato e permanente. L’Italia, per voce del ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha ribadito che <em>“non c’è giustificazione per ciò che sta accadendo: basta bombardamenti, basta sofferenze per civili innocenti”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Israele respinge le accuse e accusa Hamas</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Israele respinge le accuse e contrattacca: <strong>il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha accusato l’Europa</strong> di “cadere nella propaganda di Hamas” e ha sottolineato che Tel Aviv ha già accettato un cessate il fuoco, mentre <em>“Hamas continua a tenere in ostaggio i nostri cittadini e a sabotare gli aiuti”</em>. Nel frattempo, la situazione umanitaria a Gaza precipita. L’ONU stima che quasi il 90% della Striscia sia diventato zona di evacuazione, con milioni di persone senza accesso a servizi essenziali. Philippe Lazzarini, capo dell’Unrwa, parla di <em>“un inferno in terra”</em>, mentre il Patriarca latino Pierbattista Pizzaballa denuncia una situazione <em>“moralmente inaccettabile”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Una frattura storica tra Israele e l’Unione Europea</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La frattura tra Israele e la Comunità Europea non è nuova: i rapporti, sin dagli anni ’70, oscillano tra cooperazione e scontro. Bruxelles ha sempre riconosciuto il diritto di Israele a esistere in sicurezza, ma ha criticato l’espansione degli insediamenti nei territori palestinesi e ha sostenuto finanziariamente l’Autorità Palestinese, guadagnandosi l’ostilità di parte della leadership israeliana. Oggi, mentre Washington resta saldo a fianco di Israele, <strong>l’Europa sembra divisa tra chi chiede misure concrete contro il governo Netanyahu e chi mantiene una posizione più cauta</strong>. Intanto, sul campo, il bilancio delle vittime continua a crescere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fonti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.eunews.it/2025/07/21/cessate-il-fuoco-immediato-a-gaza-25-paesi-tra-cui-litalia-contro-israele/\">https://www.eunews.it/2025/07/21/cessate-il-fuoco-immediato-a-gaza-25-paesi-tra-cui-litalia-contro-israele/</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.repubblica.it/esteri/2025/07/22/diretta/israele_hamas_iran_guerra_news_oggi_diretta-424744760/?ref=RHLF-BG-P5-S1-T1-r836\">https://www.repubblica.it/esteri/2025/07/22/diretta/israele_hamas_iran_guerra_news_oggi_diretta-424744760/?ref=RHLF-BG-P5-S1-T1-r836</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.ilfattoquotidiano.it/live-post/2025/07/22/gaza-guerra-israele-aggiornamenti-oggi-diretta/8069629\">https://www.ilfattoquotidiano.it/live-post/2025/07/22/gaza-guerra-israele-aggiornamenti-oggi-diretta/8069629</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/54430061870-a32c033e32-b-2.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Gaza, Israele, UE","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-22 18:27:51","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22046-israele-ue-tensione-crescente-mentre-gaza-brucia-oltre-50-morti-in-un-solo-giorno.mp4","galleria":""}
{"id":22041,"titolo":"Regno Unito, trapelate online le identità di operatori SAS. Il Capo dell’Esercito ordina un’indagine immediata","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un grave incidente di sicurezza scuote il Regno Unito. Il <em>Sunday Times</em> ha rivelato che le identità di alcuni membri delle <strong>Special Air Service (SAS)</strong>, unità di forze speciali britanniche, sono state <strong>inavvertitamente pubblicate</strong> all’interno di una rivista interna prodotta dai <strong>Grenadier Guards</strong>, e successivamente diffuse online.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto riportato, la pubblicazione avrebbe incluso un <strong>elenco nominativo</strong> di militari, alcuni dei quali legati in modo diretto o indiretto alle operazioni delle forze speciali del Regno Unito. Un'esposizione di questo tipo è considerata <strong>estremamente pericolosa</strong>, soprattutto perché potrebbe compromettere non solo la sicurezza degli operatori coinvolti, ma anche quella delle loro famiglie e delle missioni in corso o archiviate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Generale Sir Roly Walker furioso per l'accaduto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il capo dell’Esercito britannico, <strong>Generale Sir Roly Walker</strong>, che ha un passato operativo proprio nelle SAS, ha reagito con <strong>estrema durezza</strong> alla notizia, definendosi “furioso” per quanto accaduto. Ha immediatamente ordinato una <strong>revisione interna urgente</strong>, con lo scopo di fare piena luce sulla dinamica della fuga di informazioni e stabilire <strong>nuove linee guida per la gestione e la protezione dei dati sensibili</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Walker ha inoltre sottolineato che la protezione dell’identità dei membri delle forze speciali è “una questione vitale di sicurezza nazionale” e ha promesso che l’Esercito “non tollererà leggerezze o superficialità nella gestione delle informazioni classificate”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un errore che potrebbe avere conseguenze operative e diplomatiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’incidente arriva in un momento delicato per il Regno Unito, coinvolto in <strong>numerosi scenari operativi</strong> a livello globale, molti dei quali prevedono l’impiego discreto e riservato di personale delle SAS e di altre forze speciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Esporre i nomi di tali operatori potrebbe:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>mettere a rischio la loro <strong>incolumità personale</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>compromettere missioni passate e presenti;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>offrire vantaggi a gruppi terroristici o intelligence ostili;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>generare <strong>tensioni diplomatiche</strong> con Paesi alleati o coinvolti in operazioni congiunte.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un portavoce del Ministero della Difesa ha dichiarato: <em>“Siamo a conoscenza della situazione e stiamo collaborando con il comando dell’Esercito per determinare come sia potuto accadere. La sicurezza del nostro personale resta la nostra priorità assoluta”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le SAS e la cultura della riservatezza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le <strong>Special Air Service</strong>, create nel 1941 durante la Seconda Guerra Mondiale, sono considerate tra le forze speciali più efficienti e rispettate al mondo. Le loro operazioni, per definizione <strong>clandestine e ad altissimo rischio</strong>, si basano su una cultura della <strong>discrezione assoluta</strong>, dove l’identità degli operatori è protetta anche dopo il congedo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo incidente rappresenta una <strong>violazione grave di tale cultura</strong> e potrebbe portare a una revisione più ampia delle politiche di comunicazione interna e della gestione dei dati sensibili in tutto il Ministero della Difesa britannico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’indagine avviata dal Generale Walker non si limiterà al singolo episodio, ma punta a rivedere l’intero sistema di sicurezza delle informazioni personali all’interno delle Forze Armate. Il caso ha sollevato anche interrogativi su eventuali <strong>negligenze sistemiche</strong> e sull'efficacia dei protocolli attuali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto globale attuale, caratterizzato da minacce ibride e informatiche sempre più pervasive, il Regno Unito considera incidenti di questo tipo non solo imbarazzanti, ma anche potenzialmente devastanti. Il mondo della sicurezza e della difesa osserva con grande attenzione gli sviluppi di questa vicenda, che potrebbe rappresentare uno spartiacque nella gestione della riservatezza all’interno delle forze speciali britanniche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/sas-scandalo.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"forzespeciali, sas","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-22 18:11:28","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22041-regno-unito-trapelate-online-le-identita-di-operatori-sas-il-capo-dellesercito-ordina-unindagine-immediata.mp4","galleria":""}
{"id":22005,"titolo":"Formidable Shield 2025: La Marina Militare Italiana e le Tecnologie Leonardo al Centro della Difesa Integrata","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 3 al 23 maggio 2025, le gelide acque del Mare del Nord hanno ospitato una delle esercitazioni più complesse e ambiziose della NATO: la <em>At Sea Demonstration / Formidable Shield 25</em> (ASD/FS25). Questo evento biennale, pianificato dalla Sesta Flotta degli Stati Uniti e condotto dal comando STRIKFORNATO con sede a Lisbona, ha messo alla prova la capacità delle forze alleate di cooperare in scenari di difesa aerea e missilistica integrata (IAMD), contro minacce avanzate come missili balistici e droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questa edizione, la <strong>Marina Militare Italiana</strong> ha avuto un ruolo di primo piano grazie alla <strong>Nave Giovanni delle Bande Nere</strong>, fiore all’occhiello della classe <em>Multi Purpose Combat Ship</em> (PPA) nella sua configurazione “full”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tecnologia italiana in primo piano: il contributo di Leonardo</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dotata delle più avanzate soluzioni tecnologiche sviluppate da <strong>Leonardo</strong>, la Nave Giovanni delle Bande Nere ha partecipato attivamente a eventi <em>live-fire</em>, dimostrando capacità di monitoraggio e difesa tra le più sofisticate al mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In particolare, due sistemi hanno fatto la differenza:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Il <strong>SADOC4</strong>, sistema di comando e controllo che ha permesso una gestione avanzata delle operazioni di difesa aerea e missilistica, garantendo la perfetta interoperabilità con le unità alleate.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Il <strong>Dual Band Radar</strong>, capace di tracciare minacce complesse, dai missili balistici ai droni supersonici, fornendo dati in tempo reale alle forze NATO tramite link tattici.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l’esercitazione, il radar ha rilevato e tracciato un missile balistico a corto raggio, mantenendo il tracking fino all’impatto in mare e agendo come osservatore avanzato per missili a medio raggio lanciati da piattaforme terrestri e navali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22034,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/OQ3A0938-1024x683.png\" alt=\"Formidable Shield 2025: La Marina Militare Italiana e le Tecnologie Leonardo al Centro della Difesa Integrata - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22034\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Formidable Shield 2025: La Marina Militare Italiana e le Tecnologie Leonardo al Centro della Difesa Integrata - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Interoperabilità e cooperazione: la chiave del successo</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La capacità della Marina Militare di integrarsi con le altre forze NATO è stata uno degli elementi determinanti del successo dell’operazione. Il flusso di dati continuo e sicuro ha permesso una risposta rapida e coordinata alle minacce simulate, dimostrando l’efficacia della cooperazione multinazionale in contesti ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contributo tecnologico di Leonardo, già riconosciuto a livello globale, ha consolidato il ruolo dell’Italia come leader nell’ambito della difesa integrata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":22033,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Dual-Band-1-1024x594.png\" alt=\"Formidable Shield 2025: La Marina Militare Italiana e le Tecnologie Leonardo al Centro della Difesa Integrata - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-22033\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Formidable Shield 2025: La Marina Militare Italiana e le Tecnologie Leonardo al Centro della Difesa Integrata - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un riconoscimento internazionale per la Marina Militare Italiana</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al termine dell’esercitazione, la Marina Militare ha ricevuto un <strong>apprezzamento ufficiale per l’efficacia dei suoi sensori e dei sistemi di comando</strong>, sottolineando il valore strategico delle soluzioni italiane nel panorama della sicurezza euro-atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Nave Giovanni delle Bande Nere, con le sue capacità IAMD, ha dimostrato che la tecnologia e la professionalità italiana sono un asset fondamentale per la NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione ASD/FS25 ha confermato la centralità dell’Italia nella difesa europea e globale. La perfetta sinergia tra tecnologia avanzata e cooperazione internazionale rappresenta la strada maestra per affrontare le sfide future in materia di sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/b90dda6b-7e85-42e7-ada5-05a2e7fec4f3dbn-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"difesaintegrata, interoperabilità","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-21 16:50:45","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.leonardo.com/it/news-and-stories-detail/-/detail/formidable-shield-2025-capacita-leonardo","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/22005-formidable-shield-2025-la-marina-militare-italiana-e-le-tecnologie-leonardo-al-centro-della-difesa-integrata.mp4","galleria":""}
{"id":21972,"titolo":"Difesa italiana: negli ultimi 20 anni tutto bene? Oggi si critica chi finalmente riforma","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Abbiamo letto con attenzione l’<a href=\"https://infodifesa.it/la-difesa-italiana-potenza-di-fuoco-o-potenza-di-carta-i-vertici-promettono-snellimento-ma-la-realta-racconta-unaltra-storia/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">articolo pubblicato dall'autorevole sito <strong>Infodifesa</strong></a> sulla <em>“burocrazia incancrenita”</em> delle Forze Armate italiane. È un tema che merita riflessione, perché riguarda il cuore del nostro strumento difensivo e la sua capacità di affrontare le sfide di un mondo sempre più complesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, è quantomeno sorprendente che, dopo decenni di silenzio su queste problematiche, un simile attacco arrivi proprio ora, in un momento in cui, nell’<strong>Esercito Italiano</strong> e anche nell’<strong>Arma dei Carabinieri</strong>, entrambe chiamate in causa nell’articolo, è in corso una vera e propria rivoluzione strutturale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Focalizzandoci sull’Esercito Italiano</strong>, che ci sta particolarmente a cuore per il ruolo che svolge come strumento difensivo della Nazione e che probabilmente, più di altri, necessita di un cambiamento in questo ambito, possiamo affermare senza timore di smentita che riformare un’istituzione con quasi 100.000 effettivi non è un esercizio da tavolino. I problemi esistono, nessuno lo nega. Si può e si deve fare meglio, ma trasformare mentalità, procedure e sistemi richiede <strong>tempo, coraggio e una visione strategica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proprio questo coraggio – <strong>che per decenni è mancato</strong> – oggi lo stiamo finalmente vedendo. Il <em>Ministro della Difesa Guido Crosetto</em>, il <em>Capo di Stato Maggiore della Difesa Gen. C.A. Luciano Portolano</em> e il <em>Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Gen. C.A. Carmine Masiello</em> hanno intrapreso un percorso che punta a modernizzare realmente la Forza Armata. È un processo lungo e complesso, che non si risolve in “due giorni” né con slogan.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È lecito e persino utile evidenziare criticità. Ma ci chiediamo: <strong>negli ultimi 20 anni andava tutto bene?</strong> Perché oggi, proprio mentre chi guida la Difesa sta dimostrando la volontà – rara – di cambiare davvero, si sceglie di colpire chi sta cercando di spezzare le catene burocratiche?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cosiddetto <strong>“doppio lavoro”</strong> con registri cartacei e sistemi digitali in parallelo, descritto nell’articolo citato, non è affatto un’anomalia propria delle Forze Armate, né un “balletto kafkiano”. Si tratta di una <strong>fase tecnica necessaria in ogni transizione tecnologica complessa</strong>, adottata da qualunque organizzazione di grandi dimensioni – pubblica o privata – che passi da procedure tradizionali a sistemi informatizzati. <strong>Affiancare per un periodo il cartaceo al digitale serve a garantire la continuità operativa</strong>, consentire al personale di acquisire dimestichezza con i nuovi strumenti e, soprattutto, verificare l’affidabilità del sistema prima della dismissione definitiva dei registri tradizionali.<strong> Liquidare questa fase come inefficienza significa non comprendere la delicatezza di un percorso di modernizzazione</strong> che, se non condotto con cautela, rischierebbe di compromettere la sicurezza e la funzionalità dell’intera struttura.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’indirizzo email “<a>menoburocrazia@esercito.difesa.it</a>”, voluto dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, rappresenta già di per sé un passo avanti concreto e, fino a pochi anni fa, impensabile. Liquidarlo come un <em>“contenitore di buone idee destinate a non vedere mai la luce”</em> significa parlare per supposizione, non per evidenza. È facile criticare dall’esterno, ma va riconosciuto che strumenti simili, volti ad ascoltare segnalazioni dal personale e a raccogliere proposte di snellimento, <strong>sono la dimostrazione di un cambiamento culturale e strutturale che va incoraggiato e consolidato.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sostenere che <em>“quando un comandante rischia di pagare di tasca propria, in termini economici, di carriera e di prestigio, miracolosamente tutto diventa possibile”</em> è un’affermazione senza né capo né coda se applicata, ripetiamo, <strong>se applicata</strong>, all’attuale Capo di Stato Maggiore dell’Esercito. <strong>Il Generale C.A. Carmine Masiello è prossimo al termine del suo mandato e, per ragioni anagrafiche e di carriera, non avrà altri incarichi militari dopo questo</strong>. Non ha nulla da temere né da guadagnare in termini di avanzamenti, né di prestigio: la sua carriera è già stata coronata da risultati e riconoscimenti che parlano da soli. Attribuirgli una presunta paura di “rompere con le tradizioni” o di “tagliare procedure” è non solo ingeneroso, ma completamente scollegato dalla realtà. Masiello sta operando con un coraggio che pochi, negli ultimi decenni, hanno avuto. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\"><strong>Nell’Esercito Italiano si sta lavorando ormai da oltre un anno in maniera incessante e senza soluzioni di continuità per costruire una struttura capace di contribuire concretamente ai piani della NATO, eliminando ridondanze, catene decisionali lente e schemi ormai superati dagli scenari attuali.</strong></pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attendere risultati concreti richiede pazienza. La direzione intrapresa è quella giusta, e forse per la prima volta da tempo lo si può dire con cognizione di causa. Siamo d'accordo che la vera potenza di una Forza Armata non si misura solo in bilanci e armamenti, ma anche nella capacità di evolversi e adattarsi. È un percorso che è iniziato, e che va sostenuto – non ostacolato – con analisi oneste e proposte costruttive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/masiello-meloni-crosetto.jpg","categoria":"Blog","tags":"burocrazia, difesa, esercitoitaliano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-21 12:30:15","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21972-difesa-italiana-negli-ultimi-20-anni-tutto-bene-oggi-si-critica-chi-finalmente-riforma.mp4","galleria":""}
{"id":21955,"titolo":"Top Gun per i Droni: il Pentagono Organizza un Esercitazione. T-REX Guide","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><br>L'esercito degli Stati Uniti sta intensificando il suo impegno nell'integrare i droni nei combattimenti moderni, con un programma di addestramento in stile Top Gun, progettato per <strong>gli operatori di droni FPV (First-Person View)</strong>. Programmata per agosto 2025, l'esercitazione <strong>Technology Readiness Experimentation (T-REX)</strong> del Pentagono offrirà una sessione di addestramento dinamico e ad alta velocità, progettata per elevare il dominio dei droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Ascesa dei Droni FPV nel Combattimento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni, i<a href=\"https://brigatafolgore.net/webstory/droni-fpv-a-fibra-ottica-larma-silenziosa-della-guerra-tra-russia-e-ucraina/\"> droni FPV</a>, originariamente progettati per le gare ricreative, sono diventati una risorsa rivoluzionaria sul campo di battaglia. Questi droni, dotati di visori per la realtà virtuale per la navigazione in prima persona, permettono agli operatori di controllare i droni come se li stessero pilotando personalmente. Il loro uso come missili di precisione a basso costo si è dimostrato incredibilmente efficace, specialmente in Ucraina, dove questi droni hanno contribuito a una parte significativa delle vittime sul campo di battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, pilotare questi droni non è un'impresa facile. Sebbene offrano enormi vantaggi tattici, il successo dei droni FPV dipende da operatori altamente qualificati con riflessi rapidi e un addestramento specializzato. Per soddisfare questa esigenza, l'esercito degli Stati Uniti sta ora istituendo scuole specializzate per droni FPV.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21958,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/images.png\" alt=\"Top Gun per i Droni: il Pentagono Organizza un Esercitazione Ad Agosto con Unità di Droni FPV - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21958\" style=\"width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Top Gun per i Droni: il Pentagono Organizza un Esercitazione Ad Agosto con Unità di Droni FPV - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Esercitazione T-REX: Una Scuola Top Gun per gli Operatori di Droni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercitazione <a href=\"https://www.cto.mil/wp-content/uploads/2025/03/TRA-Guide-Feb2025-Cleared.pdf\">T-REX</a> in programma sarà l'occasione per spingere i limiti delle capacità dei droni FPV. Alex Lovett, direttore del prototipaggio e della sperimentazione al Pentagono, ha dichiarato che, per la prima volta, il Pentagono ospiterà una \"scuola TOPGUN\" per piloti di droni FPV come parte di questa esercitazione semestrale. L'esercitazione includerà simulazioni \"Red contro Blue\", con operatori di droni d'élite che testeranno le loro abilità contro difese anti-droni all'avanguardia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre a concentrarsi sui droni FPV, il T-REX 25-2 darà un'importante attenzione alla difesa contro i sistemi di droni (counter-UAS) e alla difesa aerea a corto raggio in vari ambienti, tra cui ambienti urbani e basi militari. Il Pentagono intende integrare una combinazione di operatori umani e sistemi guidati da intelligenza artificiale, affinando ulteriormente il coordinamento delle capacità difensive e offensive dei droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21961,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/drones-ed-1024x645.jpg\" alt=\"Top Gun per i Droni: il Pentagono Organizza un Esercitazione Ad Agosto con Unità di Droni FPV - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21961\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Top Gun per i Droni: il Pentagono Organizza un Esercitazione Ad Agosto con Unità di Droni FPV - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Accelerare l'Innovazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha sottolineato che gli Stati Uniti si trovano in una corsa critica nello sviluppo dei droni. “I nostri avversari producono collettivamente milioni di droni a basso costo ogni anno,” ha affermato, evidenziando l'urgenza per gli Stati Uniti di accelerare la tecnologia e il dispiegamento dei droni. Il Pentagono si sta concentrando su sistemi di droni \"a basso costo e sostituibili\", che possono essere facilmente rimpiazzati se persi, rendendoli altamente efficaci nei combattimenti moderni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercitazione T-REX non riguarda solo la sperimentazione dei droni, ma anche la valutazione dell'infrastruttura che li supporta. Sarà testato il concetto di \"catena di uccisione passiva e multi-spettro della sorveglianza aerea\", che prevede l'uso di una combinazione di sensori, come infrarossi, radar e acustici, integrati in un sistema software che fornisce un quadro operativo coerente. Questa tecnologia sarà cruciale per individuare i droni in ambienti di combattimento difficili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Tenente Colonnello Matt Limeberry, che supervisiona le esperimentazioni T-REX, ha sottolineato l'importanza delle soluzioni di difesa aerea a corto raggio a basso costo, notando che questi saranno un punto focale durante le esercitazioni. Il modello di prototipazione rapida e sperimentazione consentirà all'esercito di testare rapidamente le nuove tecnologie e fornire feedback irreplaceabili ai sviluppatori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Partnership con l'Industria e Test nel Mondo Reale:</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il processo di test del Pentagono coinvolge anche collaborazioni con una vasta gamma di partner commerciali. Da piccole aziende come Berry Aviation a giganti tecnologici come Amazon, il Pentagono sta aprendo le porte all'innovazione di tutti i settori. Emil Michael, Sottosegretario alla Difesa per la Ricerca e l'Ingegneria, ha sottolineato che il programma T-REX permette di testare le tecnologie in ambienti operativi realistici, aiutando a perfezionare i sistemi prima che vengano dispiegati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei successi più notevoli di questo programma è stato il drone Kratos XQ-58 Valkyrie, che è già passato dalla sperimentazione all'acquisizione da parte del Corpo dei Marines degli Stati Uniti. Il Valkyrie, insieme ad altri sistemi testati in T-REX, esemplifica la velocità con cui le tecnologie promettenti possono essere perfezionate e integrate nell'arsenale militare degli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l'aumento del dominio dei droni sul campo di battaglia moderno, le esercitazioni T-REX del Pentagono saranno cruciali nel plasmare la prossima generazione di strategie di combattimento con i droni. Integrando addestramenti in stile Top Gun, sperimentazioni nel mondo reale e prototipazione rapida, l'esercito degli Stati Uniti mira a garantire di mantenere un vantaggio tecnologico sui suoi avversari, preparando il futuro in cui i droni sono centrali per le operazioni offensive e difensive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":21966,\"href\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/TRA-Guide-Feb2025-Cleared.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/TRA-Guide-Feb2025-Cleared.pdf\" type=\"application/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"TRA-Guide-Feb2025-Cleared\"></object><a id=\"wp-block-file--media-d90f2a2b-244f-436f-ac80-595c6bb16a3f\" href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/TRA-Guide-Feb2025-Cleared.pdf\">TRA-Guide-Feb2025-Cleared</a><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/TRA-Guide-Feb2025-Cleared.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-d90f2a2b-244f-436f-ac80-595c6bb16a3f\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/fpv-fiber-optic-e1752989769670.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Drone, FPV, Pentagon, T-REX","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-20 06:46:16","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.cto.mil/wp-content/uploads/2025/03/TRA-Guide-Feb2025-Cleared.pdf","altre-fonti":"https://breakingdefense.com/2025/07/top-gun-for-drones-pentagon-plans-august-exercise-with-fpv-drone-units/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21955-top-gun-per-i-droni-pentagono-esercitazione.mp4","galleria":""}
{"id":21947,"titolo":"100 milioni a Anduril per guidare il prototipo NGC2 per la 4ª Divisione di Fanteria","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 18 luglio 2025, l'Esercito degli Stati Uniti ha annunciato l'assegnazione di un premio finanziario pari a 99,6 milioni di dollari a \"Team Anduril\", composto da Anduril e vari partner industriali, per lo sviluppo del prototipo del sistema <strong>Next Generation Command and Control (NGC2)</strong>, un'iniziativa strategica che mira a ridefinire il comando e controllo nell'ambito delle operazioni militari future. Il finanziamento, che copre un periodo di 11 mesi, è stato erogato attraverso un'autorità di transazione (OTA) ed è stato assegnato dal Program Executive Office Command, Control, Communications, and Network (PEO C3N).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'iniziativa NGC2: una nuova era nel comando e controllo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>NGC2 non rappresenta solo una nuova capacità operativa, ma un vero e proprio piano per la realizzazione di futuri sistemi dell'Esercito. <strong>Gen. James Rainey</strong>, Comandante dell'Army Futures Command, ha sottolineato che NGC2 costituisce \"un blueprint per come forniremo i sistemi dell'Esercito del futuro\". Il sistema integrerà intelligence, comando e controllo (C2) e sistemi di fuoco in un'unica piattaforma, permettendo ai comandanti di avere informazioni in tempo reale e supportare decisioni più rapide e precise.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anduril, azienda leader nel campo delle tecnologie avanzate per la difesa, guiderà la creazione del prototipo NGC2, insieme a un gruppo selezionato di partner industriali, tra cui <strong>Palantir, Striveworks, Govini, Instant Connect Enterprise, Research Innovations Inc. e Microsoft</strong>. L'obiettivo di <strong>Team Anduril</strong> è sviluppare un ecosistema che permetta l'integrazione rapida di diverse tecnologie in un'architettura unificata, garantendo così che i soldati possano accedere in tempo reale a capacità di calcolo, comunicazione e processamento delle informazioni. In questo modo, le decisioni critiche possono essere prese in tempi più rapidi, migliorando la connessione tra i soldati e ottimizzando le operazioni a livello di corpo e compagnia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un processo di sperimentazione che culmina in una rapida prototipazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'assegnazione dell'OTA segue un intenso processo di \"sperimentazione competitiva\" durato 18 mesi, che ha visto Anduril partecipare nel 2023 al progetto PCC5 (Project Coverage 5 Capstone). In questo contesto, vari fornitori hanno mostrato le loro soluzioni per il sistema NGC2. La rapida implementazione del prototipo con la 4ª Divisione di Fanteria segna un passo fondamentale verso la futura scalabilità del sistema a livello divisional e inter-brigata, con l'intento di utilizzare l'NGC2 come sistema C2 principale durante l'esercitazione PCC6 prevista per l'estate del prossimo anno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche se la leadership dell'iniziativa NGC2 non è stata ancora del tutto definita, il programma seguirà un approccio collaborativo, descritto come un \"team di team\". Ciò significa che Anduril, pur essendo uno dei principali attori, non sarà l'unico leader del progetto, ma parte di una rete di collaborazione tra diversi fornitori e partner industriali. Questo approccio riflette una nuova filosofia di sviluppo che enfatizza la collaborazione, la velocità e la fiducia reciproca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Prossimi passi e opportunità per altri fornitori</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, PEO C3N ha annunciato che sono previste altre opportunità attraverso il Commercial Solutions Opening (CSO), un'iniziativa che consentirà la partecipazione di ulteriori fornitori e team di fornitori per l'NGC2, con OTA aggiuntivi previsti per altre unità, tra cui la <strong>25ª Divisione di Fanteria</strong> e il <strong>III Corps Headquarters</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l'evoluzione di NGC2, l'Esercito mira a garantire che le capacità di comando e controllo siano continuamente aggiornate e potenziate per affrontare le sfide del futuro. Attraverso un continuo processo di collaborazione con il settore industriale, l'armamento del futuro diventa una realtà sempre più concreta e pronta per il combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/max1200.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#EsercitoUSA, #InnovazioneMilitare, #NGC2, #TeamAnduril","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-19 23:07:45","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://breakingdefense.com/2025/07/army-awards-team-anduril-nearly-100m-to-lead-ngc2-prototype-for-4th-infantry-division/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21947-100-milioni-a-anduril-per-guidare-il-prototipo-ngc2-per-la-4a-divisione-di-fanteria.mp4","galleria":""}
{"id":21934,"titolo":"Innovazione: Z1 il Drone a Idrogeno Silenzioso vola a 3.600 Metri e Sfugge ai Radar - VIDEO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel panorama in rapida evoluzione dei velivoli senza pilota (UAV), la <strong>propulsione a idrogeno</strong> sta emergendo come una delle frontiere più promettenti, offrendo vantaggi unici in termini di autonomia e furtività. Ed è proprio in questo settore che si inserisce l'ultimo, impressionante traguardo raggiunto da <strong>Zepher Flight Labs (ZFL)</strong>, un'azienda con sede a Washington che sta spingendo i limiti dell'innovazione nei droni ad alta quota.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il protagonista di questa svolta è lo <strong>Z1</strong>, un drone a decollo e atterraggio verticale (VTOL) alimentato da una cella a combustibile a idrogeno. Recentemente, lo Z1 ha completato con successo un test cruciale, dimostrando capacità eccezionali in condizioni che simulano una vera missione di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21937,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Z1PhotoPR-1024x931.jpg\" alt=\"Innovazione: Z1 il Drone a Idrogeno Silenzioso vola a 3.600 Metri e Sfugge ai Radar - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21937\" title=\"Innovazione: Z1 il Drone a Idrogeno Silenzioso vola a 3.600 Metri e Sfugge ai Radar - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Innovazione: Z1 il Drone a Idrogeno Silenzioso vola a 3.600 Metri e Sfugge ai Radar - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Volo da Record e Capacità Incredibili</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Partendo con il suo massimo peso al decollo, lo Z1 ha eseguito una salita verticale impeccabile, raggiungendo la notevole altitudine di <strong>12.000 piedi (quasi 3.700 metri)</strong>. Questo volo stabilisce un nuovo record per questa fase di test, confermando la stabilità strutturale e la dinamica di volo del sistema anche a piena potenza e in alta quota. La missione è stata condotta in coordinamento con il Laboratorio di Ricerca dell'Esercito degli Stati Uniti, sottolineando l'importanza strategica di questa tecnologia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma le prestazioni dello Z1 non si fermano qui. Questo drone, classificato come Gruppo II, è progettato per superare le <strong>10 ore di volo continuo</strong> e può spingersi fino a un'altitudine potenziale di <strong>20.000 piedi (oltre 6.000 metri)</strong>. La sua architettura propulsiva a idrogeno non solo garantisce un'operatività a <strong>emissioni zero</strong>, ma offre anche un vantaggio tattico fondamentale: una <strong>segnatura acustica e termica estremamente bassa</strong>. Questo lo rende difficile da rilevare per i radar nemici, conferendogli una capacità di furtività senza precedenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie alla sua capacità VTOL, lo Z1 può inoltre operare in aree remote prive di piste di atterraggio, rendendolo ideale per una vasta gamma di missioni, tra cui sorveglianza, soccorso in caso di disastri o trasporto di rifornimenti in contesti complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21938,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/heven-names-michael-buscher-president-of-u-s-operations-to-drive-hydrogen-drone-expansion-2025-06-12T08_26_40-05_00-image.webp\" alt=\"Innovazione: Z1 il Drone a Idrogeno Silenzioso vola a 3.600 Metri e Sfugge ai Radar - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21938\" style=\"width:1200px\" title=\"Innovazione: Z1 il Drone a Idrogeno Silenzioso vola a 3.600 Metri e Sfugge ai Radar - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Innovazione: Z1 il Drone a Idrogeno Silenzioso vola a 3.600 Metri e Sfugge ai Radar - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Progettato per l'Impiego sul Campo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Questo volo non è un punto d'arrivo, ma un altro dato in una traiettoria definita dalla disciplina ingegneristica e dalla rilevanza operativa\", ha commentato <strong>Michael Buscher, presidente delle operazioni statunitensi di Heven</strong>, la società madre di ZFL. \"Non stiamo costruendo per le dimostrazioni, ma per l'impiego sul campo, il che significa dimostrare le capacità nelle condizioni più dure, più alte e più difficili\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo traguardo giunge in un momento strategicamente significativo, pochi giorni dopo la firma da parte del Segretario alla Difesa Pete Hegseth di una direttiva politica volta ad accelerare lo sviluppo e l'adozione di droni di produzione nazionale. Tale iniziativa apre la strada a piattaforme innovative come lo Z1, evidenziando il crescente interesse per soluzioni tecnologiche avanzate e autonomamente prodotte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La spinta di Zepher Flight Labs è ulteriormente rafforzata da partnership strategiche, come quella con Mach Industries, volte a espandere la produzione e la resilienza della catena di approvvigionamento statunitense.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Specifiche Chiave del Drone Z1</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Capacità di Carico:</strong> Fino a 4.5 kg (10 lbs)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Peso Massimo al Decollo:</strong> 25 kg (55 lbs)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Autonomia:</strong> Oltre 10 ore</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Velocità:</strong> Fino a 28 m/s (64 mph)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Tempo di Assemblaggio:</strong> Meno di 5 minuti, senza attrezzi</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Caratteristiche Principali</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Flessibilità del Carico Utile:</strong> Può trasportare fino a 4.5 kg con facilità, adattandosi rapidamente alle diverse esigenze di missione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Endurance a Idrogeno:</strong> Vola per oltre 10 ore, garantendo missioni prolungate.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Precisione VTOL:</strong> Decolla e atterra ovunque, eliminando la necessità di infrastrutture specifiche.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Design Modulare:</strong> Permette una rapida adattabilità e manutenzione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Operazioni Silenziose:</strong> Funziona con una segnatura acustica e termica minima, rendendolo quasi invisibile.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo Z1 ridefinisce la tecnologia UAV con le sue capacità VTOL di precisione, la sua estesa autonomia e il suo design modulare. Che sia per missioni ISR, difesa o utilizzo di sensori pesanti, offre una flessibilità e un'efficienza operativa senza pari, segnando un passo significativo verso la prossima generazione di innovazione nei droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:video {\"id\":21939} -->\n<figure class=\"wp-block-video\"><video controls src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Manufacturable-UAS-Systems-Zepher-Flight-Labs.mp4\"></video></figure>\n<!-- /wp:video -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/1-3.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Drone, Furtività, Idrogeno, Z1","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-19 10:54:14","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21934-z1-drone-idrogeno-silenzioso-3-600m-radar.mp4","galleria":""}
{"id":21919,"titolo":"Carro Ariete C2: Un Passo Avanti nell'Ammodernamento delle Forze Armate Italiane","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 18 luglio 2025, presso il Complesso Militare della Cecchignola, si è svolta una cerimonia di grande significato per l'Esercito Italiano: la consegna del primo carro armato <strong>Ariete C2</strong>, versione ammodernata del noto veicolo pesante, simbolo di un continuo aggiornamento tecnologico per rispondere alle sfide operative moderne. Presenti alla cerimonia i vertici dell’Esercito e i rappresentanti della <a href=\"https://www.iveco-otomelara.com/\">Società Consortile Iveco – Oto Melara (CIO)</a>, che hanno collaborato al programma di potenziamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Progetto per il Futuro: L'Ammodernamento dell'Ariete</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<a href=\"https://brigatafolgore.net/132a-brigata-corazzata-ariete-carri-ariete-combattono/\">Ariete C2 è il primo di 90 veicoli </a>che verranno aggiornati per rafforzare le capacità corazzate dell'Esercito. Questo progetto fa parte di un ampio programma di rinnovamento delle linee di veicoli pesanti, avviato negli ultimi anni, e prevede non solo l’ammodernamento dei mezzi, ma anche l’acquisizione di un supporto logistico decennale per garantire l’efficienza operativa a lungo termine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale di Corpo d’Armata <strong>Carmine Masiello</strong>, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, ha sottolineato l’importanza di questa cerimonia come una tappa fondamentale nel processo di evoluzione continua delle capacità della Forza Armata. Ha dichiarato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“La consegna dell’Ariete C2 non è solo un traguardo tecnico, ma simbolo di innovazione e di una stretta collaborazione tra Esercito e industria della Difesa. La deterrenza è la base della nostra sicurezza e l’Esercito, grazie a progetti come questo, è sempre più pronto ad affrontare le sfide future.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21925,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/casmeing2cc-1024x683.jpg\" alt=\"Primo Carro Ariete C2: Un Passo Avanti nell'Ammodernamento delle Forze Armate Italiane - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21925\" title=\"Carro Ariete C2: Un Passo Avanti nell'Ammodernamento delle Forze Armate Italiane - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Primo Carro Ariete C2: Un Passo Avanti nell'Ammodernamento delle Forze Armate Italiane - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Parole del Presidente di CIO, Ing. Claudio Catalano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Claudio Catalano</strong>, Presidente della Società Consortile Iveco – Oto Melara, ha evidenziato il valore strategico di questo programma di ammodernamento. Il miglioramento della piattaforma Ariete rappresenta non solo un salto tecnologico ma anche un significativo allungamento della sua vita operativa. Catalano ha commentato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Gli investimenti avviati negli scorsi anni stanno aumentando la capacità industriale italiana nel settore dei veicoli cingolati. Il programma Ariete ci consente di acquisire nuove competenze, portando il sistema a un livello di prestazioni tale da garantire la continuità operativa e una capacità di deterrenza strategica fondamentale per l’Italia.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo programma non solo rafforza le capacità dell’Esercito Italiano ma risponde anche alle necessità di deterrenza previste nei prossimi 3-5 anni, in risposta all'evoluzione delle minacce globali e alla necessità di una Forza Armata sempre più pronta a operare su scenari complessi. Il rafforzamento delle capacità industriali legate all'Ariete C2 rappresenta un valore strategico anche per l'industria della difesa italiana, che diventa sempre più competitiva a livello internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tecnologia Avanzata: Mobilità, Letalità e Comando</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma di ammodernamento prevede significativi miglioramenti in tre aree cruciali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Mobilità:</strong> aggiornamento dei sistemi di propulsione per migliorare la capacità di manovra anche in condizioni operative complesse.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Letalità:</strong> potenziamento delle capacità di fuoco, con l’introduzione di nuovi armamenti e sistemi di mira avanzati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Comando e Controllo:</strong> aggiornamento dei sistemi informatici per una gestione più efficace delle operazioni sul campo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21926,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Ariete-C2-4cc-1024x495.jpg\" alt=\"Primo Carro Ariete C2: Un Passo Avanti nell'Ammodernamento delle Forze Armate Italiane - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21926\" title=\"Carro Ariete C2: Un Passo Avanti nell'Ammodernamento delle Forze Armate Italiane - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Primo Carro Ariete C2: Un Passo Avanti nell'Ammodernamento delle Forze Armate Italiane - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la consegna dell’Ariete C2, l'Esercito Italiano compie un altro passo fondamentale nel suo percorso di modernizzazione. L’ammodernamento dei mezzi pesanti non è solo una questione tecnica, ma un impegno per rafforzare la sicurezza nazionale, garantire la prontezza operativa e rispondere con efficacia alle sfide del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sinergia tra Esercito e industria della difesa è la chiave per costruire un'Italia sempre più forte e pronta a difendere la propria libertà e i propri valori, con il supporto di una tecnologia all'avanguardia e di un equipaggiamento all'altezza delle sfide globali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/Ariete-C2-1-m.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Ammodernamento, Ariete C2, Esercito Italiano, Industria della Difesa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-19 10:02:50","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Consegnato-il-primo-carro-di-serie-ammodernato-Ariete-C2-250718.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21919-carro-ariete-avanti-ammodernamento-forze-armate.mp4","galleria":""}
{"id":21909,"titolo":"I Servizi Segreti di sua Maestà svelano 18 Spie Russe","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Londra – Una rete di agenti dei servizi segreti russi (spie), coinvolta in numerosi attacchi e sabotaggi in Europa, è stata smascherata dai servizi di intelligence britannici. Il governo del Regno Unito ha pubblicato le identità e le fotografie di 18 agenti russi, rivelando il loro coinvolgimento in operazioni di destabilizzazione in tutto il continente. L’inchiesta ha portato a sanzioni contro queste spie, nonché a tre unità del Gru, il servizio di spionaggio militare russo, che vedranno i loro beni congelati e subiranno un divieto di viaggio. Inoltre, gli agenti saranno esclusi da qualsiasi rapporto con aziende britanniche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli agenti russi svelati sono accusati di essere responsabili di una serie di attacchi mirati a destabilizzare l’Europa. Tra gli atti di sabotaggio ci sono esplosioni, incendi e danneggiamenti di infrastrutture critiche, così come attacchi informatici. L’obiettivo di questi attacchi sembra essere quello di minare il sostegno dell’Occidente all’Ucraina e di favorire l’invasione russa. Tra le operazioni più eclatanti ci sono anche le intercettazioni di dispositivi elettronici, tra cui quello di Yulia Skripal, vittima di un tentato omicidio con il nervino a Salisbury nel 2018.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21912,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"I Servizi Segreti di sua Maestà svelano 18 Spie Russe - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/xs.jpg\" alt=\"I Servizi Segreti di sua Maestà svelano 18 Spie Russe - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21912\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Servizi Segreti di sua Maestà svelano 18 Spie Russe - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un Rete di Complicità Internazionale</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intelligence britannica ha collaborato strettamente con l’FBI e con altre agenzie di intelligence dei Paesi NATO, in un’operazione che ha rivelato una vasta rete di attività di spionaggio. Il Ministro degli Esteri britannico, David Lammy, ha dichiarato che la Russia sta conducendo una \"campagna di destabilizzazione\", minando la sovranità dell’Ucraina e minacciando la sicurezza dei cittadini europei e britannici. Lammy ha aggiunto che le azioni del Cremlino sono dirette non solo contro le infrastrutture fisiche, ma anche contro media, fornitori di telecomunicazioni e istituzioni politiche in tutta Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le unità del Gru coinvolte in questi sabotaggi sono le stesse che hanno lanciato attacchi informatici contro il governo estone nel 2020 e interferito nelle elezioni francesi del 2017. Una delle azioni più gravi è stata la ricognizione online per orientare il bombardamento russo del teatro di Mariupol, che ha causato la morte di centinaia di civili. Questo attacco ha sollevato preoccupazioni su come le tecnologie sviluppate sul campo di battaglia ucraino potrebbero essere utilizzate in futuro contro Paesi occidentali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sabotaggi Fisici e Cyberattacchi in Europa</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività di sabotaggio non si limitano agli attacchi informatici. Le spie russe sono responsabili anche di sabotaggi fisici a importanti infrastrutture come porti, stazioni ferroviarie, posti di frontiera e strutture governative coinvolte nelle forniture di aiuti all’Ucraina. In Gran Bretagna, tre uomini sono stati recentemente condannati per un attacco incendiario contro un deposito usato per inviare aiuti umanitari in Ucraina, tra cui i sistemi satellitari Starlink. Gli investigatori sospettano che il sabotaggio possa essere stato commissionato dal Gruppo Wagner, il noto gruppo di mercenari russi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I sospetti di coinvolgimento russo non si fermano agli attacchi fisici. Un pacco incendiario inviato a un centro di smistamento DHL a Birmingham, insieme a una serie di sabotaggi su linee ferroviarie in tutta Europa, ha ulteriormente alimentato le preoccupazioni. Inoltre, il Gru è stato coinvolto in una campagna per reclutare giovani afghani e finanziare attacchi contro le forze occidentali in Afghanistan. Un altro gruppo di spie ha orchestrato campagne di disinformazione sui social media, mirate a screditare l’uso dei vaccini in Africa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21911,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"I Servizi Segreti di sua Maestà svelano 18 Spie Russe - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/687ab1f986007.jpeg\" alt=\"I Servizi Segreti di sua Maestà svelano 18 Spie Russe - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21911\" style=\"width:840px;height:auto\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Servizi Segreti di sua Maestà svelano 18 Spie Russe - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La Risposta del Regno Unito e dei Suoi Alleati</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Regno Unito, attraverso l’azione di intelligence congiunta e sanzioni, ha dimostrato la sua determinazione a combattere queste attività destabilizzanti. Il ministro Lammy ha ribadito il forte impegno del Paese nel difendere la sicurezza dell’Europa e il sostegno all’Ucraina, sottolineando che \"le minacce ibride e le aggressioni di Putin non spezzeranno la nostra risolutezza\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con queste rivelazioni, il Regno Unito e i suoi alleati stanno invocando una risposta compatta e una vigilanza continua contro le crescenti minacce russe.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/putinvladimir-123122-Mikhail-Klimentyev-Sputnik-Kremlin-Pool-Photo-via-AP.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"europa, russia, sabotaggio, spionaggio","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-19 09:40:29","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.theguardian.com/politics/2025/jul/18/lammy-announces-exposure-of-18-russian-spies-after-uk-cyber-attacks","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21909-servizi-segreti-maesta-svelano-18-spie-russe.mp4","galleria":""}
{"id":21889,"titolo":"Il Trattato di Kensington: Un Nuovo Capitolo per la Difesa Europea","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 17 luglio 2025, la capitale britannica ha visto la firma del \"Trattato di Kensington\", un accordo storico tra Gran Bretagna e Germania che segna un punto di svolta nelle relazioni internazionali post-belliche e risponde alle attuali sfide di sicurezza. Questo trattato, firmato dal Cancelliere tedesco Friedrich Merz e dal premier britannico Keir Starmer,<strong> consolida la cooperazione tra i due paesi in materia di difesa reciproca</strong>, creando una solida base per un'alleanza strategica. La firma avviene una settimana dopo l'incontro di Macron a Londra, completando<strong> un \"triangolo\" che unisce Gran Bretagna, Francia e Germania</strong> in un progetto di difesa condivisa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21891,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/18a55597-9b49-4b75-8aea-debe252d0511-1024x579.jpg\" alt=\"Il Trattato di Kensington: Un Nuovo Capitolo per la Difesa Europea - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21891\" title=\"Il Trattato di Kensington: Un Nuovo Capitolo per la Difesa Europea - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Trattato di Kensington: Un Nuovo Capitolo per la Difesa Europea - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il trattato prevede, tra le altre cose, <strong>lo sviluppo congiunto di un nuovo sistema di missili a lungo raggio e impegni a livello di difesa collettiva</strong>, in cui un attacco a uno dei firmatari sarà considerato un attacco a tutti. Sebbene questo accordo non intenda sostituire il sistema di difesa della NATO, l’incertezza lasciata dall’amministrazione Trump sulla continuità dell'Alleanza atlantica ha spinto le tre principali potenze europee ad assumersi un ruolo più attivo nella protezione del continente. La firma al Victoria &amp; Albert Museum di Londra, luogo simbolo delle relazioni anglo-tedesche, sottolinea la rilevanza storica dell’accordo, unendo due nazioni con una lunga storia di alleanze, rispecchiata anche nel legame tra la regina Vittoria e il principe Alberto di Sassonia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La risposta alle minacce ibride e alla guerra in Ucraina</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'intesa siglata tra Gran Bretagna e Germania si inserisce nel contesto di un'Europa sempre più esposta a minacce ibride, come attacchi informatici e ai sistemi energetici, spesso attribuiti alla Russia. <strong>Il cancelliere Merz ha ribadito l'importanza di un'azione congiunta contro queste minacce, sottolineando come la cooperazione tra i due paesi si estenda anche a settori cruciali come l'intelligenza artificiale, la tecnologia quantistica e la sicurezza informatica.</strong> La Germania e il Regno Unito hanno inoltre discusso della necessità di rafforzare le infrastrutture energetiche nel Mare del Nord e persino di una possibile linea ferroviaria diretta tra Londra e Berlino, indicando una visione strategica a lungo termine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21892,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/OIP-5-1024x598.jpg\" alt=\"Il Trattato di Kensington: Un Nuovo Capitolo per la Difesa Europea - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21892\" title=\"Il Trattato di Kensington: Un Nuovo Capitolo per la Difesa Europea - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Trattato di Kensington: Un Nuovo Capitolo per la Difesa Europea - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel frattempo, la situazione in Ucraina ha dominato i colloqui. <strong>Il Cancelliere Merz ha annunciato che Kiev riceverà presto missili a lungo raggio per intensificare le sue capacità di difesa contro la Russia. </strong>Questa mossa segue la decisione degli Stati Uniti di inviare un supporto simile. L’Ucraina, infatti, necessità di un rafforzamento delle sue capacità offensive per difendersi e scoraggiare le incursioni russe. Merz ha anche assicurato che la Germania contribuirà significativamente al finanziamento delle armi, con la logistica pianificata tra i vari alleati europei. Starmer, dal canto suo, ha confermato l'impegno a inviare truppe sul terreno per rafforzare la \"coalizione dei volenterosi\" a sostegno dell'Ucraina, una mossa che risponde alla crescente esigenza di un supporto concreto e diretto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le implicazioni politiche e la Brexit</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante la centralità del trattato di difesa, i temi della politica interna non sono stati trascurati. Durante i colloqui, Merz ha fatto riferimento alla Brexit, sottolineando l'importanza di ricostruire legami forti tra il Regno Unito e l'Europa. La firma del trattato segna un ritorno di Londra come attore cruciale nella sicurezza europea, anche al di fuori dell'Unione Europea. Sebbene il Regno Unito non faccia più parte dell'UE, ha ripreso una posizione fondamentale grazie al suo ruolo insostituibile nelle questioni di difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il rafforzamento delle relazioni bilaterali tra Londra, Parigi e Berlino, l'Europa sta ridisegnando il proprio equilibrio strategico, puntando su una cooperazione più autonoma e solida, capace di rispondere alle sfide globali senza fare affidamento esclusivo su potenze extraeuropee.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, il \"Trattato di Kensington\" rappresenta un passo significativo verso una difesa europea più integrata e una nuova visione della sicurezza continentale, in cui la collaborazione tra Gran Bretagna, Francia e Germania è fondamentale. Sebbene alcune problematiche interne come l'immigrazione e la mobilità giovanile rimangano aperte, il trattato getta le basi per una nuova era di cooperazione in Europa, con la sicurezza come obiettivo primario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/cda70dd0-16d8-4dda-aad8-e3f4a5d30095.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"cooperazionemilitare, difesaeuropea, trattatodikensington","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-18 14:28:26","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.informazione.it/a/B9E6434D-79AB-464B-B879-C53DCC6B8FF6/Patto-tra-Londra-Berlino-per-la-difesa-reciproca-si-chiude-il-triangolo-con-l-alleato-francese","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21889-il-trattato-di-kensington-un-nuovo-capitolo-per-la-difesa-europea.mp4","galleria":""}
{"id":21882,"titolo":"PNS e innovazione: Il ruolo di Roberta Pinotti nella promozione delle tecnologie subacquee civili","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Polo Nazionale della Dimensione Subacquea (PNS) è una struttura innovativa, nata due anni fa con l'obiettivo di promuovere la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione nel settore subacqueo, che si affida alla collaborazione tra il Ministero della Difesa, il Ministero dell'Università e della Ricerca e il Ministero delle Imprese. Recentemente, è stata istituita anche una Fondazione a supporto del PNS, con il fine di attrarre investimenti privati in un settore che, come sottolineato da più parti, soffre della scarsità di fondi statali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21886,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/65ac3d7434f7ee6182fb88e27e68ce01-1024x682.jpg\" alt=\"brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21886\" title=\"PNS e innovazione: Il ruolo di Roberta Pinotti nella promozione delle tecnologie subacquee civili - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il governo ha scelto Roberta Pinotti, ex ministra della Difesa, per presiedere questa Fondazione. La sua nomina rappresenta una delle poche decisioni bipartisan di questa legislatura, ed è stata accolta con favore, dato il lungo percorso di stima reciproca tra lei e il ministro della Difesa Guido Crosetto. Nonostante l’iniziale sorpresa di chi ha interpretato l'incarico come un segno di un rafforzamento della componente militare, Pinotti ha subito chiarito che il PNS riguarda principalmente tecnologie civili. La sua nomina è, infatti, il frutto di un rapporto che affonda le radici negli anni 2000, quando Pinotti e Crosetto collaboravano, pur appartenendo a schieramenti politici opposti, in un lavoro parlamentare in Commissione Bilancio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La lunga amicizia tra Roberta Pinotti e Guido Crosetto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Pinotti e Crosetto si conoscono dal 2001, quando entrambi erano deputati. Nonostante le differenze politiche – lei del PD, lui di Forza Italia – i due si sono trovati a lavorare insieme in Commissione Bilancio e, in particolare, nella difesa di alcune istituzioni scientifiche contro una proposta del governo Berlusconi di riorganizzazione della ricerca. Fu in quella occasione che Crosetto sostenne pubblicamente Pinotti, cementando un legame che sarebbe durato nel tempo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21885,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Sassate-sassate-CROSETTO-Pinotti-trenta-1024x911.jpg\" alt=\"brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21885\" title=\"PNS e innovazione: Il ruolo di Roberta Pinotti nella promozione delle tecnologie subacquee civili - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando Crosetto divenne sottosegretario alla Difesa, cercò il consiglio di Pinotti, che aveva maturato una grande esperienza nel settore come presidente della Commissione Difesa alla Camera. La collaborazione tra i due si è sempre caratterizzata da un rapporto di reciproca stima, tanto che Crosetto ha spesso dichiarato di considerare Pinotti una possibile candidata alla Presidenza della Repubblica. Nonostante le divergenze politiche, entrambi condividono la convinzione che il ministero della Difesa sia una delle poche aree in cui le differenze tra i partiti sono meno marcate, poiché la sicurezza e la difesa nazionale sono temi che uniscono, più di quanto dividano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Ddl sulla sicurezza delle attività subacquee e il futuro del settore</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il governo italiano ha recentemente approvato in Senato un disegno di legge sulla sicurezza delle attività subacquee, proposto dal ministro per le Politiche del Mare, Nello Musumeci. Il Ddl, che ora passa alla Camera per l’approvazione finale, regola le attività subacquee civili a una profondità superiore ai 40 metri, sia nelle acque italiane che in alto mare, escludendo le operazioni militari, di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21884,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/OIP-1-1-1024x574.jpg\" alt=\"brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21884\" title=\"PNS e innovazione: Il ruolo di Roberta Pinotti nella promozione delle tecnologie subacquee civili - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il provvedimento prevede anche la creazione di un’Agenzia per la sicurezza delle attività subacquee, che avrà il compito di coordinare la cooperazione internazionale ed europea in questo ambito e di vigilare sulla sicurezza delle operazioni civili. Il disegno di legge risponde alla crescente antropizzazione degli spazi subacquei e alle necessità di una regolamentazione adeguata per le attività civili. La sua approvazione in Senato rappresenta un passo significativo per il settore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nomina di Roberta Pinotti alla guida della Fondazione del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea e l'approvazione del Ddl sulla sicurezza delle attività subacquee sono testimonianze dell'impegno del governo italiano nel promuovere lo sviluppo di un settore strategico come quello subacqueo, con un focus su innovazione tecnologica, sostenibilità e sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/OIP-4.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"crosetto, PoloSubacqueo, RobertaPinotti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-18 14:26:46","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.juorno.it/polo-subacqueo-nazionale-crosetto-sceglie-roberta-pinotti-per-guidare-la-nuova-fondazione/#google_vignette","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21882-pns-e-innovazione-il-ruolo-di-roberta-pinotti-nella-promozione-delle-tecnologie-subacquee-civili.mp4","galleria":""}
{"id":21866,"titolo":"FREMM Evo: la fregata che ridefinisce la Marina Militare italiana","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma FREMM (Frégate Européenne Multi-Mission), sviluppato congiuntamente da Francia e Italia alla fine degli anni 1990, prevedeva complessivamente dieci unità ordinarie per la Marina Militare italiana:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>4 in configurazione ASW</strong> (Anti‑Submarine Warfare), dotate di VDS trainato CAPTAS‑4 e due cannoni da 76/62 mm;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>6 in configurazione GP</strong> (General‑Purpose), senza VDS ma con rampa per grandi RHIB e un cannone da 127/64 LW in luogo del 76/62.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21868,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"FREMM Evo: la fregata che ridefinisce la Marina Militare italiana - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/taglio-prima-lamiera-fremm-evo-469700.jpg\" alt=\"FREMM Evo: la fregata che ridefinisce la Marina Militare italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21868\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">FREMM Evo: la fregata che ridefinisce la Marina Militare italiana - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa scelta rifletteva le priorità di pace e pattugliamento post‑Guerra Fredda, trascurando in parte le capacità anti‑sommergibile. Il riemergere di attività navali russe e l’incremento di sommergibili di Paesi non-NATO nel Mediterraneo portarono, però, a rivedere la dotazione: nel 2020, pur cedendo due FREMM‑GP all’Egitto, la Marina ordinò due navi “Enhanced/Hybrid” dotate dei sensori e contromisure ASW unite al calibro 127/64 LW. Queste ultime introdussero poi un nuovo Ship Management System di Fincantieri NexTech e la suite elettronica Zeus/Virgilius.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21869,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"FREMM Evo: la fregata che ridefinisce la Marina Militare italiana - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/taglio-prima-lamiera-fremm-evo-469699.jpg\" alt=\"FREMM Evo: la fregata che ridefinisce la Marina Militare italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21869\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">FREMM Evo: la fregata che ridefinisce la Marina Militare italiana - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La genesi del progetto FREMM‑EV</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A partire dal 2023, in audizioni parlamentari e rapporti RID, emerse la necessità di 2–6 nuove fregate ASW da affiancare alle dieci FREMM esistenti. Due piste di lavoro si delinearono quasi simultaneamente:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>FREMM 2.0 / FREMM‑NG</strong>, un progetto a lungo termine per un’erede di maggior tonnellaggio con ampio margine di crescita;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>FREMM‑EVO</strong>, soluzione a breve termine finanziata dal DPP 2023‑25, capace di incorporare rapidissime migliorie alla sensoristica.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel giugno 2023 si decise di passare al radar fisso Kronos Quad (GaN AESA C‑band) e, pochi mesi dopo, di adottare l’intero sistema Kronos Dual Band (C+X band) con 16 celle VLS per Aster 30 Block 1NT, integrando il CMS SADOC 4 e il sistema SAAM‑ESD++.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21870,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"FREMM Evo: la fregata che ridefinisce la Marina Militare italiana - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/281384-693c9911347f20af5ca91f8717018e99.jpg\" alt=\"FREMM Evo: la fregata che ridefinisce la Marina Militare italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21870\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">FREMM Evo: la fregata che ridefinisce la Marina Militare italiana - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Caratteristiche e prospettive della FREMM‑EVO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Radar e difesa aerea</strong><br>Kronos Dual Band C+X band, 16 celle Sylver A50 per Aster 30 B1NT, future opzioni CAMM‑ER e MdCN;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Armamenti</strong><br>8 missili Teseo Mk 2 EVO, 2 torrette OTO 76/62 Strales, Lionfish 30 per la difesa anti‑drone;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Contromisure e cyber‑EW</strong><br>Sistema ADRIAN dedicato ai droni sub‑100 kg, jammer avanzato, nuova generazione di IFF e datalink;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Gestione piattaforma</strong><br>CMS evoluto per integrazione di UAV, USV, UUV e gestione droni;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Contratto e tempistiche</strong><br>Firmato il 31 luglio 2024 con OSN (Fincantieri‑Leonardo) per 1,5 mld € (750 M€/unità); consegna prevista tra il 2028 e il 2029.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Flessibilità futura</strong><br>Spazio VLS riservato per moduli aggiuntivi o soft‑launch CAMM‑ER, aggiornamenti di EW e droni marini.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la FREMM‑EVO l’Italia consolida una classe di fregate a elevata capacità ASW e AAW, capaci di difendere il Mediterraneo e partecipare a scenari NATO avanzati, mantenendo al contempo un forte indotto industriale nazionale e un ampio margine di crescita tecnologica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, la FREMM Evo non è solo una nuova nave, ma un vero e proprio pilastro strategico per il futuro della Marina Militare italiana, unendo tecnologia di frontiera, autonomia operativa e un forte impulso all’industria nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/fincantieri-vara-la-fregata-emilio-bianchi-449207.large_.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#InnovazioneNavale, #MarinaMilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-18 09:05:07","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20250407%20Costruzione_della_capo_classe_delle_nuove_fregate.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21866-fremm-evo-la-fregata-che-ridefinisce-la-marina-militare-italiana.mp4","galleria":""}
{"id":21852,"titolo":"81° Anniversario della Battaglia di Filottrano: la Nembo onora il suo passato","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 16 luglio 2025 si sono concluse a Filottrano (AN) le celebrazioni per l’81° anniversario della liberazione della cittadina marchigiana, avvenuta il 9 luglio 1944 grazie all'eroismo della Divisione d'Assalto \"Nembo\", inquadrata nel Corpo Italiano di Liberazione (C.I.L.). Presenti le autorità civili e militari, la cittadinanza e rappresentanze del 183° Reggimento paracadutisti e del 184° Reparto Comando e Supporti Tattici, eredi del glorioso reparto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21855,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"81° Anniversario della Battaglia di Filottrano: la Nembo onora il suo passato - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Foto-2-Deposizione-della-corona-ai-caduti-della-Battaglia-di-Filottrano-1024x683.jpg\" alt=\"81° Anniversario della Battaglia di Filottrano: la Nembo onora il suo passato - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21855\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">81° Anniversario della Battaglia di Filottrano: la Nembo onora il suo passato - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le commemorazioni sono iniziate con l’alzabandiera presso la storica Torre dell’Acquedotto, seguite da un corteo che ha reso omaggio ai caduti presso i monumenti cittadini. Il giorno successivo, gli onori sono stati resi anche ai soldati della Nembo caduti nei combattimenti di Sforzacosta (MC), in un’ulteriore tappa della dura avanzata verso Ancona.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l’evento, il Comune ha consegnato benemerenze e simbolicamente rinnovato il legame tra le istituzioni locali e l’Esercito Italiano. Questo momento solenne ha offerto l’occasione per riaffermare il significato della memoria storica e del sacrificio di chi, con spirito patriottico, ha combattuto per la liberazione dell’Italia dal nazifascismo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un contesto geopolitico infuocato (1944)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’estate del 1944 vedeva l’Italia divisa in due: al sud il Regno del Sud, alleato degli angloamericani; al nord la Repubblica Sociale Italiana, sotto il controllo diretto della Germania. In questo quadro, il C.I.L., formato da soldati italiani fedeli al governo Badoglio e affiancato dal II Corpo polacco del generale Anders, fu impiegato sul fronte adriatico per risalire la penisola. L’obiettivo: conquistare Ancona, porto strategico per la logistica alleata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21857,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"81° Anniversario della Battaglia di Filottrano: la Nembo onora il suo passato - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Ancona-1944-993x1024.png\" alt=\"81° Anniversario della Battaglia di Filottrano: la Nembo onora il suo passato - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21857\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">81° Anniversario della Battaglia di Filottrano: la Nembo onora il suo passato - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il fronte marchigiano era difeso da due divisioni tedesche: la 71ª e la 278ª, appartenenti alla 10ª Armata. I tedeschi avevano costituito una solida linea difensiva – la cosiddetta \"Linea Albert\" – che attraversava città chiave come Osimo, Castelfidardo e Filottrano. Quest’ultima, posta a 30 km da Ancona su un’altura dominante, rappresentava un punto cardine della difesa nemica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La battaglia di Filottrano fu preceduta, il 30 giugno 1944, dalla fucilazione di dieci civili italiani per rappresaglia da parte dei nazisti. Il sangue degli innocenti sarebbe diventato simbolo del riscatto e della rabbia con cui i reparti italiani e polacchi si lanciarono nei giorni successivi all’assalto delle postazioni tedesche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’assalto della Nembo: “e per rincalzo il cuore”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attacco a Filottrano si svolse dal 1° al 9 luglio 1944. Il compito di espugnare la cittadina fu affidato principalmente alla Divisione \"Nembo\", che si distinse per coraggio e tenacia, con il supporto delle forze corazzate polacche. I paracadutisti italiani avanzarono lungo l’asse Macerata-Jesi, attraversando il Fiumicello e attaccando villaggi, alture e fortificazioni nemiche con una determinazione eroica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 5 al 7 luglio, i combattimenti si fecero aspri: i battaglioni XV e XVI della Nembo si scontrarono con le truppe tedesche nei pressi di Imbrecciata e San Giobbe, pagando un alto prezzo in vite umane. Il 6 luglio, nonostante la disponibilità di un bombardamento aereo offerto dagli Alleati, il comando italiano lo rifiutò per salvare la popolazione civile. Il coraggio dei \"nembisti\" fu premiato sul campo: riuscirono a conquistare posizioni chiave come il Monastero dei Cappuccini, l'ospedale e il Mulino, combattendo casa per casa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21856,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"81° Anniversario della Battaglia di Filottrano: la Nembo onora il suo passato - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/D5-Cil-a-Filottranoimg227-765x1024.jpg\" alt=\"81° Anniversario della Battaglia di Filottrano: la Nembo onora il suo passato - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21856\" style=\"width:840px;height:auto\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">81° Anniversario della Battaglia di Filottrano: la Nembo onora il suo passato - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La mattina del 9 luglio, dopo una notte di ritirata tedesca, furono proprio gli esploratori italiani della Nembo ad entrare per primi nella città deserta. I civili riemersi dai rifugi sotterranei accolsero i liberatori tra lacrime e gratitudine. Una bandiera italiana venne issata sulla Torre dell’Acquedotto: Filottrano era di nuovo italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21854,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"81° Anniversario della Battaglia di Filottrano: la Nembo onora il suo passato - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Foto-5-Il-tricolore-sventola-sulla-torre-dellacqua-di-Filottrano-simbolo-della-liberazione-della-cittadina-683x1024.jpg\" alt=\"81° Anniversario della Battaglia di Filottrano: la Nembo onora il suo passato - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21854\" style=\"width:840px;height:auto\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">81° Anniversario della Battaglia di Filottrano: la Nembo onora il suo passato - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il prezzo fu altissimo: oltre 130 morti, 231 feriti e 59 dispersi tra le fila italiane. Ma il loro sacrificio consentì l’avanzata verso Ancona e aprì un capitolo di riscossa e dignità per il popolo italiano. Come disse un cronista del Servizio “Notizie Nazioni Unite” pochi giorni dopo: “Questo importantissimo compito è stato affidato ai soli soldati italiani e la sua esecuzione è stata magnifica”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, 81 anni dopo, la Bandiera Tricolore sventola ancora fiera a Filottrano. E i paracadutisti del 183° e 184° \"Nembo\" continuano a onorare quel giuramento fatto nel fuoco della battaglia: “e per rincalzo il cuore”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/Foto-4-LItalia-la-Folgore-e-la-Nembo.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"filottrano2025, liberazione1944, paracadutistinembo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-18 07:50:38","stato":"draft","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Commemorazione-Battaglia-di-Filottrano.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"","galleria":""}
{"id":21844,"titolo":"Tecnologia, filosofia e iniziativa - il Soldato del Gen Masiello","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il soldato del Terzo Millennio non è solo un combattente addestrato all’uso delle armi, ma una figura complessa e multifunzionale: tecnologicamente competente, intellettualmente autonoma e capace di agire con prontezza in contesti fluidi e multidimensionali. A delineare questa nuova figura è il Generale Carmine Masiello, Vicecapo di Stato Maggiore della Difesa, che in un’analisi lucida e articolata offre la sua <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/Documents/A4_VISION_RGB.pdf\">visione del futuro delle Forze Armate italiane</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un nuovo paradigma operativo: rapidità, iniziativa e coesione nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Masiello, le democrazie occidentali devono fare i conti con una realtà geopolitica sempre più instabile e con minacce che si manifestano con velocità inedita. A fronte di processi decisionali lenti e strutture istituzionali ancora legate a modelli passati, diventa urgente sincronizzare i tempi della politica con quelli dell’azione militare. La guerra, sostiene il Generale, non è più un fatto solo militare: «coinvolge l’intero sistema-Paese».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il soldato come sistema integrato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel teatro bellico contemporaneo, il militare è parte di un ecosistema operativo avanzato. Il conflitto in Ucraina ha mostrato che le capacità individuali devono integrarsi con strumenti tecnologici complessi: dai droni ai sistemi cibernetici, dalla guerra elettronica alla protezione delle reti informatiche. «Pensare di sostituire l’uomo con un esercito di droni è illusorio – afferma Masiello –. Il controllo del terreno richiede ancora la presenza fisica del soldato».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A conferma dell'importanza crescente del dominio cyber, il Generale cita il sistema \"Dome\", una cupola digitale che protegge le truppe sul campo neutralizzando attacchi informatici e salvaguardando le comunicazioni operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21727,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Tecnologia, filosofia e iniziativa - il Soldato del Gen Masiello - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/1-Operatori-768x1024.jpg\" alt=\"La Bolla Tattica: L'Innovazione Digitale che Potenzia le Forze Leggere - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21727\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Bolla Tattica: L'Innovazione Digitale che Potenzia le Forze Leggere - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il conflitto moderno: convenzionale, tecnologico e cognitivo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Masiello individua tre dimensioni della guerra attuale:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fisica</strong>, con trincee e combattimenti tradizionali;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Tecnologica</strong>, dove droni e intelligenza artificiale mutano il volto del campo di battaglia;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Cognitiva</strong>, segnata da disinformazione, manipolazione e attacchi alla coesione dell’opinione pubblica occidentale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro nodo centrale è quello della velocità con cui la Difesa è in grado di adattarsi. Il Ministro Guido Crosetto, ricorda Masiello, ha più volte denunciato i ritardi del procurement militare. La lentezza burocratica è incompatibile con l’evoluzione rapida delle minacce. Per questo la Direzione Nazionale Armamenti è chiamata a diventare non solo un centro amministrativo, ma un luogo in cui si elabora pensiero strategico e si integrano produzione industriale e innovazione tecnologica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Leadership distribuita e pensiero indipendente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il soldato moderno deve essere anche un leader. La leadership, dice Masiello, non può limitarsi alla reazione: deve essere capacità di iniziativa, soprattutto nei livelli inferiori della catena di comando. L’esempio ucraino dimostra come siano spesso giovani militari a trovare soluzioni operative con risorse minime, costruendo in autonomia droni, software e tattiche efficaci.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per sostenere questa evoluzione, l’Esercito deve uscire dalla rigidità mentale tipica delle organizzazioni gerarchiche. Ed è proprio in questa ottica che il Generale ha introdotto lo studio della filosofia nelle scuole militari: «Vogliamo formare ufficiali capaci di pensare in modo critico, laterale e indipendente. Le idee non hanno gradi».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21555,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Tecnologia, filosofia e iniziativa - il Soldato del Gen Masiello - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/download-1-1024x765.jpg\" alt=\"COFS e Aeronautica Militare: nasce a Furbara la nuova Area Addestrativa Interforze - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21555\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un’epoca in cui le guerre si combattono con strumenti non convenzionali e in domini ibridi, non bastano più competenza tecnica e disciplina. Serve una rivoluzione culturale. Il contributo dei giovani è decisivo: non solo per la loro dimestichezza con le tecnologie, ma perché rappresentano la linfa vitale di un esercito capace di trasformarsi e anticipare le sfide.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In definitiva, il “soldato del futuro” che Masiello tratteggia non è solo un professionista della guerra, ma un operatore integrato, un innovatore, un pensatore. Un uomo – o una donna – capace di agire con efficacia nel caos, di scegliere con responsabilità sotto pressione e di contribuire con intelligenza e creatività alla difesa del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/masiello-paraca-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Carmine Masiello, difesa, Esercito Italiano, soldato del futuro","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-17 12:56:39","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.corriere.it/opinioni/25_luglio_16/ecco-il-soldato-del-terzo-millennio-1d4b8f86-2bbc-4a99-8302-afa8ddda8xlk.shtml?refresh_ce","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21844-tecnologia-filosofia-masiello-soldato.mp4","galleria":""}
{"id":21835,"titolo":"35.000 uomini e donne - la Riserva per il Futuro della Difesa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>riserva nazionale, una risorsa fondamentale per il rafforzamento delle forze armate italiane</strong>, sta per evolversi in un modello che punta a integrare la componente operativa con un focus sulle specializzazioni strategiche, come la guerra cibernetica. Questo progetto, sviluppato dallo Stato Maggiore della Difesa, prevede l’impiego di circa 35.000 riservisti suddivisi in <strong>tre ambiti: operativo, territoriale e specialistico</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Visione del Capo di Stato Maggiore della Difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>generale Luciano Portolano</strong>, Capo di Stato Maggiore della Difesa, ha recentemente presentato lo studio sulla riserva nazionale, definendola <strong>\"indispensabile\" per integrare e supportare le forze regolari italiane</strong>. Il piano, ancora in fase embrionale, segna una nuova fase per il sistema di difesa italiano, con l’obiettivo di rispondere alle sfide moderne, tra cui la minaccia cibernetica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Portolano ha delineato tre componenti chiave della riserva:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Riserva Operativa</strong>: costituita principalmente da giovani riservisti, destinati ad essere impiegati in missioni operative. Questa parte della riserva è progettata per integrare le capacità delle forze armate.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Riserva Territoriale</strong>: una riserva geografica, che agirà in ambiti più limitati e supportando compiti che oggi sono parzialmente coperti dalle forze regolari.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Riserva Specialistica</strong>: composta da professionisti altamente specializzati in aree complesse come la cyber-sicurezza. Questo settore è cruciale per rispondere alle crescenti minacce digitali e alle sfide tecnologiche del futuro.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il generale Portolano, il piano prevede la creazione di circa 35.000 riservisti, con una ripartizione che dovrebbe contribuire all'obiettivo di 160.000 unità, il numero previsto per il nuovo modello di difesa italiano. Il numero di riservisti è pensato per integrare le capacità delle forze armate, in un contesto in cui le minacce, tra cui il cyberspazio, diventano sempre più rilevanti. Tuttavia, come sottolineato dal generale, questo è solo un progetto preliminare che richiede l'approvazione politica per essere implementato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21836,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"35.000 uomini e donne - la Riserva per il Futuro della Difesa - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/20231207-CyberEagle-2023-1-1024x683.jpeg\" alt=\"35.000 uomini e donne - la Riserva per il Futuro della Difesa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21836\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">35.000 uomini e donne - la Riserva per il Futuro della Difesa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Implicazioni Normative e Politiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto prevede anche<strong> una serie di modifiche normative</strong>. Il disegno di legge delega al governo, in fase di discussione, potrebbe introdurre modifiche al Codice dell’ordinamento militare, consentendo la creazione della riserva nazionale in modo strutturato. <strong>Questo intervento legislativo includerà anche deroghe alla regolamentazione del pubblico impiego, permettendo una gestione più flessibile del personale militare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una delle novità previste riguarda anche il trattamento economico e pensionistico dei riservisti, con misure compensative per coloro che verranno chiamati in servizio. Inoltre, verranno ampliate le tutele legali per il personale, inclusi supporto per il ricollocamento una volta terminato il servizio attivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Ruolo della Cyber Difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un aspetto fondamentale del nuovo modello di riserva è l'integrazione della <strong>cyber difesa</strong>. Con l’evolversi delle tecnologie, la protezione delle infrastrutture digitali è diventata una delle priorità più alte per la sicurezza nazionale. La riserva specialistica sarà quindi cruciale per il rafforzamento delle capacità cyber dell’Italia, in particolare nel contrastare le minacce digitali, che oggi rappresentano un rischio altrettanto grave quanto le minacce fisiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21838,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"35.000 uomini e donne - la Riserva per il Futuro della Difesa - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Obice-FH-70-alpini-Julia-466x349-1.jpg\" alt=\"35.000 uomini e donne - la Riserva per il Futuro della Difesa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21838\" style=\"width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">35.000 uomini e donne - la Riserva per il Futuro della Difesa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Prospettive Future</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto, se approvato, vedrà l’Italia rafforzare il suo sistema di difesa nazionale con una componente riservista più snella e moderna, pronta a rispondere a tutte le esigenze, dai conflitti tradizionali alla guerra cibernetica. Tuttavia, resta da vedere quale sarà il timing dei prossimi sviluppi e come le istituzioni politiche si muoveranno per tradurre in legge questa nuova visione della riserva militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il futuro della difesa italiana appare, dunque, sempre più orientato a una <strong>sinergia tra forze regolari e riservisti</strong>, con un forte focus sulle nuove tecnologie e sulle sfide del futuro, in un contesto geopolitico sempre più complesso e dinamico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/luciano-portolano-camera.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"cyber-sicurezza, difesa, riservisti, Stato Maggiore della Difesa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-17 06:05:45","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilmessaggero.it/politica/riservisti_italiani_guerra_cyber_esercito_stato_maggiore_difesa-8960616.html?refresh_ce","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21835-35-000-uomini-e-donne-la-riserva-per-il-futuro-della-difesa.mp4","galleria":""}
{"id":21825,"titolo":"La Joint Venture Baykar-Leonardo: 2000 Droni per l'Italia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel settore dei droni, l’Italia sta facendo passi da gigante grazie alla crescente cooperazione con la Turchia. Una delle iniziative più significative in questo ambito è la<strong> <a href=\"https://brigatafolgore.net/leonardo-baykar-technologies-il-futuro-dei-droni-da-guerra/\">joint venture tra Baykar</a>,</strong> l'azienda turca che produce<strong> i famosi droni TB-2</strong>, e Leonardo, leader nel settore delle tecnologie avanzate per la difesa. Questa collaborazione non solo rafforza la posizione strategica dell’Italia nel mercato globale dei droni, ma promette anche di incrementare le capacità delle forze armate italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un'Intesa Strategica per l'Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La joint venture, LBA Systems, si concentra sulla produzione di droni armati, un settore che sta guadagnando sempre più importanza nel contesto delle forze armate italiane. Le forze armate hanno manifestato un forte interesse nell'acquisizione di <strong>2.000 droni senza pilota</strong>, in grado di essere armati, per potenziare la capacità di difesa e sorveglianza del Paese. Questo potenziale contratto, che si aggira intorno ai due miliardi di euro, riflette una crescente domanda di tecnologie avanzate da parte delle forze armate, in particolare dall'Esercito, ma anche dalla Marina e dall'Aeronautica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’accordo segna anche una grande opportunità per l’industria italiana. Leonardo, infatti, fornirà sistemi elettronici, sensori, telecamere e altre tecnologie all’avanguardia per i droni che Baykar produce. <strong>Una parte significativa della produzione avverrà in Italia</strong>, inclusi gli stabilimenti di Piaggio Aerospace ad Albenga, recentemente acquisito dalla società turca. Questa sinergia rappresenta un vantaggio reciproco per entrambe le aziende, con l'Italia che beneficia di nuove opportunità occupazionali e di innovazione tecnologica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12804,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/1737659850232-U75152310140YMV-1440x752@IlSole24Ore-Web.avif\" alt=\"Leonardo - Baykar Technologies: il futuro dei droni da Guerra - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12804\" style=\"width:1200px\" title=\"La Joint Venture Baykar-Leonardo: 2000 Droni per l'Italia - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Leonardo - Baykar Technologies: il futuro dei droni da Guerra - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un'Opportunità di Crescita Internazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa alleanza non si limita solo a rafforzare le capacità difensive italiane. LBA Systems ha anche ambizioni di espandere la propria presenza sui mercati internazionali. Durante la recente conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha esortato le aziende italiane a cogliere le opportunità offerte dalla situazione geopolitica. <strong>Leonardo, infatti, ha già firmato un accordo con Enav per donare radar civili all’Ucraina</strong>, mentre Baykar sta collaborando con altri Paesi come la Polonia per l’export di droni. Tuttavia, non sono previsti investimenti diretti per la produzione di droni in Ucraina, mantenendo così un equilibrio tra il supporto alla difesa ucraina e la salvaguardia degli interessi industriali italiani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Implicazioni per la Difesa Europea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto di riarmo europeo, voluto da paesi come la Germania, sta spingendo per un’accelerazione nella produzione di armi, inclusi i droni. Le forze armate italiane, insieme a quelle di altri Paesi europei, stanno cercando di rispondere alle crescenti sfide geopolitiche, e la joint venture con Baykar rappresenta un passo fondamentale in questa direzione. Come sottolineato dal ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, l'industria europea deve aumentare le sue capacità di produzione in ogni settore, dai droni ai carri armati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’accordo tra Baykar e Leonardo segna un’importante pietra miliare per la difesa italiana, con significative ricadute positive sia sul piano economico che strategico.<strong> Il settore dei droni armati, in forte espansione, rappresenta una risorsa cruciale per il futuro delle forze armate italiane</strong>, e questa collaborazione promette di rafforzare ulteriormente la posizione dell’Italia nel panorama della difesa globale. Grazie a questa intesa, l’Italia si prepara a diventare un attore di primo piano nel mercato internazionale dei droni, con un impatto diretto sulle capacità operative e industriali del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/2560px-Bayraktar_TB2_Ground.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Baykar, difesa, Leonardo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-17 05:51:34","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2025/07/15/litalia-ora-vuole-2mila-droni-armati-costo-due-miliardi/8061756/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21825-joint-baykar-leonardo-2000-droni-litalia.mp4","galleria":""}
{"id":21803,"titolo":"Tecnologia italiana al servizio della NATO: il ruolo chiave di IDV","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La difesa del futuro parla sempre più il linguaggio della robotica e dell’autonomia. È in questa direzione che si muove il nuovo contratto triennale assegnato a <strong>Iveco Defence Vehicles (IDV)</strong> dalla <strong>NATO Support and Procurement Agency (NSPA)</strong>, che punta allo <strong>sviluppo concettuale e alla sperimentazione di Sistemi Robotici e Autonomi (RAS)</strong> in <strong>scenari operativi complessi e realistici</strong>. IDV, società del gruppo Iveco nata dallo scorporo delle attività militari da CNH Industrial e controllata da Exor (la holding della famiglia Agnelli), sarà capofila del progetto, in collaborazione con partner tecnologici di primo piano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma, altamente strategico per l’Alleanza Atlantica, ha l’obiettivo di <strong>combinare mezzi terrestri e aerei senza pilota</strong>, noti come <strong>UGV (Uncrewed Ground Vehicles)</strong> e <strong>UAS (Uncrewed Air Systems)</strong>, coordinati tramite un <strong>sistema di Comando e Controllo (C2) avanzato e interoperabile</strong>, distribuito su nodi di rete predefiniti. La NATO punta così a sviluppare una capacità RAS pienamente integrata, con ricadute operative tangibili sul campo di battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21805,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Tecnologia italiana al servizio della NATO: il ruolo chiave di IDV - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Piattaforma-autonoma-Viking-IDV-1.jpg\" alt=\"Tecnologia italiana al servizio della NATO: il ruolo chiave di IDV - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21805\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tecnologia italiana al servizio della NATO: il ruolo chiave di IDV - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I concetti operativi e le modalità d’impiego saranno definiti insieme agli utenti finali, come <strong>l’Esercito Italiano</strong> e le <strong>Forze Armate dei Paesi membri</strong>, per dimostrare concretamente <strong>i vantaggi rivoluzionari</strong> di un ecosistema RAS coordinato: maggiore efficienza logistica, capacità di azione in ambienti ostili e drastica riduzione dei rischi per il personale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un consorzio tecnologico internazionale guidato dall’Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A guidare lo sviluppo del progetto sarà un consorzio internazionale con <strong>IDV in posizione di leadership</strong>, affiancata da aziende italiane specializzate nella robotica e nell’intelligenza artificiale: <strong>LEM, Siralab</strong> e <strong>Rebel Alliance</strong>. Questi partner contribuiranno con competenze tecniche specifiche nella progettazione, sensoristica, automazione e controllo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Due saranno le <strong>piattaforme principali</strong> fornite da IDV: il <strong>Viking UGV</strong>, un veicolo autonomo da terra progettato per affrontare missioni in ambienti ostili, e il <strong>Light Multirole Vehicle – Optionally Uncrewed (LMV OU)</strong>, un mezzo multiruolo versatile e collaudato, impiegabile in modalità manuale, teleoperata o completamente autonoma, con diversi carichi missione intercambiabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21806,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Tecnologia italiana al servizio della NATO: il ruolo chiave di IDV - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/2y7fb6n68d191-1024x683.jpg\" alt=\"Tecnologia italiana al servizio della NATO: il ruolo chiave di IDV - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21806\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tecnologia italiana al servizio della NATO: il ruolo chiave di IDV - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore del programma sarà però il sistema <strong>C2 avanzato</strong>, in grado di coordinare in tempo reale le piattaforme UGV e UAS. Questo ambiente di comando distribuito su rete garantirà <strong>flessibilità operativa, affidabilità comunicativa e rapidità decisionale</strong>, adattandosi dinamicamente ai cambiamenti sul terreno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sperimentazione prevede <strong>scenari operativi reali</strong>: rifornimento logistico (resupply), evacuazione medica, ricognizione di linee di comunicazione, operazioni <strong>ISTAR</strong> (Intelligence, Surveillance, Target Acquisition and Reconnaissance) e recupero veicoli in contesto ostile. L’obiettivo non è solo dimostrare l’efficacia dei sistemi, ma anche contribuire a <strong>ridefinire le dottrine militari</strong> incentrate sulla cooperazione uomo-macchina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un programma strategico che valorizza l’eccellenza industriale italiana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contratto triennale con la NATO conferma <strong>Iveco Defence Vehicles (IDV)</strong> come protagonista dell’innovazione tecnologica in ambito militare, rafforzando il <strong>ruolo dell’Italia come attore chiave nella difesa europea e atlantica</strong>. Il coinvolgimento diretto di un’impresa italiana in un programma così avanzato rappresenta <strong>un’importante affermazione del know-how nazionale</strong> nel campo della robotica, dell’autonomia e dei sistemi integrati per la sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma RAS si inserisce in una fase di espansione per il comparto industriale italiano, in cui l'integrazione delle eccellenze tecnologiche assume un valore strategico. In questo contesto, la proposta di acquisizione di IDV da parte di <strong>Leonardo</strong>, leader nazionale dell’aerospazio e della difesa, potrebbe tradursi in una <strong>sinergia tutta italiana</strong> ad altissimo contenuto tecnologico. Leonardo già collabora con Idv attraverso <strong>Oto Melara</strong> e il <strong>consorzio CIO</strong>, sviluppando mezzi come il Centauro I e II, a conferma di un tessuto industriale coeso e performante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21808,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Tecnologia italiana al servizio della NATO: il ruolo chiave di IDV - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Blindo-CentauroII-CIO-1024x606.jpg\" alt=\"Tecnologia italiana al servizio della NATO: il ruolo chiave di IDV - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21808\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tecnologia italiana al servizio della NATO: il ruolo chiave di IDV - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’eventuale consolidamento di IDV all’interno di un grande gruppo italiano permetterebbe di <strong>potenziare il polo della difesa terrestre nazionale</strong>, favorendo una filiera industriale autonoma e competitiva a livello europeo. In un contesto di crescente investimento nella sicurezza e nella modernizzazione delle forze armate, questa visione rafforza la <strong>posizione dell’Italia come partner affidabile e tecnologicamente avanzato</strong> nel panorama internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In definitiva, il programma RAS della NATO non solo testimonia il <strong>riconoscimento della leadership italiana nel settore</strong> dei sistemi robotici e autonomi, ma rafforza anche il percorso di <strong>crescita industriale, occupazionale e strategica</strong> del nostro Paese. L’Italia è pronta a giocare un ruolo da protagonista nell’evoluzione della difesa del XXI secolo, con una visione integrata tra tecnologia, innovazione e sicurezza collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/Nato-Italia-1-1024x575-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"IDV, NATO, roboticaautonoma","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-16 10:25:37","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.milanofinanza.it/news/iveco-defence-vehicles-si-aggiudica-un-contratto-dalla-nato-per-sperimentare-sistemi-robotici-e-202507151314529578?refresh_cens#google_vignette","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21803-tecnologia-italiana-al-servizio-della-nato-il-ruolo-chiave-di-idv.mp4","galleria":""}
{"id":21811,"titolo":"Tragedia in Colombia, tre giovani ufficiali perdono la vita durante il corso di \"Lanceros\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Bogotá</strong> – Il Comando di Educazione e Dottrina dell’Esercito Nazionale della Colombia ha diffuso martedì nuovi dettagli sul tragico incidente avvenuto il 14 luglio, quando tre allievi della <strong>Escuela de Lanceros</strong> hanno perso la vita durante un esercitazione di addestramento nel fiume Magdalena. La notizia ha scosso la Colombia, primo ed unico Stato dell’America Latina a essere <a href=\"https://www.nato.int/cps/en/natohq/topics_143936.htm?selectedLocale=en\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">partner globale della NATO</a>, status ottenuto nel 2017.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dalla scomparsa al ritrovamento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tragedia è iniziata la mattina di lunedì, quando le autorità hanno segnalato la scomparsa di tre militari impegnati in un’esercitazione del rigoroso <em>Curso de Lanceros</em>, un impegnativo corso destinato a formare soldati d’élite, istituito tra gli anni ’50 e ’60 con la collaborazione delle forze speciali statunitensi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo un comunicato ufficiale dell’Esercito, un gruppo di 11 allievi aveva il compito di <em>“realizzare l’addestramento delle zattere improvvisate per il movimento tattico in acqua”</em>, un’attività standard di questo tipo di formazione avanzata, nella giurisdizione del dipartimento di Cundinamarca, nel centro del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sebbene i partecipanti indossassero giubbotti di salvataggio e avessero superato severe prove fisiche, inclusi test di nuoto, la zattera su cui viaggiavano è stata risucchiata dalla potente corrente del Magdalena e trascinata sotto un <strong>planchón</strong>, una piattaforma motorizzata utilizzata per trasportare veicoli e persone da una sponda all’altra. L’imbarcazione è rimasta bloccata sotto la struttura, impedendo ai tre sottotenenti di risalire in superficie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un’intensa operazione di ricerca</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per oltre 24 ore è stata condotta un’operazione di ricerca senza sosta, che ha coinvolto unità delle Forze Armate, Polizia Nazionale, Vigili del Fuoco, Difesa Civile Colombiana e una squadra specializzata composta da 17 sommozzatori, un drone di ricognizione e tecnologia sonar 2D per scandagliare il fondale del fiume.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla fine, le autorità hanno confermato il ritrovamento senza vita dei tre ufficiali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una manovra che si è trasformata in tragedia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo le informazioni preliminari, la zattera è stata trascinata dalla forte corrente e risucchiata sotto <em>il planchón</em>, una piattaforma motorizzata per il trasporto fluviale, intrappolando i militari senza dar loro possibilità di risalire in superficie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Esercito ha spiegato che si trattava di un’esercitazione di addestramento per la gestione delle zattere all’interno di un <em>“movimento tattico”</em> standard. Tuttavia, le condizioni del fiume hanno trasformato la manovra in una tragedia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tre giovani ufficiali con una forte vocazione militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Esercito Nazionale ha reso omaggio alla memoria dei tre sottotenenti, sottolineando la loro dedizione alla patria e la vocazione al servizio:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sottotenente Jhonatan Esteban Cortés Salamanca</strong>, di Bogotá, apparteneva all’Arma delle Comunicazioni. Avrebbe compiuto 25 anni il 2 novembre. I compagni lo ricordano come un giovane amichevole e sognatore, determinato a diventare <em>Lancero</em>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sottotenente Nicolás Chaparro Guillén</strong>, anch’egli di Bogotá, aveva 23 anni e faceva parte dell’Arma di Artiglieria. Era apprezzato per il suo carattere solare e il profondo legame con la famiglia.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sottotenente Elián Sebastián Beltrán Vanegas</strong>, originario di Caparrapí (Cundinamarca), apparteneva all’Arma di Fanteria. Avrebbe compiuto 24 anni a dicembre. Era stato recentemente promosso al grado di sottotenente dopo una brillante carriera da sottufficiale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21812,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Tragedia in Colombia, tre giovani ufficiali perdono la vita durante il corso di \"Lanceros\" - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/518099480-1163360495824571-1084649545570227500-n-1024x1024.jpg\" alt=\"Tragedia in Colombia, tre giovani ufficiali perdono la vita durante il corso di ardimento - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21812\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tragedia in Colombia, tre giovani ufficiali perdono la vita durante il corso di \"Lanceros\" - Copyright foto Ejército Colombiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Esercito Colombiano annuncia un’indagine</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il comandante dell’Esercito, generale <strong>Luis Emilio Cardozo</strong>, ha disposto una <em>“rigorosa indagine”</em> per chiarire le cause dell’incidente e prevenire il ripetersi di simili tragedie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un comunicato ufficiale, l’istituzione ha espresso le più sentite condoglianze alle famiglie dei militari, sottolineando l’eccezionale impegno e il contributo offerto al Paese dai tre giovani ufficiali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/web-col-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"AmericaLatina, Lanceros, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-16 10:19:51","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://defensanews.com/tragedia-en-colombia-tres-alumnos-lanceros-pierden-la-vida-en-el-rio-magdalena/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21811-tragedia-in-colombia-tre-giovani-ufficiali-perdono-la-vita-durante-il-corso-di-lanceros.mp4","galleria":""}
{"id":21793,"titolo":"Iveco Defence Vehicles (IDV): 88 anni di orgoglio industriale italiano al servizio della difesa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Iveco Defence Vehicles (IDV), divisione specializzata di Iveco Group, celebra nel luglio 2025 i suoi 88 anni di attività. Fondata nel 1937 a Bolzano con il nome di Lancia Veicoli Industriali, IDV è nata per rispondere alle esigenze dell’Esercito Italiano nella produzione di autocarri militari. L’ingresso nel gruppo Iveco nel 1975 ha rappresentato un passaggio fondamentale che ha proiettato l’azienda su scala internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21795,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Iveco Defence Vehicles (IDV): 88 anni di orgoglio industriale italiano al servizio della difesa - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Nata-nel-1937-per-la-produzione-di-autocarri-militari-1024x810.jpg\" alt=\"Iveco Defence Vehicles (IDV): 88 anni di orgoglio industriale italiano al servizio della difesa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21795\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Iveco Defence Vehicles (IDV): 88 anni di orgoglio industriale italiano al servizio della difesa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi IDV è un leader riconosciuto nel settore dei veicoli per la difesa, con circa 2000 dipendenti distribuiti in sei stabilimenti e diverse sedi nel mondo. Alla base di questo successo vi è una visione strategica solida, che ha permesso all’azienda di crescere progressivamente, diventando un partner affidabile per le Forze Armate di numerosi Paesi, dai principali alleati NATO agli US Marines, fino all’Esercito Brasiliano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evoluzione dell’azienda è strettamente legata alla capacità di rispondere alle sfide della modernità attraverso tecnologie all’avanguardia nei campi della protezione, della mobilità e dell’integrazione dei sistemi. Bolzano, sede storica, resta il cuore tecnologico e produttivo, simbolo dell’eccellenza industriale italiana nel mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come ha dichiarato Claudio Catalano, CEO di IDV, “siamo una realtà unica nel nostro genere, con una lunga storia di collaborazione con le Forze Armate. Investiamo continuamente per offrire soluzioni all’avanguardia, mantenendo i valori che ci hanno resi un riferimento nell’industria della difesa”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dall’LMV Lince al Centauro: innovazione al servizio della sicurezza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La capacità progettuale di IDV si esprime nella realizzazione di veicoli che hanno segnato un’epoca. Primo fra tutti, l’LMV (Light Multirole Vehicle), conosciuto anche come Lince, prodotto in serie dal 2003. Questo mezzo blindato leggero è diventato un simbolo dell’ingegneria militare italiana, apprezzato in tutto il mondo per l’elevata protezione, mobilità e versatilità. Oltre 4500 esemplari sono oggi operativi in numerosi teatri di conflitto, dove il Lince ha contribuito in modo determinante alla sicurezza dei soldati, proteggendoli da minacce come gli IED.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Su queste solide basi si è sviluppato l’MTV (Multirole Tactical Vehicle), veicolo 4×4 adottato dall’Esercito Olandese, in grado di offrire alte prestazioni fuoristrada, modularità estrema e un’eccellente protezione. L’MTV testimonia la continua evoluzione di IDV nel settore dei veicoli multiruolo protetti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21796,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Iveco Defence Vehicles (IDV): 88 anni di orgoglio industriale italiano al servizio della difesa - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Veicolo-multiruolo-MTV-IDV-1024x677.jpg\" alt=\"Iveco Defence Vehicles (IDV): 88 anni di orgoglio industriale italiano al servizio della difesa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21796\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Iveco Defence Vehicles (IDV): 88 anni di orgoglio industriale italiano al servizio della difesa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fondamentale nel percorso dell’azienda è la creazione, nel 1985, del Consorzio Iveco – Oto Melara (CIO), in collaborazione con Leonardo. Da questa sinergia nascono i veicoli blindati ruotati più avanzati, come la blindo Centauro, seguita dall’evoluzione Centauro II, armata con cannone da 105/120 mm NATO. Questi mezzi si distinguono per mobilità, potenza di fuoco e adattabilità operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto a questi, il carro Ariete – oggi nella versione C2 – rappresenta un altro pilastro dell’arsenale terrestre nazionale. Il CIO ha assunto la design authority dei principali mezzi da combattimento dell’Esercito Italiano, confermandone il ruolo centrale nelle missioni internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Espansione globale e sfide future dell’industria della difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esperienza di IDV nel settore dei mezzi blindati ha favorito anche la progettazione di veicoli anfibi. Nel 2009 l’azienda sigla un contratto con l’Esercito Brasiliano per il Guarani, un mezzo 6x6 costruito interamente in Brasile. Ad oggi, oltre 700 unità sono in servizio, accanto a LMV e Centauro II, confermando l’affidabilità della piattaforma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21797,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Iveco Defence Vehicles (IDV): 88 anni di orgoglio industriale italiano al servizio della difesa - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Guarani-IDV-1024x682.jpg\" alt=\"Iveco Defence Vehicles (IDV): 88 anni di orgoglio industriale italiano al servizio della difesa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21797\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Iveco Defence Vehicles (IDV): 88 anni di orgoglio industriale italiano al servizio della difesa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro traguardo significativo arriva nel 2018 con l’ingresso nel mercato statunitense grazie all’Amphibious Combat Vehicle (ACV), sviluppato con BAE Systems e selezionato dai Marines. L’ACV è stato recentemente scelto anche dalla Marina Militare Italiana per il programma di rinnovamento dei mezzi anfibi, rafforzando ulteriormente la presenza di IDV nel segmento marittimo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La gamma di IDV comprende anche autocarri tattico-logistici, cruciali per il trasporto operativo in condizioni estreme. L’azienda fornisce oggi mezzi a numerose Forze Armate europee, tra cui Spagna, Francia, Germania, Romania, Svizzera e Olanda. Le configurazioni vanno dai modelli 4×4 fino ai 10×10, con e senza cabine protette.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il punto di forza di IDV risiede nell’integrazione tra tecnologie e competenze trasversali: ogni segmento – dai veicoli blindati ai multiruolo, dagli anfibi agli autocarri – contribuisce a un sistema coerente, altamente specializzato e sempre aggiornato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Guardando al futuro, IDV ha avviato un’importante transizione verso l’innovazione autonoma con la divisione IDV ROBOTICS, dedicata ai veicoli senza equipaggio. In un mondo in rapido cambiamento, dove i conflitti evolvono costantemente, la capacità di adattarsi e innovare è essenziale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come conclude Catalano, “le recenti tensioni internazionali impongono un aggiornamento costante dei mezzi e delle strategie. IDV è pronta a fare la propria parte, con competenze, tecnologie e capacità produttive che mettono la sicurezza del soldato al centro di ogni sviluppo”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con 88 anni di storia, IDV rappresenta una delle punte di diamante dell’industria della difesa italiana, proiettata verso un futuro di cooperazione, innovazione e sicurezza globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/IDV-Bolzano-2025.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"difesaitaliana, idv88anni, veicolidacombattimento","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-16 09:06:18","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.analisidifesa.it/2025/07/gli-88-anni-di-iveco-defence-vehicles/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21793-iveco-defence-vehicles-idv-88-anni-di-orgoglio-industriale-italiano-al-servizio-della-difesa.mp4","galleria":""}
{"id":21765,"titolo":"Intelligence in trincea: il SBU contro le operazioni dell’FSB","contenuto_html":"<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il conflitto russo-ucraino non si limita più al fronte militare o al confronto diplomatico: si è trasformato, sempre più chiaramente, in una guerra ibrida dove il dominio dell’intelligence occupa un ruolo centrale. Lo dimostra la recente operazione lampo condotta dal Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (SBU) a Kiev, culminata nella neutralizzazione di una cellula del Servizio Federale di Sicurezza russo (FSB) in appena 72 ore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21769,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Intelligence in trincea: il SBU contro le operazioni dell’FSB - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/1752438183-e7098f05-a211-483b-a51b-3101fea8a729-1024x768.jpeg\" alt=\"Intelligence in trincea: il SBU contro le operazioni dell’FSB - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21769\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Intelligence in trincea: il SBU contro le operazioni dell’FSB - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’operazione, avvenuta all’indomani dell’uccisione del Colonnello Ivan Voronych nel distretto di Holosiivskyi, segna una nuova fase nel conflitto: non solo scontri sul terreno, ma anche assassinii mirati, infiltrazioni e sabotaggi, condotti da agenti segreti sotto copertura. Secondo quanto emerso dalle indagini, la vittima era stata attentamente monitorata da due agenti dell’FSB – un uomo e una donna – incaricati non solo di seguire i movimenti di Voronych, ma anche di eseguire il piano di eliminazione con un’arma dotata di silenziatore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A coordinare la reazione ucraina è stato il Generale Vasyl Malyuk, direttore del SBU, che ha operato in stretta sinergia con la polizia di Kiev. Il lavoro d’intelligence è stato rapido e accurato: i sospetti sono stati localizzati in meno di tre giorni, e immediatamente è stata avviata un’operazione per la loro cattura, culminata però in uno scontro a fuoco che ha portato all’eliminazione degli agenti russi. La decisione di procedere all’intervento armato, sebbene rischiosa, ha trovato copertura legale nell’articolo 348 del Codice Penale ucraino, che legittima l’uso della forza per proteggere i pubblici ufficiali dello Stato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">HUMINT e SIGINT: gli strumenti del controspionaggio moderno</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’azione dell’SBU evidenzia un salto qualitativo nelle capacità operative dell’intelligence ucraina. In un contesto di guerra ibrida, dove non ci sono fronti chiari né divise ben riconoscibili, la raccolta di informazioni diventa fondamentale. L’operazione di Kiev si è distinta proprio per l’efficace combinazione tra HUMINT (Human Intelligence) e SIGINT (Signals Intelligence), due pilastri imprescindibili della moderna guerra segreta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21772,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Intelligence in trincea: il SBU contro le operazioni dell’FSB - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/NGTC-Images-New-Earth-Background-1024x598-1-1024x598.jpg\" alt=\"Intelligence in trincea: il SBU contro le operazioni dell’FSB - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21772\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Intelligence in trincea: il SBU contro le operazioni dell’FSB - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attraverso l’HUMINT, il SBU ha potuto contare su fonti umane affidabili, capaci di fornire indicazioni sui movimenti e sull’identità dei sospetti. Parallelamente, l’uso di tecnologie di intercettazione elettronica – dai sistemi di sorveglianza urbana fino alle intercettazioni telefoniche – ha consentito di localizzare con precisione gli agenti del FSB e anticiparne le mosse. Il risultato è stato un’azione mirata, rapida e legalmente inquadrata, che ha permesso di neutralizzare una minaccia senza generare danni collaterali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Malyuk ha definito l’operazione un successo strategico, sottolineando come solo una cooperazione permanente tra forze dell’ordine e apparati di sicurezza possa contenere le attività clandestine russe. In un conflitto dove Mosca continua a investire in operazioni non convenzionali – sabotaggi, disinformazione, omicidi politici – la risposta ucraina si sta adattando con crescente efficacia, trasformando il SBU in un attore centrale della difesa nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il SBU come pilastro della resistenza ucraina</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fin dall’inizio della cosiddetta \"operazione militare speciale\" russa, il Servizio di Sicurezza ucraino ha progressivamente ampliato il proprio ruolo, passando da semplice struttura di controspionaggio a organismo offensivo capace di operare su più livelli: intelligence, sicurezza interna, operazioni nei territori occupati e attività cibernetiche. Secondo fonti ufficiali, circa l’85% delle operazioni ostili pianificate da Mosca viene oggi intercettato e neutralizzato prima che possa essere attuato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21771,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Intelligence in trincea: il SBU contro le operazioni dell’FSB - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Ufficiali-speciali-del-Servizio-di-sicurezza-centrale-A-della-SBU-a-Kupyansk-che-era-e-sara-sempre-ucraino-1352-65693094-1024x573.jpg\" alt=\"Intelligence in trincea: il SBU contro le operazioni dell’FSB - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21771\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Intelligence in trincea: il SBU contro le operazioni dell’FSB - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo dato, impressionante se confermato, riflette l’adeguamento strutturale e tecnologico dell’SBU, reso necessario dall’evoluzione del conflitto. In un ambiente urbano densamente popolato come Kiev, e in presenza di una minaccia che si nasconde tra i civili, la qualità delle informazioni raccolte e la rapidità di risposta diventano decisive. L’intelligence, in questo contesto, non è solo uno strumento tattico ma un elemento chiave della strategia di sopravvivenza dello Stato ucraino.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’azione del 10-13 luglio contro la cellula dell’FSB mostra come l’Ucraina non sia solo teatro passivo di infiltrazioni straniere, ma anche soggetto capace di rispondere, adattarsi e colpire. Il contrasto alle attività sovversive russe, oggi, non si gioca solo lungo le trincee del Donbass o nelle riunioni diplomatiche europee, ma anche negli angoli più nascosti delle città, nei server delle reti di comunicazione, nei silenzi degli agenti in incognito. E in questa guerra segreta, il SBU sembra aver trovato il suo terreno di eccellenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/86-Reseau-telecom-Horizontal-01.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"intelligence, russia, spionaggio, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-15 17:24:11","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/conflitto-russo-ucraino-si-estende-dominio-dell-intelligence-2509467.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21765-intelligence-in-trincea-il-sbu-contro-le-operazioni-dellfsb.mp4","galleria":""}
{"id":21778,"titolo":"URC 2025: l’Italia tra innovazione industriale e impegno umanitario per Kiev","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Ukraine Recovery Conference (URC 2025)</strong>, tenutasi a <strong>Roma il 10 e 11 luglio</strong>, ha confermato il crescente ruolo dell’Italia nel processo multilaterale di <strong>ricostruzione dell’Ucraina</strong>. Quarto appuntamento dopo <strong>Lugano (2022), Londra (2023)</strong> e <strong>Berlino (2024)</strong>, la conferenza romana ha consolidato l’impegno europeo su quattro direttrici fondamentali: <strong>attrazione di investimenti privati</strong>, <strong>reintegrazione dei cittadini sfollati</strong>, <strong>coinvolgimento delle autorità locali</strong> e <strong>riforme strutturali per l’adesione di Kiev all’UE</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A Roma si sono riuniti <strong>100 delegazioni</strong>, <strong>15 Capi di Stato e di Governo</strong>, <strong>40 organizzazioni internazionali</strong>, <strong>40 ministri</strong> e <strong>oltre 8.300 accreditati</strong>, con un Recovery Forum parallelo che ha permesso a imprese e istituzioni finanziarie di dialogare direttamente con il governo ucraino. L’Italia è emersa come <strong>protagonista assoluta</strong>, firmando <strong>40 accordi</strong> per un valore superiore a <strong>10 miliardi di euro</strong>, molti dei quali legati alla ricostruzione <strong>di Odessa</strong>, città simbolo del Mar Nero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Odessa</strong> è stata ufficialmente <strong>affidata all’Italia</strong> nell’ambito del meccanismo di “<strong>patronato internazionale</strong>”, con progetti mirati alla <strong>ricostruzione del patrimonio culturale</strong>, inclusi la <strong>Cattedrale della Trasfigurazione</strong>, la <strong>Filarmonica</strong> e il <strong>Museo delle Belle Arti</strong>. Ma l’impegno italiano non si limita alla cultura. È stato siglato un <strong>accordo strategico</strong> tra il <strong>Viceministro Rixi</strong> e la controparte ucraina Alona Shkrum per la <strong>modernizzazione e l’infrastrutturazione dei porti ucraini</strong>, in particolare a Odessa, nodo chiave per <strong>energia, telecomunicazioni e commercio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Difesa, sicurezza e imprese italiane: tecnologia e cooperazione per la resilienza ucraina</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al centro della conferenza anche il ruolo cruciale del <strong>settore Difesa e Sicurezza</strong>. Enzo Benigni, presidente di <strong>Elt Group</strong> e vicepresidente vicario di <strong>AIAD</strong>, ha chiarito che l’obiettivo non è “vendere”, ma costruire <strong>collaborazioni strutturate</strong> a lungo termine, evidenziando una volontà politica europea prima impensabile. La cooperazione industriale tra Europa e Ucraina, ha affermato, è una <strong>necessità geopolitica</strong> che deve essere sostenuta da una <strong>rimozione degli ostacoli normativi</strong> e da un’accelerazione nella <strong>fornitura di beni strategici</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In prima linea <strong>Leonardo</strong>, che ha firmato insieme a <strong>ENAV</strong> e a <strong>UkSATSE</strong> un <strong>Memorandum of Cooperation</strong> per il ripristino della rete di <strong>controllo del traffico aereo</strong> ucraino. Il CEO <strong>Roberto Cingolani</strong> ha annunciato la <strong>donazione di 5 radar civili</strong> e ha ribadito che il piano proseguirà in coordinamento con i partner europei. Leonardo, inoltre, ha avviato una collaborazione con la turca <strong>Baykar</strong> per la <strong>produzione di droni in Italia</strong>, ma ha smentito categoricamente l’ipotesi di una <strong>fabbrica in Ucraina</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21781,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"URC 2025: l’Italia tra innovazione industriale e impegno umanitario per Kiev - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/da238c20d040b707c4a45da48fa631e2-kEqC-U3430751347147rgE-656x492@Corriere-Web-Sezioni-360x245-1-1024x697.jpg\" alt=\"URC 2025: l’Italia tra innovazione industriale e impegno umanitario per Kiev - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21781\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">URC 2025: l’Italia tra innovazione industriale e impegno umanitario per Kiev - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Leonardo offre contributi anche nel campo della <strong>cybersecurity, osservazione satellitare e IA applicata al controllo delle infrastrutture critiche</strong>. Cingolani ha inoltre aperto alla <strong>collaborazione con Rheinmetall</strong> sui carri armati, in un quadro coordinato di supporto militare all’Ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche <strong>Fincantieri</strong>, rappresentata dall’AD <strong>Pierroberto Folgiero</strong>, ha portato avanti una visione innovativa della sicurezza marittima: droni subacquei, sonar e radar integrati in un sistema modulare da testare proprio a <strong>Odessa</strong>, a protezione di infrastrutture energetiche e portuali. L’obiettivo è creare una “<strong>bolla di sicurezza</strong>” da 25 km, simbolo della capacità italiana di unire <strong>tecnologia, visione strategica e responsabilità industriale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La ricostruzione umanitaria: sanità, bambini e veterani</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A completare il quadro dell’impegno italiano vi è l’azione sul fronte <strong>umanitario e sanitario</strong>, con l’<strong>Agenzia Industrie Difesa (AID)</strong> in prima fila. Come spiegato dalla direttrice <strong>Fiammetta Salmoni</strong>, l’Italia, tramite lo <strong>Stabilimento chimico farmaceutico di Firenze</strong>, fornirà <strong>incubatrici, apparecchiature diagnostiche, dispositivi per la terapia intensiva neonatale</strong> e formazione medica, in collaborazione con il <strong>Ministero degli Esteri</strong> e l’<strong>Agenzia per la cooperazione allo sviluppo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21782,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"URC 2025: l’Italia tra innovazione industriale e impegno umanitario per Kiev - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/120725-Odessa-1024x846.jpg\" alt=\"URC 2025: l’Italia tra innovazione industriale e impegno umanitario per Kiev - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21782\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">URC 2025: l’Italia tra innovazione industriale e impegno umanitario per Kiev - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi interventi avranno un impatto diretto su <strong>oltre 400.000 bambini e adolescenti</strong>, tra cui <strong>50.000 minori sfollati</strong>, nell’oblast di <strong>Odessa</strong>, contribuendo alla ricostruzione del tessuto sociale. La conferenza ha anche lanciato un percorso di <strong>cooperazione medica più ampia</strong>, comprendente la fornitura di <strong>farmaci orfani per malattie rare</strong> e il <strong>sostegno psicologico ai bambini e ai veterani di guerra</strong>, in sinergia con il <strong>centro Lisova Polyana</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto di una guerra ancora in corso e con <strong>danni stimati in oltre 200 miliardi di dollari</strong>, l’Italia ha assunto un ruolo guida, affermando il principio che <strong>la sicurezza passa anche per la salute, l’istruzione e la cultura</strong>. La stima della <strong>Banca Mondiale</strong> parla di un fabbisogno di <strong>oltre 500 miliardi</strong> per la ricostruzione, richiedendo uno <strong>sforzo multilaterale coordinato</strong>, in cui l’Italia si propone come <strong>partner stabile e credibile</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Conferenza di Roma</strong> ha confermato che ricostruire l’Ucraina non significa solo <strong>riparare ciò che è stato distrutto</strong>, ma <strong>progettare un futuro europeo condiviso</strong>, basato su sicurezza, sviluppo sostenibile e coesione sociale. L’Italia, con la sua <strong>industria della difesa, il sistema imprenditoriale e il capitale umano</strong>, ha mostrato di essere pronta ad affrontare questa sfida, costruendo un <strong>ponte strategico tra Occidente e Ucraina</strong>, tra solidarietà e opportunità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/1200-5.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesaitaliana, OdessaUcraina, URC2025","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-15 17:23:31","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesaonline.it/2025/07/12/odessa-allitalia-roma-protagonista-della-quarta-conferenza-per-la-ricostruzione-dellucraina/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21778-urc-2025-litalia-tra-innovazione-industriale-e-impegno-umanitario-per-kiev.mp4","galleria":""}
{"id":21750,"titolo":"Trump, Carota e Bastone: Armi per l'Ucraina e Minacce di Tariffe per la Russia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lunedì, il Presidente Donald Trump ha delineato due passi strategici per fare pressione sulla Russia affinché ponga fine alla guerra in Ucraina, proponendo nuove forniture di armi a Kiev e minacciando sanzioni economiche contro Mosca se non si raggiungerà un accordo di pace entro 50 giorni. Questo approccio segna un cambiamento significativo nella gestione del conflitto da parte di Trump, che ha cercato di distanziarsi da questa guerra fin dal suo insediamento alla Casa Bianca nel gennaio scorso. Tuttavia, con un atteggiamento sempre più esasperato nei confronti del presidente russo Vladimir Putin, Trump ha ribadito la necessità di un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti per proteggere l'Ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Armi per l'Ucraina: Un Nuovo Accordo con l'Europa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un incontro con il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, Trump ha annunciato un piano che prevede <strong>la vendita di armi americane agli Stati europei, i quali poi le trasferiranno all'Ucraina</strong>. Questa strategia ha suscitato l'interesse di diverse nazioni, tra cui Germania, Finlandia, Danimarca, Svezia e Norvegia, che potrebbero essere i principali fornitori. Tra le armi in questione, ci sono<strong> i sistemi di difesa Patriot</strong>, un elemento fondamentale per le difese ucraine contro i missili russi. La mossa ha lo scopo di garantire il continuo supporto degli Stati Uniti a Kiev, senza infrangere le promesse fatte durante la campagna elettorale, in cui Trump aveva espresso l'intenzione di ridurre l'intervento americano nel conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21753,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Trump, Carota e Bastone: Armi per l'Ucraina e Minacce di Tariffe per la Russia - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/R-1.jpg\" alt=\"Trump, Carota e Bastone: Armi per l'Ucraina e Minacce di Tariffe per la Russia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21753\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Trump, Carota e Bastone: Armi per l'Ucraina e Minacce di Tariffe per la Russia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Minacce di Tariffe: Un Nuovo Strumento di Pressione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alle forniture di armi, <strong>Trump ha minacciato di imporre tariffe severe sulle esportazioni russe</strong> se non verrà raggiunto un accordo di pace <strong>entro 50 giorni</strong>. Il presidente ha parlato di dazi al 100%, definiti come “tariffe secondarie,” riferendosi a sanzioni contro i paesi che acquistano petrolio russo, come India e Cina. Sebbene gli Stati Uniti conducano pochi scambi commerciali diretti con la Russia, le sanzioni secondarie potrebbero avere un impatto significativo sull'economia russa, creando pressioni ulteriori su Mosca per concludere la guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Frustrazione verso Putin</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dietro le due misure, si nasconde una crescente frustrazione di Trump verso Putin. Nonostante il presidente russo e Trump abbiano avuto in passato una relazione complessa e a volte confusa, <strong>Trump ha dichiarato di essere stanco delle promesse non mantenute da Mosca.</strong> Ha spiegato che, nonostante le conversazioni positive, la guerra continua senza sosta. Questo nuovo approccio da parte di Trump sembra essere un chiaro segnale di irritazione, con l'intento di forzare la mano di Putin, portandolo a negoziare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Ruolo dell'Europa nella Nuova Strategia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Trump ha espresso un <strong>crescente apprezzamento per la volontà dell'Europa di contribuire maggiormente alla causa ucraina</strong>. In passato, era scettico riguardo l'impegno europeo, ma ha riconosciuto che <strong>le nazioni europee stanno mostrando uno spirito combattivo che non aveva inizialmente percepito</strong>. Il piano prevede che le armi, tra cui i missili a corto raggio, i proiettili per Howitzer e missili aria-aria a medio raggio, siano trasferite ai paesi NATO prima di giungere in Ucraina, una mossa che ha il doppio scopo di accelerare la consegna delle armi e di evitare critiche politiche negli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21756,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Trump, Carota e Bastone: Armi per l'Ucraina e Minacce di Tariffe per la Russia - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Russia-Ukraine-war-Ukrainian-servicemen-Kyiv-2022-1024x655.webp\" alt=\"Trump, Carota e Bastone: Armi per l'Ucraina e Minacce di Tariffe per la Russia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21756\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Trump, Carota e Bastone: Armi per l'Ucraina e Minacce di Tariffe per la Russia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Ruolo Cruciale dei Missili Patriot</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>I missili Patriot sono stati identificati come uno degli strumenti di difesa più vitali per l'Ucraina</strong>. Il loro ruolo nel proteggere le città ucraine dai missili russi è cruciale, e Trump ha riconosciuto che la disponibilità di questi sistemi è una delle principali preoccupazioni di Kiev. Il piano prevede l'invio di un \"completo complemento\" di armi per rafforzare ulteriormente le difese ucraine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni: Un Nuovo Capitolo nel Conflitto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il piano annunciato da Trump, gli Stati Uniti e l'Europa stanno collaborando in maniera più stretta per sostenere l'Ucraina nella sua lotta contro l'invasione russa. La mossa segna una nuova fase nel conflitto, con l'intensificazione del sostegno militare e l'aggiunta di sanzioni economiche come leva. <strong>La crescente frustrazione di Trump verso Putin potrebbe essere un segnale di come l'attuale amministrazione intenda affrontare in modo più deciso il conflitto</strong>, sperando che la combinazione di armi avanzate e pressioni economiche possa costringere la Russia a negoziare una pace duratura.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/nho28n2o_trump-putin-zelensky_625x300_20_February_25-scaled.webp","categoria":"Internazionali","tags":"russia, Tariffe, trump, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-15 08:08:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://edition.cnn.com/2025/07/14/politics/us-ukraine-weapons-trump","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21750-trump-carota-bastone-armi-ucraina-russia.mp4","galleria":""}
{"id":21724,"titolo":"La Bolla Tattica: L'Innovazione Digitale che Potenzia le Forze Leggere","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/stato-maggiore-esercito/Comando-Valutazione-e-Innovazione-dell-Esercito\">Comando per la Validazione e l’Innovazione dell’Esercito</a> (COMVIE), con il supporto delle Brigate Alpina “Julia” e Paracadutisti “Folgore”, ha recentemente concluso un’importante fase di sperimentazione presso il Poligono Militare di Capo Teulada, in Sardegna. L’esercitazione ha visto il test del concetto di “Bolla Tattica”, un'architettura innovativa di sistemi e piattaforme interconnessi e digitalmente integrati. Questo sistema si distingue per la sua capacità di espandere le capacità terrestri in tutti i domini del campo di battaglia, sfruttando l'ambiente cibernetico, i sistemi di comunicazione satellitare e lo spettro elettromagnetico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21726,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/4-Foto-di-Gruppo-1024x651.jpg\" alt=\"La Bolla Tattica: L'Innovazione Digitale che Potenzia le Forze Leggere - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21726\" title=\"La Bolla Tattica: L'Innovazione Digitale che Potenzia le Forze Leggere - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Bolla Tattica: L'Innovazione Digitale che Potenzia le Forze Leggere - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La “Bolla Tattica” si basa sull'idea di un “sistema di sistemi”, un insieme di risorse tecnologiche, tra cui piattaforme manned e unmanned, che cooperano in sinergia per raggiungere obiettivi comuni. Il sistema permette un'operatività ottimizzata in scenari complessi e dinamici, come quelli che caratterizzano i moderni conflitti multi-dominio. L’obiettivo finale di questa sperimentazione è quello di creare un ambiente di combattimento altamente interconnesso, in grado di reagire e adattarsi rapidamente a situazioni imprevedibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dettagli sulla sperimentazione e la cooperazione tra le forze coinvolte</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione, coordinata dal COMVIE e sotto la guida del Generale di Corpo d'Armata Francesco Olla, ha coinvolto unità di fanteria leggera delle Brigate Alpina “Julia” e <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Paracadutisti “Folgore”</a>. Queste unità hanno lavorato insieme a numerosi assetti specialistici, tra cui il 9° Reggimento Sicurezza Cibernetica “Rombo”, il 41° Reggimento IMINT “Cordenons”, l’11° Reggimento Trasmissioni e il COMFOSE. L’esercitazione ha visto il test di una varietà di nuove tecnologie, inclusi droni quadricotteri come il “Parrot” e piattaforme a decollo verticale come “Radon” e “Xenon”. Accanto a queste piattaforme a pilotaggio remoto, sono stati impiegati anche moderni sistemi di Comando e Controllo (C2), tra cui C2DNEVO, ARGO e IMPERIO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21735,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/2-Attivita-di-sperimentazione-1-940x1024.jpg\" alt=\"La Bolla Tattica: L'Innovazione Digitale che Potenzia le Forze Leggere - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21735\" title=\"La Bolla Tattica: L'Innovazione Digitale che Potenzia le Forze Leggere - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Bolla Tattica: L'Innovazione Digitale che Potenzia le Forze Leggere - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’elemento cruciale della sperimentazione è stato il coinvolgimento di unità di fanteria leggera, come gli Alpini e i Paracadutisti, in scenari che hanno permesso di testare in modo concreto l’efficacia di queste tecnologie in un contesto operativo realistico. Per la prima volta a livello nazionale, queste tecnologie sono state impiegate in esercitazioni pratiche con unità di fanteria, mettendo alla prova la loro capacità di integrare sistemi avanzati in operazioni sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Implicazioni future e i prossimi passi nel processo di modernizzazione dell'Esercito</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il risultato di questa sperimentazione rappresenta una pietra miliare verso la creazione di un Esercito moderno, digitale e interconnesso. La validazione dell’impiego operativo delle tecnologie testate, unitamente all’elaborazione di nuovi procedimenti tecnico-tattici, contribuirà a migliorare la capacità di osservazione, comunicazione e reazione sul campo. Questi sviluppi sono fondamentali per un esercito pronto a rispondere in modo efficace agli scenari futuri, dove la rapidità e l’adattabilità sono essenziali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21728,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/3-Operatore-1024x769.jpg\" alt=\"La Bolla Tattica: L'Innovazione Digitale che Potenzia le Forze Leggere - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21728\" title=\"La Bolla Tattica: L'Innovazione Digitale che Potenzia le Forze Leggere - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Bolla Tattica: L'Innovazione Digitale che Potenzia le Forze Leggere - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La “Bolla Tattica” si conferma un passo fondamentale nell’evoluzione dell’Esercito Italiano, che sta lavorando per integrare le moderne tecnologie nelle sue operazioni quotidiane. Le esperimentazioni future, pianificate dal COMVIE, continueranno a perfezionare questo sistema, ampliando le capacità operative e affinando l’interoperabilità tra le varie forze e tecnologie. Con l'accelerazione del processo di digitalizzazione e innovazione, l’Esercito italiano si prepara a affrontare le sfide del futuro, con una solida base di conoscenza e preparazione tecnologica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, l'esercitazione di Capo Teulada non solo ha validato la \"Bolla Tattica\" come strumento per un combattimento più efficace, ma ha anche segnato l'inizio di una nuova era per l'Esercito Italiano, dove l’interconnessione e la digitalizzazione sono elementi fondamentali per il successo delle operazioni sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/5-Briefing.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"bollaTattica, esercitoitaliano, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-14 20:25:17","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/BOLLA-TATTICA.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21724-bolla-tattica-innovazione-digitale-forzeleggere.mp4","galleria":""}
{"id":21702,"titolo":"14 luglio 2009 – 14 luglio 2025: nel ricordo del Paracadutista Alessandro Di Lisio","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, 14 luglio 2025, ricordiamo con profondo rispetto il 1º Caporal Maggiore <strong>Alessandro Di Lisio</strong>, Paracadutista della <strong>XXII Compagnia Guastatori “Angeli Neri”</strong> dell’<strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/8-reggimento-genio-guastatori-paracadutisti-folgore/\">8º Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti “Folgore”</a></strong>, caduto sedici anni fa durante la <a href=\"https://brigatafolgore.net/isaf-afghanistan-2001-oggi/\">missione ISAF in Afghanistan</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nato a <strong>Campobasso</strong> il 15 maggio 1984, Alessandro si arruolò nell’Esercito Italiano spinto da un forte senso del dovere e dall’amore per la Patria. Dopo aver partecipato a diverse missioni internazionali, il 14 luglio 2009 perse la vita a soli 25 anni, mentre prestava servizio come mitragliere di bordo (o nel gergo militaresco \"rallista\") su un veicolo Lince, a circa 50 km a nord-est di Farah, nei pressi di Ganjabad.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante un pattugliamento, individuò un tratto di terreno smosso e intuì il pericolo, segnalando immediatamente l’anomalia alla colonna di mezzi. Ma non ci fu il tempo di reagire: l’esplosione di un ordigno IED sprigionò un’onda d’urto devastante che non lasciò scampo al giovane paracadutista, il quale si spense poco dopo all’ospedale militare di Farah.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>17 luglio 2009</strong> Campobasso rese omaggio al suo valoroso figlio con un <strong>funerale solenne nella Cattedrale della città</strong>, stringendosi attorno alla famiglia e ai commilitoni in un silenzio carico di dolore e rispetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il monumento e la memoria</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>14 luglio 2019</strong>, in occasione del decimo anniversario della sua morte, <a href=\"https://www.molisenews24.it/campobasso-inaugurato-il-giardino-alessandro-di-lisio-28662.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Campobasso ha dedicato un giardino e un monumento ad <strong>Alessandro Di Lisio</strong></a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’opera è composta da <strong>una parte di cingolo di un carro Leopard</strong>, dalla ricostruzione di un paracadute e da una targa con la seguente iscrizione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse {\"textAlign\":\"center\"} -->\n<pre class=\"wp-block-verse has-text-align-center\"><strong>“Ai tanti che sono stati qui.<br><br>A quelli che hanno dato molto.<br><br>Ad Alessandro Di Lisio che ha dato tutto”.</strong><br><br><em>Ganjabad 14 luglio 2009</em></pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21707,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"14 luglio 2009 – 14 luglio 2025: nel ricordo del Paracadutista Alessandro Di Lisio - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/di-lisio-monumento.jpg\" alt=\"14 luglio 2009 – 14 luglio 2025: nel ricordo del Paracadutista Alessandro Di Lisio - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21707\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La targa ai piedi dell'opera nel \"Giardino Alessandro Di Lisio\" a Campobasso</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Paracadutista Alessandro Di Lisio: Presente!</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Alessandro Di Lisio</strong>, promosso <strong>promosso post mortem al grado di Caporal Maggiore Scelto</strong>, è e resterà per sempre un esempio di coraggio e dedizione. Il suo nome è scolpito nella memoria della <strong>Folgore</strong>, dell'<strong>Esercito Italiano</strong> e di tutti coloro che credono nei valori di servizio, sacrificio e amore per la Patria. Oggi, a sedici anni da quel tragico giorno, lo ricordiamo con la promessa che il suo sacrificio non sarà mai dimenticato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Per non dimenticare il sacrificio di chi ha dato tutto per il bene degli altri. Ciao Alessandro.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/di-lisio.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"caduti, folgore, ISAF","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-14 14:39:58","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21702-14-luglio-2009-14-luglio-2025-nel-ricordo-del-paracadutista-alessandro-di-lisio.mp4","galleria":""}
{"id":21690,"titolo":"Skynex: Il Drone Killer Europeo che Conquista l'Ucraina e Proteggerà i Cieli d'Italia - Video","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema di artiglieria antiaerea automatizzata <strong>Skynex</strong>, sviluppato dall<a href=\"https://www.rheinmetall.com/en/products/air-defence/air-defence-systems/networked-air-defence-skynex\">'azienda tedesca Rheinmetall</a>, si sta affermando come una delle soluzioni più efficaci nella<strong> difesa contro droni e minacce aeree a corto raggio</strong>. Il suo successo in Ucraina, dove ha dimostrato notevoli prestazioni in scenari di combattimento reale, ha attirato l'attenzione di numerosi Paesi, tra cui l'Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Skynex in Ucraina: Un \"Combat Proven\" sul Campo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nelle mani delle Forze Aeree ucraine, il sistema Skynex ha dimostrato prestazioni eccezionali nell'intercettazione e <strong>distruzione di droni d'attacco impiegati dalla Federazione Russa, inclusi quelli simili allo Shahed iraniano</strong>. Video resi pubblici dall'Aeronautica ucraina hanno evidenziato l'efficacia e la precisione del cannone automatico da 35 mm, cuore del sistema, nel neutralizzare vari bersagli aerei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21694,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Skynex: Il Drone Killer Europeo che Conquista l'Ucraina e Proteggerà i Cieli d'Italia - Video - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/12500c8966523f4acc29a5efa5ecb838.webp\" alt=\"Skynex: Il Drone Killer Europeo che Conquista l'Ucraina e Proteggerà i Cieli d'Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21694\" style=\"width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Skynex: Il Drone Killer Europeo che Conquista l'Ucraina e Proteggerà i Cieli d'Italia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La capacità di impiegare <strong>munizionamento programmabile AHEAD</strong> (Advanced Hit Efficiency and Destruction), che <strong>esplode in prossimità del bersaglio creando una nube letale di sub-proiettili,</strong> rende Skynex estremamente efficace contro minacce difficili da ingaggiare con sistemi tradizionali, come droni low-cost, munizioni circuitanti e UAV suicidi. Questa tecnologia ha riscosso entusiasmo tra i militari ucraini, diventando un simbolo di resistenza e modernità tecnologica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Italia punta sul sistema Skynex</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel gennaio 2025, <strong>l'Esercito Italiano ha formalizzato un ordine con Rheinmetall per l'acquisto del primo sistema Skynex, del valore di 73 milioni di euro, diventando il primo Paese NATO a dotarsene dopo l'impiego in Ucraina</strong>. Il contratto include la piattaforma di fuoco con cannoni Revolver Gun Mk3, radar X-TAR 3D e munizionamento AHEAD, oltre a servizi logistici, formazione e supporto tecnico. La consegna è prevista nel secondo trimestre del 2026.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È inoltre prevista un'opzione per ulteriori tre sistemi, che porterebbero l'investimento complessivo a circa 280 milioni di euro. Questo evidenzia la chiara intenzione italiana di rafforzare la propria difesa aerea a cortissimo raggio, in particolare in funzione anti-drone, in risposta alle nuove minacce emerse nei conflitti recenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21697,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Skynex: Il Drone Killer Europeo che Conquista l'Ucraina e Proteggerà i Cieli d'Italia - Video - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/image-2-8-1024x751-1.webp\" alt=\"Skynex: Il Drone Killer Europeo che Conquista l'Ucraina e Proteggerà i Cieli d'Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21697\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Skynex: Il Drone Killer Europeo che Conquista l'Ucraina e Proteggerà i Cieli d'Italia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un sistema modulare e conveniente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Skynex si distingue non solo per le sue capacità tecnologiche avanzate, ma anche per il <strong>costo operativo contenuto</strong> rispetto ai sistemi a base missilistica. L'<strong>uso di munizioni cinetiche permette di neutralizzare minacce economiche senza impiegare intercettori da centinaia di migliaia di euro</strong>. Inoltre, la sua <strong>modularità</strong> ne consente l'integrazione in ambienti complessi come aeroporti, basi operative, infrastrutture civili e siti critici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una produzione a cavallo tra Italia, Germania e Svizzera</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema Skynex è un esempio di <strong>collaborazione industriale europea</strong>. <strong>La piattaforma è progettata e integrata in Italia, presso lo stabilimento di Rheinmetall Italia S.p.A. a Roma</strong>, dove vengono sviluppati e assemblati il sistema di gestione del fuoco, <strong>il radar tridimensionale X-TAR3D </strong>e tutti i componenti elettronici e di comando. Il <strong>cannone Revolver Gun Mk3 da 35 mm è prodotto in Svizzera </strong>da Rheinmetall Air Defence (erede della storica Oerlikon Contraves), mentre <strong>le munizioni programmabili AHEAD </strong>provengono da impianti in Germania e Svizzera. Questa filiera produttiva mista garantisce elevati standard qualitativi, una logistica flessibile e la piena compatibilità con i requisiti NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Espansione internazionale: Qatar e Romania</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre all'Ucraina e all'Italia, anche il Qatar è stato tra i primi ad acquisire il sistema Skynex, con un contratto del valore di oltre 210 milioni di euro. Anche altri Paesi europei come la Romania stanno integrando alcune componenti nei propri sistemi di difesa, a testimonianza dell'interesse globale per questa soluzione avanzata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I<strong>l sistema Skynex, con la sua configurazione che include un'unità di rilevamento e tracciamento, una stazione di controllo e quattro unità di fuoco da 35 mm,</strong> è progettato per contrastare minacce da missili, artiglieria, mortai, droni e munizioni vaganti, sia per la difesa nazionale che per la protezione di contingenti in aree operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per vedere il sistema Skynex in azione, puoi guardare Skynex in azione: l'Aeronautica ucraina mostra nuove riprese di droni abbattuti. Questo video mostra il sistema Skynex in azione, abbattendo droni russi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:video {\"id\":21698} -->\n<figure class=\"wp-block-video\"><video controls src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/skynex-evidenzia.mp4\"></video></figure>\n<!-- /wp:video -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/skynext-2-1024x653-mmmm.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"difesa aerea, Droni, Rheinmetall","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-14 13:52:52","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21690-skynex-drone-killer-europeo-proteggera-italia.mp4","galleria":""}
{"id":21677,"titolo":"Cooperazione Difensiva India-Stati Uniti: Un Nuovo Capitolo per l'Industria Globale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La spesa militare indiana è destinata a crescere ulteriormente nei prossimi anni, consolidando il Paese come uno degli attori principali del panorama globale della difesa. Con una previsione di raggiungere i 90 miliardi di dollari nel 2025, l'India si afferma come terzo acquirente mondiale di armamenti, subito dopo gli Stati Uniti e la Cina. Questo aumento significativo della spesa rappresenta un'opportunità strategica sia per gli Stati Uniti, che puntano ad integrare l'India nel loro sistema di alleanze, sia per l'Europa, che potrebbe vedere nel mercato indiano un nuovo terreno di sviluppo per le proprie industrie della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21685,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Cooperazione Difensiva India-Stati Uniti: Un Nuovo Capitolo per l'Industria Globale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Guy1ghCXkAI9uAj-1024x683.jpg\" alt=\"Cooperazione Difensiva India-Stati Uniti: Un Nuovo Capitolo per l'Industria Globale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21685\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cooperazione Difensiva India-Stati Uniti: Un Nuovo Capitolo per l'Industria Globale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Recentemente, il ministro degli Esteri indiano, S. Jaishankar, ha visitato il Pentagono per discutere l'approfondimento della cooperazione bilaterale tra India e Stati Uniti. L'incontro ha avuto come obiettivo il rafforzamento dei legami difensivi attraverso un accordo decennale che prevede l'interoperabilità, esercitazioni congiunte e un crescente coinvolgimento industriale. Questo si inserisce nella strategia statunitense di contrastare l'influenza della Cina nella regione indo-pacifica, con l'India che rappresenta un elemento fondamentale per questo bilanciamento geopolitico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’alleanza strategica con gli Stati Uniti e la progressiva sostituzione della Russia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 2008, l'India ha rappresentato una delle principali destinazioni per le esportazioni militari russe, con circa il 59% delle importazioni di armamenti provenienti da Mosca. Tuttavia, nel corso degli anni, l'India ha avviato un processo di diversificazione dei propri fornitori, riducendo progressivamente la dipendenza dalla Russia e guardando con crescente interesse agli Stati Uniti, alla Francia e a Israele. Tra il 2020 e il 2024, la quota di armi provenienti dalla Russia è scesa al 36%, un dato che evidenzia il mutamento in corso nel settore della difesa indiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli Stati Uniti hanno accelerato i colloqui con l'India per ridurre ulteriormente questa dipendenza dalla Russia, incoraggiando l'acquisizione di tecnologie avanzate, come gli F-35, che potrebbero sostituire i velivoli russi come i Sukhoi e MiG. In questo contesto, i colloqui bilaterali tra il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, e il ministro Jaishankar, svoltisi a luglio 2025, hanno posto le basi per un futuro rafforzamento della cooperazione industriale, inclusi nuovi contratti di vendita di armamenti statunitensi e collaborazioni per la co-produzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21680,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Cooperazione Difensiva India-Stati Uniti: Un Nuovo Capitolo per l'Industria Globale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/FotoJet-2025-07-03T065425.044-1024x576.jpg\" alt=\"brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21680\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'India ha già integrato numerosi sistemi statunitensi nelle proprie forze armate, tra cui velivoli da trasporto, elicotteri, e sistemi missilistici, mentre si prepara a rafforzare ulteriormente questa cooperazione con nuove acquisizioni, come i veicoli blindati Stryker e i missili anticarro Javelin. Nonostante queste relazioni sempre più strette, l'India ha mantenuto un equilibrio nelle sue politiche, scegliendo di non aderire alle sanzioni contro la Russia e mantenendo un approccio pragmatico alle proprie necessità difensive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’opportunità per l’Europa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l'India che avanza verso una crescente diversificazione delle proprie fonti di approvvigionamento, l'Europa si trova di fronte a un'importante occasione di entrare nel mercato indiano della difesa. Sebbene gli Stati Uniti restino il fornitore principale di tecnologia avanzata, vi sono margini per le aziende europee di partecipare alla crescente domanda indiana, soprattutto in settori come i sistemi navali, le tecnologie cyber, i radar e gli elicotteri. L'Europa ha l'opportunità di posizionarsi come un fornitore affidabile, anche attraverso accordi di co-produzione che sono ormai un requisito essenziale per operare sul mercato indiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le conversazioni recenti tra i governi indiano e statunitense, come quelle tra Hegseth e Jaishankar, hanno sottolineato la necessità di una crescente integrazione industriale e la condivisione delle catene di approvvigionamento. Ciò implica che l'Europa, se vuole competere con i grandi attori globali, deve muoversi rapidamente per stabilire collaborazioni produttive e strategie di lungo termine. La cooperazione industriale è fondamentale in un momento in cui il mercato indiano della difesa sta cambiando rapidamente, con una crescente domanda di equipaggiamenti tecnologicamente avanzati e di alta qualità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21682,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Cooperazione Difensiva India-Stati Uniti: Un Nuovo Capitolo per l'Industria Globale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/square-eu-flag-300x300-1-1024x819.jpg\" alt=\"Cooperazione Difensiva India-Stati Uniti: Un Nuovo Capitolo per l'Industria Globale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21682\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cooperazione Difensiva India-Stati Uniti: Un Nuovo Capitolo per l'Industria Globale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rilancio della spesa militare indiana offre una duplice opportunità: da un lato, rappresenta una carta fondamentale per gli Stati Uniti nel contenere l'influenza della Cina nella regione indo-pacifica, dall’altro, costituisce una straordinaria occasione industriale per l'Europa. Quest'ultima deve agire con pragmatismo e velocità per non rimanere indietro in un mercato sempre più competitivo e strategicamente cruciale. In conclusione, la crescita della spesa militare indiana e il suo impegno verso una maggiore diversificazione dei fornitori di armamenti non solo pongono una sfida ma anche un'importante opportunità per tutti i principali attori globali, e in particolare per l'Europa, che ha la possibilità di valorizzare appieno il proprio potenziale industriale in un contesto geopolitico in rapida evoluzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/Imagoeconomica-2378269-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"cooperazionedefensiva, opportunitàindustrialeeuropa, spesamilitareindia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-14 12:00:52","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://formiche.net/2025/07/stati-uniti-india-europa-spesa-militare/#content","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21677-cooperazione-difensiva-india-stati-uniti-un-nuovo-capitolo-per-lindustria-globale.mp4","galleria":""}
{"id":21667,"titolo":"L’India si arma per il futuro: la corsa tecnologica che agita la Cina","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’India ha avviato un’imponente campagna di modernizzazione delle proprie capacità militari, con l’obiettivo dichiarato di rispondere efficacemente a eventuali sfide belliche future. Il cuore di questo piano ambizioso si trova nello sviluppo di tecnologie strategiche avanzate, in particolare nel settore delle armi ipersoniche, un campo in piena espansione a livello globale e cruciale per la ridefinizione degli equilibri militari regionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il tenente generale Amardeep Singh Aujla ha delineato la visione dell’esercito indiano durante il forum “New Age Military Technologies Industry Capabilities &amp; Way Forward”, sottolineando la necessità di passare da una logica difensiva a una capacità deterrente più dinamica. Tra le priorità evidenziate figurano i veicoli plananti ipersonici, i motori a respirazione d’aria HEB (Hypersonic Air-Breathing Engines) e missili avanzati di quarta, quinta e sesta generazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21668,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’India si arma per il futuro: la corsa tecnologica che agita la Cina - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Lt-Gen-Amardeep-Singh-Aujla-1024x742.jpg\" alt=\"L’India si arma per il futuro: la corsa tecnologica che agita la Cina - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21668\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’India si arma per il futuro: la corsa tecnologica che agita la Cina - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>«Vogliamo cambiare l’equazione della deterrenza», ha dichiarato Aujla, lasciando intendere che l’India intende diventare non solo un attore reattivo ma proattivo sul piano militare. L’obiettivo è disporre di armi ultraveloci e manovrabili in grado di mettere in crisi le difese avversarie, abbattendo i tempi di risposta nemici e costringendo gli attori ostili a ripensare la propria postura strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tecnologie emergenti e soldati potenziati: il futuro è adesso</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il piano indiano non si ferma alle armi ipersoniche. Esso include una vasta gamma di sviluppi tecnologici, dall’intelligenza artificiale applicata alla battaglia fino alla trasformazione del singolo soldato in un “guerriero aumentato”. Secondo Aujla, è fondamentale affrancarsi dalle tradizionali munizioni “usa e getta” per abbracciare una nuova generazione di armamenti intelligenti: droni suicidi, munizioni vaganti, proiettili guidati di precisione e armi a energia diretta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Laser ad alta energia, sistemi a microonde e dispositivi anti-satellite sono già al centro della ricerca e sviluppo. Si tratta di tecnologie pensate per contrastare nuove minacce come i droni kamikaze, rafforzare le difese antimissile e garantire la superiorità nello spazio, ormai considerato il “nuovo dominio” bellico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21673,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’India si arma per il futuro: la corsa tecnologica che agita la Cina - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/cyberwar-evid-1024x596.jpg\" alt=\"L’India si arma per il futuro: la corsa tecnologica che agita la Cina - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21673\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’India si arma per il futuro: la corsa tecnologica che agita la Cina - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A questo si aggiunge un’attenzione crescente alla guerra elettronica e cibernetica. Le operazioni offensive e difensive nel cyberspazio sono viste come un elemento imprescindibile della futura dottrina militare indiana. La costruzione di capacità autonome in questo ambito richiede però solide partnership tra esercito, industria e settore tecnologico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un ulteriore pilastro del piano di Delhi è la valorizzazione del singolo combattente. Esoscheletri, corazze intelligenti, visori in realtà aumentata per il comando e controllo sul campo, caschi dotati di intelligenza artificiale e abbigliamento “smart” per il monitoraggio in tempo reale delle condizioni fisiche: tutto converge verso la figura del soldato del futuro, agile, resistente e interconnesso. Questo approccio non solo migliora le performance tattiche, ma rafforza la sopravvivenza e l’efficacia operativa in scenari ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Obiettivi geopolitici e preoccupazioni cinesi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rafforzamento militare indiano non può essere compreso appieno senza inquadrarlo nel più ampio contesto strategico dell’Asia. L’India, da tempo in competizione con la Cina per l’influenza regionale, vede nel Mar Cinese Meridionale e nell’Oceano Indiano due teatri di interesse prioritario. È proprio in quest’ultimo, considerato da Delhi come il proprio “cortile di casa”, che la proiezione navale indiana si sta facendo sempre più assertiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21670,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’India si arma per il futuro: la corsa tecnologica che agita la Cina - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/jnwpwnnb-1399084355-1024x740.jpg\" alt=\"L’India si arma per il futuro: la corsa tecnologica che agita la Cina - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21670\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’India si arma per il futuro: la corsa tecnologica che agita la Cina - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A tal proposito, il governo indiano ha dato il via libera al Project 75, un ambizioso programma di costruzione di sottomarini d’attacco a propulsione nucleare. La prima fase prevede la realizzazione di due unità, con un investimento stimato di 5,4 miliardi di dollari, ma l’obiettivo finale è arrivare a una flotta di almeno sei mezzi. Questo sviluppo navale punta a bilanciare — o sovraccaricare — la crescente potenza marittima cinese nella regione indo-pacifica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il tenente generale Aujla ha ribadito che il successo del piano passa attraverso un’alleanza strategica tra forze armate, decisori politici e industria. Ha proposto la creazione di fondi dedicati, procedure di approvazione più rapide, una semplificazione del procurement e infrastrutture dedicate all’innovazione come i tech hub. Senza un ecosistema favorevole, ha avvertito, l’autonomia tecnologica resterà un miraggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Cina, osservando i progressi indiani, non può che essere allarmata. L’avanzata militare di Delhi, pur giustificata in chiave difensiva, rischia di innescare una nuova corsa agli armamenti nella regione. Tra tecnologia, geopolitica e ambizioni di potenza, l’India sta tracciando una traiettoria che potrebbe ridefinire gli equilibri dell’Asia nel prossimo decennio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/20230129-135120.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"CinaDifesa, IndiaMilitare, TecnologiaBellica","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-14 09:18:27","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilgiornale.it/news/difesa/dalle-armi-ipersoniche-super-droni-rafforzamento-militare-2509431.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21667-lindia-si-arma-per-il-futuro-la-corsa-tecnologica-che-agita-la-cina.mp4","galleria":""}
{"id":21657,"titolo":"Dazi Trump e la Rinascita della Difesa Europea","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il periodo segnato dalla seconda amministrazione Trump ha portato con sé una serie di sfide economiche e politiche che hanno messo alla prova la solidità delle relazioni transatlantiche, in particolare nel contesto delle politiche commerciali e di difesa. Gli effetti dei dazi unilaterali imposti dagli Stati Uniti all'Unione Europea e alle sue industrie non si sono limitati al solo settore commerciale, ma hanno avuto ripercussioni anche sul panorama della difesa, costringendo l'Europa a riconsiderare la propria sicurezza e autonomia strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Inizio della Pressione Americana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le politiche di Trump, e in particolare<strong> i dazi imposti su vari settori, tra cui acciaio, alluminio e prodotti tecnologici, hanno sollevato un'ondata di reazioni in Europa</strong>. L'amministrazione americana ha utilizzato questi strumenti come parte di una strategia per favorire l'industria nazionale, ma <strong>ha innescato anche una serie di discussioni interne in Europa riguardo alla dipendenza dalle forniture americane, sia in ambito commerciale che difensivo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto della difesa, i dazi hanno sollevato interrogativi cruciali: come rispondere alle pressioni di <strong>Washington che chiedono agli alleati europei di aumentare la spesa per la difesa, mentre allo stesso tempo gli Stati Uniti rafforzano le loro politiche protezionistiche</strong>? Gli effetti sono stati moltiplicati dalla necessità di trovare una risposta ad altre sfide globali, come la crescente aggressività della Russia e le incertezze derivanti dalla gestione della guerra in Ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Consultazioni Intra-Europee: Risposte e Adattamenti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se l'approccio di Trump ha sollevato preoccupazioni, ha anche spinto l'Unione Europea a una riflessione più profonda sul futuro della sua difesa collettiva. Con l'elezione di Joe Biden e il ritorno a una retorica più tradizionale della politica estera statunitense, l'Europa si è trovata ad affrontare una crescente pressione per ridurre la sua dipendenza dalla NATO e dagli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21659,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Dazi Trump e la Rinascita della Difesa Europea - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Dazi-Trump-von-der-Leyen-Lavoriamo-a-soluzione-negoziata-con-Usa-1200x640-1-1024x546.jpg\" alt=\"Dazi Trump e la Rinascita della Difesa Europea - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21659\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dazi Trump e la Rinascita della Difesa Europea - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso del 2025, i ministri della difesa dei Paesi europei si sono riuniti con maggiore frequenza per discutere le possibili risposte a questa sfida. In particolare, la NATO è diventata il centro di una serie di consultazioni, con l'<strong>intento di riorganizzare e rafforzare la difesa europea in modo che possa essere meno vulnerabile alle oscillazioni della politica americana</strong>. La possibilità di aumentare la spesa per la difesa europea, come richiesto dagli Stati Uniti, si è intrecciata con la necessità di definire un nuovo modello di finanziamento e una revisione delle modalità di cooperazione tra i Paesi europei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Europa e la Questione della Spesa per la Difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Unione Europea ha intrapreso un dialogo più serrato sul modo migliore per rispondere alle sfide della difesa, con una crescente consapevolezza che un aumento delle spese non deve essere un semplice accoglimento delle richieste americane, ma una necessità strategica interna. La proposta di investire in infrastrutture militari, come la mobilità militare e la cyber-sicurezza, è stata una delle risposte europee più concrete per fronteggiare la pressione americana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In parallelo,<strong> la Commissione Europea ha promosso l'idea di rafforzare gli investimenti nelle capacità di difesa dell'UE, puntando su un sistema di acquisizione congiunta e investimenti diretti nella ricerca e sviluppo di nuove tecnologie militari.</strong> Un'iniziativa di rilievo è la creazione di un meccanismo di difesa europeo, simile a quello del 2012 per la gestione della crisi dell’eurozona, che potrebbe contribuire a finanziare progetti comuni di difesa, evitando il rischio di divisioni interne.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Ruolo della NATO e la Risposta agli Scenari Globali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L<strong>a NATO, sotto la pressione dei dazi americani e delle crescenti necessità strategiche in Europa, ha iniziato a esplorare nuovi modi per integrare le risorse europee in modo più efficiente. </strong>Un esempio è la proposta di creare una “forza di rassicurazione” a guida europea, in grado di intervenire in scenari come quello dell'Ucraina, riducendo la dipendenza dalle strutture e dai supporti logistici americani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa \"forza di rassicurazione\" potrebbe essere sostenuta da una rete di infrastrutture e intelligence condivise, con il supporto logistico che solo una struttura integrata come la NATO potrebbe garantire. Tuttavia, la realizzazione di tale progetto dipende dalla volontà di Washington di sostenere il processo, almeno nelle sue fasi iniziali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21660,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Dazi Trump e la Rinascita della Difesa Europea - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/102548100-scaled-1280x720-c-center-1024x576.jpg\" alt=\"Dazi Trump e la Rinascita della Difesa Europea - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21660\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dazi Trump e la Rinascita della Difesa Europea - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Incertezze sul Buy American vs. Buy European</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro nodo cruciale è la questione delle acquisizioni di equipaggiamenti militari. L'Unione Europea sta cercando di stimolare gli acquisti all'interno del blocco, puntando su programmi comuni di armamenti che possano rafforzare l'autonomia difensiva dell'Europa. Tuttavia, le <strong>pressioni americane per un \"Buy American\"</strong> rimangono forti, creando un conflitto di interessi tra la necessità di mantenere legami stretti con Washington e l'intento di rafforzare la propria capacità industriale europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un possibile equilibrio potrebbe essere trovato, con l'acquisizione di equipaggiamenti americani che non possono essere facilmente replicati a livello europeo, ma al contempo promuovendo iniziative a lungo termine che favoriscano la produzione europea di armamenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni: Un Nuovo Mosaico di Difesa in Europa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Europa, sotto la pressione dei dazi di Trump e delle sfide geopolitiche globali, sta lentamente costruendo un nuovo mosaico della difesa. Mentre la NATO rimane il pilastro fondamentale, l'Unione Europea sta cercando di diversificare le proprie risorse per garantire una difesa più autonoma e resiliente. Le iniziative di rafforzamento delle capacità difensive comuni, insieme alla possibilità di creare un meccanismo di difesa europeo, segnalano che l'Europa sta cercando di affermare il proprio ruolo strategico nel panorama globale, senza abbandonare il suo legame fondamentale con gli Stati Uniti, ma cercando anche di ridurre la sua vulnerabilità alle politiche unilaterali di Washington.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/000-38VT4KD-scaled-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, europa, trump","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-13 15:08:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21657-dazi-trump-e-la-rinascita-della-difesa-europea.mp4","galleria":""}
{"id":21647,"titolo":"Il Generale Paracadutista D'Addario - Comandate dell'ARF con NRDC-IT, Divisione Vittorio Veneto e della Brigata Alpina Julia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Lorenzo D’Addario, già <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\">Aquila 1 - Comandante della Brigata Paracadutisti Folgore</a>, è una figura di spicco delle Forze Armate Italiane e Internazionali. Attualmente <strong>Comandante della NATO Allied Reaction Force (ARF)</strong>, D’Addario guida un contingente multinazionale che comprende truppe provenienti da 19 Paesi, con la missione di intervenire in scenari di crisi globali in tempi rapidi. Il suo comando si avvale di un'operazione strategica complessa che coinvolge diversi reparti, tra cui il <strong>NRDC-IT</strong> (NATO Rapid Deployable Corps Italy), la <strong>Divisione Vittorio Veneto</strong> e la <strong>Brigata Alpina Julia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16972,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Il Generale Paracadutista D'Addario - Comandate dell' L'Impiego ARF con NRDC-IT, Divisione Vittorio Veneto e della Brigata Alpina Julia - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/saceur-give-arf-lead-nrdc-ita-com-YTSnM3-672x372-1.jpg\" alt=\"Onorificenze OMRI 2025: l’Italia premia il Generale Cavoli e la paracadutista partigiana Paola Del Din - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16972\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">ARF - Forza di Reazione della NATO e l'Impegno dell'Italia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Impiego Simultaneo nell’ARF: Un Contingente Multinazionale e Multidimensionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>NRDC-IT</strong>, la <strong>Divisione Vittorio Veneto</strong> e la <strong>Brigata Alpina Julia</strong> sono le forze principali che, attualmente, costituiscono l'ossatura dell’<strong>Allied Reaction Force (ARF)</strong> della NATO. Questo super reparto dell’Alleanza Atlantica è stato creato a seguito del summit di Vilnius del 2023, in risposta all'invasione russa dell’Ucraina. La forza operativa, che è sotto il comando diretto del generale D'Addario, è capace di mobilitarsi in qualsiasi momento per affrontare scenari complessi, grazie alla combinazione delle esperienze di diversi reparti di eccellenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Divisione Vittorio Veneto</strong>, recentemente trasformata nella <strong>Multinational Division South</strong> a Firenze, e la <strong>Brigata Alpina Julia</strong>, sono i due principali reparti italiani in prima linea nell’ARF. In questo contesto, l'ARF si presenta come una forza pronta a intervenire con componenti terrestri, aerei, marittimi, e anche con operazioni spaziali e cibernetiche. Il <strong>NRDC-IT</strong>, con il suo quartier generale a Solbiate Olona (Varese), gioca un ruolo fondamentale nell'organizzazione e nel comando di queste forze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21582,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Generale Paracadutista D'Addario - Comandate dell' L'Impiego ARF con NRDC-IT, Divisione Vittorio Veneto e della Brigata Alpina Julia - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/aqui-nato-00004-1024x683.jpg\" alt=\"Firenze: nasce la Multinational Division South, nuova unità strategica della NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21582\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Firenze, la Vittorio Veneto diventa NATO Multinational Division South - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Ruolo Strategico e la Collaborazione Interforze</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il coinvolgimento simultaneo di <strong>tre reparti chiave</strong> della forza armata italiana all'interno dell’ARF evidenzia la capacità dell’Italia di contribuire in modo decisivo alle operazioni della NATO. Ogni reparto, pur avendo una propria specializzazione, lavora in stretto coordinamento con gli altri per garantire una risposta rapida e articolata. Questo modello di cooperazione interforze consente all'ARF di rispondere con efficacia a qualsiasi tipo di minaccia, dalla difesa convenzionale alla guerra ibrida e cibernetica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Brigata Alpina Julia</strong>, con la sua esperienza nelle operazioni di montagna e di difesa in ambienti difficili, porta un valore aggiunto nelle missioni di alto profilo, mentre la <strong>Divisione Vittorio Veneto</strong>, trasformata in una divisione multinazionale, dimostra l’importanza di un’operazione che veda una sinergia tra diverse nazioni. Il <strong>NRDC-IT</strong>, al comando della gestione e della logistica, è la struttura che garantisce la prontezza operativa e l’efficienza della catena di comando.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Addestramento e Preparazione: Un Sistema di Esercitazioni Integrato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il generale D’Addario ha sottolineato come l'addestramento sia il momento cruciale per testare la capacità operativa di ogni singola componente dell’ARF. Le esercitazioni, come quella recentemente completata nei Paesi dell'Est, sono progettate per simulare scenari complessi, in cui le diverse forze operano simultaneamente. L’esercitazione, infatti, non solo mette alla prova la prontezza operativa, ma anche la capacità di <strong>integrare risorse</strong> provenienti da vari reparti, tra cui l'<strong>ARF</strong>, il <strong>NRDC-IT</strong>, la <strong>Brigata Alpina Julia</strong> e la <strong>Divisione Vittorio Veneto</strong>, in un'operazione multinazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, le esercitazioni mirano a migliorare la <strong>capacità di deterrenza</strong> e la <strong>velocità di risposta</strong>, con l’obiettivo di garantire che tutte le unità siano pronte ad affrontare eventuali emergenze, anche in ambienti non europei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10705,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Generale Paracadutista D'Addario - Comandate dell' L'Impiego ARF con NRDC-IT, Divisione Vittorio Veneto e della Brigata Alpina Julia - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/07/nrdc-ita-arf-20240701-00001-1024x681.jpg\" alt=\"NATO: l'Italia assume la guida dell'Allied Reaction Force con NRDC-ITA - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-10705\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gen. Masiello - Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Impatto della Guerra in Ucraina sull'Addestramento e le Operazioni NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'invasione russa dell'Ucraina ha avuto un impatto significativo sulle forze NATO, spingendo l'ARF a rivedere e aggiornare costantemente le proprie capacità. La <strong>Brigata Alpina Julia</strong>, la <strong>Divisione Vittorio Veneto</strong> e il <strong>NRDC-IT</strong> hanno intensificato le proprie esercitazioni, focalizzandosi sulle <strong>tecnologie emergenti</strong>, come i droni e le operazioni cibernetiche, che stanno rivestendo un ruolo crescente nei conflitti moderni. Il generale D’Addario ha dichiarato che ogni azione militare e innovazione tecnologica derivante dal conflitto ucraino viene analizzata per identificare cambiamenti strategici, con l’obiettivo di affinare le capacità delle forze italiane e delle forze alleate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’impegno simultaneo della <strong>Brigata Alpina Julia</strong>, della <strong>Divisione Vittorio Veneto</strong> e del <strong>NRDC-IT</strong> all'interno della <strong>NATO Allied Reaction Force</strong> dimostra come l’Italia continui a svolgere un ruolo fondamentale nelle operazioni internazionali della NATO. Il generale Lorenzo D’Addario, attraverso la sua guida, ha saputo integrare efficacemente queste forze di élite in un contesto multinazionale, assicurando che l'ARF sia sempre pronta a rispondere alle sfide globali con rapidità ed efficacia. La forza combinata delle capacità operative italiane e alleate rappresenta una componente cruciale per il mantenimento della sicurezza internazionale e la difesa collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/nrdc-ita-arf-20240701-00003.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Addestramento e Innovazione, Generale Lorenzo D’Addario, NATO Allied Reaction Force, tecnologie militari","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-13 07:59:49","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/multinational_110725.aspx","altre-fonti":"https://www.corriere.it/esteri/25_luglio_13/generale-d-addario-intervista-ec873872-582f-4411-b858-06aa98435xlk.shtml","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21647-paracadutista-lorenzo-daddario-arf-forza-nato.mp4","galleria":""}
{"id":21633,"titolo":"Srebrenica, un massacro annunciato e mai dimenticato","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’11 luglio 1995, nella cittadina bosniaca di Srebrenica, designata dalle Nazioni Unite come “area protetta”, si consumò uno dei crimini più atroci del dopoguerra europeo:<strong> l’esecuzione sistematica di circa 8.000 uomini e ragazzi musulmani bosniaci</strong> da parte delle forze serbo-bosniache. Trenta anni dopo, quella strage continua a proiettare la sua ombra sulla coscienza dell’Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il fallimento dell’Occidente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La comunità internazionale sapeva. E non agì. <strong>La strage di Srebrenica fu il risultato finale di tre anni di massacri, pulizia etnica, assedi e indifferenza.</strong> I caschi blu olandesi, circa 400 uomini dispiegati per proteggere l’enclave, erano a corto di rifornimenti e munizioni, ostacolati dai blocchi serbi. I comandi ONU non vollero – o non seppero – credere che l’attacco sarebbe avvenuto davvero. Ma era già successo altrove: a Vlasenica, a Bratunac. C’erano precedenti, ignorati colpevolmente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21635,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"0.7779578606158833\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Srebrenica, un massacro annunciato e mai dimenticato - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Srebrenica-massacre-map.jpg\" alt=\"Srebrenica, un massacro annunciato e mai dimenticato - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21635\" style=\"aspect-ratio:0.7779578606158833;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Srebrenica, un massacro annunciato e mai dimenticato - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Srebrenica era già affollata di profughi scampati ai primi pogrom del 1992. Quella città, teoricamente inviolabile, divenne il teatro di un genocidio compiuto “alla luce del sole e nel segreto”, come scrisse uno dei pochi testimoni sopravvissuti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">“Safe area”: una promessa tradita</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le immagini emerse negli anni successivi sono di una potenza sconvolgente. Corpi gettati in fosse comuni. Donne disperate che affrontano soldati ONU impassibili. Bambini rifugiati caricati su camion. Le foto dei prigionieri musulmani nei campi di Trnopolje e Omarska, scheletrici e annientati, avevano già scioccato l’opinione pubblica occidentale nel 1992. Eppure, come sottolineò il giornalista Ed Vulliamy, lo sdegno si spense in un’alzata di spalle collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il presidente Clinton dichiarò nel 1994: “Lì si uccidono da sempre”. Con una sola frase, l’America – e con essa l’Occidente – si lavò le mani della Bosnia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’odio etnico come strumento di potere</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra in Bosnia fu anche il trionfo del nazionalismo più brutale. Radovan Karadžić e Slobodan Milošević seppero manipolare la storia e le paure collettive, dipingendo i musulmani di Bosnia come gli “Ottomani di ritorno”, nemici millenari da estirpare. La convivenza jugoslava si dissolse in pochi mesi, lasciando spazio a una caccia all’uomo su base etnica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A Srebrenica, i maschi musulmani furono separati e giustiziati, mentre donne, bambini e anziani venivano deportati. Alcuni cercarono di fuggire nei boschi, ma furono intercettati e sterminati. In un magazzino a Kravica, oltre mille uomini furono uccisi in poche ore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21636,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Srebrenica, un massacro annunciato e mai dimenticato - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/cervantes-tomb-1024x680.webp\" alt=\"Srebrenica, un massacro annunciato e mai dimenticato - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21636\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Srebrenica, un massacro annunciato e mai dimenticato - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il lungo cammino della memoria</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Solo anni dopo furono ritrovate le fosse comuni. I resti, spesso smembrati, furono riesumati e identificati grazie al DNA. Il dolore, però, resta incancellabile. A Tuzla, negli occhi delle vedove e dei figli orfani, c’era non solo il lutto, ma una rabbia muta contro l’Europa e la sua inerzia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’immagine simbolo resta quella di Ferida Osmanovic, giovane madre che si impiccò nei boschi dopo aver perso il marito. Il suo corpo fu ritrovato vicino a una base ONU. Il suo volto divenne icona della disperazione e della vergogna. Costrinse anche il vicepresidente USA Al Gore a domandarsi: “Perché non stiamo facendo nulla?”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il risveglio tardivo e una pace imperfetta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Solo dopo Srebrenica, e il successivo massacro al mercato di Sarajevo, l’Occidente si mosse. I bombardamenti NATO del settembre 1995 costrinsero Milošević al tavolo negoziale. Da qui nacque l’accordo di Dayton. La guerra finì, ma la pace lasciò profonde cicatrici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Srebrenica, paradossalmente, fu assegnata alla Repubblica Serba di Bosnia. Il ritorno dei profughi fu minimo. La verità, negata a Belgrado per decenni, ostacolò ogni tentativo di riconciliazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21637,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Srebrenica, un massacro annunciato e mai dimenticato - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/srebrenica.jpg\" alt=\"Srebrenica, un massacro annunciato e mai dimenticato - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21637\" style=\"width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Srebrenica, un massacro annunciato e mai dimenticato - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, nel pieno di una nuova guerra in Europa, le immagini di allora sembrano riemergere: città distrutte, profughi, esecuzioni sommarie. Srebrenica non è solo un capitolo del passato, ma un monito per il presente. L’odio nazionalista, come dimostra l’Ucraina, è sempre pronto a risorgere, a divorare tutto ciò che trova sulla sua strada.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come scrisse Isaiah Berlin, il secolo XX fu “il più terribile della storia”. Ma nulla ci garantisce che il XXI sarà diverso, se non impariamo da tragedie come quella di Srebrenica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/7554842722-fc720f4447-k.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Bosnia, genocidio, ONU","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-11 17:12:33","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.nytimes.com/2025/07/11/world/europe/srebrenica-massacre-bosnia.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21633-srebrenica-massacro-annunciato-mai-dimenticato.mp4","galleria":""}
{"id":21580,"titolo":"L’Esercito USA: barbe a rischio - verso l’addio alle deroghe permanenti alla rasatura","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Washington, 11 luglio 2025</strong> – L’Esercito degli Stati Uniti ha dichiarato \"guerra\" alle barbe. Infatti la l'Army è pronto a introdurre una nuova politica che potrebbe portare al congedo di soldati affetti da una <strong>patologia cutanea cronica legata alla rasatura</strong>, nota come <a href=\"https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6585396/\"><em>pseudofolliculitis barbae</em> (PFB)</a>, <strong>una condizione che colpisce in modo sproporzionato gli uomini afroamericani</strong>. Secondo documenti interni e fonti del Pentagono, la nuova normativa vieterebbe le deroghe permanenti alla rasatura e imporrebbe un piano medico formale per i soldati affetti, aprendo<strong> la strada a congedi amministrativi </strong>per chi necessita esenzioni prolungate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La condizione medica e i costi delle cure</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <em>pseudofolliculitis barbae</em> si manifesta quando i peli ricrescono sotto la pelle dopo la rasatura, provocando dolorosi bozzi, infiammazioni e cicatrici. Colpisce fino al 60% degli uomini afroamericani, secondo l’American Osteopathic College of Dermatology. Per questi soldati, la rasatura quotidiana non è solo un obbligo estetico, ma una vera e propria minaccia alla salute cutanea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21624,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"medium\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-medium is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/iann-a-2267425-f0008-c-300x200.jpg\" alt=\"L’Esercito USA: barbe a rischi - verso l’addio alle deroghe permanenti alla rasatura - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21624\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"L’Esercito USA: barbe a rischi - verso l’addio alle deroghe permanenti alla rasatura - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Esercito USA: barbe a rischi - verso l’addio alle deroghe permanenti alla rasatura - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La nuova politica militare prevede che i soldati con esenzioni superiori ai 12 mesi in un periodo di due anni siano candidabili per il congedo.</strong> In alternativa, verrà proposto loro di sottoporsi a costosi trattamenti laser — potenzialmente coperti dal Dipartimento della Difesa — ma non privi di rischi, come alterazioni della pigmentazione cutanea o cicatrici permanenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Accuse di discriminazione razziale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Molti membri delle forze armate vedono la nuova direttiva come una misura velata di discriminazione</strong>. \"È ovviamente una decisione motivata da ragioni razziali\", ha dichiarato un sottufficiale anziano a <em>Military.com</em>, mantenendo l’anonimato per evitare ritorsioni. \"Non c’è alcuna ragione tattica: si può avere un aspetto professionale anche con la barba\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un precedente simile è stato registrato a marzo, quando il Corpo dei Marines ha adottato una politica che consente il congedo per coloro che non riescono a risolvere la condizione cutanea — sollevando anch’essa polemiche sul trattamento delle minoranze etniche nelle forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Impatto sul reclutamento e sulla diversità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La questione si inserisce in un momento delicato per l’Esercito, che fatica a reclutare nuovi soldati dopo i picchi di arruolamento delle guerre in Iraq e Afghanistan. Storicamente, gli afroamericani rappresentano circa il 14% della popolazione statunitense, ma fino al 25% dei nuovi arruolati dell’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni, però, il numero di reclute bianche è crollato — da oltre 44.000 nel 2018 a poco più di 25.000 nel 2023, una flessione del 43% — mentre i reclutamenti da parte di minoranze hanno tenuto, o sono cresciuti. Tuttavia, la politica del Segretario alla Difesa Pete Hegseth, nominato durante l’amministrazione Trump, ha portato a una revisione generale dei programmi di diversità e inclusione, colpendo duramente le iniziative rivolte alle comunità minoritarie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21625,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/1-1.jpg\" alt=\"L’Esercito USA: barbe a rischi - verso l’addio alle deroghe permanenti alla rasatura - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21625\" title=\"L’Esercito USA: barbe a rischi - verso l’addio alle deroghe permanenti alla rasatura - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Esercito USA: barbe a rischi - verso l’addio alle deroghe permanenti alla rasatura - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Precedenti storici e motivazioni della nuova stretta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La questione delle problematiche legate alla rasatura ha radici profonde nella storia delle forze armate. <strong>Negli anni ’70</strong>, l’ammiraglio Elmo Zumwalt della <strong>Marina fu tra i primi a riconoscere il problema</strong>, <strong>autorizzando i marinai a portare barba e baffi per ridurre i casi di PFB tra i militari afroamericani.</strong> Fu un passo fondamentale nell’ambito delle riforme anti-discriminatorie nelle forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Oggi, però, la giustificazione principale per vietare la barba è legata alla tenuta delle maschere antigas</strong>. Eppure, uno studio del 2021 pubblicato su <em>Military Medicine</em> non ha trovato prove conclusive che barbe ben curate interferiscano con la tenuta delle maschere protettive, sottolineando che solo una minima parte del personale militare opera in ambienti a rischio chimico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ruolo di Hegseth e la battaglia per gli “standard”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cambiamento arriva in scia alla revisione delle norme sull’aspetto ordinata da Hegseth, il quale ha più volte criticato l’allentamento degli standard militari degli ultimi anni. In una dichiarazione del marzo scorso, ha affermato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Abbiamo cacciato bravi soldati per un tatuaggio sbagliato. Oggi, invece, permettiamo barbe, dreadlocks, chignon e obesità conclamata. Ogni pezzo degli standard è stato demolito per motivi di equità.\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Conclusione</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il giro di vite sulle deroghe alla rasatura potrebbe colpire in modo sproporzionato soldati afroamericani, in un momento in cui l’Esercito dovrebbe concentrarsi sull’inclusione e sull’efficienza, non sull’estetica. Il rischio è che, in nome di una discutibile idea di \"disciplina\", si perda il contatto con la realtà medica, storica e sociale del personale in uniforme. La decisione finale, più che sul volto dei soldati, peserà sul volto dell’intera istituzione militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/Cover4-7614288-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"discriminazione razziale, Esercito USA, grooming militare, pseudofolliculitis barbae","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-11 16:43:17","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.military.com/daily-news/2025/07/09/army-policy-severely-limiting-shaving-waivers-goes-effect.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21580-lesercito-usa-barbe-a-rischio-verso-laddio.mp4","galleria":""}
{"id":21593,"titolo":"Tecnologie quantistiche: la Strategia italiana che rafforza la Difesa e apre nuove opportunità","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia compie un passo strategico per consolidare la propria sicurezza nazionale con l’adozione della <strong>Strategia italiana per le tecnologie quantistiche</strong>. Il Piano, approvato dal <strong>Comitato Interministeriale per la Transizione Digitale (CITD)</strong>, punta a posizionare il nostro Paese come attore protagonista nello sviluppo di tecnologie di frontiera, cruciali per la Difesa e la resilienza contro le nuove minacce globali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa è frutto di un lavoro congiunto tra il <strong>Ministero dell’Università e della Ricerca</strong>, il <strong>Ministero della Difesa</strong>, il <strong>Ministero degli Affari Esteri</strong>, delle <strong>Imprese e del Made in Italy</strong>, il <strong>Dipartimento per la Trasformazione Digitale</strong> e l’<strong>Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN)</strong>. A coordinare il gruppo di esperti il fisico <strong>Tommaso Calarco</strong>, professore ordinario all’Università di Bologna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quantum computing: un alleato per la sicurezza nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le tecnologie quantistiche rappresentano una svolta epocale per la Difesa. Il <strong>Ministro della Difesa, Guido Crosetto</strong>, ha evidenziato come il quantum computing e l’intelligenza artificiale stiano ridefinendo il panorama delle minacce globali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Il Ministero della Difesa si trova oggi a fronteggiare minacce sempre più complesse, rese ancor più insidiose dall’evoluzione di tecnologie come l’intelligenza artificiale e il quantum computing. In questo contesto, la Strategia italiana sulle tecnologie quantistiche rappresenta uno strumento essenziale per rafforzare la resilienza del nostro sistema Paese, tutelare le infrastrutture critiche e garantire la sicurezza di cittadini, istituzioni e imprese. La partecipazione del Ministero della Difesa alla definizione di questa strategia è testimonianza della rilevanza che tali tecnologie rivestono per la sicurezza nazionale e per prevenire le minacce future, consolidando la nostra autonomia strategica.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partecipazione della Difesa alla definizione della Strategia dimostra la consapevolezza del valore strategico di queste tecnologie per prevenire rischi futuri e rafforzare l’autonomia tecnologica dell’Italia e delle sue Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Non solo Difesa, ma un’opportunità per il Paese</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Questa Strategia rende l’Italia più attrattiva per gli investimenti nelle nuove tecnologie abilitanti – sottolinea il <strong>Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso</strong> –. Il calcolo quantistico, complementare ai supercalcolatori, sarà fondamentale per sfruttare appieno il potenziale dei data center e delle applicazioni di intelligenza artificiale, aprendo a nuove opportunità di crescita e innovazione per le nostre imprese. Stiamo gettando le basi per un ecosistema industriale all’avanguardia, capace di competere a livello globale”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il <strong>Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per l’Innovazione, Alessio Butti</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Con l’approvazione della Strategia, l’Italia conferma la sua ambizione di essere all’avanguardia nelle tecnologie quantistiche. Investimenti mirati e collaborazioni strategiche rafforzeranno il nostro ecosistema digitale, aprendo nuove opportunità per la ricerca, l’industria e la società.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un ecosistema quantistico resiliente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’approvazione del Piano, è stato istituito un <strong>Comitato permanente per le tecnologie quantistiche</strong>, che coordinerà le fasi di attuazione in un contesto tecnologico e geopolitico in rapida evoluzione. L’obiettivo è duplice: da un lato sviluppare applicazioni pratiche per la sicurezza nazionale e migliorare la protezione dei dati sensibili; dall’altro offrire al Paese significative opportunità di crescita economica, innovazione industriale e competitività globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Direttore generale dell’ACN, Bruno Frattasi</strong>, ha commentato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Si tratta del primo passo verso l'attuazione di un ecosistema quantistico resiliente e sovrano, che favorisca la crescita delle start-up e, grazie al connubio con la ricerca scientifica, trasformi la scienza pionieristica in applicazioni pronte per il mercato.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Strategia italiana per le tecnologie quantistiche</strong> conferma la volontà di mantenere la sicurezza e la libertà del Paese in un’epoca di cambiamenti tecnologici senza precedenti, rendendo l’Italia pronta ad affrontare le sfide del XXI secolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><br></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/quantum.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"difesa, QuantumComputing","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-11 14:55:06","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/tecnologie-quantistiche-una-strategia-per-litalia","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21593-tecnologie-quantistiche-la-strategia-italiana-che-rafforza-la-difesa-e-apre-nuove-opportunita.mp4","galleria":""}
{"id":21581,"titolo":"Firenze, la Vittorio Veneto diventa NATO Multinational Division South","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la cerimonia dell’alzabandiera dello stendardo della NATO, tenutasi ieri presso la caserma “Predieri” di Firenze, è stata ufficialmente costituita la <strong>Multinational Division South (MND-S)</strong>. All’evento hanno preso parte il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Luciano Portolano, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Gen. C.A. Carmine Masiello, il Prefetto di Firenze, Dottoressa Francesca Ferrandino, e il Vice Comandante del Land Command (LANDCOM) di Izmir, Gen. C.A. Jez Bennet.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia ha segnato la conclusione di un percorso iniziato nell’ottobre 2019, che ha portato la <strong>Divisione “Vittorio Veneto”</strong>, grande unità dell’Esercito Italiano, a diventare un elemento fondamentale della <strong>NATO Force Structure</strong>. La MND-S è oggi in grado di pianificare e condurre operazioni multinazionali e interforze, garantendo flessibilità, interoperabilità e contribuendo alle missioni dell’Alleanza Atlantica: deterrenza e difesa, gestione delle crisi e sicurezza cooperativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21585,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Firenze, la Vittorio Veneto diventa NATO Multinational Division South - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/vv-nato-00005-1024x683.jpg\" alt=\"Firenze: nasce la Multinational Division South, nuova unità strategica della NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21585\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un momento della cerimonia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un simbolo di cooperazione NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo discorso, il Gen. Portolano ha sottolineato come la MND-S rappresenti un simbolo di cooperazione tra i Paesi membri:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“In un contesto internazionale caratterizzato da incertezza, crescente complessità e minacce multidimensionali, la Divisione fornisce un contributo essenziale alla stabilità e sicurezza dell’intera regione euro-atlantica. Nella sua sede di Firenze, tra il Mediterraneo e l’Europa continentale, occupa una posizione di rilievo strategico. La MND-S testimonia l’impegno dell’Italia a garantire la sicurezza collettiva e svolgerà un ruolo sempre più centrale in ambito NATO.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21583,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Firenze, la Vittorio Veneto diventa NATO Multinational Division South - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/vv-nato-00001-1024x683.jpg\" alt=\"Firenze: nasce la Multinational Division South, nuova unità strategica della NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21583\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Discorso del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale di Corpo d'Armata Luciano Portolano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche il Gen. Masiello ha evidenziato l’importanza del traguardo raggiunto:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Oggi la Divisione, riconfigurata in Multinational Division South, entra a far parte della NATO Force Structure, confermando il ruolo centrale dell’Italia a presidio della pace, della libertà e del diritto internazionale. È l’inizio di un cambiamento culturale e di un percorso di adattamento organizzativo per un’Esercito sempre più pronto alle sfide della deterrenza e difesa.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21584,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Firenze, la Vittorio Veneto diventa NATO Multinational Division South - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/vv-nato-00002-1024x682.jpg\" alt=\"Firenze: nasce la Multinational Division South, nuova unità strategica della NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21584\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Discorso del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Generale di Corpo d'Armata Carmine Masiello</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un percorso internazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’approvazione della Direttiva Strategica da parte del Comandante Supremo Alleato in Europa (SACEUR), il 3 giugno 2024, ha avviato il processo di costituzione della MND-S, ufficializzato il 19 giugno 2025 dal <strong>North Atlantic Council (NAC)</strong>. La denominazione “South” è un riferimento geografico, utile a distinguerla dalle altre Multinational Division già operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attualmente sono <strong>11 le nazioni aderenti al progetto</strong>, e nelle prossime settimane è previsto l’afflusso di ufficiali e sottufficiali stranieri che entreranno a far parte dell’organico della Divisione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 1° luglio, la MND-S ha già assunto il comando della <strong>Land Component Command (LCC)</strong> dell’Allied Reaction Force della NATO, subentrando alla 1st UK Division.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21586,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Firenze, la Vittorio Veneto diventa NATO Multinational Division South - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/vv-nato-00003-1024x683.jpg\" alt=\"Firenze: nasce la Multinational Division South, nuova unità strategica della NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21586\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Discorso del Comandante del Multinational Division South, Generale di Divisione Massimiliano Quarto</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/aqui-nato-00004.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Mnd-S, NATO, vittorioveneto","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-11 14:16:54","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/multinational_110725.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21581-firenze-la-vittorio-veneto-diventa-nato-multinational-division-south.mp4","galleria":""}
{"id":21560,"titolo":"Spagna, emozionante esibizione di Paracadutismo alla Canarie","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La splendida spiaggia di Santa Cruz de La Palma, alle isole Canarie, è stata teatro ieri mattina di un’emozionante esibizione della <strong>Patrulla Acrobática de Paracaidismo del Ejército del Aire y del Espacio (PAPEA)</strong>, inquadrata nell'Aeronautica Spagnola. In un cielo limpido e terso, i paracadutisti militari hanno sfoggiato le loro abilità acrobatiche portando con sé alcune delle bandiere più sentite dal pubblico: la <strong>bandiera di Spagna</strong>, quella delle <strong>Isole Canarie</strong> e, in un momento particolarmente simbolico, la <strong>bandiera della Virgen de Las Nieves</strong>, patrona dell’isola.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evento ha saputo unire spettacolo e devozione, catturando l’attenzione di residenti e turisti, accorsi numerosi per assistere all’esibizione. Al termine della dimostrazione aerea, i presenti hanno potuto assistere anche a un’esercitazione marittima di soccorso condotta dall’<strong>802 Escuadrón SAR Internacional</strong>, dimostrando l’efficienza e la prontezza operativa delle forze spagnole in scenari di emergenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21575,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Gvf01naXkAAeKAV-1024x683.jpeg\" alt=\"Spagna, emozionante esibizione della Patrulla Acrobática de Paracaidismo alla Canarie - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21575\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Copyright Ayuntamiento Santa Cruz de La Palma</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La PAPEA, eccellenza spagnola nel Paracadutismo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fondata ufficialmente il <strong>15 giugno 1978</strong>, la PAPEA è la più longeva tra tutte le pattuglie acrobatiche dell’<strong>Ejército del Aire y del Espacio</strong>. Da oltre quattro decenni, questa prestigiosa unità rappresenta la Spagna nei cieli di tutto il mondo, coniugando <strong>abilità sportiva, spirito competitivo e dedizione militare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La Papea in numeri</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>93 paracadutisti</strong> hanno fatto parte della squadra nella sua storia, tra cui <strong>11 donne</strong> (le prime integrate già nel 1997).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Più di <strong>200.000 lanci</strong> effettuati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Oltre <strong>900 esibizioni</strong> in tutta la Spagna, disegnando nel cielo spettacolari formazioni che emozionano e incantano il pubblico.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Obiettivi principali della PAPEA</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Rappresentare la Spagna e l’Ejército del Aire y del Espacio in esibizioni e competizioni nazionali e internazionali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Servire come base per la selezione del personale dell’<strong>Equipo Nacional de Paracaidismo</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Essere un’unità di prova per paracadute, apportando conoscenze tecniche a supporto della <strong>Escuela Militar de Paracaidismo</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>natura sportiva e lo spirito competitivo</strong>, tratti distintivi fin dalla nascita, hanno portato la PAPEA a classificarsi stabilmente tra le <strong>10 migliori squadre di paracadutismo del mondo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21576,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Gvf01niXwAAJXpP-1024x683.jpeg\" alt=\"Spagna, emozionante esibizione della Patrulla Acrobática de Paracaidismo alla Canarie - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21576\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Copyright Ayuntamiento Santa Cruz de La Palma</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">802 Escuadrón SAR: 365 giorni all’anno in prima linea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In parallelo, l’<strong>802 Escuadrón SAR Internacional</strong>, di stanza presso la <strong>Base Aérea de Gando</strong> (Gran Canaria), svolge una missione fondamentale: garantire operazioni di ricerca e soccorso (<strong>SAR – Search and Rescue</strong>) 24 ore su 24, 365 giorni all’anno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I suoi equipaggi, pronti a decollare in tempi record con i velivoli <strong>CN-295 (D-4)</strong> e gli elicotteri <strong>HD-21</strong>, intervengono in situazioni critiche, come:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Localizzazione di velivoli sinistrati nello spazio aereo internazionale di competenza spagnola.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Soccorso a persone in pericolo in mare e su terra.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Collaborazioni con forze civili e militari in caso di disastri naturali o incidenti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Trasporto urgente di organi per trapianti e evacuazione medica di persone ferite o malate.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21577,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Gvf01niWQAA1t1P-1024x683.jpeg\" alt=\"Spagna, emozionante esibizione della Patrulla Acrobática de Paracaidismo alla Canarie - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21577\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Copyright Ayuntamiento Santa Cruz de La Palma</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tradizione e innovazione unite nel cielo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evento di Santa Cruz de La Palma ha unito la tradizione religiosa e il rispetto per la Virgen de Las Nieves con la dimostrazione delle straordinarie capacità tecniche e operative delle forze armate spagnole. Una giornata che rimarrà impressa nella memoria degli spettatori, simbolo di dedizione, sacrificio e professionalità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/Gvf01nbWsAEvXF4.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"papea, paracadutisti, spagna","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-11 11:04:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.eltime.es/la-calle/144-sucesos/54262-la-patrulla-acrobatica-de-paracaidismo-y-del-sar-ondea-una-bandera-de-la-virgen-de-las-nieves.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21560-spagna-emozionante-esibizione-di-paracadutismo-alla-canarie.mp4","galleria":""}
{"id":21551,"titolo":"COFS e Aeronautica Militare: nasce a Furbara la nuova Area Addestrativa Interforze","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-interforze-per-le-operazioni-delle-forze-speciali-c-o-f-s/\">Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS)</a></strong> è stato istituito il <strong>1° dicembre 2004</strong> e posto direttamente alle dipendenze del <strong>Capo di Stato Maggiore della Difesa</strong>. Il suo compito primario è la <strong>pianificazione, il coordinamento e la condotta</strong> delle operazioni delle Forze Speciali appartenenti a tutte le quattro Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il COFS ha sotto la propria responsabilità operativa i reparti d’élite dell’Italia: il <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\">9° Reggimento d'Assalto Paracadutisti “Col Moschin”</a></strong> dell’Esercito, il <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-subacquei-e-incursori-teseo-tesei-comsubin/\">Gruppo Operativo Incursori (GOI)</a></strong> della Marina Militare, il <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/17o-stormo-incursori/\">17° Stormo Incursori</a></strong> dell’Aeronautica Militare, il <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/gruppo-di-intervento-speciale-gis/\">Gruppo di Intervento Speciale (GIS)</a></strong> dell’Arma dei Carabinieri (per le esigenze della Difesa), nonché il <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\">4° Reggimento Alpini Paracadutisti “Ranger”</a></strong> e il <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\">185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione e Acquisizione Obiettivi “Folgore”</a></strong>, entrambi dell’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>simbolo del COFS</strong> è ispirato all’opera <em>Il giuramento degli Orazi</em> del pittore Jacques-Louis David (1784), custodita al Louvre. Nell’immagine, un padre affida le spade ai suoi tre figli, pronti a combattere per Roma contro i Curiazi. Questo momento rappresenta idealmente la trasmissione della responsabilità e dell'onore della difesa della Patria. Il simbolo è racchiuso in <strong>uno scudo romano</strong>, e le <strong>tre spade</strong> rappresentano le dimensioni operative delle Forze Speciali: <strong>terra, mare e cielo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21552,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/download-1024x788.jpg\" alt=\"brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21552\" title=\"COFS e Aeronautica Militare: nasce a Furbara la nuova Area Addestrativa Interforze - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">COFS e Aeronautica Militare: nasce a Furbara la nuova Area Addestrativa Interforze - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A coronamento dell’identità del comando, il motto <strong>“Etiam si omnes, ego non”</strong> (“Anche se tutti, io no”), tratto dal Vangelo secondo Matteo, esprime la determinazione individuale a seguire i propri principi morali e spirituali anche in solitudine, incarnando il valore, il coraggio e l’etica del combattente delle Forze Speciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il COFS rappresenta quindi <strong>il vertice della capacità operativa interforze italiana</strong>, e la nascita dell’AAI a Furbara si inserisce pienamente nella sua visione strategica: addestramento avanzato, integrazione tra domini operativi e preparazione all’impiego reale, per garantire alla Difesa italiana uno strumento d’élite sempre pronto, efficace e moderno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Furbara al centro della nuova area addestrativa interforze per le Forze Speciali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel mese di giugno 2025 è stato siglato un accordo di grande rilevanza strategica tra lo Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare e il Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS), con sede a Roma Centocelle. L’intesa, firmata dal Generale di Squadra Aerea Alberto Biavati – allora Comandante del Comando Squadra Aerea – 1ª Regione Aerea – e dall’Ammiraglio di Squadra Paolo Pezzutti per il COFS, ha ufficializzato l’aeroporto militare di Furbara come <strong>sede di una nuova Area Addestrativa Interforze (AAI)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta è ricaduta su Furbara per la sua <strong>posizione geografica strategica</strong> e per la <strong>presenza di infrastrutture già operative</strong> che da tempo supportano attività specifiche delle Forze Speciali. Lo scalo ospita infatti sia il <strong>17° Stormo Incursori</strong>, sia la <strong>1ª Brigata Aerea Operazioni Speciali (BAOS)</strong>, nuclei fondamentali del comparto operativo dell’Aeronautica Militare. Questa sinergia logistica e operativa fa di Furbara il luogo ideale per ospitare un polo addestrativo dedicato alle esigenze di un comparto così specialistico e ad alta prontezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21555,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/download-1-1024x765.jpg\" alt=\"COFS e Aeronautica Militare: nasce a Furbara la nuova Area Addestrativa Interforze - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21555\" title=\"COFS e Aeronautica Militare: nasce a Furbara la nuova Area Addestrativa Interforze - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">COFS e Aeronautica Militare: nasce a Furbara la nuova Area Addestrativa Interforze - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un polo addestrativo avanzato al servizio delle operazioni speciali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nuova <strong>Area Addestrativa Interforze (AAI)</strong> di Furbara sarà un punto nevralgico per l’addestramento avanzato delle Forze Speciali italiane e alleate. Progettata per accogliere attività in ambito <strong>interforze</strong>, <strong>single service</strong> e per unità di <strong>Special Operations Forces (SOF)</strong> straniere autorizzate, l’AAI consentirà di condurre esercitazioni complesse in un contesto operativo completo e realistico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività previste spaziano dal <strong>tiro di precisione</strong> alla <strong>mobilità aerea, terrestre e marittima</strong>, passando per le operazioni di <strong>liberazione ostaggi</strong> e l’<strong>allestimento di strutture campali</strong> per simulare scenari di crisi con piena attivazione delle funzioni di comando e controllo. Questo quadro addestrativo è volto a migliorare costantemente <strong>tattiche, tecniche e procedure (TTP)</strong> e a potenziare la <strong>prontezza operativa</strong> delle unità coinvolte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21554,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/100725-Furbara-1024x683-1-1024x683.jpg\" alt=\"COFS e Aeronautica Militare: nasce a Furbara la nuova Area Addestrativa Interforze - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21554\" title=\"COFS e Aeronautica Militare: nasce a Furbara la nuova Area Addestrativa Interforze - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">COFS e Aeronautica Militare: nasce a Furbara la nuova Area Addestrativa Interforze - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’interoperabilità sarà il principio guida dell’intero progetto. Attraverso la standardizzazione dei processi e l’allineamento dottrinale, l’AAI contribuirà alla creazione di un linguaggio comune tra reparti appartenenti a forze diverse, facilitando la cooperazione nei teatri operativi più complessi. Un elemento distintivo sarà anche l’applicazione della dottrina <strong>SOALI – Special Operations Air to Land Integration</strong>, che mira a sincronizzare le operazioni aeree e terrestri per generare <strong>effetti sinergici su obiettivi comuni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Protagonista assoluto delle attività a Furbara sarà il <strong>17° Stormo Incursori</strong>, reparto d’élite dell’Aeronautica Militare. Gli incursori AM vengono selezionati, formati e addestrati per essere <strong>completamente intercambiabili con le altre forze speciali</strong>, ma con un ulteriore compito: <strong>integrare il potere aereo nelle operazioni speciali</strong>. La loro capacità di operare con efficacia in scenari ad alta complessità li rende risorsa essenziale in contesti sia nazionali che multinazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto a essi, la <strong>1ª Brigata Aerea Operazioni Speciali (BAOS)</strong> garantisce l’organizzazione, la specializzazione e la prontezza operativa non solo degli incursori, ma anche delle <strong>Forze di Supporto Aereo alle Operazioni Speciali (SAOS)</strong> e delle attività di <strong>Personnel Recovery</strong>. La BAOS è anche responsabile della creazione e gestione di un <strong>Joint Special Operation Air Task Group (JSOATG)</strong>: una struttura operativa modulare, altamente specializzata e pronta a intervenire in tempi rapidi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La BAOS, che dipende gerarchicamente dal <strong>Comando Squadra Aerea – 1ª Regione Aerea</strong> di Milano, coordina direttamente sia il 17° Stormo di Furbara che il <strong>9° Stormo di Grazzanise</strong>, garantendo una struttura articolata e coerente a livello nazionale. Il <strong>Comparto Operazioni Speciali (COMOS)</strong> dell’Aeronautica Militare mantiene inoltre un <strong>collegamento tecnico con il COFS</strong>, a ulteriore conferma dell’integrazione operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questo accordo, Furbara si consolida come <strong>centro di eccellenza per l’addestramento delle Forze Speciali italiane</strong>, in grado di coniugare esperienza, infrastrutture e visione strategica in un sistema avanzato e pienamente integrato nella rete interforze della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/COFS.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"AAIFurbara, COFS, forzespeciali","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-11 10:36:49","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesaonline.it/2025/07/10/accordo-tra-aeronautica-militare-e-cofs-per-larea-addestrativa-interforze-a-furbara/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21551-cofs-e-aeronautica-militare-nasce-a-furbara-la-nuova-area-addestrativa-interforze.mp4","galleria":""}
{"id":21536,"titolo":"Circuit Training Challenge a Camp Villaggio Italia: i militari KFOR protagonisti dei Balkan Games 2025","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presso <strong>Camp Villaggio Italia</strong>, nella municipalità di Pejë/Peć, si è svolta l’edizione 2025 dei <strong>“Balkan Games”</strong>, un’importante competizione sportiva che ha visto impegnato il personale dei contingenti di diverse nazionalità appartenenti alla missione <strong>KFOR (Kosovo Force)</strong> a guida NATO, nell’ambito del <strong>Regional Command West</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evento, concepito come una <strong>gara a squadre</strong>, ha rappresentato un momento di condivisione e di confronto tra militari di Paesi differenti, con l’obiettivo di promuovere la <strong>forma fisica</strong>, la <strong>coordinazione</strong> e il <strong>lavoro di squadra</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21537,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/balcan-games-00001-1024x682.jpg\" alt=\"Circuit Training Challenge a Camp Villaggio Italia: i militari KFOR protagonisti dei Balkan Games 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21537\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Circuit Training Challenge a Camp Villaggio Italia: i militari KFOR protagonisti dei Balkan Games 2025 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La competizione si è sviluppata attraverso un impegnativo <strong>circuito di prove fisiche</strong>, che ha messo alla prova forza, resistenza e capacità di cooperazione dei partecipanti. Tra le sfide affrontate: corsa, esercizi di potenza e test di resistenza, tutti pensati per esaltare non solo le qualità atletiche ma anche lo <strong>spirito di gruppo</strong> e la solidarietà tra i soldati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21539,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/balcan-games-00003-1024x682.jpg\" alt=\"Circuit Training Challenge a Camp Villaggio Italia: i militari KFOR protagonisti dei Balkan Games 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21539\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Circuit Training Challenge a Camp Villaggio Italia: i militari KFOR protagonisti dei Balkan Games 2025 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’ampia partecipazione ha evidenziato la <strong>determinazione, la disciplina e lo spirito di cooperazione</strong> che contraddistinguono i militari coinvolti nella missione. Un chiaro esempio di come lo sport possa diventare strumento per rafforzare i legami internazionali e promuovere valori comuni, anche in contesti operativi complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21540,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/balcan-games-00004-1024x682.jpg\" alt=\"Circuit Training Challenge a Camp Villaggio Italia: i militari KFOR protagonisti dei Balkan Games 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21540\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Circuit Training Challenge a Camp Villaggio Italia: i militari KFOR protagonisti dei Balkan Games 2025 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La missione <strong>KFOR</strong>, che opera sulla base della <strong>Risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza ONU (1999)</strong>, continua a garantire un ambiente sicuro e la libertà di movimento per tutte le persone e le comunità presenti in Kosovo. Tutto ciò avviene in stretta collaborazione con la polizia locale e con la missione <strong>EULEX</strong> (Missione dell’Unione Europea per lo Stato di diritto in Kosovo), ciascuno nel rispetto dei propri ruoli per la sicurezza della regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/balcan-games-00002.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"BalkanGames, kfor","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-10 17:19:28","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21536-circuit-training-challenge-a-camp-villaggio-italia-i-militari-kfor-protagonisti-dei-balkan-games-2025.mp4","galleria":""}
{"id":21522,"titolo":"Crisi diplomatica a Bengasi: annullata la visita dei ministri UE","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’8 luglio 2025 si è verificato un incidente diplomatico significativo tra l’Unione Europea e la Libia orientale. Le autorità con sede a Bengasi hanno annullato la visita dei ministri dell’Interno di Italia, Grecia e Malta, insieme al Commissario europeo per la Migrazione, dichiarando la delegazione “persona non grata” e invitandola a lasciare il Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21523,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Crisi diplomatica a Bengasi: annullata la visita dei ministri UE - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/bb8c21127254841.Y3JvcCwxMDgwLDg0NCwwLDExNw-1024x801.png\" alt=\"Crisi diplomatica a Bengasi: annullata la visita dei ministri UE - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21523\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Crisi diplomatica a Bengasi: annullata la visita dei ministri UE - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La delegazione – soprannominata “Team Europe” – era giunta presso l’aeroporto Benina di Bengasi con due velivoli militari, uno italiano e uno greco, mentre il ministro maltese è arrivato con un volo separato. Tra i partecipanti figuravano il ministro italiano Matteo Piantedosi, i suoi omologhi greco e maltese, e il commissario UE Magnus Brunner.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un comunicato ufficiale diffuso dal governo orientale, guidato da Osama Saad Hammad e sostenuto dal generale Khalifa Haftar, ha definito l’arrivo della delegazione come una violazione delle norme diplomatiche e delle convenzioni internazionali. Le autorità locali hanno sottolineato che l’ingresso non era stato autorizzato secondo le disposizioni del diritto libico e che la presenza dei funzionari stranieri non era stata concordata nelle modalità previste.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le reazioni italiane e la gestione dell'incidente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Italia, la notizia ha suscitato ampia attenzione mediatica e istituzionale. Il Ministero dell’Interno ha attribuito l’accaduto a una “incomprensione di natura protocollare”, chiarendo che si trattava di una missione con finalità di cooperazione nel quadro delle politiche europee in materia migratoria. La mancanza di una autorizzazione formale, secondo il Viminale, sarebbe stata all’origine del disguido.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21525,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Crisi diplomatica a Bengasi: annullata la visita dei ministri UE - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/piantedosi-1024x858.jpg\" alt=\"Crisi diplomatica a Bengasi: annullata la visita dei ministri UE - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21525\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Crisi diplomatica a Bengasi: annullata la visita dei ministri UE - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alcune voci critiche in ambito politico nazionale hanno espresso perplessità sulla gestione organizzativa della missione, sottolineando l’importanza di una pianificazione diplomatica accurata in contesti delicati come quello libico. Tuttavia, il governo ha ribadito l’impegno a mantenere aperti i canali di dialogo con tutte le autorità coinvolte, nel rispetto della sovranità e delle normative locali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Poche ore dopo l’arrivo, i voli con a bordo i ministri Piantedosi e Brunner hanno lasciato il Paese, facendo rientro rispettivamente a Roma e a Malta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le implicazioni per il dialogo euro-mediterraneo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’episodio di Bengasi evidenzia le difficoltà operative che possono emergere nel quadro delle relazioni con la Libia, oggi caratterizzata da una duplice struttura di governo. Da un lato vi è il governo di unità nazionale con sede a Tripoli, riconosciuto dalla comunità internazionale; dall’altro, l’autorità parallela di Bengasi, che esercita un controllo effettivo su vaste aree della Cirenaica e che intrattiene relazioni autonome con diversi attori regionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21526,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Crisi diplomatica a Bengasi: annullata la visita dei ministri UE - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/86708106-libya-ntc-1024x576.jpg\" alt=\"Crisi diplomatica a Bengasi: annullata la visita dei ministri UE - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21526\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Crisi diplomatica a Bengasi: annullata la visita dei ministri UE - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, la presenza di due esecutivi distinti impone agli interlocutori internazionali una particolare cautela nella definizione delle modalità di cooperazione e nella gestione diplomatica delle missioni ufficiali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’episodio del 8 luglio mostra la necessità di un approccio realistico, in grado di tener conto delle dinamiche politiche sul terreno e dell’esigenza di coordinamento istituzionale tra le parti. Il dialogo multilaterale resta un obiettivo strategico per l’Unione Europea, specialmente in materia di gestione dei flussi migratori, stabilizzazione del Mediterraneo centrale e contrasto alle reti illecite.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al tempo stesso, diventa fondamentale rafforzare le procedure di comunicazione e autorizzazione bilaterale, per evitare fraintendimenti che possano compromettere la fiducia reciproca e rallentare i progressi sul piano operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia, insieme agli altri partner europei, continuerà a sostenere percorsi di cooperazione rispettosi delle sovranità locali, con l’obiettivo di favorire soluzioni condivise e pragmatiche alle sfide comuni nel Mediterraneo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/1405603-7d3500f80f-280.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Bengasi, diplomazia, LIBIA","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-10 07:40:45","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://aresdifesa.it/libia-respinge-italia-grecia-malta-visita-annullata-bengasi/#","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21522-crisi-diplomatica-a-bengasi-annullata-la-visita-dei-ministri-ue.mp4","galleria":""}
{"id":21508,"titolo":"Il Capo di SME in visita alla Brigata “Aosta”: innovazione, addestramento e territorio","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella giornata dell’8 luglio 2025, la Brigata “Aosta” è stata protagonista di una significativa visita istituzionale da parte del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello. L’incontro, avvenuto a Messina, ha posto l’attenzione sul ruolo centrale che la Brigata svolge in Sicilia, non solo come presidio operativo ma anche come modello di innovazione e professionalità militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21514,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Capo di SME in visita alla Brigata “Aosta”: innovazione, addestramento e territorio - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/5-Gen.-B.-Spano-e-Gen.-C.A.-Masiello-1024x684.jpg\" alt=\"Il Capo di SME in visita alla Brigata “Aosta”: innovazione, addestramento e territorio - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21514\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Capo di SME in visita alla Brigata “Aosta”: innovazione, addestramento e territorio - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accompagnato dal Comandante della Brigata, Generale di Brigata Pasquale Spanò, il Capo di SME ha visitato il Comando Brigata e le principali infrastrutture operative della città: la caserma “Crisafulli Zuccarello” e la caserma “Ainis”. Qui ha potuto osservare direttamente l’attività di tre reparti fondamentali: il 5° Reggimento Fanteria “Aosta”, il 24° Reggimento Artiglieria “Peloritani” e il 6° Reparto Comando e Supporti Tattici “Aosta”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il focus della visita è stato duplice: da un lato, verificare lo stato di avanzamento del processo di ammodernamento in atto; dall’altro, valorizzare il personale militare per l’elevato livello di preparazione e dedizione. Centrale è stato il tema dell’integrazione delle nuove tecnologie nei sistemi di comando e controllo (C2), fondamentali per garantire rapidità decisionale ed efficacia operativa in contesti complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Professionalità e innovazione: la forza dei reparti “Aosta”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I briefing con i Comandanti di Reggimento hanno offerto un quadro dettagliato del percorso di crescita della Brigata. Il Generale Masiello ha potuto verificare direttamente le capacità addestrative dei reparti e l’utilizzo delle nuove piattaforme digitali introdotte nell’ambito della digitalizzazione dei processi militari. Il Centro Addestramento e Sviluppo Virtuale (CASV), incluso nel programma della visita, ha rappresentato uno dei punti salienti, dimostrando come l’uso della simulazione avanzata consenta oggi di addestrare i militari in scenari complessi senza l’impiego diretto di risorse sul terreno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21515,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Capo di SME in visita alla Brigata “Aosta”: innovazione, addestramento e territorio - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/3-Briefing-alla-Brigata-Aosta-1024x684.jpg\" alt=\"Il Capo di SME in visita alla Brigata “Aosta”: innovazione, addestramento e territorio - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21515\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Capo di SME in visita alla Brigata “Aosta”: innovazione, addestramento e territorio - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso del suo intervento al personale, il Generale ha sottolineato: <em>“La Brigata ‘Aosta’ è un fiore all’occhiello dell’Esercito. Il senso di identità che deriva dalla storia e dalle tradizioni delle sue unità, unitamente alla sua vocazione operativa proiettata all’innovazione, ne fanno un modello di aderenza agli assi principali di sviluppo della Forza Armata”</em>. Parole che testimoniano la fiducia nei confronti di un’unità storica, da sempre al servizio del Paese e oggi più che mai pronta a fronteggiare sfide tecnologiche, organizzative e culturali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un momento particolarmente apprezzato è stato l’incontro informale con i militari più giovani nell’ambito dell’iniziativa “Un caffè con il Capo”. Ufficiali, Sottufficiali, Graduati e Volontari hanno avuto l’opportunità di confrontarsi direttamente con il vertice della Forza Armata, esprimendo le proprie esperienze, idee e suggerimenti. Questo spazio di ascolto ha contribuito a rafforzare il senso di appartenenza e a valorizzare il capitale umano, vero motore della trasformazione in corso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un esercito al servizio del Paese e vicino al territorio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’impegno dell’Esercito Italiano non si limita alla sfera operativa. Lo dimostra l’attenzione dedicata al benessere del personale e delle famiglie. La visita del Capo di SME ha infatti incluso anche l’asilo nido del comprensorio militare di Messina, simbolo concreto di un’organizzazione che mette al centro le persone e i loro bisogni, anche fuori dal contesto strettamente professionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21516,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Capo di SME in visita alla Brigata “Aosta”: innovazione, addestramento e territorio - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/11-Il-Capo-di-SME-allasilo-Lupetto-Vittorio-1024x684.jpg\" alt=\"Il Capo di SME in visita alla Brigata “Aosta”: innovazione, addestramento e territorio - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21516\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Capo di SME in visita alla Brigata “Aosta”: innovazione, addestramento e territorio - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A completare la giornata istituzionale, l’incontro con le autorità locali, tra cui il Prefetto di Messina, Dott.ssa Cosima Di Stani, e il Sindaco, Dott. Federico Basile. Questo passaggio ha riaffermato la volontà di consolidare la sinergia tra l’Esercito e le Istituzioni del territorio, indispensabile per costruire una rete coesa ed efficace a supporto della sicurezza nazionale e del tessuto sociale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto globale sempre più incerto, la visita del Generale Masiello ha offerto un messaggio chiaro: <em>“So di poter contare su tutti voi. Sono certo che ‘la Veia’, come sempre nel passato, sarà pronta se il Paese chiama, in qualsiasi evenienza”</em>. Un richiamo al motto storico “Sotto l’impeto d’Aosta sparve il nemico”, tratto dalla poesia <em>Piemonte</em> di Giosuè Carducci, che continua a ispirare l’identità e l’orgoglio della Brigata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Brigata “Aosta” emerge dunque come esempio concreto di una Forza Armata moderna e coesa, capace di coniugare valori storici con competenze avanzate, al servizio della sicurezza nazionale e della collettività.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/1-Onori-allarrivo-al-Comando-Brigata-Aosta.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"BrigataAosta, esercitoitaliano, innovazionemilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-09 18:25:15","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Visita_Brigata_Aosta_080725.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21508-il-capo-di-sme-in-visita-alla-brigata-aosta-innovazione-addestramento-e-territorio.mp4","galleria":""}
{"id":21500,"titolo":"La Germania verso la riforma del servizio militare: la possibile reintroduzione della leva obbligatoria","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni, la Germania ha avviato una serie di discussioni e iniziative volte a riformare il proprio sistema di reclutamento militare. Dopo la sospensione della leva obbligatoria nel 2011, il governo tedesco ha cercato di sostituirla con un esercito esclusivamente basato su soldati volontari. Tuttavia, con le nuove sfide geopolitiche e la crescente necessità di rafforzare le forze armate, il Ministro della Difesa, Boris Pistorius, sta ora proponendo l'ipotesi di reintrodurre la coscrizione obbligatoria, almeno come opzione in caso di necessità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'attuale riforma del servizio militare si fonda principalmente sulla volontarietà, come indicato nell'accordo di coalizione tra CDU, CSU e SPD. L'obiettivo del governo è quello di creare un \"nuovo servizio militare attraente\", in grado di attrarre un numero sufficiente di giovani che scelgano di intraprendere una carriera nelle forze armate. Tuttavia, il Ministro Pistorius ha sottolineato la necessità di prepararsi a una possibile reintroduzione della leva obbligatoria, se il reclutamento volontario non fosse sufficiente a coprire le necessità di effettivi e riservisti. La proposta di legge, che dovrebbe essere presentata a fine agosto 2025, include questa possibilità, prevedendo che, in caso di carenza di reclute volontarie, il governo possa attivare la coscrizione obbligatoria per far fronte alla crescente domanda di soldati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Obiettivo 60.000 reclute in più e 200.000 riservisti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La proposta di Pistorius prevede un aumento significativo del numero di soldati in servizio attivo, con l'obiettivo di portare gli attuali 181.000 effettivi a 203.000, per arrivare nei prossimi anni a circa 260.000 soldati. La necessità di reclutare almeno 60.000 soldati in più si inserisce in un contesto di crescente incertezza geopolitica, dove la Germania, come membro della NATO, deve garantire la propria sicurezza nazionale e contribuire alle operazioni internazionali. Inoltre, la proposta mira a formare un contingente di almeno 200.000 riservisti, un numero che attualmente si aggira attorno ai 34.000. Per raggiungere questi obiettivi, il governo ha lanciato diverse iniziative per rendere più attraente il servizio militare volontario, come la creazione di campus di prova, campagne sui social media e l'introduzione della giornata nazionale per i veterani, tutte mirate a sensibilizzare i giovani sui benefici di una carriera militare. Tuttavia, nonostante questi sforzi, i risultati sono ancora insufficienti: il numero di domande è aumentato del 19% rispetto all’anno precedente, ma il reclutamento non riesce ancora a coprire tutte le necessità delle forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21505,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La Germania verso la riforma del servizio militare: la possibile reintroduzione della leva obbligatoria - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/2-format2003-1024x576.jpg\" alt=\"La Germania verso la riforma del servizio militare: la possibile reintroduzione della leva obbligatoria - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21505\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Germania verso la riforma del servizio militare: la possibile reintroduzione della leva obbligatoria - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In risposta alle difficoltà nel reclutamento volontario, il Ministro Pistorius ha annunciato che la legge sulla riforma dovrà prevedere anche una “soluzione di emergenza”, ossia la possibilità di attivare la leva obbligatoria qualora il numero di volontari non fosse sufficiente a garantire il fabbisogno di effettivi e riservisti. Sebbene il numero di domande sia in aumento, molti candidati non sono idonei, e circa 20.000 reclute hanno abbandonato il percorso nel 2024. Per rendere il servizio militare più attraente, il governo prevede incentivi economici, come migliori condizioni di alloggio, e un sistema di raccolta dati che obbliga tutti i cittadini maschi di 18 anni a dichiarare la loro disponibilità, mentre per le donne la partecipazione sarà volontaria. Se il numero di reclute volontarie non dovesse essere sufficiente, la coscrizione obbligatoria entrerà in vigore per coprire il fabbisogno di soldati, assicurando così che la Germania possa rispondere prontamente alle necessità di sicurezza nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un ampio dibattito politico e le sfide future</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La proposta di reintroduzione della leva obbligatoria ha suscitato un ampio dibattito politico in Germania. La proposta ha ottenuto il sostegno di esponenti di governo come Jens Spahn (CDU) e Markus Söder (CSU). Alcuni membri della SPD, invece, hanno suggerito che la coscrizione obbligatoria potrebbe essere discussa più concretamente nella prossima legislatura. Anche il Ministro delle Finanze e vicecancelliere, Lars Klingbeil, ha riconosciuto che la Germania potrebbe dover prepararsi alla possibilità di reintrodurre la leva obbligatoria, come misura di emergenza qualora necessario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel frattempo, il governo tedesco ha avviato una significativa crescita delle spese per la difesa, che raggiungeranno il 3,5% del PIL entro il 2029. Questo incremento delle risorse destinate alla difesa è stato motivato dalla crescente minaccia rappresentata dalla Russia e dalla necessità di rafforzare le forze armate tedesche per garantire la sicurezza nazionale e la stabilità dell'area euro-atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21502,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La Germania verso la riforma del servizio militare: la possibile reintroduzione della leva obbligatoria - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/22270196-small-690x362-1-1024x537.jpg\" alt=\"La Germania verso la riforma del servizio militare: la possibile reintroduzione della leva obbligatoria - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21502\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Germania verso la riforma del servizio militare: la possibile reintroduzione della leva obbligatoria - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La riforma del servizio militare in Germania segna un passaggio importante verso una difesa più moderna e reattiva. Sebbene la volontarietà rimanga il principio cardine, la possibilità di reintrodurre la leva obbligatoria rappresenta una risposta alle sfide della sicurezza internazionale e alle difficoltà di reclutamento. Se la proposta verrà approvata, la Germania avrà un sistema di difesa più flessibile, capace di adattarsi rapidamente alle necessità emergenti e di garantire la preparazione delle forze armate per le sfide del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/6895797309cd26e51b21f94d42d60d98.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Germania, levaobbligatoria, servizio militare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-09 17:56:26","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2025/07/07/mediain-germania-possibile-introduzione-della-leva-obbligatoria_90edf20f-b2c0-48f3-819f-9aee7575e4a1.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21500-la-germania-verso-la-riforma-del-servizio-militare-la-possibile-reintroduzione-della-leva-obbligatoria.mp4","galleria":""}
{"id":21492,"titolo":"Ucraina Sotto Attacco Record di 728 Droni e Missili Russi","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>KYIV, Ucraina –</strong> L'Ucraina ha subito nella notte tra martedì e mercoledì l'attacco aereo più massiccio dall'inizio dell'invasione russa oltre tre anni fa, con la Russia che ha lanciato un numero record di 728 droni Shahed e da ricognizione, oltre a 13 missili da crociera e balistici.<sup>1</sup> Lo ha riferito mercoledì l'aeronautica ucraina, segnando un'ulteriore escalation dopo settimane di crescenti offensive aeree e terrestri russe.<sup>2</sup></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La città di Lutsk, situata nel nord-ovest dell'Ucraina, al confine con Polonia e Bielorussia, è stata la più colpita, sebbene altre 10 regioni siano state bersagliate, ha dichiarato il Presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy. Lutsk ospita aeroporti utilizzati dall'esercito ucraino, con voli di aerei da carico e caccia che sorvolano regolarmente la città. Le regioni occidentali dell'Ucraina rappresentano una cruciale spina dorsale logistica nella guerra, poiché gli aeroporti e i depositi in queste aree ricevono aiuti militari stranieri vitali prima di inoltrarli ad altre parti del paese. Gli attacchi a lungo raggio russi hanno cercato sempre più di interrompere questi corridoi di rifornimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato che le sue forze hanno preso di mira le basi aeree ucraine e che \"tutti gli obiettivi designati sono stati colpiti\". La Russia ha recentemente tentato di sopraffare le difese aeree ucraine lanciando massicci assalti aerei, includendo un numero maggiore di droni esca nei suoi attacchi.<sup>3</sup> La precedente più grande offensiva aerea russa era stata lanciata nella notte tra il 4 e il 5 luglio, con quella precedente meno di una settimana prima.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, il più grande esercito russo ha anche lanciato una nuova offensiva per sfondare parti della linea del fronte di 1.000 chilometri (620 miglia), dove le forze ucraine, a corto di personale, sono sotto forte pressione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Risposte e Reazioni Internazionali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato martedì di non essere \"contento\" con il Presidente russo Vladimir Putin, il quale non ha ceduto alle sue richieste di cessate il fuoco e pace da quando Trump ha assunto la carica a gennaio e ha iniziato a spingere per un accordo.<sup>4</sup> Lunedì, Trump aveva affermato che gli Stati Uniti avrebbero dovuto inviare più armi all'Ucraina, pochi giorni dopo che Washington aveva sospeso le consegne critiche di armi a Kyiv a causa dell'incertezza sull'impegno dell'amministrazione statunitense per la difesa dell'Ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha commentato che Trump \"ha uno stile piuttosto duro in termini di frasi che usa\", aggiungendo che Mosca spera di \"continuare il nostro dialogo con Washington e il nostro corso volto a riparare le relazioni bilaterali gravemente danneggiate\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21494,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/droni-iraniani-shahed-136-1024x528.webp\" alt=\"Ucraina Sotto Attacco Record di 728 Droni e Missili Russi - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21494\" title=\"Ucraina Sotto Attacco Record di 728 Droni e Missili Russi - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ucraina Sotto Attacco Record di 728 Droni e Missili Russi - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Zelenskyy ha affermato che il Cremlino stava \"marcando un punto\" con l'attacco notturno sulle regioni occidentali dell'Ucraina, mentre gli sforzi di pace guidati dagli Stati Uniti vacillano. Ha esortato i partner dell'Ucraina a imporre sanzioni più severe sul petrolio russo e su coloro che aiutano a finanziare la guerra del Cremlino acquistandolo. \"Tutti coloro che vogliono la pace devono agire\", ha detto Zelenskyy, che è atteso mercoledì per un incontro con Papa Leone XIV durante una visita in Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Due persone sono rimaste ferite nella regione di Kyiv durante il bombardamento notturno, hanno dichiarato i funzionari, mentre le squadre di emergenza continuano a valutare i danni. La Polonia ha fatto decollare i suoi caccia e ha posto le sue forze armate al massimo livello di allerta in risposta all'attacco russo, ha scritto il Comando Operativo delle Forze Armate polacche in un post su X.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La premier danese Mette Frederiksen ha avvertito martedì che la Russia potrebbe rappresentare una minaccia credibile per la sicurezza dell'Unione Europea entro la fine del decennio, e ha chiesto un'accelerazione dell'industria della difesa in Europa e in Ucraina entro cinque anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Difesa Aerea Ucraina e Produzione di Droni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le difese aeree ucraine hanno abbattuto 296 droni e sette missili durante l'attacco notturno, mentre altri 415 droni sono stati persi dai radar o disturbati, secondo una dichiarazione dell'aeronautica. I droni intercettori ucraini, sviluppati per contrastare i droni Shahed russi, stanno dimostrando una crescente efficacia, ha sottolineato Zelenskyy, notando che molti obiettivi sono stati intercettati e che la produzione interna di droni anti-aerei sta aumentando in collaborazione con alcuni paesi occidentali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Analisti militari occidentali affermano che la Russia sta aumentando la sua produzione di droni e potrebbe presto essere in grado di lanciare 1.000 droni a notte contro l'Ucraina. \"La Russia continua ad espandere la sua capacità di produzione di droni interni in un contesto di ruolo sempre crescente dei droni tattici nelle operazioni di combattimento in prima linea e dei pacchetti di attacchi a lungo raggio notturni sempre più grandi della Russia contro l'Ucraina\", ha dichiarato martedì l'Institute for the Study of War, un think tank di Washington.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Ucraina ha anche sviluppato una propria minaccia di droni offensivi, raggiungendo in profondità il territorio russo con alcuni spettacolari attacchi a lungo raggio. Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato mercoledì che le difese aeree hanno abbattuto 86 droni ucraini su sei regioni russe durante la notte, inclusa la regione di Mosca. I voli sono stati temporaneamente sospesi all'aeroporto Sheremetyevo di Mosca e all'aeroporto internazionale di Kaluga, a sud di Mosca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il governatore della regione di Kursk, al confine con la Russia, Alexander Khinshtein, ha riferito che un attacco di droni ucraini sulla capitale della regione poco prima di mezzanotte ha ucciso tre persone e ne ha ferite sette, incluso un bambino di 5 anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/1440x810_cmsv2_a116e31d-bbe4-5169-a678-351b8f6c660e-9101682.webp","categoria":"Internazionali","tags":"Attacchi Droni, Conflitto Russia-Ucraina, geopolitica","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-09 15:56:55","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21492-ucraina-sotto-attacco-record-di-728-droni-e-missili-russi.mp4","galleria":""}
{"id":21478,"titolo":"Robotican Consegna i Droni Ibridi ROOSTER alle Forze Speciali Europee. Un'idea per 8° Guastatori Paracadutisti nel Combattimento Sotterraneo - VIDEO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p> </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Gerusalemme, 8 Luglio 2025</strong> – L'azienda israeliana di difesa <strong>Robotican</strong> ha annunciato oggi la riuscita consegna di decine dei suoi sistemi di droni ibridi <strong>ROOSTER</strong> a forze per operazioni speciali, unità di intervento e squadre di fanteria europee. Questa mossa strategica rafforza la presenza del ROOSTER nel panorama della difesa europea, sottolineata anche dalla sua recente <strong>registrazione ufficiale NATO</strong>. Il sistema promette di essere un vero e proprio \"game-changer\", specialmente per le unità d'élite come l'<strong>8° Reggimento Guastatori Paracadutisti “Folgore” dell’Esercito Italiano</strong>, noto per la sua specializzazione nel <a href=\"https://brigatafolgore.net/l8-guastatori-paracadutisti-folgore-e-il-combattimento-sotterraneo/\">combattimento in ambiente sotterraneo</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ROOSTER, che ha già trovato impiego presso il Ministero della Difesa israeliano, il Comando del Fronte Interno e unità d'élite negli Stati Uniti, sta rapidamente diventando un asset cruciale nelle operazioni moderne. \"<strong>Il ROOSTER è stato sviluppato come risposta strategica alla crescente necessità di intelligence precisa in ambienti difficili dove l'accesso è limitato e la consapevolezza situazionale è critica</strong>,\" ha affermato <strong>Hagai Balshai, CEO di Robotican</strong>. \"Consentendo alle forze di raccogliere dati cruciali prima di un'irruzione operativa, riduce significativamente i rischi e migliora la pianificazione della missione.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21484,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Robotican Consegna i Droni Ibridi ROOSTER alle Forze Speciali Europee. Un'idea per 8° Guastatori Paracadutisti nel Combattimento Sotterraneo - VIDEO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Roboticans-Rooster_drone-1068x601-1-1024x576.webp\" alt=\"Robotican Consegna i Droni Ibridi ROOSTER alle Forze Speciali Europee. Un'idea per 8° Guastatori Paracadutisti nel Combattimento Sotterraneo. - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21484\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Robotican Consegna i Droni Ibridi ROOSTER alle Forze Speciali Europee. Un'idea per 8° Guastatori Paracadutisti nel Combattimento Sotterraneo. - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ROOSTER e la Guerra Sotterranea: Sinergie con l'8° Reggimento Guastatori</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'impiego del sottosuolo come ambiente operativo rappresenta una sfida tattica e strategica sempre più rilevante. Gallerie, bunker, cunicoli urbani e infrastrutture sotterranee richiedono addestramento specifico ed equipaggiamenti dedicati. L’<strong>8° Reggimento Guastatori Paracadutisti “Folgore”</strong> è stato incaricato dallo Stato Maggiore dell’Esercito come <em>coordinating and training authority</em> per sviluppare le capacità di combattimento in ambiente ipogeo, rendendolo il partner ideale per l'integrazione di tecnologie avanzate come il ROOSTER.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il combattimento sotterraneo presenta sfide peculiari: <strong>la gestione delle comunicazioni (C2) in un ambiente con ostacoli alla trasmissione del segnale, la necessità di mobilità e manovra in spazi confinati, e le tecniche di bonifica per la rimozione di ostacoli e ordigni esplosivi.</strong> È qui che il ROOSTER può offrire un vantaggio significativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Drone Ibrido per Ambienti Complessi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il ROOSTER si distingue per la sua capacità ibrida unica, che combina agilità aerea con mobilità robotica terrestre</strong>. Progettato specificamente per ambienti complessi e confinati, può passare dal volo al rotolamento, permettendo operazioni ad alta efficienza energetica in spazi interni, sotterranei e in assenza di segnale GPS. Questa caratteristica lo rende particolarmente prezioso per i guastatori, che si muovono e operano in ambienti ristretti e spesso sconosciuti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21483,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Robotican Consegna i Droni Ibridi ROOSTER alle Forze Speciali Europee. Un'idea per 8° Guastatori Paracadutisti nel Combattimento Sotterraneo - VIDEO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Screenshot-2025-07-08-140947-1024x468.jpg\" alt=\"Robotican Consegna i Droni Ibridi ROOSTER alle Forze Speciali Europee. Un'idea per 8° Guastatori Paracadutisti nel Combattimento Sotterraneo. - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21483\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Robotican Consegna i Droni Ibridi ROOSTER alle Forze Speciali Europee. Un'idea per 8° Guastatori Paracadutisti nel Combattimento Sotterraneo. - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una delle sue caratteristiche più innovative è la <strong>gabbia protettiva</strong>, che gli consente di <strong>rotolare su terreni accidentati e accedere a zone irraggiungibili per i droni convenzionali</strong>. Equipaggiato con telecamere diurne/notturne sensibili all'infrarosso, illuminatori visibili e IR, e payload intercambiabili (inclusi termocamere e sensori per materiali pericolosi), il ROOSTER fornisce alle forze strumenti versatili per:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ricognizione tattica approfondita in cunicoli e bunker</strong>, integrando i sistemi UAV già in uso dall'8° Reggimento per la ricognizione sotterranea.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ricerca e salvataggio urbano in edifici collassati o infrastrutture sotterranee danneggiate.</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Intervento su materiali pericolosi in ambienti contaminati.</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ispezioni di sicurezza industriale in spazi confinati.</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Comunicazioni Robuste e Implementazione Rapida per i Guastatori</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Robotican ha inoltre evidenziato il supporto del sistema per le robuste comunicazioni <strong>MESH</strong>, che<strong> permettono a un massimo di tre unità ROOSTER di operare insieme anche in ambienti privi di connettività esterna</strong>. Questa capacità è fondamentale per il comando e controllo (C2) nel sottosuolo, dove la trasmissione del segnale è notoriamente difficile, complementando i sistemi avanzati e le procedure specifiche già adottate dall'8° Reggimento. Con una durata tipica della missione di 90 minuti e fino a cinque ore in modalità standby, la piattaforma offre un'estesa flessibilità operativa, essenziale per missioni prolungate in contesti ipogei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Leggero e robusto, il ROOSTER è pensato per un'implementazione rapida. <strong>Si adatta a uno zaino tattico e può essere gestito da un singolo operatore, fornendo alle piccole unità una consapevolezza situazionale immediata e minimizzando l'esposizione al pericolo</strong>. Questo lo rende un assetto ideale per i guastatori, che necessitano di equipaggiamenti agili e facilmente trasportabili durante le operazioni di breaching e di bonifica di spazi sotterranei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La registrazione NATO rafforza ulteriormente la posizione del ROOSTER come risorsa collaudata sul campo per le forze alleate. La sua adozione in Europa, e in particolare il potenziale di integrazione con unità specializzate come l'8° Reggimento Guastatori Paracadutisti “Folgore”, sottolinea una crescente domanda di sistemi autonomi capaci di operare in ambienti degradati o negati, dove l'accesso umano è limitato e i livelli di rischio sono elevati. L'innovazione tecnologica, come quella offerta dal ROOSTER, continua a essere un fattore cruciale per affrontare le sfide della guerra moderna in ambienti estremi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://youtu.be/vb4b8qUxUIM\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://youtu.be/vb4b8qUxUIM\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/OPF2590-scaled-1-e1751977258767.jpg","categoria":"Aviotruppe, Forze Speciali","tags":"Combattimento sotterraneo, Droni ibridi, forze speciali, Robotican","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-08 15:55:48","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://defence-blog.com/israeli-rooster-drone-delivered-to-european-special-forces/","altre-fonti":"https://robotican.net/rooster/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21478-robotican-consegna-i-droni-ibridi-rooster-alle-forze-speciali-europee-unidea-per-8-guastatori-paracadutisti-nel-combattimento-sotterraneo-video.mp4","galleria":""}
{"id":21467,"titolo":"Ucraina-Russia, come cambia la guerra","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra in Ucraina sta subendo una trasformazione significativa, con un progressivo cambiamento nelle tattiche e nelle tecnologie impiegate. <strong>La linea del fronte diventa più snella</strong>, meno dipendente dalla forza numerica dei soldati e <strong>sempre più focalizzata sull'impiego di droni e tecnologie avanzate</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Russia: meno carri armati, più droni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Le forze russe lungo la linea del contatto hanno cominciato a ridurre il numero di soldati dispiegati, adottando unità di dimensioni più contenute</strong>. Questo cambiamento è stato motivato dalla necessità di risparmiare risorse e, soprattutto, dalla carenza di carri armati. Le scorte di mezzi corazzati, in gran parte ereditati dall'era sovietica, sono infatti ormai esaurite o prossime al termine, con una capacità di produzione che non riesce a tenere il passo con il ritmo delle perdite sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21469,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Ucraina-Russia, come cambia la guerra - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/img-1024x683.jpg\" alt=\"Ucraina-Russia, come cambia la guerra - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21469\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ucraina-Russia, come cambia la guerra - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per compensare questa carenza, <strong>la Russia ha intensificato l'uso dei droni</strong>, che ora costituiscono una parte fondamentale delle sue operazioni. <strong>I droni, in particolare quelli con telecamere in fibra ottica, sono utilizzati per raccogliere informazioni, bombardare obiettivi e per penetrare le difese nemiche, rendendo i tradizionali mezzi corazzati meno rilevanti.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Ucraina: difese più leggere ma più adattabili</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche l'Ucraina ha dovuto adattarsi a questa nuova realtà. Invece di ricorrere a difese massicce, con trincee lunghe e complesse, l<strong>e forze ucraine hanno iniziato a costruire fortificazioni più piccole, difficili da individuare dai droni nemici</strong>. Le nuove postazioni difensive consistono i<strong>n trincee lunghe circa 60-70 metri, facilmente camuffabili, e dotate di coperture anti-drone.</strong> Questo approccio mira a ridurre la visibilità e a proteggere le truppe da attacchi aerei e con droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In aggiunta, sono <strong>stati costruiti due strati di difesa composti da strutture come i \"denti di drago\" in cemento</strong>, progettate per fermare i veicoli corazzati russi, la cui produzione è ormai limitata. Nonostante la necessità di costruire queste fortificazioni in modo rapido, le forze ucraine continuano a lavorare in sinergia con le amministrazioni locali per potenziare la difesa, specialmente in aree strategiche come Dnipro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Critiche e sfide nella gestione delle fortificazioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La costruzione delle fortificazioni in Ucraina ha sollevato diverse critiche. Sebbene una parte significativa delle difese sia stata completata, la realizzazione delle strutture si presenta disordinata in alcune regioni, come nelle aree di Sumy e Kharkiv. In queste zone, alcuni progetti sono stati abbandonati, con blocchi di cemento lasciati inutilizzati e trincee non adeguatamente completate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21472,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Ucraina-Russia, come cambia la guerra - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/trincea-1-1024x512.jpg\" alt=\"Ucraina-Russia, come cambia la guerra - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21472\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ucraina-Russia, come cambia la guerra - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo le parole di Roman Pohorilyi, cofondatore del gruppo DeepState,<strong> la lentezza nella realizzazione delle fortificazioni ha permesso alle forze russe di individuare e sfruttare punti deboli nella difesa ucraina.</strong> Questo è stato particolarmente evidente nel caso di Kursk, dove la costruzione delle difese è iniziata solo dopo la ritirata delle forze ucraine, quando ormai i droni russi avevano già preso piede sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La gestione delle risorse e la risposta delle forze ucraine</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto delle difficoltà organizzative, l'uso delle risorse e delle forze ucraine ha mostrato un alto grado di adattabilità ma anche di disordine. Sebbene sia stato dichiarato che il governo ha investito circa 930 milioni di euro nella costruzione di 3.000 punti difensivi,<strong> la situazione sul terreno dipende in gran parte dai singoli comandanti sul campo</strong>. <strong>La loro capacità di organizzare e rafforzare le difese influisce direttamente sulla resistenza contro gli attacchi russi, con il rischio che le forze ucraine siano vulnerabili a concentrazioni di potenza nemica in specifici punti deboli.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'evoluzione della guerra in Ucraina riflette un cambiamento globale nei conflitti moderni, dove la tecnologia e l'adattabilità sul campo diventano fattori decisivi. Le forze russe, con una carenza di risorse tradizionali, si concentrano sui droni e sulle operazioni a bassa intensità, mentre l'Ucraina risponde con difese più leggere ma altamente adattabili, mirate a sfuggire alla potenza aerea nemica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se la guerra continuerà a seguire questo trend, la linea del fronte in Ucraina potrebbe diventare sempre più un gioco di precisione tecnologica, con le forze in campo che dipendono sempre meno dalla grandezza dei contingenti e più dalla capacità di sfruttare al meglio le risorse disponibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/16ae3181-dfbe-48ba-9df3-5ba5793ba861.avif","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, Droni, russia, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-08 12:09:27","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/guerra-ucraina-russia-notizie-oggi-8-luglio_3LgICxA4AxwAcHvMasBcOe?refresh_ce","difesanews":"","video_art":"","galleria":""}
{"id":21463,"titolo":"Incidente in Val Maira: ci lascia il Luogotenente dei Carabinieri Enrico Bolla, Alpinista e Paracadutista","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tragedia in montagna in Piemonte. <strong>Enrico Bolla</strong>, 56 anni, Luogotenente dei Carabinieri e grande appassionato di alpinismo, ha perso la vita domenica 6 luglio durante un’escursione in Val Maira, nella zona di Rocca Castello. Il Sottufficiale, originario di Bagnolo Piemonte e in servizio presso la Scuola Allievi Carabinieri di Torino, era impegnato con i compagni di cordata lungo la Via Sigismondi quando è precipitato per una cinquantina di metri, rimanendo appeso alle corde a pochi metri dal suolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La dinamica dell’incidente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’allarme è stato lanciato intorno alle 15:00 da un testimone che si trovava in zona e, pochi minuti dopo, anche dal compagno di cordata di Bolla. Durante la salita, all’altezza della seconda sosta, il Luogotenente è caduto per circa 50 metri. L’intervento del Soccorso Alpino si è attivato rapidamente: l’elisoccorso ha sbarcato l’équipe medica e il tecnico del Soccorso Alpino ha calato il ferito alla base della parete.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante i tentativi di rianimazione, per Enrico Bolla non c’è stato nulla da fare: il medico non ha potuto far altro che constatarne il decesso. Successivamente, l’elicottero ha recuperato il compagno di cordata e ha trasportato a Dronero i soccorritori della Guardia di Finanza per le operazioni di Polizia Giudiziaria. La salma è stata poi affidata ai soccorritori di valle e trasportata via terra alla strada carrozzabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un uomo di montagna e di valori</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Enrico Bolla era un alpinista esperto e un grande appassionato di montagna, conosciuto per la sua preparazione e prudenza. Dopo una lunga esperienza nei NAS di Torino, ricopriva il ruolo di Luogotenente con incarichi speciali presso la Scuola Allievi Carabinieri del capoluogo piemontese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre all’alpinismo, <strong>Bolla coltivava anche la passione per il paracadutismo</strong>: <strong>era consigliere della sezione <a href=\"https://brigatafolgore.net/anpdi/\">ANPd’I (Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia)</a> </strong>di Torino, dove era stimato per il suo spirito cameratesco e il suo impegno nel trasmettere i valori del servizio alla Nazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nella comunità degli appassionati di montagna, tra i colleghi dell’Arma e tra i paracadutisti dell’ANPd’I.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ci uniamo al dolore della famiglia e degli amici, per la tragica scomparsa di Enrico, cui vanno le nostre più sentite condoglianze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/enrico-bolla.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"incidente, ValMaira","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-08 09:08:45","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21463-incidente-in-val-maira-ci-lascia-il-luogotenente-dei-carabinieri-enrico-bolla-alpinista-e-paracadutista.mp4","galleria":""}
{"id":21455,"titolo":"Cieli Blu: Tragico Incidente per un paracadutista del 187° Reggimento Folgore","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Parma, 7 luglio 2025</strong> – La comunità di Parma e l'ambiente militare della Folgore in Toscana sono in lutto per la tragica scomparsa di <strong>Filippo Gattola</strong>, 23 anni, militare del <strong>187° Reggimento Paracadutisti Folgore</strong>, deceduto in un grave incidente in moto nella serata di sabato 5 luglio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tragedia si è consumata in <strong>via Mantova a Parma</strong>, mentre il giovane era in licenza per il weekend per far visita ai genitori, originari della Puglia, che risiedono nella città emiliana. Secondo le prime ricostruzioni, l'incidente è avvenuto quando la sua moto Aprilia, che procedeva in direzione Sorbolo, si è scontrata violentemente con un'auto proveniente da una strada laterale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Filippo era in giro con amici al momento dell'impatto, e sono stati proprio loro a dare l'allarme. Nonostante il tempestivo intervento del personale sanitario, le condizioni del 23enne sono apparse subito gravissime e, nonostante i tentativi di rianimazione, è deceduto poco dopo sul luogo dell'incidente. Il conducente dell'auto coinvolta è stato sottoposto ai test di alcol e droga, risultati entrambi negativi. Le indagini per ricostruire l'esatta dinamica sono condotte dalla polizia locale di Parma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La notizia della morte di Filippo Gattola ha suscitato profondo cordoglio non solo a Parma, dove era cresciuto e aveva studiato, ma anche in Puglia, terra d'origine della sua famiglia, in particolare a Manfredonia e Foggia, e a Termoli, dove risiedono gli zii. La sua prematura scomparsa ha colpito duramente anche gli ambienti militari del 187° Reggimento Paracadutisti Folgore a Pisa e Livorno, dove il giovane era stimato e conosciuto. Filippo avrebbe dovuto far ritorno a Pisa nella giornata di domenica, al termine della sua licenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/zadsfjjj.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"#FilippoGattola, #Folgore, #IncidenteMotoParma, #LuttoMilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-08 08:09:23","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://corrieredibologna.corriere.it/notizie/cronaca/25_luglio_06/giovanni-filippo-gattola-morto-in-moto-a-23-anni-paracadutista-della-folgore-dopo-lo-scontro-con-un-auto-5bc4cfdf-240e-4ca3-9a0c-3f9c08938xlk.shtml?refresh_ce","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21455-incidente-per-un-paracadutista-187-folgore.mp4","galleria":""}
{"id":21436,"titolo":"Arrestato a Malpensa Xu Zewei: la “spia dei vaccini” nel mirino dell’FBI","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 3 luglio 2025, un cittadino cinese di 33 anni, <strong>Xu Zewei</strong>, è stato arrestato all’aeroporto di <strong>Milano Malpensa</strong> appena atterrato da Shanghai. L’arresto è stato eseguito dalla Polizia italiana su mandato delle autorità statunitensi, nell’ambito di una vasta inchiesta dell’<strong>FBI</strong>. L’uomo è accusato di far parte di un gruppo di <strong>hacker cinesi</strong> che avrebbe condotto operazioni di spionaggio informatico su larga scala, con obiettivi sensibili legati alla pandemia da <strong>Covid-19</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21444,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Arrestato a Malpensa Xu Zewei: la “spia dei vaccini” nel mirino dell’FBI - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/1204-1024x465.jpg\" alt=\"Arrestato a Malpensa Xu Zewei: la “spia dei vaccini” nel mirino dell’FBI - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21444\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Arrestato a Malpensa Xu Zewei: la “spia dei vaccini” nel mirino dell’FBI - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto emerge dagli atti trasmessi dal <strong>Ministero dell’Interno italiano</strong>, Xu avrebbe partecipato a una serie di attacchi informatici mirati a rubare informazioni riservate su <strong>vaccini in fase di sviluppo presso l’Università del Texas</strong>, nonché dati appartenenti a <strong>immunologi, virologi e centri di ricerca</strong> americani. Le attività sarebbero iniziate nel <strong>febbraio 2020</strong>, nel pieno dell’emergenza sanitaria globale, con lo scopo di accedere a informazioni biotecnologiche strategiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nome di Xu compare anche nei documenti che collegano il gruppo hacker alla campagna di cyberspionaggio <strong>“Hafnium”</strong>, una vasta operazione informatica che avrebbe colpito <strong>migliaia di computer in tutto il mondo</strong>. Secondo l’FBI, tale campagna sarebbe stata <strong>orchestrata dal governo cinese</strong> per ottenere dati sensibili su <strong>politiche interne degli Stati Uniti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le accuse e il contesto giudiziario: spionaggio, cyberattacchi e rischi diplomatici</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>2 novembre 2023</strong>, il tribunale distrettuale del <strong>Distretto meridionale del Texas</strong> ha emesso un mandato d’arresto internazionale a carico di Xu. Le accuse comprendono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Frode telematica</strong> (pena massima: 5 anni)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Furto aggravato di identità</strong> (5 anni)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Associazione a delinquere finalizzata alla frode telematica</strong> (20 anni)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Accesso non autorizzato a sistemi informatici protetti</strong> (5 anni)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il giorno successivo all’arresto, il <strong>4 luglio 2025</strong>, la giudice <strong>Veronica Tallarida</strong>, della quinta sezione penale della Corte d’Appello di Milano, ha convalidato il fermo, disponendo la <strong>custodia cautelare in carcere</strong>. Xu è attualmente detenuto nella struttura penitenziaria di <strong>Busto Arsizio</strong>, in provincia di Varese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21450,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Arrestato a Malpensa Xu Zewei: la “spia dei vaccini” nel mirino dell’FBI - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/1206-1024x512.jpg\" alt=\"Arrestato a Malpensa Xu Zewei: la “spia dei vaccini” nel mirino dell’FBI - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21450\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Arrestato a Malpensa Xu Zewei: la “spia dei vaccini” nel mirino dell’FBI - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La giudice ha motivato la misura con il <strong>concreto pericolo di fuga</strong>, evidenziando come Xu fosse appena arrivato in Italia, <strong>senza radicamenti personali o professionali</strong> nel Paese. Alla polizia l’uomo ha dichiarato di essere in <strong>vacanza</strong>. È stato inoltre sequestrato il suo <strong>telefono cellulare</strong>, per cercare eventuali prove o contatti utili a confermare l’impianto accusatorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto riportato negli atti ufficiali, Xu avrebbe operato insieme ad altri <strong>connazionali</strong>, costituendo un’associazione finalizzata al <strong>furto sistematico di dati scientifici e tecnologici</strong> da università e centri di ricerca americani e di altri Paesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso l’estradizione: un caso giudiziario con implicazioni geopolitiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’8 luglio 2025 si terrà a Milano, presso la Corte d’Appello, l’udienza preliminare del procedimento di estradizione. In quella sede verranno confermati i dati anagrafici dell’indagato e sarà formalmente acquisita l’eventuale dichiarazione di consenso o opposizione all’estradizione. Secondo fonti legali, è molto probabile che Xu Zewei decida di opporsi al trasferimento negli Stati Uniti, avviando così una procedura che potrebbe protrarsi per diverse settimane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21438,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Arrestato a Malpensa Xu Zewei: la “spia dei vaccini” nel mirino dell’FBI - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/OIP-3-1024x680.jpg\" alt=\"Arrestato a Malpensa Xu Zewei: la “spia dei vaccini” nel mirino dell’FBI - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21438\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Arrestato a Malpensa Xu Zewei: la “spia dei vaccini” nel mirino dell’FBI - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il caso Xu si colloca in un contesto geopolitico altamente sensibile, in cui la sicurezza informatica e la tutela delle informazioni scientifiche costituiscono priorità assolute per le potenze mondiali. Il sospetto che il gruppo di cui Xu faceva parte abbia agito per conto o con la copertura del governo cinese alimenta ulteriormente le tensioni tra Pechino e Washington. L’Italia, in quanto Paese terzo, si trova a gestire un equilibrio delicato tra rispetto del diritto internazionale, garanzie giudiziarie e relazioni diplomatiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il caso riflette chiaramente un cambiamento nel panorama delle minacce globali: i bersagli oggi non sono più solo strutture militari o governative, ma anche centri di ricerca scientifica, accademici e professionisti impegnati in ambiti cruciali come la salute pubblica. La pandemia da Covid-19 ha amplificato questa dinamica, trasformando le conoscenze mediche in vere e proprie risorse strategiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Xu Zewei, per alcuni una spia al servizio di una campagna globale di intrusione digitale, per altri un semplice tecnico informatico finito nel posto sbagliato al momento sbagliato. Sarà ora compito della giustizia italiana decidere quale delle due versioni prevarrà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/OIP-2-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"cybercrime, estradizione, spionaggio","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-07 18:40:37","stato":"draft","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.msn.com/it-it/notizie/italia/arrestata-in-italia-la-spia-dei-vaccini-covid-chi-%C3%A8-xu-zewei-e-perch%C3%A9-era-ricercato-in-tutto-il-mondo/ar-AA1I6T8Y?ocid=BingHp01&cvid=86f6f27437f84d2afd8c3c7557616007&ei=18","difesanews":"","video_art":"","galleria":""}
{"id":21423,"titolo":"Russia: La Morte di Mikhail Gudkov, Un Colpo Devastante per il Cremlino","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La morte del <strong>vice comandante della Marina russa, Mikhail Gudkov</strong>, rappresenta una pesante sconfitta per il Cremlino. Ucciso il 2 luglio 2025 nella regione di Kursk, Gudkov era una figura di primo piano nelle forze armate russe. La sua morte, avvenuta durante <strong>un attacco missilistico ucraino contro un quartier generale russo</strong>, non solo segna la perdita di un alto ufficiale, ma mette anche in evidenza le gravi difficoltà che l’esercito russo sta affrontando a causa delle perdite tra i suoi vertici militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21426,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Russia: La Morte di Mikhail Gudkov, Un Colpo Devastante per il Cremlino - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/28a69662cc_1000155396-1024x769.webp\" alt=\"Russia: La Morte di Mikhail Gudkov, Un Colpo Devastante per il Cremlino - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21426\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Russia: La Morte di Mikhail Gudkov, Un Colpo Devastante per il Cremlino - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Morte di Mikhail Gudkov</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La notizia della morte di Mikhail Gudkov è stata confermata dal governatore della regione di Primorsky Krai, Oleg Kozhemyako, che lo conosceva personalmente. In un messaggio su Telegram, Kozhemyako ha dichiarato: \"È morto mentre compiva il suo dovere di ufficiale insieme ai suoi commilitoni\". Questo rappresenta una perdita di grande valore per la Marina russa, poiché Gudkov era un leader rispettato e una figura di riferimento per i suoi uomini. Era infatti il comandante della temibile 155ª Brigata di Fanteria di Marina, un'unità d'élite che aveva recentemente respinto le forze ucraine nel fronte di Kursk.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo fonti militari russe, il bombardamento avrebbe colpito direttamente il sito dove si trovava l’ufficiale, causando la sua morte e quella di altri membri dell’unità. Tra le vittime, anche Nariman Shikhaliyev, un altro ufficiale di alto rango e fedele compagno di Gudkov. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mikhail Gudkov era stato recentemente promosso da Vladimir Putin a vice comandante in capo della Marina russa, un incarico di grande responsabilità che gli aveva conferito un ruolo centrale nella gestione delle operazioni navali e costiere russe.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21427,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Russia: La Morte di Mikhail Gudkov, Un Colpo Devastante per il Cremlino - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/gudkov1-768x655-1.jpg\" alt=\"Russia: La Morte di Mikhail Gudkov, Un Colpo Devastante per il Cremlino - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21427\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Russia: La Morte di Mikhail Gudkov, Un Colpo Devastante per il Cremlino - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Circostanze della Morte di Gudkov</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo alcuni canali Telegram militari russi, la posizione del quartier generale di Gudkov potrebbe essere stata scoperta grazie all'intelligence ucraina, che avrebbe ricevuto <strong>informazioni da fonti interne o tramite intercettazioni </strong>di comunicazioni tra marines russi. Questo ha suggerito la possibilità che un infiltrato o una \"talpa\" all’interno delle forze armate russe abbia contribuito alla localizzazione del sito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si stima che almeno quattro missili abbiano colpito il quartier generale a Korenevo, nella regione di Kursk, a circa 30 km dal fronte. Questo attacco ha causato la morte di Gudkov e di altri ufficiali russi di alto rango. La sua morte si inserisce in una serie di attacchi ucraini mirati a decimare la leadership militare russa, un segno che l’intelligence ucraina sta giocando un ruolo sempre più determinante nel conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Implicazioni per l'Esercito Russo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La morte di Mikhail Gudkov è un duro colpo per il morale delle forze armate russe. La perdita di un leader così importante, che guidava una delle unità più temute della Marina russa, mette in evidenza l<strong>e difficoltà che Mosca sta affrontando nel mantenere una leadership stabile e coesa tra le sue forze armate</strong>. Le perdite tra gli ufficiali di alto rango stanno indebolendo la capacità di comando e controllo, compromettendo le operazioni militari sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21430,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Russia: La Morte di Mikhail Gudkov, Un Colpo Devastante per il Cremlino - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/432676.jpg\" alt=\"Russia: La Morte di Mikhail Gudkov, Un Colpo Devastante per il Cremlino - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21430\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Russia: La Morte di Mikhail Gudkov, Un Colpo Devastante per il Cremlino - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, la morte di Gudkov e di altri ufficiali di alto livello evidenzia anche le vulnerabilità delle forze armate russe, che sembrano essere sempre più esposte agli attacchi mirati delle forze ucraine. <strong>La costante perdita di figure di leadership potrebbe avere un impatto significativo sulla capacità della Russia</strong> di rispondere in modo efficace agli sviluppi sul campo di battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il continuo indebolimento delle sue forze armate, la Russia potrebbe trovarsi a fronteggiare sempre maggiori sfide nel cercare di raggiungere i suoi obiettivi strategici in Ucraina. L'intensificarsi degli attacchi mirati e delle perdite tra gli ufficiali di alto livello suggerisce che la guerra potrebbe entrare in una nuova fase, caratterizzata da un maggiore sfruttamento delle debolezze russe.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/432676dfdf.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"guerra in Ucraina, Kursk, Marina russa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-07 16:06:55","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.ilgiornale.it/news/guerra/lattacco-missilistico-ucraino-e-strike-morto-vice-comandante-2504868.html","altre-fonti":"https://it.euronews.com/2025/07/03/ucraina-ucciso-nel-kursk-il-vice-comandante-della-marina-russa-gudkov","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21423-russia-la-morte-di-mikhail-gudkov-un-colpo-devastante-per-il-cremlino.mp4","galleria":""}
{"id":21398,"titolo":"Alliance nel Baltico: la nave italiana guida la difesa sottomarina della NATO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel Mar Baltico, tra fondali intricati e un contesto geopolitico in rapida trasformazione, la NATO ha avviato un'importante missione scientifico-militare volta a proteggere le infrastrutture sottomarine da possibili atti di sabotaggio. Al centro di questa operazione vi è un’eccellenza italiana: la <strong>NRV Alliance</strong> della Marina Militare, la più avanzata nave da ricerca dell’Alleanza Atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Costruita da Fincantieri e affidata al <a href=\"https://www.sto.nato.int/pages/centre-for-maritime-research-and-experimentation.aspx\">Centre for Maritime Research and Experimentation (CMRE)</a> della NATO con sede a La Spezia, <em>Alliance</em> non è solo una nave: è un sofisticato <strong>laboratorio galleggiante</strong>, concepito per testare tecnologie all’avanguardia e sviluppare soluzioni per la sicurezza marittima.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21402,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/1201-1024x577.jpg\" alt=\"Alliance nel Baltico: la nave italiana guida la difesa sottomarina della NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21402\" title=\"Alliance nel Baltico: la nave italiana guida la difesa sottomarina della NATO - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Alliance nel Baltico: la nave italiana guida la difesa sottomarina della NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La missione, che si svolge nelle acque svedesi al largo di Gotland, punta a contrastare un nuovo genere di minacce ibride. Gasdotti, cavi dati e reti ottiche sono infrastrutture essenziali, ma anche vulnerabili. La NATO ha registrato negli ultimi anni <strong>episodi sospetti di interferenze subacquee</strong>, e il rischio di sabotaggi intenzionali è ora considerato concreto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Ci sono stati atti di sabotaggio contro infrastrutture critiche sotto il mare,” ha spiegato <strong>Robert Been</strong>, scienziato capo del CMRE. “Noi stiamo cercando di capire come affrontare questo nuovo tipo di minaccia”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tra tecnologia e simulazione: l’Italia guida l’innovazione NATO sott’acqua</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della missione, l’<em>Alliance</em> ha condotto <strong>esperimenti pionieristici</strong> per il rilevamento acustico di attività anomale sul fondale marino. Tra questi, la <strong>simulazione della caduta di un’àncora</strong> — un metodo ritenuto possibile responsabile di danneggiamenti a condutture sottomarine — ha permesso di testare i sensori installati a bordo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Per la prima volta siamo riusciti a rilevare acusticamente la caduta di un’àncora sul fondale”, ha dichiarato Been. “Abbiamo utilizzato una zavorra per ricreare il rumore specifico dell’impatto, ed è stato molto interessante vedere come il nostro sistema ha reagito”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto ai sensori acustici, la missione si è avvalsa di <strong>veicoli autonomi subacquei (AUV)</strong> come lo <em>Slocum Glider</em> della Teledyne Webb Research, <strong>boe intelligenti</strong>, sonar a bassa frequenza, radar e interfacce per l’<strong>analisi in tempo reale</strong> dei dati raccolti. Il Mar Baltico, ricco di ostacoli naturali e infrastrutture civili, rappresenta un <strong>ambiente operativo complesso</strong>, ma ideale per testare soluzioni avanzate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21399,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/alliance-5-1024x579-1-1024x579.jpg\" alt=\"Alliance nel Baltico: la nave italiana guida la difesa sottomarina della NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21399\" title=\"Alliance nel Baltico: la nave italiana guida la difesa sottomarina della NATO - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Alliance nel Baltico: la nave italiana guida la difesa sottomarina della NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il lavoro dell’<em>Alliance</em> non si limita alla raccolta di dati. Una robusta componente computazionale consente di impiegare gli stessi dati per <strong>prevenzione, supporto decisionale immediato e analisi forense post-evento</strong>, potenziando le capacità di risposta dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Lavorare in queste acque è particolarmente stimolante – ha sottolineato Been – non solo per la geografia, ma anche per il contesto politico, che ci spinge a ripensare e adattare le tecnologie esistenti a nuove minacce. È un atto di innovazione vera e propria”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La NRV Alliance: silenziosa, precisa, italiana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>NRV Alliance</strong> (distintivo ottico A5345, nominativo internazionale IALL) è un’unità <strong>polivalente di ricerca</strong> della Marina Militare Italiana. Dal 1988 è al servizio del programma scientifico della NATO — prima con il SACLANT, poi con il NURC e oggi con il CMRE — consolidando il ruolo dell’Italia come punto di riferimento nella <strong>ricerca acustico-subacquea e ambientale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2016, la nave è stata affidata a personale militare italiano grazie a un accordo tra il Ministero della Difesa e la NATO. Oggi dipende operativamente dal <strong>Comando delle Forze di Contromisure Mine (MARICODRAG)</strong>, sotto la Squadra Navale italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una delle caratteristiche più straordinarie dell’<em>Alliance</em> è il <strong>bassissimo livello acustico</strong>: è una delle navi più silenziose al mondo, condizione indispensabile per il <strong>rilevamento passivo</strong> di movimenti sottomarini. Dispone di 400 metri quadri di laboratori scientifici, apparati di comunicazione e navigazione di ultima generazione, e una poppa progettata per il varo e il recupero di strumentazione marina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21406,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/1202-1024x599.jpg\" alt=\"Alliance nel Baltico: la nave italiana guida la difesa sottomarina della NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21406\" title=\"Alliance nel Baltico: la nave italiana guida la difesa sottomarina della NATO - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Alliance nel Baltico: la nave italiana guida la difesa sottomarina della NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Che sia un mezzo italiano a guidare questa missione non è casuale. L’Italia, attraverso il CMRE e grazie alla <strong>professionalità della Marina Militare</strong>, è da decenni al centro della <strong>ricerca tecnologica marittima della NATO</strong>. Gli equipaggi italiani garantiscono elevata competenza operativa anche in ambienti difficili come il Baltico, assicurando condizioni di lavoro ideali per gli scienziati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’ingresso di <strong>Svezia e Finlandia nella NATO</strong>, la dimensione settentrionale dell’Alleanza assume un’importanza strategica crescente. La <em>NRV Alliance</em>, in questo scenario, rappresenta non solo <strong>un simbolo di cooperazione scientifica-militare</strong>, ma un vero baluardo contro le nuove insidie del “<strong>mare invisibile</strong>”, da cui oggi dipendono sicurezza, energia e comunicazioni per milioni di cittadini europei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/1203.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"baltico, marina militare, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-07 15:27:46","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilnautilus.it/news/internazionale/2025-07-07/la-nato-sperimenta-nel-baltico-in-campo-la-nave-italiana-alliance-contro-i-sabotaggi-sottomarini_167878/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21398-alliance-nel-baltico-la-nave-italiana-guida-la-difesa-sottomarina-della-nato.mp4","galleria":""}
{"id":21397,"titolo":"Ex Capo di Stato Maggiore della Royal Navy congedato con disonore: perde il grado ma non la pensione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Londra, luglio 2025</strong> – L'ex capo della Royal Navy, Ammiraglio Sir Ben Key, ha perso il suo grado ma manterrà la sua pensione, secondo quanto confermato dal Ministero della Difesa britannico. La decisione segue un'<a href=\"https://brigatafolgore.net/regno-unito-il-capo-della-royal-navy-si-dimette-per-uno-scandalo-sessuale-e-la-prima-volta-nella-storia/\">indagine interna</a> che ha rivelato che il suo comportamento \"è venuto meno ai valori e agli standard attesi\" dal personale di servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sir Ben Key, 59 anni, era stato sospeso dal suo ruolo di First Sea Lord a maggio a seguito di accuse di una relazione extraconiugale con una subordinata. <strong>Un'indagine approfondita ha portato alla \"cessazione del servizio e della sua nomina\", come dichiarato in un comunicato del Ministero della Difesa.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"<strong>Il comportamento dell'Ammiraglio Sir Ben Key è risultato gravemente al di sotto dei valori e degli standard attesi dal personale di servizio</strong>\", si legge nella nota del Ministero della Difesa. \"Ciò ha comportato la cessazione del servizio e della sua nomina.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21403,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/2.jpeg\" alt=\"Ex Capo di Stato Maggiore della Royal Navy congedato con disonore: perde il grado ma non la pensione - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21403\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Ex Capo di Stato Maggiore della Royal Navy congedato con disonore: perde il grado ma non la pensione - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong>Ammiraglio Sir Tony Radakin</strong> - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'<strong>Ammiraglio Sir Tony Radakin</strong>, <a href=\"https://www.gov.uk/government/people/tony-radakin\">Capo di Stato Maggiore della Difesa</a>, ha sottolineato l'importanza di questi standard: \"<strong>Ci aspettiamo i più alti standard di comportamento dal nostro personale di servizio e dai nostri funzionari civili. Indaghiamo su tutte le accuse di comportamento inappropriato e intraprenderemo azioni energiche contro chiunque si sia dimostrato inadeguato ai nostri standard, indipendentemente dalla loro anzianità</strong>.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo la conferma del suo congedo, Sir Ben Key ha rilasciato una dichiarazione, esprimendo profondo rammarico: \"Servire come First Sea Lord è stato uno dei più grandi privilegi della mia vita, e rendo omaggio agli ufficiali, ai marinai, ai Royal Marines e ai funzionari civili dedicati e professionali che compongono la Royal Navy.\" Ha poi aggiunto: \"Mi rammarico profondamente per la mia condotta nella primavera dello scorso anno, che è stata ben al di sotto dello standard che mi sono prefissato e che ho fissato per la Royal Navy. Pertanto, accetto pienamente la decisione del Consiglio di Difesa.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ha concluso la sua dichiarazione scusandosi con coloro che ha ferito personalmente e con tutto il personale della Royal Navy, esprimendo gratitudine per il supporto di sua moglie, della famiglia e degli amici in questo momento difficile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Sir Ben Key, padre di tre figli e sposato</strong>, si era unito alla Royal Navy nel 1984 come cadetto universitario. Nel corso della sua lunga carriera, si è qualificato come membro dell'equipaggio di elicotteri e come Ufficiale di Guerra Principale. Ha comandato quattro navi, tra cui il cacciamine HMS Sandown, le fregate HMS Iron Duke e Lancaster, e la portaerei HMS Illustrious. Sir Ben avrebbe dovuto ritirarsi dal suo incarico quest'estate, dopo aver guidato la Royal Navy dal 2021. Il First Sea Lord è il capo professionale della Royal Navy e membro del Consiglio di Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/skynews-admiral-sir-ben-key-5839905.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Congedo, Marina Reale, Pensione, Scandalo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-07 15:22:48","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.forcesnews.com/services/navy/sacked-former-first-sea-lord-loses-admiral-rank-not-pension-ministry-defence-says","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21397-ex-capo-royal-navy-perde-grado-non-pensione.mp4","galleria":""}
{"id":21379,"titolo":"Ucraina: L'Ombra delle Armi Chimiche. L'Italia in Prima Linea nella Difesa CBRN.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Russia sta intensificando l'uso di <strong>armi chimiche</strong> contro l'Ucraina, una pratica ormai considerata \"standardizzata e all'ordine del giorno\" dai servizi segreti olandesi AIVD (servizio di intelligence generale e di sicurezza) e MIVD (servizio di intelligence militare). Questa grave accusa, supportata anche dall'intelligence tedesca, evidenzia una preoccupante escalation nel conflitto e una palese violazione delle convenzioni internazionali. L'allarme è alto, e la risposta internazionale, anche in termini di capacità difensive, diventa cruciale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Accusa degli 007 Olandesi: Oltre 9.000 Attacchi con Armi Chimiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo le informazioni raccolte dai servizi olandesi, che citano fonti all'interno del governo ucraino, dal 2022 l'esercito russo ha effettuato <strong>oltre 9.000 attacchi</strong> in Ucraina utilizzando armi chimiche. Le sostanze più comunemente impiegate sono i <strong>gas lacrimogeni</strong> e la <strong>cloropicrina</strong>. Quest'ultima è particolarmente allarmante, essendo mortale in spazi chiusi e il suo utilizzo è categoricamente proibito dalla Convenzione sulle armi chimiche in qualsiasi circostanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21387,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/reesinkDD-1024x683.jpg\" alt=\"Ucraina: L'Ombra delle Armi Chimiche. L'Italia in Prima Linea nella Difesa CBRN. - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21387\" title=\"Ucraina: L'Ombra delle Armi Chimiche. L'Italia in Prima Linea nella Difesa CBRN. - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ucraina: L'Ombra delle Armi Chimiche. L'Italia in Prima Linea nella Difesa CBRN. - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il direttore del MIVD, il vice ammiraglio Peter Reesink, ha dichiarato che l'uso consolidato della cloropicrina \"dimostra che la Russia sta intensificando l'uso di armi chimiche\" e che \"allo stesso tempo, vediamo che la Russia sta impiegando questo tipo di armi con crescente facilità. Questo aumenta la minaccia rappresentata dal programma russo di armi chimiche\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Conseguenze dell'Uso di Armi Chimiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le vittime dirette dell'esposizione ad armi chimiche sono almeno tre, secondo quanto attribuito dall'Ucraina. Tuttavia, i servizi segreti olandesi sottolineano che \"indirettamente, l'uso di armi chimiche da parte della Russia causa un numero molto maggiore di vittime\". Questo accade perché l'impiego di tali sostanze costringe i soldati ucraini ad abbandonare i loro rifugi, rendendoli facili bersagli per le munizioni convenzionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ministro della Difesa olandese, Ruben Brekelmans, ha definito l'uso sistematico di armi chimiche da parte della Russia \"completamente inaccettabile\", sottolineando l'importanza di rendere pubblica la questione affinché non venga \"normalizzata\". Ha avvertito che abbassare la soglia per l'uso di questo tipo di armi è pericoloso non solo per l'Ucraina, ma anche per il resto d'Europa e del mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Violazioni delle Convenzioni Internazionali e Precedenti Accuse</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Russia è firmataria della Convenzione sulle armi chimiche, che proibisce l'uso di cloropicrina e gas CS come armi. L<a href=\"https://www.opcw.org/\">'Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche </a>(OPCW) ha riscontrato diversi incidenti che coinvolgono il gas CS in Ucraina, sebbene non abbia condotto un'indagine completa. Il comitato esecutivo dell'OPCW si riunirà a breve per discutere della situazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è la prima volta che emergono accuse sull'uso di armi chimiche da parte della Russia in Ucraina. Già nel 2024, il Dipartimento di Stato americano aveva registrato l'uso di cloropicrina contro le truppe ucraine. Inoltre, il generale russo Igor Kirillov, successivamente deceduto, era stato condannato in contumacia da un tribunale ucraino proprio per l'uso di armi proibite.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21388,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/CBRN-training-with-Portuguese-Artillery-Group-22473073361-1024x681.jpg\" alt=\"Ucraina: L'Ombra delle Armi Chimiche. L'Italia in Prima Linea nella Difesa CBRN. - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21388\" title=\"Ucraina: L'Ombra delle Armi Chimiche. L'Italia in Prima Linea nella Difesa CBRN. - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ucraina: L'Ombra delle Armi Chimiche. L'Italia in Prima Linea nella Difesa CBRN. - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Italia in Prima Linea nella Difesa CBRN: L'Esercitazione \"BLACK POISON 2025\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di fronte a minacce chimiche sempre più concrete, la prontezza difensiva è fondamentale. L'Italia, con il suo <strong>7° Reggimento Difesa CBRN \"CREMONA\"</strong>, si conferma un punto di riferimento strategico e un attore chiave nell'Alleanza Atlantica per la protezione contro agenti Chimici, Biologici, Radiologici e Nucleari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ne è un esempio lampante l'esercitazione multinazionale \"<a href=\"https://brigatafolgore.net/black-poison-2025-esercitazione-multinazionale-per-la-difesa-cbrn/\">BLACK POISON 2025</a>\", conclusasi con successo il 30 giugno. Questa importante attività addestrativa ha coinvolto reparti specializzati provenienti da diversi Paesi della NATO, rafforzando l'interoperabilità tra le forze alleate e la gestione delle emergenze in ambienti contaminati. Svoltasi nelle aree di Civitavecchia, Rieti e Santa Severa, l'esercitazione ha simulato complessi scenari di risposta a minacce CBRN, mettendo alla prova le capacità di ricognizione, identificazione, campionamento, decontaminazione e gestione delle crisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Colonnello Dario De Masi, Comandante del 7° Reggimento Difesa CBRN e Direttore dell'esercitazione, ha sottolineato il valore fondamentale della cooperazione internazionale: \"BLACK POISON 2025 rappresenta una tappa cruciale per il mantenimento della prontezza della Combined Joint Chemical, Biological, Radiological and Nuclear Defence Task Force (CJ-CBRND-TF) contro minacce asimmetriche e non convenzionali. La professionalità del personale impiegato e la cooperazione tra le nazioni partecipanti sono la dimostrazione di una risposta integrata e tempestiva.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partecipazione di assetti italiani (come la Scuola Interforze per la Difesa NBC e vari reggimenti specialistici) e alleati (Francia, Germania, Polonia) ha evidenziato il ruolo cruciale del 7° Reggimento Difesa CBRN \"CREMONA\", unica unità specialistica nel suo genere in Italia. Il reggimento prosegue nel suo impegno formativo, addestrativo e di ricerca, con l'obiettivo di sviluppare equipaggiamenti avanzati per garantire la protezione delle forze terrestri e fornire supporto alle organizzazioni statali per la sicurezza nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercitazione \"BLACK POISON 2025\" ha ulteriormente rafforzato le capacità di deterrenza e difesa della NATO contro le minacce CBRN. In un contesto globale sempre più complesso e minaccioso, l'Italia si conferma protagonista nel rafforzamento delle capacità di difesa alleate, dimostrando la sua prontezza a rispondere a minacce non convenzionali e a contribuire alla sicurezza internazionale. La crescente evidenza dell'uso di armi chimiche da parte della Russia solleva serie preoccupazioni a livello internazionale e, come dimostrato dalle esercitazioni, la preparazione e la cooperazione tra le nazioni sono essenziali per affrontare tali sfide.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/6-1-scaled.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"* **Guerra Ucraina-Russia**, **Armi Chimiche**, **Difesa CBRN Italia**, **NATO**","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-07 12:41:57","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/ucraina-il-report-russia-attacca-sempre-piu-con-armi-chimiche_6hyliPhtJtoIyQ6WrXnORn","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21379-ucraina-armi-chimiche-litalia-difesa-cbrn.mp4","galleria":""}
{"id":21369,"titolo":"Paracadutisti su Trevignano: solo chi si addestra può migliorare","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In queste ore diversi articoli di stampa e commenti sui social hanno ironizzato sull’esibizione aviolancistica dei Paracadutisti del <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/185o-reggimento-artiglieria-paracadutisti-folgore/\">185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti Folgore</a></strong> a Trevignano Romano, in occasione della festa per i 12 anni dalla ricostituzione del Reparto. Alcuni Parà, partiti in elicottero da Bracciano, non hanno centrato l’area designata di ammaraggio sul Lago di Bracciano e sono atterrati in zone diverse del centro abitato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Articoli come quello firmato da <strong>Vincenzo Bisbiglia</strong> su <em><a href=\"https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2025/07/07/para-a-trevignano-co-questi-come-potemo-vince-la-guerra/8052603/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Il Fatto Quotidiano</a></em> e rilanciato con ironia dal Direttore <strong>Marco Travaglio</strong> sul suo profilo Facebook <em>\"invece di centrare il loro bersaglio e finire nel lago - non esattamente una pozzanghera, con i suoi “appena” 9 km di diametro\"</em>, insieme ai numerosi commenti che accompagnano i video circolati sui social, da un lato esprimono lo stupore – e anche i sorrisi – di chi ha visto Soldati in mimetica atterrare inaspettatamente nel centro abitato; dall’altro, però, è fondamentale riportare l’episodio nella sua giusta dimensione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attività aviolancistica, specie se militare, è una disciplina <strong>estremamente tecnica e complessa</strong>, che comporta la gestione di molteplici variabili: condizioni meteorologiche, microclimi locali, turbolenze e altre dinamiche dell’ambiente circostante. Anche minime variazioni del vento possono influire sulla traiettoria di discesa, soprattutto in contesti come quelli di un lago circondato da rilievi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Solo chi si addestra davvero conosce questi rischi e sa affrontarli.</strong> L’esercitazione – che, lo ricordiamo, ha causato solo qualche lieve contusione ai militari coinvolti, subito soccorsi – ha messo in evidenza proprio ciò per cui esistono queste attività: addestrarsi, migliorarsi e correggere ogni margine d’errore per essere pronti a operare in qualsiasi scenario, anche il più imprevedibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’addestramento è la vera forza di ogni reparto militare: <strong>è affrontando le difficoltà e gli imprevisti che si cresce</strong> e si rafforza l’efficacia operativa. Ogni errore sul campo di addestramento diventa esperienza utile per evitare conseguenze ben più gravi in contesti reali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chi ha indossato un paracadute almeno una volta sa quanto coraggio, preparazione e sangue freddo richieda questa disciplina. <strong>Non esistono scorciatoie</strong>: solo con un continuo esercizio e la disponibilità a mettersi in gioco, anche, purtroppo, a costo di piccoli incidenti, si può mantenere alto il livello di professionalità che ha sempre contraddistinto la <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Brigata Paracadutisti Folgore</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>L’ironia può strappare un sorriso, ma non deve mai farci dimenticare il valore di uomini e donne che, con abnegazione e spirito di sacrificio, ogni giorno si addestrano affrontando rischi per essere pronti a servire il Paese.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Folgore continuerà ad addestrarsi, ad affrontare ogni sfida e a migliorarsi, perché è questo che la rende una delle eccellenze delle Forze Armate Italiane. Anche a costo di commettere errori durante l’addestramento, consapevole che <strong>solo chi si addestra davvero può dare il massimo in operazioni reali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contesto geopolitico internazionale è complesso: l’Iran, l’Ucraina, Gaza ci ricordano che il mondo è tutt’altro che stabile. <strong>Sarebbe davvero preoccupante se i nostri militari fossero chiusi nelle caserme come normali impiegati statali</strong>, invece di prepararsi ad affrontare ogni possibile scenario. Ma sta accadendo l’esatto contrario: il Sistema Difesa italiano è oggi una pentola in ebollizione, con un’intensa attività addestrativa su tutti i fronti – mare, terra, aria e persino nel dominio cibernetico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Avanti così. <strong>Solo chi non si lancia non sbaglia mai l’atterraggio. O l'ammaraggio.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/1200x800lancio.jpg","categoria":"Aviotruppe, Blog","tags":"folgore, Trevignano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-07 11:47:46","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21369-paracadutisti-su-trevignano-solo-chi-si-addestra-puo-migliorare.mp4","galleria":""}
{"id":21353,"titolo":"Sicurezza Nazionale - la Difesa rivoluziona il Procurement","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Roma, 7 luglio 2025</strong> – Il Ministero della Difesa si appresta a presentare un emendamento cruciale che punta a<strong> rivoluzionare l'acquisizione di materiali ed equipaggiamenti militari,</strong> un passo audace e necessario per<a href=\"https://brigatafolgore.net/crosetto-piano-per-riarmo-e-rilevanza-nella-nato/\"> rafforzare le capacità difensive dell'Italia</a>. Questa iniziativa, volta a snellire le procedure di acquisto e a garantire un'immediata risposta alle esigenze delle nostre Forze Armate, è un segnale forte e chiaro della volontà del Paese di salvaguardare la propria sicurezza in un panorama geopolitico in continua evoluzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'emendamento, promosso dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, nasce dalla profonda consapevolezza delle attuali <strong>carenze difensive e dell'urgenza di colmarle</strong>. Prevedendo l'accelerazione dei contratti per la produzione e il commercio di armi e materiale bellico – un segmento stimato intorno al 5% delle stipule totali – l'Italia si dota degli strumenti indispensabili per affrontare qualsiasi scenario, tutelando la vita dei propri cittadini e gli interessi nazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Impegno Concreto per la Patria: Investimenti Strategici per il Futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Governo è fermamente convinto che gli investimenti nel settore della difesa siano una priorità assoluta e un dovere morale verso la Nazione. Come ha sottolineato il Ministro degli Esteri, <strong>Antonio Tajani</strong>, le Forze Armate sono <strong>un pilastro fondamentale per la sicurezza interna ed esterna del Paese,</strong> intervenendo prontamente in caso di calamità naturali, emergenze umanitarie o minacce terroristiche. Il loro ruolo è insostituibile, e garantire loro i mezzi migliori è un investimento nel futuro e nella stabilità dell'Italia. Questo impegno si allinea perfettamente con gli accordi internazionali, inclusi quelli dell'Aja, che prevedono un investimento del 5% del PIL in spese militari, a testimonianza di una visione lungimirante e responsabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21358,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Sicurezza Nazionale - la Difesa rivoluziona il Procurement - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/a1f771ba-f02a-4ca8-b7cf-a904d797330f-1024x693.jpg\" alt=\"Sicurezza Nazionale - la Difesa rivoluziona il Procurement - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21358\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sicurezza Nazionale - la Difesa rivoluziona il Procurement - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A testimonianza della concretezza di questo impegno, dall'inizio della Legislatura, il Ministero della Difesa, sotto la guida dell'Onorevole Crosetto, ha già sottoposto alle Commissioni Difesa del Parlamento ben <strong>ventisette nuovi programmi militari</strong>. Tutti hanno ricevuto parere favorevole, comportando un <strong>onere finanziario pluriennale di 34,6 miliardi di euro</strong> e un impegno annuale tra i 700 e gli 800 milioni per il 2024 e il 2025. Di questi, quindici sono programmi di <strong>riarmo</strong>, per un costo totale di 22,8 miliardi di euro e un impegno finanziario di circa mezzo miliardo sia per quest'anno che per il prossimo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Potenziamento delle Forze Armate: Un Dettaglio degli Investimenti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi investimenti massicci e mirati toccano ogni ramo delle Forze Armate, assicurando un ammodernamento capillare e una maggiore efficienza operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l'<strong>Esercito</strong>, il programma più significativo è l'acquisizione di circa <strong>270 nuovi carri armati Panther</strong> (8,2 miliardi di euro), prodotti dalla tedesca Rheinmetall e personalizzati da Leonardo, che garantiranno una superiore capacità di deterrenza e manovra. Si aggiungono circa <strong>270 blindati Flyer</strong> per le forze speciali (230 milioni) e un robusto rinnovo dell'arsenale bellico con <strong>21 batterie missilistiche semoventi a lunga gittata Himars</strong> (960 milioni) e nuove forniture per rimpiazzare le armi cedute a Kiev, inclusi <strong>lanciamissili spalleggiabili Stinger</strong> (808 milioni) e quasi <strong>900 missili anticarro Spike</strong> (92 milioni). Gli investimenti si estendono anche all'addestramento e alle infrastrutture, con un innovativo <strong>simulatore di combattimento</strong> (160 milioni), nuovi <strong>poligoni di tiro indoor</strong> (63 milioni), una <strong>nuova scuola elicotteri a Viterbo</strong> (608 milioni) e l'ammodernamento delle <strong>caserme</strong> (quasi 1,5 miliardi). Infine, è stato rinnovato il parco veicoli dell'operazione \"Strade Sicure\" con <strong>2.400 Jeep Wrangler</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'<strong>Aeronautica Militare</strong> si rafforza con l'acquisto di <strong>24 nuovi caccia Typhoon</strong> (quasi 7,5 miliardi di euro), velivoli che erano stati precedentemente cancellati ma che ora rappresentano un'irrinunciabile spinta al potenziamento. Inoltre, l'Italia sarà dotata dei suoi primi <strong>droni armati Astore</strong> (76 milioni), prodotti da Leonardo, che forniranno nuove capacità operative. Significativi anche gli investimenti per <strong>alianti da addestramento</strong> (2 milioni) e l'imponente programma di <strong>ammodernamento delle basi aeree</strong> (quasi 6 miliardi).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21355,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Sicurezza Nazionale - la Difesa rivoluziona il Procurement - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/tabella-procurement-XIX-legislatura.jpg\" alt=\"Sicurezza Nazionale - la Difesa rivoluziona il Procurement - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21355\" style=\"width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sicurezza Nazionale - la Difesa rivoluziona il Procurement - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la <strong>Marina Militare</strong>, sono previsti tre programmi chiave per la componente aerea imbarcata: l'acquisto di <strong>migliaia di missili aria-aria e bombe aeree per gli F-35B</strong> (682 milioni), la dotazione di <strong>nuovi missili antinave Marte per gli elicotteri Nh-90</strong> (390 milioni) e <strong>nuovi droni ad ala fissa e rotante</strong> (192 milioni). La flotta navale sarà potenziata con l'acquisto di <strong>due nuove fregate Fremm Evo</strong> (1,9 miliardi) e l'ammodernamento elettronico di due fregate classe Doria (240 milioni). Fondamentali anche l'acquisizione di un'ultima <strong>coppia di sottomarini U-212 classe Todaro NFS</strong> (oltre 1,3 miliardi) e una <strong>nave specializzata per bonifiche fondali e monitoraggio delle infrastrutture strategiche sottomarine</strong> (70 milioni), affiancata da una centrale operativa subacquea (60 milioni), tutti forniti da Fincantieri. Parallelamente, si procederà con l'ammodernamento degli arsenali (233 milioni) e delle basi navali (oltre 1,7 miliardi).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A beneficio di tutte le <strong>Forze Armate</strong>, è prevista l'acquisizione e messa in orbita di un <strong>nuovo satellite per comunicazioni militari Sicral</strong> (300 milioni), prodotto da Thales Alenia. Infine, per i <strong>Carabinieri</strong>, è stato approvato l'acquisto di un <strong>simulatore di volo</strong> (29 milioni) per l'addestramento dei piloti di elicotteri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Innovazione e Sicurezza: I Fondamenti dell'Emendamento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'emendamento si articola su due principi innovativi e fondamentali. Il primo prevede una <strong>deroga al controllo preventivo della Corte dei Conti</strong>, bilanciata dalla creazione di una <strong>commissione speciale</strong>. Questa commissione, composta da figure di alto profilo come un magistrato del Consiglio di Stato, un avvocato dello Stato, e rappresentanti delle Forze Armate e della Direzione Nazionale degli Armamenti, assicurerà la massima trasparenza e regolarità dei contratti, garantendo che ogni risorsa sia impiegata con la massima efficacia e integrità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il secondo pilastro introduce la possibilità di <strong>sottoporre i contratti a segreto</strong>, un provvedimento essenziale per tutelare la sicurezza nazionale. Questa misura, giustificata dalla necessità di salvaguardare informazioni \"sensibili\" e strategiche per l'Italia, rafforza la capacità del Paese di operare con discrezione e determinazione in contesti complessi, proteggendo gli assetti vitali della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il documento, già perfezionato dagli uffici legislativi, è pronto per essere presentato come emendamento, verosimilmente al decreto infrastrutture. La ferma intenzione del Ministero della Difesa è quella di ottenere un rapido via libera, consentendo all'Italia di intraprendere con decisione la strada dell'ammodernamento militare e di affrontare con rinnovata forza le sfide del nostro tempo. È un passo coraggioso e necessario per una Nazione che vuole essere protagonista della propria sicurezza e garante della propria sovranità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/procurement.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"difesa, Italia, militare, sicurezza","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-07 08:59:19","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.milex.org/2024/07/25/tutti-i-programmi-militari-e-di-riarmo-di-crosetto/","altre-fonti":"https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2025/07/06/spese-militari-emendamento-prevede-commissione-speciale_faabd611-dd39-4415-8ab2-71a335362ce2.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21353-sicurezza-difesa-rivoluziona-procurement.mp4","galleria":""}
{"id":21342,"titolo":"Onore ai Caduti! Thomas D'Alba, già paracadutista della Folgore, ucciso in Ucraina","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Thomas D’Alba, un italiano che ha sacrificato la propria vita al fianco delle forze ucraine, è stato ucciso durante un combattimento a Sumy, nel nord dell’Ucraina, verso la metà di giugno 2025.</strong> La notizia della sua morte è stata divulgata su X (ex Twitter) dal giornalista ucraino Vladislav Maistrouk, che lo conosceva e lo aveva incontrato recentemente. Sebbene D'Alba risultasse inizialmente disperso, si crede che sia morto. La sua morte ha scatenato una serie di reazioni, comprese numerose critiche e insulti sui social, che hanno sollevato interrogativi sulla sua decisione di unirsi al conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un uomo con una doppia passione: la Folgore e la musica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nato a Legnano nel 1985, <strong>Thomas D'Alba era un ex paracadutista della Folgore, un'unità di élite dell'Esercito italiano</strong>. Dopo aver prestato servizio in missioni all’estero, aveva deciso di abbandonare la carriera militare per dedicarsi alla musica, una sua grande passione. Diplomato in una scuola professionale di musica, D'Alba aveva lavorato per oltre dieci anni come insegnante di batteria presso la <strong>Scuola di Musica Niccolò Paganini di Legnano</strong>. Nonostante la sua carriera stabile e apprezzata nel campo dell'insegnamento, la chiamata dell’Ucraina lo portò a fare una scelta radicale nel 2024: partire per combattere al fianco delle forze ucraine contro l’invasione russa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21344,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/2012-12-folgore-1024x573.jpg\" alt=\"Onore ai Caduti! Thomas D'Alba, già paracadutista della Folgore, ucciso in Ucraina - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21344\" title=\"Onore ai Caduti! Thomas D'Alba, già paracadutista della Folgore, ucciso in Ucraina - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Onore ai Caduti! Thomas D'Alba, già paracadutista della Folgore, ucciso in Ucraina - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un insegnante combattente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il suo ex direttore di scuola, <strong>Fabio Poretti, lo ricorda come \"un insegnante combattente\"</strong>, descrivendo come Thomas fosse amato dai suoi allievi e dalla comunità scolastica. \"Non ci ha mai spiegato cosa l'abbia spinto a partire\", ha dichiarato Poretti, \"ma chi lo conosceva sa che non si trattava di una motivazione economica. Era un uomo giusto, non in vendita\". Durante i mesi passati in Ucraina, D’Alba non ha mai interrotto i contatti con la scuola. Quando poteva, inviava messaggi per rassicurare gli amici che stava bene.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, durante i suoi giorni di riposo dal fronte, T<strong>homas si recava negli ospedali ucraini per suonare per i bambini ricoverati</strong>, un gesto che testimoniava il suo spirito altruista e il suo impegno umanitario. La sua morte ha scosso profondamente tutti coloro che lo conoscevano, eppure sui social si è scatenata una controversia che ha sollevato polemiche sul suo ruolo nel conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La decisione di andare a combattere</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante il suo passato militare e l’amore per la musica, la scelta di D'Alba di combattere al fianco dell'Ucraina ha suscitato critiche sui social, in particolare da chi lo ha accusato di aver scelto una causa lontana dalla sua vita quotidiana. Nonostante ciò, <strong>D'Alba non ha mai avuto dubbi sulla giustezza della sua scelta</strong>. In un messaggio condiviso con i suoi ex colleghi della Folgore, aveva scritto: \"Sono stato in molte missioni all'estero e a volte mi chiedevo se fossi dalla parte giusta. In Ucraina non ho mai avuto questo dubbio\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21345,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Soldati-ucraini-in-trincea-a-Mykolaiv-2-1024x576.jpg\" alt=\"Onore ai Caduti! Thomas D'Alba, già paracadutista della Folgore, ucciso in Ucraina - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21345\" title=\"Onore ai Caduti! Thomas D'Alba, già paracadutista della Folgore, ucciso in Ucraina - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Onore ai Caduti! Thomas D'Alba, già paracadutista della Folgore, ucciso in Ucraina - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La morte di Thomas D'Alba si inserisce in un quadro più ampio di italiani che hanno scelto di unirsi al conflitto in Ucraina. Al momento della sua morte, D'Alba era il settimo italiano ad aver perso la vita in guerra. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ricordo degli amici e colleghi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante la critica diffusa, il ricordo di D'Alba tra coloro che lo conoscevano rimane positivo. Il cantautore Fabio De Vincente, che ha condiviso esperienze musicali con lui in Ucraina, lo ricorda come<strong> una persona \"vera, etica, pura, sincera\"</strong>. Insieme, avevano suonato per i bambini negli ospedali ucraini, un gesto che ha rivelato la sua doppia natura: soldato e uomo di pace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un mondo diviso dalle opinioni sulla guerra, <strong>Thomas D'Alba rappresenta un esempio per tutti</strong>, un uomo che ha messo la sua vita in gioco per una causa che credeva giusta. La sua storia rimarrà un simbolo della passione per la giustizia e per la musica che ha definito la sua vita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Thomas D'Alba, un uomo che ha scelto di non restare a guardare, è stato un soldato, un insegnante, un uomo di musica e di cuore</strong>. La sua morte ci lascia con una riflessione sulla natura del conflitto e sulle scelte personali che possono segnare il destino di una vita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/l.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"#Combattente, #Folgore, #Ucraina, ChatGPT ha detto: #ThomasDAlba, paracadutista","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-06 18:04:47","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/ucraina-morto-un-italiano-in-battaglia-a-sumy-chi-era-thomas-dalba_6qs52ThrXk3yvfVs1uY7dH#google_vignette?refresh_ce","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21342-thomas-dalba-paracadutista-folgore-ukraina.mp4","galleria":""}
{"id":21330,"titolo":"US Army sperimenta la Stampa 3D per i Droni, porta della Produzione Massiva","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Huntsville, Alabama</em> – L'Esercito degli Stati Uniti ha avviato una <strong>serie di esperimenti di stampa 3D per la produzione di droni aerei di piccole dimensioni</strong>, destinati ad essere utilizzati nei programmi di addestramento dei soldati. L'iniziativa, ancora nelle sue fasi iniziali, punta a soddisfare una necessità crescente: replicare la minaccia degli UAV (Unmanned Aerial Vehicles) durante le esercitazioni, con l'obiettivo di preparare le truppe a fronteggiare i droni nemici a un costo notevolmente ridotto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Approccio Economico e Efficiente alla Produzione di Droni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Generale James Rainey</strong>, capo del <em>Army Futures Command</em>, ha sottolineato l'importanza di una produzione rapida e a basso costo: “<strong>Abbiamo bisogno di replicare la minaccia degli UAV durante l'addestramento, ma a un prezzo ridicolo. Non abbiamo bisogno di telecamere di lusso o di altre tecnologie costose</strong>”, ha dichiarato durante la conferenza dell'Association of the US Army.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto si ispira agli <strong>esempi pratici derivanti da conflitti recenti, come quello in Ucraina, </strong>dove l'esercito di Kiev ha utilizzato la stampa 3D per produrre droni, e in Myanmar, dove le forze ribelli hanno adottato metodi simili. Questi esempi hanno dimostrato come <strong>la produzione a basso costo di droni possa trasformare le dinamiche di un conflitto, </strong>offrendo soluzioni pratiche e immediate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21336,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"US Army sperimenta la Stampa 3D per i Droni, porta della Produzione Massiva - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/DroneCage3Dprinter-1024x768.jpg\" alt=\"US Army sperimenta la Stampa 3D per i Droni, porta della Produzione Massiva - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21336\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">US Army sperimenta la Stampa 3D per i Droni, porta della Produzione Massiva - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Produzione Iniziale e le Prospettive Future</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ad oggi, l'Esercito ha avviato la produzione di circa 10 droni di gruppo 1 (peso inferiore ai 20 kg) a settimana. La produzione avviene in due sedi principali: il <em>Rock Island Arsenal</em> in Illinois, che stampa i droni, e il <em>Tobyhanna Army Depot</em> in Pennsylvania, dove vengono integrati i componenti elettronici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il passo successivo consiste nel decidere se espandere la produzione. Il Generale Christopher Mohan, comandante in seconda del <em>Army Material Command</em>, ha dichiarato che potrebbero volerci alcuni mesi per arrivare a una decisione finale. Se la produzione su larga scala dovesse essere approvata, l'Esercito esaminerà modi per aumentare la produzione fino a raggiungere numeri molto più elevati, anche considerando <strong>il passaggio dalla stampa 3D alla tecnologia di stampaggio a iniezione, che potrebbe consentire la produzione di 10.000 droni al mese.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Prospettive di Integrazione con Altri Sistemi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'uso della stampa 3D non si limiterà ai droni, ma si estenderà anche ad altri veicoli da combattimento e elicotteri. Il prossimo passo includerà l'analisi delle parti dei veicoli come l'elicottero <em>UH-60 Black Hawk</em>, l'<em>AH-64 Apache</em> e i trasportatori personali <em>M113</em>, per determinare quali componenti possono essere prodotti tramite stampa 3D. <strong>Utilizzando i <em>digital twins</em> (modelli digitali precisi), l'Esercito mapperà digitalmente questi veicoli per identificare le parti adatte a una produzione tramite tecniche avanzate.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21337,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"US Army sperimenta la Stampa 3D per i Droni, porta della Produzione Massiva - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/IMG-3423-2-1024x576-1.jpg\" alt=\"US Army sperimenta la Stampa 3D per i Droni, porta della Produzione Massiva - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21337\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">US Army sperimenta la Stampa 3D per i Droni, porta della Produzione Massiva - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Nuovo Capitolo per l'Esercito e la Tecnologia di Produzione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sperimentazione in corso con <strong>la stampa 3D rappresenta un passo significativo verso l'adozione di tecnologie innovative nell'addestramento e nella preparazione militare</strong>. Se l'iniziativa avrà successo, potrà non solo rivoluzionare la preparazione dei soldati, ma anche <strong>aprire la strada per una produzione militare più rapida, economica e flessibile, riducendo i costi e migliorando l'efficacia delle operazioni sul campo.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Esercito degli Stati Uniti sta quindi facendo un passo decisivo nel futuro della tecnologia bellica, combinando l'innovazione della produzione digitale con la necessità di prepararsi alle sfide moderne della guerra aerea e delle minacce provenienti dai droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/3d.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#EsercitoUSA, #ProduzioneDroni, #Stampa3D, #TecnologiaMilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-05 14:49:15","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://breakingdefense.com/tag/in-focus-future-army-tech/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21330-us-army-sperimenta-la-stampa-3d-per-i-droni-porta-della-produzione-massiva.mp4","galleria":""}
{"id":21308,"titolo":"Visita strategica nei Balcani: il Generale di Corpo d'Armata Iannucci incontra il contingente italiano in Kosovo e Bosnia-Erzegovina","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci, Comandante Operativo di Vertice Interforze (COVI), ha recentemente concluso una visita di due giorni nei Balcani occidentali, una regione strategica ma anche estremamente delicata per gli equilibri geopolitici europei. Durante il suo soggiorno, il Generale di Corpo d’Armata Iannucci ha avuto l’opportunità di incontrare i militari italiani impegnati nelle operazioni NATO \"Joint Enterprise\" in Kosovo e nell'European Union Force (EUFOR) \"Althea\" in Bosnia-Erzegovina. Questa visita ha rappresentato una preziosa occasione per il Comandante del COVI di monitorare da vicino le operazioni sul campo e per rafforzare i legami di cooperazione con le forze internazionali e le autorità locali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il contributo strategico dell'Italia nelle missioni internazionali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visita è iniziata con l’arrivo del Generale di Corpo d’Armata Iannucci all’aeroporto militare di Slatina, a Pristina, dove è stato accolto dal Comandante della KFOR, il Generale di Divisione Enrico Barduani, e dal Colonnello Cristian Margheriti, Addetto per la Difesa in Macedonia del Nord e Kosovo. Dopo aver ricevuto un aggiornamento sulla situazione generale e sulle operazioni in corso, il Comandante del COVI ha avuto l'opportunità di incontrare i Carabinieri del Reggimento MSU (Multinational Specialized Unit), guidati dal Colonnello Alberto Santini. Il Generale ha anche incontrato l’Ambasciatore d'Italia a Pristina, Maurizio Antonini, e il Comandante della missione EULEX (European Union Rule of Law Mission) in Kosovo, il Generale di Divisione Giovanni Pietro Barbano. In questi incontri, sono state sottolineate le sfide della regione e l’importanza di proseguire con l’impegno internazionale per garantire la stabilità e la pace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21313,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Visita strategica nei Balcani: il Generale di Corpo d'Armata Iannucci incontra il contingente italiano in Kosovo e Bosnia-Erzegovina - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Il-COMCOVI-e-il-Comandante-delle-Forze-di-Sicurezza-1024x682.jpg\" alt=\"Visita strategica nei Balcani: il Generale di Corpo d'Armata Iannucci incontra il contingente italiano in Kosovo e Bosnia-Erzegovina - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21313\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Visita strategica nei Balcani: il Generale di Corpo d'Armata Iannucci incontra il contingente italiano in Kosovo e Bosnia-Erzegovina - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un momento di grande significato della visita è stato l'incontro con il Ministro della Difesa kosovaro, Ejup Maqedonci, e il Comandante delle Kosovo Security Forces, Tenente Generale Bashkim Jashari. In questa occasione, il Generale di Corpo d’Armata Iannucci ha enfatizzato l’importanza della cooperazione tra le forze internazionali e le autorità locali, riconoscendo che la stabilità del Kosovo è cruciale non solo per la regione, ma anche per gli equilibri internazionali. Il Comandante del COVI ha anche avuto l’opportunità di portare i saluti del Ministro della Difesa Guido Crosetto e del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, al personale di KFOR e al Regional Command West, esprimendo gratitudine per il loro impegno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale di Corpo d’Armata Iannucci ha poi proseguito il suo viaggio a Sarajevo, dove ha incontrato il Comandante della missione EUFOR “Althea”, il Maggior Generale Florin-Marian Barbu, a Camp Butmir. Qui, il Comandante del COVI ha espresso parole di apprezzamento verso gli uomini e le donne del contingente italiano, composto da circa 330 militari, che operano sia presso il NATO Headquarters di Sarajevo che nella missione EUFOR. I militari italiani sono impegnati in una regione complessa, dove la presenza di forze internazionali è essenziale per mantenere la pace e la stabilità. In questo contesto, il Generale di Corpo d’Armata Iannucci ha ringraziato il contingente per la loro professionalità, l’impegno e la dedizione, sottolineando quanto la loro missione sia strategicamente rilevante per la sicurezza dell’Italia e dell’intera Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21314,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Visita strategica nei Balcani: il Generale di Corpo d'Armata Iannucci incontra il contingente italiano in Kosovo e Bosnia-Erzegovina - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Un-momento-della-visita-a-Camp-Butmir-1024x600-1-1024x600.jpg\" alt=\"Visita strategica nei Balcani: il Generale di Corpo d'Armata Iannucci incontra il contingente italiano in Kosovo e Bosnia-Erzegovina - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21314\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Visita strategica nei Balcani: il Generale di Corpo d'Armata Iannucci incontra il contingente italiano in Kosovo e Bosnia-Erzegovina - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il messaggio di vicinanza alle forze italiane in Kosovo e Bosnia-Erzegovina</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei momenti più toccanti della visita è stato il discorso del Generale di Corpo d’Armata Iannucci al personale italiano impegnato in Kosovo e Bosnia-Erzegovina. Rivolgendosi agli uomini e alle donne delle forze armate italiane, ha voluto esprimere un messaggio di concreta vicinanza: “In Italia si percepisce l’importanza di ciò che fate. La vostra presenza, insieme a quella dei vostri colleghi, è un tassello essenziale della nostra sicurezza.” Il Comandante del COVI ha aggiunto: “Non vi ringrazio per il vostro lavoro – perché è vostro dovere – ma vi ringrazio per come lo svolgete. Si può rappresentare il proprio Paese in molti modi, e voi lo fate nel migliore: con professionalità, rispetto, dignità e impegno.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21312,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Visita strategica nei Balcani: il Generale di Corpo d'Armata Iannucci incontra il contingente italiano in Kosovo e Bosnia-Erzegovina - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Lintervento-del-COMCOVI-a-Camp-Butmir-860x450-1-1024x536.jpg\" alt=\"Visita strategica nei Balcani: il Generale di Corpo d'Armata Iannucci incontra il contingente italiano in Kosovo e Bosnia-Erzegovina - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21312\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Visita strategica nei Balcani: il Generale di Corpo d'Armata Iannucci incontra il contingente italiano in Kosovo e Bosnia-Erzegovina - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste parole di apprezzamento hanno avuto un forte impatto sul morale del personale, che ogni giorno si trova a fronteggiare sfide difficili in un contesto operativo ad alta intensità. Il Generale di Corpo d’Armata Iannucci ha enfatizzato come l'uniforme indossata dai militari italiani sia un simbolo forte, che porta con sé un messaggio potente di impegno, sicurezza e stabilità. In questo modo, la missione italiana nei Balcani non è solo un’operazione di mantenimento della pace, ma una dimostrazione concreta di come l'Italia rappresenti i suoi valori in contesti internazionali difficili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/istockphoto-1131128079-612x612-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#EUFORAlthea, #GeneraleIannucci, #KFOR","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-04 22:16:36","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.reportdifesa.it/comando-operativo-di-vertice-interforze-il-generale-di-corpo-darmata-giovanni-maria-iannucci-in-visita-in-bosnia-erzegovina-e-kosovo-unopportunita-di-osservare-da-vicino-lo-stato-d/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21308-visita-strategica-nei-balcani-il-generale-di-corpo-darmata-iannucci-incontra-il-contingente-italiano-in-kosovo-e-bosnia-erzegovina.mp4","galleria":""}
{"id":21319,"titolo":"472 Volontari giurano fedeltà all'Italia","contenuto_html":"<!-- wp:heading {\"level\":4} -->\n<h4 class=\"wp-block-heading\">​​​​All’interno del <strong>Castello S​caligero di Villafranca di Verona</strong>, 472 Volontari in ferma iniziale (443 uomini e 29 donne) dell'85° RAV, appartenenti al 1° Blocco 2025, hanno giurato fedeltà alla Repubblica Italiana.<br><br>Alla cerimonia, preceduta dallo sfilamento del reggimento lungo il viale principale della cittadina e presieduta dal <strong>Capo di Sato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d'Armata Carmine Masiello</strong>, hanno preso parte autorità civili, militari e religiose locali e i familiari dei giurandi.<br><br>Al cospetto della <strong>Bandiera di Guerra del Reggimento</strong>, i Volontari hanno prestato Giuramento solenne pronunciando la tradizionale formula del “lo giuro” e cantando all'unisono l'Inno di Mameli, eseguito dalla Banda dell’Esercito.<br><br>“La vostra scelta vi fa onore e riempie di orgoglio i vostri cari e la vostra nuova famiglia, quella dell’Esercito. Avete avuto un piccolo assaggio di un percorso che, passando per traguardi successivi, vi porterà gioie e soddisfazioni, ma nel quale non mancheranno le difficoltà e i momenti in cui bisognerà superare fatiche più grandi di noi. In quei momenti, bisognerà trovare nei valori dell’Istituzione la forza di rialzarsi, di caricarsi sulle spalle chi non ce la fa e di essere pronti a spendersi per gli altri, senza mai lasciare nessuno indietro. Non scordatelo mai! Gridando “lo giuro” vi siete assunti la responsabilità di servire il Paese, in ogni evenienza. È un impegno che non ammette scorciatoie né deroghe e flessioni, in cui conta solo il lavoro duro e il rispetto per tutti coloro che hanno dato la propria vita per il Tricolore. Siate sempre fieri della scelta fatta. E’ il vostro dovere che consente ai nostri concittadini di vivere in sicurezza, in libertà e in democrazia.”, sono state le parole del Capo di SME rivolte ai giovani soldati del 1° Blocco 2025.<br><br>La sera antecedente alla cerimonia di Giuramento, la Banda dell’Esercito ha eseguito un concerto a favore dei genitori dei giurandi e della cittadinanza locale, accorsa numerosa allo spettacolo musicale.<br><br>​ I Volontari del 1° Blocco 2025° a fine corso lasceranno la città di Verona per raggiungere le scuole di specializzazione della Forza Armata.</h4>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21321,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"472 Volontari giurano fedeltà all'Italia - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/giura-vfi-250704-3-1024x683.png\" alt=\"472 Volontari giurano fedeltà all'Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21321\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">472 Volontari giurano fedeltà all'Italia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/giura-vfi-250704-6.png","categoria":"Nazionali","tags":"85RAVVerona, CapoSME, GiuramentoEsercito, Militari2025","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-04 21:30:48","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Giurano-i-VFI-dell-85-Reggimento-Addestramento-Volontari-Verona250704.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21319-472-volontari-giurano-fedelta-allitalia.mp4","galleria":""}
{"id":21292,"titolo":"Il Ponte sullo Stretto di Messina e il 5% NATO: Un Asse Strategico con Sigonella e la Brigata Aosta","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Mediterraneo è da sempre un crocevia di interessi geopolitici, un palcoscenico in cui la stabilità regionale si intreccia indissolubilmente con la sicurezza globale. In questo contesto, la Sicilia assume un ruolo di avamposto strategico per l'Italia e per l'Alleanza Atlantica. Le infrastrutture esistenti, come la vitale base di Sigonella, e la presenza di unità militari pronte all'azione, come la Brigata Aosta, sono pilastri fondamentali di questa proiezione di forza. A queste si aggiunge ora un elemento di discussione che, in maniera inaspettata, è entrato nell'orbita degli investimenti per la difesa: il <strong>Ponte sullo Stretto di Messina</strong>. L'idea di classificare quest'opera come strategica per la NATO, rientrando così nel 5% del PIL richiesto per la difesa, sta aprendo nuove prospettive e accesi dibattiti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21265,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/250624SIGONELLAphoto01.jpg\" alt=\"Straordinario risultato : in Sicilia la prima scuola per i piloti degli F-35 fuori dagli USA - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21265\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Il Ponte sullo Stretto di Messina e il 5% NATO: Un Asse Strategico con Sigonella e la Brigata Aosta - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Ponte sullo Stretto di Messina e il 5% NATO: Un Asse Strategico con Sigonella e la Brigata Aosta - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sigonella: Il Cuore Pulsante della Sicurezza nel Mediterraneo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Base Aeronavale di Sigonella</strong>, situata nella piana di Catania, non è solo una base militare; è un vero e proprio epicentro operativo nel Mediterraneo. La sua posizione geografica, equidistante da aree di crisi come il Nord Africa e il Medio Oriente, la rende insostituibile per le operazioni di sorveglianza marittima, intelligence, supporto logistico e proiezione di forza. Dalla sua fondazione, Sigonella ha visto un flusso costante di velivoli militari, droni avanzati e personale di diverse nazioni NATO, primariamente statunitense, confermando il suo status di hub cruciale per le missioni di sicurezza e antiterrorismo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua importanza è cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni, in un contesto di crescenti incertezze geopolitiche. La capacità di Sigonella di ospitare una vasta gamma di asset aerei, inclusi i sofisticati P-8 Poseidon per la guerra antisommergibile e i droni Global Hawk per la sorveglianza a lungo raggio, ne fa uno strumento indispensabile per la raccolta di informazioni e la risposta rapida. È il baricentro dal quale si irradia l'influenza NATO, garantendo la sicurezza delle rotte marittime e la capacità di intervento in scenari complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20502,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/98b25f42-fef4-44e5-9624-3ae209c37041-F-1024x576.jpg\" alt=\"Cambio di Comando alla NISRF: La Forza di Intelligence della NATO alla Base di Sigonella - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20502\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Il Ponte sullo Stretto di Messina e il 5% NATO: Un Asse Strategico con Sigonella e la Brigata Aosta - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Ponte sullo Stretto di Messina e il 5% NATO: Un Asse Strategico con Sigonella e la Brigata Aosta - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Brigata Aosta: Una Presenza Strategica Radicata nel Territorio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Complementare alla potenza aerea di Sigonella è la presenza sul territorio della <strong>Brigata Meccanizzata \"Aosta\"</strong>. Con il suo comando a Messina e le sue unità dislocate in diverse province siciliane, la Brigata Aosta rappresenta una componente terrestre essenziale delle Forze Armate italiane. Questa Grande Unità Elementare, con la sua ricca storia operativa in missioni sia nazionali che internazionali, incarna la prontezza e la flessibilità dell'Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua dislocazione in Sicilia non è puramente casuale; è una scelta strategica che garantisce una robusta capacità di intervento in un'area di vitale interesse nazionale e NATO. La Brigata Aosta è addestrata per un ampio spettro di operazioni, dal controllo del territorio al supporto in caso di calamità naturali, fino alla partecipazione a teatri operativi complessi all'estero. La sua vicinanza al potenziale sito del Ponte sullo Stretto, e la sinergia con Sigonella, rendono la Brigata Aosta un elemento chiave per la mobilità e la reattività delle forze, capace di fornire supporto terrestre essenziale in qualsiasi scenario di crisi che dovesse interessare la regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20524,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/6.-Brave-Warrior-1024x683.jpeg\" alt=\"Esercitazione NATO in Ungheria: la Brigata Aosta conquista la Full Operational Capability - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20524\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Il Ponte sullo Stretto di Messina e il 5% NATO: Un Asse Strategico con Sigonella e la Brigata Aosta - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Ponte sullo Stretto di Messina e il 5% NATO: Un Asse Strategico con Sigonella e la Brigata Aosta - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Ponte sullo Stretto: L'Inatteso Asse con la Spesa NATO del 5%</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Ponte sullo Stretto di Messina</strong>, progetto decennale e controverso, ha trovato un insospettabile alleato nella strategia di spesa militare della NATO. Come suggerito da personalità come l'ex presidente Donald Trump e caldeggiato dal vicepremier Matteo Salvini, l'opera potrebbe essere classificata come \"strategica militare\", consentendo di far rientrare i suoi costi, stimati in oltre 13 miliardi di euro, nel capitolo dell'1,5% del PIL che l'Alleanza Atlantica ha destinato alle infrastrutture di interesse strategico, all'interno dell'obiettivo generale del 5% del PIL per la difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa \"finanza creativa\" si basa sull'argomento che il Ponte agevolerebbe in modo significativo il movimento di uomini e mezzi delle forze armate italiane e alleate. Un rapporto governativo, citato da <em>Politico Europe</em>, evidenzia come la realizzazione del Ponte snellirebbe la logistica militare, rafforzando la sicurezza nazionale e internazionale. L'ipotesi, per quanto ardita, è che in scenari di crisi, come ad esempio un'ipotetica invasione, la rapidità di dispiegamento delle truppe sarebbe cruciale, e il Ponte rappresenterebbe un fattore abilitante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>la posizione del governo italiano è chiara: il collegamento tra la Sicilia e la penisola è considerato un \"asse strategico per la logistica civile e militare nel Mediterraneo\", perfettamente in linea con il \"Military Mobility Action Plan\" della NATO. Le richieste italiane in seno all'Alleanza sono state accolte, distinguendo il 3,5% per le spese militari in senso stretto e l'1,5% per la sicurezza in senso più ampio, una flessibilità che potrebbe accogliere il progetto del Ponte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17546,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/ponte-stretto-messina-1024x576.jpg\" alt=\"Il Ponte strategico: mobilità militare e sovranità europea passano da qui - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17546\" title=\"Il Ponte sullo Stretto di Messina e il 5% NATO: Un Asse Strategico con Sigonella e la Brigata Aosta - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Ponte sullo Stretto di Messina e il 5% NATO: Un Asse Strategico con Sigonella e la Brigata Aosta - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni: Un Futuro di Connessione e Sicurezza per il Sud Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La discussione sul Ponte sullo Stretto di Messina, inserita nel contesto degli obiettivi di spesa NATO, evidenzia una convergenza di interessi militari e civili. Se da un lato, le infrastrutture come il Ponte possono contribuire alla spesa per la difesa, dall'altro rispondono anche a esigenze di sviluppo civile e connettività. Il Sud Italia, con le sue infrastrutture ancora carenti (come le ferrovie a binario unico), potrebbe beneficiare di investimenti che, pur nascendo da esigenze militari, avrebbero ricadute positive sullo sviluppo socio-economico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Commissione Europea, pur lasciando all'Italia la valutazione principale sulla natura dell'opera, ha indicato la possibilità di utilizzare la clausola di salvaguardia nazionale per l'attivazione di tali spese. Questo significa che il Ponte, pagato con risorse nazionali o con cofinanziamenti europei, potrebbe comunque contribuire al raggiungimento del target del 5% di spesa NATO nella componente dedicata alla sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In definitiva, la sinergia tra la solida presenza militare di Sigonella e della Brigata Aosta, unita alla visione di un Ponte sullo Stretto come asset strategico, dipinge un quadro di rafforzamento delle capacità italiane nel Mediterraneo. Questa prospettiva, pur alimentando un dibattito acceso, sottolinea l'importanza di investire in un'infrastruttura che, al di là del suo impatto civile, potrebbe consolidare il ruolo dell'Italia come pilastro della sicurezza euro-mediterranea, garantendo una maggiore agilità e reattività delle forze in un'area del mondo sempre più cruciale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/2.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Brigata Aosta, Ponte Stretto NATO, Sigonella, Strategia Militare Italia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-04 07:40:39","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.corriere.it/economia/finanza/25_luglio_03/il-ponte-sullo-stretto-e-l-inatteso-sostegno-di-trump-si-fara-grazie-alla-nato-e-all-unione-europe","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21292-il-ponte-sullo-stretto-di-messina-e-il-5-nato-un-asse-strategico-con-sigonella-e-la-brigata-aosta.mp4","galleria":""}
{"id":21227,"titolo":"La Nuova Alleanza RTX-Shield AI: Innovazione e Autonomia per la Difesa del Futuro","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>accordo siglato tra RTX e Shield AI</strong> segna una tappa fondamentale nel processo di trasformazione digitale della difesa statunitense. Più che una semplice collaborazione industriale, si tratta di un <strong>progetto congiunto di visione strategica</strong>, nato per integrare tecnologie di intelligenza artificiale autonoma su sistemi militari già collaudati. L’obiettivo: <strong>sviluppare una nuova generazione di strumenti di difesa intelligenti</strong>, in grado di adattarsi dinamicamente al campo di battaglia e ridurre la dipendenza dal controllo umano diretto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore tecnologico dell’intesa è <strong>Hivemind</strong>, il sistema sviluppato da Shield AI per garantire <strong>autonomia di missione</strong> in scenari operativi complessi. Questo software sarà integrato da RTX in <strong>munizioni avanzate e sensori di stazionamento</strong>, due elementi chiave della superiorità operativa moderna. Al tempo stesso, le aziende stanno lavorando alla <strong>prima arma operativa basata sulla “Networked Collaborative Autonomy” (NCA)</strong>: una tecnologia rivoluzionaria che consente a più piattaforme di coordinarsi in tempo reale, condividere dati e agire in modo distribuito, anche in assenza di comunicazioni radio stabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21282,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Stage-3-1024x684.webp\" alt=\"La Nuova Alleanza RTX-Shield AI: Innovazione e Autonomia per la Difesa del Futuro - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21282\" title=\"La Nuova Alleanza RTX-Shield AI: Innovazione e Autonomia per la Difesa del Futuro - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Nuova Alleanza RTX-Shield AI: Innovazione e Autonomia per la Difesa del Futuro - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto sarà <strong>interamente autofinanziato</strong> dalle due aziende, senza fondi pubblici, a testimonianza della fiducia nel potenziale tecnologico e strategico della collaborazione. Secondo i vertici delle due società, l’unione tra la <strong>solida ingegneria militare di RTX</strong> e l’<strong>agilità software di Shield AI</strong> rappresenta la risposta più avanzata alle sfide contemporanee della sicurezza nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">RTX e Shield AI, due visioni una strategia comune</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>RTX</strong> è il più grande gruppo aerospaziale e della difesa al mondo, con oltre <strong>185.000 dipendenti</strong> e tre aziende leader – Collins Aerospace, Pratt &amp; Whitney e Raytheon – impegnate nell’innovazione aerospaziale e nella progettazione di sistemi di difesa avanzati. Con sede ad Arlington, Virginia, e <strong>un fatturato di oltre 80 miliardi di dollari nel 2024</strong>, RTX è da decenni uno dei principali fornitori delle forze armate statunitensi e internazionali. La sua forza risiede nella capacità di sviluppare <strong>sistemi complessi e affidabili</strong>, progettati per operare in condizioni estreme e su scala globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, RTX ha intravisto nella collaborazione con Shield AI l’opportunità di <strong>potenziare rapidamente la componente software</strong> dei suoi prodotti, mantenendo al tempo stesso alti standard di sicurezza, tracciabilità e governabilità. Come ha dichiarato il CEO <strong>Chris Calio</strong>, “l’intelligenza artificiale e l’autonomia stanno migliorando le prestazioni dei nostri prodotti e creando un vantaggio competitivo per i nostri clienti.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21281,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/RTX-appoints-Christopher-T.-Calio-as-CEO-1024x557.jpg\" alt=\"La Nuova Alleanza RTX-Shield AI: Innovazione e Autonomia per la Difesa del Futuro - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21281\" title=\"La Nuova Alleanza RTX-Shield AI: Innovazione e Autonomia per la Difesa del Futuro - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Nuova Alleanza RTX-Shield AI: Innovazione e Autonomia per la Difesa del Futuro - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Shield AI, una start-up californiana finanziata da venture capital, è all'avanguardia nello sviluppo di software di intelligenza artificiale applicata a scopi militari. Oltre al sistema Hivemind, l’azienda ha creato ViDAR, una piattaforma AI avanzata che permette il rilevamento automatico di bersagli aerei e marittimi, anche in ambienti saturi di minacce. ViDAR, integrato nel sistema Multi-Spectral Targeting System (MTS) di RTX, conferisce a oltre 3.000 torrette operative la capacità di evolvere in sensori autonomi intelligenti, potenziando così le capacità di sorveglianza e attacco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'approccio di Shield AI si basa su un concetto di autonomia controllata, dove l'intelligenza artificiale non sostituisce l'uomo, ma lo solleva dalla gestione minuziosa delle operazioni tattiche. In questo modo, le forze armate possono guadagnare in efficienza e reattività, migliorando la sicurezza sul campo di battaglia. Il co-fondatore di Shield AI, Brandon Tseng, un ex Navy SEAL, ha vissuto in prima persona situazioni in cui l'autonomia intelligente avrebbe potuto fare la differenza nel salvare vite umane. Riflettendo sulle sfide del futuro, Tseng si è chiesto: \"Come sarà l'esercito del 2030 e quale ruolo avrà l'autonomia?\". La sua visione è chiara: un esercito dove l'AI alimenta ogni risorsa militare, dai velivoli ai droni, dalle navi ai satelliti, fino ai sottomarini, creando un ecosistema interconnesso e autonomo, capace di rispondere rapidamente alle minacce emergenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21279,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/info-2-828x1024.jpg\" alt=\"La Nuova Alleanza RTX-Shield AI: Innovazione e Autonomia per la Difesa del Futuro - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21279\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"La Nuova Alleanza RTX-Shield AI: Innovazione e Autonomia per la Difesa del Futuro - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Nuova Alleanza RTX-Shield AI: Innovazione e Autonomia per la Difesa del Futuro - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso un nuovo equilibrio globale della difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partnership tra RTX e Shield AI si inserisce in un <strong>quadro geopolitico in forte evoluzione</strong>, in cui la guerra sta cambiando volto. I recenti conflitti, in particolare quello russo-ucraino, hanno dimostrato come <strong>i droni e i sistemi autonomi</strong> possano rappresentare una forza trasformativa anche in scenari ad alta intensità. Secondo il Royal United Services Institute, fino al 70% dei danni alle infrastrutture militari russe è stato causato da <strong>sistemi a pilotaggio remoto</strong>, molti dei quali sviluppati in modo economico e adattivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa realtà impone ai grandi attori della difesa globale di <strong>ripensare il concetto stesso di superiorità militare</strong>. Non bastano più piattaforme costose e sofisticate, servono <strong>soluzioni rapide, adattabili e scalabili</strong>, capaci di rispondere in tempo reale ai cambiamenti del teatro operativo. In questo senso, la strategia RTX–Shield AI, che punta a <strong>potenziare sistemi esistenti attraverso l’integrazione di software avanzato</strong>, rappresenta una via efficace e sostenibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21280,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Imagoeconomica-2228068-1024x683.jpg\" alt=\"La Nuova Alleanza RTX-Shield AI: Innovazione e Autonomia per la Difesa del Futuro - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21280\" title=\"La Nuova Alleanza RTX-Shield AI: Innovazione e Autonomia per la Difesa del Futuro - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Nuova Alleanza RTX-Shield AI: Innovazione e Autonomia per la Difesa del Futuro - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, la trasformazione tecnologica non è priva di rischi. La vera sfida sarà <strong>sostenere nel tempo l’innovazione</strong>, investendo nelle competenze, nella ricerca e in una forza lavoro tecnica altamente qualificata. Come osservano gli analisti, <strong>non sono più le fabbriche il cuore del potere militare</strong>, ma gli <strong>ingegneri, i programmatori e gli scienziati</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questa alleanza, RTX e Shield AI tracciano un percorso che potrebbe diventare <strong>modello di riferimento per la difesa occidentale</strong>: un equilibrio tra hardware robusto e software intelligente, tra controllo umano e autonomia, tra passato e futuro. In un mondo sempre più instabile, la <strong>capacità di adattarsi velocemente e responsabilmente</strong> sarà il vero discrimine tra chi guida il cambiamento e chi lo subisce.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/Shield-AI.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesaintelligenzaartificiale, RTX, ShieldAI","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-03 15:17:08","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://formiche.net/2025/07/droni-guerra-rtx-shield-ai-difesa/#content","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21227-la-nuova-alleanza-rtx-shield-ai-innovazione-e-autonomia-per-la-difesa-del-futuro.mp4","galleria":""}
{"id":21260,"titolo":"Straordinario risultato: in Sicilia la prima scuola per piloti F-35 fuori dagli USA","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Roma, 3 luglio 2025</strong> – L'Italia consolida ulteriormente la sua posizione di eccellenza nel panorama internazionale della difesa. Ieri, nel corso di una cerimonia presso l'International Flight Training School (IFTS) di Decimomannu, in Sardegna, il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato un \"passo storico\": la Sicilia ospiterà il primo centro di addestramento al mondo dedicato ai piloti di F-35 al di fuori degli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'annuncio è stato dato durante la consegna dei brevetti a sedici nuovi piloti, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sottolineando il rafforzamento del ruolo strategico dell'Italia nel programma F-35. Il nostro Paese è già l'unico al mondo dove avviene l'assemblaggio finale di questi velivoli, precisamente a Cameri, in Piemonte, per i clienti europei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21265,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/250624SIGONELLAphoto01.jpg\" alt=\"Straordinario risultato : in Sicilia la prima scuola per i piloti degli F-35 fuori dagli USA - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21265\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Straordinario risultato : in Sicilia la prima scuola per i piloti degli F-35 fuori dagli USA - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Straordinario risultato : in Sicilia la prima scuola per i piloti degli F-35 fuori dagli USA - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un centro all'avanguardia per la formazione globale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo centro siciliano rappresenterà un'evoluzione significativa nell'addestramento avanzato, accogliendo allievi da diversi Paesi in un contesto tecnologicamente all'avanguardia. Secondo il Ministro Crosetto, questo traguardo dimostra come la Difesa non sia solo sinonimo di sicurezza, ma anche un potente motore di sviluppo economico, industriale e scientifico per il Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Crosetto ha inoltre ribadito l'importanza degli investimenti nel settore militare, definendoli fondamentali per garantire la pace, la stabilità democratica e, indirettamente, anche i servizi pubblici essenziali. Ha citato esempi virtuosi come Leonardo e Fincantieri, aziende simbolo della capacità italiana di innovare partendo proprio dal comparto difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'IFTS di Decimomannu: un'eccellenza già riconosciuta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il centro in Sicilia si affiancherà all'attuale International Flight Training School (IFTS) di Decimomannu, in Sardegna, già considerata un'eccellenza a livello internazionale. Frutto della collaborazione strategica tra l'Aeronautica Militare e Leonardo, l'IFTS vanta 22 jet M-346, simulatori di ultima generazione e una struttura estesa su 130mila metri quadrati. Ogni anno forma circa 80 piloti, con l'obiettivo di raggiungere i 100, coinvolgendo 11 Nazioni partner. Durante la cerimonia, sono stati conferiti brevetti a piloti italiani e stranieri formati anche presso il 61° Stormo di Galatina (Lecce), il 72° di Frosinone e la Scuola Trasporti di Pratica di Mare (Roma).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21264,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/F35.jpg\" alt=\"Straordinario risultato : in Sicilia la prima scuola per i piloti degli F-35 fuori dagli USA - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21264\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Straordinario risultato : in Sicilia la prima scuola per i piloti degli F-35 fuori dagli USA - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Straordinario risultato : in Sicilia la prima scuola per i piloti degli F-35 fuori dagli USA - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica, Generale Antonio Conserva, il futuro della formazione militare passa sempre più dall'integrazione tra uomo e tecnologia, con l'intelligenza artificiale che entra a far parte del processo decisionale pur lasciando all'uomo l'ultima parola. L'Italia si candida così a diventare una vera e propria piattaforma globale per la formazione dei piloti da combattimento del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il programma F-35 nel mondo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’F-35 Lightning II è il caccia multiruolo più avanzato e diffuso a livello globale, con oltre 1.100 esemplari consegnati e operativi a fine 2024. Il programma coinvolge numerosi<strong> Paesi alleati degli Stati Uniti, tra cui Australia, Norvegia, Israele e Giappone. In Europa, il Regno Unito, i Paesi Bassi e l'Italia </strong>sono tra i principali utilizzatori. L'Italia dispone attualmente di circa 39 F-35 tra Aeronautica Militare e Marina Militare, già operativi anche sulla portaerei Cavour. Altri Paesi coinvolti includono Corea del Sud, Danimarca, Belgio, Finlandia, Svizzera, Polonia, Grecia, Repubblica Ceca, Canada, Singapore e Romania.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo nuovo sviluppo in Sicilia non solo rafforza la sicurezza nazionale, ma pone l'Italia al centro della formazione aeronautica mondiale, ribadendo il suo ruolo di leader nell'innovazione e nella cooperazione internazionale in un settore cruciale come quello della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/f-35-us-navy.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Addestramento Piloti, Difesa Italia, Sicilia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-03 14:35:28","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://it.euronews.com/my-europe/2025/07/02/f35-litalia-diventa-polo-globale-per-laddestramento-in-sicilia-la-prima-scuola-fuori-dagli","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21260-sicilia-prima-scuola-piloti-f-35-fuori-usa.mp4","galleria":""}
{"id":21248,"titolo":"L'Ucraina: Il Campo di Prova Definitivo per i Droni Europei","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le aspre realtà del conflitto in Ucraina hanno trasformato il paese in un <strong>campo di prova senza precedenti per i produttori di droni europei</strong>. Le linee del fronte, caratterizzate da un uso massiccio di veicoli aerei senza pilota per scopi sia letali che di ricognizione, sono diventate un laboratorio essenziale per l'innovazione e la <strong>resilienza</strong> di queste tecnologie. La presenza costante di contromisure elettroniche e sistemi anti-drone russi ha innescato una vera e propria <strong>corsa agli armamenti tecnologici</strong>, spingendo i produttori a sviluppare soluzioni sempre più avanzate e robustezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per aziende come la francese <strong>Parrot</strong> e <strong>Delair</strong>, poter affermare che i loro droni e le relative attrezzature sono stati testati e provati dalle forze ucraine è diventato un potentissimo argomento di vendita. Non si tratta più solo di vendere ai dipartimenti della difesa nazionali, ma anche a forze di polizia, autorità di frontiera, servizi di soccorso e utenti civili. L'esperienza sul campo in Ucraina è un sigillo di qualità che conferisce ai prodotti un valore inestimabile sul mercato globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21253,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L'Ucraina: Il Campo di Prova Definitivo per i Droni Europei - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Parrot-Anafi-UKR-1024x578.png\" alt=\"L'Ucraina: Il Campo di Prova Definitivo per i Droni Europei - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21253\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Ucraina: Il Campo di Prova Definitivo per i Droni Europei - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Innovazione e Credibilità: I Vantaggi del \"Battle-Proven\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Henri Seydoux, fondatore e capo di Parrot, effettua viaggi mensili in Ucraina, definendo la situazione dal <strong>punto di vista della tecnologia dei droni \"affascinante\" per la sua rapidità di evoluzione</strong>. \"Ogni trimestre, la situazione cambia completamente\", ha dichiarato Seydoux. Al Paris Air Show, la sua azienda ha presentato il <strong>Parrot Anafi UKR</strong>, un micro-drone di sorveglianza il cui nome richiama l'Ucraina e che è stato testato sul campo in un \"ambiente molto ostile\". Questo drone è dotato di tecnologia di intelligenza artificiale per orientarsi anche quando i segnali radio e di navigazione sono interrotti. La sua resilienza e le sue caratteristiche lo rendono adatto anche per operazioni di polizia, come il monitoraggio di folle o la sorveglianza delle frontiere, e per i servizi di soccorso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche Bastien Mancini, presidente e co-fondatore del produttore francese Delair, conferma l'importanza dell'esperienza ucraina. La sua azienda ha fornito alle forze ucraine <strong>100 droni esplosivi</strong> chiamati <strong>Oskar</strong>, in collaborazione con l'appaltatore europeo della difesa KNDS, che li commercializza come \"collaudati in combattimento\". Mancini sottolinea come gli utenti civili dei droni non militari di Delair siano attratti da prodotti che hanno dimostrato di \"resistere al jamming, resistere alla perdita di una connessione radio\", rendendoli affidabili per usi civili come l'ispezione di cavi elettrici. Delair ha sviluppato l'Oskar in meno di un anno, riadattando un drone civile e rinforzandolo per l'Ucraina con tecnologia resistente al jamming russo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21252,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L'Ucraina: Il Campo di Prova Definitivo per i Droni Europei - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/ANAFI-USA-1920px-0-1024x480.jpg\" alt=\"L'Ucraina: Il Campo di Prova Definitivo per i Droni Europei - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21252\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Ucraina: Il Campo di Prova Definitivo per i Droni Europei - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Droni: Essenziali per la Difesa e il Futuro del Mercato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l'Ucraina, la capacità di difendersi dagli sciami di droni russi e di trovare soluzioni per contrastare i sistemi di guerra elettronica è una questione di sopravvivenza. I droni piccoli che sganciano bombe o esplodono contro gli obiettivi – prodotti in massa a una frazione del costo di altri sistemi d'arma più complessi – sono diventati vitali per la resistenza ucraina. Il Ministero della Difesa ucraino ha dichiarato di voler acquistare <strong>4,5 milioni di droni quest'anno</strong>, tutti di fabbricazione ucraina, tre volte di più rispetto all'anno precedente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alex Vorobei, rappresentante di vendita ucraino per Ailand Systems, una start-up ucraina che sviluppa un drone per il rilevamento di mine terrestri, ha affermato che \"i droni hanno salvato l'Ucraina\". Sottolinea inoltre che i produttori che non sono coinvolti in Ucraina rischiano di rimanere indietro: \"Se sei nel campo della difesa e non sei ancora in Ucraina, significa che non sei da nessuna parte\". In sintesi, l'Ucraina è diventata un banco di prova ineguagliabile per la tecnologia dei droni, un luogo dove l'innovazione è accelerata dalla necessità e dove i prodotti dimostrano la loro efficacia in condizioni estreme. Questa esperienza sul campo sta non solo ridefinendo la guerra moderna, ma sta anche aprendo nuove opportunità per l'applicazione civile di queste tecnologie collaudate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/KNDS-MATARIS.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Conflitto Ucraina, Droni da Guerra, Industria della Difesa, innovazione tecnologica","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-03 13:49:59","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://apnews.com/article/ukraine-drones-technology-artificial-intelligence-5ff2ac41e931538258ede7b39571ef3f","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21248-lucraina-campo-prova-definitivo-droni-europe.mp4","galleria":""}
{"id":21235,"titolo":"Alghero, vandalizzato il monumento dedicato ai Paracadutisti di El Alamein","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>ALGHERO – Ancora una volta l’ignoranza e l’odio hanno preso di mira un simbolo di coraggio e sacrificio. A pochi giorni dalla sua inaugurazione ufficiale, <a href=\"https://brigatafolgore.net/alghero-rende-onore-ai-leoni-della-folgore-inaugurato-il-monumento-ai-caduti-di-el-alamein/\">il monumento dedicato ai Paracadutisti caduti nella battaglia di El Alamein</a> presso i giardini Lepanto-Cecchini di Alghero è stato vigliaccamente imbrattato da ignoti con una scritta con un pennarello sulla targa in marmo, posta ia piedi del monumento, nel tentativo di infangare la memoria di chi ha servito con disciplina e dedizione la nostra Nazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è la prima volta che l’opera finisce nel mirino. Nel settembre 2024, ancora prima dell’inaugurazione ufficiale, <a href=\"https://www.algheronotizie.com/contenuto/0/11/584490/vandalizzato-il-monumento-ai-paracadutisti-di-alghero-un-affronto-alla-memoria\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">il monumento fu oggetto di un grave atto vandalico</a>: ignoti tentarono di danneggiare la scultura cercando di staccare un dito della statua. All’epoca l’Onorevole Mauro Rotelli lo bollò come <em>“un atto ignobile contro una pagina eroica della nostra storia”</em>. La statua venne restaurata con determinazione, senza cedere alla provocazione, e inaugurata ufficialmente lo scorso 21 giugno 2025.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia di inaugurazione aveva visto la partecipazione di numerose autorità civili e militari, tra cui il <strong>Sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto, l’Onorevole Paola Chiesa, il Presidente Nazionale A.N.P.d'I. Generale Marco Bertolini e Luisella Caria</strong>, sorella del Sergente Maggiore Sabotatore Paracadutista Giannino Caria, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria, caduto nel 1971 durante l’<a href=\"https://brigatafolgore.net/9-novembre-1971-il-dramma-di-gesso-4/\">operazione di recupero delle salme dei caduti alla Meloria</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durissimo <strong>Alessio Auriemma, vicecoordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Alghero</strong>: <em>“Il monumento dovrebbe unire e ricordare. Invece, sopra è comparsa la solita scritta vergognosa, diretta ai paracadutisti della Folgore. Un gesto vile, consumato nella notte da chi non ha nemmeno il coraggio di sostenere le proprie idee mettendoci la faccia. Non sarà certo qualche scarabocchio a scalfire l’onore della Folgore, né quello di tutte le Forze Armate italiane, che ogni giorno, spesso nel silenzio, servono la Nazione con disciplina e onore.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, a fronte di quest’ennesimo atto vile, è dovere di tutti condannare con forza simili gesti. <strong>Custodire la memoria di chi ha sacrificato tutto per la Patria è un dovere civico che va oltre ogni appartenenza politica o ideologica. Ogni attacco a simboli come questo è un’offesa non solo ai paracadutisti della Folgore, ma all’intera comunità nazionale. È compito di tutti, cittadini e istituzioni, vigilare affinché il rispetto per la storia e per coloro che hanno servito la Nazione resti un valore inalienabile.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/monumento-alghero-vandalizzato.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"ElAlamein, folgore, MonumentoAlghero","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-03 11:38:38","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21235-alghero-vandalizzato-il-momuneto-dedicato-ai-paracadutisti-di-el-alamein.mp4","galleria":""}
{"id":21220,"titolo":"Paracadutista Mutilato in Servizio: Giustizia Dopo 15 Anni","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Verona, Italia</strong> – Dopo una lunga e complessa battaglia legale durata quindici anni, un Graduato Aiutante dell'Esercito Italiano, rimasto gravemente ferito durante un'esercitazione, ha finalmente ottenuto l'adeguamento del suo vitalizio, ora equiparato a quello delle vittime del terrorismo. La decisione è stata disposta dal Tribunale di Verona, portando un barlume di giustizia per il militare, attualmente in servizio presso il Reggimento Paracadutisti di Legnago.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'incidente risale al <strong>2009</strong>, quando il militare, all'epoca trentenne, fu coinvolto in un'esplosione che gli causò la parziale perdita della mano sinistra, con gravi lesioni ossee, tendinee e vascolari. Nonostante la gravità delle ferite e il suo impegno in numerose missioni internazionali (Afghanistan, Iraq, Libano, Kosovo), dove si era esposto a rischi estremi tra cui amianto, agenti cancerogeni e radiazioni, lo Stato aveva tardato a riconoscergli quanto dovuto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>2014</strong>, il Ministero della Difesa aveva sì riconosciuto formalmente al militare lo status di <strong>vittima del dovere</strong>, ma gli aveva assegnato un vitalizio di soli 258,23 euro, una cifra nettamente inferiore a quanto stabilito per le vittime del terrorismo. Questa disparità di trattamento persisteva nonostante una sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione del <strong>2017</strong> avesse già stabilito il principio di equiparazione economica tra le due categorie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La svolta è arrivata grazie al supporto dell'<strong>Osservatorio Vittime del Dovere</strong>, un'organizzazione impegnata nella difesa legale e sociale di coloro che hanno subito danni permanenti al servizio dello Stato. Il Tribunale di Verona ha ora disposto l'adeguamento dell'assegno vitalizio mensile a <strong>500 euro</strong>, parificandolo a quello previsto per le vittime del terrorismo, oltre al riconoscimento di circa <strong>20mila euro</strong> di arretrati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Per anni il Ministero ha negato l'evidenza giuridica, ignorando un diritto chiaramente sancito\", ha dichiarato l'avvocato Ezio Bonanni, legale del militare e presidente dell'Osservatorio Vittime del Dovere. \"Finalmente, dopo una lunga battaglia giudiziaria, il nostro assistito ha ottenuto ciò che gli spetta: il corretto importo del vitalizio e tutti gli arretrati. È ora che l'Avvocatura dello Stato cessi ogni forma di ostilità verso chi ha servito il Paese con sacrificio estremo\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Osservatorio Vittime del Dovere ha voluto sottolineare che il caso di questo paracadutista non è isolato. Centinaia di militari, riconosciuti come vittime del dovere, continuano a ricevere un trattamento discriminatorio rispetto alle vittime del terrorismo, nonostante siano accomunati dallo stesso livello di rischio, esposizione e perdita. Questa sentenza rappresenta quindi un importante precedente e una speranza per tutti coloro che ancora attendono il pieno riconoscimento dei loro diritti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Definizioni: Vittima del Dovere e Vittima del Terrorismo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per comprendere appieno la portata di questa sentenza, è fondamentale chiarire le distinzioni e le equiparazioni tra le diverse categorie di vittime riconosciute dallo Stato italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Vittima del Dovere:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si definiscono \"Vittime del Dovere\" ai sensi della Legge 23 dicembre 2006 n. 266 art. 1 comma 563 – 564, coloro che appartengono alle Forze Armate (Esercito, Marina Militare, Aeronautica Militare, Arma dei Carabinieri), Forze di Polizia (Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria, Polizia Municipale, Vigili del Fuoco) e altri dipendenti pubblici o soggetti equiparati che abbiano subito un'invalidità permanente o siano deceduti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>In attività di servizio:</strong> per effetto diretto di ferite o lesioni riportate in conseguenza di azioni terroristiche o criminose, o in servizio di ordine pubblico, o nello svolgimento di attività di soccorso, o in eventi connessi all'espletamento di funzioni d'istituto e dipendenti da rischi specificatamente attinenti a operazioni di polizia preventiva o repressiva o all'espletamento di attività di soccorso.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>In generale, gli altri dipendenti pubblici:</strong> che siano deceduti o abbiano subito invalidità permanente nello svolgimento o nell'espletamento delle funzioni di istituto per effetto diretto di lesioni riportate in conseguenza di eventi verificatisi:<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>nel contrasto ad ogni tipo di criminalità;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>nello svolgimento di servizi di ordine pubblico;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>nella vigilanza ad infrastrutture civili e militari;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>in operazioni di soccorso;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>in attività di tutela della pubblica incolumità;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>a causa di azioni recate nei loro confronti in contesti di impiego internazionale non aventi, necessariamente, caratteristiche di ostilità.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Soggetti equiparati:</strong> sono inclusi coloro che abbiano contratto infermità permanentemente invalidanti o alle quali consegua il decesso, in occasione o a seguito di missioni di qualunque natura, effettuate dentro e fuori dai confini nazionali e che siano riconosciute dipendenti da causa di servizio per le particolari condizioni ambientali od operative<sup>1</sup>. Questo status, cruciale nel caso del paracadutista, riconosce il sacrificio compiuto al servizio dello Stato.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Vittima del Terrorismo e della Criminalità Organizzata:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Italia, una \"vittima del terrorismo\" è chiunque, cittadino italiano, straniero o apolide, sia deceduto o abbia subito un'invalidità permanente a causa di atti terroristici o di criminalità organizzata di tipo mafioso. Questo include persone colpite da ferite o lesioni causate da tali atti, sia sul territorio nazionale che all'estero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Benefici e Riconoscimento:</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, o i loro familiari, possono richiedere benefici significativi, tra cui elargizioni economiche, assegni vitalizi, esenzioni dal ticket sanitario, borse di studio per i figli, diritto al collocamento obbligatorio e benefici pensionistici. Le domande devono essere presentate alla prefettura competente o al consolato, dimostrando il nesso di causalità tra l'evento e il danno subito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La legge italiana, attraverso le Sezioni Unite della Cassazione (come evidenziato dalla sentenza del 2017 richiamata nell'articolo), ha stabilito un principio di equiparazione economica tra le vittime del dovere (in particolari condizioni ambientali od operative) e le vittime del terrorismo, riconoscendo che entrambi i gruppi affrontano rischi estremi e subiscono perdite gravi al servizio della collettività. È proprio su questo principio che si è basata la lunga battaglia legale vinta dal paracadutista.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":21221,\"href\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/tabellariassuntiva.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/tabellariassuntiva.pdf\" type=\"application/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"tabellariassuntiva\"></object><a id=\"wp-block-file--media-2668c55b-341e-4fa5-9c2e-8d392abbca2b\" href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/tabellariassuntiva.pdf\">tabellariassuntiva</a><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/tabellariassuntiva.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-2668c55b-341e-4fa5-9c2e-8d392abbca2b\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/R.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"paracadutista, Tribunale Verona, Vitalizio, Vittime del Dovere","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-03 07:55:15","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.difesa.it/assets/allegati/32508/tabellariassuntiva.pdf","altre-fonti":"https://www.larena.it/territorio-veronese/citta/paracadutista-mutilayto-verona-vitalizio-1.12727164","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21220-paracadutista-mutilato-in-servizio-giustizia-dopo-15-anni.mp4","galleria":""}
{"id":21194,"titolo":"El Alamein: Il Tempio della Memoria Inviolabile nel Deserto","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel cuore del deserto egiziano, dove la storia si fonde con la sabbia e il vento sussurra racconti di eroismo, si erge il <strong>Sacrario Militare di El Alamein</strong>, un luogo sacro che trascende la sua funzione di cimitero per divenire un vero e proprio <strong>tempio della memoria</strong>. Questo sito non è semplicemente un monumento, ma un simbolo vivente dell'indomito spirito dei soldati che combatterono e caddero durante la <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\">Seconda Battaglia di El Alamein</a>, tra il 23 ottobre e il 4 novembre 1942. Qui riposano <strong>oltre 5.200 eroi italiani</strong>, ma è l'eco delle oltre 50.000 vite coinvolte in quel conflitto – tra caduti, feriti e prigionieri – a risuonare con forza, ricordandoci il loro coraggio nel difendere la bandiera tricolore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21216,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"El Alamein: Il Tempio della Memoria Inviolabile nel Deserto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/El-Alamein-Sacrario-1024x542.jpg\" alt=\"El Alamein: Il Tempio della Memoria Inviolabile nel Deserto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21216\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">El Alamein: Il Tempio della Memoria Inviolabile nel Deserto - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Faro nella Pianura Desertica: La Struttura del Sacrario</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Sacrario, mirabilmente concepito dall'ingegnere e ufficiale <strong>Paolo Caccia Dominioni</strong>, già Ufficiale del Genio alpino e Comandante del XXXI battaglione guastatori del Genio in Africa settentrionale, sorge al <strong>km 120 della litoranea Alessandria d'Egitto-Marsa Matruh</strong>, su un'ampia zona di terreno collinoso. Il toponimo arabo \"Tel El Alamein\" significa non a caso \"la collina delle vette gemelle\", un luogo predestinato a divenire la vetta della memoria. Tutto intorno si estende la vasta pianura desertica, teatro delle grandi battaglie di El Alamein.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'opera muraria si compone di <strong>tre distinti blocchi di costruzioni</strong>, testimonianza della minuziosa cura con cui è stato ideato: il Sacrario propriamente detto, il complesso degli edifici situati lungo la strada litoranea e la base italiana di \"Quota 33\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Sacrario vero e proprio</strong> è costituito da una <strong>torre ottagonale</strong>, leggermente rastremata verso l'alto, che si allarga alla base in un ampio padiglione. All'interno di questa maestosa struttura sono custodite le <strong>Spoglie dei Caduti</strong>, ognuno un frammento prezioso di quella memoria collettiva che deve essere custodita e tramandata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La Sacralità di Quota 33 e la Missione di Recupero</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A circa 500 metri a nord-ovest del Sacrario, su una collinetta, sorge la <strong>base italiana di QUOTA 33</strong>. Questo luogo è intriso di eroismo, poiché qui si sacrificò il <strong>52° Gruppo Cannoni da 152/37 il 10 luglio 1942</strong>, un atto di valore che non cedette allo strapotere dell'attacco australiano. Proprio a Quota 33 fu costruita nel 1948 la Base Italiana, monumento al valore degli artiglieri e punto di partenza per <strong>355 ricognizioni desertiche</strong>, che coprirono oltre 400.000 chilometri di percorso per il pietoso recupero dei Caduti. La costruzione della base fu ultimata nel 1955.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa <strong>missione di recupero</strong>, a cura dei Reduci del <strong>31° BATTAGLIONE GUASTATORI D'AFRICA</strong>, sotto gli ordini del Commissariato Generale Onoranze Caduti, non solo riportò a casa le oltre 5.200 Salme Italiane sparse nel deserto, ma partecipò anche al recupero di circa 6.000 Salme Tedesche o Alleate, e creò le opere architettoniche delle Necropoli Italiane di Alamein e Tripoli. Un'opera di abnegazione e rispetto, guidata dal <strong>Colonnello Paolo Caccia Dominioni</strong>, che con tenacia si dedicò a questa ardua e complessa ricerca, pur tra gli estesi campi minati che purtroppo causarono la morte di sette collaboratori indigeni nei dieci anni di ricerca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4504,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"El Alamein: Il Tempio della Memoria Inviolabile nel Deserto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/el-alamein.-quota-33.jpg\" alt=\"I Paracadutisti rispondono alle parole della Littizzetto: &quot;Facciamo cagarissimo? Ecco cosa non sa di noi&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4504\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Quota 33 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Complesso di Memoria e Storia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli <strong>edifici situati lungo la strada</strong> completano il Sacrario, offrendo un percorso di memoria e riflessione. Questi includono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Il <strong>cimitero degli Ascari libici</strong>, ove riposano le Spoglie di 232 Caduti, con annessa una moschea, completato nel 1955 secondo le rigorose regole di sepoltura musulmane, a testimonianza del rispetto per ogni sacrificio.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Il <strong>porticato d'ingresso con la Corte d'Onore</strong>, un accesso solenne al tempio della memoria.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Il <strong>complesso servizi</strong> con un piccolo museo di cimeli bellici e una sala proiezione di video-filmati, un luogo dove la storia prende vita attraverso testimonianze dirette.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Dovere di Custodire la Memoria Inviolabile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>El Alamein non è solo un luogo fisico; è un <strong>simbolo incancellabile dell'identità nazionale italiana</strong>, una testimonianza eterna di coraggio, unità e supremo sacrificio. Come recita la possente voce che si leva da questo luogo sacro: <strong>\"Qui una voce si leva possente e ammonisce a mai disperare nei destini d'Italia\"</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Eppure, proprio attorno a questo simbolo di eroismo, si sta giocando una nuova, cruciale battaglia: quella tra la sacralità della memoria storica e l'inesorabile avanzata dello sviluppo urbano. La rapidità e l'imponenza dei lavori di urbanizzazione, con progetti come <strong>New Alamein</strong> e <strong>Ras El-Hekma</strong>, stanno già cancellando in modo allarmante le tracce del passato. Le ruspe hanno distrutto sezioni significative del campo di battaglia storico, erigendo autostrade e nuove strutture proprio sopra le posizioni difese eroicamente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La memoria di quei soldati non può essere inghiottita dalla modernità che avanza. Se da un lato è innegabile la necessità di sviluppo e progresso, dall'altro è <strong>imperativo assoluto</strong> che le nuove generazioni non dimentichino le radici da cui provengono. Il futuro che si sta costruendo nella regione deve <strong>convivere armoniosamente con il passato</strong>, senza che quest'ultimo venga sacrificato sull'altare del progresso. La battaglia tra memoria e modernità è solo all'inizio, e spetta a tutti noi l'onore e il dovere di preservare quella memoria, affinché continui a essere un faro di speranza, di orgoglio e di monito per le generazioni a venire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"></h2>\n<!-- /wp:heading -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/02/ab-foto.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"folgore, Memoria Storica, Sacrario Militare, Sviluppo Urbano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-03 06:52:12","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21194-el-alamein-il-tempio-della-memoria-inviolabile-nel-deserto.mp4","galleria":""}
{"id":21112,"titolo":"Il Phoenix della NATO sorvola il Baltico: parte da Pirkkala la nuova strategia ISR","contenuto_html":"<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Giugno 2025 rappresenta un punto di svolta per la Forza di Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione della NATO (NISRF), con l’attivazione operativa del velivolo a pilotaggio remoto RQ-4D <em>Phoenix</em> ad alta quota e lunga autonomia (HALE) dalla base aerea finlandese di Pirkkala. Per la prima volta, l’Alleanza ha proiettato questa capacità avanzata in territorio nordico, dimostrando la sua flessibilità operativa su tutto il perimetro dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21124,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Phoenix della NATO sorvola il Baltico: parte da Pirkkala la nuova strategia ISR - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Satakunta-Air-Command-s-1-1024x671.jpg\" alt=\"Il Phoenix della NATO sorvola il Baltico: parte da Pirkkala la nuova strategia ISR - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21124\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Phoenix della NATO sorvola il Baltico: parte da Pirkkala la nuova strategia ISR - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo dispiegamento conferma l’evoluzione del concetto di “capacità ISR avanzata”, trasformato in azione concreta. L’impiego del <em>Phoenix</em> consente una sorveglianza persistente su aree strategiche per migliaia di chilometri, contribuendo a decisioni rapide, informate ed efficaci. Il tutto è stato reso possibile da una logistica impeccabile: l’Aeronautica Militare portoghese ha curato il rapido e professionale trasporto di equipaggiamenti e personale del NISRF dalla base di Sigonella fino a Pirkkala, testimonianza tangibile della prontezza e cooperazione alleata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come ha evidenziato il Comando Aereo Alleato della NATO, il <em>Phoenix</em> rappresenta un moltiplicatore di efficacia che rafforza la sicurezza collettiva in una regione, quella baltica e artica, sempre più cruciale sotto il profilo geopolitico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cooperazione, interoperabilità e risorse umane</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dispiegamento in Finlandia ha offerto non solo benefici operativi, ma anche un eccezionale valore umano e professionale. Il Generale Janne Jaakkola, Comandante delle Forze di Difesa Finlandesi, ha sottolineato l’importanza simbolica e strategica dell’evento:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21127,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Phoenix della NATO sorvola il Baltico: parte da Pirkkala la nuova strategia ISR - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/1240-1024x576.jpg\" alt=\"Il Phoenix della NATO sorvola il Baltico: parte da Pirkkala la nuova strategia ISR - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21127\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Phoenix della NATO sorvola il Baltico: parte da Pirkkala la nuova strategia ISR - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"È un onore per la Finlandia ospitare una capacità come questa. Per una piccola nazione, una capacità di questo tipo non è alla nostra portata. Ma come membro dell'Alleanza, ora è anche a nostra disposizione.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le sue parole richiamano l’essenza della NATO: un’alleanza in cui le capacità più avanzate diventano patrimonio condiviso, rafforzando il senso di appartenenza e la coesione interna. Il Generale Jaakkola ha inoltre ribadito quanto l’iniziativa abbia favorito l’apprendimento reciproco:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Impariamo gli uni dagli altri, imparando a operare in ambienti diversi, sia in termini di hardware, software, ma soprattutto di risorse umane. Dopo questo dispiegamento di successo, ci conosciamo meglio, conosciamo le procedure e il modo di lavorare.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa esperienza ha infatti permesso al personale finlandese e al team multinazionale del NISRF di integrarsi operativamente, migliorando la comprensione delle rispettive dottrine e consolidando la fiducia reciproca. Il Generale di Brigata John B. Creel, Comandante del NISRF, ha parlato apertamente di <em>Agile Combat Employment</em> come concetto guida:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Proiettiamo forze capaci e pronte per la missione, flessibili, imprevedibili e reattive ovunque siano necessarie.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Strategia e visione per il futuro dell’Alleanza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre al successo tecnico, il dispiegamento del <em>Phoenix</em> a Pirkkala rappresenta una lezione strategica per l’intera NATO. La capacità di trasferire in tempi rapidi un sistema così complesso in una nuova area operativa dimostra che l’Alleanza è pronta ad affrontare ambienti dinamici e situazioni in continua evoluzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Tenente Colonnello Francisco Gonzalez-Carnero, Comandante del Distaccamento NISRF, ha evidenziato la professionalità e la rapidità di adattamento del personale:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Il nostro personale si è adattato rapidamente ed efficacemente all'ambiente unico qui in Finlandia, lavorando in condizioni molto diverse rispetto alla nostra base di Sigonella.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il futuro della NATO passa anche attraverso l’integrazione di capacità ISR di nuova generazione in contesti geografici e operativi sempre più diversificati. Il successo di Pirkkala pone le basi per dispiegamenti futuri in altre regioni sensibili dell’Alleanza, con l’obiettivo di garantire superiorità informativa, rapidità d’azione e deterrenza credibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, l’operazione in Finlandia ha rappresentato molto più di una semplice esercitazione: è stata una dimostrazione concreta della visione moderna della NATO, dove tecnologia, persone e cooperazione strategica si fondono per affrontare le sfide del presente e del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/1200000.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"ISR, NATO, Phoenix","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-02 16:54:25","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://ac.nato.int/archive/2025-2/from-concept-to-capability-nisrf-operates-the-nato-rq4d-phoenix-from-finland","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21112-il-phoenix-della-nato-sorvola-il-baltico-parte-da-pirkkala-la-nuova-strategia-isr.mp4","galleria":""}
{"id":21132,"titolo":"Forza, Tecnica e Comando: Concluso il Corso Pattugliatore Scelto del 205° “Fierezza”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è recentemente concluso presso la Scuola di Fanteria dell’Esercito Italiano il <strong>Corso di “Pattugliatore Scelto”</strong>, uno dei momenti formativi più selettivi e significativi per gli <strong>Allievi Ufficiali del 205° Corso “Fierezza”</strong> dell’Accademia Militare di Modena. L’evento, svoltosi nei giorni scorsi, ha visto la partecipazione di alte autorità militari: il <strong>Generale di Corpo d’Armata Carlo Lamanna</strong>, Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, il <strong>Generale di Divisione Stefano Messina</strong>, Comandante dell’Accademia Militare, e il <strong>Generale di Brigata Eugenio Dessì</strong>, Comandante della Scuola di Fanteria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questo traguardo si è sancito il completamento di un percorso addestrativo particolarmente intenso, che ha unito <strong>preparazione tecnico-tattica, resistenza fisica e prontezza decisionale</strong>. Il corso rappresenta una delle tappe più sfidanti nel cammino verso la nomina a Ufficiale, ed è aperto esclusivamente ai frequentatori che superano una <strong>rigorosa selezione iniziale</strong>. I <strong>161 Allievi</strong> partecipanti – uomini e donne dell’Esercito e dell’Arma dei Carabinieri – si sono confrontati con uno dei test più severi e formativi del loro intero iter accademico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La prima fase, condotta presso l’Accademia Militare di Modena, ha previsto un <strong>test di cultura tecnico-professionale</strong> sui procedimenti delle pattuglie da combattimento e <strong>prove fisiche ad alta intensità</strong>, tra cui resistenza, agilità e forza muscolare, indispensabili per affrontare le successive attività nella cosiddetta <strong>“palestra di ardimento”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21136,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Forza, Tecnica e Comando: Concluso il Corso Pattugliatore Scelto del 205° “Fierezza” - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Foto-5-1024x682.jpg\" alt=\"Forza, Tecnica e Comando: Concluso il Corso Pattugliatore Scelto del 205° “Fierezza” - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21136\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Forza, Tecnica e Comando: Concluso il Corso Pattugliatore Scelto del 205° “Fierezza” - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Addestramento Avanzato e Scenari Operativi Reali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La fase attiva del corso, della durata di <strong>cinque settimane</strong>, si è svolta presso la Scuola di Fanteria, e ha avuto il suo culmine in due esercitazioni operative continuative: <strong>“Orsa Minore”</strong>, di 24 ore, e <strong>“Orsa Maggiore”</strong>, articolata su quattro giorni tra le aree boschive e collinari di <strong>Tolfa e Monteromano</strong>, in provincia di Viterbo. In entrambi i casi, gli Allievi sono stati suddivisi in partiti contrapposti, ricreando un contesto di combattimento realistico e dinamico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’addestramento ha mirato a consolidare le <strong>competenze tecniche e tattiche</strong> relative alla condotta di pattuglie da combattimento, accrescendo parallelamente la <strong>preparazione psicofisica e attitudinale</strong>. Le attività affrontate hanno incluso <strong>la scalata di una parete alpina</strong>, l’attraversamento di un <strong>ponte “himalayano”</strong>, la <strong>discesa in corda doppia</strong> da una torre alta 18 metri, oltre a esercitazioni di <strong>orientamento topografico</strong> e gestione logistica del proprio zaino e dell’equipaggiamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21134,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Forza, Tecnica e Comando: Concluso il Corso Pattugliatore Scelto del 205° “Fierezza” - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/Foto-6-1024x807.jpg\" alt=\"Forza, Tecnica e Comando: Concluso il Corso Pattugliatore Scelto del 205° “Fierezza” - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21134\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Forza, Tecnica e Comando: Concluso il Corso Pattugliatore Scelto del 205° “Fierezza” - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi esercizi, pur richiedendo sforzi notevoli dal punto di vista fisico, sono stati progettati anche per sviluppare la capacità degli Allievi di <strong>mantenere lucidità e comando in ambienti complessi e sotto stress</strong>. In particolare, l’approccio didattico ha puntato sulla <strong>simulazione di scenari operativi ad alta intensità</strong>, offrendo ai partecipanti una preparazione realistica e completa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Eredità del Corso e il Futuro della Leadership Militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la <strong>cerimonia conclusiva</strong>, il Generale Lamanna ha sottolineato come il brevetto da “<strong>Pattugliatore Scelto</strong>” rappresenti non solo un riconoscimento formale, ma anche un simbolo di <strong>maturazione personale e professionale</strong>. Rivolgendosi agli Allievi, ha evidenziato l’importanza di questa esperienza nella formazione di un Comandante:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21135,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Forza, Tecnica e Comando: Concluso il Corso Pattugliatore Scelto del 205° “Fierezza” - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/1200-2-1024x887.jpg\" alt=\"Forza, Tecnica e Comando: Concluso il Corso Pattugliatore Scelto del 205° “Fierezza” - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21135\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Forza, Tecnica e Comando: Concluso il Corso Pattugliatore Scelto del 205° “Fierezza” - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>«Un giorno, quando sarete chiamati a guidare donne e uomini in contesti operativi, questa esperienza vi tornerà alla mente. Sarà una bussola nei momenti decisivi, una fonte di ispirazione nei momenti difficili.»</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il significato di questo corso va quindi ben oltre il valore tecnico. Rappresenta un momento identitario, un passaggio chiave che imprime negli Allievi la consapevolezza del ruolo che andranno a ricoprire: <strong>essere leader, in grado di decidere, guidare e affrontare l’incertezza con equilibrio e determinazione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel quadro della formazione militare moderna, dove la complessità degli scenari operativi richiede una preparazione sempre più multidimensionale, il <strong>Corso di Pattugliatore Scelto</strong> si conferma come un <strong>elemento centrale nella costruzione della leadership militare italiana</strong>. Il 205° Corso “Fierezza” lascia così un’impronta importante, confermando l’eccellenza dell’Accademia Militare e delle Scuole di Specializzazione dell’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/Foto-7.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"accademiamilitare, esercitoitaliano, pattugliatorescelto","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-02 16:53:42","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Concluso-il-Corso-Pattugliatore-Scelto-per-gli-Allievi-Ufficiali--del-205-corso-Fierezza.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21132-forza-tecnica-e-comando-concluso-il-corso-pattugliatore-scelto-del-205-fierezza.mp4","galleria":""}
{"id":21199,"titolo":"Incursori ed elicotteri in azione: l’Esercito conquista Jesolo tra manovre e applausi","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche quest’anno, l’<strong>Esercito Italiano</strong> è stato tra i grandi protagonisti della 27ª edizione dello <strong>Jesolo Air Show</strong>, confermando la propria capacità di unire efficacia operativa e comunicazione istituzionale. Davanti a decine di migliaia di spettatori radunati sul lungomare jesolano, gli uomini del <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\">9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”</a></strong> e i piloti del <strong>5° Reggimento AVES “Rigel”</strong>, coordinati dal <strong>Comando Forze Operative Nord (COMFOP NORD)</strong>, hanno dato vita a un’<strong>esibizione tattica ad alta intensità</strong>, capace di coinvolgere ed emozionare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21201,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/02.-Inserzione-in-acqua-da-bassissima-quota-1024x684.jpg\" alt=\"Incursori ed elicotteri in azione: l’Esercito conquista Jesolo tra manovre e applausi - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21201\" title=\"Incursori ed elicotteri in azione: l’Esercito conquista Jesolo tra manovre e applausi - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Incursori ed elicotteri in azione: l’Esercito conquista Jesolo tra manovre e applausi - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presenza dell’Esercito non è passata inosservata: tra pattugliamenti aerei, lanci operativi e inserzioni speciali in ambiente anfibio, il pubblico ha potuto assistere dal vivo a manovre normalmente riservate a contesti di reale impiego operativo. Un'occasione unica per mostrare le capacità delle Forze Terrestri in operazioni di proiezione, evacuazione e copertura in scenari complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La manifestazione, che ha coinvolto anche altre componenti delle Forze Armate e dei Corpi dello Stato, si è rivelata una vetrina ideale per evidenziare il valore e la preparazione dell’Esercito nel più ampio quadro della difesa integrata nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’atto tattico del “Col Moschin” e del “Rigel”: simulazione di un’evacuazione in zona ostile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Punto culminante della presenza dell’Esercito allo Jesolo Air Show è stata l’<strong>esercitazione dinamica NEO</strong> (Non-combatant Evacuation Operation), finalizzata a simulare l’evacuazione di personale civile da un’area di crisi. L’operazione, articolata in <strong>cinque fasi</strong> (movimento, pre-sbarco, messa in sicurezza, evacuazione, ripiegamento), ha permesso di esaltare l’interoperabilità tra unità speciali terrestri e assetti aerei dell’AVES.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21200,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/03.-Presa-di-terra-con-battelli-pneumatici-Zodiac-FC-470-1024x683.jpg\" alt=\"Incursori ed elicotteri in azione: l’Esercito conquista Jesolo tra manovre e applausi - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21200\" title=\"Incursori ed elicotteri in azione: l’Esercito conquista Jesolo tra manovre e applausi - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Incursori ed elicotteri in azione: l’Esercito conquista Jesolo tra manovre e applausi - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli incursori del <strong>9° Reggimento “Col Moschin”</strong> hanno eseguito una spettacolare <strong>caduta libera da UH-90A</strong>, seguita da inserzione marina con tecnica <strong>“Helocast”</strong> e successiva <strong>presa di terra con battelli Zodiac FC 470</strong>. In parallelo, due elicotteri <strong>A129D “Mangusta”</strong> del <strong>5° Reggimento “Rigel”</strong> hanno fornito <strong>copertura aerea tattica</strong>, simulando attività di ricognizione armata e protezione del dispositivo a terra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La dimostrazione ha messo in luce non solo la precisione esecutiva, ma anche l’<strong>elevata flessibilità operativa</strong> di reparti altamente specializzati dell’Esercito, capaci di intervenire in ogni condizione, con rapidità e sicurezza. L’entusiasmo del pubblico è stato tangibile: applausi convinti hanno accompagnato ogni fase dell’operazione, testimoniando l’interesse e il rispetto verso chi opera quotidianamente per la sicurezza del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un programma di volo che ha visto alternarsi Eurofighter, F-35B, AV-8B Harrier e le acrobazie delle Frecce Tricolori, l’intervento dell’Esercito ha rappresentato <strong>l’unico segmento pienamente operativo-terrestre</strong>, rendendolo uno dei momenti più apprezzati dell’intera manifestazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Esercito vicino ai cittadini: Info Point, tecnologia e orientamento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alla componente dimostrativa, l’Esercito Italiano ha curato con attenzione anche l’aspetto informativo e promozionale. Per tutta la durata dell’evento è stato attivo un <strong>Info Point</strong> coordinato dal <strong>COMFOP NORD</strong>, che ha fornito a centinaia di visitatori – soprattutto giovani – <strong>informazioni su arruolamento, formazione, specialità e sbocchi professionali</strong> all’interno della Forza Armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo stand, sempre molto frequentato, ha ospitato un <strong>simulatore di volo</strong> con cockpit virtuale per elicotteri militari e dispositivi di <strong>visione notturna NVG</strong>, offrendo un’esperienza immersiva delle moderne tecnologie in dotazione alle unità operative. L’iniziativa ha avuto anche un forte valore educativo, facendo conoscere da vicino il mondo militare a un pubblico eterogeneo, spesso lontano dalle dinamiche della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il gran finale, affidato alle <strong>Frecce Tricolori</strong>, ha rappresentato il degno coronamento di una giornata ricca di emozioni, ma anche di contenuti concreti. In questo contesto, la presenza dell’Esercito ha saputo distinguersi non solo per spettacolarità, ma soprattutto per <strong>serietà, preparazione e senso dello Stato</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21202,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/08.-Incursori-ringraziano-e-salutano-il-pubblico-1024x683.jpg\" alt=\"Incursori ed elicotteri in azione: l’Esercito conquista Jesolo tra manovre e applausi - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21202\" title=\"Incursori ed elicotteri in azione: l’Esercito conquista Jesolo tra manovre e applausi - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Incursori ed elicotteri in azione: l’Esercito conquista Jesolo tra manovre e applausi - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo Jesolo Air Show si conferma così <strong>un’opportunità strategica di comunicazione e vicinanza con la popolazione</strong>, in cui l’Esercito Italiano ha dimostrato ancora una volta di essere non solo una forza di difesa, ma anche una risorsa attiva e presente nella vita del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/06.-Elicottero-da-esplorazione-e-scorta-A129D-Mangusta-assicura-la-copertura-aerea.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"ColMoschin, esercitoitaliano, JesoloAirShow","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-02 16:52:54","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Esercito_Jesolo.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21199-incursori-ed-elicotteri-in-azione-lesercito-conquista-jesolo-tra-manovre-e-applausi.mp4","galleria":""}
{"id":21163,"titolo":"2 luglio 1993: il giorno che cambiò tutto","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 2 luglio 1993, sotto il sole di Mogadiscio, l’Italia smise di essere solo una forza di pace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un impavido venerdí di Luglio, i nostri militari affrontarono un agguato violento e prolungato, tra fuoco nemico, barricate, razzi anticarro e civili usati come scudi umani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fu il <strong>primo vero scontro a fuoco per l’Esercito Italiano dalla fine della Seconda Guerra Mondiale</strong>. Il ritorno a una realtà di combattimento, nel cuore di una missione “umanitaria”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://brigatafolgore.net/2-luglio-1993-la-battaglia-del-check-point-pasta/\">Fu la battaglia del Check Point Pasta</a>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ore e ore di combattimenti spazzarono via, per sempre, l'immaginario collettivo del soldato italiano del dopoguerra: quello buono per i sorrisi e per offrire il miglior rancio agli ospiti in visita a una base italiana, ma che lasciava la guerra vera agli altri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Quel 2 luglio, a Mogadiscio, l’Italia riscoprì</strong> <strong>Soldati valorosi, pronti ad immolarsi fino all’estremo sacrificio.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In quella battaglia morirono tre Uomini: il <strong>Caporale Paracadutista Pasquale Baccaro</strong>, il <strong>Sottotenente Andrea Millevoi</strong> e il <strong>Sergente Maggiore Paracadutista Incursore Stefano Paolicchi</strong>. Altri militari rientrarono in Italia portando ferite profonde, visibili e invisibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ferite che, per molti, non si sarebbero mai rimarginate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra loro il Sottotenente Gianfranco Paglia, Medaglia d’Oro al Valor Militare, ferito gravemente mentre cercava di salvare i propri commilitoni e oggi ancora al servizio del Paese nonostante le gravi menomazioni fisiche. <strong>Esempio vivente di coraggio e dedizione, totale, alla Patria.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una battaglia vera. Ma troppo spesso dimenticata.</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è una pagina nei libri di scuola. Non è una data celebrata dallo Stato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È una memoria viva solo per chi c’era, per chi ha perso un fratello in armi, per chi ha sentito le urla via radio da un blindato immobilizzato. Quelle stesse voci, a oltre trent’anni di distanza, riecheggiano ancora nella mente di chi le ha vissute e, forse, lo faranno per sempre.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Eppure, la battaglia del Checkpoint Pasta fu un banco di prova: <strong>lì cambiò tutto</strong>.<br>Cambiò il modo di concepire le missioni italiane all’estero, il coordinamento tra reparti, l’equipaggiamento, l'addestramento, ma sopratutto la mentalità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non fu un esercito impreparato, ma un esercito messo alla prova. <br>E fu proprio quel sacrificio a far emergere, in tutta la sua forza, il vero significato dell’essere un Soldato. Da quel 2 luglio nacque un esercito più consapevole, forgiato da un’identità militare solida e incrollabile. Un esercito che poteva piegarsi, sì, ma mai spezzarsi di fronte a un nemico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\"><strong>Oggi 2 luglio 2025, a 32 anni esatti di distanza, il nostro dovere è ricordare non solo l’eroismo, ma anche l’assenza di memoria. Perché nessun soldato italiano, caduto in nome dell'ITALIA, deve mai essere dimenticato.</strong></pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Onore ai Caduti. Rispetto ai sopravvissuti. Memoria per tutti.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":1997,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"2 luglio 1993: il giorno che cambiò tutto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/90.jpg\" alt=\"2 Luglio 1993, La Battaglia del Check Point Pasta - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-1997\" style=\"width:1200px\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/pasta2025.jpg","categoria":"Blog","tags":"2Luglio1993, CheckPointPasta","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-02 09:29:38","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21163-2-luglio-1993-il-giorno-che-cambio-tutto.mp4","galleria":""}
{"id":21148,"titolo":"Moto Guzzi: Un Eccellenza Italiana Nata dal Genio di Militari e Aviatori","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Moto Guzzi è una delle icone dell'industria motociclistica mondiale, una storia che affonda le sue radici nel primo dopoguerra italiano e si distingue per il contributo fondamentale dei suoi fondatori, tutti legati al mondo militare: marinai e aviatori. La nascita del marchio è un'emblema di ingegno, passione e determinazione che continua a influenzare il mondo delle due ruote fino ai giorni nostri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Origini: Un'Idea che Nasce nel Cuore della Marina e dell'Aeronautica (1921)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 15 marzo 1921, presso lo studio del notaio Paolo Cassanello a Genova, venne costituita la <strong>\"Società Anonima Moto Guzzi\"</strong>, con l'intento di fabbricare motociclette e tutte le attrezzature metalmeccaniche ad esse collegate. Tra i soci fondatori c'erano <strong>Emanuele Vittorio Parodi</strong>, armatore genovese, il figlio <strong>Giorgio Parodi</strong>, e il grande <strong>Carlo Guzzi</strong>, un ex commilitone di Giorgio nel Servizio Aereo della <strong>Regia Marina</strong>. A questi si aggiunse <strong>Giovanni Ravelli</strong>, aviatore e amico di lunga data, tragicamente scomparso nel 1919 durante un volo di collaudo. Fu proprio a lui che Moto Guzzi dedicò il proprio logo: l’<strong>Aquila con ali spiegate</strong>, simbolo che si ispirava all'emblema degli aviatori navali. Il marchio diventava così una fusione di passione per i motori e per l'aviazione, in omaggio agli uomini che avevano contribuito a fondare l'azienda.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21152,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/airone-250-6-1024x576.jpg\" alt=\"Moto Guzzi: Un Eccellenza Italiana Nata dal Genio di Militari e Aviatori - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21152\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Moto Guzzi: Un Eccellenza Italiana Nata dal Genio di Militari e Aviatori - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1921, la <strong>prima motocicletta</strong> prodotta dalla Moto Guzzi fu la <strong>GP 500</strong>, seguita da una serie di successi che segnarono la crescita dell’azienda. Nel 1925, lo stabilimento di Mandello del Lario cominciò a produrre motocicli in grande quantità, raggiungendo <strong>1.200 unità</strong> all’anno grazie alla forza lavoro di oltre <strong>300 operai</strong>. Solo pochi anni dopo, nel 1928, il <strong>fratello di Carlo, Giuseppe Guzzi</strong>, compì una delle più celebri imprese motociclistiche, il <strong>Raid a Capo Nord</strong> in sella ad una Moto Guzzi <strong>Norge</strong>. Quest'avventura è diventata un simbolo di esplorazione e determinazione, ancora oggi ispirando motociclisti di tutto il mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L'Apice della Produzione e l'Innovazione (1930-1945)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso degli anni, Moto Guzzi divenne <strong>il maggiore produttore di motociclette in Italia</strong>. Negli anni ’30, la produzione fu indirizzata principalmente al <strong>mercato militare</strong>, in seguito alle richieste durante il periodo bellico. Modelli come l'<strong>Airone 250</strong>, presentato nel 1939, conquistarono il mercato con oltre <strong>29.000 esemplari</strong> costruiti. Le motociclette militari, come l'<a href=\"https://www.esercito.difesa.it/storia/pagine/moto-guzzi-500-alce.aspx\">Alce</a> e il <strong>Trialce</strong>, vennero progettate per il <strong>Regio Esercito</strong> e diventarono simbolo di resistenza e innovazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21153,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/vehicle-ad-standard-image-99a968b412cf4b2c296da8c75e7c90d3-1024x683.jpg\" alt=\"Moto Guzzi: Un Eccellenza Italiana Nata dal Genio di Militari e Aviatori - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21153\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Moto Guzzi: Un Eccellenza Italiana Nata dal Genio di Militari e Aviatori - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il Periodo delle Grandi Vittorie (1946-1967)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel dopoguerra, Moto Guzzi si consacrò definitivamente nel mondo delle competizioni motociclistiche, vincendo numerosi titoli mondiali. La Moto Guzzi <strong>Gambalunga 500</strong> rappresentò la prima motocicletta da competizione post-bellica, un modello pensato per i circuiti misti. Moto Guzzi divenne famosa per le sue motociclette capaci di competere nelle gare più dure, come la <strong>8 Cilindri</strong>, che raggiungeva i <strong>275 km/h</strong>. Con il passare degli anni, la casa di Mandello accumulò un incredibile <strong>palmarès</strong> con ben <strong>14 titoli mondiali</strong> e <strong>11 successi nel Tourist Trophy</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1954, Moto Guzzi aprì una delle prime <strong>gallerie del vento</strong> in Europa, permettendo di testare l'aerodinamicità dei veicoli, una mossa che confermò l’azienda come pioniera nell’innovazione tecnologica. Il vero salto tecnologico avvenne nel 1967, quando fu introdotto il motore <strong>V2 a 90°</strong>, progettato da <strong>Giulio Cesare Carcano</strong>. Questo motore divenne un simbolo iconico della Moto Guzzi, montato su modelli leggendari come la <strong>V7</strong> e la <strong>California</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21155,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/AC1-6058-1024x682.jpg\" alt=\"Moto Guzzi: Un Eccellenza Italiana Nata dal Genio di Militari e Aviatori - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21155\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Moto Guzzi: Un Eccellenza Italiana Nata dal Genio di Militari e Aviatori - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Era Moderna e il Nuovo Stabilimento di Mandello del Lario(2004-Presente)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2004, Moto Guzzi entrò a far parte del <strong>Gruppo Piaggio</strong>, un passaggio che le permise di risollevarsi e tornare protagonista nel mercato delle due ruote. Nel 2005, vennero presentati modelli come la <strong>Breva</strong> e la <strong>Griso 1100</strong>, seguiti da altre moto di successo come la <strong>V7 Racer</strong> e la <strong>Stelvio</strong>. Non solo motociclette, ma anche il <a href=\"https://www.motoguzzi.com/it_IT/theclan/\">Moto Guzzi The Clan</a> divenne una comunità internazionale di appassionati che continua a celebrare il mito della casa di Mandello.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo storico stabilimento di Moto Guzzi a Mandello del Lario sta vivendo una grande trasformazione. Il progetto, voluto dal Gruppo Piaggio e progettato dall'architetto <strong>Greg Lynn</strong>, mira a unire la tradizione della casa motociclistica con l’innovazione. Alcune aree del nuovo stabilimento sono già operative, con i reparti motori e l’assemblaggio veicoli che sono attivi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21156,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/01-mandello.jpg-1024x683.webp\" alt=\"Moto Guzzi: Un Eccellenza Italiana Nata dal Genio di Militari e Aviatori - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21156\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Moto Guzzi: Un Eccellenza Italiana Nata dal Genio di Militari e Aviatori - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nuova struttura, situata all'interno del perimetro storico della \"Casa dell'Aquila\", è progettata per integrare efficienza e modernità, mantenendo un legame con i padiglioni storici. Recentemente è stata realizzata una nuova area, che ospiterà mensa, cucina, uffici e spogliatoi per il personale, portando Moto Guzzi verso una \"fabbrica modello\" con l’intento di migliorare la produttività.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Museo Moto Guzzi</strong> si trasferirà in una nuova area riconoscibile per il suo tetto ispirato al terminale di scarico di una Moto Guzzi. Qui troveranno spazio oltre <strong>180 moto storiche</strong>, tra cui modelli da corsa, prototipi e fuoristrada, offrendo un'esperienza unica per gli appassionati. Questo progetto segna un nuovo capitolo per Moto Guzzi, che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni: Un'Eccellenza Italiana Senza Tempo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da una piccola officina a Mandello del Lario a una delle case motociclistiche più rispettate al mondo, <strong>Moto Guzzi</strong> ha costruito una storia fatta di <strong>innovazione</strong>, <strong>passione</strong> e <strong>successi militari</strong>. L’impronta lasciata dai suoi fondatori, uomini di mare e di cielo, continua a guidare l'azienda verso un futuro che celebra il passato con orgoglio, mantenendo intatta l’anima italiana nel design e nella meccanica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/Superalce.jpg","categoria":"Blog","tags":"aviatori, fondatori, Moto Guzzi, storia motociclistica, tecnologia italiana","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-01 20:22:21","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.motoguzzi.com/it_IT/tradizione/storia/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21148-moto-guzzi-nata-genio-di-militari-e-aviatori.mp4","galleria":""}
{"id":21129,"titolo":"Il Generale Oresta: Un Addio Amaro alla Scuola Marescialli di Firenze","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Firenze, 1 luglio 2025</strong> – La notizia della <strong>rimozione del Generale Pietro Oresta</strong> dal suo incarico di Comandante della <a href=\"https://www.carabinieri.it/concorsi/area-concorsi/formazione/la-scuola-marescialli-e-brigadieri\">Scuola Marescialli e Brigadieri di Firenze</a> ha scosso l'ambiente dei Carabinieri e non solo. Un allontanamento che, stando a quanto emerso, sarebbe direttamente collegato a un discorso pronunciato venerdì scorso agli allievi marescialli alla fine del loro corso triennale: parole schiette, cariche di umanità e di un'attenzione particolare al benessere personale che, a quanto pare, non sono state gradite ai vertici dell'Arma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Parole Contestate: L'Uomo Prima del Carabiniere</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il discorso del Generale Oresta, circolato rapidamente sui social media grazie a frammenti video, ha toccato corde sensibili. Rivolgendosi ai neo-marescialli e alle loro famiglie, Oresta ha enfatizzato<strong> l'importanza del benessere personale e familiare, persino al di sopra di certe istruzioni o procedure.</strong> \"Aiutare un anziano ad attraversare la strada ha più impatto di trovare 300 tonnellate di cocaina e arrestare 20 persone,\" aveva detto. E ancora: <strong>\"il vostro benessere, e quello dei vostri familiari, la nostra vita è superiore a qualunque istruzione o procedura</strong>.\" Un passaggio, poi, dedicato a una visione meno \"eroica\" e più pragmatica del servizio: \"Batman, Robin, Rambo, non ce ne frega niente… bisogna fare le nostre cose [...] la vita e la famiglia sovrastano a ogni costo qualunque procedura o indicazioni.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste parole, interpretate da molti come un richiamo alla salute mentale e alla dignità della persona sotto l'uniforme, hanno evidentemente toccato delle sensibilità istituzionali. La tempistica della rimozione, avvenuta domenica pomeriggio, a sole 72 ore dal discorso, suggerisce una correlazione diretta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21142,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Il Generale Oresta: Un Addio Amaro alla Scuola Marescialli di Firenze - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/concorso-allievi-marescialli-carabinieri-2024.jpg\" alt=\"Il Generale Oresta: Un Addio Amaro alla Scuola Marescialli di Firenze - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21142\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Oresta: Un Addio Amaro alla Scuola Marescialli di Firenze - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Risposta dei Vertici: Il Generale Luongo e il Senso della Disciplina</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sebbene non vi siano state comunicazioni ufficiali dirette sulla rimozione di Oresta da parte del Comando Generale dell'Arma, le parole pronunciate dal <strong>Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, il Generale Salvatore Luongo</strong>, lunedì a Padova durante una cerimonia, sono state lette come una chiara risposta alla vicenda. Luongo ha rimarcato con forza il senso della disciplina militare: \"<strong>Essa non è mera osservanza di regole, ma è consapevole condivisione di un ideale superiore, che guida il comportamento di ogni carabiniere anche oltre l’orizzonte della convenienza personale</strong>.\" Ha proseguito definendo la disciplina come \"la forza silenziosa che regola l’agire, la virtù interiore che rende coesi i ranghi,\" e \"la condizione indispensabile per il compimento della missione e la salvaguardia dei valori repubblicani.\" Un chiaro richiamo ai valori tradizionali dell'Arma, che sembrano porre l'adesione al codice di norme e valori al di sopra delle considerazioni individuali di benessere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Contesto Difficile: Il Precedente del Suicidio alla Scuola</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È importante ricordare che il Generale Oresta, insediatosi alla Scuola nel 2023, aveva dovuto affrontare, non senza profondo dolore, la tragica vicenda del suicidio di un'allieva carabiniera di 25 anni nel 2024. Questo episodio aveva riportato prepotentemente alla luce il tema della <strong>salute mentale tra i giovani nelle carriere militari</strong>. Non è azzardato ipotizzare che le parole del Generale Oresta fossero anche una riflessione e una reazione a quell'esperienza dolorosa, un tentativo di porre l'accento sulla necessità di non trascurare l'aspetto umano e psicologico dei militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21143,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Generale Oresta: Un Addio Amaro alla Scuola Marescialli di Firenze - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/allievi-marescialli-ci-sono-626-posti-1024x576.webp\" alt=\"Il Generale Oresta: Un Addio Amaro alla Scuola Marescialli di Firenze - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21143\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Oresta: Un Addio Amaro alla Scuola Marescialli di Firenze - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni: Un Dibattito Necessario</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La rimozione del Generale Pietro Oresta ha sollevato un dibattito cruciale all'interno delle Forze Armate italiane: quello tra la rigidità della disciplina militare e la crescente importanza del benessere psicofisico del personale. Le sue parole, pur nella loro schiettezza, hanno evidenziato una sensibilità verso le sfide che i giovani militari affrontano, in un contesto in cui problemi come stress, burnout e disagio psicologico sono sempre più presenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'integrità e l'efficacia di un'istituzione complessa come l'Arma dipendono non solo dalla ferrea adesione alle regole, ma anche dalla capacità di tutelare e valorizzare la dimensione umana di chi ne fa parte. Resta da vedere se questo episodio potrà innescare una riflessione più ampia su come conciliare la tradizione militare con le esigenze di una nuova generazione di servitori dello Stato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/il-generale-dei-carabinieri-pietro-oresta-fino-a-pochi-giorni-fa-era-al-vertice-della-prestigiosa-scuola-allievi-marescialli-e-brigadieri-di-firenze.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"carabinieri, Disciplina Militare, Generale Oresta, Scuola Marescialli Firenze","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-01 17:06:23","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21129-il-generale-oresta-un-addio-amaro-alla-scuola-marescialli-di-firenze.mp4","galleria":""}
{"id":21113,"titolo":"Luogotenente Paracadutista Serenelli perde la Vita in Moto","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Cascina, 1° luglio 2025</strong> – La comunità di Crespina Lorenzana è sotto shock per la tragica scomparsa del <strong>luogotenente Alessandro Serenelli</strong>, 55 anni, militare dell'esercito e stimato istruttore di paracadutismo. Serenelli ha perso la vita questa mattina, intorno alle 7:30, in un drammatico incidente in moto lungo la provinciale Cucigliana Lorenzana, nel tratto di Cascina noto come via Nazario Sauro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'uomo, mentre si recava al lavoro, ha improvvisamente sbandato con la sua potente moto, schiantandosi contro il guard rail poco dopo aver superato lo svincolo per la superstrada a Lavoria. Nonostante i primi soccorsi, per il luogotenente non c'è stato nulla da fare. Sul luogo dell'incidente, la disperazione della moglie Katia Balducci ha toccato il cuore di tutti: \"Maledetta moto, maledetta moto\", il suo grido straziante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Dinamica dell'Incidente e i Soccorsi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto ricostruito dalla polizia municipale di Cascina, si è trattato di un incidente autonomo. Le cause sono ancora al vaglio, ma si ipotizza che Serenelli possa aver avuto un malore o una distrazione improvvisa che gli ha fatto perdere il controllo del mezzo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Diversi automobilisti, testimoni della tragedia su una strada solitamente trafficata, si sono fermati immediatamente per prestare soccorso e allertare il 118. Sul posto è giunta rapidamente un'ambulanza della Misericordia di Cenaia, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato purtroppo vano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La via Nazario Sauro è rimasta chiusa al traffico per oltre tre ore per consentire alla Municipale di Cascina di effettuare i rilievi. Dato che la dinamica è apparsa fin da subito chiara, la moto non è stata posta sotto sequestro e la salma è stata immediatamente messa a disposizione della famiglia per il funerale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Dolore della Famiglia e della Comunità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alessandro Serenelli, luogotenente con incarico speciale, prestava servizio al Comfose (Comando delle Forze speciali dell’esercito) con base adiacente a Camp Darby, a San Piero a Grado. Era un punto di riferimento come istruttore di paracadutismo e nel tempo libero gestiva la scuola \"Skydive Costa d’Argento\" a Orbetello. La sua assenza in mattinata, insolita per un uomo di tale precisione, ha allertato i colleghi, portando la terribile notizia alla moglie Katia Balducci, che si è precipitata sul luogo dell'incidente. Dopo il suo straziante sfogo, è stata assistita dai volontari della Misericordia e riaccompagnata a casa a Crespina Lorenzana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Serenelli era figlio di Lamberto Serenelli, anch'egli già sottufficiale della Folgore e aveva seguito con passione le orme paterne, guadagnandosi la stima di tutti i colleghi del <strong>185° reggimento Artiglieria Paracadutisti Folgore</strong>, che si sono uniti in un commosso abbraccio alla famiglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La moglie, Katia Balducci, è molto conosciuta a Crespina per aver gestito per anni un negozio di alimentari e per la sua attiva partecipazione nel mondo dell'associazionismo locale, inclusi i Fratres.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La procura non ha ritenuto necessarie ulteriori indagini e la moto è stata affidata alla moglie. La salma del luogotenente Alessandro Serenelli è stata composta nell’abitazione di via Roma, 7.<strong> I funerali si terranno domani, 2 luglio, alle ore 9:30, nella chiesa di Crespina</strong>. La comunità si stringe attorno alla famiglia in questo momento di profondo dolore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"185., folgore, incidente, Moto, Tragedia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-01 15:22:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21113-luogotenente-forze-speciali-perde-vita-moto.mp4","galleria":""}
{"id":21097,"titolo":"Strike Back 25: la NATO testa prontezza e interoperabilità in Bulgaria","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è conclusa il 27 giugno 2025 presso il poligono di Novo Selo, in Bulgaria, l’esercitazione “Strike Back 25”, un’attività addestrativa multilaterale che ha visto protagonista il Multinational Battle Group (MN BG) attualmente schierato sul fianco orientale dell’Alleanza Atlantica. L’esercitazione, pianificata con l’obiettivo di testare la prontezza operativa del Battle Group, ha consentito di valutare il livello di interoperabilità tra i contingenti partecipanti e l’efficacia dei sistemi da combattimento impiegati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21099,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/12001-1024x576.jpg\" alt=\"Strike Back 25: la NATO testa prontezza e interoperabilità in Bulgaria - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21099\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Strike Back 25: la NATO testa prontezza e interoperabilità in Bulgaria - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Strike Back 25” ha avuto come focus principale la simulazione di uno scenario di combattimento convenzionale ad alta intensità (warfighting), ponendo le unità partecipanti di fronte a sfide complesse e realistiche. L’impiego di fuoco reale ha offerto l’opportunità di consolidare le capacità operative in contesti ostili, contribuendo direttamente alla deterrenza e alla difesa collettiva della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla manovra hanno preso parte circa 400 militari provenienti da otto Paesi dell’Alleanza, supportati da 60 piattaforme da combattimento, tra cui mezzi corazzati, sistemi digitali di Comando e Controllo, droni da ricognizione “Raven” e il sistema C2 “IMPERIO”, a testimonianza di un impianto tecnologico avanzato e pienamente integrato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Difesa aerea integrata e interoperabilità: un esempio di cooperazione sul campo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei momenti centrali dell’esercitazione ha riguardato la difesa aerea a corto raggio, ambito nel quale si è distinta l’efficace collaborazione tra la sezione turca e quella italiana. Schierata presso il poligono di Novo Selo, la componente turca ha impiegato i sistemi “Sungur” per simulare l’ingaggio di velivoli nemici, mentre il personale italiano, equipaggiato con missili “Stinger”, ha contribuito alla difesa del Posto Comando avanzato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21107,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/2.-Saluto-al-personale-della-sezione-contraerei-turca-che-ha-preso-parte-allesercitazione-1-1024x684.jpg\" alt=\"Strike Back 25: la NATO testa prontezza e interoperabilità in Bulgaria - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21107\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Strike Back 25: la NATO testa prontezza e interoperabilità in Bulgaria - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’interazione tra le due unità ha permesso di condividere tecniche, tattiche e procedure per la neutralizzazione di minacce aeree, incluse quelle portate da droni e aeromobili ostili. Questo modulo addestrativo ha evidenziato quanto l’interoperabilità non sia solo un obiettivo formale, ma una condizione operativa reale che può fare la differenza in scenari bellici moderni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La possibilità di confrontare le rispettive dottrine e di agire in sinergia ha rafforzato le capacità collettive del Battle Group, rendendolo più flessibile, reattivo e integrato, in linea con le direttive NATO per la difesa avanzata nei Paesi del fronte orientale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Postura NATO sul fianco est: l’Italia protagonista della difesa collettiva</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sotto il comando del Colonnello Salvatore Abbate, il Multinational Battle Group dispiegato in Bulgaria ha dato prova di efficienza, coesione e prontezza operativa, consolidando la presenza avanzata dell’Alleanza nella regione. L’Italia, quale Paese framework del Battle Group, ha avuto un ruolo chiave nell’organizzazione e conduzione dell’esercitazione, confermando il proprio impegno concreto nei confronti della sicurezza collettiva euro-atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21104,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/4.-Un-momento-dellesercitazione-Strike-Back-25-1024x576.jpg\" alt=\"Strike Back 25: la NATO testa prontezza e interoperabilità in Bulgaria - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21104\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Strike Back 25: la NATO testa prontezza e interoperabilità in Bulgaria - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le operazioni militari svolte in occasione di “Strike Back 25” rientrano nel quadro delle attività coordinate dal <strong>Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI)</strong>, l’organo di vertice dello strumento militare nazionale che gestisce le missioni delle Forze Armate sia in patria che all’estero. Il COVI assicura la piena integrazione delle capacità interforze e la prontezza delle forze nazionali a operare in contesti multinazionali ad alta complessità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione appena conclusa rappresenta un chiaro messaggio di unità e determinazione da parte della NATO: i suoi Paesi membri sono pronti a difendere ogni area dell’Alleanza, con forze addestrate, interoperabili e dotate di sistemi tecnologici avanzati. In un mondo sempre più caratterizzato da minacce ibride e tensioni regionali, attività come “Strike Back 25” non solo migliorano le capacità operative, ma rafforzano la deterrenza collettiva, pilastro essenziale per la sicurezza dell’Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/1200-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"esercitazioniNATO, interoperaibilita, StrikeBack25","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-01 14:59:30","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Bulgaria-conclusa-l'esercitazione-STRIKE-BACK-25.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21097-strike-back-25-la-nato-testa-prontezza-e-interoperabilita-in-bulgaria.mp4","galleria":""}
{"id":21084,"titolo":"Dal Gioco alla Strategia: Il Wargaming come Scuola di Comando","contenuto_html":"<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra un semplice gioco da tavolo e le complesse dinamiche decisionali che caratterizzano lo Stato Maggiore di una forza armata o un gabinetto di crisi governativo sembra esserci un abisso. Tuttavia, l’evento organizzato dal Centro Alti Studi per la Difesa (Casd) il 30 giugno 2025 a Palazzo Salviati ha dimostrato come quel “gioco” possa rivelarsi uno strumento formidabile per la formazione alla leadership e alla gestione strategica delle crisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21088,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Dal Gioco alla Strategia: Il Wargaming come Scuola di Comando - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/12-1024x684.jpg\" alt=\"Dal Gioco alla Strategia: Il Wargaming come Scuola di Comando - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21088\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dal Gioco alla Strategia: Il Wargaming come Scuola di Comando - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fulcro della giornata è stata la presentazione del libro <em>“Wargame. Formazione, sviluppo e leadership nelle organizzazioni militari”</em>, scritto da Andrea Bernardi e Carolina Buffagnotti. Il volume approfondisce il ruolo degli wargames nel potenziare le capacità di comando, decisione e cooperazione in contesti ad alta complessità, dove l’incertezza e l’interdipendenza tra attori richiedono pensiero critico e visione sistemica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il wargame, lungi dall’essere un semplice esercizio ludico, si configura come un vero e proprio laboratorio decisionale. Nato con il <em>Kriegsspiel</em> prussiano nel XIX secolo e perfezionato da Georg von Reisswitz, il wargaming è diventato nel tempo un ambiente di apprendimento dove le decisioni vengono simulate, analizzate e discusse, con lo scopo di formare una leadership più consapevole e pronta ad affrontare il caos reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Leadership, Complessità e Cultura Strategica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dibattito al Casd ha evidenziato quanto il wargame sia oggi uno strumento tanto rigoroso quanto creativo. A seconda dell’obiettivo, può assumere forme diverse: dal <em>wargame addestrativo</em>, utile per sviluppare competenze trasversali e abituare i partecipanti all’incertezza, al <em>wargame analitico</em>, utilizzato per testare concetti operativi e dottrine, fino ai <em>matrix games</em> e <em>seminar wargames</em>, più orientati alla riflessione collettiva su scenari complessi e futuri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21089,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Dal Gioco alla Strategia: Il Wargaming come Scuola di Comando - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/12222-1024x656.jpg\" alt=\"Dal Gioco alla Strategia: Il Wargaming come Scuola di Comando - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21089\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dal Gioco alla Strategia: Il Wargaming come Scuola di Comando - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa versatilità lo rende applicabile ben oltre l’ambito militare. Le sue logiche sono ormai parte integrante anche di processi formativi nel mondo civile: dalla pubblica amministrazione alle grandi aziende, fino al settore sanitario. I <em>Business Strategy Games</em>, nati negli Stati Uniti negli anni ’50 e ispirati ai modelli del War College della US Navy, ne sono una chiara testimonianza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto italiano, le Forze Armate stanno colmando il divario culturale e operativo con i Paesi anglosassoni. Oltre alla Scuola di Applicazione di Torino e all’Istituto di Studi Marittimi di Venezia, il Casd ha istituito il <em>Laboratorio Wargaming della Difesa</em>, avviando progetti di ricerca, sperimentazioni didattiche e attività interforze per radicare la cultura del wargame nel nostro sistema formativo. Questo sforzo segue la scia di una tendenza internazionale che vede nella simulazione uno strumento cardine della formazione militare contemporanea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un’epoca dominata da algoritmi e Intelligenza Artificiale, il wargaming riporta al centro la dimensione umana del pensiero. La sua forza sta proprio nel mettere in gioco – è il caso di dirlo – capacità che la macchina ancora non può replicare: intuizione, empatia, creatività, negoziazione. Un antidoto prezioso contro la delega acritica alla tecnologia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Esperienze, Simulazioni e Prospettive</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel pomeriggio della giornata al Casd, spazio alla pratica: sono stati presentati diversi wargames professionali sviluppati da analisti ed esperti e impiegati in contesti istituzionali di alto livello, dalla NATO alle Nazioni Unite. Le simulazioni hanno riguardato scenari concreti e multidimensionali: emergenze urbane, processi decisionali governativi, dinamiche di competizione e cooperazione internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21090,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Dal Gioco alla Strategia: Il Wargaming come Scuola di Comando - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/07/8585-1024x737.jpg\" alt=\"Dal Gioco alla Strategia: Il Wargaming come Scuola di Comando - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21090\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dal Gioco alla Strategia: Il Wargaming come Scuola di Comando - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste esperienze mostrano come anche le decisioni simulate possano generare apprendimento reale. A ogni giocatore – che rappresenti un decisore politico, un ufficiale militare o un attore istituzionale – viene richiesto di interpretare ruoli, analizzare vincoli e conseguenze, costruire strategie coerenti. Ne emergono non solo soluzioni operative, ma spunti per migliorare il processo stesso con cui si prende una decisione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il wargame non si limita a predire scenari, ma stimola a pensare in modo critico, ad anticipare sviluppi e a elaborare risposte creative e tempestive. Come ha evidenziato Andrea Bernardi, investire nel wargaming significa investire nella capacità di comprendere e governare la complessità, anziché subirla.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’evento del 30 giugno, il Casd ha ribadito l’importanza del wargame come strumento per il sistema-Paese. Non un semplice esercizio intellettuale, ma una piattaforma concreta di sviluppo della leadership e dell’innovazione strategica. E i segnali raccolti parlano chiaro: la partita, stavolta, è davvero seria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/07/1200.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"formazione, leadership, wargaming","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-07-01 08:59:53","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://formiche.net/2025/06/giochi-di-guerra-wargame-casd/#content","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21084-dal-gioco-alla-strategia-il-wargaming-come-scuola-di-comando.mp4","galleria":""}
{"id":21052,"titolo":"Passaggio di Comando al COMFOSE: continuità, valori e nuove sfide per le Forze Speciali","contenuto_html":"<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presso il comprensorio militare “Ten. M.O.V.M. Dario Vitali” di San Piero a Grado (Pisa) si è tenuta nei giorni scorsi la cerimonia di avvicendamento al Comando delle Forze Speciali dell’Esercito (COMFOSE). Un momento di solennità e riflessione che ha visto il passaggio del testimone tra il <strong>Generale di Brigata Marco Manzone e il parigrado Generale di Brigata Carmine Vizzuso</strong>, alla presenza di numerose autorità civili e militari, italiane e straniere. A presiedere la cerimonia, il <strong>Generale di Corpo d’Armata Salvatore Cuoci</strong>, Vice Comandante e Comandante Operativo del Comando delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21055,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/4-1-1024x769.jpeg\" alt=\"Passaggio di Comando al COMFOSE: continuità, valori e nuove sfide per le Forze Speciali - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21055\" title=\"Passaggio di Comando al COMFOSE: continuità, valori e nuove sfide per le Forze Speciali - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Passaggio di Comando al COMFOSE: continuità, valori e nuove sfide per le Forze Speciali - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il COMFOSE rappresenta un nodo strategico all’interno dell’Esercito Italiano, con la sua funzione di coordinamento e sviluppo delle capacità operative e addestrative del comparto Forze Speciali. Garantisce coerenza nei programmi formativi, nell’approntamento e nell’innovazione delle procedure, fornendo un supporto essenziale alle unità che operano nelle missioni più complesse e riservate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il commiato del Generale di Brigata Marco Manzone: valori, dedizione e risultati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo discorso di saluto, il Generale di Brigata Marco Manzone ha voluto rendere omaggio al personale del comparto che ha perso la vita in servizio, ricordando il loro sacrificio come guida morale per tutti gli operatori delle Forze Speciali. “Coloro che sono andati avanti — ha detto — ci indicano la strada giusta e ci ispirano ogni giorno nei valori più autentici del nostro essere militari”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21058,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/1-1-1024x769.jpeg\" alt=\"Passaggio di Comando al COMFOSE: continuità, valori e nuove sfide per le Forze Speciali - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21058\" title=\"Passaggio di Comando al COMFOSE: continuità, valori e nuove sfide per le Forze Speciali - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Passaggio di Comando al COMFOSE: continuità, valori e nuove sfide per le Forze Speciali - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Generale di Brigata Marco Manzone ha poi rievocato le parole pronunciate all’inizio del suo mandato, focalizzate sui concetti di “fare”, “saper fare” e “voler fare”. Ha sottolineato con orgoglio come questi principi siano stati interiorizzati da tutto il personale del Comando, trasformandosi in risultati concreti, in termini di efficienza, addestramento e prontezza operativa. Ha ringraziato calorosamente uomini e donne del comparto, evidenziando il livello di coesione e di dedizione che caratterizza il COMFOSE.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Concludendo, ha rivolto al Gen. B. Carmine Vizzuso un augurio sincero per il suo futuro al comando: “Un incarico prestigioso, in un ambiente altamente dinamico e professionale, che guarda con fiducia a un futuro ricco di opportunità e responsabilità”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le sfide del futuro: le parole del Gen. Vizzuso e del Gen. Cuoci</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A prendere la parola è stato poi il nuovo Comandante, Gen. B. Carmine Vizzuso, che ha ringraziato i presenti e il suo predecessore per l’impegno profuso. Nel suo intervento ha posto l’accento sul ruolo cruciale che oggi riveste il comparto Forze Speciali all’interno del nuovo scenario internazionale, sempre più complesso e interconnesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21056,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/5-1024x769.jpeg\" alt=\"Passaggio di Comando al COMFOSE: continuità, valori e nuove sfide per le Forze Speciali - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21056\" title=\"Passaggio di Comando al COMFOSE: continuità, valori e nuove sfide per le Forze Speciali - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Passaggio di Comando al COMFOSE: continuità, valori e nuove sfide per le Forze Speciali - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Le tecnologie avanzano, gli scenari mutano, ma resta centrale l’elemento umano — ha dichiarato Vizzuso —. L’addestramento costante, l’adattabilità e la determinazione restano fattori decisivi nella riuscita delle nostre missioni”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia si è conclusa con l’intervento del Gen. C.A. Salvatore Cuoci, che ha espresso riconoscenza verso tutti gli operatori del comparto, ricordando i caduti e i feriti che, con coraggio e abnegazione, hanno servito la Patria. Un pensiero particolare è stato rivolto anche al Gen. Nicola Zanelli, primo Comandante del COMFOSE, recentemente scomparso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo saluto finale, il Gen. C.A. Cuoci ha augurato il meglio sia al comandante uscente sia al nuovo, sottolineando come il valore delle Forze Speciali risieda non solo nelle loro capacità operative, ma anche nella profonda umanità e nello spirito di servizio che le contraddistingue.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/1200-1.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"cambiocomando, comfose, forzespeciali","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-30 15:05:20","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Cambio-Comfose.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21052-passaggio-di-comando-al-comfose-continuita-valori-e-nuove-sfide-per-le-forze-speciali.mp4","galleria":""}
{"id":21057,"titolo":"Rivoluzione Intelligenza Artificiale: Palantir e Accenture Uniscono le Forze","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Palantir, leader nel settore dei sistemi di intelligenza artificiale (AI), e Accenture Federal Services, azienda tecnologica federale statunitense, hanno annunciato una partnership strategica di grande rilevanza, nominando Accenture Federal come partner preferenziale per l'implementazione delle soluzioni Palantir per i clienti del governo federale statunitense.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa alleanza mira a utilizzare soluzioni AI di livello commerciale per <strong>affrontare le sfide operative più urgenti delle agenzie federali, ottimizzando e orchestrando flussi di lavoro critici per le missioni, migliorando la capacità decisionale e aumentando la resilienza operativa. </strong>Come parte della collaborazione, Accenture Federal Services e Palantir si impegneranno a formare e certificare il <strong>team Data &amp; AI di Accenture Federal</strong>, composto da 1.000 professionisti, sulla <strong>piattaforma Palantir Foundry e sull'Artificial Intelligence Platform (AIP)</strong>, per sviluppare una capacità congiunta di delivery delle soluzioni di automazione più avanzate per il governo federale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21065,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/2023-06-14-072721295-Accenture-invests-3-billion-into-artificial-intelligence.jpg\" alt=\"Rivoluzione Intelligenza Artificiale: Palantir e Accenture Uniscono le Forze - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21065\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Rivoluzione Intelligenza Artificiale: Palantir e Accenture Uniscono le Forze - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Rivoluzione Intelligenza Artificiale: Palantir e Accenture Uniscono le Forze - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Obiettivi della Partnership</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accenture Federal Services e Palantir concentreranno inizialmente la loro collaborazione sul co-sviluppo di tre principali soluzioni:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fusione dei Dati Enterprise-to-Edge</strong>: Utilizzando l'ontologia e la piattaforma AI di Palantir per accelerare la modernizzazione dei sistemi aziendali, spingendo i dati critici dall'impresa alla frontiera tattica.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Orchestrazione Predittiva della Catena di Fornitura</strong>: Combinando l'esperienza di Accenture nel <strong>settore federale e commerciale della logistica</strong> con l'AI di Palantir per aiutare le agenzie governative a ottimizzare i flussi autonomi e resilienti della catena di fornitura.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Operazionalizzare l'Intelligenza Finanziaria</strong>: Fornendo una visione a <strong>360 gradi dei budget</strong> e delle spese delle agenzie attraverso numerosi sistemi per migliorare la trasparenza fiscale e la responsabilità.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Impatto della Partnership sulla Sicurezza Nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mike Galagher, responsabile della difesa per Palantir Technologies, ha dichiarato:<mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color\"> \"Il mondo sta diventando più pericoloso, e dobbiamo fornire ai soldati americani soluzioni AI avanzate per migliorare la deterrenza\"</mark>. La partnership mira a potenziare le forze armate statunitensi con informazioni e analisi in tempo reale, per permettere loro di combattere in modo più intelligente e efficace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21066,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/2020-09-09T160502Z_1_LYNXMPEG881HV-OCABS_RTROPTP_3_CBUSINESS-US-PALANTIR-IPO.webp\" alt=\"Rivoluzione Intelligenza Artificiale: Palantir e Accenture Uniscono le Forze - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21066\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Rivoluzione Intelligenza Artificiale: Palantir e Accenture Uniscono le Forze - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Rivoluzione Intelligenza Artificiale: Palantir e Accenture Uniscono le Forze - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ron Ash, CEO di Accenture Federal Services, ha aggiunto: \"Questo è un cambiamento radicale per entrambe le aziende, ma, soprattutto, è un cambiamento fondamentale per i nostri clienti federali. Stiamo investendo per costruire una capacità scalabile con Palantir, che fornirà capacità decisionali basate sull'AI direttamente nelle agenzie governative, così i leader potranno agire in modo deciso e ottenere risultati migliori e più rapidi\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sostenere il Futuro del Settore Pubblico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Julie Sweet, Presidente e CEO di Accenture, ha sottolineato: \"Ciò che rende questa partnership così potente è l'esperienza di Accenture nel lavorare con il governo federale e la nostra capacità di portare capacità commerciali nelle soluzioni per il governo, unite all'esperienza profonda di Palantir nel software governativo. Insieme, sfrutteremo il potere crescente dell'AI per aiutare il governo federale a modernizzare e reinventare le sue operazioni, con flussi di dati più forti, maggiore trasparenza e resilienza, per servire meglio i soldati, i cittadini e tutti i suoi stakeholder\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Informazioni su Palantir Technologies Inc.</strong><br>Palantir è un fornitore di software fondamentale per il futuro. Fornisce piattaforme di analisi dei dati che consentono alle organizzazioni di prendere decisioni più rapide e informate. Maggiori informazioni sono disponibili su <a href=\"https://www.palantir.com\">www.palantir.com</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Informazioni su Accenture Federal Services</strong><br>Accenture Federal Services è una filiale di Accenture LLP che lavora a stretto contatto con le agenzie governative per alimentare il cambiamento impattante. Con 15.000 dipendenti, Accenture Federal si impegna a fornire soluzioni tecnologiche moderne, rapide ed efficienti per il governo federale degli Stati Uniti. Scopri come reinventiamo il settore pubblico su <a href=\"http://www.accenturefederal.com\">www.accenturefederal.com</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Informazioni su Accenture</strong><br>Accenture è una società globale leader nei servizi professionali che aiuta aziende, governi e altre organizzazioni a costruire il loro core digitale, ottimizzare le operazioni, accelerare la crescita dei ricavi e migliorare i servizi ai cittadini. Con circa 791.000 persone, Accenture combina competenza tecnologica, esperienza nel cloud, nei dati e nell'AI con un'eccezionale esperienza di settore. Maggiori informazioni su <a href=\"https://www.accenture.com\">www.accenture.com</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/wedsx.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"AI, governo federale, Palantir","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-30 14:33:59","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://newsroom.accenture.com/news/2025/palantir-and-accenture-federal-services-join-forces-to-help-federal-government-agencies-reinvent-operations-with-ai?abc=federal+brand+leadership_linkedin_100008208099271&linkId=100000371595081","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21057-rivoluzione-intelligenza-artificiale-palantir-e-accenture-uniscono-le-forze.mp4","galleria":""}
{"id":21039,"titolo":"BLACK POISON 2025 – Esercitazione multinazionale per la difesa CBRN","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>7° Reggimento Difesa CBRN </strong>ha portato a termine con successo l’esercitazione multinazionale “BLACK POISON 2025”, un’importante attività addestrativa che ha coinvolto reparti specializzati provenienti da diversi Paesi dell’Alleanza Atlantica, r<strong>afforzando l’interoperabilità tra le forze alleate e la gestione delle emergenze in ambienti contaminati o potenzialmente contaminati da agenti CBRN.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Obiettivi e Sviluppo della Black Poison 2025</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Svoltasi nelle<strong> aree addestrative di Civitavecchia, Rieti e Santa Severa</strong>, l’esercitazione ha simulato scenari complessi di risposta alle minacce CBRN, mettendo alla prova le capacità di ricognizione, identificazione, campionamento, decontaminazione e gestione delle crisi derivanti dall’impiego o dalle dispersioni di sostanze CBRN. L’obiettivo primario della “BLACK POISON 2025” era testare l’interoperabilità delle forze alleate e la capacità di rispondere in modo integrato e tempestivo a situazioni ad alta criticità, sia in contesti civili che militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21043,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/11-1024x683.jpg\" alt=\"BLACK POISON 2025&quot; – Esercitazione multinazionale per la difesa CBRN - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21043\" title=\"BLACK POISON 2025 – Esercitazione multinazionale per la difesa CBRN - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">BLACK POISON 2025\" – Esercitazione multinazionale per la difesa CBRN - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercitazione si è conclusa alla presenza del <strong>Comandante dell'Artiglieria, Generale di Brigata Gianluca Figus</strong>. Il Colonnello Dario De Masi, Comandante del 7° Reggimento Difesa CBRN e Direttore dell’esercitazione, ha evidenziato il valore fondamentale della cooperazione internazionale: “BLACK POISON 2025 rappresenta una tappa cruciale per il mantenimento della prontezza della <strong>Combined Joint Chemical, Biological, Radiological and Nuclear Defence Task Force (CJ-CBRND-TF)</strong> contro minacce asimmetriche e non convenzionali. La professionalità del personale impiegato e la cooperazione tra le nazioni partecipanti sono la dimostrazione di una risposta integrata e tempestiva.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Partecipazione delle Forze Alleate e il Ruolo Strategico dell'Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione ha visto la partecipazione di numerosi reparti italiani e alleati, tra cui assetti della Scuola Interforze per la Difesa NBC, del Comando Artiglieria, della Brigata Informazioni Tattiche, del Centro Logistico Interforze per la Difesa NBC, del 11° Reggimento Trasmissioni, del Reggimento Genio Ferrovieri, del 3° Reggimento \"Bondone\", nonché team specialistici dell’Aeronautica Militare e delle Forze Armate francesi, tedesche e polacche. La presenza di queste unità ha evidenziato il valore del 7° Reggimento Difesa CBRN “CREMONA” come punto di riferimento internazionale per la difesa CBRN.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21044,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/10-1024x683.jpg\" alt=\"BLACK POISON 2025&quot; – Esercitazione multinazionale per la difesa CBRN - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21044\" title=\"BLACK POISON 2025 – Esercitazione multinazionale per la difesa CBRN - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">BLACK POISON 2025\" – Esercitazione multinazionale per la difesa CBRN - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 7° Reggimento Difesa CBRN \"CREMONA\", unica unità specialistica nel suo genere in Italia, prosegue nel suo impegno formativo, addestrativo e di ricerca. L'obiettivo è quello di sviluppare e implementare equipaggiamenti sempre più avanzati per garantire la protezione delle forze terrestri e fornire supporto alle organizzazioni statali impegnate nella sicurezza nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"BLACK POISON 2025\" ha rafforzato ulteriormente le capacità di deterrenza e difesa della NATO contro le minacce CBRN, confermando il ruolo strategico e il valore dell’Italia e del suo 7° Reggimento Difesa CBRN all’interno dell’Alleanza Atlantica. Concludendo con successo l’esercitazione, l’Italia si conferma protagonista nel rafforzamento delle capacità di difesa alleate in un contesto globale sempre più complesso e minaccioso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"","categoria":"Nazionali","tags":"7° Reggimento Difesa CBRN, CBRN, esercitazione multinazionale, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-30 13:10:35","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Conclusa-la-BLACK-POISON-2025-250626.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"","galleria":""}
{"id":21021,"titolo":"Allerta Cyber: La Minaccia Hacker alle Infrastrutture Critiche e l'Incidente ai Radar di Linate","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il governo del Regno Unito, insieme ai suoi alleati internazionali, ha esposto <strong>una campagna di cyberattacchi russi mirata a organizzazioni logistiche e tecnologiche occidentali</strong>, tra cui quelle impegnate nell’assistenza all’Ucraina. In questo contesto, l'Italia deve affrontare la crescente minaccia informatica globale, che richiede un urgente potenziamento delle proprie capacità satellitari per rafforzare la resilienza nelle comunicazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La campagna di cyberattacchi russi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il governo britannico e i suoi alleati hanno recentemente svelato una serie di attacchi informatici condotti dal servizio di intelligence militare russo.<strong> L’Unità 26165, nota anche come APT 28, ha preso di mira aziende logistiche e tecniche occidentali,</strong> con un focus particolare su quelle coinvolte nell’assistenza all’Ucraina. Questi attacchi hanno sfruttato tecniche comuni come il <strong><em>credential guessing</em>, il <em>spear-phishing</em> </strong>e l’esploitazione di vulnerabilità nei sistemi Microsoft Exchange. Inoltre, è stato rilevato un tentativo da parte dei cyber-attaccanti di monitorare i trasporti di aiuti umanitari destinati all’Ucraina, utilizzando sistemi di telecamere connesse a Internet localizzate ai valichi di confine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Minacce alle organizzazioni logistiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il <a href=\"https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.ncsc.gov.uk/&amp;ved=2ahUKEwiDzNC2-JiOAxUY57sIHdyJNboQFnoECAoQAQ&amp;usg=AOvVaw29reieOITUsbhZ-FyEGiTJ\">National Cyber Security Centre</a> (NCSC) del Regno Unito, gli attacchi informatici mirano non solo ai sistemi informatici ma anche alle infrastrutture critiche, tra cui i settori della difesa, dei servizi IT e della gestione del traffico aereo. La NATO, di cui l'Italia fa parte, è particolarmente vulnerabile a queste minacce, che potrebbero compromettere la sicurezza delle operazioni vitali per il supporto internazionale. Le aziende logistiche e i gestori di infrastrutture critiche devono essere consapevoli della vulnerabilità crescente di questi settori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nigel Smart, Direttore IT e Sviluppo di Logistics UK, ha sottolineato l'importanza di rafforzare la resilienza informatica delle catene di approvvigionamento. <strong>Le organizzazioni devono adottare misure di sicurezza immediate per affrontare le minacce informatiche</strong>. Le raccomandazioni del NCSC includono il monitoraggio continuo delle reti aziendali per rilevare attività sospette, l’adozione dell’autenticazione multi-fattore con metodi di sicurezza robusti, e l’applicazione tempestiva degli aggiornamenti di sicurezza. Le organizzazioni coinvolte nell'assistenza all’Ucraina sono particolarmente esposte a questi rischi e devono intervenire senza indugi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21023,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/voli.jpg\" alt=\"Allerta Cyber: La Minaccia Hacker alle Infrastrutture Critiche e l'Incidente ai Radar di Linate - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21023\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Allerta Cyber: La Minaccia Hacker alle Infrastrutture Critiche e l'Incidente ai Radar di Linate - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Allerta Cyber: La Minaccia Hacker alle Infrastrutture Critiche e l'Incidente ai Radar di Linate - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'incidente ai radar di Linate e la necessità di protezione satellitare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un recente guasto ai radar dell’aeroporto di Milano Linate ha sollevato preoccupazioni sulla vulnerabilità delle infrastrutture italiane. Sebbene l’Enav abbia inizialmente attribuito il problema a un malfunzionamento tecnico, non si può escludere la minaccia Cyber. Questo evento ha messo in evidenza l<strong>a necessità di una protezione robusta delle infrastrutture di comunicazione, come i sistemi radar e le reti di navigazione aerea.</strong> La protezione delle infrastrutture critiche italiane, in particolare quelle legate alla sicurezza nazionale e internazionale, richiede un potenziamento delle capacità satellitari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20942,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Sitael-Iride-Earth-585x329-1.jpg\" alt=\"David Avino con Argotec lancia altri 7 Satelliti per IRIDE - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20942\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Allerta Cyber: La Minaccia Hacker alle Infrastrutture Critiche e l'Incidente ai Radar di Linate - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Satelliti per IRIDE - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Espansione delle capacità satellitari per l'Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto geopolitico e tecnologico in rapido cambiamento, l<strong>’Italia deve potenziare le proprie capacità satellitari per rafforzare la resilienza nelle comunicazioni e proteggere le infrastrutture critiche.</strong> <strong>Le reti satellitari possono garantire la continuità delle operazioni in caso di attacchi alle reti terrestri.</strong> La crescente diffusione di costellazioni satellitari come Starlink ed Eutelsat Oneweb dimostra come il settore privato stia investendo per garantire connessioni sicure, anche in contesti remoti. L’Italia deve accelerare l’espansione di queste capacità per rafforzare la propria sicurezza e quella delle operazioni logistiche vitali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La protezione delle infrastrutture critiche italiane passa attraverso il rafforzamento della resilienza informatica e l'espansione delle capacità satellitari. Gli attacchi informatici, in particolare quelli provenienti dalla Russia, rappresentano una minaccia crescente per la sicurezza globale. L’Italia deve affrontare queste sfide con soluzioni tecnologiche avanzate, tra cui l'integrazione delle comunicazioni satellitari, per proteggere le proprie infrastrutture e garantire la sicurezza delle operazioni internazionali. La capacità di monitorare e coordinare operazioni in tempo reale è essenziale per difendere il Paese da future minacce.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/ff-e1751280322701.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"attacchi informatici, capacità satellitare, cybersecurity, infrastrutture critiche","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-30 11:52:58","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://media.defense.gov/2025/May/21/2003719846/-1/-1/0/CSA_RUSSIAN_GRU_TARGET_LOGISTICS.PDF","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21021-allerta-cyber-la-minaccia-hacker-alle-infrastrutture-critiche-e-lincidente-ai-radar-di-linate.mp4","galleria":""}
{"id":21007,"titolo":"Esercito Italiano in Prima Linea: Le Sfide e gli Investimenti per il Futuro della Difesa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto della recente decisione della NATO di aumentare le spese per la difesa al 5% del Pil entro il 2035, l’Italia si prepara ad affrontare nuove sfide e opportunità nel settore della sicurezza e della difesa. Questa decisione segue l’approvazione all’Aia dei 32 Paesi membri della NATO, con l’obiettivo di potenziare le capacità difensive in risposta alle crescenti minacce globali, in particolare quella rappresentata dalla Russia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia, come altri membri della NATO, dovrà incrementare progressivamente la sua spesa per la difesa, passando dal 2% attuale al 3,5% del Pil entro il 2035. <strong>L'incremento annuo previsto si attesta tra i 2 e i 3 miliardi di euro, destinati principalmente all’acquisto di equipaggiamenti militari avanzati, all’addestramento delle forze armate e all’ammodernamento delle infrastrutture strategiche.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21009,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/2-1.jpg\" alt=\"Esercito Italiano in Prima Linea: Le Sfide e gli Investimenti per il Futuro della Difesa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21009\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Esercito Italiano in Prima Linea: Le Sfide e gli Investimenti per il Futuro della Difesa - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esercito Italiano in Prima Linea: Le Sfide e gli Investimenti per il Futuro della Difesa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Distinzione tra difesa e sicurezza: Un obiettivo da raggiungere</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La spesa per la difesa e quella per la sicurezza sono due voci distinte</strong>, ma entrambe fondamentali per garantire la protezione del Paese. Mentre <strong>il 3,5% del Pil sarà destinato a potenziare la componente militare, il restante 1,5% riguarderà investimenti in sicurezza</strong>, un settore che include <strong>infrastrutture critiche, cyber-sicurezza, e altri aspetti strategici come le forze di protezione civile e i sistemi di risposta alle emergenze</strong>. L’approccio duale, che prevede l’utilizzo di tecnologie e risorse condivise, mira a rafforzare la resilienza del Paese, rendendo la sicurezza un obiettivo integrato tra il settore civile e militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le sfide per l’Italia: Settori strategici della Difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia si trova in una posizione soddisfacente favorevole nei domini sotto la responsabilità della Marina Militare e l’Aeronautica Militare, che sono all’avanguardia in Europa. Tuttavia, <strong>il comparto terrestre dell’Esercito Italiano presenta alcune criticità che necessitano di un potenziamento urgente</strong>. Tra le priorità da affrontare vi sono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Componente corazzata e artiglieria</strong>: Necessità di aggiornare e potenziare i carri armati, le artiglierie e le munizioni per affrontare scenari di guerra moderni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Difesa aerea e missilistica</strong>: L’acquisizione di capacità avanzate in difesa aerea e missilistica è fondamentale per proteggere il territorio e le infrastrutture strategiche.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Componente droni</strong>: L’impiego di droni, sia aerei che terrestri, per operazioni di sorveglianza e intervento rapidi è cruciale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Spettro elettromagnetico e cyber-sicurezza</strong>: Il potenziamento delle capacità nel dominio dello spettro elettromagnetico e la protezione contro le minacce cibernetiche sono diventati elementi imprescindibili nella difesa moderna.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Addestramento del personale</strong>: L’addestramento delle forze armate, che ha subito limitazioni negli anni passati, deve essere potenziato per garantire una forza militare efficiente e preparata.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Potenziamento e ricambio del personale</strong>: Le Forze Armate necessitano di un numero superiore di effettivi di fronte a minacce di tipo simmetrico ( contro Nazioni con sistemi Militari importanti). <strong>Inoltre lo \"svecchiamento\" rappresenta una sfida da affrontare con il supporto di tutte le compoenti dello Stato</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21010,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/4-1024x683.jpeg\" alt=\"Esercito Italiano in Prima Linea: Le Sfide e gli Investimenti per il Futuro della Difesa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21010\" title=\"Esercito Italiano in Prima Linea: Le Sfide e gli Investimenti per il Futuro della Difesa - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esercito Italiano in Prima Linea: Le Sfide e gli Investimenti per il Futuro della Difesa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il futuro tecnologico: Spazio, intelligenza artificiale e domìni cibernetico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre ai settori tradizionali,<strong> l'Italia dovrà affrontare le sfide poste dalle nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, i sistemi spaziali e cibernetici</strong>. La protezione dello spazio, tanto in termini di comunicazioni satellitari quanto di sorveglianza, rappresenta una nuova frontiera per la sicurezza nazionale. L’intelligenza artificiale, in particolare, è destinata a rivoluzionare il modo in cui vengono gestite le operazioni militari, migliorando l’efficacia della sorveglianza e la capacità di risposta rapida.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>L'industria militare italiana ha un forte potenziale di crescita, con collaborazioni in atto con Paesi alleati come la Francia, la Gran Bretagna e la Germania.</strong> Progetti come il carro armato Panther KF-51 e il programma di ricerca per il nuovo aereo da combattimento Global Combat Air Programme (GCAP) testimoniano la capacità dell'industria italiana di contribuire in modo significativo alle future capacità difensive congiunte in ambito NATO e UE.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il piano <strong>ReArm Europe</strong>, che prevede l'integrazione delle capacità difensive europee, l’Italia dovrà non solo continuare a rafforzare le sue alleanze, ma anche garantire che le risorse stanziate siano utilizzate in modo efficace per non rimanere indietro rispetto alle altre potenze europee.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":21011,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/7.jpg\" alt=\"Esercito Italiano in Prima Linea: Le Sfide e gli Investimenti per il Futuro della Difesa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-21011\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Esercito Italiano in Prima Linea: Le Sfide e gli Investimenti per il Futuro della Difesa - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esercito Italiano in Prima Linea: Le Sfide e gli Investimenti per il Futuro della Difesa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conlusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>L’incremento delle spese per la difesa, previsto per il prossimo decennio, rappresenta una sfida ma anche un’opportunità per l’Italia di consolidare la propria sicurezza e di aggiornare le sue forze armate alle minacce moderne</strong>. Con una visione orientata all’innovazione tecnologica e al rafforzamento delle capacità difensive, l’Italia sarà in grado di affrontare le nuove sfide globali e mantenere il suo ruolo di attore chiave all’interno della NATO e dell’Unione Europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le prossime decisioni politiche e i piani di investimento saranno cruciali per determinare la sostenibilità e l’efficacia di questo ambizioso obiettivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/79.png","categoria":"Nazionali","tags":"Esercito Italiano, potenziamento difesa, sfide tecnologiche, sicurezza nazionale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-30 10:40:43","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/21007-esercito-italiano-sfide-e-investimenti-difesa.mp4","galleria":""}
{"id":20993,"titolo":"Detachment 201: Un Modello per la Riserva Militare Italiana","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Detachment 201, l’integrazione della tecnologia avanzata nel settore militare è ormai una necessità per le forze armate moderne, e l'Esercito degli Stati Uniti ha recentemente intrapreso un’iniziativa rivoluzionaria che potrebbe servire da esempio anche per le forze armate di altri paesi, tra cui l'Italia. La creazione di <strong>Detachment 201</strong>, un'unità innovativa all'interno della riserva dell'Esercito USA, rappresenta un passo significativo nell'integrazione della tecnologia avanzata nella difesa. Questa iniziativa ha come obiettivo quello di portare <strong>leader tecnologici</strong> del calibro di <strong>Palantir</strong>, <strong>Meta</strong> e <strong>OpenAI</strong> a ricoprire ruoli di comando nell'Esercito, con il compito di promuovere la <strong>trasformazione digitale</strong> e l’adozione di soluzioni tecnologiche avanzate. Il successo di questa iniziativa potrebbe fornire un modello interessante anche per la <strong>Riserva Militare Italiana</strong>. Per altro, recentemente, il Ministro della Difesa italiano <strong>Guido Crosetto</strong>  ha proposto di adottare metodologie innovative per rafforzare il legame tra il mondo della difesa e quello tecnologico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Detachment 201: L'Integrazione di Esecutivi Tecnologici nell'Esercito degli Stati Uniti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La creazione di <strong>Detachment 201</strong> all'interno della riserva dell’Esercito degli Stati Uniti è stata progettata con l'intento di portare in servizio esperti tecnologici civili, i quali entreranno a far parte della riserva con il rango di <strong>tenenti colonnelli</strong>. L’iniziativa ha l’obiettivo di sfruttare le competenze di leader provenienti da aziende di <strong>tecnologia avanzata</strong> come <strong>Palantir</strong>, <strong>Meta</strong> e <strong>OpenAI</strong>, per risolvere problemi complessi legati all’innovazione e alla modernizzazione delle forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19754,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/GsIVINMbcAAK3Gf-e1748619226933.jpg\" alt=\"Meta e Anduril: supremazia informativa e sensoriale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19754\" style=\"width:1200px\" title=\"Detachment 201: Un Modello per la Riserva Militare Italiana - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Meta e Anduril: supremazia informativa e sensoriale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i membri fondatori di Detachment 201 troviamo figure di spicco come <strong>Shyam Sankar</strong>, CTO di <strong>Palantir</strong>, <strong>Andrew Bosworth</strong>, CTO di <strong>Meta</strong>, e <strong>Kevin Weil</strong>, Chief Product Officer di <strong>OpenAI</strong>. Questi leader sono stati reclutati con l’intento di mettere a disposizione delle forze armate la loro esperienza nel campo della <strong>big data</strong>, <strong>intelligenza artificiale</strong> e <strong>sistemi di controllo avanzato</strong>. L’obiettivo di <strong>Detachment 201</strong> è quello di sviluppare soluzioni tecnologiche rapide e scalabili, migliorando l’<strong>efficienza operativa</strong> dell'Esercito e accelerando la sua <strong>trasformazione digitale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Modello di Innovazione: Le Implicazioni per la Riserva Militare Italiana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il concetto di <strong>Detachment 201</strong> rappresenta un passo significativo nel rafforzare il legame tra il settore civile tecnologico e quello militare. Tuttavia, questa iniziativa non si limita solo agli Stati Uniti. Questa proposta potrebbe essere una risposta strategica per affrontare le sfide della modernizzazione delle forze armate italiane, integrando in modo più efficace le <strong>competenze tecnologiche</strong> nel contesto della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un momento in cui le forze armate devono affrontare minacce sempre più sofisticate, l'integrazione di esperti civili provenienti da settori innovativi potrebbe permettere all'<strong>Esercito Italiano</strong> di adottare soluzioni all’avanguardia, ottimizzare le operazioni di <strong>intelligence</strong> e migliorare le capacità di <strong>cyber difesa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un esempio di come l'Italia potrebbe procedere in questa direzione potrebbe essere quello di reclutare <strong>professionisti del settore tecnologico</strong> per assumere ruoli di comando all’interno della <strong>Riserva Militare</strong>, simile a quanto fatto con Detachment 201. Questi esperti, pur non essendo militari a tempo pieno, potrebbero operare come consulenti senior, guidando <strong>iniziative tecnologiche</strong> e lavorando a stretto contatto con le forze armate per sviluppare soluzioni in grado di affrontare le sfide future, come l’<strong>intelligenza artificiale</strong>, la <strong>robotica</strong> e la <strong>guerra cibernetica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17871,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/1x-1-1-1024x576.jpg\" alt=\"TITAN: l’intelligenza artificiale sul campo di battaglia secondo Palantir - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17871\" title=\"Detachment 201: Un Modello per la Riserva Militare Italiana - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Palantir TITAN: l’intelligenza artificiale sul campo di battaglia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Ruolo della Tecnologia nella Modernizzazione delle Forze Armate</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La modernizzazione delle forze armate è un processo continuo e l’adozione di <strong>tecnologie avanzate</strong> è cruciale per garantire che un esercito sia in grado di affrontare minacce future. Le tecnologie emergenti come la <strong>realtà aumentata</strong>, i <strong>droni autonomi</strong> e i <strong>sistemi di comando e controllo avanzati</strong> sono ormai essenziali per ottimizzare le operazioni militari. A questo proposito, l’adozione di esperti tecnologici nella <strong>Riserva Militare</strong> potrebbe permettere all’Italia di colmare il divario tra la tecnologia civile e quella militare, creando un ecosistema di <strong>innovazione</strong> che potenzi l’<strong>efficienza operativa</strong> delle forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esperienza di <strong>Palantir</strong>, <strong>OpenAI</strong> e <strong>Meta</strong> con l’<strong>Esercito USA</strong> è una testimonianza dell’importanza di unire le risorse tecnologiche private con quelle pubbliche. <strong>Palantir</strong>, ad esempio, ha già fornito al governo degli Stati Uniti soluzioni tecnologiche cruciali per l’analisi dei dati, contribuendo notevolmente alla <strong>modernizzazione</strong> delle capacità di <strong>intelligence</strong> dell’Esercito. Allo stesso modo, <strong>Meta</strong> e <strong>OpenAI</strong> stanno collaborando con il settore della difesa per sviluppare soluzioni <strong>di realtà aumentata</strong> e <strong>intelligenza artificiale</strong> che potrebbero essere applicate nel campo di battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Implicazioni per la Difesa Nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Adottare un modello simile a quello di <strong>Detachment 201</strong> per la <strong>Riserva Militare Italiana</strong> potrebbe rafforzare notevolmente la capacità di difesa del paese. Gli esperti tecnologici che entrano a far parte della riserva potrebbero contribuire a sviluppare <strong>soluzioni rapide</strong> e <strong>scalabili</strong> per affrontare le emergenze e le minacce in modo più efficace. In un contesto in cui le <strong>guerre moderne</strong> sono sempre più <strong>cyber</strong>, è essenziale che le forze armate italiane siano pronte ad affrontare le sfide poste dalle nuove tecnologie, come gli attacchi cibernetici, l’uso di droni autonomi e la guerra informatica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20786,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/a1f771ba-f02a-4ca8-b7cf-a904d797330f-1024x693.jpg\" alt=\"Crosetto e la frase shock: «La Nato non ha più ragione di esistere». Ecco cosa intendeva dire il ministro della Difesa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20786\" title=\"Detachment 201: Un Modello per la Riserva Militare Italiana - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Crosetto e la frase shock: «La Nato non ha più ragione di esistere». Ecco cosa intendeva dire il ministro della Difesa - VIDEO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, l'introduzione di esperti tecnologici nella <strong>Riserva Militare Italiana</strong> potrebbe anche incentivare un <strong>miglioramento della gestione dei talenti</strong> all'interno delle forze armate, creando un ambiente che favorisca l'<strong>innovazione</strong> e l'<strong>adattamento rapido</strong> alle nuove tecnologie. Come ha sottolineato <strong>Col. Dave Butler</strong>, portavoce dell'Esercito degli Stati Uniti, “c'è una grande urgenza nel cambiare e trasformare l'Esercito, e queste persone (i tecnologi) aiuteranno a farlo.” Un messaggio che potrebbe essere adattato anche all’Italia, dove è necessaria una <strong>transizione digitale</strong> per affrontare le sfide future in ambito difensivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La creazione di <strong>Detachment 201</strong> da parte dell'Esercito degli Stati Uniti rappresenta un modello inntivovo che potrebbe essere adottato anche per la <strong>Riserva Militare Italiana</strong>. L’integrazione di esperti tecnologici nel settore della difesa potrebbe giocare un ruolo fondamentale nel rafforzare la capacità di risposta alle minacce moderne e accelerare la <strong>trasformazione digitale</strong> delle forze armate italiane. Il coinvolgimento di leader provenienti dal settore tecnologico potrebbe infatti contribuire a rendere l'Esercito italiano più <strong>agile</strong>, <strong>intelligente</strong> e <strong>pronto</strong> a rispondere alle sfide del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/1.webp","categoria":"Internazionali","tags":"difesa digitale, innovazione, Riserva Militare, tecnologia militare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-28 20:08:56","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"","galleria":""}
{"id":20985,"titolo":"Le Difese Antimissile in Europa: Un Sistema Sottodimensionato","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La difesa antimissile in Europa presenta sia punti di forza che debolezze significative, con <strong>la frammentazione delle risorse e la mancanza di una capacità complessiva sufficiente a fronteggiare minacce missilistiche per un lungo periodo.</strong> Attualmente, i sistemi di difesa antimissile dei Paesi europei, pur variando a seconda delle nazioni, <strong>non sarebbero in grado di resistere a un attacco prolungato simile a quelli recenti che hanno colpito Kiev o Tel Aviv</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Una Difesa Frammentata e Sottodimensionata</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sebbene alcuni Paesi europei, come Italia e Francia, abbiano una certa completezza dei sistemi antimissile (con prodotti per il corto, medio e lungo raggio), la situazione in altri Paesi, come la Germania, è diversa. La Germania ha scelto soluzioni non completamente europee, come i sistemi Patriot statunitensi e gli Arrow sviluppati da Israele e Stati Uniti. Questa diversità di approcci tra le nazioni europee porta a una frammentazione delle risorse, rendendo la difesa complessiva insufficiente a fronteggiare una crisi prolungata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le difese esistenti non sono in grado di sostenere per un periodo prolungato, come un mese, attacchi missilistici intensi. La valutazione della capacità di difesa antimissile a lungo termine dipende dalle risorse e dalle strategie adottate dai singoli Paesi e dalla Nato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19530,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/R-4-e1748331121573-1024x630.jpg\" alt=\"Crosetto spinge per la Difesa ContrAerei/MIssili: Italia Raddoppia la Produzione di Missili SampT - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19530\" title=\"Le Difese Antimissile in Europa: Un Sistema Sottodimensionato - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Crosetto spinge per la Difesa ContrAerei/Missili: Italia Raddoppierà la Produzione di Missili SampT - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Investimenti per Potenziare la Difesa Antimissile</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Per rafforzare la difesa antimissile europea, sono necessari investimenti considerevoli</strong>. A fronte delle minacce avanzate, come <strong>i missili ipersonici</strong>, si rende indispensabile l’aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo. Si stima che servano decine di miliardi di euro per rifornire le scorte di missili e sistemi di difesa, nonché per sviluppare nuove tecnologie capaci di rispondere alle sfide future.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le potenze globali come gli Stati Uniti sono attualmente in vantaggio in termini di capacità produttiva e tecnologica. Aziende statunitensi come Lockheed Martin e Raytheon-Rtx forniscono sistemi antimissile avanzati al Pentagono, con costi significativi per la difesa statunitense. Tuttavia, l’Europa è vicina in alcune aree, come la difesa contro le minacce atmosferiche, ma rimane indietro nella protezione contro missili che viaggiano fuori dall’atmosfera o contro missili ipersonici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La Crescente Domanda di Sistemi Patriot</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro problema significativo riguarda la crescente domanda di sistemi antimissile, come i missili Patriot. Molti Paesi europei, tra cui l’Italia, si trovano in lunghe liste d’attesa per l’acquisto di questi sistemi, costringendo alcuni a cercare soluzioni alternative. Questa situazione evidenzia la necessità di aumentare la produzione di sistemi antimissile in Europa per soddisfare le crescenti richieste.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Nato ha fissato obiettivi ambiziosi di aumento delle spese per la difesa, puntando al 3,5% del PIL, con un ulteriore 1,5% dedicato alla cybersicurezza e alle infrastrutture. Questo obiettivo, sebbene positivo, richiede che l’Europa integri meglio i suoi programmi di difesa, in particolare quelli relativi alla produzione di armamenti.<strong> Una maggiore cooperazione tra i Paesi europei potrebbe portare a una riduzione dei costi e a una maggiore efficienza nella produzione, rafforzando la capacità di difesa collettiva.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19228,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/140708135749-israel-iron-dome-rocket-1024x576.jpg\" alt=\"Il Generale Portolano: per la Difesa serve capacità di spesa e capacità di produzione. - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19228\" title=\"Le Difese Antimissile in Europa: Un Sistema Sottodimensionato - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Portolano: per la Difesa serve capacità di spesa e capacità di produzione. - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L’Italia e le Prospettive di Investimento nella Difesa</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia attualmente spende tra i 9 e i 10 miliardi di euro annui per l’acquisto di materiale bellico. <strong>In futuro, l’industria della difesa italiana potrebbe assorbire un raddoppio di questa spesa, ma ciò richiederà un ampio impegno in risorse umane, macchinari e materie prime. </strong>L’Italia potrebbe inoltre beneficiare delle opportunità offerte dal programma Safe della Commissione Ue, che prevede prestiti a tassi di interesse favorevoli per progetti di difesa in collaborazione con altri Paesi. Questo programma potrebbe contribuire a rafforzare la posizione dell’Italia non solo come acquirente, ma anche come produttore ed esportatore di soluzioni per la difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Conclusioni</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La difesa antimissile in Europa affronta diverse sfide legate alla frammentazione delle risorse, alla necessità di incrementare gli investimenti in ricerca e sviluppo, e alla crescente domanda di sistemi avanzati come i Patriot. Solo con un aumento sostanziale degli investimenti e una maggiore integrazione tra i Paesi europei sarà possibile costruire un sistema di difesa capace di affrontare le minacce missilistiche emergenti e di garantire la sicurezza del continente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/campagna-lanci-2021.jpg","categoria":"Blog","tags":"difesa antimissile, europa, missili ipersonici, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-27 09:44:34","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.corriere.it/politica/25_giugno_25/mariani-mdba-leonardo-serve-piu-ricerca-e-sviluppo-e-bisogna-premiare-con-i-fondi-le-collaborazioni-tra-paesi-1c27b7f6-506a-46c1-8ab1-85753da11xlk.shtml","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20985-le-difese-antimissile-in-europa-un-sistema-sottodimensionato.mp4","galleria":""}
{"id":20975,"titolo":"La Guerra Ibrida di Israele all'Iran","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <a href=\"https://brigatafolgore.net/webstory/ultimora-israele-attacca-liran/\">guerra ibrida tra Israele e l'Iran </a>ha da tempo superato i confini del conflitto convenzionale. In un contesto globale dove le grandi potenze si confrontano su più fronti, i due Paesi hanno sviluppato <strong>una guerra, fatta di operazioni coperte, infiltrazioni, omicidi mirati e attacchi tecnologici.</strong> Questo conflitto, definito come una \"guerra ibrida\", si è evoluto in una battaglia invisibile, dove ogni mossa è calcolata e ogni successo viene rivendicato con discrezione, pur lasciando tracce visibili per chi sa dove guardare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Operazioni Coperte: Infiltrazioni e Omicidi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Israele ha adottato un approccio di guerra segreta nei confronti dell'Iran, eseguendo operazioni clandestine di infiltrazione per colpire obiettivi strategici, in particolare nel campo della ricerca nucleare. Un esempio emblematico di questa tattica è l'eliminazione di scienziati iraniani coinvolti in programmi nucleari. Il 14° scienziato nucleare iraniano, <strong>Mohammad Reza Sedighi Saber</strong>, è stato ucciso in un attacco a Teheran, un'azione che sembra rientrare in una serie di omicidi mirati da parte di Israele, volta a decimare la leadership scientifica del programma nucleare iraniano. <strong>Questi attacchi sono stati realizzati con tecnologie avanzate come missili, droni e razzi modificati, ma il metodo esatto rimane avvolto nel mistero.</strong> L'azione contro Saber, probabilmente una missione aerea con un razzo o un drone, è stata uno degli eventi più recenti di questa lunga serie di attacchi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20977,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"La Guerra Ibrida di Israele all'Iran - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/FOTO-A-2-SITO-2025-06-14T112958.574-1024x576-1.jpg\" alt=\"La Guerra Ibrida di Israele all'Iran - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20977\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Guerra Ibrida di Israele all'Iran - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le azioni israeliane hanno avuto un impatto devastante sulla ricerca nucleare iraniana, ma la risposta di Teheran non si è fatta attendere. <strong>Per contrastare le infiltrazioni, il governo iraniano ha intrapreso una campagna di repressione, impiccando presunte spie del Mossad e arrestando decine di persone accusate di collaborare con Israele.</strong> Nonostante questi sforzi, le operazioni segrete proseguono, e la paura di nuove infiltrazioni rimane alta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Strategia delle Spie: La Caccia alle Infiltrazioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'uso delle spie è un altro aspetto cruciale del conflitto tra Israele e l'Iran. Entrambe le nazioni si sono infiltrate nei rispettivi territori e nei Paesi alleati per raccogliere informazioni vitali e sabotare le operazioni nemiche. <strong>Israele, attraverso il Mossad, ha operato a livello globale, reclutando informatori e infiltrati, che hanno lavorato per decifrare i segreti militari iraniani. </strong>Dall'altra parte, l'Iran ha cercato di fare altrettanto, con numerosi tentativi di infiltrazione tra le forze israeliane e occidentali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In particolare, Teheran ha accusato l'Occidente di aver appoggiato infiltrazioni iraniane nelle proprie reti di sicurezza. Le spie iraniane, provenienti in gran parte dall'Est Europa, sono state seguite, arrestate e, spesso, pagate in criptovalute. In questo contesto, l'FBI ha emesso bollettini di allerta per fermare le cellule dormienti che potrebbero compiere attacchi a sorpresa. La guerra delle spie non si limita solo al Medio Oriente, ma si estende anche all'Europa, come dimostrano le operazioni di sorveglianza su obiettivi israeliani in Paesi come Cipro e Grecia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20978,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"La Guerra Ibrida di Israele all'Iran - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/gulfnews-2025-06-19-azkvgk0b-Hospital.jpg\" alt=\"La Guerra Ibrida di Israele all'Iran - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20978\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Guerra Ibrida di Israele all'Iran - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Utilizzo di Tecnologie Avanzate: Droni e Cyberwarfare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra asimmetrica tra Israele e l'Iran non è solo fatta di operazioni sul terreno, ma anche di tecnologie avanzate. <strong>Il conflitto ha visto l’impiego di droni da parte di Israele per eliminare obiettivi strategici, come scienziati e militari iraniani.</strong> Questi velivoli a pilotaggio remoto sono diventati uno degli strumenti più letali nelle mani di Israele, che ha sviluppato sofisticate capacità di sorveglianza per localizzare e colpire obiettivi di alto valore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In parallelo,<strong> l'Iran ha cercato di migliorare la propria difesa cibernetica</strong>, riducendo le comunicazioni elettroniche e cercando di dotarsi di apparati criptati per proteggere le proprie informazioni sensibili. La collaborazione con Paesi come la Cina per ottenere tecnologie di sicurezza avanzate è stata una mossa strategica, ma <strong>le capacità israeliane nel campo della cyber guerra continuano a essere un punto di forza.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Basi e le Operazioni Internazionali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il conflitto non si limita al Medio Oriente. <strong>Israele ha condotto operazioni coperte anche in altri Paesi, come Cipro e Grecia, dove sono stati arrestati due cittadini azeri sorpresi a fotografare installazioni militari israeliane.</strong> Questi individui sono stati accusati di lavorare per il governo iraniano, cercando di raccogliere informazioni strategiche sulle basi israeliane nel Mediterraneo. Le operazioni di spionaggio si sono estese anche agli Stati Uniti, con la scoperta di una rete di spie reclutate dai pasdaran iraniani, pronte a raccogliere informazioni sensibili sulla famiglia del primo ministro Netanyahu.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Washington, preoccupata per possibili attentati, ha emesso allarmi riguardo alle cellule dormienti, ma la sfida principale per Israele e i suoi alleati rimane il costante flusso di informazioni da parte delle reti di spionaggio iraniane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20979,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"La Guerra Ibrida di Israele all'Iran - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/gulfnews-2025-06-24-r0b9gczp-preview.jpg\" alt=\"La Guerra Ibrida di Israele all'Iran - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20979\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Guerra Ibrida di Israele all'Iran - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni: La Continuazione di una Guerra Invisibile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra ibrida tra Israele e l'Iran è ben lontana dal fermarsi. Nonostante gli sforzi di Teheran per fermare le infiltrazioni israeliane e ridurre la capacità di comunicazione, la guerra ombra continua, con attacchi mirati, infiltrazioni e operazioni coperte. Israele, forte della sua superiorità tecnologica, continuerà a usare droni, cyber warfare e operazioni sul campo per colpire il programma nucleare iraniano e altre minacce strategiche. D'altra parte, l'Iran, purtroppo, si trova in una posizione di difesa, cercando di proteggere i suoi segreti attraverso misure di sicurezza sempre più draconiane. La guerra ombra non è solo una battaglia militare, ma una lotta di intelligenza e strategia, destinata a durare ancora per molti anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/1-6.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"guerra asimmetrica, Iran, Israele, operazioni coperte","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-26 15:38:32","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.radware.com/security/threat-advisories-and-attack-reports/cyberattacks-hacktivism-and-disinformation-in-the-2025-israel-iran-war/","altre-fonti":"https://www.radware.com/security/threat-advisories-and-attack-reports/cyberattacks-hacktivism-and-disinformation-in-the-2025-israel-iran-war/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20975-la-guerra-ibrida-di-israele-alliran.mp4","galleria":""}
{"id":20963,"titolo":"152° Sassari addestra le Capacità Esploranti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Perdasdefogu, 20 giugno 2025</strong> – Si è conclusa oggi, presso il Poligono Sperimentale e di Addestramento Interforze di Salto di Quirra (PISQ), l'esercitazione <em>Giaguaro</em>, un'importante attività addestrativa organizzata dal <strong>152° reggimento fanteria \"Sassari\".</strong> L'obiettivo dell'esercitazione era il potenziamento delle capacità esploranti e operative delle unità dipendenti dal Comando Forze Operative Sud (COMFOP Sud).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Fasi e Partecipanti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercitazione è stata strutturata su più fasi, con un livello crescente di complessità. Hanno preso parte i reparti del <strong>6° e dell'8° reggimento bersaglieri</strong>, del <strong>1° reggimento \"Granatieri di Sardegna\" e del 5° reggimento genio guastatori</strong>, quest'ultimo impegnato anche in operazioni anfibie di supporto nel bacino artificiale del Flumendosa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Attività e Tecniche Svolte</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l'attività, i reparti si sono confrontati con scenari tattici realistici ad alta intensità. Le esercitazioni hanno compreso:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ricognizione di aree</strong> e acquisizione di obiettivi in ambienti complessi</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Superamento di ostacoli naturali verticali</strong> con la tecnica della corda doppia</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Attraversamenti di corsi d'acqua</strong> in condizioni difficili</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sessioni dedicate alla Tactical Combat Casualty Care (TCCC)</strong>, fondamentali per il soccorso in combattimento</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, sono stati testati scenari che prevedevano minacce di Unmanned Aircraft Systems (UAS), il controllo e la gestione del fuoco indiretto, nonché operazioni specialistiche di ricognizione e sorveglianza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Coordinamento e Sicurezza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 152° reggimento fanteria \"Sassari\" ha assunto il ruolo di coordinatore dell'intero ciclo addestrativo, garantendo la sicurezza, il comando e il controllo delle operazioni. Inoltre, è stato responsabile della valutazione delle attività, supportato da personale esperto del plotone esploratori e del nucleo tiratori scelti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il momento culminante dell'esercitazione è stato rappresentato da una fase continuativa di <strong>72 ore</strong>, durante la quale i plotoni esploratori hanno messo in pratica le procedure tecnico-tattiche di esplorazione, affrontando anche simulazioni di emergenze mediche e altre operazioni complesse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione si è conclusa con una sessione di <strong>After Action Review (AAR)</strong>, durante la quale sono state condivise le osservazioni e individuate le aree di miglioramento. Questo momento di riflessione e analisi ha rappresentato un’importante occasione di crescita professionale, mettendo in evidenza la sinergia tra i reparti coinvolti e confermando l'elevato livello di preparazione e interoperabilità delle unità esercitate.<br>L’esercitazione <em>Giaguaro</em> ha avuto un forte impatto sul miglioramento delle capacità esploranti delle forze del COMFOP Sud, rafforzando le competenze operative e l'efficacia di tutte le unità coinvolte, in un contesto ad alta intensità e in continuo mutamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/giaguaro.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"comfop sud, esercitazione, ricognizione, Salto di Quirra","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-26 09:10:53","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20963-152-sassari-addestra-le-capacita-esploranti.mp4","galleria":""}
{"id":20948,"titolo":"L'aumento della spesa militare nella NATO: le implicazioni per l'Italia e gli alleati","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il vertice NATO del giugno 2025, che si è svolto all'Aia, ha segnato una svolta significativa nella politica di difesa dei Paesi membri. Con l'impegno di raggiungere il 5% del PIL per la spesa militare entro il 2035, la NATO si prepara ad affrontare una delle sfide più grandi dalla fine della Guerra Fredda. L'obiettivo, tuttavia, non è stato deciso senza resistenze e negoziazioni. Gli Stati Uniti, sotto la leadership di Donald Trump, hanno giocato un ruolo cruciale nell'imporre questa politica. Trump ha esercitato una pressione costante sugli alleati, in particolare sull'Europa, per garantire che anche loro contribuissero maggiormente alla difesa del continente, in un momento di crescente incertezza geopolitica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20952,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L'aumento della spesa militare nella NATO: le implicazioni per l'Italia e gli alleati - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/t1200-1024x681.jpg\" alt=\"L'aumento della spesa militare nella NATO: le implicazioni per l'Italia e gli alleati - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20952\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'aumento della spesa militare nella NATO: le implicazioni per l'Italia e gli alleati - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il presidente americano ha più volte sottolineato che la NATO non può più fare affidamento esclusivamente sugli Stati Uniti per la propria sicurezza, poiché Washington ha deciso di ridurre progressivamente il proprio coinvolgimento diretto. Le minacce emergenti, come quelle provenienti dalla Russia e dalla Cina, sono state un fattore chiave nell'accelerare la spinta verso un aumento delle spese militari. L'accordo raggiunto stabilisce che ogni Paese dovrà destinare il 3,5% del proprio PIL alla spesa militare tradizionale, mentre l'1,5% dovrà essere indirizzato verso tecnologie \"dual use\", come sistemi di cybersicurezza e infrastrutture strategiche. Questo è un passo fondamentale verso un'autonomia difensiva dell'Europa, anche se non privo di difficoltà, soprattutto in termini di bilanci nazionali e delle priorità economiche interne.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Italia e le Sfide dell'Aumento delle Spese per la Difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Italia, come altri membri della NATO, è impegnata a rispondere alle nuove esigenze comuni, mantenendo un approccio pragmatico e attento alla realtà economica del Paese. La Premier Giorgia Meloni ha ribadito che l'Italia è determinata a rispettare gli impegni, adottando una flessibilità che consenta di adattare il percorso di crescita delle spese alle specificità economiche nazionali. La Premier Meloni ha sottolineato come, grazie alla sua mediazione, sia stata evitata l'introduzione di vincoli minimi di aumento annuale, permettendo all'Italia di stabilire autonomamente i tempi per il raggiungimento degli obiettivi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20960,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L'aumento della spesa militare nella NATO: le implicazioni per l'Italia e gli alleati - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/ultima-g8-1024x648.jpg\" alt=\"L'aumento della spesa militare nella NATO: le implicazioni per l'Italia e gli alleati - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20960\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'aumento della spesa militare nella NATO: le implicazioni per l'Italia e gli alleati - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il piano di investimenti nelle forze armate è ancora oggetto di discussione. Le stime più realistiche parlano di circa 60-70 miliardi di euro in dieci anni, considerando la distinzione tra spese per armamenti e investimenti in tecnologie \"dual use\". L'Italia ha cercato di porre l'accento sulla necessità di ottimizzare le risorse disponibili, dando particolare rilievo alle competenze industriali nazionali e a un uso strategico delle risorse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il governo italiano ha anche sottolineato l'importanza di affrontare queste sfide con un occhio alle priorità interne, come la sanità e l'istruzione, senza compromettere il benessere sociale. L'impegno del governo è chiaro: considerare la sicurezza non come un onere, ma come un investimento fondamentale per la stabilità e la protezione del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Eccezioni e Le Frizioni Internazionali: Il Caso della Spagna</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro aspetto che ha suscitato discussioni durante il vertice è stata l'eccezione concessa alla Spagna, che ha ottenuto una deroga sugli obiettivi di spesa militare, continuando a mantenere una spesa pari al 2,1% del PIL. Il Premier spagnolo Pedro Sánchez ha negoziato con successo questa deroga, concentrandosi su altri ambiti, come il potenziamento dell'industria bellica e l'adozione di tecnologie più avanzate. Nonostante questa eccezione, la Spagna ha ribadito il suo impegno a sostenere gli obiettivi generali della NATO, ma con un approccio differenziato rispetto agli altri Paesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20957,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L'aumento della spesa militare nella NATO: le implicazioni per l'Italia e gli alleati - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/ultima-s-1024x654.jpg\" alt=\"L'aumento della spesa militare nella NATO: le implicazioni per l'Italia e gli alleati - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20957\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'aumento della spesa militare nella NATO: le implicazioni per l'Italia e gli alleati - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa situazione ha messo in evidenza le frizioni all'interno dell'Alleanza, con alcuni Paesi che chiedono maggiore flessibilità e altri, come l'Italia, che preferiscono rimanere allineati con la posizione degli Stati Uniti. La discussione sulla spesa militare ha anche sollevato il tema della qualità degli investimenti. La Premier Meloni ha infatti sottolineato che l'Italia non può semplicemente spendere di più, ma deve investire in tecnologie moderne e competenze industriali avanzate. La guerra in Ucraina ha messo in evidenza come alcuni strumenti, come i droni, siano diventati essenziali nella difesa moderna, e l'Italia deve cercare di orientarsi verso queste tecnologie innovative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'andamento del vertice ha anche visto una continua attenzione alla questione iraniana, con la crisi in Medio Oriente che continua a influenzare il quadro strategico internazionale. Se la posizione italiana sulla sicurezza resta solida, la discussione interna alla NATO rimane complessa, con divergenze su come raggiungere gli obiettivi comuni senza compromettere le risorse interne. Questo scenario, pur segnando un consolidamento della difesa europea, lascia aperte questioni rilevanti sulla sostenibilità di questi impegni, in particolare per i Paesi che affrontano difficoltà economiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, la NATO sta attraversando una fase di cambiamento epocale, con un aumento delle spese militari che riflette le nuove sfide geopolitiche globali. L'Italia sta lavorando per negoziare un percorso che bilanci le necessità economiche interne con l'efficacia degli investimenti. In questo contesto, l'impegno verso un futuro di cooperazione e crescita comune all'interno dell'Alleanza si farà sempre più forte, contribuendo a un rafforzamento delle relazioni e alla realizzazione di obiettivi condivisi per il bene collettivo.<br><br><br><br><br><br><br><br><br></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/OIP-5.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"NATO, sicurezza, spesemilitari","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-26 09:09:16","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilmessaggero.it/politica/italia_spesa_nato_difesa_quanto_spenderemo-8919139.html?refresh_ce","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20948-laumento-della-spesa-militare-nella-nato-le-implicazioni-per-litalia-e-gli-alleati.mp4","galleria":""}
{"id":20929,"titolo":"David Avino con Argotec lancia altri 7 Satelliti per IRIDE","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cielo notturno del 24 giugno 2025 ha segnato un momento storico per l’Italia e l’Europa con il lancio simultaneo di sette satelliti della costellazione istituzionale <strong>IRIDE</strong>, il programma spaziale italiano finanziato dal <strong>PNRR</strong> e coordinato dall’<strong>ESA</strong> (Agenzia Spaziale Europea) con il supporto dell’<strong>ASI</strong> (Agenzia Spaziale Italiana). Un primato europeo reso possibile dall’eccellenza industriale di <strong>Argotec</strong>, l’azienda torinese fondata e guidata da <strong>David Avino</strong>, ex <strong>paracadutista della Folgore</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il lancio, avvenuto alle 23:25 del 23 giugno a bordo di un razzo <strong>Falcon 9</strong>, ha portato in orbita sette satelliti HEO (Hawk for Earth Observation), che si aggiungono al primo Pathfinder lanciato a gennaio. Il segnale è stato acquisito con successo dal centro di controllo di Argotec, a Torino, confermando la piena operatività del sistema.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20942,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Sitael-Iride-Earth-585x329-1.jpg\" alt=\"David Avino con Argotec lancia altri 7 Satelliti per IRIDE - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20942\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">David Avino con Argotec lancia altri 7 Satelliti per IRIDE - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un progetto strategico per l’Italia e per l’Europa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La costellazione IRIDE rappresenta un ambizioso progetto di osservazione della Terra, che punta a dotare l’Italia di capacità autonome e ad alta risoluzione per il monitoraggio ambientale, la gestione del rischio, il controllo delle infrastrutture critiche e la sicurezza nazionale. Con un investimento complessivo superiore al <strong>miliardo di euro</strong>, IRIDE è la più importante iniziativa italiana del settore e una delle più articolate d’Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I satelliti HEO, dotati di <strong>sensori ottici multispettrali</strong>, permetteranno di acquisire immagini in diverse bande del visibile e del vicino infrarosso, fornendo dati cruciali per la gestione delle risorse naturali, lo studio dei cambiamenti climatici e la prevenzione di disastri ambientali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">David Avino: dall’incursione al satellite</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Figura chiave di questo traguardo è <strong>David Avino</strong>, fondatore e CEO di Argotec, ma prima ancora <a href=\"https://brigatafolgore.net/dalla-folgore-allo-spazio-david-avino-guida-litalia-verso-lautonomia-orbitale/\">militare paracadutista</a>. Ufficiale dell’Esercito, Avino ha servito nella <strong>Brigata Paracadutisti Folgore</strong>, esperienza che ha forgiato la sua visione strategica, la capacità di operare sotto pressione e un approccio operativo orientato alla concretezza e all’innovazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20932,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Pubblica-Feed-LinkedIn-2-1024x579-1.jpeg\" alt=\"David Avino con Argotec lancia altri 7 Satelliti per IRIDE - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20932\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">David Avino con Argotec lancia altri 7 Satelliti per IRIDE - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“È una grande soddisfazione assistere a un nuovo lancio in così breve tempo – ha dichiarato Avino –. Le incognite sono sempre tante, e moltiplicarle per sette satelliti significa moltiplicare la responsabilità, ma anche la soddisfazione. Oggi Argotec ha dimostrato che il nostro <strong>modello produttivo integrato nello SpacePark</strong> funziona. Se ogni passo conta, oggi ne abbiamo fatti sette. E siamo pronti a realizzarne <strong>altri 25 entro il 2026</strong>”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo di Argotec è anche il successo di una nuova generazione di <strong>giovani ingegneri e tecnici italiani</strong>, capaci di costruire satelliti all’avanguardia in tempi record. Un modello industriale vincente, che unisce rigore militare, innovazione tecnologica e visione strategica, incarnato proprio dal suo fondatore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Italia punta in alto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo <strong>Simonetta Cheli</strong>, Direttrice dei programmi di Osservazione della Terra dell’ESA, “questo lancio rappresenta un passo fondamentale per IRIDE. I dati che raccoglieremo contribuiranno alla <strong>tutela del pianeta</strong>, alla sicurezza globale e alla gestione delle risorse”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20941,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Transporter-14-Streak-1042-Full.jpg\" alt=\"David Avino con Argotec lancia altri 7 Satelliti per IRIDE - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20941\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">David Avino con Argotec lancia altri 7 Satelliti per IRIDE - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dello stesso tenore le parole del <strong>Presidente dell’ASI, Teodoro Valente</strong>, che ha sottolineato il valore strategico e ambientale del progetto, ricordando che “la nostra filiera industriale ha dimostrato competenza e coesione nel rispettare le scadenze imposte dal PNRR”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Una nuova frontiera, anche culturale</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto IRIDE è la prova che l’Italia, quando crede nel talento e investe nelle competenze, può primeggiare in un settore complesso come quello spaziale. Ed è significativo che a guidare questa impresa sia un ex <strong>militare</strong>, il paracadutista Avino: un esempio di come le competenze sviluppate nella difesa possano trovare <strong>applicazione civile</strong> di altissimo livello.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia, con IRIDE, non solo conquista una posizione di rilievo nello spazio, ma <strong>rafforza la sua sovranità tecnologica</strong>. E lo fa anche grazie allo spirito e alla determinazione di chi, come Avino, ha imparato a “guardare dall’alto” molto prima dei satelliti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/David-Avino-argotec.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Argotec, David Avino, IRIDE, osservazione della Terra","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-25 14:08:27","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.asi.it/2025/06/spazio-cresce-la-costellazione-italiana-iride-arrivano-in-orbita-altri-7-satelliti/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20929-david-avino-con-argotec-lancia-altri-7-satelliti-per-iride.mp4","galleria":""}
{"id":20916,"titolo":"L’Italia e le sfide globali: deterrenza intelligente per la stabilità","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci, da gennaio alla guida del Comando operativo di vertice interforze (Covi), ha definito la recente interruzione delle ostilità tra Israele e Iran come “una grande opportunità”. Si tratta, secondo il Comandante, di un momento storico da cogliere con prontezza e lucidità, che potrebbe rappresentare un punto di svolta per l’intera regione mediorientale. La tregua, pur ancora fragile, è vista come una possibile porta verso la stabilità. “Se gli atti ostili continueranno a mantenersi a bassa intensità, senza nuove escalation, allora potremo davvero parlare di un’occasione irripetibile per fermare il conflitto”, ha spiegato Iannucci.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale è ben consapevole della delicatezza della situazione: il recente bombardamento dei siti nucleari iraniani da parte dei bombardieri statunitensi B2, in particolare il centro di Fordow colpito dalle potenti GBU-57, ha avuto un impatto ancora difficile da quantificare appieno. Tuttavia, segnali positivi arrivano anche dal campo: Hamas e Hezbollah, secondo il Generale Iannucci, risultano fortemente indeboliti, e le notizie che giungono dal Libano, dove da poche ore ha assunto il comando di UNIFIL il Generale italiano Diodato Abagnara, lasciano sperare in una diminuzione delle tensioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20918,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/1200-1024x768.jpg\" alt=\"L’Italia e le sfide globali: deterrenza intelligente per la stabilità - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20918\" title=\"L’Italia e le sfide globali: deterrenza intelligente per la stabilità - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Italia e le sfide globali: deterrenza intelligente per la stabilità - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sicurezza, vigilanza e ruolo italiano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei punti cardine dell’intervento del Generale Iannucci riguarda la sicurezza dei militari italiani impegnati nelle missioni all’estero. Circa ottomila uomini e donne operano sotto il coordinamento del Covi in 39 missioni diverse, con presenze significative in Kuwait, Iraq, Libano e Mar Rosso. In quei teatri, l’attenzione è massima. “La sicurezza dei nostri militari è la nostra priorità, il nostro assillo”, afferma con fermezza, sottolineando l’impegno costante delle autorità di vertice, a partire dal ministro della Difesa Guido Crosetto e dal Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Luciano Portolano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:gallery {\"linkTo\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped\"><!-- wp:image {\"id\":20926,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/111-1-1024x829.jpg\" alt=\"L’Italia e le sfide globali: deterrenza intelligente per la stabilità - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20926\" title=\"L’Italia e le sfide globali: deterrenza intelligente per la stabilità - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Italia e le sfide globali: deterrenza intelligente per la stabilità - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image --></figure>\n<!-- /wp:gallery -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I soldati italiani, dice il Generale Iannucci, si mostrano “sereni, consapevoli, preparati. Come sempre”. La loro professionalità è al servizio di un compito che va ben oltre il semplice dispiegamento militare: si tratta di garantire la pace, di rafforzare la stabilità, di sostenere gli alleati e prevenire l’insorgere di nuovi conflitti. È qui che entra in gioco il ruolo storico dell’Italia, non solo come forza di peacekeeping, ma anche nella lotta al terrorismo globale, da Al Qaeda all’Isis. “Abbiamo dato e continueremo a dare un contributo determinante”, ricorda il Generale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante i colpi inferti all’Asse della Resistenza (Iran, Hezbollah, Hamas, Houthi), il pericolo non è definitivamente scomparso. Il rischio di cellule dormienti, soprattutto in contesti instabili, rimane presente. Tuttavia, il Generale Iannucci si dice fiducioso nell’efficienza dei nostri apparati di sicurezza, che operano con attenzione e tempestività, mantenendo un alto livello di vigilanza su tutti gli obiettivi sensibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le nuove sfide della Difesa: tecnologia, deterrenza e geopolitica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il mondo militare sta cambiando, e l’Italia, insieme ai partner NATO, è chiamata ad adattarsi. Il vertice dell’Alleanza che si tiene all’Aia punta l’attenzione su un tema tanto discusso quanto cruciale: l’aumento delle spese militari. Ma per il Generale Iannucci, “non può essere solo una questione finanziaria o contabile”. È piuttosto una necessità strategica: il mondo cambia, le minacce si evolvono e i vecchi paradigmi non bastano più.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I nuovi rischi arrivano da attori non statali, capaci di utilizzare droni, missili, strumenti di disinformazione e attacchi cyber con impatto potenzialmente devastante. Di fronte a questa nuova realtà, l’Italia deve rafforzare la propria capacità produttiva, rinnovare gli equipaggiamenti e aggiornare la dottrina militare. Le parole del segretario generale della NATO Mark Rutte, secondo cui la Russia produce armamenti cinque volte più velocemente dei Paesi dell’Alleanza messi insieme, suonano come un campanello d’allarme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20921,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/14-1024x682.jpg\" alt=\"L’Italia e le sfide globali: deterrenza intelligente per la stabilità - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20921\" title=\"L’Italia e le sfide globali: deterrenza intelligente per la stabilità - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Italia e le sfide globali: deterrenza intelligente per la stabilità - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Intanto, sul fronte geopolitico, il governo italiano ha chiarito la propria posizione: niente truppe in Ucraina o in altri teatri di guerra diretta. Una linea netta, condivisa anche dal Covi, che ribadisce l’importanza della prudenza strategica. “Meglio prevenire le crisi che essere costretti a gestirle”, sostiene il Generale Iannucci. Il riferimento va anche al Piano Mattei per l’Africa, visto come uno strumento cruciale per la stabilizzazione del continente e per il rafforzamento del ruolo italiano nel Mediterraneo allargato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In definitiva, le parole del Generale Iannucci offrono una visione strategica che va oltre la contingenza: l’Italia intende mantenere un ruolo centrale nello scacchiere internazionale, puntando su equilibrio, capacità di deterrenza e promozione della stabilità globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, geopolitica, Stabilità","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-25 13:11:48","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://roma.corriere.it/notizie/politica/25_giugno_24/generale-iannucci-stop-azioni-ostili-44fd15a9-f60d-4b9a-958b-7b8dd1c8exlk.shtml?refresh_ce","difesanews":"","video_art":"","galleria":""}
{"id":20901,"titolo":"Interoperabilità e Innovazione: Il Successo delle Esercitazioni dell’Esercito 'Cerbero' e 'Stige'","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 24 giugno 2025 si è concluso un evento cruciale per l’Esercito Italiano: le <strong>esercitazioni \"Cerbero\" e \"Stige\"</strong>, svoltesi in due aree addestrative: “La Carona” nel Comune di Fornovo di Taro (PR) e “Scalo Po” di Piacenza. Questi scenari operativi sono stati pianificati per testare e migliorare le capacità delle <strong>unità del Genio Guastatori</strong>, in particolare per affrontare operazioni sotterranee e il superamento di corsi d’acqua inguadabili. Le esercitazioni, che hanno visto la partecipazione del<strong> Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</strong>, sono state fondamentali per l’evoluzione operativa dell’Esercito e per garantire la preparazione a contesti estremi, che richiedono una grande capacità di adattamento e coordinamento tra reparti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20905,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/10-1024x683.jpeg\" alt=\"Interoperabilità e Innovazione: Il Successo delle Esercitazioni dell’Esercito 'Cerbero' e 'Stige' - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20905\" title=\"Interoperabilità e Innovazione: Il Successo delle Esercitazioni dell’Esercito 'Cerbero' e 'Stige' - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Interoperabilità e Innovazione: Il Successo delle Esercitazioni dell’Esercito 'Cerbero' e 'Stige' - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Genio Guastatori è stato messo alla prova in scenari che richiedono una gestione ottimale di risorse e competenze specifiche, come il combattimento in ambienti sotterranei e il potenziamento delle operazioni tattiche per l'attraversamento di corsi d'acqua non guadabili. Il test più significativo ha visto coinvolte le unità dell’8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti e del 2° Reggimento Genio Pontieri, le quali hanno dovuto superare ostacoli complessi, coordinandosi con forze speciali, elicotteri d’attacco e reparti di ricognizione. Questa operazione ha confermato come il livello di preparazione sia cruciale per garantire la mobilità, la protezione e la sicurezza in ambienti ostili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’interoperabilità tra le diverse unità dell’Esercito</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una delle caratteristiche principali delle esercitazioni “Cerbero” e “Stige” è stata l'accentuata interoperabilità tra diversi assetti specialistici, che ha permesso di migliorare l’efficacia complessiva dell’Esercito.  L'integrazione tra reparti da ricognizione, genieri, forze speciali e supporto aereo è stata determinante nel migliorare la sinergia delle operazioni, un aspetto che è sempre più fondamentale in un contesto di guerra moderna, dove la rapidità di risposta e la coordinazione tra diverse specializzazioni possono fare la differenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20906,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/21-1024x683.jpeg\" alt=\"Interoperabilità e Innovazione: Il Successo delle Esercitazioni dell’Esercito 'Cerbero' e 'Stige' - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20906\" title=\"Interoperabilità e Innovazione: Il Successo delle Esercitazioni dell’Esercito 'Cerbero' e 'Stige' - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Interoperabilità e Innovazione: Il Successo delle Esercitazioni dell’Esercito 'Cerbero' e 'Stige' - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il superamento di un corso d’acqua inguadabile, come quello simulato a Piacenza, è stato un esempio perfetto di questa cooperazione. I reparti del 2° Reggimento Genio Pontieri hanno dovuto affrontare difficoltà di vario tipo, inclusi ostacoli naturali e la minaccia di osservazione a lungo raggio, tipica dei moderni mezzi tecnologici. In questo contesto, la capacità di coordinarsi con i velivoli elicotteri e le forze speciali ha avuto un ruolo fondamentale, rendendo evidente la complementarietà tra le diverse unità e l'importanza di un approccio operativo integrato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’evoluzione culturale e il cambiamento all’interno dell’Esercito</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come evidenziato dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Masiello, l’esercitazione non è stata solo un test tecnico, ma anche un’opportunità per promuovere un cambiamento culturale all’interno dell’Esercito. Questo cambiamento si basa su una maggiore consapevolezza e preparazione dei soldati, che devono essere pronti a fronteggiare sia scenari previsti che l’imponderabile. Il generale ha sottolineato l’importanza di un addestramento continuo in scenari realistici, che richiedano elevata preparazione fisica, tecnica e mentale. La sicurezza e la libertà, come affermato dal Ministro Crosetto, non sono mai scontate, ma il frutto di un lavoro costante di addestramento e di una prontezza operativa che deve essere garantita in ogni momento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa filosofia si riflette nel percorso evolutivo dell’Esercito, che si concentra sullo sviluppo di nuove tecnologie, l’introduzione di innovazioni operative e l’approccio proattivo alle sfide future. L'integrazione di nuove tecnologie nei sistemi di comunicazione, nelle operazioni di ricognizione e nel supporto al combattimento è un altro aspetto che è stato messo in evidenza durante le esercitazioni, mostrando come l’Esercito stia evolvendo per affrontare in modo più efficace le sfide moderne.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20907,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/14-1024x683.jpeg\" alt=\"Interoperabilità e Innovazione: Il Successo delle Esercitazioni dell’Esercito 'Cerbero' e 'Stige' - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20907\" title=\"Interoperabilità e Innovazione: Il Successo delle Esercitazioni dell’Esercito 'Cerbero' e 'Stige' - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Interoperabilità e Innovazione: Il Successo delle Esercitazioni dell’Esercito 'Cerbero' e 'Stige' - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, le esercitazioni \"Cerbero\" e \"Stige\" hanno rappresentato un banco di prova fondamentale per le unità del Genio dell’Esercito Italiano, rafforzando la loro capacità di operare in scenari complessi e migliorando la cooperazione tra diversi assetti. Il cambiamento culturale, l’adozione di nuove tecnologie e il continuo miglioramento delle capacità operative sono essenziali per garantire la sicurezza del Paese e preparare le forze armate ad affrontare le sfide del futuro. La partecipazione attiva di tutte le componenti dell’Esercito, in un’ottica di condivisione e determinazione, è il segno di un’istituzione pronta a rispondere con efficacia alle sfide che si presentano, in un mondo in continua evoluzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/13-1.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"#esercitazioneGenio, #EsercitoItaliano, 8° Genio Guastatori Paracadutisti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-25 12:03:45","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Concluse-le-esercitazioni--Cerbero--Stige-25-250624.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20901-interoperabilita-e-innovazione-il-successo-delle-esercitazioni-dellesercito-cerbero-e-stige.mp4","galleria":""}
{"id":20888,"titolo":"USA : Il Vecchio Sceriffo è Ancora in Sella","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto della crisi iraniana, emergono alcuni aspetti fondamentali che riflettono la resistenza e la solidità degli Stati Uniti come potenza mondiale. Nonostante le sfide geopolitiche e le crisi interne, gli Stati Uniti continuano a mantenere un potere strutturale che si poggia su quattro pilastri fondamentali: primato tecnologico, moneta universale, autosufficienza energetica e una demografia positiva. Questi fattori sono essenziali per comprendere come Washington stia affrontando una crisi che coinvolge alleati come Cina e Russia, e come il dollaro stia ritornando, seppur discretamente, al suo ruolo di bene rifugio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I quattro pilastri degli Stati Uniti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>1. Primato tecnologico</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli Stati Uniti restano il leader mondiale nell'innovazione tecnologica, un settore dove la competizione è agguerrita, in particolare con la Cina. Non solo gli USA dominano nel campo delle tecnologie civili, ma continuano a esercitare un'influenza significativa anche nelle tecnologie belliche, come dimostrato dalla recente escalation militare in Medio Oriente. Questo primato consente agli Stati Uniti di mantenere una posizione di forza in vari scenari geopolitici, utilizzando la tecnologia come un potente strumento di proiezione di potere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>2. Moneta universale</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dollaro statunitense rimane la moneta globale di riferimento, nonostante le sfide provenienti da altre valute come l'euro e lo yuan cinese. Il ritorno del dollaro come bene rifugio durante le crisi geopolitiche testimonia la fiducia che gli investitori continuano a riporre negli Stati Uniti, anche in tempi di incertezze globali. Questo ruolo consolidato del dollaro è una risorsa fondamentale per la stabilità economica di Washington e per la sua capacità di esercitare influenza sui mercati internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>3. Autosufficienza energetica</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro elemento chiave della forza degli Stati Uniti è la loro autosufficienza energetica. A differenza di potenze come la Cina e l'Europa, gli Stati Uniti non sono vincolati dalle fluttuazioni dei mercati energetici internazionali. Questa indipendenza li pone in una posizione favorevole, poiché possono garantire una presenza stabile e influente in regioni strategiche come il Medio Oriente, dove il controllo delle risorse energetiche è cruciale per l'equilibrio geopolitico globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>4. Demografia positiva</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La demografia degli Stati Uniti, caratterizzata da una crescita relativamente forte rispetto ad altre superpotenze, è un altro fattore determinante. Sebbene la Cina stia affrontando una grave crisi demografica, gli Stati Uniti continuano a beneficiare di una popolazione giovane e dinamica, che garantisce forza lavoro e stabilità sociale. Questo aspetto diventa ancora più importante in un contesto geopolitico in cui la forza economica e militare è strettamente legata alla capacità di mantenere un capitale umano competitivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La sfida di Cina, Russia e le dinamiche multipolari</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante la crescente potenza economica della Cina e il ruolo geopolitico della Russia, entrambe non possiedono gli stessi fattori strutturali degli Stati Uniti. La Cina, pur avanzando tecnologicamente, affronta una crisi demografica e dipende ancora dai combustibili fossili, limitando la sua competitività. La Russia, invece, è colpita da un calo demografico e da difficoltà economiche e tecnologiche, rendendo la sua posizione globale più fragile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto di un mondo multipolare, questi limiti strutturali fanno emergere la forza degli Stati Uniti, che, attraverso solide alleanze internazionali, mantengono un vantaggio strategico. Tuttavia, alcuni alleati si interrogano sulla stabilità di Washington, come nel caso di Israele, e le alleanze potrebbero evolvere nel lungo periodo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A livello finanziario, sebbene gli Stati Uniti affrontino un peggioramento delle finanze pubbliche, anche altre potenze come la Cina e il Giappone vivono sfide simili. La vera incognita rimane il consenso interno: le crescenti divisioni politiche e sociali potrebbero influenzare la stabilità politica e il ruolo globale degli Stati Uniti, ma la loro storia ha già visto crisi interne senza compromettere la loro leadership mondiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli Stati Uniti sono ancora in grado di esercitare un'influenza globale grazie ai loro quattro pilastri fondamentali: primato tecnologico, moneta universale, autosufficienza energetica e una demografia positiva. Sebbene le sfide geopolitiche, come la guerra in Iran e la crescente rivalità con la Cina, minaccino la loro posizione, gli Stati Uniti possiedono ancora una solida base strutturale che difficilmente scomparirà nel breve periodo. La crisi iraniana ci ricorda che, nonostante le difficoltà, l'America non è pronta ad abbandonare il suo ruolo di superpotenza globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/denix-Sheriff.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"crisi iraniana, geopolitica, potenza globale, Stati Uniti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-24 15:29:50","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20888-usa-il-vecchio-sceriffo-e-ancora-in-sella.mp4","galleria":""}
{"id":20818,"titolo":"Aviolancio con l'A400M: Brigata Paracadutisti Folgore, Luftwaffe e Aeronautica Militare già pronti per interoperabilità","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei giorni scorsi, un'importante attività addestrativa ha visto protagonisti i paracadutisti della <a href=\"https://brigatafolgore.net/\">Brigata Paracadutisti \"Folgore\"</a>,<strong> il velivolo A400M della Luftwaffe</strong> e gli assetti della 46ª Brigata Aerea dell'Aeronautica Militare, con sede a Pisa. L'esercitazione ha avuto come obiettivo la messa a punto delle procedure per l’aviolancio dei paracadutisti italiani, utilizzando il paracadute EPC, recentemente acquisito dall’Italia, da un aeromobile tedesco A400M.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dettagli dell'Attività Addestrativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'addestramento si è svolto con la collaborazione tecnica e logistica della 46ª Brigata Aerea di Pisa, che ha supportato l’impiego di un <a href=\"https://www.airbus.com/en/products-services/defence/military-aircraft/a400m\">A400M </a>della Luftwaffe per una serie di missioni di volo, durante le quali sono stati aviolanciati carichi di materiale e paracadutisti esploratori, utilizzando la tecnica della caduta libera. Tali attività hanno rappresentato un’importante occasione di sperimentazione operativa congiunta, mirata a garantire un elevato grado di interoperabilità tra le forze alleate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20821,\"width\":\"839px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/f939d792107ed54a5a456d1d3d376375-1.jpg\" alt=\"Aviolancio con l'A400M: Brigata Paracadutisti Folgore, Luftwaffe e Aeronautica Militare già pronti per interoperabilità - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20821\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:839px\" title=\"Aviolancio con l'A400M: Brigata Paracadutisti Folgore, Luftwaffe e Aeronautica Militare già pronti per interoperabilità - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Aviolancio con l'A400M: Brigata Paracadutisti Folgore, Luftwaffe e Aeronautica Militare già pronti per interoperabilità - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le missioni di aviolancio hanno rivestito particolare importanza nella definizione delle procedure tecniche tra i Direttori di Lancio italiani e gli specialisti di bordo della Luftwaffe, con l’obiettivo di perfezionare il lancio dei paracadutisti con il paracadute EPC. Quest'ultimo, infatti, è stato recentemente acquisito dall'Italia e necessita di un'intensa attività di addestramento per garantire la piena efficienza operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Obiettivi dell'Interoperabilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa attività è inserita all’interno di un programma più ampio, finalizzato al conseguimento di un grado di interoperabilità ottimale tra le aviotruppe dei paesi alleati appartenenti all'Airborne Community. La Brigata Paracadutisti Folgore, che è parte integrante di questa comunità internazionale, ha l’obiettivo di garantire un'efficace cooperazione tra le forze armate, tramite lo scambio di esperienze addestrative e logistiche. L'interoperabilità tra le aviotruppe si traduce nella capacità di condurre operazioni avioportate congiunte, dove risorse, unità, mezzi ed equipaggiamenti sono integrati e operano in modo sinergico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20823,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/EATC-fleet-2025-March-1024x693.jpg\" alt=\"Aviolancio con l'A400M: Brigata Paracadutisti Folgore, Luftwaffe e Aeronautica Militare già pronti per interoperabilità - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20823\" title=\"Aviolancio con l'A400M: Brigata Paracadutisti Folgore, Luftwaffe e Aeronautica Militare già pronti per interoperabilità - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Aviolancio con l'A400M: Brigata Paracadutisti Folgore, Luftwaffe e Aeronautica Militare già pronti per interoperabilità - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Ruolo Cruciale dell'Airborne Community</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Airborne Community, a cui la Brigata Folgore ha aderito da diversi anni, è una rete che comprende i paesi NATO e gli altri membri dell’EATC (<a href=\"https://eatc-mil.com/en\">European Air Transport Command</a>). L'integrazione tra le forze di aviotrasporto e paracadutisti di diversi stati rappresenta un elemento fondamentale per la capacità di risposta rapida e l'efficacia operativa in scenari complessi, dove la rapidità di intervento e l’affidabilità delle procedure congiunte sono cruciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il conseguimento di elevati livelli di interoperabilità è quindi una delle priorità strategiche della Brigata Paracadutisti Folgore. Grazie a queste attività congiunte, sarà possibile affrontare future operazioni avioportate con un approccio coordinato, dove ogni componente del sistema di difesa alleato sarà in grado di operare con piena efficacia, a beneficio della sicurezza collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20824,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/resize-1024x704.webp\" alt=\"Aviolancio con l'A400M: Brigata Paracadutisti Folgore, Luftwaffe e Aeronautica Militare già pronti per interoperabilità - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20824\" title=\"Aviolancio con l'A400M: Brigata Paracadutisti Folgore, Luftwaffe e Aeronautica Militare già pronti per interoperabilità - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Aviolancio con l'A400M: Brigata Paracadutisti Folgore, Luftwaffe e Aeronautica Militare già pronti per interoperabilità - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'attività addestrativa congiunta tra la Brigata Paracadutisti Folgore, la Luftwaffe e la 46ª Brigata Aerea è un esempio concreto di come le forze armate italiane stiano lavorando per sviluppare e perfezionare la propria capacità di operare in sinergia con i partner alleati. La continua messa a punto delle procedure, la collaborazione tra esperti e l'impiego di tecnologie avanzate, come l'A400M, sono elementi essenziali per garantire la prontezza operativa delle aviotruppe italiane e dei paesi alleati, in un contesto di crescente complessità geopolitica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/2-d0-1-scaled.jpeg","categoria":"Aviotruppe","tags":"A400M, aviolancio, Brigata Paracadutisti Folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-24 13:07:08","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20818-aviolancio-con-la400m-brigata-paracadutisti-folgore-luftwaffe-e-aeronautica-militare-gia-pronti-per-interoperabilita.mp4","galleria":""}
{"id":20810,"titolo":"Gli Europei vogliono la Difesa : Sostegno al Potenziamento delle Spese Militari","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo un recente sondaggio condotto dallo <a href=\"https://ecfr.eu/\">European Council of Foreign Relations </a>(Ecfr) e pubblicato il 23 giugno 2025, l'<strong>opinione pubblica europea si mostra generalmente favorevole all'aumento delle spese militari</strong>, un tema che diventa sempre più centrale alla vigilia di un vertice cruciale della NATO. L'indagine ha coinvolto <strong>16.400 intervistati provenienti da 12 Paesi europei</strong>, con risultati che suggeriscono una forte preferenza per l'incremento degli stanziamenti per la difesa, benché alcune nazioni, come l'Italia, si stiano dimostrando più reticenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:kadence/image {\"id\":3370,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"uniqueID\":\"20810_483ac5-10\"} -->\n<figure class=\"wp-block-kadence-image kb-image20810_483ac5-10 size-large\"><img title=\"Gli Europei vogliono la Difesa : Sostegno al Potenziamento delle Spese Militari - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/UD5XN25G7ZA2BC46UUQXPDGHZ4-3-1024x683.jpg\" alt=\"Gli Europei vogliono la Difesa : Sostegno al Potenziamento delle Spese Militari - brigatafolgore.net\" class=\"kb-img wp-image-3370\"/><figcaption>Difesa Europea - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:kadence/image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sondaggio evidenzia che in molte nazioni, in particolare Polonia, Danimarca, Regno Unito, Estonia e Portogallo, vi è una larga maggioranza a favore dell'aumento della spesa per la difesa. <strong>Tuttavia, la situazione in Italia è decisamente divergente: la maggioranza degli intervistati (57%) si è dichiarata contraria o fortemente contraria all'incremento delle risorse destinate all'esercito</strong>. Paesi come la Francia, la Germania e la Svizzera mostrano un sostegno più moderato, con percentuali che oscillano tra il 45% e il 47%, mentre la Romania si attesta su una posizione più equilibrata con il 50% favorevole.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'autonomia dell'UE dalla difesa americana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro tema che emerge dal sondaggio è <strong>la scarsa fiducia nelle capacità dell'Unione Europea di raggiungere una piena indipendenza in materia di difesa entro i prossimi cinque anni</strong>. Nonostante alcune nazioni come Danimarca e Portogallo esprimano ottimismo in merito alla possibilità di ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti, la maggioranza degli europei rimane scettica, con particolare enfasi in paesi come Polonia, Estonia e Spagna, dove la visione è che l'autonomia sia quasi \"impossibile\" da raggiungere.<strong> In Italia e Ungheria, l'opinione è simile, con oltre il 50% degli intervistati che considera tale indipendenza improbabile.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4447,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Gli Europei vogliono la Difesa : Sostegno al Potenziamento delle Spese Militari - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/soldati-germania-1024x576.jpg\" alt=\"ReArm Europe: 800 Miliardi per la Difesa Europea - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4447\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">ReArm Europe: 800 Miliardi per la Difesa Europea - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un fattore che potrebbe influenzare ulteriormente l'orientamento delle spese militari è il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. Il sondaggio suggerisce che la retorica dell'ex presidente, che aveva suscitato sentimenti anti-americani in Europa, sta ancora pesando nelle opinioni degli europei. Tuttavia, la maggioranza degli intervistati ritiene che le relazioni tra l'Europa e gli Stati Uniti migliorerebbero una volta che Trump avrà lasciato il suo incarico, segnalando un possibile ritorno a una cooperazione più solida.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Lo \"spending cap\" della NATO e le  soluzioni per la Difesa Europea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In vista del prossimo vertice della NATO, uno degli argomenti più discussi è l'eventuale aumento degli obiettivi di spesa per la difesa. Donald Trump ha recentemente sollevato la proposta di incrementare la spesa militare dell'Alleanza dal 2% al 5% del PIL, ma molti Paesi, tra cui la Spagna, hanno espresso scetticismo riguardo a tale proposta, definendola irragionevole e controproducente. L'attuale discussione si concentra sull'innalzamento dell'obiettivo di spesa al 3,5% del PIL, con un ulteriore 1,5% destinato agli investimenti per infrastrutture e cybersicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19458,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Gli Europei vogliono la Difesa : Sostegno al Potenziamento delle Spese Militari - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/adeda0a2-334d-445b-b58c-220d1e68eb17-1-1024x693.jpg\" alt=\"Crosetto: Piano per Riarmo e Rilevanza nella NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19458\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Crosetto: Piano per Riarmo e Rilevanza nella NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per fronteggiare le preoccupazioni relative ai vincoli economici, l'Unione Europea sta cercando di incentivare gli Stati membri a investire nella difesa, proponendo deroghe alle regole di bilancio per le spese destinate esclusivamente alla sicurezza. Inoltre, è stato lanciato un piano che prevede prestiti a tassi favorevoli per i Paesi che desiderano aumentare gli investimenti nel settore della difesa. <strong>La Commissione Europea ha anche autorizzato il reinvestimento dei fondi non utilizzati dai programmi precedenti per rafforzare la spesa militare, in un momento in cui la sicurezza è una priorità assoluta</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sostegno all'aumento della spesa per la difesa in Europa è diffuso, ma le divergenze tra i Paesi sono evidenti. <strong>Mentre le nazioni dell'Est Europa e le potenze come il Regno Unito sono favorevoli a un aumento, Paesi come l'Italia e la Spagna mostrano una visione più cauta.</strong> In un contesto di crescente incertezze globali e in vista di nuove sfide geostrategiche, la discussione sull'autonomia della difesa europea e sul futuro delle alleanze transatlantiche si preannuncia cruciale per i prossimi anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/difesa-eu.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"aumento spese militari, autonomia difesa europea, NATO, sondaggio opinione pubblica","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-24 10:35:41","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20810-gli-europei-vogliono-la-difesa-sostegno-al-potenziamento-delle-spese-militari.mp4","galleria":""}
{"id":20801,"titolo":"La Pace del Medio Oriente: Trump Annuncia il Cessate il Fuoco tra Israele e Iran","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cessate il fuoco tra Israele e Iran, ufficialmente scattato alle 6 ora italiana il 24 giugno 2025, segna la fine di un conflitto di 12 giorni che ha messo in pericolo l'intera stabilità del Medio Oriente. L’accordo, frutto di intense trattative e mediato in gran parte dal Qatar, ha avuto un impatto immediato, ma non privo di controversie. L'annuncio di Donald Trump, che ha dichiarato pubblicamente di aver avuto il coraggio di fermare una guerra che avrebbe potuto durare anni, ha sottolineato l'importanza di questo risultato. Trump ha esortato le due nazioni a non violare l'accordo e ha accolto positivamente la fine della \"Guerra dei 12 giorni\", definendola una guerra che avrebbe potuto distruggere l’intero Medio Oriente, ma che per fortuna non lo ha fatto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20803,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La Pace del Medio Oriente: Trump Annuncia il Cessate il Fuoco tra Israele e Iran - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/OIF-1-1024x683.jpeg\" alt=\"La Pace del Medio Oriente: Trump Annuncia il Cessate il Fuoco tra Israele e Iran - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20803\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Pace del Medio Oriente: Trump Annuncia il Cessate il Fuoco tra Israele e Iran - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un elemento cruciale che ha portato a questa tregua è stato l'intervento strategico degli Stati Uniti, che con l'operazione \"Midnight Hammer\" hanno inflitto un colpo diretto ai siti nucleari iraniani, colpendo le strutture di Fordow, Natanz e Isfahan. Questi attacchi hanno temporaneamente neutralizzato uno degli aspetti più critici del conflitto, il programma nucleare iraniano, riducendo la pressione su Israele e aprendo la strada per un cessate il fuoco. La decisione di Trump di non rispondere a un attacco iraniano mirato contro una base americana in Qatar, che non ha causato vittime, ha anche contribuito a evitare un'escalation. La risposta iraniana è stata interpretata come una mossa propagandistica, simile a quanto accaduto nel 2020 con l’attacco alle basi statunitensi in Iraq, senza spingere il conflitto verso uno scontro diretto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ruolo del Qatar e la complessità del cessate il fuoco</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre il cessate il fuoco è stato formalmente raggiunto grazie agli sforzi degli Stati Uniti e del Qatar, la situazione sul campo non è stata priva di complicazioni. Il Qatar, che ha svolto un ruolo fondamentale da intermediario, ha fatto sapere che le trattative sono state possibili solo grazie alla disponibilità iraniana a fermare gli attacchi in cambio di una garanzia che non ci sarebbero stati ulteriori raid da parte degli Stati Uniti. La mediazione del Qatar è stata quindi cruciale, unendo gli sforzi della diplomazia americana con la necessità di evitare una guerra su larga scala nel cuore del Medio Oriente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20805,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La Pace del Medio Oriente: Trump Annuncia il Cessate il Fuoco tra Israele e Iran - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/qatar-map-world-location-1024x683.jpeg\" alt=\"La Pace del Medio Oriente: Trump Annuncia il Cessate il Fuoco tra Israele e Iran - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20805\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Pace del Medio Oriente: Trump Annuncia il Cessate il Fuoco tra Israele e Iran - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante l'annuncio del cessate il fuoco, la situazione in Israele è rimasta tesa, con nuovi attacchi iraniani che hanno colpito il sud del paese. A Beersheba, un missile balistico ha ucciso quattro persone e ferito una ventina di altri, dimostrando che, sebbene l'accordo fosse in atto, le violenze non si sono fermate immediatamente. La dichiarazione ufficiale da parte dell'Iran, che ha confermato l’accettazione del cessate il fuoco, ha comunque segnato un passo importante verso la stabilizzazione, con l'intento di evitare ulteriori danni e riprendere il dialogo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le prospettive future e le sfide per la stabilità regionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l'entrata in vigore del cessate il fuoco, il mondo ha accolto con speranza la fine di una guerra che sembrava destinata a durare anni. Tuttavia, la strada verso una pace duratura nel Medio Oriente rimane incerta. Nonostante gli attacchi missilistici iraniani, gli Stati Uniti e Israele hanno confermato di non voler reagire militarmente, in un tentativo di consolidare la tregua e avviare una fase di ricostruzione e negoziazione. Trump ha pubblicamente esortato entrambe le nazioni a rispettare l'accordo, sottolineando che, se il cessate il fuoco fosse stato mantenuto per 24 ore, sarebbe stato considerato ufficialmente come la fine del conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma, come sottolineato dal funzionario israeliano che ha parlato alla CNN, Israele ha ancora alcuni obiettivi militari in Iran da completare. Questi obiettivi potrebbero portare a nuovi sviluppi nelle prossime settimane, quindi la stabilità dell’accordo potrebbe essere messa alla prova. La dichiarazione di Netanyahu, che ha affermato che Israele è “molto, molto vicino al completamento” degli obiettivi militari, suggerisce che anche se la tregua è in vigore, le operazioni potrebbero continuare in parallelo, con l’obiettivo di non far degenerare la situazione in un conflitto prolungato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20806,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La Pace del Medio Oriente: Trump Annuncia il Cessate il Fuoco tra Israele e Iran - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/th-1024x683.jpeg\" alt=\"La Pace del Medio Oriente: Trump Annuncia il Cessate il Fuoco tra Israele e Iran - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20806\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Pace del Medio Oriente: Trump Annuncia il Cessate il Fuoco tra Israele e Iran - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, mentre il cessate il fuoco ha portato una pausa alle ostilità, la vera sfida sarà garantire che gli accordi diplomatici vengano rispettati e che le due nazioni possano intraprendere un cammino di pace duratura. Le prossime settimane saranno cruciali per osservare se la tregua reggerà, se le trattative riusciranno a evitare nuove tensioni, e se la diplomazia, supportata dagli Stati Uniti e dal Qatar, potrà portare a una stabilità duratura nel Medio Oriente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/Imagoeconomica-2462614-2048x1365-2.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"cessateilfuoco, donaldtrump, medioriente","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-24 10:24:26","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.nicolaporro.it/trump-annuncia-la-tregua-tra-iran-e-israele-cosa-succede-ora/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20801-la-pace-del-medio-oriente-trump-annuncia-il-cessate-il-fuoco-tra-israele-e-iran.mp4","galleria":""}
{"id":20794,"titolo":"Iran Risponde agli Stati Uniti: L'attacco a Al Udeid e le Prospettive di Pace","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 23 giugno 2025, l'Iran ha lanciato una serie di missili contro la base americana di Al Udeid in Qatar, come rappresaglia per l'attacco americano ai siti nucleari iraniani avvenuto solo 48 ore prima. Questa azione si inserisce in un contesto di crescente tensione tra le due nazioni, culminata in un conflitto che ha assunto toni sempre più accesi. Nonostante la portata simbolica dell'attacco, con la base che è stata quasi completamente evacuata e i missili intercettati in gran parte, l'azione ha avuto un impatto psicologico importante. Trump ha commentato l'attacco, minimizzandolo come \"debole\" e \"inefficace\", e ha sottolineato come la risposta sia stata facilmente contrastata dalle difese americane. Tuttavia, il suo commento ha messo in evidenza un altro elemento: l'Iran ha dato un preavviso, consentendo un'evacuazione tempestiva. Questo fatto, insieme alla dichiarata intenzione di fermare l'escalation, ha sollevato interrogativi sulle vere intenzioni di Teheran e sull'imminente possibilità di una de-escalation nel conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20797,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Al-Udeid-Air-Base-1-1024x683.jpeg\" alt=\"Iran Risponde agli Stati Uniti: L'attacco a Al Udeid e le Prospettive di Pace - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20797\" title=\"Iran Risponde agli Stati Uniti: L'attacco a Al Udeid e le Prospettive di Pace - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Iran Risponde agli Stati Uniti: L'attacco a Al Udeid e le Prospettive di Pace - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'analisi più approfondita, tuttavia, suggerisce che il lancio dei missili non sia stato pensato per minare seriamente le forze statunitensi, ma per lanciare un messaggio più profondo. Il governo iraniano ha voluto inviare un segnale forte al suo popolo e alla comunità internazionale, dimostrando che non sarebbe rimasto in silenzio di fronte all'aggressione. La scelta di colpire Al Udeid, la base più grande degli Stati Uniti nella regione, ha permesso a Teheran di ottenere una visibilità massima senza causare danni irreparabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Dinamiche Geopolitiche e l'Influenza di Israele</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'attacco ha avuto conseguenze anche sul piano regionale, con Israele che ha intensificato le proprie azioni contro il regime iraniano. Mentre l'Iran rispondeva all'attacco americano, Israele ha preso di mira simboli importanti del regime, come il carcere di Evin e le strutture dei Pasdaran. Le esplosioni in Iran e l'ordine di evacuazione diramato dall'esercito israeliano sono stati l'ennesimo segnale di una guerra su più fronti. Le tensioni tra Teheran e Tel Aviv continuano a crescere, con l'Iran che promette di punire Israele ulteriormente. La situazione sembra quindi avviata verso una conflittualità di lunga durata, anche se la risposta iraniana agli Stati Uniti potrebbe essere stata una mossa strategica per chiudere il confronto con Washington senza fare il passo decisivo verso un conflitto su larga scala.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20798,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/d116190599db974ff544df9e60aa89d6-1024x683.jpeg\" alt=\"Iran Risponde agli Stati Uniti: L'attacco a Al Udeid e le Prospettive di Pace - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20798\" title=\"Iran Risponde agli Stati Uniti: L'attacco a Al Udeid e le Prospettive di Pace - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Iran Risponde agli Stati Uniti: L'attacco a Al Udeid e le Prospettive di Pace - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al contempo, le dichiarazioni di Trump, che ha invitato Israele a fermare le proprie azioni contro l'Iran, sembrano indicare una volontà di evitare un’escalation incontrollata. Il coinvolgimento diretto di Israele potrebbe essere decisivo, sia per la sua posizione geopolitica che per le alleanze strategiche che condivide con gli Stati Uniti. La sinergia tra le azioni di Israele e quelle degli Stati Uniti potrebbe spingere la regione a un punto di non ritorno, a meno che non vengano adottate misure diplomatiche per disinnescare la situazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Focalizzarsi sul Futuro: Il Ruolo delle Milizie e le Prospettive di Pace</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante la risposta iraniana sembri finora contenuta, l'escalation potrebbe essere solo temporanea. Il governo iraniano, infatti, ha una rete complessa di alleanze con milizie filo-iraniane in tutta la regione, dalle quali potrebbero scaturire nuovi attacchi. Le \"cellule dormienti\" della Repubblica Islamica negli Stati Uniti potrebbero anche diventare attive, portando a un possibile ritorno delle ostilità. La situazione appare quindi instabile, e ogni mossa potrebbe portare a un'involontaria intensificazione del conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>D'altro canto, alcuni analisti suggeriscono che l'Iran, pur avendo lanciato una risposta simbolica, stia cercando di mantenere una posizione di controllo sul conflitto. L'analisi delle dinamiche politiche interne a Teheran mostra un regime che, pur essendo sotto pressione dalle offensive israeliane e dalle manifestazioni di malcontento interno, ha scelto una strada di resistenza calcolata, cercando di rassicurare il suo popolo con una vendetta visibile, ma non travolgente. Il regime si trova anche di fronte a un futuro incerto, con la possibilità che la successione di Khamenei diventi un tema centrale nei prossimi anni. Il confronto con l'Occidente potrebbe anche essere parte di una strategia per consolidare il potere interno e ostentare forza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20796,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Imagoeconomica-2483417-1750515332100.jpg-iran-khamenei-ha-nominato-3-successori-in-caso-di-sua-morte-non-c-e-il-figlio-mojtaba-sceglier-l-assemblea-degli-esperti-1024x683.jpeg\" alt=\"Iran Risponde agli Stati Uniti: L'attacco a Al Udeid e le Prospettive di Pace - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20796\" title=\"Iran Risponde agli Stati Uniti: L'attacco a Al Udeid e le Prospettive di Pace - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Iran Risponde agli Stati Uniti: L'attacco a Al Udeid e le Prospettive di Pace - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel frattempo, il mercato petrolifero ha reagito prontamente all'attacco, con il prezzo del greggio che ha subito un abbassamento, indicando la percezione di un'escalation limitata. La comunità internazionale, pur restando allerta, sembra preferire una soluzione diplomatica al conflitto. Le dichiarazioni di Trump, le iniziative di pace di Israele e le misure precauzionali adottate da Qatar e Iraq suggeriscono che, nonostante le parole dure, c'è ancora spazio per un possibile dialogo. Tuttavia, la persistenza delle tensioni, unita alla complessità geopolitica della regione, lascia aperta la strada per nuovi sviluppi, che potrebbero determinare il futuro della pace e della stabilità in Medio Oriente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/GUERRA-IRAN-USA-STORIA.webp","categoria":"Internazionali","tags":"Iran, MedioOriente, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-24 10:23:40","stato":"draft","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://formiche.net/2025/06/razzi-su-qatar-e-iraq-liran-colpisce-basi-americane-in-medio-oriente/#content","difesanews":"","video_art":"","galleria":""}
{"id":20774,"titolo":"Iran e lo Stretto di Hormuz: Tra Minacce e Limiti Militari","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo Stretto di Hormuz è un passaggio strategico che collega il Golfo Persico al Golfo di Oman e rappresenta una via fondamentale per il transito di risorse energetiche globali, in particolare il petrolio e il gas naturale liquefatto (GNL). Ogni giorno, milioni di barili di petrolio attraversano questa rotta, rendendola cruciale per l'economia globale. Sebbene l'Iran abbia spesso minacciato di chiuderlo, vari fattori politicamente e militarmente determinanti rendono un blocco effettivo di questa rotta estremamente improbabile. In questo articolo, esploreremo le difficoltà politiche, militari e le conseguenze globali legate a una potenziale chiusura dello Stretto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20779,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Iran e lo Stretto di Hormuz: Tra Minacce e Limiti Militari - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/download-1024x611.jpg\" alt=\"Iran e lo Stretto di Hormuz: Tra Minacce e Limiti Militari - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20779\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Iran e lo Stretto di Hormuz: Tra Minacce e Limiti Militari - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le difficoltà politiche e geopolitiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Iran, pur avendo una posizione geografica di rilevante importanza strategica, si trova a dover fare i conti con un crescente isolamento geopolitico. La sua economia dipende in larga misura dalle esportazioni di petrolio e gas, in particolare verso la Cina, che è il principale partner commerciale di Teheran. Pechino importa circa il 50% del petrolio che transita attraverso lo Stretto di Hormuz e qualsiasi interruzione di questo flusso avrebbe effetti disastrosi non solo sull’economia cinese, ma anche su quella iraniana, che rischierebbe di compromettere il suo unico sbocco commerciale più significativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20781,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Iran e lo Stretto di Hormuz: Tra Minacce e Limiti Militari - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/R-3-1024x683.jpeg\" alt=\"Iran e lo Stretto di Hormuz: Tra Minacce e Limiti Militari - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20781\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Iran e lo Stretto di Hormuz: Tra Minacce e Limiti Militari - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Iran, quindi, è consapevole che una chiusura dello Stretto sarebbe un atto autolesionista nei confronti della sua principale fonte di entrate, ed è difficile immaginare che Teheran prenda una decisione così estrema senza tenere conto delle ripercussioni dirette su Pechino. Inoltre, la geopolitica regionale ha subito un cambiamento significativo con il recente riallineamento di paesi come il Pakistan, che ha ridotto il suo supporto all'Iran per evitare danni alle sue relazioni con gli Stati Uniti. Questo isolamento diplomatico non solo limita le opzioni strategiche dell'Iran, ma lo rende anche vulnerabile in caso di conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La debolezza navale dell'Iran</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano militare, l'Iran non possiede le risorse navali necessarie per mantenere un blocco duraturo dello Stretto di Hormuz. Nonostante gli sforzi compiuti per costruire una marina in grado di difendere la sua sovranità nel Golfo, la flotta iraniana non è equipaggiata per affrontare le potenze navali mondiali, in particolare gli Stati Uniti. Secondo il Global Firepower Index 2024, la marina iraniana si trova ben lontano dai livelli di potenza navale degli Stati Uniti, che mantengono una presenza significativa nella regione con la loro Quinta Flotta. La flotta iraniana, composta principalmente da fregate, sottomarini e cacciatorpediniere, ha una capacità di proiezione regionale limitata e si basa su tattiche di guerra asimmetrica, come attacchi rapidi con motoscafi e l'uso di mine, ma non è in grado di mantenere un blocco navale duraturo su vasta scala.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20782,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Iran e lo Stretto di Hormuz: Tra Minacce e Limiti Militari - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Shahid-Soleimani-corvette-IRGCN-1024x576.webp\" alt=\"Iran e lo Stretto di Hormuz: Tra Minacce e Limiti Militari - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20782\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Iran e lo Stretto di Hormuz: Tra Minacce e Limiti Militari - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le forze iraniane, sebbene ben preparate per operazioni locali, non possiedono le capacità per contrastare l'imponente presenza militare americana nel Golfo, che include sottomarini nucleari, navi avanzate dotate di sistemi di difesa missilistica e radar ad alta tecnologia. L'Iran ha spesso minacciato di bloccare lo Stretto, come nel 2011, ma si è sempre trattato di gesti simbolici, mai seguiti da un’azione concreta. Le capacità militari statunitensi, infatti, sarebbero sufficienti a neutralizzare ogni tentativo di chiusura prima che possa avere un impatto reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le conseguenze globali e il rischio di escalation</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alle difficoltà politiche e militari, la chiusura dello Stretto di Hormuz avrebbe conseguenze devastanti non solo per l'Iran, ma per l'intera economia globale. Le nazioni che dipendono da questa rotta, come la Cina e l'India, subirebbero gravi interruzioni nei loro rifornimenti energetici. L'India, che importa una parte significativa del suo petrolio e GNL attraverso lo Stretto, sarebbe particolarmente vulnerabile. Inoltre, la chiusura di Hormuz potrebbe far lievitare i prezzi del petrolio oltre i 150 dollari al barile, causando una crisi energetica globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20783,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Iran e lo Stretto di Hormuz: Tra Minacce e Limiti Militari - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/11220328-preco-do-petroleo-esta-subindo-tendencia-de-alta-banner-com-uma-seta-e-barris-de-petroleo-no-fundo-do-mapa-do-mundo-ilustracaoial-vetor-1024x558.jpg\" alt=\"Iran e lo Stretto di Hormuz: Tra Minacce e Limiti Militari - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20783\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Iran e lo Stretto di Hormuz: Tra Minacce e Limiti Militari - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'escalation delle tensioni avrebbe inevitabilmente portato a una risposta immediata da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati. La presenza della Quinta Flotta nel Golfo Persico, incaricata di garantire la libertà di navigazione, farebbe di qualsiasi tentativo di chiusura una mossa difficile da sostenere senza scatenare un conflitto diretto. Gli Stati Uniti, con la loro superiorità navale e l’imponente potenza militare, potrebbero rispondere in modo rapido ed efficace, neutralizzando l'Iran e riducendo a zero le sue capacità di impedire il passaggio attraverso lo Stretto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche se l'Iran dovesse intraprendere un’azione aggressiva, il rischio di un'escalation incontrollata sarebbe alto, coinvolgendo potenze globali in un conflitto diretto che potrebbe sfociare in un’escalation militare con conseguenze imprevedibili per la stabilità regionale e globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In definitiva, sebbene le minacce di chiusura dello Stretto di Hormuz siano un elemento ricorrente nel discorso geopolitico iraniano, le difficoltà politiche, militari e le conseguenze economiche globali rendono tale azione estremamente improbabile. L'Iran potrebbe continuare a utilizzare questa minaccia come una leva diplomatica, ma le sue capacità militari, l’isolamento geopolitico crescente e le pressioni economiche interne ed esterne limitano seriamente la possibilità di un blocco effettivo. La sicurezza e la libertà di navigazione attraverso Hormuz rimangono, dunque, una priorità per le potenze globali, con gli Stati Uniti pronti a rispondere a qualsiasi tentativo di interruzione. Teheran, pur mantenendo una posizione di forza simbolica, è costretta a bilanciare le sue ambizioni strategiche con le sue reali capacità operative e le sue necessità economiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/immagine-scattata-nel-villaggio-di-Laaft-sullisola-di-Qeshm-che-si-trova-nello-stretto-di-Hormuz-1.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"geopolitica, Hormuz, Iran","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-23 14:53:22","stato":"draft","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.nicolaporro.it/liran-puo-chiudere-lo-stretto-di-hormuz-cosa-si-rischia-e-perche-e-difficile/","difesanews":"","video_art":"","galleria":""}
{"id":20780,"titolo":"Crosetto e la frase shock: «La Nato non ha più ragione di esistere». Ecco cosa intendeva dire il ministro della Difesa - VIDEO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Guido Crosetto, Ministro della Difesa italiano, ha scatenato un acceso dibattito con una dichiarazione forte e controversa rilasciata durante un convegno all’Università di Padova. Parlando dell’evoluzione geopolitica mondiale, Crosetto ha affermato che la Nato non ha più ragione di esistere, sostenendo che la realtà del mondo moderno è cambiata radicalmente rispetto a trent’anni fa</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La dichiarazione sulla Nato: \"Una volta il centro del mondo era l’Oceano Atlantico, ora è il mondo\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Crosetto ha sottolineato che la Nato, che un tempo si era configurata come l’organizzazione di difesa centrale tra Europa e Stati Uniti, oggi non risponde più alle necessità geopolitiche attuali. «Una volta il centro del mondo era l’Oceano Atlantico, ora è il mondo», ha dichiarato, indicando un cambiamento nei paradigmi globali che ha ridotto il predominio di Usa ed Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20787,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Crosetto e la frase shock: «La Nato non ha più ragione di esistere». Ecco cosa intendeva dire il ministro della Difesa - VIDEO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/ac5f6a83-ab08-475a-8d6c-38973bee1423-1024x693.jpg\" alt=\"Crosetto e la frase shock: «La Nato non ha più ragione di esistere». Ecco cosa intendeva dire il ministro della Difesa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20787\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Crosetto e la frase shock: «La Nato non ha più ragione di esistere». Ecco cosa intendeva dire il ministro della Difesa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ministro ha poi spiegato che, se la Nato non evolve per includere dialoghi più ampi con il Sud del mondo, rischia di diventare un’organizzazione obsoleta. «Se la Nato non diventa qualcosa di diverso, non riusciremo a raggiungere una sicurezza che includa regole universali», ha avvertito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Critiche all'Unione Europea e all’Onu</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Crosetto ha poi allargato il suo discorso alle altre istituzioni occidentali, in particolare l’Unione Europea e l’Onu, accusandole di non aver saputo adattarsi ai cambiamenti geopolitici. Ha dichiarato che, in un mondo in cui i valori economici ora prevalgono su quelli ideologici, l’Europa ha perso la sua rilevanza politica. «Se l’Europa avesse avuto una politica estera o di difesa, forse avrebbe potuto contare di più. Ma è finito il suo tempo», ha detto con un tono di tristezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche l’Onu, secondo Crosetto, ha perso peso nel contesto internazionale, riducendosi a una struttura quasi insignificante. «L’Onu conta come l’Europa nel mondo, niente», ha affermato, sottolineando la necessità di un nuovo approccio alle relazioni internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20788,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Crosetto e la frase shock: «La Nato non ha più ragione di esistere». Ecco cosa intendeva dire il ministro della Difesa - VIDEO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/4d0f9e91-28ce-40dd-b737-d15c41f3a714-1024x693.jpeg\" alt=\"Crosetto e la frase shock: «La Nato non ha più ragione di esistere». Ecco cosa intendeva dire il ministro della Difesa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20788\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Crosetto e la frase shock: «La Nato non ha più ragione di esistere». Ecco cosa intendeva dire il ministro della Difesa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per Crosetto, la chiave per evitare l’inefficacia delle istituzioni globali è un rinnovato dialogo con le nazioni del Sud del mondo. In un periodo di grandi mutamenti geopolitici, l’Italia e le potenze occidentali devono adattarsi alle nuove realtà e cercare di costruire relazioni più inclusive e globali, altrimenti rischiano di rimanere irrilevanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sebbene le sue osservazioni siano state dure nei confronti delle istituzioni internazionali, Crosetto ha cercato di rassicurare l'opinione pubblica italiana riguardo alle attuali tensioni geopolitiche. Ha dichiarato che, nonostante l’incertezza internazionale, l’Italia non è a rischio di essere coinvolta in conflitti diretti, escludendo l’ipotesi che il Paese venga chiamato a partecipare a conflitti imminenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Nato e il futuro delle istituzioni internazionali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La frase di Crosetto sulla Nato e sull’invecchiamento delle istituzioni come l’Ue e l’Onu solleva interrogativi sulla capacità dell'Occidente di adattarsi a un mondo che cambia velocemente. La sicurezza internazionale e le alleanze tradizionali sono messi alla prova in un contesto in cui nuove potenze emergenti stanno acquisendo maggiore influenza. Se la Nato e le altre organizzazioni non riusciranno a rinnovarsi, il rischio è che diventino entità sempre più marginali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ministro della Difesa ha concluso il suo intervento esortando alla necessità di una riflessione profonda sul futuro delle alleanze internazionali e sulla centralità di nuove relazioni globali. Il mondo è cambiato, e le risposte istituzionali devono evolversi per affrontare le sfide di un panorama geopolitico sempre più complesso e diversificato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://youtu.be/kU6zJGR5b7w\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://youtu.be/kU6zJGR5b7w\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/a1f771ba-f02a-4ca8-b7cf-a904d797330f.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"geopolítica, Guido Crosetto, NATO, sicurezza internazionale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-23 14:50:36","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/primopiano/il-ministro-della-difesa-all-universita-di-padova-per-convegno-la-ricerca-di-nuove-sicurezze-la-difesa-nazionale-e-la-pace-fra-incertezze-ue-ed-egemonia-usa/73397.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20780-crosetto-nato-non-ha-piu-ragione-esistere-video.mp4","galleria":""}
{"id":20766,"titolo":"Militari italiani riposizionati dopo l’attacco in Iran","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>I militari italiani impegnati nei teatri operativi all’estero sono stati <strong>riposizionati</strong> in seguito all’aggravarsi della crisi in Medio Oriente e al <strong>massiccio attacco statunitense contro siti strategici in Iran</strong>, noto come <em>Operation Midnight Hammer</em>. Le misure adottate hanno interessato soprattutto <strong>aree considerate sensibili</strong> o prossime a potenziali <strong>obiettivi di rappresaglia iraniana</strong> contro gli Stati Uniti e i loro alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Misure preventive e sicurezza dei contingenti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Ministro della Difesa <strong>Guido Crosetto</strong> ha reso noto che già da <strong>venerdì</strong> sono state adottate <strong>misure preventive per rafforzare la sicurezza</strong> dei militari italiani dispiegati all’estero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“I nostri militari non sono coinvolti nelle operazioni e non rappresentano un obiettivo diretto”, ha precisato Crosetto. “Tuttavia, in via cautelativa, abbiamo <strong>ricollocato alcuni assetti italiani</strong> situati nei pressi di <strong>basi o infrastrutture statunitensi</strong>.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il principio guida dell’azione del Ministero è stato quello della <strong>massima prudenza operativa</strong>, con l'obiettivo di garantire la sicurezza del personale in uniforme senza alterare i mandati internazionali in corso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20769,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Militari italiani riposizionati dopo l’attacco in Iran - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/mil-fort-bragg-soldiers-deploy-europe-1800-1.jpg\" alt=\"Militari italiani riposizionati dopo l’attacco in Iran - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20769\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Militari italiani riposizionati dopo l’attacco in Iran - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il rientro dei Carabinieri da Baghdad</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Particolarmente rilevante il caso del <strong>reimpiego temporaneo di una quarantina di Carabinieri paracadutisti</strong> in forza presso l’aeroporto internazionale di <strong>Baghdad</strong>, teatro potenzialmente vulnerabile di un eventuale contrattacco iraniano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Ministro degli Esteri <strong>Antonio Tajani</strong> ha spiegato che i militari sono stati prima trasferiti in <strong>Kuwait</strong>, per poi rientrare in Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Gli americani ci avevano suggerito che era opportuno allontanarsi da quella zona, perché poteva essere tra gli obiettivi di una possibile reazione iraniana”, ha affermato Tajani.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La situazione nel resto dell’Iraq</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tajani ha inoltre rassicurato che <strong>nelle altre aree del territorio iracheno</strong>, dove è presente personale militare italiano, <strong>non si registrano attualmente situazioni di rischio</strong> o allarme diretto. Le attività proseguono regolarmente in coordinamento con le autorità locali e alleate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia mantiene il proprio impegno nelle missioni internazionali nel pieno rispetto del diritto internazionale, operando in un quadro di sicurezza rafforzata e <strong>in costante dialogo con i partner della coalizione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/Screenshot-2022-02-11-1.09.58-PM.png","categoria":"Nazionali","tags":"crisi Medio Oriente, Esercito Italiano, Guido Crosetto, missioni internazionali","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-23 11:42:47","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.agi.it/cronaca/news/2025-06-22/militari-italiani-riposizionati-attacco-iran-sicurezza-estero-32006229/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20766-militari-italiani-riposizionati-dopo-lattacco-in-iran.mp4","galleria":""}
{"id":20758,"titolo":"Operazione Midnight Hammer: come gli Stati Uniti hanno colpito a sorpresa l’Iran","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Washington, 22 giugno 2025</strong> – Con un’operazione a sorpresa condotta con oltre 125 velivoli, un sottomarino lanciamissili e bombe bunker buster da 30.000 libbre, gli Stati Uniti hanno sferrato un attacco coordinato e senza precedenti contro tre siti nucleari iraniani. L’azione, ribattezzata <em>Operation Midnight Hammer</em>, è stata definita dal Pentagono come “un successo incredibile e travolgente”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A poche ore dai bombardamenti, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth e il Capo di Stato Maggiore Congiunto, Generale Dan Caine, hanno svelato i dettagli di una delle missioni militari più complesse mai condotte dal Comando Centrale USA.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un’operazione di precisione pianificata per mesi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto illustrato da Caine, l’attacco ha avuto inizio alla mezzanotte di venerdì scorso, quando sette bombardieri stealth B-2 Spirit sono decollati dalla Whiteman Air Force Base, nel Missouri, diretti verso est con comunicazioni ridotte al minimo. Dopo 18 ore di volo, i bombardieri si sono ricongiunti con una flotta di supporto composta da caccia di quarta e quinta generazione, aerei da guerra elettronica e rifornitori in volo, eseguendo una manovra sincronizzata con estrema precisione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20760,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/b2-bombers-768x576-1.jpg\" alt=\"Operazione Midnight Hammer: come gli Stati Uniti hanno colpito a sorpresa l’Iran - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20760\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Operazione Midnight Hammer: come gli Stati Uniti hanno colpito a sorpresa l’Iran - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Operazione Midnight Hammer: come gli Stati Uniti hanno colpito a sorpresa l’Iran - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, un sottomarino statunitense presente nell’area di competenza del Comando Centrale ha lanciato oltre due dozzine di missili da crociera Tomahawk contro infrastrutture strategiche nel sito nucleare di Isfahan. L’azione ha avuto luogo intorno alle 17:00 (ora di Washington), appena prima che i B-2 entrassero nello spazio aereo iraniano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ruolo della Massive Ordnance Penetrator</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una volta penetrati in territorio iraniano, i velivoli USA hanno utilizzato sofisticate tattiche di inganno, tra cui l’uso di decoy ad alta velocità per confondere radar e difese aeree iraniane. I caccia di scorta hanno “ripulito” il corridoio aereo da eventuali minacce, consentendo al nucleo operativo di colpire in profondità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il momento clou dell’operazione è stato l’impiego operativo, per la prima volta nella storia, della GBU-57 <em>Massive Ordnance Penetrator</em> (MOP), una bomba perforante da 30.000 libbre capace di penetrare strutture bunkerizzate profonde decine di metri. Due MOP sono state sganciate dal B-2 capofila sul sito di Fordo, seguite da ulteriori 12 bombe contro obiettivi multipli tra Fordo e Natanz.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A bombardamenti conclusi, i missili Tomahawk hanno centrato obiettivi selezionati nel sito di Isfahan, completando il profilo d’attacco. Il Generale Caine ha confermato che nessun velivolo statunitense è stato intercettato o colpito e che l’intera missione si è svolta senza che le forze iraniane riuscissero a reagire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20761,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Trump-says-Iran-nuclear-sites-obliterated-threatens-more-strikes-scaled-1-1024x683.jpg\" alt=\"Operazione Midnight Hammer: come gli Stati Uniti hanno colpito a sorpresa l’Iran - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20761\" title=\"Operazione Midnight Hammer: come gli Stati Uniti hanno colpito a sorpresa l’Iran - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Operazione Midnight Hammer: come gli Stati Uniti hanno colpito a sorpresa l’Iran - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Reazioni e scenari futuri</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Congresso è stato informato subito dopo che gli aerei erano fuori pericolo. Il portavoce della Casa Bianca ha dichiarato che i leader parlamentari, tra cui il Sen. Chuck Schumer, sono stati contattati prima dell’operazione. Solo successivamente si è riusciti a raggiungere anche il rappresentante Hakeem Jeffries.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le prime valutazioni parlano di danni “estremamente gravi” inflitti ai tre siti nucleari principali dell’Iran. Secondo il Pentagono, la riuscita dell’operazione è frutto di settimane di posizionamenti strategici, pianificazione dettagliata e misure rigorose di sicurezza operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Non si è trattato di un’operazione per il cambio di regime,” ha dichiarato Hegseth. Tuttavia, il presidente Donald Trump ha poi scritto su Truth Social: <em>“Se l’attuale regime iraniano non è in grado di RENDERE L’IRAN GRANDE DI NUOVO, perché non dovrebbe esserci un cambio di regime??? MIGA!!!”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le implicazioni geopolitiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’azione segna una svolta nelle relazioni tra Stati Uniti e Iran, in un contesto regionale già infiammato dal conflitto tra Israele e Teheran. L’attacco dimostra la capacità esclusiva degli Stati Uniti di colpire infrastrutture nucleari profondamente sotterranee, rafforzando allo stesso tempo il messaggio politico e militare rivolto anche ad altri attori internazionali, come Russia e Cina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ora tutti gli occhi sono puntati su Teheran: la risposta iraniana potrebbe determinare l’escalation di un nuovo conflitto o l’inizio di una lunga e instabile tregua nucleare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/250622_midnight_hammer_chart.webp","categoria":"Internazionali","tags":"attacco nucleare, B-2 Spirit, bunker buster, Iran, operazione Midnight Hammer, Stati Uniti, Tomahawk","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-23 09:57:20","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20758-operazione-midnight-hammer-come-gli-stati-uniti-hanno-colpito-a-sorpresa-liran.mp4","galleria":""}
{"id":20746,"titolo":"Pace o Tragedia: La Scelta Cruciale dell'Iran dopo l'Attacco degli Stati Uniti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 22 giugno 2025, gli Stati Uniti, guidati dal presidente Donald Trump, hanno lanciato un attacco mirato che ha distrutto i principali siti nucleari iraniani: Fordow, Natanz e Esfahan. Questo intervento è stato preceduto da un attacco israeliano contro gli impianti nucleari, ma il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti ha segnato un passo decisivo nella crisi mediorientale. Trump ha definito l'operazione un \"successo straordinario\", sottolineando la superiorità militare degli Stati Uniti nel realizzare un’azione così complessa e precisa, che ha coinvolto bombardieri stealth B-2 e missili Tomahawk lanciati da sottomarini. “Tutti gli aerei sono ora fuori dallo spazio aereo iraniano”, ha annunciato Trump, celebrando il ritorno sano e salvo dei velivoli e l’efficacia dell'operazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20749,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Pace o Tragedia: La Scelta Cruciale dell'Iran dopo l'Attacco degli Stati Uniti - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/OIP-3-1024x683.jpeg\" alt=\"Pace o Tragedia: La Scelta Cruciale dell'Iran dopo l'Attacco degli Stati Uniti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20749\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Pace o Tragedia: La Scelta Cruciale dell'Iran dopo l'Attacco degli Stati Uniti - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La risposta iraniana non si è fatta attendere: attraverso un messaggio pubblicato dai Guardiani della Rivoluzione, Teheran ha dichiarato che “la guerra è iniziata”. L'Iran ha immediatamente minacciato ritorsioni, tra cui attacchi navali contro le forze statunitensi nel Golfo Persico e la possibile chiusura dello Stretto di Hormuz, fondamentale per il commercio globale di petrolio. Inoltre, le forze iraniane hanno rivendicato attacchi contro Israele, colpendo obiettivi strategici come l’aeroporto Ben Gurion e strutture di ricerca biologica. Questo episodio segna un'escalation significativa del conflitto, con le forze iraniane pronte a intensificare le loro azioni militari in risposta all'aggressione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il rafforzamento delle alleanze e la visione di pace di Trump</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il presidente Trump ha utilizzato questa operazione per ribadire la sua politica estera incentrata sulla protezione degli alleati degli Stati Uniti e sul contrasto alla proliferazione nucleare. Dopo l'attacco, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti non cercano un cambio di regime in Iran, ma solo la distruzione delle capacità nucleari del paese. “Ora è il momento della pace”, ha aggiunto, lanciando un ultimatum a Teheran: la scelta tra una possibile distensione diplomatica o ulteriori attacchi. La risposta di Teheran, però, ha evidenziato le difficoltà nel perseguire una soluzione pacifica, con l'Iran che ha accusato Washington di violare il diritto internazionale e di aver tradito il processo diplomatico in corso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20748,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Pace o Tragedia: La Scelta Cruciale dell'Iran dopo l'Attacco degli Stati Uniti - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/mod-1024x622.jpg\" alt=\"Pace o Tragedia: La Scelta Cruciale dell'Iran dopo l'Attacco degli Stati Uniti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20748\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Pace o Tragedia: La Scelta Cruciale dell'Iran dopo l'Attacco degli Stati Uniti - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul fronte internazionale, Israele ha pienamente supportato l'azione degli Stati Uniti. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha sottolineato l’importanza della cooperazione tra i due paesi, definendo l’attacco a Iran un passo necessario per la sicurezza di Israele e per la stabilità globale. L’operazione ha eliminato una minaccia esistenziale per Israele e ha rinforzato l’alleanza con gli Stati Uniti, dimostrando la forza della cooperazione strategica tra i due alleati. Inoltre, la comunità internazionale ha visto l'intervento come una mossa decisiva per fermare il programma nucleare iraniano, sebbene alcuni leader europei abbiano chiesto di riprendere il dialogo con Teheran per evitare un ulteriore inasprimento della crisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le conseguenze geopolitiche e il futuro del conflitto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'attacco statunitense ha avuto ripercussioni immediate sulla stabilità del Medio Oriente. Mentre gli Stati Uniti hanno ottenuto una vittoria strategica, con i siti nucleari iraniani distrutti, l'Iran ha minacciato “conseguenze eterne”, facendo riferimento a una possibile escalation militare che coinvolgerà le basi americane nella regione. I Pasdaran hanno dichiarato che le forze iraniane considerano le basi statunitensi nella regione come “obiettivi legittimi” e che le risposte iraniane saranno devastanti. Le minacce includono il lancio di missili balistici a lunga gittata e l’utilizzo di nuove tattiche per aggirare le difese americane. Allo stesso tempo, l’Iran ha avvertito che non avrebbe esitato a lanciare attacchi contro Israele e altre forze occidentali nella regione, alimentando ulteriormente il rischio di una guerra su larga scala.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante l’escalation, gli Stati Uniti hanno ribadito la loro disponibilità a fermare l’azione militare e avviare negoziati per raggiungere una soluzione pacifica. Trump ha confermato che, se l’Iran sceglierà la pace, gli Stati Uniti saranno pronti a collaborare, ma ha anche messo in chiaro che continueranno gli attacchi se il paese persisterà nella sua aggressione. La comunità internazionale, da parte sua, è divisa: alcuni paesi occidentali hanno giustificato l'intervento come una misura necessaria per fermare il programma nucleare iraniano, mentre altri hanno auspicato una ripresa del dialogo per evitare il conflitto diretto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo scenario incerto, la situazione in Medio Oriente potrebbe evolversi rapidamente. La possibilità di una guerra aperta tra Iran, Stati Uniti e Israele rimane una realtà preoccupante, ma allo stesso tempo, l’azione militare degli Stati Uniti potrebbe aprire la strada a una nuova fase di negoziati internazionali. Gli Stati Uniti, pur riconoscendo le gravi ripercussioni di questa escalation, continuano a mantenere il proprio impegno per la sicurezza globale, agendo come guardiani della pace e della stabilità in una regione chiave per il futuro geopolitico del mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/OIP-2-1.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"guerrairanusa, mediorienteconflitto, Trumpnucleare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-22 10:01:43","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.nicolaporro.it/trump-entra-in-guerra-attacco-alliran/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20746-pace-o-tragedia-la-scelta-cruciale-delliran-dopo-lattacco-degli-stati-uniti.mp4","galleria":""}
{"id":20662,"titolo":"Alghero rende onore ai Leoni della Folgore: inaugurato il monumento ai caduti di El Alamein","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>ALGHERO, 21 giugno 2025</strong> -Questa mattina, presso i <strong>giardini Lepanto-Cecchini di Alghero</strong>, è stato ufficialmente inaugurato il monumento dedicato ai Paracadutisti caduti nella <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">battaglia di El Alamein</a>. L’opera, realizzata dallo scultore Mario Nieddu su impulso e ideazione di Pino Meloni, presidente della sezione provinciale A.N.P.D'I. di Sassari, rappresenta un omaggio ai Leoni della Folgore, protagonisti di una delle pagine più epiche della storia militare italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia, seguita da numerose autorità civili e militari ha rappresentato il culmine di un lungo percorso umano e simbolico. Il progetto ha preso forma grazie alla volontà di Meloni di ricordare ciò che i Paracadutisti italiani fecero nel deserto egiziano nel 1942.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20689,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/m2-1-1024x683.jpg\" alt=\"Alghero rende onore ai Leoni della Folgore: inaugurato il monumento ai caduti di El Alamein - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20689\" title=\"Alghero rende onore ai Leoni della Folgore: inaugurato il monumento ai caduti di El Alamein - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La targa di marmo ai piedi della statua che ricorda il sacrificio e l'eroismo dei Paracadutisti Italiani ad El Alamein</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"L’idea – ha raccontato Meloni a BRIGATAFOLGORE.NET – è nata dal bisogno di far emergere un episodio troppo spesso messo in secondo piano. I Leoni della Folgore a El Alamein combatterono con tale coraggio da meritare persino l’onore delle armi da parte del nemico. Non erano suonatori di arpe o mangiatori di spaghetti, ma erano soldati ed eroi.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’opera raffigura un paracadutista con una granata in mano, simbolo della resistenza e dello spirito combattivo, e ai suoi piedi il corpo di un commilitone caduto. I dettagli della statua riprendono fedelmente le divise sahariane dell’epoca, i colori e le espressioni, grazie alla stretta collaborazione tra l'artista Nieddu e Meloni:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Tutto ciò che vedete – ha spiegato Meloni – nasce dalla mia visione, che Mario ha saputo interpretare perfettamente.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20696,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/x3-1024x684.jpg\" alt=\"Alghero rende onore ai Leoni della Folgore: inaugurato il monumento ai caduti di El Alamein - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20696\" title=\"Alghero rende onore ai Leoni della Folgore: inaugurato il monumento ai caduti di El Alamein - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Da sinistra: il Sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto, lo scultore Mario Nieddu e l'ideatore del monumento Pino Meloni</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla cerimonia ha preso parte anche il <strong>Generale di Corpo d’Armata (aus.) Paracadutista Incursore Marco Bertolini</strong>, presidente nazionale dell’<a href=\"https://brigatafolgore.net/anpdi/\">A.N.P.d'I.</a>, che ha voluto ribadire il valore del giuramento militare e il profondo senso di appartenenza che non si esaurisce con il congedo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Bertolini ha espresso il proprio apprezzamento alla sezione A.N.P.d'I. guidata da Pino Meloni, complimentandosi per l’eccezionale impegno dimostrato nel preservare e trasmettere la memoria storica con la realizzazione di questo monumento. Ha sottolineato inoltre l’importanza di manifestazioni come questa, da cui trarre ispirazione per ritrovare la motivazione e riaffermare con orgoglio: <em>“Io ci sono ancora.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Abbiamo giurato una volta, e quel giuramento non scade - ha dichiarato il Generale - Il giuramento rimane per tutta la vita, anche quando da soldato si torna alla vita civile.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra gli intervenuti, anche l’<strong><a href=\"https://www.camera.it/leg19/29?shadow_deputato=308915&amp;idLegislatura=19\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Onorevole Paola Chiesa</a></strong>, che ha ricordato i caduti e il valore della memoria storica:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Siamo qui per ricordare, per non dimenticare i caduti di El Alamein, che oggi ci osservano da lassù, da quell’angolo di Cielo riservato ai Santi, ai Martiri e agli Eroi. Lo facciamo senza rancore, e senza quella nostalgia fine a se stessa, ma per adempiere a un dovere civile.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’onorevole Chiesa ha infine ribadito il rispetto e l’ammirazione che le Forze Armate italiane ricevono a livello internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le autorità politiche presenti, il <strong>Sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto</strong> che ha evidenziato il legame indissolubile che unisce Alghero alla storia d'Italia. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20695,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/onchiesa-1024x743.jpg\" alt=\"Alghero rende onore ai Leoni della Folgore: inaugurato il monumento ai caduti di El Alamein - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20695\" title=\"Alghero rende onore ai Leoni della Folgore: inaugurato il monumento ai caduti di El Alamein - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Onorevole Paola Chiesa, al centro, ha sottolineato l’importanza di mantenere viva la memoria dei Leoni della Folgore, ricordando come le Forze Armate italiane siano oggi rispettate e ammirate a livello internazionale.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un momento di grande intensità emotiva è stato l’intervento di <strong>Luisella Caria</strong>, sorella del <strong>Sergente Maggiore Sabotatore Paracadutista Giannino Caria</strong>, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria, caduto nel 1971 durante l’operazione di recupero delle salme <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-novembre-1971-il-dramma-di-gesso-4/\" data-type=\"page\" data-id=\"320\">dei caduti alla Meloria</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo sentito ricordo, Luisella Caria ha richiamato i valori che hanno animato tanti giovani pronti a sacrificare la propria vita per ideali più grandi, sottolineando l’importanza del coraggio e dello spirito che contraddistingue il paracadutismo militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presente anche il <strong>Colonnello Paracadutista Gianluca Simonelli</strong>, Ufficiale con una lunga carriera nella Folgore ed oggi comandante del <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-sassari-quando-la-fanteria-e-delite/\">152º Reggimento Sassari</a>, decorato a <a href=\"https://www.quirinale.it/onorificenze/insigniti/317530\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Medaglia d'Argento al valore dell'Esercito per il coraggio dimostrato in Afghanistan</a>, dove — durante un violento scontro a fuoco a Bala Baluk il 25 luglio 2009 — guidò con eroismo la propria Compagnia Paracadutisti per coprire il ripiegamento di un altro reparto sotto attacco nemico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20691,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/meloni-bertolini-simonelli-1024x684.jpg\" alt=\"Alghero rende onore ai Leoni della Folgore: inaugurato il monumento ai caduti di El Alamein - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20691\" title=\"Alghero rende onore ai Leoni della Folgore: inaugurato il monumento ai caduti di El Alamein - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Da sinistra: Il presidente A.N.P.d'I. provinciale di Sassari Pino Meloni, il presidente nazionale Gen. C.A. Marco Bertolini ed il Colonnello Gianluca Simonelli, Comandante del 152º Reggimento Sassari</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, la storia del monumento è segnata da una triste parentesi: nel settembre del 2024, ancora prima dell’inaugurazione ufficiale,<a href=\"https://www.algheronotizie.com/contenuto/0/11/584490/vandalizzato-il-monumento-ai-paracadutisti-di-alghero-un-affronto-alla-memoria\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"> l’opera fu oggetto di un grave atto vandalico</a>. Dei vandali tentarono di danneggiarla, nel tentativo di staccare un dito della statua. Il gesto venne definito da Meloni un \"affronto alla memoria\", mentre l’Onorevole Mauro Rotelli lo bollò come \"un atto ignobile contro una pagina eroica della nostra storia\". La statua è stata successivamente restaurata, con determinazione e senza cedere alla provocazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A raccogliere immagini, video e testimonianze dell’inaugurazione per BRIGATAFOLGORE.NET è stato oggi il Paracadutista in congedo Raffaele Sestilli, che ha documentato la giornata ordierna con passione e rispetto, contribuendo a fissare nel tempo il valore di questo momento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il monumento ai Paracadutisti di El Alamein ad Alghero non è solo un’opera artistica: è un segno tangibile di gratitudine, un ponte tra passato e presente, tra chi ha combattuto per la Patria e chi oggi ha il dovere di ricordare. In un’Italia che rischia spesso di dimenticare troppo in fretta, questa statua ricorda che la storia non si cancella – e che i Leoni della Folgore vivono ancora, nella memoria di chi non ha mai smesso di onorarli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20699,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/paraca-1024x683.jpg\" alt=\"Alghero rende onore ai Leoni della Folgore: inaugurato il monumento ai caduti di El Alamein - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20699\" title=\"Alghero rende onore ai Leoni della Folgore: inaugurato il monumento ai caduti di El Alamein - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Alla cerimonia hanno preso parte paracadutisti di ieri e di oggi, a testimonianza di quel legame profondo e indissolubile che unisce tutti i Paracadutisti d’Italia, di ogni epoca e generazione.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://www.tiktok.com/@brigatafolgore.net/video/7518419610627050774\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"tiktok\",\"responsive\":true} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-tiktok wp-block-embed-tiktok\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://www.tiktok.com/@brigatafolgore.net/video/7518419610627050774\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/main-1.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"ElAlamein, folgore, MonumentoAlghero","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-21 16:30:12","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20662-alghero-rende-onore-ai-leoni-della-folgore-inaugurato-il-monumento-ai-caduti-di-el-alamein.mp4","galleria":""}
{"id":20697,"titolo":"Esercitazione 'Falena II': Il 185° RRAO Potenzia le Capacità delle Forze Speciali","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione “Falena II”, recentemente conclusasi nel poligono di Monte Romano (VT), ha visto il coinvolgimento degli operatori del 185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione e Acquisizione Obiettivi “Folgore” (RAO). Questo evento addestrativo di alto livello ha avuto come scopo principale la pianificazione e la condotta di operazioni speciali, puntando a sviluppare e consolidare le capacità operative del reggimento in scenari complessi e sfidanti. Durante le due settimane di addestramento, oltre 100 militari, tra operatori delle Forze Speciali e personale di supporto, hanno affrontato attività diversificate, come esercitazioni a fuoco, lanci con il paracadute, e operazioni di mobilità terrestre in condizioni particolarmente impegnative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un obiettivo centrale dell’esercitazione è stato l'ampliamento delle capacità di mobilità terrestre, sia diurna che notturna, utilizzando veicoli blindati, fuoristrada leggeri, moto elettriche e visori notturni. Le moto elettriche, in particolare, hanno giocato un ruolo cruciale nelle operazioni di ricognizione speciale notturna, garantendo un movimento silenzioso e discreto in scenari che richiedono grande precisione. Inoltre, l’impiego di droni ha potenziato le tecniche di sorveglianza e acquisizione degli obiettivi, sfruttando tecnologie avanzate per supportare le operazioni sul campo in modo altamente efficace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20716,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/66-1-1024x683.jpeg\" alt=\"Esercitazione 'Falena II': Il 185° RAO Potenzia le Capacità delle Forze Speciali - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20716\" title=\"Esercitazione 'Falena II': Il 185° RAO Potenzia le Capacità delle Forze Speciali - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esercitazione 'Falena II': Il 185° RAO Potenzia le Capacità delle Forze Speciali - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Attività Addestrative e le Tecniche Avanzate</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione “Falena II” ha proposto una serie di attività diversificate che hanno permesso agli operatori del 185° RRAO di affinare le proprie competenze in diversi settori cruciali. L’utilizzo dei visori notturni ha garantito un'esecuzione sicura anche in condizioni di bassa visibilità, mantenendo alta l’efficacia operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In parallelo, è stato posto un forte accento sulle capacità di mobilità aerea, con distaccamenti operativi che hanno eseguito lanci con il paracadute, attività che hanno consentito di testare l'integrazione tra azioni aeree e terrestri in tempo reale. Questi lanci sono stati seguiti da operazioni a fuoco, simulando situazioni in cui le Forze Speciali devono rispondere prontamente a minacce sia in azioni offensive che difensive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20718,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/3-1024x683.jpeg\" alt=\"Esercitazione 'Falena II': Il 185° RAO Potenzia le Capacità delle Forze Speciali - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20718\" title=\"Esercitazione 'Falena II': Il 185° RAO Potenzia le Capacità delle Forze Speciali - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esercitazione 'Falena II': Il 185° RAO Potenzia le Capacità delle Forze Speciali - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella seconda settimana dell’esercitazione, gli istruttori del RRAO hanno approfondito il maneggio degli esplosivi, svolgendo esercizi per la demolizione di piccoli manufatti in ferro e calcestruzzo, e per l’apertura di porte con esplosivi. Questi addestramenti sono stati fondamentali per testare la capacità di gestire operazioni di intervento rapido in scenari in cui la precisione e la rapidità d’azione sono determinanti. Inoltre, le operazioni speciali notturne hanno visto il coinvolgimento di tiratori scelti, impegnati in azioni dirette con il tiro di precisione e operazioni di recupero di piloti abbattuti in territorio nemico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Riflessioni Finali e Implicazioni Strategiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione “Falena II” ha rappresentato un’occasione fondamentale non solo per migliorare le capacità operative dei membri del 185° RRAO, ma anche per consolidare le procedure e i protocolli che governano le operazioni speciali in scenari ad alta complessità. La presenza di alte personalità come il Vice Comandante e Comandante dell'Area Operativa delle Forze Operative Terrestri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Cuoci, l’Onorevole Paola Chiesa, Capogruppo della Commissione Difesa, e il Comandante delle Forze Speciali dell’Esercito (COMFOSE), Generale di Brigata Marco Manzone, ha ulteriormente sottolineato l’importanza strategica dell’esercitazione. La loro partecipazione ha anche evidenziato la crescente attenzione istituzionale verso il rafforzamento delle capacità delle Forze Speciali italiane in un contesto internazionale sempre più complesso e instabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20715,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/55-1024x683.jpeg\" alt=\"Esercitazione 'Falena II': Il 185° RAO Potenzia le Capacità delle Forze Speciali - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20715\" title=\"Esercitazione 'Falena II': Il 185° RAO Potenzia le Capacità delle Forze Speciali - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esercitazione 'Falena II': Il 185° RAO Potenzia le Capacità delle Forze Speciali - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le operazioni speciali e le tecniche adottate durante “Falena II” sono fondamentali per rispondere alle sfide globali, come il contrasto alle minacce terroristiche e la gestione di conflitti a bassa intensità, nei quali la rapidità di intervento e la capacità di operare in condizioni difficili sono cruciali. L’addestramento costante e la capacità di adattarsi a scenari mutevoli sono essenziali per mantenere alta la prontezza operativa delle Forze Speciali, assicurando una risposta efficace a minacce di natura diversa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, l’esercitazione “Falena II” ha rappresentato un momento di crescita significativa per il 185° RRAO, che ha potuto perfezionare le proprie capacità operative attraverso l’uso di tecnologie avanzate, la simulazione di scenari complessi e la cooperazione tra diverse unità. Un’esperienza che non solo ha rafforzato la prontezza della Forza Armata, ma ha anche risposto a una necessità sempre più urgente: quella di essere pronti ad affrontare un mondo in continuo cambiamento, caratterizzato da sfide e minacce globali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/1.jpeg","categoria":"Forze Speciali","tags":"185 rrao, addestramentooperativo, forzespeciali","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-21 16:29:53","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Esercitazione-Falena-II-del-185-RRAO.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20697-esercitazione-falena-ii-il-185-rrao-potenzia-le-capacita-delle-forze-speciali.mp4","galleria":""}
{"id":20651,"titolo":"Italiani in Fuga dalla Guerra: Come la Farnesina Sta Gestendo il Rientro dei Cittadini da Teheran e Tel Aviv\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La situazione in Iran e Israele è diventata sempre più critica, con il conflitto tra le due nazioni che ha spinto migliaia di cittadini, inclusi circa 450 italiani, a cercare di fuggire. L'Unità di Crisi della Farnesina ha risposto prontamente, avviando operazioni per il rientro dei connazionali, ma le sfide da affrontare sono enormi. I cittadini italiani intrappolati in Iran, dove la guerra ha causato oltre 600 morti civili, sono stati costretti a pianificare una fuga, mentre quelli in Israele valutano la possibilità di usufruire della “partenza assistita”, un modello simile a quello applicato durante la crisi in Libano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le difficoltà non si limitano alla sola gestione delle evacuazioni: le infrastrutture di comunicazione, come internet e le reti mobili, sono state compromesse, creando un ulteriore ostacolo per le operazioni di coordinamento. Nonostante le difficoltà, la Farnesina ha continuato a monitorare la situazione, utilizzando anche il sistema di monitoraggio dei social media per raccogliere informazioni tempestive e garantire l’assistenza adeguata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La fuga dall'Iran e la strategia via terra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli italiani in Iran affrontano un panorama molto complesso: oltre alla minaccia dei bombardamenti, molti si trovano a dover affrontare la carenza di beni essenziali come il latte, i pannolini e la benzina, rendendo difficile anche il semplice spostamento. A causa della chiusura degli aeroporti e della difficoltà di trovare voli, l’unica via di fuga praticabile è quella via terra. Tuttavia, la situazione si complica ulteriormente per la mancanza di benzina e per la necessità di pianificare itinerari sicuri attraverso Paesi come Azerbaijan, Armenia e Turchia, dove è possibile imbarcarsi su voli diretti verso l’Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20653,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Italiani in Fuga dalla Guerra: Come la Farnesina Sta Gestendo il Rientro dei Cittadini da Teheran e Tel Aviv\" - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/SouthCaucasus-DEZALand-DTC-170531-SP-1024x683.jpeg\" alt=\"Italiani in Fuga dalla Guerra: Come la Farnesina Sta Gestendo il Rientro dei Cittadini da Teheran e Tel Aviv&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20653\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italiani in Fuga dalla Guerra: Come la Farnesina Sta Gestendo il Rientro dei Cittadini da Teheran e Tel Aviv\" - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In queste circostanze, molti italiani si sono già mossi autonomamente, cercando di raggiungere l’Azerbaigian, dove le autorità locali hanno riaperto i confini con l’Iran. Alcuni sono riusciti a partire con le proprie forze, mentre l’ambasciata italiana sta lavorando a stretto contatto con le autorità di Baku per facilitare il passaggio di altri connazionali. Le operazioni, per quanto difficili, hanno permesso di evacuare oltre 600 cittadini di 17 Paesi via Azerbaigian, dimostrando l'efficacia della cooperazione internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'assistenza ai cittadini italiani in Israele e la gestione delle evacuazioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Israele, la situazione è altrettanto difficile. Oltre ai 20.000 italiani residenti nel Paese, ci sono anche circa 1.000 connazionali temporanei, tra cui ricercatori, studenti e tecnici, che hanno richiesto assistenza. La Farnesina ha organizzato voli charter per favorire il rientro in Italia, con il primo volo previsto tra il 22 e il 23 giugno, partendo da Sharm el-Sheikh in Egitto con destinazione Verona. Tuttavia, la proposta ha suscitato alcune critiche, soprattutto per i costi sostenuti dai cittadini per il volo (500 euro per adulto) e per le difficoltà logistiche legate al raggiungimento dell’aeroporto di partenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20655,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Italiani in Fuga dalla Guerra: Come la Farnesina Sta Gestendo il Rientro dei Cittadini da Teheran e Tel Aviv\" - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/1000-F-742479822-dmZYgr1W0u9BmUTYmWGOu2ONDp32uzWR-1024x683.jpeg\" alt=\"Italiani in Fuga dalla Guerra: Come la Farnesina Sta Gestendo il Rientro dei Cittadini da Teheran e Tel Aviv&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20655\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italiani in Fuga dalla Guerra: Come la Farnesina Sta Gestendo il Rientro dei Cittadini da Teheran e Tel Aviv\" - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, la Farnesina sta esplorando altre opzioni, come voli dalla Giordania, in base alla sicurezza dei cieli. Nonostante i disagi e le difficoltà, la risposta della Farnesina è stata tempestiva, ma le richieste di evacuazione gratuita e coordinata da parte dei cittadini italiani sono diventate un tema di discussione politica. La crisi ha messo in evidenza la necessità di un intervento statale più diretto, piuttosto che il ricorso a voli commerciali, sebbene le difficoltà pratiche siano oggettive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, la gestione dell'emergenza in Iran e Israele da parte della Farnesina evidenzia la complessità di un'operazione che richiede l'armonizzazione di vari fattori, tra cui la sicurezza, la burocrazia e le risorse logistiche. Nonostante le difficoltà, l'Italia ha mostrato una risposta rapida e ben organizzata, in grado di garantire la protezione e il rientro dei suoi cittadini, pur in un contesto internazionale altamente instabile e pericoloso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/8.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"#crisiinternazionale, #evacuazione, #Farnesina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-20 09:03:30","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.italiani.net/2025/06/20/italiani-in-iran-e-israele-la-farnesina-in-azione-per-il-rientro/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20651-italiani-in-fuga-dalla-guerra-come-la-farnesina-sta-gestendo-il-rientro-dei-cittadini-da-teheran-e-tel-aviv.mp4","galleria":""}
{"id":20606,"titolo":"L'Italia Si Unisce all'Alleanza Nucleare Europea: Un Passo Cruciale per la Transizione Energetica","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 16 giugno 2025, l'Italia ha ufficialmente aderito all'Alleanza europea sul nucleare, una decisione che segna un cambiamento significativo nel panorama energetico nazionale e nella cooperazione energetica europea. Fino a quel momento, il nostro paese aveva partecipato all'iniziativa come osservatore, ma ora, con la piena adesione, l'Italia entra attivamente nell'alleanza che ha come scopo principale il rafforzamento dell'utilizzo dell'energia nucleare in Europa. La notizia è stata annunciata dal Ministro della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto, durante una riunione dell'alleanza tenutasi a Lussemburgo, a margine del Consiglio Energia dell'Unione Europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20609,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"L'Italia Si Unisce all'Alleanza Nucleare Europea: Un Passo Cruciale per la Transizione Energetica - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/12-1.jpeg\" alt=\"L'Italia Si Unisce all'Alleanza Nucleare Europea: Un Passo Cruciale per la Transizione Energetica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20609\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Italia Si Unisce all'Alleanza Nucleare Europea: Un Passo Cruciale per la Transizione Energetica - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa alleanza, che è nata nel 2023 sotto la guida della Francia, rappresenta una piattaforma per i Paesi favorevoli all'energia nucleare, mirando a promuovere una politica energetica comune tra gli Stati membri che condividono la visione di un futuro energetico più sicuro e sostenibile. Oltre a Italia e Francia, l'alleanza conta sulla partecipazione di altri Paesi come il Belgio, la Bulgaria, la Croazia, la Repubblica Ceca, l'Ungheria, i Paesi Bassi, la Romania, la Slovacchia, la Slovenia e la Svezia. L'inclusione dell'Italia nell'alleanza rafforza ulteriormente questa cooperazione europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Neutralità Tecnologica e Transizione Energetica Sostenibile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'adesione dell'Italia all'Alleanza sul nucleare non è solo una mossa strategica, ma segna anche un impegno verso il principio della neutralità tecnologica, al centro delle politiche energetiche dell'Unione Europea. Questo principio garantisce che le decisioni su quale tecnologia adottare per la transizione energetica non siano influenzate da pregiudizi ideologici, ma siano basate sulla valutazione delle soluzioni più efficaci per raggiungere gli obiettivi climatici. Con il nucleare che gioca un ruolo crescente nella politica energetica europea, l'Italia sta abbracciando una visione pragmatica, riconoscendo le potenzialità del nucleare come fonte decarbonizzata, sicura, affidabile e programmabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il governo italiano ha dichiarato più volte che la transizione verso una maggiore sostenibilità deve essere basata su un mix energetico diversificato, in cui il nucleare offre una risorsa complementare alle rinnovabili, in grado di garantire una produzione energetica stabile. Con questa adesione, l'Italia si allinea con le politiche europee, contribuendo allo sviluppo di un quadro normativo che sostenga la crescita del nucleare e che consenta agli Stati membri di avere accesso a risorse energetiche pulite, ma anche sicure e in grado di affrontare le sfide del cambiamento climatico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20611,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L'Italia Si Unisce all'Alleanza Nucleare Europea: Un Passo Cruciale per la Transizione Energetica - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/13-1024x683.jpeg\" alt=\"L'Italia Si Unisce all'Alleanza Nucleare Europea: Un Passo Cruciale per la Transizione Energetica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20611\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Italia Si Unisce all'Alleanza Nucleare Europea: Un Passo Cruciale per la Transizione Energetica - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Futuro del Nucleare in Europa: Un'Alleata nella Sicurezza Energetica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'adesione dell'Italia all'Alleanza europea sul nucleare ha anche una dimensione geopolitica. L'Unione Europea sta affrontando una crescente dipendenza dalle fonti energetiche esterne, come il gas, un aspetto che diventa particolarmente problematico in un periodo di instabilità internazionale. In questo contesto, il nucleare si propone come una soluzione strategica, contribuendo alla sicurezza energetica dell'Europa e riducendo la vulnerabilità a crisi esterne. L'Italia, con la sua partecipazione attiva all'Alleanza, diventa una voce fondamentale nella definizione delle politiche energetiche europee, condividendo la responsabilità di garantire la sicurezza e la sostenibilità della produzione energetica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Alleanza sul nucleare non è solo un'opportunità per i Paesi aderenti di sviluppare nuove tecnologie, ma anche per lavorare insieme nella creazione di infrastrutture e standard di sicurezza comuni, migliorando la gestione dei rischi e aumentando l'affidabilità degli impianti nucleari. L'Italia, in collaborazione con gli altri membri, si propone di definire un quadro normativo che supporti l'intero ciclo del nucleare, dalla ricerca alla gestione degli impianti, passando per la produzione di energia. Questo approccio collaborativo è cruciale per far sì che il nucleare, nonostante le sfide legate alla gestione dei rifiuti e alla sicurezza, diventi una risorsa fondamentale nella strategia energetica europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20610,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L'Italia Si Unisce all'Alleanza Nucleare Europea: Un Passo Cruciale per la Transizione Energetica - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/11-1024x683.jpeg\" alt=\"L'Italia Si Unisce all'Alleanza Nucleare Europea: Un Passo Cruciale per la Transizione Energetica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20610\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Italia Si Unisce all'Alleanza Nucleare Europea: Un Passo Cruciale per la Transizione Energetica - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, l'ingresso dell'Italia nell'Alleanza sul nucleare rappresenta un passo fondamentale per il futuro energetico europeo. Con l'obiettivo di garantire una transizione energetica sostenibile, sicura e resiliente, l'alleanza si propone di rafforzare il ruolo dell'energia nucleare come una delle colonne portanti della produzione energetica europea. Il nostro Paese, con questa mossa, non solo potenzia la propria politica energetica, ma diventa un protagonista di primo piano in un progetto che è destinato a modellare il futuro energetico del continente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":5} -->\n<h5 class=\"wp-block-heading\"></h5>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/ok-1.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"alleanzaUE, energia nucleare, transizioneenergetica","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-20 06:25:04","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.tgcom24.mediaset.it/politica/italia-aderisce-alleanza-ue-nucleare_99739263-202502k.shtml","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20606-litalia-si-unisce-allalleanza-nucleare-europea-un-passo-cruciale-per-la-transizione-energetica.mp4","galleria":""}
{"id":20618,"titolo":"Festa dell’Artiglieria: Un Passaggio di Comando e l'Evoluzione Tecnologica dell'Arma","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 18 giugno 2025, presso la caserma “Santa Barbara” di Sabaudia (LT), sede del Comando Artiglieria Controaerei, è stata celebrata la ricorrenza del 107° anniversario della Battaglia del Solstizio. Questa data rappresenta una pietra miliare nella storia dell’Artiglieria italiana, poiché ricorda l’importante battaglia che si è combattuta dal 15 al 23 giugno 1918, un evento che ha avuto un ruolo cruciale nel fermare l’avanzata delle forze austro-ungariche sulle sponde del Piave, gettando le basi per il futuro successo di Vittorio Veneto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20624,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Festa dell’Artiglieria: Un Passaggio di Comando e l'Evoluzione Tecnologica dell'Arma - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/6-1024x683.jpeg\" alt=\"Festa dell’Artiglieria: Un Passaggio di Comando e l'Evoluzione Tecnologica dell'Arma - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20624\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Festa dell’Artiglieria: Un Passaggio di Comando e l'Evoluzione Tecnologica dell'Arma - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la cerimonia, numerose autorità civili, religiose e militari, tra cui il Generale di Corpo d'Armata Massimo Scala, Comandante delle Forze Operative Terrestri, e il Prefetto di Latina, Vittoria Ciaramella, hanno partecipato a un evento ricco di significato storico e simbolico. In questa occasione, la Bandiera di Guerra dell’Arma di Artiglieria e la Bandiera d'Istituto dell'Artiglieria Controaerei sono state esposte come simboli di tradizione, valore e fedeltà, rimarcando l'importanza di ricordare il sacrificio degli artiglieri italiani che hanno scritto la storia con il loro eroismo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tradizione e innovazione nell'Artiglieria italiana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Festa dell’Artiglieria è un momento di aggregazione che non solo celebra la storia dell’Arma, ma rinforza anche il legame tra il personale in servizio e in quiescenza. In questo contesto, il Generale di Brigata Giuseppe Amodio ha ceduto il comando dell'Artiglieria Controaerei al Generale di Brigata Mattia Zuzzi, dopo tre anni di servizio. Il passaggio di comando è stato un momento solenne che ha visto il Generale Amodio rendere omaggio al lavoro svolto dalle sue truppe, sempre pronte a rispondere alle necessità di sicurezza nazionale e internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20625,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Festa dell’Artiglieria: Un Passaggio di Comando e l'Evoluzione Tecnologica dell'Arma - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/11-1-1024x683.jpeg\" alt=\"Festa dell’Artiglieria: Un Passaggio di Comando e l'Evoluzione Tecnologica dell'Arma - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20625\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Festa dell’Artiglieria: Un Passaggio di Comando e l'Evoluzione Tecnologica dell'Arma - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo discorso di commiato, il Generale Amodio ha sottolineato come l’Artiglieria Controaerei, con i suoi schieramenti di assetti come SAMP/T, STINGER e antidrone, abbia risposto in modo puntuale ed efficace a una vasta gamma di esigenze, tanto in Italia quanto all’estero. Questi sistemi moderni di difesa, tra cui il mortaio da 120 mm, sono l’espressione di un’Artiglieria che, pur rimanendo ancorata alle sue radici storiche, guarda con determinazione al futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Artiglieria di oggi, nelle sue specialità terrestre e controaerei, è un esempio di eccellenza tecnologica. Con il supporto di sistemi avanzati come quelli impiegati in operazioni tattiche, l'Arma continua a fornire un contributo determinante alle operazioni dell’Esercito, mantenendo sempre la massima precisione nel fuoco, elemento fondamentale in ogni contesto operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’innovazione tecnologica e il futuro dell'Artiglieria</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’innovazione tecnologica è al cuore delle attuali capacità operative dell’Artiglieria. A margine della cerimonia, gli ospiti hanno avuto l’opportunità di assistere a un’esercitazione che ha coinvolto diverse componenti terrestri e controaerei. In questa dimostrazione, è stato impiegato il Quadrupedal Unmanned Ground Vehicle (QUGV) ATOMO, un robot utilizzato dalle unità CBRN per il rilevamento e il campionamento di agenti in ambienti contaminati, insieme a sistemi di difesa avanzati come il posto tiro Stinger e gli assetti antidrone. Questi sistemi sono simbolo dell'adattamento continuo dell'Artiglieria alle minacce moderne, dall'uso di droni alla difesa contro attacchi aerei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20626,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Festa dell’Artiglieria: Un Passaggio di Comando e l'Evoluzione Tecnologica dell'Arma - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/2-1024x683.jpeg\" alt=\"Festa dell’Artiglieria: Un Passaggio di Comando e l'Evoluzione Tecnologica dell'Arma - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20626\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Festa dell’Artiglieria: Un Passaggio di Comando e l'Evoluzione Tecnologica dell'Arma - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, la mostra statica di sistemi d'arma, tra cui quelli già in dotazione e quelli di prossima entrata in servizio, ha offerto una panoramica delle capacità future dell’Artiglieria. Le tecnologie all’avanguardia, tra cui i sistemi di difesa contro droni e quelli antimissile, sono fondamentali per mantenere l'Esercito Italiano all'avanguardia nelle operazioni di difesa, sia in contesti nazionali che internazionali. Il Generale Massimo Scala ha enfatizzato, nel suo discorso, come l’Arma di Artiglieria, grazie alla sua tradizione di eccellenza e al costante impegno nell’innovazione, continui a rappresentare un pilastro della difesa italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, la celebrazione del 107° anniversario della Battaglia del Solstizio è stata un'opportunità per onorare il passato e guardare al futuro, testimoniando come l’Artiglieria italiana, pur rimanendo salda nei suoi valori tradizionali, sia sempre pronta a rispondere alle sfide poste dall’evoluzione delle minacce globali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/9.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"Artiglieria Controaerei, esercitoitaliano, ForzeArmate","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-20 06:24:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/L%E2%80%99Artiglieria-celebra-il-107-anniversario-della-Battaglia-del-Solstizio-250618.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20618-festa-dellartiglieria-un-passaggio-di-comando-e-levoluzione-tecnologica-dellarma.mp4","galleria":""}
{"id":20628,"titolo":"Il Valore del Personale Logistico dell'Esercito: La Visita del Capo di SME al Polo di Mantenimento Pesante Sud","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Polo di Mantenimento Pesante Sud di Nola rappresenta una realtà cruciale per l’Esercito Italiano, dove le capacità tecnico-logistiche e formative sono messe in campo con grande efficacia. Situato nel cuore del Sud Italia, questo centro di eccellenza è da sempre un punto di riferimento nel comparto della logistica terrestre. La visita del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, il 18 giugno 2025, ha avuto come obiettivo quello di analizzare da vicino il funzionamento e le capacità del Polo, che si distingue non solo per la qualità delle attività manutentive e di supporto tecnico, ma anche per l’impegno continuo nella formazione del personale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20631,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Valore del Personale Logistico dell'Esercito: La Visita del Capo di SME al Polo di Mantenimento Pesante Sud - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/5-1-1024x683.jpg\" alt=\"Il Valore del Personale Logistico dell'Esercito: La Visita del Capo di SME al Polo di Mantenimento Pesante Sud&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20631\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Valore del Personale Logistico dell'Esercito: La Visita del Capo di SME al Polo di Mantenimento Pesante Sud\" - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’impianto di Nola è incaricato di attività fondamentali, come la manutenzione e il mantenimento in efficienza dei veicoli corazzati, tra cui il celebre VBM Freccia, uno dei sistemi più avanzati delle forze armate italiane. Ma non è solo la parte operativa ad emergere: il Polo di Mantenimento Pesante Sud è anche un polo di formazione tecnico-specialistica, dove il personale militare e civile acquisisce competenze avanzate per operare in scenari sempre più complessi. Il Generale Masiello ha espresso grande apprezzamento per il livello di specializzazione del personale, che garantisce al Polo una posizione di primato nell’ambito della logistica terrestre.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Capacità Operative e Logistiche del Polo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli aspetti più significativi emersi dalla visita è la gestione integrata dei magazzini e l’efficienza delle operazioni svolte. I magazzini del Polo non sono semplici luoghi di stoccaggio, ma veri e propri hub logistici in grado di garantire la continuità dei flussi di rifornimento e di mantenimento dei veicoli, un elemento essenziale per il successo operativo dell’Esercito. Il Polo è attivamente coinvolto nel supporto tecnico, non solo per la manutenzione dei mezzi, ma anche per la gestione delle stazioni di energia, un altro pilastro fondamentale per il funzionamento della Forza Armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20629,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Valore del Personale Logistico dell'Esercito: La Visita del Capo di SME al Polo di Mantenimento Pesante Sud - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/6-1-1024x665.jpeg\" alt=\"Il Valore del Personale Logistico dell'Esercito: La Visita del Capo di SME al Polo di Mantenimento Pesante Sud&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20629\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Valore del Personale Logistico dell'Esercito: La Visita del Capo di SME al Polo di Mantenimento Pesante Sud\" - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’efficienza operativa è il risultato di un lavoro quotidiano altamente specializzato, che coinvolge sia personale civile che militare. Durante la visita, il Generale Masiello ha potuto osservare da vicino le linee di lavorazione e apprezzare la professionalità e la competenza di chi opera sul campo. È stato sottolineato, infatti, che una logistica moderna e funzionale è la base su cui si poggia la capacità dell’Esercito di affrontare con successo i moderni scenari di conflitto, che richiedono una preparazione tecnica all’altezza e una gestione delle risorse che non lascia spazio a errori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Sinergia Civile-Militare e il Valore del Personale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro momento significativo della visita del Generale Masiello è stato l’incontro con il personale, denominato “Caffè con il Capo”, un’occasione per un confronto diretto e aperto tra il Capo di Stato Maggiore e le persone che quotidianamente contribuiscono alla missione del Polo. Durante questa discussione, è emersa la forte motivazione del personale e l’importanza della sinergia tra le diverse professionalità che operano nel Polo, un aspetto che rappresenta una delle chiavi del suo successo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20630,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Valore del Personale Logistico dell'Esercito: La Visita del Capo di SME al Polo di Mantenimento Pesante Sud - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/2-1-1024x672.jpeg\" alt=\"Il Valore del Personale Logistico dell'Esercito: La Visita del Capo di SME al Polo di Mantenimento Pesante Sud&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20630\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Valore del Personale Logistico dell'Esercito: La Visita del Capo di SME al Polo di Mantenimento Pesante Sud\" - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il valore del lavoro di squadra, che unisce diverse competenze e formazioni, è stato uno degli elementi più sottolineati dal Generale Masiello. L’incontro ha messo in luce non solo l’impegno e la dedizione del personale, ma anche la capacità di affrontare le sfide moderne attraverso una continua innovazione e formazione. Il Generale ha lodato la capacità di rispondere alle richieste operative in modo rapido e preciso, sottolineando che la logistica è una componente imprescindibile per garantire la prontezza operativa delle forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visita si è conclusa con la firma dell’Albo d’Onore e lo scambio di doni istituzionali, un gesto simbolico che ha voluto rinnovare il ringraziamento a tutto il personale per il suo contributo quotidiano. In questo contesto, il Capo di SME ha messo in risalto l’importanza di mantenere sempre elevati gli standard di professionalità, incentivando al contempo l’innovazione, che sarà fondamentale per le future sfide.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, il Polo di Mantenimento Pesante Sud di Nola non è solo un centro logistico, ma una vera e propria fucina di competenze, dove l’efficienza operativa, la sinergia civile-militare e l’innovazione sono i pilastri su cui si basa il successo dell’Esercito Italiano. La visita del Generale Masiello ha messo in evidenza non solo i risultati ottenuti finora, ma anche le prospettive future per un continuo miglioramento e adattamento alle esigenze di un mondo sempre più complesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/3.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"esercitoitaliano, ForzeArmate, innovazione difesa, logistica","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-20 06:23:30","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Al-Polo-di-Mantenimento-Pesante-Sud-di-Nola-focus-su-capacit%C3%A0-logistiche-e-valore-del-personale-250618.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20628-il-valore-del-personale-logistico-dellesercito-la-visita-del-capo-di-sme-al-polo-di-mantenimento-pesante-sud.mp4","galleria":""}
{"id":20636,"titolo":"I Paracadutisti del 183° Nembo in Kosovo: Pattugliamenti a Dragash/Dragaš","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><br>I paracadutisti italiani del <a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\">183° Nembo </a>che attualmente operano sotto il Comando Regionale Ovest (RC-W) della missione KFOR hanno recentemente condotto operazioni di pattugliamento nella municipalità di Dragash/Dragaš, situata nel sud del Kosovo. Queste attività fanno parte degli sforzi costanti di KFOR per mantenere un ambiente sicuro e protetto per le diverse comunità etniche del Kosovo, rispecchiando l'impegno delle forze internazionali per garantire la libertà di movimento e la sicurezza in tutta la regione</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20640,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Paracadutisti del 183° Nembo in Kosovo: Pattugliamenti a Dragash/Dragaš - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/2-e1750367835157-1024x620.jpg\" alt=\"Paracadutisti del 183° Nembo in Kosovo: Pattugliamenti a Dragash/Dragaš - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20640\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paracadutisti del 183° Nembo in Kosovo: Pattugliamenti a Dragash/Dragaš - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Ruolo di KFOR nel Kosovo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>KFOR (Kosovo Force) continua a operare in conformità con il mandato sancito dalla Risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, datata 1999, che prevede il mantenimento della pace e la protezione delle persone in Kosovo. Il ruolo fondamentale di KFOR è quello di creare un ambiente sicuro per tutte le etnie che vivono nel territorio, garantendo al contempo la libertà di movimento per tutti i cittadini kosovari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le pattuglie condotte dai paracadutisti italiani nella municipalità di Dragash/Dragaš sono un esempio concreto dell’impegno continuo di KFOR per il mantenimento della sicurezza e della stabilità nella regione. Le attività di pattugliamento sono cruciali per monitorare la situazione sul terreno, prevenire eventuali tensioni e facilitare la coesistenza pacifica tra le diverse comunità etniche che abitano l'area.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20641,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Paracadutisti del 183° Nembo in Kosovo: Pattugliamenti a Dragash/Dragaš - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/3-1-1024x683.jpg\" alt=\"Paracadutisti del 183° Nembo in Kosovo: Pattugliamenti a Dragash/Dragaš - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20641\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paracadutisti del 183° Nembo in Kosovo: Pattugliamenti a Dragash/Dragaš - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Collaborazione con le Autorità Locali e Internazionali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>KFOR, in qualità di forza di pace internazionale, lavora in stretta collaborazione con le forze di polizia del Kosovo e con la missione EULEX, l’operazione dell'Unione Europea per lo stato di diritto in Kosovo. Queste sinergie contribuiscono a rafforzare l'efficacia delle attività di sicurezza, consentendo una gestione coordinata e imparziale delle operazioni. La cooperazione tra le diverse entità internazionali è essenziale per garantire il successo della missione e per contribuire alla stabilizzazione del Kosovo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le operazioni di pattugliamento condotte dai soldati italiani nel Comando Regionale Ovest (RC-W) di KFOR rappresentano un'importante parte del continuo impegno internazionale volto a garantire la pace e la sicurezza in Kosovo. Grazie alla cooperazione tra KFOR, la polizia del Kosovo e EULEX, le forze di sicurezza riescono a preservare un ambiente stabile per tutte le comunità etniche, a favore di una convivenza pacifica e di una libertà di movimento senza ostacoli. KFOR prosegue nel suo mandato, contribuendo a mantenere la stabilità regionale e a promuovere il benessere di tutti i cittadini del Kosovo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/1-5-e1750367736858.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"183° Reggimento Nembo, kfor, Kosovo, Pattugliamento","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-19 22:18:47","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.facebook.com/100066664262178/posts/pfbid02zz3wK4ocVBFDyQjriDRcukUotcsbAX9mibnQvayuqXC2QwCkbfXngLoXZ5Q1XWw6l/?app=fbl","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20636-paracadutisti-del-183-nembo-in-kosovo.mp4","galleria":""}
{"id":20595,"titolo":"Il Capo di Spotify Investe 600 Milioni nei Droni Militari Helsing","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Daniel Ek, fondatore e CEO di<strong> Spotify, ha investito 600 milioni di euro nella startup tedesca Helsing</strong>, specializzata nella produzione di droni da combattimento alimentati da intelligenza artificiale. L'accordo, annunciato il 17 giugno, porta la valutazione dell'azienda a 12 miliardi di euro, consolidandola come una delle aziende tecnologiche private più valorizzate d'Europa. L'investimento è stato effettuato tramite la società di investimenti Prima Materia, fondata da Ek insieme a Shakil Khan, uno dei primi finanziatori di Spotify. Questo round di finanziamento ha visto anche la partecipazione di investitori istituzionali come Lightspeed Venture Partners, Accel, General Catalyst e il gruppo industriale svedese Saab.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20598,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/0efd89725b48a7cbd1b74a5d686d665ba1442e00-1896x516-1.webp\" alt=\"Il Capo di Spotify Investe 600 Milioni nei Droni Militari Helsing - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20598\" title=\"Il Capo di Spotify Investe 600 Milioni nei Droni Militari Helsing - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Capo di Spotify Investe 600 Milioni nei Droni Militari Helsing - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Trasformazione di Helsing da Software a Sistemi d’Arma</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fondata nel 2021 da Torsten Reil, Niklas Köhler e Gundbert Scherf (ex commissario del Ministero della Difesa tedesco), <strong>Helsing inizialmente si è specializzata in software militari. </strong>L'azienda ha sviluppato programmi basati su intelligenza artificiale in grado di elaborare dati provenienti da sensori a infrarossi, telecamere, radar e sonar montati sui veicoli da combattimento, offrendo agli ufficiali militari mappe digitali in tempo reale del campo di battaglia. Il prodotto di punta dell'azienda, Altra, combinava questi flussi di dati per fornire una visione completa delle operazioni in corso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, alla fine del 2023, Helsing ha deciso di cambiare strategia, passando da fornitore di software a produttore integrato di armi. Questa trasformazione si è concretizzata nello sviluppo de<strong>l drone HX-2, un velivolo da combattimento elettrico in grado di colpire obiettivi fino a 100 chilometri di distanza. L'HX-2 si distingue per non dipendere dai tradizionali sistemi GPS e per la sua resistenza alle interferenze elettroniche nemiche</strong>. Inoltre, la sua capacità di coordinarsi con altri droni consente la formazione di sciami controllati da un singolo operatore, aumentando la portata e la complessità dell'attacco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20599,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/5751069f36dc96162efb43a4c23642b044dc330b-2528x664-1.webp\" alt=\"Il Capo di Spotify Investe 600 Milioni nei Droni Militari Helsing - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20599\" title=\"Il Capo di Spotify Investe 600 Milioni nei Droni Militari Helsing - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Capo di Spotify Investe 600 Milioni nei Droni Militari Helsing - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Ruolo di Helsing in Ucraina</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tecnologia sviluppata da Helsing ha già trovato applicazione sul campo in Ucraina. L'azienda ha fornito droni al governo ucraino in due contratti distinti. <strong>Il primo riguarda il modello HF-1, progettato per resistere alle interferenze GPS utilizzate dalle forze russe. In questo caso, Helsing fornisce il software di controllo, mentre la produzione di 4.000 unità è stata affidata a un partner ucraino (la cui identità è mantenuta riservata per motivi di sicurezza). </strong>Questo contratto, interamente finanziato dalla Germania, ha un valore di 500 milioni di euro. Il secondo contratto coinvolge la produzione diretta del modello HX-2 da parte di Helsing nella sua nuova fabbrica nel sud della Germania. La struttura può assemblare oltre 1.000 droni al mese, con piani per produrre 6.000 unità destinate all'Ucraina. Helsing ha inoltre annunciato l'intenzione di replicare questo modello produttivo in altri paesi europei per ridurre la dipendenza del continente da fornitori esterni nel settore della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20600,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/c9f8e4e21728dcf05efde6228d108d6884b762f2-2528x1904-1.webp\" alt=\"Il Capo di Spotify Investe 600 Milioni nei Droni Militari Helsing - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20600\" title=\"Il Capo di Spotify Investe 600 Milioni nei Droni Militari Helsing - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Capo di Spotify Investe 600 Milioni nei Droni Militari Helsing - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Investimento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'investimento di Ek in Helsing non è una novità nel settore militare. Già nel 2021, Ek aveva investito 100 milioni di euro nella società attraverso Prima Materia. L'attuale investimento raddoppia il suo impegno in Helsing e gli consente di assumere anche il ruolo di presidente del consiglio di amministrazione dell'azienda. La decisione di aumentare la sua partecipazione nell'azienda tedesca arriva mentre Helsing sta facendo progressi nel settore delle armi autonome, un campo che sta suscitando grande interesse per le sue potenzialità applicazioni militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per finanziare questi investimenti significativi, Ek ha venduto una parte delle sue azioni Spotify. Nel solo 2024, Ek ha venduto azioni per un valore di 376 milioni di dollari, aggiungendo ai 724 milioni di dollari ottenuti dal luglio 2023. Nonostante queste vendite consistenti, Ek mantiene il controllo su Spotify, detenendo il 29,1% dei diritti di voto, pur possedendo solo il 14,3% del capitale della società. Questa struttura gli permette di diversificare i suoi investimenti senza perdere il controllo operativo di Spotify.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Proteste Pubbliche e Reclami degli Artisti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'incremento dell'investimento di Ek nel settore della difesa ha suscitato proteste da parte di alcuni artisti, soprattutto nel 2021, quando Ek ha effettuato il primo investimento in Helsing. Musicisti come Darren Sangita e Skee Mask hanno ritirato la propria musica dalla piattaforma per protestare contro il coinvolgimento di Ek nella tecnologia militare. Con l'aumento del suo impegno in Helsing, si prevede che altre proteste da parte della comunità musicale possano seguire. Ek, tuttavia, rimane fermo sulla sua posizione. In un'intervista al <em>Financial Times</em>, ha dichiarato: \"Sono sicuro che la gente lo criticherà, e va bene così. Mi concentro su quello che penso sia giusto, e sono convinto al 100% che questa sia la cosa giusta per l'Europa.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/24423497-pix-daniel-ek.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Daniel Ek, Droni militari, Helsing, investimenti tecnologia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-19 17:11:24","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.wired.it/article/daniel-ek-spotify-startup-helsing-droni/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20595-il-capo-di-spotify-investe-600-milioni-nei-droni-militari-helsing.mp4","galleria":""}
{"id":20587,"titolo":"OpenAI e il Pentagono: Una Partnership Strategica da 200 Milioni di Dollari","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Washington, 17 giugno 2025</strong> – OpenAI, l'azienda guidata da Sam Altman e creatrice di ChatGPT, ha firmato un contratto da <strong>200 milioni di dollari</strong> con il <strong>Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti</strong>, per sviluppare e testare tecnologie di <strong>intelligenza artificiale (AI)</strong> avanzata destinate a supportare sia le attività militari sia quelle amministrative. Questo contratto segna un passo importante nell'evoluzione di OpenAI, che ora si apre all'ambito della difesa nazionale degli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contratto, che prevede lo sviluppo di <strong>prototipi di AI di frontiera</strong>, sarà operativo fino a luglio 2026 e sarà gestito in collaborazione con il <strong>Chief Digital and Artificial Intelligence Office (CDAO)</strong> del Pentagono. I lavori saranno condotti principalmente a Washington DC.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Evoluzione dell'Approccio di OpenAI: Dalla Civiltà alla Difesa Militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'accordo rappresenta una svolta significativa per OpenAI, che fino al 2023 vietava esplicitamente l'uso delle sue tecnologie in ambito militare. Tuttavia, nel gennaio 2024, l'azienda ha aggiornato le proprie <strong>policy d'uso</strong>, rimuovendo il divieto generalizzato sull'impiego in ambiti \"militari o di guerra\". Nonostante questo cambiamento, restano esclusi l'uso per la creazione di armi, la sorveglianza, la distruzione di beni e lo sviluppo di strumenti potenzialmente dannosi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un <strong>post sul blog ufficiale</strong>, OpenAI ha annunciato il lancio del programma <strong>\"OpenAI for Government\"</strong>, pensato per portare le sue tecnologie più avanzate al servizio del settore pubblico statunitense, mirando a ridurre la burocrazia e a migliorare i processi attraverso l'intelligenza artificiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20589,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/OpenAI-Musk-97730-c0-0-5505-3209-s885x516.jpg\" alt=\"OpenAI e il Pentagono: Una Partnership Strategica da 200 Milioni di Dollari - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20589\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">OpenAI e il Pentagono: Una Partnership Strategica da 200 Milioni di Dollari - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Prospettive e Implicazioni per la Sicurezza Nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contratto sarà inizialmente un <strong>programma pilota</strong>, finalizzato a identificare come l'AI possa:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Migliorare l'accesso alle cure sanitarie per i militari e le loro famiglie;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ottimizzare l'analisi dei dati relativi a programmi e acquisizioni;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Supportare la <strong>cyber difesa proattiva</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Potenziare l'efficienza dei processi amministrativi del Dipartimento della Difesa.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>OpenAI ha già avviato collaborazioni con altre agenzie governative americane, tra cui i <strong>National Laboratories</strong>, la <strong>NASA</strong>, il <strong>NIH</strong>, il <strong>Dipartimento del Tesoro</strong> e l'<strong>Air Force Research Laboratory</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'intesa con il Pentagono giunge in un momento strategico per OpenAI, che sta affrontando anche pressioni interne legate alla ristrutturazione aziendale e a tensioni con il proprio partner principale, <strong>Microsoft</strong>. Nel frattempo, l'azienda si sta posizionando come un attore chiave nel settore della <strong>AI &amp; Difesa</strong>, rispondendo alla crescente domanda di strumenti digitali avanzati per la pubblica amministrazione e la sicurezza nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/Pentagon-headquarters-US-Department-of-Defense-Virginia.webp","categoria":"Internazionali","tags":"Difesa USA, intelligenza artificiale, OpenAI, Pentagono","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-19 16:54:13","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://defence-industry.eu/openai-signs-200-million-deal-with-pentagon-and-launches-new-government-focused-division/","altre-fonti":"https://www.washingtontimes.com/news/2025/jun/19/openai-scores-200-million-contract-pentagon/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20587-openai-e-il-pentagono-una-partnership-strategica-da-200-milioni-di-dollari.mp4","galleria":""}
{"id":20561,"titolo":"Morto a bordo della nave Amerigo Vespucci: condanne per 3 Capi di Stato Maggiore della Marina","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Corte d'Appello di Roma ha confermato, il 18 giugno 2025, la sentenza di primo grado che ha visto la condanna di quattro alti ufficiali della Marina Militare per la morte del nocchiere Alessandro Nasta. <strong>L'incidente tragico, avvenuto il 24 maggio 2012, ha avuto luogo a bordo della nave scuola \"Amerigo Vespucci\"</strong> durante una manovra alle vele a largo della costa di Civitavecchia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le condanne</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli imputati, tutti ufficiali di alto rango della Marina, sono stati condannati per concorso in omicidio colposo. La Corte ha confermato le pene inflitte in primo grado, che variano da un minimo di un anno e due mesi a un massimo di un anno e dieci mesi. Le sentenze riguardano:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Domenico La Faia</strong> (62 anni), comandante della Vespucci al momento dell'incidente, condannato a <strong>un anno e dieci mesi</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Bruno Branciforte</strong> (77 anni), ex capo di stato maggiore della Marina, condannato a <strong>un anno e dieci mesi</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Giuseppe De Giorgi</strong> (72 anni), ex capo della squadra navale, condannato a <strong>un anno e due mesi</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Luigi Binelli Mantelli</strong> (74 anni), ex capo di stato maggiore, condannato a <strong>un anno e due mesi</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le condanne sono state concesse con beneficio della sospensione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20581,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Alessandro-Nasta-1024x576.jpg\" alt=\"Morto a bordo della nave Amerigo Vespucci: condannati 3 Capi di Sato Maggiore della Marina - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20581\" title=\"Morto a bordo della nave Amerigo Vespucci: condanne per 3 Capi di Sato Maggiore della Marina - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Morto a bordo della nave Amerigo Vespucci: condannati 3 Capi di Sato Maggiore della Marina - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Circostanze dell'incidente sull'Amerigo Vespucci</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tragedia si è verificata mentre la \"Amerigo Vespucci\", una delle navi scuola più simboliche della Marina Militare, si trovava in navigazione al largo della costa di Civitavecchia.<strong> Nasta, 29 anni, nocchiere di origine brindisina, stava effettuando una manovra alle vele quando è caduto da un'altezza di circa 54 metri, battendo violentemente la testa sul ponte di coperta. </strong>Nonostante i tentativi di soccorso, con il trasporto in elicottero presso l'ospedale di Civitavecchia, il giovane morì poche ore dopo a causa delle gravi fratture riportate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Accuse e motivazioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La corte ha confermato che, al momento dell'incidente, non erano stati rispettati gli standard di sicurezza sul lavoro previsti, in particolare per quanto riguarda la protezione degli \"acrobati del mare\", ossia quei membri dell'equipaggio impegnati in manovre rischiose</strong>. È stato contestato che non fossero stati adottati i sistemi di ritenuta per garantire la sicurezza del nocchiere e degli altri membri dell'equipaggio durante le operazioni in alto mare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18603,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/494596596-17888500818251461-8328131724928171058-n-e1749576940129-1024x960.jpg\" alt=\"A Bordo dell'Americo Vespucci: Il Tour Mediterraneo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18603\" title=\"Morto a bordo della nave Amerigo Vespucci: condanne per 3 Capi di Sato Maggiore della Marina - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Amerigo Vespucci- brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Reazioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'avvocato Alessandra Guarini, che assiste la famiglia di Nasta, ha commentato la decisione con una nota di soddisfazione: \"<strong>Quella di oggi è una vittoria della giustizia. Abbiamo dato delle risposte ai genitori e ai familiari del compianto Nasta</strong>\", ha dichiarato. Inoltre, ha sottolineato che questo caso ha rafforzato il principio che la <strong>sicurezza sui luoghi di lavoro deve valere in ogni ambito, anche nelle forze armate</strong>. L'introduzione di nuove misure di sicurezza a bordo delle navi della Marina Militare è stata una delle conseguenze dirette del tragico incidente, con l'obiettivo di evitare che simili tragedie si ripetano in futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La morte di Alessandro Nasta ha scosso profondamente l'opinione pubblica e ha sollevato importanti riflessioni sul rispetto delle normative di sicurezza, anche in contesti militari dove, troppo spesso, gli incidenti sul lavoro sono trattati con minor severità. La conferma delle condanne in appello rappresenta un segnale importante per il rafforzamento delle misure di sicurezza in tutti gli ambienti di lavoro, inclusi quelli militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/2322-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#AmerigoVespucci, #GiustiziaMilitare, #ResponsabilitàMilitare, #SicurezzaSulLavoro","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-19 14:39:13","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.romatoday.it/cronaca/morte-alessandro-nasta-amerigo-vespucci-condanne.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20561-morto-vespucci-condanne-capi-stato-maggiore.mp4","galleria":""}
{"id":20572,"titolo":"Fordow, la montagna sacra del nucleare iraniano: GBU o Forze Speciali?","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fordow, la \"montagna sacra\" del nucleare iraniano, è una delle strutture più protette al mondo. Situata a 90-100 metri sotto la superficie, questa base sotterranea è stata progettata per resistere a qualsiasi attacco convenzionale. Con il programma nucleare iraniano in continua evoluzione, il sito di Fordow è diventato un obiettivo primario per Israele e gli Stati Uniti, ma distruggerlo non è affatto semplice. Le opzioni a disposizione vanno da bombardamenti aerei con ordigni penetranti come la GBU-57, alla possibilità di interventi da parte di forze speciali. Tuttavia, nessuna delle due opzioni è priva di rischi e incertezze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20573,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Fordow, la montagna sacra del nucleare iraniano: GBU o Forze Speciali? - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Immagine1-1-1024x562.jpg\" alt=\"Fordow, la montagna sacra del nucleare iraniano: GBU o Forze Speciali? - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20573\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fordow, la montagna sacra del nucleare iraniano: GBU o Forze Speciali? - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Fordow: Una Fortezza Sotterranea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Costruito in una zona montuosa, Fordow è il cuore del programma nucleare iraniano, ospitando numerose centrifughe per l'arricchimento dell'uranio. Le ultime immagini satellitari mostrano solo danni minori, confermando la resistenza del sito a un attacco diretto. La struttura è protetta da strati di cemento e materiale terrestre, creando una barriera difficile da superare. Un rapporto del RUSI britannico conferma che la profondità di Fordow rende impossibile penetrare facilmente il sito, anche con le più sofisticate bombe anti-bunker. Israele, pur disponendo di ordigni potenti, non ha a disposizione le bombe GBU-57, le uniche in grado di danneggiare strutture sotterranee a tale profondità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20574,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Fordow, la montagna sacra del nucleare iraniano: GBU o Forze Speciali? - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/6852c743bcd40.jpeg\" alt=\"Fordow, la montagna sacra del nucleare iraniano: GBU o Forze Speciali? - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20574\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fordow, la montagna sacra del nucleare iraniano: GBU o Forze Speciali? - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La GBU-57: L'Unica Arma in Possesso degli USA</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La GBU-57 è una super bomba da 14 tonnellate sviluppata dal Pentagono negli anni 2000 per affrontare situazioni come quella di Fordow. In grado di penetrare fino a 60 metri di cemento e materiali simili, la bomba è stata progettata per danneggiare i bunker sotterranei più resistenti. Tuttavia, la GBU-57 è trasportabile solo da un velivolo: il bombardiere B-2 Spirit. Questo velivolo, noto per la sua capacità di evadere i radar, rappresenta l'unica opzione per lanciare un attacco con la GBU-57. Anche se gli Stati Uniti dispongono di questa bomba, le operazioni di bombardamento sono estremamente complicate e non garantiscono il successo. Le difese di Fordow, insieme alla mancanza di dati precisi sulla posizione esatta delle centrifughe, lasciano spazio a dubbi sul risultato finale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Intervento delle Forze Speciali: Un'Alternativa Possibile?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'idea di un intervento di forze speciali è stata presa in considerazione in diverse occasioni. Secondo alcuni rapporti, l’IDF (Israel Defense Forces) potrebbe tentare un'operazione di sabotaggio o di infiltrazione, ma ciò comporta enormi rischi. Mesi fa, una ricostruzione del <em>New York Times</em> suggeriva che un attacco a Fordow potesse essere preceduto da un bombardamento aereo, seguito da un intervento delle forze speciali israeliane. La recente incursione dei commando israeliani in Siria, nella fabbrica sotterranea di missili di Maysaf, è stata vista da alcuni analisti come una prova per un'operazione simile contro Fordow.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20569,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Fordow, la montagna sacra del nucleare iraniano: GBU o Forze Speciali? - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/iran-fordo-bunker-3d-perimetros-e1750324826968-1024x542.jpg\" alt=\"Iran, il generale Bertolini: «Fordo, impossibile espugnarla senza infiltrazioni interne» - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20569\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Iran, il generale Bertolini: «Fordo, impossibile espugnarla senza infiltrazioni interne» - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Resistenza Iraniana e il Rischio di Escalation</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, come sottolineato dal generale Marco Bertolini, già Comandante della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Brigata Paracadutisit Folgore</a>, infiltrare un sito così ben protetto richiederebbe non solo un attacco aereo, ma anche l'aiuto di una \"talpa\", un'infiltrazione interna che fornisca informazioni cruciali per il successo dell'operazione. Senza questa figura, ogni tentativo sarebbe destinato a fallire. Le forze speciali israeliane, pur essendo tra le più esperte al mondo, potrebbero non riuscire a superare le difese di Fordow senza il supporto di dati precisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Iran, dal canto suo, continua a rafforzare la propria difesa, soprattutto con l'impiego di missili avanzati, compresi quelli ipersonici, che rappresentano una minaccia diretta per Israele. Le forze iraniane hanno anche incrementato il numero di soldati e unità di difesa nei pressi di Fordow, rendendo ogni incursione ancora più pericolosa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Israele, pur avendo attuato numerosi raid di successo, come quelli contro Hezbollah e i vertici iraniani in Siria, non ha mai affrontato una sfida di questa portata. Un attacco a Fordow, sebbene potenzialmente devastante, potrebbe anche scatenare una reazione a catena di ripercussioni politiche e militari che travolgerebbero l'intero Medio Oriente. L'escalation in una guerra su larga scala, che potrebbe coinvolgere non solo Israele e l'Iran, ma anche gli Stati Uniti, resta una possibilità concreta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le opzioni per distruggere il sito nucleare di Fordow sono limitate e complesse. Le bombe GBU-57, sebbene estremamente potenti, non garantiscono il successo a causa delle difese sofisticate e della profondità della struttura. Un intervento delle forze speciali potrebbe essere una soluzione, ma solo con l'aiuto di infiltrazioni interne, un’operazione che resta ad alto rischio. Con il crescente potenziale militare dell'Iran e l’incertezza sulle mosse future, Fordow rimane una delle sfide più difficili e delicate per la sicurezza internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/fds.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#IranNucleare, #OperazioniSpeciali, ChatGPT ha detto: #Fordow","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-19 11:20:48","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://isis-online.org/isis-reports/detail/day-after-alleged-sabotage-at-fordow-hardly-the-expected-emergency-response/","altre-fonti":"https://www.ilmessaggero.it/mondo/fordo_attacco_base_nucleare_iran_generale_bertolini_talpa_israele_cosa_ha_detto-8906270.html?refresh_ce","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20572-fordow-montagna-nucleare-gbu-o-forze-speciali.mp4","galleria":""}
{"id":20532,"titolo":"Difesa: l’Italia punta sui riservisti per rafforzare la sicurezza nazionale","contenuto_html":"<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L’8 luglio 2025 si aprirà in Commissione Difesa alla Camera dei Deputati la discussione su un’importante riforma del sistema militare italiano: l’istituzione di una riserva militare volontaria. Il progetto, promosso dal centrodestra ma aperto al confronto con l’opposizione, nasce dalla crescente consapevolezza delle sfide poste dal contesto internazionale, in particolare la guerra in Ucraina e l’instabilità in Medio Oriente.</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20539,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Camera-dei-deputati-Aula-Palazzo-Montecitorio-Roma-scaled-1-1024x683.jpg\" alt=\"Difesa: l’Italia punta sui riservisti per rafforzare la sicurezza nazionale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20539\" title=\"Difesa: l’Italia punta sui riservisti per rafforzare la sicurezza nazionale - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa: l’Italia punta sui riservisti per rafforzare la sicurezza nazionale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La proposta più avanzata è quella presentata da Nino Minardo, presidente leghista della Commissione Difesa, con la proposta di legge n. 1702, affiancata da un’iniziativa simile a firma di Stefano Graziano (PD). L’obiettivo comune è creare un <strong>bacino di 10.000 riservisti</strong> da impiegare in casi di urgenza, come guerre, crisi internazionali o dichiarazioni di stato di emergenza da parte del Consiglio dei ministri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La novità non è del tutto inedita: già il precedente governo aveva approvato una legge delega sul tema, poi rimasta inattuata. Ora si punta a un testo unico, condiviso tra maggioranza e opposizione, capace di colmare un vuoto normativo e operativo nel sistema di difesa nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Chi potrà candidarsi e come funzionerà il sistema dei riservisti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto previsto dal testo Minardo, la riserva militare sarà composta da cittadini italiani <strong>già congedati</strong> che abbiano prestato servizio nelle Forze armate come <strong>volontari in ferma triennale (VFT)</strong> o <strong>volontari in ferma iniziale (VFI)</strong>. La partecipazione sarà su base <strong>volontaria</strong>, con un impegno iniziale di cinque anni, rinnovabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I riservisti non saranno semplici “ex militari in lista”: dovranno <strong>garantire la reperibilità</strong>, sottoporsi ogni anno a controlli psicofisici, e frequentare corsi di addestramento e aggiornamento di almeno due settimane all’anno. L’obiettivo è mantenere una forza preparata, addestrata e rapidamente mobilitabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20544,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Esercito-Italiano-2-1024x576.webp\" alt=\"Difesa: l’Italia punta sui riservisti per rafforzare la sicurezza nazionale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20544\" title=\"Difesa: l’Italia punta sui riservisti per rafforzare la sicurezza nazionale - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa: l’Italia punta sui riservisti per rafforzare la sicurezza nazionale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema si ispira al <strong>modello austriaco</strong>, dove i riservisti sono obbligati a 30 giorni di addestramento annuale per cinque anni, con un <strong>compenso annuo di circa 6.000 euro</strong>. In Italia si ipotizza una cifra analoga, utile come incentivo economico e simbolico per attrarre ex militari in congedo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un punto particolarmente importante riguarda i diritti lavorativi dei riservisti: <strong>il posto di lavoro sarà garantito</strong> per chi viene richiamato, che sarà reintegrato, per quanto possibile, nell’arma e nel ruolo ricoperto in precedenza. Una tutela fondamentale per chi decide di offrire nuovamente il proprio servizio allo Stato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Difesa, sicurezza e cittadinanza: implicazioni e prospettive del progetto</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto di una riserva militare rappresenta un passo strategico verso un modello di difesa più <strong>flessibile e resiliente</strong>, già adottato in diverse democrazie europee come Spagna, Francia, Germania, Svizzera e Regno Unito. In un mondo sempre più instabile, caratterizzato da minacce ibride, emergenze ambientali e crisi geopolitiche, avere a disposizione un contingente formato, affidabile e immediatamente richiamabile diventa una necessità strutturale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20556,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/ss-170414-2.-Militari-in-turno-di-servizio-presso-la-stazione-metro-Colosseo-1024x768.jpg\" alt=\"Difesa: l’Italia punta sui riservisti per rafforzare la sicurezza nazionale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20556\" title=\"Difesa: l’Italia punta sui riservisti per rafforzare la sicurezza nazionale - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa: l’Italia punta sui riservisti per rafforzare la sicurezza nazionale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attualmente, le Forze Armate italiane contano <strong>circa 100.000 militari professionisti</strong>, con una percentuale di under 30 che non supera un terzo del totale. Questo dato, unito alla necessità di contenere i costi della difesa e valorizzare le competenze già acquisite, rende la riserva militare uno strumento particolarmente interessante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In caso di mobilitazione, i riservisti potranno essere richiamati per <strong>periodi trimestrali</strong>, rinnovabili fino alla cessazione dell’emergenza. Non si tratta dunque di un intervento occasionale, ma di un vero e proprio elemento integrato nella struttura della difesa nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre agli aspetti militari e organizzativi, questa proposta rappresenta anche un’opportunità preziosa sul piano civico e culturale. Istituire una riserva militare volontaria significa rafforzare il legame tra cittadini e istituzioni, valorizzando l’esperienza di chi ha già servito il Paese e offrendo loro un nuovo spazio di impegno attivo. È un modo concreto per costruire una difesa più partecipata, moderna e vicina alla società.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/093417648-93c218bf-abb8-4794-bc63-6d8026481628.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"difesanazionale, esercitoitaliano, riservisti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-18 19:52:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://infosannio.com/2025/06/18/riservisti-militari-il-disegno-di-legge-del-centrodestra-10-mila-richiamati-in-caso-di-emergenza/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20532-difesa-litalia-punta-sui-riservisti-per-rafforzare-la-sicurezza-nazionale.mp4","galleria":""}
{"id":20537,"titolo":"Operazioni Spaziali ed Intelligenza Artificale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo spazio è diventato un terreno strategico in cui le potenze globali competono per accrescere la loro influenza geopolitica e per acquisire i vantaggi offerti dalla space economy. Negli ultimi decenni, il settore spaziale ha visto un forte impulso sia dal punto di vista scientifico che tecnologico, con la crescente partecipazione di attori pubblici e privati, che stanno ridefinendo il panorama della competizione internazionale. Tuttavia, in questo contesto di innovazione e progresso, <strong>l'intelligenza artificiale (IA) sta emergendo come un fattore chiave in grado di rivoluzionare le operazioni spaziali, in particolare nell'ambito delle operazioni militari, ponendo nuove sfide e opportunità.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20549,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Operazioni Spaziali ed Intelligenza Artificale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Cleanspace-UKSA-Animation-Shot01-Postcomp-0-00-09-001-scaled-1-1024x576.jpg\" alt=\"Operazioni Spaziali ed Intelligenza Artificale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20549\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Operazioni Spaziali ed Intelligenza Artificale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Nuova Competizione Spaziale e il Ruolo degli Attori Privati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi venti anni, l’esplorazione spaziale ha acquisito una rinnovata motivazione, con le principali potenze mondiali che hanno accresciuto la loro presenza nel sistema solare e nell’orbita terrestre. Tra i principali protagonisti di questa nuova era spaziale figurano la statunitense SpaceX, che ha lanciato oltre 5.000 satelliti e ha in programma di lanciarne altri 7.000, la China Academy of Space Technology con la sua costellazione “Guowang”, e l'Unione Europea che sta finalizzando il progetto IRIS2. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste iniziative stanno ridefinendo il panorama della space economy, creando nuove opportunità economiche e di sicurezza, ma anche nuove sfide geopolitiche.Infattti, la crescente partecipazione privata nello spazio sta anche alimentando il divario tra le potenze spaziali e i Paesi che ancora non hanno accesso a queste risorse, creando così instabilità geopolitica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20550,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Operazioni Spaziali ed Intelligenza Artificale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/luca-monaco-COS-1024x577.jpg\" alt=\"Operazioni Spaziali ed Intelligenza Artificale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20550\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Operazioni Spaziali ed Intelligenza Artificale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Concetto di Potere Spaziale e le Operazioni Spaziali Militari</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il concetto di “potere spaziale” ha suscitato un crescente interesse negli ambienti geopolitici, ma non ha ancora una definizione univoca. Tradizionalmente, <strong>il potere spaziale è stato visto come la capacità di utilizzare lo spazio per supportare le forze terrestri, marittime e aeree, consentendo loro di operare più efficacemente</strong>. Tuttavia, con l’evoluzione della competizione globale, il controllo dello spazio è diventato un fattore fondamentale per la proiezione della potenza militare. La globalizzazione e la crescente competizione tra gli Stati hanno evidenziato la necessità di comprendere <strong>il potere spaziale come una risorsa autonoma e strategica, capace di influenzare i settori vitali di un Paese, tra cui la sicurezza, l'economia e la diplomazia.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le operazioni spaziali militari, che comprendono attività come il monitoraggio dei satelliti e l'impiego di armi antisatellite, sono diventate un aspetto fondamentale della difesa nazionale. La protezione e il controllo delle risorse spaziali sono quindi diventati prioritari per le principali potenze mondiali, che si stanno dotando di strutture e capacità per difendere i loro assetti spaziali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20551,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Operazioni Spaziali ed Intelligenza Artificale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/52502645242-b1c5e8f48f-k-1024x637.jpg\" alt=\"Operazioni Spaziali ed Intelligenza Artificale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20551\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Operazioni Spaziali ed Intelligenza Artificale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Minacce Spaziali e Rischi per la Sicurezza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto delle operazioni spaziali, la protezione degli assetti nello spazio è diventata una preoccupazione crescente. Le minacce possono essere di natura sia intenzionale che non intenzionale. Le minacce non intenzionali includono fenomeni naturali come le collisioni con asteroidi o le radiazioni solari, mentre quelle intenzionali riguardano azioni di sabotaggio mirate, come gli attacchi antisatellite (ASAT) o le operazioni di disturbo elettronico e cibernetico. L'accumulo di detriti spaziali è un altro fattore di rischio, in quanto rende sempre più probabili collisioni accidentali che potrebbero compromettere la sicurezza degli assetti in orbita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In risposta a queste minacce,<strong> i Paesi stanno sviluppando capacità di Space Domain Awareness (SDA) per monitorare l'ambiente spaziale e migliorare la sicurezza delle operazioni spaziali</strong>. Questi sforzi mirano a garantire che gli Stati possano proteggere i loro interessi e reagire prontamente in caso di attacchi o incidenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Intelligenza Artificiale nelle Operazioni Spaziali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'intelligenza artificiale (IA) sta emergendo come una tecnologia fondamentale per migliorare l’efficienza delle operazioni spaziali e per affrontare le sfide connesse alla crescente congestione dello spazio e alle minacce.<strong> L’IA può essere utilizzata per ottimizzare la gestione dei satelliti, migliorare la capacità di predire e prevenire collisioni, e analizzare i dati provenienti dai sensori per rilevare potenziali minacce.</strong> Inoltre, l'IA può contribuire a migliorare la sicurezza delle comunicazioni satellitari e proteggere i dati sensibili da attacchi informatici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ad esempio, l’uso di sistemi di IA per il rilevamento delle intrusioni nelle reti satellitari potrebbe ridurre i rischi di sabotaggio, mentre l’adozione di tecniche di machine learning e deep learning potrebbe aumentare la capacità di previsione delle operazioni spaziali, migliorando la capacità di risposta rapida. L’IA può anche contribuire alla manutenzione autonoma dei satelliti, riducendo la necessità di interventi umani diretti nello spazio, un aspetto cruciale dato l’alto costo e i rischi associati alle operazioni di riparazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20552,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Operazioni Spaziali ed Intelligenza Artificale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/01-Copernicus-CO2M-artist-impression-©OHB-1024x683.jpg\" alt=\"Operazioni Spaziali ed Intelligenza Artificale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20552\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Operazioni Spaziali ed Intelligenza Artificale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Futuro delle Operazioni Spaziali e la Governance Internazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’aumento delle operazioni spaziali e la crescente importanza della sicurezza nello spazio, la gestione e la regolamentazione del potere spaziale diventano sempre più cruciali. Gli Stati devono affrontare sfide non solo tecnologiche, ma anche politiche e normative.<strong> La mancanza di una governance globale condivisa sull'uso della forza nello spazio e sulle tecnologie emergenti come l’IA potrebbe portare a conflitti e a una corsa agli armamenti nello spazio, simile a quella della Guerra Fredda.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le iniziative per una maggiore cooperazione internazionale, come la creazione di regole condivise per la protezione delle risorse spaziali e la limitazione dei test ASAT, sono passi importanti per garantire la stabilità nello spazio. L’Unione Europea, ad esempio, ha definito l<strong>a sua strategia spaziale per la sicurezza e difesa, puntando a rafforzare la resilienza dei sistemi spaziali e promuovere partenariati globali</strong>. Tuttavia, le potenze emergenti, come la Cina e l'India, stanno aumentando la loro presenza spaziale e le loro capacità militari, aggiungendo nuove complessità a un già frammentato scenario geopolitico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il potere spaziale è ormai un elemento cruciale delle politiche di sicurezza nazionale, con implicazioni significative per la geopolitica globale. Le operazioni spaziali militari, la protezione delle risorse spaziali e l’utilizzo dell’IA per la sicurezza e l'efficienza operativa sono temi di crescente importanza. La governance dello spazio deve evolversi per affrontare le sfide poste dall'aumento della congestione spaziale e dalle minacce militari, promuovendo una cooperazione internazionale basata su regole comuni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le potenze spaziali devono continuare a sviluppare le loro capacità difensive nello spazio, ma anche ad affrontare le problematiche etiche e normative legate all'uso dell'intelligenza artificiale in contesti militari. Un approccio collaborativo e regolamentato è essenziale per garantire che lo spazio resti un dominio di cooperazione e innovazione, piuttosto che di conflitto. La crescente dipendenza dalle risorse spaziali e il potenziale impiego dell’IA potrebbero rivoluzionare non solo la sicurezza militare, ma anche l’equilibrio geopolitico globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/230127-F-JY173-1002-scaled-1.jpg","categoria":"Blog","tags":"ASAT, Cina, competizione spaziale, cooperazione spaziale, cyber sicurezza, difesa spaziale, geopolitica, governi, IA, intelligenza artificiale, minacce spaziali, operazioni spaziali militari, politiche spaziali, potere spaziale, regolamentazione internazionale, satelliti, sicurezza spaziale, Space Domain Awareness, space economy, SpaceX, Spazio, tecnologia, Unione Europea, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-18 15:36:23","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/il-potere-spaziale-operazioni-spaziali-militari-e-ruolo-dellintelligenza-artificiale-171622","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20537-operazioni-spaziali-ed-intelligenza-artificale.mp4","galleria":""}
{"id":20523,"titolo":"Brave Warrior 2025: interoperabilità NATO con il contributo chiave della Brigata Aosta","contenuto_html":"<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 17 giugno 2025 si è conclusa in Ungheria l’esercitazione “Brave Warrior”, uno dei momenti cardine del percorso addestrativo delle unità NATO impegnate nell’ambito dell’Operazione <em>Forward Land Forces</em> (FLF). La fase finale, denominata “Rising”, si è svolta nell’area di Bakonykuti, a pochi chilometri dalla base di Camp Croft (Veszprém), e ha rappresentato il culmine di mesi di preparazione tecnica e operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Obiettivo dell’attività era il conseguimento della <em>Full Operational Capability</em> (FOC), ovvero la piena capacità operativa del Battle Group multinazionale secondo i rigorosi standard dell’Alleanza Atlantica. Per raggiungere questo traguardo, è stata condotta una <em>Field Training Exercise</em> (FTX) estremamente realistica, durante la quale le forze coinvolte si sono confrontate in un’intensa simulazione di combattimento della durata di 72 ore consecutive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Determinante è stato l’impiego del sistema MILES (<em>Multiple Integrated Laser Engagement System</em>), una tecnologia avanzata di simulazione laser che consente di valutare in tempo reale gli effetti delle azioni tattiche sul campo. Grazie a questo sistema, l’esercitazione ha potuto svolgersi in un ambiente “warfighting” dinamico, dove ogni movimento, errore o successo ha avuto conseguenze simulate concrete, offrendo un’esperienza operativa di altissimo valore formativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il contributo italiano: Brigata Aosta al centro dell’azione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel cuore dell’esercitazione “Brave Warrior” ha operato anche la compagnia di manovra italiana, inquadrata nel Battle Group NATO e basata sulla Brigata Meccanizzata “Aosta”. Questa unità ha portato sul terreno un’articolata composizione tattica, comprendente: due plotoni di fanteria, un plotone di mortai pesanti, un team di tiratori scelti, un plotone guastatori, una sezione d’artiglieria dotata di obici FH-70, un nucleo JTAC (<em>Joint Terminal Attack Controller</em>) e un plotone esplorante equipaggiato con le blindo “Centauro”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:gallery {\"linkTo\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped\"><!-- wp:image {\"id\":20527,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/2.-Brave-Warrior-1024x683.jpeg\" alt=\"Esercitazione NATO in Ungheria: la Brigata Aosta conquista la Full Operational Capability - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20527\" title=\"Brave Warrior 2025: interoperabilità NATO con il contributo chiave della Brigata Aosta - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esercitazione NATO in Ungheria: la Brigata Aosta conquista la Full Operational Capability - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image --></figure>\n<!-- /wp:gallery -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contributo italiano si è rivelato cruciale per garantire la flessibilità e l’efficacia del Battle Group. Durante le 72 ore dell’esercitazione, le truppe italiane hanno operato fianco a fianco con le unità della Brigata Meccanizzata Ungherese e della Polizia Militare Croata. Le operazioni hanno richiesto una perfetta sinergia tra fuoco e movimento, oltre a una comunicazione fluida e coordinata lungo tutta la catena di comando.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I militari della “Aosta”, forti dell’esperienza acquisita nei cicli addestrativi precedenti, hanno affrontato scenari complessi che simulavano attacchi convenzionali, difese articolate e situazioni di emergenza, dimostrando una capacità operativa matura e coerente con gli obiettivi della missione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa capacità di adattamento e cooperazione si è rivelata fondamentale per affrontare lo scenario “warfighting” ideato per la FTX, che ha posto le forze partecipanti in condizioni di stress operativo simili a quelle di un conflitto reale, con manovre offensive, controllo del territorio e gestione di comunicazioni in tempo reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un passo avanti per la NATO: interoperabilità e sicurezza collettiva</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attività si è svolta sotto l’osservazione diretta del personale validatore della NATO, incaricato di verificare la conformità dell’operazione agli standard richiesti. Al termine dell’esercitazione, la NATO ha certificato ufficialmente il raggiungimento della <em>Full Operational Capability</em> del Battle Group multinazionale impiegato in Ungheria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo successo non rappresenta solo un traguardo addestrativo, ma anche un chiaro esempio della validità dell’approccio NATO alla cooperazione militare. L’adozione e l’applicazione concreta di procedure tecnico-tattiche comuni, sviluppate a livello nazionale e internazionale, hanno permesso alle forze italiane, ungheresi e croate di operare come un’unità unica e integrata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto geopolitico globale caratterizzato da incertezza e instabilità, la capacità di risposta rapida e coordinata delle forze dell’Alleanza diventa un elemento essenziale per garantire deterrenza e sicurezza collettiva. L’operazione <em>Forward Land Forces</em> – di cui “Brave Warrior” è un momento cruciale – si inserisce pienamente in questo paradigma, fornendo alla NATO una presenza credibile e preparata nell’area centro-europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20526,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/1.-Brave-Warrior-1024x683.jpeg\" alt=\"Esercitazione NATO in Ungheria: la Brigata Aosta conquista la Full Operational Capability - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20526\" title=\"Brave Warrior 2025: interoperabilità NATO con il contributo chiave della Brigata Aosta - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esercitazione NATO in Ungheria: la Brigata Aosta conquista la Full Operational Capability - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’Italia, la partecipazione della Brigata “Aosta” rappresenta non solo un impegno internazionale ma anche una conferma delle proprie competenze e capacità nel campo delle operazioni multilaterali. Le lezioni apprese in Ungheria contribuiranno a rafforzare ulteriormente la postura operativa delle nostre forze armate, aumentando la loro prontezza in contesti sempre più complessi e interconnessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/6.-Brave-Warrior-1.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"BraveWarrior, BrigataAosta, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-18 14:40:47","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Ungheria,-conclusa-l'esercitazione-Brave-Warrior.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20523-brave-warrior-2025-interoperabilita-nato-con-il-contributo-chiave-della-brigata-aosta.mp4","galleria":""}
{"id":20498,"titolo":"Cambio di Comando alla NISRF: La Forza di Intelligence della NATO alla Base di Sigonella","contenuto_html":"<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 16 giugno 2025, la base aeronavale di Sigonella, in Italia, è stata teatro di una cerimonia di grande importanza per la NATO, che ha visto il cambio di comando della NATO Intelligence, Surveillance and Reconnaissance Force (NISRF). Il Generale di Brigata John B. Creel (USA) ha preso ufficialmente il comando dell’unità, che è diventata un pilastro strategico fondamentale nella capacità operativa della NATO. La NISRF, che ha la responsabilità di fornire intelligence tempestiva e di alta qualità ai decisori della NATO, è una forza multinazionale di assoluta rilevanza, capace di garantire la consapevolezza strategica e operativa delle forze schierate su tutto il territorio dell'Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Forza NISRF ha la sua base operativa principale a Sigonella, un centro nevralgico per le attività di sorveglianza e ricognizione della NATO. Le sue capacità, che comprendono una flotta di velivoli a pilotaggio remoto RQ-4D \"Phoenix\" e un team altamente qualificato di analisti, la pongono in una posizione unica per monitorare e raccogliere dati essenziali sulle operazioni in corso, supportando decisioni strategiche cruciali. La NISRF è stata riconosciuta come un \"pilastro fondamentale\" per la NATO, che attraverso essa mantiene il controllo su terreni e acque, affrontando una varietà di minacce come il terrorismo, la sicurezza marittima e la protezione delle forze di terra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20502,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Cambio di Comando alla NISRF: La Forza di Intelligence della NATO alla Base di Sigonella - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/98b25f42-fef4-44e5-9624-3ae209c37041-F-1024x576.jpg\" alt=\"Cambio di Comando alla NISRF: La Forza di Intelligence della NATO alla Base di Sigonella - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20502\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cambio di Comando alla NISRF: La Forza di Intelligence della NATO alla Base di Sigonella - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della cerimonia, il Maresciallo dell’Aria Johnny Stringer (Regno Unito) ha lodato la trasformazione della NISRF sotto la guida del Generale di Brigata Andrew M. Clark, che ha condotto l'unità dal 2022. Sotto la sua direzione, la NISRF è diventata una forza \"impeccabile, affidabile e indispensabile\", un cambiamento che ha permesso all'Alleanza di operare in scenari complessi e di garantire la sicurezza collettiva in modo tempestivo ed efficace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Decimo Anniversario della NISRF e la Sua Crescita Operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 2025 segna un decennio di operazioni per la NISRF, una tappa fondamentale che ha visto l’evoluzione dell'unità da un concetto embrionale a una forza multinazionale e altamente operativa. Originariamente istituita nel 2015 come NATO Alliance Ground Surveillance Force, la NISRF ha cambiato la sua struttura e capacità operativa, evolvendo in una forza di intelligence aerea e terrestre cruciale per la NATO. Grazie alla sua flotta di velivoli RQ-4D, in grado di effettuare sorveglianza in qualsiasi condizione meteorologica, la NISRF è in grado di garantire una visione completa e continua delle aree sotto responsabilità NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la gestione del Generale Clark, la NISRF ha raggiunto la sua capacità operativa iniziale, con l'integrazione dei velivoli senza pilota RQ-4D \"Phoenix\" che hanno migliorato notevolmente le capacità di raccolta dati. Questo cambiamento ha rappresentato una transizione fondamentale per l'Alleanza, poiché ha consentito alla NATO di rafforzare il proprio sistema di sorveglianza e di intelligenza, anche in contesti difficili, sia di giorno che di notte. Il Generale Clark ha sottolineato come, grazie alla sua leadership, l’unità sia passata da un concetto teorico a una realtà operativa concreta, che è oggi definita dalle sue prestazioni e dalla fiducia che la NATO ripone in essa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, la NISRF gioca un ruolo strategico anche nell'assicurare la consapevolezza situazionale per il Comandante Supremo Alleato in Europa (SACEUR), mettendo a disposizione dati e intelligence per supportare le operazioni in tutta la regione. La base di Sigonella, quindi, non è solo un centro di comando, ma rappresenta un nodo essenziale all'interno del sistema congiunto di intelligence della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Futuro della NISRF e le Nuove Sfide sotto il Comando del Generale Creel</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’assunzione del comando da parte del Generale di Brigata John B. Creel, la NISRF è pronta a fare un ulteriore passo avanti nel suo sviluppo. Il Generale Creel porta con sé una vasta esperienza nel campo delle operazioni ISR, avendo prestato servizio in numerosi comandi NATO e nell’Aeronautica Militare statunitense. Nel suo discorso, il nuovo comandante ha enfatizzato che la NISRF non riguarda solo la tecnologia avanzata, ma anche le persone e le partnership che ne costituiscono il cuore pulsante. La sua leadership si concentrerà sull’espansione e sul rafforzamento delle fondamenta create dal Generale Clark, continuando a fornire una sorveglianza efficace in scenari complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La NISRF è organizzata in tre principali componenti: l’NISRF Operations Wing, che gestisce le operazioni di raccolta e analisi dei dati, il NISRF Support Wing, che si occupa del supporto logistico e tecnico, e il NISRF Training Center, che assicura la preparazione continua del personale. Questo approccio strutturato e integrato garantisce che l'unità sia pronta a rispondere alle sfide in continua evoluzione nel panorama della sicurezza globale. Il centro di formazione, in particolare, è cruciale per mantenere un alto livello di competenza tra i professionisti dell'intelligence, che sono costantemente aggiornati per affrontare nuove minacce e tecnologie emergenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il nuovo comando del Generale Creel, la NISRF continuerà a svolgere un ruolo centrale nelle operazioni congiunte della NATO, contribuendo alla protezione delle forze di terra, alla gestione delle crisi e all’assistenza in caso di calamità naturali. La sua missione sarà sempre più orientata a fornire informazioni tempestive, precise e utili, garantendo la sicurezza collettiva e la prontezza operativa dell'Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20504,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Cambio di Comando alla NISRF: La Forza di Intelligence della NATO alla Base di Sigonella - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/dsc1518-x9Ffy3-1024x683.jpeg\" alt=\"Cambio di Comando alla NISRF: La Forza di Intelligence della NATO alla Base di Sigonella - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20504\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cambio di Comando alla NISRF: La Forza di Intelligence della NATO alla Base di Sigonella - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia di cambio di comando non ha solo segnato un passaggio di leadership, ma ha anche ribadito l’importanza strategica della NISRF, che rimarrà un elemento cruciale per le operazioni militari della NATO e per la sua capacità di rispondere efficacemente alle sfide della sicurezza globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/dsc1552-wuak81-JlHiL2.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, NATO, NISRF","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-18 14:40:11","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://ac.nato.int/archive/2025-2/change-of-command-ceremony-at-nato-intelligence-surveillance-reconnaissance-force-in-sigonella","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20498-cambio-di-comando-alla-nisrf-la-forza-di-intelligence-della-nato-alla-base-di-sigonella.mp4","galleria":""}
{"id":20508,"titolo":"Sardegna: Caccia ai Missili Dispersi","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nelle acque profonde della Sardegna, tra le onde che lambiscono la costa, giacciono due missili \"dispersi\", la cui presenza rappresenta un grave pericolo per la sicurezza marittima e per chiunque possa avvicinarsi a queste armi pericolose. I missili in questione sono un Aster 30 e uno Stinger, entrambi dotati di cariche esplosive e potenzialmente letali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20510,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/image-1.webp\" alt=\"Sardegna: Caccia ai Missili Dispersi - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20510\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Sardegna: Caccia ai Missili Dispersi - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sardegna: Caccia ai Missili Dispersi - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Ordinanze e la Zona di Pericolo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'ufficio circondariale marittimo di Arbatax ha emesso due distinte ordinanze che vietano qualunque attività marittima in un raggio di 150 metri dai punti in cui i missili sono presunti essere stati dispersi contro la superficie del mare. Le coordinate di impatto sono definite come \"approssimative\", ma l'origine dei lanci è certa: il poligono interforze del Salto di Quirra, situato a Capo San Lorenzo. Le posizioni dei missili, uno al largo della spiaggia di Murtas nel Sarrabus e l'altro più a nord, davanti all'Ogliastra, suggeriscono che l'esito delle esercitazioni militari non sia stato come quello reso noto dagli organi ufficiali delle Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20511,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/image.webp\" alt=\"Sardegna: Caccia ai Missili Dispersi - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20511\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Sardegna: Caccia ai Missili Dispersi - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sardegna: Caccia ai Missili Dispersi - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dettagli delle Ordinanze</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le ordinanze sono state pubblicate sull'albo pretorio dalla Capitaneria di Porto di Arbatax, che ha supervisato l'area interessata. Il primo provvedimento risale al 30 maggio, e riguarda il missile Stinger, un'arma con una lunghezza di 1,50 metri e un diametro di 0,70 metri, di colore grigio. Il missile è stato segnalato disperso dopo il lancio durante le attività militari, con un impatto nelle acque profonde a circa 100 metri dalla riva, al largo della spiaggia di Murtas. Nonostante la spiaggia sia stata riaperta ai bagnanti il 1° giugno, la zona rimane un'area pericolosa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il secondo avviso, emesso il giorno successivo, riguarda l'Aster 30, un missile di dimensioni superiori, lungo 4,2 metri e con un diametro di 20 cm. Questo missile è stato disperso a una profondità di circa 600 metri, al largo tra Monte Santu e il radar di Cuccuru Tundu Mannu. Le autorità hanno quindi imposto delle restrizioni di accesso a queste aree, sottolineando il rischio di esplosione a causa della presenza di cariche esplosive ancora intatte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20513,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/images.jpeg\" alt=\"Sardegna: Caccia ai Missili Dispersi - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20513\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Sardegna: Caccia ai Missili Dispersi - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sardegna: Caccia ai Missili Dispersi - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Campagna di Lanci e gli Incidenti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 29 maggio, lo Stato Maggiore dell’Esercito ha diramato un comunicato stampa riguardante la campagna di lanci dei sistemi missilistici SampT e Stinger, che si sono svolti presso il poligono di Salto di Quirra. Il sistema SampT è il sistema di lancio dei missili Aster 30, utilizzato anche per le operazioni di difesa della NATO. Questi missili sono stati forniti all'Ucraina per contrastare l'invasione russa, come parte della campagna Rearm Europe. Ogni Aster 30 ha un costo stimato di circa due milioni di euro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'obiettivo dell'operazione era abbattere alcuni radiobersagli che volavano sopra il mare orientale della Sardegna. Sebbene molti dei missili abbiano centrato il bersaglio, almeno due missili – uno Stinger e un Aster 30 – sono finiti in acqua, creando il rischio di esplosioni sottomarine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20514,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/ASTER-30-thumbnail.png\" alt=\"Sardegna: Caccia ai Missili Dispersi - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20514\" style=\"width:1200px\" title=\"Sardegna: Caccia ai Missili Dispersi - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sardegna: Caccia ai Missili Dispersi - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Minaccia dei Missili Stinger e Aster 30</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I missili Stinger e Aster 30 sono tra i sistemi di difesa missilistica più avanzati e pericolosi, progettati per contrastare minacce aeree e terrestri. Il <strong>missile Stinger</strong> è un sistema d'arma missilistico portatile a cortissima portata, in grado di abbattere obiettivi come droni, aerei e elicotteri a bassa quota. Viene utilizzato principalmente in operazioni di difesa di obiettivi critici, come posti di comando o aree vitali, e può essere lanciato da unità di fanteria durante operazioni sia terrestri che anfibie. Il suo utilizzo è reso possibile grazie a un sistema di tracciamento avanzato che consente di indirizzare il missile verso il bersaglio in modo preciso e rapido.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>missile Aster 30</strong>, parte della famiglia Aster, è uno dei sistemi di difesa missilistica più avanzati al mondo. Con una portata che può arrivare a distanze considerevoli, è progettato per proteggere sia piattaforme navali che terrestri da minacce aeree, inclusi missili balistici e aerei nemici. Grazie alla sua capacità di manovra ad alta velocità e al sistema di guida attiva, l'Aster 30 è estremamente efficace nell'intercettare missili nemici in volo. L'impiego di questi missili nelle esercitazioni è fondamentale per migliorare le capacità di difesa contro le minacce emergenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’incidente dei missili \"dispersi\" nel mare della Sardegna evidenzia la complessità delle operazioni militari, ma le autorità competenti stanno monitorando attentamente la situazione per garantire la sicurezza. La collaborazione tra le forze armate e le autorità locali continua a essere fondamentale per mantenere l’ambiente marittimo sicuro. Questo episodio offre l’opportunità di rafforzare ulteriormente le pratiche di gestione delle esercitazioni, assicurando la protezione delle zone interessate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/s.jpg","categoria":"Blog, Nazionali","tags":"Arbatax, Aster 30, Capo San Lorenzo, difesa, esercitazioni militari, FORZE ARMATE, missili dispersi, monitoraggio, Poligono di Salto di Quirra, Sardegna, sicurezza marittima, sicurezza pubblica, Stinger","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-18 10:36:29","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/equipaggiamenti/Artiglieria/Artiglieria-Controaerei/Pagine/stinger.aspx","altre-fonti":"https://www.unionesarda.it/news-sardegna/provincia-cagliari/disperso-un-missile-da-due-milioni-di-euro-al-largo-del-poligono-di-quirra-dxyr39xw","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20508-sardegna-caccia-ai-missili-dispersi.mp4","galleria":""}
{"id":20486,"titolo":"Spazio, la nuova Frontiera della Difesa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dominio spaziale riveste un'importanza crescente nella geopolitica globale, con implicazioni significative per la sicurezza internazionale. <strong>Le operazioni spaziali</strong>, che vanno dall'osservazione e sorveglianza satellitare alla gestione delle comunicazioni globali, sono diventate<strong> essenziali per le forze armate e le agenzie di sicurezza nazionale</strong>. Sebbene lo spazio non sia ancora teatro di conflitti diretti, le tecnologie spaziali sono sempre più al centro delle strategie di sicurezza.<strong> Tuttavia, con l'aumento delle operazioni spaziali, cresce anche il rischio di vulnerabilità e minacce alle infrastrutture satellitari.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tecnologie Spaziali nelle Operazioni di Sicurezza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo spazio è utilizzato in numerosi ambiti legati alla sicurezza globale, grazie alla capacità di operare e controllare satelliti in orbite strategiche. Le principali applicazioni spaziali includono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Satelliti di osservazione e ricognizione</strong>: I satelliti in orbita bassa terrestre (LEO), tra i 300 e i 2.000 km di altitudine, sono utilizzati per monitorare il terreno, raccogliere intelligence in tempo reale e supportare le operazioni di sorveglianza sul campo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Satelliti radar (SAR)</strong>: Utilizzati per operazioni di sorveglianza in condizioni di scarsa visibilità, i satelliti radar come il Lupe tedesco, i Cosmo-SkyMed italiani e gli Onix statunitensi sono cruciali per garantire un monitoraggio continuo del territorio, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Satelliti di comunicazione e navigazione</strong>: Essenziali per il coordinamento delle operazioni di sicurezza, i satelliti di comunicazione come SICRAL (Italia), WGS (USA) e BeiDou (Cina) garantiscono trasmissioni sicure e una localizzazione precisa per le operazioni di droni, missili e truppe sul campo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste tecnologie spaziali offrono capacità straordinarie per le operazioni di sicurezza globale, consentendo la raccolta di dati essenziali e il supporto alle attività di sorveglianza e controllo. Tuttavia, l'affidamento crescente su queste risorse espone anche a nuovi rischi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20491,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/sdf.jpg\" alt=\"Spazio, la nuova Frontiera della Difesa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20491\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Spazio, la nuova Frontiera della Difesa - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Spazio, la nuova Frontiera della Difesa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Minacce e Rischi per la Sicurezza Spaziale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo spazio, pur non essendo stato teatro di conflitti diretti, è un obiettivo sempre più vulnerabile per attacchi che potrebbero compromettere le operazioni di sicurezza. Gli attacchi contro le infrastrutture spaziali possono essere distinti in <strong>irreversibili</strong> e <strong>reversibili</strong>, a seconda che compromettano permanentemente o temporaneamente la funzionalità di un satellite. Le principali minacce includono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Attacchi irreversibili</strong>:<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Missili anti-satellite (ASAT)</strong>: Progettati per distruggere fisicamente i satelliti, questi missili possono compromettere gravemente la capacità di raccolta di intelligence e comunicazione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Laser ad alta potenza</strong>: Utilizzati per danneggiare i sensori e i componenti elettronici dei satelliti, rendendoli inutilizzabili.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Cyberattacchi distruttivi</strong>: Mirano a compromettere il software di bordo, causando la perdita permanente della funzionalità del satellite.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Attacchi reversibili</strong>:<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Jamming</strong>: Disturba le comunicazioni satellitari, impedendo il corretto funzionamento delle trasmissioni e delle localizzazioni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Spoofing</strong>: Modifica i segnali di navigazione, ingannando i sistemi di guida di droni, missili e veicoli.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Cyberattacchi di controllo</strong>: Permettono di disattivare temporaneamente un satellite o di prenderne il controllo per scopi ostili.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se queste minacce dovessero aumentare, potrebbero innescare una serie di conseguenze gravi per la sicurezza spaziale, tra cui la compromissione della capacità di comunicazione globale, il rischio di collisioni di satelliti e l’interruzione delle operazioni di sorveglianza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Impatti sulla Sicurezza Globale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli attacchi alle infrastrutture spaziali non solo indebolirebbero la sicurezza di un paese, ma potrebbero destabilizzare l'intero sistema di comunicazioni globali. In uno scenario in cui più satelliti vengono distrutti o compromessi, si potrebbero generare enormi quantità di detriti spaziali, aumentando il rischio di collisioni nello spazio, conosciuto come <strong>Effetto Kessler</strong>. Ciò renderebbe alcune orbite inutilizzabili per anni, riducendo l'accesso e la sicurezza globale allo spazio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, l’interruzione dei segnali di navigazione e comunicazione, fondamentali per il coordinamento delle operazioni, aumenterebbe il rischio di errori operativi e malfunzionamenti nelle operazioni di sicurezza. Questo potrebbe portare a incidenti a livello globale, coinvolgendo droni, missili e unità di terra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'impiego crescente di jamming e spoofing rappresenta un'altra minaccia per la sicurezza spaziale, rendendo vulnerabili sistemi di navigazione e difesa che dipendono dalla precisione dei segnali satellitari. La compromissione della sicurezza spaziale non solo espone le forze armate, ma danneggia anche la stabilità geopolitica, creando un squilibrio tra le nazioni con accesso a queste tecnologie avanzate e quelle che ne sono escluse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Regolamentazione e Cooperazione Internazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per garantire la sicurezza dello spazio e prevenire conflitti legati alla sua gestione, è essenziale sviluppare <strong>accordi multilaterali</strong> che promuovano l'uso pacifico delle tecnologie spaziali e riducano i rischi di escalation. Tra le iniziative più significative vi sono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Il Trattato sullo Spazio Esterno (OST) del 1967</strong>: Questo trattato stabilisce che lo spazio deve essere utilizzato per scopi pacifici e per il beneficio dell'umanità, pur non trattando esplicitamente le armi convenzionali o le tecnologie come le ASAT.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Proposte per il rafforzamento della sicurezza spaziale</strong>: In risposta alle lacune dell'OST, sono emerse nuove proposte come il <strong>Codice di Condotta per le Attività Spaziali</strong>, che mira a stabilire regole più chiare per l'uso delle tecnologie spaziali in ambito di sicurezza e a promuovere la trasparenza tra le nazioni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Iniziative dell'ONU per la prevenzione della corsa agli armamenti nello spazio</strong>: La proposta di espandere il Trattato sullo Spazio Esterno per proibire lo sviluppo di armi spaziali è un passo importante per evitare un'escalation militare nello spazio.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20493,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/sdfsdffg.jpg\" alt=\"Spazio, la nuova Frontiera della Difesa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20493\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Spazio, la nuova Frontiera della Difesa - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Spazio, la nuova Frontiera della Difesa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se queste convenzioni e proposte dovessero ottenere il consenso delle principali potenze spaziali, sarebbe possibile costruire un sistema di deterrenza basato sulla cooperazione e la trasparenza. L'informazione condivisa sulle attività spaziali e la creazione di meccanismi di risoluzione delle dispute potrebbero ridurre significativamente il rischio di conflitti accidentali e garantire una gestione più sicura e pacifica dello spazio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le operazioni di sicurezza spaziale sono essenziali per la protezione delle infrastrutture critiche e per garantire la stabilità globale. Tuttavia, l'aumento delle minacce alle risorse spaziali pone rischi significativi che potrebbero compromettere la sicurezza globale. È quindi fondamentale che le nazioni collaborino attraverso accordi internazionali, regolamenti condivisi e iniziative di trasparenza per garantire un utilizzo pacifico dello spazio e prevenire conflitti futuri. La cooperazione spaziale è la chiave per la stabilità e la sicurezza globale in un mondo sempre più dipendente dalle tecnologie spaziali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/Lockheed-Martin-Darpa-e1690468600730.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"#CooperazioneInternazionale, #OperazioniSpaziali, #SicurezzaSpaziale, #TecnologieSpaziali","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-17 13:08:13","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20486-spazio-la-nuova-frontiera-della-difesa.mp4","galleria":""}
{"id":20476,"titolo":"Strategia di Sicurezza Nazionale: Un Passaggio Cruciale per il Futuro dell'Italia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 16 giugno 2025, a Montecitorio, si è svolta una conferenza di grande rilievo con la <strong>partecipazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del Ministro della Difesa, Guido Crosetto</strong>, per la presentazione del rapporto <strong>\"Per una strategia di sicurezza nazionale</strong>\". L'evento ha rappresentato un momento fondamentale per riflettere sulla sicurezza nazionale dell'Italia, non solo come risposta alle minacce immediate, ma come progetto a lungo termine che coinvolge tutta la nazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Atto di Responsabilità per il Futuro dell'Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la sua allocuzione, il Ministro Crosetto ha sottolineato che la Strategia di Sicurezza Nazionale non è semplicemente un documento tecnico né un piano circoscritto alla durata di una legislatura. Ha definito<strong> la strategia come un \"atto di responsabilità\"</strong>, in quanto non solo risponde alle sfide presenti, ma offre <strong>una riflessione collettiva sul nostro essere Nazione</strong>, sul nostro posto nel mondo e sul futuro che vogliamo costruire. Crosetto ha enfatizzato l'importanza di una visione politica che proietti l’Italia come un attore credibile, responsabile e guidato da un'etica nella sua posizione globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20478,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/419587d6-5911-40db-b653-527d5821df88-1024x693.jpg\" alt=\"Strategia di Sicurezza Nazionale: Un Passaggio Cruciale per il Futuro dell'Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20478\" title=\"Strategia di Sicurezza Nazionale: Un Passaggio Cruciale per il Futuro dell'Italia - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Strategia di Sicurezza Nazionale: Un Passaggio Cruciale per il Futuro dell'Italia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"<strong>La Strategia di Sicurezza Nazionale è un atto che incarna e proietta nel mondo ciò che l’Italia è e ciò che intende continuare a rappresentare: un attore credibile, responsabile e guidato da una visione etica</strong>\", ha dichiarato il Ministro, mettendo in evidenza che la sicurezza nazionale riguarda non solo la protezione delle frontiere fisiche, ma la tutela dei \"pilastri della nostra prosperità\", che includono il buon governo, la coesione sociale e il benessere dei cittadini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Crosetto ha anche sottolineato come questa strategia rappresenti <strong>una visione a lungo termine</strong>, capace di proteggere i valori che definiscono l'Italia, costruendo un \"terreno fertile\" per le generazioni future. \"Sarà un atto di responsabilità verso la nostra storia, verso ciò che siamo oggi e verso ciò che intendiamo diventare\", ha concluso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Partecipazione delle Istituzioni e degli Esperti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla conferenza erano presenti anche il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che ha dato il suo contributo sulle implicazioni politiche della sicurezza nazionale, e Luciano Violante, Presidente dell'Associazione Futuri Probabili, che ha riflettuto sull'importanza del capitale umano nella costruzione di una sicurezza solida. Giovanna Iannantuoni, Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università italiane, ha tenuto una Lectio Magistralis, ricordando il ruolo cruciale della ricerca e della formazione nella difesa della nazione e nella definizione di politiche di sicurezza efficaci.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20479,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/31162729-b5f8-4846-b044-35f7c08f3579-1024x693.jpg\" alt=\"Strategia di Sicurezza Nazionale: Un Passaggio Cruciale per il Futuro dell'Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20479\" title=\"Strategia di Sicurezza Nazionale: Un Passaggio Cruciale per il Futuro dell'Italia - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Strategia di Sicurezza Nazionale: Un Passaggio Cruciale per il Futuro dell'Italia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Concetto di Sicurezza Nazionale: Un Approccio Multidimensionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La conferenza, pur focalizzandosi sulla presentazione del rapporto, ha anche offerto l'occasione per riflettere sull'evoluzione del concetto di sicurezza nazionale, che oggi va ben oltre la semplice protezione del territorio da minacce esterne. Come evidenziato da Crosetto, la strategia di sicurezza non deve solo affrontare le problematiche attuali, ma deve guardare al futuro, riflettendo su come l’Italia può rispondere alle sfide globali che la riguardano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La sicurezza nazionale, infatti, non si limita alla difesa militare, ma abbraccia una visione più ampia che include minacce economiche, sociali, energetiche e cibernetiche</strong>. A partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, la sicurezza nazionale è evoluta da una visione puramente militare, concentrata sulla protezione territoriale, a una comprensione più complessa e integrata, che riconosce l'interconnessione tra diversi settori strategici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Modello Settoriale della Sicurezza Nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto della strategia di sicurezza nazionale, è fondamentale comprendere le diverse dimensioni in cui si articola la sicurezza di uno stato. Q<strong>ueste minacce possono essere suddivise in tre settori principali</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sicurezza Politico-Militare:</strong> Minacce che provengono da conflitti armati, terrorismo, guerre non convenzionali, e altre problematiche geopolitiche. Queste sono le minacce più tradizionali, ma la loro evoluzione sta risentendo dei cambiamenti globali e dell'emergere di nuovi attori non statali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sicurezza Economica:</strong> La protezione dell'economia nazionale è essenziale per garantire la prosperità. Il debito pubblico, la gestione delle risorse, la protezione delle infrastrutture vitali e il bilanciamento tra spesa militare e welfare sono sfide economiche cruciali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sicurezza Energetica:</strong> Con il crescente bisogno di risorse naturali e la crescente dipendenza da fornitori esterni, la sicurezza energetica è diventata un elemento chiave. La protezione delle infrastrutture energetiche e la diversificazione delle fonti di approvvigionamento sono fondamentali per il mantenimento della sicurezza nazionale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Questi settori non sono separati, ma interconnessi</strong>. Le minacce in un settore spesso si riflettono sugli altri, come nel caso degli attacchi cibernetici che possono avere impatti devastanti su settori economici, militari ed energetici. La \"<strong>catena della sicurezza</strong>\" descrive proprio queste interconnessioni, che richiedono una risposta integrata e multidimensionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20481,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/cce52eee-19ca-4db5-bd7d-50d515e8844f-1024x693.jpg\" alt=\"Strategia di Sicurezza Nazionale: Un Passaggio Cruciale per il Futuro dell'Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20481\" title=\"Strategia di Sicurezza Nazionale: Un Passaggio Cruciale per il Futuro dell'Italia - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Strategia di Sicurezza Nazionale: Un Passaggio Cruciale per il Futuro dell'Italia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Zona Rossa degli Interessi Nazionali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il concetto di <strong>\"zona rossa\" degli interessi nazionali</strong>, come definito da Barry Buzan, <strong>rappresenta l'area in cui uno stato deve concentrare i suoi sforzi per proteggere i propri valori fondamentali</strong>. La zona rossa non è statica e varia a seconda della potenza e delle capacità di uno stato. Le superpotenze hanno una zona rossa globale, mentre le potenze più piccole si concentrano su minacce regionali, anche se la globalizzazione ha esteso la portata di queste minacce.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La proiezione di potere, in particolare attraverso il \"smart power\", che combina capacità coercitive e diplomatiche, è essenziale per affrontare minacce esterne e interne e per proteggere gli interessi nazionali.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni: Una Visione per il Futuro dell'Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La conferenza su \"Per una strategia di sicurezza nazionale\" ha rappresentato un passaggio cruciale nel delineare la visione futura della sicurezza per l’Italia. La strategia, presentata dal Ministro Crosetto, ha posto in evidenza che la sicurezza nazionale non è solo una reazione alle minacce del presente, ma un investimento nelle generazioni future. Essa riflette una responsabilità collettiva e una riflessione profonda su cosa l’Italia è oggi e cosa vuole diventare nel contesto internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sicurezza nazionale deve essere concepita in modo integrato, riconoscendo le minacce interconnesse in vari settori e garantendo una risposta coerente con i valori costituzionali e con la prospettiva di un futuro prospero e sicuro. In questo contesto, la partecipazione delle istituzioni, degli esperti e delle università è fondamentale per costruire una visione strategica che protegga i pilastri della nostra prosperità, preparandoci a rispondere alle sfide globali con determinazione, responsabilità e coesione sociale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/96e0ef08-1363-4fab-a65a-dfe7e964c0f3.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Difesa italiana, Politiche di Sicurezza, sicurezza nazionale, Strategia di Sicurezza","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-17 09:46:42","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/primopiano/per-una-strategia-di-sicurezza-nazionale/73116.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20476-strategia-di-sicurezza-nazionale-un-passaggio-cruciale-per-il-futuro-dellitalia.mp4","galleria":""}
{"id":20459,"titolo":"Alta tensione tra Parona e Sommacampagna: la Folgore mette in sicurezza la città","contenuto_html":"<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Verona, 16 giugno 2025</strong> – È stata una domenica di forte tensione quella del <strong>15 giugno</strong>, durante la quale Verona ha affrontato uno dei più delicati interventi di bonifica bellica degli ultimi anni. Tre ordigni aerei risalenti alla Seconda Guerra Mondiale – uno da <strong>1000 libbre</strong> e due da <strong>100 libbre</strong>, tutti di fabbricazione americana – sono stati <strong>neutralizzati con successo dagli artificieri paracadutisti dell’8° Reggimento Guastatori della Brigata “Folgore”</strong> di Legnago.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20461,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Alta tensione tra Parona e Sommacampagna: la Folgore mette in sicurezza la città - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/4-Preparazione-del-dispositivo-di-rimozione-delle-spolette-1024x683.jpeg\" alt=\"Alta tensione tra Parona e Sommacampagna: la Folgore mette in sicurezza la città - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20461\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Alta tensione tra Parona e Sommacampagna: la Folgore mette in sicurezza la città - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intervento, ribattezzato “<strong>bomba day</strong>”, ha richiesto uno sforzo tecnico e organizzativo straordinario. Gli uomini della “Folgore”, elite del genio militare, hanno affrontato la minaccia con <strong>professionalità, freddezza e rapidità d’azione</strong>, operando <strong>direttamente nei luoghi del ritrovamento</strong> per disinnescare le spolette – le parti più sensibili degli ordigni – prima di trasportare in sicurezza gli involucri a Sommacampagna per il brillamento notturno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La capacità di agire con efficacia in ambienti urbani complessi e in situazioni di rischio elevato conferma ancora una volta il <strong>valore operativo delle unità paracadutiste dell’Esercito Italiano</strong>, da sempre in prima linea nelle emergenze più critiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La città si ferma: evacuazioni, sicurezza e un’operazione senza errori</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le operazioni, iniziate alle <strong>8:45</strong>, sono state precedute da una <strong>massiccia evacuazione</strong>: oltre <strong>2.700 residenti</strong> hanno lasciato le proprie abitazioni, con particolare attenzione al quartiere di <strong>Parona</strong>, dove era stata rinvenuta la bomba più potente. Il Comune di Verona, insieme alla Protezione Civile, ha predisposto un piano di assistenza puntuale, con trasporti per persone fragili, un centro di accoglienza in <strong>via Sogare 3</strong> e la collaborazione di <strong>oltre 100 operatori tra Polizia Locale e volontari</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La messa in sicurezza ha comportato anche la <strong>chiusura temporanea della statale del Brennero</strong>, il <strong>blocco del traffico ferroviario sulla linea Verona–Bolzano</strong> e la <strong>sospensione dello spazio aereo sopra Villafranca</strong>. Nonostante la portata dell’evento e le inevitabili ripercussioni sulla mobilità cittadina e regionale, l’<strong>intervento si è concluso nei tempi previsti</strong>, senza alcun incidente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20462,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Alta tensione tra Parona e Sommacampagna: la Folgore mette in sicurezza la città - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/7-Trasporto-dellordigno-2-1024x683.jpeg\" alt=\"Alta tensione tra Parona e Sommacampagna: la Folgore mette in sicurezza la città - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20462\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Alta tensione tra Parona e Sommacampagna: la Folgore mette in sicurezza la città - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Determinante, ancora una volta, è stato il ruolo degli artificieri della “Folgore”, che hanno <strong>lavorato in condizioni logistiche complesse</strong>, dimostrando una capacità operativa che va ben oltre la bonifica tecnica: è stata, di fatto, un’operazione di protezione civile ad alta precisione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Folgore, presidio silenzioso contro le minacce del passato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo dell’operazione di Verona non è un caso isolato, ma l’ultima prova tangibile di quanto le <strong>unità specialistiche dell’Esercito</strong>, e in particolare il <strong>8° Reggimento Guastatori Paracadutisti</strong>, rappresentino un <strong>pilastro silenzioso della sicurezza nazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Nel solo 2025</strong>, i guastatori della “Folgore” hanno effettuato <strong>oltre 140 interventi</strong>, neutralizzando <strong>più di 400 ordigni</strong>, tra cui <strong>cinque bombe d’aereo</strong>. Ogni intervento comporta rischi elevati, che questi militari affrontano con <strong>disciplina, addestramento costante e un senso del dovere non comune</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20463,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Alta tensione tra Parona e Sommacampagna: la Folgore mette in sicurezza la città - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/1111-1024x683.jpeg\" alt=\"Alta tensione tra Parona e Sommacampagna: la Folgore mette in sicurezza la città - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20463\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Alta tensione tra Parona e Sommacampagna: la Folgore mette in sicurezza la città - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La gestione del “bomba day” veronese, con la bonifica simultanea di tre ordigni in aree urbane densamente popolate, dimostra il livello di prontezza e affidabilità di questi reparti. L’intera popolazione coinvolta ha potuto contare su un dispositivo d’intervento all’altezza delle situazioni più estreme, guidato da uomini e donne che operano spesso <strong>lontano dai riflettori, ma al centro della sicurezza del Paese</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il brillamento notturno nella cava di Sommacampagna ha sancito il termine di una missione portata a termine <strong>con onore, efficacia e senso dello Stato</strong>. È anche grazie a queste competenze che l’Italia riesce a convivere in sicurezza con un’eredità storica ancora viva nel sottosuolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/06162025-bombe-verona.jpeg","categoria":"Aviotruppe","tags":"artificierifolgore, bombeverona, esercitoitaliano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-16 16:08:51","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/neutr_bome_vr.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20459-alta-tensione-tra-parona-e-sommacampagna-la-folgore-mette-in-sicurezza-la-citta.mp4","galleria":""}
{"id":20446,"titolo":"107 anni fa la conquista del Col Moschin: l’impresa degli Arditi e la nascita di una nuova era","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>16 giugno 1918 – 16 giugno 2025.</strong> Ricorre oggi l’anniversario di una delle azioni più eroiche della Prima Guerra Mondiale: <strong>la riconquista del Col Moschin</strong>, un’impresa fulminea compiuta dagli <strong>Arditi del IX Reparto d’Assalto</strong>, che segnò una svolta decisiva nella Battaglia del Solstizio, arginando l’offensiva austro-ungarica sul massiccio del Grappa. Un’azione destinata <strong>a segnare per sempre le modalità operative degli eserciti</strong>, <a href=\"https://brigatafolgore.net/nascita-ed-evoluzione-delle-forze-speciali-una-storia-tutta-italiana/\">ispirando profondamente la nascita delle Forze Speciali moderne di tutto il mondo</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’attacco austro-ungarico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 15 giugno 1918, alle prime luci dell’alba, <strong>l’XI Armata austro-ungarica del generale Viktor von Scheuchenstuel</strong> scatenò un violento attacco contro il fronte italiano nel settore del Grappa. L’obiettivo era ambizioso: sfondare le difese italiane e dilagare nella pianura veneta, aggirando l’intero schieramento del Regio Esercito tra il Brenta e il Piave.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle 8 del mattino, la <strong>27ª Divisione austro-ungarica</strong> sferrò l’assalto: nonostante una tenace resistenza e il fuoco dell’artiglieria italiana sul versante orientale, gli imperiali sfondarono rapidamente le linee del <strong>IX Corpo d’Armata italiano</strong>, conquistando <strong>Col del Miglio, Col Fagheron, Col Fenilon, Col Moschin, Palazzo Negri, Casa dei Pastori e Ca’ dei Briganti</strong>. La situazione era drammatica: l’intero fianco sinistro italiano era in rotta, e gli austro-ungarici si trovavano a un passo dalla pianura.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La controffensiva italiana: gli Arditi del Maggiore Messe</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per impedire agli austro-ungarici di consolidare le posizioni, fu ordinato un contrattacco immediato. Al comando del <strong>colonnello brigadiere Giorgio Boccacci</strong>, la <strong>Brigata \"Basilicata\"</strong> fu affiancata dal <strong>IX Reparto d’Assalto del maggiore Giovanni Messe</strong> e dai reggimenti <strong>91° e 92° Fanteria</strong>. Gli uomini raggiunsero il <strong>Col del Gallo</strong> alle ore 12:15, pronti a riprendersi uno a uno i colli caduti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La battaglia – Prima fase: Quota 1318 e Col Fagheron</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle 14:00 del 15 giugno, gli Arditi scattarono all’assalto.<br>La <strong>1ª Compagnia del capitano Pinca</strong> attaccò <strong>Palazzo Negri, Casa dei Pastori e Ca’ dei Briganti</strong>, per poi puntare al ridotto su <strong>quota 1318</strong>. L’assalto ebbe successo, ma il capitano Pinca cadde eroicamente in azione.<br>Contemporaneamente, la <strong>2ª Compagnia del capitano Zancanaro</strong> risalì il <strong>Col Fagheron</strong>, affrontando un corpo a corpo furioso con le truppe nemiche asserragliate sulle pendici. In meno di un quarto d’ora, la cima fu riconquistata, grazie anche all’uso dei lanciafiamme contro le sacche di resistenza rimaste.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Seconda fase: Col Fenilon e Col Moschin</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel pomeriggio, ricognizioni inviate sul <strong>Col Fenilon</strong> e sul <strong>Col Moschin</strong> confermarono una forte presenza nemica. Messe pianificò la seconda fase della controffensiva, ora con il supporto del <strong>II Battaglione del 92° Reggimento</strong>, comandato dal colonnello Mariotti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le 20:30 e le 22:00, l’artiglieria italiana martellò le posizioni austro-ungariche. Alle ore 21:00, nella nebbia e sotto il fuoco, gli Arditi e una compagnia del 91° Reggimento assaltarono il <strong>Col Fenilon</strong>, conquistandolo dopo un’ora di violenti scontri. Furono catturati <strong>85 prigionieri</strong>, tra cui 5 ufficiali, e 4 mitragliatrici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle 4 del mattino del 16 giugno, Messe ricevette l’ordine di attaccare il <strong>Col Moschin</strong> alle ore 7:00. Gli Arditi si ammassarono nella selletta sottostante, ma l’artiglieria italiana ritardò l’allungamento del tiro. <strong>Alle 7:10, senza attendere oltre, scattarono ugualmente all’assalto.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In soli dieci minuti, riuscirono a strappare la vetta al nemico. I risultati furono straordinari: <strong>27 ufficiali e 250 soldati austriaci catturati</strong>, <strong>17 mitragliatrici</strong>, <strong>un cannoncino da trincea</strong>, <strong>due batterie da montagna italiane precedentemente catturate</strong> e <strong>una colonna di 20 muli</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gloria e memoria</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo due giorni di combattimenti intensi, il <strong>IX Reparto d’Assalto</strong> fu rimesso in riserva. Le perdite furono contenute, ma non trascurabili: <strong>6 caduti (tra cui il capitano Pinca)</strong> e <strong>circa 80 feriti</strong>. L’azione ricevette ampio riconoscimento: furono conferite <strong>40 medaglie d’argento al valor militare</strong> e <strong>19 di bronzo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La città di <strong>Roma</strong> volle onorare l’impresa con un <strong>monumento sul Col Moschin</strong>, costruito con un’antica colonna romana, simbolo del legame tra la nuova Italia e le sue radici millenarie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’eredità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, a <strong>107 anni di distanza</strong>, la memoria di quei giorni continua a vivere nella storia e nel cuore di chi ricorda il sacrificio e il coraggio degli <strong>Arditi</strong>, protagonisti assoluti di una delle più brillanti azioni militari della Grande Guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una storia tutta italiana che traccerà una via destinata a trasformare per sempre il modo di affrontare i conflitti, con un modus operandi mirato ad aprire consapevolmente <strong>scenari asimmetrici</strong> e <strong>tecniche di combattimento non convenzionali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Le loro gesta eroiche rivivono oggi nel <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\">9º Reggimento d'Assalto Paracadutisti \"Col Moschin\"</a></strong>, erede di quella tradizione di valore, audacia e dedizione alla Patria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11546,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"107 anni fa la conquista del Col Moschin: l’impresa degli Arditi e la nascita di una nuova era - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/arditi-nono-1-1024x769.jpg\" alt=\"107 anni fa la conquista del Col Moschin: l’impresa degli Arditi e la nascita di una nuova era - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11546\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Arditi del IX Reparto d’Assalto nella prima guerra mondiale e incursori del 9º Reggimento “Col Moschin” – Copyright foto Ministero della Difesa-Esercito</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/arditi.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"ColMoschin, forzespeciali, PrimaGuerraMondiale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-16 12:05:24","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20446-107-anni-fa-la-conquista-del-col-moschin-limpresa-degli-arditi-e-la-nascita-di-una-nuova-era.mp4","galleria":""}
{"id":20437,"titolo":"L'Intelligenza Artificiale per il Tiro di Precisione - SMASH 2000L","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre le tensioni globali aumentano e una nuova corsa agli armamenti prende piede, le forze armate stanno puntando sempre di più sull’innovazione tecnologica per migliorare la loro capacità di difesa. Tra queste tecnologie, spicca il <strong>SMASH 2000L</strong>, un mirino intelligente sviluppato dalla compagnia israeliana <strong>Smart Shooter</strong> che integra l'Intelligenza Artificiale (IA) per migliorare la precisione del tiro. Questa tecnologia è progettata per affrontare le minacce aeree in rapida evoluzione, come droni e quadricotteri, che rappresentano una delle sfide più complesse dei conflitti moderni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>SMASH 2000L</strong> è un sistema di controllo del fuoco che utilizza sensori elettro-ottici e software di visione artificiale per tracciare e bloccare automaticamente piccoli bersagli aerei. Questo sistema riduce al minimo il rischio di errore umano, garantendo che il soldato spari solo quando la probabilità di colpire è quasi certa. Il sistema è stato testato e impiegato con successo durante operazioni reali, e durante l’esercitazione congiunta <strong>Project Flytrap</strong> del 6 giugno 2025, il <strong>SMASH 2000L</strong> è stato montato sui fucili <strong>M4A1</strong> dei soldati americani del <strong>3° Squadrone del 2° Reggimento di Cavalleria</strong>, ottenendo risultati sorprendenti, abbattendo droni con una precisione senza precedenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20441,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"L'Intelligenza Artificiale per il Tiro di Precisione - SMASH 2000L - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/SMASH-3000-1.png\" alt=\"L'Intelligenza Artificiale per il Tiro di Precisione - SMASH 2000L - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20441\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Intelligenza Artificiale per il Tiro di Precisione - SMASH 2000L - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come Funziona il SMASH 2000L e la sua Adozione Globale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al cuore del <strong>SMASH 2000L</strong> c’è il suo sistema di targeting assistito dall'IA che calcola automaticamente la soluzione di tiro ottimale basandosi su parametri come distanza, angolazione e movimento del bersaglio. Questo approccio consente ai soldati di colpire bersagli in volo con una certezza che non sarebbe possibile con gli strumenti tradizionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il SMASH 2000L è già stato testato con successo in numerosi paesi, tra cui Israele, Stati Uniti, India, Regno Unito, Paesi Bassi e Australia. Il sistema ha dimostrato la sua efficacia nel contrastare la minaccia crescente dei droni, un pericolo che molte forze armate devono affrontare quotidianamente. Oltre a migliorare la precisione, il sistema supporta una vasta gamma di munizioni e può essere integrato con i <strong>sistemi C4I</strong> (Command, Control, Communications, Computers, and Intelligence) e <strong>Sistemi di Gestione delle Battaglie</strong>, migliorando l’efficienza operativa complessiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la firma di contratti significativi come quello da <strong>13 milioni di dollari</strong> per il programma <strong>Transformation In Contact (TIC) 2.0</strong>, il SMASH 2000L rappresenta un passo fondamentale verso l’introduzione di soluzioni belliche ad alta tecnologia sul campo di battaglia. Il prossimo passo sarà l'introduzione del <strong>SMASH 3000</strong>, una versione ancora più avanzata del sistema, che riduce ulteriormente le dimensioni e il peso e incorpora algoritmi migliorati per il tracciamento dei bersagli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20443,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L'Intelligenza Artificiale per il Tiro di Precisione - SMASH 2000L - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/it-track-1024x1014.png\" alt=\"L'Intelligenza Artificiale per il Tiro di Precisione - SMASH 2000L - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20443\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Intelligenza Artificiale per il Tiro di Precisione - SMASH 2000L - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Importanza del SMASH 2000L nel Futuro della Guerra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>SMASH 2000L</strong> non è solo una rivoluzione tecnologica, ma un cambio di paradigma nel modo in cui i militari ingaggiano i bersagli. La sua capacità di <strong>aumentare la letalità</strong> e la <strong>sopravvivenza</strong> dei soldati, combinata con una <strong>migliore consapevolezza situazionale</strong>, lo rende uno strumento indispensabile per le forze armate moderne. La possibilità di sparare con <strong>entrambi gli occhi aperti</strong> permette ai soldati di mantenere una visione completa del campo di battaglia, migliorando la loro reattività e il loro controllo durante le operazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La capacità del SMASH 2000L di interagire con <strong>sensori esterni</strong> e di connettersi a sistemi di <strong>gestione delle battaglie</strong> e <strong>comunicazione</strong> consente una perfetta integrazione nel quadro operativo complessivo delle forze armate. Questo tipo di automazione e IA sta trasformando il modo in cui le operazioni vengono condotte, riducendo il margine di errore umano e aumentando la precisione nelle situazioni più critiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il futuro della guerra è sempre più legato all’integrazione di IA e automazione, e soluzioni come il <strong>SMASH 2000L</strong> dimostrano come queste tecnologie possano migliorare le capacità operative, rispondendo alla crescente minaccia dei droni e di altri bersagli aerei. Con il continuo miglioramento di queste soluzioni e la loro adozione su larga scala, l’IA diventerà un alleato fondamentale per le forze armate, permettendo loro di affrontare sfide sempre più complesse con un’efficacia senza precedenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://youtu.be/-UxFSKXNMMA?si=iZ3e78hPPARZJ9Db\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://youtu.be/-UxFSKXNMMA?si=iZ3e78hPPARZJ9Db\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/1-5.webp","categoria":"Internazionali","tags":"AI in Warfare, Military Technology, Precision Targeting, SMASH 2000L","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-16 09:12:50","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"","galleria":""}
{"id":20429,"titolo":"Un Passo Storico: Blaise Metreweli alla Guida del Servizi Segreti di sua Maestà - MI6","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 15 giugno 2025, il premier Keir Starmer ha ufficializzato una nomina storica: Blaise Metreweli, agente di carriera dell'intelligence britannica, è diventata <strong>la prima donna a guidare il Secret Intelligence Service (MI6), l'agenzia di spionaggio estero</strong>. A 47 anni, Metreweli ha una carriera che risale al 1999, anno in cui ha iniziato il suo percorso nell'intelligence. Attualmente responsabile della divisione tecnologica dell'MI6, nota come \"Q\", la Metreweli ha speso gran parte della sua carriera in Medio Oriente e in Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua nomina, che avverrà formalmente con il pensionamento di Sir Richard Moore in autunno, segna un ulteriore abbattimento di un soffitto di cristallo nel mondo dell'intelligence, ma anche nella politica britannica in generale. \"Sono orgogliosa e onorata di essere stata chiamata a guidare il Servizio\", ha dichiarato Metreweli, con una frase che sottolinea il suo impegno a proseguire il lavoro fondamentale svolto dall'MI6 nella protezione della sicurezza del Regno Unito e nella difesa degli interessi globali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20431,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/26fdfeb0-4a04-11f0-b46b-33a60000a3da.jpg.webp\" alt=\"Un Passo Storico: Blaise Metreweli alla Guida del Servizi Segreti di sua Maestà - MI6 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20431\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un Passo Storico: Blaise Metreweli alla Guida del Servizi Segreti di sua Maestà - MI6 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Ruolo di Leadership Strategica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il compito di Metreweli sarà estremamente arduo, in un'epoca di sfide geostrategiche mai così complesse. Con il compito di <strong>proteggere la sicurezza nazionale e contrastare minacce emergenti, tra cui il terrorismo, la cybersicurezza, e la crescente minaccia di stati come Russia, Cina, Iran e Corea del Nord</strong>, Metreweli dovrà guidare l'MI6 con una visione lungimirante e innovativa. La sua carriera si è distinta per un approccio strategico, caratterizzato dall'adozione di tecnologie all'avanguardia e dall'analisi dei nuovi scenari di minaccia digitale, come la sorveglianza biometrica da parte della Cina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Sfide del Nuovo Direttore</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Metreweli dovrà confrontarsi con una serie di sfide, sia geografiche che tecnologiche. Il contesto globale, segnato da un’intensa competizione geopolitica, richiede una gestione delle risorse dell'intelligence mai vista prima. La crescente digitalizzazione, l'accesso a dati satellitari e la necessità di innovare continuamente per stare al passo con i nemici in un mondo sempre più connesso rappresentano sfide vitali per l'agenzia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sicurezza del Regno Unito, la protezione dei suoi segreti e la difesa dei suoi interessi economici e strategici si intrecciano con le<strong> necessità di una leadership forte e innovativa</strong>, che non solo comprenda le minacce attuali, ma che anticipi quelle future.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nomina di Blaise Metreweli come capo dell'MI6 è un momento significativo per la politica britannica e segna un'importante evoluzione nell'intelligence mondiale. Con la leadership di Metreweli, l'MI6 non solo accoglie la modernità, ma si prepara ad affrontare le sfide del futuro con una visione al passo con i tempi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/mi6-cll.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Blaise Metreweli, geopolitica, intelligenza artificiale, leadership femminile, MI6, spionaggio","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-16 08:02:48","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20429-blaise-metreweli-alla-guida-servizi-segreti.mp4","galleria":""}
{"id":20419,"titolo":"L'Evoluzione dei Droni e l'Urgenza di Affrontare la Questione a Livello Nazionale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel panorama della guerra moderna, poche innovazioni hanno avuto un impatto così radicale come l'introduzione dei droni. Questi veicoli aerei senza pilota, evolutisi in modo esponenziale negli ultimi decenni, hanno segnato <strong>l'inizio di una nuova era nelle operazioni militari.</strong> Sebbene l'uso dei droni in ambito militare sia ormai una realtà consolidata, è necessario riconoscere che siamo solo all'inizio di un cambiamento che trasformerà in modo sostanziale le modalità di combattimento. La tecnologia dei droni ha attraversato tre ere distinte, ognuna delle quali ha portato con sé sfide e opportunità uniche. L'Italia, in particolare, deve affrontare con urgenza la questione dei droni e delle loro implicazioni, sia a livello militare che industriale, rivedendo le competenze e le responsabilità tra le forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19737,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L'Evoluzione dei Droni e l'Urgenza di Affrontare la Questione a Livello Nazionale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/SR-RADON-transparent-1024x585.png\" alt=\"Marina Militare: sperimentazione Sistemi Unmanned e C-UAV - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19737\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marina Militare: sperimentazione Sistemi Unmanned e C-UAV - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La Prima Era dei Droni: L'Inizio della Rivoluzione Aerea</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La prima era dei droni è stata dominata da <strong>piattaforme di grandi dimensioni</strong>, come il MQ-1 Predator, che sono stati utilizzati principalmente per missioni di ricognizione e attacco. Questi droni avevano una portata elevata e una durata di volo lunga, ma erano utilizzati principalmente in<strong> scenari di guerra asimmetrica</strong>, come nelle operazioni contro il terrorismo in Afghanistan e in Iraq. In questa fase, i droni erano strumenti relativamente costosi e sofisticati, gestiti principalmente da forze aeree altamente specializzate. L'introduzione di queste piattaforme ha segnato una nuova era nell'arte della guerra, consentendo di colpire obiettivi strategici senza mettere a rischio la vita dei piloti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, nonostante il loro impatto, <strong>i droni della prima era erano vulnerabili in scenari di conflitto aereo conteso</strong>. Quando nessuna delle due forze ha il controllo esclusivo dello spazio aereo, questi droni diventano facili obiettivi per le difese aeree avversarie. Inoltre, la loro elevata complessità e il costo delle piattaforme li rendevano strumenti limitati e difficili da produrre in grandi numeri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18780,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L'Evoluzione dei Droni e l'Urgenza di Affrontare la Questione a Livello Nazionale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/d1c37c33813619191e058982e3bed94496fcb61e-2560x1532-1-1024x613.webp\" alt=\"Helsing tra innovazione e responsabilità: i droni HX-2 e il futuro della difesa europea - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18780\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Helsing tra innovazione e responsabilità: i droni HX-2 e il futuro della difesa europea - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La Seconda Era dei Droni: La Proliferazione e la Specializzazione</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l'ingresso nel ventunesimo secolo, una seconda era di droni è emersa, caratterizzata dalla proliferazione e dalla miniaturizzazione della tecnologia. I droni sono diventati sempre più accessibili, e i modelli più piccoli, leggeri e meno costosi hanno iniziato a entrare in gioco, rendendo la guerra aerea più democratica. Le forze armate non solo hanno acquisito droni per la ricognizione e il monitoraggio, ma anche per l'uso offensivo. Il conflitto in Siria e in Libia ha visto un massiccio utilizzo di droni di piccole e medie dimensioni, come il Bayraktar TB2 turco, che hanno avuto un impatto significativo sul campo di battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante questa seconda era, i droni sono diventati sempre più specializzati, e si sono evoluti per assolvere a compiti di attacco di precisione, sorveglianza, e operazioni di supporto aereo ravvicinato. I droni come il Bayraktar e i sistemi di munizioni loitering hanno svolto un ruolo cruciale nell'abbattere obiettivi nemici, nonché nel fornire informazioni vitali sulle forze avversarie. In questa fase, l'autonomia di volo e la capacità di integrare intelligence in tempo reale sono diventati elementi cruciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra in Ucraina ha segnato un punto di svolta, mettendo in evidenza non solo l'efficacia dei droni leggeri, ma anche la crescente importanza delle munizioni loitering, droni a missione unica che rimangono in volo nella zona target fino a quando non trovano il loro obiettivo. Questa fase ha visto l'emergere di droni come lo Shahed 136, che sono stati usati in modo efficace per colpire obiettivi strategici e infrastrutture vitali in Ucraina, sebbene con limitazioni legate alla tecnologia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18273,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L'Evoluzione dei Droni e l'Urgenza di Affrontare la Questione a Livello Nazionale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/1663000963-1024x616.jpeg\" alt=\"L'Intelligenza Artificiale nel Settore Militare: Nuove Frontiere per la Difesa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18273\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Intelligenza Artificiale nel Settore Militare: Nuove Frontiere per la Difesa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La Terza Era dei Droni: L'Intelligenza Artificiale e il Controllo degli Sciami</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l'evoluzione tecnologica, siamo ora entrati in una terza era dei droni, quella in cui l'intelligenza artificiale (IA) e il controllo degli sciami stanno iniziando a giocare un ruolo preminente. I droni non sono più semplicemente piattaforme controllate a distanza, ma stanno diventando autonomi, capaci di operare insieme come sciami coordinati, in grado di agire senza intervento umano diretto. L'uso dell'IA nel controllo degli sciami di droni è destinato a rivoluzionare il modo in cui vengono condotte le operazioni militari. Ogni drone può essere dotato di intelligenza per individuare, identificare e colpire bersagli con grande precisione, senza la necessità di coordinamento umano diretto in tempo reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le potenzialità della IA nella gestione di droni a lunga distanza, attraverso l'uso di segnali satellitari, consentiranno alle forze armate di agire rapidamente su ampie aree geografiche. I droni, operando in sciami, potranno coprire un vasto campo di battaglia, eliminando minacce, raccogliendo dati e fornendo supporto alle forze di terra, il tutto senza rischiare vite umane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, il controllo remoto dei droni a lunga distanza attraverso segnali satellitari rappresenta una nuova frontiera. Questo approccio non solo offre maggiore autonomia, ma permette anche un impiego in contesti in cui le comunicazioni dirette non sarebbero possibili. Con il potenziale di operare in aree remote, in ambienti di guerra complessi, o durante missioni di sorveglianza a lungo termine, l'intelligenza artificiale diventa una risorsa strategica fondamentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La Necessità di Affrontare la Questione dei Droni a Livello Nazionale: Militare e Industriale</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia si trova di fronte alla necessità urgente di affrontare la questione dei droni e delle munizioni loitering sia a livello militare che industriale. L’evoluzione della tecnologia ha messo in evidenza una serie di sfide che il paese non può più ignorare. Le forze armate italiane devono essere preparate a gestire l’uso dei droni in modo strategico, operando in modo autonomo e con una chiara distinzione di competenze tra le diverse forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Competenze e Responsabilità:</strong><br>Attualmente, la gestione dei droni è nelle mani dell’Aeronautica Militare, ma alla luce della proliferazione dei droni di piccole dimensioni e dell’utilizzo sempre più frequente da parte dell’Esercito e della Marina, è urgente stabilire con certezza i confini delle competenze. L’Aeronautica non può più essere l’unica responsabile di tutto ciò che vola, in particolare per quanto riguarda i droni di piccole dimensioni. L’Esercito e la Marina devono avere autonomia operativa nell’utilizzo dei droni e delle munizioni loitering, a meno che non superino determinate dimensioni e capacità. Stabilire una suddivisione chiara delle competenze garantirà un impiego più rapido ed efficiente di queste tecnologie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Approccio Industriale:</strong><br>A livello industriale, l'Italia deve investire in tecnologie avanzate per lo sviluppo e la produzione di droni e munizioni loitering. Attualmente, l'industria italiana è in ritardo rispetto a paesi come la Turchia e l'Iran, che stanno dominando la produzione di droni militari. È necessario incentivare l'industria nazionale, supportando l'innovazione e la produzione interna di droni, in modo da ridurre la dipendenza dalle importazioni. La creazione di alleanze strategiche con altri paesi produttori, come Israele e gli Stati Uniti, potrebbe essere fondamentale per accelerare l'adozione di queste tecnologie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Intelligenza Artificiale e Satcom:</strong><br>L'introduzione dell'intelligenza artificiale per il controllo degli sciami di droni è una questione che non può essere procrastinata. Le forze armate italiane devono immediatamente iniziare a progettare sistemi di IA che possano operare sciami di droni in modo autonomo, utilizzando segnali satellitari per garantire operazioni a lunga distanza. Ciò non solo aumenterà l'efficienza delle operazioni, ma permetterà anche all'Italia di rimanere competitiva a livello internazionale in un settore sempre più critico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Conclusione: Una Riforma Urgente e Necessaria</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, l’evoluzione dei droni e delle munizioni loitering sta accelerando e l’Italia deve affrontare questa realtà con urgenza. L’approccio a livello nazionale deve comprendere non solo un aggiornamento delle competenze e delle responsabilità tra le forze armate, ma anche un impegno deciso a livello industriale per rafforzare la capacità nazionale di sviluppare e produrre queste tecnologie. È imperativo che l’Italia riveda il proprio approccio all’utilizzo dei droni, stabilisca con certezza le competenze di ciascuna forza armata e investa in intelligenza artificiale e tecnologie satellitari per garantire un vantaggio strategico nel prossimo conflitto. Non è più una questione di se, ma di quando il paese dovrà affrontare queste sfide per rimanere competitivo nel panorama della guerra moderna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/398953876-1377511662866349-69125.jpg","categoria":"Blog","tags":"Difesa Nazionale, Droni militari, Innovazione Industriale, intelligenza artificiale, Munizioni Loitering","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-15 17:31:06","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.armyupress.army.mil/journals/military-review/online-exclusive/2024-ole/command-of-the-air/","altre-fonti":"https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/00963402.2023.2178180#abstract","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20419-levoluzione-droni-urgenza-affrontare-questione.mp4","galleria":""}
{"id":20413,"titolo":"Le Sfide Convergenti  dell’Esercito Italiano e Britannico","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La recente <strong>Strategic Defence Review (SDR)</strong> del Regno Unito, pubblicata a giugno 2025, definisce una trasformazione profonda della struttura e del ruolo dell’Esercito britannico, nel contesto di un rinnovato impegno NATO. Tuttavia, molte delle criticità e delle sfide evidenziate dal documento trovano un riscontro diretto anche nella situazione attuale dell’<strong>Esercito Italiano</strong>, chiamato ad affrontare dinamiche del tutto analoghe, sia in termini operativi che di capacità industriale e organizzativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">NATO: tra ARRC e NRDC-IT, il parallelismo dei comandi multinazionali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel quadro della ristrutturazione NATO, il Regno Unito conferma il proprio ruolo centrale all’interno dell’Alleanza, attraverso il comando dell’<strong>Allied Rapid Reaction Corps (ARRC)</strong>, pronto a fornire due divisioni schierabili in tempi rapidi. Allo stesso modo, l’Italia svolge una funzione altrettanto strategica grazie al comando del <strong>NATO Rapid Deployable Corps - Italy (NRDC-IT)</strong>, con sede a Solbiate Olona, che costituisce una delle principali forze multinazionali di prontezza operativa della NATO sul fianco sud-orientale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In parallelo ai comandi divisionali britannici (3ª Divisione corazzata e 1ª Divisione leggera), l’Italia mantiene operative due divisioni di riferimento: la <strong>Divisione \"Vittorio Veneto\"</strong> e la <strong>Divisione \"Acqui\"</strong>, quali aliquote di Comabattimento. Tuttavia, proprio come per Londra, il pieno impiego di queste formazioni sarebbe reso complesso dall’attuale livello di prontezza, carenza di organici giovani e soprattutto dai limiti nei mezzi e nell’addestramento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20369,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/1200-5-1024x683.jpeg\" alt=\"Golden Lion 2025: La Divisione Vittorio Veneto Si Prepara per l’Impegno NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20369\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Golden Lion 2025: La Divisione Vittorio Veneto Si Prepara per l’Impegno NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il grande nodo tecnologico: migliaia di droni e la dottrina da riscrivere</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La SDR britannica individua in maniera netta il futuro della guerra terrestre: un modello <strong>\"20-40-40\"</strong>, in cui la massa di combattimento viene progressivamente trasferita su piattaforme autonome e munizionamenti intelligenti. È lo stesso scenario verso cui dovrebbe tendere anche l’Esercito Italiano, oggi ancora largamente basato su piattaforme tradizionali con limitata presenza di capacità unmanned.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Serviranno migliaia di droni di vari modelli e impiego</strong>, dai micro-UAV da ricognizione tattica, ai sistemi kamikaze a bassa quota, ai droni da sorveglianza strategica, fino a sciami automatizzati e sistemi antidrone. Tuttavia, questa transizione tecnologica richiederà un profondo ripensamento dottrinale e organizzativo, con lo sviluppo di una nuova <strong>dottrina italiana della guerra terrestre multidominio</strong>, oggi ancora assente o limitata a pochi studi concettuali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20290,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/path.jpg\" alt=\"Ukraina, obiettivo 2025: 4,5 M di Droni - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20290\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Obiettivo 2025: 4,5 M di Droni - Ucraina lancia Brave 1 per la collaborazione Industriale. - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esperienza ucraina offre un modello di riferimento concreto: Kiev ha saputo in pochi anni attivare un’intera <strong>industria bellica nazionale distribuita</strong>, capace di produrre droni, munizionamenti, veicoli, sistemi di comando e software per la gestione integrata del campo di battaglia. L’Italia, in forte ritardo in questo campo, deve urgentemente avviare un <strong>grande piano industriale per la difesa</strong>, valorizzando il comparto nazionale e ponendo l’accento sulle PMI tecnologiche, in stretta collaborazione pubblico-privato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il grave problema demografico dell’Esercito italiano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre il Regno Unito mantiene una forza attiva di circa 73.000 regolari e 27.000 riservisti, l’Esercito Italiano sconta oggi un altro gravissimo problema: <strong>l’invecchiamento strutturale del personale</strong>. L’età media si avvicina ormai pericolosamente ai <strong>45 anni</strong>, con conseguenze dirette sull’efficienza fisica, sulla capacità di sostenere operazioni prolungate e su quella di assorbire rapidamente nuove tecnologie complesse. La mancanza di un turn-over costante di giovani volontari e ufficiali, unita al blocco assunzionale degli ultimi anni, rischia di compromettere la proiezione operativa per i prossimi decenni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19174,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/1498112671390.jpg-1024x683.jpg\" alt=\"Leva militare obbligatoria: utile ancora oggi? - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19174\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Leva militare obbligatoria: utile ancora oggi? - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo dato anagrafico, aggravato da carriere lunghissime e scarsissima mobilità interna, rende ancora più urgente una <strong>riforma del modello professionale</strong> dell’Esercito, con particolare attenzione alla creazione di corpi tecnici altamente specializzati nelle nuove funzioni digitali, cibernetiche, ISR e per l'impiego dei sistemi autonomi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Addestramento sotto assedio: la battaglia dei poligoni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come già evidenziato per il Regno Unito con il caso del Salisbury Plain, anche l’Italia vive una fase di <strong>assedio sistematico ai poligoni addestrativi</strong>, sempre più sotto pressione per effetto di comitati locali, vincoli ambientali e opposizioni politiche trasversali. Strutture come Capo Teulada, Monte Romano, Torre Veneri o Persano operano ormai sotto forti limitazioni, riducendo di fatto la possibilità di esercitazioni realistiche su vasta scala.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A questo quadro si somma il cronico sottoutilizzo di capacità fondamentali come:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>esercitazioni manovrate interforze di divisione/corpo d’armata;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>fuochi di artiglieria a lunga gittata;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>simulazioni di guerra elettronica ed effetto dominio-cyber;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>mobilitazione logistica completa (trasporto mezzi, rifornimenti, personale).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20248,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/231208-F-RJ686-1440M-1024x682.jpg\" alt=\"Folgore in prima linea: sinergia con la 46ª Brigata Aerea per la prontezza operativa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20248\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Folgore in prima linea: sinergia con la 46ª Brigata Aerea per la prontezza operativa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La soluzione, come sottolinea la stessa SDR britannica, non può che passare attraverso un massiccio ricorso a <strong>sistemi di addestramento virtuale integrato</strong>, basati su intelligenza artificiale, simulatori immersivi e reti digitali multidominio. Solo così sarà possibile superare i limiti ambientali e mantenere alta la prontezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La sfida industriale e finanziaria comune</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tanto per il Regno Unito quanto per l’Italia il nodo finale resta quello delle risorse. Londra fatica a mantenere le ambiziose promesse della SDR nonostante un budget già al 2,5% del PIL. L’Italia, con un budget difesa  giunto a \"fatica\" al 2% del PIL, appare ancora più esposta al rischio che i progetti di modernizzazione vengano rallentati o diluiti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il confronto con gli investimenti britannici impressiona:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>oltre <strong>130 miliardi di sterline per il rinnovo nucleare (progetto Astraea)</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>oltre <strong>12 miliardi per i nuovi sottomarini SSN-AUKUS</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>oltre <strong>6 miliardi per la ricostituzione delle scorte munizionamento</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia non dispone oggi di una pianificazione decennale simile, e il <strong>Programma Pluriennale di Riammodernamento</strong> procede per singoli capitoli, spesso non coordinati fra loro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione: un bivio storico per l’Esercito Italiano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le sfide descritte nella Strategic Defence Review britannica, lette in chiave italiana, mostrano quanto i problemi strutturali dell’Esercito Italiano siano oggi <strong>ancora più delicati e urgenti</strong>: personale anziano, mezzi datati, capacità ISR insufficienti, ritardo industriale e poligoni sotto attacco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Serve una <strong>visione strategica di lungo periodo</strong> che integri modernizzazione tecnologica, riforma dottrinale, rilancio industriale e una nuova architettura professionale del personale. Solo così il nostro Paese potrà garantire il proprio ruolo di nazione guida all’interno dell’Alleanza Atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/1-4.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Esercito Italiano, modernizzazione militare, NATO, Strategic Defence Review","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-15 07:44:50","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://euro-sd.com/2025/06/major-news/44928/the-sdr-and-the-british-army/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20413-sfide-convergenti-esercito-italiano-britannico.mp4","galleria":""}
{"id":20402,"titolo":"Teulié, onore e futuro: i 100 giorni che preparano alla vita","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei giorni scorsi, nel cuore della città di Milano, la Scuola Militare “Teulié” ha ospitato un evento carico di storia e significato: la cerimonia del <em>Mak P 100</em>, che segna simbolicamente i 100 giorni che separano gli allievi dell’ultimo anno dalla conclusione del loro percorso di studi. Un rito dal forte valore identitario che affonda le sue radici nelle tradizioni più antiche delle Scuole e Accademie Militari italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell’ambito di questa ricorrenza si è svolto il tradizionale “passaggio della stecca” tra il Corso “Fadini III” e il Corso “Fumi III”. In un gesto semplice ma denso di significato, gli allievi del terzo anno affidano ai colleghi del secondo anno la responsabilità di custodire i valori, l’onore e le tradizioni dell’Istituto. Questo passaggio rappresenta il culmine del percorso formativo vissuto all’interno della Scuola, un ponte tra chi sta per spiccare il volo e chi è chiamato a raccoglierne l’eredità morale e culturale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia si è tenuta nello storico cortile “Primo Tricolore”, luogo simbolo dell’Istituto, e ha visto la partecipazione del Generale di Corpo d’Armata Carlo Lamanna, Comandante della Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito (COMFORDOT). Nel suo intervento, il Generale ha rivolto un appello sentito agli allievi: «Agite sempre ispirati al patrimonio etico-valoriale e agli insegnamenti appresi alla Scuola Teulié». Parole che riecheggiano come monito e guida per la futura classe dirigente militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20406,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Momento-della-cerimonia-2-1024x681.jpeg\" alt=\"Teulié, onore e futuro: i 100 giorni che preparano alla vita - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20406\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Teulié, onore e futuro: i 100 giorni che preparano alla vita - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il merito, la forma, il ballo: educazione completa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la cerimonia militare sono stati consegnati riconoscimenti agli allievi che si sono distinti per risultati scolastici eccellenti. Questo momento di premiazione mette in risalto uno degli aspetti fondanti della missione educativa della Scuola Teulié: la valorizzazione del merito, dell’impegno costante, della disciplina e dell’integrità. Non si forma solo il futuro ufficiale, ma anche il cittadino consapevole e responsabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La parte più mondana del <em>Mak P 100</em> è invece rappresentata dal tradizionale “Gran Ballo delle Debuttanti”, inserito nella manifestazione a partire dal secondo dopoguerra. Questo elegante evento, patrocinato dal Comune di Milano e dalla Regione Lombardia, è divenuto nel tempo un vero e proprio appuntamento culturale e sociale di rilievo. Durante una raffinata serata di gala, gli allievi della Scuola Militare, in uniformi storiche, accompagnano le giovani del Collegio Setti Carraro – istituto gemellato – nel loro debutto in società.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20407,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/image-31.webp\" alt=\"Teulié, onore e futuro: i 100 giorni che preparano alla vita - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20407\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Teulié, onore e futuro: i 100 giorni che preparano alla vita - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La serata si svolge in un’atmosfera d’altri tempi: le giovani indossano abiti bianchi mentre danzano con i cadetti sulle note di Strauss, tra polonaise, quadriglie e valzer. È un momento che coniuga grazia, stile e disciplina militare, mostrando al pubblico una forma di educazione che include, oltre alla preparazione accademica e fisica, anche la padronanza delle buone maniere e della socialità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo evento, oltre a rappresentare un momento di festa, è anche una celebrazione del legame tra la Scuola e il territorio. Ogni anno richiama esponenti del mondo istituzionale, artistico e mediatico, generando ammirazione per la compostezza, la grazia e la solennità della manifestazione. Il <em>Gran Ballo delle Debuttanti</em> è testimonianza vivente della capacità dell’Istituzione di mantenere vive le proprie tradizioni adattandole ai tempi, offrendo ai giovani un’educazione completa e integrata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una scuola che guarda avanti: curvatura digitale e futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alla solennità della tradizione, la Scuola Militare Teulié continua a distinguersi per la capacità di guardare avanti. Accanto ai percorsi consolidati del Liceo Classico e del Liceo Scientifico, dal prossimo anno accademico 2025/2026 sarà attivato il nuovo <strong>Liceo Scientifico a curvatura digitale</strong>. Questo innovativo indirizzo risponde all’esigenza di formare allievi pronti ad affrontare le sfide di una società sempre più tecnologica e interconnessa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo piano di studi integrerà materie come informatica, cybersecurity, intelligenza artificiale e data analysis, offrendo competenze oggi fondamentali sia in ambito militare che civile. L’obiettivo è duplice: da un lato consolidare la preparazione culturale e umanistica tipica del liceo scientifico, dall’altro potenziare la capacità di comprendere e gestire gli strumenti digitali e tecnologici che saranno centrali nelle professioni di domani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo modo, la Scuola Militare Teulié rafforza il proprio ruolo di avanguardia educativa, capace di coniugare tradizione e innovazione. Il <em>Mak P 100</em>, con il suo doppio volto – militare e mondano – incarna perfettamente questa visione: una solida base valoriale che si proietta con consapevolezza e fiducia nel futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20409,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Passaggio-della-stecca-1024x681.jpeg\" alt=\"Teulié, onore e futuro: i 100 giorni che preparano alla vita - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20409\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Teulié, onore e futuro: i 100 giorni che preparano alla vita - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la cerimonia del passaggio della stecca, gli allievi del Corso “Fadini III” non solo chiudono un capitolo importante della loro vita, ma consegnano alle nuove leve una missione: portare avanti con orgoglio e responsabilità il nome della Teulié. Un nome che, da secoli, è sinonimo di disciplina, cultura, eleganza e spirito di servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/Momento-della-cerimonia-1.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"ballodelledebuttanti, makp100, scuolateulié","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-14 12:37:30","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/MAK-P-100-alla-Scuola-Militare-Teuli%C3%A9.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20402-teulie-onore-e-futuro-i-100-giorni-che-preparano-alla-vita.mp4","galleria":""}
{"id":20386,"titolo":"Brigata Informazioni Tattiche: il Generale Pontiroli subentra al Generale Paracadutista Vizzuso","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è svolta nei giorni scorsi, presso la storica Caserma “Santa Barbara” di Anzio, una cerimonia carica di significato e solennità: il passaggio di consegne al vertice della Brigata Informazioni Tattiche. Alla presenza delle massime autorità militari, civili e religiose delle città di Anzio e Nettuno, il Generale di Brigata Carmine Vizzuso ha ufficialmente ceduto il comando al pari grado Ettore Pontiroli. A presiedere l’evento, <strong>il Comandante delle Forze Operative Terrestri, Generale di Corpo d’Armata Massimo Scala</strong>, testimoniando così l'importanza strategica della Brigata nell’ambito dell’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia ha visto schierata la Bandiera di Guerra del 13° Reggimento HUMINT (Human Intelligence), simbolo del valore e della dedizione del reparto, recentemente insignita della Croce d’Oro al Merito dell’Esercito. Questo riconoscimento rappresenta non solo l’eccellenza operativa ma anche l’impegno costante nel raccogliere, analizzare e valorizzare le informazioni in contesti operativi complessi, in Italia come nei teatri internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evento ha costituito un momento di coesione e di riflessione sull’evoluzione delle missioni affidate alla Brigata, sempre più centrali nel quadro della difesa e sicurezza nazionale. La presenza delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma ha ulteriormente sottolineato il legame profondo tra l’Esercito e la comunità, in un ideale filo conduttore tra passato, presente e futuro della difesa del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il bilancio del Generale Vizzuso: continuità, innovazione e spirito di squadra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo discorso di commiato, il Generale Carmine Vizzuso ha tracciato un bilancio del proprio mandato alla guida della Brigata Informazioni Tattiche, sottolineando il carattere multidimensionale delle sfide affrontate. Durante il suo periodo di comando, la Brigata ha saputo coniugare continuità operativa e innovazione, espandendo il proprio spettro d’azione con nuovi progetti e attività sperimentali, sempre con uno sguardo rivolto all’efficienza e alla prontezza operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20390,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/3.-Allocuzione-del-Generale-di-Brigata-VIZZUSO-1024x684.jpg\" alt=\"Avvicendamento al Comando della Brigata Informazioni Tattiche: il Generale Pontiroli subentra al Generale Vizzuso - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20390\" title=\"Avvicendamento al Comando della Brigata Informazioni Tattiche: il Generale Pontiroli subentra al Generale Vizzuso - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Avvicendamento al Comando della Brigata Informazioni Tattiche: il Generale Pontiroli subentra al Generale Vizzuso - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli elementi chiave sottolineati dal Generale è stato il valore del lavoro di squadra: “I risultati raggiunti – ha dichiarato – sono frutto del contributo di ciascuno. Ogni soldato, ufficiale e sottufficiale ha rappresentato un tassello fondamentale di un grande mosaico”. In un’epoca in cui le informazioni sono un asset strategico cruciale, la Brigata ha saputo dimostrare adattabilità e capacità d’innovazione, ponendosi all’avanguardia nel settore delle operazioni informative e dell’intelligence tattica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Vizzuso ha voluto anche ringraziare i reparti dipendenti, evidenziando il ruolo sinergico tra le diverse componenti della Brigata. La sua guida si è contraddistinta per l’attenzione alla formazione continua del personale e per una visione che ha valorizzato tanto la dimensione tecnologica quanto quella umana del servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il futuro della Brigata con il Generale Pontiroli</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A raccogliere l’eredità del comando è ora il Generale di Brigata Ettore Pontiroli, ufficiale di grande esperienza e preparazione, che nel suo breve intervento ha espresso con chiarezza gli intenti del suo mandato. “Guiderò questa Unità con determinazione – ha affermato – per rafforzare le capacità operative esistenti e rendere pienamente funzionali quelle attualmente in fase sperimentale”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20389,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/5.-Allocuzione-del-Generale-di-Brigata-PONTIROLI-1024x516.jpg\" alt=\"Avvicendamento al Comando della Brigata Informazioni Tattiche: il Generale Pontiroli subentra al Generale Vizzuso - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20389\" title=\"Avvicendamento al Comando della Brigata Informazioni Tattiche: il Generale Pontiroli subentra al Generale Vizzuso - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Avvicendamento al Comando della Brigata Informazioni Tattiche: il Generale Pontiroli subentra al Generale Vizzuso - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Pontiroli assume il comando in un momento di particolare trasformazione per le Forze Armate, in cui la guerra dell’informazione, la cyber intelligence e le operazioni multidominio rappresentano nuove frontiere da esplorare e consolidare. La sua missione sarà dunque orientata non solo al mantenimento degli standard di eccellenza già raggiunti, ma anche alla proiezione della Brigata verso modelli operativi sempre più integrati con le altre componenti della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo discorso conclusivo, il Generale Massimo Scala ha voluto rendere omaggio al lavoro svolto dal Generale Vizzuso, sottolineando la sua professionalità, il costante impegno e i brillanti risultati ottenuti. Al tempo stesso, ha rivolto al Generale Pontiroli un augurio sincero di successo alla guida di un’unità considerata ormai un pilastro fondamentale del sistema informativo tattico dell’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20388,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/6.-Allocuzione-del-Gen-CA-SCALA-1024x681.jpg\" alt=\"Avvicendamento al Comando della Brigata Informazioni Tattiche: il Generale Pontiroli subentra al Generale Vizzuso - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20388\" title=\"Avvicendamento al Comando della Brigata Informazioni Tattiche: il Generale Pontiroli subentra al Generale Vizzuso - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Avvicendamento al Comando della Brigata Informazioni Tattiche: il Generale Pontiroli subentra al Generale Vizzuso - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il passaggio di consegne ad Anzio non è stato dunque un semplice atto formale, ma l’espressione di una continuità organizzativa e di un’evoluzione funzionale all’altezza delle sfide del XXI secolo. La Brigata Informazioni Tattiche si conferma un punto di riferimento strategico, dove innovazione, professionalità e spirito di servizio si fondono nella difesa degli interessi nazionali, in Patria e all’estero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/1200-6.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"brigatainformazionitattiche, esercitoitaliano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-14 05:23:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/cambio_bit.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20386-brigata-informazioni-tattiche-il-generale-pontiroli-subentra-al-generale-paracadutista-vizzuso.mp4","galleria":""}
{"id":20397,"titolo":"Scontro evitato tra Paracadutisti militari e un volo Aeroméxico","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 4 giugno scorso, nei cieli Messicani, si è sfiorata la tragedia. Un volo commerciale <strong>Aeroméxico</strong>, operato da un <strong>Boeing 737</strong> e partito da <strong>Città del Messico</strong> con destinazione <strong>Oaxaca</strong>, ha evitato per un soffio la collisione con un gruppo di <strong>paracadutisti delle forze speciali messicane</strong>, impegnati in una <strong>esercitazione operativa</strong> sopra la Valle del Messico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È stato il comandante del volo commerciale a evitare la collisione, eseguendo una rapida manovra evasiva in fase di salita. <em>“Les íbamos a pegar”</em>, ha riferito via radio: <em>“Stavamo per colpirli”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La ricostruzione dell'incidente</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto riportato da <em><a href=\"https://www.elfinanciero.com.mx/empresas/2025/06/10/casi-les-pegamos-aeronave-de-aeromexico-estuvo-a-punto-de-golpear-paracaidistas-militares/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">El Financiero</a></em>, l’episodio si è verificato intorno alle 7:00 del mattino, mentre il Boeing era in salita e si trovava a circa 15.000 piedi di altitudine (4.500 metri circa). Il volo si è trovato improvvisamente nello stesso spazio aereo di un velivolo della Fuerza Aérea (volo FAM 3201) impegnato in lanci di paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il pilota di Aeroméxico ha immediatamente contattato la torre di controllo per segnalare la presenza di “traffico” sospetto: <em>“Abbiamo traffico a vista… sono paracadutisti?”</em> si sente nell’audio registrato della conversazione. Dopo aver ricevuto conferma, il comandante ha deciso di salire di quota per evitare una potenziale collisione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Errore di comunicazione tra enti</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla base del mancato incidente sembrerebbe esserci una grave falla nella comunicazione tra i responsabili del traffico aereo. Era infatti attivo un NOTAM (Notice to Airmen), il numero <strong>B0854/25</strong>, che segnalava restrizioni di volo nell’area proprio a causa delle attività militari. Tuttavia, secondo fonti interne al Servizio di Navigazione nello Spazio Aereo Messicano (SENEAM), tale informazione non è stata correttamente comunicata ai controllori di volo operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“A quanto pare l’autorizzazione è rimasta sulla scrivania di un dirigente del centro di controllo”</em>, ha rivelato una fonte anonima. <em>“Il personale non era al corrente del lancio”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Indagine in corso</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>AFAC (Agencia Federal de Aviación Civil)</strong> ha avviato un’indagine sull’incidente, che avviene in un momento già critico per l’aviazione civile messicana, segnata da carenza di controllori e tensioni sindacali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Aeroméxico ha rifiutato di commentare l'accaduto. Anche il direttore generale del SENEAM, Javier Vega, si è sottratto alle domande durante un evento ufficiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fonti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.aviacionline.com/falla-de-seneam-avion-de-aeromexico-casi-impacta-a-paracaidistas-de-la-fuerza-aerea\">https://www.aviacionline.com/falla-de-seneam-avion-de-aeromexico-casi-impacta-a-paracaidistas-de-la-fuerza-aerea</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.elfinanciero.com.mx/empresas/2025/06/10/casi-les-pegamos-aeronave-de-aeromexico-estuvo-a-punto-de-golpear-paracaidistas-militares\">https://www.elfinanciero.com.mx/empresas/2025/06/10/casi-les-pegamos-aeronave-de-aeromexico-estuvo-a-punto-de-golpear-paracaidistas-militares</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/Aeromexico-Boeing-737-MAX-8-FEB2018C.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"CadutaLibera, paracadutisti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-13 22:34:29","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20397-scontro-evitato-tra-paracadutisti-militari-e-un-volo-aeromexico.mp4","galleria":""}
{"id":20371,"titolo":"Inferno a Tel Aviv: missili e droni dall’Iran colpiscono il cuore di Israele","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>13 giugno 2025, ore 20:26</strong> – La tensione in Medio Oriente ha raggiunto un punto critico. L’Iran ha dato inizio a un massiccio attacco missilistico contro Israele, lanciando <strong>almeno 150 missili</strong> e decine di droni armati. L’annuncio è arrivato dall’esercito israeliano (IDF), che ha attivato i sistemi di difesa e ordinato alla popolazione di rifugiarsi immediatamente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Tel Aviv</strong> è stata uno dei principali bersagli. Due esplosioni particolarmente violente hanno colpito il centro cittadino e <strong>la zona residenziale di Ramat Gan</strong>, generando una colonna di fumo a forma di fungo e facendo tremare i palazzi. Parte del centro città è rimasta <strong>senza connessione internet</strong>. Secondo i soccorritori del <strong>Magen David Adom</strong>, ci sono <strong>almeno 14 feriti lievi</strong> e <strong>sette punti di impatto confermati</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Gerusalemme</strong> non è stata risparmiata. Forti esplosioni sono state udite anche nella capitale, dove i cittadini si sono precipitati nei rifugi pubblici e privati. Il sistema antimissile Iron Dome ha intercettato parte degli ordigni, ma <strong>diversi sono penetrati le difese</strong> causando danni e panico tra la popolazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La televisione di Stato iraniana ha definito l’azione “<strong>l’inizio della rappresaglia per l’attacco subito</strong>”, e la Guida Suprema Ali Khamenei è intervenuto pubblicamente, dichiarando:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>«La nazione è con noi. Se Dio vuole, la Repubblica Islamica sconfiggerà il regime sionista».</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Caos e allarme – Israele sotto pressione, la popolazione nei rifugi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attacco iraniano ha generato una situazione senza precedenti in Israele. Le <strong>Forze di Difesa Israeliane (IDF)</strong> hanno segnalato l’arrivo di una <strong>seconda ondata di missili</strong>, seguita a distanza di minuti da una <strong>terza</strong>, che ha aggravato ulteriormente lo stato d’emergenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le <strong>sirene d’allarme</strong> hanno risuonato ininterrottamente a Tel Aviv, Gerusalemme e in altre città. Intere famiglie sono rimaste chiuse nei rifugi, mentre i soccorritori si affannavano tra le macerie e le zone colpite per verificare l’eventuale presenza di vittime. In alcune aree del nord del Paese si sono sviluppati <strong>incendi</strong> a seguito della caduta di vettori balistici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20379,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"aspectRatio\":\"1.7746674149143367\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Inferno a Tel Aviv: missili e droni dall’Iran colpiscono il cuore di Israele - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/20250613-203204-1749839599157.jpg-l-iran-sta-attaccando-israele-con-decine-di-droni-e-anche-missili-il-mondo-con-il-fiato-sospeso.jpg\" alt=\"Israele-Iran: la notte che ha cambiato il Medio Oriente - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20379\" style=\"aspect-ratio:1.7746674149143367;width:840px;height:auto\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Israele-Iran: la notte che ha cambiato il Medio Oriente - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’IDF ha dichiarato che “solo in parte” i missili sono stati intercettati, lasciando intendere che l’efficacia dello scudo difensivo non è stata sufficiente ad arginare l’intero attacco. Intanto, fonti iraniane hanno riferito di aver <strong>abbattuto due jet militari israeliani</strong>, catturando <strong>una pilota</strong>: notizia non confermata ufficialmente da Israele, ma riportata dalla TV di Stato di Teheran.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il clima è surreale. Le principali città israeliane sono paralizzate, le scuole sono state chiuse, gli eventi pubblici cancellati, e le strade si sono svuotate. Il governo ha chiesto a tutti i cittadini di <strong>non uscire dai rifugi fino a nuovo ordine</strong>, in attesa di sviluppi nelle prossime ore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il mondo in allarme – Rischio guerra regionale, appelli alla diplomazia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le immagini di Tel Aviv e Gerusalemme sotto attacco hanno fatto il giro del mondo in pochi minuti, suscitando una <strong>reazione diplomatica immediata</strong>. Il <strong>Consiglio di Sicurezza dell’ONU</strong> ha convocato una <strong>riunione urgente</strong> su richiesta dell’Iran, mentre il Segretario Generale António Guterres ha espresso “profonda preoccupazione per la drammatica escalation”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I leader di <strong>Francia, Germania e Regno Unito</strong> hanno lanciato un appello congiunto alla <strong>moderazione</strong> e alla <strong>de-escalation immediata</strong>. Il presidente francese Emmanuel Macron ha rinviato la Conferenza ONU sui “Due Stati”, definendo la situazione attuale «la crisi più pericolosa degli ultimi dieci anni».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La Russia</strong>, che ha condannato l’attacco israeliano, ha dichiarato di essere pronta a mediare. Il presidente <strong>Putin</strong> ha già parlato con i leader di Israele e dell’Iran, mentre il <strong>Cremlino</strong> ha avvertito che “le conseguenze della provocazione ricadranno su chi ha attaccato per primo”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche <strong>la Cina</strong>, <strong>la Turchia</strong> e diversi Paesi arabi hanno chiesto la cessazione immediata delle ostilità. Nel frattempo, <strong>gli Stati Uniti</strong>, pur ribadendo di non aver partecipato all’attacco israeliano, hanno rafforzato la propria presenza militare nella regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Israele, tutte le <strong>ambasciate sono state chiuse</strong>, e l’esercito ha richiamato <strong>migliaia di riservisti</strong>. In Iran, il governo ha mobilitato le forze armate in vista di un possibile proseguimento del conflitto, affermando che “la guerra è solo all’inizio”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20378,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Inferno a Tel Aviv: missili e droni dall’Iran colpiscono il cuore di Israele - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Mappa-Israele-Iran-1024x596-1.webp\" alt=\"Israele-Iran: la notte che ha cambiato il Medio Oriente - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20378\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Israele-Iran: la notte che ha cambiato il Medio Oriente - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il mondo guarda con apprensione al Medio Oriente, consapevole che <strong>un solo errore in più</strong> potrebbe trasformare questa crisi in <strong>una guerra regionale su vasta scala</strong>. In gioco non c’è solo la sicurezza di due Paesi, ma <strong>l’equilibrio globale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/attacco-israele-iran.webp","categoria":"Internazionali","tags":"AttaccoMissilistico, CrisiMedioOriente, IsraeleIran2025","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-13 21:25:20","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.gazzettadiparma.it/italia-mondo/2025/06/13/news/idf-l-iran-ha-lanciato-missili-verso-israele-872316/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20371-inferno-a-tel-aviv-missili-e-droni-dalliran-colpiscono-il-cuore-di-israele.mp4","galleria":""}
{"id":20328,"titolo":"Golden Lion 2025: La Divisione Vittorio Veneto Si Prepara per l’Impegno NATO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione \"GOLDEN LION 2025\" ha rappresentato una fase cruciale nel processo di preparazione della Divisione \"Vittorio Veneto\", designata come Multinational Division South (MND-S), per l’imminente impegno come Land Component Command della Allied Reaction Force (LCC ARF) della NATO. L’operazione si è svolta tra l'ex fabbrica SIPE-NOBEL di Orbetello e le aree di Case Calcinari e Lampugnao (SI), con l'obiettivo di testare la capacità operativa della Divisione nel contesto di operazioni multinazionali complesse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione ha coinvolto circa 850 militari e ha avuto come scopo principale la verifica della capacità di schieramento e attivazione dei Nodi di Comando e Controllo (C2), includendo un Posto Comando Principale (Main Command Post) e due Posti Comando Avanzati (Forward Command Posts). Essenziale per il buon esito della missione è stato il mantenimento della connettività dei Sistemi di Comunicazione e Informazione (CIS) tra i nodi e l’utilizzo dei Functional Area Services della NATO, per garantire che le operazioni di comando e controllo rimanessero efficaci e fluide in qualsiasi scenario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un ulteriore test è stato quello della capacità dei posti comando di effettuare “jump”, ovvero di riposizionarsi rapidamente per garantire che la funzione di comando e controllo rimanesse allineata con le manovre delle unità sul campo. Questo tipo di capacità è fondamentale in scenari di guerra moderna, dove la mobilità e la capacità di adattarsi velocemente sono determinanti per il successo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La leadership del Gen. C.A. Salvatore Cuoci e il ruolo della Divisione \"Vittorio Veneto\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Gen. C.A. Salvatore Cuoci, Vice Comandante e Comandante dell’Area Operativa del COMFOTER, ha visitato la Divisione \"Vittorio Veneto\" durante l’esercitazione, sottolineando l’importanza di questa preparazione per l’imminente impegno nell’ambito della NATO. Nel suo discorso al personale, Cuoci ha dichiarato: \"La divisione si appresta ad affrontare un anno duro ed impegnativo. Le vostre azioni e le vostre esperienze condizioneranno l’Esercito del futuro. Siete la punta di diamante di un dispositivo, l'ARF, che è pronto per tutte le esigenze della NATO e i rappresentanti non solo della Forza Armata ma anche del nostro Paese.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20339,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Golden Lion 2025: La Divisione Vittorio Veneto Si Prepara per l’Impegno NATO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Foto-17-Forward-CP-2-1024x683.jpg\" alt=\"Golden Lion 2025: La Divisione Vittorio Veneto Si Prepara per l’Impegno NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20339\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Golden Lion 2025: La Divisione Vittorio Veneto Si Prepara per l’Impegno NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa dichiarazione evidenzia il ruolo di primissimo piano della \"Vittorio Veneto\" nell’operato della NATO. A partire dal 1° luglio 2025, la Divisione avrà sotto il suo comando numerose unità, sia italiane che alleate. Tra queste, spicca la Brigata Alpina \"Julia\", che con i suoi reggimenti e il supporto di un battaglione turco e uno spagnolo, sarà un elemento chiave nella componente terrestre della ARF.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Gen. C.A. Cuoci ha anche enfatizzato l'importanza della velocità di dispiegamento e riposizionamento degli equipaggiamenti dei Command Posts, nonché quella di attivazione dei Communication and Information Systems, che sono essenziali per un esercizio efficace del comando e controllo. Questo aspetto è fondamentale per le operazioni moderne, in cui la mobilità, la resilienza e la ridondanza sono essenziali, e l’impatto logistico e elettromagnetico deve essere ridotto al minimo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La partecipazione delle forze armate italiane e il contributo delle unità coinvolte</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione \"GOLDEN LION 2025\" ha visto un impegno significativo da parte di molteplici reparti dell’Esercito Italiano, con il supporto delle forze armate alleate. Il prezioso contributo del 78° Reparto Comando e Supporti Tattici \"Lupi di Toscana\" è stato fondamentale nella gestione delle operazioni, così come il lavoro del personale del battaglione “Rolle” del 7° Reggimento Trasmissioni di Sacile, che ha gestito le comunicazioni durante l’esercitazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro attore fondamentale è stata la Brigata Alpina \"Julia\", che ha svolto un ruolo cardine nell’ambito dell’esercitazione. I reparti della Brigata, in particolare l’8° Reggimento Alpini di Venzone, il 2° Reggimento Trasmissioni di Bolzano e il Reggimento Logistico \"Julia\" di Merano, sono stati impegnati in operazioni di schieramento dei posti comando, rifornimenti in condizioni realistiche e manovre di recupero tattico in ambienti montani. Queste attività hanno permesso di testare le tecniche di operazione in scenari complessi, simili a quelli che le forze potrebbero affrontare in teatri di guerra reali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo di \"GOLDEN LION 2025\" è stato determinato dalla stretta collaborazione tra le forze italiane e quelle alleate, che hanno dimostrato una notevole capacità di integrazione e di adattamento ai vari scenari operativi. Questo tipo di preparazione è cruciale per garantire una risposta rapida ed efficace della NATO in caso di crisi internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20341,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Golden Lion 2025: La Divisione Vittorio Veneto Si Prepara per l’Impegno NATO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/110625-gl1-1024x631.jpg\" alt=\"Golden Lion 2025: La Divisione Vittorio Veneto Si Prepara per l’Impegno NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20341\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Golden Lion 2025: La Divisione Vittorio Veneto Si Prepara per l’Impegno NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, l’esercitazione \"GOLDEN LION 2025\" ha rappresentato un momento determinante nella preparazione della Divisione \"Vittorio Veneto\" per il suo prossimo impegno come Land Component Command della Allied Reaction Force. L’esercitazione ha messo in luce l'importanza della capacità di dispiegamento rapido, della gestione avanzata dei sistemi di comunicazione e del mantenimento della funzionalità dei posti comando, elementi essenziali per operare con successo in scenari moderni ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cooperazione tra le forze armate italiane e quelle degli altri Paesi membri della NATO ha mostrato ancora una volta l’efficacia del sistema di alleanze per garantire la sicurezza collettiva, preparandosi a rispondere prontamente a qualsiasi esigenza dell'Alleanza. La \"Vittorio Veneto\" si appresta ora a svolgere un ruolo centrale nelle operazioni della NATO, confermando la propria posizione di avanguardia nelle operazioni terrestri dell'Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/1200-5.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"goldenlion2025, natooperations, vittorioveneto","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-13 14:05:09","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Conclusa-l%E2%80%99esercitazione-%27%27GOLDEN-LION-2025%27%27.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20328-golden-lion-2025-la-divisione-vittorio-veneto-si-prepara-per-limpegno-nato.mp4","galleria":""}
{"id":20344,"titolo":"Il Futuro della Difesa: Strategie e Tecnologie per l'Esercito del 2025","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il IV Forum Machiavelli Difesa, tenutosi il 12 giugno 2025 presso l'Università degli Studi Link di Roma, ha offerto un'importante occasione di riflessione sullo stato di prontezza delle Forze Armate italiane. In un contesto caratterizzato da minacce sempre più complesse e instabilità regionale, l'evento ha approfondito tematiche cruciali come la difesa autonoma, il ruolo dell'Italia nella NATO, e l'innovazione strategica. Un aspetto centrale del dibattito è stato l'evoluzione della componente corazzata dell'Esercito Italiano, con particolare attenzione alle nuove tecnologie e alle strategie necessarie per affrontare le sfide future.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale di Corpo d'Armata Salvatore Camporeale, Sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito, ha evidenziato, durante il suo intervento nel panel su \"L'evoluzione della componente corazzata: strategie, tecnologie e prospettive\", come il campo di battaglia moderno sia segnato da una duplice trasformazione. Da un lato, assistiamo a un ritorno dei conflitti ad alta intensità, in cui la componente corazzata gioca un ruolo fondamentale. Dall'altro, l'introduzione di nuove tecnologie sta modificando profondamente le modalità operative e le strategie militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Innovazioni Tecnologiche e il Futuro della Forza Corazzata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Camporeale ha sottolineato che i carri armati non sono obsoleti, ma devono essere considerati come parte di un ecosistema più ampio. La tecnologia ha evoluto il concetto di \"carro armato\", integrandolo in una \"bolla tattica\" composta da sistemi avanzati di protezione attiva e di difesa da minacce provenienti dalla terza dimensione e dal cyberspazio. Questo approccio consente ai veicoli corazzati di operare in sinergia con altre forze e di rispondere a minacce più sofisticate e diversificate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20353,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Futuro della Difesa: Strategie e Tecnologie per l'Esercito del 2025 - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/3.-Intervento-del-Gen.-C.A.-Camporeale-1-1024x768.jpeg\" alt=\"Il Futuro della Difesa: Strategie e Tecnologie per l'Esercito del 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20353\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Futuro della Difesa: Strategie e Tecnologie per l'Esercito del 2025 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le recenti esperienze operative, come il conflitto in Ucraina, hanno infatti cambiato la natura delle minacce, gli strumenti a disposizione delle forze armate e le modalità di intervento. In particolare, il conflitto ha dimostrato l'importanza di una forza che non solo sia mobilitabile e pronta all'azione, ma che sia anche ben addestrata e equipaggiata. Il Gen. C.A. Camporeale ha messo in evidenza la necessità di una disponibilità costante di scorte strategiche di munizioni e mezzi di combattimento, fattori fondamentali per garantire la sostenibilità e l'efficacia operativa in scenari complessi e prolungati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Ruolo delle Forze Armate, la Cooperazione con l'Industria e la Centralità del Fattore Umano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto della trasformazione della componente corazzata, sono stati presentati due progetti strategici chiave. Il primo, il programma New Main Battle Tank, prevede l'acquisto di 132 nuovi carri da combattimento, oltre a 140 mezzi derivati, che rappresentano un aggiornamento tecnologico importante per l'Esercito Italiano. Il secondo, il programma A2CS (Army Armoured Combat System), è orientato all'introduzione di una famiglia modulare di 1.050 veicoli corazzati di nuova generazione. Entrambi i progetti sono progettati per rispondere agli obiettivi della NATO e per costituire una base per lo sviluppo del carro europeo del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro tema centrale emerso durante l'evento è stato l'importanza di un pensiero strategico condiviso tra le Forze Armate e l'industria. La cooperazione tra il mondo militare e quello industriale è fondamentale per anticipare le sfide future e garantire l'innovazione tecnologica nel settore della Difesa. La sinergia tra ricerca, sviluppo e applicazione operativa consente di rispondere in modo tempestivo e mirato alle esigenze emergenti del campo di battaglia moderno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, il Gen. C.A. Camporeale ha ribadito un principio fondamentale: nonostante il progresso tecnologico, la tecnologia non sostituisce mai l'uomo. Il personale qualificato, motivato e addestrato rimane l'elemento centrale di ogni operazione militare. Le Forze Armate italiane devono continuare a investire sul fattore umano, sia in termini di formazione che di valorizzazione, per garantire che ogni soldato sia in grado di affrontare le sfide del futuro con competenza e determinazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20351,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Futuro della Difesa: Strategie e Tecnologie per l'Esercito del 2025 - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/4.-Intervento-del-Sottocapo-di-Stato-Maggiore-dellEsercito-1024x577.jpeg\" alt=\"Il Futuro della Difesa: Strategie e Tecnologie per l'Esercito del 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20351\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Futuro della Difesa: Strategie e Tecnologie per l'Esercito del 2025 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, l'intervento del Sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito ha rappresentato un momento di sintesi tra visione operativa, innovazione tecnologica e sostenibilità industriale. Il futuro della componente corazzata dell'Esercito Italiano sarà caratterizzato da un equilibrio tra dottrina, sviluppo tecnologico e leadership. La capacità di adattarsi e rispondere alle sfide di un contesto internazionale in continua evoluzione sarà determinante per la sicurezza e la stabilità del nostro Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/2.-Un-momento-del-forum-Machiavelli-Difesa-1.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"componente corazzata, FORZE ARMATE, innovazionestrategica","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-13 13:58:56","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Forum-Machiavelli-Difesa-l%E2%80%99evoluzione-della-componente-corazzata-al-centro-del-futuro-operativo.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20344-il-futuro-della-difesa-strategie-e-tecnologie-per-lesercito-del-2025.mp4","galleria":""}
{"id":20340,"titolo":"Israele contro l'Iran: Retroscena dell'Operazione contro i Siti Nucleari e il Mossad","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il recente attacco lanciato da Israele contro l'Iran ha scosso profondamente il panorama geopolitico del Medio Oriente. Israele ha avviato un'offensiva senza precedenti, mirata a fermare l'avanzamento del programma nucleare iraniano e a neutralizzare alcune delle figure militari più potenti del paese. L'operazione, denominata \"Operazione Rising Lion\", è stata descritta dal primo ministro Benjamin Netanyahu come un'azione che durerà diversi giorni. Questo attacco ha visto l'impiego di 200 aerei da combattimento israeliani, segnando un'escalation significativa delle tensioni tra i due paesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20356,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Operation-Rising-Lion-–-How-Israel-Deceived-Iran.jpg\" alt=\"Israele contro l'Iran: Retroscena dell'Operazione contro i Siti Nucleari e il Mossad - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20356\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Israele contro l'Iran: Retroscena dell'Operazione contro i Siti Nucleari e il Mossad - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Israele contro l'Iran: Retroscena dell'Operazione contro i Siti Nucleari e il Mossad - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La strategia dei droni esplosivi e il ruolo del Mossad</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo fonti della sicurezza israeliana, il Mossad ha avuto un ruolo centrale nella pianificazione dell'operazione. La sicurezza israeliana ha rivelato che il Mossad avrebbe allestito una base all'interno dell'Iran per il lancio di droni carichi di esplosivo, che erano stati introdotti nel paese con largo anticipo e attivati durante l'attacco. Questi droni sono stati utilizzati per colpire le postazioni missilistiche di una base vicina a Teheran, ritenute una minaccia diretta per Israele. Nel frattempo, le unità commando del Mossad hanno operato nel centro dell'Iran, schierando sistemi di armi a guida di precisione vicino alle batterie missilistiche terra-aria iraniane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Attacco a obiettivi nucleari e ai vertici militari iraniani</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso dell'attacco israeliano, sono stati uccisi alcuni dei più alti ufficiali militari iraniani. Tra le vittime figurano il generale Hossein Salami, comandante in capo della Guardia Rivoluzionaria Islamica (IRGC), e il maggiore generale Mohammad Bagheri, capo di stato maggiore delle forze armate iraniane. La morte di questi leader rappresenta un duro colpo per la leadership iraniana, già messa alla prova dalle sanzioni internazionali e dalle operazioni israeliane precedenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20357,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/image-1749796758491-1024x767.webp\" alt=\"Israele contro l'Iran: Retroscena dell'Operazione contro i Siti Nucleari e il Mossad - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20357\" title=\"Israele contro l'Iran: Retroscena dell'Operazione contro i Siti Nucleari e il Mossad - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Israele contro l'Iran: Retroscena dell'Operazione contro i Siti Nucleari e il Mossad - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Netanyahu, l'operazione ha avuto come obiettivo \"colpire il cuore del programma nucleare iraniano\". Tra i target colpiti ci sono stati il principale impianto di arricchimento di Natanz e i suoi scienziati nucleari. La fonte iraniana Tasnim ha confermato la morte di sei scienziati nucleari, sottolineando che l'attacco israeliano ha avuto l'effetto di indebolire ulteriormente le capacità nucleari del paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A seguito dell'attacco, l'Iran ha lanciato più di 100 droni contro il territorio israeliano, che sono stati prontamente intercettati dalla difesa israeliana. Le forze iraniane hanno minacciato che Israele pagherà \"cara\" l'operazione, mentre il leader supremo iraniano, Ayatollah Ali Khamenei, ha promesso che Israele affronterà \"punizioni severe\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20358,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/operation-rising-lion-1024x576.webp\" alt=\"Israele contro l'Iran: Retroscena dell'Operazione contro i Siti Nucleari e il Mossad - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20358\" title=\"Israele contro l'Iran: Retroscena dell'Operazione contro i Siti Nucleari e il Mossad - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Israele contro l'Iran: Retroscena dell'Operazione contro i Siti Nucleari e il Mossad - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il rischio di una guerra regionale più ampia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le operazioni israeliane contro l'Iran sembrano segnare un punto di non ritorno. Israele ha sempre considerato l'Iran una minaccia esistenziale, poiché Teheran rifiuta di riconoscere Israele e ha sviluppato alleanze con gruppi armati ostili, come Hezbollah in Libano, Hamas a Gaza e gli Houthi nello Yemen. Con l'Iran ora impegnato in un'escalation nucleare, la possibilità di una guerra regionale più ampia è diventata concreta, con il rischio che gli Stati Uniti vengano coinvolti nel conflitto, dato il loro stretto alleato in Israele.<br>L'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito l'Iran, sottolineando che il paese deve raggiungere un accordo nucleare \"prima che non ci sia più nulla da negoziare\". Trump ha suggerito che i prossimi attacchi israeliani potrebbero essere \"ancora più brutali\", accentuando la tensione nella regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le immagini satellitari e i rapporti sui social media mostrano che il sito di Natanz, il principale centro di arricchimento dell'uranio iraniano, è stato gravemente danneggiato. Nonostante le dichiarazioni delle autorità iraniane che hanno parlato di danni \"superficiali\", i danni alle strutture sotterranee di Natanz rimangono incerti. Tuttavia, il direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (IAEA), Rafael Grossi, ha confermato che non ci sono stati aumenti nei livelli di radiazioni, indicando che la parte sotterranea della struttura è rimasta intatta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20359,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Teheran-Luftangriff-1024x571.jpg\" alt=\"Israele contro l'Iran: Retroscena dell'Operazione contro i Siti Nucleari e il Mossad - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20359\" title=\"Israele contro l'Iran: Retroscena dell'Operazione contro i Siti Nucleari e il Mossad - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Israele contro l'Iran: Retroscena dell'Operazione contro i Siti Nucleari e il Mossad - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il contesto geopolitico e le reazioni internazionali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il mondo intero sta osservando con apprensione le conseguenze di questo attacco. Mentre alcuni paesi, come l'Arabia Saudita e la Cina, hanno condannato l'operazione israeliana, altri paesi sono in attesa di vedere come si evolverà la situazione. La crisi potrebbe avere ripercussioni in tutta la regione, specialmente se l'Iran risponderà con una serie di ritorsioni militari o tramite i suoi alleati regionali. La situazione resta altamente instabile, e l'intensificarsi della guerra ombra tra Israele e Iran potrebbe portare a un conflitto aperto con implicazioni globali.<br>L'operazione israeliana contro l'Iran ha innescato una nuova fase nel conflitto, con implicazioni che vanno ben oltre i confini della regione. La morte di alti comandanti iraniani e l'attacco ai siti nucleari segnano un punto di svolta significativo nella guerra ombra che va avanti da decenni. Con la possibilità di una ritorsione iraniana e la continua evoluzione della situazione, l'area del Medio Oriente si trova ora sull'orlo di una guerra su scala più ampia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/8894590-13044339-israele-iran-potenzemilitari-2.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#BenjaminNetanyahu, #ConflittoRegionale, #IsraeleIran, #Mossad, #Natanz, #NucleareIraniano, #OperazioneRisingLion, #RetorsioniIraniane, #SicurezzaInternazionale, #TensioniMedioOriente","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-13 13:53:09","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20340-israele-contro-liran-retroscena-delloperazione-contro-i-siti-nucleari-e-il-mossad.mp4","galleria":""}
{"id":20322,"titolo":"Il Capo di SME in Tunisia: rafforzare la cooperazione per una difesa più integrata e strategica","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>rafforzamento della cooperazione militare tra Italia e Tunisia </strong>continua a essere una priorità strategica per entrambe le nazioni, mirato a garantire una difesa sempre più integrata e capace di affrontare le sfide della sicurezza nel Mediterraneo. Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (SME), Generale di Corpo d'Armata Carmine Masiello, ha recentemente concluso una visita ufficiale in Tunisia, in cui sono stati confermati i progressi e le intenzioni di sviluppare nuove sinergie tra le forze armate dei due Paesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un'alleanza strategica nel Mediterraneo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visita del Generale Masiello ha avuto inizio presso lo Stato Maggiore dell'Esercito tunisino, dove ha incontrato il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito tunisino, Generale Mohamed Ghoul. Durante l’incontro, sono stati sottolineati i punti focali della cooperazione bilaterale, tra cui lo sviluppo congiunto di capacità operative, il rafforzamento della formazione e lo scambio di esperienze tra unità specialistiche. Un ambito particolarmente rilevante riguarda la cooperazione nel settore dei <strong>Small Unmanned Aerial Systems (sUAS) e nella componente K9</strong>, essenziali per il monitoraggio e la gestione delle minacce nel contesto mediterraneo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20324,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Capo di SME in Tunisia: rafforzare la cooperazione per una difesa più integrata e strategica - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/1.-Resa-degli-onori-1024x683.jpg\" alt=\"Il Capo di SME in Tunisia: rafforzare la cooperazione per una difesa più integrata e strategica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20324\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Capo di SME in Tunisia: rafforzare la cooperazione per una difesa più integrata e strategica - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cooperazione tra i due eserciti si basa su valori di amicizia, reciproco rispetto e fiducia, ed è finalizzata alla stabilità e alla sicurezza di entrambe le nazioni. In questa ottica, il Capo di SME ha dichiarato che l’obiettivo primario è costruire un futuro migliore per i Paesi e una prosperità condivisa per i popoli attraverso l’addestramento congiunto, le esercitazioni e l’adozione di best practices operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli sviluppi più significativi della visita è stato l’individuazione del poligono di Ben Ghilouf come area prioritaria per le future attività addestrative bilaterali. L’accordo tecnico siglato in occasione della visita garantirà la protezione giuridica del personale impiegato durante le attività di formazione, fornendo una base solida per la cooperazione continua. L’area, infatti, sarà utilizzata per corsi specialistici e simulazioni reali che coinvolgeranno personale di entrambi i Paesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dialogo geopolitico e visione strategica condivisa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visita del Generale Masiello ha incluso anche incontri diplomatici con l'Ambasciatore d'Italia a Tunisi, S.E. Alessandro Prunas, e con il Ministro della Difesa tunisino, Mr. Khaled Sehili. Durante questi colloqui, sono stati esaminati i temi di attualità geopolitica nel Mediterraneo e la crescente importanza del dialogo multilaterale. In particolare, il Generale ha ribadito l’impegno dell’Italia nel rafforzare le attività di cooperazione regionale attraverso piattaforme come la Commissione Militare Mista Italia-Tunisia, l'iniziativa 5+5 Difesa, il Dialogo Mediterraneo della NATO e il Processo di Barcellona.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20325,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Capo di SME in Tunisia: rafforzare la cooperazione per una difesa più integrata e strategica - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/4.-Incontro-tra-il-Capo-di-SME-e-il-Ministro-della-Difesa-tunisino-1024x683.jpg\" alt=\"Il Capo di SME in Tunisia: rafforzare la cooperazione per una difesa più integrata e strategica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20325\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Capo di SME in Tunisia: rafforzare la cooperazione per una difesa più integrata e strategica - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro elemento centrale della visita è stato il rafforzamento della formazione del personale tunisino. In quest'ottica, l’Italia ha ribadito la disponibilità a inviare Mobile Training Team (MTT) per offrire corsi specialistici sul campo. La cooperazione si estenderà anche alla formalizzazione di intese tecnico-operative che regolamentano la presenza di istruttori italiani in Tunisia. Questo permetterà di consolidare ulteriormente il partenariato e di creare una visione strategica condivisa per le future sfide regionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un segno tangibile di impegno</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visita del Capo di SME in Tunisia si è conclusa con un sopralluogo a Bizerte, dove il Generale Masiello ha incontrato il personale delle Forze Speciali e del 61° Reggimento del Genio dell'Esercito tunisino. Questo incontro ha rafforzato ulteriormente la cooperazione operativa sul campo, simbolo tangibile dell’impegno italiano nel consolidare i legami con i partner mediterranei e nel contribuire alla stabilità e sicurezza della regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20326,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Capo di SME in Tunisia: rafforzare la cooperazione per una difesa più integrata e strategica - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/3.-Un-momento-della-visita-del-Capo-di-Stato-Maggiore-dellEsercito-in-Tunisia-1024x683.jpg\" alt=\"Il Capo di SME in Tunisia: rafforzare la cooperazione per una difesa più integrata e strategica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20326\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Capo di SME in Tunisia: rafforzare la cooperazione per una difesa più integrata e strategica - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rafforzamento della cooperazione tra Italia e Tunisia rappresenta una risposta efficace alle sfide in continua evoluzione nel Mediterraneo. Con lo sviluppo di capacità congiunte, il rafforzamento della formazione e il rafforzamento dei legami operativi, entrambe le nazioni sono pronte a giocare un ruolo cruciale nella promozione della stabilità regionale e nella protezione dei valori condivisi di sicurezza e prosperità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/2.-Foto-di-gruppo.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#CooperazioneMilitare, #DifesaMediterraneo, #FormazioneCongiunta, #ItaliaTunisia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-13 11:20:48","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20322-il-capo-di-sme-in-tunisia-rafforzare-la-cooperazione-per-una-difesa-piu-integrata-e-strategica.mp4","galleria":""}
{"id":20312,"titolo":"AGGIORNAMENTO - Israele-Iran: L'Attacco al Programma Nucleare di Teheran","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella notte tra giovedì e venerdì, Israele ha lanciato una serie di attacchi aerei contro obiettivi strategici in Iran, colpendo in particolare impianti nucleari e basi militari. L'attacco, definito dal governo israeliano \"un grande successo\", è stato risposto con minacce di rappresaglie dirette da parte di Teheran. Con un conflitto che rischia di degenerare, le reazioni internazionali e le dinamiche geopolitiche si stanno intensificando.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Colpo Israeliano: Obiettivi e Conseguenze</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Israele ha focalizzato il suo attacco sui siti nucleari iraniani, come l'impianto di arricchimento dell'uranio di Natanz, e su strutture militari critiche, comprese postazioni dei Pasdaran. Tra i risultati, la morte di alti comandanti iraniani, come il capo delle Guardie della Rivoluzione, Hossein Salami, e il capo di stato maggiore Mohammad Bagheri. Questo colpo mira a interrompere definitivamente il programma nucleare di Teheran, che avrebbe portato l'Iran vicino alla capacità di produrre armi nucleari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20315,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"AGGIORNAMENTO - Israele-Iran: L'Attacco al Programma Nucleare di Teheran - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/8894586-13061348-iran-1024x562.jpg\" alt=\"AGGIORNAMENTO - Israele-Iran: L'Attacco al Programma Nucleare di Teheran - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20315\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">AGGIORNAMENTO - Israele-Iran: L'Attacco al Programma Nucleare di Teheran - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'intelligence israeliana aveva già individuato l'accelerazione del programma nucleare iraniano, segnalando il pericolo imminente che l'Iran stesse accumulando materiale fissile sufficiente per produrre 15 bombe atomiche. La decisione di Israele di agire preventivamente è stata descritta come una misura necessaria per proteggere la propria sicurezza nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Reazioni Internazionali e il Ruolo degli Stati Uniti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'attacco israeliano ha suscitato reazioni forti a livello globale. Gli Stati Uniti, pur essendo stati informati in anticipo, hanno ribadito di non essere coinvolti nell'operazione, definendola un'azione \"unilaterale\" da parte di Israele. Donald Trump, pur confermando di essere a conoscenza dell'attacco, ha espresso la sua speranza di proseguire con i negoziati con l'Iran, sottolineando la sua ferma posizione contro il programma nucleare iraniano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, la condanna internazionale è arrivata da diversi fronti. La Turchia ha definito l'attacco israeliano \"barbaro\" e l'Arabia Saudita ha espresso il suo disappunto per la violazione della sovranità iraniana. Le Nazioni Unite, attraverso il Segretario Generale António Guterres, hanno esortato alla massima moderazione per evitare un'escalation che potrebbe destabilizzare ulteriormente il Medio Oriente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20316,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"AGGIORNAMENTO - Israele-Iran: L'Attacco al Programma Nucleare di Teheran - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/8894590-13044339-israele-iran-potenzemilitari-1024x562.jpg\" alt=\"AGGIORNAMENTO - Israele-Iran: L'Attacco al Programma Nucleare di Teheran - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20316\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">AGGIORNAMENTO - Israele-Iran: L'Attacco al Programma Nucleare di Teheran - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Risposta di Teheran: Minacce di Ritorsioni e Preparativi per la Guerra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Teheran ha reagito con fermezza, dichiarando che l'attacco israeliano \"non rimarrà senza risposta\". Le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno promesso vendetta, minacciando Israele con \"una punizione severa ed esemplare\". Il governo iraniano ha anche criticato le forze occidentali, accusandole di aver sostenuto Israele nella sua azione, esacerbando le tensioni nella regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Iran ha annunciato la chiusura del proprio spazio aereo e ha intensificato la preparazione per un contrattacco. Il leader supremo Ali Khamenei ha avvertito che Israele si sta dirigendo verso \"un destino amaro e doloroso\". La retorica di Teheran suggerisce che l'Iran non esiterà a rispondere con attacchi missilistici, con l'ulteriore possibilità di lanciare droni contro Israele, come già accennato dai funzionari iraniani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20317,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"AGGIORNAMENTO - Israele-Iran: L'Attacco al Programma Nucleare di Teheran - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/1749786827-iran-1024x512.webp\" alt=\"AGGIORNAMENTO - Israele-Iran: L'Attacco al Programma Nucleare di Teheran - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20317\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">AGGIORNAMENTO - Israele-Iran: L'Attacco al Programma Nucleare di Teheran - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Attacco in Diretta: Droni, Esplosioni e Un Conflitto in Divenire</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'intensificazione degli attacchi ha visto anche il lancio di oltre 100 droni dall'Iran verso Israele, segnando un ulteriore escalation nel conflitto. Le forze israeliane, tra cui l'Air Force e l'Intelligence, hanno lavorato intensamente per intercettare questi droni e missili, rafforzando le difese nel nord del paese e mobilitando riservisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel frattempo, il governo israeliano ha dichiarato uno \"stato di emergenza speciale\", mettendo il paese in allerta massima e preparando la popolazione alla possibilità di ulteriori attacchi. L'esercito israeliano ha fatto sapere che la campagna potrebbe durare \"settimane\", con obiettivi che includono non solo le strutture nucleari, ma anche le infrastrutture missilistiche e militari iraniane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20318,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"AGGIORNAMENTO - Israele-Iran: L'Attacco al Programma Nucleare di Teheran - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/antonio-guterres9.jpg\" alt=\"AGGIORNAMENTO - Israele-Iran: L'Attacco al Programma Nucleare di Teheran - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20318\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">AGGIORNAMENTO - Israele-Iran: L'Attacco al Programma Nucleare di Teheran - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Prospettive e Conclusioni: Un Futuro Incerto per il Medio Oriente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'attacco di Israele all'Iran rappresenta una delle fasi più critiche della lunga rivalità tra i due paesi. Le forze israeliane hanno preso di mira il cuore del programma nucleare iraniano, ma le risposte di Teheran potrebbero condurre a un conflitto prolungato. La comunità internazionale, pur esprimendo preoccupazione, non sembra avere soluzioni immediate per fermare l'escalation.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli Stati Uniti, pur mantenendo una linea di separazione, continuano a monitorare la situazione e a prepararsi a difendere le proprie forze in Medio Oriente, mentre l'Europa, guidata dalla diplomazia italiana, cerca di spingere per un ritorno al dialogo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto già instabile, le parole di Netanyahu e Khamenei suggeriscono che l'attacco israeliano potrebbe segnare solo l'inizio di un conflitto più ampio e potenzialmente devastante per l'intera regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/Unimmagine-dellattacco-israeliano-in-Iran.webp","categoria":"Internazionali","tags":"attacco nucleare, conflitto Medio Oriente., Iran, Israele, Khamenei, Netanyahu","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-13 07:57:59","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://edition.cnn.com/2025/06/12/middleeast/israel-iran-strikes-intl-hnk","altre-fonti":"https://tg24.sky.it/mondo/2025/06/13/israele-attacco-iran","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20312-aggiornamento-israele-iran-lattacco-al-programma-nucleare-di-teheran.mp4","galleria":""}
{"id":20302,"titolo":"ULTIM'ORA - Israele attacca l’Iran","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nelle prime ore di oggi, alle 2.00 circa ore italiane, Israele ha lanciato un attacco aereo preventivo contro obiettivi strategici in Iran, dando il via a una nuova fase di escalation nella già complessa situazione in Medio Oriente. Il Ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha annunciato l’<strong>immediata dichiarazione dello stato di emergenza speciale</strong> su tutto il territorio nazionale, citando la possibilità di <strong>un imminente attacco missilistico e con droni</strong> contro Israele e la sua popolazione civile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>«È necessario attenersi con la massima urgenza alle direttive del Comando della Retroguardia e delle autorità locali, e rimanere nei rifugi protetti», si legge nel comunicato ufficiale dell’ufficio del Ministro della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Obiettivi: programma nucleare e missili a lungo raggio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo fonti militari israeliane citate dalla CNN, i raid hanno colpito <strong>“decine di obiettivi”</strong> in diverse aree del territorio iraniano, con particolare attenzione alle infrastrutture legate al <strong>programma nucleare iraniano e alle capacità missilistiche a lungo raggio</strong> del Paese. Le operazioni sono state definite come un'azione <strong>“offensiva combinata, preventiva e precisa”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Esplosioni segnalate a Teheran</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I media statali iraniani hanno confermato <strong>esplosioni nella capitale Teheran</strong>, senza però fornire ulteriori dettagli ufficiali su eventuali danni o vittime. Non è ancora chiaro se l’Iran abbia avviato una risposta militare, ma l’intera regione è in stato di massima allerta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli Stati Uniti: «Non coinvolti»</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Funzionari statunitensi, interpellati dalla CNN, hanno dichiarato di essere <strong>al corrente dell’attacco israeliano</strong>, ma hanno precisato che <strong>gli Stati Uniti non sono coinvolti in alcun modo</strong> nell’operazione militare contro l’Iran.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Chiusura di scuole e luoghi di lavoro in Israele</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel frattempo, in Israele, il Governo ha ordinato <strong>la chiusura immediata di scuole, luoghi di lavoro e la sospensione di ogni tipo di raduno pubblico</strong>. Le autorità hanno invitato la popolazione a <strong>rimanere nei rifugi o in ambienti protetti</strong>, pronti a reagire a eventuali contrattacchi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>IN AGGIORNAMENTO</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/israele-iran.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Iran, Israele","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-13 02:03:16","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://edition.cnn.com/world/live-news/israel-iran-strikes-news-06-12-25-hnk-intl","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20302-ultimora-israele-attacca-liran.mp4","galleria":""}
{"id":20286,"titolo":"Obiettivo 2025: 4,5 M di Droni - Ucraina lancia Brave 1 per la collaborazione Industriale.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>L'Ucraina ha fissato un obiettivo ambizioso: produrre 4,5 milioni di droni nel 2025</strong>—un'impresa impressionante che sottolinea il crescente predominio del paese nella guerra con i droni. Questo obiettivo, fissato esclusivamente dalle fabbriche ucraine, segna un significativo salto rispetto all'anno precedente, mentre l'Ucraina continua ad espandere le sue capacità nei veicoli aerei senza pilota (UAV).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Industria dei Droni in Crescita dell'Ucraina</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha recentemente proclamato che<strong> l'Ucraina è ora \"leader mondiale nella guerra con i droni\"</strong>. La sua affermazione si basa nei notevoli progressi che il paese ha fatto nella tecnologia dei droni e nel loro utilizzo nelle linee di combattimento contro la Russia. I droni ucraini, inclusi quelli esplosivi di visione in prima persona (FPV), sono più affidabili, meglio costruiti e più resistenti al disturbo radio rispetto a molti droni russi. Questo pone l'Ucraina in prima linea nell'aviazione da combattimento senza pilota, che ha svolto un ruolo fondamentale nel conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20289,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/armyinform-com-ua-25-1300x820-1-1024x646.jpg\" alt=\"Ukraina, obiettivo 2025: 4,5 M di Droni - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20289\" title=\"Obiettivo 2025: 4,5 M di Droni - Ucraina lancia Brave 1 per la collaborazione Industriale. - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ukraina, obiettivo 2025: 4,5 M di Droni - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli Obiettivi di Produzione della Russia e il Confronto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre l'obiettivo dell'Ucraina di produrre 4,5 milioni di droni nel 2025 è ambizioso, la Russia ha fissato un obiettivo leggermente inferiore, tra i 3 e i 4 milioni di droni per lo stesso anno. Nonostante la quantità inferiore, la produzione russa è comunque significativa, e i suoi droni sono stati utilizzati efficacemente in diverse zone di combattimento. Tuttavia, i droni ucraini si sono dimostrati più avanzati in termini di resilienza e efficienza operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I Droni come Cambiamento delle Regole del Gioco</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il vantaggio tattico dei droni sul campo di battaglia non può essere sottovalutato. Questi piccoli UAV, che costano solo poche centinaia di dollari, hanno causato numerose vittime e distruzioni.</strong> Infatti, oltre due terzi delle vittime lungo il fronte di 800 miglia della guerra russa contro l'Ucraina sono attribuite agli attacchi dei droni. La facilità con cui i droni possono essere schierati li rende un moltiplicatore di forza, permettendo colpi di precisione contro sia il personale che i veicoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20290,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/path.jpg\" alt=\"Ukraina, obiettivo 2025: 4,5 M di Droni - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20290\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Obiettivo 2025: 4,5 M di Droni - Ucraina lancia Brave 1 per la collaborazione Industriale. - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ukraina, obiettivo 2025: 4,5 M di Droni - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l'Ucraina, <strong>i droni rappresentano un vantaggio strategico essenziale</strong>. Vengono utilizzati in aree critiche come la terra di nessuno intorno alle rovine di Chasiv Yar nell'Ucraina orientale, dove aiutano a monitorare i movimenti nemici e a interrompere le operazioni russe. <strong>Le forze ucraine schierano droni 24 ore su 24, 7 giorni su 7, nella regione, prendendo di mira qualsiasi cosa, dalla fanteria ai veicoli blindati. Di conseguenza, le truppe russe sono diventate sempre più confinate nelle loro trincee, incapaci di operare senza affrontare un continuo bombardamento di droni.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Innovazione Ucraina e Indipendenza Strategica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'importanza dei droni va oltre il loro impatto sul campo di battaglia. Per l'Ucraina, i droni rappresentano un grado di \"indipendenza strategica\" dai partner esteri, soprattutto mentre il panorama geopolitico rimane imprevedibile. Sebbene l'Ucraina dipenda da alcuni componenti e finanziamenti esteri—principalmente dalla Cina per alcune parti—la produzione nazionale su larga scala di droni riduce la dipendenza del paese dagli aiuti esterni. Questo è particolarmente importante alla luce del supporto fluttuante da nazioni come gli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20291,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/2f5167d22503b0cfec780a18fa29df0f.jpg\" alt=\"Ukraina, obiettivo 2025: 4,5 M di Droni - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20291\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Obiettivo 2025: 4,5 M di Droni - Ucraina lancia Brave 1 per la collaborazione Industriale. - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ukraina, obiettivo 2025: 4,5 M di Droni - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La rapida espansione della capacità di produzione di droni dell'Ucraina è una risposta diretta alla realtà geopolitica che il paese sta affrontando. Mentre il paese ha subito battute d'arresto in altre aree militari a causa degli umori politici dei partner internazionali, <strong>l'autosufficienza offerta dai droni consente all'Ucraina di continuare i suoi sforzi di difesa senza dipendere troppo dall'assistenza esterna</strong>. Anche durante i periodi di sospensione degli aiuti americani, le fabbriche ucraine sono riuscite a mantenere il loro slancio produttivo, assicurandosi che le loro armi più efficaci rimanessero disponibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Aumentare la Produzione: Da 1 Milione a 4,5 Milioni di Droni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Nel 2024, i produttori di droni ucraini hanno superato il loro obiettivo di produrre 1 milione di droni producendo 2,2 milioni di unità.</strong> Con l'obiettivo del 2025 fissato a più del doppio di tale cifra, le capacità produttive dell'Ucraina sono chiaramente in forte crescita. L'espansione di questo settore non riguarda solo l'aumento dei numeri; si tratta di perfezionare la tecnologia e di scalare la produzione per soddisfare le crescenti esigenze della guerra moderna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20292,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/large-1024x682.jpg\" alt=\"Ukraina, obiettivo 2025: 4,5 M di Droni - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20292\" title=\"Obiettivo 2025: 4,5 M di Droni - Ucraina lancia Brave 1 per la collaborazione Industriale. - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ukraina, obiettivo 2025: 4,5 M di Droni - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il successo del programma ucraino sui droni è alimentato dalla sua capacità di adattarsi rapidamente e innovare</strong>. Dalla produzione di droni a basso costo in massa allo sviluppo di modelli avanzati in grado di condurre attacchi complessi, l'industria dei droni ucraina si sta posizionando per dominare il futuro della guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Guardando al Futuro: Collaborazione Italiana con l'Ucraina nel Settore dei Droni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La crescita esponenziale della produzione di droni in Ucraina rappresenta un'opportunità unica per l'industria della difesa italiana. Le aziende italiane, sotto la supervisione del Ministero della Difesa, dovrebbero stringere accordi di collaborazione con l'Ucraina per supportare lo sforzo bellico ucraino e, al contempo, acquisire il know-how necessario per rendere l'Italia autosufficiente nel settore dei droni.</strong> Un esempio di questa <a href=\"https://brigatafolgore.net/droni-francia-ucraina-accelerano-litalia-piano/\">collaborazione internazionale di successo è il caso della Francia</a>, che ha sviluppato partnership strategiche con Renault per la produzione di veicoli militari e sistemi avanzati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20293,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/OIP-3.jpg\" alt=\"Ukraina, obiettivo 2025: 4,5 M di Droni - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20293\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Obiettivo 2025: 4,5 M di Droni - Ucraina lancia Brave 1 per la collaborazione Industriale. - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ukraina, obiettivo 2025: 4,5 M di Droni - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il drone da 100.000 euro, pur essendo tecnologicamente avanzato, non è sempre più utile di cento droni da 1.000 euro, come hanno già capito paesi come Ucraina, Francia e Germania. L’Italia, di fronte a questo scenario, dovrà scegliere se restare ancorata ai modelli legacy o abbracciare una rivoluzione industriale e dottrinale che guardi al futuro della guerra moderna. In quest'ottica, le aziende italiane potrebbero beneficiare enormemente di una collaborazione con l’Ucraina, non solo per supportare le operazioni militari ucraine, ma anche per acquisire capacità produttive e tecniche che potrebbero potenziare l’autosufficienza della difesa nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per rendere l’Italia competitiva nel settore dei droni e allinearsi con i partner europei, sono necessari passi concreti, come:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Un consorzio nazionale per il drone militare</strong> che unisca aziende come Leonardo, piccole e medie imprese (PMI), e università italiane, creando una rete di competenze e risorse dedicate alla ricerca, sviluppo e produzione di droni avanzati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Un fondo straordinario per accelerare prototipi, test e produzione</strong>, che permetta di ridurre i tempi di sviluppo e produzione, favorendo l'adozione di nuove tecnologie nel campo della difesa.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Un centro di addestramento e sperimentazione dedicato alla guerra autonoma</strong>, in linea con quanto già fa l'esercito ucraino, dove le forze armate italiane potrebbero addestrare i propri operatori di droni e testare nuovi sistemi autonomi, migliorando così l'efficacia e l'efficienza delle operazioni sul campo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20295,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Screenshot-2025-06-12-205015.jpg\" alt=\"Obiettivo 2025: 4,5 M di Droni - Ucraina lancia Brave 1 per la collaborazione Industriale. - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20295\" title=\"Obiettivo 2025: 4,5 M di Droni - Ucraina lancia Brave 1 per la collaborazione Industriale. - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Obiettivo 2025: 4,5 M di Droni - Ucraina lancia Brave 1 per la collaborazione Industriale. - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Ucraina, l'iniziativa <em><strong>Brave1</strong></em>, che <strong>promuove lo sviluppo di tecnologie militari,</strong> ha lanciato il <em><strong>Brave1 Club</strong></em>, <strong>un ecosistema che unisce le aziende più sviluppate nel settore della difesa, comprese quelle con capacità di R&amp;D e produzione consolidate.</strong> Le aziende italiane potrebbero trarre beneficio dal diventare parte di questa rete, accedendo a test di campo, opportunità di investimento e collaborazione diretta con le forze armate ucraine. Come sottolineato da Brave1, \"per contrastare il complesso militare-industriale russo, dobbiamo unire gli sforzi di tutto il mercato\", e la creazione di un ecosistema di innovazione tecnologica e cooperazione potrebbe essere la chiave per il successo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partecipazione italiana al <a href=\"https://brave1.gov.ua/en\"><em>Brave1 Club</em> </a>non solo rafforzerebbe le capacità della difesa nazionale, ma permetterebbe alle aziende italiane di ottenere supporto per lo sviluppo di soluzioni avanzate, aumentando così la competitività dell'industria della difesa italiana a livello internazionale. L'accesso alle risorse e ai finanziamenti del <em>Brave1 Cluster</em> potrebbe accelerare il percorso verso l'autosufficienza tecnologica e industriale, contribuendo alla creazione di un futuro più sicuro per l'Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/drone-Ukraine-china-GettyImages-1242278966.webp","categoria":"Internazionali","tags":"Collaborazione Internazionale, difesa, Droni militari, Industria della Difesa, innovazione, Italia, sicurezza nazionale, tecnologia, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-12 20:04:16","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://brave1.gov.ua/en/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20286-obiettivo-2025-45-m-di-droni-ucraina-lancia-brave-1-per-la-collaborazione-industriale.mp4","galleria":""}
{"id":20259,"titolo":"18^ CIMIC Unit Commanders' Conference (CUCC): Venezia capitale della strategia NATO civile-militare","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 3 al 6 giugno 2025, la città di Venezia ha ospitato la 18ª edizione della <em>CIMIC Unit Commanders’ Conference</em> (CUCC), appuntamento di riferimento nel panorama NATO dedicato alla cooperazione civile-militare. L’evento, organizzato dal <strong>Multinational CIMIC Group (MNCG)</strong>, ha visto la partecipazione di oltre 100 delegati provenienti da 21 nazioni, tra alleati e partner dell’Alleanza Atlantica, con una composizione eterogenea che includeva rappresentanti delle Strutture di Comando e di Forza della NATO, del mondo accademico, di organizzazioni internazionali e del settore privato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ad aprire ufficialmente i lavori è stato il <strong>Generale di Brigata Editson Zarka</strong>, in qualità di SHAPE ACOS J9, il quale ha tracciato sin da subito la direttrice concettuale dell’evento: «<strong>Il CIMIC non è una risorsa di supporto, è una capacità strategica per anticipare, comprendere e interagire con il contesto civile.</strong>» Un'affermazione che ha riecheggiato per tutta la durata della conferenza, fungendo da filo conduttore per le sessioni di discussione, analisi e pianificazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La CUCC di Venezia ha messo al centro <strong>la convergenza strategica</strong> tra ambito civile e militare, ponendo l’accento sulla resilienza delle società, sulla preparazione civile e sull’integrazione delle nuove tecnologie – come l’intelligenza artificiale – nei processi decisionali e operativi. La città lagunare, già simbolo di connessione tra mondi diversi, si è confermata il luogo ideale per ospitare un forum internazionale in cui si costruiscono “ponti” tra le forze armate e le comunità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Leadership CIMIC e innovazione dottrinale nella NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei temi centrali della conferenza è stato l’approfondimento del ruolo strategico del <strong>CIMIC (Civil-Military Cooperation)</strong> nella pianificazione operativa della NATO. L’edizione 2025 si è svolta attorno al tema: <em>“Integrating the understanding of civil factors of the operating environment to contribute to the decision making process”</em>, mettendo in evidenza come la comprensione del contesto civile sia oggi tanto determinante quanto le tradizionali capacità militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Colonnello Piero Furlan</strong>, Comandante del MNCG, ha ribadito il valore della conferenza come punto di snodo tra teoria e prassi: «<strong>Il CUCC non è solo una conferenza. È una bussola strategica per l'integrazione civile-militare dell'Alleanza. A Venezia, diamo forma agli strumenti del futuro, non solo discutiamo le sfide.</strong>» Un’affermazione che riflette l’ambizione del MNCG di non limitarsi al ruolo di polo addestrativo e operativo, ma di farsi anche promotore dottrinale per l’intero spettro della cooperazione civile-militare nella NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20263,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"18^ CIMIC Unit Commanders' Conference (CUCC): Venezia capitale della strategia NATO civile-militare - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/02-Benvenuto-dal-parte-del-Comandante-del-MNCG-1024x576.jpeg\" alt=\"18^ CIMIC Unit Commanders' Conference (CUCC): Venezia capitale della strategia NATO civile-militare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20263\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">18^ CIMIC Unit Commanders' Conference (CUCC): Venezia capitale della strategia NATO civile-militare - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Multinational CIMIC Group, unico assetto CIMIC formalmente riconosciuto da SHAPE, è composto da personale militare di sei nazioni (Italia, Grecia, Ungheria, Portogallo, Romania e Slovenia) e si configura sempre più come un centro d’eccellenza sia operativo che concettuale. La componente italiana, interforze, ha avuto un ruolo determinante nell’organizzazione dell’evento, confermando la <strong>leadership nazionale</strong> nel settore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I panel tematici della conferenza hanno affrontato questioni di primo piano per il futuro della NATO: <strong>risposta alle crisi, preparazione civile, evoluzione della dottrina CIMIC</strong>, ma anche <strong>l’impatto delle tecnologie emergenti</strong> e dell’intelligenza artificiale nel potenziare la consapevolezza situazionale e l’interazione con gli attori civili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una strategia condivisa per un futuro complesso</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il messaggio emerso con forza dalla CUCC 2025 è chiaro: il CIMIC non è più un elemento di supporto marginale, ma una <strong>funzione strategica trasversale</strong>, essenziale per affrontare le sfide di un mondo sempre più instabile e interdipendente. Dalla gestione delle emergenze alla costruzione della pace, dalla sicurezza energetica alla protezione delle infrastrutture civili, l’integrazione civile-militare è oggi un prerequisito per il successo delle missioni NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proprio per questo, la conferenza ha segnato un <strong>deciso passo avanti</strong> nella convergenza tra le componenti strategiche dell’Alleanza e le esigenze operative sul terreno. Le discussioni hanno messo in evidenza l’urgenza di rafforzare la cooperazione interistituzionale e di sviluppare <strong>strumenti agili, digitali e interoperabili</strong>, capaci di connettere informazioni, persone e contesti eterogenei in tempo reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non meno significativo il legame simbolico con Venezia, più volte richiamato dai relatori. I <strong>ponti della città lagunare</strong> sono diventati emblema della missione CIMIC: connettere mondi diversi, superare le barriere, costruire fiducia e collaborazione tra forze militari e società civile. In un contesto internazionale dominato da incertezze, la capacità di dialogare, comprendere e coinvolgere diventa una leva operativa irrinunciabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:gallery {\"linkTo\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped\"><!-- wp:image {\"id\":20264,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"18^ CIMIC Unit Commanders' Conference (CUCC): Venezia capitale della strategia NATO civile-militare - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/08-foto-di-gruppo-palazzo-regione-veneto--1024x576.jpeg\" alt=\"18^ CIMIC Unit Commanders' Conference (CUCC): Venezia capitale della strategia NATO civile-militare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20264\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">18^ CIMIC Unit Commanders' Conference (CUCC): Venezia capitale della strategia NATO civile-militare - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image --></figure>\n<!-- /wp:gallery -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il bilancio della conferenza è stato definito <strong>estremamente positivo</strong>: alta partecipazione, contenuti di rilevanza strategica e un impegno condiviso a fare della cooperazione civile-militare un pilastro del futuro della NATO. Un futuro in cui – come ribadito dal Colonnello Furlan – «<strong>la parola diventa arma, e la resilienza si costruisce con il dialogo.</strong>»</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/06-foto-di-gruppo-istituzionale.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"cimic, NATO, venezia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-12 16:26:37","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Conclusa-a-Venezia-la-Cimic-Unit-Commanders%E2%80%99-conference.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20259-18-cimic-unit-commanders-conference-cucc-venezia-capitale-della-strategia-nato-civile-militare.mp4","galleria":""}
{"id":20258,"titolo":"Tragedia a Brindisi: Ucciso il Brigadiere Carlo Legrottaglie Durante un Inseguimento","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Brindisi, 12 giugno 2025</em> – Un tragico episodio di violenza ha scosso la comunità di Brindisi oggi, quando il brigadiere capo dei Carabinieri Carlo Legrottaglie è stato ucciso durante un intervento seguito a una rapina avvenuta a Francavilla Fontana. Il carabiniere, che stava per andare in pensione a luglio, è stato coinvolto in un inseguimento a seguito di una rapina a un distributore di carburante, dove ha perso la vita a causa dei colpi esplosi dai rapinatori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Dinamica degli Eventi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'incidente è avvenuto intorno alle 7:00 del mattino, quando due malviventi avevano appena compiuto una rapina in un distributore di carburante nella zona industriale di Francavilla Fontana. I Carabinieri, allertati dalla segnalazione, hanno intercettato l'auto dei rapinatori, una Lancia Y scura, avviando un inseguimento che ha portato a uno speronamento tra i due veicoli. L'inseguimento è terminato nelle campagne tra Grottaglie e Martina Franca, dove i rapinatori sono fuggiti a piedi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo la ricostruzione iniziale, Legrottaglie ha inseguito uno dei due rapinatori che, dopo averlo colpito mortalmente con un colpo d'arma da fuoco, ha continuato la sua fuga. Nonostante le gravi ferite, il brigadiere è riuscito a rispondere al fuoco, ferendo uno dei due malviventi. Entrambi i rapinatori si sono nascosti in una masseria isolata tra Grottaglie e Martina Franca, dove sono stati individuati grazie all'intervento decisivo della Polizia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20272,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Tragedia a Brindisi: Ucciso il Brigadiere Carlo Legrottaglie Durante un Inseguimento - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/img-3043-1024x622.jpg\" alt=\"Tragedia a Brindisi: Ucciso il Brigadiere Carlo Legrottaglie Durante un Inseguimento - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20272\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tragedia a Brindisi: Ucciso il Brigadiere Carlo Legrottaglie Durante un Inseguimento - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Due agenti della squadra Falchi della Polizia di Taranto, giunti sul posto a bordo di una motocicletta, hanno localizzato i malviventi all'interno della masseria. Alla loro vista, i rapinatori hanno aperto il fuoco contro di loro. I poliziotti hanno prontamente risposto al fuoco e sono riusciti a bloccarli. Durante lo scontro, uno dei due rapinatori è rimasto gravemente ferito ed è deceduto poco dopo. Il secondo rapinatore è stato arrestato e trasferito in caserma a Martina Franca .</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Lutto e Cordoglio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La notizia della morte di Carlo Legrottaglie ha suscitato una reazione di profondo dolore e cordoglio. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha espresso le sue condoglianze, sottolineando il coraggio e il senso del dovere del brigadiere, che ha sacrificato la propria vita per la sicurezza e la protezione della comunità. \"Ci ha lasciato tenendo fede al giuramento prestato\", ha dichiarato Crosetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha manifestato il suo sconforto per la perdita, definendo Legrottaglie un \"servitore dello Stato\" caduto mentre svolgeva il proprio dovere. Il vicepremier Antonio Tajani ha sottolineato il grande sacrificio del carabiniere, il quale sarebbe andato in pensione fra poche settimane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sindaco di Ostuni, Angelo Pomes, città d'origine di Legrottaglie, ha espresso il cordoglio dell'intera comunità, ricordando il valore e il senso di responsabilità che hanno contraddistinto il brigadiere nel corso della sua carriera. Inoltre, il sindacato militare Unarma ha denunciato la pericolosità e il rischio delle operazioni quotidiane dei Carabinieri, chiedendo un incremento strutturale del personale per garantire interventi tempestivi e sicuri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Indagini in Corso</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Procura di Brindisi ha aperto un'inchiesta per accertare la dinamica completa degli eventi, tra cui le cause delle ferite mortali del rapinatore deceduto e le circostanze della sparatoria. Il pubblico ministero di turno, Raffaele Casto, ha coordinato le indagini che coinvolgono anche la Polizia di Stato, la quale ha svolto un ruolo cruciale nell'individuazione e cattura dei malviventi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20271,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Tragedia a Brindisi: Ucciso il Brigadiere Carlo Legrottaglie Durante un Inseguimento - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/c.jpg\" alt=\"Tragedia a Brindisi: Ucciso il Brigadiere Carlo Legrottaglie Durante un Inseguimento - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20271\" style=\"width:840px;height:auto\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tragedia a Brindisi: Ucciso il Brigadiere Carlo Legrottaglie Durante un Inseguimento - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La morte del brigadiere Carlo Legrottaglie rappresenta una dolorosa perdita per l'Arma dei Carabinieri e per la comunità intera. Un uomo che, a pochi giorni dal pensionamento, ha sacrificato la propria vita per difendere i cittadini. Il suo sacrificio resterà impresso nel cuore di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di collaborare con lui.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/1200-4.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"carabinieri, Falchi, poliziadistato","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-12 16:25:01","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://tg24.sky.it/cronaca/2025/06/12/sparatoria-carabinieri-ucciso-oggi-francavilla-brindisi?social=generic-mobile_skytg24_sharebutton_null&share_id=ccbe23ca-d575-4fa0-b35f-49f920cb37c5","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20258-tragedia-a-brindisi-ucciso-il-brigadiere-carlo-legrottaglie-durante-un-inseguimento.mp4","galleria":""}
{"id":20275,"titolo":"Camp Darby: celebrazioni in Italia per i 250 anni dell’U.S. Army","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>PISA – In un clima di solenne commozione e sentito spirito comunitario, la Darby Military Community ha ospitato l’11 giugno 2025 le celebrazioni per il 250° anniversario della fondazione dell’Esercito degli Stati Uniti. Un evento che ha visto la collaborazione tra militari americani, autorità diplomatiche, storici e rievocatori italiani, tutti uniti per onorare una storia lunga due secoli e mezzo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A fare da filo conduttore alla giornata è stato il ricordo delle radici e del patrimonio dell’Esercito, incarnati nell'entusiasmo di soldati come il sergente Eric Troxler della 529a Compagnia di Polizia Militare, per il quale il compleanno dell’esercito ha rappresentato “una bella occasione per parlare di storia, conoscere la nostra stirpe e comprendere cosa rappresentiamo”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fondata nel 1775, un anno prima della nascita ufficiale degli Stati Uniti d’America, l’U.S. Army ha operato in tutti i principali conflitti americani: dalla Guerra d’Indipendenza alle guerre mondiali, fino alle missioni moderne. Una storia che non è solo americana, ma anche profondamente intrecciata con quella europea e italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il valore dei simboli e la forza dei legami transatlantici</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la cerimonia, il sergente maggiore di comando Ricardo Moreno, massima autorità arruolata della U.S. Army Garrison Italy, ha ricordato l’importanza della bandiera dell’Esercito statunitense. Essa era esposta accanto al palco, decorata da 190 “streamers”, striscioni simbolici che rappresentano ciascuno una campagna militare nella storia dell’Esercito. “Questi striscioni raccontano la storia che stiamo celebrando qui oggi”, ha sottolineato Moreno, esprimendo il valore simbolico e identitario di quei vessilli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei momenti più sentiti è stato l’intervento dello storico e documentarista Ben Appleby, docente a Torbole sul Lago di Garda. Appleby ha ricordato la figura del colonnello William O. Darby, fondatore degli U.S. Army Rangers, morto proprio a Torbole il 30 aprile 1945, esattamente 80 anni fa. Il campo militare che oggi porta il suo nome ne custodisce la memoria e il lascito morale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:group {\"layout\":{\"type\":\"constrained\"}} -->\n<div class=\"wp-block-group\"><!-- wp:image {\"id\":20278,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Camp Darby: celebrazioni in Italia per i 250 anni dell’U.S. Army - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/777.webp\" alt=\"Camp Darby: celebrazioni in Italia per i 250 anni dell’U.S. Army - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20278\" style=\"width:840px;height:auto\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Camp Darby: celebrazioni in Italia per i 250 anni dell’U.S. Army - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image --></div>\n<!-- /wp:group -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Particolarmente significativa è stata anche la partecipazione della console generale degli Stati Uniti a Firenze, Daniela Ballard. La sua presenza ha simboleggiato il costante impegno diplomatico per rafforzare i legami tra la comunità americana in Toscana e le istituzioni italiane, sottolineando il rispetto verso coloro che prestano servizio e l’importanza di una cooperazione internazionale fondata su valori comuni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Reenactment, tradizioni e memoria condivisa: uno sguardo al futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A rendere ancora più vivido il legame tra passato e presente è stato il contributo degli storici locali e dei membri dell’Associazione Linea Gotica di Pistoia e della 34ª Divisione di Fanteria – Sezione Italiana. Le loro esposizioni di cimeli originali della Seconda Guerra Mondiale e le rievocazioni in divise autentiche – sia militari statunitensi che Carabinieri del periodo bellico – hanno aggiunto profondità storica e culturale alla giornata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20277,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Camp Darby: celebrazioni in Italia per i 250 anni dell’U.S. Army - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/max1200-2-1024x768.jpg\" alt=\"Camp Darby: celebrazioni in Italia per i 250 anni dell’U.S. Army - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20277\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Camp Darby: celebrazioni in Italia per i 250 anni dell’U.S. Army - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo tipo di collaborazione tra comunità locali e militari americani rappresenta un ponte tra generazioni e nazioni, facendo emergere quanto la storia dell’Esercito USA sia anche parte integrante della memoria europea. La regione toscana, che ha vissuto in prima linea molti degli eventi del 1944-45, si conferma luogo simbolico per ricordare la liberazione, la resistenza e il sacrificio condiviso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le celebrazioni si sono concluse con un gesto carico di significato: il tradizionale taglio della torta dell’Esercito, effettuato dal soldato più anziano e da quello più giovane presenti alla cerimonia, il Maggiore Tulsi Rogers (ufficiale del corpo legale JAG) e il soldato Charles Steele della 529a Compagnia di Polizia Militare. Questo rito, tipico delle cerimonie ufficiali dell’U.S. Army, rappresenta la continuità e il passaggio del testimone tra generazioni di militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sotto il motto “<strong>This We’ll Defend</strong>” – “<strong>Questo lo difenderemo</strong>” – il 250° anniversario dell’Esercito statunitense è stato celebrato non solo come un tributo al passato, ma come un impegno rinnovato verso i valori di libertà, resilienza e cooperazione. A Camp Darby, queste celebrazioni hanno ricordato a tutti che la storia non è solo un ricordo, ma una responsabilità condivisa per il futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/max1200-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"campdarby, esercitoamericano, Italia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-12 16:23:42","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.army.mil/article/286248/camp_darby_celebrates_u_s_armys_250th_birthday","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20275-camp-darby-celebrazioni-in-italia-per-i-250-anni-dellu-s-army.mp4","galleria":""}
{"id":20256,"titolo":"AIR Domainaince: L'Era dei Droni e il Futuro della Potenza Aerea","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso delle guerre moderne, la predominanza dei cieli è sempre stata uno dei pilastri fondamentali per il successo delle operazioni militari. Nei conflitti recenti, come quelli in Afghanistan e Iraq, gli Stati Uniti hanno avuto il predominio aereo, permettendo alle forze di terra di operare in relativa sicurezza, con il controllo completo dell'aria. Tuttavia, l'evoluzione della tecnologia, in particolare l'ascesa dei droni e delle piattaforme aeree non pilotate, ha messo in discussione la definizione di \"dominanza aerea\" e richiede una revisione delle strategie di guerra aerea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Dominanza Aerea Tradizionale: L'Approccio degli Stati Uniti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando l'autore, Nolan Peterson, era un pilota delle operazioni speciali dell'Aeronautica degli Stati Uniti durante la guerra in Afghanistan, il concetto di \"stack\" aereo — una serie di piattaforme aeree che orbitano sopra un obiettivo — era fondamentale per la gestione delle missioni di attacco. Aerei da combattimento, piattaforme ISR (Intelligence, Surveillance, and Reconnaissance) sia pilotate che senza pilota, e aerei rifornitori erano tutti integrati in operazioni che offrivano un \"sovraccarico aereo\". Durante le missioni, l'accuratezza e il monitoraggio delle forze nemiche erano essenziali, e anche quando i nemici cercavano di nascondersi utilizzando tecniche di occultamento termico, la potenza aerea degli Stati Uniti riusciva a mantenere il controllo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo tipo di predominio aereo è stato un segno distintivo degli Stati Uniti durante il periodo della guerra globale al terrorismo (GWOT), dove le operazioni aeree erano così avanzate da garantire il successo delle forze di terra. Questo dominio dei cieli ha permesso alle forze speciali di operare con un alto livello di protezione, intervenendo in modo efficace senza temere attacchi aerei nemici diretti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Nuova Realtà: Conflitti Contro Stati Adversari con Difese Aeree</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, Peterson avverte che questo tipo di \"overkill\" aereo non sarà sufficiente in scenari futuri dove le forze nemiche sono equipaggiate con difese aeree moderne. Le potenze emergenti, come Iran, Russia e Cina, hanno sviluppato sistemi di difesa aerea avanzati che potrebbero limitare la libertà di movimento dei velivoli statunitensi. Sebbene gli Stati Uniti abbiano la capacità di ottenere il predominio aereo su paesi come lo Yemen, la situazione cambia drasticamente quando si tratta di potenze con difese aeree integrate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le forze ucraine, ad esempio, hanno dimostrato che anche un avversario con risorse limitate può opporsi efficacemente a un nemico più potente attraverso tattiche innovative e l'uso di piattaforme non tradizionali, come i droni. Le forze ucraine, pur non avendo il dominio aereo totale contro la Russia, sono riuscite a mantenere una resistenza significativa grazie all'uso di droni a bassa quota e tecniche di evasione radicolari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Definizioni di Dominanza Aerea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1998, il \"Air Command and Staff College\" degli Stati Uniti forniva una serie di definizioni relative al controllo dello spazio aereo nemico. Questi concetti includevano:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Negazione Aerea</strong>: il livello base in cui un'area aerea è sufficiente a impedire a un nemico di ottenere la dominanza aerea, ma senza garantire il pieno controllo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Superiorità Aerea</strong>: la condizione in cui una forza aerea ha il controllo su un'altra, consentendo l'operatività senza interferenze significative, ma non ancora completa.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Supremazia Aerea</strong>: un livello superiore dove la forza aerea nemica è incapace di interferire in modo efficace.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Dominanza Aerea</strong>: il livello massimo di potenza aerea in cui la propria forza aerea ha il controllo totale, con la capacità di colpire obiettivi nemici senza subire attacchi significativi in cambio.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La dominanza aerea è spesso vista come un obiettivo finale nelle guerre ad alta intensità, dove l'aeronautica si impone in modo decisivo, consentendo operazioni terrestri sicure e veloci.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Complessità della Dominanza Aerea nell'Era dei Droni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'evoluzione della guerra aerea è stata radicalmente influenzata dall'ascesa dei droni e delle piattaforme senza pilota. In contesti moderni, come quello della guerra in Ucraina, la capacità di mantenere il controllo aereo in ambienti a bassa quota è diventata cruciale. Anche se gli Stati Uniti potrebbero distruggere la forza aerea di un nemico utilizzando velivoli avanzati come il F-35 o il bombardiere B-21, ciò non garantirebbe il controllo sul cosiddetto \"litorale aereo\" a bassa quota, dove i piccoli droni possono operare in maniera agile e letale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I droni a bassa quota, come quelli impiegati dall'Ucraina contro le forze russe, sono in grado di creare ambienti aerei estremamente pericolosi, sfidando le forze nemiche e annullando la superiorità aerea tradizionale. I droni operano in uno spazio che non è stato adeguatamente preso in considerazione nei tradizionali concetti di dominanza aerea, ma che è ora vitale per il successo delle operazioni aeree moderne.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Integrazione dei Droni nel Contesto della Dominanza Aerea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esperienza ucraina ha mostrato come una combinazione di droni di piccole dimensioni, piattaforme di sorveglianza e attacchi a bassa quota possano creare una \"stack\" aerea mobile in grado di stabilire un controllo aereo parziale ma efficace su un determinato spazio di battaglia. Queste unità di droni possono spostarsi rapidamente e stabilire un dominio che va da una semplice negazione aerea a una forma di supremazia aerea, ma a quote molto più basse rispetto ai tradizionali velivoli da combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In futuro, l'adozione su larga scala di queste tecnologie cambierà il panorama della dominanza aerea, spingendo le forze armate a ripensare le proprie strategie e tattiche. La tecnologia dei droni ha reso obsoleto il concetto di dominanza aerea come lo conoscevamo, in quanto la guerra aerea si è evoluta in una lotta su più fronti, dove le operazioni aeree non si limitano più alle alte quote ma si estendono anche a bassi livelli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Prospettiva del Futuro: Nuove Definizioni di Dominanza Aerea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre gli aerei da combattimento e i bombardieri stealth continuano a essere fondamentali nelle guerre contro potenze emergenti come la Cina, il concetto di dominanza aerea deve essere aggiornato per tenere conto della nuova realtà della guerra aerea a bassa quota e della crescente importanza dei droni. La dominanza aerea, come intesa nel 1992, non è più sufficiente a garantire il successo in scenari moderni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'adozione massiccia di droni potrebbe non solo abbattere le tradizionali definizioni di dominanza aerea, ma anche ribaltare il modo in cui le forze terrestri e aeree collaborano per vincere una guerra. È quindi imperativo che le forze armate si adattino a questa nuova realtà, integrando i droni con i velivoli tradizionali per creare un dominio aereo che copra tutte le alte e basse quote.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il concetto di dominanza aerea deve evolversi per affrontare le nuove sfide poste dalle guerre aeree moderne, dove le forze non si limitano più a combattere nelle alte quote, ma devono anche gestire minacce provenienti da droni a bassa quota. La guerra aerea non è più solo una questione di superiorità aerea nelle alte quote, ma di controllo totale su ogni strato dell'atmosfera, dove i droni e altre piattaforme non pilotate giocano un ruolo cruciale. In un'epoca dominata dalla tecnologia dei droni, è fondamentale ripensare la definizione di \"dominanza aerea\" per garantire che le forze armate siano pronte ad affrontare le nuove minacce nei conflitti del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Fonte: Nolan Peterson, \"Toward a New Understanding of Air Dominance,\" pubblicato il 9 giugno 2025</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"","categoria":"Uncategorized","tags":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-11 22:34:32","stato":"draft","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"","galleria":""}
{"id":20247,"titolo":"Folgore in prima linea: sinergia con la 46ª Brigata Aerea per la prontezza operativa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei primi giorni di giugno 2025, la sede del Comando della Brigata Paracadutisti “Folgore” di Livorno ha ospitato un importante seminario dedicato alle Operazioni Avioportate. Il workshop, che ha visto protagonisti i Key Elements della Brigata “Folgore” e della 46ª Brigata Aerea di Pisa, ha rappresentato un momento cruciale di confronto e pianificazione tra due delle più prestigiose unità delle Forze Armate italiane: l’Esercito e l’Aeronautica Militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20250,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Foto-1-Il-Comandante-della-Folgore-con-il-Comandante-della-46-Brigata-Aerea.jpg\" alt=\"Folgore in prima linea: sinergia con la 46ª Brigata Aerea per la prontezza operativa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20250\" title=\"Folgore in prima linea: sinergia con la 46ª Brigata Aerea per la prontezza operativa - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Folgore in prima linea: sinergia con la 46ª Brigata Aerea per la prontezza operativa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’incontro, inserito nel quadro della cooperazione interforze, aveva l’obiettivo di rafforzare la prontezza operativa e l’interoperabilità delle due componenti nella condotta delle operazioni avioportate. In un contesto strategico sempre più dinamico e interconnesso, la capacità di operare congiuntamente tra reparti diversi – ma complementari – rappresenta un valore imprescindibile per la difesa nazionale e la proiezione delle forze italiane in ambito NATO e internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’importanza dell’iniziativa risiede nella sua natura altamente tecnica e operativa: il tavolo di lavoro ha consentito al personale delle due brigate di analizzare esperienze, confrontare procedure, e migliorare l’integrazione dei rispettivi sistemi, in particolare nel delicato ambito del trasporto aereo e dell’aviolancio di truppe e materiali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Prontezza, interoperabilità e addestramento congiunto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il seminario si inserisce in un più ampio percorso di addestramento e cooperazione tra la Brigata “Folgore” e la 46ª Brigata Aerea, che nel corso degli ultimi anni hanno rafforzato la propria collaborazione anche in ambito internazionale. Proprio recentemente, infatti, le due unità sono state impegnate in una complessa attività di aviolancio di massa e nella partecipazione all’esercitazione multinazionale “Swift Response 2025”, parte integrante dell’operazione NATO “Defender 25” e delle Large Scale Global Exercises.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa esercitazione, svoltasi in diversi Paesi del Nord e dell’Est Europa – tra cui Germania, Lituania, Lettonia, Norvegia, Svezia e Finlandia – ha messo alla prova le capacità logistiche, operative e decisionali delle forze coinvolte, confermando la piena integrazione delle truppe italiane nel contesto della airborne community dell’Alleanza Atlantica. Le attività avioportate, infatti, richiedono una perfetta sincronizzazione tra mezzi aerei e truppe terrestri, un coordinamento che solo attraverso addestramenti realistici e su larga scala può essere ottimizzato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In tale scenario, il contributo della Brigata “Folgore” si è distinto per la sua rapidità di intervento e l’efficacia dell’azione in ambienti complessi e multitematici. Al tempo stesso, la 46ª Brigata Aerea ha garantito un supporto fondamentale grazie alla sua flotta di velivoli da trasporto tattico, alla professionalità degli equipaggi e alla capacità di adattamento operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Brigata “Folgore”: una forza moderna, versatile e “full spectrum”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Brigata Paracadutisti “Folgore” rappresenta una delle punte di diamante dell’Esercito Italiano. Si tratta di una Grande Unità da combattimento dotata di una spiccata capacità specialistica, pensata per operare in contesti operativi diversificati, anche ad alta intensità. La sua vocazione è marcatamente expeditionary: può essere rapidamente rischierata in teatri operativi lontani, adattandosi a scenari che vanno dalla guerra convenzionale alla gestione di crisi e alla difesa collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua forza risiede non solo nella preparazione dei suoi uomini e donne, ma anche nella costante attenzione alla sinergia inter-arma, interforze e multinazionale. Le operazioni avioportate ne sono la massima espressione, perché richiedono la capacità di agire in modo integrato e coordinato con le altre componenti della Difesa, come dimostrato dalla cooperazione con la 46ª Brigata Aerea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:gallery {\"linkTo\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped\"><!-- wp:image {\"id\":20249,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Foto-3-1024x576.jpg\" alt=\"Folgore in prima linea: sinergia con la 46ª Brigata Aerea per la prontezza operativa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20249\" title=\"Folgore in prima linea: sinergia con la 46ª Brigata Aerea per la prontezza operativa - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Folgore in prima linea: sinergia con la 46ª Brigata Aerea per la prontezza operativa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image --></figure>\n<!-- /wp:gallery -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il workshop svoltosi a Livorno, dunque, non è stato un semplice momento formativo, ma un tassello fondamentale nella costruzione di una Difesa moderna, pronta e in grado di affrontare le sfide di un contesto internazionale sempre più complesso e competitivo. Iniziative come queste confermano l’impegno delle Forze Armate italiane nel perseguire l’eccellenza operativa, promuovendo al contempo lo spirito di squadra e l’unità di intenti tra le varie componenti dello strumento militare nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/231208-F-RJ686-1440M.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"46brigataaerea, BrigataFolgore, operazioniavioportate","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-11 20:32:24","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Workshop-sulle-Operazioni-Avioportate.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20247-folgore-in-prima-linea-sinergia-con-la-46a-brigata-aerea-per-la-prontezza-operativa.mp4","galleria":""}
{"id":20237,"titolo":"Concorso per il Reclutamento di 4.918 Allievi Carabinieri","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Arma dei Carabinieri ha avviato le procedure per il reclutamento di 4.918 nuovi Allievi Carabinieri, destinati a entrare in servizio con un contratto di ferma quadriennale nel ruolo di appuntati e carabinieri. Questo concorso rappresenta un'opportunità unica per i giovani che desiderano intraprendere una carriera di servizio per la sicurezza del territorio e la tutela della collettività. La domanda dovrà essere presentata esclusivamente online entro il 7 luglio 2025.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Requisiti di Partecipazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per poter partecipare al concorso, gli aspiranti devono soddisfare alcuni requisiti fondamentali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Cittadinanza italiana</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Titolo di studio</strong>: Possesso del diploma di scuola media superiore o di titolo equivalente, oppure in grado di conseguirlo entro l’anno scolastico 2024/2025.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Età</strong>: Gli aspiranti devono avere compiuto il 17° anno di età e non superato il 24° anno di età alla scadenza del termine per la presentazione delle domande. Per i volontari in ferma prefissata iniziale (VFI) e per quelli in ferma prefissata in servizio da almeno 12 mesi (VFP1 e VFP4), il limite di età è esteso fino a 25 anni.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20240,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/R-5-1024x705.jpg\" alt=\"Concorso per il Reclutamento di 4.918 Allievi Carabinieri - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20240\" title=\"Concorso per il Reclutamento di 4.918 Allievi Carabinieri - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Concorso per il Reclutamento di 4.918 Allievi Carabinieri - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Modalità di Selezione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il processo di selezione per il concorso prevede diverse fasi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Domanda Online</strong>: La domanda di partecipazione deve essere presentata esclusivamente online sul sito ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, nella sezione dedicata ai concorsi, entro e non oltre il 7 luglio 2025.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Prove di Selezione</strong>:<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Prova scritta di selezione</strong>: Test su materie attinenti alla preparazione militare.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Prove fisiche</strong>: Accertamenti per verificare l’efficienza fisica dei candidati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Accertamenti psico-fisici</strong>: Test per valutare l’idoneità psicofisica.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Prove attitudinali</strong>: Per determinare le attitudini personali all’attività carabinieresca.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Formazione e Specializzazioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I vincitori del concorso dovranno frequentare un corso di formazione intensivo della durata di sei mesi, che si svolgerà presso le Scuole Allievi Carabinieri dislocate in diverse città italiane (Roma, Reggio Calabria, Iglesias, Torino, Campobasso e Taranto). Durante il corso, i candidati acquisiranno una preparazione militare, giuridica e professionale che li renderà pronti ad affrontare le sfide della professione, sia sul territorio che all’interno delle strutture dell’Arma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al termine del corso, gli allievi carabinieri verranno impiegati in vari reparti dell’Arma, inclusi quelli legati alla sicurezza nelle <strong>Stazioni Carabinieri</strong>, che rappresentano un importante presidio di ascolto e accoglienza per la cittadinanza. Gli aspiranti possono anche esprimere una preferenza per l’impiego in specializzazioni relative alla <strong>tutela forestale</strong>, <strong>ambientale</strong> e <strong>agroalimentare</strong>, ambiti in cui l’Arma dei Carabinieri ha acquisito un’esperienza significativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20241,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/OIP-2.jpg\" alt=\"Concorso per il Reclutamento di 4.918 Allievi Carabinieri - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20241\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Concorso per il Reclutamento di 4.918 Allievi Carabinieri - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Concorso per il Reclutamento di 4.918 Allievi Carabinieri - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Selezione per Carabinieri Paracadutisti Tuscania</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo aver completato la fase di formazione iniziale, alcuni Allievi Carabinieri avranno la possibilità di accedere a una selezione speciale per entrare nel  <strong>1° Reggimento Carabinieri  Paracadutisti “Tuscania”</strong>, uno dei reparti d'élite dell'Arma dei Carabinieri. Questa selezione, che avverrà su base volontaria, prevede prove fisiche e psicologiche particolarmente impegnative, in linea con le alte prestazioni richieste per operare in scenari complessi e ad alta intensità. I candidati che supereranno questa selezione riceveranno una formazione avanzata e specializzata, che comprende il corso di paracadutismo militare, preparandoli a svolgere incarichi di grande responsabilità, tra cui operazioni speciali, interventi in contesti di emergenza e attività di supporto a missioni di peacekeeping. Diventare un Carabiniere Paracadutista del<strong>“Tuscania”</strong> significa essere parte di un gruppo altamente qualificato e impegnato nelle operazioni più delicate a livello nazionale e internazionale, contribuendo così alla sicurezza e alla tutela della collettività in maniera straordinaria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il concorso per il reclutamento di 4.918 Allievi Carabinieri offre una solida opportunità per i giovani italiani desiderosi di intraprendere una carriera di grande valore sociale. La formazione prevista sarà altamente qualificante, preparandoli ad affrontare con passione e determinazione le sfide quotidiane di una professione vocata alla protezione dei cittadini. Gli aspiranti devono presentare la domanda entro il 7 luglio 2025, seguendo l'iter indicato nel bando di concorso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/1o-reggimento-carabinieri-paracadutisti-tuscania.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"concorso carabinieri, opportunità di lavoro, paracadutisti Tuscania, reclutamento carabinieri, sicurezza territorio","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-11 13:08:04","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.carabinieri.it/concorsi/area-concorsi","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20237-concorso-per-il-reclutamento-di-4-918-allievi-carabinieri.mp4","galleria":""}
{"id":20227,"titolo":"La NATO si prepara al confronto: 5 anni per fermare la sfida militare di Russia e Cina","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Segretario Generale della NATO Mark Rutte, intervenuto al Chatham House di Londra, ha tracciato un quadro estremamente realistico della situazione globale che l’Alleanza si trova oggi ad affrontare. <strong>Il conflitto in Ucraina ha solo reso evidente un rischio ben più ampio: la convergenza strategica tra Russia, Cina, Iran e Corea del Nord. </strong>Questi quattro attori, secondo Rutte, stanno trasformando la geopolitica mondiale in un confronto sempre più sistemico e coordinato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Russia, pur avendo un PIL venticinque volte inferiore rispetto all’intero blocco NATO, è riuscita a riconvertire la propria economia in senso pienamente bellico. <strong>Con il supporto tecnologico cinese, Mosca produce in tre mesi ciò che la NATO produce in un anno: 1.500 carri armati, 3.000 veicoli blindati e 200 missili Iskander all’anno.</strong> La sua capacità industriale, sempre secondo le stime della NATO e del Capo di Stato Maggiore tedesco, potrebbe consentirle di riacquisire capacità operative offensive su larga scala entro il 2029, creando una finestra critica di 3-5 anni per l’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20232,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/250609a-005-rdax-775x517s.jpg\" alt=\"La NATO si prepara al confronto: 5 anni per fermare la sfida militare di Russia e Cina - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20232\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La NATO si prepara al confronto: 5 anni per fermare la sfida militare di Russia e Cina - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla crescente minaccia russa si affianca la vertiginosa espansione militare cinese.<strong> La Cina ha già superato numericamente la flotta statunitense e punta a schierare 435 unità navali entro il 2030, oltre a costruire un arsenale nucleare operativo da oltre 1.000 testate.</strong> Nel frattempo, l’Iran continua ad alimentare instabilità in Medio Oriente, mentre la Corea del Nord fornisce armamenti a Mosca ricevendo in cambio tecnologia missilistica avanzata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Secondo Rutte, il rischio per la sicurezza collettiva euro-atlantica non è più confinabile ad un solo teatro geografico: oggi la minaccia è interconnessa tra Europa, Indo-Pacifico e Medio Oriente.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una svolta industriale e finanziaria: il 5% del PIL per la difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore della proposta strategica di Rutte riguarda <strong>la necessità di un salto quantico nella spesa militare e nella capacità produttiva dell’Alleanza</strong>. Dopo anni di discussioni sul famoso 2% del PIL, obiettivo stabilito nel 2014 e oggi formalmente raggiunto, il Segretario Generale propone ora un obiettivo ben più ambizioso: <strong>spendere il 5% del PIL per garantire la sicurezza collettiva</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il piano prevede che il <strong>3,5% sia destinato al potenziamento diretto delle forze armate: </strong>incremento di mezzi, armamenti, munizioni, logistica e supporto operativo. Il restante <strong>1,5% sarà destinato a infrastrutture strategiche, resilienza civile, sviluppo della base industriale </strong>e preparazione delle popolazioni. Le infrastrutture civili — ponti, porti, ferrovie — dovranno infatti essere idonee al rapido dispiegamento di forze, mentre le società dovranno essere formate a convivere con i possibili scenari di crisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano industriale, la situazione è allarmante:<strong> nonostante il vantaggio economico, l’industria occidentale non riesce oggi a garantire ritmi produttivi adeguati. </strong>La NATO produce attualmente un quarto delle munizioni che riesce a realizzare Mosca, mentre i tempi di consegna per sistemi strategici come il Patriot superano i 10 anni. Senza un'accelerazione produttiva, la deterrenza verrebbe presto svuotata di credibilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20233,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/250609a-003-rdax-775x517s.jpg\" alt=\"La NATO si prepara al confronto: 5 anni per fermare la sfida militare di Russia e Cina - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20233\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La NATO si prepara al confronto: 5 anni per fermare la sfida militare di Russia e Cina - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rutte ha elogiato i programmi già in corso nel Regno Unito, come i <strong>sei nuovi impianti per la produzione di munizioni, </strong>e ha richiamato anche le iniziative europee in fase di avvio come il <strong>SAFE Program</strong> e <strong>ReArm Europe</strong>, che stanzieranno oltre 800 miliardi di euro per rafforzare l’autonomia produttiva della difesa continentale</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Deterrenza credibile: il rafforzamento militare e il riequilibrio dei pesi NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre a spendere e produrre di più, la NATO dovrà disporre di uno strumento militare credibile e immediatamente impiegabile per scoraggiare qualunque aggressione. Secondo Rutte, ciò significa <strong>rendere l’Alleanza più letale</strong> sotto il profilo operativo, pur mantenendone la vocazione difensiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell’ambito terrestre, <strong>sarà necessario raddoppiare i mezzi blindati e le forze corazzate, aumentare in modo esponenziale la produzione di munizionamento </strong>e potenziare tutte le capacità logistiche e mediche di supporto. In ambito aereo, <strong>le attuali capacità di difesa missilistica dovranno crescere del 400%</strong> per essere all’altezza delle minacce missilistiche russe e cinesi. Un esempio su tutti: la NATO ha già avviato il programma congiunto che porterà all’acquisizione di almeno 700 caccia F-35 nei prossimi anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Verranno incrementati anche gli assetti spaziali, cyber, i sistemi di attacco a lungo raggio e i droni armati, come dimostrano le recenti innovazioni impiegate nel conflitto ucraino, dove droni da poche centinaia di dollari riescono a neutralizzare carri armati da milioni di euro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, Rutte ha posto con forza il tema del <strong>burden sharing</strong>: la sproporzione attuale fra il contributo statunitense e quello europeo e canadese deve essere progressivamente riequilibrata. L’impegno americano resterà solido, ma l’Europa — a giudizio del Segretario Generale — dispone oggi di forza economica e capacità politica per sostenere una quota più rilevante del bilancio NATO. Il vertice di L’Aia sancirà proprio questo nuovo patto finanziario interno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20053,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/250605d-003-rdax-775x440s.jpg\" alt=\"Bruxelles apre la strada: la NATO propone il 5% del PIL per la difesa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20053\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Bruxelles apre la strada: la NATO propone il 5% del PIL per la difesa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Ucraina, dossier globali e la necessità di agire subito</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dossier ucraino resta centrale. Pur senza ribadire formalmente in ogni documento l’ingresso di Kyiv nella NATO, Rutte ha confermato che<strong> il percorso di adesione resta “irreversibile” </strong>come stabilito nei precedenti summit. La priorità odierna resta comunque quella di garantire il massimo sostegno militare e politico per permettere a Kyiv di difendersi e resistere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il conflitto russo-ucraino continua infatti a fungere da laboratorio per testare le nuove forme di guerra multidominio: dalla logistica ai droni, dalle cyber operations ai sistemi di comando e controllo integrato</strong>. Per questo l’Alleanza proseguirà nei programmi congiunti di addestramento, fornitura di armi e scambio di intelligence con le forze ucraine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al di fuori del teatro ucraino, Rutte ha richiamato l’attenzione sui dossier globali emergenti. In Medio Oriente, la crescente aggressività iraniana rappresenta una minaccia sia diretta che indiretta per l’equilibrio NATO. Nell’Indo-Pacifico, la crescente presenza cinese obbliga l’Alleanza ad ampliare la cooperazione con partner come Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda. Nell’Artico, infine, lo scioglimento dei ghiacci sta già trasformando la regione in nuovo campo di confronto strategico, spingendo i paesi nordici ad aumentare il coordinamento NATO nella zona.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul piano politico e finanziario interno, Rutte ha lanciato un messaggio netto ai governi democratici: «<strong>Se non investiamo ora, dovremo imparare il russo</strong>». Il nodo su come finanziare questi sforzi (tasse, debito, tagli) spetterà ai governi nazionali, ma l’urgenza di agire è ormai ineludibile. L’errore più grande, avverte il Segretario Generale, sarebbe quello di aspettare ancora, correndo il rischio — come ammoniva Churchill — di arrivare \"troppo tardi\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Concludendo il suo intervento, Rutte ha ribadito che il vertice dell’Aia dovrà sancire una svolta irreversibile: «<strong>Non ci saranno seconde possibilità per la nostra sicurezza. Dobbiamo agire ora, per garantire la difesa di un miliardo di persone. Così costruiremo una NATO più forte, più equa e più letale</strong>.»</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/250609a-014-rdax-775x517s-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Difesa Europea, Mark Rutte, NATO, Russia-Cina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-11 09:50:27","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.nato.int/cps/en/natohq/opinions_235867.htm","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20227-nato-5-anni-per-la-sfida-militare-russia-e-cina.mp4","galleria":""}
{"id":20215,"titolo":"Il Generale Paracadutista Iannucci in missione in Bulgaria: il COVI al fianco degli Alleati per la sicurezza del fianco est della NATO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Novo Selo (Bulgaria), 9 giugno 2025</strong> – Il Comandante Operativo di Vertice Interforze (COVI), Generale di Corpo d’Armata Paracadutista Giovanni Maria Iannucci, ha svolto nei giorni scorsi una missione ufficiale in Bulgaria, dove ha incontrato il personale italiano schierato nel Multinational Battle Group (MNBG) a guida italiana presso la Novo Selo Training Area, e ha condotto importanti incontri bilaterali con i vertici delle Forze Armate bulgare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attività si inserisce nel quadro del contributo fornito dall’Italia alla postura di deterrenza e difesa della NATO lungo il fianco est dell’Alleanza Atlantica, a seguito dell’aggressione russa contro l’Ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20219,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Generale Paracadutista Iannucci in missione in Bulgaria: il COVI al fianco degli Alleati per la sicurezza del fianco est della NATO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/b21a67f0-b9e4-4cb0-8ce3-ff03839d6079-1024x683.jpg\" alt=\"Il Generale Paracadutista Iannucci in missione in Bulgaria: il COVI al fianco degli Alleati per la sicurezza del fianco est della NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20219\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Paracadutista Iannucci in missione in Bulgaria: il COVI al fianco degli Alleati per la sicurezza del fianco est della NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il saluto ai militari italiani del Battle Group in Bulgaria</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accolto dal Comandante del MNBG, Colonnello Salvatore Abbate, e accompagnato dal Comandante delle Forze Operative Sud, Generale di Divisione Andrea Di Stasio, il Generale Iannucci ha incontrato i militari italiani impegnati nell’ambito della missione, portando loro il saluto del Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto, e del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, il Comandante del COVI ha espresso vivo apprezzamento per la professionalità, la dedizione e lo spirito di servizio dimostrati dal personale impegnato nel teatro operativo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Il motivo della vostra presenza qui è rafforzare la postura di deterrenza. Questo significa che siamo determinati, capaci e pronti a difendere il territorio dell’Alleanza e i nostri interessi comuni. La vostra attività, inoltre, rappresenta un fondamentale banco di prova per l’addestramento e la cooperazione internazionale.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20220,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Generale Paracadutista Iannucci in missione in Bulgaria: il COVI al fianco degli Alleati per la sicurezza del fianco est della NATO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/1163eb8a-9ce0-486f-8e81-be4c3e6dcd15-1024x576.jpg\" alt=\"Il Generale Paracadutista Iannucci in missione in Bulgaria: il COVI al fianco degli Alleati per la sicurezza del fianco est della NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20220\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Paracadutista Iannucci in missione in Bulgaria: il COVI al fianco degli Alleati per la sicurezza del fianco est della NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Innovazione operativa e digitalizzazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Particolare attenzione è stata dedicata al processo di integrazione tecnologica in corso sotto la direzione del COVI. Le operazioni condotte dalle unità italiane e multinazionali a Novo Selo sono infatti già interconnesse con i sistemi di comando e controllo del Joint Operations Center del COVI, nell’ambito del più ampio programma di digitalizzazione dello spazio della manovra che integra, in un’unica architettura, le dimensioni terrestre, marittima, aerea, spaziale e cibernetica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Questo scenario addestrativo ci consente di individuare punti di forza e margini di miglioramento, contribuendo allo sviluppo di nuove piattaforme, al perfezionamento delle procedure e al rafforzamento della capacità operativa complessiva della Difesa\", ha evidenziato il Generale Iannucci.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20221,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Generale Paracadutista Iannucci in missione in Bulgaria: il COVI al fianco degli Alleati per la sicurezza del fianco est della NATO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/2f250a98-a331-4138-9167-68a449c57a10-1024x683.jpg\" alt=\"Il Generale Paracadutista Iannucci in missione in Bulgaria: il COVI al fianco degli Alleati per la sicurezza del fianco est della NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20221\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Paracadutista Iannucci in missione in Bulgaria: il COVI al fianco degli Alleati per la sicurezza del fianco est della NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Balkan Sentinel 25 e Balkan Wall 25: esercitazioni multinazionali congiunte</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel prosieguo della missione, la delegazione guidata dal Comandante del COVI ha raggiunto l’area addestrativa di Koren, dove ha assistito alle fasi conclusive delle esercitazioni multinazionali “Balkan Sentinel 25” e “Balkan Wall 25”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività, avviate lo scorso 27 maggio, hanno coinvolto unità bulgare, italiane, rumene e statunitensi, con l’impiego integrato di assetti di artiglieria, fanteria, genio, mezzi corazzati, logistica, operazioni psicologiche e team CIMIC (cooperazione civile-militare), sotto il coordinamento della 61ª Brigata Meccanizzata bulgara.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla giornata dedicata agli osservatori (Distinguished Visitors Day) hanno preso parte numerose autorità civili e militari, tra cui il Capo di Stato Maggiore della Difesa bulgaro Ammiraglio Emil Eftimov, il Comandante del Joint Force Command Major General Stanimir Hristo e il Comandante delle Forze Terrestri Major General Deyan Deshkov.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20222,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Generale Paracadutista Iannucci in missione in Bulgaria: il COVI al fianco degli Alleati per la sicurezza del fianco est della NATO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/11d79437-a5cd-4184-9e7a-9c0108ef6c18-1024x576.jpg\" alt=\"Il Generale Paracadutista Iannucci in missione in Bulgaria: il COVI al fianco degli Alleati per la sicurezza del fianco est della NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20222\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Paracadutista Iannucci in missione in Bulgaria: il COVI al fianco degli Alleati per la sicurezza del fianco est della NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Incontri bilaterali con la Difesa bulgara</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A margine delle attività addestrative, il Generale Iannucci ha incontrato i vertici militari della Difesa bulgara, con i quali ha approfondito i temi dell’integrazione operativa, della cooperazione bilaterale e del ruolo congiunto di Italia e Bulgaria all’interno della postura di deterrenza NATO sul fianco orientale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia ricopre, dal mese di ottobre 2022, il ruolo di Framework Nation del Battle Group NATO in Bulgaria, nel quadro della presenza avanzata dell’Alleanza sul fianco orientale. Ad oggi, sono oltre 40.000 i militari schierati dalla NATO lungo l’intera linea di deterrenza che, dal Mar Baltico al Mar Nero, garantisce la sicurezza e la stabilità dell’area euro-atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tutte le attività operative e addestrative svolte dalle Forze Armate Italiane sui vari teatri della NATO sono disposte dal Capo di Stato Maggiore della Difesa e coordinate dal Comando Operativo di Vertice Interforze, che sotto la guida del Generale Paracadutista Giovanni Maria Iannucci rappresenta il vertice dell'impiego interforze nazionale nei contesti multinazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/ed67c2bd-2f31-49db-8197-2193273a3a70.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Bulgaria., COVI, fianco est, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-11 08:25:18","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/operazionimilitari/op-intern-corso/operazione-eva-bulgaria/notizie-teatro/missione-del-comandante-del-covi-in-bulgaria/72649.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20215-il-generale-paracadutista-iannucci-in-missione-in-bulgaria-il-covi-al-fianco-degli-alleati-per-la-sicurezza-del-fianco-est-della-nato.mp4","galleria":""}
{"id":20206,"titolo":"A Lisbona il vertice NATO dei Sottufficiali: l’Italia in prima linea con Il Primo Luogotenente Michele Romano","contenuto_html":"<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 26 al 29 maggio 2025, Lisbona ha ospitato la <strong>21ª Conferenza Internazionale dei Senior Enlisted Leaders (CSEL)</strong>, evento che ha riunito oltre 35 delegazioni di Paesi membri e partner della NATO, tra cui Giappone, Kosovo, Giordania, Irlanda, Australia e Nuova Zelanda. Una cornice suggestiva come il <strong>Castello di Belém</strong>, simbolo di esplorazione e apertura al mondo, ha fatto da sfondo a un incontro cruciale per il futuro della leadership militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Primo Luogotenente Michele Romano</strong>, Sottufficiale di Corpo dell’Esercito Italiano, ha preso parte ai lavori rappresentando l’Italia e contribuendo attivamente ai momenti di confronto. La conferenza, promossa dal <strong>Quartier Generale Supremo delle Potenze Alleate in Europa (SHAPE)</strong>, si è confermata come un luogo privilegiato per il dialogo strategico tra i vertici arruolati dell’Alleanza Atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il tema scelto per l’edizione 2025, <em>“Da dove siamo partiti, dove siamo ora”</em>, ha invitato i partecipanti a riflettere sul percorso evolutivo del corpo dei Sottufficiali (NCO) all’interno della NATO, analizzando progressi, sfide e direzioni future in un contesto internazionale segnato da crisi geopolitiche e mutamenti tecnologici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dall’Ucraina all’interoperabilità: l’evoluzione del ruolo dei Sottufficiali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I lavori si sono aperti con un messaggio ispirante del <strong>Generale Christopher Cavoli</strong>, Supreme Allied Commander Europe (SACEUR), che ha riconosciuto l’importanza strategica dei comandanti arruolati. “<strong>Il ruolo dei nostri comandanti arruolati, in particolare dei nostri comandanti senior, è essenziale</strong> per tutti questi obiettivi”, ha dichiarato Cavoli. Ha poi sottolineato come la cooperazione e l’addestramento congiunto tra alleati e partner siano fondamentali per costruire relazioni forti e potenziare l’interoperabilità militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un passaggio particolarmente sentito è stato dedicato alla <strong>risposta della NATO alla guerra in Ucraina</strong>, in cui il contributo dei Sottufficiali si è rivelato determinante per l’efficacia e la tempestività delle operazioni sul campo. Questo tema ha portato alla luce il bisogno impellente di consolidare l’interoperabilità tra le forze, di rafforzare le capacità operative e di condividere esperienze attraverso una leadership distribuita e consapevole.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Capo Warrant Officer Kevin Mathers</strong>, attuale CSEL dell’Allied Command Operations, ha aperto ufficialmente la conferenza esaltando il potere dell’<strong>esperienza condivisa</strong>: “La forza risiede nella comprensione di base che esiste in una delle nostre aree operative, che poi, se condivisa con l’intero gruppo, ci pone in uno spazio in cui il collettivo vanta anni di esperienza... una posizione di deterrenza davvero potente”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20211,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"A Lisbona il vertice NATO dei Sottufficiali: l’Italia in prima linea con Il Primo Luogotenente Michele Romano - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/50043760742-33f316d32e-o-Y0DL11-1024x699.jpg\" alt=\"A Lisbona il vertice NATO dei Sottufficiali: l’Italia in prima linea con Il Primo Luogotenente Michele Romano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20211\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">A Lisbona il vertice NATO dei Sottufficiali: l’Italia in prima linea con Il Primo Luogotenente Michele Romano - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al centro del dibattito anche la trasformazione del concetto di <strong>mission command</strong>, sempre più orientato verso la <strong>delega operativa</strong> e il <strong>rafforzamento della leadership ai livelli intermedi</strong>. La volontà comune emersa è quella di valorizzare ogni singolo leader arruolato come figura chiave per la reattività, la resilienza e la coesione delle forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Italia protagonista di una leadership arruolata moderna e coesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intervento del <strong>Primo Luogotenente Romano</strong> ha confermato il ruolo di primo piano dell’Italia nella costruzione di una leadership militare moderna, coesa e capace di affrontare le sfide del presente. La delegazione italiana ha presentato le iniziative in corso per sviluppare percorsi di carriera più inclusivi e per promuovere una formazione continua e orientata alle competenze trasversali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20212,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"A Lisbona il vertice NATO dei Sottufficiali: l’Italia in prima linea con Il Primo Luogotenente Michele Romano - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/2.-Saluto-al-personale-1024x683.jpeg\" alt=\"A Lisbona il vertice NATO dei Sottufficiali: l’Italia in prima linea con Il Primo Luogotenente Michele Romano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20212\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">A Lisbona il vertice NATO dei Sottufficiali: l’Italia in prima linea con Il Primo Luogotenente Michele Romano - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dialogo aperto e diretto tra i leader arruolati ha rappresentato uno dei punti di forza della conferenza. Il <strong>Sergente Maggiore Zoltan Kaszab</strong>, designato successore di Mathers come CSEL dell’ACO, ha sottolineato con entusiasmo: “<strong>La brama di perfezione e l’impegno a migliorare che vedo nell’intera comunità dei sottufficiali sono fantastici</strong>”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le attività simboliche che hanno arricchito l’evento, si segnala la <strong>cerimonia commemorativa</strong> tenutasi davanti al monumento dedicato ai combattenti delle missioni di pace, momento di riflessione collettiva che ha rafforzato il senso di appartenenza e il valore del servizio condiviso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia, attraverso il proprio rappresentante e le buone pratiche presentate, ha dimostrato non solo capacità tecnica e professionale, ma anche volontà di partecipare attivamente alla definizione di una leadership arruolata sempre più strategica, interconnessa e determinante nella difesa dei valori della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, la <strong>21ª Conferenza CSEL</strong> non ha rappresentato soltanto un’occasione di aggiornamento tecnico o di celebrazione della carriera arruolata, ma un vero e proprio <strong>laboratorio di visione e di impegno condiviso</strong>. Una conferma che, anche e soprattutto grazie ai Sottufficiali, la NATO può guardare con fiducia alle sfide globali che l’attendono.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/Foto-di-gruppo.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"CSEL2025, leadershipmilitare, NATO, sottufficiali","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-11 07:57:48","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/vis_sott_corpo_nato_lisb.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20206-a-lisbona-il-vertice-nato-dei-sottufficiali-litalia-in-prima-linea-con-il-primo-luogotenente-michele-romano.mp4","galleria":""}
{"id":20193,"titolo":"Giornata della Marina 2025: coraggio, passione e senso del dovere","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Genova, 10 giugno 2025 –</em> Con una cerimonia solenne e carica di significato storico, la Marina Militare ha celebrato oggi la sua giornata commemorativa, rendendo omaggio all’impresa di Premuda del 10 giugno 1918 e accogliendo l’Amerigo Vespucci di ritorno dal suo epico tour mondiale. Alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del Ministro della Difesa Guido Crosetto e delle più alte cariche militari e civili, Genova è stata il cuore pulsante di un tributo sentito alle donne e agli uomini in uniforme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un’eredità di gloria e sacrificio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo discorso, l’Ammiraglio di squadra Enrico Credendino, Capo di Stato Maggiore della Marina, ha ricordato come questa giornata non celebri la fondazione della Forza Armata – che nel 2025 compie 164 anni – ma un’azione militare esemplare: la leggendaria impresa di Premuda. Il 10 giugno 1918, due MAS italiani, guidati dal Capitano di corvetta Luigi Rizzo e dal Guardiamarina Giuseppe Aonzo, affondarono la corazzata austro-ungarica <em>Santo Stefano</em>, segnando il declino morale della flotta nemica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>«Fu il frutto di una strategia lungimirante, di innovazione nei mezzi e nelle tattiche, e del coraggio di uomini determinati», ha dichiarato Credendino. Valori ribaditi nel ricordo dell’attacco aereo subacqueo ad Alessandria d’Egitto del 1941, condotto dal Tenente di vascello Durand de La Penne e dai suoi uomini, simbolo della capacità di affrontare la paura con fermezza e dedizione al dovere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20196,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Giornata della Marina 2025: coraggio, passione e senso del dovere - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/18389bd4-b19a-441d-bfd7-83eecbc650ba20250610-giornata-marina-genova-1024x576.jpeg\" alt=\"Giornata della Marina 2025: coraggio, passione e senso del dovere per l’Italia sul mare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20196\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Giornata della Marina 2025: coraggio, passione e senso del dovere per l’Italia sul mare - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’impresa del Vespucci: una metafora della vita da marinaio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un tributo speciale è stato dedicato a <em>nave Vespucci</em>, tornata a Genova dopo un’epopea lunga due anni, che l’ha vista toccare 53 porti in 32 Paesi, navigando per oltre 49.000 miglia nautiche. «Un viaggio estremo – ha detto Credendino – che ha richiesto sacrificio, resilienza e un impegno corale di tutta la Marina». Un milione e duecentomila persone hanno visitato il <em>Villaggio Italia</em> e oltre un miliardo e trecento milioni hanno seguito la campagna sui social media, facendo di questa iniziativa un successo planetario nella proiezione del <em>Sistema Paese</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Ammiraglio ha rivolto un pensiero commosso al Capitano di corvetta Daniele Marino, medico di bordo, tragicamente scomparso in Brasile: «Una perdita che ci tocca nel profondo».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20197,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Giornata della Marina 2025: coraggio, passione e senso del dovere - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/23251100-50e5-4b54-81fe-f703cec2b7b9whatsapp-image-2025-06-10-at-14.18.18-1024x576.jpg\" alt=\"Giornata della Marina 2025: coraggio, passione e senso del dovere per l’Italia sul mare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20197\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Giornata della Marina 2025: coraggio, passione e senso del dovere per l’Italia sul mare - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Marina oggi: presente ovunque, pronta per il futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Capo di Stato Maggiore ha ricordato come ogni giorno la Marina sia operativa con una media di 30 navi, due sottomarini, reparti anfibi e gruppi di volo impegnati in tutti i quadranti del globo. In uno scenario globale sempre più competitivo e instabile, soprattutto in un Mediterraneo divenuto crocevia delle dinamiche internazionali, la Marina rappresenta un presidio di sicurezza e proiezione strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Credendino ha sottolineato il cambio di paradigma in atto nella Forza Armata: innovazione, adattabilità, sinergia con l’industria e valorizzazione del capitale umano. Ne è esempio il <em>Polo Nazionale della Dimensione Subacquea</em>, attivo da poco più di un anno ma già protagonista di numerosi progetti con oltre 90 partner tra università, imprese e centri di ricerca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18603,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Giornata della Marina 2025: coraggio, passione e senso del dovere - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/494596596-17888500818251461-8328131724928171058-n-e1749576940129-1024x960.jpg\" alt=\"A Bordo dell'Americo Vespucci: Il Tour Mediterraneo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18603\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">A Bordo dell'Americo Vespucci: Il Tour Mediterraneo - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un manifesto per il benessere e la leadership</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al centro della riforma interna anche il benessere organizzativo, attraverso un <em>manifesto delle sette buone pratiche</em> e un <em>decalogo per i comandanti</em>, per rafforzare la leadership e migliorare la qualità della vita e del lavoro all’interno della Forza Armata. «La disciplina silenziosa e quotidiana dei nostri marinai è il motore di tutto ciò che realizziamo», ha affermato con forza l’Ammiraglio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">“Il nostro orizzonte è oltre, ci andremo insieme”</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel concludere il suo intervento, l’Ammiraglio Credendino ha tracciato una linea ideale tra le imprese del passato, il presente della Marina e le sfide future. «Il viaggio del Vespucci è la metafora della nostra vita: difficile, impegnativo, ma unico e straordinario. In questi 45 anni ho avuto l’onore di far parte di questo grande equipaggio e sono certo che ogni uomo e donna della Marina condivida questo stesso orgoglio».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un messaggio potente, culminato in un richiamo all’identità collettiva e al servizio per l’Italia:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>“Ricordatelo sempre: siamo il grande equipaggio. Il nostro orizzonte è oltre, ci andremo insieme. Viva la Marina! Viva le Forze Armate! Viva l’Italia!”</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":20194,\"href\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/DISCORSO-CAPO-SMM.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/DISCORSO-CAPO-SMM.pdf\" type=\"application/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"DISCORSO CAPO SMM\"></object><a id=\"wp-block-file--media-d4ef3420-aabd-4c2d-b94e-74f09eb85a13\" href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/DISCORSO-CAPO-SMM.pdf\">DISCORSO CAPO SMM</a><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/DISCORSO-CAPO-SMM.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-d4ef3420-aabd-4c2d-b94e-74f09eb85a13\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/4eafc6cd-10f2-4a05-b275-81e19851c39ewhatsapp-image-2025-06-10-at-14.18.18-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"amerigo vespucci, Giornata della Marina, marina militare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-10 18:39:16","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20250610_Giornata_Marina_Genova.aspx","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20193-giornata-marina-25-coraggio-passione-senso.mp4","galleria":""}
{"id":20183,"titolo":"L’evoluzione dei droni in Ucraina: dalla linea del fronte all’Operazione Pavutyna","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’impiego massiccio di sistemi senza pilota da parte dell’Ucraina segna una svolta epocale nella condotta delle operazioni militari contemporanee. I droni – nelle loro varianti aeree, navali e terrestri – non sono più strumenti accessori, ma il cuore pulsante della nuova dottrina di guerra. La recente <strong>Operazione Pavutyna</strong>, condotta in profondità nel territorio russo il 1° giugno 2025, rappresenta il culmine di una trasformazione iniziata all’alba dell’invasione russa e oggi pienamente dispiegata nel teatro strategico euroasiatico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Produzione e capacità operativa in espansione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’operazione Pavutyna è solo il punto più alto – finora – di una <strong>crescita industriale e tecnologica impressionante</strong>. Nel 2025 l’Ucraina prevede di produrre <strong>30.000 droni a lungo raggio</strong>, e solo nei primi mesi dell’anno sono stati consegnati <strong>oltre 200.000 UAV al mese</strong> alle forze armate. Le capacità spaziano dai droni da ricognizione ai velivoli d’attacco FPV, fino a sistemi navali e terrestri autonomi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo dell’attacco dimostra anche la <strong>maturità raggiunta dal comparto UAV ucraino</strong>, dove oltre <strong>500 aziende operano nel settore</strong>, con <strong>più di 240 progetti certificati</strong> dal Ministero della Difesa. Il conflitto ha compresso drasticamente i cicli di sviluppo: un drone può essere progettato, testato e inviato in missione in poche settimane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20186,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’evoluzione dei droni in Ucraina: dalla linea del fronte all’Operazione Pavutyna - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/561658474a149849-1024x555.jpg\" alt=\"L’evoluzione dei droni in Ucraina: dalla linea del fronte all’Operazione Pavutyna - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20186\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’evoluzione dei droni in Ucraina: dalla linea del fronte all’Operazione Pavutyna - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Capacità strategiche e profondità operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso del 2024, l’Ucraina ha raggiunto una <strong>svolta qualitativa</strong>: i droni sono stati utilizzati con successo in <strong>377 attacchi su territorio russo</strong>, colpendo obiettivi militari e infrastrutture strategiche come <strong>raffinerie, aeroporti e industrie della difesa</strong>, anche a distanze superiori a <strong>1.500 km</strong>. Esemplare l’attacco alla base navale russa a <strong>Kaspiysk</strong>, nella Flottiglia del Caspio, avvenuto il 6 novembre 2024.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I nuovi modelli, come il <strong>Liutyi</strong> (capace di oltre 1.000 km di autonomia) e il <strong>Rubaka</strong> (drone esca), vengono spesso impiegati in tandem per saturare le difese aeree russe. L'efficacia di queste operazioni ha avuto impatti economici rilevanti: la capacità di raffinazione del petrolio in Russia è crollata ai <strong>livelli più bassi degli ultimi 12 anni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il portafoglio di UAV ucraini è in rapida evoluzione. Alcuni modelli iconici includono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Leleka-100</strong> (Deviro): resistente alla guerra elettronica, fino a 4 ore di volo;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Shark e Shark-M</strong> (Ukrspecsystems): fino a 420 km di raggio e 7 ore di autonomia;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>PD-2</strong>: capace di portare esplosivo e svolgere ricognizione;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Valkyrie</strong>: modello stealth per ricognizione tattica;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Bober</strong> (UKRJET): usato in attacchi a Mosca e raffinerie russe;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Conversioni UAV da <strong>aerei leggeri civili</strong> come l’A-22 Foxbat, con carichi fino a 250 kg.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un tratto distintivo del modello ucraino è la possibilità di <strong>testare in tempo reale i nuovi droni sul campo di battaglia</strong> e aggiornarli in tempi rapidissimi. Il ciclo di certificazione, oggi, può durare meno di un mese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">FPV, droni intercettori e UGV: nuove frontiere</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2025 cresce anche l’uso di <strong>droni intercettori</strong>: modelli capaci di colpire UAV russi in volo con velocità fino a <strong>280-300 km/h</strong>, equipaggiati con <strong>sistemi di targeting automatico basati su visione artificiale</strong>. In certi casi, metodi rudimentali – come bastoni lanciati sulle eliche – si rivelano comunque efficaci e molto più economici rispetto ai missili antiaerei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sotto il profilo terrestre, l’Ucraina punta a espandere i <strong>veicoli terrestri senza pilota (UGV)</strong> per compiti di rifornimento, evacuazione medica, bonifica mine e supporto armato. Già nel novembre 2024 sono stati testati <strong>100 UGV</strong> in collaborazione con la piattaforma tecnologica Brave1.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20188,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’evoluzione dei droni in Ucraina: dalla linea del fronte all’Operazione Pavutyna - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/b286584763cb3a78-1-1024x682.jpg\" alt=\"L’evoluzione dei droni in Ucraina: dalla linea del fronte all’Operazione Pavutyna - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20188\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’evoluzione dei droni in Ucraina: dalla linea del fronte all’Operazione Pavutyna - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una dottrina in trasformazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il conflitto in Ucraina dimostra che i <strong>sistemi unmanned</strong> non sono più un supporto secondario ma un <strong>pilastro della strategia militare moderna</strong>. La velocità con cui emergono contromisure rende obsoleti molti sistemi nel giro di pochi mesi: chi sa <strong>adattarsi rapidamente e innovare tecnologicamente</strong> acquisisce un vantaggio decisivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I prossimi sviluppi includeranno:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Maggiore autonomia e durata dei droni;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Integrazione dell’intelligenza artificiale;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Comunicazioni più sicure e resistenti alla guerra elettronica;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Interoperabilità tra piattaforme aeree, terrestri e navali;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Crescente coinvolgimento di partner tecnologici internazionali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Ucraina è oggi all’avanguardia nello sviluppo e nell’impiego bellico dei droni. In uno scenario dove i cicli tecnologici si accorciano e le minacce si evolvono di giorno in giorno, l’esperienza ucraina rappresenta un <strong>modello ibrido di innovazione civile-militare</strong>, con implicazioni globali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’impiego massiccio e sofisticato di sistemi senza pilota sarà destinato a crescere anche dopo la guerra, entrando stabilmente nelle <strong>dottrine militari delle potenze globali</strong>, come elemento chiave della <strong>superiorità decisionale e operativa</strong> sul campo di battaglia del XXI.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/f716584770da03df.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Antonov, Brave1, Droni, guerra elettronica, guerra in Ucraina, innovazione militare, intelligenza artificiale, sistemi unmanned, UAV, Ukrspecsystems","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-10 15:35:32","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://euro-sd.com/2025/04/articles/43553/the-development-of-unmanned-systems-in-ukraine/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20183-levoluzione-dei-droni-in-ucraina.mp4","galleria":""}
{"id":20174,"titolo":"Galvion presenta CORTEX: rivoluzione digitale per i sistemi indossabili del soldato","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><br>Galvion, leader globale nella progettazione e produzione di sistemi di protezione avanzati per la testa, soluzioni di gestione dell’energia e dei dati, e sistemi integrati per il soldato, ha ufficialmente lanciato la nuova linea <strong>CORTEX™</strong> durante l’edizione 2025 di SOF Week. Si tratta di una categoria completamente inedita di <strong>sistemi intelligenti da indossare</strong>, progettati per elevare l’efficacia operativa del combattente moderno in uno scenario digitale e connesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">CORTEX™: Intelligenza e integrazione per la guerra del futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La famiglia CORTEX™ rappresenta un’evoluzione tecnologica che fonde <strong>potenza di calcolo, gestione energetica e connettività dati</strong> all’interno di un ecosistema modulare, completamente adattabile al profilo missione. Progettato per potenziare il processo decisionale in tempo reale, CORTEX è compatibile con l’equipaggiamento tattico attualmente in uso, semplificando l’integrazione sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le principali caratteristiche della versione in mostra allo stand Galvion (#349):</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Modulo di elaborazione integrato</strong> con batteria interna e sistema operativo Android dedicato;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rete accessori integrata</strong> per gestione unificata di energia e dati;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Compatibilità con più protocolli di comunicazione (USB, ISW, Bluetooth, Wi-Fi);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Modulo batteria opzionale</strong> per operazioni autonome e untethered;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Pod sensori ed emettitori</strong> con architettura open-source per l’integrazione di terze parti;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Connessione <strong>VAS auto-detecting</strong> per HUD e NVG con funzionalità AR software-enabled;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Controller fisico a 4 tasti</strong> per una navigazione tattile rapida;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Applicazione proprietaria <strong>AlertCentr™</strong>, che consente di visualizzare e gestire funzioni ATAK (Android Tactical Assault Kit) direttamente dal sistema, riducendo la necessità di interazione con l’EUD (End User Device).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20176,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Galvion presenta CORTEX: rivoluzione digitale per i sistemi indossabili del soldato - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Galvion-Launches-Next-Gen-Integrated-Helmet-Platform-for-Special-Forces-at-SOF-Week-2025-1920-001-1024x683.jpg\" alt=\"Galvion presenta CORTEX: rivoluzione digitale per i sistemi indossabili del soldato - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20176\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Galvion presenta CORTEX: rivoluzione digitale per i sistemi indossabili del soldato - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Compatibilità, modularità e collaborazione Tier 1</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tutti i componenti CORTEX sono <strong>one-size-fits-all</strong>, con hardware regolabile compatibile con la gamma di taglie dei caschi Galvion, in particolare i modelli <strong>Caiman® e Hellbender™</strong>, ma anche con altri sistemi selezionati non Galvion. Il sistema dimostrato è il frutto di <strong>anni di sviluppo e co-progettazione</strong> con clienti di livello Tier 1, tra cui forze speciali e unità d’élite non specificate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso un nuovo paradigma: dalla protezione passiva alla letalità integrata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il CEO di Galvion, <strong>Todd Stirtzinger</strong>, ha dichiarato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Abbiamo collaborato con alcune delle unità più avanzate del mondo per immaginare il futuro dei sistemi indossabili integrati. Il lancio della categoria CORTEX segna una tappa cruciale nella nostra evoluzione tecnologica.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Questo passaggio – prosegue Stirtzinger – dalla protezione passiva a sistemi intelligenti, letali e interoperabili è un cambio di paradigma. Per questo abbiamo investito milioni nel nostro <strong>Warfighter Lab</strong>, un laboratorio all’avanguardia per testare interfacce uomo-macchina e accelerare la curva di apprendimento. SOF Week è l’ambiente ideale per mostrare al mondo cosa può fare CORTEX.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20177,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Galvion presenta CORTEX: rivoluzione digitale per i sistemi indossabili del soldato - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/galvion-cortex-web-1024x512.png\" alt=\"Galvion presenta CORTEX: rivoluzione digitale per i sistemi indossabili del soldato - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20177\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Galvion presenta CORTEX: rivoluzione digitale per i sistemi indossabili del soldato - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Galvion: soluzioni integrate per la superiorità tattica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Galvion è impegnata nello sviluppo di <strong>sistemi attivi</strong>, integrati e adattabili, che vanno oltre la semplice protezione balistica. Le sue soluzioni supportano la performance, la consapevolezza situazionale e la sopravvivenza del soldato moderno. Con oltre 450 dipendenti distribuiti tra Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Polonia, l’azienda opera in modo proattivo per risolvere sfide complesse, proponendosi come partner tecnologico delle forze armate più esigenti al mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/galvion-cortex-side-by-side.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"ATAK, caschi intelligenti, CORTEX, Galvion, guerra digitale, SOF Week 2025, soldato aumentato, special forces, tecnologie indossabili, Warfighter Lab","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-10 14:04:04","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.galvion.com/newsroom/galvion-introduces-cortex-at-sof-week-2025","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20174-galvion-presenta-cortex-rivoluzione-digitale-per-i-sistemi-indossabili-del-soldato.mp4","galleria":""}
{"id":20166,"titolo":"Accordo Difesa-ACN: nasce una difesa comune per la sicurezza cibernetica nazionale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Roma, 10 giugno 2025</em> – In un’epoca segnata da minacce digitali in costante evoluzione, il Ministero della Difesa e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) hanno siglato oggi un accordo strategico volto a rafforzare la resilienza del sistema nazionale di sicurezza cibernetica. La firma dell’intesa è avvenuta a Roma, alla presenza del Sottosegretario alla Difesa, On. Matteo Perego di Cremnago, del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, e del Direttore Generale dell’ACN, Prefetto Bruno Frattasi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un’alleanza istituzionale per fronteggiare le minacce ibride</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intesa rappresenta una svolta significativa nella cooperazione tra settore militare e civile, con l’obiettivo di costruire un modello integrato di difesa cyber. “L’accordo segna un passo decisivo per la protezione degli asset strategici nazionali, in un contesto sempre più segnato da minacce ibride, pervasive e multidominio”, ha affermato Perego. La sicurezza cibernetica viene così riconosciuta come elemento fondamentale della più ampia strategia di difesa nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Crescita esponenziale delle minacce digitali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La decisione arriva in un momento critico: secondo la relazione annuale dell’ACN, nel 2024 si è registrato un +40% di eventi cyber e un +89% di incidenti rispetto all’anno precedente. Il panorama delle minacce si è fatto più frammentato, imprevedibile e decentralizzato. Non solo Stati ostili, ma anche attori non statuali e gruppi criminali sono oggi in grado di compromettere reti, infrastrutture critiche e sistemi informativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“La digitalizzazione ha moltiplicato le superfici d’attacco”, ha ricordato Perego. “Nel dominio cyber, il potenziale offensivo può prescindere dalle risorse tradizionali: anche un singolo attore può generare danni strategici.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Formazione, interoperabilità e risposta agli incidenti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’accordo prevede l’avvio di attività concrete:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>scambio di personale</strong> tra Difesa e ACN per favorire contaminazione di competenze;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>formazione congiunta</strong> su tematiche di sicurezza informatica e gestione delle crisi;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>cooperazione operativa</strong> nella risposta ad attacchi e vulnerabilità attive;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>condivisione di informazioni e intelligence</strong> su minacce emergenti.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una sinergia operativa che punta a costruire un ecosistema cyber più coeso, preparato e resiliente, in grado di agire con rapidità e coordinamento nei momenti critici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20168,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Accordo Difesa-ACN: nasce una difesa comune per la sicurezza cibernetica nazionale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/4cb645ee-9478-46e0-8948-0b0f6bb01e90-1024x693.jpeg\" alt=\"Accordo Difesa-ACN: nasce una difesa comune per la sicurezza cibernetica nazionale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20168\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Accordo Difesa-ACN: nasce una difesa comune per la sicurezza cibernetica nazionale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un nuovo quadro giuridico al passo con l’Europa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’accordo si inserisce nel processo di attuazione della direttiva europea <strong>NIS 2</strong>, che impone obblighi più stringenti sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi, e del <strong>Decreto Legislativo 138/2024</strong>, recentemente adottato in Italia per aggiornare il quadro normativo nazionale. Le nuove regole mirano a migliorare la governance, definire responsabilità e aumentare la protezione delle infrastrutture strategiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso una cyber-difesa integrata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Non possiamo più rinviare la nascita di un’arma cyber integrata”, ha sottolineato il Sottosegretario, auspicando la creazione di un’unità mista civile-militare con capacità offensive e difensive nel dominio digitale. Una proposta che richiama l’approccio già adottato in altri Paesi NATO, dove la cyberwarfare è riconosciuta come componente cruciale della postura strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa visione si traduce in un nuovo paradigma di sicurezza nazionale, dove alla protezione fisica si affianca la <strong>difesa dell’informazione, dei dati e delle infrastrutture digitali</strong>. Il cyberspazio diventa così il quinto dominio operativo, accanto a terra, mare, aria e spazio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una sfida strategica per la sovranità digitale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“La vera sfida è l’anticipazione”, ha dichiarato Perego. “Non possiamo limitarci a rispondere agli attacchi: dobbiamo essere in grado di prevenirli, attraverso tecnologia, ricerca e una governance solida”. In quest’ottica, la cooperazione con università, centri di ricerca, start-up e aziende tecnologiche sarà un elemento chiave per alimentare l’innovazione e l’autonomia strategica nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20170,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Accordo Difesa-ACN: nasce una difesa comune per la sicurezza cibernetica nazionale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/a9594068-368a-47c4-ad79-ee96d62e97fb-1024x693.jpeg\" alt=\"Accordo Difesa-ACN: nasce una difesa comune per la sicurezza cibernetica nazionale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20170\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Accordo Difesa-ACN: nasce una difesa comune per la sicurezza cibernetica nazionale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’accordo tra Difesa e ACN apre la strada a una <strong>cyber-difesa integrata e proattiva</strong>, che rafforza la postura nazionale nel contesto euro-atlantico. In un’epoca in cui le minacce informatiche possono paralizzare interi sistemi, la costruzione di un fronte comune rappresenta una priorità inderogabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia si candida così a essere un <strong>attore consapevole, resiliente e protagonista</strong> della sicurezza cibernetica europea, in difesa dei suoi cittadini, delle sue istituzioni e della sua sovranità digitale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/b7b14624-3346-4b57-a728-460bfe8ea1cd.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"cybersecurity, cybersicurezza, Difesa Nazionale, hybrid threats, National Security","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-10 13:35:40","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.difesa.it/primopiano/atto-dintesa-tra-difesa-e-agenzia-per-la-cybersicurezza-nazionale","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20166-difesa-acn-sicurezza-cibernetica-nazionale.mp4","galleria":""}
{"id":20157,"titolo":"BH-GEAR: i soccoritori militari un asset per la salute della mente in Prima Linea","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto sempre più complesso dei conflitti multidominio, dove la prontezza operativa è essenziale quanto la superiorità tecnologica, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti lancia un'iniziativa pionieristica che punta sul valore umano come leva strategica. Durante la <em>Special Operations Forces Week</em> a Tampa (Florida), il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha sottolineato un concetto cruciale: <em>\"Le persone contano più dell'equipaggiamento\"</em>. A incarnare questa visione è il programma BH-GEAR (<em>Behavioral Health Guidelines for mEdic Assessment and Response</em>), pensato per offrire ai soccoritori militari gli strumenti per affrontare efficacemente le emergenze di salute mentale sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un salvavita per la mente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ideato dalla dottoressa Katie Nugent, epidemiologa della salute comportamentale presso il <em>Walter Reed Army Institute of Research</em>, il programma BH-GEAR nasce da anni di studio, analisi e ascolto diretto dei bisogni dei soldati. Nel 2018, Nugent e il suo team hanno intervistato 23 operatori — perlopiù medici delle forze speciali — raccogliendo testimonianze sulle difficoltà emotive vissute in assenza di supporto psicologico immediato: insonnia, attacchi di panico silenziosi, tensioni non espresse. Le conclusioni, pubblicate sulla rivista <em>Military Medicine</em>, evidenziarono l’urgenza di un approccio integrato alla salute mentale sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20159,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/wew.jpg\" alt=\"BH-GEAR: la nuova frontiera della salute della mente operativa nelle Forze Armate statunitensi - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20159\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"BH-GEAR: i soccoritori militari un asset per la salute della mente in Prima Linea - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">BH-GEAR: la nuova frontiera della salute della mente operativa nelle Forze Armate statunitensi - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Formazione tattica, impatto strategico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il corso BH-GEAR condensa in una sola giornata una formazione intensiva e pratica: i <strong>soccoritori militari imparano a riconoscere i segni di disagio psichico con la stessa sistematicità con cui trattano le ferite fisiche</strong>. Grazie a simulazioni e role-play, i partecipanti sviluppano la capacità di condurre in meno di cinque minuti un colloquio strutturato per valutare umore, qualità del sonno e rischio di autolesionismo o aggressività.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore della formazione comprende:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>tecniche rapide di de-escalation emotiva (respirazione controllata, esercizi di grounding),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>domande dirette su pensieri suicidari o violenti,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>una <em>decision tree</em> per determinare se il militare può tornare in servizio, ha bisogno di supporto clinico o deve essere evacuato.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un modulo \"refresher\" di aggiornamento e una versione estesa <em>train-the-trainer</em> consentono alle unità di costruire team interni autonomi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una risposta alla scarsità di specialisti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La dottoressa Nugent ha evidenziato un problema strutturale: nei teatri operativi remoti o in condizioni di comunicazione limitata, non ci sono abbastanza specialisti per coprire ogni base avanzata. BH-GEAR si propone di colmare questo vuoto, trasformando il soccoritore militare in un <em>asset</em> immediatamente operativo anche per la salute mentale. La sua ricerca del 2022 aveva già denunciato la scarsità di ore dedicate alla formazione psicologica nei corsi standard (appena otto ore in sei settimane), nonostante le evacuazioni per motivi psichiatrici siano state tra le più frequenti nei conflitti in Iraq e Afghanistan.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma è attualmente in fase di diffusione tra i tirocinanti soccoritori dell’<em>Army Medical Center of Excellence</em> a San Antonio. Sono già in corso le prime adattamenti per il personale sanitario della Marina (hospital corpsmen) e dell’Aeronautica (independent duty medical technicians), con l’obiettivo di arrivare a un modello formativo scalare: dalle nozioni di base per i nuovi medici fino a corsi avanzati per operatori esperti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il profilo di Nugent combina background clinico, rigore accademico e applicazioni operative: ha iniziato la carriera in una clinica psichiatrica civile, ha conseguito un master in psicologia clinica, un dottorato in sanità pubblica e una specializzazione post-dottorale nella ricerca sulla psicosi. Dal 2015 contribuisce alla definizione delle politiche dell’esercito su resilienza e prevenzione del suicidio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un’epoca in cui l’efficacia delle forze armate dipende sempre più dal benessere psico-fisico del singolo combattente, BH-GEAR rappresenta un esempio concreto di come la scienza e l’empatia possano rafforzare la prontezza operativa. Come ha sottolineato Nugent: <em>“La scienza è solida, la domanda è reale, e la posta in gioco è altissima”</em>. L’obiettivo è chiaro: <strong>mantenere il personale militare pronto, resiliente e capace di affrontare ogni missione </strong>— anche quando il nemico è invisibile e si annida nella mente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/240510-A-UT345-2011.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"BH-GEAR, forze armate USA, resilienza militare, salute mentale operativa, soccoritore militare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-10 13:05:51","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20157-bh-gear-salute-della-mente-operativa.mp4","galleria":""}
{"id":20142,"titolo":"Il SAMP-T italiano arriva in Estonia: missione NATO e difesa del Baltico","contenuto_html":"<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia ha ufficializzato il proprio impegno a schierare entro il 2025 il <strong>sistema di difesa aerea e missilistica SAMP-T</strong> in <strong>Estonia</strong>, presso la <strong>base aerea di Ämari</strong>, rafforzando così il dispositivo della <strong>NATO sul fianco orientale</strong>. La decisione, annunciata in una <strong>dichiarazione congiunta</strong> dai ministri della Difesa <strong>Guido Crosetto</strong> e <strong>Hanno Pevkur</strong>, rientra nel <strong>modello di rotazione</strong> dell’Alleanza Atlantica e integra le attività della missione <strong>Baltic Air Policing</strong>, attiva nella regione baltica dal 2004.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dispiegamento del SAMP-T rappresenta una <strong>risposta concreta</strong> al deterioramento della sicurezza europea a seguito della guerra russa contro l’Ucraina. Crosetto e Pevkur hanno definito questa operazione una “manifestazione pratica dell’<strong>unità e solidarietà</strong> tra alleati”, sottolineando la necessità di un <strong>approccio a 360 gradi</strong> alla difesa collettiva. Il sistema sarà operativo in parallelo con il pattugliamento aereo dei caccia italiani nei cieli estoni, rafforzando la protezione integrata contro <strong>minacce aeree e missilistiche</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>base di Ämari</strong>, già punto nevralgico per le operazioni NATO nella regione, diventerà così anche uno snodo per la <strong>difesa antimissile avanzata</strong>, ampliando la capacità di deterrenza contro potenziali aggressioni e contribuendo alla <strong>stabilità del quadrante baltico</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20145,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il SAMP-T italiano arriva in Estonia: missione NATO e difesa del Baltico - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Amari-Air-Base-airfield-1024x683.jpg\" alt=\"Il SAMP-T italiano arriva in Estonia: missione NATO e difesa del Baltico - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20145\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il SAMP-T italiano arriva in Estonia: missione NATO e difesa del Baltico - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il SAMP-T – un asset strategico nella difesa euro-atlantica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>SAMP-T</strong> (Sol-Air Moyenne Portée-Terrestre), sviluppato congiuntamente da <strong>Italia e Francia</strong>, è uno dei sistemi più avanzati disponibili nella difesa aerea europea. Conosciuto anche come <strong>MAMBA</strong> in ambito francese, è in grado di <strong>intercettare missili balistici tattici, da crociera, droni e velivoli da combattimento</strong>, proteggendo aree estese, infrastrutture critiche e punti strategici. Ha una gittata utile di oltre <strong>600 chilometri</strong> e può operare in contesti ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia gestisce attualmente <strong>tre batterie</strong> SAMP-T, una delle quali è stata schierata nel febbraio 2025 in <strong>Lituania</strong>, confermando la prontezza operativa delle Forze Armate italiane e il loro ruolo attivo nei teatri più delicati della NATO. Il dispiegamento in Estonia segnerà invece la <strong>prima presenza del sistema nel Paese</strong>, integrandosi con la missione aerea e con l’addestramento congiunto tra le truppe italiane ed estoni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'efficacia del SAMP-T è stata dimostrata anche in <strong>contesto operativo reale</strong>: secondo quanto riportato dall’Aeronautica ucraina, un sistema franco-italiano SAMP-T ha abbattuto un <strong>aereo russo Sukhoi</strong>, confermando la sua capacità di operare in scenari di guerra complessi e mutevoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20147,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il SAMP-T italiano arriva in Estonia: missione NATO e difesa del Baltico - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/image-9-1024x576.webp\" alt=\"Il SAMP-T italiano arriva in Estonia: missione NATO e difesa del Baltico - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20147\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il SAMP-T italiano arriva in Estonia: missione NATO e difesa del Baltico - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre all’aspetto tecnico, l’arrivo del SAMP-T in Estonia rappresenta un <strong>segno tangibile dell’interoperabilità</strong> tra le forze NATO. È infatti un passo in avanti nella costruzione di un’<strong>architettura difensiva integrata</strong> europea, capace di rispondere in modo coordinato e tempestivo a minacce multiformi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Baltic Air Policing e cooperazione italo-estone</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contributo italiano non si limita al solo schieramento missilistico: l’Italia è da anni protagonista nella missione <strong>Baltic Air Policing</strong>, una componente chiave del sistema di <strong>sorveglianza e sicurezza aerea della NATO</strong>. Attiva dal 2004, questa missione garantisce la difesa dello spazio aereo di <strong>Estonia, Lettonia e Lituania</strong>, Paesi baltici che non dispongono di proprie capacità aeree sufficienti per la difesa nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20153,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Il SAMP-T italiano arriva in Estonia: missione NATO e difesa del Baltico - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/1200-3.jpeg\" alt=\"Il SAMP-T italiano arriva in Estonia: missione NATO e difesa del Baltico - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20153\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il SAMP-T italiano arriva in Estonia: missione NATO e difesa del Baltico - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ad oggi sono <strong>17 i Paesi NATO</strong> che hanno partecipato a rotazione a questa missione. L’Italia ha svolto un ruolo centrale fornendo <strong>velivoli, personale e mezzi di supporto</strong>, dimostrando un impegno costante nella <strong>difesa dei confini orientali dell’Alleanza</strong>. L’integrazione tra la componente aerea e quella missilistica rafforza notevolmente la postura militare della NATO nella regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Crosetto e Pevkur hanno posto l’accento sull’<strong>eccellente livello di cooperazione bilaterale</strong> raggiunto tra Italia ed Estonia, affermando che il nuovo dispiegamento non solo aumenta la prontezza operativa, ma costituisce anche un simbolo della <strong>coerenza e determinazione</strong> degli alleati nel contrastare ogni forma di minaccia. In un momento in cui la sicurezza europea è nuovamente messa in discussione, la NATO riafferma così il proprio ruolo di <strong>garante insostituibile</strong> della difesa collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In definitiva, la presenza italiana in Estonia – con il SAMP-T e con i caccia da pattugliamento – non è solo una risposta tattica, ma un <strong>messaggio politico e strategico</strong>: l’Alleanza è unita, pronta e determinata a <strong>difendere ogni centimetro del territorio dei suoi membri</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/Unita-SAMP-T-schierata-1536x1113-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"estonia, NATO, sampT","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-10 12:03:45","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://defence-blog.com/italy-to-deploy-samp-t-air-defense-system-to-estonia/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20142-il-samp-t-italiano-arriva-in-estonia-missione-nato-e-difesa-del-baltico.mp4","galleria":""}
{"id":20087,"titolo":"Radar TPY-4 per la Svezia: Un Nuovo Capitolo per la Difesa Aerea Svedese","contenuto_html":"<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 5 giugno 2025, l’amministrazione degli appalti della Difesa svedese, Försvarets materielverk (FMV), ha sottoscritto un importante accordo con Lockheed Martin per l’acquisto del radar TPY-4, un sistema di sorveglianza aerea a lungo raggio destinato a potenziare le capacità difensive della Svezia. Questo accordo segna una svolta fondamentale nel rafforzamento della sicurezza nazionale del paese, rispondendo alle crescenti necessità delle Forze Armate svedesi in termini di allerta precoce e consapevolezza della situazione aerea. Il TPY-4 si inserisce in un più ampio programma di modernizzazione delle infrastrutture di sorveglianza svedesi, destinato a sostituire il radar PS-861, ormai obsoleto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Svezia è il terzo Paese a scegliere questo avanzato sistema radar, dopo gli Stati Uniti e la Norvegia, segnando così un’ulteriore affermazione dell’AN/TPY-4 come strumento di sorveglianza strategica nel contesto della NATO. Grazie alle sue capacità avanzate, il TPY-4 non solo potenzia le difese svedesi, ma rappresenta anche un passo decisivo verso il consolidamento delle alleanze internazionali in un periodo di crescente incertezza geopolitica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Capacità Avanzate del TPY-4 e il Suo Ruolo nella Difesa Nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’AN/TPY-4 è un radar 3D a banda L che utilizza un array attivo a scansione elettronica, realizzato con nitruro di gallio, per garantire un rilevamento preciso di bersagli aerei. Questo radar è progettato per intercettare una vasta gamma di minacce, da droni a basso profilo a missili balistici, grazie alla sua straordinaria portata. Il sistema offre una copertura a 360° con una gittata di 555 km e, in modalità stop/stare, può rilevare oggetti fino a 1.000 km di distanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una delle caratteristiche distintive del TPY-4 è la sua capacità di operare in modalità di rotazione a sei giri al minuto, che assicura una sorveglianza continua e in tempo reale. Queste capacità rendono il radar un alleato formidabile contro minacce aeree di ogni tipo, con un focus particolare sui nuovi rischi, come i droni e i missili balistici, che richiedono tecnologie avanzate di rilevamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20094,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Radar TPY-4 per la Svezia: Un Nuovo Capitolo per la Difesa Aerea Svedese - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/1200-1-1024x610.jpeg\" alt=\"Radar TPY-4 per la Svezia: Un Nuovo Capitolo per la Difesa Aerea Svedese - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20094\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Radar TPY-4 per la Svezia: Un Nuovo Capitolo per la Difesa Aerea Svedese - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il radar TPY-4 non è solo un sistema di difesa aerea avanzato, ma un elemento chiave per migliorare l’allerta precoce e la consapevolezza della situazione aerea. Con il suo aiuto, la Svezia può reagire rapidamente alle minacce emergenti, riducendo il rischio di attacchi a sorpresa. Grazie alla sua capacità di integrare i dati provenienti da altri sistemi di difesa, il TPY-4 permette una risposta coordinata e tempestiva contro una varietà di minacce, rafforzando così le difese nazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Collaborazione Internazionale e Implicazioni Future</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro vantaggio fondamentale del TPY-4 è la sua compatibilità con i sistemi di difesa aerea esistenti, non solo in Svezia, ma anche tra i Paesi alleati della NATO. Lockheed Martin ha progettato il radar con un'architettura aperta che consente una perfetta integrazione con altri sistemi di difesa, rafforzando l’interoperabilità tra le forze armate svedesi, i partner regionali e gli alleati internazionali. Questa capacità di lavorare insieme ad altri sistemi di sorveglianza e difesa è un elemento cruciale per affrontare minacce moderne che spesso richiedono una risposta coordinata su larga scala.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il valore totale del contratto è di circa un miliardo di corone svedesi (91,3 milioni di euro), con opzioni per l’acquisto di ulteriori sistemi radar. La Svezia riceverà il primo TPY-4 nel 2027, e successivamente seguiranno le consegne alle Forze Armate svedesi. Questa acquisizione non solo migliorerà la sicurezza nazionale svedese, ma avrà anche un impatto positivo sulle sue relazioni internazionali, consolidando la cooperazione con gli Stati Uniti, la Norvegia e altri membri della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rick Cordaro, vicepresidente dei Sistemi Radar e Sensori di Lockheed Martin, ha sottolineato l’importanza di questa collaborazione, affermando che il radar TPY-4 rappresenta un passo significativo nella deterrenza integrata e rafforza l’interoperabilità tra i membri della NATO. La scelta della Svezia di adottare il TPY-4 evidenzia l’impegno del paese nel rafforzare la propria sicurezza in un contesto di minacce globali sempre più complesse e in evoluzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’introduzione del TPY-4 nelle Forze Armate svedesi non solo rinforza la capacità di difesa aerea nazionale, ma conferma anche l’importanza della cooperazione internazionale nella lotta contro minacce comuni. Con l’acquisto di questo radar avanzato, la Svezia si prepara ad affrontare le sfide del futuro con un sistema di sorveglianza altamente sofisticato e interconnesso con i suoi alleati, incrementando così la propria posizione di forza nella sicurezza globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/TPY-4-08-2023-3.jpg.pc-adaptive.full_.medium.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"cooperazioneNATO, difesaareanazionale, radarTPY4","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-10 11:02:19","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://aresdifesa.it/radar-tpy-4-per-la-svezia/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20087-radar-tpy-4-per-la-svezia-un-nuovo-capitolo-per-la-difesa-aerea-svedese.mp4","galleria":""}
{"id":20109,"titolo":"Innovazione e Precisione: DragonFire e la Nuova Era della Difesa Navale Britannica","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Regno Unito sta facendo passi significativi nel campo delle armi avanzate con il sistema laser DragonFire, una delle innovazioni più promettenti per il futuro della difesa. Questo sistema, che è stato testato con successo a lungo delle coste scozzesi, è destinato a diventare operativo a bordo delle navi della Royal Navy entro il 2027. Il DragonFire rappresenta il culmine di anni di ricerca e sviluppo, con il Ministero della Difesa britannico (UK MoD) e un consorzio di aziende del settore privato come MBDA, Leonardo, QinetiQ e il Defense Science and Technology Laboratory (Dstl) che hanno investito oltre 100 milioni di sterline in questo progetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>DragonFire è progettato per abbattere con una precisione impressionante bersagli di piccole dimensioni, come i droni, da distanze superiori ai 5 chilometri. La capacità di colpire questi bersagli con un solo colpo di luce rende l'arma estremamente economica: il costo di un singolo \"colpo\" è inferiore alle 10 sterline (circa 12 euro), una cifra irrisoria rispetto ai milioni di sterline necessari per lanciare missili o proiettili di artiglieria. Con questa innovazione, il Regno Unito punta a ridurre drasticamente i costi delle operazioni militari, pur mantenendo un'alta capacità di risposta contro minacce moderne come i droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema sarà installato su quattro unità della Royal Navy, inclusi i cacciatorpediniere Type 45 e le nuove fregate Type 26, che sono attualmente in fase di costruzione. L'implementazione di DragonFire a bordo di queste navi sottolinea l'importanza crescente delle armi ad energia diretta nelle strategie di difesa moderne, destinate a proteggere risorse strategiche, in particolare contro le minacce emergenti come gli attacchi con droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cos’è il laser DragonFire, l’arma che distrugge bersagli aerei con precisione assoluta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>DragonFire è un cannone laser ad alta energia sviluppato e testato nel Regno Unito, dove ha recentemente dimostrato la sua capacità di abbattere bersagli aerei con precisione assoluta a oltre 3 chilometri di distanza. Questo sistema di arma a energia diretta (LDEW) è stato progettato per fornire difesa aerea a corto raggio e protezione ravvicinata per le navi militari, una risposta innovativa e potente alle minacce moderne come i droni armati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20130,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"aspectRatio\":\"1.7223040943166528\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/1200-2.jpeg\" alt=\"Innovazione e Precisione: DragonFire e la Nuova Era della Difesa Navale Britannica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20130\" style=\"aspect-ratio:1.7223040943166528;width:840px;height:auto\" title=\"Innovazione e Precisione: DragonFire e la Nuova Era della Difesa Navale Britannica - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Innovazione e Precisione: DragonFire e la Nuova Era della Difesa Navale Britannica - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il DragonFire è stato sviluppato da un consorzio di aziende, tra cui MBDA, Leonardo UK, QinetiQ, Arke, BAE Systems, Marshall e GKN, e ha recentemente completato con successo un test presso il poligono di Porton Down, nel Wiltshire. Durante il test, il sistema è riuscito a tracciare, puntare e distruggere un drone a oltre 3 chilometri di distanza, dimostrando la sua infallibilità. Con un raggio laser da 50 kW, DragonFire può colpire bersagli molto più piccoli, delle dimensioni di una moneta, che viaggiano alla velocità del suono, con una precisione millimetrica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema è integrato in una torretta che facilita l'acquisizione degli obiettivi a varie distanze e in diverse condizioni meteorologiche, sia in terra che in acqua. DragonFire è progettato per neutralizzare bersagli aerei e marittimi con una precisione eccezionalmente elevata, utilizzando una combinazione di tecnologie avanzate, tra cui fibre di vetro per generare il potente raggio laser e un sistema di tracciamento preciso, che include una telecamera elettro-ottica e un secondo laser a bassa potenza. Il fabbisogno energetico del sistema viene soddisfatto da un innovativo sistema di accumulo energetico a volano (FESS), sviluppato congiuntamente dal Regno Unito e dagli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'impegno strategico del Regno Unito: una visione a lungo termine per la difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Regno Unito sta perseguendo una visione a lungo termine per la difesa, puntando su innovazioni tecnologiche come DragonFire per mantenere una superiorità strategica globale. L'implementazione del sistema laser a bordo delle navi della Royal Navy è solo un esempio del ruolo centrale che le armi ad energia diretta stanno assumendo nelle strategie di difesa. Con l'aumento degli attacchi con droni, che sono ormai una minaccia costante, la difesa britannica si sta preparando ad affrontare sfide sempre più sofisticate e complesse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La decisione di destinare risorse significative al programma DragonFire, con l'obiettivo di metterlo in produzione di serie, riflette l'importanza che il governo del Regno Unito attribuisce a queste tecnologie avanzate. L'arma laser è vista come una soluzione ideale per affrontare le minacce moderne, grazie alla sua capacità di abbattere obiettivi con costi operativi minimi e senza generare danni collaterali significativi. La crescente importanza di DragonFire nella difesa nazionale britannica è anche legata all'incremento della spesa per la difesa, che dovrebbe raggiungere il 2,5% del PIL entro il 2027, con un investimento di 2,2 miliardi di sterline destinati a rafforzare la capacità difensiva del paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20127,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/R.jpeg\" alt=\"Innovazione e Precisione: DragonFire e la Nuova Era della Difesa Navale Britannica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20127\" title=\"Innovazione e Precisione: DragonFire e la Nuova Era della Difesa Navale Britannica - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Innovazione e Precisione: DragonFire e la Nuova Era della Difesa Navale Britannica - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Seppur l'arma laser rappresenti un passo importante nella modernizzazione delle forze armate britanniche, ci sono ancora sfide da affrontare, come la calibrazione precisa del raggio e le difficoltà operative in condizioni atmosferiche avverse. Ma con gli investimenti giusti, l'implementazione di DragonFire nelle navi da guerra del Regno Unito rappresenta un grande passo verso un futuro in cui le tecnologie avanzate sono in prima linea nella protezione della sicurezza nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, il Regno Unito sta mettendo in atto una strategia difensiva che mira a combinare innovazione tecnologica con investimenti strategici a lungo termine. DragonFire contribuirà a garantire che il paese rimanga preparato a fronteggiare le sfide future consolidando la sua posizione come potenza militare avanzata nel panorama globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/06092025-DragonFire.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"laserarmamenti, regnounito, tecnologiadidifesa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-09 18:21:19","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.gamereactor.it/il-regno-unito-avanza-con-larma-laser-entro-il-2027-1433143/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20109-innovazione-e-precisione-dragonfire-e-la-nuova-era-della-difesa-navale-britannica.mp4","galleria":""}
{"id":20088,"titolo":"L’intelligenza artificiale (IA) nella Difesa: una priorità strategica per l’Italia - UK doc","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Intelligenza Artificiale (IA) non è più una prospettiva futuristica: <strong>è una realtà tecnologica che sta ridefinendo le fondamenta delle economie avanzate e delle architetture di sicurezza globale</strong>. Per l’Italia, l’integrazione dell’IA nei settori della difesa, dell’industria e della pubblica amministrazione rappresenta non solo un’opportunità, ma <strong>una necessità strategica</strong>. Così come lo furono in passato lo spazio e il cyberspazio, l’IA è oggi il nuovo \"dominio strategico\" in cui si giocherà la competizione tra potenze globali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perché l’IA è cruciale per la sicurezza nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto geopolitico odierno, caratterizzato da minacce ibride, conflitti ad alta tecnologia e uso diffuso dei droni, l’IA si configura come un moltiplicatore di forza. I sistemi d’arma intelligenti, l’analisi predittiva in tempo reale, la guerra elettronica autonoma e le simulazioni di combattimento alimentate dall’IA offrono capacità di difesa che possono decidere l’esito di un conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20132,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/original-1024x606.jpg\" alt=\"L’intelligenza artificiale (IA) nella Difesa: una priorità strategica per l’Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20132\" title=\"L’intelligenza artificiale (IA) nella Difesa: una priorità strategica per l’Italia - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’intelligenza artificiale (IA) nella Difesa: una priorità strategica per l’Italia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Un esempio concreto è fornito dall’uso di modelli generativi avanzati come GPT-NeoX, FLAN-T5 o Dolly-v2 da parte di aziende come Palantir</strong>, per supportare le decisioni tattiche in tempo reale. Ma questi strumenti richiedono un utilizzo attento, poiché i modelli linguistici possono generare risposte errate (\"hallucinations\") con esiti disastrosi in contesti operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra in Ucraina ha reso evidente quanto l’IA possa essere decisiva sul campo. L’impiego di droni autonomi, sistemi di targeting intelligenti e analisi predittiva ha permesso a Kiev di sopperire alla disparità numerica rispetto alla Russia, dimostrando come anche attori non dominanti possano, grazie all’IA, ottenere vantaggi asimmetrici. In questo contesto, ci si chiede: <strong>quando l’Italia adotterà una strategia chiara e operativa sull’intelligenza artificiale per la Difesa?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Italia e l’IA nella Difesa: un ecosistema scientifico ancora da integrare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia possiede una solida tradizione accademica nell’IA. Oltre 160 corsi universitari in 53 atenei, un dottorato nazionale in IA con 61 enti coinvolti, e il progetto FAIR con oltre 350 ricercatori, testimoniano la vitalità del nostro ecosistema scientifico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, la capacità di trasferire ricerca e innovazione al tessuto produttivo resta limitata. Solo il 15% delle PMI italiane ha attivato progetti AI, e il numero di startup nel settore è tra i più bassi d’Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Eppure, alcune realtà stanno cercando di colmare il divario. Secondo Anitec-Assinform, più del 50% delle oltre 600 imprese ICT \"digital enabler\" in Italia impiega l’IA, anche se spesso in modo marginale. Wired Italia ha selezionato alcune delle startup italiane più promettenti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Heero</strong> – Piattaforma AI per il coaching personalizzato multilingua.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Algor Education</strong> – Trasforma testi in mappe interattive per studenti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Small Pixels</strong> – Ottimizza la qualità video compressa con IA.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Aiko</strong> – Soluzioni per veicoli spaziali autonomi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Neurality</strong> – Controllo qualità visivo tramite analisi AI.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Aindo</strong> – Dati sintetici per protezione della privacy.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Point-out</strong> – AI per la gestione avanzata di relazioni media.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>AIM</strong> – Manutenzione predittiva industriale con analytics AI.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>PatchAI</strong> – Supporto empatico per pazienti in studi clinici.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>N.I.Te.</strong> – Riconoscimento automatico della scrittura a mano.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Focoos AI</strong> – Reti neurali ottimizzate per dispositivi edge.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>VoiceMe</strong> – Pagamenti sicuri tramite riconoscimento vocale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>IdentifAI</strong> – Rilevamento contenuti generati da AI.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Indigo AI</strong> – Chatbot evoluti per customer service.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Clearbox</strong> – Soluzioni di synthetic data per l’industria.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>iGenius</strong> – Modello linguistico “Modello Italia” per business.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Asc27</strong> – Vitruvian-1 14B, LLM italiano per imprese e PA.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alcune di queste startup hanno applicazioni potenzialmente rilevanti per la Difesa, come l’analisi video (Small Pixels), l’elaborazione dati a bordo per missioni spaziali (Aiko), l’autenticazione biometrica (VoiceMe), il rilevamento delle anomalie (Neurality) e il supporto decisionale con modelli linguistici avanzati (iGenius, Asc27). Tuttavia, manca un’infrastruttura nazionale che consenta a queste eccellenze di collaborare direttamente con il comparto difesa in programmi strutturati e continui. Infatti, per avere sviluppi decisivi, queste realtà hanno bisogno di un ecosistema nazionale che le sostenga con investimenti, sbocchi pubblici, accesso ai dati e infrastrutture digitali avanzate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20133,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/max1200-1024x683.jpg\" alt=\"L’intelligenza artificiale (IA) nella Difesa: una priorità strategica per l’Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20133\" title=\"L’intelligenza artificiale (IA) nella Difesa: una priorità strategica per l’Italia - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’intelligenza artificiale (IA) nella Difesa: una priorità strategica per l’Italia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una strategia militare ancora assente: il confronto con i Paesi NATO e globali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A differenza di Paesi come Regno Unito, Francia, Stati Uniti, Cina e Israele, che hanno elaborato strategie strutturate per l’integrazione dell’IA nella Difesa, l’Italia non dispone ancora di un piano dedicato. La Strategia Nazionale per l’Intelligenza Artificiale 2024 riconosce il valore dell’IA per la sicurezza nazionale, ma resta vaga sui tempi e strumenti operativi in ambito militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel Regno Unito, ad esempio, il Defence AI Centre lavora già in sinergia con industria e accademia per accelerare l’adozione di soluzioni IA sul campo. Gli Stati Uniti hanno creato una struttura unificata (CDAO) per garantire il vantaggio decisionale militare grazie ai dati. Israele ha fondato nel 2025 un'apposita Direzione AI &amp; Autonomy presso il Ministero della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di fronte a una corsa globale all’IA militare, il ritardo italiano rischia di trasformarsi in vulnerabilità. L’assenza di una strategia, di un centro nazionale dedicato, di linee guida operative e di un programma di procurement specifico per tecnologie IA rappresenta un vuoto che deve essere colmato con urgenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso una strategia nazionale per l’intelligenza artificiale nella Difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il \"Programma Strategico per l’Intelligenza Artificiale\" 2022-2024 ha posto basi importanti, ma oggi serve una strategia aggiornata, che includa la Difesa come pilastro centrale. Occorre:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Formare talenti</strong> con percorsi specialistici su scala nazionale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sostenere ricerca applicata</strong> e piattaforme nazionali per i dati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Favorire startup AI</strong> con accesso semplificato a capitali e contratti pubblici.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Integrare IA in settori chiave</strong>: difesa, sanità, giustizia, industria, PA.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Creare un centro nazionale per l’IA nella Difesa</strong>, come fatto da UK e USA.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’adozione sicura dell’IA passa anche da strumenti tecnici quali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Federated Learning</strong> – Permette l'addestramento collaborativo di modelli AI su dati distribuiti senza doverli centralizzare, preservando la privacy degli utenti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Adversarial Training</strong> – Rende i modelli AI più robusti addestrandoli con esempi progettati per ingannarli, migliorando la resistenza agli attacchi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Differential Privacy</strong> – Introduce rumore nei dati per impedire l’identificazione di informazioni personali, proteggendo la privacy individuale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Secure Enclaves</strong> – Aree protette della CPU che isolano dati e codice per prevenire accessi non autorizzati e attacchi esterni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Model Watermarking</strong> – Inserisce firme digitali invisibili nei modelli AI per tracciarne l’origine, scoraggiare l’uso illecito e proteggere la proprietà intellettuale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Intelligenza Artificiale è oggi un asset strategico tanto quanto lo furono l’energia, lo spazio e il cyberspazio nel secolo scorso. Per l’Italia, significa scegliere se restare ai margini della competizione globale o diventare protagonista nello sviluppo di una tecnologia che definirà il futuro della sicurezza e della produttività. Il potenziale esiste, le competenze anche. Serve una visione politica chiara e una mobilitazione coordinata tra Ministero della Difesa, Stato Maggiore, industria nazionale, università e startup ad alto potenziale. È inoltre necessario includere l’IA nei Documenti Programmatici Pluriennali della Difesa e nel procurement militare, incentivando partenariati pubblico-privato che rendano operative le soluzioni AI dual use. L’IA può essere il motore di una nuova sovranità tecnologica italiana. Ma senza una strategia per la Difesa, rischiamo di restare spettatori in un mondo che corre.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":20136,\"href\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Defence_Artificial_Intelligence_Strategy.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Defence_Artificial_Intelligence_Strategy.pdf\" type=\"application/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"Defence_Artificial_Intelligence_Strategy\"></object><a id=\"wp-block-file--media-41f443b9-b95f-4839-9674-21b4928f4788\" href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Defence_Artificial_Intelligence_Strategy.pdf\">Defence_Artificial_Intelligence_Strategy</a><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Defence_Artificial_Intelligence_Strategy.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-41f443b9-b95f-4839-9674-21b4928f4788\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/R-3-scaled.jpg","categoria":"Blog","tags":"AI Strategy, difesa, intelligenza artificiale, Military Technology","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-09 17:33:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.wired.it/gallery/migliori-startup-italiane-intelligenza-artificiale/","altre-fonti":"https://www.mindfoundry.ai/blog/international-ai-strategies-for-defence-and-national-security","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20088-lintelligenza-artificiale-ia-nella-difesa-una-priorita-strategica-per-litalia-uk-doc.mp4","galleria":""}
{"id":20096,"titolo":"Droni e Navi Spie nel Mediterraneo: Le Parole dell'Ammiraglio di Squadra Credendino sulla Difesa Italiana","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 10 giugno è una data che celebra il lungo percorso della Marina Militare Italiana, che affonda le sue radici nella tradizione storica, ma con uno sguardo costante verso il futuro. L'Ammiraglio di Squadra Enrico Credendino, Capo di Stato Maggiore della Marina, ha sottolineato l'importanza di coniugare la tradizione con le moderne sfide tecnologiche, in particolare quelle legate all'uso dei droni e all'innovazione bellica che caratterizza il conflitto russo-ucraino. Questo approccio riflette un impegno verso il rinnovamento delle capacità navali italiane, che continuano a operare nel Mediterraneo e in altre aree di rilevanza strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Marina, come ha osservato l'Ammiraglio di Squadra Credendino, è di fronte a un panorama geopolitico in continua evoluzione. Se un tempo l'Europa veniva percepita come un'area sicura, oggi le tensioni in corso, con il conflitto in Ucraina e le attività militari russe nel Mediterraneo, hanno cambiato radicalmente le dinamiche internazionali. In questo contesto, l'Italia deve affrontare la sfida di monitorare e difendere le proprie acque, rispondendo alle minacce in modo efficace. La crescente presenza di navi da guerra russe, così come l'uso strategico dei porti libici da parte di Mosca, rappresentano scenari che richiedono una vigilanza costante e una prontezza operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Marina Italiana tra innovazione tecnologica e minacce emergenti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un aspetto cruciale evidenziato dall’Ammiraglio di Squadra Credendino è l'intensificazione delle minacce cibernetiche e la presenza di navi spia russe che, come confermato, spesso seguono le navi italiane al largo della Libia, camuffate da pescherecci ma cariche di sensori e antenne. Questa situazione riflette una nuova era della guerra navale, dove la tecnologia gioca un ruolo fondamentale nel monitoraggio e nella protezione delle acque internazionali. Le navi italiane, pur operando in un contesto di potenziale conflitto, hanno dimostrato di essere pronte a rispondere, con l'abbattimento di droni Houthi nel Mar Rosso, dove le unità italiane hanno abbattuto un totale di otto droni, tre con le artiglierie di bordo e cinque con i missili. Questo episodio sottolinea l'efficacia delle forze italiane nel contrastare le minacce emergenti in un contesto di alta tecnologia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20100,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Droni e Navi Spie nel Mediterraneo: Le Parole dell'Ammiraglio di Squadra Credendino sulla Difesa Italiana - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/military-drones.webp\" alt=\"Tra Droni e Navi Spia: La Marina Italiana Affronta le Sfide della Guerra Tecnologica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20100\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tra Droni e Navi Spia: La Marina Italiana Affronta le Sfide della Guerra Tecnologica - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Ammiraglio di Squadra Credendino ha anche parlato del rafforzamento della cooperazione internazionale, in particolare con le forze navali americane, che ha portato alla realizzazione di operazioni congiunte. Questo tipo di collaborazione tra le marinerie alleate ha migliorato l'interoperabilità e ha permesso una risposta rapida alle minacce comuni, creando un ambiente sicuro nel Mediterraneo e oltre.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il futuro della Marina Italiana: preparazione e resilienza per le sfide globali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Guardando al futuro, la Marina Italiana sta rafforzando le proprie capacità, con progetti che includono l'introduzione di droni marini avanzati e sistemi di difesa innovativi. Uno degli sviluppi più significativi riguarda la creazione di un polo tecnologico a La Spezia per la guerra sottomarina, con l'obiettivo di sviluppare soluzioni avanzate per combattere le minacce emergenti come i droni e i sommergibili nemici. Inoltre, la Marina sta esplorando l'uso di droni a sciami per proteggere specifiche aree nel cielo e garantire la sicurezza delle acque internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Ammiraglio di Squadra Credendino ha anche sottolineato l'importanza di un aumento delle risorse umane, con l’obiettivo di passare dai circa 28.700 effettivi attuali a 39.000 marinai. Questa crescita di personale è fondamentale per garantire la continuità operativa delle forze navali italiane in un contesto di crescenti sfide globali. Il potenziamento delle capacità umane, insieme agli sviluppi tecnologici, garantirà alla Marina Italiana la capacità di rispondere prontamente a qualsiasi minaccia, sia essa convenzionale o tecnologica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20101,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Droni e Navi Spie nel Mediterraneo: Le Parole dell'Ammiraglio di Squadra Credendino sulla Difesa Italiana - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/ITS-Cavour-Indo-Pacific-Campaign-3-1024x576.jpg\" alt=\"Tra Droni e Navi Spia: La Marina Italiana Affronta le Sfide della Guerra Tecnologica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20101\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tra Droni e Navi Spia: La Marina Italiana Affronta le Sfide della Guerra Tecnologica - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, la Marina Militare Italiana si sta adattando alle nuove realtà geopolitiche e tecnologiche con determinazione e spirito di innovazione. L'integrazione tra tradizione e modernità, unita a una cooperazione internazionale sempre più stretta, permetterà all'Italia di mantenere una posizione di rilievo nella difesa delle acque internazionali e nella protezione degli interessi globali. Con un forte piano di investimento e una visione strategica che guarda al futuro, la Marina Italiana si prepara ad affrontare le sfide che il mondo moderno sta ponendo, rafforzando il proprio ruolo di difesa e sicurezza a livello globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/ammiraglio-credendino-scaled-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"marinaitaliana, sicurezzamarittima, tecnologiamilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-09 16:36:36","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.corriere.it/cronache/25_giugno_08/credendino-marina-noi-in-guerra-nel-mar-rosso-i-russi-al-largo-della-libia-spiano-la-nostra-marina-ace1795e-c6fa-4afa-b651-bb52dfbc2xlk.shtml?refresh_ce","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20096-droni-e-navi-spie-nel-mediterraneo-le-parole-dellammiraglio-di-squadra-credendino-sulla-difesa-italiana.mp4","galleria":""}
{"id":20072,"titolo":"Droni: Francia e Ucraina accelerano, l’Italia deve urgentemente implementare un Piano Industriale Nazionale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La notizia, anticipata da <em>FranceInfo Dimanche</em>, ha del clamoroso: la casa automobilistica francese Renault darà vita a uno stabilimento per la produzione di droni in Ucraina. Secondo quanto annunciato venerdì scorso dal ministro della Difesa francese Sébastien Lecornu, la produzione avverrà in collaborazione con una PMI del settore difesa e sarà situata a poche decine di chilometri dal fronte. I droni saranno destinati all’esercito ucraino ma anche a quello francese, che li userà a scopo addestrativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La corsa europea alla guerra dei droni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa risponde a un’esigenza concreta: entro il 2025 l’Ucraina prevede di impiegare oltre <strong>4,5 milioni di droni</strong>, responsabili – secondo le stime – del <strong>70% delle distruzioni di equipaggiamento russo in prima linea</strong>. I droni non sono più uno strumento d’élite ma una <strong>massa d’urto a basso costo</strong>, adattabile, sacrificabile, devastante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20075,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Droni: Francia e Ucraina accelerano, l’Italia deve urgentemente implementare un Piano Industriale Nazionale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/BB1j5gyV.jpg\" alt=\"La guerra dei droni è iniziata: Francia e Ucraina accelerano, l’Italia deve urgentemente implementare un Piano Industriale Nazionale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20075\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La guerra dei droni è iniziata: Francia e Ucraina accelerano, l’Italia deve urgentemente implementare un Piano Industriale Nazionale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una prova eclatante è arrivata pochi giorni fa, con l’<strong>Operazione Spider Web</strong>, condotta dai servizi segreti ucraini (SBU) con droni FPV: un attacco che ha annientato parte della flotta aerea russa, eludendo le contromisure elettroniche grazie a tecnologie anti-GPS sviluppate da aziende come Sine.Engineering. L’evento ha scosso le difese occidentali, tanto che il Capo di Stato Maggiore dell’Air Force statunitense, Gen. David Allvin, ha dichiarato: <em>“Ci fa capire quanto l’idea di santuari militari impenetrabili sia ormai obsoleta.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Francia e Germania si muovono. L’Italia?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attacco ha innescato una riflessione profonda nelle capitali occidentali. Negli Stati Uniti si discute su come adottare lo stesso approccio offensivo, meno sofisticato ma più efficace. In Germania, la Bundeswehr ha già avviato un piano per l’acquisizione rapida di droni kamikaze ed economici, adottando il principio della <strong>Software Defined Defence</strong>: il valore è nel software, non solo nell’hardware.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E l’Italia? Nonostante l’<strong>alta concentrazione di aziende con know-how specifico nel settore UAV</strong>, <strong>manca ancora una strategia nazionale per la produzione industriale di droni militari</strong>, in particolare droni in sciame, autonomi o kamikaze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20076,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Droni: Francia e Ucraina accelerano, l’Italia deve urgentemente implementare un Piano Industriale Nazionale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/img-3181-1-1000x689-2.jpg\" alt=\"La guerra dei droni è iniziata: Francia e Ucraina accelerano, l’Italia deve urgentemente implementare un Piano Industriale Nazionale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20076\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La guerra dei droni è iniziata: Francia e Ucraina accelerano, l’Italia deve urgentemente implementare un Piano Industriale Nazionale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le capacità industriali italiane ci sono</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il potenziale non manca. Alcune delle principali aziende italiane attive nel settore includono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Italdron</strong> (Ravenna): specializzata nella progettazione e costruzione di droni professionali ad alta innovazione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>DroneBase</strong> (Rimini): attiva dal 2012, vanta esperienza nella produzione e personalizzazione di UAV.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Flytop</strong>: focalizzata su applicazioni civili e smart city, ma con tecnologie dual use.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Nimbus</strong>: all’avanguardia nella ricerca e sviluppo per droni tecnologici.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Dronus</strong>: start-up innovativa che sviluppa soluzioni di “drone-in-a-box”, perfette per operazioni automatizzate.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>DIFLY</strong>: concentrata su droni di nuova generazione con autonomia prolungata.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Leonardo</strong>: il principale player della difesa nazionale, produttore del Falco EVO e partner nel programma europeo Eurodrone.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Piaggio Aerospace</strong>: collabora con Leonardo al drone P2HH Hammerhead.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante questo panorama, <strong>nessuno di questi soggetti è stato ancora coinvolto in un programma nazionale per la produzione massiva di droni militari</strong>. Le iniziative restano isolate, spesso relegate a prototipi o progetti sperimentali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa dice il Ministero della Difesa?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Documento Programmatico Pluriennale della Difesa</strong> accenna a stanziamenti per droni e UAS, ma manca una <strong>visione strategica integrata</strong>. Non esiste – ad oggi – un piano per sviluppare una <strong>filiera industriale del drone bellico</strong>, con obiettivi quantitativi, ruoli chiari e un coordinamento tra imprese, università e forze armate. Mentre <strong>Francia, Germania e Stati Uniti adottano modelli modulari, scalabili e adattivi</strong>, l’Italia rimane legata a processi industriali lenti e centralizzati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Eppure, la lezione che arriva dall’Ucraina è chiara: <strong>la guerra si combatte con l’agilità e con l’intelligenza distribuita</strong>, non solo con la potenza di fuoco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20077,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Droni: Francia e Ucraina accelerano, l’Italia deve urgentemente implementare un Piano Industriale Nazionale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/630-360-1685446843-971.jpg\" alt=\"La guerra dei droni è iniziata: Francia e Ucraina accelerano, l’Italia deve urgentemente implementare un Piano Industriale Nazionale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20077\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La guerra dei droni è iniziata: Francia e Ucraina accelerano, l’Italia deve urgentemente implementare un Piano Industriale Nazionale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Droni: software prima dell’hardware</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo ucraino dimostra che l’efficacia non risiede solo nella piattaforma fisica, ma nella sua capacità di adattarsi. Il feedback in tempo reale dalle trincee consente aggiornamenti continui. “Ogni giorno riceviamo dati da chi è in trincea. Così possiamo evolvere più in fretta del nemico”, spiegano gli ingegneri ucraini Andriy Chulyk e Andriy Zvirko.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo principio, che <strong>ribalta il paradigma dell’approvvigionamento militare occidentale</strong>, è alla base delle riflessioni del generale Allvin: “Non tutto deve essere sofisticato. Basta che generi un effetto.” Lo stesso vale per il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito USA, Gen. Randy George, che ha criticato duramente la lentezza del procurement: “La tecnologia evolve in tasca, non nei corridoi del Pentagono.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso una rivoluzione industriale e dottrinale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il drone da 100.000 euro non è sempre più utile di cento droni da 1.000 euro. Lo hanno capito Ucraina, Francia, Germania. L’Italia dovrà scegliere se <strong>restare ancorata ai modelli legacy</strong> o <strong>abbracciare una rivoluzione industriale e dottrinale</strong>. Per farlo, servono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Un consorzio nazionale per il drone militare</strong>, che unisca Leonardo, PMI e università.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Un fondo straordinario</strong> per accelerare prototipi, test e produzione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Un centro di addestramento e sperimentazione</strong> dedicato alla guerra autonoma, in linea con quanto già fa l’esercito ucraino.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra dei droni è già realtà. Renault lo ha capito, Parigi si sta muovendo, Berlino accelera. L’Italia ha le capacità industriali, ma deve decidere se metterle al servizio di una nuova strategia militare. Senza un’azione concreta e coordinata, il rischio è rimanere <strong>spettatori di una rivoluzione</strong> che riscrive ogni giorno le regole del conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/sciame-di-droni.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"droni FPV, Europa., guerra autonoma, Italdron, Leonardo, ministero della difesa, Piaggio Aerospace, Renault, sciami di droni, software defined defence, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-09 10:44:35","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/06/08/renault-produce-droni-da-guerra-ucraina-esercito-francese-ultime-notizie/8019533/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20072-droni-francia-ucraina-accelerano-litalia-piano.mp4","galleria":""}
{"id":20051,"titolo":"“L’attacco che ha cambiato tutto”: i droni riscrivono le regole della guerra","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Washington – Berlino – Kyiv, giugno 2025</strong> – Nel fine settimana, <a href=\"https://brigatafolgore.net/come-lucraina-ha-colpito-in-profondita-la-russia-con-droni-fpv/\">un attacco con droni FPV (First Person View) condotto dai servizi segreti ucraini (SBU) ha annientato una parte consistente della flotta aerea russa</a>.  Un colpo durissimo per Mosca, ma anche un campanello d’allarme per tutto l’Occidente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong>, la reazione è stata duplice: <strong>preoccupazione per la vulnerabilità delle proprie installazioni e ammirazione per l’efficienza dimostrata dall’operazione ucraina</strong>. “È una di quelle cose che dovrebbero umiliarci”, ha detto il Capo di Stato Maggiore dell’Air Force americana, Gen. David Allvin, intervenendo all’<a href=\"https://expo.scsp.ai/\">AI+ Expo del <em>Special Competitive Studies Project</em>. </a>“Ci fa capire quanto l’idea di santuari militari impenetrabili sia ormai obsoleta.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20060,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"“L’attacco che ha cambiato tutto”: i droni riscrivono le regole della guerra - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/750x563_cmsv2_47f8e1ec-0ddf-55f1-81ba-d5bb54ee1a82-9260382.webp\" alt=\"“L’attacco che ha cambiato tutto”: i droni riscrivono le regole della guerra - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20060\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">“L’attacco che ha cambiato tutto”: i droni riscrivono le regole della guerra - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Droni economici, effetti devastanti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attacco ucraino, ribattezzato <em>Operazione Spider Web</em>, non solo ha dimostrato la vulnerabilità delle basi aeree, ma ha anche<strong> messo in discussione i modelli bellici tradizionali. Droni economici, pilotati senza GPS grazie a tecnologie sviluppate da aziende</strong> come <a href=\"https://www.sineeng.com/\">Sine.Engineering</a>, hanno eluso le contromisure russe e centrato i bersagli con chirurgica efficacia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20062,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"“L’attacco che ha cambiato tutto”: i droni riscrivono le regole della guerra - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/750x500_cmsv2_e4201a55-ad1e-5e86-bd3b-f164997078d3-9260382.webp\" alt=\"“L’attacco che ha cambiato tutto”: i droni riscrivono le regole della guerra - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20062\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">“L’attacco che ha cambiato tutto”: i droni riscrivono le regole della guerra - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Questi sistemi non sono solo resistenti alle interferenze elettroniche, ma vengono adattati in tempo reale grazie al feedback diretto dal fronte</strong>. “Ogni giorno riceviamo dati da chi è in trincea. Così possiamo evolvere più in fretta del nemico,” spiegano Andriy Chulyk e Andriy Zvirko, ingegneri della società ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il dilemma del Pentagono: difendersi o imitare?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se da un lato l’<strong>Esercito americano</strong> punta a rafforzare la difesa delle proprie basi attraverso esercitazioni come <em>Fly Trap</em> e progetti come <em>Golden Dome</em>, dall’altro emerge una riflessione più strategica: <strong>perché non adottare lo stesso approccio offensivo?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Perché non fare come gli ucraini?” si è chiesto Allvin. “<strong>Non tutto deve essere sofisticato, costoso e di altissima gamma. Basta che generi un effetto.” Una visione condivisa anche dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito USA, Gen. Randy George</strong>, che ha sottolineato l’<strong>urgenza di diversificare la produzione nazionale di droni e ridurre la dipendenza da quelli cinesi.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma il vero nodo resta la lentezza del sistema di approvvigionamento militare americano. “<strong>Tutti parlano di cicli POM e programmi trentennali. È un pensiero vecchio</strong>,” ha avvertito George. “<strong>La tecnologia evolve in tasca, non nei corridoi del Pentagono</strong>.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La lezione ucraina: software prima dell’hardware</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo dell’Ucraina non è solo nella quantità di droni prodotti, ma nella qualità del software che li gestisce. <strong>In un contesto di guerra asimmetrica, il valore non sta più nella piattaforma, ma nella sua capacità di adattarsi. È il principio della </strong><em><a href=\"https://www.iiss.org/research-paper/2023/02/software-defined-defence/\">Software Defined Defence</a></em><strong>, oggi al centro delle strategie tedesche.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Germania, infatti, la <strong>Bundeswehr ha reagito con prontezza al caso ucraino</strong>. L’Ispettore Generale Carsten Breuer <strong>ha chiesto l’accelerazione nell’acquisizione di droni kamikaze e loitering munitions.</strong> “La massa è una qualità”, ha dichiarato un portavoce dell’Ufficio per lo Sviluppo dell’Esercito, <strong>aprendo all’utilizzo di UAV economici, modulari e sacrificabili, ma devastanti.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il futuro, secondo la visione tedesca, sarà nella combinazione di software aggiornabile, intelligenza distribuita e hardware accessibile</strong>. “Un drone da 100.000 euro non vale sempre più di cento da 1.000 euro ciascuno,” ribadiscono da Sine.Engineering.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Guerra dei droni: Europa in rincorsa, ma con cautela</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Europa guarda con crescente interesse al modello ucraino, ma non senza riserve. “Non tutto è replicabile in ambito NATO,” avverte la Bundeswehr. Le condizioni del fronte ucraino – intensità del conflitto, struttura del territorio, tipo di avversario – sono uniche. Servono quindi strategie flessibili, adattabili a contesti diversi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Inoltre, l’elevata obsolescenza tecnologica impone un cambio di paradigma anche nelle dottrine militari occidentali: non più piattaforme perenni, ma sistemi aggiornabili e scalabili.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I droni non sostituiranno i soldati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante il protagonismo crescente dei droni, nessuno tra gli analisti e i comandanti pensa che possano sostituire il fattore umano. “<strong>Nei Paesi ricchi, pochi vogliono andare in guerra. I droni possono coprire parte del vuoto, ma non tutto</strong>,” afferma Chulyk. Serve ancora il coraggio del soldato, la sua capacità di adattamento e il suo giudizio sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo stesso Allvin ha sottolineato: “Il problema non sono i nostri aviatori. Sono straordinari. È l’istituzione che fatica ad adattarsi alla velocità del cambiamento.” Serve quindi un nuovo approccio, dove l’agilità istituzionale diventi un valore tanto quanto la potenza di fuoco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attacco ucraino ha riscritto le regole dell’ingaggio: un colpo a basso costo ha inflitto perdite altissime a una potenza nucleare. Gli Stati Uniti, la Germania e l’intero blocco occidentale si trovano di fronte a una scelta: continuare a investire in armamenti tradizionali, o ripensare la guerra partendo da innovazione, adattabilità e visione strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel nuovo campo di battaglia tecnologico, non vince chi ha le armi più potenti, ma chi le aggiorna più in fretta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/dc.png","categoria":"Internazionali","tags":"#DroniMilitari, #GuerraTecnologica, #InnovazioneBellica, #Pentagono","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-07 14:49:41","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://breakingdefense.com/2025/06/pentagon-chiefs-eye-ukraines-surprise-drone-strike-with-anxiety-and-envy/","altre-fonti":"https://it.euronews.com/2025/06/03/droni-e-guerra-moderna-lattacco-ucraino-che-cambia-le-regole-del-conflitto-e-fa-scuola-in-","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20051-lattacco-che-ha-cambiato-tutto-i-droni-riscrivono-le-regole-della-guerra.mp4","galleria":""}
{"id":20050,"titolo":"Bruxelles apre la strada: la NATO propone il 5% del PIL per la difesa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La riunione ministeriale della NATO del 5 giugno 2025 a Bruxelles ha rappresentato una tappa decisiva nella trasformazione strategica dell’Alleanza. I 32 ministri della Difesa hanno concordato una nuova e ambiziosa serie di obiettivi di capacità (<em>Capability Targets 2025</em>, Ct25), destinati a rafforzare la deterrenza collettiva e a garantire la prontezza operativa per gli anni a venire. Come dichiarato dal Segretario generale Mark Rutte, questi obiettivi “descrivono esattamente in quali capacità gli Alleati dovranno investire per mantenere forte la nostra difesa e al sicuro il nostro miliardo di persone”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20057,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Bruxelles apre la strada: la NATO propone il 5% del PIL per la difesa - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Imagoeconomica-2467138-2048x1366-1-1024x683.jpg\" alt=\"Bruxelles apre la strada: la NATO propone il 5% del PIL per la difesa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20057\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Bruxelles apre la strada: la NATO propone il 5% del PIL per la difesa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La proposta centrale prevede che gli Alleati investano complessivamente il 5% del PIL in difesa: 3,5% per la spesa militare di base, e 1,5% per sicurezza, infrastrutture e resilienza. Questo piano, che costituirà la base per un nuovo programma di investimenti da approvare ufficialmente al vertice dell’Aia (24-26 giugno), implica una trasformazione senza precedenti nel bilancio della difesa degli Stati membri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli Stati Uniti, per voce del Segretario alla Difesa Pete Hegseth, hanno espresso pieno sostegno alla proposta, definendola necessaria per ristabilire l’equilibrio tra i contributi europei e quelli americani. Attualmente, Washington spende il 3,4% del proprio PIL in difesa: un dato che sottolinea il divario con molti alleati europei, ancora fermi al 2% o meno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Divergenze tra alleati e il realismo italiano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante l’unità di principio, restano forti divergenze sulle tempistiche. I Paesi baltici e dell’Est, più esposti alla minaccia russa, chiedono scadenze ravvicinate: Estonia e Svezia puntano a raggiungere il 5% già entro il 2030. “Se non agiamo ora, dovremo imparare il russo”, ha dichiarato con durezza la ministra lituana Dovilė Šakalienė, evocando la pressione percepita da chi confina direttamente con Mosca e Minsk.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia, invece, ha assunto una posizione più prudente. Il ministro Guido Crosetto ha chiarito che “spendere il 5% del PIL al momento è impossibile”, definendolo piuttosto un obiettivo di lungo periodo. Roma ha sostenuto la proposta britannica di fissare il 2035 come data realistica per raggiungere gli obiettivi, chiedendo nel frattempo l’attivazione di una clausola europea per escludere la spesa militare dal Patto di stabilità. “Una clausola di quattro o cinque anni non basta: serve un’esenzione di venti o trent’anni”, ha osservato Crosetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’approccio graduale adottato dall’Italia riflette una valutazione attenta delle condizioni economiche e delle priorità nazionali. Il raggiungimento del target del 2% del PIL, fissato al vertice del Galles del 2014 e conseguito nel 2025, testimonia l’impegno progressivo del Paese nel rafforzare le proprie capacità difensive. In vista del nuovo obiettivo del 5%, l’Italia dovrà ora confrontarsi con la sfida di contribuire in maniera sostenibile e coerente al rafforzamento collettivo dell’Alleanza, in un contesto geopolitico in rapida evoluzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Investimenti, deterrenza e sostegno all’Ucraina</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I <em>Capability Targets 2025</em> prevedono un aumento del 30% rispetto agli obiettivi precedenti, con enfasi su difesa aerea e missilistica, missili a lungo raggio, forze terrestri rapide, sistemi avanzati di comando e un notevole incremento del personale. Per l’Italia, ciò comporterà investimenti significativi in settori critici come la difesa aerea, con potenziali benefici per l’industria nazionale (Leonardo, Fincantieri), ma anche enormi sfide di bilancio: passare dall’1,5% al 3,5% del PIL in spesa core significa quasi raddoppiare gli investimenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il vertice ha inoltre visto una partecipazione significativa del Consiglio NATO-Ucraina. Gli Alleati, affiancati dal ministro ucraino Rustem Umerov e dall’Alto Rappresentante UE Kaja Kallas, hanno riaffermato il sostegno a Kyiv, con oltre 20 miliardi di euro di assistenza aggiuntiva già stanziati nel 2025. Rutte ha accolto con favore gli ulteriori impegni emersi nel Gruppo di Contatto per la Difesa dell’Ucraina. Questo sostegno, oltre a rafforzare la resistenza ucraina, è visto come un elemento chiave della strategia di contenimento dell’aggressione russa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20054,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Bruxelles apre la strada: la NATO propone il 5% del PIL per la difesa - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/1200.jpeg\" alt=\"Bruxelles apre la strada: la NATO propone il 5% del PIL per la difesa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20054\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Bruxelles apre la strada: la NATO propone il 5% del PIL per la difesa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, durante la riunione del <em>Gruppo di Pianificazione Nucleare</em>, gli Alleati hanno riaffermato l’importanza della deterrenza nucleare come pilastro della sicurezza della NATO. “Faremo in modo che la capacità nucleare dell’Alleanza resti forte ed efficace”, ha dichiarato Rutte, “per preservare la pace, prevenire la coercizione e scoraggiare le aggressioni”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In vista del vertice dell’Aia, l’Alleanza si appresta dunque a una svolta strategica: una NATO più forte, più equa, ma anche più costosa. In un’epoca in cui la deterrenza torna al centro della sicurezza europea, l’investimento nella difesa si conferma non una spesa qualsiasi, ma la condizione stessa per la pace. Come ha ricordato il Segretario generale, oggi più che mai vale il principio: <em>si vis pacem, para bellum</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/156.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, NATO, NATOBruxelles","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-07 13:47:53","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://formiche.net/2025/06/nato-verso-il-5-cosi-i-ministri-della-difesa-preparano-la-svolta-dellaia/#content","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20050-bruxelles-apre-la-strada-la-nato-propone-il-5-del-pil-per-la-difesa.mp4","galleria":""}
{"id":20039,"titolo":"CAEX 2025: addestramento avanzato e integrazione interforze in primo piano","contenuto_html":"<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell’ambito dell’esercitazione <strong>Joint Stars 2025</strong>, la più importante manovra <strong>interforze, inter-agenzia e multi-dominio</strong> organizzata a livello nazionale, l’<strong>Aviazione dell’Esercito</strong> ha condotto la <strong>Complex Aviation Exercise – CAEX I/2025</strong>, un’attività addestrativa ad alta intensità che ha coinvolto assetti elitrasportati, fanteria aeromobile e unità di supporto logistico e tecnologico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Svoltasi presso il poligono di <strong>Capo Teulada</strong>, in Sardegna, l’esercitazione ha permesso di validare la <strong>prontezza operativa</strong> della <strong>Brigata Aeromobile “Friuli”</strong>, impiegata come <strong>Combat Aviation Brigade</strong>, e ha rappresentato una dimostrazione concreta dell’efficacia del modello operativo dell’Esercito Italiano nell’ambito delle operazioni contemporanee.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20042,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Foto-1-UH-90-in-esercitazione-1-1024x684.jpg\" alt=\"Addestramento e integrazione: CAEX 2025, l’Esercito Italiano rafforza la propria prontezza operativa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20042\" title=\"Addestramento e integrazione: CAEX 2025, l’Esercito Italiano rafforza la propria prontezza operativa - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Addestramento e integrazione: CAEX 2025, l’Esercito Italiano rafforza la propria prontezza operativa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sono stati <strong>oltre 400 i militari</strong> coinvolti, supportati da <strong>13 elicotteri dell’Aviazione dell’Esercito (AVES)</strong> tra cui esemplari come l’UH-90, impiegati in missioni sia diurne che notturne. Le operazioni si sono svolte in ambienti complessi, caratterizzati da <strong>minacce convenzionali e non convenzionali</strong>, inclusa la simulazione di aree contaminate, in uno scenario che ha richiesto flessibilità, rapidità e capacità di adattamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intero assetto esercitativo ha puntato al massimo realismo, sottolineando l’importanza di preparare le unità militari a operare in un contesto <strong>dinamico e simmetrico</strong>, tipico dei conflitti moderni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un modello integrato: cooperazione tra fanteria, elicotteri e supporto tattico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli aspetti chiave della <strong>CAEX I/2025</strong> è stata la <strong>profonda integrazione tra i diversi reparti dell’Esercito</strong>, che ha dato prova di una sinergia sempre più efficace tra componenti operative e specialistiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20044,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"CAEX 2025: addestramento avanzato e integrazione interforze in primo piano - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Foto-3-Esfiltrazione-plotone-del-152°-Rgt.-Sassari-1024x682.jpg\" alt=\"Addestramento e integrazione: CAEX 2025, l’Esercito Italiano rafforza la propria prontezza operativa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20044\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Addestramento e integrazione: CAEX 2025, l’Esercito Italiano rafforza la propria prontezza operativa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Brigata Aeromobile “Friuli” è stata infatti rafforzata da unità altamente specializzate:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>152° Reggimento fanteria “Sassari”</strong>, operante come fanteria leggera per il controllo del territorio e operazioni urbane;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>186° Reggimento Paracadutisti “Folgore”</strong>, specializzato in aviosbarchi e manovre rapide;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi “Folgore”</strong>, reparto con competenze in sorveglianza, ricognizione e targeting;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>5° Reggimento Genio Guastatori</strong>, attivo nella neutralizzazione di ordigni, apertura varchi e supporto infrastrutturale;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>11° Reggimento Trasmissioni</strong>, responsabile della rete di comunicazioni avanzate e della gestione del flusso informativo;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>87° Reparto Comando e Supporti Tattici “Friuli”</strong>, impiegato nel ruolo di <strong>Brigade Support Group</strong>, con compiti di coordinamento, logistica e comando.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tale configurazione ha permesso di testare <strong>manovre aeree e terrestri integrate</strong>, mostrando l’efficienza operativa della Brigata in un contesto in cui <strong>la cooperazione tra le varie componenti delle Forze Armate è essenziale</strong>. L’attività ha confermato come <strong>l’integrazione interforze e inter-agenzia sia la chiave per garantire reattività e superiorità operativa</strong>, soprattutto in contesti di crisi complessi e multidominio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il valore strategico dell’addestramento congiunto emerge anche nella capacità di queste unità di collaborare efficacemente con altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato, elevando la prontezza e la capacità di risposta dell’intero sistema difensivo nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tecnologie e capacità in evoluzione: l’Aviazione dell’Esercito guarda al futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La CAEX 2025 ha confermato anche il <strong>ruolo centrale della tecnologia</strong> nel garantire un vantaggio operativo, dalla logistica alla raccolta dati, dalla protezione alle comunicazioni. L’uso combinato di <strong>elicotteri multifunzione</strong>, come l’UH-90, ha permesso di condurre missioni di <strong>infiltrazione, evacuazione, supporto al fuoco e comando mobile</strong>. L’impiego di sensori avanzati e sistemi digitali ha facilitato una gestione dinamica e in tempo reale delle unità sul terreno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fondamentale è stato l’apporto del <strong>11° Reggimento Trasmissioni</strong>, che ha assicurato <strong>continuità comunicativa anche in ambienti degradati</strong>, garantendo al comando la capacità di manovrare efficacemente le forze e adattare le strategie in funzione dell’evolversi delle minacce.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla fine dell’attività, il <strong>Generale di Divisione Salvatore Annigliato</strong>, Comandante dell’Aviazione dell’Esercito, ha espresso viva soddisfazione per l’operazione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20043,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"CAEX 2025: addestramento avanzato e integrazione interforze in primo piano - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Foto-4-Discorso-Gen.D.-Salvatore-ANNIGLIATO-1024x683.jpeg\" alt=\"Addestramento e integrazione: CAEX 2025, l’Esercito Italiano rafforza la propria prontezza operativa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20043\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Addestramento e integrazione: CAEX 2025, l’Esercito Italiano rafforza la propria prontezza operativa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“La CAEX I/2025 ha confermato ancora una volta la capacità della Brigata ‘Friuli’ di operare in contesti complessi, in piena integrazione con le altre Forze Armate. Questo risultato è frutto della preparazione, dell’impegno e dello spirito di squadra che il personale mette in campo ogni giorno. A tutti loro va il mio più sincero ringraziamento.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo riconoscimento sottolinea non solo il successo della singola esercitazione, ma anche la direzione strategica intrapresa dall’Esercito: una forza armata moderna, <strong>altamente mobile, tecnologicamente avanzata e integrata</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>CAEX I/2025</strong> si configura quindi come un <strong>punto di riferimento per l’evoluzione della difesa italiana</strong>, dimostrando come l’addestramento realistico, l’integrazione interforze e l’uso intelligente della tecnologia siano pilastri irrinunciabili per affrontare le sfide operative del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/w.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"addestramentoesercito, caex2025, esercitoitaliano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-07 12:10:06","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Addestramento,-integrazione-e-tecnologia.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20039-caex-2025-addestramento-avanzato-e-integrazione-interforze-in-primo-piano.mp4","galleria":""}
{"id":20021,"titolo":"Droni FPV arma strategica - Operazione Spiderweb: 34% dei bombardieri strategici russi distrutti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un’operazione senza precedenti per complessità, audacia e risonanza strategica, il <a href=\"https://ssu.gov.ua/en\">Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (SBU) </a>ha colpito in profondità il cuore dell’aviazione strategica russa. L’<strong>“Operazione Pavutyna” (Ragnatela)</strong>, preparata in segreto per oltre 18 mesi, ha portato alla <strong>distruzione o danneggiamento di decine di bombardieri a lungo raggio</strong>, tra cui i temuti <a href=\"https://it.topwar.ru/241513-rossijskie-strategi-tu-160-tu-95-i-tu-22m3-na-rubezhe-2035-2045-godov.html\">Tu-95 e Tu-160</a>, oltre ad almeno un prezioso velivolo radar A-50.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20023,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Droni FPV arma strategica - Operazione Spiderweb: 34% dei bombardieri strategici russi distrutti - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/01-tu-160.webp\" alt=\"Droni FPV assetto strategico - Operazione Spiderweb: 34% dei bombardieri strategici russi distrutti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20023\" style=\"width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Droni FPV assetto strategico - Operazione Spiderweb: 34% dei bombardieri strategici russi distrutti - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Attacco coordinato su più basi strategiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo fonti ufficiali ucraine e conferme di intelligence NATO, i bersagli sono stati colpiti contemporaneamente in quattro basi aeree russe: <strong>Olenya (Murmansk), Belaya (Irkutsk), Diaghilevo (Ryazan) e Ivanovo Severny (Ivanovo)</strong>. Alcuni obiettivi si trovano a <strong>oltre 4.400 km dalla linea del fronte</strong>, a testimonianza della portata eccezionale dell’operazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20035,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Droni FPV arma strategica - Operazione Spiderweb: 34% dei bombardieri strategici russi distrutti - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Screenshot-2025-06-06-175421-1024x493.png\" alt=\"Droni FPV arma strategica - Operazione Spiderweb: 34% dei bombardieri strategici russi distrutti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20035\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Droni FPV arma strategica - Operazione Spiderweb: 34% dei bombardieri strategici russi distrutti - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le immagini satellitari e <strong>i video diffusi mostrano il lancio di droni FPV (first-person view) </strong>direttamente da camion mimetizzati, trasformati in hangar mobili. Le strutture lignee, dall’apparenza innocua, contenevano dozzine di piccoli droni armati, nascosti sotto tetti retrattili attivati a distanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20024,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Droni FPV arma strategica - Operazione Spiderweb: 34% dei bombardieri strategici russi distrutti - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/ezgif-8b1b48ec0462c8-2048x1153-1-1024x577.webp\" alt=\"Droni FPV assetto strategico - Operazione Spiderweb: 34% dei bombardieri strategici russi distrutti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20024\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Droni FPV assetto strategico - Operazione Spiderweb: 34% dei bombardieri strategici russi distrutti - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La strategia: inserimento e attivazione dietro le linee nemiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli agenti del SBU hanno trasportato dapprima i droni in territorio russo, successivamente le strutture mobili. Una volta posizionate nei pressi delle basi aeree, le unità d’assalto sono state attivate da remoto. I droni hanno potuto così decollare inosservati, operare in tempo reale e colpire con precisione i serbatoi di carburante degli aerei, provocando esplosioni devastanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un video girato nella notte mostra <strong>un drone FPV puntare direttamente al vano carburante di un Tu-95</strong>, con il successivo scoppio dell’intera fusoliera.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20033,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Droni FPV arma strategica - Operazione Spiderweb: 34% dei bombardieri strategici russi distrutti - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/MyCollages9-ezgif.com-jpg-to-webp-converter-2048x1280-1.webp\" alt=\"Droni FPV arma strategica - Operazione Spiderweb: 34% dei bombardieri strategici russi distrutti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20033\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Droni FPV arma strategica - Operazione Spiderweb: 34% dei bombardieri strategici russi distrutti - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I risultati: 34% dell’aviazione strategica russa fuori uso</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La NATO, in una valutazione indipendente, ha stimato che l’operazione abbia provocato danni o distruzione a circa 40 velivoli</strong>. Tra questi, secondo l’Alleanza:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>15 Tu-95</strong> bombardieri strategici</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>20 Tu-22M</strong> supersonici a medio raggio</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>1 A-50</strong> velivolo radar AEW&amp;C ad altissimo valore operativo</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In totale, l’impatto sulla flotta missilistica a lungo raggio della Russia è stato quantificato in una <strong>riduzione del 34% delle capacità operative</strong>, una perdita ritenuta “critica” per la capacità del Cremlino di condurre attacchi missilistici in profondità contro l’Ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il presidente Zelenskyj, l’attacco è stato effettuato con <strong>117 droni</strong>, coordinati in tre diversi fusi orari. <strong>Il leader ucraino ha sottolineato come tutti gli operatori coinvolti siano stati evacuati prima dell’inizio dell’azione, evitando perdite e arresti.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20026,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Droni FPV arma strategica - Operazione Spiderweb: 34% dei bombardieri strategici russi distrutti - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/ezgif-32827b4297eb83-2048x1153-1-1024x577.webp\" alt=\"Droni FPV assetto strategico - Operazione Spiderweb: 34% dei bombardieri strategici russi distrutti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20026\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Droni FPV assetto strategico - Operazione Spiderweb: 34% dei bombardieri strategici russi distrutti - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il valore strategico e mediatico dell'operazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Operazione Pavutyna segna un punto di svolta nella guerra tecnologica tra Kiev e Mosca. L’Ucraina, priva della supremazia aerea convenzionale, ha dimostrato come la combinazione di <strong>intelligence, droni low-cost e innovazione tattica</strong> possa colpire anche i target più protetti della Federazione Russa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il danno economico è stimato in <strong>oltre 7 miliardi di dollari</strong> per la sola aviazione, mentre il danno d’immagine è incalcolabile: il potere deterrente dei bombardieri nucleari russi è stato seriamente scalfito da droni artigianali lanciati da container nascosti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un conflitto che ha trasformato la guerra moderna,<strong> l’Operazione Pavutyna rappresenta il simbolo dell’adattamento ucraino a un contesto di superiorità nemica, attraverso l’impiego creativo di risorse limitate e l’efficacia delle operazioni speciali.</strong> È un messaggio chiaro a Mosca — e al mondo — che nessun angolo del territorio russo può dirsi al sicuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:video {\"id\":20034} -->\n<figure class=\"wp-block-video\"><video controls src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Ukraine_looops_1.mp4\"></video></figure>\n<!-- /wp:video -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/Untitled-ezgif.com-jpg-to-webp-converter-8-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#AviazioneStrategica, #DroniFPV, #GuerraInUcraina, #OperazionePavutyna","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-06 16:59:53","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://militarnyi.com/en/news/russia-lost-34-of-strategic-aviation-in-spiderweb-operation-nato/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20021-droni-fpv-arma-34-bombardieri-russi-distrutti.mp4","galleria":""}
{"id":20010,"titolo":"Il Generale Paracadutista Stefano Messina assume il comando dell’Accademia Militare di Modena: “Basate la vostra professione sulla conoscenza”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con una cerimonia solenne svoltasi nel cortile d’onore dell’Accademia Militare di Modena, il Generale di Divisione Stefano Messina ha assunto ufficialmente il comando dell’istituto, diventando il <strong>70° Comandante</strong> della prestigiosa scuola di formazione degli ufficiali dell’Esercito e dei Carabinieri. Un ritorno che ha il sapore della memoria e della responsabilità: lo stesso cortile dove, oltre trent’anni fa, vestiva i panni dell’allievo ufficiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20017,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"2/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/acca-mil-4-747x1024.png\" alt=\"Il Generale Paracadutista Stefano Messina assume il comando dell’Accademia Militare di Modena: “Basate la vostra professione sulla conoscenza” - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20017\" style=\"aspect-ratio:2/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Il Generale Paracadutista Stefano Messina assume il comando dell’Accademia Militare di Modena: “Basate la vostra professione sulla conoscenza” - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Paracadutista Stefano Messina assume il comando dell’Accademia Militare di Modena: “Basate la vostra professione sulla conoscenza” - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ritorno da comandante dove tutto ebbe inizio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Mi ricordo quando ero al vostro posto in questo piazzale, nel 1993. Ero schierato anche io nel cortile d’onore, proprio come voi. <strong>Assumere il comando è una grande emozione</strong>”, ha dichiarato visibilmente commosso il Generale Messina rivolgendosi agli allievi ufficiali durante la cerimonia. Un discorso denso di significato, culminato con parole che suonano come un testamento morale per le nuove generazioni: <em>“Siate determinati e consapevoli, basate la vostra professione sulla conoscenza”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il passaggio di consegne con il Generale Davide Scalabrin – che ha guidato l’Accademia per quasi quattro anni – è stato sancito dalla tradizionale e simbolica consegna della bandiera di istituto, avvenuta alla presenza delle massime autorità civili e militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una carriera costruita sul campo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il profilo del Generale Stefano Messina è quello di un ufficiale forgiato tanto nei reparti operativi quanto nei teatri internazionali. Dopo aver frequentato l’Accademia dal 1991 al 1993 come allievo del 173° corso, ha intrapreso la carriera nel <strong>Genio guastatori della Brigata Paracadutisti “Folgore”</strong>. Da lì, una traiettoria professionale costellata da incarichi di primo piano, tra cui il comando della<a href=\"https://brigatafolgore.net/sassari-paracadutista-messina-cede-fraticelli/\"> Brigata “Sassari” in Libano</a>, in uno dei momenti più delicati dello scontro tra le Forze di Difesa Israeliane e Hezbollah. Ha inoltre ricoperto il ruolo di Addetto militare presso l’Ambasciata italiana a Washington, consolidando le relazioni strategiche tra Roma e gli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20014,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/2-1-1024x570.png\" alt=\"Il Generale Paracadutista Stefano Messina assume il comando dell’Accademia Militare di Modena: “Basate la vostra professione sulla conoscenza” - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20014\" title=\"Il Generale Paracadutista Stefano Messina assume il comando dell’Accademia Militare di Modena: “Basate la vostra professione sulla conoscenza” - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Paracadutista Stefano Messina assume il comando dell’Accademia Militare di Modena: “Basate la vostra professione sulla conoscenza” - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Riconoscimenti e omaggi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della cerimonia, è stato anche conferito il titolo di <em>cadetto ad honorem</em> al Magnifico Rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia, professor Carlo Adolfo Porro, al quale è stato simbolicamente consegnato lo spadino. Un gesto che rafforza il legame tra formazione militare e accademia universitaria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le reazioni delle istituzioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non sono mancati i saluti e gli auguri istituzionali per il nuovo comandante. Tra questi, il senatore Michele Barcaiuolo (FdI), capogruppo in Commissione Difesa, ha sottolineato: “L’insediamento del Generale Messina è un momento di grande importanza per la nostra città e per tutto il Paese. A lui rivolgo i più sentiti auguri di buon lavoro”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20015,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/acca-mil-9-1024x669.png\" alt=\"Il Generale Paracadutista Stefano Messina assume il comando dell’Accademia Militare di Modena: “Basate la vostra professione sulla conoscenza” - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20015\" title=\"Il Generale Paracadutista Stefano Messina assume il comando dell’Accademia Militare di Modena: “Basate la vostra professione sulla conoscenza” - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Paracadutista Stefano Messina assume il comando dell’Accademia Militare di Modena: “Basate la vostra professione sulla conoscenza” - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale di Corpo d’Armata Carlo Lamanna, comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, ha evidenziato i risultati ottenuti sotto la guida del Generale Scalabrin, tra cui il trasferimento del terzo anno di formazione all’Accademia e l’avvio di un nuovo ordinamento universitario per i corsi accademici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’arrivo del Generale Messina segna una nuova fase per l’Accademia Militare di Modena, nel segno della continuità ma anche dell’innovazione, affidata a un ufficiale che conosce profondamente l’istituto e ne incarna i valori più autentici: spirito di corpo, preparazione intellettuale, e dedizione assoluta al dovere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/accademia-militare-cambio-al-vertice-arriva-stefano-messina.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#AccademiaMilitareModena, #EsercitoItaliano, #GeneraleStefanoMessina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-06 10:52:27","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilrestodelcarlino.it/modena/cronaca/accademia-militare-cambio-al-80be383c?live","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/20010-il-generale-paracadutista-stefano-messina-assume-il-comando-dellaccademia-militare-di-modena-basate-la-vostra-professione-sulla-conoscenza.mp4","galleria":""}
{"id":19998,"titolo":"Stipendi Forze Armate: aumenti, arretrati e novità fiscali","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel mese di giugno 2025, il personale in servizio presso Esercito, Marina e Aeronautica riceverà una busta paga particolarmente ricca e articolata. A renderla tale concorrono diversi fattori: dal taglio del cuneo fiscale agli arretrati contrattuali, passando per l’adeguamento degli stipendi previsto dal rinnovo del contratto 2022-2024. In un momento in cui le piattaforme istituzionali come NoiPA non hanno ancora reso visibile il dettaglio delle voci stipendiali, ecco una guida chiara per orientarsi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nuove tabelle stipendiali: quanto aumenta lo stipendio base</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A partire da giugno, la busta paga recepirà per la prima volta l’adeguamento dello <strong>stipendio tabellare</strong> introdotto dal rinnovo contrattuale, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 aprile 2025. L’aumento varia in base al grado, con incrementi che vanno dai <strong>115 euro lordi mensili</strong> per un Graduato Capo fino a <strong>154,89 euro</strong> per un Capitano. L’indennità pensionabile viene anch’essa ritoccata, con aumenti mensili fino a circa 50 euro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Attenzione però</strong>: parte degli aumenti era già in busta paga sotto forma di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Indennità di vacanza contrattuale</strong> (0,5% dello stipendio lordo),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Anticipo sul rinnovo</strong> (3,35% dello stipendio lordo), erogato mensilmente nel 2025.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per esempio, se un militare ha diritto a un aumento netto di 100 euro, solo 60 saranno realmente visibili a giugno, poiché i restanti 40 euro sono già stati percepiti nei mesi precedenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20001,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/immagine-971x1024.png\" alt=\"Forze Armate: aumenti, arretrati e novità fiscali - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20001\" title=\"Forze Armate: aumenti, arretrati e novità fiscali - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Forze Armate: aumenti, arretrati e novità fiscali - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cedolino straordinario: cosa aspettarsi dagli arretrati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alla busta paga ordinaria, a giugno sarà erogato un <strong>cedolino straordinario</strong> dedicato agli <strong>arretrati contrattuali</strong>. Tuttavia, gli anni 2022 e 2023 non prevedono arretrati stipendiali perché già coperti dall’indennità di vacanza contrattuale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il 2024 e i primi cinque mesi del 2025, invece, spettano gli importi mancanti rispetto alla nuova tabella. Tornando all’esempio di un militare con stipendio base di 2.000 euro netti, che con l’adeguamento arriva a 2.100 euro:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Ha già ricevuto 520 euro a dicembre 2023 come anticipo,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ha percepito 2.040 euro netti da gennaio a maggio 2025,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Percepirà altri 60 euro netti mensili da giugno.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Totale arretrati stimati</strong>: circa <strong>1.080 euro</strong> (780 euro per il 2024 e 300 euro per il 2025).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel cedolino straordinario verranno inoltre inseriti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Arretrati sulla paga giornaliera della Truppa (dal 1° aprile 2022)</strong>,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Indennità di impiego operativo</strong> (dal 1° gennaio 2024),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Indennità previste dal Codice di ordinamento militare, art. 1801</strong>, con decorrenza aprile 2022.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non sono invece ancora erogabili gli arretrati relativi ad <strong>indennità accessorie</strong> (notturne, turni, ecc.) per le quali si attende l’attivazione dei codici da parte di NoiPA.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Taglio del cuneo fiscale: aumenti e arretrati per redditi medio-bassi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie alla legge di Bilancio 2025, sono applicati in busta paga anche gli effetti del <strong>taglio del cuneo fiscale</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Per redditi <strong>fino a 20.000 euro lordi</strong> si riceve un <strong>trattamento integrativo</strong> variabile dal <strong>4,8% al 7,1%</strong> dello stipendio lordo,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Per redditi <strong>fino a 32.000 euro</strong>, si beneficia di un incremento della detrazione da lavoro dipendente fino a <strong>1.000 euro annui</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Esempi</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Con un reddito annuo di <strong>15.000 euro</strong>, spettano <strong>61,55 euro netti al mese</strong> e <strong>307 euro di arretrati</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Con un reddito annuo di <strong>33.000 euro</strong>, si ricevono <strong>72,92 euro al mese</strong> e <strong>364 euro di arretrati</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20006,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Forze Armate: aumenti, arretrati e novità fiscali - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/4-2.png\" alt=\"Forze Armate: aumenti, arretrati e novità fiscali - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20006\" style=\"width:840px;height:auto\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Forze Armate: aumenti, arretrati e novità fiscali - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sopra i <strong>40.000 euro</strong>, invece, il beneficio fiscale si azzera.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":20000,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/5-1.png\" alt=\"Forze Armate: aumenti, arretrati e novità fiscali - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-20000\" style=\"width:840px;height:auto\" title=\"Forze Armate: aumenti, arretrati e novità fiscali - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Forze Armate: aumenti, arretrati e novità fiscali - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">In sintesi: quanto arriva a giugno?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A giugno 2025, un militare delle Forze Armate potrebbe ricevere:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Stipendio ordinario</strong> con adeguamento tabellare e cuneo fiscale,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Cedolino straordinario</strong> con arretrati 2024-2025 e indennità retroattive,</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Benefici fiscali</strong> derivanti dalla nuova normativa sul lavoro dipendente.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le cifre nette variano per grado, anzianità, impieghi operativi e livello di reddito, ma in media si va <strong>da 100 a 300 euro netti</strong> in più in busta paga ordinaria, <strong>più arretrati</strong> fino a <strong>oltre 1.000 euro</strong> una tantum.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo stipendio di giugno rappresenta un momento importante per il riconoscimento economico del personale militare. Tuttavia, è fondamentale leggere con attenzione le voci stipendiali per comprendere a fondo le dinamiche delle somme percepite. Ulteriori novità sono attese nei mesi successivi, in particolare sul fronte delle <strong>indennità accessorie</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/1-2.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#cedolinoNoiPA, #forzearmate, #rinnovoContratto, #stipendi2025","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-05 20:47:34","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.money.it/stipendio-giugno-forze-armate-spiegato-dettaglio","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19998-stipendi-forze-armate-aumenti-arretrati-e-novita-fiscali.mp4","galleria":""}
{"id":19985,"titolo":"ONU sceglie un italiano per UNIFIL: il Generale Abagnara nuovo Comandante","contenuto_html":"<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 5 giugno 2025, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, <strong>António Guterres</strong>, ha nominato il generale di Divisione dell’Esercito Italiano <strong>Diodato Abagnara</strong> nuovo comandante della missione <strong>UNIFIL</strong> (United Nations Interim Force in Lebanon). Il generale subentra al tenente generale spagnolo <strong>Aroldo Lázaro Sáenz</strong>, assumendo la responsabilità di una delle operazioni di pace più complesse del mondo: il mantenimento della stabilità lungo il fragile confine tra <strong>Libano e Israele</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nomina avviene in un contesto di forti tensioni regionali, con <strong>Israele e Hezbollah</strong> impegnati in una pericolosa escalation che minaccia gli equilibri già precari del Medio Oriente. Il mandato di UNIFIL – istituita nel 1978 e rafforzata nel 2006 dopo il conflitto israelo-libanese – consiste nel <strong>monitoraggio del cessate il fuoco</strong>, il supporto al governo libanese per il controllo del territorio meridionale e la <strong>collaborazione con le Forze Armate Libanesi (LAF)</strong>. La <strong>risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU</strong>, riferimento giuridico della missione, prevede anche il contrasto al traffico illecito di armi e il sostegno alle istituzioni locali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia ha da sempre un ruolo di rilievo in UNIFIL, contribuendo in modo significativo in termini di personale, mezzi e leadership. Con Abagnara alla guida, il nostro Paese riafferma il proprio <strong>impegno concreto per la pace e la stabilità nella regione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19990,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Abagnara-E-1-1024x693.jpg\" alt=\"ONU sceglie un italiano per UNIFIL: Abagnara nuovo comandante - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19990\" title=\"ONU sceglie un italiano per UNIFIL: Abagnara nuovo comandante - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">ONU sceglie un italiano per UNIFIL: Abagnara nuovo comandante - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il profilo del generale Abagnara: esperienza operativa e visione internazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Classe 1970, originario di <strong>Pagani</strong>, in provincia di Salerno, il generale <strong>Diodato Abagnara</strong> è un veterano delle operazioni internazionali, nonché una figura ben nota nei contesti di peacekeeping. Dopo aver comandato il <strong>Reggimento “Lancieri di Novara”</strong> durante l’operazione “Leonte 5” nel 2009, ha ricoperto incarichi dirigenziali nell’Esercito, tra cui quello di responsabile dell’<strong>ufficio impiego Ufficiali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra il 2018 e il 2019, è stato a capo della <strong>Brigata Bersaglieri “Garibaldi”</strong>, schierata in Libano, e ha assunto la responsabilità del <strong>settore Ovest di UNIFIL</strong>, ruolo chiave per la cooperazione tra contingente italiano e autorità locali. Nel <strong>luglio 2024</strong>, ha assunto la guida del <strong>Comitato Tecnico Militare per il Libano (MTC4L)</strong>, un’iniziativa multilaterale promossa dall’Italia con il coinvolgimento di Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Germania, Olanda, Spagna e Canada, destinata a <strong>rafforzare l’esercito libanese</strong> attraverso programmi di formazione, logistica e interoperabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il generale Abagnara è inoltre <strong>plurilaureato</strong> (dieci titoli accademici tra triennali e magistrali), con specializzazioni in <strong>giurisprudenza, sicurezza informatica, scienze strategiche</strong> e <strong>leadership digitale</strong>, ottenute presso università italiane di prestigio come Torino, Roma, Teramo e la Luiss Business School. Poliglotta (parla italiano, inglese, francese e spagnolo), è un forte promotore del <strong>dialogo interculturale</strong> e della <strong>leadership inclusiva</strong>, avendo presieduto il <strong>Consiglio Congiunto per la Prospettiva di Genere</strong> nello Stato Maggiore della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il suo nuovo incarico lo vede come <strong>Head of Mission e Force Commander di UNIFIL</strong>, con responsabilità su tutte le componenti militari e civili dell’operazione. Un ruolo che richiede competenza strategica, equilibrio politico e sensibilità diplomatica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una nomina che rafforza la credibilità internazionale dell’Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nomina di Abagnara è stata accolta con soddisfazione dalle istituzioni italiane. Il ministro della Difesa <strong>Guido Crosetto</strong> ha definito l’incarico “di grande responsabilità in una regione cruciale”, lodando la scelta come “ulteriore riconoscimento dell’importante ruolo dell’Italia nella comunità internazionale”. Anche il sottosegretario <strong>Matteo Perego di Cremnago</strong> ha espresso le sue congratulazioni, sottolineando il valore dell’impegno italiano “a favore della pace e della stabilità, in un’area strategica per gli equilibri globali”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ministro degli Affari Esteri <strong>Antonio Tajani</strong> ha ribadito che la nomina è “una conferma della credibilità dell’Italia e del suo peso nel contribuire alla sicurezza del Medio Oriente”. Anche dal territorio sono arrivati segnali di orgoglio: il sindaco di <strong>Avigliano</strong>, dove il generale ha radici familiari, ha parlato di “motivo di grande orgoglio per l’intera comunità”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19992,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/unifil4-768x512-1-1024x683.jpeg\" alt=\"ONU sceglie un italiano per UNIFIL: Abagnara nuovo comandante - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19992\" title=\"ONU sceglie un italiano per UNIFIL: Abagnara nuovo comandante - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">ONU sceglie un italiano per UNIFIL: Abagnara nuovo comandante - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un mondo segnato da conflitti sempre più interconnessi, la nomina di un generale italiano al vertice di UNIFIL non rappresenta solo un premio al merito personale, ma un <strong>messaggio di fiducia</strong> nelle capacità operative, morali e diplomatiche dell’Italia. Con Abagnara al comando, UNIFIL rafforza la propria azione di mediazione, mentre l’Italia si conferma <strong>partner affidabile per la pace</strong>, in una regione strategica per la sicurezza globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/uno-ifil.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"Esercito Italiano, ONU, peacekeeping","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-05 16:53:56","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://formiche.net/2025/06/generale-abagnara-unifil-libano-israele-onu-guterres/#content","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19985-onu-sceglie-un-italiano-per-unifil-il-generale-abagnara-nuovo-comandante.mp4","galleria":""}
{"id":19970,"titolo":"“I Bersaglieri sono l’Italia che corre avanti”: il Generale Portolano difende i valori delle Forze Armate","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’ondata di indignazione e solidarietà ha attraversato il Paese dopo l’episodio avvenuto in un liceo scientifico lombardo, dove alcuni insegnanti hanno espresso riserve sull’opportunità di accogliere l’Associazione Nazionale Bersaglieri, giudicandone i valori “distanti da quelli della scuola”. Un giudizio grave, che ha toccato il cuore dell’identità nazionale, generando una ferma risposta da parte delle istituzioni più alte dello Stato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma tra le voci più autorevoli e vibranti, quella del <strong>Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale di Corpo d’Armata Luciano Portolano</strong>, risuona con particolare forza e dignità. Le sue parole sono un richiamo limpido alla coscienza nazionale e alla memoria collettiva, un baluardo contro ogni tentativo di revisionismo ideologico travestito da dibattito educativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19974,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"“I Bersaglieri sono l’Italia che corre avanti”: il Generale Portolano difende i valori delle Forze Armate e condanna il pregiudizio ideologico - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/FNC-5279-678x381-1.jpg\" alt=\"“I Bersaglieri sono l’Italia che corre avanti”: il Generale Portolano difende i valori delle Forze Armate e condanna il pregiudizio ideologico - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19974\" style=\"width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">“I Bersaglieri sono l’Italia che corre avanti”: il Generale Portolano difende i valori delle Forze Armate e condanna il pregiudizio ideologico - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>“Valori non divisivi, ma universali”</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In una lettera accorata indirizzata al Presidente dell’Associazione Nazionale Bersaglieri, <strong>Generale <strong>di Corpo d’Armata </strong>Giuseppenicola Tota</strong>, il Generale Portolano ha espresso <strong>“la più ferma solidarietà e la totale vicinanza”</strong> a un Corpo che rappresenta non solo una gloriosa tradizione militare, ma un modello etico e civile per l’intera società.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“È semplicemente inaccettabile che i valori di cui i Bersaglieri sono portatori – e che da sempre incarnano l’essenza stessa delle Forze Armate italiane – possano essere considerati in contrasto con qualsiasi percorso educativo.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Portolano non si limita a una difesa d’ufficio: <strong>elenca uno ad uno quei valori che ogni scuola italiana dovrebbe insegnare</strong>. Lealtà, senso del dovere, spirito di sacrificio, amor di Patria, solidarietà e rispetto delle Istituzioni – principi fondanti della nostra Repubblica e della nostra Costituzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19977,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"“I Bersaglieri sono l’Italia che corre avanti”: il Generale Portolano difende i valori delle Forze Armate e condanna il pregiudizio ideologico - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/YBB0-1024x576.jpg\" alt=\"“I Bersaglieri sono l’Italia che corre avanti”: il Generale Portolano difende i valori delle Forze Armate e condanna il pregiudizio ideologico - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19977\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">“I Bersaglieri sono l’Italia che corre avanti”: il Generale Portolano difende i valori delle Forze Armate e condanna il pregiudizio ideologico - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>“I Bersaglieri sono presidio di italianità”</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Capo di Stato Maggiore della Difesa ricorda come le sezioni periferiche dell’Associazione siano <strong>“veri e propri presidi di italianità e di cittadinanza attiva”</strong>, capaci di testimoniare, con sobrietà e passione, una memoria storica che non divide ma unisce.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un momento in cui <strong>l’identità nazionale è spesso oggetto di strumentalizzazioni o rimozioni</strong>, Portolano afferma con coraggio che “in ogni scuola si dovrebbero veicolare questi valori universali”, condannando implicitamente il gesto di esclusione come <strong>una ferita alla comunità educativa e al rispetto della storia comune</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19978,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"“I Bersaglieri sono l’Italia che corre avanti”: il Generale Portolano difende i valori delle Forze Armate e condanna il pregiudizio ideologico - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/R-2.jpg\" alt=\"“I Bersaglieri sono l’Italia che corre avanti”: il Generale Portolano difende i valori delle Forze Armate e condanna il pregiudizio ideologico - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19978\" style=\"width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">“I Bersaglieri sono l’Italia che corre avanti”: il Generale Portolano difende i valori delle Forze Armate e condanna il pregiudizio ideologico - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Una corsa indomita verso il futuro</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il messaggio del Generale non si ferma alla condanna: si fa <strong>sprone e incoraggiamento per l’intero Corpo dei Bersaglieri</strong>, che definisce “un esempio virtuoso per l’intera società”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Sono certo che saprete superare anche questo momento. I Bersaglieri, con la loro inconfondibile corsa, hanno sempre saputo guardare avanti, superando ogni ostacolo con spirito indomito”.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una dichiarazione che si fa simbolo: <strong>i Bersaglieri, ieri protagonisti del Risorgimento e oggi attori della sicurezza nazionale e internazionale, incarnano l’Italia che corre avanti, che non si arrende alle semplificazioni ideologiche, che guarda con fierezza alle proprie radici.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Meloni e Crosetto: “Inaccettabile e vergognoso”</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al fianco del Generale Portolano si sono schierati anche la Presidente del Consiglio, <strong>Giorgia Meloni</strong>, e il Ministro della Difesa, <strong>Guido Crosetto</strong>. La Premier ha definito l’episodio <strong>“francamente inaccettabile”</strong>, ricordando che “è anche grazie ai Bersaglieri se oggi abbiamo una nazione”. Crosetto ha parlato di “pregiudizio ideologico” e ha ribadito che i Bersaglieri sono <strong>portatori di valori costituzionali</strong> come “libertà, uguaglianza e democrazia”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19979,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"“I Bersaglieri sono l’Italia che corre avanti”: il Generale Portolano difende i valori delle Forze Armate e condanna il pregiudizio ideologico - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/975aad910638b8e044a63b30adcc691d-italian-army-wwi.jpg\" alt=\"“I Bersaglieri sono l’Italia che corre avanti”: il Generale Portolano difende i valori delle Forze Armate e condanna il pregiudizio ideologico - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19979\" style=\"width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">“I Bersaglieri sono l’Italia che corre avanti”: il Generale Portolano difende i valori delle Forze Armate e condanna il pregiudizio ideologico - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Oltre il piumetto, una lezione di civiltà</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In tempi difficili per l’identità collettiva, le parole del Capo di Stato Maggiore della Difesa rappresentano molto più di una presa di posizione militare: sono <strong>una lezione di civiltà, una chiamata alla responsabilità educativa e istituzionale</strong>, un invito a non smarrire il senso di ciò che unisce.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Perché – come ha detto lo stesso Portolano – <strong>non c’è nulla di divisivo nel servire il proprio Paese con coraggio, con disciplina e con amore.</strong> Al contrario: è da lì che nasce la cittadinanza vera. E i Bersaglieri, come sempre, continueranno a correrci davanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19973,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"“I Bersaglieri sono l’Italia che corre avanti”: il Generale Portolano difende i valori delle Forze Armate e condanna il pregiudizio ideologico - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Screenshot-2025-06-05-131006.jpg\" alt=\"“I Bersaglieri sono l’Italia che corre avanti”: il Generale Portolano difende i valori delle Forze Armate e condanna il pregiudizio ideologico - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19973\" style=\"width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">“I Bersaglieri sono l’Italia che corre avanti”: il Generale Portolano difende i valori delle Forze Armate e condanna il pregiudizio ideologico - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/AA1FOMol.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"bersaglieri, Difesa Nazionale, Generale Portolano, Scuola e Valori","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-05 12:33:14","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.assobersaglieri.it/2025/06/04/%f0%9d%90%8b%f0%9d%90%9e%f0%9d%90%ad%f0%9d%90%ad%f0%9d%90%9e%f0%9d%90%ab%f0%9d%90%9a-%f0%9d%90%9d%f0%9d%90%9e%f0%9d%90%a5-%f0%9d%90%82%f0%9d%90%9a%f0%9d%90%a9%f0%9d%90%a8-%f0%9d%90%9d%f0%9d%90%a2/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19970-bersaglieri-italia-corre-generale-portolano.mp4","galleria":""}
{"id":19903,"titolo":"Droni FPV a fibra ottica: l’arma silenziosa della guerra tra Russia e Ucraina","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto in cui la supremazia elettronica è cruciale, la capacità di operare in totale silenzio radio è diventata una risorsa tattica fondamentale. Per questo motivo, sia le forze armate russe che quelle ucraine hanno iniziato a impiegare <strong>droni FPV (First Person View) dotati di collegamento via fibra ottica anziché radiofrequenza.</strong> <strong>Questo accorgimento consente di aggirare le contromisure elettroniche e riduce drasticamente la rilevabilità da parte di radar passivi.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tecnologia, introdotta per prima dai russi nella primavera del 2024, si è rapidamente diffusa anche tra le forze armate ucraine, in particolare nelle unità d’élite operanti in scenari urbani e in ambienti ad alta densità di disturbi radio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>I droni FPV dotati di collegamento in fibra ottica offrono un tasso di successo stimato attorno al 50% nelle missioni di attacco diretto, un risultato notevole in ambito operativo.</strong> Tuttavia, si tratta di sistemi molto delicati: la minima imperfezione nella manovra o un errore del pilota può causare la rottura del cavo o la perdita di controllo del mezzo. In alcuni casi, si sono verificati incidenti con detonazioni accidentali dovute a manovre errate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19959,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Droni FPV a fibra ottica: l’arma silenziosa della guerra tra Russia e Ucraina - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/398953876-1377511662866349-69125-1024x768.jpg\" alt=\"Droni FPV a fibra ottica: l’arma silenziosa della guerra tra Russia e Ucraina - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19959\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Droni FPV a fibra ottica: l’arma silenziosa della guerra tra Russia e Ucraina - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Produzione limitata e criticità logistiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante i vantaggi, la disponibilità di questi droni è ancora limitata. <strong>Meno del 5% dei droni FPV impiegati sul campo in Ucraina è dotato di fibra ottica, principalmente a causa della scarsità di produttori affidabili e dei lunghi tempi di attesa per i modelli di qualità. </strong>Inizialmente, molti sistemi distribuiti sul mercato erano assemblati con componenti cinesi di bassa qualità, rivenduti senza le necessarie competenze tecniche. Solo alcuni produttori locali, nel tempo, hanno adattato la tecnologia alle esigenze operative reali, migliorandone l’efficacia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il prezzo medio di un drone FPV con fibra ottica e raggio operativo fino a 10 km è attualmente attorno ai 1.200 dollari. Tuttavia, le versioni più performanti possono arrivare a coprire distanze fino a 15 o 20 km, mentre alcuni modelli russi hanno già raggiunto i 30 km.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Radiofrequenze in crisi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente,<strong> i droni FPV a controllo radio continuano a soffrire degli effetti della guerra elettronica russa, tra sovraccarico di frequenze e jamming attivo</strong>. In alcuni casi, la <strong>probabilità di raggiungere il bersaglio scende al 30%</strong>, specialmente in ambienti urbani complessi o in presenza di forti contromisure.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per ovviare a tali difficoltà, vengono impiegati ripetitori radio collocati strategicamente sopra gli edifici o in punti elevati, in modo da garantire un canale stabile per il segnale. Tuttavia, la crescente densità di droni in volo comporta un sovraffollamento dello spettro radio, complicando ulteriormente il coordinamento tra le unità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il vantaggio russo nella guerra elettronica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La Russia ha dimostrato una notevole capacità nel potenziare e distribuire rapidamente nuove contromisure elettroniche.</strong> Una volta sviluppata una tecnica di jamming o di disturbo, questa viene implementata a livello sistemico su tutto il fronte. Le contromisure evolvono continuamente, rendendo difficile mantenere un vantaggio tecnologico costante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le forze ucraine stanno rispondendo migliorando la qualità dei componenti, aumentando la potenza dei trasmettitori e sperimentando soluzioni innovative per garantire continuità operativa ai propri droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19960,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Droni FPV a fibra ottica: l’arma silenziosa della guerra tra Russia e Ucraina - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/GettyImages-1574618594-1024x683.jpg\" alt=\"Droni FPV a fibra ottica: l’arma silenziosa della guerra tra Russia e Ucraina - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19960\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Droni FPV a fibra ottica: l’arma silenziosa della guerra tra Russia e Ucraina - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Prospettive e sfide future</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La tecnologia a fibra ottica rappresenta una frontiera strategica del conflitto</strong>.<strong> Ma l’adozione su larga scala richiede una pianificazione a livello statale, investimenti nell’industria nazionale e una rete logistica capace di sostenere la domanda. </strong>La mancanza di una catena di approvvigionamento stabile sta attualmente frenando il potenziale operativo di questi sistemi, nonostante i risultati promettenti ottenuti sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In attesa di una risposta industriale più solida, le unità che impiegano questa tecnologia continueranno a svolgere un ruolo decisivo, soprattutto nelle missioni ad alto rischio dove la sopravvivenza del segnale è determinante quanto la precisione del colpo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/73525db-1680x1000-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Azov, droni FPV, guerra elettronica, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-04 21:03:41","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19903-droni-fpv-a-fibra-ottica-arma-silenziosa-guerra.mp4","galleria":""}
{"id":19945,"titolo":"Strategic Defence Review 2025, il Regno Unito aggiorna la sua difesa: \"Sicurezza in patria, forza all’estero\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Londra, 3 giugno 2025</strong> – Il governo britannico ha pubblicato la <strong>Strategic Defence Review 2025</strong>, un documento che sancisce un cambiamento radicale nella visione strategica e operativa della Difesa nazionale. Il messaggio chiave è chiaro: il mondo è cambiato, e le minacce che il Regno Unito deve fronteggiare sono oggi più gravi e imprevedibili rispetto a qualsiasi altro momento dalla fine della Guerra Fredda.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il rapporto, il Regno Unito è chiamato ad affrontare una guerra nel continente europeo, una crescente aggressività russa, nuovi rischi nucleari, e continui attacchi informatici. Le alleanze tra attori ostili si fanno sempre più strette, mentre le tecnologie — dai droni all’intelligenza artificiale — stanno cambiando profondamente il modo di combattere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19947,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/2.png\" alt=\"Il Regno Unito aggiorna la sua difesa: &quot;Sicurezza in patria, forza all’estero&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19947\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Il Regno Unito aggiorna la sua difesa: \"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Regno Unito aggiorna la sua difesa: \"Sicurezza in patria, forza all’estero\" - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso una forza integrata e pronta al combattimento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Revisione sancisce il passaggio a una postura di “<strong>war fighting readiness</strong>”, cioè di piena prontezza al combattimento, grazie a una forza integrata, più letale e tecnologicamente avanzata, e a un rafforzamento della difesa del territorio nazionale. Tra le innovazioni principali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Una <strong>nuova Marina ibrida</strong>, che includerà fino a 12 sottomarini d’attacco a propulsione nucleare e armamento convenzionale (tramite il programma AUKUS), nuove navi da guerra, portaerei trasformate e unità navali autonome.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Un <strong>Esercito potenziato</strong>, con capacità corazzate avanzate, sciami di droni terrestri, sistemi d’arma a lungo raggio, intelligenza artificiale e software di combattimento. Il numero di militari a tempo pieno sarà portato ad almeno <strong>76.000</strong> nel prossimo Parlamento.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Una <strong>Royal Air Force modernizzata</strong>, con nuovi F-35 (sia nella versione B che C), Typhoon aggiornati, jet di nuova generazione nell’ambito del programma GCAP e caccia autonomi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19948,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/1.png\" alt=\"Il Regno Unito aggiorna la sua difesa: &quot;Sicurezza in patria, forza all’estero&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19948\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Il Regno Unito aggiorna la sua difesa: \"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Regno Unito aggiorna la sua difesa: \"Sicurezza in patria, forza all’estero\" - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Innovazione tecnologica ispirata dall’Ucraina</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le lezioni apprese dalla guerra in Ucraina guideranno l’innovazione britannica. Il Regno Unito raddoppierà gli investimenti nei sistemi autonomi e nel 2027 attiverà un nuovo sistema di targeting digitale con un budget fino a <strong>1 miliardo di sterline</strong>. Sarà istituito anche un <strong>Drone Centre</strong> nazionale per accelerare l’adozione di droni militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La difesa sarà anche un <strong>motore di crescita</strong> economica:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>6 miliardi di sterline</strong> saranno investiti in munizionamento entro la fine della legislatura, con almeno sei nuove fabbriche sul territorio britannico.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Il programma di <strong>produzione sottomarina continua</strong> darà vita a nuove unità d’attacco e a migliaia di nuovi posti di lavoro.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>400 milioni di sterline</strong> saranno stanziati per sostenere le imprese nazionali nel settore della difesa, mentre un nuovo <strong>Ufficio per le esportazioni</strong> guiderà la crescita nei mercati esteri.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19949,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/3.png\" alt=\"Il Regno Unito aggiorna la sua difesa: &quot;Sicurezza in patria, forza all’estero&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19949\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Il Regno Unito aggiorna la sua difesa: \"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Regno Unito aggiorna la sua difesa: \"Sicurezza in patria, forza all’estero\" - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Difesa europea e deterrenza nucleare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Regno Unito riafferma la propria centralità nella NATO con la politica del “<strong>NATO First</strong>”, rafforzando le capacità convenzionali e nucleari:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Saranno creati i primi <strong>gruppi aerei ibridi europei</strong>, integrando caccia, droni e armamenti a lungo raggio a bordo delle portaerei.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Con quasi <strong>1 miliardo di sterline</strong>, entrerà in servizio la prima <strong>arma europea a energia diretta</strong> (laser).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Verranno prodotti fino a <strong>7.000 missili a lungo raggio</strong>, con un impatto occupazionale positivo stimato in circa 800 posti di lavoro.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19950,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/4.png\" alt=\"Il Regno Unito aggiorna la sua difesa: &quot;Sicurezza in patria, forza all’estero&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19950\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Il Regno Unito aggiorna la sua difesa: \"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Regno Unito aggiorna la sua difesa: \"Sicurezza in patria, forza all’estero\" - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Società e resilienza nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La revisione introduce anche una <strong>visione olistica</strong> della sicurezza:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Oltre <strong>7 miliardi di sterline</strong> saranno dedicati al rinnovamento degli alloggi militari, con almeno <strong>1,5 miliardi</strong> destinati alle abitazioni per le famiglie delle forze armate.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Saranno potenziati i programmi giovanili (+30% di cadetti entro il 2030) e introdotto un <strong>anno sabbatico volontario</strong> per i giovani.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sarà istituita una nuova <strong>Riserva Strategica</strong> e la Marina assumerà un ruolo guida nella protezione delle infrastrutture sottomarine.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Verrà presentato un <strong>Defence Readiness Bill</strong>, una legge per rafforzare la preparazione nazionale in caso di crisi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19951,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/5.png\" alt=\"Il Regno Unito aggiorna la sua difesa: &quot;Sicurezza in patria, forza all’estero&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19951\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Il Regno Unito aggiorna la sua difesa: \"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Regno Unito aggiorna la sua difesa: \"Sicurezza in patria, forza all’estero\" - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’impegno del Primo Ministro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel presentare la revisione, il Primo Ministro <strong>Keir Starmer</strong> ha ribadito l’impegno del governo a portare la spesa per la difesa al <strong>2,5% del PIL entro il 2027</strong>, con l’ambizione di arrivare al <strong>3% nella prossima legislatura</strong>, subordinatamente alla situazione economica e fiscale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":19967,\"href\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/The_Strategic_Defence_Review_2025_-_two-pager.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/The_Strategic_Defence_Review_2025_-_two-pager.pdf\" type=\"application/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"The_Strategic_Defence_Review_2025_-_two-pager\"></object><a id=\"wp-block-file--media-a4a76169-4f69-4155-9a07-9c2d88b5da81\" href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/The_Strategic_Defence_Review_2025_-_two-pager.pdf\">The_Strategic_Defence_Review_2025_-_two-pager</a><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/The_Strategic_Defence_Review_2025_-_two-pager.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-a4a76169-4f69-4155-9a07-9c2d88b5da81\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/4-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Difesa UK, esercito britannico, Keir Starmer, NATO, tecnologia militare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-04 18:19:48","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://assets.publishing.service.gov.uk/media/683d89f181deb72cce2680a5/The_Strategic_Defence_Review_2025_-_Making_Britain_Safer_-_secure_at_home__strong_abroad.pdf","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19945-regno-unito-sicurezza-patria-forza-estero.mp4","galleria":""}
{"id":19933,"titolo":"I Carabinieri celebrano il 211° anniversario: a Villa Borghese il Villaggio Arma - Programma","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 4 al 6 giugno 2025, in occasione del 211° Annuale di Fondazione, l’Arma dei Carabinieri festeggia il proprio anniversario insieme ai cittadini aprendo le porte del suggestivo “Villaggio Arma” a Villa Borghese, nel cuore di Roma. Un evento immersivo pensato per raccontare la storia, i valori, le missioni e le specialità dell’Istituzione, coinvolgendo grandi e piccoli con esperienze uniche tra cultura, sport, ambiente, legalità e tecnologia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19942,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"I Carabinieri celebrano il 211° anniversario: a Villa Borghese il Villaggio Arma - Programma - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/1590165082946.jpg\" alt=\"I Carabinieri celebrano il 211° anniversario tra la gente: a Villa Borghese il Villaggio Arma - Programma - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19942\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Carabinieri celebrano il 211° anniversario tra la gente: a Villa Borghese il Villaggio Arma - Programma - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cerimonia di apertura e mostra sul patrimonio culturale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le celebrazioni si sono aperte il 4 giugno con l’alzabandiera solenne alla presenza del Comandante Generale dell’Arma, Gen. C.A. Salvatore Luongo, e del Ministro per lo Sport, Andrea Abodi. A seguire, l’inaugurazione ufficiale lungo Viale delle Magnolie, con il taglio del nastro da parte della madrina Adriana Macchi, presidente di Soroptimist International d’Italia, accompagnata dalla Banda dell’Arma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Contemporaneamente, presso la Casina dell’Orologio, il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) ha allestito una mostra con reperti recuperati dal traffico illecito: spiccano una statua di Musa del II-I sec. a.C. rimpatriata dagli Stati Uniti e una testa di divinità arcaica sequestrata in una casa d’aste americana. Un’occasione per conoscere il lavoro del TPC e la più grande banca dati al mondo delle opere d’arte rubate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19938,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"I Carabinieri celebrano il 211° anniversario: a Villa Borghese il Villaggio Arma - Programma - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/corso-allievi-carabinieri-3-1024x682.webp\" alt=\"I Carabinieri celebrano il 211° anniversario tra la gente: a Villa Borghese il Villaggio Arma - Programma - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19938\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Carabinieri celebrano il 211° anniversario tra la gente: a Villa Borghese il Villaggio Arma - Programma - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una giornata per la memoria: 5 giugno 1920 – 5 giugno 2025</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 5 giugno rappresenta una data altamente simbolica per l’Arma dei Carabinieri. In quella stessa giornata del 1920, al termine della Prima Guerra Mondiale, all’Arma fu conferita la <strong>Medaglia d’Oro al Valor Militare</strong> per il contributo fornito durante il conflitto. Un riconoscimento che onora non solo il coraggio dimostrato in battaglia, ma anche la dedizione costante verso la Patria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quest’anno, a 105 anni da quella storica concessione, l’evento sarà anche un’occasione per rievocare quel momento solenne e per celebrare i <strong>211 anni dalla fondazione dell’Arma</strong>, avvenuta il 13 luglio 1814. Oggi come allora, il valore dei Carabinieri rappresenta un patrimonio prezioso per l’Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie a tutti i Carabinieri, donne e uomini coraggiosi e capaci, che ogni giorno affrontano criminalità e insidie sempre più sofisticate, ma che allo stesso tempo offrono la loro competenza e umanità a ogni cittadino. Sempre pronti ad aiutare con onore. <strong>\"Nei Secoli Fedeli\"</strong>. Grazie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Esperienze e attività per tutti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Un villaggio per bambini e famiglie.</strong> Le mattinate sono dedicate ai più piccoli: passeggiate a cavallo con il IV Reggimento, dimostrazioni sulla ferratura degli zoccoli, e attività formative nella natura del parco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Tecnologia e simulazioni.</strong> I visitatori possono immergersi in una scena del crimine con visori 3D grazie al RaCIS, scoprire come riconoscere banconote false con luci UV o cimentarsi nel recupero di oggetti sommersi in una vasca operativa allestita dai Subacquei dell’Arma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19939,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"I Carabinieri celebrano il 211° anniversario: a Villa Borghese il Villaggio Arma - Programma - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Carabinieri-paracadutisti-tuscania.jpg\" alt=\"I Carabinieri celebrano il 211° anniversario tra la gente: a Villa Borghese il Villaggio Arma - Programma - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19939\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Carabinieri celebrano il 211° anniversario tra la gente: a Villa Borghese il Villaggio Arma - Programma - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Robot, droni e sicurezza.</strong> In azione “Saetta”, il cane robot utilizzato nelle operazioni speciali, e simulatori di guida in stato di ebbrezza grazie alla collaborazione con l’ACI. Attrazioni spettacolari ma anche di forte impatto educativo, volte a sensibilizzare sulle conseguenze di comportamenti pericolosi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Sport, prevenzione e difesa personale.</strong> Lezioni di scherma e difesa sul tatami, arrampicata con il Centro Addestramento Alpino, e corsi BLSD per imparare le manovre salvavita: un’esperienza attiva per tutte le età, con focus sul benessere e la prevenzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Incontri tematici e cultura</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante le tre giornate, si tengono incontri aperti al pubblico su grandi tematiche sociali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>4 giugno:</strong> bullismo e cyberbullismo con la partecipazione di Luigi Busà e l’influencer Jasmin Zangarelli; truffe agli anziani con Lino Banfi; e sicurezza finanziaria e criptovalute.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>5 giugno:</strong> violenza di genere, con interventi del Soroptimist e della fondazione “Una, nessuna, centomila”, e un convegno sulla tutela del patrimonio culturale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>6 giugno:</strong> ambiente e alimentazione in un contesto di cambiamento climatico, con esperti come Francesco Petretti, Sonia Filippazzi ed Elena Zeng.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tradizione e spettacolo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 5 giugno, anniversario della Fondazione dell’Arma, si terrà la <strong>cerimonia solenne e il Carosello Equestre</strong> in piazza di Siena, preceduto dalla sfilata dei cavalli murgesi con carrozze d’epoca. L’evento sarà trasmesso in streaming sul canale YouTube ufficiale dell’Arma e all’interno del Villaggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 6 giugno, al tramonto, la <strong>Fanfara della Scuola Allievi Carabinieri</strong> chiuderà la manifestazione con un concerto panoramico dalla terrazza del Pincio, tra brani classici e moderni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":19934,\"href\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/fe.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/fe.pdf\" type=\"application/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"fe\"></object><a id=\"wp-block-file--media-e7a901ae-575a-401a-916f-c533a7020c2d\" href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/fe.pdf\">fe</a><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/fe.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-e7a901ae-575a-401a-916f-c533a7020c2d\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/loca.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"carabinieri, Fondazione Arma, Medaglia d’Oro, Patrimonio culturale, Prima Guerra Mondiale, Villa Borghese, Villaggio Arma","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-04 16:38:57","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.carabinieri.it/in-vostro-aiuto/informazioni/eventi/villaggio-arma-2025","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19933-i-carabinieri-celebrano-il-211-anniversario-a-villa-borghese-il-villaggio-arma-programma.mp4","galleria":""}
{"id":19925,"titolo":"Il Generale D’Addario alla Land Component Command Conference: l’Italia guida la risposta terrestre NATO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Firenze, 4 giugno 2025</strong> – Presso la <strong>caserma “Predieri” di Firenze</strong>, sede della Divisione “Vittorio Veneto”, si è svolta la <strong>NATO Allied Reaction Force – Land Component Command (ARF LCC) Conference</strong>, che ha riunito i <strong>comandanti delle unità terrestri</strong> della NATO coinvolti nell’imminente ciclo operativo ARF. L’incontro è stato promosso dal <strong>Generale di Divisione Massimiliano Quarto</strong>, Comandante della <strong>Multinational Division South (MND-S)</strong>, e ha visto la partecipazione del <strong>Generale di Corpo d’Armata Lorenzo D’Addario</strong>, già <em>“Aquila 1”</em>, titolo con cui fu designato quale Comandante della Brigata Paracadutisti “Folgore”, oggi a capo del <strong>NATO Rapid Deployable Corps - Italy (NRDC-ITA)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Coordinamento multinazionale e leadership italiana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa ha rappresentato un passaggio cruciale nel percorso di trasformazione della Divisione “Vittorio Veneto” in <strong>Multinational Division South</strong>, che dal prossimo 1° luglio assumerà la guida della componente terrestre dell’ARF. La conferenza ha visto anche la partecipazione del <strong>Major General Daniel Reeve</strong>, comandante della <a href=\"https://www.army.mod.uk/learn-and-explore/about-the-army/formations-divisions-and-brigades/1st-united-kingdom-division/\">1st UK Division</a>, e di un rappresentante della 3^ Divisione Francese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19927,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/5-1024x684.jpg\" alt=\"Il Generale D’Addario alla Land Component Command Conference: l’Italia guida la risposta terrestre NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19927\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale D’Addario alla Land Component Command Conference: l’Italia guida la risposta terrestre NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Preparazione e trasformazione della “Vittorio Veneto”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Generale Quarto</strong> ha illustrato le tappe della trasformazione della <a href=\"https://brigatafolgore.net/il-generale-carmine-masiello-incontra-la-multinational-division-south/\">Divisione “Vittorio Veneto” </a>in MND-S, che sarà ufficialmente integrata nella struttura NATO dal 1° luglio. La Divisione ha già completato tutti i test parziali dei propri nodi C2 e a giugno, con l’esercitazione <strong>“Golden Lion 2025”</strong>, sarà testata la piena capacità di schieramento e funzionamento del posto comando.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>«Siamo il punto di passaggio tra la 1st UK Division, che ci cede il testimone, e la 3^ Divisione Francese, che lo raccoglierà nel 2026. Questa conferenza testimonia l’impegno collettivo dell’Alleanza», ha dichiarato Quarto.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Brigata Alpina “Julia”</strong>, che farà parte della componente operativa sotto MND-S, sarà affiancata da un battaglione turco e uno spagnolo. Un dispositivo che conferma la solidità e la diversità dell’impegno multinazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19928,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/6-1024x684.jpg\" alt=\"Il Generale D’Addario alla Land Component Command Conference: l’Italia guida la risposta terrestre NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19928\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale D’Addario alla Land Component Command Conference: l’Italia guida la risposta terrestre NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Allied Reaction Force: deterrenza e prontezza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La conferenza ha permesso un confronto diretto tra i comandanti delle unità, a poche settimane dall’inizio dello <strong>stand-by period</strong>. L’ARF è lo strumento con cui la NATO garantisce una risposta rapida e credibile a crisi improvvise. In tale quadro, la <strong>componente terrestre (LCC)</strong> assume un ruolo centrale in termini di deterrenza e proiezione di forza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contributo italiano è rilevante sia sul piano quantitativo che qualitativo. L’Italia guida una componente strutturata, interoperabile e pronta a rispondere a minacce convenzionali e ibride in ambito euro-atlantico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso il futuro della difesa NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evento si inserisce in un contesto strategico segnato da tensioni lungo il fianco orientale dell’Alleanza e dalla necessità di rafforzare la <strong>capacità di risposta e comando congiunto</strong>. La leadership del Gen. Quarto e il ruolo del Gen. D’Addario, alla guida del NRDC-ITA, esprimono al meglio l’ambizione italiana di essere protagonista della sicurezza collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19929,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/4-1024x683.jpg\" alt=\"Il Generale D’Addario alla Land Component Command Conference: l’Italia guida la risposta terrestre NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19929\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale D’Addario alla Land Component Command Conference: l’Italia guida la risposta terrestre NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’imminente integrazione della MND-S nella NATO Force Structure, l’Italia si prepara a un ruolo ancora più incisivo, confermando la propria affidabilità come <strong>pilastro difensivo dell’Alleanza Atlantica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/1-1-scaled-e1749048482270.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"ARF 2025, Esercito Italiano, Generale D’Addario, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-04 15:52:39","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19925-il-generale-daddario-alla-land-component-command-conference-litalia-guida-la-risposta-terrestre-nato.mp4","galleria":""}
{"id":19916,"titolo":"Il Pentagono accelera la corsa ai droni: innovazione in 24 ore come in Ucraina","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Pentagono lancia un programma ambizioso per rivoluzionare il modo in cui gli Stati Uniti progettano, testano e impiegano i droni militari. Si chiama <strong>Project GI</strong>, è stato avviato lunedì dalla Defense Innovation Unit (DIU) e punta a replicare la velocità e la flessibilità con cui l’Ucraina sta adattando e migliorando i propri droni nel pieno del conflitto con la Russia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un ciclo continuo di innovazione sul campo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A differenza dei tradizionali bandi militari, spesso vincolati da rigide finestre temporali, <strong>Project GI</strong> accetta proposte su base continuativa fino al 31 dicembre. L'obiettivo è ambizioso: creare un ciclo perpetuo che parta dal feedback diretto dei soldati al fronte per arrivare rapidamente alla modifica o progettazione di nuovi droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19920,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Pentagono accelera la corsa ai droni: innovazione in 24 ore come in Ucraina - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/BB1pKNEZ-1024x576.jpg\" alt=\"Il Pentagono accelera la corsa ai droni: innovazione in 24 ore come in Ucraina - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19920\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Pentagono accelera la corsa ai droni: innovazione in 24 ore come in Ucraina - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il modello è chiaro: l’Ucraina, sotto la pressione dell’uso aggressivo della guerra elettronica da parte russa, ha imparato ad adattarsi in tempi strettissimi, rendendo obsoleti i lunghi processi burocratici che caratterizzano il Dipartimento della Difesa statunitense.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La lentezza del Pentagono: un ostacolo da superare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo <strong>Trent Emeneker</strong>, responsabile del programma Blue UAS alla DIU, il Dipartimento della Difesa ha già da tempo riconosciuto l’urgenza di innovare, soprattutto dopo le operazioni del 2017 contro l’ISIS in Siria e Iraq. Ma, come ha sottolineato in un’intervista, i cambiamenti finora sono stati più burocratici che operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Anche gli sforzi ‘accelerati’ impiegano anni,” ha spiegato Emeneker. “Cinque anni per iniziare a lavorare a un prototipo è considerato veloce. Non stiamo parlando di consegna, ma solo di prototipo.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19921,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Pentagono accelera la corsa ai droni: innovazione in 24 ore come in Ucraina - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/SpiderOakInc-OrbitSecure-1024x584.jpg\" alt=\"Il Pentagono accelera la corsa ai droni: innovazione in 24 ore come in Ucraina - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19921\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Pentagono accelera la corsa ai droni: innovazione in 24 ore come in Ucraina - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il vantaggio degli avversari</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esperienza ucraina dimostra come, oggi, la guerra moderna si giochi anche nella rapidità di adattamento tecnologico. Gli attori non statali, o gli eserciti più agili, possono modificare le proprie tattiche e i propri strumenti molto più rapidamente dei grandi apparati occidentali. E questo rappresenta una sfida cruciale in un contesto come l’Indo-Pacifico, dove un eventuale futuro conflitto richiederà la stessa velocità di reazione vista in Ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per questo, Emeneker insiste sull’importanza di creare un legame diretto tra chi costruisce i droni e chi li utilizza al fronte, bypassando la figura dei tradizionali ufficiali contrattuali. Un esempio concreto è quello di alcune aziende americane che operano <strong>fianco a fianco con i militari ucraini</strong>, raccogliendo feedback direttamente a pochi chilometri dal fronte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il caso Shield AI: adattamento in 24 ore</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una delle aziende più coinvolte è <strong>Shield AI</strong>, fondata da Brandon Tseng, ex Navy SEAL. Tseng ha raccontato che l’azienda ha squadre operative in Ucraina 24 ore su 24, capaci di trasmettere in tempo reale i problemi agli ingegneri negli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19922,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Pentagono accelera la corsa ai droni: innovazione in 24 ore come in Ucraina - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Three-Shield-AI-V-BAT-during-a-demonstration-scaled-1-1024x683.jpg\" alt=\"Il Pentagono accelera la corsa ai droni: innovazione in 24 ore come in Ucraina - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19922\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Pentagono accelera la corsa ai droni: innovazione in 24 ore come in Ucraina - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un caso specifico, ad agosto 2024, l’Ucraina ha dovuto affrontare pesanti <strong>disturbi GPS da parte della Russia</strong>, che impedivano di colpire efficacemente i missili avversari. Il team in Ucraina ha comunicato il problema, gli ingegneri americani hanno sviluppato una soluzione durante la notte, l’hanno testata negli Stati Uniti il giorno dopo e l’hanno inviata immediatamente al fronte: <strong>entro 24 ore</strong>, la nuova versione del software era già operativa sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Innovazione continua e supply chain autonoma</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Emeneker, <strong>l'obiettivo di Project GI è ridurre i tempi di sviluppo di nuovi prototipi da anni a pochi mesi per l’hardware, e anche meno per gli aggiornamenti software.</strong> “Vogliamo iniziare a risolvere i problemi entro 24 ore,” ha dichiarato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, ha sottolineato anche un importante limite: <strong>la dipendenza statunitense dalla Cina</strong> per componenti chiave della filiera produttiva dei droni, come magneti, lenti e attuatori. Questo vincolo rappresenta un ostacolo strategico per la produzione su larga scala.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo le stime di Emeneker, anche impegnandosi immediatamente in una politica di reshoring industriale, ci vorrebbero <strong>almeno sei mesi</strong> per vedere miglioramenti tangibili nella capacità produttiva, <strong>12 mesi per una produzione stabile</strong> e <strong>15 mesi per una crescita esponenziale</strong> delle consegne.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con Project GI, il Pentagono punta a cambiare radicalmente paradigma: passare da un sistema industriale rigido e lento a una <strong>rete flessibile, reattiva e integrata con chi combatte sul terreno.</strong> L’esempio ucraino mostra che è possibile. La sfida americana ora sarà replicare quella velocità non solo in laboratorio, ma su larga scala e in modo sostenibile</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://youtu.be/JPJS4_iA01E\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://youtu.be/JPJS4_iA01E\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/R-1-scaled.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Droni militari, innovazione difesa, Pentagono, Project GI, Shield AI","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-04 14:07:06","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19916-il-pentagono-accelera-la-corsa-ai-droni-innovazione-in-24-ore-come-in-ucraina.mp4","galleria":""}
{"id":19905,"titolo":"Scorpion Legacy 2025: la Folgore guida la cooperazione militare internazionale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei giorni scorsi si è conclusa in Romania l’esercitazione multinazionale “Scorpion Legacy 2025”, che ha coinvolto il reggimento “Savoia Cavalleria” (3°), parte integrante della brigata paracadutisti “Folgore” dell’Esercito Italiano. L’evento si è svolto nelle aree addestrative di Smardan, Cincu, Frecatei e Capu Midia, in uno scenario completamente orientato al <strong>warfighting</strong>, ovvero alla simulazione di combattimenti ad alta intensità e realismo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Scorpion Legacy” costituisce l’appuntamento annuale della <strong>Multinational Brigade South East (MNBDE-SE)</strong>, ed è stato pianificato dal Ministero della Difesa rumeno nell’ambito del <strong>Military Training Education Program (MTEP)</strong> della NATO. L’obiettivo centrale dell’esercitazione è quello di rafforzare la <strong>condivisione delle informazioni</strong>, la <strong>standardizzazione delle procedure</strong> e l’<strong>interoperabilità tra le forze armate</strong> degli Stati membri e partner dell’Alleanza Atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partecipazione italiana ha rappresentato un contributo strategico rilevante. Il “Savoia Cavalleria”, reparto storico dell’Esercito, ha dimostrato ancora una volta la propria capacità di operare in contesti complessi e multinazionali, in linea con le più moderne dottrine operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Addestramento avanzato tra tecnologia e realismo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione ha previsto inizialmente una <strong>Command Post Exercise (CPX)</strong>, focalizzata sulla condotta di una <strong>operazione difensiva ad altissima intensità</strong>. Durante questa fase, il personale del “Savoia Cavalleria” ha operato in sinergia con unità provenienti da Belgio, Bulgaria, Francia, Lussemburgo e Romania, in uno scenario tattico articolato e dinamico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Successivamente, l’addestramento si è spostato sul terreno con un <strong>Field Training Exercise (FTX)</strong> prolungato, condotto a “partiti contrapposti”. In questa fase sono state sfruttate al massimo le potenzialità dell’ambiente addestrativo rumeno, comprendente anche una <strong>zona appositamente attrezzata per le trench operations</strong>, ovvero combattimenti in trincea, utili per affinare tecniche di difesa ravvicinata e coordinamento sotto pressione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intero esercizio è stato supportato dal sistema <strong>MILES (Multiple Integrated Laser Engagement System)</strong>, una tecnologia che simula il combattimento reale e consente di tracciare, valutare e correggere in tempo reale le azioni tattiche delle unità coinvolte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività addestrative sono proseguite con una <strong>international shooting section</strong>, una sessione di tiro congiunta accompagnata dallo <strong>scambio di armamento</strong> tra le forze partecipanti. Questo tipo di esercizio favorisce la conoscenza reciproca dei sistemi d’arma e delle tattiche operative impiegate da ciascun esercito, alimentando al contempo il senso di coesione tra i militari delle diverse nazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19911,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Scorpion Legacy 2025: la Folgore guida la cooperazione militare internazionale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/Foto-7-Blindo-Centauro-in-attivita-a-fuoco-1024x684.jpg\" alt=\"Scorpion Legacy 2025: la Folgore guida la cooperazione militare internazionale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19911\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Scorpion Legacy 2025: la Folgore guida la cooperazione militare internazionale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A chiudere l’esercitazione, una <strong>Live Fire Exercise (LFX)</strong> di grande impatto: una manovra difensiva congiunta con l’impiego di una vasta gamma di mezzi militari tra cui le <strong>blindo “Centauro”</strong> italiane, i <strong>carri armati “Leclerc”</strong> francesi, i veicoli <strong>“Piranha”</strong> rumeni e i <strong>“Vamtac”</strong> spagnoli. La complessità di questa fase ha reso tangibile il livello di interoperabilità raggiunto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Folgore, eccellenza dell’Esercito Italiano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le autorità militari internazionali presenti hanno espresso <strong>vivo apprezzamento</strong> per il contributo italiano, in particolare per la professionalità dimostrata dai Cavalieri paracadutisti del “Savoia Cavalleria”. La partecipazione della “Folgore” ha rappresentato un valore aggiunto, sia dal punto di vista tecnico che umano, contribuendo a <strong>innalzare ulteriormente gli standard operativi della MNBDE-SE</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Folgore</strong>, considerata una delle unità di punta dell’Esercito Italiano, è una Grande Unità da combattimento con <strong>capacità specialistiche e versatili</strong>, in grado di operare secondo il principio del “<strong>full spectrum</strong>”: dalla proiezione rapida in teatro operativo, alle missioni di difesa, fino al supporto in operazioni multinazionali complesse. Le sue caratteristiche distintive includono la massima <strong>integrazione inter-arma</strong>, <strong>collaborazione interforze</strong> e <strong>interoperabilità multinazionale</strong>, tutte perfettamente dimostrate durante la “Scorpion Legacy 2025”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre all’aspetto operativo, esercitazioni come questa rivestono un’importanza strategica fondamentale: rappresentano infatti <strong>strumenti di diplomazia militare</strong>, consolidano relazioni tra forze armate alleate e favoriscono la stabilità nelle aree di interesse NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19913,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Scorpion Legacy 2025: la Folgore guida la cooperazione militare internazionale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/27023916-die-bundeswehr-bei-uebungen-hier-fallschirmabspruenge-2kRlNO1VNefe-1024x576.jpg\" alt=\"Scorpion Legacy 2025: la Folgore guida la cooperazione militare internazionale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19913\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Scorpion Legacy 2025: la Folgore guida la cooperazione militare internazionale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, la presenza del “Savoia Cavalleria” in Romania testimonia l’impegno costante dell’Italia a sostegno della sicurezza collettiva e della cooperazione internazionale. Attraverso l’eccellenza della “Folgore” e l’efficacia dei suoi reparti, l’Esercito Italiano conferma il proprio ruolo di protagonista nel quadro della difesa euro-atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/Foto-1-Schieramento.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"folgore, savoiacavalleria, scorpionlegacy2025","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-04 09:10:25","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/scorpion_legacy_25.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19905-scorpion-legacy-2025-la-folgore-guida-la-cooperazione-militare-internazionale.mp4","galleria":""}
{"id":19895,"titolo":"Dacian Spring 2025: l’Italia guida la risposta NATO sul fronte sud-orientale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è conclusa con successo la partecipazione delle Forze Armate italiane all’esercitazione <strong>Dacian Spring 2025</strong>, uno dei principali appuntamenti addestrativi condotti sotto l’egida della NATO nel quadrante sud-orientale dell’Alleanza. L’attività, tenutasi in Romania e organizzata dalla <strong>NATO Multi National Division South East (MND-SE)</strong>, ha coinvolto oltre <strong>4.000 militari</strong> provenienti da <strong>dieci Paesi membri</strong>, impegnati in uno scenario simulato di <strong>combattimento ad alta intensità</strong> in risposta a una minaccia convenzionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Integrazione aerea e terrestre: l’impegno italiano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia ha partecipato all’esercitazione con due assetti strategici: la <strong>Task Force Air 51st Wing</strong>, operativa con velivoli <strong>Eurofighter Typhoon</strong> rischierati presso la base di <strong>Mihail Kogâlniceanu</strong> (vicino Costanza), e il <strong>NATO Multi National Battle Group Bulgaria (MNBG-BGR)</strong>, unità terrestre a guida italiana schierata presso la base di <strong>Novo Selo</strong>, in Bulgaria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19897,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Dacian Spring 2025: l’Italia guida la risposta NATO sul fronte sud-orientale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/5-Exercitiul-DACIAN-FALL-2024-DACIAN-FALL-2024-Exercise.jpg\" alt=\"Dacian Spring 2025: l’Italia guida la risposta NATO sul fronte sud-orientale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19897\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dacian Spring 2025: l’Italia guida la risposta NATO sul fronte sud-orientale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell’area addestrativa di <strong>Smârdan</strong> (Romania), i due assetti hanno operato sinergicamente nell’ambito di missioni combinate, simulando operazioni difensive alleate in un contesto di alta intensità. I velivoli Eurofighter hanno condotto <strong>missioni di Close Air Support (CAS)</strong> con l’impiego di <strong>munizionamento reale</strong>, in coordinamento con le unità <strong>Tactical Air Control Party/Joint Terminal Attack Controller (TACP/JTAC)</strong> dell’Esercito Italiano, posizionate a terra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre al supporto CAS, i caccia italiani hanno effettuato <strong>attacchi simulati con il cannone di bordo</strong> contro obiettivi terrestri, sotto guida diretta dei <strong>JTAC del MNBG-BGR</strong>, rafforzando l’interoperabilità tra le forze aeree e terrestri in ambito NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le dichiarazioni dei comandanti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Colonnello Salvatore Abbate</strong>, Comandante del MNBG-BGR, ha sottolineato come “la partecipazione ad attività addestrative di questo livello incrementi la <strong>prontezza operativa</strong> dell’Alleanza Atlantica ed eserciti una <strong>chiara funzione di deterrenza</strong>, contribuendo a prevenire l’insorgere di conflitti armati”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19899,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Dacian Spring 2025: l’Italia guida la risposta NATO sul fronte sud-orientale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/a90c6714-b30b-4ef3-a29e-1e4d605c82c0-1024x683.jpg\" alt=\"Dacian Spring 2025: l’Italia guida la risposta NATO sul fronte sud-orientale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19899\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dacian Spring 2025: l’Italia guida la risposta NATO sul fronte sud-orientale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Colonnello Marcello Vitucci</strong>, Comandante della TFA 51st Wing, ha evidenziato che “la Dacian Spring ha offerto l’opportunità agli equipaggi e agli specialisti dell’Aeronautica Militare di operare in un contesto addestrativo <strong>realistico e complesso</strong>, migliorando ulteriormente il livello di <strong>interoperabilità</strong> con gli altri assetti della NATO”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il contributo italiano alla sicurezza collettiva</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":4} -->\n<h4 class=\"wp-block-heading\">NATO MNBG-BGR</h4>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Multinational Battle Group Bulgaria</strong> è un’unità creata nel quadro dell’iniziativa <strong>NATO enhanced Forward Presence</strong> per rafforzare la postura di deterrenza dell’Alleanza a seguito della crisi ucraina. Dal <strong>17 ottobre 2022</strong>, l’Italia ha assunto il ruolo di <strong>lead nation</strong> del battaglione, schierando attualmente circa <strong>750 militari</strong> dell’Esercito, affiancati da contingenti provenienti da <strong>Stati Uniti, Bulgaria, Albania, Grecia, Montenegro</strong> e <strong>Macedonia del Nord</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":4} -->\n<h4 class=\"wp-block-heading\">TFA 51st Wing</h4>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Task Force Air 51st Wing</strong> è costituita da velivoli <strong>Eurofighter</strong> e circa <strong>150 militari</strong> dell’Aeronautica Militare. Attiva in Romania dal <strong>marzo 2025</strong>, è parte del dispositivo NATO di <strong>enhanced Air Policing</strong> per la difesa dello spazio aereo del Mar Nero. Operativamente, dipende dal <strong>Combined Air Operation Center (CAOC)</strong> di Torrejon, mentre sul piano nazionale è coordinata dal <strong>Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/ef767fd3-1f0a-41b5-aff9-cb0eaa7f335d.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#AeronauticaMilitare, #DacianSpring2025, #EsercitoItaliano, #NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-03 15:58:35","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.difesa.it/operazionimilitari/op-intern-corso/romania-air-policing/notizie-dal-teatro/romania-esercito-e-aeronautica-alla-dacian-spring-2025/72205.html","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19895-dacian-spring-2025-litalia-guida-la-risposta-nato-sul-fronte-sud-orientale.mp4","galleria":""}
{"id":19884,"titolo":"Le 9 Tecnologie che stanno ridefinendo la Guerra","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto di un ambiente strategico sempre più complesso, l’evoluzione tecnologica sta trasformando radicalmente la natura della guerra. Il vantaggio sul campo di battaglia non deriverà da un’unica innovazione, bensì dalla convergenza di capacità già esistenti con una gamma di tecnologie emergenti. Queste stanno modificando profondamente il modo in cui si combatte, si pianifica e si protegge.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Intelligenza Artificiale e Apprendimento Automatico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Intelligenza Artificiale (AI), il machine learning e la data science stanno rivoluzionando la qualità e la velocità dei processi decisionali militari. Migliorano la resilienza delle reti digitali e l’efficacia operativa, permettendo simulazioni avanzate, previsioni tattiche e controllo in tempo reale dei sistemi di combattimento. Le previsioni sull’arrivo dell’<strong>Intelligenza Artificiale Generale (AGI)</strong> – capace di eguagliare o superare l’intelligenza umana in molteplici contesti – sono sempre più ravvicinate, con implicazioni potenzialmente dirompenti per la Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19887,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/EDF-1024x824.jpg\" alt=\"Nuove Armi Tecnologiche che Stanno Ridefinendo la Guerra - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19887\" title=\"Nuove Armi Tecnologiche che stanno ridefinendo la Guerra - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nuove Armi Tecnologiche che Stanno Ridefinendo la Guerra - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Robotica e Sistemi Autonomi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le forze armate stanno aumentando l’impiego di <strong>sistemi autonomi e senza equipaggio</strong>, sia terrestri che aerei e navali. Queste capacità non solo generano massa operativa, ma aumentano la letalità e riducono l’esposizione del personale umano. Le dottrine di impiego si stanno adattando per integrare droni armati, sciami autonomi e mezzi terrestri controllati da remoto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Armi a Precisione Avanzata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le moderne armi a <strong>precisione avanzata</strong> permettono di colpire bersagli con estrema accuratezza da distanze sempre maggiori. Questo riduce le perdite collaterali e consente operazioni più rapide ed efficaci anche in ambienti complessi o urbanizzati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19888,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/200109-D-BD104-009-1024x542.jpg\" alt=\"Nuove Armi Tecnologiche che Stanno Ridefinendo la Guerra - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19888\" title=\"Nuove Armi Tecnologiche che stanno ridefinendo la Guerra - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nuove Armi Tecnologiche che Stanno Ridefinendo la Guerra - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Armi a Energia Diretta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sistemi come il <strong>DragonFire</strong> britannico rappresentano il futuro delle armi a energia diretta. Queste tecnologie promettono un’elevata precisione, costi operativi inferiori e minore dipendenza da munizionamento convenzionale, contribuendo a una maggiore sostenibilità e prontezza operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Missili Ipersonici</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I <strong>missili ipersonici</strong>, capaci di viaggiare a oltre cinque volte la velocità del suono, stanno ridefinendo le strategie di difesa e attacco. Grazie alla loro velocità e manovrabilità, sono difficilmente intercettabili e offrono capacità offensive avanzate, con tempi di reazione estremamente ridotti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Capacità Spaziali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo spazio è diventato un <strong>dominio operativo a tutti gli effetti</strong>. I satelliti e le tecnologie orbitanti sono essenziali per le comunicazioni, la navigazione e il comando e controllo. Tuttavia, gli Stati stanno rapidamente sviluppando strumenti per <strong>interferire o distruggere assetti spaziali</strong>, rendendo questo dominio sempre più vulnerabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19885,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/230406-F-CX954-0003-1024x622.png\" alt=\"Nuove Armi Tecnologiche che Stanno Ridefinendo la Guerra - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19885\" title=\"Nuove Armi Tecnologiche che stanno ridefinendo la Guerra - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nuove Armi Tecnologiche che Stanno Ridefinendo la Guerra - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quantum Computing e Tecnologie Quantistiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I progressi nella <strong>computazione quantistica</strong> potrebbero rendere obsolete le attuali tecniche di crittografia, con gravi ripercussioni sulla sicurezza delle comunicazioni. Allo stesso tempo, la navigazione quantistica potrà offrire alternative al GPS in scenari in cui i segnali satellitari siano compromessi da attacchi o interferenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Minacce Cibernetiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dominio cibernetico è in continua evoluzione. L’integrazione tra AI, tecnologie quantistiche e la crescente dipendenza dalle comunicazioni satellitari sta creando un ambiente dove le <strong>minacce informatiche saranno sempre più difficili da prevenire</strong> e contrastare. Gli attacchi potranno avere effetti devastanti su infrastrutture critiche e reti militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Ingegneria Biologica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>engineering biology</strong> apre nuove frontiere sia in campo medico che operativo. Potrà migliorare le capacità fisiche e cognitive del personale, ottimizzare la risposta immunitaria e rigenerativa, sviluppare nuovi materiali energetici ed esplosivi, ma anche creare pericolose <strong>armi biologiche</strong> e patogeni sintetici, con impatti devastanti su scala globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19889,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/R.jpg\" alt=\"Nuove Armi Tecnologiche che Stanno Ridefinendo la Guerra - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19889\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Nuove Armi Tecnologiche che stanno ridefinendo la Guerra - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nuove Armi Tecnologiche che Stanno Ridefinendo la Guerra - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra del futuro sarà dominata non da una singola innovazione, ma dalla <strong>simbiosi tra tecnologie avanzate</strong> e capacità integrate. Il successo sul campo dipenderà da chi saprà meglio orchestrare AI, robotica, spazio, cyber e biotecnologie in un unico sistema operativo interconnesso e adattivo. Per le forze armate moderne, questo significa <strong>accelerare la trasformazione digitale</strong>, investire in ricerca e sviluppo e ridefinire dottrine e formazione. Il futuro del conflitto è già iniziato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/raytheon-swinton-announcement-main-graphic-wolfhound.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"armi ipersoniche, guerra del futuro, intelligenza artificiale, tecnologie militari","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-03 15:43:55","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://assets.publishing.service.gov.uk/media/683d89f181deb72cce2680a5/The_Strategic_Defence_Review_2025_-_Making_Britain_Safer_-_secure_at_home__strong_abroad.pdf","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19884-nuove-armi-tecnologiche-che-stanno-ridefinendo-la-guerra.mp4","galleria":""}
{"id":19876,"titolo":"Quantum Computing: il Nuovo Dominio Strategico Militare","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Entro cinque anni i computer quantistici cambieranno radicalmente l’informatica. Lo afferma Julian Kelly, direttore del progetto Quantum AI di Google, indicando che la prima vera applicazione pratica in grado di risolvere problemi impossibili per i sistemi tradizionali è ormai vicina. Ma al di là del clamore accademico, il vero impatto del quantum computing si manifesta oggi nella <strong>difesa militare avanzata</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>quantum computing militare</strong> promette una rivoluzione tattica e strategica senza precedenti: maggiore precisione, velocità computazionale esponenziale, capacità predittive e crittografia impenetrabile. In un’epoca in cui le guerre si combattono anche nei domini cibernetici, informatici e spaziali, il possesso di <strong>capacità quantistiche applicate alla difesa</strong> rappresenta un chiaro vantaggio asimmetrico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2023, con il chip <em>Willow</em>, Google ha superato per la prima volta la soglia della <strong>correzione degli errori quantistici</strong>, un passo paragonabile al primo volo riuscito di un velivolo. Questo traguardo pone le basi per costruire sistemi scalabili, stabili e sicuri, capaci di integrarsi nel campo militare operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cybersicurezza, Guerra dell’Informazione e Difesa Quantistica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il quantum computing ridefinirà il concetto stesso di <strong>cybersecurity militare</strong>. Le tecnologie di cifratura attualmente adottate, anche nelle infrastrutture NATO, potrebbero risultare obsolete di fronte a un attacco quantistico. Gli algoritmi quantistici, come <em>Shor</em> o <em>Grover</em>, sono in grado di violare in tempi rapidissimi i protocolli RSA e simili, minacciando <strong>comunicazioni, reti, droni e satelliti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19879,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/00e37b-3-quantum-landscape-forbes-1024x683.jpg\" alt=\"Quantum Computing: il Nuovo Dominio Strategico Militare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19879\" title=\"Quantum Computing: il Nuovo Dominio Strategico Militare - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Quantum Computing: il Nuovo Dominio Strategico Militare - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per prevenire questo scenario, enti come il <a href=\"https://www.nist.gov/\">NIST</a> stanno guidando la transizione verso la <strong>crittografia post-quantistica</strong>, con il supporto di big tech e agenzie governative. Kelly paragona il rischio all’effetto Y2K: “Se ci prepariamo bene, sarà una transizione gestibile”. Ma il vero pericolo è per chi non si prepara: chi dispone per primo di capacità quantistiche potrebbe decifrare le comunicazioni nemiche in tempo reale, alterare reti operative, sabotare decisioni automatizzate basate su intelligenza artificiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alla difesa, il quantum computing può anche essere un’arma <strong>offensiva</strong>, impiegabile per generare malware adattivi, attacchi AI-driven e simulazioni avversariali. Le capacità predittive combinate con IA generativa permettono di anticipare le mosse nemiche e neutralizzarle prima che vengano eseguite.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">IA: Quantistica: Simulazioni di Battaglia, Droni Intelligenti e Superiorità Decisionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei campi più promettenti è l’intersezione tra <strong>intelligenza artificiale e calcolo quantistico</strong>. Le forze armate moderne operano in ambienti ad alta complessità, dove ogni secondo conta. I modelli IA già oggi supportano decisioni operative, analisi predittive e gestione logistica, ma richiedono grandi potenze di calcolo. È qui che interviene il quantum.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il quantum computing può accelerare l’<strong>addestramento dei modelli di IA</strong>, ottimizzare le soluzioni per missioni multi-obiettivo e generare <strong>dati sintetici di guerra</strong> realistici. Inoltre, permette simulazioni meteorologiche e topografiche per pianificazioni in teatri ostili o variabili, gestione avanzata delle flotte, manutenzione predittiva dei mezzi e uso in <strong>droni intelligenti autonomi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel futuro prossimo, le forze armate potrebbero adottare sistemi C2 (Command and Control) basati su <strong>Gemini AI + Quantum</strong>, capaci di elaborare milioni di dati da sensori in tempo reale, scegliere le contromisure migliori e coordinare simultaneamente forze terrestri, aeree e navali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19880,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/kinijos-kibernetine-kariuomene-67517762.jpg\" alt=\"Quantum Computing: il Nuovo Dominio Strategico Militare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19880\" title=\"Quantum Computing: il Nuovo Dominio Strategico Militare - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Quantum Computing: il Nuovo Dominio Strategico Militare - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Applicazioni Difensive e Offensive: dalla Navigazione Subacquea ai Laser Quantistici</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le applicazioni militari del quantum computing non si fermano al cyberspazio. Nel dominio fisico, la tecnologia quantistica potenzierà sensori, radar, sonar e armi direzionali. Già oggi, progetti navali stanno sperimentando <strong>navigazione quantistica subacquea</strong>, fondamentale per i sottomarini in ambienti GPS-denied.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le <strong>tecnologie radar quantistiche</strong> sono in grado di rilevare velivoli stealth. I <strong>sensori quantistici</strong> migliorano la precisione di navigazione e targeting. Ma forse l’elemento più visionario è lo sviluppo di <strong>laser quantistici</strong> per il controllo avanzato dell’energia diretta: missili a guida laser quantica, sistemi di puntamento ottimizzati e difese antimissile ultrarapide.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tutto questo converge in una visione operativa avanzata: <strong>quantum warfare</strong>, una nuova forma di guerra in cui la superiorità non si misura solo in numero di truppe o mezzi, ma in <strong>capacità di calcolo e previsione</strong>. Gli eserciti del futuro non vinceranno solo grazie all’acciaio, ma grazie ai bit e ai qubit.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il quantum computing è ormai entrato nel lessico strategico delle forze armate. La sua integrazione con l’intelligenza artificiale, la cybersecurity e le tecnologie operative porterà a una <strong>nuova rivoluzione militare</strong>. Da crittografia inviolabile a simulazioni predittive, da radar quantici a droni intelligenti, il quantum è la prossima frontiera per chi ambisce alla superiorità tecnologica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un mondo dove il dominio dell’informazione è fondamentale, <strong>chi controllerà il calcolo quantistico controllerà il campo di battaglia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/J35-Art-05-Fig-01-1000px.jpg","categoria":"Blog","tags":"computer quantistici, cybersecurity militare, Google Quantum AI, IA e difesa, quantum warfare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-03 09:19:15","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19876-quantum-computing-il-nuovo-dominio-strategico-militare.mp4","galleria":""}
{"id":19865,"titolo":"Bersaglieri “sgraditi” in un liceo lombardo: Meloni e Crosetto intervengono in difesa del Corpo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un episodio destinato a far discutere ha scosso recentemente un liceo scientifico in Lombardia, dove alcuni docenti avrebbero espresso riserve nei confronti della visita dell’Associazione Nazionale Bersaglieri, ritenendo che i valori rappresentati dal Corpo fossero “distanti da quelli della scuola”. Un giudizio che ha suscitato immediate reazioni a livello istituzionale, coinvolgendo direttamente il Presidente del Consiglio e il Ministro della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la tradizionale parata del 2 giugno sui Fori Imperiali, la presidente del Consiglio <strong>Giorgia Meloni</strong> ha definito l’episodio “francamente inaccettabile”:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Considero francamente inaccettabile che dei professori che insegnano nelle scuole ci dicano che i bersaglieri sono divisivi. È grazie anche ai bersaglieri se noi oggi abbiamo una nazione”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La premier ha voluto così sottolineare il ruolo centrale che i Bersaglieri hanno avuto nella storia dell’Italia unita, e l’importanza di trasmettere alle nuove generazioni il rispetto per chi ha contribuito a costruire la Repubblica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La condanna del Ministro Crosetto e il richiamo ai valori costituzionali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sulla vicenda è intervenuto anche il Ministro della Difesa, <strong>Guido Crosetto</strong>, che ha espresso “piena solidarietà e vicinanza” all’Associazione Bersaglieri, ricordando il profondo legame storico tra il Corpo e la città di <strong>Magenta</strong>, liberata il 4 giugno 1859 nella celebre battaglia guidata dal generale Fanti.<br>Crosetto ha definito la vicenda “un caso isolato di pregiudizio ideologico e di volontà di sopprimere il confronto democratico”, ricordando che i Bersaglieri sono portatori di “valori e principi costituzionali quali la libertà, l’uguaglianza e la democrazia”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La delusione dell’Associazione Nazionale Bersaglieri</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A commentare con amarezza l’accaduto è stato anche il generale <strong>Giuseppenicola Tota</strong>, presidente dell’Associazione Nazionale Bersaglieri:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Una cosa tristissima, che amarezza. Mai ci era capitata una cosa simile”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tota ha spiegato che la contrarietà dei docenti è stata appresa da un giornale locale e non comunicata direttamente. Ha poi evidenziato come, in generale, l’associazione riceva <strong>tantissimi riscontri positivi</strong> da scuole di tutta Italia, dove le visite dei bersaglieri sono occasioni per trasmettere valori di <strong>famiglia, generosità e spirito di sacrificio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“I nostri valori sono quelli della famiglia, della generosità e dello spirito di sacrificio: siamo i primi a soccorrere la gente, in caso di calamità naturali”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Corpo storico al servizio dell’Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I Bersaglieri, noti per la loro inconfondibile corsa e per il tradizionale piumetto sul cappello, rappresentano uno dei simboli più riconoscibili dell’Esercito Italiano. Dalla storica breccia di Porta Pia fino alle missioni moderne in Italia e all’estero, il Corpo continua a distinguersi per <strong>professionalità, rapidità d’intervento e senso del dovere</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, i Bersaglieri non sono solo memoria storica, ma una componente attiva della Difesa nazionale, impiegata in missioni di pace, operazioni di sicurezza interna e interventi in emergenze civili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/bersagliere.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"DifendiamoLaStoria, OnoreAiBersaglieri, OrgoglioItaliano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-02 20:35:24","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.orizzontescuola.it/bersaglieri-sgraditi-in-un-liceo-in-lombardia-meloni-inaccettabile-che-degli-insegnanti-li-considerino-divisivi-grazie-a-loro-abbiamo-una-nazione/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19865-bersaglieri-sgraditi-in-un-liceo-lombardo-meloni-e-crosetto-intervengono-in-difesa-del-corpo.mp4","galleria":""}
{"id":19857,"titolo":"Come l’Ucraina ha colpito in profondità la Russia con droni fpv","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Operazione senza precedenti: l’Ucraina colpisce in profondità aeroporti militari russi con droni commerciali FPV muniti di esplosivo. Danni stimati oltre i 2 miliardi di dollari. Il tutto alla vigilia dei colloqui di pace a Istanbul.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una delle più imponenti operazioni militari ucraine dall’inizio del conflitto ha colpito nel cuore della Russia, a migliaia di chilometri dal fronte. Un’ondata di droni ha preso di mira diversi aeroporti militari russi causando, secondo Kiev, la distruzione di <strong>41 bombardieri</strong> e danni per <strong>oltre due miliardi di dollari</strong>. Un colpo durissimo per Mosca, giunto a poche ore dall’avvio di nuovi negoziati di pace nella cornice del Palazzo Ciragan di Istanbul.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Attacco “in profondità”: i dettagli dell’operazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’operazione, preparata da oltre un anno e mezzo dai servizi segreti ucraini (SBU), è stata definita dal presidente Zelensky «un risultato assolutamente brillante». Supervisione diretta del capo dell’intelligence Vasyl Malyuk, con l’impiego di droni FPV modificati per il trasporto di esplosivi, nascosti all’interno di moduli prefabbricati e poi trasportati vicino agli obiettivi tramite camion.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attacco ha colpito installazioni militari in almeno <strong>cinque regioni russe</strong>, tra cui:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Irkutsk</strong>, in Siberia centrale (oltre 8.000 km da Mosca)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Murmansk</strong>, nel nord-ovest vicino al confine finlandese</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ivanovo</strong>, <strong>Ryazan</strong> e <strong>Amur</strong>, nell’Estremo Oriente</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mosca ha confermato il danneggiamento di «alcuni aerei» ma ha cercato di minimizzare, parlando di «attacchi terroristici respinti». Gli ucraini, al contrario, hanno dichiarato che «tutto il personale coinvolto è stato ritirato dal territorio russo» e hanno deriso gli annunci russi su presunti arresti: «Non credete a chi dice di aver catturato i responsabili».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sabotaggi interni e vittime civili</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Allo stesso tempo, <strong>due gravi episodi di sabotaggio</strong> hanno colpito le infrastrutture russe:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Un <strong>ponte stradale</strong> è esploso nella regione di <strong>Bryansk</strong>, provocando il <strong>deragliamento di un treno passeggeri</strong>, con almeno <strong>7 morti</strong> e oltre <strong>70 feriti</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Un secondo <strong>treno merci</strong> è uscito dai binari nella regione di <strong>Kursk</strong>, a seguito dell’esplosione di un ponte ferroviario.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La risposta russa: 472 droni su obiettivi ucraini</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La reazione di Mosca non si è fatta attendere. Kiev ha denunciato <strong>il più massiccio attacco di droni russi</strong> dall’inizio della guerra, con <strong>472 droni</strong> e <strong>7 missili</strong> lanciati nella sola notte tra sabato e domenica. Un raid ha colpito un <strong>centro di addestramento</strong> in Ucraina, causando almeno <strong>12 morti e oltre 60 feriti</strong>. Le polemiche interne hanno portato alle <strong>dimissioni del generale Mikhailo Drapaty</strong>, comandante delle forze terrestri ucraine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso Istanbul: la guerra sul campo e quella diplomatica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre si intensificano gli scontri militari, le delegazioni di Kiev e Mosca sono in viaggio verso <strong>Istanbul</strong>, dove si apriranno nuovi colloqui di pace. A guidare i due fronti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Per <strong>l’Ucraina</strong>, il ministro della Difesa <strong>Rustem Umerov</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Per <strong>la Russia</strong>, <strong>Vladimir Medinsky</strong>, ex ministro senza particolare peso politico nel cerchio ristretto del Cremlino</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Zelensky ha fissato gli obiettivi della sua delegazione: <strong>cessate il fuoco immediato e incondizionato, rilascio dei prigionieri e il ritorno dei bambini deportati</strong>. Ha inoltre lanciato l’idea di un <strong>vertice al massimo livello</strong>, che potrebbe coinvolgere direttamente <strong>Putin</strong> e, secondo Ankara, anche <strong>Donald Trump</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le reazioni internazionali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le autorità europee hanno evitato commenti diretti sulle operazioni militari, ma hanno ribadito il diritto dell’Ucraina a difendersi. «Kiev agisce nel rispetto della Carta delle Nazioni Unite», ha dichiarato Anouar El Anouni, portavoce della Commissione europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche Berlino ha preso posizione, precisando che <strong>non è tenuta a essere informata</strong> preventivamente da Kiev: «L’Ucraina ha il diritto di difendersi», ha spiegato il portavoce del governo tedesco Stefan Kornelius.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/droni-russia.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"AttaccoDroni, ConflittoRussiaUcraina, GuerraUcraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-02 12:48:30","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilsole24ore.com/art/droni-ecco-come-e-stato-organizzato-maggiore-attacco-ucraino-russia-AHBd8j3","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19857-come-lucraina-ha-colpito-in-profondita-la-russia-con-droni-fpv.mp4","galleria":""}
{"id":19850,"titolo":"Dal 2026 via la scorta dei Servizi Segreti agli ex Premier","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>A partire dal <strong>1° gennaio 2026</strong>, cambierà il sistema di protezione per gli ex Presidenti del Consiglio. Il Governo ha deciso di <strong>eliminare il sistema delle “scorte miste”</strong>, che prevedeva la presenza congiunta di personale del Ministero dell’Interno e dell’AISI, il servizio segreto interno, per garantire la sicurezza degli ex premier.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’entrata in vigore del <strong>regime ordinario</strong>, la tutela sarà affidata esclusivamente al dispositivo del Viminale. Il cambiamento interesserà varie personalità che hanno ricoperto la carica di Presidente del Consiglio, tra cui <strong>Matteo Renzi, Paolo Gentiloni, Mario Monti, Romano Prodi e Massimo D’Alema</strong>. Fanno eccezione <strong>Giuseppe Conte e Mario Draghi</strong>, già oggi protetti solo dalla scorta del Ministero dell’Interno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La decisione è stata comunicata con una <strong>lettera firmata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, Alfredo Mantovano</strong>, inviata nella primavera 2025 agli interessati. Secondo fonti di Palazzo Chigi, si tratta di un <strong>“atto dovuto”</strong>: la scelta deriva infatti dalla <strong>mera applicazione di una circolare adottata durante il governo Conte II</strong>, che prevedeva il graduale ritorno alla tutela ordinaria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La normativa vigente, risalente al 2002, permetteva al Presidente del Consiglio in carica di rafforzare le misure di protezione per le alte personalità a rischio. Tuttavia, una relazione del <strong>Copasir nella XVI legislatura</strong> (2008-2013) aveva già suggerito di superare il modello delle scorte miste per motivi di coerenza e razionalizzazione delle risorse. Dopo un periodo di sospensione dell’applicazione della circolare, dovuto anche a richieste da parte degli interessati, il Governo ha ora optato per l’attuazione definitiva del regime ordinario, senza ulteriori deroghe.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra gli ex premier, <strong>Matteo Renzi</strong> ha espresso pubblicamente il proprio dissenso. In un messaggio diffuso via social, ha dichiarato di aver ricevuto la comunicazione riservata lo scorso 15 aprile e di aver risposto rinunciando anche alla scorta del Viminale. Il leader di Italia Viva ha accusato il Governo di <strong>aver politicizzato la vicenda</strong>, parlando di una “vendetta” per le sue posizioni critiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, come abbiamo visto, il provvedimento ha radici precedenti e segue un orientamento già avviato in passato. Le istituzioni coinvolte ribadiscono che si tratta di un’applicazione regolare e coerente delle disposizioni previste.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fonte: https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2025/05/30/la-stretta-di-mantovano-via-la-scorta-agli-ex-premier_5b0270d3-1531-4a64-86e8-7ff20ba13777.html</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/scorta-servizi.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"aisi, scorta, servizisegreti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-02 12:12:43","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19850-dal-2026-via-la-scorta-dei-servizi-segreti-agli-ex-premier.mp4","galleria":""}
{"id":19842,"titolo":"79º Anniversario della Festa della Repubblica - DIRETTA VIDEO","contenuto_html":"<!-- wp:embed {\"url\":\"https://www.youtube.com/watch?v=ro1gilSe5wQ\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://www.youtube.com/watch?v=ro1gilSe5wQ\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/maxresdefault-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#FestaDellaRepubblica, 2Giugno2025","autore":"brigatafolgore.net","data_pubblicazione":"2025-06-02 10:15:22","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19842-79o-anniversario-della-festa-della-repubblica-diretta-video.mp4","galleria":""}
{"id":19833,"titolo":"Roma celebra la Repubblica: Frecce Tricolori, nuovi super mezzi militari e parata record ai Fori","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Roma si prepara a celebrare la <strong>79ª Festa della Repubblica</strong> con un fitto calendario di eventi solenni e spettacolari. La giornata di lunedì 2 giugno si aprirà, come da tradizione, con <strong>l’omaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Milite Ignoto</strong>, alle ore 9.15, presso l’Altare della Patria. A seguire, il Capo dello Stato riceverà la presentazione dei Reparti in via di San Gregorio e presiederà dalla tribuna d’onore di via dei Fori Imperiali alla <strong>Parata Militare</strong>, in programma dalle ore 10.00.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia, che coinvolgerà oltre <strong>5.800 partecipanti tra militari e civili</strong>, vedrà sfilare <strong>180 mezzi</strong>, <strong>64 stendardi di guerra</strong> e la presenza di <strong>tutte le componenti dello Stato</strong>: Forze Armate, Forze di Polizia, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Croce Rossa e personale civile della Difesa. Il motto di quest’anno, “<strong>A difesa della Repubblica, al servizio del Paese</strong>”, vuole sottolineare la crescente importanza del ruolo operativo e civile dei militari italiani, in patria e all’estero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19836,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Roma celebra la Repubblica: Frecce Tricolori, nuovi super mezzi militari e parata record ai Fori - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/parata-due-giugno.webp\" alt=\"Roma celebra la Repubblica: Frecce Tricolori, nuovi super mezzi militari e parata record ai Fori - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19836\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Roma celebra la Repubblica: Frecce Tricolori, nuovi super mezzi militari e parata record ai Fori - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Frecce Tricolori e musei aperti </h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i momenti più attesi, il <strong>sorvolo delle Frecce Tricolori</strong>, previsto <strong>intorno alle 9.30</strong> in apertura e nuovamente tra le <strong>11.00 e le 12.00</strong>, al termine della parata. Dieci Aermacchi MB-339 con la pattuglia acrobatica nazionale coloreranno il cielo sopra l’Altare della Patria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alla parata, la Festa della Repubblica si accompagna a una domenica e lunedì di <strong>musei e parchi archeologici statali aperti gratuitamente</strong>, visitabili negli orari consueti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel pomeriggio del 2 giugno, <strong>i Giardini del Quirinale saranno aperti dalle 15 alle 18.30</strong>, riservati alle fasce più fragili della popolazione. Prevista l’esibizione della banda interforze e di cori giovanili regionali. Il <strong>Torrino del Quirinale sarà illuminato con il Tricolore</strong> dall’1 alla sera del 2 giugno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19837,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Roma celebra la Repubblica: Frecce Tricolori, nuovi super mezzi militari e parata record ai Fori - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/TAG24IT_20230601102411988_bb689123b1965fb4db40baef3534a305-1024x663.webp\" alt=\"Roma celebra la Repubblica: Frecce Tricolori, nuovi super mezzi militari e parata record ai Fori - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19837\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Roma celebra la Repubblica: Frecce Tricolori, nuovi super mezzi militari e parata record ai Fori - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il futuro in marcia: debutto del Fenice e del Lynx</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quest’anno, la Parata militare si arricchisce di <strong>una novità assoluta</strong>: il debutto pubblico di due sistemi d’arma di nuova generazione. A tagliare per primi il traguardo della modernità, il nuovo elicottero d’esplorazione e scorta <strong>AH-249 “Fenice”</strong> e il veicolo corazzato da combattimento <strong>Lynx KF-41</strong>, protagonisti della svolta digitale delle Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19839,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Roma celebra la Repubblica: Frecce Tricolori, nuovi super mezzi militari e parata record ai Fori - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/1.jpg\" alt=\"Roma celebra la Repubblica: Frecce Tricolori, nuovi super mezzi militari e parata record ai Fori - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19839\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Roma celebra la Repubblica: Frecce Tricolori, nuovi super mezzi militari e parata record ai Fori - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Fenice</strong>, destinato a sostituire il glorioso Mangusta AH-129, è un elicottero concepito come <strong>piattaforma interconnessa</strong>: dotato di <strong>sensoristica avanzata</strong>, <strong>interfaccia con droni</strong>, <strong>comunicazioni in tempo reale</strong> e un casco pilota in <strong>realtà aumentata</strong>. È il primo elicottero da combattimento di nuova generazione prodotto in Italia, pensato per operare in scenari ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al suo fianco, a terra, il <strong>Lynx KF-41</strong>, veicolo blindato dalle elevate capacità di protezione, mobilità e digitalizzazione. Frutto della collaborazione con Rheinmetall, il Lynx rappresenta un salto tecnologico per la fanteria meccanizzata italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19838,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Roma celebra la Repubblica: Frecce Tricolori, nuovi super mezzi militari e parata record ai Fori - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/lrmv-leonardo-rheinmetall-military-vechiles-456636.jpg\" alt=\"Roma celebra la Repubblica: Frecce Tricolori, nuovi super mezzi militari e parata record ai Fori - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19838\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Roma celebra la Repubblica: Frecce Tricolori, nuovi super mezzi militari e parata record ai Fori - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La loro presenza alla parata non è solo simbolica: è il segnale tangibile di <strong>una Difesa che si proietta verso i conflitti del futuro</strong>, dove <strong>cyberspazio</strong>, <strong>robotica</strong> e <strong>resilienza operativa</strong> saranno determinanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Massime le misure di sicurezza predisposte da Questura, Protezione Civile e Forze Armate per garantire lo svolgimento regolare dell’evento, che sarà trasmesso <strong>in diretta su Rai 1</strong> a partire dalle ore 9.00.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/parata-militare-2-giugno-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#2GiugnoRoma, #FestaDellaRepubblica, #FrecceTricolori, #ParataMilitare2025","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-02 07:06:29","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19833-roma-celebra-la-repubblica-frecce-tricolori-nuovi-super-mezzi-militari-e-parata-record-ai-fori.mp4","galleria":""}
{"id":19823,"titolo":"Cambio della Guardia d’Onore al Quirinale: I Corazzieri si schierano per la Festa della Repubblica","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Roma, 1 giugno 2025</em> – In occasione delle celebrazioni per la Festa della Repubblica, ieri si è svolto il tradizionale cambio solenne della Guardia d’Onore presso il Palazzo del Quirinale. La cerimonia ha visto protagonisti i Corazzieri a cavallo e la fanfara del IV Reggimento Carabinieri, offrendo uno spettacolo di grande suggestione e richiamo simbolico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Cerimonia del 1° Giugno</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel pomeriggio di ieri, la storica Piazza del Quirinale ha ospitato il cambio solenne della Guardia d’Onore, evento che apre ufficialmente le celebrazioni per la Festa della Repubblica. Il Reggimento Corazzieri, unità d'élite dell'Arma dei Carabinieri, ha sfilato in uniforme di gran gala, indossando le iconiche corazze lucenti e gli elmi con criniera, simboli di continuità tra passato e presente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19825,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/85930-1024x683.jpg\" alt=\"Cambio della Guardia d’Onore al Quirinale: Solenne Cerimonia per la Festa della Repubblica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19825\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cambio della Guardia d’Onore al Quirinale: Solenne Cerimonia per la Festa della Repubblica - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La fanfara del IV Reggimento Carabinieri ha accompagnato la cerimonia con marce solenni, mentre un folto pubblico di cittadini e turisti ha assistito con partecipazione e rispetto. Il cambio della guardia non è solo un rito militare, ma rappresenta un momento di profondo significato istituzionale, sottolineando il legame tra le Forze Armate e la Presidenza della Repubblica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Origini dei Corazzieri</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le radici del Reggimento Corazzieri affondano nel XIV secolo, con la formazione di un corpo di Arcieri e Scudieri al servizio della Casa Savoia. Tuttavia, è nel 1557, sotto il ducato di Emanuele Filiberto di Savoia, che si costituisce formalmente la \"Guardia d'Onore del Principe\", composta da circa cinquanta uomini. Questa unità ricevette il battesimo del fuoco nella battaglia di San Quintino, segnando l'inizio di una lunga tradizione di servizio e lealtà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19826,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/85931-1024x683.jpg\" alt=\"Cambio della Guardia d’Onore al Quirinale: Solenne Cerimonia per la Festa della Repubblica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19826\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cambio della Guardia d’Onore al Quirinale: Solenne Cerimonia per la Festa della Repubblica - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso dei secoli, il corpo si è evoluto, assumendo diverse denominazioni e strutture. Nel 1868, in occasione del matrimonio tra il Principe Umberto e Margherita di Savoia, fu formato uno squadrone di Carabinieri a cavallo per la scorta d'onore, segnando la nascita dei moderni Corazzieri. Da allora, il reparto ha mantenuto il compito di proteggere e rappresentare il Capo dello Stato, attraversando le trasformazioni istituzionali del paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I Corazzieri nella Repubblica Italiana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la proclamazione della Repubblica nel 1946, i Corazzieri furono sciolti dal giuramento alla Monarchia e trasformati nel \"3° Squadrone Carabinieri a Cavallo\". Nel 1948, il Presidente Luigi Einaudi ripristinò lo \"Squadrone Carabinieri Guardie\", restituendo al reparto le uniformi storiche e il ruolo cerimoniale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19827,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/85934-1024x683.jpg\" alt=\"Cambio della Guardia d’Onore al Quirinale: Solenne Cerimonia per la Festa della Repubblica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19827\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cambio della Guardia d’Onore al Quirinale: Solenne Cerimonia per la Festa della Repubblica - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1965, l'unità assunse la denominazione di \"Comando Carabinieri Guardie del Presidente della Repubblica\", diventando nel 1990 \"Reggimento Carabinieri Guardie della Repubblica\". Infine, il 24 dicembre 1992, il Presidente Oscar Luigi Scalfaro conferì ufficialmente al reparto il nome di \"Reggimento Corazzieri\", riconoscendo la sua importanza storica e simbolica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, il Reggimento Corazzieri continua a svolgere funzioni di alta rappresentanza e sicurezza per il Presidente della Repubblica, mantenendo vive le tradizioni e l'eccellenza che lo contraddistinguono da secoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19828,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/06/85948-1024x688.jpg\" alt=\"Cambio della Guardia d’Onore al Quirinale: Solenne Cerimonia per la Festa della Repubblica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19828\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cambio della Guardia d’Onore al Quirinale: Solenne Cerimonia per la Festa della Repubblica - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/06/85944-e1748841731795.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Cambio della Guardia, Festa della Repubblica, Quirinale, Reggimento Corazzieri","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-06-02 06:26:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://palazzo.quirinale.it/corazzieri/corazzieri.html","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19823-cambio-della-guardia-donore-al-quirinale-i-corazzieri-si-schierano-per-la-festa-della-repubblica.mp4","galleria":""}
{"id":19810,"titolo":"Regno Unito: Non abbiamo tempo!!! La Minaccia Russa per la NATO è reale.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.army.mod.uk/learn-and-explore/about-the-army/senior-leaders-biographies/chief-of-the-general-staff-biography/\">Il capo di Stato maggiore del Regno Unito, generale Roly Walker,</a> ha lanciato un allarme chiaro e inequivocabile: «La minaccia per la NATO è reale. E non abbiamo tempo». Le sue dichiarazioni, pronunciate durante un intervento al Royal United Services Institute e riportate da <em>Newsweek</em>, riflettono una crescente preoccupazione nel mondo occidentale per l'aggressività russa e l'evoluzione delle capacità belliche di Mosca. Walker sottolinea l'urgenza con cui l'Alleanza Atlantica deve reagire: «Dobbiamo affrontare sfide molto serie. La più grande è la mancanza di tempo. Serve un senso di urgenza per rispondere alle minacce».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le mosse di Mosca e il disimpegno americano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il generale britannico non è solo in questo allarme. <strong>Andrius Kubilius, commissario europeo per la Difesa, ha recentemente affermato in un'audizione alla Camera italiana che la Russia potrebbe testare la solidità della NATO già entro il 2027</strong>. Tale rischio aumenterebbe nel contesto di un crescente disimpegno degli Stati Uniti, i quali stanno spostando risorse verso l'Indopacifico, lasciando all'Europa un maggiore onere difensivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19817,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/ap22092669346647-custom-43cc22cf2e18ce2e400e904fb4afad056a37ff42-1024x682.jpg\" alt=\"Regno Unito: Non abbiamo tempo!!! La Minaccia Russa per la NATO è reale. - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19817\" title=\"Regno Unito: Non abbiamo tempo!!! La Minaccia Russa per la NATO è reale. - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Regno Unito: Non abbiamo tempo!!! La Minaccia Russa per la NATO è reale. - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le recenti attività militari russe lungo i confini con la Finlandia, tra cui la costruzione di nuove basi e il trasferimento di truppe, rafforzano la percezione di una minaccia concreta e immediata. Secondo un'analisi dell'intelligence danese, pubblicata a febbraio, la Russia potrebbe essere in grado di lanciare una guerra su larga scala contro la NATO entro cinque anni, specialmente se gli USA riducessero il loro coinvolgimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contesto globale rende la situazione ancora più instabile: Mosca ha stretto legami con Cina, Corea del Nord e Iran, rafforzando un fronte autoritario che preoccupa profondamente le democrazie occidentali. Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha ricordato il celebre discorso di Churchill nel 1936: «Ci sarà tempo per preparare le nostre difese o sentiremo ancora le parole 'troppo tardi'?».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19814,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Prime-Minister-Gordon-Brown-is-shown-a-map-of-Helmand-Province-by-lieutenant-colonel-Roly-Walker-060310-CREDIT-PA-Alamy-1024x576.jpg\" alt=\"Regno Unito: Non abbiamo tempo!!! La Minaccia Russa per la NATO è reale. - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19814\" title=\"Regno Unito: Non abbiamo tempo!!! La Minaccia Russa per la NATO è reale. - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Regno Unito: Non abbiamo tempo!!! La Minaccia Russa per la NATO è reale. - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Regno Unito risponde: una nuova era di minacce</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A confermare la gravità della situazione, il Regno Unito ha definito la Russia una \"minaccia immediata e pressante\" nella sua <strong>nuova revisione strategica della difesa</strong>, un documento di 130 pagine elaborato da una commissione presieduta dall'<strong>ex segretario generale della NATO George Robertson</strong>. Questo documento evidenzia come droni, intelligenza artificiale e nuove tecnologie stiano cambiando radicalmente il volto della guerra, rendendola più rapida, asimmetrica e letale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Regno Unito ha anche preso atto del drastico calo numerico delle sue forze armate: l'esercito britannico conta ora meno di 71.000 effettivi, la cifra più bassa dalla fine delle guerre napoleoniche. La revisione suggerisce un aumento a breve termine di 5.000 unità, con un investimento previsto di 2,5 miliardi di sterline l'anno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel frattempo, Londra e Parigi si preparano a guidare una forza multinazionale di rassicurazione fino a 30.000 uomini per il mantenimento della pace in Ucraina, nel caso venga raggiunto un cessate il fuoco credibile. Ma il comportamento intransigente di Mosca e il sostegno ricevuto da Cina, Iran e Corea del Nord complicano qualsiasi trattativa diplomatica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso il summit NATO di giugno: nuove soglie di spesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In vista del summit NATO di giugno a L'Aia, si discute l'ipotesi di portare la spesa per la difesa al 3,5% del PIL entro il 2032, con un ulteriore 1,5% destinato a cybersicurezza e infrastrutture. Alcuni membri spingono per raggiungere il 5% complessivo. Questa pressione arriva anche dagli Stati Uniti, in particolare dalla nuova amministrazione Trump, che ha ribadito la richiesta agli alleati europei di investire molto di più nella propria sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19816,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/0822POM-1024x576.jpg\" alt=\"Regno Unito: Non abbiamo tempo!!! La Minaccia Russa per la NATO è reale. - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19816\" title=\"Regno Unito: Non abbiamo tempo!!! La Minaccia Russa per la NATO è reale. - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Regno Unito: Non abbiamo tempo!!! La Minaccia Russa per la NATO è reale. - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Walker ha dichiarato: «Abbiamo ricevuto il promemoria», riferendosi all'intenzione americana di ridurre la propria presenza militare in Europa. In questo contesto, la responsabilità per la difesa del continente si sposta decisamente verso gli europei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il generale britannico ha anche sottolineato la necessità di rafforzare la resilienza non solo con più spesa, ma anche con una mentalità diversa: «Non è solo questione di budget, è questione di priorità e capacità di adattamento». Un punto ribadito anche da Peter Ricketts, ex consigliere per la sicurezza nazionale: «L'intelligenza artificiale è cruciale, ma una lezione importante dalla guerra in Ucraina è che la massa conta: servono uomini e mezzi».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, la revisione strategica inglese individua anche Cina, Iran e Corea del Nord come \"sfide sofisticate e persistenti\". Cina e Russia hanno intensificato la cooperazione militare e tecnologica; Teheran fornisce droni a Mosca e Pyongyang ha persino inviato personale in supporto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19815,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/231202052831-01-russia-military-parade-050723-file-1024x682.jpg\" alt=\"Regno Unito: Non abbiamo tempo!!! La Minaccia Russa per la NATO è reale. - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19815\" title=\"Regno Unito: Non abbiamo tempo!!! La Minaccia Russa per la NATO è reale. - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Regno Unito: Non abbiamo tempo!!! La Minaccia Russa per la NATO è reale. - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'avvertimento lanciato dal Regno Unito rappresenta un campanello d'allarme che l'Europa non può ignorare. La combinazione tra una Russia aggressiva, una NATO sotto pressione e un'America meno presente richiede risposte rapide e coordinate. La sicurezza dell'Europa non può più essere rimandata: occorre un nuovo paradigma strategico, più investimenti, più interoperabilità, e una volontà politica condivisa per affrontare un futuro che si annuncia instabile e pericoloso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/ahqcpl4-official-202407-062-002-e1748695080440.webp","categoria":"Internazionali","tags":"difesaeuropea, minacciarussa, natofuturo, strategiauk","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-31 13:47:14","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19810-regno-unito-la-minaccia-russa-per-la-nato.mp4","galleria":""}
{"id":19801,"titolo":"Ukraina: oltre 3.600 morti russi in una sola divisione dal 2022 al 2024","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Parigi/Krasnodar –</strong> Il velo di silenzio imposto da Mosca sulle perdite subite in Ucraina comincia a sollevarsi. Un disertore dell’esercito russo, rifugiatosi in Francia, ha condiviso con il quotidiano <em>Le Monde</em> i primi dati concreti sulle vittime delle truppe di Mosca impegnate sul fronte ucraino. Aleksei Zhiliaev, ex militare incaricato di aggiornare i database delle perdite della sua unità, ha trafugato una chiavetta USB contenente i numeri relativi alla <strong>144ª divisione</strong> e a una seconda unità combattente, rendendo finalmente pubblico un resoconto che il Cremlino ha finora evitato di divulgare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I dati: migliaia di morti in una sola divisione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo i documenti in possesso di Zhiliaev, tra il febbraio 2022 e il giugno 2024 la sola 144ª divisione ha registrato <strong>3.602 soldati uccisi</strong> e <strong>oltre 10.000 feriti</strong>. Una cifra sconvolgente se si considera che questa divisione conta stabilmente tra i 10.000 e i 13.000 uomini. Sommando anche i numeri relativi alla seconda divisione, di cui il disertore ha fornito i dati, il totale degli effettivi esaminati si aggira attorno ai 30.000 uomini – solo una piccola frazione dei circa <strong>600.000 soldati</strong> che la Russia ha dispiegato lungo il fronte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19804,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Ukraina: oltre 3.600 morti russi in una sola divisione dal 2022 al 2024 - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/00Ukraine-Trench-Photos-04-vthg-superJumbo-1024x683.webp\" alt=\"Ukraina: oltre 3.600 morti russi in una sola divisione dal 2022 al 2024 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19804\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ukraina: oltre 3.600 morti russi in una sola divisione dal 2022 al 2024 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Zhiliaev ha precisato che i dati riguardano esclusivamente i <strong>cadaveri recuperati</strong> e registrati ufficialmente. Restano fuori dal conteggio i corpi non ritrovati, quelli seppelliti sul campo o recuperati dagli ucraini. Per una stima realistica delle perdite, suggerisce di <strong>moltiplicare il numero ufficiale per 2,5 o 3</strong>, portando l’ipotesi totale a oltre <strong>9.000-10.000 morti</strong> solo per quella divisione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Crescono le diserzioni: fuga di massa a Krasnodar</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre in Europa si diffondono i dati sulle perdite russe, in patria l’esercito affronta un fenomeno crescente di diserzione. Lo scorso 19 aprile, circa <strong>100 soldati russi</strong> sono fuggiti da una struttura militare a <strong>Krasnodar</strong>, dove erano detenuti per assenza ingiustificata (AWOL). Secondo quanto riportato dal canale Telegram <em>Baza</em> e confermato da <em>Astra</em>, i militari si trovavano in un’area recintata della caserma e, approfittando di un momento favorevole, hanno <strong>abbattuto il recinto</strong> e sono riusciti a evadere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19805,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Ukraina: oltre 3.600 morti russi in una sola divisione dal 2022 al 2024 - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/21dc-ukraine-war-1-e91a-videoSixteenByNine3000-1024x576.jpg\" alt=\"Ukraina: oltre 3.600 morti russi in una sola divisione dal 2022 al 2024 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19805\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ukraina: oltre 3.600 morti russi in una sola divisione dal 2022 al 2024 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le forze dell’ordine russe hanno immediatamente bloccato l’area circostante e imposto posti di controllo lungo la 2ª Trudovaya Street, senza però fornire informazioni certe sull’esito della fuga. Pare che i fuggitivi fossero <strong>disarmati</strong> e, almeno inizialmente, nessuno sarebbe rimasto ferito durante l’azione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un esercito sotto pressione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il fenomeno delle diserzioni non è nuovo. Già nel <strong>novembre 2024</strong>, tra <strong>Novosibirsk</strong> e altre località dell'entroterra russo, si erano verificati episodi simili, anche se su scala minore. Tra i casi più eclatanti, quello avvenuto a <strong>Svatove (Luhansk)</strong> nel <strong>maggio 2023</strong>, quando una ventina di soldati abbandonò la base militare a bordo di un mezzo rubato, facendo perdere le proprie tracce.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tutti segnali che riflettono un crescente <strong>malcontento</strong> tra le truppe russe, spesso mandate al fronte senza un’adeguata preparazione o supporto logistico, e che si trovano ad affrontare condizioni psicologiche ed emotive al limite della sopportazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19806,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Ukraina: oltre 3.600 morti russi in una sola divisione dal 2022 al 2024 - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/19UKRAINE-BLOG-HEADER-9pm-videoSixteenByNine3000-1024x575.jpg\" alt=\"Ukraina: oltre 3.600 morti russi in una sola divisione dal 2022 al 2024 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19806\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ukraina: oltre 3.600 morti russi in una sola divisione dal 2022 al 2024 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La censura e il ruolo dei disertori</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Russia continua a mantenere il più stretto riserbo sui numeri delle sue perdite in Ucraina. Nessun bollettino ufficiale quotidiano, nessun aggiornamento costante, nessuna ammissione concreta. L’unico flusso informativo proviene da <strong>fonti indipendenti</strong> o da <strong>militari disertori</strong> come Zhiliaev, che rischiano il carcere o la morte per aver raccontato la verità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il caso del giovane rifugiato a <strong>Parigi</strong> rappresenta una delle testimonianze più dettagliate e credibili finora trapelate, e rischia di diventare un precedente scomodo per Mosca. Se altri seguiranno il suo esempio, il velo sulle vere dimensioni della tragedia umana in atto potrebbe iniziare a cadere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/Russia-Ukraine-war-Ukrainian-servicemen-Kyiv-2022.webp","categoria":"Internazionali","tags":"144ª divisione, Aleksei Zhiliaev, diserzione esercito russo, guerra in Ucraina, vittime russe","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-31 10:51:18","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://newsukraine.rbc.ua/news/100-russian-soldier-attempted-to-flee-from-1745011869.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19801-ukraina-oltre-3-600-morti-russi-in-una-sola-divisione-dal-2022-al-2024.mp4","galleria":""}
{"id":19792,"titolo":"Iron Beam: prime applicazioni sul campo del sistema laser israeliano","contenuto_html":"<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno confermato l’uso di sistemi laser ad alta energia in operazioni reali, durante la campagna militare in corso, denominata “Spade di Ferro”. I sistemi, sviluppati da <strong>Rafael Advanced Defense Systems</strong> in collaborazione con la Direzione di Ricerca e Sviluppo per la Difesa (DDR&amp;D) del Ministero della Difesa israeliano (IMOD), sono stati impiegati sul campo da reparti dell’Aeronautica Militare israeliana (IAF).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo fonti ufficiali, circa <strong>40 droni</strong> sono stati intercettati da unità del nuovo battaglione di difesa aerea tattica dell’IAF, operante sotto il Comando Settentrionale. Le intercettazioni si sono verificate principalmente lungo il confine settentrionale con il Libano, in risposta ad attacchi attribuiti a Hezbollah, ma anche in altri settori del conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I sistemi laser utilizzati non sono stati identificati con precisione, ma immagini diffuse dai media e da Rafael mostrano l’impiego di soluzioni montate su veicoli e container, indicativamente riconducibili alle configurazioni <strong>Lite Beam</strong> e <strong>Iron Beam-M</strong>, versioni mobili del più noto sistema <strong>Iron Beam</strong>, ancora in fase di sviluppo avanzato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’uso di questi sistemi si inserisce in un programma di sperimentazione operativa avviato con l’obiettivo di verificarne l’efficacia sul campo. Le dichiarazioni ufficiali indicano che sono stati ottenuti risultati positivi in termini di capacità di intercettazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Caratteristiche tecniche dei sistemi laser</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema <strong>Iron Beam</strong>, attualmente in fase di completamento, è progettato per operare con un laser a fibra da <strong>100 kW</strong>. La configurazione standard comprende radar di rilevamento, un centro di comando e controllo, e due unità laser. La distanza di ingaggio operativa si attesta attorno ai <strong>7 km</strong>, con una portata teorica fino a 10 km.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19796,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Iron Beam: prime applicazioni sul campo del sistema laser israeliano - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/1200-2-1024x576.jpeg\" alt=\"Iron Beam: prime applicazioni sul campo del sistema laser israeliano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19796\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Iron Beam: prime applicazioni sul campo del sistema laser israeliano - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre al sistema principale, Rafael ha sviluppato versioni più leggere, utilizzabili in contesti mobili:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Lite Beam</strong>, con una potenza di <strong>10 kW</strong>, è progettato per l’installazione su veicoli leggeri o blindati e per l’intercettazione di droni e minacce simili a bassa quota.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Iron Beam-M</strong>, con potenza intermedia da <strong>50 kW</strong>, è una variante pensata per offrire maggiore flessibilità logistica e capacità operativa in movimento.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi sistemi utilizzano laser a energia diretta per colpire bersagli aerei in volo, con tempi di ingaggio dell’ordine di pochi secondi. Non richiedendo munizioni fisiche, il loro impiego presenta un costo per colpo inferiore rispetto ai sistemi basati su intercettori tradizionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La loro integrazione è prevista all’interno della difesa aerea multilivello israeliana, che già comprende soluzioni cinetiche come <strong>Iron Dome</strong> e <strong>David’s Sling</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Contesto operativo e prospettive</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’utilizzo dei sistemi laser avviene nel quadro di una sperimentazione estesa condotta nel corso delle operazioni militari successive agli eventi del 7 ottobre 2023. Rafael ha dichiarato, in un comunicato del 28 maggio 2025, che i sistemi sviluppati sono stati testati sul campo con esiti considerati soddisfacenti, senza tuttavia fornire dati numerici dettagliati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il generale di brigata in pensione <strong>Daniel Gold</strong>, direttore del DDR&amp;D, l’esperienza raccolta durante l’impiego operativo sarà utilizzata per perfezionare le tecnologie in fase di sviluppo. Anche il generale <strong>Yehuda Elmakayes</strong>, attuale responsabile della Divisione R&amp;S, ha confermato che diversi prototipi sono stati schierati e che il personale delle IDF ha acquisito familiarità con le procedure d’impiego.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>consegna del sistema Iron Beam nella sua versione completa è prevista entro la fine del 2025</strong>. Nel frattempo, le versioni mobili continueranno a essere utilizzate in ambienti operativi selezionati, in funzione delle esigenze tattiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19798,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Iron Beam: prime applicazioni sul campo del sistema laser israeliano - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/12000-1024x576.jpeg\" alt=\"Iron Beam: prime applicazioni sul campo del sistema laser israeliano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19798\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Iron Beam: prime applicazioni sul campo del sistema laser israeliano - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’utilizzo di armi a energia diretta rappresenta un’opzione in fase di valutazione da parte di diversi Paesi, in particolare per la protezione da minacce aeree leggere e ad alta frequenza come i droni. In questo contesto, Israele sta conducendo una fase avanzata di sperimentazione, con l’obiettivo di integrare questi sistemi all’interno di un modello difensivo più ampio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/Iron-Beam.webp","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, Israele, laser","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-31 10:13:20","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://aresdifesa.it/in-israele-i-laser-hanno-eseguito-con-successo-i-primi-ingaggi-di-minacce/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19792-iron-beam-prime-applicazioni-sul-campo-del-sistema-laser-israeliano.mp4","galleria":""}
{"id":19779,"titolo":"Kosovo, l’appello del Generale Paracadutista Barduani: «Serve la politica, la pace non si costruisce solo con i militari»","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>PRISTINA –</strong> A 26 anni dall’intervento NATO in Kosovo, il Generale di Divisione Enrico Barduani, attuale comandante della missione KFOR, lancia un appello forte e chiaro: <em>«È tempo che la politica e la diplomazia riprendano in mano il processo di normalizzazione. La parte militare può solo accompagnare»</em>. Un invito che arriva in un momento di stallo politico e di dialogo congelato tra Pristina e Belgrado, mentre la missione NATO resta, ancora oggi, un pilastro per la sicurezza nella regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel quartier generale della KFOR, a Pristina, Barduani ha concesso un’intervista in cui ha illustrato lo stato della missione e le sfide che persistono in un territorio etnicamente frammentato. Un territorio che, nonostante le profonde ferite della guerra del 1999, mostra segni di progresso economico e sociale, ma che è ancora minacciato da tensioni identitarie e da un dialogo istituzionale al palo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19781,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/21041855-small-scaled-1-1024x683.jpg\" alt=\"Kosovo, l’appello del Generale Paracadutista Barduani: «Serve la politica, la pace non si costruisce solo con i militari» - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19781\" title=\"Kosovo, l’appello del Generale Paracadutista Barduani: «Serve la politica, la pace non si costruisce solo con i militari» - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Kosovo, l’appello del Generale Paracadutista Barduani: «Serve la politica, la pace non si costruisce solo con i militari» - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una missione lunga e complessa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con oltre 4.700 soldati da 33 Paesi – tra cui 1.200 italiani – KFOR rappresenta la più longeva operazione di pace dell’Alleanza Atlantica. Barduani, che ha alle spalle un’ampia esperienza operativa nei Balcani, in Afghanistan e in Libano, ha più volte ribadito ai vertici NATO che la componente militare non può sostituirsi alla diplomazia. <em>«Per troppo tempo ci si è illusi che la stabilità potesse essere garantita solo dalla nostra presenza. Ma senza una vera volontà politica, il rischio è di restare prigionieri di un equilibrio precario».</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Kosovo di oggi, pur segnato da forti diseguaglianze – come il divario economico tra Nord e Sud e un salario medio di appena 350 euro – appare visibilmente trasformato. Le rimesse degli emigrati hanno rilanciato edilizia e consumi, e le università sono in crescita. Tuttavia, lo scontro etnico resta acceso: il 93% della popolazione è albanese, l’8% serba, e il resto appartiene a minoranze bosniache, rom, turche ed egiziane. Un mosaico che viene strumentalizzato politicamente, rendendo fragile ogni tentativo di pacificazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19782,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/2-10-1024x683.jpg\" alt=\"Kosovo, l’appello del Generale Paracadutista Barduani: «Serve la politica, la pace non si costruisce solo con i militari» - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19782\" title=\"Kosovo, l’appello del Generale Paracadutista Barduani: «Serve la politica, la pace non si costruisce solo con i militari» - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Kosovo, l’appello del Generale Paracadutista Barduani: «Serve la politica, la pace non si costruisce solo con i militari» - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’appello alla comunità internazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Barduani, <em>«interessi settoriali, agende economiche e la presenza della criminalità organizzata continuano a minare la fiducia reciproca tra le parti»</em>. A peggiorare la situazione, la mancanza di un reale riconoscimento tra Serbia e Kosovo, nonostante gli accordi di Bruxelles (2013) e Ohrid (2023). Per questo il Generale chiede un rinnovato impegno internazionale e una visione condivisa tra le organizzazioni multilaterali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per rafforzare il senso di coesione, Barduani ha coniato un motto in latino per la missione: <em>«Unitas Omnia Vincit»</em> – l’unità vince su tutto. Un segnale simbolico ma potente, che sottolinea la volontà di mantenere coesa la missione, anche nei momenti più complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La sicurezza come prerequisito per il dialogo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>KFOR, in collaborazione con EULEX e la polizia kosovara (KP), continua a garantire la stabilità e a prevenire le crisi. Lo ha fatto anche in casi critici, come l’attentato al canale idrico Ibar-Lepenac nel novembre 2023 o nella gestione di tensioni lungo la linea amministrativa tra Kosovo e Serbia. <em>«La sicurezza – ricorda Barduani – è la base sulla quale si può costruire ogni processo politico serio».</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel dialogo con la popolazione locale, KFOR si distingue grazie all’<em>Italian way to peacekeeping</em>. Un metodo basato sulla capacità empatica dei militari italiani, che attraverso gli LMT – Liaison Monitoring Team – operano quotidianamente tra la popolazione per coglierne percezioni e bisogni. <em>«Sono i nostri sensori avanzati»</em>, li definisce il generale, strumenti fondamentali per prevenire instabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19783,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/DSC-1782-1024x683.jpg\" alt=\"Kosovo, l’appello del Generale Paracadutista Barduani: «Serve la politica, la pace non si costruisce solo con i militari» - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19783\" title=\"Kosovo, l’appello del Generale Paracadutista Barduani: «Serve la politica, la pace non si costruisce solo con i militari» - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Kosovo, l’appello del Generale Paracadutista Barduani: «Serve la politica, la pace non si costruisce solo con i militari» - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il futuro: tra normalizzazione e impegno collettivo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A preoccupare resta anche la scarsa partecipazione politica, in particolare dei serbi del Kosovo, che non si sono recati alle urne nelle elezioni di febbraio. La conseguente paralisi parlamentare ostacola ulteriormente ogni passo avanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Barduani conclude con una riflessione chiara: <em>«Non possiamo ignorare che, dopo 26 anni, KFOR continua a essere percepita dal 97% della popolazione come l’istituzione più affidabile. Ma non possiamo restare da soli. Serve una diplomazia coraggiosa e una politica più responsabile per superare questo stallo e restituire piena speranza al popolo kosovaro».</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/1-14.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"diplomazia, Enrico Barduani, kfor, Kosovo, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-31 07:24:54","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilpiacenza.it/attualita/politica-e-diplomazia-intervengano-per-risolvere-lo-stallo-in-kosovo.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19779-kosovo-lappello-del-generale-paracadutista-barduani-serve-la-politica-la-pace-non-si-costruisce-solo-con-i-militari.mp4","galleria":""}
{"id":19744,"titolo":"Il ponte della speranza: i paracadutisti dell’8° Reggimento Genio Guastatori “Folgore” in Kosovo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Djakova (Kosovo) – maggio 2025.</em> Ventitré anni fa, <strong>i paracadutisti dell’8° Reggimento Genio Guastatori della Folgore di Legnago costruivano un ponte Bailey sul fiume Bistrica</strong>, in una zona dilaniata dalla guerra. Oggi, quello stesso ponte è ancora lì: utile, sicuro, vivo nella memoria della popolazione locale e simbolo concreto dell’impegno italiano per la pace. A garantirne l’integrità, tornano oggi proprio loro: i guastatori dell’8°, in missione con KFOR, pronti a verificarne la stabilità e a rinnovare il legame con una comunità che non ha mai dimenticato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un simbolo che unisce passato e presente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ponte fu costruito nel 2002 su ordine del <strong>generale Pierluigi Torelli</strong>, allora <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\">Comandante della Brigata Paracadutisti</a>, dopo la tragica morte di un bambino che tentava di attraversare il fiume in assenza di un’infrastruttura. Realizzato dalla 22ª compagnia \"Ares\" dell’8° reggimento, è un <strong>ponte tipo Bailey lungo 67 metri e largo 4</strong>, in grado di sostenere veicoli fino a 8 tonnellate. Oggi, sotto la guida del maresciallo ordinario Giovanni Muratore – lo stesso che partecipò alla costruzione originaria – viene controllato da un nuovo plotone di giovani paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19746,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il ponte della speranza: i paracadutisti dell’8° Reggimento Genio Guastatori “Folgore” in Kosovo - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Genio-militare-sul-ponte-sul-fiume-Bistrica-2-1024x576.jpg\" alt=\"Il ponte della speranza: i paracadutisti dell’8° Reggimento Genio Guastatori “Folgore” in Kosovo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19746\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il ponte della speranza: i paracadutisti dell’8° Reggimento Genio Guastatori “Folgore” in Kosovo - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>«Dormivamo in tenda, accanto al fiume», racconta Muratore. «In poco più di un mese, con l’aiuto delle istituzioni locali, abbiamo ridato un collegamento essenziale tra i villaggi di Klina e Baran. Alla cerimonia d’inaugurazione erano presenti UNMIK e i vertici locali. Un momento indelebile.»</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una memoria che resiste</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ponte ha segnato un momento di svolta per la popolazione kosovara. Lo dimostra il commovente incontro tra il maresciallo Muratore e un contadino del posto, che riconosce nelle foto dell’epoca il bambino che era, le persone del villaggio, la comunità intera. «Erano immagini che non pensavo di rivedere mai», racconta l’uomo, commosso. Scatta nuove foto con il cellulare, abbraccia il maresciallo e torna al pascolo con un sorriso che dice tutto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sotto il ponte, coperti dalla vegetazione, giacciono ancora i resti del vecchio attraversamento distrutto dalla ritirata serba. Ma sopra, ogni giorno, decine di persone lo attraversano grazie a quello che i paracadutisti italiani hanno costruito con dedizione, competenza e senso della missione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19747,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il ponte della speranza: i paracadutisti dell’8° Reggimento Genio Guastatori “Folgore” in Kosovo - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Controlli-dei-paracadutisti-dell8°-reggimento-Genio-guastatori-della-Folgore-di-Legnago-sul-ponte-sul-fiume-Bistrica-1-1024x834.jpg\" alt=\"Il ponte della speranza: i paracadutisti dell’8° Reggimento Genio Guastatori “Folgore” in Kosovo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19747\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il ponte della speranza: i paracadutisti dell’8° Reggimento Genio Guastatori “Folgore” in Kosovo - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Donne e guastatori: la determinazione di Francesca</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i militari schierati oggi sul ponte c’è anche F<strong>rancesca Braccato, 21 anni, guastatrice paracadutista</strong>. «Qualsiasi ragazza può fare ciò che ho fatto io», afferma con convinzione. Ha ottenuto il brevetto da paracadutista e quello da geniere: «Volevo mettermi alla prova, ho trovato compagni con la mia stessa passione. È un lavoro che mi piace, non lo sento come un peso. Essere sia parà che guastatore è una combinazione affascinante».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Francesca, che partecipa ora alla missione KFOR con lo stesso reparto che realizzò il ponte, testimonia la continuità di un’unità che ha saputo rinnovarsi nel tempo senza perdere il proprio spirito. «Maneggiare esplosivi, costruire strutture, fare qualcosa di concreto con le mani: è entusiasmante. Ma prima di tutto, sono una paracadutista. Il silenzio dopo il lancio è un’emozione che non si può spiegare».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19748,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il ponte della speranza: i paracadutisti dell’8° Reggimento Genio Guastatori “Folgore” in Kosovo - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Alzabandiera-al-villaggio-italiano-dei-para-1024x683.jpg\" alt=\"Il ponte della speranza: i paracadutisti dell’8° Reggimento Genio Guastatori “Folgore” in Kosovo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19748\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il ponte della speranza: i paracadutisti dell’8° Reggimento Genio Guastatori “Folgore” in Kosovo - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un ponte tra le generazioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi l’8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti “Folgore” è parte del Regional Command West, con sede a Peja nel Villaggio Italia. Il contingente italiano, forte di circa 1.200 militari, è guidato dal colonnello Francesco Errico, anche lui paracadutista e comandante del <a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\">183° reggimento</a>. L’unità continua a svolgere operazioni di sicurezza e cooperazione con le istituzioni locali, in uno scenario che richiede professionalità e sensibilità culturale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ponte di Gorni Petric rappresenta un punto d’unione non solo fisico, ma anche umano e morale. Simbolo tangibile dell'impegno dell'Italia per la stabilità dei Balcani, esso è oggi affidato alla vigilanza dei militari italiani e alla competenza dei tecnici kosovari formati anche grazie a quel progetto. Ventitré anni dopo, continua a parlare di speranza, dedizione e futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/Maresciallo-Muratore-con-un-contandino-kosovaro-1.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"8° Genio Guastatori Paracadutisti, Kosovo, Ponte Bailey","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-30 20:12:55","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.veronasera.it/foto/cronaca/Folgore-legnago-kosovo-fiume-bistrica-maggio-2025/#alzabandiera-al-villaggio-italiano-dei-para.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19744-il-ponte-della-speranza-i-paracadutisti-dell8-reggimento-genio-guastatori-folgore-in-kosovo.mp4","galleria":""}
{"id":19768,"titolo":"Storica nomina per la Royal Navy: il Generale dei Royal Marines Gwyn Jenkins è il nuovo First Sea Lord","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con una cerimonia solenne nella storica <em>Great Cabin</em> della HMS <em>Victory</em>, nave ammiraglia dell’ammiraglio Nelson, il Generale Sir Gwyn Jenkins ha assunto formalmente il comando della Royal Navy come nuovo <em>First Sea Lord</em> e <em>Chief of the Naval Staff</em>. Si tratta di una nomina senza precedenti nella storia moderna della Marina britannica: <strong>per la prima volta, il vertice operativo della Royal Navy è affidato a un ufficiale dei Royal Marines</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla cerimonia, svolta nella base navale di Portsmouth, erano presenti numerosi vertici militari, tra cui il Vice Ammiraglio Sir Martin Connell, <em>Acting Chief of Naval Staff</em>, che ha retto temporaneamente il comando dopo il discusso congedo anticipato dell’Ammiraglio Sir Ben Key, rimosso per motivi disciplinari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19770,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/FRPUE-20250527-XD0085-116-1024x819.webp\" alt=\"Storica nomina per la Royal Navy: il Generale dei Royal Marines Gwyn Jenkins è il nuovo First Sea Lord - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19770\" title=\"Storica nomina per la Royal Navy: il Generale dei Royal Marines Gwyn Jenkins è il nuovo First Sea Lord - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Storica nomina per la Royal Navy: il Generale dei Royal Marines Gwyn Jenkins è il nuovo First Sea Lord - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una carriera militare e politica di rilievo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sir Gwyn Jenkins è una figura di spicco nelle forze armate britanniche, con oltre trent’anni di carriera tra operazioni speciali, comando operativo e incarichi strategici. Commissionato nei Royal Marines nel 1990, ha prestato servizio nei teatri di conflitto più complessi, tra cui l’Irlanda del Nord, l’Iraq e l’Afghanistan, dove ha ricevuto l’OBE per meriti operativi. Ha comandato il prestigioso Special Boat Service (SBS) e guidato la 3ª Brigata Commando durante una fase cruciale di modernizzazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alle esperienze sul campo, Jenkins ha assunto ruoli chiave nell’amministrazione della Difesa: nel 2012 è nominato <strong>Assistente Militare del Primo Ministro David Cameron</strong> e successivamente entra nell’Ufficio di Gabinetto come Vice Consigliere per la Sicurezza Nazionale. Tra il 2022 e il 2024 è <em>Vice Chief of the Defence Staff</em>, venendo promosso Generale a pieni titoli. Da agosto 2024 ha ricoperto il ruolo di <strong>Consigliere Strategico del Segretario alla Difesa</strong>, contribuendo a negoziare i recenti accordi di cooperazione militare con Germania e Norvegia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19771,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/FRPUE-20250527-XG0017-026-1024x683.webp\" alt=\"Storica nomina per la Royal Navy: il Generale dei Royal Marines Gwyn Jenkins è il nuovo First Sea Lord - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19771\" title=\"Storica nomina per la Royal Navy: il Generale dei Royal Marines Gwyn Jenkins è il nuovo First Sea Lord - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Storica nomina per la Royal Navy: il Generale dei Royal Marines Gwyn Jenkins è il nuovo First Sea Lord - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I compiti e le sfide del nuovo First Sea Lord</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Jenkins prende il comando di una forza di oltre 30.000 uomini e donne, 50 unità navali – tra cui sottomarini nucleari e navi da guerra – e di tutte le componenti della <em>Fleet Air Arm</em> e dei Royal Marines. Durante il suo mandato, è previsto il debutto operativo delle fregate Type 26 e Type 31, il varo della settima unità classe Astute, l’inizio della costruzione delle navi da supporto logistico (Fleet Solid Support Ships) e lo sviluppo continuo dei nuovi sottomarini strategici classe Dreadnought.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le sue prime parole nel nuovo incarico hanno sottolineato la centralità della prontezza bellica e dell’innovazione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“È un grande onore iniziare ufficialmente il ruolo di <em>First Sea Lord</em> oggi. Guidare i marinai, i marines e i funzionari civili della Royal Navy è un vero privilegio. La nostra missione – proteggere il Regno Unito – è più urgente che mai: dobbiamo rafforzare la prontezza al combattimento, modernizzare più rapidamente e plasmare la Marina di cui la nostra nazione ha bisogno”.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19772,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Gwyn-Jenkins-First-Sea-Lord-1024x492.webp\" alt=\"Storica nomina per la Royal Navy: il Generale dei Royal Marines Gwyn Jenkins è il nuovo First Sea Lord - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19772\" title=\"Storica nomina per la Royal Navy: il Generale dei Royal Marines Gwyn Jenkins è il nuovo First Sea Lord - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Storica nomina per la Royal Navy: il Generale dei Royal Marines Gwyn Jenkins è il nuovo First Sea Lord - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una nomina tra aspettative e controversie</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nomina di un Generale dei Royal Marines ha suscitato reazioni contrastanti. Per alcuni settori della Marina, il fatto che Jenkins non abbia mai comandato un’unità navale rappresenta un limite; per altri, al contrario, è un’opportunità per imprimere un cambio di passo e portare una prospettiva innovativa. Come osservato da Sir Tony Radakin, Capo della Difesa:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“La sua nomina riflette l'integrazione sempre più profonda tra la Royal Navy e il Corpo dei Marines. Jenkins porta con sé una combinazione rara di esperienza operativa e visione strategica”.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, non mancano le ombre. Il Generale è stato citato nell’<em>Afghan Unlawful Killings Inquiry</em>, riguardante presunte esecuzioni sommarie da parte di unità delle Forze Speciali. Secondo alcune fonti, avrebbe avuto accesso a informazioni non riportate tempestivamente. Il Ministero della Difesa ha espresso piena fiducia nella sua condotta e capacità, ma il contesto mediatico potrebbe condizionare parte del suo mandato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19773,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/gen-sir-gwyn.jpg\" alt=\"Storica nomina per la Royal Navy: il Generale dei Royal Marines Gwyn Jenkins è il nuovo First Sea Lord - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19773\" title=\"Storica nomina per la Royal Navy: il Generale dei Royal Marines Gwyn Jenkins è il nuovo First Sea Lord - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Storica nomina per la Royal Navy: il Generale dei Royal Marines Gwyn Jenkins è il nuovo First Sea Lord - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una Marina in trasformazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La Royal Navy si trova oggi di fronte a una serie di sfide sistemiche: carenza di fregate operative, limitata disponibilità di sottomarini, infrastrutture obsolete e difficoltà nel trattenere personale qualificato</strong>. Il nuovo <em>First Sea Lord</em> dovrà imprimere una direzione chiara su programmi cruciali come SSN-AUKUS (nuovi sottomarini a propulsione nucleare), Type 83 (futuri cacciatorpediniere antiaerei), MRSS (nuove navi anfibie) e la trasformazione dell’aviazione navale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Altro fronte delicato sarà quello delle risorse: il rischio di concorrenza interna tra le priorità dei Royal Marines e quelle delle altre componenti della Marina è reale. Jenkins dovrà bilanciare investimenti tra personale, droni, tecnologie contro-droni e scorte belliche, senza perdere coesione tra le diverse anime della <em>Senior Service</em> britannica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione: una svolta con ambizione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nomina di Sir Gwyn Jenkins rappresenta una svolta storica, non solo formale. Porta con sé il simbolo di una Royal Navy che si evolve, che riconosce il valore dei suoi Marines non solo sul campo ma anche al vertice della leadership strategica. Resta da vedere se la sua esperienza ibrida – tra operazioni e governo, tra fanteria navale e pianificazione strategica – saprà incarnare la trasformazione di una Marina che vuole tornare ad essere protagonista in un mondo sempre più instabile. In ogni caso, il compito è chiaro: modernizzare, rafforzare e unire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/Gwyn-Jenkins-Apponted-First-Sea-Lord.webp","categoria":"Internazionali","tags":"Difesa UK, First Sea Lord, Gwyn Jenkins, HMS Victory, Marina Militare Britannica, Modernizzazione Navale, Royal Marines, Royal Navy","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-30 17:46:30","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://en.mercopress.com/2025/05/21/historic-a-royal-marines-general-appointed-first-sea-lord","altre-fonti":"https://www.navylookout.com/royal-marine-general-sir-gwyn-jenkins-appointed-first-sea-lord/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19768-royal-marines-gwyn-jenkins-first-sea-lord.mp4","galleria":""}
{"id":19758,"titolo":"Brigata Sassari: il Generale Paracadutista Stefano Messina cede il comando ad Andrea Fraticelli","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>SASSARI – Solenne e intensa la cerimonia di avvicendamento al vertice della Brigata “Sassari”, svoltasi nella mattinata del 30 maggio 2025 presso la caserma “Gonzaga”. Alla presenza del Comandante delle Forze Operative Sud, Generale di Divisione Andrea Di Stasio, già alla guida dei “Dimonios”, il Generale di Divisione <strong>Stefano Messina</strong>, già effettivo alla Compagnia Guastatori paracadutisti di Lucca, ha ceduto il comando al <strong>Generale di Brigata Andrea Fraticelli</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19761,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Brigata Sassari: il Generale Paracadutista Stefano Messina cede il comando ad Andrea Fraticelli - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/IMG-20250530-WA0012.jpg\" alt=\"Brigata Sassari: il Generale Paracadutista Stefano Messina cede il comando ad Andrea Fraticelli - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19761\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Brigata Sassari: il Generale Paracadutista Stefano Messina cede il comando ad Andrea Fraticelli - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il dono simbolico della “pattadese”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un momento particolarmente toccante, il Generale Di Stasio ha donato al nuovo comandante una tradizionale <em>pattadese</em>, coltello simbolo della Sardegna, accompagnandolo con una frase ispirata al mondo arabo: <em>“Ti dono questa pattadese per difenderti dai tuoi nemici, ma se io, tuo comandante, dovessi tradirti, usala contro di me.”</em> Un gesto carico di significato, che ha evidenziato il valore del comando come responsabilità e vincolo di lealtà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il commiato del Generale Messina</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Visibilmente emozionato, il Generale Messina ha salutato la Brigata con parole di affetto e profonda riconoscenza:<br><em>“La Sardegna è la nostra casa. Il popolo sardo ama la Brigata Sassari perché la considera parte integrante della propria storia e della propria identità. Comandare la Brigata è stato il privilegio più alto della mia carriera.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo discorso, il generale ha ricordato i due anni alla guida dei “Dimonios”, sottolineando il contributo della Brigata in numerose attività operative, dalla missione in Libano alle operazioni di sicurezza interna e agli interventi in caso di emergenza. Commovente il pensiero rivolto alle famiglie dei caduti, alcune delle quali presenti alla cerimonia, e alla madre recentemente scomparsa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19762,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Brigata Sassari: il Generale Paracadutista Stefano Messina cede il comando ad Andrea Fraticelli - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/IMG-20250530-WA0011.jpg\" alt=\"Brigata Sassari: il Generale Paracadutista Stefano Messina cede il comando ad Andrea Fraticelli - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19762\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Brigata Sassari: il Generale Paracadutista Stefano Messina cede il comando ad Andrea Fraticelli - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il profilo del nuovo comandante</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale di Brigata <strong>Andrea Fraticelli</strong>, 49 anni, originario di Macerata, proviene dal Comando delle Forze Operative Terrestri di Roma. Ufficiale di comprovata esperienza e sensibilità, ha dichiarato:<br><em>“Comandare la Brigata Sassari è un privilegio. Ne sento la fierezza, l’onore e per certi aspetti l’onere. Ma anche di fronte a un’epoca di grandi trasformazioni, vi prometto che metterò tutto me stesso, giorno e notte, per essere un degno Comandante nel solco tracciato dai miei predecessori.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una cerimonia sentita e partecipata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’evento hanno preso parte autorità civili, militari e religiose della Sardegna, nonché rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma. Tra i simboli presenti, la <strong>Bandiera di Guerra del 152° Reggimento fanteria “Sassari”</strong>, il gonfalone della città di <strong>Cagliari</strong>, decorato di Medaglia d’oro al Valor Militare, quello della <strong>Regione Autonoma della Sardegna</strong>, della città e provincia di <strong>Sassari</strong>, di <strong>Tempio Pausania</strong> (decorato di Medaglia d’argento al Valor Civile), di <strong>Nuoro</strong>, <strong>Sinnai</strong> e <strong>Macomer</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19763,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Brigata Sassari: il Generale Paracadutista Stefano Messina cede il comando ad Andrea Fraticelli - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/IMG-20250530-WA0007.jpg\" alt=\"Brigata Sassari: il Generale Paracadutista Stefano Messina cede il comando ad Andrea Fraticelli - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19763\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Brigata Sassari: il Generale Paracadutista Stefano Messina cede il comando ad Andrea Fraticelli - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia ha rappresentato non solo un momento istituzionale, ma anche un tributo al legame profondo tra la Brigata Sassari e il popolo sardo, consolidato attraverso la storia, il sacrificio e la comune identità. Con il passaggio di consegne al Generale Fraticelli, la “Sassari” si prepara a continuare la sua missione con lo stesso spirito di dedizione, fierezza e servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/IMG-20250530-WA0010-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#BrigataSassari, #CambioComando, #GeneraleMessina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-30 17:01:24","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.unionesarda.it/news-sardegna/sassari-provincia/sassari-la-brigata-sassari-ha-un-nuovo-comandante-tcf0rljf","altre-fonti":"https://www.rainews.it/tgr/sardegna/video/2025/05/cambio-al-comando-della-brigata-sassari-c2593af1-7244-42b3-a418-ac9b726bf934.html?nxtep","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19758-sassari-paracadutista-messina-cede-fraticelli.mp4","galleria":""}
{"id":19751,"titolo":"Meta e Anduril: supremazia informativa e sensoriale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Un casco futuristico per il campo di battaglia</strong>. È questo l’obiettivo della partnership tra <strong>Meta</strong> – il colosso guidato da Mark Zuckerberg – e <strong>Anduril Industries</strong>, la società fondata da Palmer Luckey, già creatore di Oculus Rift. <strong>Un accordo rivoluzionario che punta a fondere la realtà aumentata (AR), la realtà virtuale (VR) e l’intelligenza artificiale (IA) in un unico sistema operativo militare all’avanguardia</strong>, dando vita al programma <strong>EagleEye</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ritorno di Luckey con Meta: dall’Oculus alla difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Palmer Luckey, allontanato da Facebook nel 2017, torna ora come partner strategico in un’operazione che potrebbe ridefinire i confini della guerra tecnologica. Secondo quanto riportato dal <em>Wall Street Journal</em> (<a href=\"https://www.wsj.com/tech/meta-army-vr-headsets-anduril-palmer-luckey-142ab72a\">WSJ</a>), <strong>Anduril e Meta hanno già presentato una proposta congiunta per un contratto da 100 milioni di dollari con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti</strong>. Questa iniziativa rientra nel più ampio piano da <strong>22 miliardi di dollari</strong> volto alla fornitura di visori indossabili per i soldati americani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17654,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/max1200-1-1024x773.jpg\" alt=\"Anduril e Microsoft: Rivoluzione Digitale con il Programma IVAS - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17654\" title=\"Meta e Anduril: supremazia informativa e sensoriale - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Meta e Anduril: supremazia informativa e sensoriale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo? Trasformare l’esperienza visiva e cognitiva sul campo, fornendo ai militari uno “strato digitale” che aumenti la consapevolezza situazionale, permetta di rilevare minacce invisibili a occhio nudo e interagire con sistemi autonomi senza distogliere l’attenzione dall’ambiente reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">EagleEye: un visore militare alimentato da IA</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema <strong>EagleEye</strong>, annunciato ufficialmente sul sito di Anduril (<a href=\"https://www.anduril.com/article/anduril-and-meta-team-up-to-transform-xr-for-the-american-military\">Anduril.com</a>), è un casco AR/VR dotato di sensori avanzati, capacità di intelligenza artificiale e strumenti di realtà estesa. Il dispositivo è progettato per fondere le immagini reali con dati digitali in tempo reale: schemi di movimento del nemico, tracciamento dei droni, navigazione assistita, riconoscimento facciale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>piattaforma software Lattice</strong> di Anduril, già utilizzata per coordinare sistemi autonomi su terra, aria e mare, verrà integrata con i <strong>modelli IA Llama</strong> sviluppati da Meta, creando un’unica interfaccia cognitiva per l’operatore militare. Meta, dal canto suo, fornirà anche tecnologie sviluppate dal suo Reality Labs, tra cui sensori biometrici e sistemi avanzati di eye-tracking.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un progetto autofinanziato per ridurre i costi al Pentagono</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli aspetti più significativi di questa partnership è che il programma <strong>è stato interamente finanziato con capitali privati</strong>, senza il supporto diretto del governo. Questa scelta strategica consente di accelerare lo sviluppo tecnologico, abbattendo tempi e costi per eventuali future adozioni da parte delle forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17656,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/2-1-1024x683.jpg\" alt=\"Anduril e Microsoft: Rivoluzione Digitale con il Programma IVAS - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17656\" title=\"Meta e Anduril: supremazia informativa e sensoriale - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Meta e Anduril: supremazia informativa e sensoriale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Secondo Anduril, il progetto EagleEye potrà essere implementato rapidamente e senza le lungaggini tipiche delle commesse pubbliche</strong>. Inoltre, la sua natura modulare ne permetterà l’adattamento a diversi scenari operativi: dalle forze speciali alle missioni di peacekeeping, fino all’addestramento in realtà simulata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il subentro nel programma IVAS: Microsoft passa il testimone</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma la collaborazione con Meta non è l’unico fronte su cui Anduril sta avanzando. Nel febbraio 2025, l’azienda ha assunto la guida dell’ambizioso programma <strong>IVAS (Integrated Visual Augmentation System)</strong> dell’Esercito americano, precedentemente affidato a Microsoft (<a href=\"https://www.reuters.com/technology/anduril-takes-over-microsofts-22-billion-us-army-headset-program-2025-02-11\">Reuters</a>).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anduril curerà ora lo sviluppo, la produzione e le tempistiche di consegna dell’hardware e del software per i visori AR/VR destinati ai reparti statunitensi. Microsoft continuerà a garantire il supporto cloud tramite <strong>Azure</strong>, ma sarà Anduril a definire l’evoluzione tecnologica della piattaforma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa mossa rappresenta un cambio di paradigma: mentre aziende come Microsoft mostrano segni di rallentamento nella transizione verso la difesa militare, realtà più agili come Anduril si candidano a diventare i veri protagonisti del futuro bellico digitale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19754,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Meta e Anduril: supremazia informativa e sensoriale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/GsIVINMbcAAK3Gf-e1748619226933.jpg\" alt=\"Meta e Anduril: supremazia informativa e sensoriale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19754\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Meta e Anduril: supremazia informativa e sensoriale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una rete di alleanze tech per la supremazia informativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anduril non si limita a collaborare con Meta. Sta stringendo alleanze strategiche anche con <strong>OpenAI, Palantir Technologies, Oracle</strong> e altri attori di primo piano nel settore tecnologico. Insieme, queste aziende puntano a realizzare un ecosistema di difesa digitale dove IA, sensori, visori e sistemi autonomi lavorano in sinergia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In particolare, sono al centro di progetti come il “<strong>Golden Dome</strong>”, una nuova architettura per la difesa integrata antimissile, che combina capacità predittive, radar e IA per reagire in tempo reale alle minacce aeree. Anche in questo caso, l’obiettivo è fornire soluzioni scalabili e interoperabili a costi contenuti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso la guerra digitale: tra potere computazionale e percezione aumentata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le forze armate del futuro non si baseranno solo su potenza di fuoco, ma sulla <strong>supremazia informativa e sensoriale</strong>. Visori come EagleEye permetteranno di anticipare il nemico, sincronizzare le operazioni tra umani e droni, minimizzare i danni collaterali e ottimizzare le risorse sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Meta, attraverso la sua collaborazione con Anduril, entra così a pieno titolo nel settore della difesa, trasformando i suoi investimenti in realtà aumentata da semplice tecnologia di consumo a strumento militare strategico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto dichiarato dai portavoce delle due aziende, l’obiettivo è chiaro: dotare i soldati di capacità “sovrumane”, non per sostituire l’uomo, ma per esaltarne le potenzialità in contesti sempre più complessi e multidimensionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://www.anduril.com/article/anduril-and-meta-team-up-to-transform-xr-for-the-american-military/\">Anduril.com – Partnership con Meta</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://www.wsj.com/tech/meta-army-vr-headsets-anduril-palmer-luckey-142ab72a\">Wall Street Journal – Meta Fired Palmer Luckey, Now They’re Teaming Up</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://www.reuters.com/technology/anduril-takes-over-microsofts-22-billion-us-army-headset-program-2025-02-11\">Reuters – Anduril takes over Microsoft’s IVAS program</a></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/IVAS-770aab.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#MetaAnduril, #RealtàAumentata, #TecnologiaMilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-30 16:37:40","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.wsj.com/tech/meta-army-vr-headsets-anduril-palmer-luckey-142ab72a","altre-fonti":"https://www.anduril.com/article/anduril-and-meta-team-up-to-transform-xr-for-the-american-military/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19751-meta-e-anduril-supremazia-informativa-e-sensoriale.mp4","galleria":""}
{"id":19730,"titolo":"Marina Militare: sperimentazione Sistemi Unmanned e C-UAV","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 26 al 28 maggio 2025, presso il <a href=\"https://www.marina.difesa.it/noi-siamo-la-marina/pilastro-logistico/scientifici/cssn/Pagine/default.aspx/1000\">Centro di Supporto e Sperimentazione Navale (CSSN)</a> di La Spezia e nelle acque della baia antistante, la Marina Militare ha condotto per la prima volta l’OPEX TASK 1-25,<strong> una sperimentazione operativa su larga scala dedicata all’impiego di sistemi unmanned (aerei, navali e subacquei) e sistemi C-UAV</strong>. L’obiettivo: verificare l’efficacia e l’integrazione operativa di tecnologie innovative sviluppate dall’industria, in contesti realistici e multidominio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19735,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/37425d26-1242-4400-b74b-a316eab53905-2-e1748609698452.jpg\" alt=\"Marina Militare: sperimentazione Sistemi Unmanned e C-UAV - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19735\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Marina Militare: sperimentazione Sistemi Unmanned e C-UAV - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marina Militare: sperimentazione Sistemi Unmanned e C-UAV - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una sperimentazione integrata per nuove capacità operative</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’OPEX TASK 1-25 rappresenta una pietra miliare per la valutazione delle capacità ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance), delle contromisure antimine e delle soluzioni per la difesa da minacce aeree portate da droni. <strong>L’iniziativa ha coinvolto unità navali della Marina Militare – la fregata FREMM <em>Carlo Margottini</em>, i cacciamine <em>Rimini</em> e <em>Vieste</em> – oltre a team operativi della Brigata Marina San Marco</strong> e numerose aziende del comparto difesa e tecnologia avanzata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra queste:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Siralab</strong> (<a href=\"https://siralab.it/\">con UAV VTOL RADON-X e BMS ARGO</a>),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Kraken</strong> (<a href=\"https://www.krakenrobotics.com/wp-content/uploads/2025/05/LARS_Kraken_Flyer_Letter.pdf\">sonar trainato KATFISH Towed SAS</a>),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>General Defence</strong> (<a href=\"https://www.generaldefence.it/multi-mission-drone/multimd/\">drone quadricottero MULTI MD</a>),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Safran</strong> (<a href=\"https://www.safran-group.com/pressroom/safran-launches-skyjacker-counter-drone-system-2024-06-18\">spoofing C-UAV SKYJACKER</a>),</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Saipem</strong>, <strong>Graal Tech</strong>, <strong>SIEL</strong>, <strong>GM Spazio</strong>, <strong>SITEP</strong>, <strong>IDS/Fincantieri NexTech</strong>, con la partecipazione anche di osservatori della NATO STO-CMRE.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19737,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/SR-RADON-transparent-1024x585.png\" alt=\"Marina Militare: sperimentazione Sistemi Unmanned e C-UAV - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19737\" title=\"Marina Militare: sperimentazione Sistemi Unmanned e C-UAV - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marina Militare: sperimentazione Sistemi Unmanned e C-UAV - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tre domini di sperimentazione: Mine Warfare, ISR e C-UAV</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>1. Guerra di mine (Mine Warfare)</strong><br>Il sistema KATFISH di <a href=\"https://www.krakenrobotics.com/\">Kraken</a> è stato testato a bordo del cacciamine <em>Rimini</em>, operando in uno scenario simulato di campo minato. La missione ha seguito le TTP (Tattiche, Tecniche e Procedure) in uso nella Marina Militare per verificare l'efficacia del sonar ad apertura sintetica nell'individuazione di mine navali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>2. ISR e abbordaggio</strong><br>Un'operazione simulata ha visto un team della Brigata Marina San Marco effettuare l’abbordaggio del <em>Vieste</em>, con il supporto del drone RADON-X decollato dalla <em>Margottini</em>. L’UAV trasmetteva immagini in tempo reale al sistema di gestione ARGO, aumentando la situational awareness sia per il team operativo che per il comando nave.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19739,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/PAG-26-36-ARGO-1.jpg\" alt=\"Marina Militare: sperimentazione Sistemi Unmanned e C-UAV - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19739\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Marina Militare: sperimentazione Sistemi Unmanned e C-UAV - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marina Militare: sperimentazione Sistemi Unmanned e C-UAV - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>3. Difesa C-UAV</strong><br>Il drone MULTI MD, equipaggiato con un jammer direzionale della francese MC2, ha neutralizzato con successo un UAV commerciale DJI, mentre il sistema SKYJACKER di Safran ha effettuato un’azione di spoofing GPS, alterando i segnali di navigazione di droni e dispositivi mobili. È stata inoltre segnalata, sebbene non osservata, la dimostrazione del sistema SAND C-UAV di IDS/Fincantieri NexTech.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le basi della sperimentazione: la Single Planning Conference</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attività sul campo è stata preceduta dalla <strong>Single Planning Conference (SPC)</strong>, tenutasi il 3 aprile 2025 presso il Circolo Ufficiali della Marina a La Spezia. L’evento ha riunito rappresentanti della Marina, delle aziende partecipanti e di osservatori NATO, con lo scopo di definire nel dettaglio logistica, responsabilità e piani di prova. A guidare i lavori il Capitano di Vascello Stefano Donno, Capo ufficio lotta sotto la superficie del 7° Reparto Navi di MARISTAT.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19738,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/c80679f2-a2cc-4ecb-9d2c-ba76847123c8whatsapp-image-2025-04-03-at-10.58.03-1024x576.jpg\" alt=\"Marina Militare: sperimentazione Sistemi Unmanned e C-UAV - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19738\" title=\"Marina Militare: sperimentazione Sistemi Unmanned e C-UAV - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marina Militare: sperimentazione Sistemi Unmanned e C-UAV - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I test previsti nell’OPEX TASK 1-25 si concentrano su scenari operativi in ambienti costieri e portuali (\"littoral waters and harbour approaches\") e includono missioni SAR, operazioni anfibie e contrasto a minacce aeree. Il modello sperimentale adottato, basato su piani standardizzati e prove seriali, punta a produrre risultati coerenti e misurabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sinergia tra Marina Militare e industria: un modello per l’innovazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’OPEX TASK 1-25 si conferma un banco di prova fondamentale per tecnologie emergenti, creando un ponte tra esigenze operative e soluzioni industriali. L’Ammiraglio Francesco Saladino, Presidente del Comitato per le Sperimentazioni Multidominio e Capo del 7° Reparto dello Stato Maggiore della Marina, ha sottolineato l’importanza strategica dell’iniziativa, evidenziando come \"la virtuosa combinazione tra Forze Armate e comparto civile porterà benefici ben al di là dell’interazione che stiamo creando\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la conclusione della fase di sperimentazione operativa, la Marina Militare dispone ora di dati cruciali per l’eventuale adozione di questi sistemi e per l’evoluzione dei propri CONOPS e TTP in ottica multidominio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":19732,\"href\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/brochure_cssn_eng.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/brochure_cssn_eng.pdf\" type=\"application/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"brochure_cssn_eng\"></object><a id=\"wp-block-file--media-a227d768-9f37-44e3-9d91-318a9f8aa894\" href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/brochure_cssn_eng.pdf\">brochure_cssn_eng</a><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/brochure_cssn_eng.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-a227d768-9f37-44e3-9d91-318a9f8aa894\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.marina.difesa.it/noi-siamo-la-marina/pilastro-logistico/scientifici/cssn/Documents/brochure_cssn_ita.pdf\">brochure cssn ITA</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/KATFISH-Discovery-1-scaled-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#CUAV, #MarinaMilitare, #SistemiUnmanned, #TecnologieDifesa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-30 14:19:49","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.marina.difesa.it/Pagine/default.aspx","altre-fonti":"https://www.rid.it/shownews/7321/opex-task-1-25-prima-sperimentazione-operativa-di-droni-e-sistemi-c-uav-per-la-marina-militare","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19730-marina-militare-sperimentazione-sistemi-unmanned-e-c-uav.mp4","galleria":""}
{"id":19720,"titolo":"Artiglieria Controaerei: lo scudo difensivo delle Capacità Critiche Nazionali","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è conclusa nei giorni scorsi, presso il Poligono Interforze Salto di Quirra (PISQ) in Sardegna, una complessa e articolata attività addestrativa condotta dal <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/COMFOTER/comfoter-supporto/Comando-Artiglieria-Controaerei\">Comando Artiglieria Controaerei (COMACA)</a> dell’Esercito Italiano. <strong>La Campagna Lanci dei sistemi missilistici SAMP/T e STINGER ha rappresentato il momento culminante di un intenso percorso formativo</strong>, finalizzato all’integrazione delle principali capacità di difesa aerea e alla verifica delle procedure operative contro le minacce della “terza dimensione”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19722,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/01-Lancio-missile-ASTER30-del-sistema-darma-SAMPT-1024x683.jpeg\" alt=\"Artiglieria Controaerei: lo scudo difensivo delle Capacità Critiche Nazionali - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19722\" title=\"Artiglieria Controaerei: lo scudo difensivo delle Capacità Critiche Nazionali - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Artiglieria Controaerei: lo scudo difensivo delle Capacità Critiche Nazionali - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l’esercitazione, due missili <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/equipaggiamenti/Artiglieria/Artiglieria-Controaerei/Pagine/SAMP-T.aspx\">ASTER 30 del sistema SAMP/T </a>hanno intercettato con successo dei bersagli radiocomandati Mirach-40, simulanti vettori ostili ad alta velocità. Parallelamente, le unità dotate di missili spalleggiabili STINGER hanno ingaggiato e neutralizzato diversi aerobersagli, a conferma della reattività e precisione delle forze controaeree anche contro obiettivi manovranti. A ciò si è aggiunto il collaudo di sistemi C-UAS (Counter-Unmanned Aerial Systems), sempre più rilevanti nel contrasto alle minacce asimmetriche rappresentate dai droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19723,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/03-Predisposizione-del-lanciatore-SAMPT-al-lancio-1024x711.jpg\" alt=\"Artiglieria Controaerei: lo scudo difensivo delle Capacità Critiche Nazionali - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19723\" title=\"Artiglieria Controaerei: lo scudo difensivo delle Capacità Critiche Nazionali - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Artiglieria Controaerei: lo scudo difensivo delle Capacità Critiche Nazionali - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Una rete operativa interconnessa tra Sardegna e Sabaudia</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il realismo dello scenario addestrativo è stato garantito anche dalla componente di comando e controllo, grazie all’uso di una rete classificata dedicata che ha assicurato il collegamento continuo tra le unità operative dispiegate sul terreno e il Comando Superiore, schierato a Sabaudia. Questo ha permesso di testare in condizioni realistiche la catena di comando, le comunicazioni tattiche e la gestione centralizzata delle operazioni di difesa aerea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19724,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/0R7DD4D-1024x681.jpg\" alt=\"Artiglieria Controaerei: lo scudo difensivo delle Capacità Critiche Nazionali - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19724\" title=\"Artiglieria Controaerei: lo scudo difensivo delle Capacità Critiche Nazionali - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Artiglieria Controaerei: lo scudo difensivo delle Capacità Critiche Nazionali - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A sottolineare il rilievo dell’evento, hanno assistito alla Campagna Lanci il Comandante Operativo di Vertice Interforze (COVI), <a href=\"https://brigatafolgore.net/il-generale-di-corpo-darmata-paracadutista-giovanni-iannucci-e-il-nuovo-comandante-del-covi-comando-operativo-di-vertice-interforze/\">Generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci</a>, e il Comandante dell’Artiglieria Controaerei, Generale di Brigata Giuseppe Amodio. Entrambi hanno espresso grande apprezzamento per l’efficienza e la professionalità dimostrata dalle unità impiegate, evidenziando il ruolo strategico dell’Artiglieria Controaerei nella protezione delle forze, delle infrastrutture critiche e delle capacità nazionali nei moderni scenari di conflitto multidominio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Proseguimento dell’addestramento con la Joint Stars 2025</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Campagna Lanci rappresenta la naturale prosecuzione della partecipazione del COMACA all’esercitazione interforze <strong>Joint Stars 2025</strong>, la più importante manovra addestrativa condotta dalla Difesa Italiana. L’evento ha visto le batterie controaerei impegnate in una serie di sessioni di contrasto a minacce aeree e missilistiche di varia intensità, simulate allo scopo di proteggere un’area di sbarco destinata all’impiego delle forze alleate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19725,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/04-Lancio-missile-STINGER-1024x683.jpeg\" alt=\"Artiglieria Controaerei: lo scudo difensivo delle Capacità Critiche Nazionali - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19725\" title=\"Artiglieria Controaerei: lo scudo difensivo delle Capacità Critiche Nazionali - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Artiglieria Controaerei: lo scudo difensivo delle Capacità Critiche Nazionali - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nata nel 2017, la Joint Stars punta ad accorpare le principali esercitazioni interforze per addestrare capacità di Comando e Controllo in un ambiente sempre più integrato. Per l’Artiglieria Controaerei dell’Esercito Italiano si è trattato di un’occasione fondamentale per verificare la propria interoperabilità con Marina Militare e Aeronautica Militare, e per consolidare le capacità di risposta contro missili balistici, aeromobili e minacce UAS, in linea con le esigenze operative della Difesa nazionale e della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Un futuro sempre più interconnesso per la difesa aerea</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione in Sardegna segna un ulteriore passo avanti nel rafforzamento della postura difensiva italiana contro le minacce aeree avanzate. L’evoluzione degli scenari bellici richiede sistemi sempre più integrati, interoperabili e resilienti, capaci di reagire in tempo reale alle sfide poste da avversari tecnologicamente avanzati o da attori non convenzionali. In tale quadro, l’Artiglieria Controaerei dell’Esercito conferma il proprio ruolo essenziale nella protezione delle capacità critiche nazionali e nel garantire la sicurezza dello spazio aereo italiano e alleato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/05-Posto-Tiro-STINGER-scaled.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"C-UAS, difesa aerea, esercitazione militare, SAMP/T","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-30 13:23:24","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Campagna_lanci_250529.aspx","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19720-artiglieria-contraerei-scudo-capacita-nazionali.mp4","galleria":""}
{"id":19704,"titolo":"Missione Antica Babilonia 2 – 123 giorni a Nasiryah del Generale Francesco Maria Ceravolo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Una testimonianza diretta dal cuore operativo della missione più dolorosa del dopoguerra italiano.</strong> <strong>Molte le pagine che riguardano i baschi amaranto delle FOS .</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con <em>“Missione Antica Babilonia 2 – 123 giorni a Nasiryah”</em>, il Generale <strong>Francesco Maria Ceravolo</strong>, all’epoca <strong>Tenente Colonnello responsabile delle Operazioni</strong> della Brigata “Sassari”, firma un racconto schietto, lucido e senza censure di ciò che ha vissuto, minuto dopo minuto, in Iraq. Un diario di guerra reale, scritto da chi ha avuto il privilegio (e il peso) di operare all’interno del <strong>Tactical Operational Center</strong> del contingente italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19711,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/FRANCESCO-CERAVOLO-1024x733-2-e1748529195150.jpg\" alt=\"Missione Antica Babilonia 2 – 123 giorni a Nasiryah del Generale Francesco Maria Ceravolo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19711\" title=\"Missione Antica Babilonia 2 – 123 giorni a Nasiryah del Generale Francesco Maria Ceravolo - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Missione Antica Babilonia 2 – 123 giorni a Nasiryah del Generale Francesco Maria Ceravolo - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nasiriyah: oltre il silenzio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il libro ci riporta nel cuore della <strong>missione \"Antica Babilonia\"</strong>, nel suo momento più tragico: <strong>l’attentato del 12 novembre 2003</strong>, che provocò la morte di 19 militari italiani e il ferimento di molti altri. Ceravolo non si limita a ricordare quei giorni. Li documenta. Li analizza. Li umanizza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attraverso i suoi occhi e il suo ruolo, il lettore entra dentro le dinamiche operative, ma anche dentro i sentimenti di <strong>uomini e donne in divisa</strong>, tra paura e determinazione, tra spirito di servizio e riflessione sul senso più profondo di una “missione di pace”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I soldati, protagonisti silenziosi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Molte pagine sono dedicate ai <strong>baschi amaranto delle Forze per Operazioni Speciali (FOS)</strong>, che operarono in condizioni difficilissime a fianco della Brigata “Sassari”, erede dei gloriosi “Dimonios”. Il libro restituisce dignità, voce e nome a quei militari che spesso vengono dimenticati dietro sigle operative e bollettini ufficiali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19713,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/1668288025978-Attentato-Nassiriya-1024x538.jpg\" alt=\"Missione Antica Babilonia 2 – 123 giorni a Nasiryah del Generale Francesco Maria Ceravolo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19713\" title=\"Missione Antica Babilonia 2 – 123 giorni a Nasiryah del Generale Francesco Maria Ceravolo - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Missione Antica Babilonia 2 – 123 giorni a Nasiryah del Generale Francesco Maria Ceravolo - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un libro necessario</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Missione Antica Babilonia 2” è un’opera necessaria, perché riporta la verità vissuta <strong>senza retorica né revisionismi</strong>, restituendo all’opinione pubblica <strong>il volto umano della guerra</strong>. È un testo che aiuta a comprendere il sacrificio, la preparazione, il coraggio e le contraddizioni che accompagnano ogni operazione militare in un contesto internazionale instabile e rischioso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dettagli dell’opera</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Titolo:</strong> <em>Missione “Antica Babilonia 2” – 123 giorni a Nasiryah</em></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Autore:</strong> Francesco Maria Ceravolo</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Casa editrice:</strong> NeP Edizioni</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Contesto:</strong> Missione militare italiana in Iraq, novembre 2003</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Protagonisti:</strong> Brigata Sassari, Forze Speciali, TOC</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Focus:</strong> Attentato del 12 novembre, operazioni militari, riflessione geopolitica</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19714,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"1\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Immagine-WhatsApp-2025-05-29-ore-14.55.14-de84e86f-2-673x1024.jpg\" alt=\"Missione Antica Babilonia 2 – 123 giorni a Nasiryah del Generale Francesco Maria Ceravolo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19714\" style=\"aspect-ratio:1;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Missione Antica Babilonia 2 – 123 giorni a Nasiryah del Generale Francesco Maria Ceravolo - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Missione Antica Babilonia 2 – 123 giorni a Nasiryah del Generale Francesco Maria Ceravolo - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/JKHG.jpg","categoria":"Blog","tags":"Antica Babilonia, Esercito Itslisno, Iraq, Nasiryah","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-29 15:39:30","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.unilibro.it/libro/ceravolo-francesco-maria/missione-antica-babilonia-2-123-giorni-nasiryah/9788855003964","altre-fonti":"https://www.amazon.it/MISSIONE-ANTICA-BABILONIA-giorni-Nasiryah-ebook/dp/B0F66GJNVD","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19704-missione-antica-babilonia-2-123-giorni-a-nasiryah-del-generale-francesco-maria-ceravolo.mp4","galleria":""}
{"id":19695,"titolo":"Dietro le quinte della Parata del 2 Giugno: le prove generali delle Forze Armate","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La parata del 2 Giugno è uno dei momenti più solenni della vita repubblicana italiana. Ma ciò che il pubblico vede in pochi minuti lungo via dei Fori Imperiali è il risultato di settimane – e in alcuni casi mesi – di preparazione accurata. Ogni anno, le prove generali rappresentano un banco di prova fondamentale per centinaia di militari, mezzi e reparti impegnati in una delle cerimonie più complesse dell’apparato istituzionale del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19697,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Dietro le quinte della Parata del 2 Giugno: le prove generali delle Forze Armate - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/f09eae25-8b6b-4bdc-8aeb-d152e0fa8bdb-1024x682.jpg\" alt=\"Dietro le quinte della Parata del 2 Giugno: le prove generali delle Forze Armate - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19697\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dietro le quinte della Parata del 2 Giugno: le prove generali delle Forze Armate - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il cuore logistico: l’aeroporto di Centocelle</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il fulcro della preparazione si trova a Roma, presso l’aeroporto militare “Francesco Baracca” di Centocelle. Qui vengono concentrati reparti provenienti da tutta Italia, con uomini e donne delle Forze Armate e dei Corpi dello Stato che provano incessantemente formazioni, tempistiche, posizionamenti e comandi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19698,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Dietro le quinte della Parata del 2 Giugno: le prove generali delle Forze Armate - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/14c0339a-14e9-4372-a340-6992bde169ee-1024x682.jpg\" alt=\"Dietro le quinte della Parata del 2 Giugno: le prove generali delle Forze Armate - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19698\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dietro le quinte della Parata del 2 Giugno: le prove generali delle Forze Armate - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo è duplice: assicurare che tutto proceda con la massima precisione militare e trasmettere al pubblico l’immagine coesa ed efficiente dello Stato. A Centocelle si svolgono anche le prove congiunte tra le diverse componenti: esercito, marina, aeronautica, carabinieri, guardia di finanza, polizia di Stato, corpo militare della Croce Rossa, vigili del fuoco e rappresentanze civili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19699,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Dietro le quinte della Parata del 2 Giugno: le prove generali delle Forze Armate - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/570393ae-fcf9-4aab-a91e-8eef9d1e50a3-1024x682.jpg\" alt=\"Dietro le quinte della Parata del 2 Giugno: le prove generali delle Forze Armate - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19699\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dietro le quinte della Parata del 2 Giugno: le prove generali delle Forze Armate - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Prove notturne sui Fori Imperiali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella notte tra il 28 e 29 Maggio, le prove si svolgono lungo il percorso reale della parata, via dei Fori Imperiali. Per non disturbare il traffico cittadino, i test si svolgono in orario notturno, con uno spiegamento spettacolare di uomini e mezzi sotto la supervisione dello Stato Maggiore della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sfilata, infatti, è scandita al secondo: ogni reparto ha un tempo preciso di percorrenza, una distanza da mantenere, una marcia da seguire. Anche i dettagli visivi – come le posture, le bandiere, le uniformi e le coreografie – sono curati con attenzione maniacale, in quanto la cerimonia ha valore non solo istituzionale, ma anche simbolico e comunicativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19700,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Dietro le quinte della Parata del 2 Giugno: le prove generali delle Forze Armate - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/a199e7ce-4427-4f19-a4c3-bd448ee898ac-1024x682.jpg\" alt=\"Dietro le quinte della Parata del 2 Giugno: le prove generali delle Forze Armate - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19700\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dietro le quinte della Parata del 2 Giugno: le prove generali delle Forze Armate - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’addestramento dei reparti a piedi e dei mezzi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grande attenzione è dedicata ai reparti a piedi, in particolare alle accademie, alle scuole militari, ai reparti d’élite e ai plotoni misti che rappresentano specialità e capacità operative della Difesa italiana. I movimenti devono essere sincronizzati, i passi cadenzati, le bandiere ben allineate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Allo stesso tempo, anche i reparti motorizzati – che includono mezzi leggeri, carri blindati, veicoli antincendio e sanitari – affrontano specifici test dinamici. Vengono simulati arresti, ripartenze, curve strette e allineamenti, per evitare errori in diretta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, prove dedicate sono previste per le esibizioni aeree della Pattuglia Acrobatica Nazionale (Frecce Tricolori), che sorvolerà Roma tracciando il tricolore nel cielo al passaggio delle autorità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19701,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Dietro le quinte della Parata del 2 Giugno: le prove generali delle Forze Armate - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/0d3c1375-124d-4039-8b74-a55f84aa5072-1024x682.jpg\" alt=\"Dietro le quinte della Parata del 2 Giugno: le prove generali delle Forze Armate - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19701\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dietro le quinte della Parata del 2 Giugno: le prove generali delle Forze Armate - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un grande sforzo collettivo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le prove della parata sono l’espressione tangibile della preparazione, dell’impegno e della dedizione di migliaia di uomini e donne al servizio dello Stato. Coinvolgono non solo le Forze Armate, ma anche l’organizzazione logistica, le autorità comunali, la protezione civile, i tecnici del cerimoniale e il personale della Rai, incaricata delle riprese ufficiali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni dettaglio è testato, ogni sequenza provata e riprovata, per offrire il 2 Giugno uno spettacolo che sia prima di tutto una manifestazione di rispetto verso la Repubblica, la Costituzione e il popolo italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/f1ce7613-bebf-4c3a-b16e-2b6164cd18c2.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Fori Imperiali, FORZE ARMATE, Prove Parata 2 Giugno","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-29 12:14:31","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19695-dietro-le-quinte-della-parata-del-2-giugno-le-prove-generali-delle-forze-armate.mp4","galleria":""}
{"id":19684,"titolo":"2 Giugno: Storia e Valori della Parata d'Italia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sin dalla sua prima edizione nel 1948, la Rassegna del 2 Giugno ha rappresentato uno dei momenti più solenni e simbolici nella vita della Repubblica Italiana. Celebrare la nascita dello Stato repubblicano ha significato, fin dall’inizio, ribadire l’impegno verso i valori fondanti della Costituzione: libertà, democrazia e convivenza pacifica. Valori conquistati con fatica e custoditi nel tempo con solennità, anche attraverso il linguaggio simbolico delle Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19687,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"2 Giugno: Storia e Valori della Parata d'Italia - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/5-3-1024x693.jpg\" alt=\"2 Giugno: Storia e Valori della Parata d'Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19687\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">2 Giugno: Storia e Valori della Parata d'Italia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">1948: la nascita della parata e l’assunzione del comando</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La prima Rassegna si svolse a soli due anni dal referendum del 2 giugno 1946. Davanti all’Altare della Patria, un imponente schieramento interforze rese omaggio alla giovane Repubblica. Il Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi, nel ricevere il saluto delle Bandiere dei Reparti schierati, assunse simbolicamente – come previsto dall’art. 87 della Costituzione – il comando delle Forze Armate. Una cerimonia che suggellava anche visivamente la continuità tra Stato e Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19688,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"2 Giugno: Storia e Valori della Parata d'Italia - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/2-9-1024x693.jpg\" alt=\"2 Giugno: Storia e Valori della Parata d'Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19688\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">2 Giugno: Storia e Valori della Parata d'Italia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quella prima sfilata, rigorosamente statica, vide protagonisti nove reggimenti tra Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri, Bersaglieri del 3° reggimento, artiglieria, carri armati e militari a cavallo. Un segnale chiaro di unità e di rinascita nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Evoluzioni e momenti storici: la parata negli anni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Già nel 1949, anno dell’ingresso dell’Italia nella NATO, la celebrazione assunse una dimensione più ampia: dieci città italiane ospitarono in contemporanea cerimonie militari, da Pordenone a Latina, da L’Aquila ad altre località simboliche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19689,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"2 Giugno: Storia e Valori della Parata d'Italia - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/3-2-1024x693.jpg\" alt=\"2 Giugno: Storia e Valori della Parata d'Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19689\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">2 Giugno: Storia e Valori della Parata d'Italia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1950, la parata fu per la prima volta inserita nel programma ufficiale della Festa della Repubblica, diventando da allora parte integrante delle celebrazioni. Nel 1961, in occasione del centenario dell’Unità d’Italia, sfilate parallele si tennero anche a Torino e Firenze, capitali simboliche del Risorgimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1965, a cinquant’anni dall’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale, sfilarono anche i vessilli delle Unità disciolte che avevano combattuto nella Grande Guerra. Nel 1975, per i trent’anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, fecero la loro comparsa i Gruppi Bandiera delle formazioni regolari e irregolari della Resistenza, insieme ai Gonfaloni delle città decorate di Medaglia d’Oro al Valor Militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19690,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"2 Giugno: Storia e Valori della Parata d'Italia - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/6-2-1024x693.jpg\" alt=\"2 Giugno: Storia e Valori della Parata d'Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19690\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">2 Giugno: Storia e Valori della Parata d'Italia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sospensioni, riprese e nuove tradizioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La parata subì la prima interruzione nel 1976 a causa del terremoto in Friuli: al posto della sfilata, fu deposta una corona al Milite Ignoto. L’anno seguente, nel 1977, si svolse comunque una cerimonia in Piazza Venezia, con una Brigata costituita da ben 43 compagnie rappresentanti tutte le Forze Armate e Corpi dello Stato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 1978 al 1982, motivi legati all’austerity portarono a una sospensione della manifestazione. Fu solo nel 1983 che la parata fu ripristinata, questa volta lungo l’itinerario Aventino – Porta San Paolo, nella prima domenica di giugno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19691,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"2 Giugno: Storia e Valori della Parata d'Italia - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/8-1024x693.jpg\" alt=\"2 Giugno: Storia e Valori della Parata d'Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19691\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">2 Giugno: Storia e Valori della Parata d'Italia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 2016, la cerimonia si è arricchita di un nuovo gesto simbolico: sono i Sindaci, in rappresentanza degli oltre 8.000 Comuni italiani, ad aprire la sfilata, sottolineando il legame tra istituzioni locali e Repubblica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2020 e 2021, la pandemia da COVID-19 ha imposto la sospensione delle celebrazioni pubbliche. Tuttavia, a partire dal 2022, la sfilata su via dei Fori Imperiali è tornata a essere il cuore delle celebrazioni del 2 Giugno, restituendo alla cittadinanza quel momento collettivo di orgoglio, memoria e identità nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/7-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Festa della Repubblica, FORZE ARMATE","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-29 11:56:14","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19684-2-giugno-storia-e-valori-della-parata-ditalia.mp4","galleria":""}
{"id":19673,"titolo":"Un centro per allenarsi nel nome del coraggio: a Matteo Vanzan il CeSMi di Padova","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 28 maggio 2025, presso il <strong>Centro Sportivo Militare (CeSMi) di Padova</strong>, si è svolta una cerimonia solenne per l’intitolazione della struttura al <strong>Primo Caporal Maggiore Matteo Vanzan, Medaglia d’Oro al Valore dell’Esercito, caduto a Nassiryah (Iraq) il 17 maggio 2004 </strong>durante un’operazione militare. Un tributo sentito e doveroso, che ha unito memoria, riconoscenza e partecipazione collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presenti le massime autorità civili e militari della città, tra cui il sindaco di Padova, Sergio Giordani, una rappresentanza dell’Istituto Comprensivo “Ricci Curbastro” e diverse associazioni combattentistiche e d’arma. La cerimonia è cominciata con l’alzabandiera solenne, tradizione mensile del CeSMi, seguita dallo svelamento della targa commemorativa posta all’ingresso del comprensorio militare, che oggi porta con orgoglio il nome del giovane lagunare di Camponogara (Venezia).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19677,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/01.-Cerimonia-dellAlzabandiera-1024x683.jpg\" alt=\"Un centro per allenarsi nel nome del coraggio: a Matteo Vanzan il CeSMi di Padova - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19677\" title=\"Un centro per allenarsi nel nome del coraggio: a Matteo Vanzan il CeSMi di Padova - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un centro per allenarsi nel nome del coraggio: a Matteo Vanzan il CeSMi di Padova - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La famiglia di Matteo Vanzan, presente all’evento, ha testimoniato con discrezione e commozione il profondo legame tra le istituzioni e chi ha pagato il prezzo più alto al servizio della Patria. Accanto a loro anche il Comandante del Reggimento Lagunari “Serenissima”, reparto presso cui Matteo era effettivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Matteo Vanzan e i tanti “Matteo” del presente – Esempi di servizio silenzioso</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso del suo intervento, il Generale di Corpo d’Armata Maurizio Riccò, Comandante delle Forze Operative Nord, ha sottolineato con parole semplici ma potenti il senso della giornata:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19678,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/05.-Intervento-del-Gen.-C.A.-Ricco-1024x682.jpg\" alt=\"Un centro per allenarsi nel nome del coraggio: a Matteo Vanzan il CeSMi di Padova - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19678\" title=\"Un centro per allenarsi nel nome del coraggio: a Matteo Vanzan il CeSMi di Padova - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un centro per allenarsi nel nome del coraggio: a Matteo Vanzan il CeSMi di Padova - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Conservare la memoria, anche attraverso gesti come l’odierna intitolazione di una struttura sportiva, è fondamentale per ricordare chi ha sacrificato il bene più prezioso per tenere fede al giuramento prestato.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nome di Matteo Vanzan è diventato così simbolo di tutti quei militari che, oggi come allora, operano quotidianamente in prima linea, in silenzio e lontano dai riflettori, incarnando lo spirito di servizio e l’attaccamento ai valori democratici e repubblicani. Il Generale Riccò ha voluto ricordare, attraverso Matteo, i tanti “Matteo” che, con umiltà e dedizione, rappresentano il volto autentico delle Forze Armate italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presenza degli studenti e del mondo scolastico ha aggiunto al momento un’importante valenza educativa. In un’epoca in cui la memoria collettiva rischia di sbiadirsi, coinvolgere le nuove generazioni in cerimonie come questa significa trasmettere loro il senso profondo del dovere, dell’onore e della responsabilità verso lo Stato e la comunità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sacrificio di Vanzan, insignito della Medaglia d’Oro al Valore per l’estremo gesto di coraggio compiuto in Iraq, rappresenta un’eredità morale da custodire e tramandare, per comprendere che la libertà e la pace si fondano anche su scelte dolorose, fatte da uomini e donne in uniforme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una giornata di coesione, sport e addestramento operativo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo la fase commemorativa, l’evento ha proseguito con un momento dimostrativo presso l’area espositiva allestita dal CeSMi in collaborazione con la Fondazione Opera Immacolata Concezione Onlus. Gli ospiti hanno potuto assistere a esercitazioni ginnico-sportive e a prove di capacità militari che hanno mostrato l’alto livello di preparazione e professionalità delle Forze Operative Nord.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un elemento centrale della giornata è stata anche la premiazione della <strong>seconda edizione del Trofeo COMFOP Nord</strong>, attività addestrativa a carattere sportivo che si è svolta lo scorso 13 maggio e ha coinvolto sette team rappresentativi di altrettanti reparti dell’Esercito. La manifestazione ha avuto lo scopo di rafforzare lo spirito di corpo, la sana competizione e il senso di appartenenza, valori pienamente condivisi anche dal CeSMi, che quotidianamente forma e sostiene la preparazione fisica e morale del personale militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19681,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/07.-La-squadra-dell11°-reggimento-bersaglieri-vincitrice-del-Trofeo-1024x682.jpg\" alt=\"Un centro per allenarsi nel nome del coraggio: a Matteo Vanzan il CeSMi di Padova - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19681\" title=\"Un centro per allenarsi nel nome del coraggio: a Matteo Vanzan il CeSMi di Padova - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un centro per allenarsi nel nome del coraggio: a Matteo Vanzan il CeSMi di Padova - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intitolazione del CeSMi a Matteo Vanzan non è solo un omaggio formale: è la scelta consapevole di legare una struttura dedicata alla preparazione fisica e operativa alla memoria di un uomo che ha fatto del servizio la propria vocazione. Ogni ingresso al Centro Sportivo Militare sarà ora anche un passaggio davanti al suo nome, un invito a riflettere su cosa significa davvero “servire lo Stato”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Matteo Vanzan, con il suo sacrificio, è diventato simbolo e guida per coloro che ogni giorno indossano l’uniforme. La sua storia continuerà a vivere non solo nei ricordi, ma nella formazione, nell’addestramento e nel senso del dovere che il CeSMi incarna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/04.-La-targa-in-ricordo-della-M.O.V.E.-Matteo-Vanzan-2.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"CeSMiPadova, esercitoitaliano, MatteoVanzan","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-29 11:51:17","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/centro-spo-pd-move.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19673-un-centro-per-allenarsi-nel-nome-del-coraggio-a-matteo-vanzan-il-cesmi-di-padova.mp4","galleria":""}
{"id":19663,"titolo":"Forza, Resilienza e Comando: 111 Allievi Marescialli del XXVI Corso Conquistano la Qualifica di Pattugliatore Scelto","contenuto_html":"<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la conclusione ufficiale del <strong>corso di pattugliatore scelto</strong>, svoltosi presso la <strong>Scuola di Fanteria</strong>, ben <strong>111 Allievi Marescialli</strong> del XXVI Corso “Fermezza” della <strong>Scuola Sottufficiali dell’Esercito</strong> hanno acquisito una qualifica fondamentale nel loro percorso professionale. Si tratta di un traguardo rilevante, che rappresenta un passo decisivo verso la futura assunzione del ruolo di <strong>Comandanti di plotone</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il corso, della durata di circa sei settimane, è stato organizzato e supervisionato dal <strong>Comando per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito (COMFORDOT)</strong>. L’obiettivo principale: potenziare le <strong>competenze tecnico-tattiche</strong> per operare in <strong>territori ostili</strong>, migliorare la <strong>resistenza fisica</strong> individuale e collettiva, e consolidare le <strong>capacità di comando e leadership</strong>, elementi essenziali per il ruolo operativo che gli allievi saranno chiamati a ricoprire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19664,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Forza, Resilienza e Comando: 111 Allievi Marescialli del XXVI Corso Conquistano la Qualifica di Pattugliatore Scelto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/1.Mascheramento-1024x683.jpeg\" alt=\"Forza, Resilienza e Comando: 111 Allievi Marescialli del XXVI Corso Conquistano la Qualifica di Pattugliatore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19664\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Forza, Resilienza e Comando: 111 Allievi Marescialli del XXVI Corso Conquistano la Qualifica di Pattugliatore - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La qualifica di pattugliatore scelto, conferita alla fine del percorso, non è solo un riconoscimento formale, ma rappresenta anche il frutto di un impegno costante, di <strong>disciplina e sacrificio</strong>, che ha richiesto agli allievi un’elevata dedizione sia sotto il profilo fisico che mentale. L’esperienza vissuta alla Scuola di Fanteria si inserisce perfettamente nella visione dell’Esercito Italiano, che punta su <strong>una formazione progressiva e integrata</strong>, finalizzata a garantire un’elevata prontezza operativa in ogni contesto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Addestramento in ambiente ostile: il valore della resilienza e della tecnica</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>programma addestrativo</strong> si è sviluppato in più fasi, ciascuna delle quali ha contribuito a consolidare nei frequentatori una <strong>preparazione tecnica e mentale di alto profilo</strong>. Nella <strong>prima fase</strong>, gli Allievi si sono confrontati con una serie di esercitazioni ambientali: superamento di <strong>ostacoli naturali</strong>, tra cui <strong>altezze verticali</strong>, <strong>corsi d’acqua</strong>, percorsi di montagna e tratti boschivi complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19665,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Forza, Resilienza e Comando: 111 Allievi Marescialli del XXVI Corso Conquistano la Qualifica di Pattugliatore Scelto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/2.-Modulo-anfibio-1024x683.jpg\" alt=\"Forza, Resilienza e Comando: 111 Allievi Marescialli del XXVI Corso Conquistano la Qualifica di Pattugliatore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19665\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Forza, Resilienza e Comando: 111 Allievi Marescialli del XXVI Corso Conquistano la Qualifica di Pattugliatore - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo modulo iniziale ha avuto lo scopo di affinare le <strong>abilità motorie e tattiche</strong> necessarie per operare in ambienti particolarmente impervi, ma anche di rafforzare lo <strong>spirito di squadra</strong> e l’<strong>autonomia operativa</strong> del singolo soldato all’interno del contesto pattuglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>seconda fase</strong> dell’addestramento ha introdotto gli allievi alle <strong>tecniche avanzate di conduzione di pattuglie da combattimento</strong>, ovvero alla gestione di unità in movimento in scenari ostili, alla pianificazione di operazioni e alla reazione rapida a minacce variabili. Punto culminante di questa fase è stata l’<strong>esercitazione continuativa “Orsa Maggiore”</strong>, progettata per simulare operazioni sul terreno in <strong>condizioni operative estreme</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante “Orsa Maggiore”, i futuri Comandanti hanno affrontato <strong>situazioni di stress prolungato</strong>, simulando l’intera catena decisionale in contesto tattico, e mettendo alla prova <strong>tenuta fisica, lucidità mentale e capacità di comando</strong>. L’esercitazione ha rappresentato uno stress test completo, in cui ogni singolo allievo è stato valutato nella capacità di adattamento, iniziativa e resilienza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">“UNA ACIES 2025”: addestramento sinergico e coesione operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attività conclusiva del corso di pattugliatore scelto ha segnato <strong>l’inizio della campagna tattica “UNA ACIES 2025”</strong>, la più ampia federazione di attività addestrative promossa dal <strong>COMFORDOT</strong> per il periodo maggio-luglio 2025. “UNA ACIES”, che in latino significa “un’unica schiera”, rappresenta un’iniziativa strategica tesa a unificare <strong>metodologie, procedure e standard operativi</strong> tra tutti gli Istituti formativi dell’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa campagna addestrativa mira a garantire <strong>omogeneità nella preparazione</strong>, coesione tra i reparti, e un’efficace interoperabilità sia a livello nazionale che internazionale. Il coinvolgimento diretto dei frequentatori del corso di pattugliatore scelto nella fase inaugurale della campagna è indicativo del ruolo centrale che la formazione riveste nel modello operativo dell’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19670,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Forza, Resilienza e Comando: 111 Allievi Marescialli del XXVI Corso Conquistano la Qualifica di Pattugliatore Scelto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/1200-fino-1024x683.jpeg\" alt=\"Forza, Resilienza e Comando: 111 Allievi Marescialli del XXVI Corso Conquistano la Qualifica di Pattugliatore Scelto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19670\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Forza, Resilienza e Comando: 111 Allievi Marescialli del XXVI Corso Conquistano la Qualifica di Pattugliatore Scelto - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I 111 Allievi Marescialli del Corso “Fermezza” rappresentano, infatti, la <strong>nuova generazione di sottufficiali</strong> pronti ad assumere incarichi di comando in contesti operativi sempre più dinamici e imprevedibili. La loro preparazione, già consolidata dal corso appena concluso, sarà ulteriormente arricchita dalle successive fasi di “UNA ACIES 2025”, in un percorso che li porterà a essere <strong>leader militari consapevoli, preparati e resilienti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un mondo in cui la sicurezza richiede risposte rapide, adattabili e professionali, l’Esercito continua a investire nella <strong>formazione di qualità</strong>, consapevole che la <strong>credibilità operativa</strong> passa anche – e soprattutto – dalla competenza delle proprie donne e dei propri uomini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/1200-1.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"allievimarescialli, pattugliatorescelto, scuoladifanteria","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-29 10:00:12","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/corso_pattug_sc.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19663-forza-resilienza-e-comando-111-allievi-marescialli-del-xxvi-corso-conquistano-la-qualifica-di-pattugliatore-scelto.mp4","galleria":""}
{"id":19647,"titolo":"È scomparso il Generale Incursore Nicola Zanelli: una vita al servizio dell’Italia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>È con profondo cordoglio che oggi le Forze Armate italiane e l’intera comunità militare salutano il <strong>Generale di Corpo d’Armata Nicola Zanelli</strong>, spentosi all’età di 61 anni dopo una lunga malattia contro la quale stava combattendo. Uomo di straordinaria esperienza operativa e alto profilo professionale, Zanelli ha rappresentato per decenni un punto di riferimento indiscusso nel mondo delle aviotruppe e delle forze speciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nato a <strong>Castelnovo ne' Monti</strong> (Reggio Emilia) il <strong>6 luglio 1963</strong> e cresciuto a <strong>Felina</strong>, piccolo borgo dell'Appennino reggiano, Zanelli intraprese la carriera militare nel <strong>1982</strong> frequentando il <strong>164º Corso</strong> dell’<strong>Accademia Militare di Modena</strong>. Dopo la Scuola di Applicazione di Torino, fu assegnato al <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\">187º Reggimento Paracadutisti “Folgore”</a></strong>, per poi superare il selettivo corso delle Forze Speciali e entrare nel <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\">9º Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”</a></strong>, reparto che avrebbe poi comandato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una carriera operativa d’eccellenza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Zanelli ha preso parte alle principali operazioni italiane degli ultimi trent’anni: nel <strong>1993</strong>, comanderà, durante l’operazione IBIS in Somalia, la storica <strong>5ª Compagnia \"Pipistrelli\"</strong> del 187º Reggimento Folgore. Passa poi, come incursore, al&nbsp;9° Reggimento d’Assalto “Col Moschin”, avviando la sua carriera nella forze speciali, maturando significative esperienze in Europa, Africa e Medio Oriente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2003 fu integrato nella <strong>3ª Divisione britannica</strong> come ufficiale di scambio, con cui partecipò all’<strong>Operazione Telic 1</strong> in <strong>Iraq</strong>. Ritornato in Italia, è stato designato Vice Capo Operativo del <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-interforze-per-le-operazioni-delle-forze-speciali-c-o-f-s/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Comando interforze per le operazioni delle forze speciali (COFS)</a></strong>.&nbsp;Tra il 2006 e il 2008, ha comandato il <strong>9º Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin”</strong> per poi ricoprire il ruolo di <strong>Addetto Militare Italiano a Londra</strong>, con responsabilità anche su <strong>Irlanda e Islanda</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tornato in Italia, ha ricoperto incarichi di comando di massimo livello nel settore delle forze speciali: nel <strong>2013</strong> fu il <strong>primo comandante del <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Comando delle Forze Speciali dell’Esercito (COMFOSE)</a></strong>, mentre nel <strong>2016</strong> divenne <strong>Comandante del COFS</strong>, il Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali, incarico ricoperto fino al 2019.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Leadership internazionale e onorificenze</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>2020</strong> fu promosso <strong>Generale di Corpo d’Armata</strong> e designato <strong>Vice Comandante dell’Operazione NATO Resolute Support in Afghanistan</strong>, ricoprendo l’incarico fino al luglio 2021. Nel 2022 fu nominato <strong>Deputy Commander di Allied Land Command (LANDCOM)</strong> della NATO, con sede a <strong>Izmir, Turchia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Zanelli ha frequentato il <strong>Corso Superiore di Stato Maggiore</strong> presso la Scuola di Guerra di Civitavecchia e, successivamente, lo <strong>UK Joint Command &amp; Staff Course a Shrivenham</strong>, dove ha conseguito un <strong>Master in Studi Militari presso il King’s College di Londra</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un’eredità indelebile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della sua carriera, il Generale Zanelli ha costruito solidi legami di cooperazione con le forze armate alleate, soprattutto nell’ambito delle operazioni speciali, distinguendosi per competenza e spirito di servizio. La sua guida è stata fondamentale per l’evoluzione e l’internazionalizzazione delle forze speciali italiane, contribuendo a rafforzare la credibilità dell’Italia in ambito NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Zanelli lascia la moglie, due figli e due figlie. Con la sua scomparsa, l’Italia perde non solo un soldato di eccezionale valore, ma anche un uomo che ha incarnato con onore, coraggio e intelligenza il significato più alto del servizio alla Patria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Le esequie si terranno venerdì 30 maggio alle ore 15.30, presso la Chiesa di Santa Maria Assunta in Felina (RE).</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Eventuali messaggi di cordoglio potranno essere inviati al seguente indirizzo:</strong><br><em>Via Casa Perizzi 30/A, 42035 Castelnovo ne' Monti (RE)</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/zanelli.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"forzespecialiitaliane, GeneraleZanelli","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-28 14:26:53","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19647-e-scomparso-il-generale-incursore-nicola-zanelli-una-vita-al-servizio-dellitalia.mp4","galleria":""}
{"id":19634,"titolo":"USA: Colonnello (donna) dell'Esercito destituita dal Comando per Accuse di Abusi Sessuali e Molestie","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un ufficiale femminile dell'Esercito degli Stati Uniti è stata destituita dal Comando di una Unità della 5ª Brigata di Assistenza alle Forze di Sicurezza (5th SFAB), di base presso Joint Base Lewis-McChord, nello stato di Washington, in seguito a gravi accuse di molestie sessuali e abusi nei confronti di sottoposti. Il colonnello è stata sollevata dal suo incarico il 13 ottobre 2023, generando un acceso dibattito sulla condotta dei leader militari e sulle implicazioni di queste accuse in un contesto militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Caso della Colonnello e il suo Licenziamento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il colonnello ha comandato il Battaglione Ingegneri della 5ª Brigata presso la base di Joint Base Lewis-McChord, una delle installazioni militari più strategiche degli Stati Uniti. La 5ª SFAB è una brigata altamente specializzata, creata per lavorare con forze alleate straniere, assistendo nella formazione e nello sviluppo di strategie di cooperazione militare. La brigata è stata una delle prime a essere istituita dal Pentagono con l'obiettivo di rafforzare la presenza militare degli Stati Uniti nel Pacifico, in risposta alla crescente influenza della Cina nella regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19644,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"USA: Colonnello (donna) dell'Esercito destituita dal Comando per Accuse di Abusi Sessuali e Molestie - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/mil-5th-sfab-demolition-training-1800.jpg\" alt=\"USA: Colonnello (donna) dell'Esercito destituita dal Comando per Accuse di Abusi Sessuali e Molestie - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19644\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">USA: Colonnello (donna) dell'Esercito destituita dal Comando per Accuse di Abusi Sessuali e Molestie - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La destituzione è stato il risultato di un'indagine interna che ha portato alla luce un comportamento altamente inadeguato e non professionale. <strong>L’indagine ha esaminato centinaia di email interne, messaggi vocali, registrazioni video e comunicazioni tra i membri del suo battaglione. </strong>In particolare, le accuse contro di lei riguardano episodi di molestie sessuali e abusi nei confronti di soldati sotto il suo comando. Un episodio in particolare ha suscitato preoccupazione:<strong> il colonnello avrebbe baciato con forza uno dei suoi sottoposti maschi e palpeggiato un altro sotto la cintura, senza il suo consenso.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Conseguenze e la Situazione Attuale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante la destituzione dalla sua posizione di comando, il colonnello rimane ancora in servizio attivo nell'Esercito degli Stati Uniti. Lei è stata riassegnata al I Corps, con sede nella stessa base di Joint Base Lewis-McChord, <strong>ma non sembrano esserci prove che sia sotto processo per corte marziale,</strong> almeno secondo le informazioni ufficiali provenienti dal pubblico. La sua situazione è ancora incerta, e al momento non è chiaro se abbia assunto un avvocato per difendersi o se ci siano ulteriori procedimenti legali a suo carico. <strong>Questo solleva interrogativi sul trattamento dei casi di molestie sessuali e abusi all'interno delle forze armate, in particolare quando gli accusati sono ufficiali di alto rango.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Indagine e le Accuse di Abuso Sessuale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le accuse sono emerse dopo un'indagine avviata nell'aprile 2023, quando Military.com aveva per la prima volta riportato la notizia della sua sospensione dal comando. L'indagine ha rivelato che l'Ufficale aveva abusato sessualmente di almeno due sottoposti e aveva molestato sessualmente altri soldati. Questi episodi sono stati documentati attraverso una varietà di prove, tra cui testimonianze e comunicazioni interne.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo fonti a conoscenza diretta della situazione, alcune delle accuse riguardano <strong>episodi che sarebbero stati legati all'abuso di alcol</strong>. Questo solleva un altro importante tema: la connessione tra l'abuso di sostanze e i comportamenti abusivi da parte di Ufficiali, che spesso vengono minimizzati o ignorati all'interno delle istituzioni militari. In un ambiente ad alta pressione come quello militare, l'abuso di alcol e droghe può avere un impatto devastante sul comportamento dei leader e sulle dinamiche tra soldati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19648,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"USA: Colonnello (donna) dell'Esercito destituita dal Comando per Accuse di Abusi Sessuali e Molestie - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/hq720.jpg\" alt=\"USA: Colonnello (donna) dell'Esercito destituita dal Comando per Accuse di Abusi Sessuali e Molestie - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19648\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">USA: Colonnello (donna) dell'Esercito destituita dal Comando per Accuse di Abusi Sessuali e Molestie - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Statistiche sugli Abusi Sessuali nell'Esercito e il Caso della Colonnello</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Le statistiche sugli abusi sessuali nell'esercito degli Stati Uniti sono preoccupanti e mettono in luce una realtà difficile da affrontare</strong>. Secondo i dati del Dipartimento della Difesa del 2022, le vittime di sesso maschile di abusi sessuali rappresentano circa il 10% dei casi nell'esercito. Tuttavia, <strong>il Pentagono ritiene che questi casi siano sotto-reportati, poiché gli uomini tendono a non denunciare gli abusi a causa dello stigma sociale che circonda il tema</strong>. Al contrario, le donne costituiscono circa il 6% degli autori di molestie sessuali, ma anche questo dato potrebbe essere sottostimato, con la maggior parte degli episodi provenienti da soldati di grado inferiore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le donne che ricoprono ruoli di comando superiori sono estremamente rare, e questo rende ancora più eclatante il caso in questione. Il Colonnello è stata la prima donna a comandare un battaglione della 5ª SFAB, un'unità creata tra il 2017 e il 2020 con il compito di lavorare a stretto contatto con le forze alleate straniere. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Problema della Leadership e delle Dinamiche di Potere nel Contesto Militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il caso del colonnello non è un caso isolato, ma si inserisce in un contesto più ampio di difficoltà di leadership e gestione all'interno dell'Esercito degli Stati Uniti. La 5ª SFAB è stata oggetto di un'indagine che ha rivelato numerosi problemi legati alla leadership, con alcuni ufficiali che hanno mostrato comportamenti autoritari e poco efficaci, creando un ambiente di lavoro ostile. <strong>La brigata ha affrontato difficoltà morali e di performance, con i soldati che si sono lamentati di una gestione micromanageriale e di una pressione eccessiva.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>In effetti, nel 2023, un altro comandante della 5ª SFAB, il colonnello, è stato licenziato a seguito di un'indagine che ha evidenziato comportamenti simili di abuso di potere, in particolare il continuo rimprovero dei soldati e la gestione eccessivamente autoritaria. </strong>Questo solleva ulteriori interrogativi sulla qualità della leadership all'interno di unità così specializzate e su come le dinamiche di potere possano influire negativamente sulla moralità e sul benessere dei soldati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Sfida delle Forze Armate contro le Molestie Sessuali e gli Abusi di Potere</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il caso del colonnello e le indagini sulla 5ª SFAB sollevano interrogativi anche per le forze armate italiane. Sebbene i dati sulle forze armate statunitensi siano più completi, è importante chiedersi se fenomeni simili possano verificarsi anche in Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le forze armate italiane hanno attuato politiche di prevenzione delle molestie sessuali, tra cui corsi la promozione di una cultura del rispetto. È stato inoltre potenziato il supporto psicologico per le vittime e creati canali sicuri per segnalare abusi. Questi strumenti sono fondamentali per una gestione equa e tempestiva delle denunce, ma è essenziale che vengano continuamente migliorati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La crescente presenza di donne nelle forze armate italiane sta contribuendo a modificare la leadership militare, promuovendo un ambiente inclusivo. Tuttavia, la prevenzione delle molestie richiede un cambiamento culturale profondo che coinvolga tutti i livelli, per evitare che abusi compromettano la missione e la fiducia tra i soldati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/2-8.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Forze Armate Italiane, Molestie Sessuali, Prevenzione Abusi","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-28 14:07:59","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.military.com/daily-news/2024/01/23/female-commander-was-relieved-after-allegations-of-sexual-assaults-harassment-against-male.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19634-usa-colonnello-donna-dellesercito-destituita-dal-comando-per-accuse-di-abusi-sessuali-e-molestie.mp4","galleria":""}
{"id":19624,"titolo":"BAE Systems e IDV uniscono le forze: il BvS10 arriva in Italia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un passo significativo verso il rafforzamento delle capacità militari italiane, <strong>BAE Systems Hägglunds</strong> e <strong>Iveco Defence Vehicles (IDV)</strong> hanno annunciato una nuova collaborazione strategica per la produzione e localizzazione del veicolo fuoristrada <strong>BvS10</strong> sul territorio italiano. L’accordo, sancito attraverso un <strong>Memorandum d’Intesa (MoU)</strong>, pone le basi per una sinergia tecnologica e industriale che mira a soddisfare le esigenze specifiche delle <strong>Forze Armate italiane</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intesa rappresenta un’importante evoluzione nel rapporto tra le due aziende, già collaudato in precedenti collaborazioni, e si fonda su due pilastri principali: la <strong>progettazione localizzata</strong> delle varianti italiane del BvS10 e la <strong>produzione interna</strong> del veicolo, con l’obiettivo di valorizzare le competenze e la manodopera presenti in Italia. Come sottolineato da <strong>Tommy Gustafsson-Rask</strong>, direttore generale di BAE Systems Hägglunds, questa alleanza punta a garantire un supporto mirato e affidabile alla difesa italiana, inserendosi nel contesto più ampio del rafforzamento della sicurezza europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Questa partnership unisce le competenze tecniche di entrambe le aziende, garantendo che il BvS10 sia progettato per supportare le esigenze di difesa dell’Italia”, ha affermato Gustafsson-Rask.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Innovazione e Capacità del BvS10</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>BvS10</strong>, sviluppato da BAE Systems, è considerato uno dei veicoli militari più versatili e avanzati al mondo. Si tratta di un mezzo <strong>articolato, blindato e anfibio</strong>, capace di operare in condizioni estreme dove altri veicoli falliscono. Il suo punto di forza principale è la <strong>mobilità avanzata</strong>, che gli consente di muoversi efficacemente su neve, ghiaccio, roccia, sabbia, fango e terreni montuosi, nonché in aree allagate e in acque costiere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19628,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Press-Release-BAE-Systems-and-Iveco-Defence-Vehicles-form-strategic-collaboration-on-BvS10-for-Italy.png\" alt=\"BAE Systems Hägglunds e Iveco Defence Vehicles (IDV): un'Alleanza Strategica per la Difesa Italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19628\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"BAE Systems e IDV uniscono le forze: il BvS10 arriva in Italia - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">BAE Systems Hägglunds e Iveco Defence Vehicles (IDV): un'Alleanza Strategica per la Difesa Italiana - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie alla sua <strong>struttura modulare</strong>, il BvS10 può essere facilmente adattato a diverse missioni operative. Le sue varianti includono il trasporto truppe, il comando e controllo, l’ambulanza da campo, il veicolo per recupero e riparazione, il supporto logistico e il trasporto armi, anche con capacità per il mortaio. Questa flessibilità lo rende una piattaforma ideale per la <strong>mobilità strategica, tattica e operativa</strong> in scenari di crisi o combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Il BvS10 rappresenta la combinazione perfetta di mobilità, carico utile e protezione”, si legge nella nota congiunta delle aziende.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attualmente, il veicolo è già operativo in numerosi Paesi europei come <strong>Austria, Francia, Paesi Bassi, Svezia, Regno Unito e Ucraina</strong>, a testimonianza della sua affidabilità e delle sue qualità comprovate sul campo. L’introduzione della piattaforma in Italia permetterà anche una <strong>maggiore interoperabilità logistica</strong> con queste nazioni partner, rafforzando le capacità congiunte europee di risposta a situazioni d’emergenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Valorizzazione dell’Industria Nazionale e Prospettive Future</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per <strong>Iveco Defence Vehicles</strong>, questa nuova collaborazione rappresenta un ulteriore passo nel consolidare il proprio ruolo di attore chiave per l’industria della difesa italiana. Il <strong>CEO di IDV, Claudio Catalano</strong>, ha espresso la piena fiducia nella riuscita del progetto, sottolineando come la combinazione delle competenze ingegneristiche e produttive delle due aziende porterà alla realizzazione di un veicolo pienamente rispondente ai requisiti delle Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Metteremo a frutto la competenza, il know-how tecnologico e l’esperienza di IDV e BAE Systems per fornire il BvS10 all’Esercito Italiano”, ha dichiarato Catalano.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre al potenziamento delle capacità militari, la partnership porterà benefici significativi anche sul piano economico e occupazionale. L’<strong>utilizzo di manodopera locale</strong> e la creazione di filiere produttive in Italia contribuiranno a rafforzare il tessuto industriale nazionale e a garantire una <strong>sicurezza di approvvigionamento autonoma</strong>, elemento sempre più strategico nel contesto geopolitico attuale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Guardando al futuro, questa intesa potrebbe anche aprire la strada a <strong>ulteriori collaborazioni tecnologiche</strong>, non solo nella produzione del BvS10 ma anche nello sviluppo di nuove piattaforme integrate, in linea con le esigenze emergenti del teatro operativo moderno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19632,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Designer-22.jpeg\" alt=\"BAE Systems e IDV uniscono le forze: il BvS10 arriva in Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19632\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"BAE Systems e IDV uniscono le forze: il BvS10 arriva in Italia - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">BAE Systems e IDV uniscono le forze: il BvS10 arriva in Italia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questa iniziativa, <strong>BAE Systems Hägglunds e Iveco Defence Vehicles</strong> non solo rafforzano la <strong>difesa nazionale italiana</strong>, ma contribuiscono anche a una più ampia <strong>architettura di sicurezza europea</strong>, fondata su cooperazione industriale, innovazione tecnologica e visione strategica condivisa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/R-4.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"difesa, IDV, Industria","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-28 11:40:25","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.idvgroup.com/2025/05/22/bae-systems-and-iveco-defence-vehicles-form-strategic-collaboration-on-bvs10-for-italy/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19624-bae-systems-e-idv-uniscono-le-forze-il-bvs10-arriva-in-italia.mp4","galleria":""}
{"id":19615,"titolo":"Stati Uniti: spesi 6 Miliardi di Dollari per Reclutare e Incentivare i Militari","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi tre anni, le forze armate degli Stati Uniti hanno speso oltre 6 miliardi di dollari per reclutare e mantenere i soldati, in un tentativo crescente di colmare il divario nelle reclutazioni. Questi incentivi finanziari, volti a stimolare la riforma delle forze armate, hanno visto un notevole aumento degli stanziamenti dal 2022, con la Marina che ha nettamente superato gli altri rami delle forze armate in termini di spese per il reclutamento e i bonus di mantenimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 2022, <strong>la Marina degli Stati Uniti ha aumentato significativamente il proprio bilancio per i bonus di reclutamento e di mantenimento</strong>, con un incremento significativo rispetto agli altri rami militari. Questo aumento di fondi è stato fondamentale per arginare la carenza di reclutamenti, soprattutto dopo che la pandemia di COVID-19 ha ridotto gli eventi pubblici e le opportunità di incontro tra i reclutatori e i giovani candidati. Nonostante le difficoltà, la spesa per i bonus è stata determinante nel recuperare il terreno perso in termini di nuovi arruolamenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19617,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/22092kln-1024x731.jpg\" alt=\"Stati Uniti: spesi 6 Miliardi di Dollari per Reclutare e Incentivare i Militari - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19617\" title=\"Stati Uniti: spesi 6 Miliardi di Dollari per Reclutare e Incentivare i Militari - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Stati Uniti: spesi 6 Miliardi di Dollari per Reclutare e Incentivare i Militari - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Marina e i Suoi Sforzi per Mantenere i Soldati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Marina ha speso enormemente nel 2023 per superare un'importante carenza di reclutamenti. Nonostante sia uno dei rami più piccoli delle forze armate, la Marina ha investito somme considerevoli per incentivare la rimanenza dei suoi soldati, con circa 70.000 marinai che hanno ricevuto bonus ogni anno, più del doppio di quanto sia stato speso per i soldati dell'Esercito. L'ammiraglio James Kilby, vice capo delle operazioni navali, ha sottolineato come la ritenzione dei marinai sia fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di personale della Marina, sebbene il corpo stia affrontando difficoltà nel reclutare ufficiali in determinati ruoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Esercito e le Sue Iniziative per Recuperare il Ritardo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Esercito degli Stati Uniti ha vissuto le maggiori difficoltà nel reclutamento negli ultimi dieci anni. Tuttavia, grazie a nuove politiche e iniziative, tra cui il \"Future Soldier Prep Course\" istituito nel 2022 a Fort Jackson, Carolina del Sud, l'Esercito è riuscito a compiere un significativo recupero. Questo programma offre ai soldati meno performanti fino a 90 giorni di formazione accademica e fisica per aiutarli a raggiungere gli standard richiesti dall'esercito, risultando in migliaia di nuovi arruolamenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19618,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/OIP1.jpg\" alt=\"Stati Uniti: spesi 6 Miliardi di Dollari per Reclutare e Incentivare i Militari - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19618\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Stati Uniti: spesi 6 Miliardi di Dollari per Reclutare e Incentivare i Militari - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Stati Uniti: spesi 6 Miliardi di Dollari per Reclutare e Incentivare i Militari - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il maggiore Getty, portavoce del Corpo dei Marines, ha anche evidenziato come l'uso dei bonus di ritenzione sia stato utile nel 2024, quando i Marines sono stati autorizzati a rimanere in servizio un anno prima del previsto, portando così un aumento del numero di soldati che hanno ricevuto i bonus.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Spesa per i Bonus e le Sfide del Reclutamento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2023, anche l'Aeronautica ha aumentato le sue spese per i bonus di reclutamento, sebbene abbia ridotto l'importo nel 2024. La Space Force, tuttavia, non ha attualmente autorizzato bonus per il reclutamento. I Marines, pur avendo raggiunto i loro obiettivi di reclutamento, sono stati costretti a fare affidamento su un gran numero di candidati in ritardo per soddisfare le loro esigenze. Rispetto agli altri rami delle forze armate, i Marines tendono a distribuire i bonus tra un numero maggiore di soldati, poiché la forza totale del corpo è più piccola.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le forze armate degli Stati Uniti, pur investendo ingenti somme per reclutare nuovi soldati, mirano a rafforzare le posizioni più difficili da riempire. Questo include ruoli in ambito cibernetico, intelligence e forze speciali, oltre a lavori di combattimento, carri armati e artiglieria, che sono considerati vitali per la sicurezza e la prontezza operativa del paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19619,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/160109-A-LP538-396-1024x683.jpg\" alt=\"Stati Uniti: spesi 6 Miliardi di Dollari per Reclutare e Incentivare i Militari - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19619\" title=\"Stati Uniti: spesi 6 Miliardi di Dollari per Reclutare e Incentivare i Militari - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Stati Uniti: spesi 6 Miliardi di Dollari per Reclutare e Incentivare i Militari - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Prospettive Future</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’aumento dei bonus e delle spese, le forze armate statunitensi sono ora in una posizione migliore per raggiungere i loro obiettivi di reclutamento e mantenere i soldati già in servizio. Le iniziative e i programmi introdotti, insieme all’impiego di incentivi finanziari, hanno dimostrato di essere strumenti efficaci per invertire le tendenze negative nel reclutamento. Tuttavia, resta da vedere come le forze armate continueranno a far fronte alla crescente difficoltà di attrarre giovani in un panorama sempre più competitivo, dove le opportunità di carriera sono numerose.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La spesa di 6 miliardi di dollari per il reclutamento e la ritenzione dei soldati dimostra l’importanza che il governo degli Stati Uniti attribuisce alla preparazione e alla capacità operativa delle sue forze armate. Nonostante le difficoltà, gli sforzi per attrarre e mantenere il personale sembrano essere sulla buona strada, anche se i cambiamenti a lungo termine potrebbero richiedere strategie ancora più innovative per affrontare le sfide del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/OIP-10.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Aeronautica, Corpo dei Marines, Esercito USA, forze speciali, Incentivi finanziari, Marina degli Stati Uniti, reclutamento, Ritenzione dei soldati, US Military","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-28 08:33:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.military.com/daily-news/2025/05/25/us-military-spent-6-billion-past-3-years-recruit-and-retain-troops.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19615-stati-uniti-spesi-6-miliardi-di-dollari-per-reclutare-e-incentivare-i-militari.mp4","galleria":""}
{"id":19604,"titolo":"Rimini Wellness: Military Fitness con la Brigata Paracadutisti Folgore","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Esercito Italiano conferma anche quest’anno la presenza a <em>Rimini Wellness</em>, l’importante evento internazionale dedicato al fitness, al benessere e allo sport, che si terrà alla Fiera di Rimini dal 29 maggio al 1 giugno. In un’area espositiva di 700 metri quadrati nella zona piscine est, lo stand dell’Esercito offrirà un’esperienza interattiva e coinvolgente, con un focus speciale sulla <strong>Brigata Paracadutisti “Folgore”</strong>, che guiderà le attività di <strong>Military Fitness</strong> e altre prove ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una delle principali attrazioni sarà il <strong>“Military fitness”</strong>, un circuito ad alta intensità, progettato per migliorare la forza e la resistenza, ispirato alla preparazione fisica dei paracadutisti. Sotto la guida esperta degli istruttori della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Brigata Paracadutisti “Folgore”</a>, i visitatori avranno l’opportunità di mettersi alla prova con esercizi che simulano le sfide affrontate dai soldati nelle missioni all’estero, con l’obiettivo di spingere i partecipanti al massimo delle loro capacità fisiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19606,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/5.-Visitatore-sulla-parete-di-arrampicata-1024x768.jpg\" alt=\"Rimini Wellness: Military Fitness con la Brigata Paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19606\" title=\"Rimini Wellness: Military Fitness con la Brigata Paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Rimini Wellness: Military Fitness con la Brigata Paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Arrampicata con le Truppe Alpine: Adrenalina in Sicurezza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli appassionati di sport estremi potranno anche cimentarsi in un’altra attività ad alta adrenalina: la parete di arrampicata artificiale. Alta circa 7 metri, questa parete, gestita dagli istruttori delle Truppe Alpine, sarà una grande opportunità per avvicinarsi al mondo dell’arrampicata, praticando in un ambiente sicuro e controllato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A rendere ancora più dinamica e coinvolgente l’esperienza all’interno dello stand, ci sarà anche <strong>Radio Esercito</strong>, la web radio ufficiale della Forza Armata, che offrirà musica, intrattenimento e approfondimenti in tempo reale durante l’intero evento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19607,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/7.-Speaker-Radio-Esercito-in-azione-1024x768.jpg\" alt=\"Rimini Wellness: Military Fitness con la Brigata Paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19607\" title=\"Rimini Wellness: Military Fitness con la Brigata Paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Rimini Wellness: Military Fitness con la Brigata Paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Opportunità di Carriera: Un Percorso Unico nell’Esercito Italiano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre a momenti di fitness e adrenalina, il pubblico avrà anche l’opportunità di scoprire le diverse carriere militari offerte dall’Esercito Italiano. Il <strong>Comando Militare Esercito “Emilia-Romagna”</strong> presenterà le opportunità per diventare <strong>Volontari in Ferma Iniziale (VFI)</strong> e fornirà informazioni sui concorsi per accedere alle prestigiose <strong>Scuole Militari “Nunziatella” di Napoli</strong>, <strong>“Teuliè” di Milano</strong>, <strong>Accademia Militare di Modena</strong> e alla <strong>Scuola Sottufficiali di Viterbo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Military Fitness: Un Allenamento Completo e Adattabile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>military fitness</strong> si ispira agli allenamenti sviluppati per i militari nel secondo dopoguerra, evolvendosi nel tempo per diventare un’attività fisica funzionale che può essere adattata a qualsiasi ambiente, dal campo aperto alla palestra. In una sessione di military fitness, si alternano fasi di riscaldamento e di esercizi ad alta intensità, stimolando non solo la forza fisica, ma anche il lavoro di squadra e il superamento dei propri limiti mentali e fisici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’allenamento prevede esercizi per potenziare la resistenza, la forza e la velocità, attraverso un mix di lavoro aerobico e di agilità. Ogni circuito può essere personalizzato in base alle capacità dei partecipanti, con l’utilizzo di attrezzi improvvisati, come pneumatici, cassette e battelli, rendendo l'attività accessibile e versatile in qualsiasi situazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19608,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/FOTO1.-MILITARY-FITNESS-ESERCIZI-CON-LO-ZAINO-1024x576.jpg\" alt=\"Rimini Wellness: Military Fitness con la Brigata Paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19608\" title=\"Rimini Wellness: Military Fitness con la Brigata Paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Rimini Wellness: Military Fitness con la Brigata Paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli aspetti principali del military fitness è la sua adattabilità. Non richiede attrezzature specifiche, ma si può praticare in qualsiasi luogo, sia all'aperto che al chiuso. Ogni circuito può essere modificato per soddisfare le necessità fisiche e ambientali, garantendo sempre un allenamento stimolante. Inoltre, l’attività è consigliata a tutti, con l’unica precauzione di assicurarsi che i partecipanti abbiano una preparazione fisica simile quando si allena in gruppo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <em>Rimini Wellness</em> rappresenta un’occasione unica per entrare in contatto con il mondo del <strong>military fitness</strong> e scoprire le opportunità di carriera nell’Esercito Italiano, con un focus particolare sulla preparazione e le competenze della <strong>Brigata Paracadutisti “Folgore”</strong>. Con attività coinvolgenti, un'area espositiva interattiva e un programma ricco di eventi, il pubblico potrà vivere un’esperienza immersiva, mettendo alla prova le proprie capacità fisiche e scoprendo nuove opportunità professionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/3.-Military-Fitness-piegamenti-con-la-cassetta-di-munizioni-scaled.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"#BrigataFolgore, #EsercitoItaliano, #MilitaryFitness, #RiminiWellness","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-28 07:08:54","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.riminitoday.it/cronaca/military-fitness-parete-arrampicata-rimini-wellness-allenare-esercito-italiano.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19604-rimini-wellness-military-fitness-con-la-brigata-paracadutisti-folgore.mp4","galleria":""}
{"id":19581,"titolo":"Rheinmetall-Battlesuite: La Piattaforma Digitale per le operazioni militari del futuro","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto dei conflitti moderni, che sono sempre più multifunzionali, multidimensionali e scalabili, Rheinmetall ha sviluppato una soluzione innovativa: <strong>Battlesuite</strong>, <strong>una piattaforma digitale progettata per ottimizzare le operazioni militari del futuro attraverso l'interconnessione di sistemi</strong>. La presentazione ufficiale di questa nuova tecnologia avverrà nel 2025 durante l'esposizione AFCEA. <strong>La Battlesuite rappresenta un concetto integrato che unisce intelligenza umana, intelligenza artificiale (AI), sistemi convenzionali e senza pilota, mirando a migliorare l'efficacia operativa e la gestione delle risorse</strong>. Questo approccio modulare e digitale consentirà alle forze armate di affrontare le sfide delle guerre del futuro con maggiore efficacia e precisione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19601,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Rheinmetall-Battlesuite: La Piattaforma Digitale per le operazioni militari del futuro - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/1-11-1024x474.jpg\" alt=\"Rheinmetall-Battlesuite: La Piattaforma Digitale per le operazioni militari del futuro - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19601\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Rheinmetall-Battlesuite: La Piattaforma Digitale per le operazioni militari del futuro - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Sinergia tra Sistemi Convenzionali e Senza Pilota</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli elementi distintivi della Battlesuite è <strong>la capacità di connettere sistemi convenzionali con quelli senza pilota, creando un effetto sinergico che sfrutta i punti di forza di entrambi i mondi. </strong>I sistemi senza pilota, caratterizzati da alta precisione e flessibilità, si integrano perfettamente con la robustezza e la versatilità dei sistemi convenzionali. Questo consente un approccio olistico alla guerra, dove ogni sistema supporta gli altri, migliorando l'efficienza operativa e riducendo il carico sugli operatori umani. Battlesuite, in questo contesto, funge da hub centrale per il flusso di dati e per il processo decisionale, utilizzando tecnologie di AI avanzate e una solida architettura di rete, supportata da protocolli di sicurezza cibernetica all'avanguardia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19591,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/175190-1024x683.png\" alt=\"Rheinmetall-Battlesuite: La Piattaforma Digitale per le operazioni militari del futuro - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19591\" title=\"Rheinmetall-Battlesuite: La Piattaforma Digitale per le operazioni militari del futuro - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Rheinmetall-Battlesuite: La Piattaforma Digitale per le operazioni militari del futuro - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Caratteristiche Chiave della Battlesuite</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Battlesuite si basa su un sistema operativo denominato <strong>Tactical Core</strong> sviluppato da <a href=\"https://blackned.de/\">blackned</a>, che ne costituisce la spina dorsale.<strong> La piattaforma è progettata con un'architettura modulare, simile a quella di uno smartphone, che consente l'integrazione di un numero teoricamente infinito di applicazioni, sia quelle sviluppate internamente da Rheinmetall che quelle provenienti dai partner strategici. </strong>Questo approccio garantisce flessibilità, scalabilità e robustezza, adattandosi alle esigenze specifiche di ciascuna missione. Le principali caratteristiche della Battlesuite includono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Interoperabilità senza soluzione di continuità</strong> tra sistemi eterogenei: la piattaforma è in grado di garantire la comunicazione tra sistemi vecchi e nuovi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Comunicazione in tempo reale</strong>: utile in scenari complessi, migliorando la presa di decisioni sia a livello tattico che strategico.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Meccanismi avanzati di sicurezza informatica</strong>: per proteggere i dati e le comunicazioni sensibili attraverso un approccio multilivello.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Architettura modulare</strong>: che consente l'adattamento alle diverse esigenze e sistemi, con un codice aperto che favorisce l'integrazione con sistemi futuri e aumenti la longevità della soluzione.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19592,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/image-containerf-1024x682.jpg\" alt=\"Rheinmetall-Battlesuite: La Piattaforma Digitale per le operazioni militari del futuro - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19592\" title=\"Rheinmetall-Battlesuite: La Piattaforma Digitale per le operazioni militari del futuro - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Rheinmetall-Battlesuite: La Piattaforma Digitale per le operazioni militari del futuro - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Sicurezza Cibernetica e la Gestione Efficiente delle Risorse</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una delle principali preoccupazioni per le operazioni militari moderne è la sicurezza digitale. La Battlesuite affronta questo problema attraverso l'adozione di <strong>soluzioni di crittografia avanzate</strong> e un continuo monitoraggio delle minacce, per garantire la protezione dei dati sensibili sia in operazioni stazionarie che in scenari di mobilità. Inoltre, la piattaforma è progettata per operare in ambienti a <strong>dominio di sicurezza multiplo</strong>, integrando zone di sicurezza isolate e comunicazioni cross-domain, soddisfacendo così le esigenze complesse delle infrastrutture IT moderne. La <strong>gestione efficiente delle reti</strong> è un altro aspetto cruciale della Battlesuite. Grazie all'integrazione delle radio tattiche e dei sistemi IP, la piattaforma è in grado di adattarsi sia ai sistemi legacy che ai nuovi, garantendo comunicazioni resilienti anche in caso di guerra elettronica (EW) nemica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19596,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-27-214444-1024x597.png\" alt=\"Rheinmetall-Battlesuite: La Piattaforma Digitale per le operazioni militari del futuro - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19596\" title=\"Rheinmetall-Battlesuite: La Piattaforma Digitale per le operazioni militari del futuro - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Rheinmetall-Battlesuite: La Piattaforma Digitale per le operazioni militari del futuro - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>cost-effectiveness</strong> è un altro vantaggio evidente della piattaforma, che permette di ottenere risparmi significativi attraverso l'uso condiviso delle sue funzionalità. Piuttosto che adattare ogni sistema singolarmente, nuove tecnologie e funzionalità possono essere integrate facilmente, riducendo i costi e aumentando l'efficienza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni: Maggiore Efficacia Operativa e Sostenibilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Battlesuite di Rheinmetall rappresenta un importante passo verso il futuro delle operazioni militari digitalizzate e interconnesse. Con la sua capacità di migliorare la comunicazione in tempo reale e la gestione delle risorse, la piattaforma promette di aumentare significativamente l'efficacia delle operazioni, ottimizzando l'uso di materiali, personale e tempo. La digitalizzazione e l'interconnessione non solo rafforzano la flessibilità operativa, ma offrono anche una maggiore sostenibilità nella pianificazione e nell'utilizzo delle risorse. Con un occhio alla sicurezza e alla protezione dei dati, la Battlesuite si prepara a diventare un elemento centrale nelle future strategie di difesa, offrendo alle forze armate gli strumenti necessari per rispondere alle sfide di un mondo sempre più connesso e tecnologicamente avanzato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":19593,\"href\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/2025-05-26-Rheinmetall-Premiere-Battle-Suite-AFCEA-en.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/2025-05-26-Rheinmetall-Premiere-Battle-Suite-AFCEA-en.pdf\" type=\"application/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"2025-05-26 Rheinmetall Premiere Battle Suite AFCEA en\"></object><a id=\"wp-block-file--media-b5126377-f77f-44ae-bc6b-8d8e58794176\" href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/2025-05-26-Rheinmetall-Premiere-Battle-Suite-AFCEA-en.pdf\">2025-05-26 Rheinmetall Premiere Battle Suite AFCEA en</a><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/2025-05-26-Rheinmetall-Premiere-Battle-Suite-AFCEA-en.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-b5126377-f77f-44ae-bc6b-8d8e58794176\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/image-container.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#Battlesuite, #Rheinmetall, #SicurezzaCibernetica, #SistemiMilitari","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-28 00:48:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.rheinmetall.com/en/media/news-watch/news/2025/05/2025-05-26-rheinmetall-presents-battlesuite-new-digital-platform","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19581-rheinmetall-battlesuite-la-piattaforma-digitale-per-le-operazioni-militari-del-futuro.mp4","galleria":""}
{"id":19551,"titolo":"Festa dell’Arma di Fanteria 2025: celebrazione della storia e dello spirito combattivo dell’Esercito Italiano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 26 maggio 2025, presso la storica Scuola di Fanteria, si è tenuta la solenne cerimonia in occasione della Festa dell’Arma di Fanteria. L’evento ha assunto un significato particolarmente sentito, segnando il 110° anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale, momento spartiacque nella storia nazionale e militare del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla presenza di numerose autorità civili e militari, la cerimonia ha voluto rendere omaggio a un’Arma che ha attraversato i secoli, contribuendo in maniera decisiva alla costruzione dell’identità nazionale. Tra i momenti più significativi, l’intervento del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, che nel suo ordine del giorno ha definito la Fanteria come \"fiera custode di una storia plurisecolare\", sottolineando il coraggio dimostrato dai fanti nei momenti più duri della storia italiana: dai moti risorgimentali, passando per le trincee della Grande Guerra, fino ai teatri operativi contemporanei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"La regina delle battaglie\", così come viene da sempre chiamata l’Arma di Fanteria, ha scritto pagine indelebili di valore, come testimoniato dalle numerose onorificenze conferite alla Bandiera di Guerra dell’Arma e ai vessilli dei singoli reggimenti. Un’eredità di sacrificio e onore che continua a ispirare le nuove generazioni di soldati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19585,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/5.-Premiazione-dellAllievo-Maresciallo-primo-classificato-al-corso-Patt-1-1024x678.jpg\" alt=\"Festa dell’Arma di Fanteria 2025: celebrazione della storia e dello spirito combattivo dell’Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19585\" title=\"Festa dell’Arma di Fanteria 2025: celebrazione della storia e dello spirito combattivo dell’Esercito Italiano - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Festa dell’Arma di Fanteria 2025: celebrazione della storia e dello spirito combattivo dell’Esercito Italiano - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tradizione e innovazione, la Fanteria tra memoria e formazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A presiedere la cerimonia, anche il Capo del Dipartimento Impiego del Personale dell’Esercito e decano della Fanteria, Generale di Corpo d’Armata Fernando Paglialunga. Insieme al Comandante della Scuola di Fanteria, Generale di Brigata Eugenio Dessì, ha tenuto un discorso che ha messo in luce i pilastri fondanti su cui si regge l’Arma: tradizione, modernità, formazione e spirito di corpo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"La Fanteria è un’istituzione viva – ha affermato il generale Dessì – capace di guardare al futuro con competenza e rigore, senza mai dimenticare le sue radici. Ogni giorno, attraverso un addestramento di eccellenza, formiamo uomini e donne pronti a servire il Paese in ogni contesto operativo, in patria come all’estero.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel Piazzale XXIV Maggio, cuore simbolico della Scuola, si è tenuto un momento dimostrativo che ha coinvolto i Volontari in Ferma Iniziale (VFI) frequentatori del corso di specializzazione per fucilieri. Davanti a un pubblico composto da autorità, ospiti e numerosi studenti delle scuole locali, i giovani militari hanno messo in mostra abilità tecniche e spirito di squadra, elementi fondamentali della preparazione di un fante moderno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa ha voluto sottolineare il ruolo educativo e di vicinanza tra l’Esercito e la società civile, aprendo le porte della formazione militare anche ai giovani del territorio, spesso affascinati dai valori di disciplina, servizio e appartenenza che l’uniforme rappresenta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19588,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Festa dell’Arma di Fanteria 2025: celebrazione della storia e dello spirito combattivo dell’Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/fuocointerdizione-1.jpg\" alt=\"Festa dell’Arma di Fanteria 2025: celebrazione della storia e dello spirito combattivo dell’Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19588\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Festa dell’Arma di Fanteria 2025: celebrazione della storia e dello spirito combattivo dell’Esercito Italiano - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Riconoscimenti e spirito di corpo, onori agli Allievi Marescialli</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un momento particolarmente emozionante della giornata è stato rappresentato dalla consegna degli attestati di merito agli Allievi Marescialli del XXVI Corso, primi classificati al corso \"Pattugliatore Scelto\". Il corso, durato cinque settimane, ha rappresentato un banco di prova impegnativo che ha messo alla prova le capacità operative, la resistenza psicofisica e le doti di leadership degli aspiranti sottufficiali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il conferimento degli attestati è avvenuto nel contesto della cerimonia, a conferma del legame indissolubile tra la dimensione formativa e quella valoriale dell’Arma. La fanteria, infatti, non è solo la specialità più numerosa e antica dell’Esercito Italiano, ma anche la più vicina al combattimento diretto, dove contano il coraggio individuale e la coesione del gruppo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia si è conclusa con un sentito momento di raccoglimento davanti alla Bandiera di Guerra dell’Arma di Fanteria, simbolo del sacrificio di migliaia di militari caduti nell’adempimento del proprio dovere. Un gesto semplice ma carico di significato, che ha riunito idealmente il passato, il presente e il futuro della Fanteria italiana sotto un unico vessillo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19587,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/qraeli3-1.jpg\" alt=\"Festa dell’Arma di Fanteria 2025: celebrazione della storia e dello spirito combattivo dell’Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19587\" title=\"Festa dell’Arma di Fanteria 2025: celebrazione della storia e dello spirito combattivo dell’Esercito Italiano - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Festa dell’Arma di Fanteria 2025: celebrazione della storia e dello spirito combattivo dell’Esercito Italiano - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questa celebrazione, l’Esercito Italiano rinnova il suo impegno a custodire e tramandare la memoria di chi ha servito la patria con onore, valorizzando al tempo stesso l’eccellenza formativa e operativa dell’Arma di Fanteria, oggi più che mai centrale nella difesa della Nazione e nella proiezione delle Forze Armate italiane nel mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/4.-Discorso-del-Gen.-C.A.-Fernando-PAGLIALUNGA-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"esercitoitaliano, festaFanteria2025, scuolafanteria","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-27 19:18:29","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/festa-arma-fanteria.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19551-festa-dellarma-di-fanteria-2025-celebrazione-della-storia-e-dello-spirito-combattivo-dellesercito-italiano.mp4","galleria":""}
{"id":19552,"titolo":"ANA ci riprova con la mini leva obbligatoria","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><br>Sebastiano Favero, riconfermato per un quinto mandato ai vertici dell'<a href=\"https://brigatafolgore.net/96a-adunata-alpini-a-biella-10-12-maggio-2025/\">Associazione Nazionale Alpini (ANA)</a>, non ha dubbi sulla necessità di introdurre una mini-leva obbligatoria, rivisitata per le esigenze odierne. Ingegnere di Possagno e socio veterano della sezione Alpini Monte Grappa di Bassano, Favero è fermamente convinto che un servizio obbligatorio, adeguato ai tempi moderni, possa rappresentare un'opportunità fondamentale per la crescita delle giovani generazioni. «Un servizio di leva obbligatorio è essenziale per i giovani di oggi, poiché insegna il senso di comunità e l'importanza di fare squadra», ha affermato Favero. Sebbene non si tratti della stessa formula di un tempo, la proposta prevede un servizio che abbia un forte impatto educativo e sociale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19554,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/sfilata-11-09-2022-2-e1748364999297-1024x591.jpeg\" alt=\"ANA ci riprova con la mini leva obbligatoria - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19554\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">ANA ci riprova con la mini leva obbligatoria - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Protezione Civile come alternativa educativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Favero, la <a href=\"https://brigatafolgore.net/leva-militare-obbligatoria-utile-ancora-oggi/\">mini-leva </a>non dovrebbe essere semplicemente un'esperienza militare, ma potrebbe avere anche una dimensione sociale significativa. «Un'idea potrebbe essere quella di orientare i giovani verso la Protezione Civile, una struttura di intervento che affronta situazioni di emergenza», ha spiegato. <strong>L’obiettivo è formare persone preparate ad affrontare contesti complessi, come disastri naturali, un tipo di esperienza che avrebbe risvolti positivi per i giovani. </strong>Lo spirito di squadra che si sviluppa in tali contesti potrebbe insegnare valori di solidarietà e coesione, favorendo la crescita personale dei ragazzi. Questo approccio rispecchia l’esperienza che gli alpini vivono nei campi estivi, dove le richieste di partecipazione sono sempre più numerose e testimoniano l’entusiasmo dei giovani verso queste opportunità formative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19555,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/OIP-9.jpg\" alt=\"ANA ci riprova con la mini leva obbligatoria - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19555\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">ANA ci riprova con la mini leva obbligatoria - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I progetti futuri e il raduno triveneto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i progetti di Favero, uno dei principali è il raduno triveneto di Conegliano, in programma dal 13 al 15 giugno per celebrare il centenario della sezione locale. Favero ha già annunciato la sua partecipazione, sottolineando l’importanza di onorare il traguardo raggiunto dagli alpini del Triveneto, che include le regioni del Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Inoltre, Favero ha manifestato il suo desiderio di portare un'adunata nazionale a Bassano, città storicamente legata agli alpini. Sebbene la proposta sia ancora da valutare in dettaglio, Favero ha spiegato che ci sono motivi validi per considerare la città come sede dell'evento, soprattutto per il forte legame che questa ha con la storia degli alpini. Tuttavia, ha aggiunto che occorrerà analizzare le condizioni logistiche e organizzative per un evento di tale portata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/favero-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"ANA, giovani, mini-leva, protezione civile, Sebastiano Favero","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-27 18:07:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://corrieredelveneto.corriere.it/notizie/vicenza/cronaca/25_maggio_27/il-presidente-nazionale-degli-alpini-sebastiano-favero-una-nuova-mini-leva-farebbe-maturare-i-nostri-giovani-13cd020a-c76c-4c7c-aaf1-1b2d7214axlk.shtml?refresh_ce","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19552-ana-ci-riprova-con-la-mini-leva-obbligatoria.mp4","galleria":""}
{"id":19541,"titolo":"Fury: Il Programma CCA che Rivoluziona le Forze Aeree","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Fury è uno dei principali contendenti per il programma <em>Collaborative Combat Aircraft</em> (CCA) dell'Aeronautica Militare degli Stati Uniti, che mira a creare una flotta di velivoli senza pilota da affiancare ai caccia tradizionali. L’obiettivo del programma è potenziare le capacità operative dei caccia come il F-22 Raptor e il F-35 Lightning II, migliorando la loro versatilità e la loro capacità di operare in scenari complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <a href=\"https://brigatafolgore.net/usacaccia-combattimento-senza-pilota-cca/\"><em>Collaborative Combat Aircraft</em> (CCA)</a> è un programma innovativo sviluppato dall’US Air Force con l’intento di integrare velivoli autonomi all’interno delle operazioni aeree moderne. L’obiettivo è quello di combinare le risorse umane e le capacità avanzate degli aerei da combattimento con la versatilità e l’efficienza dei droni autonomi. Questi velivoli senza pilota non solo supporteranno i caccia esistenti, ma contribuiranno ad aumentare l’efficacia complessiva delle missioni, estendendo il raggio operativo, migliorando la sopravvivenza in scenari ad alta minaccia e permettendo una risposta più rapida e mirata alle minacce.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma prevede l’impiego di piattaforme autonome in un sistema integrato di <em>Manned-Unmanned Teaming</em> (MUM-T), dove<strong> i droni autonomi collaborano attivamente con i velivoli a pilotaggio, creando un ambiente di combattimento più dinamico e flessibile. </strong>Questa combinazione permetterà una maggiore mobilità e potenza di fuoco, aumentando la capacità di risposta in tempo reale a minacce variabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19547,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Fury: Il Programma CCA che Rivoluziona le Forze Aeree - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/2-7-e1748346551354-1024x528.jpg\" alt=\"Fury: Il Programma CCA che Rivoluziona le Forze Aeree - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19547\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fury: Il Programma CCA che Rivoluziona le Forze Aeree - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il Fury: Un Contendente Per Il CCA e il Futuro della Guerra Aerea Autonoma</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei velivoli autonomi più promettenti per <strong>il programma CCA è il drone <em>YFQ-44</em> di Anduril, meglio conosciuto come <em>Fury</em>.</strong> Questo drone rappresenta l'ennesima evoluzione dei velivoli senza pilota, progettato per lavorare a stretto contatto con i caccia da combattimento tradizionali. <strong>Con una velocità di oltre 1.150 km/h e un’altitudine massima di 50.000 piedi, </strong>il Fury è costruito per svolgere missioni di guerra elettronica, ricognizione, combattimento aria-aria e aria-terra. Il drone è equipaggiato con un motore tubofan Williams International FJ44-4M, che gli conferisce prestazioni elevate, e può essere armato con missili aria-aria AIM-120 AMRAAM.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una delle caratteristiche più innovative del Fury è il suo <strong>software Lattice, sviluppato da Anduril, che utilizza intelligenza artificiale per analizzare autonomamente i dati provenienti da migliaia di sensori e generare un'unica immagine operativa.</strong> Questo sistema consente al Fury di identificare e colpire obiettivi nemici in modo rapido e preciso, senza la necessità di un intervento umano diretto. La capacità di prendere decisioni autonome è un elemento chiave che rende il Fury un candidato ideale per il programma CCA, permettendo una gestione ottimizzata delle risorse in tempo reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro punto di forza del Fury è il suo design modulare e la costruzione economica. Grazie all’uso di componenti commerciali pronti all'uso e alla progettazione semplice del carrello di atterraggio, il drone ha un costo contenuto di circa 30 milioni di dollari per unità. Questo lo rende estremamente accessibile e facile da produrre in larga scala, riducendo significativamente i costi rispetto ai velivoli tradizionali, pur mantenendo prestazioni elevate. Fury è stato progettato per essere assemblato praticamente in qualsiasi fabbrica statunitense, senza la necessità di macchinari avanzati o competenze specialistiche, un vantaggio che lo rende perfetto per la produzione su larga scala.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Un Sistema Adattabile alle Minacce Future</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’approccio dell’US Air Force si distingue anche per l’utilizzo di architetture aperte e tecnologie commerciali, che permetteranno una rapida integrazione e aggiornamenti regolari dei sistemi. Questo metodo garantirà una scalabilità competitiva, permettendo alle forze aeree di adattarsi rapidamente alle sfide future, mantenendo al contempo un vantaggio tecnologico. Come sottolineato dal Generale David W. Allvin, Capo di Stato Maggiore dell’USAF, “Il ritmo dell’innovazione deve superare quello della minaccia”. La capacità di evolversi rapidamente in risposta a nuove esigenze operative rappresenta un elemento chiave per garantire la superiorità aerea in scenari in continua evoluzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:video {\"id\":19542} -->\n<figure class=\"wp-block-video\"><video controls src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/f1f9e632806b7643039bb3935c095290cfce53e4-mp4.mp4\"></video></figure>\n<!-- /wp:video -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Prossimi Passi e Accelerazione del Programma</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In attesa dei test di volo previsti per il 2025, l’US Air Force ha già selezionato <strong>la base di Beale, in California, come sede per la creazione della prima Unità di Prontezza dei Velivoli CCA (CCA Aircraft Readiness Unit, ARU). </strong>Questa unità avrà il compito di mantenere i velivoli CCA in condizioni operative con il minimo numero di operazioni quotidiane. Poiché i droni saranno semi-autonomi, il personale necessario per gestirli sarà significativamente inferiore rispetto ai tradizionali squadroni di velivoli con equipaggio, ottimizzando così l’efficienza operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma CCA sta guadagnando sempre maggiore attenzione e interesse da parte degli esperti del settore, con l’obiettivo di accelerare la sua realizzazione. La fase di produzione della prima versione dei velivoli è prevista per il 2026, mentre una seconda fase, che prevede una versione ancora più avanzata del velivolo, è già in fase di pianificazione. Parallelamente, l’USAF sta continuando lo sviluppo di soluzioni innovative, come il rifornimento in volo e l’ottimizzazione del comando e controllo dei velivoli UAV. L’integrazione dei droni autonomi nelle operazioni aeree avrà un impatto fondamentale non solo sull’efficienza delle forze aeree statunitensi, ma anche sulla strategia militare globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Conclusione: Verso un Futuro Autonomo</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma CCA rappresenta una delle iniziative più promettenti per il futuro delle forze aeree. Con l’integrazione di velivoli autonomi, l’USAF sta rimodellando il concetto di guerra aerea, consentendo una risposta più rapida, efficace e meno costosa alle minacce globali. Le guerre del futuro, pur vedendo sempre l’operatore umano al centro, saranno caratterizzate da un uso sempre più diffuso di droni e intelligenza artificiale, cambiando per sempre il volto delle operazioni aeree. Con il test e l’integrazione dei droni in corso, l’USAF è pronta a fare il passo decisivo verso un nuovo paradigma delle operazioni aeree, dove la tecnologia e l’autonomia avranno un ruolo cruciale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/anduril-fury.webp","categoria":"Internazionali","tags":"CCA, Droni Autonomi, Fury, Guerra Aerea","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-27 12:52:42","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.anduril.com/fury/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19541-fury-il-programma-cca-che-rivoluziona-le-forze-aeree.mp4","galleria":""}
{"id":19525,"titolo":"Crosetto spinge per la Difesa ContrAerei/Missili: Italia Raddoppierà la Produzione di Missili SampT","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2026, il consorzio europeo MBDA raddoppierà la produzione di missili per il sistema missilistico SampT, un passo significativo che consolida il ruolo dell'Italia come protagonista nel settore della difesa. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha annunciato l'incremento durante un'intervista a <em>Quarta Repubblica</em>, trasmessa su Rete 4. Crosetto ha sottolineato che l'industria italiana aumenterà la produzione di missili del 40% nel 2025, con un raddoppio dei volumi previsto per il 2026.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Aumento della Produzione e gli Investimenti in Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il consorzio MBDA, leader europeo nei sistemi missilistici, ha pianificato significativi investimenti in Italia. Giovanni Soccodato, AD della divisione italiana, ha dichiarato che l'azienda sta aumentando la produzione per soddisfare la crescente domanda e rafforzare la sua posizione nei mercati internazionali. Non solo l'Italia mira a coprire le proprie necessità, ma intende anche mantenere una forte presenza sul mercato dell'export, in un contesto di competizione crescente, con nuovi attori che emergono nel settore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Già nel 2025 si vedrà un incremento parziale della produzione, ma sarà nel 2026 che il sistema SampT raggiungerà la sua piena capacità produttiva, capace di soddisfare le necessità delle forze armate italiane e di altri partner internazionali. Il tutto si inserisce in un contesto di espansione della domanda di difesa aerea, necessaria per aggiornare sistemi di difesa ormai obsoleti in molte nazioni alleate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19528,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Crosetto spinge per la Difesa ContrAerei/MIssili: Italia Raddoppia la Produzione di Missili SampT - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/campagna-lanci-2021-1024x737.jpg\" alt=\"Crosetto spinge per la Difesa ContrAerei/MIssili: Italia Raddoppia la Produzione di Missili SampT - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19528\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Crosetto spinge per la Difesa ContrAerei/MIssili: Italia Raddoppia la Produzione di Missili SampT - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Ruolo Strategico del Sistema SampT</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema missilistico SampT è un elemento chiave per la difesa aerea a media distanza all’interno della NATO e dell’Unione Europea. Grazie alla sua capacità di neutralizzare minacce aeree come missili da crociera, droni e aerei nemici, il sistema è essenziale per garantire la sicurezza e l'efficacia delle forze armate alleate. L’Italia, grazie a MBDA, si è consolidata come uno dei principali produttori di questi missili avanzati, un ruolo che diventa ancora più significativo in un periodo di crescente incertezza geopolitica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le recenti consegne di missili SampT all’Ucraina ne evidenziano il valore strategico non solo sul piano difensivo ma anche politico. Questi armamenti sono una chiara dimostrazione di supporto all’Ucraina, impegnata in una guerra che coinvolge tutta l’area europea, e confermano il contributo dell’Italia alla difesa collettiva del continente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19529,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Crosetto spinge per la Difesa ContrAerei/MIssili: Italia Raddoppia la Produzione di Missili SampT - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/ok-modulo-radar-del-sampt-1024x683-1.jpg\" alt=\"Crosetto spinge per la Difesa ContrAerei/MIssili: Italia Raddoppia la Produzione di Missili SampT - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19529\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Crosetto spinge per la Difesa ContrAerei/MIssili: Italia Raddoppia la Produzione di Missili SampT - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Settore in Crescita: MBDA e l'Industria della Difesa Italiana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>MBDA rappresenta un esempio di successo nella cooperazione paneuropea per la difesa. La joint venture tra Airbus, Bae Systems e Leonardo sta attraversando una fase di espansione, con nuove assunzioni e investimenti in infrastrutture. L’azienda ha registrato un aumento del 40% nel portafoglio ordini nel 2024 e prevede di ampliare la propria forza lavoro con 300 nuove assunzioni nel 2025, portando a oltre 2.300 il numero di dipendenti in Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’ampliamento delle strutture di ricerca, con nuovi laboratori a Roma e una nuova linea di produzione presso la sede di Noceto, in Emilia-Romagna, sono segni concreti del rafforzamento del settore. MBDA sta anche valutando il doppio approvvigionamento di alcuni componenti strategici per distribuire i rischi e ottimizzare i volumi produttivi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19530,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Crosetto spinge per la Difesa ContrAerei/MIssili: Italia Raddoppia la Produzione di Missili SampT - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/R-4-e1748331121573-1024x630.jpg\" alt=\"Crosetto spinge per la Difesa ContrAerei/MIssili: Italia Raddoppia la Produzione di Missili SampT - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19530\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Crosetto spinge per la Difesa ContrAerei/MIssili: Italia Raddoppia la Produzione di Missili SampT - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Unione Europea e il Settore della Difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l'espansione del settore della difesa, l'Unione Europea ha identificato la difesa aerea e missilistica come uno degli obiettivi prioritari, con particolare attenzione alla necessità di rifornire gli Stati membri con sistemi di difesa avanzati. L'uso intensivo di missili nella guerra tra Ucraina e Russia ha sottolineato l'importanza di un rafforzamento della capacità di difesa missilistica a livello continentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel prossimo biennio, l'Italia, con il supporto di MBDA, sarà al centro di questa espansione, pronta a soddisfare le esigenze dei propri alleati e a consolidare la propria posizione di leader nel settore della difesa aerea in Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/193484.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"Cooperazione Paneuropea, Difesa Europea, Industria della Difesa, Italia, MBDA, Missili SampT, Sicurezza Aerea, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-27 08:35:41","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2025/05/26/crosettonel-2026-raddoppio-produzione-missili-per-sampt_ccdea27e-60bd-47ab-9894-f2b3c25f837d.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19525-crosetto-spinge-per-la-difesa-contraerei-missili-italia-raddoppiera-la-produzione-di-missili-sampt.mp4","galleria":""}
{"id":19514,"titolo":"International Best Sniper Team Competition : Medaglia d’Oro al 7°Alpini - VIDEO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il team di Tiratori Scelti del 7° Reggimento Alpini della Brigata “Julia” ha conquistato la medaglia d’oro al<strong> 5° International Best Sniper Team Competition,</strong> svoltosi dal 5 al 15 maggio a Eğirdir, in Turchia. La squadra italiana si è imposta sulle altre 36, in rappresentanza di 12 nazioni, grazie al punteggio complessivo raccolto al termine di dodici prove.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evento, ospitato dal <strong>Mountain Commando School and Training Center Command di Isparta</strong>, ha proposto esercizi di tiro di precisione su obiettivi posti tra i 500 e i 1.000 metri, inclusi due ingaggi in notturna. Le gare hanno compreso tiri da elicottero e da gommone, sessioni di precision shooting con fucile e pistola, prove in ambiente montano e una marcia zavorrata di 5 km con 24 kg di equipaggiamento. Una delle tappe più impegnative ha simulato operazioni in un contesto contaminato da agenti chimici, biologici e nucleari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19517,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"International Best Sniper Team Competition : Medaglia d’Oro al 7°Alpini - VIDEO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/TEAM-DEL-7-ALPINI-DURANTE-MARCIA-ZAVORRATA.jpeg\" alt=\"Medaglia d’Oro per il 7° Reggimento Alpini al 5° International Best Sniper Team Competition - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19517\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Medaglia d’Oro per il 7° Reggimento Alpini al 5° International Best Sniper Team Competition - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Colonnello Luca Bianchi, comandante del 7° Reggimento Alpini, ha evidenziato “l’elevata preparazione tecnica e la coesione del gruppo, elementi determinanti in una competizione di così alto livello”. A Bruxelles, il Comando Forze Operative Terrestri ha scelto il reparto bellunese anche in virtù dei risultati conseguiti nelle passate edizioni dell’European Best Sniper Competition.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre all’Italia, hanno ottenuto la medaglia d’oro anche le squadre di Turchia, Repubblica Turca di Cipro Nord e Uzbekistan. Le medaglie d’argento sono andate a Bulgaria, Emirati Arabi Uniti, Pakistan e Bahrain, mentre Azerbaigian, Qatar e Albania hanno chiuso con il bronzo. Tra i paesi partecipanti figuravano inoltre Albania, Bahrain, Georgia, Kosovo, Libia e Arabia Saudita, con osservatori militari di Regno Unito, Kazakistan, Kuwait e Turkmenistan.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19518,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"International Best Sniper Team Competition : Medaglia d’Oro al 7°Alpini - VIDEO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/TEAM-PARTECIPANTI.jpeg\" alt=\"Medaglia d’Oro per il 7° Reggimento Alpini al 5° International Best Sniper Team Competition - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19518\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Medaglia d’Oro per il 7° Reggimento Alpini al 5° International Best Sniper Team Competition - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il risultato del 7° Reggimento Alpini conferma la tradizione di eccellenza italiana nel tiro di precisione e sottolinea l’importanza di addestramenti specifici per le missioni all’estero. Le capacità dimostrate a Eğirdir rappresentano un contributo significativo al rafforzamento della cooperazione militare internazionale e al potenziamento delle competenze operative del nostro Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:video {\"id\":19519} -->\n<figure class=\"wp-block-video\"><video controls src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/turkish-teams-sweep-top-3-places-in-international-best-sniper-team-competition.mp4\"></video><figcaption class=\"wp-element-caption\">A sniper team participating in the 5th International Best Sniper Team Competition in Isparta, Türkiye, accessed May 17 - Turkiye Today</figcaption></figure>\n<!-- /wp:video -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/TEAM-DURANTE-SESSIONE-DI-PROVA-DI-TIRO-DI-PRECISIONE-1.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"#7ReggimentoAlpini, MedagliaDOro, TiroDiPrecisione","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-27 07:22:06","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/gara_tir_7_alp.aspx?utm_source=chatgpt.com","altre-fonti":"https://www.turkiyetoday.com/nation/turkish-teams-sweep-top-3-places-in-international-best-sniper-team-competition-3201576","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19514-international-best-sniper-team-competition-medaglia-doro-al-7alpini-video.mp4","galleria":""}
{"id":19505,"titolo":"Operazione \"Prima Parthica\": Addestramento delle Forze Curde contro il DAESH","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel mese di maggio 2025, si è concluso con successo l'ultimo ciclo di addestramento svolto dai militari dell'Esercito Italiano nell’ambito dell’Operazione “Prima Parthica”, sotto il comando dell'Italian National Contingent Command Land (IT NCC LAND). Questo ciclo ha visto <strong>il completamento di otto corsi specialistici da parte di 142 membri delle Forze di sicurezza curde - Peshmerga e Zeravani</strong>. I corsi, della durata di tre settimane, sono stati dedicati a tematiche cruciali come il combattimento ravvicinato (CQB), la gestione delle vittime in contesti ostili (Tactical Combat Casualty Care), la pianificazione tattica e il contrasto agli ordigni esplosivi improvvisati (C-IED), tra gli altri. L'attività si è conclusa con esercitazioni finali che hanno visto la partecipazione dell'<strong>Addetto Militare per la Difesa in Iraq, Colonnello Domenico Sermon.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19508,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/a5ba06f2-9e40-4a30-961e-d6daf5d1cb66-1024x683.jpg\" alt=\"Operazione &quot;Prima Parthica&quot;: Addestramento delle Forze Curde contro il DAESH - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19508\" title=\"Operazione \"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Operazione \"Prima Parthica\": Addestramento delle Forze Curde contro il DAESH - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Descrizione della missione “Prima Parthica”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Operazione \"Prima Parthica\" rappresenta il contributo dell’Italia all’interno della Coalizione internazionale contro il DAESH, partecipando all'Operazione Inherent Resolve (OIR). La missione ha come obiettivo principale il sostegno alle Forze di sicurezza irachene, e in particolare a quelle curde, per il rafforzamento delle loro capacità operative contro il terrorismo, con particolare attenzione alla lotta contro l’ISIS e la gestione delle minacce da ordigni esplosivi improvvisati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Avviata nel 2018, la missione include attività di formazione, consulenza e assistenza, nonché il supporto logistico, per rendere progressivamente autonome le forze di sicurezza locali. Gli istruttori italiani, provenienti da diverse unità specializzate come la Scuola di Fanteria di Cesano e il Centro di Eccellenza C-IED di Roma, sono impegnati in corsi di addestramento avanzato che coprono una vasta gamma di competenze operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19509,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/6ab83f5b-dc21-4564-8bcb-ccabf3048429-1-1024x683.jpg\" alt=\"Operazione &quot;Prima Parthica&quot;: Addestramento delle Forze Curde contro il DAESH - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19509\" title=\"Operazione \"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Operazione \"Prima Parthica\": Addestramento delle Forze Curde contro il DAESH - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Coalizione Internazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Operazione Inherent Resolve (OIR) è una coalizione multinazionale che coinvolge 84 nazioni e 5 organizzazioni internazionali, tra cui la NATO, con l’obiettivo di contrastare il terrorismo globale e sconfiggere definitivamente il DAESH. L’operazione è iniziata nel 2014 e si basa sull'Articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, che consente l'auto-difesa collettiva, e sulle Risoluzioni del <a href=\"https://main.un.org/securitycouncil/en/s/res/2170-%282014%29\">Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n. 2170 (2014)</a> e n. 2178 (2014).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le forze che partecipano alla Coalizione provengono da una vasta gamma di paesi e organizzazioni, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Canada, Germania, Australia e altri. La Coalizione ha lavorato in stretta collaborazione con il governo iracheno e le forze di sicurezza locali, includendo anche il sostegno alle forze curde, come i Peshmerga, nel Kurdistan iracheno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il compito principale della Coalizione è stato quello di aiutare le forze locali a stabilizzare il Paese e ad aumentare la loro capacità di resistere e combattere contro il DAESH, limitando le sue capacità operative e impedendo il ritorno al potere da parte del gruppo terroristico. La Coalizione ha inoltre contribuito alla ricostruzione e al supporto della sicurezza in Iraq, promuovendo la stabilizzazione a lungo termine attraverso il rafforzamento delle istituzioni e delle forze di polizia locali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Ruolo dell’Italia nella Coalizione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia è un membro chiave della Coalizione internazionale e, oltre a partecipare alle operazioni di addestramento e consulenza, ha dato un contributo significativo in vari settori, tra cui la logistica, il trasporto aereo e l’assistenza sanitaria.<strong> L’Italia, infatti, gestisce un’ampia parte dell’infrastruttura logistica e sanitaria in Iraq, e fornisce supporto anche alle operazioni aeree con assetti come gli F-2000A \"Eurofighter\" e i velivoli MQ-9A \"Predator\".</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il contingente italiano opera in stretta collaborazione con gli altri membri della Coalizione e ha contribuito alla formazione di circa 48.000 tra soldati e poliziotti iracheni e curdi.</strong> Inoltre, l'Italia ha assunto un ruolo di leadership all’interno della Missione NATO in Iraq (NMI), a partire dal 2022, che si concentra sul rafforzamento delle capacità di difesa del Paese nel rispetto della sua sovranità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/94049b47-3033-4d85-a7b7-00679b552758.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#AddestramentoMilitare, #CoalizioneInternazionale, #LottaControIlDAESH, #OperazionePrimaParthica","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-27 05:08:41","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.difesa.it/operazionimilitari/op-intern-corso/prima-parthica/notizie-teatro/operazione-prima-parthica-militari-curdi-completano-addestramento-corsi-specializzati/71732.html","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19505-prima-parthica-addestramento-delle-forze-curde.mp4","galleria":""}
{"id":19485,"titolo":"NRDC-ITA No Limits: Sport e Inclusione senza limiti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Caserma \"Ugo Mara\" di Solbiate Olona ha ospitato la terza edizione di \"NRDC-ITA No Limits\", un evento che ha rappresentato un'importante occasione di incontro tra sport, inclusione e realtà militare. Lo scorso 17 maggio, alla presenza delle autorità civili e militari della Provincia di Varese e dei Comuni della Valle Olona, la manifestazione ha avuto come obiettivo la sensibilizzazione sulla disabilità, rafforzando al contempo il legame tra la comunità civile e quella militare. Questo evento si inserisce nel più ampio impegno di NRDC-ITA per favorire l’inclusione sociale e sostenere le categorie più fragili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Superare i propri limiti fisici e mentali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Organizzato con la collaborazione del Comitato Italiano Paralimpico Lombardia, Special Olympics Lombardia, la Provincia di Varese e il Comune di Solbiate Olona, \"NRDC-ITA No Limits\" ha cercato di abbattere le barriere fisiche e sociali attraverso lo sport. Non solo atleti paralimpici e membri del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa (GSPD) hanno partecipato, ma anche studenti delle scuole locali e numerose associazioni del territorio, tutti uniti dalla volontà di fare dello sport uno strumento di inclusione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:gallery {\"linkTo\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped\"><!-- wp:image {\"id\":19494,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/caserma-ugo-mara-1873006.610x431-1.jpg\" alt=\"NRDC-ITA No Limits: Sport, Inclusione e Solidarietà alla Caserma Ugo Mara - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19494\" title=\"NRDC-ITA No Limits: Sport, Inclusione e Solidarietà alla Caserma Ugo Mara - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">NRDC-ITA No Limits: Sport, Inclusione e Solidarietà alla Caserma Ugo Mara - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image --></figure>\n<!-- /wp:gallery -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale di Corpo d’Armata Lorenzo D’Addario, Comandante del NATO Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA), ha dato il via all'evento, sottolineando l'importanza dello sport come mezzo di consapevolezza e superamento dei limiti, fisici e mentali. L'intento era non solo quello di promuovere la pratica sportiva, ma anche quello di sensibilizzare la cittadinanza sulla disabilità e favorire il dialogo tra le diverse realtà sociali e istituzionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Attività Sportive Inclusive per Tutti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La manifestazione ha proposto un ampio programma di attività sportive, tutte orientate a garantire la partecipazione inclusiva. Discipline tradizionali come calcio, rugby, scherma, tennis tavolo e baseball si sono mescolate a esperienze innovative come il baskin, il bowling, la ginnastica dinamica militare italiana, l'ippoterapia, il volo in mongolfiera, l’hockey, e il go-kart. Non sono mancate attività più terapeutiche e ludiche, come la clownterapia e la dog therapy, che hanno avuto un impatto positivo sui partecipanti, sottolineando come lo sport possa essere un potente strumento di benessere e integrazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro aspetto fondamentale dell’evento è stata la presenza di mostre di quadri e lavori manuali realizzati da persone con disabilità, offrendo così una visibilità importante ai talenti nascosti e dimostrando come la disabilità non debba mai essere vista come un ostacolo, ma come una risorsa che arricchisce la società.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Impegno di NRDC-ITA verso l’Inclusione e la Solidarietà</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>NRDC-ITA ha da sempre un occhio di riguardo per il proprio personale che ha subito lesioni o malattie invalidanti nell’adempimento del proprio dovere, sia in patria che all’estero. L’evento \"NRDC-ITA No Limits\" è stato l’ennesimo segno tangibile dell'impegno concreto delle forze armate nei confronti dell'inclusione sociale e del sostegno alle categorie più fragili. Non si tratta solo di un evento sportivo, ma di una vera e propria manifestazione di solidarietà che ha coinvolto l'intero territorio, rafforzando il legame tra la comunità civile e quella militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:gallery {\"linkTo\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped\"><!-- wp:image {\"id\":19496,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"className\":\"is-style-default\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-style-default\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Il-contributo-delle-associazioni-al-No-Limits-1024x682.jpg\" alt=\"NRDC-ITA No Limits: Sport, Inclusione e Solidarietà alla Caserma Ugo Mara - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19496\" title=\"NRDC-ITA No Limits: Sport, Inclusione e Solidarietà alla Caserma Ugo Mara - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">NRDC-ITA No Limits: Sport, Inclusione e Solidarietà alla Caserma Ugo Mara - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image --></figure>\n<!-- /wp:gallery -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso degli anni, NRDC-ITA ha promosso regolarmente eventi benefici e iniziative solidali che contribuiscono al benessere collettivo, dimostrando che la solidarietà non conosce confini, nemmeno quelli geografici. L’impegno per la disabilità e per la creazione di un ambiente inclusivo è, quindi, una parte fondamentale della missione del Comando NRDC-ITA, che rinnova costantemente il proprio impegno verso la costruzione di una società più equa e giusta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La terza edizione di \"NRDC-ITA No Limits\" ha rappresentato non solo un’occasione di sport e divertimento, ma anche un momento di riflessione e sensibilizzazione sui temi della disabilità e dell’inclusione sociale. Grazie all’impegno delle istituzioni e delle numerose realtà locali, l’evento ha saputo valorizzare lo sport come strumento universale di consapevolezza e integrazione. La partecipazione attiva di atleti, associazioni, scuole e cittadini ha contribuito a rendere l’iniziativa un successo, e ha dimostrato che, attraverso lo sport, è possibile superare qualsiasi barriera, fisica o sociale. In questo senso, la Caserma \"Ugo Mara\" si è confermata ancora una volta come un luogo simbolo di solidarietà, inclusione e impegno verso un futuro senza limiti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/Il-Comandante-di-NRDC-ITA-apre-levento-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Caserma Ugo Mara, nrdc-ita, sport","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-26 18:25:34","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/no-limits-nrdc.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19485-nrdc-ita-no-limits-sport-e-inclusione-senza-limiti.mp4","galleria":""}
{"id":19473,"titolo":"187° Folgore in Germania, Slovenia e Lituania per l’esercitazione con NATO Airborne Community","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei giorni scorsi, i paracadutisti della Brigata \"Folgore\" hanno preso parte all’esercitazione internazionale della NATO \"Swift Response 2025\", parte integrante della Defender '25 e del più ampio programma delle Large Scale Global Exercises. L’evento si è svolto tra Germania, Lituania, Lettonia, Norvegia, Svezia e Finlandia, e ha visto il coinvolgimento di numerose forze alleate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19477,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"187° Folgore in Germania, Slovenia e Lituania per l’esercitazione con NATO Airborne Community - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Foto-4-Imbarco-per-lAir-Assault-1024x683.jpg\" alt=\"187° Folgore in Germania, Slovenia e Lituania per l’esercitazione con NATO Airborne Community - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19477\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">187° Folgore in Germania, Slovenia e Lituania per l’esercitazione con NATO Airborne Community - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Pianificazione e lancio aereo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A seguito di una fase di pianificazione congiunta con la 173^ Airborne Brigade degli Stati Uniti, i baschi amaranto del 187° Reggimento Paracadutisti \"Folgore\" si sono imbarcati su velivoli C-130 italiani e C-17 statunitensi presso le basi aeree di Cerklje (Slovenia) e Spangdahlem (Germania). Successivamente, i paracadutisti sono stati lanciati sulla drop zone Memel dell’area esercitativa di Gaziunai, in Lituania, dove hanno condotto una Joint Forcible Entry Operation, con l’obiettivo di conquistare e mettere in sicurezza l’area aeroportuale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19478,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"187° Folgore in Germania, Slovenia e Lituania per l’esercitazione con NATO Airborne Community - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Foto-2-Tiratore-scelto-e-spotter-1024x683.jpg\" alt=\"187° Folgore in Germania, Slovenia e Lituania per l’esercitazione con NATO Airborne Community - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19478\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">187° Folgore in Germania, Slovenia e Lituania per l’esercitazione con NATO Airborne Community - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Air Assault e Operazioni Combinata a Fuoco</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A bordo di elicotteri NH-90 tedeschi, i paracadutisti hanno condotto un air assault nei pressi dell’area esercitativa di Pabrade (Lituania), dove hanno messo in atto una complessa operazione di breccia combinata a fuoco, un attacco a fuoco di livello minore ma complesso, con l’apertura di un varco su campo minato a cura dei guastatori paracadutisti e il supporto dell’artiglieria statunitense, perfettamente integrata nella manovra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei giorni successivi, l’intenso programma addestrativo ha incluso il combattimento offensivo e difensivo in aree urbanizzate complesse (poligono per Military Operations in Urban Terrain - MOUT) e attività di tiro controcarri con il sistema Spike LR-1. Queste attività sono state fondamentali per affinare le capacità operative dei paracadutisti in contesti realistici e complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19479,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"187° Folgore in Germania, Slovenia e Lituania per l’esercitazione con NATO Airborne Community - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Foto-9-Un-momento-dellassalto-1024x683.jpg\" alt=\"187° Folgore in Germania, Slovenia e Lituania per l’esercitazione con NATO Airborne Community - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19479\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">187° Folgore in Germania, Slovenia e Lituania per l’esercitazione con NATO Airborne Community - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Schieramento e Integrazione di Forze</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 187° Reggimento Paracadutisti \"Folgore\" ha schierato sul terreno il comando di gruppo tattico e un complesso minore rinforzato da un plotone dell’8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti \"Folgore\", un team del 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti \"Folgore\", un plotone di esploratori paracadutisti del 183° Reggimento Paracadutisti \"Nembo\", un Drop Zone Security Team del Centro Addestramento di Paracadutismo e una componente tecnico-logistica del 183° Reggimento Paracadutisti \"Nembo\" e del Reggimento Logistico \"Folgore\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa esercitazione conferma l’impegno costante della Brigata Paracadutisti \"Folgore\", quale Grande Unità da combattimento in riserva per le esigenze dell’Esercito, nel garantire la prontezza e l’efficacia dello strumento militare terrestre, fondamentale per affrontare le sfide emergenti nel contesto internazionale attuale. La Brigata continua a dimostrare la sua eccellenza operativa, mantenendo un livello di preparazione che la rende sempre pronta ad intervenire in scenari di crisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/Foto-7-La-discesa-con-il-paracadute-EPC-C.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"NATO, ParacadutistiFolgore, swiftresponse2025","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-26 13:29:47","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/swift-response-25.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19473-187-folgore-in-germania-slovenia-e-lituania-per-lesercitazione-con-nato-airborne-community.mp4","galleria":""}
{"id":19463,"titolo":"Esercito Italiano: Le costellazioni satellitari commerciali un'occasione da non perdere","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto delle crescenti minacce globali e delle continue innovazioni tecnologiche, l’Esercito Italiano si trova di fronte a nuove sfide strategiche. Una delle aree più critiche riguarda la <strong>comunicazione satellitare</strong>, essenziale per il comando e il controllo delle operazioni, per l'uso dei <strong>sistemi unmanned</strong> (aerei, terrestri e marini) e per le attività di <strong>RISTA</strong> (ricognizione, sorveglianza e acquisizione di obiettivi). In questo scenario, le <strong>costellazioni satellitari commerciali</strong> stanno diventando una componente fondamentale delle capacità difensive moderne.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia, consapevole della necessità di evolversi tecnologicamente, sta puntando sempre di più su soluzioni avanzate come <strong>Starlink</strong> di <strong>SpaceX</strong>. Nonostante le sfide politiche, l’Esercito Italiano sta cercando di integrare queste tecnologie, riconoscendo che, senza una connessione satellitare avanzata, non ci sarebbe un comando e controllo efficace, né la possibilità di operare con i sistemi unmanned per azioni cinetiche. La <strong>comunicazione sicura</strong> è cruciale per le missioni in tempo reale, così come per la <strong>sorveglianza globale</strong> che consente di operare in scenari complessi e lontani dai confini nazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19467,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Esercito Italiano: Le costellazioni satellitari commerciali un'occasione da non perdere - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/R-3-1024x614.jpg\" alt=\"Esercito Italiano: Le costellazioni satellitari commerciali un'occasione da non perdere - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19467\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esercito Italiano: Le costellazioni satellitari commerciali un'occasione da non perdere - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’adozione delle costellazioni satellitari commerciali: un passo verso l’autosufficienza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le <strong>costellazioni satellitari commerciali</strong> come <strong>Starlink</strong>, che ha ormai quasi 7.000 satelliti in orbita, stanno trasformando il panorama delle comunicazioni globali. Per l’Italia, che ha bisogno di soluzioni immediate e performanti, la tecnologia di SpaceX potrebbe rappresentare una risorsa cruciale. <strong>Leonardo</strong>, un leader del comparto aerospaziale italiano, ha riconosciuto che <strong>Starlink</strong> è una delle soluzioni più avanzate a disposizione, ma ha anche sottolineato l’importanza di mantenere il controllo sui dati critici. Leonardo, infatti, è pronta a garantire che, se l’Italia decidesse di acquistare i servizi di SpaceX, i segnali sarebbero <strong>crittografati</strong> e <strong>protetti</strong>, grazie alle capacità italiane di gestione della sicurezza informatica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19468,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Esercito Italiano: Le costellazioni satellitari commerciali un'occasione da non perdere - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Cingolani-e1643625868745.jpg\" alt=\"Esercito Italiano: Le costellazioni satellitari commerciali un'occasione da non perdere - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19468\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esercito Italiano: Le costellazioni satellitari commerciali un'occasione da non perdere - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Leonardo</strong> ha rassicurato che, nel caso di un accordo con <strong>Starlink</strong>, l’Italia sarebbe in grado di garantire la <strong>sicurezza dei dati</strong>: “Certamente. Noi compriamo un servizio, la banda e i satelliti. Dopodiché spetta al nostro paese crittare e proteggere i segnali che vengono trasmessi. Sappiamo come si fa e possiamo raggiungere questo risultato attraverso tecnologie di cui siamo in possesso”, ha dichiarato Roberto Cingolani, CEO di Leonardo. Questo assicura che la gestione dei dati e delle comunicazioni rimarrà sotto il controllo delle autorità italiane, anche nel caso in cui SpaceX fornisca la rete satellitare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le alternative italiane e i piani futuri</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre Starlink offre una soluzione rapida e operativa, l’Italia sta esplorando anche altre opzioni, come il progetto <strong>Ital-GovSatCom</strong>. Questo programma, che coinvolge <strong>Leonardo</strong>, <strong>Sitael</strong> e altre aziende italiane, mira a sviluppare una costellazione di satelliti per telecomunicazioni sicure. Il progetto, che si inserisce nell’iniziativa europea <strong>GovSatCom</strong>, potrebbe permettere all’Italia di ridurre la dipendenza da attori esterni, ma richiede tempo e investimenti significativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Sitael</strong>, una delle principali aziende spaziali italiane, ha sottolineato che la creazione di una costellazione satellitare italiana sarebbe possibile con meno di un miliardo di euro, ma ha anche avvertito che un'unica costellazione nazionale potrebbe non essere sufficiente a coprire tutte le necessità. Pertanto, l’uso di <strong>Starlink</strong> come soluzione temporanea è visto come una via praticabile, almeno nel breve termine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19470,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Esercito Italiano: Le costellazioni satellitari commerciali un'occasione da non perdere - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Satellites-for-maritime-surveillance-article-1.jpg\" alt=\"Esercito Italiano: Le costellazioni satellitari commerciali un'occasione da non perdere - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19470\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esercito Italiano: Le costellazioni satellitari commerciali un'occasione da non perdere - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come l’Esercito Italiano può beneficiare di Starlink</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’adozione di <strong>Starlink</strong> potrebbe essere un modo per l’Italia di rispondere rapidamente alle esigenze di comunicazione sicura delle forze armate, soprattutto in scenari complessi e lontani dai confini nazionali. La <strong>copertura globale</strong> offerta dalla costellazione di satelliti di SpaceX è fondamentale per garantire un <strong>comando e controllo</strong> continuo delle operazioni, essenziale per il successo delle missioni. Inoltre, i <strong>sistemi unmanned</strong> aerei e terrestri, che sono sempre più utilizzati per azioni cinetiche e per il monitoraggio in tempo reale, dipendono direttamente dalla <strong>velocità e dalla sicurezza delle comunicazioni satellitari</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>bassa latenza</strong> e la <strong>redundanza</strong> della rete Starlink sono cruciali per l’efficienza operativa. Inoltre, le soluzioni come <strong>Starlink</strong> permettono di affrontare le sfide poste dai <strong>cambiamenti rapidi nelle operazioni moderne</strong>, dando la possibilità alle forze armate di adattarsi in tempo reale alle situazioni sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni: Accelerare il passo verso le capacità satellitari</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, l’Esercito Italiano deve accelerare l’approccio alle <strong>capacità satellitari</strong>, senza esitazioni o preconcetti. La <strong>comunicazione sicura</strong>, il <strong>comando e controllo</strong> delle unità, l’uso dei <strong>sistemi unmanned</strong> per azioni cinetiche e la <strong>sorveglianza globale</strong> sono tutti possibili solo con una connessione satellitare avanzata e affidabile. <strong>Starlink</strong>, pur sollevando preoccupazioni politiche e strategiche, rappresenta una delle soluzioni più avanzate disponibili, ed è fondamentale per garantire la sicurezza delle operazioni e l’efficienza delle missioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Leonardo, con la sua esperienza nella crittografia e nella protezione dei dati, offre la garanzia che, anche se il servizio Starlink proviene da un attore commerciale esterno, i dati trasmessi saranno sicuri e protetti da tecnologie italiane. L’Italia deve dotarsi rapidamente delle capacità necessarie per operare in un mondo sempre più connesso e tecnologicamente avanzato. Solo con una visione strategica moderna, che integra tecnologie come Starlink e le soluzioni nazionali, l’Italia potrà rimanere competitiva e sicura nelle sue operazioni militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/StarlinkCinese.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Aeronautica, Comunicazioni Satellitari, difesa, Esercito Italiano, F35, innovazione tecnologica, sicurezza, SpaceX, Starlink, Strategia di Difesa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-26 12:58:10","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19463-esercito-italiano-costellazioni-satellitari.mp4","galleria":""}
{"id":19457,"titolo":"Crosetto: Piano per Riarmo e Rilevanza nella NATO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il piano del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, per il riarmo dell'Italia segna una svolta significativa nella strategia di difesa nazionale, con l'obiettivo di aumentare le spese militari per allinearsi agli impegni presi con la Nato. La sfida è ambiziosa: l'Italia dovrà investire dieci miliardi di euro per rispettare il target del 2% del Pil destinato alla difesa, un obiettivo fissato durante il vertice Nato di Galles nel 2014, ma mai raggiunto. Crosetto, insieme al governo Meloni, sta cercando di superare le resistenze interne e le difficoltà economiche per garantire una postura più decisa e operativa nell'Alleanza Atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il piano è stato delineato in un documento strategico del Ministero della Difesa, che offre uno spaccato della nuova strategia italiana per la difesa. La revisione delle forze armate non si limita solo a un potenziamento delle spese, ma introduce anche una significativa ristrutturazione della riserva militare, puntando su un rafforzamento numerico e qualitativo del personale. Il governo ha deciso di aprire le porte anche a civili con competenze tecniche, come ingegneri, informatici e esperti in elettronica, per rispondere alle sfide della guerra moderna e per colmare le lacune presenti nelle forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il piano, che prevede la formazione di una riserva composta da circa diecimila uomini, si concentra su scenari interni, come catastrofi naturali e crisi nazionali, ma non esclude un impiego anche in contesti internazionali. L’obiettivo di Crosetto è di creare una forza flessibile e pronta a intervenire rapidamente, capace di rispondere alle emergenze e alle minacce sia interne che esterne. Tuttavia, il piano comporta un impegno finanziario considerevole, e il governo si prepara a sostenere questo sforzo nonostante le sfide economiche e politiche che potrebbero sorgere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19459,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Crosetto: Piano per Riarmo e Rilevanza nella NATO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/b8d20fee-acc6-42d5-b270-1a51a62eb575-1024x693.jpg\" alt=\"Crosetto: Piano per Riarmo e Rilevanza nella NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19459\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Crosetto: Piano per Riarmo e Rilevanza nella NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Italia nella Nato: Ambizioni e Sfide nel Contesto Internazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il coinvolgimento dell'Italia nelle missioni internazionali e il suo ruolo all'interno della Nato sono al centro della nuova strategia di difesa. Crosetto ha dichiarato che l'Italia deve guadagnare maggiore rilevanza all’interno dell’Alleanza, con un obiettivo ben preciso: comandare alcune delle missioni più delicate all'estero, in modo da aumentare il proprio peso politico e militare. Oggi, il nostro paese partecipa a numerose missioni internazionali, ma spesso in ruoli subordinati. L’Italia, infatti, è considerata una delle nazioni con un contributo militare significativo ma non sempre leader nelle operazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La strategia del governo mira a invertire questa tendenza, aumentando il numero di missioni dirette da Roma e potenziando la capacità di comando e di pianificazione delle operazioni militari. Crosetto ha fatto sapere che il piano per il futuro include la necessità di “una postura più matura nei confronti delle operazioni militari”, un concetto che implica una maggiore autonomia e responsabilità operativa. Il documento strategico sottolinea come l’Italia, pur avendo un personale militare di alto livello, non ha ancora un ruolo di comando significativo nelle missioni Nato, e ciò deve cambiare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante l’urgenza di una maggiore assertività, il piano si trova a dover fare i conti con i limiti imposti dalla situazione interna. Le risorse finanziarie sono limitate, e molti italiani sono preoccupati per il peso che le spese militari potrebbero avere sul bilancio statale, soprattutto in un periodo di difficoltà economiche. La politica del governo si sforza di giustificare questi investimenti, sostenendo che la sicurezza nazionale e la difesa collettiva in ambito Nato sono essenziali per garantire la stabilità internazionale e la protezione del paese da minacce esterne, come quelle derivanti dalla crescente aggressività della Russia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19460,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Crosetto: Piano per Riarmo e Rilevanza nella NATO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/OIP-8.jpg\" alt=\"Crosetto: Piano per Riarmo e Rilevanza nella NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19460\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Crosetto: Piano per Riarmo e Rilevanza nella NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Riserva Militare e l'Integrazione dei Civili nelle Forze Armate</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli aspetti più innovativi del piano Crosetto riguarda la revisione della riserva militare. Il governo italiano ha deciso di aprire la riserva militare non solo a personale già formato, ma anche a<strong> civili con competenze tecniche in settori chiave come l’informatica, l’ingegneria e la cyber sicurezza</strong>. Questa decisione risponde alla necessità di modernizzare le forze armate, rendendole più agili e in grado di affrontare le sfide della guerra contemporanea, che richiede anche il supporto di professionalità civili specializzate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intenzione è quella di integrare circa diecimila nuovi membri nella riserva, ma non solo a fini di potenziamento numerico. La riserva non sarà un semplice strumento di completamento, ma un assetto fondamentale da utilizzare in scenari di crisi, come terremoti, alluvioni, e blackout su scala nazionale. Questo tipo di preparazione richiede la disponibilità di competenze specialistiche che oggi mancano, come quelle degli informatici che potrebbero intervenire in caso di emergenze tecnologiche o informatiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, il piano prevede anche una maggiore flessibilità nelle modalità di reclutamento, permettendo a civili privi di esperienze militari pregresse di entrare nelle forze armate, un’iniziativa che riflette l’approccio più dinamico e adattabile della difesa moderna. Questo cambiamento comporta un ulteriore impegno da parte del governo nella formazione di questi nuovi soldati, che dovranno essere pronti a rispondere non solo alle emergenze interne, ma anche a operazioni militari internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, il piano di riarmo di Guido Crosetto presenta un’ambiziosa visione per il futuro della difesa italiana, con l’obiettivo di rafforzare il nostro ruolo all'interno della Nato e di modernizzare le forze armate, integrando nuove professionalità e aumentando il numero di soldati disponibili per le emergenze nazionali e internazionali. Tuttavia, l'implementazione di questa strategia dovrà affrontare diverse sfide, tra cui quelle economiche e politiche, per garantire che l'Italia possa diventare una forza più influente nell’Alleanza Atlantica e una nazione più sicura.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/adeda0a2-334d-445b-b58c-220d1e68eb17-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Difesa italiana, FORZE ARMATE, Guido Crosetto, NATO, Riarmo, Riserva Militare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-26 08:21:56","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19457-crosetto-piano-per-riarmo-e-rilevanza-nella-nato.mp4","galleria":""}
{"id":19448,"titolo":"Gli Alpini Rispondono ‘Presente’ alle Olimpiadi 2026 Milano-Cortina\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli Alpini, simbolo di impegno e dedizione, entrano ufficialmente nel programma Team26 per i <a href=\"https://milanocortina2026.olympics.com/it\">Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026</a>. Dopo le polemiche di marzo, quando erano stati impiegati come operai nella costruzione della pista da bob di Cortina, la Fondazione Milano Cortina 2026 e l’<a href=\"https://www.ana.it/\">Associazione Nazionale Alpini (ANA)</a> hanno siglato un Protocollo d’intesa per far entrare centinaia di “penne nere” nel programma di volontariato.<br>In seguito alle controversie suscitate dall’impiego degli alpini come lavoratori nei cantieri, il nuovo accordo stabilisce in modo chiaro e trasparente il ruolo degli alpini. Non saranno più utilizzati come operai, ma come volontari a supporto della logistica e dei trasporti, in linea con il programma Team26. Gli alpini, infatti, parteciperanno come altri volontari all’organizzazione dell’evento, contribuendo alla gestione delle aree di gara, dei Villaggi Olimpici e Paralimpici, del Main Media Centre, delle stazioni ferroviarie e degli aeroporti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19450,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Fasi-del-corso-e1556029212572.jpg\" alt=\"Gli Alpini Rispondono ‘Presente’ alle Olimpiadi 2026 Milano-Cortina&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19450\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Gli Alpini Rispondono ‘Presente’ alle Olimpiadi 2026 Milano-Cortina\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gli Alpini Rispondono ‘Presente’ alle Olimpiadi 2026 Milano-Cortina\" - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I requisiti per partecipare a Team26</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli alpini interessati a far parte del programma dovranno rispettare alcuni requisiti, pubblicati sul sito della Fondazione Milano Cortina. Sarà necessario aver compiuto 18 anni entro novembre 2025, possedere una buona conoscenza della lingua italiana o inglese, partecipare a eventi di selezione e formazione, e garantire una disponibilità minima di 9 giorni non consecutivi durante i Giochi Olimpici e Paralimpici.<br>Il presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, Sebastiano Favero, ha sottolineato l'importanza di questa collaborazione: \"Rispondiamo ‘presente’ in occasione di un evento di eccezionale rilevanza. Lo avevamo promesso al sindaco Giuseppe Sala nel 2019, in occasione del nostro centenario di fondazione, e come sempre siamo stati di parola. I nostri volontari sono già formati e hanno esperienza nella Protezione Civile\". La partecipazione degli alpini rappresenta quindi un valore aggiunto, grazie alla loro preparazione sul campo e all’esperienza acquisita nel corso degli anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19451,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Milano-Cortina-mag25-4-640x424-1.jpg\" alt=\"Gli Alpini Rispondono ‘Presente’ alle Olimpiadi 2026 Milano-Cortina&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19451\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Gli Alpini Rispondono ‘Presente’ alle Olimpiadi 2026 Milano-Cortina\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gli Alpini Rispondono ‘Presente’ alle Olimpiadi 2026 Milano-Cortina\" - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il contributo di Team26 alle Olimpiadi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anna Laura Iacone, direttore delle risorse umane della Fondazione Milano Cortina 2026, ha evidenziato che il contributo dell’ANA è fondamentale per il successo dell’evento: “Il prezioso contributo dell’Associazione Nazionale Alpini sarà funzionale a garantire la buona riuscita di uno degli eventi sportivi più importanti al mondo\". Si stima che per l’organizzazione delle Olimpiadi siano necessari almeno 18 mila volontari, un impegno che gli alpini sono pronti a onorare con la loro esperienza e dedizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19453,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/5-2-1024x494.jpg\" alt=\"Gli Alpini Rispondono ‘Presente’ alle Olimpiadi 2026 Milano-Cortina&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19453\" title=\"Gli Alpini Rispondono ‘Presente’ alle Olimpiadi 2026 Milano-Cortina\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gli Alpini Rispondono ‘Presente’ alle Olimpiadi 2026 Milano-Cortina\" - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questa nuova intesa, l’Associazione Nazionale Alpini conferma ancora una volta il suo impegno nella difesa dei valori e del servizio alla comunità. Milano-Cortina 2026 avrà quindi il supporto degli alpini, pronti a dimostrare, ancora una volta, il loro spirito di servizio, proprio come è stato promesso nel 2019.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/1-10.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"alpini, Olimpiadi2026, Team26","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-25 21:00:59","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19448-gli-alpini-rispondono-presente-alle-olimpiadi-2026-milano-cortina.mp4","galleria":""}
{"id":19436,"titolo":"Dopo 80 Anni la Germania Rompe gli Indugi: la Panzerbrigade 45 difenderà la Lituania","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><br>La Germania ha compiuto una svolta storica e decisiva: dopo 80 anni, ha deciso di rompere gli indugi e di assumere un ruolo di guida nella difesa dei Paesi NATO. Il primo dispiegamento permanente di truppe all'estero dalla Seconda Guerra Mondiale è stato formalizzato con la creazione della <a href=\"https://www.bundeswehr.de/de/organisation/heer/aktuelles/deutsche-panzerbrigade-45-litauen-indienststellung-5927738\">45ª Brigata Corazzata (Panzerbrigade 45)</a>, che sarà stazionata in Lituania. Una mossa che segna la fine di un'era di contenimento e l'inizio di un nuovo impegno, deciso e ineluttabile, contro ogni minaccia esterna, in particolare quella russa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19438,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/mniedlo-bild-2014-013-e1748187925993.jpg\" alt=\"Dopo 80 Anni la Germania Rompe gli Indugi: la Panzerbrigade 45 difenderà la Lituania - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19438\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Dopo 80 Anni la Germania Rompe gli Indugi: la Panzerbrigade 45 difenderà la Lituania - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dopo 80 Anni la Germania Rompe gli Indugi: la Panzerbrigade 45 difenderà la Lituania - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Ruolo Decisivo della Panzerbrigade 45:</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Cerimonia di Attivazione</strong>: Il 22 maggio 2025, la cerimonia di attivazione della 45ª Brigata Corazzata, tenutasi a Vilnius, ha segnato l'inizio di una nuova era per la Germania. Il Cancelliere Friedrich Merz e il Ministro della Difesa Boris Pistorius hanno annunciato con fermezza l’impegno di Berlino a difendere l'Europa. La Germania non si tirerà indietro: la difesa dei Paesi NATO è ora una priorità assoluta, e il suo impegno sarà totale e incondizionato.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Composizione e Obiettivi della Brigata</strong>: La brigata, composta da 4.800 soldati e 200 civili, sarà pienamente operativa entro il 2027, pronta a rispondere con forza a qualsiasi aggressione. Il suo scopo è chiaro: fungere da deterrente contro le ambizioni espansionistiche della Russia in Europa. La Lituania, la cui sicurezza è ora direttamente legata a quella della Germania, sarà difesa con ogni mezzo necessario.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Posizione Strategica</strong>: La base della brigata si trova a Rudninkai, nel sud-est della Lituania, a soli 30 km dal confine bielorusso. Questa posizione garantisce una risposta rapida e efficace a qualsiasi tentativo di destabilizzare la regione. La sicurezza dei Paesi NATO non è più un'opzione: è un impegno inderogabile.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19440,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/german-chancellor-friedrich-merz-visits-lithuania.webp\" alt=\"Dopo 80 Anni la Germania Rompe gli Indugi: la Panzerbrigade 45 difenderà la Lituania - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19440\" title=\"Dopo 80 Anni la Germania Rompe gli Indugi: la Panzerbrigade 45 difenderà la Lituania - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dopo 80 Anni la Germania Rompe gli Indugi: la Panzerbrigade 45 difenderà la Lituania - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Impegno della Germania:</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Forte Decisone Politica</strong>: La decisione di stabilire un dispiegamento permanente all'estero, dopo 80 anni di prudenza, è una chiara dichiarazione di intenti. La Germania ha scelto di non restare a guardare mentre la Russia minaccia i suoi alleati. La difesa della NATO è ora una priorità assoluta.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>La Visione di Merz</strong>: Il Cancelliere Merz ha dichiarato senza esitazione che \"la protezione di Vilnius è la protezione di Berlino\". La Germania è pronta ad assumere il comando, pronta a fare fronte comune con la NATO per difendere ogni angolo dell'Europa contro ogni minaccia. La sicurezza collettiva della NATO non è più negoziabile. Merz ha ribadito la necessità di una forza militare forte e determinata, perché “la forza dissuade gli aggressori, mentre la debolezza invita l'aggressione”.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19441,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/leopard2-abrams-768x512-1.jpg\" alt=\"Dopo 80 Anni la Germania Rompe gli Indugi: la Panzerbrigade 45 difenderà la Lituania - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19441\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Dopo 80 Anni la Germania Rompe gli Indugi: la Panzerbrigade 45 difenderà la Lituania - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dopo 80 Anni la Germania Rompe gli Indugi: la Panzerbrigade 45 difenderà la Lituania - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La Nuova Era per la Bundeswehr:</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rinnovato Impegno alla Difesa</strong>: Il Ministro della Difesa Boris Pistorius ha spinto per questa trasformazione dal 2023, e ora la Germania è pronta a mantenere la parola data. Con la creazione della 45ª Brigata Corazzata, Berlino ha preso in mano il comando della difesa collettiva di NATO, rompendo con il passato di cautela. La Bundeswehr si prepara a diventare l'esercito convenzionale più forte d'Europa, un deterrente imprescindibile per chiunque osi minacciare la pace in Europa.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":4} -->\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Conclusione:</strong><br>La Germania ha rotto gli indugi. Dopo 80 anni di contenimento, è ora pronta a difendere i Paesi NATO contro qualsiasi minaccia, in particolare quella russa. Con la 45ª Brigata Corazzata in Lituania, la Germania ha preso una posizione di guida indiscutibile. La sicurezza di tutti i Paesi NATO è ora la sicurezza della Germania. Non ci sono più scuse: l’Europa è pronta a rispondere con forza, e la Germania è al centro di questa risposta.</h4>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19445,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Dopo 80 Anni la Germania Rompe gli Indugi: la Panzerbrigade 45 difenderà la Lituania - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/panzerbrigade-45-litauen-vilnius-indienststellung-appell-soldaten-1024x576.jpg\" alt=\"Dopo 80 Anni la Germania Rompe gli Indugi: la Panzerbrigade 45 difenderà la Lituania - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19445\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dopo 80 Anni la Germania Rompe gli Indugi: la Panzerbrigade 45 difenderà la Lituania - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/OIP-7.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"45ª Brigata Corazzata, difesa, Germania, invasione russa, Lituania, NATO, Panzerbrigade 45","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-25 16:57:37","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.bundeswehr.de/de/organisation/heer/aktuelles/deutsche-panzerbrigade-45-litauen-indienststellung-5927738","altre-fonti":"https://euro-sd.com/2025/05/major-news/44460/lithuanian-brigade-stood-up/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19436-la-panzerbrigade-45-difendera-la-lituania.mp4","galleria":""}
{"id":19426,"titolo":"Droni in Azione: Rivoluzione nelle Operazioni Mediche sul Campo di Battaglia - VIDEO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 15 maggio, durante una dimostrazione di <em>Swift Response 2025</em> nell'area di addestramento di Pabrade, in Lituania, un drone dell'US Army ha consegnato sangue simulato su un campo di battaglia. Questo test si è svolto nell’ambito dell’esercitazione <em>DEFENDER 25</em>, la più grande esercitazione annuale dell’esercito statunitense in Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il drone TRV-150, utilizzato durante la dimostrazione, è un sistema autonomo con capacità di decollo e atterraggio verticale (VTOL). Questo UAV possiede una velocità di crociera di quasi 110 km/h, un'autonomia massima di oltre 70 chilometri, e un tempo di volo di 36 minuti. Ma l’aspetto più rilevante è la sua capacità di carico, che arriva fino a 68 chilogrammi, un valore significativo per le missioni di rifornimento aereo, come quella testata in Lituania. Il TRV-150 è stato testato in vari ambienti, dai climi artici a quelli torridi, dimostrando la sua versatilità e robustezza in condizioni estremamente difficili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa dimostrazione si inserisce nel contesto di <em>DEFENDER 25</em>, un’esercitazione che coinvolge circa 25.000 soldati provenienti da 29 nazioni alleate e partner. L’esercitazione comprende tre operazioni simultanee: <em>Swift Response</em>, <em>Immediate Response</em> e <em>Saber Guardian</em>, che si svolgeranno in 15 paesi dal 11 maggio al 24 giugno. L’obiettivo principale è rafforzare l’interoperabilità e la prontezza delle forze NATO, testando strutture di dispiegamento rapido e comandi in scenari complessi e multi-dominio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19430,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/R-2-1024x338.jpg\" alt=\"Droni in Azione: Rivoluzione nelle Operazioni Mediche sul Campo di Battaglia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19430\" title=\"Droni in Azione: Rivoluzione nelle Operazioni Mediche sul Campo di Battaglia - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Droni in Azione: Rivoluzione nelle Operazioni Mediche sul Campo di Battaglia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Innovazione nella logistica sul campo di battaglia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La consegna simulata di sangue ha rappresentato un avanzamento significativo nella logistica del campo di battaglia, in particolare in ambienti difficili o ad alto rischio, dove le opzioni convenzionali di evacuazione medica (medevac) potrebbero non essere realizzabili. Il lancio del drone è stato progettato per dimostrare il potenziale dei sistemi senza pilota nel supportare le operazioni mediche e migliorare i tassi di sopravvivenza per il personale ferito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, la capacità del TRV-150 di trasportare carichi fino a 68 chilogrammi apre nuove opportunità per rifornire le truppe sul campo, inclusi materiali critici come munizioni, cibo e forniture mediche. Non si limita però a queste operazioni: il modello superiore del drone, il TRV-400, ha una capacità di carico ancora più elevata, pari a 180 chilogrammi. Questo lo rende particolarmente adatto per missioni di evacuazione dei feriti, un passo importante verso l'uso regolare dei droni in scenari di guerra per la gestione medica e logistica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un passo avanti nell'integrazione dei droni nelle operazioni mediche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa innovazione segue l’implementazione pratica da parte delle forze ucraine, che sono state le prime a adattare l’uso di droni per la consegna di sangue durante i combattimenti attivi. Come riportato dal sito ucraino <em>Militarnyi</em>, un drone ha trasportato con successo sangue per una trasfusione d’emergenza durante i pesanti scontri vicino a Pokrovske. Il soldato ferito, appartenente alla 14ª Brigata Meccanizzata Separata “Chervona Kalyna”, era gravemente ferito e inaccessibile per le unità mediche di terra a causa dei bombardamenti russi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“La sola possibilità di salvarlo era una trasfusione d’emergenza,” ha dichiarato la brigata. “Ma in condizioni di campo, senza un chirurgo nelle vicinanze, senza plasma e con forniture limitate, sembrava quasi impossibile. Quasi.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Valutazioni NATO sull'uso dei droni nelle operazioni mediche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo dell’Ucraina nell’integrare la logistica dei droni nella medicina sul campo ha attirato l’attenzione all’interno della NATO. L’Alleanza sta ora valutando tali concetti per un’implementazione più ampia, considerando il loro potenziale nel migliorare l'efficienza delle operazioni mediche e le capacità di risposta rapida in scenari di combattimento ad alta intensità. L'evoluzione della tecnologia dei droni, come quella del TRV-150 e del suo modello superiore TRV-400, potrebbe rendere possibile un supporto logistico e medico più rapido e preciso, con implicazioni significative per la preparazione e l'efficacia delle forze armate in scenari complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:video {\"id\":19432} -->\n<figure class=\"wp-block-video\"><video controls src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/SwiftResponse.mp4\"></video></figure>\n<!-- /wp:video -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/drone-TRV-150-US-Army-couverture-US-Army.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#DroniMilitari, #LogisticaDaBattaglia, #OperazioniMediche, #TecnologiaMilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-25 08:28:55","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.europeafrica.army.mil/DefenderEurope/SwiftResponse/dvpTag/TRV-150Finland/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19426-droni-in-azione-rivoluzione-nelle-operazioni-mediche-sul-campo-di-battaglia-video.mp4","galleria":""}
{"id":19415,"titolo":"Frecce Tricolori: Dove Seguire i Loro Airshow nel 2025","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le Frecce Tricolori, la leggendaria pattuglia acrobatica italiana, sono una delle formazioni aeree più ammirate al mondo, tanto che nel 2022 hanno conquistato un posto nel <em>Guinness World Records</em> come la pattuglia acrobatica militare che effettua il display in volo con il maggior numero di velivoli, ben 10. Quest’anno, la PAN (Pattuglia Acrobatica Nazionale) celebra il 65° anniversario della sua fondazione, portando in volo una tradizione di emozioni e spettacolo che ha coinvolto decine di migliaia di appassionati e numerosi fan club.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19419,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Frecce Tricolori: Dove Seguire i Loro Airshow nel 2025 - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-24-214137-1024x336.png\" alt=\"Frecce Tricolori: Dove Seguire i Loro Airshow nel 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19419\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Frecce Tricolori: Dove Seguire i Loro Airshow nel 2025 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Airshow e Sorvoli: Le Due Emozioni della PAN</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le esibizioni delle Frecce Tricolori si articolano in due principali modalità:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Airshow</strong>: Una spettacolare esibizione acrobatica di circa 25 minuti che si adatta alle caratteristiche del luogo e alle condizioni meteo. Durante questi airshow, i piloti eseguono manovre straordinarie che lasciano il pubblico senza fiato.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sorvoli</strong>: Un altro momento imperdibile, dove la pattuglia disegna nel cielo un tricolore lungo 5 chilometri, un segno distintivo delle celebrazioni nazionali, degli eventi sportivi come il Giro d’Italia e la Formula 1, e delle festività.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19420,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Frecce Tricolori: Dove Seguire i Loro Airshow nel 2025 - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/1-9.jpg\" alt=\"Frecce Tricolori: Dove Seguire i Loro Airshow nel 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19420\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Frecce Tricolori: Dove Seguire i Loro Airshow nel 2025 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Esibizioni Internazionali delle Frecce Tricolori</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2025, le Frecce Tricolori porteranno il loro spettacolo anche all’estero, partecipando a importanti airshow internazionali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>14-15 Giugno</strong> – <strong>San Javier Air Base, Spagna</strong>: Celebrazione del 40° anniversario della <em>Patrulla Águila</em>, con una partecipazione internazionale di pattuglie acrobatiche.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>19-20 Luglio</strong> – <strong>Fairford, Regno Unito</strong>: Il <em>Royal International Air Tattoo</em> ospiterà le Frecce Tricolori, insieme a forze aeree di 22 paesi. L'evento, accessibile a pagamento, è uno dei più prestigiosi airshow al mondo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>13-14 Settembre</strong> – <strong>Sanicole, Belgio</strong>: Un altro airshow internazionale che vedrà la partecipazione delle Frecce, con i biglietti disponibili solo online.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19421,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Frecce Tricolori: Dove Seguire i Loro Airshow nel 2025 - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-24-214507-1-1024x502.png\" alt=\"Frecce Tricolori: Dove Seguire i Loro Airshow nel 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19421\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Frecce Tricolori: Dove Seguire i Loro Airshow nel 2025 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Date Italiane da Non Perdere</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2025, le Frecce Tricolori si esibiranno in numerosi appuntamenti tra sorvoli ed airshow in tutta Italia. Ecco alcune delle date imperdibili:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>18 Maggio</strong> – <strong>Desenzano (BS)</strong>: Esibizione</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>23 Maggio</strong> – <strong>Roma</strong>: Sorvolo Piazza di Siena, Gran Premio delle Nazioni</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>24 Maggio</strong> – <strong>Gorizia</strong>: Sorvolo Tappa Giro d’Italia</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>25 Maggio</strong> – <strong>Grado (GO)</strong>: Esibizione</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>1 Giugno</strong> – <strong>Ladispoli (RM)</strong>: Esibizione</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>2 Giugno</strong> – <strong>Roma</strong>: Sorvolo Altare della Patria</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>8 Giugno</strong> – <strong>Punta Marina (RA)</strong>: Esibizione</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>22 Giugno</strong> – <strong>Fermo/Porto San Giorgio (FM)</strong>: Esibizione</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>28 Giugno</strong> – <strong>Jesolo (VE)</strong>: Esibizione</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>6 Luglio</strong> – <strong>Lignano Sabbiadoro (UD)</strong>: Esibizione</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>27 Luglio</strong> – <strong>Ancona</strong>: Esibizione</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>31 Agosto</strong> – <strong>Barletta</strong>: Esibizione</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>7 Settembre</strong> – <strong>Monza</strong>: Sorvolo Gran Premio Formula 1</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>5 Ottobre</strong> – <strong>Varazze (SV)</strong>: Esibizione</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>4 Novembre</strong> – <strong>Roma</strong>: Sorvolo Festa dell’Unità Nazionale e Forze Armate</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>21 Dicembre</strong> – <strong>Alta Badia (BZ)</strong>: Sorvolo Coppa del Mondo di Sci</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le Frecce Tricolori continuano a incantare il pubblico di tutto il mondo, confermandosi come una delle pattuglie acrobatiche più ammirate e prestigiose a livello internazionale. Con il loro 65° anniversario e un programma ricco di eventi, gli appassionati avranno molte opportunità di ammirare le loro straordinarie esibizioni, sia in Italia che all'estero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/frecce-tricolori-sui-cieli-di-roma.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"Airshow Italia, Eventi Aerei Internazionali, Frecce Tricolori 2025, Pattuglia Acrobatica Nazionale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-24 21:13:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/home/noi-siamo-l-am/personale-e-mezzi/pattuglia-acrobatica-nazionale/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19415-frecce-tricolori-i-loro-airshow-nel-2025.mp4","galleria":""}
{"id":19407,"titolo":"La NATO discute la sicurezza regionale e il rafforzamento della partnership con l'Egitto","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 22 maggio 2025, la Vice Segretaria Generale della NATO, Radmila Shekerinska, ha accolto il Ministro degli Esteri della Repubblica Araba d'Egitto, Dr. Badr Abdelatty, presso il Quartier Generale della NATO per discutere le relazioni NATO-Egitto e la sicurezza regionale durante una riunione del Consiglio Atlantico del Nord (NAC).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ruolo dell'Egitto nella stabilità regionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I rappresentanti degli Alleati hanno riconosciuto il ruolo cruciale dell'Egitto nella garanzia della stabilità nel vicinato meridionale della NATO, apprezzando la sua stretta collaborazione con l'Alleanza. Durante l'incontro, il Ministro Abdelatty ha condiviso le sue valutazioni sugli sviluppi recenti in Medio Oriente, offrendo anche prospettive su come rafforzare ulteriormente la partnership con la NATO, in particolare nelle aree della cybersicurezza, della lotta al terrorismo, del contrasto agli ordigni esplosivi improvvisati (IED) e della bonifica delle mine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Vice Segretaria Generale Shekerinska ha sottolineato l'importanza di portare avanti questa collaborazione, esprimendo fiducia nel fatto che la relazione tra la NATO e l'Egitto possa essere sviluppata a un livello superiore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19411,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La NATO discute la sicurezza regionale e il rafforzamento della partnership con l'Egitto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/250522b-002-1024x683.jpg\" alt=\"La NATO discute la sicurezza regionale e il rafforzamento della partnership con l'Egitto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19411\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La NATO discute la sicurezza regionale e il rafforzamento della partnership con l'Egitto - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Dialogo Mediterraneo della NATO e la partnership strategica con l'Egitto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Egitto è stato parte del Dialogo Mediterraneo (MD) della NATO sin dal 1995, un'iniziativa volta a promuovere la sicurezza e la stabilità nella regione del Mediterraneo attraverso il dialogo politico e la cooperazione pratica. Questa partnership è fondamentale per affrontare le sfide di sicurezza comuni nella regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alla cooperazione regionale, la NATO e l'Egitto collaborano dal 2011 nell'ambito della formazione del personale attraverso il <a href=\"https://www.cccpa-eg.org/\">Cairo International Centre for Conflict Resolution and Peacebuilding Activities (CCCPA</a>). Il CCCPA svolge un ruolo chiave nel migliorare la capacità dei peacekeeper in Africa e nel mondo arabo, offrendo formazione in aree come la costruzione della pace, la risoluzione dei conflitti e la gestione della sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19410,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La NATO discute la sicurezza regionale e il rafforzamento della partnership con l'Egitto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/2144_29042123-1024x464.webp\" alt=\"La NATO discute la sicurezza regionale e il rafforzamento della partnership con l'Egitto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19410\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La NATO discute la sicurezza regionale e il rafforzamento della partnership con l'Egitto - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Opportunità di cooperazione rafforzata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partnership tra la NATO e l'Egitto si concentra su specifiche aree di rafforzamento delle capacità, cruciali per la sicurezza regionale. Il Ministro Abdelatty ha discusso gli sforzi in corso per migliorare l'educazione militare, le strategie di contrasto al terrorismo e la resilienza complessiva contro varie minacce. Ha anche espresso interesse per il rafforzamento di queste aree, contribuendo agli obiettivi più ampi di sicurezza della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, le discussioni si sono concentrate sul miglioramento della cooperazione regionale, affrontando temi come il terrorismo, le minacce informatiche e la proliferazione delle armi di distruzione di massa, che rappresentano sfide significative sia per la NATO che per l'Egitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19409,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La NATO discute la sicurezza regionale e il rafforzamento della partnership con l'Egitto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/250522b-003-1024x683.jpg\" alt=\"La NATO discute la sicurezza regionale e il rafforzamento della partnership con l'Egitto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19409\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La NATO discute la sicurezza regionale e il rafforzamento della partnership con l'Egitto - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il futuro strategico delle relazioni NATO-Egitto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'approccio della NATO nel rafforzare le partnership con i paesi del Medio Oriente e del Nord Africa (MENA), inclusi l'Egitto, è in continua evoluzione. Questa collaborazione rientra nella strategia regionale più ampia della NATO, rafforzata nel 2024 dalla nomina di un Rappresentante Speciale per il Vicinato Meridionale. Questa mossa riflette l'impegno dell'Alleanza a consolidare gli impegni politici e pratici con i paesi della regione MENA.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Poiché l'Egitto continua a essere un attore centrale nella strategia meridionale della NATO, è probabile che i colloqui tra le due parti continuino ad evolversi, con l'obiettivo di rafforzare la stabilità regionale e migliorare la sicurezza nel Mediterraneo e oltre.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/250522b-001-e1748108426576.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Cooperazione sulla sicurezza regionale, Dialogo Mediterraneo, Partnership NATO-Egitto, Stabilità Medio Oriente","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-24 18:45:24","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.nato.int/cps/en/natohq/news_235574.htm?utm_source=chatgpt.com","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19407-nato-sicurezza-regionale-partnership-egitto.mp4","galleria":""}
{"id":19398,"titolo":"Nave San Giorgio nel Littoral Expeditionary Group (LEG): Interoperabilità Italia-Spagna","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al termine dell’esercitazione <em>Mare Aperto 25</em>, la nave <em>San Giorgio</em> è stata rischierata nell’Oceano Atlantico nell’ambito dell’impiego del dispositivo anfibio <em>Littoral Expeditionary Group</em> (LEG). Questo assetto operativo, noto per la sua alta prontezza, modularità e autosufficienza logistica, è sempre pronto ad operare in contesti internazionali complessi, rispondendo tempestivamente a esigenze strategiche. La nave <em>San Giorgio</em>, nelle sue attuali configurazioni, è in grado di garantire capacità di proiezione e flessibilità, operando con una componente della Landing Force che comprende assetti specialistici della Brigata Marina San Marco, veicoli tattici, supporto logistico e un assetto aereo <em>Rotary Wing</em> per il trasporto e l’inserzione di truppe a terra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19400,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/4544a15b-c0d9-41ec-bcd9-dd2ee5639c6f3-1024x576.jpg\" alt=\"Nave San Giorgio nel Littoral Expeditionary Group (LEG): Interoperabilità Italia-Spagna - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19400\" title=\"Nave San Giorgio nel Littoral Expeditionary Group (LEG): Interoperabilità Italia-Spagna - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nave San Giorgio nel Littoral Expeditionary Group (LEG): Interoperabilità Italia-Spagna - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Proiezione Operativa in Portogallo per Nave San Giorgio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo step di questo impiego operativo ha visto la proiezione di una compagnia motorizzata del 1° Reggimento San Marco sulle spiagge di Setúbal, in Portogallo, in occasione dell’esercitazione <em>ORION 2025</em>. L’evento, che ha avuto luogo dal 5 al 16 maggio, è stato organizzato dall’Exército Português per la certificazione nazionale dell’EU Battlegroup (EUBG), con la partecipazione di Francia, Spagna e Romania. Durante l’esercitazione, i reparti italiani si sono impegnati in operazioni complesse di sbarco e difesa, consolidando le capacità di proiezione della Brigata Marina San Marco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Collaborazione Italo-Spagnola nell’Esercitazione <em>MARFIBEX 2025</em></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Successivamente, la nave <em>San Giorgio</em> e il personale della Brigata Marina San Marco si sono distaccati verso le coste spagnole, dove hanno preso parte all’esercitazione bilaterale italo-spagnola <em>MARFIBEX 2025</em>, che si è svolta dal 12 al 15 maggio. Durante questa fase, la nave ha supportato la certificazione del “Segundo Batallón de Infantería de Marina” e ha condotto operazioni di ricognizione anfibia, coordinamento del fuoco di supporto, e rischieramento rapido di mortai eli-trasportati. Tra le attività logistiche congiunte, sono stati effettuati operazioni <em>Cross Dock</em> e <em>Cross Deck</em>, testando l’efficacia dell’interoperabilità tra le forze italiane e spagnole.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19401,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/b34542ff-79f2-4600-aaa8-2e68f08875c420250523-san-giorgio-1024x576.jpg\" alt=\"Nave San Giorgio nel Littoral Expeditionary Group (LEG): Interoperabilità Italia-Spagna - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19401\" title=\"Nave San Giorgio nel Littoral Expeditionary Group (LEG): Interoperabilità Italia-Spagna - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nave San Giorgio nel Littoral Expeditionary Group (LEG): Interoperabilità Italia-Spagna - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste esercitazioni hanno confermato l’elevato livello di interoperabilità e l’efficacia operativa della <em>Spanish-Italian Amphibious Force</em> (SIAF) e della <em>Spanish-Italian Landing Force</em> (SILF), che rappresentano da 27 anni un punto di riferimento internazionale nel campo delle operazioni anfibie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le esercitazioni <em>ORION</em> e <em>MARFIBEX</em> sono state un eccellente momento di fitting per le capacità fondamentali del LEG e costituiscono un’importante fase preparatoria per l’esercitazione <em>CATAMARAN</em> (1-16 giugno), che si inserisce nel contesto dell’esercitazione multinazionale francese <em>POLARIS 2025</em>. Questo ciclo addestrativo complesso culminerà con un’imponente attività anfibia che coinvolgerà, oltre alla nave <em>San Giorgio</em> e la Landing Force imbarcata, le Marine di Francia, Inghilterra, Spagna e Olanda, con l’obiettivo di consolidare ulteriormente l’interoperabilità tra le forze alleate e testare le capacità congiunte di proiezione anfibia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/1-8.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Esercitazione Mare Aperto 25, Italia-Spagna, Littoral Expeditionary Group (LEG)","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-24 15:29:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20250523_Nave-San-Giorgio-in-Oceano-Atlantico-.aspx","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19398-nave-san-giorgio-littoral-expeditionary-group.mp4","galleria":""}
{"id":19387,"titolo":"Visita Istituzionale del Generale Giovanni Maria Iannucci in Niger","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci, già <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\">Aquila 1</a> e oggi Comandante Operativo di Vertice Interforze (COVI), ha recentemente visitato il Niger per rafforzare la cooperazione bilaterale e sostenere la sicurezza regionale. Il Generale è stato accolto presso la Base Aérienne 101 di Niamey dal Comandante della Missione Bilaterale di Supporto in Niger (MISIN), Generale di Brigata Giovanni Quartuccio, e dall’Addetto Militare alla Difesa, Colonnello Vincenzo Addonisio. L’incontro con il contingente italiano, che attualmente conta oltre 300 militari, ha avuto lo scopo di fornire un aggiornamento sulle operazioni e le attività svolte nell’ambito della missione. La missione MISIN, infatti, è stata istituita dal Governo italiano per rafforzare la sicurezza del Niger e di altri Paesi del G5 Sahel (Mali, Mauritania, Chad e Burkina Faso) e supportare le forze locali nel contrasto ai traffici illegali e alle minacce alla sicurezza. Le attività principali della missione comprendono il rafforzamento delle capacità di sorveglianza delle frontiere, il miglioramento delle capacità aeree della Repubblica del Niger, e la formazione delle forze di sicurezza locali, con particolare attenzione al contrasto al terrorismo e alla criminalità organizzata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19389,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/0cdcf796-c7a4-4dea-b6d1-1e900c050c45-1024x683.jpg\" alt=\"Visita Istituzionale del Generale Giovanni Maria Iannucci in Niger - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19389\" title=\"Visita Istituzionale del Generale Giovanni Maria Iannucci in Niger - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Visita Istituzionale del Generale Giovanni Maria Iannucci in Niger - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Iannucci ha sottolineato durante l’incontro l’importanza della missione, che si inserisce in un contesto internazionale complesso, dove l’Italia continua a svolgere un ruolo cruciale nella stabilizzazione della regione, in collaborazione con gli alleati europei e statunitensi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Progetti Infrastrutturali e Addestramento congiunto</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un momento saliente della visita è stato il sopralluogo al Centre d’Expertise de Médecine Aéronautique du Niger (C.E.MED.A.N), un progetto infrastrutturale fondamentale che sta prendendo forma grazie al contributo del Task Group Genio dell’Esercito Italiano. Questo centro sanitario avrà un impatto significativo nella fornitura di idoneità medico-legali per il personale delle forze aeree nigerine, sia militari che civili, e potrà, in prospettiva, estendere i propri servizi ad altri Paesi della regione sub-sahariana. Il progetto prevede anche un programma di formazione per il personale sanitario locale, con l’obiettivo di garantire la futura autonomia gestionale della struttura e migliorare la qualità dei servizi medici in Niger.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19390,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/1bde3f3d-f038-40ec-b624-8a7714bf3c1a-1024x683.jpg\" alt=\"Visita Istituzionale del Generale Giovanni Maria Iannucci in Niger - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19390\" title=\"Visita Istituzionale del Generale Giovanni Maria Iannucci in Niger - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Visita Istituzionale del Generale Giovanni Maria Iannucci in Niger - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la visita, il Generale Iannucci ha anche preso parte a un’esercitazione di aviolancio, un’attività fondamentale per migliorare le capacità operative delle forze nigerine. I paracadutisti italiani hanno addestrato i soldati nigerini nella tecnica di aviolancio, un’abilità fondamentale per il dispiegamento rapido delle forze in scenari di emergenza. A bordo di un C-27J dell’Aeronautica Militare, il Generale ha assistito ai lanci con tecnica a fune di vincolo, grazie ai quali i militari nigerini hanno potuto ottenere il brevetto di paracadutismo italiano. Questo addestramento rappresenta un altro esempio tangibile della cooperazione tra le forze italiane e nigerine, consolidando il legame tra i due Paesi e contribuendo al rafforzamento delle capacità locali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Rinforzo della Cooperazione e Contributo Nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Iannucci ha concluso la sua visita incontrando i vertici delle forze armate nigerine. Tra questi, il Colonel Major Mamane Sani Kiaou, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, il Colonel Major Salifou Mainassara, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, e il Colonel Major Kimba Tahirou, Comandante della Gendarmeria Nazionale. I colloqui hanno messo in evidenza la solidità del partenariato strategico tra Italia e Niger, che è stato ulteriormente consolidato anche dopo i cambiamenti politici che hanno segnato la situazione del Paese nel luglio 2023. Le autorità nigerine hanno espresso la loro gratitudine per l’importante <a href=\"https://www.difesa.it/operazionimilitari/op-intern-corso/niger-missione-bilaterale-supporto/contributo-nazionale/28247.html\">supporto fornito dall’Italia</a>, sia sul piano operativo che formativo. In particolare, sono stati evidenziati i risultati positivi dell’addestramento fornito dalla MISIN, che ha rafforzato le capacità delle forze di sicurezza nigerine, migliorando il controllo del territorio e la capacità di contrastare il terrorismo lungo le zone di confine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19391,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/d890556d-fcf4-4fd6-9354-e7e5b2641d50-1024x577.jpg\" alt=\"Visita Istituzionale del Generale Giovanni Maria Iannucci in Niger - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19391\" title=\"Visita Istituzionale del Generale Giovanni Maria Iannucci in Niger - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Visita Istituzionale del Generale Giovanni Maria Iannucci in Niger - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la visita, il Generale Iannucci ha anche incontrato il Capo Missione Roberto Orlando e il personale italiano dell’Ambasciata d’Italia a Niamey. Ha espresso il suo apprezzamento per il supporto continuo offerto al contingente italiano e ha sottolineato l’importanza della cooperazione tra la diplomazia e le forze armate italiane, che operano sinergicamente per il successo della missione MISIN.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal suo avvio nel 2018, la missione MISIN ha avuto un impatto significativo sulla sicurezza del Niger e delle nazioni limitrofe. Fino ad oggi, sono stati svolti 381 corsi formativi, con la partecipazione di oltre 9.000 soldati nigerini. Questi corsi hanno riguardato tematiche cruciali come il paracadutismo, la sicurezza pubblica e il contrasto al terrorismo. Inoltre, la missione ha realizzato 51 progetti di cooperazione civile-militare, che hanno contribuito allo sviluppo socio-economico della capitale Niamey e delle aree circostanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19392,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/cb684813-ee0d-4ac4-a6de-aeaa1992c601-1024x626.jpg\" alt=\"Visita Istituzionale del Generale Giovanni Maria Iannucci in Niger - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19392\" title=\"Visita Istituzionale del Generale Giovanni Maria Iannucci in Niger - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Visita Istituzionale del Generale Giovanni Maria Iannucci in Niger - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li></li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/3ca44596-4ce6-47ed-9522-8242c522ccae.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"AddestramentoMilitari, cooperazioneinternazionale, ItaliaInAfrica, MissioneMISIN, Niger, SicurezzaSahel","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-24 13:22:53","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.difesa.it/operazionimilitari/op-intern-corso/niger-missione-bilaterale-supporto/notizie-teatro/missione-in-niger-comandante-operativo-vertice-interforze/71048.html","altre-fonti":"https://www.difesa.it/operazionimilitari/op-intern-corso/niger-missione-bilaterale-supporto/contributo-nazionale/28247.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19387-visita-istituzionale-del-generale-giovanni-maria-iannucci-in-niger.mp4","galleria":""}
{"id":19371,"titolo":"Legge di Bilancio 2025: Nuove Agevolazioni Fiscali per i Militari","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto significativi cambiamenti fiscali, con l’obiettivo di alleviare il peso fiscale sui lavoratori dipendenti. A partire dal 1° gennaio 2025, infatti, sono stati introdotti nuovi benefici, tra cui la riduzione del cuneo fiscale, che sostituisce l’esonero sui contributi previdenziali IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti). Le modifiche mirano a favorire i redditi da lavoro dipendente, con misure che vanno dalla riduzione diretta delle imposte alla creazione di nuove detrazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Nuove Misure Fiscali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A beneficio dei lavoratori, sono stati previsti due nuovi strumenti fiscali che si aggiungono ai trattamenti già esistenti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Trattamento Integrativo (ex bonus Renzi)</strong><br>Introdotto nel 2020, il trattamento integrativo è destinato a chi ha un reddito complessivo fino a 15.000 euro. La misura è confermata anche per il 2025, per supportare i redditi più bassi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Bonus Fiscale Aggiuntivo</strong><br>La novità principale introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 riguarda l'introduzione di un bonus fiscale per i lavoratori con redditi complessivi fino a 20.000 euro. Questo bonus prevede una somma determinata da una percentuale applicata sul reddito di lavoro dipendente, in base alle seguenti fasce:<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>7,1%</strong> per i redditi fino a 8.500 euro;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>5,3%</strong> per i redditi tra 8.501 e 15.000 euro;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>4,8%</strong> per i redditi tra 15.001 e 20.000 euro.<br>Questo bonus non concorre alla formazione del reddito.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ulteriore Detrazione</strong><br>Un’altra novità importante è l’introduzione di una detrazione aggiuntiva per i redditi tra 20.001 e 40.000 euro. Per i redditi tra 20.001 e 32.000 euro, la detrazione è pari a 1.000 euro, mentre per i redditi superiori, la detrazione decresce progressivamente fino ad azzerarsi a 40.000 euro.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19380,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-24-091738.png\" alt=\"Legge di Bilancio 2025: Nuove Agevolazioni Fiscali per i Militari - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19380\" style=\"width:1200px\" title=\"Legge di Bilancio 2025: Nuove Agevolazioni Fiscali per i Militari - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Legge di Bilancio 2025: Nuove Agevolazioni Fiscali per i Militari - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come Funziona la Gestione Automatica tramite NoiPA</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I benefici fiscali previsti dalla Legge di Bilancio 2025 verranno applicati in maniera automatica dal sistema NoiPA, sulla base dei dati reddituali registrati. Tuttavia, i dipendenti che prevedono di superare le soglie di reddito stabilite (ad esempio, a causa di redditi extra non registrati nel sistema) possono rinunciare a tali benefici per evitare conguagli fiscali a debito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La piattaforma NoiPA ha introdotto una funzione di <strong>self-service</strong> che permette ai lavoratori di gestire la propria situazione fiscale. Accedendo al portale, sarà possibile rinunciare a uno o più benefici, direttamente dalla sezione “Gestione benefici fiscali”, disponibile nel menù “Servizi” sotto la voce “Stipendiali”. Per utilizzare questa funzione, è consigliato consultare le FAQ dedicate, disponibili sul portale NoiPA al link: <a href=\"https://noipa.mef.gov.it/cl/web/guest/taglio-del-cuneo-fiscale\">https://noipa.mef.gov.it/cl/web/guest/taglio-del-cuneo-fiscale</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tempistiche e Modalità di Rinuncia ai Benefici</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema consentirà ai lavoratori di effettuare modifiche alle proprie preferenze fiscali in base alle seguenti tempistiche:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rinunce entro il 25 maggio 2025</strong>: Le modifiche inserite entro questa data avranno effetto retroattivo dal 1° gennaio 2025.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rinunce dopo il 25 maggio 2025</strong>: Le modifiche saranno applicate a partire dalla prima mensilità utile successiva. È possibile visualizzare direttamente nel sistema quando la rinuncia avrà effetto, accedendo alla schermata “Gestione benefici fiscali” e selezionando “Elenco richieste”.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Possibilità di Ripristino e Dettagli sulle Novità Fiscali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alla possibilità di rinunciare ai benefici, il sistema offre anche la possibilità di ripristinare la loro applicazione in qualsiasi momento, sempre attraverso la modalità self-service. Per maggiori dettagli sulle novità fiscali introdotte dalla Legge di Bilancio 2025, è disponibile la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 4/E del 16 maggio 2025.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’introduzione di queste nuove misure, la Legge di Bilancio 2025 si propone di supportare in modo concreto i lavoratori dipendenti, in particolare quelli con redditi più bassi. L’implementazione di un sistema automatizzato e trasparente come il portale NoiPA permette ai dipendenti di gestire in autonomia i benefici fiscali, garantendo maggiore flessibilità e controllo. Tuttavia, è importante che ciascun lavoratore prenda consapevolezza delle proprie scelte fiscali, per evitare conguagli troppo onerosi e per sfruttare al meglio le agevolazioni previste.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>#AgevolazioniFiscaliMilitari,LeggeBilancio2025,StipendiDipendenti</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/cuneo-fiscale.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#AgevolazioniFiscaliMilitari, LeggeBilancio2025, StipendiDipendenti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-24 08:21:05","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19371-legge-di-bilancio-2025-nuove-agevolazioni-fiscali-per-i-militari.mp4","galleria":""}
{"id":19370,"titolo":"Pisa conferisce la cittadinanza onoraria al Centro Addestramento di Paracadutismo (CAPAR)","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Consiglio Comunale di Pisa ha conferito ufficialmente la <strong>cittadinanza onoraria</strong> al <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/centro-addestramento-di-paracadutismo/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Centro Addestramento di Paracadutismo dell’Esercito Italiano (CAPAR)</a></strong>, con sede presso la caserma “Gamerra” della città. Un riconoscimento che celebra <strong>oltre settant’anni di storia, di servizio alla nazione e di profondo radicamento nel territorio pisano</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“La cittadinanza onoraria alla Capar rappresenta un riconoscimento che non è solo un gesto formale, ma una vera e propria celebrazione del legame profondo che unisce questa istituzione alla nostra comunità”, ha dichiarato l’assessore ai servizi demografici e toponomastica <strong>Gabriella Porcaro</strong>, nel corso della cerimonia ufficiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il cuore del paracadutismo militare italiano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>CAPAR</strong> è molto più di una scuola: è <strong>la casa di tutti i Paracadutisti Militari italiani</strong>, senza distinzioni. Dai paracadutisti della Brigata “Folgore” agli Alpini Paracadutisti, dagli operatori delle forze speciali ai cadetti delle accademie militari, <strong>chiunque abbia mai \"staccato i piedi\" da un aereo in volo indossando una divisa è passato da qui</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le origini del Centro risalgono al gennaio <strong>1947</strong>, quando, per iniziativa di reduci delle divisioni “Folgore” e “Nembo”, venne fondato il primo nucleo a Roma, sotto la guida del Tenente Colonnello <strong>Giuseppe Izzo</strong> e del Capitano <strong>Leonida Turrini</strong>. Dopo un periodo a Viterbo, il <strong>9 giugno 1957</strong> il Centro viene definitivamente trasferito a Pisa, sede allora della 46ª Brigata Aerea dell’Aeronautica Militare, dotata di velivoli da trasporto e da lancio. L’arrivo avvenne con una marcia storica dalla stazione fino alla caserma Gamerra, sotto il comando del Colonnello <strong>Carlo Mautino</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso del tempo, la denominazione e l’inquadramento gerarchico della struttura si sono evoluti: <strong>Centro Addestramento Paracadutisti</strong>, poi <strong>Scuola Militare di Paracadutismo (SMIPAR)</strong>, fino a tornare dal <strong>1999</strong> all’attuale nome, <strong>Centro Addestramento di Paracadutismo (CAPAR)</strong>, alle dirette dipendenze della <strong>Brigata Paracadutisti “Folgore”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un simbolo di eccellenza e sacrificio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Comune di Pisa ha voluto tributare questo importante riconoscimento non solo per il valore storico e formativo del CAPAR, ma anche per il suo <strong>profondo ruolo civile e umanitario</strong>. Nel corso dei decenni, il Centro ha partecipato attivamente alle operazioni di <strong>soccorso in caso di calamità naturali</strong> – come l’alluvione del 1966 o il crollo della palazzina in piazza Gambacorti nel 1981 – ed è stato protagonista di numerose <strong>missioni internazionali</strong> a supporto di popolazioni vittime di guerra e crisi umanitarie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Ha saputo integrarsi profondamente nel tessuto cittadino, partecipando attivamente in momenti critici della nostra storia, portando aiuto e vicinanza concreta alla popolazione”, ha sottolineato l’assessore Porcaro.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un legame indissolubile con la città di Pisa e con l’Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi il CAPAR rappresenta un punto di riferimento nazionale ed internazionale per la formazione dei paracadutisti militari, ma è anche un <strong>simbolo di passione, disciplina, coraggio e spirito di corpo</strong>. La cittadinanza onoraria è un riconoscimento esteso a <strong>tutte le generazioni di uomini e donne che ne hanno fatto parte</strong>, costruendo con dedizione e sacrificio una realtà che onora l’Italia e la città di Pisa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Questo gesto – ha concluso Porcaro – sottolinea l’importanza della collaborazione tra le istituzioni e la cittadinanza, e il ruolo che ognuno di noi gioca nel mantenere viva e forte la nostra identità”.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questo atto solenne, Pisa non solo onora un’istituzione militare di eccellenza, ma rinnova il suo <strong>profondo legame con la storia, i valori e gli uomini del paracadutismo militare italiano</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/1200x800.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"capar, paracadutisti, pisa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-24 08:12:52","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.quinewspisa.it/pisa-cittadinanza-onoraria-alla-scuola-di-paracadutismo.htm","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19370-pisa-conferisce-la-cittadinanza-onoraria-al-centro-addestramento-di-paracadutismo-capar.mp4","galleria":""}
{"id":19360,"titolo":"Cerimonia del Mak π 100 degli Allievi Ufficiali del 205° Corso \"Fierezza\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Modena, 23 maggio 2025</strong> – Si è svolta oggi a Modena, presso il Parco Novi Sad, la tradizionale cerimonia del Mak π 100, che segna i cento giorni alla conclusione del biennio di studi per gli Allievi Ufficiali del 205° Corso \"Fierezza\" dell'Accademia Militare dell'Esercito. L'evento ha visto la presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, che hanno sottolineato il significato di questo momento simbolico, fondamentale per il percorso formativo degli ufficiali delle Forze Armate italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19363,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Cerimonia del Mak π 100 degli Allievi Ufficiali del 205° Corso \"Fierezza\" - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/415b9043-3159-4aec-9532-240ad2d34b3d-1024x693.jpg\" alt=\"Cerimonia del Mak π 100 degli Allievi Ufficiali del 205° Corso &quot;Fierezza&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19363\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cerimonia del Mak π 100 degli Allievi Ufficiali del 205° Corso \"Fierezza\" - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Significato del \"Mak π 100\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il termine “Mak π 100” affonda le radici in un’espressione dialettale piemontese che risale al 1840, quando si pronunciò la frase «Mach pi tre ani!» («Solo più di tre anni!») in occasione della riduzione del percorso formativo da quattro a tre anni. Con il tempo, questa esclamazione goliardica è evoluta in un simbolo del conto alla rovescia verso la nomina a ufficiale, diventando oggi un momento carico di significato per tutti gli Allievi Ufficiali che stanno per concludere il loro percorso di formazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19364,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Cerimonia del Mak π 100 degli Allievi Ufficiali del 205° Corso \"Fierezza\" - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/ea4eefb1-8b4a-4adf-a480-8e8e912c3cd3-1024x693.jpg\" alt=\"Cerimonia del Mak π 100 degli Allievi Ufficiali del 205° Corso &quot;Fierezza&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19364\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cerimonia del Mak π 100 degli Allievi Ufficiali del 205° Corso \"Fierezza\" - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Cerimonia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Ministro Crosetto ha sottolineato l’importanza del “passaggio della stecca” come simbolo di continuità tra generazioni di militari, che rappresenta un legame profondo con le tradizioni storiche delle Forze Armate. Il Ministro ha invitato gli Allievi Ufficiali a essere sempre di esempio per i loro futuri soldati, le loro famiglie e il Paese, ricordando che comandare non significa esercitare il potere, ma indicare la strada, specialmente nei momenti difficili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'intervento del Ministro della Difesa è stato accolto con grande attenzione dai presenti, tra cui numerosi ufficiali di alto rango come il Generale Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore della Difesa, e il Generale Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, nonché numerose autorità civili, militari e religiose.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19365,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Cerimonia del Mak π 100 degli Allievi Ufficiali del 205° Corso \"Fierezza\" - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/b0874e84-4a35-401d-bcf3-0d0d44244f0a-1024x693.jpg\" alt=\"Cerimonia del Mak π 100 degli Allievi Ufficiali del 205° Corso &quot;Fierezza&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19365\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cerimonia del Mak π 100 degli Allievi Ufficiali del 205° Corso \"Fierezza\" - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Sfida del Futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Accademia Militare di Modena, custode di una tradizione secolare, rappresenta il punto di partenza per una carriera che porterà gli Allievi a guidare le forze armate italiane in un mondo sempre più dinamico e imprevedibile. Il Ministro Crosetto ha incoraggiato gli Allievi a mantenere saldi i loro valori, anche di fronte alle sfide imposte dall’evoluzione tecnologica e dai cambiamenti geopolitici. Ha ribadito che, sebbene le tecnologie avanzate siano fondamentali per le operazioni militari, ciò che fa veramente la differenza per la difesa della Nazione sono la coscienza e l'etica degli ufficiali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19366,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Cerimonia del Mak π 100 degli Allievi Ufficiali del 205° Corso \"Fierezza\" - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/09671a55-8ef0-4b1f-ac72-8eb9d6ede7b2-1024x693.jpg\" alt=\"Cerimonia del Mak π 100 degli Allievi Ufficiali del 205° Corso &quot;Fierezza&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19366\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cerimonia del Mak π 100 degli Allievi Ufficiali del 205° Corso \"Fierezza\" - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Passaggio Cruciale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, gli Allievi Ufficiali del 205° Corso \"Fierezza\" hanno vissuto un momento simbolico che li avvicina ulteriormente al loro futuro ruolo di comandanti e leader delle Forze Armate italiane. La cerimonia del Mak π 100 segna non solo un'importante tappa nel loro percorso formativo, ma rappresenta anche il valore della tradizione e della continuità che permea l’Accademia Militare, offrendo agli Allievi un’eredità da portare avanti con orgoglio e responsabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/b873fdbb-cc6c-4b9d-8cb5-ed99c357572d.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Accademia Militare dell'Esercito, Allievi Ufficiali, Guido Crosetto, Mak π 10, Sergio Mattarella","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-23 21:31:56","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Il-Presidente-della-Repubblica-alla-cerimonia-del-MAK-%CE%A0-100-a-Modena.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19360-cerimonia-del-mak-%cf%80-100-degli-allievi-ufficiali-del-205-corso-fierezza.mp4","galleria":""}
{"id":19342,"titolo":"Addestramento d’élite: l’8° Reggimento bersaglieri insieme al ‘Col Moschin","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un ciclo addestrativo della durata di due settimane, gli esploratori del plotone dell’8° Reggimento bersaglieri hanno svolto un’intensa attività formativa con il 9° Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin”, una delle più prestigiose unità di Forze Speciali dell’Esercito Italiano. L’addestramento, svoltosi presso la sede del “Col Moschin” a Livorno e nel comprensorio addestrativo incursori di San Rossore, ha rappresentato un’occasione unica per confrontarsi con le tecniche, i mezzi e le metodologie operative di un reparto d’élite.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sotto la guida attenta degli istruttori delle Forze Speciali, gli esploratori bersaglieri hanno potuto perfezionare le proprie competenze in scenari di crescente complessità. L’obiettivo principale era il potenziamento delle capacità di acquisizione informativa e di analisi delle variabili di missione in contesti operativi ostili e realistici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’impiego di ambienti diversificati — urbani, collinari e paludosi — ha garantito un’ampia varietà di situazioni tattiche. Questo approccio ha permesso agli esploratori di affinare la loro flessibilità operativa e di consolidare la prontezza all’intervento in differenti condizioni geografiche e climatiche. L’interazione costante con il personale incursore ha fornito inoltre l’opportunità di familiarizzare con equipaggiamenti avanzati specifici delle Forze Speciali, ampliando il bagaglio tecnico del reparto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tecniche avanzate e scenari realistici: il valore del confronto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ciclo addestrativo ha incluso una serie di moduli orientati al perfezionamento di capacità specifiche: avvicinamento silenzioso agli obiettivi, raccolta dati, analisi tattica in tempo reale e trasmissione sicura delle informazioni a unità contermini e superiori. L’uso delle tecnologie in dotazione agli incursori ha rappresentato un valore aggiunto, offrendo agli esploratori la possibilità di addestrarsi con strumenti di ultima generazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In scenari simulati ma realistici, i militari sono stati chiamati ad affrontare missioni complesse che includevano anche attività di trattamento dei prigionieri, liberazione ostaggi e sopravvivenza in ambienti ostili. Tutto ciò ha richiesto non solo prontezza fisica e tecnica, ma anche resilienza mentale e capacità di prendere decisioni rapide sotto pressione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il confronto quotidiano con gli istruttori delle Forze Speciali ha garantito un’evoluzione continua del livello addestrativo. Ogni modulo operativo è stato progettato per mettere alla prova le capacità acquisite e stimolare l’integrazione tra i due reparti. Questo ha reso l’esperienza formativa non solo utile, ma anche strategicamente rilevante in un’ottica di cooperazione interforze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presenza nel comprensorio di San Rossore ha consentito inoltre di sfruttare un contesto naturale di grande varietà, ideale per esercitazioni di movimento occulto, mimetizzazione e ricognizione di obiettivi in ambienti naturali e semi-urbanizzati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La cultura dell’analisi e l’evoluzione delle capacità operative</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A conclusione dell’attività, è stata organizzata una completa <strong>After Action Review (AAR)</strong>, un momento fondamentale per consolidare quanto appreso e avviare un processo di riflessione condivisa. L’AAR ha visto la partecipazione attiva di tutti i militari coinvolti e si è rivelata cruciale per identificare i punti di forza emersi, ma anche le aree migliorabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Particolare rilievo è stato dato all’individuazione delle <strong>linee guida per l’integrazione delle competenze acquisite</strong> all’interno delle future attività addestrative del reggimento. Questo passaggio è essenziale per garantire che il know-how appreso durante il ciclo formativo non rimanga circoscritto a una singola esperienza, ma venga progressivamente trasferito all’intero apparato del reparto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:gallery {\"linkTo\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped\"><!-- wp:image {\"id\":19356,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Addestramento d’élite: l’8° Reggimento bersaglieri insieme al ‘Col Moschin - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/R-2.jpeg\" alt=\"Addestramento d’élite: l’8° Reggimento bersaglieri insieme al ‘Col Moschin - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19356\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Addestramento d’élite: l’8° Reggimento bersaglieri insieme al ‘Col Moschin - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image --></figure>\n<!-- /wp:gallery -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ciclo congiunto tra l’8° Reggimento bersaglieri e il 9° Reggimento “Col Moschin” ha dunque gettato le basi per <strong>ulteriori collaborazioni future</strong>, consolidando un processo virtuoso di contaminazione positiva tra unità convenzionali e Forze Speciali. L’interazione tra i due mondi ha confermato che l’addestramento interforze è una risorsa preziosa per elevare il livello complessivo di prontezza operativa dell’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un’esperienza formativa di alto livello, che rafforza l’identità del soldato moderno: flessibile, competente, capace di adattarsi a ogni contesto operativo. Gli esploratori dell’8° Reggimento, tornati dal ciclo addestrativo, portano con sé non solo nuove competenze tecniche, ma una visione più ampia e aggiornata del ruolo che l’informazione tattica riveste nelle moderne operazioni militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/CN5A0806a1200.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"8° Reggimento bersaglieri, 9° col moschin, esercitoitaliano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-23 12:49:56","stato":"draft","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/I-bersaglieri-in-azione-con-il-9-Col-Moschin.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"","galleria":""}
{"id":19338,"titolo":"La necessità di istituire un Corso per Esploratori di Fanteria: una proposta strutturale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell’attuale contesto operativo e addestrativo dell’Esercito Italiano, emerge con forza la necessità di istituire un <strong>Corso per Esploratore di Fanteria</strong> e un corso per <strong>Istruttore di Esploratori di Fanteria</strong>. In effetti, solo per <a href=\"https://www.forzespeciali.info/italiane/coos-tier3/esploratori-paracadutisti-186-folgore/\">gli esploratori della Brigata Paracadutisti Folgore</a>, il Reggimento Lagunari Serenissima e le Brigate Alpine sono state attivate specifiche attività formative. Si tratta di una proposta che mira a uniformare procedure, standard addestrativi ed equipaggiamenti all’interno di un comparto – quello degli esploratori dei reggimenti di fanteria – finora privo di un iter formativo strutturato e omogeneo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attualmente, infatti, a differenza di altri assetti specialistici come mortaisti, controcarro o tiratori scelti, gli operatori dei plotoni esploratori non seguono alcun corso dedicato, lasciando ai singoli reparti l’onere di creare percorsi formativi interni. Ne derivano disomogeneità tecnico-tattiche, che rischiano di compromettere l’interoperabilità e l’efficacia operativa. Un esempio concreto è offerto dall’8° Reggimento Bersaglieri, che con il supporto del 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti \"Col Moschin\" ha effettuato <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/I-bersaglieri-in-azione-con-il-9-Col-Moschin.aspx\">una specifica attività addestrativa </a>per i propri esploratori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19355,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/2.-Guado-di-corsi-dacqua.jpg\" alt=\"La necessità di istituire un Corso per Esploratori di Fanteria: una proposta strutturale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19355\" style=\"width:840px;height:auto\" title=\"La necessità di istituire un Corso per Esploratori di Fanteria: una proposta strutturale - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La necessità di istituire un Corso per Esploratori di Fanteria: una proposta strutturale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proprio questo addestramento, svoltosi tra la sede del 9° Reggimento a Livorno e il comprensorio addestrativo di San Rossore, ha visto un ciclo intensivo di due settimane, durante il quale il personale dell'8° Reggimento ha potuto addestrarsi in ambienti urbani, collinari e paludosi, perfezionando le capacità di acquisizione informativa e analisi della missione. Un'attività culminata con una \"After Action Review\" (AAR), che ha tracciato le linee guida per l'integrazione delle competenze acquisite nelle future attività operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19347,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/2-9-Moschin-1024x640.png\" alt=\"La necessità di istituire un Corso per Esploratori di Fanteria: una proposta strutturale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19347\" title=\"La necessità di istituire un Corso per Esploratori di Fanteria: una proposta strutturale - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La necessità di istituire un Corso per Esploratori di Fanteria: una proposta strutturale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una proposta concreta: corso standardizzato e esecuzione decentrata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per rispondere a tale criticità, la proposta prevede l’introduzione di due corsi ufficiali all’interno del catalogo formativo della Scuola di Fanteria:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corso per Esploratore di Fanteria</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corso per Istruttore Esploratori di Fanteria</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I corsi potrebbero essere <strong>decentrati presso i reggimenti</strong>, con programmi didattico-addestrativi uniformi e validati dalla Scuola, che garantirebbe supervisione, standardizzazione e rilascio della qualifica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19348,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/230525-binc2-1024x475.jpg\" alt=\"La necessità di istituire un Corso per Esploratori di Fanteria: una proposta strutturale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19348\" title=\"La necessità di istituire un Corso per Esploratori di Fanteria: una proposta strutturale - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La necessità di istituire un Corso per Esploratori di Fanteria: una proposta strutturale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iter di selezione dovrebbe prevedere prove attitudinali, motivazionali e fisiche per identificare candidati realmente idonei a operare in contesti critici e in assetti ad alta mobilità, con responsabilità autonome in ambiente ostile. Il percorso dovrebbe articolarsi in:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fase selettiva</strong>: prove fisiche e psicologiche.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fase basica</strong>: nozioni di topografia, armamento, radio, tecniche sanitarie, infiltrazione e occultamento.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fase specialistica</strong>: moduli operativi su mobilità, osservazione, gestione del fuoco indiretto, pianificazione e condotta missioni RSTA.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fase avanzata</strong>: corsi complementari (tiratore esperto, fast rope, veicoli, SERE, ecc.), integrabili presso centri specialistici (Cesano, Forlì, Aosta, Viterbo).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Obiettivi operativi e vantaggi dell’uniformità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>plotone esploratori</strong> rappresenta l’unità RISTA tattica dei Reggimenti di Fanteria leggera. Con squadre da 8 operatori capaci di operare motorizzate o appiedate, fino al livello team, queste unità svolgono compiti avanzati di <strong>ricognizione, sorveglianza e acquisizione obiettivi</strong>. Si tratta di assetti che operano in profondità e in autonomia, anche oltre le linee nemiche, contribuendo alla deconfliction delle operazioni aeree e terrestri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19349,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/230525-binc3-1-1024x504.jpg\" alt=\"La necessità di istituire un Corso per Esploratori di Fanteria: una proposta strutturale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19349\" title=\"La necessità di istituire un Corso per Esploratori di Fanteria: una proposta strutturale - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La necessità di istituire un Corso per Esploratori di Fanteria: una proposta strutturale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per tale ragione, è essenziale che il personale sia formato secondo standard comuni, condivisi e riconosciuti. Le competenze da acquisire includono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>movimento occulto in ogni terreno;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>capacità di richiesta fuoco indiretto e CAS;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>utilizzo avanzato di mezzi tattici, sistemi radio e armi;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>capacità di sopravvivenza, infiltrazione e raccolta informativa.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un corso standardizzato permetterebbe non solo di <strong>uniformare i profili operativi</strong>, ma anche di migliorare l’efficacia addestrativa, l’interoperabilità tra unità e il riconoscimento formale della qualifica, rafforzando il prestigio e la funzionalità dell’assetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, la creazione del <strong>Corso Esploratori di Fanteria</strong> è una necessità concreta per razionalizzare le risorse, garantire la coerenza dottrinale e ottimizzare le capacità operative di uno degli assetti più versatili e critici dell’Esercito Italiano. La Scuola di Fanteria è il naturale polo di riferimento per trasformare questa esigenza in un programma istituzionale, duraturo ed efficace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/4.-Recupero-di-carichi-leggeri.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"esercitoitaliano, esploratorifanteria, formazioneuniformata, scuolafanteria","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-23 12:40:33","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Concluso-corso-esploratore-paracadutista.aspx","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/I-bersaglieri-in-azione-con-il-9-Col-Moschin.aspx","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19338-la-necessita-di-istituire-un-corso-per-esploratori-di-fanteria-una-proposta-strutturale.mp4","galleria":""}
{"id":19331,"titolo":"Cracovia: il 186° Folgore in Addestramento con 12 Nazioni","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 11 al 16 maggio 2025, si è svolto un importante workshop internazionale presso il <a href=\"https://www.cia.gov/readingroom/docs/CIA-RDP82-00046R000400290003-3.pdf\">Centro di Addestramento delle Forze Terrestri a Lipa, in Polonia</a>, organizzato dalla 6ª Brigata Aviotrasportata “Powietrznodesantowa” di Cracovia, una delle unità d’élite delle Forze Armate Polacche. L'iniziativa ha visto la partecipazione di un team misto italiano composto da personale del 186° Reggimento Paracadutisti “Folgore” e della Scuola di Fanteria di Cesano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Obiettivo dell'Addestramento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'addestramento, finalizzato allo scambio di esperienze operative e allo sviluppo di capacità tattiche in scenari di combattimento, ha avuto come focus principale la guerra in trincea e il combattimento in ambienti urbani. In particolare, il workshop ha trattato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Trench Warfare</strong>: addestramento mirato a perfezionare le tecniche e le strategie di combattimento in trincea, utilizzando scenari reali per simulare situazioni di battaglia a bassa intensità.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Urban Operations</strong>: l'addestramento in contesti urbani, dove le dinamiche di combattimento richiedono l’impiego di tecniche specializzate per operazioni in ambienti ad alta densità.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19333,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Cracovia: il 186° Folgore in Addestramento con 12 Nazioni - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/2-5-1024x682.jpg\" alt=\"Cracovia: il 186° Folgore in Addestramento con 12 Nazioni - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19333\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cracovia: il 186° Folgore in Addestramento con 12 Nazioni - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Modalità di Addestramento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il workshop ha seguito la formula \"Train the Trainers\", dove circa 80 militari tra Ufficiali, Sottufficiali e Graduati altamente qualificati hanno lavorato insieme per affinare le loro capacità di formazione e addestramento. I partecipanti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con le tradizioni e le tecniche operative della 6ª Brigata Aviotrasportata polacca, nonché con le procedure tecnico-tattiche (TTPs) di altre forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le esercitazioni a fuoco hanno riguardato sia combattimenti in trincea che in ambienti urbani, svolgendosi sia di giorno che di notte per simulare condizioni di combattimento realistiche. Il personale italiano ha potuto migliorare le proprie capacità in scenari di alta pressione, confrontandosi con le unità di 11 nazioni: Gran Bretagna, Paesi Bassi, Stati Uniti (due team), Repubblica Ceca, Germania, Singapore, Belgio, Romania, e Polonia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19334,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Cracovia: il 186° Folgore in Addestramento con 12 Nazioni - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/1-7-1024x576.jpg\" alt=\"Cracovia: il 186° Folgore in Addestramento con 12 Nazioni - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19334\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cracovia: il 186° Folgore in Addestramento con 12 Nazioni - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Importanza della Cooperazione Internazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo tipo di attività è cruciale per sviluppare la capacità di condurre operazioni integrate, rapide e altamente efficaci, in linea con il concetto di \"full spectrum operations\". La partecipazione del <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\">186° Reggimento Paracadutisti “Folgore”</a> e della Scuola di Fanteria di Cesano conferma l’importanza di collaborazioni internazionali, favorendo il rafforzamento delle capacità operative e la massima integrazione multinazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto globale sempre più dinamico e complesso, iniziative come il workshop \"Train the Trainers\" non solo migliorano le capacità individuali, ma contribuiscono anche a costruire una rete solida di alleanze tra le forze armate dei Paesi partecipanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/3-1.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"186°ReggimentoParacadutistiFolgore, AddestramentoCongiunto, AddestramentoTattico, cooperazioneinternazionale, ForzeArmatePolacche, FullSpectrumOperations, GuerraInTrincea, OperazioniUrbane, ScuolaDiFanteriaCesano, TrainTheTrainers","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-23 10:51:37","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19331-cracovia-il-186-folgore-in-addestramento-con-12-nazioni.mp4","galleria":""}
{"id":19323,"titolo":"ARES 2025: l'esercitazione dei tiratori scelti delle Forze Operative Sud","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei giorni scorsi, presso il poligono di Furbara, si è conclusa l’esercitazione “ARES 2025”, un’importante attività addestrativa destinata a valutare e potenziare la preparazione dei tiratori scelti provenienti da vari reparti dell’Esercito Italiano. L’esercitazione, condotta dal 1° Reggimento della Brigata “Granatieri di Sardegna”, ha visto la partecipazione di nuclei specializzati, impegnati in un intenso programma che ha coperto diverse fasi operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Due settimane di addestramento: perfezionamento tecnico e tattico per i tiratori scelti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione si è svolta in due fasi distinte: la prima, dedicata all'affinamento delle tecniche operative e alla coordinazione tra i vari team, ha visto una serie di esercitazioni pratiche volte a migliorare la reattività e la precisione dei tiratori scelti. Nella seconda fase, l'attenzione si è spostata sull’applicazione pratica delle competenze acquisite, con esercitazioni a fuoco condotte in un hub sperimentale creato ad hoc.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19326,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"ARES 2025: l'esercitazione dei tiratori scelti delle Forze Operative Sud - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/2-4-1024x683.jpg\" alt=\"ARES 2025: l'esercitazione dei tiratori scelti delle Forze Operative Sud - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19326\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">ARES 2025: l'esercitazione dei tiratori scelti delle Forze Operative Sud - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Simulazioni e tecnologie all'avanguardia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un elemento distintivo di questa edizione di \"ARES 2025\" è stato l’uso avanzato dei sistemi di simulazione in dotazione all’Esercito. In particolare, il sistema FATS (Fire Arms Training System) ha permesso ai partecipanti di affrontare scenari operativi realistici senza il bisogno di impiegare munizionamento reale. Questo sistema interattivo ha utilizzato video-proiezioni e scenari dinamici per simulare situazioni di combattimento, consentendo ai tiratori scelti di allenarsi in sicurezza, ma con una simulazione che riproduceva fedelmente le condizioni operative reali. Inoltre, il sistema VBS (Virtual Battlespace) ha offerto un ulteriore strumento di addestramento, permettendo di confrontarsi con ambienti virtuali complessi, analizzando le reazioni in scenari estremi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19327,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"ARES 2025: l'esercitazione dei tiratori scelti delle Forze Operative Sud - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/5-1-1024x683.jpg\" alt=\"ARES 2025: l'esercitazione dei tiratori scelti delle Forze Operative Sud - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19327\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">ARES 2025: l'esercitazione dei tiratori scelti delle Forze Operative Sud - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Innovazioni nelle tattiche e nuovi strumenti operativi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l’esercitazione sono stati testati anche nuovi approcci tattici e l’integrazione di nuove tecnologie, come l’impiego di droni, unità cinofile e binomi a cavallo. Una delle principali novità è stata l’introduzione della \"terzina\", ovvero un nucleo composto da tre unità di tiratori scelti, in sostituzione della tradizionale coppia. Questo approccio ha permesso di ottimizzare la copertura e l’efficacia dei nuclei sul campo, migliorando la capacità di operare in contesti complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le parole del Comandante della Brigata “Granatieri di Sardegna”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al termine dell'esercitazione, il Generale di Brigata Giuseppe Diotallevi, Comandante della Brigata “Granatieri di Sardegna”, ha sottolineato l’importanza dell’addestramento continuo e della preparazione costante per gli uomini e le donne dell'Esercito Italiano. Il Generale ha ribadito che l’addestramento è fondamentale per garantire la sicurezza e il successo delle operazioni, in un contesto geopolitico che richiede forze pronte a operare in scenari complessi. Inoltre, ha evidenziato il valore della standardizzazione delle procedure e dell’interoperabilità tra le diverse unità dell'Esercito, che consente di affrontare efficacemente le sfide moderne.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19328,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"ARES 2025: l'esercitazione dei tiratori scelti delle Forze Operative Sud - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/7-1024x768.jpg\" alt=\"ARES 2025: l'esercitazione dei tiratori scelti delle Forze Operative Sud - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19328\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">ARES 2025: l'esercitazione dei tiratori scelti delle Forze Operative Sud - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un’ulteriore conferma della professionalità e dell’efficacia dell’Esercito Italiano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Concludendo, l’esercitazione \"ARES 2025\" si è rivelata una tappa importante per il perfezionamento delle capacità dei tiratori scelti dell’Esercito Italiano. Grazie all’impiego di tecnologie avanzate e all’integrazione di nuove modalità operative, l’attività ha dimostrato l’alto livello di preparazione e di adattabilità delle forze in un contesto addestrativo in continuo aggiornamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/1-6.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"addesttramentomilitare, esercitoitaliano, tecnologiedisimulazione","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-23 10:38:22","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19323-ares-2025-lesercitazione-dei-tiratori-scelti-delle-forze-operative-sud.mp4","galleria":""}
{"id":19304,"titolo":"Dalle Ruote del 1916 alla Logistica del Futuro: L’Arma Tramat Celebra il Suo Giorno","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 22 maggio 2025, alla caserma “G. Rossetti” della Cecchignola, sede del Comando dei Supporti Logistici e della Scuola Trasporti e Materiali dell’Esercito, si è celebrato il <strong>109° anniversario della Battaglia degli Altipiani</strong>, evento simbolo che coincide con la <strong>Festa dell’Arma Trasporti e Materiali</strong>. Alla cerimonia hanno presenziato il Comandante Logistico dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Angelo Michele Ristuccia, e numerose autorità militari, civili e religiose.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La commemorazione ha rappresentato un importante momento di riflessione sulla <strong>funzione cruciale della logistica militare</strong>, mettendo in evidenza il collegamento diretto tra passato e presente. La Battaglia degli Altipiani, nota anche come <em>Strafexpedition</em>, si combatté tra il 15 maggio e il 27 giugno 1916 sugli altipiani vicentini. Fu una delle più dure della Grande Guerra, costata oltre 230.000 perdite complessive. L’offensiva austro-ungarica, guidata dal generale Conrad von Hötzendorf, mirava a colpire duramente l’Italia, vista come traditrice della Triplice Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La risposta italiana si rivelò una delle più impressionanti operazioni logistiche della guerra: <strong>il trasferimento di 120 battaglioni dal fronte dell’Isonzo al fronte trentino</strong>, organizzato in tempi strettissimi e con mezzi allora all’avanguardia, come le trattrici Pavesi-Tolotti e le autocolonne Lancia IZ. Proprio da questa straordinaria mobilitazione nacque il seme dell’Arma Trasporti e Materiali, che oggi continua a garantire il sostegno alle operazioni militari in Italia e all’estero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19316,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/la-strafexpedition-540428-1.jpg\" alt=\"Dalle Ruote del 1916 alla Logistica del Futuro: L’Arma Tramat Celebra il Suo Giorno - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19316\" style=\"width:1200px\" title=\"Dalle Ruote del 1916 alla Logistica del Futuro: L’Arma Tramat Celebra il Suo Giorno - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dalle Ruote del 1916 alla Logistica del Futuro: L’Arma Tramat Celebra il Suo Giorno - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il passaggio di consegne tra Santamaria e Petroni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della celebrazione si è svolta anche la cerimonia del <strong>cambio di comando del Comando Tramat</strong>. Il Tenente Generale Sergio Santamaria ha ceduto la guida dell’Arma al Maggior Generale Tommaso Petroni, in un clima di emozione e orgoglio. Il Generale Santamaria ha sottolineato l’importanza della professionalità del personale e della coesione dell’Arma, ringraziando tutti per il lavoro svolto durante il suo incarico. Il Generale Petroni ha promesso continuità e innovazione, ribadendo l’impegno del Tramat nell’evoluzione della logistica militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia ha visto la partecipazione di numerose rappresentanze: dai Medaglieri e Labari delle Associazioni Combattentistiche agli Ufficiali dei corsi AUC del Corpo Automobilistico (129°, 133°, 158°), fino a una folta schiera di Sottufficiali e Graduati dell’Arma. Ad arricchire ulteriormente l’evento, una <strong>mostra statica di mezzi storici e moderni</strong>, allestita dal Museo Storico della Motorizzazione Militare, ha raccontato visivamente l’evoluzione dell’Arma dalla Prima Guerra Mondiale ai giorni nostri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il legame con la Battaglia degli Altipiani è stato particolarmente sentito. Durante quei tragici giorni del 1916, fu proprio l’efficienza logistica italiana a impedire il collasso del fronte. Nonostante lo sfondamento iniziale delle linee italiane da parte delle Undicesima e Terza Armata austro-ungariche, la risposta organizzativa di Cadorna – con la creazione della 5ª Armata e la mobilitazione di riserve – fu tempestiva ed efficace. Le truppe italiane, pur tra difficoltà e perdite, riuscirono a contenere l’avanzata e, con la controffensiva del 2 giugno, a riprendere il controllo di molte posizioni chiave.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19318,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Dalle Ruote del 1916 alla Logistica del Futuro: L’Arma Tramat Celebra il Suo Giorno - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/petroni-1024x504.jpg\" alt=\"Dalle Ruote del 1916 alla Logistica del Futuro: L’Arma Tramat Celebra il Suo Giorno - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19318\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Tenente Generale Sergio Santamaria, a sinistra, ha ceduto la guida dell’Arma al Maggior Generale Tommaso Petroni</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La logistica come leva strategica di oggi e di domani</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Arma Trasporti e Materiali dell’Esercito Italiano si presenta oggi come una componente moderna e strategica della Forza Armata. Discendente diretto del Corpo Automobilistico nato durante la Grande Guerra, ne eredita lo spirito, i valori e l’efficienza operativa. Il motto <strong>“Fervent rotae, fervent animi”</strong> – ardono le ruote, ardono gli animi – sintetizza l’essenza del lavoro svolto ogni giorno da uomini e donne impegnati nel garantire la <strong>mobilità, il rifornimento e il supporto</strong> alle unità operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esempio del 1916, quando intere divisioni furono spostate lungo le linee venete con precisione quasi industriale, rappresenta un modello ancora valido. Anche oggi, in uno scenario internazionale complesso e spesso instabile, la <strong>capacità di pianificazione logistica</strong> costituisce un vantaggio cruciale. Il Tramat opera infatti sia in contesti nazionali (addestramenti, emergenze civili, esercitazioni) sia nei teatri operativi all’estero, dimostrando versatilità, affidabilità e prontezza d’intervento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I sacrifici e la lezione della Strafexpedition rimangono attuali. Allora come oggi, è la <strong>logistica a decidere l’esito delle operazioni</strong>: il trasporto tempestivo di materiali, armi e viveri può ribaltare le sorti di uno scontro. Il Comando Tramat, con la sua Scuola, continua a investire nella <strong>formazione tecnica, nell’aggiornamento tecnologico e nell’innovazione dei mezzi</strong>, per affrontare le sfide del XXI secolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Festa dell’Arma Trasporti e Materiali del 22 maggio 2025 ha unito, ancora una volta, <strong>storia e presente</strong>, <strong>memoria e futuro</strong>. Non è solo la rievocazione di una vittoria difensiva della Prima Guerra Mondiale, ma anche e soprattutto la celebrazione di un’identità professionale salda e orgogliosa, forgiata nella fatica e nel servizio, e oggi più che mai determinante per l’efficacia dello strumento militare italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/tramat.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"armatrasportiemateriali, battagliaaltipiani, comandotramat","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-22 20:36:32","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/109-anniversario-della-Battaglia-degli-Altipiani-250522.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19304-dalle-ruote-del-1916-alla-logistica-del-futuro-larma-tramat-celebra-il-suo-giorno.mp4","galleria":""}
{"id":19233,"titolo":"Iron Dome: la \"Cupola di Ferro\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel giugno del 2004, a Sderot, cittadina israeliana a ridosso della Striscia di Gaza, un razzo Qassam lanciato da Hamas uccise il piccolo Afik Ohayon, di soli quattro anni. Quell’episodio scosse l’opinione pubblica israeliana e colpì profondamente Daniel Gold, generale e capo del dipartimento Ricerca e Sviluppo del Ministero della Difesa. Figlio di sopravvissuti all’Olocausto, Gold reagì trasformando il dolore in azione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19238,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/archaeologist-39-1024x576.webp\" alt=\"Iron Dome: la &quot;Cupola di Ferro&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19238\" title=\"Iron Dome: la \"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Iron Dome: la \"Cupola di Ferro\" - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Decise che Israele doveva dotarsi di un sistema di difesa in grado di <strong>intercettare i razzi nemici prima che toccassero terra</strong>. All’inizio, la proposta fu accolta con freddezza: considerata troppo costosa, troppo ambiziosa, troppo futuristica. Ma grazie all’ex sindaco di Sderot Amir Peretz, divenuto ministro della Difesa, il progetto ricevette finalmente sostegno politico ed economico. Con l’aiuto dell’azienda <strong>Rafael Advanced Defense Systems</strong>, iniziò la progettazione del sistema che sarebbe stato chiamato <strong>Iron Dome</strong>, \"Cupola di Ferro\" o, in ebraico, <strong>Kipat Barzel</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il cuore tecnologico dell’Iron Dome</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema entrò in servizio nel 2011, e da allora è diventato una colonna portante della strategia di difesa israeliana. <strong>Iron Dome è progettato per intercettare e distruggere razzi, proiettili d’artiglieria e missili a corto raggio</strong>. È altamente tecnologico, mobile e operativo in qualsiasi condizione atmosferica, giorno e notte. Ogni unità è composta da tre elementi chiave:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Radar di scoperta e tracciamento</strong>, che rileva la minaccia.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Centro di controllo del fuoco</strong>, che calcola la traiettoria del razzo in arrivo e valuta se rappresenta un rischio per aree abitate o infrastrutture critiche.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Lanciatori mobili</strong>, che ospitano fino a 20 missili intercettori <strong>Tamir</strong>, pronti a intervenire solo se la minaccia è reale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:gallery {\"linkTo\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped\"><!-- wp:image {\"id\":19243,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/1697549406183.webp\" alt=\"Iron Dome: la &quot;Cupola di Ferro&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19243\" title=\"Iron Dome: la \"/></figure>\n<!-- /wp:image --></figure>\n<!-- /wp:gallery -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il processo di risposta si svolge in tre fasi principali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rilevamento</strong>: il radar individua il razzo appena viene lanciato.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Analisi e selezione</strong>: il sistema calcola se l’impatto sarà in un’area abitata.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Intercettazione</strong>: se necessario, viene lanciato un Tamir, guidato dal radar e da un sistema interno di navigazione, per distruggere il proiettile in volo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa <strong>intelligenza selettiva</strong> consente di risparmiare risorse e ridurre al minimo i danni collaterali. Ogni missile costa circa 50.000 dollari, mentre una batteria completa può arrivare a costare fino a 100 milioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Iron Dome può intercettare <strong>più minacce simultaneamente</strong>, gestendo attacchi multipli, ma non infiniti. In caso di lanci massicci e ravvicinati – come accaduto durante l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 – il sistema può essere <strong>sovraccaricato</strong>, specie nei tempi necessari alla ricarica delle batterie. È proprio in questi momenti che si manifestano le vulnerabilità del sistema.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’efficacia, i limiti e l’impatto sociale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo primo decennio di utilizzo, Iron Dome ha <strong>intercettato oltre il 90% dei razzi diretti verso aree popolate</strong>, salvando migliaia di vite. È diventato un simbolo nazionale, celebrato da Forbes tra le “12 armi più innovative del decennio” nel 2019. Ma la sua efficacia, seppur elevata, <strong>non è assoluta</strong>. Gli esperti avvertono che Iron Dome non può essere considerato una soluzione definitiva al conflitto, bensì <strong>un mezzo di mitigazione del danno</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema è parte di una triade più ampia: insieme a <strong>David’s Sling</strong>, che protegge da minacce a corto e medio raggio con intercettori hit-to-kill, e ai sistemi <strong>Arrow 2 e Arrow 3</strong>, progettati per fermare missili balistici ad alta quota, <strong>costituisce l’intera rete di difesa aerea di Israele</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19255,\"aspectRatio\":\"1.774726000264096\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/8388237-01201252-screenshot-2024-10-01-alle-20.12.41-1024x562.jpg\" alt=\"Iron Dome: la &quot;Cupola di Ferro&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19255\" style=\"aspect-ratio:1.774726000264096\" title=\"Iron Dome: la \"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Iron Dome: la \"Cupola di Ferro\" - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In parallelo alla tecnologia, Israele ha sviluppato un'efficiente <strong>rete di rifugi pubblici e privati</strong>. Dal 1991, ogni nuova abitazione deve includere una stanza blindata (<em>mamad</em>), e il Comando del Fronte Interno (Pikud HaOref) aggiorna costantemente la popolazione tramite App e sistemi d’allerta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Iron Dome ha profondamente cambiato la percezione della sicurezza in Israele, è uno dei più avanzati sistemi di difesa attiva al mondo, capace di offrire alla popolazione israeliana una protezione concreta contro attacchi improvvisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/5-14-21-iron-dome1-1536x853-1.avif","categoria":"Internazionali","tags":"DifesaAerea, IRON DOME, Israele","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-22 18:30:41","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.avvenire.it/mondo/pagine/iron-dome","difesanews":"","video_art":"","galleria":""}
{"id":19295,"titolo":"Deterrenza Globale: USA testa missile balistico intercontinentale Minuteman III - VIDEO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>21 maggio 2025 – Vandenberg Space Force Base (California)</strong><br>L’<strong>US Air Force</strong> ha condotto con successo il secondo test operativo del 2025 del missile balistico intercontinentale (ICBM) <strong>Minuteman III</strong>, partito dalla base di Vandenberg alle 00:01 ora del Pacifico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il vettore, non armato ma dotato di un veicolo di rientro ad alta fedeltà Mk21, ha percorso oltre <strong>4.200 miglia</strong> a una velocità superiore a <strong>24.000 km/h</strong>, colpendo con precisione una zona bersaglio designata nei pressi dell’<strong>Atollo di Kwajalein</strong>, nelle Isole Marshall.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Questo test sottolinea la prontezza della componente ICBM della nostra triade nucleare”, ha dichiarato il <strong>Generale Thomas Bussiere</strong>, comandante dell’<strong>Air Force Global Strike Command</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19297,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Deterrenza Globale: USA testa missile balistico intercontinentale Minuteman III - VIDEO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/682e0ae8dc316682e0ae8dc3171747847912682e0ae8dc314682e0ae8dc315-1024x683.jpg\" alt=\"USAF testa con successo il Minuteman III: messaggio di deterrenza globale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19297\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">USAF testa con successo il Minuteman III: messaggio di deterrenza globale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un dispositivo testato a rotazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Minuteman III lanciato fa parte della dotazione della base di <strong>Malmstrom AFB (Montana)</strong>. La prassi prevede che un missile venga estratto da uno dei silos dell’Air Force (dislocati in Montana, Colorado, Nebraska, North Dakota e Wyoming), trasportato via terra e ricomposto sul sito di lancio per il test, soprannominato “<strong>Glory Trip</strong>”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla prova hanno collaborato anche gli equipaggi del <strong>90th Missile Wing</strong> di F.E. Warren AFB (Wyoming), con personale tecnico e operatori provenienti da tutte e tre le unità ICBM dell’Air Force: il <strong>90th</strong>, il <strong>91st</strong> e il <strong>341st Missile Wing</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Rilevazioni e controllo da remoto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il test, il volo e la fase terminale del veicolo sono stati tracciati da sensori avanzati e dal <strong>Ronald Reagan Ballistic Missile Defense Test Site</strong> nelle Isole Marshall. Tali osservazioni sono fondamentali per validare l’affidabilità e le prestazioni del sistema.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un ruolo chiave è stato svolto dal <strong>625th Strategic Operations Squadron</strong> di Offutt AFB (Nebraska), incaricato della scrittura e verifica delle istruzioni di targeting per i missili e del supporto al <strong>sistema ALCS (Airborne Launch Control System)</strong>. Questo backup aereo – imbarcato su velivoli della Marina USA E-6B Mercury – può garantire il lancio dei missili anche in caso di compromissione delle comunicazioni terrestri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19298,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Deterrenza Globale: USA testa missile balistico intercontinentale Minuteman III - VIDEO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/AA1Ffrkj-1024x576.jpg\" alt=\"USAF testa con successo il Minuteman III: messaggio di deterrenza globale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19298\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">USAF testa con successo il Minuteman III: messaggio di deterrenza globale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il futuro: Sentinel ICBM, ma il Minuteman rimane</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante il Minuteman III sia operativo da oltre <strong>55 anni</strong>, l’USAF prevede ora di mantenerlo in servizio fino al <strong>2050</strong>, ben oltre la data inizialmente prevista per la sua dismissione (2030). In parallelo, si accelera lo sviluppo del successore: il <strong>Sentinel ICBM</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Congresso USA ha stanziato nel recente bilancio 2025 un incremento di <strong>1,5 miliardi di dollari</strong> per il programma Sentinel e circa <strong>500 milioni</strong> per aggiornamenti al Minuteman, che includono adeguamenti ai silos, miglioramenti elettronici e modifiche ai sistemi di testata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Minuteman III resta il pilastro della nostra deterrenza strategica e gli Airmen che ne garantiscono l’efficienza dimostrano la sua letalità intrinseca”, ha spiegato il <strong>Colonnello Dustin Harmon</strong>, comandante del <strong>377th Test and Evaluation Group</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Guardando al futuro – ha aggiunto – gli stessi militari stanno spianando la strada per il Sentinel, assicurando una transizione fluida verso una capacità di nuova generazione”.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:video {\"id\":19299} -->\n<figure class=\"wp-block-video\"><video controls src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/DOD_111010468-1280x720-3000k.mp4\"></video></figure>\n<!-- /wp:video -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/9051323.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"deterrenzaNucleare, ForzeStrategicheUSA, MinutemanIII","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-22 16:57:20","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.airandspaceforces.com/air-force-conducts-test-launch-of-minuteman-iii-icbm/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19295-deterrenza-globale-usa-testa-minuteman-iii.mp4","galleria":""}
{"id":19286,"titolo":"Il Comandante delle Forze di Terra del Qatar in Italia per approfondire intese operative","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Comandante delle Forze di Terra del Qatar, Maj.Gen. Jassim Ali AL ATTIYAH, ha recentemente concluso una visita ufficiale in Italia, un evento significativo che ha posto al centro l’intensificazione della cooperazione bilaterale tra i due Eserciti. La visita ha visto un incontro bilaterale con il Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, e ha avuto come obiettivo principale il rafforzamento delle relazioni in ambito operativo, formativo e strategico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al suo arrivo presso Palazzo Esercito, il Maj.Gen. Jassim Ali AL ATTIYAH ha partecipato a un briefing informativo che ha trattato le attuali operazioni e iniziative dell’Esercito Italiano. Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, Gen. C.A. Masiello, ha sottolineato l'importanza di consolidare le relazioni di amicizia e cooperazione tra i due Paesi, particolarmente nel campo della formazione e dell’addestramento. “La complessità dello scenario globale e le attuali minacce alla sicurezza richiedono di consolidare i rapporti di amicizia e di mutua collaborazione in materia di formazione e addestramento per affrontare insieme le sfide future,” ha affermato Masiello.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19289,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Comandante delle Forze di Terra del Qatar in Italia per approfondire intese operative - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/6-1-1024x689.jpg\" alt=\"Il Comandante delle Forze di Terra del Qatar in Italia per approfondire intese operative - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19289\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Comandante delle Forze di Terra del Qatar in Italia per approfondire intese operative - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Visite e approfondimenti operativi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la sua permanenza, il Comandante delle Forze di Terra del Qatar ha visitato diversi siti strategici dell’Esercito Italiano. Tra questi, il Comando Artiglieria di Bracciano e la Scuola di Fanteria di Cesano, dove ha avuto modo di approfondire la formazione e le capacità operative delle forze armate italiane. Una delle tappe più significative della visita è stata la mostra statica di mezzi e armamenti, che ha offerto al Maj.Gen. AL ATTIYAH un'opportunità di osservare le moderne tecnologie impiegate dall’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, la delegazione qatariota ha assistito a una dimostrazione della Blindo Centauro 2 presso il Centro Polifunzionale di Sperimentazione, confermando l’interesse per le avanzate capacità del mezzo corazzato italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19290,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Comandante delle Forze di Terra del Qatar in Italia per approfondire intese operative - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/3-1024x683.jpg\" alt=\"Il Comandante delle Forze di Terra del Qatar in Italia per approfondire intese operative - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19290\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Comandante delle Forze di Terra del Qatar in Italia per approfondire intese operative - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Obiettivi di cooperazione: sviluppo congiunto e interoperabilità con il Qatar</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante gli incontri, sono stati delineati importanti obiettivi di cooperazione per il futuro. Tra questi, lo sviluppo congiunto di nuove capacità, l’accrescimento della conoscenza reciproca tra unità specialistiche e il rafforzamento dell’interoperabilità tra le unità di manovra. Questi sforzi mirano a creare sinergie che potenziano la capacità operativa di entrambi gli eserciti e facilitano un’efficace collaborazione in scenari complessi e globalizzati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visita del Maj.Gen. AL ATTIYAH sottolinea l'importanza della cooperazione tra Italia e Qatar nel settore della Difesa. La relazione tra i due Paesi si è rafforzata nel corso degli anni, come dimostrato anche dai numerosi progetti industriali e militari comuni. Un esempio significativo è la collaborazione tra l'industria italiana e il Qatar nel settore della guerra elettronica, come evidenziato dal contratto firmato da Elt Group (ex Elettronica S.p.A.) con il ministero della Difesa qatariota nel dicembre 2024 per la fornitura di un Centro per la Guerra Elettronica Unificato, dotato delle più moderne tecnologie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19291,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Comandante delle Forze di Terra del Qatar in Italia per approfondire intese operative - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/5-1024x683.jpg\" alt=\"Il Comandante delle Forze di Terra del Qatar in Italia per approfondire intese operative - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19291\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Comandante delle Forze di Terra del Qatar in Italia per approfondire intese operative - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Potenziamento della logistica e cooperazione strategica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia e il Qatar stanno anche esplorando nuove modalità di collaborazione, con la creazione di un hub logistico militare italiano in Qatar al centro delle discussioni bilaterali. La dichiarazione congiunta del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e dell'emiro del Qatar, Tamim bin Hamad al Thani, ha confermato l’intenzione di esplorare il potenziale di un hub logistico che potrebbe rafforzare la cooperazione strategica tra i due Paesi. Un simile progetto potrebbe rappresentare una base strategica per il supporto alle Forze Armate del Qatar e un punto di riferimento per le operazioni italiane nella regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image -->\n<figure class=\"wp-block-image\"><img title=\"Il Comandante delle Forze di Terra del Qatar in Italia per approfondire intese operative - brigatafolgore.net\" alt=\"Il Comandante delle Forze di Terra del Qatar in Italia per approfondire intese operative - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visita del Maj.Gen. Jassim Ali AL ATTIYAH in Italia rappresenta un passo importante verso il rafforzamento della cooperazione militare tra i due Paesi. L'intensificazione della collaborazione in settori chiave come la formazione, l’addestramento e lo sviluppo delle capacità operative, nonché la creazione di un hub logistico militare, sono elementi che evidenziano la crescente sinergia tra Italia e Qatar nel panorama internazionale. La partnership in materia di Difesa continua a evolversi, consolidando i legami di amicizia e cooperazione tra i due Stati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>difesa, cooperazioneinternazionale, QatarItalia</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/1-5.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"cooperazioneinternazionale, difesa, QatarItalia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-22 13:10:29","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/visita_casme_qatar.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19286-il-comandante-delle-forze-di-terra-del-qatar-in-italia-per-approfondire-intese-operative.mp4","galleria":""}
{"id":19278,"titolo":"Perché in Italia e Francia ci sono soldati armati per le strade, e in Spagna no?","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni, la presenza di soldati che pattugliano le strade di città come Parigi, Roma o Milano è diventata comune, soprattutto dopo gli attentati terroristici e le crisi migratorie. Tuttavia, in Spagna, la presenza di soldati armati in spazi pubblici è praticamente inesistente. Questo contrasto solleva una domanda interessante: perché in Italia e Francia si utilizza l'esercito nella sicurezza pubblica, mentre in Spagna no?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una questione di tradizione e cultura politica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La differenza nell'uso dei militari nel contesto civile non si spiega solo con motivi di sicurezza, ma anche con la storia, la Costituzione e le percezioni sociali di ciascun paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Francia, Italia e Belgio, l'uso dell'esercito nelle operazioni di sicurezza interna è regolamentato legalmente e socialmente accettato. In Francia, l'operazione <em>Sentinelle</em>, avviata dopo gli attentati del 2015, è la più conosciuta. Attualmente, tra i 7.000 e i 10.000 soldati pattugliano stazioni, monumenti e altri luoghi sensibili come parte di un'operazione permanente di vigilanza antiterroristica. In occasioni eccezionali, come i Giochi Olimpici di Parigi 2024, il dispiegamento ha raggiunto i 18.000 uomini. La presenza dei soldati nelle strade è una misura supportata dalla popolazione e considerata un rinforzo della sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19279,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Perché in Italia e Francia ci sono soldati armati per le strade, e in Spagna no? - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/ok-Livorno-ptg-sito-Stazione-FFSS-1024x576.jpg\" alt=\"Perché in Italia e Francia ci sono soldati armati per le strade, e in Spagna no? - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19279\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Perché in Italia e Francia ci sono soldati armati per le strade, e in Spagna no? - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche l'Italia ha seguito una strada simile con l'operazione <em>Strade Sicure</em>, iniziata nel 2008. Nel corso degli anni, migliaia di soldati italiani hanno pattugliato zone chiave delle città, collaborando alla protezione di stazioni, monumenti e altri siti sensibili. Anche in operazioni fuori dal contesto antiterrorismo, come il rilascio di abitazioni occupate illegalmente nel 2024 a Caivano, sono stati impiegati i paracadutisti della Brigata <em>Folgore</em>, l'unità di élite dell'esercito italiano, per supportare le autorità locali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il caso della Spagna: Una barriera costituzionale ed emotiva</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In contrasto, in Spagna esiste una separazione netta tra i militari e i civili, e l'uso delle Forze Armate in compiti di ordine pubblico è limitato dalla Costituzione del 1978. Il suo articolo 8 stabilisce che il ruolo dell'esercito si limita alla difesa nazionale e alla protezione dell'integrità territoriale dello Stato. Questa limitazione legale si unisce a una memoria storica profondamente segnata dalla dittatura franchista, quando i militari hanno giocato un ruolo attivo nella repressione interna. Questo passato ha generato un rifiuto generalizzato nella società spagnola verso qualsiasi tentativo di \"militarizzazione\" della vita civile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19280,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Perché in Italia e Francia ci sono soldati armati per le strade, e in Spagna no? - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/ume-espa-1024x719.jpg\" alt=\"Perché in Italia e Francia ci sono soldati armati per le strade, e in Spagna no? - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19280\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Perché in Italia e Francia ci sono soldati armati per le strade, e in Spagna no? - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In caso di emergenze interne, la Spagna fa affidamento su corpi civili specializzati come la Polizia Nazionale, la Guardia Civile e le polizie autonome come i Mossos d'Esquadra o la Ertzaintza. L'unica eccezione a questa regola è rappresentata dalla Unità Militare di Emergenza (UME), creata nel 2005, che è destinata a intervenire in caso di catastrofi o calamità, sia a livello nazionale che internazionale. Tuttavia, la UME non svolge funzioni di ordine pubblico né in operazioni di polizia, e il suo dispiegamento avviene sempre senza armi da guerra e sotto la direzione del Ministero dell'Interno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una questione di necessità o di principi?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal punto di vista operativo, la Spagna non ha una necessità urgente di schierare soldati armati per le strade, in quanto dispone di corpi di polizia ben distribuiti e specializzati. Tuttavia, l'assenza di militari nelle strade risponde principalmente a un principio costituzionale e culturale che limita l'uso dell'esercito nel contesto civile. Al contrario, in paesi come la Francia e l'Italia, la presenza di soldati viene interpretata come una misura aggiuntiva per garantire la sicurezza, specialmente in contesti di allerta antiterroristica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19281,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Perché in Italia e Francia ci sono soldati armati per le strade, e in Spagna no? - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/6601d9c628b82.r-d.3701-1990-1875-1024x576.jpeg\" alt=\"Perché in Italia e Francia ci sono soldati armati per le strade, e in Spagna no? - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19281\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Perché in Italia e Francia ci sono soldati armati per le strade, e in Spagna no? - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È importante notare che questa differenza non riguarda solo la Spagna. In paesi come la Germania, l'uso dell'esercito sul territorio nazionale è anch'esso fortemente limitato dalla legge, a causa delle lezioni derivanti dalla Seconda Guerra Mondiale. Invece, in molti paesi dell'Est Europa o in Belgio, è più comune vedere soldati pattugliare aree sensibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In ultima analisi, la presenza o l'assenza di militari per le strade non riflette necessariamente un livello maggiore o minore di sicurezza, ma piuttosto una scelta politica e storica che dipende dal tipo di relazione che ogni società vuole avere con le proprie Forze Armate. Mentre la Spagna ha scelto di mantenere una netta distinzione tra i contesti civile e militare, paesi come la Francia e l'Italia hanno adottato modelli in cui l'esercito fa parte, seppur in modo limitato, del dispositivo di sicurezza pubblica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni modello ha i propri argomenti e giustificazioni, ma ciò che conta è che ogni nazione ha deciso, in base alla propria storia, alla propria Costituzione e alla propria percezione culturale, come integrare il ruolo delle Forze Armate nella sicurezza interna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/soldiers-street-h800.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Costituzione, militariinstrada, ordinepubblico, sicurezzapubblica","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-22 07:49:54","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://defensanews.com/en/por-que-en-italia-y-francia-hay-soldados-armados-en-las-calles-y-en-espana-no/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19278-perche-in-italia-e-francia-ci-sono-soldati-armati-per-le-strade-e-in-spagna-no.mp4","galleria":""}
{"id":19266,"titolo":"Le forze speciali e la loro influenza sulla componente convenzionale delle forze armate statunitensi","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le forze speciali degli Stati Uniti, pur rappresentando solo il 3% delle forze armate, stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nella strategia militare globale. Queste forze sono presenti in vari aspetti della cultura popolare e, nonostante il loro numero ridotto, sono diventate simbolo di azioni rapide e ad alto rischio. Questo fenomeno ha alimentato una visione eroica delle operazioni speciali, mentre, al contempo, queste stanno influenzando profondamente la struttura delle forze armate statunitensi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il modello delle forze speciali e l’evoluzione della Difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Segretario alla Difesa, Pete Hegseth, e il generale Dan Caine, presidente dei Capi di Stato Maggiore Congiunti, hanno delineato <strong>una nuova visione per le forze armate, ispirata dalle operazioni speciali</strong>. Questo modello promuove squadre più piccole, equipaggiamento più rapido e maggiore autonomia per le forze sul campo. Durante la conferenza della Global SOF Foundation, entrambi hanno enfatizzato come <strong>le forze speciali abbiano operato come una \"start-up tecnologica\"</strong>, capaci di innovare in modo rapido ed efficiente. Questo approccio si rivela cruciale nel rispondere alle minacce emergenti con grande velocità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19271,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Le operazioni speciali e la loro influenza sulle forze armate statunitensi - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/20250401-John-Caine-0290.jpg\" alt=\"Le operazioni speciali e la loro influenza sulle forze armate statunitensi - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19271\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le operazioni speciali e la loro influenza sulle forze armate statunitensi - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>generale Caine</strong>, con la sua lunga esperienza nelle operazioni speciali, ha sottolineato l<strong>'importanza delle relazioni personali e dell’integrazione tra diverse capacità</strong> per creare una forza agile, pronta ad affrontare le emergenze. “Mi avete insegnato a lavorare come imprenditori,” ha dichiarato Caine, mettendo in luce la mentalità innovativa che sta cambiando le forze armate degli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un modello di acquisizione rapido e flessibile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli aspetti più significativi del modello delle forze speciali riguarda <strong>la velocità con cui acquistano risorse e equipaggiamento</strong>. A differenza delle forze armate convenzionali, che devono seguire un lungo e burocratico processo di approvazione, le forze speciali adottano un approccio più agile, acquistando tecnologie \"pronte all'uso\" e testandole rapidamente sul campo. Questo approccio consente di rispondere alle minacce moderne, che si evolvono in modo rapido e imprevedibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19272,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Le operazioni speciali e la loro influenza sulle forze armate statunitensi - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/CF6RYJFRFNFENDROGWVG7KSHMU-1024x683.jpg\" alt=\"Le operazioni speciali e la loro influenza sulle forze armate statunitensi - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19272\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le operazioni speciali e la loro influenza sulle forze armate statunitensi - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>James Geurts, ex responsabile degli acquisti di SOCOM, ha spiegato che le forze speciali acquistano articoli in piccole quantità per garantire maggiore velocità ed eludere le normative statutarie e regolamentari che limitano le forze convenzionali. Questo approccio consente a SOCOM (Comando delle Operazioni Speciali degli Stati Uniti) di rispondere prontamente alle necessità, adattando rapidamente l'equipaggiamento esistente, come nel caso della trasformazione degli aerei C-130 in velivoli da supporto ravvicinato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le forze speciali, inoltre, utilizzano ampiamente contratti alternativi, come gli OTAs (Other Transaction Authorities), che consentono una maggiore flessibilità nell’acquisto e nell'implementazione di nuove tecnologie. Questo approccio, che è stato definito un \"modello d'oro\", è visto come un modello ideale per rispondere alle necessità di innovazione e rapidità nella difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le forze speciali come soluzione a lungo termine?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante i benefici evidenti, alcuni esperti e funzionari avvertono che affidarsi troppo alle operazioni speciali potrebbe portare a risultati controproducenti. L'uso eccessivo delle forze speciali, senza un adeguato supporto di risorse e una strategia più ampia, potrebbe prolungare i conflitti senza risolvere le cause sottostanti. Le missioni rapide e audaci, come quelle dei SEAL in Yemen nel 2017 o l'uccisione di Abu Bakr al-Baghdadi nel 2019, sono state celebrate, ma non hanno affrontato le problematiche strutturali dei conflitti in corso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19273,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Le operazioni speciali e la loro influenza sulle forze armate statunitensi - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/AA1n55lr-1024x683.jpg\" alt=\"Le operazioni speciali e la loro influenza sulle forze armate statunitensi - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19273\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le operazioni speciali e la loro influenza sulle forze armate statunitensi - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un ex funzionario della difesa ha osservato: “Abbiamo vinto tutte le battaglie in Afghanistan, ma abbiamo perso la guerra.” Questo commento evidenzia come l'uso delle forze speciali, sebbene efficace in azioni mirate, non sia sufficiente per risolvere conflitti complessi che richiedono un impegno a lungo termine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le forze speciali come strumento di diplomazia globale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre al loro impiego in operazioni di combattimento, le forze speciali sono fondamentali anche per la diplomazia e le alleanze internazionali. Un altro punto di forza delle operazioni speciali è la capacità di stabilire legami duraturi con le forze alleate in tutto il mondo. Questi legami sono diventati essenziali per gestire situazioni critiche e per rafforzare la cooperazione con i partner internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il generale Caine ha sottolineato come queste alleanze siano particolarmente rilevanti in un periodo geopolitico mutevole, dove le operazioni delle forze speciali vanno ben oltre le azioni sul campo e contribuiscono alla costruzione di alleanze strategiche, come nel caso della cooperazione con gli alleati in Medio Oriente. La forza delle operazioni speciali non risiede solo nella capacità di eseguire missioni rapide, ma anche nella creazione di alleanze durature che permettono una risposta collettiva a minacce globali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Riflessione sull’applicabilità per l’Esercito Italiano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre gli Stati Uniti hanno già integrato questo modello nelle loro forze armate, l'Esercito Italiano potrebbe trarre spunti significativi dalle operazioni speciali in termini di adattabilità, rapidità di acquisizione e cooperazione internazionale. In un mondo sempre più caratterizzato da minacce asimmetriche, guerre ibride e l’emergere di attori non statali, un approccio più agile e flessibile potrebbe rappresentare un vantaggio strategico per l'Italia. Inoltre, l’approccio delle forze speciali statunitensi, che promuove l'innovazione e l'uso rapido di tecnologie avanzate, potrebbe essere adottato per affrontare sfide simili, migliorando l'efficienza e l'efficacia operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18261,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Le operazioni speciali e la loro influenza sulle forze armate statunitensi - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/2.jpg\" alt=\"Una Sfida per le Forze Speciali Globali        KASOTC - 14° Annual Warrior Competition 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18261\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una Sfida per le Forze Speciali Globali: al KASOTC il 14° Annual Warrior Competition 2025 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro elemento fondamentale per l’Esercito Italiano sarebbe la promozione di alleanze internazionali forti, come quelle che le forze speciali degli Stati Uniti hanno costruito nel corso degli anni. La cooperazione tra alleati, in particolare nell'ambito di NATO e missioni internazionali, potrebbe beneficiare enormemente da un approccio delle forze speciali che promuove l'integrazione e la collaborazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni: Un equilibrio necessario</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le operazioni speciali offrono una risposta rapida e innovativa alle minacce globali, ma non possono essere l'unica risposta. Mentre l’approccio agile delle forze speciali sta influenzando le forze armate statunitensi, è fondamentale mantenere un equilibrio tra l’impiego delle forze speciali e l’adozione di strategie a lungo termine che affrontino le radici dei conflitti. Le forze speciali sono una risorsa fondamentale per rispondere rapidamente alle crisi, ma senza un cambiamento complessivo e una visione a lungo termine, i conflitti potrebbero continuare senza risoluzione. La sfida consiste nell’integrare l’efficacia delle operazioni speciali con un impegno costante a risolvere le problematiche strutturali alla base dei conflitti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/wp2922573.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"ForzeArmate, forzespeciali","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-21 21:08:21","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defenseone.com/policy/2025/05/special-operations-are-becoming-pentagons-future-normal/405410/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19266-le-forze-speciali-e-la-loro-influenza-sulla-componente-convenzionale-delle-forze-armate-statunitensi.mp4","galleria":""}
{"id":19257,"titolo":"Question Time per il Ministro della Difesa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 21 maggio 2025, durante il question time alla Camera dei deputati, il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, è stato chiamato a rispondere a numerosi temi sensibili, tra cui <strong>le spese per la Difesa, il rapporto con Israele e la posizione dell'Italia in merito al conflitto israelo-palestinese</strong>. La discussione ha visto momenti di forte tensione, in particolare con il Movimento 5 Stelle (M5S) e Alleanza Verdi e Sinistra (AVS).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il 2% del PIL per la Difesa: Le Risposte del Ministro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'interrogazione principale del giorno è stata sollevata da Luigi Marattin, il quale ha posto una domanda sulla percentuale del PIL dedicata alle spese per la Difesa. Crosetto ha spiegato che, nonostante negli ultimi 80 anni l'Italia abbia beneficiato della protezione dell'ombrello Nato, la realtà geopolitica sta cambiando, con gli Stati Uniti che stanno orientando la loro attenzione verso l'Indo-Pacifico. A tal proposito, ha anticipato che <strong>durante il vertice della NATO dell'Aja, previsto per giugno, si prevede un impegno più alto, che potrebbe arrivare a una contribuzione compresa tra il 3,5% e il 5% del PIL</strong>. Il ministro ha chiarito che le risorse necessarie per tale impegno includono anche la cybersicurezza e altre risorse dedicate alla difesa in senso ampio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19259,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Il-deputato-Luigi-Marattin.jpg\" alt=\"Question Time per il Ministro della Difesa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19259\" title=\"Question Time per il Ministro della Difesa - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Question Time per il Ministro della Difesa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Marattin ha replicato, evidenziando come l'Italia, già da anni, spendesse il 2% del PIL senza una vera consapevolezza pubblica. La sua critica principale riguardava la mancanza di un vero aumento delle spese per la Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Scontro con il Movimento 5 Stelle: \"Riarmare l'Italia\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La discussione si è accesa durante l'interrogazione di Francesco Silvestri del Movimento 5 Stelle, che ha accusato Crosetto di voler riarmare l'Italia in modo esagerato. Il Ministro ha risposto piccato, ricordando che il bilancio della Difesa è deciso dal Parlamento, e che ogni incremento della spesa militare, come quello al 3,5%, sarà sotto la supervisione parlamentare. Ha poi ricordato che, in passato, anche i Cinque Stelle avevano sostenuto l'impegno del 2% nel quadro della NATO, facendo riferimento agli ordini del giorno votati dai membri del partito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19260,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/0a1b99f4b79796e4dc01e28b9ae9debb.jpg\" alt=\"Question Time per il Ministro della Difesa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19260\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Question Time per il Ministro della Difesa - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Question Time per il Ministro della Difesa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Riccardo Ricciardi (M5S) ha rilanciato con una critica al ministro, accusandolo di essere troppo vicino agli interessi delle industrie belliche, in particolare BlackRock, e di non rispettare la volontà popolare. Secondo Ricciardi, il ministro avrebbe scelto di spendere miliardi per le armi, mentre i cittadini italiani sarebbero costretti a pagare per la sanità privata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Rapporto con Israele: Chiarimenti di Crosetto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei temi più discussi è stato il rapporto tra l'Italia e Israele, soprattutto in merito alle forniture di armamenti. <strong>Crosetto ha spiegato che, pur essendo un grande sostenitore dello Stato di Israele, il governo italiano ha deciso di sospendere l'esportazione di armi verso Israele, alla luce della situazione a Gaza</strong>. Ha sottolineato che ogni singola esportazione di materiali militari è attentamente valutata caso per caso e deve rispettare precise leggi internazionali, evitando che vengano utilizzati contro la popolazione civile. Crosetto ha anche ribadito che, pur se legalmente l'Italia potrebbe continuare a importare materiale bellico,<strong> ha deciso di sospendere anche le importazioni provenienti da Israele.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19262,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Marco-Grimaldi-2-1024x576.jpg\" alt=\"Question Time per il Ministro della Difesa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19262\" title=\"Question Time per il Ministro della Difesa - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Question Time per il Ministro della Difesa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il deputato Grimaldi di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) ha sollevato un altro punto critico, raccontando di aver visto aiuti umanitari italiani bloccati a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Grimaldi ha accusato il governo italiano di essere complice di un genocidio nei confronti della popolazione palestinese, utilizzando toni molto forti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Riflessioni Geopolitiche e il Ruolo della NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il dibattito, Crosetto ha anche discusso il futuro della NATO, evidenziando la necessità di una<strong> riorganizzazione interna per affrontare le nuove sfide geopolitiche</strong>. Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha dichiarato che molti alleati sono favorevoli a un incremento delle spese per la difesa, ma ha sottolineato che i dettagli di queste richieste non sono ancora definitivi. Il vertice dell'Aja di fine giugno sarà cruciale per definire i nuovi impegni di difesa. Rutte ha anche sottolineato che, senza una pressione continua su Mosca, non sarà possibile ottenere una \"pace giusta e duratura\" in Ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/02/masiello-meloni-crosetto.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"difesa, Israele, NATO, politica italiana","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-21 19:08:06","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19257-question-time-per-il-ministro-della-difesa.mp4","galleria":""}
{"id":19231,"titolo":"Offendere il Tricolore è offendere la Repubblica: la memoria corta del rispetto","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>C’è un limite che non dovrebbe mai essere superato, ed è quello del rispetto verso i simboli della Repubblica. Eppure, in Alto Adige, da decenni c’è chi si ostina a considerare la bandiera italiana un’imposizione, un corpo estraneo, anziché ciò che rappresenta: la sovranità dello Stato, l’identità nazionale, la memoria condivisa di un popolo. Venticinque anni fa, fu il Presidente Carlo Azeglio Ciampi – uomo di Stato, patriota, garante della Costituzione – a dover firmare un decreto che imponeva la presenza del Tricolore su tutti gli edifici pubblici altoatesini. Un atto di civiltà e legalità, accolto però con sdegno da chi, ancora nel 2000, rifiutava l’idea di essere italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19247,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/ciampi.jpg\" alt=\"Offendere il Tricolore è offendere la Repubblica: l’Alto Adige e la memoria corta del rispetto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19247\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Offendere il Tricolore è offendere la Repubblica: l’Alto Adige e la memoria corta del rispetto - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Offendere il Tricolore è offendere la Repubblica: l’Alto Adige e la memoria corta del rispetto - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Südtiroler Volkspartei (SVP) si ribellò con arroganza, parlando di “attacco all’autonomia”. Il deputato Karl Zeller minacciò ricorsi e agitò lo spettro della discriminazione, come se l’esposizione della bandiera nazionale – in uno Stato sovrano – potesse essere considerata un atto ostile. Addirittura si lamentò dei costi per issare, abbassare e lavare il Tricolore, come se la dignità della Repubblica avesse un prezzo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa è la misura del paradosso: in un’Italia che garantisce autonomia, bilinguismo e rispetto per le minoranze, c’è chi considera un affronto il semplice richiamo all’identità comune. In certe aree al confine con l’Austria, il bianco e il rosso del Tirolo e l’aquila tirolese campeggiavano indisturbati sui municipi, mentre il verde, il bianco e il rosso venivano ignorati, se non disprezzati. Era una sfida al cuore dello Stato, mascherata da tutela culturale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19248,\"width\":\"1200px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/2-3.jpg\" alt=\"Offendere il Tricolore è offendere la Repubblica: l’Alto Adige e la memoria corta del rispetto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19248\" style=\"width:1200px\" title=\"Offendere il Tricolore è offendere la Repubblica: l’Alto Adige e la memoria corta del rispetto - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Offendere il Tricolore è offendere la Repubblica: l’Alto Adige e la memoria corta del rispetto - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Fascia tricolore rifiutata: l’ultima offesa istituzionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E oggi, a distanza di un quarto di secolo, la storia si ripete. Katharina Zeller, neoeletta sindaca di Merano, ha scelto di rifiutare la fascia tricolore durante la cerimonia d’insediamento. <strong>“Mettiamola via, dai”</strong>, ha detto al predecessore che gliela porgeva con il rispetto dovuto. Un gesto indegno, soprattutto per chi si appresta a guidare una città italiana, in un Comune che riceve fondi, servizi e legittimità dallo Stato italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19249,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/La-sindaca-di-Merano-24537763.jpg\" alt=\"Offendere il Tricolore è offendere la Repubblica: l’Alto Adige e la memoria corta del rispetto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19249\" title=\"Offendere il Tricolore è offendere la Repubblica: l’Alto Adige e la memoria corta del rispetto - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Offendere il Tricolore è offendere la Repubblica: l’Alto Adige e la memoria corta del rispetto - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Zeller – figlia d’arte del già citato Karl – ha provato a giustificarsi parlando di “provocazione”, “pratiche locali” e “medaglione cittadino”. Ma nessuna consuetudine locale può scavalcare la legalità e il senso delle istituzioni. Il Tricolore non è un’opzione, non è un folklore, non è una tradizione facoltativa: è il simbolo dell’unità nazionale e va rispettato. Punto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chi rappresenta le istituzioni ha il dovere di onorare quei simboli che ne sanciscono la legittimità. Chi si sottrae a questo compito, chi minimizza, chi ride o lo rifiuta in pubblico, lancia un messaggio devastante: che essere italiani può essere opzionale, che l’identità nazionale è una maglia da indossare solo quando fa comodo. È inaccettabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19252,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Offendere il Tricolore è offendere la Repubblica: la memoria corta del rispetto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/katharina-zeller-1024x584.jpg\" alt=\"Offendere il Tricolore è offendere la Repubblica: la memoria corta del rispetto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19252\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Offendere il Tricolore è offendere la Repubblica: la memoria corta del rispetto - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il silenzio complice e l’obbligo morale di reagire</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A indignarsi – giustamente – sono stati tanti. Il <strong>senatore di Fratelli d’Italia Matteo Gelmetti </strong>ha parlato di “<strong>oltraggio alla Repubblica</strong>” e ha presentato un’interrogazione parlamentare. L’assessore provinciale Christian Bianchi ha denunciato “un grave atto verso tutti gli italiani di Merano”. Eppure c’è anche chi ha cercato di minimizzare, di smussare, di attribuire all’accaduto il tono di una semplice incomprensione. È il caso del presidente SVP Dieter Steger, che ha parlato di “scherzo di cattivo gusto” e dell’ex sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli, che ha escluso intenzioni di vilipendio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma qui non si tratta di interpretazioni o di sensibilità. Si tratta di un gesto politico e simbolico, che parla chiaramente: c’è ancora chi in Alto Adige non accetta la sovranità dello Stato italiano. E ogni volta che questo accade senza una ferma reazione, si rafforza l’idea che l’Italia sia un’ospite tollerata, non la patria condivisa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Bisogna dirlo chiaramente: chi non rispetta il Tricolore, non rispetta la Repubblica. E chi rappresenta le istituzioni ha il dovere di inchinarsi, almeno simbolicamente, di fronte a quel vessillo che ha accompagnato i nostri padri nella libertà, nella guerra, nella costruzione democratica. Senza il Tricolore, non ci sarebbe Merano, non ci sarebbe autonomia, non ci sarebbe nessuna SVP.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia è uno Stato paziente, forse anche troppo. Ma l’unità nazionale non può essere materia negoziabile. E il rispetto per la bandiera non è una cortesia: è un dovere costituzionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/d.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"AltoAdige, identitànazionale, simboliistituzionali, Tricolore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-21 15:19:34","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.avvenire.it/attualita/pagine/sindaca-di-merano-rifiuta-il-tricolore","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19231-offendere-il-tricolore-e-offendere-la-repubblica-la-memoria-corta-del-rispetto.mp4","galleria":""}
{"id":19217,"titolo":"Il Generale Portolano: per la Difesa serve capacità di spesa e capacità di produzione.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il quadro geopolitico e strategico internazionale sta attraversando un periodo di trasformazioni radicali. <strong>Le sfide alla sicurezza europea sono sempre più evidenti, e l'Italia, come parte integrante della NATO e dell'Unione Europea, si trova a dover affrontare diverse problematiche legate al rafforzamento delle proprie capacità difensive.</strong> A queste difficoltà si aggiungono le carenze nei munizionamenti e le crescenti minacce provenienti dall'est, in particolare dalla Russia. In un contesto internazionale dove il conflitto in Ucraina ha accelerato l'esigenza di un maggiore impegno da parte delle forze alleate,<strong> </strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/il-generale-ca-luciano-antonio-portolano-nominato-nuovo-capo-di-stato-maggiore-della-difesa/\">il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano</a><strong>, ha sollevato preoccupazioni cruciali </strong>durante la sua audizione del 21 maggio 2025 davanti alla <a href=\"https://webtv.camera.it/evento/28143\">Commissione Difesa della Camera dei Deputati</a>. Nel corso di questo intervento, Portolano ha fatto il punto della situazione riguardo la difesa nazionale, le problematiche delle scorte di munizioni e la necessità di una maggiore capacità di produzione, nonché la sfida di creare una difesa europea integrata, complementare a quella della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19223,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Il Generale Portolano: per la Difesa serve capacità di spesa e capacità di produzione. - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/1-4-e1747829813737.jpg\" alt=\"Il Generale Portolano: per la Difesa serve capacità di spesa e capacità di produzione. - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19223\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Portolano: per la Difesa serve capacità di spesa e capacità di produzione. - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Carenze Nelle Munizioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli argomenti principali trattati dal generale Portolano riguarda <strong>le carenze nelle scorte di munizioni, un problema che sta diventando sempre più urgente. </strong>A causa del sostegno continuativo dell’Italia all’Ucraina, le scorte nazionali sono state ridotte, creando un \"gap\" significativo nelle riserve strategiche di munizionamento. Portolano ha sottolineato come questo fenomeno non sia unicamente un problema italiano, ma una difficoltà che coinvolge tutti i membri della NATO. Il conflitto in Ucraina, che ha visto un forte coinvolgimento delle forze armate italiane e delle altre nazioni alleate, ha intaccato le scorte militari nazionali, mettendo in evidenza la vulnerabilità di una strategia di difesa che si basa su riserve limitate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Portolano, il processo per colmare questa lacuna non sarà rapido e dipende da due fattori determinanti: <strong>la capacità di spesa e la capacità di produzione. </strong>La spesa per l'acquisto di nuovi munizionamenti è una delle principali leve, ma ancora più importante è la capacità delle aziende di produzione di fornire i quantitativi necessari in tempi brevi. La produzione di munizionamenti deve essere scalata per far fronte alla domanda, ed è qui che si trova la difficoltà principale. Il generale ha evidenziato che la combinazione di risorse finanziarie e la capacità industriale delle aziende produttrici determinerà quanto tempo sarà necessario per ripristinare le scorte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16206,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Generale Portolano: per la Difesa serve capacità di spesa e capacità di produzione. - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/QT5XTWMXPFD3DAV3TCZ5KGK22E-1024x683.jpg\" alt=\"Putin annuncia nuovi sottomarini nonostante le tensioni nel settore industriale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16206\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nuovi sottomarini russi - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Minacce Provenienti dal Fianco Est della NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro tema cruciale sollevato dal generale riguarda la minaccia in crescita lungo il fianco est della NATO. <strong>Portolano ha espresso una forte preoccupazione per l'accelerazione della capacità militare della Russia</strong>, che sta ricostituendo rapidamente le proprie forze armate nonostante le perdite sul campo in Ucraina. La NATO, infatti, si trova a dover fronteggiare una Russia che ha ampliato la sua forza militare convenzionale a un ritmo molto più rapido di quanto inizialmente previsto. Questo comportamento rappresenta un rischio crescente non solo per l'Europa, ma anche per la stabilità globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il conflitto in Ucraina ha infatti implicazioni di vasto respiro, poiché coinvolge direttamente le grandi potenze mondiali e le loro politiche di sicurezza. La Russia, pur subendo perdite, sta non solo aumentando il numero delle sue forze, ma sta anche diversificando e modernizzando le sue capacità militari, con un forte impegno nel rafforzamento della sua difesa aerea e delle sue forze convenzionali. Questo scenario preoccupa enormemente le forze armate italiane, poiché un simile incremento delle capacità militari russe potrebbe alterare gli equilibri di potere in Europa e minacciare la sicurezza della NATO, soprattutto nei paesi dell'Europa orientale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Sfide per la Difesa Europea: Una Struttura di Comando Inadeguata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Portolano ha altresì discusso le difficoltà che l'Europa affronta nel creare una difesa collettiva adeguata</strong>. La difesa dell’Unione Europea, secondo il generale, è limitata e frammentata. Sebbene esistano delle strutture di difesa che coinvolgono i 27 paesi membri dell'UE, queste sono estremamente limitate e non sufficientemente robuste per far fronte alle attuali minacce globali. <strong>La proposta di Portolano è chiara</strong>: per rendere la difesa europea davvero efficace, è necessario <strong>istituire una figura di \"comandante unico europeo</strong>\", una posizione che diventi il punto di riferimento politico per la difesa del continente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa struttura di comando sarebbe complementare alla NATO, ma opererebbe con una maggiore autonomia all’interno dell’Unione Europea, riuscendo a rispondere in modo più rapido ed efficace alle emergenze. In particolare, Portolano ha sottolineato che la NATO ha un sistema di comando e controllo collaudato e ben strutturato, ma l'Europa non ha una rete simile, né una strategia unificata di difesa. L’Unione Europea ha una struttura di pianificazione e condotta, ma con capacità limitate, che non permettono di affrontare una minaccia su larga scala. Il generale ha suggerito che sarebbe necessario sviluppare una rete di informazioni classificate, che a livello europeo ancora non esiste, ma che è fondamentale per una difesa integrata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19228,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Generale Portolano: per la Difesa serve capacità di spesa e capacità di produzione. - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/140708135749-israel-iron-dome-rocket-1024x576.jpg\" alt=\"Il Generale Portolano: per la Difesa serve capacità di spesa e capacità di produzione. - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19228\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Portolano: per la Difesa serve capacità di spesa e capacità di produzione. - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Mediterraneo Allargato: Una Rinnovata Centralità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro punto fondamentale nella visione del generale Portolano riguarda il ruolo strategico del Mediterraneo. Portolano ha enfatizzato che il Mediterraneo allargato sta assumendo una centralità crescente nelle strategie di difesa, non solo per la NATO, ma anche per la sicurezza dell'intero continente europeo. Questo mare, che rappresenta un crocevia di rotte commerciali vitali, è divenuto un punto focale per gli interessi vitali e strategici della sicurezza europea, e in particolare per il fianco sud della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Mediterraneo allargato, infatti, è stato teatro di conflitti regionali che hanno ulteriormente destabilizzato l'area. Il generale ha ricordato che la presenza di attori autoritari come la Russia, ma anche l'Iran, ha reso necessario un impegno più forte nella protezione di questo territorio, che non solo si interseca con importanti risorse energetiche, ma rappresenta anche una zona di potenziale contesa geopolitica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Soluzioni Proposte: Investimenti nella Difesa e nella Forza Lavoro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In risposta a queste sfide, Portolano ha proposto una serie di soluzioni per rafforzare la difesa italiana ed europea. In primo luogo, è necessario un maggiore impegno nella modernizzazione delle forze armate italiane, non solo con l'adeguamento delle dotazioni organiche, ma anche con il rafforzamento delle capacità tecnologiche e industriali. Inoltre, il generale ha parlato della necessità di ringiovanire il personale militare, rendendo la carriera nelle forze armate un’opzione più attraente per i giovani, in modo da garantire una riserva di personale addestrato pronto per essere impiegato in tempo di pace, ma che possa anche rispondere alle necessità in tempi di crisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Portolano ha concluso la sua audizione ribadendo che, in un contesto di crescente competizione globale, l’<strong>Europa deve necessariamente rafforzare le proprie capacità difensive. </strong>La creazione di una difesa europea complementare a quella della NATO, l<strong>'istituzione di una struttura di comando unificata e la modernizzazione delle forze armate sono tutti passi essenziali per garantire che l'Europa possa affrontare le sfide future</strong>. Il Mediterraneo, come punto focale per la sicurezza europea, e la crescente centralità del fianco est della NATO richiedono un impegno continuo per la stabilità regionale e globale. L’Italia, come membro attivo della NATO e dell'Unione Europea, ha un ruolo cruciale in questo processo di rafforzamento delle difese collettive, e Portolano ha sottolineato l'importanza di un impegno costante per garantire una sicurezza duratura per l'Europa e per il mondo intero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Link a Video Commissione Difesa: <a href=\"https://webtv.camera.it/evento/28143\">https://webtv.camera.it/evento/28143</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/33314803f77b658ac907c94252b6ac9f.jpg.webp","categoria":"Nazionali","tags":"difesa, munizioni, NATO, SicurezzaEuropea","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-21 13:27:14","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://webtv.camera.it/evento/28143","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19217-il-generale-portolano-per-la-difesa-serve-capacita-di-spesa-e-capacita-di-produzione.mp4","galleria":""}
{"id":19207,"titolo":"Swift Response 2025: la Folgore si lancia in Lituania","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 16 maggio 2025, una massiccia operazione congiunta di aviolancio ha avuto luogo nell’ambito dell’esercitazione multinazionale <em>Swift Response 2025</em>, che ha coinvolto 1.650 paracadutisti provenienti da cinque nazioni NATO, tra cui Italia, Germania, Francia, Paesi Bassi e Stati Uniti. L’esercitazione ha avuto come teatro di operazioni la zona di lancio di Memel, situata nell’area di addestramento di Gaiziunai, in Lituania.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Obiettivi dell’Operazione e Partecipazione Alleata</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo principale di questa esercitazione è stato quello di addestrare le forze a proiettare rapidamente una forza di ingresso in una zona ostile, senza preavviso, testando la prontezza operativa delle truppe in scenari complessi. L'operazione ha incluso l'impiego di velivoli da trasporto strategico e tattico come il C130J e il C17, con il contributo di forze aeree italiane e statunitensi. L'esercitazione ha simulato un intervento rapido, una capacità fondamentale nelle operazioni di difesa collettiva della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19209,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Swift Response 2025: la Folgore si lancia in Lituania - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/5.webp\" alt=\"Swift Response 2025: la Folgore si lancia in Lituania - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19209\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Swift Response 2025: la Folgore si lancia in Lituania - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Swift Response 2025 è una delle principali esercitazioni del più ampio programma <em>DEFENDER 25</em>, che coinvolge le forze statunitensi e 29 nazioni alleate e partner. Dal 11 maggio al 24 giugno 2025, l'esercitazione si svolge in un contesto interforze e multinazionale, con manovre tattiche e operazioni a lungo raggio, volte a rafforzare la prontezza operativa delle forze NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto di <em>Swift Response</em>, le truppe partecipanti hanno testato le proprie capacità di interoperabilità e di conduzione di operazioni aviotrasportate, come ad esempio i lanci simultanei di paracadutisti nei territori di Lituania, Finlandia, Norvegia, Svezia e Lettonia. In Lituania, l'operazione ha visto anche l'integrazione di capacità mediche avanzate con l'allestimento di un ospedale da campo in condizioni simulate di rischio CBRN (chimico, biologico, radiologico, nucleare).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19210,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Swift Response 2025: la Folgore si lancia in Lituania - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/3.webp\" alt=\"Swift Response 2025: la Folgore si lancia in Lituania - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19210\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Swift Response 2025: la Folgore si lancia in Lituania - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La Brigata Paracadutisti Folgore nel Cuore dell’Operazione</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una delle forze chiave nel successo di <em>Swift Response 2025</em> è stata la partecipazione della Brigata Paracadutisti Folgore, che ha svolto un ruolo determinante nella sicurezza della zona di lancio e nella proiezione rapida delle forze. Questa operazione ha confermato l’elevato livello di preparazione tecnica e psicofisica delle truppe italiane, che hanno agito in stretta cooperazione con le forze alleate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <em>Folgore</em> è infatti una delle unità d'élite dell'Esercito Italiano, altamente specializzata nelle operazioni aviotrasportate, in grado di rispondere con tempestività a situazioni di crisi ed emergenza. Grazie alla sua comprovata esperienza e preparazione, la Brigata ha svolto un ruolo fondamentale nell'assicurare la sicurezza e la corretta esecuzione dell'operazione in Lituania.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19211,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Swift Response 2025: la Folgore si lancia in Lituania - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/1.webp\" alt=\"Swift Response 2025: la Folgore si lancia in Lituania - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19211\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Swift Response 2025: la Folgore si lancia in Lituania - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Operazioni Combinata e Proiezione di Potenza</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercitazione ha visto l'integrazione delle operazioni di aviotrasporto con quelle di supporto medico e fuoco vivo. Le operazioni combinata aria-terra, tra cui esercitazioni di artiglieria a lunga gittata con il sistema HIMARS, hanno messo in evidenza la capacità della NATO di coordinare risposte rapide a scenari complessi. Il supporto dei velivoli tattici e strategici, tra cui il C-17 Globemaster III, ha permesso l'inserimento di forze paracadutate e mezzi pesanti in zone di difficile accesso, rafforzando la deterrenza collettiva della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come dichiarato dal Generale Christopher Donahue, Comandante delle Forze Statunitensi in Europa e Africa, \"Tutto ciò che dimostriamo con i nostri Alleati e partner, possiamo replicarlo a livello globale\". L’esercitazione <em>Swift Response 2025</em> ha sottolineato l’importanza della proiezione di potenza a livello internazionale, con l’obiettivo di rafforzare la postura di deterrenza e dimostrare la prontezza operativa di un'alleanza che si prepara a rispondere a qualsiasi crisi o conflitto. La capacità di operare in diverse aree geografiche, come il Baltico e l’Alto Nord, è fondamentale per garantire la sicurezza e la stabilità della regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19212,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Swift Response 2025: la Folgore si lancia in Lituania - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/1000w_q95-1.webp\" alt=\"Swift Response 2025: la Folgore si lancia in Lituania - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19212\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Swift Response 2025: 173° Airborne Brigade, UAS Blood  Supply - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Conclusioni</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione <em>Swift Response 2025</em> ha messo in evidenza l’efficacia dell’integrazione multinazionale, delle operazioni aeree, e delle capacità di proiezione rapida delle forze. Le operazioni hanno rafforzato non solo la prontezza operativa della NATO, ma anche i legami tra le forze paracadutiste dei Paesi Alleati, cementando la cooperazione all’interno della <em>airborne community</em>. L’Italia, con la sua Brigata Paracadutisti Folgore, si conferma una componente chiave nel mantenimento della sicurezza collettiva e nella capacità di rispondere alle sfide emergenti in un contesto internazionale sempre più complesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/foto2.jpeg","categoria":"Aviotruppe","tags":"BrigataParacadutistiFolgore, Lituania, NATO, swiftresponse2025","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-21 04:02:08","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.europeafrica.army.mil/ArticleViewPressRelease/Article/4147268/press-release-us-assets-depart-for-defender-25-exercise-alongside-allies-and-pa/","altre-fonti":"https://ac.nato.int/archive/2025-2/nato-allies-project-power-and-readiness-in-exercise-swift-response-25-","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19207-swift-response-2025-folgore-lancia-in-lituania.mp4","galleria":""}
{"id":19145,"titolo":"Firenze: nuovo snodo strategico della NATO nel fianco Sud","contenuto_html":"<p data-start=\"268\" data-end=\"752\">Con la decisione di istituire la <strong data-start=\"301\" data-end=\"341\">Multinational Division South (MND-S)</strong> a <strong data-start=\"344\" data-end=\"355\">Firenze</strong>, presso la caserma <strong data-start=\"375\" data-end=\"387\">Predieri</strong> nel quartiere di <strong data-start=\"405\" data-end=\"418\">Rovezzano</strong>, la NATO rafforza in modo significativo il proprio assetto strategico nel fianco Sud dell’Alleanza. L’annuncio, ufficializzato nei mesi scorsi ma frutto di una pianificazione che risale almeno al 2020, si inserisce in un quadro di progressiva attenzione dell’Alleanza verso le dinamiche del Mediterraneo, del Nord Africa e del Sahel.</p>\n<p data-start=\"754\" data-end=\"1366\">La MND-S, comando operativo terrestre su scala multinazionale, sarà chiamata a pianificare e dirigere operazioni in scenari a elevata instabilità, svolgendo anche una funzione logistica e di coordinamento delle forze alleate. Il quartier generale di Firenze si integrerà nella rete NATO già esistente in Italia, affiancando il <strong data-start=\"1081\" data-end=\"1110\">Joint Force Command (JFC)</strong> di Napoli e il <strong data-start=\"1126\" data-end=\"1176\">NATO Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA)</strong> di Solbiate Olona. Il suo ruolo sarà intermedio, funzionale alla gestione diretta di operazioni sul campo, in particolare nel quadrante meridionale dell’Europa e nel Mediterraneo allargato.</p>\n<p data-start=\"1368\" data-end=\"1584\">Ma l’arrivo della NATO a Firenze non è solo una questione geopolitica: rappresenta anche una <strong data-start=\"1461\" data-end=\"1505\">trasformazione urbana e infrastrutturale</strong>, con impatti economici, sociali e politici per la città e per l’Italia intera.</p>\n\n<h2 data-start=\"1591\" data-end=\"1663\">Caserma Predieri: trasformazione, appalti e tecnologia</h2>\n<p data-start=\"1665\" data-end=\"2142\">La caserma <strong data-start=\"1676\" data-end=\"1688\">Predieri</strong>, situata nel quartiere residenziale di <strong data-start=\"1728\" data-end=\"1741\">Rovezzano</strong>, è destinata a diventare il quartier generale permanente della MND-S. Si tratta di un’infrastruttura moderna, progettata per rispettare i più alti standard della NATO in termini di <strong data-start=\"1923\" data-end=\"1981\">sicurezza, interoperabilità e sostenibilità ambientale</strong>. Il progetto prevede la demolizione di due edifici risalenti agli anni Quaranta e la costruzione di una nuova sede operativa di circa <strong data-start=\"2116\" data-end=\"2141\">10.000 metri quadrati</strong>.</p>\n\n\n[caption id=\"attachment_19148\" align=\"alignnone\" width=\"989\"]<img class=\" wp-image-19148\" title=\"Firenze: nuovo snodo strategico della NATO nel fianco Sud - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Caserma-Predieri-10-1280x720-1-300x169.jpg\" alt=\"Firenze: nuovo snodo strategico della NATO nel fianco Sud - brigatafolgore.net\" width=\"989\" height=\"557\" /> Firenze: nuovo snodo strategico della NATO nel fianco Sud - brigatafolgore.net[/caption]\n<p data-start=\"2144\" data-end=\"2821\">Il valore dell’appalto, gestito da <strong data-start=\"2179\" data-end=\"2192\">Geniodife</strong> (Direzione dei Lavori e del Demanio del Ministero della Difesa), è di circa <strong data-start=\"2269\" data-end=\"2291\">27 milioni di euro</strong>, e comprende non solo la costruzione fisica della struttura, ma anche l’installazione di sistemi avanzati: <strong data-start=\"2399\" data-end=\"2450\">sorveglianza con droni e sensori elettro-ottici</strong>, <strong data-start=\"2452\" data-end=\"2492\">reti digitali di comando e controllo</strong>, tecnologie per la gestione delle operazioni in tempo reale. L’intero processo, trasferito dal 7° Reparto Infrastrutture di Firenze, seguirà le normative di evidenza pubblica, con possibilità di partecipazione per imprese iscritte agli elenchi del MIMIT e coordinate tramite <strong data-start=\"2768\" data-end=\"2776\">ANCE</strong>, l’Associazione Nazionale Costruttori Edili.</p>\n<p data-start=\"2823\" data-end=\"3056\">Il progetto include anche soluzioni a <strong data-start=\"2861\" data-end=\"2889\">basso impatto ambientale</strong>, in linea con le direttive europee e NATO per una difesa più sostenibile. Tuttavia, nonostante il potenziale economico dell’iniziativa, le polemiche non sono mancate.</p>\n\n<h2 data-start=\"3063\" data-end=\"3122\">Opportunità strategica</h2>\n<p data-start=\"3063\" data-end=\"3122\">Firenze, dunque, entra in una nuova fase della sua storia: da centro del Rinascimento a crocevia della geopolitica contemporanea. La città si trova infatti al centro di un corridoio logistico altamente funzionale alle operazioni della NATO: a breve distanza da Camp Darby – importante base logistica statunitense, dal porto di Livorno e dall’aeroporto militare di Pisa. Questa rete infrastrutturale già operativa consente al comando MND-S di inserirsi in modo efficiente nelle dinamiche del Mediterraneo e del Sud Europa, rafforzando la capacità dell’Alleanza di reagire con prontezza a scenari di crisi.</p>\n<p data-start=\"3063\" data-end=\"3122\">L’istituzione del comando non è soltanto un investimento militare, ma anche una chiara affermazione del contributo dell’Italia alla sicurezza collettiva in un’epoca caratterizzata da forti instabilità globali. La collocazione a Firenze assume anche un valore simbolico: una città di cultura e dialogo che si trova ora a ospitare un nodo militare di rilievo internazionale.</p>\n<p data-start=\"4187\" data-end=\"4579\"><img class=\" wp-image-19147\" title=\"Firenze: nuovo snodo strategico della NATO nel fianco Sud - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/R-300x201.jpeg\" alt=\"Firenze: nuovo snodo strategico della NATO nel fianco Sud - brigatafolgore.net\" width=\"993\" height=\"665\" /></p>\nFirenze: nuovo snodo strategico della NATO nel fianco Sud - brigatafolgore.net","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/Veduta-panoramica-di-Firenze1200.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"FIRENZE, Mnd-S, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-21 03:13:22","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://formiche.net/2025/05/nato-fianco-sud-firenze-multinational-divisione/#content","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19145-firenze-nuovo-snodo-strategico-della-nato-nel-fianco-sud.mp4","galleria":""}
{"id":19173,"titolo":"Leva militare obbligatoria: utile ancora oggi?","contenuto_html":"Il tema della <strong>leva militare obbligatoria</strong> torna ciclicamente al centro del dibattito pubblico in Italia. Nonostante la sua sospensione nel 2005, la leva non è mai stata formalmente abrogata, e spesso viene trattata come un retaggio del passato, da archiviare in nome della modernità. Ma è davvero così? O forse oggi, più che mai, la leva potrebbe avere un ruolo significativo per la società italiana?\r\n<h2><strong>L'idea della leva obbligatoria oggi</strong></h2>\r\nIn un’epoca in cui la guerra appare erroneamente come un evento remoto e in cui le emergenze naturali sono sempre più frequenti, alcuni sostengono che un ritorno alla leva, seppur in forma rinnovata e non esclusivamente militare, potrebbe essere utile. Secondo molti esperti la leva non era solo un periodo di marce e addestramento, ma un laboratorio di <strong>civiltà</strong>, dove i giovani imparavano valori come la <strong>disciplina</strong>, il <strong>senso del collettivo</strong>, la <strong>solidarietà</strong> e la capacità di affrontare le crisi.\r\n\r\nInoltre, la leva rappresentava anche un momento di unificazione sociale, dove si incontravano giovani provenienti da diversi ceti sociali, dal Nord al Sud dell’Italia. Era un'occasione di <strong>livellamento sociale</strong> non punitivo, ma formativo. Non si trattava solo di addestramento fisico, ma di un vero e proprio <strong>passaggio simbolico</strong> verso la maturità civica e l’appartenenza alla collettività.\r\n\r\nIn un contesto in cui molte famiglie faticano a trasmettere regole di vita e senso civico, la leva potrebbe rappresentare un’importante opportunità per formare una nuova generazione consapevole dei propri <strong>doveri</strong> e <strong>responsabilità</strong>, al di là dei diritti.\r\n\r\n[caption id=\"attachment_19177\" align=\"alignnone\" width=\"1376\"]<img class=\" wp-image-19177\" title=\"Leva militare obbligatoria: utile ancora oggi? - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/850898-thumb-full-720-010922-leva-militare-obbligatori-300x169.jpg\" alt=\"Leva militare obbligatoria: utile ancora oggi? - brigatafolgore.net\" width=\"1376\" height=\"775\" /> Leva militare obbligatoria: utile ancora oggi? - brigatafolgore.net[/caption]\r\n<h2><strong>La proposta della Lega per il servizio obbligatorio</strong></h2>\r\nIl dibattito si fa ancora più attuale grazie alla recente mozione della Lega per l'introduzione di un <strong>servizio civile e militare obbligatorio</strong>. Roberto Bet, consigliere regionale del Veneto, ha proposto che tutti i cittadini italiani tra i 18 e i 26 anni svolgano un <strong>servizio obbligatorio di 6 mesi</strong>, preferibilmente nella propria regione. La proposta prevede sia l’addestramento militare che il servizio civile, con una particolare attenzione alla protezione civile, alla tutela del patrimonio naturale e culturale, e al soccorso pubblico.\r\n\r\nSecondo Bet, l’introduzione del servizio obbligatorio risponde anche a una serie di <strong>sfide sociali</strong> urgenti, come l’alto tasso di <strong>disagio giovanile</strong>, l'alarming numero di <strong>giovani NEET</strong> (Not in Education, Employment, or Training), e l’aumento di fenomeni di <strong>criminalità</strong> tra i giovani. Un <strong>servizio obbligatorio universale</strong> non solo potrebbe ridurre questi problemi, ma anche fungere da investimento per l’economia, creando giovani più preparati, disciplinati e pronti ad affrontare le sfide professionali.\r\n\r\nIn conclusione, la proposta non si limita a una semplice risoluzione di problemi sociali. Essa rappresenta un'opportunità per <strong>rafforzare il senso di comunità</strong> e di <strong>appartenenza</strong> a un’Italia che oggi ha bisogno più che mai di ritrovare un <strong>legame collettivo</strong>. Il ritorno della leva, che sia civile o militare, potrebbe non solo offrire ai giovani una preparazione pratica per affrontare le difficoltà della vita, ma anche una <strong>formazione umana</strong> in grado di trasmettere valori essenziali come la <strong>solidarietà</strong> e il <strong>servizio verso la collettività</strong>.\r\n\r\nL’introduzione della leva obbligatoria, secondo Bet, rappresenta un’occasione per formare <strong>giovani più consapevoli</strong> e impegnati, in grado di rispondere alle sfide di un mondo che cambia rapidamente, preparandoli a costruire un’Italia più forte e coesa.","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/1498112671390.jpg.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"leva, servizio obbligatorio","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-20 16:21:11","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19173-leva-militare-obbligatoria-utile-ancora-oggi.mp4","galleria":""}
{"id":19155,"titolo":"Assalto ai Portavalori a Livorno: La Banda dei Sardi e l'Intervento di GIS e Tuscania","contenuto_html":"<p class=\"\" data-start=\"167\" data-end=\"319\"><span class=\"relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out\">Il 28 marzo 2025, lungo la strada Aurelia a San Vincenzo (Livorno), un gruppo di undici uomini ha messo a segno una rapina spettacolare ai danni di due furgoni portavalori della ditta Battistolli, sottraendo circa 3 milioni di euro destinati alle pensioni.</span> <span class=\"relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out\">L'operazione è stata caratterizzata da una pianificazione meticolosa e da un'esecuzione rapida e violenta, con l'uso di armi da guerra e veicoli rubati per bloccare i furgoni.</span> <span class=\"relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out\">Nonostante la precisione dell'azione, un errore banale ha portato alla loro cattura: un biglietto con due numeri di telefono, dimenticato sul luogo del crimine, ha fornito agli inquirenti un punto di partenza per le indagini.</span></p>\r\n<p class=\"\" data-start=\"321\" data-end=\"519\"><span class=\"relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out\">Gli arresti sono stati effettuati all'alba del 19 maggio 2025 in una maxi-operazione che ha visto il coinvolgimento di oltre 300 carabinieri, tra cui i reparti speciali dell'Arma.</span> <span class=\"relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out\">Gli arrestati, tutti di origine sarda e di età compresa tra i 33 e i 54 anni, sono stati traditi dal ritrovamento di un bigliettino dimenticato a terra con due numeri di telefono.</span> <span class=\"relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out\">Le indagini hanno portato all'identificazione e all'arresto dei membri della banda nelle province di Nuoro, Pisa e Bologna.</span></p>\r\n\r\n\r\n[caption id=\"attachment_19160\" align=\"alignnone\" width=\"1365\"]<img class=\" wp-image-19160\" title=\"Assalto ai Portavalori a Livorno: La Banda dei Sardi e l'Intervento di GIS e Tuscania - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/gis1-300x206.jpg\" alt=\"Assalto ai Portavalori a Livorno: La Banda dei Sardi e l'Intervento di GIS e Tuscania - brigatafolgore.net\" width=\"1365\" height=\"937\" /> Assalto ai Portavalori a Livorno: La Banda dei Sardi e l'Intervento di GIS e Tuscania - brigatafolgore.net[/caption]\r\n<h3 class=\"\" data-start=\"526\" data-end=\"591\">Il Ruolo del GIS e del 1° Reggimento Paracadutisti \"Tuscania\"</h3>\r\n<p class=\"\" data-start=\"593\" data-end=\"671\"><span class=\"relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out\">Il Gruppo di Intervento Speciale (GIS) e il 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti \"Tuscania\" sono due delle unità d'élite dell'Arma dei Carabinieri, specializzate in operazioni ad alto rischio e in scenari complessi.</span></p>\r\n<p class=\"\" data-start=\"673\" data-end=\"831\"><span class=\"relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out\">Il GIS è stato istituito nel 1978 come risposta all'emergenza terrorismo e ha evoluto nel tempo le sue capacità, diventando una forza speciale di livello \"Tier 1\" nelle Forze Armate italiane.</span> <span class=\"relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out\">La sua doppia natura gli consente di operare sia in ambito di polizia giudiziaria che in missioni militari, sia in Italia che all'estero.</span></p>\r\n<p class=\"\" data-start=\"833\" data-end=\"991\"><span class=\"relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out\">Il 1° Reggimento \"Tuscania\", invece, è una componente dell'Arma dei Carabinieri con una forte tradizione militare, specializzata in operazioni di polizia e in missioni internazionali.</span> <span class=\"relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out\">Con sede a Livorno, il reggimento è noto per la sua preparazione e per la capacità di intervenire in scenari ad alto rischio.</span></p>\r\n<p class=\"\" data-start=\"993\" data-end=\"1071\"><span class=\"relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out\">Entrambe le unità hanno partecipato all'operazione \"Drago\", contribuendo con le loro competenze specifiche alla riuscita dell'intervento e alla cattura dei membri della banda.</span></p>\r\n\r\n<h3 class=\"\" data-start=\"0\" data-end=\"93\">Compiti e Organizzazione del GIS e del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti \"Tuscania\"</h3>\r\n<p class=\"\" data-start=\"95\" data-end=\"583\">Il <strong data-start=\"98\" data-end=\"137\">Gruppo di Intervento Speciale (GIS)</strong> e il <strong data-start=\"143\" data-end=\"197\">1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti \"Tuscania\"</strong> sono due delle unità più importanti e specializzate dell'Arma dei Carabinieri, ognuna con compiti e funzioni che si intrecciano nel garantire la sicurezza nazionale e l'efficacia nelle operazioni ad alto rischio. Queste forze speciali hanno strutture organizzative e compiti distinti, ma sono entrambe pronte ad affrontare le situazioni più critiche con alta preparazione e precisione.</p>\r\n\r\n<h4 class=\"\" data-start=\"585\" data-end=\"625\">Gruppo di Intervento Speciale (GIS)</h4>\r\n<p class=\"\" data-start=\"627\" data-end=\"1134\">Il <strong data-start=\"630\" data-end=\"637\">GIS</strong> è una delle forze più versatili e pronte dell'Arma dei Carabinieri, nata nel 1978 per rispondere all'emergenza terrorismo che caratterizzava quegli anni. La sua principale funzione è quella di intervenire in scenari di crisi ad alto rischio, come sequestri di persona, operazioni di antiterrorismo e supporto a operazioni militari speciali. È, infatti, una delle unità principali nella gestione delle minacce non convenzionali, come il terrorismo internazionale e le situazioni di alta sicurezza.</p>\r\n<p class=\"\" data-start=\"1136\" data-end=\"1671\">Il <strong data-start=\"1139\" data-end=\"1146\">GIS</strong> ha una struttura che gli permette di operare con rapidità e precisione. È inquadrato nella 2ª Brigata Mobile dei Carabinieri, ma quando necessario, può essere attivato direttamente dal Comando Generale per operazioni urgenti in ambito nazionale o internazionale. È composto da diverse compagnie operative altamente specializzate, tra cui un Nucleo Negoziatori, che svolge un ruolo fondamentale nelle trattative in caso di crisi, grazie alla sua preparazione psicologica, capacità di comunicazione e competenze linguistiche.</p>\r\n<p class=\"\" data-start=\"1673\" data-end=\"2105\">Tra i suoi compiti principali, il GIS è chiamato a intervenire in operazioni di liberazione ostaggi, operazioni antiterrorismo e di polizia giudiziaria ad alto rischio, ma anche a supportare le forze armate italiane e alleate in operazioni fuori area. Grazie alla sua esperienza, il GIS è anche una risorsa preziosa nelle missioni internazionali, dove il contesto di instabilità richiede capacità di adattamento e intervento rapido.</p>\r\n\r\n\r\n[caption id=\"attachment_19169\" align=\"alignnone\" width=\"1363\"]<img class=\" wp-image-19169\" title=\"Assalto ai Portavalori a Livorno: La Banda dei Sardi e l'Intervento di GIS e Tuscania - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/1-RGT-TUSCANIA-CQB-DSF9687-copia-1536x1024-2-300x180.jpg\" alt=\"Assalto ai Portavalori a Livorno: La Banda dei Sardi e l'Intervento di GIS e Tuscania - brigatafolgore.net\" width=\"1363\" height=\"818\" /> Assalto ai Portavalori a Livorno: La Banda dei Sardi e l'Intervento di GIS e Tuscania - brigatafolgore.net[/caption]\r\n<h4 class=\"\" data-start=\"2107\" data-end=\"2162\">1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti \"Tuscania\"</h4>\r\n<p class=\"\" data-start=\"2164\" data-end=\"2754\">Il <strong data-start=\"2167\" data-end=\"2221\">1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti \"Tuscania\"</strong>, invece, è una unità con una forte tradizione militare, specializzata non solo in operazioni di polizia, ma anche in missioni internazionali di peacekeeping e in scenari bellici complessi. Con sede a Livorno, il reggimento è noto per la sua alta capacità di intervento in ambienti ostili, che vanno dalle operazioni anfibie alle operazioni montane, fino a quelle in scenari urbani complessi. La sua preparazione include anche il supporto alle forze armate italiane in missioni internazionali, come quelle in Afghanistan e in Kosovo.</p>\r\n<p class=\"\" data-start=\"2756\" data-end=\"3301\">Il reggimento è organizzato in un Comando di Reggimento, un Battaglione Carabinieri Paracadutisti, e un Reparto Addestrativo. Ogni sezione è incaricata di operazioni specifiche, come il mantenimento dell'ordine in situazioni di emergenza, l'occupazione di posizioni strategiche, e il supporto logistico per le missioni all'estero. Un aspetto fondamentale del reggimento è l'addestramento di personale sia interno che per altre unità speciali dell'Arma, garantendo un livello di preparazione che permette di affrontare qualsiasi tipo di minaccia.</p>\r\n<p class=\"\" data-start=\"3303\" data-end=\"3656\">Inoltre, il <strong data-start=\"3315\" data-end=\"3343\">1° Reggimento \"Tuscania\"</strong> è anche una delle principali forze di protezione per le alte cariche dello Stato, un ruolo che ha svolto in numerosi contesti internazionali. La sua struttura e l'alta specializzazione dei suoi membri lo rendono fondamentale nelle operazioni che richiedono precisione, rapidità e un alto livello di preparazione.</p>\r\n<p class=\"\" data-start=\"4296\" data-end=\"4751\">Entrambe le unità condividono un'alta preparazione fisica, psicologica e tattica, rendendole capaci di affrontare le sfide più gravi. Il GIS, con la sua capacità di intervenire in operazioni complesse e il 1° Reggimento \"Tuscania\", con la sua preparazione in scenari di guerra e sicurezza, rappresentano una risorsa fondamentale per l'Arma dei Carabinieri, confermando il loro ruolo di punta nelle operazioni speciali a livello nazionale e internazionale.</p>\r\n<p data-start=\"993\" data-end=\"1071\"></p>","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/assalto-portavalori-toscana.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"bandadeisardi, carabinieri, gis, tuscania","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-20 15:29:06","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19155-assalto-ai-portavalori-a-livorno-la-banda-dei-sardi-e-lintervento-di-gis-e-tuscania.mp4","galleria":""}
{"id":19108,"titolo":"Forze Speciali: Selezione 2025","contenuto_html":"<!-- wp:heading -->\r\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Informazioni chiave:</h2>\r\n<!-- /wp:heading -->\r\n\r\n<!-- wp:list -->\r\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\r\n<li>L’iter selettivo inizia con le <strong>prove fisiche</strong> e il <strong>tirocinio</strong> presso il <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\">Centro Addestramento Operazioni Speciali</a> (Ce.Add.OS) a Pisa.</li>\r\n<!-- /wp:list-item -->\r\n\r\n<!-- wp:list-item -->\r\n<li><strong>Numero massimo di tentativi</strong>:<!-- wp:list -->\r\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\r\n<li><em>Ufficiali e Marescialli</em>: 2</li>\r\n<!-- /wp:list-item -->\r\n\r\n<!-- wp:list-item -->\r\n<li><em>Sergenti, Graduati e Militari di Truppa</em>: 3</li>\r\n<!-- /wp:list-item --></ul>\r\n<!-- /wp:list --></li>\r\n<!-- /wp:list-item -->\r\n\r\n<!-- wp:list-item -->\r\n<li>È <strong>obbligatorio</strong> possedere (o acquisire) il brevetto di paracadutismo militare per proseguire nella fase di specializzazione.</li>\r\n<!-- /wp:list-item -->\r\n\r\n<!-- wp:list-item -->\r\n<li>Il candidato deve accettare la <strong>disponibilità a svolgere attività aviolancistica continuativa</strong> e non può partecipare a corsi incompatibili.</li>\r\n<!-- /wp:list-item -->\r\n\r\n<!-- wp:list-item -->\r\n<li>Le preferenze per il reparto (9°, 185°, 4° reggimento) sono considerate <strong>desiderata non vincolanti</strong>.</li>\r\n<!-- /wp:list-item -->\r\n\r\n<!-- wp:list-item -->\r\n<li>È richiesta una <strong>permanenza di almeno 10 anni</strong> nel Comparto Operazioni Speciali dopo il conseguimento del brevetto FS.</li>\r\n<!-- /wp:list-item --></ul>\r\n<!-- /wp:list -->\r\n\r\n<!-- wp:heading -->\r\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Prove Fisiche di Selezione</h2>\r\n<!-- /wp:heading -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>Sono suddivise in <strong>test valutativi</strong> e <strong>test a sbarramento</strong>:</p>\r\n<!-- /wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:heading {\"level\":4} -->\r\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Test Valutativi</h4>\r\n<!-- /wp:heading -->\r\n\r\n<!-- wp:list -->\r\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\r\n<li>Corsa 2000 m</li>\r\n<!-- /wp:list-item -->\r\n\r\n<!-- wp:list-item -->\r\n<li>Trazioni alla sbarra</li>\r\n<!-- /wp:list-item -->\r\n\r\n<!-- wp:list-item -->\r\n<li>Piegamenti sulle braccia</li>\r\n<!-- /wp:list-item -->\r\n\r\n<!-- wp:list-item -->\r\n<li>Piegamenti alle parallele</li>\r\n<!-- /wp:list-item -->\r\n\r\n<!-- wp:list-item -->\r\n<li>Addominali</li>\r\n<!-- /wp:list-item -->\r\n\r\n<!-- wp:list-item -->\r\n<li>Marcia zavorrata (10 km con 10 kg)</li>\r\n<!-- /wp:list-item --></ul>\r\n<!-- /wp:list -->\r\n\r\n<!-- wp:heading {\"level\":4} -->\r\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Test a Sbarramento:</h4>\r\n<!-- /wp:heading -->\r\n\r\n<!-- wp:list -->\r\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\r\n<li>Salita alla fune (4 m)</li>\r\n<!-- /wp:list-item -->\r\n\r\n<!-- wp:list-item -->\r\n<li>Salto in alto</li>\r\n<!-- /wp:list-item -->\r\n\r\n<!-- wp:list-item -->\r\n<li>Prove di acquaticità:<!-- wp:list -->\r\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\r\n<li>Apnea</li>\r\n<!-- /wp:list-item -->\r\n\r\n<!-- wp:list-item -->\r\n<li>Galleggiamento</li>\r\n<!-- /wp:list-item -->\r\n\r\n<!-- wp:list-item -->\r\n<li>Nuoto 50 m</li>\r\n<!-- /wp:list-item --></ul>\r\n<!-- /wp:list --></li>\r\n<!-- /wp:list-item --></ul>\r\n<!-- /wp:list -->\r\n\r\n<!-- wp:heading -->\r\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tirocinio di Selezione</h2>\r\n<!-- /wp:heading -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p><em>La Selezione FS è </em>rivolto a chi desidera entrare nei reparti d’élite delle Forze Armate italiane. Chi presenta domanda per partecipare all’Iter FS sceglie di intraprendere un cammino di grande impegno e valore, volto a formare operatori capaci di intervenire in missioni ad alta complessità in ogni teatro operativo. Il processo prevede fasi ben strutturate, a partire da un primo momento di verifica fisica e tecnica, fino alla formazione specifica per le specializzazioni di incursore, acquisitore obiettivi o ranger. Il brevetto di paracadutismo è un requisito fondamentale per poter accedere alla fase di specializzazione, e la disponibilità a sostenere attività aviolancistiche continuative è parte integrante del profilo richiesto.</p>\r\n<!-- /wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>Le prove iniziali comprendono una serie di test fisici che servono a verificare la preparazione atletica di base degli aspiranti. Sono previste esercitazioni che valutano forza, resistenza, mobilità e acquaticità, come corsa, trazioni alla sbarra, esercizi a terra e in acqua, oltre a prove di marcia con zaino e attività ginniche. Il superamento di queste prove costituisce la condizione per poter accedere al successivo tirocinio di selezione.</p>\r\n<!-- /wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>Il tirocinio ha una durata complessiva di dodici giorni e si svolge senza interruzioni, alternando fasi statiche e dinamiche. Le attività sono pensate per mettere alla prova non solo la resistenza fisica ma anche la tenuta psicologica, la determinazione e la capacità di operare in condizioni difficili. Durante questo periodo, gli aspiranti affrontano marce in ambiente impervio, esercizi di navigazione terrestre, attività acquatiche, simulazioni operative e prove di problem solving in condizioni di stress. L’intero percorso è curato dal Centro Addestramento Operazioni Speciali, con il supporto di istruttori provenienti da tutti i reparti delle Forze Speciali.</p>\r\n<!-- /wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>Al termine del tirocinio viene svolta una valutazione complessiva che tiene conto della condotta, delle attitudini dimostrate e delle prestazioni tecniche. Solo coloro che risultano idonei vengono avviati alla fase successiva del percorso formativo.</p>\r\n<!-- /wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>Gli aspiranti devono presentarsi con l’equipaggiamento richiesto, suddiviso in materiale obbligatorio e consigliato. È prevista un’attenta ispezione dei materiali prima, durante e dopo le attività. Il possesso di oggetti non autorizzati comporta l’immediata esclusione dal corso.</p>\r\n<!-- /wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>Un suggerimento importante fornito nel compendio è quello di cominciare con largo anticipo la preparazione atletica, in particolare per quanto riguarda la resistenza a lunghe marce con zaino. L’allenamento, pur potendo essere supportato dai reparti di appartenenza, rimane una responsabilità individuale del candidato.</p>\r\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/LOCANDINA-2025-FS-ESERCITO-INFO-1-d0.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"addestramentomilitare, forzespeciali, selezionemilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-19 17:53:25","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19108-forze-speciali-selezione-2025.mp4","galleria":""}
{"id":19090,"titolo":"SkyCnet: una rivoluzione ISR firmata RT LTA Systems e Creomagic","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In occasione del DEFEA 2025 di Atene, RT LTA Systems e Creomagic hanno annunciato <strong>SkyCnet</strong>, una soluzione integrata pensata per trasformare il panorama delle comunicazioni tattiche e della sorveglianza persistente. L’alleanza tra le due aziende combina l’esperienza di RT nei sistemi aerostatici collaudati in combattimento con le avanzate tecnologie radio di Creomagic, creando una <strong>piattaforma ISR (Intelligence, Surveillance, Reconnaissance)</strong> capace di operare 24/7 anche negli ambienti più complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>«Uno dei principali problemi sul campo è descrivere ai soldati la situazione circostante», ha dichiarato Rami Shmueli, CEO di RT. La soluzione proposta è tanto innovativa quanto pratica: installare un sistema composto da telecamera e radio su un aerostato, per creare una <strong>bolla di comunicazione tattica</strong> sopra il teatro operativo. L’informazione visiva in tempo reale, unita alla connettività costante tra le unità, consente di migliorare la consapevolezza situazionale e prendere decisioni rapide e informate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19096,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/art-07-img-01-1.jpg\" alt=\"SkyCnet: una rivoluzione ISR firmata RT LTA Systems e Creomagic - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19096\" title=\"SkyCnet: una rivoluzione ISR firmata RT LTA Systems e Creomagic - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">SkyCnet: una rivoluzione ISR firmata RT LTA Systems e Creomagic - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>«SkyCnet è stato sviluppato per soddisfare con precisione le esigenze critiche delle forze tattiche», ha affermato Alex Shapochnik, CEO di Creomagic. «Combinando comunicazioni sicure con ISR persistente, il sistema si propone come moltiplicatore di forza per operazioni ad alto rischio, dalla difesa nazionale alla sicurezza delle frontiere».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19097,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/1708937769802.jpeg\" alt=\"SkyCnet: una rivoluzione ISR firmata RT LTA Systems e Creomagic - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19097\" style=\"width:840px;height:auto\" title=\"SkyCnet: una rivoluzione ISR firmata RT LTA Systems e Creomagic - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">SkyCnet: una rivoluzione ISR firmata RT LTA Systems e Creomagic - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Architettura tecnica – SkyStar&#x2122; e radio MANET CreoHub</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al centro della soluzione SkyCnet vi è l’aerostato <strong>SkyStar&#x2122; 120</strong> di RT, un micro-sistema altamente mobile, ideale per operazioni a livello di compagnia o squadra. Con un diametro di 3,4 metri e un’autonomia fino a 8 ore, può essere lanciato in circa 15-20 minuti da una squadra di due operatori. È capace di operare fino a 300 metri di altezza e resistere a venti di 35 nodi, mantenendo stabilità e continuità operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19103,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/1200.jpeg\" alt=\"SkyCnet: una rivoluzione ISR firmata RT LTA Systems e Creomagic - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19103\" style=\"width:840px;height:auto\" title=\"SkyCnet: una rivoluzione ISR firmata RT LTA Systems e Creomagic - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">SkyCnet: una rivoluzione ISR firmata RT LTA Systems e Creomagic - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il carico utile può raggiungere i 4 kg e include una <strong>telecamera stabilizzata giorno/notte</strong> per copertura visiva a 360°, oltre al modulo radio <strong>CreoHub</strong> di Creomagic, disponibile in configurazioni Light (1W) e Pro (10W). Le radio operano nelle bande UHF, L, S e C, utilizzano crittografia AES256, e offrono velocità di trasmissione rispettivamente di 20 e 80 Mbps, con autonomia fino a 12 ore. Il peso contenuto (430-620 g) le rende perfette per l’integrazione sugli aerostati SkyStar&#x2122;.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>SkyCnet sfrutta un’architettura <strong>MANET (Mobile Ad-Hoc Network)</strong>, che consente la creazione di una rete dinamica e autonoma, capace di adattarsi alle variazioni del campo di battaglia. I dati raccolti – tra cui flussi video live e informazioni geospaziali – vengono condivisi in tempo reale, anche in <strong>scenari oltre la linea di vista o sotto minaccia di guerra elettronica (EW)</strong>. La copertura è garantita su <strong>ogni tipo di terreno</strong>: urbano, marittimo, desertico, di giorno o di notte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Applicazioni operative e impatto strategico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>SkyCnet è stato progettato per affrontare una vasta gamma di scenari operativi: <strong>difesa, sicurezza nazionale, missioni ONU, protezione delle frontiere, ordine pubblico e gestione di crisi umanitarie</strong>. La versatilità della piattaforma permette il suo impiego tanto in contesti militari quanto civili, rendendola una risorsa fondamentale per qualsiasi forza di intervento rapido.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il valore strategico di SkyCnet risiede nella sua capacità di <strong>estendere la portata operativa</strong>, mantenere la <strong>connettività anche in ambienti privi di infrastrutture</strong>, e garantire <strong>sorveglianza e comunicazioni ininterrotte H24</strong>. In ambienti ostili, l’autonomia, la resilienza della rete e la velocità di trasmissione costituiscono un vantaggio operativo che può fare la differenza tra il successo e il fallimento della missione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rami Shmueli ha evidenziato come la soluzione sia perfettamente in linea con le sfide attuali: «La nostra partnership ci consente di fornire sistemi su misura per le esigenze delle missioni marittime, della sicurezza delle frontiere e dell’HLS (Homeland Security), elementi sempre più cruciali nel contesto geopolitico attuale». L'integrazione delle tecnologie di RT e Creomagic si traduce in una <strong>capacità senza precedenti di raccogliere, trasmettere e sfruttare dati in tempo reale</strong>, in modo sicuro e continuo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19104,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/multi-domain-MANET-communication-solutions-1-1024x539.jpg\" alt=\"SkyCnet: una rivoluzione ISR firmata RT LTA Systems e Creomagic - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19104\" title=\"SkyCnet: una rivoluzione ISR firmata RT LTA Systems e Creomagic - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">SkyCnet: una rivoluzione ISR firmata RT LTA Systems e Creomagic - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, SkyCnet non è solo una tecnologia all’avanguardia, ma un vero <strong>sistema di superiorità informativa</strong>. Offre agli operatori sul terreno non solo occhi aggiuntivi, ma anche una rete privata, autonoma e sicura, capace di connettere uomini, mezzi e sensori in una singola architettura tattica. Un’infrastruttura di rete flessibile, espandibile e pronta a supportare le sfide del presente e del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/1200000.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"comunicazionitattiche, ISR, SkyCnet","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-19 17:27:10","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.edrmagazine.eu/defea-2025-rt-lta-systems-and-creomagic-unveil-skycnet-a-persistent-isr-network-and-more","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19090-skycnet-una-rivoluzione-isr-firmata-rt-lta-systems-e-creomagic.mp4","galleria":""}
{"id":19077,"titolo":"Difesa Planetaria: Come Prepararsi all'Impatto di un Asteroide sulla Terra","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto della crescente attenzione verso i rischi planetari, uno degli scenari più affascinanti e al contempo allarmanti è quello dell'impatto di un asteroide. La <strong>Planetary Defense Conference</strong>, tenutasi a <strong>Cape Town</strong> dal 5 al 9 maggio 2025, ha posto al centro della discussione l'esercitazione di difesa planetaria, simulando il possibile impatto di un asteroide di <strong>150 metri di diametro</strong>. Questo esercizio ha permesso agli esperti di esplorare tecniche, strategie e risposte a livello internazionale per difendere la Terra da una possibile catastrofe.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Caso dell'Asteroide 2024 PDC25</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l’esercizio, un ipotetico asteroide, identificato come <strong>2024 PDC25</strong>, è stato scoperto dal <a href=\"https://catalina.lpl.arizona.edu/\">Catalina Sky Survey</a> il 5 giugno 2024. Inizialmente, la probabilità di un impatto con la Terra era molto bassa, ma man mano che le osservazioni aumentavano, la probabilità è cresciuta, raggiungendo un 1,6% a luglio dello stesso anno. La simulazione ha mostrato come una minaccia di impatto si possa evolvere e come le osservazioni periodiche siano cruciali per ridurre le incertezze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se l'asteroide fosse stato realmente rilevato come un pericolo, il <strong>Minor Planet Center</strong> avrebbe messo a disposizione le informazioni necessarie per una valutazione da parte dei governi mondiali. Questo esercizio ha posto in evidenza come la collaborazione internazionale, come quella tra <strong>NASA</strong>, <strong>ESA</strong> e l<a href=\"https://iawn.net/\">'International Asteroid Warning Network (IAWN)</a>, sia fondamentale per la difesa planetaria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19079,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Difesa Planetaria: Come Prepararsi all'Impatto di un Asteroide sulla Terra - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Hero-PIA00333-4.width-1320-1024x624.jpg\" alt=\"Difesa Planetaria: Come Prepararsi all'Impatto di un Asteroide sulla Terra - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19079\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa Planetaria: Come Prepararsi all'Impatto di un Asteroide sulla Terra - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Minaccia di un Asteroide di 150 Metri</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel caso specifico di un asteroide con un diametro di 150 metri, le implicazioni sarebbero devastanti. L’energia di impatto, che potrebbe variare tra i <strong>45 e i 160 megatoni</strong>, è pari a quella di migliaia di bombe atomiche. A titolo di paragone, l'impatto più noto della storia recente, <strong>l'</strong><a href=\"https://www.agi.it/scienza/news/2023-11-03/mistero-meteorite-tunguska-impatto-siberia-cause-23784395/\">evento di Tunguska</a>, ha liberato circa <strong>10-15 megatoni</strong> di energia. La simulazione ha rivelato che, se l'asteroide fosse caduto su una zona densamente popolata, come il corridoio che attraversa l'<strong>Europa Orientale</strong> e il <strong>Mar Mediterraneo</strong>, l'impatto avrebbe causato milioni di vittime e danni catastrofici in un raggio di 100-120 km.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19080,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Difesa Planetaria: Come Prepararsi all'Impatto di un Asteroide sulla Terra - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/PS1-dome.jpg\" alt=\"Difesa Planetaria: Come Prepararsi all'Impatto di un Asteroide sulla Terra - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19080\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa Planetaria: Come Prepararsi all'Impatto di un Asteroide sulla Terra - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tecniche di Difesa: Cosa Fare?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le simulazioni hanno esplorato diverse soluzioni per deviare un asteroide in rotta di collisione con la Terra. Tre opzioni principali sono state analizzate:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Impattore cinetico (Kinetic Impactor)</strong>: Un dispositivo che colpisce l'asteroide per modificarne l'orbita. Questa tecnica è stata testata con successo dalla <a href=\"https://www.cnr.it/it/nota-stampa/n-11736/primi-risultati-della-missione-di-deflessione-asteroidale-dart-liciacube\">missione DART della NASA</a>, ma nel caso di asteroidi più grandi, potrebbero essere necessarie più missioni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Esplosione nucleare (Nuclear Explosive Devices)</strong>: Questa tecnica prevede l'uso di una detonazione nucleare vicino all'asteroide per alterarne l'orbita sfruttando l'effetto razzo causato dalla vaporizzazione della superficie dell'asteroide. È un'opzione ancora non testata ma discussa seriamente.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Flusso di ioni (Ion Beam Deflection)</strong>: Utilizzare raggi ionici per spostare l'asteroide. Sebbene promettente, questa tecnica non è stata ancora testata sul campo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La simulazione ha anche esaminato il caso di un asteroide più piccolo, inferiore ai <strong>40 metri</strong>, per il quale si sarebbe preferito evacuare l'area di impatto piuttosto che tentare una deflessione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19081,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Difesa Planetaria: Come Prepararsi all'Impatto di un Asteroide sulla Terra - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/orbit-viewer-snapshot.png\" alt=\"Difesa Planetaria: Come Prepararsi all'Impatto di un Asteroide sulla Terra - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19081\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa Planetaria: Come Prepararsi all'Impatto di un Asteroide sulla Terra - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Possibili Conseguenze di un Impatto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche se la missione di difesa planetaria ha avuto esito positivo in termini di simulazione, il caso ipotetico di un impatto su terraferma in una zona densamente popolata avrebbe avuto conseguenze gravissime. Oltre ai danni diretti, si sarebbe generato un <strong>meteotsunami</strong>, un tipo di tsunami causato dalla pressione atmosferica improvvisa, con onde alte fino a <strong>10 metri</strong> che avrebbero colpito le coste di <strong>Antartide</strong>, <strong>Africa</strong> e <strong>Sud America</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In ogni scenario di impatto, la catastrofe avrebbe coinvolto centinaia di migliaia di persone, con vittime da diverse migliaia a oltre un milione, a seconda della localizzazione esatta dell’impatto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19083,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Difesa Planetaria: Come Prepararsi all'Impatto di un Asteroide sulla Terra - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Corridoio-Impatto-2024PDC25-1024x615.jpg\" alt=\"Difesa Planetaria: Come Prepararsi all'Impatto di un Asteroide sulla Terra - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19083\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa Planetaria: Come Prepararsi all'Impatto di un Asteroide sulla Terra - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercitazione di difesa planetaria ha messo in evidenza l'importanza di un piano di azione globale per affrontare la minaccia degli asteroidi. Sebbene il caso simulato del 2024 PDC25 non rappresentasse un pericolo immediato, il rischio che un asteroide colpisca la Terra è tutt'altro che trascurabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scienza e la tecnologia stanno compiendo enormi progressi nella difesa planetaria, ma la storia ci ricorda che una catastrofe di questa portata potrebbe avere conseguenze devastanti. Gli <strong>asteroidi</strong> sono stati la causa principale dell'estinzione dei <strong>dinosauri</strong>, circa 66 milioni di anni fa, quando un impatto devastante provocò cambiamenti climatici radicali e la distruzione di gran parte della vita sulla Terra. Nonostante i milioni di anni di evoluzione, quell'evento cataclismico ha dimostrato quanto vulnerabili possiamo essere di fronte alle forze della natura provenienti dallo spazio. Prepararsi a una minaccia di questo tipo, con strategie avanzate e cooperazione internazionale, è fondamentale per garantire la nostra sopravvivenza e quella del nostro pianeta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/2024pdc25n.png","categoria":"Blog","tags":"asteroidi, danni, difesa planetaria, impatto","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-19 04:18:09","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://cneos.jpl.nasa.gov/pd/cs/pdc25/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19077-difesa-planetaria-impatto-di-un-asteroide.mp4","galleria":""}
{"id":19069,"titolo":"Il Regno Unito vuole creare una Home Guard. Può essere un idea anche per Noi?","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di fronte a un panorama globale sempre più instabile, il Regno Unito si prepara a rinnovare la propria postura difensiva partendo dal fronte interno. Il governo britannico, attraverso la nuova <strong>Strategic Defence Review</strong>, sta pianificando la creazione di una <strong>forza di volontari civili</strong> modellata sulla celebre <em>Dad’s Army</em>, la milizia territoriale nata nel 1940 per difendere il Paese da un’eventuale invasione nazista.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nuova <strong>Home Guard</strong> sarebbe composta da migliaia di cittadini addestrati alla sorveglianza e alla protezione di infrastrutture vitali come <strong>aeroporti, centrali elettriche e hub costieri per i cavi sottomarini</strong>, punti sensibili oggi esposti al rischio di sabotaggi e attacchi terroristici. La proposta, fortemente voluta dal segretario alla Difesa John Healey e da figure di rilievo come l’ex segretario generale della NATO Lord Robertson, si inserisce in una visione strategica ribattezzata internamente <em>Hedgehog Britain</em> – una Gran Bretagna pronta a difendersi in profondità, su ogni fronte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19073,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Regno Unito vuole creare una Home Guard. Può essere un idea anche per Noi? - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Defence-Space-Strategy-socmed-1024x576.jpg\" alt=\"Il Regno Unito vuole creare una Home Guard. Può essere un idea anche per Noi? - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19073\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Regno Unito vuole creare una Home Guard. Può essere un idea anche per Noi? - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una “leva civile” per l’era della minaccia ibrida</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La decisione britannica nasce anche alla luce della crescente consapevolezza che <strong>la difesa nazionale non può più dipendere esclusivamente dalle forze armate regolari</strong>. Con un esercito sceso sotto i 70.000 effettivi e minacce sempre più decentrate e asimmetriche, Londra intende rafforzare la <strong>resilienza interna</strong> attraverso una nuova leva civica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Home Guard, che non sarà parte della riserva militare esistente, sarà reclutata e addestrata su base volontaria e avrà il compito di intervenire in situazioni d’emergenza e prevenire attacchi contro obiettivi strategici. Le operazioni non riguarderanno scenari di combattimento, ma avranno una funzione di dissuasione, sorveglianza e intervento rapido in caso di sabotaggi, attentati o disastri naturali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il parallelo con l’Italia: la riserva ausiliaria proposta da Crosetto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La strategia britannica trova un parallelo interessante nelle intenzioni dichiarate nel 2024 dal <strong>ministro della Difesa italiano Guido Crosetto</strong>, che ha più volte sottolineato l’urgenza di <strong>costruire una riserva nazionale</strong> ispirata ai modelli israeliano e svizzero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Crosetto ha infatti proposto una <strong>forza ausiliaria fino a 10.000 unità</strong>, composta da ex militari, personale in congedo e civili specializzati, da attivare in caso di gravi crisi, conflitti o calamità naturali. “Non abbiamo un problema di numero,” ha dichiarato il ministro, “ma dobbiamo creare una riserva nazionale che sia facilmente attivabile nei momenti di emergenza.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sebbene la bozza di legge italiana sia ancora in fase embrionale, l’obiettivo è simile: <strong>rafforzare la sicurezza interna attraverso l’impiego di personale volontario e addestrato</strong>, che non andrebbe a sostituire le Forze Armate nei teatri operativi, ma a integrarne la capacità sul territorio nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19074,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Regno Unito vuole creare una Home Guard. Può essere un idea anche per Noi? - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/chart-honeycomb-contrast-resized-0-1024x877.png\" alt=\"Il Regno Unito vuole creare una Home Guard. Può essere un idea anche per Noi? - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19074\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Regno Unito vuole creare una Home Guard. Può essere un idea anche per Noi? - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Home Guard e Riserva Ausiliaria per una stessa esigenza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se la proposta britannica evoca l’immaginario popolare della <em>Dad’s Army</em>, quella italiana punta su una riserva più strutturata e ispirata a modelli consolidati in altri Paesi europei. In entrambi i casi, l’intento è chiaro: <strong>coinvolgere la popolazione nella difesa del Paese, rafforzare la protezione delle infrastrutture critiche e rispondere in modo più agile alle minacce ibride e interne</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre Londra annuncia investimenti in droni armati, sistemi laser e reggimenti tecnologici, la nuova Home Guard rappresenta l’anello mancante tra l’alta tecnologia e la sicurezza territoriale. Allo stesso modo, la riserva ausiliaria italiana potrebbe rappresentare un <strong>valido strumento per affrontare le vulnerabilità civili</strong> in un’epoca in cui la guerra non è più solo una questione di fronti e uniformi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p> </p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/AHQSGT2-OFFICIAL-20211104-027-292-scaled.jpg","categoria":"Blog","tags":"homeguardUK, riservaausiliariaItalia, sicurezzainfrastrutture","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-18 20:10:40","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19069-il-regno-unito-vuole-creare-una-home-guard.mp4","galleria":""}
{"id":19059,"titolo":"Germania e Regno Unito Annunciano l’Arma “Deep Precision Strike”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 15 maggio 2025, il Regno Unito e la Germania hanno ufficialmente confermato che collaboreranno per sviluppare un’arma avanzata con una gittata di oltre 2.000 chilometri. Questo progetto segna una tappa fondamentale nell’ambito della cooperazione in difesa tra i due Paesi, sancita dal <strong>Trinity House Agreement</strong>, un accordo bilaterale siglato nell’ottobre 2024. L’annuncio, che arriva a seguito di questo storico accordo, dimostra come entrambe le nazioni siano pronte a potenziare la sicurezza europea e stimolare la crescita economica interna attraverso innovazioni tecnologiche nel settore della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19062,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/9981b47764ba4354050462fda9ba9a74-o.jpg\" alt=\"Germania e Regno Unito Annunciano l’Arma “Deep Precision Strike” - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19062\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Germania e Regno Unito Annunciano l’Arma “Deep Precision Strike” - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Nuovo Progetto: Deep Precision Strike</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo sistema missilistico, denominato “<strong>Deep Precision Strike</strong>”, rappresenta una delle capacità di attacco a lungo raggio più avanzate mai progettate dal Regno Unito. Questo missile, il cui sviluppo è previsto congiuntamente tra i due Paesi, avrà una portata superiore ai 2.000 km, destinandosi a rafforzare la deterrenza della NATO e a proteggere la sicurezza europea. Come evidenziato dal governo britannico, il progetto contribuirà a potenziare i settori della difesa sia nel Regno Unito che in Europa, creando posti di lavoro e stimolando investimenti in tecnologie avanzate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo sviluppo avviene in un contesto geopolitico mutato, con il ritorno di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti e il conseguente richiamo per una maggiore assunzione di responsabilità da parte dell’Europa nella propria difesa. L’annuncio del missile è stato dato durante un vertice a Berlino, dove i ministri della Difesa di Germania e Regno Unito, Boris Pistorius e John Healey, hanno discusso anche di altre iniziative congiunte, come l’acquisto di siluri per aerei da pattugliamento marittimo e la fornitura di ponti militari britannici alla Germania.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19063,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/th.jpg\" alt=\"Germania e Regno Unito Annunciano l’Arma “Deep Precision Strike” - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19063\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Germania e Regno Unito Annunciano l’Arma “Deep Precision Strike” - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Specifiche del Missile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non sono stati forniti dettagli precisi sul tipo di missile che verrà sviluppato, ma si specula che il “Deep Precision Strike” possa essere sia un missile balistico che un missile da crociera. La crescente minaccia russa sul fianco orientale della NATO ha spinto i Paesi membri, in particolare quelli europei, a investire in capacità di attacco a lungo raggio per rafforzare la propria sicurezza. Questa iniziativa si inserisce in una strategia più ampia che include la collaborazione tra diverse nazioni europee, come Francia, Italia e Polonia, sotto il progetto <strong>European Long-Range Strike Approach (ELSA)</strong>, finalizzato allo sviluppo di capacità di attacco a lungo raggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attualmente, tra i Paesi europei membri della NATO, solo la Turchia possiede un missile convenzionale lanciato da terra con una gittata superiore a 300 km: il missile balistico Bora. In confronto, la Russia è in possesso di missili a lunga gittata molto più potenti, sia lanciati da terra che da aerei e navi, inclusi missili in grado di trasportare testate nucleari. La superiorità dei sistemi missilistici russi ha sollevato la necessità di potenziare le capacità di difesa europea, e il progetto anglo-tedesco rappresenta un passo fondamentale in questa direzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Cooperazione Anglo-Tedesca e gli Altri Accordi Europei</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’accordo anglo-tedesco si inserisce in un contesto di crescente cooperazione tra le nazioni europee. L’<strong>European Long-Range Strike Approach (ELSA)</strong>, avviato nel 2024, ha visto la partecipazione di diversi Paesi, tra cui Regno Unito, Germania, Francia, Italia, Polonia e Svezia. Sebbene non siano stati rivelati ulteriori dettagli sui tipi di missili da sviluppare, l’obiettivo è chiaro: dotarsi di una capacità di attacco a lungo raggio per contrastare le minacce provenienti dalla Russia e rafforzare la postura difensiva della NATO in Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19064,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/250c014b-20d1-44df-b5d8-2ede2f7e5ab1.jpg\" alt=\"Germania e Regno Unito Annunciano l’Arma “Deep Precision Strike” - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19064\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Germania e Regno Unito Annunciano l’Arma “Deep Precision Strike” - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto “Deep Precision Strike” rappresenta un passo significativo nella strategia di difesa europea, evidenziando l’importanza della cooperazione tra i Paesi membri della NATO. La collaborazione tra Regno Unito e Germania non solo rafforza la deterrenza della NATO ma contribuisce anche a stimolare l’industria della difesa, creando posti di lavoro e promuovendo l’innovazione tecnologica. In un mondo sempre più instabile, iniziative come questa sono cruciali per garantire la sicurezza e la stabilità della regione europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/M51-Bild-ArianeGroup.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"cooperazione difesa, missile a lungo raggio, NATO, Trinity House Agreement","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-18 11:09:28","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.gov.uk/government/news/new-2000-km-deep-precision-strike-weapon-to-be-developed-by-uk-and-germany-as-trinity-house-agreement-delivers-first-major-milestones?intcmp=skytg24_schede_interlink_text","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19059-germania-e-regno-unito-annunciano-larma-deep-precision-strike.mp4","galleria":""}
{"id":19042,"titolo":"Tragedia a Brooklyn: la Cuauhtèmoc, la Vespucci messicana, contro il Ponte - VIDEO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>Il 17 maggio 2025, un tragico incidente ha coinvolto la nave scuola Cuauhtémoc della <a href=\"https://www.gob.mx/semar\">Marina militare messicana</a>, che ha urtato il famoso Ponte di Brooklyn, a New York, durante il suo passaggio nell'East River. La nave, che aveva un equipaggio di 277 persone, per lo più cadetti, stava partecipando a una crociera di addestramento. <strong>L'incidente ha causato la morte di due marinai e il ferimento di altri 17, di cui tre in condizioni gravi.</strong></p>\r\n<!-- /wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://www.youtube.com/watch?v=oqxVQ6rhis0\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\r\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\">\r\n<div class=\"wp-block-embed__wrapper\">https://www.youtube.com/watch?v=oqxVQ6rhis0</div>\r\n</figure>\r\n<!-- /wp:embed -->\r\n\r\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Dettagli dell'incidente della Cuauhtémoc</h3>\r\n<!-- /wp:heading -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>La Cuauhtémoc, un brigantino alto 43 metri costruito in Spagna nel 1982, ha perso improvvisamente potenza mentre transitava sotto il ponte. A causa di un problema al motore, la nave è stata trascinata dalla corrente fino a colpire la struttura del ponte. I tre alberi maestri della nave, che si innalzano fino a 43 metri, hanno urtato il ponte, che presenta un’altezza massima di 41 metri, causando il distacco dei pali e il loro crollo violento sulla coperta della nave.</p>\r\n<!-- /wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>Due marinai si trovavano in cima agli alberi al momento dell’incidente e sono rimasti gravemente feriti. Gli altri membri dell'equipaggio sono stati visti aggrappati ai tronchi danneggiati, mentre alcuni sono stati sospesi in aria. La scena è stata filmata da numerosi spettatori, che hanno assistito al tragico accadimento con grande apprensione.</p>\r\n<!-- /wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:image {\"id\":19047,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\r\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img class=\"wp-image-19047\" style=\"aspect-ratio: 16/9; object-fit: cover; width: 1200px;\" title=\"Tragedia a Brooklyn: la Cuauhtèmoc, la Vespucci messicana, contro il Ponte - VIDEO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/cdn4.premiumread.jpg\" alt=\"Tragedia a Brooklyn: la Cuauhtèmoc, la Vespucci messicana, contro il Ponte - brigatafolgore.net\" />\r\n<figcaption class=\"wp-element-caption\">Tragedia a Brooklyn: la Cuauhtèmoc, la Vespucci messicana, contro il Ponte - brigatafolgore.net</figcaption>\r\n</figure>\r\n<!-- /wp:image -->\r\n\r\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La risposta delle autorità</h3>\r\n<!-- /wp:heading -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>I soccorritori sono intervenuti tempestivamente, raggiungendo la nave in poco tempo grazie alle imbarcazioni di emergenza. Fortunatamente, nessun marinaio è finito in acqua, ma i feriti sono stati trasportati in ospedale, con i casi più gravi immediatamente portati in strutture mediche per trattamenti urgenti.</p>\r\n<!-- /wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>La Marina messicana ha prontamente confermato l'incidente, dichiarando che è stata avviata un'inchiesta per determinare le cause del guasto che ha portato alla collisione. Il comandante della Cuauhtémoc ha espressamente dichiarato il fermo dell'attività addestrativa e ha assicurato che la sicurezza dell'equipaggio è una priorità assoluta.</p>\r\n<!-- /wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il contesto dell'incidente</h3>\r\n<!-- /wp:heading -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>La Cuauhtémoc, che svolge il ruolo di nave scuola per i cadetti della Marina messicana, stava partecipando a una crociera internazionale, con tappe che includono porti come Giamaica, Islanda e Portogallo. Questo viaggio rientrava nel programma annuale che offre ai cadetti un'importante esperienza pratica in mare. La nave è stata accolta festosamente al suo arrivo a New York, dove molte persone avevano assistito al passaggio del brigantino adornato di luci e bandiere.</p>\r\n<!-- /wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:image {\"id\":19049,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\r\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img class=\"wp-image-19049\" style=\"aspect-ratio: 4/3; object-fit: cover; width: 1200px;\" title=\"Tragedia a Brooklyn: la Cuauhtèmoc, la Vespucci messicana, contro il Ponte - VIDEO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/14.jpg\" alt=\"Tragedia a Brooklyn: la Cuauhtèmoc, la Vespucci messicana, contro il Ponte - brigatafolgore.net\" />\r\n<figcaption class=\"wp-element-caption\">Tragedia a Brooklyn: la Cuauhtèmoc, la Vespucci messicana, contro il Ponte - brigatafolgore.net</figcaption>\r\n</figure>\r\n<!-- /wp:image -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>Questo incidente ha suscitato una forte reazione tra i cittadini e i visitatori presenti, che hanno documentato il momento in cui la nave ha colpito il ponte. Testimoni hanno descritto scene di panico e confusione, con molte persone che correvano via terrorizzate mentre alcuni marinai lottavano per mantenersi aggrappati agli alberi della nave.</p>\r\n<!-- /wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Considerazioni finali</h3>\r\n<!-- /wp:heading -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>La Cuauhtémoc è una delle navi più rappresentative della Marina messicana e l'incidente al Ponte di Brooklyn rappresenta una tragedia per l'intero equipaggio e per le forze armate messicane. Sebbene la causa dell'incidente non sia ancora del tutto chiara, le autorità locali e la Marina messicana stanno collaborando per accertare i dettagli e garantire che simili incidenti non accadano in futuro.</p>\r\n<!-- /wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>La nave, che ha subito danni significativi, è stata temporaneamente immobilizzata nelle acque di New York, ma si prevede che verrà trasferita al Pier 36 per ulteriori indagini. La Marina messicana ha espresso la propria solidarietà alle famiglie delle vittime e ha ribadito il suo impegno nella sicurezza e nella formazione del personale.</p>\r\n<!-- /wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:image {\"id\":19046,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\r\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img class=\"wp-image-19046\" title=\"Tragedia a Brooklyn: la Cuauhtèmoc, la Vespucci messicana, contro il Ponte - VIDEO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/2025-new-york-city-arm-104403088_6907ec.webp\" alt=\"Tragedia a Brooklyn: la Cuauhtèmoc, la Vespucci messicana, contro il Ponte - brigatafolgore.net\" />\r\n<figcaption class=\"wp-element-caption\">Tragedia a Brooklyn: la Cuauhtèmoc, la Vespucci messicana, contro il Ponte - brigatafolgore.net</figcaption>\r\n</figure>\r\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/12.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"#marinamessicana, #navecuauhtémoc, #pontedibrooklyn","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-18 07:07:35","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://nypost.com/2025/05/17/us-news/ship-carrying-200-people-hits-the-brooklyn-bridge-as-search-and-rescue-operation-underway/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19042-tragedia-a-brooklyn-la-cuauhtemoc-la-vespucci-messicana-contro-il-ponte-video.mp4","galleria":""}
{"id":19030,"titolo":"Camp Century: Base Nucleare Segreta USA in Groenlandia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel maggio 2025, un team di scienziati della NASA ha ri-scoperto una base nucleare segreta degli Stati Uniti, sepolta sotto i ghiacci della Groenlandia dai tempi della Guerra Fredda. Durante un volo di ricerca sopra il Circolo Polare Artico, i ricercatori hanno individuato una rete di tunnel e strutture sepolti sotto il ghiaccio, che si sono rivelati essere i resti di una base militare segreta denominata <strong>Camp Century</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19032,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/69956679b1dc122827_PM2Anuclearpowerplant.webp\" alt=\"Camp Century: Base Nucleare Segreta USA in Groenlandia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19032\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Camp Century: Base Nucleare Segreta USA in Groenlandia - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Camp Century: Base Nucleare Segreta USA in Groenlandia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Segreto di Project Iceworm</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La base, costruita nel 1960, faceva parte di un progetto ultrasegreto degli Stati Uniti chiamato <em>Project Iceworm</em>, destinato a creare siti di lancio di missili nucleari sotto il ghiaccio della Groenlandia. L’idea era di scavare circa 4.000 chilometri di tunnel per stoccare e lanciare 600 missili nucleari, puntando direttamente verso l'Unione Sovietica. La Groenlandia, grazie alla sua vicinanza alla Russia, sembrava il sito ideale per questo progetto, sebbene la sua costruzione fosse estremamente rischiosa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per mantenere il progetto segreto, l'esercito degli Stati Uniti ha mascherato le attività con la costruzione di <strong>Camp Century</strong>, un “centro di ricerca” ufficialmente approvato dalla Danimarca, che amministrava la Groenlandia. Sebbene la base fosse presentata come una struttura scientifica, in realtà serviva come copertura per scavi e costruzioni sotto il ghiaccio, necessari per installare i missili nucleari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:columns -->\n<div class=\"wp-block-columns\"><!-- wp:column {\"width\":\"100%\"} -->\n<div class=\"wp-block-column\" style=\"flex-basis:100%\"><!-- wp:image {\"id\":19035,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/kmk.jpg\" alt=\"Camp Century: Base Nucleare Segreta USA in Groenlandia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19035\" title=\"Camp Century: Base Nucleare Segreta USA in Groenlandia - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Camp Century: Base Nucleare Segreta USA in Groenlandia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image --></div>\n<!-- /wp:column --></div>\n<!-- /wp:columns -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.atlasobscura.com/places/camp-century\">Camp Century</a> non era solo un sito di ricerca militare. Nel corso della sua attività, il campo era dotato di una serie di strutture per il benessere dei suoi occupanti, inclusi una cappella, un teatro e un negozio di hobby. Le persone vivevano e lavoravano lì tutto l'anno in un sistema di tunnel interconnessi simili a una colonia di formiche. La base era alimentata da un reattore nucleare mobile, il primo al mondo, assemblato altrove e poi collocato nei recessi più profondi della neve.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I ricercatori utilizzavano anche la base per scopi scientifici, studiando il clima e i germi conservati nell'acqua che si scioglieva dai ghiacciai. Inoltre, scavarono nel ghiaccio per studiare migliaia di anni di storia climatica, facendo scoperte scientifiche notevoli. Nonostante il suo scopo primario fosse militare, Camp Century fu utilizzato anche per scopi di ricerca che contribuiscono alla comprensione del cambiamento climatico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19036,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/1-2-e1747515232881.jpg\" alt=\"Camp Century: Base Nucleare Segreta USA in Groenlandia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19036\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Camp Century: Base Nucleare Segreta USA in Groenlandia - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Camp Century: Base Nucleare Segreta USA in Groenlandia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Abbandono e il Futuro di Camp Century</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Camp Century, purtroppo, fu destinato a una vita breve. A causa dei rapidi spostamenti dei ghiacci, che non erano stati previsti, la base divenne inutilizzabile dopo soli sette anni di attività. Nel 1967, fu abbandonata e lasciata intatta. L’esercito degli Stati Uniti pensava che la neve e i ghiacci l'avrebbero protetta per sempre, ma l'accelerato scioglimento dei ghiacciai causato dal riscaldamento globale ha portato alla riscoperta della base nel 2016, con l’allarme che la struttura potrebbe essere esposta nel corso del secolo, se non prima.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>L'esposizione futura di Camp Century potrebbe portare a gravi conseguenze ecologiche. La base, se riemersa, porterebbe alla luce i rifiuti radioattivi e altri materiali pericolosi, che potrebbero contaminare l'ecosistema circostante</strong>. Questo rischio rappresenta un'effetto collaterale del <em>Project Iceworm</em>, un progetto top-secret che ha avuto conseguenze impreviste per l'ambiente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19037,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/GettyImages-2206765991-2.webp\" alt=\"Camp Century: Base Nucleare Segreta USA in Groenlandia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19037\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Camp Century: Base Nucleare Segreta USA in Groenlandia - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Camp Century: Base Nucleare Segreta USA in Groenlandia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Geopolitica della Groenlandia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La riscoperta di Camp Century non è solo un passo nella storia militare, ma riaccende anche il dibattito sulla Groenlandia e la sua posizione strategica. L'isola, ricca di risorse naturali, è diventata oggetto di interesse internazionale, con gli Stati Uniti che hanno cercato di acquisirla durante la presidenza di Donald Trump. La sua posizione nel Circolo Polare Artico, la crescente militarizzazione dell'Artico da parte di Russia e Cina e le risorse minerarie fanno della Groenlandia un nodo cruciale nella geopolitica globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il vicepresidente JD Vance, durante una visita in Groenlandia nel marzo 2025, ha sottolineato l’importanza di un maggiore impegno degli Stati Uniti nella protezione della Groenlandia.</strong> La crescente presenza di Russia e Cina nella regione ha sollevato preoccupazioni circa la sicurezza e l'accesso alle risorse naturali. Nonostante le obiezioni del governo danese e groenlandese, la questione della sovranità dell’isola rimane centrale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La riscoperta di <strong>Camp Century</strong> e del <em>Project Iceworm</em> è un promemoria delle profondità delle operazioni segrete della Guerra Fredda e della continua rilevanza della Groenlandia nelle dinamiche geopolitiche moderne. Mentre la scoperta della base sepolta sottolinea le sfide ecologiche legate ai cambiamenti climatici, essa porta anche a riflessioni sulla competizione internazionale per il controllo delle risorse artiche e sulle implicazioni per la sicurezza globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/9fd876e32ee35052d7-Camp-Century-trench-construction.png","categoria":"Internazionali","tags":"campcentury, greenland, guerrafredda","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-17 23:15:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.newsweek.com/map-us-nuclear-base-cold-war-greenland-2072612","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19030-camp-century-base-nucleare-segreta-usa-in-groenlandia.mp4","galleria":""}
{"id":19021,"titolo":"Consegna Brevetti \"Ranger\" al 4° Reggimento Alpini Paracadutisti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 16 maggio 2025, presso la sede del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti \"Ranger\", si è svolta la cerimonia di consegna dei brevetti \"Ranger\" a 11 nuovi operatori che hanno completato con successo il rigoroso iter formativo della durata di oltre due anni. Questo evento ha rappresentato un importante traguardo, non solo per i neo brevettati, ma anche per il 4° Reggimento, simbolo dell’eccellenza delle Forze Speciali italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Percorso Formativo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il percorso che ha condotto questi nuovi operatori alla conquista del brevetto \"Ranger\" si è caratterizzato per un alto livello di difficoltà e impegno. Le prove selettive e formative hanno richiesto non solo una preparazione fisica di eccellenza, ma anche una forte resistenza psicologica. L’iter comprendeva oltre 20 settimane di selezione fisica e psico-attitudinale, un corso base per le operazioni speciali (OBOS) e una fase di specializzazione che ha incluso diverse aree come il combattimento, la sopravvivenza operativa, e la mobilità anfibia e montana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19025,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Consegna Brevetti \"Ranger\" al 4° Reggimento Alpini Paracadutisti - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Foto-4-Consegna-pugnale-1024x683.jpg\" alt=\"Consegna Brevetti &quot;Ranger&quot; al 4° Reggimento Alpini Paracadutisti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19025\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Consegna Brevetti \"Ranger\" al 4° Reggimento Alpini Paracadutisti - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Cerimonia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’apertura della cerimonia è stata segnata da un’arrivo spettacolare dei nuovi brevettati, che hanno effettuato un inserimento rapido con la tecnica del \"fast rope\" grazie all’impiego di elicotteri NH-90 dell’Aviazione dell’Esercito. Questa modalità operativa, tipica delle Forze Speciali, ha sottolineato il livello di preparazione e la capacità operativa raggiunta dagli operatori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale di Brigata Marco Manzone, Comandante delle Forze Speciali dell’Esercito, ha presieduto l'evento e ha sottolineato il profondo significato del brevetto. Non si tratta solo di un traguardo, ma di un inizio: un nuovo capitolo che porta con sé responsabilità operative e morali per i nuovi \"Ranger\". Il brevetto, infatti, sancisce l’ingresso degli operatori nella componente operativa del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti \"Ranger\", specializzato in operazioni speciali, ricognizione profonda e azioni mirate in contesti ostili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19026,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Consegna Brevetti \"Ranger\" al 4° Reggimento Alpini Paracadutisti - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Foto-5-Consegna-basco-1024x683.jpg\" alt=\"Consegna Brevetti &quot;Ranger&quot; al 4° Reggimento Alpini Paracadutisti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19026\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Consegna Brevetti \"Ranger\" al 4° Reggimento Alpini Paracadutisti - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il 4° Reggimento Alpini Paracadutisti \"Ranger\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 4° Reggimento, posto sotto il Comando Forze Speciali, rappresenta uno dei principali reparti delle Forze Armate italiane. Gli operatori \"Ranger\" sono impiegati in missioni speciali che richiedono capacità avanzate nelle operazioni in ambiente montano e artico, e la loro formazione comprende l’interoperabilità tra le capacità degli alpini e dei paracadutisti. Questo consente loro di operare in qualsiasi contesto, garantendo rapidità ed efficacia nelle proiezioni su scala globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19027,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Consegna Brevetti \"Ranger\" al 4° Reggimento Alpini Paracadutisti - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Foto-1-Bandiera-di-guerra-1024x683.jpg\" alt=\"Consegna Brevetti &quot;Ranger&quot; al 4° Reggimento Alpini Paracadutisti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19027\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Consegna Brevetti \"Ranger\" al 4° Reggimento Alpini Paracadutisti - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Iter di Selezione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il processo di selezione per entrare nel comparto delle Forze Speciali dell'Esercito italiano è particolarmente esigente. I candidati devono superare prove fisiche rigorose e affrontare un corso che inizia con il \"Corso per Operatore Basico per le Operazioni Speciali\" (OBOS), seguito da un addestramento specifico per diventare \"Ranger\". Questo percorso è aperto anche ai Volontari in Ferma Prefissata (VFP4) e ai Volontari in Ferma Iniziale (VFI), che, una volta superato il corso di paracadutismo e altre selezioni, entrano a far parte delle Forze Speciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Responsabilità e Impegni Futuri</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il brevetto \"Ranger\" non rappresenta la fine di un percorso, ma l’inizio di un nuovo impegno operazionale. I nuovi operatori acquisiscono non solo un titolo prestigioso, ma anche l’obbligo di mettersi al servizio di missioni altamente rischiose e delicate, in ambienti estremi. La cerimonia di oggi ha confermato l’alta qualità della formazione ricevuta e il livello di preparazione raggiunto dal 4° Reggimento Alpini Paracadutisti \"Ranger\", che continuerà a giocare un ruolo fondamentale nelle operazioni delle Forze Speciali italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image -->\n<figure class=\"wp-block-image\"><img title=\"Consegna Brevetti \"Ranger\" al 4° Reggimento Alpini Paracadutisti - brigatafolgore.net\" alt=\"Consegna Brevetti \"Ranger\" al 4° Reggimento Alpini Paracadutisti - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, il 16 maggio 2025 ha rappresentato un momento significativo per il 4° Reggimento, con 11 nuovi operatori pronti a rispondere alla chiamata delle Forze Speciali, portando con sé il peso e l'onore di appartenere a una delle realtà più esigenti e rispettate dell’Esercito italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/Foto-8-Operatore-ranger-1.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"brevetto, forzespeciali, ranger","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-17 15:24:33","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/19021-consegna-brevetti-ranger-al-4-reggimento-alpini-paracadutisti.mp4","galleria":""}
{"id":18986,"titolo":"Cavo Dragone al Comitato Militare NATO: Unità e Coesione al centro della Difesa collettiva","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Bruxelles, 14 maggio 2025</strong> – Si è tenuta presso il <strong>Quartier Generale della NATO a Bruxelles la 193ª sessione del Comitato Militare dell'Alleanza Atlantica.</strong> L’incontro ha riunito i Capi di Stato Maggiore della Difesa di trentadue Paesi alleati, che hanno affrontato le principali sfide alla sicurezza euro-atlantica, concentrandosi sulla posizione di deterrenza e difesa della NATO, sul sostegno all’Ucraina e sui preparativi per il Vertice dell’Alleanza previsto all’Aia nel mese di giugno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ad aprire la sessione è stato l’<strong>Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone</strong>, già <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-interforze-per-le-operazioni-delle-forze-speciali-c-o-f-s/\">Comandante del COFS </a>e oggi Presidente del Comitato Militare della NATO, che ha sottolineato come l’unità e la coesione tra le forze armate alleate abbiano rappresentato il fondamento della difesa collettiva dell’Alleanza. <strong>“In un momento storico segnato da minacce complesse e instabili, la capacità delle nostre forze armate di operare insieme in modo determinato ha rappresentato la vera forza della NATO”</strong>, ha dichiarato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18990,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/1-2024-04-10-11-24-45-480-1.jpg\" alt=\"Unità e coesione al centro della Difesa collettiva: si è tenuta la 193ª sessione del Comitato Militare NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18990\" style=\"width:840px;height:auto\" title=\"Unità e coesione al centro della Difesa collettiva: si è tenuta la 193ª sessione del Comitato Militare NATO - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Unità e coesione al centro della Difesa collettiva: si è tenuta la 193ª sessione del Comitato Militare NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Presidente ha ribadito le priorità strategiche delle Autorità Militari dell’Alleanza: fornire consulenza militare tempestiva, autonoma e concreta alla leadership politica, sostenuta da una volontà collettiva chiara e risoluta. La sessione ha rappresentato un’occasione fondamentale per rafforzare la visione strategica comune e per definire i prossimi passi dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Deterrenza, innovazione e trasformazione della strategia NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la seconda parte dell’incontro, i Capi di Stato Maggiore della Difesa hanno ascoltato l’intervento del Generale Christopher Cavoli, Comandante Supremo delle Forze Alleate in Europa (SACEUR), che ha illustrato lo stato attuale della posizione di deterrenza e difesa della NATO. Il suo briefing ha fornito un quadro aggiornato delle operazioni e delle missioni in corso, con uno sguardo rivolto anche alle prospettive future.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18995,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/GettyImages-1457698321.jpg\" alt=\"Unità e coesione al centro della Difesa collettiva: si è tenuta la 193ª sessione del Comitato Militare NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18995\" title=\"Unità e coesione al centro della Difesa collettiva: si è tenuta la 193ª sessione del Comitato Militare NATO - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Unità e coesione al centro della Difesa collettiva: si è tenuta la 193ª sessione del Comitato Militare NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Cavoli ha evidenziato l’importanza strategica di mantenere una presenza solida e pronta lungo il fianco orientale dell’Alleanza, sottolineando che la credibilità della NATO si è basata proprio sulla sua capacità di prevenire e, se necessario, rispondere con efficacia a qualsiasi minaccia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Successivamente, i Capi di Stato Maggiore si sono confrontati con l’Ammiraglio Pierre Vandier, Comandante Supremo della Trasformazione (SACT), che ha presentato i progressi compiuti nel processo di pianificazione della difesa e negli sviluppi tecnologici. In particolare, ha parlato di innovazione in ambiti chiave come la cyberdifesa, l’intelligenza artificiale e i sistemi autonomi, sottolineando come la capacità dell’Alleanza di adattarsi rapidamente al cambiamento sia diventata essenziale per mantenere il vantaggio strategico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19001,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Cavo Dragone al Comitato Militare NATO: Unità e Coesione al centro della Difesa collettiva - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/20240918_Adm_Vandier-e1747470315627-1024x802.webp\" alt=\"Unità e coesione al centro della Difesa collettiva: si è tenuta la 193ª sessione del Comitato Militare NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19001\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Unità e coesione al centro della Difesa collettiva: si è tenuta la 193ª sessione del Comitato Militare NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa fase della riunione ha confermato il legame sempre più stretto tra tecnologia, dottrina militare e pianificazione strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il sostegno all’Ucraina e il rafforzamento del Consiglio NATO-Ucraina</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella sessione conclusiva, i vertici militari si sono collegati in videoconferenza con il Generale Oleksandr Syrskyi, Capo di Stato Maggiore della Difesa ucraino, che è intervenuto da Kiev per fornire un aggiornamento sulla situazione operativa nel Paese. Syrskyi ha illustrato le priorità delle forze armate ucraine e le aspettative nei confronti dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18991,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/skynews-oleksandr-syrskyi-ukraine-6449531-1024x576.jpg\" alt=\"Unità e coesione al centro della Difesa collettiva: si è tenuta la 193ª sessione del Comitato Militare NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18991\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Unità e coesione al centro della Difesa collettiva: si è tenuta la 193ª sessione del Comitato Militare NATO - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Unità e coesione al centro della Difesa collettiva: si è tenuta la 193ª sessione del Comitato Militare NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli Alleati hanno ribadito il loro pieno sostegno all’Ucraina, confermando che la sua difesa continua a essere una priorità per la sicurezza euro-atlantica. Attraverso il Consiglio NATO-Ucraina, la cooperazione politico-militare si è intensificata, permettendo una maggiore tempestività nell’assistenza militare e logistica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il confronto, è emersa la convinzione condivisa che, ora più che mai, sia fondamentale garantire il continuo afflusso di aiuti, equipaggiamenti e capacità operative all’Ucraina. I rappresentanti militari hanno anche discusso nuove modalità di supporto, sia attraverso iniziative multilaterali sia tramite canali bilaterali, in previsione di un possibile aggravarsi del conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A conclusione dei lavori, l’Ammiraglio Cavo Dragone ha ringraziato i partecipanti, definendo la riunione “proficua e strategicamente rilevante”. Ha poi annunciato che il prossimo incontro si terrà entro la fine dell’anno, mentre l’attenzione si è già concentrata sul Vertice dell’Aia, che rappresenterà un momento chiave per il futuro della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/standard-27029507408-dce31617e0-k1200.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"ComitatoMilitare, NATO, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-17 09:43:38","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.nato.int/cps/en/natohq/news_235111.htm?selectedLocale=en","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18986-cavo-dragone-al-comitato-nato-unita-e-coesione.mp4","galleria":""}
{"id":18996,"titolo":"Lettonia: i soldati italiani e la minaccia delle spie russe sotto copertura","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Lettonia, un paese che condivide confini con la Russia e la Bielorussia, è ormai un punto cruciale per la sicurezza europea. <strong>Con l'invasione dell'Ucraina nel 2022, la Russia ha intensificato le sue operazioni di spionaggio, e la Lettonia non è esente da questo pericolo</strong>. In questo scenario, i servizi di sicurezza lettoni hanno rilasciato un rapporto che fornisce importanti linee guida per identificare le spie russe sotto copertura.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La minaccia russa e le operazioni sotto copertura</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il<strong> </strong><a href=\"https://midd.gov.lv/en\">MIDD (Servizio di Intelligence e Sicurezza Militare della Lettonia)</a><strong>, la Russia ha intensificato l'invio di gruppi composti da tre o quattro agenti nel paese, solitamente sotto copertura</strong>. Questi agenti sono incaricati di svolgere operazioni di ricognizione, sabotaggio e di fomentare disordini interni contro il governo lettone. Inoltre, la Russia potrebbe tentare di assassinare figure politiche considerate nemiche del regime. Gli agenti possono entrare legalmente nel paese, fingendosi turisti, uomini d'affari o persone in visita a familiari, ma molti di essi arrivano clandestinamente, nascondendosi nei boschi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante i progressi nella discrezione degli agenti russi, <strong>il MIDD avverte che alcune operazioni sono ancora riconoscibili attraverso comportamenti sospetti.</strong> Gli agenti, infatti, si travestono da campeggiatori, operatori umanitari o turisti troppo curiosi, mostrando un eccessivo interesse per la politica locale e per le infrastrutture strategiche, come le basi militari e le centrali elettriche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19008,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/f49069f22e258a2ab4cc93b8da0b7bfe.jpg\" alt=\"Lettonia: i soldati italiani e la minaccia delle spie russe sotto copertura - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19008\" title=\"Lettonia: i soldati italiani e la minaccia delle spie russe sotto copertura - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lettonia: i soldati italiani e la minaccia delle spie russe sotto copertura - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come riconoscere le spie russe</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il MIDD ha fornito una serie di indicazioni per riconoscere questi agenti sotto copertura, tra cui:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Comportamenti sospetti</strong>: domande insistenti sulla politica locale e sulle infrastrutture strategiche del paese.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Attrezzature insolite</strong>: gli agenti potrebbero portare con sé mappe militari, kit medici specializzati o dispositivi di comunicazione, del tutto fuori posto per turisti o semplici viaggiatori.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Localizzazioni anomale</strong>: la presenza in prossimità di basi militari, aree sensibili o luoghi di interesse strategico, come centrali energetiche.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il MIDD sottolinea che, sebbene questi indizi possano far sospettare la presenza di agenti russi, è importante non agire da soli, ma segnalare immediatamente i sospetti alle forze di polizia o all'unità dell'esercito più vicina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19006,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/a300fdc3-c74a-466b-889c-d1cd5a6f93bf-1024x494.jpg\" alt=\"Lettonia: i soldati italiani e la minaccia delle spie russe sotto copertura - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19006\" title=\"Lettonia: i soldati italiani e la minaccia delle spie russe sotto copertura - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lettonia: i soldati italiani e la minaccia delle spie russe sotto copertura - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La sicurezza nazionale e il contributo italiano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto della crescente minaccia russa, <strong>l'Italia ha partecipato attivamente alla sicurezza della Lettonia attraverso la missione NATO Forward Land Forces (FLF)</strong>, che ha visto il coinvolgimento del Contingente italiano nell’esercitazione “Crystal Arrow 2025”. Quest’esercitazione multinazionale, una delle più complesse in ambito NATO, ha coinvolto circa 3.000 militari e 1.200 mezzi provenienti dall’Esercito lettone e dai Paesi Alleati. Le unità italiane, appartenenti alla <a href=\"https://brigatafolgore.net/132a-brigata-corazzata-ariete-carri-ariete-combattono/\">132ª Brigata Corazzata “Ariete”</a>, hanno operato nel ruolo di OPFOR (Opposing Force), simulando un nemico convenzionale e mettendo in atto manovre di combattimento realistiche. Questo ha permesso alle forze lettoni di testare le proprie capacità operative in uno scenario di alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ruolo dell'Italia nella missione FLF conferma l’impegno del nostro paese nel rafforzare la postura di deterrenza e difesa della NATO. Le attività operative e addestrative sono state coordinate dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) e hanno sottolineato la capacità italiana di operare in contesti multinazionali complessi, mantenendo elevati standard operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":19009,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/R.png\" alt=\"Lettonia: i soldati italiani e la minaccia delle spie russe sotto copertura - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-19009\" title=\"Lettonia: i soldati italiani e la minaccia delle spie russe sotto copertura - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lettonia: i soldati italiani e la minaccia delle spie russe sotto copertura - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Lettonia è al centro delle operazioni di difesa della NATO, e la minaccia russa rappresenta una sfida concreta per la sicurezza della regione. Il riconoscimento tempestivo di spie russe sotto copertura è essenziale per garantire la protezione delle forze alleate, tra cui quelle italiane, che svolgono un ruolo chiave nella sicurezza del fianco nord-orientale dell'Alleanza. Grazie alla partecipazione all'esercitazione “Crystal Arrow 2025” e al continuo impegno nelle operazioni NATO, l’Italia contribuisce a rafforzare la deterrenza e a garantire la stabilità nella regione euro-atlantica, offrendo un contributo credibile e qualificato alla missione collettiva della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/David-Barrett-1-ht-gmh-240116-1705426164776-hpEmbed-10x7-992.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Lettonia, NATO, russi, spionaggio","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-17 09:22:43","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.difesa.it/operazionimilitari/op-intern-corso/lettonia-operazione-enhanced-forward-presence-baltic-guardian/index.html","altre-fonti":"https://www.ruetir.com/2025/05/16/the-guide-of-latvia-to-recognize-the-roller-coaster-spies-under-cover-the-post/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18996-lettonia-soldati-italiani-minaccia-spie-russe.mp4","galleria":""}
{"id":18974,"titolo":"Lampo-25: il Generale Paracadutista Cardea esercita l'Italian Joint Force Headquarters (JFHQ)","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione <em>Lampo-25</em>, in corso dal 12 al 17 maggio 2025, rappresenta un momento fondamentale per testare le capacità dell'<a href=\"https://www.difesa.it/smd/covi/ita_jfhq/index/25476.html\">Italian Joint Force Headquarters (ITA JFHQ)</a>, comandato dal Generale Paracadutista Sergio Cardea. Questo evento si svolge in federazione con la Joint Stars (JOST) del Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) e ha <strong>l’obiettivo di verificare la prontezza del comando nell’eseguire operazioni di evacuazione non combattente (NEO) da aree di crisi</strong>. La missione prevede anche la gestione di operazioni interforze, con un focus particolare sulla logistica e sul comando e controllo delle forze coinvolte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Chi è il Generale Sergio Cardea, già Comandate del 183°Nembo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale di Brigata Sergio Cardea, nato a Salerno nel 1969, ha una lunga carriera militare contrassegnata da numerosi successi e incarichi di grande rilevanza. Dopo aver frequentato l’Accademia Militare di Modena nel 1988, Cardea ha intrapreso un percorso operativo che lo ha portato a ricoprire ruoli di comando in ambito nazionale e internazionale. Tra le missioni più significative della sua carriera, si annoverano la partecipazione a operazioni in Somalia, Bosnia, Kosovo, Afghanistan e la sua leadership nella <em>Swift Response 2015</em>, la più grande operazione avioportata in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18976,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/cardea.jpg\" alt=\"Lampo-25: il Generale Paracadutista Cardea esercita il Italian Joint Force Headquarters (JFHQ) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18976\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Lampo-25: il Generale Paracadutista Cardea esercita il Italian Joint Force Headquarters (JFHQ) - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lampo-25: il Generale Paracadutista Cardea esercita il Italian Joint Force Headquarters (JFHQ) - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2014, Cardea ha comandato il <a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\">183° Reggimento Paracadutisti “Nembo”</a> ed è stato successivamente impiegato presso il Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) come J3 e Capo Centro Operativo. Tra le sue esperienze internazionali, spiccano anche incarichi presso il Comando US CENTCOM e la partecipazione a missioni decisive come l’<strong>evacuazione dei non combattenti dall’Afghanistan nel 2021</strong>. La sua carriera, contrassegnata da numerosi encomi e decorazioni, tra cui la Legion of Merit degli Stati Uniti, è un chiaro riflesso delle sue capacità di comando e della sua competenza nelle operazioni complesse e nelle situazioni di crisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 2022, il Generale Cardea ricopre il ruolo di comandante dell’ITA JFHQ, dove continua a garantire l’efficacia operativa e la prontezza del comando nelle missioni internazionali e nelle operazioni di emergenza. La sua esperienza, in particolare nelle operazioni di evacuazione e nelle operazioni di assistenza umanitaria, è fondamentale per il successo dell’esercitazione <em>Lampo-25</em>, che simula una missione di evacuazione da una zona di crisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18977,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/7f5edff5-c72d-42ec-9564-737e33b4d3ac-1024x461.jpg\" alt=\"Lampo-25: il Generale Paracadutista Cardea esercita il Italian Joint Force Headquarters (JFHQ) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18977\" title=\"Lampo-25: il Generale Paracadutista Cardea esercita il Italian Joint Force Headquarters (JFHQ) - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lampo-25: il Generale Paracadutista Cardea esercita il Italian Joint Force Headquarters (JFHQ) - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Obiettivi dell’Esercitazione Lampo-25</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione <em>Lampo-25</em> è un’importante attività addestrativa, che coinvolge circa 80 unità delle Forze Armate italiane. L'obiettivo principale è testare la capacità del JFHQ di condurre una Non Combatant Evacuation Operation (NEO) utilizzando una Joint Evacuation Task Force. Le operazioni si svolgono in Sardegna, dove sono stati allestiti campi e aree addestrative specifiche. La missione include il rapido rischieramento di un posto comando avanzato e il coordinamento delle capacità logistiche interforze, che sono cruciali per il successo della missione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, l’esercitazione prevede la transizione da operazioni di piccola scala a operazioni convenzionali, con una particolare attenzione alla gestione di situazioni complesse come le evacuazioni di civili da aree di crisi e le operazioni di assistenza umanitaria. L'ITA JFHQ, sotto la guida del Generale Cardea, ha dimostrato di essere perfettamente in grado di adattarsi alle necessità operative e di rispondere con rapidità e efficacia in scenari di alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18982,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/93dddd97-33d7-41d9-9b3a-d0ef996415a4-edited.jpg\" alt=\"Lampo-25: il Generale Paracadutista Cardea esercita il Italian Joint Force Headquarters (JFHQ) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18982\" title=\"Lampo-25: il Generale Paracadutista Cardea esercita il Italian Joint Force Headquarters (JFHQ) - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lampo-25: il Generale Paracadutista Cardea esercita il Italian Joint Force Headquarters (JFHQ) - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Capacità e Struttura dell’Italian Joint Force Headquarters</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’ITA JFHQ è un comando interforze di alta prontezza, inserito nelle Joint Rapid Response Forces (JRRFs), che ha l’obiettivo di pianificare e condurre operazioni di piccola scala (Small Scale Operations) in scenari globali. Questo comando è in grado di schierarsi rapidamente in caso di emergenza, con una minima pianificazione, e di assumere la responsabilità del comando e controllo delle forze coinvolte, che comprendono componenti terrestri, navali e aerei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il JFHQ, grazie alla sua struttura flessibile e alla capacità di operare in autonomia, è essenziale per rispondere prontamente alle crisi internazionali. Tra le principali attività del comando ci sono operazioni di ricognizione, evacuazioni di non-combattenti, e missioni di assistenza umanitaria. Inoltre, l’ITA JFHQ è un punto di riferimento per il coordinamento delle forze interforze italiane e alleate, garantendo che le operazioni siano condotte in modo efficace e con il massimo livello di interoperabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/7140725c-f6af-48c6-9d21-368bec523f4bor.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"COVI, ESERCITAZIONELAMPO-25, ForzeArmate","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-17 00:56:57","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.difesa.it/smd/news-italia/lampo-25-esercitazione-federata-con-la-joint-stars/70812.html","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18974-lampo-25-il-generale-paracadutista-cardea-esercita-litalian-joint-force-headquarters-jfhq.mp4","galleria":""}
{"id":18867,"titolo":"Il Futuro delle Forze Speciali: Le Priorità","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la <strong>Settimana delle Forze Speciali (SOF) 2025 a Tampa, Florida, Colby Jenkins, il Segretario Assistente alla Difesa per le Operazioni Speciali e i Conflitti a Bassa Intensità</strong>, ha delineato le priorità fondamentali per il futuro delle operazioni speciali degli Stati Uniti. I suoi interventi hanno sottolineato la necessità di un'azione adattiva e decisiva per mantenere il vantaggio strategico degli Stati Uniti in un ambiente di sicurezza globale sempre più complesso e conteso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Affrontare le Future Minacce</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Jenkins ha iniziato evidenziando la natura mutevole delle minacce globali, notando che gli avversari si stanno connettendo tra loro attraverso le regioni e sfumando sempre più i confini tra pace e conflitto. \"Non abbiamo bisogno di un altro briefing sulle minacce; abbiamo bisogno di azione—focalizzata e implacabile,\" ha dichiarato Jenkins. <strong>Questo appello all'azione è stato ripreso dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth, che ha aperto la SOF Week con un intervento focalizzato sulla difesa del territorio nazionale, sulla deterrenza dell'aggressione cinese e sul trasferimento degli oneri operativi agli alleati e partner</strong>. Jenkins ha affermato che le Forze Speciali (SOF) giocano un ruolo cruciale nel garantire una presenza costante, un vantaggio asimmetrico e effetti strategici su queste tre priorità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18964,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/250508-M-SK635-1635.jpg\" alt=\"Il Futuro delle Forze Speciali: Le Priorità - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18964\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Il Futuro delle Forze Speciali: Le Priorità - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Futuro delle Forze Speciali: Le Priorità - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Cinque Priorità per il Futuro delle SOF</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per allineare le capacità delle SOF alle esigenze strategiche in evoluzione, Jenkins ha delineato cinque priorità principali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Progettare la Forza del Futuro</strong><br>La prima priorità riguarda la transizione da formazioni statiche, ottimizzate per la risposta alle crisi e il contrasto al terrorismo, a <strong>\"formazioni SOF adattabili, personalizzabili e multidominio\" destinate a prevalere nei conflitti ad alta intensità</strong>. Queste unità sono progettate per consentire decisioni più rapide ed esecuzioni più efficienti delle operazioni. Jenkins ha enfatizzato che il futuro delle SOF sarà caratterizzato da squadre più piccole, sistemi più intelligenti e obiettivi più difficili. \"Il futuro delle SOF è implacabile,\" ha detto Jenkins.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Massimizzare le Prestazioni e la Resilienza del Personale SOF</strong><br>Il personale delle SOF dovrà essere agile, resiliente e capace di prosperare in ambienti isolati e sotto alta pressione. Jenkins ha sottolineato la necessità di modernizzare e ampliare gli attuali standard senza sacrificare l'etica guerriera che definisce le SOF. L'obiettivo è costruire una forza in cui la <strong>prestazione umana rimanga un vantaggio critico sugli avversari, assicurando che gli operatori possano sfruttare efficacemente le tecnologie avanzate in scenari di combattimento dinamici</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Garantire che l'Addestramento e la Preparazione Soddisfino le Esigenze Future</strong><br>Il campo di battaglia del futuro sarà più complesso, contestato e ambiguo. Jenkins ha affermato che le future SOF dovranno <strong>integrarsi con la guerra cibernetica e la guerra elettronica, operando insieme a alleati e forze indigene in scenari di guerra irregolare.</strong> I tradizionali modelli di addestramento, che si sono concentrati principalmente sulle competenze fisiche e sull'azione cinetica, non saranno più sufficienti. L'addestramento delle SOF dovrà evolversi per affrontare le sfide dell'ambiente di minaccia moderno.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Allineare lo Sviluppo delle Capacità alle Priorità Strategiche</strong><br>Jenkins ha sottolineato che l'innovazione deve essere mirata. Piuttosto che inseguire l'innovazione per se stessa, <strong>l'attenzione deve essere concentrata sullo sviluppo delle capacità che consentano alle SOF di imporre costi, creare dilemmi e negare vantaggi agli avversari. Ha evidenziato l'importanza di sfruttare l'intelligenza artificiale (IA) per accelerare lo sviluppo di vantaggi decisivi</strong>. L'innovazione dovrebbe essere allineata con le necessità strategiche, in particolare nel campo della guerra asimmetrica e della rapida presa di decisioni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rafforzare il Monitoraggio delle Risorse e l'Istituzionalizzazione della Responsabilità</strong><br>Con l'aumento delle richieste operative e dei bilanci limitati, Jenkins ha evidenziato l'importanza di una gestione efficiente delle risorse. Ha sottolineato che le risorse sono la base della prontezza, della resilienza e della vittoria. <strong>Ogni dollaro speso deve rafforzare la prontezza, migliorare le capacità o aumentare il leverage strategico. Jenkins ha anche invitato a dismettere risorse, piattaforme e operazioni non più necessarie per assicurarsi che i fondi non vengano sprecati in burocrazia ma siano indirizzati verso il vantaggio bellico.</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18965,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/250508-M-SK635-1633.jpg\" alt=\"Il Futuro delle Forze Speciali: Le Priorità - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18965\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Il Futuro delle Forze Speciali: Le Priorità - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Futuro delle Forze Speciali: Le Priorità - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Costruire un Futuro Collaborativo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Concludendo il suo intervento, Jenkins ha fatto appello alla comunità SOF, all'industria e ai partner del governo per contribuire alla definizione del futuro delle operazioni speciali. Ha sottolineato che vincere i conflitti futuri richiederà nuovi modi di pensare, azioni decisive e stretta collaborazione. \"Questo è il nostro momento per forgiare il futuro delle operazioni speciali,\" ha dichiarato Jenkins, delineando una visione in cui squadre piccole hanno un impatto strategico, dove la resilienza, l'adattabilità e la velocità sono fondamentali per il successo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le osservazioni di Jenkins hanno sottolineato un momento cruciale per le SOF, evidenziando che le future vittorie non arriveranno dal mantenere lo status quo, ma dall'abbracciare l'innovazione, costruire l'adattabilità e sfruttare i punti di forza sia del personale che della tecnologia. Con un focus su operazioni rapide e ad alto impatto, il futuro delle operazioni speciali sarà definito dalla flessibilità, dalla velocità e dalla visione strategica necessaria per navigare in un panorama di sicurezza globale sempre più complesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/BNET-2-scaled-e1608720561933.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"colbyjenkins, forzespeciali, sofweek","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-16 22:49:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defense.gov/News/News-Stories/Article/Article/4179258/senior-official-outlines-future-priorities-for-special-ops/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18867-il-futuro-delle-forze-speciali-le-priorita.mp4","galleria":""}
{"id":18950,"titolo":"Intership Programme: Partecipa al Programma di Stage NATO e Contribuisci alla Sicurezza Globale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se sei appassionato di fare la differenza e desideri acquisire esperienza in uno dei più prestigiosi enti internazionali, la NATO offre un'opportunità unica di stage. Il Programma di Stage della NATO è ora aperto per le candidature, con un periodo di stage di sei mesi, remunerato, che inizierà a marzo o settembre 2026. Questo programma offre la possibilità di lavorare accanto a esperti internazionali in vari settori, tra cui affari politici, difesa, sicurezza, innovazione, comunicazioni e molto altro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Obiettivi del Programma Intership NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma si propone di fornire agli stagisti un'opportunità di apprendimento pratica, favorendo la comprensione delle dinamiche interne della NATO e ampliando le conoscenze tecniche e teoriche applicabili nel mondo del lavoro. Tra gli obiettivi principali vi sono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Offrire agli stagisti l'opportunità di imparare dalla comunità NATO e di acquisire una visione più completa dell'Organizzazione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Migliorare l'accesso della NATO a conoscenze teoriche e tecniche applicabili attraverso compiti pratici.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Contribuire alla creazione di una forza lavoro più diversificata.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Espandere la conoscenza e la comprensione della NATO nei paesi membri.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18954,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/250513-internship-rdax-775x440p.jpg\" alt=\"Opportunità Unica: Partecipa al Programma di Stage NATO e Contribuisci alla Sicurezza Globale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18954\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Intership Programme: Partecipa al Programma di Stage NATO e Contribuisci alla Sicurezza Globale - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Opportunità Unica: Partecipa al Programma di Stage NATO e Contribuisci alla Sicurezza Globale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Settori, Aree di Esperienza e Criteri di Elegibilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli stage coprono una vasta gamma di aree di competenza, che vanno dalla politica alla difesa, dalla sicurezza all'innovazione tecnologica, dalle operazioni alle risorse umane, fino alla finanza e alle infrastrutture. Gli stagisti avranno la possibilità di acquisire esperienza pratica e diventare parte di una comunità internazionale che lavora per la sicurezza e la libertà di oltre un miliardo di persone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per poter partecipare al Programma di Stage NATO, è necessario soddisfare i seguenti requisiti al momento della candidatura:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Età:</strong> almeno 21 anni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Nazionalità:</strong> essere cittadino di uno dei paesi membri della NATO.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Stato educativo:</strong> aver completato almeno due anni di università o essersi laureati da non più di un anno.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Lingue:</strong> conoscenza di una delle lingue ufficiali NATO (inglese o francese). La conoscenza della seconda lingua è considerata un vantaggio.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Compenso e Benefici</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I selezionati per il programma di stage NATO riceveranno i seguenti vantaggi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Stipendio mensile:</strong> EUR 1.286 (per l'anno 2025), soggetto a variazioni annuali in base all'inflazione e agli aggiustamenti salariali NATO.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Viaggio:</strong> una volta confermato l'inizio dello stage, verrà fornito un biglietto aereo/treno prepagato per un importo massimo di EUR 1.200. Se si viaggia in auto, i costi saranno rimborsati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Permessi:</strong> diritto a 15 giorni di congedo retribuito durante il periodo dello stage.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Formazione interna:</strong> gli stagisti parteciperanno a un programma di orientamento e briefing mensili per acquisire una panoramica delle attività e della struttura della NATO.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Programma di Stage NATO rappresenta una delle migliori opportunità per i giovani talenti desiderosi di entrare nel mondo della politica e della difesa internazionale. Con una formazione completa, l'opportunità di crescere professionalmente e una retribuzione competitiva, è un'esperienza che offre sia competenze pratiche che una comprensione profonda dell'alleanza NATO e dei suoi obiettivi globali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scadenza per le candidature è il 22 giugno 2025. Se sei pronto a intraprendere un viaggio che non solo plasmerà la tua carriera, ma ti consentirà anche di contribuire alla missione della NATO, non perdere questa occasione!</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per maggiori informazioni, visita la <a href=\"https://nato.taleo.net/careersection/5/joblist.ftl\">pagina ufficiale del Programma di Stage NATO</a>, dove troverai tutti i dettagli sulla candidatura, i criteri di ammissibilità, i benefici e il processo di selezione. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non perdere l'occasione di fare la differenza. Candidati ora!</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/121144753ff.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"giovaniprofessionisti, intershipprogramme, opportunitàinternazionali, SicurezzaGlobale, stageNATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-16 15:57:05","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18950-intership-programme-partecipa-al-programma-di-stage-nato-e-contribuisci-alla-sicurezza-globale.mp4","galleria":""}
{"id":18941,"titolo":"Italia Protagonista in Crystal Arrow 2025: Potenziamento della Difesa NATO sul Fiano Orientale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è conclusa con successo l’esercitazione multinazionale “Crystal Arrow 2025”, un’importante attività nell’ambito della missione <a href=\"https://www.nato.int/cps/en/natohq/topics_136388.htm\">NATO Forward Land Forces (FLF)</a> sul fianco orientale dell’Alleanza. Svoltasi nella <strong>regione di Vidzeme, in Lettonia, dal 5 all'11 maggio</strong>, l’esercitazione è stata coordinata dalla Brigata di Fanteria Meccanizzata lettone e<strong> ha coinvolto oltre 3.000 soldati e 1.200 mezzi </strong>provenienti dalle forze armate lettoni e dai Paesi Alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18945,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Italia Protagonista in Crystal Arrow 2025: Potenziamento della Difesa NATO sul Fiano Orientale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/1.Uscita-Blindo-Centauro-e1747402869932-1024x538.jpg\" alt=\"Italia Protagonista in Crystal Arrow 2025: Potenziamento della Difesa NATO sul Fiano Orientale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18945\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italia Protagonista in Crystal Arrow 2025: Potenziamento della Difesa NATO sul Fiano Orientale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contingente italiano, inserito nel Multinational Battle Group Latvia (MN BG LVA), ha operato nel ruolo di OPFOR (Opposing Force). Le unità italiane, costituite sulla base della <a href=\"https://brigatafolgore.net/132a-brigata-corazzata-ariete-carri-ariete-combattono/\">132ª Brigata Corazzata “Ariete”</a>, hanno simulato un nemico convenzionale, permettendo alle forze lettoni di testare e migliorare le proprie procedure tecnico-tattiche in uno scenario ad alta intensità. Questo tipo di addestramento è fondamentale per raggiungere la piena capacità operativa e migliorare l’efficacia delle operazioni di comando, controllo, logistica e supporto in ambienti di combattimento realistici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Ambiente di Addestramento e Obiettivi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>L’esercitazione si è svolta in un terreno complesso, tra aree boschive e centri abitati, nel cuore della Lettonia centrale. </strong>Questo scenario ha riprodotto condizioni operative difficili, offrendo <strong>l’opportunità di addestrarsi in sistemi difensivi integrati, combattimento urbano, supporto aereo ravvicinato (CAS), evacuazione sanitaria (MEDEVAC), logistica, protezione cibernetica e comunicazioni interforze. </strong>L’integrazione del supporto di fuoco indiretto e del supporto aereo ravvicinato nelle operazioni di combattimento ha ulteriormente sottolineato l’importanza della stretta coordinazione tra gli alleati della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18947,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Italia Protagonista in Crystal Arrow 2025: Potenziamento della Difesa NATO sul Fiano Orientale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/nn0a26771-YxXOs5-1024x686.jpg\" alt=\"Italia Protagonista in Crystal Arrow 2025: Potenziamento della Difesa NATO sul Fiano Orientale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18947\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italia Protagonista in Crystal Arrow 2025: Potenziamento della Difesa NATO sul Fiano Orientale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partecipazione dell’Italia a “Crystal Arrow 2025” sottolinea il suo impegno nel rafforzare le capacità difensive della NATO, in particolare lungo il fianco orientale dell'Alleanza. L’esercitazione ha permesso di valutare l’interoperabilità tra le forze multinazionali, assicurando che tutte le forze partecipanti, comprese quelle italiane, lettoni e alleate, fossero pronte a operare in modo coeso in future missioni. L'addestramento ha messo in evidenza l’importanza delle operazioni difensive congiunte e ha testato la capacità di mantenere la prontezza operativa in condizioni realistiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Ruolo della NATO nel Rafforzare la Sicurezza Regionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia continua a svolgere un ruolo cruciale nella sicurezza del fianco nord-orientale della NATO. Attraverso la sua partecipazione alla regione baltica, <strong>l'Italia contribuisce alla missione NATO Forward Land Forces, rafforzando la presenza dell’Alleanza nella regione euro-atlantica.</strong> L’esercitazione ha confermato che le forze armate italiane sono capaci di operare efficacemente in ambienti multinazionali complessi, rispettando gli standard operativi della NATO. L’integrazione delle forze italiane in “Crystal Arrow 2025” non solo ha dimostrato la loro competenza operativa, ma ha anche contribuito alla credibilità della strategia di deterrenza della NATO nella regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo di “Crystal Arrow 2025” conferma l’impegno continuo dell’Italia agli obiettivi di sicurezza della NATO. L’esercitazione ha consentito alle forze armate italiane di dimostrare le loro capacità tattiche e logistiche, contribuendo al rafforzamento della postura difensiva dell’Alleanza. Come parte della missione NATO Forward Land Forces, il supporto dell’Italia alla regione baltica continua a rafforzare la stabilità e la sicurezza della regione, fornendo una risposta credibile ed efficace alle minacce di sicurezza potenziali. L’esercitazione è una prova del principio di difesa collettiva e della responsabilità condivisa nella protezione dello spazio euro-atlantico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/4.Bersagliere.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"AddestramentoMultinazionale, CrystalArrow2025, DifesaCollettiva, DifesaRegionale, Italia, Lettonia, NATO, OPFOR, SicurezzaBaltica","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-16 14:57:22","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/exe_lettonia.aspx","altre-fonti":"https://jfcbs.nato.int/page5964943/2025/crystal-arrow-2025-strengthens-regional-defence-capabilities","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18941-italia-crystal-arrow-2025-difesa-nato.mp4","galleria":""}
{"id":18929,"titolo":"Artificieri della Folgore e Palombari del COMSUBIN Neutralizzano un Ordigno della Seconda Guerra Mondiale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Marghera, 16 maggio 2025</strong> – Ancora una volta, la perfetta sinergia tra Esercito Italiano e Marina Militare ha permesso di neutralizzare una grave minaccia risalente al secondo conflitto mondiale. Durante alcune operazioni di scavo presso un cantiere del Polo Petrolchimico di Marghera, è stato rinvenuto un ordigno esplosivo d’aereo da ben <strong>500 libbre (227 kg)</strong>, ad alto potenziale distruttivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18932,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Artificieri della Folgore e Palombari del COMSUBIN Neutralizzano un Ordigno della Seconda Guerra Mondiale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/marghera-00003-1024x768.jpg\" alt=\"Artificieri della Folgore e Palombari del COMSUBIN Neutralizzano un Ordigno della Seconda Guerra Mondiale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18932\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Preparazione dell'ordigno per la messa in acqua<a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/maggio/bonifica_bomba_marghera/04.%20Centro%20coordinamento%20soccorsi.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’intervento, condotto dagli <strong>artificieri dell’8° Reggimento Guastatori Paracadutisti \"Folgore\"</strong> e dai <strong>Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) del COMSUBIN</strong>, è stato coordinato dalla Prefettura di Venezia. Dopo aver messo in sicurezza la bomba, gli specialisti della Folgore hanno affidato l’ordigno ai Palombari della Marina Militare, che lo hanno trasportato al largo per procedere alla distruzione in sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18933,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Artificieri della Folgore e Palombari del COMSUBIN Neutralizzano un Ordigno della Seconda Guerra Mondiale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/marghera-00005-1024x768.jpg\" alt=\"Artificieri della Folgore e Palombari del COMSUBIN Neutralizzano un Ordigno della Seconda Guerra Mondiale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18933\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Trasferimento dell'ordigno bellico in mare<a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/maggio/bonifica_bomba_marghera/06.%20Trasporto%20dell'ordigno%20in%20mare.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’intera operazione ha richiesto circa <strong>sei ore di intense attività</strong>, finalizzate non solo alla neutralizzazione dell’ordigno ma anche alla tutela dell’ecosistema marino e al ripristino della piena sicurezza nella zona portuale di Marghera, garantendo la ripresa dei traffici commerciali e turistici senza ulteriori rischi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18934,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Artificieri della Folgore e Palombari del COMSUBIN Neutralizzano un Ordigno della Seconda Guerra Mondiale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/marghera-00006-1024x755.jpg\" alt=\"Artificieri della Folgore e Palombari del COMSUBIN Neutralizzano un Ordigno della Seconda Guerra Mondiale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18934\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Trasporto dell'ordigno in mare<a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/maggio/bonifica_bomba_marghera/01.%20Operatori%20CMD%20dell'Esercito%20in%20fase%20di%20preparazione%20dell'ordigno.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Con quest’ultima complessa operazione, salgono a <strong>122 gli interventi condotti dagli artificieri della Folgore da inizio anno</strong>, per un totale di <strong>250 ordigni distrutti</strong> nelle province di competenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Questa ennesima dimostrazione di efficienza e professionalità conferma il ruolo cruciale delle Forze Armate nel garantire la sicurezza del territorio e dei cittadini, anche a distanza di decenni dagli eventi bellici che hanno segnato la nostra storia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18931,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Artificieri della Folgore e Palombari del COMSUBIN Neutralizzano un Ordigno della Seconda Guerra Mondiale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/marghera-00004-1024x768.jpg\" alt=\"Artificieri della Folgore e Palombari del COMSUBIN Neutralizzano un Ordigno della Seconda Guerra Mondiale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18931\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Centro coordinamento soccorsi<a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/maggio/bonifica_bomba_marghera/05.%20Trasferimento%20dell'ordigno%20bellico%20in%20mare.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/marghera-00001.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"artificieri, comsubin, esercitoitaliano, folgore, marinamilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-16 12:39:04","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/bonif_bomba_aer.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18929-artificieri-della-folgore-e-palombari-del-comsubin-neutralizzano-un-ordigno-della-seconda-guerra-mondiale.mp4","galleria":""}
{"id":18906,"titolo":"E5, la difesa europea accelera da Roma","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella giornata di oggi, Roma ospita la <strong>quarta Riunione “E5” dei Ministri della Difesa</strong>, presso il Palazzo dell’Aeronautica. L’incontro coinvolge i rappresentanti di <strong>Francia, Germania, Italia, Polonia e Regno Unito</strong>, in un momento strategico per il futuro della sicurezza europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il formato <strong>E5 nasce nel 2022</strong>, all’indomani dell’invasione russa dell’Ucraina, come strumento informale ma altamente operativo di coordinamento tra i principali attori della difesa del continente. Promosso inizialmente da <strong>Francia e Regno Unito</strong>, l’E5 si distingue per la sua <strong>agilità, informalità e rapidità di reazione</strong>, offrendo una piattaforma alternativa rispetto alle strutture più lente dell’Unione Europea e della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’elemento distintivo del formato è anche il <strong>coinvolgimento del Regno Unito</strong>, che, pur essendo uscito dall’UE, mantiene un ruolo centrale nella sicurezza del continente. L’E5 consente così di <strong>colmare il divario strategico tra Londra e Bruxelles</strong>, favorendo una cooperazione più fluida tra Paesi con visioni e strumenti complementari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo i precedenti incontri a <strong>Berlino, Helenów e Parigi</strong>, Roma accoglie il quarto vertice, con l’intento di consolidare il ruolo dell’E5 come motore politico e operativo della difesa europea. La scelta del <strong>Palazzo dell’Aeronautica</strong> non è casuale: simbolo delle Forze Armate italiane, sottolinea il ruolo dell’Italia come <strong>attore chiave nella costruzione di una nuova architettura difensiva europea</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:gallery {\"linkTo\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped\"><!-- wp:image {\"id\":18913,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Facciata-Aeronautica-2.jpg\" alt=\"E5: la difesa europea accelera da Roma - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18913\" title=\"E5: la difesa europea accelera da Roma - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image --></figure>\n<!-- /wp:gallery -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Difesa comune e sostegno a Kyiv: le due priorità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’agenda della Riunione E5 ruota attorno a <strong>due assi strategici</strong>: il <strong>rafforzamento della difesa europea</strong>, sia industriale che operativa, e il <strong>sostegno continuo all’Ucraina</strong>, in un momento ancora delicato per l’equilibrio geopolitico del continente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra in Ucraina resta il banco di prova per l’unità europea. I ministri confermano l’impegno a <strong>garantire assistenza militare, logistica e formativa a Kyiv</strong>, sottolineando l’importanza di coordinare meglio gli sforzi nazionali per evitare dispersioni e massimizzare l’efficacia degli aiuti. L’invasione russa, oltre a minacciare l’Ucraina, <strong>colpisce direttamente la sicurezza dell’intera Europa</strong> attraverso forme ibride di conflitto che coinvolgono cyberspazio, infrastrutture e opinione pubblica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proprio su questo insiste <strong>Andrius Kubilius</strong>, commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, presente al tavolo romano. Alla vigilia del vertice lancia un messaggio forte: <strong>“Abbiamo bisogno di un Big Bang nella difesa europea”</strong>. Per Kubilius, l’Europa deve smettere di agire in modo frammentato e iniziare a <strong>investire almeno il 3% del PIL</strong> nella difesa, ma soprattutto a farlo in modo intelligente, con <strong>acquisti congiunti, filiere comuni e una strategia industriale condivisa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:gallery {\"linkTo\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped\"><!-- wp:image {\"id\":18908,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Andrius-Kubilius-0.jpg\" alt=\"E5: la difesa europea accelera da Roma - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18908\" title=\"E5: la difesa europea accelera da Roma - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image --></figure>\n<!-- /wp:gallery -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>Italia viene indicata come esempio virtuoso</strong>, grazie al ruolo di Leonardo, definita dal commissario <strong>“la società più forte d’Europa in ambito difesa”</strong>. Kubilius invita l’Unione a <strong>valorizzare e replicare modelli industriali efficaci</strong>, che uniscano innovazione tecnologica e capacità produttiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, le sue parole includono anche una <strong>stoccata alla politica italiana</strong>, accusata di ambiguità nel sostegno al piano “Readiness 2030”, volto a migliorare la prontezza operativa dell’UE. Sul piano istituzionale, l’Italia si dichiara favorevole, ma la questione delle <strong>spese militari divide ancora il dibattito politico e l’opinione pubblica</strong>. Kubilius pone una domanda chiara: “L’Italia sostiene o meno la necessità di rafforzare, in generale, la nostra difesa?”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’E5 verso il futuro: autonomia, coesione e realismo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il vertice di Roma dimostra che il formato E5 non è più solo un esperimento informale, ma si configura sempre più come un <strong>nucleo operativo di riferimento per la difesa europea</strong>. La sua <strong>flessibilità</strong> lo rende capace di adattarsi alle nuove minacce e di rispondere in tempi rapidi, qualità oggi essenziali in un contesto geopolitico instabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:gallery {\"linkTo\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped\"><!-- wp:image {\"id\":18909,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/difesa-europea-1-1024x575.jpg\" alt=\"E5: la difesa europea accelera da Roma - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18909\" title=\"E5: la difesa europea accelera da Roma - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image --></figure>\n<!-- /wp:gallery -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia, ospite e protagonista del vertice, ribadisce il proprio impegno per una <strong>difesa comune più solida, autonoma ma compatibile con i legami atlantici</strong>. Inoltre, sottolinea la centralità del <strong>Mediterraneo allargato</strong> come area strategica spesso trascurata nei piani di difesa collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il futuro della sicurezza europea dipende dalla capacità degli Stati membri di <strong>superare la frammentazione</strong> e costruire <strong>sinergie concrete tra industria, capacità operative e volontà politica</strong>. Il formato E5 può diventare una piattaforma di riferimento, in grado di unire Paesi con visioni diverse ma obiettivi condivisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il messaggio che arriva da Roma è chiaro: <strong>l’Europa non può più permettersi di essere spettatrice</strong>. Deve agire, investire, decidere. La Riunione E5, con il suo carattere pratico e orientato ai risultati, rappresenta <strong>una risposta concreta alle sfide del nostro tempo</strong>, tra guerra convenzionale, minacce ibride e necessità di autonomia strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un’epoca segnata dall’incertezza, l’E5 si impone come <strong>strumento credibile di unità, deterrenza e visione strategica europea</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/download1200.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"E5difesa, Europa2025, SicurezzaEuropea","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-16 11:08:36","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/primopiano/riunione-dei-ministri-della-difesa-del-gruppo-europeo-dei-cinque-e5/70785.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18906-e5-la-difesa-europea-accelera-da-roma.mp4","galleria":""}
{"id":18903,"titolo":"Roma capitale della Difesa europea – il vertice E5 entra nel vivo","contenuto_html":"<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per due giorni, il 15 e 16 maggio 2025, Roma è diventata il centro nevralgico della difesa europea ospitando la quarta riunione dei Ministri della Difesa del formato “E5”. L’incontro, svoltosi al Palazzo dell’Aeronautica, ha riunito i rappresentanti di Italia, Francia, Germania, Polonia e Regno Unito per discutere delle principali questioni strategiche del continente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nato nel 2022 in risposta all’invasione russa dell’Ucraina, il formato E5 rappresenta una piattaforma informale ma efficace per il coordinamento tra le principali potenze militari europee. Iniziato su impulso franco-britannico, il gruppo si distingue per la sua agilità e per il coinvolgimento del Regno Unito, elemento chiave in un momento in cui Londra cerca nuove forme di cooperazione post-Brexit.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il vertice romano segue gli incontri precedenti di Berlino, Helenów (Varsavia) e Parigi, e si colloca in un contesto di crescente attenzione alla sicurezza del continente. Non a caso, i lavori a Roma sono stati preceduti dal summit “Weimar+” tenutosi a Londra con i ministri degli Esteri, ampliando il dialogo anche alla Spagna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sostegno a Kyiv e industria europea della difesa al centro dell’agenda</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al centro della discussione dell’E5 ci sono due dossier fondamentali: il sostegno coordinato all’Ucraina e il rafforzamento delle capacità industriali e operative della difesa europea. L’invasione russa ha costretto l’Europa a rivedere le proprie priorità strategiche, sottolineando l’urgenza di una risposta comune, tanto sul piano operativo quanto su quello industriale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra in Ucraina non è soltanto una crisi regionale: è diventata una cartina al tornasole della tenuta strategica dell’Europa. Per questo, i cinque Paesi dell’E5 puntano a migliorare il coordinamento dell’assistenza militare a Kyiv e a garantire una pianificazione efficace per il lungo periodo. La continuità degli aiuti, la formazione delle forze armate ucraine, la ricostruzione delle infrastrutture distrutte e la protezione dal cyber warfare sono temi centrali nell’agenda dei lavori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma accanto all’emergenza ucraina, si fa sempre più urgente una riflessione sullo sviluppo di una vera industria europea della difesa. In questo contesto è intervenuto anche il commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, Andrius Kubilius, che alla vigilia del vertice ha lanciato un messaggio chiaro: “Abbiamo bisogno di un Big Bang nella difesa europea”. La sua proposta è ambiziosa: aumentare gli investimenti nella difesa fino al 3% del PIL e puntare su acquisti congiunti e filiere industriali comuni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Kubilius ha richiamato esplicitamente l’Italia al suo ruolo centrale, sottolineando come Leonardo rappresenti “la società più forte d’Europa in ambito difesa”. Un modello, secondo il commissario, da estendere a livello continentale, promuovendo una politica industriale coordinata e orientata alla sovranità tecnologica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Europa della difesa tra volontà politica e sfide interne</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il vertice E5 di Roma si inserisce in un processo più ampio che punta a costruire una difesa europea credibile, autonoma ma complementare a NATO e Unione Europea. Il rafforzamento delle capacità comuni è percepito come un elemento imprescindibile per affrontare le minacce ibride, le guerre dell’informazione e le vulnerabilità delle infrastrutture critiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, se sul piano tecnico e diplomatico i progressi sono evidenti, resta aperta la questione politica, in particolare in Italia. Le parole di Kubilius sulla necessità di una presa di posizione definitiva da parte del governo italiano riflettono una tensione latente tra l’impegno internazionale e le dinamiche interne. La spesa militare, infatti, continua a essere un tema divisivo nel dibattito pubblico, con settori della politica e dell’opinione pubblica contrari a un aumento significativo degli investimenti nella difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante ciò, l’Italia ha ribadito il proprio impegno a favore della sicurezza collettiva, riconoscendo la necessità di investire in strumenti adeguati per fronteggiare un mondo sempre più instabile. Il vertice romano è stato dunque anche un banco di prova per testare la coesione politica interna su questi temi, in vista delle future sfide.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, l’incontro di Roma non è stato soltanto un evento diplomatico, ma un momento decisivo per riaffermare la volontà dei \"big five\" europei di rafforzare la cooperazione militare, industriale e politica del continente. Mentre l’Ucraina resta il banco di prova immediato, l’obiettivo più ampio è chiaro: costruire una difesa europea che sia all’altezza delle sfide del XXI secolo, fondata sulla responsabilità condivisa, sull’innovazione tecnologica e su un rinnovato senso di solidarietà strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"","categoria":"Nazionali","tags":"difesaeuropea, sicurezzainternazionale, verticee5","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-16 07:45:16","stato":"draft","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.italiani.net/2025/05/15/vertice-difesa-e5-a-roma-collaborazione-europea-per-la-sicurezza/","difesanews":"","video_art":"","galleria":""}
{"id":18887,"titolo":"Il Generale Paracadutista Scala è il nuovo Comandante del COMFOTER","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Roma, 16 maggio 2025</strong> – <strong>Questa mattina</strong>, presso l'Aula Magna della Caserma Rossetti, sede del Comando dei Supporti Logistici, avrà luogo la cerimonia di avvicendamento del Comandante delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER). Da oggi, il <strong>Generale di Corpo d'Armata Paracadutista Massimo Scala</strong> subentra al <strong>Generale di Corpo d'Armata Gaetano Zauner</strong>, che cede il comando dopo una lunga e illustre carriera nelle Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Nuovo Comandante: Generale Paracadutista Scala</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Generale Scala</strong> è nato a Valentano (VT) il 31 luglio 1962. Dopo aver frequentato l'<strong>Accademia Militare di Modena</strong> (163° Corso) dal 1981 al 1983 e la <strong>Scuola di Applicazione di Torino</strong> dal 1984 al 1985, il Generale Scala ha intrapreso una carriera che lo ha visto protagonista in molteplici incarichi di prestigio, inclusi quelli nel <strong>Comando di Corpo d'Armata di Reazione Rapida della NATO</strong> in Germania, dove ha ricoperto il ruolo di Ufficiale Addetto alle Operazioni e alle Informazioni della Divisione del Genio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Promosso nel grado <strong>Capitano nel settembre 1989</strong>, nel luglio dello stesso anno assume il <strong>Comando della Compagnia Genio Guastatori di Lucca</strong>, che lascia nel settembre 1993. Dal 2000 ha ricoperto importanti ruoli di comando, tra cui quello del <strong>5° battaglione genio guastatori</strong> e del <a href=\"https://brigatafolgore.net/8-reggimento-genio-guastatori-paracadutisti-folgore/\">8° reggimento genio paracadutisti.</a><strong> </strong>Nel 2011, è stato promosso <strong>Generale di Brigata</strong> e ha comandato la <strong>Brigata Granatieri di Sardegna</strong>, seguita da incarichi di alto profilo come <strong>Sottocapo di Stato Maggiore Operativo</strong> e <strong>Direttore della Direzione dei Lavori e del Demanio della Difesa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18892,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/7.-eliminazione-HVT-1024x768.jpeg\" alt=\"Generale Paracadutista Scala subentra al Comando delle Forze Terrestri: Una Nuova Fase per l'Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18892\" title=\"Generale Paracadutista Scala subentra al Comando delle Forze Terrestri: Una Nuova Fase per l'Esercito Italiano - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la promozione a <strong>Generale di Corpo d'Armata</strong> nel gennaio 2020, il Generale Scala ha assunto il comando delle <strong>Forze Operative Terrestri di Supporto</strong>, ed ora si prepara a guidare il <strong>COMFOTER</strong>, una struttura di coordinamento fondamentale per le attività di approntamento, addestramento, simulazione, e validazione delle unità operative dell’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Generale Scala</strong> ha partecipato a numerose missioni internazionali sotto l'egida della NATO, dell'ONU e dell'Unione Europea, tra cui:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Operazione Vespri Siciliani</strong> (1992-1993)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Operazione Fyrom Joint Guarantor</strong> (Macedonia, 1999)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Operazione Kosovo Force Joint Guardian</strong> (1999)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Operazione Iraqi Freedom</strong> (2005)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le sue numerose onorificenze includono la <strong>Medaglia al Merito di lunga attività di Paracadutismo Militare</strong>, la <strong>Croce d’Oro per Anzianità di Servizio</strong>, e la <strong>Medaglia Commemorativa NATO Kosovo</strong>, a testimonianza della sua dedizione e delle sue straordinarie doti professionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il COMFOTER: Ruolo Strategico nell’Esercito Italiano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Comando delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER)</strong> è responsabile dell’organizzazione e della gestione delle forze per le operazioni, della preparazione delle unità, della loro certificazione e della standardizzazione. Il COMFOTER supporta il <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Esercito</strong> nell’indirizzo delle attività operative, addestrative e nelle funzioni relative alle missioni territoriali e internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo comandante, <strong>Generale Scala</strong>, avrà l'importante compito di coordinare le risorse e le unità operative, garantendo che l'Esercito sia pronto ad affrontare le sfide strategiche future. Le sue competenze, maturate in decenni di carriera sul campo e in operazioni internazionali, saranno cruciali per il rafforzamento delle capacità operative dell'Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18890,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/2024-095-CCF-0003-1.jpg\" alt=\"Generale Paracadutista Scala subentra al Comando delle Forze Terrestri: Una Nuova Fase per l'Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18890\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Generale Paracadutista Scala subentra al Comando delle Forze Terrestri: Una Nuova Fase per l'Esercito Italiano - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">\"L'attuale Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Gen. C.A. Carmine Masiello, insieme al Comandante uscente del COMFOTER, Gen. Gaetano Zauner</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Comandante Cedente: Generale Gaetano Zauner</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Generale Gaetano Zauner</strong>, che lascia oggi il comando dopo un lungo e meritevole servizio, ha ricoperto incarichi prestigiosi in Italia e all’estero. Nato a Palermo nel 1962, Zauner ha frequentato il <strong>163° Corso dell'Accademia Militare di Modena</strong>, e nel corso della sua carriera ha ricoperto importanti ruoli operativi e di stato maggiore, tra cui la <strong>Comandante della 132ª Brigata Corazzata \"Ariete\"</strong> e <strong>Comandante del COMFOTER</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le sue missioni internazionali più rilevanti si ricordano la <strong>Operazione Joint Guardian</strong> (Kosovo), <strong>Operazione Essential Harvest</strong> (Macedonia) e la <strong>Operazione UNIFIL</strong> (Libano), dove ha mostrato capacità di leadership e dedizione al servizio. Le sue numerose onorificenze, tra cui la <strong>Medaglia d'Oro al Merito di Lungo Comando nell'Esercito</strong>, sono il riconoscimento del suo impegno e delle sue doti professionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18891,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/ft6-mod-1024x683.jpg\" alt=\"Generale Paracadutista Scala subentra al Comando delle Forze Terrestri: Una Nuova Fase per l'Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18891\" title=\"Generale Paracadutista Scala subentra al Comando delle Forze Terrestri: Una Nuova Fase per l'Esercito Italiano - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l'avvicendamento odierno, il Generale <strong>Paracadutista Scala</strong> porta con sé una vasta esperienza operativa, una preparazione accademica di alto livello e una carriera costellata di successi. La sua leadership guiderà il <strong>COMFOTER</strong> nel rafforzamento delle capacità delle Forze Terrestri italiane, puntando a una sempre maggiore integrazione e prontezza operativa in un contesto geopolitico in continua evoluzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In particolare, il <strong>Generale Scala</strong> avrà l'importante compito di trasferire la sede del <strong>COMFOTER</strong> presso <strong>Verona, Palazzo Carli</strong>, portando avanti un progetto che mira a rafforzare ulteriormente la presenza e l'efficienza delle Forze Terrestri nel territorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Buon lavoro Signor Generale!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/scala-comfoter.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Avvicendamento, ComandoForzeTerrestri, esercitoitaliano, GeneraleScala","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-16 06:00:01","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/COMFOTER/comfoter-supporto/Pagine/cv-gen-ca-scala.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18887-generale-scala-nuovo-comandante-comfoter.mp4","galleria":""}
{"id":18877,"titolo":"Assegnazione delle Specialità d'Arma per i Giovani Sottotenenti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 203° Corso \"Lealtà\" della Scuola Ufficiali dell'Esercito ha celebrato un'importante tappa nel percorso formativo dei suoi 113 Ufficiali frequentatori con la cerimonia di assegnazione delle specialità. L'evento si è svolto presso l'Aula Magna di Palazzo Arsenale, alla presenza di numerosi rappresentanti, tra cui il Presidente Regionale di Assoarma, Gen. C.A. Paolo Ruggiero, e i Labari delle Associazioni Nazionali Combattentistiche e d'Arma.<br>Durante la cerimonia, il Comandante dell'Istituto di Formazione, Generale di Corpo d'Armata Antonello Vespaziani, ha enfatizzato l'importanza dell'assegnazione delle specialità, definendola come un momento cruciale nel cammino professionale degli ufficiali. “Questo segna l'inizio di un nuovo capitolo, dove i valori, le tradizioni, il senso di appartenenza e la coesione si uniscono alle competenze finora acquisite,” ha affermato, sottolineando l'importanza di essere pronti a operare al servizio della difesa e della sicurezza del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18879,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Foto-6-Foto-di-gruppo-con-i-Corsi-di-Artiglieria-1024x683.jpeg\" alt=\"Assegnazione delle Specialità d'Arma per i Giovani Sottotenenti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18879\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Assegnazione delle Specialità d'Arma per i Giovani Sottotenenti - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Passaggio di Testimone tra i Corsi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A seguire, i colleghi del 202° Corso “Onore” hanno simbolicamente passato il copricapo e i distintivi di specialità ai giovani Sottotenenti del 203° Corso. I Decani delle Armi e delle Specialità della Scuola Ufficiali hanno quindi avuto l'opportunità di incontrare i nuovi ufficiali, trasmettendo loro consigli e ricordando le tradizioni storiche di ogni specialità, un tesoro di emozioni e conoscenze utili per il loro futuro servizio nella Nazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Specialità d'Arma: Un Concetto Storico e Strategico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il concetto di specializzazione nell’esercito affonda le radici nei tempi delle Legioni romane, dove i combattenti erano organizzati per tipo di armamento e posizione sul campo. Nel tempo, questa organizzazione si è evoluta, dando vita a quelle che oggi conosciamo come le \"Armi\" e i \"Corpi\" degli eserciti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel caso dell'Esercito Italiano, le Armi sono costituite da: <strong>Fanteria, Cavalleria, Artiglieria, Genio, Trasmissioni, Trasporti e Materiali</strong>. A questi si aggiungono i tre Corpi: <strong>Corpo Sanitario dell'Esercito, Corpo di Commissariato dell'Esercito, Corpo degli Ingegneri dell'Esercito</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18881,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Foto-7-Foto-di-gruppo-con-i-Corsi-di-Cavalleria-1024x683.jpeg\" alt=\"Assegnazione delle Specialità d'Arma per i Giovani Sottotenenti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18881\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Assegnazione delle Specialità d'Arma per i Giovani Sottotenenti - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Specialità: Un Approfondimento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni Arma e Corpo è suddiviso in specifiche specialità, che corrispondono al tipo di operazioni che ogni reparto è in grado di svolgere. Con l'evoluzione delle modalità di combattimento, sono nate specialità uniche come quelle dei <strong>Bersaglieri</strong>, capaci di operare con piccole unità leggere, veloci e insidiose, o degli <strong>Alpini</strong>, specializzati in combattimento in montagna. I <a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\">Paracadutisti</a>, espressione delle migliori qualità della fanteria, sono tra i più temuti nelle operazioni di emergenza, mentre i <strong>Lagunari</strong> operano in scenari costieri.<br>La <strong>Cavalleria di Linea</strong> o <strong>Carristi</strong> è una specialità storicamente legata alla mobilità e alla potenza di fuoco. Oggi, i Carristi operano principalmente con veicoli blindati da combattimento, come i carri armati, per supportare le operazioni di fanteria e affrontare le minacce in movimento. Il loro addestramento si concentra sulla gestione delle unità corazzate in scenari complessi, per garantire una presenza potente e mobile sul campo di battaglia.<br>Il <strong>Genio</strong> è una specialità che si occupa di supporto logistico e operativo per l'Esercito. All'interno di questo ramo, ci sono diverse specialità che rispondono a specifiche esigenze tattiche:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Pionieri</strong>: Si occupano di realizzare fortificazioni, scavi e lavori di sminamento, garantendo la mobilità e la protezione delle forze.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Pontieri</strong>: Specializzati nella costruzione di ponti e nella gestione di infrastrutture strategiche per il superamento di ostacoli naturali, come fiumi e laghi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Guastatori</strong>: Trattasi di unità altamente specializzate in operazioni di distruzione di ostacoli e fortificazioni nemiche, anche tramite l'uso di esplosivi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ferrovieri</strong>: Si occupano della manutenzione e costruzione di infrastrutture ferroviarie, vitali per il trasporto logistico e il movimento delle truppe.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18882,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Foto-5-Il-Gen.-C.A.-Vespaziani-il-Gen.-C.A.-Ruggiero-i-Capi-Corso-1024x683.jpg\" alt=\"Assegnazione delle Specialità d'Arma per i Giovani Sottotenenti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18882\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Assegnazione delle Specialità d'Arma per i Giovani Sottotenenti - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le <strong>Trasmissioni</strong> sono una specialità fondamentale per la comunicazione e il comando all'interno di un esercito. Le sottospecialità includono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Telemetrica</strong>: Si occupa della gestione dei sistemi di comunicazione a lunga distanza, permettendo la trasmissione sicura e tempestiva delle informazioni in tempo reale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Guerra Elettronica</strong>: Impiega tecnologie avanzate per contrastare e proteggere le comunicazioni militari da minacce elettroniche, come interferenze e attacchi informatici. Queste unità sono cruciali per il mantenimento della superiorità tecnologica sul campo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, l’<strong>Artiglieria</strong> si distingue per le sue specialità <strong>Terrestre</strong> e <strong>Controaerei</strong>, utilizzando potenti sistemi d'arma per fornire supporto a lungo raggio, sia in operazioni di difesa che di attacco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><br>L'assegnazione delle specialità è una fase determinante nella carriera di un ufficiale. Essa non solo riconosce le inclinazioni e le capacità individuali, ma prepara i giovani ufficiali a servire con competenza, passione e responsabilità, per affrontare le sfide della difesa e della sicurezza nazionale con il giusto spirito di corpo e coesione. La varietà delle specialità d'arma e dei corpi permette all'Esercito Italiano di rispondere a una vasta gamma di operazioni, garantendo flessibilità, prontezza e adattabilità alle necessità del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/Foto-4-Un-momento-dellassegnazione-delle-specialita.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"#assegnazionespecialità, #EsercitoItaliano, #formazioneufficiali","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-15 21:32:12","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18877-assegnazione-specialita-arma-sottotenenti.mp4","galleria":""}
{"id":18869,"titolo":"Il Raggiungimento del 2% del PIL per la Difesa: Tra Realismo e Polemiche","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il recente annuncio del raggiungimento del 2% del PIL destinato alla difesa italiana ha suscitato reazioni contrastanti, sia all'interno che all'esterno del governo. Il <a href=\"https://www.difesa.it/ilministro.html\">ministro della Difesa, Guido Crosetto</a>, ha celebrato come un successo il traguardo raggiunto, sottolineando che questo obiettivo rappresenta un \"punto di partenza\" e non un traguardo finale. \"Quello che ci eravamo impegnati a fare l'abbiamo fatto\", ha dichiarato, enfatizzando che il vero scopo del governo non è solo raggiungere un obiettivo numerico, ma costruire \"le capacità che la Nato ci chiede di dare all'Alleanza\" e, al contempo, garantire la sicurezza del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Crosetto e il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, hanno ribadito che l'Italia ha raggiunto l'obiettivo del 2%, partendo da un precedente 1,57% del PIL destinato alla difesa. Tajani ha confermato il traguardo anche a margine della ministeriale informale della Nato a Antalya, in Turchia, aggiungendo che il documento attestante il raggiungimento del 2% è già stato inviato al segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. Questo risultato verrà ufficialmente annunciato dalla premier Giorgia Meloni durante il vertice dell’Aja, previsto per fine giugno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18871,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/OIP-2.jpg\" alt=\"Il Raggiungimento del 2% del PIL per la Difesa: Tra Realismo e Polemiche - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18871\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Il Raggiungimento del 2% del PIL per la Difesa: Tra Realismo e Polemiche - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Raggiungimento del 2% del PIL per la Difesa: Tra Realismo e Polemiche - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Critiche dell'Opposizione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante il trionfo proclamato dal governo, l'opposizione ha sollevato forti dubbi circa la trasparenza e la legittimità del risultato. Il vice-presidente di Italia Viva, Davide Faraone, ha parlato di \"imbrogli contabili\" e ha ironizzato sulle modalità con cui sono stati trovati i fondi necessari per raggiungere il 2%. Secondo Faraone, senza una manovra economica, sarebbe stato impossibile aumentare in così breve tempo le risorse destinate alla difesa. Ha inoltre insinuato che tra le voci conteggiate nella spesa per la difesa siano state incluse le pensioni dei militari, la Protezione Civile, e addirittura altre voci non direttamente legate alla difesa militare, sollevando il sospetto di un'interpretazione allargata del bilancio della difesa per far lievitare il dato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche il Movimento 5 Stelle ha chiesto chiarimenti, con Francesco Silvestri che ha parlato di un \"gioco delle tre carte\", chiedendo al ministro Crosetto di spiegare come siano stati reperiti i fondi per questo incremento improvviso della spesa per la difesa. Il deputato M5S ha chiesto un'informativa urgente, evidenziando che in sole 24 ore l'Italia sarebbe passata dall’1,5% al 2% senza che vi fossero stati provvedimenti ufficiali o finanziamenti extra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18872,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Francesco-Silvestri-1024x683.jpg\" alt=\"Il Raggiungimento del 2% del PIL per la Difesa: Tra Realismo e Polemiche - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18872\" title=\"Il Raggiungimento del 2% del PIL per la Difesa: Tra Realismo e Polemiche - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Raggiungimento del 2% del PIL per la Difesa: Tra Realismo e Polemiche - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Approccio al Futuro: Aumento Graduale della Spesa per la Difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dibattito sull'incremento della spesa per la difesa non si ferma al 2% del PIL. Secondo quanto riferito da fonti interne alla Nato, il segretario Stoltenberg chiederà un aumento graduale della spesa per la difesa degli alleati fino al 5% del PIL entro il 2032. Questa proposta sarà discussa durante il vertice dell’Aja, con l'Italia favorevole a una discussione su una divisione più equa tra difesa e sicurezza, suggerendo una destinazione del 3% alla difesa in senso stretto e un 2% alla sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il raggiungimento del 2% del PIL per la difesa, pur celebrato come una vittoria dal governo, solleva interrogativi legittimi sul metodo adottato per raggiungere questo traguardo. Mentre il governo insiste sul fatto che il risultato è il frutto di un impegno concreto e di un passo importante per la sicurezza nazionale, l'opposizione non esita a definire questa mossa come un abile trucco contabile. Resta da vedere come evolverà il dibattito e se l'Italia riuscirà a mantenere un impegno a lungo termine per rispondere alle sfide della Nato e alle esigenze di difesa del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/adeda0a2-334d-445b-b58c-220d1e68eb17.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"2%PIL, bilanciamentodellerisorse, bilanciodelladifesa, difesa, GuidoCrosetto, NATO, opposizione, politicaitaliana, sicurezzanazionale, spesapubblica","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-15 20:50:39","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilsole24ore.com/art/crosetto-tajani-l-italia-centra-2percento-nato-dubbi-dell-opposizione-ci-siamo-arrivati-una-notte-AHqk1Cm?refresh_ce&nof","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18869-il-raggiungimento-2-del-pil-per-la-difesa.mp4","galleria":""}
{"id":18857,"titolo":"Le Forze Speciali Creano Nuove Alleanze Strategiche: Un Team Building per la Sicurezza Nazionale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un ambiente geopolitico globale sempre più complesso, gli Stati Uniti si trovano ad affrontare una serie di sfide per la sicurezza nazionale che richiedono soluzioni innovative e multifaccettate. Il Comando delle Operazioni Speciali degli Stati Uniti (USSOCOM), sotto la guida del generale Bryan P. Fenton, si sta posizionando come un attore centrale nel favorire la collaborazione tra settori tradizionali e non tradizionali, comprendenti governo, industria e istituzioni accademiche, con l’obiettivo di costruire una strategia di sicurezza nazionale robusta per affrontare le minacce future.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Natura Cambiante della Guerra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il panorama geopolitico moderno è caratterizzato da volatilità, con concorrenti della strategia di difesa nazionale, come Cina, Russia, Iran e Corea del Nord, che avanzano rapidamente nelle loro capacità. La natura della guerra è cambiata drasticamente, con tecnologie emergenti come i sistemi senza equipaggio, l’intelligenza artificiale (IA) e le armi ipersoniche che ora definiscono il campo di battaglia. Un possibile scenario vede le forze statunitensi e alleate in combattimento, mentre contemporaneamente gestiscono minacce terroristiche e crisi globali. Questa guerra futura potrebbe svilupparsi in un ambiente complesso e rapido, dove le armi e i sistemi tradizionali sono resi obsoleti in pochi giorni a causa di attacchi informatici o interruzioni delle catene di approvvigionamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18859,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/860x394.jpg\" alt=\"Le Forze Speciali Creano Nuove Alleanze Strategiche: Un Team Building per la Sicurezza Nazionale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18859\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Le Forze Speciali Creano Nuove Alleanze Strategiche: Un Team Building per la Sicurezza Nazionale - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le Forze Speciali Creano Nuove Alleanze Strategiche: Un Team Building per la Sicurezza Nazionale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le scorte attuali degli Stati Uniti di armi avanzate, come missili ipersonici e droni, potrebbero esaurirsi rapidamente, mettendo in evidenza la fragilità delle catene di approvvigionamento tradizionali e evidenziando la necessità di capacità industriali e tecnologiche più resilienti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Team Building tra Settori</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il generale Fenton sottolinea che il militare non può risolvere queste sfide da solo. Per affrontare le vulnerabilità messe in evidenza dalla guerra moderna, è necessaria una concertata collaborazione tra tutti i settori: governo, industria, alleati e istituzioni accademiche. Creando un approccio unificato, gli Stati Uniti e i loro partner possono sviluppare strategie innovative per superare gli avversari, in particolare quelli del Partito Comunista Cinese, Russia, Iran e Corea del Nord.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi attori stanno utilizzando una strategia integrata attraverso i domini militari, economici e tecnologici, creando dilemmi strategici per gli Stati Uniti e i suoi alleati. Per esempio, il coinvolgimento della Russia in Ucraina, supportato da Iran e Corea del Nord, dimostra come gli avversari stiano coordinando le loro azioni, utilizzando capacità militari e informatiche per minare la sicurezza globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18860,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/godlen-triangle.webp\" alt=\"Le Forze Speciali Creano Nuove Alleanze Strategiche: Un Team Building per la Sicurezza Nazionale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18860\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Le Forze Speciali Creano Nuove Alleanze Strategiche: Un Team Building per la Sicurezza Nazionale - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le Forze Speciali Creano Nuove Alleanze Strategiche: Un Team Building per la Sicurezza Nazionale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Rafforzare la Base Industriale degli Stati Uniti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una delle principali sfide identificate è la mancanza di una base industriale sostenibile negli Stati Uniti per produrre le tecnologie necessarie alla guerra moderna. Molti componenti essenziali per i sistemi autonomi, l’IA e altre tecnologie di nuova generazione dipendono da materiali e impianti di produzione esteri, alcuni dei quali sono controllati da potenziali avversari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il generale Fenton sostiene la necessità di rafforzare le capacità produttive interne e di costruire ecosistemi di \"friend-shoring\" per garantire che le tecnologie critiche, come batterie, piccole robotiche e droni, non dipendano da attori stranieri ostili. Questo cambiamento non è solo necessario per la resilienza della difesa, ma ha anche conseguenze strategiche per la sicurezza degli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Ruolo dell'USSOCOM nel Favorire le Partnership</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’USSOCOM sta sfruttando la sua posizione unica per colmare il divario tra enti governativi, l’industria e le istituzioni accademiche. Questa collaborazione è fondamentale per affrontare l’incremento delle sfide per la sicurezza irregolari. Le Forze Operazioni Speciali (SOF) giocano un ruolo vitale nel collegare questi settori diversi e nel portare avanti una strategia di deterrenza unificata. Facilitando le partnership tra confini, industrie e discipline, l’USSOCOM sta contribuendo a creare dilemmi strategici per gli avversari difficili da superare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le Forze Operazioni Speciali stanno anche lavorando con i leader industriali per garantire il capitale privato necessario per portare sul mercato innovazioni nei sensori, nei sistemi senza equipaggio, nell’IA e nel calcolo quantistico, favorendo così un vantaggio competitivo per gli Stati Uniti e i suoi alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Special Operations Forces Week: Un Forum per la Collaborazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli sforzi principali per perseguire questa visione è la <strong>Special Operations Forces (SOF) Week</strong>, che si tiene annualmente a Tampa, in Florida. L’evento riunisce più di 60 nazioni partner, centinaia di leader dell'industria globale e ufficiali governativi. Si configura come una piattaforma per rafforzare la rete di collaborazione tra le SOF e i partner non tradizionali della difesa. L’obiettivo è accelerare l’innovazione e l’adozione di tecnologie dual-use che possano aiutare a mantenere il vantaggio competitivo delle forze armate statunitensi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il futuro della sicurezza nazionale dipenderà dalla capacità di adattarsi alle minacce in rapido cambiamento, con particolare attenzione alle innovazioni tecnologiche e alle partnership strategiche. L’USSOCOM, sotto la guida del generale Fenton, sta intraprendendo passi proattivi per favorire una base industriale ampliata, assicurando che gli Stati Uniti rimangano resilienti di fronte a minacce sia tradizionali che non tradizionali. Collegando industria, governo e accademia in modi nuovi, gli Stati Uniti stanno gettando le basi per un vantaggio strategico che contribuirà a mantenere la stabilità e la sicurezza globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/230725-F-YD744-1338.avif","categoria":"Internazionali","tags":"ArmiIpersoniche, ComandodelleOperazioniSpecialidegliStatiUniti, innovazione, intelligenzaartificiale, PartnershipIndustriali, SicurezzaGlobale, sicurezzanazionale, TecnologieDual-Use, USSOCOM","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-15 15:05:22","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"","galleria":""}
{"id":18849,"titolo":"Joint Stars 2025: L’Addestramento Anfibio della Brigata Marina San Marco","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Joint Stars 2025 rappresenta uno degli eventi più significativi nel calendario delle Forze Armate italiane. Questa esercitazione nazionale di carattere interforze e inter-agenzia è stata pianificata dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) e ha visto l'impiego delle migliori unità della Difesa, tra cui la <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-marina-san-marco-forza-anfibia-e-innovazione/\">Brigata Marina San Marco</a>, nella simulazione di operazioni in ambienti complessi e ad alto rischio. La scorsa settimana, le Forze da sbarco della Marina Militare hanno dato il via a un’operazione anfibia fondamentale, che ha messo alla prova la prontezza e la capacità operativa dei fucilieri di Marina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18851,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/2-2-1024x686.jpg\" alt=\"Joint Stars 2025: L’Addestramento Anfibio della Brigata Marina San Marco - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18851\" title=\"Joint Stars 2025: L’Addestramento Anfibio della Brigata Marina San Marco - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Joint Stars 2025: L’Addestramento Anfibio della Brigata Marina San Marco - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L’Inizio dell’Operazione Anfibia</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La mattina presto, nel bacino allagato di Nave San Marco, le forze da sbarco hanno dato il via a un'operazione complessa per raggiungere e mettere in sicurezza la costa di Capo Teulada. La missione faceva parte di un addestramento che ha coinvolto diverse forze specializzate in operazioni anfibie, tra cui il 1° Reggimento San Marco e il 1° Firepower Control Team (FCT) della Compagnia Nuotatori Paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo principale dell’esercitazione era quello di testare le capacità di sbarco, bonifica e presidio di una zona costiera sensibile, garantendo il controllo sia terrestre che marittimo. I partecipanti hanno dovuto fronteggiare una serie di minacce simulate, rendendo l'operazione particolarmente impegnativa. Le unità sono state impegnate in azioni che comprendevano l’infiltrazione e l’eliminazione di ostacoli per consentire l’approdo dei veicoli multiruolo in configurazione JTAC (Joint Terminal Attack Controller), cruciali per il coordinamento di attacchi aerei di supporto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le Unità in Azione</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Brigata Marina San Marco, da sempre simbolo dell'eccellenza delle forze da sbarco italiane, ha messo in campo diverse risorse per portare a termine l'operazione. Il 1° Reggimento San Marco ha svolto un ruolo cruciale come elemento di manovra, particolarmente adatto per operazioni in ambienti complessi e difficili, come quelli marittimi e terrestri. I fucilieri del 1° Reggimento sono addestrati per operazioni di Rapid Onset Military Operations (ROMO), una specializzazione che li rende particolarmente adatti a sbarchi rapidi e situazioni di crisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In parallelo, il 2° Reggimento San Marco ha offerto il proprio contributo attraverso operazioni di protezione e sicurezza navale. I suoi operatori sono stati impegnati in compiti di Force Protection, un aspetto fondamentale per la sicurezza delle unità navali in missioni internazionali, dove sono spesso chiamati a svolgere operazioni di boarding e ispezioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18852,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/140525-bmsm-1.jpg\" alt=\"Joint Stars 2025: L’Addestramento Anfibio della Brigata Marina San Marco - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18852\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Joint Stars 2025: L’Addestramento Anfibio della Brigata Marina San Marco - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Joint Stars 2025: L’Addestramento Anfibio della Brigata Marina San Marco - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L’Addestramento Tattico e Interforze</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un aspetto distintivo della Joint Stars 2025 è stato l’approccio interforze e inter-agenzia, che ha visto diverse unità della Difesa operare in sinergia. Le forze terrestri, navali e aeree hanno dovuto interagire e coordinarsi in tempo reale, rendendo l’esercitazione una simulazione estremamente realistica delle sfide che potrebbero affrontare durante missioni di ampio respiro. Le unità di sbarco hanno lavorato insieme alle forze aeree, che hanno fornito supporto durante l’approdo, mentre i veicoli tattici sono stati impiegati per la protezione dei punti strategici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione ha avuto luogo in scenari diversi, tra cui aree boschive e terreni difficili da raggiungere, dove le forze hanno simulato operazioni di ricognizione e di difesa contro forze ostili. Questo ha messo alla prova le capacità di adattamento e la capacità di operare in contesti estremi, caratteristiche fondamentali per le forze da sbarco della Brigata Marina San Marco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La Formazione e le Competenze dei Fucilieri di Marina</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Essere un fuciliere di Marina oggi significa intraprendere un percorso di formazione rigoroso, che unisce la preparazione fisica, psicologica e tecnica. I soldati della Brigata San Marco sono addestrati per operare in condizioni difficili e in scenari dinamici, dove la rapidità di esecuzione e la capacità di adattamento sono essenziali. Durante l’esercitazione, le unità hanno dovuto affrontare prove fisiche e tecniche, con l’obiettivo di mantenere un livello di prontezza sempre elevato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il percorso di addestramento include competenze avanzate in combattimento ravvicinato, difesa CBRN (Chimica, Biologica, Radiologica e Nucleare), uso di sistemi d’arma avanzati e operazioni di comunicazione. Ogni fuciliere di Marina è chiamato a gestire situazioni di alta intensità, come operazioni di assalto o evacuazione, mantenendo elevati standard di professionalità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Conclusione: Il Valore della Brigata Marina San Marco</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Joint Stars 2025 ha confermato ancora una volta l’eccellenza della Brigata Marina San Marco, un'unità che rappresenta il cuore pulsante delle forze da sbarco italiane. L’addestramento intensivo e la preparazione costante permettono ai fucilieri di Marina di operare in qualsiasi parte del mondo, affrontando qualsiasi tipo di sfida, sempre pronti a garantire la sicurezza nazionale e internazionale. Concludendo l’esercitazione con successo, la Brigata ha ribadito il suo impegno verso il continuo miglioramento delle proprie capacità operative, mantenendo alta la bandiera dell’Italia nelle missioni più critiche e impegnative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/1747236304-whatsapp-image-2025-05-14-171100-1.webp","categoria":"Nazionali","tags":"addestramentoanfibio, BrigataSanMarco, JointStars2025","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-15 09:58:16","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilgiornale.it/news/interni/joint-stars-2025-inizia-laddestramento-anfibio-san-marco-2479042.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18849-joint-stars-2025-laddestramento-anfibio-della-brigata-marina-san-marco.mp4","galleria":""}
{"id":18834,"titolo":"FEINDEF 2025: annunciata una nuova fase di cooperazione strategica nel settore navale tra Navantia e Leonardo","contenuto_html":"<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Memorandum d’Intesa per rafforzare la cooperazione industriale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della <strong>Fiera Internazionale della Difesa FEINDEF 2025</strong>, svoltasi a Madrid dal 12 al 14 maggio, <strong>Navantia e Leonardo</strong> hanno ufficializzato un nuovo accordo di collaborazione volto a <strong>promuovere e commercializzare soluzioni navali integrate</strong> nel settore della Difesa. La notizia, resa pubblica attraverso un comunicato congiunto durante l’evento, segna un passo decisivo verso l’ampliamento di una partnership industriale di lunga durata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Memorandum d’Intesa (MoU)</strong> è stato firmato la settimana precedente all’evento dal <strong>Chief Operating Officer di Navantia, Gonzalo Mateo</strong>, e dal <strong>Direttore Marketing e Vendite di Leonardo Electronics, Davide Fazio</strong>. L'accordo ha lo scopo di <strong>esplorare nuove opportunità di mercato</strong>, con particolare attenzione a soluzioni modulari e interoperabili che integrino i punti di forza tecnologici di entrambe le aziende.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come indicato nei comunicati ufficiali, il MoU mira a <strong>completare i rispettivi portafogli</strong>: Navantia con la sua ampia gamma di unità navali — dai <strong>pattugliatori alle fregate</strong>, passando per <strong>corvette e portaerei</strong> — e Leonardo con un’offerta consolidata di <strong>sensori, radar, sistemi di tiro e armamenti navali</strong>, flessibili e adattabili a diverse piattaforme e scenari operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un’eredità industriale solida al servizio dell’innovazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La collaborazione tra <strong>Navantia e Leonardo</strong> non è nuova: si tratta di una relazione industriale che ha origine <strong>diversi decenni fa</strong> e che ha dato vita a progetti di riferimento nel panorama navale europeo. Tra questi spicca il programma delle <strong>fregate F110</strong> dell’Armada spagnola, su cui Leonardo ha fornito il <strong>cannone OTO 127/64 LW</strong>, il <strong>radar di controllo del tiro</strong> integrato nei sistemi Navantia e il <strong>sistema automatico di gestione delle munizioni (AAHS)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18840,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"FEINDEF 2025: annunciata una nuova fase di cooperazione strategica nel settore navale tra Navantia e Leonardo - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/spanish-navys-f-110-class-frigates-passes-critical-design-review-cdr-1.webp\" alt=\"FEINDEF 2025: annunciata una nuova fase di cooperazione strategica nel settore navale tra Navantia e Leonardo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18840\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">FEINDEF 2025: annunciata una nuova fase di cooperazione strategica nel settore navale tra Navantia e Leonardo - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi sistemi, largamente <strong>collaudati e già operativi su numerose piattaforme</strong>, sono montati anche su unità della classe <strong>BAM (Buques de Acción Marítima)</strong>. Le navi Navantia sono inoltre equipaggiate con <strong>cannoni OTO da 76/62 mm</strong> e radar Leonardo, dimostrando l’affidabilità e l’integrazione delle due tecnologie. Oltre alla Marina spagnola, molte <strong>marine estere</strong> hanno scelto l’accoppiata Navantia-Leonardo per le proprie esigenze operative, riconoscendo il valore di un sistema integrato e performante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A testimoniare la solidità e la profondità di questa alleanza, erano presenti durante l’annuncio ufficiale anche figure chiave delle due aziende: <strong>José Manuel Mondéjar</strong>, Direttore Commerciale di Navantia; <strong>Cristina Abad</strong>, Direttore di Navantia Sistemas; <strong>Ludovica Rendine</strong>, Responsabile dello Sviluppo Commerciale Internazionale di Leonardo in Spagna; e <strong>Alverto Bava</strong>, Vicepresidente Marketing e Vendite della Divisione Elettronica di Leonardo per Europa e Africa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18842,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"FEINDEF 2025: annunciata una nuova fase di cooperazione strategica nel settore navale tra Navantia e Leonardo - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Navantia-Leonardo-Feinfed-2025-002-1.jpg\" alt=\"FEINDEF 2025: annunciata una nuova fase di cooperazione strategica nel settore navale tra Navantia e Leonardo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18842\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">FEINDEF 2025: annunciata una nuova fase di cooperazione strategica nel settore navale tra Navantia e Leonardo - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa presenza conferma l’interesse reciproco a potenziare le sinergie non solo tecniche, ma anche <strong>commerciali e strategiche</strong>, con l’obiettivo di affrontare insieme i futuri sviluppi del mercato navale militare globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso una risposta più rapida, flessibile e tecnologicamente autonoma</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’aspetto più innovativo del nuovo accordo riguarda la <strong>flessibilità e l’agilità commerciale</strong> che Navantia e Leonardo intendono generare come vantaggio competitivo. In un settore in cui la <strong>rapidità di risposta alle esigenze del cliente</strong> rappresenta un fattore decisivo, la capacità di decidere, adattare e agire in tempi rapidi è un elemento strategico fondamentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto dichiarato nei comunicati ufficiali, l’intesa punta a <strong>ottimizzare i tempi decisionali</strong>, snellire i processi e aumentare la capacità di risposta ai bandi di gara, offrendo <strong>pacchetti integrati e scalabili</strong> alle marine di tutto il mondo. Le due aziende potranno così <strong>partecipare congiuntamente a programmi internazionali</strong>, sviluppare nuove tecnologie in maniera coordinata e rafforzare la loro <strong>presenza nei mercati emergenti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, l’accordo ha anche un valore strategico per l’<strong>industria europea della Difesa</strong>, promuovendo lo sviluppo di <strong>capacità tecnologiche sovrane</strong>. In un contesto internazionale in cui l'autonomia industriale e la sicurezza marittima diventano priorità sempre più urgenti, Navantia e Leonardo rappresentano due attori fondamentali per la <strong>costruzione di un ecosistema europeo della Difesa più forte e indipendente</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:gallery {\"linkTo\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped\"><!-- wp:image {\"id\":18844,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"FEINDEF 2025: annunciata una nuova fase di cooperazione strategica nel settore navale tra Navantia e Leonardo - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/ue-difesa-navale-1024x577.png\" alt=\"FEINDEF 2025: annunciata una nuova fase di cooperazione strategica nel settore navale tra Navantia e Leonardo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18844\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">FEINDEF 2025: annunciata una nuova fase di cooperazione strategica nel settore navale tra Navantia e Leonardo - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image --></figure>\n<!-- /wp:gallery -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’annuncio congiunto di Navantia e Leonardo alla FEINDEF 2025 non è solo una conferma di una collaborazione già rodata, ma <strong>l’inizio di una nuova fase</strong> orientata alla <strong>flessibilità, all’integrazione tecnologica e all’espansione internazionale</strong>. In un mondo in cui le sfide alla sicurezza navale sono in costante evoluzione, l’alleanza tra questi due leader industriali è destinata a giocare un ruolo centrale nello <strong>sviluppo di soluzioni navali competitive, innovative e sostenibili</strong> per le marine del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/OIF.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"Feindef, Leonardo, navantia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-15 09:11:59","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.analisidifesa.it/2025/05/navantia-e-leonardo-annunciano-un-mou-al-salone-feindef-2025/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18834-feindef-2025-annunciata-una-nuova-fase-di-cooperazione-strategica-nel-settore-navale-tra-navantia-e-leonardo.mp4","galleria":""}
{"id":18820,"titolo":"Intelligenza Artificiale: La Nuova Frontiera della US Air Force con il Centro di Eccellenza","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 7 maggio 2025, durante <a href=\"https://www.technetmidamerica.com/\">la conferenza TechNet Cyber di AFCEA International</a> (Armed Forces Communications and Electronics Association), la US Air Force ha annunciato la creazione di un nuovo <strong>Centro di Eccellenza per l’Intelligenza Artificiale (AI)</strong>, un’iniziativa ambiziosa che mira a potenziare le capacità tecnologiche della US Air Force attraverso il rafforzamento delle collaborazioni con istituzioni di prestigio come il<strong> MIT, l’Università di Stanford e Microsoft.</strong> Questo centro rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di modernizzazione e innovazione della US Air Force, mirando a sviluppare e applicare soluzioni di intelligenza artificiale per migliorare le operazioni militari e la sicurezza nazionale. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18831,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Intelligenza Artificiale: La Nuova Frontiera della US Air Force con il Centro di Eccellenza - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/ribbon-cutting-2024-1-scaled-2-1024x681.jpeg\" alt=\"Intelligenza Artificiale: La Nuova Frontiera della US Air Force con il Centro di Eccellenza - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18831\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Intelligenza Artificiale: La Nuova Frontiera della US Air Force con il Centro di Eccellenza - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un Nuovo Centro per l'Intelligenza Artificiale</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo <strong>Centro di Eccellenza AI</strong> sarà gestito dalla <strong>Chief Data and AI Officer della US Air Force, Susan Davenport</strong>, e avrà come obiettivo quello di coordinare lo sviluppo e l'implementazione di tecnologie avanzate nel campo dell’intelligenza artificiale. In un discorso durante la conferenza, l'uscente <strong>Chief Information Officer</strong>, <strong>Venice Goodwine</strong>, ha sottolineato come il centro sfrutterà le infrastrutture tecnologiche già in essere, come quelle di <strong>Microsoft</strong> e le collaborazioni con <strong>MIT</strong> e <strong>Stanford</strong>, per accelerare l’integrazione dell’AI nelle operazioni militari. “L’AI ha un ampio continuum di applicazioni,” ha spiegato Goodwine, “dalla produttività alla creazione di sistemi autonomi basati sull’intelligenza artificiale. Il nostro obiettivo è garantire che le tecnologie che sviluppiamo siano in linea con gli obiettivi strategici della Forza Aerea.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18822,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/20200123-114222-scaled-1-1024x768.jpg\" alt=\"Intelligenza Artificiale: La Nuova Frontiera della US Air Force con il Centro di Eccellenza - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18822\" title=\"Intelligenza Artificiale: La Nuova Frontiera della US Air Force con il Centro di Eccellenza - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Intelligenza Artificiale: La Nuova Frontiera della US Air Force con il Centro di Eccellenza - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Collaborazioni Strategiche per l’Innovazione</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le collaborazioni già in atto con <strong>MIT</strong> e <strong>Stanford University</strong> giocano un ruolo fondamentale nel successo di questa iniziativa. <strong>MIT</strong>, ad esempio, ospita l'<a href=\"https://aia.mit.edu/\">acceleratore di AI</a> della US Air Force, mentre il <strong><a href=\"https://mcas-proxyweb.mcas.ms/certificate-checker?login=false&amp;originalUrl=https%3A%2F%2Fwww.linkedin.com.mcas.ms%2Fposts%2Fdaf-stanford-ai-studio_ai-autonomy-innovation-activity-7272329285003022336-5nq6%3Futm_source%3Dshare%26utm_medium%3Dmember_desktop%26rcm%3DACoAAAFRsvkBprb7daYQ0zHzWmOevxxt_nZU7lc%26McasTsid%3D15600&amp;McasCSRF=0d843fc4b825e2445a53003da1ac498e41986cfd3015ba372dd2799e46d87a53\">DAF-Stanford AI Studio</a></strong> è un centro di ricerca focalizzato sull’intelligenza artificiale e le tecnologie emergenti, tra cui quelle utilizzate per la progettazione di aerei e satelliti autonomi. Un recente progetto ha visto la realizzazione di un corso intensivo di dieci giorni presso la <strong>Air Force Test Pilot School</strong> di Edwards, in California, che ha coinvolto gli studenti nella sperimentazione di tecnologie AI avanzate, preparando il personale per l’adozione di veicoli aerei autonomi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18823,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/8866054-1024x768.jpg\" alt=\"Intelligenza Artificiale: La Nuova Frontiera della US Air Force con il Centro di Eccellenza - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18823\" title=\"Intelligenza Artificiale: La Nuova Frontiera della US Air Force con il Centro di Eccellenza - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Intelligenza Artificiale: La Nuova Frontiera della US Air Force con il Centro di Eccellenza - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste collaborazioni con i principali centri di ricerca sono essenziali per mantenere la US Air Force all’avanguardia nel campo dell'intelligenza artificiale, un'area di crescente importanza in tutti i settori, dalla difesa all’analisi dei dati, dalla gestione delle operazioni alla protezione dello spazio aereo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Teaming Estremo: Un Nuovo Approccio alla Collaborazione</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro punto cruciale sollevato da <strong>Goodwine</strong> riguarda l’adozione di un approccio che la US Air Force definisce come <strong>“extreme teaming”</strong>. Questo concetto si basa sulla necessità di una cooperazione sinergica tra le diverse branche del Dipartimento della Difesa (DoD), evitando soluzioni separate per ciascun servizio (Esercito, US Air Force, Space Force, Marina, etc.). “Quando l’industria si avvicina al Dipartimento della Difesa, deve pensare in termini integrati, non separati,” ha affermato Goodwine, chiedendo ai partner industriali di presentare soluzioni che possano essere applicate trasversalmente in tutti i settori operativi. L'obiettivo è massimizzare l'efficienza e ottimizzare l'uso delle risorse attraverso una visione unica e integrata delle tecnologie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’approccio “extreme teaming”, i contratti e gli investimenti dovranno essere strategici e mirati, evitando duplicazioni e sovrapposizioni. “Non possiamo permetterci di avere accordi separati per ogni ramo delle forze armate,” ha spiegato Goodwine. La chiave del successo risiede nel concentrare gli sforzi per ottenere il massimo impatto da ogni investimento, sfruttando le risorse esistenti prima di fare nuovi impegni finanziari. In altre parole, “se volete che io faccia qualcosa di nuovo, dovete aiutarci con gli investimenti già in atto.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18824,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/P1000274-DU-Sprint-Team-scaled-1-1024x559.jpg\" alt=\"Intelligenza Artificiale: La Nuova Frontiera della US Air Force con il Centro di Eccellenza - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18824\" title=\"Intelligenza Artificiale: La Nuova Frontiera della US Air Force con il Centro di Eccellenza - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Intelligenza Artificiale: La Nuova Frontiera della US Air Force con il Centro di Eccellenza - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L’Intelligenza Artificiale come Motore dell’Innovazione nella Difesa</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'intelligenza artificiale si sta affermando come un motore fondamentale per l'innovazione nel settore della difesa, sia per quanto riguarda le operazioni quotidiane che per lo sviluppo di nuove capacità strategiche. Nel campo della sicurezza e della difesa nazionale, l’AI offre un vasto potenziale, dalla gestione avanzata dei dati alla creazione di sistemi autonomi per la sorveglianza e le operazioni di combattimento. I progressi nell’AI, infatti, non solo migliorano l’efficienza e la velocità delle operazioni, ma aumentano anche la capacità di prendere decisioni informate in tempo reale, riducendo al minimo l’intervento umano e migliorando la reattività delle forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'integrazione dell'intelligenza artificiale nelle forze armate non riguarda solo la creazione di sistemi autonomi, ma anche il miglioramento dei processi decisionali e la gestione delle risorse. L'AI può essere utilizzata per l'analisi predittiva, la pianificazione strategica, la gestione del rischio e la creazione di scenari operativi ottimizzati, migliorando la capacità di risposta a situazioni di crisi e minacce in rapido cambiamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Collaborazione tra Mondo Militare e Accademico: Il Caso del CASD e Politecnico di Milano</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente all’iniziativa della US Air Force, anche in Italia le collaborazioni tra il mondo militare e quello accademico stanno prendendo piede. Il <strong>Centro Alti Studi per la Difesa (CASD)</strong> e il <strong>Politecnico di Milano</strong> hanno recentemente siglato un accordo triennale per collaborare su progetti di formazione, ricerca e innovazione tecnologica, in particolare nel campo dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali. Questo accordo, che include anche il progetto <strong>“educational digital hub edvance”</strong>, mira a sviluppare una formazione avanzata in <strong>alfabetizzazione digitale, AI e sostenibilità</strong>. La collaborazione tra il CASD e il Politecnico di Milano è un altro esempio di come l'innovazione tecnologica possa essere un collante tra il mondo della difesa e quello accademico, con l'obiettivo di sviluppare soluzioni all’avanguardia per il futuro della sicurezza e della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18825,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/41ce09fc-ae98-49a9-936e-e22f53275cd6-1024x681.jpg\" alt=\"Intelligenza Artificiale: La Nuova Frontiera della US Air Force con il Centro di Eccellenza - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18825\" title=\"Intelligenza Artificiale: La Nuova Frontiera della US Air Force con il Centro di Eccellenza - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Intelligenza Artificiale: La Nuova Frontiera della US Air Force con il Centro di Eccellenza - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il lancio del nuovo <strong>Centro di Eccellenza per l’Intelligenza Artificiale</strong> della US Air Force rappresenta un passo decisivo verso l’integrazione di tecnologie avanzate nella difesa e nella sicurezza nazionale. Grazie alle collaborazioni con istituzioni di ricerca di alto livello come <strong>MIT</strong>, <strong>Stanford</strong> e <strong>Microsoft</strong>, il centro avrà un ruolo cruciale nell’evoluzione delle capacità della US Air Force e, più in generale, del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. La capacità di sfruttare l'intelligenza artificiale per migliorare le operazioni militari e garantire la superiorità strategica sarà fondamentale per affrontare le sfide future in un mondo sempre più digitale e connesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-14-180858.png","categoria":"Internazionali","tags":"collaborazioneaccademica, difesa, extreme teaming, innovazione, intelligenzaartificiale, Microsoft, MIT, Stanford, tecnologiadifesa, USAirForce","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-14 17:12:41","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.difesa.it/smd/news-italia/siglato-accordo-quadro-tra-casd-e-politecnico-milano/65407.html","altre-fonti":"https://www.airandspaceforces.com/air-force-launching-new-artificial-intelligence-center-of-excellence/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18820-intelligenza-artificiale-la-nuova-frontiera-della-us-air-force-con-il-centro-di-eccellenza.mp4","galleria":""}
{"id":18809,"titolo":"Scramble nel Mar Nero: gli Eurofighter italiani proteggono lo spazio aereo NATO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Constanța (Romania)</strong> – Due caccia Eurofighter Typhoon dell’Aeronautica Militare italiana, appartenenti alla Task Force Air – 51st Wing, sono decollati il 29 aprile dalla base aerea di Mihail Kogălniceanu in risposta a un ordine di <strong>decollo immediato (alpha scramble)</strong> emesso dal <a href=\"https://ac.nato.int/about/caoc/torrejon\">CAOC (Combined Air Operations Center) della NATO di Torrejón, Spagna</a>. L’intervento si è reso necessario in seguito all’avvistamento di attività aeree sospette condotte da droni russi nei pressi del confine sud-occidentale ucraino, in prossimità del territorio rumeno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’operazione si inserisce nel quadro della missione NATO di Enhanced Air Policing – Southern Area, denominata <strong>“Black Storm II”</strong>, che mira a garantire la sicurezza e l’integrità dello spazio aereo dell’Alleanza nel quadrante sud-orientale, una zona strategica per la difesa euro-atlantica, specie dopo l’aggressione russa all’Ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18813,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Scramble nel Mar Nero: gli Eurofighter italiani proteggono lo spazio aereo NATO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Defence-Aircraft-SP-EFA-foto8.jpg\" alt=\"Scramble nel Mar Nero: gli Eurofighter italiani proteggono lo spazio aereo NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18813\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Scramble nel Mar Nero: gli Eurofighter italiani proteggono lo spazio aereo NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Scramble,p attugliamento congiunto e difesa collettiva</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I due Eurofighter italiani hanno operato in stretta coordinazione con gli F-16 dell’Aeronautica rumena, che avevano precedentemente decollato dalla base aerea di Borcea. Dopo il rifornimento dei caccia rumeni, gli Eurofighter hanno preso il controllo delle operazioni di pattugliamento lungo il confine settentrionale della Romania, in particolare nella regione di Tulcea, seguendo le indicazioni del Control Reporting Center (CRC) di Balotești.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attività si è protratta per tutta la notte, con i due Paesi alleati che si sono alternati nella sorveglianza dello spazio aereo, fino al rientro alla normalità avvenuto intorno alle ore 5:00 del mattino. Nessuna violazione diretta dello spazio aereo NATO è stata registrata, ma l’episodio ha evidenziato l’efficacia del dispositivo di risposta rapida e la sinergia tra le forze alleate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18816,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Scramble nel Mar Nero: gli Eurofighter italiani proteggono lo spazio aereo NATO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/220822-Polonia1Scramble1234.jpg\" alt=\"Scramble nel Mar Nero: gli Eurofighter italiani proteggono lo spazio aereo NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18816\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Scramble nel Mar Nero: gli Eurofighter italiani proteggono lo spazio aereo NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dispiegamento italiano in Romania, giunto alla sua <strong>terza rotazione</strong>, prevede l’impiego di <strong>quattro Eurofighter Typhoon</strong> dell’Aeronautica Militare, configurati con armamenti di nuova generazione e capacità avanzate di rilevamento e tracciamento, anche di velivoli di piccole dimensioni e a bassa velocità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Task Force Air – 51st Wing ha recentemente raggiunto la <strong>Full Operational Capability (FOC)</strong>, certificata dal CAOC Torrejón, che ne ha lodato l’eccellente livello di prontezza e la rapidità di predisposizione delle capacità operative. Per i prossimi quattro mesi, i velivoli italiani saranno pronti a decollare in servizio di <strong>quick reaction alert</strong>, alternandosi con gli assetti rumeni e contribuendo al sistema integrato di difesa aerea e missilistica della NATO (NATINAMDS).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il contributo italiano alla missione NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia partecipa alle attività di Air Policing con i propri mezzi e personale, sotto la direzione del <strong>Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI)</strong> per gli aspetti nazionali, e sotto il controllo operativo del <strong>CAOC NATO di Torrejón</strong> per tutte le missioni di interesse dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18817,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Scramble nel Mar Nero: gli Eurofighter italiani proteggono lo spazio aereo NATO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/6-1024x576.jpg\" alt=\"Scramble nel Mar Nero: gli Eurofighter italiani proteggono lo spazio aereo NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18817\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Scramble nel Mar Nero: gli Eurofighter italiani proteggono lo spazio aereo NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le missioni di Air Policing, attive 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, rappresentano un pilastro essenziale della <strong>difesa collettiva della NATO</strong>, contribuendo alla deterrenza e alla risposta immediata contro ogni possibile minaccia allo spazio aereo dei Paesi membri. In particolare, nel contesto dell’area del Mar Nero, esse assumono un’importanza strategica fondamentale alla luce dell’instabilità geopolitica e delle crescenti minacce provenienti dall’Est.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A seguito dell’annessione illegale della Crimea da parte della Russia nel 2014, la NATO ha rafforzato le proprie capacità difensive lungo il fianco orientale, integrando la presenza di forze aeree negli Stati Baltici, in Polonia, Bulgaria e Romania. Il contributo italiano alla missione “Black Storm II” si inserisce dunque in un più ampio sforzo internazionale volto a garantire la sicurezza dei cieli europei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo scramble della nuova rotazione italiana conferma l’efficacia del dispositivo di prontezza operativa, la piena interoperabilità con le forze aeree alleate e il costante impegno dell’Italia nel sostenere le missioni collettive dell’Alleanza Atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/4-11200.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"aeronauticamilitare, difesa, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-14 12:29:31","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.aeronautica.difesa.it/news/romania-la-tfa-51st-wing-opera-in-servizio-dallarme-sul-mar-nero/","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18809-scramble-mar-nero-eurofighter-spazio-aereo-nato.mp4","galleria":""}
{"id":18805,"titolo":"Sandhurst Military Competition 2025 - VIDEO","contenuto_html":"<!-- wp:embed {\"url\":\"https://youtu.be/PaC78B5SZrw?si=dQW_KEpzAG6FLKMQ\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://youtu.be/PaC78B5SZrw?si=dQW_KEpzAG6FLKMQ\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":4} -->\n<h4 class=\"wp-block-heading\">La Sandhurst Military Competition 2025, tenutasi presso la United States Military Academy di West Point, ha visto la partecipazione di una rappresentativa di ufficiali italiani della Scuola Ufficiali dell'Esercito. La competizione, che ha coinvolto 48 squadre da 16 Paesi, si è svolta su un percorso di circa 40 km e ha avuto una durata di 36 ore, durante le quali i partecipanti sono stati sottoposti a sfide fisiche e mentali. Gli esercizi includevano fitness funzionale, montaggio e smontaggio armi, tiri, navigazione notturna, primo soccorso, esfiltrazione di feriti, attivazione CBRN, e utilizzo di apparati radio. Le squadre sono state valutate sulla capacità di operare in condizioni critiche, sulla leadership e sull'orientamento topografico. La rappresentativa italiana, preparata con il supporto di forze speciali, si è distinta tra i team internazionali, dimostrando un elevato livello di addestramento e preparazione.</h4>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/Foto-3-Tiri-con-fucile-M4.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Accademia MIlitìare4, esercitoitaliano, SandhurstMilitaryCompetition2025","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-14 10:20:01","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18805-sandhurst-military-competition-2025-video.mp4","galleria":""}
{"id":18791,"titolo":"Lezione da Apprendere dalla Sandhurst Military Competition 2025: Addestramento Avanzato con Arma Individuale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La recente partecipazione alla Sandhurst Military Competition 2025 da parte di una rappresentativa di Ufficiali frequentatori della Scuola Ufficiali dell'Esercito di Torino ha messo in evidenza un aspetto cruciale nella preparazione delle forze armate italiane e, in generale, nelle forze militari moderne: <strong>la necessità di addestrare gli Ufficiali in modo intensivo e professionale nell'uso delle armi individuali nei differenti ambienti operativi</strong>. La competizione, che si è svolta presso la United States Military Academy (USMA) di West Point, ha visto la partecipazione di 48 squadre provenienti da 16 Nazioni, ed è stata un banco di prova per le capacità fisiche, mentali e operative dei partecipanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18797,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Lezione da Apprendere dalla Sandhurst Military Competition 2025: Addestramento Avanzato con Arma Individuale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Foto-1-1024x768.png\" alt=\"Lezione da Apprendere dalla Sandhurst Military Competition 2025: Addestramento Avanzato con Arma Individuale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18797\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lezione da Apprendere dalla Sandhurst Military Competition 2025: Addestramento Avanzato con Arma Individuale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Contesto della Sandhurst Military Competition</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Sandhurst Military Competition</strong> è una delle competizioni più prestigiose e impegnative al mondo, aperta a cadetti e ufficiali delle accademie militari e degli istituti di formazione dei paesi alleati degli Stati Uniti. In questa edizione, la competizione si è svolta su un percorso di 40 km in cui le squadre sono state sottoposte a sfide fisiche e mentali rigorose, tra cui percorsi di functional fitness, montaggio e smontaggio delle armi sotto stress, tiri con armi portatili, navigazione notturna, primo soccorso ed esfiltrazione di ferito, e altre prove che richiedono competenze tecniche avanzate e capacità di operare sotto pressione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La squadra italiana, composta da ufficiali selezionati e addestrati dal Reparto Corsi con il supporto del <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\">185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione e Acquisizione Obiettivi (RRAO)</a> di Livorno, si è distinta tra le squadre internazionali, confermando l<strong>'alto livello di preparazione che le Forze Armate italiane</strong> sono in grado di offrire. Tuttavia, proprio durante questa intensa competizione, è emersa una lezione fondamentale per il futuro addestramento degli Ufficiali italiani: <strong>la necessità di un modulo intensivo di tiro dinamico con arma individuale</strong> <strong>per tutti i Leaders.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18798,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Lezione da Apprendere dalla Sandhurst Military Competition 2025: Addestramento Avanzato con Arma Individuale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Foto-9-Durante-un-momento-della-Sandhurst-1024x683.jpg\" alt=\"Lezione da Apprendere dalla Sandhurst Military Competition 2025: Addestramento Avanzato con Arma Individuale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18798\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lezione da Apprendere dalla Sandhurst Military Competition 2025: Addestramento Avanzato con Arma Individuale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L’Importanza del Tiro Dinamico Avanzato</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della competizione, uno degli aspetti più critici è stato l'uso dell'arma individuale sotto condizioni di stress e in scenari operativi complessi. Sebbene gli ufficiali delle Accademie Militari siano già formati nelle tecniche di base del tiro e dell’impiego delle armi, è chiaro che l'addestramento standard non è sufficiente a garantire l'eccellenza operativa. <strong>Il tiro dinamico</strong>, che implica l’abilità di utilizzare l'arma in scenari complessi, come quelli che si affrontano durante operazioni di combattimento reale, è <strong>un'area che deve essere sviluppata con maggiore intensità e specializzazione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partecipazione alla Sandhurst ha rivelato che gli Ufficiali, per raggiungere livelli professionali eccellenti nel maneggio delle armi, necessitano di una formazione specifica in grado di simularne l'uso in situazioni di alta pressione, come durante il montaggio e smontaggio delle armi o l’esecuzione di tiri sotto stress, che sono frequenti in ambienti operativi reali. Queste attività, fondamentali per la sicurezza e l’efficacia operativa, richiedono allenamento avanzato che non può essere ottenuto solo nelle tradizionali strutture accademiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il Ruolo Cruciale del 185° RRAO e Istruttori Specializzati</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una lezione chiara che emerge da questa esperienza è che l'addestramento avanzato con l'arma individuale non può essere affidato esclusivamente a istruttori generici. È fondamentale che le Forze Armate italiane, come già fatto con il <strong>185° RRAO</strong>, si affidino a <strong>istruttori delle forze speciali</strong>, che possiedono competenze e esperienze dirette sul campo in ambienti di combattimento estremamente complessi. Il 185° RRAO, con la sua esperienza in operazioni speciali, è in grado di offrire un addestramento altamente specializzato, mirato a sviluppare le capacità degli ufficiali in contesti operativi reali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In alternativa, le Forze Armate italiane potrebbero considerare anche la collaborazione con <strong>agenzie esterne specializzate</strong> in attività di tiro dinamico e formazione avanzata, come quelle che operano nel settore della difesa privata, in modo da arricchire l’offerta formativa e ampliare le competenze dei propri Ufficiali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18799,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Lezione da Apprendere dalla Sandhurst Military Competition 2025: Addestramento Avanzato con Arma Individuale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Foto-6-Durante-un-momento-della-Sandhurst-1024x683.jpg\" alt=\"Lezione da Apprendere dalla Sandhurst Military Competition 2025: Addestramento Avanzato con Arma Individuale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18799\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lezione da Apprendere dalla Sandhurst Military Competition 2025: Addestramento Avanzato con Arma Individuale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un Approccio Mirato alla Preparazione dei Leader</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per gli Ufficiali, specialmente quelli provenienti dalle accademie, che si preparano a intraprendere ruoli di leadership in contesti operativi complessi, la capacità di maneggiare l'arma con efficacia è solo una parte della formazione necessaria. Tuttavia, l’esperienza accumulata nella Sandhurst Military Competition 2025 ha sottolineato l'importanza di migliorare questa componente dell'addestramento per rispondere alle richieste del moderno scenario bellico, dove le competenze individuali, il lavoro di squadra e la leadership sotto pressione sono essenziali per il successo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il tiro dinamico avanzato deve essere parte integrante del percorso formativo per garantire che ogni ufficiale, quando chiamato a condurre operazioni in ambienti ad alto rischio, sia in grado di reagire prontamente e con competenza, preservando al massimo le proprie capacità operative. Questo approccio, unito all’esperienza e all’esposizione diretta a scenari ad alta intensità come quelli vissuti nella competizione Sandhurst, assicurerà un salto qualitativo significativo nella preparazione degli ufficiali italiani e, più in generale, delle forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partecipazione alla <strong>Sandhurst Military Competition 2025</strong> ha offerto una visione concreta delle sfide che i nostri ufficiali sono chiamati a fronteggiare, ma ha anche fornito un'importante lezione: l'esigenza di un addestramento avanzato, specializzato e intensivo nell'uso delle armi individuali, svolto da istruttori delle forze speciali o agenzie esterne specializzate, è fondamentale per assicurare un livello professionale di eccellenza. Solo con questo tipo di preparazione, infatti, sarà possibile raggiungere gli elevati standard richiesti dalle competizioni internazionali e, soprattutto, dalle operazioni sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/Foto-3-Tiri-con-fucile-M4.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"addestramentoavanzato, forzespeciali, SandhurstMilitaryCompetition","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-14 10:04:48","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Sandhurst_2025.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18791-lezione-dalla-sandhurst-military-competition-25.mp4","galleria":""}
{"id":18776,"titolo":"Helsing tra innovazione e responsabilità: i droni HX-2 e il futuro della difesa europea","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’azienda tedesca Helsing, specializzata nello sviluppo di tecnologie di difesa basate sull’Intelligenza Artificiale, ha annunciato la produzione di 6.000 nuovi droni d’attacco HX-2 destinati all’Ucraina. Questo importante ordine si aggiunge a quello precedente di 4.000 HF-1, consolidando il ruolo di Helsing come uno dei principali produttori mondiali di droni militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’HX-2 rappresenta una nuova generazione di munizionamenti a guida autonoma. Con una gittata fino a 100 chilometri e una capacità di carico fino a cinque chilogrammi di esplosivo, il drone è stato progettato per resistere alle interferenze elettroniche nemiche. Il cuore tecnologico del sistema è costituito da un’intelligenza artificiale avanzata che, grazie a mappe pre-caricate e sensori integrati, consente al drone di operare anche in ambienti con totale assenza di connettività satellitare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Niklas Köhler, co-fondatore di Helsing, ha spiegato in un’intervista che l’HX-2 può letteralmente “volare all’interno di una stanza e colpire con precisione un obiettivo anche in caso di blackout del segnale”. I droni possono operare in sciami, con centinaia di unità coordinate da un unico operatore tramite un semplice laptop militare, rendendoli particolarmente efficaci per creare barriere difensive o effettuare azioni coordinate su vasta scala.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Gundbert Scherf, co-CEO di Helsing, “la NATO ha urgente bisogno di soluzioni tecnologiche in grado di proteggere i confini e garantire l’integrità territoriale dei suoi stati membri”. L’HX-2 nasce proprio con questa missione: garantire una difesa capillare, adattabile e resistente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Resilience Factories – un nuovo paradigma produttivo per la difesa europea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente all’annuncio dei nuovi droni, Helsing ha inaugurato la sua prima Resilience Factory (RF-1) nella Germania meridionale. Si tratta di un impianto ad alta efficienza, concepito per produrre oltre 1.000 droni HX-2 al mese, con possibilità di espansione in caso di escalation dei conflitti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18780,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Helsing tra innovazione e responsabilità: i droni HX-2 e il futuro della difesa europea - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/d1c37c33813619191e058982e3bed94496fcb61e-2560x1532-1-1024x613.webp\" alt=\"Helsing tra innovazione e responsabilità: i droni HX-2 e il futuro della difesa europea - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18780\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Helsing tra innovazione e responsabilità: i droni HX-2 e il futuro della difesa europea - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste fabbriche rappresentano un modello innovativo per la produzione militare europea: distribuite sul territorio e orientate alla sovranità tecnologica, esse permettono agli stati di produrre localmente sistemi avanzati di difesa, riducendo la dipendenza da fornitori extraeuropei. Helsing prevede di costruire ulteriori Resilience Factories in diversi paesi del continente, con l’obiettivo di creare una rete integrata e autosufficiente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Niklas Köhler sottolinea come il cuore della strategia produttiva di Helsing sia la combinazione tra progettazione software e tecniche di produzione scalabili. Invece di complicare l’hardware, i problemi vengono risolti a livello algoritmico: questo approccio consente di ottenere sistemi più affidabili, più economici e soprattutto più facilmente replicabili su larga scala.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo, come afferma Scherf, è quello di “garantire la sovranità della produzione e della catena di approvvigionamento”. La capacità di produrre rapidamente e in maniera distribuita migliaia di unità rappresenta un vantaggio strategico essenziale per l’Europa nel contesto geopolitico attuale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tra difesa e rischio – le sfide etiche dell’autonomia militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’HX-2 rappresenta un significativo progresso tecnologico, ma solleva anche interrogativi etici e strategici rilevanti. Il sistema è progettato per operare in maniera autonoma in ambienti ostili, grazie alla capacità dell’intelligenza artificiale di identificare obiettivi e suggerire priorità. Tuttavia, Helsing ha chiarito che la decisione finale di attacco resta sempre in mano a un operatore umano, similmente ai moderni sistemi di navigazione per auto che forniscono suggerimenti, ma non impongono il percorso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante ciò, il dibattito si è acceso sul possibile utilizzo offensivo di questi sistemi. Se da un lato i droni HX-2 possono essere impiegati per proteggere i confini, prevenire incursioni e difendere infrastrutture critiche, dall’altro la loro efficacia e autonomia potrebbero spingere alcuni attori a utilizzarli per azioni offensive, incluse operazioni preventive su territorio nemico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18781,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Helsing tra innovazione e responsabilità: i droni HX-2 e il futuro della difesa europea - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/28f2b0eb066432d029cca5d1654cac5eef493c00-2880x1800-1-1024x576.webp\" alt=\"Helsing tra innovazione e responsabilità: i droni HX-2 e il futuro della difesa europea - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18781\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Helsing tra innovazione e responsabilità: i droni HX-2 e il futuro della difesa europea - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La crescente capacità decisionale autonoma dei droni, soprattutto in condizioni in cui la comunicazione con l’operatore risulta interrotta, porta inevitabilmente a una riflessione su chi – o cosa – detenga realmente il controllo in scenari di combattimento complessi. La possibilità che macchine decidano autonomamente bersagli da colpire, anche se solo in fase di preselezione, apre un fronte critico sulle implicazioni morali e giuridiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda la corsa agli armamenti che la produzione su larga scala di droni avanzati potrebbe innescare. Altri Paesi, vedendo l’efficacia degli HX-2, potrebbero essere incentivati a sviluppare tecnologie simili, aumentando il rischio di escalation militare e destabilizzazione internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di fronte a queste sfide, appare fondamentale che l’Europa si doti di una regolamentazione chiara e rigorosa sull’uso dei droni armati e dell’intelligenza artificiale nel settore militare. Serve un bilanciamento tra sicurezza e diritti umani, tra innovazione e responsabilità, affinché le tecnologie emergenti servano a proteggere – e non a minacciare – i valori democratici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I droni HX-2 di Helsing incarnano la nuova frontiera della difesa europea: intelligenti, resistenti, prodotti localmente. Ma proprio questa potenza richiede una riflessione profonda. L’Europa ha l’opportunità di guidare non solo sul piano tecnologico, ma anche su quello etico e giuridico. Il futuro della sicurezza passa attraverso scelte consapevoli, trasparenti e condivise.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/Helsing-Drone-HX-2.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, droniHX2, intelligenzaartificiale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-14 09:03:21","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://helsing.ai/newsroom/helsing-to-produce-6000-additional-strike-drones-for-ukraine","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18776-helsing-i-droni-hx-2-e-il-futuro-difesa-europea.mp4","galleria":""}
{"id":18765,"titolo":"Joint Stars for Charity: Solidarietà e Musica per i Bambini del Brotzu","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La solidarietà, la musica e la vicinanza concreta alla comunità sono stati i protagonisti del concerto organizzato dalla Banda Interforze, un evento che ha avuto come <strong>obiettivo raccogliere fondi per l'acquisto di postazioni con respiratore per la terapia intensiva pediatrica dell'ospedale ARNAS Brotzu</strong>. Il concerto si è svolto a bordo di Nave Trieste, con quasi cento membri della Banda Interforze diretti dal Maggiore Massimiliano Ciafrei, e ha visto la partecipazione di artisti del panorama musicale italiano, come Gaia Gentile e Bungaro, accompagnati dal sassofonista Raffaele Casarano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'iniziativa, parte del progetto \"Joint Stars for Charity\", si inserisce in un programma di beneficenza che ha raccolto oltre <strong>110.000 euro</strong> grazie alla generosità dei donatori. L'evento ha riscosso un grande successo, con una platea gremita e numerose autorità civili e militari presenti. <strong>L'obiettivo di questa serata speciale era quello di sostenere la pediatria dell'Ospedale Brotzu, a Cagliari, contribuendo all'acquisto di equipaggiamenti vitali per i bambini in terapia intensiva.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18769,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Joint Stars for Charity: Solidarietà e Musica per i Bambini del Brotzu - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/brotzu-2-720x380-2.jpg\" alt=\"Joint Stars for Charity: Solidarietà e Musica per i Bambini del Brotzu - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18769\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Joint Stars for Charity: Solidarietà e Musica per i Bambini del Brotzu - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\">Generale di Corpo d'Armata Giovanni Maria Iannucci</a>, comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), ha preso parte all'iniziativa, esprimendo l'importanza di questo tipo di solidarietà. \"Noi militari operiamo spesso in zone martoriate da conflitti e insicurezza, e i bambini sono sempre i soggetti più vulnerabili. Prenderci cura di loro è il nostro impegno, perché sono il nostro presente e futuro\", ha dichiarato il Generale, sottolineando il valore del gesto e la vicinanza dei militari alla comunità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il concerto ha proposto una selezione di brani celebri, tra cui la \"Carmen\" di Bizet e composizioni di Ennio Morricone, concludendosi con una toccante versione orchestrale di \"Meraviglioso\" di Domenico Modugno. La serata si è infine chiusa con \"Il Canto degli Italiani\", intonato con partecipazione, creando un'atmosfera di grande emozione e unità tra i presenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Tag:</strong> solidarietà, Banda Interforze, Cagliari, ARNAS Brotzu, Joint Stars for Charity, Difesa italiana, Generale Iannucci, musica benefica, terapia intensiva pediatrica, raccolta fondi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/1201.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"ARNAS Brotzu, Banda Interforze, Cagliari, Difesa italiana, Generale Iannucci, Joint Stars for Charity, musica benefica, raccolta fondi, solidarietà, terapia intensiva pediatrica","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-13 20:49:21","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.difesa.it/smd/news-italia/difesa-joint-stars-for-charity-raccolti-oltre-110000-euro-per-bambini-del-brotzu/70811.html","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18765-joint-stars-for-charity-bambini-del-brotzu.mp4","galleria":""}
{"id":18754,"titolo":"Israele trasferisce la Brigata Paracadutisti a Gaza: inizia una nuova fase del conflitto","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il conflitto tra Israele e Hamas entra in una nuova fase critica. L’esercito israeliano (IDF) ha annunciato il trasferimento di truppe d’élite, tra cui la Brigata Paracadutisti e la Brigata Nahal, verso la Striscia di Gaza in preparazione a un’ulteriore espansione delle operazioni militari nell’enclave palestinese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Secondo quanto comunicato ufficialmente, i paracadutisti, precedentemente dispiegati lungo la frontiera siriana sotto il comando della 210ª Divisione, sono ora stati assegnati alla 98ª Divisione \"HaEsh/Fire\", attiva nel nord della Striscia di Gaza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Parallelamente, i soldati della Brigata Nahal, fino a pochi giorni fa impegnati in Cisgiordania, sono stati riassegnati alla 162ª Divisione, anch’essa destinata a operare nel nord di Gaza. Durante il loro recente dispiegamento, la Brigata Nahal ha arrestato oltre 100 sospetti ricercati, sequestrato decine di armi e neutralizzato diversi militanti considerati terroristi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>A sostituire queste truppe nelle rispettive aree di origine saranno migliaia di riservisti, già mobilitati e diretti verso gli Alture del Golan e la frontiera siriana. Resta però incerto se verranno impiegati rinforzi anche in Cisgiordania per colmare il vuoto lasciato dalla Brigata Nahal.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il trasferimento delle forze e la riorganizzazione delle divisioni militari avvengono a seguito di una decisione ufficiale del gabinetto di sicurezza israeliano, che lo scorso 2 maggio ha approvato l’espansione delle operazioni militari nella Striscia di Gaza. Il piano, fortemente voluto dal primo ministro Benjamin Netanyahu e dal ministro della Difesa Israel Katz, prevede il controllo militare totale dell’area settentrionale di Gaza e il trasferimento forzato della popolazione civile verso il sud dell’enclave.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Netanyahu ha dichiarato che questo piano punta a raggiungere due obiettivi strategici: la sconfitta definitiva di Hamas e il ritorno degli ostaggi israeliani ancora trattenuti a Gaza. A questo scopo, l’IDF ha già emesso ordini di mobilitazione per decine di migliaia di riservisti, in vista di una massiccia espansione dell’invasione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Secondo fonti militari, l’offensiva verrà condotta in più fasi e potrebbe richiedere giorni o settimane per essere pienamente attuata. È prevista anche la completa “bonifica” del nord di Gaza, con la rimozione forzata dei civili verso il sud, dove il governo israeliano ha annunciato l’avvio di un nuovo programma pilota di assistenza umanitaria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fonte: <a href=\"https://www.jpost.com/spanish/noticias-de-israel/article-853626\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https://www.jpost.com/spanish/noticias-de-israel/article-853626</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/israele.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"ConflittoMedioOriente, Gaza, Israele, paracadutisti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-13 19:08:07","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18754-israele-trasferisce-la-brigata-paracadutisti-a-gaza-inizia-una-nuova-fase-del-conflitto.mp4","galleria":""}
{"id":18749,"titolo":"Tensione al confine con la Colombia: imponente operazione delle forze speciali ecuadoriane","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In risposta al brutale assassinio di 11 soldati dell’esercito nazionale, le forze armate ecuadoriane hanno lanciato oggi un’imponente operazione militare nella provincia di Orellana, nella zona di Alto Punino, epicentro dell’attività di gruppi armati irregolari legati al narcotraffico. Da un post pubblicato su X dal Ministero della Difesa del paese andino, emerge che l’operazione è ancora in corso, con un massiccio impiego di paracadutisti e operatori delle forze speciali, supportati da elicotteri da combattimento, droni da ricognizione e tecnologie avanzate. L’obiettivo è neutralizzare le organizzazioni criminali responsabili dell’attacco e ristabilire la sicurezza nella zona.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il Comandante Generale dell’Esercito dell'Ecuador, Generale Henry Delgado Salvador, dirige personalmente le operazioni sul campo, a testimonianza della determinazione delle forze armate a rispondere con forza a questa grave minaccia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’Ecuador è profondamente scosso dall’agguato costato la vita a 11 soldati durante un’operazione aviotrasportata nella selva amazzonica, in un’area tristemente nota per la presenza di gruppi armati irregolari riconducibili alle FARC colombiane. Le autorità hanno definito l’attacco come un attentato diretto alla sicurezza nazionale e alla pace del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il violento scontro è avvenuto nel corso di un’operazione militare mirata a contrastare la crescente attività di estrazione mineraria illegale nella regione amazzonica, precisamente nel settore di Alto Punino, situato nella parte alta della cuenca del fiume Punino. Negli ultimi anni, in questa zona si sono moltiplicati i campi di minatori illegali d’oro, un fenomeno che ha favorito l’insediamento di gruppi criminali e armati. L’area si trova al confine tra le province di Napo e Orellana, a ridosso della frontiera con la Colombia, una posizione strategica per il transito di merci e attività illecite.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Secondo fonti ufficiali, l’offensiva in corso mira non solo a catturare i responsabili della strage, ma anche a smantellare definitivamente le strutture criminali che operano nella regione. Le autorità hanno ribadito con fermezza che non ci sarà spazio per l’impunità e che i responsabili di questi atti di terrorismo saranno perseguiti senza tregua.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Il portale <em>Viaggiare Sicuri</em> del <strong>Ministero degli Affari Esteri italiano</strong> <a href=\"https://www.viaggiaresicuri.it/find-country/country/ECU\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ricorda che in Ecuador</a>, <em>“permane, in tutto il territorio nazionale, il riconoscimento dell’esistenza del ‘conflitto armato interno’, con un forte dispiegamento di Esercito e Polizia per il contrasto alle bande locali”</em>. Raccomanda inoltre agli Italiani presenti a vario titolo di adottare la massima cautela, limitando gli spostamenti alle sole esigenze realmente indifferibili e attenendosi scrupolosamente alle disposizioni delle autorità locali.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il paese andino, scosso negli ultimi anni da un’ondata di violenza legata all’infiltrazione dei cartelli del narcotraffico, sembra aver raggiunto il punto di rottura con l’imboscata di venerdì 9 maggio, considerata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. <em>“Siamo in un paese in guerra contro i terroristi”</em>, hanno dichiarato con fermezza i vertici militari e governativi, lanciando un messaggio chiaro: l'Ecuador non si piegherà alle minacce e difenderà la propria sicurezza con ogni mezzo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il Paese, ancora provato dal sacrificio dei propri soldati, guarda ora alle forze armate con speranza e fiducia, certo che il loro sacrificio non sarà vano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:html -->\n<blockquote class=\"twitter-tweet\"><p lang=\"es\" dir=\"ltr\">¡MÁS TROPAS MILITARES SE DESPLIEGAN A LA ZONA DE ALTO PUNINO PARA NEUTRALIZAR AL GRUPO IRREGULAR ARMADO “COMANDOS DE FRONTERA”!&#x1f4aa;<br><br>&#x27a1;&#xfe0f;Con el respaldo de helicópteros, equipos logísticos especializados y tecnología de punta, incluyendo sistemas de vigilancia no tripulada (drones de… <a href=\"https://t.co/PirkOrl0sn\">pic.twitter.com/PirkOrl0sn</a></p>&mdash; Ministerio de Defensa Nacional del Ecuador (@DefensaEc) <a href=\"https://twitter.com/DefensaEc/status/1922308451138507232?ref_src=twsrc%5Etfw\">May 13, 2025</a></blockquote> <script async src=\"https://platform.twitter.com/widgets.js\" charset=\"utf-8\"></script>\n<!-- /wp:html -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/Gq1pVZfWMAAhsT.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"amazonia, ecuador, forzespeciali","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-13 18:47:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18749-tensione-al-confine-con-la-colombia-imponente-operazione-delle-forze-speciali-ecuadoriane.mp4","galleria":""}
{"id":18736,"titolo":"Italia: obiettivi e costi della Difesa NATO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L'Alleanza Atlantica ha avviato un processo di definizione dei costi di difesa dei suoi membri, stabilendo una percentuale del prodotto interno lordo (PIL) da destinare alla spesa militare. Per l'Italia, il futuro impegno si traduce in una cifra importante: <strong>circa 4 miliardi di euro all'anno, per un totale di oltre 30 miliardi in sette anni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Nuovo Obiettivo NATO e la Spesa per la Difesa Italiana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel contesto di crescente attenzione alla sicurezza e alla protezione delle infrastrutture strategiche, <strong>la NATO sta implementando un nuovo schema di spesa militare. Ogni Paese dovrà destinare il 3,4-3,5% del proprio PIL alla difesa</strong>, un obiettivo che, per<strong> l'Italia, si traduce in circa 4,3 miliardi di euro all'anno. </strong>L'ammontare totale dell'impegno italiano sarà pari a oltre 30 miliardi di euro nei prossimi sette anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18740,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Air-Defender-23-1024x576.webp\" alt=\"Italia: obiettivi e costi della Difesa NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18740\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italia: obiettivi e costi della Difesa NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Il meccanismo di spesa prevede una distinzione tra il 3,4-3,5% dedicato alle forze armate (comprendente spese per ordigni, mezzi militari, stipendi per soldati e ufficiali) e l'1,5% destinato ad altri ambiti, come la protezione delle infrastrutture vitali (centrali energetiche, cavi sottomarini) e la «cyber security». </strong>L'approccio adottato dalla NATO include anche delle scadenze annuali, con un aumento dello 0,2% del PIL da destinare alla difesa ogni anno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Pressioni di Trump e il Vertice di Antalya</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Un elemento chiave in questa trasformazione della spesa difensiva è l'influenza degli Stati Uniti. Donald Trump ha spinto affinché i membri dell'Alleanza si impegnassero a destinare il 5% del loro PIL alla sicurezza, con una divisione tra spesa militare e altre voci. <strong>Il confronto fra i ministri degli Esteri della NATO, previsto per il 14-15 maggio a Antalya (Turchia), avrà un ruolo cruciale nel definire i dettagli operativi di questa proposta</strong>. Tra i partecipanti al vertice, si attende anche il Segretario di Stato USA, Marco Rubio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18741,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/spesa-difesa-768x672.jpg.webp\" alt=\"Italia: obiettivi e costi della Difesa NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18741\" style=\"width:840px;height:auto\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italia: obiettivi e costi della Difesa NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’Italia si trova ora di fronte a un impegno di spesa significativo. Attualmente, la spesa per la difesa italiana è pari all'1,57% del PIL, con un stanziamento di 31,2 miliardi di euro nel bilancio 2025. Il governo italiano prevede di raggiungere il 2% includendo anche voci finora non considerate, come le spese per la Guardia Costiera, i Carabinieri e la Guardia di Finanza. Questi nuovi parametri saranno presentati alla NATO durante il summit di giugno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Visione di Cavo Dragone: La Necessità di un Impegno Collettivo e Tecnologico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Un altro elemento da considerare riguarda le opzioni offerte dalla Commissione Europea, che consente agli Stati membri di superare il limite del deficit del 3% del PIL, arrivando fino al 4,5% per finanziare la spesa per gli armamenti</strong>. Sedici Paesi dell'Unione Europea hanno già attivato questa clausola di salvaguardia. Tuttavia, il governo italiano, guidato da Giorgia Meloni, non ha ancora preso una decisione definitiva. Mentre i ministri degli Esteri, Antonio Tajani, e della Difesa, Guido Crosetto, sembrano favorevoli a sfruttare questa opportunità, il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, esprime preoccupazione per il già elevato debito pubblico italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4241,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/190725559-d6dea284-45c7-4a1e-a00d-c062a0585db8.jpg\" alt=\"L'Ammiraglio Cavo Dragone: attenzione la pace non è gratis - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4241\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Ammiraglio Cavo Dragone: attenzione la pace non è gratis - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In <a href=\"https://brigatafolgore.net/lammiraglio-cavo-dragone-attenzione-la-pace-non-e-gratis/\">recenti interviste, l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone</a>, ex <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-interforze-per-le-operazioni-delle-forze-speciali-c-o-f-s/\">Comandante del COFS</a> e presidente del Comitato militare della NATO, ha sottolineato l'importanza di aumentare la spesa militare in modo più efficiente, criticando la frammentazione tra i Paesi NATO e UE che impedisce economie di scala. La difesa della sovranità industriale europea, ha aggiunto, ha contribuito a un ritardo tecnologico nell'industria della difesa. Inoltre, ha avvertito che la minaccia alla sicurezza europea è attuale e crescente, pari o peggiore rispetto a quella della Guerra Fredda. Cavo Dragone ha ribadito l’urgenza di una preparazione militare rafforzata, con i Paesi alleati chiamati a intensificare il loro impegno difensivo di fronte ai rischi sempre più vicini alle porte dell'Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/R-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#CavoDragone, #CyberSecurity, #Difesa, #ItaliaDifesa, #NATO, #SovranitàIndustriale, #SpesaMilitare, #Trump","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-13 14:34:25","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2025/05/07/nato-obiettivo-al-5-del-pil-ma-con-due-livelli-di-spesa-2_779a6a42-786d-446c-abe6-927f092d31da.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18736-italia-obiettivi-e-costi-della-difesa-nato.mp4","galleria":""}
{"id":18723,"titolo":"Il 186° Reggimento Folgore in Trentino Alto Adige: Esercitazione Aquila 5/2025 per Consolidare la Prontezza Operativa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è recentemente conclusa con successo, presso l’area addestrativa di San Giorgio di Brunico (BZ), l’esercitazione \"Aquila 5/2025\", un'importante attività operativa che ha visto protagonista un plotone del <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\">186° reggimento paracadutisti \"Folgore\"</a>. L'addestramento, parte integrante di un ciclo più ampio finalizzato al mantenimento della prontezza operativa delle forze della \"Folgore\", ha avuto l'obiettivo di testare e affinare le capacità tattiche in un ambiente montano particolarmente impegnativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Esercitazione Aquila 5/2025</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione ha posto particolare enfasi sulla conduzione di operazioni offensive, difensive e abilitanti in scenari complessi, come quelli tipici dell'ambiente montano, per sviluppare e migliorare le capacità operative di comando, controllo e manovra delle unità coinvolte. La \"Folgore\" ha dimostrato un livello di addestramento straordinariamente elevato, confermando la sua preparazione nell’affrontare condizioni operative difficili e sfidanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18731,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Foto-2-pianificazione.jpg\" alt=\"Il 186° Reggimento Folgore in Trentino Alto Adige: Esercitazione Aquila 5/2025 per Consolidare la Prontezza Operativa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18731\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Il 186° Reggimento Folgore in Trentino Alto Adige: Esercitazione Aquila 5/2025 per Consolidare la Prontezza Operativa - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il 186° Reggimento Folgore in Trentino Alto Adige: Esercitazione Aquila 5/2025 per Consolidare la Prontezza Operativa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Organizzata dal Centro Addestramento Tattico di 2° livello di Brunico, l'esercitazione si è svolta nell'arco di due settimane, durante le quali il 186° reggimento ha operato in modalità Field Training Exercise a partiti contrapposti. L’attività ha visto il coinvolgimento anche di una squadra del 6° Reggimento alpini, integrando mezzi e sistemi d’arma in dotazione per offrire il massimo realismo addestrativo. Sono stati impiegati anche i Sistemi Integrati Addestramento Terrestre e munizionamento a salve, per garantire un'esperienza di formazione il più possibile aderente alla realtà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Fasi dell'Addestramento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l'esercitazione, sono stati raggiunti numerosi obiettivi. Tra questi, la pianificazione e l'esecuzione di ricognizioni con l’utilizzo di droni, l’esecuzione di attacchi e rastrellamenti, e la difesa di centri abitati e posti comando. È stata data particolare attenzione anche alla gestione dei feriti, seguendo i protocolli internazionali del <a href=\"https://brigatafolgore.net/?s=TCCC\">Tactical Combat Casualty Care (TCCC)</a>, con l'impiego di personale qualificato soccorritore militare all’interno dell’unità operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18732,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Foto-8-irruzione.jpg\" alt=\"Il 186° Reggimento Folgore in Trentino Alto Adige: Esercitazione Aquila 5/2025 per Consolidare la Prontezza Operativa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18732\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Il 186° Reggimento Folgore in Trentino Alto Adige: Esercitazione Aquila 5/2025 per Consolidare la Prontezza Operativa - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il 186° Reggimento Folgore in Trentino Alto Adige: Esercitazione Aquila 5/2025 per Consolidare la Prontezza Operativa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un aspetto distintivo dell'esercitazione è stato l’impiego della componente LIVEX (Live Exercise), che consente alle unità dell'Esercito Italiano di operare in scenari reali utilizzando armi individuali, veicoli e sistemi d’arma in dotazione. Le esercitazioni sono state realizzate in uno dei cinque Centri di Addestramento Tattico dell'Esercito, tra cui quello di Brunico, situato in Alto Adige. Questi centri sono dotati delle strutture necessarie per simulare ambienti reali e per addestrare il personale a fronteggiare anche le minacce \"ibride\", che combinano forze regolari e irregolari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Forze di Opposizione e Minacce Ibride</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercitazione ha previsto l'impiego di unità specializzate, addestrate per ricoprire il ruolo delle forze di opposizione (OPFOR). Queste forze, attraverso scenari ad alta intensità, sono state in grado di riprodurre forme di offesa convenzionale, così come altre minacce internazionali, compreso l’impiego di forze irregolari combinate con quelle regolari, come nel caso delle minacce \"ibride\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18733,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/foto3.png\" alt=\"Il 186° Reggimento Folgore in Trentino Alto Adige: Esercitazione Aquila 5/2025 per Consolidare la Prontezza Operativa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18733\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Il 186° Reggimento Folgore in Trentino Alto Adige: Esercitazione Aquila 5/2025 per Consolidare la Prontezza Operativa - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il 186° Reggimento Folgore in Trentino Alto Adige: Esercitazione Aquila 5/2025 per Consolidare la Prontezza Operativa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione \"Aquila 5/2025\" ha avuto un successo significativo, confermando la capacità del 186° reggimento paracadutisti \"Folgore\" di operare con efficacia in ambienti montani e di mantenere alti standard di prontezza operativa. Le esperienze acquisite in questo campo contribuiranno a rafforzare ulteriormente le competenze del reggimento in scenari di combattimento complessi e in continua evoluzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/Foto-5-sosta-d0.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"#AddestramentoMontano, #Folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-13 11:01:07","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18723-il-186-reggimento-folgore-in-trentino-alto-adige-esercitazione-aquila-5-2025-per-consolidare-la-prontezza-operativa.mp4","galleria":""}
{"id":18652,"titolo":"La Corea del Sud cambia rotta: droni al centro della strategia navale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’11 maggio 2025, l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap ha annunciato una svolta significativa nella strategia navale della Corea del Sud: <strong>il governo di Seoul ha deciso di abbandonare il progetto della portaerei leggera con caccia F-35B a favore di una nave comando multiruolo concepita per operazioni con velivoli senza pilota.</strong> Questa scelta rappresenta un chiaro segnale di come le priorità militari sudcoreane si stiano evolvendo alla luce dei recenti sviluppi tecnologici e tattici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo piano, sostenuto dalla Marina della Repubblica di Corea (ROKN), riflette una più ampia riconsiderazione delle modalità con cui affrontare la guerra moderna.<strong> In particolare, la decisione è influenzata dagli insegnamenti tratti dal conflitto tra Russia e Ucraina, dove i droni hanno assunto un ruolo cruciale nelle operazioni di sorveglianza, attacco e disturbo psicologico</strong>. Non è quindi sorprendente che la Corea del Sud abbia deciso di puntare su sistemi senza pilota, riconoscendone i vantaggi in termini di costo, versatilità e minore esposizione al rischio umano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:gallery {\"linkTo\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped\"><!-- wp:image {\"id\":18654,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/20221027000668-0-1200-1-1024x730.jpg\" alt=\"La Corea del Sud cambia rotta — droni al centro della strategia navale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18654\" title=\"La Corea del Sud cambia rotta — droni al centro della strategia navale - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Corea del Sud cambia rotta — droni al centro della strategia navale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image --></figure>\n<!-- /wp:gallery -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa scelta implica anche un cambio culturale e dottrinario. Per anni, l’idea di una portaerei sudcoreana era vista come un elemento simbolico del potere marittimo del paese. Tuttavia, con l’evoluzione degli scenari di guerra, investire in una flotta più agile, resiliente e tecnologicamente avanzata appare oggi una mossa più lungimirante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Addio portaerei, benvenuta nave comando multiruolo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto originario, noto come <em>Multipurpose Large Transport Ship-II</em>, prevedeva la costruzione di una portaerei leggera da 30.000 tonnellate, lunga 260 metri e capace di trasportare fino a 20 caccia F-35B a decollo corto e atterraggio verticale. L’ambiziosa iniziativa era stata promossa durante l’amministrazione del presidente Moon Jae-in, ma ha poi perso slancio con il nuovo governo di Yoon Suk-yeol, preoccupato per l’elevato costo dell’intero programma e la sua reale utilità strategica nel contesto attuale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:gallery {\"linkTo\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped\"><!-- wp:image {\"id\":18655,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/F-35B-1024x538.jpg\" alt=\"La Corea del Sud cambia rotta — droni al centro della strategia navale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18655\" title=\"La Corea del Sud cambia rotta — droni al centro della strategia navale - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Corea del Sud cambia rotta — droni al centro della strategia navale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image --></figure>\n<!-- /wp:gallery -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nuova nave comando multiruolo (indicata come MPF, <em>Multi-Purpose Flagship</em>) manterrà dimensioni simili, ma sarà destinata quasi esclusivamente all’impiego di droni. Oltre ai droni da combattimento e sorveglianza, si prevede anche l’impiego di munizioni vaganti, noti anche come droni suicidi. Potrà ospitare anche un numero limitato di elicotteri tradizionali per il trasporto o l’attacco, ma il fulcro operativo sarà rappresentato dai sistemi senza pilota.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal punto di vista finanziario, il cambiamento è radicale. Il vecchio piano prevedeva una spesa complessiva di circa 7 trilioni di won (oltre 4,7 miliardi di euro), con circa 2,5 trilioni destinati alla costruzione della nave e 4,5 trilioni all’acquisto degli F-35B. Ogni caccia, infatti, ha un costo che oscilla tra i 150 e i 200 miliardi di won. Puntando sui droni, la Marina sudcoreana prevede di risparmiare una parte considerevole del budget, riducendo anche i costi di manutenzione e gestione nel lungo periodo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come primo passo concreto, <strong>il governo ha affidato a HD Hyundai Heavy Industries uno studio di progettazione concettuale della nuova nave comando</strong>. Il piano sarà presentato ufficialmente allo Stato Maggiore Congiunto entro la fine del mese, ma richiederà un’ulteriore approvazione formale per sostituire il programma originario della portaerei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un modello per la guerra del futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La scelta della Corea del Sud si inserisce in una tendenza sempre più globale che vede l’impiego dei droni come elemento cardine della strategia militare del futuro. In molti paesi, le forze armate stanno riorientando le proprie dottrine verso sistemi più economici, flessibili e meno vulnerabili, capaci di operare efficacemente in ambienti ostili e contesi.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nave comando sudcoreana si candida a diventare un esempio di come sia possibile modernizzare le capacità navali senza seguire il modello classico delle grandi portaerei, sempre più vulnerabili e dispendiose. Anziché proiettare potenza tramite caccia pilotati, la ROKN intende dominare il teatro marittimo attraverso l’uso strategico di sciami di droni, capaci di coprire grandi distanze, eludere i sistemi di difesa e operare con autonomia e precisione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:gallery {\"linkTo\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped\"><!-- wp:image {\"id\":18656,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/droni-1-1-1024x732.jpg\" alt=\"La Corea del Sud cambia rotta — droni al centro della strategia navale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18656\" title=\"La Corea del Sud cambia rotta — droni al centro della strategia navale - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Corea del Sud cambia rotta — droni al centro della strategia navale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image --></figure>\n<!-- /wp:gallery -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, la nuova dottrina riflette una maggiore attenzione alla resilienza operativa. I droni possono essere prodotti, rimpiazzati e aggiornati più facilmente rispetto ai caccia avanzati, e non mettono in pericolo la vita dei piloti. In situazioni di guerra ad alta intensità o in scenari asimmetrici, questi vantaggi diventano determinanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questa decisione, la Corea del Sud non solo adatta le proprie forze armate alle sfide del XXI secolo, ma si pone anche come pioniere nella trasformazione della guerra navale. Un cambiamento che, probabilmente, verrà osservato e seguito da molte altre potenze marittime nel prossimo futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/20221027000668-0-1200-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"coreadelsud, Droni, modernizzazionemilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-13 09:08:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://armyrecognition.com/news/navy-news/2025/breaking-news-south-korea-prioritizes-drone-command-ship-over-aircraft-carrier-with-u-s-f-35b-fighter-jets","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18652-corea-del-sud-strategia-navale-droni.mp4","galleria":""}
{"id":18675,"titolo":"Guerra per il Futuro della Difesa Italiana: Indra Sfida Leonardo e Rheinmetall per Iveco Defence","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La divisione veicoli di difesa di Iveco (Iveco Defence), con ricavi pari a 1,1 miliardi di euro nel 2024, sta vivendo un periodo di grande fermento. La vendita di Iveco Defence Vehicles (Idv) ha attirato una serie di interessi da parte di gruppi europei, spingendo l'azienda a valutare offerte non vincolanti provenienti da numerosi concorrenti, tra cui il colosso spagnolo Indra. Tuttavia, la concorrenza è forte e la partita per acquisire Idv si preannuncia complessa, con in gioco anche l'interesse strategico del governo italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18679,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/indra-1-e1747119119631.jpg\" alt=\"Guerra per il Futuro della Difesa Italiana: Indra Sfida Leonardo e Rheinmetall per Iveco Defence - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18679\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Guerra per il Futuro della Difesa Italiana: Indra Sfida Leonardo e Rheinmetall per Iveco Defence - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Guerra per il Futuro della Difesa Italiana: Indra Sfida Leonardo e Rheinmetall per Iveco Defence - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Iveco Defence: il fattore Indra e gli altri contendenti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Indra, azienda spagnola già attiva nel settore della difesa e fornitore del Ministero della Difesa di Madrid, ha recentemente fatto un passo avanti nella competizione, intenzionata ad ampliare la sua presenza nel mercato della difesa europea. Non è la prima volta che il gruppo spagnolo si avvicina a un'impresa italiana, come dimostrato dal precedente interesse per Cy4Gate, azienda di cybersecurity. Secondo fonti vicine alla vicenda, Indra sarebbe pronta a mettere sul piatto una proposta significativa, ma dovrà affrontare una dura concorrenza da parte di altre realtà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In lizza ci sono anche Knds (Krauss-Maffei Wegmann e Nexter), leader nel settore dei carri armati, la ceca Csg, proprietaria della bresciana Armi Perazzi, e soprattutto la cordata italo-tedesca Leonardo-Rheinmetall. Quest'ultima rappresenta una delle offerte più rilevanti, considerando il coinvolgimento di Iveco nella fornitura di componenti strategici per i veicoli corazzati prodotti dalla coppia industriale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18678,\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/leonardo-rheinmetall-1024x535.jpg\" alt=\"Guerra per il Futuro della Difesa Italiana: Indra Sfida Leonardo e Rheinmetall per Iveco Defence - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18678\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover\" title=\"Guerra per il Futuro della Difesa Italiana: Indra Sfida Leonardo e Rheinmetall per Iveco Defence - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Guerra per il Futuro della Difesa Italiana: Indra Sfida Leonardo e Rheinmetall per Iveco Defence - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il nodo del prezzo e l'intervento del Golden Power</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei fattori chiave nella vendita di Iveco Defence Vehicles sarà il prezzo. Iveco ha fissato come obiettivo una valutazione di almeno 1,5 miliardi di euro, ma alcune offerte si avvicinano o superano questa soglia. Le aziende in competizione, come Knds e Csg, sarebbero disposte a spingersi fino a 2 miliardi, mentre Leonardo-Rheinmetall sembrano orientati su una cifra inferiore, aggirandosi intorno agli 800 milioni, ma con la possibilità di arrivare fino a un miliardo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, la decisione finale non dipenderà solo dal prezzo. Il governo italiano potrebbe intervenire tramite il cosiddetto \"golden power\", uno strumento di tutela che consente allo Stato di bloccare operazioni ritenute dannose per la sicurezza nazionale. Questo aspetto potrebbe favorire l'offerta della cordata Leonardo-Rheinmetall, che rappresenta un'importante iniziativa per il rinnovo della flotta italiana di mezzi blindati e carri armati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18680,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/np-800x280-27112023.png\" alt=\"Guerra per il Futuro della Difesa Italiana: Indra Sfida Leonardo e Rheinmetall per Iveco Defence - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18680\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Guerra per il Futuro della Difesa Italiana: Indra Sfida Leonardo e Rheinmetall per Iveco Defence - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Guerra per il Futuro della Difesa Italiana: Indra Sfida Leonardo e Rheinmetall per Iveco Defence - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Implicazioni strategiche per l'industria della difesa italiana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'acquisizione di Iveco Defence Vehicles avrà un impatto significativo sul panorama della difesa europea, con particolare attenzione all'Italia, dove la società è un fornitore strategico per le Forze Armate. La vendita non riguarda solo un business miliardario, ma una partita geopolitica e industriale che potrebbe determinare la posizione dell'Italia nel contesto della difesa europea. Leonardo, con il supporto di Rheinmetall, potrebbe trovarsi a giocare un ruolo cruciale nella modernizzazione dei mezzi blindati italiani, contribuendo anche a rafforzare la posizione dell'Italia nell'ambito della cooperazione industriale europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La corsa per acquisire Iveco Defence Vehicles sta diventando sempre più intensa. Con l'ingresso di Indra nella competizione e la forte presenza di Leonardo-Rheinmetall, la vendita di questa divisione potrebbe segnare un momento decisivo per l'industria della difesa italiana e europea. Tuttavia, la presenza del golden power e le valutazioni strategiche potrebbero ancora determinare l'esito finale, mettendo in gioco non solo interessi economici, ma anche scelte politiche e industriali cruciali per il futuro della difesa nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18681,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/R-1024x597.jpg\" alt=\"Guerra per il Futuro della Difesa Italiana: Indra Sfida Leonardo e Rheinmetall per Iveco Defence - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18681\" title=\"Guerra per il Futuro della Difesa Italiana: Indra Sfida Leonardo e Rheinmetall per Iveco Defence - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Guerra per il Futuro della Difesa Italiana: Indra Sfida Leonardo e Rheinmetall per Iveco Defence - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/iveco.webp","categoria":"Nazionali","tags":"#Acquisizioni, #Indra, #IndustriaDifesa, #IvecoDefence, #LeonardoRheinmetall, #VeicoliMilitari","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-13 07:57:05","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.corriere.it/economia/finanza/25_maggio_12/iveco-defence-anche-la-spagnola-indra-punta-sui-veicoli-militari-italiani-cresce-la-concorrenza-per-leonardo-7de53a73-b350-4b45-96cc-1c42d57a4xlk.shtml?refresh_ce","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18675-guerra-per-difesa-indra-leonardo-iveco-defence.mp4","galleria":""}
{"id":18664,"titolo":"Storico decollo: F-35 B operano per la prima volta da una portaerei britannica","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la prima volta nella storia, F-35 B italiani sono decollati e hanno operato dalla portaerei britannica <em>HMS Prince of Wales</em>. Questo storico traguardo è stato raggiunto durante l’esercitazione NATO <strong>MedStrike 25</strong>, svoltasi nel Mar Ionio tra Puglia e Sicilia dal 5 all’11 maggio 2025. L’evento rappresenta un importante salto di qualità nella capacità di cooperazione e interoperabilità tra le forze navali alleate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’operazione l’Italia ha partecipato con un imponente dispositivo: la portaerei <em>Cavour</em> con il suo gruppo aereo imbarcato composto da <strong>8 caccia F-35B</strong> (6 della Marina Militare e 2 dell’Aeronautica Militare) e <strong>5 AV-8B Harrier</strong>, oltre alle fregate <em>Alpino</em>, <em>Bergamini</em>, <em>Carabiniere</em>, il cacciatorpediniere <em>Mimbelli</em>, la nave di supporto <em>Vulcano</em>, la pattuglia <em>Borsini</em> e la fregata portoghese <em>Bartolomeu Dias</em>. Un dispositivo che conferma la capacità expeditionary italiana in ambito marittimo e aeronavale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18666,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Gqg2uMYWkAAuvBy-1024x640.jpg\" alt=\"Storico decollo: F-35 operano per la prima volta da una portaerei britannica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18666\" title=\"Storico decollo: F-35 B operano per la prima volta da una portaerei britannica - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Storico decollo: F-35 B operano per la prima volta da una portaerei britannica - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una forza multinazionale senza precedenti nel Mediterraneo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo schieramento complessivo ha visto coinvolti ben <strong>21 navi, 2 sottomarini, 41 caccia (di cui 26 di quinta generazione), 19 elicotteri, 10 aerei da pattugliamento marittimo</strong> e oltre <strong>8.000 militari</strong> provenienti da numerosi Paesi della NATO. Al fianco del gruppo portaerei britannico guidato dalla <em>HMS Prince of Wales</em> e supportato dalla <em>HMS Dauntless</em> e dalla <em>HMS Richmond</em>, hanno operato anche unità navali di Stati Uniti (<em>USS Truxtun</em>, <em>USS The Sullivans</em>), Norvegia (<em>HNOMS Amundsen</em>, <em>HNOMS Maud</em>), Canada (<em>HMCS Ville de Quebec</em>) e Spagna (<em>Méndez Núñez</em>).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa esercitazione ha rappresentato un’occasione cruciale per affinare le capacità operative dei gruppi portaerei alleati e consolidare la cooperazione in scenari complessi. Come ha dichiarato l’<strong>Ammiraglio Aurelio De Carolis</strong>, Comandante in Capo della Squadra Navale e della Forza Marittima Europea, “questo tipo di addestramento è fondamentale per affrontare le sfide alla sicurezza marittima e garantire la libertà di navigazione in scenari sempre più dinamici”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18667,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Gqg2uMBXQAAK8v5-1024x731.jpg\" alt=\"Storico decollo: F-35 operano per la prima volta da una portaerei britannica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18667\" title=\"Storico decollo: F-35 B operano per la prima volta da una portaerei britannica - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Storico decollo: F-35 B operano per la prima volta da una portaerei britannica - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">F-35 B: sinergia alleata e superiorità tecnologica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Contrammiraglio Giancarlo Ciappina</strong>, comandante del gruppo portaerei italiano, ha evidenziato come questo impiego congiunto rappresenti una naturale evoluzione della capacità raggiunta già con il deployment indo-pacifico dello scorso anno. La possibilità di operare con continuità da piattaforme alleate rafforza l’addestramento contro minacce convenzionali e asimmetriche, in un ambiente in rapido mutamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Protagonista dell’evento è stato l’<strong>F-35B</strong>, unico assetto aereo imbarcato di quinta generazione attualmente in servizio in Europa. La sua piena integrazione all’interno di un gruppo aeronavale multinazionale evidenzia la centralità della superiorità aerea nella proiezione di potenza marittima. L’F-35B dimostra di essere un elemento strategico per la difesa degli interessi nazionali e alleati, ora e nel futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione MedStrike 25 ha confermato il valore del <strong>training congiunto</strong> come strumento imprescindibile per mantenere elevati standard di prontezza e interoperabilità, pilastri fondamentali per affrontare le minacce alla sicurezza globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18672,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Gqg2uLQWcAAe-ms-1024x683.jpg\" alt=\"Storico decollo: F-35 B operano per la prima volta da una portaerei britannica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18672\" title=\"Storico decollo: F-35 B operano per la prima volta da una portaerei britannica - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Storico decollo: F-35 B operano per la prima volta da una portaerei britannica - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/Gqg2uMRXsAAKI4.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"esercitazioneNATO, interoperabilitàaeronavale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-13 07:35:31","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://x.com/COMUKCSG/status/1920845566327545991","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18664-storico-f-35-b-prima-volta-portaerei-britannica.mp4","galleria":""}
{"id":18645,"titolo":"Giuramento dell’Ordinario Militare per l’Italia, S.E.R. Mons. Gian Franco Saba","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Roma, 12 maggio 2025</strong> – Alla presenza del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, si è svolta oggi, presso la Biblioteca di Palazzo Esercito a Roma, la cerimonia di giuramento solenne di Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Gian Franco Saba, nominato da Papa Francesco nuovo Ordinario Militare per l’Italia. Questo evento segna un importante momento di grande rilevanza per la Chiesa e per l’Italia, con Mons. Saba chiamato a sostenere spiritualmente e moralmente le Forze Armate italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Formazione di Mons. Gian Franco Saba</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mons. Gian Franco Saba è nato a Olbia (Sassari) il 20 settembre 1968. La sua formazione ha avuto inizio presso il Seminario Vescovile della Diocesi di Tempio-Ampurias, dove ha conseguito la maturità classica al Liceo “G.M. Dettori” di Tempio Pausania. Successivamente, ha proseguito gli studi filosofici e teologici presso il Pontificio Seminario Regionale Umbro di Assisi e la Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna a Cagliari, dove ha ottenuto il Baccellierato in Sacra Teologia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è specializzato in Teologia e Scienze Patristiche a Roma, presso l’Institutum Patristicum Augustinianum, dove ha conseguito la Licenza e il Diploma in Teologia e Scienze Patristiche, con abilitazione alla docenza e alla ricerca. Successivamente, ha ottenuto il Dottorato con una tesi sul \"Dialogo sul sacerdozio di San Giovanni Crisostomo\", approfondendo il processo culturale nel Tardoantico. Ha inoltre studiato relazioni internazionali e cooperazione per lo sviluppo presso l’Università per Stranieri di Perugia, e ha frequentato l’Institut de Science et de Théologie des Religions di Parigi, ottenendo il relativo diploma universitario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18647,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/28623b51-af6e-4a32-abdf-b470ce7d681a-1024x693.jpeg\" alt=\"Giuramento dell’Ordinario Militare per l’Italia, S.E.R. Mons. Gian Franco Saba - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18647\" title=\"Giuramento dell’Ordinario Militare per l’Italia, S.E.R. Mons. Gian Franco Saba - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Giuramento dell’Ordinario Militare per l’Italia, S.E.R. Mons. Gian Franco Saba - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Ministero Presbiterale ed Episcopale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mons. Saba è stato ordinato presbitero il 23 ottobre 1993. I suoi primi incarichi pastorali si sono concentrati nell’ambito educativo e vocazionale nella Diocesi di Tempio-Ampurias, dove ha ricoperto vari ruoli, tra cui Assistente Diocesano dei Giovani di Azione Cattolica e Direttore della Consulta Giovanile Diocesana. Dal 1995 al 2010, è stato rettore del Seminario Vescovile della Diocesi di Tempio-Ampurias, e successivamente, dal 2010 al 2015, rettore del Pontificio Seminario Regionale Sardo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2011, è stato nominato Cappellano di Sua Santità, e nel 2016 ha assunto il ruolo di parroco della parrocchia Sant’Antonio Abate a Sant’Antonio di Gallura, che ha mantenuto fino alla sua nomina come Arcivescovo di Sassari nel 2017. Il 13 settembre 2017, è stato ordinato vescovo, e il 21 ottobre 2018, ha ricevuto il Pallio, simbolo della sua missione episcopale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Attività Accademica e Impegno Culturale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mons. Saba ha avuto una carriera accademica di rilievo. Nel 1996, è stato cooptato come docente della Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna, dove ha ricoperto l'incarico di professore associato di Scienze Patristiche. Ha anche insegnato in vari Istituti Superiori di Scienze Religiose nelle Diocesi di Cagliari, Sassari e Tempio-Ampurias. Nel 2001, ha diretto l'Istituto di Scienze Religiose della Diocesi di Tempio-Ampurias, contribuendo alla sua trasformazione in Istituto Superiore di Scienze Religiose.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mons. Saba ha fondato e diretto l’Istituto Euromediterraneo – Scuola Internazionale di Formazione, Specializzazione e Ricerca, che ha diretto fino al 2012. È stato inoltre direttore della rivista scientifica <em>Mneme-Ammentos</em> e della collana di studi <em>Biblioteca di Studi e Documenti dell’Istituto Euromediterraneo-ISSR</em>. Ha organizzato numerosi convegni e simposi di interesse regionale, nazionale e internazionale, collaborando con istituzioni accademiche di rilievo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2018, dopo il suo ingresso come Arcivescovo Metropolita di Sassari, ha costituito la Fondazione Accademia Casa di Popoli, Culture e Religioni – Nuovo Umanesimo dell’Incontro, con l’obiettivo di promuovere l’incontro interculturale e interreligioso. La Fondazione ha dato vita al progetto educativo “Insieme per un umanesimo dell’educazione senza frontiere”, in linea con l’invito di Papa Francesco per una Chiesa dalle porte aperte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Impegno Sociale e Pubblicistico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre all’attività pastorale e accademica, Mons. Saba ha sempre avuto un forte impegno nel campo della comunicazione. Dal 1994, è iscritto all’elenco dei pubblicisti dell’Ordine dei Giornalisti della Sardegna, ed è autore di numerose pubblicazioni scientifiche e articoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la nomina di Mons. Gian Franco Saba a Ordinario Militare per l’Italia, le Forze Armate italiane si arricchiscono di una guida spirituale di grande formazione e cultura. La sua esperienza accademica e il suo impegno pastorale lo rendono una figura di riferimento per l’intera comunità militare, unendo fede e professionalità per accompagnare le Forze Armate in un percorso di crescita spirituale e morale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/b09c031c-84c5-4a69-ad90-c3df29b9f29c.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"#MonsGianFrancoSaba, giuramento, OrdinarioMilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-12 18:43:06","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.difesa.it/primopiano/alla-presenza-del-ministro-crosetto-il-giuramento-dellordinario-militare-per-litalia-s-e-r-mons-gian-franco-saba/70691.html","altre-fonti":"https://www.ordinariatomilitare.it/biografia/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18645-giuramento-ordinario-militare-s-e-r-mons-saba.mp4","galleria":""}
{"id":18634,"titolo":"Magura V7: l’evoluzione tecnologica che riscrive la guerra navale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Magura V7</strong>, la più recente variante del drone navale sviluppato dall’Ucraina, ha compiuto una delle imprese militari più sorprendenti degli ultimi anni: l’<strong>abbattimento di due jet russi Su-30 Flanker</strong> nel Mar Nero. Questo evento senza precedenti – confermato dal generale Kyrylo Budanov, capo della Direzione dell’Intelligence della Difesa ucraina (HUR), e successivamente dal presidente Volodymyr Zelensky – rappresenta <strong>la prima volta nella storia</strong> che caccia da combattimento vengono abbattuti da un drone navale di superficie senza equipaggio (USV).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inizialmente si pensava che fosse stato usato un <strong>Magura V5</strong> o la versione \"Sea Dragon\" dotata di missili sovietici AA-11 Archer. Tuttavia, fonti di intelligence e analisi navali, tra cui <strong>Naval News</strong>, hanno rivelato che l’attacco è stato effettuato dal <strong>Magura V7</strong>, un modello più grande e avanzato. Lungo circa <strong>8 metri</strong>, rispetto ai 5,5 del V5, il V7 presenta una struttura ottimizzata, una <strong>prua rimodellata per una miglior tenuta di mare</strong> e una dotazione sensoristica più completa. Ma soprattutto, ha portato per la prima volta <strong>due missili aria-aria AIM-9 Sidewinder</strong> di fabbricazione statunitense, montati su rotaie che sembrano essere sollevabili per il lancio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18637,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Gen-Budanov.jpg\" alt=\"Magura V7: l’evoluzione tecnologica che riscrive la guerra navale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18637\" title=\"Magura V7: l’evoluzione tecnologica che riscrive la guerra navale - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Magura V7: l’evoluzione tecnologica che riscrive la guerra navale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo nuovo tipo di armamento offre una gittata fino a <strong>10 chilometri</strong>, paragonabile a quella dei missili Archer, ma con affidabilità e precisione superiori. È un salto di qualità che <strong>trasforma un drone navale da semplice mezzo kamikaze in una piattaforma d’attacco a lungo raggio</strong>, capace di ingaggiare bersagli aerei con letalità mai vista prima su unità di superficie autonome.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una strategia combinata che cambia le regole del gioco</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo del Magura V7 non è soltanto tecnologico, ma anche <strong>strategico</strong>. L’Ucraina ha saputo sfruttare al massimo l’integrazione tra i suoi droni navali e le <strong>unità per operazioni combinate</strong>, che uniscono forze speciali della marina e intelligence. Questi team coordinati operano con rapidità, flessibilità e, soprattutto, in modalità <strong>multidominio</strong>, combinando elementi navali, aerei e informatici in un’unica rete operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I due Su-30 russi abbattuti il 2 maggio erano stati inviati a <strong>intercettare USV ucraini</strong> che si dirigevano verso obiettivi nel Mar Nero. Ma anziché trovare bersagli passivi, si sono imbattuti in <strong>droni armati con missili aria-aria</strong>, in grado di rispondere al fuoco e abbatterli. È un cambiamento radicale nel bilancio delle minacce: ciò che fino a poco tempo fa veniva considerato un mezzo a bassa tecnologia, ora <strong>può distruggere jet da combattimento di quarta generazione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18643,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/guerra-navale-uk.jpg\" alt=\"Magura V7: l’evoluzione tecnologica che riscrive la guerra navale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18643\" title=\"Magura V7: l’evoluzione tecnologica che riscrive la guerra navale - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Magura V7: l’evoluzione tecnologica che riscrive la guerra navale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Magura V7 dimostra anche un’importante capacità di <strong>modularità</strong>: sebbene l’armamento principale attuale sia costituito dai Sidewinder, nulla esclude la possibilità di configurazioni alternative. L’assenza di una carica esplosiva a prua – tipica dei barchini kamikaze – suggerisce che il drone possa essere adattato in funzione della missione, aumentando la sua versatilità operativa. Questo lo rende <strong>uno dei sistemi d’arma più dinamici</strong> attualmente impiegati sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il futuro della guerra navale e la risposta internazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’introduzione del Magura V7 segna un <strong>punto di svolta nella guerra navale contemporanea</strong>. L’Ucraina, pur non disponendo di una marina tradizionalmente forte, è riuscita a <strong>bilanciare le forze nel Mar Nero</strong> sfruttando tecnologie autonome avanzate. I suoi USV armati stanno <strong>riscrivendo le regole dell’ingaggio marittimo</strong>, obbligando anche le grandi potenze navali a rivedere dottrine e sistemi di difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La minaccia rappresentata da questi droni non riguarda più solo le navi: ora <strong>gli aerei da attacco e gli elicotteri sono vulnerabili</strong> durante le operazioni di pattugliamento o interdizione. Questa capacità trasforma radicalmente il concetto di superiorità aerea nelle aree costiere e nei teatri navali confinati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18639,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Zelensky-1024x683.jpg\" alt=\"Magura V7: l’evoluzione tecnologica che riscrive la guerra navale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18639\" title=\"Magura V7: l’evoluzione tecnologica che riscrive la guerra navale - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Magura V7: l’evoluzione tecnologica che riscrive la guerra navale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’interesse internazionale verso gli USV ucraini, e in particolare verso il Magura V7, è destinato a crescere. Le principali potenze – Stati Uniti, Cina, Regno Unito e Turchia – stanno già lavorando su sistemi simili, ma l’esperienza operativa accumulata da Kiev offre un <strong>vantaggio competitivo reale</strong>. I conflitti del futuro vedranno sempre più spesso protagonisti <strong>droni marittimi armati</strong>, capaci di colpire con precisione e a costi contenuti, senza mettere a rischio vite umane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In definitiva, il Magura V7 non è solo un’arma: è un <strong>simbolo della nuova era della guerra navale</strong>. L’Ucraina, costretta a innovare sotto la pressione di un’invasione, ha finito per anticipare tendenze che nei prossimi anni diventeranno centrali nella strategia militare globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/il-drone-marittimo-ucraino-magura-v7-modificato-con-i-missili-aim-9-sidewinder-1200.webp","categoria":"Internazionali","tags":"droninavali, MaguraV7, UcrainaRussia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-12 15:24:37","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.navalnews.com/naval-news/2025/05/first-image-of-ukraines-sidewinder-armed-magura-v7-surface-drone/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18634-magura-v7-levoluzione-tecnologica-che-riscrive-la-guerra-navale.mp4","galleria":""}
{"id":18615,"titolo":"Il Gen. Masiello ci aveva visto lungo (ancora una volta): la rivoluzione USA della Difesa parla il linguaggio dei dati, intelligenza artificiale e velocità esecutiva","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“Chi padroneggerà l’intelligenza artificiale, i dati e le tecnologie dual use dominerà il campo di battaglia del futuro”</em>. Non è una frase estratta da un report strategico della NATO o da un paper di RAND Corporation, ma una<a href=\"https://brigatafolgore.net/generale-masiello-prepararsi-per-la-guerra-perche-ci-sia-la-pace-lesercito-o-e-tecnologico-o-non-e-addestramento-e-valori-sono-i-nostri-punti-di-forza/#\"> dichiarazione pubblica</a> del <strong>Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</strong>, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito italiano, rilasciata mesi prima che il sistema militare americano venisse travolto dalla nuova ondata tech. Masiello, considerato uno dei massimi innovatori dell’apparato militare italiano, aveva già lanciato un appello contro l’<strong>eccessiva burocratizzazione della difesa</strong> e la lentezza dei processi decisionali, chiedendo con forza una transizione verso una <strong>cultura operativa digitale, rapida e data-driven</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, quegli avvertimenti trovano conferma negli Stati Uniti. Il Dipartimento della Difesa, sotto impulso della Casa Bianca, ha avviato una vera rivoluzione negli appalti militari. Palantir, Anduril e SpaceX stanno scalzando i giganti storici come Lockheed Martin e Boeing. Il nuovo volto della guerra parla il linguaggio dei <strong>dati, dell’intelligenza artificiale, della velocità esecutiva</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18619,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/pal-nato-1024x569.webp\" alt=\"Il Gen. Masiello ci aveva visto lungo (ancora una volta): la rivoluzione USA della Difesa parla il linguaggio dei dati, intelligenza artificiale e velocità esecutiva - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18619\" title=\"Il Gen. Masiello ci aveva visto lungo (ancora una volta): la rivoluzione USA della Difesa parla il linguaggio dei dati, intelligenza artificiale e velocità esecutiva - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Gen. Masiello ci aveva visto lungo (ancora una volta): la rivoluzione USA della Difesa parla il linguaggio dei dati, intelligenza artificiale e velocità esecutiva - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Palantir e NATO: l’intelligenza artificiale prende il comando</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il segnale più potente di questo cambio di paradigma è arrivato il 14 aprile 2025, quando la <strong>NATO ha siglato un accordo con Palantir Technologies</strong>, fondata da Peter Thiel, finanziere libertario e ideologo trumpiano. Oggetto del contratto: il <strong>Maven Smart System (MSS)</strong>, un’intelligenza artificiale in grado di analizzare in tempo reale tutti i dati raccolti dagli Stati membri, riducendo il lavoro di centinaia di analisti a pochi minuti di elaborazione automatica. Un sistema che ha richiesto <strong>sei mesi</strong> per essere approvato e integrato: un tempo record, se paragonato agli anni richiesti normalmente dalla burocrazia militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Valore dell’affare: circa <strong>400 milioni di dollari</strong>. Ma soprattutto, valore simbolico: il sistema di procurement della difesa occidentale ha deciso di accelerare. Proprio come auspicava Masiello, che da tempo sottolinea l’urgenza di <strong>sfoltire i livelli intermedi, fluidificare le catene decisionali e incentivare la sperimentazione sul campo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18622,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/1-1.jpg\" alt=\"Il Gen. Masiello ci aveva visto lungo (ancora una volta): la rivoluzione USA della Difesa parla il linguaggio dei dati, intelligenza artificiale e velocità esecutiva - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18622\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Il Gen. Masiello ci aveva visto lungo (ancora una volta): la rivoluzione USA della Difesa parla il linguaggio dei dati, intelligenza artificiale e velocità esecutiva - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Gen. Masiello ci aveva visto lungo (ancora una volta): la rivoluzione USA della Difesa parla il linguaggio dei dati, intelligenza artificiale e velocità esecutiva - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le “cinque sorelle” e il declino del monopolio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Palantir, però, non è che la punta di un iceberg. La crisi del cosiddetto “complesso militar-industriale”, concetto coniato da Dwight Eisenhower nel 1961, è ormai conclamata. Il Pentagono fino al 2024 era dominato da <strong>cinque grandi contractor</strong>: Lockheed Martin, RTX (ex Raytheon), Northrop Grumman, General Dynamics e Boeing, che si spartivano la quasi totalità dei contratti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Eppure, la guerra in Ucraina ha spinto l’amministrazione americana ad aprire i rubinetti dell’innovazione. Il nuovo documento strategico del DoD – <strong>Defense Industrial Base Strategy 2024</strong> – parla chiaro: bisogna costruire <strong>un ecosistema industriale più dinamico, diversificato e resiliente</strong>, capace di reagire a crisi globali e conflitti ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proprio in quest’ottica, è arrivata una delle svolte più radicali: la scelta dell’Aeronautica Militare americana di affidare a <strong>Anduril Industries</strong> e <strong>General Atomics</strong> il programma <strong>Collaborative Combat Aircraft</strong> (CCA), battendo in gara Boeing, Lockheed Martin e Northrop Grumman. Il contratto prevede la produzione di almeno <strong>1000 droni intelligenti</strong> da affiancare ai caccia pilotati in missioni ad alto rischio, con un costo stimato di <strong>30 milioni di dollari per unità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18623,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/anduril-1024x639.jpeg\" alt=\"Il Gen. Masiello ci aveva visto lungo (ancora una volta): la rivoluzione USA della Difesa parla il linguaggio dei dati, intelligenza artificiale e velocità esecutiva - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18623\" title=\"Il Gen. Masiello ci aveva visto lungo (ancora una volta): la rivoluzione USA della Difesa parla il linguaggio dei dati, intelligenza artificiale e velocità esecutiva - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Gen. Masiello ci aveva visto lungo (ancora una volta): la rivoluzione USA della Difesa parla il linguaggio dei dati, intelligenza artificiale e velocità esecutiva - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Trump riforma il Pentagono: velocità e concorrenza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La rivoluzione tecnologica ha trovato in <strong>Donald Trump</strong> un alleato strategico. Il 9 aprile, l’ex presidente ha firmato un <strong>ordine esecutivo</strong> dal titolo inequivocabile: <em>“Modernizzare le acquisizioni per la difesa e incentivare l’innovazione nella base industriale”</em>. Il provvedimento ha effetto immediato e impone una revisione radicale delle procedure d’acquisto. Obiettivo: <strong>ridurre i tempi, aumentare la flessibilità, premiare il rischio e l’efficienza</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche qui, riecheggiano i moniti del Gen. Masiello, che già nel 2023 aveva criticato duramente l’eccessiva rigidità normativa italiana e la difficoltà di sperimentare rapidamente nuove soluzioni. Masiello ha promosso l’utilizzo delle tecnologie dual use, ha rafforzato i rapporti con l’industria nazionale e ha sostenuto programmi innovativi nel campo della robotica terrestre e dei sistemi C4I. Ma in Italia – a differenza degli USA – <strong>la burocrazia frena</strong>, e il rischio di restare ai margini è concreto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18624,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/OIP-1.jpg\" alt=\"Il Gen. Masiello ci aveva visto lungo (ancora una volta): la rivoluzione USA della Difesa parla il linguaggio dei dati, intelligenza artificiale e velocità esecutiva - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18624\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Il Gen. Masiello ci aveva visto lungo (ancora una volta): la rivoluzione USA della Difesa parla il linguaggio dei dati, intelligenza artificiale e velocità esecutiva - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Gen. Masiello ci aveva visto lungo (ancora una volta): la rivoluzione USA della Difesa parla il linguaggio dei dati, intelligenza artificiale e velocità esecutiva - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le “18 tesi” di Palantir e la nuova dottrina bellica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A rafforzare il cambio di rotta è arrivato il <strong>manifesto ideologico di Palantir</strong>, le cosiddette <em>“18 tesi”</em> redatte dal CTO Shyam Sankar e affisse – secondo la leggenda interna – alla metropolitana del Pentagono. Il testo invoca una <strong>riforma protestante del sistema militare</strong>: basta monopoli, basta mediazioni, via libera alla concorrenza e alla trasparenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si legge: <em>“L’unico requisito è vincere. Dobbiamo liberarci della classe sacerdotale degli appalti. L’innovazione è dolorosa, ma necessaria”</em>. Il bersaglio è chiaro: il sistema conservatore, lento e autoreferenziale degli appalti pubblici. Un bersaglio contro cui anche il Generale Masiello ha preso posizione, in Italia, sostenendo l’adozione di strumenti <strong>“fast procurement”</strong> per le Forze Armate e l’introduzione di <strong>cellule sperimentali integrate tra militari, industria e università</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18625,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/COVER_4-3.webp\" alt=\"Il Gen. Masiello ci aveva visto lungo (ancora una volta): la rivoluzione USA della Difesa parla il linguaggio dei dati, intelligenza artificiale e velocità esecutiva - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18625\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Il Gen. Masiello ci aveva visto lungo (ancora una volta): la rivoluzione USA della Difesa parla il linguaggio dei dati, intelligenza artificiale e velocità esecutiva - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Gen. Masiello ci aveva visto lungo (ancora una volta): la rivoluzione USA della Difesa parla il linguaggio dei dati, intelligenza artificiale e velocità esecutiva - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Musk, Thiel e la guerra come impresa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel frattempo, Palantir si allea con <strong>Anduril e SpaceX</strong> di Elon Musk per il progetto <strong>Golden Dome</strong>, uno scudo spaziale di nuova generazione. Le tre aziende stanno creando un asse tecnico-industriale con ambizioni geopolitiche. Gli investimenti si moltiplicano: <strong>450 milioni di dollari raccolti da Anduril in un anno</strong>, <strong>il titolo Palantir quadruplicato in Borsa</strong>, <strong>droni Ghost-X già in uso in Ucraina</strong>, <strong>torri AI al confine con il Messico</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma la posta in gioco è più alta: <strong>modellare la dottrina strategica del XXI secolo</strong>. I vertici Palantir parlano apertamente di “Seconda Guerra Fredda” con la Cina, mentre simulano <strong>attacchi nel Mar Cinese</strong> e rilasciano video dove l’Ucraina si trasforma in “Palantir”, nazione digitale difesa dall’algoritmo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18626,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/generale-masiello-1024x576.jpg\" alt=\"Il Gen. Masiello ci aveva visto lungo (ancora una volta): la rivoluzione USA della Difesa parla il linguaggio dei dati, intelligenza artificiale e velocità esecutiva - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18626\" title=\"Il Gen. Masiello ci aveva visto lungo (ancora una volta): la rivoluzione USA della Difesa parla il linguaggio dei dati, intelligenza artificiale e velocità esecutiva - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Gen. Masiello ci aveva visto lungo (ancora una volta): la rivoluzione USA della Difesa parla il linguaggio dei dati, intelligenza artificiale e velocità esecutiva - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">E l’Italia?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia, che pur dispone di competenze avanzate e di un sistema industriale integrato (da Leonardo a Fincantieri, da Iveco Defence a Elettronica), <strong>rischia l’emarginazione</strong> se non saprà cogliere questo cambio di paradigma. Il Gen. Masiello, con la sua visione proiettata al futuro e la difesa dei programmi innovativi, ha tracciato una via. Ma servono scelte politiche e normative coraggiose, capaci di sbloccare risorse e autorizzare sperimentazioni fuori dagli schemi tradizionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come ha detto in una recente intervista: <em>“Non possiamo affrontare guerre del futuro con gli strumenti del passato. Serve una nuova cultura della decisione, capace di riconoscere il valore della velocità, della sinergia e dell’audacia”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La trasformazione in atto negli Stati Uniti non è un semplice aggiornamento tecnologico: è una <strong>ristrutturazione sistemica</strong> del modo di pensare, finanziare e combattere le guerre. Palantir, Anduril e SpaceX sono solo l’inizio. L’Europa – e l’Italia – devono decidere se osservare, imitare, o partecipare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma una cosa è certa: <strong>il Gen. Masiello ci aveva visto lungo, ancora una volta</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/double.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"AIwarfare, appaltimilitari, defenseinnovation, masiello, pentagonotech","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-12 08:44:22","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://youtu.be/Nz8F7ulavfA?si=FEKULqJkytpQf_Tw","altre-fonti":"https://tomdispatch.com/a-new-military-industrial-complex-arises/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18615-masiello-usa-difesa-intelligenza-artificiale.mp4","galleria":""}
{"id":18596,"titolo":"A Bordo dell'Amerigo Vespucci: Il Tour Mediterraneo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nave scuola <em>Amerigo Vespucci</em>, uno dei simboli più affascinanti della Marina Militare Italiana, ha intrapreso un emozionante tour del Mediterraneo che toccherà diverse città italiane, tra cui Palermo, Napoli, Cagliari, Gaeta, Civitavecchia, Livorno e Genova. Conosciuta come il \"veliero più bello del mondo\", la <em>Vespucci</em> è pronta a offrire un'esperienza unica per tutti coloro che vorranno visitarla. Un’opportunità imperdibile, visto che dopo il tour del Mediterraneo, il veliero sarà fermo in porto per i necessari lavori di manutenzione a seguito del suo recente giro del mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:video {\"id\":18597} -->\n<figure class=\"wp-block-video\"><video controls src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Vespucci-Tour-Mediterraneo-Long-LR-2.mp4\"></video></figure>\n<!-- /wp:video -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Tappe del Tour Mediterraneo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’itinerario del <em>Tour Mediterraneo</em> si articola in varie tappe, tutte eccezionalmente interessanti per i visitatori. Attualmente, la nave è ormeggiata a Palermo, presso il molo Vittorio Veneto al Porto, dove è già stato tutto esaurito per le visite, ma da martedì 13 maggio si sposterà a Napoli. Qui, sarà possibile visitare la nave fino al 16 maggio, ormeggiata al Molo Beverello. Napoli offre un ricco programma di eventi collaterali, che includeranno convegni, conferenze e performance musicali, con la partecipazione delle bande della Marina e della Fanfara dell’8° Reggimento Bersaglieri. Venerdì 16, alle 16:00, si terrà una suggestiva veleggiata di saluto, con partenza dalla città verso Procida, in compagnia delle imbarcazioni dei Circoli nautici Campania.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18602,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/495288796-17888735676251461-35889796929119647-n-edited.jpg\" alt=\"A Bordo dell'Amerigo Vespucci: Il Tour Mediterraneo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18602\" title=\"A Bordo dell'Americo Vespucci: Il Tour Mediterraneo - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">A Bordo dell'Amerigo Vespucci: Il Tour Mediterraneo - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A seguire, la <em>Vespucci</em> salperà alla volta di Cagliari, dove arriverà il 19 maggio, con una sosta fino a giovedì 22 maggio. La nave sarà ormeggiata al Molo Sant’Antonio e i visitatori potranno salire a bordo nelle due giornate successive. La tappa successiva sarà Gaeta, che ospiterà il veliero il 24 maggio, seguito da Roma, dove la nave si fermerà a Civitavecchia dal 28 maggio al 3 giugno. Questo sarà uno dei periodi più lunghi di sosta, un'opportunità da non perdere per chi desidera visitare la nave in tutta tranquillità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Successivamente, la <em>Amerigo Vespucci</em> raggiungerà Livorno, dove sarà ormeggiata fino a domenica 7 giugno. L’ultima tappa del <em>Tour Mediterraneo</em> si terrà a Genova, il 10 giugno, giorno della festa della Marina Militare Italiana. Qui, la nave riceverà l’omaggio di altre navi della Marina, rendendo l'evento ancora più suggestivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come Prenotare la Visita a Bordo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le visite a bordo della <em>Amerigo Vespucci</em> sono un’esperienza straordinaria, ma è importante sapere che l’accesso è consentito solo previo acquisto del biglietto attraverso il sito ufficiale del tour (<a href=\"https://tourvespucci.it/\">tourvespucci.it</a>). <strong>Si raccomanda di prenotare in anticipo per assicurarsi un posto, in quanto le disponibilità sono limitate e vanno a ruba, come accaduto per la tappa di Palermo. </strong>In caso di maltempo, è consigliato controllare eventuali annullamenti sul sito due ore prima dell’evento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una volta a bordo, i visitatori avranno la possibilità di ammirare l'eleganza e la maestosità del veliero, simbolo della tradizione marinara italiana. Inoltre, i membri dell'equipaggio saranno a disposizione per rispondere a tutte le curiosità e raccontare la storia della nave, che ha attraversato mari di tutto il mondo. <strong>L’ingresso a bordo è consentito con scarpe comode, e non sono ammesse scarpe con il tacco o che lasciano parti del piede scoperto. I cani di piccola taglia sono ammessi a bordo, ma devono essere portati in braccio.</strong> Per motivi di accessibilità, le persone con disabilità motorie potrebbero non riuscire ad accedere a tutte le aree della nave, ma ogni caso sarà valutato sul posto compatibilmente con le condizioni strutturali della <em>Vespucci</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Villaggio in Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro aspetto interessante del<strong> <em>Tour Mediterraneo</em> è il “Villaggio in Italia”</strong>, che sarà presente in ogni tappa del tour. All’interno del villaggio,<strong> i visitatori potranno rivivere il racconto dei due anni di navigazione della <em>Vespucci</em>, attraverso grandi schermi che mostreranno tutte le tappe del tour mondiale della nave, un viaggio che ha coinvolto 30 Paesi e ha rappresentato un'importante occasione di scambio culturale e scientifico. </strong>Il villaggio include anche una zona ristoro in collaborazione con <a href=\"https://www.eataly.net/it_it?store=it_it&amp;utm_source=gads&amp;utm_medium=search&amp;utm_campaign=Brandglobal&amp;utm_id=eataly&amp;gad_source=1&amp;gad_campaignid=21064049947&amp;gclid=Cj0KCQjwlYHBBhD9ARIsALRu09omdxPIVK1vGHBpomwyeTwFZFaBLIqMV9VO2upi-9mhUteB24aT74gaAleAEALw_wcB\">Eataly</a>, dove si potranno gustare specialità italiane, e uno shop dedicato al merchandising del tour, per portare a casa un ricordo di questa esperienza unica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18605,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/496712527-17889336432251461-6452995737690609749-n-1-edited.jpg\" alt=\"A Bordo dell'Americo Vespucci: Il Tour Mediterraneo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18605\" title=\"A Bordo dell'Americo Vespucci: Il Tour Mediterraneo - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">A Bordo dell'Amerigo Vespucci: Il Tour Mediterraneo - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Tour Mediterraneo: Un'Iniziativa Nazionale di Grande Valore</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'iniziativa del <em>Tour Mediterraneo Vespucci</em> è frutto di un'idea del Ministro della Difesa Guido Crosetto, sostenuta da 12 Ministeri, e ha lo scopo di raccontare e condividere con il pubblico l’esperienza internazionale della <em>Vespucci</em>, che ha navigato per il mondo per portare in giro per il pianeta la cultura, la storia, l'innovazione, la gastronomia, la scienza, la ricerca, la tecnologia e l'industria italiana. Questo progetto rappresenta un’importante opportunità per il pubblico di vivere un'esperienza unica, non solo per la possibilità di salire a bordo della nave, ma anche per conoscere da vicino i valori e le tradizioni che fanno dell'Italia una nazione ammirata e rispettata nel mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <em>Tour Mediterraneo</em> della <em>Amerigo Vespucci</em> è un’occasione imperdibile per chiunque desideri avvicinarsi alla tradizione navale italiana, scoprire la storia e l'operato della Marina Militare e vivere un'esperienza unica a bordo di un vero e proprio gioiello del mare. Non lasciatevi sfuggire questa straordinaria opportunità di visitare la nave che, dopo questo tour, sarà in riposo per lungo tempo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/1-1.png","categoria":"Nazionali","tags":"AmericoVespucci, TourMediterraneo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-11 18:22:34","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://tourvespucci.it/","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18596-bordo-americo-vespucci-il-tour-mediterraneo.mp4","galleria":""}
{"id":18592,"titolo":"Fanfara, 72° Raduno Nazionale Bersaglieri - Marsala 2025","contenuto_html":"<!-- wp:embed {\"url\":\"https://www.youtube.com/watch?v=PM_9vjI3mTc\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://www.youtube.com/watch?v=PM_9vjI3mTc\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/bandiera-di-guerra-e-compagni.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"72radunonazionale, bersaglieri, esercito, marsala","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-11 10:13:12","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18592-fanfara-72-raduno-nazionale-bersaglieri-marsala-2025.mp4","galleria":""}
{"id":18582,"titolo":"Italia e Polonia: L'Alleanza Strategica per una Difesa Europea Più Forte","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso dei <em>Defence 24 Days</em> di Varsavia, la Polonia ha sollevato il velo su una minaccia che cresce ogni giorno di più: l’operato della Russia, sempre più diretto e sofisticato contro la sua sicurezza. Il ministro polacco della digitalizzazione, Krzysztof Gawkowski, ha lanciato un monito: \"<strong>L’obiettivo principale della Russia nella NATO è la Polonia</strong>\". Questo non è solo un avvertimento strategico, ma una chiamata alle armi, visto che nel 2024 i servizi segreti russi hanno intensificato gli attacchi contro il paese, raddoppiando le operazioni, con ben 600.000 attacchi informatici diretti.<br>Questi attacchi non riguardano solo la cybersicurezza ma includono anche la destabilizzazione delle infrastrutture critiche come acquedotti, ferrovie e centrali energetiche. L'uso di tecniche come il disturbo del segnale GPS nel mar Baltico è diventato una prassi, testimoniando una guerra ibrida che ormai si combatte in ogni angolo del cyberspazio. Inoltre, la Russia sta cercando di minare la stabilità interna della Polonia, interferendo nelle prossime elezioni politiche attraverso la diffusione di disinformazione e manipolazione dei social media. Per la prima volta, la Russia ha addirittura offerto denaro ai cittadini polacchi per diffondere fake news, un attacco alla democrazia che il ministro Gawkowski ha definito un tradimento dello Stato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18585,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Italia e Polonia: L'Alleanza Strategica per una Difesa Europea Più Forte - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/43bae9af-304b-40f4-818a-e589d055f011-1024x693.jpeg\" alt=\"Italia e Polonia: L'Alleanza Strategica per una Difesa Europea Più Forte - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18585\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italia e Polonia: L'Alleanza Strategica per una Difesa Europea Più Forte - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Risposta della Polonia: Cyber Difesa e Intelligenza Artificiale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In risposta a queste minacce, la Polonia ha reagito con un piano di difesa ambizioso, tanto a livello tecnologico quanto umano.<strong> La Polonia, infatti, sta mettendo in atto uno degli apparati di difesa cibernetica più avanzati al mondo</strong>. Gawkowski ha sottolineato l'importanza della cooperazione tra forze armate, servizi civili e istituzioni pubbliche per contrastare gli attacchi hacker. Il Centro Congiunto per la Cybersecurity è diventato un pilastro centrale di questa difesa.<br>Ma la Polonia non si ferma qui. In un contesto in cui la guerra del futuro non si combatterà solo con mezzi tradizionali ma anche con l'intelligenza artificiale, <strong>la Polonia sta investendo massicciamente nella creazione di un Centro di Implementazione dell'Intelligenza Artificiale (Cisi)</strong>, che contribuirà a preparare il suo esercito per il conflitto nel cyberspazio. Insieme alle tecnologie di AI, la Polonia sta sviluppando anche sistemi basati sulla tecnologia quantistica e si sta preparando a costruire un computer quantistico interamente polacco, che rafforzerà ulteriormente la sua difesa cibernetica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18586,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Italia e Polonia: L'Alleanza Strategica per una Difesa Europea Più Forte - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/HCyMuxiSHbi4b0ecamlGZlrUoO8fD0uGY3ui39w3.1lhu.png\" alt=\"Italia e Polonia: L'Alleanza Strategica per una Difesa Europea Più Forte - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18586\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italia e Polonia: L'Alleanza Strategica per una Difesa Europea Più Forte - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Asse Italia-Polonia: Un'Europa Più Forte e Unita</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Polonia non è sola in questa battaglia. Durante i <em>Defence 24 Days</em>, il Sottosegretario di Stato alla Difesa italiano, On. Matteo Perego di Cremnago, ha incontrato il Segretario di Stato alla Difesa della Polonia, Pawel Bejda, per rafforzare la cooperazione tra i due Paesi. Questo incontro ha evidenziato l'importanza del Fianco Est della NATO, una regione cruciale per la stabilità dell’intero continente europeo. Perego ha sottolineato come l’Italia e la Polonia, attraverso un impegno congiunto, possano contribuire a creare una difesa europea solida ed efficace, capace di rispondere alle sfide globali.<br>L'Italia, ad esempio, ha partecipato attivamente alle operazioni di Air Policing con gli Eurofighter e gli F-35 della NATO, rafforzando così la sicurezza dell'Est Europa. Le alleanze bilaterali, come quella tra Italia e Polonia, sono diventate essenziali per una difesa comune che superi le minacce provenienti dal cyberspazio e dalla disinformazione. Solo un’Europa unita sarà in grado di contrastare le sfide moderne e garantire la libertà e la sovranità degli Stati membri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18587,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Italia e Polonia: L'Alleanza Strategica per una Difesa Europea Più Forte - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/28a7b5be-613b-4a98-bc83-b3bae058f6e1-1024x693.jpeg\" alt=\"Italia e Polonia: L'Alleanza Strategica per una Difesa Europea Più Forte - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18587\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Italia e Polonia: L'Alleanza Strategica per una Difesa Europea Più Forte - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/c125650f-8f18-4488-b538-8581d8fe688f.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"cybersicurezza, difesaeuropea","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-11 10:03:11","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.difesa.it/primopiano/il-sottosegretario-perego-in-polonia-per-la-defence24-days-e-incontri-istituzionali/70288.html","altre-fonti":"https://defence24days.com/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18582-italia-e-polonia-alleanza-difesa-europea-forte.mp4","galleria":""}
{"id":18573,"titolo":"96ª Adunata degli Alpini - DIRETTA VIDEO","contenuto_html":"<!-- wp:embed {\"url\":\"https://www.youtube.com/watch?v=6k-1fDwawGI\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://www.youtube.com/watch?v=6k-1fDwawGI\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Migliaia di penne nere provenienti da ogni parte d’Italia sfilano per le vie della città di Biella in un evento carico di emozioni. Un’occasione unica per rivivere la storia, l’orgoglio e il senso di appartenenza che da sempre caratterizzano gli <a href=\"https://brigatafolgore.net/i-gloriosi-alpini-una-meravigliosa-storia-italiana-da-oltre-150-anni/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Alpini</a>. Segui con noi la diretta e vivi da vicino l’entusiasmo di questa straordinaria manifestazione!</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/Alpini-adunata-Vicenza-24-1-foto-ufficio-stampa-Ana-Verona.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"adunata2025, alpini, esercito","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-11 09:35:36","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18573-96%cb%86adunata-degli-alpini-diretta-della-sfilata.mp4","galleria":""}
{"id":18561,"titolo":"Fuori Pericolo : la Sonda Sovietica Kosmos 482 cade nell'Oceano Indiano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sonda sovietica Kosmos 482, originariamente progettata per esplorare Venere, ha concluso il suo lungo viaggio di 53 anni con un rientro incontrollato nell'atmosfera terrestre. <strong>Lanciata nel 1972 durante la Guerra Fredda, la missione aveva grandi ambizioni: mentre la navetta gemella Venera 8 riuscì a raggiungere Venere e a trasmettere dati scientifici, Kosmos 482 non fu così fortunata</strong>. Dopo il lancio, la sonda avrebbe dovuto attivare un sistema di propulsione per dirigersi verso Venere. Tuttavia, un guasto critico al motore la costrinse a rimanere intrappolata in un'orbita ellittica tra 210 e 9800 chilometri sopra la Terra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso degli anni, parte della sonda si è disintegrata durante il rientro atmosferico, ma la capsula di atterraggio, pesante circa 500 kg e protetta contro le intense temperature e pressioni di Venere, ha continuato a orbitare la Terra fino ad oggi. Questo pezzo della sonda, caratterizzato da un involucro corazzato progettato per resistere a temperature superiori ai 450°C e a pressioni fino a 90 volte quelle dell'atmosfera terrestre, ha rappresentato una testimonianza della capacità tecnologica sovietica dell’epoca. L'oggetto ha compiuto un ciclo di discesa lenta prima di precipitare finalmente nell'Oceano Indiano, nel tratto di mare a ovest di Jakarta, il 10 maggio 2025.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18563,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Fuori Pericolo : la Sonda Sovietica Kosmos 482 cade nell'Oceano Indiano - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Venera-capsule-in-museum.jpg\" alt=\"Fuori Pericolo : la Sonda Sovietica Kosmos 482 cade nell'Oceano Indiano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18563\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fuori Pericolo : la Sonda Sovietica Kosmos 482 cade nell'Oceano Indiano - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Rientro e le Incertezze sul Punto di Caduta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le stime sul punto preciso di caduta di Kosmos 482 sono state fonte di incertezze. Secondo l'Agenzia spaziale russa Roscosmos, la sonda è precipitata nell’Oceano Indiano, vicino alla capitale indonesiana Jakarta. Tuttavia, per alcuni giorni, le previsioni sul rientro avevano dato origine a confusione, con la US Space Force che aveva suggerito una caduta nel Pacifico, mentre altre stime indicavano l’Europa. In particolare, il Consorzio Europeo Space Surveillance and Tracking (Eu-SST) aveva monitorato il passaggio della sonda sopra la Germania, aggiornando continuamente le previsioni. Tuttavia, il 10 maggio, l'ESA ha confermato che il rientro si è verificato tra le 06:04 UTC e le 07:32 UTC, con una finestra di incertezze che si è estesa fino a +/- 0.36 ore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla fine, il punto di caduta è stato localizzato nell’Oceano Indiano, ma le stime iniziali non hanno potuto tenere conto della complessità del rientro, legata ai fattori atmosferici e all'orbita imprevedibile del veicolo spaziale. L'incertezza è stata alimentata anche dall'impossibilità di raccogliere osservazioni dirette visive durante l'ultimo passaggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18569,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Fuori Pericolo : la Sonda Sovietica Kosmos 482 cade nell'Oceano Indiano - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/ground-track-1-1024x638-1.png\" alt=\"Fuori Pericolo : la Sonda Sovietica Kosmos 482 cade nell'Oceano Indiano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18569\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fuori Pericolo : la Sonda Sovietica Kosmos 482 cade nell'Oceano Indiano - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Futuro del Monitoraggio Spaziale e la Storia di Kosmos 482</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sonda Kosmos 482, che ha trascorso oltre cinque decenni in orbita, rappresenta un pezzo di storia della corsa allo spazio sovietica. Il suo nome deriva dalla tradizione sovietica di denominare \"Kosmos\" le missioni che non riuscivano a lasciare l'orbita terrestre, un termine che nascondeva la vera natura di molte di queste missioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante non fosse mai stato ufficialmente riconosciuto, Kosmos 482 faceva parte di una serie di missioni sovietiche dirette verso Venere, un obiettivo che non fu mai raggiunto da questa sonda. La tecnologia e la resistenza della capsula, progettata per sopportare le intense condizioni di atterraggio su Venere, sono state un successo indiretto, permettendo alla sonda di restare in orbita per oltre mezzo secolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la sua caduta, Kosmos 482 ha concluso una lunga storia di tentativi e fallimenti nella corsa spaziale, ma anche un’importante lezione sul monitoraggio e il controllo degli oggetti spaziali. Gli esperti continuano a migliorare le tecniche di sorveglianza spaziale per affrontare simili rientri incontrollati, che potrebbero diventare sempre più frequenti con l’aumento del numero di satelliti e missioni spaziali in orbita. La sonda, simbolo della perseveranza della scienza sovietica, è ora parte della storia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/sc-1200.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Cosmos482, Kosmos, rientro incontrollato","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-11 07:03:58","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://it.euronews.com/2025/05/10/la-sonda-sovietica-cosmos-482-cade-nelloceano-indiano-dopo-mezzo-secolo-in-orbita-incontro","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18561-fuori-pericolo-la-sonda-sovietica-kosmos-482-cade-nelloceano-indiano.mp4","galleria":""}
{"id":18549,"titolo":"Frecce Tricolori a Desenzano: il programma dell’Air Show Garda","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'<a href=\"https://www.airshowdelgarda.it/\">Air Show Garda</a>, uno degli eventi più spettacolari e attesi dell'anno, sta per prendere il volo a Desenzano, <strong>sulle sponde del Lago di Garda, dal 16 al 18 maggio.</strong> L'evento, che coinvolgerà l'Aeronautica Militare e il <a href=\"https://www.aeronautica.difesa.it/news/6-stormo-ghedi-1000-ore-di-volo-per-i-velivoli-f-35/\">6° Stormo di Ghedi</a>, è un'occasione unica per ammirare acrobazie aeree di altissimo livello e partecipare a una serie di iniziative culturali e divulgative gratuite. Di seguito, scopriamo il programma dettagliato dell’evento e le emozionanti attività previste per tutti i partecipanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18554,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/f35-1024x576.webp\" alt=\"Frecce Tricolori a Desenzano: il programma dell’Air Show Garda - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18554\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Frecce Tricolori a Desenzano: il programma dell’Air Show Garda - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Programma delle Iniziative Culturali e Divulgative</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Air Show Garda non si limiterà ai soli voli acrobatici, ma offrirà anche numerose attività culturali e divulgative, tutte a ingresso libero. Il primo appuntamento è fissato per <strong>venerdì 16 maggio</strong> alle 16:00, quando presso <strong>Palazzo Tedeschini</strong> avrà luogo una conferenza dedicata alla storia dell’acrobazia aerea in Italia. L’incontro vedrà la partecipazione di esperti di aviazione, tra cui lo scrittore e storico <strong>Paolo Varriale</strong> e <strong>Roberto Bassi</strong>, autore di volumi tecnici sul mondo dell’aviazione. Non mancherà l'intervento del comandante del 6° Stormo, <strong>Colonnello Luca Giuseppe Vitaliti</strong>, e del giornalista <strong>Pino Di Feo</strong>, che modererà l’incontro. Durante la conferenza, alcuni ex piloti della Pattuglia Acrobatica Nazionale condivideranno racconti ed esperienze di volo che hanno segnato la storia della nostra aviazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>sabato 17 maggio</strong>, alle 17:00, l’appuntamento è all’<strong>Idroscalo Militare</strong> di via Motta, dove avrà luogo un concerto gratuito, aperto al pubblico fino a esaurimento posti. Il trio acustico dell’associazione <strong>«Il Musicante»</strong>, con <strong>Silvia Smaniotto</strong>, <strong>Andrea De Nardi</strong> e <strong>Mario Chiesa</strong>, regalerà una performance musicale che contribuirà a creare un’atmosfera unica in vista del grande show acrobatico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18553,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/3334592-l-1024x683.jpg\" alt=\"Frecce Tricolori a Desenzano: il programma dell’Air Show Garda - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18553\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Frecce Tricolori a Desenzano: il programma dell’Air Show Garda - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Mostra Storica e le Attività per il Pubblico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alle conferenze e ai concerti, il pubblico potrà visitare gli spazi dell'<strong>Idroscalo</strong> e una suggestiva area espositiva allestita negli storici hangar, in collaborazione con il Comitato Idroscalo. In mostra ci saranno cimeli di <strong>Francesco Agello</strong> e <strong>Dal Molin</strong>, due pionieri dell'aviazione italiana, insieme a fotografie d’epoca, materiali originali della <strong>Coppa Schneider</strong> e due fedeli riproduzioni non volanti degli iconici velivoli <strong>Macchi-Castoldi MC-72</strong> e <strong>Ansaldo SVA</strong>. Questa esposizione rappresenta una preziosa occasione per immergersi nella storia dell'aviazione e comprendere l'evoluzione tecnologica e culturale che ha portato le Frecce Tricolori a diventare una delle pattuglie acrobatiche più ammirate al mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18551,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/frecce-tricolori-7.jpg\" alt=\"Frecce Tricolori a Desenzano: il programma dell’Air Show Garda - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18551\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Frecce Tricolori a Desenzano: il programma dell’Air Show Garda - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Gran Finale: Lo Show Acrobatico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Domenica <strong>18 maggio</strong>, il grande momento tanto atteso: il <strong>gran finale</strong> con lo <strong>show acrobatico</strong> sopra il litorale del Garda. Nonostante l'incidente avvenuto a Pantelleria, lo spettacolo è stato confermato e promette di offrire un'emozione unica per tutti gli spettatori. La Pattuglia Acrobatica Nazionale, famosa per le sue straordinarie evoluzioni nel cielo, sarà accompagnata dai velivoli del 6° Stormo di Ghedi, tra cui i <strong>PA-200 Tornado</strong> e i <strong>F-35A Lightning II</strong>, che daranno vita a un’esibizione mozzafiato. Il cielo di Desenzano si trasformerà in un palcoscenico naturale dove i piloti della nostra aviazione mostreranno tutta la loro abilità e precisione, regalando ai presenti un’esperienza che rimarrà nel cuore di tutti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Air Show Garda rappresenta, dunque, una manifestazione che coniuga emozione, cultura e passione per l’aviazione, offrendo a tutti i partecipanti l’opportunità di scoprire, vivere e apprezzare la forza e la bellezza del cielo, attraverso la storia, la musica e l’acrobazia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/IM-Frecce-Tricolori.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"AirShowGarda, FrecceTricolori","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-10 20:41:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.giornaledibrescia.it/cronaca/frecce-tricolori-desenzano-air-show-garda-programma-gpvuwe7j","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18549-frecce-tricolori-a-desenzano-air-show-garda.mp4","galleria":""}
{"id":18539,"titolo":"Regno Unito, il Capo della Royal Navy si dimette per uno scandalo sessuale: è la prima volta nella Storia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nuovo scandalo travolge la Royal Navy, la marina militare del Regno Unito. L’<strong>ammiraglio Sir Ben Key</strong>, 59 anni, First Sea Lord e <strong>massimo comandante della flotta britannica</strong>, è stato costretto a dimettersi in seguito a un’inchiesta interna che lo coinvolge per una <strong>presunta relazione con una sua subordinata all’interno dello stato maggiore</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Si tratta di un evento senza precedenti nei 500 anni di storia della Royal Navy: mai prima d’ora un First Sea Lord era finito sotto inchiesta per cattiva condotta di questo tipo. Le accuse hanno portato alla decisione immediata di sollevarlo da tutti gli incarichi, costringendolo a un ritiro forzato dalla vita pubblica e militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il vice ammiraglio Martin Connell, attuale numero due della Royal Navy, ha assunto temporaneamente il comando in attesa che venga ufficializzata una nuova nomina al vertice della marina militare britannica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Sir Ben Key, sposato e padre di tre figli, aveva già annunciato nei mesi scorsi l’intenzione di lasciare il suo incarico la prossima estate. Tuttavia, l’inchiesta e le pressioni conseguenti hanno accelerato la sua uscita di scena, trasformando un normale passaggio di consegne in un caso mediatico di forte impatto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I precedenti nelle Forze Armate della Nato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo scandalo che ha travolto Sir Ben Key si inserisce in una lunga serie di episodi che, negli ultimi anni, hanno coinvolto alti ufficiali militari dei Paesi membri della NATO. Casi che evidenziano non solo comportamenti inappropriati ai vertici delle forze armate, ma anche l’esistenza di un problema sistemico legato alla gestione del potere, alla cultura interna e al rispetto delle regole di condotta, soprattutto nei confronti del personale femminile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong>, uno dei casi più noti è quello del generale dell’Aeronautica <strong>Phillip A. Stewart</strong>, rimosso dal comando della Nineteenth Air Force nel 2023 <a href=\"https://www.military.com/daily-news/2023/10/11/two-star-air-force-general-faces-article-32-hearing-sexual-assault-adultery-after-being-fired.html\">a seguito di accuse di condotta inappropriata nei confronti di un subordinato</a>. Sebbene le accuse più gravi di aggressione sessuale siano state ritirate, Stewart è stato riconosciuto colpevole di condotta non consona a un ufficiale e di negligenza nel dovere, ricevendo una multa di 60.000 dollari e restrizioni di servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In <strong>Canada</strong>, gli scandali hanno avuto un impatto ancora più rilevante. Nel 2021, l’ex capo di stato maggiore della difesa <strong>Jonathan Vance</strong> <a href=\"https://halifax.citynews.ca/2021/06/29/navy-commander-who-golfed-with-vance-amid-sexual-misconduct-probe-to-keep-his-job-3917407\">è stato accusato di relazioni improprie con subordinate</a>, tra cui una relazione di lunga data con la maggiore Kellie Brennan, e di aver tentato di ostacolare le indagini su di lui. Vance si è dichiarato colpevole nel 2022 e ha ricevuto una condanna condizionale. Un altro caso emblematico risale al 2010, quando il brigadiere generale <strong>Daniel Ménard</strong> <a href=\"https://www.reuters.com/article/world/middle-east/canadas-afghan-commander-removed-misconduct-alleged-idUSTRE64T0J3\">fu rimosso dal comando della Task Force in Afghanistan per una relazione con una subordinata</a>, episodio che portò alla sua retrocessione e alla successiva uscita dalle forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In <strong>Norvegia</strong>, nel 2022, il ministro della Difesa <strong>Odd Roger Enoksen</strong> <a href=\"https://www.lemonde.fr/en/m-le-mag/article/2023/10/17/norway-rattled-by-a-series-of-political-scandals_6180781_117.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">si è dimesso dopo che una donna ha denunciato comportamenti inappropriati</a> subiti da parte sua circa vent’anni prima. Enoksen ha ammesso i fatti e ha presentato immediatamente le dimissioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il paradosso dell'inclusione senza cultura</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Questi episodi dimostrano come le forze armate dei Paesi occidentali, nonostante l’apparente modernizzazione e l’enfasi su codici etici più rigorosi, continuino a essere teatro di episodi di abuso di potere, discriminazioni di genere e condotte inappropriate ai più alti livelli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Una situazione che, alla luce delle crescenti tensioni geopolitiche e del rilancio delle politiche di difesa, richiede un forte intervento istituzionale per ristabilire credibilità, disciplina e rispetto dei valori fondanti delle democrazie occidentali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Curiosamente, questi episodi si concentrano proprio nei Paesi che per primi hanno aperto le porte delle forze armate alle donne, promuovendo l’uguaglianza di genere e l’inclusione. Un paradosso che evidenzia come l’integrazione femminile nei ranghi militari, senza un reale cambiamento culturale, possa trasformarsi in terreno fertile per abusi di potere e comportamenti inappropriati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al contrario, nei Paesi dell’area mediterranea, dove l’ingresso delle donne nelle forze armate è avvenuto in tempi più recenti e con percorsi di integrazione più graduali (come nel caso di Spagna, Grecia e Italia), episodi di questo tipo non hanno finora coinvolto i vertici militari, limitandosi a casi isolati e di minore rilevanza. Un dato che invita a riflettere su come la gestione stessa dell’inclusione e il controllo delle dinamiche interne possano prevenire derive comportamentali anche ai livelli più alti della gerarchia militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Donne nelle Forze Armate dei Paesi NATO: cronologia dell'Integrazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Norvegia</strong>: nel <strong>1985</strong>, la Norvegia è diventata il primo Paese della NATO a consentire alle donne di servire in tutte le funzioni militari, inclusi i sottomarini. Nel 2015, ha introdotto la leva obbligatoria per entrambi i sessi, diventando il primo Stato membro della NATO a farlo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Danimarca</strong>: le donne sono state impiegate nelle forze armate danesi fin dal <strong>1934</strong>. Nel 1978, è stato consentito loro di arruolarsi in tutte le aree delle forze armate, ma con alcune limitazioni ai ruoli di combattimento diretto, che sono state rimosse solo gradualmente negli anni successivi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Svezia</strong>: le donne hanno potuto servire nella maggior parte delle posizioni militari, inclusi i ruoli di combattimento, dal <strong>1983</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Canada</strong>: nel <strong>1989</strong>, il Canada ha aperto tutte le posizioni militari alle donne, inclusi i ruoli di combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Grecia:</strong> le donne sono state ammesse nelle forze armate greche a partire dagli <strong>anni ’90</strong>, inizialmente in ruoli di supporto e tecnici. <strong>Dal 2001</strong>, è stato consentito loro l’accesso anche ai ruoli di combattimento e alle accademie militari</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Italia</strong>: le donne possono arruolarsi nelle forze armate italiane dal <strong>2000</strong> a seguito dell'entrata in vigore della legge n. 380/1999. Attualmente, possono accedere a tutti i ruoli, inclusi quelli di combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Spagna:</strong> dal <strong>1999</strong>, con l’entrata in vigore della Legge 17/1999 sulle Forze Armate Professionali, le donne hanno ottenuto pieno accesso a tutti i ruoli, inclusi quelli di combattimento e nelle unità operative terrestri, navali e aeree.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Regno Unito:</strong> le donne hanno iniziato a servire in ruoli di supporto durante la <strong>Prima e la Seconda Guerra Mondiale</strong>, con l'integrazione nei ruoli di combattimento nei decenni successivi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Stati Uniti</strong>: le donne hanno prestato servizio in ruoli ausiliari fin dalla <strong>Prima Guerra Mondiale</strong>. Durante la <strong>Seconda Guerra Mondiale</strong>, la loro presenza fu ampliata, mentre l’integrazione formale nelle forze armate è avvenuta nel dopoguerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una nuova macchia sul futuro della Difesa Britannica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Questo scandalo si aggiunge a una lunga serie di controversie che negli ultimi anni hanno coinvolto le forze armate di Sua Maestà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Solo lo scorso anno, un’inchiesta interna aveva portato alla luce gravi episodi di misoginia, bullismo e abusi nei confronti delle donne in servizio a bordo dei sommergibili,<a href=\"https://www.bbc.com/news/articles/c9wk7ljzg2do\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"> emersi in seguito alle denunce dell’ex tenente donna Sophie Brook</a>, la quale aveva descritto una “campagna costante di bullismo sessuale” durante il proprio incarico. Il rapporto finale confermò la presenza di comportamenti inaccettabili, tra cui molestie sessuali, commenti osceni e almeno un caso di stupro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Fu proprio l’ammiraglio Sir Ben Key a presentare pubblicamente le scuse ufficiali, annunciando l’adozione di 37 misure per riformare la cultura interna della Royal Navy e contrastare tali comportamenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Quella del Capo della Royal Navy si tratta di una nuova macchia per le forze armate britanniche ed arriva in un momento delicato per il Paese: Londra ha infatti annunciato un piano di rilancio delle proprie forze armate, con un incremento significativo delle spese per la difesa e il riarmo, spinto dalle crescenti tensioni internazionali, in particolare con la Russia di Vladimir Putin.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Le dimissioni di Sir Ben Key rappresentano così non solo la fine di una carriera lunga e prestigiosa, ma anche un duro colpo all’immagine di un’istituzione già fortemente provata dalle recenti polemiche interne e dalle sfide geopolitiche che si profilano all’orizzonte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/Ben-Key.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"BenKey, RoyalNavy","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-10 18:45:07","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://news.sky.com/story/head-of-royal-navy-steps-back-after-investigation-into-alleged-relationship-with-female-colleague-13364782","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18539-regno-unito-il-capo-della-royal-navy-si-dimette-per-uno-scandalo-sessuale-e-la-prima-volta-nella-storia.mp4","galleria":""}
{"id":18517,"titolo":"Emergenza a Monfalcone: il 3° Genio neutralizza  170 Ordigni","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla fine di marzo scorso, lungo l’argine del canale Locovaz, nel comune di Monfalcone (GO), è avvenuto il rinvenimento di numerosi residuati bellici a caricamento chimico. Su richiesta della Prefettura di Gorizia, un nucleo del <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/COMFOTER/Comando-Forze-Operative-Nord/brigata-pozzuolo-del-friuli/3-Reggimento-Genio-Guastatori\">3° Reggimento Genio Guastatori dell’Esercito </a>ha effettuato, in data 27 marzo, un primo intervento di riconoscimento e catalogazione: <strong>sono state censite 85 granate, prive di spoletta e non lanciate, ma potenzialmente instabili a causa del propellente chimico</strong>. <strong>Il 1° aprile una seconda attività del medesimo nucleo ha portato alla scoperta di ulteriori 85 ordigni, per un totale di 170 pezzi di vario calibro.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18520,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/10.Un-momento-dellindagine-radiografica-degli-ordigni-1024x683.jpeg\" alt=\"Emergenza a Monfalcone: il 3° Genio Neutralizzano 170 Ordigni - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18520\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Emergenza a Monfalcone: il 3° Genio Neutralizza 170 Ordigni - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni granata è stata stoccata in sicurezza sul luogo del ritrovamento, in attesa dell’arrivo del<a href=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/comando-logistico-esercito/comando-tecnico/CETLI-NBC\"> Centro Tecnico Logistico Interforze NBC (CETLI) </a>di Civitavecchia, unico ente nazionale abilitato a intervenire su materiali contenenti agenti chimici. Le operazioni preliminari del 3° Reggimento Genio Guastatori – dipendente dalla Brigata “Pozzuolo del Friuli” e sotto il controllo del Comando Forze Operative Nord di Padova – hanno richiesto l’adozione di procedure di protezione individuale e di barriere meccaniche per isolare le munizioni e garantire la tutela ambientale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18521,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/11.Immagini-rilevate-con-indagine-radiografica-1024x683.jpeg\" alt=\"Emergenza a Monfalcone: il 3° Genio Neutralizzano 170 Ordigni - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18521\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Emergenza a Monfalcone: il 3° Genio Neutralizza 170 Ordigni - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sinergia tra artificieri CBRN e trasporto sicuro</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nelle giornate del 6, 7 e 8 maggio, i due nuclei specializzati – Conventional Munition Disposal (CMD) del 3° Reggimento Genio Guastatori e il nucleo NBC del CETLI – hanno operato in stretta sinergia. Grazie a un piano coordinato, sono stati montati corridoi di sicurezza, delimitazioni per il pubblico e sistemi di contenimento per evitare dispersioni di agenti chimici in caso di rottura accidentale dei gusci di metallo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il CETLI NBC, erede del Centro Tecnico Militare Chimico Fisico e Biologico e dello Stabilimento Militare Materiali per la Difesa NBC (fusisi nel 2004 presso il Comprensorio Militare Santa Lucia), ha messo a disposizione specialisti, equipaggiamenti di rivelazione e contenitori sigillati per il trasferimento. Ogni granata è stata caricata in casse anti-perforazione e trasportata con convogli militari fino a Civitavecchia, dove è in corso la neutralizzazione definitiva secondo le procedure previste dalla Convenzione di Parigi del 1993. Le operazioni si sono concluse senza incidenti, garantendo la massima sicurezza per la popolazione e per il personale coinvolto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18522,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/8.Prelevamento-ordigni-per-indagine-radiografica-1-1024x683.jpeg\" alt=\"Emergenza a Monfalcone: il 3° Genio Neutralizzano 170 Ordigni - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18522\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Emergenza a Monfalcone: il 3° Genio Neutralizza 170 Ordigni - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Prevenzione e ruolo strategico delle unità coinvolte</strong> </h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 3° Reggimento Genio Guastatori, con sede a Udine e animato da personale volontario, ha il compito quotidiano di bonificare il territorio del Friuli Venezia Giulia e delle province di Treviso e Belluno dai residuati bellici dei due conflitti mondiali. Decorato con Medaglie d’Argento e di Bronzo al Valor Militare e al Valore dell’Esercito, il Reggimento si distingue per perizia, audacia e spirito di sacrificio: il suo anniversario cade il 24 giugno, in memoria della battaglia del Piave (1918).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il CETLI NBC, oltre alle attività di bonifica, svolge ricerche nel settore CBRN (chimico, biologico, radiologico e nucleare), supporta l’approvvigionamento di materiali e mezzi di protezione e bonifica, e conduce indagini tecniche sui dispositivi in uso alla Difesa. L’Ente è inoltre responsabile del recupero e della distruzione delle armi chimiche obsolete rinvenute sul territorio nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18523,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/13.Chiusura-cassa-stagna-per-contenimento-ordigni-1024x683.jpeg\" alt=\"Emergenza a Monfalcone: il 3° Genio Neutralizzano 170 Ordigni - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18523\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Emergenza a Monfalcone: il 3° Genio Neutralizza 170 Ordigni - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/8.Prelevamento-ordigni-per-indagine-radiografica.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"artificieri, bonificacbrn, genioguastatori","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-10 08:33:53","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Rimozione-di-170-ordigni-a-caricamento-speciale-in-provincia-di-Gorizia.aspx?utm_source=chatgpt.com","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18517-emergenza-a-monfalcone-il-3-genio-neutralizza-170-ordigni.mp4","galleria":""}
{"id":18506,"titolo":"Il 74° Anniversario della Costituzione dell'Aviazione dell'Esercito Italiano: Una Giornata di Riconoscimento e Orgoglio","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Aviazione dell’Esercito Italiano (AVES) ha celebrato oggi il <strong>74° anniversario della sua costituzione</strong>, un evento che sottolinea l’evoluzione e l’importante ruolo che questa Specialità riveste nelle operazioni militari moderne. I baschi azzurri, simbolo di questa forza armata, hanno dato vita a una cerimonia solenne, che ha visto la partecipazione di autorità civili, militari e religiose, insieme ai familiari dei Caduti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18509,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Foto-4-Intervento-del-Comandante-dellAVES-1024x683.jpg\" alt=\"Il 74° Anniversario della Costituzione dell'Aviazione dell'Esercito Italiano: Una Giornata di Riconoscimento e Orgoglio - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18509\" title=\"Il 74° Anniversario della Costituzione dell'Aviazione dell'Esercito Italiano: Una Giornata di Riconoscimento e Orgoglio - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il 74° Anniversario della Costituzione dell'Aviazione dell'Esercito Italiano: Una Giornata di Riconoscimento e Orgoglio - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Cerimonia del 74° Anniversario: Un Momento di Riflessione e Orgoglio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La giornata ha avuto inizio con la deposizione di una corona presso il monumento ai Caduti dell'Aviazione dell'Esercito, da parte del <strong>Comandante dell’AVES, Generale di Divisione Salvatore Annigliato</strong>, e del Presidente dell’<a href=\"https://www.anae.it/\">Associazione Nazionale Aviazione dell’Esercito (ANAE)</a>, Generale Sergio Buono. Il <strong>Vice Comandante delle Forze Operative Terrestri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Cuoci</strong>, ha partecipato alla cerimonia insieme a numerose altre personalità di spicco, rendendo omaggio a coloro che hanno sacrificato la propria vita per il servizio della Nazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo discorso, il Generale Cuoci ha evidenziato l’impegno quotidiano delle donne e degli uomini dell’AVES, sottolineando come ogni missione, portata a termine con coraggio e determinazione, rappresenti un valore operativo e umano inestimabile. \"<strong>Ogni giorno, affrontate il cielo con spirito di servizio, professionalità e dedizione, portando a termine missioni di grande importanza</strong>\", ha affermato il Generale Cuoci.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18510,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Foto-5-Intervento-del-Comandante-dellArea-Operativa-delle-FOTER-1024x683.jpg\" alt=\"Il 74° Anniversario della Costituzione dell'Aviazione dell'Esercito Italiano: Una Giornata di Riconoscimento e Orgoglio - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18510\" title=\"Il 74° Anniversario della Costituzione dell'Aviazione dell'Esercito Italiano: Una Giornata di Riconoscimento e Orgoglio - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il 74° Anniversario della Costituzione dell'Aviazione dell'Esercito Italiano: Una Giornata di Riconoscimento e Orgoglio - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una Storia di Passione e Dedizione: L’AVES nel Corso degli Anni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Aviazione dell’Esercito ha compiuto un lungo percorso evolutivo in questi 74 anni, basato sempre su un unico filo conduttore: la passione per il proprio lavoro. Il Comandante dell’AVES ha ricordato con orgoglio l’impegno della Specialità, non solo in Patria ma anche all’estero, come fondamentale per la promozione della pace, della sicurezza e della cooperazione internazionale. \"Il successo della Specialità è merito di ognuno di voi\", ha detto il Comandante, rivolgendosi ai membri dell'AVES, \"Ogni volo, ogni missione, ogni passo che compiamo insieme è una testimonianza del nostro spirito di servizio.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In 74 anni di attività, l'AVES ha saputo rispondere alle sfide del tempo, dimostrando una costante capacità di innovarsi e adattarsi. Le operazioni condotte, anche nei contesti più complessi, sono sempre state supportate dalla professionalità e dalla dedizione di chi indossa il basco azzurro. Oggi, l’Aviazione dell’Esercito è una realtà moderna e all’avanguardia, sempre più orientata verso l’interoperabilità con altre forze armate e istituzioni internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18511,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Foto-7-Dimostrazione-delle-capacita-operative-della-Specialita-1024x683.jpg\" alt=\"Il 74° Anniversario della Costituzione dell'Aviazione dell'Esercito Italiano: Una Giornata di Riconoscimento e Orgoglio - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18511\" title=\"Il 74° Anniversario della Costituzione dell'Aviazione dell'Esercito Italiano: Una Giornata di Riconoscimento e Orgoglio - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il 74° Anniversario della Costituzione dell'Aviazione dell'Esercito Italiano: Una Giornata di Riconoscimento e Orgoglio - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Innovazione e Futuro: La Specialità al Passo coi Tempi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia si è conclusa con una dimostrazione delle capacità operative della Specialità, tra cui una mostra statica di velivoli ad ala fissa e a pilotaggio remoto, che ha suscitato l’interesse di tutti i presenti. L'AVES si conferma come un’istituzione in grado di affrontare le sfide del futuro, mantenendo sempre l'attenzione sull’innovazione tecnologica e la capacità di operare in scenari complessi e multiregionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Aviazione dell'Esercito Italiano continua a essere un pilastro fondamentale delle Forze Armate, portando avanti la propria missione con lo stesso spirito che ha caratterizzato il primo volo, avvenuto 74 anni fa. Il suo percorso, intrapreso sin dalla sua costituzione, è stato segnato dalla continua evoluzione tecnologica e dalla volontà di adattarsi ai mutamenti geopolitici e alle esigenze della sicurezza internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18512,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Foto-3-Il-Gen.-C.A.-Salvatore-Cuoci-passa-in-rassegna-lo-schieramento-1024x683.jpg\" alt=\"Il 74° Anniversario della Costituzione dell'Aviazione dell'Esercito Italiano: Una Giornata di Riconoscimento e Orgoglio - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18512\" title=\"Il 74° Anniversario della Costituzione dell'Aviazione dell'Esercito Italiano: Una Giornata di Riconoscimento e Orgoglio - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il 74° Anniversario della Costituzione dell'Aviazione dell'Esercito Italiano: Una Giornata di Riconoscimento e Orgoglio - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/2-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"anniversario, aviazioneesercito, innovazione","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-10 02:13:46","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/74_anniv_aves.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18506-74-anniversario-costituzione-aviazione.mp4","galleria":""}
{"id":18448,"titolo":"Tempo di nomine alla Difesa: Il Consiglio dei Ministri delibera i nuovi vertici","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, durante la riunione del Consiglio dei Ministri, come riportate dal sito <a href=\"https://sassate.it/difesa-il-generale-conserva-nuovo-csm-dellaeronautica-lammiraglio-ottaviani-alla-dna\">Sassate</a> saranno decise importanti nomine che riguardano la leadership del Ministero della Difesa. Il Generale di squadra aerea <strong>Antonio Conserva</strong> è stato scelto come nuovo <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare (AMI)</strong>, sostituendo il Generale <strong>Luca Goretti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Conserva, che vanta una carriera consolidata, ha ricoperto precedentemente l’incarico di <strong>Capo di Gabinetto</strong> presso Palazzo Baracchini. Inoltre, l'<strong><a href=\"https://www.difesa.it/smd/staff/sottocapo/index/26377.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Ammiraglio Giacinto Ottaviani</a></strong> è stato designato per assumere il ruolo di <strong>Responsabile della Direzione Nazionale Armamenti</strong>, una posizione strategica che riguarda la gestione e lo sviluppo delle risorse armamentarie italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'<strong>Ammiraglio di Squadra Giacinto Ottaviani</strong>, nato a <strong>San Benedetto del Tronto</strong> il 19 luglio 1964, ha una lunga carriera militare. Dopo aver frequentato l'<strong>Accademia Navale</strong> (1983-1987), ha ricoperto diversi ruoli operativi e di comando, tra cui <strong>Comandante della Fregata EURO</strong> durante l'<strong>Operazione Golfo Persico</strong>, <strong>Comandante del Pattugliatore CASSIOPEA</strong> e della <strong>Fregata AVIERE</strong> partecipando alle operazioni NATO Active Endeavour, e <strong>Comandante del Cacciatorpediniere ANDREA DORIA</strong> nell’<strong>Operazione TUCANO</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ha ricoperto incarichi di rilevo a terra, tra cui <strong>Capo del Reparto PERSONALE dello Stato Maggiore della Marina</strong> e dello <strong>Stato Maggiore della Difesa</strong>, e nel 2021 è diventato <strong>Presidente del Centro Alti Studi della Difesa</strong>. Ottaviani ha anche un solido percorso accademico, con <strong>laurea in Fisica</strong>, <strong>MBA</strong> e un <strong>Master in Strategia Globale e Sicurezza</strong>. Dal <strong>29 luglio 2024</strong>, ricopre l'incarico di <strong>Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ciclo di nomine si concluderà la prossima settimana con la promozione del <strong>Generale di Squadra Aerea Luigi Del Bene</strong> al ruolo di <strong>Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa</strong>, rafforzando ulteriormente la struttura di comando del settore difesa nazionale. Il Generale <strong>Luigi Del Bene</strong>, nato a <strong>Sansepolcro</strong> nel 1967, ha intrapreso una brillante carriera nell'Arma Aeronautica. Dopo aver frequentato l’<strong>Accademia Aeronautica</strong>, si è laureato in <strong>Scienze Aeronautiche</strong> all’Università “Federico II” di Napoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con migliaia di ore di volo e numerose onorificenze, ha ricoperto ruoli di comando, tra cui <strong>Comandante del Sesto Stormo dei “Diavoli Rossi”</strong> a Ghedi (Brescia). Recentemente è stato nominato <strong>Comandante della Prima Regione Aerea di Milano</strong>, un incarico che ha commentato con grande orgoglio, esprimendo gratitudine al Capo di Stato Maggiore per la fiducia accordatagli. La sua carriera è accompagnata dall’affetto e dall’orgoglio della sua città natale, Sansepolcro, che ha già reso omaggio al generale per i suoi successi professionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/nomine-05-2025-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"NomineDifesa, smd","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-09 16:32:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://sassate.it/difesa-il-generale-conserva-nuovo-csm-dellaeronautica-lammiraglio-ottaviani-alla-dna","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18448-tempo-di-nomine-alla-difesa-il-consiglio-dei-ministri-delibera-i-nuovi-vertici.mp4","galleria":""}
{"id":18449,"titolo":"Operazione Guacamaya: il brillante ruolo dell’Italia nella liberazione degli oppositori Venezuelani","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Un’operazione da manuale, condotta con precisione chirurgica e assoluta discrezione: così si è conclusa l’Operazione Guacamaya, la missione che ha portato alla liberazione di quattro — e non cinque, come inizialmente riportato — esponenti dell’opposizione venezuelana rifugiati per oltre un anno nell’ambasciata argentina a Caracas. Dietro questo straordinario successo si cela un protagonista inatteso ma determinante: <strong>l’Italia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un colpo di scena degno di un thriller</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Mentre <strong>Nicolás Maduro si trovava volando verso Mosca</strong>, ignaro di quanto stesse accadendo, secondo l’analista geopolitico spagnolo <em>Enrique Alberto Fonseca Porras</em> — il cui <a href=\"https://www.youtube.com/watch?v=b0XH65vfAX4\">video sull’argomento</a> ha raggiunto quasi 500.000 visualizzazioni in meno di 24 ore — la <strong>CIA (Stai Uniti), i Servizi Segreti Italiani ed il Mossad (Israele), </strong>hanno orchestrato una delle operazioni di intelligence più audaci degli ultimi anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Fonti giornalistiche venezuelane, come <em>David Placer</em>, <strong>parlano di un'operazione condotta da USA e Italia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Secondo <em>Fonseca</em>, superato l’imponente cordone di sicurezza che assediava l’ambasciata, gli agenti hanno trasportato i quattro rimasti a bordo di veicoli camuffati da pattuglie della polizia venezuelana. Dopo aver aggirato minacce e controlli, hanno raggiunto via terra la parte occidentale del Paese, da dove sono decollati a bordo di un velivolo camuffato da \"avioneta\" dei narcos, simile a quelle utilizzate dal <em>Cartello de Los Soles</em>, l’organizzazione criminale legata ai vertici del governo venezuelano. Su questo cartello, e in particolare su Nicolás Maduro, <a href=\"https://www.state.gov/nicolas-maduro-moros/\">pende una taglia da 25 milioni di dollari</a> offerta dagli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’operazione si è svolta il 5 maggio, pochi giorni dopo <a href=\"https://www.ntn24.com/noticias-actualidad/madre-de-maria-corina-machado-tambien-salio-de-venezuela-554343\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">l’esfiltrazione della madre di María Corina Machado, leader dell'opposizione, dal Venezuela verso gli Stati Uniti</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il giornalista venezuelano David Placer <a href=\"https://www.youtube.com/watch?v=X3E68Q52ajM\">ha confermato</a> che si è trattato di un’autentica operazione di esfiltrazione, non di un rilascio concesso dal regime. L’azione è stata condotta senza alcuna comunicazione preventiva al Brasile, che formalmente aveva la custodia diplomatica dell’ambasciata argentina dopo l’espulsione del personale nel 2024. Placer ha inoltre rivelato che questa è solo la prima di una serie di operazioni che gli Stati Uniti e i loro alleati starebbero preparando contro il regime di Maduro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A 48 ore dall’operazione, la casa di una degli oppositori esfiltrati, <em>Magalli Meda</em>, è stata perquisita dalla polizia venezuelana alla ricerca di prove, come lei stessa ha denunciato pubblicando le immagini della videosorveglianza sul proprio account X.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:html -->\n<blockquote class=\"twitter-tweet\"><p lang=\"es\" dir=\"ltr\">En nuestro hogar hay cientos de libros, cientos de historias, cientos de recuerdos familiares. <br>En nuestro hogar hay cultura, hay educación y hay amor de familia. <br>LO QUE SIEMBREN LO DEJO EL RÉGIMEN. ENTRARON CARGADOS DE MALETINES. <a href=\"https://t.co/HS0FImQsIm\">pic.twitter.com/HS0FImQsIm</a></p>&mdash; MAGALLI MEDA (@MagalliMeda) <a href=\"https://twitter.com/MagalliMeda/status/1920300726682616087?ref_src=twsrc%5Etfw\">May 8, 2025</a></blockquote> <script async src=\"https://platform.twitter.com/widgets.js\" charset=\"utf-8\"></script>\n<!-- /wp:html -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un anno in isolamento, senza elettricità né acqua</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I cinque oppositori hanno vissuto 412 giorni in condizioni estreme, senza elettricità né acqua, costantemente sorvegliati da agenti armati, cani da guardia, droni e persino elicotteri e sono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Pedro Urruchurtu Noselli</strong> – Responsabile delle relazioni internazionali del partito Vente Venezuela.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Humberto Villalobos</strong> – Coordinatore nazionale della campagna di María Corina Machado.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Claudia Macero </strong>– Responsabile della comunicazione della campagna.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Omar González Moreno</strong> – Ex deputato e dirigente politico.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Magalli Meda</strong> - Capo della campagna di María Corina Machado</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Inoltre, un sesto membro del gruppo originario, <strong>Fernando Martínez Mottola</strong>, aveva lasciato l'ambasciata nel dicembre 2024 per motivi di salute ed è deceduto nel febbraio 2025.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>I sei oppositori <a href=\"https://www.bbc.com/mundo/articles/c93439y641zo\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">si erano rifugiati</a> nell’ambasciata argentina nel marzo 2024, in piena campagna elettorale, dopo che la Procura venezuelana aveva emesso mandati di cattura per presunta cospirazione. A seguito della rottura delle relazioni diplomatiche tra Venezuela e Argentina, decisa da Maduro dopo che il presidente Javier Milei aveva rifiutato di riconoscere il risultato delle elezioni presidenziali del luglio 2024, l’ambasciata era passata sotto la protezione del Brasile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Secondo <a href=\"https://www.congress.gov/crs_external_products/IF/PDF/IF10230/IF10230.71.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">il Congresso degli Stati Uniti</a>, ad oggi in Venezuela si contano oltre 1.000 prigionieri politici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18490,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/embajada-argentina-caracas-1024x516.jpg\" alt=\"Operazione Guacamaya: il brillante ruolo dell’Italia nella liberazione degli oppositori Venezuelani - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18490\" title=\"Operazione Guacamaya: il brillante ruolo dell’Italia nella liberazione degli oppositori Venezuelani - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un'immagine dell'ambasciata Argentina a Caracas circondata dalla Polizia Venezuelana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un piano messo in atto dopo il fallimento delle trattative</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’operazione è stata decisa <strong>dopo il fallimento dei negoziati tra il governo statunitense e quello venezuelano</strong>, interrotti a causa delle richieste di Caracas, tra cui la revoca delle sanzioni internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il commissario venezuelano <em>Iván Simonovis</em>, oggi investigatore criminale e analista di intelligence, condannato a 30 anni di carcere per tradimento dal regime chavista e fuggito negli Stati Uniti nel 2019, <strong>l’operazione è stata una delle più complesse mai realizzate, pianificata al millimetro per mesi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.youtube.com/watch?v=rGXzP85Se68\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Intervistato dal canale televisivo colombiano NTN24</a>, Simonovis ha spiegato che la missione ha richiesto un imponente supporto logistico ed una condotta operativa ai massimi livelli, mantenendo al contempo un livello di segretezza assoluto. Tra le principali difficoltà superate vi è stata la presenza di numerosi posti di blocco intorno all’ambasciata argentina, situata in una zona altamente sorvegliata: accanto, ad esempio, si trova l’ambasciata russa, e l’edificio argentino era costantemente monitorato da droni e da agenti del SEBIN, i servizi di intelligence venezuelani, che occupavano due abitazioni adiacenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Se tutto questo è stato possibile, è anche perché il regime venezuelano sta perdendo consenso al proprio interno </em>– ha dichiarato Simonovis –<em> e molte altre iniziative saranno realizzabili in futuro per riportare la democrazia in Venezuela. Da oggi, i fedeli a Maduro dormiranno sonni meno tranquilli.\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo fonti giornalistiche l’Italia non si è limitata a fornire supporto logistico, ma ha assunto un ruolo importante nella gestione delle fasi più critiche, sfruttando una rete di contatti locali, una solida capacità di intelligence sul terreno e un’esperienza consolidata in operazioni complesse maturata in scenari delicati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I rifugiati, ora in territorio statunitense, avrebbero firmato accordi di riservatezza per non rivelare i dettagli dell’operazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Marco Rubio</em>, segretario di Stato Statunitense, ha definito l’operazione un capolavoro di precisione, ringraziando il personale ed i \"partner\" coinvolti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:html -->\n<blockquote class=\"twitter-tweet\"><p lang=\"en\" dir=\"ltr\">The U.S. welcomes the successful rescue of all hostages held by the Maduro regime at the Argentinian Embassy in Caracas. <br><br>Following a precise operation, all hostages are now safely on U.S. soil. Maduro&#39;s illegitimate regime has undermined Venezuela&#39;s institutions, violated human…</p>&mdash; Secretary Marco Rubio (@SecRubio) <a href=\"https://twitter.com/SecRubio/status/1919905924149330199?ref_src=twsrc%5Etfw\">May 7, 2025</a></blockquote> <script async src=\"https://platform.twitter.com/widgets.js\" charset=\"utf-8\"></script>\n<!-- /wp:html -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'ira di Caracas</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In un primo momento, il regime chavista, in evidente difficoltà, aveva negato l’esistenza dell’operazione, sostenendo che si fosse trattato di un accordo con gli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Tuttavia, nella giornata di ieri, <strong>Diosdado Cabello</strong>, numero due del regime, <a href=\"https://www.youtube.com/watch?v=G14nEezmGhA\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">durante il podcast <em>Sin Truco Ni Maña</em></a>, <strong>ha ammesso non solo l’esistenza dell’operazione e dell’esfiltrazione forzata</strong>, ma anche che <strong>alcune persone sono già state identificate e arrestate a Caracas</strong>, arrivando persino a rendere pubblici alcuni nomi e cognomi dei cittadini finiti in manette per aver appoggiato la fuga degli oppositori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><em>David Placer</em> ha parlato di <a href=\"https://www.youtube.com/watch?v=pTGxM4qkYBI\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">una vera e propria persecuzione in atto a Caracas in queste ore</a>, con arresti indiscriminati. Secondo il giornalista venezuelano sono in corso operazioni militari che portano alla detenzione persino di chi è solo sospettato di aver fornito assistenza alla fuga dei cinque oppositori e agli attivisti dell’opposizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nelle ultime ore la polizia venezuelana ha fatto irruzione <strong>nella casa della madre di Magalli Meda</strong>, una degli esfiltrati nell’operazione, che aveva già subito una perquisizione nella propria abitazione il giorno successivo alla fuga:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:html -->\n<blockquote class=\"twitter-tweet\"><p lang=\"es\" dir=\"ltr\">**LA IMAGEN DEL TERROR** <br><br>La imagen de una Venezuela sumida en el terror, <br><br>La imagen del irrespeto a lo más sagrado: la familia, y en este caso, a mi madre. <br><br>La imagen violenta de una Venezuela por la que hemos luchado, <br>para que esta pesadilla termine de una vez. <br><br>Pero… <a href=\"https://t.co/5cJc2nU5Fn\">pic.twitter.com/5cJc2nU5Fn</a></p>&mdash; MAGALLI MEDA (@MagalliMeda) <a href=\"https://twitter.com/MagalliMeda/status/1920964568106627091?ref_src=twsrc%5Etfw\">May 9, 2025</a></blockquote> <script async src=\"https://platform.twitter.com/widgets.js\" charset=\"utf-8\"></script>\n<!-- /wp:html -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un messaggio chiaro al regime venezuelano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’operazione, condotta senza spargimenti di sangue e nel più assoluto riserbo, rappresenta un chiaro avvertimento al regime di Maduro: la comunità internazionale non resterà inerte di fronte alle continue violazioni dei diritti umani e dimostra di poter operare in Venezuela, anche in situazioni delicate, con discrezione ed efficacia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Con questo straordinario successo, l’Italia riafferma il proprio ruolo da protagonista nella difesa della libertà e della democrazia anche oltre i propri confini. <strong>L’Operazione Guacamaya entrerà nei manuali di intelligence come esempio di cooperazione internazionale e brillante capacità operativa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il silenzio ufficiale del nostro Governo non è un caso: è parte integrante del successo della missione. Ma oggi, più che mai, l’Italia può guardare con orgoglio al proprio contributo nella difesa dei diritti umani e delle libertà fondamentali nel mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fonti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.rainews.it/articoli/2025/05/caracas-liberi-i-cinque-oppositori-rifugiati-in-ambasciata-argentina-grazie-a-usa-e-italia-b077b730-5f26-424c-a158-9ae293b698c3.html?utm_source=chatgpt.com\">https://www.rainews.it/articoli/2025/05/caracas-liberi-i-cinque-oppositori-rifugiati-in-ambasciata-argentina-grazie-a-usa-e-italia-b077b730-5f26-424c-a158-9ae293b698c3.html</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/05/07/liberati-usa-italia-oppositori-venezuelani-rifugiati-ambasciata-argentina-caracas/7978169\">https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/05/07/liberati-usa-italia-oppositori-venezuelani-rifugiati-ambasciata-argentina-caracas/7978169</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.ansa.it/amp/americalatina/noticia/latinoamerica/2025/05/07/los-5-de-embajada-libres-gracias-a-eeuu-e-italia_80ed3d64-c699-4f0e-af3e-8d75526ee063.html\">https://www.ansa.it/amp/americalatina/noticia/latinoamerica/2025/05/07/los-5-de-embajada-libres-gracias-a-eeuu-e-italia_80ed3d64-c699-4f0e-af3e-8d75526ee063.html</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.bbc.com/mundo/articles/c93439y641zo\">https://www.bbc.com/mundo/articles/c93439y641zo</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><br></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><br></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/oppositori-venezuelani-2.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"OperazioneGuacamaya, servizisegreti, Venezuela","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-09 15:37:10","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18449-operazione-guacamaya-il-brillante-ruolo-dellitalia-nella-liberazione-degli-oppositori-venezuelani.mp4","galleria":""}
{"id":18436,"titolo":"Caporale Sara Curtis: La Nuotatrice dell'Esercito","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello ha accolto con orgoglio gli atleti del Gruppo Sportivo dell’Esercito, che si sono distinti ai recenti Campionati Italiani Assoluti di nuoto di Riccione. In questa occasione, è stato il Caporale VFP4 Sara Curtis a rubare la scena, conquistando due record italiani straordinari e guadagnando il rispetto di tutti nel mondo del nuoto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18438,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/1-1-1024x683.jpeg\" alt=\"Caporale Sara Curtis: La Nuotatrice dell'Esercito - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18438\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Caporale Sara Curtis: La Nuotatrice dell'Esercito - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Incontro di Orgoglio e Riconoscimento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il<strong> Generale Masiello ha incontrato oggi, presso la Biblioteca Militare Centrale dello Stato Maggiore dell'Esercito (SME), gli atleti del Gruppo Sportivo dell'Esercito</strong>, che hanno fatto brillare l'immagine dell'Esercito e del Paese nelle recenti competizioni. <strong>Con ben 36 medaglie conquistate, di cui 22 d'oro, l'Esercito ha dimostrato il suo impegno costante nel promuovere l'eccellenza sportiva</strong>. Tra i protagonisti, il Caporale VFP4 Sara Curtis, che ha fatto registrare risultati incredibili, tra cui il nuovo record italiano nei 100 metri stile libero, superando il primato detenuto per anni dalla campionessa Federica Pellegrini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18439,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/2-1024x683.jpeg\" alt=\"Caporale Sara Curtis: La Nuotatrice dell'Esercito - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18439\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Caporale Sara Curtis: La Nuotatrice dell'Esercito - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/Sport/pagine/csoe.aspx\">Gruppo Sportivo dell’Esercito</a>, operante su tutto il territorio nazionale, è organizzato in diverse sezioni specializzate: <strong>la Sezione sport estivi di Roma, la Sezione sport invernali di Courmayeur, la Sezione sport equestri di Montelibretti e la Sezione di paracadutismo sportivo a Pisa</strong>. I risultati conseguiti dagli atleti in tutte le discipline, sia in Italia che all’estero, sono un motivo di grande orgoglio per l'Esercito Italiano, rappresentando anche un importante veicolo di promozione del nostro Paese nel mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sara Curtis: Una Prodigiosa Nuotatrice</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sara Curtis, giovanissima talento piemontese, ha attirato su di sé l’attenzione durante i Campionati Italiani Assoluti di nuoto a Riccione. In una manifestazione che ha visto partecipare i migliori atleti italiani, la 18enne ha dato prova di straordinarie capacità tecniche, stabilendo nuovi primati italiani in diverse discipline.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il momento culminante della sua performance è arrivato con la vittoria nei 100 metri stile libero, dove ha fatto registrare un tempo che ha battuto il precedente record detenuto da Federica Pellegrini dal 2016. Questo traguardo è stato il frutto di anni di duro allenamento e sacrifici, come raccontato dalla stessa Curtis, che ha espresso la sua soddisfazione in un’intervista con Rai Sport, dichiarando: \"L'acqua è il mio elemento. I record sono frutto di lavoro e sacrifici.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non solo nei 100 metri, ma anche nei 50 metri stile libero Sara ha fatto il pieno di successi. Dopo aver conquistato il primato nelle batterie con un tempo di 24\"52, ha ulteriormente migliorato il suo record in finale, fermando il cronometro a 24\"43, un risultato che le ha permesso di vincere la medaglia d’oro e di consolidare la sua posizione di leader nel panorama nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18440,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/sara-curtis-of-cs-esercito-dbm-sg33860-20250415-1644600831.jpg\" alt=\"Caporale Sara Curtis: La Nuotatrice dell'Esercito - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18440\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Caporale Sara Curtis: La Nuotatrice dell'Esercito - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Futuro di Sara Curtis: Prospettive e Ambizioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il suo straordinario talento, Sara Curtis non è solo una promessa, ma una realtà consolidata del nuoto italiano. Oltre ai record già stabiliti nei 50 e 100 metri stile libero, la giovane nuotatrice detiene anche il primato mondiale juniores nei 50 metri dorso, una distanza che diventerà olimpica a Los Angeles nel 2028. Le sue performance continuano a far parlare di sé, non solo in Italia, ma anche a livello internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sara, pur essendo molto giovane, ha dimostrato una maturità fuori dal comune, caratterizzata da una passione e determinazione che la spingono a superare ogni limite. Le sue vittorie non sono solo frutto di talento naturale, ma di un impegno quotidiano che la porta a lavorare duramente, affrontando sacrifici che fanno parte integrante del percorso di un atleta di alto livello.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Esercito Italiano, che sostiene e promuove le carriere sportive dei suoi membri, ha trovato in Sara Curtis una rappresentante perfetta dei valori militari di impegno, sacrificio e dedizione. La sua carriera è destinata a crescere, e con ogni probabilità sarà una delle protagoniste delle future competizioni internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/1744750248130-Gcurtis.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"esercito, nuotatrice, record italiano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-09 10:20:01","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/L-Esercito-incontra-i-suoi-nuotatori-valorizzare-l%E2%80%99eccellenza-militare-nello-sport-250508.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18436-caporale-sara-curtis-nuotatrice-dellesercito.mp4","galleria":""}
{"id":18428,"titolo":"Consiglio Supremo di Difesa: L’Italia Pronta a Rafforzare la Sicurezza Globale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ieri, il Palazzo del Quirinale è stato il palcoscenico di un incontro fondamentale per la sicurezza nazionale, il Consiglio Supremo di Difesa, presieduto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Alla riunione hanno partecipato i principali leader istituzionali del governo italiano, tra cui il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, insieme ad altri esponenti di rilievo del governo, come il Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, e il Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il tema centrale della riunione è stato l'analisi delle sfide globali per la sicurezza, in particolare il conflitto in Ucraina e le tensioni che emergono dal Medio Oriente. I membri del Consiglio hanno esaminato le problematiche trattate nel Libro Bianco sulla prontezza europea nella difesa 2030, presentato dalla Commissione Europea. L'intento di tale documento è quello di affrontare le criticità ai confini dell'Europa, evidenziando la necessità di strategie collettive di difesa, sia a livello europeo che globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18430,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/16806-1024x683.jpg\" alt=\"Consiglio Supremo di Difesa: L’Italia Pronta a Rafforzare la Sicurezza Globale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18430\" title=\"Consiglio Supremo di Difesa: L’Italia Pronta a Rafforzare la Sicurezza Globale - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Consiglio Supremo di Difesa: L’Italia Pronta a Rafforzare la Sicurezza Globale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Consiglio ha sottolineato come le attuali tensioni geopolitiche stiano minando la stabilità internazionale, mettendo in pericolo la sicurezza dell'intero continente. L'aggressione russa in Ucraina, in particolare, ha avuto un impatto devastante sulla regione, con una ripercussione diretta anche sui paesi membri dell'Unione Europea. Le soluzioni proposte sono state improntate su una cooperazione rafforzata all'interno della NATO, con l'Italia pronta a sostenere gli alleati con il proprio contributo militare e diplomatico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'importanza della NATO e degli impegni dell'Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Alleanza Atlantica è stata definita come la garanzia primaria per scongiurare la possibilità di un conflitto armato di grande portata. Il Consiglio ha ribadito l'importanza della partecipazione attiva dell'Italia alle missioni di sicurezza collettiva, in particolare nel contesto dell'Europa nord-orientale, dove le forze italiane sono schierate per rafforzare la difesa dello spazio aereo europeo. Inoltre, il Consiglio ha ricordato come l'Italia abbia preso impegni chiari in ambito NATO, come quello di destinare il 2% del PIL alle spese per la difesa, un impegno che è stato ripetutamente sottoscritto dai vari governi, a partire dal 2014.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Italia continua a essere un punto di riferimento per la stabilità della regione, contribuendo in modo significativo alle missioni di pace e di prevenzione dei conflitti, sia a livello europeo che internazionale. Le forze armate italiane sono impegnate a garantire la sicurezza non solo dei propri confini, ma anche della sicurezza collettiva all'interno della NATO e dell'Unione Europea. Il Consiglio ha riconosciuto l'importanza di mantenere una capacità di risposta pronta ed efficace a qualsiasi minaccia esterna, con un focus particolare sulle operazioni in cui l'Italia è coinvolta direttamente, come quelle nell'Europa orientale e in Medio Oriente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18431,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/quirinale-cover.jpg\" alt=\"Consiglio Supremo di Difesa: L’Italia Pronta a Rafforzare la Sicurezza Globale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18431\" title=\"Consiglio Supremo di Difesa: L’Italia Pronta a Rafforzare la Sicurezza Globale - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Consiglio Supremo di Difesa: L’Italia Pronta a Rafforzare la Sicurezza Globale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le sfide globali e l'evoluzione della difesa tecnologica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto delle crescenti minacce globali, il Consiglio ha sollevato l'importanza della difesa delle infrastrutture critiche nazionali, con particolare attenzione agli attacchi cibernetici e alla crescente minaccia nel dominio spaziale. La protezione contro gli attacchi informatici è diventata una priorità per l'Italia, che, come tutti i paesi europei, deve fare fronte a nuove forme di guerra ibrida, in cui le fake news e la disinformazione sono utilizzate come armi strategiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Consiglio ha inoltre enfatizzato la necessità di sostenere lo sviluppo di nuove tecnologie, tra cui l'intelligenza artificiale, che sta trasformando il panorama della difesa globale. L'Italia si sta impegnando per rafforzare la propria capacità di difesa tecnologica, investendo nell'innovazione e nello sviluppo di tecnologie avanzate per fronteggiare le sfide del futuro. L'intelligenza artificiale, in particolare, sta assumendo un ruolo centrale nella pianificazione strategica e nelle operazioni militari, con il supporto a sistemi autonomi che possono migliorare l'efficienza operativa delle forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Consiglio ha, infine, ribadito il proprio impegno a sostenere il processo di pace in Ucraina e la stabilizzazione delle aree di crisi nel Mediterraneo e in Medio Oriente. In particolare, l'Italia ha dichiarato il proprio supporto a una soluzione pacifica e duratura per il conflitto israelo-palestinese, sostenendo la creazione di due Stati indipendenti e sovrani. Il dialogo internazionale, con l'impegno della comunità internazionale, resta una priorità per l'Italia, che ha messo in evidenza il proprio ruolo attivo nella mediazione e nel sostegno alla sicurezza globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/d5107705-0dbc-45ba-951a-8c0f0598235c.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"difesa tecnologica, NATO, sicurezza europea","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-09 08:18:48","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/primopiano/consiglio-supremo-di-difesa/70470.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18428-consiglio-supremo-di-difesa-italia-sicurezza.mp4","galleria":""}
{"id":18422,"titolo":"Robert Francis Prevost è il nuovo Papa: si chiamerà Leone XIV","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Roma, 8 maggio 2025 – La Chiesa cattolica ha un nuovo pontefice: Robert Francis Prevost è stato eletto Papa e ha scelto il nome di Leone XIV. È il 267° Papa della storia e il primo americano a salire al soglio di Pietro, un evento che segna una svolta storica nel panorama della cristianità globale.Nato a Chicago nel 1955, con origini italiane, francesi e spagnole, Prevost è stato missionario in Perù e successivamente arcivescovo della sua città natale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uomo di grande esperienza pastorale e culturale, ha saputo conquistare la fiducia del conclave, che lo ha eletto al quarto scrutinio, dopo una mattinata ancora incerta segnata da fumate nere. Alle 18:08 la fumata bianca ha annunciato al mondo l’elezione del nuovo pontefice. Subito un’ovazione in Piazza San Pietro: oltre 150.000 fedeli hanno accolto la notizia con lacrime, preghiere e balli spontanei, mentre le campane suonavano a festa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle 19:13, il cardinale protodiacono ha pronunciato l’atteso Habemus Papam dalla Loggia centrale della Basilica Vaticana.“La pace sia con tutti voi”, sono state le sue prime parole al mondo, in un saluto che ha voluto rendere omaggio al predecessore Francesco, evocandone lo stile semplice e inclusivo. “Costruiamo ponti di pace”, ha aggiunto Leone XIV, lanciando subito un messaggio di unità e riconciliazione in tempi segnati da conflitti e tensioni globali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Numerose le reazioni dal mondo politico e religioso. Tra le prime, quella dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha dichiarato: “Un onore per il nostro Paese. Non vedo l’ora di incontrarlo”. L’elezione di Leone XIV apre una nuova pagina per la Chiesa cattolica, sotto il segno dell’internazionalità, della pace e dell’impegno missionario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un pontificato che si preannuncia ricco di sfide, ma anche di speranze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/PAPA-LEONE-scaled-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"FumataBianca, NuovoPapa, PapaLeoneXIV","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-08 19:08:50","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18422-robert-francis-prevost-e-il-nuovo-papa-si-chiamera-leone-xiv.mp4","galleria":""}
{"id":18411,"titolo":"African Lion 2025: Forze Speciali italiane protagoniste in Tunisia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>S<strong>i è conclusa il 30 aprile 2025, in Tunisia, l'esercitazione internazionale \"African Lion 2025\", uno degli eventi militari annuali più significativi organizzati sotto l'egida dello US Africa Command.</strong> L'esercitazione ha visto la partecipazione di oltre 10.000 soldati provenienti da più di 20 nazioni, tra cui forze italiane, statunitensi, tunisine e di altri Paesi africani. Questa operazione ha coinvolto un ampio spettro di attività militari, dalle operazioni terrestri a quelle aeree, ed è stata progettata per migliorare la cooperazione tra le forze armate dei vari Paesi partecipanti, con <strong>l'obiettivo di migliorare la prontezza operativa e la capacità di affrontare le crisi globali</strong>. Le operazioni si sono svolte su più fronti, tra cui le aree di Bizerte e Ben Ghilouf, dove si sono concentrati i reparti delle Forze Speciali e delle Forze Convenzionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore dell'esercitazione ha avuto luogo in Tunisia, ma ha coinvolto anche altri Stati africani, come il Marocco, il Ghana e la Costa d'Avorio, che stavano già partecipando all'esercitazione \"Flintlock 25\" in Centro Africa. La Tunisia ha svolto un ruolo cruciale come Paese ospitante e, durante la cerimonia finale, sono stati premiati i militari che si sono distinti nel corso delle operazioni. <strong>Tra i presenti alla cerimonia, l'Ambasciatore d'Italia in Tunisia, Alessandro Prunas, il Vice Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (COFS) e l'Addetto Militare per la Difesa, che hanno riconosciuto l'impegno e il valore dei soldati italiani e dei loro alleati.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18414,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/1000w_q95bgfb.webp\" alt=\"African Lion 2025: Forze Speciali italiane protagoniste in Tunisia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18414\" title=\"African Lion 2025: Forze Speciali italiane protagoniste in Tunisia - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">African Lion 2025: Forze Speciali italiane protagoniste in Tunisia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Obiettivi e attività svolte durante l'esercitazione</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione \"African Lion 2025\" ha visto un forte impegno delle Forze Speciali italiane, che si sono unite alle forze statunitensi e tunisine in operazioni congiunte, sviluppando una serie di attività sul terreno che si sono svolte in 11 giornate di addestramento intensivo. Le operazioni culminanti sono state due grandi manovre aeroterrestri, che hanno coinvolto sia le forze speciali che quelle convenzionali, dimostrando la capacità di interagire e operare in scenari complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18415,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/600x375_q95.webp\" alt=\"African Lion 2025: Forze Speciali italiane protagoniste in Tunisia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18415\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"African Lion 2025: Forze Speciali italiane protagoniste in Tunisia - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">African Lion 2025: Forze Speciali italiane protagoniste in Tunisia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercitazione ha avuto l'obiettivo di rafforzare l'interoperabilità tra i partecipanti, migliorare la capacità di rispondere a crisi e situazioni contingenti in Africa e a livello globale, e consolidare la cooperazione tra le forze militari delle diverse nazioni. Tra le attività specifiche, è stata inclusa un’esercitazione di comando e controllo, esercitazioni sul campo, e dimostrazioni in fuoco. Inoltre, sono stati svolti eventi di assistenza umanitaria, comprendenti missioni mediche, dentistiche e veterinarie in Marocco, Ghana e Senegal, che hanno contribuito a migliorare le relazioni tra le forze armate e le comunità locali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le forze armate italiane, in particolare, hanno ricevuto l'apprezzamento dei vertici militari tunisini per la qualità della collaborazione, che ha portato all'adozione di nuove sinergie in futuro. Il rafforzamento dei legami tra Italia e Tunisia, insieme alla partecipazione a esercitazioni comuni, si prevede avrà un impatto positivo sulle operazioni future nell'area del Mediterraneo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18416,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/1000w_q95.webp\" alt=\"African Lion 2025: Forze Speciali italiane protagoniste in Tunisia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18416\" title=\"African Lion 2025: Forze Speciali italiane protagoniste in Tunisia - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">African Lion 2025: Forze Speciali italiane protagoniste in Tunisia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le prospettive future e l'importanza dell’esercitazione</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La conclusione dell’esercitazione \"African Lion 2025\" rappresenta solo l'inizio di un percorso di cooperazione crescente tra le forze armate dei Paesi partecipanti. L'esercitazione ha dimostrato che l'interoperabilità tra le forze di diverse nazionalità è fondamentale per rispondere a minacce globali sempre più complesse. Le operazioni congiunte tra i vari reparti hanno contribuito a migliorare non solo la capacità di operare in ambienti ostili, ma anche a rafforzare la fiducia tra i soldati delle diverse nazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercitazione ha avuto anche un valore simbolico, in quanto ha messo in luce la crescente importanza della cooperazione militare internazionale per la sicurezza e la stabilità della regione africana e del Mediterraneo. I vertici tunisini hanno sottolineato come la sinergia con le forze italiane possa rafforzare ulteriormente le capacità difensive del Paese e, di conseguenza, contribuire alla stabilità dell'intera regione. L'importanza di eventi come l'African Lion risiede nella capacità di allenare e preparare le forze armate a scenari dinamici e multidimensionali, migliorando la loro prontezza operativa e la capacità di reagire prontamente a qualsiasi tipo di crisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, l'esercitazione \"African Lion 2025\" non solo ha rappresentato una pietra miliare nell'addestramento congiunto tra forze armate di diverse nazioni, ma ha anche creato un terreno fertile per future collaborazioni che potrebbero rafforzare ulteriormente la sicurezza globale e regionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/485dd07b-35bd-4d5e-8f08-161ef68fa9bf-1.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"#CooperazioneInternazionale, #esercitazionemilitare, #forzespeciali, #Mediterraneo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-08 15:00:14","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18411-african-lion-25-forze-speciali-italiane-tunisia.mp4","galleria":""}
{"id":18395,"titolo":"Cina: un nuovo balzo tecnologico con la portaerei Fujian","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 6 maggio 2025, la Cina ha compiuto un significativo passo avanti nella modernizzazione della sua Marina militare, con la presentazione del <strong>nuovo sistema di lancio elettromagnetico (EMALS) </strong>installato sulla portaerei Fujian. La portaerei Fujian, conosciuta anche come Tipo 003, è la più recente e tecnologicamente avanzata della Marina cinese. La sua introduzione nella flotta rappresenta un punto di svolta, poiché diventa la seconda potenza mondiale, dopo gli Stati Uniti, a dotarsi di questa sofisticata tecnologia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La dimostrazione pubblica di questa nuova catapulta è stata trasmessa dalla televisione di stato CCTV durante un'esercitazione in mare. La capacità di decollo a pieno carico di carburante e armamenti, grazie alla catapulta elettromagnetica, ha permesso ai jet di sollevarsi velocemente senza sacrificare prestazioni operative. Questo sistema, che utilizza l'energia elettromagnetica anziché la tradizionale forza meccanica, è destinato a rivoluzionare le operazioni di decollo delle portaerei, garantendo maggiore efficienza e flessibilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18397,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/fujian-class-aircraft-carrier-type-003-photo-in-publ.jpg\" alt=\"Cina: un nuovo balzo tecnologico. Il sistema di lancio elettromagnetico sulla portaerei Fujian - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18397\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Cina: un nuovo balzo tecnologico con la portaerei Fujian - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cina: un nuovo balzo tecnologico. Il sistema di lancio elettromagnetico sulla portaerei Fujian - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em>La portaerei Fujian e il suo impatto sulla Marina cinese</em></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La Fujian è una portaerei di nuova concezione, progettata interamente in Cina, ed è la prima della sua classe a essere sviluppata senza alcun supporto estero</strong>. Con un dislocamento di 85.000 tonnellate, è più grande e avanzata rispetto alle precedenti portaerei cinesi, la Liaoning e la Shandong. Dotata inizialmente del sistema CATOBAR (Catapult-Assisted Take-Off But Arrested Recovery), la Fujian ha ora intrapreso il test delle catapulte EMALS, che rappresentano il futuro delle operazioni aeree navali. La catapulta elettromagnetica consente lanci più rapidi, una maggiore capacità di carico e una manutenzione ridotta rispetto ai sistemi tradizionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18404,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/081440090-6bbbb3ef-d863-4544-a8b1-a34f7e8fba2e-2.webp\" alt=\"Cina: un nuovo balzo tecnologico. Il sistema di lancio elettromagnetico sulla portaerei Fujian - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18404\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Cina: un nuovo balzo tecnologico con la portaerei Fujian - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cina: un nuovo balzo tecnologico. Il sistema di lancio elettromagnetico sulla portaerei Fujian - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa portaerei, varata nel giugno 2022, è in fase di test dal 2023. Nonostante la tecnologia avanzata, il suo debutto operativo è stato posticipato a causa dei complessi test relativi al nuovo sistema di lancio. Finora, la Fujian ha completato sette sessioni di test in mare, per un totale di 111 giorni, segno dell'impegno e della determinazione della Cina nel perfezionare questa imbarcazione. La portaerei non è a propulsione nucleare, ma utilizza un sistema diesel-elettrico integrato, un passo significativo verso la modernizzazione delle capacità logistiche e operative della Marina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em>Implicazioni strategiche e future potenzialità</em></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo del test del sistema di lancio elettromagnetico sulla Fujian ha forti implicazioni strategiche. Secondo l'esperto militare Cao Weidong, questo sistema di lancio permetterà in futuro di imbarcare velivoli più pesanti, come quelli da allerta precoce e droni, e di aumentare la frequenza dei lanci. Uno degli aerei che potrebbero beneficiare di questa nuova capacità è lo Xian KJ-600, un velivolo da sorveglianza aerea di tipo \"Airborne Early Warning\", concepito per monitorare e proteggere le forze cinesi durante le operazioni navali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18405,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/shandong-aircraft-carrier-exercise-1.jpg\" alt=\"Cina: un nuovo balzo tecnologico. Il sistema di lancio elettromagnetico sulla portaerei Fujian - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18405\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Cina: un nuovo balzo tecnologico con la portaerei Fujian - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cina: un nuovo balzo tecnologico. Il sistema di lancio elettromagnetico sulla portaerei Fujian - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il KJ-600, simile all’E-2C Hawkeye statunitense, rappresenta un'importante innovazione nella difesa aerea, contribuendo a migliorare il controllo dello spazio aereo in tempo reale, essenziale in scenari di conflitto ad alta intensità. Sebbene i dettagli tecnici dell’aereo rimangano in gran parte segreti, è chiaro che la Cina sta lavorando per creare un ecosistema navale altamente tecnologico, in grado di rivaleggiare con le capacità delle forze armate statunitensi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l'introduzione del sistema EMALS e lo sviluppo di aerei più sofisticati come il KJ-600, la Cina si sta preparando a competere sul piano navale con le superpotenze globali. L'obiettivo di Pechino sembra essere quello di colmare il divario tecnologico con gli Stati Uniti, che continuano a mantenere un significativo vantaggio nelle capacità navali. Tuttavia, l'abilità della Cina nel sviluppare autonomamente tecnologie avanzate per la sua flotta suggerisce che il conflitto del futuro potrebbe vedere le forze cinesi in una posizione di crescente parità con quelle occidentali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, la portaerei Fujian e il suo sistema di lancio elettromagnetico segnano una nuova era per la Marina cinese, che si avvicina sempre più alle tecnologie di punta impiegate dalle superpotenze navali, come quelle degli Stati Uniti. Questo avanzamento rappresenta un segnale forte della determinazione di Pechino di consolidare la sua posizione nella competizione globale per la supremazia tecnologica e militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/portaerei-cinese-type-003-Fujian-2.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"CinaportaereiFujian, lancioelettromagnetico, modernizzazionemarina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-08 14:06:01","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.scmp.com/news/china/military/article/3309290/china-gives-glimpse-fujian-aircraft-carriers-catapult-technology-action","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18395-cina-balzo-tecnologico-con-la-portaerei-fujian.mp4","galleria":""}
{"id":18376,"titolo":"Gianfranco Paglia dai nostri Paracadutisti in Kosovo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei giorni scorsi, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/intervista-a-gianfranco-paglia/\">Medaglia d’Oro al Valor Militare Gianfranco Paglia</a> ha visitato il contingente italiano impegnato nella missione KFOR in Kosovo, un’occasione importante per ribadire il forte legame tra le Forze Armate italiane e le istituzioni nazionali. La visita si inserisce nel quadro delle celebrazioni per la Festa dell’Esercito Italiano, offrendo un'opportunità unica di esprimere la riconoscenza nei confronti dei militari italiani che operano in teatri internazionali difficili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Arrivato a Pristina, Paglia ha raggiunto il Comando della Regional Command West (RC-W) presso il Camp Villaggio Italia. Qui ha incontrato il Comandante del RC-W, firmando l’Albo d’Onore e rendendo omaggio alla Bandiera di Guerra. Il gesto ha avuto un forte significato simbolico, sottolineando l’importanza della missione. Un altro momento rilevante è stato l'incontro con il personale italiano, a cui ha rivolto parole di incoraggiamento e apprezzamento per l’impegno e il coraggio quotidianamente profusi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18392,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/3-Il-Ten.-Col.-MOVM-Gianfranco-Paglia-in-visita-al-Contingente-Italiano-in-Kosovo-1024x683.jpg\" alt=\"Gianfranco Paglia dai nostri Paracadutisti in Kosovo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18392\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gianfranco Paglia dai nostri Paracadutisti in Kosovo - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un Legame Tra Missione Militare e Iniziative Civili</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La visita non si è limitata agli incontri ufficiali, ma ha incluso anche momenti di connessione con la cultura e la comunità locale. Paglia ha visitato il monastero di Visoki Dečani, patrimonio UNESCO, e partecipato a una cerimonia di donazione organizzata dal Lions Club di Pistoia a Ljutoglava. Questa iniziativa ha rafforzato il legame tra la missione italiana e le attività civili, confermando il ruolo delle Forze Armate non solo come garanti della sicurezza, ma anche come protagonisti di iniziative di solidarietà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Inoltre, il Medaglia d’Oro ha visitato l'Università “Haxhi Zeka” di Pejë, dove ha incontrato studenti e accademici. Durante l’incontro, ha condiviso la sua esperienza e discusso del valore del servizio e della dedizione al dovere, temi centrali che riflettono l’alto spirito di sacrificio che caratterizza i soldati italiani nelle missioni internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18391,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/1-Il-Ten.-Col.-MOVM-Gianfranco-Paglia-in-visita-al-Contingente-Italiano-in-Kosovo-1024x681.jpg\" alt=\"Gianfranco Paglia dai nostri Paracadutisti in Kosovo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18391\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gianfranco Paglia dai nostri Paracadutisti in Kosovo - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Festa dell’Esercito e Celebrazione del Valore Militare</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La giornata si è conclusa con la cerimonia dell’alzabandiera nazionale e la celebrazione della Festa dell’Esercito presso il Camp Villaggio Italia, alla presenza di tutto il contingente italiano. Questo momento ha rappresentato un'occasione per rinnovare il sostegno e la gratitudine delle istituzioni italiane verso i militari, che ogni giorno contribuiscono alla stabilità e alla sicurezza in Kosovo e in altre missioni internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questa occasione, è intervenuto anche il Generale di Divisione Giovanni Barduani, Comandante di KFOR, che ha sottolineato l’importanza del lavoro di squadra e la dedizione di ogni singolo soldato. La visita di Paglia ha così avuto anche una forte componente istituzionale, con la conferma che il senso di responsabilità e di appartenenza è essenziale per il successo delle missioni all'estero, un impegno che unisce le Forze Armate italiane e la società civile, a beneficio della pace e della sicurezza globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/5-Il-Ten.-Col.-MOVM-Gianfranco-Paglia-in-visita-al-Contingente-Italiano-in-Kosovo.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"#FestaDellEsercito, #GratitudineMilitare, #Kosovo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-08 13:04:41","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18376-gianfranco-paglia-dai-nostri-paracadutisti-in-kosovo.mp4","galleria":""}
{"id":18384,"titolo":"La Polonia rilancia la Difesa Europea: nasce il meccanismo EDM","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La Polonia, alla guida della presidenza di turno dell’Unione Europea per il primo semestre del 2025, sta promuovendo con forza un nuovo progetto intergovernativo destinato a rafforzare l’autonomia strategica del continente: il <em>Meccanismo Europeo di Difesa</em> (EDM - <em>European Defence Mechanism</em>).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Secondo un recente report <a href=\"https://www.bruegel.org/policy-brief/governance-and-funding-european-rearmament\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">pubblicato dal think tank belga Bruegel</a> e commissionato da Varsavia, l’iniziativa potrebbe rappresentare un punto di svolta per integrare le frammentate industrie europee della difesa, stimolando concorrenza e abbattendo i costi di produzione attraverso l’unificazione del mercato e una domanda militare condivisa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>“Se non integriamo i mercati della difesa, i singoli Paesi continueranno a pagare costi altissimi per sviluppare prodotti come i caccia di ultima generazione,” ha dichiarato Guntram Wolff, coautore del report.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il documento è stato presentato ad aprile ai Ministri europei dell’Economia e delle Finanze durante un incontro a Varsavia. L’obiettivo principale è la creazione di un sistema comune di finanziamento per gli armamenti europei, capace di attrarre nuovi attori industriali e consolidare la competitività tecnologica dell’UE.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Non mancano però le sfide politiche e istituzionali: alcuni Stati membri, a causa di vincoli costituzionali o orientamenti politici, potrebbero decidere di non aderire al meccanismo. Si discute anche dell’eventuale inclusione di Paesi non UE come Regno Unito, Norvegia, Turchia e Canada.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il vicepremier polacco e ministro delle Finanze Andrzej Domański ha sottolineato l’importanza del tema dichiarando:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>“La sicurezza e il finanziamento della difesa sono oggi la priorità in Europa. Per questo sosteniamo con convinzione il piano ReArm Europe della Commissione Europea, che prevede fino a 150 miliardi di euro in prestiti dedicati.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Polonia: potenza emergente nella NATO</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Dal 2022, in risposta all’aggressione russa contro l’Ucraina, la Polonia ha incrementato in modo significativo il proprio bilancio militare, destinando nel 2025 circa 186,6 miliardi di zloty (49,6 miliardi di dollari) alla difesa. Questo porta la spesa militare al 4,7% del PIL, uno dei valori più alti dell’Alleanza Atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Una parte rilevante del budget è destinata all’acquisto di sistemi d’arma statunitensi come i caccia F-35, elicotteri d’attacco Apache, carri armati Abrams e batterie Patriot. Parallelamente, il premier Donald Tusk ha espresso la volontà di rafforzare la cooperazione anche con partner europei come il Regno Unito e la Turchia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Verso una difesa a guida europea</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Con la promozione dell’EDM, Varsavia punta anche a favorire progetti congiunti come l’<strong>Iniziativa Europea per lo Scudo Aereo</strong>, guidata dalla Germania, con l’obiettivo di unificare le acquisizioni e i protocolli per la difesa antiaerea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’Europa, chiamata a fronteggiare nuove sfide geopolitiche e a ridurre la propria dipendenza dagli USA, potrebbe trovare nel Meccanismo Europeo di Difesa lo strumento per una vera autonomia strategica e industriale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/difesa-eu.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesaeuropea, EDM, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-08 10:01:39","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.defensenews.com/global/europe/2025/05/07/poland-proffers-common-defense-financing-as-panacea-for-arming-europe/","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18384-la-polonia-rilancia-la-difesa-europea-nasce-il-meccanismo-edm.mp4","galleria":""}
{"id":18377,"titolo":"AeroSpace Power Conference 2025 - DIRETTA VIDEO","contenuto_html":"<!-- wp:embed {\"url\":\"https://www.youtube.com/watch?v=-65m3bFAGAE\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://www.youtube.com/watch?v=-65m3bFAGAE\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Aeronautica Militare ha organizzato la seconda edizione dell’International AeroSpace Power Conference dal titolo: Fighting and winning in the sky beyond the next decade. L’ASPC-2025 si svolgerà a Roma (Italia), presso il Centro Congressi “La Nuvola”, dall’8 al 9 maggio 2025, riunendo ospiti di alto livello da tutto il mondo, militari, civili, ed oltre 1500 partecipanti (università, centri di ricerca, rappresentanti del mondo industriale/piccole medie imprese, scuole, personale AM, etc.).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La conferenza si svilupperà attraverso gli interventi di 5 relatori principali, intervallati da quattro panel di confronto duranti i quali verranno approfondite le tematiche della strategia e della politica nel settore spaziale, le sfide del futuro legate all’innovazione, alla formazione e alla tecnologia e la stretta correlazione tra il mondo della Difesa e quelli dell’Industria, della ricerca e dello sviluppo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo il programma:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>08 maggio 2025</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Apertura lavori e saluti delle autorità politiche e militari dalle ore 09:55 alle 10:50 (visibile qui);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Panel I: Strategy &amp; Policy dalle ore 11:00 alle ore 13:00;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Panel II: Technology Competition &amp; Challenges dalle ore 14:00 alle ore 16:35.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>09 maggio 2025</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Panel III: Doctrine &amp; Leadership dalle ore 08:40 ale ore 10:30;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Panel IV: Evolving Space Domain dalle ore 11:20 alle ore 13:30.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/sddefault.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"AeroSpace Power Conference 2025, AMI, NATO","autore":"brigatafolgore.net","data_pubblicazione":"2025-05-08 09:35:49","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18377-aerospace-power-conference-2025-diretta-video.mp4","galleria":""}
{"id":18366,"titolo":"Frecce Tricolore: Incidente in volo a Pantelleria","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il 6 maggio 2025, l’isola di Pantelleria ha vissuto un momento di grande paura durante uno spettacolo delle Frecce Tricolori. L’esibizione acrobatica, che aveva appena preso il via, è stata interrotta da un imprevisto incidente in volo. <strong>Durante una delle manovre, due velivoli si sono toccati, facendo perdere loro quota in maniera pericolosa. Fortunatamente, la straordinaria abilità dei piloti ha permesso di evitare una tragedia.</strong> Il sindaco di Pantelleria, Fabrizio D’Ancona, ha sottolineato il coraggio dei piloti, che non hanno mai perso il controllo dei loro aerei e li hanno portati a terra senza causare danni al pubblico. Solo uno dei velivoli ha avuto un esito più problematico: un aereo è uscito fuori pista, mentre il pilota è stato trasportato in ospedale con una sospetta frattura, successivamente accertata come una lieve ferita al ginocchio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18368,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/pantelleria-freccia-tricolore-incidente-1024x844.jpeg\" alt=\"L'incidente in volo e la reazione della comunità di Pantelleria - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18368\" title=\"Frecce Tricolore: Incidente in volo a Pantelleria - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'incidente in volo e la reazione della comunità di Pantelleria - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La dinamica dell’incidente delle Frecce Tricolore e le ipotesi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>L’incidente è avvenuto durante la manovra acrobatica del \"cardiode\", in cui quattro dei velivoli del gruppo di dieci si sono separati dal resto della formazione.</strong> Tre aerei sono atterrati con successo sull’aeroporto di Pantelleria, ma uno di questi ha avuto problemi con il ruotino anteriore, che ha causato l’uscita fuori pista. Le prime ricostruzioni escludono un bird strike come causa dell'incidente, ma sono necessarie ulteriori indagini per comprendere le cause precise del problema tecnico che ha portato al fuori pista. L’Aeronautica Militare ha confermato che la separazione anomala della formazione è stata gestita con padronanza dai piloti, che sono riusciti a eseguire un atterraggio controllato nonostante la situazione di emergenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18369,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/MB339-2-1024x465.png\" alt=\"L'incidente in volo e la reazione della comunità di Pantelleria - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18369\" title=\"Frecce Tricolore: Incidente in volo a Pantelleria - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'incidente in volo e la reazione della comunità di Pantelleria - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ricordo dell'incidente di Torino e la sicurezza degli spettatori</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Questo <a href=\"https://www.lastampa.it/cronaca/2025/05/07/news/precipita_una_freccia_l_incubo_bird_strike_dopo_il_caso_torino-15134827/\">incidente ricorda quanto accaduto nel settembre 2023 a Torino</a>, dove un aereo delle Frecce Tricolori, colpito da uno stormo di uccelli, aveva perso il controllo durante il decollo, causando una tragedia che ha visto la morte di una bambina. Fortunatamente, l'incidente di Pantelleria non ha avuto conseguenze drammatiche per il pubblico, in quanto gli spettatori si trovavano a una distanza di sicurezza. Tuttavia, il rischio è stato tangibile, e l’Aeronautica Militare ha immediatamente avviato un'indagine approfondita per accertare le cause del malfunzionamento tecnico e per prevenire futuri incidenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18370,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/006-2048x1334-1-1024x667.jpg\" alt=\"L'incidente in volo e la reazione della comunità di Pantelleria - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18370\" title=\"Frecce Tricolore: Incidente in volo a Pantelleria - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'incidente in volo e la reazione della comunità di Pantelleria - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/Frecce-cover-sito.png","categoria":"Nazionali","tags":"incidente, Pantelleria, recceTricolori","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-08 08:30:29","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.aeronautica.difesa.it/home/noi-siamo-l-am/personale-e-mezzi/pattuglia-acrobatica-nazionale/","altre-fonti":"https://tg24.sky.it/cronaca/2025/05/06/incidente-frecce-tricolori-pantelleria","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18366-frecce-tricolore-incidente-in-volo-pantelleria.mp4","galleria":""}
{"id":18360,"titolo":"Il Conclave: storia, regole e curiosità sull'elezione del Papa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel cuore del Vaticano, in un luogo carico di spiritualità e mistero, si svolge uno degli eventi più importanti e solenni della Chiesa Cattolica: il conclave. Questo rituale millenario viene attivato ogni volta che la Sede Apostolica diventa vacante, ovvero quando il Papa muore o rinuncia al pontificato. Durante il conclave, i cardinali della Chiesa si riuniscono per eleggere il nuovo Vescovo di Roma, che diventerà il nuovo Papa, guida spirituale di oltre un miliardo di fedeli in tutto il mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le origini del conclave: dalla crisi all'istituzione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il termine \"conclave\" deriva dal latino <em>cum clave</em>, ovvero \"chiuso a chiave\". La sua origine storica si lega a un periodo di grave crisi per la Chiesa, culminato nel conclave di <strong>Viterbo (1268–1271)</strong>, il più lungo della storia, durato ben <strong>33 mesi</strong>. Dopo la morte di Papa Clemente IV, le divisioni tra i cardinali impedivano l'elezione di un nuovo pontefice. I cittadini di Viterbo, esasperati, arrivarono a rinchiudere i cardinali e a scoperchiare il tetto della sala delle votazioni per costringerli a decidere. Solo allora fu eletto Papa <strong>Gregorio X</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Prima del 1274: elezioni libere ma caotiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Prima della <strong>riforma gregoriana del 1274</strong>, le elezioni papali si svolgevano senza regole fisse e unificate, spesso in ambienti aperti alle pressioni esterne e alle influenze politiche. Pur essendo i cardinali gli unici aventi <strong>diritto al voto dal 1059</strong> (grazie al decreto <em>In Nomine Domini</em> di Niccolò II), i conclavi si prolungavano per mesi o addirittura anni a causa di rivalità interne, lotte di potere, o <strong>interferenze da parte di monarchi, nobili e potenze straniere</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I cardinali non erano obbligati a riunirsi in clausura, potevano disperdersi e tornare alle loro sedi, e le votazioni si svolgevano in diverse forme, spesso senza la necessaria segretezza. Non erano rari i casi di <strong>corruzione, promesse di favori o intimidazioni</strong>. In alcuni casi estremi, i papi venivano eletti sotto minaccia o pressioni militari, come accadde in più occasioni nell'alto Medioevo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La disorganizzazione e il rischio di scisma, uniti alla lentezza dei procedimenti, portarono la Chiesa alla consapevolezza che serviva una <strong>regolamentazione rigorosa del processo elettivo</strong>, culminata con la <em>Ubi periculum</em> di Gregorio X.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Ubi periculum (1274): le prime regole del conclave</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La costituzione apostolica <em>Ubi periculum</em> introdusse regole fondamentali, tra cui:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Clausura: i cardinali dovevano restare chiusi in un luogo sicuro, senza contatti con l'esterno.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Restrizioni alimentari: dopo tre giorni senza esito, il cibo veniva ridotto; dopo otto, solo pane e acqua.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Divieto di comunicazioni: vietati i contatti esterni, le lettere e i messaggi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Unicità della sede: il conclave si doveva tenere nella città in cui il Papa era morto.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste misure avevano lo scopo di accelerare il processo e prevenire pressioni politiche o giochi di potere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I conclavi più brevi e più lunghi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se quello di Viterbo è stato il più lungo, il conclave più breve della storia moderna è stato quello del <strong>1939</strong>, durato meno di <strong>24 ore</strong>. In quel caso, il cardinale Eugenio Pacelli fu eletto <strong>Papa Pio XII</strong> al terzo scrutinio, grazie al consenso unanime e alla sua posizione centrale nella diplomazia vaticana, alla vigilia della Seconda guerra mondiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le regole attuali: Universi Dominici Gregis (1996)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le regole che oggi governano il conclave sono contenute nella costituzione apostolica <strong>Universi Dominici Gregis</strong>, promulgata da <strong>Giovanni Paolo II nel 1996</strong> e successivamente modificata da <strong>Benedetto XVI</strong> e <strong>Papa Francesco</strong>. Ecco i punti principali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Partecipanti</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Possono votare solo i cardinali con meno di 80 anni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Il numero massimo di elettori è 120, secondo quanto stabilito da <em>Universi Dominici Gregis</em>. Tuttavia, il Papa può nominare più di 120 cardinali elettori: in tal caso, se alla data della sede vacante risultano più di 120 cardinali idonei, <strong>tutti possono partecipare</strong>, anche se eccedono il limite. Questo limite fu introdotto da <strong>Paolo VI</strong> nel 1975 con la costituzione apostolica <em>Romano Pontifici Eligendo</em>, ma è stato superato più volte:<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Giovanni Paolo II</strong> lo superò 4 volte tra il 1988 e il 2003.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Benedetto XVI</strong> lo superò 2 volte, nel 2010 e 2012.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Francesco</strong> ha superato i 120 in <strong>tutti i suoi concistori</strong>, arrivando nel 2024 a 140 elettori. Nel conclave del 2005 e in quello del 2013 parteciparono comunque <strong>117</strong> cardinali elettori, senza problemi di legittimità.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Clausura e segretezza</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>I cardinali vengono rinchiusi nella Domus Sanctae Marthae e votano nella Cappella Sistina.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>È proibito ogni contatto con l'esterno: telefoni, internet, media, ecc.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ogni cardinale presta giuramento di segretezza: la violazione comporta scomunica automatica.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Votazioni</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Si svolgono quattro votazioni al giorno (due al mattino, due al pomeriggio).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Serve una maggioranza qualificata di 2/3 per l'elezione valida.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il fumo</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Le schede vengono bruciate: fumo nero indica voto nullo, fumo bianco annuncia l'elezione del nuovo Papa.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L'elezione e l'annuncio</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Il nuovo Papa accetta l'elezione e sceglie un nome.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Viene annunciato con il famoso <em>Habemus Papam</em> dal balcone della Basilica di San Pietro.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Chi può essere eletto Papa?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo la dottrina e il diritto canonico, può essere eletto Papa qualsiasi uomo battezzato cattolico. Non è obbligatorio che sia cardinale o vescovo. Se non è vescovo, deve essere ordinato vescovo immediatamente dopo l'accettazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Ma nella pratica?</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Da secoli, solo cardinali vescovi vengono eletti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Un laico non viene eletto da molti secoli: l'ultimo caso risale al Medioevo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Esempio: Papa Gregorio X (1271) non era cardinale al momento dell'elezione.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In teoria, dunque, un laico cattolico può essere eletto, ma nella realtà moderna è altamente improbabile per motivi pastorali, organizzativi e geopolitici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Curiosità sul conclave</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>I cardinali non possono votare per se stessi, ma possono essere eletti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Alcuni cardinali hanno rifiutato l'elezione, come San Filippo Neri.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Il conclave più costoso fu quello del 2005, con un'organizzazione logistica imponente.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Tutti i cardinali elettori alloggiano nella stessa residenza, ma non possono comunicare se non nelle sessioni ufficiali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il conclave del 2025: un momento storico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo la morte di Papa Francesco, avvenuta il <strong>21 aprile 2025</strong>, la Chiesa ha dato avvio al conclave il <strong>7 maggio 2025</strong>. Questo evento segna un passaggio epocale, essendo il primo conclave del XXI secolo a svolgersi con oltre <strong>133 cardinali elettori</strong>, superando abbondantemente il limite storico dei 120 fissato nel 1975 da Paolo VI.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Collegio cardinalizio attuale riflette una Chiesa profondamente globalizzata e pluralista, con una significativa rappresentanza da Asia, Africa e America Latina, segno tangibile della missione universale della Chiesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I temi centrali di questo conclave includono la riforma della Curia, il rafforzamento del dialogo ecumenico e interreligioso, il ruolo delle donne nella vita ecclesiale, la lotta agli abusi, nonché le sfide etiche e morali poste dalle nuove tecnologie e dalla crisi ambientale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come ogni volta, il mondo guarda con attenzione e speranza a questo momento di discernimento, che guidi i cardinali verso la scelta di un pastore capace di affrontare le sfide del nostro tempo con coraggio, umiltà e fede.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un rito antico proiettato nel futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il conclave è molto più di una semplice elezione: è un atto di fede, una tradizione che collega la Chiesa delle origini con quella moderna. Ogni conclave è un momento storico, carico di attesa e di preghiera, in cui la Chiesa cerca, sotto la guida dello Spirito Santo, la persona più adatta a guidarla nei tempi presenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un mondo in continua evoluzione, il conclave resta uno dei pochi momenti in cui la spiritualità, il silenzio e il discernimento si fondono in un processo decisionale tanto solenne quanto mistico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/conclave.jpg","categoria":"Blog","tags":"conclave, ElezionePapa, Vaticano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-07 23:20:23","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18360-il-conclave-storia-regole-e-curiosita-sullelezione-del-papa.mp4","galleria":""}
{"id":18343,"titolo":"Joint Stars 2025: Esercitazione Interforze per la Difesa e la Sicurezza Nazionale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Joint Stars 2025 rappresenta uno degli eventi più significativi per le Forze Armate italiane, una grande esercitazione nazionale che coinvolge tutte le componenti militari, ma che si distingue per l’eccezionale approccio multi-dominio e la sua dimensione interistituzionale. Pianificata e condotta dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), questa esercitazione si terrà dal 8 maggio e coinvolgerà anche numerosi Corpi dello Stato, agenzie e dicasteri, con l’obiettivo di testare la cooperazione tra le diverse realtà che operano per la difesa della Nazione. Non solo una simulazione di scenari operativi, ma anche un’opportunità per favorire l’interazione tra le Forze Armate e la popolazione attraverso numerose iniziative solidali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18351,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Joint Stars 2025: Esercitazione Interforze per la Difesa e la Sicurezza Nazionale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/e2e3783b-4fdf-464f-9dd7-97ef8d0edc69-1024x682.jpg\" alt=\"Joint Stars 2025: Esercitazione Interforze per la Difesa e la Sicurezza Nazionale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18351\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Joint Stars 2025: Esercitazione Interforze per la Difesa e la Sicurezza Nazionale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L’esercitazione: un banco di prova per la Difesa</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Joint Stars 2025 si inserisce in un contesto di crescente complessità per la sicurezza globale, dove le minacce sono sempre più diversificate e richiedono una risposta integrata e immediata. L’esercitazione, che inizierà ufficialmente il 8 maggio, simula scenari che spaziano su tutti i cinque domini operativi: terra, mare, cielo, spazio e cyber. L’arrivo di Nave Trieste a Cagliari, che segna il completamento del dispiegamento delle forze e dei mezzi necessari, rappresenta un momento simbolico di questa grande operazione che vedrà il coinvolgimento di unità specializzate e mezzi avanzati. Sarà un’occasione per affinare le capacità di coordinamento e risposta, ma anche per mettere alla prova le sinergie tra i diversi attori istituzionali, creando una rete di collaborazione fondamentale per rispondere in modo efficace a situazioni di crisi, anche quelle più imprevedibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18354,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Joint Stars 2025: Esercitazione Interforze per la Difesa e la Sicurezza Nazionale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/266fe164-dcba-44be-a267-5539e9afcb98-1-1024x768.jpg\" alt=\"Joint Stars 2025: Esercitazione Interforze per la Difesa e la Sicurezza Nazionale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18354\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Joint Stars 2025: Esercitazione Interforze per la Difesa e la Sicurezza Nazionale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il COVI, organismo centrale nella pianificazione e gestione delle operazioni militari italiane, ha il compito di coordinare le attività in scenari complessi, come quelli che verranno simulati durante l’esercitazione. In particolare, il COVI opera nell’ambito nazionale e internazionale per garantire una difesa integrata, fornendo anche supporto in situazioni di emergenza, come le calamità naturali, e interagendo con altri enti statali e internazionali. L’esercitazione Joint Stars 2025 diventa così un banco di prova fondamentale per verificare la capacità delle Forze Armate italiane di operare in modo integrato e congiunto con le altre istituzioni, creando risposte tempestive e coordinate a situazioni di alta complessità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Solidarietà e coinvolgimento della popolazione</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alla dimensione operativa, <a href=\"https://www.difesa.it/smd/news-italia/difesa-cagliari-joint-stars-2025/70287.html\">Joint Stars 2025</a> non dimentica l’aspetto umano e solidale. Infatti, l’iniziativa prevede una serie di eventi aperti al pubblico, destinati a promuovere la solidarietà e l’inclusione. Il progetto \"Joint Stars for Charity\" è pensato per coinvolgere i cittadini in attività di beneficenza, come la raccolta fondi per il potenziamento delle strutture sanitarie locali. In particolare, l’obiettivo è l’acquisto di due posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva pediatrica per l’ospedale ARNAS “G. Brotzu” di Cagliari. L’iniziativa, che avrà il suo culmine nel weekend del 10 e 11 maggio, vedrà la partecipazione di militari, istituzioni, aziende e associazioni, creando un evento corale che unirà le Forze Armate e la cittadinanza sotto il segno della solidarietà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18349,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Joint Stars 2025: Esercitazione Interforze per la Difesa e la Sicurezza Nazionale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/397724f8-c5f9-4b71-8d97-6b98a6b40998-1024x682.jpg\" alt=\"Joint Stars 2025: Esercitazione Interforze per la Difesa e la Sicurezza Nazionale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18349\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Joint Stars 2025: Esercitazione Interforze per la Difesa e la Sicurezza Nazionale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività benefiche comprenderanno anche momenti di cultura e intrattenimento. La Banda musicale interforze, sabato 10 maggio, terrà un concerto benefico a bordo di Nave Trieste, con la partecipazione del cantautore Bungaro, il cui ricavato sarà destinato alla raccolta fondi per l’ospedale. Inoltre, saranno organizzati screening sanitari gratuiti per i bambini a bordo di Nave Trieste, grazie alla collaborazione tra medici della ASL di Cagliari e personale sanitario militare. Infine, il 11 maggio, si terrà la corsa solidale “IX Karalis 10” per le vie di Cagliari, insieme ad altri eventi culturali e ricreativi, tra cui lo spettacolo musicale “Pierino e il Lupo” per i piccoli pazienti dell’Ospedale San Michele.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il COVI: il cuore operativo della Difesa</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) è il pilastro centrale per la gestione delle operazioni militari italiane</strong>, con la responsabilità di coordinare le attività operative delle Forze Armate e di supportare le istituzioni statali in caso di emergenze nazionali. Il COVI gestisce operazioni di difesa nazionale e internazionale, con particolare attenzione agli scenari complessi che richiedono una risposta rapida e integrata. Allo stesso tempo, il COVI ha anche un ruolo nella simulazione di scenari strategici e operativi, utilizzando le metodologie più avanzate per addestrare le forze in contesti realistici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\">Generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci</a>, comandante del COVI, è un ufficiale di grande esperienza con una carriera che abbraccia numerose missioni internazionali, tra cui in Somalia, Iraq e Afghanistan. La sua formazione e il suo servizio presso le principali strutture interforze hanno consolidato il suo ruolo di leader nel coordinamento delle operazioni militari italiane, sia in ambito nazionale che internazionale. Oltre alla sua esperienza operativa, il <strong>Generale Iannucci è un paracadutista militare</strong>, già <strong>Comandante della Brigata Paracadutisti Folgore</strong>,  con numerose onorificenze, tra cui il Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia e il Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Joint Stars 2025 è una testimonianza dell’impegno delle Forze Armate italiane nel garantire la difesa della Nazione, mettendo in campo non solo le proprie capacità operative ma anche un forte senso di solidarietà verso la popolazione. Con il coinvolgimento della cittadinanza e il rafforzamento della cooperazione tra istituzioni, questa esercitazione diventa un’opportunità per rafforzare il legame tra le Forze Armate e la società civile, dimostrando che la difesa dello Stato passa anche attraverso azioni concrete di supporto alle comunità locali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/trieste.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#COVI, #esercitazionemilitare, #JointStars2025","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-07 18:17:13","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/smd/news-italia/difesa-cagliari-joint-stars-2025/70287.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18343-joint-stars-2025-esercitazione-interforze.mp4","galleria":""}
{"id":18334,"titolo":"USA: Caccia da Combattimento senza Pilota, Programma Collaborative Combat Aircraft (CCA)","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste prove sono solo un primo passo verso la validazione di un sistema che potrebbe rivoluzionare le modalità di combattimento aereo, riducendo il rischio per i piloti e potenziando la capacità offensiva delle forze armate. Il <a href=\"https://www.anduril.com/fury/\">YFQ-44A</a>, in particolare, è destinato a volare questa estate, mentre il<a href=\"https://www.ga-asi.com/ga-asi-welcomes-usaf-designation-for-new-cca-yfq-42a\"> YFQ-42A di GA-ASI</a> è in fase di test per prepararsi al volo nel 2025. Questo programma si propone di ridurre i rischi per i piloti e di operare in scenari ad alta minaccia dove la presenza di droni semi-autonomi al fianco di velivoli con equipaggio potrà garantire un vantaggio tattico fondamentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La Strategia Operativa e le Implicazioni del CCA</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo principale del CCA è quello di potenziare i velivoli con equipaggio come il F-22 Raptor, il F-35 Lightning II e, in futuro, il Next Generation Air Dominance (NGAD), combinando velivoli con pilota e velivoli senza pilota in un sistema chiamato Manned-Unmanned Teaming (MUM-T). Questi velivoli autonomi, infatti, non solo supporteranno i caccia esistenti, ma offriranno anche estensioni di raggio, migliorata sopravvivenza in scenari ad alta minaccia e capacità di combattere con maggiore massa, ma a costi inferiori. Inoltre, l’integrazione di questi droni nelle operazioni avrà un impatto fondamentale sull’economia della difesa, consentendo un maggiore dispiegamento senza l'esigenza di aumentare proporzionalmente il numero di velivoli con equipaggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18337,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/ga-asi-welcomes-usaf-designation-for-new-cca-yfq42a-1024x538.jpg\" alt=\"Caccia da Combattimento senza Pilota: Programma CCA dell'Aeronautica Militare Statunitense - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18337\" title=\"USA: Caccia da Combattimento senza Pilota, Programma Collaborative Combat Aircraft (CCA) - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Caccia da Combattimento senza Pilota: Programma CCA dell'Aeronautica Militare Statunitense - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma ha suscitato ampio interesse anche per l'approccio innovativo adottato dall'Air Force: l'utilizzo di architetture aperte e tecnologie commerciali per facilitare un’integrazione rapida e aggiornamenti regolari dei sistemi. Questo approccio permette di rendere i velivoli adattabili alle sfide future, assicurando al contempo una scalabilità competitiva per affrontare minacce in costante evoluzione. Come affermato dal Generale David W. Allvin, Capo di Stato Maggiore dell’USAF, “Il ritmo dell'innovazione deve superare quello della minaccia”. La capacità di integrarsi rapidamente e di evolvere in risposta a nuove necessità è quindi un elemento chiave di questa iniziativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>I Prossimi Passi e il Futuro del CCA</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In attesa dei test di volo previsti per il 2025, l’US Air Force ha selezionato la base di Beale, in California, come sede preferita per la creazione della prima Unità di Prontezza dei Velivoli CCA (CCA Aircraft Readiness Unit, ARU). Questa unità sarà incaricata di mantenere i velivoli in condizioni operative con il minimo numero di operazioni quotidiane. Poiché i droni saranno semi-autonomi, il personale necessario per gestirli sarà notevolmente inferiore rispetto ai tradizionali squadroni di velivoli con equipaggio, ottimizzando così l’efficienza operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18338,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/174587263612033-1024x601.jpg\" alt=\"USA: Caccia da Combattimento senza Pilota, Programma Collaborative Combat Aircraft (CCA) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18338\" title=\"USA: Caccia da Combattimento senza Pilota, Programma Collaborative Combat Aircraft (CCA) - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">USA: Caccia da Combattimento senza Pilota, Programma Collaborative Combat Aircraft (CCA) - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma CCA è previsto per un’accelerazione nel 2026, con l’obiettivo di prendere una decisione di produzione per la prima fase (Increment 1) e pianificare una seconda fase (Increment 2) che porterà a una versione ancora più avanzata dei velivoli. Oltre ai prototipi già in fase di test, l’USAF mira a continuare lo sviluppo di soluzioni innovative per il rifornimento in volo e altre missioni specializzate, nonché a ottimizzare il comando e controllo dei velivoli UAV. L’impiego di piattaforme autonome non è più una prospettiva lontana, ma un elemento che diventa parte integrante delle strategie militari moderne, non solo negli Stati Uniti, ma anche in Europa, dove si stanno sviluppando capacità analoghe.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Concludendo, il programma CCA dell'Air Force rappresenta una delle iniziative più promettenti per il futuro delle forze aeree. La combinazione di velivoli con e senza pilota sta ridisegnando i paradigmi operativi in un contesto strategico che vede una crescente minaccia tecnologica e geopolitica. Con test che procedono secondo i piani e l’approvazione di soluzioni innovative, l’USAF è pronta a mettere in campo una nuova generazione di combattenti aerei, che, sebbene privi di piloti a bordo, potrebbero giocare un ruolo fondamentale nelle guerre del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/9006934.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"dronecombattimento, tecnologiaaerea, USAF","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-07 11:44:39","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18334-usacaccia-combattimento-senza-pilota-cca.mp4","galleria":""}
{"id":18322,"titolo":"Flaming Sunrise 25: Il 52° Torino in azione con il PZH2000","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 52° reggimento artiglieria terrestre \"Torino\", su PZH2000, ha recentemente svolto l'esercitazione Flaming Sunrise 25 nel comprensorio militare di Persano, una zona strategica in Campania, nelle vicinanze del fiume Sele. Questo addestramento è stato concepito con l'obiettivo di raggiungere la Full Operational Capability (FOC) della 2^ Batteria Obici, una delle unità di punta del Reggimento. Il generale di brigata Gianluca Figus, Comandante dell'Artiglieria dell'Esercito, ha partecipato come osservatore all'attività, esprimendo il suo apprezzamento per l'impegno e i progressi del personale del Reggimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il focus principale dell'esercitazione è stato sul miglioramento delle capacità operative in ambito di fuoco, con particolare attenzione all'impiego del semovente PZH2000, e sul coordinamento delle operazioni di tiro. L'esercitazione ha visto l'impiego del Posto Comando del I Gruppo di Artiglieria, una batteria di obici e i Joint Fire Support Team, impegnati in attività sia in pianura che in montagna, come la marcia verso la vetta di Monte Panormo, a 1700 metri di altitudine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18327,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/sunrise-250505-3-1024x652.png\" alt=\"Flaming Sunrise 25: Il 52° Torino in azione con il PZH2000 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18327\" title=\"Flaming Sunrise 25: Il 52° Torino in azione con il PZH2000 - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Flaming Sunrise 25: Il 52° Torino in azione con il PZH2000 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il semovente PZH2000 e la sua importanza nell'addestramento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il PZH2000, cuore della moderna artiglieria del 52° reggimento, è un obice semovente da 155/52 mm prodotto in collaborazione tra Krauss-Maffei Wegmann e Rheinmetall, ed è uno dei sistemi d'arma più avanzati in servizio nelle forze armate italiane. L'obice ha sostituito il M109L tra il 2008 e il 2012 e si distingue per un sistema di controllo del tiro estremamente sofisticato, che integra un calcolatore balistico, un navigatore inerziale e GPS. La velocità di fuoco è sorprendente, con la capacità di lanciare 3 colpi in 10 secondi, o 20 colpi in 3 minuti, garantendo precisione e letalità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua gittata varia dai 5 ai 70 km, e il PZH2000 è compatibile con munizioni NATO da 155 mm, tra cui la munizione guidata VULCANO prodotta da Leonardo, che migliora ulteriormente la precisione e la gittata del sistema. La flotta italiana di PZH2000 sta attraversando un processo di ammodernamento per estendere la sua vita operativa fino al 2050, con interventi che riguardano l'elettronica, la protezione dell'equipaggio e la gestione del munizionamento, per mantenere il sistema al passo con le moderne minacce.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18328,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/sunrise-250505-1-1024x678.png\" alt=\"Flaming Sunrise 25: Il 52° Torino in azione con il PZH2000 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18328\" title=\"Flaming Sunrise 25: Il 52° Torino in azione con il PZH2000 - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Flaming Sunrise 25: Il 52° Torino in azione con il PZH2000 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il futuro dell'artiglieria: ammodernamento e interoperabilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma di ammodernamento dell'obice semovente PZH2000 dell'Esercito Italiano, che partirà nel 2025, si inserisce in un contesto di evoluzione continua delle capacità artiglieristiche. Il programma prevede un adeguamento tecnologico per superare le obsolescenze e incrementare la mobilità, la protezione, la letalità e la sicurezza dell'equipaggio, con un focus sull'integrazione di sistemi avanzati di comando, controllo, comunicazione, computer e intelligence (C5I). Inoltre, il sistema VULCANO sarà ulteriormente migliorato con l'introduzione di munizioni a guida GPS e laser, potenziando così la capacità di precisione e ingaggio a lungo raggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'ammodernamento si svilupperà in più fasi, con la prima fase finanziata attraverso i fondi del Ministero della Difesa, per un importo di circa 60 milioni di euro. Le migliorie interesseranno anche la protezione dell'equipaggio, con nuovi impianti antincendio e di condizionamento. L'intero programma contribuirà a garantire che l'Esercito Italiano mantenga una posizione di leadership nell'artiglieria, pronta a rispondere alle esigenze dei moderni scenari di conflitto, sia in ambito nazionale che nell'ambito delle alleanze internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18329,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/sunrise-250505-2-1024x686.png\" alt=\"Flaming Sunrise 25: Il 52° Torino in azione con il PZH2000 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18329\" title=\"Flaming Sunrise 25: Il 52° Torino in azione con il PZH2000 - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Flaming Sunrise 25: Il 52° Torino in azione con il PZH2000 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/pzh-2000-self-propelled-howitzer-1274.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"52°reggimentoartiglieria, FullOperationalCapability, PZH2000","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-07 10:40:47","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Conclusa-l-esercitazione-FLAMING-SUNRISE-25-0505.aspx","altre-fonti":"https://aresdifesa.it/ammodernamento-di-mezza-vita-degli-obici-semoventi-pzh-2000-del-esercito-italiano/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18322-flaming-sunrise-25-52-torino-azione-pzh2000.mp4","galleria":""}
{"id":18311,"titolo":"Una strategia per il futuro digitale della NATO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto definito dal Concetto Strategico del 2022, l’Alleanza Atlantica ha ribadito la necessità di rafforzare il proprio vantaggio tecnologico come elemento chiave per la deterrenza e la difesa collettiva. A tal fine, la NATO ha intrapreso un profondo processo di trasformazione digitale, culminato con l’<strong>approvazione, nel febbraio 2025, della <em>Data Strategy for the Alliance</em> (DaSA)</strong> da parte del Consiglio Atlantico. La strategia si inserisce nel quadro della <em>Digital Transformation Implementation Strategy</em> (DTIS), che punta a migliorare l’interoperabilità, la consapevolezza situazionale e il processo decisionale attraverso l’uso dei dati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Cuore della strategia è l’istituzione dell’<em>Alliance Data Sharing Ecosystem</em> (ADSE), un sistema che consente lo scambio sicuro e collaborativo di risorse dati, modelli di intelligenza artificiale (IA) e algoritmi di machine learning tra gli Alleati, l’industria e il mondo accademico. L’obiettivo? Rendere la NATO una vera organizzazione <em>data-centric</em> entro il 2030, in grado di sfruttare dati curati e affidabili attraverso una forza lavoro alfabetizzata, processi ottimizzati e infrastrutture digitali federate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18315,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/250505-data-strategy-1.jpg\" alt=\"Una strategia per il futuro digitale della NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18315\" style=\"width:840px;height:auto\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una strategia per il futuro digitale della NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso una NATO data-driven: governance, cultura e interoperabilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L<strong>a strategia della NATO definisce cinque obiettivi strategici: una governance solida dei dati, la valorizzazione del dato come asset strategico, la sicurezza <em>data-centric</em>, la maturità analitica del personale e la creazione di un ecosistema federato per la condivisione dei dati</strong>. La governance dei dati sarà guidata dal Digital Policy Committee, che coordinerà l’adozione di standard comuni, la protezione dei dati e il rispetto dei principi di sicurezza, legalità e tutela della privacy. La NATO adotterà inoltre misure di sicurezza adattive, basate sull’origine e la riservatezza del dato, a tutela delle missioni e dei diritti individuali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per favorire la trasformazione culturale, <strong>la strategia punta a formare una forza lavoro con competenze trasversali in ambito dati, attraverso percorsi formativi su misura per ruoli e team</strong>. Questo approccio mira a costruire una cultura diffusa del decision-making basato sui dati, garantendo che ogni membro della NATO, civile o militare, possa contribuire in modo consapevole ed efficace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fondamentale sarà anche l’interoperabilità: metadati standardizzati (NCMS - STANAG 5636), cataloghi integrati e interfacce web/API permetteranno agli utenti – umani o automatizzati – di accedere in modo sicuro e tracciabile a dati condivisi. La strategia prevede inoltre l’adozione del <em>Data Centric Reference Architecture</em> (DCRA), una cornice che garantisce scalabilità, qualità e adattabilità dei dati, orientando la NATO verso un modello realmente <em>data-driven</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18316,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/230620-diana-topic-1.jpg\" alt=\"Una strategia per il futuro digitale della NATO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18316\" style=\"width:840px;height:auto\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una strategia per il futuro digitale della NATO - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Principi, abilitatori e governance centrata sul dato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <em>Data Strategy for the Alliance</em> si fonda su <strong>sette principi guida</strong>: <strong>i dati devono essere scopribili, accessibili, affidabili, regolamentati, interoperabili, condivisi e sicuri lungo tutto il loro ciclo di vita</strong>. Per garantire l’operatività di tali principi, la strategia prevede una serie di <em>data enablers</em> che includono governance, architetture di riferimento, standard moderni per l’interoperabilità e sviluppo del talento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In particolare, la governance computazionale dei dati garantirà qualità, sicurezza e compliance su larga scala; le architetture di riferimento forniranno standard e raccomandazioni tecnologiche per assicurare un utilizzo efficiente dei dati. I nuovi standard NATO per l’interoperabilità semantica, basati su ontologie specifiche per difesa e sicurezza, faciliteranno l’integrazione tra umani e tecnologie come l’IA. Parallelamente, lo sviluppo di una cultura agile del dato sarà reso possibile da un’adeguata formazione e dalla valorizzazione di un personale capace di sfruttare il dato come leva per il cambiamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A livello di governance, la NATO ha istituito un <em>Data Centric Governance Operating Model</em> per coordinare l’attuazione della strategia e promuovere il dialogo tra i responsabili della gestione dei dati. Il modello prevede la creazione di comitati dedicati sia a livello nazionale sia all’interno del <em>NATO Enterprise</em>, con il supporto operativo dell’Ufficio del Chief Information Officer della NATO (OCIO). Il <em>NATO Information Management Authority</em> (NIMA), in formato Alleanza, fungerà da consiglio dei CDO, supervisionando l’adozione delle politiche e degli standard dati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, la strategia dei dati della NATO rappresenta un passo decisivo verso una gestione integrata e consapevole del dato come risorsa strategica. Attraverso il rafforzamento delle capacità digitali, la formazione della forza lavoro e la creazione di un ecosistema federato di condivisione, l’Alleanza mira a consolidare il proprio vantaggio informativo e operativo in un contesto geopolitico sempre più complesso e competitivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/241017-data-share-rdax-775x440s.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"interoperabilitàmilitare, strategiaDatiNATO, trasformazioneDigitale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-06 11:03:23","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18311-una-strategia-per-il-futuro-digitale-della-nato.mp4","galleria":""}
{"id":18298,"titolo":"La Banda dell'Esercito al Petruzzelli per la Prevenzione e la Ricerca","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un clima di grande partecipazione e impegno, il Teatro Petruzzelli di Bari ha ospitato un evento straordinario, il <strong>concerto “Valori in musica”</strong>, organizzato dall’Esercito Italiano in occasione del 164° anniversario della sua fondazione. L'iniziativa, promossa a sostegno della <strong>Fondazione Umberto Veronesi ETS,</strong> ha visto una fusione emozionante di arte e solidarietà, unendo la bellezza della musica alla missione di<strong> promuovere la cultura della prevenzione e la raccolta fondi a favore delle Pink Ambassador</strong>. Il progetto, nato per sostenere le donne che hanno affrontato tumori come quello al seno, utero e ovaio, è un’iniziativa fondamentale per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della diagnosi precoce e dell’adozione di corretti stili di vita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18302,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/valori-in-campo-250505-2-1-1024x683.png\" alt=\"La Banda dell'Esercito in Concerto al Petruzzelli per la cultura della prevenzione e il finaziamento della Ricerca - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18302\" title=\"La Banda dell'Esercito in Concerto al Petruzzelli per la cultura della prevenzione e il finaziamento della Ricerca - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Banda dell'Esercito in Concerto al Petruzzelli per la cultura della prevenzione e il finaziamento della Ricerca - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La Banda dell’Esercito e il suo impegno culturale</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/COMFOTER/La-Banda-dell-Esercito/Pagine/default.aspx\">Banda dell’Esercito Italiano</a>, protagonista indiscussa della serata, ha offerto una performance di altissimo livello. <strong>Fondata nel 1964, la Banda dell’Esercito è una delle formazioni musicali più prestigiose d’Italia. Concentra nel suo organico 102 musicisti altamente qualificati, tutti diplomati al Conservatorio e selezionati tramite concorso</strong>. La sua attività si estende ben oltre i confini nazionali, con concerti nei teatri più rinomati di tutto il mondo, tra cui il Teatro Massimo di Palermo, la Scala di Milano e l’Auditorium Parco della Musica di Roma, nonché esibizioni in paesi come la Francia, la Germania e gli Stati Uniti. Il repertorio della Banda spazia dalla musica lirico-sinfonica alla musica originale per banda, con un’attenzione particolare a brani di grande attualità. Un esempio significativo è la sua versione dell’Inno Nazionale Italiano, che è diventato uno dei simboli della Repubblica, inserito tra i contenuti ufficiali sul sito del Quirinale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le Pink Ambassador e la collaborazione con la Fondazione Veronesi</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al centro della serata, tuttavia, c’erano le Pink Ambassador, un gruppo di oltre 1.000 donne in 22 città italiane che, dopo aver affrontato il cancro, condividono il proprio percorso di vita e lotta. Il loro impegno va oltre la testimonianza personale: esse promuovono attivamente la cultura della prevenzione, incoraggiando le donne a sottoporsi a controlli periodici e a prendersi cura della propria salute. La serata ha visto la partecipazione di numerosi ospiti di prestigio, come il tenore Gianluca Terranova, la violoncellista Valentina Irlando, e l’attore Luca Ward, che hanno arricchito l’evento con le loro performance artistiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18303,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/pink-ambassador-1-thumb-720-405.jpg\" alt=\"La Banda dell'Esercito in Concerto al Petruzzelli per la cultura della prevenzione e il finaziamento della Ricerca - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18303\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"La Banda dell'Esercito in Concerto al Petruzzelli per la cultura della prevenzione e il finaziamento della Ricerca - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Banda dell'Esercito in Concerto al Petruzzelli per la cultura della prevenzione e il finaziamento della Ricerca - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Silvia Veronesi, membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione, ha sottolineato l’importanza della collaborazione con l’Esercito Italiano e ha espresso il suo apprezzamento per il coraggio delle Pink Ambassador, che con la loro testimonianza offrono un messaggio di speranza e di forza</strong>. Il grande valore di iniziative come questa risiede proprio nel loro impatto concreto sulla società, sensibilizzando l’opinione pubblica sulla necessità di un impegno costante nella lotta contro il cancro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La serata si è conclusa con la firma di un <strong>Protocollo di Intesa tra l’Esercito Italiano e la Fondazione Umberto Veronesi</strong>, con l’obiettivo di avviare una collaborazione più strutturata a favore della ricerca oncologica e della promozione della salute. Questo nuovo accordo segna un ulteriore passo verso un futuro in cui la prevenzione, la solidarietà e la ricerca lavorano insieme per migliorare la vita delle persone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, il concerto “Valori in musica” è stato un evento che ha unito musica, solidarietà e impegno sociale, unendo forze per un obiettivo comune: la promozione della salute, la prevenzione del cancro e il sostegno a chi combatte questa malattia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/valori-in-campo-250505-1-1.png","categoria":"Nazionali","tags":"bandaesercito, musica, prevenzione, solidarietà","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-06 10:45:13","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Valori-in-musica-un-concerto-a-sostegno-della-Fondazione-Umberto-Veronesi-250505.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18298-banda-dellesercito-petruzzelli-ricerca.mp4","galleria":""}
{"id":18287,"titolo":"Il Segretario alla Difesa Hegseth scuote il Pentagono: via il 20% di generali e ammiragli\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha recentemente preso una decisione importante per la riorganizzazione del Pentagono, ordinando <strong>l'eliminazione di almeno il 20% dei posti da generale e ammiraglio a quattro stelle </strong>attivi nelle forze armate, e del <strong>10% delle posizioni generali e di ammiraglio in tutto il dipartimento della Difesa</strong>. L'iniziativa arriva a seguito delle dichiarazioni fatte da Hegseth durante la sua audizione di conferma al Senato nel gennaio 2025, in cui ha sottolineato l'eccessiva burocrazia all'interno delle alte sfere militari, affermando che \"<strong>non abbiamo bisogno di più burocrazia in alto, ma di più combattenti capaci in basso</strong>\". L'ordine di Hegseth segna il primo passo per ridurre il numero di posizioni senior, ritenute inutilmente gonfiate, per concentrarsi su una struttura più snella ed efficiente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Secondo quanto riportato nel memorandum, le modifiche riguarderanno anche le posizioni generali della Guardia Nazionale, con un obiettivo di ridurre del 20% i posti da ufficiali generali. Nonostante non venga fissata una scadenza per l'attuazione, la manovra è destinata a coinvolgere centinaia di posizioni, con impatti significativi anche sul personale civile che supporta i vertici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18292,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Segretario alla Difesa Hegseth scuote il Pentagono: via il 20% di generali e ammiragli\" - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/250429-D-PM193-1355-1024x683.avif\" alt=\"Il Segretario alla Difesa Hegseth scuote il Pentagono: via il 20% di generali e ammiragli&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18292\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Segretario alla Difesa Hegseth scuote il Pentagono: via il 20% di generali e ammiragli\" - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un passo verso la semplificazione o un rischio per la leadership?</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>La decisione di Hegseth di tagliare le posizioni più alte del comando potrebbe apparire come una risposta alle richieste di una struttura militare più agile e focalizzata sull'efficienza operativa</strong>. Tuttavia, queste riduzioni pongono interrogativi sulla capacità di mantenere una leadership forte e ben coordinata nelle forze armate. Negli anni passati, la presenza di numerosi ufficiali generali è stata giustificata dalla necessità di una direzione strategica che potesse rispondere a sfide militari sempre più complesse e globali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nonostante la riduzione dei vertici, alcuni temono che un abbassamento della quantità di generali possa ridurre la capacità di affrontare in modo efficace situazioni di crisi. I generali e gli ammiragli hanno il compito di garantire che le operazioni militari siano coordinate a livello globale, specialmente in un periodo in cui la difesa contro minacce cibernetiche, terroristiche e geostrategiche è sempre più critica. Una diminuzione dei posti potrebbe anche ridurre la capacità di adattamento rapido a nuove situazioni di conflitto o di emergenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18290,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Segretario alla Difesa Hegseth scuote il Pentagono: via il 20% di generali e ammiragli\" - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/insignias-military-officers-1024x576.webp\" alt=\"Il Segreatario alla Difesa Hegseth scuote il Pentagono: via il 20% di generali e ammiragli&quot; - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18290\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Segretario alla Difesa Hegseth scuote il Pentagono: via il 20% di generali e ammiragli\" - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La visione di Hegseth e le implicazioni per le forze armate</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il memorandum di Hegseth arriva in un contesto di ampie riforme all'interno del Dipartimento della Difesa, che sta cercando di rispondere alle richieste di una difesa più snella ed efficace. Il confronto con il periodo della Seconda Guerra Mondiale, quando solo sette generali a quattro stelle erano sufficienti per gestire le operazioni, <strong>riflette un’idea che le forze armate moderne siano diventate eccessivamente burocratiche e meno efficienti rispetto al passato</strong>. Hegseth ha sottolineato come la grandezza del personale di comando non corrisponda necessariamente alla capacità di vittoria sul campo di battaglia, e ha fatto riferimento alla necessità di reinvestire queste risorse per migliorare la \"letalità\" e l'efficienza operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nonostante le preoccupazioni sul ridimensionamento, il segretario alla Difesa sembra voler puntare su una forza militare più \"snella\", in grado di rispondere in maniera più dinamica alle sfide moderne. Le decisioni di ridurre le posizioni generali sono solo il primo passo di una serie di cambiamenti che potrebbero portare a una riorganizzazione profonda delle strutture di comando. Le implicazioni di queste modifiche, tuttavia, sono ancora in fase di valutazione, e se da un lato la manovra promette un maggior focus sulle operazioni sul campo, dall’altro potrebbe anche creare dei vuoti strategici nella leadership delle forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/Members-of-the-Joint-Chiefs-of-Staff-gathered-to-pose-for-a-photo-in-the-Pentagon-during-the-Chairmans-Strategic-Seminar-Series-on-May-14-2024-240514-D-LS763-1009-53724961137-e1746523227403.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"comandimilitari, leadershipmilitare, riformemilitari","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-06 10:21:57","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://nypost.com/2025/05/05/us-news/defense-secretary-pete-hegseth-orders-20-reduction-in-four-star-generals-less-generals-more-gis/?utm_source=chatgpt.com","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18287-il-segretario-alla-difesa-hegseth-scuote-il-pentagono-via-il-20-di-generali-e-ammiragli.mp4","galleria":""}
{"id":18278,"titolo":"Replicator:  il Pentagono Accelera","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto delle sfide globali e della crescente competizione con potenze come la Repubblica Popolare Cinese,<strong> il Pentagono ha lanciato l'iniziativa Replicator, un progetto ambizioso che mira a dotare le forze armate statunitensi di capacità autonome e attraibili su larga scala. L'obiettivo è quello di sviluppare e distribuire velocemente sistemi autonomi in grado di operare in vari domini di guerra.</strong> La prima iterazione del programma, Replicator 1, è stata annunciata nell'agosto del 2023 e si propone di integrare sistemi autonomi in grado di operare a migliaia e a costi contenuti entro il 2025. Nonostante le difficoltà amministrative e tecnologiche che potrebbero rallentare il programma, Replicator rappresenta un'opportunità unica per affrontare minacce sempre più sofisticate e per trasformare il modo in cui le forze armate operano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18280,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/5356101-900x600-1.jpg\" alt=\"Replicator:  il Pentagono Accelera - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18280\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Replicator:  il Pentagono Accelera - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Replicator:  il Pentagono Accelera - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Sfide e il Progresso del Programma Replicator</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Replicator si fonda su un concetto rivoluzionario che sfrutta sistemi autonomi a basso costo, in grado di operare in modo attritabile, cioè sacrificabili senza compromettere significativamente le operazioni strategiche</strong>. Questi sistemi, che possono essere droni o altri dispositivi senza equipaggio, offrono numerosi vantaggi: riduzione dei costi, minore esposizione al rischio per il personale e la possibilità di evolvere rapidamente in risposta ai cambiamenti operativi. Replicator 1 prevede la distribuzione di migliaia di questi sistemi entro 18-24 mesi, ma nonostante l'entusiasmo iniziale, il progetto sta incontrando ostacoli legati al finanziamento e all'integrazione di tecnologie avanzate, che potrebbero rallentare i progressi.<strong> La difficoltà maggiore, tuttavia, è la necessità di coordinare una serie di innovazioni dirompenti in un sistema complesso e tradizionalmente lento come quello della difesa.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, è utile guardare ai successi ottenuti da iniziative precedenti, come la Task Force Unmanned della Marina, che ha integrato capacità disruptive sia nella dimensione navale che in quella interforze. Il successo di questa task force dimostra che, seppur con difficoltà, è possibile integrare nuove tecnologie nel sistema della difesa, anche in un ambiente organizzativo complesso come quello del Pentagono. La Task Force Unmanned ha utilizzato approcci innovativi, come la sperimentazione rapida e il coinvolgimento diretto con i comandanti, che potrebbero essere applicati anche a Replicator per superare le sfide in corso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18281,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/241104-M-PG000-1139.jpg\" alt=\"Replicator:  il Pentagono Accelera - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18281\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Replicator:  il Pentagono Accelera - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Replicator:  il Pentagono Accelera - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Ruolo del Settore Commerciale e la Collaborazione Pubblico-Privato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Un elemento cruciale per il successo di Replicator è la collaborazione con il settore commerciale. Le aziende private stanno guidando lo sviluppo di tecnologie emergenti, in particolare per quanto riguarda i sistemi autonomi. </strong>Replicator sta rafforzando questa collaborazione, con più di 500 aziende che partecipano alla prima iterazione del programma. Di queste, circa 75% sono contrattisti non tradizionali della difesa, il che segnala un cambiamento significativo nel modo in cui il Pentagono acquisisce le tecnologie necessarie. L'iniziativa Replicator non solo fornisce una domanda chiara per le capacità autonome, ma stimola anche gli investimenti nel rafforzamento della capacità produttiva, ampliando la base industriale statunitense.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La collaborazione con il settore privato è fondamentale, poiché consente di accelerare lo sviluppo di soluzioni innovative e di sfruttare le tecnologie già disponibili. Inoltre, Replicator offre un'opportunità unica per superare le sfide relative alla capacità produttiva, alle politiche di autorizzazione e all'integrazione dei sistemi. Tuttavia, come suggerisce l'esperienza della Task Force Unmanned, è essenziale che il Pentagono non solo investa in nuove tecnologie, ma anche in un approccio che favorisca l'adattamento rapido alle nuove circostanze operative, mantenendo al contempo un allineamento strategico con i bisogni dei combattenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Lezioni dalla Task Force Unmanned: Applicazioni per Replicator</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Jason Stack, co-fondatore della Task Force Unmanned della Marina, ha delineato quattro principi chiave </strong>che hanno portato al successo del suo programma e che potrebbero essere utili anche per Replicator. <strong>Il primo principio è quello di concentrarsi sui problemi, non sui requisiti</strong>: il successo dipende dalla capacità di risolvere sfide concrete, piuttosto che dall'adesione a requisiti predefiniti. Questo approccio ha permesso alla Task Force di affinare le sue soluzioni in modo mirato, senza farsi ostacolare da vincoli burocratici. <strong>Il secondo principio riguarda la mediazione dei processi innovativi: isolare il gruppo di innovazione potrebbe portare velocità, ma rischia di creare barriere che ne limitano l'efficacia. </strong>L'integrazione con l'organizzazione esistente è fondamentale per ottenere un impatto duraturo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il terzo principio è quello della sperimentazione: ogni fallimento deve essere visto come un'opportunità di apprendimento</strong>. Questo approccio ha permesso alla Task Force di migliorare costantemente i suoi progetti, apprendendo rapidamente dai risultati ottenuti. Infine, <strong>il quarto principio è quello di prioritizzare scoperta e velocità, piuttosto che efficienza e scala</strong>. Replicator deve concentrarsi sulla rapida sperimentazione e sull'esplorazione di nuove idee, per poi ottimizzare e scalare una volta che la soluzione si è consolidata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma Replicator rappresenta una sfida significativa per il Pentagono, ma anche un'opportunità senza precedenti per trasformare le capacità delle forze armate statunitensi. L'integrazione di sistemi autonomi in grado di operare a grande scala e a costi contenuti è una sfida complessa, ma l'esperienza della Task Force Unmanned e la collaborazione con il settore privato offrono un modello valido per accelerare il progresso. Se Replicator riuscirà a superare gli ostacoli amministrativi e tecnologici, potrebbe rivoluzionare il modo in cui le forze armate affrontano le minacce future, rendendo più agile, economica e letale la loro capacità operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/Replicator-collage-LinkedIn-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"AutonomiaDifensiva, innovazionemilitare, ReplicatorPentagono","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-05 16:57:46","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.diu.mil/latest/implementing-the-department-of-defense-replicator-initiative-to-accelerate","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18278-replicator-il-pentagono-accelera.mp4","galleria":""}
{"id":18271,"titolo":"L'Intelligenza Artificiale nel Settore Militare: Nuove Frontiere per la Difesa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'intelligenza artificiale (AI) ha promesso di rivoluzionare il campo di battaglia, migliorando l'efficienza dei sistemi e armamenti, riducendo la presenza umana nelle operazioni militari e accelerando il processo decisionale. Dopo anni di sviluppo teorico e di ricerca, nel 2024 l'AI è finalmente diventata una realtà operativa. Le recenti operazioni militari in diverse aree di conflitto, come in Ucraina e Gaza, mostrano come l'AI stia cambiando il panorama bellico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Ucraina, per esempio, è stato effettuato un test sul campo che ha visto l'uso di droni autonomi per identificare e distruggere obiettivi nascosti senza il controllo diretto di un pilota umano. I droni di ricognizione, coordinati tramite algoritmi AI, hanno autonomamente tracciato i percorsi di volo e, una volta identificate le posizioni degli obiettivi, un altro gruppo di droni ha eseguito l'attacco. Questo tipo di operazione segna un passo significativo verso l'automazione delle missioni militari, riducendo il rischio per i soldati e aumentando l'efficacia degli interventi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Altri esempi si trovano nell'uso di AI per la gestione di attacchi aerei, dove sono stati impiegati sistemi che identificano automaticamente i bersagli, come avvenuto con un programma militare in Israele. In questi contesti, l'AI ha la capacità di selezionare individui da colpire senza supervisione umana diretta, suscitando dibattiti sulla necessità di un maggiore controllo etico e umano nell'uso di tecnologie autonome per decisioni letali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18273,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L'Intelligenza Artificiale nel Settore Militare: Nuove Frontiere per la Difesa - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/1663000963-1024x616.jpeg\" alt=\"L'Intelligenza Artificiale nel Settore Militare: Nuove Frontiere per la Difesa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18273\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Intelligenza Artificiale nel Settore Militare: Nuove Frontiere per la Difesa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'AI per la Difesa: Droni e Sistemi Autonomi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre al miglioramento delle operazioni di attacco, l'intelligenza artificiale svolge un ruolo fondamentale nella gestione dei dati sul campo di battaglia. L'esercito statunitense, ad esempio, ha sviluppato algoritmi che permettono di analizzare rapidamente i dati raccolti per fornire informazioni decisive ai comandanti sul campo. L'AI si sta anche rivelando cruciale per la creazione di sciami di droni autonomi che possono operare in modo coordinato per compiere missioni specifiche. Questi sciami sono progettati per affrontare specifici problemi operativi, come la sorveglianza aerea, la distruzione di obiettivi e la difesa contro altri sciami nemici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha annunciato iniziative come il progetto \"Replicator\", volto a sviluppare droni autonomi in grado di operare in modo rapido ed efficiente. Questi droni sono parte di un'infrastruttura più ampia che include anche la difesa contro attacchi di sciami nemici, utilizzando AI per rilevare, analizzare e rispondere a minacce in tempo reale. La capacità di questi droni di operare autonomamente o in collaborazione con risorse umane offre un vantaggio strategico importante, creando un ecosistema dinamico che può adattarsi rapidamente agli attacchi nemici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'integrazione di sistemi autonomi, come i veicoli aerei senza pilota (UAS) e i robot, sta rapidamente diventando la norma, segnando un cambiamento fondamentale nelle strategie di battaglia. Le operazioni condotte da sistemi autonomi riducono il rischio per i soldati e aumentano la continuità operativa, anche in presenza di minacce come gli attacchi a sciami.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18274,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"L'Intelligenza Artificiale nel Settore Militare: Nuove Frontiere per la Difesa - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/OIP.jpg\" alt=\"L'Intelligenza Artificiale nel Settore Militare: Nuove Frontiere per la Difesa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18274\" style=\"width:840px;height:auto\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Intelligenza Artificiale nel Settore Militare: Nuove Frontiere per la Difesa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Riflessioni Etiche e Preoccupazioni sull'Uso dell'AI per la Forza Letale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante i progressi, l'introduzione dell'AI nei contesti di combattimento solleva importanti questioni etiche, in particolare per quanto riguarda l'uso di tecnologie autonome per prendere decisioni letali. Sebbene l'AI possa migliorare l'efficienza, alcuni esperti sollevano preoccupazioni sulla possibilità che le decisioni prese dai sistemi autonomi possano non essere correttamente monitorate, con il rischio di causare danni collaterali o colpire obiettivi erronei. La mancanza di supervisione umana diretta, come nel caso dei programmi che selezionano i bersagli per gli attacchi aerei, è un aspetto che richiede attenzione per evitare che la tecnologia prenda decisioni errate o ingiuste.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, l'affidamento crescente sulle capacità dell'AI potrebbe ridurre la capacità dei soldati di esercitare il proprio giudizio critico, creando una dipendenza dalla tecnologia per decisioni che dovrebbero essere prese da esseri umani in contesti complessi e variabili. Il rischio di delegare a un sistema automatizzato decisioni che riguardano la vita e la morte è un tema che necessità di una riflessione approfondita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La discussione sull'uso dell'AI in contesti militari non riguarda solo la capacità della tecnologia di migliorare le operazioni, ma anche la necessità di stabilire limiti chiari e guardrail etici, che garantiscano che l'AI supporti il processo decisionale umano senza sostituirlo completamente. È fondamentale che la comunità internazionale e le industrie della difesa lavorino insieme per sviluppare linee guida che assicurino un uso responsabile dell'AI, specialmente quando si tratta di applicazioni letali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'intelligenza artificiale sta cambiando radicalmente il panorama delle operazioni militari, offrendo nuove opportunità per migliorare l'efficienza, la sicurezza e la capacità di risposta sul campo di battaglia. Tuttavia, è necessario affrontare le sfide etiche e i rischi legati all'automazione di decisioni letali. Il futuro delle forze armate sarà sempre più interconnesso con la tecnologia AI, ma è essenziale che questa evoluzione avvenga con cautela e con una supervisione umana adeguata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/NDR-AI4.jpeg","categoria":"Blog","tags":"AIeDifesa, EticaAI, tecnologiamilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-05 16:04:30","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://militaryembedded.com/ai/cognitive-ew/ai-now-playing-a-big-role-on-the-battlefield","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18271-intelligenza-artificiale-nuove-frontiere-difesa.mp4","galleria":""}
{"id":18255,"titolo":"Una Sfida per le Forze Speciali Globali: al KASOTC il 14° Annual Warrior Competition 2025","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel cuore delle spettacolari formazioni rocciose del Giordano, a nord di Amman, le forze speciali e le unità di polizia di tutto il mondo si preparano per una delle competizioni più prestigiose nel campo delle operazioni speciali. La<a href=\"https://www.kasotc.com/\"> KASOTC (King Abdullah II Special Operations Training Center) </a>ospita la <strong>14° Annual Warrior Competition</strong>, un evento che si terrà dal <strong>22 al 26 giugno 2025</strong>, con il pieno supporto delle Forze Armate Giordane (JAF). Questo evento annuale è uno dei momenti più importanti per la comunità delle forze speciali internazionali, offrendo a tutte le unità partecipanti una sfida unica e un'opportunità di miglioramento delle proprie capacità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18257,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Una Sfida per le Forze Speciali Globali: al KASOTC il 14° Annual Warrior Competition 2025 - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/180418-M-WP334-0057-1024x683.jpg\" alt=\"Una Sfida per le Forze Speciali Globali        KASOTC - 14° Annual Warrior Competition 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18257\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una Sfida per le Forze Speciali Globali        KASOTC - 14° Annual Warrior Competition 2025 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Centro Avanzato per la Formazione delle Forze Speciali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il KASOTC è una delle strutture più avanzate al mondo per la formazione delle forze speciali. Con una superficie di <strong>25 chilometri quadrati</strong> e un valore di <strong>200 milioni di dollari</strong>, il centro è un esempio di alta tecnologia e innovazione. Le strutture del KASOTC sono progettate per simulare condizioni di guerra reali, permettendo agli addestratori di addestrare le forze speciali con tecniche di guerra irregolare, lotta al terrorismo e operazioni speciali. Le tecnologie avanzate, come il sistema di rete in fibra ottica, sono utilizzate per coordinare centinaia di telecamere e simulazioni di guerra, offrendo un'esperienza formativa realistica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il centro è stato realizzato con la visione di <strong>Sua Maestà il Re Abdullah II</strong>, che ha lavorato personalmente alla pianificazione del curriculum e della progettazione delle strutture, riconoscendo l'importanza di una preparazione adeguata contro le sfide moderne del terrorismo e della guerra asimmetrica. KASOTC non è solo una scuola per le forze speciali giordane, ma una struttura al servizio di alleati e partner internazionali, in grado di adattarsi alle esigenze di ciascun \"cliente\", ossia delle forze di difesa che richiedono addestramenti specifici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18261,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Una Sfida per le Forze Speciali Globali: al KASOTC il 14° Annual Warrior Competition 2025 - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/2.jpg\" alt=\"Una Sfida per le Forze Speciali Globali        KASOTC - 14° Annual Warrior Competition 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18261\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una Sfida per le Forze Speciali Globali        KASOTC - 14° Annual Warrior Competition 2025 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Competizione Annuale: Un Test di Resistenza e Abilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La competizione annuale è considerata una delle più rilevanti a livello internazionale, mettendo alla prova le abilità individuali dei membri dei team, così come la loro capacità di lavorare insieme per pianificare e eseguire compiti estremamente difficili. Ogni squadra, composta da 8 membri (5 concorrenti, 2 riserve e 1 leader di squadra), è chiamata a superare una serie di scenari realistici che simulano le condizioni di battaglia più difficili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le squadre devono portare con sé le proprie armi, equipaggiamenti e attrezzature, mentre KASOTC fornirà munizioni e alloggio gratuito per tutti i partecipanti. Cibo e bevande sono disponibili sul posto, ma saranno a carico delle singole squadre. Durante la competizione, le squadre si affrontano in scenari di guerra urbana, raid in edifici e addestramenti in terreni difficili, come paludi e montagne, simili a quelli che potrebbero affrontare durante le operazioni sul campo. Inoltre, KASOTC ha una serie di strutture, tra cui una replica di un villaggio afghano e una casa per simulare combattimenti in ambienti chiusi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18263,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Una Sfida per le Forze Speciali Globali: al KASOTC il 14° Annual Warrior Competition 2025 - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/11-JORDAN-Special-OPS-Training-Center-P1.jpg\" alt=\"Una Sfida per le Forze Speciali Globali        KASOTC - 14° Annual Warrior Competition 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18263\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una Sfida per le Forze Speciali Globali        KASOTC - 14° Annual Warrior Competition 2025 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa competizione offre ai partecipanti un'opportunità unica di testare le proprie capacità in un ambiente altamente realistico, dove ogni errore potrebbe avere conseguenze devastanti. Tuttavia, il valore di questa esperienza risiede nel miglioramento delle proprie abilità e nella preparazione ad affrontare qualsiasi situazione di combattimento reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Evento Imperdibile per le Forze Armate Globali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>14° Annual Warrior Competition</strong> si annuncia come una delle sfide più emozionanti e impegnative dell'anno, una competizione che promette di rafforzare i legami tra le forze speciali di tutto il mondo e migliorare la loro capacità di affrontare minacce globali. KASOTC invita ufficialmente tutte le forze armate a partecipare, riconoscendo l'importanza di questa competizione nel miglioramento delle capacità operative e nel rafforzamento della cooperazione internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Partecipare a questa competizione non è solo una questione di vincere, ma di apprendere, migliorare e condividere esperienze con le migliori forze speciali del mondo. Ogni movimento durante l'addestramento è filmato e analizzato in dettaglio, consentendo ai partecipanti di perfezionare le proprie tecniche in un ambiente educativo di alta qualità. Secondo il <strong>Colonnello Ibrahim Alharahsheh</strong>, Vice Direttore di KASOTC, \"Ogni operazione viene esaminata con i formatori e gli esperti del settore, per discutere ciò che è andato bene e ciò che può essere migliorato.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La competizione non è solo una prova di abilità, ma anche un'occasione per rafforzare i legami tra le diverse nazioni e migliorare le capacità di difesa collettiva. Il KASOTC ha già dimostrato come il suo approccio formativo possa essere di grande valore anche per paesi con risorse limitate, come nel caso di un recente addestramento con le forze speciali palestinesi, che hanno dimostrato progressi significativi in poco tempo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>14° Annual Warrior Competition</strong> rappresenta un'opportunità unica per le forze armate di tutto il mondo di mettere alla prova le proprie capacità in scenari realistici e sfidanti. Con il supporto del <strong>Re Abdullah II</strong> e delle Forze Armate Giordane, questa competizione non è solo un evento sportivo, ma un'occasione per migliorare la preparazione e le capacità operative delle forze speciali globali. L'invito è lanciato: partecipa e unisciti alla sfida per rafforzare la tua capacità di affrontare le sfide più difficili del mondo moderno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/kasotc-king-abdullah-special-operation-training-center-jordan.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"#competizioneinternazionale, #forzespeciali, #KASOTC","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-05 11:45:53","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.kasotc.com/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18255-forze-speciali-14-annual-warrior-competition.mp4","galleria":""}
{"id":18248,"titolo":"I Droni Guidati a Fibra Ottica: Una Nuova Era per la Guerra Elettronica","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'uso dei droni in guerra è ormai consolidato, ma una recente innovazione sta cambiando le regole del gioco. Si tratta dei droni a fibra ottica, che grazie a un cavo di fibra ottica collegato al pilota, sono in grado di eludere le interferenze elettroniche, un problema comune per i droni tradizionali. I droni pilotati tramite radiofrequenze sono vulnerabili agli attacchi elettronici, come il jamming, che può bloccare o interrompere la loro operazione. Tuttavia, i droni a fibra ottica, che utilizzano un cavo di fibra lunga fino a 10 km, sono immuni a queste interferenze. Questo ha reso questa tecnologia particolarmente interessante e utile sul campo di battaglia, come testimoniato dal loro impiego da parte delle forze ucraine durante il conflitto con la Russia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come Funzionano i Droni a Fibra Ottica</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il principio di funzionamento dei droni a fibra ottica è semplice ma efficace. A differenza dei droni tradizionali, che inviano e ricevono segnali radio per il controllo remoto, i droni a fibra ottica sono collegati al pilota tramite un cavo di fibra ottica che si srotola durante il volo. Questo cavo, resistente e difficile da interrompere senza causare danni fisici significativi, permette al pilota di controllare il drone in modo diretto e sicuro, senza doversi preoccupare delle interferenze elettroniche. I vantaggi di questa tecnologia sono molteplici: una qualità dell’immagine superiore, una maggiore stabilità del segnale e una precisione dei colpi migliorata, il tutto riducendo il rischio di perdita di dati in caso di abbattimento del drone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18250,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"I Droni Guidati a Fibra Ottica: Una Nuova Era per la Guerra Elettronica - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/fiber-optic-drone-1024x598.jpg\" alt=\"I Droni Guidati a Fibra Ottica: Una Nuova Era per la Guerra Elettronica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18250\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Droni Guidati a Fibra Ottica: Una Nuova Era per la Guerra Elettronica - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La fibra ottica non è vulnerabile alle onde di interferenza, un vantaggio cruciale in un ambiente bellico dove la guerra elettronica gioca un ruolo fondamentale. Le forze russe, ad esempio, hanno sviluppato sistemi di jamming avanzati per bloccare i droni ucraini, ma i droni a fibra ottica rappresentano una soluzione efficace per contrastare questa minaccia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L’Impiego Strategico dei Droni a Fibra Ottica sul Campo di Battaglia</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I droni a fibra ottica stanno rapidamente diventando una delle armi più potenti nella guerra moderna. Le forze ucraine hanno iniziato ad adottare questa tecnologia per colpire obiettivi nemici con una precisione letale, evitando le interferenze dei dispositivi di jamming russi. L’impiego di questi droni ha avuto un impatto significativo, soprattutto nelle regioni come Kursk e Donetsk, dove le avanzate russe sono state ostacolate dai droni a fibra ottica. I droni, dotati di cariche esplosive e guidati dal cavo di fibra, sono in grado di colpire in profondità dietro le linee nemiche, distruggendo unità di equipaggiamento e creando caos sulle vie di rifornimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Maksym, un soldato ucraino che ha partecipato a operazioni in queste aree, ha raccontato come i droni a fibra ottica siano riusciti a colpire i suoi mezzi corazzati, nonostante gli sforzi dei soldati russi per impedire l'operazione. Grazie alla connessione stabile e sicura fornita dal cavo di fibra ottica, i droni sono in grado di compiere attacchi di precisione, creando danni irreparabili senza essere facilmente bloccati dai sistemi di jamming nemici. Questo ha reso i droni a fibra ottica una risorsa fondamentale per il conflitto, tanto che anche le forze russe hanno iniziato ad adottare tecnologie simili per difendersi dalle incursioni ucraine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, la resistenza fisica del cavo di fibra ottica, che è quasi impossibile da interrompere senza causare danni gravi, ha reso questa tecnologia molto difficile da neutralizzare. L’unico modo per fermare un drone a fibra ottica è recidere il cavo, ma farlo richiede azioni mirate e difficili da attuare sul campo di battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18251,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"I Droni Guidati a Fibra Ottica: Una Nuova Era per la Guerra Elettronica - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/grc-ground-robotoc-systen-land-drone-fiber-optically-controlled-1024x576.jpg\" alt=\"I Droni Guidati a Fibra Ottica: Una Nuova Era per la Guerra Elettronica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18251\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Droni Guidati a Fibra Ottica: Una Nuova Era per la Guerra Elettronica - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L’Innovazione dei Droni a Fibra Ottica per le Unità Terrestri</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Recentemente, i sviluppatori ucraini hanno esteso questa tecnologia ai <a href=\"https://euromaidanpress.com/2024/12/18/ukrainian-ground-drones-get-jamming-resistant-fiber-optic-control/\">droni terrestri</a>, che ora sono dotati di sistemi di controllo a fibra ottica, rendendoli immuni alle interferenze elettroniche. Durante un evento dimostrativo organizzato dal team di Dronarium, sono stati presentati droni terrestri e aerei controllati tramite fibra ottica. Questi droni sono equipaggiati con una bobina di fibra ottica lunga fino a 10 km, che consente una trasmissione stabile di telemetria, dati di controllo e video con una larghezza di banda che va da 100 a 1000 Mbps. Questi sistemi hanno dimostrato una grande capacità di manovra, anche su terreni difficili, rendendo i droni ancora più efficienti sul campo di battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’introduzione dei droni a fibra ottica ha risolto uno dei problemi principali nell’uso dei droni in aree urbane o boscose, dove i segnali radio tradizionali sono facilmente disturbati. I droni a fibra ottica, invece, sono in grado di operare in modo stabile anche in queste condizioni difficili, mantenendo una comunicazione continua e sicura. L’adozione di questa tecnologia, inoltre, consente a più droni di operare simultaneamente nella stessa area, liberando le limitate frequenze radio utilizzate dai droni tradizionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I droni a fibra ottica sono una risposta diretta ai problemi causati dalle interferenze elettroniche nella guerra moderna. Con la loro capacità di operare in modo sicuro e preciso, senza il rischio di essere bloccati o danneggiati dai sistemi di jamming nemici, questi droni stanno ridefinendo le tattiche sul campo di battaglia. Le forze ucraine hanno dimostrato l’efficacia di questa tecnologia, che è destinata a crescere in importanza man mano che la guerra elettronica continua a evolversi. La possibilità di utilizzare droni in modalità sicura, anche in contesti ad alta intensità di interferenze, offre un vantaggio strategico decisivo, e l’adozione di questa tecnologia potrebbe segnare l’inizio di una nuova era nei conflitti armati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/fpv-fiber-optic-e1752989769670.jpg","categoria":"Blog","tags":"Droni, fibraottica, guerraelettronica","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-04 16:06:33","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.euronews.com/next/2025/01/27/this-ukrainian-drone-is-safe-from-electronic-warfare-thanks-to-fibre-optic-cables","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18248-i-droni-guidati-a-fibra-ottica-una-nuova-era.mp4","galleria":""}
{"id":18240,"titolo":"Sicurezza sottomarina, la Marina Militare autorizzata ad ingaggiare chi minaccia infrastrutture strategiche","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il governo italiano ha presentato un disegno di legge che introduce nuove e potenti regole d’ingaggio per la <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-subacquei-e-incursori-teseo-tesei-comsubin/\">Marina Militare</a>, conferendo ai mezzi navali e sottomarini italiani l’autorizzazione a intervenire con la forza contro chiunque minacci la sicurezza di infrastrutture strategiche sottomarine, come cavi e gasdotti. La modifica al Codice dell’ordinamento militare permette alle forze armate italiane di \"ingaggiare, disabilitare, distruggere, sequestrare o dirottare\" qualsiasi mezzo, come sommergibili o droni, che stia cercando di danneggiare o sabotare infrastrutture considerate di interesse nazionale. Questa misura, inserita nel disegno di legge recentemente depositato al Senato, rappresenta un passo importante per rafforzare la sicurezza delle risorse strategiche italiane sotto il mare e risponde alle crescenti preoccupazioni legate alla protezione delle infrastrutture sottomarine in un contesto geopolitico globale sempre più teso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’azione si rende necessaria in un momento in cui le minacce nei mari italiani sono sempre più evidenti, come dimostrano gli attacchi subacquei al gasdotto Nord Stream 2 nel Mar Baltico e altri episodi di sabotaggio a livello internazionale. Il disegno di legge è una risposta diretta a queste minacce, sottolineando l’importanza della difesa delle infrastrutture vitali per il Paese e il rafforzamento delle capacità di reazione delle forze armate italiane. La possibilità di ingaggiare mezzi sospetti che minacciano la sicurezza delle risorse sottomarine non è solo una misura difensiva, ma anche un segnale di determinazione a proteggere gli asset strategici italiani da interventi ostili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18243,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/jcr-content.jpg\" alt=\"Sicurezza sottomarina, la Marina Militare autorizzata ad ingaggiare chi minaccia infrastrutture strategiche - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18243\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sicurezza sottomarina, la Marina Militare autorizzata ad ingaggiare chi minaccia infrastrutture strategiche - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Musumeci: la nuova Agenzia per la sicurezza delle attività subacquee</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto alla modifica delle regole di ingaggio per la Marina, il governo ha introdotto anche un’importante novità con la creazione dell’Agenzia per la sicurezza delle attività subacquee. Il Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, ha illustrato il disegno di legge che prevede la creazione di questo nuovo ente, che avrà il compito di regolamentare e monitorare le attività subacquee civili e militari, prevenendo interferenze e conflitti tra le varie operazioni in corso sotto il mare. L’agenzia, con sede a Roma, avrà anche il compito di coordinare la protezione delle infrastrutture sottomarine e di garantire un’adeguata sicurezza in un settore in rapido sviluppo, che include tecnologie avanzate, operazioni civili, scientifiche, militari e turistiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto dove la dimensione subacquea è spesso oggetto di conflitti tra Stati e di attacchi mirati a danneggiare le risorse strategiche, l’Agenzia avrà anche il compito di scambiare informazioni con i Servizi Segreti italiani riguardo alle infrastrutture sottomarine critiche per la sicurezza nazionale. Questo nuovo ente si inserisce in un panorama internazionale che vede l'Europa sempre più preoccupata per la difesa degli asset sottomarini e per il controllo delle risorse nel Mediterraneo e oltre.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17937,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/34315-1024x538.avif\" alt=\"Rischio sabotaggi cavi sottomarini: le aziende lanciano nuove soluzioni nell'Indo-Pacifico - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17937\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Rischio sabotaggi cavi sottomarini: le aziende lanciano nuove soluzioni nell'Indo-Pacifico - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sicurezza e nuove normative per il naviglio civile e militare</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro aspetto fondamentale del disegno di legge riguarda la regolamentazione delle attività subacquee civili e il miglioramento della sicurezza degli operatori subacquei e iperbarici. Il disegno di legge risponde a un vuoto normativo che da tempo caratterizza il settore, con la crescita esponenziale di tecnologie subacquee avanzate e un aumento delle attività nei fondali marini. Incidenti come l’implosione del sottomarino Titan nell’Oceano Atlantico nel 2023 hanno messo in luce la necessità di norme internazionali chiare e vincolanti per la sicurezza nell’ambito delle operazioni subacquee civili. La legge, dunque, stabilisce un quadro normativo aggiornato per disciplinare la navigazione subacquea e l’utilizzo dei mezzi sottomarini, proteggendo al contempo gli operatori e le risorse sottomarine da incidenti e sabotaggi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il disegno di legge, quindi, non solo rafforza la difesa delle infrastrutture strategiche, ma mira anche a garantire un settore subacqueo più sicuro e ben regolato, al fine di sostenere la crescita del settore e la protezione dell’ambiente marino. La creazione dell’Agenzia per la sicurezza delle attività subacquee e l’introduzione di regole più severe per i mezzi subacquei civili sono parte di un disegno più ampio che vede l’Italia impegnata nella difesa dei propri interessi strategici sottomarini in un contesto globale sempre più complesso e pericoloso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/SMG-Venuti-scaled-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"difesasottomarina, infrastrutturesottomarine, marinamilitare, regoledingaggio","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-04 15:38:49","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://ilsicilia.it/musumeci-un-disegno-legge-sulla-dimensione-subacquea-per-italia-allavanguardia/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18240-sicurezza-marina-autorizzata-ingaggiare.mp4","galleria":""}
{"id":18225,"titolo":"Anduril rivoluziona la difesa aerea: via alla produzione in serie del drone intercettore Roadrunner","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anduril Industries, azienda statunitense specializzata in tecnologie avanzate per la difesa, ha annunciato l’avvio della produzione su larga scala del suo drone intercettore <em>Roadrunner-M</em>, segnando una svolta nel campo della protezione contro minacce aeree. Il passo decisivo è arrivato con l’assegnazione di un importante contratto da parte del <strong>Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, dal valore di quasi 250 milioni di dollari. Il contratto prevede la fornitura di oltre 500 unità Roadrunner-M</strong>, affiancate dai sistemi di guerra elettronica <em>Pulsar</em>, per rafforzare la difesa contro droni e sistemi aerei senza pilota (UAS) nelle aree operative più sensibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La notizia è stata accompagnata dalla pubblicazione di immagini che mostrano numerosi esemplari già assemblati, confermando che il sistema è passato dalla fase di sviluppo a quella produttiva in tempi record. <strong>Roadrunner-M è un drone VTOL (vertical take-off and landing), supervisionato da un operatore ma dotato di capacità autonome. È spinto da due motori turbojet e può decollare verticalmente senza l’uso di booster, raggiungendo elevate velocità subsoniche, qualità che lo rendono estremamente reattivo contro minacce aeree emergenti.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18230,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Anduril rivoluziona la difesa aerea: via alla produzione in serie del drone intercettore Roadrunner - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/palmer-luckey-696x928-1.jpg\" alt=\"Anduril rivoluziona la difesa aerea: via alla produzione in serie del drone intercettore Roadrunner - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18230\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Anduril rivoluziona la difesa aerea: via alla produzione in serie del drone intercettore Roadrunner - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Riutilizzabile, modulare e già in campo operativo</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una delle caratteristiche più innovative del Roadrunner-M è la sua riutilizzabilità. Nella configurazione con testata esplosiva a frammentazione, è pensato per distruggere bersagli in volo come droni nemici o missili, ma se l’intercettazione non va a segno, il drone è in grado di atterrare verticalmente in modo controllato, pronto per essere riutilizzato. Questo approccio abbassa drasticamente i costi operativi e introduce una logica di sostenibilità tattica mai vista prima in sistemi di questo tipo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il drone ha superato valutazioni operative in condizioni reali a partire da gennaio 2024, mentre il sistema Pulsar è attivo in diverse aree dal 2023. Insieme, rappresentano un’architettura difensiva di nuova generazione basata su intelligenza artificiale, modularità e capacità di risposta rapida. Entrambi i sistemi sono progettati per integrarsi con i radar e sensori esistenti, facilitando l’impiego nei contesti operativi già in uso dalle forze armate statunitensi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa interoperabilità, unita a un software aggiornabile in continuo, consente a Roadrunner di adattarsi rapidamente ai nuovi scenari di minaccia. La sua architettura modulare permette anche missioni alternative rispetto all’intercettazione cinetica, rendendolo uno strumento flessibile e multifunzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18232,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Anduril rivoluziona la difesa aerea: via alla produzione in serie del drone intercettore Roadrunner - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Gp0SWjWbUAAbF9a-1068x801-2-1024x768.webp\" alt=\"Anduril rivoluziona la difesa aerea: via alla produzione in serie del drone intercettore Roadrunner - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18232\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Anduril rivoluziona la difesa aerea: via alla produzione in serie del drone intercettore Roadrunner - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il nuovo modello industriale di Anduril: rapido, privato e scalabile</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contratto da quasi 250 milioni di dollari sottoscritto con l’Esercito USA rappresenta un segnale forte dell’efficacia del modello industriale scelto da Anduril. Fondata nel 2017 da Palmer Luckey, la società si distingue per l’approccio innovativo e auto-finanziato allo sviluppo tecnologico militare. A differenza dei programmi tradizionali, spesso lenti e costosi, Anduril ha portato Roadrunner dalla progettazione al campo operativo in meno di due anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le consegne previste tra la fine del 2024 e il 2025 garantiranno alle forze armate statunitensi una capacità di difesa aerea immediatamente disponibile e altamente scalabile, in particolare nelle aree operative dove la minaccia dei droni si è fatta più pressante. Roadrunner-M è infatti pensato per operare proprio in quei contesti: in grado di lanciarsi in pochi secondi, intercettare bersagli con alta precisione e, se necessario, rientrare per essere rilanciato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questo contratto, Anduril raggiunge quasi 350 milioni di dollari in accordi firmati con il Dipartimento della Difesa per sistemi avanzati di difesa aerea, dimostrando che l’innovazione e la velocità non sono più privilegio delle big tech civili, ma una risorsa concreta per la sicurezza nazionale. Roadrunner e Pulsar rappresentano quindi non solo una nuova generazione di strumenti difensivi, ma anche un nuovo modo di concepire la produzione, l’integrazione e l’impiego della tecnologia militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://www.youtube.com/watch?v=al9ITeP4fUA\\u0026amp;pp=ygUKcm9hZHJ1bm5lcg%3D%3D\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://www.youtube.com/watch?v=al9ITeP4fUA&amp;pp=ygUKcm9hZHJ1bm5lcg%3D%3D\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/Anduril_Industries_Secures_Huge_Contract_with_the_US_Army_for_Air_Defense_Systems_001-a7bda1fa.webp","categoria":"Internazionali","tags":"andurilindustries, defenseinnovation, roadrunnerm","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-04 09:16:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18225-anduril-rivoluziona-la-difesa-aerea-via-alla-produzione-in-serie-del-drone-intercettore-roadrunner.mp4","galleria":""}
{"id":18215,"titolo":"2e Régiment Étranger de Parachutistes (2e REP): l’élite della Legione Straniera","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 2e Régiment Étranger de Parachutistes (2e REP) è una delle unità più prestigiose e decorate dell’esercito francese. Nata nel 1948 con il nome di 2e Bataillon Étranger de Parachutistes (2e BEP), questa formazione rappresenta l’unica unità paracadutista della Legione Straniera, ramo dell’Armée de Terre che accoglie volontari da tutto il mondo. La sua storia affonda le radici nel difficile periodo della decolonizzazione, operando con eroismo prima in Indocina e poi in Algeria, dove si distinse in combattimenti ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo l'indipendenza dell'Algeria e la riorganizzazione delle forze francesi, il 2e REP venne stanziato permanentemente a Calvi, in Corsica, nel 1967. Da allora, il reggimento ha sviluppato un'identità operativa fondata su disciplina estrema, spirito di corpo e disponibilità all’impiego in ogni teatro operativo. È parte integrante della 11e Brigade Parachutiste (11e BP), la principale formazione di fanteria leggera aviotrasportata dell’esercito francese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18219,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"2e Régiment Étranger de Parachutistes (2e REP): l’élite della Legione Straniera - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Design-sans-titre-36.png\" alt=\"2e Régiment Étranger de Parachutistes (2e REP): l’élite della Legione Straniera - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18219\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">2e Régiment Étranger de Parachutistes (2e REP): l’élite della Legione Straniera - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I suoi legionari — provenienti da decine di paesi e uniti da un giuramento di fedeltà alla Legione e alla Francia — si sottopongono a un durissimo addestramento fisico e morale. L’unicità del 2e REP non risiede solo nella capacità militare, ma anche nella coesione interetnica e nella lealtà assoluta che ne fanno una delle formazioni più temute e rispettate a livello internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Organizzazione e Capacità Operative: Una Forza Multiruolo per Missioni Complesse</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 2e REP è una vera e propria unità d’élite pronta ad essere proiettata ovunque nel mondo entro poche ore. Composto da circa 1.400 legionari, il reggimento è suddiviso in diverse compagnie, ciascuna specializzata in un ambiente operativo specifico. Questa articolazione consente al reggimento di affrontare una vasta gamma di scenari, dalle operazioni antiterrorismo in ambiente urbano, alle incursioni in ambienti desertici, montani e anfibi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18220,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"2e Régiment Étranger de Parachutistes (2e REP): l’élite della Legione Straniera - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/178895735-1264303557320635-4484913679712823546-n-1024x683.jpg\" alt=\"2e Régiment Étranger de Parachutistes (2e REP): l’élite della Legione Straniera - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18220\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">2e Régiment Étranger de Parachutistes (2e REP): l’élite della Legione Straniera - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le compagnie principali sono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Compagnie da combattimento (1ª-4ª):</strong> ciascuna con una specifica specializzazione ambientale (montagna, deserto, nautica, combattimento urbano).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Compagnia di comando e logistica (CCS):</strong> cuore organizzativo e logistico del reggimento.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Compagnia di supporto (CEA):</strong> con tiratori scelti, mortai, genieri e altri specialisti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Compagnia di riserva operativa (5ª):</strong> composta da legionari in ferma prolungata o personale in addestramento avanzato.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre all’addestramento paracadutistico di base, i legionari del 2e REP sono regolarmente sottoposti a cicli di aggiornamento tattico e tecnico, con un’attenzione particolare alla guerra irregolare, al combattimento ravvicinato e alla sopravvivenza in ambienti ostili. Sono anche abilitati all’uso di mezzi leggeri d’assalto, armamenti di precisione e sistemi di comunicazione tattici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il motto del reggimento, <strong>\"More Majorum\"</strong> (\"Secondo il costume degli antenati\"), riflette l’attitudine guerriera e il rispetto per la tradizione, elementi che si fondono con l’innovazione operativa per garantire al 2e REP un vantaggio tattico in ogni missione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Missioni e Reputazione Internazionale: Dall’Africa all’Afghanistan, Sempre in Prima Linea</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 2e REP ha partecipato a tutte le principali operazioni militari francesi degli ultimi decenni. Una delle più celebri fu <strong>l’Operazione Bonite (Kolwezi)</strong> nel 1978, quando il reggimento venne paracadutato nella città mineraria dello Zaire (oggi Repubblica Democratica del Congo) per liberare centinaia di ostaggi europei detenuti da ribelli filocomunisti. L’operazione fu un successo tattico e propagandistico straordinario, costata però la vita a diversi legionari, commemorati ancora oggi con rispetto e orgoglio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli anni successivi, il 2e REP ha operato in Libano, Ciad, Costa d’Avorio, Gabon, Mali, Repubblica Centrafricana, Afghanistan e Sahel, dove è impegnato nel contrasto al jihadismo nell’ambito delle operazioni <strong>Serval</strong>, <strong>Barkhane</strong> e, più recentemente, <strong>Alae</strong>. In ciascuna di queste missioni, i legionari del 2e REP si sono distinti per capacità di combattimento, rapidità d’intervento e resilienza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presenza del 2e REP è spesso richiesta anche nei contesti di intervento umanitario o evacuazione di civili in aree instabili. La capacità di operare in modo autonomo per giorni, con un alto livello di mobilità e coordinamento con altre forze speciali, rende il reggimento uno strumento militare estremamente flessibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18221,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"2e Régiment Étranger de Parachutistes (2e REP): l’élite della Legione Straniera - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/2rep-0-1024x462.jpg\" alt=\"2e Régiment Étranger de Parachutistes (2e REP): l’élite della Legione Straniera - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18221\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">2e Régiment Étranger de Parachutistes (2e REP): l’élite della Legione Straniera - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All'interno dell’esercito francese e nel contesto NATO, il 2e REP gode di una reputazione eccellente. È spesso considerato alla pari dei reparti speciali più noti, come i britannici SAS o gli italiani del 9º Reggimento Col Moschin. Il reggimento partecipa regolarmente a esercitazioni congiunte con forze alleate, contribuendo alla costruzione di un'interoperabilità strategica fondamentale per le operazioni multinazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 2e Régiment Étranger de Parachutistes non è solo un’unità militare: è un simbolo vivente dell’eccellenza, della disciplina e dell’internazionalismo al servizio della Francia. Radicato nella tradizione della Legione Straniera ma proiettato verso le sfide del futuro, continua a rappresentare una garanzia di efficacia e onore nei teatri più difficili del mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/img-3258.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"2eREP, LegioneStraniera, ParacadutistiFrancesi","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-04 07:15:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defense.gouv.fr/terre/unites-larmee-terre/nos-brigades/11e-brigade-parachutiste-11e-bp/2e-regiment-etranger-parachutistes","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18215-2e-etranger-de-parachutistes-legione-straniera.mp4","galleria":""}
{"id":18205,"titolo":"Conference of European Armies for Noncommissioned Officers 2025 - CEANCO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tallinn, Estonia – Nei giorni scorsi si è svolta la 18^ edizione della <em>Conference of European Armies for Noncommissioned Officers</em> (CEANCO), l’<strong>evento annuale dedicato al confronto tra i vertici dei Sottufficiali di Corpo delle Forze Armate dei Paesi NATO e partner</strong>. A rappresentare l’Esercito Italiano è stato il <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/Pagine/Sottufficiale-di-Corpo-dell-Esercito.aspx\">Primo Luogotenente Michele Romano</a><strong>, attuale Sottufficiale di Corpo dell’Esercito</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La CEANCO non è una semplice conferenza tecnica, ma un’occasione per rafforzare il dialogo tra le diverse culture militari europee, condividere esperienze operative e valorizzare il contributo strategico delle figure intermedie della catena di comando: i Sottufficiali. Il tema centrale dell’edizione 2025 è stato il consolidamento della leadership militare nei nuovi contesti di guerra, sempre più ibridi e tecnologicamente avanzati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, il Primo Luogotenente Romano ha portato l’esperienza italiana, mettendo in evidenza il ruolo fondamentale del <strong>Sottufficiale di Corpo all’interno dei reparti: una figura chiave per la coesione, la disciplina, l’addestramento e il mantenimento dell’efficienza operativa</strong>. Il suo contributo è stato apprezzato dagli altri partecipanti come esempio di un modello professionale solido e orientato alla crescita del personale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18209,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Conference of European Armies for Noncommissioned Officers 2025 - CEANCO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/2.-Un-momento-della-18^-edizione-della-CEANCO-1024x683.jpg\" alt=\"Conference of European Armies for Noncommissioned Officers 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18209\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Conference of European Armies for Noncommissioned Officers 2025 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I temi della CEANCO 2025 – leadership, tecnologia, futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la CEANCO 2025, i rappresentanti delle Forze Armate europee hanno affrontato una vasta gamma di tematiche strategiche, molte delle quali con un impatto diretto sulla preparazione e la gestione del personale militare. Tra queste,<strong> il “mission command” – concetto operativo che affida maggiore autonomia decisionale ai comandanti subalterni </strong>– è stato uno dei più discussi, soprattutto in relazione alla necessità di adattare le strutture di comando ai moderni scenari di crisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grande attenzione è stata riservata anche all’attitudine alla leadership: non più solo un attributo degli ufficiali, ma una responsabilità condivisa che coinvolge pienamente i Sottufficiali. I presenti hanno riflettuto sul ruolo dei leader intermedi nel motivare i giovani soldati, nel gestire le risorse umane e nell’intervenire rapidamente nei contesti operativi dinamici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro argomento chiave è stato l’analisi delle <em>Lezioni Apprese</em> dai conflitti in atto, in particolare dall’impiego di tecnologie come droni, guerra elettronica, cyber warfare e sistemi di sorveglianza avanzata. Gli interventi hanno evidenziato come questi strumenti stiano modificando profondamente la natura del combattimento e richiedano un addestramento continuo e realistico per garantire la combat readiness, cioè la prontezza operativa delle unità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi sviluppi richiedono anche figure di riferimento in grado di affrontare le nuove sfide con equilibrio e visione. Il <strong>Sottufficiale di Corpo</strong>, in questo contesto, non è solo <strong>il depositario della tradizione e della disciplina militare, ma anche un facilitatore del cambiamento, promotore di iniziative per il benessere psicologico e sociale del personale, come attività culturali e sportive, che rafforzano lo spirito di corpo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18210,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Conference of European Armies for Noncommissioned Officers 2025 - CEANCO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/ft9-hp-1024x682.jpeg\" alt=\"Conference of European Armies for Noncommissioned Officers 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18210\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Conference of European Armies for Noncommissioned Officers 2025 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Sottufficiale di Corpo italiano tra identità, coesione e innovazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partecipazione del Primo Luogotenente Michele Romano alla CEANCO 2025 ha rappresentato, a tutti gli effetti, una testimonianza tangibile del valore e della preparazione dei Sottufficiali italiani nel contesto internazionale. In un ambiente in cui la sinergia tra le Nazioni alleate è sempre più determinante per la sicurezza comune, la voce del Sottufficiale di Corpo dell’Esercito Italiano ha portato un contributo di esperienza, autorevolezza e visione strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ruolo del Sottufficiale di Corpo, infatti, non si limita alla supervisione della disciplina o al coordinamento dell’addestramento. <strong>È anche custode dei valori e del morale dell’unità, punto di riferimento per i giovani militari e per coloro che attraversano momenti difficili</strong>. Nella vita quotidiana dei reparti, facilita l’integrazione del personale neo-assegnato, si prende cura del benessere dei feriti, supporta le famiglie dei caduti e promuove un ambiente professionale sano e motivante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come ricordato anche nel recente avvicendamento nella Brigata Folgore, <strong>la selezione del Sottufficiale di Corpo è un atto di fiducia che viene dai vertici, fondato su qualità morali e professionali indiscutibili.</strong> È una figura insostituibile che agisce in simbiosi con il Comandante, per garantire che ogni militare trovi nel reparto un ambiente coeso, efficiente e pronto a ogni missione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Primo Luogotenente Romano, nel rappresentare l’Italia alla CEANCO, ha incarnato questi principi, mostrando come l’identità professionale del Sottufficiale italiano sia in perfetta sintonia con le esigenze delle forze armate moderne: capaci di innovare senza perdere il contatto con le persone, tecnologicamente avanzate ma umanamente salde, preparate a combattere ma ancor più a costruire coesione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/1.-CEANCO-2025-foto-di-gruppo-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"esercitoitaliano, leadershipmilitare, sottufficiali, tallinn2025","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-03 20:35:53","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/ceanco_2025.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18205-conference-european-nco-ceanco.mp4","galleria":""}
{"id":18191,"titolo":"Project Convergence: La Guerra del Futuro è Iniziata","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Project Convergence</strong> è l’iniziativa di punta dell’Esercito degli Stati Uniti per lo sviluppo di capacità militari integrate e digitalizzate, mirata a unificare sensori, effettori e comandi attraverso un’unica rete operativa in tempo reale. Nato nel 2020, il progetto punta a trasformare radicalmente la guerra terrestre, sfruttando intelligenza artificiale, reti di comunicazione avanzate e collaborazione interforze. All'interno di questo programma, il termine <strong>Capstone</strong> indica un’esercitazione conclusiva e su larga scala in cui vengono messe alla prova tutte le capacità sperimentate nei mesi precedenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il progetto “<strong>Project Convergence - Capstone 5</strong>” ha recentemente messo in scena uno scenario di guerra ad alta tecnologia che ha coinvolto tutte le forze armate statunitensi – Esercito, Marina, Aviazione, Corpo dei Marines e Space Force – in un'operazione congiunta per \"riconquistare\" il National Training Center di Fort Irwin, in California, da una forza nemica simulata. L’esercitazione, svoltasi tra marzo e aprile 2025, ha segnato un momento decisivo nello sviluppo delle operazioni multi-dominio, orientate verso un modello di guerra completamente interconnesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18194,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/multi-domainoperations-1024x576-1.jpg\" alt=\"Project Convergence: La Guerra del Futuro è Iniziata - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18194\" title=\"Project Convergence: La Guerra del Futuro è Iniziata - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Project Convergence: La Guerra del Futuro è Iniziata - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’operazione ha visto un’integrazione senza precedenti di forze e tecnologie<strong>. Droni navali hanno attaccato navi nemiche al largo di San Diego, mentre velivoli pilotati e senza pilota hanno colpito le difese aeree nemiche. I satelliti statunitensi hanno disturbato le comunicazioni nemiche con attacchi elettromagnetici, mentre missili a lungo raggio hanno preparato il terreno per l’infiltrazione via elicotteri e mezzi terrestri, sotto la copertura di elicotteri d’attacco</strong>. Terminata l’offensiva, le forze hanno dovuto passare rapidamente alla difesa del territorio appena conquistato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Secondo il tenente generale David Hodne, vice comandante dell'Army Futures Command, questa iterazione di Project Convergence ha rappresentato un passo in avanti decisivo. “<strong>Per la prima volta abbiamo integrato tutto in un unico scenario coerente, distribuendo capacità militari dall’area di Fort Irwin fino a Pendleton, lungo tutta la costa californiana</strong>,” ha dichiarato. L’obiettivo era testare la piena interoperabilità tra forze terrestri, aeree, navali e spaziali, statunitensi e alleate, in uno scenario realistico di guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18195,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/53-big.jpg\" alt=\"Project Convergence: La Guerra del Futuro è Iniziata - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18195\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Project Convergence: La Guerra del Futuro è Iniziata - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Project Convergence: La Guerra del Futuro è Iniziata - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Sfida della Rete: Unificare Dati, Comandi e Decisioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Uno dei principali ostacoli alla guerra futura non è il nemico, ma l’interconnessione dei sistemi. Come ha spiegato il maggiore generale Patrick Ellis, capo della Command and Control Cross-Functional Team, “raccogliamo moltissimi dati, ma spesso non sono nel posto giusto o nel formato giusto.” Il problema principale è che i vari “box” – i sistemi hardware e software – comunicano tra loro in modo inefficiente, richiedendo continui passaggi manuali per trasformare e reinserire i dati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Capstone 5 ha rappresentato un banco di prova per un nuovo tipo di software, sviluppato in collaborazione con l’industria della difesa, che mira a connettere tutti i sensori, comandi e centri decisionali in un’unica interfaccia visiva accessibile in tempo reale da ogni centro di comando</strong>. In pratica, l’esercitazione ha cercato di realizzare una sorta di “cervello digitale distribuito”, dove ogni comando possa vedere la stessa immagine aggiornata del campo di battaglia e prendere decisioni coerenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Questo approccio è stato ulteriormente testato in una seconda missione congiunta nell’Indo-Pacifico, che ha coinvolto basi alle Hawaii, Giappone, Filippine, Polinesia Francese e Australia. I dati raccolti sono stati condivisi non solo tra le forze statunitensi ma anche con partner britannici, francesi e giapponesi, dimostrando il potenziale di interoperabilità internazionale del sistema.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il tenente generale J.B. Vowell, vice comandante dell’U.S. Army Pacific, ha commentato: “PC-C5 ci ha confermato che stiamo seguendo la strada giusta. Ora dobbiamo solo accelerare.” La velocità di sviluppo e di adattamento è, infatti, il vero fattore critico in un’epoca in cui la superiorità informativa vale più del numero di uomini o mezzi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18200,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/001-Experimental-company-e1746291976893-1024x628.jpg\" alt=\"Project Convergence: La Guerra del Futuro è Iniziata - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18200\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Project Convergence: La Guerra del Futuro è Iniziata - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Fuoco Integrato e Robotica: Le Prossime Frontiere della guerra</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Project Convergence ha evidenziato la necessità crescente di combinare capacità offensive e difensive in sistemi unificati. Al momento, l’esercito dispone di mezzi distinti per le due funzioni: <strong>i sistemi offensivi come HIMARS per colpire bersagli strategici e i sistemi difensivi come i missili Patriot per l’abbattimento di minacce aeree</strong>. Ma in uno scenario dinamico, in cui un’unità deve conquistare, mantenere e difendere un’area, è necessario un sistema integrato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>“Non accadrà quest’anno,” ha ammesso Vowell, “ma continueremo a sperimentare, testare e innovare. Ci arriveremo.” In questo quadro, i veicoli robotici giocano un ruolo sempre più centrale. <strong>A Fort Irwin, robot da combattimento terrestri hanno guidato l’assalto una volta abbattute le difese nemiche.</strong> <strong>Anche se l’Esercito USA non dispone ancora di questi veicoli in larga scala, essi sono ormai una priorità crescente nello sviluppo tecnologico.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il tenente generale Hodne ha sottolineato: “Ogni volta troviamo nuovi impieghi per i robot. Non è un cambio di rotta, ma un’espansione delle possibilità.” <strong>Il prossimo passo sarà identificare quali robot offrano il miglior ritorno operativo e finanziario per l’esercito. A questo scopo, le unità Transformation-in-Contact lavoreranno a stretto contatto con l’industria della difesa per prototipare e testare nuove soluzioni.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’appuntamento è già fissato: <strong>Project Convergence - Capstone 6 si svolgerà nell’agosto 2025</strong>. Sarà l’occasione per vedere se l’Esercito sarà riuscito a colmare il divario tra aspirazioni digitali e capacità operative sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/original.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"esercitoamericano, fortirwin, guerrafutura, robotmilitari","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-03 18:06:39","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defenseone.com/technology/2025/05/armys-latest-networked-warfare-experiment-took-back-fort-irwin/405042/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18191-project-convergence-guerra-futuro-e-iniziata.mp4","galleria":""}
{"id":18181,"titolo":"I paracadutisti vedranno prima e meglio: visione notturna grazie alla nanotecnologia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una nuova tecnologia nel campo dei sensori a infrarossi potrebbe rivoluzionare radicalmente la visione notturna dei paracadutisti. Si tratta di una scoperta che riduce drasticamente la dipendenza da materiali rari cinesi e rimuove l’obbligo di sistemi di raffreddamento ingombranti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tradizionalmente, i sensori per la visione notturna termica richiedono apparati di raffreddamento criogenico per funzionare correttamente. La tecnologia più diffusa utilizza rivelatori al tellururo di mercurio-cadmio, che devono essere mantenuti a circa -196 °C. Questo comporta un consumo energetico elevato, pesi e volumi incompatibili con l’equipaggiamento compatto usato da reparti militari avanzati, droni, satelliti o anche veicoli autonomi civili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18184,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"I paracadutisti vedranno prima e meglio: visione notturna grazie alla nanotecnologia - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/graphene-3193185-1920-1024x637.jpg\" alt=\"La svolta dei nano-materiali nella visione notturna militare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18184\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La svolta dei nano-materiali nella visione notturna militare - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, i bisogni in questo ambito sono in continua crescita. Le forze aeree e terrestri statunitensi, così come le unità per operazioni speciali, cercano dispositivi più leggeri, autonomi e meno vincolati alla logistica complessa. Lo stesso vale per l’industria emergente dei veicoli autonomi, che necessitano di sensori termici affidabili anche in condizioni climatiche sfavorevoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In risposta a queste esigenze, un team internazionale guidato dal professor Jeehwan Kim del MIT ha sviluppato un processo innovativo chiamato “<strong>atomic lift-off</strong>” (ALO), pubblicato sulla <a href=\"https://www.nature.com/\">rivista <em>Nature</em></a>. Grazie a questa tecnica, è stato possibile ottenere strati sottilissimi di materiale cristallino indipendenti, senza bisogno di supporti come il grafene. Il risultato è un \"film\" inferiore ai 10 nanometri di spessore, estremamente sensibile al calore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>PMN-PT: il nuovo materiale che batte il freddo</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore di questa innovazione è il materiale utilizzato: il <strong>PMN-PT</strong>, un composto cristallino con proprietà elettromeccaniche eccezionali. Questo materiale è capace di rilevare variazioni termiche con una sensibilità fino a 100 volte superiore rispetto ai materiali comunemente utilizzati, come il tantalato di litio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Ma l’aspetto rivoluzionario è che funziona a temperatura ambiente. Non servono più costosi e pesanti impianti di raffreddamento. I sensori in PMN-PT coprono l’intero spettro dell’infrarosso lontano, il che permette una visione più ampia e dettagliata rispetto</strong> <strong>agli attuali sistemi di visione notturna</strong>. Questo è particolarmente utile in ambienti complessi o in condizioni atmosferiche sfavorevoli (nebbia, pioggia, fumo), dove i sensori tradizionali e le telecamere ottiche possono fallire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18185,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"I paracadutisti vedranno prima e meglio: visione notturna grazie alla nanotecnologia - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/9a597bfbc2ffa6b162543fcddd9c3253.jpg\" alt=\"La svolta dei nano-materiali nella visione notturna militare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18185\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La svolta dei nano-materiali nella visione notturna militare - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il team ha realizzato membrane di 10 mm di larghezza e appena 10 nanometri di spessore, mantenendo intatta la qualità cristallina. Sono state inoltre prodotte versioni più spesse (80 nm) per facilitare la lavorazione in scala: da 108 sensori realizzati, tutti hanno funzionato correttamente. I sensori più sottili, pur essendo più difficili da maneggiare, hanno comunque mostrato prestazioni comparabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alla straordinaria precisione, i sensori mantengono le loro proprietà elettriche anche dopo essere stati trasferiti su superfici differenti. Nei test condotti, i dispositivi hanno dimostrato una stabilità nel tempo paragonabile ai migliori sensori raffreddati attualmente in uso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa tecnologia non promette solo prestazioni elevate, ma anche produzione semplificata. Il metodo ALO permette infatti di realizzare sensori su larga scala con spessori minimi e costi ridotti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ridurre la dipendenza dalla Cina e innovare la difesa</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre ai benefici tecnici, questa scoperta ha rilevanti implicazioni strategiche. Attualmente, la Cina è uno dei principali esportatori globali di materiali essenziali per la visione termica, come il germanio e i calcogenuri, oltre a fornire una quota significativa dell’equipaggiamento per imaging termico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La possibilità di produrre sensori efficaci senza ricorrere a queste risorse riduce notevolmente la vulnerabilità industriale e strategica degli Stati Uniti, soprattutto in scenari di tensione o conflitto commerciale con Pechino</strong>. In un contesto geopolitico instabile, l’autonomia nella produzione di tecnologie critiche diventa un asset fondamentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18186,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"I paracadutisti vedranno prima e meglio: visione notturna grazie alla nanotecnologia - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/bba8d2c967f15bce4ea47959e1c22398-1024x683.jpg\" alt=\"La svolta dei nano-materiali nella visione notturna militare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18186\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La svolta dei nano-materiali nella visione notturna militare - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto ha ricevuto fondi dall'<strong>Air Force Office of Scientific Research</strong> e dal <strong>Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti</strong>, a dimostrazione del forte interesse federale verso lo sviluppo di soluzioni indipendenti, scalabili e più sicure per applicazioni militari e civili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infatti, questa tecnologia potrebbe trovare impiego in una vasta gamma di settori: dalla difesa, alla sicurezza pubblica, fino all’industria automobilistica autonoma. <strong>I sensori ultraleggeri e altamente sensibili potrebbero essere integrati nei caschi dei paracadutisti, nei droni da ricognizione o nei veicoli autonomi, migliorando drasticamente la percezione ambientale e la capacità decisionale in tempo reale.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa innovazione non è solo un passo avanti nella scienza dei materiali, ma un vero e proprio cambio di paradigma per l’industria della visione notturna. Rappresenta una dimostrazione concreta di come la ricerca multidisciplinare – che coinvolge istituzioni come il MIT, la Seoul National University e altri – possa produrre tecnologie di frontiera con un impatto immediato sul campo operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/160121-F-YH552-006-scaled.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"materialiavanzati, sensoriPMNPT, tecnologiamilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-03 15:13:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defenseone.com/technology/2025/04/nano-material-breakthrough-could-revolutionize-night-vision/404758/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18181-i-paracadutisti-visione-notturna-nanotecnologia.mp4","galleria":""}
{"id":18180,"titolo":"La Difesa Italiana nell'Era della Guerra Ibrida: Innovazione, Resilienza e Collaborazione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La difesa italiana si trova oggi al centro di una trasformazione epocale, dove l'innovazione tecnologica gioca un ruolo cruciale nel garantire la sicurezza nazionale. L'integrazione di sistemi avanzati, come droni autonomi e intelligenza artificiale, permette alle Forze Armate di affrontare minacce sempre più sofisticate, sfruttando algoritmi di machine learning per il riconoscimento di target e la raccolta di intelligence in tempo reale. Queste tecnologie non solo migliorano l'efficienza operativa, ma rafforzano anche la capacità di risposta in scenari complessi. In particolare, il Programma “Future Soldier” promuove lo sviluppo di sensori indossabili e sistemi di comunicazione criptati, mentre i laboratori del Centro Italiano Difesa CBRN stanno sperimentando nuovi materiali per la protezione NBC. Inoltre, la collaborazione con università e PMI ad alta tecnologia favorisce il trasferimento di know-how dal mondo accademico a quello militare, accelerando l’adozione di soluzioni cutting-edge.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Resilienza delle Istituzioni di Difesa di Fronte a Minacce Ibride</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Le minacce ibride, che combinano attacchi convenzionali, cyber e disinformazione, richiedono una resilienza istituzionale senza precedenti. Le Forze Armate italiane stanno implementando strategie integrate per proteggere le infrastrutture critiche — dai porti marittimi alle reti elettriche — e garantire la continuità operativa. La formazione continua del personale e l'adozione di protocolli di sicurezza avanzati, come il framework NATO Cyber Defence Pledge, sono elementi chiave in questo contesto. Di recente è stato inaugurato il Joint Cyber Command, un centro di eccellenza nazionale dove operatori militari e civili collaborano per prevenire e contrastare attacchi informatici su larga scala. Contestualmente, esercitazioni congiunte come “Cyber Europe” e “Locked Shields” affinano le procedure di difesa digitale, migliorando la capacità di ripristino rapido (disaster recovery) in caso di blackout informatico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Collaborazione Internazionale per una Difesa Collettiva</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La cooperazione con alleati internazionali è fondamentale per affrontare le sfide globali della sicurezza. L'Italia partecipa attivamente a missioni congiunte e programmi di sviluppo tecnologico condiviso, rafforzando le capacità collettive di difesa. Nel consorzio Multinational MRTT Fleet, ad esempio, l’Aeronautica Militare italiana contribuisce con aerei tanker per supporto aereo alle missioni NATO, mentre il programma Eurodrone vede l’Italia partner di Francia, Germania e Spagna nella realizzazione di velivoli a pilotaggio remoto. Queste collaborazioni non solo aumentano l'efficacia operativa, ma promuovono anche la stabilità regionale e globale. Inoltre, le esercitazioni “Trident Juncture” e “Defender Europe” hanno visto le unità italiane integrarsi con quelle di oltre 30 paesi, testando capacità logistiche, interoperabilità dei sistemi C4ISR e procedure di comando multinazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"","categoria":"Uncategorized","tags":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-03 12:54:39","stato":"draft","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"","galleria":""}
{"id":18170,"titolo":"Cooperazione Strategica tra Stati Uniti e Ucraina: Difesa, Risorse e Ricostruzione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il 1° maggio 2025, gli Stati Uniti e l'Ucraina hanno firmato un accordo storico che segna una svolta nelle relazioni bilaterali e nella strategia geopolitica globale. Questo patto prevede l'accesso preferenziale degli Stati Uniti alle risorse minerarie ucraine, inclusi elementi rari, ferro, uranio e gas naturale, e l'istituzione di un fondo congiunto per la ricostruzione del paese. L'accordo è stato fortemente sostenuto dal presidente Donald Trump, che ha anche approvato la prima vendita di equipaggiamento militare all'Ucraina da quando è tornato alla Casa Bianca, per un valore di 50 milioni di dollari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha accolto con favore l'accordo, definendolo equo e rispettoso della sovranità nazionale. Ha sottolineato che l'Ucraina mantiene la proprietà delle sue risorse e infrastrutture, mentre il fondo congiunto garantirà investimenti paritari per la ricostruzione. Questo accordo rappresenta un impegno a lungo termine degli Stati Uniti per la sicurezza e la prosperità dell'Ucraina, rafforzando la sua posizione nel contesto europeo e internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18172,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Cooperazione Strategica tra Stati Uniti e Ucraina: Difesa, Risorse e Ricostruzione - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-515596374-612x612-1.jpg\" alt=\"Cooperazione Strategica tra Stati Uniti e Ucraina: Difesa, Risorse e Ricostruzione - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18172\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cooperazione Strategica tra Stati Uniti e Ucraina: Difesa, Risorse e Ricostruzione - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Implicazioni Geopolitiche e Reazioni Internazionali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L'accordo ha suscitato reazioni contrastanti a livello internazionale. Mentre molti lo vedono come un passo positivo verso la stabilità e la ricostruzione dell'Ucraina, alcuni critici, come il rappresentante Gregory Meeks, lo hanno definito coercitivo. Tuttavia, il governo ucraino ha ribadito che l'accordo è in linea con la sua costituzione e con il percorso di adesione all'Unione Europea, senza compromettere la sovranità nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L'accordo potrebbe anche influenzare le dinamiche dei negoziati di pace con la Russia. Il presidente Zelenskyy ha dichiarato che l'Ucraina è pronta a un cessate il fuoco completo e incondizionato, ma solo dopo la cessazione degli attacchi russi. Ha inoltre sottolineato l'importanza di una pressione diplomatica continua sulla Russia per raggiungere una pace duratura.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18175,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Cooperazione Strategica tra Stati Uniti e Ucraina: Difesa, Risorse e Ricostruzione - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/mining.webp\" alt=\"Cooperazione Strategica tra Stati Uniti e Ucraina: Difesa, Risorse e Ricostruzione - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18175\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cooperazione Strategica tra Stati Uniti e Ucraina: Difesa, Risorse e Ricostruzione - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Modello per la Cooperazione Internazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Questo accordo tra Stati Uniti e Ucraina potrebbe servire da modello per future collaborazioni internazionali in contesti di conflitto e ricostruzione. La combinazione di supporto militare, accesso alle risorse e investimenti congiunti rappresenta un approccio integrato per affrontare le sfide della sicurezza e dello sviluppo economico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Per l'Italia e altri paesi europei, l'accordo evidenzia l'importanza di sostenere le istituzioni democratiche e la sovranità nazionale attraverso partenariati strategici. In un contesto globale sempre più complesso, la cooperazione internazionale basata su valori condivisi e interessi comuni è essenziale per promuovere la pace e la stabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/1.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, geopolitica, ricostruzione, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-02 16:31:12","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.reuters.com/world/kyiv-is-ready-sign-resources-deal-with-us-ukraine-government-source-says-2025-04-30","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18170-cooperazione-strategica-stati-uniti-e-ucraina.mp4","galleria":""}
{"id":18162,"titolo":"Difesa Italiana: l’Evoluzione dei Sistemi Anti-Drone nelle Forze Armate","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Negli ultimi anni, l'uso crescente del drone, sia in ambito civile che militare, ha posto nuove sfide alla sicurezza nazionale. Le Forze Armate italiane hanno riconosciuto la necessità di sviluppare e implementare sistemi efficaci per contrastare queste minacce aeree non convenzionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il Centro di Eccellenza Counter Mini/Micro Aeromobili a Pilotaggio Remoto (C-M/M APR) di Sabaudia, istituito nel 2019, è diventato il fulcro della ricerca e dello sviluppo di tecnologie anti-drone. Questo centro si occupa della formazione degli operatori e della sperimentazione di nuove soluzioni tecnologiche .</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18164,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Difesa Italiana: l’Evoluzione dei Sistemi Anti-Drone nelle Forze Armate - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Dimostrazione-delle-capacita-del-sistema-anti-drone-WATSON-della-ditta-CPM.jpg\" alt=\"Difesa Italiana: l’Evoluzione dei Sistemi Anti-Drone nelle Forze Armate - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18164\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa Italiana: l’Evoluzione dei Sistemi Anti-Drone nelle Forze Armate - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sistemi Anti-Drone in Uso</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Drone Dome</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il sistema Drone Dome, sviluppato dalla società israeliana Rafael, è stato acquisito dall'Esercito Italiano nel 2019. Questo sistema è progettato per rilevare, tracciare e neutralizzare droni ostili utilizzando una combinazione di radar, sensori elettro-ottici e jammer. È stato impiegato con successo in teatri operativi come il Kosovo dal 2020 al 2022 .</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">AD3S</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L'Anti Drone Detecting And Disabling System (AD3S) è stato sviluppato in collaborazione con industrie italiane come IDS, INTECS e CPM. Questo sistema offre una soluzione integrata per la rilevazione e la neutralizzazione di droni, combinando sensori radar, elettro-ottici e jammer per garantire una protezione efficace .</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18165,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Difesa Italiana: l’Evoluzione dei Sistemi Anti-Drone nelle Forze Armate - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Rafael-Drone-Dome-Demo-01.jpg\" alt=\"Difesa Italiana: l’Evoluzione dei Sistemi Anti-Drone nelle Forze Armate - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18165\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa Italiana: l’Evoluzione dei Sistemi Anti-Drone nelle Forze Armate - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">ACUS Enhanced</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Sviluppato da Leonardo nell'ambito del progetto Forza NEC, l'ACUS Enhanced è un sistema avanzato consegnato all'Esercito Italiano nel 2024. Questo sistema integra sensori multispettrali e capacità di comando e controllo per fornire una risposta rapida e precisa alle minacce dei droni .</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">KARMA</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il sistema KARMA (Kinetic Anti-dRone Mobile Asset), sviluppato da ELT Group, rappresenta una nuova generazione di soluzioni anti-drone. Questo sistema modulare e scalabile utilizza sensori RF per rilevare e identificare droni, trasmettendo segnali di disturbo per neutralizzarli. È progettato per essere integrato su veicoli militari e civili, offrendo una protezione flessibile in vari scenari operativi .</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18166,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Difesa Italiana: l’Evoluzione dei Sistemi Anti-Drone nelle Forze Armate - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/Foto-sito-Foce-Verde-1024x768.jpg\" alt=\"Difesa Italiana: l’Evoluzione dei Sistemi Anti-Drone nelle Forze Armate - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18166\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa Italiana: l’Evoluzione dei Sistemi Anti-Drone nelle Forze Armate - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Applicazioni Operative e Addestramento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Le Forze Armate italiane hanno impiegato questi sistemi in diverse operazioni sia in patria che all'estero. Durante l'Operazione Orice in Qatar, la Task Force C-UAS dell'Aeronautica Militare ha utilizzato il sistema ACUS per garantire la sicurezza dello spazio aereo durante i Mondiali di calcio del 2022 .</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In Italia, i sistemi anti-drone sono stati utilizzati per proteggere eventi di rilievo, come la visita del Presidente russo Vladimir Putin a Roma nel 2019. In quell'occasione, l'Esercito Italiano ha impiegato assetti anti-drone per garantire la sicurezza delle aree interessate .</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il Centro di Eccellenza C-M/M APR di Sabaudia continua a svolgere un ruolo cruciale nella formazione degli operatori e nella sperimentazione di nuove tecnologie. Attraverso esercitazioni come \"Prometeo VIII\", il centro testa nuovi sensori e sistemi di contrasto per affrontare le minacce emergenti dei droni .</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/12-Sistema-anti-drone.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"DifesaAerea, dronecountermeasures, esercitoitaliano, tecnologiamilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-02 15:14:35","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/equipaggiamenti/Artiglieria/Artiglieria-Controaerei/Pagine/c-uas.aspx","altre-fonti":"https://www.analisidifesa.it/2025/04/da-elt-group-il-nuovo-counter-uas-karma-kinetic-anti-drone-mobile-asset/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18162-difesa-italiana-levosistemi-anti-drone-nelle-forze-armate.mp4","galleria":""}
{"id":18152,"titolo":"DIRETTA VIDEO - 164° Anniversario Costituzione Esercito Italiano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.youtube.com/@ESERCIT0ITALIAN0\"></a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://www.youtube.com/watch?v=0ODTRIqSDOg\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://www.youtube.com/watch?v=0ODTRIqSDOg\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/locandina-164-orizz.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"164Anniversario, AnniversarioEsercito, DirettaVideo","autore":"brigatafolgore.net","data_pubblicazione":"2025-05-02 10:23:06","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18152-diretta-video-164-anniversario-costituzione-esercito-italiano.mp4","galleria":""}
{"id":18144,"titolo":"La Francia guida l'innovazione nell'intelligenza artificiale per la difesa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il <em><a href=\"https://www.defense.gouv.fr/actualites/sommet-ia-france-prend-devants-affirme-sebastien-lecornu\">Sommet pour l'action sur l'intelligence artificielle</a></em>, tenutosi il 10 e 11 febbraio 2025 a Parigi, il Ministro delle Armate Sébastien Lecornu ha delineato la visione della Francia nel campo dell'intelligenza artificiale (IA) applicata alla difesa. Ha sottolineato l'importanza di una leadership europea e mondiale in questo settore, evidenziando l'investimento in infrastrutture avanzate e la collaborazione tra istituzioni accademiche e militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Francia si distingue per la sua capacità di progettare, produrre e padroneggiare internamente armamenti e tecnologie militari avanzate, la possibilità di <strong>formare ingegneri e ricercatori di altissimo livello</strong> nel campo della matematica teorica e applicata, indispensabile per lo sviluppo di algoritmi avanzati e infine,  le competenze di calcolo di ultima generazione in ambienti classificati. Questi elementi conferiscono al paese una posizione di rilievo nella corsa globale all'IA militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18146,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La Francia guida l'innovazione nell'intelligenza artificiale per la difesa - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/IMG-20240308-WA0000-1200x674-1-1024x575.jpeg\" alt=\"La Francia guida l'innovazione nell'intelligenza artificiale per la difesa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18146\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Francia guida l'innovazione nell'intelligenza artificiale per la difesa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Applicazioni e implicazioni dell'IA nella difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'IA trova molteplici applicazioni nel settore della difesa: dalla pianificazione strategica alla logistica, dalla simulazione per l'addestramento alla cyberdifesa. Particolare attenzione è rivolta ai sistemi d'arma assistiti o autonomi, che sollevano questioni etiche e di sovranità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Ministro Lecornu ha evidenziato la necessità di stabilire una dottrina chiara e un'etica solida per l'uso dell'IA in ambito militare. Ha sottolineato l'importanza di mantenere il controllo umano sulle decisioni critiche e di evitare una dipendenza eccessiva dalla tecnologia, che potrebbe portare a una \"fuga in avanti\" incontrollata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18147,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"La Francia guida l'innovazione nell'intelligenza artificiale per la difesa - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/mul.jpg\" alt=\"La Francia guida l'innovazione nell'intelligenza artificiale per la difesa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18147\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Francia guida l'innovazione nell'intelligenza artificiale per la difesa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Investimenti e collaborazioni per il futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 4 marzo 2025, il Ministro Lecornu ha inaugurato il polo di ricerca dell'<em>Agence ministérielle pour l'intelligence artificielle de défense</em> (AMIAD) presso l'École polytechnique. In questa occasione, è stato annunciato un investimento di 15 milioni di euro per la costruzione di un istituto di difesa dedicato all'IA. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l'inaugurazione, è stato firmato un protocollo d'intesa tra l'AMIAD e <a href=\"https://mistral.ai/\">Mistral AI</a>, un'azienda francese leader nell'IA generativa. Questa collaborazione mira a sviluppare tecnologie avanzate per garantire la sovranità tecnologica della Francia nel settore della difesa. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/Mistral-AI.webp","categoria":"Internazionali","tags":"defense, Francia, IA, tecnologia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-02 07:21:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.minute-ia.com/actualites/inauguration-pole-recherche-amiad/?utm_source=chatgpt.com","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18144-francia-intelligenza-artificiale-difesa.mp4","galleria":""}
{"id":18129,"titolo":"Francia, test operativo con drone navale esplosivo su mercantile - VIDEO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il 26 aprile 2025, la Marina Militare francese ha condotto un importante test in mare impiegando un drone navale esplosivo contro una nave cargo dismessa. L’esperimento si è svolto al largo di <strong>Tolone</strong>, principale base navale della Francia, e ha visto il coinvolgimento diretto di un <strong>pattugliatore d’altura</strong> della flotta, da cui è stato lanciato il drone a controllo remoto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Secondo il <strong>Ministero delle Forze Armate</strong>, l’obiettivo della prova era testare l’efficacia dei nuovi <strong>sistemi d’arma navali telecomandati</strong>, migliorandone le capacità di guida, la sicurezza e l’efficienza esplosiva. <a href=\"https://www.defense.gouv.fr/sites/default/files/ministere-armees/Press%20release_French%20Navy%20tests%20an%20offensive%20drone%20on%20a%20real%20target%20at%20sea.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">In un comunicato ufficiale</a>, il Ministero ha sottolineato come l’attuale contesto internazionale, ritenuto sempre più instabile, richieda lo sviluppo e l’impiego di strumenti innovativi per il combattimento navale ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>“L’obiettivo dell’esperimento era confermare la capacità della Marina francese di impiegare una munizione navale a controllo remoto direttamente dal mare”, ha dichiarato il ministero. “Considerato il peggioramento del contesto geopolitico, riteniamo essenziale condurre campagne sperimentali operative in ambiente marittimo.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il drone impiegato – un <strong>USV (Unmanned Surface Vehicle)</strong> dotato di carica esplosiva – è stato diretto verso un vecchio mercantile preparato appositamente per la prova. Prima del test, lo scafo bersaglio era stato <strong>depurato da carburanti e liquidi pericolosi</strong>, e l’area d’impatto era stata <strong>rinforzata con piastre metalliche e pneumatici</strong>, per contenere i danni ed evitare l’affondamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:html -->\n<blockquote class=\"twitter-tweet\"><p lang=\"fr\" dir=\"ltr\"><a href=\"https://twitter.com/hashtag/Exp%C3%A9rimentation?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw\">#Expérimentation</a> |3&#xfe0f;&#x20e3;,2&#xfe0f;&#x20e3;,1&#xfe0f;&#x20e3;:&#x1f4a5;Impact ! Nouvelle expérimentation: un jetski dronisé porteur d’une charge explosive offensive a détoné contre la coque d’un CTM &#x1f6a2;&#x1f3af;Démontrer l’acquisition de nouveaux savoir-faire en combat naval, dont l’emploi de munitions navales téléopérées. <a href=\"https://t.co/Q8iMFDc0dq\">pic.twitter.com/Q8iMFDc0dq</a></p>&mdash; Marine nationale (@MarineNationale) <a href=\"https://twitter.com/MarineNationale/status/1917152880848674960?ref_src=twsrc%5Etfw\">April 29, 2025</a></blockquote> <script async src=\"https://platform.twitter.com/widgets.js\" charset=\"utf-8\"></script>\n<!-- /wp:html -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Questo test si inserisce in una <strong>campagna di esercitazioni reali</strong> che la Marina francese sta conducendo per rafforzare le proprie capacità belliche. A dicembre 2024, un <strong>sottomarino nucleare d’attacco</strong> <a href=\"https://www.defense.gouv.fr/marine/actualites/baudroie-tir-reel-cible-reelle\">ha affondato</a> l’ex nave Premier-Maître L’Her con un siluro pesante <strong>F21</strong>, mentre a febbraio 2025 <a href=\"https://www.defense.gouv.fr/marine/actualites/essais-choc-du-courbet\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">è stata eseguita</a> una <strong>prova d’urto</strong> sulla fregata <strong>Courbet</strong>, detonando una mina navale nelle sue vicinanze durante la navigazione in pieno assetto operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18134,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Francia, test operativo con drone navale esplosivo su mercantile - VIDEO - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/20221214-DR-Baudroie2-1024x575.jpeg\" alt=\"Francia, test operativo con drone navale esplosivo su mercantile - VIDEO - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18134\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Premier-Maître L’Her, colpita e affondata nel dicembre 2024. © Marine nationale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’interesse per i droni navali esplosivi è cresciuto notevolmente a seguito del conflitto in <strong>Ucraina</strong>, dove le forze ucraine hanno utilizzato <strong>droni marini kamikaze</strong> per colpire e affondare navi russe nel Mar Nero. L’efficacia di questa strategia ha attirato l’attenzione delle forze armate di tutto il mondo, spingendo anche gli Stati Uniti a sviluppare soluzioni simili: l’azienda americana <strong>Maritime Tactical Systems</strong> <a href=\"https://martacsystems.com/news/2024/04/first-images-of-american-black-sea-style-maritime-attack-drone/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ha recentemente</a> presentato un proprio drone navale progettato per missioni unidirezionali di attacco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’iniziativa francese conferma quindi una tendenza globale: <strong>le marine militari stanno evolvendo rapidamente</strong>, introducendo sistemi d’arma autonomi, più economici, meno esposti al rischio umano e in grado di operare in teatri complessi e ad alta intensità. Con questi test, Parigi dimostra la volontà di potenziare i propri strumenti per la difesa marittima, in linea con la crescente instabilità degli equilibri internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/drone-mercantile.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"DroneKamikaze, Francia, Marina, NATO, USV","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-01 13:53:31","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defense.gouv.fr/sites/default/files/ministere-armees/Press%20release_French%20Navy%20tests%20an%20offensive%20drone%20on%20a%20real%20target%20at%20sea.pdf","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18129-francia-test-operativo-con-drone-navale-esplosivo-su-mercantile-video.mp4","galleria":""}
{"id":18118,"titolo":"Difesa Spaziale e Minacce Orbitali","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Lo spazio è ormai riconosciuto come teatro potenziale di operazioni militari. Gli Stati Uniti hanno formalizzato questo concetto con la costituzione della Space Force, dedicata a proteggere gli assetti orbitalizzati e sviluppare tecnologie di deterrenza e contromisure. Recentemente, l’X-37B Orbital Test Vehicle-7 (OTV-7) ha concluso una missione di 434 giorni, atterrando al Vandenberg Air Force Base il 7 marzo 2025 dopo aver sperimentato manovre in orbite ellittiche e testato sistemi di autonomia avanzata. Questo veicolo riutilizzabile, gestito dall’Air Force Rapid Capabilities Office, dimostra come il Pentagono punti a piattaforme flessibili per esperimenti tecnologici a lungo termine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La Russia e la Cina non restano a guardare: Mosca ha condotto test ASAT a impulsi elettromagnetici in orbita bassa, mentre Pechino ha potenziato la costellazione Yaogan per sorveglianza radar anti-nave. Queste azioni sottolineano il rischio di “space war-gaming” senza precedenti, dove un singolo test ASAT può generare migliaia di detriti pericolosi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tecnologie di Sorveglianza e Armi a Energia Diretta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><br>I satelliti iperspettrali raccolgono immagini in centinaia di bande spettrali, individuando materiali camuffati, veicoli mimetizzati e attività logistiche con precisione centimetriche. Aziende europee e nazionali (Leonardo, Thales Alenia Space) collaborano allo sviluppo di payload che integrino AI per elaborazione a bordo, riducendo la latenza nella generazione di avvisi tattici .</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18123,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/remote-1.jpg\" alt=\"Difesa Spaziale e Minacce Orbitali - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18123\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Difesa Spaziale e Minacce Orbitali - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa Spaziale e Minacce Orbitali - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><br>Laser orbitanti e microonde a impulsi sono il futuro dell’offesa spaziale “soft-kill”. Demonstration come quelle effettuate da Raytheon in esercitazioni terrestri mostrano capacità di disturbare o danneggiare componenti elettroniche di satelliti ostili senza distruggerli fisicamente . I vantaggi sono molteplici: pochi detriti spaziali, operazioni a comando remoto e consumo ridotto di risorse rispetto a missili cinetici</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">3. Cooperazione Internazionale e Progetti Europei</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Per evitare una corsa agli armamenti spaziali incontrollata, la NATO ha istituito il Combined Space Operations Center (CSpOC) e il Centre of Excellence for Space in Torrance, USA, per standardizzare procedure di collision avoidance e condivisione dati. L’UE ha lanciato il programma IRIS², una costellazione dual-use civile-militare attesa in orbita nel 2027, che fornirà servizi di comunicazione sicura e sorveglianza continua .</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In Italia, il Ministero della Difesa finanzia progetti su laser a bordo di droni ad alta quota per contromisure DEW e supporta lo sviluppo di stazioni di terra avanzate per la gestione di dati iperspettrali. La sinergia tra industrie (Leonardo, Avio) e università mira a posizionare il Paese al centro delle supply chain di tecnologie spaziali difensive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/X-37-launch-prep-scaled-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"armiDEW, ASAT, iperspettrale, spaceforces","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-01 12:19:01","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://militarnyi.com/en/news/us-space-force-returned-x-37b-spacecraft-to-earth/?utm_source=chatgpt.com","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18118-difesa-spaziale-e-minacce-orbitali.mp4","galleria":""}
{"id":18111,"titolo":"Lo Stallo India-Pakistan sul Confine di Kashmir","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nelle ultime 24 ore, il clima tra India e Pakistan ha vissuto un’improvvisa escalation. Il 29 aprile 2025 il ministro della Difesa pakistano, Khawaja Asif, ha dichiarato che Islamabad dispone di intelligence credibili secondo cui l’India potrebbe lanciare un’incursione militare entro 24-36 ore <a href=\"https://www.reuters.com/world/pakistans-minister-tarar-says-india-may-launch-military-strike-within-next-24-36-2025-04-29/?utm_source=chatgpt.com\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Reuters</a>. In risposta, il Pakistan ha dispiegato rinforzi lungo la Linea di Controllo (LoC), aumentato le pattuglie di artiglieria e alzato il livello di allerta dell’aviazione <a href=\"https://www.reuters.com/world/asia-pacific/head-pakistan-administered-kashmir-calls-international-mediation-2025-04-30/?utm_source=chatgpt.com\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Reuters</a>. Simultaneamente, l’India ha chiuso il proprio spazio aereo alle compagnie pakistane fino al 23 maggio, provocando ritorsioni diplomatiche e commerciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il confronto nella regione del Kashmir non è nuovo, ma la combinazione di un recente attacco terroristico a Pahalgam (22 aprile 2025) – costato la vita a 26 turisti – e le dure parole di leader di entrambi i Paesi ha fatto temere a molti osservatori un conflitto diretto tra due potenze nucleari. Pur mantenendo un dialogo diplomatico (i comandanti militari tengono incontri settimanali di routine), i segnali sul terreno indicano un’accelerazione della corsa agli armamenti convenzionali e nucleari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18113,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Lo Stallo India-Pakistan sul Confine di Kashmir - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/LOC-1024x758.jpg\" alt=\"Lo Stallo India-Pakistan sul Confine di Kashmir - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18113\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lo Stallo India-Pakistan sul Confine di Kashmir - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Forze e Capacità a Confronto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Un’analisi comparativa delle capacità militari di India e Pakistan, curata dallo IISS e rilanciata da Reuters, mostra un netto vantaggio indiano in termini numerici e qualitativi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Personale attivo</strong>: 1,4 million vs 700 000</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Carri armati principali</strong>: 3 740 vs 2 537</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Artiglieria</strong>: 9 743 pezzi vs 4 619</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Aerei da combattimento</strong>: 730 vs 452</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sottomarini</strong>: 16 vs 8</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Portaerei</strong>: 2 vs 0</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Entrambi i Paesi detengono arsenali nucleari quasi pari (172 testate per l’India, 170 per il Pakistan), rendendo qualsiasi scontro convenzionale potenzialmente molto rischioso. Il valore deterrente delle armi nucleari ha finora impedito un’escalation diretta, ma il forte nazionalismo e le pressioni interne spingono ambedue i governi a mostrare fermezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18114,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Lo Stallo India-Pakistan sul Confine di Kashmir - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/06indian-air-force-day8-1024x770.webp\" alt=\"Lo Stallo India-Pakistan sul Confine di Kashmir - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18114\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lo Stallo India-Pakistan sul Confine di Kashmir - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Impatto Umanitario e Prospettive di Pace</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Un conflitto aperto nel Kashmir avrebbe conseguenze devastanti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Civili intrappolati</strong>: migliaia di famiglie vivono in villaggi lungo la LoC, a rischio di fuoco d’artiglieria e raid aerei. Programmi umanitari come quelli del Red Crescent sono già in stato di allerta.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sfollati e rifugiati</strong>: la chiusura delle frontiere e delle vie di collegamento, come al valico di Attari-Wagah, ha già creato lunghe code di auto e famiglie in transito .</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Economia regionale</strong>: il blocco dei commerci e le sanzioni reciproche tra Nuova Delhi e Islamabad danneggiano agricoltura, turismo e industrie locali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La comunità internazionale, con appelli di ONU, USA e Regno Unito, chiede calma e mediazione. Il presidente della regione pakistana del Kashmir ha invocato l’intervento di Paesi terzi come Arabia Saudita e Qatar per facilitare negoziati di pace. Tuttavia, finché persisteranno accuse reciproche di supporto al terrorismo e tentativi di mostrare forza, il rischio di un’escalation rimane alto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><br></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/rtr4630m.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"escalationMilitare, IndiaPakistan, Kashmir","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-01 09:19:15","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.reuters.com/world/pakistans-minister-tarar-says-india-may-launch-military-strike-within-next-24-36-2025-04-29/?utm_source=chatgpt.com","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18111-lo-stallo-india-pakistan-sul-confine-di-kashmir.mp4","galleria":""}
{"id":18102,"titolo":"Marsala, 8-11 Maggio 2025: la Città del Vento vola verso il 72° Raduno Nazionale dei Bersaglieri","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Marsala si appresta a vivere un evento straordinario, capace di coniugare storia, musica e spirito nazionale. Dall’8 all’11 maggio 2025, la città ospiterà il <a href=\"https://radunobersaglierimarsala.it/\">72° Raduno Nazionale dei Bersaglieri</a>, trasformandosi in un grande teatro a cielo aperto dove echeggeranno le note delle fanfare e l’energia delle piume al vento. Un appuntamento carico di significato, che celebra uno dei corpi militari più amati e riconoscibili d’Italia, capace di unire le generazioni tra passato e futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18106,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Marsala, 8-11 Maggio 2025: la Città del Vento vola verso il 72° Raduno Nazionale dei Bersaglieri - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/IMG-0686-1-scaled-1-1024x702.jpg\" alt=\"Marsala, 8-11 Maggio 2025: la Città del Vento vola verso il 72° Raduno Nazionale dei Bersaglieri - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18106\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marsala, 8-11 Maggio 2025: la Città del Vento vola verso il 72° Raduno Nazionale dei Bersaglieri - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un programma ricco e coinvolgente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I quattro giorni del raduno si articoleranno tra momenti solenni, celebrazioni religiose, attività sportive e spettacoli musicali. <strong>Giovedì 8 maggio</strong>, l’Alzabandiera al Monumento dei Mille segnerà l’apertura ufficiale dell’evento, seguito da una passeggiata inclusiva per il centro storico e dall’inaugurazione del <strong>Museo del Bersagliere</strong> presso il Complesso Monumentale di San Pietro. Il Villaggio del Bersagliere, allestito nel Parco Archeologico, ospiterà stand di artigianato, cultura e prodotti locali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Venerdì 9 sarà la volta delle attività dinamiche, come la lezione di indoor cycling “<strong>Quelli col cuore da Bersagliere</strong>” e una <strong>simulazione di salvataggio in mare</strong> a cura della Guardia Costiera. Il pomeriggio vedrà l’arrivo del <strong>Medagliere Nazionale</strong> al Palazzo Municipale, mentre in serata il <strong>Teatro Impero</strong> farà da cornice alla “<strong>Festa dell’Europa</strong>”, con il primo grande concerto delle fanfare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sabato sarà dedicato al raccoglimento e all’identità: la <strong>Santa Messa alla Chiesa Madre</strong>, l’<strong>annullo filatelico commemorativo</strong>, gli omaggi ai Caduti e un <strong>saggio ginnico militare</strong> allo stadio municipale. Le piazze di Marsala si animeranno poi con concerti serali, mentre in <strong>Piazza della Repubblica</strong> si terrà il <strong>concerto finale</strong> della giornata, a suggellare l’unità di musica e memoria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18107,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Marsala, 8-11 Maggio 2025: la Città del Vento vola verso il 72° Raduno Nazionale dei Bersaglieri - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/05/IMG-0658-1-scaled-1-1024x683.jpg\" alt=\"Marsala, 8-11 Maggio 2025: la Città del Vento vola verso il 72° Raduno Nazionale dei Bersaglieri - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18107\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marsala, 8-11 Maggio 2025: la Città del Vento vola verso il 72° Raduno Nazionale dei Bersaglieri - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La fanfara dei “Peloritani” e l’attesa sfilata finale del raduno</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra gli appuntamenti più suggestivi, il <strong>programma della fanfara dei “Peloritani”</strong> animerà <strong>lunedì 17 marzo</strong> con una serie di concerti itineranti tra Piazza Marconi, Porta Mazara, Piazza Matteotti e la Chiesa Madre, fino al gran finale davanti al teatro. Un’anticipazione simbolica dello spirito bersaglieresco che invaderà Marsala.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il momento clou si terrà <strong>domenica 11 maggio</strong>, con la tradizionale <strong>sfilata dei Bersaglieri</strong> lungo un percorso che toccherà i luoghi simbolici del centro: da <strong>Piazza Francesco Pizzo</strong> a <strong>Via Mazzini</strong>, da <strong>Piazza del Popolo</strong> fino al <strong>Lungomare Boeo</strong>, con il saluto finale alla <strong>Tribuna d’Onore in Piazza della Vittoria</strong>. A chiusura, le commemorazioni civili e militari renderanno omaggio all’onorevole Benedetto Cottone, alle vittime del bombardamento dell’11 maggio 1943 e a Giuseppe Garibaldi, prima dell’<strong>ammainabandiera</strong> presso il Monumento ai Mille.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il vento della storia soffia forte</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A fare da cornice alle celebrazioni, un testo evocativo che cattura l’anima del bersaglierismo: “<strong>Maiora Viribus Audere</strong> – Osare di più, si può. Si deve.” È il verso centrale della poesia composta da <strong>Vito Cirinesi</strong>, che ha saputo restituire in parole l’energia di un popolo in corsa, sospinto dal vento, dalle fanfare e dalla memoria. Ogni piuma è una speranza, ogni passo una scelta: una fierezza silenziosa, che non si impone ma si dona, come scrive l’autore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Marsala, città del sale, del vento e dei Mille, si prepara così a diventare capitale del bersaglierismo, accogliendo migliaia di visitatori in un abbraccio di fratellanza, identità e passione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/05/bandiera-di-guerra-e-compagni.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Bersaglieri2025, capo di sme, MarsalaEventi","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-05-01 09:01:20","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://radunobersaglierimarsala.it/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18102-marsala-8-11-maggio-2025-raduno-bersaglieri.mp4","galleria":""}
{"id":18071,"titolo":"30 Aprile 1941, l'impresa pioneristica tutta Italiana: il primo lancio di guerra dei nostri Paracadutisti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>«La Patria chiama, i Paracadutisti rispondono presente»</strong>. Con queste parole non scritte, ma scolpite nel cuore di ogni Paracadutista, prende forma una delle operazioni più straordinarie — e troppo spesso dimenticate — della storia militare italiana: il <strong>primo lancio di guerra dei Paracadutisti Italiani</strong>, avvenuto esattamente <strong>84 anni fa</strong>, il <strong>30 aprile 1941</strong>, sull’isola greca di <strong>Cefalonia</strong>.<br>Un’operazione audace che avrebbe portato in poche ore all’<strong>occupazione di Cefalonia, Zante e Itaca</strong>, rafforzando la presenza italiana nel Mar Ionio e aprendo una nuova era per la neonata specialità. Un evento che il tempo ha talvolta ignorato o sminuito, ma che per chi conserva la memoria resta <strong>un simbolo di ardimento, organizzaione interforze e valore militare assoluto</strong>, in un’epoca pionieristica per la specialità dei <strong>Paracadutisti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18078,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/cefalonia-la-stampa-1024x462.jpg\" alt=\"30 Aprile 1941: il primo lancio di guerra dei Paracadutisti Italiani. Un'impresa troppo spesso dimenticata. - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18078\" title=\"30 Aprile 1941: il primo lancio di guerra dei Paracadutisti Italiani. Un'impresa troppo spesso dimenticata. - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il quotidiano La Stampa celebra l'impresa Italiana</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il contesto storico e l’urgenza dell’azione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il <strong>10 giugno 1940</strong>, l’Italia entra formalmente in guerra, dando inizio alla sua partecipazione al secondo conflitto mondiale. Sin da subito, le forze italiane sono impegnate su più fronti: in <strong>Africa orientale e settentrionale</strong>, e sulle <strong>Alpi contro la Francia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il <strong>29 aprile 1941</strong>, viene firmato l’armistizio con la Grecia, ma la situazione geopolitica richiede interventi rapidi per <strong>evitare che il controllo totale dell’area finisca in mani tedesche</strong>. Il giorno precedente, <strong>cinque idrovolanti Cant Z.506</strong> agli ordini del <strong>Colonnello Grande</strong> avevano trasportato un reparto italiano a <strong>Corfù</strong>, dove un reggimento greco si era arreso. Poco dopo, il <strong>I Battaglione del 17º Reggimento Fanteria della Divisione “Acqui”</strong> sbarcava sull’isola consolidando l’occupazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Rimaneva però una questione aperta: Cefalonia</strong>. In quel momento, secondo la prassi internazionale, <strong>i territori spettano a chi li occupa militarmente</strong>. Era dunque cruciale muoversi con rapidità per garantire <strong>una presenza italiana sull’isola</strong>, strategicamente fondamentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La scelta ricadde su <strong>una delle più giovani ma promettenti specialità del Regio Esercito: i Paracadutisti</strong>. Lo Stato italiano aveva investito molto nella formazione di queste truppe d’élite, e ora era giunto il momento di metterle alla prova in un vero teatro di guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>I <strong>Balcani rappresentano un nodo strategico cruciale</strong>: controllare quest’area significa <strong>dominare l’accesso al Canale di Corinto</strong>, influenzare le rotte marittime verso il Mediterraneo orientale e <strong>proteggere il fianco sud dell’Asse</strong>. In quest’ottica, <strong>Cefalonia assume un’importanza primaria</strong>: la sua conquista, oltre a garantire una posizione tattica favorevole, avrebbe dimostrato <strong>la prontezza e l'efficacia delle neonate aviotruppe italiane</strong>, in quella che sarà la <strong>prima operazione interforze della storia militare nazionale</strong>, congiunta tra <strong>Aeronautica, Marina ed Esercito</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18097,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/cefalonia-map-1-1024x536.jpg\" alt=\"30 Aprile 1941, l'impresa pioneristica tutta Italiana: il primo lancio di guerra dei nostri Paracadutisti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18097\" title=\"30 Aprile 1941, l'impresa pioneristica tutta Italiana: il primo lancio di guerra dei nostri Paracadutisti - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">30 Aprile 1941, l'impresa pioneristica tutta Italiana: il primo lancio di guerra dei nostri Paracadutisti - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La corsa contro il tempo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Secondo le minute conservate agli Archivi dello Stato Maggiore, l’operazione viene pianificata in <strong>pochissimi giorni, tra il 25 e il 27 aprile</strong>. La sera del 28 aprile, mentre i Paracadutisti del II Battaglione sono in libera uscita nei bar di Civitavecchia, un ordine urgente li richiama in caserma. Il <strong>Maggiore Mario Zanninovich</strong>, comandante del IIº Battaglione (poi confluto nel <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\">187º Reggimento</a> della <a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\">Divisione Folgore</a>), è convocato d’urgenza alla <strong>Caserma Piave</strong>, dove ad attenderlo trova il <strong>Generale Frattini</strong>: il battaglione è destinato al primo lancio di guerra della storia italiana. È l’inizio di una corsa contro il tempo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il <strong>29 aprile</strong>, la <strong>Caserma Piave</strong> di Civitavecchia si trasforma in un vero e proprio alveare operativo. Armi, munizioni, viveri, paracadute IFSP 41 SP e altro materiale arrivano dalla <strong>vicina Scuola di Paracadutismo di Tarquinia</strong> e vengono rapidamente predisposti per l’imminente operazione. I paracadutisti sono equipaggiati con il <strong>Moschetto 91 dotato di baionetta ripiegabile</strong>, i <strong>MAB 38</strong> per i comandanti di squadra, e la mitragliatrice <strong>Breda 30</strong> come arma di reparto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Le compagnie selezionate sono la <strong>Quinta</strong>, al comando del <strong>Capitano Avogadro</strong>, e la <strong>Sesta</strong>, comandata dal <strong>Capitano Macchiato</strong>. A <strong>mezzanotte del 29 aprile</strong>, il battaglione lascia la stazione di <strong>Civitavecchia</strong> diretto verso <strong>Lecce</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Solo durante il viaggio in treno i paracadutisti ricevono l’informazione definitiva: <strong>l’obiettivo è Cefalonia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Giunti all’aeroporto di <strong>Galatina</strong>, ad attenderli ci sono <strong>tre Savoia-Marchetti SM-82</strong> (inizialmente ne erano previsti sei). Per questo motivo si decide che sarà la <strong>Quinta Compagnia</strong> a effettuare il lancio, mentre la <strong>Sesta rimarrà di rincalzo</strong>. In tutta fretta, i velivoli vengono adattati e ottimizzati per l’aviolancio: la <strong>fune di vincolo viene accorciata da 5 a 3 metri</strong>, e si procede con un <strong>lancio di prova</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Al momento dell’imbarco viene consegnata al <strong>Maggiore Zanninovich</strong> una <strong>bandiera del Regno d’Italia</strong>, affidatagli dal <strong>Colonnello Baudoin</strong> — pilota, paracadutista, e considerato il <strong>padre spirituale</strong> dei giovani Paracadutisti che aveva personalmente formato a Tarquinia. Quella bandiera sarà <strong>issata sulla Prefettura di Argostoli</strong> dopo la conquista dell’isola.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Per Baudoin, è un momento carico di emozione: <strong>finalmente i “suoi” ragazzii</strong> vengono impiegati per ciò per cui si erano duramente addestrati a Tarquinia — <strong>una vera operazione di guerra con aviolancio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18079,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/cefalonia7-1024x453.jpg\" alt=\"30 Aprile 1941: il primo lancio di guerra dei Paracadutisti Italiani. Un'impresa troppo spesso dimenticata. - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18079\" title=\"30 Aprile 1941: il primo lancio di guerra dei Paracadutisti Italiani. Un'impresa troppo spesso dimenticata. - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Paracadutisti della Quinta Compagnia controllano il materiale prima di imbarcarsi sugli aerei SM-82</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">30 aprile, ore 12:30: la storia decolla</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Tre SM-82 decollano da Galatina scortati da <strong>bombardieri</strong> <strong>Cant Z1007</strong> e <strong>caccia Macchi M.C.202</strong>. A bordo, 72 Paracadutisti pronti a entrare nella leggenda. Dopo un’ora di volo, giungono sulla <strong>Zona Lancio “Krameta”</strong>, nei pressi di Argostoli. Il rombo degli aerei sovrasta il silenzio dell’isola. Quando si accende la luce verde, <strong>gli ufficiali si lanciano per primi</strong>. È la tradizione paracadutista: l’esempio viene dai gradi più alti. La quota è bassa, circa 300 metri, il vento e la velocità forti, ma nulla può fermarli. La voglia di essere protagonisti in un momento tanto atteso supera qualsiasi difficoltà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il cielo si riempie di cupole bianche. I <strong>Paracadutisti italiani atterrano</strong>. Alcuni tra olivi e muretti a secco, riunendosi subito in plotoni e procedendo a prendere le posizioni sulle colline.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18080,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/cefalonia-6-1024x454.jpg\" alt=\"30 Aprile 1941: il primo lancio di guerra dei Paracadutisti Italiani. Un'impresa troppo spesso dimenticata. - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18080\" title=\"30 Aprile 1941: il primo lancio di guerra dei Paracadutisti Italiani. Un'impresa troppo spesso dimenticata. - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una fase della discesa verso Argostoli dei Paracadutisti Italiani</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La resa greca e la bonifica del centro abitato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>I gendarmi greci</strong>, colti di sorpresa dall’arrivo degli <strong>italiani</strong>, si arresero immediatamente senza opporre resistenza. Giunti nell’abitato, <strong>i paracadutisti</strong> videro sventolare <strong>bandiere bianche</strong> come segno di resa. Procedettero quindi alla <strong>bonifica dell’area urbana</strong>, controllando <strong>casa per casa</strong>, con particolare attenzione agli edifici con <strong>porte o persiane chiuse</strong>. Durante le operazioni requisirono un <strong>autobus</strong> per agevolare gli spostamenti nel <strong>centro abitato</strong>. Completata la bonifica, si diressero verso la <strong>prefettura di Argostoli</strong>, dove si ricongiunsero con i <strong>reparti italiani sbarcati via mare</strong> nella baia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18083,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/cefalonia5-1024x459.jpg\" alt=\"30 Aprile 1941: il primo lancio di guerra dei Paracadutisti Italiani. Un'impresa troppo spesso dimenticata. - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18083\" title=\"30 Aprile 1941: il primo lancio di guerra dei Paracadutisti Italiani. Un'impresa troppo spesso dimenticata. - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">30 aprile 1941: Paracadutisti italiani a bordo di un autobus greco requisito per facilitare gli spostamenti nel centro abitato dell'isola</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Tricolore sventola su Cefalonia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Intorno alle <strong>14:30</strong>, cinque <strong>idrovolanti Cant Z506</strong> ammararono davanti al porto, trasportando personale della <strong>Regia Marina</strong>, della <strong>Regia Aeronautica</strong> e delle <strong>Camicie Nere</strong>. Si trattava delle <strong>forze di completamento dell’occupazione</strong>. Tra loro vi erano <strong>ufficiali del Corpo d'Armata di Bari</strong> e il <strong>Console Giovanni Battista Cagnoni</strong>, incaricati di <strong>formalizzare la resa della città</strong>. Nel frattempo, <strong>i paracadutisti</strong> si diressero verso la <strong>prefettura di Argostoli</strong>, dove si ricongiunsero con i <strong>reparti italiani sbarcati via mare</strong>. Con i reparti schierati nel <strong>piazzale adiacente la prefettura</strong>, venne issato il <strong>Tricolore italiano</strong>, consegnato dal <strong>Colonnello Baudoin</strong> al <strong>Maggiore Mario Zanninovich</strong> durante l'imbarco a Galatina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18081,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/cefalonia4-1024x459.jpg\" alt=\"30 Aprile 1941: il primo lancio di guerra dei Paracadutisti Italiani. Un'impresa troppo spesso dimenticata. - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18081\" title=\"30 Aprile 1941: il primo lancio di guerra dei Paracadutisti Italiani. Un'impresa troppo spesso dimenticata. - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Radunati nel piazzale adiacente alla prefettura di Argostoli, i Paracadutisti assistono all’ufficializzazione della resa greca e all’alzabandiera del Tricolore italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una missione di guerra, ma anche di umanità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>I <strong>Paracadutisti italiani</strong>, una volta consolidate le posizioni, <strong>occuparono rapidamente i punti strategici dell’isola</strong>: il porto, gli ospedali, la centrale elettrica, la stazione telegrafica e le carceri. Ma presto si resero conto di una realtà drammatica: la <strong>popolazione civile era allo stremo</strong>, priva di viveri essenziali e di medicinali. Su ordine degli <strong>Ufficiali italiani</strong>, vennero effettuati <strong>aviorifornimenti umanitari</strong>, con lanci di <strong>farina, riso e materiale sanitario</strong>, destinati esclusivamente al sostegno della popolazione locale. Fu inoltre inviato un <strong>sacerdote </strong>per celebrare la <strong>Santa Messa</strong> e offrire conforto spirituale alla comunità cristiana del luogo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il giorno successivo, <strong>aliquote di militari italiani</strong> si spostarono via mare verso le isole di <strong>Zante e Itaca</strong>, completando così il <strong>controllo dell’intero arcipelago ionico</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il <strong>Maggiore Verando</strong>, anch’egli lanciatosi a Cefalonia e destinato a diventare <strong>Capo di Stato Maggiore della Divisione “Folgore”</strong>, redasse un <strong>rapporto dettagliato</strong> che rappresenta il primo nucleo dottrinale per lo sviluppo delle future <strong>Aviotruppe italiane</strong>. Vi si analizzavano aspetti fondamentali come i <strong>tempi di uscita</strong>, la <strong>lunghezza della fune di vincolo</strong>, la <strong>quota di lancio</strong>, la <strong>gestione del vento</strong>, il <strong>materiale trasportato,</strong> il <strong>coordinamento interforze</strong> ed altro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Certo, molto rimaneva da perfezionare — com'è naturale in un’<strong>azione militare pionieristica</strong> — ma fu proprio da quell’esperienza che prese forma concreta la <strong>nascita operativa della specialità paracadutista italiana</strong>, rivelando al contempo <strong>quanto potessero essere letali ed efficaci</strong> in azione. Un primo passo, audace e decisivo, verso l’eccellenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18082,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/aviorifornimento-1024x603.jpg\" alt=\"30 Aprile 1941: il primo lancio di guerra dei Paracadutisti Italiani. Un'impresa troppo spesso dimenticata. - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18082\" title=\"30 Aprile 1941: il primo lancio di guerra dei Paracadutisti Italiani. Un'impresa troppo spesso dimenticata. - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un momento dell'aviorifornimento su Cefalonia, ordinato dagli ufficiali italiani per soccorrere la popolazione greca</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una lezione per l’Italia e per il mondo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’operazione su Cefalonia dimostra <strong>la rapidità, la precisione e la duttilità</strong> dei paracadutisti. In meno di tre giorni, un battaglione viene allertato, equipaggiato, trasferito e lanciato con successo in territorio ostile. Un’impresa pionieristica che ha fatto scuola e che oggi è <strong>fondamento dell’eccellenza della Folgore</strong> nella <em>ariborne community</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Oggi, 30 aprile</strong>, i Paracadutisti del <strong>187° Reggimento “Folgore”</strong>, che inquadra il glorioso <strong>2° Battaglione “Tarquinia”</strong>, <strong>onorano ogni anno questa data</strong>, ricordando i volti e i nomi di chi, con stivaletti da lancio e mostrine blu con gladio ed ala, ha scritto una pagina luminose della storia militare italiana e delle aviotruppe.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Onore ai Paracadutisti di Cefalonia!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/lancio-cefalonia.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"folgore, NacioSuCefalonia, paracadutisti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-30 14:53:15","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18071-30-aprile-1941-il-primo-lancio-di-guerra-dei-paracadutisti-italiani-unimpresa-troppo-spesso-dimenticata.mp4","galleria":""}
{"id":18057,"titolo":"Roma - AeroSpace Power Conference 2025: Futuro del Potere Aerospaziale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>8 e 9 maggio 2025</strong>, Roma ospiterà la seconda edizione dell'<a href=\"https://www.aeronautica.difesa.it/aerospace-power-conference/\">AeroSpace Power Conference (#ASPC2025) </a>presso <strong>“La Nuvola”,</strong> un evento che si preannuncia come uno dei momenti più significativi del panorama aerospaziale internazionale. Organizzato dall’<strong>Aeronautica Militare in collaborazione scientifica con l’Istituto Affari Internazionali (IAI)</strong>, l'ASPC2025 avrà come tema centrale “<strong>Fighting and Winning in the Sky Beyond the Next Decade</strong>” – un titolo che sottolinea l'importanza di prepararsi alle sfide future in un contesto di sicurezza internazionale sempre più complesso e in rapido cambiamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18063,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/immagine-keynote-speakers-Masami-Oka-1024x683-1.jpg\" alt=\"Roma - AeroSpace Power Conference: Futuro del Potere Aerospaziale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18063\" title=\"Roma - AeroSpace Power Conference: Futuro del Potere Aerospaziale - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Roma - AeroSpace Power Conference: Futuro del Potere Aerospaziale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo evento rappresenta un’occasione unica di confronto tra i professionisti del settore, inclusi rappresentanti delle istituzioni, dell'industria, delle PMI, nonché esperti del mondo accademico e dei think tank. L’obiettivo primario dell'ASPC2025 è quello di offrire una visione autorevole sul concetto di potere aerospaziale come strumento militare determinante, alla luce delle sfide che il dominio aerospaziale e il contesto geopolitico globale pongono. Sarà l’occasione per esplorare la continua evoluzione tecnologica del settore, ponendo in evidenza le innovazioni necessarie per vincere le sfide dei prossimi decenni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18064,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/immagine-moderatori-Walter-Villadei-2-768x475-1.png\" alt=\"Roma - AeroSpace Power Conference: Futuro del Potere Aerospaziale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18064\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Roma - AeroSpace Power Conference: Futuro del Potere Aerospaziale - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Roma - AeroSpace Power Conference: Futuro del Potere Aerospaziale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Innovazione, Sostenibilità e Collaborazione tra Settore Pubblico e Privato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un tema fondamentale della conferenza sarà la sinergia tra innovazione tecnologica, sostenibilità e sviluppo del settore aerospaziale. L'ASPC2025, in continuità con la prima edizione del 2023, metterà a fuoco le sfide e le opportunità legate all'evoluzione delle tecnologie aerospaziali, essenziali per mantenere un vantaggio strategico in un contesto competitivo. <strong>La conferenza si concentrerà su come l’innovazione possa guidare non solo il progresso tecnologico, ma anche lo sviluppo sostenibile, un aspetto sempre più centrale per le nuove generazioni di tecnologie applicate al settore aerospaziale.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I partecipanti avranno l’opportunità di sviluppare nuove idee, condividere approfondimenti e stabilire connessioni con esperti provenienti da diversi settori. La discussione si articolerà su temi quali la strategia e la politica nel settore aerospaziale, le sfide relative all'innovazione, alla formazione e alla tecnologia, e la stretta interconnessione tra difesa, industria, ricerca e sviluppo. Si cercherà di esplorare nuovi percorsi futuri per l’aerospazio, stimolando un confronto interdisciplinare che abbraccia sia il campo militare che quello civile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18062,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/GEN.-SALTZMAN-3-1024x683-1.jpg\" alt=\"Roma - AeroSpace Power Conference: Futuro del Potere Aerospaziale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18062\" title=\"Roma - AeroSpace Power Conference: Futuro del Potere Aerospaziale - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Roma - AeroSpace Power Conference: Futuro del Potere Aerospaziale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I Pannelli di Confronto: Tematiche Strategiche e Tecnologiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'ASPC2025 sarà strutturato attraverso cinque interventi di relatori principali e quattro panel di confronto. Ogni panel affronterà un tema specifico, per approfondire le sfide future e i progressi tecnologici necessari a mantenere la superiorità aerospaziale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il primo panel esplorerà il livello strategico del potere aerospaziale, analizzando l’attuale scenario di sicurezza internazionale e i possibili scenari futuri.</strong> La guerra in Ucraina e le sfide poste dalla Cina rendono sempre più probabile un conflitto tra pari per i membri NATO e i loro alleati. In un tale contesto, sarà fondamentale per le forze aeree occidentali prepararsi a combattere e vincere in conflitti complessi, su larga scala, attraverso una deterrenza efficace e una rapida conclusione del conflitto, se necessario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18065,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/immagine-speakers-Marshal-Knighton-1024x683-1.jpg\" alt=\"Roma - AeroSpace Power Conference: Futuro del Potere Aerospaziale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18065\" title=\"Roma - AeroSpace Power Conference: Futuro del Potere Aerospaziale - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Roma - AeroSpace Power Conference: Futuro del Potere Aerospaziale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il secondo panel si concentrerà sulla competizione tecnologica, esaminando le sfide legate alla modernizzazione e al mantenimento del vantaggio tecnologico. </strong>L’adozione di nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, i sistemi ipersonici e i droni collaborativi, porterà cambiamenti significativi nel panorama delle operazioni aerospaziali. Sarà essenziale adattare i modelli di approvvigionamento e rafforzare le partnership pubblico-private per accelerare l'ingresso in servizio delle nuove tecnologie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il terzo panel affronterà questioni legate alla dottrina e alla leadership nel contesto delle forze aeree. In un periodo di rapidi cambiamenti tecnologici, la formazione e la preparazione dei piloti sono più importanti che mai.</strong> Si discuterà anche dell'evoluzione della dottrina militare, che deve tenere conto delle nuove tecnologie e delle modalità di interazione tra umani e macchine, con un focus sulle operazioni multi-dominio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18066,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/immagine-speakers-pannelli-Mariani-1024x683-1.jpg\" alt=\"Roma - AeroSpace Power Conference: Futuro del Potere Aerospaziale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18066\" title=\"Roma - AeroSpace Power Conference: Futuro del Potere Aerospaziale - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Roma - AeroSpace Power Conference: Futuro del Potere Aerospaziale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Lo Spazio come Nuovo Dominio Strategico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, <strong>il quarto panel esplorerà lo spazio come nuovo dominio per la competizione strategica.</strong> Da quando la NATO ha riconosciuto lo spazio come un vero e proprio dominio operativo nel 2019, questo settore ha acquisito una rilevanza sempre maggiore. Le minacce agli asset spaziali, sia non cinetiche (come attacchi informatici) che cinetiche (come capacità di controspazio), sono in costante aumento. Inoltre, la crescente presenza di attori privati e la diminuzione dei costi delle tecnologie spaziali stanno rendendo lo spazio un ambiente sempre più competitivo e operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli sviluppi nel settore spaziale sono cruciali per le forze armate, poiché le infrastrutture spaziali sono fondamentali per garantire la superiorità nelle operazioni globali. Il panel discuterà anche delle politiche internazionali relative allo spazio, della necessità di una protezione più robusta delle risorse spaziali e delle scelte strategiche che l'Europa dovrà fare per rimanere competitiva nel settore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, l'ASPC2025 si preannuncia come un evento di fondamentale importanza per il futuro del potere aerospaziale, dove i principali attori del settore si confronteranno su come affrontare le sfide che il prossimo decennio presenterà in un contesto geopolitico e tecnologico in rapida evoluzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/Locandina-ASPC2025-O-1024x717-2.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"ASPC2025, innovazione, potereaerospaziale, Spazio","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-30 12:18:57","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.aeronautica.difesa.it/aerospace-power-conference/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18057-aerospace-power-futuro-potere-aerospaziale.mp4","galleria":""}
{"id":18043,"titolo":"I robot da battaglia di ARX Robotics","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel panorama in continua evoluzione delle tecnologie per la difesa, <a href=\"https://www.arx-robotics.com/unmanned-systems\">ARX Robotics</a> emerge come una delle startup più promettenti. La giovane realtà tedesca ha recentemente siglato un accordo per un finanziamento di ben 31 milioni di euro, destinati a rafforzare la produzione dei suoi robot autonomi da battaglia. Questa iniezione di capitale, che include tra i suoi sostenitori anche il Fondo per l'Innovazione della NATO, segna una nuova era nell'adozione di tecnologie avanzate nel campo militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Futuro Autonomo per le Forze Armate</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cifra stanziata non è solo un segnale di fiducia nel progetto, ma anche il trampolino di lancio per il potenziamento di una piattaforma tecnologica d'avanguardia: Mithras OS. Questo sofisticato sistema operativo è progettato per integrarsi con i veicoli militari già in servizio, conferendo loro capacità autonome tramite l'intelligenza artificiale, la guida autonoma e una rete di sensori avanzati. Secondo le stime di ARX, questa tecnologia potrebbe essere implementata su ben 50.000 veicoli in dotazione alle forze della NATO, rivoluzionando così l’approccio alle operazioni militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18045,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/6657a14c273aa3a499562a78-20240509-Feldtest-UGV-SVK-Kruth-25-p-2000-1024x688.jpeg\" alt=\"ARX Robotics punta all'Europa: 31 milioni di euro per i suoi robot da battaglia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18045\" title=\"I robot da battaglia di ARX Robotics - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">ARX Robotics punta all'Europa: 31 milioni di euro per i suoi robot da battaglia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I Robot da Battaglia di ARX: Moduli Versatili e Sostenibili</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma cosa distingue questi robot da altri mezzi militari? La risposta risiede nella loro versatilità e nella progettazione modulare. I robot ARX sono piattaforme mobili cingolate, in grado di ospitare diversi tipi di equipaggiamento, da radar per la sorveglianza a dispositivi per lo sminamento e anche barelle mediche per il trasporto dei feriti. Il modello più avanzato è in grado di supportare un carico utile fino a 500 kg, una caratteristica che lo rende particolarmente adatto per trasportare soldati feriti in zone di conflitto ad alto rischio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro punto di forza di questi robot è la loro costruzione modulare, realizzata con componenti standard di fabbricazione europea. Questa scelta non solo ne facilita la produzione, ma rende anche la manutenzione estremamente semplice. I soldati sul campo possono infatti riparare i robot in pochi minuti e senza la necessità di attrezzi specializzati, riducendo significativamente i tempi di inattività in situazioni critiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18046,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/674ddcf0dafe9c8a1bd007ba-Homepage-1-1024x683.jpeg\" alt=\"ARX Robotics punta all'Europa: 31 milioni di euro per i suoi robot da battaglia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18046\" title=\"I robot da battaglia di ARX Robotics - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">ARX Robotics punta all'Europa: 31 milioni di euro per i suoi robot da battaglia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tecnologia al Servizio della NATO e dei Paesi Europei</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto di ARX ha già suscitato grande interesse tra le forze armate di diversi paesi europei. Nazioni come Germania, Austria, Svizzera, Ungheria e Regno Unito hanno avuto modo di testare la tecnologia in scenari operativi reali. Un esempio significativo di questa fiducia è la recente consegna di 30 robot da combattimento alle forze armate ucraine, impegnate in prima linea. In questo contesto, ARX ha dispiegato la più grande flotta occidentale di veicoli terrestri senza equipaggio in Ucraina, un passo che ha dimostrato l'efficacia e l'affidabilità dei suoi robot.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, l'Agenzia Europea per la Difesa ha selezionato ARX per partecipare alla sua prima iniziativa paneuropea dedicata all'innovazione nel settore della difesa. \"Siamo entusiasti di supportare ARX nella sua espansione tra le nazioni della NATO\", ha dichiarato Chris O'Connor, partner del NATO Innovation Fund, sottolineando l'importanza strategica di questa tecnologia per la sicurezza del continente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Mercato in Espansione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La crescita di ARX Robotics non si limita alla produzione dei suoi robot autonomi. L'azienda ha annunciato anche un piano di investimento di 52,5 milioni di euro per la costruzione di un nuovo stabilimento produttivo nel Regno Unito. Una volta a pieno regime, lo stabilimento sarà in grado di produrre fino a 1.800 robot da combattimento ogni anno. Questo rappresenta un passo fondamentale per soddisfare la crescente domanda di soluzioni avanzate per la difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il supporto finanziario ottenuto attraverso il round di finanziamento di Serie A, guidato da HV Capital e con il contributo di Omnes Capital e degli investitori preesistenti, ha posto ARX in una posizione privilegiata per capitalizzare sulla crescente attenzione verso le tecnologie innovative nel campo della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18047,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/67dc3e7f3007b362d19dd52b-440e3827703945511a17e75b122b2c42-Robotics-System-p-2000-1024x977.jpg\" alt=\"ARX Robotics punta all'Europa: 31 milioni di euro per i suoi robot da battaglia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18047\" title=\"I robot da battaglia di ARX Robotics - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">ARX Robotics punta all'Europa: 31 milioni di euro per i suoi robot da battaglia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Europa Sostiene la Difesa e l'Innovazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'impegno della NATO e delle forze armate europee verso l'adozione di nuove tecnologie non è una novità. Nel marzo 2025, i leader dell'UE hanno approvato il piano \"ReArm Europe\", che prevede la mobilitazione di fino a 800 miliardi di euro nei prossimi quattro anni per potenziare le capacità militari del continente. Parallelamente, il governo britannico ha annunciato l'intenzione di aumentare la spesa per la difesa al 2,5% del PIL, destinando almeno il 10% di questo budget a tecnologie innovative. Un passo che conferma quanto l'Europa stia spingendo verso l'integrazione di soluzioni tecnologiche all'avanguardia nel settore della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, ARX Robotics si posiziona come uno dei protagonisti nel panorama della difesa europea, con la sua offerta di robot autonomi che promettono di cambiare il modo in cui vengono gestite le operazioni sul campo, migliorando l'efficienza e la sicurezza delle forze armate. La startup tedesca, con il suo approccio innovativo, sembra destinata a giocare un ruolo chiave nel futuro della difesa europea e globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:video {\"id\":18048} -->\n<figure class=\"wp-block-video\"><video controls src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/64bee21410bc55bb1f106bee_66bcd736d24378fe667cd347_ARX-Robotics-UGV-image-video-transcode.mp4\"></video></figure>\n<!-- /wp:video -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/674891385beb62d09ad639d9-66548614b8f3159fba74fc63-ARX-Commercial-p-2000.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"ARXRobotics, difesaeuropea, innovazionemilitare, robotautonomi","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-30 09:50:33","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18043-i-robot-da-battaglia-di-arx-robotics.mp4","galleria":""}
{"id":18033,"titolo":"164° Anniversario Esercito Italiano a Bari: Orari e Mappa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'<a href=\"https://www.esercito.difesa.it/Pagine/164-anniversario-esercito-italiano.aspx\">Esercito Italiano</a> si prepara a celebrare un traguardo storico: il 164° anniversario della propria costituzione. Un’occasione per riflettere sui decenni di impegno e sacrificio che questa Forza Armata ha dedicato alla difesa della Nazione e al supporto delle comunità italiane. Le celebrazioni si svolgeranno dal 1° al 4 maggio 2025 a Bari, in Piazza Libertà, dove sarà allestito un \"Villaggio Esercito\" che offrirà a tutti l'opportunità di conoscere da vicino il lavoro dei soldati, il loro impegno quotidiano e le tecnologie all’avanguardia con cui operano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il \"Villaggio Esercito\" sarà un'area dedicata alle attività interattive e alla mostra statica di mezzi e dispositivi militari, tutti accessibili al pubblico. Tra le attrazioni principali, i visitatori potranno ammirare la parete di arrampicata artificiale, i droni, il veicolo blindato Centauro 2, il VTMM Orso, l'elicottero AH129 Mangusta, un simulatore di volo e numerosi assetti EOD (Explosive Ordnance Disposal). Il tutto, al ritmo della musica di Radio Esercito, che accompagnerà la manifestazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La città di Bari, per l’occasione, diventa il cuore pulsante di una riflessione collettiva sull'importanza della Forza Armata nella vita quotidiana degli italiani, e il \"Villaggio Esercito\" si propone come punto di incontro tra il pubblico e i militari. Questo evento è un'opportunità unica di avvicinarsi al mondo dell’Esercito, scoprendo non solo le tecnologie più moderne, ma anche il valore delle tradizioni e del sacrificio che i soldati mettono ogni giorno al servizio del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18035,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"L'Esercito Italiano celebra il 164° anniversario della sua costituzione con un evento speciale a Bari - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/mappa2.jpg\" alt=\"L'Esercito Italiano celebra il 164° anniversario della sua costituzione con un evento speciale a Bari - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18035\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Esercito Italiano celebra il 164° anniversario della sua costituzione con un evento speciale a Bari - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il programma delle celebrazioni</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività del \"Villaggio Esercito\" inizieranno il 1° maggio con l'inaugurazione ufficiale. Alle 10:00, infatti, si terrà il taglio del nastro che darà il via alla manifestazione, seguito dall'alzabandiera con la partecipazione della Fanfara del 7° Reggimento Bersaglieri. La giornata continuerà con il concerto della fanfara, che sarà un momento di musica e spirito di corpo per tutti i presenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 2 maggio, una serie di eventi militari e cerimonie ufficiali prenderanno il via con la deposizione di una corona di alloro presso il Sacrario dei Caduti d'Oltremare. La giornata proseguirà con una sfilata della Brigata di formazione, seguita da una cerimonia militare che prevede il momento di massimo onore con il saluto alla Bandiera di Guerra dell’Esercito e ai Gonfaloni delle città. Non mancheranno momenti spettacolari come l’aviolancio dei paracadutisti del Reparto Addestramento Speciale (RAS) e la sfilata dei mezzi militari, tra cui veicoli blindati e altre attrezzature avanzate. La giornata si concluderà con un altro concerto della Fanfara del 7° Reggimento Bersaglieri, che si terrà presso Largo Luigi Giannella.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, il 4 maggio, dopo tre giorni di festeggiamenti e commemorazioni, il \"Villaggio Esercito\" chiuderà le sue porte con la cerimonia dell'ammainabandiera, simbolo del commiato e della fine dell'evento. La cerimonia segnerà la conclusione di un’importante riflessione sul valore e sul ruolo che l’Esercito ha nel quotidiano di ogni cittadino italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18036,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L'Esercito Italiano celebra il 164° anniversario della sua costituzione con un evento speciale a Bari - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-29-182102-1024x511.png\" alt=\"L'Esercito Italiano celebra il 164° anniversario della sua costituzione con un evento speciale a Bari - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18036\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Esercito Italiano celebra il 164° anniversario della sua costituzione con un evento speciale a Bari - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il \"Villaggio Esercito\" a Bari: un ponte tra l'Esercito e la popolazione</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evento non si limita solo a una celebrazione formale, ma rappresenta anche un’opportunità di avvicinamento tra la Forza Armata e la comunità locale. Il \"Villaggio Esercito\" è stato concepito per coinvolgere il pubblico, offrendo un'esperienza unica e interattiva. Le attività programmate daranno ai visitatori l’opportunità di conoscere da vicino le attrezzature e i veicoli utilizzati dai soldati, di vivere esperienze pratiche come l’arrampicata sulla parete artificiale e di assistere a simulazioni di volo e operazioni militari in tempo reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni giorno, i cittadini di Bari e i turisti che visiteranno la città potranno entrare in contatto con i militari, scoprire la preparazione e la formazione che li rende pronti a intervenire in situazioni di emergenza, sia a livello nazionale che internazionale. L’iniziativa contribuirà a rafforzare il legame di fiducia e di stima reciproca tra l’Esercito Italiano e la popolazione civile, evidenziando la vicinanza dei soldati alla società e il loro impegno nella protezione del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18037,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L'Esercito Italiano celebra il 164° anniversario della sua costituzione con un evento speciale a Bari - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-29-182614-1024x381.png\" alt=\"L'Esercito Italiano celebra il 164° anniversario della sua costituzione con un evento speciale a Bari - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18037\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Esercito Italiano celebra il 164° anniversario della sua costituzione con un evento speciale a Bari - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Orari di apertura del \"Villaggio Esercito\"</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il \"Villaggio Esercito\" sarà aperto al pubblico dal 1° al 4 maggio 2025 con i seguenti orari:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Mattina: dalle 10:00 alle 13:30</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sera: dalle 17:00 alle 21:30 (tranne il 4 maggio, giorno di chiusura anticipata)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si invita la cittadinanza a partecipare numerosa, per vivere insieme una grande festa di comunità e per rendere omaggio alla lunga storia dell’Esercito Italiano, che da 164 anni rappresenta un pilastro della sicurezza e della difesa del nostro Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/locandina-164-orizz.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"anniversario164, celebrazionebari, esercitoitaliano, forzarmata","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-29 17:29:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18033-164-anniversario-esercito-italiano-a-bari-orari-e-mappa.mp4","galleria":""}
{"id":17986,"titolo":"Un Simbolo di Dignità: la Piastrina di Riconoscimento dei Militari Italiani","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il riconoscimento dei militari, in particolare durante le operazioni di guerra o missioni fuori area, è un aspetto fondamentale per garantire la loro identità e la loro dignità. In situazioni di emergenza, come incidenti, prigionia o morte, la capacità di identificare rapidamente un soldato e raccogliere informazioni vitali può fare la differenza. Nel contesto delle forze armate italiane, il piastrino di riconoscimento riveste un ruolo cruciale. Questo piccolo e semplice strumento, che accompagna il militare durante il servizio, contiene informazioni essenziali come il nome, la data di nascita, il gruppo sanguigno e, se richiesto, la religione del soldato. La sua utilità è evidente, ma non si limita solo alla funzionalità: il piastrino è un simbolo di appartenenza e di sacrificio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo la<a href=\"https://www.difesa.it/sgd-dna/staff/dg/persomil/circolari/documentazione--prot-n-m-d-ab05933-reg2025-0164120-28-03-2025--piastrinomedaglioncino-di-riconoscimento-per-i-militari-delle-forze-armate-e-dellarma-dei-carabinieri/68626.html\"> Circolare Ministeriale del 28 marzo 2025</a>, firmata dal Vice Direttore Generale, Colonnello Fabrizio Ratto Vaquer, \"<strong>il piastrino/medaglioncino di riconoscimento è stato confermato come strumento fondamentale per identificare i militari delle Forze Armate e dell'Arma dei Carabinieri, in caso di prigionia, morte in tempo di guerra, o missioni fuori area</strong>\". Questo piccolo oggetto, che sembra quasi banale nella sua semplicità, è in realtà un testamento alla cura e all'attenzione con cui le forze armate italiane considerano la sicurezza e l'identità dei propri soldati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18025,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-29-073026-1.png\" alt=\"Un Simbolo di Dignità: la Piastrina di Riconoscimento dei Militari Italiani - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18025\" title=\"Un Simbolo di Dignità: la Piastrina di Riconoscimento dei Militari Italiani - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un Simbolo di Dignità: la Piastrina di Riconoscimento dei Militari Italiani - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Caratteristiche e modalità di utilizzo della piastrina</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il piastrino di riconoscimento è un dispositivo che deve essere indossato dai militari al collo, tramite una catenella, ed è realizzato in acciaio inossidabile resistente a temperature estreme. <strong>Le sue dimensioni standard sono di 34x45x0,8 millimetri, con una linea di frattura prestabilita che lo rende divisibile in due parti. Questa divisione è fondamentale in caso di morte del militare: la parte superiore, legata alla catenella, viene lasciata sulla salma, mentre la parte inferiore viene inviata al comando o all'ente preposto per le necessarie formalità amministrative e documentali.</strong> Le informazioni incise su di esso comprendono il nome, il cognome, il luogo e la data di nascita, il numero di matricola, il gruppo sanguigno e il fattore Rh, e la religione (se richiesta).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro aspetto importante è l'accuratezza dei dati contenuti nel piastrino. Secondo le disposizioni della circolare, l'esattezza del gruppo sanguigno e del fattore Rh è fondamentale, e per questo motivo, il personale delle Forze Armate deve garantire che ogni informazione sia corretta. Inoltre, la religione è un'informazione che viene incisa solo su esplicita richiesta del militare, e in caso di missioni in aree particolarmente critiche, come zone di conflitto, la decisione di includere o meno questo dato può essere riservata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La circolare conferma che, nonostante la sospensione della leva obbligatoria e la soppressione dei distretti militari, il piastrino rimane uno degli strumenti più importanti per la documentazione e l'identificazione dei militari in servizio. La sua funzione, oltre ad essere operativa, ha anche un forte valore simbolico, rappresentando un legame tra il militare e il suo paese, e un impegno verso la protezione dell’individuo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Significato simbolico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso degli anni, il piastrino ha avuto diversi significati, ma rimane sempre un simbolo di riconoscimento e di onore. Esso non è solo un documento d'identità, ma un testimone della vita e del sacrificio di chi ha scelto di servire la propria nazione. La sua funzione primaria è quella di garantire l’identificazione in caso di incidente, ma nel contesto delle forze armate italiane, rappresenta anche un punto di orgoglio e un segno di rispetto per chi serve.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il significato storico di questo oggetto risale a tempi lontani. Durante le guerre mondiali, il bisogno di identificare i soldati divenne sempre più urgente. I soldati italiani, così come quelli delle altre nazioni, iniziarono a portare con sé un piccolo pezzo di metallo che contenesse le informazioni personali essenziali. Questi piastrini venivano spesso utilizzati per identificare i caduti in battaglia e garantire che le loro famiglie potessero ottenere le informazioni necessarie in caso di morte. Il piastrino, dunque, rappresenta la memoria storica di un'epoca in cui ogni soldato doveva affrontare il rischio di non tornare mai a casa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto più moderno, l'importanza del piastrino non è cambiata. Sebbene le modalità di guerra siano mutate, e le tecnologie per l'identificazione dei soldati siano progredite, il piastrino rimane una parte insostituibile del corredo del militare. Esso si inserisce in un sistema di sicurezza che oggi include anche altre forme di identificazione, ma la sua semplicità e simbolismo sono ciò che lo rende un oggetto intramontabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alla funzione di identificazione, il piastrino di riconoscimento è diventato un emblema di coraggio e sacrificio, un testimone silenzioso dei milioni di soldati che hanno servito e che continuano a servire in tutto il mondo. La sua presenza attesta un impegno profondo verso la protezione e la sicurezza della propria nazione, anche a costo della vita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Circolare Ministeriale del 28 marzo 2025, confermando l'uso del piastrino come \"completamento della documentazione matricolare\", sottolinea anche come la sua importanza vada oltre la funzione pratica. È un segno di identità, ma anche di rispetto, per chi ha dedicato la propria vita alla difesa del paese, confermando che, sebbene le tecnologie possano cambiare, certi simboli restano immutati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":18030,\"href\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/circolare.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/circolare.pdf\" type=\"application/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"circolare\"></object><a id=\"wp-block-file--media-4baf220f-bbe0-4996-8e43-06bc47f36291\" href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/circolare.pdf\">circolare</a><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/circolare.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-4baf220f-bbe0-4996-8e43-06bc47f36291\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/xxddd.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"ForzeArmate, identificazione, memoria, piastrineidentificative","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-29 17:14:55","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/sgd-dna/staff/dg/persomil/circolari/documentazione--prot-n-m-d-ab05933-reg2025-0164120-28-03-2025--piastrinomedaglioncino-di-riconoscimento-per-i-militari-delle-forze-armate-e-dellarma-dei-carabinieri/68626.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17986-un-simbolo-di-dignita-la-piastrina-militari.mp4","galleria":""}
{"id":18016,"titolo":"L’AVES  riceve UH-169D LUH: Elicottero Multiruolo Leggero di Ultima Generazione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 28 aprile 2025, l’Esercito Italiano ha compiuto un significativo passo avanti nel processo di modernizzazione della sua flotta di elicotteri. In una cerimonia tenutasi presso l’hangar del 28° Gruppo Squadroni “Tucano” a Viterbo, è stato consegnato il primo esemplare dell'elicottero multiruolo leggero UH-169D LUH (Light Utility Helicopter), un modello che segna un’importante evoluzione nelle capacità operative e tecnologiche dell’Aviazione dell’Esercito (AVES). La cerimonia ha visto la partecipazione del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, dei vertici della Direzione Armamenti Aeronautici e Aeronavigabilità (DAAA), e dei rappresentanti della Leonardo Elicotteri S.p.A.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’UH-169D è il risultato di una collaborazione stretta tra l'Esercito Italiano, il Segretariato Generale della Difesa – Direzione Armamenti Aeronautici e Aeronavigabilità, e la Leonardo Elicotteri. Questo nuovo elicottero, che si inserisce all’interno di un piano di modernizzazione globale della flotta, rappresenta un deciso balzo in avanti in termini di tecnologia e capacità operative. Il modello è stato sviluppato sulla base dell’elicottero AW169M, una versione militare dell’elicottero bimotore Leonardo AW169 di ultima generazione, e risponde alle mutevoli esigenze delle operazioni moderne. Il programma prevede la sostituzione progressiva degli elicotteri più vecchi come AB206, AB205, AB212 e AB412, che saranno sostituiti per garantire un’efficienza maggiore in termini di logistica, operazioni e addestramento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18019,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"L’AVES  riceve UH-169D LUH: Elicottero Multiruolo Leggero di Ultima Generazione - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/2-002-1.jpg\" alt=\"L’AVES  riceve UH-169D LUH: Elicottero Multiruolo Leggero di Ultima Generazione - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18019\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’AVES  riceve UH-169D LUH: Elicottero Multiruolo Leggero di Ultima Generazione - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un Elicottero Adatto alle Esigenze Moderne</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’UH-169D è un elicottero multiruolo avanzato, progettato per svolgere una vasta gamma di missioni, tra cui il trasporto utility, le operazioni di MEDEVAC (Medical Evacuation) e CASEVAC (Casualty Evacuation). Grazie alla sua configurazione versatile, questo modello rappresenta un elemento fondamentale per il potenziamento della sicurezza nazionale e per le operazioni internazionali dell’Esercito Italiano. Il nuovo elicottero, infatti, consente di rispondere con maggiore efficacia a scenari complessi e incerti, dove la rapidità e la flessibilità sono essenziali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei vantaggi principali dell’UH-169D è la possibilità di operare in sinergia con altre flotte di elicotteri AW169, già presenti in Italia in vari ambiti, tra cui le forze di polizia e i servizi di pubblica utilità. Questa interoperabilità garantisce una maggiore efficienza nelle operazioni congiunte, che possono essere condotte con maggiore sicurezza e coordinamento tra le diverse forze governative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18020,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’AVES  riceve UH-169D LUH: Elicottero Multiruolo Leggero di Ultima Generazione - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/UH169D-250428-4-1024x683.png\" alt=\"L’AVES  riceve UH-169D LUH: Elicottero Multiruolo Leggero di Ultima Generazione - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18020\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’AVES  riceve UH-169D LUH: Elicottero Multiruolo Leggero di Ultima Generazione - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Innovazione e Interoperabilità</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la cerimonia di consegna, Gian Piero Cutillo, Managing Director di Leonardo Elicotteri, ha sottolineato come il nuovo elicottero rappresenti l'inizio di una “nuova era” per l’Esercito Italiano, grazie a capacità avanzate di supporto tecnico, flessibilità nelle missioni e interoperabilità nel settore degli elicotteri leggeri. La partnership tra Leonardo e l’Esercito, che dura da decenni, ha portato alla realizzazione di un velivolo che risponde appieno alle esigenze operative del personale militare, ottimizzando la capacità di risposta in scenari complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Masiello, nel suo intervento, ha evidenziato l'importanza di questo risultato per il futuro dell'Esercito Italiano. La modernizzazione della flotta di elicotteri rappresenta, infatti, una parte fondamentale del piano di sviluppo della Forza Armata, che punta a garantire ai soldati gli strumenti migliori per operare in prima linea. La sinergia tra le istituzioni e l’industria, come quella tra il Ministero della Difesa e Leonardo Elicotteri, è essenziale per il successo di programmi ambiziosi come il LUH, che soddisfano le richieste di un ambiente operativo sempre più dinamico e complesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tecnologia e Capacità Avanzate</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’UH-169D è caratterizzato da una serie di innovazioni che lo rendono altamente performante. Il sistema propulsivo avanzato garantisce alte prestazioni in tutte le condizioni operative, anche in alta quota e in presenza di temperature elevate. La cabina, tra le più spaziose della sua categoria, permette una rapida riconfigurazione e un ingresso facilitato, mentre l’avionica digitale di ultima generazione offre ai piloti una visibilità senza precedenti e una maggiore consapevolezza situazionale. Questo rende l’UH-169D ideale per affrontare una varietà di missioni in ambito operativo, sia nazionale che internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18021,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’AVES  riceve UH-169D LUH: Elicottero Multiruolo Leggero di Ultima Generazione - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/UH169D-250428-7-1024x702.png\" alt=\"L’AVES  riceve UH-169D LUH: Elicottero Multiruolo Leggero di Ultima Generazione - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18021\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’AVES  riceve UH-169D LUH: Elicottero Multiruolo Leggero di Ultima Generazione - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un Futuro Promettente</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma UH-169D prevede l’acquisizione di 25 unità, e rappresenta una pietra miliare nel rafforzamento delle capacità operative dell’Aviazione dell’Esercito. Il primo esemplare segue la consegna di due elicotteri da addestramento UH-169B, che hanno permesso agli equipaggi di acquisire familiarità con le caratteristiche del nuovo modello. Il piano di modernizzazione non si ferma qui: l’obiettivo è quello di dotare l’Esercito di una flotta moderna e altamente efficiente, pronta a rispondere a tutte le sfide che il futuro operativo riserverà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, l’introduzione dell’UH-169D rappresenta non solo un avanzamento tecnologico significativo, ma anche un rafforzamento della capacità di risposta dell’Esercito Italiano in ambito nazionale e internazionale. Questo nuovo elicottero multiruolo leggero, frutto della collaborazione tra l’Esercito e Leonardo, è destinato a diventare uno degli strumenti fondamentali per le operazioni della Forza Armata nei decenni a venire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/UH169D-250428-3.png","categoria":"Nazionali","tags":"aviazione, elicottero, esercito, ulh169d","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-29 16:40:56","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18016-laves-riceve-uh-169d-luh-elicottero-multiruolo-leggero-di-ultima-generazione.mp4","galleria":""}
{"id":18009,"titolo":"L'ultimo saluto al Generale Celentano presso l’ospedale \"Le Scotte\" di Siena","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La salma del <strong>Generale Enrico Celentano</strong>, già <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\">Comandante della Folgore tra il 1997 ed 1999</a>, scomparso ieri<a href=\"https://brigatafolgore.net/e-morto-il-generale-celentano-oggi-lultimo-salto-verso-il-cielo-delluomo-folgore/\"> 28 aprile 2025 alle ore <strong>18:30</strong></a> dopo il riacutizzarsi di una lunga malattia, sarà esposta presso la sala mortuaria dell’<strong>ospedale \"Le Scotte\" di Siena</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Sarà possibile rendergli omaggio dalle <strong>ore 12:00 di oggi, 29 aprile 2025</strong>, fino a tutta la giornata di domani, <strong>30 aprile 2025</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Per espressa volontà della famiglia, <strong>i funerali si svolgeranno in forma strettamente privata</strong>, nel pieno rispetto della loro riservatezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Lo si apprende grazie ad un post su Facebook del <strong>Generale in congedo Sergio Fucito</strong>, volto storico del <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\">186º Reggimento Paracadutisti Folgore</a></strong>, reparto che il <strong>Generale Celentano</strong>, allora <strong>Colonnello</strong> aveva Comandato tra il <strong>1992 e il 1994</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il Generale Celentano ha incarnato per tutta la sua carriera i valori della Folgore: <strong>disciplina, coraggio, lealtà</strong>. La sua figura resta indelebile nella memoria di chi ha avuto l'onore di servirgli accanto e di tutta la famiglia dei Baschi Amaranto d'Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>A Lui va il nostro pensiero, e il nostro fiero saluto, sull'attenti, in maniera formale e disciplinata, da Veri Paracadutisti: <strong>“Cieli Blu, Signor Generale!\"</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/generale-enrico-celentano.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"aquila1, folgore, generalecelentano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-29 13:40:22","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/18009-lultimo-saluto-al-generale-celentano-presso-lospedale-le-scotte-di-siena.mp4","galleria":""}
{"id":17990,"titolo":"I Paracadutisti del 183º Nembo in azione nel sud del Kosovo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Negli ultimi giorni, i paracadutisti italiani del <a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\">183° Reggimento \"Nembo\"</a>, storico reggimento della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Brigata Paracadutisti \"Folgore\"</a>, hanno condotto un'importante attività di monitoraggio nel sud del Kosovo, nell’ambito della missione internazionale KFOR (Kosovo Force). Questa operazione si inserisce nel più ampio impegno dell’Italia per la sicurezza e la stabilità dei Balcani Occidentali, confermando ancora una volta la professionalità e l'efficacia delle nostre Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":18001,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/183-kosovo-2025-00011-1024x682.jpg\" alt=\"Paracadutisti del 183º Nembo in Azione nel Sud del Kosovo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-18001\" title=\"I Paracadutisti del 183º Nembo in Azione nel Sud del Kosovo - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il personale italiano, inquadrato sotto il comando del Regional Command West, ha intensificato il pattugliamento e la sorveglianza del territorio, con l'obiettivo di supportare la sicurezza e garantire la libertà di movimento per tutti i cittadini della regione. Queste attività non solo mirano a prevenire possibili tensioni, ma contribuiscono anche a creare un ambiente più sicuro e sereno per le comunità locali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17996,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/183-kosovo-2025-00006-1024x682.jpg\" alt=\"Paracadutisti del 183º Nembo in Azione nel Sud del Kosovo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17996\" title=\"I Paracadutisti del 183º Nembo in Azione nel Sud del Kosovo - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Un aspetto particolarmente rilevante di questa operazione è stato l’interazione diretta con la popolazione civile e le autorità locali. I paracadutisti del 183° \"Nembo\" hanno avuto l’opportunità di incontrare cittadini, amministratori e rappresentanti delle istituzioni kosovare, rafforzando così i rapporti di fiducia reciproca. Questo tipo di approccio, basato sul dialogo e sulla presenza costante, è uno dei pilastri fondamentali su cui si fonda la credibilità e l’efficacia della missione KFOR.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17992,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/183-kosovo-2025-00002-1024x682.jpg\" alt=\"Paracadutisti del 183º Nembo in Azione nel Sud del Kosovo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17992\" title=\"I Paracadutisti del 183º Nembo in Azione nel Sud del Kosovo - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La presenza dei soldati italiani, riconosciuta come imparziale e rispettosa delle diverse etnie e culture presenti nel Kosovo, continua a rappresentare un punto di riferimento per la stabilità locale. Le attività di monitoraggio e pattugliamento sono parte integrante del mandato conferito alla KFOR dalla Risoluzione 1244 delle Nazioni Unite, approvata il 10 giugno 1999, che stabilisce il compito della missione di garantire la sicurezza e sostenere il processo di ricostruzione del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17999,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/183-kosovo-2025-00009-1024x683.jpg\" alt=\"Paracadutisti del 183º Nembo in Azione nel Sud del Kosovo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17999\" title=\"I Paracadutisti del 183º Nembo in Azione nel Sud del Kosovo - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il comando della missione KFOR è attualmente affidato al Generale di Divisione Enrico Barduani, che ha assunto l’incarico l’11 ottobre 2024. Sotto la sua guida, la missione continua a operare con l'obiettivo di mantenere un ambiente sicuro e protetto, favorendo al contempo il dialogo e la cooperazione tra le diverse comunità kosovare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17995,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/183-kosovo-2025-00005-1024x683.jpg\" alt=\"Paracadutisti del 183º Nembo in Azione nel Sud del Kosovo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17995\" title=\"I Paracadutisti del 183º Nembo in Azione nel Sud del Kosovo - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’impegno dell’Italia in Kosovo non è solo militare, ma ha anche una forte valenza diplomatica e politica. Essere presenti sul terreno significa contribuire direttamente alla pace e alla sicurezza internazionale, oltre a consolidare la posizione dell’Italia come protagonista responsabile nelle missioni di pace sotto l'egida delle Nazioni Unite e della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17994,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/183-kosovo-2025-00004-1024x683.jpg\" alt=\"Paracadutisti del 183º Nembo in Azione nel Sud del Kosovo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17994\" title=\"I Paracadutisti del 183º Nembo in Azione nel Sud del Kosovo - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’operazione recentemente condotta dal 183° Reggimento \"Nembo\" testimonia ancora una volta il livello di preparazione, dedizione e umanità che caratterizza i nostri paracadutisti. La Brigata \"Folgore\", da sempre sinonimo di eccellenza nelle operazioni militari, dimostra ancora una volta di essere all’altezza dei compiti più delicati, portando avanti una tradizione di onore e servizio che rende orgoglioso tutto il Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17993,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/183-kosovo-2025-00003-1024x682.jpg\" alt=\"Paracadutisti del 183º Nembo in Azione nel Sud del Kosovo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17993\" title=\"I Paracadutisti del 183º Nembo in Azione nel Sud del Kosovo - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La loro presenza nel sud del Kosovo è più di una semplice attività di sicurezza: è un segno concreto di solidarietà, sostegno e speranza per una regione che ancora oggi lavora per superare le ferite del passato e costruire un futuro di pace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Fonte: NATO - Regional Command West</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/183-kosovo-2025-00007.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"folgore, NATO, nembo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-29 10:05:56","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17990-paracadutisti-del-183o-nembo-in-azione-nel-sud-del-kosovo.mp4","galleria":""}
{"id":17973,"titolo":"È scomparso il Generale Celentano. Oggi l'ultimo salto verso il cielo dell'UOMO FOLGORE","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong><strong>Oggi, 28 aprile 2025, alle ore 18:30, il Generale di Divisione Enrico Celentano ha compiuto il suo ultimo salto verso il cielo.</strong></strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nato <strong>il 18 settembre 1943 nel Rione V “Ponte” di Roma</strong>, Enrico Celentano apparteneva a una famiglia profondamente legata al mondo delle aviotruppe: suo padre aveva infatti prestato servizio come <strong>Paracadutista di leva nella Divisione “NEMBO” durante la Seconda Guerra Mondiale</strong>. Cresciuto tra i racconti e i valori della tradizione aviolancistica, Celentano ha abbracciato fin da giovane l'Ideale del Paracadutismo Militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il 9 novembre 1958 consegue <em>l’Abilitazione al lancio con paracadute</em> presso l'aeroporto di Guidonia, vicino Roma, primo passo di un lungo cammino di dedizione assoluta alla Patria. Nel 1964 inizia il suo percorso all'Accademia Militare di Modena (21° Corso), proseguendo alla Scuola di Applicazione d’Arma di Torino. In un'epoca in cui non era possibile accedere direttamente alla Folgore, viene assegnato ai Bersaglieri. Frequenta il Corso Tecnico Applicativo a Caserta e il <strong>17° Corso di Ardimento alla Scuola di Fanteria di Cesano di Roma, classificandosi primo</strong> e guadagnandosi così il passaggio nei Reparti Operativi della Forza Armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Da quel momento, la carriera del Generale Celentano si distingue per incarichi di altissimo profilo. Ricopre ruoli chiave, tra cui:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Comandante della 1ª Compagnia della Scuola Militare di Paracadutismo a Pisa (1970-1973)</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Comandante della 4ª Compagnia \"Falchi\" del 2º Battaglione Par. \"Tarquinia\" (1970-1973);</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ufficiale addetto alle Operazioni ed all’Addestramento del II Battaglione del 1° Reggimento Paracadutisti in Livorno (1973 - 1974);</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fondatore e Comandante della Compagnia Esplorante Paracadutisti, unità autonoma alle dirette dipendenze del Comando Brigata, nelle Sedi di Pisa (1975 – 1977) e Siena (1977 – 1980).</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel corso degli anni '80 e '90, la sua esperienza si amplia ulteriormente. Frequenta i corsi di Stato Maggiore presso la Scuola di Guerra di Civitavecchia, e serve come Ufficiale addetto alle Operazioni e agli Allarmi presso lo Stato Maggiore della Difesa. Nel 1987 assume il Comando del <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\"><strong>2° Battaglione Paracadutisti \"Tarquinia\"</strong></a>, e nel 1992 prende il comando del <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\"><strong>186° Reggimento Paracadutisti \"Folgore\"</strong></a>, guidandolo nelle <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/vespri-siciliani-sicilia-1992/\">Operazioni \"Vespri Siciliani\" a Palermo</a></strong> e <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/loperazione-ibis/\">\"Ibis\" in Somalia</a></strong>, missioni che lo vedono impegnato per oltre nove mesi in aree operative complesse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel triennio 1997–1999 ricopre il prestigioso incarico di <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\"><strong>Comandante della Brigata Paracadutisti \"Folgore\"</strong></a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Parallelamente alla carriera operativa, il Generale Celentano consegue la <strong>Laurea in Scienze Strategiche</strong> e arricchisce il suo profilo tecnico-militare con i <strong>brevetti di paracadutista della Germania, degli Stati Uniti (sia Esercito che Marines) e del Canada</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel 2001, raggiunti i limiti d’età per il grado rivestito, passa in Ausiliaria e successivamente nella Riserva.<br>Senza figli, <strong>dedicò la sua intera esistenza alla formazione e alla crescita morale e professionale delle giovani generazioni di Militari</strong>, trasferendo loro valori come il coraggio, la disciplina e il senso di appartenenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Ritiratosi a <strong>Orli di Casole d’Elsa</strong>, piccolo borgo immerso nella campagna toscana, viveva in compagnia della moglie Rita e del fedele cane Lasco, <strong>in un luogo scelto non a caso: a 420 metri sul livello del mare, quasi la stessa altitudine di un lancio vincolato</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come <a href=\"https://assopar.it/2025/04/28/e-passato-a-miglior-vita-il-generale-celentano/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">si legge sul sito dell'ANPd'I</a>, per mano del Generale Bertolini, <strong>Celentano è venuto a mancare dopo il riacutizzarsi di una grave malattia</strong>, contro la quale aveva lottato per anni e che di recente lo aveva costretto al ricovero <strong>presso l’Ospedale di Siena</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Oggi, i Paracadutisti d'Italia si pongono sull'attenti salutando il Generale Celentano, emblema eterno dell'Ideale più puro del Paracadutismo Militare Italiano.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il suo esempio, la sua storia e i suoi insegnamenti continueranno a vivere nelle generazioni future di Paracadutisti, custodi di quei valori che il Generale ha onorato per tutta la vita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>FOLGORE Comandante Celentano!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/generale-celentano.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"aquila1, folgore, generalecelentano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-28 18:37:54","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17973-e-morto-il-generale-celentano-oggi-lultimo-salto-verso-il-cielo-delluomo-folgore.mp4","galleria":""}
{"id":17959,"titolo":"Hypershell Pro X: Potenziale Impiego per i Militari, in particolare per i Paracadutisti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L<a href=\"https://eu.hypershell.tech/it-it/?gad_source=1&amp;gclid=Cj0KCQjwzrzABhD8ARIsANlSWNPGOJAybkaAHlGuhz-i22jEjD7GIER3jyQT_ABUdOU3vjYN7HulmZQaAgawEALw_wcB\">'Hypershell Pro X</a> è un esoscheletro di ultima generazione che ha suscitato un notevole interesse nel settore dell'escursionismo, del trekking e, più in generale, in tutte le attività che richiedono sforzi fisici intensi. Leggero, potente e dotato di intelligenza artificiale, questo dispositivo offre una marcia in più per chi desidera affrontare terreni difficili o escursioni impegnative, riducendo notevolmente la fatica e migliorando l’efficienza dei movimenti. Sebbene inizialmente progettato per escursionisti e appassionati di outdoor, l’Hypershell Pro X ha il potenziale per essere un alleato fondamentale anche per le forze armate, in particolare per i paracadutisti, che si trovano ad affrontare missioni ad alta intensità fisica e condizioni difficili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Dispositivo Versatile per le Forze Armate</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il concetto alla base dell’Hypershell Pro X è quello di potenziare le capacità fisiche dell’utente, alleggerendo il carico e riducendo la fatica muscolare durante l'attività fisica. Per un paracadutista, che spesso si trova a portare carichi pesanti, a dover affrontare lunghe distanze o a dover reagire velocemente in situazioni difficili, un supporto di questo tipo potrebbe rappresentare una vera e propria rivoluzione. Immaginate di dover affrontare una marcia pesante con zaini da oltre 30 kg, su terreni accidentati e ripidi, magari sotto il peso della tensione psicologica di un'operazione in corso: l’Hypershell Pro X, con la sua capacità di ridurre il peso percepito di fino a 30 kg, potrebbe fare una differenza significativa, consentendo ai paracadutisti di mantenere un alto livello di prestazione senza compromettere la loro energia o capacità di movimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17963,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Hypershell-GoX-and-ProX-Exoskeleton-1-1024x683.jpg\" alt=\"Hypershell Pro X: Potenziale Impiego per i Militari, in particolare per i Paracadutisti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17963\" title=\"Hypershell Pro X: Potenziale Impiego per i Militari, in particolare per i Paracadutisti - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Hypershell Pro X: Potenziale Impiego per i Militari, in particolare per i Paracadutisti - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Tecnologia al Servizio del Movimento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’aspetto più interessante di questo esoscheletro è la sua capacità di adattarsi in tempo reale ai movimenti dell’utente grazie all’intelligenza artificiale. L’Hypershell Pro X utilizza il MotionEngine, che analizza i movimenti e li prevede, regolando la potenza dei motori istantaneamente. Questa caratteristica risulta particolarmente utile per i paracadutisti, che devono adattarsi a variazioni rapide del terreno, affrontare discesa e salita, e muoversi in maniera fluida in ambienti dinamici. L’esoscheletro non impedisce i movimenti naturali del corpo, ma offre il supporto necessario per ridurre lo sforzo muscolare, aiutando a mantenere il passo anche in condizioni di affaticamento elevato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l’uso su terreni difficili, il dispositivo non si limita a sostenere l'utente, ma agisce in modo da non interferire con il movimento, garantendo una libertà di azione che è fondamentale in ambito militare. La sua capacità di non limitare i 300° di torsione a livello delle giunture rende l’esoscheletro altamente versatile, rispondendo perfettamente alle esigenze di chi deve muoversi con rapidità e precisione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17964,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/2024-01-09-Hypershell-exoskeleton-terrain-1024x793.jpg\" alt=\"Hypershell Pro X: Potenziale Impiego per i Militari, in particolare per i Paracadutisti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17964\" title=\"Hypershell Pro X: Potenziale Impiego per i Militari, in particolare per i Paracadutisti - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Hypershell Pro X: Potenziale Impiego per i Militari, in particolare per i Paracadutisti - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Alleggerimento del Carico Fisico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per i paracadutisti, l’aspetto legato alla gestione del carico è cruciale. I paracadutisti devono essere in grado di trasportare equipaggiamento pesante, come armi, munizioni e materiali di supporto, spesso per lunghe distanze e in condizioni ambientali ostili. L'Hypershell Pro X, grazie alla sua capacità di ridurre il peso percepito e di bilanciare meglio il carico sulla parte inferiore del corpo, potrebbe alleviare una parte del carico fisico, consentendo ai soldati di risparmiare energia e ridurre il rischio di infortuni legati alla fatica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo alleggerimento è particolarmente importante durante le lunghe marce o quando i soldati devono percorrere terreni difficili, come sabbia, fango o rocce. Il supporto ai fianchi e alle ginocchia, abbinato alla potenza dei motori brushless da 800W, permette di affrontare salite ripide e terreni sconnessi con maggiore facilità, riducendo lo stress sulle articolazioni e migliorando l’efficienza energetica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Resistenza e Affidabilità in Ambienti Estremi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro aspetto cruciale per l’utilizzo militare è la resistenza dell’esoscheletro alle condizioni ambientali difficili. L’Hypershell Pro X è stato progettato con materiali durevoli, come alluminio e fibra di carbonio, e vanta una certificazione IP54 che lo rende resistente a polvere e acqua. Questa robustezza lo rende particolarmente adatto a missioni in ambienti estremi, dove le condizioni meteorologiche possono essere sfavorevoli, come in ambienti umidi, polverosi o durante l’esposizione alla pioggia leggera. La capacità di operare anche a temperature fino a -20°C rende l’Hypershell Pro X un dispositivo utilizzabile in tutte le stagioni, offrendo un ulteriore vantaggio per le operazioni militari che possono svolgersi in condizioni climatiche severe.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Potenzialità per la Riabilitazione e Recupero</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre al suo impiego durante le missioni, l’Hypershell Pro X potrebbe avere anche un utilizzo complementare nel processo di recupero fisico dei soldati. Un paracadutista che ha subito un infortunio muscolare o articolare potrebbe trarre beneficio dall’utilizzo di questo esoscheletro per accelerare il recupero, grazie alla riduzione della fatica muscolare durante le prime fasi della riabilitazione. Inoltre, il dispositivo potrebbe essere utilizzato per allenamenti specifici, come marce e corse su terreni difficili, senza mettere eccessiva pressione sul corpo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17965,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/sniper-of-the-185th-rrao-reconnaissance-and-target-v0-mrxc3yfr147a1.webp\" alt=\"Hypershell Pro X: Potenziale Impiego per i Militari, in particolare per i Paracadutisti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17965\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Hypershell Pro X: Potenziale Impiego per i Militari, in particolare per i Paracadutisti - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Hypershell Pro X: Potenziale Impiego per i Militari, in particolare per i Paracadutisti - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Hypershell Pro X rappresenta una grande innovazione nel campo della mobilità e del supporto fisico. Per i militari, e in particolare per i paracadutisti, questo esoscheletro potrebbe trasformarsi in un dispositivo cruciale per migliorare l'efficienza nelle operazioni sul campo, ridurre la fatica e i rischi di infortuni, e potenziare le performance in situazioni di alta intensità fisica. Sebbene vi siano ancora alcune criticità, come la necessità di un adattamento alla vestibilità e l’autonomia della batteria in modalità più intensive, il prezzo accessibile e la promessa di un supporto continuo per le attività fisiche più impegnative fanno dell’Hypershell Pro X una soluzione che potrebbe aprire nuovi orizzonti nell’equipaggiamento per le forze armate del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://www.youtube.com/watch?v=zqWnPFjlVUo\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://www.youtube.com/watch?v=zqWnPFjlVUo\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/hypershell-10.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"esoscheletro, militari, paracadutisti, tecnologia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-28 17:52:31","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://eu.hypershell.tech/it-it/?gad_source=1&gclid=Cj0KCQjwzrzABhD8ARIsANlSWNPGOJAybkaAHlGuhz-i22jEjD7GIER3jyQT_ABUdOU3vjYN7HulmZQaAgawEALw_wcB","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17959-hypershell-pro-x-impiego-militari-paracadutisti.mp4","galleria":""}
{"id":17953,"titolo":"Trump chiede all'Europa di sapersi difendere, risollevarsi non sarà semplice.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Negli ultimi anni, la politica estera di Donald Trump ha avuto un impatto significativo sulle dinamiche di difesa dell'Europa</strong>. Le sue ripetute minacce di non difendere i membri della NATO hanno spinto i paesi europei a riflettere seriamente sulla necessità di rafforzare le proprie capacità difensive. La guerra in Ucraina ha ulteriormente esacerbato la situazione, portando a un nuovo slancio politico e a una volontà mai vista prima di investire di più nella difesa. Tuttavia, sebbene l'Europa stia compiendo passi importanti, le sfide da superare sono ancora molte, in particolare quelle legate alla frammentazione dell'industria della difesa e alla dipendenza dagli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Minaccia di Trump e la Risposta Europea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Donald Trump ha messo sotto pressione i suoi alleati NATO durante la sua presidenza, accusandoli di spendere troppo poco per la loro difesa. Le sue dichiarazioni, che minacciavano di ritirare il supporto militare americano in caso di necessità, hanno avuto un effetto galvanizzante in Europa. <strong>Per la prima volta, i paesi europei hanno cominciato a riconoscere la necessità di diventare più indipendenti dal punto di vista della difesa e di investire in modo significativo in capacità proprie.</strong> Un esempio evidente è il caso della Spagna, che per anni ha tracciato un basso livello di spesa per la difesa rispetto agli altri membri NATO. Nel 2025, la Spagna ha deciso di aumentare notevolmente il suo budget per raggiungere l’obiettivo del 2% del PIL stabilito dalla NATO. <strong>A livello europeo, però, il cambiamento non è immediato e l'intera industria della difesa deve essere ristrutturata per affrontare le sfide della sicurezza in modo più autonomo.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17668,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Trump chiede all'Europa di sapersi difendere, risollevarsi non sarà semplice. - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/sanchez-1024x648.jpg\" alt=\"Spesa militare, l’Italia dà la scossa: anche la Spagna accelera e punta al 2% - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17668\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Spesa militare, l’Italia dà la scossa: anche la Spagna accelera al 2% - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Frammentazione dell'Industria della Difesa Europea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una delle principali difficoltà che l'Europa deve affrontare nella sua ricerca di autonomia difensiva è la frammentazione dell'industria della difesa. In Europa, molti paesi continuano a favorire le proprie aziende locali, evitando collaborazioni transnazionali che potrebbero ridurre i costi e migliorare l'interoperabilità. Questo ha portato a una situazione in cui, ad esempio, <strong>ci sono almeno 12 modelli di carri armati prodotti nell'Unione Europea</strong>, rispetto a un solo modello utilizzato dall'esercito degli Stati Uniti. Allo stesso tempo, <strong>l’Europa continua a dipendere dagli Stati Uniti per molte forniture e tecnologie, come nel caso degli aerei da rifornimento Airbus A330 MRTT, che utilizzano componenti e software prodotti negli Stati Uniti. </strong>Questa dipendenza è particolarmente evidente nel settore della difesa aerea, dove l’Europa importa più della metà dei suoi equipaggiamenti dagli Stati Uniti. Superare questa dipendenza richiederà anni di investimenti e una visione comune a livello di Unione Europea, così come una ristrutturazione profonda del settore della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17755,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Trump chiede all'Europa di sapersi difendere, risollevarsi non sarà semplice. - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/6-1024x682.jpeg\" alt=\"Scudo 25: Brigata Pinerolo, 9° “Rombo” e 4° “Ranger” testano le nuove capacità digitali e tecnologiche - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17755\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Scudo 25: Pinerolo, Rombo e Ranger testano le nuove capacità digitali - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Speranza per il Futuro: Investire nell'Industria della Difesa Europea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante le sfide, ci sono segnali positivi per il futuro. L’Unione Europea ha messo sul tavolo una proposta da 150 miliardi di euro per finanziare l'acquisto di sistemi di difesa aerea, droni e altre tecnologie strategiche. Questo pacchetto include misure per semplificare le regole di bilancio per la difesa e riallocare i fondi dell'UE per riflettere le priorità di sicurezza. <strong>Un aspetto fondamentale di questa proposta è l’incoraggiamento alla cooperazione tra i paesi membri, che dovranno acquistare almeno il 40% dei loro equipaggiamenti difensivi in collaborazione tra loro e scambiarsi il 35% dei beni di difesa entro il 2030</strong>. Questo approccio mira a ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti e a promuovere un'industria della difesa europea più integrata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, Airbus e altre aziende europee vedono la possibilità di crescere e svilupparsi grazie al crescente sostegno politico e finanziario da parte dell’Unione Europea. Jean-Brice Dumont, responsabile della divisione aerea di Airbus, ha sottolineato l'importanza di investire nell'industria della difesa europea per garantire la sicurezza a lungo termine del continente. L’Europa ha dunque una grande opportunità di costruire un futuro più sicuro e indipendente, ma per farlo deve affrontare la sfida di superare la frammentazione industriale e adottare una visione comune per la difesa del continente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La risposta europea alle minacce di Trump e alle necessità imposte dalla guerra in Ucraina è un passo importante verso una maggiore autonomia difensiva. Tuttavia, il cammino verso un'Europa pienamente autosufficiente è ancora lungo e le sfide sono molte. <strong>La frammentazione dell’industria della difesa e la dipendenza dalle forniture esterne sono ostacoli significativi, ma con investimenti mirati e una strategia comune, l’Europa può costruire una difesa solida e indipendente.</strong> La volontà politica è cresciuta, ma ora è necessario che questa si traduca in azioni concrete per affrontare le sfide del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/ursulajj-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesaeuropa, industriaarmamenti, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-28 17:20:04","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.military.com/daily-news/2025/04/28/trumps-threats-gave-europe-political-will-spend-more-defense-challenges-are-ahead.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17953-trump-chiede-alleuropa-di-sapersi-difendere-risollevarsi-non-sara-semplice.mp4","galleria":""}
{"id":17943,"titolo":"La NATO chieda rapporto a Trump","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <a href=\"https://www.nato.int/cps/en/natohq/news_234800.htm\">Segretario Generale della NATO, Mark Rutte</a>, ha recentemente concluso una visita negli Stati Uniti, che ha avuto come obiettivo centrale il rafforzamento della cooperazione tra la NATO e gli Stati Uniti in preparazione per il vertice che si terrà all'Aia. Durante la sua visita, Rutte ha avuto incontri di alto livello con importanti esponenti politici e militari, inclusi il Presidente Donald Trump e il Segretario alla Difesa Pete Hegseth, presso il Pentagono.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il vertice in programma all'Aia si preannuncia come un evento cruciale per il futuro della NATO e per la sicurezza transatlantica. Rutte ha sottolineato la necessità di un incremento significativo degli investimenti nella difesa da parte degli alleati europei e del Canada, al fine di garantire una NATO più forte e pronta a rispondere alle sfide globali. In particolare, la crescente minaccia della Russia e l'impegno per una pace giusta e duratura in Ucraina sono stati temi centrali nelle discussioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Appello per Maggiori Investimenti nella Difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della sua visita, Rutte ha rilanciato un appello a tutti i 32 membri della NATO affinché destinino maggiori risorse politiche, finanziarie e materiali alla difesa. Questo messaggio arriva in un momento delicato, con gli Stati Uniti che stanno progressivamente riducendo il loro impegno diretto nella sicurezza europea, rendendo sempre più urgente la necessità di un’autosufficienza difensiva da parte degli alleati europei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17946,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"La NATO chieda rapporto a Trump - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/1-1.webp\" alt=\"La NATO chieda rapporto a Trump - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17946\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La NATO chieda rapporto a Trump - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Segretario Generale ha chiarito che, per garantire la sicurezza e la prosperità dei paesi membri, è fondamentale che la NATO mantenga un vantaggio militare significativo. Secondo Rutte, il 2025 rappresenta un anno decisivo per incrementare gli sforzi collettivi per rafforzare l'Alleanza, garantendo così che rimanga una forza strategica per tutti i suoi membri. La sua dichiarazione è un chiaro invito a non abbassare la guardia, con un particolare focus sul ruolo cruciale della NATO nel contenimento delle minacce provenienti dalla Russia e da altre aree geopolitiche instabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Impegno della NATO per l'Ucraina e la Sicurezza Europea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sostegno della NATO all'Ucraina è stato un tema ricorrente negli incontri tra Rutte e i leader americani, inclusi il Presidente Trump e il Segretario di Stato Marco Rubio. Nonostante le crescenti incertezze riguardo al futuro della politica estera statunitense, Rutte ha ribadito l’impegno della NATO nel sostenere l'Ucraina nella sua lotta contro l'invasione russa. Il Segretario Generale ha riconosciuto che la situazione in Ucraina è ancora fluida, ma ha sottolineato che l'Alleanza rimane unita nel desiderio di raggiungere una pace giusta e duratura per il paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, non mancano le difficoltà: in un contesto in cui il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti nella difesa europea sembra diminuire, la NATO dovrà fare affidamento su una cooperazione sempre più stretta tra i membri europei e il Canada. Le previsioni sul futuro sostegno all'Ucraina, tuttavia, sono ancora incerte, con la possibilità che l'ingresso del paese nell'Alleanza Atlantica possa essere messo in discussione, soprattutto a causa delle resistenze da parte di alcuni membri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17948,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La NATO chieda rapporto a Trump - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/3-2-1024x683.jpg\" alt=\"La NATO chieda rapporto a Trump - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17948\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La NATO chieda rapporto a Trump - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il prossimo vertice dell’Aia si preannuncia dunque come un punto di svolta per la NATO. Le decisioni che verranno prese potrebbero determinare il futuro dell'Alleanza in un mondo sempre più instabile, con l'Ucraina che continua a rimanere un dossier centrale. Con la pressione crescente per un maggiore impegno da parte degli alleati, la NATO si prepara a consolidare il suo ruolo di guardiana della sicurezza collettiva, forte della sua capacità di adattarsi alle nuove sfide globali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/2-7.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Defesa, MarkRutte, NATOSummit, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-28 15:43:32","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.nato.int/cps/en/natohq/news_234800.htm","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17943-la-nato-chieda-rapporto-a-trump.mp4","galleria":""}
{"id":17929,"titolo":"Rischio sabotaggi cavi sottomarini: le aziende lanciano nuove soluzioni nell'Indo-Pacifico","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le autorità di Taiwan <a href=\"https://www.marinetraffic.com/it/maritime-news/15/maritime-security/2025/12004/captain-of-cargo-vessel-hong-tai-58-charged-in-taiwan-for-al\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">hanno accusato questo mese</a> il capitano cinese della nave cargo <em>Hong Tai 58</em> di aver danneggiato un cavo di comunicazione sottomarino che collega l’isola all'arcipelago delle Penghu, situate vicino alla costa cinese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Questo caso rappresenta un chiaro esempio di come il sabotaggio dei cavi sottomarini — attività difficile da provare — sia ormai parte integrante delle tattiche di \"zona grigia\", volte a individuare e sfruttare i punti deboli degli avversari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La guardia costiera taiwanese aveva già trattenuto il <em>Hong Tai 58</em> — una nave battente bandiera togolese con equipaggio cinese — alla fine di febbraio. Un episodio simile si era verificato a nord di Taiwan in gennaio, coinvolgendo in quel caso una nave commerciale di proprietà di Hong Kong.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quest'anno Taiwan ha già registrato cinque casi di danneggiamento dei cavi sottomarini, contro i tre casi annuali registrati sia nel 2023 che nel 2024. In risposta, la guardia costiera ha compilato una lista nera di circa 100 navi sospette, tutte con legami alla Cina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17936,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Rischio sabotaggi cavi sottomarini: le aziende lanciano nuove soluzioni nell'Indo-Pacifico - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/HONG-TAI-58-1024x512.jpg\" alt=\"Rischio sabotaggi cavi sottomarini: le aziende lanciano nuove soluzioni nell'Indo-Pacifico - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17936\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La nave cargo Hong Tai 58, trattenuta dalla guardia costiera di Taiwan a febbraio 2025 ©taipeitimes.com</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una minaccia crescente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nonostante le smentite ufficiali di Pechino, alcuni osservatori ritengono che questi sabotaggi rientrino nelle strategie coercitive cinesi contro Taiwan.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Durante un'audizione del <em>Comitato per i Servizi Armati della Camera</em> statunitense, la senatrice <em>Jacky Rosen</em> (D-Nev.) <a href=\"https://www.youtube.com/watch?v=DkLwhYu09WM\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ha denunciato</a> le \"attività imprudenti, coercitive e aggressive\" della Cina, indicando il sabotaggio dei cavi sottomarini come una \"tattica particolarmente allarmante\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Alla stessa audizione, l'ammiraglio <em>Samuel Paparo</em>, comandante del Comando Indo-Pacifico (INDOPACOM) della Marina statunitense, ha confermato l’esistenza di tentativi di sabotaggio attorno a Taiwan.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Poche settimane dopo il sequestro del <em>Hong Tai 58</em>, è emerso che il Centro di Ricerca Scientifico Navale cinese aveva brevettato un dispositivo per acque profonde, in grado di tagliare anche i cavi di comunicazione o alimentazione più fortificati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In caso di conflitto su vasta scala, una delle priorità della Cina sarebbe isolare Taiwan, compromettendo le comunicazioni civili e militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel suo intervento al Congresso, l’ammiraglio Paparo ha indicato due strategie per contrastare questi sabotaggi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Intelligence e intervento rapido</strong>: intercettare i tentativi di danneggiamento attraverso il monitoraggio e l'azione mirata.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Resilienza</strong>: creare reti di comunicazione ridondanti e sviluppare costellazioni di satelliti in orbita terrestre bassa per garantire la continuità delle comunicazioni.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17938,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Rischio sabotaggi cavi sottomarini: le aziende lanciano nuove soluzioni nell'Indo-Pacifico - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/samuel-paparo-1024x662.jpg\" alt=\"Rischio sabotaggi cavi sottomarini: le aziende lanciano nuove soluzioni nell'Indo-Pacifico - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17938\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'ammiraglio Samuel Paparo, comandante del Comando Indo-Pacifico per Stati Uniti ©U.S. Navy</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La risposta del settore privato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Anche il settore privato sta rispondendo a questa nuova minaccia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><em>Saab Australia</em> si propone di supportare i governi nella protezione delle infrastrutture sottomarine attraverso tecnologie avanzate di contromisure contro le mine. L'azienda offre veicoli sottomarini autonomi (AUV) e sensori da fondale in grado di monitorare le infrastrutture in tempo reale. Tra le soluzioni presentate figurano il veicolo comandato a distanza <a href=\"https://www.saab.com/products/ewrov\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Work-Class (wWROV)</a>, controllabile via satellite fino a 5.500 metri di profondità, e l’<a href=\"https://www.saab.com/products/sabertooth\">AUV Sabertooth</a>, capace di operare in maniera continuativa grazie a una stazione di attracco subacquea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In francia l'azeinda <em>Exail</em> ha ottenuto un contratto con il Ministero della Difesa francese per la realizzazione di AUV in grado di operare fino a 6.000 metri di profondità. Questi sistemi, previsti in consegna entro il 2027, saranno in grado di riprogrammare autonomamente le missioni in corso in caso di rilevamento di attività sospette.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Thales Australia</em> punta invece sulla tecnologia <em>Blue Sentry</em>, che utilizza array rimorchiati a linea sottile per il rilevamento di minacce sia in superficie sia subacquee. Il sistema è progettato per identificare e tracciare contatti anomali grazie a una rete di sensori avanzati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17937,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Rischio sabotaggi cavi sottomarini: le aziende lanciano nuove soluzioni nell'Indo-Pacifico - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/34315-1024x538.avif\" alt=\"Rischio sabotaggi cavi sottomarini: le aziende lanciano nuove soluzioni nell'Indo-Pacifico - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17937\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il veicolo operato a distanza <em>Work-Class</em> (WROV), controllato via satellite e in grado di operare fino a 5.500 metri di profondità ©Saab</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sorveglianza marittima e risposta integrata alle minacce</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La protezione delle infrastrutture sottomarine critiche, come i cavi di comunicazione e di alimentazione, richiede un approccio multilivello fondato sull'integrazione tra capacità tecnologiche avanzate e un sistema di sorveglianza marittima continuo e strutturato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Tra le soluzioni operative, l'utilizzo dei sistemi di identificazione automatica delle unità navali (AIS) rappresenta uno strumento fondamentale per il monitoraggio in tempo reale delle rotte e delle attività marittime. Tali sistemi consentono di rilevare eventuali deviazioni dai percorsi autorizzati, attivando immediatamente meccanismi di allerta e permettendo un rapido intervento da parte delle autorità competenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il rafforzamento della consapevolezza del dominio marittimo è strategico per anticipare e contrastare comportamenti anomali o sospetti che potrebbero minacciare l'integrità delle infrastrutture sottomarine.<br>Un'efficace capacità di analisi e reazione consente di prevenire azioni ostili prima che si verifichino danni significativi, oppure di intervenire tempestivamente dopo un'azione illecita, assicurando una gestione coordinata dell'incidente anche attraverso canali diplomatici e giuridici internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L'adozione di queste misure integrate è particolarmente rilevante per Stati insulari o regioni strategiche ad alta densità di infrastrutture critiche, dove la resilienza del sistema informativo e la protezione delle comunicazioni rappresentano elementi essenziali per la sicurezza nazionale e la stabilità regionale.<br></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><br></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><br></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/cavi-sottomarini.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"china, comunicazioni, sabotaggio, taiwan","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-28 08:40:42","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/asia-pacific/2025/04/25/with-indo-pacific-undersea-cables-at-risk-companies-tout-their-tech/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17929-sabotaggio-cavi-sottomarini-taiwan-20250425.mp4","galleria":""}
{"id":17921,"titolo":"African Lion 25: al via la più grande esercitazione militare multinazionale in Africa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>VICENZA/TUNISI –</strong> È ufficialmente iniziata il 22 aprile 2025 in Tunisia \"African Lion 25\", la più grande esercitazione militare mai organizzata dal Comando Africano degli Stati Uniti (AFRICOM). L'evento, che si protrarrà fino al 30 aprile nel Paese nordafricano, coinvolgerà successivamente anche Ghana, Marocco e Senegal a partire da maggio, portando in campo oltre 10.000 militari provenienti da più di 40 nazioni, comprese sette nazioni alleate della NATO</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione è guidata dalla <strong>U.S. Army Southern European Task Force, Africa (SETAF-AF)</strong>, con sede a Vicenza, e punta a rafforzare l'interoperabilità, la prontezza operativa e le partnership strategiche attraverso addestramenti realistici nei domini terrestre, aereo, marittimo, spaziale e cibernetico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"African Lion 25 rappresenta l'esercitazione multinazionale combinata più ampia di AFRICOM in Africa\", ha dichiarato il <strong>Maggiore Generale Andrew C. Gainey</strong>, comandante di SETAF-AF. \"Dimostra la capacità della forza totale di costruire prontezza strategica e interoperabilità con i nostri partner africani e alleati, per essere pronti a dispiegarsi, combattere e vincere in un ambiente multi-dominio complesso\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le principali attività in programma figurano esercitazioni sul campo, operazioni aviotrasportate e anfibie, operazioni delle forze speciali, inserimenti rapidi di sistemi HIMARS (HIRAIN), assistenza umanitaria e interventi sanitari per la prontezza medica. Particolare attenzione sarà riservata anche a nuove capacità operative, come l'integrazione della difesa cibernetica e l’impiego del Next Generation Squad Weapon (NGSW) dell’Esercito americano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17923,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/957f781e2995fd2648b3db01a81fd0d4.jpg\" alt=\"African Lion 25: al via la più grande esercitazione militare multinazionale in Africa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17923\" style=\"width:840px;height:auto\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">African Lion 25: al via la più grande esercitazione militare multinazionale in Africa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Formazione, nuove tecnologie e capacità operative</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Tunisia, oltre 1.700 militari – statunitensi, tunisini, italiani, francesi e spagnoli – collaboreranno fianco a fianco, mentre parallelamente Ghana, Kenya, Libia, Nigeria e Senegal parteciperanno con proprie forze, evidenziando l'impegno congiunto verso obiettivi di sicurezza regionale condivisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione non si limita alle operazioni sul campo: durante AL25 si terranno corsi teorici su ingegneria militare, sicurezza informatica, affari legali, tecniche di pubbliche relazioni e media operativi. L'obiettivo è consolidare la familiarità con le più recenti tecnologie e tecniche specialistiche, sotto la supervisione di istruttori tunisini e americani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17924,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/211th-participates-in-african-lion-1024x682.jpg\" alt=\"African Lion 25: al via la più grande esercitazione militare multinazionale in Africa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17924\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">African Lion 25: al via la più grande esercitazione militare multinazionale in Africa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un elemento distintivo di African Lion 25 è la partecipazione della <strong>Wyoming National Guard</strong>, che interverrà con il suo <strong>84° Civil Support Team</strong> nell’ambito del <strong>State Partnership Program (SPP)</strong>, attivo da oltre vent'anni con la Tunisia. In particolare, il team si eserciterà nella gestione di minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari (CBRN), rafforzando così le capacità di risposta rapida alle emergenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma prevede inoltre attività di integrazione aria-terra, addestramento contro ordigni esplosivi improvvisati (IED) e l’impiego di sistemi avanzati come il sistema missilistico HIMARS. Non mancheranno le operazioni aviotrasportate con la 173ª Brigata Aviotrasportata, evidenziando l’importanza della capacità di rapido dispiegamento con forze alleate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17925,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/us-army-and-ghana-armed-forces-conduct-combat-training-during-african-lion-2023-1024x682.jpg\" alt=\"African Lion 25: al via la più grande esercitazione militare multinazionale in Africa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17925\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">African Lion 25: al via la più grande esercitazione militare multinazionale in Africa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Partnership strategiche e impegno per la stabilità regionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>African Lion 25 conferma la Tunisia come partner fondamentale degli Stati Uniti, essendo uno dei quattro principali alleati non-NATO in Africa. La cooperazione bilaterale si riflette anche nella fornitura di sistemi avanzati di difesa, come elicotteri UH-60 Black Hawk, velivoli da trasporto C-130 e pattugliatori classe Island.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“La solida partnership tra Stati Uniti e Tunisia rende possibili eventi di tale portata,” ha sottolineato il <strong>Colonnello Jörn Pung</strong>, Addetto alla Difesa presso l’Ambasciata USA a Tunisi. \"African Lion rappresenta un'opportunità cruciale per condividere il peso delle responsabilità di sicurezza, migliorare la prontezza militare e contribuire alla stabilità regionale\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17926,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/us-tunisia-conduct-opening-ceremony-of-african-lion-2025-1024x682.jpg\" alt=\"African Lion 25: al via la più grande esercitazione militare multinazionale in Africa - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17926\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">African Lion 25: al via la più grande esercitazione militare multinazionale in Africa - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre ai corsi e alle esercitazioni, AL25 mira a migliorare la capacità delle forze partecipanti di rispondere a crisi, emergenze e minacce transfrontaliere, sottolineando ancora una volta l’impegno collettivo verso la pace attraverso la forza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la Tunisia come primo Paese ospitante, seguita da Ghana, Marocco e Senegal, African Lion 25 si candida a segnare un punto di svolta nella cooperazione militare internazionale in Africa, ponendo solide basi per affrontare insieme le sfide di sicurezza del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/us-tunisian-forces-rehearse-live-fire-exercise-at-african-lion-2022.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Africa, AfricanLion25, cooperazionemilitare, esercitazionemilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-27 23:50:50","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17921-african-lion-25-al-via-la-piu-grande-esercitazione-militare-multinazionale-in-africa.mp4","galleria":""}
{"id":17915,"titolo":"Nuovo Sistema di Ossigeno Portatile per Salvare Vite in Prima linea","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Laboratorio di Scienza e Tecnologia della Difesa (Dstl), in collaborazione con i Servizi Medici della Difesa (DMS), ha recentemente svelato un sistema innovativo di somministrazione di ossigeno portatile, progettato per migliorare significativamente i tassi di sopravvivenza dei soldati e dei civili in situazioni di emergenza, in particolare sul campo di battaglia. <strong>Questo sistema, che pesa solo 5 kg, rappresenta una vera e propria rivoluzione rispetto ai tradizionali cilindri di ossigeno pressurizzato, che presentano numerosi limiti, come il peso e il rischio di esplosioni, oltre alla necessità di essere ricaricati utilizzando attrezzature specialistiche.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In una situazione di combattimento o in un contesto di emergenza, ogni secondo conta, e il sistema ideato dal Dstl può essere immediatamente distribuito e utilizzato dai medici di fronte alla linea di battaglia. Con il suo design compatto e portatile, il nuovo dispositivo promette di offrire un'alternativa più sicura, flessibile e facilmente riutilizzabile, riducendo notevolmente il peso e i costi logistici legati all'ossigeno tradizionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Funzionamento e i Vantaggi del Sistema</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema concentratore innovativo lavora in modo molto diverso rispetto ai cilindri di ossigeno tradizionali. <strong>Invece di utilizzare ossigeno pressurizzato, il dispositivo attinge l'aria direttamente dall'ambiente circostante il paziente, passando quest'aria attraverso una serie di camere che rimuovono l'azoto presente nell'aria atmosferica, permettendo così di erogare gas ricco di ossigeno.</strong> Inoltre, il sistema include un elemento \"rebreather\" che conserva l'aria espirata, rimuove il carbonio e consente al paziente di respirarla di nuovo, assicurando che l'ossigeno consumato venga sostituito e mantenendo una concentrazione costante di ossigeno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo meccanismo garantisce che anche i pazienti con difficoltà respiratorie gravi, come quelli che non riescono a respirare autonomamente, possano ricevere ventilazione e ossigeno in modo continuo e sicuro. Con il suo peso ridotto e la capacità di fornire ossigeno in modo efficace, il sistema rappresenta una soluzione ideale per le situazioni in cui le risorse mediche sono limitate o difficili da raggiungere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Impatti e Prospettive Future</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'adozione di questo sistema non riguarda solo un miglioramento della medicina sul campo di battaglia, ma potrebbe avere applicazioni cruciali anche in contesti civili, come in caso di emergenze mediche o crisi sanitarie. <strong>La terapia con ossigeno è fondamentale per il trattamento di pazienti traumatizzati da perdite di sangue, ferite alla testa o danni ai polmoni, lesioni frequentemente riscontrate durante conflitti o disastri naturali. </strong>Somministrare ossigeno direttamente sul punto di ferita potrebbe migliorare enormemente le probabilità di sopravvivenza e recupero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il Direttore Generale del Dstl, Dr. Paul Hollinshead, questo sistema ridurrà significativamente la pressione logistica sulle catene di approvvigionamento, permettendo di migliorare le cure mediche sul campo di battaglia. La possibilità di riutilizzare il sistema con alimentazione esterna o batterie sostituibili ne aumenta la flessibilità e la praticità, rendendolo adatto a una varietà di situazioni operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante i costi iniziali di circa 15.000 sterline per unità, sono già in corso progetti per rendere il sistema più economico e scalabile, con l’obiettivo di produrre una versione massificata del dispositivo, capace di resistere alle condizioni rigorose delle operazioni militari. La collaborazione tra Dstl e DMS è un esempio lampante dell'importanza dell'innovazione scientifica britannica nel risolvere problemi concreti, e il progetto sta procedendo con l'intento di rendere questa tecnologia disponibile sia per le operazioni militari che per quelle civili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l'imminente distribuzione dei primi prototipi, questo sistema potrebbe segnare un punto di svolta nella cura dei feriti in combattimento e in situazioni di emergenza, cambiando il panorama della medicina d'urgenza sia in ambito militare che civile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-27-210515.png","categoria":"Internazionali","tags":"#OssigenoPortatile**, #SalvataggioVite, #TecnologiaMedica","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-27 20:14:43","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.gov.uk/government/news/light-weight-portable-oxygen-system-to-save-lives","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17915-nuovo-sistemai-ossigeno-portatile-salvare-vite.mp4","galleria":""}
{"id":17904,"titolo":"Lo Scudo Terrestre a difesa della Polonia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 1° novembre scorso, il Primo Ministro polacco Donald Tusk ha annunciato ufficialmente l'inizio dei lavori per la costruzione delle linee difensive al confine con la Russia, parte integrante dell'iniziativa \"East Shield\". Questo programma, lanciato a maggio, ha come obiettivo il rafforzamento delle frontiere polacche con la Bielorussia e l'enclave russa di Kaliningrad. L'iniziativa rappresenta una risposta diretta alle crescenti tensioni nell'Europa orientale, con la Polonia che intende proteggere la sua sovranità e quella dei suoi alleati, in particolare quelli del Baltico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La difesa polacca si articola in un mix di nuovi barriere fisiche, sistemi di sorveglianza moderni e lo sviluppo di infrastrutture strategiche. Il piano non si limita al rafforzamento dei confini terrestri, ma include anche interventi sul sistema logistico e sulle vie di accesso che si collegano alle aree adiacenti. Con un budget complessivo di 10 miliardi di złoty (circa 2,5 miliardi di dollari), il programma segna una delle più grandi operazioni di difesa della Polonia dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. La Polonia ha lavorato in stretta collaborazione con altri membri della NATO, tra cui Lituania, Lettonia ed Estonia, per rafforzare la difesa collettiva del fianco orientale dell'Alleanza Atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Ministro della Difesa polacco, Wladyslaw Kosiniak-Kamysz, ha sottolineato come questa iniziativa sia la più grande operazione di rafforzamento del confine orientale polacco dal 1945. La posizione strategica di Kaliningrad, un piccolo territorio che separa la Polonia dalla Lituania, diventa cruciale nel contesto di queste nuove misure difensive, dato che rappresenta un punto di accesso diretto per la Russia al Mar Baltico, nonché la sede della principale flotta baltica russa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17908,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Lo Scudo Terrestre a difesa della Polonia - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/1a-1745470063.jpg\" alt=\"Lo Scudo Terrestre a difesa della Polonia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17908\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lo Scudo Terrestre a difesa della Polonia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La minaccia del \"GAP di Suwalki\"</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il \"Suwalki Gap\" è diventato il punto nevralgico della strategia di difesa polacca. Questa stretta fascia di terra, larga appena 40 chilometri, collega Kaliningrad alla Bielorussia, che è uno degli alleati più fedeli della Russia. In caso di conflitto tra la NATO e la Russia, la sua importanza diventa evidente: la sua occupazione da parte delle forze russe e bielorusse potrebbe isolare completamente i tre Stati baltici (Estonia, Lettonia e Lituania) dal resto dell'Alleanza Atlantica, interrompendo così la principale via di collegamento terrestre con il resto dell'Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo scenario è stato uno dei motivi principali per cui la Polonia ha deciso di intensificare il rafforzamento delle sue difese. La presenza di forze russe in Kaliningrad, la cui capitale è anch'essa chiamata Kaliningrad, e il legame con la Bielorussia, ha suscitato preoccupazioni per la sicurezza regionale, soprattutto dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. La Polonia ha avvertito che i cambiamenti nel panorama geopolitico richiedono risposte concrete e tempestive, considerando che le forze russe potrebbero approfittare di questa vulnerabilità per colpire i Paesi baltici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, la Polonia ha affrontato un aumento delle minacce ibride, come l'immigrazione illegale promossa dalla Bielorussia, che ha cercato di esercitare pressione sull'Unione Europea. Secondo le autorità polacche, Minsk avrebbe spinto i migranti verso il confine polacco come parte di una strategia di destabilizzazione, accusa che la Bielorussia ha sempre respinto. La risposta polacca ha visto il rafforzamento delle misure di controllo delle frontiere e una continua vigilanza su qualsiasi movimento sospetto nelle zone di confine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17911,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Lo Scudo Terrestre a difesa della Polonia - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/id5771432-Nato_Maps_2024_Final-1024x658.webp\" alt=\"Lo Scudo Terrestre a difesa della Polonia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17911\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lo Scudo Terrestre a difesa della Polonia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La risposta polacca al rischio di aggressioni</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra in Ucraina ha ulteriormente alimentato le paure di una possibile escalation del conflitto e di un eventuale attacco ai Paesi baltici. L'estrema attenzione della Polonia nei confronti delle sue frontiere è stata enfatizzata dal ritorno di Vladimir Putin alle sue minacce contro i membri della NATO, in particolare quelli più vicini alla Russia. Le autorità polacche, tra cui il Primo Ministro Tusk, hanno dichiarato che l'operazione \"East Shield\" non è solo una risposta alle minacce provenienti dalla Russia, ma un messaggio chiaro a qualsiasi potenziale aggressore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Polonia non sta solo potenziando le sue linee difensive ma sta anche cercando di dimostrare la sua volontà di difendere non solo i propri confini, ma anche l'intera area dell'Europa centrale e orientale. Come ha affermato Tomczyk, Vice Ministro della Difesa polacco: \"Questa non è solo una barriera militare, è un sistema di sicurezza completo che aiuta i cittadini e scoraggia ogni aggressione.\" La sicurezza dei civili è uno degli aspetti cruciali del progetto, che comprende non solo fortificazioni ma anche ospedali e infrastrutture di supporto alle comunità locali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un momento di crescente incertezza geopolitica, la Polonia sta preparando il suo territorio per ogni scenario, come ha sottolineato Tomczyk: \"Questo è il nostro messaggio per qualsiasi potenziale aggressore: non passerete di qui.\" La determinazione della Polonia di proteggere i suoi confini, con il supporto di alleati come gli Stati Uniti e l'intera NATO, diventa un faro di sicurezza in un'Europa sempre più minacciata dalle tensioni in atto nell'Est.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/peol-wall.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"baltico, difesafrontale, estshield, Polonia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-27 14:56:16","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://kyivindependent.com/poland-starts-fortifying-border-with-russia-under-shield-east-program/","altre-fonti":"https://kyivindependent.com/poland-starts-fortifying-border-with-russia-under-shield-east-program/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17904-lo-scudo-terrestre-a-difesa-della-polonia.mp4","galleria":""}
{"id":17892,"titolo":"UK Veterans’ Survey: situazione dei Veterani nel mondo del Lavoro post Servizio Militare","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Veterans’ Survey 2022</strong>, pubblicato dall’<strong>Office for National Statistics (ONS) il 23 aprile 2025</strong>, fornisce un quadro approfondito della condizione lavorativa dei veterani britannici.<br>Secondo i dati raccolti, meno della metà dei veterani (46,9%) risultava impiegato o lavoratore autonomo, mentre un numero pressoché uguale (46,1%) era in pensione. La maggior parte di coloro che lavoravano era impiegata nel settore privato (62%), seguito dal settore pubblico (29,7%) e, in misura minore, dal settore non-profit (5,7%).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sondaggio ha anche evidenziato come più di un veterano su cinque (20,9%) avesse cercato attivamente di cambiare lavoro nelle quattro settimane precedenti l’intervista, spinto dal desiderio di migliorare il salario, il bilanciamento vita-lavoro o progredire professionalmente.<br><strong>Un dato significativo è che oltre la metà dei veterani (52,5%) ha dichiarato di aver accettato, almeno una volta, un impiego a un livello di esperienza o competenze inferiore rispetto al loro ultimo incarico militare.</strong> I principali motivi? La scarsità di opportunità lavorative e il mancato riconoscimento, da parte dei datori di lavoro, delle competenze trasferibili maturate durante il servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17895,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/2-5-1024x779.jpg\" alt=\"UK Veterans’ Survey: situazione dei Veterani nel mondo del Lavoro post Servizio Militare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17895\" title=\"UK Veterans’ Survey: situazione dei Veterani nel mondo del Lavoro post Servizio Militare - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">UK Veterans’ Survey: situazione dei Veterani nel mondo del Lavoro post Servizio Militare - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In termini di attività economica, il 48,3% dei veterani era considerato economicamente attivo, un dato superiore rispetto a quello registrato nel Censimento 2021 per Inghilterra e Galles (42,4%). Tuttavia, cautela è necessaria nell'effettuare confronti diretti con la popolazione generale, data la diversa distribuzione per età e sesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le difficoltà nella transizione sono state ulteriormente approfondite tramite analisi qualitative: veterani disoccupati e reduci da meno di cinque anni lamentano carenze nei servizi di supporto alla carriera, nella gestione delle problematiche di salute, soprattutto mentale, e nell’integrazione nel mondo civile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17896,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/3-1-1024x576.jpg\" alt=\"UK Veterans’ Survey: situazione dei Veterani nel mondo del Lavoro post Servizio Militare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17896\" title=\"UK Veterans’ Survey: situazione dei Veterani nel mondo del Lavoro post Servizio Militare - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">UK Veterans’ Survey: situazione dei Veterani nel mondo del Lavoro post Servizio Militare - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Competenze Trasferibili e Sottoccupazione: Una Sfida Persistente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un aspetto centrale emerso dallo studio riguarda l'utilizzo delle competenze acquisite nelle Forze Armate nel mercato del lavoro civile. L'85,4% dei veterani si è detto consapevole di possedere competenze trasferibili, e l'81,4% ha dichiarato di averle effettivamente utilizzate in ambito civile. Tuttavia, la piena valorizzazione di queste capacità rimane una sfida.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infatti, più della metà degli intervistati ha ammesso di aver dovuto accettare lavori al di sotto delle proprie qualifiche professionali. Le ragioni principali sono la mancanza di alternative (citata come prima causa) e l'incapacità dei datori di lavoro di riconoscere il valore delle competenze militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alcuni segmenti della popolazione veterana risultano più vulnerabili a questa forma di sottoccupazione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>I veterani con redditi annui inferiori a £20.799 sono più soggetti a skill-related underemployment (59,4%) rispetto a quelli con redditi oltre £51.950 (44,7%);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>I veterani disabili mostrano percentuali più alte di sottoutilizzo delle competenze (56,5%) rispetto ai non disabili (47,8%);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Chi si è sentito impreparato alla vita civile dopo il congedo ha avuto il doppio delle probabilità di incorrere in sottoccupazione rispetto a chi si sentiva preparato (68,5% contro 39,3%).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dai dati emerge anche una differenza significativa a seconda del ramo di provenienza: i veterani della Royal Air Force risultano meno soggetti a sottoccupazione rispetto a quelli dell’Esercito britannico e della Royal Navy.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17897,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/4-1.jpg\" alt=\"UK Veterans’ Survey: situazione dei Veterani nel mondo del Lavoro post Servizio Militare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17897\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"UK Veterans’ Survey: situazione dei Veterani nel mondo del Lavoro post Servizio Militare - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">UK Veterans’ Survey: situazione dei Veterani nel mondo del Lavoro post Servizio Militare - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Volontariato e Senso di Appartenenza alla Comunità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante le difficoltà nel mondo del lavoro, molti veterani continuano a contribuire attivamente alla società. Più della metà (53,5%) ha offerto volontariamente il proprio tempo a organizzazioni, club o enti di beneficenza negli ultimi dodici mesi, una percentuale superiore rispetto alla popolazione generale (37,2%).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le principali motivazioni addotte da chi non ha svolto attività di volontariato includono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Impegni lavorativi;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Altri interessi nel tempo libero;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Problemi di salute o disabilità che impediscono l’attività.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È interessante osservare come il volontariato sia strettamente legato al senso di appartenenza alla comunità: i veterani che si sentivano parte integrante della loro comunità locale erano più inclini a prestare volontariato (62,8%) rispetto a chi non avvertiva questo senso di appartenenza (44,2%).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, il dato sulla partecipazione al volontariato è rimasto pressoché invariato tra veterani disabili e non disabili, evidenziando una resilienza e una volontà di impegno sociale radicata, nonostante le eventuali limitazioni fisiche o psicologiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17899,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/5.jpg\" alt=\"UK Veterans’ Survey: situazione dei Veterani nel mondo del Lavoro post Servizio Militare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17899\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"UK Veterans’ Survey: situazione dei Veterani nel mondo del Lavoro post Servizio Militare - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">UK Veterans’ Survey: situazione dei Veterani nel mondo del Lavoro post Servizio Militare - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso il Futuro: Supporti Migliorati e Opportunità da Sviluppare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla luce delle criticità emerse, negli ultimi anni sono stati avviati nuovi programmi per migliorare il supporto ai veterani, come il rinnovato Career Transition Partnership (CTP) operativo da ottobre 2024 e l’iniziativa \"Op ASCEND\" lanciata nel marzo 2025. Questi programmi mirano a offrire:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Maggiore continuità nel supporto alla carriera;</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Accesso a qualifiche tecniche di alto livello;</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Maggiore attenzione alla salute mentale;</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Supporto mirato per categorie specifiche, come le veterane donne.</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'analisi qualitativa evidenzia anche alcune richieste concrete da parte dei veterani:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Accesso facilitato a corsi di conversione professionale;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Mentoring da parte di ex militari reinseriti con successo nel mondo civile;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Maggiori opportunità di networking e job placement durante il periodo di transizione;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Un miglior coordinamento tra enti governativi, datori di lavoro e associazioni di veterani.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se da un lato è chiaro che molto è stato fatto, dall’altro rimane evidente la necessità di un impegno costante per trasformare la riconoscenza verso i veterani in opportunità concrete. Il Veterans’ Survey 2022 ci ricorda che, al di là delle statistiche, ogni dato rappresenta storie di impegno, sacrificio e resilienza che meritano pieno riconoscimento e sostegno nella vita civile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/1-2.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"competenze, occupazione, veterani, volontariato","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-27 10:59:37","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.gov.uk/government/publications/employment-analysis-of-uk-armed-forces-veterans","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17892-uk-veterans-survey-situazione-dei-veterani-nel-mondo-del-lavoro-post-servizio-militare.mp4","galleria":""}
{"id":17884,"titolo":"La Brigata Marina San Marco: forza anfibia e innovazione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’eccellenza anfibia italiana trova la sua espressione più completa nella Brigata Marina San Marco (BMSM), un reparto che rappresenta la punta di diamante della capacità di proiezione dal mare della Marina Militare. Dai fucilieri di Marina del 1° Reggimento, specialisti delle operazioni di sbarco, ai team di sicurezza navale del 2° Reggimento, ogni componente della BMSM incarna valori di adattabilità, resilienza e dedizione senza pari. Scopriamo più da vicino il loro ruolo e la loro evoluzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Brigata Marina San Marco nasce da una tradizione antichissima di fanteria di Marina, che risale al 1878 con i primi nuclei di sbarco e si consolida nel 1919 con il Reggimento di Fanteria di Marina. La Brigata moderna, attivata ufficialmente nel 2013, rappresenta oggi il principale assetto anfibio della Marina Militare, pronto a intervenire rapidamente in contesti di crisi o di operazioni multinazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La missione della BMSM è la protezione marittima, la proiezione della forza dal mare alla terra, e il supporto alla sicurezza nazionale ed internazionale. Innovazione tecnologica e addestramento continuo sono il cuore pulsante della Brigata, che si confronta costantemente con i migliori reparti anfibi del mondo, come i Marines statunitensi e i Royal Marines britannici. L'integrazione di sistemi di comando e controllo (C2), la rapidità di intervento e la capacità di adattamento ai moderni scenari operativi rendono la Brigata uno strumento imprescindibile per la difesa nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il 1° e il 2° Reggimento San Marco: missioni diverse, stesso spirito</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All'interno della Brigata, il 1° e il 2° Reggimento San Marco incarnano due anime complementari dell’operatività anfibia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il 1° Reggimento San Marco</strong> è l'elemento di manovra da sbarco della Forza da sbarco. I suoi fucilieri di Marina sono addestrati per operazioni di Rapid Onset Military Operations (ROMO) in ambienti marittimi e terrestri complessi. Specializzati nella creazione di teste di ponte, nel supporto a forze terrestri e nel controllo iniziale di aree critiche, questi militari devono affrontare l’imprevedibile, sia durante sbarchi di assalto sia in contesti di evacuazione e salvataggio. Essere parte del 1° Reggimento significa dominare mare, costa e terra con la stessa naturalezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il 2° Reggimento San Marco</strong>, invece, è la forza specializzata nella sicurezza navale. I suoi operatori sono responsabili della Force Protection a bordo delle navi militari italiane, con compiti che vanno dal controllo dei transiti in aree a rischio fino all'abbordaggio di imbarcazioni sospette (VBSS). Con un addestramento rigoroso nelle Maritime Interdiction Operations (MIO), sono protagonisti di operazioni di boarding, ispezione e neutralizzazione delle minacce. Il loro lavoro è fondamentale per garantire la sicurezza dei convogli e delle unità navali in missioni come \"Aspides\", \"Atalanta\" e \"Mediterraneo Sicuro\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Entrambi i Reggimenti, pur con compiti diversi, condividono valori comuni: il sacrificio, l’adattabilità, la resilienza e un’inesauribile dedizione al dovere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Essere fuciliere di Marina oggi: un impegno totale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Diventare fuciliere di Marina significa abbracciare uno stile di vita basato su disciplina, capacità tecnica e prontezza operativa. I fucilieri della Brigata San Marco sono addestrati per agire rapidamente, sia nel caos di uno sbarco operativo sia nella discrezione silenziosa di una missione di protezione navale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il percorso di formazione è duro: richiede il superamento di prove fisiche, tecniche e psicologiche di alto livello, oltre all’acquisizione di competenze specialistiche in settori come il combattimento ravvicinato, la difesa CBRN, l’uso di sistemi d’arma avanzati e le comunicazioni operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I fucilieri non si limitano a operare in Italia: partecipano a missioni internazionali, spesso in ambienti ostili e dinamici, dove devono mettere in pratica le capacità di adattamento e leadership acquisite. “Dove il soldato si ferma, il fuciliere continua” non è solo un motto, ma una realtà quotidiana per chi sceglie di servire nei ranghi della Brigata Marina San Marco, portando ovunque l'orgoglio del Tridente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/2-4.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"1ReggimentoSanMarco, 2ReggimentoSanMarco, BrigataSanMarco, FucilieriMarina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-27 01:54:09","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17884-la-brigata-marina-san-marco-forza-anfibia-e-innovazione.mp4","galleria":""}
{"id":17876,"titolo":"Il VBM 30 NG: la nuova generazione del FRECCIA per l’Esercito Italiano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la firma del contratto tra la <a href=\"https://www.difesa.it/sgd-dna/staff/dt/terrarm/index/30199.html\">Direzione Armamenti Terrestri (TERRARM) </a>e il CIO (Consorzio Iveco-Oto Melara, composto in parti uguali da IDV e Leonardo) è partito il programma per il nuovo <strong>Veicolo Blindato Medio 30 New Generation</strong> (VBM 30 NG). Questo programma riguarda una profonda evoluzione del FRECCIA, il mezzo ruotato 8x8 in servizio presso le brigate \"Pinerolo\" e \"Aosta\", già operativo in teatri come l’Afghanistan.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contratto prevede la fornitura di 76 veicoli: 60 nella variante Combat, armata con mitragliera X-GUN 30 mm, e 16 in versione Controcarro, equipaggiata con la stessa mitragliera e i missili anticarro SPIKE LR2. Con un valore complessivo di 1,039 miliardi di euro, il contratto include anche lo sviluppo di un prototipo, la validazione e l’omologazione del nuovo mezzo, con le prime consegne previste a partire dal 2028.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rispetto al FRECCIA originario, il VBM 30 NG introduce miglioramenti radicali: protezioni balistiche e antimina rafforzate, nuova architettura elettronica conforme allo standard NATO NGVA, sistemi d’arma più letali e un aumento delle capacità operative in linea con i più recenti sviluppi tecnologici e dottrinali delle forze armate occidentali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17879,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Il VBM 30 NG: la nuova generazione del FRECCIA per l’Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/VBM-30-NG-01-800x534-1.jpg\" alt=\"Il VBM 30 NG: la nuova generazione del FRECCIA per l’Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17879\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il VBM 30 NG: la nuova generazione del FRECCIA per l’Esercito Italiano - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Evoluzione dal VBM Plus al VBM 30 NG</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per comprendere appieno il VBM 30 NG occorre ricordare il precedente aggiornamento noto come <strong>VBM Plus</strong>, avviato con il \"contratto 2128\" firmato nel 2021. Questo programma mirava principalmente a risolvere obsolescenze e prolungare la vita operativa del FRECCIA senza modificarne profondamente le prestazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, il mutato scenario geopolitico e operativo dal 2022 in poi ha spinto l’Esercito Italiano a rivedere i propri standard: mobilità, protezione e potenza di fuoco sono diventate priorità. Così, il progetto si è evoluto dal semplice MLU (Mid Life Update) al <strong>VBM 30 New Generation</strong>, capace di rispondere alle nuove sfide del campo di battaglia moderno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le novità introdotte includono un nuovo scafo progettato per migliorare la resistenza alle esplosioni da mine e IED grazie alla conformazione a \"V\", l’adozione di nuovi materiali sviluppati per i programmi Centauro II e VBA, una maggiore potenza del motore portata a 720 hp, e l’introduzione di sospensioni migliorate per mantenere l'agilità nonostante l'aumento della massa fino a 35 tonnellate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche la torretta, sviluppata da Leonardo, rappresenta un salto generazionale. Il nuovo cannone X-GUN da 30 mm, capace di utilizzare munizioni airburst con capacità contro-UAS, sostituisce il precedente armamento da 25 mm, mentre i sistemi optronici digitali JANUS-D e LOTHAR SD garantiscono una migliore acquisizione e ingaggio dei bersagli. Inoltre, il sistema di comando C2D/N EVO e la suite di comunicazioni basata sulla radio SWave VQ1 completano un pacchetto tecnologico di prim'ordine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Caratteristiche operative e prospettive future</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal punto di vista operativo, il <strong>VBM 30 NG</strong> mantiene le eccellenti prestazioni su strada e fuori strada del FRECCIA originale: velocità massima di oltre 105 km/h, autonomia di 800 km e capacità di superare pendenze superiori al 60%. Le dimensioni sono leggermente aumentate, con una lunghezza di 8,64 metri e una larghezza di 3 metri, mentre la nuova configurazione garantisce una maggiore protezione interna per l’equipaggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una delle innovazioni più rilevanti è la predisposizione alla futura integrazione di sistemi basati sull’intelligenza artificiale, sia per l'acquisizione automatica dei bersagli che per l’assistenza decisionale ai comandanti di veicolo. CIO e IDV stanno anche studiando soluzioni di propulsione ibrida, che potrebbero essere adottate in futuro, in linea con le tendenze di sostenibilità e riduzione delle firme termiche ed acustiche sui campi di battaglia moderni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La coesistenza tra i FRECCIA attuali e i nuovi VBM 30 NG sarà gestita attraverso una logistica comune, favorita dall’elevato livello di compatibilità tra le due generazioni. Alla lunga, tutti i mezzi da combattimento dovrebbero convergere sull’armamento da 30 mm, mentre gli scafi più vecchi potrebbero essere riconvertiti per ruoli specializzati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il <strong>VBM 30 New Generation</strong>, l’Esercito Italiano si dota quindi di uno strumento moderno, flessibile e pronto ad affrontare le sfide operative del futuro, mantenendo al tempo stesso una forte continuità con la tradizione e l’esperienza maturate sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/VBM-30-NG-02-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"esercitoitaliano, FRECCIA, VBM30NG, veicoliblindati","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-26 19:01:46","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.edrmagazine.eu/exclusive-the-cio-consortium-details-the-vbm-30-new-generation-the-new-aifv-for-the-italian-army","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17876-vbm-30-ngnuova-generazione-del-freccia.mp4","galleria":""}
{"id":17864,"titolo":"Palantir TITAN: l’intelligenza artificiale sul campo di battaglia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2025, le Forze Armate statunitensi hanno compiuto un passo epocale verso il concetto di <em>decision dominance</em>, ovvero il dominio decisionale sul campo di battaglia, grazie all’introduzione del sistema <a href=\"https://www.palantir.com/offerings/defense/titan/\">TITAN (Tactical Intelligence Targeting Access Node)</a>. Questo programma segna una rottura con il passato: non si tratta solo di un nuovo veicolo da combattimento, ma di una piattaforma di guerra intelligente, frutto di una collaborazione tra il colosso tecnologico Palantir e giganti della difesa come Northrop Grumman, L3Harris e Anduril Industries.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il sistema TITAN rappresenta la fusione tra software di ultima generazione e hardware avanzato. </strong>L’obiettivo è chiaro: trasformare in tempo reale un’enorme mole di dati provenienti da satelliti, droni e sensori terrestri in informazioni operative per la localizzazione e l’ingaggio di bersagli nemici. <strong>Al centro di questa architettura c’è l’intelligenza artificiale di Palantir, che analizza e correla le informazioni, guidando decisioni precise e rapide, anche in ambienti ostili e privi di connettività cloud.</strong> Grazie a strumenti come lo Skykit — un hub di calcolo portatile connesso via satellite — le capacità del TITAN possono essere estese fino alla fanteria in prima linea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema si presenta in due versioni: una più sofisticata, montata su camion tattici pesanti, in grado di accedere direttamente ai sensori spaziali, e una più leggera, basata su veicoli JLTV, che sfrutta principalmente i dati terrestri. Questa flessibilità lo rende adatto a molteplici scenari operativi e ne garantisce l’aggiornabilità nel tempo, un’esigenza cruciale per gli eserciti moderni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17870,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Palantir-TITAN-gID-7.webp\" alt=\"TITAN: l’intelligenza artificiale sul campo di battaglia secondo Palantir - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17870\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">TITAN: l’intelligenza artificiale sul campo di battaglia secondo Palantir - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un programma efficiente: la rivoluzione è anche industriale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A differenza di molti progetti militari del passato, segnati da ritardi e costi crescenti — basti pensare al F-35 — il programma TITAN si è distinto per puntualità ed efficienza. <strong>Consegnato alla 1ª Task Force Multidominio dell’U.S. Army nell’aprile 2025, è stato sviluppato in meno di due anni, rispettando le scadenze e il budget previsti. </strong>Già a fine 2024 erano stati testati due prototipi sul campo, e un contratto da 178 milioni di dollari per dieci unità è attualmente in fase di esecuzione, con completamento previsto per il 2026. Se approvato per la produzione su vasta scala, l’Esercito potrebbe acquistare tra 100 e 150 sistemi, generando un’opportunità economica multimiliardaria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa rapidità è il frutto di un nuovo approccio industriale, guidato da Palantir: il software non viene più adattato all’hardware, ma è l’hardware a modellarsi attorno a una base digitale già collaudata. TITAN è il primo veicolo da guerra nato come <em>software-defined</em>, ovvero definito dal software, capace di aggiornarsi sul campo senza modifiche fisiche, grazie all’architettura modulare e ai continui upgrade dell’IA.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visione del Pentagono per il futuro è chiara e si chiama JADC2 (Joint All-Domain Command and Control): una rete integrata che colleghi in tempo reale risorse di terra, mare, cielo e spazio. TITAN rappresenta uno snodo chiave di questa rete, capace di raccogliere, fondere e distribuire informazioni tra i diversi domini operativi, in un’ottica di comando distribuito e adattivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17871,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/1x-1-1-1024x576.jpg\" alt=\"TITAN: l’intelligenza artificiale sul campo di battaglia secondo Palantir - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17871\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Palantir CEO Karp on TITAN, AI Warfare Technology - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tra innovazione, rischi e opportunità: la sfida del XXI secolo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’impatto del progetto TITAN va ben oltre la dimensione tecnologica. Esso rappresenta un nuovo paradigma per l’intera industria della difesa. <a href=\"https://brigatafolgore.net/nato-sistema-di-intelligenza-artificiale/\">Palantir</a>, nata come azienda di analisi dati, si sta affermando come <em>prime contractor</em>, capace di guidare interi sistemi complessi, affiancata da partner tradizionali e non: Anduril, Pacific Defense, SNC, Strategic Technology Consulting, World Wide Technology. Insieme, hanno costruito un ecosistema in grado di rispondere in tempi brevi alle minacce emergenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa trasformazione ha avuto riflessi anche nei mercati finanziari. Il titolo Palantir (PLTR) ha registrato un incremento superiore al 300% nell’ultimo anno, sospinto proprio dal suo orientamento verso il settore difesa. L’elemento più attrattivo? I ricavi ricorrenti legati alle licenze software e agli aggiornamenti continui, un modello molto più redditizio rispetto alla vendita di hardware statico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, non mancano le incognite. La scalabilità del programma, per esempio, è ancora da verificare. La costruzione su larga scala richiederà nuovi impianti produttivi, come la megafabbrica \"Arsenal-1\" di Anduril in Ohio. Inoltre, il contesto geopolitico resta instabile: la competizione con la Cina, anch’essa impegnata nello sviluppo di capacità militari basate sull’intelligenza artificiale, impone una continua innovazione e adattamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, TITAN non è solo un veicolo o un software. È il simbolo della convergenza tra mondo digitale e potere militare, tra Silicon Valley e campo di battaglia. È un programma inaugurale, sì, ma anche un modello per le future guerre “intelligenti”, dove la velocità dell’informazione e la capacità di decisione saranno le vere armi decisive. L’era della guerra definita dal software è cominciata — e TITAN ne è l’araldo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/titan-jj.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"AIwarfare, difesa, Palantir, TITAN","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-25 18:53:39","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ainvest.com/news/titan-project-palantir-redefining-battlefield-intelligence-ai-driven-warfare-2504/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17864-palantir-titan-intelligenza-artificiale-battaglia.mp4","galleria":""}
{"id":17846,"titolo":"Il Generale Iannucci tra Kuwait, Iraq e Kurdistan","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un messaggio chiaro e diretto, quello portato dal <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\">Generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci, già Comandante della Brigata Paracadutisti Folgore</a> e, oggi Comandante del <a href=\"https://www.difesa.it/smd/covi/index/24873.html\">COVI (Comando Operativo di Vertice Interforze)</a>, ai militari italiani impegnati tra Kuwait e Iraq: <em>\"Ciò che fate è importante\"</em>. In occasione delle festività pasquali, il Comandante ha voluto essere presente accanto ai propri uomini e donne in uniforme, riconoscendo il valore dell’impegno quotidiano in un’area strategica e instabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visita ha avuto inizio il lunedì dell’Angelo presso la base aerea “Castra Praetoria” di Ali al-Salem, in Kuwait, dove è stato accolto dal Colonnello Fabio Bergamini, Comandante del Task Force Air Kuwait. Dopo il saluto al personale e il punto sulla situazione operativa, il Generale Iannucci ha incontrato l’Ambasciatore d’Italia in Kuwait, Lorenzo Morini. Da lì, il viaggio è proseguito verso Baghdad e il Kurdistan iracheno, tappe simboliche e operative di una missione che ribadisce la centralità dell’Italia negli equilibri regionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A Baghdad, il Comandante ha visitato il Diplomatic Support Center, dove operano Forze Speciali, unità logistiche e Carabinieri dei Mobile Training Team. In parallelo, ha assistito a una significativa <strong>esercitazione aerea congiunta tra Aeronautica Militare italiana e Iraqi Air Force, denominata “UR2”. L’operazione ha coinvolto F-16 iracheni, Eurofighter italiani, elicotteri NH90, C-27J, C-130 e un team delle Forze Speciali. </strong>Un chiaro esempio di interoperabilità e cooperazione tra le due forze armate, con l’obiettivo di rafforzare le capacità locali e contribuire alla stabilità della regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17856,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/1745514684-whatsapp-image-2025-04-24-182654-5-1.webp\" alt=\"Il Generale Iannucci tra Kuwait, Iraq e Kurdistan - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17856\" style=\"width:840px;height:auto\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Iannucci tra Kuwait, Iraq e Kurdistan - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dialogo istituzionale e cooperazione: gli incontri di vertice</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presenza del Generale Iannucci in Medio Oriente non si è limitata al solo ambito operativo. Numerosi sono stati infatti gli incontri istituzionali di alto profilo, a partire da quello con l’Ambasciatore Niccolò Fontana e l<strong>’Addetto per la Difesa, Colonnello Domenico Sermon.</strong> A margine dell’esercitazione “UR2”, il Comandante del COVI ha avuto colloqui con il Capo di Stato Maggiore della Difesa irachena, Generale Yarallah, con i vertici della NATO Mission Iraq, dell’operazione Inherent Resolve e con il National Security Advisor iracheno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ulteriori appuntamenti si sono susseguiti il giorno seguente con le autorità militari locali, tra cui il Vice Comandante del Joint Operation Command, Generale Al Muhammadawi, e il Comandante della Polizia Federale, Tenente Generale Salih Nasr Hussain Muhsin al-Amiri. Questi incontri sono stati l’occasione per fare il punto sulle operazioni in corso, sull’addestramento congiunto e sul ruolo chiave delle forze italiane nel sostegno alla sicurezza irachena.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è mancato un messaggio istituzionale anche a nome del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, e del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, trasmesso dal Generale Iannucci al personale dell’Ambasciata italiana a Baghdad e ai militari impegnati nelle missioni NATO, Inherent Resolve e EUAM Iraq.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17857,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/1745514684-whatsapp-image-2025-04-24-182654-3-1.webp\" alt=\"Il Generale Iannucci tra Kuwait, Iraq e Kurdistan - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17857\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Iannucci tra Kuwait, Iraq e Kurdistan - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Erbil e il Kurdistan: un addestramento che guarda al futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’ultima tappa del viaggio ha portato la delegazione italiana a Erbil, cuore operativo del contingente italiano dell’operazione “Prima Parthica”. Qui, il Generale Iannucci ha incontrato il Console Generale Tommaso Sansone e il Comandante del contingente, Colonnello Antonello Andreottola. Durante il briefing operativo, è stata ribadita l’importanza delle attività di assistenza e formazione militare a favore delle forze locali, in particolare le forze Zeravani e i Peshmerga.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un momento significativo è stata<strong> la visita al Training Center di Benaslawa, dove i soldati curdi hanno condotto un’esercitazione finale che ha mostrato le capacità acquisite grazie ai corsi tenuti dai militari italiani, dalle tecniche di combattimento nei centri abitati al tiro con i mortai</strong>. Il Generale Iannucci è stato anche ricevuto dal Ministro degli Interni curdo Rebar Ahmed Khalid, con cui ha discusso del ruolo fondamentale dell’Italia nella sicurezza interna della regione autonoma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chiudendo la missione, il Comandante del COVI ha ricevuto parole di apprezzamento dal Tenente Generale Issa Ozeir, Capo di Stato Maggiore del Ministry of Peshmerga Affairs, che ha sottolineato il legame profondo di amicizia tra il popolo curdo e l’Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visita del Generale Iannucci ha confermato il ruolo strategico e rispettato delle Forze Armate italiane in Medio Oriente. Un impegno che unisce professionalità, dedizione e diplomazia militare al servizio della pace e della stabilità internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/ffjj.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"COVI, Iraq, Kuwait, missionemilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-25 12:19:50","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilgiornale.it/news/interni/comandante-covi-kuwait-e-iraq-saluto-ai-contingenti-2470470.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17846-generale-iannucci-kuwait-iraq-e-kurdistan.mp4","galleria":""}
{"id":17827,"titolo":"25 aprile: San Marco, patrono dei Lagunari","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Oggi, 25 aprile, i<a href=\"https://brigatafolgore.net/reggimento-lagunari-serenissima-audacia-e-valore-per-terra-e-per-mare/\"> Lagunari del Reggimento \"Serenissima\"</a> celebrano il loro santo patrono, San Marco Evangelista. Questa data, che coincide con la morte dell'Evangelista, è un momento di profonda riflessione e orgoglio per i soldati anfibi dell'Esercito Italiano. San Marco non è solo il protettore della città di Venezia, ma anche il simbolo vivente dei valori e della storia dei Lagunari.​</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Secondo la tradizione, San Marco, durante un viaggio, naufragò nella laguna veneziana. In sogno, un angelo gli apparve dicendo: <em>\"Pax tibi, Marce, evangelista meus. Hic requiescet corpus tuum\"</em> (\"Pace a te, Marco, mio evangelista. Qui riposerà il tuo corpo\"). La profezia si avverò nell'828, quando due mercanti veneziani trafugarono le sue reliquie da Alessandria d’Egitto e le portarono a Venezia, nascondendole sotto carichi di carne di maiale per eludere i controlli musulmani. Da allora, la figura di San Marco è divenuta il cuore spirituale della città e il leone alato, suo simbolo, campeggia sugli stemmi e sulle uniformi dei Lagunari.​</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17841,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/625-Cima-da-Conegliano-Il-Leone-di-san-Marco-tra-i-santi-1-1024x418.jpg\" alt=\"25 aprile: San Marco, patrono dei Lagunari - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17841\" title=\"25 aprile: San Marco, patrono dei Lagunari - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">25 aprile: San Marco, patrono dei Lagunari - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"> I Lagunari: soldati di storia e tradizione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nonostante siano la specialità più giovane dell’Esercito Italiano, i Lagunari vantano una tradizione secolare. <strong>Già durante la quarta crociata, nel 1203, il doge Enrico Dandolo costituì un reggimento distribuito sulle navi veneziane, impiegato nelle due prese di Bisanzio. Nel 1550 si consolidarono come “Fanti da Mar”, protagonisti a Famagosta e a Candia.​</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel corso dei secoli, la tradizione combattente della laguna si è rinnovata: dai “Cacciatori del Sile” durante l’eroica difesa di Venezia nel 1848, ai Reggimenti Marina e San Marco durante la Grande Guerra, fino alle formazioni della Seconda Guerra Mondiale, come la Divisione San Marco e il battaglione “Barbarigo” della Xª MAS.​</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Dopo la guerra, il 15 gennaio 1951 nasce a Venezia Lido il primo nucleo dei futuri Lagunari. Il 20 ottobre 1959, in una cerimonia carica di significato, viene consegnata la Bandiera di Guerra in Piazza San Marco. Nel 1964 nasce ufficialmente il Reggimento Lagunari “Serenissima”, con i battaglioni “Marghera”, “Piave” e “Isonzo”.​</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Dopo varie ristrutturazioni, il Reggimento si ricompone nel 1992 e oggi è inquadrato nella Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli”. I Lagunari operano dove l’acqua e la terra si fondono: canali, fiumi, coste, lagune. E proprio in questi ambienti ostili, la loro adattabilità e lo spirito d’iniziativa fanno la differenza.​</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17842,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/foto-1-14.jpg\" alt=\"25 aprile: San Marco, patrono dei Lagunari - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17842\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"25 aprile: San Marco, patrono dei Lagunari - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">25 aprile: San Marco, patrono dei Lagunari - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il valore del Leone Alato</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>I Lagunari hanno operato in missioni nazionali e internazionali: da “Vespri Siciliani” in Sicilia, alla missione “Antica Babilonia” in Iraq, dove hanno pianto i loro primi caduti: <strong>il Capitano Massimiliano Ficuciello e il 1° Caporal Maggiore Matteo Vanzan</strong>. Sono stati anche in Kosovo, Afghanistan e Libano (operazione “Leonte”). Dal 2009 sono attivi a Venezia nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”.​</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il loro impegno è stato riconosciuto con importanti decorazioni: Medaglia d’Oro e d’Argento al Valor dell’Esercito, Croce d’Argento al Merito dell’Esercito. Ma più ancora delle medaglie, è il simbolo del leone alato a parlare: presente sugli stemmi, sulle uniformi e nei cuori. Il grido “San Marco!” è molto più che una formula: è un vincolo di fratellanza, è un’eredità spirituale.​</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Ogni 25 aprile, i Lagunari celebrano il loro patrono con cerimonie religiose e militari. La data coincide con la morte dell’Evangelista, ma per i Lagunari è anche una rinascita: un’occasione per rinnovare il proprio giuramento alla Patria, all’onore, al sacrificio.​</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>San Marco è dunque molto più di un santo. È il simbolo vivente del coraggio, della disciplina e della storia che lega indissolubilmente i Lagunari alla loro Venezia. </strong>Un legame che resiste al tempo, alla guerra e all’acqua — esattamente come il leone che veglia sulla Serenissima.​<a href=\"https://www.youtube.com/watch?v=KCfafL5xl08&amp;utm_source=chatgpt.com\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/ok-7-Un-momento-dello-sfilamento-scaled-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"esercitoitaliano, reggimentolagunari, sanmarcoevangelista, tradizionemilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-25 09:50:49","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17827-25-aprile-san-marco-patrono-dei-lagunari.mp4","galleria":""}
{"id":17822,"titolo":"Festa dell’Esercito: dal 1° al 4 maggio Bari al centro delle celebrazioni","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Dal 1° al 4 maggio 2025, la città di Bari ospiterà le celebrazioni ufficiali per il <strong>164° anniversario della fondazione dell’Esercito Italiano</strong>, una ricorrenza che unisce tradizione, orgoglio nazionale e partecipazione popolare. La data del 4 maggio ricorda infatti un momento fondamentale per la nostra storia: <strong>nel 1861, il Ministro della Guerra Manfredo Fanti decretava la fine dell’Armata Sarda e la nascita del Regio Esercito</strong>, sancendo ufficialmente la costituzione di quello che oggi è l’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>\"Vista la legge in data 17 marzo 1861, colla quale S.M. ha assunto il titolo di Re d'Italia, il sottoscritto rende noto a tutte le Autorità, Corpi ed Uffici militari che d'ora in poi il Regio Esercito dovrà prendere il nome di Esercito Italiano, rimanendo abolita l'antica denominazione d'Armata Sarda\"<br>– Firmato Manfredo Fanti, Ministro della Guerra</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17826,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Festa dell’Esercito: dal 1° al 4 maggio Bari al centro delle celebrazioni - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/1861-bis-1024x741.jpg\" alt=\"Bari celebra il 164° anniversario dell’Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17826\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il decreto firmato dal Ministro della Guerra Manfredo Fanti - © Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il Villaggio dell’Esercito e la festa in piazza</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Per celebrare degnamente questo importante traguardo, Bari accoglierà il <strong>“Villaggio Esercito”</strong>, trasformando il cuore della città in un’esposizione a cielo aperto dei principali assetti della Forza Armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Certo, ecco una versione più generica del paragrafo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>I cittadini potranno avvicinarsi al mondo militare attraverso esposizioni, dimostrazioni e attività interattive pensate per tutte le età. Saranno presenti anche stand informativi e spazi dedicati alla storia dell’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Durante tutta la manifestazione sarà presente anche <strong>Radio Esercito</strong>, la webradio ufficiale della Forza Armata, pronta ad accogliere ospiti, raccontare in diretta l’evento e coinvolgere il pubblico in giochi, musica e interviste.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17830,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Festa dell’Esercito: dal 1° al 4 maggio Bari al centro delle celebrazioni - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/villaggio-esercito-1024x536.jpg\" alt=\"Bari celebra il 164° anniversario dell’Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17830\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dopo diversi anni di celebrazioni nella Capitale, la Festa della Forza Armata si trasferisce a Bari: il Villaggio Esercito accoglierà cittadini e curiosi nel cuore della città.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Limitazioni alla sosta e alla circolazione: attenzione alla viabilità</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Per permettere il regolare svolgimento delle celebrazioni, la <strong>Polizia Locale di Bari</strong> ha predisposto una lunga serie di <strong>limitazioni alla sosta e alla circolazione</strong>, che interesseranno numerose zone del centro città, in particolare quelle adiacenti al lungomare e alle principali piazze coinvolte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>A partire <strong>dal 25 aprile fino al 5 maggio 2025</strong>, sarà in vigore il <strong>divieto di fermata</strong> su via N. Sauro, via Arcivescovo Vaccaro, via Matteotti, via Gorizia e molte altre strade. In alcuni casi, i divieti saranno attivi anche <strong>h24</strong>, fino alla fine delle operazioni di smontaggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In particolare:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Il <strong>28 aprile</strong>, dalle 14.00 alle 17.00, scatteranno <strong>divieti di transito</strong> su gran parte del lungomare e vie limitrofe.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Il <strong>29 aprile</strong>, nella fascia mattutina tra le <strong>00.01 e le 09.00</strong>, sono previsti <strong>divieti di fermata e transito</strong> su molo San Nicola, lung.re A. Di Crollalanza e corso Vittorio Emanuele II.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Il <strong>30 aprile</strong>, ancora chiusure dalle <strong>12.00 alle 17.00</strong> su tutte le vie adiacenti alla zona costiera.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Il <strong>1 maggio</strong>, giornata festiva, i divieti riguarderanno <strong>via Fiume</strong> e <strong>corso Cavour</strong> (area di parcheggio Oriente).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Il <strong>2 maggio</strong>, dalle <strong>00.01 alle 16.00</strong>, saranno interessate <strong>piazza Diaz</strong>, <strong>via Matteotti</strong> e <strong>via Caduti del 28 luglio 1943</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Il <strong>5 maggio</strong>, giornata conclusiva, si tornerà a una fase di <strong>divieti mirati</strong> dalle <strong>00.01 alle 09.00</strong>, con interessamento del <strong>molo San Nicola</strong>, <strong>lung.re Di Crollalanza</strong> e <strong>piazzale IV Novembre</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Infine, per motivi logistici e operativi, <strong>dal 29 aprile al 5 maggio</strong> sarà <strong>consentito il transito di mezzi militari con massa superiore a 3,5 tonnellate</strong> all’interno di un perimetro specificamente individuato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per maggiore informazioni, invitiamo i nostri lettori a visitare <a href=\"https://www.comune.bari.it/-/164-anniversario-della-fondazione-dell-esercito-italiano-da-domani-25-aprile-limitazioni-al-traffico-e-alla-sosta\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">il link del Comune di Bari</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17829,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Festa dell’Esercito: dal 1° al 4 maggio Bari al centro delle celebrazioni - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/lungomare-bari-1024x683.jpg\" alt=\"Bari celebra il 164° anniversario dell’Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17829\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Bari celebra il 164° anniversario dell’Esercito Italiano - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Una festa che unisce tradizione, tecnologia e partecipazione</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La celebrazione del 164° anniversario della fondazione dell’Esercito Italiano non è soltanto una rievocazione storica. È anche un’occasione per il cittadino di oggi di <strong>avvicinarsi al mondo militare</strong>, spesso percepito come distante, scoprendone valori, competenze, impegno e modernità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’Esercito Italiano, infatti, oggi più che mai, è una realtà viva, formata da professionisti in uniforme che operano quotidianamente sia sul territorio nazionale che nelle missioni internazionali, con una forte componente tecnologica, addestrativa e umanitaria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In questo senso, l’iniziativa del <strong>Villaggio Esercito</strong> a Bari rappresenta un ponte tra passato e futuro, tra la gloriosa storia di un’Istituzione nata nel cuore del Risorgimento e le sfide contemporanee, tra cui la difesa della pace e la cooperazione internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Bari si prepara dunque ad accogliere con orgoglio e partecipazione la <strong>Festa dell’Esercito 2025</strong>, trasformando il cuore della città in un punto di incontro tra la cittadinanza e i militari. Un’occasione per riflettere sulle nostre radici, onorare il servizio dei soldati italiani e rinnovare un legame che, da 164 anni, rappresenta una colonna portante dell’identità nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Buona Festa dell’Esercito a tutti!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/ei-bari-2025.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"esercitoitaliano, FestaEsercito2025, OrgoglioTricolore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-25 09:10:58","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.comune.bari.it/-/164-anniversario-della-fondazione-dell-esercito-italiano-da-domani-25-aprile-limitazioni-al-traffico-e-alla-sosta","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17822-bari-celebra-il-164-anniversario-dellesercito-italiano.mp4","galleria":""}
{"id":17816,"titolo":"Italia e Arabia Saudita rafforzano la cooperazione militare: visita del Gen. C.A. Carmine Masiello a Riyadh","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Riyadh, aprile 2025 –</strong> Dal 14 al 17 aprile si è svolta una significativa missione istituzionale del <strong>Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</strong>, <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano</strong>, in <strong>Arabia Saudita</strong>, volta a consolidare e rafforzare il già solido legame tra le <strong>Forze Armate italiane e saudite</strong>. Un momento chiave per riaffermare il ruolo dell’Italia come partner strategico nella regione del Golfo, attraverso una cooperazione che guarda al futuro della sicurezza globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un dialogo strategico tra eserciti alleati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel corso della visita, il Gen. C.A. Masiello è stato ricevuto presso il <strong>Royal Saudi Arabian Land Force Command</strong>, dove ha incontrato il <strong>Lt. Gen. Fahd bin Saud bin Dhuwaihir AL-JUHNI</strong>, Comandante delle Forze Terrestri saudite. L'incontro ha incluso un <strong>briefing operativo sulle capacità e sull’organizzazione delle forze saudite</strong>, a cui ha fatto seguito un colloquio con il <strong>Capo di Stato Maggiore della Difesa saudita</strong>, <strong>Gen. Fayyad bin Hammed AL RUWAILI</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Durante il confronto, il Capo di SME ha sottolineato il valore della cooperazione tra le due forze armate, dichiarando:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>“La cooperazione militare è uno dei tanti pilastri che rafforzano il profondo rapporto di amicizia tra i nostri Paesi. La condivisione dei valori del dialogo, dell’accoglienza e del rispetto per gli altri nonché le responsabilità comuni per garantire pace e stabilità internazionale arricchiscono le prospettive per elevare i rapporti bilaterali tra i due Eserciti. Siamo pronti per un piano d’azione strutturato, con priorità condivise, a partire dal settore della formazione quale volano per approfondire la conoscenza reciproca e crescere insieme, interrogandoci sulle sfide emergenti e sul futuro degli scenari”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Formazione e scambi: le nuove priorità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Uno dei punti centrali della missione è stato <strong>l’avvio di un piano d’azione strutturato</strong>, fondato su <strong>priorità condivise</strong>. Tra queste, spicca il <strong>settore della formazione</strong>, inteso come motore di crescita congiunta e conoscenza reciproca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel secondo giorno di visita, il Gen. Masiello si è recato presso la <strong>National Defence University</strong> saudita, dove ha incontrato il <strong>Maj. Gen. Mohammed Jadou AL RUWAILI</strong>, Presidente dell’ateneo, e ha visitato le infrastrutture didattiche. A seguire, ha fatto tappa alla prestigiosa <strong>King Abdulaziz Military Academy</strong>, intrattenendosi con il <strong>Maj. Gen. Ali bin Saleh AL-HUDHAIF</strong>, Comandante dell’Accademia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In entrambi i casi, il dialogo si è concentrato su <strong>programmi di scambio accademico e addestramento congiunto</strong>, favorendo lo sviluppo delle competenze del personale saudita e l’ingresso in <strong>percorsi formativi in Italia</strong>, presso istituti militari italiani d’eccellenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tecnologia, esercitazioni congiunte e industria della difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Oltre agli aspetti formativi, la missione ha affrontato temi legati al <strong>rafforzamento della cooperazione industriale e tecnologica</strong>. È stata discussa la possibilità di <strong>partecipazione a esercitazioni bilaterali</strong>, nonché l’avvio di collaborazioni mirate allo <strong>sviluppo di nuove capacità operative</strong>, in sinergia con l’industria italiana della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Questo approccio mira a <strong>sviluppare soluzioni innovative</strong> per le sfide condivise nei moderni scenari geopolitici, rafforzando la <strong>stabilità e la sicurezza regionale</strong>, in linea con le esigenze delle due nazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un legame diplomatico che guarda al futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La visita si è conclusa con una <strong>cena ufficiale presso la residenza dell’Ambasciatore d’Italia a Riyadh</strong>, <strong>S.E. Carlo Baldocci</strong>, a testimonianza dell’<strong>importanza del dialogo diplomatico</strong> e dell’intesa istituzionale tra i due Paesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il viaggio del Gen. C.A. Masiello in Arabia Saudita rappresenta un <strong>passo concreto verso una cooperazione strategica a tutto campo</strong>, che coinvolge non solo gli aspetti militari, ma anche quelli educativi, industriali e tecnologici. Un'intesa che contribuisce alla <strong>pace internazionale</strong> e alla <strong>sicurezza collettiva</strong>, confermando l’Italia come interlocutore di fiducia nello scenario globale della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/masiello-arabia-saudita.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"ArabiaSaudita, CapoDiSme, esercitoitaliano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-24 18:55:19","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17816-italia-e-arabia-saudita-rafforzano-la-cooperazione-militare-visita-del-gen-c-a-carmine-masiello-a-riyadh.mp4","galleria":""}
{"id":17796,"titolo":"Ex. Amaranth Beret: il 187° Reggimento “Folgore” si addestra con la 173^ Airborne Brigade USA","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Altopascio (LU) / Valle Ugione (LI) – aprile 2025.</strong> Si è da poco conclusa l’esercitazione <strong>“Amaranth Beret”</strong>, che ha visto protagonisti i <strong>baschi amaranto del <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\">187° Reggimento Paracadutisti “Folgore”</a></strong> e un plotone di paracadutisti della <strong>173^ Airborne Brigade dell’U.S. Army</strong>, di stanza presso la Caserma “Ederle” di Vicenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Un appuntamento addestrativo di rilievo internazionale, che rientra nell’ambito delle attività congiunte della cosiddetta <strong>“Airborne Community”</strong>: una rete di unità paracadutiste alleate, accomunate dalla volontà di mantenere alti standard operativi, interoperabilità e coesione nelle operazioni congiunte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Obiettivi dell’esercitazione: cooperazione, rapidità, efficacia</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Lo scopo dell’esercitazione era duplice: da un lato, <strong>rafforzare la cooperazione tra reparti d’élite italiani e statunitensi</strong>, dall’altro, <strong>testare e perfezionare la capacità di pianificazione e condotta di operazioni avioportate congiunte</strong>, in scenari realistici e complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Un’occasione di “<strong>mutual training</strong>” preziosa, che ha permesso a entrambi i contingenti di confrontarsi su procedure, tecniche e approcci diversi ma complementari, in un’ottica di continua evoluzione tattica e tecnica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17798,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Amarath-Beret-25-00002-1024x683.jpg\" alt=\"Bozza automatica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17798\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">I baschi amaranto italiani e americani si addestrano in sinergia - © Esercito Italiano<a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/aprile/exe_aberet_250424/4.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Fase 1: Joint Forcible Entry Operation sulla DZ “Nella”</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La prima parte dell’esercitazione si è svolta nella <strong>zona di lancio “Nella” di Altopascio (LU)</strong>. Qui, i paracadutisti italiani e americani hanno operato fianco a fianco in una <strong>Joint Forcible Entry Operation (JFEO)</strong>: un’azione militare volta alla <strong>conquista e al consolidamento di un obiettivo strategico tramite aviolancio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’attività ha richiesto un’elevata capacità di pianificazione rapida, coordinamento tra più assetti e reattività nell’affrontare variabili ambientali e operative, simulando scenari ad alta intensità, come interventi in teatri ostili o occupati da forze nemiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17804,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Amarath-Beret-25-00008-1024x683.jpg\" alt=\"Bozza automatica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17804\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'addestramento al combattimento in area urbana - © Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Fase 2: combattimento urbano e contromisure C-IED</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La seconda fase ha avuto luogo nell’<strong>area addestrativa di Valle Ugione (LI)</strong>, dove il personale è stato impegnato in esercitazioni complesse, con particolare enfasi sulle <strong>Military Operations in Urban Terrain (MOUT)</strong>: operazioni in ambienti urbani, tra i più insidiosi e impegnativi per le truppe da combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Tra le attività principali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Uso degli Inflatable Wall System</strong>, ovvero edifici gonfiabili altamente realistici per simulare scenari urbani;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Impiego del <strong>SIMUNITION</strong>, munizionamento non letale che consente simulazioni reali con marcatura dell’impatto;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Addestramento al Counter-IED</strong>, ovvero il riconoscimento e la neutralizzazione di ordigni esplosivi improvvisati, una delle principali minacce nei teatri operativi moderni.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Queste attività hanno richiesto massimo coordinamento, spirito di adattamento e una comunicazione efficace tra le due formazioni, contribuendo a consolidare un linguaggio operativo comune.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17800,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Amarath-Beret-25-00004-1024x683.jpg\" alt=\"Bozza automatica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17800\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Military Operation in Urban Terrain con impiego degli Inflatable Wall System - © Esercito Italiano<a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/aprile/exe_aberet_250424/6.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Fase finale: esercitazione di tiro congiunta</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’esercitazione si è conclusa presso il <strong>poligono ISOPOL</strong>, all’interno del <strong>Complesso Addestrativo Multifunzione \"Folgore\"</strong>. Qui si è svolta un’attività di tiro avanzato, mirata a valutare le capacità di ingaggio in condizioni realistiche e simulate, affinando la prontezza all’impiego delle armi individuali e di reparto in contesti ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Un momento di verifica finale delle competenze acquisite durante l’intera esercitazione, ma anche di condivisione delle best practices tra i due reparti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17801,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Amarath-Beret-25-00005-1024x683.jpg\" alt=\"Bozza automatica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17801\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Briefing a premessa del poligono di tiro in galleria - © Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un legame strategico e operativo tra alleati</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La collaborazione tra il <strong>187° Reggimento della Folgore</strong> e la <strong>173^ Airborne Brigade USA</strong> non è episodica: si fonda su <strong>una lunga storia di cooperazione</strong> e su una visione condivisa della prontezza operativa delle forze paracadutiste Italiane e Statunitensi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Queste esercitazioni, oltre a garantire l’interoperabilità tra i contingenti, rappresentano un <strong>investimento strategico nella sicurezza collettiva</strong> delle forze NATO e partner. In un contesto geopolitico sempre più dinamico, la capacità di <strong>operare in maniera integrata e reattiva</strong> è una risorsa fondamentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il legame tra i <strong>baschi amaranto</strong> italiani e gli <strong>“Sky Soldiers”</strong> americani va oltre la semplice cooperazione tecnica: si fonda su una <strong>cultura comune del dovere, del sacrificio e dell'eccellenza militare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Eventi come “Amaranth Beret” non solo arricchiscono le competenze professionali, ma rafforzano anche <strong>la fratellanza tra uomini e donne che condividono la stessa vocazione militare</strong>: quella di operare con rapidità, precisione e coraggio nei contesti più difficili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La <strong>Brigata Paracadutisti Folgore</strong>, ancora una volta, conferma il proprio ruolo di punta nell’ambito delle forze operative terrestri italiane e alleate, mantenendo <strong>standard d’eccellenza addestrativa</strong> e dimostrando la piena capacità di agire in sinergia con le più prestigiose unità aviotrasportate internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/Amarath-Beret-25-00011.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"173Airborne, AmarantBereth2025, folgore, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-24 18:37:30","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Conclusa-l%E2%80%99esercitazione-Amaranth-Beret-250424.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17796-ex-amaranth-beret-il-187-reggimento-folgore-si-addestra-con-la-173-airborne-brigade-usa.mp4","galleria":"17807 | 17806 | 17805 | 17804 | 17803 | 17802 | 17801 | 17800 | 17799 | 17798 | 17797"}
{"id":17784,"titolo":"Roma blindata per i funerali di Papa Francesco: dispositivo di sicurezza interforze senza precedenti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il <strong>26 aprile 2025</strong> sarà una data che passerà alla storia. È il giorno in cui il mondo dà l’ultimo saluto a <strong>Papa Francesco</strong>, nella maestosa cornice di Piazza San Pietro. Ma non è solo la spiritualità a dominare queste ore: la <strong>macchina della sicurezza</strong> si sta muovendo con precisione chirurgica per garantire un evento di portata mondiale in <strong>totale protezione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Da giorni, le immagini di militari armati con strani fucili hanno destato curiosità: si tratta dei cosiddetti <strong>bazooka anti-drone</strong>, sistemi di difesa avanzata adottati in occasione di eventi ad altissimo rischio, proprio come questo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I \"bazooka\" che neutralizzano i droni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il loro nome tecnico è <strong>Unmanned Aerial System Countermeasure</strong>, ma per tutti sono i “bazooka anti-drone”. Non sparano proiettili, bensì <strong>onde radio in grado di inibire la comunicazione tra il drone e il suo pilota</strong>, rendendolo ingovernabile o costringendolo a un atterraggio controllato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il dispositivo – spesso simile a un fucile futuristico – <strong>non è un’arma da guerra tradizionale</strong>, ma uno strumento di <strong>difesa elettronica</strong>. È in grado di individuare le frequenze di controllo dei droni e interromperle in tempo reale, evitando riprese aeree non autorizzate o – nella peggiore delle ipotesi – <strong>attacchi aerei tramite droni kamikaze o carichi esplosivi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Non è la prima volta che questi sistemi vengono impiegati: già <strong>nel 2021</strong> l’Aeronautica Militare italiana li ha utilizzati in Qatar, durante la <strong>Coppa Araba</strong>, e <strong>nel 2023</strong> hanno fatto la loro comparsa durante la visita a Roma del presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelensky</strong>. Oggi, tuttavia, il loro impiego è <strong>massiccio e sistematico</strong> come mai prima d’ora in Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>La partecipazione internazionale sarà imponente</strong>: confermate le presenze dei <strong>reali di Spagna</strong> e <strong>Belgio</strong>, del <strong>premier britannico Keir Starmer</strong>, del <strong>principe William</strong>, del <strong>presidente USA Donald Trump</strong>, del <strong>cancelliere tedesco Olaf Scholz</strong>, della <strong>premier italiana Giorgia Meloni</strong>, del <strong>presidente ucraino Volodymyr Zelensky</strong> con la moglie, e perfino del <strong>vicepresidente di Taiwan</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Non ci saranno</strong>, invece, <strong>Vladimir Putin</strong> (che invierà la ministra della Cultura) e <strong>Benjamin Netanyahu</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17788,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Roma blindata per i funerali di Papa Francesco: dispositivo di sicurezza interforze senza precedenti - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/c-uas-1-1024x576.jpg\" alt=\"Roma blindata per i funerali di Papa Francesco - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17788\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Militare dell’Esercito Italiano con sistema di difesa anti-drone C-UAS – @Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Task Force C-UAS e il controllo delle aree sensibili</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>A gestire i sistemi andti-drone ci pensa una Task Force della Difesa Italiana, chiamata <strong>C-UAS (Counter-Unmanned Aerial System)</strong>. Si tratta di militari appositamente addestrati al controllo dello spazio aereo in scenari urbani, affollati e complessi come quello di San Pietro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Molti di loro si muovono con <strong>controller portatili</strong> e <strong>zaini speciali</strong> che alimentano i dispositivi, per garantire la <strong>massima mobilità tra la folla</strong>. L’obiettivo: intervenire tempestivamente in caso di sorvoli sospetti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Oltre ai dispositivi manuali, sono operative anche <strong>unità mobili montate su veicoli militari</strong>, capaci di coprire aree più estese. Le <strong>forze dell’ordine</strong>, le <strong>unità antiterrorismo</strong>, i <strong>cecchini</strong> e i <strong>servizi segreti</strong> completano un <strong>apparato di difesa complesso</strong> ma al tempo stesso <strong>meticolosamente pianificato</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17790,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Roma blindata per i funerali di Papa Francesco: dispositivo di sicurezza interforze senza precedenti - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/ts-polizia-1024x580.jpg\" alt=\"Roma blindata per i funerali di Papa Francesco - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17790\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il 26 aprile, nella capitale italiana, è prevista una disposizione di sicurezza interforze senza precedenti – @Polizia di Stato</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I numeri di un evento senza precedenti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Secondo <a href=\"https://www.rainews.it/articoli/2025/04/roma-in-sicurezza-per-i-funerali-del-papa-attese-200mila-persone-morte-del-papa-piano-sicurezza-capitale-no-fly-zone-blindata-san-pietro-e0d97aa3-553d-4c63-a5be-bbf0acfd3e7c.html#:~:text=Quanto%20ai%20numeri%20delle%20forze,aggiungono%20i%20vigili%20del%20fuoco%22\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">quanto comunicato</a> da <strong>Fabio Ciciliano</strong>, coordinatore delle attività di sicurezza, saranno <strong>migliaia</strong> gli operatori impegnati:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>3.000 volontari della Protezione Civile</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>2.000 agenti delle forze dell’ordine, militari delle forze armate e vigili del fuoco</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>55 squadre sanitarie</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>52 ambulanze aggiuntive</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>11 postazioni mediche avanzate</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>170 delegazioni straniere</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>200.000 fedeli</strong> attesi solo per la cerimonia, senza contare i pellegrini dei giorni precedenti</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>1.500 richieste di accredito</strong> da parte di giornalisti di tutto il mondo</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Le <strong>Ferrovie dello Stato</strong> hanno già messo a disposizione <strong>260.000 posti</strong>, mentre i <strong>voli privati, commerciali e di Stato</strong> faranno rotta su Fiumicino, Ciampino e anche Pratica di Mare, per agevolare l’arrivo delle delegazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La Prefettura di Roma ha disposto inoltre <strong>una no-fly zone estesa su tutta la Capitale</strong>, a partire già dal 23 Aprile. I sistemi C-UAS sono pronti a entrare in azione nel caso qualcuno tenti comunque un sorvolo non autorizzato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Saranno posizionati <strong>maxi-schermi</strong> in via della Conciliazione, piazza Pia e piazzale Risorgimento per permettere ai presenti di seguire la cerimonia anche fuori dalla piazza, ormai piena da ore. I <strong>flussi pedonali</strong> saranno gestiti con precisione millimetrica per evitare sovraffollamenti o criticità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17791,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Roma blindata per i funerali di Papa Francesco: dispositivo di sicurezza interforze senza precedenti - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/no-fly-zone-1024x683.jpg\" alt=\"Roma blindata per i funerali di Papa Francesco - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17791\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Su Roma è già scattata la no-fly zone dal 23 aprile; tuttavia, sono permesse le rotte commerciali da e per i vicini aeroporti, salvo comunicazioni dell’ultimo minuto.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un corteo tra sicurezza e devozione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Dopo i funerali, il corpo di Papa Francesco sarà trasportato in processione verso la <strong>Basilica di Santa Maria Maggiore</strong>, dove verrà tumulato accanto alla <strong>Cappella Paolina</strong>, uno dei luoghi a lui più cari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il corteo attraverserà <strong>il cuore del centro storico</strong> di Roma, con tracciati transennati e vigilati. Le forze dell’ordine garantiranno la sicurezza di fedeli e autorità durante tutto il tragitto. Un evento che sarà al tempo stesso <strong>liturgia e logistica</strong>, <strong>spiritualità e strategia</strong>, e che richiede la <strong>massima attenzione da parte degli apparati di sicurezza</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L'ultimo saluto a Papa Francesco non è solo un evento religioso e simbolico: è <strong>un banco di prova straordinario per la sicurezza italiana</strong>. L’impiego di tecnologie avanzate come i sistemi anti-drone, la coordinazione logistica di migliaia di operatori, l’attenzione diplomatica e la capacità di accoglienza di Roma mostrano <strong>il volto moderno e capace del nostro Paese</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Una città blindata, sì, ma pronta ad aprirsi al mondo per <strong>l’ultimo abbraccio al Papa venuto dalla fine del mondo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/piazza-san-pietro.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"FuneralePapa, sicurezza, uasc","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-24 17:35:09","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17784-roma-blindata-per-i-funerali-di-papa-francesco-dispositivo-di-sicurezza-interforze-senza-precedenti.mp4","galleria":""}
{"id":17773,"titolo":"Un Super F-35 con tecnologia di sesta generazione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Lockheed Martin ha annunciato una nuova ambiziosa fase per il suo aereo da combattimento F-35, puntando a trasformarlo in un velivolo di quinta generazione \"potenziato\" con l’integrazione di tecnologie di sesta generazione</strong>. Il CEO Jim Taiclet, in una conferenza stampa per gli investitori, ha rivelato che la compagnia non intende competere direttamente con il contratto NGAD (Next Generation Air Dominance) vinto da Boeing, ma concentrarsi sul potenziamento degli attuali modelli F-35 e F-22 Raptor. La vision è chiara: trasformare questi velivoli in una <strong>\"supercar\" del cielo</strong>, un F-35 rivisitato che conserva il suo design ma con performance da velivolo di sesta generazione, un passo decisivo per mantenerlo competitivo in un panorama globale sempre più orientato verso l'innovazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La proposta di Lockheed per il futuro degli F-35 si basa sulla sua capacità di implementare tecnologie sviluppate durante il suo tentativo di partecipazione al programma NGAD, che include sensori avanzati, stealth migliorato, e la capacità di interagire con droni autonomi, un’innovazione che ha già visto applicazioni pratiche nei combattimenti aerei con il controllo remoto di \"wingmen\" robotici. Le modifiche previste porterebbero a un aereo che non solo mantiene l’efficacia di un F-35, ma lo spinge a livelli superiori con un occhio alla costanza dei costi operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il concetto di “Fifth-Generation-Plus”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’idea di Lockheed di aggiornare l’F-35 con la tecnologia di sesta generazione non è una novità assoluta, poiché programmi simili sono già stati sviluppati da altri costruttori, come il F-15EX della Boeing, un velivolo di quarta generazione rinnovato con equipaggiamenti di quinta generazione. Tuttavia, la proposta di Lockheed di passare da un “F-35 tradizionale” a un “Fifth-Generation-Plus” ha suscitato molta curiosità nel mondo della difesa. In sostanza, il progetto non prevede la creazione di un nuovo aereo, ma un aggiornamento sostanziale delle capacità di volo e combattimento di un velivolo già in servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Questa versione \"plus\" dell'F-35 sarebbe in grado di competere con velivoli di nuova generazione a costi inferiori</strong>, aumentando le performance, ma soprattutto riducendo i costi di produzione e mantenimento, raggiungendo un equilibrio tra innovazione e sostenibilità economica. Il concetto prevede di sfruttare le basi già solide della tecnologia stealth esistente, ampliando le capacità di rilevamento passivo e migliorando la precisione dei sensori, al fine di rispondere alla crescente minaccia dei sistemi di difesa avanzati dei nemici. Non solo, ma l’aggiunta di capacità per il controllo autonomo dei droni renderebbe il velivolo ancora più versatile nelle missioni di combattimento moderno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La sfida geopolitica e l’interoperabilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’F-35 potenziato da Lockheed potrebbe anche avere una dimensione geopolitica importante. Se da un lato le forze armate statunitensi riceveranno i primi modelli aggiornati, l’azienda punta a rendere queste capacità esportabili per soddisfare le esigenze degli alleati degli Stati Uniti. Secondo Taiclet, Lockheed intende progettare questi nuovi miglioramenti in modo che la decisione di esportarli ai paesi alleati sia più semplice, contribuendo così alla proiezione di potenza globale degli Stati Uniti. Tuttavia, la decisione finale sulla possibilità di esportazione spetterà sempre al governo degli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Italia è un esempio concreto di questo processo di aggiornamento, con il Ministero della Difesa che ha recentemente annunciato l’acquisizione di nuovi velivoli F-35 come parte di un rafforzamento delle capacità aeronautiche nazionali. L'interoperabilità tra le forze armate italiane e quelle degli altri paesi membri del programma F-35, come gli Stati Uniti e altri alleati NATO, risulta cruciale. L’integrazione di nuovi F-35B, versione STOVL (decollo corto e atterraggio verticale), per la Marina Militare italiana, permette non solo un aumento delle capacità di difesa aerea, ma anche un’ulteriore sinergia tra le diverse forze armate, fondamentale per affrontare le sfide geopolitiche attuali e future.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un mondo dove la sicurezza aerea è sempre più legata all'innovazione tecnologica, il piano di Lockheed Martin rappresenta una mossa strategica che punta a consolidare la posizione degli Stati Uniti nel mercato globale, mantenendo al contempo il vantaggio competitivo dell’F-35 e rispondendo alle necessità di alleati come l’Italia. In questa fase di aggiornamenti tecnologici, l’obiettivo finale è chiaro: fornire un velivolo altamente avanzato, versatile e adatto a rispondere a ogni tipo di minaccia, riducendo al contempo i costi per le forze armate alleate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"","categoria":"Uncategorized","tags":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-24 10:44:21","stato":"draft","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/","difesanews":"","video_art":"","galleria":""}
{"id":17762,"titolo":"Frattura Occidentale: Fallimento dei Colloqui di Pace a Londra","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il vertice di Londra, destinato a segnare un passo importante verso la pace in Ucraina, è stato annullato a causa delle profonde divergenze tra l’Ucraina e i suoi alleati occidentali. La situazione, descritta in modo lapidario dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, al termine di una giornata caotica, è stata segnata dal rinvio degli incontri previsti, tra cui quelli cruciali tra i ministri degli Esteri. La causa di questo fallimento va cercata nelle frizioni interne all’alleanza occidentale, in particolare riguardo alla proposta di pace avanzata dagli Stati Uniti. <strong>La divergenza centrale era la questione della Crimea, che il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha ribadito non riconoscere come parte della Russia.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli Stati Uniti, rappresentati dal Segretario di Stato Marco Rubio e dall’inviato speciale Steve Witkoff, hanno scelto di non partecipare al summit, accusando la mancanza di progressi tangibili nella risoluzione della crisi. Questa decisione è stata influenzata dalle dichiarazioni di Zelensky, che ha sottolineato l'impossibilità di accettare legalmente l'occupazione della Crimea da parte russa. Le parole di Zelensky hanno avuto un peso considerevole, tanto da portare all'annullamento della partecipazione di altri paesi europei, tra cui Francia e Germania. La Presidente francese, in un comunicato, ha ribadito che la questione della \"vocazione europea\" dell'Ucraina rimane fondamentale per l'Europa, ma non è riuscita a conciliare le posizioni divergenti tra gli Stati Uniti e le capitali europee.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17770,\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Russo-Ukrainian-War-April-22-2025-1-819x1024.png\" alt=\"Frattura Occidentale: Fallimento dei Colloqui di Pace a Londra - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17770\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover\" title=\"Frattura Occidentale: Fallimento dei Colloqui di Pace a Londra - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Frattura Occidentale: Fallimento dei Colloqui di Pace a Londra - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Ragioni della Frattura: Il Rifiuto del Piano di Pace di Trump</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il piano di pace presentato da Trump, che include il riconoscimento della Crimea come parte della Russia e il congelamento dei confini territoriali, è stato respinto dall'Ucraina e dai suoi alleati europei.</strong> La proposta prevedeva che, in cambio di una soluzione del conflitto, Kiev cedesca parte del proprio territorio, inclusa la Crimea. Tuttavia, nonostante le pressioni da parte degli Stati Uniti, la proposta non è stata vista come equa dalla leadership ucraina, che ha posto il veto su qualsiasi accordo che implicasse la perdita di territori. La reazione negativa è stata tanto più forte in quanto il piano americano non prevedeva compensazioni adeguate per l'Ucraina, ma si concentrava sulle concessioni alla Russia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La questione principale rimane la Crimea, che Mosca ha annesso nel 2014, un atto che Kiev e la comunità internazionale non hanno mai riconosciuto. Trump ha ribadito che la Crimea \"è stata persa anni fa\", cercando di minimizzare l'importanza di tale annessione per avviare i negoziati di pace. Il presidente ucraino ha rifiutato questa visione, definendo dannosa per i negoziati l'affermazione di Trump, che ha fatto eco alla posizione di Washington. Nonostante le divergenze, la Casa Bianca ha insistito sulla necessità di risolvere la crisi, cercando di forzare Kiev a un compromesso che potesse segnare la fine del conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16208,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/RRWL32YNFJF6PPR7PUSZS3IYKE-1024x683.jpg\" alt=\"La Svezia promette un nuovo aiuto all'Ucraina del valore di 1,6 miliardi di dollari, inclusa la difesa aerea - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16208\" title=\"Frattura Occidentale: Fallimento dei Colloqui di Pace a Londra - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Frattura Occidentale: Fallimento dei Colloqui di Pace a Londra - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Conseguenze Militari e la Stagnazione del Conflitto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La situazione militare in Ucraina resta critica, con la guerra che continua a infliggere pesanti perdite da entrambe le parti. Mentre le forze ucraine resistono, le truppe russe avanzano lentamente, ma costantemente.<strong> Le difficoltà nell'approvvigionamento di armi e munizioni, l'erosione delle forze ucraine e la crescente carenza di risorse militari sono fattori determinanti nel rallentamento delle operazioni sul campo. </strong>Le perdite, sia di uomini che di materiali, sono ingenti, con oltre 940.000 soldati russi uccisi o feriti da inizio conflitto. La Russia, inoltre, ha aumentato la sua capacità bellica grazie a rifornimenti provenienti dalla Corea del Nord, mentre gli ucraini faticano a sostituire i loro mezzi danneggiati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante l’intensificarsi degli scontri, l’Ucraina non sembra in grado di riconquistare i territori persi, e le sue forze stanno rivedendo le strategie difensive.<strong> Il generale Oleksander Syrsky ha disposto il ritiro da alcune regioni, come Sumy e Kharkov, per concentrare le forze sul fronte principale, ma ciò potrebbe comportare l'abbandono di territori cruciali sotto il controllo russo.</strong> Inoltre, la scarsità di supporto militare da parte dei paesi europei, che non sono disposti a fornire truppe o risorse sufficienti per rovesciare le sorti del conflitto, sta aggravando la situazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17765,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/jj8-1024x564.jpg\" alt=\"Frattura Occidentale: Fallimento dei Colloqui di Pace a Londra - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17765\" title=\"Frattura Occidentale: Fallimento dei Colloqui di Pace a Londra - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Frattura Occidentale: Fallimento dei Colloqui di Pace a Londra - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'incapacità di Kiev di ottenere il supporto militare necessario per contrastare l'offensiva russa e le crescenti difficoltà sul piano logistico e delle comunicazioni pongono interrogativi sulla futura capacità dell'Ucraina di sostenere il conflitto senza compromessi significativi. La resistenza dell'Ucraina, pur supportata da alcune nazioni occidentali, non sembra essere sufficiente a far pendere l'ago della bilancia a suo favore, mentre la guerra si trascina con le sue drammatiche implicazioni per la popolazione civile e per l'intera regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, il fallimento del vertice di Londra ha messo in luce le difficoltà di mediazione tra Stati Uniti e Europa, con la posizione di Kiev che rimane irremovibile sulla questione territoriale. Con il conflitto che continua a infliggere gravi perdite, sia sul piano umano che militare, la possibilità di un accordo di pace sembra sempre più lontana. La risposta internazionale, purtroppo, non sembra in grado di risolvere la crisi in modo decisivo, lasciando l'Ucraina a fronteggiare una lunga e dolorosa battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/zelensky-IP-1536x1025-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"pace, trump, ucraina, ucrainacrisi","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-24 10:15:15","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.understandingwar.org/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17762-frattura-occidentale-fallimento-colloqui-londra.mp4","galleria":""}
{"id":17748,"titolo":"Scudo 25: Pinerolo, Rombo e Ranger testano le nuove capacità digitali","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è recentemente conclusa l’esercitazione “Scudo 25”, una delle più importanti prove sul campo organizzate dall’Esercito Italiano, che ha visto coinvolte numerose unità ad alta connotazione tecnologica. L’esercitazione, che ha avuto luogo per oltre due settimane in Puglia, presso il poligono di Torre di Nebbia, ha avuto come obiettivo il test e il perfezionamento delle capacità operative e degli strumenti innovativi a disposizione dell’Esercito. L’attività si è conclusa con un’operazione terrestre condotta da un gruppo tattico su base <strong>9° Reggimento Fanteria “Bari”</strong>, che ha simulato un scenario di combattimento a partiti contrapposti (<strong>OPFOR</strong>).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17750,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/operatori-1024x682.jpeg\" alt=\"Scudo 25: Brigata Pinerolo, 9° “Rombo” e 4° “Ranger” testano le nuove capacità digitali e tecnologiche - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17750\" title=\"Scudo 25: Brigata Pinerolo, 9° “Rombo” e 4° “Ranger” testano le nuove capacità digitali e tecnologiche - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Scudo 25: Pinerolo, Rombo e Ranger testano le nuove capacità digitali - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una delle principali novità di questa esercitazione è stata l'integrazione delle unità della Brigata “Pinerolo”, unica Brigata completamente digitalizzata dell’Esercito Italiano. In questa occasione, le forze della “Pinerolo” hanno operato fianco a fianco con il <strong>9° Reparto Sicurezza Cibernetica “Rombo” e il <a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\">4° Reggimento Alpini Paracadutisti “Ranger”</a></strong>, dando vita ad una cooperazione tra capacità digitali, cibernetiche e dello spettro elettromagnetico. Un passo fondamentale per l’Esercito italiano, che punta a perfezionare l’utilizzo delle tecnologie avanzate nel contesto delle operazioni militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17752,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/4-1024x682.jpeg\" alt=\"Scudo 25: Brigata Pinerolo, 9° “Rombo” e 4° “Ranger” testano le nuove capacità digitali e tecnologiche - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17752\" title=\"Scudo 25: Brigata Pinerolo, 9° “Rombo” e 4° “Ranger” testano le nuove capacità digitali e tecnologiche - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Scudo 25: Brigata Pinerolo, 9° “Rombo” e 4° “Ranger” testano le nuove capacità digitali e tecnologiche - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cyber e tecnologia per la sicurezza e l’efficacia operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una delle sfide più grandi nell'era moderna delle operazioni militari è la gestione della sicurezza delle comunicazioni e dei sistemi utilizzati durante i combattimenti. Per questo motivo, il 9° Reparto “Rombo” ha messo in campo una bolla tattica cyber-elettronica, un sistema innovativo in grado di proteggere sensori, sistemi d’arma e nodi di comunicazione. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo dispositivo ha svolto un ruolo cruciale nel garantire la sicurezza delle unità coinvolte, ma anche nel potenziare l’efficacia delle azioni sul terreno. Le operazioni si sono infatti svolte in un contesto in cui la guerra contemporanea si caratterizza non solo per l’impiego di mezzi tradizionali, come carri armati e trincee, ma anche per l’uso intensivo di droni e attacchi cyber. In questo scenario, dove la tecnologia è un elemento fondamentale, le forze armate italiane hanno messo a punto soluzioni per affrontare nuove minacce provenienti dal cyberspazio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17753,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/7-1024x682.jpeg\" alt=\"Scudo 25: Brigata Pinerolo, 9° “Rombo” e 4° “Ranger” testano le nuove capacità digitali e tecnologiche - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17753\" title=\"Scudo 25: Brigata Pinerolo, 9° “Rombo” e 4° “Ranger” testano le nuove capacità digitali e tecnologiche - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Scudo 25: Brigata Pinerolo, 9° “Rombo” e 4° “Ranger” testano le nuove capacità digitali e tecnologiche - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il generale Carmine Masiello, capo di Stato maggiore dell’Esercito, aveva sottolineato l’importanza di queste tecnologie, affermando che “la tecnologia è il collante della cooperazione fra moderne unità di combattimento – ovviamente in un’ottica interforze e multidominio – per il conseguimento degli obiettivi militari attraverso, a parità di altri fattori, una superiore capacità di ingaggio e di difesa”. L’adozione di capacità cibernetiche avanzate, unite all’utilizzo di droni e sistemi di difesa anti-drone, ha dimostrato come la sicurezza delle operazioni possa essere rafforzata da tecnologie all’avanguardia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La cooperazione tra unità convenzionali e Forze Speciali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro aspetto fondamentale dell’esercitazione “Scudo 25” è stata la cooperazione tra unità convenzionali e Forze Speciali. In questo contesto, il 4° Reggimento “Ranger” ha operato con una Special Operations Task Unit (SOTU), integrata nel più ampio scenario delle operazioni convenzionali. La capacità di operare in sinergia tra forze convenzionali e forze speciali ha permesso di testare l'efficacia dei moderni sistemi di Comando e Controllo, che sono stati fondamentali per la buona riuscita dell’operazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17754,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/9-1024x682.jpeg\" alt=\"Scudo 25: Brigata Pinerolo, 9° “Rombo” e 4° “Ranger” testano le nuove capacità digitali e tecnologiche - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17754\" title=\"Scudo 25: Brigata Pinerolo, 9° “Rombo” e 4° “Ranger” testano le nuove capacità digitali e tecnologiche - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Scudo 25: Brigata Pinerolo, 9° “Rombo” e 4° “Ranger” testano le nuove capacità digitali e tecnologiche - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’impiego degli elicotteri AH-129D “Mangusta” del 7° Reggimento Aviazione dell’Esercito “Vega” ha fornito il supporto necessario nelle operazioni di Close Combat Attack, mentre i mezzi a pilotaggio remoto e i sistemi di difesa anti-drone sono stati cruciali nel garantire il controllo delle aree di operazione. L’utilizzo di tecnologie di comunicazione satellitare basate su intelligenza artificiale ha permesso di gestire la logistica, le comunicazioni e l'informazione in tempo reale, aumentando l'efficacia delle operazioni sul terreno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17755,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/6-1024x682.jpeg\" alt=\"Scudo 25: Brigata Pinerolo, 9° “Rombo” e 4° “Ranger” testano le nuove capacità digitali e tecnologiche - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17755\" title=\"Scudo 25: Brigata Pinerolo, 9° “Rombo” e 4° “Ranger” testano le nuove capacità digitali e tecnologiche - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Scudo 25: Brigata Pinerolo, 9° “Rombo” e 4° “Ranger” testano le nuove capacità digitali e tecnologiche - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo di “Scudo 25” ha dunque dimostrato che la tecnologia non è solo un elemento di supporto, ma un fattore abilitante per una cooperazione efficace tra unità digitalizzate. Le capacità tecnologiche avanzate hanno permesso alle forze italiane di operare in un contesto pluriarma e multidominio, migliorando la risposta alle minacce e ottimizzando l’impiego delle risorse a disposizione. In un mondo in cui le operazioni militari sono sempre più influenzate dalle tecnologie, “Scudo 25” ha segnato un passo fondamentale verso il futuro delle operazioni dell’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/2-3.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"capacitàdigitali, cyberdifesa, esercitazioneScudo25, forzespeciali","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-24 09:01:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/conclusa-esercitazione-scudo-25-250424.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17748-scudo25-pinerolo-rombo-ranger-capacita-digitali.mp4","galleria":""}
{"id":17732,"titolo":"La Mare Aperto 2025 - Contrasto delle minacce CBRN","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Mare Aperto è l’esercitazione annuale di maggior rilievo della Difesa Italiana, pianificata e condotta dalla Marina Militare. Si tratta di un evento che coinvolge tutte le forze della Marina, tra cui navi, sommergibili, assetti aerei, forze da sbarco, nonché sistemi avanzati di telecomunicazione e cyber defense. La particolarità dell'edizione 2025 è la sua impostazione interforze e interagenzia, in cui forze militari e civili operano insieme per affrontare minacce complesse in scenari realistici. <strong>L’esercitazione si è svolta dal 8 al 14 aprile, concentrandosi sul contrasto delle minacce CBRN (Chimiche, Biologiche, Radiologiche e Nucleari)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un aspetto fondamentale di questa edizione è stato l’addestramento alla gestione di emergenze CBRN. Le attività si sono estese dal centro del Mar Tirreno fino al fiume Tevere, con una stretta collaborazione tra la Marina Militare, l’Esercito Italiano, l’Arma dei Carabinieri, la Croce Rossa, la Protezione Civile e altri attori istituzionali. Un esempio emblematico di questa cooperazione è stato l’allarme lanciato il 8 aprile dalla nave traghetto <em>Rosa dei Venti</em>, che segnalava un attacco terroristico a bordo, seguito dal rinvenimento di materiale radioattivo. La risposta a questa minaccia ha coinvolto numerosi reparti, tra cui il <strong>Multirole Exploitation and Reconnaissance Team (MERT) </strong>del 7° Reggimento Cremona dell'Esercito Italiano, impegnato nell'analisi e nella gestione della contaminazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17739,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/2-1024x682.jpeg\" alt=\"La Mare Aperto 2025 - Contrasto delle minacce CBRN - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17739\" title=\"La Mare Aperto 2025 - Contrasto delle minacce CBRN - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Mare Aperto 2025 - Contrasto delle minacce CBRN - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"> La Risposta alla Minaccia CBRN - La Collaborazione Interforze</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercitazione ha mostrato la capacità della Difesa Italiana di gestire minacce CBRN con un approccio altamente integrato. La collaborazione tra le varie forze armate, le istituzioni e le agenzie civili è stata fondamentale per il successo delle operazioni. Dopo il rinvenimento di materiale contaminato sulla nave <em>Rosa dei Venti</em>, le forze di soccorso hanno trasportato i feriti al sicuro e hanno avviato operazioni di ricerca per neutralizzare i responsabili del furto di sostanze chimiche. La sinergia tra la Brigata Marina San Marco, l'Esercito Italiano e le altre forze coinvolte ha permesso un'efficace risposta all'emergenza, con l’identificazione e il rinvenimento di una mappa che indicava l'area del previsto sversamento di sostanza chimica lungo il Tevere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore dell'operazione si è spostato su un’azione “riverine” (fluviale), condotta in un ambiente notturno lungo il fiume Tevere, dove la Brigata Marina San Marco ha eseguito un intervento rapido ed efficace. Parallelamente, l’analisi scientifica della contaminazione è stata affidata ai Carabinieri del nucleo Radioattivi, che hanno collaborato con la Marina Militare per completare le operazioni di bonifica e acquisizione delle prove.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa complessa operazione ha messo in evidenza non solo la capacità di rispondere a emergenze CBRN, ma anche l'importanza di una gestione coesa e integrata delle risorse in scenari complessi, testando le procedure interforze e rafforzando la capacità di risposta collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Difesa CBRN e il Ruolo del 7° Reggimento Cremona</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contrasto alle minacce CBRN in Italia si avvale anche dell’esperienza e delle capacità delle unità specialistiche dell’Esercito Italiano, tra cui il 7° Reggimento Difesa CBRN Cremona. Questo reggimento è equipaggiato con tecnologie all’avanguardia e strumenti specializzati per affrontare minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari, sia in operazioni nazionali che internazionali. Fondato nel 1923, il reggimento ha radici che affondano nella Prima Guerra Mondiale, quando le unità italiane furono vittime dell’uso di gas tossici da parte dell’esercito tedesco. Da allora, l’Esercito Italiano ha sviluppato competenze e tecnologie per fronteggiare la guerra chimica, biologica e nucleare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto della pandemia di Covid-19, il 7° Reggimento ha avuto un ruolo cruciale nel supporto al Servizio Sanitario Nazionale, eseguendo tamponi molecolari e garantendo la sanificazione di strutture sanitarie. La sua capacità di operare anche in ambito civile è stata ulteriormente consolidata con l’impiego in attività di protezione e gestione delle emergenze CBRN, grazie a un continuo aggiornamento delle tecnologie e delle procedure operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17742,\"width\":\"1200px\",\"height\":\"800px\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/180425-EXcbrn-2.jpg\" alt=\"La Mare Aperto 2025 - Contrasto delle minacce CBRN - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17742\" style=\"object-fit:cover;width:1200px;height:800px\" title=\"La Mare Aperto 2025 - Contrasto delle minacce CBRN - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Mare Aperto 2025 - Contrasto delle minacce CBRN - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In ambito internazionale, il reggimento partecipa a esercitazioni NATO e opera con altre forze armate per testare le capacità di campionamento e identificazione di agenti biologici, chimici e radiologici. Inoltre, l’unità è coinvolta nella creazione dei CBRN Multirole Exploitation and Reconnaissance Teams (MERT), squadre specializzate che uniscono le capacità delle forze armate con quelle civili e inter-agenzia per gestire situazioni di emergenza complesse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’evoluzione dei moderni scenari operativi, le unità CBRN sono chiamate a sviluppare costantemente nuove capacità per rispondere alle sfide emergenti, collaborando non solo con le forze armate ma anche con il settore scientifico e industriale. L’impegno del 7° Reggimento Cremona, che oggi continua a formare il personale e a innovare le proprie attrezzature, rappresenta un esempio concreto dell’importanza della difesa CBRN per la sicurezza nazionale e internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Mare Aperto 2025 e le operazioni CBRN in Italia sono esempi della crescente complessità delle sfide che le Forze Armate italiane devono affrontare in scenari multidominio. La cooperazione tra diversi enti, sia militari che civili, e l’uso di tecnologie avanzate sono fondamentali per garantire la protezione della sicurezza nazionale. Le unità specialistiche come il 7° Reggimento Cremona continuano a evolversi per rispondere alle minacce CBRN, dimostrando l’efficacia della formazione e della preparazione in contesti operativi complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/okjj.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"esercitazioneCBRN, forzearmateitaliane, mareaperto, sicurezza nazionale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-24 08:37:38","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20250418_Mare-Aperto-25_un_esercitazione-CBRN-Interforze-.aspx","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17732-mare-aperto-2025-contrasto-delle-minacce-cbrn.mp4","galleria":""}
{"id":17719,"titolo":"Professionalità e Prontezza: L’Esercitazione ‘Candelo 1/25’ del Reggimento Nizza Cavalleria","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione “Candelo 1/25”, tesa a verificare la prontezza e l'efficienza del reggimento, si è  recentemente conclusa presso la località di Candelo Massazza e ha rappresentato un’importante occasione di addestramento per il reggimento “Nizza Cavalleria” (1°) di Bellinzago Novarese. La pianificazione, organizzazione e condotta delle attività si sono estese su due settimane, durante le quali si è puntato a rafforzare le capacità di pianificazione, organizzazione e condotta di operazioni tattiche a livello di squadra e plotone. L’esercitazione ha visto il coinvolgimento di tre plotoni di blindati esploranti, due appartenenti al reggimento Nizza Cavalleria e uno al reggimento Piemonte Cavalleria, oltre a due plotoni di guastatori provenienti dal 32° reggimento Genio della Brigata “Taurinense” e dal 2° Genio della Brigata “Julia”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività addestrative hanno spaziato dalle lezioni di tiro individuali con armi portatili e di reparto, fino alle esercitazioni con la Blindo Armata Centauro, uno dei mezzi simbolo della Cavalleria italiana. Gli esercizi si sono svolti in diverse modalità: a salve, a fuoco e in bianco, con la partecipazione di formazioni contrapposte. Un aspetto particolarmente rilevante è stato l’impiego del sistema di simulazione SIAT (Sistemi Integrati per l’Addestramento Terrestre), che ha permesso di testare la capacità di reazione e la coordinazione tra i reparti, migliorando la prontezza operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17723,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Professionalità e Prontezza: L’Esercitazione ‘Candelo 1/25’ del Reggimento Nizza Cavalleria - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Foto-9.-Esercitazione-Snow-Leopard-Assalto-Squadre-Esplranti-1024x683.jpg\" alt=\"Innovazione e Prontezza: L’Esercitazione ‘Candelo 1/25’ del Reggimento Nizza Cavalleria - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17723\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Innovazione e Prontezza: L’Esercitazione ‘Candelo 1/25’ del Reggimento Nizza Cavalleria - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'importanza dell'interoperabilità e professionalità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre a testare la prontezza dei reparti, l’esercitazione ha dato spazio anche all’innovazione tecnologica. Un aspetto cruciale è stato l'addestramento degli operatori di aeromobili a pilotaggio remoto (APR), che hanno utilizzato i nuovi apparati da ricognizione. Questi dispositivi, in costante evoluzione, sono diventati uno strumento fondamentale per la raccolta di informazioni sul campo, permettendo un monitoraggio accurato e tempestivo delle operazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I guastatori hanno avuto l'opportunità di familiarizzare con i nuovi sistemi attivi per il forzamento degli ostacoli, acquisendo così competenze avanzate per il superamento delle difficoltà che si possono incontrare in scenari operativi complessi. Questa integrazione tra nuove tecnologie e tradizionali capacità operative ha rappresentato un banco di prova per testare l’interoperabilità tra i vari reparti e le diverse forze armate coinvolte. La sinergia tra i mezzi di Cavalleria e Genio, infatti, è diventata fondamentale nell’adeguamento delle procedure tecniche e tattiche all’impiego di strumenti innovativi. Questo approccio ha rafforzato la capacità operativa complessiva delle forze, aumentando l'efficacia nell'affrontare situazioni complesse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17724,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Professionalità e Prontezza: L’Esercitazione ‘Candelo 1/25’ del Reggimento Nizza Cavalleria - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Foto-8.-Esercitazione-Snow-Leopard-Squadre-esploranti-in-attacco-1024x518.jpg\" alt=\"Innovazione e Prontezza: L’Esercitazione ‘Candelo 1/25’ del Reggimento Nizza Cavalleria - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17724\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Innovazione e Prontezza: L’Esercitazione ‘Candelo 1/25’ del Reggimento Nizza Cavalleria - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Blindo Armata Centauro: simbolo di efficienza e mobilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli asset più rappresentativi dell’esercitazione è stato il veicolo blindato “Centauro”. Utilizzato dai reparti di cavalleria dell'Esercito Italiano, il Centauro ha avuto un ruolo centrale nelle operazioni. Prodotto a partire dal 1990, il Centauro è stato progettato per rinnovare la linea dei veicoli blindati in servizio, rispondendo alle esigenze di mobilità e protezione delle unità di cavalleri</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Disponibile in tre versioni, la Blindo Armata Centauro si distingue per la sua capacità di operare in diversi contesti e condizioni, grazie a un eccellente rapporto peso-potenza e a una capacità di tiro che le consente di sparare anche in movimento. Il sistema di puntamento auto-stabilizzato e la bocca da fuoco da 105 mm la rendono una delle piattaforme più avanzate, in grado di garantire superiorità tattica sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17725,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Professionalità e Prontezza: L’Esercitazione ‘Candelo 1/25’ del Reggimento Nizza Cavalleria - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Foto-6.-Esercitazione-Snow-Leopard-Imabarco-delle-squadre-esploranti-1024x480.jpg\" alt=\"Innovazione e Prontezza: L’Esercitazione ‘Candelo 1/25’ del Reggimento Nizza Cavalleria - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17725\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Innovazione e Prontezza: L’Esercitazione ‘Candelo 1/25’ del Reggimento Nizza Cavalleria - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Centauro è un veicolo estremamente versatile: oltre ad avere un’ottima mobilità su strada e fuori strada, è caratterizzata da un’autonomia che le permette di operare in situazioni prolungate. È stata utilizzata in diverse missioni internazionali, tra cui quelle in Somalia, Kosovo e Iraq, nel contesto dell’Operazione Antica Babilonia. Attualmente, la Blindo Armata Centauro è impiegata in numerose operazioni internazionali, come l’Operazione Enhanced Vigilance Activities (eVA) in Bulgaria, l’Operazione Leonte in Libano e l’Operazione Baltic Guardian in Lettonia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’addestramento in corso ha dunque messo in evidenza non solo l’importanza dell’efficienza operativa, ma anche la capacità di adattamento dei reparti a nuove tecnologie e strategie, garantendo che l’Esercito Italiano sia sempre pronto a rispondere alle sfide future in maniera efficace e coordinata. Il reggimento “Nizza Cavalleria”, con la sua solida tradizione e il costante aggiornamento delle sue capacità, si conferma uno dei pilastri della forza armata nazionale. Inoltre, l'esercitazione ha dimostrato come l'Esercito stia evolvendo per rispondere alle sfide sempre più complesse dei moderni conflitti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17726,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Professionalità e Prontezza: L’Esercitazione ‘Candelo 1/25’ del Reggimento Nizza Cavalleria - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Foto-4.1-Esercitazione-Snow-Leopard-Raven-in-ricognizione-1024x683.jpg\" alt=\"Innovazione e Prontezza: L’Esercitazione ‘Candelo 1/25’ del Reggimento Nizza Cavalleria - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17726\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Innovazione e Prontezza: L’Esercitazione ‘Candelo 1/25’ del Reggimento Nizza Cavalleria - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/Foto-7.-Esercitazione-Snow-Leopard-Blindo-Centuaro-a-fuoco.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"addestramentomilitare, Cavalleria, EsercitazioneTattica, TecnologieAvanzate","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-23 17:45:39","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/%E2%80%9CCandelo-1-25%E2%80%9D.-Intense-esercitazioni-per-i-Reparti-delle-Truppe-Alpine.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17719-esercitazione-candelo-1-25-nizza-cavalleria.mp4","galleria":""}
{"id":17675,"titolo":"Esercito Italiano e Brasiliano: un'Alleanza di Forza e Innovazione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 2025 segna un momento di grande importanza nelle relazioni tra l'Esercito Italiano e quello Brasiliano. Un incontro significativo ha avuto luogo tra il Generale di Corpo d'Armata Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, e il Comandante dell'Esercito Brasiliano, Generale di Corpo d'Armata Tomás Miguel Miné Ribeiro Paiva, in visita ufficiale in Italia. Questo incontro ha segnato un momento di dialogo tra due forze armate che, pur appartenendo a paesi distanti, condividono valori e obiettivi comuni nella garanzia della pace e della sicurezza globale. L’analisi di questo incontro e delle prospettive di collaborazione si sviluppa su tre principali ambiti: la modernizzazione delle forze armate, l’interoperabilità tra le due nazioni, e la storica collaborazione nelle missioni di pace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17711,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Esercito Italiano e Brasiliano: un'Alleanza di Forza e Innovazione - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/2-2-1024x683.jpg\" alt=\"Esercito Italiano e Brasiliano: un'Alleanza di Forza e Innovazione - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17711\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esercito Italiano e Brasiliano: un'Alleanza di Forza e Innovazione - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Modernizzazione delle Forze Armate: Uno Sguardo al Futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli aspetti più significativi emersi durante l’incontro tra i due Comandanti è stato il focus sull’ammodernamento delle forze armate, con particolare attenzione all’adozione di nuove tecnologie e strategie per affrontare le sfide moderne. L’Esercito Italiano ha presentato al Generale Miné Ribeiro Paiva un briefing sulle attuali operazioni, mettendo in evidenza come la continua evoluzione della tecnologia richieda una costante modernizzazione degli equipaggiamenti militari. La cooperazione tra Italia e Brasile, quindi, non si limita a scambi di informazioni e risorse, ma abbraccia anche un concetto di sviluppo strategico che mira a garantire che entrambi gli eserciti siano pronti ad affrontare le sfide del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In tale contesto, un ulteriore esempio di modernizzazione delle forze armate brasiliane è rappresentato dalla collaborazione tra l’Esercito Brasiliano e IDV (Industria de Defesa Veículos), un’importante azienda del Gruppo Iveco. IDV ha partecipato alla fiera LAAD 2025, la più grande manifestazione di difesa e sicurezza dell'America Latina, tenutasi a Rio de Janeiro dal 1° al 4 aprile. L'azienda ha presentato il suo portafoglio di veicoli blindati, tra cui il Guarani 6×6 e il Centauro II VBC Cav-MSR 8×8, veicoli avanzati scelti dall’esercito brasiliano per potenziare la sua capacità di difesa terrestre. La fornitura di questi veicoli blindati è solo una parte del piano strategico del Brasile per modernizzare la sua forza armata, e conferma l'impegno di IDV a rafforzare la difesa nazionale con soluzioni innovative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17712,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Esercito Italiano e Brasiliano: un'Alleanza di Forza e Innovazione - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/6-1024x683.jpg\" alt=\"Esercito Italiano e Brasiliano: un'Alleanza di Forza e Innovazione - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17712\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esercito Italiano e Brasiliano: un'Alleanza di Forza e Innovazione - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Interoperabilità e Cooperazione: Un Legame Fondato sulla Storia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cooperazione tra le forze armate italiane e brasiliane non è certo una novità. I legami tra i due eserciti si fondano su una lunga tradizione di alleanza, che affonda le radici nel sacrificio e nel contributo dei soldati brasiliani durante la Seconda Guerra Mondiale. Le operazioni congiunte di pace hanno rafforzato il legame tra le due nazioni, e le operazioni sotto l'egida delle Nazioni Unite sono state testimoni di un impegno comune per la stabilità internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Masiello ha ricordato come l’Italia e il Brasile condividano gli stessi ideali di pace e sicurezza, e come entrambi i paesi siano impegnati nel mantenere l’ordine internazionale, supportando la difesa dei diritti umani. Il dialogo tra i due eserciti si è focalizzato sulla costruzione di una maggiore interoperabilità, che è essenziale per il successo nelle missioni internazionali, dove la collaborazione tra le forze armate di diverse nazioni è fondamentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un esempio lampante di questa cooperazione è rappresentato dalle missioni di pace. Il Brasile, sin dagli anni '50, ha contribuito in modo significativo alle missioni delle Nazioni Unite, con particolare rilievo nelle missioni in Angola, Timor Est e Haiti. La partecipazione delle forze armate brasiliane ha avuto un impatto profondo nella stabilizzazione di questi paesi, contribuendo alla costruzione di un mondo più sicuro e pacifico. Il forte impegno brasiliano in queste operazioni è stato riconosciuto globalmente, e l’incontro con l’Esercito Italiano ha offerto un’opportunità di condivisione delle esperienze, che potrà arricchire ulteriormente le missioni future.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17713,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Esercito Italiano e Brasiliano: un'Alleanza di Forza e Innovazione - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/4-1024x683.jpg\" alt=\"Esercito Italiano e Brasiliano: un'Alleanza di Forza e Innovazione - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17713\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esercito Italiano e Brasiliano: un'Alleanza di Forza e Innovazione - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Missioni Internazionali: Una Storia di Successi Condivisi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso degli anni, l’Esercito Brasiliano ha partecipato attivamente a numerose missioni internazionali, dimostrando non solo la sua preparazione sul campo, ma anche il suo impegno nella promozione della pace. L’operazione più recente è stata quella in Haiti, dove l’esercito brasiliano ha fornito assistenza dopo il devastante terremoto del 2010. L’impiego di oltre 2.000 soldati per la ricostruzione e il mantenimento dell’ordine ha rappresentato un momento cruciale nella storia della cooperazione internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto di questo impegno, la visita del Generale Miné Ribeiro Paiva all’Esercito Italiano ha rappresentato anche una riflessione sulle missioni di pace passate e future. La cooperazione tra i due eserciti ha visto uno scambio di esperienze sulla gestione delle crisi, sull’utilizzo delle risorse per interventi umanitari e sulla protezione dei civili in scenari di conflitto. La sicurezza globale, infatti, richiede che le forze armate lavorino insieme, condividendo informazioni, risorse e strategie, per affrontare minacce comuni come il terrorismo, le catastrofi naturali e la criminalità internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una testimonianza tangibile della cooperazione tra il Brasile e l’Italia nel rafforzamento della capacità di difesa terrestre è il continuo impegno di aziende come IDV, che dal 2010 ha fornito al governo brasiliano numerosi veicoli blindati, tra cui il Guarani, un veicolo anfibio 6×6 che è diventato un’ammiraglia dell’esercito brasiliano. La partnership con l’Esercito Brasiliano ha anche portato alla fornitura di 420 unità del veicolo LMV-BR, con un contratto firmato a luglio 2024 che prevede la consegna su un arco temporale di 10 anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17714,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Esercito Italiano e Brasiliano: un'Alleanza di Forza e Innovazione - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/1-1-1024x683.jpg\" alt=\"Esercito Italiano e Brasiliano: un'Alleanza di Forza e Innovazione - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17714\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esercito Italiano e Brasiliano: un'Alleanza di Forza e Innovazione - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, il confronto tra l'Esercito Italiano e l'Esercito Brasiliano non è solo un'opportunità per rafforzare i legami di cooperazione esistenti, ma anche un passo fondamentale verso la costruzione di una forza di difesa più moderna e interoperabile. La condivisione di esperienze, conoscenze e tecnologie tra i due eserciti contribuisce non solo alla crescita di ciascun esercito, ma anche alla sicurezza e alla pace globali. In un mondo sempre più interconnesso, la collaborazione internazionale è fondamentale per affrontare le sfide che attendono le forze armate di tutto il mondo, con aziende come IDV che giocano un ruolo cruciale nell’ammodernamento delle capacità di difesa del Brasile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/7.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"cooperazioneinternazionale, esercitobrasiliano, esercitoitaliano, modernizzazionemilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-23 17:09:17","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Visita-in-Italia-del-Comandante-dell%E2%80%99Esercito-Brasiliano-250423.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17675-esercito-italiano-brasiliano-forza-innovazione.mp4","galleria":""}
{"id":17684,"titolo":"USA, stesso test fisico per uomini e donne nell'Esercito. L’Europa va più cauta","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Dal 1° giugno 2025 l’esercito statunitense <a href=\"https://www.army.mil/article/284799/army_establishes_new_fitness_test_of_record_to_strengthen_readiness_and_lethality\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">adotterà un nuovo test fisico</a> \"neutro rispetto al genere\" per l’accesso e la permanenza nei ruoli operativi. Una decisione che segna un cambio di rotta radicale: <strong>uomini e donne dovranno superare gli stessi standard fisici</strong>, senza alcuna distinzione, in nome dell’efficienza operativa e della “letalità della forza”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’annuncio, diffuso lunedì dal Pentagono, arriva in seguito all’ordine del Segretario alla Difesa Pete Hegseth di eliminare definitivamente i requisiti fisici basati sul genere per i ruoli in prima linea. Il nuovo test, denominato <strong>AFT (Army Functional Test)</strong>, sostituirà il precedente Combat Fitness Test e comprenderà sollevamento pesi, piegamenti, plank, corsa di due miglia e una prova di sprint-trascinamento-carico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17701,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"className\":\"is-style-default\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-style-default\"><img title=\"USA, stesso test fisico per uomini e donne nell'Esercito. L’Europa va più cauta - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/aft-us.jpg\" alt=\"USA, stesso test fisico per uomini e donne nell'Esercito. L’Europa va più cauta - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17701\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il nuovo AFT (Army Functional Test), che sostituirà il precedente Combat Fitness Test nell’Esercito USA, non prevede differenze tra uomini e donne. @ US ARMY</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una soglia difficile da superare per molte soldatesse</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Secondo gli analisti, <strong>il nuovo standard potrebbe ridurre drasticamente il numero di donne abilitate ai ruoli da combattimento</strong>, specialmente tra le più giovani, che dovranno affrontare prove molto più dure rispetto al passato: ad esempio, sollevare 140 libbre invece di 120 e completare la corsa in tempi significativamente inferiori. Chi non supererà il test per due volte consecutive potrà essere trasferito a incarichi non combattenti, dove rimarranno in vigore criteri differenziati per sesso ed età.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Una scelta che ha suscitato polemiche, anche perché sembra contraddire gli studi interni della stessa difesa americana: <strong>una ricerca del 2017</strong> aveva concluso che le differenze fisiologiche tra uomini e donne dovrebbero essere gestite con programmi di allenamento mirati, <strong>non con standard identici</strong>. Inoltre, <strong>uno studio della Rand Corporation del 2022</strong> ha evidenziato tassi di fallimento molto più alti tra le donne e i militari più anziani, sollevando dubbi sulla sostenibilità del nuovo sistema.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17688,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"USA, stesso test fisico per uomini e donne nell'Esercito. L’Europa va più cauta - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/us-girl-soldier-1024x562.jpg\" alt=\"USA, stesso test fisico per uomini e donne nell'Esercito. In Europa, resiste la differenziazione - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17688\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nuovi test USA: stesso standard per uomini e donne, ma molte soldatesse rischiano l’esclusione dai ruoli operativi.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">In Europa prevale l’approccio differenziato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La situazione è ben diversa nei principali eserciti europei, dove <strong>gli standard fisici restano differenziati per uomini e donne</strong>, salvo eccezioni specifiche legate a ruoli operativi di élite.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Regno Unito</strong>: Il <em>British Army</em> adotta un doppio sistema. I test generali sono calibrati su sesso ed età, ma per i ruoli di combattimento ravvicinato (<em>Ground Close Combat</em>) gli standard sono unificati per tutti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Germania</strong>: Il <em>Bundeswehr</em> applica coefficienti compensativi per le donne nei test di sprint, trazioni e corsa, per tenere conto delle differenze fisiologiche tra i sessi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Francia</strong>: L’<em>Armée de Terre</em> mantiene criteri fisici separati per uomini e donne, anche se nei ruoli più operativi si tende gradualmente a uniformare gli standard, pur senza eliminare del tutto le differenze.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Spagna</strong>: L’<em>Ejército de Tierra</em> applica test differenziati in base a sesso ed età, anche in contesti operativi, come nel caso delle Operazioni Speciali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Italia</strong>: L’<em>Esercito Italiano</em> prevede soglie diverse nei test base: ad esempio, tempi più lunghi nella corsa e un numero inferiore di piegamenti richiesti per le donne.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>accesso alle forze speciali</strong> resta identico per uomini e donne in quasi tutti gli eserciti citati, ad eccezione della Spagna — come vedremo tra poco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17697,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"USA, stesso test fisico per uomini e donne nell'Esercito. L’Europa va più cauta - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/alpini-7-1024x682.jpg\" alt=\"USA, stesso test fisico per uomini e donne nell'Esercito. L’Europa va più cauta - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17697\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">In Europa si adottano generalmente criteri di selezione differenziati tra uomini e donne, anche nei ruoli fortemente operativi (come Truppe Alpine o Paracadutisti), ma l’accesso alle forze speciali resta identico per entrambi i sessi — con una sola eccezione, quella della Spagna.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il caso spagnolo: donne nelle Operazioni Speciali senza aver superato il corso</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>A differenza degli altri eserciti citati, in Spagna si è verificato un caso emblematico che ha suscitato forti polemiche. Nel 2019, il <strong>Ministero della Difesa</strong> <a href=\"https://www.abc.es/espana/abci-defensa-crea-equipo-para-colar-mujeres-operaciones-especiales-201912112057_noticia.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ha istituito</a> un <em>Equipo de Capacidades Especiales</em>, introducendo un gruppo di donne che <strong>non avevano superato il corso di Operazioni Speciali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’iniziativa, voluta dalla ministra <strong>Margarita Robles</strong>, mirava ad aumentare la presenza femminile in un reparto tradizionalmente chiuso alle donne, a causa degli elevatissimi requisiti fisici richiesti dal <em>Curso de OE</em> (l’equivalente spagnolo del nostro <strong>Corso OBOS</strong>).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Le nuove arrivate erano specializzate in <strong>intelligence e lingue straniere</strong>, e impiegate in ruoli di supporto operativo. Tuttavia, la decisione ha generato malumori tra i militari del <em>Mando Operaciones Especiales (Comando Operazioni Speciali dell'Esercito, per avere un'idea qualcosa di simile al nostro <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\">COMFOSE</a>)</em>, per i quali l’accesso alla specialità dovrebbe avvenire <strong>solo tramite superamento del corso ufficiale</strong>, a tutela del merito e della qualità operativa dell’unità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Robles ha difeso la scelta sottolineando la necessità di integrare una <strong>prospettiva di genere nelle missioni</strong>, soprattutto in ambito ONU. Tuttavia, <strong>il dibattito ha riacceso una questione centrale per molti eserciti occidentali</strong>: come promuovere l’inclusione femminile senza indebolire gli standard delle forze speciali?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17704,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"USA, stesso test fisico per uomini e donne nell'Esercito. L’Europa va più cauta - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/spain-special-forces.jpg\" alt=\"USA, stesso test fisico per uomini e donne nell'Esercito. L’Europa va più cauta - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17704\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tra le forze speciali spagnole il malumore è stato evidente: l’ingresso di donne senza la qualifica ufficiale è stato percepito come una violazione del principio fondamentale della selezione, ritenuto essenziale per mantenere l’eccellenza dell’unità.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un modello esportabile quello americano?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La scelta americana potrebbe rappresentare un precedente per altre nazioni della NATO, ma solleva interrogativi su <strong>equità, efficacia e sostenibilità</strong>. Mentre negli USA si punta a standard uguali per tutti nel nome dell’efficienza operativa, <strong>in Europa prevale ancora un equilibrio tra inclusione e realismo fisico</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/us-soldiers.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"donnesoldato, usaft, usarmy","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-23 12:23:50","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.army.mil/article/284799/army_establishes_new_fitness_test_of_record_to_strengthen_readiness_and_lethality","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17684-usa-stesso-test-fisico-per-uomini-e-donne-nellesercito-leuropa-va-piu-cauta.mp4","galleria":""}
{"id":17661,"titolo":"Spesa militare, l’Italia dà la scossa: anche la Spagna accelera al 2%","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’Italia ha dato il là, e gli alleati cominciano a seguirla. Dopo <a href=\"https://brigatafolgore.net/litalia-raggiungera-il-2-del-pil-in-spesa-militare-gia-nel-2025/\">l’annuncio</a> del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sull’aumento delle spese per la difesa fino al 2% del PIL, il premier spagnolo Pedro Sánchez, al termine del Consiglio dei Ministri, ha comunicato l’approvazione del <em>Piano Industriale e Tecnologico per la Sicurezza e la Difesa</em>. Un progetto ambizioso che porterà la Spagna a raggiungere finalmente il <strong>2% del PIL in spesa militare entro il 2025</strong>, come richiesto dalla NATO ormai da oltre un decennio. Un traguardo rimandato per anni, ora diventato realtà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>E non è un caso che l'annuncio arrivi subito dopo quello italiano: l’Italia ha dato la scossa, e stavolta la Spagna non è rimasta a guardare. Con questa mossa, le <strong>prime cinque economie dell’Unione Europea</strong> — <strong>Germania, Francia, Italia, Spagna e Paesi Bassi</strong> — si allineano agli impegni assunti in ambito NATO: tutte raggiungeranno già quest’anno una spesa militare pari ad almeno il 2% del PIL.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17672,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/top5-economy-military-ue-1024x610.jpg\" alt=\"Spesa militare, l’Italia dà la scossa: anche la Spagna accelera al 2% - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17672\" title=\"Spesa militare, l’Italia dà la scossa: anche la Spagna accelera al 2% - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le prime cinque economie dell’Unione Europea raggiungeranno già quest’anno una spesa militare pari ad almeno il 2% del PIL.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">10 miliardi per rafforzare la difesa e colmare un impegno a lungo disatteso</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Durante una conferenza stampa alla Moncloa, Sánchez ha presentato ufficialmente il nuovo piano, annunciando un investimento <strong>aggiuntivo di 10,471 miliardi di euro</strong>.<br>Con questa manovra, Madrid passerà dall’attuale <strong>1,4% del PIL al 2% entro la fine del 2025</strong>, rispettando finalmente l’impegno preso nel 2014 in ambito NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il riferimento è chiaro: nel <strong>2014</strong>, al vertice NATO di Newport (Galles), i membri dell’Alleanza Atlantica <a href=\"https://www.gov.uk/government/speeches/nato-summit-2014-pm-end-of-summit-press-conference\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">si impegnarono</a> formalmente ad aumentare la propria spesa militare al 2% del PIL.<br>Una promessa mai realmente mantenuta da Roma e Madrid fino ad oggi, <strong>nonostante l’instabilità internazionale</strong> innescata già nel 2014 con l’annessione russa della Crimea e la guerra nel Donbass.<br>Per anni Italia e Spagna sono rimasti in fondo alla classifica tra i Paesi NATO in tema di investimenti militari. <strong>Fino ad oggi.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17495,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Spesa militare, l’Italia dà la scossa: anche la Spagna accelera al 2% - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/spese-paesi-nato-1024x596.jpg\" alt=\"L’Italia raggiunge (finalmente) il 2% del PIL in spesa militare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17495\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Per anni, Italia e Spagna sono rimaste in fondo alla classifica dei Paesi NATO per spesa militare in rapporto al PIL. - Fonte: NATO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un piano strategico in cinque pilastri</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Sánchez promette una svolta strutturale, <strong>senza aumentare le tasse, senza toccare il welfare e senza generare nuovo deficit</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il piano si articola in <strong>cinque pilastri strategici</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Miglioramento delle condizioni delle Forze Armate</strong> (35,45% dell’investimento): addestramento, equipaggiamento e dignità per truppe e marinai.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Telecomunicazioni e cybersicurezza</strong> (31,16%): modernizzazione di sistemi cifrati, AI, 5G, cloud e difesa da attacchi informatici.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Nuovi sistemi di difesa e deterrenza</strong> (18,75%): tecnologie all’avanguardia per protezione e dissuasione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Capacità duali per emergenze e disastri naturali</strong> (16,73%): un esercito utile anche in ambito civile.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sicurezza del personale in missioni internazionali</strong> (3,14%): supporto agli oltre 3.000 militari impegnati all’estero.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il dato più rilevante? <strong>L’87% dei fondi resterà in Spagna</strong>, generando oltre <strong>100.000 nuovi posti di lavoro</strong>, di cui <strong>36.000 diretti</strong>, e un aumento del <strong>PIL tra 0,4 e 0,7 punti percentuali</strong>.<br>Un vero e proprio volano per l’economia nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17667,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Rheinmetall-L-55-1024x683.jpg\" alt=\"Spesa militare, l’Italia dà la scossa: anche la Spagna accelera e punta al 2% - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17667\" title=\"Spesa militare, l’Italia dà la scossa: anche la Spagna accelera al 2% - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il cannone Rheinmetall L-55 da 120 mm montato sul carro Leopard 2E dell'Ejército de Tierra. Rheinmetall trasformerà il suo impianto di produzione in Spagna in uno dei più grandi d'Europa.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Difesa e welfare possono convivere</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Sánchez ha voluto chiarire: <strong>rafforzare la sicurezza non significa sacrificare lo Stato sociale</strong>.<br>La manovra sarà coperta attraverso:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rimodulazione di fondi del PNRR</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Eccedenze di bilancio grazie alla crescita economica</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fondi residui inutilizzati da precedenti bilanci</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Possibili meccanismi di supporto dalla Commissione Europea</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Con questo piano, la Spagna si afferma come attore centrale nella sicurezza europea, soprattutto <strong>per l’efficienza nell’impiego delle risorse</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Sánchez, in un messaggio rivolto anche alla sua coalizione, ribadisce che <em>«la Spagna è un paese pacifista, ma crede nella dissuasione»</em>. In un mondo instabile, investire in difesa significa anche tutelare la libertà, il progresso tecnologico e l’occupazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17668,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/sanchez-1024x648.jpg\" alt=\"Spesa militare, l’Italia dà la scossa: anche la Spagna accelera e punta al 2% - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17668\" title=\"Spesa militare, l’Italia dà la scossa: anche la Spagna accelera al 2% - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il premier Spagnolo Pedro Sánchez</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione: l’Europa si muove</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Dopo anni di stallo, <strong>l’Europa si muove</strong>. L’Italia ha acceso il motore, la Spagna ha risposto. Ora il segnale è forte: <strong>la difesa non è più solo una spesa, ma un’opportunità di sviluppo, innovazione e sicurezza condivisa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/spagna-2percento-pib-difesa.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"NATO, spagna, spesamilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-23 11:12:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.lamoncloa.gob.es/presidente/actividades/paginas/2025/220425-sanchez-plan-seguridad-defensa.aspx","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17661-spesa-militare-litalia-da-la-scossa-anche-la-spagna-accelera-al-2.mp4","galleria":""}
{"id":17648,"titolo":"Anduril e Microsoft: Rivoluzione Digitale con il Programma IVAS","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.anduril.com/article/anduril-and-microsoft-partner-to-advance-integrated-visual-augmentation-system-ivas-program-for/\">Anduril e Microsoft Corp. hanno annunciato </a>una partnership ampliata per accelerare la fase successiva del programma<strong> Integrated Visual Augmentation System (IVAS) </strong>dell'Esercito degli Stati Uniti. Questo accordo prevede che Anduril assuma la supervisione della produzione, dello sviluppo futuro di hardware e software, e delle tempistiche di consegna, con l'approvazione del Dipartimento della Difesa. Un aspetto chiave di questa collaborazione è che Microsoft Azure diventerà il cloud iperscalato preferito da Anduril per tutte le operazioni legate a IVAS e alle tecnologie di intelligenza artificiale (IA) di Anduril.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel contesto delle guerre moderne, la necessità di strumenti intuitivi e ricchi di informazioni è sempre più urgente.<strong> I sistemi di comando tradizionali, che si basano su mappe piatte, cruscotti statici e comunicazioni verbali, sono ormai inadeguati per affrontare la dinamica dei campi di battaglia contemporanei. Il programma IVAS rappresenta un passo fondamentale nell'innovazione tecnologica militare</strong>, fornendo ai soldati un sistema indossato che integra realtà aumentata (AR) e virtuale (VR), permettendo loro di avere una percezione oltre la linea di vista. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Ciò migliora l'efficacia in combattimento, la sopravvivenza contro i droni e accelera il comando delle missioni tramite sistemi senza pilota. L'integrazione di queste tecnologie promette di trasformare il modo in cui i soldati interagiscono con il campo di battaglia, fornendo informazioni in tempo reale che possono fare la differenza nelle situazioni più critiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17655,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/1-1024x585.webp\" alt=\"Anduril e Microsoft: Rivoluzione Digitale con il Programma IVAS - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17655\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Anduril e Microsoft: Rivoluzione Digitale con il Programma IVAS - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I vantaggi della tecnologia collaborativa tra Anduril e Microsoft</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La collaborazione tra Anduril e Microsoft unisce i punti di forza unici di ciascuna azienda, garantendo la continuità del programma mentre si perseguono gli obiettivi di IVAS, come <strong>il miglioramento dell'efficacia in combattimento, la consapevolezza situazionale e la capacità di prendere decisioni rapide sul campo</strong>. Anduril porta la sua esperienza nell'innovazione delle tecnologie di difesa e la comprensione delle esigenze militari, mentre Microsoft contribuisce con la sua avanzata infrastruttura cloud e capacità di IA, fornendo una base robusta per l'integrazione dei dati e l'analisi in tempo reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>L'intelligenza artificiale è al centro di tutte le innovazioni tecnologiche per le missioni di sicurezza nazionale, e il cloud è essenziale per garantire che l'IA venga utilizzata in modo efficace dove e quando necessario.</strong> Con l'accordo, Anduril ha scelto Azure come cloud iperscalato per supportare lo sviluppo delle sue soluzioni di IA. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>La piattaforma Azure, attraverso le sue opzioni commerciali, per il governo degli Stati Uniti e cloud classificati, offre resilienza, capacità sofisticate, flessibilità e sicurezza avanzata, soddisfacendo i rigorosi requisiti di conformità necessari per gestire i dati più sensibili della nazione</strong>. Questa sinergia tra Anduril e Microsoft non solo ottimizza la gestione dei dati, ma assicura anche che l'accesso alle informazioni vitali sia immediato e sicuro, fattori cruciali in scenari di battaglia ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17656,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/2-1-1024x683.jpg\" alt=\"Anduril e Microsoft: Rivoluzione Digitale con il Programma IVAS - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17656\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Anduril e Microsoft: Rivoluzione Digitale con il Programma IVAS - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Anduril e Microsoft: una visione comune per il futuro del combattimento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Anduril Industries, fondata nel 2017, si è concentrata esclusivamente sullo sviluppo di tecnologie avanzate per risolvere le sfide uniche dei soldati. Palmer Luckey, fondatore di Anduril e noto per aver rivoluzionato l'industria della realtà virtuale con Oculus, porta un'esperienza senza pari e una visione innovativa al progetto IVAS. Secondo Luckey, <strong>il programma IVAS rappresenta il futuro del comando delle missioni</strong>, combinando tecnologia e capacità umane per offrire ai soldati un vantaggio decisivo sul campo di battaglia. L'obiettivo finale è creare un ecosistema militare in cui la tecnologia diventa un'estensione delle capacità umane, permettendo ai soldati di prendere decisioni più rapide e intelligenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Da parte sua, Robin Seiler, Corporate Vice President di Microsoft per la Realtà Mista, ha sottolineato con orgoglio i risultati ottenuti dalle squadre di Microsoft per trasformare il concetto di casco AR indossato dai soldati in realtà, grazie all'approccio \"Soldier-Centered Design\". Questo approccio ha consentito di sviluppare un prodotto che soddisfa i reali bisogni dei soldati, rendendoli entusiasti della tecnologia. Con questa nuova fase di collaborazione con Anduril, Microsoft si prepara a potenziare ulteriormente le capacità di IVAS, contribuendo a una missione vitale per ogni soldato degli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La combinazione di realtà aumentata, intelligenza artificiale e cloud computing, in sinergia con l'approccio orientato al soldato di Microsoft, promette di trasformare radicalmente le operazioni sul campo. Con questa avanzata tecnologia, IVAS non solo migliorerà la sicurezza e l'efficacia operativa, ma preparerà anche l'Esercito degli Stati Uniti a rispondere in modo più rapido e mirato alle sfide future. Le innovazioni di Anduril e Microsoft sono destinate a cambiare il panorama della difesa moderna, fornendo ai soldati gli strumenti necessari per affrontare le sfide più complesse con maggiore precisione e tempestività.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17657,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/IVAS-770aab-1024x718.jpg\" alt=\"Anduril e Microsoft: Rivoluzione Digitale con il Programma IVAS - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17657\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Anduril e Microsoft: Rivoluzione Digitale con il Programma IVAS - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sinergia tra Anduril e Microsoft segna una pietra miliare nell'evoluzione della tecnologia militare. Il programma IVAS non solo promette di migliorare le capacità operative sul campo, ma rappresenta anche un passo verso un futuro in cui la tecnologia e l'ingegnosità umana lavorano insieme per garantire il successo delle missioni. Con l'integrazione delle capacità di realtà aumentata, intelligenza artificiale e cloud computing, l'IVAS è destinato a diventare un elemento chiave per l'Esercito degli Stati Uniti, aiutando i soldati a navigare in scenari complessi e a prendere decisioni più informate, rapidamente ed efficacemente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/max1200-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"collaborazionemilitare, intelligenzaartificiale, realtàaumentata, tecnologiaavanzata","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-22 23:25:47","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.anduril.com/article/anduril-and-microsoft-partner-to-advance-integrated-visual-augmentation-system-ivas-program-for/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17648-anduril-e-microsoft-rivoluzione-programma-ivas.mp4","galleria":""}
{"id":17640,"titolo":"Senza truppe, nessuna battaglia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni, le forze armate degli Stati Uniti stanno affrontando una crisi di reclutamento senza precedenti. La forza militare americana, composta principalmente da soldati volontari, sta lottando per riempire le sue file. Mentre i conflitti internazionali come la guerra in Ucraina e la crisi a Gaza dominano i notiziari, la questione cruciale che spesso passa inosservata è la mancanza di truppe pronte a combattere. <strong>Le forze armate statunitensi non sono pronte per una nuova guerra, non tanto per la mancanza di equipaggiamenti avanzati o tecnologia, ma per la carenza di soldati.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Nel 2023, tre dei quattro principali rami delle forze armate degli Stati Uniti non hanno raggiunto i loro obiettivi di reclutamento.</strong> In particolare, l'Esercito ha mancato il suo obiettivo di reclutamento di 10.000 soldati, portando a un deficit del 20%. La Marina e l'Aeronautica hanno avuto difficoltà simili, mentre solo il Corpo dei Marines ha raggiunto i suoi target, sebbene con una riduzione significativa nella sua struttura. La difficoltà di reclutare nuove truppe sta compromettendo la capacità degli Stati Uniti di affrontare eventuali conflitti futuri, minacciando la sicurezza nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17642,\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/210510-A-QC160-003.jpg\" alt=\"Senza truppe, nessuna battaglia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17642\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Senza truppe, nessuna battaglia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Cause della Crisi e le Implicazioni per la Sicurezza Nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Una delle principali cause di questa crisi è che un numero crescente di giovani americani non soddisfa i requisiti fisici, psicologici e morali per arruolarsi</strong>. Prima della pandemia, meno di tre americani su dieci tra i 17 e i 24 anni erano idonei per il servizio militare, e oggi questa percentuale è ulteriormente diminuita. Problemi come l'obesità giovanile, la scarsa forma fisica, e l'uso di droghe stanno riducendo drasticamente la base di potenziali reclute. A questo si aggiunge l'introduzione del sistema sanitario militare MHS Genesis, che ha reso più difficile per i reclutatori nascondere fattori disqualificanti come infortuni passati o problemi di salute mentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La crisi non è solo numerica, ma riguarda anche l'interesse dei giovani a intraprendere una carriera militare.</strong> Un sondaggio del 2022 ha rivelato che meno del 10% degli americani tra i 16 e i 21 anni sarebbe seriamente disposto a arruolarsi, con motivazioni principalmente legate a benefici materiali come stipendio, assistenza universitaria, e opportunità di viaggio. Pochi, infatti, sono spinti da un senso di onore o di patriottismo. Questo fenomeno porta a un progressivo distacco tra la società civile e l'esercito, con il rischio che la disconnessione dalla realtà della guerra possa compromettere la supervisione civile e l'accountability delle operazioni militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17643,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/img-4321-2138-1024x682.jpg\" alt=\"Senza truppe, nessuna battaglia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17643\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Senza truppe, nessuna battaglia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Soluzioni e il Futuro della Forza Armata Volontaria</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Affrontare la crisi del reclutamento richiede una riflessione profonda su come le forze armate si presentano ai giovani americani e su come i requisiti di servizio possano essere adattati. Alcuni analisti suggeriscono che il reclutamento nelle forze armate dovrebbe concentrarsi su competenze specialistiche, come quelle richieste nelle operazioni informatiche, per attrarre personale altamente qualificato. Tuttavia, tale approccio rischia di minare i principi di uguaglianza e di cultura comune che sono alla base della forza militare statunitense.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Altre proposte includono la creazione di programmi preparatori, come il \"Future Soldier Preparatory Course\", che mira a formare reclute che non soddisfano gli standard iniziali, ma che hanno il potenziale per diventare soldati efficaci. Tuttavia, le soluzioni a lungo termine potrebbero richiedere una maggiore \"permeabilità\" tra vita civile, servizio attivo e riserva, permettendo ai cittadini di passare più facilmente tra questi mondi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In definitiva, <strong>l'unica vera soluzione potrebbe essere un cambiamento radicale nel sistema di reclutamento, se non addirittura una riflessione sul ritorno della coscrizione obbligatoria</strong>. Sebbene sia improbabile che gli Stati Uniti tornino a necessitare di un esercito di 12 milioni di soldati come nel 1945, la possibilità di ripristinare la leva militare potrebbe essere presa in considerazione, soprattutto se la crisi del reclutamento dovesse peggiorare ulteriormente. Se gli Stati Uniti non riusciranno a risolvere questa crisi, il rischio di perdere una guerra di grande potenza potrebbe diventare una realtà concreta, con gravi conseguenze per la sicurezza e la stabilità del paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/original.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"ForzeArmate, guerra, reclutamento, soldati","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-22 16:29:58","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17640-senza-truppe-nessuna-battaglia.mp4","galleria":""}
{"id":17623,"titolo":"La Guerra dei Droni: La Nuova ‘Terra di Nessuno’ che Sconvolge i Confini del Conflitto","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evoluzione della guerra dei droni ha radicalmente cambiato la natura dei conflitti moderni, espandendo la “terra di nessuno” ben oltre i confini storici. Nella guerra in Ucraina, l’utilizzo massiccio di droni ha portato a<strong> una zona di morte che si estende per decine di chilometri</strong>, creando una nuova dimensione nelle battaglie moderne. Questo fenomeno rappresenta l’espansione estrema del concetto di “terra di nessuno”, che <strong>in passato era un'area stretta e pericolosa tra due trincee nemiche</strong>, divenendo ora un territorio vasto e letale dove ogni movimento è rischioso. Oggi, l’area interposta tra le forze nemiche non è più solo una linea di separazione, ma un ampio spazio dominato dalla sorveglianza e dall’attacco continuo, dove l'ombra dei droni determina ogni passo sul campo di battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17637,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La Guerra dei Droni: La Nuova ‘Terra di Nessuno’ che Sconvolge i Confini del Conflitto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/kk-1024x661.jpg\" alt=\"La Guerra dei Droni: La Nuova ‘Terra di Nessuno’ che Sconvolge i Confini del Conflitto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17637\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Guerra dei Droni: La Nuova ‘Terra di Nessuno’ che Sconvolge i Confini del Conflitto - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L’Espansione Storica delle Zone Letali: La \"Terra di Nessuno\" dal Passato al Futuro</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il termine “terra di nessuno” <strong>fu coniato durante la Prima Guerra Mondiale</strong> per descrivere l’area mortale tra due trincee nemiche, un campo minato di pericoli dove nessuna delle due parti osava avanzare per paura di essere colpita dal nemico. Questa zona di morte era spesso limitata a un’area di circa 100 metri di larghezza, un confine stretto e pericoloso che segnava il limite della guerra aperta. Durante la Seconda Guerra Mondiale, con l'introduzione dei carri armati e una maggiore mobilità, questa zona si allargò notevolmente, arrivando a circa 500 metri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, però, la guerra dei droni ha cambiato tutto. In Ucraina, <strong>l’area di morte tra le linee di fronte si estende ora fino a 10-15 chilometri</strong>, con i droni che sorvegliano costantemente e colpiscono senza sosta. I militari usano droni in quantità impressionante – migliaia ogni giorno – per monitorare e colpire, ampliando di fatto la \"terra di nessuno\" a una scala inimmaginabile per chiunque abbia vissuto i conflitti precedenti. Il concetto di “terra di nessuno” non si limita più a una zona fisica tra due trincee, ma <strong>si estende su un’ampia porzione del campo di battaglia, dove ogni movimento è monitorato e ogni avversario è vulnerabile</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rischio di esporsi all’attacco è aumentato a dismisura, tanto che le forze militari di paesi come<strong> gli Stati Uniti stanno progettando le prime linee di difesa non più come aree occupate da soldati, ma come zone virtuali dominate dai droni e dai robot</strong>. La nuova “terra di nessuno” si spinge ora a distanze notevolmente più ampie, dove l'azione è dominata dalla tecnologia e dalla guerra aerea automatizzata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La Guerra dei Droni in Ucraina: Una Nuova Era del Conflitto</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Ucraina, <strong>il concetto di “linea di droni” sta ridefinendo la guerra</strong>. Questa zona, che si estende per 10-15 chilometri dal fronte, è dominata dai droni, che offrono una sorveglianza costante e capacità di attacco in tempo reale. <strong>I droni fungono da occhi e mani delle forze sul terreno, migliorando enormemente la capacità di risposta della fanteria, che ora può contare su un supporto aereo continuo, capace di identificare e distruggere il nemico prima che possa reagire</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I droni non solo forniscono intelligence in tempo reale, ma vengono anche integrati in sistemi di attacco coordinati con l’artiglieria e la fanteria, creando una rete letale distribuita che rende difficile per l’avversario disabilitare l'intero sistema. Con il ricorso a droni in sciami e la creazione di catene di attacco autonome, le forze ucraine sono in grado di rispondere rapidamente a qualsiasi cambiamento sul campo di battaglia, riducendo al minimo i rischi per i propri soldati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa evoluzione ha anche un impatto significativo sul modo in cui vengono concepite le operazioni difensive. Le forze nemiche, infatti, sono costrette a navigare attraverso zone altamente sorvegliate, dove l'uso di grandi masse di truppe è diventato quasi suicida a causa della capacità di rilevamento e colpo immediato dei droni. L’efficacia dei droni come moltiplicatori di forza è tale che non solo compensa la scarsità di munizioni e di soldati, ma eleva l’Ucraina in una guerra asimmetrica, dove la tecnologia permette di contrastare la superiorità numerica russa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17633,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La Guerra dei Droni: La Nuova ‘Terra di Nessuno’ che Sconvolge i Confini del Conflitto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/ff-1-1024x769.jpg\" alt=\"La Guerra dei Droni: La Nuova ‘Terra di Nessuno’ che Sconvolge i Confini del Conflitto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17633\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Guerra dei Droni: La Nuova ‘Terra di Nessuno’ che Sconvolge i Confini del Conflitto - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L'Espansione Futura delle Zone Letali: La Nuova Guerra</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Guardando al futuro, la guerra dei droni si appresta a espandere ulteriormente queste zone letali. <strong>Le tecnologie in sviluppo promettono droni con maggiore autonomia e raggio d’azione, che potrebbero dominare ampie aree del campo di battaglia</strong>. Le forze nemiche si troveranno sempre più in difficoltà nel cercare di muoversi senza essere intercettate, mentre la possibilità di attacchi a lungo raggio diventerà sempre più realistica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Le sciami di droni alimentati da intelligenza artificiale (IA) rappresentano il futuro immediato del conflitto</strong>. Questi droni non solo agirebbero autonomamente, ma sarebbero in grado di adattarsi alle condizioni del campo di battaglia in tempo reale, creando una nuova dimensione di guerra. La loro capacità di coordinarsi e di attaccare simultaneamente da diverse direzioni rappresenta una sfida senza precedenti per le difese tradizionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>L’evoluzione delle tecnologie di guerra elettronica (EW) per contrastare i droni renderà il campo di battaglia ancora più dinamico e competitivo</strong>. Con un continuo gioco di avanzamenti e contro-avanzamenti tecnologici, si prevede che le zone di guerra si espandano ulteriormente, creando spazi contesi dove il controllo dello spazio aereo diventa la chiave per la vittoria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Conclusione</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La “terra di nessuno” ha raggiunto nuove dimensioni. L’uso dei droni ha espanso le zone letali oltre ogni previsione, trasformando il conflitto in uno spazio dove ogni movimento è sorvegliato e vulnerabile</strong>. La guerra dei droni non è solo una questione di tecnologia avanzata, ma rappresenta una vera e propria rivoluzione nelle modalità di combattimento, dove le vecchie linee del fronte sono ormai superate. La guerra futura non sarà combattuta solo tra soldati, ma tra macchine autonome che dominano spazi sempre più ampi e letali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/jnk.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"guerredidroni, tecnologiamilitare, terradinessuno","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-22 16:00:52","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.nextbigfuture.com/2025/02/201076.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17623-la-guerra-dei-droni-la-nuova-terra-di-nessuno-che-sconvolge-i-confini-del-conflitto.mp4","galleria":""}
{"id":17565,"titolo":"Trump-Meloni: l’asse che spiazza l’Europa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>ROMA –</strong> Mentre l’Unione Europea fatica a parlare con una sola voce, qualcosa di inaspettato sta accadendo: <strong>l’Italia si ritrova al centro del gioco geopolitico</strong>, con <strong>Giorgia Meloni</strong> che, volente o nolente, <strong>sta assumendo un ruolo sempre più centrale negli equilibri tra Stati Uniti, NATO ed Europa</strong>. A testimoniarlo è stato l'incontro di altissimo profilo tenutosi alla Casa Bianca, dove <strong>Donald Trump ha accolto la premier italiana come un’alleata privilegiata</strong>, elogiandone il lavoro e annunciando una futura visita ufficiale a Roma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><em>“L’Italia è uno dei nostri più stretti alleati, non solo in Europa,” </em>ha dichiarato il Presidente USA<em> “Giorgia Meloni è una persona fantastica, sta facendo un ottimo lavoro.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Parole pesanti come macigni</strong>, soprattutto se confrontate con il clima gelido che circonda molti altri leader europei, spesso percepiti come interlocutori deboli e indecisi da Washington. In un’Europa sempre più frammentata – tra crisi migratorie, tensioni economiche e la guerra in Ucraina che entra nel suo quarto anno – <strong>Giorgia Meloni emerge come figura di riferimento</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Italia prende il comando?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il gesto di enorme valore politico è stato l’annuncio ufficiale che <strong>l’Italia raggiungerà il 2% del PIL in spesa militare già nel 2025</strong>, come richiesto da anni dalla NATO. Una soglia mai raggiunta finora, nemmeno nei momenti di massima pressione internazionale. Il ministro dell’Economia <strong>Giancarlo Giorgetti</strong> ha fatto l’annuncio in Parlamento a poche ore dal viaggio della premier a Washington, parlando di una “<em>scelta necessaria”</em> dettata dalle attuali tensioni internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Una svolta che ha colto molti di sorpresa, soprattutto considerando <strong>il contesto politico interno</strong>: dalle forti critiche del <em>Movimento 5 Stelle</em>, che ha organizzato manifestazioni contro l’aumento della spesa militare, alle perplessità espresse in passato da <em>Matteo Salvini</em>, che oggi però sembra essersi riallineato alla linea del governo, dichiarando: <em>“Difendere l’Italia e gli italiani sì, anche più del 2%”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bruxelles zoppica, Roma accelera</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Mentre Bruxelles promuove strumenti collettivi per rafforzare la difesa</strong> – con forti divergenze di visione tra gli Stati membri, tra chi sostiene una maggiore integrazione strategica e chi resta cauto di fronte a un’eccessiva centralizzazione – <strong>il fondo SAFE da 150 miliardi di euro e la clausola di salvaguardia per escludere le spese militari dal calcolo del deficit rappresentano i pilastri di questa strategia comune. </strong>Tuttavia, l’Italia, almeno per il momento, sceglie un approccio autonomo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il ministro dell’Economia <strong>Giancarlo Giorgetti</strong> <a href=\"https://www.corriere.it/economia/finanza/25_aprile_12/difesa-giorgetti-meglio-aspettare-vertice-nato-l-obiettivo-il-2-di-spesa-senza-clausola-di-salvaguardia-7d0c4795-053b-412e-bd35-9511cb074xlk.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ha chiarito</a> che l’obiettivo del <strong>2% del PIL in spesa per la difesa sarà raggiunto senza attivare la clausola</strong>, nonostante sia stata a lungo richiesta, in passato, da Roma. Quanto all’adesione al fondo SAFE, ogni valutazione è rimandata a dopo il <strong>vertice NATO di giugno</strong>, quando potrebbe emergere un nuovo target di spesa, forse al 3,5% del PIL.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><em>“Rispetteremo disciplina di bilancio e impegni internazionali con sangue freddo e razionalità, evitando scelte affrettate”</em>, ha dichiarato Giorgetti.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Per Trump è Giorgia Meloni l'interlocutore Europeo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’incontro tra <strong>Trump e Meloni</strong> ha spaziato ben oltre la spesa militare. Sul tavolo: <strong>dazi commerciali, energia, migrazione e la guerra in Ucraina</strong>. E su tutti questi fronti si è registrata una profonda <strong>sintonia tra i due leader</strong>. Meloni ha addirittura parafrasato il celebre slogan trumpiano dicendo di voler <strong><em>“rendere l’Occidente nuovamente grande”</em></strong>, mentre Trump ha elogiato la linea italiana sull’immigrazione e criticato apertamente le politiche dell’UE.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><em>“Non sono un fan di come l’Europa ha gestito l’immigrazione,”</em> ha affermato Trump. <em>“Ma l’Italia sta facendo un ottimo lavoro.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Meloni, da parte sua, ha sottolineato come le politiche europee stiano cambiando <strong>anche grazie all’esempio italiano</strong>, riferendosi al nuovo pacchetto di norme sui rimpatri varato dalla Commissione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Sul fronte ucraino, però, <strong>rimangono alcune divergenze</strong>. Trump si è detto non particolarmente favorevole a <strong>Volodymyr Zelensky</strong>, affermando: <em>“Non ha fatto un buon lavoro, non sono un suo grande fan.”</em> Meloni, invece, ha ribadito che <strong><em>“l’aggressore è Putin”</em></strong>, ma ha anche aggiunto che l’obiettivo comune deve essere <strong>una pace giusta e duratura</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Italia sovrana o regista?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Il paradosso è evidente:</strong> l’Italia, a lungo considerata tra gli ultimi della classe in ambito internazionale, oggi si ritrova a <strong>contribuire attivamente a definire l’agenda europea</strong>, spiazzando le tradizionali potenze continentali. <strong>Francia e Germania osservano con crescente disagio</strong>, <strong>il Regno Unito si muove in autonomia</strong>, pronto – insieme a Parigi – a inviare truppe in Ucraina nell’ambito di una possibile missione di <strong>peacekeeping</strong>, <strong>mentre la decisione italiana di portare la spesa per la difesa al 2% del PIL</strong>, secondo <a href=\"https://www.elmundo.es/economia/2025/04/21/68051c41e85ece1f258b457a.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">quanto riportato</a> dal quotidiano iberico <em>El Mundo</em>, <strong>mette sotto pressione anche il governo spagnolo di Pedro Sánchez</strong>, rimasto isolato e ancora esitante sull’aumento degli stanziamenti militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel frattempo, <strong>Roma viene percepita a Washington come il nuovo punto di riferimento</strong>. Si parla già, non senza enfasi, di una <strong>“Nuova Roma”</strong>: una capitale in grado di guidare il Mediterraneo, rafforzare l’Alleanza Atlantica e <strong>ribilanciare la centralità europea</strong>, spostandola dal tradizionale asse franco-tedesco verso sud.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Siamo davanti a una svolta storica o a un’abile mossa pre-elettorale orchestrata da Trump per rafforzare l’asse sovranista? Ancora è presto per dirlo. Ma una cosa è certa: <strong>Giorgia Meloni ha conquistato la scena internazionale</strong>, e con essa il diritto di sedere al tavolo dove si decidono le grandi strategie del mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel bene o nel male, <strong>l’Italia non è più solo spettatrice: è protagonista</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/trump-meloni.jpg","categoria":"Blog","tags":"difesaeuropa, NATO, trumpmeloni","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-22 12:09:08","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17565-trump-meloni-lasse-che-spiazza-leuropa.mp4","galleria":""}
{"id":17609,"titolo":"USA: per trattenere i migliori, l’Esercito deve smettere di gestirli come numeri","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel novembre scorso, l’Esercito degli Stati Uniti ha recapitato un inatteso \"<strong>regalo di Natale</strong>\" anticipato a 800 sottufficiali: un ordine d’immediato trasferimento alla scuola reclutamento di Fort Knox per otto settimane, con appena pochi giorni di preavviso. Nessuno aveva chiesto loro se ciò fosse compatibile con le esigenze delle famiglie, con i progetti di carriera o con le priorità operative delle unità di provenienza. Dopo il corso, sarebbero stati mandati a operare come reclutatori in località spesso remote, causando licenziamenti forzati dei coniugi e trasferimenti scolastici in pieno anno accademico per i figli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo episodio, che ha fatto infuriare molti degli interessati, è sintomatico di una crisi più ampia: quella di un sistema del personale rigido, centralizzato e impersonale che considera i soldati come pedine intercambiabili. Ma soprattutto, è <strong>il segnale che anche la più potente forza armata del mondo sta iniziando a mettere in discussione il proprio modello di gestione del personale</strong>. Perché il vero problema, dicono ormai anche molti analisti americani, non è tanto “come aumentare i reclutamenti”, quanto “perché non riusciamo a trattenere chi è già dentro”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17612,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"USA: per trattenere i migliori, l’Esercito deve smettere di gestirli come numeri - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/max1200.jpg\" alt=\"Anche gli USA dicono basta: il soldato non è un numero - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17612\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Anche gli USA dicono basta: il soldato non è un numero - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un sistema pensato per un altro secolo</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema attuale dell’esercito statunitense nasce <strong>negli anni ’40, durante la transizione verso un esercito di massa basato sulla leva obbligatoria</strong>. Per rendere gestibile il flusso di soldati a breve termine, fu adottato<strong> un modello centralizzato fondato su gestione scientifica, carriere standardizzate, valutazioni competitive e il principio dell’“up or out” – promozione obbligata o esclusione</strong>. Un sistema efficiente per gestire milioni di coscritti, ma disumanizzante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’introduzione della Forza Volontaria Totale (All-Volunteer Force) nel 1973, si sperava in un ritorno a un modello di lungo termine: meno turn-over, più fedeltà, maggiore qualità. Ma il sistema gestionale restò immutato. Nonostante l’aumento delle retribuzioni, il tasso di abbandono non diminuì. Oggi, l’esercito statunitense ha bisogno di 470.000 nuovi arruolamenti all’anno per mantenere i ranghi, più di quanto previsto con il modello volontario. Un paradosso che ha portato a una crisi di reclutamento: nel 2023, l’obiettivo annuale è stato mancato del 10%, dopo un clamoroso -25% nel 2022.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17614,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"USA: per trattenere i migliori, l’Esercito deve smettere di gestirli come numeri - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/sold-4.jpg\" alt=\"Anche gli USA dicono basta: il soldato non è un numero - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17614\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Anche gli USA dicono basta: il soldato non è un numero - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La fine delle stampelle sociali</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A peggiorare la situazione, la fine di alcuni fattori “strutturali” che per decenni avevano sorretto la Forza Volontaria. La stagnazione salariale e la mancanza di opportunità per alcune categorie – in particolare per i neri americani e per la popolazione del Sud – avevano reso l’arruolamento una scelta competitiva. Ma <strong>oggi l’economia ha recuperato, le opportunità si sono diversificate e il tradizionale bacino di reclute si è ridotto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Un altro fattore cruciale è la fine della “spinta patriottica”</strong> post-11 settembre. Dopo il ritiro dall’Afghanistan, nel 2021, il senso di missione legato alle guerre si è affievolito. Solo il 9% dei giovani tra i 16 e i 21 anni si dice disposto a prendere in considerazione una carriera militare. E <strong>secondo sondaggi interni, solo il 53% dei soldati raccomanderebbe l’arruolamento a una persona cara</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17615,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"USA: per trattenere i migliori, l’Esercito deve smettere di gestirli come numeri - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/sold1-1024x576.jpg\" alt=\"Anche gli USA dicono basta: il soldato non è un numero - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17615\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Anche gli USA dicono basta: il soldato non è un numero - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un problema culturale, non solo numerico</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il malessere non è solo una questione di numeri. È culturale. <strong>La logica del “tutti sostituibili”, le valutazioni competitive tra pari, i trasferimenti continui imposti dall’alto e la mancanza di stabilità stanno erodendo la coesione e il senso di appartenenza</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È qui che entra in gioco la proposta – sempre più discussa – di un <strong>ritorno a un modello decentralizzato, umano e professionale</strong>. Un modello basato su permanenze di lungo termine, carriere flessibili e assegnazioni territoriali stabili, simile al sistema reggimentale ancora in uso negli eserciti britannico e canadese. Questi eserciti, non a caso, hanno tassi di suicidio più bassi e tassi di abbandono inferiori rispetto a quello americano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il ritorno alla coesione</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sistema attuale frammenta i rapporti umani e professionali. I soldati si spostano di continuo, non conoscono i propri comandanti, non costruiscono legami duraturi. Questo non solo mina la motivazione, ma incide anche sull’efficienza operativa. Un plotone che lavora insieme per anni sarà più coeso, più preparato e più efficace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le carriere, nel modello pre-1940, erano flessibili e orientate alla missione. Ufficiali come Matthew Ridgeway passarono anni in incarichi “non convenzionali” (insegnamento, missioni estere, pianificazione strategica), sviluppando competenze diversificate e visione strategica. Oggi, carriere del genere sono quasi impossibili, schiacciate da una logica di avanzamento rigido e burocratico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Decentralizzare per umanizzare</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una svolta potrebbe essere rappresentata dall’adozione di un sistema divisionale, in cui ogni divisione gestisce in autonomia il proprio personale: assunzioni, promozioni, incarichi speciali come istruttori e reclutatori. Così si crea responsabilità diretta, si sviluppa il senso di comunità e si incentivano percorsi di crescita reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, si potrebbe finalmente abbandonare il sistema di valutazione competitiva introdotto nel dopoguerra. <strong>Studi e aziende private dimostrano che questo modello abbassa la produttività, genera cinismo e inibisce la cooperazione. La promozione potrebbe tornare a essere decisa localmente, sulla base di una conoscenza diretta della persona, non di una casella da spuntare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17616,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"USA: per trattenere i migliori, l’Esercito deve smettere di gestirli come numeri - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/sold-5-1024x683.jpg\" alt=\"Anche gli USA dicono basta: il soldato non è un numero - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17616\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Anche gli USA dicono basta: il soldato non è un numero - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Anche la famiglia vuole la sua parte</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro elemento non trascurabile è il peso che la carriera militare ha sulle famiglie. Oggi quasi il 50% delle mogli dei militari guadagna quanto o più del coniuge, ma il tasso di disoccupazione delle mogli di militari è triplo rispetto alla media. In un sondaggio del 2021,<strong> quasi la metà dei soldati ha indicato l’impatto negativo della vita militare sulla carriera del partner come una delle principali ragioni per abbandonare l’esercito</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Stabilizzare le assegnazioni, evitare trasferimenti continui e valorizzare la permanenza in una stessa sede aiuterebbe a costruire famiglie più solide, carriere più durature e un esercito più attrattivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un prodotto migliore si vende da solo</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il reclutamento funziona quando il “prodotto” è buono</strong>. Se l’esperienza militare è arricchente, umana, professionale e stabile, non c’è bisogno di campagne pubblicitarie milionarie per attirare nuovi soldati. Come dice un vecchio detto: <em>un buon prodotto si vende da solo</em>. Ed è proprio questa la lezione che anche l’Esercito degli Stati Uniti sta iniziando a imparare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il tempo degli eserciti di massa, impersonali e burocratici è finito. Il futuro – anche in America – passa da un ritorno al soldato come professionista, come persona, come essere umano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/sold.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"esercitoUSA, modelloMilitare, personale, reclutamento","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-22 09:06:04","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://mwi.westpoint.edu/ending-the-churn-to-solve-the-recruiting-crisis-the-army-should-be-asking-very-different-questions/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17609-usa-trattenere-migliori-smettere-gestire-numeri.mp4","galleria":""}
{"id":17590,"titolo":"È morto Papa Francesco. Il Ministro Crosetto: \"A lui rivolgiamo la nostra preghiera, quella di tutta la famiglia della Difesa\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il mondo intero apprende oggi della scomparsa di <strong>Papa Francesco</strong>, Pontefice e guida spirituale di milioni di fedeli. La sua morte lascia un vuoto nella Chiesa cattolica, ma anche tra coloro che, pur non credenti, ne hanno sempre ammirato la <strong>forza morale, la coerenza, la semplicità e l’instancabile impegno per la pace</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proprio all’inizio di questo mese, il Santo Padre <a href=\"https://brigatafolgore.net/gian-franco-saba-nuovo-ordinario-militare/\">aveva nominato</a> <strong>il nuovo Ordinario Militare per l’Italia</strong>, affidando all'<strong>Arcivescovo Gian Franco Saba</strong> un incarico di grande rilevanza spirituale e pastorale, in un momento in cui la Chiesa è chiamata a riflettere sul proprio ruolo nelle realtà più complesse e spesso lontane dalle strutture ecclesiali tradizionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Papa Francesco ha dimostrato più volte, durante il suo pontificato, una <strong>vicinanza sincera e concreta agli uomini e alle donne in uniforme</strong>. Indimenticabile il momento in cui, esattamente un anno fa, nell’aprile del 2024, <a href=\"https://brigatafolgore.net/papa-francesco-riceve-i-militari-di-strade-sicure-brevetto-da-paracadutista-ad-honorem-per-sua-santita/\">ricevette in udienza</a> una rappresentanza dei militari impegnati nell’Operazione <strong>Strade Sicure</strong>. In quella solenne occasione, venne insignito del <strong>brevetto da Paracadutista ad honorem</strong>, gesto che ha simboleggiato un legame speciale tra il Pontefice e le Aviotruppe italiane, riconoscendo in lui un uomo di coraggio e determinazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Papa rivoluzionario, anche nel dibattito interno alla Chiesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Papa Francesco è stato un <strong>pontefice rivoluzionario</strong>, capace di scuotere non solo le coscienze del mondo, ma anche le fondamenta del pensiero cattolico più tradizionale. Le sue scelte, i suoi toni diretti, e la sua insistenza su temi come l’ambiente, l’inclusione dei più deboli, l’accoglienza dei migranti, e il rifiuto del clericalismo hanno spesso generato <strong>dibattiti accesi</strong> anche <strong>all’interno della Chiesa stessa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alcune sue affermazioni e aperture — dalla misericordia verso i divorziati risposati, al dialogo con altre religioni e persino con i non credenti — <strong>non sono state sempre accolte con favore da tutto il mondo cattolico</strong>, suscitando critiche da ambienti conservatori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Eppure, <strong>con coraggio e determinazione</strong>, Papa Francesco ha continuato a proporre <strong>una Chiesa che esce dalle sacrestie per stare in mezzo alla gente</strong>, fedele al Vangelo, ma capace di leggere i segni dei tempi. La sua forza è stata quella di <strong>non temere il confronto</strong>, restando sempre pastore, mai giudice.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il cordoglio della Difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Tra i primi messaggi istituzionali, toccanti le parole del Ministro della Difesa, <strong>Onorevole Guido Crosetto</strong>, che così ha voluto esprimere il proprio cordoglio:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"A nome di tutta la Difesa italiana, sicuro di interpretare il sentimento di dolore e tristezza che oggi vive ogni uomo e donna in uniforme, credente e non credente, esprimo il mio più profondo e sincero cordoglio per la scomparsa di Sua Santità Papa Francesco. Guida sicura e buon pastore della Chiesa cattolica, testimone coraggioso e forte del messaggio evangelico, è stato un infaticabile promotore dei valori della Pace, della fratellanza e della tolleranza a livello universale, apprezzato da tutta la comunità internazionale, da tutte le fedi e le religioni, da credenti e non credenti. La sua presenza, rassicurante, anche nella sofferenza fisica, i suoi insegnamenti, il suo magistero vivente, anche nella sofferenza, semplicità e umiltà’, sono tra le eredità più grandi che ci lascia. A lui rivolgiamo la nostra preghiera, quella di tutta la famiglia della Difesa\".</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Papa di tutti, credenti e non credenti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo momento di grande lutto, ci uniamo in preghiera e gratitudine per la vita e il pontificato di Papa Francesco. <strong>Un Pontefice e Capo di Stato</strong> che ha saputo parlare anche ai cuori più duri, portando sempre con sé un <strong>messaggio di speranza, sacrificio, amore universale e responsabilità globale</strong>. La sua voce ha saputo attraversare confini e culture, richiamando l’umanità intera alla solidarietà, alla dignità della persona e alla tutela della pace. Il suo esempio resterà scolpito nella memoria collettiva come guida morale e spirituale per credenti e non credenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Riposi in pace, Santo Padre.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/papa-francesco-difesa.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"OnoreAllaFede, PapaFrancesco, Vaticano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-21 13:42:12","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17590-e-morto-papa-francesco-il-ministro-crosetto-a-lui-rivolgiamo-la-nostra-preghiera-quella-di-tutta-la-famiglia-della-difesa.mp4","galleria":""}
{"id":17580,"titolo":"Guerra nel Mar Rosso: gli Houthi abbattono 21 Reaper USA con armi low-cost","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel Mar Rosso si combatte una guerra silenziosa, fatta di droni, missili balistici e contromisure elettroniche. Episodi come l’abbattimento di un drone Houthi da parte di una fregata francese FREMM, armata con un cannone italiano Oto Melara, sono ormai frequenti. Ma se da un lato le forze occidentali mostrano la loro superiorità tecnologica, dall’altro colpisce l’efficacia sorprendente degli Houthi nel condurre una guerra asimmetrica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Dall’attacco alla <em>Galaxy Leader</em> nel novembre 2023, i ribelli yemeniti hanno moltiplicato le operazioni contro la navigazione commerciale. Due navi sono affondate, una terza sequestrata, e quattro membri degli equipaggi sono stati uccisi. Non si tratta solo di colpire obiettivi legati a Israele: anche navi senza alcun legame con Tel Aviv sono finite nel mirino, segno che l’obiettivo è destabilizzare l’intero commercio globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Gli Stati Uniti e i loro alleati – Regno Unito, Francia e altri – hanno risposto con una campagna aerea estesa contro basi missilistiche, radar, depositi e perfino l’impianto petrolifero di Ras Isa. Ma l'efficacia militare di queste operazioni è limitata. I ribelli, pur sotto pressione, sono ancora in grado di lanciare droni e missili: ne hanno scagliati 85 in un solo mese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17582,\"width\":\"1300px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Guerra nel Mar Rosso: gli Houthi abbattono 21 Reaper USA con armi low-cost - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/14725-an-mq-9-reaper-drone-on-a-runway-pv.jpg\" alt=\"Guerra nel Mar Rosso: gli Houthi abbattono 21 Reaper USA con armi low-cost - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17582\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1300px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Guerra nel Mar Rosso: gli Houthi abbattono 21 Reaper USA con armi low-cost - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L’incubo del Pentagono: Reaper abbattuti da tecniche low-cost</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il dato che più inquieta il Pentagono è la capacità degli Houthi di abbattere i droni MQ-9 Reaper statunitensi. Dal solo ottobre 2023, ben <strong>21 droni Reaper sono stati distrutti</strong>. Si tratta di piattaforme avanzatissime da 30 milioni di dollari ciascuna, colonne portanti delle operazioni di sorveglianza e attacco americane. Eppure, cadono una dopo l’altra sotto il fuoco di una milizia irregolare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Come ci riescono? Con una combinazione inaspettata ma letale: vecchi missili sovietici SAM-6 aggiornati, radar svizzeri e cinesi, lanciamissili mobili, e soprattutto sistemi iraniani Saqr. L’intero apparato è montato su camion, reso difficile da individuare e distruggere. La mobilità è la loro arma segreta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Ma la vera svolta è elettronica: gli Houthi hanno sviluppato <strong>contromisure capaci di disturbare il GPS</strong> e interferire con i canali di guida dei Reaper. Il risultato? I droni perdono il controllo, precipitano, diventano bersagli facili. Non servono armi da milioni di dollari per colpirli: bastano intelligenza tecnica, adattamento, e una buona rete logistica sotterranea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>A questo si aggiungono sofisticate tattiche di sicurezza: i depositi d’armi sono nascosti in tunnel nelle montagne, i comandanti si spostano spesso e non usano comunicazioni elettroniche. È una guerriglia hi-tech, che combina l’astuzia tribale alla guerra elettronica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>I raid occidentali non bastano. La struttura decentralizzata degli Houthi e la loro resilienza rendono ogni bombardamento un colpo alla coda del drago, mai alla testa. E un’offensiva terrestre rimane poco plausibile, data la debolezza delle forze yemenite e le rivalità interne al fronte anti-Houthi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17583,\"width\":\"1300px\",\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Guerra nel Mar Rosso: gli Houthi abbattono 21 Reaper USA con armi low-cost - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/dims.apnews.webp\" alt=\"Guerra nel Mar Rosso: gli Houthi abbattono 21 Reaper USA con armi low-cost - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17583\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover;width:1300px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Guerra nel Mar Rosso: gli Houthi abbattono 21 Reaper USA con armi low-cost - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La risposta occidentale: deterrenza e minacce dirette a Teheran</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel tentativo di ristabilire la supremazia, gli Stati Uniti hanno rafforzato la loro presenza militare nella regione. Due portaerei, <em>Truman</em> e <em>Vinson</em>, operano nel Mar Rosso con ampio supporto aeronavale. A Diego Garcia sono schierati sei bombardieri B-2, dotati di bombe bunker buster GBU-57, in grado di distruggere obiettivi sotterranei profondi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump ha segnato un cambio di tono. Il 15 marzo 2025 ha autorizzato nuovi attacchi contro gli Houthi, dichiarando: “Molti dei loro comandanti non sono più tra noi”. Poi ha lanciato un messaggio diretto a Teheran: “Smettetela di sostenere i vostri burattini, altrimenti sentirete il vero dolore”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Trump ha anche accusato l’amministrazione Biden di aver permesso all’Iran di rafforzarsi, promettendo una nuova strategia basata su “pace attraverso la forza”. Il portavoce del Pentagono, Sean Parnell, ha ribadito che l’obiettivo è ristabilire la deterrenza con ogni mezzo necessario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La posta in gioco è enorme: circa il 15% del traffico marittimo globale passa dal Mar Rosso. I continui attacchi hanno costretto molte compagnie a evitare la rotta, con un impatto significativo sui costi e sulle tempistiche della logistica mondiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il conflitto rischia ora di espandersi. L’efficacia degli Houthi contro i droni americani, simbolo della superiorità tecnologica occidentale, ha messo in discussione un intero paradigma militare. Se l’Iran dovesse essere coinvolto direttamente, la crisi potrebbe deflagrare ben oltre i confini dello Yemen, trasformandosi in una tempesta geopolitica con conseguenze globali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/predator-b-block-5-1920x1280-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"geopolitica, marrosso, reaper","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-21 08:36:19","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17580-houthi-abbattono-21-reaper-usa-con-armi.mp4","galleria":""}
{"id":17568,"titolo":"Eroi nel tempo: il 185º RRAO \"Folgore\" celebra 80 anni dall’Operazione Herring e 25° anniversario della costituzione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La caserma “Carlo Pisacane” di Livorno è stata teatro di una duplice e sentita celebrazione: l’80° anniversario dell’Operazione Herring e il 25° anniversario della rifondazione del <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\">185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi “Folgore”</a>, noto come RRAO. Due ricorrenze che si intrecciano in una narrazione di coraggio, eccellenza militare e memoria storica, elementi che definiscono l’identità profonda di questo reparto d’élite dell’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla cerimonia hanno preso parte numerose autorità militari e civili, tra cui l’onorevole Paola Chiesa, capogruppo della Commissione Difesa di Fratelli d’Italia, il Generale di Brigata Marco Manzone, Comandante del COMFOSE, il Generale di Divisione Alessandro Grassano dello Stato Maggiore della Difesa, e il Generale di Divisione Maurizio Fronda, Comandante della Divisione “Acqui”. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A impreziosire l’evento, l’inaugurazione della nuova “Sala Ricordi”, uno spazio museale all’interno della caserma che custodisce testimonianze storiche del reggimento e una suggestiva scultura dell’artista Stefano Bressani raffigurante un Acquisitore Obiettivi. Durante la cerimonia è stato inoltre presentato, in collaborazione con Poste Italiane, il francobollo commemorativo ufficiale emesso per celebrare i 25 anni del RRAO: un riconoscimento che suggella il valore storico e operativo di un reparto che, dal 2018, è formalmente inserito nei reparti delle Forze Speciali italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17570,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/foto-4-1-1024x567.jpg\" alt=\"Eroi nel tempo: l’RRAO celebra 80 anni di gloria dall’Operazione Herring e 25° anniversario della costituzione - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17570\" title=\"Eroi nel tempo: l’RRAO celebra 80 anni di gloria dall’Operazione Herring e 25° anniversario della costituzione - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Eroi nel tempo: l’RRAO celebra 80 anni di gloria dall’Operazione Herring e 25° anniversario della costituzione - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L’Operazione Herring: eredità di un’epopea italiana</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Operazione Herring, ricordata come l’unico aviolancio militare alleato effettuato su territorio italiano nella Seconda Guerra Mondiale, rappresenta un episodio centrale nella storia del reparto. Dal 20 al 23 aprile 1945, 226 paracadutisti italiani appartenenti allo Squadrone da Ricognizione “Folgore” – denominato “Squadrone F” – e alla Centuria Nembo furono lanciati dietro le linee tedesche a sud del fiume Po. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La missione, comandata dal Capitano Carlo Francesco Gay, allora nemmeno trentenne, aveva l’obiettivo strategico di disorganizzare le forze nemiche e rallentarne il ripiegamento per agevolare lo sfondamento finale della Linea Gotica da parte degli Alleati. I militari italiani, alcuni dei quali giovanissimi, operarono con coraggio e determinazione, pagando un alto tributo in termini di vite ma guadagnandosi il rispetto degli alleati e una medaglia al valore militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, l’eredità morale e professionale di quei paracadutisti sopravvive nei valori e nella preparazione degli operatori del RRAO, che ne raccolgono il testimone con orgoglio e responsabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17571,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/1kk-1024x532.jpg\" alt=\"Eroi nel tempo: l’RRAO celebra 80 anni di gloria dall’Operazione Herring e 25° anniversario della costituzione - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17571\" title=\"Eroi nel tempo: l’RRAO celebra 80 anni di gloria dall’Operazione Herring e 25° anniversario della costituzione - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Eroi nel tempo: l’RRAO celebra 80 anni di gloria dall’Operazione Herring e 25° anniversario della costituzione - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>RRAO: presente operativo, futuro di eccellenza</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo discorso commemorativo, il <strong>Colonnello Marco Margutti</strong>, comandante del reggimento, ha sottolineato come le gesta dello Squadrone F non siano soltanto un ricordo da onorare, ma una testimonianza viva di spirito di sacrificio, altruismo e amore per la Patria. “Ho voluto sintetizzare la storia dello squadrone e di tutti i riconoscimenti perché sono la testimonianza di quanto l’altruismo, lo spirito di sacrificio, l’amore per la nostra Patria siano stati i valori primari degli uomini in divisa di allora e che, con il loro impegno e con le loro storie, hanno contribuito alla costruzione della nostra unità, a quella che oggi è la Repubblica”, ha dichiarato il Colonnello. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un pensiero particolare è stato rivolto anche al personale attualmente impiegato nei teatri operativi esteri, impegnato in missioni sempre più complesse in un quadro geopolitico instabile, e alle loro famiglie, che ne condividono silenziosamente oneri e valori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le celebrazioni, scandite dal picchetto d’onore, dalla deposizione di corone commemorative e da momenti di riflessione collettiva, hanno rappresentato anche un’occasione per rinsaldare il legame tra le Forze Armate e la cittadinanza, tra la memoria e l’azione. Gli uomini e le donne del 185° RRAO incarnano oggi quella continuità tra passato e presente, tra l’epopea dei militari italiani della Seconda Guerra Mondiale e le moderne esigenze operative delle missioni speciali contemporanee.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p> La ricorrenza dei 25 anni dalla rifondazione del Reggimento, infatti, non è soltanto una data anagrafica, ma il segno tangibile di un progetto militare che ha saputo evolversi, mantenendo saldi i suoi valori fondanti: l’onore, la disciplina, la preparazione tecnica e l’identità storica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’evento di Livorno ha dunque testimoniato come il 185° RRAO non sia soltanto un’unità operativa, ma un simbolo della capacità dell’Esercito Italiano di coniugare memoria e modernità, tradizione e innovazione. Con lo sguardo rivolto al futuro, ma i piedi ben saldi nella propria storia, gli Acquisitori Obiettivi continuano a rappresentare l’eccellenza di una Nazione che, quando sa riconoscere e onorare i suoi eroi, ritrova anche la propria forza più autentica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17572,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-03-15-212942.png\" alt=\"Eroi nel tempo: l’RRAO celebra 80 anni di gloria dall’Operazione Herring e 25° anniversario della costituzione - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17572\" style=\"width:840px;height:auto\" title=\"Eroi nel tempo: l’RRAO celebra 80 anni di gloria dall’Operazione Herring e 25° anniversario della costituzione - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Eroi nel tempo: l’RRAO celebra 80 anni di gloria dall’Operazione Herring e 25° anniversario della costituzione - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/1744998715-photo-2025-04-18-19-03-40.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"185rrao, OperazioneHerring, squadronef","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-20 20:20:55","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17568-rrao-80-operazione-herring-e-25-costituzione.mp4","galleria":""}
{"id":17559,"titolo":"Un programma interforze per modernizzare l’intelligence tattica","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l’Aeronavigabilità (DAAA) ha recentemente compiuto un passo significativo verso l’ammodernamento delle capacità operative delle Forze Armate italiane, emettendo la <em>Relazione preliminare e Determina a Contrarre</em> per un ambizioso programma interforze. Il progetto coinvolge direttamente lo Stato Maggiore dell’Esercito, la Marina Militare e il Comando Interforze per le Operazioni Speciali (COFS), e mira all’acquisizione di sistemi UAV (Unmanned Aerial Vehicles) di classe Mini, ad ala fissa con capacità di decollo e atterraggio verticale (VTOL – Vertical Take-Off and Landing).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Alla base del programma vi è l’esigenza, condivisa a livello interforze, di disporre di Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (SAPR) in grado di eseguire missioni di <em>Intelligence, Surveillance and Reconnaissance</em> (ISR), <em>Intelligence, Surveillance, Reconnaissance and Target Acquisition</em> (ISTAR) e acquisizione di immagini geo-spaziali. Si tratta di compiti sempre più centrali nei moderni scenari operativi, che spaziano dalla ricognizione tattica all’individuazione di obiettivi, fino alla sorveglianza continua di aree sensibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>I sistemi ricercati dovranno essere <em>Commercial Off The Shelf</em> (COTS), ovvero già disponibili sul mercato, e forniti completi di parti di ricambio, supporto logistico e assistenza ingegneristica, per garantire un ciclo di vita completo e sostenibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’iniziativa si inserisce nell’ambito dell’<em>Esigenza Operativa 2022 “Potenziamento della capacità Aeromobile a Pilotaggio Remoto (APR) Mini e Micro della Difesa”</em>, approvata dallo Stato Maggiore della Difesa a maggio 2022. Tale esigenza risponde alla crescente necessità di disporre di piattaforme leggere, flessibili e altamente trasportabili, capaci di operare anche in ambienti complessi, sia in contesti urbani che in territori impervi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17562,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/awhero4-scaled-1-1024x576.jpeg\" alt=\"Un programma interforze per modernizzare l’intelligence tattica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17562\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un programma interforze per modernizzare l’intelligence tattica - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>91 sistemi UAV per Esercito, Marina e Forze Speciali</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La DAAA, con l’obiettivo di coordinare gli investimenti e favorire la razionalizzazione delle risorse, ha interpellato tutte le componenti coinvolte: lo Stato Maggiore dell’Esercito, lo Stato Maggiore della Marina e il COFS. Tutti e tre i comandi hanno manifestato il proprio concreto interesse all’acquisizione dei nuovi SAPR Mini VTOL, indicando il fabbisogno numerico necessario per le rispettive esigenze operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il totale dei sistemi richiesti ammonta a 91 unità, ciascuna delle quali dovrà essere impiegabile per un ciclo tecnico-operativo stimato in dieci anni. Tale durata permetterà un utilizzo esteso e continuo, riducendo nel tempo la necessità di sostituzioni e minimizzando le interruzioni operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Per soddisfare questa domanda, la DAAA ha optato per una soluzione tecnico-amministrativa basata su un <em>Accordo Quadro settennale</em>, che verrà stipulato con l’impresa vincitrice della gara. L’obiettivo è garantire una gestione semplificata e coerente delle forniture, facilitando l’attuazione di contratti successivi e modulabili secondo le esigenze annuali delle Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il valore complessivo massimo dell’Accordo Quadro è stimato in <strong>100 milioni di euro</strong>, spalmati su sette esercizi finanziari (dal 2025 al 2031). Tale cifra include la fornitura iniziale dei sistemi, i relativi ricambi, la formazione del personale, il supporto logistico e l’assistenza ingegneristica per l’intero arco operativo previsto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong> Verso una capacità ISR più agile e avanzata</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il ricorso a UAV Mini ad ala fissa VTOL riflette una tendenza sempre più marcata nelle forze armate moderne: dotarsi di sistemi leggeri, compatti e capaci di essere rapidamente dispiegati anche in assenza di infrastrutture tradizionali. La capacità di decollo e atterraggio verticale consente l’operatività da zone ristrette, come ponti di navi o aree boschive, aumentando la flessibilità tattica delle unità impiegate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Per il Comando delle Operazioni Speciali, in particolare, l’introduzione di questi SAPR rappresenta un moltiplicatore di forza, grazie alla possibilità di raccogliere informazioni in tempo reale durante operazioni ad alto rischio, senza compromettere la sicurezza degli operatori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Anche l’Esercito e la Marina trarranno beneficio dalla disponibilità di questi sistemi, sia in missioni all’estero che in attività di sorveglianza e controllo del territorio nazionale, contribuendo a rafforzare il quadro di sicurezza complessivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’iniziativa della DAAA rappresenta un esempio concreto di sinergia interforze e di pianificazione a lungo termine nell’ambito delle capacità ISR della Difesa. Con l’avvio dell’Accordo Quadro e la successiva assegnazione dei contratti, le Forze Armate italiane potranno contare su uno strumento avanzato e flessibile, in linea con le sfide del XXI secolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’adozione di UAV Mini VTOL ad ala fissa non è soltanto un passo tecnologico: è una scelta strategica che testimonia la volontà di potenziare la prontezza operativa, migliorare la consapevolezza situazionale e valorizzare al massimo le risorse disponibili attraverso una visione condivisa tra Esercito, Marina e Forze Speciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/Check-list-pre-lancio-scaled-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"forzespeciali, ricognizioneisr, uavmilitari","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-20 10:43:49","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17559-un-programma-interforze-per-modernizzare-lintelligence-tattica.mp4","galleria":""}
{"id":17543,"titolo":"Il Ponte strategico: mobilità militare e sovranità europea passano da qui","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il Ponte sullo Stretto di Messina, spesso al centro del dibattito politico nazionale, è tornato prepotentemente alla ribalta come infrastruttura non solo viaria, ma anche <strong>strategico-militare</strong>. Il governo Meloni ha ufficialmente definito l’opera come “imperativamente prevalente per l’interesse pubblico”, sottolineandone l’importanza sia in ambito civile che difensivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Non si tratta soltanto di una grande opera ingegneristica: il Ponte sarà parte integrante di una rete infrastrutturale che unirà la Sicilia e la Calabria nel punto in cui le due sponde sono più vicine, diventando uno snodo fondamentale per la mobilità delle forze armate italiane, europee e della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel documento trasmesso alla Commissione europea, il Ponte viene infatti inserito nel contesto del Trans-European Transport Network (TEN-T), la rete che collega i principali corridoi logistici dell’Unione Europea. Questa rete non ha solo finalità economiche e civili: è concepita anche per favorire la <strong>“mobilità militare”</strong>, consentendo il rapido dispiegamento di truppe e mezzi in caso di crisi, aggressione o catastrofe naturale. In questo senso, il Ponte sullo Stretto non è soltanto un’infrastruttura nazionale: è un <strong>asset strategico europeo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Così come la Torino-Lione è parte del corridoio ferroviario strategico est-ovest, il Ponte sarà funzionale a un corridoio nord-sud che colleghi la Sicilia – con le sue basi NATO come Sigonella – al cuore dell’Europa. In uno scenario geopolitico in rapida evoluzione, dove l’Alleanza Atlantica ha rafforzato l’attenzione sul fianco sud, il Ponte rappresenta una risposta concreta alle esigenze della <strong>difesa collettiva europea</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Secondo le stime, il collegamento potrà gestire fino a 6.000 veicoli all’ora e 200 treni al giorno, rimanendo operativo 24 ore su 24 per tutto l’anno. Ciò permetterà il rapido spostamento di truppe, mezzi terrestri e materiali strategici in caso di emergenza, conferendo all’Italia un ruolo cardine nella sicurezza del Mediterraneo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17546,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Ponte strategico: mobilità militare e sovranità europea passano da qui - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/ponte-stretto-messina-1024x576.jpg\" alt=\"Il Ponte strategico: mobilità militare e sovranità europea passano da qui - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17546\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Ponte strategico: mobilità militare e sovranità europea passano da qui - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un’opera pensata per durare due secoli</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Dal punto di vista tecnico, il Ponte è concepito per affrontare alcune delle sfide ambientali e ingegneristiche più complesse in Europa. La lunghezza complessiva tra i giunti di espansione sarà di 3.666 metri, con una campata centrale sospesa di ben 3.300 metri – la più lunga al mondo per ponti della stessa categoria. Questo traguardo ingegneristico è reso possibile da soluzioni costruttive d’avanguardia, come l’impalcato “Messina style”, con un profilo alare multi-cassone che garantisce non solo robustezza strutturale, ma anche aerodinamicità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il ponte è progettato per resistere a venti fino a 216 km/h, ben oltre le raffiche più intense mai registrate nella zona (140 km/h in oltre vent’anni di monitoraggi). Studi effettuati in galleria del vento hanno inoltre assicurato che anche in presenza di forte vento, il traffico potrà svolgersi in sicurezza, mantenendo elevati livelli di comfort per gli utenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Sul fronte sismico, la struttura potrà sopportare un sisma con magnitudo Mw=7,1, simile al terremoto che devastò Messina nel 1908. Le due torri che sosterranno l’impalcato avranno un’altezza di 399 metri e un peso di 55.000 tonnellate ciascuna. Costituite da conci prefabbricati ottagonali in acciaio, saranno assemblate in loco tramite un sistema rampante indipendente per ogni gamba, appoggiate su plinti circolari in cemento armato dal diametro di 55 metri (torre Sicilia) e 48 metri (torre Calabria).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il sistema di sospensione prevede quattro cavi principali in acciaio ad alta resistenza, ciascuno composto da 44.323 fili e lungo oltre 5.300 metri, per un peso complessivo di circa 170.000 tonnellate. I pendini, collegati ogni 30 metri ai cavi principali, sosterranno l’impalcato su entrambi i lati, garantendo stabilità dinamica anche in presenza di carichi estremi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17547,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Il Ponte strategico: mobilità militare e sovranità europea passano da qui - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/ponte-stretto-messina-1-1024x576.jpg\" alt=\"Il Ponte strategico: mobilità militare e sovranità europea passano da qui - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17547\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Ponte strategico: mobilità militare e sovranità europea passano da qui - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un ponte tra integrazione strategica e sovranità europea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Oltre a rappresentare una sfida tecnologica, il Ponte sullo Stretto ha un valore simbolico e geopolitico rilevante. Unisce due territori storicamente separati, superando limiti naturali, ritardi infrastrutturali e, forse, anche barriere culturali. La connessione diretta tra Sicilia e Calabria rafforza l’integrazione economica e sociale del Mezzogiorno, riducendo tempi e costi di trasporto per merci e persone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Ma la vera novità del 2025 è la <strong>collocazione strategica dell’opera all’interno della politica di difesa comune europea</strong>. In un’epoca segnata da nuove tensioni internazionali, l’Europa si sta attrezzando per rispondere con rapidità ed efficacia a minacce ibride, conflitti regionali e disastri naturali. Il Ponte sullo Stretto potrà fungere da snodo di mobilità per missioni di emergenza, interventi NATO, operazioni civili di protezione e logistica militare, diventando <strong>una chiave di volta della “Military Mobility” dell’Unione Europea</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>I blocchi d’ancoraggio, che sostengono i cavi principali, sono progettati per minimizzare l’impatto visivo (solo il 17% del volume sarà fuori terra), ma al contempo per garantire una stabilità eccezionale, grazie a un sistema di tiranti post-tesi e piastre d’acciaio. Anche l’armamento ferroviario è stato concepito con tecnologia embedded rail, che consente una riduzione delle vibrazioni e delle emissioni acustiche, oltre a un risparmio in termini di peso complessivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Con una vita utile stimata in 200 anni, l’opera si candida a diventare non solo simbolo di progresso, ma anche strumento essenziale per la <strong>resilienza e la sicurezza dell’Unione Europea</strong>. Non più solo un sogno di ingegneria italiana, ma <strong>un pilastro della sovranità strategica continentale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/2.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"difesaeuropea, infrastrutturestrategiche, mobilitàmilitare, pontesulloStretto","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-19 08:27:48","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://it.euronews.com/my-europe/2025/03/12/ponte-di-messina-opera-strategica-per-litalia-e-leuropa-o-spreco-di-risorse","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17543-ponte-strategico-mobilita-militare-europea.mp4","galleria":""}
{"id":17531,"titolo":"L’Esercito trionfa agli Assoluti di nuoto: 36 medaglie e record storici a Riccione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una pioggia di medaglie, record infranti e prestazioni da fuoriclasse. Ai Campionati Italiani Assoluti di nuoto, appena conclusi a Riccione, gli atleti dell’Esercito hanno scritto una pagina straordinaria di sport e orgoglio nazionale. Ben 36 volte i campioni con le stellette sono saliti sul podio, portando a casa un bottino che parla chiaro: 22 medaglie d’oro, 5 d’argento e 9 di bronzo. Numeri da capogiro, ma non solo: questi Assoluti hanno consacrato il Gruppo Sportivo dell’Esercito come una vera fucina di talenti e un protagonista assoluto del nuoto italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i nomi che hanno brillato di più c’è sicuramente quello della giovanissima <strong>C.le VFP4 Sara Curtis. La 18enne piemontese, già protagonista alle Olimpiadi di Parigi 2024 con la staffetta 4x100 stile libero</strong>, ha impressionato per maturità, determinazione e classe. A Riccione ha conquistato ben quattro medaglie d’oro: nei 50 e 100 m stile libero, nei 50 m dorso e nella staffetta 4x100 stile libero femminile. Ma soprattutto ha riscritto la storia, stabilendo il nuovo record italiano nei 100 m stile libero e battendo nientemeno che il primato della leggenda Federica Pellegrini. Non paga, ha poi migliorato il proprio record nei 50 m stile libero, fermando il cronometro a 24\"43: è la seconda prestazione mondiale dell’anno, ad appena un centesimo dal tempo della belga Florine Gaspard.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17534,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’Esercito trionfa agli Assoluti di nuoto: 36 medaglie e record storici a Riccione - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/CAMPIONATO-ITALIANO-ASSOLUTO-UNIPOL-NUOTO-1280-1024x576.jpg\" alt=\"L’Esercito trionfa agli Assoluti di nuoto: 36 medaglie e record storici a Riccione - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17534\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Esercito trionfa agli Assoluti di nuoto: 36 medaglie e record storici a Riccione - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Staffette d’oro e individualità da campioni</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al fianco di Sara Curtis, nella staffetta d’oro, altre stelle dell’Esercito: <strong>il C.le Magg. VFP4 Sofia Morini, il C.le Magg. VFP4 Emma Virginia Menicucci e il Grd. Sc. Giulia Verona. Il quartetto ha dominato anche nella 4x200 stile libero</strong>, confermando un’alchimia perfetta e una preparazione eccellente. Tra le fila maschili, altra prova maiuscola è arrivata dalla staffetta 4x100 stile libero: con il C.le VFP4 Christian Bacico, il Grd. Lorenzo Zazzeri, il Grd. Federico Burdisso e il Grd. Alessandro Pinzuti. Anche per loro medaglia d’oro e nuovo record italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Christian Bacico è stato uno dei mattatori degli Assoluti 2025, conquistando tre ori nei 50, 100 e 200 m dorso. Una tripletta che consacra il 19enne lombardo tra i nuovi fenomeni del nuoto italiano. «Sono giorni tosti, ma sono stato bravo a tener botta», ha raccontato emozionato dopo la vittoria nei 200 dorso. «Non mi aspettavo di vincere tre titoli italiani assoluti e per questo sono orgoglioso. Dedico questi successi alla mia allenatrice Verika e alla mia famiglia».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è stato da meno il Grd. Federico Burdisso, che ha ripreso il suo cammino vincente nei 100 m farfalla, gara in cui è stato bronzo olimpico a Tokyo. Con una nuotata intelligente e il solito finale esplosivo, ha chiuso in 51\"83 davanti a un ritrovato Alberto Razzetti. Per Burdisso si tratta di un ritorno al vertice, frutto anche del recente ritorno agli allenamenti con Simone Palombi, il coach con cui aveva già scritto pagine importanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17536,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’Esercito trionfa agli Assoluti di nuoto: 36 medaglie e record storici a Riccione - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/8b819575-1d45-4025-aa9c-fcf4b807ac53-1-1024x693.jpeg\" alt=\"L’Esercito trionfa agli Assoluti di nuoto: 36 medaglie e record storici a Riccione - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17536\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Esercito trionfa agli Assoluti di nuoto: 36 medaglie e record storici a Riccione - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tra promesse e veterani, il valore della squadra</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul gradino più alto del podio anche il C.le Magg. VFP4 Francesca Fangio, prima nei 200 rana, il C.le Magg. VFP4 Davide Marchello, che ha vinto gli 800 m stile libero, e il Grd. Pier Andrea Matteazzi, oro nei 400 m misti. Risultati che confermano il valore e la profondità della squadra dell’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma gli Assoluti di Riccione 2025 hanno offerto molto di più di una semplice classifica. Hanno raccontato storie di riscatto, sacrificio e passione. Come quella di Anita Gastaldi, nuova regina dei 100 dorso, che dopo il secondo posto nei 200 misti ha centrato il titolo italiano con il personale in 1'00\"46. O quella di Paola Borrelli, vincitrice nei 200 farfalla con il personale in 2'08\"94, a conferma di un talento ancora tutto da esplorare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E poi l’emozione dell’addio di Carlotta Zofkova alle gare, salutata dal pubblico di Riccione con un applauso commosso. Un momento simbolico che ha unito passato, presente e futuro del nuoto azzurro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i nuovi volti che promettono di fare strada, anche Carlos D’Ambrosio, che ha trionfato nei 200 stile libero in 1'46\"32, dimostrando maturità e sangue freddo. «Una vittoria ottenuta con la testa e con il cuore, più che con la condizione fisica», ha dichiarato l’atleta vicentino delle Fiamme Gialle, reduce da un’influenza ma capace comunque di imporsi su nomi blasonati come Filippo Megli e Marco De Tullio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Gruppo Sportivo dell’Esercito, ancora una volta, si conferma tra le eccellenze dello sport italiano. Non solo un vivaio di campioni, ma una struttura che coniuga l’altissima prestazione atletica con i valori della disciplina militare: impegno, sacrificio, spirito di squadra. I Campionati Italiani Assoluti di nuoto 2025 si chiudono così nel segno dell’Esercito: 36 medaglie che parlano di sudore e talento, di giovani promesse già realtà, di record infranti e nuovi orizzonti da esplorare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/tuttijjjjj.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"#AtletiMilitari, #CampionatiAssoluti2025, #EsercitoItaliano, #Nuoto","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-18 17:59:54","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17531-esercito-trionfa-assoluti-nuoto-36-medaglie.mp4","galleria":""}
{"id":17522,"titolo":"Barduani al Comitato Militare della NATO: “KFOR determinata nonostante le fragilità del Kosovo”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Bruxelles, 18 aprile 2025 – Al Quartier Generale della NATO, il Generale di Divisione Enrico Barduani, già  Comandante del <a href=\"https://brigatafolgore.net/3o-reggimento-savoia-cavalleria/\">Reggimento Savoia Cavalleria</a>, ha presentato il suo rapporto di metà mandato come Comandante della Kosovo Force (KFOR) davanti al Comitato Militare dell’Alleanza Atlantica, la massima autorità militare dell’Organizzazione, responsabile dell’attuazione delle decisioni strategiche e politiche prese dal Consiglio del Nord Atlantico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La relazione del Generale ha offerto un’analisi dettagliata dell’attuale situazione nel Kosovo, illustrando con chiarezza i progressi compiuti dalla missione KFOR nel corso degli ultimi mesi, ma anche i rischi e le criticità ancora presenti nel teatro operativo. Secondo Barduani, la presenza della NATO rimane un elemento imprescindibile per la stabilità dell’area, in un contesto che continua a essere segnato da tensioni interetniche, fragilità istituzionali e instabilità politica regionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“La nostra missione resta quella di garantire un ambiente sicuro e protetto per tutti i cittadini del Kosovo, indipendentemente dalla loro etnia, religione, genere o opinione politica,” ha dichiarato Barduani. “La postura operativa di KFOR deve restare proattiva, per prevenire crisi future e rispondere con prontezza a ogni possibile scenario. Solo attraverso una presenza visibile, credibile e determinata possiamo continuare a essere garanti della sicurezza.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>KFOR, ha ribadito il Generale, agisce nel pieno rispetto della Risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che conferisce alla NATO il mandato di contribuire alla stabilizzazione dell’area dopo il conflitto del 1999. Ma il quadro rimane complesso: lo stallo nei negoziati tra Belgrado e Pristina, l’assenza di una visione comune tra gli attori internazionali presenti in Kosovo e le crescenti tensioni sociali nei Balcani rappresentano ostacoli significativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17525,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/9f73d42d-d264-48c4-926f-4b080cb22ee7-1024x682.jpg\" alt=\"Barduani al Comitato Militare della NATO: “KFOR determinata nonostante le fragilità del Kosovo” - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17525\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Barduani al Comitato Militare della NATO: “KFOR determinata nonostante le fragilità del Kosovo” - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L’Ammiraglio Cavo Dragone elogia la leadership di Barduani: “Punto di riferimento per la stabilità balcanica”</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al termine della presentazione, il Presidente del Comitato Militare della NATO, Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, ha espresso parole di forte apprezzamento per il lavoro svolto dal Generale Barduani e per la condotta professionale delle forze della missione KFOR. “L’azione del Generale Barduani è stata determinante per consolidare i progressi finora raggiunti e rafforzare il ruolo della NATO come attore garante della pace e della sicurezza nella regione,” ha dichiarato l’Ammiraglio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’impegno di Barduani è stato riconosciuto come elemento chiave per mantenere un equilibrio delicato in una regione ancora attraversata da tensioni latenti. In particolare, il Comitato Militare ha sottolineato la capacità del Comandante italiano di mantenere un dialogo costruttivo con tutte le componenti locali e internazionali presenti nel teatro kosovaro, favorendo un approccio multilaterale alla gestione della sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Barduani ha anche voluto ricordare il ruolo delle forze italiane dispiegate in Kosovo, che rappresentano una componente significativa della missione KFOR. “La professionalità, la flessibilità e lo spirito di servizio dei nostri militari sono un patrimonio riconosciuto da tutta la comunità internazionale,” ha affermato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contributo italiano si inserisce in un più ampio quadro di responsabilità condivisa all’interno dell’Alleanza Atlantica, che vede nell’operazione KFOR uno dei suoi più longevi e strategici impegni nel continente europeo. Nonostante l’assenza di conflitti aperti, la sicurezza in Kosovo è costantemente minacciata da tensioni politiche e sociali che richiedono vigilanza, capacità di mediazione e prontezza operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17526,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/01-cambio-al-vertice-del-regional-command-west.webp\" alt=\"Barduani al Comitato Militare della NATO: “KFOR determinata nonostante le fragilità del Kosovo” - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17526\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Barduani al Comitato Militare della NATO: “KFOR determinata nonostante le fragilità del Kosovo” - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tajani: “I Balcani Occidentali devono tornare a essere Europa, non è un allargamento ma una riunificazione”</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto del dibattito sulla stabilità balcanica, anche il Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, ha voluto sottolineare l’importanza della presenza italiana nella regione. “Stiamo lavorando affinché i Balcani possano finalmente ritrovare il loro posto naturale all’interno della famiglia europea,” ha dichiarato Tajani in un’intervista a margine dei lavori del Vertice NATO. “Io preferisco parlare di riunificazione piuttosto che di allargamento: i Balcani sono sempre stati parte dell’Europa, è stata la storia recente a tenerli fuori.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Ministro ha poi manifestato alcune preoccupazioni per la situazione in Bosnia ed Erzegovina, altro punto sensibile della penisola balcanica, ma ha rassicurato circa l’impegno del Governo italiano nel garantire una presenza continua e incisiva, sia sotto il profilo politico che militare. “Non siamo nei Balcani solo per sventolare la bandiera,” ha affermato, “ma per essere un avamposto concreto dell’Europa. Le nostre missioni, come KFOR, testimoniano il nostro ruolo attivo e responsabile.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tajani ha anche richiamato l’attenzione sulle potenzialità economiche dei Paesi balcanici in chiave di cooperazione e sviluppo. In particolare, ha sottolineato come il recente Piano di Azione per il rafforzamento dell’export italiano guardi con interesse a questa regione. “Vogliamo raggiungere i 700 miliardi di euro di export entro la fine della legislatura. I Paesi dei Balcani Occidentali, come Montenegro, Kosovo, Bosnia Erzegovina, Albania e Macedonia del Nord, rappresentano opportunità reali di crescita per le imprese italiane,” ha detto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Tajani, la piena integrazione economica e politica dei Balcani nell’Unione Europea non è solo una promessa da mantenere, ma una necessità strategica per l’intera Europa. “La stabilità dei Balcani è la stabilità dell’Europa. Ed è anche il futuro della nostra politica estera.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/3d77999c-de37-4ca5-ab28-c7c45d1a83ba-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"KFORKosovo, NATOBruxelles, StabilitaBalcani","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-18 17:14:52","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/smd/news-italia/comandante-della-kfor-al-comitato-militare-nato/69190.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17522-barduani-alla-nato-kfor-fragilita-del-kosovo.mp4","galleria":""}
{"id":17503,"titolo":"141 nuovi Paracadutisti per la Folgore","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>PISA –</strong> Una nuova generazione di Paracadutisti entra a far parte della gloriosa <strong>Brigata Paracadutisti “Folgore”</strong>. Con una cerimonia carica di significato, <strong>141 giovani Volontari in Ferma Iniziale</strong> hanno ricevuto il tanto atteso <strong>Basco Amaranto</strong>, simbolo di <strong>onore, appartenenza, spirito di sacrificio e dedizione assoluta al servizio della Patria e del bene comune</strong>. La solenne consegna si è svolta nella storica <strong>palestra di paracadutismo della Caserma “Gamerra” di Pisa</strong>, sede e cuore pulsante dell’addestramento aviolancistico italiano, diretta erede dell'antica Scuola di Tarquinia e sede dal 1957 luogo di formazione per intere generazioni di Paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Promossi dopo un percorso impegnativo, solo per chi è pronto a meritarselo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Questi nuovi Paracadutisti hanno affrontato un percorso lungo e selettivo. Dopo una prima fase formativa di <strong>dodici settimane</strong> presso i <strong>Reggimenti Addestramento Volontari (RAV)</strong>, i candidati sono stati trasferiti a Pisa per seguire il <strong>Corso Tecniche di Combattimento per Aviotruppe (CTCA)</strong> della durata di <strong>dieci settimane</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Durante questo periodo, i futuri parà hanno ricevuto un addestramento intensivo che ha messo alla prova le loro capacità fisiche, mentali e morali. L’obiettivo era prepararli non solo al combattimento, ma anche allo spirito di corpo che contraddistingue le aviotruppe italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Al termine del CTCA, è iniziata l’ultima e forse più emozionante fase: <strong>quattro settimane dedicate all’addestramento all’aviolancio</strong>, culminate nei lanci obbligatori per conseguire la <strong>qualifica di Paracadutista Militare</strong>. Con il superamento di questa fase, i candidati hanno finalmente conquistato il diritto di indossare l’<strong>iconico Basco Amaranto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17506,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"141 nuovi Paracadutisti per la Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/93-corso-primo-classificato-1024x595.jpg\" alt=\"141 nuovi Baschi Amaranto per la Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17506\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il padrino del corso premia il primo classificato - © Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una cerimonia sentita, tra orgoglio e tradizione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La cerimonia si è svolta alla presenza di autorità militari e di oltre <strong>800 familiari</strong> accorsi da tutta Italia per vivere da vicino questo importante traguardo. Presenti il <strong>Comandante del Centro Addestramento Paracadutismo (CAPAR)</strong>, <strong>Colonnello Antonio D’Agostino</strong>, e il <strong>Comandante della Brigata Folgore</strong>, <strong>Generale di Brigata Federico Bernacca</strong>, che con la loro partecipazione hanno sottolineato il valore simbolico e operativo di questo momento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Le parole pronunciate dal Col. D’Agostino durante il conferimento del Basco hanno lasciato un segno profondo nei cuori dei presenti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>“Siatene degni! Servite la Patria con coraggio, onore e diuturno impegno a meritarvi il rispetto di voi stessi. Siate Paracadutisti!”</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un invito forte e diretto, che richiama i valori fondanti dell’essere paracadutista: <strong>disciplina, sacrificio, fratellanza e onore</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il valore del Basco Amaranto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/basco-amaranto-folgore-fregio-paracadutisti/\">Basco Amaranto</a></strong> non è semplicemente un accessorio dell’uniforme. <strong>È onore, sacrificio, fratellanza, ardimento.</strong> Racchiude ore e giorni di addestramento, fatiche e prove superate. È il <strong>frutto di un percorso selettivo e trasformativo</strong>, il segno visibile di un’identità militare unica, <strong>nata nelle sabbie di El Alamein</strong> e forgiata in ogni operazione in cui i Paracadutisti della Folgore hanno scritto pagine di valore, in Italia e nel mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Indossarlo non significa solo appartenere a un corpo d’élite</strong>: significa <strong>portare sul capo e nel cuore la storia di chi ci ha preceduti</strong>, di chi ha servito con coraggio, fino all’estremo sacrificio, con l’Italia nel cuore e la Folgore nell’anima. Significa anche <strong>assumersi ogni giorno la responsabilità morale di onorare quel passato</strong>, con disciplina, lealtà e spirito di servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il futuro nelle mani dei giovani</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Con l’ingresso del <strong>93° Corso</strong>, la Folgore si arricchisce di nuove energie e forze fresche, pronte a scrivere le prossime pagine della sua storia. In un mondo in continua evoluzione, con sfide sempre più complesse e missioni internazionali che richiedono preparazione e prontezza, l’arrivo di questi 141 nuovi paracadutisti è un segnale importante di continuità e rinnovamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Ai nuovi Baschi Amaranto va il nostro più profondo rispetto e augurio.</strong> Hanno dimostrato di saper resistere, lottare, crederci. Hanno vinto la loro (prima) battaglia personale e ora fanno parte di qualcosa di più grande: la storia della <strong>Brigata Paracadutisti Folgore</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Benvenuti nella Folgore!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/93-corso-01-1.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"bascoamaranto, folgore, NuoviParacadutisti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-18 12:36:34","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/141_para.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17503-141-nuovi-paracadutisti-per-la-folgore.mp4","galleria":""}
{"id":17488,"titolo":"L’Italia raggiungerà il 2% del PIL in spesa militare già nel 2025","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Dopo anni di rinvii e polemiche, l’Italia ha annunciato ufficialmente che nel 2025 spenderà il 2% del proprio PIL per la difesa. Una soglia simbolica, certo, ma che ha un peso politico enorme, soprattutto nei rapporti con la NATO e con gli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>A comunicarlo è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in Parlamento, poche ore prima che la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni volasse a Washington per incontrare Donald Trump. <em>“Siamo pienamente consapevoli, anche alla luce delle tensioni attuali, della necessità di aumentare questa spesa nei prossimi anni”</em>, ha dichiarato Giorgetti. E da Washington, Meloni ha voluto rimarcare: <em>“L’Italia onora i suoi impegni. Siamo una nazione seria.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17492,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/meloni-trump.jpg\" alt=\"L’Italia raggiunge (finalmente) il 2% del PIL in spesa militare. - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17492\" title=\"L’Italia raggiungerà il 2% del PIL in spesa militare già nel 2025 - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’annuncio è arrivato lo stesso giorno dell’incontro tra Giorgia Meloni e il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Washington - © Ansa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una scelta non condivisa da tutti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Dietro l’annuncio, tuttavia, si intravedono differenze di vedute che riflettono sensibilità diverse, all'interno del Parlamento e non solo. Non si tratta solo di una questione economica o tecnica, ma di un tema che tocca equilibri politici delicati e suscita un ampio dibattito, anche tra le forze che sostengono l’esecutivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se da un lato la premier Meloni ha rilanciato con decisione l’impegno dell’Italia nella NATO, non tutta la maggioranza sembrava inizialmente compatta. Matteo Salvini aveva espresso in passato dubbi sull’aumento della spesa militare, ma negli ultimi giorni ha rivisto la sua posizione, dichiarando: <em>“Difendere l’Italia e gli italiani sì, anche più del 2%”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’opposizione, il Movimento 5 Stelle continua a guidare la protesta contro l’aumento delle spese militari, facendone una battaglia politica di principio. Anche il Partito Democratico, seppur attraversato da sensibilità diverse al proprio interno, ha espresso forti perplessità, chiedendo che qualsiasi incremento venga discusso in Parlamento con serietà, trasparenza e attenzione alle priorità del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17490,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/salvini-conte-elly-1024x640.jpg\" alt=\"L’Italia raggiunge (finalmente) il 2% del PIL in spesa militare. - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17490\" title=\"L’Italia raggiungerà il 2% del PIL in spesa militare già nel 2025 - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Matteo Salvini, inizialmente contrario, ha ora espresso pieno sostegno agli investimenti nella difesa. Giuseppe Conte resta critico sull’aumento della spesa militare, mentre Elly Schlein invoca trasparenza e confronto parlamentare.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Eppure, la pressione internazionale ha avuto la meglio. L’Italia, storicamente tra i membri NATO che spendono meno in proporzione al PIL, non poteva più permettersi di restare indietro. Anche se il 2% resta ben lontano dal 5% invocato da Trump, o dal probabile nuovo obiettivo del 3% che l’Alleanza Atlantica presenterà a giugno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il costo della difesa: 8,7 miliardi in più</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel 2024 l’Italia ha speso circa 29,18 miliardi di euro per la difesa, pari all’1,54% del PIL. Per raggiungere il 2%, servono circa 8,7 miliardi in più quest’anno, portando la spesa complessiva a quasi 38 miliardi. Un'impennata significativa, considerando che nel 2020 gli investimenti in armamenti si fermavano a 5,45 miliardi, contro i 9,31 miliardi dello scorso anno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17495,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/spese-paesi-nato-1024x596.jpg\" alt=\"L’Italia raggiunge (finalmente) il 2% del PIL in spesa militare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17495\" title=\"L’Italia raggiungerà il 2% del PIL in spesa militare già nel 2025 - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Percentuale di spesa militare rispetto al PIL nei Paesi NATO – Fonte: <a href=\"https://www.nato.int/nato_static_fl2014/assets/pdf/2024/6/pdf/240617-def-exp-2024-en.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">NATO</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Intanto, si guarda anche all’Europa. Bruxelles ha proposto un pacchetto di prestiti da 150 miliardi di euro per sostenere le spese militari dei Paesi membri, oltre alla possibilità di escludere fino all’1,5% del PIL di spesa per la difesa dal calcolo del deficit. Una “clausola di fuga” chiesta da anni da Roma, ma che ora, paradossalmente, il governo Meloni sembra intenzionato a non utilizzare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tra Washington e Bruxelles</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Un’altra questione cruciale riguarda come verranno spesi questi miliardi di euro. Gli Stati Uniti, partner storici ma anche principali fornitori dell’Italia, spingono da tempo affinché Roma continui ad acquistare sistemi d’arma “Made in USA”. Solo lo scorso anno, il nostro Paese ha destinato circa 7 miliardi di euro all’acquisto di 25 nuovi caccia F-35, in aggiunta ai 90 già previsti, e ha investito in aerei Gulfstream specializzati in sorveglianza e guerra elettronica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Eppure, l’Italia non è – e non deve essere – solo un acquirente. Il nostro Paese dispone di un’industria della difesa solida, innovativa e strategica, che rappresenta un patrimonio nazionale da proteggere e valorizzare. In prima linea c’è Leonardo S.p.A., autentica eccellenza italiana e riferimento riconosciuto a livello europeo e internazionale nei settori aerospaziale, difesa e sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attraverso Leonardo e le sue collaborazioni industriali, l’Italia è protagonista di progetti di primo piano: dall’assemblaggio dei nuovi carri armati in partnership con Rheinmetall, alla costruzione di navi militari ad alta tecnologia grazie a Fincantieri, fino all’adozione dei sistemi di difesa aerea SAMP-T, ottimizzati con il radar AESA Kronos realizzati dalla stessa Leonardo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17519,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/aw249-bottom-1.jpg\" alt=\"L’Italia raggiungerà il 2% del PIL in spesa militare già nel 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17519\" title=\"L’Italia raggiungerà il 2% del PIL in spesa militare già nel 2025 - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’elicottero da combattimento AW249 rappresenta una delle più recenti creazioni realizzate dall’azienda Leonardo. © Leonardo S.p.A.<br></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Leonardo non è semplicemente un fornitore: è un motore di innovazione, occupazione altamente qualificata e autonomia strategica per il Paese. In un contesto in cui la pressione per acquistare tecnologia militare dall’estero è sempre più forte, sostenere l’industria italiana della difesa significa rafforzare la sicurezza e la sovranità dell’Italia stessa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proprio per questo, l’Unione Europea propone una strategia che potrebbe offrire un equilibrio virtuoso: destinare almeno due terzi dei fondi per la difesa a tecnologie europee. Una condizione che, se ben gestita, potrebbe rappresentare un’opportunità concreta per valorizzare le eccellenze italiane e far crescere l’intera filiera industriale nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In bilico tra la spinta americana e le opportunità europee, l’Italia ha oggi la possibilità – e la responsabilità – di scegliere una via strategica che metta al centro le proprie competenze, le proprie aziende e il proprio interesse nazionale. Perché la difesa di un Paese passa anche dalla capacità di costruire, innovare e decidere con la testa e con il cuore dentro i propri confini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/italia-tank.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"governomeloni, NATO, spesemilitari","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-18 11:20:51","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17488-litalia-raggiungera-il-2-del-pil-in-spesa-militare-gia-nel-2025.mp4","galleria":""}
{"id":17471,"titolo":"«Legionarios a morir»: il giuramento d’amore al Cristo della Buena Muerte","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni anno, di giovedì Santo, in Spagna si rinnova un rito che va ben oltre il folclore e la tradizione. Anche oggi, come da consuetudine ormai centenaria, si è svolto questo momento sacro, intimo e collettivo allo stesso tempo, in cui la <em>Legión Española</em> rende omaggio al <em>Cristo de la Buena Muerte</em>, il suo <em>Sagrado Protector</em>. Un legame profondo e indissolubile tra soldati e fede, tra memoria e presente, tra chi ha marciato nel deserto sotto il sole cocente e chi, nel silenzio della notte, prega ancora oggi per coloro che non sono tornati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ad ammirare lo spettacolo, unico e straordinario, figlio, per certi versi, di tempi sempre più lontani, in una Spagna progressista e sempre più laica, arrivano da ogni angolo della penisola iberica. Alcuni viaggiano tutta la notte, con bambini al seguito ed occhi ancora pieni di sonno, per essere lì all’alba, in prima fila, sotto le mura antiche di <em>Málaga</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tradizione risale al 1921, anno in cui ebbe inizio il legame tra la <em>Congregación del Santísimo Cristo de la Buena Muerte y Ánimas</em> (nota anche come <em>Cristo di Mena</em>) e la <em>Legión Española</em>. Da allora, ogni Giovedì Santo, oltre 160 legionari prendono parte agli atti solenni che culminano nel trasporto del Cristo attraverso la città, portato a braccia dai suoi fedeli soldati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Un inno al soldato e alla Cristianità, dove la marcia dell’uomo in divisa si fonde con la fede più profonda, in un abbraccio di valori che resiste al tempo e alle mode, custodito nel cuore di chi ancora crede nel sacrificio, nell’onore e nella protezione divina.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Davanti alle porte della chiesa, la Marina Militare Spagnola (la <em>Armada</em>) è schierata in silenzio, rendendo onore alla <em>Vergine della Soledad</em>, che li protegge fin dai tempi della <em>battaglia di Lepanto</em>. Intanto, in lontananza, la Legione canta <em>\"El novio de la muerte\"</em>, pronto a percorrere le strade di Málaga con il passo veloce e solenne che la caratterizza: 160 passi al minuto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La città intera trattiene il fiato. I marciapiedi sono pieni di persone, migliaia, tutte lì per quel momento. Per quel battito d’onore che attraversa la Spagna intera.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Quando i legionari del <em>Tercio Alejandro Farnesio di Ronda</em> fanno il loro ingresso in <em>piazza Fray Alonso de Santo Tomás</em>, la folla esplode. Almería, Ceuta, Melilla e Ronda si alternano ogni anno per portare avanti questa tradizione sacra e dare continuità a un culto che vive nel cuore della Legione.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni gesto, ogni sguardo, ogni nota è carica di emozione. Il Cristo viene consegnato al <em>Tercio</em> che lo custodirà per l’anno a venire. Poi, nel silenzio più assoluto, rotto solo dal rumore ritmico degli stivali sul suolo di pietra, viene condotto fino alla porta della chiesa. Fuori, i labari si alzano. L’inno nazionale spagnolo accompagna l’uscita della sacra immagine. È un momento solenne. La folla si commuove. Le lacrime scendono libere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Il Cristo viene alzato a braccia dai suoi soldati. L’<strong>Himno Legionario</strong> squarcia l’aria, seguito dal silenzio del Padre Nostro e dell’Ave Maria. Il vescovo di Málaga benedice la folla raccolta, mentre i legionari, con il cuore gonfio di orgoglio e devozione, si affidano ancora una volta al loro protettore.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il Cristo, finalmente, viene sollevato all’interno del <em>salón de tronos</em> con un antico sistema di funi e carrucole. Viene sistemato nel punto esatto dove inizierà la sua processione. 248 uomini, in tunica bianca, cingolo e petto nero con lo stemma della <em>Congregación de Mena</em>, lo porteranno per le vie della città. Ed è allora che la piazza risuona ancora più forte: <em><strong>«¡Legionarios a luchar, legionarios a morir!»</strong></em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Il <em>Credo Legionario</em>, ispirato al bushido giapponese da Millán Astray, riecheggia tra le mura. <strong>«È meglio morire in combattimento che vivere da codardo»</strong>, gridano con fierezza, sapendo che in quelle parole c’è il senso più profondo della loro esistenza.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>E il Cristo, là in alto, li guarda. E li protegge.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://www.youtube.com/watch?v=PhcrI2EHFl4\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://www.youtube.com/watch?v=PhcrI2EHFl4\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/legion.jpg","categoria":"Blog","tags":"elnoviodelamuerte, esercitospagnolo, legionespagnola","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-17 20:30:22","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17471-legionarios-a-morir-il-giuramento-damore-al-cristo-della-buena-muerte.mp4","galleria":""}
{"id":17457,"titolo":"L’Italia decolla con gli F-35: formazione piloti e flotta in espansione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel panorama della difesa europea, l’Italia si candida con sempre maggiore decisione a diventare un attore protagonista. Non solo come acquirente di tecnologie avanzate, ma come <strong>polo strategico per la formazione e la produzione</strong>. Il nuovo obiettivo del Governo italiano è ambizioso: creare un<strong> centro nazionale per l’addestramento dei piloti di F-35</strong>, confermando il ruolo del Paese come perno dell’ecosistema della difesa atlantica e avanzando la posizione dell’Aeronautica Militare tra le più moderne al mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17459,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’Italia decolla con gli F-35: formazione piloti e flotta in espansione - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/F35-1-1024x683.webp\" alt=\"L’Italia decolla con gli F-35: formazione piloti e flotta in espansione - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17459\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Italia decolla con gli F-35: formazione piloti e flotta in espansione - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un annuncio simbolico, in un luogo simbolico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il progetto è stato rilanciato in modo solenne il 28 marzo scorso, durante le celebrazioni per il 102° anniversario dell’Aeronautica Militare, tenutesi presso l’aeroporto militare “Mario de Bernardi” di Pratica di Mare. In quell’occasione, il <strong>Ministro della Difesa Guido Crosetto ha confermato pubblicamente la volontà dell’Italia di ospitare un polo addestrativo per i piloti dell’F-35</strong>, unico nel suo genere fuori dagli Stati Uniti. “Mi auguro – ha detto – che a breve, ad affiancare Decimomannu, ci potrà essere anche la formazione dei piloti degli F-35”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il riferimento è alla<strong> International Flight Training School (IFTS) di Decimomannu</strong>, in Sardegna, frutto della collaborazione tra l’Aeronautica e Leonardo. Questa struttura continuerà a essere dedicata alla formazione avanzata su jet di 4ª e 5ª generazione, ma il nuovo polo dedicato esclusivamente agli F-35 potrebbe nascere altrove, sempre nel Sud Italia. Un’ipotesi che circola con insistenza è quella di una base in Puglia o in Campania, aree già dotate di infrastrutture militari importanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17469,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’Italia decolla con gli F-35: formazione piloti e flotta in espansione - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/eur-1024x661.jpg\" alt=\"L’Italia decolla con gli F-35: formazione piloti e flotta in espansione - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17469\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Italia decolla con gli F-35: formazione piloti e flotta in espansione - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una strategia che guarda lontano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La decisione di creare un polo addestrativo per l’F-35 non è un’iniziativa isolata, ma si inserisce in una strategia ampia e di lungo respiro, come delineato nel Documento Programmatico Pluriennale della Difesa per il triennio 2024-2026. <strong>Il piano prevede l’aumento della flotta italiana di F-35 da 90 a 115 velivoli, con l’acquisto di 25 nuovi esemplari e un investimento di 7 miliardi di euro</strong>. Un impegno importante, che testimonia la volontà dell’Italia di rafforzare il proprio potenziale militare e industriale nel settore dell’aviazione da combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>A oggi, <strong>l’Italia è il primo Paese al mondo – dopo gli Stati Uniti – ad avere una linea di produzione propria degli F-35</strong>, <strong>presso lo stabilimento FACO (Final Assembly and Check-Out) di Cameri</strong>, in Piemonte. Non solo: sarà anche l’unico Paese a ospitare un centro di formazione per i piloti internazionali del programma. “Gli Stati Uniti – ha spiegato Crosetto in un’intervista a <em>La Stampa</em> – non riescono più da soli a coprire il fabbisogno addestrativo, e quindi si affidano a noi. Questo è il segnale che i grandi investimenti, se fatti bene, ritornano moltiplicati sotto forma di valore industriale, tecnologico e strategico”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17461,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"L’Italia decolla con gli F-35: formazione piloti e flotta in espansione - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/1000w_q95.webp\" alt=\"L’Italia decolla con gli F-35: formazione piloti e flotta in espansione - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17461\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Italia decolla con gli F-35: formazione piloti e flotta in espansione - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una flotta per il futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’F-35 Lightning II è un caccia multiruolo di quinta generazione, progettato per operare in ambienti ad alta intensità di minaccia. Dotato di caratteristiche stealth e capacità net-centriche, è in grado di operare in sinergia con altri sistemi di difesa, raccogliere dati in tempo reale e condividerli all’interno di una rete operativa interforze. Proprio per queste sue capacità, è diventato il fulcro delle strategie di modernizzazione delle forze aeree in molti Paesi NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In prospettiva, l’Aeronautica Militare italiana mira a operare – entro il 2040 – con una flotta combinata di oltre 180 velivoli da combattimento tra <strong>F-35 e Eurofighter</strong> aggiornati, a cui si aggiungerà il <strong>caccia di sesta generazione GCAP (Global Combat Air Programme)</strong>, attualmente in fase di sviluppo con Regno Unito e Giappone. Un progetto, quest’ultimo, che si propone di assicurare all’Italia una piena autonomia tecnologica nel settore della difesa aerea per le prossime generazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17462,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"L’Italia decolla con gli F-35: formazione piloti e flotta in espansione - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/11081534144-0d5f0d8bc8-b.jpg\" alt=\"L’Italia decolla con gli F-35: formazione piloti e flotta in espansione - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17462\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Italia decolla con gli F-35: formazione piloti e flotta in espansione - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un'opportunità industriale e diplomatica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Ospitare un polo addestrativo internazionale non ha solo un valore operativo, ma rappresenta anche un’opportunità economica e geopolitica di primo piano.<strong> Accogliere piloti e personale tecnico da altri Paesi NATO e partner extraeuropei significa sviluppare un indotto stabile fatto di servizi, infrastrutture, tecnologie e know-how</strong>. Significa, in altre parole, consolidare un ruolo di leadership regionale in un settore ad altissimo valore aggiunto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Inoltre, rafforzare la cooperazione con gli Stati Uniti – proprio nel momento in cui Washington guarda con attenzione all’Asia-Pacifico e chiede maggiore autonomia operativa agli alleati europei – è <strong>una mossa diplomatica che rafforza la credibilità dell’Italia all’interno dell’Alleanza Atlantica</strong>. In tempi di tensioni crescenti, come quelli attuali, la sicurezza diventa un bene comune da costruire insieme. E l’Italia sembra intenzionata a fare la sua parte, con visione e pragmatismo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La nascita di un polo addestrativo per i piloti di F-35 in Italia non è solo una notizia per gli addetti ai lavori, ma un segnale forte della direzione che il nostro Paese vuole intraprendere in tema di difesa, innovazione e ruolo internazionale. Un progetto che unisce capacità industriale, visione strategica e alleanze solide. Con una flotta in espansione, infrastrutture all’avanguardia e un chiaro orientamento all’autonomia tecnologica, l’Italia si prepara a giocare un ruolo da protagonista nei cieli del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/F-35A-3.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"aeronauticamilitare, difesa, F35, strategiamilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-17 16:48:59","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilsole24ore.com/art/italia-polo-addestrativo-i-piloti-f-35-progetto-difesa-espansione-AH9QT6J","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17457-litalia-decolla-f-35-formazione-piloti-flotta.mp4","galleria":""}
{"id":17449,"titolo":"L’arma invisibile che abbatte droni: onde radio contro gli sciami","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel silenzio dell’Air Defence Range di Manorbier, in Galles sud-occidentale, è andata in scena una rivoluzione silenziosa ma potentissima. Per la prima volta, l’esercito britannico ha condotto con successo un test operativo di un’arma a onde radio capace di abbattere interi sciami di droni. Si tratta del <strong>Radiofrequency Directed Energy Weapon</strong> (RF DEW), un sistema che emette onde radio ad alta frequenza in grado di neutralizzare i componenti elettronici dei droni, provocandone la caduta immediata o il malfunzionamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’evento, annunciato dal Ministero della Difesa britannico il 17 aprile 2025, segna un traguardo significativo per la sicurezza nazionale e la difesa contro una delle minacce emergenti più preoccupanti: l’uso massiccio di droni in guerra e in contesti civili sensibili. Con un costo stimato di appena <strong>10 pence per colpo</strong>, questa tecnologia rappresenta un'alternativa economicamente vantaggiosa rispetto ai tradizionali missili antiaerei, spesso troppo costosi per contrastare minacce rapide e numerose come gli sciami.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il sistema RF DEW ha dimostrato di poter neutralizzare <strong>più bersagli simultaneamente</strong> con un’efficacia quasi istantanea, colpendo a una distanza fino a un chilometro. Durante le prove, oltre <strong>100 droni sono stati abbattuti</strong>, e in un solo ingaggio sono stati neutralizzati due sciami. L’operatore che ha guidato l’esperimento, il sergente Mayers del 106° Reggimento Royal Artillery, è stato il primo soldato britannico a utilizzare con successo questa nuova tipologia di arma. “Il sistema è intuitivo, facile da apprendere e rapido da impiegare. Con ulteriori sviluppi su portata e potenza, potrebbe diventare un elemento fondamentale nella difesa a strati”, ha dichiarato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17451,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"L’arma invisibile che abbatte droni: onde radio contro gli sciami - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/GUEJFNLVQRFCHKSTORACPXKZWEjjj.jpg\" alt=\"L’arma invisibile che abbatte droni: onde radio contro gli sciami - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17451\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’arma invisibile che abbatte droni: onde radio contro gli sciami - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Una risposta concreta a una minaccia crescente</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Lo sviluppo e la sperimentazione di questa tecnologia arrivano in un momento cruciale per la sicurezza globale. La guerra in Ucraina ha dimostrato quanto i droni – spesso economici, facilmente reperibili e in grado di agire in sciame – possano causare danni devastanti. Secondo l’intelligence britannica, nel 2024 l’Ucraina ha dovuto difendersi da oltre <strong>18.000 attacchi con droni</strong>. In questo contesto, sistemi come il RF DEW si profilano come risposte indispensabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>A differenza delle classiche contromisure elettroniche, che si basano sul jamming e possono essere facilmente eluse da droni più avanzati o autonomi, il RF DEW <em>colpisce fisicamente</em> i circuiti dei bersagli, rendendoli inservibili. Questa caratteristica lo rende particolarmente adatto per difendere <strong>aree sensibili come basi militari, infrastrutture critiche o aeroporti</strong>, che negli ultimi anni sono stati più volte chiusi o rallentati per la presenza di droni non identificati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La portata strategica di questa tecnologia è evidente anche nell’attenzione che il governo britannico le ha riservato. A oggi sono stati investiti oltre <strong>40 milioni di sterline</strong> nello sviluppo del RF DEW, cifra destinata a crescere. Il Ministero della Difesa ha annunciato che, a partire dal 2025-26, almeno il <strong>10% della spesa per l’equipaggiamento sarà destinato a tecnologie innovative</strong>, in linea con l’obiettivo di raggiungere il 2,5% del PIL destinato alla difesa entro il 2027.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La ministra per gli Approvvigionamenti della Difesa, <strong>Maria Eagle</strong>, ha sottolineato come l’iniziativa rifletta “la forza dell’innovazione britannica, sostenuta da un settore industriale dinamico e dal talento scientifico nazionale”. La sperimentazione di Manorbier rappresenta non solo un successo tecnico, ma anche un simbolo del nuovo corso industriale del Regno Unito: un connubio tra sicurezza e crescita economica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17452,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"L’arma invisibile che abbatte droni: onde radio contro gli sciami - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/CLYCLECR3NB6TKGPPLNPDT6BMYjjjj.jpg\" alt=\"L’arma invisibile che abbatte droni: onde radio contro gli sciami - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17452\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’arma invisibile che abbatte droni: onde radio contro gli sciami - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Thales UK e l’industria nazionale in prima linea</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il progetto è frutto di una collaborazione tra il Ministero della Difesa, il <strong>Defence Science and Technology Laboratory</strong> e l’azienda <strong>Thales UK</strong>, a capo del consorzio industriale che ha sviluppato il dimostratore RF DEW. Il programma, noto come <strong>Team Hersa</strong>, impiega attualmente circa <strong>135 professionisti altamente qualificati</strong> in tutta la Gran Bretagna: 100 tra ingegneri e tecnici in Irlanda del Nord e altri 30-35 nel settore della supply chain a Chelmsford, Essex.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nigel MacVean, direttore generale dei Sistemi Integrati di Protezione Aerea di Thales, ha commentato: “Continuiamo a essere alla guida di questa tecnologia pionieristica, orgogliosi di contribuire con il nostro know-how alla sicurezza nazionale, in stretta collaborazione con il governo britannico”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il successo del sistema RF DEW è destinato a influenzare anche le scelte di altri Paesi NATO, sempre più interessati a dotarsi di tecnologie a energia diretta per difendersi da sciami di droni e minacce asimmetriche. L'arma invisibile britannica, silenziosa e precisa, rappresenta il primo passo concreto verso un <strong>futuro in cui l’energia sarà protagonista sul campo di battaglia</strong>, riducendo i costi e aumentando la reattività.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Con questo primo successo operativo, il Regno Unito si candida a diventare uno dei leader mondiali nel settore delle armi a onde radio, aprendo una nuova era nella <strong>difesa anti-drone</strong> e segnando un’evoluzione significativa nella guerra elettronica del XXI secolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/rf-direct-1744892849.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"armiaradiofrequenza, esercitobritannico, guerraaidroni","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-17 15:32:58","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.gov.uk/government/news/british-soldiers-take-down-drone-swarm-in-groundbreaking-use-of-radio-wave-weapon","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17449-arma-invisibile-onde-radio-contro-i-droni.mp4","galleria":""}
{"id":17436,"titolo":"Il progetto Weevil: innovazione britannica per la bonifica senza rischi","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel panorama delle moderne operazioni terrestri, la protezione del personale militare è una priorità assoluta. Per rispondere a questa esigenza, il 16 aprile 2025 è stato svelato un dimostratore tecnologico che segna un passo avanti nella guerra contro le mine: un veicolo da combattimento della fanteria (<strong>IFV WARRIOR</strong>) completamente riconvertito per operazioni di sminamento <strong>senza equipaggio a bordo</strong>. Il progetto è frutto della collaborazione tra <strong>Pearson Engineering</strong>, azienda britannica specializzata in equipaggiamenti per il genio militare, e il <strong>Defence Science and Technology Laboratory (Dstl)</strong> del <a href=\"https://www.gov.uk/government/news/new-british-army-robotic-mine-plough-aims-to-better-shield-soldiers-from-danger\">Ministero della Difesa britannico</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il nuovo sistema è stato battezzato <strong>Weevil</strong>, un nome che richiama agilità e operatività in ambienti ostili. Il WARRIOR è stato equipaggiato con una variante del <strong>Full Width Mine Plough</strong>, una lama da sminamento a tutta larghezza già adottata sul veicolo da genio <strong>TROJAN</strong>, la versione breacher del carro armato <strong>CHALLENGER 2</strong>. Il rostro è progettato per “spingere” lateralmente le mine presenti nel terreno, creando un corridoio sicuro per il passaggio delle truppe o dei mezzi. A differenza del TROJAN, che richiede un equipaggio di tre persone operanti in piena zona di pericolo, il WARRIOR Weevil può essere completamente controllato a distanza, <strong>eliminando il rischio per gli operatori</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’impiego delle mine antiuomo e anticarro in conflitti come quello in corso in Ucraina ha dimostrato quanto siano ancora oggi uno strumento micidiale per rallentare o fermare le avanzate. Per questo, un veicolo in grado di <strong>intervenire in autonomia</strong> nei campi minati rappresenta un’innovazione strategica con impatto operativo immediato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17439,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-17-153239-1024x360.png\" alt=\"Il progetto Weevil: innovazione britannica per la bonifica senza rischi - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17439\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il progetto Weevil: innovazione britannica per la bonifica senza rischi - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>2. Il sistema BEACON: controllo remoto modulare per scenari complessi</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il cuore tecnologico del progetto Weevil è il sistema <strong>BEACON</strong>, una piattaforma di controllo remoto avanzato sviluppata da Pearson Engineering. Questo sistema trasforma veicoli corazzati tradizionali in piattaforme telecomandate, pronte a operare in ambienti ad alta minaccia senza mettere a repentaglio vite umane. BEACON è progettato per essere <strong>modulare e installabile rapidamente</strong>, rendendolo compatibile con una varietà di veicoli militari già in uso, senza bisogno di costruire nuove piattaforme da zero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il sistema è disponibile in due configurazioni principali. La prima, definita “<strong>portable</strong>”, permette a un operatore appiedato di controllare il veicolo a distanza tramite una <strong>Operator Control Unit</strong>, una sorta di console avanzata per la guida e l’attivazione dei sistemi. La seconda configurazione è <strong>più robusta</strong>, con una stazione di comando trasportata su un altro veicolo corazzato, pensata per missioni prolungate o operazioni di maggiore complessità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Grazie all’integrazione di <strong>telecamere ad alta risoluzione</strong>, sensori di prossimità e sistemi di comunicazione sicura, il veicolo può essere guidato da remoto con estrema precisione anche in scenari complessi e a <strong>diverse miglia di distanza</strong> dal teatro operativo. Il Weevil non si limita a trasportare una lama da sminamento: può essere configurato anche con <strong>altre attrezzature frontali</strong> di Pearson Engineering, come la lama bulldozer o i dispositivi per la <strong>segnalazione della corsia bonificata</strong> (Lane Marking System), rendendolo versatile e adattabile a diverse esigenze tattiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Questo approccio risponde perfettamente alla crescente esigenza delle forze armate moderne di <strong>ridurre l’esposizione diretta al fuoco nemico</strong> durante le operazioni ingegneristiche e logistiche, senza sacrificare efficacia e rapidità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17440,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/JJ2-1024x590.jpg\" alt=\"Il progetto Weevil: innovazione britannica per la bonifica senza rischi - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17440\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il progetto Weevil: innovazione britannica per la bonifica senza rischi - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>3. Verso il futuro: test operativi e prospettive strategiche</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>I primi test del sistema Weevil si sono svolti in un <strong>campo minato simulato a Northumberland</strong>, nel Regno Unito, dove ha dimostrato la propria capacità di bonificare in sicurezza tratti di terreno ostile. Le prove hanno confermato la <strong>robustezza del sistema</strong>, l’affidabilità della guida remota e l’efficienza del rostro da sminamento, aprendo la strada alla fase successiva: <strong>test operativi con l’Esercito britannico</strong>, in scenari sempre più realistici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’obiettivo dichiarato dal Ministero della Difesa è quello di <strong>spingere il sistema ai suoi limiti</strong> per comprendere appieno le sue potenzialità in termini di impiego tattico. La prospettiva a lungo termine è rendere il sistema <strong>Weevil adattabile ad altri veicoli corazzati</strong>, espandendone l’utilizzo in missioni internazionali, contesti urbani complessi o aree in cui la presenza di ordigni inesplosi è massiccia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel comunicato congiunto Pearson/Dstl del 10 aprile 2025, il <strong>Ministro delle Forze Armate britannico, Luke Pollard</strong>, ha dichiarato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>“Sarà un giorno atteso da tempo quello in cui non dovremo più mandare i nostri soldati direttamente nel pericolo per bonificare i campi minati. Questo sistema può affrontare la minaccia mortale delle mine nei contesti più difficili, rimanendo controllato da chilometri di distanza. È un esempio concreto dell’innovazione britannica, al servizio della protezione delle nostre truppe.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Accanto a lui, il <strong>Maggiore Andrew Maggs</strong>, consigliere militare del Dstl e pioniere del progetto Weevil, ha aggiunto:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>“Weevil è la combinazione perfetta tra tecnologie collaudate e innovazioni moderne. Potenziando veicoli esistenti con nuove capacità, possiamo dare ai nostri militari un vantaggio concreto in missioni dove il tempo e la sicurezza sono fattori critici.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il sistema rappresenta dunque <strong>una nuova frontiera per le operazioni del genio militare</strong>, combinando innovazione tecnologica, riutilizzo intelligente di piattaforme esistenti e un’attenzione crescente alla tutela del personale. Il Weevil non è solo un progetto dimostrativo, ma una <strong>promessa concreta</strong> per un futuro in cui il campo minato non sarà più un ostacolo invalicabile, ma solo un’ulteriore sfida da superare — <strong>da remoto e con precisione chirurgica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17441,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/HCDV-1024x569.jpg\" alt=\"Il progetto Weevil: innovazione britannica per la bonifica senza rischi - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17441\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il progetto Weevil: innovazione britannica per la bonifica senza rischi - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/Weevil.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"ifvwarrior, pearsonengineering, sminamento","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-17 14:49:49","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.gov.uk/government/news/new-british-army-robotic-mine-plough-aims-to-better-shield-soldiers-from-danger","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17436-weevil-innovazione-britannica-per-la-bonifica.mp4","galleria":""}
{"id":17427,"titolo":"Approvate le missioni internazionali dell’Italia per il 2025: più fondi, più prontezza, più responsabilità globale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Con l’approvazione da parte della Camera dei Deputati, l’Italia conferma il proprio impegno militare e civile nei principali teatri internazionali anche per il 2025. Il provvedimento, sostenuto trasversalmente dalle forze di governo e da parte dell’opposizione, prevede <strong>una spesa complessiva di circa 1,5 miliardi di euro</strong>, destinata alla prosecuzione e all’ampliamento delle missioni italiane all’estero. Queste missioni hanno come obiettivo la tutela della pace, la cooperazione internazionale, il supporto umanitario e la protezione dei diritti umani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Particolarmente rilevante, tra le novità introdotte, è la richiesta del Governo di costituire <strong>un contingente di forze ad alta e altissima prontezza operativa.</strong> Si tratta di un’iniziativa senza precedenti nella recente storia italiana: un nucleo militare pronto a essere impiegato con procedura accelerata in caso di crisi o emergenze, previa autorizzazione del Parlamento e successiva deliberazione del Consiglio dei ministri. Questo contingente potrà anche essere impiegato nell’ambito delle <strong>Forze di reazione rapida della NATO (ARF)</strong>, contribuendo così alla difesa collettiva dell’Alleanza Atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, <strong>Generale Luciano Portolano</strong>, ha ribadito la necessità di disporre di uno strumento militare flessibile, credibile e reattivo: «<strong>Le nostre Forze Armate devono essere in grado di difendere l’Italia e la stabilità dello spazio euro-mediterraneo in ogni momento. È un dovere che ci impone il contesto geopolitico attuale</strong>».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17431,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Approvate le missioni internazionali dell’Italia per il 2025: più fondi, più prontezza, più responsabilità globale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/c5181adc-05fb-4653-99be-133fa5435355.webp\" alt=\"Approvate le missioni internazionali dell’Italia per il 2025: più fondi, più prontezza, più responsabilità globale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17431\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Approvate le missioni internazionali dell’Italia per il 2025: più fondi, più prontezza, più responsabilità globale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Missioni in Europa, Medio Oriente e Africa: tra deterrenza e formazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’Italia continuerà a svolgere un ruolo centrale all’interno della NATO e dell’Unione Europea, partecipando a numerose missioni multilaterali. Tra queste, l’<strong>EUMAM Ukraine</strong> – la missione europea di assistenza militare all’Ucraina – viene prorogata fino al 15 novembre 2026. L’Italia contribuirà attraverso l’organizzazione di moduli addestrativi sul proprio territorio, con l’obiettivo di rafforzare le capacità difensive ucraine a diversi livelli: da quello di base fino a quello avanzato e specialistico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Parallelamente, nel contesto del Medio Oriente, viene prorogata la presenza italiana in Libano attraverso tre distinte missioni:<strong> UNIFIL</strong> (la forza di interposizione delle Nazioni Unite), <strong>MIBIL </strong>(la missione bilaterale di addestramento alle Forze Armate Libanesi) e <strong>MIADIT</strong> (a supporto delle forze di sicurezza palestinesi). Il contingente italiano potrà contare su un massimo di 1.650 unità, con un dispositivo che comprende anche 376 mezzi terrestri, 5 aerei e 1 nave.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In Africa occidentale, invece, l’Italia continuerà a sostenere le autorità del Niger e del Burkina Faso tramite la missione<strong> MISIN</strong>, particolarmente significativa in un’area colpita da instabilità politica e terrorismo jihadista. La missione, che ha formato oltre 9.000 unità delle forze locali dal 2018, sarà rafforzata nel 2025 da un contingente massimo di 550 militari italiani, con un fabbisogno finanziario previsto di oltre 75 milioni di euro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17433,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Approvate le missioni internazionali dell’Italia per il 2025: più fondi, più prontezza, più responsabilità globale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Folgore-1024x576.jpg\" alt=\"Approvate le missioni internazionali dell’Italia per il 2025: più fondi, più prontezza, più responsabilità globale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17433\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Approvate le missioni internazionali dell’Italia per il 2025: più fondi, più prontezza, più responsabilità globale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Nuove priorità strategiche: la prontezza operativa e la sicurezza interna</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’elemento più innovativo del piano 2025 riguarda la costituzione del contingente italiano a “prontezza elevata”, all’interno del dispositivo NATO delle <strong>Allied Reaction Forces (ARF)</strong>. Secondo il piano approvato, l’Italia sarà in grado di mobilitare fino a 2.867 militari, supportati da 359 mezzi terrestri, 15 aerei e 4 navi, in caso di emergenze o crisi internazionali. Questa misura si inserisce in una strategia più ampia di rafforzamento della deterrenza e della capacità di reazione rapida sul fianco est dell’Alleanza Atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Oltre ai fronti internazionali, resta forte l’impegno delle Forze Armate italiane anche sul piano nazionale. L’operazione “<strong>Strade Sicure</strong>”, nata come risposta a un’emergenza temporanea, viene mantenuta per tutto il 2025 con un impiego di <strong>6.800 militari</strong>, anche in vista di eventi di rilievo come il <strong>Giubileo</strong> e i grandi eventi sportivi. Il generale Portolano ha sottolineato la necessità di evolvere l’impiego verso forme più dinamiche, capaci di garantire maggiore efficacia con minori numeri, attraverso il pattugliamento mobile e il coordinamento con le Prefetture.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Non mancano, infine, voci critiche. L’Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo ha segnalato la complessità crescente del quadro operativo e la necessità di maggiore trasparenza nella valutazione strategica delle missioni. Tuttavia, per l’Italia si conferma una scelta chiara: restare un attore protagonista della sicurezza internazionale, investendo risorse, capacità e personale nella difesa della pace e della stabilità globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/0-3-40.webp","categoria":"Nazionali","tags":"difesaitaliana, esercitoitaliano, missioniinternazionali, politicaitaliana","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-17 14:06:13","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17427-missioni-internazionali-dellitalia-per-2025.mp4","galleria":""}
{"id":17413,"titolo":"Cambio al comando dei Paracadutisti spagnoli, arriva il Generale Gutiérrez Alcalá","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nella <strong>base “Príncipe”</strong> di <strong>Paracuellos del Jarama</strong>, <strong>Madrid</strong>, si è svolta la cerimonia di assunzione del comando della <strong>Brigata “Almogávares” VI di Paracadutisti (BRIPAC)</strong> da parte del <strong>Generale di Brigata Pedro Luis Gutiérrez Alcalá</strong>, ufficiale con una vasta esperienza nelle aviotruppe e nelle forze speciali. L’evento, carico di significato per l’<strong>Esercito di Terra spagnolo</strong>, ha visto la partecipazione delle principali autorità militari e di tutte le componenti operative della brigata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>A presiedere l’atto è stato il <strong>Tenente Generale Carlos Melero Claudio</strong>, Comandante della <strong>Fuerza Terrestre (FUTER)</strong>, accompagnato dal <strong>Generale di Divisione Mariano Arrazola Martínez</strong>, Comandante della <strong>Divisione “San Marcial”</strong>, sottolineando il legame stretto tra la <strong>BRIPAC</strong> e la <strong>Divisione</strong>, della quale fa parte dal <strong>2021</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17416,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/div-san-marcial-1024x930.jpg\" alt=\"Cambio al comando dei Paracadutisti spagnoli, arriva il Generale Gutiérrez Alcalá - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17416\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Con la ristrutturazione avvenuta nel 2021, la Brigata Paracadutisti, i reparti delle Forze Speciali, le Truppe da Montagna, l’Aviazione dell’Esercito e l’unità di Intelligence dell’Esercito spagnolo sono stati raggruppati sotto il comando della Divisione “San Marcial”</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’importanza della cerimonia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La formazione militare che ha preso parte alla cerimonia è stata guidata dal <strong>Colonnello Francisco Javier Rodríguez Crespo</strong>, Comandante del <strong>Reggimento “Nápoles” nº 4 dei Paracadutisti</strong>. Hanno sfilato la <strong>Plana Mayor de Mando (PLMM)</strong>, la storica <strong>Escuadra de Gastadores</strong>, unità del <strong>Battaglione del Quartier Generale</strong>, la <strong>Bandera I “Roger de Flor”</strong> e la <strong>Bandera II “Roger de Lauria”</strong>, il <strong>Gruppo di Artiglieria da Campagna</strong>, il <strong>Battaglione Genio</strong>, il <strong>Gruppo Logistico</strong> e la <strong>Banda di Guerra</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel suo discorso ufficiale, il <strong>Generale Gutiérrez Alcalá</strong> ha posto l’accento su tre pilastri fondamentali: <strong>forza morale</strong>, <strong>coesione</strong> e <strong>prontezza operativa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>“<em><strong>Potenziare qualità come la forza morale</strong> è essenziale per garantire la coesione e la solidità dell’unità</em> – ha dichiarato – <em>essendo <strong>il fattore umano il principale valore</strong> della BRIPAC. Solo su questa base possiamo costruire una <strong>capacità operativa reale</strong>, orientata alla prontezza e all’<strong>inserzione elitrasportata o mediante aviolanci</strong>o”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Ha inoltre espresso pubblicamente il proprio riconoscimento al <strong>Generale di Divisione Luis Jesús Fernández Herrero</strong>, ringraziandolo per avergli consegnato una brigata <em>“<strong>coesa, altamente preparata e con un elevato livello di addestramento</strong>”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Come <a href=\"https://www.defensa.com/espana/general-pedro-luis-gutierrez-alcala-toma-mando-brigada-vi\">riporta il magazine Defensa.com</a>, la <strong>BRIPAC</strong> evidenzia che sotto la guida del <strong>Generale Gutiérrez Alcalá</strong>, grazie alla sua <strong>vasta esperienza operativa</strong>, la brigata continuerà a migliorare la propria <strong>efficacia</strong> ed essere pronta per le <strong>missioni più complesse</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17417,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/bripac-2025-1024x683.jpeg\" alt=\"Cambio al comando dei Paracadutisti spagnoli, arriva il Generale Gutiérrez Alcalá - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17417\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Pedro Luis Gutiérrez Alcalá durante la sua cerimonia di assunzione del comando della BRIPAC – © Defensa.com</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un comandante di provata esperienza operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Pedro Luis Gutiérrez Alcalá</strong> è nato a <strong>Lopera (Jaén)</strong> l’<strong>11 febbraio 1970</strong>. Il <strong>1° settembre 1989</strong> entra nell’<strong>Academia General Militar</strong> di <strong>Saragozza</strong>, come parte della <strong>54ª Promozione</strong>. Dopo aver completato la formazione presso l’<strong>Accademia di Fanteria di Toledo</strong>, viene promosso <strong>Tenente</strong> nel <strong>1994</strong>. È sposato e padre di due figli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Ha servito nella <strong>Legione spagnola</strong>, in reparti di <strong>fanteria leggera</strong> e <strong>forze speciali</strong>, oltre che nel <strong>Battaglione del Quartier Generale</strong> della <strong>Comandancia di Ceuta</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel <strong>2005</strong>, promosso <strong>Comandante</strong> (equivalente al grado di <em>Maggiore</em> in Italia), ha ricoperto incarichi nel <strong>Grupo de Operaciones Especiales IV (GOE IV)</strong>, nello <strong>Stato Maggiore del Mando de Operaciones Especiales (MOE)</strong> e presso il <strong>Quartier Generale della Brigata della Legione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel <strong>2014</strong>, da <strong>Tenente Colonnello</strong>, ha assunto il comando del <strong>GOE III</strong> e successivamente ha lavorato presso il <strong>Gabinetto del Capo dello Stato Maggiore dell’Esercito (EME)</strong>.<br>Promosso <strong>Colonnello</strong> nel <strong>2021</strong>, ha guidato il <strong>Reggimento “Príncipe” nº 3</strong> della <strong>Brigata “Galicia” VII</strong>. Nel <strong>dicembre 2023</strong> è stato destinato al <strong>Quartier Generale della FUTER</strong>.<br>L’<strong>11 marzo 2025</strong> viene promosso <strong>Generale di Brigata</strong> e due giorni dopo assume il comando della <strong>BRIPAC</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17415,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/gutierrez-1024x656.jpg\" alt=\"Cambio al comando dei Paracadutisti spagnoli, arriva il Generale Gutiérrez Alcalá - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17415\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale di Brigata Pedro Luis Gutiérrez Alcalá vanta un curriculum di altissimo profilo nei reparti paracadutisti e nelle forze speciali dell’Esercito spagnolo – © IMANOL ARRIMADA</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Esperienza in missioni internazionali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il Generale <strong>Gutiérrez Alcalá</strong> ha partecipato a <strong>sei missioni internazionali</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>1997</strong>: Bosnia-Erzegovina, missione <strong>IFOR</strong>, come comandante di compagnia forze speciali</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>2000</strong>: Kosovo, missione <strong>KFOR</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>2011-2012</strong>: Afghanistan, missione <strong>ISAF</strong>, base di <strong>Qala-i-Now</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>2014-2017</strong>: due rotazioni operative in <strong>Iraq</strong>, nelle città di <strong>Bagdad</strong> e <strong>Besmayah</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Decorazioni e corsi qualificanti</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il generale è <strong>diplomato dello Stato Maggiore dell’Esercito di Terra</strong> e ha frequentato i corsi di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Mando de Unidades Paracaidistas</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Operaciones Especiales</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Buceador Elemental</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Diversi corsi presso le varie <strong>scuole della NATO</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Parla <strong>inglese</strong> e <strong>francese</strong> fluentemente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerose <strong>decorazioni nazionali spagnole e internazionali</strong>, tra cui:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Medaglie NATO</strong> per le missioni <strong>IFOR</strong>, <strong>KFOR</strong> e <strong>ISAF</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Croce</strong>, <strong>Encomienda</strong> e <strong>Placca della Real y Militar Orden de San Hermenegildo</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>7 Croci al Merito Militare</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Croce Bianca al Merito della Polizia</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Croce Bianca della Guardia Civil</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Army Commendation Medal</strong> (<strong>Stati Uniti</strong>)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Diploma d’Onore dell’Esercito Argentino</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Medaglia di Campagna</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/BRIPAC2025-2.jpeg","categoria":"Aviotruppe","tags":"NATO, paracadutisti, spagna","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-17 11:19:18","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensa.com/espana/general-pedro-luis-gutierrez-alcala-toma-mando-brigada-vi","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17413-cambio-al-comando-dei-paracadutisti-spagnoli-arriva-il-generale-gutierrez-alcala.mp4","galleria":""}
{"id":17401,"titolo":"Cavo Dragone: 'La guerra è nelle nostre case, ora dobbiamo difendere i nostri figli'","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>«La guerra è entrata nelle nostre case». Parole chiare, dirette, che lasciano poco spazio all’interpretazione. A pronunciarle è stato l’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, Presidente del Comitato Militare della NATO, già <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-interforze-per-le-operazioni-delle-forze-speciali-c-o-f-s/\">Comandante del COFS</a>,  in un discorso pronunciato al Senato a tre mesi dal suo insediamento. Un intervento che non è passato inosservato, per il tono deciso e per l’urgenza del messaggio: <strong>la sicurezza dell’Europa non è più una questione astratta, ma una responsabilità concreta e condivisa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Cavo Dragone, alla guida del vertice militare dell’Alleanza Atlantica, ha parlato da uomo di esperienza e da testimone privilegiato degli equilibri strategici in mutamento. Il suo monito è limpido: «Non possiamo più pensare che qualcuno possa farlo al nostro posto. <strong>L’Alleanza Atlantica è il nostro vero Scudo</strong>». E nel ricordare che in 75 anni nessun centimetro di territorio NATO è stato perduto, ha rilanciato con forza il valore della coesione tra gli alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17403,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Cavo Dragone: 'La guerra è nelle nostre case, ora dobbiamo difendere i nostri figli' - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/nato-evid.jpg\" alt=\"Cavo Dragone: 'La guerra è nelle nostre case, ora dobbiamo difendere i nostri figli' - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17403\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cavo Dragone: 'La guerra è nelle nostre case, ora dobbiamo difendere i nostri figli' - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Nessun disimpegno USA, ma l’Europa deve fare di più</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il discorso ha anche avuto il merito di sfatare un luogo comune spesso agitato nel dibattito politico: il presunto disimpegno degli Stati Uniti. «Vi posso assicurare – ha detto l’ammiraglio – che non vi è alcuna traccia di disimpegno nella pianificazione della NATO». Anzi, ha ricordato come gli USA siano stati gli unici ad attivare l’articolo 5 del Trattato Atlantico dopo l’11 settembre, coinvolgendo tutti gli alleati nella lotta globale contro il terrorismo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma la richiesta americana di un maggiore impegno europeo resta sul tavolo. E, secondo Cavo Dragone, è più che legittima: <strong>gli Stati Uniti spendono circa il 15% del loro bilancio militare per la sicurezza dell’Europa</strong>. Ora tocca al Vecchio Continente colmare il divario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17404,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Cavo Dragone: 'La guerra è nelle nostre case, ora dobbiamo difendere i nostri figli' - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/US-NATO-flagsjj.jpg\" alt=\"Cavo Dragone: 'La guerra è nelle nostre case, ora dobbiamo difendere i nostri figli' - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17404\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cavo Dragone: 'La guerra è nelle nostre case, ora dobbiamo difendere i nostri figli' - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L’asse delle minacce e l’illusione della distanza</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra in Ucraina, ha spiegato, ha reso evidente la necessità di prepararsi a uno scenario di guerra convenzionale simmetrica. E ha risvegliato negli europei la percezione di una minaccia diretta: «La paura di essere aggrediti e di non potersi difendere ha raggiunto livelli elevatissimi, soprattutto nei Paesi dell’Est». Una sensazione che ha fatto irruzione nel quotidiano, che si manifesta nella necessità – un tempo impensabile – di parlare di sicurezza anche nelle scuole, nelle famiglie, nei media.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo scenario,<strong> il “blocco” delle autocrazie – Russia, Cina, Corea del Nord e Iran</strong> – non è una teoria da think tank, ma una realtà “<strong>paurosamente incombente</strong>”, come confermato anche dal Segretario Generale della NATO in visita in Giappone. E il confronto si gioca non solo sul piano militare, ma anche su quello economico e tecnologico. I Paesi del blocco BRICS, con la Cina in testa, stanno costruendo un sistema finanziario alternativo a quello occidentale. «La minaccia si estende al cuore della nostra stabilità».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il multilateralismo non è morto, ma va rilanciato</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei passaggi più rilevanti del discorso riguarda il ruolo del multilateralismo, spesso dato per morto. Cavo Dragone non nega la crisi di strumenti come le Nazioni Unite, messi alle corde dal conflitto ucraino. Ma intravede anche segnali di vitalità: si parla di una forza di interposizione ONU, di una difesa europea, di “Paesi volenterosi” pronti a sostenere la pace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>«Ci sono volute due guerre mondiali per dare vita alle Nazioni Unite – ha ricordato – sarebbe imperdonabile sottovalutare questi strumenti in un’epoca così povera di soluzioni innovative». La via d’uscita dalla guerra passa ancora per la diplomazia multilaterale, che deve però adattarsi a un mondo dove gli equilibri sono in rapida e caotica evoluzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17406,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Cavo Dragone: 'La guerra è nelle nostre case, ora dobbiamo difendere i nostri figli' - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Dwight-Eisenhower-Featured-Image-e1673281007159-964x1024.webp\" alt=\"Cavo Dragone: 'La guerra è nelle nostre case, ora dobbiamo difendere i nostri figli' - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17406\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cavo Dragone: 'La guerra è nelle nostre case, ora dobbiamo difendere i nostri figli' - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L’appello finale di Cavo Dragone: non lasciamo che siano i nostri figli a pagare</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il messaggio conclusivo di Cavo Dragone non è un bollettino militare, ma un appello civile. La sicurezza – ha spiegato – non è una spesa da rimandare, ma un dovere morale verso le generazioni future. «<strong>Se non pensiamo oggi alla sicurezza, i primi a pagarne il prezzo saranno i nostri figli</strong>».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E mentre il pendolo della Storia oscilla tra regressione e speranza, tra l’“immobilismo dinamico” del Gattopardo e la visione alta di De Gasperi, l’ammiraglio ricorda le parole del Presidente Eisenhower: «Dietro le nubi di guerra c’è l’umanità appesa a una croce di ferro». Sta all’Europa – e a ciascuno di noi – decidere se rimanere spettatori o diventare attori responsabili in un mondo che non consente più indifferenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/112437939-8b8cf826-ed44-4855-9b68-e28d0de1e35b.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"cavodragone, difesaeuropa, minaccemondiali, sicurezzainternazionale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-17 08:23:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.adnkronos.com/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17401-cavo-dragone-la-guerra-e-nelle-nostre-case-ora-dobbiamo-difendere-i-nostri-figli.mp4","galleria":""}
{"id":17384,"titolo":"La NATO adotta un sistema di combattimento abilitato all’Intelligenza Artificiale: una svolta tecnologica per l’Alleanza Atlantica","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>MONS, Belgio –</strong> Il 25 marzo 2025, l’Agenzia per le Comunicazioni e l’Informatica della NATO (NCIA) e la società statunitense Palantir Technologies Inc. hanno formalizzato l’acquisizione del <em>Maven Smart System NATO</em> (MSS NATO), destinato ad essere impiegato all’interno del <a href=\"https://shape.nato.int/news-releases/nato-acquires-aienabled-warfighting-system-\">Comando Alleato per le Operazioni (Allied Command Operations – ACO)</a>. Si tratta di un passo fondamentale verso la modernizzazione delle capacità operative dell’Alleanza in un’epoca di guerra digitale e minacce ibride.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il sistema, basato su tecnologie avanzate di Intelligenza Artificiale (IA), rappresenta una delle acquisizioni più rapide nella storia della NATO: solo sei mesi sono trascorsi dalla definizione del requisito operativo all’effettivo procurement. Secondo le previsioni, il sistema sarà operativo presso l’ACO entro 30 giorni dall’acquisizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17388,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La NATO adotta un sistema di combattimento abilitato all’Intelligenza Artificiale: una svolta tecnologica per l’Alleanza Atlantica - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/unnamed-file-56-1-1024x536.png\" alt=\"La NATO adotta un sistema di combattimento abilitato all’Intelligenza Artificiale: una svolta tecnologica per l’Alleanza Atlantica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17388\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La NATO adotta un sistema di combattimento abilitato all’Intelligenza Artificiale: una svolta tecnologica per l’Alleanza Atlantica - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Intelligenza Artificiale: Una nuova generazione di strumenti per il combattente</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il Maven Smart System NATO è progettato per potenziare l’efficacia delle operazioni militari attraverso una piattaforma unificata e abilitata all’IA. Grazie a una gamma diversificata di applicazioni – dai <em>large language models</em> (LLM) fino all’IA generativa e all’apprendimento automatico – il sistema offre un significativo miglioramento nelle capacità di fusione delle informazioni, consapevolezza dello spazio di battaglia, pianificazione operativa e processo decisionale accelerato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>“L’NCIA è lieta di collaborare con lo SHAPE (Supreme Headquarters Allied Powers Europe) e Palantir per mettere a disposizione dei combattenti MSS NATO, fornendo capacità IA all’avanguardia, personalizzate per le esigenze dell’Alleanza,” ha dichiarato Ludwig Decamps, Direttore Generale della NCIA. “Questi strumenti sono fondamentali per operare con efficacia e decisione nei contesti operativi moderni.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17389,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"La NATO adotta un sistema di combattimento abilitato all’Intelligenza Artificiale: una svolta tecnologica per l’Alleanza Atlantica - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/1x-1-1024x768.jpg\" alt=\"La NATO adotta un sistema di combattimento abilitato all’Intelligenza Artificiale: una svolta tecnologica per l’Alleanza Atlantica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17389\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La NATO adotta un sistema di combattimento abilitato all’Intelligenza Artificiale: una svolta tecnologica per l’Alleanza Atlantica - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L’Alleanza rafforza la propria postura deterrente</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’introduzione di MSS NATO sottolinea la volontà dell’Alleanza di guidare con coraggio l’innovazione tecnologica, in un contesto geopolitico sempre più competitivo, caratterizzato dall’impiego crescente di strumenti cibernetici, disinformazione e guerra cognitiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>“È un onore sostenere la NATO nella sua volontà di rafforzare la deterrenza attraverso una piattaforma abilitata all’IA impiegata presso lo SHAPE,” ha affermato <strong>Shon Manasco, Senior Counselor di Palantir Technologies</strong>. “Questa partnership dimostra quanto l’Alleanza sia determinata a restare all’avanguardia nella rivoluzione tecnologica in ambito militare.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17390,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"La NATO adotta un sistema di combattimento abilitato all’Intelligenza Artificiale: una svolta tecnologica per l’Alleanza Atlantica - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/1000w-q95JJ.jpg\" alt=\"La NATO adotta un sistema di combattimento abilitato all’Intelligenza Artificiale: una svolta tecnologica per l’Alleanza Atlantica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17390\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La NATO adotta un sistema di combattimento abilitato all’Intelligenza Artificiale: una svolta tecnologica per l’Alleanza Atlantica - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Sinergia transatlantica e visione strategica</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’implementazione del sistema presso lo SHAPE mira non solo a rafforzare le operazioni in corso, ma anche a fungere da catalizzatore per l’adozione di altre capacità emergenti già in fase di sviluppo all’interno dell’Alleanza. Tra queste, nuovi modelli di IA, soluzioni di simulazione avanzata e ambienti virtuali per la sperimentazione operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>“La tecnologia è al centro della nostra capacità di combattimento,” ha dichiarato il <strong>Generale Markus Laubenthal, Capo di Stato Maggiore dello SHAPE</strong>. “MSS NATO consente all’Alleanza di sfruttare dati complessi, accelerare i processi decisionali e, in ultima analisi, aggiungere valore operativo concreto.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Attraverso MSS NATO, si rafforza anche la collaborazione tra le basi tecnologiche del Nord America e dell’Europa, con una chiara direzione strategica verso l’integrazione di capacità dual-use (civili e militari) e una maggiore interoperabilità tra i diversi attori dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17392,\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"La NATO adotta un sistema di combattimento abilitato all’Intelligenza Artificiale: una svolta tecnologica per l’Alleanza Atlantica - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/20220414-jb02-051d-003-lEFUr2.jpg\" alt=\"La NATO adotta un sistema di combattimento abilitato all’Intelligenza Artificiale: una svolta tecnologica per l’Alleanza Atlantica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17392\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La NATO adotta un sistema di combattimento abilitato all’Intelligenza Artificiale: una svolta tecnologica per l’Alleanza Atlantica - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un cambio di paradigma per la NATO</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Con questa acquisizione, la NATO compie un passo deciso verso un nuovo paradigma di guerra multidominio, in cui l’informazione, la velocità decisionale e la superiorità cognitiva rappresentano gli elementi chiave del successo operativo. La capacità di elaborare e interpretare enormi volumi di dati in tempo reale permette di anticipare le mosse dell’avversario, identificare minacce emergenti e ottimizzare la condotta delle operazioni sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La rapidità con cui è stato portato a termine il processo di acquisizione dimostra anche la crescente consapevolezza, all’interno dell’organizzazione, dell’urgenza di dotarsi di strumenti moderni per affrontare le sfide del XXI secolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’introduzione del Maven Smart System NATO segna un momento di svolta nella trasformazione digitale dell’Alleanza Atlantica. Più che un semplice sistema informatico, MSS NATO rappresenta un moltiplicatore di forza, in grado di integrare l’intelligenza artificiale nei processi decisionali e nelle operazioni di combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In un contesto internazionale in rapido mutamento, dove la superiorità tecnologica è sempre più decisiva, la NATO si dimostra pronta ad affrontare le minacce del futuro con strumenti all’altezza delle proprie ambizioni strategiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/l34920230510122638.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"intelligenzaartificiale, MSSNATO, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-16 21:30:53","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://shape.nato.int/news-releases/nato-acquires-aienabled-warfighting-system-","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17384-nato-sistema-di-intelligenza-artificiale.mp4","galleria":""}
{"id":17374,"titolo":"Stretto di Messina, bonifica da record: nove ordigni bellici neutralizzati dai Palombari del COMSUBIN","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Le acque dello Stretto di Messina hanno nuovamente richiesto l’intervento dei Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) del <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-subacquei-e-incursori-teseo-tesei-comsubin/\">Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare</a> (COMSUBIN), chiamati a misurarsi con una delle più complesse operazioni di bonifica subacquea degli ultimi anni. Distaccati presso il Nucleo SDAI (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) di Augusta, i militari hanno operato in condizioni ambientali particolarmente difficili per neutralizzare nove ordigni esplosivi risalenti alla Seconda guerra mondiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La scoperta è avvenuta durante delle indagini preventive condotte da una ditta specializzata, nell’ambito del progetto infrastrutturale Bolano-Annunziata: un’importante opera di approvvigionamento energetico che prevede la posa di cavi subacquei ad alta capacità tra Messina e Reggio Calabria. Le zone interessate dalle operazioni sono state localizzate tra Bolano, Acciarello (RC) e lungo la costa messinese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il ritrovamento è stato prontamente segnalato alle autorità competenti, e su incarico delle Prefetture di Messina e Reggio Calabria è stato elaborato un piano operativo dettagliato per la messa in sicurezza dell’area. Gli ordigni individuati, a profondità comprese tra i 35 e i 40 metri, si sono rivelati essere quattro bombe d’aereo da 500 libbre, quattro da 250 libbre e un proietto di grosso calibro: residuati bellici che, pur dopo decenni, rappresentano ancora un rischio concreto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17376,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/52f14b1b-ca2f-4f7b-a149-9d87e8246be6messina00020-1024x576.jpg\" alt=\"Stretto di Messina, bonifica da record: nove ordigni bellici neutralizzati dai Palombari del COMSUBIN - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17376\" title=\"Stretto di Messina, bonifica da record: nove ordigni bellici neutralizzati dai Palombari del COMSUBIN - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Stretto di Messina, bonifica da record: nove ordigni bellici neutralizzati dai Palombari del COMSUBIN - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Operazione ad alta complessità: l’impegno dei Palombari</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Le operazioni, iniziate il 26 febbraio e concluse il 10 aprile, hanno richiesto competenze altamente specialistiche, un equipaggiamento tecnico all’avanguardia e una costante capacità di adattamento da parte del personale subacqueo. Le difficoltà non sono mancate: forti correnti marine, visibilità ridotta, fondali irregolari e condizioni meteorologiche spesso avverse hanno reso ogni immersione una sfida. A rendere l’intervento ancora più critico è stata la natura degli ordigni, ancora armati con le spolette inserite. Questo ha obbligato i Palombari a operare con estrema cautela, seguendo rigorose procedure per la rimozione, il rimorchio in sicurezza e la successiva distruzione controllata in un’area sicura.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nonostante la complessità dell’operazione, la gestione dell’emergenza ha rappresentato un esempio virtuoso di coordinamento interistituzionale. Ogni fase è stata pianificata nel dettaglio e ha visto il coinvolgimento del personale delle Capitanerie di Porto e del Reparto Navale della Guardia di Finanza di Messina e Reggio Calabria. Fondamentale anche il lavoro svolto in comunicazione con le comunità locali: aggiornamenti puntuali, informazione trasparente e un approccio proattivo alla sicurezza hanno permesso di evitare allarmismi, garantendo al contempo la tutela della popolazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17377,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/09048cca-90a9-4941-8c8d-ac23704c1ee6messina00002-1024x576.jpg\" alt=\"Stretto di Messina, bonifica da record: nove ordigni bellici neutralizzati dai Palombari del COMSUBIN - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17377\" title=\"Stretto di Messina, bonifica da record: nove ordigni bellici neutralizzati dai Palombari del COMSUBIN - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Stretto di Messina, bonifica da record: nove ordigni bellici neutralizzati dai Palombari del COMSUBIN - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sicurezza, sviluppo e tutela dell’ambiente marino</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il successo dell’operazione non si misura soltanto con la rimozione degli ordigni, ma anche con i benefici futuri che essa comporta per l’intera area dello Stretto. La bonifica dei fondali rappresenta un passaggio cruciale per la realizzazione dell’elettrodotto Bolano-Annunziata, un’infrastruttura che porterà fino a 2.000 MW di potenza tra Sicilia e Continente. Questo nuovo collegamento, una volta operativo, sarà determinante per rafforzare la rete elettrica del Mezzogiorno, aumentare la sicurezza dei sistemi energetici locali e agevolare l’integrazione delle fonti rinnovabili, contribuendo alla transizione ecologica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Inoltre, l’eliminazione dei residuati bellici nei fondali dello Stretto migliorerà la sicurezza per tutte le attività marittime nella zona: dalla navigazione commerciale alla pesca, fino al turismo subacqueo. Il ritorno alla piena fruibilità delle acque è un’opportunità importante per il rilancio economico e ambientale del territorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Le operazioni condotte dai Palombari del COMSUBIN rappresentano dunque una testimonianza concreta dell’impegno quotidiano della <a href=\"https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20250416-palombari-comsubin-bonificano-ordigni-messina.aspx\">Marina Militare </a>nella difesa e nella tutela del Paese, sia in tempo di pace che in contesti di emergenza. Interventi come questo mettono in luce la professionalità, il coraggio e il rigore operativo di un comparto altamente specializzato, spesso lontano dai riflettori ma determinante per la sicurezza collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Come ha sottolineato il personale coinvolto, ogni ordigno neutralizzato è una minaccia in meno per il presente e una garanzia in più per il futuro. Le acque dello Stretto, un tempo teatro di conflitti, si trasformano oggi in simbolo di cooperazione, sicurezza e sviluppo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17378,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/d92036fc-4cf9-42cc-98fe-d2317d2b2517img-20250409-wa0003-1024x576.jpg\" alt=\"Stretto di Messina, bonifica da record: nove ordigni bellici neutralizzati dai Palombari del COMSUBIN - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17378\" title=\"Stretto di Messina, bonifica da record: nove ordigni bellici neutralizzati dai Palombari del COMSUBIN - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Stretto di Messina, bonifica da record: nove ordigni bellici neutralizzati dai Palombari del COMSUBIN - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/8c2c5504-881a-4617-9b6b-a574605c2758messina00010.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"BonificaOrdigni, marinamilitare, Palombari, StrettoDiMessina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-16 17:04:49","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20250416-palombari-comsubin-bonificano-ordigni-messina.aspx","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17374-messina-bonifica-ordigni-palombari-comsubin.mp4","galleria":""}
{"id":17318,"titolo":"Tenta di rubare un auto e aggredisce un militare dell'Esercito e un Carabiniere. È già libero.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Ancora <strong>violenza contro le forze dell’ordine</strong>: un <strong>militare dell’Esercito Italiano</strong> e un <strong>Carabiniere</strong> sono rimasti feriti durante un intervento nel <strong>quartiere Bolognina</strong>, dove un cittadino di origine marocchina è stato sorpreso mentre tentava di rubare all’interno di due automobili in sosta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il fatto è accaduto in <strong>via di Vincenzo</strong>, dove un passante ha notato un soggetto sospetto intento a infrangere i finestrini di due vetture – una Peugeot e una Citroën – e ha immediatamente allertato le forze dell’ordine. L’uomo, descritto come un individuo con <strong>carnagione olivastra, jeans neri e capelli corti</strong>, è stato intercettato in flagranza da una pattuglia dei <strong>Carabinieri</strong> in collaborazione con militari dell’<strong>Esercito Italiano</strong>, impegnati nell’ambito dell’operazione “<strong>Strade Sicure</strong>”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Alla vista dei militari, il soggetto ha reagito con estrema violenza, colpendo gli agenti con calci e pugni nel tentativo di fuggire. Bloccato e perquisito, è stato trovato in possesso di una calamita modificata con contorni acuminati, utilizzata per infrangere i vetri delle auto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Durante il trasporto alla caserma</strong>, l’uomo – un <strong>37enne, senza fissa dimora e già noto alle forze dell’ordine</strong> – ha continuato a dare in escandescenze all’interno della stazione mobile dell’Arma, inveendo con insulti e sferrando altri colpi ai danni dei militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>A seguito dell’aggressione, <strong>un Carabiniere e un militare dell’Esercito hanno riportato lesioni agli arti superiori e inferiori</strong>, con una prognosi di <strong>sette giorni ciascuno</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Aggressore già libero: torna il dibattito su misure cautelari</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il soggetto è stato arrestato con l’accusa di <strong>resistenza a pubblico ufficiale, tentato furto aggravato e lesioni personali</strong>. Nonostante l’arresto sia stato <strong>convalidato in sede di udienza per direttissima</strong>, il 37enne è <strong>già tornato in libertà</strong>, con il solo <strong>divieto di dimora nella città metropolitana di Bologna</strong>, in attesa del processo, rinviato per la richiesta dei termini a difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Una decisione che <strong>riaccende il dibattito sulla sicurezza urbana</strong>, sull’efficacia delle misure cautelari e sul ruolo delle <strong>pattuglie congiunte</strong> tra Esercito e Carabinieri, impegnate ogni giorno per garantire l’ordine pubblico. L’episodio solleva nuovamente la questione della <strong>tutela degli operatori in divisa</strong>, troppo spesso lasciati soli di fronte a soggetti violenti e recidivi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La solidarietà dell'USMIA</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In seguito all’accaduto, l’<strong>USMIA (Unione Sindacale Militare Interforze Associati)</strong> ha espresso <a href=\"https://usmia.it/usmia-esercito-solidarieta-ai-militari-feriti-durante-loperazione-strade-sicure-a-bologna/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">in una nota sul proprio sito web</a> la <strong>piena solidarietà</strong> al Carabiniere e al militare dell’Esercito coinvolti nell’operazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><em>“Siamo profondamente vicini ai nostri colleghi feriti e alle loro famiglie in questo momento difficile”</em>, ha dichiarato la <strong>Segreteria Nazionale di USMIA</strong>, sottolineando la <strong>prontezza e il coraggio</strong> dimostrati dai due militari, entrambi <strong>iscritti alla sigla sindacale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>USMIA ha inoltre elogiato l’<strong>efficacia dell’intervento congiunto</strong>, riconoscendo il successo dell’azione come frutto della sinergia tra <strong>Forze dell’Ordine e reparti dell’Esercito</strong>. La nota prosegue sottolineando l’importanza della <strong>formazione continua</strong>, con particolare riferimento all’addestramento sulle tecniche MCM (Metodo di Combattimento Militare), fondamentali per operare in situazioni ad alto rischio come quella avvenuta a Bologna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><em>“Questo è un segno tangibile della capillare presenza della nostra organizzazione tra coloro che, ogni giorno, svolgono il proprio dovere in prima linea”.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Infine, USMIA ha ribadito il proprio <strong>impegno a supportare i colleghi feriti e le loro famiglie</strong>, rinnovando il ringraziamento a tutti i militari che si prodigano quotidianamente per la sicurezza della Nazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">ASPMI: “Strade Sicure va ripensata, ora”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Dopo USMIA, anche <strong>ASPMI (Associazione Sindacale Professionisti Militari)</strong> ha espresso <strong>vicinanza ai due militari feriti a Bologna</strong>, sottolineando la necessità urgente di rivedere l’intero impianto dell’<strong>Operazione Strade Sicure</strong>. Si legge <a href=\"https://nonsolomarescialli.it/aspmi-solidarieta-ai-militari-feriti-a-bologna-strade-sicure-va-ripensata-ora/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">nella nota diffusa dall’Associazione</a>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“Come ASPMI ci teniamo a esprimere la nostra solidarietà al militare dell’Esercito Italiano e al Carabiniere rimasti feriti durante un intervento nel quartiere Bolognina di Bologna. Ai colleghi e alle loro famiglie va il nostro augurio di pronta guarigione, e un sentito ringraziamento per il coraggio dimostrato. Hanno operato con professionalità in un contesto ad alto rischio, confermando il valore di chi ogni giorno serve lo Stato”.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>ASPMI evidenzia le <strong>criticità strutturali dell’Operazione Strade Sicure</strong>, nata come misura emergenziale e oggi trasformata in un impiego sistematico e non più sostenibile. L’Associazione denuncia inoltre l’utilizzo dei militari in <strong>compiti propri delle Forze di Polizia</strong>, senza adeguata f<strong>ormazione, tutele giuridiche e valorizzazione economica</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>ASPMI</strong> ha anche pubblicato un video sul proprio <strong><a href=\"https://www.youtube.com/shorts/J1NsVrK-t_k\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">canale YouTube</a></strong> per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’<strong>efficacia</strong> e la <strong>sostenibilità dell’Operazione “Strade Sicure”</strong>, concentrandosi in particolare sullo <strong>status giuridico dei soldati</strong> impiegati sul <strong>territorio nazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/strade-sicure.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"aspmi, esercitoitaliano, stradesicure, usmia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-16 09:51:04","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17318-tenta-di-rubare-un-auto-e-aggredisce-un-militare-dellesercito-e-un-carabiniere-e-gia-libero.mp4","galleria":""}
{"id":17304,"titolo":"Rubli e reclute: il nuovo volto dell'arruolamento russo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>«Se muori in Ucraina, la tua famiglia riceverà milioni». In Russia è diventata quasi una formula pubblicitaria, una promessa sinistra e concreta che trasforma la guerra in un investimento. Nelle campagne più povere, nei villaggi della Buriazia e della Bashkiria, dove lo stipendio medio mensile non supera i 400 euro, l’adesione all’esercito è diventata l’unica via per un riscatto economico. Anche a costo della vita. Nel 2024 oltre mille persone al giorno si sono arruolate nell’esercito russo: stipendi e bonus faraonici attirano i più poveri. Ma il sistema vacilla sotto il peso dei costi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2024, secondo quanto riferito dall’ex presidente Dmitry Medvedev, più di <strong>1.000 nuovi soldati al giorno</strong> hanno firmato un contratto con il Ministero della Difesa: oltre <strong>450.000 uomini in un anno</strong>. Un’affluenza mai vista, che sembra sufficiente a compensare — secondo fonti NATO — le perdite quotidiane al fronte, stimate in <strong>circa 1.000 caduti al giorno</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17309,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Rubli e reclute: il nuovo volto dell'arruolamento russo - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/La-mobilitazione-russa-in-Caucaso-1.jpg\" alt=\"Rubli e reclute: il nuovo volto dell'arruolamento russo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17309\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Rubli e reclute: il nuovo volto dell'arruolamento russo - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il «listino della guerra»</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le cifre parlano chiaro. Chi firma un contratto da volontario (i cosiddetti <em>kontraktniki</em>) riceve una tantum di <strong>2,3 milioni di rubli</strong> (circa 24.600 euro), a cui si sommano <strong>stipendi mensili da 210.000 rubli</strong> (2.250 euro) e <strong>bonus aggiuntivi per ogni azione in prima linea</strong>. Si arriva a 500 euro per ogni giorno di offensiva, o per ogni chilometro conquistato. L’abbattimento di un carro armato Leopard o Abrams vale <strong>5.300 euro</strong>, la cattura di un mezzo occidentale può fruttare <strong>10.600 euro</strong>. E se si muore? L’equivalente di <strong>143.000 euro</strong> viene versato alla famiglia del caduto: quasi <strong>28 anni di stipendio per un insegnante della Buriazia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A Mosca, la capitale finora risparmiata dagli effetti diretti del conflitto, la corsa all’arruolamento è ripresa con forza: <strong>oltre 6.300 nuovi volontari solo nei primi mesi del 2025</strong>, complice la paura che la tregua possa far svanire i premi promessi. Lo Stato ha aperto punti di raccolta nelle stazioni della metropolitana e moltiplicato gli incentivi. In regioni come la Bashkiria, si toccano i <strong>3,4 milioni di rubli</strong> (quasi 37.000 euro) di bonus iniziali, più del triplo del reddito annuo medio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17310,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Rubli e reclute: il nuovo volto dell'arruolamento russo - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Russia.-Le-donne-si-mobilitano-contro-il-reclutamento.-Il-57-della-popolazione-vuole-negoziati-per-la-pace-articleimage.jpg\" alt=\"Rubli e reclute: il nuovo volto dell'arruolamento russo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17310\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Rubli e reclute: il nuovo volto dell'arruolamento russo - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un modello insostenibile?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dietro questo meccanismo c’è una macchina finanziaria sempre più sotto pressione. Secondo un’analisi del <a href=\"https://www.swp-berlin.org/en/\">German Institute for International and Security Affairs</a> (SWP), solo nel 2024 il reclutamento ha assorbito <strong>circa 2 miliardi di rubli al giorno</strong> (22 milioni di dollari), di cui <strong>1,5 miliardi</strong> (18,3 milioni) a carico dei bilanci regionali. Alcune repubbliche locali stanno destinando <strong>quasi il 3% del loro budget annuale</strong> all’arruolamento, rischiando il collasso finanziario — come accaduto nella regione di Samara, dove il bonus una tantum aveva raggiunto i 42.000 euro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17313,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Rubli e reclute: il nuovo volto dell'arruolamento russo - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/reclutamento-soldati-russia-lapresse-1-1024x576.jpg\" alt=\"Rubli e reclute: il nuovo volto dell'arruolamento russo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17313\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Rubli e reclute: il nuovo volto dell'arruolamento russo - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Intanto, il Fondo sovrano russo, il National Wealth Fund, si è drasticamente ridotto: dalle riserve liquide iniziali di oltre <strong>140 miliardi di dollari</strong> nel 2022, oggi ne restano <strong>solo 40 miliardi</strong>, il minimo storico dal 2008. Secondo George Barros, analista dell’Institute for the Study of War, «il sistema ha funzionato per due anni e mezzo, ma ora sta iniziando a cedere». Questo sistema , non è destinato a durare. Nonostante i numeri impressionanti del 2024 – oltre 440.000 nuovi kontraktniki – gli esperti avvertono che la macchina del reclutamento potrebbe incepparsi entro 12-16 mesi</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Eppure, Mosca continua a prepararsi a una guerra lunga, non solo contro Kyiv, ma contro l’Occidente. Il budget della Difesa è raddoppiato nel 2024, raggiungendo i 108 miliardi di euro, il 28% della spesa pubblica e oltre il 7% del PIL, se si includono le voci segrete. Con questi fondi, l’esercito russo punta a raggiungere 1,5 milioni di effettivi e a costituire 16 nuove divisioni e 14 brigate. Il modello non è più quello delle forze snelle e professionali volute dopo la riforma del 2008, ma il ritorno a un esercito di massa, capace di sostenere guerre di logoramento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17311,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Rubli e reclute: il nuovo volto dell'arruolamento russo - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/AA181w8Y-1024x683.jpg\" alt=\"Rubli e reclute: il nuovo volto dell'arruolamento russo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17311\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Rubli e reclute: il nuovo volto dell'arruolamento russo - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Povertà, non patriottismo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’equazione è spietata. Nelle aree dove lo Stato ha fallito nel garantire servizi e opportunità, la guerra è diventata l’unica politica sociale efficace. Non è questione di patriottismo: è matematica. Con il giusto prezzo, anche la vita di un figlio può diventare la chiave per cambiare il destino di una famiglia. Il Cremlino ha scelto di non ricorrere a una nuova mobilitazione generale per evitare proteste nelle città, ma il prezzo di questa “mobilitazione economica” potrebbe rivelarsi altissimo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 2025 sarà un anno cruciale. Se il ritmo degli arruolamenti dovesse calare o le risorse terminare, il fragile equilibrio su cui poggia l’Armata russa potrebbe andare in frantumi. Nel frattempo, le famiglie della Russia profonda continuano a firmare contratti, nella speranza che quei milioni promessi non diventino davvero soldi per la bara.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/TASS-59002509.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"GuerraLungaDurata, ReclutamentoIncentivato, RussiaMobilitazione, SpesaMilitare2024","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-16 08:02:20","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.swp-berlin.org/10.18449/2024C24/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17304-rubli-e-reclute-il-volto-arruolamento-russo.mp4","galleria":""}
{"id":17292,"titolo":"Una nuova FREMM per la Marina: benvenuta Spartaco Schergat","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il 15 aprile 2025 è stata ufficialmente consegnata alla Marina Militare Italiana, presso il cantiere Fincantieri di Muggiano (La Spezia), la nona fregata tipo FREMM, denominata <strong>SPARTACO SCHERGAT</strong>. La nave prende il nome dall’eroico incursore della Xª Flottiglia MAS, distintosi per l’attacco alla base navale britannica di Alessandria d’Egitto il 19 dicembre 1941, azione che provocò l’affondamento delle corazzate Queen Elizabeth e Valiant. Schergat, decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare, è una figura simbolica del coraggio, della preparazione tecnica e della determinazione della Marina Italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La SPARTACO SCHERGAT rappresenta un ulteriore passo avanti nel programma FREMM, che ha rivoluzionato la flotta italiana nel segno della modernità, della versatilità operativa e della proiezione strategica. Insieme alla prossima <strong>EMILIO BIANCHI</strong>, prevista per luglio 2025, costituisce la coppia di fregate in configurazione <strong>ASW Enhanced</strong> – ovvero potenziate per la guerra antisommergibile – destinate a sostituire le omonime unità in configurazione GP (General Purpose), vendute alla Marina Egiziana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il programma FREMM (Fregate Europee Multi Missione) è frutto della cooperazione tra Italia e Francia, ma si è evoluto in modo indipendente nei due Paesi. In Italia, è gestito da <strong>Orizzonte Sistemi Navali (OSN)</strong>, una joint venture che unisce due giganti dell’industria della difesa italiana: <strong>Fincantieri</strong> (51%) e <strong>Leonardo</strong> (49%). Il programma rappresenta oggi una pietra miliare dell’industria navale nazionale e una componente essenziale della strategia marittima italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17299,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/FREMMASW5-1.jpg\" alt=\"Una nuova FREMM per la Marina: benvenuta Spartaco Schergat - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17299\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Una nuova FREMM per la Marina: benvenuta Spartaco Schergat - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una nuova FREMM per la Marina: benvenuta Spartaco Schergat - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tecnologia e capacità operative d’élite</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Alla vigilia della consegna ufficiale, la SPARTACO SCHERGAT ha effettuato la sua prima uscita in mare con a bordo una delegazione tecnica guidata dall’Amministratore Delegato di OSN, Giovanni Sorrentino, e dal Direttore di NAVARM, Ammiraglio Giuseppe Abbamonte. Durante la navigazione è stato possibile verificare la <strong>stabilità eccezionale</strong>, la <strong>silenziosità operativa</strong> – elemento cruciale per la guerra antisommergibile – e l’elevato livello di <strong>ergonomia e vivibilità</strong> degli spazi interni. Questi aspetti non solo migliorano l’efficacia operativa, ma anche la qualità della vita dell’equipaggio a bordo durante le lunghe missioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Le FREMM in configurazione <strong>ASW Enhanced</strong> mantengono alcune caratteristiche delle precedenti versioni antisommergibile, come il sonar a profondità variabile <strong>Thales CAPTAS-4</strong>, composto da un “pesce” attivo a frequenza ultra-bassa e da una cortina idrofonica per la cattura del rumore irradiato e dei segnali riflessi. A questa dotazione si aggiungono importanti innovazioni tecnologiche:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Cannone da 127 mm a prua</strong>, con capacità di tiro assistito controcosta, ideale per operazioni di supporto a terra.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Nuova suite di guerra elettronica (EW)</strong> interamente realizzata da <strong>ELTGroup</strong>, derivata dalla suite <strong>ZEUS</strong> delle unità della Legge Navale. Questa suite comprende sistemi avanzati per la rilevazione e analisi delle emissioni radar e comunicazioni (RESM/CESM) e un sistema di contromisure elettroniche (ECM) per disturbare i radar e i seeker dei missili antinave.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Una più avanzata <strong>interfaccia in COP (Centrale Operativa di Piattaforma)</strong>, che migliora la consapevolezza situazionale e la rapidità di risposta dell’equipaggio.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La versatilità operativa di queste fregate consente loro di essere impiegate sia in missioni antisommergibile, sia in compiti di scorta, pattugliamento, operazioni in supporto alle forze di terra e controllo del traffico marittimo. In questo senso, la FREMM rappresenta una nave davvero “multi-missione” come suggerisce l’acronimo stesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17296,\"width\":\"1200px\",\"aspectRatio\":\"4/3\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/FREMMASW4.jpg\" alt=\"Una nuova FREMM per la Marina: benvenuta Spartaco Schergat - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17296\" style=\"aspect-ratio:4/3;object-fit:cover;width:1200px\" title=\"Una nuova FREMM per la Marina: benvenuta Spartaco Schergat - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una nuova FREMM per la Marina: benvenuta Spartaco Schergat - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un programma vincente tra passato e futuro</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Con 315.000 ore di moto accumulate da tutta la classe, il programma FREMM ha raggiunto risultati operativi straordinari. Questo dato equivale a circa 35 anni di navigazione continua, un traguardo che solo la storica classe <strong>MAESTRALE</strong> aveva sfiorato nella sua lunga carriera. Le FREMM hanno operato in tutti i principali scenari del Mediterraneo e oltre, distinguendosi per affidabilità e capacità di adattamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La SPARTACO SCHERGAT incarna non solo il progresso tecnologico, ma anche il legame tra storia e futuro della Marina Militare. Intitolare una nave moderna a un eroe del passato non è un gesto simbolico fine a sé stesso: è il segno tangibile della continuità tra le generazioni di marinai italiani, tra coloro che hanno scritto la storia e quelli che oggi ne raccolgono l’eredità per proiettarla nel domani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il programma FREMM rappresenta anche un successo industriale esportabile. L’Italia ha già ceduto quattro FREMM alla Marina Egiziana, e nuove opportunità sono allo studio per altri Paesi interessati ad acquisire piattaforme navali moderne, modulari e altamente interoperabili. Questo rafforza il ruolo dell’Italia nel panorama della difesa europea e nella cooperazione NATO, in linea con le strategie di sicurezza condivisa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Con la consegna della EMILIO BIANCHI a luglio 2025, il programma FREMM per la Marina Militare giungerà alla sua conclusione. Tuttavia, le competenze, le soluzioni tecnologiche e l’esperienza accumulata vivranno ancora a lungo nei programmi futuri, inclusi quelli europei come le <strong>European Patrol Corvette (EPC)</strong> e le nuove fregate di generazione post-FREMM.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/spartaco.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"FincantieriLeonardo, FREMMMarinaMilitare, IndustriaNavaleItaliana, SpartacoSchergatASW","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-16 06:48:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.rid.it/shownews/7242/consegnata-alla-marina-militare-la-nona-fremm-spartaco-schergat","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17292-una-nuova-fremm-per-la-marina-spartaco-schergat.mp4","galleria":""}
{"id":17273,"titolo":"F-35, tra autonomia Europea e dipendenza logistica dagli Stati Uniti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il 24 marzo 2025 un <strong>F-35 dell’Aeronautica statunitense</strong>, di base nel Regno Unito, è atterrato alla <strong>base aerea di Cameri</strong> per ricevere manutenzione presso il polo <strong>MRO&amp;U (Maintenance, Repair, Overhaul, and Upgrade) italiano</strong>. Si tratta del <strong>primo jet americano</strong> a essere sottoposto a revisione in Europa, segnando una passaggio rilevante nella cooperazione logistica e industriale tra gli Stati Uniti e i partner del programma F-35.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il centro MRO&amp;U di Cameri è finanziato dall’Italia e gestito dalla <strong>Leonardo S.p.A.</strong>, in collaborazione con <strong>Lockheed Martin</strong> e il <strong>F-35 Joint Program Office</strong>. La struttura ha già effettuato lavori di manutenzione su velivoli italiani, norvegesi e olandesi, ma l’arrivo del primo jet americano conferma il ruolo strategico della base piemontese nella rete di <strong>supporto globale dell’F-35</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il Capitano <strong>Sigfrido Chiandussi</strong>, rappresentante italiano presso il Joint Program Office, ha dichiarato:<br><em>“L’investimento italiano in questo centro è stato significativo. Siamo certi che darà frutti importanti in termini di sicurezza, stabilità e prosperità per l’intera area euro-mediterranea.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Conosciuto anche come <strong>F-35 Euro-Mediterranean Airframe Depot</strong>, il polo si trova accanto alla linea finale di assemblaggio (FACO), dove sono stati prodotti diversi F-35 per Italia e Paesi Bassi. Proprio a Cameri, Lockheed Martin gestisce le fasi più sensibili dell’assemblaggio, come l’applicazione dei rivestimenti anti-radar.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Cameri è attualmente <strong>l’unico sito in Europa</strong> in grado di eseguire manutenzioni pesanti sulla cellula degli F-35 e sta <strong>ampliando le proprie capacità</strong> in vista dell’aumento delle flotte europee nei prossimi anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Norvegia completa l’ordine F-35 e apre un centro nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Proprio mentre Cameri consolida il suo ruolo, la Norvegia ha segnato un altro traguardo: è diventata il <strong>primo partner F-35</strong> a completare il proprio ordine ufficiale con la <strong>consegna degli ultimi due F-35A</strong>, raggiungendo così un totale di 52 velivoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Contestualmente, è stato inaugurato a <strong>Rygge</strong> un nuovo centro nazionale di manutenzione da 5.000 m², dove le attività saranno svolte da <strong>Kongsberg Aviation Maintenance Services</strong> e dall’<strong>Agenzia Norvegese per i Materiali della Difesa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In precedenza, la manutenzione intermedia era affidata proprio al polo di Cameri. Ora la Norvegia potrà <strong>operare in autonomia</strong>, rafforzando la propria catena logistica e aumentando la disponibilità operativa, come indicato in un <a class=\"\" href=\"https://www.kongsberg.com/kda/news/news-archive/2025/kongsberg-has-entered-into-a-long-term-agreement-for-the-maintenance-of-the-f-35-in-norway/#\">comunicato ufficiale</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17274,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"F-35, tra autonomia Europea e dipendenza logistica dagli Stati Uniti - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/TQFYOSFJ3ZBXDGDMZJJ7KJ4KOE.jpg\" alt=\"Primo F-35 americano in manutenzione a Cameri: svolta nella cooperazione industriale tra Italia e Stati Uniti - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17274\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un caccia F-35 norvegese parcheggiato in un hangar presso la base aerea di Keflavik, in Islanda. (Eyor Arnason/NTB/AFP via Getty Images)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il nodo della Logistica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dall’insediamento dell’amministrazione Trump, in Europa sono emerse preoccupazioni circa l’effettivo grado di <strong>controllo statunitense sulle flotte F-35</strong>. Sebbene Lockheed Martin abbia smentito <strong>l’esistenza di un ipotetico “kill switch” remoto</strong>, il sistema di gestione e manutenzione resta profondamente integrato con l’infrastruttura statunitense.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Un aspetto delicato del programma F-35 è la <strong>gestione dei pezzi di ricambio</strong>, il cui controllo resta in larga parte nelle mani degli Stati Uniti. Secondo <strong>Endre Lunde</strong>, consigliere dell’Agenzia norvegese per i materiali della difesa, <strong>i componenti — anche quelli prodotti a livello nazionale — vengono forniti attraverso contratti internazionali centralizzati e restano di proprietà americana fino alla loro installazione sugli aerei</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni paese gestisce scorte nazionali di emergenza per garantire l’operatività anche in situazioni di crisi. La Norvegia ha acquistato <strong>pacchetti di pezzi di ricambio separati</strong> per poter volare autonomamente in caso di indisponibilità dei canali centrali. Lo stesso vale per <strong>la Finlandia</strong>, che ha acquistato 64 F-35 e ha previsto una clausola specifica per la <strong>continuità operativa</strong> in caso di emergenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>I <strong>Paesi Bassi</strong>, che riceveranno oltre 50 velivoli, ospitano a <strong>Woensdrecht</strong> una delle tre basi globali per la distribuzione dei pezzi. Lo scorso anno un caso giudiziario ha evidenziato come anche Israele – pur non essendo partner ufficiale – riceva ricambi tramite la rete olandese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>I Paesi Bassi, coinvolti nello sviluppo del programma dal 2001, forniscono componenti critici come telai, cablaggi, sportelli in volo, alimentazione e sistemi radar.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17276,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"F-35, tra autonomia Europea e dipendenza logistica dagli Stati Uniti - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/f35-manutenzione-1024x576.jpg\" alt=\"Il primo F-35 Americano in manutenzione in Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17276\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">F-35 americani in manutenzione negli USA. (R. Nial Bradshaw)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>L’arrivo del primo F-35 statunitense a Cameri</strong> segna un passaggio importante nella <strong>cooperazione industriale tra Europa e Stati Uniti</strong>. Mentre i <strong>paesi partner del programma F-35</strong> consolidano le proprie capacità autonome di manutenzione, il <strong>ruolo logistico globale degli Stati Uniti</strong> rimane essenziale. <strong>Cameri</strong>, dal canto suo, si conferma come <strong>polo tecnologico e strategico</strong> di riferimento per la <strong>presenza degli F-35 nel Mediterraneo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, <strong>la gestione accentrata della logistica e dei ricambi da parte di Washington </strong>continua a sollevare interrogativi sulla reale autonomia operativa dei paesi coinvolti. <strong>L’equilibrio tra interdipendenza e sovranità tecnologica resta uno dei nodi centrali</strong> nel futuro del programma F-35 in Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/f35.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"CooperazioneIndustriale, F-35, Leonardo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-15 16:49:16","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/europe/2025/04/15/f-35-nations-prize-spare-parts-as-us-dismisses-kill-switch-angst/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17273-f-35-tra-autonomia-europea-e-dipendenza-logistica-dagli-stati-uniti.mp4","galleria":""}
{"id":17266,"titolo":"Missili Taurus a Kiev: svolta strategica di Merz, irritazione del Cremlino","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Berlino si avvicina a un punto di svolta nella sua politica di sostegno militare all’Ucraina. Il <strong>cancelliere designato Friedrich Merz</strong>, leader della CDU e <strong>probabile successore di Olaf Scholz</strong>, ha aperto alla possibilità di fornire i <strong>missili da crociera Taurus</strong> all’esercito ucraino, rompendo di fatto con l'approccio <strong>prudente e attendista</strong> del governo uscente. In un’intervista rilasciata all’emittente ARD il <strong>13 aprile</strong>, Merz ha sostenuto che l’Ucraina <strong>non può più limitarsi a reagire agli attacchi russi</strong>, ma deve essere posta nella condizione di <strong>“plasmare gli eventi”</strong> e riprendere l’iniziativa strategica. Il Taurus, un missile aria-superficie a lungo raggio dotato di tecnologia stealth e progettato per colpire con <strong>estrema precisione</strong> bersagli protetti come bunker e centri di comando sotterranei, sarebbe una risorsa chiave per raggiungere questo obiettivo.<br>Il leader cristiano-democratico ha indicato esplicitamente il <strong>ponte di Kerch</strong>, che collega la Russia alla <strong>Crimea occupata</strong>, come uno dei potenziali bersagli. “Se, per esempio, <strong>il collegamento terrestre più importante tra Russia e Crimea</strong> fosse distrutto, o se qualcosa colpisse direttamente la Crimea – <strong>dove si concentra gran parte della logistica militare russa</strong> – allora questa sarebbe una possibilità strategica per riportare l’Ucraina in posizione di forza”, ha dichiarato Merz.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17268,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Missili Taurus a Kiev: svolta strategica di Merz, irritazione del Cremlino - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/merz-1024x683.jpg\" alt=\"Missili Taurus a Kiev: svolta strategica di Merz, irritazione del Cremlino - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17268\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Missili Taurus a Kiev: svolta strategica di Merz, irritazione del Cremlino - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un crimine di guerra a Sumy, risposta dura ai pacifisti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La dichiarazione di Merz arriva pochi giorni dopo l’attacco missilistico russo alla città ucraina di <strong>Sumy</strong>, in cui sono rimasti uccisi <strong>almeno 34 civili</strong> e oltre 100 sono stati feriti. Merz ha definito l’azione <strong>“un crimine di guerra deliberato e intenzionale”</strong>. Rivolgendosi agli ambienti pacifisti tedeschi, ha affermato con durezza: “A chi in Germania chiede ingenuamente di parlare con Putin, ecco la risposta: questo è ciò che fa a chi gli propone una tregua.”<br>L’inviata ucraina per la Crimea, Olha Kuryshko, ha ricordato come la penisola, dopo l’occupazione del 2014, sia stata trasformata in <strong>una gigantesca base militare</strong>. Attaccare infrastrutture strategiche come il <strong>ponte di Kerch</strong>, già <strong>danneggiato gravemente</strong> in almeno due occasioni nel 2022 e nel 2023, avrebbe quindi un impatto significativo sulla <strong>capacità operativa delle forze russe nella regione</strong>.<br>Intanto il Cremlino ha reagito furiosamente. Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, <strong>Dmitri Medvedev</strong>, ha attaccato personalmente Merz, evocando il passato nazista del padre del politico tedesco e accusandolo di voler fomentare una <strong>guerra diretta tra Germania e Russia</strong>: “<strong>Pensaci due volte, nazista!</strong>”, ha scritto su X.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17269,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Missili Taurus a Kiev: svolta strategica di Merz, irritazione del Cremlino - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Taurus-KEPD-350-05-1024x758-1.jpg\" alt=\"Missili Taurus a Kiev: svolta strategica di Merz, irritazione del Cremlino - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17269\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Missili Taurus a Kiev: svolta strategica di Merz, irritazione del Cremlino - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Taurus, l’arma che può cambiare la guerra</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <a href=\"https://www.globaldefenseaerospacepost.com/news/articleView.html?idxno=3783\">Taurus KEPD 350</a>, sviluppato da <strong>Germania e Svezia</strong>, pesa circa <strong>1.400 kg</strong>, ha una testata di <strong>480 kg</strong> e un’autonomia superiore ai <strong>500 km</strong>. È in grado di <strong>navigare a basse quote</strong>, eludere i radar e penetrare strutture fortificate grazie alla testata <strong>MEPHISTO</strong>, progettata per <strong>esplodere in profondità</strong>. Rispetto ai missili <strong>SCALP</strong> e <strong>Storm Shadow</strong>, già forniti da Francia e Regno Unito, il Taurus rappresenta <strong>un salto di qualità</strong> per capacità di penetrazione e precisione. Proprio per questo sarebbe particolarmente efficace contro <strong>il ponte di Kerch</strong>, dove i precedenti attacchi <strong>non hanno causato danni permanenti</strong>.<br>L'apertura di Merz alla fornitura dei Taurus potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase della guerra, in cui gli alleati occidentali non solo sostengono la resistenza ucraina, ma forniscono i mezzi per colpire i punti vitali dello sforzo bellico russo. Tuttavia, il rischio di ulteriore escalation resta presente.<br>Sullo sfondo, infatti, si muove anche la diplomazia: il presidente statunitense <strong>Donald Trump</strong> ha criticato la linea dura dell’amministrazione Biden e ha riaperto un canale diretto con Mosca. Ma le trattative sono ferme, dopo che il Cremlino ha rigettato la proposta di cessate il fuoco di 30 giorni avanzata da Washington e Kyiv, continuando gli attacchi nonostante la tregua parziale in vigore dal 25 marzo.<br>Il dilemma tra deterrenza ed escalation, realpolitik e principio, resta dunque al centro della scena europea. Ma una cosa è certa: <strong>con Merz alla guida, la Germania sembra intenzionata a rompere il tabù Taurus</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/1710431919-21963377-large.webp","categoria":"Internazionali","tags":"MerzGermania, PonteKerch, TaurusUcraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-15 15:02:08","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://kyivindependent.com/merz-signals-ukraine-could-use-taurus-missiles-to-target-crimea-kerch-bridge/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17266-missili-taurus-a-kiev-svolta-strategica-di-merz.mp4","galleria":""}
{"id":17247,"titolo":"Afta epizootica: l’Esercito sanifica i TIR al confine con la Slovenia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’Esercito Italiano è attivamente impegnato nel contenimento della diffusione dell’<strong>afta epizootica</strong>, una pericolosa malattia virale altamente contagiosa che ha colpito gli ungulati in diverse aree dell’Europa orientale. In seguito all’individuazione di recenti <strong>focolai in Ungheria e Slovacchia</strong>, le autorità italiane hanno attivato una serie di misure straordinarie per <strong>impedire l’ingresso del virus sul territorio nazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Su disposizione del <strong>Ministero della Difesa</strong>, i <strong>nuclei disinfettori dell’Esercito</strong>, coordinati dal <strong>Comando Forze Operative Nord di Padova</strong>, sono da due giorni operativi nei <strong>valichi di confine internazionali con la Slovenia</strong>, in particolare a <strong>Sant’Andrea (Gorizia)</strong> e <strong>Fernetti (Monrupino)</strong>. Qui vengono effettuate operazioni di <strong>sanificazione e controllo sui TIR che trasportano ovini e suini</strong> in ingresso in Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Presidio continuo ai valichi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Le attività si svolgono <strong>24 ore su 24</strong>, con una presenza costante dei militari, che operano utilizzando <strong>mezzi specializzati e attrezzature dedicate</strong>. Gli interventi sono parte di un piano definito secondo i <strong>protocolli del Ministero della Salute</strong>, in collaborazione con le <strong>autorità sanitarie e veterinarie</strong>, oltre ai servizi doganali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Obiettivo prioritario è <strong>interrompere qualsiasi possibilità di trasmissione del virus</strong> attraverso il trasporto degli animali, considerato uno dei principali vettori. Ogni automezzo viene <strong>identificato, controllato e sanificato</strong> prima di entrare in territorio nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una minaccia concreta per l’Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’attivazione delle misure straordinarie si inserisce in un contesto europeo sempre più critico. <strong>Dopo un primo focolaio confermato in Germania lo scorso gennaio</strong>, a marzo anche l’Ungheria ha segnalato nuovi casi di afta epizootica. In particolare, l’<strong>IZS Lombardia ed Emilia Romagna</strong> ha reso noto un focolaio individuato nei pressi di <strong>Győr</strong>, vicino al confine slovacco, in un <strong>allevamento di vacche da latte</strong>. I bovini infetti mostrano sintomi tipici della malattia, e la presenza del virus è stata confermata dai laboratori locali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Già a gennaio, l’<strong>Organizzazione mondiale per la salute animale (WOAH)</strong> e il <strong>Friedrich-Loeffler-Institut (FLI)</strong> avevano segnalato un focolaio in un allevamento di bufali nel <strong>Land di Brandeburgo</strong>, primo caso in Germania dal 1988 e primo in Europa dal 2011 (anno in cui fu registrato l’ultimo focolaio in Bulgaria).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’<strong>afta epizootica</strong> colpisce <strong>bovini, ovini, caprini, suini e altri ungulati</strong>, sia domestici che selvatici, provocando <strong>vescicole dolorose nel cavo orale, sui piedi e sulla mammella</strong>, con gravi danni alla salute animale e forti ripercussioni sul piano economico e produttivo. Sebbene non costituisca un pericolo diretto per l’uomo, la sua <strong>altissima contagiosità</strong> impone <strong>misure di contenimento rigorose</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ruolo dell’Esercito in un contesto europeo delicato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’intervento dell’Esercito rientra in una più ampia strategia di <strong>biosicurezza e prevenzione</strong>, attuata in sinergia con i servizi veterinari di frontiera, la protezione civile e le istituzioni sanitarie. I controlli ai valichi rappresentano la prima linea di difesa per <strong>evitare che il virus entri nella filiera agroalimentare italiana</strong>, tutelando un comparto già messo a dura prova da altre emergenze sanitarie e dalle instabilità di mercato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La rapida attivazione dei nuclei disinfettori da parte del <strong>Comando Forze Operative Nord</strong> testimonia la <strong>prontezza operativa delle Forze Armate</strong>, capaci di intervenire in scenari complessi anche al di fuori dell’ambito strettamente militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una situazione da monitorare con attenzione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Con undici focolai confermati in Europa nel giro di pochi mesi</strong> – uno in Germania, quattro in Ungheria e sei in Slovenia – la situazione impone un’intensa attività di <strong>monitoraggio</strong> e una stretta <strong>collaborazione internazionale</strong> tra le autorità sanitarie dei Paesi dell’Unione Europea. L’Italia, in virtù della sua <strong>posizione geografica strategica</strong> e del <strong>notevole volume di scambi zootecnici</strong>, ha già attivato <strong>controlli rafforzati</strong> per prevenire l’ingresso del virus sul proprio territorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il comparto zootecnico</strong>, considerato particolarmente esposto, rischierebbe <strong>gravi conseguenze</strong> in caso di <strong>ulteriore diffusione del virus</strong>, con <strong>impatti significativi sulla produzione</strong>, sulle <strong>esportazioni</strong> e sull’intero <strong>equilibrio dell’economia agricola a livello europeo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/emergenza-afta.webp","categoria":"Nazionali","tags":"emergenzaafta, esercitoitaliano, sanificazione","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-15 12:01:20","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ansa.it/veneto/notizie/2025/04/15/esercito-contrasta-la-diffusione-dellafta-epizootica_d8671178-2f21-4398-920f-12e5593e4abe.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17247-afta-epizootica-lesercito-sanifica-i-tir-al-confine-con-la-slovenia.mp4","galleria":""}
{"id":17241,"titolo":"Emergenza criminalità, arriva l'Esercito a Reggio Emilia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’attesa è finita. Dopo settimane di allarme e preoccupazione da parte dei cittadini per l’aumento dei fenomeni criminali in città, arriva la conferma ufficiale: <strong>da mercoledì 16 aprile l’Esercito sarà operativo a Reggio Emilia</strong>. L'annuncio è stato dato nel pomeriggio dal Prefetto <strong>Maria Rita Cocciufa</strong>, al termine del <strong>Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica</strong>, che si è svolto alla presenza delle principali autorità civili e militari del territorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><em>\"Il dispositivo, che prevede un’attenta vigilanza con presidi fissi e modalità dinamiche, sarà operativo da mercoledì 16 aprile\"</em>, si legge nella nota diramata dalla Prefettura che informa dell’attivazione dell’<strong>operazione ‘Strade Sicure’ del Governo</strong>, già deliberato da poco meno di un mese dal ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, per la <strong>stazione storica e altre zone sensibili, ad alto tasso di criminalità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dodici militari a presidio della città</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il contingente destinato a Reggio Emilia sarà composto da <strong>12 unità dell’Esercito</strong>, che opereranno in stretto coordinamento con le Forze dell’Ordine già presenti sul territorio. Il dispositivo di sicurezza prevederà <strong>presidi fissi</strong> in punti strategici, ma anche attività <strong>dinamiche e mobili</strong> per garantire un controllo capillare e tempestivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Durante il summit di oggi, sono stati definiti i dettagli operativi e logistici dell’impiego dei militari. Alla riunione, oltre al Prefetto, hanno preso parte il <strong>sindaco Marco Massari</strong>, rappresentanti della Provincia, il <strong>questore Giuseppe Maggese</strong>, il <strong>Colonnello Orlando Hiromi Narducci</strong> (comandante provinciale dei carabinieri), il Comandante della guardia di finanza <strong>Filippo Ivan Bixio</strong>, e i vertici del <strong>Raggruppamento Emilia-Romagna–Toscana–Umbria–Marche</strong>, responsabile del coordinamento dei servizi legati all’operazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’azione dell’Esercito sarà quindi <strong>affiancata e integrata</strong> con quella di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale, in un modello di <strong>collaborazione interforze</strong> che punta a rispondere in modo efficace all’attuale emergenza criminale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sicurezza rafforzata anche con la proroga della “zona rossa”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Parallelamente all’arrivo dei militari, il Prefetto ha annunciato che adotterà un <strong>provvedimento di proroga della cosiddetta “zona rossa”</strong>, già attiva da settimane. La proroga sarà <strong>valida fino al 30 giugno</strong>, e manterrà invariati i confini delle aree soggette a restrizioni e controlli straordinari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Si tratta di un’ulteriore misura per arginare episodi di violenza, spaccio, furti e danneggiamenti che si sono intensificati negli ultimi mesi. In particolare, negli ultimi giorni sono stati segnalati numerosi <strong>furti con spaccata su auto in sosta</strong>, fenomeno che ha suscitato grande indignazione tra i residenti e richieste sempre più pressanti di intervento da parte delle istituzioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Vigilanza rafforzata con Polizia e Municipale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Non solo Esercito. Il Prefetto ha anche disposto <strong>servizi specifici di vigilanza</strong> nelle zone più colpite, impiegando <strong>ulteriori unità delle Forze dell’Ordine e della Polizia Locale</strong>, che affiancheranno i militari nell’azione di controllo del territorio. L’obiettivo è duplice: da un lato garantire una presenza costante e dissuasiva nei luoghi più a rischio, dall’altro offrire una risposta immediata e coordinata in caso di reati o situazioni di emergenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il commento delle istituzioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><em>«L’intervento dell’Esercito rappresenta un <strong>rafforzamento importante del sistema di sicurezza urbana</strong> </em>– ha dichiarato il Prefetto Cocciufa – <em>e sarà attuato con grande attenzione, tenendo conto delle esigenze della comunità e della tutela dei diritti dei cittadini»</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il sindaco <strong>Marco Massari</strong>, dal canto suo, ha espresso soddisfazione per la decisione: <em>«Ringrazio il Governo e il Ministero dell’Interno per aver accolto le nostre richieste. L’arrivo dei militari è una risposta concreta al bisogno di sicurezza manifestato dalla cittadinanza e dalle attività economiche locali. Ora serve collaborazione da parte di tutti per garantire che questo intervento porti i risultati sperati»</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Anche i rappresentanti delle forze dell’ordine hanno sottolineato l’importanza del coordinamento: <em>«Lavoreremo fianco a fianco con i militari, come già avvenuto in altri contesti italiani, per garantire un impatto immediato e duraturo sulla criminalità».</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Reazioni e aspettative dei cittadini</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>La notizia dell’arrivo dell’Esercito è stata accolta con grande favore dalla cittadinanza.</strong> Molti residenti e commercianti hanno espresso <strong>soddisfazione</strong> per la decisione, considerandola un segnale concreto di attenzione da parte dello Stato nei confronti di una situazione diventata ormai insostenibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>C'è un diffuso <strong>ottimismo</strong> sull'efficacia del presidio militare, e numerosi cittadini si augurano che questa misura possa <strong>ristabilire un clima di serenità</strong> nelle zone più colpite. La presenza visibile di uomini in divisa è solitamente percepita come un deterrente immediato e come una <strong>garanzia di maggiore sicurezza per tutti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>A partire da <strong>mercoledì 16 aprile</strong>, Reggio Emilia entrerà in una nuova fase nella gestione dell’ordine pubblico. Con il supporto dell’Esercito, delle Forze dell’Ordine e della Polizia Locale, le autorità sperano di <strong>ristabilire un clima di legalità e sicurezza</strong>, contrastando con decisione i fenomeni criminali che stanno mettendo a dura prova la convivenza civile in città.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/ok-Livorno-ptg-sito-Stazione-FFSS.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"esercitoitaliano, reggioemilia, stradesicure","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-15 11:12:49","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17241-emergenza-criminalita-arriva-lesercito-a-reggio-emilia.mp4","galleria":""}
{"id":17221,"titolo":"Ripensare la Sicurezza dell’Europa nell’Era Post-Atlantica","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel contesto di un possibile disimpegno degli Stati Uniti dall’Europa, lo studio pubblicato dal<a href=\"https://www.bruegel.org/analysis/defending-europe-without-us-first-estimates-what-needed\"> <em>Kiel Institute for the World Economy</em></a> delinea un quadro allarmante: per garantire una deterrenza credibile contro un’aggressione russa, l’Europa avrebbe bisogno di 300.000 soldati in più e di aumentare la spesa per la difesa di almeno 250 miliardi di euro l’anno. Il dato, sebbene imponente, è giustificato dal rafforzamento costante delle forze russe, forti di 700.000 uomini in Ucraina e di un’intensa produzione industriale di armamenti. Tuttavia, la sola spesa non è sufficiente: è indispensabile una pianificazione strategica comune tra gli Stati europei. Senza un comando integrato, una dottrina operativa condivisa e una catena logistica unificata, gli investimenti rischiano di disperdersi in inefficienze. Inoltre, occorre affidarsi a ditte realmente esperte nel settore militare, anche esterne al continente: industrie statunitensi e israeliane, che da decenni innovano continuamente, rappresentano modelli da seguire o con cui collaborare. La sicurezza europea non può essere lasciata al caso o alla frammentazione nazionale. È tempo di riconoscere che l’Europa, se vuole sopravvivere come attore politico indipendente, deve cambiare paradigma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17235,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Ripensare la Sicurezza dell’Europa nell’Era Post-Atlantica - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/drone-gd157f9767-1280-1-1024x682.jpg\" alt=\"Ripensare la Sicurezza dell’Europa nell’Era Post-Atlantica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17235\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ripensare la Sicurezza dell’Europa nell’Era Post-Atlantica - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Industria, tecnologia e un nuovo spirito civico</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il cambiamento necessario non è solo materiale, ma culturale. Serve un profondo ripensamento del rapporto tra società civile e difesa: l’opinione pubblica deve comprendere che lo sforzo bellico – o meglio, la preparazione alla guerra – non riguarda solo gli eserciti, ma coinvolge l’intera popolazione. Difendere il modello europeo di libertà, pluralismo e benessere significa accettare una partecipazione collettiva allo sforzo strategico, dalla produzione industriale fino al reclutamento e all’addestramento. Un ruolo centrale è assunto dai droni, vera rivoluzione militare del XXI secolo. Solo comprendendo appieno le potenzialità di questi strumenti – in combattimento, sorveglianza, logistica e guerra elettronica – l’Europa potrà ambire a una credibilità strategica. Non meno importante è la costruzione di una robusta infrastruttura di cyberdifesa, capace di proteggere reti civili e militari da intrusioni, sabotaggi e campagne di disinformazione. Senza una difesa informatica solida, qualunque esercito moderno rischia di essere accecato e paralizzato. Questo passaggio tecnologico è la chiave per evitare il ritorno a un’epoca analogica, in cui la vulnerabilità digitale si traduce in sconfitta tattica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17226,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Ripensare la Sicurezza dell’Europa nell’Era Post-Atlantica - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/cyber-sicurezza-e-appalti-PA-1-1536x864-1-1024x576.jpg\" alt=\"Ripensare la Sicurezza dell’Europa nell’Era Post-Atlantica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17226\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ripensare la Sicurezza dell’Europa nell’Era Post-Atlantica - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Formazione strategica e resilienza nazionale</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Accanto all’innovazione tecnologica e all’integrazione militare, l’Europa deve investire con decisione anche nella formazione di una classe dirigente consapevole delle sfide strategiche del nostro tempo. È urgente rafforzare la cultura della difesa fin dalle scuole, nelle università e nella formazione professionale. Non si tratta solo di creare nuovi ufficiali o tecnici militari, ma di sviluppare un’élite civile capace di comprendere la guerra moderna, di prendere decisioni informate e di guidare una società pronta a resistere in caso di crisi. La resilienza nazionale parte dalla conoscenza, non solo dalle armi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17228,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Ripensare la Sicurezza dell’Europa nell’Era Post-Atlantica - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/EU-Digital-Identity-1024x576.jpg\" alt=\"Ripensare la Sicurezza dell’Europa nell’Era Post-Atlantica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17228\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ripensare la Sicurezza dell’Europa nell’Era Post-Atlantica - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Una sfida per l’identità dell’Europa</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa trasformazione strategica non riguarda soltanto il contrasto alla minaccia russa. Essa è parte di una sfida ben più ampia: quella tra modelli di civiltà. L’Europa si trova tra due poli opposti – da un lato, gli Stati Uniti, con una democrazia robusta ma diversa nei valori e nelle priorità; dall’altro, potenze come la Cina o la Russia, fondate su sistemi autoritari e centralizzati. Difendere l’Europa significa difendere un modello unico di convivenza politica, fondato su diritti, stato di diritto, cooperazione e libertà economica. Se l’Europa intende sopravvivere come entità autonoma, deve costruire un pilastro militare all’altezza della sua civiltà. Ciò richiede investimenti coordinati, produzione militare su scala europea, interoperabilità tra forze armate nazionali, una mentalità strategica condivisa e un’integrazione tecnologica spinta. Il tempo delle esitazioni è finito: è necessario affrontare il futuro con realismo, lucidità e determinazione. Solo così l’Unione Europea potrà affrontare le sfide del XXI secolo, non da semplice spettatrice, ma da protagonista.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/20170929PHT85011-original.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Difesa Europea, Droni militari, Sicurezza collettiva","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-15 08:45:19","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.bruegel.org/analysis/defending-europe-without-us-first-estimates-what-needed","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17221-sicurezza-delleuropa-era-post-atlantica.mp4","galleria":""}
{"id":17210,"titolo":"AsterX 2025: la dimensione spaziale della difesa militare","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è conclusa con successo la quinta edizione di <strong>AsterX 2025</strong>, l’esercitazione spaziale militare organizzata dal <strong>Comando Spaziale francese (Commandement de l’Espace - CDE)</strong>, che ha avuto luogo dal <strong>17 al 28 marzo 2025</strong> presso il <strong>Centre National d’Etudes Spatiales (CNES)</strong> di <strong>Tolosa</strong>. L’evento, sempre più rilevante nel panorama delle operazioni spaziali militari, ha visto una <strong>marcata partecipazione internazionale</strong>, con <strong>personale proveniente da 12 nazioni partner</strong>. Tra queste, spicca il contributo dell’<strong>Italia</strong>, rappresentata dal <strong>Comando delle Operazioni Spaziali della Difesa (COS)</strong>, organismo dipendente dal <strong>Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI)</strong>, che ha operato con professionalità, competenza e pieno spirito di cooperazione internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>AsterX si è ormai affermata come piattaforma essenziale per testare, addestrare e coordinare le capacità spaziali in ambito militare. L’edizione 2025 ha coinvolto <strong>170 partecipanti</strong>, militari e civili, con l’obiettivo di consolidare la prontezza operativa del personale del CDE e degli alleati nel condurre operazioni spaziali in scenari sempre più <strong>complessi, realistici e multi-dominio</strong>. Questo tipo di esercitazioni riflette una crescente consapevolezza strategica: <strong>lo spazio è un dominio operativo a tutti gli effetti</strong>, da proteggere e da utilizzare per supportare efficacemente le attività in aria, a terra, in mare e nel cyberspazio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17215,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"AsterX 2025: la dimensione spaziale della difesa militare - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/865657ed-4f6e-4d3e-8e44-e571ee4bdb8d.jpg\" alt=\"AsterX 2025: la dimensione spaziale della difesa militare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17215\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">AsterX 2025: la dimensione spaziale della difesa militare - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">2. L’Italia in prima linea: il ruolo del COS nell’esercitazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione è stata divisa in due fasi distinte: la prima ha simulato una <strong>risposta nazionale francese</strong> a minacce emergenti in un ambiente competitivo; la seconda si è invece focalizzata sulla <strong>cooperazione con gli alleati</strong>, affrontando scenari di confronto diretto in una logica di coalizione. Questo passaggio da un approccio nazionale a uno integrato ha permesso di testare concretamente i meccanismi di interoperabilità tra le forze spaziali dei Paesi partner.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>Italia</strong> ha avuto un ruolo di primo piano nell’esercitazione. Due <strong>Ufficiali del Comando delle Operazioni Spaziali</strong> sono stati pienamente integrati nel dispositivo internazionale, ricoprendo <strong>incarichi chiave in due delle principali “cellule” operative</strong>. Un Ufficiale del <strong>COS</strong> è stato designato come <strong>Direttore del Comando Spaziale della cellula “VERDE”</strong>, un elemento simulato che ha rappresentato il supporto spaziale di un paese alleato. L’altro Ufficiale, del <strong>Centro Interforze Gestione e Controllo SICRAL (CIGC SICRAL)</strong>, ha assunto l’incarico di <strong>responsabile dell’intelligence, surveillance and reconnaissance (ISR)</strong> nel team di pianificazione futura della cellula “BLU”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione ha offerto uno scenario articolato con <strong>4.000 oggetti spaziali simulati</strong>, <strong>18 eventi in orbite diverse</strong> e <strong>10 tipologie di minacce</strong>, comprese quelle cibernetiche. Le sfide proposte hanno incluso il <strong>rilascio di nano-satelliti ostili</strong>, <strong>attacchi a infrastrutture satellitari amiche</strong> e la minaccia di <strong>sistemi di difesa aerea terrestri</strong>, dimostrando quanto sia cruciale la difesa degli assetti spaziali nel contesto operativo moderno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17216,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"AsterX 2025: la dimensione spaziale della difesa militare - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/de59b80d-a5d7-479b-b9a6-ac891bea6489.jpg\" alt=\"AsterX 2025: la dimensione spaziale della difesa militare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17216\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">AsterX 2025: la dimensione spaziale della difesa militare - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">3. Interoperabilità e futuro: verso una difesa spaziale integrata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli elementi centrali di AsterX 2025 è stato il forte orientamento verso l’<strong>integrazione multi-dominio</strong>. La presenza di <strong>Ufficiali di collegamento</strong> provenienti dai settori aereo, terrestre, marittimo e cyber ha garantito una sinergia operativa indispensabile. Questo approccio ha permesso di mantenere attiva e coordinata la funzione di supporto spaziale alle altre componenti, adattando le risorse disponibili alle esigenze tattiche specifiche di ciascun dominio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contributo dell’Italia non si è limitato alla partecipazione, ma ha rappresentato un <strong>investimento strategico nello sviluppo delle capacità spaziali militari</strong>. L’esperienza maturata dai due Ufficiali del COS in un contesto internazionale ad alta tecnologia ha avuto un impatto concreto sul piano dell’interoperabilità, della condivisione informativa e del rafforzamento delle competenze tecniche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’importanza di AsterX 2025 risiede nella sua capacità di <strong>anticipare i conflitti del futuro</strong>, dove lo spazio sarà un <strong>teatro operativo a tutti gli effetti</strong>. In tale contesto, la presenza italiana in esercitazioni di questa portata conferma la <strong>volontà di essere protagonista</strong> nella sicurezza spaziale internazionale e nel mantenimento della superiorità informativa e operativa in tutti i domini, <strong>rafforzando al contempo la cooperazione strategica con alleati di primissimo piano</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/4105d26e-3325-4d30-854f-8abe709b48a7-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesaspaziale, esercitazionespaziale, interoperabilitàmilitare, operazionimultidominio","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-14 21:59:38","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/smd/news-italia/comando-operazioni-spaziali-cos-difesa-partecipa-esercitazione-spaziale-militare-asterx-2025/68947.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17210-asterx-2025-dimensione-spaziale-difesa-militare.mp4","galleria":""}
{"id":17197,"titolo":"Ogni Marine un Operatore di Droni: La Nuova Frontiera dell’Esercito Americano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 3 gennaio 2025, presso la Marine Corps Base di Quantico in Virginia, è stato ufficialmente costituito il <strong><em>Marine Corps Attack Drone Team</em> (MCADT)</strong>, segnando una svolta decisiva nell’evoluzione operativa del Corpo dei Marines degli Stati Uniti. A firmare la nascita del nuovo team sono stati il generale di divisione Anthony M. Henderson, comandante del <em>Training Command</em>, e il generale di brigata Simon M. Doran, a capo del <a href=\"https://www.marines.mil/News/News-Display/Article/4139734/marine-corps-launches-attack-drone-team/\">Marine Corps Warfighting Laboratory</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa nasce dalla crescente consapevolezza della minaccia rappresentata dai droni armati a visuale in prima persona (<em>first-person view</em>, o FPV), emersi come arma cruciale nei recenti conflitti, in particolare in Europa orientale. Le immagini virali provenienti dal fronte ucraino, che mostrano piccoli droni economici impiegati con letalità e precisione, hanno fatto scattare l’allarme anche tra i vertici del Pentagono.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A Quantico, il colonnello Scott Cuomo, comandante del <em>Weapons Training Battalion</em>, è stato incaricato in prima persona di sviluppare un programma che potesse replicare l’efficacia storica della <em>Marine Corps Shooting Team</em>, attiva da oltre un secolo, ma applicata al dominio aereo e tecnologico dei droni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il MCADT si propone come centro di eccellenza per l'integrazione tattica dei droni armati all’interno della <em>Fleet Marine Force</em> (FMF). Il team non si limita alla formazione e sperimentazione, ma rappresenterà anche il Corpo dei Marines in competizioni interforze, nazionali e internazionali, come la <em>Military Drone Crucible Championship</em> che si terrà in Florida tra il 30 giugno e il 3 luglio 2025, con la partecipazione di reparti d’élite come il 75° Reggimento Ranger.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17201,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/250307-M-TE528-1004-ok-1024x683.jpg\" alt=\"Ogni Marine un Operatore di Droni: La Nuova Frontiera dell’Esercito Americano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17201\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ogni Marine un Operatore di Droni: La Nuova Frontiera dell’Esercito Americano - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>2. Formazione, Innovazione e Competenze: Il Modello della Precisione</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il MCADT avrà sede proprio presso il <em>Weapons Training Battalion</em> di Quantico, sfruttando la sinergia con la Sezione Armi di Precisione e il retaggio della <em>Shooting Team</em>, da sempre pilastro della cultura del tiro di precisione nei Marines. La missione è chiara: integrare le lezioni apprese nei conflitti moderni e trasmettere competenze operative concrete attraverso addestramenti, competizioni e sviluppo tattico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il maggiore Alejandro Tavizon, comandante della compagnia quartier generale del battaglione e responsabile del MCADT, “il nostro obiettivo è fornire ai Marines capacità organiche di attacco con droni FPV, finora assenti, per aumentare la letalità delle piccole unità.” Questo si traduce in una serie di attività mirate: sviluppo di corsi di addestramento, sperimentazione di nuove tecnologie, analisi dei risultati di gara e ridefinizione costante delle tattiche d’impiego.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un aspetto fondamentale è la convenienza economica. I droni FPV impiegati, molti dei quali costruiti in laboratorio direttamente dai Marines, possono essere assemblati per poche centinaia di dollari. Come sottolinea Cuomo, “possiamo costruire un sistema efficace per 2000 dollari, capace di colpire bersagli a 15 chilometri, mentre un singolo missile Javelin costa oltre 200.000 dollari con una portata di soli 2,5 km.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non solo. Ogni drone può essere equipaggiato con carichi utili differenti – antiuomo, antimateriale, anticarro – offrendo una flessibilità operativa senza precedenti. Questa scalabilità consente di portare la capacità di colpire ben oltre la portata di un fucile d’assalto standard, rendendo ogni squadra di fucilieri una minaccia ben più letale, economica e autonoma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17202,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/240720-M-LO557-1790-1024x683.jpg\" alt=\"Ogni Marine un Operatore di Droni: La Nuova Frontiera dell’Esercito Americano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17202\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ogni Marine un Operatore di Droni: La Nuova Frontiera dell’Esercito Americano - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>3. Droni come Munizioni: Cambiare la Cultura Operativa</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il vero cambiamento, tuttavia, è di natura culturale. “Dobbiamo smettere di pensare ai droni come aerei e iniziare a considerarli munizioni,” ha affermato il generale Jason Woodworth, capo del <em>Marine Corps Installations Command</em>. Questa affermazione racchiude la filosofia che il MCADT sta cercando di promuovere: i droni non devono essere visti come sistemi d’élite, ma come strumenti standard dell’equipaggiamento di ogni Marine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per affrontare le sfide legate a regolamenti, spazio aereo militare, omologazioni e approvazioni frequenziali, il team lavora in stretto contatto con il <em>Defense Innovation Unit</em>, che ha stilato una “lista blu” di componenti e aziende affidabili. Tuttavia, come evidenzia il presidente della <em>United States National Drone Association</em>, Nathan Ecelbarger, il ritmo con cui emergono nuove tecnologie nel settore è talmente rapido che l’attesa per la formalizzazione potrebbe risultare controproducente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’interno delle officine di Quantico, i Marines stanno imparando a saldare circuiti, programmare radiocomandi e configurare sistemi FPV con velocità sorprendente. Il sergente maggiore Gregory Brown ha dichiarato: “Tre settimane fa non sapevo nulla di elettronica. Oggi posso insegnarlo ad altri Marines.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alle competizioni, il MCADT organizzerà eventi nell’ambito del <em>Competition-in-Arms Program</em>, estendendo le storiche gare di tiro ai droni armati. Nel 2026 si terrà anche un campionato finale e un evento di selezione, durante il quale i migliori operatori verranno integrati stabilmente nel team.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, il Marine Corps Attack Drone Team rappresenta non solo una risposta a una minaccia emergente, ma anche un passo concreto verso una trasformazione più profonda: ogni Marine dovrà diventare anche un operatore di droni, pronto a portare la letalità e l’adattabilità del Corpo nel nuovo paradigma della guerra tecnologica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17203,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/250317-M-VB488-5550no-1024x683.jpg\" alt=\"Ogni Marine un Operatore di Droni: La Nuova Frontiera dell’Esercito Americano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17203\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ogni Marine un Operatore di Droni: La Nuova Frontiera dell’Esercito Americano - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/250307-M-TE528-1241-ok.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"addestramentomilitare, droniarmati, guerratecnologica, MarineCorps, MCADT","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-14 11:29:32","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.marines.mil/News/News-Display/Article/4139734/marine-corps-launches-attack-drone-team/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17197-marine-operatore-di-droni-la-nuova-frontiera.mp4","galleria":""}
{"id":17180,"titolo":"Bomba d’aereo a Montebello Vicentino, interviente l’8° Rgt. Guastatori Paracadutisti Folgore","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Si è conclusa ieri con successo la bonifica di un ordigno esplosivo risalente al <strong>Secondo Conflitto Mondiale</strong>, rinvenuto il 17 marzo scorso all’interno di un <strong>cantiere TAV a Montebello Vicentino</strong>. La bomba d’aereo da 500 libbre (oltre 225kg), un residuato bellico potenzialmente ancora letale, è stata prima disinnescata in loco e poi trasportata in sicurezza presso una cava nel <strong>comune di Alonte (VI)</strong>, dove è stata fatta brillare in maniera controllata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il delicato intervento è stato eseguito dagli artificieri dell’<strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/8-reggimento-genio-guastatori-paracadutisti-folgore/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti “Folgore”</a></strong> di stanza a Legnago (VR), reparto altamente specializzato dell’Esercito Italiano in operazioni di bonifica ordigni esplosivi e residuati bellici, anche in scenari ad elevato rischio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un ritrovamento non isolato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il ritrovamento della <strong>bomba d’aereo</strong> è avvenuto in un’area già interessata da precedenti <strong>attività di bonifica bellica</strong>. Già negli ultimi mesi, infatti, gli <strong>specialisti dell'Esercito</strong> avevano operato più volte nella stessa zona, caratterizzata da un'intensa <strong>attività infrastrutturale</strong> per la costruzione della nuova <strong>linea ferroviaria ad alta velocità (TAV)</strong>. La frequenza dei ritrovamenti conferma come il <strong>sottosuolo italiano</strong>, soprattutto in aree di <strong>storici bombardamenti</strong>, conservi ancora numerosi <strong>ordigni inesplosi</strong> risalenti alla <strong>Seconda Guerra Mondiale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17181,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/ww2-8gua-00004-1024x683.jpg\" alt=\"Bozza automatica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17181\" title=\"Bomba d’aereo a Montebello Vicentino, interviente l’8° Rgt. Guastatori Paracadutisti “Folgore” - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un momento del briefing prima delle delicate dell'operazione.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La valutazione iniziale e la messa in sicurezza</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Dopo il <strong>rinvenimento del 17 marzo</strong>, gli <strong>artificieri dell’8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti “Folgore”</strong> si sono recati tempestivamente nell’area del <strong>cantiere TAV</strong> per effettuare una prima <strong>valutazione tecnica</strong>. L’analisi ha riguardato lo <strong>stato di conservazione dell’ordigno</strong>, il tipo di bomba e la presenza di <strong>sistemi di innesco attivi</strong>. In considerazione della <strong>pericolosità dell’ordigno</strong> e della vicinanza con <strong>infrastrutture viarie strategiche</strong>, è stata immediatamente disposta la realizzazione di una <strong>struttura di contenimento</strong>, progettata per <strong>minimizzare i danni</strong> in caso di <strong>esplosione accidentale</strong> e ridurre il <strong>raggio di evacuazione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Questa misura ha consentito inoltre di limitare l’impatto sulle <strong>attività civili</strong> e sul <strong>traffico</strong>, consentendo una riduzione del raggio di evacuazione, sebbene sia stato necessario disporre una <strong>sospensione temporanea della circolazione</strong> lungo un tratto dell’<strong>autostrada A4 Brescia-Padova</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17184,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/ww2-8gua-00001-1024x768.jpg\" alt=\"Bozza automatica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17184\" title=\"Bomba d’aereo a Montebello Vicentino, interviente l’8° Rgt. Guastatori Paracadutisti “Folgore” - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fase di trasporto dell’ordigno.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Coordinamento tra istituzioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’intera operazione è stata gestita con un attento coordinamento tra diverse istituzioni. La <strong>Prefettura di Vicenza</strong>, in sinergia con il <strong>Comando Forze Operative Nord</strong> di Padova, ha guidato le operazioni sul territorio, assicurando il rispetto dei protocolli di sicurezza e garantendo la massima trasparenza nei confronti della popolazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Al fianco dei militari dell’Esercito, hanno operato con professionalità e dedizione la <strong>Questura di Vicenza</strong>, il <strong>Corpo dei Vigili del Fuoco</strong>, la <strong>Croce Rossa Italiana</strong> e il <strong>personale sanitario di emergenza</strong>, pronti a intervenire in ogni fase dell’operazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Una volta completato il disinnesco, i sistemi di attivazione sono stati separati dal corpo della bomba, rendendola inoffensiva. L’ordigno è stato quindi caricato su un mezzo militare appositamente attrezzato e <strong>trasportato nella cava di Alonte</strong>, dove è stato infine neutralizzato con una detonazione controllata, senza arrecare danni o disturbi alla popolazione locale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17186,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/ww2-8gua-00003-1024x768.jpg\" alt=\"Bozza automatica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17186\" title=\"Bomba d’aereo a Montebello Vicentino, interviente l’8° Rgt. Guastatori Paracadutisti “Folgore” - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Caricamento dell’ordigno sul veicolo militare per il trasporto nella cava di Alonte.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un impegno quotidiano al servizio della Nazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Quello di Montebello Vicentino è solo uno dei numerosi interventi che il Genio Guastatori effettua ogni anno su tutto il territorio nazionale. Solo nei <strong>primi tre mesi del 2025</strong>, l’<strong>8° Reggimento ha portato a termine circa 100 interventi di bonifica</strong>, distruggendo <strong>oltre 200 ordigni bellici</strong> di varia tipologia e calibro: bombe d’aereo, proiettili d’artiglieria, mine, granate e altri residuati esplosivi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Numeri che raccontano l’importanza di una competenza che, anche a distanza di ottant’anni dalla fine del conflitto, continua a essere cruciale per la sicurezza pubblica e per lo sviluppo delle infrastrutture del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17183,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/ww2-8gua-00006-1024x768.jpg\" alt=\"Bozza automatica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17183\" title=\"Bomba d’aereo a Montebello Vicentino, interviente l’8° Rgt. Guastatori Paracadutisti “Folgore” - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Allestimento del fornello esplosivo per il brillamento.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ruolo dell’8° Reggimento “Folgore”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’<strong>8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti “Folgore”</strong> rappresenta una delle <strong>eccellenze dell’Esercito Italiano</strong>. Costituito da <strong>personale altamente addestrato</strong> e dotato di <strong>mezzi tecnologici all’avanguardia</strong>, il Reggimento è in grado di operare in <strong>scenari complessi</strong>, sia in <strong>ambito nazionale</strong> che in <strong>missioni internazionali</strong>, con compiti che spaziano dalla <strong>bonifica bellica</strong> al <strong>supporto del combattimento</strong>, fino alle <strong>operazioni umanitarie</strong> e di <strong>protezione civile</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’<strong>attività di bonifica degli ordigni esplosivi</strong> non riguarda solo il passato, ma è anche un <strong>investimento nella sicurezza del futuro</strong>. Ogni <strong>bomba disinnescata</strong>, ogni <strong>intervento portato a termine senza incidenti</strong>, è un passo avanti verso un <strong>territorio più sicuro per tutti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17182,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/ww2-8gua-00005-1024x768.jpg\" alt=\"Bozza automatica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17182\" title=\"Bomba d’aereo a Montebello Vicentino, interviente l’8° Rgt. Guastatori Paracadutisti “Folgore” - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Verifica e predisposizione degli strumenti per la messa in sicurezza dell’ordigno.<a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/aprile/bonifica_250413/06.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/ww2-8gua-00002.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"#EsercitoItaliano, #Folgore, #OrdigniBellici","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-14 09:22:01","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Neutralizzata-una-bomba-d%E2%80%99aereo-a-Montebello-Vicentino-250413.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17180-bomba-daereo-a-montebello-vicentino-interviente-l8-rgt-guastatori-paracadutisti-folgore.mp4","galleria":"17181 | 17182 | 17183 | 17184 | 17185 | 17186"}
{"id":17137,"titolo":"Il Tricolore da Record: Paolo Filippini porta in volo la bandiera Italiana più grande del mondo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La città di Ferrara</strong> è stata teatro di un'impresa che rimarrà nella storia del <strong>paracadutismo</strong> e dell'<strong>orgoglio nazionale italiano</strong>. Il <strong>Colonnello Paolo Filippini</strong>, ufficiale della <strong>Folgore in congedo</strong> e pluricampione mondiale di paracadutismo, ha stabilito un <strong>nuovo record</strong> lanciandosi con la <strong>bandiera italiana più grande mai vista in volo</strong>: ben <strong>3.300 metri quadrati</strong>, pari a <strong>73 metri di lunghezza</strong> e <strong>45,5 metri di larghezza</strong>, per un peso complessivo di <strong>130 chilogrammi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un <strong>momento epico e altamente simbolico</strong>, con la <strong>bandiera tricolore</strong> che ha sventolato nel cielo sopra Ferrara sulle note dell'<strong>Inno di Mameli</strong>, emozionando centinaia di spettatori e rappresentanti delle <strong>associazioni di paracadutismo</strong> provenienti da tutta Italia. Il primo salto, effettuato con una <strong>bandiera da 1.600 metri quadrati</strong>, è servito come collaudo. Ma è stato il secondo lancio, quello della bandiera battezzata <strong>\"Itala 3300\"</strong>, a entrare ufficialmente nella storia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17145,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Filippini-controlli-1024x695.jpg\" alt=\"Il Tricolore da Record: Paolo Filippini porta in volo la bandiera più grande del mondo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17145\" title=\"Il Tricolore da Record: Paolo Filippini porta in volo la bandiera Italiana più grande del mondo - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Colonnello Filippini durante gli ultimi controlli prima del lancio con ITALIA 3300 - <a href=\"https://assopar.it/2025/04/13/itala-3300-ha-volato-nel-cielo-di-ferrara/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Copyright foto ANPd'I</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una preparazione meticolosa per un'impresa senza precedenti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il lancio si è svolto all'<strong>Aeroclub di Ferrara</strong>, scelto dallo stesso Filippini per la sua lunga esperienza con il centro e per le sue caratteristiche tecniche ideali. Prima del decollo, il Colonnello ha effettuato una serie di <strong>controlli accurati</strong> all'imbragatura e al contenitore della bandiera, progettata con un tessuto capace di affrontare le turbolenze in quota.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle <strong>18.20</strong>, dopo il primo test, è finalmente arrivato il momento del grande salto. A bordo dell'aeromobile, Filippini si è fatto caricare il voluminoso sacco contenente la bandiera e ha preso quota. Pochi minuti dopo, il portellone si è aperto e il Colonnello si è lanciato, aprendo il paracadute e lasciando che l'<strong>enorme tricolore</strong> si dispiegasse in tutta la sua maestosità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo spettacolo è stato accompagnato dalla voce di <strong>Elena Fabbri</strong>, <strong>carabiniere e cantante ferrarese</strong>, che ha intonato l'<strong>Inno d'Italia</strong> mentre la bandiera ondeggiava nell'aria limpida del pomeriggio. Il pubblico, con il naso all'insù, ha seguito con trepidazione ogni istante dell'evento, esplodendo in un <strong>lungo applauso</strong> all'atterraggio perfettamente riuscito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17146,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/itala3300-1024x714.jpg\" alt=\"Il Tricolore da Record: Paolo Filippini porta in volo la bandiera più grande del mondo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17146\" title=\"Il Tricolore da Record: Paolo Filippini porta in volo la bandiera Italiana più grande del mondo - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ci siamo! Filippini e ITALA 3300 a bordo dell’aeromobile, pochi istanti prima del decollo – <a href=\"https://assopar.it/2025/04/13/itala-3300-ha-volato-nel-cielo-di-ferrara/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Copyright foto ANPd'I</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un messaggio che vola alto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il lancio della bandiera <strong>“Itala”</strong> non è stato solo una dimostrazione tecnica, ma un potente <strong>messaggio di unità, identità e amore per la patria</strong>. In un periodo storico in cui i simboli contano più che mai, il <strong>tricolore</strong> che ha solcato il cielo di Ferrara ha rappresentato il <strong>coraggio, la dedizione e la passione degli italiani</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Con questa impresa, <strong>Paolo Filippini</strong> ha confermato di essere non solo un <strong>atleta di livello mondiale</strong>, ma anche un <strong>ambasciatore dello spirito italiano</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17148,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/itala-a-terra-1024x650.jpg\" alt=\"Il Tricolore da Record: Paolo Filippini porta in volo la bandiera più grande del mondo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17148\" title=\"Il Tricolore da Record: Paolo Filippini porta in volo la bandiera Italiana più grande del mondo - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una splendida immagine di ITALA 3300 nel momento dell’atterraggio - <a href=\"https://assopar.it/2025/04/13/itala-3300-ha-volato-nel-cielo-di-ferrara/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Copyright foto ANPd'I</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Importante (ed imponente) presenza dell'ANPd'I</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>All’evento erano presenti, oltre alle <strong>autorità civili e militari di Ferrara</strong>, anche figure di spicco dell’<strong><a href=\"https://assopar.it/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia (ANPd’I)</a></strong>: il <strong>Segretario Generale Gen.B. (ris) Enrico Pollini</strong>, il <strong>membro della Commissione Tecnica Nazionale Giovanni Conforti</strong>, il <strong>Presidente della Sezione di Ferrara Maurizio Grazzi</strong> con i suoi paracadutisti, e le <strong>Sezioni del 4° Gruppo Regionale</strong>, che per l’occasione hanno effettuato la <strong>consulta di Zona</strong> con il <strong>Consigliere Nazionale Massimo Buratti</strong>. Tantissimi anche i <strong>paracadutisti</strong> e <strong>cittadini di Ferrara</strong> accorsi per l’evento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Speaker ufficiale della manifestazione</strong> è stato <strong>Lucio Fusco</strong>, Direttore Tecnico della Sezione ANPd’I di Ferrara. L’<strong>ANPd’I</strong> ha inoltre espresso con orgoglio la propria fierezza nel contare <strong>Paolo Filippini</strong> tra le proprie fila, in qualità di <strong>Direttore del Centro di coordinamento del paracadutismo sportivo nazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17147,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/itala-squadra-1024x576.jpg\" alt=\"Il Tricolore da Record: Paolo Filippini porta in volo la bandiera più grande del mondo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17147\" title=\"Il Tricolore da Record: Paolo Filippini porta in volo la bandiera Italiana più grande del mondo - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La massiccia presenza dell’ANPd’I, guidata dal Segretario Generale, Generale di Brigata (ris.) Enrico Pollini, ha conferito ulteriore prestigio e significato all’evento - <a href=\"https://assopar.it/2025/04/13/itala-3300-ha-volato-nel-cielo-di-ferrara/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Copyright foto ANPd'I</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un record vero, documentato e riconosciuto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'impresa del <strong>Colonnello Filippini</strong> non è solo spettacolare, ma anche <strong>ufficialmente documentata e verificabile</strong>. Le dimensioni della bandiera sono state misurate da <strong>tecnici specializzati</strong>, e l'intero evento è stato ripreso e fotografato da professionisti, con la partecipazione di <strong>autorità civili e militari</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo nuovo traguardo supera nettamente il <strong>record precedente</strong>, anch'esso detenuto da Filippini, che nel <strong>2015</strong> aveva realizzato un lancio con una bandiera da <strong>1.600 mq</strong>. Non solo: supera anche il <strong>record tedesco</strong> del team <strong>Demo Cypres</strong>, che nel <strong>2018</strong> aveva lanciato una bandiera da <strong>2.607,21 mq</strong>, riconosciuta dalla <strong>Fédération Aéronautique Internationale (FAI)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://www.youtube.com/watch?v=iC5fon1KxnQ\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://www.youtube.com/watch?v=iC5fon1KxnQ\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fonti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://assopar.it/2025/04/13/itala-3300-ha-volato-nel-cielo-di-ferrara/\">https://assopar.it/2025/04/13/itala-3300-ha-volato-nel-cielo-di-ferrara/</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2025/04/13/news/record-battuto-a-ferrara-il-tricolore-piu-grande-del-mondo-lanciato-con-un-paracadute-1.100691387\">https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2025/04/13/news/record-battuto-a-ferrara-il-tricolore-piu-grande-del-mondo-lanciato-con-un-paracadute-1.100691387</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.estense.com/2025/1128539/tricolore-da-record-un-successo-il-primo-lancio-della-bandiera-italiana-piu-grande-al-mondo/\">https://www.estense.com/2025/1128539/tricolore-da-record-un-successo-il-primo-lancio-della-bandiera-italiana-piu-grande-al-mondo/</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/itala-aperta.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"PaoloFilippini, paracadutismo, TricoloreDaRecord","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-13 15:03:10","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17137-il-tricolore-da-record-paolo-filippini-porta-in-volo-la-bandiera-italiana-piu-grande-del-mondo.mp4","galleria":"17144 | 17145 | 17146 | 17147 | 17148"}
{"id":17123,"titolo":"Gazza Ladra 2025: il COFS testa le capacità delle Forze Speciali","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Grazzanise (CE), 13 aprile 2025 – Si è svolta oggi, presso la base del 9° Stormo dell’Aeronautica Militare, una delle giornate più significative dell’esercitazione <strong>Gazza Ladra 2025 (GL25)</strong>, l’attività addestrativa di punta del <strong>Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS)</strong> per l’anno in corso. All’evento hanno preso parte il <strong>Sottosegretario alla Difesa</strong>, On. <strong>Matteo Perego di Cremnago</strong>, e il <strong>Comandante Operativo di Vertice Interforze</strong>, Generale di Corpo d’Armata <strong>Giovanni Iannucci</strong>, che hanno potuto osservare in diretta le operazioni in corso, apprezzandone il livello di integrazione e realismo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17128,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Gazza Ladra 2025: il COFS testa le capacità delle Forze Speciali - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/a9259abe-710d-4ead-ab5d-fc29138911c4-1-1024x682.jpg\" alt=\"Gazza Ladra 2025: il COFS testa le capacità delle Forze Speciali - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17128\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gazza Ladra 2025: il COFS testa le capacità delle Forze Speciali - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’esercitazione, in svolgimento dal <strong>31 marzo all’11 aprile 2025</strong>, è finalizzata a verificare la prontezza e l’efficienza del COFS nell’attuare il <strong>Piano nazionale di Contingenza</strong> in caso di crisi internazionali. Le situazioni simulate sono estremamente realistiche e complesse: evacuazione di connazionali in pericolo, operazioni per la liberazione di ostaggi, protezione di interessi strategici nazionali in aree instabili. Questo tipo di addestramento è essenziale per garantire una risposta rapida e coordinata da parte delle Forze Speciali in contesti ad alta criticità, dove tempo, precisione e coordinamento interforze fanno la differenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Lo scenario generale della Gazza Ladra 2025 è incardinato nell’esercitazione di livello strategico-operativo <strong>Joint Stars 25</strong>, organizzata dal <strong>Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI)</strong>. In questo contesto, GL25 rappresenta un evento chiave della cosiddetta <strong>\"Road to Crisis\"</strong>, una sequenza di escalation simulata che potrebbe condurre, nel quadro NATO, alla <strong>dichiarazione dell’Articolo 5</strong>, ossia all’attivazione della clausola di difesa collettiva. Ciò dimostra come l’addestramento nazionale sia perfettamente integrato con la pianificazione multinazionale e alleata, potenziando la credibilità dello strumento militare italiano nel panorama internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17129,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Gazza Ladra 2025: il COFS testa le capacità delle Forze Speciali - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/f46220b456b5d4f6a54562b703b7009c-1024x460.jpg\" alt=\"Gazza Ladra 2025: il COFS testa le capacità delle Forze Speciali - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17129\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gazza Ladra 2025: il COFS testa le capacità delle Forze Speciali - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Impiego congiunto delle Forze Speciali nelle principali aree strategiche</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’attività si svolge in un’area geografica molto estesa, a testimonianza della dimensione realmente <strong>interforze e interregionale</strong> dell’esercitazione. I centri nevralgici delle operazioni comprendono <strong>Roma</strong>, dove ha sede il comando principale, <strong>Pisa</strong>, <strong>Poggio Renatico (FE)</strong> e soprattutto <strong>Grazzanise (CE)</strong>, che funge da hub operativo delle Forze di Intervento. Le aree obiettivo sono situate nel Sud Italia, in particolare a <strong>Jacotenente (FG)</strong> e <strong>Martina Franca (TA)</strong>, mentre le basi intermedie avanzate utilizzabili sono quelle di <strong>Amendola (FG)</strong> e <strong>Gioia del Colle (BA)</strong>, fondamentali per il supporto logistico e aereo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La Gazza Ladra 25 coinvolge in maniera simultanea <strong>tutti i reparti delle Forze Speciali</strong> delle quattro Forze Armate italiane sotto il controllo operativo del COFS. Per l’Esercito partecipano il <strong>9° Reggimento Paracadutisti d’Assalto “Col Moschin”</strong>, unità storica e di eccellenza nelle operazioni ad alto rischio, il <strong>4° Reggimento Alpini Paracadutisti “Ranger”</strong>, e il <strong>185° Reggimento Ricognizione e Acquisizione Obiettivi “Folgore”</strong>, specializzato nelle operazioni di sorveglianza e targeting avanzato. La <strong>Marina Militare</strong> è rappresentata dal prestigioso <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-subacquei-e-incursori-teseo-tesei-comsubin/\">Gruppo Operativo Incursori (GOI)</a></strong>, mentre l’<strong>Aeronautica Militare</strong> schiera il <strong>17° Stormo Incursori</strong>, unità d’élite per le operazioni in profondità e in ambienti non permissivi. I <strong>Carabinieri</strong>, infine, partecipano con il <strong>Gruppo d’Intervento Speciale (GIS)</strong> e il <strong>1° Reggimento Paracadutisti “Tuscania”</strong>, contribuendo con capacità uniche nel contrasto al terrorismo e nella protezione ravvicinata di obiettivi sensibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il supporto aereo e logistico è garantito da numerosi assetti specialistici: elicotteri <strong>CH-47F</strong> e <strong>NH-90</strong> del <strong>3° REOS</strong> dell’Esercito, <strong>HH-101 Caesar</strong> del <strong>9° Stormo</strong> dell’Aeronautica, velivoli da trasporto <strong>C-130J</strong> e <strong>C-27J Spartan</strong> della <strong>46ª Brigata Aerea</strong>, oltre a squadre del <strong>3° Stormo di Villafranca</strong> impiegate per le delicate operazioni di rifornimento in ambiente operativo (<strong>ALARP</strong>). Sono presenti inoltre il personale del <strong>16° Stormo Protezione delle Forze</strong> di Martina Franca, un elicottero <strong>SH-90</strong> della Marina e assetti del <strong>11° Reggimento Trasmissioni</strong>, essenziali per garantire il coordinamento e le comunicazioni in tempo reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17130,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Gazza Ladra 2025: il COFS testa le capacità delle Forze Speciali - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/incursori-aeronautica-militare-17-stormo-6.webp\" alt=\"Gazza Ladra 2025: il COFS testa le capacità delle Forze Speciali - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17130\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gazza Ladra 2025: il COFS testa le capacità delle Forze Speciali - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il COFS: comando d’élite per le operazioni speciali italiane</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il <a href=\"https://www.difesa.it/smd/cofs/il-comando-interforze-per-le-operazioni-delle-forze-speciali-cofs/50978.html\">Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS)</a>, costituito il <strong>1° dicembre 2004</strong>, rappresenta un elemento fondamentale nella moderna architettura della Difesa italiana. Posto alle dirette dipendenze del <strong>Capo di Stato Maggiore della Difesa</strong>, il COFS ha la responsabilità di pianificare, coordinare e condurre tutte le <strong>operazioni speciali</strong> condotte dalle unità FS delle quattro Forze Armate, garantendo massima interoperabilità e rapidità di impiego.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’identità visiva del COFS richiama le radici storiche e culturali italiane: il suo simbolo, ispirato al celebre dipinto <em>Il giuramento degli Orazi</em> di Jacques-Louis David, raffigura la <strong>mano del padre</strong> che consegna le tre spade ai figli, simboli dei tre domini operativi – <strong>terra, mare e cielo</strong> – in cui le Forze Speciali agiscono. Lo scudo romano che racchiude l’immagine rappresenta l’impegno assoluto alla <strong>difesa della Patria</strong>. Il motto latino, <strong>\"Etiam si omnes, ego non\"</strong>, traducibile con “Anche se tutti (cedessero), io no”, è una dichiarazione di determinazione morale, riflessione sulla volontà di affrontare le sfide più dure, anche da soli, in nome del dovere e della responsabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17131,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Gazza Ladra 2025: il COFS testa le capacità delle Forze Speciali - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/d2b3911a-75a9-47bd-9398-4d328cba1350-1024x682.jpg\" alt=\"Gazza Ladra 2025: il COFS testa le capacità delle Forze Speciali - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17131\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gazza Ladra 2025: il COFS testa le capacità delle Forze Speciali - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In questo contesto, l’esercitazione <strong>Gazza Ladra 2025</strong> si conferma non solo come un momento di verifica tecnico-tattica, ma come una manifestazione concreta della capacità delle Forze Speciali italiane di <strong>operare in modo congiunto, credibile e proattivo</strong>. Un chiaro messaggio di prontezza, sinergia e professionalità, che rafforza il ruolo dell’Italia come attore affidabile nelle dinamiche di sicurezza internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/K9-INCURSORI-9-DSC2843-copia-2-scaled-1-e1744498936413.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"COFS, esercitazionemilitare, forzespecialiitaliane, GazzaLadra2025","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-13 10:14:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/smd/news-italia/esercitazione-gazza-ladra-visita-on-matteo-perego-di-cremnago-e-gen-ca-giovanni-iannucci/68695.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17123-gazza-ladra-2025-cofs-capacita-forze-specili.mp4","galleria":""}
{"id":17106,"titolo":"Tokyo chiama, Bruxelles risponde: l’asse Giappone-NATO prende forma","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tokyo, aprile 2025 – In un momento storico segnato da turbolenze geopolitiche e da una ridefinizione degli equilibri globali, il <strong>segretario generale della NATO Mark Rutte</strong> ha ribadito la necessità di una <a href=\"https://www.nato.int/cps/en/natohq/news_234402.htm\">collaborazione rafforzata tra l’Alleanza Atlantica e il Giappone</a>. In occasione della sua prima visita ufficiale a Tokyo nel nuovo incarico, Rutte ha incontrato il primo ministro giapponese Shigeru Ishiba e il ministro della Difesa, sottolineando come la sicurezza sia ormai un concetto indivisibile tra regioni geografiche un tempo considerate distinte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“La nostra sicurezza è indivisibile. Quello che accade in Ucraina ha un impatto diretto sull’Indo-Pacifico, così come le tensioni nell’Asia orientale influenzano la stabilità dell’area euro-atlantica”, ha dichiarato Rutte. A suo giudizio, la crescente assertività della Cina e la cooperazione militare tra Russia e Corea del Nord pongono sfide che nessun attore internazionale può affrontare da solo. È per questo che la NATO sta intensificando i suoi rapporti con partner come il Giappone, già parte integrante della rete di cooperazione dell’Alleanza nell’Indo-Pacifico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17119,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/cccc-1024x683.jpg\" alt=\"Tokyo chiama, Bruxelles risponde: l’asse Giappone-NATO prende forma - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17119\" title=\"Tokyo chiama, Bruxelles risponde: l’asse Giappone-NATO prende forma - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tokyo chiama, Bruxelles risponde: l’asse Giappone-NATO prende forma - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Difesa e tecnologia: assi strategici della cooperazione</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l’incontro, Ishiba e Rutte hanno convenuto sull'importanza di sviluppare nuove sinergie nell’industria della difesa. Il Giappone, grazie alle sue capacità tecnologiche avanzate, può offrire contributi determinanti in settori come intelligenza artificiale, droni, cybersicurezza e tecnologia quantistica. Lo sviluppo di tecnologie a duplice uso – militare e civile – rappresenta uno dei punti cardine dell’accordo tra le parti, in una visione integrata della sicurezza nazionale e internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Una NATO più forte porterà notevoli benefici al Giappone”, ha affermato il primo ministro Ishiba durante la conferenza stampa congiunta, evidenziando il “potenziale enorme” della cooperazione nel settore della difesa. L’interesse nipponico non è solo strategico, ma anche operativo: Tokyo ha espresso la volontà di partecipare al comando NATO NSatu con sede a Wiesbaden, in Germania, che coordina la fornitura di equipaggiamento e addestramento alle forze ucraine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17121,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/vvvfved-1024x582.jpg\" alt=\"Tokyo chiama, Bruxelles risponde: l’asse Giappone-NATO prende forma - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17121\" title=\"Tokyo chiama, Bruxelles risponde: l’asse Giappone-NATO prende forma - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tokyo chiama, Bruxelles risponde: l’asse Giappone-NATO prende forma - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La minaccia cinese e il nuovo ruolo del Giappone</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei punti più delicati emersi nel corso dei colloqui riguarda la crescente influenza cinese nella regione. Rutte ha lanciato l’allarme: “La Cina continua a condurre attività destabilizzanti nell’Indo-Pacifico e sta sviluppando le sue capacità militari a un ritmo impressionante”. Secondo il segretario generale della NATO, Pechino possiede già oggi una flotta navale superiore a quella degli Stati Uniti e potrebbe disporre di 1.000 testate nucleari entro il 2030.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ishiba e Rutte hanno rilasciato una dichiarazione congiunta nella quale condannano fermamente la cooperazione militare tra Russia e Corea del Nord, denunciando anche il supporto fornito dalla Cina all’industria bellica russa. Entrambi i leader hanno ribadito l’impegno per un Indo-Pacifico “libero e aperto”, basato sul rispetto del diritto internazionale, opponendosi a qualsiasi tentativo unilaterale di cambiare lo status quo con la forza, in riferimento alle dispute nel Mar Cinese Orientale e Meridionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il nuovo orientamento della politica di difesa giapponese</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le parole di Rutte e Ishiba si inseriscono in un contesto di profonda trasformazione della postura strategica giapponese. Storicamente legato agli Stati Uniti da un trattato di mutua difesa, il Giappone sta oggi ampliando la propria rete di alleanze internazionali. La revisione della strategia nazionale di sicurezza, adottata nel 2023, ha aperto la strada a un rafforzamento delle capacità militari e a un maggiore protagonismo internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A conferma di questa tendenza, si inserisce anche la recente visita del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, <a href=\"https://brigatafolgore.net/envira/una-storica-nomina-il-generale-carmine-masiello-primo-paracadutista-a-capo-dello-stato-maggiore-dellesercito/\">Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</a>, in Giappone. Il generale Masiello ha partecipato all’esercitazione multilaterale “New Year Jump 25”, svolta a “Camp Narashino” insieme alla 1st Airborne Brigade della JGSDF, sottolineando il valore dell’interoperabilità tra forze armate alleate in settori chiave come operazioni aviolanciate, difesa CBRN e cybersicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Il dialogo strategico e la cooperazione bilaterale nel settore della Difesa sono fondamentali per affrontare le sfide comuni. È giunto il momento di fare il primo passo verso l’interoperabilità tra i nostri eserciti”, ha affermato il generale italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17110,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/11-1024x679.jpg\" alt=\"Tokyo chiama, Bruxelles risponde: l’asse Giappone-NATO prende forma - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17110\" title=\"Tokyo chiama, Bruxelles risponde: l’asse Giappone-NATO prende forma - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tokyo chiama, Bruxelles risponde: l’asse Giappone-NATO prende forma - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Una NATO sempre più globale</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visita di Rutte in Giappone, l’accordo per la cooperazione industriale, il potenziale ingresso di Tokyo in strutture NATO di comando, così come il coinvolgimento di partner come l’Italia, segnano un’evoluzione della NATO verso un’alleanza sempre più globale. L’Indo-Pacifico è oggi considerato un quadrante strategico centrale non solo per le economie mondiali, ma anche per l’equilibrio della sicurezza internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rutte ha concluso il suo intervento ricordando che “non possiamo essere ingenui nei confronti della Cina” e che la risposta alla crescente instabilità richiede “una visione collettiva e una capacità coordinata di agire, in difesa dei valori condivisi”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La strada per una cooperazione più stretta tra Giappone e NATO è ormai tracciata. La sfida sarà quella di tradurre i principi in azioni concrete, per garantire sicurezza e stabilità in un mondo che cambia rapidamente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/Japon-l39OTAN-accepte-de-renforcer-la-cooperation-de-l39industrie-de.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"cooperazionedifesa, indopacifico, sicurezzainternazionale, strategianato","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-13 07:31:41","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/casme-visita-giappone.aspx","altre-fonti":"https://www.nato.int/cps/en/natohq/news_234402.htm","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17106-tokyo-chiama-bruxelles-lasse-giappone-nato.mp4","galleria":""}
{"id":17095,"titolo":"Le Potenze Straniere che minacciano la Svezia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Secondo quanto riportato dal<a href=\"https://sakerhetspolisen.se/om-sakerhetspolisen/publikationer/sakerhetspolisens-lagesbild/sakerhetspolisen-2024-2025/hotet/sakerhetshotande-verksamhet-fran-frammande-makt.html\"> sito del Servizio di Sicurezza svedese</a>, la sicurezza della Nazione è minacciata da numerose attività di intelligence illegale e da azioni di potenze straniere che cercano di influenzare e destabilizzare il paese. Tra queste, <strong>la Russia, la Cina e l'Iran </strong>sono i principali attori coinvolti in attività che compromettono la sovranità politica e la sicurezza della Svezia. Le loro operazioni spaziano da <strong>attività di</strong> <strong>spionaggio a sabotaggi e influenza politica</strong>, mirate a raggiungere obiettivi strategici nei contesti geopolitici globali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17100,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/be26cbd4-3624-425a-a566-5ae87e10391c.jpeg\" alt=\"Le Potenze Straniere che minacciano la Svezia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17100\" title=\"Le Potenze Straniere che minacciano la Svezia - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sergey Naryshkin, direttore dell’Svr, il Servizio di intelligence estera russo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le Attività di Sicurezza Russe: Un'Offensiva Sempre Più Pericolosa</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La Russia è considerata la maggiore minaccia per la sicurezza svedese. Nonostante il rafforzamento della difesa totale della Svezia e l'ingresso nel trattato NATO, la Russia ha intensificato le sue operazioni di intelligence contro il paese.<strong> Le attività russe mirano principalmente a indebolire la coesione all'interno della NATO e tra i paesi occidentali</strong>, nonché a ostacolare il sostegno dell'Occidente all'Ucraina e a eludere le sanzioni internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La Russia è particolarmente interessata all'<strong>acquisizione di tecnologia occidentale</strong>, utilizzando la Svezia come punto di transito per procurarsi componenti e tecnologie a duplice uso. Inoltre, la Russia ha sviluppato un approccio sempre più aggressivo, utilizzando metodi di sabotaggio e attività clandestine attraverso agenti reclutati, anche tra la popolazione europea. Tali operazioni mirano a creare disordini sociali, ridurre il sostegno occidentale all'Ucraina e destabilizzare l'ordine interno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17101,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/ilgiornale2-2023061417100493-0cdd4a472dd8f65e9a6fed2a6bb565d8-scaled-1-1024x683.jpg\" alt=\"Le Potenze Straniere che minacciano la Svezia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17101\" title=\"Le Potenze Straniere che minacciano la Svezia - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le Potenze Straniere che minacciano la Svezia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le Attività di Intelligence Cinese: Una Strategia a Lungo Periodo</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La Cina, con le sue ambizioni globali, ha sviluppato una serie di metodi per influenzare gli stati esteri e raccogliere informazioni vitali. Le sue attività di intelligence in Svezia si concentrano sull'acquisizione di tecnologie, sull'<strong>influenza sulla diaspora cinese e sull'infiltrazione nei settori economici strategici</strong>, come la difesa e la tecnologia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Le attività di advocacy cinese in Svezia sono dirette principalmente alla comunità cinese, ma anche a gruppi di opposizione e minoranze. La Cina si preoccupa di plasmare l'immagine del paese in Occidente, esercitando pressioni politiche per influenzare le decisioni politiche e le opinioni pubbliche. Le collaborazioni tra Cina e Russia in vari settori, tra cui la tecnologia, pongono un ulteriore rischio per la Svezia, poiché le informazioni raccolte potrebbero sostenere la capacità militare della Russia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Inoltre,<strong> la Cina utilizza attacchi informatici come strumento per raccogliere dati sensibili</strong>, mettendo a rischio la sicurezza delle aziende svedesi di tecnologia avanzata, tra cui quelle nel settore della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le Attività di Intelligence Iraniane: Un'Arena di Conflitto in Svezia</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L'Iran è attivo in Svezia con l'obiettivo di proteggere e rafforzare il proprio regime, mirando principalmente a proteggersi da minacce esterne e a eludere le sanzioni internazionali. Una parte fondamentale di queste attività riguarda il monitoraggio e la repressione dei movimenti di opposizione, così come l'influenza sulle persone appartenenti alla diaspora iraniana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Negli ultimi anni, il Servizio di Sicurezza svedese ha rilevato un aumento delle attività iraniane, tra cui l'utilizzo di reti criminali per compiere atti di violenza contro obiettivi ritenuti ostili, come gli interessi israeliani e gruppi di opposizione. L'Iran ha anche cercato di acquisire tecnologia e conoscenze attraverso le università svedesi e altre istituzioni, in un tentativo di aggirare le sanzioni e ottenere tecnologie a duplice uso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17099,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/svezia-nato-1024x671.jpg\" alt=\"Le Potenze Straniere che minacciano la Svezia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17099\" title=\"Le Potenze Straniere che minacciano la Svezia - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le Potenze Straniere che minacciano la Svezia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Conclusioni: L'Importanza di una Vigilanza Continua</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La crescente attività di potenze straniere in Svezia solleva preoccupazioni sulla sicurezza e la stabilità del paese. Le operazioni di intelligence, il sabotaggio e l'influenza politica rappresentano minacce concrete che richiedono una risposta coordinata e tempestiva da parte delle autorità svedesi. La cooperazione internazionale, in particolare all'interno del contesto della NATO, e il rafforzamento delle misure di sicurezza interne sono essenziali per proteggere la Svezia dalle attività pericolose di potenze straniere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Le potenze straniere continuano a utilizzare una varietà di strumenti per perseguire i propri obiettivi strategici. La Svezia dovrà rimanere vigile e pronta a difendere la sua sovranità, proteggendo al contempo le sue infrastrutture critiche, la sua economia e la sicurezza della sua popolazione da queste minacce emergenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/shutterstock-karta-1200.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"attivitàintelligence, difesasvezia, minacceglobali, sicurezzanazionale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-12 21:32:26","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://sakerhetspolisen.se/om-sakerhetspolisen/publikationer/sakerhetspolisens-lagesbild/sakerhetspolisen-2024-2025/hotet/sakerhetshotande-verksamhet-fran-frammande-makt.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17095-le-potenze-straniere-che-minacciano-la-svezia.mp4","galleria":""}
{"id":17082,"titolo":"Polemica in Spagna per lo stop agli spettacoli militari del 2 maggio a Madrid","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>No alla Patrulla Águila e ai Paracadutisti della mitica PAPEA:</strong> in Spagna infuria la polemica dopo la decisione del Governo socialista di Pedro Sánchez di escludere completamente le forze armate dalle celebrazioni del 2 maggio, sentitissima festa della Comunità di Madrid. A far discutere è soprattutto l’assenza non solo della tradizionale parata militare terrestre, ma anche degli acclamati spettacoli aerei della Patrulla Águila e dei paracadutisti della PAPEA, protagonisti negli anni scorsi di suggestive esibizioni sopra la Puerta del Sol.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La mossa ha sollevato un'ondata di critiche da parte della presidente della Comunità di Madrid, <strong>Isabel Díaz Ayuso</strong>, che non ha esitato a definire la scelta come una \"censura simbolica\". Il Governo regionale madrileno si è dichiarato profondamente contrariato da una decisione che, a loro avviso, priva i cittadini di un elemento identitario e altamente simbolico nel giorno in cui si celebra l’insurrezione del popolo madrileno contro l’invasione napoleonica del 1808.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Secondo quanto riferito dal portavoce del governo regionale, <strong>Miguel Ángel García Martín</strong>, l’ordine di escludere ogni forma di presenza militare non sarebbe partito direttamente dalla ministra della Difesa <strong>Margarita Robles</strong>, bensì da \"livelli più alti\", facendo intendere che si tratti di una direttiva imposta dal presidente del Governo in persona. La rottura istituzionale tra la Moncloa e la Real Casa de Correos, sede del governo madrileño, appare ormai insanabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Già lo scorso anno la presenza della <strong>Patrulla Águila</strong> al Dos de Mayo aveva fatto storcere il naso a vari esponenti del Governo centrale. L’esibizione, per quanto spettacolare e apprezzata dal pubblico, era stata mal digerita dalla Moncloa, soprattutto perché legata a un’amministrazione regionale guidata da una figura politicamente contrapposta come Isabel Díaz Ayuso. Lo stesso tipo di tensione si è ora amplificato, arrivando a un’esclusione totale delle forze armate dalle celebrazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">La <strong>PAPEA</strong> – acronimo della <em>Patrulla Acrobática de Paracaidismo del Ejército del Aire y del Espacio</em> – è da anni una delle attrazioni più suggestive del 2 maggio. I suoi membri effettuavano salti estremamente complessi nel pieno centro di Madrid, destreggiandosi nello spazio angusto della Puerta del Sol con una precisione che aveva sempre strappato applausi e commozione. Anche questa tradizione è stata ora annullata, suscitando sdegno tra molti cittadini.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In risposta a questa decisione, il Governo regionale ha reagito con fermezza: <strong>nessun membro dell’Esecutivo centrale riceverà inviti ufficiali</strong> per partecipare alle celebrazioni del <em>Dos de Mayo</em>. Inoltre, eventuali tentativi di \"presentarsi\" da parte di ministri o rappresentanti del Governo verranno bloccati dal protocollo istituzionale, che li informerà di non essere graditi. Il veto è stato esteso anche al delegato del Governo a Madrid, <strong>Francisco Martín</strong>, con il quale la Regione ha interrotto ogni relazione ufficiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel frattempo, Ayuso e il suo staff stanno lavorando a una <strong>serie di attività alternative</strong> che possano offrire un programma <em>“all’altezza dei madrileñi e della loro festa più sentita”</em>, nel tentativo di non far pesare eccessivamente l’assenza della componente militare e garantire comunque un evento solenne e coinvolgente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Intanto, lontano dalle polemiche politiche, la <strong>Patrulla Águila</strong> si prepara a festeggiare il suo <strong>40º anniversario</strong> con un grande <strong>Festival Aéreo Internazionale</strong> chiamato <em>\"Aire 25\"</em>, che si terrà a <strong>San Javier (Murcia)</strong> il 14 e 15 giugno prossimi. L’evento vedrà la partecipazione di alcune tra le più famose pattuglie acrobatiche del mondo, come le <strong>Frecce Tricolori</strong> italiane, le <strong>Red Arrows</strong> del Regno Unito, la <strong>Patrouille de France</strong> e la <strong>Patruille Suisse</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Al festival prenderanno parte anche altri assetti dell’Esercito dell’Aria, tra cui <strong>Eurofighter</strong>, <strong>F-18</strong>, <strong>A400M</strong>, elicotteri <strong>NH90</strong> e mezzi della Guardia Civil e dell’Armada. Sarà anche l’occasione per salutare il mitico <strong>C-101 \"Culopollo\"</strong>, aereo da addestramento in servizio da quasi 40 anni, che cederà presto il posto a una nuova generazione di velivoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/papea.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"papea, paracadutisti, spagna","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-12 21:15:39","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.eldebate.com/espana/madrid/20250409/patrulla-aguila-paracaidistas-sanchez-prohibe-tambien-espectaculo-castrense-aereo-dos-mayo_286770.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17082-polemica-in-spagna-per-lo-stop-agli-spettacoli-militari-del-2-maggio-a-madrid.mp4","galleria":""}
{"id":17078,"titolo":"Difesa e spesa militare: Giorgetti vuole raggiungere il 2% del PIL senza attivare la clausola","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha dichiarato a Varsavia, a margine dell’Ecofin informale, che l’Italia intende raggiungere l’obiettivo del 2% del PIL di spesa per la difesa \"senza attivare la clausola nazionale di salvaguardia\" prevista dal nuovo Patto di stabilità europeo. Tale clausola, concepita per sostenere i Paesi che devono aumentare gli investimenti nella difesa senza incorrere in sanzioni per deficit eccessivo, rappresenta uno degli strumenti messi sul tavolo dalla Commissione europea insieme al piano Readiness 2030.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Readiness 2030 è la strategia di riarmo proposta dall’Unione per rafforzare le capacità militari degli Stati membri. Si basa sull’aumento delle spese nazionali e prevede due pilastri: l’uso della clausola di salvaguardia e l’accesso ai finanziamenti dello strumento europeo SAFE (Supportive Anti-Fragile Environment), che mette a disposizione prestiti per 150 miliardi di euro. Su quest’ultimo, Giorgetti ha commentato: \"Mancano ancora dei dettagli, quindi non possiamo fare una valutazione definitiva\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17083,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/IM-Giancarlo-Giorgetti-1-1024x683.jpg\" alt=\"Difesa e spesa militare: Giorgetti frena e attende il vertice Nato - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17083\" title=\"Difesa e spesa militare: Giorgetti frena e attende il vertice Nato - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa e spesa militare: Giorgetti vuole raggiungere il 2% del PIL senza attivare la clausola - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Attendere la Nato per una scelta consapevole</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Giorgetti ha sottolineato come ogni decisione debba essere presa dopo il summit NATO di giugno, dove si discuterà di un possibile nuovo target di spesa militare, verosimilmente del 3,5% del PIL. \"<strong>È importante rafforzare la difesa europea nell’ambito dell’Alleanza Atlantica</strong>\", ha detto il ministro, aggiungendo che è necessario agire con \"<strong>sangue freddo, razionalità e senza la frenesia che spesso conduce a scelte sbagliate</strong>\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’approccio prudente dell’Italia si inserisce in un contesto europeo complesso, dove coesistono sensibilità e situazioni economiche molto diverse. Mentre Paesi come la Germania possono contare su un ampio margine di bilancio, l’Italia deve mantenere un equilibrio tra disciplina finanziaria e obblighi internazionali. Giorgetti ha ribadito: \"Abbiamo l’impegno di rispettare una disciplina di bilancio che tanto ci premia, e allo stesso tempo di rispettare gli impegni internazionali\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel frattempo, la Commissione Europea ha chiarito, per voce del commissario Valdis Dombrovskis, che il termine di fine aprile per presentare la richiesta di attivazione della clausola nazionale non è perentorio, ma serve a preparare le raccomandazioni entro luglio. Anche una richiesta successiva sarà considerata valida. L’invito, tuttavia, è a muoversi in modo coordinato, per rafforzare l’azione politica comune.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17084,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/R.png\" alt=\"Difesa e spesa militare: Giorgetti frena e attende il vertice Nato - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17084\" title=\"Difesa e spesa militare: Giorgetti frena e attende il vertice Nato - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Difesa e spesa militare: Giorgetti vuole raggiungere il 2% del PIL senza attivare la clausola - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso un mercato europeo della difesa?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la riunione informale a Varsavia, i ministri dell’economia hanno anche esaminato un documento del <a href=\"https://www.bruegel.org/\">think tank Bruegel</a> intitolato \"La governance e il finanziamento del riarmo europeo\". Gli autori propongono la creazione di un <strong>Meccanismo di Difesa Europeo</strong> (EDM), aperto anche a Paesi non Ue come Regno Unito e Norvegia. Questo strumento centralizzerebbe acquisti e finanziamenti, creando un mercato unico della difesa e mantenendo la proprietà dei materiali militari fino all’effettivo utilizzo. L’obiettivo è quello di ottimizzare l’efficacia operativa, favorendo sinergie e riducendo i costi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Giorgetti non ha commentato direttamente la proposta di Bruegel, ma ha evidenziato l’esigenza di mobilitare anche capitali privati per supportare l’industria della difesa europea: \"È importante stimolare non solo la domanda ma anche l’offerta, sostenendo il comparto industriale\". Ha inoltre ricordato che la spesa pubblica non è l’unico strumento a disposizione e che l’Europa deve considerare le differenze economiche tra i suoi membri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dazi, Cina e prospettive economiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul fronte internazionale, Giorgetti ha espresso preoccupazione per l’andamento della guerra commerciale tra Cina, Stati Uniti e Unione Europea. Ha spiegato che «non solo i dazi di Trump, ma anche quelli impliciti o espliciti come le politiche cinesi di dumping fanno molto male all’economia e all’industria italiane». In questo scenario, ha sottolineato che l’Europa deve trovare una posizione autonoma: \"C’è chi va in Cina e chi va a Washington, ma l’Europa rischia di essere schiacciata nel mezzo\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In caso di peggioramento del quadro economico internazionale, Giorgetti non ha escluso l’attivazione della clausola generale di salvaguardia prevista dall’articolo 25 del Patto di stabilità, già usata nel 2020 durante la pandemia: \"Se la guerra commerciale degenerasse in una crisi economica, sarà naturale riattivare la clausola\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, il ministro ha commentato con soddisfazione l’innalzamento del rating dell’Italia a BBB+ da parte di Standard &amp; Poor’s, definendolo \"un riconoscimento alla serietà del governo\". Anche il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta ha sottolineato come questo miglioramento apra la strada a ulteriori progressi, pur avvertendo che \"la debolezza dell’area euro è più persistente del previsto\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dibattito sulla spesa per la difesa, tra clausole europee e vincoli di bilancio, continuerà nei prossimi mesi, in attesa di un chiarimento decisivo al vertice NATO di giugno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/0516b06a-9628-40c8-8734-9d431c24f710.png","categoria":"Internazionali","tags":"clausoladisalvaguardia, difesaeuropea, spesamilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-12 20:53:39","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2025/04/12/giorgetti-puntiamo-a-2-pil-per-difesa-senza-stop-al-patto_d17db489-0c3f-4aca-9ae2-72fd5da2007e.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17078-difesa-spesa-militare-giorgetti-attende-nato.mp4","galleria":""}
{"id":17061,"titolo":"Giuramento spostato a Caserta: addio a Pozzuoli per l’Accademia Aeronautica?","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il giuramento solenne degli allievi del corso “<strong>Falco VI</strong>” dell’<strong>Aeronautica Aeronautica</strong>, previsto per<strong> mercoledì 16 aprile</strong>, non si terrà a Pozzuoli, sede storica dell’Accademia, ma a<strong> Caserta</strong>. A comunicarlo è stata la stessa Aeronautica Militare, che ha motivato la scelta come misura eccezionale legata alla “nota situazione dei Campi Flegrei”. Il territorio flegreo, infatti, è da mesi interessato da fenomeni di bradisismo e sciami sismici, con scosse ricorrenti avvertite dalla popolazione e registrate con puntualità dall’Osservatorio Vesuviano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una decisione che, se da un lato viene presentata come temporanea e prudenziale, dall’altro ha riacceso i riflettori su un’ipotesi ben più grave e strutturale: il possibile trasferimento definitivo dell’Accademia Aeronautica da Pozzuoli al Nord Italia. Un’eventualità che circola da mesi e che, se confermata, segnerebbe la fine di un rapporto lungo oltre sessant’anni tra l’istituzione militare e la città flegrea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17073,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Giuramento spostato a Caserta: addio a Pozzuoli per l’Accademia Aeronautica? - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/ACCADEMIA-AERONAUTICA-1024x575.jpg\" alt=\"Giuramento spostato a Caserta: addio a Pozzuoli per l’Accademia Aeronautica? - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17073\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Giuramento spostato a Caserta: addio a Pozzuoli per l’Accademia Aeronautica? - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il giuramento a Caserta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Saranno 129 i giovani allievi, selezionati tra circa 5.000 candidati provenienti da tutta Italia, a pronunciare il giuramento di fedeltà alla Repubblica e alle sue Istituzioni nella sede della Scuola Specialisti dell’Aeronautica Militare di Caserta. Una sede non scelta a caso: si tratta infatti del primo storico insediamento dell’Accademia Aeronautica, attivo dal 1926 al 1943. La cerimonia sarà suggellata dal passaggio della Pattuglia Acrobatica Nazionale, le Frecce Tricolori, e vedrà la presenza di autorità civili e militari, oltre a numerosi familiari degli allievi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo spostamento è stato definito dai vertici dell’Aeronautica come “una scelta di opportunità”, dettata dalla necessità di tutelare la sicurezza degli ospiti e garantire la regolarità dell’evento in un contesto, quello dei Campi Flegrei, che rimane instabile. La recente sequenza sismica registrata tra l’11 e il 12 aprile — con dieci scosse fino a magnitudo 2.2 — conferma lo stato di continua attenzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17075,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Cosa-vedere-a-Casertajj-1024x682.jpg\" alt=\"Giuramento spostato a Caserta: addio a Pozzuoli per l’Accademia Aeronautica? - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17075\" title=\"Giuramento spostato a Caserta: addio a Pozzuoli per l’Accademia Aeronautica? - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Giuramento spostato a Caserta: addio a Pozzuoli per l’Accademia Aeronautica? - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’ombra del trasferimento dell'Accademia Aeronautica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, la scelta di spostare il giuramento ha alimentato nuovi timori circa il futuro dell’Accademia a Pozzuoli. Da mesi circolano voci su un possibile trasferimento dell’intera struttura in una nuova sede tra Bergamo e Brescia. Nella provincia bresciana, in particolare, sarebbero già state valutate diverse opzioni: l’aeroporto militare di Ghedi, attivo e strategico, e quello civile di Montichiari, oggi scarsamente utilizzato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo a sollevare l’ipotesi, nel novembre scorso, fu il <a href=\"https://napoli.corriere.it/notizie/cronaca/25_aprile_11/scosse-nei-campi-flegrei-l-accademia-aeronautica-giuramento-degli-allievi-a-caserta-e-tornano-i-timori-di-un-trasloco-8ebfe54c-7eb3-476a-98b1-98abda929xlk.shtml\"><em>Corriere del Mezzogiorno</em> con un articolo</a> a firma di Vincenzo Esposito. Da allora, la questione è tornata più volte al centro del dibattito politico e istituzionale, tanto da spingere il deputato puteolano del Movimento 5 Stelle, Antonio Caso, a presentare un’interrogazione parlamentare al ministro della Difesa, Guido Crosetto. «Dislocare l’Accademia sarebbe un segnale negativo per i cittadini e un danno socioeconomico per l’intero territorio», ha dichiarato il parlamentare. «Se noi cittadini dobbiamo convivere con il rischio sismico e vulcanico, perché non possono farlo anche le forze armate?».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17069,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/giuramento-Accademia-Aeronautica-1200x800-1-1024x683.jpeg\" alt=\"Giuramento spostato a Caserta: addio a Pozzuoli per l’Accademia Aeronautica? - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17069\" title=\"Giuramento spostato a Caserta: addio a Pozzuoli per l’Accademia Aeronautica? - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Giuramento spostato a Caserta: addio a Pozzuoli per l’Accademia Aeronautica? - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Crosetto: “Ragioniamo sui rischi, ma nessuna decisione definitiva”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha cercato di rassicurare: «Nessuno ha mai parlato di trasferire l’Aeronautica al Nord, al Centro o al Sud. Si è parlato di una problematica gravissima che riguarda il bradisismo, non soltanto per la sede dell’Aeronautica ma per tutta la zona». Parole che, più che smentire, sembrano lasciare aperto uno spiraglio alla possibilità di un ripensamento strutturale, se la situazione dovesse peggiorare ulteriormente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel frattempo, la comunità puteolana e diversi rappresentanti istituzionali continuano a protestare. Il deputato napoletano Francesco Borrelli (AVS) ha attaccato duramente la decisione di spostare la cerimonia: «Cosa impedisce davvero di svolgere l’evento a Pozzuoli? Le scuole e gli uffici pubblici sono tutti regolarmente aperti. Troviamo irrispettoso verso la cittadinanza e la storia dell’Accademia un simile comportamento. I militari dovrebbero essere gli ultimi ad andare via da un territorio in pericolo, non i primi a fuggire».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17070,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/accademia-di-pozzuoli-1024x574.jpg\" alt=\"Giuramento spostato a Caserta: addio a Pozzuoli per l’Accademia Aeronautica? - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17070\" title=\"Giuramento spostato a Caserta: addio a Pozzuoli per l’Accademia Aeronautica? - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Giuramento spostato a Caserta: addio a Pozzuoli per l’Accademia Aeronautica? - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La posta in gioco per Pozzuoli</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il timore più concreto è che l’eventuale trasferimento dell’Accademia non sia solo una perdita simbolica, ma un colpo durissimo per l’economia e l’identità stessa della città. Pozzuoli, da decenni, ha un rapporto inscindibile con l’Aeronautica: l’Accademia rappresenta un presidio di prestigio, un generatore di indotto economico e un elemento identitario forte. La sua rimozione segnerebbe una frattura irreparabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non a caso, la protesta monta anche tra i cittadini e gli operatori economici della zona, preoccupati per il possibile impatto negativo sulla stagione turistica, già messa alla prova dalle notizie sul bradisismo. La scelta di Caserta per il giuramento, pur giustificabile sotto il profilo precauzionale, viene vissuta come un pericoloso precedente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una questione aperta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mercoledì 16 aprile, a Caserta, i 129 allievi del Corso Falco VI pronunceranno il loro giuramento. Ma su Pozzuoli resterà l’ombra di una decisione che potrebbe cambiare per sempre il destino dell’Accademia e della città. Il Parlamento sarà chiamato a discuterne, ma intanto i cittadini e i rappresentanti locali chiedono chiarezza: se esiste un piano di evacuazione militare, lo si dica apertamente; se invece si tratta solo di una scelta temporanea, sia allora restituita presto al territorio la centralità che merita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/accademia-aeronautica-di-pozzuoli-50227.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"AccademiaAeronautica, Bradisismo, CampiFlegrei, difesa, Pozzuoli","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-12 19:58:23","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://napoli.corriere.it/notizie/cronaca/25_aprile_11/scosse-nei-campi-flegrei-l-accademia-aeronautica-giuramento-degli-allievi-a-caserta-e-tornano-i-timori-di-un-trasloco-8ebfe54c-7eb3-476a-98b1-98abda929xlk.shtml","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17061-giuramento-a-caserta-accademia-aeronautica.mp4","galleria":""}
{"id":17043,"titolo":"96ª Adunata Nazionale degli Alpini: a Biella, 10-12 maggio 2025, musica, memoria e spirito Alpino","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Dal 9 all’11 maggio 2025, Biella ospiterà per la prima volta nella sua storia la <a href=\"https://www.adunatalpini.it/wp-content/uploads/2025/04/GuidaAdunataBiella2025_s.pdf\">96ª Adunata Nazionale degli Alpini</a>. Una città dal forte legame con la montagna e con le Penne Nere, pronta ad accogliere centinaia di migliaia di persone in un evento che mescola memoria, identità e spirito di fratellanza. Il motto scelto per quest’anno, <em>“Alpini portatori di speranza”</em>, richiama il “Sogno di pace” lanciato a Vicenza nel 2024, ma assume oggi un significato ancora più profondo in un tempo segnato da incertezze e conflitti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17051,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Alpini-adunata-Vicenza-24-1-foto-ufficio-stampa-Ana-Verona-1024x683.jpg\" alt=\"96ª Adunata Nazionale degli Alpini: a Biella, 10-12 maggio 2025, musica, memoria e spirito Alpino - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17051\" title=\"96ª Adunata Nazionale degli Alpini: a Biella, 10-12 maggio 2025, musica, memoria e spirito Alpino - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">96ª Adunata Nazionale degli Alpini: a Biella, 10-12 maggio 2025, musica, memoria e spirito Alpino - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le radici degli Alpini: una storia di coraggio e appartenenza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Fondato il 15 ottobre 1872, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/i-gloriosi-alpini-una-meravigliosa-storia-italiana-da-oltre-150-anni/\">Corpo degli Alpini</a> è il più antico reparto di fanteria da montagna ancora attivo al mondo. Nato per proteggere i confini settentrionali d’Italia, è diventato un simbolo di coraggio, tenacia e spirito di sacrificio. Il loro motto, <em>“Semper Primus”</em> – Sempre Primo – incarna l’orgoglio e la dedizione che li contraddistinguono, in pace e in guerra, sul campo e nel volontariato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Tra i simboli più iconici degli Alpini c’è la <em>penna nera</em>, appuntata sul cappello, che varia per tipo e posizione a seconda del grado e dello stato di servizio. Un segno di riconoscimento, certo, ma anche di appartenenza profonda. Non è raro, nelle adunate, vedere penne portate con fierezza da giovani, veterani e famiglie intere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17050,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/645bccb7e8e9cbd34fa661ae-alpini-udine-1024x664.jpg\" alt=\"96ª Adunata Nazionale degli Alpini: a Biella, 10-12 maggio 2025, musica, memoria e spirito Alpino - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17050\" title=\"96ª Adunata Nazionale degli Alpini: a Biella, 10-12 maggio 2025, musica, memoria e spirito Alpino - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">96ª Adunata Nazionale degli Alpini: a Biella, 10-12 maggio 2025, musica, memoria e spirito Alpino - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Adunata Nazionale: un appuntamento di memoria e fratellanza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La prima Adunata risale al 1920, sul Monte Ortigara, per ricordare i caduti della Grande Guerra. Da allora, ogni anno a metà maggio, migliaia di Alpini si ritrovano per celebrare i propri valori: solidarietà, memoria, unità. È molto più di una semplice parata: è un evento collettivo che attraversa le generazioni, coinvolge intere comunità e trasmette un messaggio di pace e servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il momento centrale dell’Adunata è la<strong> grande sfilata della domenica</strong>, in cui decine di migliaia di Alpini, provenienti da ogni angolo d’Italia e del mondo, marciano insieme in un fiume di emozioni, musica, storia. Dalle fanfare militari ai cori, dalle portatrici carniche ai reduci, ogni gruppo porta con sé un pezzo di storia nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17049,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/425552420-785107370326073-4548563436789804638-n-1024x576.jpg\" alt=\"96ª Adunata Nazionale degli Alpini: a Biella, 10-12 maggio 2025, musica, memoria e spirito Alpino - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17049\" title=\"96ª Adunata Nazionale degli Alpini: a Biella, 10-12 maggio 2025, musica, memoria e spirito Alpino - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">96ª Adunata Nazionale degli Alpini: a Biella, 10-12 maggio 2025, musica, memoria e spirito Alpino - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Biella e l’anima alpina</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Biella, situata ai piedi delle Alpi e dal 2021 riconosciuta come Città Alpina, ha una profonda vocazione montana e una tradizione tessile che ha modellato il suo paesaggio e la sua identità. La sezione ANA locale nacque già nel 1922 e nel 2004 vide l’elezione del biellese Corrado Perona a Presidente nazionale. Oggi, la città corona questo percorso ospitando l’evento più sentito dal popolo alpino.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il programma si apre ufficialmente venerdì 9 maggio con l’alzabandiera in Piazza Duomo, seguito dagli onori ai caduti, dall’inaugurazione della <em>Cittadella degli Alpini</em> e della Protezione Civile. In serata, le sfilate dei vessilli e dei gonfaloni daranno il benvenuto ufficiale alla comunità alpina, accompagnate dal discorso del sindaco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Sabato 10 sarà la giornata del lancio dei paracadutisti, della Santa Messa in Duomo e dei concerti itineranti. Domenica 11, invece, vedrà il grande corteo attraversare la città, concluso dal <em>passaggio della stecca</em> – il simbolico testimone tra la città ospitante e quella dell’anno successivo: Genova.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17047,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/alpini-1024x683.jpg\" alt=\"96ª Adunata Nazionale degli Alpini: a Biella, 10-12 maggio 2025, musica, memoria e spirito Alpino - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17047\" title=\"96ª Adunata Nazionale degli Alpini: a Biella, 10-12 maggio 2025, musica, memoria e spirito Alpino - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">96ª Adunata Nazionale degli Alpini: a Biella, 10-12 maggio 2025, musica, memoria e spirito Alpino - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Cittadella degli Alpini: storia, tecnologia e valori</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Grande novità dell’edizione 2025 è la <em>Cittadella degli Alpini</em>, allestita nei Giardini degli Alpini d’Italia. Sarà un’area espositiva e interattiva dedicata al presente e al futuro del Corpo, con dimostrazioni del metodo di combattimento, robot sminatori, mezzi tattici, pareti di arrampicata e spazi educativi per i più giovani. L’esposizione, curata dalla Brigata Alpina Taurinense, si articolerà su tre pilastri: <em>valori, addestramento e tecnologia</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Non mancheranno i cimeli storici provenienti dal Museo Nazionale degli Alpini e una mostra dedicata alla <em>Domenica del Corriere</em>, con proiezioni di cortometraggi originali che raccontano la vita delle Penne Nere di oggi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17048,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Adunata-Alpini-LAquila-Mulo-1-1024x768.jpg\" alt=\"96ª Adunata Nazionale degli Alpini: a Biella, 10-12 maggio 2025, musica, memoria e spirito Alpino - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17048\" title=\"96ª Adunata Nazionale degli Alpini: a Biella, 10-12 maggio 2025, musica, memoria e spirito Alpino - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">96ª Adunata Nazionale degli Alpini: a Biella, 10-12 maggio 2025, musica, memoria e spirito Alpino - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Musica, memoria e spirito alpino</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Cori e fanfare sono la colonna sonora insostituibile di ogni Adunata, e anche a Biella, oltre cento cori e venti fanfare alpine faranno vibrare le strade e le piazze, regalando momenti di autentica commozione. La musica, con il suo linguaggio universale, diventa veicolo di emozioni condivise e di ricordi che superano le generazioni. Un evento tanto significativo non poteva che essere accompagnato anche da un annullo filatelico speciale: il soggetto scelto è il Monte Camino, con la chiesetta di San Maurizio a 2398 metri, luogo simbolico per gli Alpini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p> L’annullo sarà disponibile presso il Villaggio dell’Adunata in Piazza Vittorio Veneto, offrendo a collezionisti e appassionati un ricordo tangibile dell’evento. <strong>La 96ª Adunata di Biella non sarà soltanto una celebrazione, ma un richiamo profondo ai valori fondanti dell’Alpinità: spirito di sacrificio, amore per la Patria, solidarietà, fratellanza e servizio</strong>. In un’epoca che spesso perde la memoria e il senso della comunità, gli Alpini tornano a ricordarci che la speranza si costruisce insieme, passo dopo passo, canto dopo canto, penna dopo penna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":17053,\"href\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/GuidaAdunataBiella2025_s.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/GuidaAdunataBiella2025_s.pdf\" type=\"application/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"GuidaAdunataBiella2025_s\"></object><a id=\"wp-block-file--media-10344891-e8f2-46cc-bc6f-4e926b068b44\" href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/GuidaAdunataBiella2025_s.pdf\">GuidaAdunataBiella2025_s</a><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/GuidaAdunataBiella2025_s.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-10344891-e8f2-46cc-bc6f-4e926b068b44\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/slide-02.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"adunata2025, alpini, biella10_12maggio, spiritodicorpo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-12 08:17:30","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17043-96a-adunata-alpini-a-biella-10-12-maggio-2025.mp4","galleria":""}
{"id":17034,"titolo":"Ares 2/25: la Brigata Ariete crea la nuova generazione corazzata","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel cuore del poligono <strong>Cellina-Meduna</strong>, in Friuli Venezia Giulia, si è svolta nei giorni scorsi l’esercitazione a fuoco “<strong>Ares 2/25</strong>”, che ha visto impegnata un’unità del <strong>132° Reggimento Carri</strong> della <a href=\"https://brigatafolgore.net/132a-brigata-corazzata-ariete-carri-ariete-combattono/\" data-type=\"link\" data-id=\"https://brigatafolgore.net/132a-brigata-corazzata-ariete-carri-ariete-combattono/\">Brigata corazzata “Ariete”</a>. L’attività addestrativa rappresenta una delle tappe più significative nel percorso formativo dei nuovi carristi, e si inserisce all’interno di un più ampio programma di preparazione operativa in vista della piena integrazione nelle capacità di risposta rapida dell’Alleanza Atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Per i militari neo-assegnati al reparto, “Ares 2/25” ha segnato la conclusione di due intense settimane di addestramento, articolate in differenti modalità e scenari. Le unità hanno operato su più livelli: attività “virtual”, con l’impiego del sistema di simulazione avanzato <strong>VBS3</strong>, esercitazioni “in bianco” per il coordinamento tattico e una fase notturna continuativa, volta a testare le capacità di comando, orientamento e combattimento in contesto operativo incerto e ostile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17036,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Ares 2/25: la Brigata Ariete crea la nuova generazione corazzata - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/3-Un-momento-dellesercitazione-1024x683.jpg\" alt=\"Ares 2/25: la Brigata Ariete crea la nuova generazione corazzata - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17036\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ares 2/25: la Brigata Ariete crea la nuova generazione corazzata - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Questa metodologia modulare, che alterna l’ambiente simulato a quello reale, mira ad accrescere progressivamente le capacità degli equipaggi, con particolare attenzione all’interoperabilità e alla gestione del rischio in scenari complessi. Il Cellina-Meduna, per la sua estensione e versatilità, si conferma un poligono d’eccellenza nel panorama addestrativo nazionale, capace di supportare sia l’addestramento tattico che quello tecnico-logistico dei mezzi corazzati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’esercitazione non è un episodio isolato, ma parte integrante del calendario addestrativo della Brigata Ariete, in preparazione alla futura <strong>certificazione NATO “Tier 2”</strong>, che prevede la piena prontezza operativa per l’impiego in missioni di difesa collettiva. In quest’ottica, le unità carri saranno impegnate anche nei prossimi mesi in ulteriori eventi addestrativi su larga scala, in Italia e all’estero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Ma il poligono è solo una delle due piste lungo cui si muove la trasformazione della componente pesante italiana. La seconda riguarda lo <strong>sviluppo dei nuovi carri armati di ultima generazione</strong>, al centro della collaborazione strategica tra Italia e Germania.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17037,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Ares 2/25: la Brigata Ariete crea la nuova generazione corazzata - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/8-Carro-Ariete-in-attivita-notturna-1024x683.jpg\" alt=\"Ares 2/25: la Brigata Ariete crea la nuova generazione corazzata - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17037\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ares 2/25: la Brigata Ariete crea la nuova generazione corazzata - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il futuro è blindato: 100 nuovi carri armati entro il 2029</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Parallelamente all’evoluzione addestrativa, l’Esercito italiano si prepara a una <strong>storica transizione tecnologica</strong>, grazie al progetto industriale condiviso tra <strong>Leonardo</strong> e <strong>Rheinmetall</strong>, destinato a rinnovare in profondità la flotta corazzata nazionale. Entro il 2029, infatti, è prevista la <strong>consegna dei primi 100 nuovi carri armati</strong>, per un valore complessivo stimato oltre <strong>20 miliardi di euro</strong> nei prossimi anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>A delineare la portata del progetto è stato <strong>Roberto Cingolani</strong>, amministratore delegato di Leonardo, in un’intervista al quotidiano tedesco <a href=\"https://www.spiegel.de/wirtschaft/ruestung-manager-roberto-cingolani-ueber-verteidigung-nicht-zulassen-dass-die-nato-zerfaellt-a-78c026e6-cd5c-4ec7-a331-96b09487de27\"><em>Der Spiegel</em>.</a> Il nuovo sistema di combattimento sarà basato sul carro <strong>Panther KF-51</strong>, piattaforma modulare sviluppata da Rheinmetall, dotata di capacità di connessione in rete con <strong>droni, satelliti e altri asset digitali</strong>. L’obiettivo è fornire all’Esercito un sistema corazzato in grado di operare in uno scenario multi-dominio, integrando sensori, comandi digitali e protezione avanzata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4238,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Ares 2/25: la Brigata Ariete crea la nuova generazione corazzata - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/24004-1024x682.png\" alt=\"Il KF51 Panther: Il rivoluzionario Carro per l'Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4238\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il KF51 Panther: Il rivoluzionario Carro per l'Esercito Italiano - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Leonardo Rheinmetall Military Vehicles: una joint venture concreta</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La realizzazione del programma è affidata alla <strong>joint venture Leonardo Rheinmetall Military Vehicles (LRMV)</strong>, con sede legale a <strong>Roma</strong> e impianto produttivo a <strong>La Spezia</strong>. Il modello di cooperazione si distingue per l’equilibrio nella ripartizione delle attività: <strong>60% delle operazioni sarà svolto in Italia</strong>, il restante <strong>40% in Germania</strong>. Si tratta di un accordo già operativo, con ruoli e tempi definiti, che rompe la tradizionale lentezza dei programmi europei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Non a caso, la differenza con il programma <strong>MGCS</strong> (Main Ground Combat System) è netta. Quest’ultimo, promosso da Francia e Germania, è ancora fermo alla fase concettuale, mentre l’Italia e la Germania hanno già definito linee produttive, obiettivi e investimenti. “La differenza è che il Mgcs è solo un annuncio. Noi sappiamo già come dividerci il lavoro nei prossimi quindici anni”, ha affermato Cingolani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un nuovo modello per l’Europa?</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel contesto di una difesa europea spesso rallentata da <strong>frammentazione industriale</strong> e <strong>divergenze politiche</strong>, il modello LRMV si propone come un <strong>laboratorio concreto di cooperazione</strong>. Non solo un accordo bilaterale, ma un esempio potenziale per altri progetti futuri. In un’Europa che cerca una nuova centralità strategica, la via italiana alla modernizzazione corazzata si distingue per pragmatismo, rapidità e visione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In conclusione, mentre i giovani carristi del 132° affinano sul campo le loro capacità operative, il futuro dell’Esercito si costruisce anche nelle officine, nei laboratori e nei centri decisionali dove prende forma la nuova generazione di corazzati italiani. Dalla linea di tiro al Panther, l’Italia muove i suoi passi verso una forza terrestre più moderna, letale e interconnessa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/2-Carro-Ariete-a-fuoco.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"brigataariete, carriarmati, difesaeuropea, esercitazionimilitari","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-11 22:27:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.spiegel.de/wirtschaft/ruestung-manager-roberto-cingolani-ueber-verteidigung-nicht-zulassen-dass-die-nato-zerfaellt-a-78c026e6-cd5c-4ec7-a331-96b09487de27","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17034-ares-2-25-ariete-generazione-corazzata.mp4","galleria":""}
{"id":17024,"titolo":"Svizzera, nuovi sistemi di difesa aerea IRIS-T","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Svizzera <a href=\"https://www.ar.admin.ch/en/nsb?id=105630\">prevede l'acquisto</a> di almeno <strong>quattro sistemi di difesa aerea terrestre a medio raggio IRIS-T SLM</strong>, prodotti dall’azienda tedesca <strong>Diehl Defence</strong>. Lo ha annunciato Armasuisse, l’Ufficio federale degli approvvigionamenti della difesa, confermando che i negoziati con il produttore sono attualmente in fase avanzata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La firma del contratto è prevista per il <strong>terzo trimestre del 2025</strong>, nell’ambito del programma europeo <strong>European Sky Shield Initiative (ESSI)</strong>, a cui la Svizzera <a href=\"https://www.admin.ch/gov/en/start/documentation/media-releases.msg-id-102847.html\">ha aderito nell’ottobre scorso</a> come <strong>quindicesimo paese membro</strong>, con un focus iniziale proprio sulla difesa aerea di medio raggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel 2023, il Parlamento svizzero ha approvato una <strong>garanzia di credito di 660 milioni di franchi svizzeri</strong> (circa 809 milioni di dollari) per sostenere l’acquisizione nell’ambito del <strong>programma d’armamento 2024</strong>. La decisione si inserisce nel contesto del crescente impegno europeo nel rafforzamento delle capacità difensive, in risposta ai continui attacchi con missili e droni da parte della Russia contro obiettivi civili e militari in Ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“La futura difesa aerea terrestre contribuirà in modo determinante al mantenimento della sovranità dello spazio aereo e alla protezione da attacchi con armi a lungo raggio”, ha dichiarato Armasuisse. Il nuovo sistema sarà integrato nella rete nazionale di difesa aerea, come parte della <strong>difesa aerea integrata (IAD)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Test operativi in ambienti montuosi: radar TRML-4D sotto esame</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Un passo cruciale nel processo di acquisizione è stato compiuto <strong>tra il 31 marzo e l’11 aprile 2025</strong>, con una serie di test sul radar <strong>TRML-4D</strong> fornito da <strong>Hensoldt</strong>, condotti in collaborazione con Diehl Defence e le Forze Armate svizzere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>I test sono stati svolti in due località strategiche: il sito federale di <strong>Homberg</strong> e l’<strong>aerodromo di Emmen</strong>, per verificare le prestazioni del sistema nella complessa topografia montuosa della Svizzera — dove oltre il 70% del territorio è coperto da rilievi, e un quarto si trova sopra i 2.000 metri di altitudine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il radar ha dimostrato capacità di rilevamento e classificazione su vari tipi di velivoli, inclusi <strong>PC-12, PC-7, F/A-18 ed elicotteri</strong>, operanti nei consueti spazi di addestramento. Inoltre, sono state condotte verifiche sulla <strong>compatibilità elettromagnetica con sistemi civili</strong>, come i radar meteorologici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Non sono state effettuate prove di tiro, ma l’utilizzo di un simulatore di bersagli radar ha consentito di testare la capacità del sensore in presenza di obiettivi con diverse velocità e sezioni radar.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’esposizione alle <strong>radiazioni non ionizzanti (NIR)</strong> è rimasta nei limiti previsti dalle normative svizzere: Armasuisse ha operato con regolare <strong>autorizzazione di trasmissione</strong> rilasciata dall’<strong>Ufficio federale delle comunicazioni (OFCOM)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17027,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/sw01-1024x682.jpg\" alt=\"Svizzera, nuovi sistemi di difesa aerea IRIS-T - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17027\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Schermo del sensore radar TRML-4D ©VBS-DDPS</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Colmare le lacune: il ruolo del sistema IRIS-T SLM</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il progetto “<strong>GBAD MR</strong>” (Ground-Based Air Defence Medium Range) mira a sostituire i sistemi antiaerei attualmente in uso — ormai prossimi alla fine della vita operativa — e a <strong>colmare un’importante lacuna</strong> nella capacità di contrasto alle <strong>armi stand-off</strong>, ossia sistemi d’arma lanciati da lunga distanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il nuovo sistema consentirà di espandere la copertura dello spazio aereo a <strong>media distanza</strong>, andando ad affiancarsi al sistema a lungo raggio <strong>Patriot</strong>, già in dotazione. I sistemi esistenti, come gli <strong>Stinger</strong> e l’artiglieria contraerea media, non sono più adeguati a contrastare minacce moderne, come missili e aerei capaci di colpire da alta quota e a lunga distanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17028,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/sw02-1024x640.jpg\" alt=\"Svizzera, nuovi sistemi di difesa aerea IRIS-T - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17028\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sistema di difesa aerea terrestre a medio raggio (GBAD MR) ©VBS-DDPS</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Diffusione internazionale e futuro sviluppo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Oltre alla Svizzera, il sistema IRIS-T SLM è già in uso in <strong>Germania</strong> e <strong>Ucraina</strong>. <strong>Lettonia</strong> ha formalizzato un ordine nel novembre 2023, mentre <strong>Slovenia</strong> e <strong>Bulgaria</strong> hanno aderito al programma nel corso del 2024. Ogni sistema è composto da un <strong>radar TRML-4D</strong>, un <strong>centro di comando per il controllo del fuoco</strong> e <strong>più lanciatori mobili</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Parallelamente, Diehl <a href=\"https://www.diehl.com/defence/en/press-and-media/news/diehl-defence-enhances-integration-capabilities-of-iris-t-missile-into-fighter-aircraft-platforms/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ha siglato un accordo</a> di cooperazione con l’azienda danese <strong>MDSI</strong> per estendere l’integrazione del missile <strong>IRIS-T a corto raggio</strong> su una gamma più ampia di velivoli da combattimento. Attualmente il missile è già integrato su <strong>Eurofighter</strong>, <strong>Gripen</strong>, <strong>F-16</strong>, <strong>Tornado</strong>, <strong>EF-18</strong>, <strong>KF-21</strong> e <strong>F-5E</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><em>“Grazie alla partnership con MDSI, stiamo ampliando le possibilità d’impiego del nostro sistema missilistico anche su piattaforme finora considerate di compatibilità limitata”,</em> ha dichiarato <strong>Martin Walzer</strong>, senior manager per i programmi di integrazione di Diehl.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":17030,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/2025-04-Pressemitteilung-Partnerschaft-MSDI-3zu1-1024x341.jpg\" alt=\"Svizzera, nuovi sistemi di difesa aerea IRIS-T - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-17030\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il missile IRIS-T a corto raggio, integrabile su una vasta gamma di velivoli da combattimento</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fonti: </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>https://www.ar.admin.ch/en/nsb?id=105630</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>https://www.admin.ch/gov/en/start/documentation/media-releases.msg-id-102847.html</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>https://www.diehl.com/defence/en/press-and-media/news/diehl-defence-enhances-integration-capabilities-of-iris-t-missile-into-fighter-aircraft-platforms/</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/4DTLSS6OIRFDRBAGPQHHONA3DM.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"DifesaAerea, EuropeanSkyShieldInitiative, IRISTSLM","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-11 18:47:31","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/europe/2025/04/11/switzerland-to-buy-4-or-5-iris-t-air-defense-systems-from-diehl/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/17024-difesa-aerea-svizzera-iris-t-slm-20250411.mp4","galleria":""}
{"id":16993,"titolo":"L'Arcivescovo Gian Franco Saba Nuovo Ordinario Militare per l’Italia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Papa Francesco ha nominato Mons. Gian Franco Saba, attuale Arcivescovo Metropolita di Sassari, come nuovo Ordinario Militare per l’Italia. Il Santo Padre ha deciso di trasferirlo dalla sua diocesi di Sassari per assumere un incarico di grande rilevanza spirituale e pastorale, in un periodo in cui la Chiesa si trova a riflettere sul suo ruolo nelle situazioni complesse e spesso lontane dalle strutture ecclesiali tradizionali. Mons. Saba, che compirà 57 anni il prossimo 20 settembre, sostituisce Mons. Santo Marcianò, che ha ricoperto il ruolo per 12 anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Formazione e Carriera</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mons. Gian Franco Saba nasce a Olbia il 20 settembre 1968. Dopo aver frequentato il Seminario Diocesano di Tempio–Ampurias, prosegue gli studi teologici al Pontificio Seminario Regionale Umbro di Assisi e all’Istituto Teologico della Pontificia Università Lateranense. Consegue successivamente il Baccellierato in Teologia alla Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna e un Dottorato in Teologia e Scienze Patristiche presso il Pontificio Istituto Patristico Augustinianum di Roma. Ha anche approfondito le sue conoscenze con un corso sui “Sistemi di comunicazione nelle relazioni internazionali” presso l’Università per Stranieri di Perugia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ordinato sacerdote il 23 ottobre 1993, incardinandosi nella Diocesi di Tempio–Ampurias, Mons. Saba ha ricoperto numerosi incarichi, tra cui quello di Assistente Diocesano dei Giovani di Azione Cattolica, Direttore dell’Istituto Diocesano di Scienze Religiose, Rettore del Pontificio Seminario Regionale Sardo di Cagliari e Parroco di San Antonio Abate a San Antonio di Gallura. Il 27 giugno 2017, è stato nominato Arcivescovo Metropolita di Sassari, ricevendo la consacrazione episcopale il 13 settembre dello stesso anno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16998,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422.jpeg\" alt=\"L'Arcivescovo Gian Franco Saba Nuovo Ordinario Militare per l’Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16998\" style=\"width:840px;height:auto\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Arcivescovo Gian Franco Saba Nuovo Ordinario Militare per l’Italia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Messaggio di Mons. Saba alla Chiesa Ordinariato Militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo messaggio di saluto alla Chiesa Ordinariato Militare, Mons. Saba ha ringraziato il suo predecessore Mons. Marcianò per il suo lungo servizio e ha rivolto un pensiero di gratitudine ai cappellani militari, che operano in contesti complessi e lontani dalla vita ordinaria delle parrocchie. Ha sottolineato l’importanza di essere una presenza viva e tangibile per chi serve con fedeltà e sacrificio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un particolare ricordo è stato rivolto ai giovani, ai sofferenti, e alle famiglie dei militari, esprimendo loro il suo apprezzamento per il loro impegno e sacrificio. Mons. Saba ha anche fatto riferimento al suo motto episcopale tratto da Sant’Agostino: <em>“Dilectione amplectere Deum”</em> (Abbraccia Dio con amore), e ha proposto tre parole chiave per il cammino pastorale che lo attende: <em>campo</em>, <em>tenda</em> e <em>cammino</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Campo, la Tenda e il Cammino</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Mons. Saba, la Chiesa Ordinariato Militare per l’Italia incarna una fede itinerante, che si muove insieme agli uomini e alle donne che serve. Il <em>campo</em> rappresenta il luogo di lavoro, di attesa e di discernimento, ma anche di incontro e di battaglia spirituale. La <em>tenda</em> simboleggia la presenza di Dio tra il suo popolo, una vicinanza che accompagna senza mai imporsi. Infine, il <em>cammino</em> rappresenta il pellegrinaggio continuo verso una patria che, sebbene ancora non visibile, è già nel cuore di ogni credente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mons. Saba ha concluso il suo messaggio affermando che la Chiesa deve essere una presenza di ascolto e dialogo con tutti, senza pregiudizi e senza chiusure. Seguendo l’esempio di Papa Francesco, l’arcivescovo si impegna a rendere la Chiesa una \"tenda di Dio\", capace di accogliere, ascoltare e accompagnare tutti lungo il cammino della vita, disarmando pensieri, parole e gesti negativi, per essere una presenza di pace e di speranza in un mondo bisognoso di giustizia e solidarietà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16999,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/giubileo1-1024x683.jpg\" alt=\"L'Arcivescovo Gian Franco Saba Nuovo Ordinario Militare per l’Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16999\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Arcivescovo Gian Franco Saba Nuovo Ordinario Militare per l’Italia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Nuovo Inizio per la Chiesa Ordinariato Militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo incarico di Mons. Saba rappresenta una nuova fase per la Chiesa Ordinariato Militare per l’Italia, un servizio che si distingue per la sua vicinanza ai militari e alle loro famiglie. In un periodo in cui il mondo affronta sfide sempre più complesse, l'arcivescovo Saba è pronto a continuare il lavoro del suo predecessore, portando avanti una missione di amore, solidarietà e speranza, nel solco della tradizione cristiana e del magistero di Papa Francesco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/monjjok.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Mons Gian Franco Saba, Ordinario Militare, Papa Francesco","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-11 12:34:51","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.agensir.it/quotidiano/2025/4/10/ordinariato-militare-il-saluto-del-nuovo-arcivescovo-mons-saba-essere-una-presenza-di-ascolto-che-disarma-pensieri-parole-e-gesti-per-non-cadere-nel-mito-della-forza/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16993-gian-franco-saba-nuovo-ordinario-militare.mp4","galleria":""}
{"id":16979,"titolo":"Paracadutisti e Joint Forcible Entry: L'Esercitazione BOA-2 2025","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Si è conclusa nei giorni scorsi, presso il poligono di Monte Romano (VT), l'esercitazione \"BOA-2\", un'importante attività addestrativa che ha coinvolto il reggimento \"<a href=\"https://brigatafolgore.net/3o-reggimento-savoia-cavalleria/\">Savoia Cavalleria</a>\" (3°) e il 185° reggimento artiglieria paracadutisti. L'esercitazione ha simulato un'operazione di ingresso forzato congiunto (JFEO, <a href=\"https://irp.fas.org/doddir/dod/jp3_18.pdf\">Joint Forcible Entry Operation</a>), un concetto di manovra che combina forze aeree, terrestri e di supporto per permettere l'infiltrazione in un territorio ostile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il ciclo di addestramento \"BOA-2\" si è focalizzato su scenari di alta intensità e bassa permissività, mettendo alla prova la capacità delle forze armate italiane di operare in modo integrato e reattivo. Le attività hanno avuto come obiettivo l'acquisizione e il mantenimento dei procedimenti tecnico-tattici, in particolare nel contesto della cavalleria paracadutisti, un settore in cui l'Italia vanta una lunga tradizione di eccellenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16982,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Paracadutisti e Joint Forcible Entry: L'Esercitazione BOA-2 2025 - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/6-elisbarco-d0-1024x683.jpg\" alt=\"Paracadutisti e Joint Forcible Entry: L'Esercitazione BOA-2 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16982\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paracadutisti e Joint Forcible Entry: L’Esercitazione BOA-2 2025 – brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La Dinamica della Joint Forcible Entry Operation (JFEO)</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Una JFEO è una delle operazioni più complesse in ambito militare, che richiede una pianificazione dettagliata e una stretta cooperazione tra le varie forze coinvolte. Essa si articola in diverse fasi, che comprendono la proiezione di forze aeree e terrestri, il controllo del territorio, e l'ampliamento della \"testa d'aviosbarco\". L'esercitazione \"BOA-2\" ha permesso di simulare tutte queste fasi, con l'impiego di un Tactical Command Post (TACP) di Gruppo Tattico. Inizialmente operante in modalità \"dismounted\" (a piedi), il TACP ha successivamente adottato una modalità \"mounted\" con l'introduzione di mezzi da combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il fulcro dell'operazione è stato l'infiltrazione di un distaccamento esplorante paracadutista di \"Savoia Cavalleria\" supportato da un Joint Fire Support Team (JFST). L'obiettivo era garantire l'accesso a un'area ostile, permettendo così il successivo schieramento di forze aeree e terrestri. Le fasi operative, che comprendevano anche un aviosbarco da velivoli ad ala rotante, sono state condotte con estrema precisione, dimostrando l'efficacia della cooperazione tra le varie componenti delle forze armate italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16985,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Paracadutisti e Joint Forcible Entry: L'Esercitazione BOA-2 2025 - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/2-d0-1-1024x657.jpeg\" alt=\"Paracadutisti e Joint Forcible Entry: L'Esercitazione BOA-2 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16985\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paracadutisti e Joint Forcible Entry: L'Esercitazione BOA-2 2025 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L'Importanza della Preparazione Logistica e del Supporto Sanitario</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Un aspetto fondamentale delle operazioni JFEO è rappresentato dalla logistica e dal supporto sanitario. \"BOA-2\" ha testato la capacità di mantenimento e rifornimento delle forze, includendo il rifornimento di munizioni, carburante, e materiali essenziali (Classe I, III, V), nonché il recupero di veicoli da combattimento danneggiati. Inoltre, il supporto sanitario è stato gestito in modo efficace, con la costituzione di un ROLE 1 e l'evacuazione di feriti in tempi rapidi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In un contesto operativo di alta intensità come quello simulato durante \"BOA-2\", la prontezza logistica e la capacità di risposta sanitaria sono essenziali per garantire l'efficacia complessiva della manovra. Il coinvolgimento di un medico dell'infermeria presidiaria di Firenze, integrato nel team di \"Savoia Cavalleria\", ha contribuito a rafforzare la capacità di risposta alle emergenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16983,\"aspectRatio\":\"16/9\",\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Paracadutisti e Joint Forcible Entry: L'Esercitazione BOA-2 2025 - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/USNNHLG3JJPTDCL5ZXLFMBO3YI.webp\" alt=\"Paracadutisti e Joint Forcible Entry: L'Esercitazione BOA-2 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16983\" style=\"aspect-ratio:16/9;object-fit:cover\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Forze aeromobili russe (VDV)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le Lezioni Derivate dall'Esperienza della VDV Russa</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Le difficoltà e gli errori delle forze aeromobili russe (VDV) durante l'invasione dell'Ucraina nel 2022 forniscono lezioni cruciali per la pianificazione delle operazioni JFEO. La mancanza di sorprese strategiche, la gestione inefficace dello spazio aereo e l'incapacità di integrare forze di supporto come l'artiglieria e i mortai hanno messo in evidenza la necessità di un'attenta gestione della preparazione e della sincronizzazione tra le diverse forze coinvolte in una JFEO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In particolare, la capacità di mantenere il controllo dello spazio elettromagnetico e delle comunicazioni sicure è vitale. La VDV ha fallito nel neutralizzare le difese aeree nemiche, rendendo vulnerabili le loro forze. Una corretta gestione delle informazioni e della comunicazione è dunque cruciale per il successo di una JFEO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16986,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Paracadutisti e Joint Forcible Entry: L'Esercitazione BOA-2 2025 - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-11-112545.png\" alt=\"Paracadutisti e Joint Forcible Entry: L'Esercitazione BOA-2 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16986\" style=\"width:840px;height:auto\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paracadutisti e Joint Forcible Entry: L'Esercitazione BOA-2 2025 - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L'esercitazione \"BOA-2\" ha rappresentato un'importante opportunità per affinare le capacità delle forze armate italiane nell'ambito delle operazioni JFEO. La preparazione tecnica, il coordinamento tra diverse componenti delle forze armate, e il supporto logistico e sanitario sono stati elementi chiave nel garantire l'efficacia dell'operazione. Come ha dimostrato l'esperienza della VDV, il fallimento nell'aderire ai principi fondamentali di una JFEO può compromettere gravemente l'esito di un'operazione su larga scala. L'esercitazione \"BOA-2\" ha posto quindi le basi per future operazioni congiunte, rafforzando la capacità di risposta rapida e la proiezione di potenza a livello globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il risultato di questo addestramento contribuisce a rafforzare l'abilità della Brigata Paracadutisti \"Folgore\" e delle sue unità specializzate, confermando l'importanza della preparazione continua in scenari operativi complessi e mutevoli. L'Italia, attraverso esercitazioni come questa, si prepara ad affrontare le sfide del futuro, mantenendo alta la prontezza operativa e l'efficienza nelle operazioni di ingresso forzato e successivo consolidamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/close.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"esercitazione, esercito, folgore, militare, operazione, paracadutisti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-11 10:32:29","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16979-paracadutisti-e-joint-forcible-entry-boa-2-2025.mp4","galleria":""}
{"id":16965,"titolo":"Onorificenze OMRI 2025: l’Italia premia il Generale Cavoli e la paracadutista partigiana Paola Del Din","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come da tradizione, il Presidente della Repubblica ha conferito le onorificenze dell’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana” (OMRI), pubblicate nella <strong>Gazzetta Ufficiale del 9 aprile 2025</strong>. Tra i nomi di rilievo figurano due figure simboliche di mondi solo apparentemente distanti: da un lato, il Generale statunitense <strong>Christopher Gerard Cavoli</strong>, Comandante Supremo delle Forze Alleate in Europa (SACEUR); dall’altro, la <strong>partigiana friulana Paola Del Din</strong>, già medaglia d’oro al valor militare, ora decorata con il massimo grado dell’OMRI.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’OMRI, istituito con legge nel 1951, rappresenta la più alta onorificenza della Repubblica. È destinato a riconoscere le benemerenze verso la Nazione acquisite nei campi della cultura, delle arti, dell’economia, della funzione pubblica, del sociale e – come in questo caso – nei servizi resi nelle <strong>carriere civili e militari</strong>. L’Ordine è suddiviso in sei gradi: <strong>Cavaliere</strong>, <strong>Ufficiale</strong>, <strong>Commendatore</strong>, <strong>Grande Ufficiale</strong>, <strong>Cavaliere di Gran Croce</strong> e, in casi rarissimi, <strong>Gran Cordone</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non attribuisce vantaggi materiali o privilegi formali: la sua importanza è esclusivamente morale e simbolica. Le onorificenze sono conferite due volte all’anno, il 2 giugno (Festa della Repubblica) e il 27 dicembre (anniversario della Costituzione), e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16973,\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/1649843131-im-520250.jpeg\" alt=\"Onorificenze OMRI 2025: l’Italia premia il Generale Cavoli e la paracadutista partigiana Paola Del Din - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16973\" style=\"object-fit:cover\" title=\"Onorificenze OMRI 2025: l’Italia premia il Generale Cavoli e la paracadutista partigiana Paola Del Din - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Onorificenze OMRI 2025: l’Italia premia il Generale Cavoli e la paracadutista partigiana Paola Del Din - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il Generale Cavoli: il volto della sicurezza euro-atlantica</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nato in Germania nel 1964 da una famiglia italo-americana, <strong>Christopher Cavoli</strong> è una delle personalità più autorevoli del panorama militare occidentale. Dopo aver guidato il Comando Europeo degli Stati Uniti, è stato nominato nel 2022 <strong>SACEUR</strong>, ovvero Comandante Supremo delle Forze Alleate in Europa, il vertice operativo militare della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con decreto del 20 febbraio 2025, il generale è stato insignito del titolo di <strong>Grande Ufficiale dell’Ordine OMRI</strong>, in segno di riconoscenza per il ruolo chiave che ricopre nella cooperazione militare tra Italia e Alleanza Atlantica. La sua presenza costante nei principali teatri strategici, la capacità diplomatica nel coordinamento multinazionale e il sostegno alla modernizzazione delle forze armate europee sono elementi che hanno portato le autorità italiane a riconoscerne pubblicamente il contributo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo conferimento non ha solo valore simbolico, ma rappresenta anche un <strong>messaggio politico di vicinanza tra Roma e Bruxelles</strong>, in un periodo segnato da tensioni geopolitiche e da un rinnovato impegno collettivo nella difesa europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16971,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Comandante-della-Brigata-Folgore-e1557762316472.jpg\" alt=\"Onorificenze OMRI 2025: l’Italia premia il Generale Cavoli e la paracadutista partigiana Paola Del Din - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16971\" title=\"Onorificenze OMRI 2025: l’Italia premia il Generale Cavoli e la paracadutista partigiana Paola Del Din - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Onorificenze OMRI 2025: l’Italia premia il Generale Cavoli e la paracadutista partigiana Paola Del Din - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Paola Del Din: l’onore alla memoria viva della Resistenza</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se Cavoli rappresenta la continuità della sicurezza transatlantica, <strong>Paola Del Din</strong> incarna lo spirito fondativo della Repubblica italiana. Classe 1923, friulana, è stata <strong>partigiana nella Brigata Osoppo</strong>, prima donna paracadutista italiana, agente del <strong>SOE britannico</strong>, e protagonista di azioni eroiche dietro le linee naziste durante la Seconda guerra mondiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2025, a 101 anni, ha ricevuto l’onorificenza di <strong>Cavaliere di Gran Croce</strong>, massimo grado ordinario previsto per i cittadini italiani viventi. La decorazione suggella una vita al servizio della libertà e della memoria storica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua figura è tornata al centro dell’attenzione internazionale il 9 aprile, quando <strong>re Carlo III</strong> l’ha citata solennemente nel suo discorso al Parlamento italiano, ricordandone il coraggio e il ruolo fondamentale nella Resistenza. \"So che in questo giorno stiamo tutti pensando a Paola, che ora ha 101 anni, e rendiamo omaggio al suo coraggio\", ha dichiarato il sovrano, celebrandola come \"unica medaglia d’oro al valor militare della Resistenza ancora in vita\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Del Din fu addestrata a Londra dai servizi britannici e paracadutata in Friuli nella primavera del 1945. In precedenza, aveva già superato il fronte per consegnare documenti segreti al Comando Alleato. La sua azione fu fondamentale per la riuscita delle operazioni “Bigelow”, e il suo nome è rimasto legato a valori come l’onore, l’intelligenza e la determinazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16974,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/20241213-2172-1024x576.jpg\" alt=\"Onorificenze OMRI 2025: l’Italia premia il Generale Cavoli e la paracadutista partigiana Paola Del Din - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16974\" title=\"Onorificenze OMRI 2025: l’Italia premia il Generale Cavoli e la paracadutista partigiana Paola Del Din - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Onorificenze OMRI 2025: l’Italia premia il Generale Cavoli e la paracadutista partigiana Paola Del Din - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Citando solo alcuni militari decorati</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto a Cavoli e Del Din, numerosi <strong>ufficiali delle Forze Armate italiane</strong> sono stati insigniti con vari gradi dell’OMRI. Tra questi, citiamo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Gen. di Corpo d’Armata Salvatore Luongo</strong>, nominato <strong>Cavaliere di Gran Croce</strong> il 13 novembre 2024. Una delle massime figure della difesa italiana, il generale Luongo ha ricoperto incarichi strategici e di vertice con dedizione e rigore.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Gen. di Brigata Rino Coppola</strong>, <strong>Gen. di Brigata Stefano Cotugno</strong> e <strong>Gen. di Brigata Marco Nasi</strong>, tutti decorati con il grado di <strong>Grande Ufficiale</strong> il 12 marzo 2025. Il riconoscimento conferma la qualità della leadership militare italiana, capace di coniugare operatività sul campo e visione istituzionale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi nomi, pur rappresentando solo una parte dei decorati, sono indicativi dell’impegno, della preparazione e della lealtà che contraddistinguono il personale delle Forze Armate, in patria e all’estero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un atto di giustizia e gratitudine</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le onorificenze OMRI 2025 restituiscono una fotografia dell’Italia che resiste, che protegge e che ricorda. Una Repubblica che guarda al futuro senza dimenticare il passato, e che riconosce il valore tanto dei suoi alleati quanto dei suoi figli e figlie che hanno difeso la libertà con la vita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il tributo a Cavoli e Del Din, pur provenendo da esperienze lontane, converge su un unico principio: <strong>servire la libertà è il più alto degli onori</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/cvjj.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"GeneraleCavoli, OMRI2025, OnorificenzeRepubblicaItaliana, PaolaDelDin","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-11 08:41:31","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.quirinale.it/onorificenze","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16965-omri-2025-cavoli-paracadutista-paola-del-din.mp4","galleria":""}
{"id":16955,"titolo":"Giuramento di fedeltà: 428 nuovi marescialli scelgono di servire l’Italia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel cuore dell’Italia, 428 giovani hanno giurato fedeltà alla Repubblica, abbracciando i valori delle Forze Armate e assumendosi il solenne impegno di servire il Paese con onore e dedizione. Nella suggestiva cornice di Viterbo, la Scuola Sottufficiali dell’Esercito ha ospitato la cerimonia del Giuramento congiunto degli Allievi Marescialli dell’Esercito e dell’Aeronautica Militare. Una giornata carica di emozione, simboli e parole destinate a lasciare il segno nel percorso umano e professionale dei protagonisti. Presenti le più alte autorità istituzionali e militari, tra cui il Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16959,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Giuramento di fedeltà: 428 nuovi marescialli scelgono di servire l’Italia - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/12.-Le-Bandiere-degli-Istituti-di-formazione-1024x683.jpg\" alt=\"Giuramento di fedeltà: 428 nuovi marescialli scelgono di servire l’Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16959\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Giuramento di fedeltà: 428 nuovi marescialli scelgono di servire l’Italia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un unico “Lo giuro” per due Forze Armate</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nella storica Scuola Sottufficiali dell’Esercito, a Viterbo, si è svolta la cerimonia del Giuramento congiunto degli Allievi Marescialli del 27° Corso “Volontà” dell’Esercito Italiano e del Corso “Izar II” dell’Aeronautica Militare. Una cornice solenne e significativa ha accolto 132 allievi dell’Esercito e 296 dell’Aeronautica, pronti a confermare pubblicamente il proprio impegno nei confronti della Repubblica Italiana e delle sue Istituzioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La cerimonia, presieduta dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, ha visto la partecipazione del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Luca Goretti, e dei vertici della formazione delle due Forze Armate: il Generale di Corpo d’Armata Carlo Lamanna e il Generale di Squadra Aerea Silvano Frigerio. Presenti inoltre autorità civili, religiose e rappresentanze associative, tra cui il Prefetto di Viterbo Gennaro Capo e il Presidente della Provincia Alessandro Romoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’evento ha preso avvio con l’ingresso del Gonfalone della città e della Provincia di Viterbo, seguito dai Labari delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma e dalle Bandiere di Guerra delle Scuole. Dopo l’esecuzione degli onori musicali da parte di una banda interforze, il Generale di Divisione Maurizio Taffuri, Comandante della Scuola Sottufficiali dell’Esercito, e il Colonnello Gianluca Spina, Comandante della Scuola Marescialli dell’Aeronautica, hanno pronunciato la formula del giuramento. Il “Lo giuro” gridato all’unisono ha risuonato con forza, suggellando l’impegno morale dei presenti. A coronare il momento, il sorvolo di una formazione mista di elicotteri TH-500 e HH-139 e una coreografica salva d’artiglieria tricolore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16960,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Giuramento di fedeltà: 428 nuovi marescialli scelgono di servire l’Italia - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/6.-Il-Ministro-della-Difesa-con-un-Allievo-Maresciallo-1024x683.jpg\" alt=\"Giuramento di fedeltà: 428 nuovi marescialli scelgono di servire l’Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16960\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Giuramento di fedeltà: 428 nuovi marescialli scelgono di servire l’Italia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le parole delle autorità: “A voi affidiamo il futuro dell’Italia”</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato direttamente ai giovani allievi, con parole che hanno toccato i cuori delle famiglie e degli stessi giurandi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>\"Sono qui per voi, per onorare la vostra scelta. Davanti ai vostri genitori, che oggi provano un orgoglio immenso, ma anche una punta di malinconia. È naturale, quando si vede un figlio diventare grande. Ma oggi hanno un motivo in più per essere fieri: i vostri figli e figlie hanno giurato di proteggere tutti noi.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In un passaggio particolarmente significativo, Crosetto ha aggiunto:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>\"In un tempo in cui tutto sembra incerto, voi avete scelto di essere un punto fermo, fedeli a valori che non cambiano col tempo.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il suo discorso si è concluso con un sentito ringraziamento:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>\"Non sono qui solo per passarvi in rassegna, ma per ringraziarvi a nome delle Istituzioni e per darvi il benvenuto nella grande famiglia della Difesa. A voi affidiamo il futuro del Paese.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Anche il Generale Taffuri ha rivolto un messaggio incisivo ai giovani futuri marescialli dell’Esercito:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>\"Diventerete comandanti di plotone. Abbiate sempre il coraggio di assumere decisioni, siate proattivi, siate esempio per i vostri uomini. L’addestramento, la disciplina, l’umanità: tutto questo fa di un militare un vero leader.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>\"Sono certo che saprete essere all’altezza, anche a costo della vita.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il Colonnello Gianluca Spina ha invece esortato gli allievi dell’Aeronautica a credere nella loro scelta:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>\"Questo è solo l’inizio. Amate e rispettate le istituzioni, siate pronti a difenderle con onore.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>\"Gridate con intima convinzione l’orgoglio per la vita che avete scelto. Affrontate le sfide con determinazione, perché indossare questa uniforme è un privilegio, ma anche una responsabilità.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16961,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Giuramento di fedeltà: 428 nuovi marescialli scelgono di servire l’Italia - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/15.-Lo-schieramento-1024x683.jpg\" alt=\"Giuramento di fedeltà: 428 nuovi marescialli scelgono di servire l’Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16961\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Giuramento di fedeltà: 428 nuovi marescialli scelgono di servire l’Italia - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Simboli, tradizione e passaggio del testimone</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Durante la cerimonia si è celebrato anche il Battesimo del Corso “Izar II” dell’Aeronautica Militare, che ha ufficialmente assunto il proprio nome distintivo. Un momento carico di significato è stato rappresentato dalla benedizione del Gagliardetto del Corso, passato dalle mani del Presidente Capo dei Sottufficiali, Graduati e Militari di Truppa dell’Aeronautica Militare, 1° Luogotenente Mario Bonaventura, al Padrino del Corso “Izar I” e infine al Capo Corso “Izar II”. Un passaggio simbolico che rappresenta la continuità dei valori, il senso di appartenenza e la trasmissione dello spirito di corpo da una generazione all’altra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il Giuramento solenne rappresenta il primo vero traguardo della carriera militare, un momento che resta scolpito nella memoria di ogni sottufficiale. A Viterbo, in una cornice istituzionale e carica di orgoglio nazionale, il grido dei 428 allievi ha ricordato a tutti che l’impegno verso la Patria è un atto di volontà, coraggio e amore. Un impegno che continua, ogni giorno, nell’addestramento, nel servizio e nella difesa di ciò che rende l’Italia una nazione libera e sicura.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/2.-Il-Capo-di-Stato-Maggiore-dellEsercito-con-un-Allievo-Maresciallo.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"aeronauticamilitare, esercitoitaliano, giuramento, marescialli","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-10 23:36:22","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/giuramento_allievi_scuola_sottufficiali_250410.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16955-428-marescialli-giurato-fedelta-alla-repubblica.mp4","galleria":""}
{"id":16935,"titolo":"Cavoli, il Comandante della NATO: 'Preparatevi a una sfida lunga e globale'","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il 3 aprile 2025, il Generale Christopher G. Cavoli, comandante del Comando Europeo degli Stati Uniti (USEUCOM), ha presentato al Senato americano una valutazione tanto dettagliata quanto preoccupante della <a href=\"https://www.armed-services.senate.gov/imo/media/doc/general_cavoli_opening_statements.pdf\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.armed-services.senate.gov/imo/media/doc/general_cavoli_opening_statements.pdf\">situazione strategica in Europa</a>. Il suo intervento rappresenta non solo un bilancio della condotta russa nella guerra in Ucraina, ma anche un'analisi lucida delle trasformazioni geopolitiche e militari che mettono a rischio gli interessi degli Stati Uniti e della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16945,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/nato-flags-maxx-studio-1024x512.webp\" alt=\"Cavoli, il Comandante della NATO: 'Preparatevi a una sfida lunga e globale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16945\" title=\"Cavoli, il Comandante della NATO: 'Preparatevi a una sfida lunga e globale - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cavoli, il Comandante della NATO: 'Preparatevi a una sfida lunga e globale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un’Alleanza in Evoluzione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Cavoli ha aperto la sua testimonianza sottolineando il legame profondo tra sicurezza europea e prosperità statunitense. I 6,9 trilioni di dollari di scambi transatlantici annuali non sono solo un dato economico, ma un vincolo strategico. La rete di accordi di accesso, basing e sorvolo consente agli Stati Uniti di proiettare potenza globale e intercettare minacce prima che raggiungano il suolo americano. In questo quadro, la NATO sta vivendo una trasformazione storica, mirata a rafforzare la deterrenza e la capacità di combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16946,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/merlin-177570630-29902806-0d51-4b3b-9409-a23989366097-superJumbo-1024x685.webp\" alt=\"Cavoli, il Comandante della NATO: 'Preparatevi a una sfida lunga e globale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16946\" title=\"Cavoli, il Comandante della NATO: 'Preparatevi a una sfida lunga e globale - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cavoli, il Comandante della NATO: 'Preparatevi a una sfida lunga e globale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Russia: Una Minaccia Sistemica e in Evoluzione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il Generale ha illustrato con chiarezza come la Russia rappresenti oggi la sfida più complessa dalla fine della Guerra Fredda. Mosca, impegnata da oltre tre anni nella guerra contro l’Ucraina, ha dimostrato una determinazione implacabile nel perseguire obiettivi geopolitici di lungo termine: espandere il proprio controllo territoriale, aumentare l'influenza globale, minare il ruolo guida degli Stati Uniti e indebolire l'Alleanza Atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nonostante le perdite ingenti — con circa 790.000 vittime e la distruzione di migliaia di veicoli e sistemi d’arma — la Russia ha intrapreso una rapida ricostituzione militare. Il numero di effettivi supera oggi i livelli prebellici, con circa 30.000 nuovi arruolamenti mensili. Le forze russe in Ucraina hanno raggiunto 600.000 unità, quasi il doppio della forza d’invasione iniziale del 2022.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Questo sforzo si riflette anche nell’industria bellica: con la produzione annua prevista di 1.500 carri armati, 3.000 veicoli blindati e 250.000 proiettili di artiglieria al mese, la Russia sta accumulando una potenza di fuoco superiore a quella combinata di Stati Uniti ed Europa. Parallelamente, mantiene il più grande arsenale nucleare del mondo, e investe in nuove capacità sottomarine, aeree e cibernetiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16947,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/１photo-SXM2024052100005960-2-1024x576.avif\" alt=\"Cavoli, il Comandante della NATO: 'Preparatevi a una sfida lunga e globale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16947\" title=\"Cavoli, il Comandante della NATO: 'Preparatevi a una sfida lunga e globale - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cavoli, il Comandante della NATO: 'Preparatevi a una sfida lunga e globale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un’Arma Non Convenzionale: Le Alleanze di Mosca</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Cavoli ha poi evidenziato l’evoluzione delle alleanze strategiche della Russia. Il rafforzamento della cooperazione con la Cina, la Corea del Nord e l’Iran sta creando un blocco ostile che mette in pericolo l’ordine globale. L’introduzione di 12.000 soldati nordcoreani in Ucraina, la fornitura di missili e droni iraniani e le esercitazioni congiunte russo-cinesi con bombardieri nucleari dimostrano la crescente convergenza militare tra questi attori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Questo asse geopolitico lavora anche sul piano economico, eludendo le sanzioni occidentali attraverso pagamenti in valuta nazionale, investimenti in porti europei, e finanziamenti non convenzionali. Il controllo cinese su oltre il 10% della capacità portuale europea — in molti casi vicino a nodi logistici militari — rappresenta un rischio strategico diretto per gli Stati Uniti e per la NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Instabilità nei Confini Esterni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Oltre alla guerra in Ucraina, la Russia sta sfruttando la volatilità politica in aree periferiche dell’Europa. In Georgia e Moldova, Mosca ha interferito con elezioni e manifestazioni tramite operazioni di sabotaggio, disinformazione e ciberattacchi. Nei Balcani, ha stretto legami con leader filorussi per ostacolare l’integrazione euro-atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’obiettivo è chiaro: destabilizzare la sicurezza europea, accrescere l’influenza regionale e ridurre la presenza globale degli Stati Uniti. In questo senso, il conflitto in Ucraina è solo una delle molteplici manifestazioni di una strategia più ampia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16948,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Eucom-AOR-1024x768.jpg\" alt=\"Cavoli, il Comandante della NATO: 'Preparatevi a una sfida lunga e globale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16948\" title=\"Cavoli, il Comandante della NATO: 'Preparatevi a una sfida lunga e globale - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cavoli, il Comandante della NATO: 'Preparatevi a una sfida lunga e globale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Tre Missioni Strategiche di USEUCOM</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Cavoli ha ribadito le tre missioni centrali del comando europeo: difendere la patria in avanti, proiettare potenza globale, e dissuadere l’aggressione russa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Difendere la patria in avanti</strong> significa operare nell’Atlantico settentrionale per impedire che forze sottomarine russe si avvicinino al territorio USA.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Proiezione di potenza</strong>: l’Europa fornisce basi e accordi legali fondamentali per operazioni globali, come dimostrato dal supporto fornito a CENTCOM durante il conflitto Israele-Hamas.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Deterrenza</strong>: la presenza credibile di forze pronte al combattimento è la base per scoraggiare ogni iniziativa militare russa contro la NATO.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Posizionamento delle Forze USA in Europa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Attualmente, circa 80.000 soldati statunitensi sono schierati in Europa — in calo rispetto ai 105.000 del 2022. Sebbene rappresentino solo il 20% della forza USA presente in Europa durante la Guerra Fredda, il loro posizionamento è strategico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel dominio terrestre, è essenziale contrastare la capacità della Russia di ammassare rapidamente forze lungo i confini NATO. Nell’aria, la sostituzione degli aerei di quarta generazione con gli F-35 a RAF Lakenheath e l’adozione del concetto Agile Combat Employment rafforzano la sopravvivenza e letalità delle forze aeree.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Sul mare, l’arrivo del cacciatorpediniere USS Oscar Austin e l’imminente schieramento di una nuova nave di sorveglianza oceanica potenziano la capacità di controllo dei mari, fondamentali per la difesa avanzata e la proiezione di potenza. Le operazioni artiche con i partner nordici mostrano il crescente interesse per i cambiamenti climatici e le nuove rotte navigabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nei domini cyber e spaziale, la collaborazione con U.S. Cyber Command e la crescita di Space Forces Europe and Africa rafforzano le capacità multidominio. Le forze speciali, presenti in 28 Paesi, giocano un ruolo chiave nella deterrenza e nella preparazione al conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16949,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/1000w-q95.jpg\" alt=\"Cavoli, il Comandante della NATO: 'Preparatevi a una sfida lunga e globale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16949\" title=\"Cavoli, il Comandante della NATO: 'Preparatevi a una sfida lunga e globale - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cavoli, il Comandante della NATO: 'Preparatevi a una sfida lunga e globale - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Esercitazioni, Investimenti e Cooperazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>USEUCOM utilizza esercitazioni multinazionali per costruire interoperabilità e capacità belliche credibili, orientate alla difesa collettiva ad alta intensità. Parallelamente, l’European Deterrence Initiative finanzia lo sviluppo di infrastrutture, preposizionamento di materiali e rotazioni operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Un esempio è la collaborazione con la Polonia, che ha costruito a proprie spese un deposito da 325 milioni di dollari per i mezzi di una brigata corazzata USA.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Supporto a Kiev e la Sfida Industriale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Dal 2022, il gruppo SAG-U di USEUCOM ha gestito l’invio di 65,9 miliardi di dollari di aiuti militari all’Ucraina. A dicembre 2024, la NATO ha creato NSATU per coordinare supporto e formazione, segnando una svolta verso una maggiore assunzione di responsabilità da parte dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Tuttavia, Cavoli ha lanciato un monito: la lentezza del sistema di vendite militari USA (FMS) e la capacità produttiva insufficiente del settore difesa stanno ritardando la sostituzione delle armi donate dagli Alleati, con potenziali rischi strategici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Modernizzazione della NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La NATO ha avviato una storica modernizzazione basata su tre piani regionali approvati al summit di Vilnius 2023. Questi piani definiscono capacità necessarie, ristrutturano il comando operativo e delegano maggiori poteri militari al comandante supremo alleato in Europa. Ciò ha già permesso risposte rapide in scenari complessi, come la protezione delle infrastrutture sottomarine nel Baltico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>USEUCOM accelera questo processo con un approccio basato sulla prontezza al combattimento, rafforzando l’Alleanza e garantendo maggiore flessibilità strategica agli Stati Uniti per affrontare priorità globali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il messaggio del Generale Cavoli è inequivocabile: il mondo è entrato in una nuova era di competizione strategica. La Russia non è solo impegnata in una guerra brutale in Ucraina, ma ha mobilitato la propria società per un conflitto prolungato contro l’Occidente, sostenuta da alleanze pericolose. In questo contesto, l’Europa torna ad essere il centro della sicurezza globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>USEUCOM rimane una forza determinante per la difesa avanzata degli Stati Uniti, la proiezione di potenza e la deterrenza. Ma, come ha affermato Cavoli, tutto questo richiede “leadership americana, investimenti continui in capacità avanzate, e una transizione sostenibile verso una difesa europea guidata dagli Alleati”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La sicurezza dell’Europa, oggi come ieri, è indissolubilmente legata a quella degli Stati Uniti. E la posta in gioco, questa volta, è il futuro stesso dell’ordine mondiale liberale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/Le-general-americain-Christopher-Cavoli-lors-d-une-conference-de-presse-a-Bruxelles-ou-siege-l-Otan-le-16-mai-2024-1864793.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"alleanzanato, deterrenzaglobal, forzausaeuropa, minacciarussa2025","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-10 15:28:54","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.armed-services.senate.gov/imo/media/doc/general_cavoli_opening_statements.pdf","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16935-cavoli-il-comandante-della-nato-preparatevi-a-una-sfida-lunga-e-globale.mp4","galleria":""}
{"id":16924,"titolo":"Cina, al via il primo polo mondiale per l’addestramento di robot umanoidi","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Una svolta epocale nel mondo dell’intelligenza artificiale e della robotica si sta concretizzando a Shanghai, dove la Cina ha inaugurato il <strong>primo centro al mondo per l’addestramento di robot umanoidi eterogenei</strong>. Il nuovo <strong>Centro Nazionale e Locale Congiunto per l’Innovazione nella Robotica Umanoide</strong>, situato nel distretto di Zhangjiang, si estende su oltre 5.000 metri quadrati e rappresenta una delle infrastrutture più ambiziose mai realizzate nel settore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La piena operatività del centro è prevista per <strong>luglio 2025</strong>, ma già ora oltre <strong>cento prototipi di robot umanoidi</strong>, provenienti da più di una dozzina di aziende, stanno partecipando a un programma di addestramento intensivo. L’obiettivo è duplice: da un lato creare una <strong>grande base dati condivisa</strong> per migliorare l’apprendimento delle macchine, dall’altro stimolare la collaborazione tra imprese e ricercatori, superando la frammentazione tecnologica attualmente esistente e promuovendo standard comuni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un laboratorio per robot in evoluzione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il direttore generale del centro, <strong>Xu Bin</strong>, ha spiegato che l’infrastruttura è stata progettata per affrontare alcune delle sfide chiave della robotica umanoide, come la <strong>mancanza di interoperabilità</strong> tra robot costruiti da diversi produttori, spesso incompatibili tra loro a causa di moduli e design differenti. “Abbiamo creato questo centro per favorire la <strong>condivisione dei dati su larga scala</strong>, in modo da potenziare tutto il settore”, ha dichiarato Xu in un’intervista al <em><a href=\"https://www.globaltimes.cn/\">Global Times</a></em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’aspetto rivoluzionario di questo polo non riguarda solo le dimensioni o il numero di robot coinvolti, ma soprattutto il <strong>metodo di apprendimento</strong> adottato. I robot vengono addestrati attraverso <strong>attività motorie fondamentali</strong>, definite “abilità atomiche”, che includono azioni come <strong>afferrare</strong>, <strong>raccogliere</strong>, <strong>posizionare</strong> e <strong>trasportare oggetti</strong>. Ogni movimento viene registrato e analizzato con estrema precisione grazie ai sensori integrati nei robot, che generano dati essenziali per il loro miglioramento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Apprendere dai gesti umani</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Per alimentare questo processo, il centro impiega un <strong>team di addestratori umani</strong> che eseguono centinaia di volte al giorno azioni ripetitive. I robot osservano, registrano e cercano di replicare questi gesti, sviluppando così capacità motorie sempre più raffinate. Secondo quanto riportato da <em>The Paper</em>, anche una piccola variazione nella forma o nell’angolazione di un oggetto fornisce <strong>dati unici</strong>, fondamentali per insegnare ai robot ad adattarsi a cambiamenti minimi ma significativi nell’ambiente circostante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il direttore dei sistemi di mercato del centro, <strong>Yang Zhengye</strong>, ha spiegato che ogni passaggio viene documentato con grande dettaglio. Questi dati, inseriti nei modelli di sviluppo, consentono ai robot di affrontare <strong>compiti più complessi</strong> in autonomia. Attualmente, il centro è in grado di produrre <strong>tra 20.000 e 30.000 set di dati al giorno</strong> e punta a superare <strong>i 50.000 set giornalieri</strong> una volta a regime, con l’obiettivo di raccogliere oltre <strong>10 milioni di voci di dati reali entro la fine del 2025</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dieci scenari applicativi e milioni di dati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il centro ha identificato <strong>dieci scenari applicativi principali</strong>, che spaziano dall’<strong>industria</strong> ai <strong>servizi domestici</strong>, passando per il <strong>turismo</strong>, la <strong>sanità</strong> e la <strong>manutenzione in ambienti pericolosi</strong>. Ogni scenario è suddiviso in una serie di <strong>sotto-compiti specifici</strong>, come piegare vestiti, assemblare componenti, riordinare oggetti o pulire macchinari industriali. Lo scopo è allenare i robot non solo a svolgere funzioni semplici, ma anche a risolvere problemi complessi in situazioni reali, imparando a reagire in modo flessibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Un obiettivo strategico a lungo termine del centro è la realizzazione di una <strong>piattaforma di scambio dati</strong> tra sviluppatori di robot, che consenta la condivisione di informazioni relative a compiti specifici – come l’uso di elettrodomestici o l’assistenza sanitaria – evitando così la duplicazione degli sforzi e accelerando l’innovazione tecnologica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Con questa iniziativa, la Cina consolida la sua posizione di <strong>leader globale nel campo della robotica intelligente</strong>, tracciando la rotta verso un futuro in cui i robot umanoidi potranno essere integrati in numerosi aspetti della vita quotidiana e lavorativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/b514455b-4ced-4412-a5ef-572681b0b44d.png","categoria":"Internazionali","tags":"datisharing, innovazioneindustriale, intelligenzaartificiale, robotcinesi, roboticaumanoide","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-10 14:02:58","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.globaltimes.cn/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16924-cina-polo-mondiale-addestramento-robot-umanoidi.mp4","galleria":""}
{"id":16906,"titolo":"Safety Days 2025: la Folgore promuove la cultura della sicurezza aviolancistica","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Presso il Centro Addestramento Paracadutismo di Pisa si è svolta la seconda edizione dei <em>Safety Days</em>, giornate dedicate alla formazione e all’informazione incentrate sulla sicurezza nelle attività aviolancistiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Folgore guida la seconda edizione dei Safety Days</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’evento ha coinvolto i reparti della<a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\"> Brigata Paracadutisti “Folgore” </a>e le Unità Specialistiche con Capacità Aviolancistica della Difesa (USCAD), riaffermando l’impegno costante verso la promozione di una cultura della sicurezza in ambito militare e operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’attività, sviluppata e condotta dall’Ufficio Studi e Esperienze (USE) della Folgore – ente tecnico della Difesa con competenze specifiche in materia di aviolancio – ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra professionisti del settore e operatori altamente specializzati. Come sottolineato dal Comandante della Brigata Paracadutisti Folgore, Generale di Brigata Federico Bernacca, l’iniziativa costituisce “un momento addestrativo di fondamentale importanza, di condivisione e di stimolo, fino ai minimi livelli organizzativi, della consapevolezza dell’importanza di una cultura della sicurezza”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Durante le giornate del simposio, sono stati analizzati in dettaglio aspetti cruciali legati alla pianificazione e condotta delle attività aviolancistiche, con focus specifici sulle procedure di sicurezza, sull’individuazione dei rischi, e sulle misure di mitigazione derivanti da esperienze reali. Grande rilievo è stato dato all’analisi di malfunzionamenti, eventi di pericolo e infortuni, nonché alle lezioni apprese da tali situazioni. I partecipanti – tra cui paracadutisti abilitati sia con la tecnica della Fune di Vincolo sia con quella della Caduta Libera – hanno ricoperto ruoli chiave, come Direttori di Lancio, Istruttori di Paracadutismo e operatori tecnici con specifiche qualifiche e abilitazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Safety Days, un’importante occasione per discutere con i colleghi delle USCAD dell’importanza di una cultura improntata sulla sicurezza.</strong> In un contesto operativo sempre più dinamico, l’interscambio di esperienze, riflessioni e analisi tra specialisti del settore consente di rafforzare la consapevolezza collettiva e di consolidare standard operativi comuni e condivisi, favorendo così l’integrazione e l’interoperabilità tra le varie componenti della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Standard comuni e cultura del riporto: la sicurezza aviolancistica come obiettivo collettivo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’iniziativa ha evidenziato la necessità di mantenere costantemente alta l’attenzione su ogni fase dell’attività aviolancistica, promuovendo la scrupolosa osservanza delle procedure standard e l’applicazione rigorosa delle misure preventive. L’obiettivo comune è ridurre al minimo i rischi derivanti da errori umani, guasti tecnici o condizioni ambientali avverse, garantendo al contempo la massima efficacia operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In tale contesto, il Colonnello Giovanni Piantadosi, Capo dell’Ufficio Studi e Esperienze, ha sottolineato il valore strategico dei <em>Safety Days</em> quale “strumento di crescita collettiva e di maturazione della coscienza professionale, volto a far comprendere l’importanza della cosiddetta ‘cultura del riporto’”. Tale cultura, ha spiegato, consiste nella condivisione volontaria e trasparente delle informazioni sugli eventi critici, indispensabile per migliorare continuamente i protocolli di sicurezza e prevenire il ripetersi di incidenti in contesti addestrativi o operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il simposio ha inoltre favorito la collaborazione tra i reparti nazionali e le USCAD, offrendo un terreno fertile per lo scambio di esperienze, l’allineamento dottrinale e la definizione di standard comuni. È proprio questa sinergia che consente alla Brigata Folgore e ai suoi reparti specialistici di restare all’avanguardia nella gestione della sicurezza aviolancistica, tanto in contesto addestrativo quanto operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’Ufficio Studi e Esperienze, certificato secondo lo standard <a href=\"https://auditservicecertification.com/2020/11/23/351q-ministero-della-difesa-esercito-italiano-comando-brigata-paracadutisti-folgore-ufficio-studi-ed-esperienze/\">ISO 9001:2015</a>, svolge un ruolo di primaria importanza nella progettazione, sperimentazione e collaudo di materiali e procedure per l’aviolancio. Tra le sue competenze rientrano lo sviluppo di equipaggiamenti e sistemi tecnici per l’impiego aviolancistico del personale e dei materiali delle quattro Forze Armate, nonché l’analisi dei danni e dei malfunzionamenti in ambito operativo, anche attraverso il confronto con omologhi enti tecnici nazionali e internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’edizione 2025 dei <em>Safety Days</em> si conferma dunque come un’iniziativa cardine nel panorama addestrativo dell’Esercito Italiano. Attraverso una formazione mirata, lo studio accurato degli incidenti e l’instaurazione di una cultura condivisa della sicurezza, la Folgore dimostra ancora una volta il proprio impegno nel garantire elevati standard operativi e la massima tutela del personale impiegato nelle attività più complesse e rischiose.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/5db04297-b7da-465b-b135-jjjjj-1.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"BrigataFolgore, CulturaDellaSicurezza, esercitoitaliano, SafetyDays2025, SicurezzaAviolancistica","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-09 12:39:09","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16906-safety-days-25-folgore-sicurezza-aviolancistica.mp4","galleria":""}
{"id":16909,"titolo":"Folgore dal cielo: aviolancio simultaneo da C-130J e C-27J","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Si è svolta presso la <strong>Zona di Lancio di Altopascio</strong>, in provincia di Lucca, una complessa attività addestrativa interforze che ha visto protagonisti oltre <strong>130 paracadutisti della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Brigata Folgore</a></strong>, aviolanciati simultaneamente da tre velivoli da trasporto dell’Aeronautica Militare. L’operazione, condotta in <strong>formazione congiunta da due C-130J Hercules e un C-27J Spartan</strong> della<a href=\"https://www.aeronautica.difesa.it/news/cambio-comando-46a-brigata-aerea-il-colonnello-mazzini-e-il-nuovo-comandante/\"> <strong>46ª Brigata Aerea</strong></a>, è un esempio concreto di interoperabilità tra le componenti operative dell’Esercito e dell’Aeronautica. Decollati dalla base aerea di Pisa, gli aeromobili hanno sorvolato la zona di lancio in assetto coordinato, permettendo l’esecuzione di un <strong>aviolancio sincronizzato di massa</strong>, tra i più complessi del comparto aviotrasportato italiano e internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’attività si inserisce nel programma di cooperazione interforze volto a garantire un costante livello di <strong>prontezza operativa</strong>, rapidità d’impiego e capacità di <strong>proiezione strategica</strong> delle Forze Armate italiane. Operazioni di questo tipo rappresentano un banco di prova cruciale per il perfezionamento delle procedure condivise, la coesione tattica tra reparti e l’efficienza del sistema logistico e operativo. L’addestramento ha inoltre consentito di validare le capacità degli equipaggi di volo e dei team aviolanciabili, confermando l’alto livello di professionalità e addestramento raggiunto da entrambi i reparti coinvolti, sia in ambito nazionale che nel contesto di scenari multinazionali complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16913,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/ok-IR-19-9.jpg\" alt=\"Esercitazione Interforze: la Folgore effettua Lancio Simultaneo da Tre Velivoli - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16913\" title=\"Esercitazione Interforze: la Folgore effettua Lancio Simultaneo da Tre Velivoli - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esercitazione Interforze: la Folgore effettua aviolancio simultaneo da Tre Velivoli - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Aviolancio simultaneo: eccellenza operativa e integrazione interforze</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La <strong>46ª Brigata Aerea</strong>, con base a Pisa, è un reparto strategico dell’Aeronautica Militare dotato dei velivoli da trasporto <strong>C-130J</strong> e <strong>C-27J</strong>, impiegabili in molteplici missioni di supporto: <strong>aviosbarco, aviolancio di personale e materiali, trasporto di mezzi, equipaggiamenti e operazioni tattiche</strong>. È operativa ogni giorno dell’anno, con assetti e personale pronti a intervenire su scala globale, anche in contesti di emergenza o in scenari internazionali ad alta criticità. Gli equipaggi della 46ª sono specializzati nel volo in formazione e nel supporto a operazioni complesse, che richiedono precisione assoluta, flessibilità operativa e coordinamento multidominio, elementi indispensabili per il successo delle missioni aviotrasportate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La <strong>Brigata Paracadutisti Folgore</strong>, storicamente punta di diamante dell’Esercito Italiano, è una Grande Unità con capacità <strong>aviotrasportata specialistica</strong>. In grado di condurre operazioni ad alta intensità, offensive e difensive, la Folgore agisce in perfetta integrazione inter-arma e interforze. Le sue capacità si estendono anche alle operazioni multinazionali, nel pieno rispetto delle dottrine operative dell’<strong>Alleanza Atlantica</strong>. L’attività di Altopascio ha fornito l’occasione per confermare la flessibilità, la rapidità d’impiego e la capacità di risposta della Folgore, dimostrando il valore di una struttura pronta a intervenire in ogni scenario operativo, con tempestività, efficacia e capacità decisionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16914,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/foto2-1024x682.jpeg\" alt=\"Esercitazione Interforze: la Folgore effettua Lancio Simultaneo da Tre Velivoli - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16914\" title=\"Esercitazione Interforze: la Folgore effettua Lancio Simultaneo da Tre Velivoli - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esercitazione Interforze: la Folgore effettua aviolancio simultaneo da Tre Velivoli - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso Swift Response 2025: interoperabilità in chiave NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’esercitazione si inserisce in un più ampio contesto di preparazione a <strong>Swift Response 2025</strong>, una delle principali esercitazioni multinazionali della NATO, in programma dall’<strong>11 al 31 maggio 2025</strong>. L’Italia parteciperà con propri assetti e personale, tra cui la Brigata Folgore, contribuendo alla conduzione di operazioni coordinate con le forze alleate. Swift Response 25 prevede <strong>cinque aviolanci simultanei</strong>, l’addestramento HIRAIN (High Readiness Insertion), esercitazioni con ospedali da campo e attività di fuoco reale in <strong>Norvegia, Lettonia, Lituania, Svezia e Finlandia</strong>, in aree selezionate per il loro valore strategico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’obiettivo dell’iniziativa è quello di testare e dimostrare la <strong>capacità di proiezione della potenza multinazionale sul campo</strong>, con particolare attenzione alla dimensione artica e baltica. L’integrazione tra forze aeree e terrestri, l’uso coordinato di tecnologie avanzate e la standardizzazione delle procedure operative rappresentano i pilastri della strategia di deterrenza e difesa della NATO. La partecipazione italiana, e in particolare l’impiego sinergico della Brigata Folgore e della 46ª Brigata Aerea, conferma il ruolo attivo e credibile della Difesa nazionale all’interno dell’Alleanza e la sua capacità di operare in contesti coalizzati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’aviolancio condotto ad Altopascio rappresenta quindi non solo un momento addestrativo di alto profilo, ma anche un chiaro segnale della <strong>prontezza, versatilità e determinazione delle Forze Armate italiane</strong> a operare in contesti interforze e multinazionali, nel rispetto delle esigenze strategiche contemporanee e delle sfide operative future che caratterizzeranno il prossimo decennio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/2-d0-scaled.jpeg","categoria":"Aviotruppe","tags":"BrigataFolgore, esercitazioneinterforze, swiftresponse2025","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-09 10:37:09","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16909-paracadutisti-folgore-aviolancio-simultaneo.mp4","galleria":""}
{"id":16887,"titolo":"L’Esercito del Futuro: la Rivoluzione dei Sistemi Robotici e Autonomi (RAS) nella British Army","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel cuore della trasformazione dell’Esercito Britannico c’è una sfida chiave: come mantenere la superiorità operativa in un mondo in rapida evoluzione tecnologica. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Human-Machine Teams: la nuova sfida operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <a href=\"https://www.army.mod.uk/media/15790/20220126_army-approach-to-ras_final.pdf\">risposta si chiama RAS – Robotics and Autonomous Systems</a>, una visione strategica che punta a rivoluzionare l’intero concetto di forza terrestre entro il 2035. In un contesto globale segnato da minacce ibride, conflitti ad alta intensità e diffusione di tecnologie low-cost ma ad alta efficacia, l’integrazione dei sistemi robotici e autonomi rappresenta un elemento imprescindibile per garantire reattività, protezione e capacità di manovra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p> Il piano prevede tre tappe fondamentali: nel 2025 una Brigata Leggera dotata di RAS tattici sarà operativa; entro il 2030 i sistemi saranno completamente integrati in formazioni di tipo brigata medio-pesante; nel 2035 la trasformazione sarà completa, con unità a tutti i livelli capaci di operare in sinergia tra umani e macchine. In questo modello, la tecnologia non sostituisce il soldato ma amplifica le sue capacità, riducendo al contempo l’esposizione diretta ai pericoli del campo di battaglia. Il tutto avverrà attraverso un cambio generazionale nella cultura militare, che dovrà abbracciare l’innovazione e adattarsi rapidamente ai ritmi della rivoluzione digitale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16900,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"style\":{\"color\":{\"duotone\":\"unset\"}}} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’Esercito del Futuro: la Rivoluzione dei Sistemi Robotici e Autonomi (RAS) nella British Army - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Human-machien-teams-1024x683.jpg\" alt=\"L’Esercito del Futuro: la Rivoluzione dei Sistemi Robotici e Autonomi (RAS) nella British Army - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16900\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Esercito del Futuro: la Rivoluzione dei Sistemi Robotici e Autonomi (RAS) nella British Army - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">RAS: un ecosistema tecnologico integrato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>RAS non è solo un insieme di robot, ma un sistema integrato che comprende hardware, software, algoritmi, intelligenza artificiale, reti di comunicazione e, soprattutto, persone. Ogni piattaforma autonoma – sia terrestre che aerea – deve essere in grado di collaborare in tempo reale con altri sensori, decisori ed effettori per ottimizzare la risposta operativa. I team uomo-macchina (HMT – Human Machine Teams) si evolvono in tre stadi progressivi: dai team potenziati, dove la macchina è uno strumento supervisionato, ai team integrati, dove umani e RAS agiscono in sinergia, fino ai team supervisionati, dove le macchine operano con alto grado di autonomia e il controllo umano è limitato a casi critici. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo equilibrio tra tecnologia e fattore umano richiede un cambiamento culturale profondo, con soldati dotati di competenze digitali avanzate e in grado di fidarsi del supporto fornito dai sistemi autonomi. Gli esempi concreti non mancano: già oggi, nelle operazioni di logistica, ricognizione o neutralizzazione di mine, le macchine permettono di accelerare i tempi, ridurre gli errori e proteggere vite umane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo dei RAS dipenderà anche dalla qualità dei dati e dalle architetture digitali utilizzate: l’intelligenza artificiale è efficace solo se alimentata da informazioni precise, accessibili e condivise in tempo reale. L’Esercito Britannico prevede quindi un grande investimento nella cosiddetta “spina dorsale digitale” della forza, con reti resilienti, interoperabilità tra piattaforme e un utilizzo strategico dei dati operativi. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, la gestione dell’autonomia sarà modulare: in alcuni scenari le macchine agiranno sotto stretto controllo umano, in altri potranno operare con maggiore libertà, a seconda della complessità della missione e del contesto operativo. Una particolare attenzione sarà rivolta alla formazione: i soldati del futuro dovranno padroneggiare strumenti digitali, comprendere i limiti dell’intelligenza artificiale e sviluppare nuove forme di leadership per guidare team ibridi uomo-macchina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16901,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"L’Esercito del Futuro: la Rivoluzione dei Sistemi Robotici e Autonomi (RAS) nella British Army - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/GRAFICO-ITJJ-1024x683.jpg\" alt=\"L’Esercito del Futuro: la Rivoluzione dei Sistemi Robotici e Autonomi (RAS) nella British Army - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16901\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L’Esercito del Futuro: la Rivoluzione dei Sistemi Robotici e Autonomi (RAS) nella British Army - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Etica, governance e trasformazione culturale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma la trasformazione non può prescindere da un robusto quadro etico e normativo. L’uso della forza letale, infatti, rimarrà sempre una responsabilità umana. La strategia RAS dell’Esercito Britannico si fonda su una governance trasparente, principi etici chiari e una forte interazione con l’industria, l’accademia e gli alleati internazionali. Le tecnologie devono essere affidabili, sicure e comprensibili, affinché la fiducia tra uomo e macchina sia ben calibrata. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In parallelo, la difesa si doterà di un’infrastruttura digitale resiliente, capace di gestire in tempo reale grandi flussi di dati e di garantire interoperabilità tra sistemi. La logica di sviluppo sarà flessibile e continua: ricerca, sperimentazione e implementazione avverranno in modo integrato, riducendo i tempi di acquisizione e adattando rapidamente le soluzioni alle esigenze operative. In questo quadro, il soldato del futuro sarà al centro di una rete dinamica, capace di agire in ambienti urbani, spazi congestionati e scenari complessi grazie al supporto intelligente dei RAS. L’obiettivo è duplice: mantenere l’efficacia militare e proteggere il personale, affrontando minacce asimmetriche, guerre convenzionali e operazioni in ambito civile con strumenti all’avanguardia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il concetto di “Human-Machine Teaming” diventerà quindi una competenza distintiva delle forze armate britanniche, tanto importante quanto il tiro o il comando tradizionale. Il cambiamento non sarà solo tecnologico, ma dottrinale, organizzativo e culturale. Servirà una nuova mentalità capace di accettare il fallimento sperimentale come parte del progresso e una struttura flessibile in grado di adattarsi ai rapidi mutamenti del contesto operativo. La British Army intende così non solo adattarsi alla guerra del futuro, ma guidarne attivamente la trasformazione. Con visione, investimenti e determinazione, la rivoluzione RAS è destinata a diventare realtà operativa entro i prossimi dieci anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/arvd.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesa del futuro, esercito britannico, etica della guerra, human-machine teaming, intelligenza artificiale, robotica militare, sistemi autonomi, tecnologia militare, trasformazione digitale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-09 06:39:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.army.mod.uk/media/15790/20220126_army-approach-to-ras_final.pdf","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16887-la-rivoluzione-dei-ras-british-army.mp4","galleria":""}
{"id":16848,"titolo":"Esercitazione ad Alta Intensità a Capo Teulada: Role 2 e Posti Comando","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Teulada (SU), aprile 2025 – Si è conclusa presso il Poligono Permanente di Capo Teulada una complessa esercitazione interforze che ha visto protagonisti la<a href=\"https://brigatafolgore.net/i-bersaglieri-da-re-carlo-alberto-ai-nostri-giorni/\"> Brigata Bersaglieri “Garibaldi”</a> e unità del <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/comando-logistico-esercito\">Comando Logistico dell’Esercito</a>. L’attività addestrativa ha avuto l’obiettivo di validare le procedure di comando, controllo e coordinamento tra le componenti operative, logistiche e sanitarie, all’interno di uno scenario operativo ad alta intensità e in ambiente non permissivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione ha previsto lo schieramento simultaneo di più Posti Comando, tra cui quelli della Brigata “Garibaldi”, del Reggimento Logistico “Garibaldi”, del 4° Reggimento Carri e del 10° Reparto di Sanità. Tra le capacità testate: il supporto ai rifornimenti in prima linea, il recupero di materiali e mezzi, e l’attivazione di Medical Treatment Facilities (MTF) di tipo ROLE 2 BASIC e ROLE 2 FORWARD, strutture mediche avanzate in grado di fornire supporto chirurgico e stabilizzazione dei feriti direttamente sul terreno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fondamentale il contributo del personale medico del Comando Logistico, che ha garantito il pieno funzionamento dell’intero sistema sanitario dispiegato, dimostrando una pronta capacità di risposta in situazioni di crisi. L’iniziativa ha confermato la prontezza dell’Esercito nell’affrontare scenari complessi e nel consolidare le sinergie tra unità operative e logistiche, aspetti essenziali per ogni moderna forza armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16868,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/04.Attivita-medicina-avanzata-2-1024x732.jpg\" alt=\"Esercitazione ad Alta Intensità a Capo Teulada: Insieme la Brigata “Garibaldi” e il Comando Logistico dell’Esercito - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16868\" title=\"Esercitazione ad Alta Intensità a Capo Teulada: Role 2 e Posti Comando - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Attività medicina avanzata</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le MTF Role 2: Ospedali da Campo per Scenari Fuori-Area ed Emergenze Nazionali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le MTF ROLE 2 rappresentano un elemento essenziale della capacità sanitaria dell’Esercito. Si tratta di strutture modulari e trasportabili, progettate per operare in teatri fuori-area ma anche in supporto alla popolazione in caso di calamità naturali o emergenze sanitarie, come dimostrato durante la recente pandemia. Il modello ROLE 2B include moduli dedicati all’emergenza, chirurgia, diagnostica, terapia intensiva, ricovero, farmacia e direzione sanitaria. Le versioni ROLE 2E, più avanzate, prevedono anche laboratori, strutture per la salute mentale, odontoiatria e capacità di isolamento per malattie infettive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie alla loro configurazione modulare e alla possibilità di trasporto rapido, le MTF costituiscono una risorsa preziosa sia per le operazioni militari all’estero che per l’intervento tempestivo sul territorio nazionale. L’integrazione con le altre componenti logistiche e tattiche garantisce una gestione efficace dell’assistenza sanitaria sul campo di battaglia, riducendo significativamente i tempi di risposta e migliorando la sopravvivenza dei feriti gravi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16869,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/07.Schieramento-Posto-Comando-avanzato-1024x576.jpg\" alt=\"Esercitazione ad Alta Intensità a Capo Teulada: Insieme la Brigata “Garibaldi” e il Comando Logistico dell’Esercito - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16869\" title=\"Esercitazione ad Alta Intensità a Capo Teulada: Role 2 e Posti Comando - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Schieramento Posto Comando Avanzato</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Posti Comando e Veicoli C2: L’impiego dei VCC 577</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un elemento chiave dell’esercitazione è stato rappresentato dall’impiego di Posti Comando campali allestiti su veicoli cingolati VCC 577, impiegati da tutte le unità coinvolte. Questi mezzi, derivati dal M113, hanno dimostrato ancora una volta la loro versatilità nel supportare le attività di comando e controllo in contesti operativi complessi. In particolare, l’adozione di questi veicoli ha consentito la piena integrazione tra le componenti operative, logistiche e sanitarie, offrendo protezione, mobilità e capacità di comunicazione continuativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I VCC 577 sono stati impiegati come piattaforme mobili per la gestione delle operazioni tattiche, garantendo sicurezza agli staff operativi anche in scenari caratterizzati da minacce multidominio. Grazie alla possibilità di installare apparati radio avanzati, moduli per il supporto cartografico e sistemi per il coordinamento in tempo reale, i Posti Comando su 577 hanno permesso una gestione efficace della manovra e del supporto simultaneo a più livelli. Il coordinamento tra il Posto Comando della Brigata \"Garibaldi\", quello del Reggimento Logistico e quelli del 4° Reggimento Carri e del 10° Reparto di Sanità ha rappresentato un modello di integrazione da replicare in futuri contesti addestrativi e reali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa capacità, pienamente esercitata durante l’attività a Teulada, si è rivelata fondamentale per l’efficacia complessiva dell’esercitazione, confermando l’importanza di investire nella modernizzazione dei veicoli C2 e nella formazione di personale in grado di operare in ambienti digitalizzati ad alta intensità operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione a Teulada e i programmi in corso per il potenziamento delle capacità sanitarie e corazzate dell’Esercito testimoniano la costante evoluzione dello strumento militare nazionale. La sinergia tra manovra, logistica e sanità, unita all’investimento in mezzi moderni e versatili, conferma l’impegno della Forza Armata nel garantire prontezza, efficacia e capacità di risposta in ogni scenario operativo, sia in patria che all’estero. L’integrazione di tecnologie avanzate come quelle del VCC 577 e delle MTF ROLE 2 rappresenta un passo decisivo verso un’Esercito sempre più proiettato nel futuro, pronto ad affrontare le sfide del nuovo panorama operativo globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/01.Schieramento-Reparto-Sanita-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"BrigataGaribaldi, CarroArmato, ComandoLogistico, esercitazione, InnovazioneTecnologica, KF51Panther, MTF, ReggimentoCarri, SanitàMilitare, Teulada","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-08 19:15:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/add_congiunto.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16848-esercitazione-capo-teulada-role-2-posti-comando.mp4","galleria":""}
{"id":16828,"titolo":"Lagunari “Serenissima”: consegna del basco verde ai nuovi Lagunari","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Venezia –</strong> Una giornata intensa e carica di significato ha visto protagonisti i <a href=\"https://brigatafolgore.net/reggimento-lagunari-serenissima-audacia-e-valore-per-terra-e-per-mare/\">Lagunari del Reggimento “Serenissima”</a>, unendo in un unico evento la solennità della cerimonia e il rigore dell’operatività. Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, ha reso omaggio all’unico reparto di fanteria anfibia dell’Esercito Italiano, visitando le strutture del reggimento e presenziando alla <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Visita-al-reggimento-lagunari-%E2%80%9CSerenissima%E2%80%9D-e-consegna-del-basco-di-specialita-250407.aspx\">cerimonia di consegna del basco verde ai nuovi Lagunari </a>nella storica cornice di Palazzo Ducale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16840,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Lagunari “Serenissima”: consegna del basco verde ai nuovi Lagunari - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/02-LAGUNARI.jpg\" alt=\"Lagunari “Serenissima”: Tradizione e Operatività - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16840\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un battello d'assalto dei Lagunari del Reggimento “Serenissima” in navigazione a piena velocità durante un’esercitazione</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dal cuore della Serenissima alla realtà operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La visita è iniziata presso la caserma “Miraglia”, base anfibia del reggimento, dove il Colonnello Leandro Corina ha illustrato al Generale Masiello le capacità operative e le peculiarità della specialità anfibia, nonché le attività addestrative e logistiche svolte dal reparto. Il tour è proseguito alla caserma “Matter” e poi alla caserma “Bafile”, dove è stata inaugurata una nuova officina leggera per la manutenzione dei mezzi, realizzata dal 5° Reparto Infrastrutture. Presente al taglio del nastro anche il Generale di Brigata Stefano Martinelli, insieme a rappresentanti delle imprese coinvolte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il Capo di SME ha potuto constatare personalmente l’alto livello di prontezza operativa dei Lagunari, elogiando il personale per la professionalità e lo spirito di sacrificio dimostrati quotidianamente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16841,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Lagunari “Serenissima”: consegna del basco verde ai nuovi Lagunari - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/arrivo-1024x768.jpeg\" alt=\"Lagunari “Serenissima”: Tradizione e Operatività - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16841\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Gen. C.A. Carmine Masiello, passa in rassegna i Lagunari del Reggimento “Serenissima” schierati in formazione presso la caserma “Bafile”</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Consegna del Basco Verde: il battesimo dei Lagunari</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il momento più solenne della giornata si è svolto nella Sala dello Scrutinio di Palazzo Ducale, luogo simbolico della Repubblica di Venezia. Alla presenza delle autorità civili e militari, i neo-qualificati del 94° Corso di Qualificazione Anfibia “Alpha” hanno ricevuto il basco verde dalle mani del Generale Masiello.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>“Da oggi entrate a far parte di un’élite, ma soprattutto confermate di assumervi la responsabilità di difendere la Repubblica e garantire pace e sicurezza, qualunque sia il prezzo richiesto. Benvenuti Lagunari nella grande famiglia dell’Esercito”, ha dichiarato il Capo di SME, rivolgendosi ai nuovi membri del reparto con parole cariche di significato.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il corso “Alpha”, selettivo e rigoroso, rappresenta l’ingresso formale nella specialità e prepara i Lagunari ad affrontare con prontezza e competenza le sfide operative del futuro, sia in ambito nazionale che internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16842,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Lagunari “Serenissima”: consegna del basco verde ai nuovi Lagunari - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Lagunari-in-Piazza-San-Marco-a-Venezia-1024x576.jpg\" alt=\"Lagunari “Serenissima”: Tradizione e Operatività - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16842\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Lagunari del Reggimento “Serenissima” sfilano in armi in Piazza San Marco a Venezia, rendendo omaggio alla città e alle sue gloriose tradizioni militari</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Reggimento “Serenissima”: custodi delle acque e della tradizione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Discendenti diretti dei Fanti da Mar della Serenissima Repubblica di Venezia, i Lagunari operano in ambienti fluviali, lagunari e marittimi, con una capacità anfibia unica all’interno dell’Esercito Italiano. Il Reggimento è inquadrato nella Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli” ed è uno dei pilastri della Capacità Nazionale di Proiezione dal Mare (CNPM).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Dotato di una struttura moderna e flessibile, il “Serenissima” dispone di Compagnie Anfibie, unità di supporto tattico e una Compagnia Corsi altamente specializzata nell’addestramento. I suoi uomini e donne si addestrano duramente per mantenere elevatissimi standard in ogni ambito operativo, dal combattimento in ambiente urbano (CQB) alla ricognizione anfibia, fino all’inserzione aerea con tecniche di fast-rope.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Plotone Recon: l’élite dell’élite</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Particolare menzione merita il Plotone Recon, nucleo operativo d’élite del Reggimento. I suoi membri, selezionati tra i Lagunari più esperti, sono addestrati a operazioni speciali, incursioni, sabotaggi e ricognizioni in profondità in contesti anfibi. Ogni operatore Recon è un esploratore anfibio, paracadutista e, in alcuni casi, sommozzatore qualificato presso il COMSUBIN.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16843,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Lagunari “Serenissima”: consegna del basco verde ai nuovi Lagunari - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/12-LAGUNARI.jpg\" alt=\"Lagunari “Serenissima”: Tradizione e Operatività - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16843\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Operatori del Plotone Recon del Reggimento Lagunari “Serenissima” in fase di infiltrazione acquatica durante un’esercitazione</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Guardando al futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il Reggimento “Serenissima” si trova oggi al centro di importanti riflessioni strategiche e logistiche. L’esigenza di unificare le sedi operative e migliorare le infrastrutture è sentita con urgenza, così come quella di dotare il reparto di nuovi mezzi anfibi moderni come il Veicolo Blindato Anfibio (VBA), essenziale per garantire mobilità e protezione in scenari futuri sempre più complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nonostante le sfide, il reggimento prosegue con determinazione nella propria missione, con la consapevolezza di essere eredi di una tradizione gloriosa e al contempo protagonisti dell’evoluzione dell’Esercito Italiano in chiave interforze</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/08.-Il-Capo-di-SME-con-il-lagunare-primo-classificato-al-corso-di-qualif.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"addestramentomilitare, bascoverde, capacitanazionalediproiezionedalmare, esercitoitaliano, fastrope, formazioneanfibia, operazionianfibie, plotonerecon, reggimentolagunariserenissima","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-08 18:30:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Visita-al-reggimento-lagunari-%E2%80%9CSerenissima%E2%80%9D-e-consegna-del-basco-di-specialita-250407.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16828-lagunari-serenissimaconsegna-basco-verde.mp4","galleria":""}
{"id":16871,"titolo":"Tensioni con il Marocco, la Spagna invia la Legione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Il Gruppo Tattico di Ceuta e il Tercio “Gran Capitán” 1º de la Legión</strong> sono i protagonisti di una vasta operazione di sicurezza condotta sotto la supervisione dello Stato Maggiore della Difesa spagnolo (EMAD). Nell’ambito dell’<strong>Operazione di Presenza Rafforzata</strong>, avviata nel marzo 2025, l’Esercito di Terra ha intensificato il proprio dispiegamento nelle città autonome di <strong>Ceuta e Melilla</strong>, due enclavi strategiche fondamentali per la sicurezza nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Questa operazione, coordinata dal <strong>Mando Operativo Terrestre (MOT)</strong> e pianificata dall’EMAD, ha come obiettivi principali il rafforzamento della <strong>difesa territoriale</strong>, la tutela della <strong>sovranità nazionale</strong> e il mantenimento della <strong>stabilità nella regione</strong>. Il messaggio rivolto sia alla popolazione spagnola che ai vicini marocchini è chiaro: <strong>la Spagna difende con determinazione la propria integrità territoriale</strong>, attraverso una presenza militare altamente addestrata, visibile e reattiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16883,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/CEUTA-MELILLA-1024x622.jpg\" alt=\"Tensioni con il Marocco, la Spagna invia la Legione - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16883\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le due enclavi spagnole di Ceuta e Melilla al centro dell’operazione di presenza rafforzata: il Grupo Táctico #GTCeuta e il Tercio “Gran Capitán” della Legione.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gruppo Tattico di Ceuta: sorveglianza e risposta immediata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il <strong>Grupo Táctico de Ceuta (GTCeuta)</strong> è costituito da unità della <strong>Comandancia General de Ceuta (COMGECEU)</strong>, tra cui il <strong>Grupo de Regulares nº 54</strong>, il <strong>Tercio “Duque de Alba” 2º de La Legión</strong> e il <strong>Regimiento de Caballería “Montesa” nº 3</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Queste unità formano a rotazione un gruppo da combattimento polivalente, capace di svolgere missioni di pattugliamento, controllo del perimetro frontaliero e risposta tattica immediata in caso di minaccia. Le attività quotidiane includono ricognizioni terrestri, sorveglianza di infrastrutture critiche (come porti, centri di comunicazione, accessi strategici e aree logistiche) e controllo dei punti sensibili dell’area esterna alla città.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’<strong>EMAD (Stato Maggiore della Difesa spagnolo) </strong>ha diffuso immagini che mostrano un ampio schieramento di <strong>veicoli blindati VAMTAC</strong> (Vehículo de Alta Movilidad Táctico), prodotti in Spagna. Questi mezzi fuoristrada sono fondamentali per il trasporto truppe, le pattuglie mobili e le operazioni tattiche rapide.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:html -->\n<blockquote class=\"twitter-tweet\"><p lang=\"es\" dir=\"ltr\">El Grupo Táctico, <a href=\"https://twitter.com/hashtag/GTCeuta?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw\">#GTCeuta</a>, y unidades del Tercio Gran Capitán de la Legión, están desplegados en Ceuta y Melilla en operación de Presencia, Vigilancia y Disuasión, <a href=\"https://twitter.com/hashtag/OpsPvD?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw\">#OpsPvD</a>. <br>Protegemos nuestros espacios de soberanía nacional. <a href=\"https://twitter.com/hashtag/MOPS?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw\">#MOPS</a> <a href=\"https://twitter.com/hashtag/MOT?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw\">#MOT</a> <a href=\"https://twitter.com/EjercitoTierra?ref_src=twsrc%5Etfw\">@EjercitoTierra</a> <a href=\"https://t.co/qPKzifuyI5\">pic.twitter.com/qPKzifuyI5</a></p>&mdash; Estado Mayor Defensa &#x1f1ea;&#x1f1f8; (@EMADmde) <a href=\"https://twitter.com/EMADmde/status/1908852188220453166?ref_src=twsrc%5Etfw\">April 6, 2025</a></blockquote> <script async src=\"https://platform.twitter.com/widgets.js\" charset=\"utf-8\"></script>\n<!-- /wp:html -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Tercio “Gran Capitán” a Melilla: specializzazione nel combattimento urbano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>A Melilla, il <strong>Tercio “Gran Capitán” 1º de La Legión</strong>, inquadrato nella <strong>Comandancia General de Melilla (COMGEMEL)</strong>, svolge un ruolo cruciale nella difesa della città e dei <strong>peñones</strong> e isolotti di sovranità spagnola nel Mediterraneo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Questa unità d’élite è composta da una <strong>Plana Mayor de Mando</strong>, dalla <strong>I Bandera de Infantería Protegida “España”</strong>, da una <strong>Compagnia controcarro</strong> e da varie unità logistiche di supporto al combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il Tercio è addestrato in tecniche di <strong>combattimento urbano e sotterraneo</strong>, <strong>controllo delle masse</strong>, e <strong>protezione delle infrastrutture critiche</strong>. Le sue competenze includono anche il combattimento corpo a corpo, il riconoscimento di installazioni e le operazioni di stabilizzazione, rendendolo capace di intervenire con efficacia in scenari di crisi complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16877,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/LEGION-SPA-1024x614.jpg\" alt=\"Tensioni con il Marocco, la Spagna invia la Legione - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16877\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Grupo Táctico, #GTCeuta, e unità del Tercio “Gran Capitán” de La Legión, in una delle foto diffusa dallo Stato Maggiore della Difesa spagnolo.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Vigilanza marittima e supporto navale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Al dispositivo terrestre si aggiunge la <strong>presenza della Armada Española</strong>, con il <strong>Buque de Acción Marítima “Audaz” (P-45)</strong> impegnato in una missione di sorveglianza nelle acque del Nord Africa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Questa unità navale fornisce supporto ai distaccamenti presenti nei <strong>Peñones de Vélez y Alhucemas</strong>, rafforzando la capacità congiunta di dissuasione. Il BAM “Audaz” consente l’identificazione anticipata di minacce, garantendo una <strong>presenza visibile</strong> che rafforza il senso di sicurezza nella popolazione e assicura una <strong>reazione immediata</strong> in caso di incidente che possa compromettere la sovranità o l’integrità del territorio nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16881,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Gn-qX6ZXsAAmhM7-1-1024x682.jpg\" alt=\"Tensioni con il Marocco, la Spagna invia la Legione - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16881\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La nave da pattugliamento “Audaz”, impegnato in una missione di sorveglianza nelle acque del Nord Africa.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una dimostrazione di forza e determinazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il dispiegamento delle forze armate a <strong>Ceuta e Melilla</strong> rappresenta una chiara <strong>dimostrazione di capacità tattica, prontezza operativa e volontà politica</strong> di difendere uno dei confini più delicati e strategici d’Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In un contesto di tensione geopolitica e flussi migratori irregolari, la Spagna conferma la propria determinazione a <strong>proteggere i propri cittadini e territori</strong>, inviando un messaggio inequivocabile: la sovranità nazionale non è negoziabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Copyright foto <strong><a href=\"https://www.defensa.gob.es/fuerzasarmadas/emad/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Estado Mayor de la Defensa (EMAD)</a></strong></em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/LEGION-SPAGNOLA2.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"ceuta, legionespagnola, melilla","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-08 16:23:40","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16871-tensioni-con-il-marocco-la-spagna-invia-la-legione.mp4","galleria":""}
{"id":16849,"titolo":"Intercettata fregata Russa nei pressi dello Stretto di Gibilterra","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>La Marina Militare Spagnola</strong> ha <strong>intercettato e monitorato</strong> diverse <strong>unità navali russe</strong> in transito nei pressi delle <strong>acque di interesse strategico nazionale</strong>. Lo comunica oggi stesso lo <strong>Stato Maggiore della Difesa spagnolo (EMAD)</strong> sul proprio account Twitter - corredato da immagini originali dell'incontro ravvicinato - precisando che l’operazione si è svolta in <strong>acque prossime alla penisola iberica</strong> e ha comportato il <strong>dispiegamento di tre navi militari</strong>: l'<em>\"Audaz\"</em>, il<em> \"Vigía\"</em> e il<em> \"Serviola\"</em>. L’obiettivo della missione era <strong>identificare, seguire e documentare</strong> la presenza delle <strong>navi russe</strong> senza alcuna azione ostile, bensì attraverso <strong>un monitoraggio attivo e costante in acque internazionali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<blockquote class=\"twitter-tweet\"><p lang=\"es\" dir=\"ltr\">El <a href=\"https://twitter.com/hashtag/BAMAudaz?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw\">#BAMAudaz</a>, el <a href=\"https://twitter.com/hashtag/PatrulleroVigia?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw\">#PatrulleroVigia</a> y el <a href=\"https://twitter.com/hashtag/PatrulleroServiola?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw\">#PatrulleroServiola</a>, en operación de Presencia Vigilancia y Disuasión, <a href=\"https://twitter.com/hashtag/OpsPvD?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw\">#OpsPvD</a> han monitorizado y seguido el paso de buques de la Federación Rusa por nuestros espacios marítimos de interés. <a href=\"https://twitter.com/hashtag/MOPS?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw\">#MOPS</a> <a href=\"https://twitter.com/hashtag/MOM?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw\">#MOM</a> <a href=\"https://twitter.com/Armada_esp?ref_src=twsrc%5Etfw\">@Armada_esp</a> <a href=\"https://t.co/UHBlvuGwos\">pic.twitter.com/UHBlvuGwos</a></p>&mdash; Estado Mayor Defensa &#x1f1ea;&#x1f1f8; (@EMADmde) <a href=\"https://twitter.com/EMADmde/status/1909547769100222898?ref_src=twsrc%5Etfw\">April 8, 2025</a></blockquote> <script async src=\"https://platform.twitter.com/widgets.js\" charset=\"utf-8\"></script>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La \"Admiral Grigorovich\": una Nave da Guerra Avanzata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Tra le navi della <strong>Federazione Russa</strong> monitorate durante l’operazione figura la <strong>\"Admiral Grigorovich\"</strong>, una moderna <strong>fregata missilistica</strong> entrata in servizio nel 2016. Appartenente alla <strong>Flotta del Mar Nero</strong>, questo tipo di unità è dotato di avanzati sistemi d’arma e rappresenta uno degli assetti principali della capacità navale russa in scenari marittimi di alta tensione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La sua comparsa nelle vicinanze delle coste spagnole, in particolare in prossimità dello <strong>Stretto di Gibilterra</strong>, ha destato <strong>particolare attenzione</strong> nel contesto delle <strong>misure europee di sorveglianza e deterrenza</strong>, soprattutto considerando l’attuale scenario di conflitto in Ucraina e l’inasprimento dei rapporti tra <strong>Mosca e la NATO</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16857,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Intercettata fregata Russa nei pressi dello Stretto di Gibilterra - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Gn-qX6uWgAAKgK9-1024x684.jpg\" alt=\"Intercettata fregata Russa vicino allo Stretto di Gibilterra - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16857\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La fregata russa <em>Admiral Grigorovič</em> in acque di interesse spagnole fotografata durante l'avvistamento</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sicurezza strategica e presenza continuativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’operazione, pur essendo priva di connotazioni aggressive, si inserisce in una <strong>strategia strutturata</strong> di <strong>sorveglianza e sicurezza continua</strong>. Le <strong>Forze Armate spagnole</strong> mantengono quotidianamente <strong>circa 3.000 militari attivi</strong> in missioni di <strong>presenza e dissuasione</strong> che abbracciano non solo la dimensione terrestre e marittima, ma anche <strong>aria, spazio e cyberspazio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Questo modello operativo mira a garantire la <strong>sicurezza nazionale</strong>, a consolidare il ruolo della Spagna all’interno dell’<strong>Alleanza Atlantica</strong> e a contrastare possibili movimenti non autorizzati o potenzialmente pericolosi in <strong>aree marittime di rilevanza strategica</strong> come il Mediterraneo occidentale, lo Stretto di Gibilterra e la costa cantabrica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16856,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Intercettata fregata Russa nei pressi dello Stretto di Gibilterra - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Gn-qX6XW4AA0fUN-1-1024x920.jpg\" alt=\"Intercettata fregata Russa vicino allo Stretto di Gibilterra - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16856\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un momento dell’avvistamento da parte della Marina Spagnola.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Aumento della tensione e coordinamento NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il monitoraggio delle <strong>unità militari russe</strong> in transito nelle vicinanze dell’Europa occidentale è divenuto più intenso a partire dal 2022, a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina e del conseguente deterioramento dei rapporti tra <strong>Russia e NATO</strong>. La presenza di navi russe in acque adiacenti ai confini marittimi dei paesi membri dell’Alleanza Atlantica ha spinto diverse marine europee ad <strong>aumentare il livello di allerta</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Spagna, Francia, Italia e Regno Unito, così come le forze navali statunitensi di stanza in Europa, stanno adottando misure sempre più coordinate per <strong>tracciare e scoraggiare</strong> la presenza di assetti militari russi in spazi marittimi sensibili. L’intercettazione della \"Admiral Grigorovich\" da parte della Marina spagnola rientra perfettamente in questa <strong>strategia di sicurezza collettiva europea</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16855,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Intercettata fregata Russa nei pressi dello Stretto di Gibilterra - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Gn-qX6ZXsAAmhM7-1024x682.jpg\" alt=\"Intercettata fregata Russa vicino allo Stretto di Gibilterra - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16855\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La nave da pattugliamento \"Audaz\" in azione sullo stretto di Gibilterra</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Non un episodio isolato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’episodio in questione <strong>non è il primo</strong> e con ogni probabilità <strong>non sarà l’ultimo</strong>. Negli ultimi anni, la Spagna ha aumentato la frequenza delle operazioni di sorveglianza marittima e aerea, anche in cooperazione con i <strong>centri di comando NATO</strong>, per far fronte a un <strong>numero crescente di movimenti navali russi non comunicati</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La presenza russa in Atlantico e nel Mediterraneo, infatti, viene interpretata come un <strong>tentativo di proiezione strategica</strong>, finalizzata a testare le capacità di risposta dei paesi europei e a mantenere una pressione costante sul fianco meridionale dell’Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16858,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Intercettata fregata Russa nei pressi dello Stretto di Gibilterra - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Gn-qX6XXAAAlFGc-1024x684.jpg\" alt=\"Intercettata fregata Russa vicino allo Stretto di Gibilterra - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16858\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lo Stretto di Gibilterra, per la sua rilevanza strategica, è costantemente sorvegliato</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Impegno Internazionale continuativo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Oltre alle operazioni in acque nazionali, la <strong>Armada Española</strong> partecipa attivamente a <strong>missioni internazionali sotto egida NATO</strong>, come le operazioni di pattugliamento nel Mar Baltico, nel Mediterraneo orientale e nelle acque dell’Atlantico settentrionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’intercettazione delle navi russe rientra dunque non solo in un’azione di difesa nazionale, ma anche in un più ampio <strong>quadro di responsabilità multilaterale</strong>. La Spagna, in quanto membro attivo della NATO, è impegnata a garantire la <strong>stabilità dell’area euro-atlantica</strong>, in un periodo in cui le <strong>minacce ibride, asimmetriche e convenzionali</strong> stanno nuovamente mettendo alla prova l’equilibrio internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Copyright foto <strong><a href=\"https://www.defensa.gob.es/fuerzasarmadas/emad/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Estado Mayor de la Defensa (EMAD)</a></strong></em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/admiral.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"marinaspagnola, NATO, russia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-08 15:36:08","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16849-intercettata-fregata-russa-nei-pressi-dello-stretto-di-gibilterra.mp4","galleria":"16855 | 16856 | 16857 | 16858"}
{"id":16805,"titolo":"Conferenze dei Decorati dell'Esercito: Ispirazione e Valori per i Giovani Militari","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’<strong>Esercito Italiano</strong> rinnova con determinazione il proprio impegno nella <strong>formazione morale e professionale</strong> dei giovani militari, attraverso un’iniziativa dal forte contenuto simbolico e formativo: un ciclo di <strong>conferenze tenute da personale decorato per atti di eroismo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Questi incontri, svoltisi in città come <strong>Modena, Capua, Verona, Milano, L’Aquila, Ascoli e Viterbo</strong>, presso istituti di eccellenza quali l’<strong>Accademia Militare</strong>, la <strong>Scuola Sottufficiali</strong>, la <strong>Scuola Militare “Teulié”</strong> e i <strong>Reggimenti Addestramento Volontari (RAV)</strong>, hanno rappresentato un momento di alto profilo valoriale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Attraverso la narrazione delle proprie esperienze, i <strong>Decorati dell’Esercito</strong> hanno trasmesso ai giovani in formazione i <strong>valori fondanti dell’Istituzione</strong>: <strong>onore</strong>, <strong>coraggio</strong>, <strong>disciplina</strong>, <strong>spirito di sacrificio</strong> e <strong>senso del dovere</strong>. Le conferenze hanno favorito non solo l’apprendimento tecnico, ma anche la <strong>costruzione di identità e appartenenza</strong>, elementi fondamentali per la coesione della Forza Armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16811,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/5.-Il-Mar.Ord_.-M.A.V.E.-Pizzichetti-alla-Scuola-Sottufficiali-dellEsercito-1024x683.jpg\" alt=\"Valori, Eroismo e Ispirazione: I Decorati dell’Esercito Italiano Incontrano le Nuove Generazioni - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16811\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Maresciallo Ordinario Gabriele Pizzichetti, Medaglia d’Argento al Valor Militare, per l’eccezionale coraggio dimostrato durante un’operazione di infiltrazione di Forze speciali a Shindand, in Afghanistan. Mitragliere di elicottero sotto intenso fuoco nemico, garantì con il proprio intervento il reimbarco del personale a terra, esponendosi consapevolmente al pericolo.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Coraggio e leadership: un’eredità da custodire</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Durante le conferenze, sono state condivise <strong>testimonianze dirette di operazioni condotte in Afghanistan e Iraq</strong>, teatri ad alta intensità operativa nei quali è stato fondamentale agire con <strong>prontezza</strong>, <strong>determinazione</strong> e <strong>spirito di corpo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il <strong>Sergente Maggiore Andrea Adorno</strong>, <strong>Medaglia d’Oro al Valor Militare</strong>, ha raccontato la propria esperienza durante l’<strong>Operazione Maashin IV</strong>, offrendo una riflessione autentica sul significato di <strong>impegno</strong>, <strong>responsabilità</strong> e <strong>sacrificio personale</strong> nei contesti bellici più critici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il <strong>Generale di Divisione Alessandro Albamonte</strong> ha sottolineato l’importanza dei <strong>valori militari nella formazione della leadership</strong>, evidenziando come il comando, per essere efficace, debba fondarsi su <strong>etica</strong>, <strong>lucidità decisionale</strong> e <strong>consapevolezza del proprio ruolo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Anche altri decorati, tra cui il <strong>Graduato Aiutante Giacomo Patti</strong>, il <strong>Graduato Scelto Stefano La Mattina</strong>, il <strong>Primo Maresciallo Enrico Mercuri</strong> e il <strong>Maresciallo Ordinario Gabriele Pizzichetti</strong>, hanno fornito contributi di grande valore. I Graduati Patti e La Mattina hanno condiviso episodi vissuti durante <strong>missioni all’estero</strong>, evidenziando la centralità della <strong>resilienza individuale</strong> e della <strong>determinazione</strong> nel fronteggiare situazioni imprevedibili. I Marescialli Mercuri e Pizzichetti, invece, hanno posto l’accento sull’importanza dell’<strong>addestramento tecnico</strong> e della <strong>preparazione psicologica</strong>, elementi indispensabili per operare in sicurezza ed efficacia in <strong>scenari ad elevata complessità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16809,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/2-Conferenza-sui-Valori-alla-Scuola-Militare-Teulie-1024x683.jpeg\" alt=\"Valori, Eroismo e Ispirazione: I Decorati dell’Esercito Italiano Incontrano le Nuove Generazioni - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16809\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Graduato Scelto Paracadutista Stefano La Mattina, Medaglia d’Oro al Valore dell’Esercito, per l’eroico comportamento tenuto durante la battaglia di Parmakan (Afghanistan), il 23 settembre 2009. Gravemente ferito a un braccio mentre forniva fuoco di copertura ai propri commilitoni sotto un’imboscata nemica, proseguiva il tiro con il braccio ancora abile, riuscendo a respingere l’attacco.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Servire la Patria con consapevolezza e onore</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Tutti gli interventi hanno trasmesso ai partecipanti un messaggio chiaro, incisivo e profondo: <strong>la carriera militare non rappresenta semplicemente un’opzione lavorativa, ma una vera e propria vocazione</strong>, una scelta di vita consapevole, radicata nei valori della <strong>dedizione</strong>, della <strong>disciplina</strong>, del <strong>senso del dovere</strong> e della <strong>responsabilità verso la collettività</strong>. Servire l’Esercito Italiano significa aderire a un codice morale che impone rigore, spirito di sacrificio e la volontà di anteporre il bene comune agli interessi individuali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In un’epoca caratterizzata da cambiamenti rapidi e da nuove sfide globali, il <strong>confronto diretto con militari decorati per atti di eroismo</strong> – uomini che hanno vissuto, con lucidità e coraggio, contesti operativi ad alto rischio – rappresenta un’occasione formativa di straordinaria importanza. Le loro testimonianze, cariche di significato e vissuto, hanno avuto un forte impatto emotivo ed educativo sui giovani militari, contribuendo a <strong>rafforzare il senso di appartenenza all’Istituzione</strong> e a consolidare i legami valoriali che costituiscono la base della coesione interna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Attraverso questi momenti di scambio, i frequentatori dei corsi hanno potuto comprendere quanto sia essenziale <strong>assumere con consapevolezza e responsabilità il proprio ruolo all’interno della Forza Armata</strong>, riconoscendo nella propria scelta un impegno morale verso la Patria e verso i propri commilitoni. L’esempio di chi ha agito con prontezza, altruismo e fermezza in situazioni estreme costituisce un modello da seguire, un riferimento concreto per chi si appresta a servire l’Italia in contesti sempre più complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Grazie a queste testimonianze, gli allievi hanno avuto l’opportunità di <strong>riflettere sul significato più profondo del servizio militare</strong>, maturando una visione più chiara e responsabile del percorso intrapreso. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16810,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/4-Il-Serg.-Magg.-M.O.V.M.-Adorno-alla-Scuola-Sottufficiali-dellEsercito-1024x683.jpg\" alt=\"Valori, Eroismo e Ispirazione: I Decorati dell’Esercito Italiano Incontrano le Nuove Generazioni - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16810\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Sergente Maggiore Alpino Paracadutista Andrea Adorno, Medaglia d’Oro al Valor Militare, insignito per l’eroismo dimostrato durante l’Operazione “Maashin IV” a Bala Morghab (Afghanistan), il 16 luglio 2010. Accortosi che un’altra squadra del suo plotone stava per essere investita dal fuoco nemico, si frapponeva volontariamente tra i commilitoni e la minaccia, riuscendo a neutralizzare l’azione avversaria. Nel corso dell’azione rimaneva seriamente ferito agli arti inferiori.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iniziativa promossa dall’Esercito Italiano si inserisce all’interno di un più ampio progetto di valorizzazione della <strong>memoria storica</strong> e di trasmissione del patrimonio valoriale delle Forze Armate. Le conferenze dei Decorati rappresentano un ponte tra <strong>tradizione e futuro</strong>, tra chi ha vissuto il dovere nella sua forma più alta e chi si prepara oggi ad assumere il proprio posto al servizio della Nazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un esempio concreto di come l’Esercito, anche nella modernità operativa, continui a formare non solo soldati, ma anche <strong>cittadini consapevoli</strong>, <strong>leali</strong> e <strong>pronti a servire con onore</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/1-Conferenza-sui-Valori-allAccademia-Militare.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"ConferenzeDecorati, SpiritoDiServizio, ValoriMilitari","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-08 11:15:04","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/I-Valori-che-ispirano-il-futuro-dell%E2%80%99Esercito.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16805-conferenze-dei-decorati-dellesercito-ispirazione-e-valori-per-i-giovani-militari.mp4","galleria":"16808 | 16809 | 16810 | 16811 | 16812 | 16813"}
{"id":16779,"titolo":"Rheinmetall acquisisce Hagedorn-NC per i propellenti d’artiglieria","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Rheinmetall</strong> <a href=\"https://www.rheinmetall.com/en/media/news-watch/news/2025/04/2025-04-07-rheinmetall-takes-over-hagedorn-nc-gmbh\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ha annunciato</a> l’acquisizione della tedesca <strong>Hagedorn-NC</strong>, azienda specializzata nella produzione di <strong>nitrocellulosa per uso industriale</strong>. L’operazione ha l’obiettivo di rafforzare la catena di approvvigionamento di <strong>materie prime strategiche</strong> per la produzione di <strong>propellenti destinati all’artiglieria</strong>, in un contesto europeo segnato da un forte incremento della domanda di <strong>munizioni</strong> ed <strong>esplosivi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La <strong>nitrocellulosa</strong> è un componente essenziale per la realizzazione di <strong>cariche modulari</strong>, che consentono di lanciare proiettili da <strong>155 mm</strong> fino a distanze superiori ai <strong>40 chilometri</strong>. Con la guerra in <strong>Ucraina</strong> ancora in corso, la richiesta di munizioni pesanti è aumentata vertiginosamente, spingendo governi e aziende a <strong>investire in capacità produttiva</strong> e sicurezza delle forniture.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Secondo quanto dichiarato, <strong>Rheinmetall</strong> intende convertire la produzione di <strong>Hagedorn-NC</strong> alla <strong>nitrocellulosa di grado militare</strong> nei prossimi mesi, pur mantenendo temporaneamente attive anche le forniture civili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>«L’acquisizione ci consente di superare un collo di bottiglia strategico nella catena di produzione del propellente»</strong>, ha affermato <strong>Armin Papperger</strong>, CEO di Rheinmetall.<br><strong>«Ci assicuriamo una fonte essenziale di materie prime e continuiamo l’integrazione verticale lungo l’intera filiera delle munizioni»</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’<strong>Unione Europea</strong> stima di raggiungere una <strong>produzione annua di 2 milioni di proiettili d’artiglieria entro il 2025</strong>, rispetto agli appena <strong>230.000 colpi</strong> del 2023. La spinta arriva anche da iniziative congiunte tra industria e istituzioni per aumentare la <strong>resilienza della difesa europea</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Rheinmetall</strong>, uno dei principali produttori europei di <strong>munizioni di grosso calibro</strong>, punta a raggiungere entro il 2027 una capacità di produzione fino a <strong>1,1 milioni di proiettili da 155 mm all’anno</strong>. Con l’integrazione di <strong>Hagedorn-NC</strong>, l’azienda disporrà di un <strong>quarto sito produttivo di nitrocellulosa</strong>, affiancando quelli già operativi in <strong>Svizzera (Wimmis)</strong>, <strong>Spagna (Murcia)</strong> e <strong>Sudafrica (Wellington)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L'acquisizione arriva in un periodo in cui tutta l’Europa si sta attivando per colmare i <strong>gap produttivi</strong> nel settore della difesa. In Francia, ad esempio, è stata riattivata la produzione di <strong>polvere esplosiva</strong> presso <strong>Eurenco a Bergerac</strong>, mentre la <strong>Danimarca</strong> ha affidato alla norvegese <strong>Nammo</strong> il riavvio di una fabbrica di munizioni chiusa nel 2020.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Anche la <strong>Polonia</strong> ha investito fortemente nel comparto, destinando circa <strong>3 miliardi di zloty (760 milioni di dollari)</strong> alla produzione locale di munizioni, in particolare di proiettili da <strong>155 mm</strong>. Un accordo con <strong>Grupa Azoty</strong> e <strong>Polska Grupa Zbrojeniowa</strong> prevede la realizzazione di nuovi impianti per <strong>nitrocellulosa</strong> e <strong>propellenti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’acquisizione di <strong>Hagedorn-NC</strong> da parte di Rheinmetall si inserisce in un contesto di crescente <strong>integrazione verticale</strong> nel settore. In parallelo, il gruppo ceco <strong>Czechoslovak Group (CSG)</strong> <a href=\"https://czechoslovakgroup.com/en/news/csg-acquires-nitrocellulose-production-in-germany-from-iff\">ha rilevato</a> l’attività di nitrocellulosa della <strong>International Flavors &amp; Fragrances</strong> a <strong>Walsrode, Germania</strong>, con l’intenzione di espandere la produzione militare oltre quella industriale, già destinata a <strong>vernici e smalti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La <strong>nitrocellulosa</strong> viene prodotta attraverso la <strong>nitrificazione della cellulosa</strong>, derivata da <strong>linters di cotone</strong> o <strong>polpa di legno</strong>. Dal <strong>2022</strong>, l’<strong>UE ha vietato l’esportazione di nitrocellulosa verso la Russia</strong>, estendendo il blocco anche alla <strong>polpa di cotone</strong> nel giugno 2023, per impedire che componenti critici finiscano in mani ostili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’acquisizione di <strong>Hagedorn-NC</strong> è al momento <strong>soggetta all’approvazione antitrust</strong>, ma <strong>Rheinmetall</strong> ha confermato che l’operazione rafforzerà il suo ruolo di <strong>fornitore chiave di munizioni NATO</strong>, garantendo una <strong>catena di approvvigionamento autonoma e sicura</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’azienda non ha fornito dettagli finanziari sull’operazione, né ha specificato la futura <strong>capacità produttiva del sito acquisito</strong>. Tuttavia, secondo le prime informazioni, l’integrazione porterà all’ingresso di circa <strong>90 nuovi dipendenti</strong> nel gruppo Rheinmetall, mentre il sito di <strong>Walsrode</strong> gestito da <strong>CSG</strong> impiega già oltre <strong>350 persone</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, la crescente domanda di <strong>munizioni d’artiglieria</strong>, il rafforzamento delle <strong>politiche europee di difesa</strong> e la necessità di <strong>autonomia industriale</strong> stanno ridisegnando il panorama produttivo della difesa europea. Operazioni come quella di <strong>Rheinmetall</strong> su <strong>Hagedorn-NC</strong> confermano che il futuro della <strong>sicurezza europea</strong> passerà anche dalla capacità di controllare ogni anello della catena, dalla <strong>materia prima</strong> al <strong>proiettile finito</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/rehinm.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Hagedorn-NC, munizioni, nitrocellulosa, Rheinmetall","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-07 18:59:08","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/europe/2025/04/07/rheinmetall-secures-nitrocellulose-supply-amid-european-ammo-scramble/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16779-munizioni-nitrocellulosa-rheinmetall-20250407.mp4","galleria":""}
{"id":16771,"titolo":"Mare Aperto 2025: la Marina Militare guida le operazioni multinazionali nel Mediterraneo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Dal <strong>26 marzo al 18 aprile 2025</strong> si svolge <strong>Mare Aperto 2025</strong>, la più importante esercitazione addestrativa della <strong>Squadra Navale</strong> e dell’intera Marina Militare. L’evento, che quest’anno si terrà <strong>nella sola edizione primaverile</strong>, coinvolge <strong>oltre 6.000 militari</strong> di 8 Paesi alleati NATO, con la partecipazione di <strong>più di 120 mezzi</strong> tra unità navali, sommergibili, aerei, elicotteri e veicoli non pilotati, oltre a <strong>osservatori provenienti da 21 Marine estere</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Le attività si sviluppano in un’<strong>area di oltre 600.000 km²</strong>, che include i mari nazionali, le acque internazionali e litorali strategici italiani come il <strong>Lazio, la Sardegna, la Sicilia</strong>, estendendosi <strong>fino all’isola di Creta e alle Baleari</strong>. Il <strong>Mediterraneo centrale</strong> è quindi ancora una volta il fulcro delle operazioni aeronavali, confermando l’importanza geopolitica di questo quadrante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un'esercitazione congiunta e multidominio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Alla “Mare Aperto 2025” partecipa una vasta componente <strong>interforze italiana</strong>, composta da unità della <strong>Marina Militare</strong>, reparti dell’<strong>Esercito Italiano</strong>, assetti dell’<strong>Aeronautica Militare</strong>, oltre a operatori dei <strong>Carabinieri</strong>, della <strong>Guardia di Finanza</strong> e della <strong>Capitaneria di Porto</strong>. L'esercitazione coinvolge anche <strong>unità di manovra terrestri</strong>, sia imbarcate sia dispiegate sul terreno, operanti in uno scenario realistico e complesso che simula tutte le forme di minaccia in ambiente navale, subacqueo, aereo e terrestre.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Durante l’evento si svolgeranno anche attività specialistiche come l’<strong>ITA MINEX</strong>, la principale esercitazione italiana dedicata alla <strong>guerra di mine</strong>, che vedrà la partecipazione anche dei cacciamine delle forze permanenti della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Per la prima volta, verrà inoltre <strong>attivato un Posto Medico Avanzato nel porto di Civitavecchia</strong>, aumentando la componente logistica e sanitaria delle operazioni, mentre una <strong>forza navale sotto bandiera EUROMARFOR</strong> (la Forza Marittima Europea composta da Italia, Francia, Spagna e Portogallo) sarà schierata per contribuire alla gestione delle forze presenti e alla complessità dello scenario operativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La pianificazione: coordinamento multinazionale ed efficienza operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La preparazione di Mare Aperto 2025 è frutto di un’attenta pianificazione iniziata mesi prima e concretizzata nella recente <strong>Initial Planning Conference (IPC)</strong>, svoltasi presso il <strong>Comando in Capo della Squadra Navale a Santa Rosa</strong>. All’incontro hanno partecipato <strong>oltre 100 rappresentanti delle nazioni coinvolte</strong>, sia in presenza sia in videoconferenza. L’evento ha permesso di affinare lo scenario addestrativo, definire le aree di esercitazione e ottimizzare il coordinamento tra gli attori coinvolti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’<strong>Ammiraglio di Squadra Aurelio De Carolis</strong>, Comandante in Capo della Squadra Navale, ha sottolineato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><em>“Mare Aperto rappresenta un momento cardine di ogni anno addestrativo, che offre agli equipaggi l'opportunità di crescere e confrontarsi realisticamente all'interno di uno scenario estremamente aderente alle sfide del mondo odierno.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il debutto operativo di Nave Trieste</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>componente anfibia</strong> dell’esercitazione è completata dalla partecipazione simultanea delle tre unità della linea LPD: <strong>Nave San Marco</strong>, <strong>Nave San Giorgio</strong> e <strong>Nave San Giusto</strong>. Le unità trasportano reparti della <strong>Brigata Marina San Marco</strong> e del <strong>Reggimento Lagunari “Serenissima”</strong>, impegnati nelle <strong>operazioni di sbarco in Sardegna</strong>, insieme ai supporti logistici e operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso una Marina sempre più moderna e interoperabile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La presenza dell’intera linea di LPD in esercitazione conferma l’elevato livello di <strong>efficienza tecnico-manutentiva</strong> raggiunto dalla Marina Militare e dalla sua industria nazionale. L’immissione in squadra di <strong>Nave Trieste</strong> rappresenta solo l’inizio di un <strong>ambizioso programma di ammodernamento</strong> della componente anfibia, che include l’arrivo dei nuovi <strong>LCM</strong> (mezzi da sbarco) e, in futuro, delle <strong>nuove LPD-X</strong>, dotate di maggiore capacità di carico e versatilità operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un ruolo centrale per l’Italia nel Mediterraneo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>“Mare Aperto 2025” dimostra la <strong>centralità del ruolo italiano nella sicurezza del Mediterraneo</strong>, sia come guida operativa in ambito NATO, sia come punto di riferimento per le cooperazioni multilaterali come <strong>EUROMARFOR</strong>. L’Italia si conferma capace di <strong>proiettare potenza, coordinare alleati e affrontare scenari ad alta complessità</strong>, rafforzando il proprio posizionamento strategico nella difesa marittima internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/ff210e68-8f4c-4810-84af-7877113652ccmare-aperto-2025.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"ForzeArmate, MareAperto2025, marinamilitare","autore":"brigatafolgore.net","data_pubblicazione":"2025-04-07 17:42:29","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20250326-mare-aperto-2025.aspx","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16771-mare-aperto-2025-la-marina-militare-guida-le-operazioni-multinazionali-nel-mediterraneo.mp4","galleria":""}
{"id":16752,"titolo":"Paracadutisti del Cile, celebrato il 60º anniversario","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il Cile ha celebrato un anniversario carico di storia e significato: <strong>i 60 anni dalla nascita del paracadutismo militare nazionale</strong>. Una ricorrenza che ha visto protagonisti i paracadutisti della <strong>Brigata di Operazioni Speciali \"Lautaro\" (BOE)</strong> e della <strong>Scuola di Paracadutisti e Forze Speciali (ESCPAR y FEs)</strong>, con una <strong>cerimonia simbolica nella zona di salto di Pequenco</strong>, dove sono stati eseguiti aviolanci militari da velivoli Airbus C-235 e Casa C-212. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16758} -->\n<figure class=\"wp-block-image\"><img title=\"Paracadutisti del Cile, celebrato il 60º anniversario - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/60anni-chile-00005.jpg\" alt=\"Bozza automatica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16758\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La celebrazione ha riunito autorità militari, veterani, familiari e nuove generazioni di paracadutisti, rendendo omaggio a sei decenni di storia.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dalle origini a una scuola d’élite</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L'origine della ESCPAR risale al <strong>2 aprile 1965</strong>, quando il <strong>Generale Bernardino Parada Moreno</strong>, allora Comandante in Capo dell’Esercito, istituì il primo <strong>Battaglione Paracadutisti N.°1 “Pelantaru”</strong>. Già nel 1964, i capitani Dante Iturriaga M. e Florencio Fuentealba A. vennero inviati a formarsi al <strong>Fuerte Sherman</strong>, centro d’addestramento del paracadutismo dell’Esercito degli Stati Uniti. Rientrati in patria, misero in pratica quanto appreso, selezionando ufficiali e sottufficiali per i corsi fondamentali: paracadutista basico, capo salto, e addetto alla manutenzione e piegatura dei paracadute.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il <strong>23 agosto 1965</strong>, venne ufficializzata la nascita della <strong>Scuola di Paracadutisti e Forze Speciali</strong>, con la missione di formare operatori militari di alto livello per l’impiego in <strong>operazioni aerotrasportate e speciali</strong>. Un compito che, nel tempo, ha reso la scuola cilena uno degli istituti più rispettati dell’America Latina in questo ambito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16762,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Paracadutisti del Cile, celebrato il 60º anniversario - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/paraca-chile-1024x682.jpg\" alt=\"Paracadutisti del Cile, celebrato il 60º anniversario - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16762\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dalle missioni pionieristiche del 1965, la Scuola Paracadutisti cilena continua a formare specialisti per le operazioni più complesse.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sessant’anni di trasformazione operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Negli anni, l’addestramento nella ESCPAR si è evoluto profondamente. Dalle prime tecniche basilari di discesa e sopravvivenza si è passati all’insegnamento di <strong>metodi avanzati</strong>, tra cui i salti HALO e HAHO (alta quota con apertura bassa o alta), l’impiego di paracadute a apertura automatica e manuale, e operazioni in <strong>ambienti complessi</strong>: deserto, montagna, foresta e contesti urbani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Un passo fondamentale in questa modernizzazione è stato compiuto nel <strong>2021</strong>, con l’introduzione dei <strong>paracadute T-11</strong>, assicurando una discesa più stabile e sicura, riducendo i rischi di infortuni. A completare il kit, anche il paracadute di emergenza T-11R, più affidabile del precedente modello T-10R.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni operatore è addestrato non solo dal punto di vista tecnico, ma anche sotto il profilo psicologico, tattico e dei valori militari. Deve essere in grado di affrontare operazioni che richiedono concentrazione assoluta, sangue freddo e precisione estrema.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16759,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Paracadutisti del Cile, celebrato il 60º anniversario - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/60anni-chile-00006-1024x682.jpg\" alt=\"Bozza automatica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16759\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La scuola paracadutisti cilena è oggi tra le più innovative del continente sudamericano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Paracadutismo militare cileno: oltre la guerra</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Oltre al ruolo centrale nei conflitti e nella difesa nazionale, il paracadutismo militare cileno si è distinto anche in <strong>missioni umanitarie, di soccorso e nelle operazioni di pace</strong>, sia in patria che all’estero. Questo dimostra la <strong>versatilità strategica</strong> della specialità e l’elevato livello di professionalità raggiunto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Durante la cerimonia del 60° anniversario, il <strong>Colonnello Juan Moncada H.</strong>, Direttore della Scuola, ha dichiarato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><em>“Promozioni di ufficiali, sottufficiali e soldati che con una visione audace verso il futuro, con perseveranza e determinazione, non solo hanno modificato la storia delle nostre Forze Armate, ma hanno anche fissato lo standard di coraggio e disciplina per le generazioni a venire.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><em>“Promozioni di ufficiali, sottufficiali e soldati che con una visione audace verso il futuro, con perseveranza e determinazione, non solo hanno modificato la storia delle nostre Forze Armate, ma hanno anche fissato lo standard di coraggio e disciplina per le generazioni a venire.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16755,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Paracadutisti del Cile, celebrato il 60º anniversario - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/60anni-chile-00002-1024x682.jpg\" alt=\"Bozza automatica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16755\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dalla formazione al lancio, la Scuola cilena prepara soldati pronti a intervenire in ogni scenario.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Anche il <strong>Generale di Brigata Javier Abarzúa D.</strong>, Comandante della BOE, ha sottolineato che la Scuola rappresenta il <strong>nucleo fondante</strong> delle capacità operative dell’Esercito, grazie anche alla partecipazione costante a esercitazioni congiunte come “<a href=\"https://www.ejercito.cl/prensa/visor/concluyo-ejercicio-estrella-austral-2023\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Estrella Austral</a>”, “<a href=\"https://www.ejercito.cl/prensa/visor/mas-de-mil-efectivos-de-chile-y-estados-unidos-se-entrenaran-en-un-ejercicio-de-operaciones-especiales-en-la-zona-mas-austral-del-mundo\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Pacific Dagger</a>” e “<a href=\"https://www.ejercito.cl/prensa/visor/-southern-fenix-2024-el-ejercicio-combinado-que-dejo-en-evidencia-la-operatividad-de-los-ejercito-de-chile-y-estados-unidos\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Southern Fenix</a>”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un’eredità viva</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La ESCPAR y FEs non celebra solo un traguardo cronologico, ma <strong>rafforza la propria identità</strong>. Un’identità forgiata nel sacrificio, nell’onore e nella dedizione al dovere. Sessant’anni dopo quel primo salto, la scuola cilena continua a rappresentare un modello di eccellenza in America Latina, guardando al futuro con la stessa determinazione che la vide nascere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/main.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"60AnniDiStoria, EsercitoCileno, forzespeciali, ParacadutismoMilitare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-07 17:16:34","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://ejercito.cl/prensa/visor/aniversario-escuela-de-paracaidistas-y-fuerzas-especiales-seis-decadas-formando-a-soldados-de-operaciones-especiales","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16752-paracadutisti-del-cile-celebrato-il-60o-anniversario.mp4","galleria":"16753 | 16754 | 16755 | 16756 | 16757 | 16758 | 16759 | 16762 | 16763"}
{"id":16736,"titolo":"Dalla Folgore allo Spazio: David Avino guida l’Italia verso l’autonomia orbitale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’Italia accelera sulla strada dell’autonomia strategica nello spazio. Lo ha fatto presentando in anticipo, di ben tre mesi, lo studio di fattibilità per una nuova costellazione di satelliti dedicata alla <strong>sicurezza e alla difesa nazionale</strong>. Una rete orbitale formata da <strong>almeno 100 satelliti</strong>, pronta – secondo le stime dell’<a href=\"https://www.asi.it\">Agenzia Spaziale Italiana</a> (ASI) – <strong>entro cinque anni</strong>. Il documento è già nelle mani del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, come confermato dal Ministro Adolfo Urso, che ha dato mandato all’ASI di consultare le imprese italiane per verificarne la piena fattibilità sul piano industriale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L'iniziativa, ancora senza un nome ufficiale ma provvisoriamente chiamata <strong>“Costellazione Nazionale”</strong>, rappresenta una risposta concreta all'evoluzione degli equilibri spaziali globali, sempre più influenzati da soggetti privati come Starlink, che ha ridefinito gli standard operativi e monopolizzato – di fatto – la connettività orbitale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16741,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Dalla Folgore allo Spazio: David Avino guida l’Italia verso l’autonomia orbitale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Argotec-Inaugurazione-sede-San-Mauro-Torinese-1024x576.jpeg\" alt=\"Dalla Folgore allo Spazio: David Avino guida l’Italia verso l’autonomia orbitale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16741\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\"> Argotec - Inaugurazione sede San Mauro Torinese col Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">David Avino, da Comandante della Folgore al pioniere della nuova Space Economy</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Un ruolo centrale nel nuovo scenario lo sta giocando <strong>Argotec</strong>, azienda torinese che ha realizzato il primo satellite del programma IRIDE, il <strong>Pathfinder Hawk</strong>, lanciato a gennaio 2025 e già operativo in orbita. Al timone dell’azienda c’è <strong>David Avino</strong>, ingegnere e imprenditore con un passato che unisce tecnologia e servizio alla patria: <strong>già Comandante di Batteria al </strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/185o-reggimento-artiglieria-paracadutisti-folgore/\"><strong>185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti \"Folgore\"</strong></a>, Avino incarna perfettamente il ponte tra le esigenze del mondo della difesa e le capacità dell’industria spaziale italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Sotto la sua guida, Argotec è diventata una delle realtà più innovative del settore, tanto da inaugurare a Torino una delle più moderne Space Factory d’Europa, dove si progettano, assemblano e testano micro e nanosatelliti per missioni scientifiche e operative. Il successo del Pathfinder – capace di acquisire immagini multispettrali ad alta risoluzione – segna una svolta concreta nella capacità italiana di realizzare in proprio satelliti ad alte prestazioni, scalabili e pronti per missioni complesse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>«<strong>Questa prima immagine acquisita sull’Italia è un momento storico per il Paese e un traguardo importante nel campo dell’osservazione della Terra</strong>», ha dichiarato Avino. E ha ragione: oggi l’Italia è tra i pochi Paesi europei in grado di chiudere internamente la filiera spaziale, dalla progettazione alla gestione dei dati a terra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16742,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Dalla Folgore allo Spazio: David Avino guida l’Italia verso l’autonomia orbitale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Sede-SITAEL-Mola-di-Bari-scaled-1-1024x613.jpg\" alt=\"Dalla Folgore allo Spazio: David Avino guida l’Italia verso l’autonomia orbitale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16742\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Space Factory di Sitael a Mola di Bari, uno degli impianti più avanzati d’Europa per l’integrazione e il collaudo di satelliti: cuore tecnologico del rilancio italiano nello spazio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una nuova fase per lo Spazio italiano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’annuncio della nuova costellazione di sicurezza arriva al culmine di una settimana significativa per il settore. Il Ministro Urso ha visitato l’<a href=\"https://www.sitael.com/\">Hub di Sitael<strong> </strong></a><strong>a Mola di Bari</strong>, un altro centro d’eccellenza, simbolo di un’Italia che si organizza per produrre in modo massiccio e strategico. La <strong>Space Economy</strong> non è più una scommessa, ma una realtà industriale che coinvolge decine di PMI, università, centri di ricerca e grandi player nazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Questa Costellazione Nazionale andrà ad affiancare <strong>IRIDE</strong>, ambizioso programma italiano di osservazione terrestre sviluppato con i fondi del <strong>PNRR</strong>, sotto il coordinamento dell’<strong>ESA</strong> e con il supporto dell’ASI. IRIDE prevede <strong>sei mini-costellazioni</strong> per un totale di oltre 60 satelliti, dedicati a usi ambientali, civili e di protezione civile. È una <strong>costellazione di costellazioni</strong>, dove aziende come <strong>Thales Alenia Space</strong>, <strong>Telespazio</strong>, <strong>Officina Stellare</strong>, <strong>Exprivia</strong> e molte altre stanno contribuendo alla costruzione di un sistema integrato, moderno e sovrano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16743,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Dalla Folgore allo Spazio: David Avino guida l’Italia verso l’autonomia orbitale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Chiara-Pertosa-CEO-SITAEL-scaled-1-1024x632.jpg\" alt=\"Dalla Folgore allo Spazio: David Avino guida l’Italia verso l’autonomia orbitale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16743\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Chiara Pertosa, Presidente di Sitael, Space Factory di Mola di Bari: innovazione e industria al servizio della nuova stagione spaziale italiana.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Italia tra IRIDE e IRIS: verso la resilienza orbitale europea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il progetto della Costellazione Nazionale si interfaccia naturalmente anche con <strong>IRIS</strong>, il programma europeo per la creazione di un’infrastruttura satellitare autonoma dedicata alla <strong>resilienza, alla connettività e alla sicurezza</strong>. L’obiettivo è ambizioso: proporre un’alternativa pubblica europea a Starlink, evitando dipendenze esterne per servizi fondamentali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In questo scenario, l’Italia punta a essere <strong>leader tecnologico e operativo</strong>, portando sul tavolo europeo un know-how concreto e capacità industriali già rodate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">ASI: presidio scientifico e strategico della nazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’Agenzia Spaziale Italiana, fondata nel 1988, è oggi uno dei principali attori della scena spaziale globale. Con sede a Roma e basi operative a Matera, Malindi e in Sardegna, l’ASI è coinvolta in tutte le grandi missioni internazionali, collabora da anni con la <strong>NASA</strong> e ha un ruolo di primo piano nel programma <strong>VEGA</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Oltre all’esplorazione e alla scienza, lo spazio oggi è soprattutto <strong>economia e strategia</strong>. L’ASI lavora per assicurare all’Italia un futuro orbitale indipendente, dove tecnologia, industria e difesa possano cooperare in modo sinergico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16744,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Dalla Folgore allo Spazio: David Avino guida l’Italia verso l’autonomia orbitale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Iride-1536x864-1-1024x576.jpg\" alt=\"Dalla Folgore allo Spazio: David Avino guida l’Italia verso l’autonomia orbitale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16744\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">IRIDE - importante programma spaziali europei</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">100 satelliti, un simbolo e una sfida</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il numero <strong>100</strong>, oltre a rappresentare la nuova costellazione italiana, è un segnale della direzione che sta prendendo lo spazio: SpaceX si prepara a dismettere 100 vecchi satelliti Starlink, mentre Eutelsat ha ordinato 100 nuove unità ad Airbus per potenziare OneWeb. La <strong>Nuova Costellazione italiana</strong> punta a inserirsi in questo scenario competitivo, ma in chiave pubblica, strategica e nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Cinque anni sono pochi per un progetto così ambizioso, ma l’Italia ha dimostrato, con IRIDE e con i suoi imprenditori visionari come <strong>David Avino</strong>, che la volontà, la competenza e la capacità industriale ci sono tutte. Lo spazio, oggi più che mai, è questione di sovranità. E l’Italia ha deciso di esserci, in prima fila.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/avinocc.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"Argotec, ASI, difesa, sicurezza, Sitael, SpaceFactory","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-07 15:14:33","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16736-dalla-folgore-allo-spazio-david-avino-guida-litalia-verso-lautonomia-orbitale.mp4","galleria":""}
{"id":16710,"titolo":"Il Generale Stefano Mannino guida l’intesa tra Difesa e Università: firmato l’accordo tra CASD e Ateneo di Bari","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In un momento storico in cui la cooperazione tra mondi apparentemente distinti si rivela sempre più necessaria, è stato siglato presso il Rettorato dell’<a href=\"https://www.uniba.it/it/ateneo/rettorato/ufficio-stampa/comunicati-stampa/anno-2025/uniba-casd\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”</a>, un importante accordo quadro tra l’Ateneo barese e il <a href=\"https://www.difesa.it/smd/casd/index/26451.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Centro Alti Studi Difesa/Scuola Superiore Universitaria (CASD/SSU)</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>A firmare l’intesa sono stati il <strong>Rettore</strong>, <strong>Prof. Stefano Bronzini</strong>, e il <strong>Generale di Corpo d’Armata Stefano Mannino</strong>, <strong>Presidente del CASD</strong>, già <strong>Comandante del <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\">185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione e Acquisizione Obiettivi \"Folgore\" (185° RRAO)</a></strong> e del <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\">Comando delle Forze Speciali dell’Esercito (COMFOSE)</a></strong>. L’accordo si inserisce in una più ampia visione di collaborazione istituzionale tra il mondo universitario e quello della Difesa, con l’obiettivo di promuovere ricerca, formazione e scambio di competenze in settori altamente strategici per il sistema Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La partnership mira a valorizzare le eccellenze italiane in ambito accademico e militare, contribuendo allo sviluppo di percorsi di alta formazione, attività di ricerca congiunta e progetti didattici che affrontino tematiche di interesse comune come la sicurezza internazionale, le discipline STEM, le scienze strategiche, la digitalizzazione e la leadership.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16726,\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"className\":\"is-style-default\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-style-default\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/uniba-accordo-casd.jpg\" alt=\"Il Generale Stefano Mannino guida l’intesa tra Difesa e Università: firmato l’accordo tra CASD e Ateneo di Bari - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16726\" style=\"object-fit:cover\" title=\"Il Generale Stefano Mannino guida l’intesa tra Difesa e Università: firmato l’accordo tra CASD e Ateneo di Bari - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La firma dell'accordo tra il Generale Stefano Mannino ed il Professor Stefano Bronzini</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una sinergia per la sicurezza del futuro. Le parole del Rettore Bronzini e del Generale Mannino</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel corso dell’evento, il Rettore Bronzini ha espresso grande soddisfazione per l’accordo raggiunto, sottolineando come la collaborazione tra università e istituzioni militari possa generare un valore aggiunto per la crescita del Paese. <em>«Questa intesa </em>– ha dichiarato – <em>rappresenta un’opportunità concreta per costruire ponti tra realtà istituzionali diverse, ampliando gli orizzonti della conoscenza, dell’innovazione e dello sviluppo. In un mondo sempre più interconnesso e complesso, la condivisione delle competenze diventa fondamentale per affrontare le sfide globali»</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il <strong>Generale Mannino</strong>, ufficiale con una lunga e prestigiosa carriera alle spalle, ha ribadito la centralità del dialogo tra ambiti diversi, accomunati però dalla volontà di investire sul capitale umano. <em>«La cooperazione tra il mondo accademico e quello della Difesa </em>– ha affermato –<em> è oggi più che mai necessaria per elaborare risposte efficaci alle minacce complesse che la nostra società si trova ad affrontare. Solo un approccio integrato e multidisciplinare può garantire soluzioni all’altezza delle nuove sfide geopolitiche, tecnologiche e ambientali»</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nato a Enna nel 1964, <strong>Mannino</strong> ha intrapreso la carriera militare frequentando l’Accademia Militare di Modena. Laureato in Scienze Strategiche e in Scienze Politiche, ha partecipato a numerose missioni internazionali in Somalia, Bosnia, Kosovo, Afghanistan e Iraq. Ha comandato reparti d’élite dell’Esercito Italiano ed è stato Addetto Militare presso l’Ambasciata italiana a Londra. È decorato con diverse onorificenze, tra cui la Croce di bronzo al Merito dell’Esercito, la Medaglia Mauriziana e l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La sua leadership e visione strategica, maturata in contesti operativi complessi e in ambienti internazionali, rappresentano oggi una risorsa fondamentale per rafforzare il legame tra difesa e cultura, tra innovazione tecnologica e sapere umanistico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16728,\"scale\":\"cover\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/palazzo-salviati-1024x587.jpg\" alt=\"Il Generale Stefano Mannino guida l’intesa tra Difesa e Università: firmato l’accordo tra CASD e Ateneo di Bari - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16728\" style=\"object-fit:cover\" title=\"Il Generale Stefano Mannino guida l’intesa tra Difesa e Università: firmato l’accordo tra CASD e Ateneo di Bari - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il CASD/SSU ha il compito di formare dirigenze militari e civili altamente qualificate, unendo alta formazione militare e accademica</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il ruolo del CASD nella formazione nazionale e internazionale. Un modello unico tra cultura militare e sapere accademico</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il <strong>Centro Alti Studi Difesa/Scuola Superiore Universitaria (CASD/SSU)</strong> si distingue come struttura di eccellenza per la formazione di una dirigenza militare e civile di alto livello. La sua unicità risiede nella duplice identità: quella di istituzione militare di alta formazione e quella di scuola superiore universitaria riconosciuta dal sistema nazionale. All’interno del Dicastero della Difesa, il CASD rappresenta un punto di riferimento per lo sviluppo di pensiero critico, capacità analitiche e approccio multidisciplinare alle sfide della sicurezza nazionale e globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il Centro si articola in quattro istituti – <strong>l’Istituto Alti Studi Difesa (IASD), l’Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze (ISSMI), l’Istituto Ricerca ed Analisi per la Difesa (IRAD) e il Centro Formazione Logistica Interforze (CEFLI)</strong> – che offrono percorsi formativi ad alto contenuto specialistico, aperti sia al personale militare sia a funzionari civili, professionisti e studiosi. L’offerta didattica comprende dottorati di ricerca, master di I e II livello e corsi di alta formazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Tra le aree tematiche principali: la <strong>cybersicurezza</strong>, la <strong>strategia globale</strong>, la <strong>leadership e l’innovazione organizzativa</strong>, la <strong>digitalizzazione dei processi</strong> e gli <strong>studi giuridici per l’innovazione</strong>. Il CASD opera con una forte vocazione internazionale, ospitando ufficiali e dirigenti provenienti da Paesi alleati, e promuove la costruzione di una rete di conoscenza in grado di sostenere le sfide contemporanee.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’accordo con l’Università di Bari si inserisce dunque in un percorso di crescita e apertura verso il mondo accademico e della ricerca scientifica, contribuendo a formare una nuova generazione di professionisti capaci di interpretare il cambiamento e guidare con competenza e visione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Con questa collaborazione, il CASD e l’Ateneo barese pongono le basi per un progetto ambizioso: unire rigore scientifico e pragmatismo operativo, cultura e difesa, per contribuire alla sicurezza, all’innovazione e alla resilienza del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/unibari-casd.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"AltaFormazione, CASD, uniba","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-07 09:43:14","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.uniba.it/it/ateneo/rettorato/ufficio-stampa/comunicati-stampa/anno-2025/uniba-casd","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16710-il-generale-stefano-mannino-guida-lintesa-tra-difesa-e-universita-firmato-laccordo-tra-casd-e-ateneo-di-bari.mp4","galleria":""}
{"id":16683,"titolo":"Difesa e minacce: la Nato spende di più, ma l’Europa può davvero reggere il passo?","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la guerra in Ucraina che infuria dal 2022 e la linea politica di Donald Trump nei confronti della Nato, l'Europa si trova in un momento cruciale per il suo futuro in materia di sicurezza. L'Alleanza Atlantica, storicamente trainata dagli Stati Uniti, si trova oggi di fronte a una crescente necessità di riorganizzazione, non solo strategica ma anche finanziaria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli Stati Uniti restano il primo contributore Nato, con un colossale budget della difesa pari a <strong>895,6 miliardi di euro nel 2024</strong> (circa 880 miliardi di dollari nel 2023). Una cifra talmente elevata da superare da sola la <strong>somma dei successivi otto paesi al mondo</strong> in termini di investimenti militari, secondo un’analisi di <em>Al Jazeera</em> basata sui dati del <em><a href=\"https://www.sipri.org/\">Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI)</a></em>. Questo primato riflette il ruolo dominante di Washington nello scacchiere globale, ma evidenzia anche l’asimmetria esistente tra i membri della Nato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16686,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/defender-2023-2560x1553-1-1024x621.jpg\" alt=\"Difesa e minacce: la Nato spende di più, ma l’Europa può davvero reggere il passo? - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16686\" title=\"Difesa e minacce: la Nato spende di più, ma l’Europa può davvero reggere il passo? - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La corsa globale agli armamenti</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La spesa militare globale ha raggiunto nel 2023 la cifra record di <strong>2.440 miliardi di dollari</strong>, con un aumento del 6,8% rispetto all’anno precedente. È il balzo più significativo dal 2009, e segna il ritorno della competizione tra grandi potenze. La <strong>Cina</strong>, con 309 miliardi, mantiene il secondo posto, seguita dalla <strong>Russia</strong> con 126 miliardi. Tuttavia, se si guarda alla spesa <strong>pro capite</strong>, le proporzioni cambiano drasticamente: gli Stati Uniti investono <strong>2.694 dollari per abitante</strong>, mentre la Cina ne spende 208. Israele, con 2.997 dollari per abitante, detiene il primato mondiale. <strong>L'Arabia Saudita</strong>, con una spesa pari al 7,1% del suo Pil, raggiunge i <strong>2.052 dollari pro capite</strong>, una cifra comparabile a quella americana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i casi più estremi, emerge l’Ucraina: nel pieno del conflitto con la Russia, nel 2023 ha destinato <strong>62,1 miliardi di dollari alla difesa</strong>, pari al <strong>36,7% del Pil</strong> e a oltre <strong>la metà della spesa pubblica complessiva</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16685,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/spese-difesa-jj.jpg\" alt=\"Difesa e minacce: la Nato spende di più, ma l’Europa può davvero reggere il passo? - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16685\" style=\"width:840px;height:auto\" title=\"Difesa e minacce: la Nato spende di più, ma l’Europa può davvero reggere il passo? - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L’Europa aumenta la spesa, ma resta indietro</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi dieci anni, la spesa militare europea è cresciuta costantemente. Solo nell’ultimo anno è aumentata dell’<strong>11,7% in termini reali</strong>, raggiungendo <strong>423,3 miliardi di euro</strong>. Un incremento del <strong>50% rispetto al 2014</strong>, ma ancora insufficiente rispetto agli standard fissati da Washington. I 23 Paesi dell'Ue membri della Nato hanno raggiunto una spesa pari al <strong>2% del Pil combinato nel 2024</strong>, e si prevede che toccheranno il <strong>2,04% nel 2025</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, <strong>Donald Trump</strong> – in vista di una possibile rielezione – ha lanciato l’idea che i membri della Nato dovrebbero destinare <strong>almeno il 5% del proprio Pil alla difesa</strong>, una proposta sostenuta dalla commissaria Ue agli Affari esteri <strong>Kaja Kallas</strong> e accolta anche dal presidente francese <strong>Emmanuel Macron</strong>, che punta al <strong>3,5% del Pil per la Francia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Grandi e piccoli sforzi: Germania, Polonia, Spagna</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le economie europee, la <strong>Germania</strong> ha visto un aumento del <strong>23,2%</strong> della spesa militare tra 2023 e 2024, diventando il <strong>quarto Paese al mondo</strong> per budget destinato alla difesa. La <strong>Polonia</strong>, sulla frontiera orientale della Nato, ha invece portato il suo impegno al <strong>4,12% del Pil</strong>, diventando il Paese europeo con il più alto rapporto spesa-Pil, seguita da <strong>Estonia</strong> (3,43%).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma non tutti i Paesi europei seguono lo stesso ritmo. La <strong>Spagna</strong> ha rifiutato di cedere alle pressioni di Trump: prevede di raggiungere solo nel 2029 il 2% del Pil, partendo dagli attuali <strong>17,5 miliardi di euro</strong>. L’<strong>Italia</strong>, con una spesa di <strong>34,5 miliardi di dollari (1,49% del Pil)</strong>, resta <strong>al di sotto della media Nato</strong>, investendo <strong>603 dollari per cittadino</strong>, contro i 946 della Francia e i 1.106 del Regno Unito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16687,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/AFP-32BM3GC-MGZOOM.jpg\" alt=\"Difesa e minacce: la Nato spende di più, ma l’Europa può davvero reggere il passo? - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16687\" title=\"Difesa e minacce: la Nato spende di più, ma l’Europa può davvero reggere il passo? - brigatafolgore.net\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un'Alleanza frammentata</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, 23 su 32 Paesi Nato rispettano l’obiettivo del 2% del Pil, contro appena tre nel 2014. Ma le differenze restano marcate. Se il trend di crescita della spesa dovesse mantenersi costante, si potrebbe raggiungere una media del 3% del Pil entro cinque anni e del 5% entro dieci. Tuttavia, mantenere tali ritmi appare <strong>poco realistico</strong>, soprattutto senza una riforma strutturale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come ha sottolineato <strong>Jeromin Zettelmeyer</strong>, direttore del think tank <em>Bruegel</em>, l’Europa deve <strong>mettere in comune gli acquisti militari</strong> per aumentare le capacità difensive a costi sostenibili. Solo attraverso <strong>cooperazione e integrazione industriale</strong>, l’Ue potrà rafforzare la propria sicurezza senza compromettere la stabilità economica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/carro-mon.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, europa, NATO, spesa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-06 17:07:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.sipri.org/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16683-difesa-e-minacce-la-nato-spende-di-piu-ma-leuropa-puo-davvero-reggere-il-passo.mp4","galleria":""}
{"id":16534,"titolo":"Decreto Sicurezza: salta l’obbligo per le PA di collaborare con i Servizi Segreti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Il Consiglio dei ministri ha approvato il Decreto legge Sicurezza</strong>, trasformando il precedente disegno di legge (Ddl) in un provvedimento d’urgenza. <strong>Una scelta strategica e politica</strong>, che introduce anche modifiche rilevanti al testo originario, tra cui spicca <strong>l’eliminazione dell’obbligo per le Pubbliche Amministrazioni e le università di collaborare con i Servizi Segreti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Si tratta di una svolta importante rispetto a quanto previsto in origine. Nel nostro articolo del 19 marzo, <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/maggiori-poteri-ai-servizi-segreti-ii-nuovo-volto-della-sicurezza-nazionale/\">“Maggiori poteri ai Servizi Segreti – Il nuovo volto della sicurezza nazionale”</a></strong>, avevamo evidenziato come il Ddl rappresentasse un passo in avanti verso un modello di sicurezza nazionale più moderno, integrato e pronto ad affrontare le nuove minacce ibride, cyber e asimmetriche. Tra i punti qualificanti di quella proposta, figurava proprio l'obbligo per le amministrazioni pubbliche di <strong>cooperare attivamente con l’intelligence italiana</strong>, garantendo accesso a dati, informazioni e sistemi, secondo tempi e modalità stabiliti in coordinamento con l’autorità delegata ai servizi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Con l’approvazione del decreto legge, <strong>questo obbligo è stato depennato</strong>, e con esso è sfumata una delle riforme strutturali più importanti del sistema. L’articolo 31, che prevedeva una collaborazione obbligatoria tra enti pubblici e intelligence, è stato rivisto in profondità: <strong>la cooperazione resterà facoltativa e dovrà comunque avvenire nel rispetto delle norme sulla privacy</strong>. Una modifica significativa, frutto delle osservazioni sollevate dal Quirinale e dalla Ragioneria dello Stato, che hanno portato a una riscrittura del testo più prudente, depurato dai punti considerati più controversi sul piano costituzionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’impatto della scelta: occasione mancata o tutela delle libertà?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Privare i Servizi Segreti di una collaborazione sistemica e obbligatoria con PA e università</strong> rappresenta, secondo diversi analisti, un passo indietro nella costruzione di un’intelligence moderna, efficiente e integrata. In un contesto globale segnato da instabilità geopolitica, minacce digitali, radicalizzazioni sotterranee e guerre ibride, il sistema-Paese ha bisogno di una <strong>rete informativa condivisa e tempestiva</strong>, in cui i comparti civili siano parte attiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il Ddl originario puntava proprio a questo: costruire <strong>una rete di sicurezza nazionale trasversale</strong>, capace di superare le tradizionali separazioni tra apparati. L’eliminazione dell’obbligo lascia invece un vuoto normativo, rischiando di mantenere vive le “zone grigie” operative che rallentano le attività di prevenzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>D’altro canto, le motivazioni alla base della modifica non sono prive di logica. L’obbligo di cooperazione avrebbe potuto <strong>entrare in contrasto con principi fondamentali come la tutela dei dati personali, l’autonomia degli enti universitari e amministrativi</strong>, e il principio di proporzionalità tra poteri dello Stato e libertà civili. Si è temuto che una norma troppo vincolante potesse aprire la strada a derive invasive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa resta in piedi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nonostante il ridimensionamento dell’articolo 31, <strong>resta in vigore una delle sue previsioni più delicate</strong>: il potenziamento delle <strong>attività sotto copertura</strong>. Il decreto infatti <strong>autorizza gli agenti dei servizi segreti infiltrati a guidare e dirigere direttamente associazioni anche eversive o di matrice terroristica</strong>, ampliando il raggio d’azione dell’intelligence in scenari estremi. Una disposizione che, se da un lato consente manovre più incisive, dall’altro solleva inevitabili interrogativi sul <strong>controllo democratico delle operazioni coperte</strong> e sui <strong>limiti dell’inganno operativo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le altre modifiche: cosa cambia (e cosa no)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il decreto ha subito <strong>sei correzioni su indicazione del Quirinale</strong>, tutte ritenute a rischio incostituzionalità ma nel complesso <strong>di portata limitata</strong>, tali da non stravolgere l’impianto originario. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Servizi segreti</strong> – Tra le modifiche più significative spicca la soppressione dell’obbligo per università e pubbliche amministrazioni di condividere informazioni sensibili con l’intelligence: un punto centrale dell’articolo 31 del disegno di legge, ora trasformato in una <strong>collaborazione su base volontaria</strong>, comunque subordinata alle normative sulla privacy. Non viene invece toccata un’altra disposizione delicata: quella che <strong>amplia i poteri operativi degli agenti sotto copertura</strong>, autorizzandoli, nei casi più estremi, a <strong>prendere il comando di organizzazioni eversive o terroristiche</strong>, nell’ambito di operazioni segrete.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Carcere per le detenute madri</strong> – Resta la possibilità di carcere anche per le condannate incinte o con figli minori di un anno. L’unica modifica introdotta riguarda la custodia cautelare, che dovrà essere eseguita obbligatoriamente in istituti a custodia attenuata.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>SIM ai migranti</strong> – Salta il divieto di acquistare SIM telefoniche per i migranti irregolari: non sarà necessario presentare il permesso di soggiorno, ma basterà un documento d’identità.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rivolte nei centri di detenzione</strong> – Ridimensionata la nuova fattispecie di reato: si applicherà solo agli atti contrari all’ordine e alla sicurezza, ma restano pene severe <strong>fino a vent’anni</strong>, nel caso in cui dalla rivolta derivino, anche <strong>in modo non intenzionale</strong>, lesioni o morte.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Proteste contro le grandi opere</strong> – L’aggravante resta ma viene riformulata: riguarda ora le infrastrutture di pubblica utilità, colpendo comunque manifestazioni come quelle contro il Ponte sullo Stretto o la Tav.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Resistenza a pubblico ufficiale</strong> – Eliminata la norma che vietava ai giudici di applicare attenuanti, ripristinando così un margine di valutazione discrezionale <strong>anche quando il reato è commesso nei confronti di un appartenente alle forze dell’ordine</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le ragioni politiche dietro la svolta</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La trasformazione del Ddl in decreto legge rappresenta il frutto di una precisa strategia politica, finalizzata ad <strong>accelerare l’approvazione del pacchetto sicurezza</strong> ed evitare il ritorno del testo in Aula per una terza lettura.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il presidente del Consiglio <strong>Giorgia Meloni ha rivendicato apertamente</strong> durante la seduta di governo la scelta di <strong>superare il percorso parlamentare</strong>, sottolineando che il provvedimento è rimasto bloccato per oltre un anno. <em>“È una scelta di cui ci assumiamo la responsabilità consapevoli del fatto che non potevamo più aspettare e che era prioritario dare risposte ai cittadini e assicurare ai nostri uomini e alle nostre donne in divisa le tutele che meritano”.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La premier ha inoltre replicato alle critiche che hanno definito il passaggio al decreto come una “scorciatoia” o addirittura un “blitz”<em>: “Io penso che non sia nessuna delle due cose, ma semplicemente una scelta che il governo legittimamente ha deciso di prendere, per rispettare gli impegni presi con i cittadini e con chi ogni giorno è chiamato a difendere la nostra sicurezza”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Autonomia amministrativa e sicurezza condivisa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La modifica sul punto relativo ai Servizi Segreti riapre una questione centrale: <strong>quale deve essere oggi il rapporto tra enti pubblici e intelligence?</strong> In molte democrazie avanzate, <strong>università e pubbliche amministrazioni sono già soggette a forme di cooperazione strutturata</strong>, perché la sicurezza nazionale è concepita come <strong>una responsabilità condivisa</strong>, che coinvolge l’intero apparato dello Stato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel mondo iperconnesso e vulnerabile in cui viviamo, <strong>la minaccia può emergere da qualsiasi ambito</strong>, e ogni ente, anche il più periferico, può rappresentare <strong>una sentinella strategica o un punto debole della rete</strong>. Rinunciare a istituzionalizzare questa collaborazione rischia di diventare <strong>un’occasione mancata</strong> per rendere l’intelligence italiana più moderna, integrata e capace di prevenire in tempo reale le nuove forme di attacco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’eliminazione dell’obbligo di collaborazione tra PA e Servizi Segreti <strong>rappresenta senza dubbio la novità più rilevante</strong> del nuovo Decreto Sicurezza. Una norma chiave viene accantonata, mentre si rafforzano le attività sotto copertura. Un compromesso politico che riflette un equilibrio fragile tra esigenze operative e garanzie costituzionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Resta ora da capire se questa rinuncia sarà temporanea o definitiva. Quel che è certo è che <strong>la sicurezza della Nazione non può più permettersi ritardi né divisioni operative</strong>. In un’epoca di sfide multidimensionali, servono <strong>strumenti normativi chiari, integrazione istituzionale e una strategia comune</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Continueremo a seguire gli sviluppi, nella consapevolezza che <strong>la sicurezza – come la libertà – va difesa ogni giorno, anche nei dettagli delle leggi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-decreto-sicurezza-salta-lobbligo-per-le-pa-di-collaborare-con-i-servizi-segreti-articolo-servizi-ddl.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"amministrazionepubblica, dlsicurezza, servizisegreti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-05 12:18:08","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16534-decreto-sicurezza-salta-lobbligo-per-le-pa-di-collaborare-con-i-servizi-segreti.mp4","galleria":""}
{"id":16533,"titolo":"Trionfo storico: il Trofeo Challenge torna a Modena… per restarci","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>Accademia Militare di Modena</strong> ha scritto un’altra pagina memorabile della sua storia, conquistando per la <strong>terza edizione consecutiva</strong> il prestigioso <strong>Trofeo “Challenge”</strong> nella XXXII edizione del Torneo delle Accademie Militari. Grazie a prestazioni di altissimo livello nelle discipline del <strong>nuoto, atletica leggera, pallavolo</strong> e <strong>tiro di precisione con pistola cal. 0.22</strong>, la squadra composta dagli Allievi dell’Accademia e dagli Ufficiali frequentatori della Scuola Ufficiali dell’Esercito di Torino, insieme agli Allievi Carabinieri di Roma, ha ottenuto un successo netto e meritato. La coppa, simbolo dell’eccellenza sportiva militare interforze, entra ora <strong>definitivamente nella bacheca</strong> di Palazzo Ducale, sede storica dell’Accademia Militare di Modena, consacrando un ciclo vincente che si distingue per costanza, disciplina e spirito di squadra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Torneo Inter Accademie</strong>, nato per iniziativa dello <strong>Stato Maggiore della Difesa</strong> nel 1967, rappresenta oggi uno dei momenti più significativi del calendario formativo delle Forze Armate. Coinvolge le quattro principali accademie italiane – <strong>Modena, Livorno, Pozzuoli e Bergamo</strong> – in una competizione biennale che coniuga sport, formazione e confronto tra circa <strong>250 atleti</strong>, selezionati tra i migliori cadetti di ciascun Istituto. Le discipline previste – <strong>atletica leggera, nuoto, pallacanestro, pallavolo e tiro a segno</strong> – mettono alla prova non solo la preparazione fisica, ma anche la capacità di lavorare in squadra, mantenere la concentrazione sotto pressione e rappresentare con onore il proprio corpo d’appartenenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quest’anno, l’evento si è svolto presso gli impianti sportivi dell’Accademia Militare, nella cornice prestigiosa del <strong>Palazzo Ducale di Modena</strong>, istituzione che da oltre <strong>160 anni</strong> forma generazioni di Ufficiali per l’Esercito e l’Arma dei Carabinieri. Il torneo ha preso avvio con una solenne cerimonia di apertura, durante la quale è stato pronunciato il tradizionale <strong>Giuramento dell’Atleta</strong>, e si è concluso con la <strong>cerimonia di premiazione</strong>, dove il Trofeo Challenge è stato consegnato ai vincitori tra gli applausi delle autorità militari presenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16537,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-trionfo-storico-il-trofeo-challenge-torna-a-modena-per-restarci-1-1024x684.jpg\" alt=\"Trionfo storico: il Trofeo Challenge torna a Modena… per restarci - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16537\" title=\"Trionfo storico: il Trofeo Challenge torna a Modena… per restarci - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Trionfo storico: il Trofeo Challenge torna a Modena… per restarci - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Spirito di squadra, disciplina e valori militari</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la cerimonia conclusiva, il Generale di Divisione <strong>Davide Scalabrin</strong>, Comandante dell’Accademia, ha evidenziato con orgoglio il significato di questo risultato: \"<strong>Motivazione, spirito di squadra e volontà di superare i propri limiti</strong> sono valori fondamentali per chi indossa un’uniforme\". Il Generale ha inoltre sottolineato come il torneo rappresenti una straordinaria occasione di crescita per gli Allievi, che imparano a confrontarsi non solo nelle competizioni, ma anche nella comprensione delle culture professionali altrui e nello sviluppo di una mentalità interforze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le giornate di gara, infatti, non sono state dedicate esclusivamente alle prove atletiche, ma hanno offerto momenti di <strong>condivisione, dialogo e confronto</strong> tra i partecipanti, rafforzando il senso di appartenenza e lo spirito di corpo. Questo aspetto, meno visibile ma altrettanto rilevante, costituisce uno dei pilastri fondamentali della formazione militare: creare legami tra futuri ufficiali che un domani, in missioni congiunte o in contesti internazionali, dovranno operare fianco a fianco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La manifestazione si conferma così come una <strong>palestra di leadership</strong>, dove oltre alla preparazione atletica si allenano doti fondamentali come la resilienza, l’autodisciplina, il rispetto reciproco e la capacità di rappresentare con onore la propria istituzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16538,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-trionfo-storico-il-trofeo-challenge-torna-a-modena-per-restarci-immagine-whatsapp-2025-04-04-ore-19.57.16-3d14c45d-1024x768.jpg\" alt=\"Trionfo storico: il Trofeo Challenge torna a Modena… per restarci - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16538\" title=\"Trionfo storico: il Trofeo Challenge torna a Modena… per restarci - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Trionfo storico: il Trofeo Challenge torna a Modena… per restarci - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Modena, simbolo di eccellenza militare e sportiva</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’edizione 2025 ha confermato, ancora una volta, la <strong>centralità dell’Accademia Militare di Modena</strong> nel panorama formativo delle Forze Armate. Accogliendo <strong>oltre 270 atleti</strong> e gestendo con rigore ogni fase dell’organizzazione, l’Istituto si è dimostrato all’altezza del proprio prestigio, non solo come luogo di formazione ma anche come centro di aggregazione e valorizzazione del talento giovanile militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>terza vittoria consecutiva</strong> non è solo un traguardo sportivo, ma il coronamento di una visione educativa fondata sull’equilibrio tra prestazione fisica, preparazione accademica e crescita morale. Con la detenzione permanente del <strong>Trofeo Challenge</strong>, l’Accademia Militare di Modena rafforza il suo ruolo di punto di riferimento per tutte le accademie, riaffermando il valore dell’impegno, del sacrificio quotidiano e della dedizione al servizio della Patria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo successo rappresenta un orgoglio per l’intera comunità militare italiana e un esempio luminoso per le future generazioni di ufficiali: un risultato costruito giorno dopo giorno, con passione, rigore e una visione condivisa di eccellenza e responsabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16539,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-trionfo-storico-il-trofeo-challenge-torna-a-modena-per-restarci-una-gara-di-pallacanestro-1-1024x683.jpg\" alt=\"Trionfo storico: il Trofeo Challenge torna a Modena… per restarci - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16539\" title=\"Trionfo storico: il Trofeo Challenge torna a Modena… per restarci - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Trionfo storico: il Trofeo Challenge torna a Modena… per restarci - brigatafolgore.net</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-trionfo-storico-il-trofeo-challenge-torna-a-modena-per-restarci-una-gara-di-pallavolo-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"ACCADEMIA MILITARE, esercito, TROFEO CHALLENGE","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-05 11:34:31","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/tia-2025/Pagine/default.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16533-trionfo-storico-il-trofeo-challenge-torna-a-modena-per-restarci.mp4","galleria":""}
{"id":16434,"titolo":"L’Europa punta sull’acciaio verde per la difesa del futuro","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Per generazioni, le acciaierie della <strong>Ruhr</strong>, della <strong>Slesia</strong> e della <strong>Lorena</strong> hanno rappresentato il cuore pulsante dell’industria pesante europea. Quelle ciminiere, oggi in gran parte trasformate o dismesse, sono state per decenni simbolo della potenza economica e industriale del continente. Ma oggi, in un mondo scosso da crisi geopolitiche, transizione energetica e nuove sfide tecnologiche, l’<strong>Unione Europea</strong> torna a guardare con decisione al settore dei metalli, rilanciandolo con una visione strategica: <strong>produrre acciaio in modo sostenibile, riducendo le emissioni e rafforzando al tempo stesso la propria autonomia strategica</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Lo European Steel and Metals Action Plan: il nuovo piano di Bruxelles</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il 19 marzo 2025 la <strong>Commissione Europea</strong> ha presentato lo <strong><a href=\"https://single-market-economy.ec.europa.eu/document/download/7807ca8b-10ce-4ee2-9c11-357afe163190_en?filename=Communication%20-%20Steel%20and%20Metals%20Action%20Plan.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">European Steel and Metals Action Plan</a></strong>, il piano più ambizioso mai varato finora a sostegno dell’industria metallurgica continentale. Un comparto chiave che oggi si trova sotto pressione a causa di fattori interni ed esterni: <strong>sovrapproduzione cinese</strong>, <strong>dazi americani</strong>, <strong>costi energetici esorbitanti</strong>, e la necessità urgente di adeguarsi agli obiettivi climatici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’obiettivo del piano è duplice: da un lato, rafforzare la capacità produttiva interna per proteggere il mercato europeo da pratiche sleali e da eccessive dipendenze; dall’altro, sostenere la <strong>transizione ecologica</strong> del settore, trasformandolo in uno dei motori della <strong>neutralità climatica</strong> entro il 2050.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’acciaio torna strategico per la difesa europea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Una delle novità più significative del piano è il riconoscimento esplicito del <strong>ruolo strategico dell’acciaio per la sicurezza e la difesa</strong>. In un’Europa sempre più consapevole della propria vulnerabilità militare e della necessità di rafforzare l’autonomia nel settore della difesa, <strong>la produzione interna di metalli viene ora considerata un pilastro della prontezza operativa del continente</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Secondo Bruxelles, nei prossimi cinque anni l’Unione dovrà investire fino a <strong>1.000 miliardi di euro</strong> in spese militari. È proprio all’interno di questa cornice che si inserisce il rilancio dell’industria siderurgica, vista non più solo come comparto produttivo, ma come <strong>asset strategico</strong> in grado di fornire materiali essenziali per armamenti, mezzi blindati, navi, aerei e infrastrutture militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Produzione, numeri e criticità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Attualmente l’UE è in grado di soddisfare circa <strong>il 90% del proprio fabbisogno di acciaio</strong>, ma la situazione si complica se si considerano altri metalli strategici: solo il <strong>46% dell’alluminio</strong> e il <strong>25% del nichel</strong> necessari vengono prodotti internamente. E i numeri diventano ancora più rilevanti se si analizza l’impiego di questi materiali: un <strong>carro armato moderno</strong> può richiedere fino a <strong>60 tonnellate di acciaio</strong>, un sistema di artiglieria semovente arriva a <strong>100 tonnellate</strong>, mentre un <strong>jet da combattimento</strong> necessita di almeno <strong>3 tonnellate di alluminio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il problema è che la <strong>competitività dell’industria europea</strong> è minacciata da costi energetici elevatissimi: i produttori europei pagano fino a <strong>cinque volte</strong> il prezzo del gas rispetto ai concorrenti statunitensi, e <strong>quattro volte</strong> il costo dell’energia elettrica. A peggiorare la situazione, un terzo dell’acciaio utilizzato oggi in Europa arriva da importazioni asiatiche, che <strong>sono triplicate negli ultimi dieci anni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una rivoluzione verde: acciaio a basse emissioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il piano della Commissione si basa su <strong>sei pilastri principali</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Riduzione dei costi energetici;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Prevenzione delle delocalizzazioni legate alle emissioni;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Tutela della capacità produttiva europea;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Promozione del riciclo dei metalli;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Protezione dell’occupazione;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Sostegno pubblico e privato agli investimenti.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Tra le misure più concrete spicca la creazione di una <strong>Banca europea per la decarbonizzazione industriale</strong>, con una dotazione prevista di <strong>100 miliardi di euro</strong>, e una <strong>prima asta pubblica da 1 miliardo nel 2025</strong> per incentivare l’utilizzo di tecnologie a basse emissioni come i <strong>forni elettrici</strong> e l’impiego di <strong>idrogeno verde</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La transizione verso un’industria siderurgica “verde” è tecnicamente possibile: sostituendo il carbone con l’idrogeno nei processi produttivi, le <strong>emissioni di CO₂ si possono ridurre fino al 95%</strong>, con <strong>vapore acqueo</strong> come unico sottoprodotto. Tuttavia, questa trasformazione richiede <strong>enormi quantità di energia elettrica</strong>, e se i costi rimangono così elevati, la <strong>competitività globale dell’Europa rischia di subire un duro colpo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Energia e sicurezza: le due facce della stessa medaglia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La crisi del gas del 2022 ha lasciato un segno profondo: <strong>la dipendenza dalle importazioni energetiche è ora vista come una vulnerabilità strategica</strong>. Per questo l’Unione Europea punta a diversificare le fonti: <strong>rinnovabili, nucleare (dove accettato), e investimenti nelle reti elettriche</strong>. Paesi come la Polonia, ad esempio, hanno già avviato i progetti per costruire nuove centrali nucleari, con l’obiettivo di fornire energia stabile e pulita anche all’industria metallurgica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Questa nuova energia potrà alimentare gli impianti siderurgici del futuro o essere utilizzata per produrre <strong>idrogeno verde</strong>, chiave per decarbonizzare l’intero comparto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione: il metallo come simbolo della nuova Europa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In un mondo dove <strong>la difesa è tornata al centro dell’agenda</strong> e <strong>la sostenibilità è una necessità globale</strong>, l’acciaio si riafferma come <strong>bene strategico</strong> per l’Unione Europea. Il rilancio dell’industria dei metalli non è solo una questione economica o climatica: è una <strong>scelta politica</strong>, che punta a garantire <strong>resilienza industriale, autonomia strategica e sicurezza collettiva</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-2eiyhe2gf5ffjlu26irjsjh4dq-2eiyhe2gf5ffjlu26irjsjh4dq.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"acciaio verde, geopolitica, industria pesante","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-05 09:45:49","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/europe/2025/04/04/europes-defense-puts-a-fresh-twist-on-steel-growth-engine-of-old/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16434-acciaio-verde-industria-pesante-geopolitica-20250404.mp4","galleria":""}
{"id":16513,"titolo":"La Norvegia potenzia la propria artiglieria: in arrivo 24 nuovi obici K9 Thunder","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In un contesto internazionale sempre più instabile, caratterizzato da tensioni crescenti nell’area baltica e artica, la Norvegia ha annunciato un nuovo e importante investimento per rafforzare la propria capacità di difesa. Il governo norvegese ha infatti proposto l’acquisto di <strong>24 nuovi obici semoventi K9 Thunder da 155 mm</strong>, prodotti dall’azienda sudcoreana <strong>Hanwha Aerospace</strong>, per un valore complessivo di <strong>5,65 miliardi di corone norvegesi</strong>, pari a circa <strong>534 milioni di dollari</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Questa iniziativa rappresenta un passo significativo all’interno di una più ampia strategia nazionale di potenziamento delle forze armate, volta a rafforzare la sicurezza nazionale soprattutto nella regione settentrionale del Paese, al confine con la Russia e in prossimità delle rotte artiche, sempre più centrali per gli equilibri geopolitici internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un nuovo battaglione per la Brigata Finnmark</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>I nuovi obici andranno ad equipaggiare un <strong>nuovo battaglione di artiglieria</strong> della <strong>Brigata Finnmark</strong>, unità in fase di costituzione, destinata ad operare nel <strong>nord estremo della Norvegia</strong>. Questa zona, tradizionalmente presidiata da forze leggere, sta assumendo un ruolo sempre più centrale nella strategia difensiva di Oslo, anche in risposta al nuovo scenario creato dalla guerra in Ucraina e dalle tensioni NATO-Russia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Attualmente, la Norvegia dispone già di <strong>28 obici K9</strong> e <strong>14 veicoli di rifornimento K10</strong>, tutti forniti dalla stessa Hanwha. Con questa nuova acquisizione, il Paese esercita un’opzione già prevista nel contratto originario con l’azienda sudcoreana, portando così a <strong>52</strong> il numero totale di K9 in servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un piano da 17 miliardi di corone per la difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’acquisto dei nuovi obici rientra in una proposta di spesa molto più ampia, pari a <strong>17 miliardi di corone norvegesi</strong>, che prevede investimenti mirati in diversi settori strategici delle Forze Armate. Tra i punti salienti di questo piano figurano:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>3,9 miliardi di corone</strong> destinati al potenziamento delle capacità di <strong>bonifica delle mine marine</strong>, una necessità ritenuta prioritaria per garantire la sicurezza delle rotte marittime norvegesi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Acquisto di nuovi camion militari</strong>, fondamentali per migliorare la logistica e la mobilità delle truppe.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Investimenti in infrastrutture militari</strong>, con l’obiettivo di migliorare la prontezza operativa delle unità dislocate sul territorio.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Priorità alla sicurezza marittima</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Particolare attenzione è stata riservata alla <strong>difesa delle acque territoriali</strong>, considerate un punto nevralgico in caso di crisi o conflitto. Il governo norvegese ha sottolineato l’importanza di rafforzare le <strong>capacità di contromisure contro le mine</strong> attraverso l’adozione di <strong>sistemi autonomi e senza equipaggio</strong>, in grado di operare in modo efficiente anche in condizioni ostili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Secondo il Ministro della Difesa <strong>Tore Sandvik</strong>, questa espansione garantirà la <strong>libertà di movimento delle navi norvegesi e alleate</strong> in tempo di pace come in situazioni di emergenza, oltre a contribuire alla <strong>protezione delle infrastrutture subacquee critiche</strong>, sempre più esposte a possibili atti di sabotaggio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La visione strategica a lungo termine</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il piano presentato si inserisce all’interno di una <strong>strategia a lungo termine</strong> per la difesa nazionale. Nel 2023, il governo norvegese aveva già proposto un significativo aumento del bilancio della difesa, portandolo a <strong>110,1 miliardi di corone</strong> per il 2025, con un incremento di <strong>19,2 miliardi</strong> rispetto agli anni precedenti. Questa scelta rispecchia la consapevolezza crescente della necessità di adattare le forze armate ai nuovi scenari di minaccia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Secondo la proposta governativa, l’acquisizione dei nuovi obici K9 porterà l’investimento complessivo nel <strong>programma di artiglieria da 155 mm</strong> a <strong>11,1 miliardi di corone</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">In linea con gli alleati della regione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La Norvegia non è sola in questa scelta. Altri Paesi della regione baltica e nordica hanno già optato per il K9 Thunder: <strong>Polonia</strong>, <strong>Finlandia</strong> ed <strong>Estonia</strong> hanno integrato questi obici semoventi nei rispettivi eserciti. La standardizzazione dei sistemi d’artiglieria in area NATO è considerata un <strong>vantaggio tattico</strong>, poiché facilita l’interoperabilità e la logistica con le forze alleate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’iniziativa del governo norvegese rappresenta un chiaro segnale dell’impegno a rafforzare la difesa del Paese, in un momento storico in cui la sicurezza europea è messa alla prova da nuove e complesse minacce. Con l’ingresso di ulteriori K9 Thunder nelle proprie fila, la Norvegia si dota di una <strong>capacità di fuoco moderna, mobile e potente</strong>, pronta a operare in ambienti ostili come quello artico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-5aqt4cyd7zgqfh7stpgvfdnuzy-5aqt4cyd7zgqfh7stpgvfdnuzy-scaled.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"artiglieria, difesa, Norvegia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-05 09:38:08","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/europe/2025/04/04/norway-to-nearly-double-its-k9-howitzer-fleet-for-around-534-million/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16513-norvegia-artiglieria-difesa-20250404.mp4","galleria":""}
{"id":16459,"titolo":"Il 163° Corso “Lealtà” commemora i 40 anni dalla nomina a Sottotenente","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quarant’anni di storia, valori e spirito di corpo. Oggi, presso la storica sede della Scuola Ufficiali dell’Esercito a Torino, il <strong>163° Corso “Lealtà”</strong> dell'Esercito Italiano ha celebrato il quarantesimo anniversario dalla propria <strong>nomina a Sottotenente</strong>, in un evento carico di emozione, ricordi e significati profondi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Alla cerimonia ha preso parte il <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Esercito</strong>, <strong>Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</strong>, anch’egli appartenente al 163° Corso, accolto dal <strong>Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito</strong>, Gen. C.A. <strong>Carlo Lamanna</strong>, e dal Vice Comandante dell’Istituto, Gen.B. <strong>Luigi Carpineto</strong>. L’alto ufficiale ha ricevuto gli onori da un picchetto formato dagli Ufficiali frequentatori, in un simbolico abbraccio tra generazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16490,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-il-163-corso-lealta-commemora-i-40-anni-dalla-nomina-a-sottotenente-163-corso-00001-1024x683.jpg\" alt=\"Il 163° Corso “Lealtà” commemora i 40 anni dalla nomina a Sottotenente - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16490\" title=\"Il 163° Corso “Lealtà” commemora i 40 anni dalla nomina a Sottotenente - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Onori al Capo di SME, Gen. C.A. Carmine Masiello<a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/aprile/quarantennale_163_corso/ft2.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Valori che attraversano il tempo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La giornata si è aperta con la <strong>cerimonia dell’Alzabandiera Solenne</strong>, seguita dalla <strong>deposizione di una corona d’alloro</strong> al Monumento ai Caduti nel Cortile d’Onore. Un momento di raccoglimento, reso ancora più toccante dalla lettura dei nomi dei Caduti del Corso da parte del Gen. C.A. (ris.) <strong>Antonio Bettelli</strong>, Capo Scelto di Reggimento del 163° Corso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel suo discorso, il Gen. Masiello ha rivolto un messaggio ai giovani Ufficiali del <strong>203° Corso “Lealtà”</strong>, presenti alla cerimonia:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><em>“Oggi è un passaggio di testimone nella responsabilità di farsi carico del Paese, mantenendo il fuoco della lealtà sempre vivo dentro di voi. La lealtà è uno stile di vita. Il legame di appartenenza allo stesso corso cementerà una solidarietà fra voi che vi accompagnerà per tutta la vita, rendendovi più forti e migliori. Preparatevi al meglio per essere Comandanti, cioè faro di ispirazione ed esempio per i vostri soldati. È questione di valori”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Parole che hanno rafforzato il legame tra chi ha già percorso la via e chi oggi si prepara ad assumerne il testimone, in una continuità ideale fondata sulla lealtà, sull’identità militare e sulla dedizione al dovere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16494,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-il-163-corso-lealta-commemora-i-40-anni-dalla-nomina-a-sottotenente-163-corso-00005-1024x683.jpg\" alt=\"Il 163° Corso “Lealtà” commemora i 40 anni dalla nomina a Sottotenente - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16494\" title=\"Il 163° Corso “Lealtà” commemora i 40 anni dalla nomina a Sottotenente - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Gen. C.A. Carmine Masiello durante il Suo intervento</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tradizione, memoria e orgoglio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Dopo la tradizionale <strong>foto di Corso</strong>, i partecipanti hanno visitato gli ambienti storici del settecentesco <strong>Palazzo dell’Arsenale</strong>, simbolo della formazione degli ufficiali dell’Esercito. Particolarmente sentito l’omaggio alla <strong>Bandiera d’Istituto</strong>, decorata con la <strong>Medaglia d’Argento al Valore Militare</strong> e la <strong>Medaglia di Bronzo al Valore dell’Esercito</strong>, da parte dei Capi Corso di ogni Arma e Corpo del 163°.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’incontro con gli allievi Ufficiali del 203° Corso ha rappresentato un momento prezioso di scambio intergenerazionale, dove <strong>esperienza e gioventù si sono confrontate</strong>, rafforzando il senso di appartenenza e la trasmissione di quei valori che da sempre rappresentano la colonna portante dell’Istituzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16496,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-il-163-corso-lealta-commemora-i-40-anni-dalla-nomina-a-sottotenente-163-corso-00007-1024x683.jpg\" alt=\"Il 163° Corso “Lealtà” commemora i 40 anni dalla nomina a Sottotenente - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16496\" title=\"Il 163° Corso “Lealtà” commemora i 40 anni dalla nomina a Sottotenente - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Omaggio alla Bandiera d'Istituto</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un commiato carico di significato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’evento si è concluso nell’<strong>Aula Magna</strong>, con il video-saluto del <strong>Comandante della Scuola Ufficiali</strong>, Gen. C.A. <strong>Antonello Vespaziani</strong>, e il tradizionale <strong>scambio di doni</strong> tra radunisti e istituzioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le autorità militari presenti al raduno anche il <strong>Comandante delle Forze Operative Terrestri</strong>, Gen. C.A. <strong>Gaetano Zauner</strong>, il <strong>Comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto</strong>, Gen. C.A. <strong>Massimo Scala</strong>, e il Gen. C.A. (ris.) <strong>Massimo Panizzi</strong>, già Comandante dell’Istituto Geografico Militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16495,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-il-163-corso-lealta-commemora-i-40-anni-dalla-nomina-a-sottotenente-163-corso-00006-1024x683.jpg\" alt=\"Il 163° Corso “Lealtà” commemora i 40 anni dalla nomina a Sottotenente - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16495\" title=\"Il 163° Corso “Lealtà” commemora i 40 anni dalla nomina a Sottotenente - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Durante un momento del raduno<a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/aprile/quarantennale_163_corso/ft7.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-il-163-corso-lealta-commemora-i-40-anni-dalla-nomina-a-sottotenente-163-corso-00004.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"163CorsoLealtà, RadunoMilitare, Sottotenenti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-04 17:59:11","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/quarant_163_corso.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16459-il-163-corso-lealta-commemora-i-40-anni-dalla-nomina-a-sottotenente.mp4","galleria":"16490 | 16491 | 16492 | 16493 | 16494 | 16495 | 16496"}
{"id":16390,"titolo":"Ucraina, primo vertice del gruppo di contatto senza gli Stati Uniti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Per la prima volta dalla nascita del gruppo di contatto per la difesa dell'Ucraina, gli Stati Uniti non parteciperanno alla riunione dei 50 Paesi prevista per l’11 aprile a Bruxelles. L’assenza del Segretario alla Difesa americano Pete Hegseth segna un cambiamento significativo nella leadership della coalizione, che finora ha avuto un ruolo centrale nel coordinamento degli aiuti militari a Kiev.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli USA si defilano: un segnale politico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Secondo fonti europee e statunitensi, Hegseth non parteciperà né di persona né virtualmente. Il Pentagono non invierà neppure un rappresentante di alto livello, come avvenuto regolarmente nei precedenti 26 incontri del gruppo. Si tratta di un segnale evidente della nuova linea adottata dall'amministrazione Trump, sempre più riluttante nel mantenere un ruolo guida nel supporto militare all’Ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Durante l’ultimo incontro di febbraio, Hegseth aveva già manifestato un approccio critico, esortando gli alleati europei ad assumersi maggiori responsabilità per la propria difesa, riducendo la storica dipendenza dagli Stati Uniti. Aveva inoltre dichiarato che non sarebbe stata presa alcuna decisione sull’ingresso dell’Ucraina nella NATO senza una valutazione diretta dell’amministrazione, attirando critiche anche all’interno del Congresso americano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un vuoto di leadership nella coalizione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il gruppo di contatto, nato su iniziativa dell’allora Segretario alla Difesa Lloyd Austin nel 2022, è stato finora fondamentale nel mobilitare oltre 126 miliardi di dollari in aiuti militari all’Ucraina, metà dei quali provenienti dagli USA. La sua sede simbolica è la base aerea di Ramstein, in Germania.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La sola assenza di Austin a una riunione fu a inizio 2024 per motivi di salute. Anche in quell’occasione, però, partecipò da remoto, delegando la guida a un alto funzionario del Pentagono, Celeste Wallander.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Ora, con il disimpegno americano, Europa e Regno Unito stanno valutando un nuovo assetto di leadership. Germania e Gran Bretagna presiederanno l’incontro di Bruxelles, rappresentando rispettivamente la maggiore potenza economica dell’UE e una delle forze armate europee più operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Rischi concreti per l’efficacia della missione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Senza la presenza degli Stati Uniti, i partner temono un impoverimento della qualità delle informazioni condivise. I briefing condotti dai vertici del Pentagono e del Comando Europeo USA sono stati finora cruciali per delineare le necessità sul campo e orientare gli aiuti. L’assenza di questi contributi strategici potrebbe limitare la capacità della coalizione di rispondere efficacemente all’evoluzione del conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>A peggiorare il quadro, gli USA hanno recentemente sospeso per una settimana la condivisione di intelligence con l’Ucraina, subito dopo una visita difficile del presidente Zelenskyy alla Casa Bianca. Parallelamente, anche le consegne di armi sono state momentaneamente interrotte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Fondi ancora disponibili, ma senza garanzie future</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il Pentagono dispone ancora di <strong>3,85 miliardi di dollari</strong> autorizzati per forniture militari, ma <strong>non ha più fondi per la sostituzione delle scorte</strong>, elemento che frena ulteriori invii. Intanto, il Congresso americano <strong>non ha piani concreti per nuovi stanziamenti</strong>, lasciando l’Ucraina in una posizione di crescente incertezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3,\"className\":\"\"} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Verso un’Europa più autonoma?</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Questa situazione potrebbe accelerare la trasformazione del ruolo europeo nella sicurezza del continente. Alcuni Paesi membri stanno già sviluppando formati alternativi per la gestione degli aiuti e delle strategie difensive. Tuttavia, come avvertito da Wallander, <strong>l’assenza degli Stati Uniti avrà costi concreti</strong>, sia in termini di efficacia operativa sia sul piano politico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-yr2dtzbe4rgdfala3dqskgjrwy-yr2dtzbe4rgdfala3dqskgjrwy-scaled.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, NATO, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-04 16:13:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/pentagon/2025/04/02/in-first-hegseth-to-skip-multinational-meeting-on-ukraine-support/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16390-ucraina-difesa-nato-20250402.mp4","galleria":""}
{"id":16388,"titolo":"La Grecia lancia lo “Scudo di Achille”: 25 miliardi per la difesa high-tech","contenuto_html":"<p class=\"\" data-start=\"171\" data-end=\"522\">La Grecia ha annunciato un piano decennale da <strong data-start=\"217\" data-end=\"240\">25 miliardi di euro</strong> per trasformare radicalmente il proprio sistema di difesa, puntando su tecnologie militari avanzate e maggiore autonomia strategica. Lo ha dichiarato il Ministro della Difesa <strong data-start=\"416\" data-end=\"433\">Nikos Dendias</strong>, illustrando in Parlamento i pilastri del programma ribattezzato <strong data-start=\"499\" data-end=\"521\">\"Scudo di Achille\"</strong>.</p>\n\n<h2 data-start=\"524\" data-end=\"567\">Difesa moderna contro tensioni storiche</h2>\n<p class=\"\" data-start=\"569\" data-end=\"882\">L'iniziativa nasce dalla necessità di rispondere alle <strong data-start=\"623\" data-end=\"659\">continue tensioni con la Turchia</strong>, legate a dispute territoriali nel Mar Egeo e nel Mediterraneo orientale. Sebbene entrambi i Paesi siano membri della NATO, i rapporti restano tesi e in passato hanno rischiato più volte di sfociare in un conflitto aperto.</p>\n<p class=\"\" data-start=\"884\" data-end=\"1123\">Secondo Dendias, la nuova dottrina militare greca segna un <strong data-start=\"943\" data-end=\"966\">cambiamento epocale</strong>: si passerà da un sistema difensivo tradizionale a uno altamente tecnologico e interconnesso, riducendo la dipendenza da flotte convenzionali e puntando su:</p>\n\n<ul data-start=\"1125\" data-end=\"1412\">\n \t<li class=\"\" data-start=\"1125\" data-end=\"1197\">\n<p class=\"\" data-start=\"1127\" data-end=\"1197\"><strong data-start=\"1127\" data-end=\"1197\">Sistemi missilistici mobili supportati da intelligenza artificiale</strong></p>\n</li>\n \t<li class=\"\" data-start=\"1198\" data-end=\"1248\">\n<p class=\"\" data-start=\"1200\" data-end=\"1248\"><strong data-start=\"1200\" data-end=\"1248\">Tecnologie dronistiche di ultima generazione</strong></p>\n</li>\n \t<li class=\"\" data-start=\"1249\" data-end=\"1280\">\n<p class=\"\" data-start=\"1251\" data-end=\"1280\"><strong data-start=\"1251\" data-end=\"1280\">Unità di comando avanzate</strong></p>\n</li>\n \t<li class=\"\" data-start=\"1281\" data-end=\"1350\">\n<p class=\"\" data-start=\"1283\" data-end=\"1350\"><strong data-start=\"1283\" data-end=\"1350\">Equipaggiamenti individuali con sensori e comunicazione tattica</strong></p>\n</li>\n \t<li class=\"\" data-start=\"1351\" data-end=\"1412\">\n<p class=\"\" data-start=\"1353\" data-end=\"1412\"><strong data-start=\"1353\" data-end=\"1412\">Capacità satellitari per comunicazioni sicure in guerra</strong></p>\n</li>\n</ul>\n<blockquote data-start=\"1414\" data-end=\"1565\">\n<p class=\"\" data-start=\"1416\" data-end=\"1565\"><em>“Non possiamo più pensare che l’Egeo si difenda solo con la flotta,”</em> ha affermato Dendias. <em>“Questa è una questione esistenziale per il nostro Paese.”</em></p>\n</blockquote>\n<h2 data-start=\"1567\" data-end=\"1609\">Riorganizzazione e innovazione interna</h2>\n<p class=\"\" data-start=\"1611\" data-end=\"1943\">Oltre alla componente tecnologica, il piano prevede una <strong data-start=\"1667\" data-end=\"1715\">profonda ristrutturazione delle forze armate</strong>: verranno accorpate unità, chiuse basi non strategiche e razionalizzata la catena di comando. Ampio spazio sarà dato alle <strong data-start=\"1838\" data-end=\"1870\">start-up tecnologiche greche</strong>, che verranno coinvolte nello sviluppo di nuove soluzioni per la difesa.</p>\n\n<h3 class=\"\" data-start=\"1945\" data-end=\"1995\">Contesto europeo e cooperazioni internazionali</h3>\n<p class=\"\" data-start=\"1997\" data-end=\"2201\">La mossa di Atene si inserisce nel più ampio contesto di <strong data-start=\"2054\" data-end=\"2072\">riarmo europeo</strong>, spinto dalla guerra in Ucraina e dall’incertezza sul futuro dell’impegno statunitense nella NATO sotto l’amministrazione Trump.</p>\n<p class=\"\" data-start=\"2203\" data-end=\"2512\">Il rinnovamento militare greco coinvolge già tutte le forze armate e si fonda su stretti rapporti con <strong data-start=\"2305\" data-end=\"2339\">Francia, Israele e Stati Uniti</strong>. Proprio in Israele, il Primo Ministro <strong data-start=\"2379\" data-end=\"2402\">Kyriakos Mitsotakis</strong> ha incontrato domenica Benjamin Netanyahu e i vertici della difesa israeliana per rafforzare la cooperazione.</p>\n<p class=\"\" data-start=\"2514\" data-end=\"2750\">In Parlamento, Mitsotakis ha anche respinto le richieste dell’opposizione di abbandonare l’acquisto degli <strong data-start=\"2620\" data-end=\"2638\">F-35 americani</strong>, a favore di jet europei, definendo il programma statunitense un “<strong data-start=\"2705\" data-end=\"2748\">investimento strategico a lungo termine</strong>”.</p>","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-gvh3uc5s2fbypnqs5a5brxk7bi-gvh3uc5s2fbypnqs5a5brxk7bi-scaled.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, modernizzazione, tecnologia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-04 15:19:26","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/europe/2025/04/02/greece-vows-27b-on-defense-overhaul-centered-on-high-tech-warfare/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16388-modernizzazione-difesa-tecnologia-20250402.mp4","galleria":""}
{"id":16416,"titolo":"Italia e Leonardo protagonisti del GCAP: il futuro dei caccia militari","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il programma <strong><a href=\"https://www.leonardo.com/it/business/gcap\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">GCAP (Global Combat Air Programme</a>)</strong>, nato dall’alleanza strategica tra <strong>Regno Unito, Italia e Giappone</strong>, rappresenta uno dei progetti più ambiziosi per il futuro della difesa aerea. L’obiettivo: sviluppare un <strong>caccia di sesta generazione</strong> che possa garantire superiorità tecnologica e operativa nei decenni a venire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In questo contesto, l’Italia gioca un ruolo di primo piano grazie alla leadership di <strong>Leonardo</strong>, azienda di punta del comparto aerospaziale e difensivo nazionale, incaricata di <strong>coordinare il contributo industriale italiano</strong> al programma. Leonardo sarà responsabile dello sviluppo di sensori avanzati, radar, sistemi di missione e tecnologie strategiche, confermando l’eccellenza italiana nel settore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16419,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Italia e Leonardo protagonisti del GCAP: il futuro dei caccia militari - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-italia-e-leonardo-protagonisti-del-gcap-il-futuro-dei-caccia-militari-gcap-01-1024x447.jpg\" alt=\"Italia e Leonardo protagonisti del GCAP: il futuro dei caccia militari - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16419\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un distacco strategico dagli USA: effetto Trump</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Secondo quanto riporta dal magazine spagnolo <a href=\"https://www.infodefensa.com/texto-diario/mostrar/5241886/reino-unido-italia-japon-aprovechan-agresiva-politica-eeuu-tratar-atraer-canada-australia-programa-cazas-gcap\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">INFODEFENSA</a>, la nascita e il consolidamento del GCAP non è solo frutto di scelte tecnologiche, ma anche di <strong>una strategia geopolitica autonoma</strong> da parte dei suoi tre fondatori. L’arrivo di Donald Trump alla presidenza ha introdotto un’impostazione più commerciale e meno cooperativa delle alleanze, suscitando perplessità tra gli storici alleati di Washington. Durante la presentazione del futuro caccia americano <strong>F-47</strong>, Trump ha dichiarato che il velivolo sarebbe potuto essere venduto anche agli alleati, ma a un prezzo maggiorato <em>“perché potrebbero smettere di essere nostri alleati”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Parole che hanno raffreddato l'interesse di alcuni Paesi, già da tempo orientati verso una maggiore autonomia strategica e industriale. Il GCAP nasce proprio come risposta euro-asiatica all’esigenza di svincolarsi da una <strong>visione USA-centrica della difesa</strong>, puntando su una sovranità tecnologica condivisa e una collaborazione multilaterale paritaria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16418,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Italia e Leonardo protagonisti del GCAP: il futuro dei caccia militari - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-italia-e-leonardo-protagonisti-del-gcap-il-futuro-dei-caccia-militari-f47-1024x535.jpg\" alt=\"Italia e Leonardo protagonisti del GCAP: il futuro dei caccia militari - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16418\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">È notizia di poche settimane fa che la Boeing si è aggiudicata il contratto per la realizzazione del caccia di sesta generazione F-47.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un programma che guarda oltre: nuove alleanze e opportunità industriali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo il consolidamento del nucleo iniziale, il programma GCAP sta cercando nuovi partner strategici. Il Regno Unito ha già avviato contatti con <strong>Australia e Canada</strong>, mentre <strong>l’Italia ha lasciato aperta la possibilità di coinvolgere anche Arabia Saudita</strong>. In questo contesto, il <strong>direttore generale di Leonardo</strong>, Lorenzo Mariani, ha ventilato <strong>l’ipotesi di installare stabilimenti produttivi in Arabia Saudita</strong>, a conferma del potenziale espansivo del progetto e delle opportunità per l’industria nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16420,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Italia e Leonardo protagonisti del GCAP: il futuro dei caccia militari - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-italia-e-leonardo-protagonisti-del-gcap-il-futuro-dei-caccia-militari-gcap2-1024x309.jpg\" alt=\"Italia e Leonardo protagonisti del GCAP: il futuro dei caccia militari - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16420\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">GCAP: Italia, UK e Giappone insieme per il caccia di nuova generazione. In campo Leonardo, BAE Systems e Mitsubishi. Le tre aziende hanno firmato nel 2023 un accordo di cooperazione trilaterale che ha dato ufficialmente il via alla fase concettuale del programma.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il successore dell’Eurofighter, in sinergia con l’F-35</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il caccia sviluppato nell’ambito del <strong>programma GCAP</strong> sarà destinato, nella prossima decade, a <strong>sostituire le flotte di Eurofighter Typhoon</strong> attualmente in servizio presso le forze aeree di Italia e Regno Unito. Non si tratterà però di un’alternativa all’<strong>F-35</strong>, ma di un <strong>complemento strategico</strong>, pensato per operare in sinergia con quest’ultimo, rafforzando le capacità di difesa aerea e superiorità nello spazio aereo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il nuovo velivolo integrerà <strong>tecnologie all’avanguardia</strong> come l’intelligenza artificiale, la fusione avanzata dei dati e il coordinamento tra sistemi autonomi, ponendosi come un vero salto generazionale rispetto alle piattaforme attuali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-italia-e-leonardo-protagonisti-del-gcap-il-futuro-dei-caccia-militari-gcap-main.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"CacciaSestaGenerazione, GCAP, LeonardoCompany","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-04 14:49:22","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.infodefensa.com/texto-diario/mostrar/5241886/reino-unido-italia-japon-aprovechan-agresiva-politica-eeuu-tratar-atraer-canada-australia-programa-cazas-gcap","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16416-italia-e-leonardo-protagonisti-del-gcap-il-futuro-dei-caccia-militari.mp4","galleria":""}
{"id":16394,"titolo":"Lewis Simmons, dal sogno della Premier League al Basco Amaranto","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>A volte la vita prende svolte inaspettate, ma per chi ha coraggio, disciplina e voglia di lottare, anche un sogno interrotto può trasformarsi in un nuovo inizio. È questo il caso di <strong>Lewis Simmons</strong>, ex calciatore del <a href=\"https://www.pnefc.net/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Preston North End</a>, squadra di Serie B inglese, che oggi veste l’uniforme del <a href=\"https://www.army.mod.uk/learn-and-explore/about-the-army/corps-regiments-and-units/infantry/parachute-regiment/\">Parachute Regiment dell’Esercito Britannico</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un sogno spezzato, ma non la volontà</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lewis ha iniziato a giocare a calcio da bambino, e ritenuto un giovanissimo talento, entra nell’accademia del Preston all’età di otto anni firmando il primo contratto a 16 anni. Per due stagioni ha dato tutto per conquistare un posto da professionista in prima squadra, ma alla fine del percorso, nel 2019, non è arrivata l’attesa conferma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16397,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-lewis-simmons-dal-sogno-sfiorato-della-premier-league-al-basco-amaranto-simmons-lewis-1024x577.jpg\" alt=\"Lewis Simmons, dal sogno sfiorato della Premier League al Basco Amaranto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16397\" title=\"Lewis Simmons, dal sogno sfiorato della Premier League al Basco Amaranto - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lewis Simmons durante il suo trascorso nel Preston North End</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo un breve periodo nel calcio non professionistico, utile per non perdere la forma e rimettersi alla ricerca di nuove opportunità, arrivò il Covid, che complicò le cose e portò alla sospensione dei campionati. Fu in quel momento che Simmons decise di intraprendere una nuova strada: arruolarsi nell’esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dal campo da gioco al campo d’addestramento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attratto dalle sfide fisiche e mentali più dure, Lewis sceglie di mettersi alla prova con uno dei reparti più selettivi: il Parachute Regiment.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ironia della sorte, viene assegnato al leggendario <em>2nd Battalion </em>(2 PARA), l’unità che il 14 giugno 1982 entrò per prima a Port Stanley, nella celebre immagine con i baschi amaranto al posto degli elmetti e le bandiere britanniche al vento, restituendo le isole Falkland alla Gran Bretagna al termine del duro conflitto contro l’Argentina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16399,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-lewis-simmons-dal-sogno-sfiorato-della-premier-league-al-basco-amaranto-2para-1024x679.jpg\" alt=\"Lewis Simmons, dal sogno sfiorato della Premier League al Basco Amaranto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16399\" title=\"Lewis Simmons, dal sogno della Premier League al Basco Amaranto - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Parachute Reggiment è uno dei reparti più prestigiosi del Regno Unito.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Sono andato in Estonia per un addestramento alla sopravvivenza in climi freddi. Faceva -22 gradi: un freddo assurdo. Sono rimasto lì per cinque settimane. Sono stato anche in Macedonia del Nord per un’esercitazione aerotrasportata, lavorando con forze armate di altri Paesi. Sono missioni di addestramento, per mantenersi pronti in vista di un eventuale impiego reale.\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Subito in operazione in Afghanistan</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo settimane di addestramento intensivo, si ritrova immediatamente operativo. Nel giugno del 2021 viene inviato in Afghanistan nell’ambito dell’<strong>Operazione Pitting</strong>, per evacuare il personale britannico durante la presa di potere da parte dei Talebani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“Eravamo lì per evacuare il personale britannico, mentre i talebani prendevano il controllo. Sono stato in Afghanistan per 14 giorni, praticamente appena uscito dall’addestramento: era tutto nuovo per me, ero un po’ come un coniglio abbagliato dai fari, ma è stato un momento importante nella mia vita.. Ero il più giovane e meno esperto del reparto, ma circondato da uomini straordinari. Nonostante la paura iniziale, ho trovato forza nei miei compagni. Eravamo una squadra, una famiglia.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il calcio non lo ha mai abbandonato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante il cambio di vita radicale, Lewis non ha mai smesso di amare il calcio. All’interno dell’esercito ha trovato nuove opportunità per continuare a giocare ad alto livello.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“Nell’esercito inglese il calcio è molto più sviluppato di quanto si possa immaginare. Ci sono squadre per ogni unità e un team ufficiale che rappresenta l’intera British Army. Ci sono giocatori che, come me, provengono da esperienze professionistiche o semi-professionistiche.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi Lewis è un titolare fisso nella squadra calcistica del 2 PARA, che milita nel campionato <a href=\"https://fulltime.thefa.com/displayTeam.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Army FA Midlands League</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16398,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-lewis-simmons-dal-sogno-sfiorato-della-premier-league-al-basco-amaranto-simmones-lewiss-1024x675.jpg\" alt=\"Lewis Simmons, dal sogno sfiorato della Premier League al Basco Amaranto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16398\" title=\"Lewis Simmons, dal sogno sfiorato della Premier League al Basco Amaranto - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lewis Simmons celebrando la vittoria di un trofeo con la squadra calcistica del 2 PARA, militante nel campionato Army FA Midlands League.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La struttura sportiva dell’esercito britannico è sorprendentemente simile a quella dei club calcistici: fisioterapisti, nutrizionisti, kit sportivi forniti gratuitamente, e un ambiente competitivo di alto livello.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una nuova vita, ma con la stessa passione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi Lewis Simmons è un Paracadutista, fiero di appartenere a uno dei reparti più prestigiosi del Regno Unito. Ma è anche un esempio per tutti quei giovani che, vedendo svanire un sogno, credono che tutto sia perduto. La sua storia dimostra che, con resilienza e determinazione, ogni fine può diventare un nuovo e entusiasmante inizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Curiosamente, sul rinomato sito internazionale TransferMarkt, Lewis <a href=\"https://www.transfermarkt.it/lewis-simmons/profil/spieler/647432\">risulta ancora classificato come “svincolato”</a>. Ma non fatevi strane illusioni: Lewis ha già trovato la sua squadra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-lewis-simmons-dal-sogno-sfiorato-della-premier-league-al-basco-amaranto-lewis-army3-1.jpg","categoria":"Blog","tags":"esercito britannico, Lewis Simmons, Parachute Regiment","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-04 11:50:26","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.efl.com/news/2025/march/18/ex-preston-north-end-footballer-transitions-from-pitch-to-parachute-regiment/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16394-lewis-simmons-dal-sogno-della-premier-league-al-basco-amaranto.mp4","galleria":""}
{"id":16205,"titolo":"Putin annuncia nuovi sottomarini nonostante le tensioni nel settore industriale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il leader del Cremlino ha reso noti i piani durante la cerimonia di varo del nuovo sottomarino nucleare <em>Perm</em>, appartenente alla classe Yasen-M, che si è tenuta la scorsa settimana. Questo sottomarino sarà il primo ad essere impiegato a tempo pieno come piattaforma di lancio per il missile da crociera ipersonico <em>Zircon</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Inizialmente, dopo il ritiro dei sottomarini sovietici, i vertici militari russi avevano pianificato la costruzione di 30 sottomarini della classe Yasen e 14 unità strategiche della classe Borei. Tuttavia, l'annuncio di Putin segna un cambiamento nelle ambizioni navali di Mosca, con l'obiettivo rivisto a 10 unità per ciascuna classe.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Uno dei principali ostacoli alla realizzazione di questi programmi è rappresentato dal cantiere navale Sevmash, che costituisce un vero e proprio collo di bottiglia nella catena produttiva. Negli ultimi anni, il ritmo di costruzione è stato inferiore alle aspettative e solo recentemente l’impianto è stato sottoposto a <a href=\"https://www.defensenews.com/industry/2024/03/28/sevmash-completes-upgrades-to-build-russias-next-gen-nuclear-subs/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">un processo di modernizzazione</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Secondo Pavel Luzin, esperto di difesa russo presso il Center for European Policy Analysis di Washington, la linea di produzione dei sottomarini Yasen-M potrebbe essere sospesa a breve, in vista dell’avvio, entro il 2027, della costruzione della nuova classe di sottomarini nucleari di quinta generazione, denominata <em>Husky</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La complessa combinazione delle attuali capacità navali russe sta inoltre inducendo le autorità a esitare sull'espansione della flotta Yasen, anche a causa della carenza di sistemi di supporto, come satelliti di ricognizione, navi di scorta e velivoli di sorveglianza. A sottolinearlo è Dmitry Smirnov, analista militare russo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>A complicare ulteriormente la situazione vi è il crescente spostamento del bilancio della difesa verso la produzione di armamenti destinati alla guerra in Ucraina. Questo ha ridotto significativamente gli ordini per Sevmash, provocando tagli salariali tra i dipendenti, secondo l'economista Vyacheslav Shiryaev.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, le sanzioni imposte dopo l'invasione dell'Ucraina hanno privato la Russia dell’accesso a componenti esteri fondamentali, costringendo i progettisti <a href=\"https://www.defensenews.com/naval/2024/04/01/russia-to-start-from-scratch-on-some-submarine-parts-amid-sanctions/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">a ripartire da zero</a> per alcuni sistemi critici dei sottomarini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/QT5XTWMXPFD3DAV3TCZ5KGK22E.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"russia, sanzioni, sottomarini","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-03 12:01:45","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/europe/2025/04/01/putin-announces-new-submarines-but-the-industry-is-strained/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16205-sottomarini-russia-sanzioni-20250401.mp4","galleria":""}
{"id":16279,"titolo":"Oltre il panico: come la Svezia prepara i cittadini alle Crisi e alle Guerre","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Svezia ha spedito a tutte le famiglie un libretto giallo brillante da 64 pagine, semplice nell’aspetto ma potente nel contenuto: una guida pratica per affrontare guerre, blackout, attacchi informatici e disinformazione. Il titolo, <em>Om krisen eller kriget kommer</em>—“Se arriva una crisi o una guerra”—è chiaro e diretto. Anche se a prima vista può sembrare un opuscolo di design o lifestyle, in realtà è un vero manuale per sopravvivere a crisi estreme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo tipo di pubblicazione non è nuovo in <a href=\"https://brigatafolgore.net/svezia-ucraina-aiuti-militari-20250331/\">Svezia</a>. La prima versione risale alla Seconda Guerra Mondiale e fu aggiornata fino al 1991. È stata reintrodotta nel 2018, e l’edizione 2024 arriva in un momento di forte tensione internazionale, in particolare dopo l’aggiornamento della dottrina nucleare russa che consente l’uso dell’atomica in risposta a missili a lungo raggio forniti da paesi occidentali all’Ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16289,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Oltre il panico: come la Svezia prepara i cittadini alle Crisi e alle Guerre - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-oltre-il-panico-come-la-svezia-prepara-i-cittadini-alle-crisi-e-alle-guerre-full-length-friends-sitting-home-short-1024x683.jpg\" alt=\"Oltre il panico: come la Svezia prepara i cittadini alle Crisi e alle Guerre - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16289\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-manuale-pensato-per-tutti\">Un manuale pensato per tutti</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Creato dall’<a href=\"https://www.government.se/government-policy/emergency-preparedness/\">Agenzia svedese per le emergenze civili </a>(MSB), il manuale è stato pensato per essere accessibile a tutti. A differenza delle risorse statunitensi, disponibili online ma sparse su diversi siti, la guida svedese è fisica, unificata e sempre consultabile, anche senza elettricità o internet.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Stampato in bianco e nero con evidenziature gialle, il libretto ha un layout chiaro e coerente. Usa font leggibili (Century Gothic per i titoli, Garamond per il corpo), punti elenco e icone per facilitare la comprensione. Secondo Robin Fredholm, responsabile del design, l’obiettivo era rendere l’informazione chiara per tutti, anche per chi ha difficoltà visive o linguistiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grafici spiegano i segnali d’allarme civili, mentre simboli identificano i rifugi come le stazioni della metropolitana. Le checklist aiutano a organizzare scorte di cibo, acqua e materiali di base per almeno sette giorni. Non si tratta solo di sopravvivere, ma di farlo in modo autonomo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16291,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Oltre il panico: come la Svezia prepara i cittadini alle Crisi e alle Guerre - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-oltre-il-panico-come-la-svezia-prepara-i-cittadini-alle-crisi-e-alle-guerre-screen-shot-2025-03-26-at-3-1-754x1024.webp\" alt=\"Oltre il panico: come la Svezia prepara i cittadini alle Crisi e alle Guerre - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16291\" style=\"width:840px;height:auto\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-preparare-anche-psicologicamente\">Preparare, anche psicologicamente</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il manuale chiarisce che tutti i cittadini tra i 16 e i 70 anni fanno parte della difesa nazionale, e che in caso di crisi bisogna essere pronti a contribuire. Oltre alla preparazione materiale, c’è una sezione dedicata alla stabilità psicologica, con consigli per aiutare i bambini a gestire l’ansia, coinvolgendoli in compiti pratici per rafforzare il loro senso di sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Viene affrontato anche il tema della disinformazione: si invita a condividere solo notizie verificate e a seguire solo le fonti ufficiali. Sul retro del libretto sono elencati contatti d’emergenza, link utili e risorse di supporto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In caso di evacuazione, saranno le sirene e i media locali a dare le istruzioni. Bisogna portare solo l’essenziale: documenti, denaro, farmaci, cibo e una radio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16292,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Oltre il panico: come la Svezia prepara i cittadini alle Crisi e alle Guerre - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-oltre-il-panico-come-la-svezia-prepara-i-cittadini-alle-crisi-e-alle-guerre-screenshot-2025-04-03-111446.jpg\" alt=\"Oltre il panico: come la Svezia prepara i cittadini alle Crisi e alle Guerre - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16292\" style=\"width:840px;height:auto\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-design-al-servizio-della-resilienza\">Design al servizio della resilienza</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il manuale non vuole spaventare, ma preparare. Le scelte grafiche non sono estetiche, ma funzionali alla chiarezza. Il giallo brillante attira l’attenzione, l’organizzazione delle informazioni riduce lo stress in situazioni di emergenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’escalation del conflitto in Ucraina e il rischio crescente di un’estensione del conflitto, la Svezia sceglie la via della consapevolezza e dell’organizzazione. <em>Om krisen eller kriget kommer</em> è una guida alla sopravvivenza pensata con intelligenza e rigore: un esempio di come il design possa davvero salvare vite.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":16293,\"href\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-oltre-il-panico-come-la-svezia-prepara-i-cittadini-alle-crisi-e-alle-guerre-in-caso-di-guerra.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-oltre-il-panico-come-la-svezia-prepara-i-cittadini-alle-crisi-e-alle-guerre-in-caso-di-guerra.pdf\" type=\"application/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"In caso di guerra\"></object><a id=\"wp-block-file--media-de4342f8-d7b4-4acf-a41f-530f3d334c08\" href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-oltre-il-panico-come-la-svezia-prepara-i-cittadini-alle-crisi-e-alle-guerre-in-caso-di-guerra.pdf\">In caso di guerra</a><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-oltre-il-panico-come-la-svezia-prepara-i-cittadini-alle-crisi-e-alle-guerre-in-caso-di-guerra.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-de4342f8-d7b4-4acf-a41f-530f3d334c08\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-oltre-il-panico-come-la-svezia-prepara-i-cittadini-alle-crisi-e-alle-guerre-cop.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"crisi, guerra, manuale, Preparare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-03 11:37:05","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.government.se/government-policy/emergency-preparedness/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16279-oltre-il-panico-come-la-svezia-prepara-i-cittadini-alle-crisi-e-alle-guerre.mp4","galleria":""}
{"id":16278,"titolo":"80 anni dopo, Rosignano ricorda l'Operazione Herring con il 185º RAO Folgore","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, a ottant’anni dall’ultima missione con aviolancio di guerra sul suolo europeo, l’Italia ricorda con solennità e riconoscenza l’<strong>Operazione Herring</strong>, una delle pagine più gloriose – e al tempo stesso meno note – della nostra storia militare. Un’azione audace, rischiosa e profondamente patriottica che vide protagonisti <strong>226 paracadutisti volontari</strong> del <strong>1º Squadrone da ricognizione \"Folgore\"</strong> (<strong>Squadrone F)</strong> e della <strong>Centuria Nembo</strong>, parte del ricostituito Esercito Italiano nella primavera del 1945.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16280,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"80 anni dopo, Rosignano ricorda l'Operazione Herring con il 185º RAO Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-80-anni-dopo-rosignano-ricorda-loperazione-herring-herring-1-1024x562.jpg\" alt=\"80 anni dopo, Rosignano ricorda l'Operazione Herring - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16280\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ore 18:00 del 20 aprile 1945: i Paracadutisti Italiani salgono sull'autocarro diretto all'aeroporto di Rosignano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Tra il <strong>19 e il 23 aprile 1945</strong>, in vista dello sfondamento della <strong>Linea Gotica</strong> e della liberazione del Nord Italia, questi uomini si imbarcarono nella zona di <strong>Vada</strong>, precisamente dal campo di aviazione dei <strong>Due Casoni</strong>, per infiltrarsi in un territorio controllato dal nemico – nelle province di <strong>Bologna, Modena, Ferrara e Mantova</strong> – con l’ordine di <strong>resistere per 36 ore</strong>, sabotare, disorientare e ostacolare i movimenti tedeschi fino all’arrivo delle truppe alleate. <strong>Furono 31 i caduti</strong>, giovani italiani che offrirono la propria vita per la libertà della Patria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16281,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"80 anni dopo, Rosignano ricorda l'Operazione Herring con il 185º RAO Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-80-anni-dopo-rosignano-ricorda-loperazione-herring-herring-2-1024x696.jpg\" alt=\"80 anni dopo, Rosignano ricorda l'Operazione Herring - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16281\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ore 21:00, 20 aprile 1945: in volo verso la zona di lancio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La cerimonia commemorativa dell’<strong>80° anniversario</strong> si svolge <strong>oggi, 3 aprile 2025</strong>, proprio ai <strong>Due Casoni di Vada</strong> (via Aurelia Sud 48/52), nel luogo da cui partì quella storica missione. Sono presenti le <strong>autorità civili e militari</strong>, le scuole del territorio, associazioni d’arma e numerosi cittadini. A rendere omaggio, come ogni anno, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\">185° Reggimento Ricognizione Acquisizione Obiettivi “Folgore”</a>, insignito nel 2021 della <strong>cittadinanza onoraria</strong> dal Comune di Rosignano in memoria proprio dell’Operazione Herring.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16283,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"80 anni dopo, Rosignano ricorda l'Operazione Herring con il 185º RAO Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-80-anni-dopo-rosignano-ricorda-loperazione-herring-con-il-185o-rao-folgore-herring-4-1024x689.jpg\" alt=\"80 anni dopo, Rosignano ricorda l'Operazione Herring con il 185º RAO Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16283\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Prigionieri tedeschi catturati dai paracadutisti italiani dell'operazione Herring (Poggio Renatico, aprile 1945)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Le celebrazioni inizieranno con un <strong>aviolancio addestrativo</strong> in ricordo degli uomini dell’Operazione Herring, seguito dalla <strong>cerimonia ufficiale</strong> con gli onori ai caduti, la benedizione, la <strong>preghiera del paracadutista</strong> e gli interventi del sindaco <strong>Claudio Marabotti</strong> e del <strong>Colonnello Marco Margutti</strong>, comandante del 185° RAO “Folgore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16284,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"80 anni dopo, Rosignano ricorda l'Operazione Herring con il 185º RAO Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-80-anni-dopo-rosignano-ricorda-loperazione-herring-con-il-185o-rao-folgore-fregio-185-1024x656.jpg\" alt=\"80 anni dopo, Rosignano ricorda l'Operazione Herring con il 185º RAO Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16284\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dal giugno 2015, il 185º Rgt. RAO \"FOLGORE\" adotta il fregio del 1º Squadrone da Ricognizione \"Folgore\" (Squadrone F), in onore dell’Operazione Herring.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il sindaco ha voluto coinvolgere anche i più giovani, invitando nei giorni scorsi tutte le scuole a partecipare alla cerimonia, per non perdere la memoria di una delle missioni più valorose della nostra storia.  Questa giornata, aggiungiamo noi, rappresenta un collegamento tra la memoria storica e il presente: un’occasione per ricordare <strong>il contributo di 226 volontari </strong>in un’Italia ancora provata dal conflitto. Il loro gesto continua a rappresentare un esempio di dedizione e senso del dovere, valori che le istituzioni e le nuove generazioni sono chiamate a custodire e trasmettere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-80-anni-dopo-rosignano-ricorda-loperazione-herring-herring-0.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"185rao, folgore, herring, squadronef","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-03 10:11:25","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16278-80-anni-dopo-rosignano-ricorda-loperazione-herring-con-il-185o-rao-folgore.mp4","galleria":""}
{"id":16207,"titolo":"Svezia, nuovo maxi aiuto militare all’Ucraina da 1,6 miliardi di dollari","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Svezia ha annunciato un nuovo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina del valore di 16 miliardi di corone svedesi (circa 1,6 miliardi di dollari), il più consistente finora da parte del governo di Stoccolma. Il contributo risponde a richieste ucraine in ambiti strategici come la difesa aerea, l’artiglieria, le comunicazioni satellitari e le capacità marittime.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Con questa ultima misura, il supporto svedese alla difesa ucraina per il solo 2025 sale a 29,5 miliardi di corone. Dal 2022, la Svezia ha stanziato complessivamente circa 80 miliardi di corone (oltre 7,5 miliardi di dollari) in aiuti militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>“Stiamo intensificando il sostegno, aumentandone la portata e la forza. La situazione in Ucraina è molto seria,” <a href=\"https://www.government.se/press-releases/2025/03/biggest-support-package-to-ukraine-so-far-increases-swedish-support-to-sek-29.5-billion-for-2025\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ha dichiarato</a> il ministro della Difesa Pål Jonson durante una conferenza stampa a Stoccolma. “La Russia ha l’iniziativa sul campo, e dobbiamo sostenere l’Ucraina affinché possa invertire questa tendenza.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il governo ha inoltre proposto di anticipare parte dei fondi previsti per il 2026, portando il totale degli aiuti del prossimo anno a 40 miliardi di corone. “Il messaggio è chiaro: più paesi devono fare di più. È il momento per l’Europa di aumentare concretamente il proprio sostegno all’Ucraina,” ha aggiunto Jonson.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-acquisti-e-forniture-focus-su-tempi-brevi-e-capacita-industriale\">Acquisti e forniture: focus su tempi brevi e capacità industriale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’Amministrazione svedese per il materiale della difesa utilizzerà circa 9,2 miliardi di corone del nuovo pacchetto per acquistare equipaggiamenti da donare all’Ucraina, tenendo conto dei tempi di produzione e consegna. Tra le priorità indicate figurano munizioni, sistemi di difesa aerea, comunicazioni satellitari, mezzi blindati, imbarcazioni leggere da combattimento e materiale per la fanteria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Altri 500 milioni di corone saranno prelevati direttamente dalle riserve delle Forze Armate svedesi, comprendenti mitragliatrici e munizioni di piccolo calibro. Inoltre, oltre 5 miliardi di corone verranno canalizzati tramite fondi multilaterali e coalizioni internazionali, inclusa una collaborazione rafforzata con l’industria ucraina della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Secondo il ministro, circa il 70% degli aiuti annunciati sarà consegnabile già nel corso del 2025.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-anche-i-paesi-bassi-incrementano-il-supporto\">Anche i Paesi Bassi incrementano il supporto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In parallelo, il governo olandese ha reso noto<a href=\"https://www.defensie.nl/actueel/nieuws/2025/03/31/nederland-financiert-drone-project-van-500-miljoen-voor-oekraine\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"> l’avvio di un nuovo pacchetto</a> da 500 milioni di euro (circa 541 milioni di dollari) destinato a un programma specifico per lo sviluppo e la fornitura di droni per l’Ucraina. L’iniziativa si inserisce in un piano di supporto accelerato da 2 miliardi di euro per il 2025, che comprenderà anche sistemi di difesa aerea, munizioni e attrezzature marittime.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/RRWL32YNFJF6PPR7PUSZS3IYKE-scaled.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"aiuti militari, Svezia, ucraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-02 11:43:43","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/europe/2025/03/31/sweden-pledges-16-billion-in-new-ukraine-aid-including-air-defense/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16207-svezia-ucraina-aiuti-militari-20250331.mp4","galleria":""}
{"id":16219,"titolo":"Drone russo sul Lago Maggiore, indagini della Procura di Milano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La Procura di Milano ha avviato un’indagine per presunto spionaggio politico o militare, aggravato dalla finalità di terrorismo, in seguito alla segnalazione di ripetuti sorvoli da parte di un drone di fabbricazione russa sopra il <em>Joint Research Centre</em> (JRC) della Commissione Europea, situato a Ispra, in provincia di Varese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Secondo le prime ricostruzioni, il drone sarebbe passato per sei volte, in cinque giorni, sopra il centro di ricerca europeo, che si trova all’interno di una <em>no-fly zone</em> estesa per circa cinque chilometri quadrati. L’area include anche alcuni stabilimenti industriali di Leonardo S.p.A., azienda strategica nel settore della difesa e dell’aerospazio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Le indagini, coordinate dai magistrati Eugenio Fusco e Alessandro Gobbis del pool antiterrorismo, e condotte dal ROS dei Carabinieri, si basano sull’analisi dei dati raccolti da un captatore presente nell’infrastruttura del JRC. Il software avrebbe rilevato basse frequenze compatibili con il passaggio di un drone di tecnologia russa. Sono stati richiesti tracciati radar a ENAV e Aeronautica Militare per riscontri oggettivi sui movimenti del velivolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Parallelamente, si stanno esaminando eventuali ulteriori sorvoli su altri obiettivi sensibili della zona, inclusi i siti di Leonardo, e viene valutata la possibile presenza in zona di soggetti con orientamento filorusso, anche sulla base di partecipazioni a eventi o manifestazioni pubbliche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-posizione-della-commissione-europea\">La posizione della Commissione Europea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In una nota ufficiale, la Commissione Europea ha dichiarato di non aver registrato violazioni della no-fly zone e ha precisato di non essere a conoscenza di minacce specifiche correlate alla sicurezza del sito. Il portavoce Thomas Regnier ha ribadito l’impegno della Commissione nella protezione di dati, personale e infrastrutture, sottolineando che non verranno fornite ulteriori comunicazioni su aspetti di sicurezza operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Crosetto: “Guerra ibrida in corso”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>È intervenuto sulla vicenda anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, parlando di un “conclamato tentativo di spionaggio industriale” e inquadrando l’episodio in un più ampio scenario di “guerra ibrida”. Secondo il ministro, si tratta di un conflitto non convenzionale che si manifesta attraverso attacchi cibernetici, campagne di disinformazione, furti di brevetti e reclutamento di soggetti da parte di entità straniere ostili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Le attività investigative proseguono con l’ascolto di testimoni, tra cui ricercatori e personale addetto alla sicurezza del centro, e con verifiche sui sistemi di videosorveglianza e sulla sorveglianza aerea dell’area.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-drone-russo-sul-lago-maggiore-indagini-della-procura-di-milano-un-drone-da-ricognizione-russo-modello-stc-orlan-10.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"drone russo, guerra ibrida, spionaggio","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-02 08:52:57","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16219-drone-russo-sul-lago-maggiore-indagini-della-procura-di-milano.mp4","galleria":""}
{"id":16201,"titolo":"Il Regno Unito alza il tiro: armi laser, IA e nuovi carri armati","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il governo britannico <a href=\"https://questions-statements.parliament.uk/written-questions/detail/2025-03-26/41491\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ha annunciato</a> importanti passi avanti nella modernizzazione delle Forze Armate, accelerando l’adozione di tecnologie avanzate e rafforzando il proprio impegno nella spesa per la difesa. Tra le iniziative più rilevanti figura l’introduzione anticipata del sistema d’arma laser <em>DragonFire</em> nella Royal Navy, lo sviluppo di capacità basate sull’intelligenza artificiale e l’aggiornamento dei carri armati principali alla versione <em>Challenger 3</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16215,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img title=\"Il Regno Unito alza il tiro: armi laser, IA e nuovi carri armati - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/brigatafolgore.net-il-regno-unito-alza-il-tiro-armi-laser-ia-e-nuovi-carri-armati-2wtts8f0nd-file.jpg\" alt=\"Il Regno Unito alza il tiro: armi laser, IA e nuovi carri armati - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16215\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tecnologie-emergenti-e-difesa\">Tecnologie emergenti e difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>\"Stiamo introducendo la tecnologia laser nella Marina circa cinque anni prima del previsto, il che proteggerà le nostre Forze Armate e ci permetterà di imparare facendo,\" ha dichiarato il ministro per l'Approvvigionamento alla Difesa, James Cartlidge Eagle. Il sistema <em>DragonFire</em>, sviluppato dal consorzio industriale guidato da MBDA con Leonardo UK e QinetiQ, ha segnato un momento storico nel gennaio 2024, colpendo con successo un bersaglio aereo durante un test ad alta potenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Rendere questa tecnologia operativa in tempi più rapidi consentirà, secondo Eagle, di apportare miglioramenti continui in ambiti come l’integrazione, i sistemi software e l'efficacia complessiva, contribuendo allo stesso tempo a orientare le decisioni future sulle armi a energia diretta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Parallelamente, il governo britannico <a href=\"https://www.gov.uk/government/speeches/spring-statement-2025-speech\">ha istituito un fondo vincolato di 400 milioni di sterline per l’innovazione nella difesa,</a> e ha annunciato che almeno il 10% del budget per le attrezzature del Ministero della Difesa sarà destinato a tecnologie avanzate, comprese le capacità autonome e basate sull’IA.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16202,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/LGGJERZKVNDNDIWMEL5BX67QOA.jpg\" alt=\"Il Regno Unito accelera lo sviluppo di armi laser navali mentre l'aggiornamento principale dei carri armati incontra ostacoli - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16202\" title=\"Lggjerzkvndndiwmel5bx67qoa\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-spesa-per-la-difesa-e-obiettivi-futuri-2-5-del-pil-entro-il-2027\">Spesa per la difesa e obiettivi futuri: 2,5% del PIL entro il 2027</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nella dichiarazione di primavera, è stato confermato l’obiettivo di portare la spesa per la difesa al 2,5% del PIL entro il 2027. Questo si tradurrà in un incremento di 14,2 miliardi di sterline nell’anno fiscale 2027-2028 rispetto al 2024-2025, secondo le stime dell’Office for Budget Responsibility. Nel 2024, il Regno Unito ha speso circa 64,6 miliardi di sterline per la difesa, un aumento rispetto ai 61,9 miliardi dell’anno precedente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16211,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"center\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/uk-defense-1024x682.jpg\" alt=\"Il Regno Unito alza il tiro: armi laser, IA e nuovi carri armati - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16211\" title=\"Uk defense\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-programma-challenger-3-sfide-e-sviluppi\">Programma Challenger 3: sfide e sviluppi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il processo di aggiornamento del carro armato principale britannico alla configurazione <em>Challenger 3</em> ha tuttavia incontrato ostacoli nella catena di approvvigionamento. La capacità operativa iniziale è prevista per il 2027, mentre la consegna completa dei 138 mezzi è attesa entro il 2030.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>\"Risorse aggiuntive sono state indirizzate verso la risoluzione di questi problemi e la prossima fase di prove inizierà nel secondo trimestre del 2025\", ha spiegato Eagle. Il programma è guidato da Rheinmetall BAE Systems Land e prevede una nuova torretta con cannone da 120 mm a canna liscia, corazza aggiornata e sistema di protezione attiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il budget approvato per il programma è di 1,9 miliardi di sterline e, al momento, non sono previsti aumenti legati a sfide tecniche o inflazione. \"Siamo confidenti che il Challenger 3 continuerà a rispondere alle minacce potenziali per tutto il suo ciclo di vita, ma continueremo a monitorarne attentamente le prestazioni per garantire che rimanga all’avanguardia mondiale\", ha concluso Eagle.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16210,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Challenger-3-Tank-1024x683.jpg\" alt=\"Il Regno Unito alza il tiro: armi laser, IA e nuovi carri armati - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16210\" title=\"Challenger 3 tank\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/LDEW_DragonFire_Still-scaled.jpg.webp","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, innovazione, tecnologia laser","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-02 08:36:39","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/europe/2025/04/01/uk-rushes-naval-laser-weapon-as-major-tank-upgrade-hits-snag/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16201-tecnologia-laser-difesa-innovazione-20250401.mp4","galleria":""}
{"id":16198,"titolo":"La Finlandia si ritira dal trattato globale sul divieto delle mine terrestri","contenuto_html":"La Finlandia, che condivide con la Russia il confine più lungo all'interno della NATO, si ritirerà dalla Convenzione di Ottawa che vieta le mine antiuomo, secondo quanto affermato dal Presidente Alexander Stubb.\n\nLa decisione arriva poco dopo che Lituania, Lettonia, Estonia e Polonia hanno dichiarato di valutare la possibilità di uscire dal trattato, il che consentirebbe loro di accumulare e utilizzare mine per proteggere i rispettivi confini con la Russia.\n\n“La Finlandia si preparerà al ritiro dalla Convenzione di Ottawa - la decisione si basa su una valutazione approfondita dei ministeri competenti e delle Forze di Difesa,” ha dichiarato Stubb in una nota pubblicata su X, precedentemente noto come Twitter.\n\nLa Finlandia condivide un confine di 1.340 chilometri con la Russia, il più lungo tra i paesi membri dell'alleanza.\n\nLa convenzione, formalizzata quasi tre decenni fa, conta 133 firmatari e 165 parti, secondo i dati più recenti disponibili dalle Nazioni Unite. Tuttavia, paesi come Russia, Bielorussia, Stati Uniti e Cina non l'hanno mai ratificata.\n\nMosca ha fatto ampio uso di mine antiuomo in Ucraina, con le Nazioni Unite che <u>riportano</u> che l'Ucraina è diventata l'anno scorso il paese più minato del mondo, con “centinaia di migliaia di residuati bellici esplosivi”.\n\nLa guerra in Ucraina ha evidenziato il doppio taglio rappresentato dalle mine in operazioni militari. Nonostante i pericoli a lungo termine che gli ordigni inesplosi rappresentano per i civili, queste armi hanno permesso alle truppe ucraine di difendersi efficacemente e di proteggere il loro territorio dall'aggressione russa.\n\nSembra che siano proprio questi vantaggi difensivi ciò che cercano i paesi europei, secondo il Primo Ministro finlandese Petteri Orpo.\n\n“Ritirarsi dalla Convenzione di Ottawa ci darà la possibilità di prepararci ai cambiamenti nell'ambiente di sicurezza in modo più versatile,” ha dichiarato durante una conferenza stampa il 1° aprile.\n\nLa Finlandia si è inoltre impegnata ad aumentare le sue spese per la difesa al 3% del suo prodotto interno lordo entro il 2029, secondo Stubb.","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/OZBNMKSKDRA3ZJFPFREOQ6WI3I-scaled.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Finlandia, mine-antiuomo, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-02 07:56:29","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/europe/2025/04/01/with-nod-to-neighbor-russia-finland-to-quit-global-landmines-ban/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16198-finlandia-nato-mine-antiuomo-20250401.mp4","galleria":""}
{"id":16175,"titolo":"Leva e riserva operativa: l’Italia e l'Europa corrono ai ripari","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’equilibrio della sicurezza europea messo alla prova dalla guerra in Ucraina, dalla perdita di influenza globale degli Stati Uniti e dall’ascesa geopolitica del blocco BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), sempre più Paesi stanno valutando il ritorno alla <strong>coscrizione obbligatoria</strong>, in alcuni casi anche estendendola alle donne.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Presidente della Lettonia <strong>Edgars Rinkevics</strong>, in un’intervista al <em>Financial Times</em>, ha ribadito la necessità di discutere seriamente il ritorno al servizio militare obbligatorio e il ripristino di livelli di spesa analoghi a quelli dell’epoca della Guerra Fredda. Una linea che riflette il timore di un’Europa impreparata in un nuovo disordine mondiale in via di consolidamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A confermare l’allarme, il dato record della <strong>spesa militare globale</strong>: nel 2022 ha raggiunto i <strong>2.240 miliardi di dollari</strong>, il livello più alto dal 1949, con un aumento del <strong>3,7%</strong> rispetto all’anno precedente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dopo-il-disarmo-del-dopoguerra-un-nuovo-bisogno-di-massa-critica\">Dopo il disarmo del dopoguerra, un nuovo bisogno di massa critica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalla fine della Guerra Fredda, molti Stati europei hanno ridotto drasticamente le proprie forze armate. Paesi come <strong>Francia, Germania e Italia</strong> hanno sospeso la leva obbligatoria, riducendo l’organico anche del <strong>38%</strong>. Solo alcune nazioni – tra cui <strong>Finlandia, Grecia, Norvegia e Svizzera</strong> – hanno mantenuto il servizio militare attivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, però, lo scenario è radicalmente cambiato. “Il punto non è necessariamente combattere i russi, ma dimostrare una presenza sufficiente a <strong>dissuadere</strong> qualsiasi aggressione”, ha dichiarato<a href=\"https://www.bruegel.org/analysis/defending-europe-without-us-first-estimates-what-needed\"> Alexandr Burilkov</a>, ricercatore alla Leuphana University di Lüneburg. Secondo Burilkov, il rafforzamento collettivo delle capacità militari europee non è un lusso, ma una necessità “accessibile se fatto insieme, specie se si considerano le conseguenze di una mancata preparazione”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16181,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-01-111250-1.png\" alt=\"Leva e riserve: l’Italia e l'Europa corrono ai ripari - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16181\" style=\"width:840px;height:auto\" title=\"Screenshot 2025 04 01 111250\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">                              <strong>Personale Militare di alcune Nazioni Europee dal 2014 al 2022</strong></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-pressioni-dal-fronte-interno-servono-piu-uomini\">Le pressioni dal fronte interno: “Servono più uomini”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il grido d’allarme non arriva solo dagli analisti. Sono le stesse <strong>Forze Armate italiane</strong>, oggi sotto pressione crescente, a chiedere con urgenza un <strong>potenziamento dell’organico</strong>.<br>L’ultimo in ordine di tempo è stato l’<strong>ammiraglio Enrico Credentino</strong>, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, che in un’intervista a <em>la Repubblica</em> ha dichiarato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Le risorse della Marina sono sufficienti… ma per un periodo limitato. Questo sforzo può durare tre-quattro anni, non oltre.”<br>Ha poi chiesto un aumento del personale da <strong>30.000 a 39.000 unità</strong>, sostenendo di avere il supporto del Ministro della Difesa <strong>Guido Crosetto</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche il <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, </strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/la-visione-del-capo-di-stato-maggiore-dellesercito/\">Carmine Masiello</a>, ha sottolineato in audizione parlamentare la necessità di portare l’organico a <strong>tra 133.000 e 138.000 unità</strong>, ben oltre l’attuale obiettivo di <strong>93.100 entro il 2033</strong>, evidenziando come i numeri previsti dalla normativa vigente siano <strong>inadeguati</strong> per affrontare conflitti ad alta intensità e alimentare le missioni NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ministro <strong>Crosetto</strong>, inoltre, ha rilanciato l’idea di una <strong>Riserva Operativa</strong> capace di far fronte a conflitti prolungati:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Occorre saper difendere lo Stato in ogni momento, da ogni minaccia e per tutto il tempo necessario.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche l’ex Capo di Stato Maggiore della Difesa, l’ammiraglio <strong>Giuseppe Cavo Dragone</strong>, oggi presidente del Comitato militare della NATO, ha affermato con forza:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>“Siamo assolutamente sottodimensionati. Anche con 170.000 uomini saremmo <strong>al limite della sopravvivenza</strong>.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16183,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/leva-EI-1024x484.png\" alt=\"Leva e riserve: l’Italia e l'Europa corrono ai ripari - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16183\" title=\"Leva ei\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-conscrizione-torna-sul-tavolo-in-europa\">La conscrizione torna sul tavolo in Europa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante le rassicurazioni di <strong>Vladimir Putin</strong> – che a marzo ha definito \"una totale assurdità\" l’idea di un’invasione dell’Europa – diversi Paesi europei stanno correndo ai ripari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>In <strong>Germania</strong>, il ministro della Difesa <strong>Boris Pistorius</strong> ha chiesto entro aprile 2024 un piano per il ritorno alla <strong>Wehrpflicht</strong>, la leva obbligatoria, abolita nel 2011.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>In <strong>Danimarca</strong>, dove la coscrizione è già in vigore, dal 2026 sarà estesa anche alle donne e durerà <strong>11 mesi</strong> per entrambi i sessi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>In <strong>Repubblica Ceca</strong>, si discute la reintroduzione del servizio militare o di forme alternative di reclutamento.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>La <strong>Francia</strong> punta invece sui riservisti: l’obiettivo è raggiungere <strong>100.000 riservisti</strong> entro il 2024.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Completano il quadro i Paesi dove la coscrizione è già attiva: <strong>Svizzera, Norvegia, Finlandia, Danimarca, Lituania, Lettonia, Austria, Cipro e Grecia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16184,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/8994bf20-2fff-488a-bd7c-d8c0f1df9301-1024x693.jpg\" alt=\"Leva e riserve: l’Italia e l'Europa corrono ai ripari - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16184\" title=\"8994bf20 2fff 488a bd7c d8c0f1df9301\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong>Ministri della Difesa EU</strong></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-ostacolo-culturale-pochi-disposti-a-combattere\">L’ostacolo culturale: pochi disposti a combattere</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei nodi più critici è il consenso pubblico. Secondo un sondaggio <strong>Gallup</strong>, solo il <strong>32% dei cittadini UE</strong> sarebbe disposto a combattere in caso di guerra. In Italia, la percentuale scende al <strong>14%</strong>, mentre è del <strong>23% in Germania</strong> e del <strong>29% in Spagna</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come sottolinea la ricercatrice <strong>Linda Slapakova</strong> di RAND Europe, il ritorno alla leva non può prescindere da un <strong>investimento massiccio in infrastrutture</strong>, sistemi di selezione e addestramento, e da una riflessione sul ruolo delle forze armate nella società moderna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16190,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/04/4e579f4f-3bb2-421b-ab45-89af86323ee9.png\" alt=\"Leva e riserva operativa: l’Italia e l'Europa corrono ai ripari - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16190\" style=\"width:840px;height:auto\" title=\"Servizio militare 620116.large 768x576\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-in-conclusione\">In conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con una Russia sempre più aggressiva, una NATO che chiede di più all’Europa e un’America forse meno coinvolta, il futuro della difesa europea potrebbe passare anche dal ritorno alla <strong>coscrizione obbligatoria</strong>, insieme a un <strong>rafforzamento complessivo del modello militare</strong>.<br>Non si tratta solo di numeri: serve <strong>resilienza, capacità di rigenerazione e adattamento</strong>, e una cultura della difesa che coinvolga cittadini, istituzioni e imprese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/04/leva-okjj.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"coscrizione, difesa, europa, leva","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-04-01 13:34:56","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.bruegel.org/analysis/defending-europe-without-us-first-estimates-what-needed","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16175-leva-e-riserva-operativa-litalia-e-leuropa-corrono-ai-ripari.mp4","galleria":""}
{"id":16158,"titolo":"Un francobollo per il 185° RRAO “FOLGORE”: celebrazione dell’eccellenza militare italiana","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 3 aprile 2025 il Ministero delle Imprese e del Made in Italy emette un francobollo celebrativo dedicato al <strong>185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi “FOLGORE”</strong>, noto come <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\">185° RRAO</a>, unità dell’Esercito Italiano appartenente alle Forze Speciali, specializzata in operazioni di ricognizione avanzata e acquisizione obiettivi in ambienti ad alta criticità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-caratteristiche-del-francobollo\">Caratteristiche del francobollo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il francobollo – disegnato dal bozzettista <strong>Fabio Abbati</strong> – raffigura un operatore del 185° RRAO mentre impiega uno strumento per la raccolta di immagini e dati di localizzazione dell’obiettivo. In alto a destra spicca il <strong>brevetto di acquisitore obiettivi</strong>, contornato in basso dal <strong>tricolore italiano</strong> e dal <strong>motto del Reggimento</strong>: <em>“Videre nec videri”</em> – <em>“Vedere senza essere visti”</em>, perfetta sintesi della missione operativa dell’unità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Completano il francobollo la legenda:<br><strong>«185° RRAO REGGIMENTO PARACADUTISTI RICOGNIZIONE ACQUISIZIONE OBIETTIVI “FOLGORE”»</strong>,<br>la scritta <strong>“ITALIA”</strong> e l’indicazione tariffaria <strong>“B”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16161,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/9d591bd1e36de7977f9570685555a87a.jpg\" alt=\"Un francobollo per il 185° RRAO “FOLGORE”: celebrazione dell’eccellenza militare italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16161\" style=\"width:840px;height:auto\" title=\"9d591bd1e36de7977f9570685555a87a\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dati-tecnici\">Dati tecnici</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Tiratura</strong>: 200.025 esemplari</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Stampa</strong>: Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in <strong>rotocalcografia</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Colori</strong>: cinque</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Carta</strong>: bianca, patinata neutra, autoadesiva, con imbiancante ottico (90 g/mq)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Supporto</strong>: carta Kraft mono-siliconata da 80 g/mq</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Adesivo</strong>: acrilico ad acqua, 20 g/mq (secco)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Formato carta/stampa</strong>: 30 x 40 mm</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Formato tracciatura</strong>: 37 x 46 mm</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Dentellatura</strong>: 11 (fustellatura)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-contesto-tra-filatelia-e-memoria\">Il contesto: tra filatelia e memoria</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I valori postali si dividono in due grandi categorie: <strong>francobolli ordinari</strong> e <strong>francobolli commemorativi</strong>. Ogni emissione ha un suo corso di validità, ma nei periodi di transizione politica o amministrativa può accadere che vengano utilizzati francobolli formalmente “fuori corso”. Questi, pur non essendo validi per l’affrancatura ufficiale, sono particolarmente ricercati dai collezionisti, poiché rappresentano testimonianze di passaggi storici e amministrativi: proprio per questa loro “irregolarità formale” possono raggiungere alte quotazioni sul mercato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I francobolli <strong>commemorativi o celebrativi</strong>, come quello dedicato al 185° RRAO, sono invece pensati per onorare persone, istituzioni o eventi di rilievo nazionale, in ambito culturale, politico, artistico o sociale. Per tradizione, non ritraggono persone viventi, a eccezione dei <strong>Papi</strong> o dei <strong>Capi di Stato</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16163,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/R-768x1024.gif\" alt=\"Un francobollo per il 185° RRAO “FOLGORE”: celebrazione dell’eccellenza militare italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16163\" title=\"R\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ruolo-dell-istituto-poligrafico-e-zecca-dello-stato\">Il ruolo dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo la decisione ministeriale, il processo di realizzazione del francobollo passa nelle mani dell’<strong>Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS)</strong>, che sviluppa una serie di bozzetti sottoposti alla <strong>Commissione per lo studio e l’elaborazione delle carte-valori postali</strong>. Quest’organo fornisce il parere sulla grafica, mentre le specifiche tecniche – come valore, formato, dentellatura e numero di francobolli per foglio – sono stabilite da un successivo decreto ministeriale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’IPZS realizza l’intera progettazione, sia digitale sia manuale, inclusa l’incisione a bulino per la stampa, garantendo standard qualitativi elevati e continuità con la tradizione della filatelia italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ruolo-di-poste-italiane\">Il ruolo di Poste Italiane</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>diffusione della filatelia</strong> e la <strong>vendita dei prodotti filatelici</strong> sono affidate a <strong>Poste Italiane</strong>, che dispone di numerosi sportelli filatelici su tutto il territorio. Oltre ai francobolli, vengono proposti prodotti collegati come <strong>cartoline, folder, buste primo giorno, tessere filateliche, annulli speciali</strong> e altro ancora.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche in questo settore, l’apporto creativo e organizzativo dell’Azienda è fondamentale: Poste può contare su team di professionisti specializzati nel mondo della filatelia, che ne garantiscono la qualità, la diffusione e il valore culturale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo francobollo dedicato al <strong>185° RRAO “FOLGORE”</strong> si inserisce pienamente in questa tradizione: un piccolo oggetto di carta che diventa <strong>simbolo di storia, orgoglio militare e valore nazionale</strong>, destinato a occupare un posto speciale negli album dei collezionisti e nella memoria collettiva del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/bozza-2jj.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"185 rrao, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-31 14:46:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.mimit.gov.it/it/comunicati-emissioni-francobolli/francobollo-celebrativo-del-185-reggimento-paracadutisti-ricognizione-acquisizione-obiettivi-folgore","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16158-un-francobollo-per-il-185-rrao-folgore-celebrazione-delleccellenza-militare-italiana.mp4","galleria":""}
{"id":16107,"titolo":"Un Tricolore da Record: Paolo Filippini Sfida il Cielo di Ferrara","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Sabato 12 aprile</strong> sarà una data destinata a entrare nella storia del paracadutismo. Presso l’Aeroclub di Ferrara, sede anche della Scuola Paracadutismo Ferrara, andrà in scena un evento spettacolare: il lancio della più grande bandiera mai portata in volo da un paracadutista, ben <strong>3300 metri quadrati di tricolore</strong> italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>A tentare l’impresa sarà <strong>Paolo Filippini</strong>, <strong>tenente colonnello dell’Esercito Italiano in congedo</strong>, già effetivo al <a href=\"http://Centro Addestramento di Paracadutismo\">Centro Addestramento di Paracadutismo</a>, pluricampione del mondo di paracadutismo, che sarà affiancato dal team della scuola di paracadutismo locale per il supporto tecnico e logistico. Il lancio principale sarà preceduto da una discesa simbolica con una bandiera da 1600 mq, già utilizzata in passato da Filippini, per testare le condizioni meteo e passare idealmente il testimone alla nuova, mastodontica versione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16115,\"width\":\"840px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-31-092132-1.jpg\" alt=\"Un Tricolore da Record: Paolo Filippini Sfida il Cielo di Ferrara - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16115\" style=\"width:840px;height:auto\" title=\"Screenshot 2025 03 31 092132\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La bandiera, realizzata con un tessuto tecnico ultraleggero, sarà agganciata a un paracadute tandem appositamente progettato per sostenere <strong>circa 130 kg di peso</strong>, il solo tricolore. Durante il volo, due paracadutisti della scuola effettueranno riprese video per documentare ogni fase dell’evento: dal decollo al dispiegamento in aria, fino alla discesa a terra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16111,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/filippini-ttjj-1.jpg\" alt=\"brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16111\" title=\"Filippini ttjj\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Paolo Filippini, classe 1961, <strong>originario della provincia di Siena</strong>, vive da quattro anni a <strong>Catena di Quarrata</strong>, in provincia di Pistoia, grazie all’amore che l’ha portato a trasferirsi. È una vera leggenda del paracadutismo internazionale. Nel suo palmarès:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>11 volte Campione Italiano individuale</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>7 titoli di Campione del Mondo a squadre</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>2 titoli di Campione del Mondo individuale</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>2 record del mondo individuali</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>4 Medaglie d’oro al valore atletico del CONI</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>2 Croci d’oro al Merito dell’Esercito</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>1 Stella d’oro al Merito sportivo del Consiglio Internazionale dello Sport Militare</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Una carriera straordinaria che ha contribuito a scrivere pagine indelebili dello sport militare e nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il 12 aprile, a Ferrara, l’Italia intera potrà ammirare la sua prossima impresa: <strong>un tricolore immenso, sospeso tra cielo e terra, che diventerà simbolo di coraggio, orgoglio e passione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/ANPdI-Lancio-Bandiera-2018-Cecina.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"anpdi, Filippini, paracadutismo, Tricolore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-31 08:45:26","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16107-un-tricolore-da-record-paolo-filippini-sfida-il-cielo-di-ferrara.mp4","galleria":""}
{"id":16081,"titolo":"Strade Sicure cambia volto: il piano del Generale Portolano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Roma, 30 marzo 2025</strong> – A oltre quindici anni dal suo avvio, l’operazione “Strade Sicure” potrebbe essere prossima a un’evoluzione sostanziale. È quanto emerge dall’audizione del Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, davanti alle Commissioni parlamentari riunite per discutere delle missioni militari italiane per il 2025.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16083,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/IMG-20240917-WA0046-002-1024x799.jpg\" alt=\"Strade Sicure cambia volto: il piano del Generale Portolano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16083\" title=\"Img 20240917 wa0046 002\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Capo di Stato Maggiore della Difesa - Generale Luciano PORTOLANO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-operazione-strade-sicure-nata-in-tempi-straordinari\"><strong>L’operazione Strade Sicure nata in tempi straordinari</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al centro del dibattito, il ruolo delle Forze armate nel presidio del territorio nazionale e la necessità di ripensarne le modalità operative, alla luce dei cambiamenti nel contesto interno e internazionale. L’impiego dei militari in funzione di supporto alla sicurezza interna ha origini lontane, affondando le radici nelle drammatiche stragi mafiose del 1992, quando l’Italia, colpita al cuore da “Cosa Nostra”, avviò l’operazione “Vespri Siciliani”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p> In quel solco si è sviluppata nel 2008 l’operazione “<a href=\"https://brigatafolgore.net/?s=strade+sicure\">Strade Sicure</a>”, pensata per affiancare le Forze dell’ordine nella vigilanza di obiettivi sensibili e nella prevenzione di minacce terroristiche e criminali. Concepita inizialmente come intervento temporaneo, è stata via via prorogata e ampliata, arrivando a coinvolgere oltre 7.500 unità. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ad oggi, l’operazione rappresenta il più massiccio impegno dell’Esercito sul territorio nazionale: 6.000 militari impiegati in “Strade Sicure” e 800 nella parallela “Stazioni Sicure”, prorogati fino al 2027 dalla Legge di bilancio 2025.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16092,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/casme-SS-240302-home-1024x484.png\" alt=\"Strade Sicure cambia volto: il piano del Generale Portolano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16092\" title=\"Casme ss 240302 home\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-nodo-dell-efficacia-piu-qualita-meno-quantita\"><strong>Il nodo dell’efficacia: più qualità, meno quantità</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l’audizione, il generale Portolano ha sollevato un interrogativo cruciale: “Strade Sicure nasce in un momento di emergenza. Ora c’è da chiedersi se l’emergenza continua”. Un punto che invita a riflettere sul carattere strutturale assunto da un’operazione nata per fronteggiare una fase critica e che, oggi, rischia di trasformarsi in una misura permanente, con un impiego costante e gravoso di risorse militari. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Capo di Stato Maggiore ha indicato la necessità di un restyling: meno numeri ma più efficacia, anche attraverso modalità operative più dinamiche. Tra le proposte, il passaggio da una vigilanza fissa di singoli obiettivi a una sorveglianza dinamica di intere aree urbane, potenzialmente in grado di coprire più siti sensibili con pattugliamenti mobili, su indicazione dei prefetti. Il tema dell’impiego dei militari sul territorio si intreccia con la questione più ampia della sostenibilità del modello di Difesa. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ministro Guido Crosetto ha sottolineato che “la coperta dell’organico è corta” e ha annunciato l’esigenza di un ripensamento complessivo: nuovi investimenti, aumento del personale e formazione adeguata. “Oggi i numeri sono tarati su un’altra epoca storica – ha spiegato – ma il mondo è cambiato, e continua a cambiare rapidamente”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":16084,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/SS-Firenze-150605-1-1024x484.jpg\" alt=\"Strade Sicure cambia volto: il piano del Generale Portolano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-16084\" title=\"Ss firenze 150605 1\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-presenza-da-ripensare-nel-nuovo-scenario-globale\"><strong>Una presenza da ripensare nel nuovo scenario globale</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La riflessione sul futuro di “Strade Sicure” arriva in un momento in cui l’Italia è coinvolta in 41 missioni militari, 39 all’estero e 2 sul territorio nazionale. Un impegno complesso, in un contesto globale segnato da tensioni in Ucraina, Medio Oriente, Balcani occidentali e oltre. In questo scenario, la presenza delle Forze armate nelle strade italiane rimane un elemento rassicurante per molti cittadini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p> Tuttavia, proprio la sua longevità solleva dubbi sulla sua natura: è ancora un’operazione straordinaria, oppure è ormai diventata parte integrante della sicurezza ordinaria? Il dibattito è aperto, e il generale Portolano sembra indicare una via di mezzo tra l’abbandono dell’operazione e il suo semplice prolungamento: trasformarla, modernizzarla, renderla più snella e più efficace. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un “restyling”, appunto, che consenta alle Forze armate di continuare a contribuire alla sicurezza nazionale, ma con strumenti più flessibili, meglio calibrati sulle esigenze attuali. Con il Giubileo alle porte e le tensioni internazionali in aumento, la presenza militare sul territorio italiano è destinata a restare una risorsa fondamentale. Ma anche le risorse, prima o poi, vanno ripensate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/paracadutisti-ss.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Esercito Italiano, strade sicure","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-30 23:29:58","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilsole24ore.com/art/cosa-e-strade-sicure-e-perche-capo-stato-maggiore-difesa-propone-restyling-AGB5PamD","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/16081-strade-sicure-cambia-volto-il-piano-del-generale-portolano.mp4","galleria":""}
{"id":15681,"titolo":"Incidente aviolancistico a paracadutista militare","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Orbetello (GR), 27 marzo 2025</strong> – Un paracadutista militare di 37 anni è rimasto ferito nel pomeriggio del 27 marzo durante un’esercitazione all’aviosuperficie della Parrina, nel territorio comunale di Orbetello. L’incidente è avvenuto intorno alle ore 17, al termine di un lancio programmato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Secondo una prima ricostruzione, il militare avrebbe riportato <strong>fratture agli arti inferiori</strong>, verosimilmente a causa dell’impatto con il suolo. Stava partecipando a un’attività addestrativa ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15054,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"80 anni dopo, Rosignano ricorda l'Operazione Herring con il 185º RAO Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/5.-Esploratori-completamente-equipaggiati-pronti-alluscita-e-alla-navigazione-aerea-860x450-1.jpg\" alt=\"Incidente aviolancistico a paracadutista militare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-15054\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Sul posto è intervenuta un’ambulanza della Confraternita di Misericordia, che ha prestato i primi soccorsi e ha trasportato il militare all’ospedale di Grosseto. Successivamente, vista la natura delle lesioni, il paziente è stato trasferito con <strong>eliambulanza</strong> al policlinico <strong>Le Scotte di Siena</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Sono in corso accertamenti per chiarire la dinamica dell’accaduto e verificare il corretto svolgimento delle procedure di sicurezza previste durante l’esercitazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/3.-uscita-lancio-assiale-da-velivolo-c27-1cfff-1536x1023-1.webp","categoria":"Nazionali","tags":"lancio, paracadutista","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-28 16:50:13","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2025/03/27/news/infortunio-sul-lavoro-a-orbetello-37enne-in-ospedale-1.100683116","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/15681-incidente-aviolancistico-a-paracadutista-militare.mp4","galleria":""}
{"id":15032,"titolo":"Non bastano i militari: Masiello chiama all’appello industria e accademia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalla guerra di trincea ai droni ipersonici. Il campo di battaglia del futuro non è più soltanto una previsione, ma una realtà in rapido mutamento che impone risposte immediate e coordinate. È questo il messaggio emerso dal convegno <em>“Uno sguardo verso l’alto nel campo di battaglia del futuro”</em>, organizzato dal <a href=\"https://www.cesi-italia.org\">CeSI - Centro Studi Internazionali</a> presieduto da Andrea Margelletti, in collaborazione con Rheinmetall Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una riflessione a più voci tra rappresentanti delle Forze armate, industria e mondo accademico, tenutasi il 26 marzo, che ha delineato un quadro chiaro: la guerra tecnologica è già cominciata e l’Italia deve attrezzarsi per tempo, se vuole reggere il confronto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-masiello-lo-sguardo-e-verso-l-alto\">Masiello: “Lo sguardo è verso l’alto”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ad aprire i lavori è stato il generale <strong>Carmine Masiello</strong>, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, che ha evidenziato come sia cambiata la postura del soldato moderno: “Fino a qualche anno fa, in Afghanistan, eravamo terrorizzati da ciò che si nascondeva sotto i nostri piedi. Oggi, in Ucraina, lo sguardo è rivolto verso l’alto”. I droni hanno reso lo spazio aereo un ambiente ostile, cambiando radicalmente la percezione del pericolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per Masiello, il ritorno alla guerra di trincea convive con una corsa tecnologica: “Stiamo riaddestrando i soldati a combattere nelle trincee, ma allo stesso tempo lavoriamo per colmare il gap tecnologico con le altre forze armate. Non possiamo più essere solo scarponi e zaino”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il generale ha lanciato un appello all’industria e al mondo accademico per una piena sinergia: “Oggi più che mai serve un sistema Paese. L’Esercito ha avviato un programma di riarmo consistente, ma non possiamo fare tutto da soli. In guerra non ci vanno solo i militari: ci va tutto il Paese”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15033,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/58183556-ukraine-drone-1000x646.webp\" alt=\"Non bastano i militari: Masiello chiama all’appello industria e accademia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-15033\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ercolani-rheinmetall-la-minaccia-viene-dal-cielo\">Ercolani (Rheinmetall): “La minaccia viene dal cielo”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche il settore industriale ha fatto il punto sulle nuove sfide. <strong>Alessandro Ercolani</strong>, CEO di Rheinmetall Italia, ha sottolineato la nascita di nuovi player nel panorama internazionale, capaci di innovare a velocità impensabili per l’industria tradizionale. “Non sono solo Palantir e Leonardo. Stiamo mappando startup come White Stork, fondata dall’ex CEO di Google Eric Schmidt, e Helsing, che vale già 5 miliardi”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ercolani ha ribadito l’urgenza di adeguare la produzione: “Producevamo 500 mila proiettili da 155 mm l’anno. Ora ne servono 5 milioni, ma la domanda è ancora superiore. La Russia può lanciare 10.000 droni al giorno. Nessuna industria occidentale è pronta per questi numeri”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Particolare attenzione è stata posta proprio sul tema droni, con nuove minacce inedite: “Oggi esistono droni filo-comandati, mai visti prima. La Cina sviluppa droni che imitano il volo degli uccelli, in grado di ingannare i nostri sensori”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15035,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/071652015-9469e1e9-2239-4985-bc39-4e5ff7b6efdd-1000x525.jpeg\" alt=\"Non bastano i militari: Masiello chiama all’appello industria e accademia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-15035\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cossiga-mbda-l-europa-non-puo-permettersi-lentezze\">Cossiga (MBDA): “L’Europa non può permettersi lentezze”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche <strong>Giuseppe Cossiga</strong>, direttore delle relazioni istituzionali di MBDA Italia e presidente di AIAD, ha puntato il dito contro la lentezza del sistema europeo. “Stiamo muovendoci troppo piano. In Francia si parla apertamente di economia di guerra. In Italia no, ma la situazione è la stessa. Servono ingegneri, servono investimenti, serve una nuova cultura della difesa”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Cossiga ha anche ricordato i rischi dell’attuale scenario: “Una batteria progettata per contrastare minacce ipersoniche può essere messa fuori uso da uno sciame di piccoli droni. Dobbiamo cambiare il paradigma”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15041,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/Imagoeconomica-372650-1-1000x678.jpg\" alt=\"Non bastano i militari: Masiello chiama all’appello industria e accademia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-15041\" style=\"width:1300px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">                             </figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tomassetti-serve-una-visione-a-lungo-termine\">Tomassetti: “Serve una visione a lungo termine”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>L’ammiraglio Marco Tomassetti</strong>, Capo del III Reparto Politica Industriale del Segretariato Generale della Difesa, ha insistito sulla necessità di anticipare le minacce. “È facile dire oggi che i droni sono una minaccia. Ma la difesa si costruisce in tempo di pace. Occorre una pianificazione industriale fondata su requisiti chiari”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tomassetti ha anche difeso il principio della <strong>sovranità tecnologica</strong>, basata su tre pilastri: <em>libertà d’uso</em>, <em>libertà di modifica</em> e <em>libertà di esportazione</em>. E ha criticato la frammentazione del sistema industriale europeo: “La cooperazione è fondamentale, ma deve partire da basi comuni. Altrimenti resta solo sulla carta”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-pisciotta-serve-una-pianificazione-integrata\">Pisciotta: “Serve una pianificazione integrata”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal lato della pianificazione militare, il generale <strong>Bruno Pisciotta</strong>, Capo del Reparto Pianificazione Generale dello Stato Maggiore della Difesa, ha annunciato l’imminente pubblicazione della nuova pianificazione strategica: “Daremo all’industria requisiti quantitativi e qualitativi. Serve sapere cosa ci serve, e con quale tempistica. Solo così potremo avere un vero ramp up industriale”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Pisciotta, il campo di battaglia futuro richiederà capacità di operare non solo in superficie, ma anche sottoterra. “È ora di fornire all’industria le linee guida per costruire i sistemi di domani”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15037,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/89a248233-83913302-1000x667.jpeg\" alt=\"Non bastano i militari: Masiello chiama all’appello industria e accademia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-15037\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-margelletti-non-c-e-piu-tempo\">Margelletti: “Non c’è più tempo”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A chiudere i lavori, <strong>Andrea Margelletti</strong>, presidente del CeSI e consigliere del ministro della Difesa, ha lanciato un monito chiaro: “Non abbiamo più tempo. L’industria non deve aspettare che piova per iniziare a costruire ombrelli. I soldi ci sono, le minacce pure. Ora serve visione e coraggio”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Margelletti ha ricordato che i conflitti del passato recente avevano una logica, ma oggi lo scenario è mutato: “La guerra pesante è tornata. Non possiamo più tergiversare”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/generale-masiello.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"difesa, Industria","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-27 16:38:38","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://formiche.net/2025/03/droni-ipersonici-guerra-elettronica-il-nuovo-volto-del-campo-di-battaglia/#content","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/15032-non-bastano-i-militari-masiello-chiama-allappello-industria-e-accademia.mp4","galleria":""}
{"id":4736,"titolo":"Nel Cuore della Tempesta: il Mondo visto dall’Intelligence USA","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <a href=\"https://www.dni.gov/index.php/newsroom/reports-publications/reports-publications-2025/4058-2025-annual-threat-assessment\"><em>Rapporto annuale 2025 dei Servizi d’Intelligence statunitensi</em> </a>delinea un mondo sempre più complesso e pericoloso, in cui le minacce si moltiplicano e si intrecciano. Dalla criminalità organizzata al terrorismo, dalle guerre tradizionali alle nuove sfide tecnologiche, gli Stati Uniti si trovano a fronteggiare un ambiente globale dove ogni crisi può diventare miccia per un’escalation più ampia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-nemico-invisibile-cartelli-cybercriminali-e-jihadisti\">Il nemico invisibile: cartelli, cybercriminali e jihadisti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli Stati Uniti, la prima linea di difesa si gioca ormai dentro i confini. I cartelli della droga, in particolare quelli messicani, continuano a inondare il paese di fentanyl, responsabile di oltre 52.000 morti in un solo anno. Il cyberspazio è diventato un nuovo campo di battaglia: ospedali, centrali idriche e infrastrutture critiche vengono colpite da attacchi informatici sempre più sofisticati. Intanto, gruppi terroristici come l’ISIS e al-Qa‘ida, pur ridimensionati, non hanno rinunciato a colpire, ispirando singoli attentatori o pianificando attacchi in Occidente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15025,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Nel Cuore della Tempesta: il Mondo visto dall’Intelligence USA - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/html-css-collage-concept-1000x667.jpg\" alt=\"Nel Cuore della Tempesta: il Mondo visto dall’Intelligence USA - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-15025\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-sfida-globale-la-cina-gioca-da-super-p-otenza\"><strong>La sfida globale: la Cina gioca da super</strong>p<strong>otenza</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra tutti gli avversari, la Cina è il rivale sistemico più pericoloso. Xi Jinping punta al primato mondiale entro il 2049 e usa ogni strumento disponibile: forza militare, dominio tecnologico, controllo delle materie prime e pressione politica su Taiwan. Le sue capacità informatiche minacciano direttamente le infrastrutture americane, e il legame con Russia e Corea del Nord la rende ancora più influente. Pechino è anche il principale fornitore dei precursori chimici del fentanyl, che poi vengono trasformati in droga dai cartelli messicani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-russia-non-molla-resiliente-pericolosa-e-vendicativa\">La Russia non molla: resiliente, pericolosa e vendicativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante il conflitto in Ucraina, la Russia si è dimostrata adattabile. Ha stretto alleanze strategiche con Cina, Iran e Corea del Nord, ha rilanciato la sua industria bellica e mantiene una forza nucleare temibile. Il Cremlino continua a usare cyberattacchi, propaganda e operazioni segrete per seminare divisioni nelle democrazie occidentali. La sua capacità di “disturbare” l’ordine globale rimane intatta, e la guerra in Ucraina le ha fornito esperienze militari che condivide con i suoi alleati per rafforzare le capacità comuni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15026,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Nel Cuore della Tempesta: il Mondo visto dall’Intelligence USA - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/cina.jpg\" alt=\"Nel Cuore della Tempesta: il Mondo visto dall’Intelligence USA - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-15026\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-iran-e-corea-del-nord-gli-attori-imprevedibili\">Iran e Corea del Nord: gli attori imprevedibili</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Iran alimenta la tensione in Medio Oriente armando gruppi come Hezbollah e Hamas e sostenendo attacchi contro Israele e forze USA. Anche se non ha ancora riavviato un programma nucleare, le pressioni interne e regionali potrebbero spingerlo in quella direzione.<br>La Corea del Nord, invece, prosegue senza freni nello sviluppo di armi nucleari e missili balistici. Ha stretto un’alleanza difensiva con la Russia, inviando armi a Mosca in cambio di tecnologia e supporto. Intanto, Pyongyang finanzia i propri programmi con furti informatici su scala globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-asse-delle-potenze-ostili\">L’asse delle potenze ostili</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quel che preoccupa maggiormente l’intelligence americana è la crescente collaborazione tra queste potenze ostili. Cina, Russia, Iran e Corea del Nord – pur diverse per obiettivi e interessi – si stanno rafforzando a vicenda. Si scambiano armi, tecnologie, intelligence e sostegno diplomatico. Questo “asse informale” rende ogni crisi potenzialmente globale: uno scontro con uno di loro potrebbe rapidamente coinvolgere anche gli altri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15027,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Nel Cuore della Tempesta: il Mondo visto dall’Intelligence USA - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/AP-17128294661284-640x400-1.jpg\" alt=\"Nel Cuore della Tempesta: il Mondo visto dall’Intelligence USA - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-15027\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-minaccia-che-non-conosce-confini\">Una minaccia che non conosce confini</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il mondo descritto nel rapporto è un luogo in cui guerra, tecnologia, criminalità e propaganda si fondono in un’unica, fluida minaccia. I confini tra pace e conflitto, tra civili e combattenti, tra verità e disinformazione sono sempre più sfumati. Per gli Stati Uniti, non si tratta più solo di difendersi: è in gioco la capacità stessa di guidare l’ordine globale nel caos del XXI secolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/OOO-JJ.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"intelligence, minaccia, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-26 17:32:38","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4736-nel-cuore-della-tempesta-il-mondo-visto-dallintelligence-usa.mp4","galleria":"4737 | 4738 | 4739 | 4740"}
{"id":4727,"titolo":"La Danimarca aderisce al consorzio europeo per aerocisterne","contenuto_html":"<p>PARIGI — La Danimarca ha annunciato piani per unirsi a un consorzio europeo di aerei cisterna per il rifornimento in volo, includendo l'eventuale acquisto di due aerei Airbus A330 MRTT. Si stima che la partecipazione danese a questa capacità congiunta costerà circa 7,4 miliardi di corone danesi (1,1 miliardi di dollari) nel periodo 2025-2033.</p>\n<p>Il Capo della Difesa danese, Gen. Michael Hyldgaard, ha raccomandato che la Danimarca diventi partner della flotta multinazionale di trasporto e rifornimento, inizialmente attraverso l'acquisto di ore di volo per il rifornimento aereo, seguito da negoziati per acquistare una quota nel consorzio equivalente a due aerei da rifornimento, ha <u>dichiarato il Ministero della Difesa il 25 marzo</u>.</p>\n<p>Il rifornimento aereo è uno dei diversi fattori critici di difesa in cui l'Europa dipende parzialmente dalle capacità statunitensi, una dipendenza che appare sempre più rischiosa man mano che il governo americano si disimpegna dall'Europa. Le poste in gioco potrebbero essere ancora più alte per la Danimarca, dato che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ripetutamente minacciato di annettere la Groenlandia, un territorio autonomo danese.</p>\n<p>L'aeronautica danese opera con jet da combattimento F-16 e F-35.</p>\n<p>La capacità dei tanker rafforzerà la difesa aerea della Danimarca e \"aumenterà il potere combattivo della difesa danese, inclusi i nostri bisogni operativi nazionali,\" ha detto il Ministro della Difesa danese, Troels Lund Poulsen. \"Ad esempio, la capacità di rifornimento aereo crea le premesse per operazioni con aerei da combattimento nell'Artico e nell'Atlantico del Nord.\"</p>\n<p>Il governo danese ha concordato a febbraio di allocare un <u>ulteriore 50 miliardi di corone</u> alla difesa nei prossimi due anni, aumentando la spesa per la difesa a più del 3% del PIL nel 2025 e 2026.</p>\n<p>La flotta di tanker multinazionale è composta da nove aerei MRTT, di proprietà e gestiti dalla NATO, che raggruppa le risorse di Paesi Bassi, Lussemburgo, Germania, Norvegia, Belgio e Cecchia. I sei paesi europei hanno ordinato un ulteriore tanker per la consegna nel 2026.</p>\n<p>Poulsen ha detto che \"c'è un buon potenziale per la cooperazione nordica in questo campo\" del rifornimento aereo.</p>\n<p>La flotta è operata da Eindhoven nei Paesi Bassi, con aerei anche stazionati a Colonia, in Germania, entrambi a circa 460 chilometri a sud-ovest del confine danese. La flotta congiunta di tanker è stata proposta per la prima volta nel 2012, e avviata dall'Agenzia Europea per la Difesa per affrontare quello che la NATO definisce una \"carenza di lunga data\" nella capacità europea di rifornimento aereo.</p>\n<p>L'Airbus A330 MRTT è un aereo multiruolo che, oltre a trasportare 110 tonnellate metriche di cherosene, può anche essere utilizzato per trasportare passeggeri o merci, con una capacità di carico di 45 tonnellate. L'aereo può utilizzare un braccio per rifornire aerei inclusi F-16 e F-35, e un sistema di sonda e drogue per Eurofighter, Tornado, F-18, Gripen e Rafale.</p>\n<p>La Germania è il maggiore utilizzatore della flotta congiunta di tanker in termini di ore di volo, davanti a Belgio e Paesi Bassi. La flotta è iniziata con Paesi Bassi e Lussemburgo che hanno acquistato congiuntamente due A330 MRTTs nel 2016, con cinque ulteriori aerei ordinati nel 2017 dopo l'adesione di Germania e Norvegia al progetto, con ulteriori tanker ordinati negli anni successivi dopo l'ingresso di Belgio e Cecchia.</p>\n<p>Oltre al pool di sei nazioni, gli altri operatori di A330 MRTT in Europa sono la Francia con una flotta di 12 aerei e altri tre in ordine, e il Regno Unito con 14 tanker, secondo i dati Airbus alla fine di febbraio.</p>\n<p>Il capo della difesa danese propone inoltre di investire circa 4,7 miliardi di corone nel periodo 2025-2033 per accelerare la costruzione della 1ª Brigata dell'Esercito in una brigata pesante di tre-cinque anni, con la costruzione di due compagnie di fanteria, una sezione di droni tattici, una compagnia di ingegneria meccanica e camion fuoristrada.</p>\nLa Danimarca ha annunciato l'istituzione di un reparto di difesa aerea presso l'impianto militare Flyvestation Skalstrup, in previsione dell'acquisizione di sistemi di difesa aerea terrestri, secondo una <u>dichiarazione separata</u> di mercoledì. Il paese ha ufficialmente dismesso le unità di difesa aerea che operavano i sistemi missilistici Hawk in quella sede nel 2005.\n\nIl governo ha dichiarato che cercherà una soluzione di difesa aerea provvisoria che possa essere consegnata già quest'anno o l'anno prossimo, e sceglierà il sistema per una soluzione permanente quest'anno, con l'obiettivo di finalizzare il contratto entro la fine del 2025.\n\nAll'inizio di questo mese, la Danimarca ha inserito nella lista ristretta il sistema franco-italiano SAMP/T e il sistema statunitense Patriot per coprire il segmento alto dello spettro delle minacce nel suo <u>piano di acquisto</u> di sistemi di difesa aerea, mentre il sistema VL MICA di MBDA, il NASAMS di Kongsberg, l'IRIS-T SLM di Diehl Defence e l'IFPC statunitense sono in competizione per il segmento inferiore.","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/TRKWYVVWJVCF5HF66BIFKRFTYY-scaled-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"danimarca, difesa, rifornimento aereo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-26 16:48:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/europe/2025/03/26/denmark-signals-plan-to-join-european-air-refueling-pool-buy-tankers/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4727-la-danimarca-aderisce-al-consorzio-europeo-per-aerocisterne.mp4","galleria":""}
{"id":4731,"titolo":"UE: Preparatevi a 72 ore di emergenza. Sullo sfondo, l’ombra di Mosca","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Scorte alimentari, acqua, farmaci e batterie per almeno 72 ore. L’Unione europea si prepara a chiedere ufficialmente ai cittadini dei Paesi membri di organizzarsi per sopravvivere autonomamente ai primi tre giorni in caso di emergenza. La misura – che a una prima lettura può sembrare eccessiva – si inserisce in un contesto molto più ampio e preoccupante: <strong>le recenti analisi di intelligence secondo cui la Russia potrebbe lanciare un attacco militare contro l’Europa entro i prossimi cinque o dieci anni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>A riportarlo è <em><a href=\"https://elpais.com/internacional/2025-03-26/agua-comida-y-medicinas-que-incluir-en-un-kit-de-emergencia-como-el-que-recomienda-la-ue.html\">El País</a></em>, che ha visionato in anteprima la bozza della <em>Strategia di Preparazione dell’Unione</em>, presentata oggi dalla Commissione europea. Un documento che, senza mezzi termini, invita gli Stati membri a predisporre piani concreti per rafforzare la resilienza civile e a coinvolgere direttamente la popolazione nella logica della prevenzione e dell’autodifesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>“La preparazione e la resilienza dell’Europa di fronte alla violenza armata potrebbero essere messe alla prova in futuro”, si legge nella bozza.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15013,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"UE: Preparatevi a 72 ore di emergenza. Sullo sfondo, l’ombra di Mosca - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/photorealistic-kid-refugee-camp-cc-1000x398.jpg\" alt=\"UE: Preparatevi a 72 ore di emergenza. Sullo sfondo, l’ombra di Mosca - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-15013\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-uno-scenario-sempre-meno-ipotetico\">Uno scenario sempre meno ipotetico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La nuova strategia arriva mentre crescono i timori su una possibile escalation da parte di Mosca. Le agenzie di sicurezza di diversi Paesi membri, compresa la Germania, hanno cominciato a delineare <strong>scenari di conflitto realistici</strong>, sottolineando come la Russia, nonostante l’impegno in Ucraina, stia potenziando la propria capacità militare anche sul fronte europeo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Bruxelles risponde con un pacchetto di <strong>30 misure strategiche</strong>, tra cui la creazione di scorte comuni europee (cibo, energia, medicinali), simulazioni interstatali di emergenza, formazione della popolazione civile e una<strong> piattaforma digitale per allarmi e indicazioni pratiche</strong> in tempo reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Ma il passaggio più delicato è quello relativo all’uso di <strong>risorse militari congiunte</strong> tra Stati membri: una possibilità prevista dai Trattati europei ma che, in questo contesto, assume un significato tutt’altro che teorico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":15015,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"UE: Preparatevi a 72 ore di emergenza. Sullo sfondo, l’ombra di Mosca - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/demographic-census-concept-representation-1.jpg\" alt=\"UE: Preparatevi a 72 ore di emergenza. Sullo sfondo, l’ombra di Mosca - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-15015\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cambiare-mentalita-per-affrontare-lo-stao-di-emergenza\">Cambiare mentalità per affrontare lo stao di emergenza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La Commissione europea parla chiaramente di “cambiamento di mentalità”: <strong>dall’idea di un’Europa immune dalla guerra, a una società pronta a reagire a crisi violente, improvvise e interconnesse</strong>. Per questo, oltre alla risposta militare, si insiste sulla preparazione civile all'emergenza: ogni cittadino europeo deve essere in grado di resistere per almeno tre giorni in assenza di servizi essenziali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nei prossimi mesi, un’altra strategia integrativa si concentrerà sulla protezione delle infrastrutture critiche e sulla lotta alle minacce ibride, come attacchi informatici e campagne di disinformazione. Anche questi, secondo la Commissione, <strong>strumenti già attivi nell’arsenale geopolitico russo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-europa-e-la-prova-della-storia\">L’Europa e la prova della storia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La nuova linea strategica è chiara: <strong>non si tratta di allarmismo, ma di realismo</strong>. Il conflitto in Ucraina ha mostrato che la guerra può tornare a bussare alle porte dell’Europa. E se il Cremlino decidesse di estendere la sua pressione oltre i confini attuali, l’Ue vuole farsi trovare pronta. Almeno per 72 ore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/freepik__a-collection-of-various-objects-organized-by-color__53350.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"attacco russo, emergenza, resilienza, Unione Europea","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-26 16:16:43","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://elpais.com/internacional/2025-03-26/agua-comida-y-medicinas-que-incluir-en-un-kit-de-emergencia-como-el-que-recomienda-la-ue.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4731-ue-preparatevi-a-72-ore-di-emergenza-sullo-sfondo-lombra-di-mosca.mp4","galleria":""}
{"id":4729,"titolo":"Airbus presenta il drone Europeo dotato di missili per la difesa aerea","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Airbus ha svelato il nuovo drone europeo</strong>, basato su un <strong>piccolo aereo senza pilota</strong> utilizzato per l’addestramento <strong>oltre 20 anni fa</strong>. <strong>LOAD</strong> (<em>Low-Cost Air Defence</em>) è il nuovo <strong>\"drone anti-drone\"</strong> progettato per affrontare una delle <strong>sfide chiave della difesa aerea moderna</strong>: <strong>ridurre i costi dell’intercettazione</strong> di <strong>droni a basso prezzo</strong> con <strong>sistemi tradizionali ad alto costo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il design del drone è stato annunciato il 26 marzo durante una fiera dedicata ai sistemi senza pilota a Bonn, in Germania. Il progetto si basa sul <strong>Do-DT25</strong>, una piattaforma sviluppata nei primi anni 2000 e utilizzata come <strong>bersaglio aereo per esercitazioni di tiro</strong>. Proprio per questo motivo, era stato progettato per essere \"<strong>economico e sacrificabile</strong>\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-riutilizzabile-e-armato-con-missili-guidati\">Riutilizzabile e armato con missili guidati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il nuovo <strong>drone militare UAV anti-drone</strong> sviluppato da <strong>Airbus</strong> potrà trasportare <strong>fino a tre missili guidati</strong>, con un <strong>raggio operativo di 100 km</strong>. Il lancio avverrà tramite <strong>catapulta</strong>, e al termine della missione il velivolo rientrerà alla base <strong>atterrando con paracadute</strong>, pronto per una nuova operazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Un <strong>prototipo con due missili</strong> dovrebbe volare <strong>entro la fine dell’anno</strong>, mentre la versione definitiva è prevista <strong>per il 2027</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Sebbene non siano stati forniti dettagli tecnici specifici per LOAD, il <strong>Do-DT25</strong> su cui si basa ha una <strong>lunghezza di 3,1 metri</strong>, un’<strong>apertura alare di 2,5 metri</strong>, può raggiungere una <strong>velocità massima di 300 nodi (circa 555 km/h)</strong> e rimanere in volo per circa <strong>un’ora</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-autonomia-assistita-e-capacita-anti-drone\">Autonomia assistita e capacità anti-drone</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Secondo il materiale promozionale di Airbus, LOAD si posizionerà <strong>a metà strada tra una munizione vagante e un drone da combattimento aereo</strong>. Sarà <strong>controllato da una stazione di comando a terra</strong> e sarà in grado di <strong>coordinarsi con altri droni utilizzando dati radar e immagini dello spazio aereo</strong>, per <strong>cercare, rilevare e — previa autorizzazione — ingaggiare autonomamente droni kamikaze nemici</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dubbi-sull-autonomia-ma-progressi-concreti\">Dubbi sull'autonomia, ma progressi concreti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Negli ultimi anni</strong>, diversi esperti hanno espresso <strong>preoccupazioni sull’uso crescente dell’autonomia nei sistemi d’arma</strong>, sollevando dubbi sull’effettiva efficacia delle <strong>garanzie di mantenimento del controllo umano nelle decisioni di attacco</strong>, come dichiarato da <strong>Airbus</strong> nel caso di <strong>LOAD</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Le <strong>capacità autonome</strong> promesse per questo drone sembrano derivare dall’esperienza accumulata con la piattaforma <strong>Do-DT25</strong>. Già nel <strong>marzo 2023</strong>, Airbus aveva dimostrato con successo la <strong>guida e il controllo autonomi</strong> di più droni <strong>DT-25</strong>, gestiti da un <strong>aereo cisterna A310 MRTT</strong>. L’esperimento ha evidenziato progressi significativi nella <strong>navigazione relativa</strong>, nella <strong>comunicazione in volo</strong> e negli <strong>algoritmi di controllo cooperativo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-integrazione-con-eurodrone-e-indipendenza-tecnologica\">Integrazione con Eurodrone e indipendenza tecnologica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Come passo successivo, Airbus prevede di <strong>integrare LOAD con altre piattaforme aeree senza pilota</strong>, come l’<strong>Eurodrone</strong>, rendendolo operativo anche in <strong>aree non coperte dai radar di difesa a terra</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Coerentemente con l’obiettivo europeo di <strong>ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti</strong>, Airbus ha sottolineato che il nuovo drone <strong>non contiene tecnologia statunitense</strong>, risultando <strong>esente dalle regolamentazioni ITAR</strong> (International Traffic in Arms Regulations). Questo consentirà <strong>l’esportazione del sistema senza vincoli imposti da Washington</strong>, lasciando le decisioni <strong>esclusivamente alle nazioni europee utilizzatrici</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/LZ5NOL2KCBF5ZJ47QU7FPY4KAE-scaled-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"autonomia, difesa, Droni","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-26 15:28:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/europe/2025/03/26/airbus-announces-missile-slinging-drone-for-air-defense/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4729-airbus-presenta-il-drone-europeo-dotato-di-missili-per-la-difesa-aerea.mp4","galleria":"4730"}
{"id":4718,"titolo":"Immigrati, svolta UE: l’Albania diventa il modello","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il governo italiano ha annunciato l'intenzione di trasformare gli hotspot per immigrati di Shengjin e Gjader in <strong>Centri di Permanenza per i Rimpatri (CPR)</strong>. Il <strong>Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi</strong>, ha dichiarato: «La trasformazione in Cpr si farà senza perdere l’originaria funzione». Secondo Piantedosi, questa mossa ha già portato a un aumento del 35% dei rimpatri rispetto all'anno precedente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14981,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Immigrati, svolta UE: l’Albania diventa il modello - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/GI_Matteo_Piantedosi-768x512.jpg.webp\" alt=\"Immigrati, svolta UE: l’Albania diventa il modello - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14981\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-von-der-leyen-dalla-solidarieta-ai-confini\">Von der Leyen: dalla solidarietà ai confini</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il nuovo corso europeo in materia di migrazione riflette un cambiamento profondo nella <a href=\"https://home-affairs.ec.europa.eu/news/von-der-leyen-commission-delivers-migration-security-and-borders-2024-03-25_en\">narrativa politica della Commissione Europea</a>, guidata da Ursula von der Leyen. Se nel 2020 la presidente parlava della immigrazione come di un fenomeno che “ha arricchito le nostre società”, oggi il suo messaggio è radicalmente diverso: <strong>“Decidiamo noi chi entra in Europa, non i trafficanti”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Questa frase, pronunciata al Congresso del Partito Popolare Europeo (PPE) a Bucarest, segna il passaggio da un approccio basato sulla <strong>solidarietà tra Stati membri</strong> a una visione <strong>prettamente securitaria e conservatrice</strong>, allineata con le posizioni del presidente del PPE Manfred Weber e di diversi governi di centrodestra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Von der Leyen, ora anche Spitzenkandidatin del PPE per le elezioni europee di giugno, ha fatto sua una linea dura incentrata sul rafforzamento delle <strong>frontiere esterne</strong>, sulla <strong>delocalizzazione delle procedure di asilo</strong> in Paesi terzi “sicuri” e sul contrasto ai trafficanti. Di solidarietà tra Stati membri, nelle sue ultime dichiarazioni, <strong>non c’è più traccia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il manifesto del PPE, che propone un cambiamento radicale della legislazione europea in materia di asilo, prevede esplicitamente che chi richiede protezione internazionale possa essere trasferito in uno Stato terzo, che si occuperà della procedura. Una svolta in linea con il cosiddetto “modello Rwanda” e in netto contrasto con lo spirito originario del Patto europeo su migrazione e asilo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14979,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Immigrati, svolta UE: l’Albania diventa il modello - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/More-effective-migration-management.png\" alt=\"Immigrati, svolta UE: l’Albania diventa il modello - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14979\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dettagli-operativi-e-finanziari-dei-centri-in-albania-per-immigrati\">Dettagli operativi e finanziari dei centri in Albania per immigrati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>I centri albanesi ospiteranno immigrati maschi, maggiorenni e in buona salute, provenienti da Paesi considerati \"sicuri\", per i quali saranno avviate procedure accelerate. Le strutture comprendono un Cpr da 144 posti, un centro per richiedenti asilo da 880 posti e un penitenziario. Il costo previsto è di circa 200 milioni di euro annui per cinque anni, una cifra che il Viminale sostiene essere inferiore rispetto ai costi dell'accoglienza tradizionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14980,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Immigrati, svolta UE: l’Albania diventa il modello - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/00-09.jpg\" alt=\"Immigrati, svolta UE: l’Albania diventa il modello - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14980\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-diminuzione-degli-sbarchi-e-prospettive-future\">Diminuzione degli sbarchi e prospettive future</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>I dati mostrano una diminuzione degli sbarchi: -17% rispetto al 2024 e -58% rispetto al 2023. Il governo attribuisce questo calo all'effetto deterrente del protocollo con l'Albania. Inoltre, con il nuovo corso europeo, l’Italia si candida a essere riferimento e precursore di una gestione “esterna” delle migrazioni, che piace sempre di più a Bruxelles.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/italy_immigration_boat_people-scaled-1.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"Albania, EU, Immigrati, Piantedosi","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-26 11:06:10","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.eunews.it/en/2024/03/07/from-asylum-pact-to-border-pact-von-der-leyens-change-of-narrative-on-migration/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4718-immigrati-svolta-ue-lalbania-diventa-il-modello.mp4","galleria":"14982 | 14983 | 14984"}
{"id":4687,"titolo":"Chat trapelata: alleati USA in allarme","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La chat di gruppo tra alti funzionari statunitensi riguardante un attacco pianificato nello Yemen, nella quale è stato accidentalmente incluso anche un giornalista, è stata giudicata dagli alleati degli Stati Uniti come una <strong>grave violazione della sicurezza</strong>. L’incidente ha sollevato forti preoccupazioni sulla condivisione delle informazioni di intelligence con Washington e sulla sicurezza delle operazioni militari congiunte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La conversazione, avvenuta sull’app di messaggistica <strong>Signal</strong> e relativa agli attacchi contro i ribelli Houthi, è stata definita <strong>“piuttosto scioccante”</strong> da Neil Melvin, esperto di sicurezza presso il Royal United Services Institute “<em>Sembra che alcuni tra i più alti funzionari statunitensi mostrino un completo disprezzo per i normali protocolli di sicurezza”</em> ha commentato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La <strong>Casa Bianca</strong> e il <strong>Pentagono</strong> hanno negato che il Segretario alla Difesa, Pete Hegseth, abbia divulgato informazioni classificate. Tuttavia, oltre alla fuga di notizie, a preoccupare sono anche i <strong>toni sprezzanti verso gli alleati europei</strong> emersi nella conversazione. Il vicepresidente <strong>JD Vance</strong> si è lamentato del continuo “salvare” l’Europa, mentre Hegseth ha definito il comportamento europeo come un esempio di <strong>“parassitismo patetico”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-rapporto-sempre-piu-teso\">Un rapporto sempre più teso</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Queste dichiarazioni rappresentano un ulteriore colpo alla già fragile relazione transatlantica, messa alla prova dall’approccio isolazionista di Donald Trump. L’ex presidente ha irrigidito le politiche migratorie e, in più occasioni, ha mostrato scarso interesse verso le nazioni alleate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Trump ha addirittura manifestato l’intenzione di <strong>acquisire la Groenlandia</strong> e trasformare il Canada nel <strong>51º stato americano</strong>. Il Primo Ministro canadese Mark Carney ha reagito affermando che il suo paese dovrà “assumersi maggiore responsabilità per la propria difesa”. La <strong>frustrazione europea</strong> è tangibile. Nathalie Loiseau, europarlamentare francese, ha commentato ironicamente: “<em>Se fossi Putin, mi sentirei disoccupato. L’amministrazione USA rivela da sola le proprie informazioni.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-fiducia-incrinata\">Fiducia incrinata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il Primo Ministro canadese Carney ha definito la vicenda <em>“una questione molto seria”</em> che richiede risposte rapide e concrete.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>Il Regno Unito, particolarmente esposto</strong>, condivide strettamente le proprie attività di intelligence con Washington all’interno dell’alleanza dei <em>Cinque Occhi</em>. La Royal Air Force ha collaborato agli attacchi agli Houthi, ma il ministro britannico Luke Pollard ha assicurato che il personale non è stato messo a rischio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Ed Davey, leader dei Liberal Democratici britannici, ha invece dichiarato che l’incapacità dell’amministrazione Trump nel proteggere le proprie informazioni <em>“potrebbe presto mettere a rischio anche la nostra intelligence”</em>.<br><em>“Questo potrebbe mettere a rischio vite britanniche”</em> ha detto. Secondo Alex Clarkson del King's College di Londra, <strong>molti dei professionisti esperti che arginavano i danni</strong> nella prima amministrazione Trump ora non ci sono più, lasciando spazio a comportamenti che prima erano contenuti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-america-sempre-piu-distante\">Un’America sempre più distante</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Gli Stati Uniti hanno sostenuto la sicurezza europea fin dalla Seconda Guerra Mondiale, ma le critiche verso la mancanza di investimenti europei nella difesa si sono fatte più forti dalle amministrazioni Obama in poi. Trump, però, ha spinto molto oltre questa frustrazione, proponendo una <strong>revisione totale degli accordi di sicurezza</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Durante la scorsa campagna elettorale, ha dichiarato che la Russia avrebbe dovuto “fare ciò che vuole” contro i paesi NATO che non rispettano gli obiettivi di spesa militare. Per Max Bergmann, ex funzionario del Dipartimento di Stato, <strong>gli USA vedono ormai l’Europa come un avversario</strong>: <em>“È chiaro che sarà quasi impossibile contare sugli Stati Uniti per la difesa della democrazia nel mondo,”</em> ha affermato anche Kevin Casas-Zamora, segretario generale di International IDEA.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Eppure, secondo i leader della NATO, la pressione americana e la guerra in Ucraina hanno avuto un effetto: <strong>la maggior parte dei membri ora investe almeno il 2% del PIL nella difesa</strong>. La possibilità di un secondo mandato Trump e un riavvicinamento a Putin hanno <strong>accelerato i piani di difesa europei</strong>. Regno Unito e Francia guidano ora una “coalizione dei volenterosi” per un possibile cessate il fuoco in Ucraina. Clarkson conclude con una nota di speranza per l’Europa: <em>“Non si dovrebbe sottovalutare la capacità industriale militare europea. Gli americani potrebbero aver risvegliato un gigante addormentato.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/TG4F5L2TTFD7XCE5QNHVSRZAJA-1-scaled-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"NATO, relazioni transatlantici, sicurezza, violazione","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-26 10:19:24","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/news/pentagon-congress/2025/03/25/us-allies-alarmed-by-leaked-group-chat-about-houthi-attack-plans/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4687-chat-trapelata-alleati-usa-in-allarme.mp4","galleria":""}
{"id":4711,"titolo":"La Danimarca si prepara: leva femminile, fondi e brigate","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p><strong>COPENAGHEN</strong> – Dal 1° luglio 2025 anche le giovani donne danesi potranno essere chiamate al servizio militare obbligatorio. Lo ha annunciato il ministro della Difesa <strong>Troels Lund Poulsen</strong>, spiegando che l'obiettivo è duplice: rafforzare le forze armate danesi e anticipare la piena parità tra uomini e donne nelle responsabilità di difesa nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>\"Alla luce dell'attuale situazione politica e di sicurezza, le forze armate hanno bisogno di più personale. Estendere la leva anche alle donne è un passo necessario e simbolicamente importante\", ha dichiarato Poulsen.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14950,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"La Danimarca si prepara: leva femminile, fondi e brigate - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/muuge41-3-2024-artikel-1000x606.jpg\" alt=\"La Danimarca si prepara: leva femminile, fondi e brigate - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14950\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-nuova-leva-al-femminile\">Una nuova leva al femminile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La misura, inizialmente prevista per il 2027, è stata anticipata al 2025. Le ragazze che compiranno 18 anni dopo il 1° luglio 2025 saranno invitate a partecipare alla <strong>Giornata della Difesa 2026</strong>, evento annuale durante il quale i giovani, tramite una <strong>lotteria</strong>, determinano la possibilità di essere effettivamente chiamati a servire, in caso di carenza di volontari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Attualmente, le donne in Danimarca possono già arruolarsi su base volontaria, e nel 2023 costituivano circa un quarto dei nuovi arruolati. Con questa riforma, la Danimarca diventa il terzo Paese europeo a introdurre la <strong>coscrizione femminile</strong>, dopo <strong>Norvegia</strong> (2015) e <strong>Svezia</strong> (2017).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14953,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img title=\"La Danimarca si prepara: leva femminile, fondi e brigate - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-26-091014.jpg\" alt=\"La Danimarca si prepara: leva femminile, fondi e brigate - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14953\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-difesa-potenziata-e-paritaria\">Difesa potenziata e paritaria</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Oltre all’inclusione delle donne, il nuovo <strong>accordo quadro</strong> prevede l’estensione della durata del servizio di leva da <strong>quattro a undici mesi</strong> per entrambi i sessi. La riforma include anche l’investimento in <strong>difese aeree terrestri</strong> e la creazione di una <strong>brigata di fanteria da 6.000 soldati entro il 2028</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>“Non ci stiamo riarmando perché vogliamo la guerra, ma per evitarla”, ha dichiarato la premier <strong>Mette Frederiksen</strong>. “Viviamo in un mondo in cui l’ordine internazionale è messo alla prova.”</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14952,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"La Danimarca si prepara: leva femminile, fondi e brigate - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/uk-traening-artikel-2022-artikel-1000x606.jpg\" alt=\"La Danimarca si prepara: leva femminile, fondi e brigate - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14952\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-minaccia-russa-e-gli-investimenti\">La minaccia russa e gli investimenti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il contesto geopolitico, in particolare la crescente minaccia rappresentata dalla Russia, ha spinto la Danimarca a incrementare in modo significativo le proprie spese militari. A <strong>febbraio</strong>, il governo ha annunciato un ulteriore <strong>aumento di 6,8 miliardi di euro</strong> per la difesa nei prossimi due anni, dopo aver già investito <strong>5,4 miliardi</strong> l’anno precedente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il ministro degli Esteri <strong>Lars Løkke Rasmussen</strong> ha sottolineato che sebbene \"la Russia non rappresenti una minaccia diretta per la Danimarca, non possiamo permetterci di metterci in una posizione vulnerabile”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-impegno-nato-e-per-l-ucraina\">Un impegno NATO e per l’Ucraina</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Membro fondatore della NATO, la Danimarca è tra i più convinti sostenitori dell’Ucraina nella guerra contro la Russia. Copenaghen fornirà anche <strong>caccia F-16</strong> a Kyiv entro l’estate, confermando il proprio ruolo attivo nella sicurezza europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Con il nuovo piano, la Danimarca punta a raggiungere l’obiettivo NATO del <strong>2% del PIL</strong> destinato alla difesa. Nel 2024 il Paese spendeva circa l’1,4%.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14951,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"La Danimarca si prepara: leva femminile, fondi e brigate - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/mu-13-22-eap1-2022-artikel-1000x606.jpg\" alt=\"La Danimarca si prepara: leva femminile, fondi e brigate - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14951\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/DenmarkArmyDrill-2048x1365-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"danimarca, leva obbligatoria, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-26 08:55:29","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4711-la-danimarca-si-prepara-leva-femminile-fondi-e-brigate.mp4","galleria":""}
{"id":4689,"titolo":"Norvegia in allerta, parla il Comandante: \"massima priorità al rafforzamento militare\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>SETERMOEN, Norvegia — Il Maggior Generale <a href=\"https://www.forsvaret.no/en/organisation/organisation-chart/lervik-lars-ENG/Lars%20S%20Lervik%20(English%20version)%202020-08-18%20CV.pdf\">Lars S. Lervik</a> è a capo dell'Esercito norvegese dal 2020, con base a Bardufoss, nel nord della Norvegia. A partire dai primi mesi del 2025, la forza è composta da circa 9.000 persone, tra cui soldati, civili e coscritti, poiché la leva obbligatoria riguarda sia uomini che donne.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14943,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img alt=\"Norvegia in allerta, parla il Comandante: \"massima priorità al rafforzamento militare\" - brigatafolgore.net\" title=\"Norvegia in allerta, parla il Comandante: \"massima priorità al rafforzamento militare\" - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/lervik-1000x678.jpg\" class=\"wp-image-14943\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Lars S. Lervik, capo dell’Esercito norvegese, a destra, saluta il Maggiore Alex Puraty, ufficiale delle operazioni della Marine Rotational Force-Europe (MRF-E), durante l’esercitazione Reindeer II a Setermoen, Norvegia, il 25 novembre 2020 (foto U.S. Marine Corps by Cpl. Jesse Carter-Powell)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Classe 1971, il generale Lervik si è distinto come un convinto sostenitore del sostegno all’Ucraina. L’Esercito norvegese, insieme ad altre forze armate del Paese, ha contribuito all’addestramento di oltre 6.000 soldati ucraini, sia in patria che nel Regno Unito, nell’ambito dell’<a href=\"https://www.forsvaret.no/en/exercises-and-operations/international-operations/interflex\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Operazione Interflex</a>. Prima di assumere l’attuale incarico, Lervik ha comandato la Brigata Nord, la più grande unità dell’Esercito norvegese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14939,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img alt=\"Norvegia in allerta, parla il Comandante: \"massima priorità al rafforzamento militare\" - brigatafolgore.net\" title=\"Norvegia in allerta, parla il Comandante: \"massima priorità al rafforzamento militare\" - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/X-20221020tk-I2179-1000x667.jpg\" class=\"wp-image-14939\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">soldati ucraini in addestramento in Inghilterra durante l'Operazione Interflex, autunno 2022. Foto di Torbjørn Kjosvold.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Comandante dell’Esercito norvegese è stato intervistato dal portale <a href=\"https://www.defensenews.com/global/europe/2025/03/25/interview-norwegian-army-chief-wants-to-generate-more-firepower/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Defense News</a>, affrontando temi cruciali come i tempi per rafforzare la postura difensiva della Norvegia, le esigenze urgenti in termini di equipaggiamento, la cooperazione con le altre nazioni artiche e le attività militari russe nella regione. Di seguito il testo tradotto e sintetizzato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><b>Lei ha sostenuto con convinzione la necessità che la Norvegia investa in modo rapido e significativo nelle proprie capacità difensive. Considerando le sfide attuali che il Paese si trova ad affrontare, quanto velocemente ritiene che questi investimenti dovrebbero concretizzarsi?</b></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Abbiamo davanti a noi una finestra di opportunità – e al tempo stesso la responsabilità – di fare tutto il possibile per rafforzare le nostre capacità, sia come Paese che come parte integrante della NATO. L’obiettivo è aumentare la nostra potenza di combattimento e rafforzare la postura difensiva, nel modo più rapido ed efficace possibile. In alcuni ambiti, come l’acquisizione di nuovi equipaggiamenti, dobbiamo fare i conti con i tempi fisiologici del processo: può volerci due o tre anni, tra approvazione, produzione e consegna. Ma in altri settori, come quello del personale, i progressi possono – e dovrebbero – avvenire subito. Mi piacerebbe vedere un’accelerazione già ora, sia nel richiamo di ex militari che potrebbero tornare in servizio, sia nell’aumento del numero di coscritti e di ufficiali in formazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14944,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img alt=\"Norvegia in allerta, parla il Comandante: \"massima priorità al rafforzamento militare\" - brigatafolgore.net\" title=\"Norvegia in allerta, parla il Comandante: \"massima priorità al rafforzamento militare\" - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/norway-solderis-1000x667.jpg\" class=\"wp-image-14944\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">In Norvegia la leva obbligatoria riguarda sia gli uomini che le donne. Il generale Lervik auspica un’ulteriore accelerazione del reclutamento per rafforzare la prontezza operativa delle forze armate.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><b>Dal suo punto di vista, qual è oggi la priorità più urgente per il suo esercito?</b></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta di acquisire nuove capacità operative: artiglieria di ultima generazione, più sistemi di difesa aerea, un maggior numero di veicoli da combattimento per la fanteria — e l’elenco continua. Ma, in una visione più ampia, il nostro obiettivo è generare una maggiore potenza di fuoco, investendo al contempo nello sviluppo di sistemi senza pilota e nelle contromisure per difendersi da essi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14936,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img alt=\"Norvegia in allerta, parla il Comandante: \"massima priorità al rafforzamento militare\" - brigatafolgore.net\" title=\"Norvegia in allerta, parla il Comandante: \"massima priorità al rafforzamento militare\" - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/20200603tk-I1175-1000x667.jpg\" class=\"wp-image-14936\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Mitragliere a bordo di un elicottero Bell 412 SP appartenente al 339° Squadrone per l’Aviazione delle Operazioni Speciali. Foto di Torbjørn Kjosvold.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Parte dell’equipaggiamento su cui si affida l’Esercito norvegese è di fabbricazione americana, ma si tratta di sistemi non sempre progettati per operare in condizioni artiche estreme. Considerando la recente spinta affinché le nazioni europee acquistino di più da produttori europei, per ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti, lei ha una preferenza per l’equipaggiamento europeo? È una priorità?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il nostro approccio è piuttosto semplice: qualunque cosa sia la migliore, vogliamo ottenerla, a patto che funzioni efficacemente nel nostro ambiente operativo e che non provenga da Paesi da cui non intendiamo acquistare. Non vogliamo, ad esempio, acquistare droni cinesi. Ma se l’equipaggiamento è americano o europeo, per noi non fa differenza. Facciamo tutti parte della stessa alleanza: la NATO. Dal punto di vista militare, il mio obiettivo è acquistare il miglior equipaggiamento disponibile, indipendentemente dalla nazionalità del produttore. Che sia svedese, americano, tedesco o norvegese, ciò che conta è la qualità e l’adattabilità. La Norvegia, ad esempio, produce eccellenti sistemi di difesa aerea, anche se utilizzano munizionamento di fabbricazione americana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14937,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img alt=\"Norvegia in allerta, parla il Comandante: \"massima priorità al rafforzamento militare\" - brigatafolgore.net\" title=\"Norvegia in allerta, parla il Comandante: \"massima priorità al rafforzamento militare\" - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/20200602tk-I0701-1-1000x664.jpg\" class=\"wp-image-14937\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Operatori del Comando per le Operazioni Speciali norvegese durante un’esercitazione in Norvegia. Foto di Torbjørn Kjosvold.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Negli ultimi anni, le nazioni nordiche hanno annunciato l’ambizione di operare come una forza aerea congiunta e di cooperare più strettamente in quel dominio. Esistono aspirazioni simili per istituire anche un esercito artico congiunto? Qual è l'importanza della nuova iniziativa di difesa in questo contesto?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Non stiamo creando un comando nordico in senso stretto, ma stiamo istituendo un nuovo Comando Terrestre della NATO in Finlandia, ufficialmente chiamato <em><a href=\"https://maavoimat.fi/en/-/1948673/nato-multi-corps-land-component-command-mclcc-in-the-north-fosters-defence-planning-of-the-alliance\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Multinational Land Component Command (MCLCC)</a></em>. Questo comando opererà sotto la guida del <a href=\"https://jfcnorfolk.nato.int/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Joint Force Command di Norfolk</em></a>, negli Stati Uniti, e includerà Paesi nordici, artici e altri membri dell’alleanza. L’obiettivo è rendere possibile operare come una forza congiunta. È però importante sottolineare che ogni nazione manterrà i propri eserciti, pur collaborando strettamente fianco a fianco. Ad esempio, stiamo considerando l’acquisizione degli stessi veicoli da combattimento per la fanteria, il che faciliterebbe l’interoperabilità in caso di combattimento congiunto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14942,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img alt=\"Norvegia in allerta, parla il Comandante: \"massima priorità al rafforzamento militare\" - brigatafolgore.net\" title=\"Norvegia in allerta, parla il Comandante: \"massima priorità al rafforzamento militare\" - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/finland-nato-1000x667.jpg\" class=\"wp-image-14942\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La creazione del Multinational Land Component Command (MCLCC) in Finlandia segue di poco l’ingresso del Paese nordico nella NATO, rafforzando la presenza dell’Alleanza e la sua capacità di risposta terrestre nell’area artica.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Ci sono piani per creare un’alleanza dedicata alla condivisione delle informazioni tra le nazioni artiche, inclusi Canada e Stati Uniti?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>In realtà, disponiamo già di una forma di cooperazione in tal senso. Esiste un <em>Centro di Eccellenza per le Operazioni in Clima Freddo (<a href=\"https://www.act.nato.int/article/nato-centres-of-excellence-cold-weather-operations-cwo-coe/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Cold Weather Operations Centre of Excellence - CWO COE</a>)</em>, attivo sotto l’egida della NATO, che riunisce gli alleati artici. In questo contesto condividiamo le migliori pratiche in molte aree: dal modo in cui affrontiamo il cambiamento climatico in ambienti estremi, al tipo di equipaggiamento necessario, fino all’addestramento e alle dottrine operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14940,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img alt=\"Norvegia in allerta, parla il Comandante: \"massima priorità al rafforzamento militare\" - brigatafolgore.net\" title=\"Norvegia in allerta, parla il Comandante: \"massima priorità al rafforzamento militare\" - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/20230818-cwo0coe04-1-1000x668.jpg\" class=\"wp-image-14940\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Militari della NATO durante un’esercitazione in ambiente artico presso il Cold Weather Operations Centre of Excellence - CWO COE</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Secondo alcune analisi, la Russia sarebbe più avanzata nella presenza militare artica e nella quantità di basi nella regione rispetto alla NATO. Ritiene che questa valutazione sia corretta o che le capacità russe nell’Artico siano spesso sopravvalutate?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Abbiamo osservato che i russi, vivendo in quell’ambiente, sono certamente molto capaci di operare nell’Artico. Tuttavia, allo stesso tempo, siamo rimasti sorpresi da quanto male la Russia si sia comportata in alcune aree operative. D’altra parte, è evidente che stanno imparando anche loro: sono ancora in lotta, e si stanno adattando. Continuiamo quindi a monitorare con grande attenzione tutto ciò che riguarda le attività russe nell’Artico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14941,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img alt=\"Norvegia in allerta, parla il Comandante: \"massima priorità al rafforzamento militare\" - brigatafolgore.net\" title=\"Norvegia in allerta, parla il Comandante: \"massima priorità al rafforzamento militare\" - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/russian-arctic-1000x561.jpg\" class=\"wp-image-14941\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Militari russi impegnati in un'esercitazione nelle regioni artiche</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/4WEAGV6TBZCQFJNTDKCS3ZNDGA.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, NATO, Norvegia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-26 00:51:40","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/europe/2025/03/25/interview-norwegian-army-chief-wants-to-generate-more-firepower/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4689-norvegia-in-allerta-parla-il-comandante-massima-priorita-al-rafforzamento-militare.mp4","galleria":"4690 | 4691 | 4692 | 4693 | 4694 | 4695 | 4696 | 4697 | 4698 | 4699 | 4700"}
{"id":4685,"titolo":"Saildrone lancia un drone navale nel Mar Rosso resistente al disturbo dei segnali GPS","contenuto_html":"Saildrone, produttore statunitense di imbarcazioni senza equipaggio, ha integrato nuovi dispositivi di protezione sui suoi droni marini operanti in Medio Oriente per proteggerli dal diffuso disturbo dei sistemi di comunicazione nella regione.\n\nLa società ha dichiarato di aver dispiegato con successo il suo Saildrone Voyager, un USV di 33 piedi, in Giordania, dotato di nuovo hardware e algoritmi software, consentendogli di operare in ambienti privi di GPS.\n\n“A causa degli eventi regionali, il disturbo e il mascheramento del GPS hanno ostacolato i sistemi operativi senza pilota nell'area – dopo intensi test effettuati dai nostri ingegneri per creare un sistema di posizionamento resiliente, Saildrone ora ha la capacità di operare autonomamente in ambienti marittimi complessi” si legge in una dichiarazione dell'azienda.\n\nLa Task Force 59 della Marina degli Stati Uniti ha utilizzato gli USV di Saildrone per diversi anni come parte di esperimenti con sistemi senza pilota e intelligenza artificiale condotti nell'area di operazioni della Quinta Flotta degli Stati Uniti, che include il Golfo Arabico e il Mar Rosso.\n\nLe principali sfide identificate in queste acque includono la pirateria così come il contrabbando di armi e droghe.\n\nUna minaccia più recente alla sicurezza marittima regionale è stata l'interferenza GPS, secondo le operazioni marittime commerciali del Regno Unito (UKMTO), che monitora le segnalazioni di intrusioni in queste aree.\n\nL'agenzia ha ricevuto ulteriori rapporti confermati da navi che hanno sperimentato il disturbo nello Stretto di Hormuz, con interruzioni che durano diverse ore, influenzando i sistemi di navigazione e richiedendo alle navi di affidarsi a metodi di riserva, ha dichiarato in una comunicazione del 10 marzo.\n\nGli aggiornamenti apportati all'USV di Saildrone sfruttano diverse forme di localizzazione per permettere ai sistemi di operare senza dipendere esclusivamente dai segnali satellitari.\n\nL'imbarcazione ha eseguito missioni in ambienti contestati durante l'Esercitazione Marittima Internazionale (IMX) 2025, la più grande esercitazione marittima in Medio Oriente, il mese scorso.\n\n“Il posizionamento e la connettività satellitare non possono più essere considerati affidabili in potenziali futuri conflitti,” ha dichiarato Richard Jenkins, fondatore e amministratore delegato di Saildrone.\n\nNegli ultimi anni, c'è stata una crescente pressione affinché le forze statunitensi si addestrino senza dipendere dal GPS per le informazioni di posizionamento, navigazione e tempistica (PNT).\n\nIn un articolo del 2022 per l'Istituto Navale degli Stati Uniti, il tenente della Marina degli Stati Uniti Anthony Carrillo ha notato che una grande vulnerabilità delle armi navali del paese è dipende dal GPS.","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/BNOOU7DZTRCULN6AI6FN5OBZP4-scaled-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"droni marini, interferenza GPS, sicurezza marittima","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-25 22:58:14","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/mideast-africa/2025/03/25/saildrone-launches-red-sea-naval-drone-hardened-against-gps-jamming/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4685-saildrone-lancia-un-drone-navale-nel-mar-rosso-resistente-al-disturbo-dei-segnali-gps.mp4","galleria":""}
{"id":4678,"titolo":"Chi decide chi muore? L’intelligenza artificiale nei conflitti armati","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel contesto del conflitto israelo-palestinese, l’impiego di tecnologie avanzate di <strong>intelligenza artificiale (AI)</strong> ha segnato una trasformazione radicale delle operazioni militari. Il sistema “<strong>Lavender</strong>”, sviluppato dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF), rappresenta una delle più controverse e discusse applicazioni dell’AI nel teatro bellico moderno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14887,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Chi decide chi muore? L’intelligenza artificiale nei conflitti armati - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/freepik-upload-99345-1000x667.jpeg\" alt=\"Chi decide chi muore? L’intelligenza artificiale nei conflitti armati - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14887\" style=\"width:1300px;height:auto\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-nuovo-paradigma-operativo\">Un nuovo paradigma operativo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Basato su algoritmi di <em>deep learning</em> e data mining, il sistema Lavender è stato progettato per identificare obiettivi militari – in particolare membri di Hamas – attraverso l’analisi automatizzata di una vasta gamma di dati, raccolti tramite la <strong>sorveglianza di massa</strong>. Insieme al software complementare “<strong>Where is Daddy?</strong>”, ha permesso di segnalare decine di migliaia di potenziali bersagli, associando a ciascuno un comportamento sospetto o un pattern ricorrente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>L’approccio introduce un nuovo paradigma rispetto al passato, quando la valutazione umana era centrale nel processo di targeting. Con l’AI, il procedimento si struttura in <strong>cinque fasi</strong>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Identificazione</strong> del sospetto tramite AI.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Associazione</strong> dell’obiettivo a una residenza.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Selezione dell’arma</strong> adeguata (droni, munizionamento di precisione o bombe convenzionali).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Autorizzazione del danno collaterale</strong>, con policy iniziali che accettavano fino a <strong>15 civili uccisi per ogni membro di Hamas</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Calcolo automatizzato dei danni collaterali</strong>, basato su stime via dati mobili.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14892,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Chi decide chi muore? L’intelligenza artificiale nei conflitti armati - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/פעילות-בשכם-2103-6.webp\" alt=\"Chi decide chi muore? L’intelligenza artificiale nei conflitti armati - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14892\" style=\"width:1300px;height:auto\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-efficacia-e-i-limiti-del-sistema\">L'efficacia e i limiti del sistema</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il modello si è dimostrato rapido ed efficiente, ma non privo di <strong>criticità etiche e operative</strong>. Ad esempio, stimare i danni collaterali basandosi esclusivamente sul numero dei cellulari presenti in un edificio ha causato <strong>errori significativi</strong>, colpendo abitazioni civili anche in assenza di conferme di presenza militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Per mitigare tali rischi, le IDF hanno attivato procedure preventive come:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Lancio di avvisi</strong> prima degli attacchi tramite social media, SMS, messaggi vocali e telefonate.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Droni con altoparlanti</strong> e radiotrasmettitori paracadutati con istruzioni per l’evacuazione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Pause tattiche</strong> negli attacchi per permettere la fuga dei civili.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Corridoi umanitari</strong> biometricamente controllati per identificare miliziani nascosti tra i profughi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14889,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Chi decide chi muore? L’intelligenza artificiale nei conflitti armati - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/2024-05-28t063916z-1345924223-rc2iz7age57x-rtrmadp-3-israel-palestinians-gaza-rafah-1000x563.webp\" alt=\"Chi decide chi muore? L’intelligenza artificiale nei conflitti armati - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14889\" style=\"width:1300px;height:auto\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-esempio-di-rafah\">L'esempio di Rafah</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Queste misure sono state replicate anche durante l’<strong>operazione su Rafah nel maggio 2024</strong>, permettendo l’evacuazione anticipata di vaste aree urbane. Secondo fonti militari, questo approccio ha <strong>ridotto le vittime civili</strong>, costituendo un <strong>modello di riferimento per gli Stati Maggiori occidentali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14893,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Chi decide chi muore? L’intelligenza artificiale nei conflitti armati - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-25-162455-1000x357.jpg\" alt=\"Chi decide chi muore? L’intelligenza artificiale nei conflitti armati - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14893\" style=\"width:1300px;height:auto\"/></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/soldier-combat-helmet-viewing-digital-holographic-map-display-with-military-strategy-desert-environment-modern-augmented-reality-technology-battlefield-operations-scaled-1.jpg","categoria":"Blog","tags":"AI, Hamas, Israel, targeting","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-25 15:28:41","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/editoria/Rivista-Militare/Pagine/2025/Rivista-Militare-n-1-2025.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4678-chi-decide-chi-muore-lintelligenza-artificiale-nei-conflitti-armati.mp4","galleria":"4679 | 4680 | 4681 | 4682 | 4683 | 4684"}
{"id":4658,"titolo":"La Visione del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni, il panorama internazionale è profondamente mutato. Le regole della convivenza pacifica sembrano ormai un ricordo lontano e l'Italia, come il resto del mondo, si trova ad affrontare scenari di guerra che fino a poco tempo fa sembravano confinati a realtà remote. Non è più il tempo di dare per scontata la pace: “Nulla è scontato e nulla è per sempre”, ammonisce il Gen. Masiello nel documento “<a href=\"https://www.esercito.difesa.it/Documents/A4_VISION_RGB.pdf\">Visione del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito</a>”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-esercito-italiano-verso-il-futuro-il-nuovo-contesto-di-sicurezza\">L'Esercito Italiano verso il Futuro - Il Nuovo Contesto di Sicurezza.</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’analisi parte da una presa di coscienza: siamo immersi in un “confronto ibrido”, dove il campo di battaglia non è solo fisico, ma si estende al dominio informativo, cyber ed economico. Le crisi globali, i conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, ci mostrano un ritorno alla guerra di posizione, con trincee, campi minati e artiglieria, ma anche un’inedita combinazione di droni, missili ipersonici, cyber attacchi e operazioni nello spazio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:gallery {\"linkTo\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped\"><!-- wp:image {\"id\":14860,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"La Visione del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/visione-masiello051-1000x563.jpg\" alt=\"La Visione del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14860\" /></figure>\n<!-- /wp:image --></figure>\n<!-- /wp:gallery -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo scenario altamente competitivo e pericoloso, il documento ribadisce la necessità di un approccio strategico differente. L’Esercito si trova all’interno di una rivoluzione militare fondata su tecnologia e digitalizzazione, fattori chiave per affrontare le sfide attuali. L'intelligenza artificiale, lo spazio, il dominio cibernetico e la gestione delle informazioni sono ormai elementi centrali nelle nuove dottrine di impiego.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La trasformazione in atto non è soltanto tecnologica. Si tratta di un cambio di mentalità, che impone scelte coraggiose e strategiche per mantenere la capacità di reagire prontamente alle minacce. Non è facile, ammette il Gen. Masiello, ma è indispensabile. Un Esercito preparato alla guerra è un Esercito capace di adattarsi velocemente anche alla pace e a qualsiasi altro scenario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14855,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img title=\"La Visione del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/visione-masiello02-1.jpg\" alt=\"La Visione del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14855\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-tre-assi-portanti-dell-esercito-italiano-tecnologia-addestramento-e-valori\">I Tre Assi Portanti dell’Esercito Italiano: Tecnologia, Addestramento e Valori</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel piano di sviluppo strategico tracciato dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano per i prossimi anni, emergono con chiarezza i tre assi portanti su cui costruire la Forza Armata del futuro: <strong>tecnologia</strong>, <strong>addestramento</strong> e <strong>valori</strong>. Si tratta di pilastri complementari e inscindibili, capaci di rendere l’Esercito all’altezza delle nuove sfide globali, in un contesto operativo sempre più complesso e multidimensionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-tecnologia-il-collante-della-modernita-operativa\">Tecnologia: il Collante della Modernità Operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, più che mai, tecnologia significa <strong>guardare al futuro</strong>. L’Esercito Italiano è chiamato ad abbandonare l’immagine tradizionale di forza armata “di scarponi e zaini”, per abbracciare una visione fortemente tecnologica. L’utilizzo massiccio di droni, capacità cyber, sistemi di sorveglianza satellitare e guerra elettronica non è più un’opzione, ma una necessità operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come sottolineato nel documento, <strong>“oggi, a parità di altri fattori, vince chi ha la superiorità tecnologica”</strong>. Ciò richiede una piena integrazione delle attività nel dominio cibernetico e nello spettro elettromagnetico, al fine di proteggere le unità sul campo e sviluppare quella “bolla tattica” capace di garantire superiorità e sicurezza nelle operazioni ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14857,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"La Visione del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/visione-masiello042-1000x667.jpg\" alt=\"La Visione del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14857\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-addestramento-la-preparazione-e-la-prima-difesa\">Addestramento: La Preparazione è la Prima Difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accanto alla tecnologia, l'addestramento rimane il cuore pulsante dell’efficienza operativa. L’Esercito non nasce per la burocrazia, ma per essere <strong>pronto a difendere la Patria</strong>, in nome dei valori di pace, giustizia e libertà. L’addestramento è la garanzia che il soldato sappia fare il proprio dovere, in ogni condizione e in ogni contesto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come ben espresso nel documento, <strong>“addestramento è sicurezza, è garanzia di rispondere quando la Nazione chiama”</strong>. La preparazione fisica, la disciplina e la capacità di gestire situazioni estreme sono la vera polizza assicurativa che ogni soldato porta con sé. Addestrarsi vuol dire essere pronti ad affrontare la fatica, la scarsità di risorse e le condizioni ambientali più difficili, senza mai perdere di vista l’obiettivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14858,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img title=\"La Visione del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/visione-masiello05.jpg\" alt=\"La Visione del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14858\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-valori-la-radice-profonda-dell-istituzione-militare\">Valori: La Radice Profonda dell’Istituzione Militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Cambia la guerra, cambiano le armi, ma <strong>non cambiano i valori</strong> che muovono le donne e gli uomini dell’Esercito. Sono i <strong>valori</strong> che rappresentano il collante dell’Istituzione, il motore etico che sostiene ogni azione e ogni scelta sul campo. La <strong>Patria</strong>, la <strong>disciplina</strong>, l'<strong>onore</strong>, lo <strong>spirito di sacrificio</strong>, l'<strong>obbedienza</strong>, il <strong>coraggio</strong>, la <strong>lealtà</strong> e il <strong>senso del dovere e di appartenenza</strong> sono i pilastri su cui si fonda la vita militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi principi non dipendono dal variare delle stagioni storiche, ma costituiscono le vestigia del grande passato dell’Esercito e la base solida su cui costruire il futuro. Indossare l’uniforme significa prestare <strong>giuramento di fedeltà al Tricolore</strong>, un impegno che si onora <strong>fino al sacrificio estremo</strong>, se necessario. Sono i valori a fare la differenza tra un’organizzazione e un’Istituzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come ricordato nelle parole del documento, <strong>“se vuoi una cosa devi lottare: nella vita non ci sono scorciatoie ma contano l’impegno e il lavoro”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14859,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img title=\"La Visione del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/visione-masiello06.jpg\" alt=\"La Visione del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14859\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-serve-un-esercito-che-si-trasforma-giovane-sburocratizzato-e-aperto-al-cambiamento\">Serve un Esercito che si Trasforma: Giovane, Sburocratizzato e Aperto al Cambiamento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Esercito del futuro deve essere <strong>un Esercito di tutti</strong>, in cui ciascuno si senta parte attiva del cambiamento. È necessario che ogni singolo militare, a ogni livello, possa e debba suggerire soluzioni e proposte alternative, senza temere il rischio di sbagliare. L’errore, se mosso da buona fede e spirito di iniziativa, è considerato parte integrante del processo di crescita, mentre va contrastata ogni forma di inerzia o immobilismo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fondamentale è <strong>puntare sui giovani</strong>, coloro che portano nuove idee, visioni fresche e una naturale predisposizione all’utilizzo delle tecnologie più avanzate. Da loro ci si aspetta la capacità di innovare e di farsi interpreti del necessario travaso di conoscenze tra mondo militare e società civile. Al tempo stesso, occorre <strong>sburocratizzare</strong> i processi: la burocrazia è percepita come un ostacolo al dinamismo e alla capacità di adattamento. Gli stessi Comandanti, soprattutto ai livelli più bassi, devono essere liberati dai vincoli di procedure complesse per concentrarsi sull’efficacia operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-formazione-cuore-dell-innovazione-e-della-continuita\">La Formazione: Cuore dell’Innovazione e della Continuità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un momento storico segnato da crisi e incertezze, la <strong>formazione</strong> diventa lo strumento centrale per garantire la continuità e la crescita dell’Esercito. <strong>Investire nelle menti</strong> significa superare le difficoltà, dotandosi di una visione chiara e lungimirante. La formazione è la linfa che alimenta l’innovazione e mantiene alto il livello culturale e professionale della Forza Armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Occorre una formazione <strong>continua e mai statica</strong>, capace di plasmare soldati e comandanti pronti a misurarsi con le sfide della contemporaneità. Soldati motivati, proattivi, pragmatici, capaci di affrontare fatiche e sacrifici con senso di appartenenza e fedeltà all’Istituzione. Comandanti che sappiano stabilire standard elevati e osare, senza temere il cambiamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le <strong>sfide si vincono con l’evoluzione continua</strong>, e la formazione deve essere adeguata all’evoluzione dei tempi. Serve un Esercito in cui nessuno cerchi scorciatoie, ma si metta sempre in gioco, con coraggio e determinazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14856,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img title=\"La Visione del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/visione-masiello04.jpg\" alt=\"La Visione del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14856\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-staff-e-comando-servizio-e-visione-al-centro\">Staff e Comando: Servizio e Visione al Centro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli <strong>staff</strong> non sono più meri organi di supporto, ma devono porsi <strong>al servizio dell’Istituzione</strong>, facilitando il lavoro dei Comandanti. Serve un approccio <strong>proattivo e creativo</strong>, capace di ricercare soluzioni ai problemi e di offrire opzioni operative chiare ed efficaci. Più alto è il livello dello staff, maggiore è la responsabilità verso i livelli dipendenti: non c’è spazio per la mediocrità, ma per risultati concreti e misurabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>comando</strong>, a ogni livello, è definito come <strong>un dovere di servizio</strong>. Un Comandante non è tale se non ha saputo prima essere un soldato. Deve essere capace di dare l’esempio, di condividere scopi e passioni, e di creare coesione e consenso attorno all’Istituzione. L’esempio è la forma più alta di insegnamento, perché <strong>l’azione è più forte dei principi e dei valori enunciati</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Esercito ha bisogno di Comandanti coraggiosi, capaci di decidere e di assumersi la responsabilità delle proprie scelte. La <strong>meritocrazia</strong> è il principio cardine: non tutti possono diventare Comandanti, ma tutti devono poter ambire a esserlo attraverso la dimostrazione concreta delle proprie capacità. L’Istituzione ha bisogno di <strong>leader e di staff</strong> con visione, in grado di guidare l’Esercito nel futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/Documents/A4_VISION_RGB.pdf\">La Visione del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito</a> per i prossimi tre anni definisce una <strong>trasformazione profonda e necessaria</strong>, fondata su <strong>valori incrollabili</strong>, <strong>formazione continua</strong>, <strong>innovazione tecnologica</strong>, <strong>leadership responsabile</strong> e <strong>sburocratizzazione dei processi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un Esercito così strutturato è pronto ad affrontare le sfide della modernità, difendendo la Repubblica e i suoi cittadini, e mantenendo viva la memoria di chi ha dato tutto per la Patria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/Intervento-del-Capo-di-SME2-e1742835011982.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"addestramento, capo di sme, tecnologia, valori, visione","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-24 16:06:23","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4658-la-visione-del-capo-di-stato-maggiore-dellesercito.mp4","galleria":"14832 | 14831 | 14830 | 14829 | 14828 | 14827 | 14836 | 14837"}
{"id":4656,"titolo":"Thales fornirà sistemi sonar per la futura flotta di sottomarini olandesi","contenuto_html":"<p>PARIGI — La società francese specializzata in elettronica per la difesa, Thales, ha ottenuto un contratto per fornire l'intero sistema di sonar e acustica per la flotta di sottomarini di classe Orka della Marina Reale Olandese, che sarà costruita da Naval Group, ha dichiarato l'azienda in un comunicato mercoledì.</p><p>Il contratto per il sonar dei sottomarini rappresenta il primo in 15 anni per Thales al di fuori dei suoi mercati subacquei principali, che includono Francia, Regno Unito, Stati Uniti e Australia, ha affermato Emmanuel Michaud, vice presidente per i sottomarini e le navi di superficie di Thales. La suite di sensori per i quattro sottomarini olandesi costituirà la base dell'offerta di esportazione di Thales per altri programmi di sottomarini in arrivo, ha aggiunto.</p><p>Il contratto \"è il nostro trampolino di lancio verso una nuova generazione di sistemi per sottomarini destinati all'esportazione,\" ha detto Michaud. \"Per questo il contratto è assolutamente fondamentale per noi, perché è il primo di una speriamo lunga serie di contratti. Il mercato dei sottomarini è attualmente molto attivo.\"</p><p>Thales ha firmato un accordo con Naval Group per fornire le quattro suite di sonar, con un valore del contratto che oscilla tra i 100 milioni di euro (109 milioni di dollari) e 1 miliardo di euro, secondo Michaud, che ha rifiutato di fornire un prezzo esatto. \"Diciamo che siamo estremamente soddisfatti di questo contratto.\" Thales <u>ha ottenuto un contratto</u> da BAE Systems nel 2020 per fornire il sistema sonar per i quattro sottomarini nucleari Dreadnought del Regno Unito, del valore di 330 milioni di sterline (428 milioni di dollari).</p><p>La suite di sensori sarà \"fortemente derivata\" dal sistema che equipaggia i sottomarini nucleari d'attacco della classe Suffren francese, secondo Michaud. Lo stesso team di Thales che sta lavorando alla consegna degli ultimi tre dei sei sottomarini della classe Suffren lavorerà sul contratto olandese, ha detto.</p><p>Un anno fa i Paesi Bassi <u>hanno scelto Naval Group</u> per costruire quattro sottomarini d'attacco a propulsione convenzionale in un progetto del valore di fino a 5,65 miliardi di euro per sostituire i sottomarini della classe Walrus, ormai obsoleti. I sottomarini olandesi saranno basati sullo stesso programma Barracuda di Naval Group che ha prodotto la classe Suffren.</p><p>\"Abbiamo Barracuda, abbiamo investito molto grazie al Ministero della Difesa e alla Marina francese, e questo ci dà un vantaggio competitivo,\" ha detto Michaud. \"Continuiamo a migliorare il nostro prodotto con questo contratto di esportazione per sottomarini con requisiti molto, molto rigorosi da parte della Marina olandese.\"</p><p>La maggior parte dei prodotti inclusi nella suite di sonar per i sottomarini olandesi esiste già e viene progressivamente migliorata in termini di hardware e software, ha affermato.</p><p>I primi due sottomarini del contratto olandese sono previsti per la consegna entro il 2034, e \"stiamo già lavorando a pieno ritmo per essere puntuali per la consegna del primo sottomarino,\" ha detto Michaud. Ha aggiunto che, data la complessità di tutto ciò che deve essere assemblato, \"sarò felice nel 2034 quando tutto sarà consegnato.\"</p><p>Thales afferma di essere il leader mondiale nel sonar, equipaggiando circa 50 sottomarini e con una quota di circa il 50% del mercato accessibile. I clienti includono le marine di Francia, Regno Unito e Australia, così come Singapore, Cile e Malaysia.</p><p>Thales fornirà \"l'intera gamma di ciò che può essere installato su un sottomarino per quanto riguarda l'acustica\" per i sottomarini olandesi, inclusi le antenne principali come l'array cilindrico montato sulla prua e il sonar array laterale, secondo Michaud. Altre attrezzature includeranno un array di intercettazione sulla parte superiore del sottomarino e un sonar per l'evitamento di mine e ostacoli che può anche effettuare la mappatura dei fondali marini</p><p>La compagnia francese sta lavorando con la società olandese Optical11 per sviluppare un'antenna lineare trainata che utilizza la tecnologia ottica e che sarà inclusa nella suite sonar di Thales. La società con sede ad Amsterdam afferma di essere il leader mondiale nella tecnologia di rilevamento a fibre ottiche per ultra\n&lt;sensitive early warning systems.</p><p>Il livello di maturità tecnologica per l'array ottico \"non è ancora a uno stadio che ci permetterebbe di passare immediatamente alla produzione completa,\" ha dichiarato Michaud. Thales e Optical11 hanno concordato uno studio di fattibilità a novembre che durerà per gran parte del 2025, con l'obiettivo di includere la tecnologia sui sottomarini olandesi. \"È una tecnologia molto sfidante, ma molto promettente.\"</p><p>\"Se questo avrà successo, e stiamo lavorando intensamente per farlo avere successo, adotteremo sicuramente questa tecnologia o questo prodotto per i nostri contratti con i paesi esportatori,\" ha detto Michaud. Ha aggiunto che il ministero della difesa francese sta sviluppando anche un array trainato ottico, tuttavia questo è proprietario \"e non potremo mai esportarlo.\"</p><p>I sottomarini olandesi saranno dotati di una doppia fila di sonar array laterale come modo economicamente vantaggioso per aumentare la superficie del sensore e migliorare il rilevamento, poiché sviluppare un nuovo array sarebbe stato \"estremamente costoso\" e avrebbe richiesto troppo tempo, ha detto Michaud.</p><p>Riguardo a un piano della Polonia per acquistare sottomarini, Michaud ha detto che Thales non commenta le opportunità di mercato guidate da Naval Group. Ha affermato che la strategia di Thales è offrire una suite sonar \"molto versatile\" che può soddisfare i requisiti di molti clienti, evitando sviluppi aggiuntivi che aumenterebbero i costi, i tempi e i rischi.</p>","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/CL2LYJAASJHYXBW7HPXCRPBKQE-scaled-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, sonar, sottomarini","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-24 02:31:56","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/europe/2025/03/19/thales-to-deliver-sonar-suite-for-future-dutch-submarine-fleet/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4656-thales-fornira-sistemi-sonar-per-la-futura-flotta-di-sottomarini-olandesi.mp4","galleria":""}
{"id":4654,"titolo":"Il piano di difesa dell'UE per il 2030 promuove un incremento delle spese congiunte interne","contenuto_html":"<p>PARIGI — La Commissione Europea, braccio esecutivo dell'Unione Europea, sta spingendo gli stati membri a incrementare le spese per gli acquisti congiunti di difesa all'interno del blocco dei 27 paesi, come parte di un piano per costruire un deterrente militare credibile contro la Russia entro il 2030.</p><p>Fino a 150 miliardi di euro (163 miliardi di dollari) in prestiti garantiti dall'UE saranno disponibili per l'acquisto congiunto dall'industria della difesa europea da parte di due o più stati membri o uno stato membro con paesi partner inclusi Norvegia, Svizzera e Ucraina, secondo un libro bianco sulla difesa pubblicato il 19 marzo.</p><p>Il <u>documento di 23 pagine</u> ha richiesto un aumento delle spese per la difesa e ha identificato aree critiche di investimento inclusi la difesa aerea, la mobilità militare, i droni e gli abilitatori strategici.</p><p>Il piano per ora esclude il Regno Unito, la Turchia e gli Stati Uniti, anche se la commissione ha affermato che entità e prodotti di altri paesi partner possono essere idonei per l'acquisto comune, a condizione di un accordo con l'UE sulle condizioni finanziarie e la sicurezza dell'approvvigionamento.</p><p>“Abbiamo questa finestra di opportunità per potenziare davvero l'industria della difesa europea,” ha detto Kaja Kallas, il principale funzionario dell'UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, in una conferenza stampa a Bruxelles. “Ciò che vediamo anche con l'Ucraina, se utilizzano armi che non sono prodotte in Ucraina, allora a volte ci sono limitazioni su come puoi usare quelle armi. Le vostre forze militari hanno davvero bisogno di avere mani libere in questo senso.”</p><p>Kallas ha detto che l'UE sta lavorando a una partnership di difesa e sicurezza con il Regno Unito, e l'alto rappresentante ha detto di “sperare davvero” in risultati a maggio, quando l'UE e il Regno Unito sono programmati per tenere un vertice bilaterale per rafforzare i loro legami. Il libro bianco definisce il Regno Unito un “alleato europeo essenziale” con cui la cooperazione in materia di sicurezza e difesa dovrebbe essere incrementata.</p><p>Il libro bianco richiede la creazione di un mercato UE per l'equipaggiamento di difesa, semplificando e armonizzando le regole per gli acquisti e i trasferimenti intra-UE di prodotti legati alla difesa, così come il riconoscimento reciproco di certificazioni e permessi.</p><p>Kallas ha detto che l'ordine internazionale sta subendo “cambiamenti di una portata non vista dal 1945,” e il momento è cruciale per la sicurezza europea. Ha affermato che l'economia russa è “in piena modalità di guerra,” con il paese che investe in un piano di aggressione a lungo termine, e l'UE ha bisogno di un piano a lungo termine per armare l'Ucraina per evitare futuri attacchi.</p><p>Il libro bianco include tre menzioni degli Stati Uniti, una che fa riferimento alla richiesta che l'Europa assuma più responsabilità per la propria difesa, una sull'alleato transatlantico che sposta la sua attenzione dall'Europa verso altre regioni del mondo, e una sulla riduzione del ruolo storico del paese come principale garante della sicurezza.</p><p>La priorità per l'Europa deve ora essere l'attuazione del piano proposto, ha detto Andrius Kubilius, il commissario europeo per la difesa e lo spazio.</p><p>Il presidente russo Vladimir “Putin non sarà scoraggiato se gli leggeremo il libro bianco, sarà scoraggiato se trasformeremo il libro bianco in azione, e se lo useremo per costruire droni molto reali, carri armati e artiglieria per la nostra difesa,” ha detto Kubilius.</p><p>L'Europa ha tre aree su cui concentrarsi, secondo Kubilius: la produzione massiccia di ciò che il continente già produce, come le munizioni convenzionali; lo sviluppo di abilitatori strategici come le capacità di rifornimento aria-aria e l'intelligenza basata nello spazio; e i prodotti di difesa di interesse comune europeo come i sistemi di difesa aerea.</p><p>La commissione lavorerà alla definizione delle opzioni per i progetti di difesa di interesse comune europeo, con l'obiettivo di presentare queste opzioni al Consiglio Europeo, possibilmente a giugno, ha detto Kubilius. “Gli stati membri devono decidere quale tipo di progetti di difesa di interesse comune europeo sono pronti a i\n<p>La Commissione Europea, all'inizio di questo mese, <u>ha proposto un piano</u> che, secondo quanto riferito, potrebbe liberare circa 800 miliardi di euro in spese per la difesa da parte dei paesi membri nei prossimi quattro anni. Oltre al piano per 150 miliardi di euro in prestiti garantiti dall'UE, la proposta include l'allentamento delle regole fiscali che potrebbero essere utilizzate dai paesi per aumentare la spesa per la difesa.</p><p>L'UE presenta lacune nelle capacità di difesa aerea e missilistica, sistemi di artiglieria, munizioni e missili, droni e sistemi anti-drone, mobilità militare, intelligenza artificiale e quantistica, guerra elettronica e abilitatori strategici, secondo Kallas.</p><p>\"Tutto ciò costa molto denaro,\" ha detto Kallas. \"Il punto del libro bianco è che possiamo farlo insieme, perché non si tratta solo di difesa nazionale, ma in realtà regionale.\" Ha rifiutato di dire quale percentuale del PIL i paesi dell'UE dovrebbero spendere per la difesa, limitandosi a dire che \"il nuovo livello di ambizione è superiore al 2%.\"</p><p>Il libro bianco sulla difesa propone che la commissione agisca come ente centrale di acquisto per conto degli stati membri, se richiesto, anche se Kallas ha affermato che l'UE dispone di strutture come l'Agenzia Europea della Difesa, che ha detto essere sottoutilizzata.</p><p>La gara d'appalto congiunta \"è uno degli strumenti più importanti per noi per cercare di diminuire i problemi sistemici della nostra industria della difesa, che è molto frammentata,\" ha detto Kubilius. \"Inoltre, stiamo spendendo parecchi soldi al di fuori della nostra industria della difesa.\"</p>","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/4ICBDRBFIFGKDE6T66R624USPI-1-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, europa, russia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-24 02:15:10","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/europe/2025/03/19/eus-2030-defense-plan-pushes-for-more-joint-spending-at-home/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4654-il-piano-di-difesa-dellue-per-il-2030-promuove-un-incremento-delle-spese-congiunte-interne.mp4","galleria":""}
{"id":4652,"titolo":"Nonostante gli ostacoli, la Corea del Sud accelera lo sviluppo di droni","contenuto_html":"<p>CHRISTCHURCH, Nuova Zelanda — Nonostante un recente incidente con un drone costruito in Israele, l'esercito della Corea del Sud sta proseguendo con la tecnologia senza pilota, includendo un fedele ala stealth progettata per accompagnare i nuovi caccia KF-21 Boramae dell'aeronautica.</p><p>L'incidente è avvenuto il 17 marzo, quando un drone IAI Heron-1 dell'esercito coreano è uscito di pista durante l'atterraggio a Yangju, collidendo successivamente con un elicottero Surion parcheggiato. Entrambi gli aeromobili sono stati dichiarati perduti, il che significa che l'esercito ha ora perso tutti e tre i suoi Heron in incidenti.</p><p>Nonostante ciò, il paese è sotto pressione per accelerare i suoi piani sui droni – e per motivi che vanno oltre le immediate considerazioni sull'equipaggiamento militare.</p><p>Kim Jae Yeop, ricercatore senior presso l'Istituto Sungkyun per la Strategia Globale a Seoul, ha comunicato a Defense News che il basso tasso di natalità della Corea del Sud, tra i più bassi al mondo, sta diventando un problema serio.</p><p>“Il numero di truppe regolari nelle forze armate, che attualmente è di circa 500.000, molto probabilmente diminuirà a meno di 400.000 nel prossimo decennio,” ha detto.</p><p>“Di conseguenza,” ha spiegato Kim, “Seoul sta adottando misure attive per espandere il ruolo dei sistemi militari senza pilota per compensare la riduzione delle truppe. Possono essere acquisiti in grande scala a un costo inferiore e senza rischio di vite in missioni.”</p><p>Un programma importante ha visto Korean Air presentare un nuovo dimostratore tecnologico di ala fedele – chiamato Low Observable Unmanned Wingman System, o LOWUS – il 25 febbraio.</p><p>Il LOWUS stealth a turboventola, finanziato dall'Agenzia per lo Sviluppo della Difesa dal 2021, è stato svelato al Korean Air Tech Center di Pusan. Il suo primo volo è previsto per quest'anno, prima dei test di volo di squadra tra pilotati e non pilotati nel 2027.</p><p>Dotato di una stiva interna per le armi e dall'aspetto simile al Valkyrie XQ-58A americano, Korean Air indica una lunghezza di 10,4m e un'apertura alare di 9,4m per l'aereo.</p><p>Come per concetti simili di ala fedele proposti da altre grandi potenze, l'idea per i droni è di svolgere missioni che vanno dall'attacco alla sorveglianza, dalla guerra elettronica all'escorta.</p><p>Il LOWUS avrà probabilmente un motore domestico e un radar a scansione elettronica attiva. Korean Air ha acquisito esperienza con le tecnologie stealth necessarie sviluppando il drone ad ala integrata KUS-FC, o Kaori-X, che ha volato per la prima volta nel 2015.</p><p>In futuro, si prevede che l'aeronautica della Corea introdurrà squadroni composti da caccia pilotati e ala fedele.</p><p>“Considerando il fatto che solo un piccolo numero di paesi come gli Stati Uniti, l'Australia e la Russia hanno prodotto e testato sistemi simili, il LOWUS evidenzia i risultati tecnologici di Seoul,” ha detto Kim.</p><p>Un altro programma attualmente in corso comprende la ricerca di munizioni vaganti per le unità delle forze speciali coreane. Una piattaforma sarà selezionata più avanti quest'anno, e Seoul sta allocando circa 22 milioni di dollari per questa acquisizione.</p><p>Tipi stranieri come il Switchblade 600 e l'Hero 120 sono in considerazione, con l'obiettivo di fornire alle forze speciali droni d'attacco che possono utilizzare in modo indipendente contro gli invasori nordcoreani senza la necessità di richiedere supporto di fuoco esterno.</p>","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/IHNC3NFNJVBRVFUHR57UJOIDAM-scaled-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Droni, militare, tecnologia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-24 01:12:35","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/asia-pacific/2025/03/20/amid-setback-south-korea-pushes-forward-on-drones-loyal-wingman/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4652-nonostante-gli-ostacoli-la-corea-del-sud-accelera-lo-sviluppo-di-droni.mp4","galleria":""}
{"id":4650,"titolo":"La Polonia valuta l'installazione di un milione di mine terrestri lungo i confini con Bielorussia e Russia","contenuto_html":"<p>VARSAVIA, Polonia — Il governo polacco ha annunciato piani per incrementare la produzione nazionale di mine terrestri in seguito all'annuncio che il paese, insieme a Estonia, Lettonia e Lituania, si ritirerà dalla Convenzione sulle Mine Antipersona, nota anche come Trattato di Ottawa.</p><p>Il Vice Ministro della Difesa polacco, Paweł Bejda, ha dichiarato che il paese avvierà la produzione di queste armi per proteggere i confini orientali della nazione con Russia e Bielorussia.</p><p>“Vogliamo che queste mine siano prodotte in Polonia, abbiamo tali capacità. La questione è aumentare tali capacità... e trattiamo allo stesso modo l'industria della difesa privata e quella statale,” ha affermato Bejda in un'intervista alla emittente radiofonica locale RMF FM.</p><p>Le forze armate polacche necessitano di mine terrestri “nell'ordine di diverse centinaia di migliaia, fino a 1 milione” di unità, ha aggiunto.</p><p>Il Vice Primo Ministro polacco Władysław Kosiniak-Kamysz ha dichiarato che il processo di ritiro dalla convenzione coinvolgerà il gabinetto del paese, il parlamento e il presidente, e si concluderà con una notifica alle Nazioni Unite. Seguendo la notifica, il procedimento di ritiro potrebbe richiedere circa sei mesi, ha affermato.</p><p>Interrogato sui dettagli riguardanti le aziende che potrebbero produrre le mine, il vice ministro della difesa ha indicato che il gruppo di difesa statale polacco PGZ sarà coinvolto nella produzione.</p><p>Nel frattempo, la Lettonia sta “esaminando tutte le opzioni possibili per quanto riguarda il rafforzamento delle capacità di deterrenza e difesa della Lettonia,” ha dichiarato il Ministro della Difesa lettone Andris Sprūds.</p><p>La nazione baltica “deve prepararsi poiché la Russia continua a rappresentare una seria minaccia per la regione, indipendentemente dall'evolversi delle ostilità in Ucraina. Il ritiro dalla Convenzione di Ottawa ha il potenziale per garantire la produzione di mine antiuomo,” ha affermato Sprūds.</p>","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/VJFH7QVYW5GADIN37Q34IB4B4M-4.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"mine terrestri, Polonia, produzione","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-24 01:10:59","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/europe/2025/03/20/poland-eyes-1-million-landmines-for-borders-with-belarus-russia/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4650-la-polonia-valuta-linstallazione-di-un-milione-di-mine-terrestri-lungo-i-confini-con-bielorussia-e-russia.mp4","galleria":""}
{"id":4642,"titolo":"Il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti si recherà nelle Filippine per colloqui sulla sicurezza","contenuto_html":"<p>MANILA, Filippine — Il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, è in programma di visitare le Filippine, la prima tappa del suo primo viaggio nell'Indo-Pacifico la prossima settimana, per colloqui che includeranno il rafforzamento della deterrenza contro l'aggressione nel contestato Mar Cinese Meridionale, ha dichiarato venerdì un funzionario filippino.</p>\n<p>Hegseth sarà a Manila il 28-29 marzo per incontrare il suo omologo filippino, Gilberto Teodoro, e il presidente Ferdinand Marcos Jr. I colloqui tratteranno delle azioni sempre più assertive di Pechino nel Mar Cinese Meridionale e di un \"supporto più significativo\" alle forze di sicurezza filippine da parte dell'amministrazione Trump, ha riferito l'ambasciatore filippino negli USA, Jose Manuel Romualdez, all'Associated Press.</p>\n<p>La politica estera \"America First\" di Trump ha suscitato preoccupazioni riguardo l'ampiezza e la profondità dell'impegno statunitense nella regione durante il suo nuovo mandato.</p>\n<p>\"È un messaggio forte alla Cina sulle solide relazioni bilaterali\" tra gli Stati Uniti e le Filippine, ha detto Romualdez riguardo alla prossima visita di Hegseth.</p>\n<p>La Cina rivendica quasi interamente il Mar Cinese Meridionale, una via cruciale per la sicurezza e il commercio globale. Anche le Filippine, il Vietnam, la Malaysia, il Brunei e Taiwan avanzano rivendicazioni sovrapposte sulle acque ricche di risorse e intensamente trafficate, ma gli scontri si sono particolarmente intensificati negli ultimi due anni tra le forze di guardia costiera e navali cinesi e filippine.</p>\n<p>Nel suo primo colloquio telefonico con Teodoro il mese scorso, Hegseth \"ha ribadito l'impegno ferreo degli Stati Uniti nei confronti del Trattato di Difesa Mutua del 1951 e la sua importanza per mantenere un Indo-Pacifico sicuro e prospero\", secondo un resoconto fornito dal portavoce del Pentagono John Ullyot dopo la chiamata del 5 febbraio.</p>\n<p>\"I leader hanno discusso l'importanza di ristabilire la deterrenza nel Mar Cinese Meridionale, anche lavorando con alleati e partner\", ha detto Ullyot. \"Hanno inoltre discusso di potenziare la capacità e le competenze delle Forze Armate delle Filippine.\"</p>\n<p>Dopo importanti confronti territoriali tra le forze cinesi e filippine nelle acque contestate, la precedente amministrazione Biden aveva ripetutamente avvertito che gli Stati Uniti sono obbligati a difendere le Filippine in base al trattato se le forze, le navi e gli aerei filippini subiscono un attacco armato nel Pacifico, incluso nel Mar Cinese Meridionale.</p>\n<p>Pechino ha avvertito Washington, in risposta, di restare fuori da quello che definisce un contenzioso puramente asiatico e di interrompere le azioni che mettono in pericolo l'armonia e la stabilità regionale.</p>","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/M5BTO2ZPFMXW44ZXMVVEEULPJB-2-scaled-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"Cina, Filippine, Indo-Pacifico","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-22 21:12:34","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/asia-pacific/2025/03/21/pentagon-chief-to-visit-philippines-for-security-talks-envoy-says/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4642-il-segretario-alla-difesa-degli-stati-uniti-si-rechera-nelle-filippine-per-colloqui-sulla-sicurezza.mp4","galleria":""}
{"id":4633,"titolo":"Il Generale Ristuccia al Comando Logistico per le Sfide del Futuro","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Presso il Comando dei Supporti Logistici in Roma, si è svolta la cerimonia di avvicendamento al vertice del <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/comando-logistico-esercito\">Comando Logistico dell’Esercito Italiano</a>. Alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\">Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</a>, il <strong>Generale di Corpo d’Armata Mauro D’Ubaldi</strong> ha ceduto l’incarico al <strong>Generale di Corpo d’Armata Angelo Michele Ristuccia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-saluto-del-capo-di-stato-maggiore-dell-esercito\">Il saluto del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Durante la cerimonia, cui hanno partecipato numerose autorità civili, militari e religiose, il Generale Masiello ha espresso parole di apprezzamento per l'operato del Generale D’Ubaldi, che ha guidato con passione e lungimiranza il Comando Logistico, ottenendo importanti risultati e ponendo solide basi per il futuro.<br><em>“La logistica è un asse centrale della risposta ai complessi scenari moderni, richiede adattabilità, innovazione e capacità d’interazione con la società civile”</em> – ha sottolineato il Capo di Stato Maggiore, evidenziando l’importanza della proattività e della digitalizzazione nei nuovi modelli operativi dell’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14369,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"80 anni dopo, Rosignano ricorda l'Operazione Herring con il 185º RAO Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/1_Cerimonia.png\" alt=\"Il Generale Ristuccia al Comando Logistico per le Sfide del Futuro - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14369\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-commiato-del-generale-mauro-d-ubaldi\">Il commiato del Generale Mauro D’Ubaldi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il <strong>Generale C.A. D’Ubaldi</strong>, destinato al nuovo incarico di Vice Segretario Nazionale della Difesa, ha ringraziato il personale del Comando Logistico per l’impegno dimostrato nel superare le sfide di un settore cruciale per l’efficienza operativa della Forza Armata. <em>“Lascio un Comando coeso, capace di affrontare ogni missione con dedizione e spirito di servizio”</em>, ha dichiarato, augurando al suo successore di proseguire nel percorso di consolidamento e innovazione. Ha inoltre evidenziato come il Comando Logistico abbia saputo interpretare le direttive superiori con lealtà e senso del dovere, mantenendo alta la qualità dei servizi logistici e la prontezza operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-profilo-del-generale-angelo-michele-ristuccia\">Il profilo del Generale Angelo Michele Ristuccia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Il <strong>Generale C.A. Angelo Michele Ristuccia</strong> assume il comando dopo un percorso professionale di altissimo livello. Nato a Caltanissetta nel 1966, ha iniziato la carriera militare nel 1987 come sottotenente di artiglieria.<br>Ha maturato una vasta esperienza in reparti operativi e ha partecipato a missioni internazionali in Iraq, Kosovo e Libano. Tra i suoi principali incarichi, il comando della Brigata “Ariete”, della Divisione “Vittorio Veneto” e del <a href=\"https://brigatafolgore.net/attenti-a-quei-due-gen-c-a-ristuccia-e-il-nuovo-comandante-di-comfop-sud-gen-div-belladonna-nuovo-capo-di-stato-maggiore/\">Comando Forze Operative Sud</a>. Ha inoltre ricoperto ruoli di vertice nell’ambito della NATO e presso lo Stato Maggiore dell’Esercito.<br>Il Generale Ristuccia è laureato in Scienze Strategiche, Scienze Politiche e Scienze Internazionali e Diplomatiche, ed è titolare di due master in studi militari strategici.<br>Collabora con l’Università di Udine e vanta un’ampia esperienza formativa internazionale. È anche istruttore militare di educazione fisica e appassionato di basket e tennis.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14370,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"80 anni dopo, Rosignano ricorda l'Operazione Herring con il 185º RAO Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/4-Cerimonia-1000x667.png\" alt=\"Il Generale Ristuccia al Comando Logistico per le Sfide del Futuro - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14370\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-parole-del-capo-di-stato-maggiore-al-nuovo-comandante\">Le parole del Capo di Stato Maggiore al nuovo Comandante</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Nel suo intervento, il Generale Masiello ha espresso fiducia nelle capacità del nuovo Comandante Logistico:<br><em>“Sono certo che il Comando Logistico troverà in te, Angelo, il Comandante che merita. La tua mentalità pragmatica e la tua visione innovativa saranno fondamentali per affrontare le sfide della logistica del futuro”</em>.<br>Un passaggio di consegne all’insegna della continuità e dell’innovazione, che guarda a una logistica moderna, digitalizzata e sempre più integrata con il contesto nazionale e internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"className\":\"\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ruolo-strategico-del-comando-logistico\">Il ruolo strategico del Comando Logistico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>La logistica è il cuore silenzioso ma imprescindibile di ogni Forza Armata moderna. Senza un sistema efficiente di supporto, rifornimento, sanità, trasporti e manutenzione, nessuna operazione militare sarebbe possibile, né in patria né oltre confine. In questo contesto, il Comando Logistico rappresenta uno dei vertici strategici dell’Esercito Italiano, con la responsabilità dell’organizzazione logistica dell’intera Forza Armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"className\":\"\"} -->\n<p>Alle sue dipendenze operano quattro Comandi specialistici di primaria importanza – <em>Trasporti e Materiali, Commissariato, Sanità e Veterinaria, e Tecnico</em> – oltre al Comando dei Supporti Logistici e al Policlinico Militare “Celio” di Roma. Il Comando Logistico coordina inoltre il Nucleo Ispettivo Centrale, fondamentale per garantire l’efficienza e l’omogeneità dei servizi logistici su tutto il territorio nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">L’arrivo del Generale Ristuccia alla guida di questo organismo non è frutto del caso, ma il naturale riconoscimento di una carriera condotta con altissima professionalità e visione strategica. Al comando di un'unità vitale per il funzionamento dell’intero strumento militare, il Generale Ristuccia porta in dote competenze solide, esperienza operativa e una marcata capacità di innovazione. Sotto la sua guida, il Comando Logistico si prepara a rafforzare ulteriormente la propria azione a sostegno delle capacità operative della Forza Armata, puntando sull’efficienza, sulla modernizzazione e sull’integrazione interforze, elementi chiave per affrontare le sfide del presente e del futuro.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14371,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"80 anni dopo, Rosignano ricorda l'Operazione Herring con il 185º RAO Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/5-Cerimonia-1000x667.png\" alt=\"Il Generale Ristuccia al Comando Logistico per le Sfide del Futuro - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14371\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/1.-Discorso-del-Generale-di-Corpo-dArmata-Angelo-Michele-Ristuccia.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Comando Logistico, Esercito Italiano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-22 09:13:21","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Avvicendamento-del-Comandante-Logistico-dell%E2%80%99Esercito.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4633-il-generale-ristuccia-al-comando-logistico-per-le-sfide-del-futuro.mp4","galleria":"4634 | 4635 | 4636 | 4637 | 4638 | 4639"}
{"id":4648,"titolo":"Le forze costiere norvegesi valutano nuovi droni per individuare minacce in mare","contenuto_html":"<p>HARSTAD, Norvegia — A qualche centinaio di chilometri da una base navale russa nell'Oblast di Murmansk, una formazione di imbarcazioni militari solca le gelide acque del Mare di Norvegia.</p><p>Un gruppo di ufficiali, con la bandiera norvegese sulle uniformi, passa da un vascello in movimento a un altro più grande, una nave da pattuglia offshore della Guardia Costiera norvegese, utilizzando un palo con un gancio e una scala precaria per issarsi a bordo.</p><p>Fanno parte dei Ranger Costieri Norvegesi, un'unità di comando marino addestrata per operare in ambienti di combattimento costiero. Nel contesto dell'esercitazione NATO Joint Viking 2025, organizzata all'inizio di questo mese, si sono allenati per l'operazione di abbordaggio di una nave sospetta.</p><p>Lo scenario di abbordaggio delle navi è diventato centrale nella recente pianificazione della difesa dell'alleanza. I funzionari occidentali temono che gli avversari della NATO utilizzino navi sotto le spoglie di missioni di ricerca o trasporti civili per danneggiare i cavi sottomarini e le infrastrutture energetiche nelle acque europee.</p><p>La piccola unità norvegese, composta da circa 150 individui, è estremamente versatile e incaricata di missioni che vanno dai raid costieri e pattuglie marittime alla raccolta di informazioni. Con i rischi di sabotaggio in mente per la NATO, formazioni come questa stanno acquisendo nuova importanza nelle strutture delle forze nazionali.</p><p>Nel suo rapporto annuale di valutazione delle minacce nazionali, i Servizi di Sicurezza della Polizia Norvegese <u>hanno notato</u> che nell'ultimo anno, la Russia ha dimostrato \"la sua determinazione e capacità di effettuare operazioni di sabotaggio sul suolo europeo\" e che è \"probabile\" che possa interessare la Norvegia nel 2025.</p><p>Il membro della NATO condivide un confine terrestre di 198 chilometri (123 miglia) con la Russia nell'Artico e un confine marittimo nel Mare di Barents.</p><p>Sebbene i Ranger Costieri non abbiano notato un aumento nel numero di imbarcazioni illegali o sanzionate che navigano lungo la costa norvegese, gli ufficiali hanno notato che c'è stato un aumento del livello di disturbo elettromagnetico negli ultimi anni.</p><p>Le autorità della difesa norvegese hanno recentemente approvato una serie di aggiornamenti per modernizzare ed espandere le capacità dell'unità ranger. Tra questi vi è l'acquisizione di nuove tecnologie senza pilota, inclusi droni per la sorveglianza marittima a lungo raggio, secondo quanto riferito da Frode Nakken, comandante dei Ranger Costieri.</p><p>“Abbiamo operato con droni per alcuni anni, principalmente modelli ad ala fissa, ma si sono dimostrati vulnerabili al clima artico - i droni più grandi e a lungo raggio che otterremo avranno maggiore resistenza e potenza per sopportare queste condizioni,” ha dichiarato a Defense News durante l'esercizio Joint Viking.</p><p>Le temperature invernali nel nord della Norvegia possono facilmente scendere fino a -10 gradi Celsius, dove il freddo prosciuga rapidamente la vita della batteria dei droni e le abbondanti precipitazioni rendono difficile per gli operatori pilotarli.</p><p>Il Pledge della Difesa Norvegese 2025-2036 <u>ha dichiarato</u> che l'ambizione è di avere i sistemi aerei senza pilota stazionati alla Stazione Aerea di Andøya, circa 300 chilometri a nord del Circolo Polare Artico.</p><p>Il Ministero della Difesa norvegese ha contattato produttori statunitensi, inclusi Northrop Grumman e General Atomics riguardo a questa richiesta di informazioni, come riportato da Janes.</p><p>Un portavoce di General Atomics ha detto a Defense News che l'azienda ha già risposto alla sollecitazione, proponendo il suo MQ-9B SeaGuardian.</p><p>“Fornirà alla Norvegia una copertura radar marittima a 360 gradi e complete capacità SIGINT - l'MQ-9B è l'unico velivolo pilotato a distanza in grado di eseguire missioni di guerra antisommergibile, permettendo di potenziare la flotta esistente di aerei di pattuglia P-8 del paese,” ha detto il portavoce C. Mark Brinkley.</p>","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/SLJ2BZFQGVDLPMQCXV7MYNO5TU-2-1.jpeg","categoria":"Internazionali","tags":"NATO, Norvegia, sabotaggio","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-21 21:55:18","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/europe/2025/03/21/norways-coastal-rangers-eye-fresh-drones-to-find-threats-at-sea/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4648-le-forze-costiere-norvegesi-valutano-nuovi-droni-per-individuare-minacce-in-mare.mp4","galleria":""}
{"id":4644,"titolo":"I leader dell'UE approvano un imponente piano di riarmo europeo","contenuto_html":"<p>LA HAYA, Paesi Bassi — I leader dell'Unione Europea hanno concluso una settimana intensa per la difesa, approvando giovedì un piano storico per sbloccare complessivamente 800 miliardi di euro (866 miliardi di dollari) in spese militari europee, sebbene siano emerse alcune fratture politiche.</p><p>Il blocco spera di segnare un momento di svolta nella storia del continente di fronte alla guerra della Russia contro l'Ucraina, vista da molti qui come una mossa iniziale verso aspirazioni territoriali più ampie, e un temuto abbandono da parte degli Stati Uniti sotto la presidenza di Trump.</p><p>Il piano di spesa è esplicitamente progettato per ridurre la dipendenza dall'America per armi e sicurezza, con la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen che afferma che l'Europa \"deve comprare più europeo\" e rafforzare la base tecnologica e industriale della difesa europea. Si concentra anche sugli acquisti congiunti, una tendenza in crescita in tutto il continente che promette di legare ancora più strettamente i paesi. In base al piano, gli acquisti congiunti saranno aperti anche all'Ucraina e ad altri paesi nella sfera di influenza dell'UE.</p><p>Si sono verificati alcuni battibecchi sui dettagli.</p><p>La Spagna vorrebbe includere la cybersecurity e la mitigazione dei cambiamenti climatici nella definizione di \"difesa\", cosa che i principali funzionari dell'UE hanno respinto come \"difesa mascherata\".</p><p>E l'Italia, da tempo sostenitrice di prestiti comuni e acquisti europei, ha improvvisamente cambiato posizione su questi punti, mettendo ora in discussione i piani dell'UE, apparentemente preoccupata per il conferimento di maggiori poteri all'UE che in precedenza erano riservati ai governi nazionali.</p><p>L'Ungheria, nel frattempo, ha mantenuto la sua posizione dichiarata di \"armi per l'Europa sì, armi per altri paesi no\" - riflesso del disgusto di Budapest per l'aiuto militare all'Ucraina.</p><p>Nonostante l'atmosfera di una nuova consapevolezza di sé, il progresso, in particolare il sostegno all'Ucraina, è in parte vacillato mentre vecchie divisioni all'interno del blocco sono riemerse.</p><p>Al centro di coloro che hanno frenato c'erano i soliti sospetti dell'Ungheria e della Slovacchia, i cui governi amichevoli verso la Russia hanno spesso minacciato di bloccare il sostegno europeo all'Ucraina o nuove sanzioni contro Mosca. Come era già accaduto in un vertice d'emergenza all'inizio di questo mese, precipitato dall'incontro disastroso alla Casa Bianca tra il presidente ucraino Zelensky e il presidente degli Stati Uniti Trump, l'UE è stata appena al di sotto del consenso nel sottolineare il suo continuo sostegno all'Ucraina.</p><p>Solo l'Ungheria ha rifiutato di firmare la dichiarazione congiunta che promette il continuo impegno dell'Europa nel fornire aiuto militare e finanziario all'Ucraina.</p><p>Un piano dell'UE per mobilitare 40 miliardi di euro in supporto aggiuntivo per l'Ucraina è apparso impraticabile, e persino una versione ridotta di 5 miliardi di euro concentrata esclusivamente su proiettili di artiglieria sembra in bilico entrando nel venerdì. I diplomatici europei hanno lamentato che l'iniziativa era stata compromessa dal non aver consultato gli stakeholder interessati in anticipo, con la Francia - la principale potenza militare dell'unione - esitante a sostenere l'iniziativa.</p><p>Ad oggi, l'UE ha fornito 139,2 miliardi di euro all'Ucraina, inclusi 49,3 miliardi di euro in supporto militare.</p><p>Nonostante gli ostacoli, l'UE si è mossa a velocità fulminea - almeno secondo gli standard di Bruxelles - per colmare il vuoto di potere lasciato da un ritiro degli Stati Uniti e ha dimostrato una notevole unità nel farlo.</p><p>\"Ciò che è cambiato... è il nuovo senso di urgenza. Perché qualcosa di fondamentale è cambiato,\" ha detto la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen ai giornalisti a Bruxelles all'inizio di questo mese. \"I nostri valori europei - democrazia, libertà e stato di diritto - sono sotto minaccia.\"</p>","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/XJDTKSFLFFB3FO2OYYS53MVMAQ-1-scaled-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, spese militari, Unione Europea","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-21 21:16:39","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/europe/2025/03/21/eu-leaders-green-light-massive-european-rearmament-plan/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4644-i-leader-dellue-approvano-un-imponente-piano-di-riarmo-europeo.mp4","galleria":"4645"}
{"id":4640,"titolo":"L'esercito statunitense non effettuerà esercitazioni di tiro reale Typhon nelle Filippine","contenuto_html":"<p>L'Esercito degli Stati Uniti non effettuerà un'operazione di fuoco reale del suo sistema missilistico a medio raggio, noto come Typhon, durante gli esercizi nelle Filippine questa primavera, secondo il comandante del servizio incaricato delle operazioni dell'Esercito degli Stati Uniti nel Pacifico.</p><p>“Non abbiamo in programma di condurre fuoco reale nelle Filippine al momento,” ha dichiarato il Magg. Gen. Jeffrey VanAntwerp, vice capo di stato maggiore per le operazioni, i piani e l'addestramento presso l'Esercito degli Stati Uniti nel Pacifico, ai giornalisti durante un briefing stampa giovedì.</p><p>La notizia arriva quasi un anno dopo che la 1ª Task Force Multi-Dominio dell'Esercito ha trasportato un lanciatore Typhon a Luzon, Filippine, come parte dell'esercitazione Salaknib di quell'anno — segnando la prima volta che la nuova capacità, considerata vitale per la strategia dell'Esercito degli Stati Uniti nell'Indo-Pacifico, era stata dispiegata. Il sistema missilistico ha viaggiato per più di 8.000 miglia dalla Joint Base Lewis-McChord, Washington, a bordo di un aereo da trasporto C-17 Globemaster in un volo di 15 ore.</p><p>Da allora, Typhon è rimasto nel paese, suscitando l'ira della Cina, che ha criticato la mossa e ha avvertito che potrebbe destabilizzare la regione. Le autorità non hanno ancora sparato con il sistema missilistico nelle Filippine.</p><p>Non è chiaro per quanto tempo Typhon rimarrà nelle Filippine o se sarà trasferito altrove nel teatro del Pacifico.</p><p>In risposta a una domanda su dove potrebbe essere diretto il sistema, VanAntwerp ha detto, “Stiamo facendo piani, ma devo rimandare all'[Ufficio del Segretario alla Difesa].”</p><p>Il sistema costruito da Lockheed Martin, composto da un sistema di lancio verticale che utilizza i missili Standard Missile-6 e Tomahawk costruiti dalla Raytheon della Marina, può colpire bersagli nella gamma da 500 a 2.000 chilometri. Il sistema completo dispone di un centro operativo per le batterie, quattro lanciatori, veicoli principali e rimorchi modificati.</p><p>Il sistema missilistico è in grado di affondare navi, colpire obiettivi terrestri a lungo raggio ed è “mobile e sopravvivibile,” ha detto VanAntwerp.</p><p>Nell'ambito delle esercitazioni militari di quest'anno Salaknib e Balikatan tra gli Stati Uniti e le Filippine, la Marina filippina prevede di sparare missili C-Star, Spike Non-Line-of-Sight e Mistral. Le forze armate del paese non spararanno il loro missile da crociera supersonico a medio raggio Brahmos, che ha un costo più elevato per colpo.</p><p>La presenza di Typhon nelle Filippine ha spinto altri paesi della regione del Pacifico a informarsi sulla possibilità di ospitare il sistema d'arma, ha recentemente detto un funzionario della difesa degli Stati Uniti a Defense News.</p><p>L'Esercito sapeva che Typhon avrebbe avuto un forte effetto deterrente, ma non si aspettava che fosse così grande come è stato osservato nell'ultimo anno, ha detto il funzionario, in particolare nel mettere in agitazione la Cina.</p><p>La sfida più grande ora è trasportare la capacità in tutto il Pacifico — se il desiderio è di ruotarla tra i paesi — a causa degli alti costi di movimentazione delle attrezzature, ha detto il funzionario.</p><p>Nel frattempo, la 3ª MDTF dell'Esercito, con sede alle Hawaii, è in procinto di ricevere presto la sua batteria Typhon, che il servizio ha certificato alla JBLM.</p><p>“Stiamo costantemente cercando opportunità per esercitare capacità come quella in avanti nel teatro,” ha detto di recente il Col. Michael Rose, comandante della 3ª MDTF. “Impariamo enormi lezioni portando capacità nel teatro.”</p><p>Rose ha detto che l'Esercito prevede che Typhon supporti l'Operazione Pathways, una serie di esercitazioni durante tutto l'anno progettate per rafforzare la cooperazione con gli alleati regionali e dissuadere la Cina.</p>","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/DFN5OJQZZFC47CZPYMM7BJ2RDE-2-1.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"esercitazioni, Filippine, Typhon","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-21 21:13:05","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/land/2025/03/21/us-army-will-not-conduct-typhon-live-fire-at-exercises-in-philippines/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4640-lesercito-statunitense-non-effettuera-esercitazioni-di-tiro-reale-typhon-nelle-filippine.mp4","galleria":"4641"}
{"id":4627,"titolo":"COMFOP SUD, il Generale Ristuccia passa il testimone al Generale Di Stasio","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Napoli, Palazzo Salerno</strong> – Si è svolta questa mattina, nella storica cornice di Palazzo “Salerno” a Napoli, la cerimonia di avvicendamento al vertice del Comando delle Forze Operative Sud (COMFOP SUD). Alla presenza del Comandante delle Forze Operative Terrestri, <strong>Generale di Corpo d'Armata Gaetano Zauner</strong>, e delle principali autorità militari e civili del territorio, il <strong>Generale di Corpo d’Armata Angelo Michele Ristuccia</strong> ha ceduto il comando al <strong>Generale di Divisione Andrea Di Stasio.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un momento solenne, che suggella il passaggio di consegne tra due leader di altissimo profilo, accomunati dallo spirito di servizio e dall’impegno per la sicurezza del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14271,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"COMFOP SUD, il Generale Ristuccia passa il testimone al Generale Di Stasio - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/4.-Firma-dellalbo-donore-1000x667.jpg\" alt=\"COMFOP SUD, il Generale Ristuccia passa il testimone al Generale Di Stasio - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14271\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-lavoro-del-generale-ristuccia-visione-concretezza-e-valori\">Il lavoro del Generale Ristuccia: visione, concretezza e valori</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Ristuccia lascia il Comando dopo aver condotto un percorso di crescita e innovazione straordinario. Durante il suo mandato, il COMFOP Sud ha ulteriormente rafforzato il proprio ruolo di Comando interregionale multifunzione, divenendo un punto di riferimento sia nella preparazione delle forze destinate alle missioni operative, sia nel sostegno alle esigenze territoriali, in concorso con le autorità locali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sotto la sua guida, le Forze Operative Sud hanno saputo rispondere con prontezza ed efficacia alle nuove sfide del contesto operativo contemporaneo: un ambiente caratterizzato da una crescente complessità e da minacce multidominio, che spaziano dal cyber alle operazioni convenzionali, fino alla gestione di emergenze di protezione civile. Il Generale Ristuccia ha saputo coniugare pragmatismo e visione strategica, investendo su<a href=\"https://www.esercito.difesa.it/Documents/A4_VISION_RGB.pdf\"> tre assi fondamentali</a>: <strong>valori</strong>, <strong>tecnologia</strong> e <strong>addestramento</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il suo intervento, ha ringraziato il personale del COMFOP Sud e dei reparti dipendenti, sottolineando l’importanza della leale collaborazione e della professionalità espressa in ogni settore: “Abbiamo operato insieme per rendere questa grande Unità sempre più efficiente e pronta, consapevoli del ruolo che il nostro Esercito ricopre nella sicurezza del Paese e nell’ambito delle operazioni all’estero. Questo è stato possibile grazie alla coesione, alla dedizione e al senso del dovere di tutte le donne e gli uomini che ogni giorno indossano con orgoglio l’uniforme.”</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14273,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"COMFOP SUD, il Generale Ristuccia passa il testimone al Generale Di Stasio - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/2.-Discorso-del-Generale-di-Corpo-dArmata-Gaetano-Zauner-1000x667.jpg\" alt=\"COMFOP SUD, il Generale Ristuccia passa il testimone al Generale Di Stasio - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14273\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-nuovo-comandante-generale-di-stasio-pronto-ad-affrontare-le-sfide-future\">Il nuovo Comandante, Generale Di Stasio: “Pronto ad affrontare le sfide future”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale di Divisione Andrea Di Stasio, che subentra al comando, è un ufficiale di lunga esperienza e consolidata competenza. Nel suo discorso d’insediamento, ha espresso orgoglio e senso di responsabilità per il nuovo incarico, consapevole delle sfide che lo attendono in un contesto strategico in continua evoluzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>“Raccolgo con onore il testimone dal Generale Ristuccia, consapevole del valore e della dedizione che ha saputo esprimere in questo comando. Guardiamo avanti con determinazione e spirito di servizio, pronti a garantire la sicurezza e la protezione dei cittadini, nel solco della tradizione e dei valori dell’Esercito Italiano”, ha dichiarato Di Stasio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ruolo-del-comfop-sud-un-pilastro-strategico-per-la-sicurezza-nazionale\">Il ruolo del COMFOP SUD: un pilastro strategico per la sicurezza nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il COMFOP Sud è un Comando di vertice con responsabilità sull’Italia centro-meridionale e insulare. Sotto il suo controllo ricadono cinque Brigate pluriarma, dedicate all’approntamento delle forze destinate alle operazioni nazionali ed internazionali, oltre a quattro Comandi Militari Esercito regionali impegnati nelle attività logistiche, amministrative e di supporto alle comunità locali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fondamentale, inoltre, è la responsabilità del COMFOP Sud nella gestione delle operazioni <strong>“Strade Sicure”</strong> e <strong>“Terra dei Fuochi”</strong>, che vede impegnati ogni giorno migliaia di militari per garantire la sicurezza e la legalità nei territori di competenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come ha ribadito il Generale Ristuccia, \"abbiamo il dovere di prepararci e produrre le migliori capacità operative possibili, con le risorse che abbiamo, che riceveremo o che sapremo proporre. Un impegno che ci assumiamo con consapevole pragmatismo e con l’onore di servire il nostro Paese.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14274,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"COMFOP SUD, il Generale Ristuccia passa il testimone al Generale Di Stasio - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/7.-Piazzale-della-cerimonia-1000x667.jpg\" alt=\"COMFOP SUD, il Generale Ristuccia passa il testimone al Generale Di Stasio - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14274\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-visione-futura-valori-tecnologia-e-addestramento\">La visione futura: valori, tecnologia e addestramento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cambio di comando avviene in un momento in cui le sfide militari si stanno evolvendo rapidamente, rese complesse da nuove minacce tecnologiche e ambienti operativi multidominio. Il Generale Di Stasio ha confermato la continuità strategica, riaffermando la centralità dei <strong>valori etici</strong>, dell’<strong>innovazione tecnologica</strong> e dell’<strong>addestramento</strong> come pilastri fondamentali per garantire l’efficacia delle Forze Operative Sud, in linea con le direttive del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito e del Comando delle Forze Operative Terrestri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questo passaggio di consegne, il COMFOP Sud si prepara ad affrontare le nuove sfide con rinnovata energia e determinazione, forte di una tradizione di eccellenza e al servizio del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/6.-Cambio-al-Comando-delle-Forze-Operative-Sud-scaled-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"comfopsud","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-21 07:46:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Cambio-al-Comando-delle-Forze-Operative-Sud.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4627-comfop-sud-il-generale-ristuccia-passa-il-testimone-al-generale-di-stasio.mp4","galleria":""}
{"id":4646,"titolo":"L'Italia si oppone al piano di spesa per la difesa dell'UE, frenando l'impulso del blocco","contenuto_html":"<p>ROMA — Il Primo Ministro italiano Giorgia Meloni si è opposta ai piani dell'Unione Europea di raccogliere 800 miliardi di euro (870 miliardi di dollari) per la spesa in difesa, compromettendo la dimostrazione di forza del blocco di fronte all'aggressione russa e all'indifferenza di Donald Trump.</p>\n<p>La manna europea è stata proposta dalla presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen, che sostiene piani per 150 miliardi di euro in prestiti per la spesa in difesa degli stati membri.</p>\n<p>Una seconda proposta consentirebbe agli stati membri di escludere la spesa per la difesa fino all'1,5 percento del loro PIL nazionale dalle regole del debito dell'UE, che sono progettate per impedire agli stati di accumulare deficit eccessivi.</p>\n<p>Se tutti gli stati sfruttassero l'esenzione, la spesa per la difesa dell'UE potrebbe aumentare di 650 miliardi di euro, sommandosi ai prestiti per raggiungere un totale di 800 miliardi di euro.</p>\n<p>Ma il primo ministro italiano Meloni ha dato un giudizio negativo al piano delle regole del debito quando ha incontrato Von der Leyen a Bruxelles giovedì, prima di un vertice dell'UE per discutere il piano.</p>\n<p>Ha dichiarato di preferire incentivare gli investitori privati a investire nei programmi di difesa, o un finanziamento diretto dell'UE che \"non incide direttamente sui debiti statali\".</p>\n<p>La mancanza di entusiasmo di Meloni avrà sorpreso i funzionari della difesa in Europa, dato che il suo governo ha ripetutamente chiesto di escludere la spesa per la difesa dai limiti di spesa per il deficit dell'UE.</p>\n<p>Questa mossa, ha precedentemente affermato il suo ministro della difesa Guido Crosetto, era l'unico modo per l'Italia di sperare di aumentare la sua spesa, che è circa l'1,5 percento del PIL.</p>\n<p>Ora che l'UE ha detto che l'Italia può fare ciò che ha spinto a fare per anni, Meloni ha rifiutato di accettare l'offerta.</p>\n<p>Una ragione è che, indipendentemente dal fatto che l'UE permetta nuove spese di debito, i mercati potrebbero essere meno indulgenti.</p>\n<p>Un'altra ragione è che Meloni rimane scettica riguardo all'idea che l'Europa diventi una superpotenza della difesa senza un forte sostegno degli Stati Uniti.</p>\n<p>Questo mese ha rifiutato di unirsi ai piani elaborati da Regno Unito e Francia per schierare forze di pace in Ucraina in caso di cessate il fuoco.</p>\n<p>In una lettera al quotidiano italiano Corriere della Sera giovedì, il ministro della difesa di Meloni, Crosetto, ha scritto che solo la NATO, non l'UE, offre una garanzia di assistenza militare tra i membri.</p>\n<p>\"L'unico modello di difesa concreto e praticabile, qui e ora, è la NATO,\" ha scritto.</p>\n<p>La cautela di Meloni sul riarmo riflette anche l'opposizione degli elettori italiani alla spesa per le armi piuttosto che per la sanità.</p>\n<p>Un sondaggio di questo mese ha rivelato che il 54,6% degli italiani si oppone al piano di spesa di 800 miliardi di euro.</p>\n<p>Il vice primo ministro di Meloni, Matteo Salvini, un euroscettico da tempo morbido sulla Russia, questa settimana si è anche opposto alla spesa aggiuntiva per la difesa, sostenendo che la più grande minaccia per l'Italia è il terrorismo islamico, non Vladimir Putin.</p>\n<p>Interrogato giovedì su un possibile esercito europeo, ha risposto, \"Cosa farebbe oggi un esercito europeo guidato da Francia e Germania: andrebbe in guerra?\"</p>","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/UD5XN25G7ZA2BC46UUQXPDGHZ4-4.jpg","categoria":"Internazionali","tags":"difesa, Meloni, UE","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-20 21:27:16","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defensenews.com/global/europe/2025/03/20/italy-opposes-eu-defense-spending-scheme-checking-blocs-momentum/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4646-litalia-si-oppone-al-piano-di-spesa-per-la-difesa-dellue-frenando-limpulso-del-blocco.mp4","galleria":"4647"}
{"id":4625,"titolo":"Luciana Littizzetto querelata dal Tenente Pasquale Trabucco per le dichiarazioni sulle Forze Armate","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Tenente dell’Esercito Pasquale Trabucco</strong>, ufficiale in congedo e Presidente del <strong>Comitato per il 4 Novembre</strong>, ha presentato una querela nei confronti della comica <strong>Luciana Littizzetto</strong> a seguito delle dichiarazioni rilasciate nella puntata del 9 marzo 2025 di <em>Che Tempo Fa</em>, trasmissione condotta da Fabio Fazio. Lo riporta <a href=\"https://onanotiziarioamianto.it/littizzetto-presentata-querela-dal-tenente-pasquale-trabucco/\">l'Osservatorio Nazionale Amianto</a> sul suo sito web.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il programma, la Littizzetto ha letto una lettera ironica indirizzata alla Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, mettendo in dubbio la capacità dell’Italia di contribuire a un ipotetico esercito europeo. Nel suo monologo, la comica ha sostenuto che gli italiani \"non sono capaci di fare la guerra\" e ha citato episodi storici come Caporetto, la Campagna di Grecia e la Seconda Guerra Mondiale per sostenere la sua tesi. Abbiamo risposto alla Lettizzetto prima <a href=\"https://brigatafolgore.net/paracadutisti-alle-parole-della-littizzetto/\">pubblicando le parole del Generale Marco Bertolini e del Tenente Colonnello Gianfranco Paglia</a>, poi <a href=\"https://brigatafolgore.net/littizzetto-inefficienza-militare-italiana/\">facendo chiarezza sul falso mito dell'inefficienza dell'Esercito Italiano</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Tenente Trabucco ha ritenuto le affermazioni della comica lesive della dignità delle Forze Armate e ha spiegato le ragioni della sua azione legale:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\"><em>Ho preso questa decisione perché penso che certe cose non vadano toccate. Intendo la dignità dei nostri uomini in divisa. Come Comitato per il ripristino della Festività del 4 Novembre l’ho ritenuto un atto simbolico necessario per i nostri caduti in battaglia. Ad esempio Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo ufficiale italiano, comandante del Fronte Militare Clandestino, martire alle Fosse Ardeatine e Medaglia d’oro al valor militare alla memoria. Mi riferisco non solo ai nostri soldati, ma anche ad esempio ai Partigiani della Resistenza. Ovviamente sono disposto a ritirare la querela in caso di pubbliche scuse.</em></pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche l’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) ha preso posizione sulla vicenda, esprimendo solidarietà alle Forze Armate. L’Avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, ha dichiarato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">L’<em>ONA – Osservatorio Nazionale Amianto</em> sostiene in modo forte l’azione delle nostre forze armate che costituiscono il presidio di libertà e di giustizia.<br>Va reso merito a chi ha saputo onorare la bandiera e la patria senza indietreggiare, di chi ha resistito ad esempio in Russia anche in inferiorità numerica in attrezzature e armamento. E si sono ritirati per le scellerate scelte dei tedeschi che preferirono concentrare tutte le loro truppe all’interno di Stalingrado offrendo il fianco ai fronti scoperti tra cui quello rumeno.<br>I nostri uomini, tra cui gli alpini. furono quindi travolti. La prima Guerra Mondiale ha permesso di ripristinare l’integrità nazionale con l’italianità di Trento e Trieste. Faccio riferimento anche alla Seconda Guerra Mondiale, alla Decima Mas prima dell’armistizio, o quando in Sicilia l’esercito ha resistito 20 a uno rispetto alle forze angloamericane che erano sostenute anche da elementi della mafia. Oppure all’eccidio di Nikolajevska in Russia del Corpo d’Armata Alpino che nessuno quasi mai ricorda, dove perdemmo un intero corpo d’armata di alpini. La storia delle nostre forze armate è una storia gloriosa. Non concordo sulle parole della Littizzetto. Mi rattrista che le istituzioni non abbiano ristabilito questi principi e confidiamo che per ora e per il futuro ci sia maggiore rispetto per i nostri uomini in divisa.\"</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La querela presentata dal Tenente Trabucco ha sollevato un acceso dibattito tra chi difende la satira come forma di espressione libera e chi ritiene che certe affermazioni abbiano superato il limite del rispetto istituzionale e storico. Resta da vedere quale sarà la reazione di Luciana Littizzetto e se la vicenda avrà ulteriori sviluppi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/trabucco-lettizzetto.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"esercitoitaliano, Littizzetto, querela","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-20 21:06:20","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://onanotiziarioamianto.it/littizzetto-presentata-querela-dal-tenente-pasquale-trabucco/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4625-luciana-littizzetto-querelata-dal-tenente-pasquale-trabucco-per-le-dichiarazioni-sulle-forze-armate.mp4","galleria":""}
{"id":4617,"titolo":"Difesa Est Europa: Addio al Bando sulle Mine","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Mondo</strong> – La sicurezza al confine orientale dell’Europa conosce una nuova fase di ridefinizione strategica. I ministri della Difesa di Polonia, Lituania, Lettonia ed Estonia hanno annunciato congiuntamente l’intenzione di ritirarsi dalla <a href=\"https://italiarappdisarmo.esteri.it/it/il-disarmo/trattati-e-convenzioni/il-trattato-sulla-messa-al-bando-delle-mine-antipersona/\">Convenzione di Ottawa</a>, il trattato internazionale del 1997 che vieta la produzione, lo stoccaggio, la vendita e l’impiego delle mine antiuomo. La decisione, formalizzata in una dichiarazione congiunta, dovrà ora essere sottoposta all’approvazione dei singoli Parlamenti nazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una mossa che, se confermata, rappresenterebbe un cambio di rotta significativo nella politica di sicurezza dei quattro Paesi. A pesare, secondo i ministri, è il deterioramento della sicurezza nella regione baltica e lungo i confini orientali dell’Alleanza Atlantica. \"Dalla ratifica della Convenzione per la messa al bando delle mine antiuomo – si legge nella nota ufficiale – la situazione della sicurezza nella nostra regione si è fondamentalmente deteriorata\". I Paesi firmatari citano in particolare \"l’aggressione della Russia e la sua continua minaccia alla comunità euro-atlantica\" come motivazione alla base della revisione delle proprie scelte in materia di difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14243,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Difesa Est Europa: Addio al Bando sulle Mine - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/mina-1000x599.jpg\" alt=\"Difesa Est Europa: Addio al Bando sulle Mine - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14243\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La scelta dopo l’uscita dalla Convenzione di Oslo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è la prima volta che questi Stati rimettono in discussione accordi multilaterali sugli armamenti. La Lituania, infatti, ha recentemente abbandonato la <strong>Convenzione di Oslo</strong>, che vieta l’uso delle bombe a grappolo, segnalando una crescente priorità data al rafforzamento delle difese territoriali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"La flessibilità e la libertà di scelta nell’adozione di nuovi sistemi offensivi e difensivi – affermano i ministri – sono oggi elementi imprescindibili per garantire la sicurezza del vulnerabile lato orientale della Nato\". Nella dichiarazione, i titolari della Difesa di Estonia (Hanno Pevkur), Lettonia (Andris Sprūds), Lituania (Dovilė Šakalienė) e Polonia (Władysław Kosiniak-Kamysz) sottolineano che, pur ritirandosi dalla Convenzione di Ottawa, i loro Paesi continueranno a rispettare il diritto umanitario internazionale e a tutelare i civili durante i conflitti armati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14245,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Difesa Est Europa: Addio al Bando sulle Mine - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/Metallic-components-present-in-minimum-metal-anti-personnel-mines-Adapted-from-9.png\" alt=\"Difesa Est Europa: Addio al Bando sulle Mine - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14245\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La pressione del fronte orientale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra in Ucraina e l’inasprimento delle tensioni con la Russia hanno riaperto il dibattito sulla necessità per i Paesi dell’Est Europa di adottare misure straordinarie di difesa. Il primo ministro polacco Donald Tusk, all’inizio del mese, aveva già preannunciato l’avvio delle procedure per l’uscita della Polonia dal trattato di Ottawa. Anche la Finlandia, pur non firmataria della dichiarazione odierna, ha confermato di star valutando un passo simile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Hanno Pevkur ha tuttavia precisato che, al momento, non ci sono piani per sviluppare, immagazzinare o utilizzare mine antiuomo, mentre il capo di stato maggiore della difesa lettone, il maggiore generale Kaspars Pudāns, ha ribadito che le priorità di Riga rimangono focalizzate sulle mine anticarro e sulla disponibilità di proiettili di artiglieria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14246,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Difesa Est Europa: Addio al Bando sulle Mine - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/corridoio-di-suwalki-e1705671320133-1000x672.png\" alt=\"Difesa Est Europa: Addio al Bando sulle Mine - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14246\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un colpo al trattato di Ottawa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ritiro congiunto di Polonia e Paesi Baltici rappresenterebbe un duro colpo per la <strong>Convenzione di Ottawa</strong>, già messa sotto pressione dai conflitti in corso e dalla crescente militarizzazione delle aree di confine. Firmata nel 1997, la Convenzione aveva l’obiettivo di bandire le mine antiuomo in tutto il mondo, raccogliendo finora l’adesione di oltre 160 Paesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, dodici Stati – tra cui <strong>Stati Uniti, Cina e Russia</strong> – non hanno mai ratificato l’accordo né rinunciato ufficialmente alla possibilità di fabbricare mine antiuomo. A ciò si aggiunge che <strong>16 Paesi nel mondo</strong> continuano a produrre <strong>bombe a grappolo</strong>, armamenti vietati dalla Convenzione di Oslo del 2008, ma considerati ancora strategici in numerosi scenari di conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ora l’uscita di quattro nazioni strategiche, poste sul fronte più delicato dell’Alleanza Atlantica, rischia di minare ulteriormente la solidità degli accordi internazionali sul disarmo e di riaprire la questione sull’impiego di sistemi d’arma controversi, ma ritenuti da alcuni governi essenziali per la difesa dei propri territori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/antipersonnel-mines-ICRC-web.jpg.webp","categoria":"Nazionali","tags":"DIfesa. mine. europa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-20 15:52:06","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4617-difesa-est-europa-addio-al-bando-sulle-mine.mp4","galleria":"14246 | 14245 | 14244 | 14247"}
{"id":4612,"titolo":"Il Corno d’Africa al Centro dell’Impegno Italiano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci</strong>, Comandante Operativo di Vertice Interforze (COVI) e già Comandante della <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\">Brigata Paracadutisti Folgore</a>, ha recentemente concluso una missione istituzionale in Gibuti e Somalia. Una visita di grande rilevanza strategica che conferma l’impegno delle Forze Armate italiane per la sicurezza e la stabilità del Corno d’Africa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La visita alla Base Militare Italiana di Supporto (BMIS) di Gibuti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accolto a Gibuti dal <strong>Comandante della BMIS</strong>, Colonnello Stefano Capriglione, e dal <strong>Comandante della Missione Addestrativa Italiana “MIADIT Somalia”</strong>, Colonnello Fabio Coppolino, il Generale Iannucci ha visitato l’intera struttura, fulcro logistico delle missioni italiane nell’area. Dal 2012, infatti, la BMIS rappresenta un hub cruciale per il supporto alle operazioni militari italiane nel Corno d’Africa, nel Golfo di Aden e nell’Oceano Indiano. La base ospita anche il contingente Carabinieri della MIADIT, impegnato in attività di addestramento a favore delle forze di sicurezza locali, a testimonianza del contributo italiano alla stabilizzazione della regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14237,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Il Corno d’Africa al Centro dell’Impegno Italiano - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/78744add-d28d-45da-a57f-524d3e8d618d-1000x666.jpeg\" alt=\"Il Corno d’Africa al Centro dell’Impegno Italiano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14237\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">A bordo di Nave Martinengo: sicurezza marittima e operazione “ASPIDES”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Iannucci ha proseguito la visita imbarcandosi su <strong>Nave Martinengo</strong>, <a href=\"https://www.marina.difesa.it/noi-siamo-la-marina/pilastro-logistico/log_amm/marinalles/Pagine/FREMM.aspx.\">FREMM della Marina Militare</a>, sotto il comando del Capitano di Fregata Giuseppe Germinario. Dal 1° febbraio l’unità navale è flagship dell’<strong>operazione europea “ASPIDES”</strong>, volta a garantire la sicurezza della navigazione lungo le principali rotte commerciali internazionali. In questa occasione, il Comandante del COVI ha rivolto ai militari il saluto del Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto, e del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, sottolineando l’importanza del loro ruolo nella protezione delle vie marittime essenziali per l’economia globale e per la sicurezza energetica dell’Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il contributo italiano alla sicurezza della Somalia con la EUTM-S</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A Mogadiscio, il Generale Iannucci ha incontrato i militari italiani impiegati nella missione <strong>European Union Training Mission Somalia</strong> (EUTM-S), sotto la guida del Generale di Brigata Giuseppe Zizzari. La missione è finalizzata all’addestramento delle Somali National Security Forces in un contesto segnato dall’instabilità politica e dalla minaccia del terrorismo di Al-Shabaab. Durante l’incontro con le autorità somale, tra cui il Vice Ministro della Difesa e il Vice Capo di Stato Maggiore della Difesa, è stato espresso il ringraziamento per il sostegno fornito dall’Italia alle istituzioni locali e alle forze di sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14238,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Il Corno d’Africa al Centro dell’Impegno Italiano - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/82d8e774-89e8-4cae-8e4c-d47be714412d-1000x667.jpeg\" alt=\"Il Corno d’Africa al Centro dell’Impegno Italiano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14238\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Incontri diplomatici e cooperazione internazionale a Mogadiscio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della visita, il Generale Iannucci ha avuto incontri significativi presso l’International Campus con il <strong>Vice Capo della Missione European Union Capacity Building</strong> (EUCAP), l’Ambasciatrice della Delegazione Europea in Somalia, Karin Johansson, e l’<strong>Ambasciatore d’Italia, Pier Mario Daccò Coppi.</strong> I colloqui hanno rafforzato la volontà condivisa di collaborare per potenziare le capacità delle forze di sicurezza somale e promuovere la stabilità regionale. È emersa inoltre l’importanza della cooperazione tra partner europei e attori locali per costruire relazioni solide e progetti a lungo termine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il “Piano Mattei” per l’Africa e la visione strategica italiana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Iannucci ha evidenziato come l’impegno italiano in Somalia e Gibuti si inserisca nella visione del “Piano Mattei” per l’Africa. Il piano mira a promuovere nuove partnership non solo in ambito sicurezza, ma anche nei settori dell’agricoltura, delle infrastrutture, dell’energia, della sanità e della formazione. «Non c’è sicurezza senza sviluppo, e non c’è sviluppo senza sicurezza», ha sottolineato il Comandante del COVI, rimarcando la necessità di un approccio integrato che favorisca la crescita economica e sociale dei Paesi partner.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14239,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Il Corno d’Africa al Centro dell’Impegno Italiano - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/628b9125-351d-4f62-a4d0-9e0085c3f009-1000x738.jpg\" alt=\"Il Corno d’Africa al Centro dell’Impegno Italiano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14239\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La leadership del Generale Giovanni Maria Iannucci al servizio della Difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questa missione in Gibuti e Somalia, il Generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci conferma la leadership delle Forze Armate italiane nel Mediterraneo Allargato e il ruolo cruciale della presenza italiana nel Corno d’Africa. Un impegno costante a tutela degli interessi nazionali ed europei e a supporto delle comunità locali, per un futuro di stabilità e sicurezza condivisa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/8d773c21-a5ca-41c8-86f2-73ec8fbfcbc9-scaled-1.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"Africa, BMIS, difesa, MIADIT","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-20 14:52:57","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.difesa.it/smd/news-italia/missione-del-comandante-operativo-vertice-interforze-nel-corno-africa/66371.html","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4612-il-corno-dafrica-al-centro-dellimpegno-italiano.mp4","galleria":""}
{"id":4603,"titolo":"Kangaroo 01/25: la Divisione Acqui nel Warfighting","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Capo Teulada (Sardegna), marzo 2025 – Sotto la guida del Generale di Divisione Maurizio Fronda, già comandante del <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\">185° Reggimento Ricognizione Acquisizione Obiettivi \"Folgore\" </a>(RRAO), la Divisione \"Acqui\" sta conducendo una intensa fase addestrativa nel poligono di Capo Teulada, finalizzata a testare e consolidare la capacità di pianificare e condurre operazioni ad alta intensità in contesti di warfighting.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Fronda, comandante della Divisione \"Acqui\", sta imprimendo una forte accelerazione all’evoluzione operativa dell’unità, proiettandola verso gli standard NATO più avanzati. Resilienza, innovazione e realismo sono i tratti distintivi di questa full immersion addestrativa, che prevede il rischieramento del Posto Comando Divisionale grazie al supporto del 57° Reparto Comando e Supporti Tattici “Abruzzi” e del 232° Reggimento Trasmissioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14220,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Kangaroo 01/25: la Divisione Acqui nel Warfighting - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/ACQUI-250319-1-1000x667.jpg\" alt=\"Kangaroo 01/25: la Divisione Acqui nel Warfighting - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14220\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Posto Comando dinamico e flessibile</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel quadro delle attività, l’\"Acqui\" ha adottato una configurazione snella e dinamica del proprio Posto Comando, suddiviso in due elementi principali: il MAIN, centro di pianificazione operativa, e il FORWARD, posto avanzato responsabile della gestione delle operazioni correnti. Quest'ultimo è articolato su due CuOPS, operative su piattaforme <a href=\"http://www.ferreamole.it/images/m577/m577.htm\">VCC M577</a> e shelter a geometria variabile, che consentono un rischieramento rapido e alternato sul campo di battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una scelta che dimostra la capacità della Divisione, sotto la direzione del Gen. Fronda, di interpretare al meglio le esigenze del moderno campo di battaglia, rispondendo alle richieste di prontezza e flessibilità tipiche delle operazioni ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14221,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Kangaroo 01/25: la Divisione Acqui nel Warfighting - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/ACQUI-250319-5-1000x666.jpg\" alt=\"Kangaroo 01/25: la Divisione Acqui nel Warfighting - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14221\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Esperienza e innovazione al servizio dell’alleanza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività in corso a Capo Teulada si pongono nel solco dell’esperienza maturata durante l’esercitazione “Kangaroo 24” e sono pienamente allineate con lo scenario warfighting già impiegato nell’ambito dell’“Avenger Triad”, serie di esercitazioni condotte insieme al Corpo di Reazione Rapida della NATO (ARRC).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questa simulazione, la Divisione \"Acqui\", inquadrata sotto il Corpo d’Armata della NATO, ha coordinato la manovra delle Brigate “Garibaldi”, “Pinerolo” e “Aosta”, conducendo un Forward Passage of Lines (FPOL) in sinergia con la 12^ Divisione di Fanteria polacca, premessa di un’azione offensiva successiva. L’aderenza e l’efficienza dei sistemi di comando e controllo hanno assicurato una gestione efficace delle unità alleate, grazie a una Common Operational Picture costantemente aggiornata in tempo reale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14222,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Kangaroo 01/25: la Divisione Acqui nel Warfighting - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/ACQUI-250319-6-1000x666.jpg\" alt=\"Kangaroo 01/25: la Divisione Acqui nel Warfighting - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14222\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Resilienza e realismo nel warfighting moderno</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ciclo addestrativo in Sardegna è caratterizzato da significativi elementi di novità: lo schieramento del MAIN in infrastrutture di opportunità (“Buildings of Opportunity”), l’implementazione di un rigoroso Battle Rhythm e il rischieramento delle CuOPS anche in condizioni di scarsa visibilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie a questa impostazione, fortemente voluta dal Gen. Fronda, la Divisione \"Acqui\" ha ulteriormente incrementato il realismo dell’addestramento, preparandosi ad affrontare i complessi scenari di un impiego reale nell’ambito delle operazioni multinazionali della NATO. Un impegno che conferma la “Acqui” quale pedina fondamentale nello scacchiere operativo dell’Esercito Italiano e dell’Alleanza Atlantica, capace di coniugare tradizione e innovazione per affrontare le sfide del warfighting contemporaneo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/ACQUI-250319-12.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"divisione aqui, esercitazione","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-20 08:59:04","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/La-Divisione-Acqui-si-addestra-al-warfighting-250319.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4603-kangaroo-0125-la-divisione-acqui-nel-warfighting.mp4","galleria":"14219 | 14217 | 14216 | 14215"}
{"id":4596,"titolo":"Maggiori poteri ai Servizi Segreti: iI nuovo volto della sicurezza nazionale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’approvazione dell’articolo 31 del disegno di legge Sicurezza da parte delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia del Senato, il governo italiano compie un passo importante verso il rafforzamento dei <a href=\"https://www.sicurezzanazionale.gov.it/chi-siamo/organizzazione/dis\">servizi segreti</a>. Un provvedimento atteso da tempo, che mira a rendere il Paese più resiliente contro le minacce del terrorismo, della criminalità organizzata e dei nuovi rischi globali. Il testo, promosso dall’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, interviene sulla legge del 2007 che regolamenta i servizi segreti, potenziandone i poteri e stabilendo una collaborazione obbligatoria tra le pubbliche amministrazioni, le società a partecipazione pubblica, le università e gli enti di ricerca. L’obiettivo è chiaro: costruire una rete di protezione efficiente e capillare in grado di rispondere con tempestività a situazioni di emergenza e prevenire minacce alla sicurezza nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14181,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Maggiori poteri ai Servizi Segreti: iI nuovo volto della sicurezza nazionale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/DIRETTORE-aise-1000x541.jpg\" alt=\"Maggiori poteri ai Servizi Segreti: iI nuovo volto della sicurezza nazionale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14181\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Giovanni Caravelli, direttore dell'AISE</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una collaborazione sinergica tra Istituzioni e Servizi Segreti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nuova norma obbliga le pubbliche amministrazioni e le società controllate a collaborare con il DIS, l’<a href=\"https://www.sicurezzanazionale.gov.it/chi-siamo/organizzazione/aise\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">AISE</a> e l’<a href=\"https://www.sicurezzanazionale.gov.it/chi-siamo/organizzazione/aisi\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.sicurezzanazionale.gov.it/chi-siamo/organizzazione/aisi\" rel=\"noreferrer noopener\">AISI</a>, fornendo informazioni e assistenza tecnica e logistica, anche in deroga alle normative sulla riservatezza. Una scelta che mira a superare i vincoli burocratici che, in passato, potevano ostacolare l’attività di intelligence, rendendo più difficile intervenire in tempo per prevenire crimini e attacchi. La possibilità di stipulare convenzioni con enti di ricerca e università rafforza ulteriormente questa cooperazione, ponendo le basi per un sistema di difesa moderno e integrato, capace di sfruttare le competenze scientifiche e tecnologiche del Paese. Non si tratta solo di raccolta dati, ma di un impegno collettivo per la sicurezza nazionale, in cui ogni attore, pubblico o privato, ha un ruolo da protagonista.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14182,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Maggiori poteri ai Servizi Segreti: iI nuovo volto della sicurezza nazionale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/rientro-da-estero-1000x563.jpg\" alt=\"Maggiori poteri ai Servizi Segreti: iI nuovo volto della sicurezza nazionale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14182\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Rientro di Silvia Romano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Operazioni Speciali: regole chiare per affrontare le minacce più gravi</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’articolo 31 stabilizza anche le cosiddette “condotte scriminabili”, già sperimentate con successo dal 2015. Gli agenti dei servizi di informazione per la sicurezza potranno essere autorizzati a compiere azioni che, in condizioni normali, sarebbero considerate reati. Parliamo di infiltrazioni in associazioni sovversive, gruppi terroristici e bande armate, fino alla direzione di tali organizzazioni, quando necessario per smascherarle e neutralizzarle dall’interno. Una pratica utilizzata dalle principali democrazie occidentali per garantire la sicurezza nazionale. La norma prevede inoltre la possibilità per gli agenti di detenere materiali sensibili e di compiere azioni finalizzate al contrasto del terrorismo internazionale o alla prevenzione di crimini contro l’umanità. È una misura che rafforza la capacità operativa dei servizi, consentendo loro di agire in contesti complessi senza il rischio di vedersi limitati da lacune normative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14185,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Maggiori poteri ai Servizi Segreti: iI nuovo volto della sicurezza nazionale - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-19-234531-1000x540.jpg\" alt=\"Maggiori poteri ai Servizi Segreti: iI nuovo volto della sicurezza nazionale - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14185\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lorenzo D'Auria, già paracadutista della Folgore e agente del Sismi, caduto in Afghanistan nel 2007 durante un'operazione segreta.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Trasparenza e controllo democratico: garanzie costituzionali</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante l’ampliamento dei poteri concessi ai servizi segreti, il controllo democratico resta saldo. Il COPASIR continuerà a vigilare sull’operato del DIS, dell’AISE e dell’AISI, assicurando che ogni attività sia svolta nel rispetto delle leggi e dei principi costituzionali. Il governo e la maggioranza hanno ribadito che si tratta di una riforma necessaria per proteggere il Paese da minacce concrete e attuali, e che l’equilibrio tra sicurezza e diritti individuali sarà sempre mantenuto. Come affermato dal senatore Maurizio Gasparri, \"l’Italia ha bisogno di questi strumenti per difendersi in un mondo sempre più insidioso\". L’approvazione definitiva dell’articolo 31 aprirà una nuova fase per l’intelligence italiana, rendendola più forte, reattiva ed efficace, senza mai rinunciare ai principi della democrazia e della libertà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/rizzi-aise.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"normativa, servizisegreti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-19 23:29:55","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4596-maggiori-poteri-ai-servizi-segreti-ii-nuovo-volto-della-sicurezza-nazionale.mp4","galleria":"14185 | 14184 | 14182 | 14181 | 14186"}
{"id":4588,"titolo":"Cambio alla Scuola Sottufficiali: Taffuri subentra a Di Stasio","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>VITERBO, 19 marzo 2025</strong> – Si è svolta questa mattina, presso la caserma \"Soccorso Saloni\" di Viterbo, la cerimonia del passaggio di consegne alla guida della <strong>Scuola Sottufficiali dell’Esercito</strong>. Il <strong>Generale di divisione Andrea Di Stasio</strong> ha lasciato l’incarico al parigrado <strong>Maurizio Taffuri</strong>, segnando così un nuovo capitolo nella storia dell’Istituto che da oltre mezzo secolo rappresenta il fulcro della formazione dei Sottufficiali dell’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14162,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img title=\"Cambio alla Scuola Sottufficiali: Taffuri subentra a Di Stasio - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/scuola-sott-1.jpg\" alt=\"Cambio alla Scuola Sottufficiali: Taffuri subentra a Di Stasio - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14162\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Da Viterbo a Napoli, il nuovo incarico di Di Stasio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Di Stasio, al comando della Scuola dal mese di aprile 2024, lascia Viterbo per assumere il prestigioso incarico di comandante del <strong>Comando Forze Operative Sud</strong> a Napoli. Durante il suo periodo alla guida dell’Istituto, ha proseguito con determinazione la missione formativa della Scuola, consolidando il ruolo dell’Ente quale centro di eccellenza nella preparazione dei futuri Marescialli e Sergenti dell’Esercito Italiano. Prima di questo incarico, Di Stasio ha guidato l’<strong>Aviazione dell’Esercito (AVES)</strong>, distinguendosi per capacità organizzative e visione strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Maurizio Taffuri, un comandante di esperienza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo comandante, generale di divisione Maurizio Taffuri, 53 anni, vanta una lunga e prestigiosa carriera. Ha comandato il <strong>Reggimento “Batterie a Cavallo”</strong> di Vercelli e successivamente la <strong>Brigata Meccanizzata “Aosta”</strong>, maturando una significativa esperienza operativa nella componente pesante della Forza Armata. Ora è chiamato a proseguire la formazione dei Sottufficiali che andranno ad assumere il delicato ruolo di Comandanti di Plotone nelle unità operative dell’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Scuola Sottufficiali dell'Esercito: una tradizione formativa lunga oltre 150 anni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fondata ufficialmente a Viterbo nel 1965, la <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/comando-per-la-formazione-specializzazione-e-dottrina-dell-esercito/Scuola-Sottufficiali\">Scuola Sottufficiali dell’Esercito</a> rappresenta il polo didattico unico per la formazione dei Marescialli e, dal 2023, anche dei Sergenti. L’istituto eredita un percorso iniziato nel 1871, quando il Regio Esercito comprese la necessità di formare una classe di militari professionisti, con competenze intermedie tra gli ufficiali e la truppa. La Scuola viterbese è oggi considerata un’autentica “Accademia per Sottufficiali”, in grado di coniugare l’addestramento militare con una preparazione accademica: gli allievi marescialli conseguono infatti una laurea triennale in <strong>Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali</strong>, indirizzo “Scienze Organizzative e Gestionali”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’importanza del ruolo del Sottufficiale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel moderno Esercito Italiano, il Maresciallo rappresenta la cerniera tra il comando e la truppa, un punto di riferimento sul terreno: leader capaci di guidare le unità operative in contesti complessi, grazie a una preparazione fisica, morale e tecnica di altissimo livello. La Scuola si fa carico anche della formazione dei Marescialli Specializzati in Sanità, degli Orchestrali e dei Sottufficiali di Corpo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14163,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Cambio alla Scuola Sottufficiali: Taffuri subentra a Di Stasio - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/scuola-sott-2-1000x562.jpg\" alt=\"Cambio alla Scuola Sottufficiali: Taffuri subentra a Di Stasio - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14163\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le autorità presenti alla cerimonia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla cerimonia del passaggio di consegne hanno preso parte numerose autorità civili, militari e religiose. Tra i presenti: il Generale di corpo d’armata Carlo Lamanna, il prefetto di Viterbo Gennaro Capo, il vescovo Orazio Francesco Piazza, il presidente della Provincia Alessandro Romoli, l’assessore comunale Giancarlo Martinengo, il sostituto procuratore Massimiliano Siddi e il presidente del <strong>Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa</strong>, Massimo Mecarini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un futuro all’insegna dell’eccellenza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’arrivo del generale Taffuri, la Scuola Sottufficiali dell’Esercito si appresta a proseguire la sua missione educativa e formativa, in linea con le esigenze di un’Esercito sempre più moderno e professionale. L’Istituto rimane il punto di riferimento nella preparazione di figure chiave per la leadership operativa, continuando una tradizione che affonda le sue radici in oltre 150 anni di storia militare italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/taffuri-di-stasio.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"di stasio, Sassari, Taffuri","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-19 15:41:50","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.viterbotoday.it/cronaca/maurizio-taffuri-comandante-scuola-sottufficiali-esercito-19-marzo-2025.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4588-cambio-alla-scuola-sottufficiali-taffuri-subentra-a-di-stasio.mp4","galleria":""}
{"id":4581,"titolo":"L'Italia onora i Caduti con un simbolo della Memoria","contenuto_html":"<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una nuova tradizione italiana per onorare i Caduti e i Veterani delle Forze Armate</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia si distingue oggi con un gesto di alto valore simbolico e identitario: l’adozione del <strong>Myosotis</strong>, conosciuto anche come <em>Non ti scordar di me</em>, quale fiore ufficiale in memoria dei <strong>Caduti per la Patria</strong>. Questa iniziativa, proposta dal <a href=\"https://www.movm.it/\">Gruppo delle Medaglie d’Oro al Valor Militare d’Italia</a>, rappresenta una novità assoluta e un segno distintivo, un vero <em>fiore all’occhiello</em> per il nostro Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14064,\"width\":\"999px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"L'Italia onora i Caduti con un simbolo della Memoria - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/fiore-metallo-png.png\" alt=\"L'Italia onora i Caduti con un simbolo della Memoria - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14064\" style=\"width:999px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il GMOVM ha condotto un attento studio volto a individuare un fiore che potesse esprimere al meglio l’identità italiana e il valore della memoria. La scelta è ricaduta sul <strong>Myosotis</strong>, un fiore azzurro – lo stesso <em>azzurro Italia</em> che campeggia sulle maglie dei nostri atleti e nei vessilli delle Forze Armate – con cinque petali che evocano la <strong>Stella d’Italia</strong>, simbolo della Repubblica. Un fiore che esprime fedeltà, amore eterno e ricordo, valori profondamente legati al sacrificio dei nostri militari caduti in guerra e nelle missioni di pace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una tradizione che si inserisce tra i grandi simboli della memoria nel mondo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa iniziativa italiana si affianca alle tradizioni consolidate nel mondo anglosassone e francese. Nei Paesi del <strong>Commonwealth</strong>, come il Regno Unito, il Canada, l’Australia e la Nuova Zelanda, il <strong>papavero rosso</strong> è ormai il simbolo internazionale della memoria dei caduti. Nato dalla poesia <em>“In Flanders Fields”</em> di John McCrae, il papavero rosso cresceva nei campi di battaglia di Fiandra, tra le croci che segnavano le tombe dei soldati, diventando un’icona di resilienza e sacrificio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In <strong>Francia</strong>, il fiore della memoria è il <strong>Bleuet de France</strong>, il fiordaliso, nato dall’iniziativa di due infermiere all’indomani della Grande Guerra. Il Bleuet simboleggia solidarietà e rispetto verso i veterani, le famiglie dei caduti e le vittime del terrorismo. Anche questo fiore ricorda il blu delle uniformi dei soldati francesi e il colore della bandiera nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14065,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"L'Italia onora i Caduti con un simbolo della Memoria - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/1zqi99xeqry91-1000x667.jpg\" alt=\"L'Italia onora i Caduti con un simbolo della Memoria - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14065\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il riconoscimento dell’Italia: onorare chi ha servito e chi serve la Patria</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’adozione del <strong>Myosotis</strong>, l’Italia introduce un simbolo unico e profondamente radicato nella sua storia e nella sua cultura. Il personale delle Forze Armate è ora autorizzato a indossare una spilla raffigurante il fiore durante le principali ricorrenze:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>2 novembre</strong>, Commemorazione dei defunti;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>4 novembre</strong>, Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>11 novembre</strong>, Giornata del Veterano;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>12 novembre</strong>, Giornata del Ricordo dei Caduti Militari e Civili nelle Missioni Internazionali per la Pace.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Indossato sul bavero sinistro dell’uniforme, il Myosotis rappresenta non solo il rispetto per chi è caduto, ma anche la continuità del legame tra la Nazione e le sue Forze Armate. Un gesto che rinsalda il patto tra cittadini e militari, riaffermando il valore eterno della memoria e della fedeltà alla Patria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":14066,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"L'Italia onora i Caduti con un simbolo della Memoria - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/Flanders-Fields.jpg\" alt=\"L'Italia onora i Caduti con un simbolo della Memoria - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-14066\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione: l’Italia si fa esempio di memoria e riconoscenza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il progetto <em>“Caduti per la Patria, Fiore all’occhiello degli Italiani”</em> si inserisce in un contesto internazionale di grande sensibilità verso i sacrifici delle Forze Armate e dei veterani. Ma lo fa con uno stile e un simbolismo tutto italiano, rendendo omaggio non solo ai caduti di tutte le guerre, ma anche al personale in servizio e ai veterani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È un importante riconoscimento, che testimonia la volontà dell’Italia di onorare i propri militari con orgoglio e rispetto, offrendo al popolo italiano un simbolo da custodire e tramandare. Il <strong>Myosotis</strong> diventa così il segno visibile e duraturo di una Nazione che non dimentica i propri eroi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/David-tobini-afghan-FIORE-JPG.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"fiore, FORZE ARMATE","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-17 18:45:23","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4581-litalia-onora-i-caduti-con-un-simbolo-della-memoria.mp4","galleria":""}
{"id":4573,"titolo":"L’Università per Stranieri di Siena annulla i tirocini con la Marina Militare: un’occasione persa in nome dei pregiudizi","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La recente decisione dell'<strong>Università per Stranieri di Siena</strong> di annullare i tirocini con la <strong>Marina Militare Italiana</strong> ha sollevato un acceso dibattito nel mondo politico e accademico. Il Senato Accademico, guidato dal rettore <strong>Tomaso Montanari</strong>, già noto per il caso foibe, ha motivato la scelta con il mutato contesto politico e con una presunta \"retorica militarista\" in crescita nel Paese. <strong>Tuttavia, questa decisione appare come un grave errore che priva i giovani di un'importante opportunità formativa e penalizza una delle eccellenze italiane più riconosciute a livello internazionale.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rettore <strong>Tomaso Montanari</strong> ha giustificato la decisione come un atto di responsabilità rispetto al contesto internazionale, denunciando l’<strong>influenza crescente del mondo militare nelle università</strong>. Ha evidenziato il paradosso di un’Italia che <strong>riduce i fondi per l’istruzione</strong> di oltre mezzo miliardo, mentre <strong>aumenta la spesa militare</strong> di tre miliardi, raggiungendo i <strong>35 miliardi di euro</strong>. Secondo Montanari, <strong>dieci miliardi</strong> sarebbero destinati a programmi di “formazione sulla guerra”, rafforzando la sua opposizione alla collaborazione accademica con le Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13928,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/montanari-1000x656.jpg\" alt=\"L’Università per Stranieri di Siena annulla i tirocini con la Marina Militare: un’occasione persa in nome dei pregiudizi - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13928\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il precedente: quando Montanari attaccò il Giorno del Ricordo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il rettore Tomaso Montanari</strong> non è nuovo a critiche e contestazioni. <strong>Alla vigilia del Giorno del Ricordo</strong>, dedicato alla memoria delle vittime delle <strong>foibe</strong> e dell’<strong>esodo giuliano-dalmata</strong>, il rettore aveva organizzato un convegno dal titolo: <strong>“Uso politico della memoria e revanscismo fascista: la genesi del Giorno del Ricordo”</strong>. Una scelta che ha riacceso le polemiche sul suo ruolo e sulla sua visione della <strong>storia italiana</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, <strong>Montanari</strong> ha definito il <strong>Giorno del Ricordo</strong> “una falsificazione storica voluta dalle destre”, sostenendo che la celebrazione sia divenuta uno strumento di <strong>“revanscismo fascista”</strong>. Secondo il rettore, non si tratta di negare le tragedie delle <strong>foibe</strong>, ma di denunciare l’<strong>uso politico e strumentale della memoria storica.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le sue affermazioni hanno suscitato la reazione di associazioni come l’<strong>Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia</strong>, che ricordano come il dramma delle <strong>350.000 persone costrette all’esodo</strong> sia stato a lungo ignorato dalla <strong>coscienza nazionale italiana</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13927,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/foibe-1000x555.jpg\" alt=\"L’Università per Stranieri di Siena annulla i tirocini con la Marina Militare: un’occasione persa in nome dei pregiudizi - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13927\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Università e il Mondo Militare: Un'Opportunità, non un Pericolo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Marina Militare Italiana</strong> è un'istituzione di primaria importanza per la difesa nazionale e la sicurezza internazionale. Oltre alle sue missioni operative, svolge un ruolo fondamentale nella formazione, nella ricerca e nella cooperazione internazionale. Il progetto <strong>Mare Aperto</strong>, a cui partecipavano gli studenti dell'Università per Stranieri di Siena, rappresentava un'esperienza unica per apprendere sul campo valori come <strong>disciplina, lavoro di squadra, leadership e responsabilità</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Annullare questa collaborazione significa non solo interrompere un canale di crescita per i giovani, ma anche privarli di una prospettiva concreta di inserimento in un mondo professionale altamente qualificato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’idea che il mondo militare sia un’entità invasiva o pericolosa per l’ambiente accademico è una visione ideologica e anacronistica. In molte nazioni, le <strong>Forze Armate</strong> collaborano strettamente con le università per favorire l’innovazione tecnologica, la formazione avanzata e il perfezionamento delle competenze professionali. Gli studenti coinvolti nel progetto Mare Aperto avrebbero avuto la possibilità di vivere un’esperienza educativa in un contesto di alto livello, acquisendo capacità pratiche e teoriche utili per il loro futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13924,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/marina-mil-1000x563.jpg\" alt=\"L’Università per Stranieri di Siena annulla i tirocini con la Marina Militare: un’occasione persa in nome dei pregiudizi - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13924\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Una scelta ideologica che penalizza il futuro</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Privare gli studenti di questa opportunità invia un messaggio negativo: si alimenta l’idea che il mondo militare sia incompatibile con la cultura e la formazione accademica. In realtà, le <strong>Forze Armate</strong> sono spesso un luogo di crescita per i giovani, offrendo <strong>disciplina, cultura e competenze</strong> che possono essere applicate in diversi ambiti professionali. Inoltre, la Marina Militare non è solo sinonimo di difesa, ma anche di <strong>operazioni umanitarie</strong>, soccorso in mare e protezione ambientale, tutte attività di alto valore etico e sociale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Università per Stranieri di Siena ha preferito orientarsi verso collaborazioni con organizzazioni come <strong>Emergency e Medici Senza Frontiere</strong>, escludendo ogni rapporto con il settore militare. Sebbene il volontariato umanitario sia senza dubbio una scelta meritoria, non è in contrasto con l’opportunità di formazione offerta dalla Marina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le due realtà possono coesistere, arricchendo l’offerta formativa e dando ai giovani la possibilità di scegliere liberamente il percorso più adatto alle proprie aspirazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13929,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/giovani-1000x666.jpg\" alt=\"L’Università per Stranieri di Siena annulla i tirocini con la Marina Militare: un’occasione persa in nome dei pregiudizi - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13929\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Conclusione</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La decisione dell’Università per Stranieri di Siena di interrompere i tirocini con la Marina Militare appare come un errore che priva gli studenti di un’importante esperienza di crescita. Le <strong>Forze Armate Italiane</strong> rappresentano un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale e un’opportunità formativa di alto livello. Anziché chiudere le porte a queste collaborazioni, le università dovrebbero incentivare il dialogo e la cooperazione, offrendo ai giovani un ventaglio più ampio di scelte per il loro futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La formazione non dovrebbe essere piegata a pregiudizi ideologici, ma aperta a tutte le realtà che possono arricchire il bagaglio culturale e professionale degli studenti italiani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/marina-mil-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"marinamilitare, unistrasi","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-16 18:19:52","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4573-luniversita-per-stranieri-di-siena-annulla-i-tirocini-con-la-marina-militare-unoccasione-persa-in-nome-dei-pregiudizi.mp4","galleria":"13924 | 13927 | 13928 | 13929"}
{"id":4564,"titolo":"Gli Acquisitori Obiettivi in addestramento: conclusa l’esercitazione \"Falena I\" del 185° RRAO \"Folgore\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è conclusa l’esercitazione complessa \"Falena I\" 2025, che ha visto protagonista il <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\">185° reggimento paracadutisti Ricognizione e Acquisizione Obiettivi (RRAO) \"Folgore\"</a>, unità d'élite dell’Esercito Italiano, specializzata nelle operazioni speciali e nella raccolta d’intelligence tattica. L'attività addestrativa ha coinvolto un ampio scenario operativo, estendendosi tra Livorno, Gioia del Colle, Torre Veneri, Tor di Nebbia e Brindisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13861,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/falena-i-2025_00007-1000x668.jpg\" class=\"wp-image-13861\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un addestramento multidominio e interforze</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercitazione \"Falena I\" ha avuto come obiettivo principale il consolidamento delle capacità operative nei cinque domini fondamentali: terra, aria, acqua, cyber e spazio. A Livorno è stato schierato il posto comando dello Special Operations Task Group (SOTG), mentre la Special Operations Task Unit (SOTU) ha operato dal sedime aeroportuale del 36° Stormo Caccia dell'Aeronautica Militare, situato a Gioia del Colle.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le missioni simulate hanno riguardato operazioni di raccolta informativa e operazioni cinetiche, in scenari di guerra ibrida, sia in ambiente urbano che rurale. Tra gli atti tattici più significativi, si segnala l’inserzione di operatori con la Tecnica della Caduta Libera (TCL) da un elicottero NH-90 del <a href=\"https://brigatafolgore.net/3o-reggimento-elicotteri-per-operazioni-speciali-aldebaran/\">3° Reggimento Elicotteri Operazioni Speciali (REOS)</a> dell’Aviazione dell’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13858,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/falena-i-2025_00004-1000x676.jpg\" class=\"wp-image-13858\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Operatori a bordo di moto elettriche</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Operazioni anfibie e nuovi sistemi di mobilità</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una delle fasi più avanzate dell’addestramento ha riguardato l’inserzione anfibia, con la presa di costa condotta da un Distaccamento Operativo del 185° RRAO, mediante l’impiego di imbarcazioni speciali. L’unità ha anche testato nuovi mezzi per la mobilità terrestre, tra cui le moto elettriche e i veicoli fuoristrada leggeri LTATV (Light Tactical All Terrain Vehicle), ampliando le possibilità operative in ambienti ostili e diversificati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13855,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/falena-i-2025_00001-1000x520.jpg\" class=\"wp-image-13855\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Distaccamento Operativo a bordo di un battello RHIB Zodiac Hurricane<br><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2025/marzo/exe-falena/2.JPG\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un'esercitazione ad alto realismo</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La \"Falena I\" è durata due settimane consecutive, coinvolgendo oltre 100 tra uomini e donne, sia per l’addestramento diretto che per il supporto logistico e operativo. Il massimo realismo è stato garantito dalla presenza di numerosi role player, che hanno simulato minacce dinamiche lungo le arterie principali e secondarie delle aree urbane di esercitazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’intera operazione si è contraddistinta per la sua natura \"joint\", con il contributo di diversi reparti delle Forze Armate:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Esercito Italiano</strong>: il 9° Reggimento Sicurezza Cibernetica \"Rombo\", la Scuola di Cavalleria di Lecce, il 7° Reggimento Bersaglieri e il 21° Reggimento Genio Guastatori;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Aeronautica Militare</strong>: impiego di C-130J della 46^ Brigata Aerea di Pisa per il trasporto e il dispiegamento tattico del personale, caccia Eurofighter del 36° Stormo per il supporto aereo ravvicinato (Close Air Support), Beechcraft Super King Air 350ER Spydr del 14° Stormo per missioni ISR, oltre a F-35 e droni MQ-9 Predator B del 32° Stormo di Amendola;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Reparti specializzati</strong>: il RESTOGE (Reparto Supporto Tecnico Operativo alla Guerra Elettronica) e il Centro Intelligence Interforze (CII) hanno operato nell’ambito della cellula intelligence del SOTG.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13856,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/falena-i-2025_00002-1000x668.jpg\" class=\"wp-image-13856\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Operatori a bordo di un LTATV</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Visita delle autorità e sinergia interforze</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l’esercitazione, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, ha effettuato una visita presso il 36° Stormo Caccia di Gioia del Colle, accompagnato da alte autorità militari e civili. Il Comandante del 36° Stormo ha sottolineato la perfetta sinergia tra le forze partecipanti, in un contesto operativo che garantisce la difesa aerea nazionale e il servizio di Quick Reaction Alert della NATO, attivo 24 ore su 24, 365 giorni l’anno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione \"Falena I\" conferma ancora una volta l’elevata preparazione delle forze speciali italiane, in grado di operare in scenari complessi e multidimensionali, con una capacità di proiezione e risposta rapida che le rende un asset fondamentale per la sicurezza nazionale e internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13862,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/falena-i-2025_00008-1000x667.jpg\" class=\"wp-image-13862\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Capo di SME, Gen. C.A. Carmine Masiello</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/falena-i-2025_00001-1.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"185rrao, forzespeciali","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-15 15:03:30","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Esercitazione-Falena-I-per-il-185%C2%B0-RRAO-250314.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4564-gli-acquisitori-obiettivi-in-addestramento-conclusa-lesercitazione-falena-i-del-185-rrao-folgore.mp4","galleria":"13855 | 13856 | 13857 | 13858 | 13859 | 13860 | 13861 | 13862"}
{"id":4536,"titolo":"Luciana Littizzetto e il falso mito dell’inefficienza militare italiana","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questo articolo, intendiamo <strong>aiutare Luciana Littizzetto a comprendere meglio la realtà</strong> e <strong>sfatare il falso mito dell’inefficienza militare italiana</strong>, facendo chiarezza su un tema spesso trattato con superficialità. Proseguiamo così il discorso avviato nel nostro precedente approfondimento sulla <a href=\"https://brigatafolgore.net/paracadutisti-alle-parole-della-littizzetto/\">risposta del Generale Bertolini e del Tenente Colonnello Paglia alle poco onorabili dichiarazioni della comica</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>L’Italia</strong> ha partecipato attivamente a tutte le principali <strong>operazioni militari internazionali</strong>, condotte dalla <strong>NATO</strong>, dall’<strong>ONU</strong> e da <strong>coalizioni internazionali</strong> in <strong>teatri operativi estremamente complessi</strong>. Dal <strong>Libano</strong> all’<strong>Afghanistan</strong>, dalla <strong>Somalia</strong> all’<strong>Iraq</strong>, i <strong>militari italiani</strong> hanno operato con <strong>professionalità</strong>, <strong>dedizione</strong> e <strong>capacità di adattamento</strong> in contesti ad <strong>alta intensità</strong>, spesso a rischio della propria vita. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Opinioni? No, fatti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non si tratta di opinioni, ma di <strong>fatti</strong>: un <strong>impegno continuo</strong> che ha garantito e continua garantire <strong>sicurezza</strong> e <strong>stabilità</strong> in numerose <strong>aree di crisi nel mondo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tralasciando il passato bellico, con la <strong>vittoria nella Prima Guerra Mondiale</strong>, le gesta di<strong> Alessandro Tandura, primo paracadutista militare della storia</strong>, le formidabili innovazioni degli <strong>Arditi</strong> e delle <strong>flottiglie MAS</strong> – <a href=\"https://brigatafolgore.net/nascita-ed-evoluzione-delle-forze-speciali-una-storia-tutta-italiana/\">che hanno gettato le basi per le moderne forze speciali militari a livello globale</a> – e l’eroico comportamento degli italiani a <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\">El Alamein</a> e <strong>Takrouna</strong>, così come il coraggio dimostrato durante la <strong>battaglia di Culqualber</strong>, episodi che valsero agli italiani <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-folgore-e-lonore-delle-armi-un-riconoscimento-tra-eroismo-ed-oblio/\">l'onore delle armi da parte del nemico</a>, la <strong>storia contemporanea</strong> è altrettanto ricca di eventi che attestano l'<strong>alta professionalità</strong>, <strong>capacità</strong> e <strong>coraggio</strong> dei <strong>militari italiani</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Soldati italiani al servizio del prossimo</strong>, impegnati a proteggere e supportare le persone più <strong>sfortunate</strong>, spesso vittime di conflitti e crisi umanitarie, la cui unica \"colpa\" è essere nate nel posto sbagliato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13681,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/culqualber-battaglia-1000x561.jpg\" alt=\"Luciana Littizzetto e il falso mito dell’inefficienza militare italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13681\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Raffigurazione della Battaglia di Culqualber, dove gli italiani si immolarono quasi completamente, dimostrando un valore tale da meritare l'onore delle armi da parte degli avversari.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli anni '80: si comincia con il Libano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La prima missione italiana in un'operazione internazionale di peacekeeping fu in <strong>Libano, nel 1982</strong>, con l'<a href=\"https://brigatafolgore.net/italcon-libano-1982-84/\">operazione Italcon</a>, durante la quale un battaglione organico rimase schierato per <strong>diciotto mesi</strong>. A seguito dei tragici eventi nei <strong>campi palestinesi di Sabra e Chatila</strong>, situati alla periferia ovest di Beirut, e delle consultazioni tra il <strong>Governo libanese</strong> e il <strong>Segretario Generale delle Nazioni Unite</strong>, fu adottata la <strong>Risoluzione 521 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU</strong>, che portò il Libano a richiedere l'intervento di una <strong>Forza Multinazionale</strong>, coinvolgendo anche l'Italia. L'obiettivo era <strong>ristabilire la sovranità e l'autorità del governo libanese</strong> su Beirut e garantire la <strong>sicurezza della popolazione</strong>. Il <strong>15 marzo 1983</strong>, il <strong>Marò Filippo Montesi</strong> perse la vita in un’imboscata mentre era impegnato in un pattugliamento a <strong>Beirut</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La missione <strong>ITALCON</strong> si svolse dal <strong>24 settembre 1982 al 6 marzo 1984</strong>, coinvolgendo un totale di <strong>8.345 militari italiani</strong>. Al termine della missione, il loro impegno e le loro straordinarie capacità operative furono ampiamente riconosciuti a livello internazionale, attestandone la professionalità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13682,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/filippo-montesi-1000x562.jpg\" alt=\"Luciana Littizzetto e il falso mito dell’inefficienza militare italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13682\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Marò Filippo Montesi e il mezzo colpiti da raffiche di mitra e bombe a mano. È il primo militare italiano caduto in tempo di pace dopo la Seconda Guerra Mondiale.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Operazione Airone - Kurdistan Iracheno</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>1991</strong>, durante la <strong>Guerra del Golfo</strong>, l’Italia prese parte alla <strong>missione Airone</strong>, un’operazione umanitaria volta a fornire <strong>soccorso ai profughi curdi</strong>. La <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Brigata Paracadutisti Folgore</a> schierò <strong>quasi 1.000 uomini</strong>, allestì <strong>oltre 600 tende</strong> per l’accoglienza dei rifugiati e garantì la <strong>sicurezza in un’area di 1.400 km</strong>, ottenendo <strong>riconoscimenti ufficiali dalle Nazioni Unite</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I militari italiani operarono in condizioni ambientali <strong>estremamente difficili</strong>, a migliaia di chilometri dalla madrepatria. In una prima fase si dedicarono alla <strong>creazione di campi di accoglienza</strong> e alla <strong>fornitura di assistenza e sicurezza</strong> alle popolazioni in fuga. Successivamente, furono <strong>schierati di fronte alle forze irachene</strong> in ritirata verso Nord sotto la pressione degli alleati, contribuendo in modo decisivo alla stabilizzazione dell'area.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il valore dimostrato, tutti i militari italiani partecipanti alla missione <strong>Airone</strong> ricevettero <strong>la Croce Commemorativa</strong> del <strong>Ministero della Difesa</strong>, l’<strong>Attestato di Benemerenza dello Stato Maggiore dell’Esercito</strong>, firmato dal <strong>Generale Goffredo Canino</strong>, e il <strong>Certificate of Appreciation</strong>, conferito dal <strong>Generale statutitense John Shalikashvili</strong> e dal <strong>Generale Mario Buscemi</strong>. L’intervento italiano permise di garantire una <strong>cintura di sicurezza</strong>, determinante per il <strong>rientro dei profughi</strong> nelle loro terre.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13683,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/kurdistan-iraqeno-1000x599.jpg\" alt=\"Luciana Littizzetto e il falso mito dell’inefficienza militare italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13683\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">ERBIL, Regione del Kurdistan — Il fotografo britannico pluripremiato Derek Hudson ha definito la sua esperienza nel documentare l'esodo curdo del 1991 come \"una delle cose più tragiche\" che abbia mai visto.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Vespri Siciliani, al servizio dell'Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>25 luglio 1992</strong>, a seguito degli <strong>attentati mafiosi</strong> che uccisero i magistrati <strong>Giovanni Falcone e Paolo Borsellino</strong>, il governo italiano dispose l’invio dell’<strong>Esercito Italiano</strong> in Sicilia per supportare le forze dell’ordine nel contrasto alla criminalità organizzata. L’operazione iniziò con l’arrivo a <strong>Palermo</strong> di oltre <strong>1.000 paracadutisti della Folgore</strong> nella giornata del 26 luglio, trasportati dalla <strong>46ª Brigata Aerea</strong> con <strong>C-130 e G-222</strong>. Il contingente fu schierato per presidiare obiettivi sensibili, rafforzare i controlli e garantire la sicurezza pubblica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<a href=\"https://brigatafolgore.net/vespri-siciliani-sicilia-1992/\">Operazione Vespri Siciliani</a> rappresentò uno dei più importanti impieghi delle Forze Armate sul territorio nazionale, segnando un'azione senza precedenti nel contrasto alla mafia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13684,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/vespri2-1000x681.jpg\" alt=\"Luciana Littizzetto e il falso mito dell’inefficienza militare italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13684\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Posto di blocco di Paracadutisti durante l'Operazione Vespri Siciliani.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Operazione IBIS - Somalia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>1992 al 1994</strong>, l’Italia partecipò alla <a href=\"https://brigatafolgore.net/loperazione-ibis/\">missione IBIS</a> in <a href=\"https://brigatafolgore.net/somalia-storia-e-contesto/\">Somalia</a>, schierando il <strong>secondo contingente più numeroso dopo quello statunitense</strong>. L'operazione rientrava in un intervento internazionale volto a <strong>stabilizzare il Paese</strong> e <strong>garantire la sicurezza degli aiuti umanitari</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La situazione in <strong>Somalia</strong> era drammatica: la guerra civile, l’emergenza umanitaria senza precedenti e la presenza di gruppi armati rendevano difficoltoso qualsiasi intervento internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>3 dicembre 1992</strong>, con la <strong>Risoluzione 794</strong>, il <strong>Consiglio di Sicurezza dell’ONU</strong> autorizzò un'azione militare su tutto il territorio somalo, affidandone la conduzione a un gruppo di Stati membri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Italia, con la <strong>missione IBIS</strong>, fornì <strong>supporto militare</strong> e <strong>logistico</strong> per la <strong>stabilizzazione del Paese</strong> e la <strong>protezione delle operazioni umanitarie</strong>, oltre a promuovere una serie di <strong>iniziative emblematiche</strong> per la ricostruzione del <strong>tessuto sociale</strong> di una nazione martoriata da <strong>anni di guerra</strong>, come la <strong>riapertura di scuole, ospedali e fabbriche</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <a href=\"https://brigatafolgore.net/2-luglio-1993-la-battaglia-del-check-point-pasta/\">2 luglio 1993</a>, durante uno degli scontri più violenti della missione, i <strong>soldati italiani</strong> affrontarono un'intensa battaglia contro le <strong>milizie somale a Mogadiscio</strong>. In quell’episodio <a href=\"https://brigatafolgore.net/i-caduti-italiani-in-somalia/\">persero la vita il Paracadutista Pasquale Baccaro, il Sergente Maggiore Incursore Stefano Paolicchi e il Sottotenente Andrea Millevoi</a>, mentre l'allora <strong>Tenente Gianfranco Paglia</strong> rimase gravemente ferito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso dell’intera missione, l'Italia subì <a href=\"https://brigatafolgore.net/i-caduti-italiani-in-somalia/\">la perdita di 14 connazionali, tra cui 11 militari, un’infermiera volontaria e due civili</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13685,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/gianfranco-paglia-1000x568.jpg\" alt=\"Luciana Littizzetto e il falso mito dell’inefficienza militare italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13685\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Ten. Col. Gianfranco Paglia, ferito in Somalia il 2 luglio 1993, è la chiara testimonianza di come servire il proprio Paese per aiutare il prossimo possa lasciare segni indelebili per tutta la vita.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Operazione Albatros: l'Italia in prima linea per la Pace in Mozambico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente all'impegno in <strong>Somalia</strong>, si apriva un <strong>altrettanto cruciale scenario operativo in Mozambico</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli <strong>Accordi di Pace di Roma</strong>, siglati il <strong>4 ottobre 1992</strong> tra il <strong>Governo del Mozambico</strong> e la <strong>RENAMO</strong> (Resistenza Nazionale Mozambicana), affidarono alle <strong>Nazioni Unite</strong> la supervisione e il controllo della loro attuazione. Il <strong>16 dicembre 1992</strong>, il <strong>Consiglio di Sicurezza dell’ONU</strong> autorizzò l'<strong>Operazione ONUMOZ</strong> (United Nations Operations in Mozambique), con l'obiettivo di garantire la <strong>pacificazione del Mozambico</strong>, e nel dettaglio:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Monitoraggio del cessate il fuoco</strong> tra il governo locale e i guerriglieri della <strong>RENAMO</strong>, con lo smobilitamento di <strong>67.042 militari governativi</strong> e <strong>24.648 combattenti RENAMO</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Raccolta e distruzione degli armamenti</strong> di tutte le parti coinvolte.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sicurezza per operatori umanitari e personale ONU</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Supporto alle elezioni del 1994</strong>, fornendo assistenza tecnica e monitorando il processo per prevenire brogli.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Italia partecipò alla missione con il <strong>contingente ITALFOR</strong>, inviato nel <strong>marzo 1993</strong> per l'<strong>Operazione Albatros</strong>. L'unità, di livello <strong>reggimentale</strong>, comprendeva:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>1.030 militari italiani</strong>, inizialmente provenienti dalla <strong>Brigata Alpina \"Taurinense\"</strong>, poi dalla <strong>Brigata Alpina \"Julia\"</strong>, con la <strong>Compagnia Alpini Paracadutisti \"Monte Cervino\" sempre presente</strong> in entrambi i contingenti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Battaglione logistico</strong>, incaricato del supporto logistico.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Gruppo squadroni dell'Aviazione dell'Esercito</strong>, per il trasporto e il pattugliamento aereo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Reparto di Sanità</strong>, responsabile dell'assistenza medica per il personale ONU e la popolazione locale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Nucleo di 5 Carabinieri</strong>, impiegati nelle funzioni di <strong>polizia militare</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>contingente italiano</strong> aveva il compito di <strong>controllare il Corridoio Machipanda - Beira</strong>, un'arteria strategica che collegava lo <strong>Zimbabwe</strong> al <strong>porto di Beira</strong>, garantendo sicurezza e supporto logistico nella regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Italia mantenne il contingente fino all'<strong>aprile 1994</strong>. Dopo il ritiro della maggior parte delle forze, <strong>230 militari italiani</strong> del <strong>Reparto di Sanità e di un’unità di sostegno</strong> rimasero a Beira sotto la denominazione <strong>\"Albatros 2\"</strong>, per continuare a garantire il <strong>supporto sanitario al personale ONU e alla popolazione locale</strong> fino al <strong>dicembre 1994</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie all’<strong>efficienza logistica e operativa</strong>, il <strong>Contingente Italiano</strong> fu considerato una <strong>forza di riferimento</strong>, fornendo <strong>supporto sanitario e logistico</strong> a tutte le forze <strong>ONU presenti nella regione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13910,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/mozambico-albatros-1000x689.jpg\" alt=\"Luciana Littizzetto e il falso mito dell’inefficienza militare italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13910\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Chimoio - Beira, Mozambico (1993) Alpini della Brigata Taurinense durante un'operazione di soccorso</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Operazione Ippocampo - Ruanda</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell’<strong>Operazione Ippocampo</strong>, in <strong>Ruanda</strong>, gli <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\">incursori del 9° Reggimento Col Moschin</a> furono impegnati in una delle missioni più rischiose e complesse della loro storia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>10 maggio</strong>, dopo un primo atterraggio a <strong>Nairobi</strong>, le forze italiane giunsero all’aeroporto di <strong>Kigali</strong>, dove furono immediatamente bersagliate da <strong>colpi di mortaio</strong>. Il <strong>C-130</strong> che li aveva trasportati fu costretto a ripartire rapidamente, lasciando il distaccamento sul territorio ruandese senza mezzi di trasporto militari disponibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Trovandosi isolati, gli incursori requisirono veicoli civili, modificandoli per adattarli alle esigenze operative. Si mossero tra <strong>sparatorie e bombardamenti</strong>, raggiungendo i civili italiani ancora presenti nella capitale. <strong>Nel giro di una settimana</strong>, portarono a termine l’<strong>evacuazione completa</strong>, operando in un contesto estremamente instabile e pericoloso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il <strong>decollo dell’ultimo C-130</strong>, sovraccarico di persone evacuate, l’aereo fu bersagliato da <strong>mitragliatrici antiaeree sovietiche ZU-23</strong>, ma riuscì a lasciare il paese. Secondo il <strong>Gen. Roberto Vannacci</strong>, allora comandante sul terreno dell’operazione, si trattò di <strong>una delle missioni più difficili mai affrontate dal 9° Reggimento Col Moschin</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’operazione ebbe un costo alto: il <strong>Sergente Maggiore Marco Di Sarra</strong>, ammalatosi di <strong>malaria</strong>, perse la vita poco dopo il rientro in Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13686,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/marco-di-sarra-1000x444.jpg\" alt=\"Luciana Littizzetto e il falso mito dell’inefficienza militare italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13686\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Sottufficiale Incursore Marco Di Sarra, deceduto il 30 giugno 1994 a 31 anni a causa di una malattia contratta durante l'operazione Ippocampo in Ruanda. Di Sarra sará decorato post-mortem nel 1995 con la Medaglia di Bronzo al Valore dell'Esercito per i combattimenti del 2 luglio 1993 in Somalia.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Missioni nei Balcani</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La crisi nei <strong>Balcani</strong> vide il coinvolgimento dei militari italiani in diverse operazioni internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>1995</strong>, i militari italiani furono schierati in <strong>Bosnia</strong> nell’ambito dell’<strong>operazione SFOR</strong>. Nel <strong>marzo 1997</strong>, parteciparono alla <strong>missione Alba</strong>, <strong>operazione multinazionale guidata dall’Italia</strong>. Sebbene ufficialmente finalizzata alla <strong>distribuzione di aiuti umanitari</strong>, la missione aveva l’obiettivo di <strong>stabilizzare la crisi politica in Albania e prevenire lo scoppio di una guerra civile</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>aprile all’ottobre 1999</strong>, il <strong>Generale Pierluigi Torelli</strong> comandò la <strong>Brigata Multinazionale Nord</strong> in Bosnia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le missioni nell'<strong>area balcanica</strong> proseguirono per tutto il <strong>decennio successivo</strong>, fino a tutto il <strong>2004</strong>. Da <strong>dicembre 2004</strong>, la gestione della stabilizzazione passò all’<strong>Unione Europea</strong>, che subentrò con una nuova missione a componente militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13697,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/kosovo2004-1000x634.jpg\" alt=\"Luciana Littizzetto e il falso mito dell’inefficienza militare italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13697\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Disordini del 17 marzo 2004 in Kosovo. Per l'intervento a difesa dei monasteri di Dakovica e Decane e a protezione dei villaggi serbi di Belo Polje, Bica e Grabac, la bandiera di guerra del 186º Reggimento Paracadutisti Folgore sarà decorata con la Medaglia d'Argento al Valore dell'Esercito.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dall'altra parte del mondo - Timor Est</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da <strong>settembre 1999 a gennaio 2000</strong>, i <strong>Paracadutisti del </strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\">187° Reggimento</a>, insieme ai <a href=\"https://brigatafolgore.net/1o-reggimento-carabinieri-paracadutisti-tuscania/\">Carabinieri Paracadutisti del Tuscania</a> e agli <strong>Incursori del Col Moschin</strong>, furono schierati a <strong>Timor Est</strong> nell'ambito dell'<strong>Operazione Interfet</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Situata nell'<strong>estremo sud-est asiatico</strong>, Timor Est fu teatro di gravi violenze da parte di gruppi contrari alla sua indipendenza dall'<strong>Indonesia</strong>. In risposta, l’ONU, con la <strong>Risoluzione 1264 del 15 settembre 1999</strong>, autorizzò l’invio di una <strong>forza multinazionale</strong> sotto il comando dell'<strong>Australia</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al <strong>gruppo tattico della Folgore</strong> fu assegnato il compito di <strong>pattugliare e garantire la sicurezza della popolazione</strong> nelle aree più difficili da raggiungere a causa della densa vegetazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'<strong>Operazione Interfet</strong> è ricordata come la <strong>missione più lontana mai affrontata da un reparto italiano</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13688,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/timorestx2-1000x315.jpg\" alt=\"Luciana Littizzetto e il falso mito dell’inefficienza militare italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13688\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Due immagini emblematiche dell'operazione Interfet a Timor Est: nella prima, un paracadutista italiano distribuisce biscotti a bambini locali, simbolo del sostegno umanitario fornito alla popolazione. Nella seconda, paracadutisti che pattugliano la fitta vegetazione, svolgendo operazioni di sicurezza e controllo del territorio per garantire la stabilità nell’area.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">G8 di Genova: sicurezza ai massimi livelli, senza compromessi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell'<strong>estate del 2001</strong>, l'Italia ospitò il <strong>G8 di Genova</strong>, il meeting internazionale che riuniva i principali <strong>Capi di Stato del mondo</strong>. A supporto delle misure di sicurezza, la <strong>Brigata Paracadutisti Folgore</strong> fu schierata nella <strong>zona rossa dell’aeroporto di Genova</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per i giorni del meeting, i <strong>paracadutisti italiani</strong> operarono come <strong>Agenti di Pubblica Sicurezza</strong>, con il compito di:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Controllare, fermare e perquisire</strong> chiunque entrasse o si muovesse all’interno dell’aeroporto.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sorvegliare gli hangar e i punti sensibili</strong>, applicando rigide <strong>regole d’ingaggio</strong> per la protezione dell’area.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Monitorare l’area perimetrale</strong> con operatori delle forze speciali armati di <strong>carabine e visori notturni</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>20 luglio</strong>, ai paracadutisti fu assegnato un compito di primaria importanza: <strong>sorvegliare il perimetro dell'Air Force One</strong>, l’aereo presidenziale americano, garantendo la sicurezza del <strong>Presidente George W. Bush</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13690,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/afo2-1000x626.jpg\" alt=\"Luciana Littizzetto e il falso mito dell’inefficienza militare italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13690\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un compito estremamente delicato: la sorveglianza dell'Air Force One del presidente George W. Bush. Durante il G8 di Genova, furono i Paracadutisti della Folgore a garantirne la sicurezza.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Operazione Antica Babilonia - Iraq</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la <strong>missione Antica Babilonia</strong> (2003-2006) in <strong>Iraq</strong>, il <strong>contingente italiano</strong> operò in una zona delicata, con <strong>Nassiriya</strong> come centro nevralgico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>attentato del 12 novembre 2003</strong> contro la base <strong>Maestrale</strong> <strong>di Nassiriya</strong> segnò un punto di svolta. Il <strong>6 aprile 2004</strong>, unità italiane – tra cui l’<a href=\"https://brigatafolgore.net/i-bersaglieri-da-re-carlo-alberto-ai-nostri-giorni/\">11° Reggimento Bersaglieri</a> e il <a href=\"https://brigatafolgore.net/3o-reggimento-savoia-cavalleria/\">Savoia Cavalleria</a> – furono coinvolte in uno scontro di <strong>18 ore</strong>, il più lungo combattimento per l’<strong>Esercito Italiano</strong> dalla <strong>Seconda Guerra Mondiale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’azione valse all’<strong>11º Reggimento</strong> la <strong>Croce di Guerra al Valor Militare</strong>. Nonostante la relativa stabilità del settore sciita, l’Italia subì gravi perdite, tra cui i <strong>19 caduti</strong> nell’<strong>attentato di Nassiriya</strong>, il più sanguinoso subito dalle Forze Armate italiane in missioni all’estero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13692,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/iraq2-1000x519.jpg\" alt=\"Luciana Littizzetto e il falso mito dell’inefficienza militare italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13692\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lo \"scheletro\" della base Maestrale di Nassiriya dopo l'attentato in cui persero la vita 12 Carabinieri, 5 Soldati dell'Esercito e 2 civili italiani.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nel difficile Sudan</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell'<strong>estate del 2005</strong>, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\">183° Reggimento Paracadutisti Nembo</a> sarà schierato in <strong>Sudan</strong> nell'operazione <strong>Nilo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>compito dei Paracadutisti di Pistoia</strong>, inquadrati nella <strong>Task Force Leone</strong>, è quello di <strong>far rispettare il trattato di pace</strong> firmato il <strong>9 gennaio</strong> tra il <strong>presidente sudanese Omar el-Bashir</strong> e <strong>John Garang</strong>, leader del <strong>Sudan People's Liberation Army (SPLA)</strong>, il principale movimento indipendentista. Questo accordo ha <strong>posto fine a vent’anni di guerra</strong> per il controllo delle <strong>regioni meridionali del Sudan</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'operazione si svolge sotto il comando dell'<strong>ONU</strong>, con regole di ingaggio ben precise, ma in un <strong>contesto operativo delicato e instabile</strong>. Il clima di tensione e le difficoltà sul campo rendono la missione particolarmente impegnativa, ma proprio queste sfide esaltano la <strong>determinazione e la professionalità dei militari italiani</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie all'<strong>eccezionale lavoro della Task Force Leone</strong>, l'<strong>Italia si distingue nel peacekeeping in Sudan</strong>, ottenendo un <strong>successo straordinario</strong>. L'<strong>operato italiano viene riconosciuto e applaudito dalla stessa ONU</strong>, consolidando il prestigio delle <strong>Forze Armate Italiane nelle missioni internazionali</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13913,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/sudan2005-1000x560.jpg\" alt=\"Luciana Littizzetto e il falso mito dell’inefficienza militare italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13913\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Operare in Sudan è stato estremamente complesso, dato il contesto lasciato dalla guerra ventennale per il controllo delle regioni meridionali, conclusasi in una situazione di forte instabilità.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Si torna in Libano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>28 agosto 2006</strong>, un contingente navale italiano salpò alla volta del <strong>Libano</strong> nell’ambito dell’<strong>Operazione Leonte</strong>. La flotta era composta dalla <strong>portaerei Garibaldi</strong>, dalle navi da sbarco <strong>San Marco</strong> e <strong>San Giusto</strong>, dalla <strong>fregata Espero</strong> e dalla <strong>corvetta Fenice</strong>. Dal porto di <strong>Marghera (Venezia)</strong> partì inoltre un’unità mercantile con a bordo i <strong>mezzi del Genio dell’Esercito Italiano</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’inizio del <strong>2007</strong>, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\">186° Reggimento Paracadutisti</a> venne nuovamente schierato in <strong>Libano</strong>, un'area già nota ai paracadutisti di <strong>Siena</strong>, essendo stato il Libano il primo teatro operativo estero dell’<strong>Esercito Italiano</strong>. Il reggimento aveva già partecipato alla <strong>missione Italcon</strong> negli anni ‘80.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante il tempo trascorso, la situazione appariva <strong>immutata</strong>, con un contesto di <strong>instabilità e devastazione</strong> simile a quello di <strong>25 anni prima</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>compito</strong> dei militari italiani era garantire che l'<strong>area operativa libanese</strong>, destinata al <strong>disarmo di Hezbollah</strong>, non venisse utilizzata per <strong>attività offensive</strong>. Gli italiani furono impegnati in <strong>pattugliamenti, scorte e protezione di siti sensibili</strong>, svolgendo un ruolo cruciale nella <strong>missione di stabilizzazione e sicurezza</strong> della regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13693,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/leonte2006-1000x665.jpg\" alt=\"Luciana Littizzetto e il falso mito dell’inefficienza militare italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13693\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fucilieri di marina del San Marco in Libano nel 2006.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Giugno 2006, nasce la Task Force 45</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>giugno 2006</strong>, venne costituita la <a href=\"https://brigatafolgore.net/task-force-45/\">Task Force 45</a>, il più grande <strong>dispiegamento di forze speciali italiane</strong> mai schierato dal dopoguerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Già a <strong>luglio dello stesso anno</strong>, l'unità entrò in azione nelle <strong>montagne afghane</strong>, partecipando alla <strong>Operazione Medusa</strong>, una delle più rilevanti operazioni condotte dalla coalizione internazionale in Afghanistan.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Compiti operativi della Task Force 45:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Disarticolazione delle formazioni talebane</strong>, con particolare attenzione alla neutralizzazione delle <strong>leadership dei gruppi</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Prevenzione di attentati</strong> diretti contro i militari italiani e della coalizione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Liberazione di ostaggi</strong>, sia civili che militari.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Supporto alle forze di polizia afgane</strong> nell’esecuzione di <strong>mandati di arresto</strong> contro soggetti considerati pericolosi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Lotta ai traffici illeciti di armi</strong> destinate ai gruppi insurgents.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sicurezza per personalità politiche, civili e militari</strong>, sia locali che internazionali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Creazione di zone sicure</strong> in attesa dell’arrivo delle forze convenzionali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>impegno della Task Force 45</strong> si dimostrò determinante per il contrasto alle forze talebane più estreme e per la stabilizzazione delle aree sotto minaccia insurgents.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13694,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/alessandro-romani-1000x563.jpg\" alt=\"Luciana Littizzetto e il falso mito dell’inefficienza militare italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13694\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Tenente Paracadutista Incursore Alessandro Romani, effettivo alla Task Force 45. L'ufficiale perderà la vita in combattimento il 17 settembre 2010, mentre, con il proprio distaccamento, si recava a catturare terroristi afghani individuati da un UAV Predator mentre piazzavano un ordigno sotto un ponte.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Missioni in Afghanistan</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'<strong>Italia</strong> e gli <strong>italiani</strong> ebbero un ruolo centrale nelle missioni <a href=\"https://brigatafolgore.net/isaf-afghanistan-2001-oggi/\">ISAF</a> e <a href=\"https://brigatafolgore.net/afghanistan-resolute-support-e-triste-epilogo/\">Resolute Support</a> in <strong>Afghanistan</strong>, assumendo giá dal <strong>2006</strong> il comando del <strong>Regional Command West (RC-West)</strong>, un’imponente area di circa <strong>162.000 km²</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A testimoniare l'<strong>importanza dell'Italia</strong> e dei suoi <strong>soldati</strong> durante lla missione ISAF a guida NATO, solo <strong>quattro paesi</strong> – successivamente ridotti a <strong>tre</strong> – ebbero il <strong>comando delle cinque aree regionali</strong> (<strong>Regional Commands - RC</strong>).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>RC-West (RC-W)</strong> – (sotto comando italiano, comprendeva le province di Herat, Badghis, Farah e Ghor)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>RC-East (RC-E)</strong> – (sotto comando statunitense, comprendeva province come Kunar, Nangarhar e Paktika)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>RC-South (RC-S)</strong> – (sotto comando britannico e successivamente statunitense, includeva province come Kandahar, Helmand, Zabul e Uruzgan)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>RC-Southwest (RC-SW)</strong> – (sotto comando statunitense, copriva Helmand e Nimroz)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>RC-North (RC-N)</strong> – (sotto comando tedesco, comprendeva province settentrionali come Balkh, Kunduz, Baghlan e Faryab)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13708,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/2011-01-25-ISAF-Placemat-3-1-1000x704.jpg\" alt=\"Luciana Littizzetto e il falso mito dell’inefficienza militare italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13708\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Herat ospitava la principale base operativa italiana, Camp Arena. L'RC-West, sotto il controllo dell'Italia dal 2006, aveva il compito di garantire la sicurezza, supportare le forze afgane e facilitare la ricostruzione della regione.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Generale Marco Bertolini</strong> sarà inoltre il primo italiano, nel <strong>2009</strong>, a ricoprire il prestigioso incarico di <strong>Capo di Stato Maggiore</strong> della <strong>missione ISAF</strong>, posizionandosi ai vertici dell'intera operazione, composta da <strong>decine di migliaia di soldati</strong> provenienti da <strong>oltre 40 nazioni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13707,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/2011-01-25-ISAF-Placemat-2-1000x704.jpg\" alt=\"Luciana Littizzetto e il falso mito dell’inefficienza militare italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13707\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nel 2011 sarano oltre 130.000 le truppe impiegate in Afghanistan, provenienti da 48 nazioni.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’impegno italiano, <strong>il più grande dalla Seconda Guerra Mondiale</strong>, si protrasse fino al <strong>2021</strong>, con il <strong>ritiro definitivo del contingente</strong>, condotto dal <strong>186º Reggimento Paracadutisti Folgore</strong>, in un contesto di <strong>elevata pericolosità e forte instabilità</strong>. L'<strong>operazione di rientro</strong>, condotta dall'allora <strong>Colonnello Federico Bernacca</strong> (<em>attuale Comandante della Brigata Paracadutisti Folgore</em>), fu eseguita con <strong>un preavviso pressoché inesistente</strong>, a causa del <strong>repentino cambiamento dello scenario geopolitico internazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il lungo <strong>dispiegamento</strong>, durato oltre <strong>15 anni</strong>, le <strong>Forze Armate Italiane</strong> furono coinvolte in numerosi <strong>scontri armati</strong>, subendo la <a href=\"https://brigatafolgore.net/caduti-italiani-in-afghanistan/\">perdita di 53 militari</a> e riportando <strong>723 feriti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13695,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/caduti-kabul-1000x618.jpg\" alt=\"Luciana Littizzetto e il falso mito dell’inefficienza militare italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13695\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le bare dei sei Paracadutisti caduti nell'attentato di Kabul del 17 settembre 2009, prima del loro rientro in Italia dall'Afghanistan.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Operazione Strade Sicure: i militari a tutela della sicurezza nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>Operazione Strade Sicure</strong>, avviata nel <strong>luglio 2008</strong>, prevedeva l’impiego delle <strong>Forze Armate Italiane</strong> nel <strong>contrasto alla criminalità</strong> e nella <strong>tutela dell’ordine pubblico</strong>, in supporto alle forze di polizia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Prorogata più volte nel corso degli anni e tuttora in atto, la missione assegna ai <strong>militari italiani</strong> la <strong>qualifica di Agenti di Pubblica Sicurezza</strong>, con compiti che includono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Perlustrazione e pattugliamento</strong> in aree a rischio, in collaborazione con le forze di polizia.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Contrasto alla microcriminalità</strong> e prevenzione di attività illecite.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Vigilanza di siti e obiettivi sensibili</strong>, come ambasciate, luoghi di culto, stazioni e infrastrutture critiche.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Incremento della deterrenza</strong> nei confronti di possibili minacce alla sicurezza pubblica.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’operazione, attiva in <strong>numerose città italiane</strong>, rappresenta un'eccellente modello di <strong>collaborazione tra forze armate e forze dell’ordine</strong>, unico in Europa, contribuendo in modo significativo alla sicurezza del territorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13696,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/masiello-strade-sicure-1000x667.jpg\" alt=\"Luciana Littizzetto e il falso mito dell’inefficienza militare italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13696\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Capo di SME, Generale C.A. Carmine Masiello a colloquio con i militari di Strade Sicure a Roma. L'operazione, avviata nel 2008, rappresenta un'eccellente modello di collaborazione tra forze armate e forze dell’ordine.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Si torna in Somalia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel <strong>gennaio 2010</strong>, il <strong>Consiglio Europeo</strong> approva l'invio di una <strong>missione militare</strong> per contribuire all'<strong>addestramento delle Forze di sicurezza somale</strong>, denominata <strong>European Union Training Mission Somalia</strong> <strong>(EUTM o EUTM-S)</strong>. Il <strong>quartier generale</strong> della missione fu inizialmente stabilito a <strong>Kampala, in Uganda</strong>, fino a <strong>marzo 2013</strong>; successivamente, da <strong>aprile 2013</strong>, venne trasferito a <strong>Mogadiscio</strong>, presso l'<strong>Aeroporto Internazionale di Mogadiscio (MIA)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>contributo nazionale italiano</strong>, definito dalla <strong>Legge 131/2016</strong>, autorizzò per tutto il <strong>2017</strong> l'impiego di un massimo di <strong>423 militari</strong> e <strong>18 mezzi terrestri</strong>, con incarichi che spaziavano dall'<strong>addestramento delle Forze Armate somale</strong> alla <strong>sicurezza del contingente</strong>, dal <strong>supporto logistico e amministrativo</strong> al ruolo di <strong>staff del Comandante</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>2014</strong>, l'<strong>Italia</strong> assume la posizione di <strong>Mission Commander</strong>, con il <strong>Generale Massimo Mingiardi</strong> come primo comandante Italiano della missione. <strong>Attualmente</strong>, la missione è ancora in corso ed è sotto la guida del <strong>Generale Giuseppe Zizzari</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>missione EUTM Somalia</strong> contribuisce alla <strong>formazione dei militari somali</strong>, concentrandosi in particolare sulla preparazione di <strong>ufficiali, specialisti e istruttori</strong>. Questa operazione rientra tra le <strong>iniziative dell'Unione Europea</strong> per <strong>stabilizzare la Somalia</strong>, ancora teatro di conflitti, dove il <strong>governo di Mogadiscio</strong>, supportato dalle <strong>truppe dell’Unione Africana</strong>, si opponeva alle <strong>milizie qaediste Al-Shabaab</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un'ulteriore conferma del <strong>costante impegno dell'Italia</strong> nelle <strong>operazioni internazionali</strong> per la <strong>sicurezza e la stabilità</strong> dei <strong>paesi in difficoltà</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13711,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/eutm-1-1000x667.jpg\" alt=\"Luciana Littizzetto e il falso mito dell’inefficienza militare italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13711\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Militari italiani impegnati nell'addestramento di soldati somali alle tecniche di individuazione e rimozione delle mine durante il quinto mandato dell'EUTM-S nel 2018.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Libia, a difesa della missione medica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con un <strong>preavviso di poche settimane</strong>, nel <strong>settembre 2016</strong>, i  militari italiani furono inviati in <strong>Libia</strong> nell’ambito dell’<strong>Operazione Ippocrate</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il loro <strong>compito principale</strong> era garantire la <strong>sicurezza del contingente italiano</strong> impegnato nella <strong>missione medica a Misurata</strong>. Il dispositivo comprendeva <strong>65 tra medici e paramedici</strong>, <strong>135 addetti alla logistica</strong>, una <strong>compagnia organica di paracadutisti</strong> del <strong>186° Reggimento Paracadutisti Folgore</strong> destinata alla “forza di difesa” e un <strong>assetto specialistico</strong> dell’<strong>8° Reggimento Guastatori Paracadutisti Folgore</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La base dell’operazione era situata presso l’<strong>ex Accademia Aeronautica libica</strong>, dove era già operativo un <strong>nucleo avanzato di incursori del 9° Reggimento Col Moschin</strong>, incaricato di predisporre il terreno per l’intervento italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13698,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/ippo-op-1000x519.jpg\" alt=\"Luciana Littizzetto e il falso mito dell’inefficienza militare italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13698\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ospedale da campo di Misurata. I Paracadutisti della Folgore garantiranno la sicurezza della struttura e del personale medico.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Operazione Prima Parthica - Lotta all’ISIS</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>2014</strong>, l'Italia partecipa alla <strong>Operation Inherent Resolve (OIR)</strong>, una coalizione multinazionale di <strong>84 nazioni e 5 organizzazioni internazionali</strong> impegnata nel contrasto al <strong>Daesh</strong> in <strong>Iraq e Siria</strong>. L’operazione si svolse nel quadro dell’<strong>Art. 51 della Carta dell’ONU</strong> e delle <strong>Risoluzioni 2170 e 2178 del 2014</strong>, in risposta alla richiesta d’aiuto del governo iracheno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un ruolo chiave fu svolto dal <strong>Generale Roberto Vannacci</strong>, che tra <strong>settembre 2017 e agosto 2018</strong> assunse il comando del <strong>contingente nazionale terrestre</strong> nell’<strong>Operazione Prima Parthica</strong>, ricoprendo anche l’incarico di <strong>Deputy Commanding General for Training</strong> della coalizione anti-ISIS.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13699,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/ppart-1000x667.jpg\" alt=\"Luciana Littizzetto e il falso mito dell’inefficienza militare italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13699\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Personale Italiano impegnato nell'addestramento delle Forze di sicurezza curde nell'Operazione Prima Parthica.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un impegno costante in teatri di crisi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi sono solo <strong>alcuni esempi</strong>, che dovrebbero <strong>invitare la Signora Littizzetto e chi condivide il suo pensiero a una riflessione più approfondita</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attualmente, l'<strong>Italia</strong> è impegnata in <strong>40 missioni internazionali</strong>, tra cui l’<strong>Operazione Leonte</strong> in <strong>Libano</strong> nell’ambito di <strong>UNIFIL</strong>, la <strong>missione MISIN in Niger</strong> per l’<strong>addestramento delle forze locali</strong>, la <strong>Task Force Praesidium</strong> in <strong>Iraq</strong> per la <strong>protezione della Diga di Mosul</strong> e la <strong>missione EUTM-Mali</strong> per il <strong>supporto alla riorganizzazione e all’addestramento delle forze armate maliane</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le <strong>Forze Armate Italiane</strong> continuano a operare con <strong>professionalità e dedizione</strong>, confermandosi un <strong>punto di riferimento a livello internazionale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non va inoltre dimenticato il ruolo dell’<strong>Esercito Italiano</strong> sul territorio nazionale: oltre agli <strong>impieghi operativi</strong> già citati, come le operazioni <strong>Vespri Siciliani</strong>, il <strong>G8</strong> di Genova e <strong>Strade Sicure</strong>, è sempre in <strong>prima linea nelle emergenze</strong>, intervenendo in caso di <strong>alluvioni, calamità naturali e crisi sanitarie</strong>, come la <strong>pandemia da COVID-19</strong>, garantendo <strong>supporto e assistenza alla popolazione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13703,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/soldatessa-1000x673.jpg\" alt=\"Luciana Littizzetto e il falso mito dell’inefficienza militare italiana - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13703\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Conclusione</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le <strong>Forze Armate Italiane</strong> sono una componente essenziale della <strong>politica di sicurezza e difesa del Paese</strong>, con un livello di preparazione allineato ai migliori <strong>standard NATO</strong>. Il loro impegno si è tradotto nel sacrificio di <strong>numerosi soldati</strong>, <strong>caduti nell’adempimento del proprio dovere</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le <strong>critiche sterili e denigratorie</strong> non intaccano il valore di uomini e donne che, con <strong>dedizione e spirito di servizio</strong>, operano quotidianamente per la <strong>sicurezza nazionale e internazionale</strong>, spesso in <strong>contesti ad alto rischio</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Piuttosto che ironizzare su chi serve con sacrificio, sarebbe opportuno <strong>informarsi e riconoscere</strong> il loro contributo alla <strong>pace e alla stabilità globale</strong>, un impegno portato avanti con professionalità e senso del dovere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/littizzetto-1.jpg","categoria":"Blog, Nazionali","tags":"esercitoitaliano, Littizzetto, missioni","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-15 00:42:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4536-luciana-littizzetto-e-il-falso-mito-dellinefficienza-militare-italiana.mp4","galleria":"13681 | 13682 | 13683 | 13684 | 13685 | 13686 | 13697 | 13688 | 13690 | 13692 | 13693 | 13694 | 13708 | 13707 | 13695 | 13696 | 13711 | 13698 | 13699 | 13703"}
{"id":4578,"titolo":"Pisa, misure di sicurezza per la piena dell’Arno, la Folgore installa le paratie e chiude i ponti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>A seguito dell’allerta meteo e dell’<strong>innalzamento del livello dell’Arno</strong>, le autorità locali hanno disposto a Pisa il montaggio delle paratie lungo gli argini del fiume per contenere eventuali esondazioni. L’operazione, eseguita da personale dell’Esercito Italiano, ha reso necessaria la chiusura temporanea dei Lungarni al traffico veicolare per consentire il posizionamento degli sbarramenti metallici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Decine di militari della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Brigata Paracadutisti Folgore</a> sono stati impiegati nelle operazioni di installazione dei cosiddetti \"panconcelli\" sulle spallette del fiume nel centro storico di Pisa. L’intervento si è reso necessario per fronteggiare la piena attesa in serata e ridurre i rischi di allagamenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tutti i ponti cittadini sono stati chiusi al transito, ad eccezione del <strong>Ponte delle Bocchette</strong>, mantenuto operativo per garantire la viabilità di emergenza. Le autorità locali, in collaborazione con la Protezione Civile e le forze dell’ordine, stanno monitorando la situazione per adottare eventuali misure aggiuntive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le operazioni in corso rientrano nel più ampio piano di prevenzione dei rischi idrogeologici, che vede il coinvolgimento sia delle forze armate sia dei volontari della Protezione Civile. La città di Pisa e la provincia restano sotto attenta osservazione, con particolari preoccupazioni per le zone a ridosso del fiume.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In via precauzionale, è stata disposta per la giornata di domani la chiusura di scuole e università, in attesa di ulteriori aggiornamenti. Si invitano i cittadini a seguire le comunicazioni ufficiali e a rispettare le indicazioni delle autorità per garantire la sicurezza della popolazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Esercito ha pubblicato un video che mostra i Paracadutisti della Folgore in azione, testimoniando ancora una volta il loro impegno e la loro prontezza operativa al servizio del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://youtube.com/shorts/-bpG7hgSxJU?si=QkYIJN7tDirqy5yi\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://youtube.com/shorts/-bpG7hgSxJU?si=QkYIJN7tDirqy5yi\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->","immagine_feature":"","categoria":"Aviotruppe","tags":"arno, folgore, pisa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-14 20:58:35","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.agenziaimpress.it/paratie-sugli-argini-dellarno-militari-dellesercito-in-azione/","difesanews":"","video_art":"","galleria":""}
{"id":4529,"titolo":"Folgore, conclusa l'esercitazione per tiratori scelti a Carpegna","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è recentemente conclusa presso il Poligono di Carpegna (PU) l'esercitazione Live Exercise (Livex) per tiratori scelti, organizzata e condotta dal <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\">187° Reggimento paracadutisti \"Folgore\"</a>. L'obiettivo dell'attività è stato quello di incrementare e consolidare le competenze sul tiro a lunga distanza delle componenti specialistiche della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Brigata Paracadutisti \"Folgore\"</a> e di altre unità dell'Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13565,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Folgore, conclusa l'esercitazione per tiratori scelti a Carpegna - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/ex-tiratori-scelti-187_00006-1000x667.jpg\" alt=\"Folgore, conclusa l'esercitazione per tiratori scelti a Carpegna - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13565\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tiratore scelto in puntamento.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un ambiente addestrativo realistico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercitazione si è svolta in un ambiente operativo complesso, caratterizzato da un elevato realismo addestrativo, mettendo alla prova le capacità tecniche e tattiche dei tiratori scelti. Hanno preso parte all'attività gli specialisti del 187° Reggimento insieme ai nuclei del <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\">186° Reggimento paracadutisti \"Folgore\"</a>, del <a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\">183° Reggimento paracadutisti \"Nembo\"</a>, del <a href=\"https://brigatafolgore.net/3o-reggimento-savoia-cavalleria/\">Reggimento \"Savoia Cavalleria\" (3°)</a>, dell'<a href=\"https://brigatafolgore.net/8-reggimento-genio-guastatori-paracadutisti-folgore/\">8° Reggimento guastatori paracadutisti \"Folgore\"</a>, del <a href=\"https://brigatafolgore.net/i-gloriosi-alpini-una-meravigliosa-storia-italiana-da-oltre-150-anni/\">3° Reggimento alpini</a>, del 66° Reggimento fanteria aeromobile \"Trieste\" della Brigata Aeromobile \"Friuli\" e del <a href=\"https://brigatafolgore.net/reggimento-lagunari-serenissima-audacia-e-valore-per-terra-e-per-mare/\">Reggimento Lagunari \"Serenissima\" della Brigata \"Pozzuolo del Friuli\"</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13560,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Folgore, conclusa l'esercitazione per tiratori scelti a Carpegna - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/ex-tiratori-scelti-187_00001-1000x667.jpg\" alt=\"Folgore, conclusa l'esercitazione per tiratori scelti a Carpegna - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13560\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tiratore scelto con <em>ghillie suit</em> indossata</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tecniche di tiro avanzate</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I tiratori scelti dell'Esercito Italiano, altamente specializzati nelle tecniche di tiro di precisione a lunga distanza, hanno testato le loro capacità operando con diverse tipologie di armi contro bersagli situati a distanze progressive, sia in condizioni diurne che notturne. L'attività ha richiesto non solo una perfetta padronanza tecnica, ma anche una prontezza mentale e una capacità decisionale elevate, fondamentali per operare in scenari ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13562,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Folgore, conclusa l'esercitazione per tiratori scelti a Carpegna - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/ex-tiratori-scelti-187_00003-1000x667.jpg\" alt=\"Folgore, conclusa l'esercitazione per tiratori scelti a Carpegna - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13562\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il <em>Victrix Scorpio V</em>, come tutti i fucili Victrix, garantisce una precisione di 1/2 MOA a 100 metri, assicurando tiri estremamente accurati indipendentemente dal calibro e dalle condizioni operative.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Confronto e crescita reciproca</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni fase dell'addestramento ha rappresentato un'opportunità di confronto e crescita reciproca tra i vari nuclei coinvolti, permettendo lo scambio di esperienze, metodologie e best practices. L'interazione tra unità con diverse specializzazioni ha ottimizzato l'impiego delle risorse e migliorato l'efficacia complessiva delle capacità operative, rafforzando la cooperazione tra le unità dell'Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13564,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Folgore, conclusa l'esercitazione per tiratori scelti a Carpegna - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/ex-tiratori-scelti-187_00005-1000x667.jpg\" alt=\"Folgore, conclusa l'esercitazione per tiratori scelti a Carpegna - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13564\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lo <em>spotter</em>, occhio vigile del tiratore scelto.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un passo avanti nell'addestramento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa esercitazione rappresenta un ulteriore passo avanti nel perfezionamento delle tecniche di tiro di precisione, confermando l'elevato livello di preparazione e la versatilità delle forze specialistiche dell'Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13563,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Folgore, conclusa l'esercitazione per tiratori scelti a Carpegna - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/ex-tiratori-scelti-187_00004-1000x667.jpg\" alt=\"Folgore, conclusa l'esercitazione per tiratori scelti a Carpegna - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13563\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tiratore scelto con <em>Beretta ARX-200</em>. Quest'arma impiega munizionamento 7.62x51mm NATO per garantire precisione e potenza d’impatto a lunga distanza. L’ARX-200, grazie al suo lower receiver monolitico e canna flottante, offre stabilità e affidabilità anche nelle condizioni operative più impegnative.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/ex-tiratori-scelti-187_00006.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"folgore, sniper","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-14 18:16:42","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Esercitazione-per-tiratori-scelti-della-Folgore.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4529-folgore-conclusa-lesercitazione-per-tiratori-scelti-a-carpegna.mp4","galleria":"13565 | 13564 | 13563 | 13562 | 13561 | 13560"}
{"id":4524,"titolo":"Arctic Shield 2025: l'Esercito guida l’innovazione per l'Artico","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni, la regione artica è tornata ad assumere una rilevanza strategica crescente nello scenario geopolitico internazionale. Il cambiamento climatico, con la progressiva riduzione dei ghiacci, ha aperto nuove rotte marittime e accesso a risorse naturali precedentemente inaccessibili. Tuttavia, queste opportunità economiche si accompagnano a nuove sfide per la sicurezza e la difesa, rendendo fondamentale lo sviluppo e il mantenimento di capacità militari specifiche per l’ambiente artico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13554,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Arctic Shield 2025: l'Esercito guida l’innovazione per l'Artico - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/1-1000x667.png\" alt=\"Arctic Shield 2025: l'Esercito guida l’innovazione per l'Artico - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13554\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’esempio italiano: l’esercitazione Arctic Shield e il ciclo “Volpe Bianca 2025”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel quadro di questa rinnovata attenzione alle operazioni in ambiente artico, l’Italia ha dimostrato la propria capacità di affrontare le sfide di un teatro operativo estremo. L’esercitazione <strong>Arctic Shield</strong>, svoltasi a oltre 2000 metri di quota sulle Dolomiti pusteresi, rappresenta un chiaro esempio dell’impegno delle Forze Armate italiane. L’attività, parte del ciclo addestrativo <a href=\"https://brigatafolgore.net/volpe-bianca-25-esercitazione-ambiente-innevato/\">Volpe Bianca 2025</a>, ha visto la partecipazione di oltre 1300 militari e si è caratterizzata per l’alto contenuto tecnologico e l’integrazione di capacità cibernetiche, guerra elettronica e sistemi autonomi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sotto la direzione del Comando delle Truppe Alpine e alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, l’esercitazione si è svolta con la partecipazione di reparti d’élite: il 3° reggimento alpini della Brigata “Taurinense”, il 5° e 7° reggimento alpini, il 4° reggimento alpini paracadutisti “Ranger”, e il 5° reggimento artiglieria “Superga”. Le capacità cibernetiche del 9° reggimento “Rombo” hanno consentito il supporto alle operazioni attraverso l’impiego di droni avanzati e strumenti di guerra elettronica, dimostrando la crescente importanza dell’interconnessione tra ambiente fisico e dominio digitale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’attività si è completata con eventi collaterali come l’<strong>Ice Patrol</strong> e l’<strong>Ice Challenge</strong>, momenti che hanno unito lo spirito di corpo con l’inclusione, rendendo omaggio ai Caduti nelle missioni internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13553,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Arctic Shield 2025: l'Esercito guida l’innovazione per l'Artico - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/15-scaled.jpg.webp\" alt=\"Arctic Shield 2025: l'Esercito guida l’innovazione per l'Artico - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13553\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’Artico: un nuovo centro di gravità geopolitico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La crescente attenzione sull’Artico non è solo italiana. A livello internazionale, la regione è oggetto di un’intensificazione delle attività militari e di cooperazione difensiva, come emerso all’<a href=\"https://www.nato.int/cps/en/natohq/news_229940.htm\">Arctic Circle Assembly</a> dello scorso ottobre. Durante l’evento, l’Ammiraglio Rob Bauer, Presidente del Comitato Militare della NATO, ha ribadito le preoccupazioni dell’Alleanza per il rafforzamento militare russo nell’area e per la crescente cooperazione militare tra Russia e Cina nell’Artico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Bauer, “la NATO difenderà i propri interessi nell’Artico, proteggendo tutti i suoi Alleati e garantendo il rispetto dell’ordine internazionale basato sulle regole, inclusa la libertà di navigazione”. Ha inoltre sottolineato l’importanza della cooperazione nordica, rafforzata dall’ingresso di Svezia e Finlandia nell’Alleanza, e l’investimento in capacità e tecnologie per il mantenimento di una deterrenza credibile nel Grande Nord.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Particolare attenzione è stata posta anche al ruolo strategico dell’Islanda, snodo cruciale per la sorveglianza aerea e le comunicazioni satellitari grazie all’iniziativa <strong>NORTHLINK</strong>, destinata a sviluppare capacità di comunicazione satellitare artica sicure e resilienti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13555,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Arctic Shield 2025: l'Esercito guida l’innovazione per l'Artico - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/75f90034-4273-4e08-b4b1-2eef45641f99-1.jpeg.webp\" alt=\"Arctic Shield 2025: l'Esercito guida l’innovazione per l'Artico - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13555\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Innovazione tecnologica e adattamento operativo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le condizioni ambientali estreme dell’Artico richiedono non solo una preparazione fisica e tecnica particolare, ma anche l’impiego di tecnologie avanzate. Le forze NATO, così come quelle italiane, stanno investendo nello sviluppo di equipaggiamenti dedicati, capacità logistiche adattate e piattaforme autonome per la sorveglianza e la difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Pentagono</strong>, ad esempio, ha pubblicato una nuova strategia per l’Artico, mentre l’Italia ha dato dimostrazione della propria proiezione nella regione attraverso il <strong>Forum Arctic Dolomites 2025</strong>, occasione di confronto internazionale sui temi della sicurezza e della sostenibilità artica. In tale occasione, la Senatrice Isabella Rauti, Sottosegretario alla Difesa con delega per l’Artico, ha evidenziato la necessità di un approccio integrato, dove sicurezza, sviluppo economico e sostenibilità ambientale si intersecano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Artico è sempre più un’area strategica cruciale, tanto per le sue risorse quanto per le implicazioni geopolitiche e militari. L’Italia, con le sue truppe alpine e le sue capacità tecnologiche, si sta dimostrando pronta a operare in questi contesti difficili, contribuendo alla sicurezza collettiva della NATO e riaffermando l’impegno per la stabilità internazionale. La sfida artica non è solo militare, ma riguarda il futuro delle relazioni internazionali e della gestione delle risorse globali. In questo scenario, la preparazione, l’innovazione e la cooperazione multilaterale rappresentano le chiavi per affrontare il futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/15-scaled.jpg.webp","categoria":"Nazionali","tags":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-14 17:16:32","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Conclusa-l%E2%80%99esercitazione-delle-Truppe-Alpine-Arctic-Shield-250313.aspx","altre-fonti":"https://www.nato.int/cps/en/natohq/news_229940.htm","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4524-arctic-shield-2025-lesercito-guida-linnovazione-per-lartico.mp4","galleria":""}
{"id":4502,"titolo":"I Paracadutisti rispondono alle parole della Littizzetto: \"Facciamo cagarissimo? Ecco cosa non sa di noi\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le recenti dichiarazioni di Luciana Littizzetto durante <em><a href=\"https://nove.tv/programmi-nove/che-tempo-che-fa\">Che Tempo Che Fa</a></em> hanno scatenato un’ondata di polemiche. La comica torinese, parlando del piano di difesa europeo, ha ironizzato sulla capacità militare italiana, affermando che <em>“noi italiani non siamo capaci di fare la guerra. Facciamo cagarissimo”</em>. Una battuta che, pur in un contesto satirico, è apparsa a molti offensiva, soprattutto per chi ha indossato e indossa l’uniforme con onore e sacrificio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13491,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img alt=\"I Paracadutisti rispondono alle parole della Littizzetto: \"Facciamo cagarissimo? Ecco cosa non sa di noi\" - brigatafolgore.net\" title=\"I Paracadutisti rispondono alle parole della Littizzetto: \"Facciamo cagarissimo? Ecco cosa non sa di noi\" - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/2.jpg\" class=\"wp-image-13491\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gen. Marco Bertolini e Ten. Col. Gianfranco Paglia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La risposta dei Paracadutisti: onore e sacrificio non fanno ridere</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A replicare con fermezza è stato il <strong>Generale Marco Bertolini</strong>, già comandante della Brigata Paracadutisti Folgore, che ha definito l’uscita della Littizzetto <em>“di cattivo gusto e tutt’altro che spontanea”</em>. Secondo Bertolini, infatti, non si è trattato di una battuta improvvisata, ma di una scelta consapevole per ottenere l’applauso facile: <em>“Luciana Littizzetto sa benissimo che una parolaccia pronunciata da una donna scatena sempre la reazione compiaciuta del pubblico. Ma qui non si tratta di satira: è la solita retorica antitaliana che dipinge il nostro soldato come cialtrone e incapace. Un cliché vecchio e falso”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il Generale, questa narrazione torna utile a chi oggi spinge per un esercito europeo che ridimensioni le forze armate nazionali, bollate come \"troppo asservite\" agli interessi dei singoli Stati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle parole di Bertolini si è unito il <strong>Tenente Colonnello Gianfranco Paglia</strong>, <strong>Paracadutista e Medaglia d’Oro al Valor Militare</strong>. Paglia ha combattuto con la leggendaria <strong>15ª Compagnia “Diavoli Neri”</strong> del <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\">186° Reggimento Paracadutisti Folgore</a> nella <a href=\"https://brigatafolgore.net/2-luglio-1993-la-battaglia-del-check-point-pasta/\" data-type=\"page\" data-id=\"310\">battaglia di Mogadiscio del 1993</a>, dove fu colpito da tre proiettili, perdendo l’uso delle gambe. La sua risposta alla Littizzetto è diretta e carica di dignità: <em>“Rispetto la signora Littizzetto come donna e come artista, ma esiste un limite. Di fronte a uomini e donne che indossano l’uniforme con onore, bisognerebbe solo inchinarsi”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Paglia ha ricordato che le Forze Armate italiane godono di rispetto internazionale, grazie al valore dimostrato sul campo dai nostri soldati, spesso in missioni difficili e pericolose. <em>“Si può perdere una battaglia </em>– ha aggiunto –<em> ma i nostri militari lo hanno sempre fatto con onore, come ad El Alamein, dove ricevemmo l’onore delle armi dagli avversari”</em>.<br>Secondo Paglia, le parole della Littizzetto non hanno suscitato un sorriso, ma solo fastidio, perché <em>“in quelle mimetiche c’è la nostra storia, fatta di sacrificio e dedizione”</em>. L’invito del Colonnello è chiaro: <em>“Non tanto per noi, che continuiamo a servire la Repubblica, ma per rispetto dei Caduti, sarebbe giusto chiedere scusa”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Italia: una storia di sconfitte? Una narrazione parziale e sbagliata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Contrariamente a quanto suggerito dalla Littizzetto, l’Italia non ha una storia militare fatta solo di sconfitte. La <strong>vittoria</strong> nella <strong>guerra Italo-Turca (1912)</strong>, nella <strong>Prima Guerra Mondiale (1918)</strong>, nella <strong>guerra d’Etiopia (1936)</strong> e <strong>nella Guerra di Spagna (1939)</strong> ne sono la prova. Caporetto fu una dura sconfitta, è vero, ma <strong>il conflitto si concluse con la vittoria italiana a Vittorio Veneto</strong>. E anche i numeri citati dalla comica risultano errati: <strong>i caduti italiani nella Seconda Guerra Mondiale furono circa 330.000 militari e 85.000 civili, non oltre 600.000 come affermato.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13489,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img alt=\"I Paracadutisti rispondono alle parole della Littizzetto: \"Facciamo cagarissimo? Ecco cosa non sa di noi\" - brigatafolgore.net\" title=\"I Paracadutisti rispondono alle parole della Littizzetto: \"Facciamo cagarissimo? Ecco cosa non sa di noi\" - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/05_G_01.jpg\" class=\"wp-image-13489\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Proclamazione della Vittoria Prima Guerra Mondiale</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Costituzione italiana: tra disinformazione e verità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Luciana Littizzetto ha anche citato, in modo impreciso, la Costituzione italiana, affermando che l’Italia ripudia la guerra. Questo è vero, ma va spiegato correttamente. L’<strong>articolo 11 della Costituzione</strong> recita che <em>“l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”</em>, ma consente <em>“in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In altre parole, l’Italia non rinuncia a difendere la propria sovranità né a partecipare, quando necessario, a missioni internazionali per il mantenimento della pace e della sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Ma soprattutto, è l’<strong>articolo 52 della nostra Carta</strong> a ricordare che<em> “la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”</em>. Un principio che lega ogni italiano alla responsabilità di difendere il proprio Paese e a rispettare chi lo fa in prima linea. Il nostro Esercito è l’Esercito del Popolo e chi lo serve indossa un’uniforme che rappresenta l’identità e l’onore della Nazione. Ogni attacco rivolto ai nostri militari non colpisce solo loro, ma l’intera comunità nazionale.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Oltre la satira: rispetto per chi serve il Paese</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le Forze Armate italiane sono oggi riconosciute in tutto il mondo per il loro valore e la loro professionalità. Operano in missioni di pace, in operazioni umanitarie, in contesti di emergenza e in interventi di sicurezza sul territorio nazionale. Dai Vespri Siciliani al terremoto in Abruzzo, dai Balcani all’Afghanistan, i nostri soldati hanno sempre agito con onore e dedizione, guadagnandosi sul campo la stima internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La satira ha il diritto di essere irriverente, ma non deve mai trasformarsi in disinformazione o mancare di rispetto verso chi rischia la vita per difendere la Repubblica. Offendere le Forze Armate significa colpire un pezzo fondamentale dell’identità nazionale. Forse sarebbe opportuno che Luciana Littizzetto, oltre a cercare l’applauso facile, si documentasse meglio e riflettesse sul peso delle sue parole. <strong>Dietro ogni uniforme c’è una persona che ha giurato fedeltà alla Repubblica, pronta a sacrificare tutto per il bene comune. E questo, prima ancora che un argomento di satira, dovrebbe essere motivo di rispetto.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13492,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img alt=\"I Paracadutisti rispondono alle parole della Littizzetto: \"Facciamo cagarissimo? Ecco cosa non sa di noi\" - brigatafolgore.net\" title=\"I Paracadutisti rispondono alle parole della Littizzetto: \"Facciamo cagarissimo? Ecco cosa non sa di noi\" - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/saluto-para-kabul-1.jpg\" class=\"wp-image-13492\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'eredità della Folgore: il sacrificio inciso nella storia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chiunque voglia davvero comprendere il valore dei soldati italiani, e in particolare dei Paracadutisti della Folgore, dovrebbe leggere le parole scolpite sul<strong> sacrario di El Alamein</strong>, scritte dal <strong>Tenente Colonnello Paracadutista Alberto Bechi Luserna, Medaglia d’Oro al Valor Militare</strong>, caduto per la Patria. Un testamento di coraggio, dedizione e amore per l’Italia che ancora oggi risuona con forza:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><mark class=\"has-inline-color has-ast-global-color-1-color\"><em>\"Fra sabbie non più deserte sono qui di presidio per l'eternità i ragazzi della Folgore, fior fiore di un popolo e di un esercito in armi. Caduti per un’idea, senza rimpianti, onorati dal ricordo dello stesso nemico. Essi additano agli italiani, nella buona e nell’avversa fortuna, il cammino dell’onore e della gloria.</em> <em>Viandante, arrestati e riverisci. Dio degli eserciti, accogli gli spiriti di questi ragazzi in quell’angolo del cielo che riservi ai martiri e agli eroi.\"</em></mark></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13481,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img alt=\"I Paracadutisti rispondono alle parole della Littizzetto: \"Facciamo cagarissimo? Ecco cosa non sa di noi\" - brigatafolgore.net\" title=\"I Paracadutisti rispondono alle parole della Littizzetto: \"Facciamo cagarissimo? Ecco cosa non sa di noi\" - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/folgore.webp\" class=\"wp-image-13481\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/paglia-littizetto.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"folgore, Littizzetto, paracadutisti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-13 16:08:43","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilgiornale.it/news/nazionale/lezione-generale-littizzetto-facciamo-cagarissimo-ecco-cosa-2450618.html#google_vignette","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4502-i-paracadutisti-rispondono-alle-parole-della-littizzetto-facciamo-cagarissimo-ecco-cosa-non-sa-di-noi.mp4","galleria":""}
{"id":4494,"titolo":"Software alla Velocità della Guerra: Il Pentagono Rivoluziona l’Acquisizione per Dominare il Campo di Battaglia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <a href=\"https://www.defense.gov/News/News-Stories/Article/Article/4114775/modern-software-acquisition-to-speed-delivery-boost-warfighter-lethality/\">Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti</a> deve adottare un approccio moderno all’acquisizione di software per mantenere la superiorità tecnologica e operativa nei confronti di avversari sempre più agili e innovativi. Se il Pentagono non riuscirà ad accelerare i tempi di sviluppo e consegna delle soluzioni digitali, rischia di essere superato da chi è capace di sfruttare meglio le rapide evoluzioni tecnologiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attuali leadership del Dipartimento della Difesa riconoscono che i vecchi processi burocratici hanno rallentato la fornitura di software avanzati alle forze operative, rendendo i sistemi critici vulnerabili e meno reattivi rispetto a quelli dei rivali. Per invertire questa tendenza, il Segretario della Difesa Pete Hegseth ha firmato, il 6 marzo 2025, il memorandum <strong>\"Directing Modern Software Acquisition to Maximize Lethality\"</strong>, con l’obiettivo dichiarato di massimizzare la letalità e la prontezza delle forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Il software è il cuore di ogni arma e sistema di supporto che mettiamo in campo per rimanere la forza da combattimento più forte e letale al mondo\"</em>, ha scritto Hegseth.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13460,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Software alla Velocità della Guerra: Il Pentagono Rivoluziona l’Acquisizione per Dominare il Campo di Battaglia - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/multi-exposure-table-with-computer-background-data-theme-drawing-concept-innovation-1000x667.jpg\" alt=\"Software alla Velocità della Guerra: Il Pentagono Rivoluziona l’Acquisizione per Dominare il Campo di Battaglia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13460\" style=\"width:1300px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Multi exposure of table with computer on background and data theme drawing. Concept of innovation.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una Nuova Via per l’Acquisizione: Velocità e Flessibilità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il memorandum impone l’adozione obbligatoria del <strong>Software Acquisition Pathway (SWP)</strong>, un percorso di acquisizione pensato per allinearsi con i ritmi dello sviluppo software moderno. Inoltre, il Dipartimento utilizzerà strumenti contrattuali più snelli, come le <strong>Commercial Solutions Openings (CSO)</strong> e le <strong>Other Transactions (OT)</strong>, per aggirare le rigidità dei metodi tradizionali e collaborare con fornitori non convenzionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A differenza dei tradizionali processi di acquisizione, focalizzati sull’hardware e su scadenze rigide, il <strong>Software Acquisition Pathway</strong> punta a sviluppare e consegnare <strong>Minimum Viable Products (MVP)</strong> in meno di un anno dalla disponibilità dei fondi. Le <strong>CSO</strong> e le <strong>OT</strong> permettono inoltre di abbreviare i tempi di definizione dei requisiti e contrattualizzazione, offrendo al Dipartimento della Difesa la possibilità di prototipare rapidamente e di implementare le soluzioni direttamente sul campo di battaglia, anticipando le mosse degli avversari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il modello rompe con il passato, dove spesso un unico fornitore dominava la fornitura dei sistemi, rallentando l’adozione di nuove tecnologie. Il nuovo approccio favorisce la concorrenza, la sperimentazione e la scalabilità rapida, elementi essenziali per adattarsi più velocemente dei nemici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Defense Innovation Unit: Una Prova Concreta del Successo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Defense Innovation Unit (DIU)</strong> rappresenta già una dimostrazione pratica di questa strategia. Dal 2016, il DIU ha assegnato più di <strong>500 contratti</strong> attraverso il processo <strong>CSO</strong>, di cui l’88% a fornitori non tradizionali, provenienti dal settore commerciale. Un esempio di successo è il progetto <strong>Replicator</strong>, che ha trasformato una richiesta operativa in un contratto assegnato in appena <strong>110 giorni</strong>—un ritmo nettamente superiore rispetto ai tradizionali cicli di acquisizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13466,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Software alla Velocità della Guerra: Il Pentagono Rivoluziona l’Acquisizione per Dominare il Campo di Battaglia - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/futuristic-tank-displayed-hightech-environment-nn-1000x560.jpg\" alt=\"Software alla Velocità della Guerra: Il Pentagono Rivoluziona l’Acquisizione per Dominare il Campo di Battaglia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13466\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">30 Giorni per Agire: Un’Implementazione Lampo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il memorandum stabilisce che il Dipartimento della Difesa deve predisporre un piano di attuazione entro <strong>30 giorni</strong>. Questo breve termine riflette l’urgenza percepita da Hegseth. Secondo un alto funzionario del Dipartimento, l’obiettivo è ridurre il tempo tra l’assegnazione dei fondi e la consegna di un prodotto funzionante a meno di un anno. Tuttavia, è stato anche sottolineato che molto resta da fare per diffondere questi strumenti in modo uniforme in tutta l’organizzazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le priorità individuate sono due: <strong>formare il personale</strong> e <strong>ampliare l’accesso</strong> alle aziende del settore privato. Secondo un altro funzionario, il Dipartimento della Difesa sta già coinvolgendo direttamente i propri operatori nei programmi di acquisizione commerciale, fornendo esperienze pratiche fianco a fianco con i team di innovazione. Questo approccio immersivo è ritenuto fondamentale per colmare rapidamente il divario di competenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Possiamo esporre i programmi software a sviluppatori non tradizionali e commerciali, abbassando le barriere d’ingresso per questi soggetti nell’ecosistema della difesa\"</em>, ha affermato il funzionario.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sicurezza al Centro della Trasformazione Digitale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante la rapidità del nuovo modello, la sicurezza rimane prioritaria. Il Dipartimento della Difesa sta integrando la <strong>cybersecurity</strong> direttamente nella pipeline di sviluppo e consegna del software, assicurandosi che tutte le soluzioni rispettino rigorosi standard di sicurezza senza rallentare il progresso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo i dirigenti del Dipartimento, la nuova riforma non si limita ad accelerare i tempi, ma punta a rafforzare la capacità decisionale e operativa delle forze in prima linea. Se il Pentagono non riuscisse a superare il vecchio paradigma, troppo centrato sull’hardware, <em>\"saranno i warfighter a pagarne il prezzo\"</em>, ha ammonito Hegseth.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dai sistemi autonomi alle soluzioni per l’intelligence in tempo reale, il software moderno, sviluppato e distribuito rapidamente, garantisce decisioni migliori, difese più efficaci e un vantaggio decisivo nei contesti operativi più complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"La guerra definita dal software non è un concetto futuristico, ma la realtà nella quale già operiamo oggi\"</em>, ha affermato un funzionario del Dipartimento della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con l’obbligo di adottare lo <strong>SWP</strong>, le <strong>CSO</strong> e le <strong>OT</strong>, il Pentagono è determinato a trasformare l’innovazione digitale in un vantaggio operativo tangibile, consegnando <strong>letalità alla velocità dell’innovazione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/freepik__upload__31944-ho.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-12 13:03:20","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.defense.gov/News/News-Stories/Article/Article/4114775/modern-software-acquisition-to-speed-delivery-boost-warfighter-lethality/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4494-software-alla-velocita-della-guerra-il-pentagono-rivoluziona-lacquisizione-per-dominare-il-campo-di-battaglia.mp4","galleria":"13466 | 13465 | 13460"}
{"id":4480,"titolo":"Volpe Bianca 2025: l’Esercito e la Capacità Artica","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la cerimonia d’apertura che si è tenuta nel pomeriggio di lunedì 10 marzo a <strong>San Candido</strong>, si è aperta ufficialmente <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/exe-volpe-bianca-25\">Volpe Bianca 2025</a>, la principale esercitazione internazionale in ambiente innevato organizzata dal <strong>Comando Truppe Alpine dell’Esercito Italiano</strong>. L’evento, che si protrarrà fino al 15 marzo, si inserirà in un quadro più ampio: lo sviluppo e il consolidamento della <strong>capacità operativa artica e sub-artica</strong> della Forza Armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13438,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Volpe Bianca 2025: l’Esercito e la Capacità Artica - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/644f5b71-46ed-470f-adb5-245f9fa9b151.jpg\" alt=\"Volpe Bianca 2025: l’Esercito e la Capacità Artica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13438\" style=\"width:1300px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Movimento in ambiente innevato - Volpe Bianca 2025</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una proiezione strategica verso Nord</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rapido cambiamento dello scenario geopolitico globale continuerà a spingere le principali potenze mondiali a guardare all’Artico come a una nuova frontiera di competizione strategica. In questo contesto, l’Italia avvierà un piano di crescita delle proprie capacità di intervento in ambienti estremi, sfruttando l’esperienza delle <strong>Truppe Alpine</strong>, tradizionalmente addestrate al combattimento in montagna, come apripista per l’evoluzione dottrinale e tecnologica necessaria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Esercito</strong>, Generale di Corpo d’Armata <strong>Carmine Masiello</strong>, interverrà all’<strong>Arctic Forum Dolomites 2025</strong>, dove sottolineerà come «i cambiamenti odierni siano insolitamente rapidi e abbiano un effetto dirompente», imponendo una «nuova enfasi sulla creazione di forze guidate dalla tecnologia». In questo scenario, affermerà che «la regione artica sarà al centro di un’importante competizione strategica nei prossimi anni, prefigurando nuove sfide geopolitiche e opportunità economiche».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13439,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Volpe Bianca 2025: l’Esercito e la Capacità Artica - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/2418fbb8-1951-4e46-845d-379b907c8ed3.jpg\" alt=\"Volpe Bianca 2025: l’Esercito e la Capacità Artica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13439\" style=\"width:1300px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Preparazione armi in ambiente innevato - Volpe Bianca 2025</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Oltre 1.300 militari in azione nella Volpe Bianca</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Volpe Bianca 2025</strong> coinvolgerà oltre <strong>1.300 militari</strong>, appartenenti ai 15 reggimenti delle <strong>Brigate Alpine Julia e Taurinense</strong>, al <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/COMFOTER/Comando-Truppe-Alpine/Centro-Addestramento-Alpino\">Centro Addestramento Alpino</a> e ad altri reparti specialistici dell’Esercito, tra cui il <strong>9° Reggimento Rombo</strong> per la sicurezza cibernetica, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\">4° Reggimento Alpini Paracadutisti</a>, il <strong>4° Reggimento AVES Altair</strong>, nonché assetti internazionali provenienti da Paesi alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Val Pusteria</strong>, nel cuore delle Dolomiti, si confermerà teatro ideale per mettere alla prova capacità operative che richiederanno elevati standard di resistenza fisica e padronanza tecnica in condizioni climatiche estreme, anticipando i contesti che caratterizzeranno le future operazioni militari nei teatri artici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13443,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Volpe Bianca 2025: l’Esercito e la Capacità Artica - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/14d1b787-9d7c-407b-b89d-5439d6d689aa-1.jpg\" alt=\"Volpe Bianca 2025: l’Esercito e la Capacità Artica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13443\" style=\"width:1300px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Veicolo cingolato blindato bimodulare BV 206</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un programma articolato: tra tecnologia e tradizione alpina</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella giornata di lunedì 10 marzo si è svolta la cerimonia inaugurale a <strong>San Candido</strong>, dando ufficialmente il via all’esercitazione. In questa prima fase, i reparti partecipanti hanno completato le attività di ambientamento e verificato l’efficienza dei materiali tecnici e logistici, fondamentali per le successive manovre in alta quota.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Martedì 11 marzo si sono svolti i primi movimenti tattici di ricognizione e le esercitazioni di pattugliamento in condizioni di neve e freddo estremo, con particolare attenzione all’integrazione tra le unità operative e i sistemi tecnologici avanzati messi a disposizione dal <strong>9° Reggimento Rombo</strong> e dal <strong>4° Reggimento Altair</strong>. Le unità hanno testato l’impiego dei droni tattici per il controllo del territorio e i sistemi di comunicazione protetta in ambiente montano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei giorni successivi, il sistema esercitativo di Volpe Bianca si svilupperà in tre moduli principali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Arctic Shield</strong>: un’esercitazione a partiti contrapposti che integrerà capacità <strong>Cyber Electromagnetic Activities (CEMA)</strong> e vedrà l’impiego di droni, sistemi di guerra elettronica e tecnologie all’avanguardia. Il <strong>9° Reggimento Rombo</strong> avrà il compito di abilitare la manovra delle truppe sul terreno, coordinando le azioni del <strong>3° Reggimento Alpini</strong> e degli altri reparti impiegati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ice Patrol</strong>: una competizione di pattuglia della durata di tre giorni, pensata per testare le capacità di resistenza, orientamento e sopravvivenza degli alpini.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ice Challenge</strong>: una prova di sci-alpinismo organizzata in staffetta, che mirerà a mantenere e potenziare le capacità sciistiche del personale in vista di appuntamenti internazionali, come le <strong>Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non mancherà, inoltre, un focus sull’inclusione, grazie alla partecipazione del personale <strong>paralimpico</strong> della Difesa, che verrà coinvolto in eventi sportivi e addestrativi, arricchendo il valore umano dell’iniziativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13442,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Volpe Bianca 2025: l’Esercito e la Capacità Artica - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/7a961b96-96aa-42eb-a9d0-d8a06cf2d07b-1.jpg\" alt=\"Volpe Bianca 2025: l’Esercito e la Capacità Artica - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13442\" style=\"width:1300px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tiratori Scelti </figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Arctic Forum Dolomites 2025: il pensiero strategico incontrerà l’innovazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>13 marzo</strong>, giornata clou dell’esercitazione, si svolgerà l’<strong>Arctic Forum Dolomites 2025</strong>, una conferenza internazionale che vedrà la partecipazione di esperti, militari e rappresentanti istituzionali. I lavori si articoleranno in tre panel tematici:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Interessi geopolitici e sfide nell’Artico</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Approcci strategici per sicurezza e difesa</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Tecnologie multidominio per materiali e attrezzature nelle operazioni polari</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I lavori verranno conclusi dal <strong>Sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti</strong> e dal <strong>Capo di SME Generale Carmine Masiello</strong>, che ribadiranno la centralità di un approccio sistemico e integrato tra le componenti del <strong>sistema Paese</strong>. Come affermerà il Generale Masiello, «la sfida dell’Artico e del Sub-Artico non potrà prescindere da un’evoluzione continua. Non fermandosi mai».</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/Assalto-pian-dellAlpe_3.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-11 12:48:53","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/exe-volpe-bianca-25","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4480-volpe-bianca-2025-lesercito-e-la-capacita-artica.mp4","galleria":"13442 | 13443 | 13444 | 13445 | 13446 | 13447 | 13448"}
{"id":4473,"titolo":"Piano per 40.000 riservisti: l’Italia rafforza le Forze Armate","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Roma</strong> – L’Italia si prepara ad affrontare una nuova fase della propria strategia militare. Lo Stato Maggiore della Difesa sta mettendo a punto un piano ambizioso per rafforzare la capacità operativa delle Forze Armate, con il reclutamento di 40.000 nuovi riservisti pronti a intervenire in situazioni di emergenza e ad alimentare un eventuale sforzo bellico ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una scelta dettata dall’esigenza di colmare un gap numerico e operativo che, negli ultimi anni, ha messo sotto pressione il sistema difensivo nazionale. “La consistenza delle Forze Armate è fissata da una legge. Non ho problemi a dire, come ho già detto più volte, che quel modello ormai è inadeguato e va cambiato”, ha dichiarato il ministro della Difesa Guido Crosetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attualmente, il personale delle forze armate italiane si attesta intorno alle 160.000 unità tra Esercito, Marina e Aeronautica, cui si aggiungono oltre 100.000 Carabinieri. Numeri che, secondo gli esperti militari, non sarebbero sufficienti per garantire la sicurezza del Paese in scenari complessi e conflitti prolungati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13359,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Piano per 40.000 riservisti: l’Italia rafforza le Forze Armate - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/Foto-nr.-3_controllo-equipaggiamento-ungherese-002.jpg\" alt=\"Piano per 40.000 riservisti: l’Italia rafforza le Forze Armate - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13359\" style=\"width:1300px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paracadutisti pronti per l'aviolancio</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il generale Masiello: “Servono riserve pronte a essere impiegate”</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A lanciare l’allarme è stato anche il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, <a href=\"https://youtu.be/6xRvxg2Ks_A\">generale Carmine Masiello</a>, che ha stimato in almeno 40-45.000 le unità mancanti per assicurare la piena operatività delle forze terrestri. \"L’Esercito ha il dovere di prepararsi a qualsiasi evenienza, proprio per far fronte agli scenari peggiori, evitando di farsi trovare impreparato\", ha affermato Masiello durante un’audizione alla Commissione Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il generale ha sottolineato come le dimensioni attuali dell’organico non garantiscano \"la massa necessaria ad affrontare un eventuale conflitto ad alta intensità, che richiede la capacità di alimentare e rigenerare le forze impiegate in combattimento\". Per questo motivo, il progetto in fase di definizione prevede la creazione di un \"bacino di forze di riserva prontamente impiegabili\", in grado di supportare l’Esercito e le altre componenti della Difesa in caso di necessità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13362,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Piano per 40.000 riservisti: l’Italia rafforza le Forze Armate - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-09-223854.png\" alt=\"Piano per 40.000 riservisti: l’Italia rafforza le Forze Armate - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13362\" style=\"width:1300px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Capo di SM dell'Esercito. Gen CA Carmine MASIELLO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una nuova fase per la difesa europea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il piano italiano si inserisce in un contesto più ampio, quello di una nuova fase per la difesa europea. La settimana in corso vede infatti riunirsi a Parigi i vertici dell’E5 – Polonia, Francia, Germania, Italia e Regno Unito – per discutere del futuro della sicurezza continentale. Al centro dei colloqui la possibilità di una missione di peacekeeping in Ucraina e gli investimenti nella difesa comune, anche alla luce del piano 'ReArm' annunciato dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proprio in quest’occasione, l’Italia ribadirà la disponibilità a partecipare a una missione di peacekeeping solo sotto mandato delle Nazioni Unite, come chiarito nuovamente dal ministro Crosetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma la vera sfida riguarda il rafforzamento strutturale delle capacità militari dei singoli Paesi membri dell’Unione Europea. “L’Esercito – ha spiegato Masiello – deve essere pronto a rigenerare le forze e a sostenere gli sforzi richiesti dai nuovi scenari di crisi e conflitto. Non possiamo permetterci di farci trovare impreparati”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13360,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Piano per 40.000 riservisti: l’Italia rafforza le Forze Armate - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/Guerra-giusta-1000x625.webp\" alt=\"Piano per 40.000 riservisti: l’Italia rafforza le Forze Armate - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13360\" style=\"width:1300px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Guerra in Ukraina</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un cambio di paradigma nella sicurezza europea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La situazione geopolitica, segnata da instabilità e incertezza, impone scelte strategiche di lungo periodo. La decisione italiana di reclutare 40.000 riservisti rappresenta non solo una risposta alle esigenze operative interne, ma anche un contributo al rafforzamento della sicurezza collettiva europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I vertici di Parigi potrebbero segnare l’inizio di una nuova stagione per la difesa europea: più integrata, meglio finanziata e pronta ad affrontare le sfide del presente e del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/ok-IR-19-9.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"capo di sme, FORZE ARMATE","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-09 22:51:44","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2025/03/09/progetto-italiano-per-le-forze-armate-40mila-riservisti-da-impiegare-nelle-emergenze_ca1e95f3-539e-432d-8f1f-825a516164fc.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4473-piano-per-40000-riservisti-litalia-rafforza-le-forze-armate.mp4","galleria":"13363 | 13362 | 13361 | 13360 | 13359"}
{"id":4468,"titolo":"L'8° Guastatori Paracadutisti Folgore e il Combattimento Sotterraneo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'<a href=\"https://brigatafolgore.net/8-reggimento-genio-guastatori-paracadutisti-folgore/\">8° Reggimento Guastatori Paracadutisti \"Folgore\"</a> rappresenta una delle unità più specializzate dell'Esercito Italiano, con una capacità operativa avanzata nella guerra in ambiente sotterraneo. La sua preparazione, la dottrina operativa e l'impiego in scenari complessi lo rendono un assetto fondamentale per la Forza Armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Ruolo dell'8° Reggimento nello sviluppo della Capacità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'impiego del sottosuolo come ambiente operativo rappresenta una sfida tattica e strategica. Gallerie, bunker, cunicoli urbani e infrastrutture sotterranee richiedono un addestramento specifico e l'uso di equipaggiamenti dedicati. L'8° Reggimento Guastatori Paracadutisti \"Folgore\" è stato incaricato dallo Stato Maggiore Esercito come <em>coordinating and training authority</em> per sviluppare le capacità di combattimento in ambiente ipogeo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13342,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"L'8° Guastatori Paracadutisti Folgore e il Combattimento Sotterraneo - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/mouse-trap24-1010-6-1000x563.png\" alt=\"L'8° Guastatori Paracadutisti Folgore e il Combattimento Sotterraneo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13342\" style=\"width:1300px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Guastatori Paracadutisti nel Combattimento Sotterraneo</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Caratteristiche del Combattimento Sotterraneo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il combattimento sotterraneo presenta sfide peculiari che l'8° Reggimento affronta con un approccio strutturato:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Mobilità e Manovra</strong>: Lo sfruttamento del sottosuolo permette di concentrare le forze e muoversi in sicurezza senza essere rilevati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Protezione e Occultamento</strong>: Le infrastrutture sotterranee offrono riparo dall'osservazione e dalla minaccia balistica.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Comando e Controllo (C2)</strong>: La gestione delle comunicazioni in un ambiente con ostacoli alla trasmissione del segnale richiede sistemi avanzati e procedure specifiche.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sicurezza e Sgombero</strong>: Tecniche di bonifica per la rimozione di ostacoli e ordigni esplosivi migliorano la sicurezza delle operazioni.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13343,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"L'8° Guastatori Paracadutisti Folgore e il Combattimento Sotterraneo - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/mouse-trap24-1010-4-1000x563.png\" alt=\"L'8° Guastatori Paracadutisti Folgore e il Combattimento Sotterraneo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13343\" style=\"width:1300px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Guastatori Paracadutisti nella bonifica spazi sotterranei</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Addestramento e Specializzazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per operare con efficacia in questi contesti, i guastatori dell'8° Reggimento sono sottoposti a un intenso<a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Nuova-capacita-raggiunta-per-l-Esercito-Italiano241010.aspx\"> ciclo di addestramento</a>, che comprende:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Tecniche di movimento e sopravvivenza in ambienti confinati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Utilizzo di equipaggiamenti avanzati, tra cui visori notturni e sensori per la rilevazione di minacce.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Impiego di sistemi UAV per la ricognizione sotterranea.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Procedure di breaching per l'apertura di passaggi sicuri.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Equipaggiamento e Innovazione Tecnologica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'8° Reggimento integra tecnologie avanzate per migliorare la sua efficacia:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>LIDAR e Ground Penetrating Radar (GPR)</strong> per la mappatura delle infrastrutture sotterranee.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sistemi CEMA (Cyber Electromagnetic Activity)</strong> per neutralizzare minacce elettroniche.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Materiali innovativi</strong> per la riduzione degli effetti di detonazioni in ambienti chiusi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13344,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"L'8° Guastatori Paracadutisti Folgore e il Combattimento Sotterraneo - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/mouse-trap24-1010-5-1000x563.png\" alt=\"L'8° Guastatori Paracadutisti Folgore e il Combattimento Sotterraneo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13344\" style=\"width:1300px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Guastatori Paracadutisti penetrano nei sotterranei</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'8° Reggimento Guastatori Paracadutisti \"Folgore\" si conferma un'unità di alto livello, capace di affrontare le sfide della guerra moderna in ambienti estremi. Il suo ruolo nel combattimento sotterraneo, l'elevata specializzazione e l'impiego di tecnologie all'avanguardia ne fanno un assetto cruciale per la difesa e la sicurezza nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/mouse-trap24-1010-7.png","categoria":"Aviotruppe","tags":"8° guastatori, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-09 06:08:37","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Nuova-capacita-raggiunta-per-l-Esercito-Italiano241010.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4468-l8-guastatori-paracadutisti-folgore-e-il-combattimento-sotterraneo.mp4","galleria":"13346 | 13344 | 13343 | 13342"}
{"id":4463,"titolo":"I Paracadutisti del 183° Reggimento Nembo pattugliano la linea di demarcazione tra Kosovo e Serbia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>I Paracadutisti del <a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\">183° Reggimento Nembo</a>, impegnati nell’<a href=\"https://documenti.camera.it/leg17/dossier/pdf/DI0404.pdf\">operazione NATO Joint Enterprise</a>, svolgono un ruolo chiave nel pattugliamento della linea di demarcazione (Administrative Boundary Line - ABL) che separa il Kosovo dalla Serbia. L’attività, affidata al 183° Reggimento quale framework unit del Regional Command West (RC-W), prevede il controllo di un’area di circa 8.000 chilometri quadrati, caratterizzata da terreno impervio e altitudini che superano i 1.500 metri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13331,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"I Paracadutisti del 183° Reggimento Nembo pattugliano la linea di demarcazione tra Kosovo e Serbia - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/183-nembo-kosovo-25_00002-1000x666.jpg\" alt=\"I Paracadutisti del 183° Reggimento Nembo pattugliano la linea di demarcazione tra Kosovo e Serbia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13331\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nello specifico, la linea di demarcazione in area di responsabilità italiana si estende per oltre 16 chilometri. I militari del RC-W, attualmente guidato dal Colonnello Francesco Errico, assicurano il rispetto del Military Technical Agreement siglato nel 1999, mantenendo una costante presenza a tutela della sicurezza lungo la ABL. Per queste operazioni, le unità si avvalgono del Veicolo Tattico Leggero Multiruolo (VTLM) “Lince” e del veicolo cingolato BV 206S, oltre a specifici equipaggiamenti per il movimento a piedi in zone particolarmente impervie o innevate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13333,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"I Paracadutisti del 183° Reggimento Nembo pattugliano la linea di demarcazione tra Kosovo e Serbia - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/183-nembo-kosovo-25_00004-1000x666.jpg\" alt=\"I Paracadutisti del 183° Reggimento Nembo pattugliano la linea di demarcazione tra Kosovo e Serbia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13333\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il compito di pattugliamento affidato al 183° Reggimento \"Nembo\" rientra nelle attività operative del Regional Command West di KFOR, volte ad assicurare la stabilità dell’area e a favorire la cooperazione con organismi internazionali e autorità locali. Tali iniziative sono condotte nel pieno rispetto dei principi di trasparenza e imparzialità, in linea con la Risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (1999). Il contributo dei Paracadutisti italiani conferma, ancora una volta, la professionalità e la prontezza delle Forze Armate italiane in contesti internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13334,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"I Paracadutisti del 183° Reggimento Nembo pattugliano la linea di demarcazione tra Kosovo e Serbia - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/183-nembo-kosovo-25_00001-1000x666.jpg\" alt=\"I Paracadutisti del 183° Reggimento Nembo pattugliano la linea di demarcazione tra Kosovo e Serbia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13334\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fonte: <em>Regional Command-West Kfor</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/183-nembo-kosovo-25_00002.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"183nembo, folgore, Kosovo, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-07 14:45:25","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4463-i-paracadutisti-del-183-reggimento-nembo-pattugliano-la-linea-di-demarcazione-tra-kosovo-e-serbia.mp4","galleria":"13331 | 13332 | 13333 | 13334"}
{"id":4457,"titolo":"TCCC per 60 Soccorritori Militari alla Brigata paracadutisti Folgore","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si sono recentemente conclusi, presso il Complesso addestrativo Multifunzione della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Brigata paracadutisti Folgore </a>a Livorno, un corso di formazione TCCC e due seminari di aggiornamento per Soccorritori Militari (So.Mi.). Questi programmi, organizzati dalla Brigata \"Folgore\" in collaborazione con la Scuola di Sanità e Veterinaria Militare dell'Esercito, hanno coinvolto oltre 60 partecipanti provenienti dalla Folgore, dal Comando Forze Speciali dell'Esercito, dai Carabinieri del 13° reggimento Carabinieri \"Friuli Venezia Giulia\" e dal 132° reggimento carri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13313,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"TCCC per 60 Soccorritori Militari alla Brigata paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-07-083447.png\" alt=\"TCCC per 60 Soccorritori Militari alla Brigata paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13313\" style=\"width:1300px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Soccoritori Militari in Addestramento</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'importanza della formazione e dell'aggiornamento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I corsi si sono sviluppati attraverso cicli di lezioni teoriche e attività pratiche, seguendo le linee guida del protocollo<a href=\"https://api.army.mil/e2/c/downloads/2023/01/19/31e03488/17-13-tactical-casualty-combat-care-handbook-v5-may-17-distro-a.pdf\"> Tactical Combat Casualty Care (TCCC)</a>. Questo approccio, riconosciuto dal Comando unificato delle forze armate americane (USSOCOM), ha l'obiettivo di abilitare il personale militare non appartenente al Corpo sanitario ad eseguire manovre salvavita sui feriti in combattimento con tempestività ed efficacia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'acronimo <strong>TCCC</strong> sta per <strong>Tactical Combat Casualty Care</strong>, ovvero la medicina tattica da combattimento, un protocollo sviluppato negli anni '90 dalle forze speciali americane. Inizialmente applicato nei conflitti in Iraq e Afghanistan, il TCCC ha dimostrato una notevole efficacia nella riduzione delle complicanze derivanti da ferite in battaglia, migliorando le tecniche di intervento e le procedure di evacuazione dal teatro operativo. Grazie a queste innovazioni, il tasso di mortalità dei soldati feriti si è significativamente ridotto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13314,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"TCCC per 60 Soccorritori Militari alla Brigata paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-07-085158.png\" alt=\"TCCC per 60 Soccorritori Militari alla Brigata paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13314\" style=\"width:1300px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Soccoritori Militari in Addestramento notturno</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'approccio del TCCC nella gestione del ferito</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il TCCC gestisce in maniera sistematica il trattamento dei feriti in combattimento attraverso tre fasi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Care Under Fire</strong> – La gestione iniziale del ferito in zona di combattimento, durante il fuoco nemico. Il ferito deve, se possibile, continuare a combattere e cercare riparo. Il soccorritore deve assicurarsi che le sue azioni siano compatibili con la situazione e provvedere al trasporto in zona sicura, cercando di controllare eventuali emorragie massive con l'uso del <strong>tourniquet</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Tactical Field Care</strong> – Una volta stabilito un perimetro sicuro, il soccorritore effettua il triage dei feriti e interviene con manovre specifiche:<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Controllo delle emorragie con tecniche avanzate e medicazioni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Supporto alle vie aeree e gestione di un eventuale pneumotorace iperteso.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Monitoraggio della circolazione con accesso vascolare e somministrazione di farmaci essenziali (es. acido Tranexamico in caso di shock emorragico).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Prevenzione dell’ipotermia e gestione di eventuali ustioni e traumi oculari.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Immobilizzazione delle fratture e valutazione del polso periferico.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Comunicazione con il ferito per tranquillizzarlo e con il sistema di evacuazione tattica (TACEVAC).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Compilazione della <strong>TCCC Casualty Card</strong>, documentando tutte le procedure effettuate.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Tactical Evacuation Care</strong> – In questa fase, il ferito viene consegnato alle squadre di evacuazione. Le informazioni essenziali, come la stabilità emodinamica, i trattamenti eseguiti e le condizioni cliniche, vengono trasmesse al personale medico dell'evacuazione. La sicurezza viene mantenuta per tutto il processo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'importanza del Tourniquet</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un dispositivo fondamentale nella gestione delle emorragie massive è il <strong>tourniquet</strong>, che permette di fermare il flusso sanguigno in caso di lesioni arteriose gravi o amputazioni. Questo presidio, utilizzabile autonomamente dal soldato ferito, garantisce un'emostasi efficace in situazioni critiche. Tuttavia, non deve essere mantenuto per oltre due ore, per evitare danni irreversibili ai tessuti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13312,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"TCCC per 60 Soccorritori Militari alla Brigata paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-07-083203.png\" alt=\"TCCC per 60 Soccorritori Militari alla Brigata paracadutisti Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13312\" style=\"width:1300px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Soccoritori Militari con manichino di simulazione ferito</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ruolo dei Soccorritori Militari nella Brigata \"Folgore\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All'interno della Brigata paracadutisti \"Folgore\", i <strong>paracadutisti soccorritori militari</strong> rappresentano una risorsa strategica, essendo presenti in ogni squadra o sezione per garantire un primo intervento immediato in caso di ferimento di un commilitone. Il loro compito è fondamentale nei primi dieci minuti successivi all'incidente, periodo critico per la sopravvivenza del ferito, fino all'arrivo del personale sanitario specializzato o alla sua evacuazione verso una struttura ospedaliera. Questa capacità operativa assume particolare rilievo in contesti in cui l'assistenza sanitaria immediata non è disponibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un impegno costante per la sicurezza operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La formazione continua dei Soccorritori Militari si inserisce in un quadro più ampio di aggiornamento e specializzazione delle forze armate, mirato a migliorare la prontezza operativa e la sicurezza del personale impiegato in scenari ad alto rischio. L'adozione delle procedure TCCC garantisce standard elevati nella gestione delle emergenze militari, contribuendo a salvare vite umane e a rendere più efficiente l'intero sistema di soccorso nei contesti operativi più complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/6.PREPARAZIONEDELFERITOPEREVACUAZIONE_d0-1.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"folgore, TCCC","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-07 08:14:41","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/","altre-fonti":"https://api.army.mil/e2/c/downloads/2023/01/19/31e03488/17-13-tactical-casualty-combat-care-handbook-v5-may-17-distro-a.pdf","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4457-tccc-per-60-soccorritori-militari-alla-brigata-paracadutisti-folgore.mp4","galleria":"13314 | 13313 | 13312 | 13319"}
{"id":4445,"titolo":"ReArm Europe: 800 Miliardi per la Difesa Europea","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, ha lanciato un messaggio chiaro: l’Europa deve armarsi. Il piano <a href=\"https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/statement_25_673\">ReArm Europe</a>, presentato a due giorni dal vertice straordinario sulla difesa, mira a rafforzare la sicurezza dell’UE con un budget colossale di <strong>800 miliardi di euro</strong>. \"La sicurezza europea è minacciata, viviamo tempi pericolosi\" ha dichiarato von der Leyen, sottolineando la necessità di una reazione rapida e coordinata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13294,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/macron-armee-1.png\" alt=\"ReArm Europe: 800 Miliardi per la Difesa Europea - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13294\" style=\"width:1300px;height:auto\" title=\"ReArm Europe: 800 Miliardi per la Difesa Europea - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Presidente Macron a colloquio con soldati francesi</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">ReArm Europe: 5 pilastri per <a href=\"https://brigatafolgore.net/difesa-europea-senza-restrizioni-di-deficit/\">Difesa e Sicurezza</a></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il piano <strong>ReArm Europe</strong> si fonda su cinque pilastri fondamentali:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Aumento della spesa per la difesa</strong> con la possibilità per gli Stati membri di sforare il tetto del deficit.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>150 miliardi di euro di prestiti europei</strong> destinati agli investimenti militari.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Maggiore flessibilità di bilancio</strong> per consentire agli Stati di destinare fondi della politica di Coesione alla difesa.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Coinvolgimento del capitale privato</strong> per accelerare lo sviluppo dell’industria bellica europea.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Mobilitazione della Banca Europea per gli Investimenti</strong> per sostenere il riarmo dell'UE.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Se gli Stati membri aumentassero la spesa militare dell’1,5% del PIL, potremmo generare uno spazio fiscale di circa <strong>650 miliardi di euro</strong> in quattro anni\" ha affermato la presidente della Commissione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13289,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/soldati-germania-1000x563.jpg\" alt=\"ReArm Europe: 800 Miliardi per la Difesa Europea - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13289\" style=\"width:1300px;height:auto\" title=\"ReArm Europe: 800 Miliardi per la Difesa Europea - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Soldati tedeschi in esercitazione</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Countdown al 2027: Guerra in Vista?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo gli analisti russi, il rischio di un conflitto tra <strong>Russia ed Europa</strong> potrebbe concretizzarsi nel <strong>Mar Nero nel 2027</strong>. Putin continua la sua offensiva, mentre gli Stati Uniti <strong>ridurranno la presenza militare in Europa di 20.000 soldati</strong>. La corsa agli armamenti è già iniziata: entro il 2027, l’UE dovrà essere pronta per affrontare una guerra su larga scala.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le previsioni indicano che, in caso di blocco totale delle forniture militari occidentali, <strong>l'Ucraina potrebbe resistere solo per sei mesi</strong>. Tuttavia, gli Stati Uniti hanno trasferito la responsabilità del sostegno all’Europa, continuando a vendere armi ma lasciando la gestione del conflitto agli alleati europei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13290,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/8116f400-b608-4db8-9816-2fcf54be8e02-1000x667.jpg\" alt=\"ReArm Europe: 800 Miliardi per la Difesa Europea - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13290\" style=\"width:1300px;height:auto\" title=\"ReArm Europe: 800 Miliardi per la Difesa Europea - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Soldato italiano in esercitazione</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Macron Avverte: Romania e Moldavia a Rischio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le offensive russe si concentrano sempre più sui <strong>porti del Mar Nero</strong>, con attacchi mirati alle infrastrutture strategiche ucraine. Il presidente francese <strong>Emmanuel Macron</strong> ha lanciato l’allarme su Romania e Moldavia, che potrebbero essere i prossimi obiettivi dell’espansione russa. Mosca accusa Kiev di attaccare infrastrutture energetiche e punti strategici, mentre il Cremlino intensifica le operazioni di monitoraggio con droni e sistemi di sorveglianza avanzati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13295,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/romania-e-moldavia-1000x419.jpg\" alt=\"ReArm Europe: 800 Miliardi per la Difesa Europea - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13295\" style=\"width:1300px;height:auto\" title=\"ReArm Europe: 800 Miliardi per la Difesa Europea - brigatafolgore.net\"/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Moldavia e Romania nel mirino</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso una Difesa Europea Autonoma</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il candidato cancelliere tedesco <strong>Friedrich Merz</strong> ha dichiarato che l'Europa deve essere pronta a <strong>difendersi senza il supporto degli Stati Uniti</strong>. La Nato dipende fortemente dall’intelligence statunitense, ma l’eventuale disconnessione dell’Ucraina dai sistemi satellitari occidentali, come <strong>Starlink di Elon Musk</strong>, potrebbe avere conseguenze devastanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/ursulajj.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"\"ReArm\" \"Difesa Europea\"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-04 15:12:11","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/statement_25_673","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4445-rearm-europe-800-miliardi-per-la-difesa-europea.mp4","galleria":"13300 | 13301 | 13302 | 13303"}
{"id":4439,"titolo":"I 4 Pilastri del Piano europeo per salvare l'Ucraina","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>L'Europa si trova a un bivio storico</strong> nel conflitto in Ucraina. Il vertice ospitato dal premier britannico <a href=\"https://www.theguardian.com/world/2025/mar/02/keir-starmer-europe-crossroads-history-must-support-ukraine\">Keir Starmer</a> ha segnato un punto di svolta, con un appello all'azione per garantire una pace giusta e durevole. \"Questo non è il momento per altri discorsi, è tempo di agire\", ha dichiarato Starmer.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una tregua limitata e una coalizione di volenterosi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il presidente francese Emmanuel Macron ha proposto una tregua di un mese, limitata all'aviazione, alle acque territoriali e alle infrastrutture energetiche. Londra e Parigi hanno istituito una \"<strong>cabina di regia</strong>\" aperta alla partecipazione di altri Paesi. Al summit di Lancaster House, intitolato \"<strong>Securing Our Future</strong>\", hanno partecipato leader di Ucraina, Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna, Canada, Finlandia e altri Paesi europei, oltre alla Commissione Europea e alla NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13279,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"I 4 Pilastri del Piano europeo per salvare l'Ucraina - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/67c4c951e972a.jpeg\" alt=\"I 4 Pilastri del Piano europeo per salvare l'Ucraina - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13279\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I quattro pilastri del PIano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Supporto militare e sanzioni alla Russia</strong> - Gli aiuti militari all'Ucraina proseguiranno, accompagnati da sanzioni economiche rafforzate.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Tutela della sovranità ucraina</strong> - Kiev sarà coinvolta in ogni negoziato.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Rafforzamento della difesa ucraina</strong> - L'obiettivo è prevenire nuove invasioni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Creazione di una coalizione militare europea</strong> - Un contingente sarà inviato per garantire la pace.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Garanzie di sicurezza e riarmo europeo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha sottolineato la necessità di rafforzare l'Ucraina sul piano economico, energetico e militare. Ha parlato dell'importanza di trasformarla in un \"istrice d'acciaio\" per scoraggiare future invasioni e ha annunciato un <a href=\"https://brigatafolgore.net/difesa-europea-senza-restrizioni-di-deficit/\">piano di difesa</a> da presentare al vertice straordinario UE del 6 marzo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13280,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"I 4 Pilastri del Piano europeo per salvare l'Ucraina - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/03/2025-03-02T145746Z_1605096836_RC225DAG2EFK_RTRMADP_3_UKRAINE-CRISIS-BRITAIN-EUROPE-1740927639-1.webp\" alt=\"I 4 Pilastri del Piano europeo per salvare l'Ucraina - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13280\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un'Europa più autonoma nella difesa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Europa deve assumersi il peso maggiore nell'iniziativa, con il sostegno americano. La Polonia e i Paesi nordici della Joint Expeditionary Force (JEF) potrebbero avere un ruolo chiave, così come l'Italia, impegnata nel mantenere il dialogo con gli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Prima del vertice, Starmer ha incontrato la premier italiana Giorgia Meloni, che ha evidenziato l'importanza di evitare spaccature nell'Occidente e ha proposto un incontro tra leader europei e statunitensi. Parallelamente, Starmer ha avuto colloqui con i leader baltici, che hanno ribadito la necessità di un coinvolgimento attivo della NATO e dell'UE.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una risposta forte e unitaria</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Starmer ha confermato che l'Occidente continuerà a sostenere l'Ucraina con aiuti militari per garantire una pace duratura. Ha inoltre affermato che il Regno Unito è pronto a \"mettere stivali sul terreno e aerei in cielo\" se necessario, chiamando a raccolta una \"coalizione dei volenterosi\". L'unità dell'Occidente sarà cruciale per la sicurezza europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/freepik__the-style-is-candid-image-photography-with-natural__26866.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"NATO, Pilastri, ucraina, Unione Europea","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-03-03 09:40:57","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.euronews.com/my-europe/2025/03/02/europe-agrees-peace-plan-for-ukraine-but-it-needs-us-backing","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4439-i-4-pilastri-del-piano-europeo-per-salvare-lucraina.mp4","galleria":""}
{"id":4431,"titolo":"Da El Alamein ad oggi: la XIII Compagnia Paracadutisti \"Condor\" torna operativa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La storica compagnia del <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\">186º Reggimento Paracadutisti Folgore</a> inquadrata nel 5º Battaglione Paracadutisti El Alamein, venne temporaneamente chiusa a fine 2019. <strong>Oggi torna ufficialmente operativa</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dalla gloria di El Alamein a Siena, passando per Livorno</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nata con la <a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\">Divisione Paracadutisti</a> nella Regia Scuola di Paracadutismo a Tarquinia, nel luglio 1942, la XIII Compagnia, inquadrata nel <strong>V Battaglione Paracadutisti</strong> del <strong>186º Reggimento Paracadutisti Folgore</strong>, viene trasferita in Africa Settentrionale. Durante <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\">la seconda battaglia di El Alamein</a> si distingue per il suo valore, resistendo fino all’ultimo senza cedere terreno al nemico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13228,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img alt=\"Da El Alamein ad oggi: la XIII Compagnia Paracadutisti \"Condor\" torna operativa - brigatafolgore.net\" title=\"Da El Alamein ad oggi: la XIII Compagnia Paracadutisti \"Condor\" torna operativa - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/ab-foto2-1000x669.jpg\" class=\"wp-image-13228\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una delle postazioni dei Paracadutisti della XIII Compagnia a Naqb Rala, durante la Battaglia di El-Alamein - Per Gentile concessione di A.B., progetto El Alamein 2010</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con lo scioglimento della Divisione Folgore, la sua storia prosegue nel dopoguerra, quando viene inquadrata nel 1º Reggimento Paracadutisti con base a Livorno. Tra il 1973 e il 1979, a seguito dello scioglimento del 1° Reggimento Paracadutisti, la XIII Condor viene inquadrata nel 5° Battaglione Paracadutisti \"El Alamein\", ormai costituitosi in Corpo autonomo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il trasferimento a Siena e le prime missioni internazionali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell'aprile del 1977 il Tenente Colonnello Marinelli assume il comando del Distaccamento nella nuova sede di Siena del 5º Battaglione Paracadutisti, avendo alle sue dipendenze la Compagnia Esplorante, guidata dal Capitano Celentano e nel luglio dello stesso anno, si unisce al reparto anche la \"Tredici\", comandata dal Capitano Cirneco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13229,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img alt=\"Da El Alamein ad oggi: la XIII Compagnia Paracadutisti \"Condor\" torna operativa - brigatafolgore.net\" title=\"Da El Alamein ad oggi: la XIII Compagnia Paracadutisti \"Condor\" torna operativa - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/condor1982-1000x586.jpg\" class=\"wp-image-13229\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">1982, un giovane Tenente Sergio Fucito, volto storico della Folgore, oggi Generale in congedo, con il suo Plotone di Paracadutisti della XIII - Per gentile concessione del Par. Mauro Candiani</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1982, i \"Condor\" partecipano alla missione <em>Libano 2</em> a Beirut con il resto del Battaglione. Nel 1991, insieme alla 15ª Compagnia, rinforzati dal personale della Compagnia Mortai Medi e della Compagnia Comando e Servizi, prende parte alla missione <em>Provide Comfort</em> in Kurdistan iracheno, nel quadro della risoluzione n. 687 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, con l'obiettivo di assistere i profughi curdi oppressi dal regime di Saddam Hussein.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nel ricostituito 186° Reggimento Paracadutisti \"Folgore\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 16 settembre 1992, con la ricostituzione del 186º Reggimento Paracadutisti \"Folgore\", la XIII Compagnia viene impiegata nell'<a href=\"https://brigatafolgore.net/vespri-siciliani-sicilia-1992/\">operazione <em>Vespri Siciliani</em></a> a Palermo sotto il comando del Capitano Massimo Mingiardi (futuro Generale <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\">Comandante della Brigata Paracadutisti Folgore</a>). Il 28 dicembre parte per la <a href=\"https://brigatafolgore.net/loperazione-ibis/\">Somalia nell'operazione <em>IBIS</em></a>, facendo rientro in patria il 10 giugno 1993.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13235,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img alt=\"Da El Alamein ad oggi: la XIII Compagnia Paracadutisti \"Condor\" torna operativa - brigatafolgore.net\" title=\"Da El Alamein ad oggi: la XIII Compagnia Paracadutisti \"Condor\" torna operativa - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/mosaico-condor-1000x524.jpg\" class=\"wp-image-13235\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il mosaico con il simbolo della XIII. Realizzato nel 1996 si trova all'interno della Compagnia</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra la fine degli anni '90 e l'inizio degli anni 2000, la compagnia è presente in Albania, Bosnia, Kosovo, Libano e, con alcuni uomini, anche in Iraq nell'operazione <em>Antica Babilonia</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2001, viene impiegata nella sicurezza della <em>zona rossa</em> durante il G8 di Genova, ricevendo grande plauso istituzionale. In particolare, i paracadutisti della XIII Compagnia si occuperanno della sorveglianza dell'Air Force One del Presidente americano George W. Bush.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2009 viene schierata in Afghanistan nell'operazione <em>ISAF</em>, prendendo parte a operazioni militari complesse nelle aree più turbolente del paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13237,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img alt=\"Da El Alamein ad oggi: la XIII Compagnia Paracadutisti \"Condor\" torna operativa - brigatafolgore.net\" title=\"Da El Alamein ad oggi: la XIII Compagnia Paracadutisti \"Condor\" torna operativa - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/condor2001-1000x550.jpg\" class=\"wp-image-13237\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La XIII Compagnia in Kosovo nel 2001</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli anni 2010 e la temporanea chiusura</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel decennio successivo, la XIII Compagnia è impegnata in numerose missioni nei Balcani e in Africa, fino alla chiusura temporanea avvenuta a fine 2019, nell'ambito della riorganizzazione del Battaglione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13234,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img alt=\"Da El Alamein ad oggi: la XIII Compagnia Paracadutisti \"Condor\" torna operativa - brigatafolgore.net\" title=\"Da El Alamein ad oggi: la XIII Compagnia Paracadutisti \"Condor\" torna operativa - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/condor-2-1000x582.jpg\" class=\"wp-image-13234\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Oggi, la XIII è di nuovo operativa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, <strong>28 febbraio 2025</strong>, la XIII Compagnia Paracadutisti Condor torna ufficialmente operativa, pronta a forgiare nuove generazioni di Paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Condor!!! Folgore!</strong>!!!</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/condor_olio.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"Condor, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-02-28 11:49:33","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4431-da-el-alamein-ad-oggi-la-xiii-compagnia-paracadutisti-condor-torna-operativa.mp4","galleria":"13238 | 13228 | 13229 | 13235 | 13237 | 13234"}
{"id":4422,"titolo":"Difesa europea: l'Italia può spendere senza vincoli","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Europa apre alla possibilità di <strong>investire nella difesa europea senza restrizioni di deficit</strong>: un’opportunità straordinaria per il rilancio economico e la sicurezza nazionale. La <a href=\"https://commission.europa.eu/about/organisation/president_en?prefLang=it\" data-type=\"link\" data-id=\"https://commission.europa.eu/about/organisation/president_en?prefLang=it\">presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen </a>ha dato il via libera all’esclusione delle spese militari dal Patto di Stabilità, consentendo all’Italia di rafforzare le proprie capacità difensive senza compromettere lo sviluppo economico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13205,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Difesa europea: l'Italia può spendere senza vincoli - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/ursula-1000x563.jpeg\" alt=\"Difesa europea: l'Italia può spendere senza vincoli - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13205\" style=\"width:1300px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Trump propone il 5% del pil per la difesa: l’italia punta alla crescita nella difesa europea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 2014 la NATO ha chiesto ai suoi membri di destinare il 2% del PIL alla difesa. L’Italia ha già intrapreso un percorso di crescita delle proprie risorse, raggiungendo l’1,54% nel 2024. Con una visione strategica, il nostro governo sta lavorando per ottimizzare le risorse e contribuire in modo efficace alla sicurezza dell’Alleanza, rafforzando anche il comparto industriale della difesa europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13206,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Difesa europea: l'Italia può spendere senza vincoli - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/trump_meloni_afp.webp\" alt=\"Difesa europea: l'Italia può spendere senza vincoli - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13206\" style=\"width:1300px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Presidenti Trump e Meloni</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Europa unita per la sicurezza: un nuovo scenario di cooperazione per la difesa europea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’invasione russa dell’Ucraina e il conflitto a Gaza hanno reso evidente la necessità di una maggiore cooperazione europea. L’UE sta assumendo un ruolo chiave nella gestione della sicurezza e dell’economia, e l’Italia è pronta a giocare un ruolo da protagonista nella difesa europea (partecipa al <a href=\"https://brigatafolgore.net/sondaggi/\" data-type=\"link\" data-id=\"https://brigatafolgore.net/sondaggi/\">SONDAGGIO</a>). I Paesi \"frugali\", tradizionalmente cauti sulla spesa pubblica, ora riconoscono l’importanza di investire insieme per un futuro stabile e sicuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13208,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Difesa europea: l'Italia può spendere senza vincoli - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/BPM-1.jpg\" alt=\"Difesa europea: l'Italia può spendere senza vincoli - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13208\" style=\"width:1300px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Invasione russa dell'Ukraina</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un’italia forte in un’europa più solida: il pnrr e le nuove risorse per la difesa europea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia, grazie al PNRR, sta già beneficiando di 1.944,4 miliardi di euro per rilanciare l’economia. L’apertura dell’UE alla spesa per la difesa rappresenta un ulteriore slancio per il nostro Paese, che potrà modernizzare il proprio sistema senza impattare negativamente sui conti pubblici. La lungimiranza delle istituzioni italiane sarà fondamentale per massimizzare queste risorse a beneficio delle future generazioni e della difesa europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13209,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Difesa europea: l'Italia può spendere senza vincoli - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/PNRR.jpg\" alt=\"Difesa europea: l'Italia può spendere senza vincoli - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13209\" style=\"width:1300px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">PNRR</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Nato chiede “molto, molto, molto di più”: l’Italia pronta a contribuire alla difesa europea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mark Rutte, segretario generale della NATO, sottolinea la necessità di rafforzare gli investimenti nella sicurezza. L’Italia sta facendo passi avanti significativi, puntando a un’allocazione efficiente delle risorse per garantire la sicurezza dei cittadini e la stabilità del continente. La sfida è ambiziosa, ma il nostro Paese è pronto a coglierla con determinazione e responsabilità per la difesa europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13210,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Difesa europea: l'Italia può spendere senza vincoli - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/Il-segretario-generale-della-NATO-Mark-Rutte-1.jpg\" alt=\"Difesa europea: l'Italia può spendere senza vincoli - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13210\" style=\"width:1300px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Mark Rutte, segretario generale della NATO</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’unione europea si compatta: un fondo comune per una difesa europea condivisa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo anni di incertezze, Bruxelles sta rafforzando il proprio ruolo nella sicurezza comune. Al G20 Finanza in Sudafrica si discuterà di un possibile \"fondo per il riarmo\" o addirittura di una \"banca per il riarmo\", strumenti innovativi che potrebbero garantire stabilità e crescita. Anche Londra, nonostante la Brexit, potrebbe rientrare nella cooperazione militare europea, ampliando ulteriormente le prospettive di collaborazione per la difesa europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13211,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Difesa europea: l'Italia può spendere senza vincoli - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/rstd-edf-en-1000x300.jpg\" alt=\"Difesa europea: l'Italia può spendere senza vincoli - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13211\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">U<strong>n nuovo modello di sicurezza globale basato sulla difesa europea</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parigi e Londra stanno rafforzando la loro cooperazione per una difesa comune, e l’Italia si prepara a giocare un ruolo chiave nella difesa europea. L’ipotesi di una forza di peacekeeping di 30.000 uomini in Ucraina è sul tavolo e l’UE dimostra di essere pronta a prendere decisioni strategiche per il futuro. Ursula von der Leyen spinge per un \"scudo europeo\" che garantisca sicurezza e stabilità nel lungo termine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13214,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Difesa europea: l'Italia può spendere senza vincoli - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/csdp-missions-map-01-2020-full-0-edited-1.jpg\" alt=\"Difesa europea: l'Italia può spendere senza vincoli - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13214\" style=\"width:1300px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Impegni internazionali UE</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L<strong>Iitalia protagonista nel nuovo scenario internazionale della difesa europea</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la NATO, l’UE e i principali attori globali impegnati a ridefinire gli assetti della sicurezza, l’Italia ha un’occasione unica per consolidare il proprio ruolo nella difesa europea. Il nostro Paese ha sempre saputo coniugare prudenza e lungimiranza, e con le nuove misure potrà contribuire in modo decisivo alla stabilità internazionale. Il futuro si costruisce oggi, e l’Italia è pronta a essere protagonista nella difesa europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/BPM-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Difesa Europea, NATO, russia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-02-27 07:40:13","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4422-difesa-europea-litalia-puo-spendere-senza-vincoli.mp4","galleria":""}
{"id":4411,"titolo":"Italia: 3.000 Soldati Pronti - Il Generale Paracadutista Lorenzo D'Addario al Comando dell'Allied Reaction Forces (ARF)","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il governo italiano ha approvato un decreto che prevede la mobilitazione di quasi 3.000 militari in assetto di battaglia, pronti a intervenire rapidamente in scenari di crisi internazionali. Questa task force rientra nell'ambito delle <a href=\"https://www.nrdc-ita.nato.int/operations/allied-reaction-force\">Allied Reaction Forces (ARF)</a> della NATO ed è stata concepita per rafforzare la deterrenza e la sicurezza nelle principali aree di conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13173,\"width\":\"1299px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Italia: 3.000 Soldati Pronti - Il Generale Paracadutista Lorenzo D'Addario al Comando dell'Allied Reaction Forces (ARF) - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/480982308_1055615226598237_4349588908344190953_n-1000x704.jpg\" alt=\"Italia: 3.000 Soldati Pronti - Il Generale Paracadutista Lorenzo D'Addario al Comando dell'Allied Reaction Forces (ARF) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13173\" style=\"width:1299px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Palazzo del Governo Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Forze ad Alta Prontezza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le forze italiane saranno impiegate all'interno di un nuovo dispositivo di sicurezza, con la capacità di essere dispiegate in soli cinque giorni. Il battaglione speciale, composto da 2.867 militari e un arsenale di mezzi terrestri, navali e aerei, sarà pronto ad agire in caso di emergenze. Il costo dell'operazione si aggira intorno ai 30 milioni di euro ed è inserito nel contesto del nuovo decreto missioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13174,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Italia: 3.000 Soldati Pronti - Il Generale Paracadutista Lorenzo D'Addario al Comando dell'Allied Reaction Forces (ARF) - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/1635566573-khyD-U343018137458187WH-656x4-1.jpg\" alt=\"Italia: 3.000 Soldati Pronti - Il Generale Paracadutista Lorenzo D'Addario al Comando dell'Allied Reaction Forces (ARF) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13174\" style=\"width:1300px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Soldati Ukraini in addestramento</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Addestramento dei Militari Ucraini</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il governo ha inoltre confermato il prolungamento del programma di addestramento per i militari ucraini in Italia fino a novembre 2026. L'Italia metterà a disposizione fino a 80 persone per la formazione delle forze armate di Kiev, all'interno di un'iniziativa che coinvolge altri 25 Paesi della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13168,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Italia: 3.000 Soldati Pronti - Il Generale Paracadutista Lorenzo D'Addario al Comando dell'Allied Reaction Forces (ARF) - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/mnidC2-1000x666.png\" alt=\"Italia: 3.000 Soldati Pronti - Il Generale Paracadutista Lorenzo D'Addario al Comando dell'Allied Reaction Forces (ARF) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13168\" style=\"width:1300px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Gen CA D'Addario riceve lo stendardo ARF dal SACEUR Gen CAVUOLI</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Costituzione della Allied Reaction Force (ARF)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo scorso 1° luglio 2024, a Solbiate Olona, Italia, è stata ufficialmente costituita la nuova Allied Reaction Force (ARF) della NATO, in sostituzione della NATO Response Force (NRF). Questo passaggio era un'importante evoluzione nella difesa dell'Alleanza, rafforzando la deterrenza nell'area euro-atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il NATO Rapid Deployable Corps Italy (NRDC-ITA), con sede a Solbiate Olona, ha assunto il comando dell'ARF per un periodo di tre anni, sotto la guida del Generale di Corpo d'Armata Lorenzo Daddario, <strong>ex comandante della Brigata Paracadutisti Folgore</strong> e del <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\">186° Reggimento Paracadutisti</a>. Il comando era stato validato attraverso l'esercitazione Steadfast Deterrence 24.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'ARF ha continuato ad addestrarsi con esercitazioni nel 2024 e 2025 per garantire la sua prontezza come forza d'élite della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13164,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Italia: 3.000 Soldati Pronti - Il Generale Paracadutista Lorenzo D'Addario al Comando dell'Allied Reaction Forces (ARF) - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/BLINDO-2.png\" alt=\"Italia: 3.000 Soldati Pronti - Il Generale Paracadutista Lorenzo D'Addario al Comando dell'Allied Reaction Forces (ARF) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13164\" style=\"width:1300px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Blindo Centauro 2</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nessun Carro Armato in Campo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante la mobilitazione, il contingente italiano non schiererà carri armati, ma solo mezzi blindati leggeri. Gli esperti ritengono che l'impiego di veicoli cingolati non sia la soluzione migliore per una missione che punta alla stabilizzazione e alla deterrenza, piuttosto che a un confronto diretto con Mosca. Tra i mezzi previsti spiccano le nuove Centauro 2, blindati con cannone da 120 mm su otto ruote motrici, più adatti a scenari di interposizione e pattugliamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Missioni e Contesto Geopolitico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le forze italiane potrebbero essere impiegate in vari scenari internazionali, tra cui l'Ucraina, il Medio Oriente e il Mar Rosso, dove continua la minaccia dei ribelli Houthi. L'invio di truppe sarà comunque soggetto all'approvazione del Parlamento, che dovrà valutare le missioni caso per caso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Italia continua così a rafforzare il proprio impegno nella sicurezza internazionale, bilanciando la necessità di deterrenza con un approccio prudente che eviti il coinvolgimento diretto in conflitti ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/Copertina-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"arf, folgore, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-02-26 10:10:53","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/ARF-Component-Commanders-Conference.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4411-italia-3000-soldati-pronti-il-generale-paracadutista-lorenzo-daddario-al-comando-dellallied-reaction-forces-arf.mp4","galleria":"13170 | 13168 | 13167 | 13166 | 13165 | 13164 | 13163"}
{"id":4387,"titolo":"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la firma del Decreto da parte del <a href=\"https://www.difesa.it/\">Ministro della Difesa</a>, On. Guido Crosetto, si compie un passo significativo nel riconoscimento del valore e dell’impegno di coloro che hanno servito l’Italia nelle forze armate. L’istituzione delle qualifiche di <strong>\"Veterano della Difesa\"</strong> e <strong>\"Veterano delle Missioni Internazionali\"</strong>, insieme alla celebrazione ufficiale dell’11 novembre come <strong>Giornata del Veterano</strong>, rappresenta una svolta storica per il mondo militare italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13069,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/masiello-meloni-crosetto-1000x645.jpg\" alt=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto che riconosce il valore di coloro che hanno servito l’Italia nelle forze armate - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13069\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Da Sinistra: il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni con il Ministro della Difesa On. Guido Crosetto ed il Capo di SME, il Gen. C.A. Par. Carmine Masiello.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un riconoscimento esteso a ciascun veterano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una delle novità più rilevanti del Decreto è l’estensione dello status di veterano anche a coloro che, pur non avendo riportato traumi fisici o psichici invalidanti, hanno servito onorevolmente il Paese. Questo allineamento con le normative internazionali permette di valorizzare il contributo di chi ha dedicato la propria vita alla difesa della Nazione, sia in patria che all’estero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A tal proposito, il Ministro Crosetto ha dichiarato:<br><em>\"La revisione della figura del Veterano, l’istituzione della Giornata Ufficiale e le medaglie al merito rappresentano un passo importante per garantire il giusto riconoscimento a tutti coloro che hanno servito il nostro Paese con dedizione e onore. È nostro dovere dare il giusto valore a questa figura che rappresenta una risorsa fondamentale per la nostra Nazione\".</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13067,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/romani-1000x562.jpg\" alt=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto che riconosce il valore di coloro che hanno servito l’Italia nelle forze armate - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13067\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Ten. Paracadutista Incursore Alessandro Romani, caduto in Afghanistan il 17 settembre 2010 durante un combattimento contro i Talebani.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I Requisiti per diventare Veterano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Decreto definisce con precisione i criteri necessari per ottenere il riconoscimento di&nbsp;<strong>Veterano della Difesa</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Veterano delle Missioni Internazionali</strong>, stabilendo un percorso chiaro per il riconoscimento di chi ha servito con dedizione nelle Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":4} -->\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Veterano della Difesa</strong></h4>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per ottenere la qualifica di&nbsp;<strong>\"Veterano della Difesa\"</strong>, un militare deve soddisfare i seguenti requisiti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Anzianità di Servizio</strong>: Aver prestato servizio nelle Forze Armate per un periodo minimo di&nbsp;<strong>25 anni</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Valutazione di Servizio</strong>: Aver conseguito una valutazione non inferiore a&nbsp;<strong>\"eccellente\"</strong>&nbsp;nei cinque anni precedenti alla valutazione del riconoscimento.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Condotta Disciplinare</strong>: Non aver riportato&nbsp;<strong>sanzioni disciplinari di stato</strong>&nbsp;né condanne per delitti non colposi, salvo eventuale vaglio disciplinare.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Esenzione per Decorati</strong>: Il personale insignito di&nbsp;<strong>decorazioni al valore militare</strong>&nbsp;(come l’Ordine Militare d’Italia o la Medaglia al Valore o al Merito di Forza Armata)&nbsp;<strong>è esentato dal requisito dei 25 anni di servizio</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":4} -->\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Veterano delle Missioni Internazionali</strong></h4>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La qualifica di&nbsp;<strong>\"Veterano delle Missioni Internazionali\"</strong>&nbsp;è riservata esclusivamente a chi ha già ottenuto lo status di&nbsp;<strong>\"Veterano della Difesa\"</strong>. Oltre ai requisiti sopra indicati, per ottenere questo ulteriore riconoscimento è necessario:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Aver partecipato ad almeno una missione internazionale</strong>&nbsp;riconosciuta ufficialmente dal Ministero della Difesa.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Essere stato impiegato in operazioni fuori dai confini nazionali</strong>, secondo le specifiche stabilite dal Capo di Stato Maggiore della Difesa.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Solo coloro che soddisfano i criteri per il&nbsp;<strong>Veterano della Difesa</strong>&nbsp;possono accedere alla qualifica superiore di&nbsp;<strong>Veterano delle Missioni Internazionali</strong>, garantendo così che il riconoscimento venga assegnato a chi ha maturato un’esperienza operativa concreta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L’11 novembre: una data simbolica per onorare i Veterani</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’istituzione dell’<strong>11 novembre come Giornata Ufficiale del Veterano</strong> si inserisce in una tradizione già consolidata in molti altri Paesi, dove il <strong>Veterans Day</strong> rappresenta un momento di riflessione e gratitudine nei confronti di chi ha prestato servizio militare. Anche in Italia, questa giornata diventerà un’occasione per celebrare il valore, il coraggio e la dedizione delle forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Sottosegretario di Stato alla Difesa, <a href=\"https://www.difesa.it/il-ministro/sottosegretari/matteo-perego-di-cremnago/biografia/26865.html\">On. Matteo Perego di Cremnago</a>, ha sottolineato l’importanza di questo riconoscimento, evidenziando il contributo dei veterani alla sicurezza e al prestigio internazionale dell’Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13071,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/Matteo-Perego-di-Cremnago-1000x596.jpg\" alt=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto che riconosce il valore di coloro che hanno servito l’Italia nelle forze armate - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13071\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Sottosegretario di Stato alla Difesa, On. Matteo Perego di Cremnago, che ha guidato il tavolo tecnico dedicato, portando all'introduzione del Decreto.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Medaglie al Merito e il Coinvolgimento delle Nuove Generazioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro elemento innovativo introdotto dal Decreto riguarda l’<strong>istituzione delle Medaglie al Merito di \"Veterano della Difesa\" e \"Veterano delle Missioni Internazionali\"</strong>, un simbolo di riconoscenza che verrà assegnato a chi ha servito con onore il Paese. La progettazione di queste medaglie avverrà tramite un <strong>concorso di idee rivolto agli studenti delle scuole</strong>, un’iniziativa che mira a coinvolgere le nuove generazioni nella valorizzazione della memoria e dei valori della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In tal senso, il Ministro Crosetto ha ribadito:<br><em>\"L’esempio che hanno dato i Veterani, la voglia di affrontare ogni sfida e di ricominciare, deve essere motivo della massima riconoscenza da parte di tutti\".</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13052,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/Lingresso-delle-Bandiere-di-Guerra-1-1000x667.jpg\" alt=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto che riconosce il valore di coloro che hanno servito l’Italia nelle forze armate - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13052\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Bandiere di Guerra sfilano nel piazzale del CAPAR di PISA durante una recente festa della spacialitá Paracadutisti.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un impegno concreto per il futuro</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il provvedimento è il frutto di un intenso lavoro svolto dal tavolo tecnico dedicato, guidato dal Sottosegretario Perego di Cremnago, con il contributo del Ten. Col. Gianfranco Paglia, Medaglia d’Oro al Valor Militare, ed Eroe della <a href=\"https://brigatafolgore.net/2-luglio-1993-la-battaglia-del-check-point-pasta/\">Battaglia del Pastificio in Somalia</a>. Questo riconoscimento rappresenta non solo un atto di giustizia nei confronti di chi ha servito il Paese, ma anche un modo per rafforzare il senso di appartenenza alla comunità militare e ai suoi valori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questa iniziativa, il Governo conferma la propria attenzione verso il mondo della Difesa e dei suoi protagonisti, garantendo che il sacrificio e la dedizione dei veterani non vengano mai dimenticati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13070,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/paglia-1000x618.jpg\" alt=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto che riconosce il valore di coloro che hanno servito l’Italia nelle forze armate - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-13070\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gianfranco Paglia, Medaglia d'oro al Valor Militare ed Eroe della Battaglia del Pastificio. L'Ufficiale Paracadutista ha contribuito in maniera importante all’istituzione delle qualifiche di \"Veterano della Difesa\" e \"Veterano delle Missioni Internazionali\".</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:file {\"id\":13160,\"href\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/DM-VETERANI.pdf\",\"displayPreview\":true} -->\n<div class=\"wp-block-file\"><object></object><a id=\"wp-block-file--media-4a96e8f1-2e19-4f54-88e4-e191cfd46a34\" href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/DM-VETERANI.pdf\">DM VETERANI</a><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/DM-VETERANI.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-4a96e8f1-2e19-4f54-88e4-e191cfd46a34\">Download</a></div>\n<!-- /wp:file -->\n\n<!-- wp:file /-->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/Lonore-ai-Caduti.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-02-25 17:18:24","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/primopiano/ministro-crosetto-decreto-su-figura-del-veterano-per-riconoscere-ruolo-e-valore-ai-nostri-eroi/65629.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4387-veterano-della-difesa-e-veterano-delle-missioni-internazionali-firmato-il-decreto.mp4","galleria":"4388 | 4389 | 4390 | 4391 | 4392 | 4393 | 4394 | 4395 | 4396 | 4397 | 4398 | 4399 | 4400 | 4401 | 4402 | 4403 | 4404 | 4405 | 4406 | 4407 | 4408 | 4409 | 4410"}
{"id":4378,"titolo":"Corso \"Advanced\" Operatori APRM per i paracadutisti della Folgore","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei giorni scorsi si è concluso con successo il <strong>Corso \"Advanced\" per Operatori Aeromobili a Pilotaggio Remoto </strong>della categoria <a href=\"https://www.enac.gov.it/sicurezza-aerea/droni/operatori-di-droni-uas/normativa-droni/\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.enac.gov.it/sicurezza-aerea/droni/operatori-di-droni-uas/normativa-droni/\">\"mini\" e \"micro\" (APRM)</a>, svoltosi presso il Centro di formazione del 41° Reggimento IMINT \"Cordenons\". L'attività formativa, avviata il 27 gennaio, ha avuto un ruolo chiave nello sviluppo del progetto \"Bolla Tattica\" della Forza Armata, garantendo agli operatori una preparazione avanzata nell'utilizzo di droni multirotore in scenari complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13023,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img alt=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" title=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/07-Foto-Gruppo-1°corso-ADVANCED-APRM-d0-1000x667.jpg\" class=\"wp-image-13023\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il corso, articolato su tre settimane di formazione teorico-pratica, ha coinvolto personale della Brigata Alpina \"Julia\" e della<a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\"> Brigata Paracadutisti \"Folgore\"</a>, già qualificato come Operatore APRM \"Basic\". Durante il percorso, i frequentatori hanno acquisito competenze fondamentali nella pianificazione e nell'impiego operativo di droni in ambiente diurno e notturno, con particolare attenzione alla modalità Beyond Visual Line of Sight (BVLOS), che consente il volo a distanze elevate e in contesti operativi complessi. La formazione culminerà con il rilascio della \"Qualifica di Operatore APRM Advanced\" da parte del Centro di Eccellenza APR dell'Aeronautica Militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Italia ha infatti avviato l'<a href=\"https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/DI0132.pdf\" data-type=\"link\" data-id=\"https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/DI0132.pdf\">acquisizione di sistemi APR</a> Micro (peso &lt; 2 Kg), Mini (peso compreso tra 2 e 20 kg) e Leggeri (25 &lt; peso &lt; 150 kg). Questi sistemi hanno l'obiettivo di implementare e migliorare la capacità di sorveglianza ed esplorazione per le varie componenti dell'Esercito e, allo stesso tempo, di fornire supporto in caso di pubbliche calamità e operazioni di sicurezza in ausilio alle Forze dell'Ordine. Il programma prevede l'acquisizione di sistemi suddivisi in ala fissa/rotante, a corto raggio (1h - 10 Km), medio raggio (4h - 40 km), lungo raggio (6h - 60 km) e con capacità di persistenza in volo (&gt; 10 h).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13028,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img alt=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" title=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/rq-11-raven-drone.webp\" class=\"wp-image-13028\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Centro di Eccellenza Aeromobili a Pilotaggio Remoto (APRM)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Centro di Eccellenza Aeromobili a Pilotaggio Remoto di Amendola, sotto la supervisione del 3° Reparto dello Stato Maggiore Aeronautica, continua a essere un riferimento interforze per la formazione e l'addestramento nel comparto APR. La sua missione si estende dal supporto all'addestramento basico e avanzato all'implementazione di nuove procedure operative, garantendo interoperabilità tra le diverse componenti delle Forze Armate e delle agenzie nazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":13025,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img alt=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" title=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/20241016-CorsoCDEAPR-Attivita-di-addestramento-pratico-scaled-1-750x1000.jpeg\" class=\"wp-image-13025\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'evoluzione delle capacità operative dell'Esercito Italiano nel settore APRM dimostra come formazione, addestramento e tecnologia siano elementi essenziali per affrontare le sfide dei moderni scenari operativi, assicurando una costante crescita professionale del personale impiegato nelle operazioni a pilotaggio remoto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/20241016_CorsoCDEAPR_Attivita-di-addestramento-pratico_-scaled-ORIZZONALE-1.jpeg","categoria":"Aviotruppe","tags":"APRM, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-02-25 15:33:13","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4378-corso-advanced-operatori-aprm-per-i-paracadutisti-della-folgore.mp4","galleria":"13027 | 13025 | 13024"}
{"id":4354,"titolo":"NoName057: l’impressionante offensiva cyber contro l’Italia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi giorni, l’Italia è stata teatro di una serie di attacchi informatici che hanno coinvolto numerosi settori, mettendo in luce la vulnerabilità delle infrastrutture digitali nazionali. Il <a href=\"https://it.wikipedia.org/wiki/NoName057(16)\">gruppo hacker filorusso NoName057</a>(16), attivo dal marzo 2022, ha intensificato le sue operazioni contro siti istituzionali e aziende di rilievo, sfruttando la tecnica del <strong>Distributed Denial of Service (DDoS)</strong> per rendere inaccessibili piattaforme strategiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12977,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/ddos-attack-concept-cyber-crime-technology-internet-jjk.jpg\" alt=\"NoName057: l’impressionante offensiva cyber contro l’Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12977\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">NoName057 attacca istituzioni e aziende</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli attacchi, condotti per sette giorni consecutivi, hanno preso di mira il settore governativo, i trasporti e il comparto bancario. In particolare, sono stati colpiti i siti dei <strong>ministeri degli Esteri, delle Imprese e della Difesa,</strong> insieme a quelli dell’<a href=\"https://brigatafolgore.net/17o-stormo-incursori/\" data-type=\"link\" data-id=\"https://brigatafolgore.net/17o-stormo-incursori/\">Aeronautica militare</a> e al sito personale della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Nei giorni scorsi, altre realtà importanti come <strong>Leonardo, Banca d’Italia, l’Autorità dei trasporti, Edison, Fininvest e Parmalat </strong>hanno subito attacchi analoghi, e addirittura il porto di Genova è stato bersaglio di un attacco venerdì scorso. Questi attacchi hanno provocato blackout temporanei, causando disservizi significativi agli utenti e interruzioni nel regolare svolgimento dei servizi digitali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12962,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/NoName057-1280x720.jpg-1-1000x563.webp\" alt=\"NoName057: l’impressionante offensiva cyber contro l’Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12962\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">DDOS: Modus Operandi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La strategia adottata da NoName057(16) si basa sull’impiego di botnet, ovvero reti di dispositivi compromessi – computer, server, router e dispositivi IoT – controllati da remoto per sommergere i siti web con un flusso massiccio di richieste. Un elemento distintivo di questo modus operandi è l’utilizzo della piattaforma DDosia, che consente ai simpatizzanti di contribuire alle operazioni in cambio di ricompense finanziarie. Questa forma di \"crowdsourcing\" del crimine informatico ha ampliato la portata dell’offensiva, causando problemi non solo in Italia, ma anche in altri Paesi europei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12970,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img title=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/application_layer_ddos_example-jj-1000x500.jpg\" alt=\"NoName057: l’impressionante offensiva cyber contro l’Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12970\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Possibili motivazioni degli attacchi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo le dichiarazioni rilasciate sul canale Telegram del gruppo, gli attacchi sono una risposta diretta alle recenti affermazioni del <strong>Presidente della Repubblica Sergio Mattarella</strong>. Durante un intervento all’Università di Marsiglia, il capo dello Stato aveva paragonato le azioni della Russia all’espansionismo nazista, provocando una reazione furiosa da parte degli hacker. In questo contesto, il collettivo ha definito la propria offensiva come una “punizione per l’Italia”, in risposta alle posizioni politiche espresse dal presidente. La tensione è ulteriormente aumentata quando, questa mattina, <strong>la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova</strong>, ha dichiarato che le parole di Mattarella “non resteranno senza conseguenze”, sottolineando come le affermazioni possano scatenare reazioni a livello internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12974,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/Ransomware-Russia-1280x720-2-1000x563.jpg\" alt=\"NoName057: l’impressionante offensiva cyber contro l’Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12974\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come ridurre gli attacchi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per fronteggiare questa minaccia, le autorità italiane hanno adottato sistemi di monitoraggio avanzati e implementato misure di mitigazione del traffico malevolo. Tecniche come il rate limiting, che limita il numero di richieste accettate in un intervallo temporale, e l’impiego di <a href=\"https://leonardonetwork.eu/servizi/cyber-security/\">servizi anti-DDoS</a> come indicati dalla dall'<a href=\"https://www.acn.gov.it/portale/documents/20119/551838/ACN_DDoS_2025_CLEAR.pdf/e73e53ec-b4f0-81ea-49bd-ea6ece0b6bef?t=1739984584513\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.acn.gov.it/portale/documents/20119/551838/ACN_DDoS_2025_CLEAR.pdf/e73e53ec-b4f0-81ea-49bd-ea6ece0b6bef?t=1739984584513\">Agenzia per la Cybersecurity nazionale (ACN) </a>hanno contribuito a ridurre l’impatto degli attacchi. Tuttavia, la continua evoluzione delle minacce informatiche richiede un costante aggiornamento della cyber intelligence e una collaborazione stretta con partner internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, l’offensiva di NoName057(16) non rappresenta una sfida tecnica per la sicurezza digitale italiana, ma anche un segnale delle crescenti tensioni geopolitiche. In un’epoca in cui le armi digitali assumono un ruolo sempre più centrale, <strong>è fondamentale rafforzare le difese cibernetiche</strong> e promuovere una cooperazione internazionale per contrastare efficacemente il crimine informatico e garantire la protezione delle infrastrutture critiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12967,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/Screenshot-2025-02-24-175713m-1000x508.jpg\" alt=\"NoName057: l’impressionante offensiva cyber contro l’Italia - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12967\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/NoName057-1280x720.jpg.webp","categoria":"Nazionali","tags":"cyber, DDOS, Italia, NoName057","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-02-24 17:51:03","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilsole24ore.com/art/il-collettivo-hacker-pro-russia-noname057-attacca-l-italia-cosa-c-e-dietro-cortina-fumogena-AGcLt5zC","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4354-noname057-limpressionante-offensiva-cyber-contro-litalia.mp4","galleria":"12976 | 12977 | 12974 | 12973 | 12971 | 12970 | 12969 | 12962"}
{"id":4338,"titolo":"Al Pentagono rimozione del Capo di Stato Maggiore: Trump scuote i Militari","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso di una serata senza precedenti, il <strong>Presidente Donald Trump</strong> ha effettuato una radicale ristrutturazione della leadership militare americana, rimuovendo i vertici del Pentagono. Secondo le fonti consultate, la notte di venerdì ha visto il licenziamento del <strong>Capo di Stato Maggiore, </strong><a href=\"https://www.af.mil/About-Us/Biographies/Display/article/108485/charles-q-brown-jr/\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.af.mil/About-Us/Biographies/Display/article/108485/charles-q-brown-jr/\">il Generale Charles Q. Brown,</a> pochi istanti prima che il <a href=\"https://www.ilsole24ore.com/art/pete-hegseth-e-segretario-difesa-senato-approva-l-ex-conduttore-fox-AGyfTEXC\">Segretario alla Difesa, Pete Hegseth</a>, rimuovesse altre due figure chiave: l’<strong>Ammiraglia Lisa Franchetti</strong>, Capo della Marina, e il <strong>Generale James Slife</strong>, vice capo dell’Aeronautica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12902,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/skynews-lisa-franchetti-us-navy_6226525-1000x563.jpg\" alt=\"Al Pentagono rimozione del Capo di Stato Maggiore: Trump scuote i Militari - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12902\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Ammiraglia Lisa Franchetti, Capo delle Operazioni Navali della United States Navy.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una Scelta Controversa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La decisione di sostituire Brown ha segnato un evento eccezionale, non solo per la rapidità dell’azione ma anche per la natura della sostituzione. Trump ha nominato il Tenente Generale in pensione dell’Aeronautica, <a href=\"https://en.wikipedia.org/wiki/Dan_Caine\">John Dan “Razin” Caine</a>, alla guida del Comitato dei Capi di Stato Maggiore. Tale scelta ha suscitato scalpore, poiché Caine, pur essendo stato un pilota d’élite e protagonista in operazioni militari, non possiede il grado a quattro stelle previsto dalla normativa militare, vincolo che può comunque essere superato se ritenuto “necessario nell’interesse nazionale”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12920,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/john-caine-1000x789.jpg\" alt=\"Al Pentagono rimozione del Capo di Stato Maggiore: Trump scuote i Militari - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12920\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Tenente Generale in pensione dell’Aeronautica, John Dan “Razin” Caine.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Motivi e Controversie Ideologiche</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dietro questa mossa si nascondono anche questioni di natura ideologica e politica. Le critiche rivolte al Generale Brown non si sono limitate alla gestione operativa, ma hanno coinvolto anche tematiche relative al “wokeism” e agli sforzi di inclusione e diversità all’interno delle forze armate. Trump, da tempo critico delle politiche di diversità, aveva più volte attaccato pubblicamente i militari che si battevano per questi valori. Nel corso degli ultimi mesi, i commenti controversi di Hegseth – che in alcune dichiarazioni ha persino insinuato che Brown avesse ottenuto la sua posizione per il colore della pelle – hanno alimentato ulteriormente il clima di tensione e divisione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, l’intervento del Segretario alla Difesa ha riguardato anche la figura degli ufficiali legali militari, i cosiddetti Judge Advocates General (JAG), criticati apertamente come “jagoffs” e considerati da alcuni come ostacolo alla “piena efficacia” delle operazioni belliche. La volontà di sostituire anche questi ruoli strategici ha sollevato preoccupazioni tra esperti e veterani, i quali vedono in tali cambiamenti un tentativo di introdurre una maggiore conformità politica all’interno della giustizia militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12931,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/brown-dragone-1000x714.jpg\" alt=\"Al Pentagono rimozione del Capo di Stato Maggiore: Trump scuote i Militari - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12931\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Gen. CQ Brown Jr., Presidente del Joint Chiefs of Staff, incontra il Presidente designato del Comitato Militare della NATO, Amm. Giuseppe Cavo Dragone, al Pentagono a Washington, D.C., il 12 novembre 2024. (Foto del Dipartimento della Difesa scattata da James Mullen)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Implicazioni e Reazioni del cambio del Capo di Stato Maggiore</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il licenziamento di Brown, unico dei pochi afroamericani ad aver raggiunto il vertice militare, rappresenta un colpo duro per una leadership che, fino a poco tempo fa, era vista come simbolo di progresso e inclusività nelle forze armate. La sua rimozione, avvenuta in un contesto di intensi dibattiti interni e pressioni politiche, ha fatto scaturire reazioni a catena sia all’interno del Pentagono che nel Congresso. Critici e sostenitori hanno espresso timori circa l’impatto a lungo termine di una simile rimodulazione dei vertici, che potrebbe incidere sulla capacità delle forze armate di operare con la consueta professionalità e indipendenza politica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre alcuni membri del Congresso, tra cui il senatore Roger Wicker, hanno espresso fiducia nella scelta del nuovo esecutivo, altri, come leader democratici, hanno denunciato un tentativo palese di politicizzare le istituzioni militari, mettendo a rischio l’equilibrio tra controllo civile e autonomia operativa. Il Generale Brown, infatti, aveva dedicato 16 mesi alla guida del Comitato dei Capi di Stato Maggiore, periodo segnato da conflitti globali, dalla guerra in Ucraina alle crescenti tensioni in Medio Oriente, e il suo operato era stato considerato da molti come un baluardo di professionalità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12932,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/brown-slife-1000x563.jpg\" alt=\"Al Pentagono rimozione del Capo di Stato Maggiore: Trump scuote i Militari - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12932\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Charles Q. Brown con il Generale James Slife, durante una cerimonia presso la Joint Base Anacostia-Bolling, Washington, D.C., il 29 dicembre 2023. (Foto dell'Aeronautica Militare degli Stati Uniti scattata da Andy Morataya)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’azione del presidente Trump segna una svolta decisiva nell’assetto della leadership militare statunitense, con ripercussioni che vanno ben oltre i confini del Pentagono. La riorganizzazione dei vertici e la sostituzione di figure storiche come il generale Brown sottolineano una visione profondamente diversa sulla gestione della difesa nazionale, in cui la politica e l’ideologia sembrano avere un ruolo centrale nel determinare le scelte strategiche. Rimane da vedere come questi cambiamenti influenzeranno la capacità delle forze armate di rispondere efficacemente alle sfide future e se l’equilibrio tra merito e politica potrà essere mantenuto in un contesto così fortemente polarizzato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12901,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/Immagine1-1000x667.jpg\" alt=\"Al Pentagono rimozione del Capo di Stato Maggiore: Trump scuote i Militari - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12901\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/trump-brown.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Brown, trump","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-02-23 10:21:56","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://time.com/7260646/trump-fires-chairman-joint-chiefs-of-staff-other-military-officers/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4338-al-pentagono-rimozione-del-capo-di-stato-maggiore-trump-scuote-i-militari.mp4","galleria":"12927 | 12902 | 12920 | 12935 | 12934 | 12901"}
{"id":4323,"titolo":"La Brigata Sassari celebra 110 anni tra storia, coraggio e sacrificio","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 1° marzo 2025, la città di Sassari si appresta a rendere omaggio alla <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/COMFOTER/Comando-Forze-Operative-Sud/Brigata-meccanizzata-Sassari\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/COMFOTER/Comando-Forze-Operative-Sud/Brigata-meccanizzata-Sassari\">Brigata Sassari</a> in occasione del 110° anniversario della sua costituzione. La celebrazione avrà luogo in Piazza d'Italia, dove si terrà una cerimonia ufficiale per il rientro dei Sassarini dal Libano, dopo sei mesi di impiego nell'ambito della missione Unifil delle Nazioni Unite. L'evento sarà un momento di grande partecipazione collettiva, con la presenza di cittadini, autorità nazionali e regionali, nonché dei sindaci del territorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12841,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/bs_110_00-1000x691.jpg\" alt=\"La Brigata Sassari celebra 110 anni tra storia, coraggio e sacrificio - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12841\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Costituita il 1° marzo 1915 a Tempio Pausania e Sinnai, fu composta interamente da soldati sardi, distinguendosi sin da subito nei combattimenti della Prima Guerra Mondiale.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una missione complessa e il riconoscimento internazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La permanenza della Brigata Sassari in Libano, iniziata il 2 agosto 2023, è stata caratterizzata da un contesto di forte instabilità. Il 22 novembre, quattro militari sardi sono rimasti lievemente feriti a causa di un lancio di missili durante uno scontro tra le forze israeliane e le milizie locali. Nonostante le difficoltà, il contingente italiano ha operato con professionalità, mantenendo un equilibrio imparziale e dimostrando grande sensibilità nei confronti della popolazione locale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Generale Lázaro, capo missione e comandante di Unifil</strong>, ha espresso profonda stima per il contributo della Brigata Sassari: \"In questi sei mesi avete affrontato numerose sfide e rischi con una dedizione incrollabile. Grazie alla vostra professionalità e alla capacità di adattamento, la missione ha avuto successo, lasciando un impatto duraturo sulla pace e la stabilità nel sud del Libano\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche il <strong>Generale Messina</strong> (già comandante di plotone presso la<a href=\"https://brigatafolgore.net/8-reggimento-genio-guastatori-paracadutisti-folgore/\"> Compagnia Genio Guastatori Paracadutisti Folgore</a> in Lucca)  ha sottolineato l'importanza del lavoro svolto, evidenziando il ruolo della Brigata nell'affrontare gli attacchi diretti alle basi Onu e nell'assicurare il rispetto del mandato della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. \"La nostra missione non è mai stata quella di scegliere da che parte stare, ma di essere una forza di pace al servizio della stabilità del Libano\", ha dichiarato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12845,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/bs_110_06-1000x667.jpg\" alt=\"La Brigata Sassari celebra 110 anni tra storia, coraggio e sacrificio - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12845\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale Stefano Messina, Comandante della Brigata Sassari con il Generale spagnolo Aroldo Lázaro Sáenz in Libano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dalle trincee della Grande Guerra alla missione di pace</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-sassari-quando-la-fanteria-e-delite/\" data-type=\"link\" data-id=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-sassari-quando-la-fanteria-e-delite/\">Brigata Sassari ha radici profonde</a> nella storia militare italiana. Costituita il 1° marzo 1915 a Tempio Pausania e Sinnai, fu composta interamente da soldati sardi, distinguendosi sin da subito nei combattimenti della Prima Guerra Mondiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il conflitto, la Brigata si guadagnò il rispetto dell’intero Esercito per il suo valore e spirito di sacrificio. Tra le battaglie più celebri vi furono quelle combattute sul fronte dell'Isonzo e sull’altopiano di Asiago, dove riconquistò Monte Fior, Monte Castelgomberto e Casera Zebio, meritando la prima Medaglia d’Oro al Valor Militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella tragica ritirata di Caporetto, i fanti della Sassari combatterono con determinazione fino al Piave, diventando simbolo di resistenza e coesione. Successivamente, nella battaglia dei \"Tre Monti\" del gennaio 1918, la Brigata fu protagonista di una storica vittoria, ricevendo la seconda Medaglia d’Oro al Valor Militare. Il conflitto costò caro alla Sassari, che subì oltre 15.000 perdite tra caduti, feriti e dispersi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per il valore dimostrato, la Brigata venne mantenuta tra le unità permanenti dell’Esercito nel 1919, riconoscimento che ne consacrò il ruolo centrale nella storia militare italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12846,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img title=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/bs_110_02-1.jpg\" alt=\"La Brigata Sassari celebra 110 anni tra storia, coraggio e sacrificio - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12846\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Durante la Prima Guerra Mondiale prende parte a numerose battaglie, ove i suoi soldati guadagneranno una reputazione di altissimo coraggio e determinazione.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un legame indissolubile con la Sardegna e il futuro della Brigata</strong> Sassari</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi la Brigata Sassari continua a rappresentare un'eccellenza delle Forze Armate italiane, mantenendo vivo il legame con la sua terra d’origine e con i valori che l’hanno resa celebre. La cerimonia del 1° marzo sarà non solo un’occasione per onorare il passato glorioso della Brigata, ma anche un tributo ai suoi uomini e donne, impegnati nel difficile compito di garantire pace e stabilità nei teatri operativi internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il loro ritorno dal Libano sarà accolto con gratitudine e orgoglio, simbolo di un’eredità che, dopo 110 anni, continua a scrivere pagine di storia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Forza Paris!!!</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12851,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/bs_110_07-1000x604.jpg\" alt=\"La Brigata Sassari celebra 110 anni tra storia, coraggio e sacrificio - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12851\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Militari della Sassari in Afghanistan nel 2018</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/bs_110_00.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"brigata sassari, esercito","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-02-21 12:57:09","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4323-la-brigata-sassari-celebra-110-anni-tra-storia-coraggio-e-sacrificio.mp4","galleria":"12841 | 12845 | 12846 | 12851"}
{"id":4314,"titolo":"Leonardo - Baykar Technologies: il futuro dei droni da Guerra","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un'operazione che scuote gli equilibri dell'industria aerospaziale e della difesa, Leonardo ha scelto il colosso turco <a href=\"https://baykartech.com/en/\">Baykar Technologies</a> come partner strategico per lo sviluppo di droni da guerra di ultima generazione. Un'alleanza industriale che promette di ridefinire gli assetti tecnologici del settore e di aprire nuovi scenari per il mercato europeo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Baykar, azienda simbolo dell'innovazione turca, è saldamente legata ai vertici politici di Ankara: il suo presidente e capo delle tecnologie è <strong>Selçuk Bayraktar</strong>, ingegnere di spicco e genero del <strong>presidente turco Recep Tayyip Erdogan</strong>, mentre il ruolo di amministratore delegato è ricoperto dal fratello Haluk. La loro leadership ha trasformato Baykar in un punto di riferimento mondiale per la produzione di droni da combattimento, noti per la loro efficacia sui moderni campi di battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una visita carica di significato politico e industriale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A sottolineare l'importanza della partnership, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha visitato lo stabilimento di Baykar a Istanbul, appena tre settimane dopo l'accordo preliminare - autorizzato dal Mimit - per l'acquisizione delle attività di Piaggio Aero in amministrazione straordinaria da parte del gruppo turco. Un passaggio che non solo garantisce la continuità industriale, ma spalanca le porte a una collaborazione di ampia portata tra Leonardo e Baykar.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Le due aziende, tra i principali attori globali nel settore aerospaziale e della difesa, potranno sviluppare sinergie industriali e tecnologiche per la realizzazione di sistemi avanzati, con particolare attenzione alla produzione di droni per il mercato europeo\", si legge in una nota ufficiale del Mimit.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ministro Urso ha ribadito la portata strategica di questa intesa: \"L'acquisizione di Piaggio Aerospace da parte di Baykar rappresenta un passo fondamentale per il rafforzamento dell'industria italiana e apre a una nuova stagione di cooperazione con la Turchia. Il nostro obiettivo è potenziare l’innovazione, la competitività e la leadership tecnologica dell’Italia nel settore dell’aerospazio e della difesa\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ad accompagnarlo nella visita, il presidente di Leonardo, Stefano Pontecorvo, e il ministro turco dell'Industria e della Tecnologia, Mehmet Fatih Kacir.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12804,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img title=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/1737659850232-U75152310140YMV-1440x752@IlSole24Ore-Web.avif\" alt=\"Leonardo - Baykar Technologies: il futuro dei droni da Guerra - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12804\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Droni, difesa e geopolitica: la nuova frontiera dell’asse Roma-Ankara</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'intesa tra Leonardo e Baykar si inserisce in un contesto di crescente interscambio economico tra Italia e Turchia. \"Negli ultimi tre anni, il valore degli scambi commerciali tra i due Paesi è cresciuto di un terzo, passando da 24 a 32 miliardi di euro\", ha dichiarato Urso in conferenza stampa a Istanbul. Un legame sempre più solido, che si riflette anche nella cooperazione industriale tra i due Paesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’incontro tra <strong>Urso e il ministro Kacir</strong> ha confermato la volontà di ampliare ulteriormente le relazioni economiche, con nuovi investimenti e una maggiore integrazione delle rispettive filiere produttive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12803,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/2560px-Bayraktar_TB2_Ground-1000x563.jpg\" alt=\"Leonardo - Baykar Technologies: il futuro dei droni da Guerra - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12803\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Baykar e Leonardo: una sinergia ad alta tecnologia</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il colosso turco, che nel dicembre scorso si è aggiudicato la gara per l'acquisizione di <strong>Piaggio Aerospace</strong>, vanta un portafoglio di eccellenza nella produzione di velivoli unmanned e droni da combattimento. Nel 2023, Baykar ha registrato un fatturato di circa 2 miliardi di dollari, di cui il 90% derivante dall’export.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è un caso che Leonardo guardi con interesse alla partnership con Baykar. L’azienda turca ha guadagnato notorietà globale grazie ai suoi <a href=\"https://baykartech.com/en/\" data-type=\"link\" data-id=\"https://baykartech.com/en/\">droni Bayraktar TB2</a>, impiegati con successo dalle forze armate ucraine nel conflitto contro la Russia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Stiamo esplorando importanti sinergie industriali nell’ambito delle tecnologie unmanned\", ha dichiarato l’amministratore delegato di Leonardo, Roberto Cingolani. L’obiettivo è integrare il know-how di Leonardo con l’expertise di Baykar nella realizzazione di droni avanzati, creando nuove opportunità per il mercato europeo e internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12808,\"width\":\"1300px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img title=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/tb-2-didascalia-1000x483.jpg\" alt=\"Leonardo - Baykar Technologies: il futuro dei droni da Guerra - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12808\" style=\"width:1300px;height:auto\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Opportunità e sfide di un’alleanza ambiziosa</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partnership tra Leonardo e Baykar rappresenta un’opportunità senza precedenti per l’industria aerospaziale italiana, ma non è priva di sfide. L’integrazione di due realtà con culture aziendali e strategie differenti richiederà un’attenta gestione per evitare tensioni e sovrapposizioni nei segmenti di mercato in cui entrambe le aziende operano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un'alleanza che promette di trasformare l'industria della difesa e dell'aerospazio, portando Leonardo e Baykar al centro di una rivoluzione tecnologica globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/2560px-Bayraktar_TB2_Ground.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Baykar, Droni, Leonardo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-02-20 11:30:48","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://baykartech.com/en/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4314-leonardo-baykar-technologies-il-futuro-dei-droni-da-guerra.mp4","galleria":"12808 | 12805 | 12803"}
{"id":4302,"titolo":"AW249 Fenice, in arrivo il nuovo elicottero d'attacco per l'Esercito Italiano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Esercito Italiano ha ufficialmente avviato l'acquisizione del primo lotto di elicotteri d'attacco <a href=\"https://helicopters.leonardo.com/it/military\">AW249 Fenice</a>, una piattaforma di nuova generazione destinata a sostituire gli ormai datati <strong>AW129 Mangusta</strong>, in servizio da oltre trent'anni. Questo primo gruppo di velivoli fa parte di un'iniziativa che prevede la produzione di <strong>fino a 48 unità</strong>, sviluppate dalla <a href=\"https://helicopters.leonardo.com/it/home\" data-type=\"link\" data-id=\"https://helicopters.leonardo.com/it/home\">Leonardo Agusta</a>, con l'obiettivo di modernizzare la flotta d'assalto dell'esercito italiano. L'AW249 Fenice è stato presentato per la prima volta nel <strong>2017</strong> e la sua fase iniziale prevede <strong>17 esemplari</strong>, la cui consegna partirà nel <strong>2027</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12710,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/aw249-00-1000x489.jpg\" alt=\"AW249 Fenice, in arrivo il nuovo elicottero d'attacco per l'Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12710\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">AW249 Fenice: l'elicottero da combattimento di nuova generazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'AW249 è un elicottero d'assalto di ultima generazione, progettato per operare in scenari di guerra moderni e in continua evoluzione. Rappresenta l'unico elicottero attualmente in fase di progettazione che combina tecnologie all'avanguardia, prestazioni elevate e un'elevata capacità di sopravvivenza, mantenendo al contempo costi operativi contenuti. Progettato per rispondere alle nuove esigenze tattiche e per integrarsi con altre piattaforme, l'AW249 può operare in sinergia con risorse aeree e di terra, compresi i sistemi aerei senza equipaggio (UAS). </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo elicottero combina tecnologie avanzate per la comunicazione, un sofisticato sistema di gestione del campo di battaglia e una capacità di evoluzione che gli permetterà di integrare futuri equipaggiamenti e armamenti. Gli avanzati sistemi avionici e di missione migliorano la consapevolezza operativa, riducendo il carico di lavoro del pilota e aumentando così la sicurezza durante le operazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12707,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/aw249-02-1000x333.jpg\" alt=\"AW249 Fenice, in arrivo il nuovo elicottero d'attacco per l'Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12707\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Protezione e sopravvivenza in combattimento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'AW249 è dotato di un avanzato sistema di autodifesa integrato, progettato per garantire un'elevata sopravvivenza nei teatri operativi più impegnativi. Tra le sue caratteristiche di protezione si evidenziano una trasmissione rinforzata, in grado di continuare a funzionare per 50 minuti anche in assenza di lubrificante, sedili corazzati per garantire la protezione dell’equipaggio, serbatoi di carburante con elevata tolleranza balistica in grado di resistere a impatti diretti e una struttura rinforzata progettata per assorbire impatti elevati e ridurre la rilevabilità ai radar nemici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p> Con un peso massimo al decollo di 8,3 tonnellate, <strong>l'AW249 è in grado di operare con droni e velivoli senza pilota</strong>, garantendo elevata velocità, autonomia e versatilità. Le sue capacità lo rendono ideale per missioni di scorta armata, supporto aereo ravvicinato, interdizione aerea, ricognizione, sorveglianza e acquisizione obiettivi. Grazie ai suoi potenti motori, è in grado di operare in condizioni climatiche estreme e di condurre missioni navali, con funzionalità integrate per operare da unità navali già nella fase progettuale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12711,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/aw249-05-1000x568.jpg\" alt=\"AW249 Fenice, in arrivo il nuovo elicottero d'attacco per l'Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12711\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Prestazioni e capacità operative</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'AW249 Fenice è stato sviluppato per garantire prestazioni di alto livello. Ha una lunghezza di 18 metri, un'apertura alare di 15 metri, una cabina di pilotaggio a due posti e un carico utile massimo di circa 1.800 kg. È motorizzato con due turboalbero General Electric CT7-8E6, ciascuno da 2.500 cavalli, ed è in grado di raggiungere <strong>una velocità massima di 155 nodi (287 km/h – 178 mph)</strong> con un'autonomia fino a 430 miglia nautiche (796 km – 495 miglia). </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Può operare fino a un'altitudine di 6.096 metri (20.000 piedi) con una durata massima operativa di circa quattro ore. L'AW249 Fenice è una naturale evoluzione del modello AW149, che a sua volta deriva dall’AW129 Mangusta. Uno degli aggiornamenti più significativi riguarda l’autonomia, portata a tre ore, così da consentire operazioni coordinate con gli NH-90 e i CH-47 dell'esercito italiano, mantenendo una formazione coerente durante le missioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12708,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/aw249-03-1000x589.jpg\" alt=\"AW249 Fenice, in arrivo il nuovo elicottero d'attacco per l'Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12708\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Armamento e capacità bellica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'AW249 è dotato di un sistema d'arma flessibile, in grado di adattarsi a diversi scenari operativi e configurazioni missione. Il suo armamento include un cannone Gatling TM197B da 20 mm con elevata cadenza di fuoco, razzi guidati e non guidati da 70 mm ideali per attacchi di precisione e supporto ravvicinato, missili aria-aria a guida infrarossa per l'ingaggio di bersagli aerei e missili aria-terra a guida radiofrequenza o fibra ottica, progettati per distruggere veicoli corazzati con precisione millimetrica. Grazie alla combinazione tra potenza di fuoco, velocità, autonomia e resistenza, l'AW249 si configura come un assetto di punta per le forze armate italiane, pronto a rispondere alle sfide operative del futuro con una capacità di combattimento senza precedenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12706,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img title=\"Veterano della Difesa e Veterano delle Missioni Internazionali, firmato il decreto - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/aw249-01-1000x505.jpg\" alt=\"AW249 Fenice, in arrivo il nuovo elicottero d'attacco per l'Esercito Italiano - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12706\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/aw249-00-scaled-1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"AW249, Fenice","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-02-19 17:34:55","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://helicopters.leonardo.com/it/products/aw249","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4302-aw249-fenice-in-arrivo-il-nuovo-elicottero-dattacco-per-lesercito-italiano.mp4","galleria":"12715 | 12707 | 12708 | 12711 | 12706 | 12709"}
{"id":4296,"titolo":"Attacco russo: l'Europa teme un conflitto imminente","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Unione Europea si sta preparando a un <strong>possibile attacco russo</strong> contro uno dei suoi Stati membri, con il <strong>Commissario per la Difesa e lo Spazio, Andrius Kubilius</strong>, che presenterà un <a href=\"https://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/BRIE/2024/766229/EPRS_BRI(2024)766229_EN.pdf\"><strong>Libro bianco sulla difesa europea</strong></a> entro il 19 marzo. Questo documento delineerà le misure per affrontare le contingenze militari immediate e le sfide di sicurezza a lungo termine. Tuttavia, trasformare queste intenzioni in azioni concrete è complesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un piano industriale della Difesa Europea per proteggerci da un attacco russo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'industria della difesa europea è frammentata e necessita di un piano industriale strutturato per diventare competitiva. Gli esperti sottolineano la necessità di un approccio coordinato tra gli Stati membri per standardizzare e condividere le risorse. Il rapporto di <strong>Mario Draghi stima che l'UE necessiti di circa 500 miliardi di euro</strong> nel prossimo decennio per rimanere competitiva nel settore della difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Kubilius propone di stanziare almeno 100 miliardi di euro per la difesa nel prossimo Quadro finanziario pluriennale e suggerisce l'emissione di \"obbligazioni di difesa\" per colmare il divario di investimenti. Inoltre, si discute l'idea di una <em>banca del riarmo</em> e la revisione delle norme sui prestiti della Banca europea per gli investimenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'UE mira a incrementare la cooperazione tra le forze armate dei 27 Stati membri e a promuovere la ricerca e lo sviluppo nel settore della difesa. Il Fondo europeo per la difesa ha <strong>un budget di 8 miliardi di euro per il periodo 2021-2027,</strong> ma sono necessari ulteriori investimenti per mantenere la competitività globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, Kubilius sottolinea l'importanza di creare legami più stretti tra l'industria spaziale e quella della difesa, utilizzando l'intelligence spaziale per proteggere l'Europa. L'UE sta rafforzando le sue capacità in questo ambito, riconoscendo l'importanza della sicurezza spaziale per la difesa moderna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/web-uniforms.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"attacco russo, Difesa Europea","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-02-18 23:06:32","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://it.euronews.com/my-europe/2025/02/10/europa-cinque-idee-per-ridisegnare-il-futuro-della-difesa","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4296-attacco-russo-leuropa-teme-un-conflitto-imminente.mp4","galleria":"12670 | 12673 | 12665 | 12672"}
{"id":4279,"titolo":"Gli Acquisitori del 185° RRAO Folgore nel deserto dell'Arizona alla EMERALD WARRIOR 2025","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Venerdì 14 febbraio 2025 si è conclusa in Arizona, negli USA, l'esercitazione <strong>Emerald Warrior 2025</strong>, che ha visto la partecipazione di un Distaccamento Operativo del <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" data-type=\"link\" data-id=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\">185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione ed Acquisizione Obiettivi Folgore</a>, insieme al personale del <a href=\"https://brigatafolgore.net/17o-stormo-incursori/\">17° Stormo dell’Aeronautica Militare.</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12479,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"wide\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><img title=\"Gli Acquisitori del 185° RRAO Folgore nel deserto dell'Arizona alla EMERALD WARRIOR 2025 - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/463490ff-845e-4fd8-95ad-d149f30a52d6-1000x665.jpg\" alt=\"Gli Acquisitori del 185° RRAO Folgore nel deserto dell'Arizona alla EMERALD WARRIOR 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12479\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'esercitazione del <strong>Air Force Special Operations Command</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'evento, organizzato dall'<a href=\"https://www.afsoc.af.mil/\">AFSOC (Air Force Special Operations Command)</a>, ha avuto l'obiettivo di integrare le Forze Speciali con gli assetti aerei. In particolare, gli operatori del <strong>RRAO</strong> hanno svolto addestramenti su:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Tecnica della Caduta Libera (TCL)</strong> per l’aviolancio;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Attività a fuoco con velivoli A-10</strong> dell’US Air Force;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Guida terminale del fuoco (TGO - Terminal Guidance Operations)</strong> con il supporto dei <strong>JTAC (Joint Terminal Attack Controller)</strong> italiani;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Trattamento e evacuazione dei feriti in combattimento</strong>, grazie alla collaborazione tra il personale <strong>SOCM (Special Operations Combat Medic)</strong> e un assetto statunitense <strong>SOST (Special Operations Surgical Team)</strong>. Quest'ultimo ha gestito l’evacuazione dei feriti a bordo di un <strong>C-130J</strong> della <strong>46ª Brigata Aerea di Pisa</strong>.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'addestramento si è svolto nel tipico scenario desertico dell’Arizona, un ambiente difficilmente replicabile in Europa, offrendo un'opportunità formativa di altissimo livello. Sono state inoltre condotte sessioni di tiro con le armi portatili in dotazione al 185° RAO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’esercitazione hanno preso parte anche reparti speciali di<strong> Stati Uniti, Francia e Romania</strong>, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione tra le Forze Speciali della NATO, rendendole più efficaci nell'affrontare le future sfide operative in contesti internazionali complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12474,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"wide\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-full\"><img title=\"Gli Acquisitori del 185° RRAO Folgore nel deserto dell'Arizona alla EMERALD WARRIOR 2025 - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/1000w_q952.webp\" alt=\"Gli Acquisitori del 185° RRAO Folgore nel deserto dell'Arizona alla EMERALD WARRIOR 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12474\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il 185º Reggimento Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi Folgore</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il 185º Reggimento Paracadutisti Ricognizione ed Acquisizione Obiettivi Folgore</strong> (abbreviato in 185º RRAO) è un reparto dell'Esercito Italiano, dal <strong>2018</strong> inserito nelle forze speciali, composto da personale specificatamente selezionato e formato, addestrato ed equipaggiato per condurre l’intero spettro dei compiti tipici delle <em>Operazioni Speciali</em>, e specializzato nella condotta di <em>Ricognizioni speciali</em> e <em>Operazioni di guida terminale del fuoco</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 185º reggimento RRAO ha una vocazione spiccatamente intelligence ed è specializzato nelle azioni dirette che prevedono l’ingaggio di obiettivi a distanza (ovvero con modalità <em>stand-off)</em> sfruttando l’armamento in dotazione e tutte le piattaforme di fuoco terrestri, aeree e navali. Il RRAO opera normalmente infiltrando distaccamenti operativi equipaggiati e addestrati per operare oltre le linee nemiche, a grande distanza dalle forze amiche ed in completo isolamento tattico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La componente operativa del reggimento è costituita da ufficiali, sottufficiali, graduati e volontari in servizio permanente o in ferma prefissata, addestrati e selezionati mediante un iter formativo della durata di circa due anni, che culmina nell’attribuzione del brevetto di <em>Acquisitore Obiettivi</em>, con dipendenza operativa dal&nbsp;<a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\">Comando interforze per le operazioni delle forze speciali</a>, ed è di stanza a Livorno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12491,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"wide\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-full\"><img title=\"Gli Acquisitori del 185° RRAO Folgore nel deserto dell'Arizona alla EMERALD WARRIOR 2025 - brigatafolgore.net\" src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/02/emerald2025_00007.jpg\" alt=\"Gli Acquisitori del 185° RRAO Folgore nel deserto dell'Arizona alla EMERALD WARRIOR 2025 - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12491\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/185rrao-folgore.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"185° RRAO, AFSOC, forze speciali","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-02-17 15:55:05","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/smd/news-italia/esercitazione-emerald-warrior/65069.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4279-gli-acquisitori-del-185-rrao-folgore-nel-deserto-dellarizona-alla-emerald-warrior-2025.mp4","galleria":"12479 | 12492 | 12482 | 12485 | 12478 | 12491 | 12488 | 12486 | 12487 | 12489 | 12490 | 12477 | 12494"}
{"id":4267,"titolo":"4° Ranger, visita del Comandante dell'Area Operativa delle FOTER","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Vice Comandante delle Forze Terrestri e Responsabile dell’Area Operativa, <strong>Generale di Corpo d’Armata Salvatore Cuoci</strong>, si è recato in visita al <a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\">4° Reggimento Alpini Paracadutisti RANGER</a>, di stanza a Verona. Il Generale è stato ricevuto dal Comandante del reggimento, <strong>Colonnello Igor Panebianco</strong>, e dal Generale di Brigata <strong>Marco Manzone</strong>, che guida le <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\">Forze Speciali dell’Esercito</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo il saluto d’onore, il Generale ha avviato l’incontro con un briefing dedicato all’unità, seguito da un colloquio con il personale militare. Nel suo intervento, ha voluto evidenziare l’importanza strategica della preparazione e dell’addestramento per il successo delle missioni assegnate al reparto, ribadendo anche l’elevato livello di professionalità e competenza che caratterizza il contingente delle Forze Speciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Successivamente, il Generale ha conferito onorificenze e promozioni ai militari che si sono distinti per meriti eccezionali, esprimendo loro gratitudine per il costante impegno e la dedizione dimostrata. Nel prosieguo della visita, ha assistito a una simulazione operativa condotta da un’unità ranger, analizzando con attenzione le metodologie e le capacità impiegate per valutarne efficacia e livello di prontezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’incontro presso il 4° Reggimento si è concluso con la firma sull’Albo d’Onore nell’ufficio del Comandante e con un sopralluogo presso l’ex Caserma Chiarle di Castelnuovo del Garda, per esaminare possibili progetti di addestramento futuri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I<strong> Ranger</strong>, gli esperti degli scenari montani</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 4° Reggimento Alpini Paracadutisti “Ranger” è un’unità delle Forze Speciali dell’Esercito, capace di pianificare e condurre l’intero spettro delle Operazioni Speciali. Le sue attività principali includono missioni di ricognizione avanzata, azioni dirette e supporto militare alle forze alleate. Grazie a una preparazione mirata, il reparto si distingue in particolare per l’elevata competenza nel combattimento in ambienti estremi, con una specializzazione unica nelle operazioni in territori montani e artici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’interno delle Forze Speciali dell’Esercito, il 4° Reggimento è il reparto con la maggiore expertise nell’impiego in scenari montani. La formazione e l’addestramento in questo contesto rappresentano un elemento centrale del percorso di preparazione del personale, garantendo una capacità operativa di alto livello nelle condizioni ambientali più ostili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fonte Esercito Italiano </p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/01-3.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"forze speciali","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-02-14 22:14:39","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4267-4-ranger-visita-del-comandante-dellarea-operativa-delle-foter.mp4","galleria":"12275 | 12276 | 12277 | 12278"}
{"id":4262,"titolo":"Drago 1-2025: \"Fuoco\" per Il 185° Artiglieria Paracadutisti Folgore","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è conclusa presso il Poligono militare di Monte Romano l’esercitazione a fuoco denominata “Drago 1-2025”, organizzata dal <a href=\"https://brigatafolgore.net/185o-reggimento-artiglieria-paracadutisti-folgore/\">185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti Folgore.</a> Questa attività, svolta annualmente, rappresenta un’importante opportunità di preparazione per i Diavoli Gialli, consentendo di affinare e migliorare le strategie, le tecniche, le procedure operative e le capacità di supporto di fuoco indiretto alla Brigata Folgore in contesti di combattimento avanzato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Funzione del 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti assicura il supporto di fuoco indiretto alle unità della Brigata Paracadutisti Folgore. Sono stati inoltre integrati assetti del 3° Reggimento Supporto Targeting Bondone con droni RAVEN per l’osservazione del campo d’azione e elicotteri CH47F del <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/COMFOTER/Comando-Aviazione-Esercito/Brigata-Aeromobile-Friuli/1-Reggimento-AVES-Antares\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/COMFOTER/Comando-Aviazione-Esercito/Brigata-Aeromobile-Friuli/1-Reggimento-AVES-Antares\">1° Reggimento AVES Antares</a>, utilizzati per il trasporto in sospensione dei mortai e per il riposizionamento delle squadre di osservatori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Visita del Comandante della Brigata Paracadutisti Folgore alla Drago 1-2025</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla fase conclusiva ha preso parte il Comandante della Brigata Paracadutisti Folgore, Generale di Brigata Federico Bernacca, che ha avuto modo di dialogare con il personale presente, esprimendo il suo riconoscimento per l’ottima preparazione raggiunta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ricostituito a Bracciano il 1° luglio 2013, il 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti costituisce il reparto di supporto di fuoco della Brigata Paracadutisti Folgore. Grazie alla preparazione avanzata dei suoi specialisti nell’uso dell’artiglieria, l’unità contribuisce a mantenere la Brigata tra le forze di punta dell’Esercito Italiano, garantendo una reattività e capacità di intervento immediato, anche in situazioni di emergenza e con tempistiche ridotte, fornendo supporto in operazioni complesse e multiscenario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/Foto-3-Esercitazione-Drago-25-il-tiro-di-artiglieria_d0.jpeg","categoria":"Aviotruppe","tags":"185, aquila 1, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-02-13 10:07:06","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/I-Diavoli-Gialli-alla-DRAGO-1-2025-0206.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4262-drago-12025-fuoco-per-il-185-artiglieria-paracadutisti-folgore.mp4","galleria":"12230 | 12232"}
{"id":4257,"titolo":"Il nuovo Sottufficiale di Corpo della Brigata Paracadutisti Folgore","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>A Livorno, presso la storica Villa Ruspoli, si è tenuta la solenne cerimonia di passaggio di consegne del Sottufficiale di Corpo della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"link\" data-id=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Brigata Paracadutisti Folgore</a>. Alla presenza del Comandante della Brigata, <strong>Generale di Brigata Federico Bernacca</strong>, il <strong>1° Luogotenente Alessandro Pellegrino</strong> ha ceduto l'incarico al <strong>1° Luogotenente Quirino D'Amico</strong>, nuovo Sottufficiale di Corpo, dopo oltre quattro anni di servizio in questa funzione di rilievo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo evento non solo celebra il passaggio di consegne, ma rappresenta anche un momento di riflessione sull'importanza del ruolo del Sottufficiale di Corpo all'interno della Brigata, che è fondamentale per il mantenimento della disciplina e della coesione del personale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Sottufficiale di Corpo è un punto di riferimento per tutti i militari e la sua figura è essenziale per supportare la leadership del Comandante. In un contesto militare, dove le operazioni possono richiedere decisioni rapide e critiche, il SU di Corpo deve essere in grado di garantire che ogni uomo e ogni donna dell'unità si sentano supportati e motivati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ruolo del Sottufficiale di Corpo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 1° Luogotenente Quirino D'Amico, nuovo Sottufficiale di Corpo della Folgore, porta con sé una vasta esperienza e competenza. La sua lunga carriera è una testimonianza di dedizione e impegno verso il servizio ed ha dimostrato, durante il suo percorso militare, eccellenti capacità di leadership che saranno fondamentali per affrontare le sfide future della Brigata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa figura viene scelta direttamente dai Comandanti per le doti caratteriali, umane e professionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il SU di Corpo, svolge un ruolo cruciale nel mantenere vivo lo spirito di corpo, garantire il benessere e il morale del personale e supervisionare gli aspetti disciplinari dell'unità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All'interno dei reparti, facilita l'integrazione del personale neo-assegnato, rafforza i legami con chi è stato trasferito e supporta le famiglie dei caduti e feriti oltre ad interviene attivamente nella gestione di eventuali eventi traumatici che potrebbero colpire l'ente di appartenenza. Il suo compito si estende inoltre, alla pianificazione e all'organizzazione di attività che promuovono il benessere psicologico dei militari, come eventi sportivi e culturali, che sono fondamentali per la coesione del gruppo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il profilo del nuovo Sottufficiale di Corpo: 1° Luogotenente Quirino D'Amico</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nato il 5 luglio 1973 a Bari, il 1° Luogotenente Quirino D'Amico ha intrapreso la carriera militare il 2 marzo 1992, frequentando il 72° Corso A.S. presso la <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/comando-per-la-formazione-specializzazione-e-dottrina-dell-esercito/Scuola-Sottufficiali\">Scuola Allievi Sottufficiali di Viterbo</a>. Dopo aver completato il corso di specializzazione presso la Scuola di Fanteria di Cesano di Roma nel 1993, è stato assegnato al <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\">187° Reggimento Paracadutisti Folgore</a> nel 1994, ricoprendo una vasta gamma di incarichi di comando e operativi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Comandante di squadra e di plotone fucilieri paracadutisti;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Aiutante maggiore in seconda;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Assistente e addetto presso l'ufficio Addestramento;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Maresciallo di compagnia;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ufficiale di collegamento in Afghanistan;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Chief clerk in Iraq.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Missioni operative</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 1° Lgt. D'Amico ha partecipato a numerose missioni internazionali, tra cui:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Bosnia ed Erzegovina (1996-1997, 1999-2000);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Albania (1997);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Kosovo (2001, 2002, 2004);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Afghanistan (2003, 2007-2008);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Iraq (2005, 2017-2018);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Libano (2023).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ha inoltre preso parte alle operazioni nazionali \"Strade Sicure\" a Firenze (2016-2017) e a Roma (2020-2021).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Corsi e specializzazioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il suo profilo professionale è arricchito da una lunga serie di corsi e specializzazioni, tra cui:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Brevetti di paracadutismo militare italiano, tedesco, americano e giapponese;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Corso di ardimento;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Istruttore militare di tiro e tiratore scelto;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Aviolancio con caduta libera;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Expert Infantryman Course ;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Direttore di lancio con apertura automatica;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Intelligence Orientation Course;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Istruttore di combattimento urbano e paracadutismo.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Onorificenze e ricompense</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La carriera del 1° Lgt. D'Amico è stata riconosciuta con numerose decorazioni, tra cui:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Medaglie NATO per missioni nei Balcani e Kosovo;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Croci commemorative per missioni in Iraq, Afghanistan e Libano;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Medaglia d'argento per il paracadutismo militare (15 anni);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Croce d'oro con stella per 40 anni di servizio;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Medaglia Mauriziana per 50 anni di servizio;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Meritorious Service Medal (USA).</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le onorificenze e le ricompense ricevute dal 1° Lgt. D'Amico sono il riconoscimento del suo impegno e delle sue capacità. Traguardi personali che contribuiscono al prestigio della Brigata Folgore e ispirano altri militari a perseguire l'eccellenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Al 1° Luogotenente Quirino D'Amico facciamo i migliori auguri per il prestigioso traguardo! Folgore!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fonte Esercito Italiano</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/20250203_FOTOA1_Scubo-e1739444477402.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"aquila 1, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-02-13 09:24:38","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4257-il-nuovo-sottufficiale-di-corpo-della-brigata-paracadutisti-folgore.mp4","galleria":"12218 | 12219"}
{"id":4253,"titolo":"Amorphous, potente piattaforma per il controllo autonomo dei Droni.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L3Harris ha presentato <strong><a href=\"https://www.l3harris.com/all-capabilities/amorphous\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.l3harris.com/all-capabilities/amorphous\">Amorphous</a></strong>, una piattaforma software per controllare sciami di sistemi senza equipaggio su più domini, permettendo a droni aerei, navi e altre piattaforme di operare insieme senza soluzione di continuità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il software, basato su un'<strong>architettura aperta e scalabile</strong>, è progettato per gestire migliaia di carichi utili, rispondendo alle esigenze del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per l'integrazione avanzata dei sistemi autonomi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Jon Rambeau, presidente dei sistemi di missione integrati di L3Harris, lo ha descritto come un <strong>direttore d'orchestra</strong> per il comando e controllo di flotte autonome. \"Il problema non è più gestire decine o centinaia di asset, ma migliaia simultaneamente, cosa impossibile solo con il controllo umano\", ha dichiarato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A differenza di modelli basati su una <strong>nave madre</strong>, <strong>Amorphous</strong> coordina uno <strong>sciame senza leader</strong>, distribuendo i comandi tra tutte le piattaforme. Ciò riduce i rischi operativi nel caso di perdita di comunicazione o neutralizzazione di un'unità chiave, ha spiegato Toby Magsig, vicepresidente dei sistemi autonomi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Amorphous</strong> è già stato testato in programmi del Pentagono come <strong>Replicator</strong>, il cui obiettivo è schierare migliaia di droni entro agosto, e si basa su esperienze di L3Harris con il <strong>Project Overmatch</strong> della Marina e l’Esercito USA.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per <strong>Replicator</strong>, L3Harris, insieme a <strong><a href=\"https://www.anduril.com/\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.anduril.com/\">Anduril Industries</a></strong> e <strong><a href=\"https://www.swarm.aero/\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.swarm.aero/\">Swarm Aero</a></strong>, dimostra la capacità di coordinare centinaia di piattaforme nell’ambito dell’iniziativa <strong>Autonomous Collaborative Teaming</strong>, gestita dalla <strong>Defense Innovation Unit</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rambeau ha evidenziato l'importanza di un’<strong>architettura aperta</strong>, con interfacce accessibili a terze parti per garantire la massima compatibilità. \"Questo è un elemento chiave per il successo di <strong>Amorphous</strong>\", ha sottolineato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Magsig ha confermato che il software è stato già testato in diversi eventi e che molte altre dimostrazioni seguiranno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/droni.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-02-12 14:15:18","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://defence-industry.eu/l3harris-introduces-amorphous-software-for-autonomous-military-operations/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4253-amorphous-potente-piattaforma-per-il-controllo-autonomo-dei-droni.mp4","galleria":"12189 | 12190"}
{"id":4251,"titolo":"In tempo record, l'AISE prende contatti in Libia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto pubblicato dal giornale Il Foglio, dopo il caso *Osama al Najem \"Almasri\", il tribunale dell’Aia ha emesso <em>86 mandati d’arresto</em> contro leader e comandanti di milizie libiche. Tuttavia, i nominativi non sono stati resi pubblici per favorire l’elemento sorpresa nell’arresto. Il metodo si era già dimostrato efficace con Almasri, fermato a Torino dalla Digos il 19 gennaio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Caso Almasri e le Manovre dell'AISE in Libia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, l’<a href=\"https://www.sicurezzanazionale.gov.it/\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.sicurezzanazionale.gov.it/\">Agenzia informazioni e sicurezza esterna (AISE)</a>, sta intensificando le sue operazioni per garantire la sicurezza nazionale e proteggere gli interessi italiani all'estero. Infatti, il Capo in persona, <a href=\"https://www.unich.it/sites/default/files/2024-02/caravelli.pdf\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.unich.it/sites/default/files/2024-02/caravelli.pdf\">Giovanni Caravelli</a>, si è recato il 28 gennaio a Tripoli per un incontro con il governo libico. L'AISE ha avuto come obiettivo principale quello di evitare nuovi incidenti diplomatici come quello legato all’arresto e immediata scarcerazione di Almasri. Caravelli ha avuto un lungo colloquio con il premier libico <strong>Abdulhamid Dabaiba</strong> e il procuratore capo di Tripoli, Al Sidiq al Sour.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'attivista libico Husam el Gomati ha rivelato alla trasmissione Piazzapulita su <em>La7</em> che, dopo il rimpatrio di Almasri, un alto funzionario dell’intelligence italiana ha visitato la Libia. El Gomati, noto per le sue denunce, risulta tra gli intercettati dallo spyware <em>Graphite</em> venduto da una società israeliana anche al governo italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, il <a href=\"https://parlamento18.camera.it/220\" data-type=\"link\" data-id=\"https://parlamento18.camera.it/220\">il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica</a> (COPASIR), ha convocato Caravelli per chiarimenti sul caso <em>Paragon</em>  e sulla gestione del dossier Almasri-Libia. Il contesto di questi eventi si intreccia con l’indagine aperta contro Giorgia Meloni e i ministri Nordio e Piantedosi, annunciata il 28 gennaio, lo stesso giorno del viaggio di Caravelli a Tripoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/171750610-4309c22a-7629-495f-8649-5f208dfd7b9e.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"AISE, CARAVELLI, LIBIA","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-02-12 07:45:19","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.ilfoglio.it/esteri/2025/02/11/news/il-viaggio-di-caravelli-in-libia-per-dare-impunita-agli-altri-almasri-7407693/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4251-in-tempo-record-laise-prende-contatti-in-libia.mp4","galleria":""}
{"id":4246,"titolo":"Lynx KF41: Il Futuro Corazzato dell’Esercito Italiano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Esercito Italiano è pronto a un salto generazionale con l’introduzione del <strong>Lynx KF41</strong>, il veicolo da combattimento cingolato sviluppato dalla <strong>Rheinmetall</strong>, destinato a sostituire il <strong>Dardo</strong> nell’ambito del programma <strong>Army Armored Combat System (AICS)</strong>. Questo ambizioso <a href=\"https://brigatafolgore.net/nuova-componente-corazzata-italiana/\" data-type=\"link\" data-id=\"https://brigatafolgore.net/nuova-componente-corazzata-italiana/\">piano di modernizzazione</a> prevede la realizzazione di <strong>circa 1000 veicoli</strong>, suddivisi in <strong>cinque varianti e sedici configurazioni</strong>, per rispondere alle più ampie esigenze operative delle forze armate italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Una Piattaforma Modulare per il Campo di Battaglia del Futuro</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong><a href=\"https://www.rheinmetall.com/en/products/tracked-vehicles/tracked-armoured-vehicles/lynx-infantry-fighting-vehicle\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.rheinmetall.com/en/products/tracked-vehicles/tracked-armoured-vehicles/lynx-infantry-fighting-vehicle\">Lynx KF41</a></strong> non è solo un semplice veicolo corazzato, ma una <strong>famiglia di piattaforme modulari</strong> che, grazie a un <strong>comune modulo di guida e un kit missione flessibile</strong>, può essere rapidamente riconfigurato in meno di <strong>otto ore</strong>. Le possibili configurazioni includono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Veicolo da combattimento per la fanteria (IFV)</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Veicolo corazzato per il trasporto truppe (APC)</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Veicolo comando</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Veicolo recupero</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ambulanza corazzata</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa <strong>estrema versatilità</strong> si traduce in un enorme <strong>vantaggio operativo e logistico</strong>, permettendo di adattare le unità alle mutevoli esigenze del campo di battaglia, il tutto con un notevole <strong>risparmio sui costi di gestione</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Prestazioni e Protezione Senza Eguali</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Lynx KF41</strong> è stato progettato per garantire un equilibrio ottimale tra <strong>potenza, protezione e mobilità</strong>. Spinto da un potente <strong>motore Liebherr da 850 kW (1140 hp)</strong> e una collaudata <strong>trasmissione Renk</strong>, il veicolo può raggiungere prestazioni straordinarie, mantenendo un <strong>rapporto potenza-peso di 26 hp/t</strong>, anche nella configurazione più corazzata da <strong>44 tonnellate</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le sue caratteristiche di <strong>sopravvivenza avanzata</strong> includono una <strong>corazza modulare</strong> adattabile ai diversi scenari operativi, con protezioni specifiche per:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Missioni di peacekeeping</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Operazioni di contro-insurrezione in ambienti urbani</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Combattimento ad alta intensità tra pari</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, il <strong>Lynx KF41 con torretta Lance 2.0</strong> è predisposto per <strong>sistemi di protezione attiva</strong>, in grado di neutralizzare <strong>missili anticarro e razzi RPG</strong>, aumentando drasticamente le capacità di difesa sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Lance 2.0, la Torretta Che Cambia le Regole del Gioco</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore offensivo del <strong>Lynx KF41</strong> è la nuova <strong>torretta Lance 2.0</strong>, un’evoluzione della collaudata famiglia Lance. Questa torretta integra <strong>il cannone elettrico Wotan 35</strong>, compatibile con la munizione Rheinmetall da <strong>35x228 mm</strong>, e offre una protezione avanzata per i <strong>sottosistemi critici</strong>, migliorando la resistenza ai colpi nemici nei combattimenti ravvicinati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un elemento chiave della <strong>Lance 2.0</strong> è la presenza di <strong>due moduli di missione flessibili</strong>, che possono ospitare una varietà di equipaggiamenti specializzati, tra cui:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Missili anticarro Rafael Spike LR2</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Munizioni vaganti per attacchi non-line-of-sight</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Droni UAV per ricognizione avanzata</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sistemi di guerra elettronica (EW)</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie a questa configurazione, un’unità equipaggiata con <strong>Lynx KF41</strong> può avere un <strong>impatto sproporzionato sul campo di battaglia</strong>, dominando scenari operativi complessi con una versatilità mai vista prima.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L’Assegnazione ai Reggimenti e le Prospettive Future</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presumibilmente, il <strong>Lynx KF41</strong> sarà assegnato a unità di spicco dell’Esercito Italiano, tra cui l’<strong>11° Reggimento Bersaglieri</strong> della <strong>Brigata Ariete</strong>, così come al <strong>1° e 8° Reggimento Bersaglieri</strong> della <strong>Brigata Garibaldi</strong>. Tuttavia, resta da verificare se anche il <strong>151° e 152° Reggimento Fanteria</strong>, insieme al <strong>3° Reggimento Bersaglieri</strong> della <strong>Brigata Sassari</strong>, potranno ricevere questi mezzi, considerando il loro storico come unità meccanizzate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, il programma AICS prevede anche la sostituzione dell’attuale <strong>C1 Ariete</strong> con <strong>132 nuovi carri da combattimento basati sul KF51 Panther</strong>, armati con un <strong>cannone da 120 mm</strong> e un <strong>avanzato sistema di controllo del fuoco sviluppato da Leonardo</strong>. A questi si aggiungeranno <strong>140 veicoli speciali</strong>, progettati per supportare le operazioni logistiche e tattiche con configurazioni <strong>gettaponte, genio e recupero</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L’Italia al Passo con la Guerra del Futuro</strong></h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’arrivo del <strong>Lynx KF41</strong> nelle file dell’Esercito Italiano rappresenta un <strong>passo fondamentale nella modernizzazione delle forze terrestri</strong>, in un momento in cui i conflitti recenti, come quello in <strong>Ucraina</strong>, hanno dimostrato che, nonostante l’avanzata di droni e sistemi missilistici avanzati, <strong>i veicoli corazzati rimangono centrali nelle strategie militari moderne</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo una serie di <strong>test approfonditi</strong> per valutare <strong>mobilità, protezione e interoperabilità</strong>, il <strong>Lynx KF41</strong> si conferma come un assetto strategico di primaria importanza per l’Italia e per la <strong>NATO</strong>, garantendo una forza d’urto tecnologicamente avanzata, altamente adattabile e pronta alle sfide del futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/Lynx-KF41.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-02-11 13:24:33","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/sgd-dna/notizie/presentato-nuovo-veicolo-cingolato-per-fanteria-lynx-kf-41/64408.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4246-lynx-kf41-il-futuro-corazzato-dellesercito-italiano.mp4","galleria":"12174 | 12173 | 12172"}
{"id":4240,"titolo":"L'Ammiraglio Cavo Dragone: attenzione la pace non è gratis","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In recenti interviste, l'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, ex <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-interforze-per-le-operazioni-delle-forze-speciali-c-o-f-s/\" data-type=\"link\" data-id=\"https://brigatafolgore.net/comando-interforze-per-le-operazioni-delle-forze-speciali-c-o-f-s/\">Comandante del COFS</a> e <a href=\"https://www.nato.int/cps/en/natohq/who_is_who_232423.htm\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.nato.int/cps/en/natohq/who_is_who_232423.htm\">presidente del Comitato militare della NATO</a> e dal 17 gennaio, ha sottolineato che \"la pace non è gratis, ma la guerra ha costi immensamente superiori\". Ha evidenziato la necessità di aumentare la spesa militare in modo più efficiente, sottolineando che la frammentazione tra i Paesi Nato e UE impedisce economie di scala e aumenta i costi. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La difesa della sovranità industriale ha contribuito a un ritardo tecnologico dell’industria europea. Ha inoltre messo in guardia contro la minaccia attuale, considerandola pari, se non peggiore, a quella della Guerra Fredda. Ha ribadito l'urgenza di un maggiore impegno nella difesa, evidenziando che la minaccia è alle porte dell’Europa e che <strong>i Paesi alleati devono rafforzare la loro preparazione militare.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A proposito del conflitto in Ucraina, Dragone ha ribadito l'importanza di sostenere l'esercito ucraino per garantire una \"pace giusta\" con la Russia. Durante la sua visita a Kiev, ha incontrato il <a href=\"https://www.president.gov.ua/en/president/biografiya\">presidente Zelensky</a> e i ministri Umarov e Sybiha, sottolineando la <strong>determinazione dell'Ucraina nel difendere il proprio territorio</strong>. Secondo Dragone, l'esercito russo ottiene successi limitati a costo di gravi perdite, con una media di 7-800 soldati russi morti o feriti al giorno. Ha evidenziato che il piano iniziale di Putin, che prevedeva una vittoria rapida, è fallito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sulle dichiarazioni di Donald Trump riguardo a un possibile dialogo con Putin, Dragone ha sottolineato che la Nato mantiene una posizione ferma sulla sicurezza transatlantica, indipendentemente dagli sviluppi politici. Ha evidenziato l'importanza di incontri internazionali come il Gruppo di Contatto per la difesa dell'Ucraina a Ramstein e la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La NATO e l'Ukraina, anche qui la pace non è gratis</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dragone ha affermato che <strong>la Nato segue tre principi: garantire la forza dell'Ukraina per negoziare da una posizione solida, fornire supporto alla sua difesa e rispettare il diritto internazionale</strong>. Ha sottolineato l'assenza di segnali concreti di volontà negoziale da parte di Putin e il rischio che un congelamento del conflitto dia alla Russia il tempo di riorganizzarsi per una nuova aggressione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Riguardo alla possibile adesione dell'Ucraina alla Nato, Dragone ha confermato l'impegno preso al vertice di Washington del 2024, sottolineando che il percorso è ormai irreversibile. Ha ricordato <a href=\"https://www.rainews.it/maratona/2024/06/zelensky-a-berlino-ci-servono-almeno-7-sistemi-patriot-3275042e-f6bd-4647-a828-0b6e0131d3ed.html\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.rainews.it/maratona/2024/06/zelensky-a-berlino-ci-servono-almeno-7-sistemi-patriot-3275042e-f6bd-4647-a828-0b6e0131d3ed.html\">il supporto militare fornito all'Ucraina, con oltre 50 miliardi di euro </a>in aiuti e centri di addestramento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sulla possibilità che gli Stati Uniti blocchino gli aiuti sotto una presidenza Trump, Dragone ha espresso scetticismo su un'interruzione totale, ipotizzando piuttosto una rimodulazione. Ha evidenziato che l'Europa già fornisce un contributo significativo e potrebbe incrementarlo, ancora una volta la pace non è gratis!</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/190725559-d6dea284-45c7-4a1e-a00d-c062a0585db8.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"COFS, NATO, Ukraina","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-02-10 16:55:41","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.nato.int/cps/en/natohq/who_is_who_232423.htm","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4240-lammiraglio-cavo-dragone-attenzione-la-pace-non-e-gratis.mp4","galleria":"12154 | 12165 | 12166"}
{"id":4235,"titolo":"Il KF51 Panther: Il rivoluzionario Carro per l'Esercito Italiano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il KF51 Panther, prodotto da <a href=\"https://www.leonardo.com/it/press-release-detail/-/detail/15-10-2024-new-player-in-european-tank-production-leonardo-and-rheinmetall-establish-joint-venture\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.leonardo.com/it/press-release-detail/-/detail/15-10-2024-new-player-in-european-tank-production-leonardo-and-rheinmetall-establish-joint-venture\">Rheinmetall in Joint Venture con Leonardo</a>, rappresenta una rivoluzione nel concetto di carro armato principale (MBT), progettato senza le limitazioni della tecnologia del passato. Grazie all'integrazione delle più recenti innovazioni, il KF51 Panther offre un livello di letalità senza precedenti, una protezione avanzata e una digitalizzazione completa per le capacità operative di nuova generazione. Questo nuovo carro andrà probabilmente ad equipaggiare il <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/COMFOTER/Comando-Forze-Operative-Nord/Brigata-Corazzata-Ariete/32-Reggimento-carri\">32° Reggimento Carri</a> e il <a href=\"https://brigatafolgore.net/132a-brigata-corazzata-ariete-carri-ariete-combattono/\" data-type=\"link\" data-id=\"https://brigatafolgore.net/132a-brigata-corazzata-ariete-carri-ariete-combattono/\">132° Reggimenti Carri</a> della Brigata Ariete e il <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/COMFOTER/Comando-Forze-Operative-Sud/Brigata-Garibaldi/4-Reggimento-Carri\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/COMFOTER/Comando-Forze-Operative-Sud/Brigata-Garibaldi/4-Reggimento-Carri\">4° Reggimento Carri</a> della Brigata Garibaldi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Letalità senza pari</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il KF51 Panther è equipaggiato con il Future Gun System (FGS), un cannone da 130 mm dotato di un sistema di caricamento automatico, che garantisce un raggio d'azione superiore del 50% rispetto ai tradizionali cannoni da 120 mm. Il carro dispone anche di una mitragliatrice coassiale da 12,7 mm e la possibilità di integrare armi telecomandate (RCWS) per la difesa ravvicinata e contro droni. Inoltre, il sistema HERO 120 consente attacchi su bersagli fuori dalla linea di vista, aumentando significativamente le capacità offensive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Protezione avanzata</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il KF51 Panther è il primo MBT a implementare un concetto di sopravvivenza integrato, combinando sensori on e off-platform con protezioni attive, reattive e passive. Tra le caratteristiche principali troviamo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Protezione reattiva e passiva</strong> con sistemi basati su sensori.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Protezione attiva</strong> contro proiettili di grosso calibro e missili anticarro (ATGM).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sistema di schermatura fumogena ROSY</strong>, che crea una cortina protettiva.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sistema di protezione contro attacchi dall'alto (<a href=\"https://www.edrmagazine.eu/increasing-survivability-while-lowering-the-protection-induced-mass\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.edrmagazine.eu/increasing-survivability-while-lowering-the-protection-induced-mass\">TAPS</a>)</strong>, per contrastare minacce aeree.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Protezione contro mine</strong> e rilevamento preventivo delle minacce.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Droni Rheinmetall</strong> integrati per la ricognizione e il supporto tattico.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Digitalizzazione totale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il KF51 Panther è il primo MBT progettato attorno a un'architettura digitale conforme allo <a href=\"https://www.natogva.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/AEP-4754%20VOL%20VI%20EDA%20V1%20E.pdf\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.natogva.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/AEP-4754%20VOL%20VI%20EDA%20V1%20E.pdf\">standard NGVA</a>. Questo consente una perfetta integrazione di sistemi di supporto decisionale basati su intelligenza artificiale e automazione avanzata. Grazie alla connessione tra mirini di puntamento e il computer di controllo del fuoco, il KF51 Panther supporta le operazioni \"hunter-killer\" e \"killer-killer\" per un ingaggio rapido e preciso dei bersagli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Mobilità superiore</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con un peso di combattimento inferiore alle 59 tonnellate, il KF51 Panther offre una mobilità superiore rispetto ai sistemi attuali. La sua autonomia supera i 500 km e il design è ottimizzato per adattarsi ai profili di trasporto strategico, soddisfacendo i requisiti di mobilità tattica e strategica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un carro armato definito dal software</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il KF51 Panther non è solo un carro armato, ma un nodo operativo avanzato sul campo di battaglia multidominio. La sua architettura digitale consente il controllo di droni aerei e terrestri, munizioni vaganti e altri veicoli senza equipaggio, creando un vero e proprio ecosistema di combattimento collaborativo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Comando e controllo innovativi</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il KF51 Panther è progettato per un equipaggio ridotto di tre persone, con la possibilità di integrare ulteriori operatori per droni o sistemi di supporto. Le postazioni di comando digitalizzate permettono lo scambio immediato di ruoli tra gli operatori, garantendo la massima efficienza in battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il futuro dell'armamento terrestre</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie alla sua letalità ineguagliabile, alla protezione avanzata e all'integrazione digitale, il KF51 Panther si posiziona come il carro armato del futuro. Progettato per affrontare le sfide dei moderni campi di battaglia, rappresenta un punto di svolta nella guerra terrestre e nella cooperazione tra umani e macchine in combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fonte  Rheinmetall</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/767.png","categoria":"Nazionali","tags":"KF51 Carro Armato","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-02-09 11:56:10","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/Pagine/default.aspx","altre-fonti":"https://www.rheinmetall.com/en/products/tracked-vehicles/tracked-armoured-vehicles/panther-kf51-main-battle-tank#anchor-new-mbt-concept","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4235-il-kf51-panther-il-rivoluzionario-carro-per-lesercito-italiano.mp4","galleria":"12123 | 12122 | 12121 | 12131"}
{"id":4232,"titolo":"L'Ufficale dei Paracadutisti Giuseppe Scuderi promosso Generale di Divisione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Generale Giuseppe Scuderi</strong>, ex Comandante del <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\">187° Reggimento Paracadutisti \"Folgore\"</a>, ha ricevuto la promozione a <strong>Generale di Divisione</strong>, raggiungendo così un nuovo prestigioso traguardo in una carriera di eccellenza. Recentemente nominato Capo di Stato Maggiore della Divisione \"Vittorio Veneto\", ha ufficialmente assunto l’incarico nel novembre 2024, portando con sé un bagaglio di esperienza e competenze maturate in anni di servizio ai vertici delle unità paracadutiste.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nato nel 1971 a Ischia, ha frequentato la <strong>Scuola Militare \"Nunziatella\" di Napoli</strong>, conseguendo la maturità classica, per poi essere ammesso all'<strong>Accademia Militare di Modena nel 1990</strong>. Assegnato all'Arma di Fanteria nel 1992, ha completato gli studi alla Scuola di Applicazione di Torino, laureandosi in Scienze Politiche, e nel 1995 è stato destinato alla <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Brigata Paracadutisti \"Folgore\"</a>. Ha ricoperto numerosi incarichi operativi tra il 1995 e il 2005, tra cui il comando del <strong>5° Battaglione Paracadutisti (2012-2013)</strong> e del <strong>187° Reggimento Paracadutisti (2017-2018)</strong>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Scuderi ha completato corsi di alta formazione tra cui il <strong>Corso di Stato Maggiore (2003-2004)</strong>, l'<strong><a href=\"https://hhk.uni-nke.hu/hirek/2024/05/03/mozgasban-a-vezerkari-tanfolyamosok\" data-type=\"link\" data-id=\"https://hhk.uni-nke.hu/hirek/2024/05/03/mozgasban-a-vezerkari-tanfolyamosok\">Hungarian Staff College</a></strong> (2004-2005) e l'<strong>Advanced Command and Staff Course </strong>presso il <strong><a href=\"https://www.da.mod.uk/study-with-us/colleges-and-schools/joint-services-command-and-staff-college\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.da.mod.uk/study-with-us/colleges-and-schools/joint-services-command-and-staff-college\">Joint Services Command and Staff College</a> del Regno Unito </strong>(2009-2010). Ha inoltre conseguito un <strong>Master in Scienze Strategiche e un Master in Defence Studies</strong>. Ha maturato inoltre una vasta esperienza di Stato Maggiore presso il <strong>Comando Operativo Interforze (2006-2007)</strong>, l’Ufficio del <strong>Capo di Stato Maggiore dell'Esercito (2008-2009 e 2013-2017)</strong> e come Ufficiale di Collegamento con la <strong>3rd (UK) Division (2011-2012)</strong>. Durante il servizio presso NRDC-ITA, ha ricoperto i ruoli di ACOS J3 (2020-2021) e DCOS Support (2021-2022).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel settembre 2022 ha assunto il comando della <strong>Brigata di Supporto del NATO Rapid Deployable Corps a Solbiate Olona</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ha partecipato a numerose operazioni internazionali ed è stato <strong>Capo di Gabinetto del COMKFOR in Kosovo nel 2019</strong>, sotto il comando del <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\" data-type=\"link\" data-id=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\"><strong>Generale Lorenzo D'Addario</strong>.</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con una solida esperienza operativa e di comando, il Generale Scuderi si conferma una figura di spicco nelle Forze Armate italiane e nella NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al Generale Scuderi rivolgiamo i nostri migliori auguri per il prosieguo della sua straordinaria carriera e per il prestigioso traguardo raggiunto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Folgore Signor Generale!</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/giuseppe-scuderi.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"folgore, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-02-08 09:28:28","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4232-lufficale-dei-paracadutisti-giuseppe-scuderi-promosso-generale-di-divisione.mp4","galleria":""}
{"id":4228,"titolo":"Il Generale Carmine Masiello incontra la Multinational Division South","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, <strong>Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</strong>, ha fatto visita alla <strong>Divisione “Vittorio Veneto”</strong>, dove è stato accolto dal Generale di Divisione Massimiliano Quarto. Nel corso della visita, il Generale Masiello ha ricevuto un resoconto dettagliato sui progressi della Multinational Division South (MND-S) e sulla preparazione del Comando di Divisione, che dal 1° luglio 2025 assumerà il ruolo di Land Component Command all’interno dell’<a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Vittorio-Veneto.aspx\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Vittorio-Veneto.aspx\">Allied Reaction Force (ARF LCC)</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo il briefing, il Generale ha incontrato il personale della Divisione e i militari del <strong>78° Reparto Comando e Supporti Logistici “Lupi di Toscana”</strong>, rivolgendo loro parole di apprezzamento: <em>“Avete affrontato con determinazione gli standard NATO, dimostrando professionalità e dedizione. I traguardi raggiunti sono motivo di orgoglio per tutti noi. Il vostro lavoro riflette l’impegno instancabile e l’elevata competenza che contraddistinguono l’Esercito, nel solco dei nostri valori. Continuate su questa strada”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di recente, la <strong>Divisione “Vittorio Veneto”</strong> ha completato con successo l’esercitazione NATO “Steadfast Dagger 2024”, concludendo un lungo processo di valutazione operativa (Combat Readiness Evaluation) indispensabile sia per il suo ruolo all’interno dell’ARF sia per il suo sviluppo come MND-S. Tuttavia, le attività addestrative proseguiranno con intensità anche nella prima metà del 2025, periodo in cui la Divisione sarà impegnata in un ciclo di esercitazioni mirate a testare la capacità di dispiegare il Posto Comando in diversi contesti operativi. Questo percorso culminerà con la simulazione <strong>“Golden Lion 2025”</strong> e con la partecipazione all’esercitazione “<strong>Steadfast Cobalt 25</strong>”, cruciale per la configurazione delle infrastrutture di comunicazione e dei sistemi informativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le sfide addestrative dei prossimi mesi saranno determinanti per il futuro della Divisione, che si avvicina al traguardo dell’attivazione come Comando NATO e al raggiungimento della <strong>Full Mission Capability (FMC)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/masiello-vv.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"Divisione “Vittorio Veneto”, Generale Carmine Masiello, Steadfast Cobalt 25","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-02-07 17:02:08","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Il-Capo-di-Stato-Maggiore-dell%E2%80%99Esercito-alla-Divisione-%E2%80%9CVittorio-Veneto%E2%80%9D.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4228-il-generale-carmine-masiello-incontra-la-multinational-division-south.mp4","galleria":""}
{"id":4222,"titolo":"Cambio al vertice per la missione KFOR, il 183º Reggimento Paracadutisti Nembo prende il comando del Regional Command West","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>A Campo \"Villaggio Italia\" (Pejë/Peć, Kosovo) si è svolta la cerimonia di avvicendamento tra il <strong>62° Reggimento fanteria \"Sicilia\"</strong> e il <a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\" data-type=\"page\" data-id=\"350\">183° Reggimento paracadutisti \"Nembo\"</a>, quale unità alla guida del Regional Command West della missione KFOR.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'evento, presieduto dal <strong>Generale di Divisione Enrico Barduani</strong>, <a href=\"https://jfcnaples.nato.int/kfor/about-us/whos-who-at-kfor/com-kfor\" data-type=\"link\" data-id=\"https://jfcnaples.nato.int/kfor/about-us/whos-who-at-kfor/com-kfor\">Comandante della missione KFOR</a>, ha visto la partecipazione di numerose autorità civili e militari, tra cui l'<a href=\"https://www.camera.it/leg19/29?shadow_deputato=308915&amp;idpersona=308915&amp;idlegislatura=19\">Onorevole Paola Maria Chiesa</a>, Membro della IV Commissione Difesa e della Commissione Parlamentare per la Semplificazione, l'<strong>Ambasciatore d’Italia in Kosovo Antonello De Riu</strong> e il <strong>Generale di Divisione Nicola Piasente</strong>, Capo Reparto Pianificazione ed Esercitazioni del Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo discorso, il Generale Barduani ha espresso vivo apprezzamento per il lavoro svolto dal personale del 62° Reggimento, sottolineando il valore e la professionalità con cui hanno rappresentato il contributo italiano alla missione NATO. <em>\"Il vostro lavoro riflette l’eccellenza e la dedizione che caratterizzano il nostro Paese. La vostra presenza qui non è solo un segno di impegno militare, ma anche un messaggio di solidarietà e speranza per tutte le comunità del Kosovo\"</em>, ha affermato il Comandante KFOR.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Colonnello Rocco Mundo</strong>, Comandante uscente del Regional Command West, ha rivolto parole di ringraziamento al proprio personale per la dedizione e l’impegno dimostrati nel corso del mandato, evidenziando come il successo della missione sia il risultato di un lavoro di squadra. Ha inoltre espresso gratitudine alle autorità locali e alla popolazione kosovara per la collaborazione e il supporto ricevuti. <em>\"Lasciamo un territorio che abbiamo contribuito a rendere più sicuro, grazie al costante dialogo e al lavoro congiunto con le autorità locali e le comunità\"</em>, ha dichiarato il Colonnello Mundo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il testimone passa ora al <strong>183° \"Nembo\"</strong>, storico reggimento della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti Folgore</a>, guidato dal Colonnello Francesco Errico, che proseguirà il lavoro del contingente italiano con determinazione e spirito di servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Il Contingente italiano della Kosovo Force (KFOR), in linea con la risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite del 1999, concorre al mantenimento di un ambiente sicuro e protetto, nonché alla libertà di movimento per tutte le comunità presenti in Kosovo. Oltre agli aspetti operativi, la missione promuove attività di sostegno alle istituzioni e alla popolazione locale, operando sotto la direzione del Comando Operativo di Vertice Interforze.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questa cerimonia, il contingente italiano rinnova il proprio impegno nel garantire stabilità e sicurezza nell'area balcanica, confermando il ruolo chiave dell’Italia all’interno delle operazioni internazionali di pace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fonte: Regional Command-West - Kosovo</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/183-kosovo-2025_00001.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"183nembo, folgore, kfor","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-02-05 12:01:27","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4222-cambio-al-vertice-per-la-missione-kfor-il-183o-reggimento-paracadutisti-nembo-prende-il-comando-del-regional-command-west.mp4","galleria":"12042 | 12041 | 12039 | 12038"}
{"id":4220,"titolo":"Il Generale Paracadutista Mandolesi è il nuovo Comandante JTF - UNIFIL","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'ex Comandante del <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"352\">187º Reggimento Paracadutisti Folgore</a>, <strong>Gen. di Brigata Nicola Mandolesi</strong>, ha assunto ufficialmente il comando del <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/operazioni/operazioni_oltremare/pagine/unifil-contributo-nazionale.aspx\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.esercito.difesa.it/operazioni/operazioni_oltremare/pagine/unifil-contributo-nazionale.aspx\">contingente italiano in Libano</a> nell'ambito della missione UNIFIL. La cerimonia di avvicendamento si è svolta presso la base \"Millevoi\" di Shama, alla presenza del capo missione e comandante di UNIFIL, il <strong>Tenente Generale spagnolo Aroldo Lázaro Sáenz</strong>, dell'ambasciatore d'Italia in Libano Fabrizio Marcelli, del Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Luciano Portolano e di numerose autorità civili e militari libanesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, il Generale Portolano ha evidenziato il contributo fondamentale delle Forze Armate italiane nel Sud del Libano, sottolineando come, dal 2006, circa 29.000 militari italiani abbiano operato nell'ambito dell'operazione \"Leonte\". Ha inoltre espresso profonda gratitudine per l'impegno e la professionalità dimostrati dai caschi blu italiani, rimarcando la loro imparzialità e sensibilità nei confronti della popolazione locale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Lázaro ha elogiato i militari italiani per la loro dedizione e capacità di adattamento in un contesto complesso e in continua evoluzione. Ha sottolineato il successo della missione grazie all'adozione di misure preventive e al costante impegno per la sicurezza e la protezione delle basi ONU.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Nicola Mandolesi, nuovo comandante del contingente italiano, vanta un'ampia esperienza operativa nelle Forze Armate. Nato a Massa Marittima nel 1972, ha frequentato l'Accademia Militare di Modena e la Scuola Ufficiali dell'Esercito a Torino, ottenendo il grado di Tenente e il basco amaranto dei Paracadutisti. Ha prestato servizio nei reparti della Folgore e del Nembo, ricoprendo incarichi di comando e di Stato Maggiore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ha operato presso il Comando Operativo Interforze, ricoperto un incarico di collegamento presso l'U.S. Army Training and Doctrine Command in Virginia e comandato il <a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\" data-type=\"page\" data-id=\"350\">1° Battaglione Paracadutisti \"Grizzano\"</a> e il <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"352\">187° Reggimento Paracadutisti \"Folgore\"</a> di Livorno. Ha inoltre frequentato il National Defence College in Israele e assunto l'incarico di Capo Ufficio Approntamento del Comando Forze Operative Terrestri e Comando Operativo Esercito a Roma. Nel luglio 2023 ha assunto il comando della Brigata di cavalleria \"Pozzuolo del Friuli\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ha partecipato a missioni operative in Bosnia-Erzegovina, Albania, Kosovo, Sud Sudan e Libano. Tra le sue onorificenze figurano la Medaglia Mauriziana al merito, la Medaglia d'argento per il lungo comando, la Croce d'oro per anzianità di servizio e diverse decorazioni NATO, ONU e nazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua formazione comprende una laurea in Scienze Politiche, un Master post-laurea in Scienze strategiche e un Master di secondo livello in Studi strategici, oltre a corsi di alta formazione in ambito NATO e internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attualmente, il contingente italiano in Libano conta circa 1.000 militari, inseriti all'interno del settore Ovest di UNIFIL, dove operano complessivamente 3.800 caschi blu provenienti da 17 nazioni. Con il passaggio di consegne, si apre una nuova fase della missione, caratterizzata da sfide operative che verranno affrontate con determinazione e professionalità sotto la guida del Generale Mandolesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/f221dbdf-df92-4acf-93f7-3baf4b48c8bb.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"libano","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-02-04 08:21:01","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/operazioni/operazioni_oltremare/pagine/unifil-contributo-nazionale.aspx","altre-fonti":"https://www.difesa.it/operazionimilitari/op-intern-corso/unifil/notizie-teatro/libano-cambio-al-comando-del-contingente-italiano-di-unifil/64227.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4220-il-generale-paracadutista-mandolesi-e-il-nuovo-comandante-jtf-unifil.mp4","galleria":""}
{"id":4218,"titolo":"La migliore scelta: 380 carri armati e 1000 IFV","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Ministero della Difesa italiano ha confermato l'intenzione di acquistare fino a 380 nuovi carri armati e oltre 1.000 veicoli da combattimento per la fanteria (IFV) nell’ambito di due importanti programmi di approvvigionamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo programma è finalizzato alla sostituzione dei carri armati C1 e C2 Ariete, ormai obsoleti, con una nuova flotta basata sul KF51 Panther. Questi mezzi saranno sottoposti a profonde modifiche per adattarsi ai requisiti operativi italiani, un processo definito “italianizzazione”. Il programma includerà anche veicoli di supporto costruiti sulla piattaforma KF51. Sebbene il budget esatto per questa iniziativa non sia stato reso noto, si stima che supererà i 10 miliardi di euro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il secondo programma prevede l’acquisizione di circa 1.050 veicoli da combattimento per la fanteria (IFV), con specifiche più dettagliate già delineate. Questi mezzi saranno basati sul <a href=\"https://www.rheinmetall.com/en/products/tracked-vehicles/tracked-armoured-vehicles/lynx-infantry-fighting-vehicle\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.rheinmetall.com/en/products/tracked-vehicles/tracked-armoured-vehicles/lynx-infantry-fighting-vehicle\">KF41 Lynx</a> e sviluppati in 16 varianti diverse, tra cui veicoli da combattimento per la fanteria, mezzi di comando, mortai semoventi (da 120 mm e 81 mm), veicoli portamissili anticarro, unità per la ricognizione d’artiglieria e veicoli di supporto all’ingegneria militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sono inoltre previste ulteriori varianti per rispondere a esigenze specifiche del campo di battaglia, tra cui veicoli da comando per l’artiglieria, sistemi di difesa aerea e mezzi da ricognizione destinati alla cavalleria, alla fanteria e al supporto di fuoco. Il programma comprenderà anche veicoli per l’evacuazione medica, unità per il rifornimento e mezzi per il recupero tecnico. Il costo complessivo di questa iniziativa è stimato intorno ai 16 miliardi di euro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel complesso, i due programmi rappresentano un investimento significativo per le capacità di difesa dell’Italia, con un costo totale previsto che supera i 30 miliardi di euro nella fase di acquisizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/tank.webp","categoria":"Nazionali","tags":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-02-02 15:39:23","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://defence-industry.eu/italy-to-buy-up-to-380-new-tanks-and-over-1000-infantry-fighting-vehicles/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4218-la-migliore-scelta-380-carri-armati-e-1000-ifv.mp4","galleria":""}
{"id":4215,"titolo":"Il Gen. CA Carmine Masiello in audizione alla Camera: «Investire nelle nuove generazioni, le idee non hanno gradi»","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Carmine Masiello, ha presentato alla Commissione Difesa della Camera le linee guida del suo incarico, evidenziando la necessità di una <strong>rivoluzione culturale</strong> nell’Esercito per affrontare le nuove sfide di sicurezza. Il contesto internazionale, segnato da conflitti come l’invasione russa dell’Ucraina, le tensioni in Medio Oriente e l’instabilità nei Balcani e in Africa, impone un <strong>investimento in prontezza, efficienza e deterrenza</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Modernizzazione e giovani generazioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Masiello ha sottolineato l’importanza di <strong>adattarsi alle guerre moderne</strong>, che combinano combattimenti tradizionali, tecnologia avanzata e guerra informativa. Per questo, serve una trasformazione culturale e un investimento nelle <strong>nuove generazioni</strong>, capaci di guidare il cambiamento e di rispondere alle rapide evoluzioni tecnologiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tecnologia e procurement militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il generale ha ribadito che «<strong>l’Esercito o è tecnologico o non è</strong>», sottolineando la necessità di colmare il divario tecnologico con altri paesi e velocizzare le procedure per l’acquisizione di nuovi armamenti. Ha criticato la lentezza burocratica nell'introduzione di nuovi sistemi d’arma e ha proposto di snellire il <strong>procurement militare</strong>, utilizzando deroghe previste dal Codice degli Appalti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Incremento del personale e richieste NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Masiello ha evidenziato che, nonostante l’incremento di 3.700 unità previsto dalle recenti normative, il numero totale di soldati (93.100 entro il 2033) resta insufficiente per rispondere alle esigenze operative e ai requisiti della NATO. Ha stimato che per allinearsi agli obiettivi dell’Alleanza Atlantica servirebbero tra <strong>133.000 e 138.000 soldati</strong>, e ha proposto la creazione di un <strong>bacino di riserva</strong> per aumentare la capacità di mobilitazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Impegno internazionale e operazioni sul territorio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attualmente, l’Esercito italiano impiega <strong>oltre 4.200 soldati all’estero</strong> in 22 missioni e ha <strong>12.000 unità pronte all’impiego</strong> per il 2025. Inoltre, circa <strong>6.635 soldati</strong> sono impegnati nell’operazione <strong>Strade Sicure</strong>. Tuttavia, il generale ha sottolineato che l’alto impiego del personale ha ridotto i tempi di recupero, suggerendo una revisione dell’operazione Strade Sicure e la monetizzazione dei periodi di riposo non fruiti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Masiello ha ribadito che, di fronte alle attuali sfide globali, l’Italia deve <strong>rafforzare la propria capacità di deterrenza</strong>, migliorando l’addestramento, aumentando le risorse e adeguando la struttura dell’Esercito per garantire la sicurezza del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://www.youtube.com/watch?v=6xRvxg2Ks_A\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://www.youtube.com/watch?v=6xRvxg2Ks_A\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/masielli_capo_di_sme.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"capo di sme","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-01-30 16:22:25","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://webtv.camera.it/evento/27168","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4215-il-gen-ca-carmine-masiello-in-audizione-alla-camera-investire-nelle-nuove-generazioni-le-idee-non-hanno-gradi.mp4","galleria":""}
{"id":4037,"titolo":"Global Firepower 2025, l'Italia è la seconda potenza militare della comunità europea e la decima del mondo","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo il report 2025 di <a href=\"https://www.globalfirepower.com/countries-listing.php\">Global Firepower</a>, l'Italia si posiziona al decimo posto tra le potenze militari mondiali, superando molte altre nazioni europee e posizionandosi subito dopo la Francia nella comunità europea. Questa posizione riflette un equilibrio tra forze terrestri, navali e aeree, unite ad una strategia difensiva solida e ad una spesa militare in costante crescita. Secondo l'<a href=\"https://www.milex.org/2024/10/30/esplosione-per-le-spese-militari-italiane-nel-2025-a-32-miliardi-di-cui-13-per-nuove-armi/?utm_source=chatgpt.com\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Osservatorio Mil€x</a> infatti, nel 2024 il bilancio del Ministero della Difesa ha superato per la prima volta i 29 miliardi di euro, con un aumento di 1,438 miliardi di euro (+5,1%) rispetto al 2023, che a sua volta aveva visto una crescita di circa 1,8 miliardi di euro rispetto al 2022. Complessivamente, tra il 2022 e il 2024, l'incremento è stato di oltre 3,2 miliardi di euro, pari al 12,5%.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Analizziamo insieme i fattori che contribuiscono a questo posizionamento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Classifica di Global Firepower</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La classifica <strong>Global Firepower</strong> rappresenta una delle analisi più approfondite e riconosciute a livello mondiale sulle potenze militari, esaminando 145 paesi attraverso oltre 60 parametri. Questi criteri forniscono una visione dettagliata della capacità complessiva di ogni nazione di sostenere operazioni militari in scenari complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i fattori chiave considerati troviamo:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Manodopera disponibile</strong>: include non solo i membri attivi delle forze armate, ma anche il potenziale umano mobilitabile in caso di conflitto.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Forza dell’arsenale militare</strong>: comprende il numero e la qualità di carri armati, aerei, navi e altri mezzi strategici.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Capacità logistiche e industriali</strong>: analizza la capacità di produzione di equipaggiamento militare, infrastrutture e trasporti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Risorse finanziarie destinate alla difesa</strong>: valuta il budget militare e la sostenibilità economica di lungo termine.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Avanzamento tecnologico e autonomia produttiva</strong>: misura l'accesso a tecnologie avanzate, come i sistemi di difesa aerea e i programmi spaziali, e la capacità di produzione indipendente di equipaggiamento strategico.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La classifica si distingue per il suo approccio bilanciato, che non si limita a considerare la grandezza numerica delle forze armate, ma analizza anche aspetti fondamentali come la <strong>resilienza economica</strong> e la <strong>capacità di sostenere un conflitto prolungato</strong>. Un altro elemento cruciale è l’<strong>autonomia tecnologica</strong>, che determina il livello di dipendenza di un paese dalle importazioni di <strong>armamenti</strong> e <strong>componenti strategici</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Global Firepower Index (GFP)</strong> attribuisce un punteggio specifico a ciascun paese, dove un valore più basso indica una maggiore capacità militare complessiva:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12005,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"wide\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/01/gf2025_index-1000x607.jpg\" alt=\"Global Firepower 2025, l'Italia è la seconda potenza militare della comunità europea e la decima del mondo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12005\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fonte: https://www.globalfirepower.com/countries-listing.php</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ruolo cruciale della Marina Militare Italiana</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11998,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/01/mmi-1000x563.jpg\" alt=\"Global Firepower 2025, l'Italia è la seconda potenza militare della comunità europea e la decima del mondo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11998\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Copyright foto Ministero della Difesa - Marina Militare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Italia, riconosciuta come decima potenza militare globale e seconda in Europa secondo il Global Firepower 2025, deve parte della sua forza alla <strong>Marina Militare</strong>, che svolge un ruolo strategico nel Mediterraneo. Grazie alla sua posizione geografica e a una flotta moderna e versatile, la Marina Italiana assicura la difesa delle coste e la protezione degli interessi nazionali, contribuendo alla sicurezza regionale e globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con oltre 7.500 chilometri di coste, la Marina gestisce una flotta di <strong>8 sottomarini, 2 portaerei, 3 navi d'assalto anfibio, 4 cacciatorpediniere, 10 fregate, 13 pattugliatori d'altura e altre unità</strong>. Queste risorse le consentono di affrontare minacce come pirateria, traffico illegale e disastri naturali, oltre a supportare operazioni umanitarie e internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Iconico e pioniere delle moderne forze speciali marittime, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-subacquei-e-incursori-teseo-tesei-comsubin/\" data-type=\"page\" data-id=\"10891\">Comando Raggruppamento Subacquei e Incursori \"Teseo Tesei\"</a>, conosciuto come <strong>COMSUBIN</strong>, è riconosciuto come uno delle forze speciali navali più prestigiose a livello globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Costituito da due componenti principali, il <strong>Gruppo Operativo Incursori (GOI)</strong> e il <strong>Gruppo Operativo Subacquei (GOS)</strong>, il COMSUBIN, <a href=\"https://brigatafolgore.net/nascita-ed-evoluzione-delle-forze-speciali-una-storia-tutta-italiana/\" data-type=\"link\" data-id=\"https://brigatafolgore.net/nascita-ed-evoluzione-delle-forze-speciali-una-storia-tutta-italiana/\">erede delle Flotitglie MAS inquadrate nella Regia Marina Italiana già nella prima guerra mondiale</a>, eccelle in una vasta gamma di operazioni speciali. Il GOI è specializzato in incursioni, azioni dirette, antiterrorismo e guerra non convenzionale, mentre il GOS si occupa di missioni subacquee complesse come sminamento, demolizione e supporto tecnico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tradizione di eccellenza e innovazione del COMSUBIN, maturata attraverso più di un secolo di esperienza, lo rende un punto di riferimento assoluto per le forze speciali contemporanee, consolidando la leadership italiana nel settore delle operazioni speciali marittime.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Aeronautica Militare Italiana: tecnologia e innovazione per la difesa aerea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11996,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/01/ami-1000x666.jpg\" alt=\"Global Firepower 2025, l'Italia è la seconda potenza militare della comunità europea e la decima del mondo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11996\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Copyright foto Ministero della Difesa - Aeronautica Militare</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con oltre 500 velivoli operativi, tra cui <strong>Eurofighter Typhoon</strong>, <strong>F-35 Lightning II</strong> e aerei da trasporto avanzati, l'<strong>Aeronautica Militare Italiana</strong> si distingue per innovazione tecnologica e capacità di proiezione internazionale. L'industria aerospaziale italiana, con <strong><a href=\"https://www.leonardo.com/\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.leonardo.com/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Leonardo</a></strong> al vertice, svolge un ruolo fondamentale nella modernizzazione della flotta nazionale e internazionale. Un esempio significativo è rappresentato dalla <strong>FACO di Cameri</strong> (Final Assembly and Check Out), dove vengono assemblati gli <strong>F-35</strong>. Presso questa struttura è stato completato il primo cassone alare destinato a un <strong>F-35A</strong> per la <strong>US Air Force</strong>, successivamente inviato alla linea di produzione finale di Lockheed Martin a Fort Worth, Texas.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Aeronautica Militare Italiana rappresenta quindi una componente essenziale della difesa del Paese e della comunità internazionale. Grazie a una flotta moderna e a personale altamente addestrato, è in grado di svolgere una vasta gamma di missioni, garantendo la sicurezza dello spazio aereo, supportando le altre forze armate, e contribuendo attivamente alle operazioni internazionali di sicurezza e pace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al pari del COMSUBIN per la Marina Militare, l'Aeronautica Militare vanta il suo reparto di Forze Speciali, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/17o-stormo-incursori/\" data-type=\"page\" data-id=\"11193\">17º Stormo Incursori</a><strong>.</strong> Questo reparto rappresenta l'élite dell'Aeronautica nel campo delle operazioni speciali, con competenze uniche e altamente specializzate. Gli incursori del 17º Stormo sono addestrati per missioni ad alto rischio, che includono infiltrazione in ambienti ostili, acquisizione e designazione di obiettivi per attacchi di precisione, e supporto aereo ravvicinato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La continua innovazione e l'impegno nella formazione di personale di eccellenza fanno dell’Aeronautica Militare un pilastro fondamentale della sicurezza nazionale e un attore di rilievo sulla scena mondiale. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Esercito Italiano tra eccellenze, valori e tradizione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11999,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/01/ei-1000x473.jpg\" alt=\"Global Firepower 2025, l'Italia è la seconda potenza militare della comunità europea e la decima del mondo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11999\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Copyright foto Ministero della Difesa - Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>Esercito Italiano</strong>, pur affrontando le sfide del reclutamento comuni a molti eserciti occidentali, si distingue per la qualità delle sue unità e l’ampiezza delle sue capacità operative. Fondato su una solida tradizione, il contributo delle sue forze è cruciale per la sicurezza nazionale e per la partecipazione dell’Italia alle operazioni internazionali e negli ultimo anni anche nazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La più numerosa forza armata della Difesa Italiana dispone di un ampio parco mezzi, tra cui carri armati come l’<strong>Ariete C-1</strong> e il <strong>Leopard 1</strong>, veicoli da combattimento come l’IFV Dardo e mezzi tattici avanzati come il <strong>VTLM Lince</strong>. A questi si affiancano semoventi d’artiglieria e mezzi specializzati del genio, che offrono una vasta gamma di opzioni operative. L’imminente ammodernamento vedrà l’introduzione del carro armato <strong>Italian Main Battle Lynx</strong> e del veicolo aviolanciabile <a href=\"https://brigatafolgore.net/il-gmv-flyer-72-e-il-nuovo-veicolo-tattico-della-folgore/\" data-type=\"post\" data-id=\"7156\">GMV Flyer 72</a> per paracadutisti e forze speciali, a conferma dell’impegno della forza armata nell’evoluzione tecnologica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Unità storiche e specializzate</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come le altre forze armate, i veri protagonisti dell'Esercito Italiano sono gli uomini e le donne che ne fanno parte, appartenenti a tutte le specialità, e portatori di valori e tradizioni profondamente radicati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le eccellenze spiccano:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-sassari-quando-la-fanteria-e-delite/\"><strong>Brigata Sassari</strong>:</a> unità di fanteria storicamente simbolo di valore e resilienza, il forte legame con il territorio sardo e l’abilità di operare con efficacia anche nelle condizioni più difficili.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/i-bersaglieri-da-re-carlo-alberto-ai-nostri-giorni/\"><strong>Bersaglieri</strong>:</a> storico corpo che ha saputo adattarsi ai contesti operativi moderni, mantenendo agilità e rapidità come tratti distintivi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\"><strong>Brigata Paracadutisti Folgore</strong>:</a> rinomata per l’addestramento rigoroso e l’elevata prontezza operativa, rappresenta un punto di riferimento internazionale per missioni ad alta intensità, operazioni di emergenza e interventi rapidi. La sua reputazione conferisce altissimo prestigio alla comunità internazionale dei paracadutisti (Airborne Community).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/i-gloriosi-alpini-una-meravigliosa-storia-italiana-da-oltre-150-anni/\"><strong>Le Brigate Alpine</strong>:</a> specializzati nel combattimento in ambiente montano, combinano tradizione e competenze avanzate per operare in condizioni climatiche estreme.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/132a-brigata-corazzata-ariete-carri-ariete-combattono/\">132ª Brigata corazzata Ariete:</a> </strong>la più grande unità corazzata dell'Esercito Italiano. Pedina fondamentale per le operazioni terrestri, grazie alla sua potenza di fuoco e mobilità.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/reggimento-lagunari-serenissima-audacia-e-valore-per-terra-e-per-mare/\"><strong>Reggimento Lagunari Serenissima:</strong></a> unico reparto di fanteria d'assalto anfibio dell'Esercito Italiano, i Lagunari si distinguono per la capacità di operare in scenari complessi e diversificati, garantendo un supporto tattico cruciale nelle operazioni anfibie.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Forze speciali di eccellenza</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12002,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/01/col-moschin2-1000x563.jpg\" alt=\"Global Firepower 2025, l'Italia è la seconda potenza militare della comunità europea e la decima del mondo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12002\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Copyright foto Ministero della Difesa - Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Italia è stato <a href=\"https://brigatafolgore.net/nascita-ed-evoluzione-delle-forze-speciali-una-storia-tutta-italiana/\">il primo Paese al mondo a sperimentare unità militari d’élite</a>, pionieri di tattiche e mezzi d’assalto innovativi, sia via terra con gli <strong>Arditi</strong>, sia per mare con le audaci flottiglie <strong>MAS</strong> della Regia Marina. Sin dalle loro origini, queste unità hanno incarnato il coraggio e la capacità di anticipare nuove modalità operative, creando una tradizione che avrebbe ispirato le Forze Speciali moderne di tutto il mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La continuazione e l'esperienza maturate in oltre un secolo di storia pongono le forze speciali italiane tra le più preparate, non solo in Europa, ma nell'intero contesto NATO e mondiale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le Forze Speciali dell'Esercito Italiano comprendono tre reparti altamente addestrati, ciascuno con una specifica vocazione operativa:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\"><strong>9º Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”</strong>:</a> primo reparto di forze speciali dell'Esercito Italiano fin dal 1953 e diretto erede degli Arditi nati nella prima guerra mondiale. Specializzato in missioni ad altissimo rischio, si distingue per operazioni complesse come la liberazione di ostaggi, interventi dietro le linee nemiche e missioni di combattimento ad aziene diretta ed indiretta, solitamente in scenari assimmetrici.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\"><strong>185º Reggimento Ricognizione Acquisizione Obiettivi (RAO)</strong>:</a> eccelle nella ricognizione speciale e nell’acquisizione di obiettivi, fornendo intelligence di alto valore in scenari di conflitto.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\"><strong>4º Reggimento Alpini Paracadutisti</strong>:</a> unità che combina le competenze alpine e paracadutistiche, ideale per operazioni speciali in condizioni climatiche e ambientali estreme.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste unità rappresentano l’eccellenza delle capacità italiane nelle operazioni speciali, contribuendo in modo significativo alla sicurezza nazionale ed internazionale, rafforzando la posizione dell’Italia come leader globale in questo settore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un’industria militare competitiva</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"lightbox\":{\"enabled\":false},\"id\":12001,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"custom\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><a href=\"https://www.leonardo.com/\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/01/leonardo-1000x502.jpg\" alt=\"Global Firepower 2025, l'Italia è la seconda potenza militare della comunità europea e la decima del mondo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12001\" /></a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Copyright foto Leonardo S.p.A.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Difesa Italiana beneficia di sistemi avanzati sviluppati dall’industria nazionale, consolidando il ruolo dell’Italia come leader tecnologico nel settore. Tra i principali equipaggiamenti figurano il fucile d’assalto <strong>Beretta ARX 160</strong>, il veicolo tattico leggero multiruolo <strong>VTLM Lince</strong> e l’elicottero d’attacco <strong>A129 Mangusta</strong>, progettati per affrontare scenari operativi complessi e diversificati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi strumenti non solo garantiscono elevate prestazioni sul campo, ma sono apprezzati a livello internazionale, con esportazioni verso numerosi Paesi. L’affidabilità, la qualità costruttiva e l’innovazione tecnologica italiana rappresentano un punto di forza per il settore, come dimostra la collaborazione con partner globali per progetti strategici, tra cui lo sviluppo del caccia F-35.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’industria militare italiana non si limita a fornire soluzioni avanzate per le forze armate nazionali, ma contribuisce anche all’economia del Paese attraverso la ricerca, lo sviluppo e la produzione di tecnologie dual-use. Queste innovazioni, applicabili sia in ambito militare che civile, rafforzano la competitività dell’Italia nei mercati globali e consolidano la sua posizione come partner chiave nelle alleanze internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Carabinieri e Guardia di Finanza: garanti di sicurezza e legalità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste forze combinano ruoli militari e di polizia, proteggendo il territorio e contrastando minacce interne ed esterne. I Carabinieri sono impegnati nell'ordine pubblico e nelle missioni internazionali, mentre la Guardia di Finanza si concentra sulla lotta ai reati economici e finanziari, rafforzando la sicurezza economica del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":12003,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/01/carabinieri-1000x500.jpg\" alt=\"Global Firepower 2025, l'Italia è la seconda potenza militare della comunità europea e la decima del mondo - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-12003\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Copyright foto Ministero della Difesa - Arma dei Carabinieri</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Difesa Italiana, un'eccellenza nel mondo nonostante i vincoli di bilancio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, l'Italia, con le sue Forze Armate moderne e competenti, continua a essere un attore chiave nella sicurezza globale ed un punto di riferimento per stabilità e pace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La posizione dell'Italia tra le prime dieci potenze militari mondiali testimonia inoltre la capacità delle sue forze armate di adattarsi ai cambiamenti geopolitici e tecnologici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante i vincoli di bilancio, l'Italia è riuscita a mantenere una forza militare moderna, bilanciando capacità difensiva e di proiezione, e assicurando un ruolo centrale nelle dinamiche di sicurezza regionale e globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/gf2025.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"difesa, globalfirepower2025","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-01-25 13:55:52","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4037-global-firepower-2025-litalia-e-la-seconda-potenza-militare-della-comunita-europea-e-la-decima-del-mondo.mp4","galleria":""}
{"id":4208,"titolo":"Il Generale di Corpo d’Armata Paracadutista Rodolfo Sganga nuovo Capo di Stato Maggiore del JFC NATO di Napoli","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <a href=\"https://brigatafolgore.net/lufficiale-paracadutista-rodolfo-sganga-nominato-generale-di-corpo-darmata/\" data-type=\"post\" data-id=\"11674\">Generale di Corpo d’Armata  Paracadutista Rodolfo Sganga</a>, già <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"345\">Comandante della Brigata Paracadutisti Folgore dal 2017 al 2019</a>, è stato ufficialmente nominato nuovo <strong>Capo di Stato Maggiore</strong> dell’<a href=\"https://jfcnaples.nato.int/\" data-type=\"link\" data-id=\"https://jfcnaples.nato.int/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Allied Joint Force Command NATO di Napoli (JFC Naples)</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Il JFC Naples, situato a Lago Patria, nella città metropolitana di Napoli, è uno dei due comandi strategici operativi del Comando Operazioni Alleate della NATO, insieme al JFC Brunssum con sede in Belgio. Questo comando svolge un ruolo cruciale nel coordinamento delle operazioni della NATO, con un focus particolare sulla sicurezza e stabilità nella regione euro-mediterranea.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il nuovo incarico, il Generale Sganga assume la responsabilità di guidare e coordinare il personale e le operazioni del JFC Naples, in un momento storico cruciale per la NATO. La sua vasta esperienza nei contesti operativi estremamente compessi lo rende la figura ideale per affrontare le sfide strategiche della sicurezza globale e rafforzare il ruolo della NATO nella regione euro-mediterranea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nomina di Sganga rappresenta non solo un riconoscimento al suo eccezionale percorso militare, ma anche un’opportunità per consolidare la presenza e l’influenza italiana all’interno dell’Alleanza Atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Rodolfo Sganga vanta una carriera di eccellenza nell’Esercito Italiano, iniziata nel 1987 e consolidata attraverso ruoli chiave in unità prestigiose come il <a href=\"https://brigatafolgore.net/reggimento-lagunari-serenissima-audacia-e-valore-per-terra-e-per-mare/\" data-type=\"page\" data-id=\"4374\">Reggimento Lagunari “Serenissima”</a> e il <a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\" data-type=\"page\" data-id=\"350\">183° Reggimento Paracadutisti “Nembo”</a>. Tra i suoi numerosi impieghi spicca il comando del 2° Battaglione Paracadutisti “Tarquinia” in <a href=\"https://brigatafolgore.net/afghanistan-il-ruolo-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"593\">Afghanistan</a>, dove è stato decorato con la <a href=\"https://www.quirinale.it/onorificenze/insigniti/317516\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito per l’eroico intervento del 2009 a Bala Baluk</a>. Ha inoltre guidato il <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"352\">187° Reggimento Paracadutisti “Folgore”</a> e, tra il 2017 e il 2019, la Brigata Paracadutisti “Folgore”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre ai suoi incarichi operativi, ha rappresentato l’Italia come Addetto Militare presso l’ambasciata a Washington D.C. e ha ricoperto il ruolo di Direttore del III Reparto del Segretariato Generale della Difesa, con particolare attenzione alla politica industriale e alle relazioni internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Siamo certi che il Generale varesino, con la sua comprovata abilità di leader e stratega, saprà ancora una volta mettere la sua esperienza al servizio della comunità internazionale, assicurando la massima tutela degli interessi dell'Alleanza Atlantica, di cui l'Italia, ricordiamo, è stata anche membro fondatore il 4 aprile 1949.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Al Generale Sganga facciamo i migliori auguri per lo straordinario incarico.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Folgore Signor Comandante!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/sganga-nato.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"aquila 1, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-01-22 11:54:10","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4208-il-generale-di-corpo-darmata-paracadutista-rodolfo-sganga-nuovo-capo-di-stato-maggiore-del-jfc-nato-di-napoli.mp4","galleria":""}
{"id":4195,"titolo":"Il 185° Reggimento RRAO \"Folgore\" riceve il Labaro Storico dello Squadrone F","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presso la caserma “Pisacane” di Livorno, si è tenuta una cerimonia carica di significato storico per il <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"353\">185° Reggimento Acquisitori Obiettivi (RRAO) \"Folgore\"</a>. Il <strong>Colonnello Marco Margutti</strong>, Comandante del 185° RRAO, reparto dal 2018 inseriro nelle forze speciali, ha ricevuto il labaro storico dello <strong>Squadrone da Ricognizione “F”</strong>, simbolo del coraggio e del sacrificio dei Paracadutisti italiani durante la campagna d’Italia del 1943-1945.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La consegna del labaro, custodito dal dopoguerra presso il Museo delle Aviotruppe del <a href=\"https://brigatafolgore.net/centro-addestramento-di-paracadutismo/\" data-type=\"page\" data-id=\"487\">CAPAR</a> (Centro Addestramento Paracadutismo) di Pisa, è avvenuta alla presenza di alte autorità civili e militari, tra cui il <strong>Presidente del Senato Ignazio La Russa</strong> e il <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dal passato al presente</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo Squadrone F, comandato dal <strong>Capitano Carlo Francesco Gay</strong>, si distinse durante la Seconda Guerra Mondiale in numerose operazioni di ricognizione e combattimento, culminate con il successo dell’<strong>Operazione “Herring” in Pianura Padana, il 23 aprile 1945</strong>. Il labaro, realizzato dagli uomini dello Squadrone, riporta le località delle principali azioni di guerra e rappresenta un tributo ai paracadutisti che si sacrificarono per la libertà dell’Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo discorso, il Colonnello Margutti ha sottolineato il profondo valore storico ed emotivo del labaro:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>“Questo drappo incarna valori imprescindibili di sacrificio, coraggio, lealtà, amor di Patria e memoria. È un simbolo che continuerà a ispirare le nuove generazioni di paracadutisti.”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Colonnello ha inoltre ricordato il <a href=\"https://brigatafolgore.net/ritrovato-senza-vita-vincenzo-aiello-acquisitore-del-185-rgt-par-rao-folgore/\" data-type=\"post\" data-id=\"11281\">Sergente Maggiore Aiutante Vincenzo Aiello</a>, caduto in un incidente durante l’addestramento il 23 ottobre 2024, dedicando a lui un momento di raccoglimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il valore storico del labaro</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il labaro dello Squadrone F non è solo un simbolo, ma un testimone della storia militare italiana. Tra i riconoscimenti riportati sul vessillo, emergono numerose onorificenze assegnate ai Paracadutisti dello Squadrone, come <strong>3 Medaglie d’Oro al Valor Militare, 100 Medaglie d’Argento al Valor Militare, 25 Medaglie di Bronzo al Valor Militare, 66 Croci di Guerra al Valor Militare e 4 Promozioni per Meriti di Guerra</strong>. Questi riconoscimenti, documentati negli archivi della famiglia Gay, includono le MOVM assegnate al <strong>Sottotenente Eldo Capanna</strong>, al <strong>Sergente Maggiore Otello Boccherini</strong> e al <strong>Paracadutista</strong> <strong>Amelio De Iuliis</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La cerimonia: un ponte tra passato e futuro</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia si è conclusa con la firma dell’Albo d’Onore da parte del Presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha poi visitato la “Sala Ricordi” del 185° RRAO. Il labaro appena ricevuto sarà custodito in questa sala insieme ad altri cimeli che testimoniano l’evoluzione e le gesta storiche dei paracadutisti italiani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 185° RRAO si conferma quindi erede naturale dello <strong>Squadrone F</strong>, integrandone valori e tradizioni. Questa unione tra passato e presente ribadisce l’importanza della memoria storica come guida per il futuro dei Paracadutisti e delle forze speciali italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/labaro-185-squadrone-f_00005.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"185rrao, folgore, forzespeciali, squadronef","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-01-22 10:29:24","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Il-labaro-dello-Squadrone-F-al-185-RRAO-250116.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4195-il-185-reggimento-rrao-folgore-riceve-il-labaro-storico-dello-squadrone-f.mp4","galleria":"11951 | 11952 | 11953 | 11954 | 11955 | 11956 | 11957 | 11958 | 11959 | 11960 | 11961 | 11962"}
{"id":4210,"titolo":"Quaranta nuovi genieri per il battaglione dell’8° Reggimento Genio della Brigata Paracadutisti “Folgore”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>A Legnago, presso la sede dell’<a href=\"https://brigatafolgore.net/8-reggimento-genio-guastatori-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"354\">8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti Folgore</a>, si è svolta la cerimonia di consegna dell’omerale del reparto a 40 nuovi guastatori paracadutisti. Il prestigioso simbolo è stato conferito dal Comandante del reggimento, <strong>Colonnello Daniele D’Ambrogio</strong>, segnando l’ingresso ufficiale dei neo assegnati nella grande famiglia del genio guastatori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">I nuovi guastatori, reclutati tra volontari in servizio permanente e volontari in ferma prefissata quadriennale, entreranno a far parte di una nuova unità a livello battaglione. Questa formazione è stata progettata per sviluppare le capacità di combattimento in ambienti sotterranei, un settore strategico sempre più rilevante nelle moderne operazioni militari.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’8° Reggimento, vero emblema di eccellenza, fonde le competenze uniche dei guastatori con l’elevata preparazione dei paracadutisti. Questo binomio, costruito sulla centralità dell’uomo, sull’addestramento avanzato, sull’innovazione tecnologica e sui valori di corpo, rappresenta il motore che consente al reparto di affrontare e superare le sfide più impegnative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia ha visto la partecipazione dei labari delle principali associazioni di riferimento: l’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia (ANPDI) del Triveneto, l’Associazione Nazionale Genieri e Trasmettitori (ANGET) e il Gruppo Nazionale Guastatori (GNG). La loro presenza ha sottolineato il forte legame tra tradizione, innovazione e spirito di corpo che anima l’8° Reggimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo importante momento segna l’inizio di un nuovo capitolo per i neo assegnati, pronti a mettersi al servizio della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti Folgore</a> e del Paese, in un ruolo che unisce coraggio, competenza e dedizione. Con l’omerale del reparto sul petto, i nuovi guastatori paracadutisti si preparano ad affrontare le sfide future, ispirati dalla storia e dai valori di una delle più prestigiose unità delle Forze Armate Italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/nuovi-guastatori-folgore_00004.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"folgore, guastatori","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-01-16 10:14:04","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/nuovi_guastatori_para.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4210-quaranta-nuovi-genieri-per-il-battaglione-dell8-reggimento-genio-della-brigata-paracadutisti-folgore.mp4","galleria":"11977 | 11976 | 11975 | 11978"}
{"id":4193,"titolo":"Oltre 300 Paracadutisti a supporto delle Forze dell’Ordine a Napoli per l’esecuzione di provvedimenti giudiziari","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Esercito Italiano ha reso noto, in data odierna, che un contingente di circa 300 militari del <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"351\">186° Reggimento Paracadutisti Folgore</a> è stato schierato, <strong>dal 28 novembre al 16 dicembre, nel comune di Caivano in provincia di Napoli</strong>, su richiesta della <strong>Prefettura e della Questura di Napoli</strong>, per supportare le Forze di Polizia nell’esecuzione di un’attività di <strong>sgombero coattivo di 36 alloggi occupati abusivamente nel Rione Parco Verde</strong>. L’operazione ha rappresentato un momento fondamentale per riaffermare la presenza dello Stato in un’area segnata da illegalità e degrado.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A seguito dell’emanazione dei provvedimenti di sequestro preventivo da parte dell’Autorità Giudiziaria del Tribunale di Napoli Nord, la Prefettura ha richiesto l’intervento dell’Esercito Italiano, che ha prontamente mobilitato una Task Force di 300 militari. I Paracadutisti della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">“Folgore”</a> hanno raggiunto l’area dell’operazione <strong>in meno di 48 ore</strong>, attivandosi immediatamente per svolgere attività di controllo sia diurna sia notturna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l’operazione, i militari hanno effettuato oltre 200 pattugliamenti e garantito presidi fissi in cinque obiettivi sensibili, operando in stretta sinergia con le Forze di Polizia per assicurare ordine pubblico e sicurezza ai residenti. A rafforzare l’efficacia del dispositivo, sono intervenuti anche assetti specialistici del <strong>21° Reggimento Genio Guastatori </strong>e del <strong>41° Reggimento IMINT “Cordenons”</strong>, che hanno fornito supporto tecnico e tecnologico avanzato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa iniziativa si inserisce in una più ampia strategia di controllo del territorio portata avanti dalle Istituzioni per migliorare la sicurezza e la qualità della vita dei cittadini. La rapidità e l’efficacia del dispiegamento dei Paracadutisti, agevolati anche dal sostegno del <strong>COMFOP Sud</strong>, sottolineano il forte impegno dell’Esercito Italiano nel rispondere con prontezza ed efficacia alle esigenze di aree particolarmente complesse, contribuendo a riaffermare la presenza dello Stato e a porre le basi per uno sviluppo economico, culturale e sociale più solido e duraturo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/folgore-napoli.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"186, caivano, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-01-10 15:39:08","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/ei_pref_na.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4193-oltre-300-paracadutisti-a-supporto-delle-forze-dellordine-a-napoli-per-lesecuzione-di-provvedimenti-giudiziari.mp4","galleria":""}
{"id":4191,"titolo":"Il Generale di Corpo d’Armata Paracadutista Giovanni Iannucci, è il nuovo Comandante del COVI (Comando Operativo di Vertice Interforze)","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'ex <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"345\">Comandante</a> della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti Folgore</a>, il <strong>Generale di Corpo d’Armata Paracadutista Giovanni Iannucci</strong>, è stato nominato nuovo Comandante del COVI (Comando Operativo di Vertice Interforze), succedendo al Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo. Iannucci lascia dunque l’incarico di Capo di Gabinetto del Dicastero della Difesa per assumere la carica di Comandante di uno dei più importanti vertici della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo stesso Ministro della Difesa Guido Crosetto in una nota stampa ha voluto ricordare il periodo passato \"al suo fianco\", sottolineandone la competenza e la professionalità:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"<em>E' un traguardo importante, sia dal punto di vista personale che professionale, che giunge in un momento storico particolarmente delicato. Nell'incarico di Capo di Gabinetto del Dicastero della Difesa ho avuto modo di apprezzarne l'elevatissima professionalità, la gestione efficace e lungimirante delle complesse sfide istituzionali e strategiche che il Dicastero ha affrontato. Sono certo che grazie alla sua indubbia competenza, esperienza e visione strategica ricoprirà il nuovo incarico con altrettanta determinazione, senza risparmio di energie, rendendo ancor più rilevante il contributo della Difesa e dell’Italia alla stabilità ed alla sicurezza internazionale. Congratulazioni e buon lavoro!</em> \"- On. Guido Crosetto</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Chi è Giovanni Maria Iannucci, una carriera eccelsa al servizio dell'Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La formazione militare di Giovanni Maria Iannucci inizia con la prestigiosa Accademia Militare di Modena dove completa il 166° Corso \"Dignità\". La sua carriera operativa prende avvio nel 1988 quando viene assegnato al 185° Gruppo Artiglieria Paracadutisti, che in seguito diventerà Reggimento, segnando il suo primo contatto con il mondo dei paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua esperienza si arricchisce ulteriormente quando partecipa all'Operazione IBIS in Somalia, un impegno che lo vede confrontarsi con scenari operativi estremamente complessi. Al suo ritorno, assume il comando della Compagnia Allievi Ufficiali del 176° Corso presso l'Accademia Militare di Modena, contribuendo alla formazione delle future generazioni di Ufficiali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La carriera del Generale Iannucci prosegue con incarichi di crescente responsabilità: dopo aver frequentato il Corso di Stato Maggiore presso la Scuola di Guerra di Civitavecchia e il Corso Superiore di Stato Maggiore dell'Esercito argentino, ricopre ruoli chiave all'interno della Brigata Paracadutisti \"Folgore\" e in diversi uffici strategici dello Stato Maggiore dell'Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Comanda il Gruppo Acquisizione Obiettivi del <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"353\">185° RRAO \"FOLGORE\"</a> e guida la Task Force \"Victor\" in Iraq, dimostrando notevoli capacità di leadership in contesti operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra il 2004 e il 2008, ha ricoperto il ruolo di Capo Sezione di Stato Maggiore presso l'Ufficio Generale del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito. Successivamente, promosso al grado di Colonnello, ha servito in Germania nel Corpo d'Armata di Reazione Rapida del Regno Unito (ARRC-UK) dal 2008 al 2010, per poi rientrare in Italia e assumere il comando del 185° Reggimento RRAO. Nel 2012, è stato designato Capo della Divisione J3 (Operazioni) presso il Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli anni successivi, il Generale Iannucci continua a distinguersi in vari incarichi nazionali e internazionali, tra cui il ruolo di Deputy DCOS Operations presso il Comando ISAF in Afghanistan e la posizione, nel 2015, di Comandante della Brigata paracadutisti \"Folgore\". La sua carriera raggiunge un ulteriore apice quando assume la guida della NATO Mission IRAQ e successivamente diventa Comandante delle Forze Operative Sud.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2023 viene nominato Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa un ruolo che testimonia la fiducia e il riconoscimento delle sue competenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alle sue capacità militari, il Generale Iannucci vanta una solida formazione accademica, con lauree in Economia e Commercio e in Scienze Strategiche, arricchite da un Master in Studi Internazionali Strategico-militari. La sua competenza linguistica in inglese e spagnolo e le numerose decorazioni ricevute confermano la sua statura come uno dei più rispettati e capaci Ufficiali dell'Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È il secondo Basco Amaranto della storia a ricoprire il ruolo di Comandante dell'altissimo vertice interforze, dopo il <strong>Gen. C.A. Marco Bertolini</strong> (2012 - 2016).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Auguri per il prestigioso incarico Signor Generale! Folgore!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/iannucci-gen.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"aquila1, COVI, iannucci","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2025-01-10 14:42:57","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.difesa.it/primopiano/il-generale-di-corpo-d-armata-giovanni-maria-iannucci-nuovo-comandante-del-comando-operativo-di-vertice-interforze/62316.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4191-il-generale-di-corpo-darmata-paracadutista-giovanni-iannucci-e-il-nuovo-comandante-del-covi-comando-operativo-di-vertice-interforze.mp4","galleria":""}
{"id":4189,"titolo":"BrigataFolgore.net saluta il 2024: 12 articoli in 12 mesi​","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre ci avviamo verso un nuovo anno, è il momento di guardare, con soddisfazione, agli avvenimenti del 2024.&nbsp; <strong>BrigataFolgore.net</strong> ha continuato a crescere e a sostenere la sua missione di raccontare la storia, i valori e l'attualità dei Paracadutisti d'Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 2024 è stato un anno storico per la nostra amata Brigata e per tutti i Paracadutisti di ogni epoca e generazione. Il 15 febbraio è stato nominato, per la prima volta dall’esistenza della specialità dei Paracadutisti in Italia, un Capo di Stato Maggiore proveniente dal Basco Amaranto: Il Gen. C.A. Carmine Masiello.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Poi, l’intenso e incessante addestramento durato tutto l’anno ha portato la Brigata, a settembre, a vivere un cambiamento strategico di portata epocale: il passaggio sotto le dirette dipendenze del COMFOTER, eliminando comandi intermedi e allineando la leggendaria Brigata Paracadutisti a reparti d’élite come il COMFOSE (Comando delle Forze Speciali dell’Esercito) e il Comando Aviazione dell’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Perché, signore e signori, la Folgore non è un normale reparto di fanteria. Fatevene una ragione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cambio del Comandante di Brigata, avvenuto a ottobre 2024 con l’avvicendamento tra il Generale Mongillo e il Generale Bernacca, segna la continuità dell’eccellenza al comando della Brigata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I nuovi paracadutisti, 171 per l’esattezza, che qualche settimana fa hanno indossato il leggendario Basco Amaranto, incarnano invece il futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Folgore c’è. C’è sempre stata e ci sarà anche domani, più forte che mai.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Abbiamo raccolto per voi le <strong>12 pagine più lette del 2024</strong>, una selezione che racconta l'interesse e la passione dei nostri lettori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Buona lettura e grazie per aver condiviso con noi questo percorso. Avanti insieme verso il 2025!</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Viva l'Italia, Viva l'Esercito Italiano, Viva la Folgore!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:shortcode -->\n[elementor-template id=\"11857\"]\n<!-- /wp:shortcode -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/main-12-12-1.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"2024, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-12-31 14:39:33","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4189-brigatafolgorenet-saluta-il-2024-12-articoli-in-12-mesi.mp4","galleria":""}
{"id":4180,"titolo":"171 Nuovi Paracadutisti per la Folgore","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>171 nuovi Paracadutisti hanno ufficialmente ricevuto l'ambito basco amaranto, simbolo delle aviotruppe, al termine di un percorso addestrativo intenso e impegnativo. La cerimonia, svoltasi presso il <a href=\"https://brigatafolgore.net/centro-addestramento-di-paracadutismo/\" data-type=\"page\" data-id=\"487\">Centro Addestramento Paracadutismo (CAPAR)</a> di Pisa, è stata presieduta dal Comandante del Centro, Colonnello Antonio D’Agostino, che ha rivolto ai neo Paracadutisti parole di incoraggiamento: <em>\"Servite la Patria con coraggio, onore e diuturno impegno, meritatevi il rispetto di voi stessi e dei Paracadutisti che sono al vostro fianco. Indossate il basco!\".</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia si è svolta alla presenza di numerosi parenti e ospiti, e Paracadutisti di spicco, tra cui il “padrino” del corso (91º), il <strong>1° Graduato Domenico Mancini</strong>, in servizio presso il <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"352\">187° Reggimento Paracadutisti “Folgore”</a> di Livorno, insignito della <strong>Medaglia d’Oro per le Vittime del Terrorismo</strong> per il servizio prestato in <a href=\"https://brigatafolgore.net/afghanistan-il-ruolo-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"593\">Afghanistan nel 2009</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il percorso Formativo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cammino dei nuovi Paracadutisti è iniziato con 12 settimane di addestramento presso i Reggimenti Addestramento Volontari (RAV). Successivamente, il trasferimento al CAPAR ha segnato l'inizio di un periodo formativo suddiviso in due fasi: un corso fucilieri e un modulo integrativo per le aviotruppe, per un totale di ulteriori 10 settimane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A conclusione di questo percorso, i Volontari hanno affrontato il modulo di addestramento all’aviolancio con fune di vincolo, superando le prove previste e completando gli aviolanci necessari per ottenere la <strong>qualifica di Paracadutista Militare</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Centro Addestramento Paracadutismo (CAPAR)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <a href=\"https://brigatafolgore.net/centro-addestramento-di-paracadutismo/\" data-type=\"page\" data-id=\"487\">CAPAR</a>, situato a Pisa, è il cuore della formazione delle aviotruppe dell’Esercito Italiano. L'ente è responsabile non solo dell'addestramento del personale delle aviotruppe e di unità specialistiche della Difesa con capacità aviolancistica e ai Corpi Armati dello Stato, ma anche della gestione e dell’efficienza del materiale aviolancistico e della capacità di aviorifornimento sia in Patria sia all’estero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La struttura comprende un Battaglione Addestrativo e un Battaglione Aviorifornimenti e ospita il Museo delle Aviotruppe e la sezione Paracadutismo del Reparto Attività Sportive dell’Esercito, un’eccellenza riconosciuta a livello nazionale e internazionale, con numerosi titoli mondiali e nazionali nel proprio palmarès.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la conclusione del loro addestramento, i nuovi Paracadutisti entrano ora a far parte della lunga tradizione e storia della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti “Folgore”</a>, portando avanti i valori di sacrificio, disciplina e professionalità che caratterizzano le aviotruppe italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/171-nuovi-baschi-amaranto_00002.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"capar, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-12-30 10:04:43","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4180-171-nuovi-paracadutisti-per-la-folgore.mp4","galleria":"11836 | 11835 | 11834 | 11833 | 11832 | 11831 | 11830 | 11829"}
{"id":4167,"titolo":"Conclusa la Mangusta 2024, storico evento addestrativo per la Folgore","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è conclusa con successo l’Esercitazione <strong>Mangusta 2024</strong>, il principale evento addestrativo annuale della <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti “Folgore”</a></strong>, che ha coinvolto oltre <strong>600 militari</strong> nelle aree di <strong>Pisa, Livorno, Siena</strong> e <strong>Grosseto</strong>. L'imponente esercizio operativo ha messo alla prova le capacità delle unità aviotrasportate di pianificare e condurre operazioni in uno scenario realistico e altamente dinamico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Obiettivi e particolarità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Esercitazione Mangusta si distingue per il suo approccio: gli eventi addestrativi vengono generati direttamente sul campo dalle interazioni tra forze contrapposte. Questo approccio sfida i Comandanti a esercitare il <strong>Mission Command</strong>, ovvero la capacità di prendere decisioni rapide e adattive in un contesto complesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’addestramento si è focalizzato su operazioni tattiche come:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Interdizione e contro-interdizione d’area</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Controllo esteso dell’Area di Operazioni</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Protezione di Key Terrain ed Entry Points</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Disarticolazione dei dispositivi avversari</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di fondamentale importanza è stata la simulazione di operazioni successive ad aviolanci, condotte in un <strong>ambiente elettromagnetico degradato</strong> e con un ritmo elevato di attività, il tutto in condizioni meteorologiche e di terreno proibitive. Questo scenario ha permesso di testare non solo le capacità tecniche, ma anche la resistenza psico-fisica dei Paracadutisti, nel combattimento e nella sopravvivenza sul campo di battaglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11812,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"center\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/11/mangusta-2024_00008.jpg\" alt=\"Conclusa la Mangusta 2024, storico evento addestrativo per la Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11812\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un momento del briefing pre missione.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tecnologie e cooperazioni interforze</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la fase di condotta dell’esercitazione, personale specializzato di Fincantieri, in stretta collaborazione con i tecnici della Compagnia Trasmissioni del <strong>184° Reparto Comando e Supporti Tattici “Nembo”</strong>, ha effettuato sessioni di familiarizzazione del <strong>Sistema di Comando e Controllo “Imperio”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11809,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"center\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/11/mangusta-2024_00005.jpg\" alt=\"Conclusa la Mangusta 2024, storico evento addestrativo per la Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11809\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paracadutista durante la designazione di un obiettivo.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Partecipazione e mezzi coinvolti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Esercitazione ha visto la partecipazione di tutti i reparti della <strong>Brigata Paracadutisti “Folgore”</strong>, affiancati da unità specializzate e personale delle Forze Armate:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Una sezione <strong>V-Shorad</strong> del <strong>121° reggimento art. c/a “Ravenna”</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Un plotone del <strong>66° reggimento fanteria “Trieste”</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Un plotone del <strong>33° reggimento supporto logistico “Ambrosiano”</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Unità della <strong>Brigata Informazioni Tattiche</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>Aviazione dell’Esercito (AVES)</strong> ha fornito supporto con elicotteri <strong>CH-47F</strong>, <strong>NH-90</strong> e <strong>A-129</strong>, utilizzati per aviolanci, elitrasporti e missioni di esplorazione e scorta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’<strong>Aeronautica Militare</strong>, con i suoi velivoli <strong>C-130J</strong> della <strong>46^ Brigata Aerea di Pisa</strong>, ha garantito il trasporto per gli aviolanci, mentre il <strong>4° Stormo Caccia di Grosseto</strong> ha fornito il supporto logistico necessario per le operazioni congiunte, consolidando la sinergia tra le Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11810,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"center\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/11/mangusta-2024_00006.jpg\" alt=\"Conclusa la Mangusta 2024, storico evento addestrativo per la Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11810\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paracadutista si accinge ad aviolanciarsi in zona di infiltrazione.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Mangusta 2024</strong> si è confermata un evento essenziale per testare e migliorare le capacità operative della Brigata Paracadutisti “Folgore”. Grazie all’impiego di scenari realistici, tecnologie avanzate e una stretta collaborazione interforze, l’esercitazione ha dimostrato ancora una volta l’efficacia delle aviotruppe italiane nel rispondere a situazioni complesse in contesti operativi ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un addestramento che rappresenta non solo un momento di verifica, ma anche un passo fondamentale per garantire la prontezza operativa e l’eccellenza della “Folgore” nel panorama militare nazionale e internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11811,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"center\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/11/mangusta-2024_00007.jpg\" alt=\"Conclusa la Mangusta 2024, storico evento addestrativo per la Folgore - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11811\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paracadutisti durante la fase di discesa</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/mangusta-2024_00010.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"folgore, mangusta2024","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-11-29 19:31:47","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Conclusa-l-esercitazione-Mangusta-2024-1128.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4167-conclusa-la-mangusta-2024-storico-evento-addestrativo-per-la-folgore.mp4","galleria":"11816 | 11815 | 11814 | 11813 | 11812 | 11811 | 11810 | 11809 | 11808 | 11807 | 11806 | 11805"}
{"id":4160,"titolo":"La città di Tolentino celebra gli eredi della Divisione d’Assalto “Nembo” con la cittadinanza onoraria","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>A ottant’anni dalla liberazione, il Comune di <strong>Tolentino (MC)</strong> ha conferito la cittadinanza onoraria al <strong>183° Reggimento Paracadutisti “Nembo”</strong> e al <strong>184° Reparto Comando e Supporti Tattici “Nembo”</strong>, attuali eredi della storica <strong>Divisione d’Assalto “Nembo”</strong>. Questo prestigioso riconoscimento celebra il contributo determinante offerto dalla divisione nel giugno 1944, quando, inquadrata nel <strong>Corpo Italiano di Liberazione</strong>, partecipò attivamente alla liberazione del versante adriatico dell’Italia Centrale, restituendo la libertà a quei territori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia ufficiale si è svolta alla presenza delle principali autorità politiche e militari della provincia di Macerata. Il <strong>Sindaco Mauro Sclavi</strong> ha consegnato il riconoscimento al <strong>Colonnello Francesco Errico</strong>, Comandante del <a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\" data-type=\"page\" data-id=\"350\"><strong>183° Reggimento Paracadutisti “Nembo”</strong></a>, e al <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/cambio-alla-guida-del-184-reparto-comando-e-supporti-tattici-nembo/\" data-type=\"post\" data-id=\"11689\">Tenente Colonnello Mirko Antonio De Mitri</a></strong>, Comandante del <strong>184° RCST Paracadutisti “Nembo”</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presente il <strong>Generale di Divisione (ris.) Leonardo Prizzi</strong>, già Comandante del 183° Reggimento Paracadutisti. Prizzi è stato uno dei principali promotori dell’iniziativa e ha fornito al consiglio comunale gli elementi storici necessari per comprendere il forte legame tra i reparti militari e il Comune di Tolentino.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A rendere ancora più speciale la giornata, una serie di <strong>conferenze di approfondimento storico</strong> e attività espositive, organizzate dalla <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\"><strong>Brigata Paracadutisti “Folgore”</strong> </a>e dal <strong>Centro Militare Esercito Marche</strong>. Gli stand allestiti hanno offerto alla cittadinanza e alle scuole locali l’opportunità di conoscere meglio la storia e l’eredità dei reparti paracadutisti, sottolineando l’importanza della memoria storica per la comunità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con questa iniziativa, il Comune di Tolentino rinnova il suo impegno a preservare e valorizzare la memoria storica, sottolineando come il sacrificio e l’impegno dei militari della Divisione “Nembo” abbiano contribuito alla libertà di cui oggi godiamo. La cittadinanza onoraria rappresenta non solo un tributo al passato, ma anche un simbolo di unione tra istituzioni civili e militari, proiettato verso un futuro di consapevolezza e riconoscenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un gesto significativo che rafforza il legame tra Tolentino e i reparti eredi della Divisione d’Assalto “Nembo”, custodi di una tradizione di eroismo e valore al servizio della Nazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/Tolentino-Nembo_00004.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"folgore, nembo, tolentino","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-11-29 18:46:11","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Cittadinanza-onoraria-al-183-e-al-184-Nembo.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4160-la-citta-di-tolentino-celebra-gli-eredi-della-divisione-dassalto-nembo-con-la-cittadinanza-onoraria.mp4","galleria":"11796 | 11797 | 11798 | 11799 | 11800 | 11801"}
{"id":4154,"titolo":"Il 185º Rgt. Artiglieria Paracadutisti Folgore all’esercitazione internazionale “Dynamic Front 25”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre 20 nazioni si sono riunite in Germania per prendere parte all’esercitazione multinazionale di artiglieria su larga scala <strong>“Dynamic Front 25”</strong>, una delle attività addestrative più rilevanti nel contesto NATO per l’artiglieria terrestre. Organizzata in collaborazione con il <strong>US 56th Artillery Command</strong> e il <strong>USAREUR-AF</strong> (United States Army Europe and Africa), l’esercitazione si è svolta in parallelo in Germania, Finlandia, Estonia, Polonia e Romania, coinvolgendo migliaia di militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’obiettivo primario di “Dynamic Front 25” è stato quello di testare e migliorare l’interoperabilità tra le Forze Armate dei paesi NATO e dei partner internazionali. In particolare, l’attività ha focalizzato l’attenzione sull’integrazione dei sistemi di comunicazione delle artiglierie terrestri e sulla gestione congiunta delle missioni di fuoco in operazioni sia offensive che difensive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Esercito Italiano ha schierato un imponente contingente, composto da unità appartenenti a diverse Brigate:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/185o-reggimento-artiglieria-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"479\">185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti “Folgore”</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>132° Reggimento Artiglieria “Ariete”</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>52° Reggimento Artiglieria “Torino”</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Reggimento Artiglieria Terrestre “a Cavallo”</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Queste unità, coordinate dal <strong>Comando Artiglieria</strong>, hanno formato un gruppo plurisistema in grado di integrare diversi assetti e tecnologie. Il <a href=\"https://brigatafolgore.net/185o-reggimento-artiglieria-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"479\">185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti “Folgore”</a>, in particolare, ha assunto un ruolo di guida nelle attività tattiche e nell’esercitazione a fuoco.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività dei militari italiani sono iniziate il <strong>27 ottobre</strong>, con la partecipazione al <strong>Command Post Exercise (CPX)</strong>. Durante questa fase, è stata simulata la pianificazione, il coordinamento e l’esecuzione di missioni di fuoco integrate, utilizzando il protocollo <strong>ASCA (Artillery Systems Cooperation Activities)</strong>. Questo sistema consente l’interoperabilità tra i software di gestione del fuoco di artiglieria delle varie nazioni, permettendo operazioni congiunte senza soluzione di continuità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella fase successiva, si è svolta l’esercitazione a fuoco vera e propria, sotto la guida del <strong>185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti “Folgore”</strong>, che ha operato all’interno di strutture multinazionali di comando e controllo. L’obiettivo era quello di standardizzare le procedure, migliorare l’efficacia del fuoco e condurre operazioni integrate in scenari complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti</strong>, ricostituito il <strong>1° luglio 2013</strong> con sede a Bracciano, si conferma un elemento cruciale per la <strong><a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti “Folgore”</a></strong>. Grazie alle sue capacità tecniche e operative, il reggimento assicura alla brigata la possibilità di proiettare, con breve preavviso, dispositivi altamente specializzati in contesti operativi a crescente complessità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partecipazione dell’Esercito Italiano a “Dynamic Front 25” testimonia il livello di prontezza e professionalità delle nostre Forze Armate, che continuano a rappresentare un punto di riferimento nel contesto internazionale, contribuendo alla sicurezza e alla stabilità della NATO e dei suoi partner.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/Dynamic-Front-25_00003.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"folgore, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-11-28 18:06:13","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/dynamic_front_25.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4154-il-185o-rgt-artiglieria-paracadutisti-folgore-allesercitazione-internazionale-dynamic-front-25.mp4","galleria":"11787 | 11788 | 11789 | 11790 | 11791"}
{"id":4152,"titolo":"Generale Masiello: \"Prepararsi per la guerra perchè ci sia la pace. L'Esercito o è tecnologico o non è. Addestramento e valori sono i nostri punti di forza\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l’inaugurazione dell’Anno Accademico e Scolastico 2024-2025 degli istituti di formazione dell’Esercito, <strong>il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d'Armata Paracadutista Carmine Masiello</strong>, ha delineato le direttrici strategiche che guideranno la formazione e la preparazione dell''Esercito Italiano. Con un discorso di forte impatto, Masiello ha evidenziato l’importanza di adattarsi alle nuove sfide geopolitiche e tecnologiche, promuovendo una visione pragmatica e consapevole della realtà attuale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Capo di SME ha sottolineato con fermezza che <strong>la missione dell’Esercito non è essere intrappolati nella burocrazia, ma prepararsi alla guerra</strong>. Ha spiegato che, sebbene in passato il termine 'guerra' fosse evitato, la realtà attuale impone all’Esercito di confrontarsi con questo concetto senza ambiguità. <strong>Prepararsi alla guerra, ha affermato, non significa volerla, ma piuttosto aumentare le probabilità di mantenere la pace</strong>. In linea con questa visione, ha proposto di restituire al corso di Stato Maggiore il nome storico di 'Scuola di Guerra', per riflettere la missione fondamentale alla quale si addestra l’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Masiello ha inoltre affermato con decisione <em>\"vince chi è più tecnologico, tutto il resto sono chiacchiere.\"</em> Ha ribadito che senza una superiorità tecnologica non si può vincere, e che l'Esercito o è tecnologico, o semplicemente non è. Questo rinnovamento tecnologico è imprescindibile, ma deve affiancarsi all'addestramento, che rimane il cuore della missione dell'Esercito. <em>\"Chi sceglie di mettere le stellette sceglie di addestrarsi'</em>\" ha spiegato, definendo l'addestramento come una vera e propria <em>\"polizza assicurativa per il Paese e per i militari\".</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale ha poi posto l’accento sull’importanza di <strong>una formazione orientata non solo alla reattività, ma anche alla proattività</strong>, invitando i militari a sviluppare capacità di analisi e iniziativa personale. In quest’ottica, è cruciale promuovere un ambiente che valorizzi le competenze individuali senza che il successo del singolo diventi una priorità rispetto a quello dell’organizzazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è mancato il riferimento sul <strong>cambiamento culturale che l’Esercito deve adottare</strong>, ma sempre con il profondo senso di valori, responsabilità e rispetto per il ruolo. Questi valori rappresentano un impegno collettivo che rafforza la coesione e l’efficacia della forza armata. <strong>La cultura militare deve inoltre riconoscere l’importanza del diritto di sbagliare</strong>: una mentalità aperta all’apprendimento e al miglioramento continuo diventa fondamentale in un’epoca caratterizzata da rapidi cambiamenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il discorso del Generale Masiello, quindi, ha rappresentato un appello alla modernizzazione e alla consapevolezza, invitando l’intera organizzazione a un salto culturale essenziale per affrontare i nuovi scenari con responsabilità e competenza. Con queste parole, il Capo di Stato Maggiore ha lanciato un messaggio chiaro: l’Esercito deve essere pronto ad adattarsi, a innovarsi e a sostenere l’impegno verso una difesa sempre più sofisticata e multidimensionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"align\":\"center\"} -->\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Guarda sul nostro canale Youtube i 10 punti principali trattati dal Capo di SME</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://www.youtube.com/watch?v=48OoejvdzkU\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://www.youtube.com/watch?v=48OoejvdzkU\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/masiello_discorso.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"capo di sme","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-11-11 13:57:18","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.youtube.com/watch?v=Nz8F7ulavfA&t=2s","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4152-generale-masiello-prepararsi-per-la-guerra-perche-ci-sia-la-pace-lesercito-o-e-tecnologico-o-non-e-addestramento-e-valori-sono-i-nostri-punti-di-forza.mp4","galleria":""}
{"id":4143,"titolo":"Trump vince le elezioni negli USA. Cosa cambia nel conflitto Russo-Ucraino, per l'Europa e la NATO.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La recente vittoria di Donald Trump nelle elezioni presidenziali statunitensi del 2024 apre scenari nuovi per il conflitto in corso tra Russia e Ucraina. Il neo presidente eletto ha espresso chiaramente la volontà di risolvere la crisi in tempi brevi, ponendo sul tavolo l’opzione di negoziati diretti e una revisione del supporto militare all'Ucraina. Questo cambio di leadership a Washington potrebbe modificare l’approccio occidentale, influenzando non solo la strategia di Kiev ma anche il ruolo dell’Europa e della NATO in questo conflitto e non solo, con implicazioni che potrebbero alterare profondamente gli equilibri nella regione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sanzioni alla Russia (quasi) inutili</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11705,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/11/economia-russa-1000x668.jpg\" alt=\"Trump vince le elezioni negli USA. Cosa cambia nel conflitto Russo-Ucraino, per l'Europa e la NATO. - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11705\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nonostante le sanzioni internazionali, l'economia russa ha mostrato una resilienza sorprendente e in alcuni settori è addirittura cresciuta.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dall'inizio del conflitto in Ucraina nel 2022, la comunità internazionale ha imposto alla Russia una serie di sanzioni mirate a colpire vari settori strategici del paese. Queste misure, adottate principalmente dall'Unione Europea, dagli Stati Uniti e da altri alleati occidentali, miravano ad esercitare pressione economica e politica su Mosca.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Vediamole da vicino:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Settore energetico:</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Divieto di importazione di petrolio e prodotti petroliferi russi da parte dell'UE, con alcune eccezioni temporanee per specifici Stati membri.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Restrizioni sull'esportazione di tecnologie avanzate per l'industria energetica russa, limitando la capacità di Mosca di sviluppare nuovi giacimenti.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Settore finanziario:</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Esclusione di diverse banche russe dal sistema SWIFT, ostacolando le transazioni internazionali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Congelamento degli asset della Banca Centrale Russa detenuti all'estero, limitando l'accesso alle riserve valutarie.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Divieto per le istituzioni finanziarie occidentali di effettuare transazioni con banche e istituzioni russe sanzionate.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Settore industriale e tecnologico:</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Restrizioni sull'esportazione di beni a duplice uso (civile e militare) e tecnologie avanzate, inclusi semiconduttori e componenti elettronici.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Divieto di esportazione di beni e servizi legati all'industria aeronautica e spaziale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Settore dei trasporti:</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Chiusura dello spazio aereo dell'UE e di altri paesi occidentali ai vettori aerei russi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Divieto di accesso ai porti occidentali per le navi battenti bandiera russa o gestite da operatori russi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sanzioni individuali:</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Congelamento dei beni e divieto di viaggio per numerosi funzionari governativi, oligarchi e individui legati al Cremlino.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Misure restrittive contro propagandisti e media russi accusati di diffondere disinformazione.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Settore culturale e sportivo:</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Esclusione della Russia da competizioni sportive internazionali e sospensione della partecipazione a eventi culturali globali.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'efficacia di tali misure è oggetto di monitoraggio continuo, con la possibilità di ulteriori inasprimenti o modifiche in base all'evoluzione del conflitto e delle dinamiche geopolitiche. Tuttavia, rimane oggetto di dibattito, poiché non hanno prodotto gli effetti desiderati. Sebbene le sanzioni abbiano esercitato una pressione significativa sull'economia russa, diversi fattori hanno limitato la loro efficacia nel raggiungere gli obiettivi prefissati. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ecco alcuni dei motivi principali dell'inefficacia:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Adattabilità dell'economia russa:</strong> La Russia ha dimostrato una notevole capacità di adattamento, riorientando le proprie esportazioni energetiche verso mercati alternativi, come Cina e India, compensando in parte la perdita dei mercati occidentali.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Elusione delle sanzioni:</strong> Mosca ha trovato modi per aggirare le restrizioni, utilizzando paesi terzi come intermediari per l'importazione di beni sanzionati e sfruttando lacune nei regimi sanzionatori.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sostegno di paesi non allineati:</strong> Alcuni paesi, tra cui Cina e India, non hanno aderito alle sanzioni occidentali, continuando a commerciare con la Russia e fornendo un sostegno economico indiretto.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Resilienza interna:</strong> Le autorità russe hanno implementato misure per stabilizzare l'economia interna, come il controllo dei capitali e il sostegno alle industrie nazionali, mitigando l'impatto delle sanzioni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Limitazioni nelle sanzioni:</strong> Alcune sanzioni sono state attuate in modo incoerente o con eccezioni, riducendone l'efficacia complessiva. </li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quanti aiuti ha ricevuto l'Ucraina ad oggi?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11708,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/11/ukranian-flag-1000x666.jpg\" alt=\"Trump vince le elezioni negli USA. Cosa cambia nel conflitto Russo-Ucraino, per l'Europa e la NATO. - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11708\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dall'inizio del conflitto, l'Ucraina ha ricevuto aiuti per quasi 200 miliardi di euro.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dall'inizio del conflitto con la Russia nel 2022, l'Ucraina ha ricevuto un sostegno significativo sia dagli Stati Uniti che dai paesi europei, comprendente aiuti militari, finanziari e umanitari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Stati Uniti:</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Assistenza totale:</strong> Fino a novembre 2024, gli Stati Uniti hanno fornito all'Ucraina circa <strong>113 miliardi di dollari</strong> in aiuti complessivi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Assistenza militare:</strong> Di questo totale, circa <strong>64 miliardi di dollari</strong> sono stati destinati all'assistenza militare, comprendendo forniture di armi, munizioni, addestramento e supporto logistico.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Assistenza economica e umanitaria:</strong> I restanti <strong>49 miliardi di dollari</strong> sono stati impiegati in aiuti economici diretti, supporto al bilancio ucraino e assistenza umanitaria per affrontare la crisi dei rifugiati e le necessità civili.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Unione Europea e Paesi Europei:</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Assistenza totale:</strong> I paesi dell'Unione Europea, insieme al Regno Unito, hanno contribuito con circa <strong>80 miliardi di euro</strong> in aiuti all'Ucraina.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Assistenza militare:</strong> Circa <strong>30 miliardi di euro</strong> sono stati destinati all'assistenza militare, includendo la fornitura di armi, equipaggiamenti e addestramento per le forze armate ucraine.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Assistenza economica e umanitaria:</strong> I restanti <strong>50 miliardi di euro</strong> sono stati impiegati in aiuti economici, supporto al bilancio statale e assistenza umanitaria per sostenere la popolazione civile colpita dal conflitto.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi contributi evidenziano l'impegno della comunità internazionale nel sostenere l'Ucraina attraverso diverse forme di assistenza, rispondendo alle esigenze immediate e a lungo termine del paese, ma i risultati sperati, come detto, non hanno avuto effetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perchè l'Ucraina non riesce a prendere le redini del conflitto?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11706,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"wide\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/11/uk-javelyn-1000x562.jpg\" alt=\"Trump vince le elezioni negli USA. Cosa cambia nel conflitto Russo-Ucraino, per l'Europa e la NATO. - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11706\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Soldato ucraino equipaggiato con un sistema d'arma anticarro Javelin fornito dagli Stati Uniti - Photo credits: Ukrainian Armed Forces</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante il significativo sostegno militare, finanziario e umanitario ricevuto dall'Ucraina da parte degli alleati occidentali, il conflitto con la Russia presenta ancora numerose sfide che impediscono a Kiev di ottenere un controllo decisivo sulla situazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le principali ragioni sono:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>1. Superiorità numerica e logistica russa:</strong> La Russia dispone di risorse militari più ampie, sia in termini di personale che di equipaggiamento. Questo le consente di sostenere operazioni prolungate e di rifornire le truppe in modo più efficace rispetto all'Ucraina. Inoltre, Mosca ha dimostrato la capacità di aggirare alcune sanzioni occidentali, mantenendo così il flusso di armamenti e risorse necessarie per lo sforzo bellico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>2. Limitazioni negli aiuti occidentali:</strong> Sebbene gli alleati abbiano fornito un sostegno considerevole, esistono restrizioni riguardo al tipo e alla quantità di armi inviate. Ad esempio, l'Ucraina ha richiesto missili a lungo raggio per colpire obiettivi strategici in territorio russo, ma tali richieste non sono state completamente soddisfatte. Queste limitazioni riducono la capacità di Kiev di condurre operazioni offensive efficaci.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>3. Difficoltà nelle controffensive ucraine:</strong> Le operazioni militari ucraine, come la controffensiva estiva del 2023, non hanno raggiunto gli obiettivi sperati. Fattori come la resistenza russa, la complessità del terreno e la necessità di coordinare forze eterogenee hanno ostacolato i progressi di Kiev. Inoltre, la Russia ha rafforzato le proprie difese e ha lanciato contrattacchi efficaci, complicando ulteriormente le operazioni ucraine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>4. Erosione del sostegno internazionale:</strong> Con il protrarsi del conflitto, alcuni paesi occidentali mostrano segnali di stanchezza nel mantenere un sostegno costante all'Ucraina. Le pressioni interne, le preoccupazioni economiche e altre crisi globali possono influenzare la volontà politica di continuare a fornire aiuti su larga scala. Questa diminuzione del supporto potrebbe limitare le capacità operative ucraine nel lungo termine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>5. Impatto delle condizioni climatiche:</strong> L'avvicinarsi dell'inverno rappresenta una sfida significativa per le operazioni militari. Le condizioni meteorologiche avverse possono rallentare le manovre, complicare la logistica e influenzare il morale delle truppe. Storicamente, l'inverno ha favorito le forze difensive, offrendo alla Russia un vantaggio strategico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">In sintesi, nonostante i significativi aiuti ricevuti, l'Ucraina si trova ad affrontare una complessa combinazione di fattori interni ed esterni che ne limitano la capacità di prendere il controllo del conflitto. Noi di <strong>BrigataFolgore.net</strong> riteniamo che il tempo, unito al fattore umano, rappresenti un elemento cruciale che incide profondamente sui risultati ottenuti dalle forze ucraine, influendo sulla loro capacità di raggiungere il pieno successo operativo.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il tempo limitato per addestrare le truppe ucraine è stato certamente un fattore critico ed ha avuto un impatto sulla capacità delle forze armate ucraine</strong>. Preparare un esercito per una guerra di grandi dimensioni e intensità come quella con la Russia in soli due anni, e farlo con un'ampia gamma di armi moderne e avanzate, ha rappresentato una sfida enorme. Ci sono alcuni aspetti specifici che spiegano perché questo fattore potrebbe aver frenato l'efficacia delle forze ucraine:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Transizione complessa verso armi avanzate della NATO:</strong><br>Le forze ucraine sono state tradizionalmente addestrate e equipaggiate con armi di fabbricazione sovietica e post-sovietica, molte delle quali si basano su una tecnologia molto diversa rispetto a quella delle armi fornite dalla NATO, come i carri armati Leopard, i sistemi HIMARS e i missili Javelin. Passare da un sistema all’altro richiede tempo e formazione intensa. La gestione di queste armi complesse non è immediata, specialmente in un contesto di guerra, dove l’addestramento è forzatamente accelerato.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Formazione limitata e condizioni sul campo:</strong><br>Molti soldati ucraini hanno ricevuto solo un addestramento di base sull’uso delle nuove armi, spesso in brevi periodi all'estero, e poi sono stati subito inviati al fronte. Questo può portare ad un utilizzo subottimale degli equipaggiamenti e ad una maggiore difficoltà nel coordinare le forze, specialmente nelle operazioni complesse e nelle controffensive. L'addestramento ottimale richiede simulazioni realistiche e una familiarità prolungata con le armi, qualcosa che è difficile da ottenere durante un conflitto attivo.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Disomogeneità nell’addestramento delle forze:</strong><br>Non tutti i soldati ucraini hanno avuto accesso allo stesso livello di addestramento o agli stessi tipi di armi, il che può creare una forza disomogenea sul campo. Alcuni gruppi sono più abili e attrezzati, mentre altri possono avere solo una formazione di base. Questa disomogeneità rende complessa la gestione coordinata e strategica delle operazioni.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Stress psicologico e pressione del tempo:</strong><br>La pressione di essere addestrati e poi immediatamente mandati in battaglia contro una forza avversaria ben preparata può influire negativamente sul morale e sulle prestazioni dei soldati. Anche gli eserciti altamente addestrati hanno bisogno di tempo per adattarsi e recuperare tra le operazioni, qualcosa di particolarmente difficile in un conflitto così intenso.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sistemi di comando e controllo:</strong><br>Anche il sistema di comando e controllo deve adattarsi rapidamente ai nuovi equipaggiamenti e tattiche. Le forze ucraine costrette a integrare sistemi di comunicazione e logistica della NATO, necessiterebbero di un'infrastruttura non presente in Ucraina prima del conflitto e che risulta difficilmente implementabile in tempi rapidi.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il breve periodo di tempo per addestrare le truppe ucraine e introdurre nuove armi ed equipaggiamento avanzato in un contesto di guerra ha creato sfide significative. Mentre l'aiuto della NATO è stato imponente, la piena efficacia delle nuove attrezzature e delle tattiche richiede tempo ed un addestramento continuo, soprattutto in un conflitto di così vasta portata e complessità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ruolo di Trump: sarà l'uomo della \"pace\"?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11702,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"wide\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/11/d_trump-1000x563.jpg\" alt=\"Trump vince le elezioni negli USA. Cosa cambia nel conflitto Russo-Ucraino, per l'Europa e la NATO. - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11702\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Trump vince le elezioni negli USA. Sarà l'uomo della pace nel conflitto Russo-Ucraino?</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La recente <strong>vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali statunitensi del 2024</strong> potrebbe comportare significativi cambiamenti nella politica estera degli Stati Uniti, con potenziali ripercussioni sul conflitto in Ucraina e sulle relazioni con l'Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la campagna elettorale, Trump ha espresso l'intenzione di porre fine rapidamente alla guerra in Ucraina, <strong>dichiarando di poter risolvere il conflitto \"in 24 ore\"</strong>. Tuttavia, le sue dichiarazioni hanno sollevato preoccupazioni a Kiev riguardo alla possibilità di una riduzione del sostegno militare e finanziario da parte degli Stati Uniti. <strong>Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso speranza che l'approccio di Trump possa portare a una \"pace giusta\" per l'Ucraina.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">La vittoria del tycoon ha generato inoltre timori tra i leader europei riguardo a possibili cambiamenti nelle relazioni transatlantiche. In particolare, vi è preoccupazione per una potenziale riduzione del coinvolgimento degli Stati Uniti nella NATO e per un approccio più isolazionista in politica estera. Alcuni paesi europei potrebbero essere chiamati a incrementare il proprio contributo alla sicurezza regionale e al sostegno all'Ucraina.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Va sottolineato che <strong>il Cremlino ha accolto con favore l'elezione, esprimendo speranza in un miglioramento delle relazioni USA-Russia</strong>, ma ha sottolineato che sarà necessario attendere per valutare eventuali cambiamenti concreti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel frattempo, i leader europei hanno espresso la volontà di collaborare con la nuova amministrazione, pur manifestando preoccupazioni riguardo a possibili cambiamenti nelle politiche statunitensi. In sintesi, la vittoria di Donald Trump potrebbe portare a una revisione delle strategie statunitensi in Ucraina e nelle relazioni con l'Europa, anche con implicazioni significative per la sicurezza e la stabilità regionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un’opportunità per l'Europa verso il percorso di difesa comune</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11711,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/11/eu-army-2-1000x666.jpg\" alt=\"Trump vince le elezioni negli USA. Cosa cambia nel conflitto Russo-Ucraino, per l'Europa e la NATO. - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11711\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">ll possibile cambiamento nelle politiche statunitensi potrebbe rappresentare per l’Europa un'occasione per potenziare le capacità militari condivise.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Siamo convinti, però, che un simile comportamento della neo-amministrazione Americana servirà come sveglia ai paesi europei, spingendoli a riflettere sul loro ruolo strategico e sulla necessità di assumere una posizione più indipendente e forte. ll possibile cambiamento nelle politiche statunitensi potrebbe infatti incentivare gli Stati membri della NATO a raggiungere finalmente il tanto discusso obiettivo del <strong>2% del PIL</strong> destinato alla difesa, un impegno che molti finora non hanno rispettato. Questo potrebbe non solo migliorare le capacità difensive di ciascun paese, ma anche rafforzare il contributo complessivo dell'Europa alla sicurezza dell'Alleanza Atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">In parallelo, l’Europa potrebbe quindi cogliere l’occasione per lavorare alla creazione di un <strong>esercito continentale</strong> o almeno per potenziare le capacità militari condivise, favorendo una maggiore integrazione attraverso iniziative come la <strong>PESCO</strong> (Cooperazione Strutturata Permanente), permettendole di sviluppare un comando militare unificato e di coordinare le risorse in modo più efficiente, rendendo l'Europa meno dipendente dagli Stati Uniti per la propria sicurezza.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un investimento aumentato nella difesa significherebbe anche una spinta significativa alla <strong>ricerca e allo sviluppo tecnologico militare</strong> nel vecchio continente, con l’obiettivo di promuovere l’industria della difesa integrata europea. Un tale passo potrebbe includere il miglioramento delle capacità di cyberdifesa, la costruzione di sistemi di difesa aerea indipendenti e lo sviluppo di mezzi avanzati per il combattimento e la difesa spaziale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, questa situazione potrebbe stimolare una maggiore coesione tra i paesi europei, con l'integrazione delle intelligence e il coordinamento dei comandi militari, creando una rete di difesa capace di rispondere rapidamente e in modo autonomo alle minacce. La vittoria di Trump potrebbe dunque rivelarsi un catalizzatore per l’Europa, accelerando il percorso verso una difesa comune e rendendo il continente più capace di proteggere la propria sicurezza e stabilità in modo indipendente, pur continuando a collaborare con gli alleati della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/putin-trump-nato-eu-uk.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"conflitto russo-ucraino, europa, NATO, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-11-08 14:46:24","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4143-trump-vince-le-elezioni-negli-usa-cosa-cambia-nel-conflitto-russoucraino-per-leuropa-e-la-nato.mp4","galleria":""}
{"id":4138,"titolo":"Cambio alla guida del 184° Reparto Comando e Supporti Tattici “Nembo”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presso la caserma “Rugiadi” di Livorno, il <strong>Tenente Colonnello Paracadutista Davide Piantanida ha ceduto la guida del 184° Reparto Comando e Supporti Tattici (RCST) Paracadutisti “Nembo” al Tenente Colonnello Paracadutista Mirko Antonio De Mitri</strong>. Presenti alla cerimonia il <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"345\">Comandante</a> della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti “Folgore”</a>, <a href=\"https://brigatafolgore.net/il-generale-federico-bernacca-e-il-nuovo-comandante-della-brigata-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"post\" data-id=\"11319\">Generale di Brigata Federico Bernacca</a>, autorità militari e civili locali e rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il suo anno di comando, il Tenente Colonnello Piantanida ha guidato il 184° RCST in una serie di missioni operative in Italia e all’estero. Tra queste, si annoverano le operazioni internazionali “Miasit” in Libia, “Eutm” in Somalia, “Misin” in Niger e “Forward Land Forces” in Ungheria. A livello nazionale, il Reparto ha contribuito alla sicurezza delle città di Livorno e Roma attraverso l’Operazione “Strade Sicure”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 2024 è stato un anno di grande riconoscimento per il 184° RCST, che ha ricevuto la cittadinanza onoraria dei comuni di Filottrano nelle Marche e Oppido Mamertina in Calabria. Queste cittadinanze onorarie rappresentano un tributo alle gesta eroiche del 184° Reggimento Fanteria “Nembo” durante la Seconda Guerra Mondiale, in cui i suoi uomini si distinsero per coraggio e dedizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel discorso di commiato, il Tenente Colonnello Piantanida ha ringraziato tutto il personale del Reparto per l’impegno e la determinazione dimostrata, riconoscendo l’importanza del contributo di ciascuno nel superare le sfide operative e addestrative affrontate. Ha evidenziato come, nei momenti di difficoltà, emergano le migliori qualità dei Paracadutisti e la loro dedizione al Reparto e all’Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>184° RCST “Nembo”</strong> è un’unità cruciale all'interno della Brigata Paracadutisti “Folgore”. Grazie alle sue competenze tecniche nel campo delle trasmissioni e del supporto operativo, il Reparto è parte integrante della capacità dell’Esercito Italiano di rispondere prontamente a situazioni di emergenza e operare in contesti complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/cambio-184-nembo-rcst_00003.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"184nembo, folgore, rcst","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-11-08 11:58:06","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4138-cambio-alla-guida-del-184-reparto-comando-e-supporti-tattici-nembo.mp4","galleria":"11693 | 11692 | 11691 | 11690"}
{"id":4133,"titolo":"4 Novembre 1918: Il Giorno della Vittoria","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>4 novembre 1918</strong> è una data che resterà per sempre impressa nella storia d’Italia. In questo giorno, il Generale Armando Diaz, Comandante Supremo dell’Esercito Italiano, <strong>annunciò con il celebre Bollettino della Vittoria la fine delle ostilità contro l’Impero Austro-Ungarico</strong>, <strong>sancendo la vittoria dell’Italia e la fine della Prima Guerra Mondiale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo momento segnò la conclusione di uno dei conflitti più devastanti per il nostro Paese e per l’intera Europa. <strong>Con il 4 novembre finiva la dominazione austro-ungarica sulle terre italiane del Trentino, dell'Alto Adige e della Venezia Giulia</strong>. Questi territori, chiamati \"irredenti\" perché ancora sotto dominio straniero, tornarono finalmente all’Italia. Quel giorno rappresentò così non solo una vittoria militare, ma anche un simbolo di unità e identità nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 4 novembre continua ad essere un simbolo del valore e del sacrificio dei nostri avi e delle nostre forze armate. È una data che richiama all’orgoglio nazionale e alla gratitudine per chi ha combattuto con coraggio e per esclusivo, unico, amor di Patria. <strong>Ricordare questa giornata significa anche riflettere sull'importanza della pace e sul prezioso e arduo cammino che ha portato alla costruzione dell'Italia che oggi conosciamo</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Bollettino della Vittoria</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Bollettino di guerra n. 1268, meglio conosciuto come \"Bollettino della Vittoria\", fu diramato alle ore 12 dal Comando Supremo del Regio Esercito e, con parole solenni celebrava il coraggio e il sacrificio dell’Esercito Italiano e dei suoi alleati. Il Generale Diaz esaltò l’eroismo dei soldati italiani, che per 41 mesi, dal 24 maggio 1915 combatterono contro un nemico spesso superiore per numero e mezzi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>La guerra contro l'Austria-Ungheria che, sotto l'alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l'Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso ottobre ed alla quale prendevano parte cinquantuno divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una cecoslovacca ed un reggimento americano, contro settantatré divisioni austroungariche, è finita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La fulminea e arditissima avanzata del XXIX Corpo d'Armata su Trento, sbarrando le vie della ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della VII armata e ad oriente da quelle della I, VI e IV, ha determinato ieri lo sfacelo totale della fronte avversaria. Dal Brenta al Torre l'irresistibile slancio della XII, della VIII, della X armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella pianura, S.A.R. il Duca d'Aosta avanza rapidamente alla testa della sua invitta III armata, anelante di ritornare sulle posizioni da essa già vittoriosamente conquistate, che mai aveva perdute.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Esercito Austro-Ungarico è annientato: esso ha subito perdite gravissime nell'accanita resistenza dei primi giorni e nell'inseguimento ha perduto quantità ingentissime di materiale di ogni sorta e pressoché per intero i suoi magazzini e i depositi. Ha lasciato finora nelle nostre mani circa trecentomila prigionieri con interi stati maggiori e non meno di cinquemila cannoni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano discese con orgogliosa sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/4nov1918_01.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-11-04 10:08:24","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4133-4-novembre-1918-il-giorno-della-vittoria.mp4","galleria":"11683 | 11682 | 11681"}
{"id":4131,"titolo":"L'Ufficiale Paracadutista Rodolfo Sganga nominato Generale di Corpo d'Armata","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come prevedibile, in virtù di un’eccezionale carriera al servizio della Nazione e della comunità internazionale, l’ex <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"345\">Comandante della Brigata Paracadutisti Folgore (2017-2019)</a>, <strong>Rodolfo Sganga</strong>, è stato nominato <strong>Generale di Corpo d’Armata</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Chi è Rodolfo Sganga, il Comandante \"totale\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Militare di leva nel 1987, successivamente ha frequentato il <strong>169° Corso dell'Accademia Militare di Modena</strong>. Promosso Sottotenente nel 1989, è stato inizialmente assegnato al <a href=\"https://brigatafolgore.net/reggimento-lagunari-serenissima-audacia-e-valore-per-terra-e-per-mare/\" data-type=\"page\" data-id=\"4374\">Reggimento Lagunari “Serenissima”</a> nel quale ha ricoperto l’incarico di <strong>Comandante di plotone esploratori</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come Capitano è stato <strong>Comandante di Compagnia presso l’Accademia Militare</strong> e <strong>Comandante di compagnia fucilieri</strong> presso il <a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\" data-type=\"page\" data-id=\"350\">183° reggimento paracadutisti “Nembo”</a>. Da Tenente Colonnello<strong> ha preso il Comando del 2° Battaglione Paracadutisti “Tarquinia”</strong>, per il quale è stato decorato con la <strong>Medaglia d'Argento al Valore</strong> dell'Esercito in Afghanistan, per i fasti del 25 luglio 2009 a Bala Baluk con la seguente motivazione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Comandante di battaglione paracadutisti, nel corso di un'operazione volta a verificare la presenza di un deposito di esplosivi, veniva ingaggiato da forze ostili, per oltre cinque ore, con fuoco di armi portatili, mortai e razzi. Dimostrando eccezionale prontezza e coraggio, esponendosi a rischio della propria incolumità, organizzava e guidava personalmente con successo la reazione riuscendo, in tale frangente, a far soccorrere ed evacuare un militare ferito. Esemplare figura di comandante che ha contribuito a dare lustro all'Esercito italiano in un contesto internazionale.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph --><cite><em>Bala Baluk (Afghanistan), 25 luglio 2009</em></cite></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra il 2012 e il 2014, il ha assunto il comando del <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"352\">187° Reggimento Paracadutisti \"Folgore\"</a>, portando la sua esperienza e la sua visione strategica in uno dei reggimenti più prestigiosi dell'Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Oltre alla Medaglia d'Argento al Valore dell'Esercito, tra le numerose onorificenze, il Generale Sganga vanta anche una <strong>Croce d'Argento al Merito dell'Esercito</strong>, una <strong>Croce di Bronzo al Merito dell'Esercito</strong>, il titolo di <strong>Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana</strong> e quello di <strong>Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana</strong>.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua competenza non si è limitata ai ruoli operativi: come ufficiale di staff, ha ricoperto la posizione di <strong>capo sala operativa del Comando delle Forze Operative Terrestri (Comfoter)</strong> e dello <strong>Stato Maggiore dell'Esercito (SME)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il suo impegno internazionale è testimoniato dalla partecipazione di ben cinque turni di servizio in Afghanistan, che hanno rafforzato ulteriormente la sua esperienza in contesti operativi complessi. La sua formazione accademica include lauree in Scienze Strategiche e Scienze Politiche, accompagnate dal conseguimento di quattro master, a testimonianza di un percorso di studi mirato e approfondito nei settori strategici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal <strong>2014 al 2017</strong>, il Generale Sganga ha rappresentato l'Italia come <strong>addetto militare presso l'ambasciata a Washington D.C.</strong>, rafforzando le relazioni bilaterali in un contesto internazionale di fondamentale importanza. Dal <strong>2017 al 2019</strong>, ha comandato la <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti \"Folgore\"</a>, confermando la sua abilità di leader in uno dei ruoli più significativi e sfidanti, quello di <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"345\">Aquila 1</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo ultimo incarico come <a href=\"https://www.difesa.it/sgd-dna/staff/dg/reparti/iii/biografia/25020.html\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.difesa.it/sgd-dna/staff/dg/reparti/iii/biografia/25020.html\">Direttore del III Reparto del Segretariato Generale della Difesa / D.N.A.</a>, dedicato alla Politica Industriale e alle Relazioni Internazionali, il Generale Sganga ha applicato la sua vasta esperienza e la sua visione strategica per lo sviluppo e la cooperazione nel settore della difesa, confermando il suo impegno a servizio del paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La recente nomina a Generale di Corpo d'Armata è un attestato della sua eccezionale capacità di comando e della stima che ha guadagnato in ambito nazionale ed internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Al Signor Generale Rodolfo Sganga facciamo i migliori auguri per il prestigioso traguardo.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Folgore Comandante!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/rodolfo-sganga.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"aquila 1, folgore, paracadutisti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-10-31 09:46:39","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4131-lufficiale-paracadutista-rodolfo-sganga-nominato-generale-di-corpo-darmata.mp4","galleria":""}
{"id":4125,"titolo":"Esercitazioni in scenario warfighting \"BOA\" e \"CINGHIALE\" per il 186º Reggimento Paracadutisti Folgore","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"351\">186° Reggimento Paracadutisti “Folgore”</a> ha recentemente concluso un importante ciclo di addestramento in uno scenario warfighting sulla Montagnola Senese, volto a rafforzare le capacità operative e di prontezza del personale. Le esercitazioni, denominate <strong>\"BOA\" (23-27 settembre)</strong> e <strong>\"CINGHIALE\" (14-18 ottobre)</strong>, sono state organizzate con l’obiettivo di <strong>perfezionare le procedure tecnico-tattiche in uno scenario di combattimento</strong>, fornendo ai Paracadutisti un’esperienza addestrativa che simula situazioni reali di intervento in ambienti ostili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante le esercitazioni, i Paracadutisti si sono misurati in scenari ad alto tasso di realismo. Ogni fase è stata strutturata a partiti contrapposti, ovvero con squadre che si fronteggiavano per testare le proprie abilità tattiche e decisionali. Per esaltare il realismo, sono stati impiegati munizionamenti a salve e sofisticati sistemi di simulazione come il <strong>SIAT (Sistema Integrato Addestramento Terrestre) e il TWS (Training Wall System)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'ambiente addestrativo, caratterizzato da terreni accidentati, condizioni climatiche impegnative e comunicazioni degradate, ha consentito ai militari di operare in condizioni molto simili a quelle reali. L’addestramento del personale della “Folgore” è fondamentale per il potenziamento delle capacità operative dell’Esercito Italiano e per garantire alla Difesa elevati standard capacitivi a favore di interventi in situazioni di crisi ed emergenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il 186° Reggimento Paracadutisti Folgore</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>186° Reggimento Paracadutisti Folgore</strong> è l'erede del 186° Reggimento “Folgore” schierato nella <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\" data-type=\"page\" data-id=\"309\">battaglia di El Alamein</a>. Precedentemente inquadrato come <em>5° Battaglione \"El Alamein\"</em>, si riscostituisce reggimento nel <strong>1992</strong> nel quadro di ristrutturazione dell'esercito italiano ed è di stanza a Siena presso la caserma Bandini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"align\":\"center\"} -->\n<p class=\"has-text-align-center\"><a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"351\">Voglio saperne di più sul 186º Reggimento Paracadutisti Folgore</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/boa-cinghiale_00004.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-10-31 08:45:59","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Esercitazioni-BOA-e-CINGHIALE-241022.aspx","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4125-esercitazioni-in-scenario-warfighting-boa-e-cinghiale-per-il-186o-reggimento-paracadutisti-folgore.mp4","galleria":"11667 | 11668 | 11669 | 11670 | 11671"}
{"id":4122,"titolo":"Il Generale Federico Bernacca è il nuovo Comandante della Brigata Paracadutisti Folgore","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'ultimo Comandante Italiano a lasciare l'Afghanistan nel 2021, insieme ai suoi Paracadutisti, in un rumoroso silenzio. Una carriera dedicata alla sicurezza nazionale ed internazionale al Comando di tutte le unità aviotrasportate, dal Plotone Paracadutisti da giovane Tenente presso il <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"352\">187º Reggimento</a>, al Comando del <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"351\">186<strong>°</strong> Reggimento Paracadutisti Folgore</a> da Colonnello. Da ieri, 23 ottobre 2024, il <strong>Generale di Brigata Paracadutista Federico Bernacca</strong> è il nuovo <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"345\">AQUILA 1</a>, il Comandante della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti Folgore</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo discorso di insediamento, il Generale Bernacca ha promesso continuità con l'eccellente lavoro svolto dal suo predecessore, il Generale Massimiliano Mongillo, sottolineando l’importanza della volontà come l'arma più preziosa per i Paracadutisti. Il nuovo AQUILA 1 ha ricordato i luoghi e le gesta dei Paracadutisti forgiati nel deserto africano, spinti proprio da quella forza di volontà che li rende straordinariamente efficienti anche nelle situazioni più complesse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nato ad Asiago il 31 marzo 1973, Bernacca ha iniziato la sua formazione presso l'Accademia Militare di Modena, dove ha frequentato il 174° Corso dal 1992 al 1994.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la sua carriera ha ricoperto incarichi di grande responsabilità al comando di alcune delle unità più prestigiose della Folgore. Dopo l'Accademia, è stato assegnato al 187° Reggimento Paracadutisti Folgore con l'incarico di Comandante di Plotone Paracadutisti. Da Capitano, è passato al 186° Reggimento Paracadutisti Folgore, dove ha comandato la leggendaria XVª Compagnia \"Diavoli Neri\". <strong>Tra il 2014 e il 2015, ha ricoperto il ruolo di Comandante del 5° Battaglione Paracadutisti \"El Alamein\", e successivamente, dal 2019 al 2021, ha guidato il 186° Reggimento Paracadutisti Folgore</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante questo periodo, a fine giugno del 2021, ha diretto il rientro dall'Afghanistan delle ultime truppe italiane, operando in un contesto estremamente complesso e ad alta pericolosità a causa dello scenario geopolitico mutato in poche ore.  Per il suo contributo durante l'operazione Federico Bernacca ha ricevuto la Croce di Bronzo al Merito dell'Esercito con la seguente motivazione:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>Comandante di reggimento di assoluto valore e cristalline virtù militari, impiegato in teatro operativo estero, ha assolto il delicato incarico, nelle fasi più critiche della missione, con indiscussa abnegazione ed elevatissima capacità di comando. A seguito del repentino cambiamento dello scenario geopolitico internazionale e il conseguente ritiro delle truppe della coalizione, nonostante una continua rimodulazione dei piani di ripiegamento del Contingente Nazionale, ha sincronizzato e coordinato sul terreno tutte le attività logistiche e quelle a protezione della forza riuscendo a scongiurare insidiose situazioni di crisi. Magnifica figura di Ufficiale, la cui azione ha fornito un contributo consistente al successo dell'operazione e al prestigio della Nazione nel contesto internazionale. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Herat (Afghanistan), 16 gennaio - 27 giugno 2021.</p>\n<!-- /wp:paragraph --></blockquote>\n<!-- /wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A livello internazionale, il Generale Bernacca ha ricoperto il ruolo di Vice Comandante della missione NATO KFOR dal 14 novembre 2023, subentrando al Generale ungherese Jozsef Szpisják, rafforzando ulteriormente la sua esperienza nelle operazioni multinazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nomina di Comandante della Brigata Paracadutisti Folgore, riflette la sua eccezionale capacità di guidare uomini e donne in operazioni complesse, sia a livello nazionale che internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Complimenti per il prestigionoso incarico Signor Generale, FOLGORE!!!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/siena-paracadutisti-colonnello-bernacca-1.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"aquila 1, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-10-24 10:44:21","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4122-il-generale-federico-bernacca-e-il-nuovo-comandante-della-brigata-paracadutisti-folgore.mp4","galleria":""}
{"id":4108,"titolo":"82° Anniversario della Battaglia di El-Alamein tra mille emozioni: il ricordo dei valorosi Leoni, il cambio di Comandante della Brigata e l'omaggio a Vincenzo Aiello","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, 23 ottobre 2024, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/centro-addestramento-di-paracadutismo/\" data-type=\"page\" data-id=\"487\">Centro Addestramento Paracadutismo (CAPAR) di Pisa</a> è stato teatro di una celebrazione solenne e carica di emozione: l'<strong>82° anniversario della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\" data-type=\"page\" data-id=\"309\">Battaglia di El-Alamein</a></strong>, in concomitanza con la Festa della Specialità Paracadutisti e l'avvicendamento al Comando della Brigata. La caserma Gamerra, gremita di migliaia di Paracadutisti in servizio e in congedo, è diventata per un giorno un punto di ritrovo intergenerazionale. Paracadutisti di ogni epoca e generazione si sono stretti intorno ai valori che da sempre distinguono le aviotruppe del nostro Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La celebrazione non è stata solo un omaggio a una delle battaglie più significative della Seconda Guerra Mondiale, ma anche un momento di riflessione su come quei valori di tenacia, sacrificio e forza di volontà siano ancora oggi l’essenza stessa della Specialità Paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11335,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/82-el-alamein-2024-00004-1000x666.jpg\" alt=\"82° Anniversario della Battaglia di El-Alamein tra mille emozioni: il ricordo dei valorosi Leoni, il cambio di Comandante della Brigata e l'omaggio a Vincenzo Aiello - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11335\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un momento della cerimonia - Copyright foto Esercito Italiano<br><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2024/10_Ottobre/EL%20ANAMEIN/6.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Schieramento dell'eccellenza militare Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La giornata ha visto la partecipazione di diverse unità militari: oltre ai reparti della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti Folgore</a>, anche quelli del <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" data-type=\"page\" data-id=\"7747\">COMFOSE (Comando delle Forze Speciali dell'Esercito)</a>, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/1o-reggimento-carabinieri-paracadutisti-tuscania/\" data-type=\"page\" data-id=\"10858\">1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti Tuscania</a>, una rappresentanza della Brigata Aere e della <a href=\"https://brigatafolgore.net/132a-brigata-corazzata-ariete-carri-ariete-combattono/\" data-type=\"page\" data-id=\"3181\">132ª Brigata Corazzata Ariete</a>. La cerimonia si è aperta con lo schieramento delle bandiere di guerra e di istituto dei reparti e delle associazioni, a cui ha fatto seguito la sfilata delle unità partecipanti. Erano presenti anche autorità civili e militari, a sottolineare l’importanza dell’evento sia per le Forze Armate che per le Istituzioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11332,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/82-el-alamein-2024-00003-1000x666.jpg\" alt=\"82° Anniversario della Battaglia di El-Alamein tra mille emozioni: il ricordo dei valorosi Leoni, il cambio di Comandante della Brigata e l'omaggio a Vincenzo Aiello - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11332\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Schieramento dei reparti - Copyright foto Esercito Italiano<br><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2024/10_Ottobre/EL%20ANAMEIN/5.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il passaggio di comando: un cambio nella continuità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei momenti centrali della cerimonia è stato il passaggio di consegne al <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"345\">comando della Brigata Paracadutisti Folgore</a>.<em> </em>Il <em>Generale di Brigata Massimiliano Mongillo </em>ha lasciato il testimone al<em> Generale Federico Bernacca</em>. In un clima di grande rispetto e commozione, entrambi i comandanti hanno tenuto discorsi intensi, ricordando come la forza di volontà sia l'arma più importante che i Paracadutisti possiedono. Il richiamo alla battaglia di El-Alamein è stato costante, sottolineando come, anche oggi, quei valori forgiati nel deserto restino il cuore pulsante della Folgore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia ha rappresentato non solo un cambio formale di leadership, ma anche un momento di riflessione sul ruolo della Brigata in un mondo militare e geopolitico sempre più complesso. La continuità dei valori, la coesione interna e la capacità di affrontare nuove sfide sono stati temi centrali nei discorsi dei due generali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11331,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/82-el-alamein-2024-00008-1000x666.jpg\" alt=\"82° Anniversario della Battaglia di El-Alamein tra mille emozioni: il ricordo dei valorosi Leoni, il cambio di Comandante della Brigata e l'omaggio a Vincenzo Aiello - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11331\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Generale di Brigata Federico Bernacca, nuovo Comandante della Brigata “Folgore” - Copyright foto Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli interventi delle autorità: orgoglio, memoria e attualità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d'Armata Paracadutista Carmine Masiello</strong>, ha sottolineato l’importanza strategica della Folgore negli scenari internazionali contemporanei. Il suo discorso ha messo in luce come la Brigata sia, oggi più che mai, una risorsa essenziale per l’Italia e per gli alleati in un contesto internazionale sempre più imprevedibile. Ha ricordato che la capacità di adattarsi e rispondere rapidamente è ciò che rende la Folgore un’unità unica nel suo genere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11333,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/82-el-alamein-2024-00006-1000x668.jpg\" alt=\"82° Anniversario della Battaglia di El-Alamein tra mille emozioni: il ricordo dei valorosi Leoni, il cambio di Comandante della Brigata e l'omaggio a Vincenzo Aiello - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11333\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Intervento del Capo di SME, Gen. C.A. Carmine Masiello - Copyright foto Esercito Italiano<br><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2024/10_Ottobre/EL%20ANAMEIN/8.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Sottosegretaria alla Difesa, Senatrice Isabella Rauti</strong>, ha espresso il suo ringraziamento per essere stata accolta nella \"casa dei Paracadutisti\" nel migliore dei modi. Nel suo intervento, ha ricordato con orgoglio: <em>\"I Paracadutisti si sono sempre distinti ovunque siano stati impiegati, portando onore al tricolore. Siate fieri del vostro spirito di corpo. La Folgore è un’eccellenza.\"</em> </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">La Senatrice ha poi condiviso il ricordo personale legato alla sua ultima visita a El-Alamein, esprimendo preoccupazione per il futuro di quel luogo sacro, minacciato da interessi economici e turistici. Ha ribadito l’impegno del Ministero della Difesa, suo in prima persona, a proteggere l’integrità storica di El-Alamein, nel rispetto dei \"ragazzi\" che lì combatterono e diedero la vita.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, la Senatrice Rauti ha voluto ribadire il ruolo dell’Italia nelle missioni internazionali, come UNIFIL, sottolineando che il Paese non si tirerà indietro, anche alla luce degli ultimi difficili e complessi eventi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11330,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"full\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/82-el-alamein-2024-00007-1000x668.jpg\" alt=\"82° Anniversario della Battaglia di El-Alamein tra mille emozioni: il ricordo dei valorosi Leoni, il cambio di Comandante della Brigata e l'omaggio a Vincenzo Aiello - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11330\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Intervento della Senatrice Isabella Rauti, Sottosegretario di Stato alla Difesa - Copyright foto Esercito Italiano<br><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2024/10_Ottobre/EL%20ANAMEIN/10.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un ricordo doloroso: l'omaggio a Vincenzo Aiello</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La giornata non è stata solo un momento di celebrazione, ma anche di commosso ricordo. Mongillo, Bernacca, Masiello, ed infine la Senatrice Rauti, hanno voluto rendere omaggio alla memoria del <a href=\"https://brigatafolgore.net/ritrovato-senza-vita-vincenzo-aiello-acquisitore-del-185-rgt-par-rao-folgore/\" data-type=\"post\" data-id=\"11281\">Sergente Maggiore Aiutante Vincenzo Aiello, militare del 185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi Folgore (RRAO), tragicamente scomparso il 22 ottobre durante un'esercitazione nelle acque del lago di Bolsena</a>. Il corpo del sottufficiale è stato ritrovato proprio questa notte, aggiungendo un velo di tristezza alla cerimonia. La sua memoria è stata onorata con grande rispetto e commozione durante i discorsi dei tre Generali e della Senatrice.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il lancio finale e l’esposizione degli equipaggiamenti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia si è conclusa con un momento spettacolare: Paracadutisti e Paracadutiste del Centro Sportivo Esercito hanno effettuato un lancio in caduta libera da un elicottero CH-47, portando diverse bandiere, tra cui un tricolore di 60 m². Questa dimostrazione di grande abilità e professionalità ha suggellato una giornata ricca di emozioni, unendo ancora una volta tutti i presenti sotto il segno del coraggio e della dedizione che caratterizzano la Folgore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Successivamente, nel prosieguo dell’evento, i reparti della Folgore hanno allestito stand espositivi dove i visitatori hanno potuto osservare da vicino le armi e gli equipaggiamenti utilizzati dai Paracadutisti, offrendo una rara occasione per comprendere meglio il lavoro e l’impegno di questi uomini e donne che servono il Paese con grande spirito di sacrificio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11334,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"wide\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/82-el-alamein-2024-00011-1000x667.jpg\" alt=\"82° Anniversario della Battaglia di El-Alamein tra mille emozioni: il ricordo dei valorosi Leoni, il cambio di Comandante della Brigata e l'omaggio a Vincenzo Aiello - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11334\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paracadutisti del Reparto Attività Sportive di Paracadutismo dell’Esercito - Copyright foto Esercito Italiano<br><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/PublishingImages/2024/10_Ottobre/EL%20ANAMEIN/9.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"></a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/festa-folgore-2024.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"anniversario el-alamein, aquila 1, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-10-23 19:08:54","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4108-82-anniversario-della-battaglia-di-elalamein-tra-mille-emozioni-il-ricordo-dei-valorosi-leoni-il-cambio-di-comandante-della-brigata-e-lomaggio-a-vincenzo-aiello.mp4","galleria":"11312 | 11313 | 11314 | 11315 | 11316 | 11317"}
{"id":4105,"titolo":"Ritrovato senza vita Vincenzo Aiello, acquisitore del 185° RGT Par. RAO \"Folgore\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella notte tra il 22 e il 23 ottobre 2024, i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno recuperato il corpo del Sergente Maggiore Aiutante Vincenzo Aiello, 45 anni, originario di Catanzaro, acquisitore appartenente al <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"353\">185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi Folgore (RRAO)</a>. L'operatore delle forze speciali era disperso dalle ore pomeridiane di martedì 22 ottobre, durante un’esercitazione militare nelle acque del lago di Bolsena.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Aiello, di stanza a Livorno da oltre 20 anni, stava partecipando ad un’esercitazione congiunta con il <a href=\"https://brigatafolgore.net/3o-reggimento-elicotteri-per-operazioni-speciali-aldebaran/\" data-type=\"page\" data-id=\"3196\">3° Reggimento elicotteri per operazioni speciali \"Aldebaran\" (REOS)</a>. Durante l’addestramento, i militari sono stati lanciati da un elicottero a bassa quota nelle acque del lago con l’obiettivo di raggiungere un’imbarcazione di recupero. Tuttavia, durante l’operazione, Aiello non è riemerso come previsto, e l’allarme è scattato immediatamente. Comincia quindi l’operazione di ricerca che ha coinvolto le unità specializzate dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine. Dopo ore di ricerche frenetiche, il corpo del militare è stato individuato a circa 24 metri di profondità, nell’area utilizzata per le operazioni di addestramento nel comune di Capodimonte (VT).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La salma è stata poi recuperata e affidata al nucleo investigativo dei carabinieri per ulteriori accertamenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scomparsa di Vincenzo Aiello ha scosso profondamente l’intera comunità militare. Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, ha espresso il suo cordoglio con queste parole: <em>“Piango la scomparsa del Sergente Maggiore Aiutante Vincenzo Aiello, avvenuta durante un’esercitazione nel lago di Bolsena. Tutta la famiglia dell’Esercito si stringe attorno ai suoi cari in questo momento di grande dolore”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha voluto esprimere la sua vicinanza alla famiglia e ai commilitoni di Aiello, dichiarando: <em>“È con immenso dolore che esprimo i sentimenti del più profondo cordoglio ai familiari e ai colleghi del Sergente Maggiore Aiutante Vincenzo Aiello, tragicamente scomparso nel corso di un’attività addestrativa. Tutta la Difesa si stringe idealmente ai familiari e agli affetti più cari di Vincenzo”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scomparsa del Sergente Maggiore Aiutante Aiello è una perdita dolorosa per l’Esercito Italiano e per la comunità dei paracadutisti e delle forze speciali. Il suo impegno, come quello di tutti i militari che ogni giorno si sottopongono a esercitazioni per essere pronti a difendere il Paese, rimane un esempio di sacrificio e dedizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>In queste ore di lutto, ci stringiamo attorno alla famiglia, ai colleghi e agli amici di Vincenzo, un militare che ha dato tutto, fino alla fine, nell’adempimento del proprio dovere.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/aiello-vincenzo.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-10-23 18:08:31","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4105-ritrovato-senza-vita-vincenzo-aiello-acquisitore-del-185-rgt-par-rao-folgore.mp4","galleria":""}
{"id":4096,"titolo":"Aviolancio delle Bandiere di Guerra della Brigata Paracadutisti Folgore in Onore dell'82º Anniversario della Battaglia di El Alamein","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In occasione delle celebrazioni dell'Anniversario della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\" data-type=\"page\" data-id=\"309\">Battaglia di El Alamein</a>, si è svolto il tradizionale aviolancio delle Bandiere di Guerra dei reparti della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti Folgore</a> presso la zona di lancio di Altopascio. L’evento, ricco di simbolismo e storia, ha visto la partecipazione del <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"345\">Comandante della Brigata, Generale di Brigata Massimiliano Mongillo</a>, che ha guidato in prima persona il lancio delle bandiere, sottolineando l'importanza di questo gesto per ricordare l'eroismo dei reparti Paracadutisti Italiani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’aviolancio ha visto protagoniste le Bandiere di Guerra dei reparti della “Folgore”, della Bandiera di Istituto e dello Stendardo, unitamente ai vessilli di altre unità d’élite delle Forze Armate italiane. Hanno partecipato il <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" data-type=\"page\" data-id=\"7747\">Comando Forze Speciali dell’Esercito (COMFOSE)</a>, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\" data-type=\"page\" data-id=\"430\">4° Reggimento Alpini Paracadutisti \"Ranger\"</a>, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9° Reggimento d’Assalto “Col Moschin”</a>, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"353\">185° Reggimento Ricognizione Acquisizione Obiettivi “Folgore”</a>, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/1o-reggimento-carabinieri-paracadutisti-tuscania/\" data-type=\"page\" data-id=\"10858\">1° Reggimento Carabinieri \"Tuscania\"</a>, e il Medagliere dell’<a href=\"https://brigatafolgore.net/anpdi/\" data-type=\"page\" data-id=\"9015\">Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo evento rappresenta una delle tradizioni più significative per i reparti Paracadutisti, alla vigilia della <a href=\"https://brigatafolgore.net/23-ottobre-2024-fissata-la-data-per-la-festa-della-specialita-paracadutisti/\" data-type=\"post\" data-id=\"10958\">festa della Specialità, che quest'anno si terrà a Pisa, presso la caserma del CAPAR, mercoledì 23 ottobre 2024</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Nel corso della cerimonia, effettuata direttamente in zona di lancio, il Comandante della “Folgore”, Gen. B. Massimiliano Mongillo, dopo aver ricordato alcuni dei momenti storici più significativi, ha evidenziato come il comune denominatore che lega la Folgore, i reparti del Comando Forze Speciali dell’Esercito e della 2^ Brigata Mobile Carabinieri, sia <em>“la condivisione di valori forgiati nella storia di assoluto eroismo e generosità dei nostri reparti, che mai si sono piegati di fronte al nemico nell’adempimento del dovere al servizio della Patria”</em>.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo aviolancio simboleggia non solo la capacità operativa della Folgore, ma anche lo spirito di corpo dei nostri Paracadutisti e l'indissolubile legame con la Storia Militare Italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/aviolancio-banderia-di-guerra-2024_00005.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"el-alamein, folgore, tuscania","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-10-19 10:07:19","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Anniversario-Battaglia-di-El-Alamein-241018.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4096-aviolancio-delle-bandiere-di-guerra-della-brigata-paracadutisti-folgore-in-onore-dell82o-anniversario-della-battaglia-di-el-alamein.mp4","galleria":"11270 | 11271 | 11272 | 11273 | 11274 | 11275 | 11276"}
{"id":4087,"titolo":"Prestazione di alto livello per i Paracadutisti del Reggimento \"Savoia Cavalleria\" (3°) in Regno Unito alla “Cambrian Patrol”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è conclusa di recente la “Cambrian Patrol”, una delle più prestigiose competizioni militari a livello internazionale, ospitata dal quartier generale della 160th (Welsh) Brigade in Galles, Regno Unito. L'Esercito Italiano ha ottenuto un eccellente risultato, con il <a href=\"https://brigatafolgore.net/3o-reggimento-savoia-cavalleria/\" data-type=\"page\" data-id=\"476\">Reggimento \"Savoia Cavalleria\" (3°)</a> che ha conquistato la medaglia d'argento, dimostrando ancora una volta la propria capacità di eccellere in contesti altamente competitivi. All'evento ha partecipato anche il <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-sassari-quando-la-fanteria-e-delite/\" data-type=\"page\" data-id=\"1261\">152° Reggimento Fanteria \"Sassari\"</a>, confermando la solidità dell’Italia in campo internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">La “Cambrian Patrol” è un evento annuale che coinvolge 111 pattuglie, di cui 39 provenienti da 36 Paesi diversi. Questa esercitazione rappresenta uno dei principali test addestrativi dell’esercito britannico, noto per l’elevato livello di difficoltà. Le squadre devono affrontare un percorso di 60 chilometri da completare in 48 ore, trasportando un equipaggiamento del peso di circa 40 chilogrammi.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lungo il tracciato, le pattuglie sono messe alla prova su una serie di compiti tattici e tecnici: dalla reazione a minacce CBRN (Chimico, Biologico, Radiologico e Nucleare) al trattamento di feriti, passando per il riconoscimento di mezzi nemici, il sminamento, la difesa da droni nemici (UAS) e il superamento di guadi, culminando con un attacco di squadra. Questi scenari simulano le condizioni operative reali, richiedendo non solo forza fisica e resistenza, ma anche prontezza mentale e capacità di reazione in contesti dinamici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Prima della competizione, il personale del \"Savoia Cavalleria\" ha partecipato a un addestramento intensivo insieme al 1st The Queen’s Dragoon Guards (QDG), una delle unità di cavalleria più prestigiose dell’Esercito britannico.</strong> Questa cooperazione è stata fondamentale per affinare le tecniche e procedure operative specifiche della competizione, permettendo ai cavalieri paracadutisti italiani di integrarsi perfettamente con i commilitoni britannici. La rapidità di apprendimento e la professionalità dimostrata dal “Savoia” hanno suscitato grande ammirazione tra il personale inglese, evidenziando l'efficacia dell’addestramento congiunto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Il <a href=\"https://www.army.mod.uk/learn-and-explore/about-the-army/corps-regiments-and-units/royal-armoured-corps/1st-the-queens-dragoon-guards/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.army.mod.uk/learn-and-explore/about-the-army/corps-regiments-and-units/royal-armoured-corps/1st-the-queens-dragoon-guards/\" rel=\"noreferrer noopener\">1st QDG, fondato nel 1685</a>, è un reggimento storico con sede a Norwich, noto per la sua vasta area addestrativa e per aver avuto tra i suoi comandanti anche l’attuale Re Carlo III. Il reggimento britannico mantiene un forte legame con la famiglia reale, con la principessa Kate Middleton attualmente nominata comandante onorario.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partecipazione alla Cambrian Patrol ha offerto alle unità italiane un’importante opportunità di confronto con eserciti alleati e partner. Questa competizione non è solo un banco di prova per testare l'efficacia operativa, ma anche un'occasione per rafforzare i legami internazionali e sottolineare lo spirito di cooperazione che contraddistingue le forze armate moderne. La prestazione del “Savoia Cavalleria” ha dimostrato ancora una volta come lo Spirito di Corpo, la resistenza fisica e mentale, e l’alto livello di professionalità siano tratti distintivi dell’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto sempre più competitivo e con sfide operative crescenti, l'argento conquistato dal Reggimento \"Savoia Cavalleria\" alla “Cambrian Patrol” rappresenta un risultato di prestigio per l’Italia e un segno del continuo impegno delle Forze Armate per garantire prontezza e competenza a livello internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/cambrian-patrol-2024_00008.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"NATO, savoia cavalleria","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-10-19 09:37:11","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/CAMBRIAN_PATROL_2024_241017.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4087-prestazione-di-alto-livello-per-i-paracadutisti-del-reggimento-savoia-cavalleria-3-in-regno-unito-alla-cambrian-patrol.mp4","galleria":"11259 | 11260 | 11261 | 11262 | 11263 | 11264 | 11265 | 11266"}
{"id":4081,"titolo":"La Folgore si addestra sullo schieramento di un Posto Comando Avanzato a seguito di aviolancio in territorio nemico","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto internazionale sempre più teso, con venti di guerra che soffiano prepotentemente alle porte d'Europa (e non solo), la necessità di mantenere Forze Armate pronte a rispondere a crisi su larga scala è più urgente che mai. In questo scenario, la <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti Folgore</a> continua ad affinare le proprie capacità operative, specialmente per missioni che richiedono interventi dietro le linee nemiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’addestramento costante della Folgore non solo mira a garantire la capacità di operare in situazioni di elevata complessità, ma assume un valore ancora più rilevante alla luce del recente <a href=\"https://brigatafolgore.net/perche-la-folgore-alle-dirette-dipendenze-del-comfoter-e-molto-piu-di-un-semplice-riassetto/\" data-type=\"post\" data-id=\"10817\">passaggio della Brigata sotto il Comando Forze Operative Terrestri (COMFOTER)</a>. Questa nuova configurazione rafforza il ruolo della \"Folgore\" come strumento essenziale per l’intervento immediato in scenari di conflitto, proiettando rapidamente le proprie unità in contesti operativi critici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è proprio in questo contesto che recentemente, presso la zona di lancio di Altopascio, <strong>la Brigata Paracadutisti Folgore ha condotto l’esercitazione \"Sagitta 2024\"</strong>, finalizzata a testare la capacità della Grande Unità di schierare il Posto Comando Avanzato (ACP) dopo un aviolancio su territorio ostile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">L’attività, coordinata dal <strong>184° Reparto Comando e Supporti Tattici (RCST) \"Nembo\"</strong>, ha messo alla prova le procedure di supporto e protezione dell'ACP, fondamentale per il Comando e Controllo delle unità nelle fasi iniziali di un’operazione avioportata. L’esercitazione si è concentrata sul garantirne un’elevata mobilità, attraverso continui spostamenti (\"sbalzi\") dopo la presa di terra, necessari per garantirne la sopravvivenza e il funzionamento ininterrotto dei sistemi di comunicazione, elemento essenziale per il coordinamento operativo.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei moderni scenari di riferimento, caratterizzati dalla necessità di controllare ampi spazi contesi, anche attraverso la conquista e il mantenimento di punti e aree vitali, la capacità di esercitare il Comando e Controllo in maniera aderente, tempestiva ed efficace sulle unità aviolanciate è fondamentale per garantire la manovra, fin dalle sue fasi iniziali, e dunque il successo della missione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l’elevato livello di preparazione tecnico professionale e per le caratteristiche psicofisiche del proprio personale, la Brigata Paracadutisti Folgore, <a href=\"https://brigatafolgore.net/rivoluzione-folgore-la-brigata-paracadutisti-alle-dirette-dipendenze-del-comfoter/\" data-type=\"post\" data-id=\"10733\">dal 2 settembre 2024 alle dirette dipendenze del Comando Forze Operative Terrestri</a>, è tra gli strumenti a disposizione dell’Esercito per assicurare la capacità di risposta e intervento immediato della Difesa a situazioni di crisi ed emergenza, che richiedono di proiettare, in tempi ridotti, importanti dispositivi in grado di operare in tutti gli ambiti di confronto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/sagitta-2024_00001.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"folgore, sagitta2024","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-10-15 10:59:54","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/ex_sagitta.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4081-la-folgore-si-addestra-sullo-schieramento-di-un-posto-comando-avanzato-a-seguito-di-aviolancio-in-territorio-nemico.mp4","galleria":"11175 | 11174 | 11173 | 11172 | 11171"}
{"id":4078,"titolo":"Il Colonnello Andrea Bandieri è il nuovo Comandante del 9º Col Moschin","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’11 ottobre 2024, presso la Caserma Vannucci di Livorno, <strong>il Colonnello Luigi Giovanni Isoni ha ceduto il comando degli Incursori del 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin” al parigrado Andrea Bandieri</strong>. Alla cerimonia hanno presenziato diverse autorità militari e civili, tra cui il <a href=\"https://brigatafolgore.net/cambio-al-vertice-delle-forze-speciali-il-generale-manzone-nuovo-comandante-del-comfose/\" data-type=\"post\" data-id=\"10785\">Generale di Brigata Marco Manzone</a>, Comandante del <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" data-type=\"page\" data-id=\"7747\">COMFOSE (Comando delle forze speciali dell'Esercito)</a>, l'<a href=\"https://www.europarl.europa.eu/meps/it/257125/ROBERTO_VANNACCI/home\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">europarlamentare Roberto Vannacci</a> ed una rappresentanza dell'Associazione Nazionale Incursori Esercito (ANIE).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Colonnello Isoni lascia il comando dopo tre anni di intensa attività, durante i quali il Reparto ha continuato a distinguersi in operazioni strategiche sia sul suolo nazionale che all’estero, confermando il ruolo centrale del \"Col Moschin\" nel quadro delle Forze Speciali italiane e NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo discorso di commiato, Isoni ha rivolto un sentito ringraziamento ai suoi uomini, ai collaboratori e alle Autorità presenti, con un pensiero particolare dedicato alla sua famiglia, in particolare alla moglie e ai tre figli. Il Colonnello Andrea Bandieri, incursore dal 2000,  proviene dal Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS) e nel corso della sua brillantissima carriera ha ricoperto diversi incarichi di comando del Reparto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il \"Nono\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"link\" data-id=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\">9° Reggimento “Col Moschin”</a> rappresenta la punta di diamante dell'Esercito Italiano, con un addestramento tra i più severi, duri e selettivi delle forze armate italiane, tale da ottenere la qualifica di incursore solo dopo un lungo iter di circa 2 anni. Fin dalla sua ricostituzione nel secondo dopoguerra, è stato impegnato in tutte le operazioni militari, operando spesso in contesti multinazionali all'interno della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11164,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"center\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/nono-1000x846.jpg\" alt=\"Il Colonnello Andrea Bandieri è il nuovo Comandante del 9º Col Moschin - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11164\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Da oltre 20 anni, il reparto è ininterrottamente impegnato nei teatri operativi di interesse, schierando sia unità interamente formate dal suo personale sia elementi integrati nelle strutture delle task force per le operazioni speciali interforze, oltre ad essere dislocato in molteplici operazioni di assistenza militare a favore di forze locali in paesi designati dal vertice politico-militare. - <em>Copyright foto Ministero della Difesa</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Svolge compiti altamente strategici di rilevanza politico-militare per la sicurezza e la difesa della nazione ed operazioni ad alto rischio per la tutela degli interessi nazionali, in ogni contesto operativo, appositamente designate, pianificate ed organizzate utilizzando tecniche e modalità di impiego non convenzionali.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"align\":\"center\"} -->\n<p class=\"has-text-align-center\"><a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">Voglio saperne di più...</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/banideri-isoni.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"col moschin, comfose, forze speciali","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-10-13 11:39:22","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.colmoschin.it/cambio-del-comandante-del-9-reggimento-dassalto-paracadutisti-col-moschin-2024/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4078-il-colonnello-andrea-bandieri-e-il-nuovo-comandante-del-9o-col-moschin.mp4","galleria":""}
{"id":4065,"titolo":"Forze Speciali, il 4° Reggimento Alpini Paracadutisti riceve il basco verde","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella storica caserma “G. DUCA” di Verona, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\" data-type=\"page\" data-id=\"430\">4° Reggimento Alpini Paracadutisti</a> ha vissuto una giornata di grande significato con la cerimonia di consegna del nuovo basco verde, che sostituirà il copricapo norvegese. L’evento, <strong>presieduto dal Sottosegretario di Stato per la Difesa, Senatrice Isabella Rauti, e dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Paracadutista Carmine Masiello</strong>, ha sancito una nuova tappa nella storia del Reggimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Isabella Rauti</strong> e <strong>Carmine Masiello</strong>, hanno consegnato il nuovo basco al <strong>Comandante di Reggimento, Colonnello Igor Panebianco</strong>, il quale a sua volta ha autorizzato il personale schierato a indossare il nuovo copricapo. La Senatrice Rauti, durante il suo intervento, ha sottolineato l’importanza del nuovo copricapo, che non sostituirà lo storico Cappello Alpino ma affermerà l’identità unica del reparto <em>“Oggi è un giorno speciale, una data che ricorderemo. Da oggi potrete indossare un basco, il vostro basco, con il motto ed i simboli che vi caratterizzano; il nuovo copricapo non è, né potrebbe mai esserlo, sostitutivo dello storico Cappello Alpino, che continuerete ad indossare con orgoglio. Il basco </em>- che sostituisce il berretto da montagna “norvegese” - <em>esprime la vostra appartenenza ad una élite, quella dei Corpi Speciali dell’Esercito pur continuando a mantenere le tradizionali specificità delle Truppe Alpine. Sono certa che i “Ranger” sapranno onorare la storia che questo copricapo racchiude, nel presente e nel futuro. Fedeli al credo Ranger, alla Patria ed alla Bandiera, sempre in prima linea e, come recita il vostro motto, “Mai Strack!” (Mai stanchi!)”</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Masiello ha enfatizzato il valore simbolico del basco verde, che richiama il tradizionale copricapo norvegese da montagna, ma che ora diventa un segno distintivo del reparto all’interno delle Forze Speciali dell’Esercito. <em>“Il basco, che meritate, vi distinguerà tra i corpi di élite del nostro Esercito. Guardate avanti, sempre fedeli alle vostre radici e ai valori che devono animare la vostra quotidianità”</em>, ha detto rivolgendosi ai Ranger.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il colore del nuovo basco richiama il colore del copricapo da montagna c.d. “norvegese” e su di esso è appuntato il fregio in metallo con il motto “MAI STRACK”, rievocando lo stemma del primo plotone alpini paracadutisti della Brigata Tridentina istituito nel 1952. La cerimonia è stata arricchita dalla lettura del credo Ranger, un momento altamente simbolico che incarna i valori e gli ideali che guidano ogni operatore speciale del reparto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 4° Reggimento Alpini Paracadutisti, inquadrato nel <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" data-type=\"page\" data-id=\"7747\">COMFOSE (Comando delle Forze Speciali dell'Esercito)</a>, è composto da personale altamente qualificato e addestrato per condurre missioni speciali in ambienti estremi, in particolare montani e artici, confermandosi come una delle punte di diamante delle Forze Speciali italiane. Questo nuovo simbolo di riconoscimento rappresenta un ulteriore passo avanti nella loro storia, unendo tradizione e modernità in nome della Patria e del servizio al Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/07-basco-rangers-2024-10-10.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"4° ranger, forze speciali","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-10-10 19:41:41","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/I-Ranger-ricevono-il-nuovo-basco-241010.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4065-forze-speciali-il-4-reggimento-alpini-paracadutisti-riceve-il-basco-verde.mp4","galleria":"11149 | 11150 | 11151 | 11152 | 11153 | 11154 | 11155 | 11156 | 11157 | 11158 | 11159 | 11160"}
{"id":4060,"titolo":"ZONA PARACA, il Social Network per i Paracadutisti della Folgore di ogni epoca","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo anni di sviluppo, <strong>ZONA PARACA</strong> è finalmente pronto a spiccare il volo come progetto indipendente. Inizialmente inglobato per motivi di sviluppo nella nostra piattaforma <strong>BrigataFolgore.net</strong>, questo social network è nato con lo scopo di riunire in un unico spazio digitale i Paracadutisti della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Folgore</a> di ogni epoca e generazione. Ora, con una propria identità e funzionalità evolute, <strong>ZONA PARACA</strong>, raggiungibile all'indirizzo <a href=\"https://zonaparaca.com\">www.zonaparaca.com</a> è pronto a diventare, in maniera totalmente gratuita, un punto di riferimento per i Paracadutisti Italiani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un progetto tutto Italiano</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Creato e auto-finanziato dell’azienda italiana di servizi digitali <a href=\"https://leonardonetwork.eu\">Leonardo Network S.r.l.</a> (<a href=\"http://www.leonardonetwork.eu\">www.leonardonetwork.eu</a>), con sede a Gavorrano in provincia di Grosseto, <strong>ZONA PARACA</strong> non ha alcun legame ufficiale con la <strong>Brigata Paracadutisti Folgore</strong>, l’Esercito Italiano o altre istituzioni e associazioni militari, ma ne rispecchia l'anima patriottica e il forte senso di appartenenza alla specialità della aviotruppe. Leonardo Network, già nota per i suoi servizi di creazione siti web, app e cybersecurity sul panorama nazionale ed internazionale, ha sviluppato questa piattaforma per offrire ai Paracadutisti un punto di ritrovo virtuale ed unire in un unico database i baschi amaranto di ogni epoca, spesso frammentati tra vari gruppi e social network.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un luogo dedicato ai Paracadutisti d'Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Su <strong>ZONA PARACA</strong>, i paracadutisti possono ritrovarsi, scambiare ricordi e mantenere vivo lo spirito di corpo che li accomuna. L'iscrizione è semplice: basta inserire un nome utente, un'email e una password. Successivamente, è possibile completare il profilo con dettagli aggiuntivi come nome di battaglia, numero di brevetto, scaglione, reparto e compagnia. Questi campi sono opzionali e l’utente può decidere quali informazioni rendere visibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11115,\"width\":\"600px\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-large is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/zona-paraca-recensione-1000x487.jpg\" alt=\"ZONA PARACA, il Social Network per i Paracadutisti della Folgore di ogni epoca - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11115\" style=\"width:600px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Pagina iniziale di ZONA PARACA all'indirizzo www.zonaparaca.com</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>ZONA PARACA</strong> offre numerose funzionalità per facilitare la connessione tra i paracadutisti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Fotofolgore</strong>: Consente di caricare e condividere foto con gli altri membri.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ricerca Avanzata</strong>: Si può facilmente trovare altri paracadutisti in base a scaglione, corso, reparto o numero di brevetto.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Richiesta Amicizia</strong>: Gli utenti possono connettersi e stringere amicizia tra loro.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Gruppi di Interesse</strong>: È possibile creare o unirsi a gruppi tematici e invitare altri utenti a partecipare.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Post e Commenti</strong>: Gli utenti possono condividere aggiornamenti e commentare i post degli altri membri.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Chat Interna</strong>: ZONA PARACA include anche una chat in stile messenger che permette conversazioni in tempo reale tra i membri, offrendo un’esperienza di interazione fluida e immediata.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La ricerca del Paracadutista, il cuore di ZONA PARACA</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno dei punti di forza di <strong>ZONA PARACA</strong> è la sua avanzata funzione di ricerca, pensata per facilitare la connessione tra i Paracadutisti della Folgore di tutte le generazioni. La piattaforma offre la possibilità di trovare un paracadutista utilizzando una serie di filtri che permettono una ricerca altamente specifica e mirata. Gli utenti possono cercare tra i profili in base a diversi criteri, tra cui:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":11111,\"width\":\"600px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/10/02.jpg\" alt=\"ZONA PARACA, il Social Network per i Paracadutisti della Folgore di ogni epoca - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-11111\" style=\"width:600px\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Scaglione o corso</strong>: Si possono trovare altri Paracadutisti selezionando lo stesso scaglione o corso.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Compagnia e reparto</strong>: La ricerca consente di filtrare anche per compagnia o reparto, per ritrovare chi ha servito nelle stesse unità operative.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Anno di arruolamento o di congedo</strong>: È possibile cercare i Paracadutisti in base all'anno in cui si sono arruolati o sono stati congedati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Grado raggiunto in servizio</strong>: Se si desidera trovare un Paracadutista che ha raggiunto un determinato grado militare, la piattaforma consente di applicare anche questo filtro.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie a queste opzioni di ricerca, <strong>ZONA PARACA</strong> diventa uno strumento essenziale per ritrovare e riconnettersi con i propri colleghi d’armi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'arrivo delle applicazioni per cellulari e tablet</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Entro la fine dell'anno, <strong>ZONA PARACA</strong> farà un ulteriore passo avanti con il lancio delle app per <strong>Android</strong> e <strong>iOS</strong>, rendendo ancora più semplice l’accesso e la partecipazione alla community da dispositivi mobili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sicurezza e privacy dei dati</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli aspetti fondamentali di <strong>ZONA PARACA</strong> è l'attenzione alla privacy. Gli utenti hanno il pieno controllo sulle informazioni da rendere visibili, con la possibilità di scegliere tra diverse opzioni di visibilità per ogni dato del profilo. È possibile, inoltre, impostare l'account come \"Privato\", permettendo solo agli amici di visualizzare i dettagli del profilo e le attività.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tutti i dati personali sono conservati all'interno della Comunità Europea, in conformità con le normative vigenti, sotto la responsabilità di <strong>Leonardo Network S.r.l.</strong>. Nessuna informazione viene ceduta a terzii. È possibile richiedere un'esportazione completa dei propri dati o eliminare il proprio account in qualsiasi momento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":4} -->\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h4>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>ZONA PARACA</strong> è molto più di un semplice social network: è una piattaforma che rafforza i legami tra i paracadutisti della Folgore, offrendo loro uno spazio dove poter condividere esperienze e ricordi, e mantenere vivo quello spirito di corpo che li accomuna. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/zona-paraca-recensione.jpg","categoria":"Blog","tags":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-10-09 17:01:15","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4060-zona-paraca-il-social-network-per-i-paracadutisti-della-folgore-di-ogni-epoca.mp4","galleria":""}
{"id":4049,"titolo":"Settembre di intenso addestramento per il 183° Reggimento Paracadutisti \"Nembo\" a Monte Romano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il mese di settembre ha visto i paracadutisti del <a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\" data-type=\"page\" data-id=\"350\">183° reggimento \"Nembo\"</a> impegnati in un ciclo addestrativo intensivo presso l'area di Monte Romano (VT), finalizzato a consolidare le capacità operative e testare il livello di prontezza del reparto e a verificare l'amalgama tra le diverse componenti del reggimento e le forze in rinforzo (augmentees), preparandole a rispondere efficacemente a eventuali situazioni di crisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La prima fase dell’esercitazione si è svolta sotto la guida del Centro di Addestramento Tattico (CAT) di Monte Romano, dove il \"Nembo\" ha partecipato ad atti tattici di livello complesso in uno scenario con forze contrapposte reali (Opposing Force), tratte dalla Brigata “Granatieri di Sardegna”. Grazie all’utilizzo dei Sistemi Integrati per l’Addestramento Terrestre (SIAT), il reparto ha potuto operare in un ambiente caratterizzato da un altissimo livello di realismo, migliorando così l’efficacia delle manovre.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’addestramento ha visto una progressione operativa che è partita dai Moduli Operativi di Base (MOB) per culminare in un'operazione offensiva di livello Gruppo Tattico pluriarma, condotta a seguito di un aviolancio di un’aliquota di forze da elicottero CH-47 Chinook, dimostrando l'efficacia della pianificazione e dell'esecuzione delle missioni complesse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l’esercitazione sono state condotte numerose attività, tra cui:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Tiro con armi portatili e di reparto;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Procedure di contrasto agli ordigni esplosivi improvvisati (Counter-IED);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Tecniche di controllo delle folle (Crowd and Riot Control);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Metodo di Combattimento Militare (MCM);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Procedure di Force Protection;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Addestramento in Basic Life Support (BLS);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Comunicazioni radio e procedure di Emergency Close Air Support (E-CAS);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Personnel Recovery.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All’esercitazione hanno partecipato assetti provenienti da diversi reparti, tra cui l'<a href=\"https://brigatafolgore.net/8-reggimento-genio-guastatori-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"354\">8° reggimento genio guastatori paracadutisti \"Folgore\"</a>, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/3o-reggimento-savoia-cavalleria/\" data-type=\"page\" data-id=\"476\">reggimento \"Savoia Cavalleria\" (3°)</a>, il 7° reggimento CIMIC, l’11° reggimento trasmissioni, il 28° reggimento “Pavia” e il 1° reggimento aviazione dell’Esercito “Antares”. In totale, sono stati coinvolti circa 350 militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 183° reggimento \"Nembo\" e i reparti coinvolti si sono dimostrati perfettamente in linea con le capacità operative della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti “Folgore”</a>, confermando l'elevato livello di prontezza e la capacità di risposta in operazioni complesse e rafforzando ulteriormente la capacità della “Folgore” di essere impiegata come strumento versatile a disposizione dell’Esercito Italiano, in grado di affrontare scenari di crisi in diversi contesti operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/183nembo-monte-romano_00002.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"183º nembo, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-10-08 11:20:48","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Brigata-Folgore-183-paracadutisti-Nembo-in-addestramento-241003.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4049-settembre-di-intenso-addestramento-per-il-183-reggimento-paracadutisti-nembo-a-monte-romano.mp4","galleria":"11094 | 11095 | 11096 | 11097 | 11098 | 11099 | 11100 | 11101 | 11102 | 11103"}
{"id":4034,"titolo":"Auguri di San Michele Arcangelo a tutti i Paracadutisti d'Italia, di ogni epoca e generazione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Che il nostro <a href=\"https://brigatafolgore.net/larcangelo-san-michele-il-santo-protettore-dei-paracadutisti/\">Santo Patrono</a> continui a proteggerci e guidarci con forza, coraggio e fede. Oggi, 29 settembre, celebriamo con la Nostra Dedizione ed il Nostro Spirito, San Michele Arcangelo. Onoriamo chi è stato, chi è e chi sarà parte di questa Gloriosa Tradizione, con un ricordo ed una preghiera speciale a chi non è più con noi fisicamente, ma lo è con il cuore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>FOLGORE!!!</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Preghiera del Paracadutista</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Eterno, Immenso Dio, che creasti gli infiniti spazi e ne misurasti le misteriose profondità guarda benigno a noi.<br>Paracadutisti d'Italia, che nell'adempimento del dovere balzando dai nostri apparecchi, ci lanciamo nelle vastità dei cieli.<br>Manda l'Arcangelo Gabriele S. Michele a nostro custode; guida e proteggi l'ardimentoso volo.<br>Come nebbia al sole, davanti a noi siano dissipati i nostri nemici.<br>Candida come la seta del paracadute sia sempre la nostra fede e indomito il coraggio.<br>La nostra giovane vita è tua o Signore!<br>Se è scritto che cadiamo, sia!<br>Ma da ogni goccia del nostro sangue sorgano gagliardi figli e fratelli innumeri, orgogliosi del nostro passato, sempre degni del nostro immancabile avvenire.<br>Benedici, o Signore, la nostra Patria, le Famiglie, i nostri Cari! Per loro, nell'alba e nel tramonto, sempre la nostra vita!<br>E per noi, o Signore, il Tuo glorificante sorriso.<br>Cosi sia.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">San Michele Arcangelo: un pò di storia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Michele (ebraico מִיכָאֵל‎, mixa'el, \"Chi è come Dio?\"; greco antico Μιχαήλ, Mikhaḗl; latino Michaël; arabo ميخائيل, Mīkhā'īl) è un arcangelo venerato nelle religioni ebraica, cristiana (eccetto l'avventismo) e islamica. Nelle tradizioni della Chiesa Cattolica, Ortodossa, Anglicana e Luterana è chiamato \"San Michele Arcangelo\" o, semplicemente, \"San Michele\". Nella tradizione ortodossa orientale è anche noto come \"Tassiarca Arcangelo Michele\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nome Michele, che deriva dal termine teoforico מיכאל, è uno dei tre nomi associati esplicitamente agli arcangeli nella Bibbia, insieme a Gabriele e Raffaele. Le prime menzioni del nome Michele si trovano nella letteratura giudaica del II e III secolo a.C., dove viene descritto come il capo degli angeli e protettore di Israele. Questi tratti sono stati successivamente mantenuti anche nel Cristianesimo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Chiesa Cattolica celebra la solennità dei tre santi arcangeli il 29 settembre: San Michele, San Gabriele e San Raffaele. La devozione a San Michele è celebrata anche in altre date, come l'8 novembre, l'8 maggio, il 6 settembre, il 16 ottobre e la terza domenica di Pasqua, anche se queste ricorrenze non sono presenti nel calendario liturgico comune. L'8 maggio, ad esempio, ricorre l'apparizione di San Michele a San Lorenzo Maiorano, vescovo di Siponto, nella grotta sul Gargano, evento che diede grande impulso alla diffusione del culto dell'arcangelo in Europa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Michele è menzionato con la parola ebraica per \"arcangelo\" o \"principe\" nei seguenti passi biblici: Gd 9, Ap 12, 7, Zc 13, 1-2, Dn 10, 13.21 e Dn 12, 1. Nell'Apocalisse di Giovanni, l'arcangelo guida la milizia celeste contro Lucifero e i suoi angeli ribelli. Secondo la tradizione cristiana, alla fine dei tempi, Michele suonerà la tromba che annuncerà il giudizio finale, dopo il quale il Regno dei cieli verrà restituito da Gesù Cristo a Dio Padre per l'eternità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell'Islam, Michele (Mīkāʾīl o Mīkīl) è menzionato nel Corano come un angelo di alto rango, insieme a Jibrīl (Gabriele), inviato da Allah per guidare il profeta Maometto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>San Michele è inoltre il Celeste Protettore dell'Ordine dei Minimi, fondato da San Francesco di Paola.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Insieme a San Giorgio, San Sergio e San Maurizio, è venerato come patrono dei paracadutisti, soldati e guerrieri. Rappresenta l'ecclesia militans, ossia la \"Chiesa militante\", e viene onorato come \"Principe dell'esercito celeste, al quale gli angeli rendono onore\" (Princeps militiae coelestis quem honorificant angelorum cives).</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>San Michele è legato a molte battaglie storiche e provvidenziali vittorie, tra cui:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>La vittoria dei Longobardi di Siponto (Manfredonia) contro i Napoletani Greci l'8 maggio 663.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>La duplice difesa della città di Costantinopoli: dagli Avari nel 626 e dagli Arabi nel 676.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Dopo la battaglia di Lechfeld del 955, divenne patrono del Sacro Romano Impero e successivamente della Germania.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Prima della battaglia di Kulikovo nel 1380, in cui sconfisse Khan Mamai, il granduca Dmitry Donskoy si prostrò davanti a un'icona di Michele, venerato come \"Capo Celeste e Archistratega\".</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Secondo le visioni di Santa Giovanna d'Arco, San Michele ebbe un ruolo decisivo nella Guerra dei Cent'anni tra Francia e Inghilterra, guidandola nella sua missione divina.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel tardo Medioevo, San Michele divenne patrono della cavalleria, al pari di San Giorgio, e ispirò la nascita di ordini cavallereschi a lui dedicati, come l'Ordine di San Michele in Francia (1469) e l'Ordine di San Michele e San Giorgio in Inghilterra (1818).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">San Michele Arcangelo in Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Italia, San Michele Arcangelo è patrono di diverse categorie e corpi, tra cui <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Paracadutisti della Folgore</a>, <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">Incursori del 9º Col Moschin</a>, <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"353\">Acquisitori del 185º RRAO Folgore</a>, Forze dell'Ordine, Paramedici, Marinai, Vigili del fuoco, Radiologi, Infermi, Droghieri, Soccorritori e Ordine dei Minimi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/SAN-MICHEKE-ARCENGELO2.jpg","categoria":"Blog","tags":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-09-29 10:40:35","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4034-auguri-di-san-michele-arcangelo-a-tutti-i-paracadutisti-ditalia-di-ogni-epoca-e-generazione.mp4","galleria":""}
{"id":4032,"titolo":"23 Ottobre 2024, fissata la data per la Festa della Specialità Paracadutisti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il prossimo 23 ottobre 2024, presso il <a href=\"https://brigatafolgore.net/centro-addestramento-di-paracadutismo/\" data-type=\"page\" data-id=\"487\">Centro Addestramento Paracadutismo (CAPAR) di Pisa</a>, si terrà la celebrazione dell’82° anniversario della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\" data-type=\"page\" data-id=\"309\">Battaglia di El Alamein</a>, insieme alla Festa della Specialità Paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'evento sarà un’occasione per commemorare i valorosi Paracadutisti che combatterono nella storica battaglia e per celebrare l’intera Specialità Paracadutista dell’Esercito Italiano. El Alamein rimane un simbolo di coraggio, sacrificio e spirito di corpo per i Paracadutisti italiani e rappresenta, ogni anno, un momento di profonda riflessione e orgoglio per tutti coloro che appartengono e si sentono vivini alla prestigiosa specialità delle aviotruppe.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta del 23 ottobre, una giornata infrasettimanale, è stata motivata da impegni istituzionali che non permettevano altre date per la celebrazione. Lo Stato Maggiore dell’Esercito è consapevole delle difficoltà logistiche che questa scelta potrebbe comportare per i partecipanti, tuttavia l'importanza dell'evento e il desiderio di rendergli il giusto tributo hanno portato a privilegiare questa data specifica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la giornata, presso il CAPAR, saranno presenti autorità militari, veterani, membri delle associazioni paracadutisti, e tutte le persone che desiderano unirsi in un momento di unità e di ricordo di una pagina eroica della storia militare italiana. L'afflusso sarà consentito dalle ore 9.30.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/festa-brigata-2024.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"anniversario el alamein, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-09-27 19:10:06","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://assopar.it/2024/09/24/celebrazione-dell82-anniversario-della-battaglia-di-el-alamen-e-festa-della-specialita-paracadutisti-pisa-23-ottobre-2024/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4032-23-ottobre-2024-fissata-la-data-per-la-festa-della-specialita-paracadutisti.mp4","galleria":""}
{"id":4021,"titolo":"La Folgore in Olanda alla Falcon Leap 24 per l'80° Anniversario dell'Operazione Market Garden","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti Folgore</a> ha recentemente partecipato all'esercitazione multinazionale <strong>\"FALCON LEAP 24\"</strong>, tenutasi in Olanda <strong>in occasione dell'80° anniversario dell'Operazione \"Market Garden\"</strong>, la storica operazione condotta dagli Alleati nel 1944 durante la Seconda Guerra Mondiale che rappresenta il più grande impiego di truppe aviotrasportate di sempre.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Falcon Leap 24: Un'esercitazione di prestigio per l'Airborne Community</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercitazione \"FALCON LEAP\" è ormai un appuntamento annuale per le forze aviotrasportate internazionali. L'evento rappresenta una fondamentale opportunità di addestramento e cooperazione per i paracadutisti di diverse nazioni, finalizzato a migliorare i livelli di interoperabilità e integrazione tra le unità della cosiddetta \"Airborne Community\". Durante questa edizione, la Folgore ha preso parte ad aviolanci tattici e di massa, utilizzando sia la tecnica ad apertura automatica sia quella ad apertura comandata, fianco a fianco con personale proveniente da diversi Paesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Scambio di esperienze e materiali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partecipazione all'esercitazione \"FALCON LEAP\" non è solo una sfida operativa, ma anche un'opportunità di crescita. Durante le attività in Olanda, oltre 1.200 paracadutisti provenienti da 12 diverse nazioni hanno effettuato aviolanci utilizzando una varietà di materiali, velivoli e procedure appartenenti alle varie nazioni partecipanti. Questo scambio di esperienze e conoscenze ha permesso a tutti i partecipanti di accrescere le proprie competenze, migliorando la coesione e la capacità di operare in sinergia con altre forze paracadutiste.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cooperazione e addestramento congiunto tra le forze aviotrasportate internazionali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partecipazione all'esercitazione \"FALCON LEAP 24\" testimonia l'importanza della cooperazione e dell'addestramento congiunto tra le forze aviotrasportate internazionali. La Brigata Paracadutisti \"Folgore\" continua a dimostrare la propria professionalità e preparazione, consolidando la sua posizione all'interno della \"Airborne Community\" e mantenendo un elevato livello di prontezza per le esigenze della Difesa italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://www.youtube.com/watch?v=tgIFs9Fxfs0u0026t=15s\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://www.youtube.com/watch?v=tgIFs9Fxfs0&amp;t=15s\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un pò di storia: l'Operazione \"Market Garden\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>L'Operazione Market Garden del 1944 fu un ambizioso tentativo degli Alleati di mettere fine rapidamente alla seconda guerra mondiale attraversando i Paesi Bassi e penetrando in Germania attraverso la regione industriale della Ruhr</strong>. Il piano prevedeva l'uso di truppe aviotrasportate per catturare cinque ponti cruciali che avrebbero permesso un rapido avanzamento delle forze terrestri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Rappresenta il più grande impiego di truppe aviotrasportate nella seconda guerra mondiale.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fu ideata per sfruttare la debolezza tedesca dopo la sconfitta nella sacca di Falaise, dove gli Alleati avevano ottenuto una vittoria decisiva. Tuttavia, l'esecuzione dell'operazione fu affrettata e vide una mancanza di coordinamento tra le forze aviotrasportate e terrestri, oltre a sottovalutare la presenza di truppe tedesche ben equipaggiate, in particolare ad Arnhem, dove erano posizionate due divisioni corazzate delle SS.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Le truppe aviotrasportate americane e britanniche, insieme a una brigata polacca, riuscirono a catturare alcuni dei ponti previsti, ma non quello finale ad Arnhem, che era l'obiettivo chiave dell'operazione</strong>. La presenza imprevista di forze tedesche corazzate impedì alle truppe alleate di mantenere il controllo del ponte, portando al fallimento dell'operazione, costringendo gli Alleati a fermare l'avanzata prima del Reno, prolungando di fatto la guerra in Europa. Tuttavia l'operazione&nbsp;riuscì a liberare gran parte dei Paesi Bassi occupati dai nazisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Operazione Market Garden mostrò gli effetti della rivalità tra i comandanti alleati, in particolare tra il Generale britannico Montgomery e i Generali statunitensi Patton e Bradley, ciascuno dei quali aveva diverse opinioni sulle migliori strategie da adottare. Inoltre, dimostrò l'abilità tedesca nel riorganizzarsi rapidamente e resistere efficacemente a un'offensiva nonostante il momento di debolezza. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10950,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"center\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/09/mapp-op-21garm-1000x763.jpg\" alt=\"La Folgore in Olanda alla Falcon Leap 24 per l'80° Anniversario dell'Operazione Market Garden - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-10950\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Mappa dell'Europa Nord-Occidentale nel 1944 - Operazioni del 21º Gruppo di Armate dal 15 settembre al 15 dicembre</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10949,\"width\":\"1000px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"center\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/09/Paracadutisti-sui-cieli-dei-Paesi-Bassi-1000x785.jpg\" alt=\"La Folgore in Olanda alla Falcon Leap 24 per l'80° Anniversario dell'Operazione Market Garden - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-10949\" style=\"width:1000px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paracadutisti sui cieli dei Paesi Bassi durante le prime fasi dell'operazione.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10948,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"center\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/09/101-div-paesi-bassi-op-market-garden-1000x838.jpg\" alt=\"La Folgore in Olanda alla Falcon Leap 24 per l'80° Anniversario dell'Operazione Market Garden - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-10948\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paracadutisti Americani della 101ª nei Paesi Bassi ispezionano un aliante precipitato durante l'Op. Market Garden.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10951,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"center\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/09/Bren-Gun-Carrier-Operazione-Market-Garden-1000x845.jpg\" alt=\"La Folgore in Olanda alla Falcon Leap 24 per l'80° Anniversario dell'Operazione Market Garden - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-10951\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un veicolo corazzato Bren Gun Carrier con soldati britannici e contrassegni statunitensi scorta una colonna di prigionieri tedeschi.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10953,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"center\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/09/ignoto-paracadutista-britannico-ad-Arnhem-956x1000.jpg\" alt=\"La Folgore in Olanda alla Falcon Leap 24 per l'80° Anniversario dell'Operazione Market Garden - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-10953\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La tomba di un ignoto paracadutista britannico ad Arnhem, fotografata dopo la liberazione della città nel 1945.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/Falcon-Leap-24-00005.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"Airborne Community, folgore, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-09-27 18:45:39","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Esercitazione-Falcon-Leap-24-0926.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4021-la-folgore-in-olanda-alla-falcon-leap-24-per-l80-anniversario-delloperazione-market-garden.mp4","galleria":"10943 | 10944 | 10945 | 10946 | 10947"}
{"id":4012,"titolo":"Rispondiamo a chi non vuole l'Esercito nelle scuole: perché è invece importante che i giovani conoscano gli strumenti di Difesa della Nazione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ci ha destato molta curiosità l'articolo pubblicato su \"Il Fatto Quotidiano\" il 19 settembre intitolato \"<a href=\"https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/09/19/piemonte-esercito-scuola-lettera/7700209/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Piemonte, 'no all’esercito nelle scuole': la lettera contro le conferenze di orientamento organizzate dai militari</a>\". L'articolo esprime una posizione estremamente critica nei confronti della presenza delle Forze Armate nelle scuole, descrivendola come una minaccia ai valori di pace e democrazia. Questa visione, seppur rispettabile, ignora quanto profondamente l'Esercito Italiano sia cambiato negli ultimi decenni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo scrivente <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-mia-brigata-storia-reale-di-un-paracadutista-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"313\">ha servito come volontario di truppa nella Brigata Paracadutisti Folgore dal 1999 al 2002</a>, un periodo in cui l'Esercito Italiano stava già attraversando un processo di rinnovamento. Questo cambiamento ha portato le Forze Armate, con l'introduzione dei militari professionisti e l'intensificarsi delle missioni internazionali di peacekeeping, dove era necessario confrontarsi anche con eserciti stranieri, ad adottare misure sempre più rigorose per garantire una cultura di rispetto, disciplina e trasparenza, prendendo le distanze da pratiche ormai superate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">I nostri comandanti, già nel 1999, ci trasmisero con fermezza che ogni forma di discriminazione — politica, sessuale o razziale — era assolutamente inaccettabile. Ho servito il mio Paese, l'Italia, in un ambiente orientato all’educazione formale, al rispetto e alla difesa dei valori democratici. Questo cambiamento era già tangibile in quegli anni, e oggi l’Esercito è ancora più focalizzato sulla sua funzione di difesa, non su ideologie bellicose.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È importante ricordare che le Forze Armate non sono uno strumento di propaganda o violenza, ma garanti della democrazia e della pace, valori sanciti nella nostra Costituzione. Le Istituzioni militari non sono legate ad alcuna agenda politica, e le attività di orientamento nelle scuole offrono una visione realistica di una carriera in cui il servizio al Paese rappresenta un atto di responsabilità e di protezione delle libertà fondamentali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’Esercito Italiano, così come le altre Forze Armate, è fortemente impegnato in operazioni di supporto e sostegno alla stabilità internazionale. Inoltre, gli stessi militari che partecipano a queste missioni internazionali sono coinvolti anche nell’<em>Operazione Strade Sicure</em> sul territorio nazionale, contribuendo attivamente alla sicurezza dei cittadini. Pertanto, è fondamentale che i giovani comprendano e conoscano gli strumenti di difesa della nazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il linguaggio militare, spesso descritto come rigido o formale, è in realtà fondato su un dialogo rispettoso e fortemente orientato alla professionalità della figura del Soldato o della Soldatessa. Formare i giovani a conoscere l’Esercito non significa promuovere la guerra, ma offrire loro un'alternativa di servizio al Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Le Forze Armate non “militarizzano” le scuole, come affermato nell’articolo de \"Il Fatto Quotidiano\". <strong>Al contrario, permettono ai ragazzi di comprendere cosa significhi difendere la libertà, la pace e la democrazia — valori che paradossalmente l’articolo sembra voler proteggere allontanando l’Esercito dalle aule</strong>.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Vivere in una società pacifica e libera richiede consapevolezza dell'importanza degli strumenti di difesa. Le scuole dovrebbero essere luoghi dove tutte le voci sono ascoltate, dove i giovani possono formarsi un'opinione basata sui fatti e non su stereotipi. Per farlo, devono essere esposti a diverse realtà, inclusa quella delle Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">L’Esercito Italiano di oggi è uno strumento apolitico, impegnato nella protezione dei valori democratici. Negare ai giovani la possibilità di conoscere questa realtà significa privarli di una parte fondamentale della loro educazione civica e della comprensione del mondo moderno.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il fatto che in alcune caserme si siano verificati episodi isolati di esaltazione politica o violenza, spesso ad opera di ospiti appartenenti a un passato che non riflette più la realtà odierna delle Forze Armate, è innegabile. Tuttavia, situazioni simili possono verificarsi in qualsiasi ente o azienda. La differenza è che, quando questo succede dentro le mura di una caserma, i vertici militari o politici della Difesa hanno sempre agito con fermezza, punendo i responsabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell'Esercito di oggi non c'è spazio per violenza o estremismo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">In questo sito web, dove raccontiamo in modo <span style=\"text-decoration: underline\">indipendente</span> la storia e le attività dell'Esercito Italiano, con un focus particolare sulla Brigata Paracadutisti Folgore, non vi è alcun riferimento politico o incitamento alla violenza. <strong>Al contrario, sono assolutamente proibiti commenti violenti o di natura politica o razziale, in linea con l'educazione militare ricevuta dallo scrivente, fondata sul rispetto e la neutralità.</strong></pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Riteniamo che la presenza dell’Esercito nelle scuole non sia un atto di militarizzazione, ma un’opportunità di crescita per i giovani cittadini di domani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Cordialmente, Alessandro Generotti</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/esercito-scuole.jpg","categoria":"Blog, Nazionali","tags":"Esercito Italiano, scuole","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-09-20 14:19:37","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4012-rispondiamo-a-chi-non-vuole-lesercito-nelle-scuole-perche-e-invece-importante-che-i-giovani-conoscano-gli-strumenti-di-difesa-della-nazione.mp4","galleria":""}
{"id":4014,"titolo":"Nuovi Paracadutisti per la Folgore, cerimonia di consegna del brevetto e del basco amaranto","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è svolta presso il <a href=\"https://brigatafolgore.net/centro-addestramento-di-paracadutismo/\" data-type=\"page\" data-id=\"487\">Centro Addestramento Paracadutismo (CAPAR)</a> di Pisa la solenne <strong>cerimonia di consegna del Brevetto di Paracadutista Militare e del Basco Amaranto a 220 nuovi paracadutisti</strong> della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Folgore</a>. Tra questi, ben 217 Volontari in Ferma Iniziale (VFI) hanno completato l’intenso percorso formativo, un momento fondamentale per l'ingresso ufficiale nelle Aviotruppe.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla cerimonia ha partecipato il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, <a href=\"https://brigatafolgore.net/envira/una-storica-nomina-il-generale-carmine-masiello-primo-paracadutista-a-capo-dello-stato-maggiore-dellesercito/\" data-type=\"envira\" data-id=\"7197\">Gen. C.A. Paracadutista Carmine Masiello</a>, che con parole di ispirazione ha rivolto un messaggio ai nuovi paracadutisti: <em>“Questo basco è il vostro cuore, i vostri muscoli e la vostra regola di vita: nei Paracadutisti c’è sempre spazio per gli altri prima che per noi stessi. Folgore!”</em>. Un'affermazione che rispecchia lo spirito di sacrificio, l'unità e la dedizione richiesti per far parrte dlla Brigata Paracadutisti Folgore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il percorso formativo del Paracadutista</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’iter formativo al CAPAR rappresenta il pilastro essenziale per la formazione dei Paracadutisti, focalizzandosi su aspetti sia fisici che psicologici. L’addestramento individuale è orientato allo sviluppo delle capacità richieste per ogni appartenente alle Aviotruppe, tra le quali quella di saper operare in condizioni di isolamento, percorrendo lunghe distanze con equipaggiamento e armamento individuale, in qualsiasi condizione climatica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La formazione prosegue poi con l’apprendimento delle Tecniche, Tattiche e Procedure (TTP) specifiche delle unità paracadutiste, integrando i nuovi elementi nei reparti dove saranno assegnati, permettendo loro di essere subito impiegati nelle attività addestrative e operative, continuando parallelamente a crescere professionalmente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L’ambito Basco Amaranto</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il completamento del corso tecnico all’aviolancio, che prevede l’uso di paracadute ad apertura automatica e l’esecuzione di cinque aviolanci, <strong>sancisce il conseguimento del Brevetto di Paracadutista Militare</strong>. Questo momento rappresenta il culmine del percorso, conferendo ai partecipanti il diritto di indossare l’ambito Basco Amaranto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La Brigata Paracadutisti Folgore</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Brigata Paracadutisti “Folgore” è tra gli strumenti a disposizione dell’Esercito per assicurare la capacità di risposta e intervento immediato della Difesa a situazioni di crisi ed emergenza, che richiedono di proiettare, in tempi ridotti, importanti dispositivi in grado di operare in tutti gli ambiti di confronto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per saperne di più <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">clicca quì</a>. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia ha sottolineato l’importanza dell’addestramento, imprescindibile per raggiungere tali traguardi, ricevuto dai nuovi Paracadutisti della Folgore, che oggi sono pronti a servire con dedizione, portando avanti la <a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"308\">tradizione della storica unità</a> e del suo ruolo chiave nel panorama militare Italiano ed Internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/220-neo-Paracadutisti-della-Brigata-Folgore006.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"capar, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-09-20 14:02:39","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Consegna-del-Brevetto-e-del-Basco-Amaranto-ai-Volontari-in-Ferma-Iniziale.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4014-nuovi-paracadutisti-per-la-folgore-cerimonia-di-consegna-del-brevetto-e-del-basco-amaranto.mp4","galleria":"10927 | 10928 | 10929 | 10930 | 10931 | 10932"}
{"id":4010,"titolo":"Il Generale C.A. Luciano Antonio Portolano nominato nuovo Capo di Stato Maggiore della Difesa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della Difesa Guido Crosetto, <a href=\"https://www.difesa.it/primopiano/il-generale-di-corpo-darmata-luciano-portolano-nuovo-capo-di-stato-maggiore-della-difesa/56493.html\">ha deliberato la nomina del Generale Luciano Antonio Portolano a nuovo Capo di Stato Maggiore della Difesa</a>. Dal 4 ottobre 2024, il Generale Portolano prenderà ufficialmente il posto dell’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale di Corpo d'Armata Luciano Portolano ha iniziato la sua carriera presso l’Accademia Militare di Modena con il 161° corso. Successivamente, ha frequentato numerosi corsi in Italia e all’estero, arricchendo le sue competenze operative e strategiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della sua carriera ha ricoperto ruoli di comando e operativi in missioni internazionali fondamentali, contribuendo alla stabilità e sicurezza globale. Dal confine tra Iran e Iraq con la missione UNIMOG negli anni '90, passando per il Kosovo e l’Iraq, fino al comando del contingente multinazionale della missione UNIFIL in Libano e al comando del RC-W in Afghanistan nell'ambito dell'<a href=\"https://brigatafolgore.net/isaf-afghanistan-2001-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"341\">operazione ISAF</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Una vasta esperienza militare internazionale</h3>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre ai suoi incarichi operativi, il Generale Portolano ha maturato una vasta esperienza in ambito diplomatico. Dal 2014 al 2016, è stato nominato da Ban Ki-moon, Segretario Generale delle Nazioni Unite, come Capo della missione e Comandante della Forza ONU in Libano (UNIFIL), guidando più di 10.000 caschi blu di oltre 40 nazioni diverse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le sue competenze diplomatiche si sono ulteriormente rafforzate con l’incarico di Addetto Militare presso l’Ambasciata Italiana a Londra e grazie al suo ruolo di mediatore tra le parti libanesi e israeliane durante la sua esperienza in UNIFIL.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 2019,  ha guidato il Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), coordinando operazioni delicate come “Aquila Omnia” durante l'evacuazione del personale civile dall’Afghanistan nel 2021.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il curriculum del Generale Portolano evidenzia un profondo impegno per la sicurezza e la stabilità nazionale e internazionale. La nomina a Capo di Stato Maggiore della Difesa rappresenta una scelta solida e strategica per affrontare le nuove sfide globali e rafforzare il ruolo dell’Italia nelle missioni internazionali e nei contesti geopolitici più complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con una carriera che abbraccia oltre tre decenni di servizio, il nuovo Capo di SMD sarà una guida fondamentale per le Forze Armate italiane, portando avanti la tradizione di eccellenza militare e diplomatico-operativa dell’Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al Generale Portolano facciamo i migliori auguri per il prestigioso e straordinario incarico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/portolano-smd.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"capo di smd","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-09-17 12:04:44","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4010-il-generale-ca-luciano-antonio-portolano-nominato-nuovo-capo-di-stato-maggiore-della-difesa.mp4","galleria":""}
{"id":4008,"titolo":"17 settembre 2009 - 17 settembre 2024: ricordando i caduti di Kabul","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://brigatafolgore.net/17-settembre-2009-kabul-attacco-alla-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"321\">Il 17 settembre 2009</a> rimarrà scolpito nella memoria collettiva come uno dei giorni più tragici per la <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti Folgore</a>. In un attacco suicida a Kabul, sei valorosi Paracadutisti persero la vita, lasciando un vuoto indelebile nei cuori delle loro famiglie e dei loro commilitoni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A Kabul, capitale dell'Afghanistan, alle ore 12:10 locali (9:40 in Italia), una pattuglia del <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"351\">186° Reggimento Paracadutisti Folgore</a> sta trasportando al quartier generale <a href=\"https://brigatafolgore.net/isaf-afghanistan-2001-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"341\">ISAF</a> alcuni militari tornati da una breve licenza in Italia prelevati proprio all'aeroporto della capital Afgana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Giunti nei pressi della rotonda Massud, il Lince del <strong>Tenente Fortunato</strong> si ferma per permettere al secondo mezzo di superare un ostacolo. In quell'istante, una vecchia auto Toyota Corolla bianca, guidata da un attentatore suicida, si infila tra i due mezzi e esplode. L'esplosione è devastante. Il primo Lince resiste all’urto, ma il Paracadutista il ralla, il <strong>Primo Caporal Maggiore Gian Domenico Pistonami</strong> si accascia all'interno del mezzo: è morto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I feriti, il<strong> 1° Maresciallo dell'Aeronautica Felice Calandriello</strong> ed i Paracadutisti <strong>1° Caporal maggiore Paracadutisti Rocco Leo, Sergio Agostinelli e Ferdinando Buono</strong> sono storditi dall'esplosione. Scendono dal mezzo e ricevono immediatamente colpi di arma da fuoco: risponderanno al fuoco mettendo in sicurezza l'area facendo scomparire le frequenze impostate sulle radio: decine di civili infatti si avvicineranno rapidamente ai mezzi e ai corpi dei militari morti nell'esplosione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il paracadutista Rocco Leo <a href=\"https://tg24.sky.it/spettacolo/2013/10/30/reduci_docufilm_sopravvissuti_missioni_afghanistan_sky_cinema_cult_hd\">dichiarò successivamente nel docufilm 'Reduci' di Sky</a> di aver pensato che solo loro fossero incappati nell'esplosione e che il primo mezzo fosse riuscito ad entrare all'interno dell'ambasciata italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il secondo Lince viene proiettato a cento metri di distanza dalla forza dell’esplosione. All'interno, <strong>muoiono sul colpo cinque paracadutisti: il Tenente Antonio Fortunato, il Sergente Maggiore Roberto Valente e i Primi Caporal Maggiori Massimiliano Randino, Davide Ricchiuto e Matteo Mureddu.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La devastazione intorno è totale. Le strade sono disseminate di macerie e veicoli distrutti. L’auto del kamikaze conteneva 150 kg di esplosivo, come accertato in seguito dalle indagini dei ROS. L’attacco, rivendicato dai talebani pochi minuti dopo, segna una delle più gravi perdite per l’Italia in ambito internazionale dopo Nassiriya.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La notizia arriva immediatamente in Italia e colpisce profondamente le famiglie dei caduti e l’intera nazione. Il Ministro della Difesa Ignazio La Russa condannerà fermamente l’attacco, mentre la Brigata Paracadutisti Folgore sospende tutte le attività in Italia in segno di lutto. Le salme dei caduti saranno rimpatriate il 20 settembre, accolte all’aeroporto di Ciampino dai famigliari e dalle più alte cariche dello Stato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 21 settembre 2009, giornata di lutto nazionale, saranno celebrati i solenni funerali di Stato nella basilica di San Paolo fuori le mura a Roma. E' un giorno triste, dove un'intera nazione si stringe intorno a sei giovani vite umane private del loro futuro per aver adempito fino in fondo ai compiti che lo Stato gli aveva assegnato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante la gravità dell’attacco, la Folgore non si ferma. Come sempre, i Paracadutisti mostreranno coraggio e determinazione, <a href=\"https://brigatafolgore.net/afghanistan-il-ruolo-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"593\">proseguendo la loro missione in Afghanistan</a> con la stessa perizia ed efficienza che li ha sempre distinti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed è andata avanti, perché come sempre, come successo ad <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\" data-type=\"page\" data-id=\"309\">El Alamein nel 1942</a>, e a <a href=\"https://brigatafolgore.net/2-luglio-1993-la-battaglia-del-check-point-pasta/\" data-type=\"page\" data-id=\"310\">Mogadiscio il 2 luglio 1993</a>, i Paracadutisti d'Italia hanno mostrato che possono sì piegarsi, ma spezzarsi mai.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Eppure, nonostante il supremo sacrificio di chi non c'è più, ci si dimentica troppo spesso dei propri Caduti. Ma non dobbiamo ricordarli solo nei momenti di tragedia. <strong>Il loro sacrificio richiede memoria e rispetto costanti, da parte di tutti, non solo dalle Istituzioni della Difesa.</strong></pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, a 15 anni da quei fatti, siamo qui per ricordarli. Chi cade per la Patria non deve essere mai dimenticato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/caduti-kabul-final.jpg","categoria":"Blog, Nazionali","tags":"Afghanistan, caduti, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-09-17 11:20:32","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4008-17-settembre-2009-17-settembre-2024-ricordando-i-caduti-di-kabul.mp4","galleria":""}
{"id":4006,"titolo":"Cambio ai vertici del Savoia Cavalleria, il Col. Giandomenico Di Spirito è il nuovo comandante","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presso la caserma Beraudo di Pralormo si è svolta, venerdì 13 settembre, la solenne cerimonia durante la quale il <strong>Colonnello Roberto Forlani</strong> ha passato il comando del glorioso <a href=\"https://brigatafolgore.net/3o-reggimento-savoia-cavalleria/\" data-type=\"page\" data-id=\"476\">Reggimento \"Savoia Cavalleria\" (3°)</a> al <strong>Colonnello Giandomenico Di Spirito</strong>. L'evento si è tenuto <strong>in concomitanza con le celebrazioni per la storica battaglia di Isbuschenskij</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia, presieduta dal <strong>Comandante della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti Folgore</a></strong>, <strong>Generale di Brigata Massimiliano Mongillo</strong>, ha visto la partecipazione del <strong>prefetto di Grosseto, Paola Berardino</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Colonnello Forlani ha concluso due anni di intenso comando, durante i quali il personale del reggimento è stato impegnato in missioni sia in Italia che all’estero. Forlani ha salutato il reggimento con parole di profondo affetto, ricordando l’importanza dei simboli che uniscono gli uomini e le donne di \"Savoia\", come le \"nere fiamme\", la \"cravatta rossa\" e il \"basco amaranto\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Colonnello Di Spirito, nuovo comandante, proviene dal Comando Logistico dell’Esercito ed ha un passato ricco di esperienze presso la guarnigione di Grosseto, dove ha ricoperto incarichi di staff e di comando, compresa <strong>la guida del gruppo squadroni durante l’operazione Miasit in Libia</strong>. Di Spirito ha assunto ufficialmente il ruolo di 107° comandante del Savoia Cavalleria, onorando la tradizione e l’eredità storica del reggimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Al Colonnello Di Spirito facciamo i migliori auguri per il prestigioso nuovo incarico.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/sav-cav.webp","categoria":"Nazionali","tags":"folgore, savoia cavalleria","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-09-16 21:49:21","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/4006-cambio-ai-vertici-del-savoia-cavalleria-il-col-giandomenico-di-spirito-e-il-nuovo-comandante.mp4","galleria":""}
{"id":3996,"titolo":"Perché la Folgore alle dirette dipendenze del COMFOTER è molto più di un semplice riassetto","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come <a href=\"https://brigatafolgore.net/rivoluzione-folgore-la-brigata-paracadutisti-alle-dirette-dipendenze-del-comfoter/\" data-type=\"post\" data-id=\"10733\">avevamo scritto il mese scorso in questo articolo</a>, dal <strong>2 settembre la Brigata Paracadutisti Folgore è ufficialmente passata sotto il diretto controllo del COMFOTER (Comando delle Forze Operative Terrestri)</strong>. Questa scelta segna un cambiamento cruciale nell'organizzazione dell'Esercito Italiano, non solo in termini di gestione gerarchica, ma soprattutto per l'efficacia operativa della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti</a>. L'eliminazione dei comandi intermedi e il passaggio diretto sotto il comando del COMFOTER rappresentano un forte segnale di valorizzazione delle capacità specifiche dei Paracadutisti Italiani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una forza ad elevato livello di prontezza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10837,\"width\":\"550px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/09/folgore-comfoter2.jpg\" alt=\"Perché la Folgore alle dirette dipendenze del COMFOTER è molto più di un semplice riassetto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-10837\" style=\"width:550px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Con il nuovo assetto la Folgore sarà in grado di garantire rapidità ed efficacia nelle operazioni più complesse. <em>Copyright foto Esercito Italiano</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il nuovo assetto strategico consentirà alla Brigata di essere pronta a intervenire in 48 ore su qualsiasi teatro operativo</strong>, con un particolare focus su operazioni orientate al warfighting.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa capacità di risposta è fondamentale per garantire la difesa nazionale e la cooperazione nell'ambito della NATO, offrendo un contributo chiave alle missioni internazionali più critiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il warfare moderno richiede una forza in grado di adattarsi velocemente ai cambiamenti sul campo, e la Folgore, con l'addestramento intensivo e specifico, potrà svolgere un ruolo centrale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La vicinanza operativa con le forze speciali permetterà una maggiore integrazione nelle missioni complesse, migliorando la coordinazione e l'efficacia in contesti ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il supporto fondamentale dall'Aeronautica Militare</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10844,\"width\":\"550px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/09/fc03.jpeg\" alt=\"Perché la Folgore alle dirette dipendenze del COMFOTER è molto più di un semplice riassetto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-10844\" style=\"width:550px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">La stretta collaborazione tra le due forze armate garantirà un dispiegamento estremamente rapido di truppe e mezzi. <em>Copyright foto Esercito Italiano</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Le operazioni della Folgore dipendono in gran parte dal supporto dell'Aeronautica.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La capacità di proiettare una forza paracadutista in teatri difficili, spesso isolati e logisticamente complessi, richiede una cooperazione perfetta tra l'Esercito e l'Aeronautica Militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I moderni mezzi aviolanciabili come i GMV Flyer 72, <a href=\"https://brigatafolgore.net/il-gmv-flyer-72-e-il-nuovo-veicolo-tattico-della-folgore/\" data-type=\"post\" data-id=\"7156\">citati in questo nostro articolo</a>, aumenteranno significativamente la capacità di mobilità e di penetrazione in profondità, permettendo operazioni rapide e mirate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La stretta collaborazione tra le due Forze Armate garantirà un dispiegamento estremamente rapido di truppe e mezzi, fondamentale per missioni che richiedono interventi immediati e fulminei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Ammodernamento del sistema d'armamento ed equipaggiamento</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10849,\"width\":\"550px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/09/fc01.jpeg\" alt=\"Perché la Folgore alle dirette dipendenze del COMFOTER è molto più di un semplice riassetto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-10849\" style=\"width:550px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'ammodernamento in corso dei sistemi d’arma controcarro e contraerei rafforzerà la capacita della Brigata di operare in ambienti dove la superiorità tecnologica è fondamentale. <em>Copyright foto Esercito Italiano</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'ingresso della Folgore alle dirette dipendenze del COMFOTER non è solo una questione di organizzazione, ma rappresenta anche un impegno a lungo termine nell'ammodernamento del sistema d'armamento e dell'equipaggiamento della Brigata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il rinnovamento in corso punta a migliorare la capacità dei Paracadutisti Italiani di contrastare minacce avanzate come i veicoli blindati e i sistemi aerei senza pilota (UAS).</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'ottimizzazione dei sistemi d’arma controcarro e contraerei consentirà alla Brigata di rispondere efficacemente a qualsiasi minaccia presente sul campo di battaglia, rafforzando la sua capacità di operare in ambienti dove la superiorità tecnologica è fondamentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta di affidare alla Folgore nuovi mezzi e capacità operative rappresenta una volontà chiara di farla ritornare all’eccellenza e all’efficacia che l'hanno sempre contraddistinta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un passo importante per la Difesa della Nazione e della NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10829,\"width\":\"550px\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-large is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/09/folgore-sr24-1-1000x583.jpg\" alt=\"Perché la Folgore alle dirette dipendenze del COMFOTER è molto più di un semplice riassetto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-10829\" style=\"width:550px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paracadutisti del 183º Reggimento Nembo durante l’ex. Swift Response 24 della NATO: partiti dalla base aerea di Aviano (PN) a bordo di un C-17 della U.S. Air Force, sono stati aviolanciati sulla drop zone di Hagshult, in Svezia. <em>Copyright foto Esercito Italiano</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il passaggio della Folgore sotto il COMFOTER è un messaggio chiaro del <a href=\"https://brigatafolgore.net/una-storica-nomina-il-generale-carmine-masiello-primo-paracadutista-a-capo-dello-stato-maggiore-dellesercito/\" data-type=\"post\" data-id=\"6944\">Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Generale C.A. Paracadutista Carmine Masiello</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una mossa che sottolinea l'importanza di ottimizzare e valorizzare le capacità dei paracadutisti italiani. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Questa decisione non solo rafforza la difesa della Nazione, ma posiziona l'Italia come un partner cruciale all'interno dell'Alleanza Atlantica (NATO) e della Airborne Community.</strong> </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non stiamo parlando di un semplice riassetto: è una strategia per garantire che la Folgore possa operare al massimo delle sue capacità, con la rapidità e la flessibilità necessarie per rispondere alle sfide militari moderne.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua collocazione diretta sotto il COMFOTER rappresenta la volontà di portare la storica Brigata ad essere un punto di riferimento per l'Esercito Italiano e per le forze NATO nelle operazioni più complesse e delicate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Strade Sicure? No grazie</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10828,\"width\":\"550px\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-large is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/09/folgore-stsic24-1000x583.jpg\" alt=\"Perché la Folgore alle dirette dipendenze del COMFOTER è molto più di un semplice riassetto - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-10828\" style=\"width:550px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>L'operazione Strade Sicure rappresenta un vincolo importante per le capacità operative dell'Esercito, sottraendo risorse fondamentali all'addestramento e alla prontezza al combattimento</em>. <em>Copyright foto Esercito Italiano</em></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chiudiamo l'articolo sottolineando la necessità di liberare la Folgore dall'Operazione <em>Strade Sicure</em>, restituendole il suo ruolo primario di difesa e prontezza operativa. Come sottolineato dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Generale C.A. Paracadutista Carmine Masiello, <a href=\"https://brigatafolgore.net/generale-masiello-strade-sicure-indebolisce-lapparato-difensivo-italiano/\" data-type=\"post\" data-id=\"10728\">l'Operazione Strade Sicure rappresenta un vincolo importante per le capacità operative dell'Esercito, sottraendo risorse fondamentali all'addestramento e alla prontezza al combattimento</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La Brigata Paracadutisti Folgore non dovrebbe essere impiegata in operazioni di sicurezza urbana, ma dedicarsi esclusivamente alla preparazione per scenari bellici ad alta intensità. </strong>L'impiego prolungato per compiti che non rientrano nelle mansioni istituzionali di Paracadutisti Militari (!), come il mantenimento dell'ordine pubblico, riduce la loro capacità di rispondere prontamente in contesti operativi complessi, danneggiando la loro efficacia sul campo di battaglia. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Per garantire che la Folgore possa mantenere la sua eccellenza come forza di pronto impiego sugli scenari internazionali, è essenziale liberarla da operazioni come Strade Sicure, restituendo alla Forza Armata la sua piena capacità di difesa e addestramento, e lasciando i compiti di sicurezza pubblica alle Forze dell'Ordine, a cui naturalmente competono.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/07-Eager-Lion-2024-Folgore-2024-05-30-1.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"comfoter, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-09-14 20:13:25","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3996-perche-la-folgore-alle-dirette-dipendenze-del-comfoter-e-molto-piu-di-un-semplice-riassetto.mp4","galleria":""}
{"id":3987,"titolo":"Complessa esercitazione NATO per la Folgore, conclusa in Germania la Saber Junction 2024","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è conclusa con successo l’esercitazione multinazionale <strong>Saber Junction 2024</strong>, che ha visto la partecipazione di 210 paracadutisti della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti Folgore</a> presso l’area addestrativa di <strong>Hohenfels, in Germania</strong>. L'evento, coordinato dalla <strong>173^ Airborne Brigade degli Stati Uniti</strong>, ha coinvolto circa <strong>4500 militari provenienti da 11 nazioni, tutte membri della NATO e partner della Airborne Community</strong>. Questa imponente esercitazione fa parte delle <a href=\"#lsge-24\">Large Scale Global Exercises (LSGE)</a> e ha avuto l'obiettivo di testare la prontezza e l'interoperabilità delle unità schierate sul terreno nella condotta di operazioni avioportate in uno scenario di warfighting.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I paracadutisti del <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"352\">187° Reggimento Paracadutisti “Folgore”</a>, supportati da una Forward Support Company del <a href=\"https://brigatafolgore.net/reggimento-logistico-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"9894\">Reggimento Logistico “Folgore”</a>, hanno svolto un ruolo di primo piano, schierando un Comando di gruppo tattico alla guida di una Task Force multinazionale, insieme a due complessi operativi minori. Nel corso dei 20 giorni di esercitazione, i militari italiani sono stati impegnati in operazioni aviotrasportate di difesa e attacco ad alta intensità, all'interno di scenari di combattimento realistici che hanno messo alla prova le loro capacità strategiche e operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercitazione ha rappresentato una sfida complessa non solo per la simulazione bellica, ma anche per le difficili condizioni ambientali, incluse avverse condizioni meteorologiche e un vasto teatro operativo, permettendo ai paracadutisti di affinare le loro competenze nel gestire operazioni in ambienti estremi e imprevedibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Brigata Paracadutisti Folgore continua a confermarsi come uno degli strumenti principali a disposizione dell’Esercito Italiano per rispondere rapidamente a situazioni di crisi ed emergenza. Grazie alla loro capacità di proiettare forze consistenti in tempi brevi, i baschi amaranto si dimostrano pronti a operare in ogni scenario di confronto, dimostrando ancora una volta l’elevato livello di preparazione e professionalità delle forze armate italiane in contesti multinazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Saber Junction 24 ha fornito un'importante opportunità di addestramento, contribuendo a rafforzare la collaborazione e l'interoperabilità tra le forze armate di diversi paesi alleati, consolidando ulteriormente il ruolo centrale dell'Italia nelle operazioni militari multinazionali della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"lsge-24\">Cos'è la LSGE 24 (Large Scale Global Exercises 2024)</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>Large Scale Global Exercises 2024 (LSGE 24)</strong> è una serie di esercitazioni militari multinazionali organizzate dalla <strong>NATO</strong> e dai suoi paesi alleati, progettata per rafforzare l'agilità e l'interoperabilità delle forze armate coinvolte. Queste esercitazioni, che avranno luogo da questo mese fino a giugno, vedono la partecipazione di numerosi membri della NATO e partner strategici in tutto il mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Coordinata dallo <strong>U.S. European Command (USEUCOM)</strong> per l'edizione 2024, la LSGE 24 coinvolge unità militari appartenenti a diverse forze armate, tra cui <strong>eserciti, forze navali, aeronautiche e terrestri</strong> dei paesi alleati della NATO. Il principale obiettivo di questa serie di esercitazioni è dimostrare la capacità delle nazioni partecipanti di operare insieme in uno scenario globale e multidominio, consolidando la cooperazione militare e la prontezza operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contesto internazionale, segnato dal <strong>conflitto russo-ucraino</strong>, ha spinto la NATO e i suoi membri a intensificare la cooperazione e a migliorare l'interoperabilità delle loro forze armate. Le esercitazioni <strong>LSGE 24</strong> nascono anche dalla necessità di prepararsi a possibili scenari di crisi simili a quello attuale nell’Europa orientale, dove la rapidità di risposta e l’efficacia delle operazioni congiunte diventano essenziali per la sicurezza collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma <strong>LSGE 24</strong> comprende circa <strong>30 esercitazioni</strong> e attività militari, ognuna con obiettivi specifici, che puntano a testare la prontezza e l’efficienza delle forze armate nell'affrontare diverse sfide operative. Queste attività dimostrano l'impegno della NATO e dei suoi alleati nel mantenere la pace e la sicurezza globale, attraverso una presenza militare robusta e coordinata. La capacità di risposta rapida e l'interoperabilità tra forze armate di diverse nazioni sono elementi chiave delle esercitazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le esercitazioni principali della <strong>LSGE 24</strong> ci sono eventi come <strong>Allied Spirit, Trojan Footprint, Bomber Task Force, Nordic Response, Arctic Shock, Saber Strike, Immediate Response, Swift Response, Astral Knight</strong>, <strong>Saber Juntion</strong> e <strong>BALTOPS</strong>, molte delle quali si terranno nel continente Europeo, a dimostrazione della centralità dell'Europa stessa in questo contesto. Altri eventi si svolgeranno in diverse aree del mondo, rafforzando le relazioni tra i paesi partecipanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa sarà la <strong>terza iterazione</strong> della serie <strong>LSGE</strong>, e rappresenta un’opportunità cruciale per migliorare l'interoperabilità delle forze NATO e per testare la capacità di reazione congiunta in operazioni complesse. In un momento storico in cui il conflitto russo-ucraino ha aumentato le tensioni globali, queste esercitazioni multinazionali, che coinvolgono migliaia di militari, evidenziano l'unità e la prontezza delle nazioni della NATO di fronte a qualsiasi potenziale minaccia, ribadendo l'impegno comune verso la stabilità e la sicurezza internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/Saber-Junction-24008.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"folgore, NATO, saber junction 2024","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-09-13 08:54:14","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/L-Esercito-Italiano-alla-Saber-Junction-2024-0913.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3987-complessa-esercitazione-nato-per-la-folgore-conclusa-in-germania-la-saber-junction-2024.mp4","galleria":"10804 | 10805 | 10806 | 10807 | 10808 | 10809 | 10810 | 10811"}
{"id":3978,"titolo":"I Paracadutisti tedeschi si addestrano con la Folgore: verificata la compatibilità tra il paracadute EPC-C e l’aeromobile A400M","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presso il <a href=\"https://brigatafolgore.net/centro-addestramento-di-paracadutismo/\" data-type=\"page\" data-id=\"487\">Centro Addestramento di Paracadutismo</a> della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti Folgore</a>, si è conclusa una significativa attività di cooperazione con una delegazione del <strong>31° reggimento paracadutisti della 1^ Brigata Paracadutisti della Divisione di Reazione Rapida delle Forze Armate tedesche</strong>. L'incontro ha avuto come obiettivo la verifica della compatibilità tra il <strong>paracadute EPC-C</strong>, in dotazione alla “Folgore”, e l’<strong>aeromobile A400M dell'Aeronautica tedesca</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'attività si colloca nell'ambito dei programmi di interoperabilità tra le aviotruppe dei paesi alleati, con particolare riferimento all'Airborne Community, comunità di cui la Folgore fa parte da diversi anni. Grazie a scambi di esperienze addestrative e logistiche, sia in ambito <strong>NATO</strong> che <strong>EATC (European Air Transportation Command)</strong>, le aviotruppe dei diversi paesi migliorano costantemente la loro capacità di operare in sinergia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l’incontro, è stata eseguita con successo la verifica tecnica della compatibilità del paracadute EPC-C con l’A400M, ponendo le basi per la futura certificazione che permetterà ai paracadutisti italiani di essere aviolanciati da velivoli tedeschi. Questo passo rappresenta un importante progresso per raggiungere elevati livelli di interoperabilità, consentendo operazioni più efficaci e coordinate tra le forze paracadutiste degli eserciti alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attraverso la cooperazione con paesi alleati, la Folgore intende rafforzare la capacità di condurre operazioni congiunte, integrando risorse, mezzi ed equipaggiamenti per ottenere una maggiore efficienza operativa. Il risultato è il frutto di anni di scambi e addestramenti comuni, volti a migliorare l’interazione tra forze militari, contribuendo così alla sicurezza e stabilità internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, la verifica della compatibilità tra il paracadute EPC-C e l’A400M è un segnale tangibile dell'impegno della Folgore nel mantenere un alto livello di prontezza operativa e di collaborazione con le forze alleate, confermando il suo ruolo di rilievo all'interno della Airborne Community.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/folgore-epcc-a400m-001.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"folgore, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-09-11 08:15:59","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/valid_parac_epc.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3978-i-paracadutisti-tedeschi-si-addestrano-con-la-folgore-verificata-la-compatibilita-tra-il-paracadute-epcc-e-laeromobile-a400m.mp4","galleria":"10791 | 10792 | 10793 | 10794 | 10795 | 10796 | 10797 | 10798"}
{"id":3976,"titolo":"Cambio al vertice delle Forze Speciali: il Generale Manzone nuovo Comandante del COMFOSE","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 5 settembre, presso il Comprensorio Militare \"Ten. MOVM Dario Vitali\" di Pisa, si è tenuta la solenne cerimonia che ha segnato il passaggio di <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" data-type=\"page\" data-id=\"7747\">comando delle Forze Speciali dell'Esercito Italiano (COMFOSE)</a>. <strong>Il Generale di Brigata Paracadutista Acquisitore Andrea Vicari</strong> ha ufficialmente passato il testimone al <strong>Generale di Brigata Paracadutista Alpino Marco Manzone</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il passaggio di comando è stato preceduto, il 3 settembre, da un incontro presso la Prefettura di Pisa, dove il prefetto <strong>Maria Luisa D’Alessandro</strong> ha accolto i Generali Vicari e Manzone, rafforzando ulteriormente i legami istituzionali tra le Forze Armate e il territorio, sottolineando il ruolo cruciale delle forze speciali nell'ambito della sicurezza nazionale e internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale di Brigata Andrea Vicari, comandante uscente, ha una carriera ricca di esperienze significative in ambito nazionale e internazionale. Dal 2018 al 2019 è stato Comandante del <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"353\">reggimento di forze speciali 185° RRAO Folgore</a>, oltre ad aver prestato servizio presso lo Stato Maggiore dell'Esercito e lo Stato Maggiore della Difesa a Roma. Le sue competenze sono state ulteriormente rafforzate dal suo periodo di servizio presso il <strong>Comando Supremo per la Trasformazione della NATO (Allied Command Transformation)</strong> a Norfolk, in Virginia (USA), dove ha lavorato in un contesto internazionale a stretto contatto con le forze armate di altri Paesi membri della NATO. Ha inoltre partecipato a numerose missioni operative all'estero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale di Brigata Marco Manzone, originario di Asti, prende il comando del COMFOSE con un bagaglio di esperienze di comando che lo rendono una figura di spicco nelle Forze Armate italiane. Ha Comandato dal 2019 al 2021 il prestigioso reparto di forze speciali <a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\" data-type=\"page\" data-id=\"430\">4º Reggimento Alpini Paracadutisti</a> e vanta numerosi incarichi di comando e staff presso le Truppe Alpine e lo Stato Maggiore dell'Esercito. A livello internazionale ha prestato servizio presso il <strong>Comando multinazionale NRDC-ITA a Solbiate Olona</strong> e come il suo predecessore al <strong>Comando Supremo per la Trasformazione della NATO</strong> a Norfolk, in Virginia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua carriera lo ha portato in vari teatri operativi, tra cui l’Afghanistan, la Bosnia e il Kosovo, dove ha avuto modo di dimostrare le sue capacità di Comandante in contesti ad alta criticità. La cerimonia di passaggio del comando si è svolta alla presenza di numerosi ospiti, tra cui una rappresentanza della <strong>Sezione ANA di Asti</strong>, città natale del nuovo comandante. In particolare, il consigliere Giorgio Gianuzzi e altri membri della sezione, con vessillo e gagliardetto, hanno voluto essere presenti per celebrare uno dei loro conterranei in un momento così importante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>BrigataFolgore.net</strong> si complimenta con il Generale Manzone per il prestigioso incarico di Comandante del COMFOSE. <strong>Auguri Signor Comandante!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/mazone-vicari-prefetto.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"comfose, forze speciali","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-09-06 14:09:31","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3976-cambio-al-vertice-delle-forze-speciali-il-generale-manzone-nuovo-comandante-del-comfose.mp4","galleria":""}
{"id":3974,"titolo":"Nuova procedura per richiedere il duplicato del brevetto militare da paracadutista ed il libretto personale dei lanci","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Avete smarrito il brevetto militare da paracadutismo e/o il libretto dei lanci? Niente paura, basta inoltrare richiesta direttamente al CAPAR (Centro Addestramento di Paracadutismo, ex SMIPAR) di Pisa ed avrete il vostro duplicato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Vediamo ora caso per caso la procedura da seguire, <strong>da settembre 2024 la procedura è stata leggermente modificata per quanto concerne il pagamento</strong>. Di seguito le 3 opzioni aggiornate:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Opzione 1: Tessera brevetto e libretto personale dei lanci</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Inviare una e-mail a: <a>casezmatrvlc@cepara.esercito.difesa.it</a> , oggetto della e-mail: <strong>Richiesta di Pagamento per duplicato tessera brevetto e libretto personale dei lanci.</strong> Riceverete come risposta il bollettino di pagamento tramite il sistema PagoPA. Effettuare il pagamento (la cifra da pagare sarà comunicata al momento dell'emissione del bollettino, potete comunque consultare i costi, in maniera orientativa, a <a href=\"#duplicato-brevetto-anchor\" data-type=\"internal\" data-id=\"#duplicato-brevetto-anchor\">questo link</a>).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Preparate una busta raccomandata con all'interno:</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Originale del pagamento effettuato tramite PagoPA</strong> (punto 1)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Domanda in carta libera con i vostri dati e specificado il tipo di duplicato</strong> (potete scaricare un fac-simile <a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/07/richiesta_duplicato_brevetti.docx\">cliccando qui</a>);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Copia di carta di identità e codice fiscale in corso di validità;</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>N.3 foto formato tessera di cui n. 1 autenticata presso il comune di residenza;</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Copia della denuncia di smarrimento alle autorità competenti </strong>(Carabinieri o Polizia);</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"align\":\"center\"} -->\n<p class=\"has-text-align-center\">Spedire tutto a:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse {\"textAlign\":\"center\"} -->\n<pre class=\"wp-block-verse has-text-align-center\"><strong>CENTRO ADDESTRAMENTO PARACADUTISMO\nSEZIONE COORDINAMENTO AMMINISTRATIVO\nMATRICOLA VOLI E LANCI\nVia di Gello, 138 - 56123, Pisa</strong></pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Opzione 2: Solo tessera brevetto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Inviare una e-mail a: <a>casezmatrvlc@cepara.esercito.difesa.it</a>, oggetto della e-mail: <strong>Richiesta di Pagamento per duplicato tessera brevetto</strong>. Riceverete come risposta il bollettino di pagamento tramite il sistema PagoPA. Effettuare il pagamento (la cifra da pagare sarà comunicata al momento dell'emissione del bollettino, potete comunque consultare i costi, in maniera orientativa, a <a href=\"#duplicato-brevetto-anchor\" data-type=\"internal\" data-id=\"#duplicato-brevetto-anchor\">questo link</a>).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Preparate una busta raccomandata con all'interno:</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Originale del pagamento effettuato tramite PagoPA</strong> (punto 1)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Domanda in carta libera con i vostri dati e specificando il tipo di duplicato</strong> (potete scaricare un fac-simile <a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/07/richiesta_duplicato_brevetti.docx\">cliccando qui</a>);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Copia di carta di identità e codice fiscale in corso di validità;</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>N.3 foto formato tessera di cui n. 1 autenticata presso il comune di residenza;</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Copia della denuncia di smarrimento alle autorità competenti </strong>(Carabinieri o Polizia);</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"align\":\"center\"} -->\n<p class=\"has-text-align-center\">Spedire tutto a:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse {\"textAlign\":\"center\"} -->\n<pre class=\"wp-block-verse has-text-align-center\"><strong>CENTRO ADDESTRAMENTO PARACADUTISMO<br>SEZIONE COORDINAMENTO AMMINISTRATIVO<br>MATRICOLA VOLI E LANCI<br>Via di Gello, 138 - 56123, Pisa</strong></pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Opzione 3: Solo libretto personale dei lanci</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Inviare una e-mail a: <a>casezmatrvlc@cepara.esercito.difesa.it</a>, oggetto della e-mail: <strong>Richiesta di Pagamento per duplicato libretto personale dei lanci</strong>. Riceverete come risposta il bollettino di pagamento tramite il sistema PagoPA. Effettuare il pagamento (la cifra da pagare sarà comunicata al momento dell'emissione del bollettino, potete comunque consultare i costi, in maniera orientativa, a <a href=\"#duplicato-brevetto-anchor\" data-type=\"internal\" data-id=\"#duplicato-brevetto-anchor\">questo link</a>).</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Preparate una busta raccomandata con all'interno:</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Originale del pagamento effettuato tramite PagoPA</strong> (punto 1)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Domanda in carta libera con i vostri ati e specificando il tipo di duplicato</strong> (potete scaricare un fac-simile <a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/07/richiesta_duplicato_brevetti.docx\">cliccando qui</a>);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Copia di carta di identità e codice fiscale in corso di validità;</strong></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"align\":\"center\"} -->\n<p class=\"has-text-align-center\">Spedire tutto a:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse {\"textAlign\":\"center\"} -->\n<pre class=\"wp-block-verse has-text-align-center\" id=\"duplicato-brevetto-anchor\"><strong>CENTRO ADDESTRAMENTO PARACADUTISMO<br>SEZIONE COORDINAMENTO AMMINISTRATIVO<br>MATRICOLA VOLI E LANCI<br>Via di Gello, 138 - 56123, Pisa</strong></pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quanto pagare?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cifra da pagare, che <strong>verrà comunicata al momento dell'emissione del bollettino di pagamento tramite il sistema PagoPA</strong>, sarà, orientativamente (salve ulteriori aggiornamenti e/o cambiamenti da parte dell'Amministrazione del CAPAR):</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tessera brevetto e libretto personale dei lanci 28.66€:</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>€ 16.00 di marca da bollo per ogni 4 fogli prodotti (stralcio);</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>€ 5.00 costo tessera brevetto e libretto personale dei lanci;</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>€ 7.40 rimborso raccomandata R/R di risposta:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>€ 0.26 per ogni foglio prodotto (stralcio);</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Solo tessera brevetto 9.90€:</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>€ 2.50 costo tessera brevetto;</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>€ 7.40 rimborso raccomandata R/R di risposta:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Solo libretto personale dei lanci 26.16€:</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>€ 16.00 di marca da bollo per ogni 4 fogli prodotti (stralcio);</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>€ 2.50 costo libretto personale dei lanci;</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>€ 7.40 rimborso raccomandata R/R di risposta:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>€ 0.26 per ogni foglio prodotto (stralcio);</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/folgore-lanci-24.jpg","categoria":"Blog, Nazionali","tags":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-09-03 11:49:41","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3974-nuova-procedura-per-richiedere-il-duplicato-del-brevetto-militare-da-paracadutista-ed-il-libretto-personale-dei-lanci.mp4","galleria":""}
{"id":3972,"titolo":"Rivoluzione Folgore, la Brigata Paracadutisti alle dirette dipendenze del COMFOTER","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 2 settembre, la <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti Folgore</a> passerà sotto le dirette dipendenze del<strong> Comando delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER)</strong>, eliminando comandi intermedi. Questo cambiamento allinea la leggendaria Brigata Paracadutisti Italiana a reparti di spicco come il <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" data-type=\"page\" data-id=\"7747\">COMFOSE (Comando delle Forze Speciali dell'Esercito)</a> ed il <strong>Comando Aviazione dell’Esercito</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il COMFOTER, alle dirette dipendenze del&nbsp;<strong>Capo di Stato Maggiore dell'Esercito</strong>, avrà ora un controllo più diretto sulla Brigata. Attualmente, la Folgore è sotto il <strong>Comando Forze Operative Nord (COMFOP NORD)</strong>, a sua volta subordinato al COMFOTER.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La decisione risponde alla necessità di risorse specifiche per la Folgore, distinguendola dagli altri reparti di fanteria e facilitandone l'addestramento e l'impiego come strumento ad elevato livello di prontezza in 48h su ogni teatro, prioritariamente orientato al warfighting, anche con operazioni complesse in coordinamento&nbsp;con&nbsp;le forze speciali. La mossa, strategicamente rilevante per la Nazione e l'<strong>Alleanza Atlantica (NATO)</strong>, è quindi vista come un segnale del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, <a href=\"https://brigatafolgore.net/envira/una-storica-nomina-il-generale-carmine-masiello-primo-paracadutista-a-capo-dello-stato-maggiore-dellesercito/\" data-type=\"envira\" data-id=\"7197\">Generale di Corpo d'Armata Paracadutista Carmine Masiello</a>, ad ottimizzare e valorizzare le capacità dei Paracadutisti, riportandola al suo antico splendore, garantendo alla Brigata il supporto necessario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni, la Folgore è stata, affermiamo noi, “accantonata” e trattata alla stregua di un normale reparto di fanteria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il passaggio alle dirette dipendenze del COMFOTER rappresenta, in una forza armata moderna, la sua naturale collocazione, vista la natura della Brigata e dei Paracadutisti stessi. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una decisione in perfetta continuità con il programma di assegnazione dei nuovi mezzi aviolanciabili <strong>GMV Flyer 72</strong> di cui avevamo scritto <a href=\"https://brigatafolgore.net/il-gmv-flyer-72-e-il-nuovo-veicolo-tattico-della-folgore/\" data-type=\"post\" data-id=\"7156\">in questo articolo</a>. Per completarne le capacità warfighting sarà necessario inoltre potenziare le capacità <strong>controcarri</strong> e <strong>contraereo/anti-UAS</strong> fino a livello squadra. Per fare tutto ciò era necessario un controllo più diretto dello Stato Maggiore. La scelta di porre la Folgore alle dirette dipendenze del COMFOTER è anche figlia del rinnovamento della forza armata, rinnovamento voluto fin dal primo giorno di insediamento del Generale Masiello.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, questo cambiamento rappresenta un passo significativo nella riorganizzazione e valorizzazione dell'Esercito Italiano, rafforzando il ruolo della Folgore nel contesto delle operazioni militari contemporanee a difesa della Nazione e dell’Alleanza Atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/folgore-comfoter.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"comfoter, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-08-08 12:59:41","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3972-rivoluzione-folgore-la-brigata-paracadutisti-alle-dirette-dipendenze-del-comfoter.mp4","galleria":""}
{"id":3970,"titolo":"\"Strade sicure\", al Capo di SME fa eco il Generale Bertolini: \"una sciagura per l'Esercito Italiano\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla <a href=\"https://brigatafolgore.net/generale-masiello-strade-sicure-indebolisce-lapparato-difensivo-italiano/\" data-type=\"post\" data-id=\"10728\">recenti dichiarazioni</a> del <strong>Capo di SME Generale C.A. Paracadutista Carmine Masiello</strong> in Commissione parlamentare sulle problematiche che genera l'operazione \"Strade Sicure\", fa eco una voce estremamente autorevole nel mondo militare: quella del <strong>Generale C.A. (Aus.) Paracadutista Incursore Marco Bertolini</strong>, oggi in congedo e attuale presidente dell'<a href=\"https://brigatafolgore.net/anpdi/\" data-type=\"page\" data-id=\"9015\">ANPd'I</a>. Bertolini, con una carriera militare di oltre 40 anni tra Forze Speciali e Paracadutisti, che lo ha visto impegnato in teatri di guerra di alto, anzi, altissimo profilo ed ai massimi Comandi della Forza Armata (Comandante del <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9° Reggimento Col Moschin</a> e della <a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"308\">Brigata Paracadutisti Folgore</a>), della Difesa (Comandante del <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-interforze-per-le-operazioni-delle-forze-speciali-c-o-f-s/\" data-type=\"page\" data-id=\"10415\">C.O.F.S.</a> e del Comando operativo di vertice interforze) e della NATO (Capo di Stato Maggiore del Comando ISAF in Afghanistan, primo ufficiale italiano a ricoprire questo ruolo), in un'<a href=\"https://www.ilrestodelcarlino.it/reggio-emilia/cronaca/strade-sicure-sciagura-il-generale-bertolini-esercito-sotto-utilizzato-0ca78226\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.ilrestodelcarlino.it/reggio-emilia/cronaca/strade-sicure-sciagura-il-generale-bertolini-esercito-sotto-utilizzato-0ca78226\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">intervista al Resto del Carlino</a>, ha espresso una severa critica riguardo l'operazione <strong>\"Strade Sicure\"</strong>, definendola una <em>\"sciagura per l'Esercito Italiano\"</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'ex <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"345\">Comandante della Folgore</a> sostiene che impiegare l'Esercito in compiti di controllo del territorio sottrae prezioso personale militare all'addestramento e alla preparazione necessaria per operare efficacemente in un contesto definito di <em>\"war fighting\"</em>. Questo tipo di impiego, secondo il Generale, non è conforme all'essenza stessa del militare dell'Esercito, che invece verrebbe sottoimpiegato, possedendo il soldato competenze ben più avanzate rispetto ai compiti di un agente di polizia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La posizione del Generale Bertolini è chiara: <em>\"Impiegare la forza militare nella lotta alla microcriminalità ‘da strada’ è come usare un cannone per sparare a una formichina\"</em>. L'Ufficiale sottolinea inoltre che <strong>le forze armate, prive di funzioni di polizia giudiziaria, non sono equipaggiate per svolgere al meglio tali compiti</strong>, che dovrebbero essere lasciati alle forze di polizia, già numerose e dotate delle prerogative necessarie per mantenere l'ordine pubblico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Bertolini mette in luce inoltre la visione spesso sostenuta da figure politiche, come l'ex Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi, che vedevano l'utilizzo dell'Esercito per compiti di ordine pubblico come una risposta all'apparente inattività dei militari in tempo di pace. Tuttavia, il Generale ricorda che la pace è spesso illusoria, con conflitti vicini ai confini italiani e missioni in teatri di guerra che richiedono una preparazione costante e dedicata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>BrigataFolgore.net condivide pienamente la posizione del Generale Bertolini. Utilizzare soldati per compiti di polizia, e ancor peggio senza gli strumenti giuridici delle forze di polizia (il Generale Bertolini non usa mezzi termini definendolo <em>\"Poliziotto di Serie B\"</em>), è come obbligare, aggiungiamo noi, un pilota di Formula 1 a condurre un'automobile commerciale. Questa pratica non solo dequalifica il personale militare, ma impedisce anche una preparazione adeguata per affrontare situazioni di emergenza reale, dove l'Esercito può e deve fare realmente la differenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le parole di Bertolini rappresentano quindi una voce autorevole e critica, un richiamo a riconsiderare l'allocazione delle risorse militari in compiti per i quali non sono stati addestrati. Senza forze armate adeguatamente preparate, un paese non può essere considerato veramente sovrano. Questo principio, sostiene il Generale, e a cui ci uniamo a gran voce, è essenziale per comprendere l'importanza di mantenere l'Esercito impegnato in compiti coerenti con la sua missione fondamentale di difesa nazionale e gestione delle emergenze di grande portata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi più che mai, con la guerra alle porte del continente Europeo, avere un Esercito ben addestrato è di fondamentale importanza. Noi di BrigataFolgore.net abbiamo ricevuto, in maniera informale, numerose segnalazioni per la mancanza di tempo da dedicare all'addestramento da parte di soldati impiegati in \"Strade Sicure\". Quest'operazione, che impiega oggi 6.800 soldati, è fortemente gravosa per la Forza Armata. L'addestramento è la ragion d'essere dell'Esercito in tempo di pace e deve rimanere tale per garantire la prontezza operativa finalizzata a mantenere efficiente il sistema difensivo di una nazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, BrigataFolgore.net si unisce al Generale Bertolini nel criticare l'utilizzo improprio dell'esercito in operazioni di polizia. La sicurezza del territorio e il mantenimento dell'ordine pubblico devono rimanere competenza delle forze di polizia, lasciando l'Esercito libero di addestrarsi e prepararsi per le sfide complesse che il futuro potrà riservare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/marco-bertolini-general.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-07-27 13:50:29","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3970-strade-sicure-al-capo-di-sme-fa-eco-il-generale-bertolini-una-sciagura-per-lesercito-italiano.mp4","galleria":""}
{"id":3968,"titolo":"Generale Masiello: \"Strade Sicure\" indebolisce l'apparato difensivo Italiano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fino ad oggi tutti zitti. Dal 2008 ad oggi tutti i precedenti Capi di SME sono rimasti in silenzio. Ma non lui. Ce lo aspettavamo. Ce lo aspettavamo perché, <a href=\"https://brigatafolgore.net/envira/una-storica-nomina-il-generale-carmine-masiello-primo-paracadutista-a-capo-dello-stato-maggiore-dellesercito/\" data-type=\"envira\" data-id=\"7197\">fin dal primo giorno del suo insediamento come Capo di Stato Maggiore dell'Esercito</a>, abbiamo confidato nel suo spessore di Comandante e Militare. E finalmente l'ha dichiarato a chiare lettere: <strong>l'Operazione Strade Sicure è un problema per l'Esercito Italiano</strong>. Parole del <strong>Generale C.A. Paracadutista Carmine Masiello</strong>. Il numero uno dell'Esercito ha recentemente delineato in Commissione parlamentare le condizioni e le sfide legate all'operazione \"Strade Sicure\", sottolineando come questa sottragga risorse importanti alla Forza Armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante il contributo alla sicurezza urbana, Masiello ha espresso preoccupazione riguardo la sostenibilità dell'operazione. Ha sottolineato che l'impiego di una forza così grande per un periodo prolungato sottrae risorse fondamentali all'addestramento al combattimento, riducendo la prontezza operativa dell'Esercito. Questa situazione è aggravata dal bisogno di recupero psico-fisico dei militari dopo i cicli semestrali di impiego, compromettendo ulteriormente la loro preparazione per missioni istituzionali e operazioni ad alta intensità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Avviata il 4 agosto 2008, questa operazione ha visto l'impiego di unità delle Forze Armate in concorso con le Forze di Polizia per specifiche esigenze di prevenzione e contrasto della criminalità. Inizialmente prevista per un massimo di 6 mesi con un contingente di 3.000 unità, la legge di bilancio 2024 autorizza oggi l'impiego di 6.800 unità fino al 31 dicembre di quest'anno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha riferito come <em>“</em><strong><em>l’impiego della Forza Armata nell’operazione Strade Sicure sottrae costantemente l’equivalente di 12-14 reggimenti di manovra all’addestramento al combattimento. Altrettante forze, in preparazione, focalizzano il proprio addestramento su compiti per operazioni sul territorio nazionale </em></strong>– continua –<em> </em><strong><em>Tale costante e prolungato impiego ha un effetto diretto e cumulativo sul livello di preparazione della Forza Armata rispetto all’assolvimento delle missioni istituzionali. Una situazione è acuita dal recupero psico-fisico e dal ricondizionamento delle unità al termine dei cicli di impiego semestrale. Infatti, sebbene il personale goda di un’indennità omnicomprensiva e del compenso per lavoro straordinario, nella misura media mensile di 55 ore al termine dei 6 mesi di impiego, accumula mediamente circa 55 giorni di recupero di cui 40 per aver prestato servizio durante le festività e i giorni non lavorativi e 15 per lavoro straordinario che eccedono la quota parte corrisposta. Ciò non consente di far fronte all’esigenza di addestrare l’Esercito e preparare le forze all’impiego in contesti operativi sempre più competitivi, ad alta intensità e intrinsecamente letali come dettato dal citato cambiamento dei paradigmi di sicurezza”.</em></strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>BrigataFolgore.net ha anche suggerito in passato come l'eventuale <a href=\"https://brigatafolgore.net/reintroduzione-della-leva-obbligatoria-un-dibattito-aperto-piu-che-mai/\" data-type=\"post\" data-id=\"9057\">reintroduzione della leva obbligatoria</a> permetterebbe, oltre che risolvere una serie di problemi all'interno della Forza Armata, di rimodulare le risorse per l'Operazione Strade Sicure, che non richiede necessariamente la partecipazione di soldati professionisti e che potrebbe essere affidata proprio ai soldati di leva. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Auguriamo quindi che l'apparato politico nazionale percepisca con serietà le parole del Capo di SME e smetta di utilizzare soldati professionisti per compiti che nulla hanno a che fare con le loro reali manzioni, aggiungiamo noi. Il Soldato deve fare il Soldato. Il Soldato fa parte di una Forza Armata. L'ordine pubblico deve competere, in un paese civile, alle Forze dell'Ordine. Negli ultimi anni, le Forze Armate e le Forze dell'Ordine in Italia sono state impropriamente sovrapposte nelle loro funzioni: senza considerare poi, le limitazioni che hanno i soldati schierati nelle operazioni strade sicure, visto che non hanno funzioni di polizia giudiziaria. Compete sempre alle forze di polizia presenti in loco procedere agli arresti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Forse è arrivato il momento di mettere mano a questa situazione e restituire alla Forza Armata tutte le sue, <a href=\"https://brigatafolgore.net/crosetto-le-forze-armate-italiane-non-sono-pronte-gli-fa-eco-il-capo-di-smd-scenari-futuri-e-possibili-soluzioni/\" data-type=\"post\" data-id=\"9873\">già deficitarie numericamente</a>, risorse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/masiello2024-001.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"capo di sme, strade sicure","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-07-26 11:54:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3968-generale-masiello-strade-sicure-indebolisce-lapparato-difensivo-italiano.mp4","galleria":""}
{"id":3963,"titolo":"Il Generale Paracadutista Incursore Yuri Grossi assume la guida della Brigata \"Pinerolo\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Generale di Brigata Yuri Grossi</strong> è il nuovo Comandante della <strong>Brigata Pinerolo</strong>. L'Ufficiale Incursore, già Comandante del <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9° Reggimento d'Assalto Paracadutisti \"Col Moschin\"</a> (2018-2021), ha assunto la guida della Grande Unità dell’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presso il circolo di presidio di Bari, si è tenuta la solenne cerimonia di avvicendamento al comando della Brigata “Pinerolo”. Il <strong>Colonnello Pietro Guglielmi</strong> ha ceduto il comando al Generale di Brigata Yuri Grossi, alla presenza del <a href=\"https://brigatafolgore.net/attenti-a-quei-due-gen-c-a-ristuccia-e-il-nuovo-comandante-di-comfop-sud-gen-div-belladonna-nuovo-capo-di-stato-maggiore/\" data-type=\"post\" data-id=\"10066\">Comandante delle Forze Operative Sud</a>, <strong>Generale di Corpo d’Armata Angelo Michele Ristuccia</strong>, e delle principali autorità militari, civili e religiose di Bari e provincia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il suo discorso, il Generale Ristuccia ha espresso parole di grande apprezzamento per la professionalità e l’impegno dimostrati dagli uomini e dalle donne della Brigata Pinerolo in ogni missione, sottolineando come rappresenti un modello di eccellenza nello sviluppo tecnologico e nella sperimentazione di nuove tattiche, tecniche e procedure condivise a livello di Forza Armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Brigata Pinerolo è stata infatti impiegata con successo anche in diverse operazioni sul territorio nazionale, tra cui l’Operazione “Strade Sicure”, che l'ha vista impegnata nel garantire la sicurezza del territorio, nel contrastare la criminalità organizzata e nel prevenire reati ambientali. Di recente, il contributo della brigata è stato inoltre determinante durante tutte le fasi del <strong>G7 svolto in Puglia</strong>, dove le donne e gli uomini della Pinerolo hanno garantito un elevato livello di sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia ha evidenziato anche l’impegno continuo della Brigata Pinerolo nel progetto di ammodernamento tecnologico dell’Esercito, denominato <strong>Network Enabled Capability</strong>. In questo contesto, la brigata svolge un ruolo fondamentale nell’impiego e nella valutazione dei nuovi materiali introdotti in servizio, testandone i vantaggi operativi. Durante il vertice del G7, è stato utilizzato con successo il <strong>sistema “Imperio”, che ha supportato efficacemente le funzioni operative di Comando, Controllo, Manovra e Intelligence.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il passaggio di comando alla Brigata Pinerolo rappresenta quindi un momento di continuità e rinnovato impegno verso l’innovazione e l’efficacia operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Il Generale Grossi, Ufficiale Incursore proveniente dalle forze speciali e con un'importante carriera nel 9° Reggimento Col Moschin, porta con sé un bagaglio di esperienza e competenze uniche che saranno ora messe a disposizione della Brigata Pinerolo. La sua profonda conoscenza delle operazioni speciali, della pianificazione strategica e delle tattiche avanzate arricchirà ulteriormente la brigata, integrando le capacità convenzionali con approcci innovativi e altamente specializzati. Questo connubio tra tradizione e innovazione promette di elevare ulteriormente l'efficacia operativa della Pinerolo, preparandola a fronteggiare le sfide future con rinnovata determinazione e capacità.</pre>\n<!-- /wp:verse -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/grossi-pinerolo-2024-07-27-003.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"comfop sud, pinerolo","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-07-26 09:56:54","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Avvicendamento-alla-Brigata-Pinerolo-240726.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3963-il-generale-paracadutista-incursore-yuri-grossi-assume-la-guida-della-brigata-pinerolo.mp4","galleria":"10717 | 10718 | 10719 | 10720"}
{"id":3961,"titolo":"Come chiedere il duplicato del brevetto militare da paracadutista ed il libretto personale dei lanci","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Avete smarrito il brevetto militare da paracadutismo e/o il libretto dei lanci? Niente paura, basta inoltrare richiesta direttamente al&nbsp;<strong>CAPAR (Centro Addestramento di Paracadutismo, ex SMIPAR) di Pisa</strong>&nbsp;ed avrete il vostro duplicato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Vediamo ora caso per caso la procedura da seguire (abbiamo 3 opzioni).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Opzione 1: Tessera brevetto e libretto personale dei lanci</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Domanda in carta libera specificando (potete scaricare un fac-simile&nbsp;<a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/07/richiesta_duplicato_brevetti.docx\">cliccando qui</a>);</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Copia di carta di identità e codice fiscale in corso di validità;</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>N.3 foto formato tessera di cui n. 1 autenticata presso il comune di residenza;</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Copia della denuncia di smarrimento alle autorità competenti (Carabinieri o Polizia);</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Copia ricevuta di bonifico bancario:</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>IMPORTO:&nbsp;<strong>28.66€</strong>&nbsp;che comprende:<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>€ 16.00 di marca da bollo per ogni 4 fogli prodotti (stralcio);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>€ 5.00 costo tessera brevetto e libretto personale dei lanci;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>€ 7.40 rimborso raccomandata R/R di risposta:</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>€ 0.26 per ogni foglio prodotto (stralcio);</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>INTESTATO A:&nbsp;<strong>COMANDO BRIGATA PARACADUTISTI FOLGORE</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>IBAN:&nbsp;<strong>IT17 C076 0113 9000 0001 2882 577</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>CAUSALE:&nbsp;<strong>Rilascio duplicato della tessera brevetto e del libretto personale dei lanci di (proprio nome e cognome)</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Opzione 2: Solo tessera brevetto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Domanda in carta libera specificando (potete scaricare un fac-simile&nbsp;<a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/07/richiesta_duplicato_brevetti.docx\">cliccando qui</a>);</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Copia di carta di identità e codice fiscale in corso di validità;</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>N.3 foto formato tessera di cui n. 1 autenticata presso il comune di residenza;</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Copia della denuncia di smarrimento alle autorità competenti (Carabinieri o Polizia);</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Copia ricevuta di bonifico bancario:</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>IMPORTO:&nbsp;<strong>9.90€</strong>&nbsp;che comprende:<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>€ 2.50 costo tessera brevetto;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>€ 7.40 rimborso raccomandata R/R di risposta:</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>INTESTATO A:&nbsp;<strong>COMANDO BRIGATA PARACADUTISTI FOLGORE</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>IBAN:&nbsp;<strong>IT17 C076 0113 9000 0001 2882 577</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>CAUSALE:&nbsp;<strong>Rilascio duplicato della tessera brevetto di (proprio nome e cognome)</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Opzione 3: Solo libretto personale dei lanci</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Domanda in carta libera specificando (potete scaricare un fac-simile&nbsp;<a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/07/richiesta_duplicato_brevetti.docx\">cliccando qui</a>);</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Copia di carta di identità e codice fiscale in corso di validità;</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Copia ricevuta di bonifico bancario:</strong><!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>IMPORTO:&nbsp;<strong>26.16€</strong>&nbsp;che comprende:<!-- wp:list -->\n<ul class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>€ 16.00 di marca da bollo per ogni 4 fogli prodotti (stralcio);</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>€ 2.50 costo libretto personale dei lanci;</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>€ 7.40 rimborso raccomandata R/R di risposta:</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>€ 0.26 per ogni foglio prodotto (stralcio);</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>INTESTATO A:&nbsp;<strong>COMANDO BRIGATA PARACADUTISTI FOLGORE</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>IBAN:&nbsp;<strong>IT17 C076 0113 9000 0001 2882 577</strong></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>CAUSALE:&nbsp;<strong>Rilascio duplicato del libretto personale dei lanci di (proprio nome e cognome)</strong>;</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una volta che avete tutta la documentazione inviare a:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse {\"textAlign\":\"center\"} -->\n<pre class=\"wp-block-verse has-text-align-center\"><strong>CENTRO ADDESTRAMENTO PARACADUTISMO<br><br>SEZIONE COORDINAMENTO AMMINISTRATIVO<br><br>MATRICOLA VOLI E LANCI<br><br>Via di Gello, 138 - 56123, Pisa</strong></pre>\n<!-- /wp:verse -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/folgore-lanci-24.jpg","categoria":"Blog, Nazionali","tags":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-07-14 11:44:49","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3961-come-chiedere-il-duplicato-del-brevetto-militare-da-paracadutista-ed-il-libretto-personale-dei-lanci.mp4","galleria":""}
{"id":3955,"titolo":"NATO, l'Italia assume la guida dell'Allied Reaction Force con NRDC-ITA","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come anticipato <a href=\"https://brigatafolgore.net/nato-pronta-la-nuova-forza-arf-il-gen-c-a-paracadutista-lorenzo-daddario-incontra-i-comandanti/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https://brigatafolgore.net/nato-pronta-la-nuova-forza-arf-il-gen-c-a-paracadutista-lorenzo-daddario-incontra-i-comandanti/\" rel=\"noreferrer noopener\">in questo articolo di marzo</a>, <strong>NRDC-ITA</strong>, comandato dal <strong>Generale C.A. Paracadutista Lorenzo D'Addario</strong>, ha assunto ufficialmente la guida dell'<strong>Allied Reaction Force (ARF)</strong> per i prossimi tre anni. La cerimonia di inaugurazione si è tenuta presso la sede operativa di NRDC-ITA a Solbiate Olona. Presenti il <strong>Generale Christopher G. Cavoli</strong>, Comandante Supremo delle Forze Alleate in Europa (SACEUR), e del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, <strong>Generale C.A. Paracadutista Carmine Masiello</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'evento ha visto la partecipazione dei Comandanti delle unità NATO che costituiranno l'ARF, in particolare della <strong>1 UK Division</strong>, del <strong>ESP JSOC</strong> (Joint Special Operations Command), del <strong>ESP JFAC</strong> (Joint Force Air Component) del <strong>CFSpCC</strong> (Combined Force Space Component Commander), di <strong>ITMARFOR</strong> (Italian Maritime Forces) e di <strong>SOFCOM</strong> (Allied Special Operations Forces Command) che di fatto in un ambito multinazionale e multidominio contibuiranno a supportare l’Alleanza nell’assolvimento dei suoi tre principali compiti: deterrenza e difesa, prevenzione e gestione della crisi e sicurezza cooperativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la cerimonia, il Generale Cavoli ha elogiato il lavoro svolto dal personale civile e militare nella costituzione del Comando ARF, sottolineando l'importanza del nuovo ruolo. Il Generale Masiello ha evidenziato le qualità professionali e umane necessarie per affrontare l'attuale situazione di sicurezza internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>NRDC-ITA, nel suo ruolo di ARF, fornisce a SACEUR un’immediata capacità di risposta alle crisi. In tale ottica, ha portato avanti una serie di attività tra esercitazioni, studi accademici e addestramenti specifici che sono culminati, lo scorso maggio, nell’esercitazione Steadfast Deterrence 24, nella quale ha ricevuto la validazione formale. Ulteriori esercitazioni, inoltre, saranno svolte in Europa alla fine del 2024 e sia nel 2025 che nel 2026.ARF è un concetto completamente nuovo, derivante da una decisone a livello politico maturata in occasione del summit NATO di Vilnius del 2023 al fine di consentire al SACEUR di disporre di forze prontamente impiegabili (in tutti i domini), di conseguire risultati in modo più immediato rispetto al passato e di fornire una risposta efficace alle eventuali situazioni di crisi in tutti i tipi di operazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La guida dell'ARF da parte di NRDC-ITA conferma l'impegno dell'Italia nei confronti dell'Alleanza e della difesa dell'area euro-atlantica. NRDC-ITA, con sede operativa a Solbiate Olona e istituzionale a Milano, è un comando multinazionale composto per il 75% da personale italiano e per il 25% da militari di altre 19 nazioni. Dal 1° ottobre 2016, NRDC-ITA è alle dirette dipendenze del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/nrdc-ita-arf-20240701-00003.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"arf, NATO, nrdc-ita","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-07-03 12:18:41","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/celebrazione_arf.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3955-nato-litalia-assume-la-guida-dellallied-reaction-force-con-nrdcita.mp4","galleria":"10702 | 10703 | 10704 | 10705 | 10706"}
{"id":3946,"titolo":"Il Sottufficiale di Corpo dell’Esercito visita il 232° Reggimento Trasmissioni e il 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti “Folgore”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei giorni scorsi, il Sottufficiale di Corpo dell’Esercito, <strong>Primo Luogotenente Michele Romano</strong>, ha visitato il <strong>232° Reggimento Trasmissioni </strong>di Avellino, dove è stato accolto dal Comandante di reggimento, Colonnello Alberto Tognon e dal Sottufficiale di Corpo, Primo Luogotenente Giorgio D'Angelo.​​​​​</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo un deferente omaggio alla Bandiera di Guerra, il Primo Luogotenente Romano ha partecipato a un briefing illustrativo sull’organizzazione, la missione e i compiti del reggimento. Durante la visita, ha potuto apprezzare la professionalità e la dedizione del personale in addestramento, oltre all’affiatamento tra le diverse categorie.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Successivamente, il Primo Luogotenente Romano si è recato al <a href=\"https://brigatafolgore.net/185o-reggimento-artiglieria-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"479\">185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti “Folgore”</a>, impegnato nell'esercitazione a fuoco <strong>\"Drago 1-2024\"</strong> al Poligono di Monteromano, dove, accolto dal Colonnello Gianluca D’Alessio e dal Primo Luogotenente Danilo Franceschini, Romano ha interagito con il personale in addestramento, apprezzandone le capacità, notando con favore lo spirito di corpo e la responsabilità dei comandanti delle unità minori, \"c.d. junior leader\", che guidano con l'esempio. Romano si è dichiarato molto soddisfatto della preparazione e del coinvolgimento dei giovani VFI.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Sottufficiale di Corpo è una risorsa preziosa, poiché favorisce il raggiungimento degli obiettivi attraverso la promozione della crescita professionale di Sottufficiali, Graduati e Volontari. Visite come queste sono fondamentali per mantenere alto lo spirito di corpo e garantire che l’addestramento raggiunga sempre i massimi livelli di efficacia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/suff-corpo-185art-20240702-01.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"185 folgore, 232 trasmissioni","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-07-02 13:29:04","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/visita_sottuf_corpo.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3946-il-sottufficiale-di-corpo-dellesercito-visita-il-232-reggimento-trasmissioni-e-il-185-reggimento-artiglieria-paracadutisti-folgore.mp4","galleria":"10680 | 10681 | 10676 | 10677 | 10674 | 10675 | 10678 | 10679"}
{"id":3937,"titolo":"Ennesima lodevole iniziativa dei militari Italiani in Kosovo, gara benefica per la ricerca sul cancro","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei giorni scorsi, il <strong>Regional Command West (RC-W)</strong> ha organizzato la gara benefica \"Race For The Cure\" nella municipalità di Pejë/Pec, Kosovo. L'evento, <strong>volto a sostenere la ricerca e la cura del tumore mammario</strong>, ha visto la partecipazione di militari NATO, docenti e studenti dell'<strong>Università Haxhi Zeka</strong>. La gara non competitiva di 5 km, tenutasi all’interno della <strong>municipalità di Pejё/Pec</strong>, ha visto la presenza del <strong>comandante di RC-W, Colonnello Francesco Ferrara</strong>, dell’<strong>Ambasciatore d’Italia per il Kosovo, Antonello De Riu</strong> e della <strong>rappresentante delle istituzioni locali, l’assessore alla cultura, allo sport e alla gioventù, Sig.ra Xhenet Syka</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La gara rappresenta l'ennesima iniziativa del <strong>Colonello Francesco Ferrara</strong>, noto per la sua attenzione alle relazioni tra i militari italiani e la popolazione locale, con un particolare riguardo alle problematiche della comunità kosovara.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Al termine della corsa, la municipalità di Pejë/Pec ha inaugurato un monumento in ricordo dei 25 anni di presenza dei militari italiani in Kosovo. La cerimonia si è tenuta presso l'attuale hotel Dukagjini, ex sede della Multinational Brigade West a guida italiana. Il monumento simboleggia il legame tra la comunità locale e i militari italiani che, nel corso degli anni, hanno contribuito al mantenimento della pace e della sicurezza nella regione.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>sindaco di Cosenza, dott. Franz Caruso</strong>, ha inviato un messaggio di ringraziamento al contingente italiano e alle autorità kosovare, sottolineando le basi per una futura collaborazione tra i territori, evidenziando l'importanza del lavoro svolto dal <strong>1° Reggimento Bersaglieri</strong> e l'impegno concreto nel promuovere la cooperazione tra i due Paesi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo cittadino di Cosenza ha dichiarato: <em>\"Ci sono l’impegno e una volontà concreta di superare i formalismi e i protocolli per andare, invece, a un confronto diretto su quelle che sono le peculiarità e le possibilità che i nostri diversi territori possono mettere insieme, in sinergia, per creare una cooperazione tra i due Paesi e tra le nostre città. Oggi il 1° Reggimento Bersaglieri incarna concretamente questi propositi con la loro attività di missione per la Pace e il Futuro”.</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Contingente italiano della Kosovo Force (KFOR)</strong>, in linea con la <strong>risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite del 1999</strong>, concorre al mantenimento di un ambiente sicuro e protetto, nonché alla libertà di movimento per tutte le comunità che vivono in Kosovo, promuovendo contestualmente attività benefiche sotto la direzione del <strong>Comando Operativo di Vertice Interforze</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Noi di <strong>BrigataFolgore.net</strong> facciamo, nuovamente, i Complimenti al <strong>Colonnello Francesco Ferrara</strong> ed al <strong>1° Reggimento Bersaglieri</strong> per rappresentare nel migliore dei modi l'Italia in un contesto, quello Kosovaro, non facile. L'Ufficiale dei Bersaglieri, insieme ai suoi uomini, sta dimostrando che dialogo, sorriso e solidarietà possono rivelarsi armi vincenti anche per dei Soldati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/a1-2.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"kfor","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-07-02 13:01:32","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3937-ennesima-lodevole-iniziativa-dei-militari-italiani-in-kosovo-gara-benefica-per-la-ricerca-sul-cancro.mp4","galleria":"10661 | 10662 | 10663 | 10664 | 10665 | 10666 | 10667 | 10668"}
{"id":3933,"titolo":"2 Luglio 1993 - 2 Luglio 2024, CHI CADE COMBATTENDO NON MUORE MAI","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mi sono arruolato nella Folgore nel 1999, ispirato dai racconti dell'amico Maresciallo Lino Corsetti, oggi in congedo. Corsetti, sottufficiale dell'Esercito Italiano presso l'11° Reggimento Trasmissioni \"Leonessa\", era presente al porto vecchio di Mogadiscio il <a href=\"https://brigatafolgore.net/2-luglio-1993-la-battaglia-del-check-point-pasta/\" data-type=\"page\" data-id=\"310\">2 luglio 1993</a> al comando Brigata. Durante l'inverno del 1998, mi raccontò della cruenta battaglia al pastificio di Mogadiscio. Ricordo benissimo quella sera, in cucina, con lui e il figlio Francesco Corsetti, allora Caporale istruttore VFB a Sora. Le sue parole mi spinsero ad unirmi all'Esercito, anzi, alla Folgore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La battaglia del Check Point Pasta. Fu quella la molla.</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per dilla tutta, ad onor del vero, raccontò testualmente, <em>\"... i nostri Paracadutisti della Folgore, quelli di Siena e gli incursori del Nono...\"</em>. Non parlò di Esercito. Parlò di Paracadutisti di Siena e di Incursori del Nono. Poi è chiaro a tutti che a quell'evento bellico (<em>sì, bellico, piaccia o non piaccia ai cultori del politicamente corretto</em>), furono protagonisti, anche con gravissime perdite, altre unità come i Lancieri Montebello ed altri reparti paracadutisti come il <a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\" data-type=\"page\" data-id=\"350\">183° Rgt. Par. Nembo</a>, <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"352\">187° Rgt. Par. Folgore</a> ed i Carabinieri Paracadutisti Tuscania.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-mia-brigata-storia-reale-di-un-paracadutista-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"313\">racconto nella mia storia militare</a>, fui travolto da un turbine di emozioni. L'Italia aveva un'unità di soldati super addestrati che avevano combattuto una cruenta battaglia mentre io scorazzavo con la mia Aprilia 50. Rifiutai l'invito di mio zio per arruolarmi, con la domanda già compilata, da Ufficiale di complemento della Marina e feci carte false per passare all'Esercito ed arruolarmi nella Folgore, da volontario di truppa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando diversi mesi dopo poi venni assegnato, per pura casualità, al <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"351\">186° Reggimento Paracadutisti Folgore</a> (quelli di Siena...), già erede delle tradizioni e degli atti Eroici di <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\" data-type=\"page\" data-id=\"309\">El-Alamein</a>, il giorno che entrai alla Bandini mi tremarono le gambe. A Siena ebbi quindi l'occasione di venire a contatto con chi quella battaglia l'aveva combattuta e ne fui lusingato. Lusingato inoltre, ed orgoglioso di un'amicizia che tutt'oggi, a 22 anni dal mio congedo, mi lega anche con un incursore del <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9° Reggimento Col Moschin</a> che quella battaglia l'ha combattuta fianco a fianco con chi si è battuto fino all'estremo sacrificio. Gli Eroi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Perchè come ha più volte ricordato il Ten. Col. Par. MOVM Gianfranco Paglia, gli Eroi sono loro, quelli che non sono più tra noi fisicamente, ma lo saranno eternamente nel nostro ricordo. <br><strong>Andrea Millevoi, Pasquale Baccaro, Stefano Paolicchi. Non sono morti. Perchè CHI CADE COMBATTENDO NON MUORE MAI.</strong><br>E <strong>MAI DIMENTICARE. Perchè chi dimentica i propri caduti tradisce la propria patria.</strong></pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10644,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/07/2lug24-2-1000x716.jpg\" alt=\"2 Luglio 1993 - 2 Luglio 2024, CHI CADE COMBATTENDO NON MUORE MAI - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-10644\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quì la nostra ricostruzione sulla Battaglia del 2 luglio 1993: <a href=\"https://brigatafolgore.net/2-luglio-1993-la-battaglia-del-check-point-pasta/\">https://brigatafolgore.net/2-luglio-1993-la-battaglia-del-check-point-pasta/</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/2luglio93.jpg","categoria":"Blog, Nazionali","tags":"2 luglio 1993, battaglia del pastificio, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-07-02 09:43:51","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3933-2-luglio-1993-2-luglio-2024-chi-cade-combattendo-non-muore-mai.mp4","galleria":""}
{"id":3928,"titolo":"Tra Storia e Innovazione: I trasmettitori d’Italia celebrano il 71° Anniversario","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Venerdì mattina, presso la Caserma \"Giuseppe Perotti\" a Roma, sede del Comando Trasmissioni dell'Esercito in Roma, si è celebrato il <strong>71° Anniversario della costituzione dell'Arma Trasmissioni</strong>. La cerimonia, presieduta dal <strong>Generale di Corpo d'Armata Paracadutista Massimo Scala</strong>, <strong>Comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto</strong> (<strong>FOTER di SUPPORTO</strong>), ha sottolineato i principi fondamentali della Forza Armata: addestramento, tecnologia e valori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l'evento, gli ospiti hanno assistito a un \"atto tattico\" che ha esemplificato le capacità avanzate dell'Arma Trasmissioni. Sono state mostrate competenze chiave, dalla specialità Telematica alla Guerra Elettronica, inclusa la capacità cyber, a supporto delle operazioni di un distaccamento  di forze speciali del <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"353\">185° Reggimento Ricognizione e Acquisizione Obiettivi Folgore</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel ricordo del <strong>150° anniversario della nascita di Guglielmo Marconi</strong>, è stata attivata una stazione radio arconiana dai rappresentanti dell'<strong>Associazione Radioamatori Italiana (ARI</strong>). Questa stazione ha riprodotto gli <strong>esperimenti condotti nel 1903 dalla stazione radio costiera della Regia Marina di \"Monte Mario\" a Roma</strong>, concludendo con un audio messaggio augurale della Principessa Elettra Marconi Giovannelli, figlia dello scienziato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Arma delle Trasmissioni continua a garantire ai Comandanti e alle Unità dell'Esercito l'integrità e la tempestività delle informazioni necessarie per il Comando e Controllo. Assicura la funzionalità dei sistemi e dei servizi di comunicazione tecnologicamente avanzati, oltre a garantire la libertà di manovra nel dominio cibernetico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">La professionalità e l'elevata competenza operativa dei trasmettitori dell'Esercito fanno dell'Arma Trasmissioni una componente imprescindibile della Forza Armata. Coniugando storia e innovazione, questa Arma continua a rappresentare un pilastro fondamentale nel panorama delle capacità militari italiane, mantenendo un ruolo cruciale nelle operazioni moderne e future.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La celebrazione del 71° Anniversario dell'Arma Trasmissioni è stata un'occasione per ricordare il passato glorioso e guardare al futuro con fiducia, basato su una solida base di addestramento, tecnologia e valori. L'Arma delle Trasmissioni, con la sua continua evoluzione e adattamento alle nuove sfide tecnologiche, resta un simbolo di eccellenza e innovazione all'interno delle Forze Armate italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/2.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"foter, trasmissioni","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-06-24 07:24:34","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/71-Anniversario-dell%E2%80%99Arma-Trasmissioni.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3928-tra-storia-e-innovazione-i-trasmettitori-ditalia-celebrano-il-71-anniversario.mp4","galleria":"10634 | 10635 | 10636 | 10637"}
{"id":3926,"titolo":"Il Generale C.A. Gaetano Zauner visita la Brigata Paracadutisti \"Folgore\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Comandante delle Forze Operative Terrestri dell’Esercito Italiano (abbreviato in <strong>COMFOTER</strong>) Generale di Corpo d'Armata <strong>Gaetano Zauner</strong>, ha recentemente continuato il suo ciclo di incontri conoscitivi presso le unità delle Forze Operative Terrestri, facendo tappa presso <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti Folgore</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 18 giugno, il Generale Zauner ha ricevuto dal <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"345\">Comandante della \"Folgore\", Generale di Brigata Massimiliano Mongillo</a>, un aggiornamento dettagliato sulle principali attività operative della Grande Unità. Durante la visita il Comandante del COMFOTER ha avuto l'opportunità di incontrare il personale del 184° Reparto Comando e Supporti Tattici “Nembo”, del Complesso Addestrativo Multifunzione “Lustrissimi” e del <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"352\">187° Reggimento Paracadutisti “Folgore”</a> di stanza a Livorno. Il giorno successivo, la delegazione si è trasferita a Pisa per visitare il <a href=\"https://brigatafolgore.net/centro-addestramento-di-paracadutismo/\" data-type=\"page\" data-id=\"487\">Centro Addestramento Paracadutismo (CAPAR)</a>, unica istituzione della Difesa dedicata alla formazione aviolancistica, e il Museo delle Aviotruppe, situato nello stesso luogo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attualmente, la Brigata Paracadutisti \"Folgore\" è impegnata in una vasta gamma di attività che spaziano dalla partecipazione a missioni internazionali, con presenze in quasi tutti i teatri operativi dove sono coinvolte le Forze Armate italiane, alla cooperazione per il controllo del territorio nell'ambito dell'Operazione Strade Sicure. Quest'ultima attività vede il coinvolgimento della \"Folgore\" nelle piazze di Roma e nelle regioni di Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Notevole è anche l'impegno nelle attività addestrative, sia a livello nazionale che internazionale, fondamentali per la Brigata \"Folgore\" al fine di mantenere alti standard di interoperabilità e operatività, cruciali per le operazioni congiunte con i Paesi alleati nella cosiddetta airborne community.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Brigata Paracadutisti Folgore è rinomata per il suo elevato livello di preparazione tecnico-professionale e per le eccellenti caratteristiche psicofisiche del suo personale che ne fanno una delle principali risorse dell'Esercito Italiano, capace di garantire una rapida risposta e intervento in situazioni di crisi ed emergenza, proiettando unità operative in tempi ridotti in qualsiasi scenario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Dal <strong>1 maggio 2024</strong>, il <strong>COMFOTER ha assunto il ruolo di Vertice d’Area Operativo</strong>, con la direzione di <strong>quattro Corpi d’Armata</strong>: il <strong>Comando Truppe Alpine di Bolzano</strong>, il <strong>Comando Forze Operative Sud di Napoli</strong>, il <strong>Comando Forze Operative Nord di Padova</strong> e il <strong>Comando delle Forze Operative di Supporto di Verona</strong>. Questa riorganizzazione rafforza ulteriormente la capacità di comando e controllo, assicurando una gestione efficace e coordinata delle risorse e delle unità operative dell'Esercito Italiano. Il COMFOTER ha inoltre alle sue dirette dipendenze diversi Comandi, tra cui il Comando Aviazione dell'Esercito (AVES) ed il <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" data-type=\"page\" data-id=\"7747\">Comando delle forze speciali dell'Esercito (COMFOSE)</a>.</pre>\n<!-- /wp:verse -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/folgore-240621-2.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"comfoter, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-06-24 07:07:50","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Il-Comandante-delle-Forze-Operative-Terrestri-dell-Esercito-visita-la-Folgore-240621.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3926-il-generale-ca-gaetano-zauner-visita-la-brigata-paracadutisti-folgore.mp4","galleria":""}
{"id":3921,"titolo":"Concluso il Corso di Pattugliatore Scelto per gli Allievi Marescialli della Scuola Sottufficiali","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è recentemente svolto presso la Scuola di Fanteria di Cesano il <strong>Corso di Pattugliatore Scelto</strong>, dedicato agli allievi marescialli del <strong>XXV Corso “Dovere”</strong> della <strong>Scuola Sottufficiali dell’Esercito di Viterbo</strong>. Il corso, della durata di cinque settimane, ha visto 105 futuri comandanti di plotone cimentarsi in un intenso addestramento finalizzato alla conduzione di pattuglie in territori ostili, migliorando il loro livello di preparazione tecnico-professionale e le capacità di leadership.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il corso si è sviluppato in diverse fasi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Superamento di Ostacoli Naturali</strong>: Gli allievi hanno iniziato affrontando tecniche per superare ostacoli naturali come altezze verticali e corsi d’acqua. Questa fase ha messo alla prova il loro coraggio e ha incrementato le loro abilità nel gestire terreni impervi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Condotta di Pattuglia da Combattimento</strong>: Successivamente, i frequentatori hanno approfondito le tecniche di condotta di una pattuglia da combattimento. Questa parte del corso è culminata con un’attività continuativa di quattro giorni, denominata “Orsa Maggiore”. Durante questa esercitazione, i futuri comandanti di plotone hanno dovuto dimostrare la loro resistenza fisica e mentale, nonché la volontà di portare a termine i compiti assegnati.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell’ambito dell’iter triennale dell’allievo maresciallo, l’addestramento è uno dei pilastri fondamentali della formazione, insieme allo sviluppo tecnologico e ai valori. Il Corso di Pattugliatore Scelto, per la sua natura pratica e altamente formativa, fornisce ai futuri comandanti le competenze tecnico-tattiche necessarie per affrontare con efficacia le operazioni di pattuglia da combattimento. Inoltre, migliora la preparazione psico-fisica e attitudinale degli allievi, abituandoli gradualmente a operare al di fuori della loro comfort zone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Corso di Pattugliatore Scelto rappresenta parte delle attività addestrative denominate “UNA ACIES 2024”. Il  progetto coinvolgerà fino alla fine di luglio tutti gli istituti appartenenti al Comando per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, con l’obiettivo di migliorare l’efficacia delle unità operative dell’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/03-Corso-di-pattugliatore-scelto-AM24-2024-05-30.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"allievi marescialli, scuola sottufficiali","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-05-30 16:30:41","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Corso-di-pattugliatore-scelto-per-105-Allievi-Marescialli-della-Scuola-Sottufficiali-240529.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3921-concluso-il-corso-di-pattugliatore-scelto-per-gli-allievi-marescialli-della-scuola-sottufficiali.mp4","galleria":"10584 | 10585 | 10586 | 10587"}
{"id":3913,"titolo":"Folgore, addestramento senza sosta: conclusa l’Esercitazione \"Eager Lion 2024\" in Giordania","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Continua in maniera intensa l'addestramento inseme alle forze alleate per la <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata paracadutisti “Folgore”</a>. Dal 8 al 25 maggio, la Folgore ha partecipato all’esercitazione multinazionale “<strong>Eager Lion 24”</strong> in Giordania, schierando il <a href=\"https://brigatafolgore.net/3o-reggimento-savoia-cavalleria/\" data-type=\"page\" data-id=\"476\">Reggimento “Savoia Cavalleria” (3°)</a> e l’<a href=\"https://brigatafolgore.net/8-reggimento-genio-guastatori-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"354\">8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti “Folgore”</a>. Le unità comprendevano un plotone di cavalieri paracadutisti, un team JTAC, due team sniper e un plotone di guastatori paracadutisti con capacità di ricerca, breaching e demolizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il complesso della Brigata “Folgore” è stato integrato in un Combined Joint Task Force (CJTF) multinazionale, insieme a unità <strong>britanniche, giordane, statunitensi e saudite</strong>, permettendo uno scambio di competenze e tattiche e migliorando l’interoperabilità tra le forze alleate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l’esercitazione, il CJTF ha affrontato una serie di scenari complessi, mirati a contrastare un avversario capace di impiegare mezzi convenzionali e non convenzionali. L’addestramento si è concluso con un atto tattico finale, caratterizzato da un approccio Combined Arms.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività addestrative includevano operazioni in aree urbanizzate, l’impiego di tiratori scelti, reazioni alla minaccia UAV, e attività di breaching e demolizione. Questi moduli hanno permesso di simulare situazioni di combattimento realistiche, migliorando le capacità operative dei partecipanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L’esercitazione “Eager Lion 24” ha raggiunto il suo obiettivo principale: incrementare l’interoperabilità fra unità di Paesi amici e alleati, in un contesto di addestramento realistico. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/01-Eager-Lion-2024-Folgore-2024-05-30.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"Eager Lion 2024, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-05-30 16:07:54","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Conclusa-l%E2%80%99esercitazione-Eager-Lion-2024-0529.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3913-folgore-addestramento-senza-sosta-conclusa-lesercitazione-eager-lion-2024-in-giordania.mp4","galleria":"10569 | 10570 | 10571 | 10572 | 10573 | 10574 | 10575"}
{"id":3905,"titolo":"Imponente dimostrazione di forza della Folgore: imbarcati in Italia e lanciati in Svezia nell'ex. Swift Response 24 della NATO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>I <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Paracadutisti italiani della Brigata Folgore</a> hanno recentemente partecipato a un'importante esercitazione multinazionale in Svezia, dimostrando ancora una volta il loro eccezionale livello di preparazione e capacità operativa. L'evento addestrativo, denominato <strong>\"Swift Response 2024\"</strong>, si è svolto nelle aree di <strong>Skillingaryd</strong>, <strong>Hagshult</strong> e <strong>Kvarn</strong>, ed è parte integrante dell'esercitazione multi-dominio della NATO <a href=\"https://www.nato.int/cps/en/natohq/222847.htm\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.nato.int/cps/en/natohq/222847.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Steadfast Defender 24</a> che ha coinvolto circa 90.000 soldati in una serie di addestramenti reali su larga scala, condotti in diverse località sotto la giurisdizione del <strong>Supreme Allied Commander Europe (SAUCER)</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercitazione Swift Response 24 è stata progettata per testare la prontezza, l'interoperabilità e la capacità delle unità partecipanti di condurre operazioni avioportate. Inoltre, ha mirato a rafforzare i legami tra le unità dei paesi alleati appartenenti alla <em>airborne community</em>. La Folgore ha partecipato con una compagnia operativa e un team RLS (Real Life Support) del <a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\" data-type=\"page\" data-id=\"350\">183° Reggimento paracadutisti “Nembo”</a>, un assetto del <a href=\"https://brigatafolgore.net/reggimento-logistico-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"9894\">Reggimento Logistico “Folgore”</a> e un team del <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Comando Brigata Paracadutisti “Folgore”</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il fulcro dell'esercitazione è stata la condotta di una <strong>JFEO (Joint Forcible Entry Operation)</strong> che ha visto la partecipazione di circa <strong>800 paracadutisti statunitensi, spagnoli, italiani e ungheresi</strong>.<strong> Partiti dalla base aerea di Aviano</strong> (PN) a bordo di un C-17 della U.S. Air Force, <strong>i Paracadutisti italiani</strong> <strong>si sono lanciati sulla drop zone di Hagshult, in Svezia</strong>, dove hanno eseguito operazioni di controllo e messa in sicurezza dell'area. Successivamente, hanno ricevuto ulteriori compiti che includevano un assalto aereo eliportato e un attacco di complesso minore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Grazie all'elevato livello di preparazione tecnico-professionale e alle caratteristiche psicofisiche del proprio personale, la Folgore continua a essere uno degli strumenti principali a disposizione dell'Esercito Italiano per garantire una risposta rapida ed efficace in situazioni di crisi ed emergenza. La capacità di proiettare, in tempi ridotti, unità operative in tutti gli ambiti di confronto conferma l'importanza strategica della Brigata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partecipazione all'esercitazione <strong>Swift Response 24</strong> ha inoltre rafforzato i legami tra le nazioni alleate, confermando l'importanza della cooperazione internazionale per la sicurezza globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/03-Swift-Response-24-folgore-2024-05-30.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"folgore, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-05-23 17:51:02","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Ex-Swift-Response-24-per-la-Brigata-Folgore-240521.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3905-imponente-dimostrazione-di-forza-della-folgore-imbarcati-in-italia-e-lanciati-in-svezia-nellex-swift-response-24-della-nato.mp4","galleria":"10558 | 10559 | 10560 | 10561 | 10562 | 10563 | 10564"}
{"id":3903,"titolo":"Il Comandante dello US Special Operations Command: \"In Ucraina presenti forze speciali inglesi\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Generale Bryan Fenton</strong>, comandante dello <strong>US Special Operations Command</strong>, ha recentemente dichiarato che le <strong>forze speciali britanniche</strong> stiano operando in <strong>Ucraina</strong>. Durante un'intervista con l'<a href=\"https://apnews.com/article/army-special-forces-troops-cuts-ukraine-lessons-ac7c41d5d9f299fadc96f2c2520c2abf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Associated Press</a>, Fenton ha parlato dei piani per ristrutturare i team dei Berretti Verdi, basandosi su lezioni apprese dalle forze speciali britanniche impegnate proprio in Ucraina. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fenton ha spiegato che i distaccamenti dei Berretti Verdi, tradizionalmente composti da 12 persone, potrebbero essere rafforzati con nuovi membri esperti in tecnologie avanzate, come esperti di cyber, piloti dell'Air Force o crittologi. Questi cambiamenti sono ispirati dalle <em>\"lezioni apprese dall'esperienza in Ucraina, principalmente attraverso gli occhi dei nostri partner delle operazioni speciali britanniche\"</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Fenton, gli incursori britannici hanno richiesto il supporto dei piloti della Royal Air Force per le operazioni con droni e del personale navale per comprendere meglio le operazioni marittime nel Mar Nero, aspetti che richiedono competenze specifiche che le forze speciali da sole non possono fornire.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sebbene raramente si riconoscano le attività delle forze speciali, sia proprie che alleate, le dichiarazioni di Fenton confermano indirettamente la presenza di truppe occidentali in Ucraina. Già nell'aprile 2022, comandanti ucraini avevano riferito al Times di Londra che le forze speciali erano presenti per addestrare i soldati locali all'uso dei missili anticarro NLAW forniti dal Regno Unito. Un funzionario della difesa europea ha dichiarato al Financial Times nel febbraio 2023: <em>\"Tutti sanno che ci sono forze speciali occidentali in Ucraina, ma non è mai stato ufficialmente riconosciuto.\"</em> </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa presenza è stata inoltre confermata nei cosiddetti <a href=\"https://www.bbc.com/news/world-europe-65245065\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Pentagon Leaks del 2023</a>, che hanno rivelato la presenza di <strong>50 soldati britannici, 17 lettoni, 15 francesi e un olandese in Ucraina</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La risposta del Ministero della Difesa del Regno Unito</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In una dichiarazione a <a href=\"https://africa.businessinsider.com/military-and-defense/us-commander-appeared-to-suggest-uk-special-forces-were-operating-in-ukraine/1ycbdm7\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Business Insider</a>, un portavoce del <strong>Ministero della Difesa del Regno Unito</strong> ha affermato: <em>\"È una politica di lunga data dei nostri governi non commentare sulle forze speciali del Regno Unito.\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le rivelazioni di Fenton hanno portato ulteriore attenzione su un tema delicato, confermando indirettamente la presenza di forze speciali occidentali in Ucraina e il loro ruolo cruciale nella formazione e nel supporto delle truppe locali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/Special-Air-Service.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"conflitto russo-ucraino, forze speciali, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-05-19 00:02:38","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3903-il-comandante-dello-us-special-operations-command-in-ucraina-presenti-forze-speciali-inglesi.mp4","galleria":""}
{"id":3901,"titolo":"Artificieri dell’Esercito disinnescano una bomba del 2°conflitto mondiale in provincia di Cremona","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un team di artificieri dell'Esercito Italiano ha recentemente portato a termine un'importante operazione di disinnesco di un ordigno bellico risalente alla Seconda Guerra Mondiale. La bomba d’aereo, del peso di circa 227 kg e contenente 120 kg di esplosivo ad alto potenziale, è stata rinvenuta durante i lavori di ampliamento della linea ferroviaria Codogno-Mantova nel comune di Tornata, in provincia di Cremona.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli specialisti del <strong>10° Reggimento Genio Guastatori di Cremona</strong> sono intervenuti prontamente, dimostrando ancora una volta la loro professionalità e competenza. L'ordigno, nonostante fosse stato sotterrato per decenni, si trovava in ottimo stato di conservazione e rappresentava ancora una minaccia attiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le operazioni di messa in sicurezza dell'ordigno sono state eseguite grazie alla sinergia tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti, sotto la direzione e il coordinamento della Prefettura di Cremona. Per garantire la sicurezza durante le procedure di rimozione dei sistemi di innesco, sono state prese misure straordinarie: è stato interrotto il traffico stradale sulle strade provinciali SP31 e SP77, così come sulle strade comunali adiacenti per un raggio di oltre 800 metri dalla zona di rinvenimento. Inoltre, è stato temporaneamente sospeso il traffico della linea ferroviaria Codogno-Mantova e lo spazio aereo interessato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una volta disinnescata, la bomba è stata trasferita presso la cava di <strong>Nuova Demi nel comune di Genivolta (CR)</strong>, scortata dalle Forze di Polizia. Qui, gli artificieri hanno proceduto al brillamento controllato, eliminando definitivamente la minaccia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli artificieri dell’Esercito Italiano sono costantemente impegnati nella bonifica di ordigni esplosivi su tutto il territorio nazionale. Solo nel <strong>2023</strong>, i nuclei di artificieri dei reggimenti genio hanno condotto 2.356 interventi, neutralizzando un totale di <strong>12.666 residuati bellici</strong>, tra cui <strong>21 bombe d’aereo</strong> risalenti ai conflitti mondiali. L'intervento a Tornata rappresenta solo uno dei numerosi esempi del loro fondamentale lavoro per la sicurezza del Paese, dimostrando ancora una volta l’efficacia e la dedizione della Forza Armata nel gestire situazioni di emergenza legate ai residuati bellici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/boe-cremona-magg-2024.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"artificieri","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-05-18 23:24:04","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/disin_bomba_cremona.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3901-artificieri-dellesercito-disinnescano-una-bomba-del-2conflitto-mondiale-in-provincia-di-cremona.mp4","galleria":""}
{"id":3899,"titolo":"La stampa spagnola celebra il lancio con la bandiera \"più grande del mondo\" da 1.350 m2, ma dimentica il vero record mondiale da 1.600 m2 del Colonnello Filippini","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Recentemente, <a href=\"https://www.abc.es/espana/record-mundo-patrulla-paracaidista-ejercito-aire-salto-20240516171904-nt.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">la stampa spagnola ha celebrato con entusiasmo il record mondiale stabilito dalla Patrulla Acrobática Paracaidista del Ejército del Aire (Papea)</a>, che ha eseguito un salto con una bandiera di <strong>1.350 metri quadrati</strong>. Questo evento ha suscitato ammirazione e orgoglio, ma c'è un dettaglio fondamentale che è stato trascurato: <strong>il vero detentore del record mondiale è italiano</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il (falso) record Spagnolo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 15 maggio 2024, la Papea ha compiuto un salto spettacolare nei cieli di Murcia, trasportando una bandiera di 1.350 metri quadrati e 60 chili di peso. I protagonisti di questa impresa sono stati i Paracadutisti Militari <strong>Christian Moltó</strong> e <strong>Miguel Antonio Gómez</strong>, che hanno eseguito una complessa manovra in \"salto a specchio\" dopo un intenso allenamento. Questo tipo di manovra, che richiede grande esperienza, fa parte delle esibizioni della Papea da otto anni, ma mai prima d'ora era stata eseguita con una bandiera di tali dimensioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il vero record. Tutto Italiano.</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante l'impresa spagnola sia notevole, è importante ricordare che il vero record mondiale per la bandiera più grande utilizzata in un salto con il paracadute appartiene all'Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 1 dicembre 2019, <strong>il Colonnello Paracadutista Paolo Filippini</strong>, ufficiale della Folgore, oggi in congedo, <a href=\"https://www.lanazione.it/siena/cronaca/spettacolo-in-cielo-si-lancia-con-una-bandiera-italiana-di-1600-metri-c0ufdw0x\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ha stabilito un record con una bandiera italiana di ben 1.600 metri quadrati e 120 chili di peso</a>. Il lancio è avvenuto sopra l'aeroporto di Ampugnano, in provincia di Siena.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Filippini, che ha all'attivo oltre 16.000 lanci, è pluricampione mondiale e italiano di paracadutismo sportivo. La sua impresa non è stata solo una dimostrazione di abilità tecnica, ma anche un simbolo di orgoglio nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'importanza del Record</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La bandiera più grande del mondo lanciata in paracadute da Paolo Filippini è un primato che merita di essere ricordato e celebrato. È un esempio di come l'Italia abbia una lunga tradizione di eccellenza nel paracadutismo sportivo e di come i nostri atleti continuino a rappresentare con orgoglio il nostro paese in tutto il mondo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, mentre la recente impresa della Papea è indubbiamente impressionante, <strong>è fondamentale riconoscere il vero detentore del record mondiale: il Colonnello Paracadutista Paolo Filippini </strong>e la sua bandiera tricolore di 1.600 metri quadrati. Un primato che non deve essere dimenticato e che deve essere da monito per ispirare nuovi traguardi nel mondo del paracadutismo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il precedente: la Guardia Civil e la vedetta più veloce del mondo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2023, la <strong>Guardia Civil spagnola </strong>ha annunciato la costruzione della loro nuova vedetta <strong>\"Río Flumen\"</strong>, <a href=\"https://www.eldiariodehuesca.com/actualidad/lancha-mas-rapida-mundo-se-llama-rio-flumen_6428_102.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">presentata dai media spagnoli come l'unità di polizia del mare più veloce del mondo</a>, capace di raggiungere i 60 nodi. Tuttavia, questa affermazione si è rivelata esagerata ed imprecisa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Italia esiste una vedetta che già da anni detiene il vero record di velocità nelle acque Europee. <strong>La Vedetta Velocissima V.6000</strong> della <strong>Guardia di Finanza</strong>, in servizio dal 2001, supera i 70 nodi, rendendola la vera regina delle imbarcazioni di pattuglia veloci. Con una velocità massima che può superare i 70 nodi, questa vedetta italiana è un esempio di ingegneria avanzata e di eccellenza nel campo delle operazioni marittime da oltre 20 anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Solo qualche mese dopo l'annuncio della \"Río Flumen\", <a href=\"https://www.larazon.es/espana/patrullera-guardia-civil-anunciada-como-mas-veloz-mundo-mas-lenta-que-italia-marruecos-gibraltar_2023031564119bc8079ac90001724657.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">diversi quotidiani spagnoli hanno riconosciuto l'errore</a>, confermando che la vedetta italiana V.6000 sia la vera regina del mare in termini prestazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Riconosceranno anche questa volta l'errore? Staremo a vedere...</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/filippini-01.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"bandieraitaliana, paracadutismo, record","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-05-16 23:14:50","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3899-la-stampa-spagnola-celebra-il-lancio-con-la-bandiera-piu-grande-del-mondo-da-1350-m2-ma-dimentica-il-vero-record-mondiale-da-1600-m2-del-colonnello-filippini.mp4","galleria":""}
{"id":3897,"titolo":"I Paracadutisti inglesi fanno sul serio: impressionante dimostrazione tattica e di fuoco nell'Esercitazione NATO Swift Response","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l'Esercitazione Swift Response in Estonia, i paracadutisti del <strong>3° Battaglione del Reggimento Paracadutisti (3 PARA BG)</strong> hanno dimostrato la loro notevole potenza di fuoco, supportati da caccia Typhoon, elicotteri d'attacco Apache AH-64E ed artiglieria. L'esercitazione ha visto una missione di fuoco dal vivo di 48 ore per liberare e mantenere un sistema di trincee lungo tre chilometri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la notte, le truppe sono state inserite con elicotteri Chinook per assaltare le trincee all'alba, affrontando droni nemici e utilizzando i propri droni per raccogliere informazioni. Le armi leggere da 105mm del <strong>7° Reggimento Artiglieri Paracadutisti Royal Horse  (7 Para RHA)</strong> e le mitragliatrici pesanti da 12,7mm degli elicotteri Wildcat hanno contribuito a neutralizzare gli obiettivi nemici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo quanto riportato <a href=\"https://www.army.mod.uk/news-and-events/news/2024/05/paratroopers-pack-a-punch-on-swift-response/\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.army.mod.uk/news-and-events/news/2024/05/paratroopers-pack-a-punch-on-swift-response/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">dal sito ufficiale della British Army</a>, il soldato <strong>Matt Hames</strong>, mitragliere del 3° PARA, ha descritto l'esperienza nelle trincee come molto angusta e ha spiegato il suo ruolo cruciale nel fornire fuoco di copertura per proteggere i propri compagni mentre avanzavano. Il geniere <strong>Will Coleman</strong> del<strong> 23° Reggimento Paracadutisti Genieri</strong> ha parlato delle operazioni di rimozione degli ostacoli, incluso far saltare in aria aree perimetrali, filo spinato e bunker, sottolineando la versatilità dei genieri in combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il supporto aereo è stato coordinato dai <strong>Joint Terminal Attack Controllers (JTAC)</strong> del 7° Artiglieri Paracadutisti, coordinando velivoli Typhoon, Apache, Wildcat e Puma Uncrewed Air Systems (UAS). Il Warrant Officer Class Two <strong>Adam Colvin</strong> ha descritto il ruolo del JTAC come un “moltiplicatore di forza” di fondamentale importanza durante le operazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Tenente Colonnello <strong>Dave Mans</strong>, comandante del glorioso 3° Battaglione Paracadutisti, ha elogiato i suoi soldati per l'aggressività controllata e la concentrazione durante l'addestramento, evidenziando come tali esercitazioni migliorino la preparazione per qualsiasi ambiente operativo, sottolineando l'importanza di sviluppare e mantenere competenze operative in condizioni realistiche e complesse.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Esercitazione <strong>Swift Response,</strong> parte della più ampia <a href=\"https://www.nato.int/cps/en/natohq/222847.htm\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.nato.int/cps/en/natohq/222847.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Steadfast Defender 24</a> che vede coinvolti oltre <strong>90.000 soldati, marinai e aviatori da tutti i 32 paesi della NATO</strong>, mira a migliorare la capacità delle forze NATO di rispondere insieme alle crisi, rafforzando le relazioni e la preparazione congiunta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/uk-paratroopers-gpmg.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"NATO, Swift Response","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-05-16 21:22:25","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.army.mod.uk/news-and-events/news/2024/05/paratroopers-pack-a-punch-on-swift-response/","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3897-i-paracadutisti-inglesi-fanno-sul-serio-impressionante-dimostrazione-tattica-e-di-fuoco-nellesercitazione-nato-swift-response.mp4","galleria":""}
{"id":3884,"titolo":"Il Generale di Divisione Domenico Ciotti in Kosovo per l'Esercitazione Golden Sabre","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei giorni scorsi, il <strong>Generale di Divisione Domenico Ciotti</strong>, <strong>Capo Reparto Supporto Operativo del Comando di Vertice Interforze (COVI)</strong>, ha visitato il contingente italiano in Kosovo presso il <strong>Camp “Villaggio Italia”</strong>. Accolto dal <strong>Colonnello Francesco Ferrara</strong>, <strong>Comandante del Regional Command West (RC-W)</strong>, il Generale Ciotti ha salutato la Bandiera di Guerra del <a href=\"https://brigatafolgore.net/i-bersaglieri-da-re-carlo-alberto-ai-nostri-giorni/\" data-type=\"page\" data-id=\"1256\">1° Reggimento Bersaglieri </a>e firmato l’Albo d’Onore. Per il Generale una visita \"famigliare\" vista l'appartenenza alla gloriosa specialità dei Bersaglieri (tra i vari incarichi di Comando assolti in Italia e all'estero è stato anche <strong>Comandante dell'8° Reggimento Bersaglieri</strong> e <strong>Comandante della Brigata Bersaglieri \"Garibaldi\"</strong>).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la visita, il Generale Ciotti ha presenziato all’esercitazione NATO-KFOR “Golden Sabre”, guidata dal Regional Command West. Questa esercitazione ha visto la partecipazione dei tre responder responsabili della sicurezza e libertà di movimento in Kosovo: la <strong>Kosovo Police (first responder)</strong>, l’<strong>European Union Rule of Law Mission (EULEX, second responder)</strong> e la <strong>Kosovo Force (KFOR, third responder)</strong>. Sul terreno anche unità con equipaggiamento anti-sommossa, inclusi assetti dell’<strong>Arma dei Carabinieri nella Multinational Specialized Unit (MSU)</strong>, che hanno operato sotto la coordinazione del Regional Command West, a guida italiana, con le unità di manovra di Eulex e della KP.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al termine dell’esercitazione, il Generale Ciotti ha ringraziato i militari italiani per il loro impegno, sottolineando l'importanza delle attività svolte dalla missione KFOR a supporto delle comunità locali. La visita è proseguita con un sopralluogo al <strong>ponte costruito a Decane nel 2015</strong> dal <strong>6° Reggimento Genio Pionieri </strong>e si è conclusa presso il Monastero della stessa municipalità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contingente italiano della KFOR, in linea con la risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite del 1999, contribuisce al mantenimento di un ambiente sicuro e alla libertà di movimento per tutte le comunità in Kosovo, promuovendo anche attività benefiche sotto la direzione del Comando Operativo di Vertice Interforze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/07-ciotti-kfor-2024-2024-05-15.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"bersaglieri, COVI, kfor, smd","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-05-16 20:39:53","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3884-il-generale-di-divisione-domenico-ciotti-in-kosovo-per-lesercitazione-golden-sabre.mp4","galleria":"10518 | 10519 | 10520 | 10521 | 10522 | 10523 | 10524 | 10525 | 10526 | 10527 | 10528 | 10529"}
{"id":3879,"titolo":"Forze Speciali, cerimonia di consegna dei Brevetti ai Ranger del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella giornata di ieri (15 maggio), presso la caserma \"Duca\" di Verona, si è tenuta la cerimonia di consegna dei brevetti ai nuovi Ranger dell'Esercito Italiano. L'evento ha visto la partecipazione del Sottosegretario di Stato alla Difesa, <strong>Senatrice Isabella Rauti</strong>, e del <strong>Generale di Brigata Andrea Vicari</strong>, Comandante delle <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" data-type=\"page\" data-id=\"7747\">Forze Speciali dell'Esercito (COMFOSE)</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I nuovi operatori delle Forze Speciali hanno completato un intenso programma di formazione di quasi due anni. Durante la cerimonia, c'è stata una dimostrazione operativa con elicotteri NH90, celebrando anche tre importanti anniversari del <a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\" data-type=\"page\" data-id=\"430\">4° Reggimento Alpini Paracadutisti</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I familiari presenti hanno potuto assistere a una spettacolare dimostrazione: gli operatori sono discesi da un elicottero NH90 utilizzando la tecnica del fast rope e si sono poi schierati sul piazzale della caserma \"Duca\". In questo suggestivo scenario, hanno ricevuto il pugnale con inciso il proprio numero di brevetto dalla massima Autorità presente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Colonnello Igor Panebianco</strong>, <strong>Comandante del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti</strong>, nel suo discorso, ha ricordato tre importanti anniversari: il 20° della costituzione del Reggimento, il 25° dell’iter Ranger e il 60° della costituzione della Compagnia Alpini Paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo intervento, il Sottosegretario Rauti ha sottolineato l'importanza e l'élite del 4° Alpini Paracadutisti, evidenziando le capacità operative in ambienti artici e montani. Il Generale Vicari ha invece sottolineato l'importanza della continua formazione dei nuovi Operatori Speciali in un'epoca caratterizzata da rapidi sviluppi tecnologici nei sistemi d'arma e nelle tecniche di combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/04-brevetti-4-ranger-2024-2024-05-16.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"alpini paracadutisti, forze speciali, ranger","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-05-16 20:16:35","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Cerimonia-di-consegna-dei-brevetti-ai-Ranger-dell%E2%80%99Esercito.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3879-forze-speciali-cerimonia-di-consegna-dei-brevetti-ai-ranger-del-4-reggimento-alpini-paracadutisti.mp4","galleria":"10510 | 10511 | 10512 | 10513"}
{"id":3874,"titolo":"Il Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello in visita al Comando Forze Speciali dell’Esercito ed il 185° RRAO \"Folgore\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale di Corpo d’Armata Paracadutista Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, ha incontrato i militari del <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" data-type=\"page\" data-id=\"7747\">Comando Forze Speciali dell’Esercito (COMFOSE)</a>, evidenziando l'importanza della tecnologia, dell'addestramento e dei valori come capisaldi per il comparto delle Forze Speciali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visita si è svolta nel Comprensorio Militare \"Tenente M.O.V.M. Dario Vitali\" e ha incluso un incontro con il Generale di Brigata Andrea Vicari, Comandante del COMFOSE. Successivamente, il Generale Masiello ha visitato il <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"353\">185° Reggimento Ricognizione Acquisizione Obiettivi (RRAO) \"Folgore\"</a> nella caserma \"Pisacane\" a Livorno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la visita, il Generale Masiello ha ricevuto un aggiornamento dettagliato sugli attuali percorsi formativi, sui sistemi addestrativi e di simulazione, sugli impegni operativi dei reparti, sulle esigenze di alimentazione organica, sulle priorità negli interventi infrastrutturali e sull'acquisizione di tecnologie all'avanguardia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In particolare, ha visitato il <strong>Centro Addestramento Operazioni Speciali (CEADDOS)</strong> e il <strong>Reparto Supporto Operazioni Speciali (RSOS)</strong>, articolazioni fondamentali per la formazione ed il sostegno logistico delle Forze Speciali in addestramento e operazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Masiello ha sottolineato l'unicità del livello addestrativo delle Forze Speciali, la loro costante aspirazione al miglioramento, lo spirito innovativo e la consapevolezza del proprio ruolo essenziale nella difesa e nella salvaguardia della sicurezza nazionale. Ha evidenziato come i pilastri della flessibilità, del realismo e dell'iniziativa siano fondamentali per il successo delle missioni in scenari complessi e competitivi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Le Forze Speciali incarnano la funzione essenziale di deterrenza reale e credibile dello strumento militare italiano,\"</em> ha dichiarato il Generale Masiello, aggiungendo che <em>\"la vera essenza delle unità del comparto può emergere solo se la tecnologia e l'addestramento sono sostenuti da un capitale umano selezionato, che pone i valori al centro di ogni scelta e la creatività intelligente come motore di ogni soluzione.\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Quelli delle Forze Speciali </em>– ha concluso il Gen. C.A. Masiello - <em>sono standard elevati e difficili da raggiungere, ma al loro patrimonio addestrativo devono tendere tutte le pedine operative dell’Esercito, al fine di assolvere al compito, sempre e ovunque, salvaguardando la vita di ogni soldato, di chi è al suo fianco e della sua unità. Su questa strada si muoverà l’Esercito durante il mio mandato”</em>. ​​​</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Comando delle Forze Speciali dell'Esercito (COMFOSE)</strong>, attivo dal 19 settembre 2014, è un comando a livello di brigata che si occupa di gestire tutte le unità di forze speciali, forze per operazioni speciali e di supporto operativo per le operazioni speciali della forza armata e coordina i seguenti reparti:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9º Reggimento d'assalto paracadutisti \"Col Moschin\"</a> - unità di Forze Speciali con sede in Livorno</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"353\">185º Reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi \"Folgore\"</a> - unità di Forze Speciali con sede in Livorno.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\" data-type=\"page\" data-id=\"430\">4º Reggimento alpini paracadutisti</a> - unità di Forze Speciali con sede in Verona</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Centro Addestramento per le Operazioni speciali</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Reparto Supporti alle Operazioni speciali</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Alle dipendenze di impiego il <a href=\"https://brigatafolgore.net/3o-reggimento-elicotteri-per-operazioni-speciali-aldebaran/\">3º Reggimento elicotteri per operazioni speciali \"Aldebaran\"</a></li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'attuale Comandante è il Generale di brigata Andrea Vicari (185° Rgt RAO \"Folgore\"), dal 15 settembre 2023.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/01-masiello-comfose-2024-05-09.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"capo di sme, comfose, forze speciali","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-05-09 09:19:47","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Capo_Sme_Comando_Forze_Speciali_Esercito_240507.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3874-il-generale-di-corpo-darmata-carmine-masiello-in-visita-al-comando-forze-speciali-dellesercito-ed-il-185-rrao-folgore.mp4","galleria":"10501 | 10502 | 10503 | 10504"}
{"id":3864,"titolo":"Autodifesa per le donne in Kosovo: straordinaria iniziativa del contingente Italiano guidato dal Colonnello Francesco Ferrara","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è recentemente concluso un corso di autodifesa dedicato alle donne del Kosovo, tenutosi presso il <strong>Youth Center di Peć/Pejё</strong>, frutto della collaborazione tra il <strong>Liaison Monitoring Team (LMT)</strong> del <a href=\"https://jfcnaples.nato.int/kfor/page185725355\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Regional Command West (RC-W) di KFOR</a> e il <strong>Women Wellness Centre</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il corso ha offerto alle partecipanti una combinazione di lezioni teoriche e pratiche, mirate a sviluppare la consapevolezza personale, la fiducia in sé e le competenze necessarie per riconoscere e reagire a situazioni di pericolo. Le tecniche di autodifesa insegnate sono state specificamente scelte per essere efficaci e adatte alle situazioni di vulnerabilità che le donne possono affrontare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia di consegna degli attestati ha visto la partecipazione di diverse autorità, tra cui il <strong>Comandante del Regional Command West di KFOR</strong>, il <strong>Colonnello Francesco Ferrara</strong>, il <strong>Vicesindaco di Peć/Pejё</strong>, <strong>Mr. Fatmir Asllani</strong>, e <strong>l’assessore alla Cultura, allo Sport e alla Gioventù, Mrs. Xhenet Syka</strong>. La presenza di tali figure ha sottolineato l'importanza dell'iniziativa e il sostegno della comunità locale al progetto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il corso rappresenta solo una delle numerose attività promosse dal Contingente italiano della Kosovo Force, che, in accordo con la risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, si impegna non solo nel mantenimento di un ambiente sicuro e protetto in Kosovo, ma anche nella promozione di iniziative benefiche che contribuiscano al benessere della comunità locale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'efficacia del programma e il suo impatto positivo sulla comunità sono testimoniati dall'apprezzamento e dalla gratitudine espressi dalle partecipanti, che ora si sentono più sicure e capaci di affrontare potenziali minacce. L'esperienza acquisita non solo offre strumenti di difesa personale, ma rafforza anche il senso di comunità e supporto reciproco tra le donne, elementi fondamentali per un futuro più sicuro e equo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al Colonnello Ferrara<strong>, </strong>Ufficiale appartenente alla <a href=\"https://brigatafolgore.net/i-bersaglieri-da-re-carlo-alberto-ai-nostri-giorni/\" data-type=\"page\" data-id=\"1256\">specialità dei Bersaglieri</a> e Comandante del 1° Reggimento di Cosenza, e a tutto il suo staff, esprimiamo i nostri complimenti per l'eccezionale iniziativa nel Kosovo, una nazione che ha subito tragiche violenze contro le donne durante il conflitto e non solo. Questo corso di autodifesa si inserisce in un contesto più ampio di sensibilizzazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proprio recentemente, il 15 e 16 aprile, <strong>Vjosa Osmani Sadriu</strong>, <a href=\"https://president-ksgov.net/en/president-11-september-2001-changed-forever-changed-the-course-of-history/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">presidente della Repubblica del Kosovo</a>, <a href=\"https://wpsforum-rks.org/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https://wpsforum-rks.org/\" rel=\"noreferrer noopener\">ha ospitato a Pristina il Women Peace Security Forum</a>, un'importante piattaforma che ha riunito leader, esperti, rappresentanti della società civile e altri gruppi di interesse nel cuore dei Balcani occidentali. Questo forum si è concentrato sulla costruzione di sforzi congiunti per affrontare la violenza sessuale legata ai conflitti e sull'identificazione di strumenti e politiche per garantire una maggiore sicurezza per le donne e le ragazze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo contesto, l'iniziativa del Colonnello Ferrara rafforza il messaggio del presidente della Repubblica del Kosovo Vjosa Osmani - Sadriu, e lo fa con azioni concrete, garantendo a potenziali future vittime un metodo di difesa estremamente efficace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/05-Self-Defence-Kosovo-2024-05-03.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"kfor","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-05-03 18:49:47","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3864-autodifesa-per-le-donne-in-kosovo-straordinaria-iniziativa-del-contingente-italiano-guidato-dal-colonnello-francesco-ferrara.mp4","galleria":"10487 | 10488 | 10489 | 10490 | 10491 | 10492 | 10493 | 10494 | 10495"}
{"id":3847,"titolo":"Paracadutisti della Folgore e Forze Speciali alla cerimonia del 163° anniversario dell’Esercito Italiano","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>​​​​​​​​​​​​​​​Questa mattina, presso l'Ippodromo Militare “Gen. C.A. Pietro Giannattasio\" di Tor di Quinto, si è svolta la cerimonia militare per il 163° anniversario della costituzione dell'Esercito Italiano, alla presenza del <a href=\"https://www.governo.it/it/il-presidente\">Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni</a>, del <a href=\"https://www.difesa.it/ilministro.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto</a>, del <a href=\"https://www.difesa.it/il-ministro/sottosegretari/isabella-rauti/biografia/26935.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Sottosegretario di Stato alla Difesa, Sen. Isabella Rauti</a>, del <a href=\"https://brigatafolgore.net/una-storica-nomina-il-generale-carmine-masiello-primo-paracadutista-a-capo-dello-stato-maggiore-dellesercito/\" data-type=\"post\" data-id=\"6944\">Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Generale di Corpo d'Armata Paracadutista Carmine Masiello</a> e di altre autorità civili, militari e religiose.​<br>​<br>A premessa della cerimonia odierna è stata celebrata ieri presso la chiesa di santa Caterina da Siena a Magnanapoli, una messa in commemorazione di tutti i caduti, officiata dal Vicario Episcopale per l’Esercito, mentre questa mattina è stata deposta una corona d'alloro al Sacrario dei Caduti, nel cortile d'onore di Palazzo Esercito.​<br>​<br>In rappresentanza di tutte le armi e specialità dell’Esercito, è stata schierata presso l’Ippodromo militare di Tor di Quinto una Brigata di formazione composta da compagnie in uniforme storica, a simboleggiare i valori fondanti dell’Esercito, e rappresentanze di reparti quotidianamente in addestramento per l’assolvimento dei compiti istituzionali. Presenti, inoltre, aliquote di reggimenti ad alta connotazione specialistica in grado di operare in contesti ad altissima intensità e multidominio, dove la tecnologia e l’addestramento risultano fondamentali. La cerimonia è stata scandita dalle note della Banda dell’Esercito.​<br>​<br>Il Ministro della Difesa ha evidenziato <em>“Non siete eroi, siete persone normali che ogni giorno indossano la divisa con onore, rappresentando e difendendo lo Stato, la Repubblica e le Istituzioni democratiche. Dovete ricordarlo voi, ed esserne fieri, come deve ricordarlo chiunque, non solo oggi, ma anche quando vi vedono operare in una stazione, in mezzo alla gente, in operazioni di pace, di stabilità e di sicurezza in Italia o all’estero. È necessario che lo ricordino sempre tutti per ringraziarvi per tutto quello che fate al servizio del Paese”</em>.​<br>​<br>Durante il suo intervento, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha sottolineato: <em>“in situazioni come quella attuale, il tema centrale è che la sicurezza si estrinseca nell’avere un Esercito attrezzato per un ventaglio di scenari</em> – dai conflitti convenzionali alle nuove frontiere di confronto, quali lo spazio, il cyber, la disinformazione –, <em>in sinergia con le Forze Armate sorelle e in armonia con le altre articolazioni dello Stato e tutti gli attori nazionali e internazionali a vario titolo coinvolti. È necessario, pertanto, un vero e proprio cambiamento culturale a tutto campo, nel quale l’innovazione diventi l’attività vitale dell’Esercito. Ma se la tecnologia può arrivare ovunque</em> - ha continuato il Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello - <em>è nella risorsa umana che si trova però il vero valore. Dobbiamo continuare a guardare con affetto ai nostri soldati, prendendoci cura di loro e delle loro famiglie, preparandoli ai momenti peggiori. I valori sono l’essenza del nostro dovere, da offrire senza pregiudizi, differenze e compromessi, sempre in nome e per l’affermazione dei beni fondamentali della pace, giustizia e libertà”</em>, ha infine concluso il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito.​<br>​<br>Successivamente, dinanzi alla Bandiera di Guerra dell’Esercito e a tutti i reparti schierati, sono state conferite la <strong>Croce d’Argento al Merito dell’Esercito al 21° Reggimento Artiglieria terrestre “Trieste”</strong>, nonché sei onorificenze al personale distintosi per particolari atti di valore, nel corso di operazioni in Italia e all'estero. ​<br>​<br>A seguire, il lancio del tricolore e di una bandiera con il logo dell’Esercito da parte dei paracadutisti del reparto attività sportive della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti Folgore</a> e una dimostrazione di capacità svolta da varie componenti dell’Esercito a elevatissima specializzazione. Alla dimostrazione, hanno preso parte anche due velivoli Eurofighter dell’Aeronautica Militare impegnati a simulare un supporto aereo ravvicinato guidato a terra da <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" data-type=\"page\" data-id=\"7747\">operatori delle Forze Speciali dell’Esercito</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le celebrazioni si sono concluse con la tradizionale <strong>carica a cavallo dei \"Lancieri di Montebello\"</strong>, prima degli <strong>onori finali al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni</strong>, scanditi dalla <strong>Musica d’Ordinanza del 1° Reggimento Granatieri di Sardegna</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei giorni 2 e 3 maggio, è stato allestito presso l’Ippodromo di Tor di Quinto il “Villaggio Esercito”, un’area in cui i cittadini hanno potuto avvicinarsi al mondo con le “stellette” cimentandosi in attività quali il percorso di military fitness, l’arrampicata su parete di roccia artificiale, il simulatore di biathlon, una stazione di addestramento virtuale e altri sistemi di simulazione di tiro, di volo e di guida nonché attività a cavallo, tutto al ritmo della musica di Radio Esercito.​</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/09-163-anni-esercito-italiano-2024-05-03.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"capo di sme, comfose, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-05-03 18:09:35","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/163-anniversario-esercito-italiano-240503.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3847-paracadutisti-della-folgore-e-forze-speciali-alla-cerimonia-del-163-anniversario-dellesercito-italiano.mp4","galleria":"10467 | 10468 | 10469 | 10470 | 10471 | 10472 | 10473 | 10474 | 10475 | 10476 | 10477 | 10478 | 10479 | 10480 | 10481 | 10482"}
{"id":3845,"titolo":"Il Gen. C.A. Masiello al Corriere: \"L'Esercito va potenziato, ed in fretta\". Sintesi e considerazioni della lunga intervista del Capo di SME.","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Capo di Stato Maggiore dell’Esercito</strong>, <a href=\"https://brigatafolgore.net/una-storica-nomina-il-generale-carmine-masiello-primo-paracadutista-a-capo-dello-stato-maggiore-dellesercito/\" data-type=\"post\" data-id=\"6944\">Generale C.A. Paracadutista Carmine Masiello</a>, ha dichiarato, <a href=\"https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/24_maggio_03/esercito-capo-stato-maggiore-carmine-masiello-intervista-ebc96962-b2ea-4742-b6e6-9bc173035xlk.shtml?refresh_ce\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">in una lunga intervista al Corriere</a>, la necessità di un immediato potenziamento delle capacità difensive italiane. Il <strong>Comandante dell'Esercito Italiano</strong> ha sottolineato inoltre l'urgenza di integrare tecnologie avanzate e di aumentare il numero dei soldati per affrontare sfide moderne e imminenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la cerimonia per il <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/163-anniversario-esercito-italiano-240503.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">163° anniversario dell'Esercito</a>, Masiello ha delineato la sua strategia per trasformare l'Esercito in una forza armata tecnologicamente avanzata e pronta a rispondere rapidamente a qualsiasi minaccia. <strong><em>\"L’Italia deve diventare una nazione con una capacità di deterrenza reale e credibile\"</em></strong>, ha affermato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Innovazione tecnologica ed addestramento: i pilastri della nuova strategia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale ha proposto un ambizioso piano di modernizzazione che pone l'accento sull'adozione di tecnologie innovative e su un addestramento intensivo. Tra le priorità, ha evidenziato l'importanza di ridurre i tempi di acquisizione delle nuove tecnologie e di sburocratizzare le procedure di acquisizione per rimanere al passo con il mondo in rapida evoluzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Masiello <strong>ha inoltre sottolineato la necessità di un'industria della difesa, sia italiana che europea</strong>, che comprenda le sfide attuali e investa adeguatamente per soddisfare le necessità delle forze armate. Questo approccio è supportato dal Ministro della Difesa, che ha già iniziato a lavorare per accelerare le procedure di acquisizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un focus sui giovani e la comunità</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Masiello ha espresso un particolare interesse nel coinvolgere i giovani nel processo di rinnovamento dell'esercito. <strong><em>\"Punto sui giovani, ascolterò le loro idee\"</em></strong>, ha detto, enfatizzando come i giovani siano fondamentali per intercettare i cambiamenti tecnologici e evolutivi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Rafforzamento delle capacità e degli organici</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In risposta a domande sulle capacità attuali di difesa dell'Italia, il Generale ha chiarito che, sebbene l'Italia non sia in guerra, la situazione internazionale richiede un esercito ben preparato e dotato di sufficienti risorse umane. Ha citato l'esigenza di <strong>almeno 10.000 soldati aggiuntivi</strong> per affrontare adeguatamente le crisi internazionali, <a href=\"https://brigatafolgore.net/crosetto-le-forze-armate-italiane-non-sono-pronte-gli-fa-eco-il-capo-di-smd-scenari-futuri-e-possibili-soluzioni/\" data-type=\"post\" data-id=\"9873\">un aumento supportato, recentemente, anche dall'Ammiraglio Cavo Dragone, Capo di Stato Maggiore della Difesa</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Valori e integrità: fondamenti imprescindibili</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, Masiello ha rimarcato l'importanza dei valori militari tradizionali, che rimangono un pilastro fondamentale nonostante l'evoluzione delle strategie e delle tecnologie militari.<strong> <em>\"I valori sono il filo conduttore della storia di un’istituzione militare e non ammettono deroghe, esitazioni o ripensamenti\"</em></strong>, ha concluso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Considerazioni finali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visione delineata dal Generale Carmine Masiello per il futuro dell'Esercito Italiano riflette una consapevolezza crescente delle sfide imposte dal panorama geopolitico contemporaneo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'accento posto sul coinvolgimento dei giovani e sull'innovazione tecnologica non solo preparerà meglio l'Italia a fronteggiare minacce future, ma incoraggia anche una cultura di continua evoluzione e adattamento che può servire da modello per altre nazioni. Inoltre, l'importanza data ai valori e all'integrità dell'Esercito assicura che lo sviluppo delle capacità militari non avvenga a discapito dell'etica e della coesione interna, garantendo inoltre che la forza armata resti in sintonia con i valori e le aspettative della società che servono.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La credibilità dell'Esercito agli occhi della società civile è fondamentale per mantenere un legame di fiducia e supporto reciproco. Attraverso l'inclusione e il rispetto dei valori condivisi, l'Esercito non solo guadagna in efficienza e prontezza operativa, ma si afferma anche come un ente che protegga e rappresenti la comunità in cui opera.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Il Generale Carmine Masiello emerge come un Comandante \"in age\"</strong>, una novità assoluta per la forza armata italiana. Il suo approccio rappresenta una vera boccata di ossigeno per il paese che non solo a modernizzare l'equipaggiamento e le tattiche guidando la forza armata verso una trasformazione che rispecchia le esigenze di un contesto globale in continua evoluzione, ma che reinventi, o meglio, rimodelli anche il ruolo del militare nella società, rendendolo più attuale ed accessibile ma sempre in linea con i valori che rappresenta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo modo il Generale non si limita solo a modernizzare l'equipaggiamento e le tattiche, ma rinnova profondamente l'identità stessa dell'Esercito Italiano, posizionandolo come una forza innovativa prima sullo scenario \"domestico\", poi, di conseguenza, su quello internazionale. Una vera e propria evoluzione culturale e sociale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/masiello-03-0524.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"capo di sme","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-05-03 17:41:22","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3845-il-gen-ca-masiello-al-corriere-lesercito-va-potenziato-ed-in-fretta-sintesi-e-considerazioni-della-lunga-intervista-del-capo-di-sme.mp4","galleria":""}
{"id":3831,"titolo":"Il Generale Masiello a Parigi: cooperazione italo-francese per un Mediterraneo più sicuro","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Generale di Corpo d’Armata Paracadutista Carmine Masiello</strong>, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito italiano, ha recentemente partecipato al seminario <strong>\"Mediterraneo Italia e Francia (MIF) - Sguardi incrociati sul Mediterraneo II edizione: La rivoluzione strategica in corso obbliga al riarmo nel Mediterraneo?\"</strong>, tenutosi presso <strong>Palazzo Borbone</strong>, sede dell'<strong>Assemblée Nationale francese</strong>. L'evento si è rivelato un'importante piattaforma per discutere le sfide attuali e future che il Mediterraneo sta affrontando in termini di sicurezza e difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il seminario, sono stati esplorati approfonditamente temi critici come il quadro di sicurezza internazionale e le implicazioni per lo sviluppo dell’industria della difesa, con un'attenzione particolare alla visione europea. Il Generale Masiello ha ribadito l'importanza di una strategia condivisa tra i paesi dell'Unione Europea per garantire una gestione efficace delle sfide di sicurezza nella regione mediterranea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Masiello ed il suo omologo francese, <strong>il Generale Pierre Schill</strong>, hanno discusso gli assi di sviluppo della cooperazione bilaterale, puntando ad una sempre maggiore sinergia e condivisione di risorse per rispondere efficacemente alle nuove sfide comuni in termini di sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un focus speciale è stato dedicato alla visita alla <strong>Section Technique de l’Armée de Terre – Technical Innovation Division of the French Army (STAT)</strong>, dove i Capi di Stato Maggiore di Italia e Francia hanno potuto aggiornarsi sugli impegni operativi e sul piano di ammodernamento dell'esercito francese. L'innovazione, trattata come tema chiave del seminario, ha sottolineato l'importanza di una continua integrazione e sviluppo delle capacità militari in risposta agli scenari globali sempre più complessi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cooperazione italo-francese si dimostra un pilastro per la stabilità del Mediterraneo, con la consapevolezza che il rafforzamento dell’Unione Europea, in complementarietà con la Nato, rappresenta un passo cruciale per promuovere i valori di pace, giustizia e libertà. La visita si è conclusa in un clima di cordialità e solidarietà, segno evidente della forte alleanza e del comune impegno verso obiettivi strategici condivisi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La serie di eventi e incontri a Parigi rappresenta dunque non solo un momento di riflessione strategica, ma anche un'opportunità concreta per rafforzare i legami tra Italia e Francia, evidenziando il ruolo centrale che il Mediterraneo gioca nella sicurezza europea e globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/04-masiello-francia-2024-04-24.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-04-24 17:41:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Il-Capo-di-SME-in-Francia-240424.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3831-il-generale-masiello-a-parigi-cooperazione-italofrancese-per-un-mediterraneo-piu-sicuro.mp4","galleria":"10392 | 10393 | 10394 | 10395 | 10396 | 10397 | 10398 | 10399 | 10400 | 10401 | 10402 | 10403 | 10404"}
{"id":3823,"titolo":"Terminata la ex. \"Tempra d'acciaio\", simulato un conflitto sotto l'egida dell'Art. 5 della NATO, che prevede la difesa collettiva dei membri dell'alleanza","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <a href=\"https://brigatafolgore.net/132a-brigata-corazzata-ariete-carri-ariete-combattono/\" data-type=\"page\" data-id=\"3181\">Brigata Corazzata “Ariete”</a> ha recentemente completato una delle sue più ambiziose esercitazioni, denominata \"<em>Tempra d'acciaio</em>\". L'esercitazione si è distinta per il suo alto grado di realismo, replicando le condizioni di un conflitto attuale sotto l'egida dell'<strong>Articolo 5 della NATO</strong>, che prevede la difesa collettiva dei membri dell'alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Tempra d'acciaio\", pianificata per incrementare e raffinare le capacità operative dei reparti, inserendosi nell'ambito del più ampio programma NATO di enhanced Vigilance Activity (e-VA) in Bulgaria, ha integrato diverse tipologie di attività addestrative, tra cui il Command Post Exercise (CPX) per il Comando della Brigata, e le esercitazioni \"Demetra 1/24\" e \"Artemide 1/24\", guidate rispettivamente dal 32° reggimento carri e dal Reggimento Lancieri di Novara (5°).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l'esercitazione, sono state condotte manovre sia \"a fuoco\" che \"in bianco\", coprendo tutti i livelli da plotone a gruppo tattico. Ciò ha coinvolto vari reparti della Brigata, tra cui cavalleria corazzata e di linea, fanteria pesante, artiglieria e genio, permettendo un'affinata interazione tra le diverse funzioni operative. Inoltre, sono state testate e perfezionate le procedure tecnico-tattiche delle componenti combat, combat support e combat service support, insieme agli assetti enablers come EW (Electronic Warfare), IMINT (Imagery Intelligence) e AVES (Aviation Support).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Task Force del 32° reggimento carri e del 5° reggimento Lancieri ha condotto operazioni offensive, superando ostacoli naturali e ingaggiando unità meccanizzate nemiche per degradarne le capacità operative. Parallelamente, sono state svolte attività di ricognizione per proteggere lo sforzo principale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presenza del Generale di Brigata Domenico Leotta, Comandante della Brigata “Ariete”, e del Comandante della 7^ Brigata corazzata francese, Gen.B. Philippe L. Le Carff, ha sottolineato l'importanza strategica e la portata internazionale dell'esercitazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con \"Tempra d'acciaio\", la Brigata “Ariete” non solo ha rafforzato la propria prontezza operativa ma ha anche dimostrato la capacità di operare efficacemente come Multinational Brigade HQ e Forward Land Forces, elementi cruciali per la difesa e la sicurezza collettiva dell'Alleanza Atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/01-tempra-accaio-2024-04-11.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"brigata ariete, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-04-23 16:29:32","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Esercitazione_Tempra_d%E2%80%99acciaio_240423.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3823-terminata-la-ex-tempra-dacciaio-simulato-un-conflitto-sotto-legida-dellart-5-della-nato-che-prevede-la-difesa-collettiva-dei-membri-dellalleanza.mp4","galleria":"10380 | 10381 | 10382 | 10383 | 10384 | 10385 | 10386"}
{"id":3821,"titolo":"Malore improvviso, muore il Paracadutista Davide Dalla Pria a soli 32 Anni","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Grande Famiglia della Folgore è stata colpita, ieri, da una tragica ed improvvisa notizia riguardante la scomparsa, del Paracadutista Davide Dalla Pria, effettivo all'<a href=\"https://brigatafolgore.net/8-reggimento-genio-guastatori-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"354\">8° Reggimento Guastatori Paracadutisti Folgore</a>, deceduto a causa di un arresto cardiaco. Dalla Pria, originario di Ospedaletto (Padova), aveva compiuto 32 anni il 4 ottobre scorso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Noto per il suo attaccamento alla divisa e per il forte senso di appartenenza alla specialità dei Paracadutisti, Della Pria era a Roma per svolgere un corso di aggiornamento. Oltre ad essere in servizio presso il prestigioso reparto di Legnago, era anche Istruttore ANPdI, grazie al quale, nel 2014 si era avvicinato al Paracadutismo presso la sezione di Ferrara.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Apprendiamo inoltre <a href=\"https://assopar.it/2024/04/22/improvvisa-scomparsa-di-davide-dalla-pria-ip-anpdi-in-forza-all8-rgt-guastatori-folgore-2/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">dal sito dell'ANPdI</a> che era stato membro del team del suo reparto incaricato di ripristinare il Monumento ai Paracadutisti di Saronno, vandalizzato da ignoti circa un anno fa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>BRIGATAFOLGORE.NET si unisce al dolore dei familiari, degli amici e dei colleghi per la scomparsa prematura di Davide.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Paracadutista Davide Dalla Pria! Presente!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Folgore!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/dalla-pria.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-04-23 07:26:32","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3821-malore-improvviso-muore-il-paracadutista-davide-dalla-pria-a-soli-32-anni.mp4","galleria":""}
{"id":3817,"titolo":"Ritardo nella Consegna di Veicoli MRAP dalla Germania all'Ucraina","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il piano della Germania di consegnare <strong>400 veicoli MRAP (Mine-Resistant Ambush Protected)</strong> all'Ucraina ha subito un sostanziale ritardo, secondo quanto riportato dal quotidiano tedesco Bild il 22 aprile 2024. Il <strong>Ministro della Difesa tedesco</strong>, <strong>Boris Pistorius</strong>, aveva annunciato il 19 marzo che la Germania avrebbe fornito all'Ucraina 100 \"veicoli di fanteria protetti\", specificando successivamente che si trattava effettivamente di MRAP, con consegna prevista entro il 2024.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un contratto del valore di 315 milioni di euro (circa 336 milioni di dollari) è stato firmato tra l'Ucraina e la compagnia tedesca <strong>Flensburger Fahrzeugbau GmbH</strong>, con finanziamenti provenienti da Berlino, per la fornitura dei 400 veicoli. Originariamente, la compagnia avrebbe dovuto consegnare 20 MRAP al mese da gennaio a ottobre 2024, per un totale di 200 veicoli in dieci mesi. Tuttavia, nessuna di queste consegne è stata realizzata fino ad ora.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un rappresentante del ministero ha confermato a Bild che nessun MRAP è stato ancora consegnato, e che le consegne sono ora programmate in diverse fasi nel corso del 2024. Inoltre, il piano di consegna è stato modificato e attualmente prevede la consegna di soli 100 MRAP nel corso dell'anno, con la data di inizio spostata da gennaio a maggio. Un documento classificato citato dal giornale specifica che i 100 veicoli promessi da Pistorius a marzo dovrebbero iniziare ad essere trasferiti a partire da giugno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I ritardi sono presumibilmente legati alla produzione degli MRAP. Flensburger Fahrzeugbau non produce i componenti principali ma li importa dagli Stati Uniti. I 400 veicoli sono versioni modificate dei veicoli corazzati BATT UMG prodotti da The Armored Group, un'azienda statunitense.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ministero ha dichiarato che i ritardi nelle consegne sono dovuti a \"permessi di esportazione restrittivi degli USA verso la Germania\". Non ufficialmente, è stato detto che il livello di protezione contro le mine dei veicoli deve ancora essere certificato. Nel frattempo, la compagnia ha informato Bild che il livello di protezione degli MRAP era già stato certificato, ma è ora \"sotto revisione\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/umg-v.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"conflitto russo-ucraino","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-04-23 06:48:08","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://www.bild.de/politik/ausland-und-internationales/geheimdokumente-zeigen-mega-auftrag-pistorius-hat-ein-gepanzertes-problem-66227de1714ff462fada5b7e?t_ref=https%3A%2F%2Fwww.google.com%2F","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3817-ritardo-nella-consegna-di-veicoli-mrap-dalla-germania-allucraina.mp4","galleria":""}
{"id":3819,"titolo":"Gli Usa sbloccano gli aiuti militari all’Ucraina: a Kiev 60,8 miliardi","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato un imponente pacchetto di aiuti militari per un totale di 95 miliardi di dollari, destinati principalmente all'Ucraina, Israele e Taiwan, segnando una mossa significativa dopo un periodo di stallo. Il provvedimento, denominato \"<a href=\"https://www.congress.gov/bill/118th-congress/house-bill/8035\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Ukraine Security Supplemental Appropriations Act</a>\", prevede un supporto di <strong>60,8 miliardi di dollari all'Ucraina</strong> e ha ottenuto un'ampia approvazione con <strong>311 voti a favore e 112 contrari.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelensky </strong>ha espresso profonda gratitudine per questa decisione, la quale, secondo il segretario generale della NATO <strong>Jens Stoltenberg</strong>, aumenta la sicurezza non solo in Europa ma anche in Nord America. La Camera ha festeggiato l'approvazione con un simbolico sventolio di bandiere ucraine, a testimoniare il sostegno bipartisan ottenuto, nonostante l'opposizione di frange estreme come quella guidata dalla deputata trumpiana Marjorie Taylor Greene.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Del pacchetto per l'Ucraina, 23 miliardi di dollari rimarranno negli Stati Uniti per riapprovvigionare gli arsenali, mentre 7,8 miliardi saranno destinati direttamente all'Ucraina sotto forma di prestiti cancellabili. Il Pentagono ha annunciato che i primi aiuti militari potrebbero raggiungere Kiev già nella prossima settimana, includendo munizioni e sistemi di difesa aerea avanzati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente, la Camera ha approvato <strong>26 miliardi di dollari di aiuti a Israele</strong>, con una parte significativa destinata ai sistemi di difesa aerea come Iron Dome e Iron Beam, e <strong>9 miliardi per aiuti umanitari a Gaza</strong>. Altri <strong>8 miliardi di dollari sono stati destinati a Taiwan</strong> e alla regione dell'Indo-Pacifico, rafforzando la politica americana contro l'influenza crescente della Cina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa decisione arriva in un momento cruciale, con l'escalation del conflitto in Ucraina e le tensioni in Medio Oriente tra Israele e Iran. La mossa della Camera, che ha diviso il pacchetto di aiuti in quattro distinti progetti di legge, ha permesso di gestire le diverse sensibilità all'interno del Congresso, dimostrando la capacità di superare divisioni interne per promuovere gli interessi di sicurezza nazionale degli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il presidente Joe Biden ha lodato il voto, sottolineando come esso invii \"un messaggio chiaro sulla potenza della leadership americana sulla scena mondiale\", confermando l'impegno degli USA nel sostenere i suoi alleati e riflettendo l'importanza strategica di questi aiuti in un contesto globale complesso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La <strong>reazione di Mosca</strong> non si è fatta attendere, con la portavoce del Ministero degli Esteri russo, <strong>Maria Zakharova</strong>, che ha criticato duramente gli aiuti, prevedendo un esito negativo per gli sforzi americani e paragonandoli ai fallimenti in Vietnam e Afghanistan.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La questione rimane altamente polarizzata, con implicazioni profonde non solo per i paesi riceventi ma anche per la dinamica politica interna americana, specie in un periodo di campagna elettorale. Gli aiuti sono visti come un investimento cruciale per stabilizzare regioni strategiche e sostenere alleati chiave, riflettendo il ruolo degli Stati Uniti come pilastro della sicurezza globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/ukraine-army.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"conflitto russo-ucraino","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-04-23 06:45:46","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3819-gli-usa-sbloccano-gli-aiuti-militari-allucraina-a-kiev-608-miliardi.mp4","galleria":""}
{"id":3815,"titolo":"Intensa Battaglia a Chasiv Yar, 25.000 Paracadutisti Russi tentano l'assalto","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Più di <strong>20.000 paracadutisti russi</strong> stanno attualmente tentando di prendere il controllo di <strong>Chasiv Yar</strong>, una località strategica situata nella regione orientale di Donetsk, a una decina di chilometri ad ovest dell'occupata <strong>Bakhmut</strong>. Questo sforzo massiccio da parte delle forze del Cremlino segna una significativa escalation nel conflitto che oppone la Russia all'Ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il portavoce del <strong>Gruppo Operativo-Estrategico </strong>dell'esercito ucraino, <strong>Nazar Voloshyn</strong>, ha confermato in un'intervista alla televisione pubblica che tra i <strong>20.000 e i 25.000 soldati</strong> del <strong>217° Reggimento di Paracadutisti</strong> della <strong>98ª Divisione Aerotransportata russa</strong> sono impegnati negli assalti su Chasiv Yar e sui villaggi circostanti. Nonostante l'intensità degli attacchi, Voloshin ha smentito le voci che parlano di un ingresso delle truppe russe nella città, descrivendo la situazione come \"difficile ma controllata\". </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Voloshin, nonostante l'impegno numerico e l'utilizzo intensivo di risorse, i russi non sono riusciti a stabilire un controllo duraturo, ritirandosi frequentemente di fronte alla resistenza ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tattica russa riflette strategie precedentemente impiegate per la cattura di <a href=\"https://brigatafolgore.net/le-forze-ucraine-si-ritirano-da-avdiivka-per-i-russi-il-piu-grande-successo-bellico/\" data-type=\"post\" data-id=\"7193\">Avdiivka</a>, con attacchi pesanti da parte di artiglieria e aviazione, mirati a indebolire le posizioni ucraine. Il contesto più ampio vede un deterioramento della situazione sul fronte orientale, come affermato il 13 aprile dal Comandante in Capo delle Forze Armate Ucraine, Oleksandr Syrskyi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il comando militare russo ha imposto ai suoi soldati l'obiettivo di prendere Chasiv Yar entro il 9 maggio, cercando di avanzare verso il canale Siversky Donets-Donbas per creare le condizioni per un'ulteriore spinta verso Kramatorsk. Questo movimento, se non contrastato, potrebbe preludere a una più ampia offensiva verso Kostiantynivka, Druzhkivka, Kramatorsk e Slovyansk, aumentando significativamente le posta in gioco nel conflitto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo episodio rappresenta quindi un punto critico nel conflitto russo-ucraino, mettendo in luce da una parte la determinazione dell'Ucraina di difendere la propria sovranità e dall'altra l'importanza strategica di Chasiv Yar per le operazioni militari russe nella regione. Mentre Kiev chiede più armi, la situazione rimane tesa e il mondo osserva con preoccupazione gli sviluppi di questo teatro di guerra che continua a influenzare la stabilità regionale e non solo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/paracadutisti-russi.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"conflitto russo-ucraino","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-04-22 21:14:41","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"https://english.nv.ua/nation/chasiv-yar-situation-20-25-thousand-russian-troops-are-trying-to-storm-the-area-50412199.html","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3815-intensa-battaglia-a-chasiv-yar-25000-paracadutisti-russi-tentano-lassalto.mp4","galleria":""}
{"id":3808,"titolo":"Noble Blueprint 24, imponente esercitazione NATO in modalità a fuoco (Live Fire Exercise) in Bulgaria","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un momento di crescenti tensioni geopolitiche, causate principalmente dal conflitto tra Russia e Ucraina, l'esercitazione <strong>Noble Blueprint 24</strong> assume un significato particolarmente rilevante. Recentemente conclusasi presso la <strong>Novo Selo Training Area</strong>, questa attività ha coinvolto oltre 400 soldati del <strong>Multinational Battle Group Bulgaria (MNBG BGR)</strong>, mirando a rafforzare l'interoperabilità e l'integrazione tra le forze <strong>NATO</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sotto il motto <em>\"Conoscerci l’un l’altro, prima di aver bisogno l’uno dell’altro\"</em>, l’esercitazione ha enfatizzato l'importanza della cooperazione e della comprensione reciproca tra le unità delle nazioni alleate, prima che le circostanze richiedano un loro effettivo intervento congiunto. Questo approccio proattivo è fondamentale in un contesto di sicurezza europea sempre più incerto e volatile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l'addestramento, che ha incluso esercizi a fuoco (Live Fire Exercise) in uno scenario di combattimento convenzionale ad alta intensità, le unità nazionali e multinazionali del Battle Group Bulgaria (MNBG BGR) hanno lavorato per testare e affinare le capacità di pianificazione dei posti comando e per integrare efficacemente le diverse componenti multinazionali. L'obiettivo era quello di confermare ed elevare il livello operativo delle compagnie coinvolte nella pianificazione e conduzione di attività tattiche offensive.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercitazione ha offerto ai militari italiani e ai loro colleghi provenienti da Albania, Bulgaria, Croazia, Grecia, Italia, Montenegro, Macedonia del Nord, Turchia e Stati Uniti, la possibilità di familiarizzare con le procedure e gli equipaggiamenti degli altri eserciti dell'Alleanza, promuovendo una maggiore standardizzazione e validazione delle procedure operative comuni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un'epoca segnata da sfide globali e minacce transnazionali, iniziative come Noble Blueprint 24 non solo rafforzano le capacità di difesa collettiva della NATO, ma consolidano anche il tessuto di fiducia e cooperazione che è vitale per la sicurezza dell'intero continente europeo. Queste esercitazioni dimostrano l'impegno continuo dell'Alleanza nel prepararsi a rispondere efficacemente a qualsiasi scenario di crisi, assicurando che i suoi membri siano pronti a sostenersi reciprocamente in tempi di bisogno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/nato-blueprint-24-2024-04-13-04.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"mnbg bgr, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-04-22 20:39:33","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/noble_blueprint.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3808-noble-blueprint-24-imponente-esercitazione-nato-in-modalita-a-fuoco-live-fire-exercise-in-bulgaria.mp4","galleria":"10310 | 10311 | 10312 | 10313 | 10314 | 10315"}
{"id":3806,"titolo":"Il Gen. C.A. (ris) Paracadutista Incursore Marco Bertolini rieletto presidente dell'Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Generale C.A. (ris) Paracadutista Incursore Marco Bertolini</strong> è stato rieletto <a href=\"https://brigatafolgore.net/anpdi/\" data-type=\"page\" data-id=\"9015\">Presidente Nazionale dell'Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia (ANPdI)</a>, confermando il suo ruolo per il quarto mandato consecutivo. Le votazioni si sono svolte durante l'Assemblea Nazionale dell'ANPdI, che si è tenuta il 20 aprile 2024 presso la Base Logistica dell'Esercito a Cecina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sessione di votazione ha visto la partecipazione di numerosi membri dell'associazione e ha beneficiato degli interventi istituzionali di figure come il <strong>Tenente Colonnello Gianfranco Paglia, M.O.V.M.</strong>, e il Vice Comandante della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti Folgore</a>, il <strong>Colonnello Massimo Veggetti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Giunta Esecutiva, riconfermata per il nuovo mandato, comprende figure di spicco come il <strong>Vice Presidente Nazionale, Generale B. (ris) Par. Inc. Raffaele Iubini</strong>, il <strong>Segretario Generale, Generale B. (ris) Par. Enrico Pollini</strong>, il <strong>Segretario Amministrativo, Dottor Mario Margara</strong>, e il <strong>Segretario Tecnico Nazionale, Avvocato Alberto Benatti</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'evento ha messo in luce l'ottima direzione del <strong>Presidente dell’Assemblea</strong>, <strong>Professor Valter Sergo</strong>, ed il fondamentale apporto dei <strong>Presidenti di Sezione da tutto il territorio nazionale</strong> che con la loro partecipazione ed il loro impegno hanno dato un segnale di forte vitalità dell’Associazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La rielezione testimonia la fiducia ed il sostegno continuo che il Generale Bertolini riceve dalla comunità dei paracadutisti, riflettendo il suo impegno costante nel promuovere gli interessi dei membri dell'associazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al Generale Bertolini, storico Ufficiale della Folgore e delle forze speciali italiane per quasi mezzo secolo, facciamo i migliori auguri per la riconferma dell'incarico come Presidente dell'ANPdI.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Folgore Signor Comandante!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fonte: <a href=\"https://assopar.it/2024/04/20/il-gen-bertolini-rieletto-presidente-nazionale-dellanpdi/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https://assopar.it/2024/04/20/il-gen-bertolini-rieletto-presidente-nazionale-dellanpdi/</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/marco-bertolini-general.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"anpdi, folgore, marco bertolini","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-04-22 20:21:07","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3806-il-gen-ca-ris-paracadutista-incursore-marco-bertolini-rieletto-presidente-dellassociazione-nazionale-paracadutisti-ditalia.mp4","galleria":""}
{"id":3799,"titolo":"Il Generale Paracadutista Pietro Lo Giudice è il nuovo Comandante di COMSUPLOG (Comando dei Supporti Logistici dell’Esercito)","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Venerdì 19 novembre, alla Caserma \"Giuseppe Rossetti\" di Roma, il <strong>Brigadier Generale Roberto Cernuzzi</strong> ha ceduto il comado di <strong>COMSUPLOG (Comando dei Supporti Logistici dell’Esercito)</strong> al <strong>Brigadier Generale Paracadutista Pietro Lo Giudice</strong>, in un evento che ha visto la presenza del <strong>Generale C.A. Mauro D'Ubaldi</strong>, Comandante Logistico dell’Esercito, nonché di altre alte cariche militari e civili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia, impreziosita dalla presenza di rappresentanti di Associazioni combattentistiche d'Arma, di specialità, di categoria e delle istituzioni religiose, si è tenuta dinanzi alla <strong>Bandiera di Guerra del 6° Reggimento Logistico di Supporto Generale</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il suo discorso di commiato, il Generale Cernuzzi ha voluto sottolineare l'elevato livello di professionalità e spirito di abnegazione dimostrati dai suoi collaboratori e dai reparti dipendenti nel corso del suo mandato. Ha inoltre espresso gratitudine verso la catena di comando per il supporto ricevuto, che ha reso possibile il raggiungimento di importanti traguardi nella logistica operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Comandante Logistico dell’Esercito, Generale D'Ubaldi, ha ringraziato il Generale Cernuzzi per il suo eccellente servizio ed ha augurato al Generale Lo Giudice di proseguire con determinazione gli sforzi compiuti dal suo predecessore, al fine di potenziare ulteriormente le capacità del Comando dei Supporti Logistici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Comando dei Supporti Logistici dell’Esercito, storia e funzioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Comando dei Supporti Logistici dell’Esercito</strong> (COMSUPLOG), è un Comando brigata operante sotto la diretta supervisione del Comando Logistico dell'Esercito e svolge un ruolo cruciale nel supportare le operazioni delle Forze Armate, sia sul territorio nazionale che nelle missioni all'estero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Originariamente istituito nel 2014 a Verona sotto il nome di “Comando Supporti” per le Forze Operative Terrestri, il Comando è stato trasformato e rinominato nel 2016, trasferendosi alla Cecchignola di Roma. Inizialmente sotto le dipendenze del Comando delle Forze Operative Terrestri di Supporto, è successivamente passato sotto il controllo del Comando Logistico dell’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le sue funzioni principali figura la fornitura di supporto attraverso il <strong>Combat Service Support Battalion (CSS-BN)</strong> ed il <strong>National Support Element (NSE)</strong> all'estero, oltre alla gestione dei transiti di personale, mezzi e materiali per operazioni nazionali e internazionali. Il COMSUPLOG fornisce anche supporto medico essenziale attraverso moduli sanitari dedicati, impiegati sia nei teatri operativi esteri che in risposta ad emergenze sanitarie nazionali. In riconoscimento dell'importante ruolo svolto durante l'emergenza Covid, ha ricevuto la <a href=\"https://www.quirinale.it/onorificenze/insigniti/362307\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Medaglia di Bronzo al Valore dell’Esercito</a>, conferita con decreto presidenziale n. 349 del 30 dicembre 2020.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\"><strong>COMSUPLOG</strong> svolge un ruolo cruciale nel garantire l'efficienza e l'efficacia operativa dell'intero Esercito Italiano, agendo come elemento chiave nell'organizzazione e nel supporto logistico indispensabile per il successo delle operazioni della forza armata.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Brigadier Generale Paracadutista Pietro Lo Giudice</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la sua carrriera, l'<strong>Ufficiale Paracadutista Pietro Lo Giudice</strong> ha ricpoerto numerosi incarichi sullo scenario militare, sia in in Italia che all'estero. Come Colonnello ha inoltre avuto l'onore di essere il primo Comandante del ricostituito <a href=\"https://brigatafolgore.net/reggimento-logistico-paracadutisti-folgore/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Reggimento Logistico Folgore</a>. Con l'assunzione del prestigioso ruolo al Comando dei Supporti Logistici dell'Esercito, facciamo al Brigadier Generale Lo Giudice i migliori auguri, continuando la sua straordinaria carriera all'interno della forze armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Folgore Signor Comandante!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/cambio-cte-logistico-2024-04-22-01.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"comsuplog","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-04-22 19:21:24","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.congedatifolgore.com/it/il-generale-di-brigata-paracadutista-pietro-lo-giudice-prende-il-comando-dei-supporti-logistici/","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3799-il-generale-paracadutista-pietro-lo-giudice-e-il-nuovo-comandante-di-comsuplog-comando-dei-supporti-logistici-dellesercito.mp4","galleria":"10290 | 10291 | 10292 | 10293 | 10294 | 10295"}
{"id":3795,"titolo":"Paracadutisti del Reggimento “Savoia Cavalleria” (3°) e personale dell'AVES concludono il 1° corso SERE avanzato","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il primo corso avanzato 2024 per il conseguimento della qualifica \"SERE Charlie\" (Sopravvivenza, Evasione, Resistenza e Fuga), in favore del personale dell'AVES e dei <a href=\"https://brigatafolgore.net/3o-reggimento-savoia-cavalleria/\" data-type=\"page\" data-id=\"476\">paracadutisti del Reggimento \"Savoia Cavalleria\" (3°)</a>, si è recentemente concluso presso il Centro Addestrativo Aviazione dell’Esercito (CAAE).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Strutturati su tre livelli, \"Alpha\" (teorico), \"Bravo\" (standard) e \"Charlie\" (avanzato), i corsi SERE sono essenziali per preparare il personale militare a sopravvivere e operare in condizioni di isolamento che possono verificarsi in teatro operativo. Durante la fase addestrativa teorica del corso \"Charlie\", i partecipanti hanno approfondito argomenti cruciali legati al Personnel Recovery (PR), che include la sopravvivenza di personale isolato, le strategie in caso di cattura, le tecniche di evasione, la fuga e le principali procedure tecnico-tattiche adottate in ambito NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il culmine del corso è stata un'esercitazione estensiva della durata di una settimana, durante la quale i partecipanti hanno simulato un'evasione da territorio ostile. Le condizioni di scarsità di cibo e acqua, unitamente alla sfida di coprire diverse decine di chilometri, hanno messo a dura prova le loro capacità di sopravvivenza e resistenza. Durante l'esercitazione sono state inoltre simulate situazioni di cattura e detenzione, gestite da personale altamente specializzato e sotto il costante monitoraggio di un team sanitario e di un ufficiale psicologo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Centro Addestrativo Aviazione dell'Esercito non solo forma piloti, specialisti ed equipaggi delle forze armate, ma funge anche da polo formativo interforze e internazionale per una varietà di corsi, tra cui i corsi SERE, l'antincendio aeroportuale e il Forward Medevac.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il corso di qualifica SERE \"Charlie\" rappresenta un passo significativo nell'assicurare che il personale dell’esercito sia non solo preparato a rispondere efficacemente alle sfide operative, ma anche capace di gestire le estreme difficoltà e le emergenze che possono presentarsi in contesti operativi critici, garantendo così la loro sopravvivenza ed  il successo delle missioni affidate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/sere01.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"aves, savoia cavalleria, sere","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-04-17 10:59:28","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Corso_Survival_Evasion_Resistance_Extraction_240416.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3795-paracadutisti-del-reggimento-savoia-cavalleria-3-e-personale-dellaves-concludono-il-1-corso-sere-avanzato.mp4","galleria":"10280 | 10281 | 10282"}
{"id":3789,"titolo":"Paracadutisti del 183° Nembo si addestrano in scenari warfighting","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è recentemente conclusa una settimana di intenso addestramento per il <a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\" data-type=\"page\" data-id=\"350\">183° Reggimento Pracadutisti \"Nembo\"</a>. Una sessione addestrativa che ha visto i paracadutisti impegnarsi in attività tattiche offensive, replicando un ambiente di combattimento realistico, con lo scopo di affinare e migliorare le loro competenze in uno scenario warfighting.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'attività addestrativa, coordinata da un posto comando di gruppo tattico è stato supportata inoltre da un plotone dell’<a href=\"https://brigatafolgore.net/8-reggimento-genio-guastatori-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"354\">8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti Folgore</a>, che ha condotto, durante l'azione, anche un forzamento di ostacoli passivi, elementi cruciali in scenari di combattimento reali. La collaborazione tra le due unità ha permesso di eseguire manovre complesse e coordinare efficacemente le azioni sul campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno degli aspetti più significativi di questa settimana addestrativa è stato l'uso di sistemi di simulazione all'avanguardia. Tra questi, i bersagli interattivi a sagome abbattibili hanno giocato un ruolo fondamentale nell'aumentare il realismo delle esercitazioni, offrendo ai soldati un feedback immediato sulle loro azioni e permettendo un addestramento concreto sulle tattiche di combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'addestramento non si è limitato alle sole manovre offensive, ma ha incluso anche un circuito di test per valutare e migliorare le abilità individuali dei paracadutisti in vari ambiti critici includendo l'utilizzo di apparecchiature radio, metodo di combattimento militare (MCM), primo soccorso sul campo di battaglia e BLS (Basic Life Support), procedure per la richiesta di supporto di fuoco e E-CAS (Emergency-Close Air Support), riconoscimento ordigni esplosivi e procedure C-IED (Counter-Improvised Explosive Device).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La recente settimana di addestramento per il 183° Reggimento Paracadutisti \"Nembo\" ha rafforzato e verificato le capacità delle unità partecipanti, evidenziando l'importanza di una formazione continua e approfondita, elemento cruciale per mantenere elevata la prontezza operativa che è caratteristica peculiare dei Paracadutisti e dei soldati dell’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/nembo02.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"183° nembo, 8° folgore, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-04-17 10:33:25","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Il-183-Nembo-in-addestramento-240416.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3789-paracadutisti-del-183-nembo-si-addestrano-in-scenari-warfighting.mp4","galleria":"10271 | 10272 | 10273 | 10274 | 10275"}
{"id":3782,"titolo":"Quando il gioco si fa duro, i Paracadutisti cominciano a giocare","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalla seconda guerra mondiale ad oggi, abbiamo un elemento comune sull'impiego militare delle unitá aviotrasportare: la difficoltà della missione. Quando l'asticella si alza, laddove è più dura la lotta e maggiore il rischio, i Comandi degli eserciti di tutto il mondo, hanno, sempre, senza nessuna eccezione, inviato i soldati di più sicuro affidamento: <strong>I PARACADUTISTI</strong>. Da <strong>El Alamein</strong>, passando per l'<strong>Operazione Varsity </strong>nel 1945, la (ri)conquista delle Isole <strong>Fakland-Malvinas</strong> nell'omonima guerra del 1982, la <a href=\"https://brigatafolgore.net/2-luglio-1993-la-battaglia-del-check-point-pasta/\" data-type=\"page\" data-id=\"310\">battaglia del Check Point Pasta del 1993</a>, l'<strong>Operazione Barras</strong> in Sierra Leone del 2000, l'<a href=\"https://brigatafolgore.net/afghanistan-il-ruolo-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"593\">avanzata della Folgore in Afghanistan</a> contro i talebani nel 2009-2011, abbiamo un comune denominatore: <strong>I PARACADUTISTI</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi più che mai, con la guerra alle porte dell'Europa, il Ministero della Difesa del governo Italiano ha affidato la forza armata nelle mani di uno straordinario Ufficiale Paracadutista, <a href=\"https://brigatafolgore.net/una-storica-nomina-il-generale-carmine-masiello-primo-paracadutista-a-capo-dello-stato-maggiore-dellesercito/\" data-type=\"post\" data-id=\"6944\">il Gen. C.A. Carmine Masiello</a>, mentre sono numerosi gli <a href=\"https://brigatafolgore.net/il-vento-che-cambia-paracadutisti-al-vertice/\" data-type=\"post\" data-id=\"8691\">Ufficiali Paracadutisti ai vertici</a> della Forza Armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E non è un segreto che la <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti Folgore</a>, dalla sua rinascita, <a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"308\">per tutta l'epoca della guerra fredda</a>, è stata, per motivi anche geografici vista la posizione dell'Italia al confine con un paese comunista, la Jugoslavia, la prima grande unità di sbarramento in caso di conflitto bellico con l'Unione Sovietica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I Paracadutisti di leva venivano sottoposti, in soli 10-12 mesi, ad un addestramento intenso. Basti pensare all'<strong>operazione Cold Stream del 1971</strong>, tristemente nota per <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-novembre-1971-il-dramma-di-gesso-4/\" data-type=\"page\" data-id=\"320\">la tragedia della Meloria</a>: al Comando del leggendario <a href=\"https://brigatafolgore.net/generale-aquila-1-ferruccio-brandi-il-mito-oltre-la-leggenda/\" data-type=\"page\" data-id=\"6911\">Generale Ferruccio Brandi</a>, già Tenente Medaglia d'Oro ad <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\" data-type=\"page\" data-id=\"309\">El Alamein</a>, vanno al lancio 396 Paracadustisti suddivisi in 10 aerei distanti 15 secondi l'uno dall'altro. Un'esercitazione imponente, mai realizzato nulla del genere fino a quel momento nella storia delle aviotruppe Italiane e no solo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3478,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"media\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/libano-gazzetta-mezzoggiorno.jpg\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/libano-gazzetta-mezzoggiorno.jpg\" alt=\"Quando il gioco si fa duro, i Paracadutisti cominciano a giocare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3478\" style=\"width:500px\" /></a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gazzetta del Mezzogiorno del 17 marzo 1983</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli anni '80 la <a href=\"https://brigatafolgore.net/italcon-libano-1982-84/\" data-type=\"page\" data-id=\"330\">missione in Libano</a> consacra la capacità dei Paracadutisti della Folgore in situazioni complesse.<br>Il 18 settembre 1982 le milizie cristiane libanesi massacrano 700 civili nei campi profughi di Sabra e Shatila a Beirut. il 20 settembre 1982, con un preavviso di soli 2 (!) giorni gli Incursori del Col Moschin sono già a Beirut. Il 24 settembre 1.000 Paracadutisti arriveranno in terra libanese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I compiti sono impegnativi: garantire la sicurezza nella zona dall’aeroporto al centro della capitale, scorte a personale politico, civile, militare locale ed estero e, cosa più difficile, proteggersi dagli aggressori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La primavera del 1986 sarà invece ricordata come piena di tensione e adrenalina alle stelle. Avvisati dai servizi di intelligence di una imminente crisi politica e militare tra Stati Uniti e Libia, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"351\">5° Battaglione Paracadutisti</a> e il <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9° Battaglione Col Moschin</a> si recano a Lampedusa e Pantelleria in tempi record. Scatta l'<strong>operazione Girasole</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un periodo di sosta per la parte addestrativa, la notte del 14 aprile 1986 gli USA bombardono Tripoli: un plotone della 15 Cp. \"Diavoli Neri\" rinforzata da una squadra controcarri ed un'aliquota logistica, riceve l'ordine alle 2 di notte del 15 aprile 1986 di partire in assetto da guerra. I Paracadutisti ricevono, ancora in mutande, armi, munizioni ed equipaggiamento. Volo tattico a bassissima quota su C-130 per evitare la contraaerea Libica, e scortati da caccia F-104.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10248,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"left\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignleft size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/04/scud-libia.jpg\" alt=\"Quando il gioco si fa duro, i Paracadutisti cominciano a giocare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-10248\" style=\"width:500px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Missile Scud B SS-1 in dotazione alle forze militari libiche nel 1986</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Atterraggio d'assalto su Lampedusa all'alba. I Paracadutisti si schierano. Colpo in canna, dito il grilletto. Nel primo pomeriggio due boati, la terra trema, gli americani della Base Loran escono di corsa per evacuare. Due missili SS1-Scud sono lanciati su Lampedusa con l'obiettivo di colpire l'installazione militare statunitense.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sono ore frenetiche che rischiano di cambiare la storia d'Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.panorama.it/news/quando-litalia-fu-ad-un-passo-dalla-guerra-con-la-libia\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.panorama.it/news/quando-litalia-fu-ad-un-passo-dalla-guerra-con-la-libia\" rel=\"noreferrer noopener\">Si pianifica un contrattacco. Gli USA premono, il governo Italiano è cauto</a>. La Delta Force americana avrebbe aperto la strada con al seguito il 9° Btg. Col Moschin. Il 5° Btg. Paracadutisti \"El Alamein\" avrebbero terminato \"il lavoro\" con lancio da guerra su Tripoli e Bengasi. Il 2° Btg. Paracadutisti \"Tarquinia\" avrebbe difeso le posizioni sulle isole sicule. Non è un film. Siamo ad un passo dalla guerra. Fortunatamente però prevale la linea diplomatica e le operazioni navali, ma questa volta, dalla seconda guerra mondiale, e fuori dal contesto della guerra fredda, siamo stati ad un passo dallo scontro bellico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli anni '80 continuano con addestramenti intensi, faticosi, ma estremamente formativi come le “Mangusta”, le ”Istrice”, la “Condor rosso”. Chi si ferma è perduto. <strong>Il Paracadutista è l'estremo, ma affilatissimo strumento di politica estera. E tale deve rimanere per la difesa della Nazione.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3518,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/operazione-airone.jpg\" alt=\"Quando il gioco si fa duro, i Paracadutisti cominciano a giocare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3518\" style=\"width:500px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Durante l'operazione Airone la Brigata Paracadutisti Folgore schiera quasi 1.000 uomini - Copyright Esercito Italiano</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A novembre 1989 cade il muro di Berlino ed immediatamente si aprono nuovi scenari di partecipazione militare: nuovamente il medio oriente, ma niente Libano, siamo in Iraq e più tardi nei Balcani, con una parentesi che ha cambiato la storia della Folgore e dell'Esercito Italiano: <a href=\"https://brigatafolgore.net/somalia-storia-e-contesto/\" data-type=\"page\" data-id=\"356\">la Somalia</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 5° Battaglione Paracadutisti partecipa, nel 1991, alla missione “<strong>Provide Comfort</strong>”, conosciuta anche come <strong>AIRONE</strong> nel <strong>Kurdistan Iracheno</strong>, decisa nel quadro della risoluzione n. 687 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU al fine di assistere i profughi curdi oppressi e dal regime di Saddam Ussein. I Paracadutisti sono impiegati in difficili condizioni ambientali, a migliaia di chilometri di distanza dalla Madre Patria, fornendo sicurezza ed aiuto alle popolazioni in fuga dalla guerra mentre in seguito vengono schierate di fronte alle forze irachene, spinte a Nord dalla pressione degli alleati.<br>Con pattugliamenti, posti di blocco e cinturazioni, i Paracadutisti controllano un territorio ampio fino a 1.400 km e tutto il tratto rotabile Zakho-Kirkuk-Baghdad.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E' il 25 luglio 1992. 300 Paracadutisti della Brigata Folgore atterrano alle 16.00 all'aeroporto di Punta Raisi, a Palermo, con armi e bagagli. Altri arriveranno in serata. Non è una gita o un viaggio premio, è un'operazioni militare, con dei Paracadutisti militari equipaggianti e con armi da guerra, in terra Italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3444,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"left\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignleft size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/vespri1-folgore.jpg\" alt=\"Quando il gioco si fa duro, i Paracadutisti cominciano a giocare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3444\" style=\"width:500px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paracadutisti su Iveco VM90 armato di mitragliatrice MG 42/59 in ralla: non siamo in Libano ma a Palermo nell'operazione \"Vespri Sicialiani\"</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo l'assassinio dei magistrati Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, lo Stato risponde con l'<a href=\"https://brigatafolgore.net/vespri-siciliani-sicilia-1992/\" data-type=\"page\" data-id=\"332\">operazione Vespri Siciliani</a>. A Palermo sono i 1.000 paracadutisti della Brigata Folgore, operando attraverso cinturazioni, appostamenti notturni, posti di controllo mobili e vigilanza a personalità importanti, in collaborazione stretta con le forze dell'ordine, affrontano turni intensivi e prolungati. Il loro impegno eccezionale e il senso del dovere vengono riconosciuti e celebrati da tutta la nazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>3 dicembre 1992: i reggimenti sono ancora in Sicilia. Sarà necessario un avvicendamento \"forzato\": la Folgore è attesa ad un appuntamento che non può mancare. Non si tratto di una \"normale\" missione di pace. Ma dell'<a href=\"https://brigatafolgore.net/loperazione-ibis/\" data-type=\"page\" data-id=\"360\">operazione IBIS in Somalia</a>. L'ONU ha emesso la risoluzione numero 794 e l'Italia dovrà fornire insieme agli Stati Uniti il più numeroso contingente militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Folgore ha il comando del contingente Italiano, ed è abilitata, unica insieme agli USA, al capitolo VII dello statuto dell'ONU: quello che autorizza l'uso delle armi. Vengono schierati tutti i reparti, i ricostituiti <a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\" data-type=\"page\" data-id=\"350\">183° Reggimento Nembo</a>, <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"351\">186°</a> e <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"352\">187° Folgore</a>, <a href=\"https://brigatafolgore.net/185o-reggimento-artiglieria-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"479\">185° Artiglieria</a>, 1° Battaglione Tuscania, <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9° Col Moschin</a> e <a href=\"https://brigatafolgore.net/reggimento-logistico-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"9894\">Reparti Logistici</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":1996,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/89.jpg\" alt=\"Quando il gioco si fa duro, i Paracadutisti cominciano a giocare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-1996\" style=\"width:500px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le bare con i caduti della battglia del 2 luglio 1993 fanno ritorno in patria: sono quelle del S.ten. Andrea Millevoi, del Serg. Magg. Stefano Paolicchi e del Par. Pasquale Baccaro</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una spiegamento di forze senza precedenti. L'italia non può sbagliare. Numerosi saranno le situazioni di estrema complessità culminate anche con veri e propri conflitti a fuoco. La Folgore, anche se colpita dritta al cuore neglio scontri del <a href=\"https://brigatafolgore.net/2-luglio-1993-la-battaglia-del-check-point-pasta/\" data-type=\"page\" data-id=\"310\">2 luglio 1993</a>, ne esce tenendo alto l'Onore Militare Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Siamo a metà anni '90 e la Brigata Paracadutisi Folgore si occupa, su mandato dello Stato Maggiore della Difesa di tutte le operazioni speciali per conto della forza armata (il COFS ed il <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" data-type=\"page\" data-id=\"7747\">COMFOSE</a> arriveranno diversi anni dopo): è il periodo delle <strong>\"Ippocampo\"</strong>, le missioni di evacuazione di connazionali nelle zone più turbolente del pianeta, quasi sempre svolte in solitario dagli <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">Incursori del Col Moschin</a> con il solo concorso dell'Aeronautica Militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Prima Yemen, poi Ruanda: il 10 maggio, dopo essere atterrati prima a Nairobi e successivamente a Kigali, gli incursori italiani, mentre sbarcano dal C-130, si troveranno sotto attacco di colpi di mortaio sulla pista dell'aeroporto. Il velivolo militare si allontanerà rapidamente dalla pista, abbandonando le forze italiane sul territorio Ruandese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel giro di una settimana, grazie a numerose missioni a Kigali, la capitale del Ruanda, gli incursori completeranno con successo l'evacuazione di tutti gli italiani, un'impresa resa possibile anche dal valore e dalla preparazione della 46ª Brigata Aerea: durante il decollo dell'ultimo C-130, carico oltre ogni previsione, si verifa un pesante attacco di mitragliatrici antiaeree sovietiche ZU-23. Secondo il Generale Incursore Roberto Vannacci, all'epoca Comandante del dispositivo dell'operazione in Ruanda, rappresenta una delle più difficili operazioni cui abbia preso parte il 9°.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3505,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"left\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignleft size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/interfet-folgore.jpg\" alt=\"Quando il gioco si fa duro, i Paracadutisti cominciano a giocare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3505\" style=\"width:500px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'operazione Interfet a Timor Est, situata nel Sudest asiatico, rappresenta la missione più distante alla quale abbiano mai preso parte i soldati italiani.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'ultima metà degli anni '90 intesifica la presenza della Brigata Paracadutisti nei Balcani, mentre nel 1999 i Paracadutisti del 187° saranno schierati nella lontanissima Timor Est insieme ai Paracadutisti del Tuscania e agli incursori del Col Moschin. Situata nell'estremo sudest asiatico, e raggiungibile dopo più di 24 ore (!) di volo di linea, Timer Est è per gli Italiani la meta dell'operazione Interfet, resa necessaria dopo le azioni violente di gruppi non favorevoli all'indipendenza di Timor Est dall'Indonesia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al gruppo tattico della Folgore un compito importate, quello di pattugliare e garantire sicurezza alla popolazione nelle zone più ardue e difficile da raggiungere per via della fitta vegetazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quella a Timor Est verrà inoltre ricordata come la missione più lontana ove è stato impiegato un reparto Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'estate del 2001 è invece quella del G8, meeting internazionale dei più importanti Capi di Stato della terra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La FOLGORE è schierata nella zona rossa dell'aeroporto di Genova. I Paracadutisti dei tre reggimenti di manovra (183°, 186 e 187°), per tre giorni, svolgono la funzione di Agenti di Pubblica Sicurezza al'interno dell'aeroporto di Genova.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":4585,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/afo.jpg\" alt=\"Quando il gioco si fa duro, i Paracadutisti cominciano a giocare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-4585\" style=\"width:500px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'Air Force One di George Bush - Copyright  GEORGEWBUSHLIBRARY.GOV</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Controllano, fermono e perquisiscono chiunque entra o si muove all'interno dell'aeroporto. Sorvegliano gli hangar e i punti sensibili con regole d'ingaggio poco rassicuranti per eventuali soggetti in vena di fare gli eroi: fuoco incondizionato a chi vuole entrare nell'aeroporto senza autorizzazione o chi solo si avvicina alla recinzione anche esterna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ai Paracadutisti, il giorno 20 luglio un compito importantissimo: sorvegliare il perimetro del <strong>Air Force One del Presidente Americano George W. Bush</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>11 settembre 2001: cambia il mondo. La Folgore è pronta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ad aprile del 2004 un distaccamento del Col Moschin, alle porte di Nassirya, rimane vittima di un imboscata ad L.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un pò fortuna, ed un altissima capacità al combattimento negli spazi stretti permette agli incursori di salvare la pelle e neutralizzari tutti i miliziani (una decina circa).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E' il medio oriente lo scenario più impegnativo, ma c'è ancora gloria per la Folgore nei Balcani: a marzo 2004, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"351\">186° Reggimento</a>, nell'ennesima missione in Kosovo (la terza in tre anni!) denominata Determined Effort, sarà di fondamentale aiuto alla popolazione di etnia serba.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10250,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"left\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignleft size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/04/kosovo-2004.jpg\" alt=\"Quando il gioco si fa duro, i Paracadutisti cominciano a giocare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-10250\" style=\"width:500px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Mezzi delle nazioni unite e della KFOR durante gli scontri in Kosovo nel marzo del 2004</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il reparto sarà costretto ad intervenire a difesa dei monasteri e a protezione dei villaggi durante i disordini del 17 e 18 marzo. I Paracadutisti, per nulla intimoriti dall'atteggiamento violento dei rivoltosi, saranno costretti a rispondere con le armi ai ripetuti assalti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per i fasti di quei giorni, la bandiera del reggimento viene nuovamente decorata, come successo in Somalia, a medaglia d'argento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel giugno del 2006 nasce la leggendaria <a href=\"https://brigatafolgore.net/task-force-45/\" data-type=\"page\" data-id=\"3191\">Task Force 45</a>, il più grande dispiegamento di forze speciali mai messo in campo dall’Italia dal dopoguerra. A luglio dello stesso anno, sotto il Comando del Ten. Col. Roberto Vannacci, opera già nelle montagne Afgane partecipando alla famigerata operazione \"Medusa\". Inizialmente è composta da incursori del 9° Reggimento d'Assalto \"Col Moschin\" e del GOI, Gruppo Operativo Incursori della Marina Militare (COMSUBIN), successivamente ampierà il suo organico con le unità del bacio fos dell'Esercito Italiano ed altre unità di forze speciali di tutte le forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>2009-2011 Missione di Guerra. Comprendiamo che per il politicamente corretto bisogna chiamare, <a href=\"https://brigatafolgore.net/isaf-afghanistan-2001-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"341\">quella in Afghanistan</a>, \"missione di pace\", anzi, per motivazioni costituzionali dovremmo chiamare qualsiasi operazione militare \"missione di pace\". Se però dialogate con un Paracautista che tra il 2009 ed il 2011 ha partecipato alle <a href=\"https://brigatafolgore.net/afghanistan-il-ruolo-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"593\">missioni ISAF</a> in Afghanistan, vedrete che proprio di pace di non era quella missione …</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10251,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/04/tf45-1.jpg\" alt=\"Quando il gioco si fa duro, i Paracadutisti cominciano a giocare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-10251\" style=\"width:500px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Incursori Italiani della Task Force 45 nel deserto Afgano durante la prima fase dell'operazione (2006-2008)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Afghanistan c'è la guerra. E i Paracadutisti, un pò scentemente, un pò romanticamente, sanno che è arrivato il loro momento, costi quel che costi, anche il supremo sacrificio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La conformazione e lo status della Brigata, con i tre battaglioni dei reggimenti di manovra schierati in prima linea, con a supporto uno dei migliori reparti genio gustatori dell'Esercito (8° Rgt.) e l'alto livello di preparazione della truppa, ai massimi storici, darà dei risultati nella lotta ai talebani senza precedenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Base El Alamein (Farah)</strong>, <strong>base Tarquinia (Shouz</strong>) e <strong>base Tobruk (Bala Boluk)</strong> rappresenteranno tre punti cruciali che avranno un importanza fondamentale nella riuscita della missione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I tre Reggimenti, schierati tra Herat, Kabul e Farah infieriranno un duro colpo ai talebani e nei numerosi scontri a fuoco la milizia integralista sarà costretta a moderare fortemente l'ardore combattivo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I paracadutisti della Folgore saranno i primi Italiani a essere videoripresi in combattimento in Afghanistan (6 ottobre 2009), grazie al giornalista Rai Nico Piro. Immagini mai viste prima e discordanti, appunto, con l'etichetta di missione di pace data alla missione italiana in Afghanistan.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":3577,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"left\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignleft size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/01/folgore-combat-e1713138006437.jpg\" alt=\"Quando il gioco si fa duro, i Paracadutisti cominciano a giocare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-3577\" style=\"width:500px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paracadutisti del 183° Rgt. Par. Nembo in combattimento il 10 giugno del 2009 nei pressi di Bala Morghab, Afghanistan</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel luglio del 2009 perde il <strong>1° C.le magg. Paracadutista Alessandro Di Lisio</strong>, ma il giorno più duro è pero <a href=\"https://brigatafolgore.net/17-settembre-2009-kabul-attacco-alla-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"321\">il 17 settembre del 2009</a>. Sei Paracadutisti cadranno dopo un'attacco con con una carica esplosiva di oltre 150kg nei pressi dell'Aerporto di Kabul. Colpita dritta al cuore la Brigata Paracadutisti è andata comunque avanti e lascerà sul campo di battaglia numerosi feriti ed un altro caduto, il 25 luglio 2011, il <strong>1° C.le magg. Paracadutista David Tobini</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli anni successivi la Brigata sarà schierata per addestrare militari di forze locali tanto in Afghanistan, con l'operazione <a href=\"https://brigatafolgore.net/afghanistan-resolute-support-e-triste-epilogo/\" data-type=\"page\" data-id=\"4295\">Resolute Support</a>, quanto in Niger e Mali con l'operazione MISIN.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Viviamo il terrivile periodo del COVID, si chiude il millennio e se ne apre un altro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 24 febbraio 2022 <strong>l'Esercito Russo invade il territorio ucraino</strong> segnando così una brusca escalation del conflitto russo-ucraino in corso dal 2014. Europa e Stati Uniti applicano pesanti sanzioni economico-finanziarie al paese di Putin ed armano fortemente le forze armate Ucraine, ma non basta, e la storia è quella che oggi: a più di due anni dall'inizio del conflitto i Russi avanzano e le bombe continuano a cadere sulla popolazione ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"lightbox\":{\"enabled\":false},\"id\":10252,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"custom\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/swift-response21_210521.aspx\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/04/nembo-esploratori.jpg\" alt=\"Quando il gioco si fa duro, i Paracadutisti cominciano a giocare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-10252\" style=\"width:500px\" /></a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esploratori Paracadusti del 183° Reggimenti Par. Nembo al lancio mediante caduta libera durante l'esercitazione multinazionale Swift Response 2021 in Bulgaria - <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/swift-response21_210521.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Copyright Esercito Italiano</a></figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La situazione sullo scenario internazionale, e nello specifico, alle porte dell'Europa, è complessa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La NATO ha l'obbligo, secondo l'articolo 5, qualora, le operazioni Russe si estendessero su un paese dell'Alleanza Atlatica, di attuare militarmente a difesa del paese invaso. &nbsp;L'articolo 5 della NATO infatti, presuppone l'intervento armato e sancisce la difesa collettiva: se una nazione facente parte della NATO venisse attaccata, le altre sarebbero in dovere di intervenire con tutti i loro mezzi a disposizione, compresi quelli militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Italia deve ESSERE PRONTA. Succede quindi una cosa mai vista in Italia dall'esistenza della specialità militare dei Paracadutisti (1941 con la Divisione Folgore): <a href=\"https://brigatafolgore.net/una-storica-nomina-il-generale-carmine-masiello-primo-paracadutista-a-capo-dello-stato-maggiore-dellesercito/\" data-type=\"post\" data-id=\"6944\">il 15 febbraio 2024 il Consiglio dei ministri, su espressa richiesta del Ministro della Difesa Guido Crosetto, nomina come Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Italiano un Ufficiale dei Paracadutisti.</a> Il Super Comandante. L'uomo d'accaio. L'eccellenza tra le eccellenze: <strong>Il Generale di Corpo d'Armata Paracadutista Acquisitore Carmine Masiello</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un curriculum di eccezionale valore, una profonda esperienza militare tra aviotruppe, operazioni speciali, intelligence ma anche una visione olistica della forza armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10249,\"width\":\"500px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"left\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignleft size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/04/carmine-masiello.jpg\" alt=\"Quando il gioco si fa duro, i Paracadutisti cominciano a giocare - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-10249\" style=\"width:500px;height:auto\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Gen. C.A. Carmine Masiello è il primo ufficiale, proveniente dalla specialità dei paracadutisti, ad essere posto nella più alta carica dell'Esercito Italiano.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Masiello si circonda di uomini di uno spessore militare altissimo: nel giro di poche settimane la forza armata viene rivoluzionata.<br>I Top nei posti Top. Paracadutisti certo, ma non facciamo i provinciali, ci sono Comandanti eccezionali anche nelle altre specialità dell''Esercito. Il Comandante Masiello ne è cosciente e sta forgiando la Forza Armara avvalendosi ESCLUSIVAMENTE delle migliori eccellenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non siamo guerrafondai. Crediamo fermamente che la diplomazia rappresenti la migliore risposta di fronte a un'escalation internazionale. Tuttavia, dobbiamo considerare che stiamo parlando dell'Esercito, la più grande forza armata della nazione, il cui compito primario è difendere i nostri territori qualora, sfortunatamente, le soluzioni diplomatiche non siano sufficienti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Carmine Masiello in passato sarebbe stato un uomo scomodo. \"Troppo capace\". Mancata nomina a Capo di SME di Marco Bertolini docet. I nostri politici avrebbe detto <em>\"Siamo in tempi di Pace, non ci serve un Capo di SME di tale livello\"</em>. Ma non siamo in tempi pace. Siamo in tempi guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"align\":\"center\"} -->\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Ed il Paracadustia, ancora una volta, ha risposto PRESENTE.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/quando-il-gioco-si-fa-duro.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-04-15 00:04:36","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3782-quando-il-gioco-si-fa-duro-i-paracadutisti-cominciano-a-giocare.mp4","galleria":""}
{"id":3780,"titolo":"Ad un anno dalla scomparsa del Sottufficiale Paracadutista Gianluca Spina, delegazione del 186° Rgt. Folgore in visita al suo paese natale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 13 Aprile 2023 perdeva la vita per un malore durante un lancio militare il <strong>Sergente Maggiore Aiutante Paracadutista Gianluca Spina</strong>, 49 anni, sottufficiale del <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"351\">186° Reggimento Paracadutisti Folgore</a>, con oltre 30 anni di servizio presso il leggendario reparto di Siena.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ieri, nel primo anniversario della scomparsa, una delegazione del 186° Reggimento Paracadutisti Folgore, composta dal Comandante, il Colonnello Paracadutista Giovanni Corrado e dal Sottufficiale di Corpo, il 1° Luogotenente Paracadutista Giuseppe Perillo, ha reso omaggio allo sfortunato Paracadutista. Insieme a famiglia, amici ed autorità civili e militari del posto, tra cui la sindaca Elvira Cozza, i Paracadutisti di Siena hanno partecipato ad una cerimonia religiosa nella piccola parrocchia del paese natale di Spina, a Belsito, in Calabria, visitato anche la sua tomba.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Noi di Brigatafolgore.net, in particolare nella persona dello scrivente Alessandro Generotti, vogliamo ricordare Gianluca, Uomo e Paracadutista che ha dedicata la vita al servizio della Patria e che ci ha lasciato nel pieno adempimento del proprio dovere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Ho conosciuto Gianluca durante <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-mia-brigata-storia-reale-di-un-paracadutista-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"313\">il mio servizio nella Folgore tra il 1999 ed il 2002</a>, era già all'epoca uno straordinario Sottufficiale, legatissimo alla Brigata Paracadutisti Folgore. Un professionista esemplare ed esempio assoluto per i propri Paracadutisti. Non è una frase fatta. Gianluca era veramente così.<br><strong>Cieli blu Gianluca, Folgore!</strong></pre>\n<!-- /wp:verse -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/gianluca-spina2.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"186° Reggimento, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-04-14 20:38:36","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3780-ad-un-anno-dalla-scomparsa-del-sottufficiale-paracadutista-gianluca-spina-delegazione-del-186-rgt-folgore-in-visita-al-suo-paese-natale.mp4","galleria":""}
{"id":3776,"titolo":"A Cracovia la NATO Special Operations Senior Leaders’ Conference. Presente il Paracadutista Acquisitore Colonnello Luigi Pulli","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 9 all'11 aprile 2024, a Cracovia, in Polonia, si è svolta la <a href=\"https://www.nshq.nato.int/contents/article/nato_special_operations_forces_leaders_convene_in_poland_2024\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Conferenza dei Leader Senior delle Operazioni Speciali della NATO</a>. Per l'Italia, oltre alla presenza del Comandante del COFS (Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali), <strong>Ammiraglio di Squadra Paolo Pezzutti</strong>, evidenziamo la presenza del <strong>Colonnello Paracadutista Acquisitore Luigi Pulli</strong>, già Capo Sezione Operazioni Speciali allo Stato Maggiore dell'Esercito e Comandante del <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"353\">185° RRAO Folgore</a> (2021-2023), oggi <strong>Deputy COS per dottrina, addestramento e sviluppo concetti del SOFCOM <strong>(Special Operation Command)</strong></strong> <strong>NATO</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10221,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/04/luigi-pulli.jpg\" alt=\"A Cracovia la NATO Special Operations Senior Leaders’ Conference. Presente il Paracadutista Acquisitore Colonnello Luigi Pulli - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-10221\" style=\"width:500px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Colonnello Luigi Pulli nel suo ruolo di Comandante del 185° RRAO (2021-2023)</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'evento biennale ha visto la partecipazione di rappresentanti di alto livello provenienti da oltre 32 nazioni alleate e partner dell'Alleanza Atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'incontro rappresenta una piattaforma per promuovere il dialogo e la collaborazione tra i comandanti delle Forze Operazioni Speciali (SOF) e i Comandanti senior arruolati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la conferenza, sono state trattate tematiche per rafforzare le capacità di deterrenza e difesa della NATO, tra cui l'implementazione dei Piani Regionali a sostegno del Concetto per la Deterrenza e la Difesa dell'area Euro-Atlantica, il perfezionamento delle strategie di comando e controllo, l'ottimizzazione delle dinamiche di generazione delle forze e il potenziamento dei contributi nazionali agli obiettivi dell'Alleanza Atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Magg. Gen. Sławomir Drumowicz, Comandante delle Forze Speciali Polacche, co-ospite della conferenza, ha sottolineato l'importanza dell'azione collettiva nel rispondere alle sfide di sicurezza in evoluzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le sue parole hanno trovano eco nelle dichiarazioni del <strong>Gen. C.A. Antonio Fletcher</strong>, Comandante della Allied Special Operations Forces Command, che ha evidenziato l'importanza delle misure di deterrenza proattiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La conferenza ha enfatizzato il ruolo indispensabile delle Forze Operazioni Speciali nel preservare la stabilità regionale e nel detergere potenziali minacce. I partecipanti hanno avuto scambi intensi, condividendo intuizioni e migliori pratiche per migliorare l'interoperabilità e la prontezza attraverso l'entità Special Operations Force della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10223,\"width\":\"500px\",\"align\":\"right\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/04/flitcher.jpg\" alt=\"A Cracovia la NATO Special Operations Senior Leaders’ Conference. Presente il Paracadutista Acquisitore Colonnello Luigi Pulli - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-10223\" style=\"width:500px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Gen. C.A. Antonio Fletcher, Comandante della Allied Special Operations Forces Command durante il discorso di apertura.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con le dinamiche geopolitiche in continua evoluzione, la comunità delle Operazioni Speciali della NATO rimane impegnata nel potenziare la prontezza e la resilienza per proteggere la regione Euro-Atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I risultati della conferenza plasmeranno le future strategie e iniziative volte a rafforzare la postura di deterrenza e difesa della NATO, garantendo la prontezza per operazioni su larga scala a tutela di ogni confine del territorio dell'Alleanza in un mondo incerto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi incontri semestrali dei Comandanti delle SOF e dei Senior Enlisted Leaders contribuiscono a promuovere gli sforzi delle SOF, favorendo l'interoperabilità tra Alleati e Partner e rafforzando lo spirito collaborativo della comunità delle Operazioni Speciali della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le forze speciali rappresentano un pilastro fondamentale all'interno dell'Alleanza Atlantica, apportando un contributo cruciale alla sicurezza collettiva e alla realizzazione di operazioni efficaci su scala internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La loro versatilità si manifesta tanto in conflitti asimmetrici quanto simmetrici, agendo spesso come avanguardia e facilitando l'azione dei reparti convenzionali, oppure prevenendo i conflitti attraverso sofisticate operazioni di intelligence. Oggi più che mai, con la guerra alle porte d'Europa,  l'interoperabilità tra le varie unità di forze speciali NATO riveste un'importanza cruciale per la sicurezza del continente europeo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/special-forces2.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-04-14 18:24:13","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3776-a-cracovia-la-nato-special-operations-senior-leaders-conference-presente-il-paracadutista-acquisitore-colonnello-luigi-pulli.mp4","galleria":""}
{"id":3771,"titolo":"Papa Francesco riceve i militari di Strade Sicure: brevetto da Paracadutista ad honorem per Sua Santità","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso di una cerimonia presso la Santa Sede, <strong>Papa Francesco</strong> ha accolto i militari dell'Esercito Italiano, partecipanti all'<strong>operazione \"Strade Sicure\"</strong> (Raggruppamento Lazio e Abruzzo), dimostrando il profondo legame tra la comunità militare e i valori universali di pace e servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'evento ha visto la presenza di numerosi militari assieme alle loro famiglie, segno tangibile dell'importanza che la Chiesa attribuisce al contributo di questi uomini e donne nelle missioni di pace e sicurezza. L'operazione \"Strade Sicure\" rappresenta un impegno costante dei militari italiani nel garantire la sicurezza sul territorio nazionale, vigilando e pattugliando siti e obiettivi sensibili per prevenire e contrastare la criminalità e il terrorismo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al termine dell'udienza, un momento di particolare rilievo è stato la consegna del <strong>Brevetto di Paracadutista Militare ad honorem</strong> a Papa Francesco da parte del <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"345\">Generale di Brigata Massimiliano Mongillo, Comandante della Brigata Paracadutisti Folgore</a>. Il simbolico gesto riconosce al pontefice <em>\"la Sua testimonianza dei valori universali del coraggio, del dovere, dell'integrità e dello spirito di servizio, fondamenti dell'agire dei paracadutisti della Brigata Folgore.\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Brevetto dalle ali argentate, rappresenta il culmine di un percorso formativo estremamente selettivo, che valuta non solo le capacità fisiche e psicologiche dei candidati, ma anche la loro profonda adesione ai valori di coraggio, dovere e integrità, essenziali per mettere l'interesse comune al di sopra di quello personale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'operazione \"Strade Sicure\", dal dicembre 2023 sotto la responsabilità della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti Folgore</a>, sottolinea l'importanza del lavoro congiunto tra le Forze Armate e le Forze di Polizia nel garantire la sicurezza e l'ordine pubblico, attraverso il dispiegamento di oltre 1.300 uomini su circa 100 siti sensibili. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'incontro tra Papa Francesco e i militari del Raggruppamento Lazio e Abruzzo è un esempio eloquente di come i valori di solidarietà, servizio e sacrificio continuino a essere un faro di speranza e di ispirazione per tutta la comunità, rafforzando il legame indissolubile tra la Nazione, le sue Forze Armate e la Fede.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/Papa-Francesco-riceve-lattestato-di-paracadutista-onorario.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"folgore, papa francisco, strade sicure","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-04-10 17:58:25","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Papa-Francesco-incontra-i-militari-di-Strade-Sicure-240410.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3771-papa-francesco-riceve-i-militari-di-strade-sicure-brevetto-da-paracadutista-ad-honorem-per-sua-santita.mp4","galleria":"10212 | 10213 | 10214 | 10215"}
{"id":3769,"titolo":"Il Paracadutista Acquisitore Alessandro Grassano promosso a Generale di Divisione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Continua l'ascesa degli Ufficiali Generali provieniente dalle aviotruppe all'interno della Forza Armata.<br>L'ex Comandante del <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"353\">185° RRAO \"Folgore\"</a> <strong>Alessandro Grassano</strong> ha ricevuto la <strong>seconda stella da Generale</strong>. Nato ad Alessandria il 21 novembre 1970, Grassano ha iniziato il suo percorso nell'Accademia Militare dell'Esercito a Modena nel 1990. Conseguito il grado di Tenente nel 1995, ha iniziato a servire nel <a href=\"https://brigatafolgore.net/185o-reggimento-artiglieria-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"479\">185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti \"Folgore\"</a> di Livorno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2002 ha servito come Ufficiale di collegamento presso il Quartier Generale della Missione KFOR a Pristina, e l'anno successivo è stato impiegato come Ufficiale addetto alle informazioni in Afghanistan durante l'Operazione \"Enduring Freedom\". Ha acquisito una vasta esperienza operativa partecipando a missioni in Bosnia, Kosovo, Afghanistan e Iraq, dimostrando eccellenti capacità nel gestire situazioni complesse. Nel 2004, mentre era al Nucleo Iniziale del Comando delle Forze Speciali dell'Esercito a Firenze, ha ricoperto il ruolo di Ufficiale HUMINT in Iraq, nell'ambito dell'Operazione \"Antica Babilonia\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo il Corso di Stato Maggiore nel 2006, ha assunto il comando del Battaglione Acquisizione Obiettivi presso il 185° Reggimento Paracadutisti RRAO \"Folgore\". La sua competenza lo ha portato a ricoprire importanti incarichi formativi, come il comando del Battaglione Allievi presso l'Accademia Militare di Modena e ruoli di rilievo presso il Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) a Roma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La promozione a Generale di Brigata il 1° gennaio 2021 e il successivo comando della Missione Bilaterale Italiana a sostegno della Repubblica del Niger rappresentano la continuazione del suo impegno a favore della cooperazione internazionale e della sicurezza. Nel suo attuale incarico come Vice Capo del III Reparto Direzione Strategica e Cooperazione Militare dello Stato Maggiore della Difesa, il Gen. Grassano si occupa di cooperazione internazionale, un'area cruciale per la politica di difesa e sicurezza italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La promozione a Generale di Divisione non è solo il riconoscimento di una carriera spesa in servizio del Paese e della comunità internazionale, ma riflette anche l'importanza delle competenze, dell'esperienza e del leadership dimostrate dal Generale nel corso degli anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Folgore Signor Generale!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/grassano-articolo.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"185 rrao","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-04-08 20:14:36","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3769-il-paracadutista-acquisitore-alessandro-grassano-promosso-a-generale-di-divisione.mp4","galleria":""}
{"id":3760,"titolo":"L'Amerigo Vespucci doppia Capo Horn: viaggio tra Orgoglio ed Eccellenza Italiana","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In una giornata che entrerà nella storia della navigazione italiana, <strong>l'Amerigo Vespucci, emblema dell'Italia nel mondo, ha segnato un traguardo senza precedenti doppiando per la prima volta Capo Horn</strong>. Questo passaggio, noto per essere uno dei più difficili al mondo a causa delle perturbazioni create dalla vicinanza all'Antartide, testimonia l'abilità e la determinazione dell'equipaggio della storica nave scuola della Marina Militare italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Partito dal porto di Genova il 1° luglio 2023, sotto la volontà del Ministro della Difesa Guido Crosetto, il veliero ha intrapreso un tour mondiale destinato a promuovere l'eccellenza del Made in Italy. Crosetto ha espresso grande orgoglio per questo significativo traguardo, sottolineando il valore dell'Amerigo Vespucci come simbolo dell'eccellenza italiana e dell'orgoglio della Difesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La missione del Vespucci non è solo una dimostrazione di maestria nautica ma anche un'opportunità unica per veicolare i valori e le eccellenze italiane in oltre 30 porti di 28 Paesi, attraversando cinque continenti. Ogni tappa è un'occasione per coniugare l'attività formativa degli allievi ufficiali con la promozione delle eccellenze italiane, attraverso l'allestimento del “Villaggio Italia”, un'esposizione delle virtù e della cultura del Bel Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il motto dell'Amerigo Vespucci, <em>\"Non chi comincia ma quel che persevera\"</em>, risuona potente a bordo di una nave che quest'anno ha compiuto 93 anni, mantenendosi come la più anziana unità navale in servizio attivo nella Marina Militare. Con i suoi tre alberi verticali e 24 vele, la nave presenta uno spettacolare profilo marittimo, capace di raggiungere la velocità di 14,6 nodi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'equipaggio, composto da 264 militari, cento allievi annui e personale di supporto dell'Accademia Navale, vive e opera in un ambiente di stretta collaborazione e apprendimento continuo. La formazione impartita durante queste campagne si è rivelata cruciale per gli allievi della prima classe dell'Accademia Navale, contribuendo alla crescita professionale di generazioni di marinai.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il comandante Giuseppe Lai, al timone durante il passaggio a Capo Horn, ha espresso la sua emozione e orgoglio per il traguardo raggiunto, sottolineando il significato profondo di questa impresa per l'equipaggio e per il paese intero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre l'Amerigo Vespucci si appresta a entrare nel porto di Valparaiso, in Cile, il prossimo 28 aprile, l'Italia intera celebra questo storico veliero, riconoscendo il suo ruolo di ambasciatore dell'eccellenza italiana sui mari del mondo. Con il suo secondo giro del mondo, l'Amerigo Vespucci continua a navigare non solo attraverso gli oceani ma nel cuore di chiunque apprezzi la maestria, la tradizione e lo spirito di avventura che definiscono l'Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/amerigo-vespucci-00.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"amerigo vespucci, marina militare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-04-06 23:25:13","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3760-lamerigo-vespucci-doppia-capo-horn-viaggio-tra-orgoglio-ed-eccellenza-italiana.mp4","galleria":"10198 | 10194 | 10197 | 10195 | 10199 | 10196"}
{"id":3753,"titolo":"Le forze speciali equadoriane irrompono nell'ambasciata messicana ed arrestano l'ex vice presidente Jorge Glass condannato per corruzione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle 22:00 ora locale del 5 aprile (ore 5 in Italia), un contingente formato da Paracadutisti Commando dell'Esercito e dal Grupo Operaciones Especiales (GOE) di polizia dell'Ecuador ha circondato e successivamente assaltato l'ambasciata messicana a Quito, Ecuador, arrestando l'ex vicepresidente Jorge Glas, condannato in via definitva per abuso di fondi pubblici e con forti legami con il narcotraffico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Siamo davanti ad uno dei rari casi nella storia recente in cui l'immunità diplomatica di un'ambasciata è stata apertamente infranta, violando uno dei principi fondamentali della sovranità diplomatica come sancito dalla Convenzione di Vienna del 1961.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Glas, che ha servito come vicepresidente sotto la presidenza di Rafael Correa, è stato riconosciuto colpevole, in via definitiva, in una serie di casi di corruzione. Il 15 dicembre 2017 viene condannato a 6 anni di carcere per il prelievo illegale di 13,5 milioni di dollari dal conglomerato brasiliano Odebrecht, una sentenza confermata dalla Corte Suprema Nazionale nell'ottobre 2019. Nel 2020, riceve un'ulteriore condanna di 8 anni per corruzione aggravata e la perdita dei diritti politici per 25 anni. Nel gennaio 2021, la pena totale aumenta a 22 anni a seguito di una condanna per abuso di fondi pubblici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E' inoltre sotto indagine per accuse di corruzione legati alla ricostruzione della città di Manabí, devastata dal terremoto nel 2016. Ulteriori accuse lo legano a figure del narcotraffico, aggravando ulteriormente la sua posizione legale. <a href=\"https://www.vozdeamerica.com/a/fiscal-ecuador-narco-pago--libertad-condicional-exvicepresidente-glas/7402956.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Secondo la magistratura equadoriana, la cauzione per la sua libertà condizionale del 2022, per motivi di salute, fissata in 250.000 dollari statunitensi, sarebbe stata pagata dal narcotrafficante Leandro Norero</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Libero su cauzione, dopo 40 giorni Glas trova però rifugio nell'ambasciata messicana a Quito. La decisione nel pomeriggio di ieri del presidente messicano, Andrés Manuel López Obrador, di concedere asilo politico a Glas aveva già suscitato tensioni diplomatiche tra i due paesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'operazione militare di questa notte ha chiaramente indicato che il governo ecuadoriano, guidato dal giovane presidente Daniele Noboa, non intende lasciare alcuna via di fuga a individui legati a crimini di corruzione o narcotraffico, anche se protetti da immunità diplomatica. Questo drammatico sviluppo arriva in un momento in cui l'Ecuador sta intensificando la sua lotta contro la criminalità. L'arresto di Glas rappresenta un significativo colpo allo stato di impunità che alcuni criminali hanno sfruttato in passato nelle sedi diplomatiche del paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni, <a href=\"https://www.primicias.ec/noticias/politica/album-15-profugos-gobierno-correa/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">una serie di politici ecuadoriani, tutti legati alla corrente politica di sinistra nota come \"correísmo\", guidata dall'ex presidente Rafael Correa, hanno cercato rifugio all'estero per evitare processi giudiziari in Ecuador</a>:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Rafael Correa</strong>, presidente dell'Ecuador dal 2007 al 2017, si è trasferito in Belgio nel luglio 2017, dopo aver concluso il suo mandato. Correa è stato coinvolto in numerosi processi giudiziari, tra cui accuse di peculato, delinquenza organizzata, violazione dei diritti umani, e pianificazione del sequestro del politico Fernando Balda. Nel 2020, è stato condannato a otto anni di prigione nel caso Sobornos per corruzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Pedro Delgado</strong>, presidente del Banco Central del Ecuador, è fuggito negli Stati Uniti nel 2012. Delgado è stato condannato a otto anni di prigione per peculato bancario e a cinque anni per arricchimento illecito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Carlos Ochoa</strong>, exsuperintendente di Comunicazione, è fuggito in Messico nel 2018, dopo aver ricevuto un'ordinanza di custodia cautelare. Ochoa è accusato di falsificazione della Legge di Comunicazione per sanzionare i media locali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Sofía Espín</strong>, ex assemblista, lascia l'Ecuador per la Bolivia, poi in Messico nel 2018, mentre era sotto indagine per traffico di influenze. La sua causa è stata archiviata nel dicembre 2019, permettendole di ritornare in Ecuador.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Ricardo Patiño</strong>, ministro in diversi governi di Correa, lasciò il paese andino per il Messico dopo essere stato accusato di instigazione. È noto in Ecuador per il suo appello a \"prendere le istituzioni pubbliche\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Fernando Alvarado</strong>, ex segretario di Comunicazione e ministro del Turismo, fugge in Venezuela nel 2018, evadendo diversi controlli e dopo aver rimosso il braccialetto elettronico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Vinicio Alvarado</strong>, ex ministro del Turismo e ex segretario dell'Amministrazione, è attualmente in Venezuela dopo una condanna a otto anni di prigione per corruzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Carlos Pólit</strong>, ex contrallore generale dello Stato, e suo figlio John si sono rifuggiati a Miami nel 2017, prima di essere condannati per corruzione nel caso Odebrecht. Pólit gode della cittadinanza americana, il che complica la sua estradizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Ramiro González</strong>, ex presidente del Consiglio Direttivo dell'IESS e ministro delle Industrie, vive a Lima, Perù, da quando è fuggito nel 2017. Accusato di defraudazione tributaria e traffico di influenze, la sua estradizione è stata negata dalla giustizia peruviana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Carlos Viteri</strong>, ex assemblista, ha ricevuto asilo politico in Messico dopo aver cercato rifugio nell'ambasciata messicana a Quito a seguito dei disordini del 2019.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Soledad Buendía</strong>, ex assemblista, e <strong>Gabriela Rivadeneira</strong>, ex presidente dell'Assemblea e legislatrice, si sono rifugiate in Messico dopo il paro nazionale del 2019, citando persecuzioni politiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Luis Molina</strong>, ex assemblista alterno, è fuggito in Messico senza una specifica accusa contro di lui, seguendo i passi di altri colleghi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>María de los Ángeles Duarte</strong>, ex ministra dei Trasporti, si è rifugiata nell'ambasciata argentina a Quito nel 2020, dopo essere stata condannata a otto anni di prigione per corruzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Walter Solís</strong>, ex ministro dei Trasporti, è uno dei più ricercati e si presume che sia fuggito negli Stati Uniti. Sopra di lui pesano due allerte rosse della Interpol.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'evento di ieri, segna quindi la rottura totale nelle relazioni diplomatiche tra l'Ecuador e il Messico, già ai minimi termini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le implicazioni di questa mossa sono vaste, sollevando questioni sulla sovranità diplomatica, il diritto internazionale e la determinazione dell'Ecuador nel perseguire la giustizia. Mentre il paese andino celebra l'azione come un successo nella lotta contro la corruzione, la comunità internazionale rimarrà sintonizzata sulle ramificazioni di questo atto senza precedenti, che potrebbe ridefinire i confini dell'immunità diplomatica in situazioni di gravi crimini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/assalto-ambasciata-messico.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"america latina, forze speciali, internazionale","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-04-06 16:07:47","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3753-le-forze-speciali-equadoriane-irrompono-nellambasciata-messicana-ed-arrestano-lex-vice-presidente-jorge-glass-condannato-per-corruzione.mp4","galleria":"10185 | 10186 | 10187 | 10188 | 10189"}
{"id":3751,"titolo":"L'Ufficiale Paracadutista Roberto Vergori promosso a Generale di Divisione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>È stato promosso a <strong>Generale di Divisione l'Ufficiale Paracadutista Roberto Vergori</strong>.<br>Classe 1971, giá <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"345\">Comandante della Brigata Paracadutisti Folgore (Aquila 1 dal 2021 al 2023)</a>, ha iniziato il suo percorso all'Accademia Militare di Modena nel 1990. Capo Corso del 172° \"Carattere\", ha servito in varie posizioni di Comando tanto nella Folgore, quanto all'interno dell'Esercito Italiano, culminata con la nomina, a febbraio 2024, come <a href=\"https://brigatafolgore.net/il-generale-roberto-vergori-nominato-capo-ufficio-generale-del-nuovo-capo-di-sme/\" data-type=\"post\" data-id=\"7782\">Capo Ufficio Generale del Capo di SME Gen. C.A. Paracadutista Carmine Masiello</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al Comandante Vergori facciamo gli Auguri per la promozione e per la straordinaria carriera al servizio della Nazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Folgore Signor Generale!</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/roberto-vergori-promosso-generale-di-divisione.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"aquila 1, folgore, sme","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-04-06 11:03:13","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3751-lufficiale-paracadutista-roberto-vergori-promosso-a-generale-di-divisione.mp4","galleria":""}
{"id":3749,"titolo":"Conclusa l'esercitazione MEDUSA 2024","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è recentemente conclusa l’esercitazione “MEDUSA 2024”, organizzata dal Centro Fires Targeting e Info Operations (CFTIO) del Comando Artiglieria di Bracciano. Attività che ha coinvolto vari reparti dell’Esercito Italiano in esercizi di simulazione, con l'obiettivo di migliorare la cooperazione e l'interoperabilità dei sistemi di comando e controllo per l'Artiglieria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i partecipanti, si sono annoverati il 5° Reggimento Artiglieria Terrestre (Lanciarazzi) “SUPERGA”, il 3° Reggimento Artiglieria Terrestre, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/185o-reggimento-artiglieria-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"479\">185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti “FOLGORE”</a>, un plotone del Comando Genio, l’11° Reggimento Trasmissioni “Leonessa”, alcuni piloti dell’AVES, personale della Scuola Sottufficiali dell’Esercito, della Scuola di Fanteria, oltre agli effettivi dei tre Centri di Addestramento Virtuale: <a href=\"https://brigatafolgore.net/132a-brigata-corazzata-ariete-carri-ariete-combattono/\" data-type=\"page\" data-id=\"3181\">132° Reggimento Carri “Ariete”</a>, 5° Reggimento “Rigel” e <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"353\">185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione e Acquisizione Obiettivi “Folgore”</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercitazione si è concentrata sull'utilizzo di sistemi di simulazione avanzati per testare la capacità di interazione tra diverse unità e sistemi, inclusa la partecipazione di un Posto Comando di Batteria del <a href=\"https://www.army.mod.uk/who-we-are/corps-regiments-and-units/royal-artillery/19-regiment-royal-artillery/\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.army.mod.uk/who-we-are/corps-regiments-and-units/royal-artillery/19-regiment-royal-artillery/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">19° Royal Artillery Regiment britannico</a>. La presenza della componente internazionale ha avuto lo scopo di esaminare l’interoperabilità dei sistemi comunicativi attraverso la simulazione di azioni di artiglieria coordinati nelle procedure e nelle modalità di intervento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la conclusione dell’esercitazione, emerge il continuo sforzo dell’Esercito Italiano nel mantenere aggiornate le proprie capacità operative e nel perseguire l'interoperabilità con i paesi alleati, contribuendo al percorso di miglioramento continuo delle forze armate, in linea con le esigenze di sicurezza contemporanee e con il contesto internazionale in evoluzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/articolo050424.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-04-05 20:22:59","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/ex_medusa_2024.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3749-conclusa-lesercitazione-medusa-2024.mp4","galleria":""}
{"id":3747,"titolo":"Attenti a quei due! Gen. C.A. Ristuccia è il nuovo Comandante di COMFOP SUD, Gen. Div. Belladonna nuovo Capo di Stato Maggiore","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La trasformazione nell'Esercito Italiano prosegue ad un ritmo sostenuto. In un clima di azioni concrete e poche chiacchiere, con enorme distacco dai suoi predecessori (<em>non ce ne vogliano, ma su questa piattaforma, per il bene del paese e del suo sistema difensivo diamo a Cesare quel che è di Cesare</em>), il <a href=\"https://brigatafolgore.net/cambio-al-vertice-il-generale-masiello-prende-il-comando-dellesercito/\" data-type=\"post\" data-id=\"7924\">Comandante Gen. C.A. Paracadutista Carmine Masiello</a> sta forgiando la Forza Armara avvalendosi ESCLUSIVAMENTE delle migliori eccellenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Comando Forze Operative Sud</strong> con le dipendenti Brigata Granatieri di Sardegna, Brigata Aosta, Brigata Pinerolo, <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-sassari-quando-la-fanteria-e-delite/\" data-type=\"page\" data-id=\"1261\">Brigata Sassari</a> e la <a href=\"https://brigatafolgore.net/i-bersaglieri-da-re-carlo-alberto-ai-nostri-giorni/\" data-type=\"page\" data-id=\"1256\">Brigata Bersaglieri Garibaldi</a> rappresenta la componente operativa di maggior peso nell’Esercito Italiano con circa 20.000 uomini. Un compagine dalla complessa gestione, considerata la pluralità di assetti alle dipendenze pesanti, medi e leggeri e la quantità di donne e uomini che ne fanno parte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Capo di Stato Maggiore, ancora una volta, ha dato un preciso segnale di rinnovamento a tutta la Forza Armata. La nomina del <strong>Generale C.A. Angelo Michele Ristuccia</strong> a Comandante di COMFOP SUD infatti, identifica un preciso profilo di Ufficiale Generale, determinato a raggiungere gli obiettivi di efficienza e capacità delle Unità da lui dipendenti, grazie al suo vasto bagaglio professionale ed esperienziale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell’ultimo lustro è stato, come Comandante della <a href=\"https://brigatafolgore.net/132a-brigata-corazzata-ariete-carri-ariete-combattono/\" data-type=\"page\" data-id=\"3181\">Brigata Ariete</a>, responsabile della VJTF, la forza ad elevata prontezza a disposizione della NATO, successivamente Comandante del contingente italiano in Iraq ed infine il 13° Comandate italiano di KFOR, la Missione della NATO in Kosovo. Un Comandate riconosciuto a livello internazionale, sul quale il Generale Masiello può fare pieno affidamento per garantire al COMFOP SUD gli standard di qualità necessari per affrontare gli onerosi impegni della Nazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nominato invece Capo di Stato Maggiore di COMFOP SUD il <strong>Generale di Divisione Massimiliano Belladonna</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proveniente dalla Brigata Friuli, dove ricopriva il ruolo di Comandante, ha già lavorato alle dipendenze del Generale Ristuccia quando rivestiva l’incarico di Comandante della Divisione Vittorio Veneto. <strong>Pilota di elicotteri d'attacco A-129 Mangusta</strong>, è un Ufficiale dalla brillante carriera, insignito di diverse onorificenze e decorazioni, nazionali ed internazionali, tra cui la <a href=\"https://www.quirinale.it/onorificenze/insigniti/333979\">Medaglia d’Oro al Valore dell’Esercito</a>, Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, United States Air Medal with “Valor”, United States Meritorious Service Medal, oltre a numerosissimi<strong> Encomi Solenni</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sicuramente il COMFOP SUD ha acquisito una linea di Comando di assoluto livello, degno della sua storia e pronta per affrontare le sfide future.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/comfopsud.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"comfopsud","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-04-05 19:56:44","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3747-attenti-a-quei-due-gen-ca-ristuccia-e-il-nuovo-comandante-di-comfop-sud-gen-div-belladonna-nuovo-capo-di-stato-maggiore.mp4","galleria":""}
{"id":3745,"titolo":"Concluso il 15° corso di qualificazione anfibia \"Charlie\" al Reggimento Lagunari Serenissima","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 15° corso di qualificazione anfibia \"Charlie\" per gli staff dei reparti della Brigata \"Pozzuolo del Friuli\" si è recentemente concluso presso <a href=\"https://brigatafolgore.net/reggimento-lagunari-serenissima-audacia-e-valore-per-terra-e-per-mare/\" data-type=\"page\" data-id=\"4374\">lo storico Reggimento Lagunari \"Serenissima\"</a>. Focalizzato su attività teoriche e pratiche, ha avuto come obiettivo quello di fornire al personale le competenze di base per la pianificazione e la conduzione di operazioni anfibie e riverine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante le tre settimane di formazione, i partecipanti hanno affrontato una serie di lezioni e prove pratiche, come l'approfondimento delle operazioni in ambiente anfibio, la conoscenza dei mezzi anfibi e navali principali, esercizi in piscina, una marcia zavorrata, prove di abilità in acqua, come il ribaltamento con un battello pneumatico in laguna e l'attraversamento di corsi d'acqua in condizioni operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un elemento chiave del programma è stata la conferenza sulle operazioni anfibie, tenuta dal Capitano di Fregata Ferruccio Ferreli proveniente dall’<a href=\"https://www.marina.difesa.it/il-tuo-futuro-e-il-mare/formazione-in-marina/formazione_avanzata/ismm/Pagine/ISMM.aspx\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.marina.difesa.it/il-tuo-futuro-e-il-mare/formazione-in-marina/formazione_avanzata/ismm/Pagine/ISMM.aspx\">Istituto di Studi Militari Marittimi di Venezia</a>, che ha trattato vari aspetti delle operazioni marittime e delle capacità della Marina Militare in supporto a tali missioni. A questa conferenza hanno partecipato anche i Key Elements degli staff dei reparti della Brigata \"Pozzuolo\", appartenenti al capability basket della CNPM (Capacità Nazionale di Proiezione dal Mare), evidenziando l'importanza dell'integrazione e della cooperazione tra le diverse componenti delle forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al termine del corso, il Colonnello Ivan Falasca, Comandante del Reggimento Lagunari Serenissima, ha consegnato gli attestati di partecipazione ai frequentatori, riconoscendo così il completamento della loro formazione, segnando l'ingresso di nuovi qualificati anfibi pronti a contribuire alle capacità operative della Brigata \"Pozzuolo del Friuli\", <strong>oggi sotto il comando del Generale di Brigata Paracadutista Nicola Mandolesi</strong>, Ufficiale dalle straordinarie doti che in passato ha comandato il <a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\" data-type=\"page\" data-id=\"350\">3° Battaglione Grizzano (inquadrato nel 183° Rgt. Par. Nembo)</a>, poi, in qualità di Colonnello, il leggendario <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"352\">187° Reggimento Paracadutisti “Folgore”</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/15-charlie.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"lagunari","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-04-03 21:22:22","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/corso_anfibia.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3745-concluso-il-15-corso-di-qualificazione-anfibia-charlie-al-reggimento-lagunari-serenissima.mp4","galleria":""}
{"id":3743,"titolo":"Il Comandante Carmine Masiello in visita al Centro Polifunzionale di Sperimentazione dell’Esercito","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>A Montelibretti (RM), il <a href=\"https://www.difesa.it/protocollo/aoo-difesa/esercito/e22504/35299.html\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.difesa.it/protocollo/aoo-difesa/esercito/e22504/35299.html\" rel=\"noreferrer noopener\">Centro Polifunzionale di Sperimentazione dell’Esercito (CEPOLISPE)</a> rappresenta oggi un pilastro della ricerca e dell'innovazione per la forza armata. La recente visita del Generale di Corpo d’Armata Paracadutista Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, ha messo in luce l'importanza cruciale di questo ente nel panorama della difesa nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'incontro ha avuto come fulcro la presentazione dei progetti più avanzati e delle tecnologie di frontiera impiegate per la sperimentazione militare, con l'obiettivo di ribadire e consolidare il ruolo del CEPOLISPE come centro d’eccellenza tecnico-ingegneristica. Il Colonnello Pierpaolo Dotoli, Direttore del Centro, ha guidato il Comandante dell'Esercito Italiano attraverso un viaggio dettagliato nelle attività e nei piani di sviluppo futuri, evidenziando come l'innovazione e la formazione avanzata siano le leve per mantenere e potenziare la spinta propulsiva dell’Esercito nel settore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Gen. C.A. Masiello ha avuto l’opportunità di assistere a una dimostrazione di simulazione e modellazione presso il sito ITB (Integrated Test Bed), esempio tangibile del movimento verso il virtual testing. La visita è proseguita con un'esplorazione nel campo dell’elettromagnetismo, presso una camera semi-anecoica, dove sono state mostrate sperimentazioni di punta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Concludendo la visita, il Capo di Stato Maggiore ha incontrato il personale del Centro, insieme ai Tenenti ingegneri del 200°corso “Dovere”, evidenziando la valenza strategica del CEPOLISPE non solo come centro di eccellenza tecnica ma anche come fondamentale risorsa per la sicurezza nazionale e internazionale. In questo contesto, l'attenzione alla ricerca e allo sviluppo, in collaborazione con università e industria, emerge come elemento distintivo per il continuo aggiornamento e la qualificazione delle competenze, rafforzando il legame tra il mondo militare e quello civile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il CEPOLISPE, ente dipendente dal Comando Logistico dell’Esercito, è un avanzato centro di sperimentazione militare, il cui core business è rappresentato dalle prove tecniche e sperimentali finalizzate all’omologazione di veicoli, materiali, sistemi d'arma, componenti e attrezzature di interesse della Difesa. Si conferma quindi come un laboratorio dove il futuro della difesa viene plasmato attraverso la sperimentazione e l'innovazione, sottolineando il ruolo essenziale che queste attività svolgono per l'efficacia operativa e l'affidabilità delle capacità difensive dell'Italia in un'era di sfide complesse e in evoluzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/masiello-cepolispe.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"capo di sme, cepolispe","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-04-03 20:47:53","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Capo_SME_Centro_Polifunzionale_Sperimentazione_Esercito_240403.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3743-il-comandante-carmine-masiello-in-visita-al-centro-polifunzionale-di-sperimentazione-dellesercito.mp4","galleria":""}
{"id":3741,"titolo":"Gli auguri del Capo di SME Gen. C.A. Paracadutista Carmine Masiello al personale dell'Esercito","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In una solenne videoconferenza tenutasi a Palazzo Esercito, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/envira/una-storica-nomina-il-generale-carmine-masiello-primo-paracadutista-a-capo-dello-stato-maggiore-dellesercito/\" data-type=\"envira\" data-id=\"7197\">Generale di Corpo d’Armata Paracadutista Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano</a>, ha rivolto un caloroso messaggio di auguri di Buona Pasqua a tutto il personale dell'Esercito, evidenziando l'importanza della loro dedizione quotidiana all'Istituzione militare e alla Repubblica Italiana. Il Generale Masiello, tramite i Comandanti di Corpo e i Sottufficiali di Corpo di ogni livello, ha sottolineato il fondamentale contributo fornito sia sul suolo nazionale che in missioni internazionali, nel promuovere gli ideali di giustizia, pace e libertà.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della video conferenza il Comandante dell’Esercito ha colto l'occasione per condividere le linee guida del suo mandato, ponendo l'accento su un obiettivo chiave: la modernizzazione dell'Esercito. La visione del Generale Masiello si concentra sulla realizzazione di una forza armata capace di esprimere una deterrenza efficace, riconosciuta a livello nazionale e internazionale come credibile e persuasiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per raggiungere tale traguardo, il Generale ha evidenziato l'importanza di un processo di ammodernamento che interessi tutte le strutture, puntando su un rinnovamento tecnologico che coinvolga ogni aspetto dell'addestramento e dell'operatività. L'obiettivo è rafforzare l'identità dell'Esercito attraverso la condivisione di valori e un addestramento solido, pilastri fondamentali per forgiare una mentalità vincente e coesa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Masiello ha inoltre sottolineato l'importanza di lavorare come un'unica squadra, ascoltando e rispondendo alle esigenze del personale in prima linea e mantenendosi aperti alle innovazioni che possano migliorare l'efficienza e l'efficacia dell'Esercito. La visione condivisa è quella di un Esercito sempre più integrato nel contesto internazionale, proattivo nel cogliere le opportunità di innovazione per adempiere al meglio alla sua missione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Concludendo il suo messaggio, il Generale di Corpo d’Armata Masiello ha espresso fiducia nel futuro, sottolineando l'impegno dell'Esercito a rimanere all'altezza delle sfide presenti e future, grazie alla forza dei suoi valori e alla dedizione dei suoi uomini e donne. Gli auguri di Buona Pasqua diventano così non solo un momento di condivisione festiva ma anche un rinnovato impegno al servizio al Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/psqua-240329-masiello.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"capo di sme, pasqua","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-03-29 22:03:31","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Gli-auguri-del-Capo-di-SME-240329.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3741-gli-auguri-del-capo-di-sme-gen-ca-paracadutista-carmine-masiello-al-personale-dellesercito.mp4","galleria":""}
{"id":3733,"titolo":"Gen. Geoffrey Norman, Esercito USA: \"Presto l'introduzione di un plotone robotico nelle brigate corazzate\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma americano dedicato all'introduzione di sistemi robotici nelle forze armate ha una storia lunga diversi decenni, durante i quali gli investimenti sono cresciuti in modo significativo. Dal 2014, quando l'investimento nella sola US Army (Esercito) ammontava a 20 milioni di dollari, si è assistito ad un'impennata fino a superare i 300 milioni di dollari approvati dal Congresso nel 2020. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"right\",\"id\":9922,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"media\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-large is-resized\"><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/art-290324-usa-rob-sold-01.jpg\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/art-290324-usa-rob-sold-01-1000x692.jpg\" class=\"wp-image-9922\" style=\"width:500px\" /></a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il budget approvato dal congresso per lo sviluppo di sistemi robotici nell'Esercito USA è passato dai 20 milioni di dollari del 2014 agli oltre 300 del 2020. Fonte <a href=\"https://www.ndia.org/-/media/sites/ndia/divisions/robotics/2019-quarterly-meeting/hatfield-presentation.pdf\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.ndia.org/-/media/sites/ndia/divisions/robotics/2019-quarterly-meeting/hatfield-presentation.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">US National Defense Industrial Association</a>.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Queste cifre si riferiscono a dati pubblici, poichè, a partire dal 2021, la maggior parte delle informazioni relative a questi investimenti è diventata classificata e soggetta a segreto di stato, rendendo difficile, se non impossibile, stimare l'entità degli investimenti futuri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante la riservatezza che circonda le cifre recenti, le dichiarazioni rilasciate durante la conferenza <strong>AUSA Global Force</strong> da un alto Ufficiale dell'esercito americano hanno gettato luce su un ulteriore sviluppo significativo, annunciando che potrebbe essere introdotto un plotone di droni e robotica all'interno delle brigate di combattimento corazzate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In particolare, il <strong>Generale di Brigata Geoffrey Norman</strong>, direttore del Next Generation Combat Vehicle Cross Functional Team, ha confermato che sono in corso aggiornamenti sulla rimodulazione delle forze: <em>\"Stiamo procedendo l'integrazione attraverso il sistema di difesa attuale, è ancora presto per parlare di numeri\" </em>ha dichiarato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi nuovi plotoni sarebbero identificati come sistemi robotici e autonomi, o <strong>Plotoni RAS</strong>, segnalando un passo in avanti nell'integrazione della robotica nelle operazioni militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con 11 brigate di combattimento corazzate attive e cinque nella guardia nazionale, l'esercito USA potrebbe dispiegare 16 plotoni RAS, assegnandone uno per brigata, oltre ad estenderli ad altri tipi di brigate di combattimento, come quelle di fanteria, aumentando ulteriormente questo numero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"right\",\"id\":9923,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"media\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-large is-resized\"><a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/art-290324-usa-rob-sold-02.jpg\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/art-290324-usa-rob-sold-02-1000x692.jpg\" class=\"wp-image-9923\" style=\"width:500px\" /></a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nel 2019, il programma \"Robotics\" dell'US Army era articolato in 22 progetti, comprendendo velivoli ad ala fissa e ad ala rotante, mezzi di trasporto, unità corazzate ed equipaggiamento per soldati. Fonte <a href=\"https://www.ndia.org/-/media/sites/ndia/divisions/robotics/2019-quarterly-meeting/hatfield-presentation.pdf\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.ndia.org/-/media/sites/ndia/divisions/robotics/2019-quarterly-meeting/hatfield-presentation.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">US National Defense Industrial Association</a>.</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ucraina e Russia utilizzano droni dall'inizio del conflitto, impiegando robot terrestri per missioni che vanno dall'evacuazione dei feriti al trasporto di forniture in aree sotto attacco. L'esercito statunitense attualmente dispone di due plotoni RAS, uno nella <strong>82ª Divisione Aviotrasportata</strong> e un plotone sperimentale presso il <strong>Maneuver Center of Excellence</strong> dell'esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I plotoni RAS hanno recentemente dimostrato le loro capacità durante la <a href=\"https://www.defensenews.com/unmanned/2024/03/25/the-robots-are-coming-us-army-experiments-with-human-machine-warfare/\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.defensenews.com/unmanned/2024/03/25/the-robots-are-coming-us-army-experiments-with-human-machine-warfare/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Project Convergence</a>, un evento di test tecnologici militari dove veicoli robotici trasportati da droni hanno sorvolato una città prima che robot terrestri armati entrassero in azione, al National Training Center di Fort Irwin in California, utilizzando una varietà di droni, inclusi i <strong>Ghost-X</strong> e gli <strong>Squad Multipurpose Equipment Transport (SMET)</strong>, un veicolo di trasporto che può essere munito di un'arma anticarro Javelin.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Norman ha sottolineato che la modularità, intesa come la capacità di sostituire componenti per adattarsi a diverse missioni, rappresenti un elemento fondamentale del programma.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, nonostante i progressi compiuti, persistono ancora diversi problemi da affrontare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Generale Glenn Dean</strong>, responsabile del programma per i sistemi di combattimento terrestri, ha messo in luce le sfide associate al controllo di veicoli ad alta velocità, rivelando che i veicoli che superano le 25 miglia orarie faticano ad inviare immagini abbastanza velocemente da consentire ai soldati di reagire in tempo reale, a causa dalle restrizioni di rete e dallo spettro di frequenza disponibile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"right\",\"id\":9949,\"width\":\"500px\",\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/smet-3.jpg\" class=\"wp-image-9949\" style=\"width:500px\" /><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il sistema SMET sviluppato dalla General Dynamics Land Systems (GDLS) attraversa il terreno durante la valutazione della Fase I di SMET presso Fort Benning, Georgia (Foto: <a href=\"https://www.army.mil/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.army.mil/\" rel=\"noreferrer noopener\">U.S. Army</a>).</figcaption></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Approfondendo, Dean ha sottolineato una problematica sistemica: <em>\"Non c'è abbastanza spettro assegnato alle operazioni militari nel modo in cui le conduciamo oggi\"</em>  facendo riferimento alle limitazioni nelle bande di frequenza utilizzate tanto dagli utenti militari quanto civili, che vanno dal radar al WiFi e sottolineando la necessità di un aggiornamento o di un'espansione dello spettro di frequenza dedicato per accomodare le esigenze di comunicazione delle operazioni militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il controllo diretto dei robot è un elemento ancora importante poichè i sistemi non hanno ancora una capacità sufficiente per operare autonomamente <em>\"L'autonomia non ha ancora raggiunto i livelli che aspiriamo ad ottenere</em>\"  ha concluso Norman.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Travis Thompson</strong>, vice direttore del <strong>Soldier Lethality Cross Functional Team</strong> presso l'<strong>Army Futures Command</strong>, ha evidenziato che il perfezionamento dei Plotoni RAS avrà un impatto significativo sulla sicurezza dei soldati, che tradizionalmente rappresentano la maggior parte delle vittime nei conflitti. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Se l'esercito riuscirà ad ottimizzare l'uso di questi sistemi, potremo salvare numerose vite sul campo di battaglia\"</em> ha sottolineato <em>\"Stiamo parlando di scambiare acciaio con vite umane\"</em> .</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/art-290324-usa-rob-sold-pics2.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"plotoni ras, robot, us army","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-03-29 10:27:51","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3733-gen-geoffrey-norman-esercito-usa-presto-lintroduzione-di-un-plotone-robotico-nelle-brigate-corazzate.mp4","galleria":""}
{"id":3731,"titolo":"Il 185° RRAO onora la Memoria del Sergente Salvatore Marracino caduto in Iraq nel 2005","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"353\">185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi \"Folgore\"</a>, noto anche come RRAO, ha recentemente tenuto una serie di eventi commemorativi in onore del Sergente Salvatore Marracino, caduto in Iraq il 15 marzo 2005. La commemorazione ha avuto luogo sia nella sede del reggimento a Livorno che nella città natale del Sergente, San Severo, in provincia di Foggia, dimostrando il forte legame tra l'Esercito e la comunità civile, oltre al profondo rispetto per i militari caduti in servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A Livorno, presso la sede del RRAO, si è svolto il tradizionale Trofeo Marracino, una competizione tra le squadre dell'unità che comprende una corsa a staffetta con un peso di 16 kg per 300 metri, una prova di tiro a 25 metri e una staffetta di nuoto di 50 metri in tuta da combattimento. Quest'anno, il trofeo è stato vinto da una squadra composta da operatori della compagine operativa del III° Battaglione \"Poggio Rusco\", con la premiazione officiata dal Comandante del RRAO, il Colonnello Marco Margutti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parallelamente agli eventi sportivi, un gesto di profondo valore sociale ed educativo è stato compiuto nella città natale del Sergente Marracino, San Severo. Una delegazione dell'Esercito, guidata dal Generale di Brigata Andrea Vicari, <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" data-type=\"page\" data-id=\"7747\">Comandante del Comando delle Forze Speciali dell’Esercito (COMFOSE)</a>, ha visitato la famiglia di Marracino, rafforzando i legami tra l'istituzione militare e i familiari dei caduti. In questa occasione, l'Associazione HERRING ha donato dieci tablet all'istituto scolastico \"De Amicis\", che Salvatore frequentava, promuovendo l'importanza della memoria tra le nuove generazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tali eventi rafforzano il senso di comunità e di continuità tra le Forze Armate e la società civile, evidenziando il valore dell'impegno e del sacrificio per il proprio paese. Il Trofeo Marracino e le iniziative a San Severo dimostrano l'impegno dell'Esercito Italiano nel mantenere viva la memoria dei suoi eroi, trasmettendo importanti valori di lealtà, coraggio e dedizione alle future generazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/col-margutti.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"185 rrao, comfose","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-03-28 21:29:11","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/185%C2%B0_RRAO_Sergente_Marracino_Iraq_240327.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3731-il-185-rrao-onora-la-memoria-del-sergente-salvatore-marracino-caduto-in-iraq-nel-2005.mp4","galleria":""}
{"id":3729,"titolo":"Crosetto: \"le forze armate italiane non sono pronte\", gli fa eco il Capo di SMD. Scenari futuri e possibili soluzioni","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la sua apparizione di ieri a \"Quarta Repubblica\" su Rete4, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, <a href=\"https://www.open.online/2024/03/25/guido-crosetto-difesa-italia-attacco-ucraina/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ha sollevato questioni significative riguardanti la capacità difensiva dell'Italia in un contesto globale sempre più teso</a>. Le sue parole pongono una luce critica sullo stato di prontezza militare del paese, specialmente in relazione alla minaccia crescente che rappresentano i conflitti regionali e il terrorismo internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Ministro della Difesa Giudo Crosetto ha esplicitamente dichiarato: <em>\"La nostra difesa militare al momento non è a un livello accettabile. Se subissimo un attacco come quello che ha subito l'Ucraina… mi fermo qui\"</em>. Questa dichiarazione, benché interrotta, manda un chiaro segnale di preoccupazione riguardo alla capacità dell'Italia di difendersi adeguatamente in caso di un attacco simile a quello che ha visto l'Ucraina diventare il teatro di un conflitto devastante.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Eco delle parole del Ministro, le <a href=\"https://www.ilsole24ore.com/art/sicurezza-cavo-dragone-scenario-rischia-complicarsi-ancora-piu-non-abbiamo-abbastanza-uomini-AFvz60CD\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">odierne dichiarazioni dell'Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone</a>, Capo di Stato Maggiore della Difesa, che ha definito le forze armate italiane <em>\"Assolutamente sottodimensionate\"</em> e che <em>\"Sono necessari, almeno, 10mila uomini in più\"</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La preoccupazione del Ministro riflette una questione più ampia che va oltre la semplice capacità militare. È un riconoscimento della realtà in cui viviamo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Italia, come parte della comunità internazionale, ha partecipato attivamente a missioni all'estero per combattere il terrorismo e sostenere la pace in regioni instabili. Questi sforzi evidenziano l'impegno del paese nella lotta contro il terrorismo, riconoscendo che è una minaccia che non conosce confini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, le osservazioni del Ministro sulla prontezza militare dell'Italia e quelle del Capo di Stato Maggiore della Difesa su quanto siano sottodimensionate le forze armate, sollevano questioni importanti sulla necessità di un rafforzamento della difesa. In particolare, il paese necessita di sviluppare una forza militare adeguata a gestire conflitti simmetrici, calibrata sui modelli strategici che caratterizzarono l'epoca del confronto tra NATO e Patto di Varsavia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Pertanto, appare fondamentale predisporre un progetto nazionale per il potenziamento dello strumento militare:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ammodernamento e rifornimento dei principali materiali di armamento e munizionamento:</strong> è cruciale che l'Italia, in stretta collaborazione con i partner dell'Alleanza Atlantica, mobilizzi l'industria nazionale al fine di elevare le scorte di armamenti e munizioni ad un livello che garantisca una difesa efficace del territorio nazionale e degli stati alleati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Miglioramento delle capacità di reclutamento:</strong> è essenziale implementare strategie efficaci per attrarre e formare personale qualificato, valorizzando le carriere militari attraverso programmi di formazione e opportunità di crescita professionale. Qualora il reclutamento volontario non dovesse soddisfare le esigenze delle forze armate, potrebbe essere complementato con <a href=\"https://brigatafolgore.net/reintroduzione-della-leva-obbligatoria-un-dibattito-aperto-piu-che-mai/\" data-type=\"post\" data-id=\"9057\">l'introduzione di una forma di leva obbligatoria</a> regionale, ispirata ai modelli di successo come quello danese, per garantire un afflusso costante di personale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Continuità nell'addestramento del personale militare:</strong> è di vitale importanza che l'addestramento del personale militare sia continuo e focalizzato sulle competenze specifiche del warfighting. Operazioni di pubblica sicurezza sul territorio nazionale, quali l'<a href=\"https://brigatafolgore.net/il-generale-masiello-in-visita-ai-militari-di-strade-sicure/\" data-type=\"post\" data-id=\"8474\">operazione \"Strade Sicure\"</a>, dovrebbero essere affidate alle forze di polizia, permettendo ai militari di concentrarsi sul loro addestramento e sulle missioni che richiedono specifiche capacità belliche.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sviluppo tecnologico e messa in campo di nuovi strumenti di difesa basati su sistemi avanzati:</strong> è imperativo gestire le risorse finanziarie con strategia, puntando a incrementare le capacità operative e tecnologiche delle forze armate. Priorità deve essere data all'adozione di tecnologie emergenti, tra cui i sistemi di aerei senza pilota (UAS), la guerra cibernetica (cyber warfare), e le capacità satellitari. Tale approccio assicura non solo il mantenimento delle attrezzature esistenti ma anche lo sviluppo e l'integrazione di nuove soluzioni tecniche per rispondere efficacemente alle minacce moderne.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per affrontare queste sfide, serve un approccio globale che integri competenze militari, capacità produttive nazionali e innovazioni tecnologiche dal mondo universitario e accademico. Sarà essenziale bilanciare la prontezza militare con gli sforzi diplomatici per promuovere la stabilità e prevenire i conflitti, oltre a far comprendere all'opinione pubblica italiana la gravità della situazione internazionale e l'assoluta necessità di dotare la nazione di strumenti di difesa idonei.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, le parole del Ministro Crosetto, servono oggi come un campanello d'allarme per l'Italia ed i suoi alleati. Mentre l'Europa continua a navigare in un panorama globale complesso, la chiarezza sullo stato della nostra difesa e la determinazione a migliorarla saranno fondamentali per garantire la sicurezza ed il benessere dei suoi cittadini nell'era moderna.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/articolo-260324.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"capo di smd, crosetto, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-03-26 21:46:15","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3729-crosetto-le-forze-armate-italiane-non-sono-pronte-gli-fa-eco-il-capo-di-smd-scenari-futuri-e-possibili-soluzioni.mp4","galleria":""}
{"id":3727,"titolo":"L'Esercito al servizio del cittadino: grandi lavori di bonifica di ordigni bellici da nord a sud","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi giorni, l'Esercito Italiano, attraverso il lavoro qualificato e specialistico dei genieri guastatori appartenenti all'<a href=\"https://brigatafolgore.net/8-reggimento-genio-guastatori-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"354\">8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti \"Folgore\"</a>, al 10° Reggimento Genio Guastatori di Cremona e al 4° Reggimento Genio della Brigata Aosta, ha portato a termine operazioni essenziali di bonifica e distruzione di ordigni bellici in diverse regioni d'Italia, precisamente in Sicilia, Lombardia e Veneto. Questi interventi di pubblica utilità evidenziano l'importante ruolo dell'Esercito nella tutela della sicurezza dei cittadini in caso di rischi derivanti da residuati bellici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A Santa Ninfa, in provincia di Trapani, i tecnici hanno gestito con estrema precisione e professionalità la neutralizzazione di una bomba d’aereo da 600 libbre (circa 272 kg), con più di 150 kg di materiale esplosivo. L'ordigno è stato successivamente spostato in una cava lontana dalle zone abitate per la sua distruzione, assicurando così la salvaguardia dell'incolumità pubblica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Lombardia, nel comune di Marcaria (MN), sono state ritrovate due bombe d’aereo del secondo conflitto mondiale da 500 libbre ciascuna (227 kg), contenenti 144 kg di esplosivo. La scoperta è avvenuta durante lavori agricoli vicino alla linea ferroviaria Piadena-Mantova. Anche in questo caso, il personale dell'Esercito ha agito con determinazione e competenza, neutralizzando i pericolosi residuati in piena sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La città di Verona ha visto un intervento analogo con la neutralizzazione di un'ulteriore bomba d’aereo del secondo conflitto mondiale, questa volta da 100 libbre (circa 45 kg) con alto potenziale esplosivo. L'ordigno è stato rinvenuto durante i lavori di costruzione di una centrale elettrica. Le operazioni di bonifica hanno richiesto l'evacuazione cautelativa dell'area circostante e il divieto di sorvolo per garantire la massima sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi interventi sottolineano l'efficienza e la prontezza delle Forze Armate italiane nel rispondere a situazioni di emergenza e nel contribuire attivamente alla sicurezza del territorio nazionale. L'Esercito Italiano, grazie alla sua poliedricità e capacità operativa, si conferma una risorsa indispensabile non solo in contesti bellici ma anche nel sostegno alla comunità civile, dimostrando un impegno costante nella tutela della pubblica sicurezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La professionalità e l'efficacia con cui sono state condotte queste operazioni di bonifica dimostrano l'alto grado di preparazione e la dedizione dei genieri dell'Esercito, elementi fondamentali nella gestione di rischi derivanti da residuati bellici sul territorio nazionale. Tali attività sono esempi concreti di come l'impegno delle Forze Armate si estenda ben oltre il campo di battaglia, contribuendo in modo significativo alla protezione e al benessere dei cittadini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/bonifica-ordigni.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-03-26 15:43:22","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Bonificati_ordigni_Mantova_Verona_Trapani_240326.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3727-lesercito-al-servizio-del-cittadino-grandi-lavori-di-bonifica-di-ordigni-bellici-da-nord-a-sud.mp4","galleria":""}
{"id":3725,"titolo":"NATO, pronta la nuova forza ARF, il Gen. C.A. Paracadutista Lorenzo D'Addario incontra i Comandanti","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In una recente conferenza, tenutasi presso la sede operativa di NRDC-ITA, i vertici dell'Allied Reaction Force (ARF) si sono incontrati per delineare le strategie in vista dell'ormai vicina data di operatività della nuova forza. L'ARF Component Commanders' Conference ha visto la partecipazione attiva di tutti i Comandanti delle unità a livello tattico, che a partire dal prossimo 1° luglio costituiranno l'Allied Reaction Force (ARF).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sotto la guida del Comandante di NRDC-ITA, Generale di Corpo d'Armata Paracadutista Lorenzo D'Addario, l'incontro ha delineato le future direzioni strategiche e consolidato le basi di una forza che sarà caratterizzata da una marcata connotazione multidominio oltre che multinazionale. La presenza dei vari rappresentanti NATO ha permesso di affrontare discussioni focalizzate sulle attività pianificate e sullo stato di preparazione delle unità, con un occhio di riguardo verso le prossime esercitazioni di NRDC-ITA in qualità di quartier generale dell'ARF.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La formazione di questa forza di reazione evidenzia la capacità dell'Alleanza di rispondere prontamente a minacce e crisi emergenti sottolineando anche l'impegno verso un'operatività che travalica i confini nazionali e i domini di intervento tradizionali. L'ARF rappresenta dunque un passo avanti nell'evoluzione delle strategie difensive della NATO, promettendo di offrire nuove opzioni tattiche e operative.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 2024 sarà un anno di sfide significative per NRDC-ITA, che si cimenterà in una serie di esercitazioni militari, studi accademici e programmi di addestramento dello staff. Queste attività culmineranno con l'esercitazione Steadfast Deterrence prevista per maggio, volta a testare la resilienza e la prontezza operativa dell'ARF.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ruolo centrale assunto da NRDC-ITA nell'ambito dell'ARF rafforza le relazioni preesistenti all'interno della struttura NATO aprendo anche le porte a nuove collaborazioni condividendo competenze ed esperienze con nuovi partner e alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>NRDC-ITA è una testimonianza dell'impegno dell'Italia nei confronti dell'Alleanza Atlantica, sottolineando il suo ruolo chiave nella difesa e nella deterrenza dell'area euro-atlantica, proiettando NRDC-ITA al centro di un impegno globale per la sicurezza e la stabilità internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cos'è ARF, Allied Reaction Force</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Operativa dal 1° luglio 2024, la Forza di Reazione Alleata (Allied Reaction Force) sarà una nuova forza multinazionale e multidominio della NATO, che fornirà ulteriori opzioni per rispondere rapidamente a minacce e crisi in tutte le direzioni nel territorio dell'Alleanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'istituzione dell'ARF è stata annunciata durante il vertice NATO di Vilnius a luglio 2023. Il NRDC-ITA fornirà al Comandante Supremo Alleato in Europa (SACEUR) una capacità immediata di risposta alle crisi, offrendo al contempo l'opportunità per lo sviluppo di strutture permanenti dell'ARF.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel mese di settembre 2023 <a href=\"https://shape.nato.int/news-archive/2023/nato-rapid-deployable-corps-italy-interim-headquarters-allied-reaction-force\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">NRDC-ITA è stato scelto come quartier generale provvisorio per la nuova Forza</a> dell'Alleanza Atlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/arf-conference-nato.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"arf, NATO, nrdc-ita","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-03-25 13:38:17","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/ARF-Component-Commanders-Conference.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3725-nato-pronta-la-nuova-forza-arf-il-gen-ca-paracadutista-lorenzo-daddario-incontra-i-comandanti.mp4","galleria":""}
{"id":3723,"titolo":"Addio al Generale Paolo Inzerilli, a capo di Gladio tra il 1974 e il 1986","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scomparsa del Generale Paolo Inzerilli, annunciata nelle scorse ore dall'associazione italiana volontari \"Stay Behind\", segna la fine di una figura centrale nella storia dei servizi segreti italiani. Inzerilli, che ha servito come Capo di Stato Maggiore del SISMI e comandato la struttura Gladio in Italia, ci ha lasciato all'età di 90 anni. La sua eredità, seppur complessa, è stata contraddistinta da un costante impegno verso la sicurezza nazionale e la difesa dei principi democratici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nato a Milano il 15 novembre 1933, Inzerilli ha avuto una carriera distinta nelle forze armate italiane, diventando membro degli Alpini e assumendo ruoli chiave sia nel SISMI che in Gladio. Dal 1974 al 1986 ha Comandato Gladio, organizzazione paramilitare segreta istituita per preparare l'Italia a resistere a potenziali invasioni o insurrezioni dei paesi legati all'Unione Sovietica durante la Guerra Fredda. Successivamente, dal 1989 al 1991, è stato Capo di Stato Maggiore dei Servizi Segreti Militari (SISMI).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cos'era l'organizzazione Gladio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gladio è stata un'organizzazione paramilitare nata dall'accordo tra la CIA e i servizi segreti italiani, facente parte dell'omonima operazione volta a prevenire un'eventuale invasione sovietica o del Patto di Varsavia in Europa occidentale. Il gruppo si distingueva per le sue operazioni di sabotaggio, guerriglia e guerra psicologica dietro le linee nemiche, agendo in stretta sinergia con i servizi segreti e altre entità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al di là della minaccia dell'Unione Sovietica, l'Italia e il blocco occidentale vedevano nella Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, guidata da Josip Broz Tito e politicamente indipendente dall'URSS, un pericolo maggiore. La Jugoslavia, infatti, mirava a espandere il proprio territorio ai danni dell'Italia sin dal 1943, puntando in particolare alla regione di Venezia Giulia e alla città di Trieste.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante il termine Gladio si riferisca specificatamente all'iniziativa italiana all'interno del più ampio programma \"Stay-behind\", la stampa ha talvolta esteso l'uso di questa denominazione anche ad altre operazioni simili in Europa. La rete di gruppi stay-behind, concepita per agire dietro le linee nemiche in caso di invasione, era diffusa in quasi tutti i paesi dell'Europa occidentale durante il periodo della guerra fredda.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Struttura di Gladio</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 1º ottobre 1956 segnò la nascita della V Sezione all'interno dell'Ufficio \"R\" del SIFAR, ribattezzata S.A.D. (Studi Speciali e Addestramento del Personale), con la missione specifica di coordinare l'Operazione Gladio. Questa sezione rimase operativa anche con la successiva evoluzione del SID, trasformandosi nel 1980 nella VII Divisione del SISMI, guidata dal <a href=\"https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/909971.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Generale Giuseppe Santovito</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sotto l'egida della S.A.D., furono istituiti il Centro addestramento guastatori (C.A.G.) e la struttura segreta Stay-behind Gladio. Quest'ultima era organizzata in varie unità e nuclei, tra cui l'Unità di Comando, nuclei informativi, di propaganda, di evasione e fuga, e di guerriglia, distribuiti su diverse aree geografiche italiane, come Friuli-Venezia Giulia, Trieste, Trentino-Alto Adige, Veneto e i Laghi Lombardi, oltre a cinque Unità di Guerriglia di Pronto Impiego posizionate in regioni di strategica importanza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un elemento distintivo fu l'equipaggiamento di Gladio con un aereo Dakota C47, noto come Argo 16, destinato al trasporto dei membri verso il C.A.G. di Capo Marrargiu per l'addestramento. L'aereo si schiantò nel 1973 a Porto Marghera in circostanze misteriose, che alcuni attribuirono a un sabotaggio, sebbene fosse ufficialmente considerato un incidente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel periodo tra il 1985 e il 1987, furono creati nuovi Centri per l’Addestramento Speciale (C.A.S.), tra cui il Centro Libra di Brescia, il Centro Pleiadi di Asti, e il Centro Scorpione di Trapani. Originariamente pensati per l'addestramento dei membri di Gladio, questi centri furono poi riconosciuti idonei per attività informative legate al terrorismo e alla criminalità organizzata, su direttiva dell'ammiraglio Fulvio Martini, allora direttore del SISMI.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 1986, per iniziativa di Paolo Inzerilli, allora colonnello e direttore della VII Divisione del SISMI, fu istituito il Gruppo Operazioni Speciali (G.O.S.), noto anche come \"Nucleo K\" o \"Operatori Speciali del Servizio Italiano\" (O.S.S.I.). Questo gruppo selezionava specialisti in guerriglia e controguerriglia dalle Forze Armate per addestrare i membri civili di Gladio, ma veniva anche mobilizzato per missioni di scorta a personalità di spicco e durante eventi critici, dimostrando l'ampio raggio d'azione e le diverse capacità operative di Gladio nel contesto della Guerra Fredda e oltre.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un'eredità complessa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La morte del Generale Paolo Inzerilli chiude un capitolo significativo nella storia dei servizi segreti e della difesa italiana. Mentre il suo legame con Gladio rimane un elemento distintivo della sua biografia, è importante considerare l'intera carriera di Inzerilli nel contesto più ampio delle sfide di sicurezza che l'Italia ha affrontato nel Novecento. La sua eredità, come quella di Gladio, è parte integrante della complessa trama di eventi che hanno caratterizzato la Guerra Fredda in Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/gen-inzerilli.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"gladio, guerra fredda, servizi segreti","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-03-24 22:53:42","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3723-addio-al-generale-paolo-inzerilli-a-capo-di-gladio-tra-il-1974-e-il-1986.mp4","galleria":""}
{"id":3721,"titolo":"La Folgore e l'onore delle armi: un riconoscimento tra eroismo ed oblio","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella seconda guerra mondiale, <strong>l'onore delle armi</strong> rappresentò un tributo di straordinario valore morale, conferito a quelle unità militari che, pur sconfitte, dimostrarono un coraggio e una tenacia esemplari. Questo antico riconoscimento cavalleresco di epoca romana, che permetteva all'esercito vinto di mantenere la propria dignità attraverso gesti simbolici di rispetto, ha avuto tra i suoi protagonisti non solo la <a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"308\">185ª Divisione paracadutisti \"Folgore\"</a> ma anche altre valorose unità italiane e straniere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sebbene sia importante riconoscere che la nostra amata \"Folgore\" non fu l'unica unità italiana a ricevere tale onore durante il conflitto — come dimostrano gli esempi degli uomini comandati dal Duca d'Aosta all'assedio dell'Amba Alagi e delle forze italiane nella battaglia di CulQualber — il caso della \"Folgore\" rimane emblematico per la sua eccezionale resistenza durante la seconda battaglia di El Alamein.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un'intera Divisione decimata pur di resistere al nemico. Su 5.000 Paracadutisti giunti in Africa nell'estate del 1942, poco meno di 300 rimasero in vita, arrendendosi per ultimi il giorno 6 novembre, e contro la loro volontà come ha spesso dichiarato il Capitano Paracadutista Renato Migliavacca che quella battaglia l'ha combattuta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante la significativa attestazione di valore, l'onore delle armi conferito alle unità militari Italiane si è spesso trovato nell'ombra della memoria collettiva italiana, dimenticato da una società e da una politica che raramente hanno saputo valorizzare i momenti di eroico sacrificio e resistenza. Questo oblio rischia di cancellare dalla storia non solo il coraggio di quei soldati ma anche la profondità del riconoscimento che esso implica: un gesto di stima tra avversari che trascende la mera vittoria militare per celebrare l'umanità e l'integrità anche in guerra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La \"Folgore\", con la sua stoica difesa, incarnò i principi di onore, coraggio e sacrificio che dovrebbero definire il modo in cui ricordiamo e onoriamo chi si è distinto in momenti di intensa sfida e resistenza. Il fatto che tale ricordo passi in secondo piano nei discorso pubblici sottolinea una lacuna nella nostra capacità di onorare adeguatamente il valore e la dedizione dei militari italiani che si sono distinti con le loro eroiche azioni fino al supremo sacrificio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Riscoprire e valorizzare l'onore delle armi non significa solamente rendere giustizia alla \"Folgore\" e alle altre unità che hanno avuto tale riconoscimento, ma anche riflettere sulla nostra identità collettiva e su come scegliamo di ricordare il passato. Offrire a questi episodi di coraggio e dignità il posto che meritano nella storia italiana è un passo cruciale verso una più profonda comprensione del significato di sacrificio, eroismo e rispetto reciproco che dovrebbe illuminare il nostro ricordo delle vicende storiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È naturale che all'interno della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti Folgore</a> questi atti di valoroso eroismo siano frequentemente commemorati, tanto nel quotidiano, come in occasione delle celebrazioni ufficiali come la festa della specialità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, è necessario che la classe politica e la società Italiana compia un ulteriore passo avanti, impegnandosi a diffondere la memoria di tali gesta eroiche al di fuori delle caserme, affinché il sacrificio e l'integrità dimostrati non vengano perduti nell'oblio della storia ma rimangano come esempio luminoso per le future generazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/santo-pelliccia-folgore.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"El Alamein, folgore, onore delle armi","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-03-23 21:32:29","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3721-la-folgore-e-lonore-delle-armi-un-riconoscimento-tra-eroismo-ed-oblio.mp4","galleria":""}
{"id":3715,"titolo":"Storico lancio tutto al femminile della 173ª Brigata Aviotrasportata USA in Italia","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un'impresa senza precedenti che celebra il coraggio e la determinazione femminile, oltre 100 paracadutiste appartenenti a sei battaglioni della 173ª Brigata Aviotrasportata dell'Esercito Americano (173ª Airborne Brigade Combat Team), stanziate tra Germania e Italia, si sono radunate presso la Base Aerea di Aviano per partecipare alla prima operazione aviotrasportata interamente femminile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In una giornata luminosa, accarezzata da una leggera brezza, le Paracadutiste hanno eseguito il lancio da due aerei cargo C-130, sorvolando la cittadina nordorientale di Vajont. Durante la discesa, i loro paracadute si dispiegavano armoniosamente, offrendo una vista velata delle montagne Dolomiti ed atterrando sui campi verdi della Zona Lancio \"Juliet\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'evento si inserisce nel contesto del Mese della Storia delle Donne celebrato negli Stati Uniti (<a href=\"https://www.womenshistorymonth.gov/\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.womenshistorymonth.gov/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Women's History Month</a>), rappresentando una testimonianza dell'impegno delle donne in posizioni di forte responsabilità, sottolineando come il loro contributo sia essenziale anche per la sicurezza nazionale americana e per i paesi della NATO, attraverso il sostegno e la promozione delle capacità e competenze acquisite in un campo, quello militare, che ha aperto alle donne negli USA solo nell'ultimo secolo, e che solo 30 anni fa ha garantito loro pari diritti e doveri rispetto ai colleghi maschi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il coinvolgimento esclusivamente femminile, estendendosi ai direttori di lancio e al personale di sicurezza, ha sottolineato un forte senso di comunità e supporto reciproco tra le partecipanti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'operazione mette in luce le capacità ed il coraggio delle soldatesse della 173ª Brigata Aviotrasportata rappresentando anche un momento significativo nella storia militare, dimostrando che il valore e la competenza non conoscono distinzione di genere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le donne nell'Esercito USA</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'United States Army ha incluso le donne tra le sue forze il 15 maggio 1942, iniziando con la formazione del Women's Army Corps (WAC), una sezione dedicata alle donne, in base alla Public Law 554. Il WAC fu successivamente elevato a pieno stato di servizio attivo nel 1943 e sciolto nel 1978, anno un cui le donne furono integrate nei reparti precedentemente riservati ai soli uomini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dall'integrazione del 1978, le donne nell'esercito americano hanno prestato servizio nelle stesse unità degli uomini. Tale integrazione ha marcato un percorso di progressiva parità di trattamento, culminato circa 30 anni fa, quando le donne dell'esercito americano sono state messe formalmente al pari dei colleghi maschi, con la possibilità, a partire dal 1994, di trovarsi in, o nelle immediate vicinanze di, situazioni di combattimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La 173ª Airborne Brigade Combat Team</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La 173ª Brigata Aviotrasportata (Sky Soldiers) o 173ª Airborne Brigade Combat Team dell'United States Army, con base alla Caserma Ederle di Vicenza, ha origini che risalgono al 1915, inizialmente formata come 173ª Brigata di Fanteria. Trasformata in unità aviotrasportata, ha giocato un ruolo chiave durante la guerra del Vietnam dal 1965 al 1971, diventando la prima grande unità terrestre dell'Esercito USA a entrare in combattimento e partecipando a intense battaglie, tra cui quella di Dak To.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La brigata è tornata negli Stati Uniti nel 1972, dove i 1° e 2° Battaglioni del 503° Fanteria sono stati integrati nella 3ª Brigata della 101ª Divisione Aviotrasportata (Airmobile), mentre il 3° Battaglione del 319° Artiglieria Campale è stato riassegnato all'Artiglieria di Divisione della 101ª. Le restanti unità della 173ª vennero sciolte .</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ricostituita nel 2000, ha il suo comando diviso tra l'Italia, presso il Camp Del Din, e la Germania, dove è situato il 91º squadrone di ricognizione a Grafenwöhr insieme ad un battaglione di paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Successivamente, ha preso parte alla seconda guerra del Golfo e a tre turni di servizio in Afghanistan nell'ambito dell'operazione Enduring Freedom.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In risposta alla crisi ucraina nel 2014, quattro compagnie sono state dispiegate in Lettonia e 200 uomini in Ucraina per l'esercitazione annuale NATO Rapid Dragon a Leopoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La 173ª è composta da circa 3300 effettivi distribuiti su sei battaglioni, inclusi reparti specializzati come il 54th Brigade Engineer Battalion (precedentemente 173° Special Troop Battalion), due battaglioni di fanteria paracadutista del 503º reggimento, il 1º battaglione (Airborne) del 143º reggimento fanteria, uno squadrone di cavalleria blindata, un battaglione di artiglieria campale paracadutista e un battaglione di supporto logistico, tutti qualificati come unità paracadutiste.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.aviano.af.mil/News/Display/Article/3706946/173rd-airborne-brigade-all-women-jump/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Copyright Foto U.S. Air Force by Airman 1st Class Joseph Bartoszek</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/240314-F-NR948-1080.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"173ª, airborne, NATO, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-03-23 19:58:27","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3715-storico-lancio-tutto-al-femminile-della-173a-brigata-aviotrasportata-usa-in-italia.mp4","galleria":"9750 | 9751 | 9752 | 9753 | 9754"}
{"id":3707,"titolo":"Ingannarono i nazisti: Medaglia d'Oro all'esercito fantasma","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 22 marzo 2024, una pagina memorabile della storia militare statunitense è stata celebrata con l'assegnazione della Medaglia d'Oro del Congresso all'Esercito Fantasma, un gruppo di valorosi soldati americani che, con ingegnosità e coraggio, contribuì significativamente alla vittoria degli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale. La loro straordinaria missione, avvolta nel segreto per decenni, utilizzò tattiche ingegnose di inganno per disorientare le forze nemiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.nationalww2museum.org/visit/exhibits/traveling-exhibits/ghost-army-combat-con-artists-world-war-ii\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Armatisi di carri armati, camion e aerei gonfiabili, oltre a sfruttare sofisticate tecniche di effetti sonori e di trasmissioni radiofoniche</a>, queste unità militari specializzate furono cruciali nel confondere i nazisti, simulando la presenza di forze alleate laddove non ve n'erano. Il 23° Quartier Generale Truppe Speciali e la 3133° Compagnia Speciale di Segnalazione furono i protagonisti di questa inusuale ma decisiva strategia bellica, mettendo in scena circa venti operazioni di inganno che attraversarono Francia, Lussemburgo, Belgio e Germania, oltre a due in Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia di premiazione, tenutasi al Campidoglio, ha visto la partecipazione emozionante di tre dei sette membri superstiti di queste squadre speciali: <strong>Seymour Nussenbaum e Bernard Bluestein</strong>, entrambi centenari, e <strong>John Christman</strong>, di 99 anni. Il loro coraggio e la loro abilità nell'arte del mascheramento sono stati finalmente riconosciuti con la più alta onorificenza del Congresso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La storia dell'Esercito Fantasma, emersa dal velo del segreto solo dopo la sua declassificazione nel 1996, è stata portata alla luce grazie agli sforzi dei familiari dei veterani e al lavoro di Rick Beyer, un regista e autore che ha dedicato anni alla raccolta di testimonianze e documenti. Beyer, a capo del Ghost Army Legacy Project, ha prodotto e diretto il documentario \"The Ghost Army\" del 2013 e coautore del libro \"The Ghost Army of World War II\" pubblicato nel 2015, opere che hanno contribuito a divulgare le imprese di questi eroi dell'ombra.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia di premiazione ha offerto una lezione di storia viva, dimostrando come l'ingegno e la creatività possano rivestire un ruolo tanto cruciale quanto la forza bruta in tempo di guerra. L'Esercito Fantasma rimane un simbolo ispiratore di come l'intelligenza e l'audacia possano cambiare il corso della storia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/esercito-fantasma.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"seconda guerra mondiale, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-03-22 15:25:07","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3707-ingannarono-i-nazisti-medaglia-doro-allesercito-fantasma.mp4","galleria":"9670 | 9672 | 9671 | 9669 | 9668 | 9673 | 9674"}
{"id":3703,"titolo":"Smentita USA sulla presenza di Forze Speciali a Taiwan","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 20 marzo, da Washington, è giunta una smentita ufficiale riguardante la presunta presenza permanente di forze speciali statunitensi sull'isola di Kinmen, territorio appartenente a Taiwan e situato nelle immediate vicinanze della Cina continentale. L'Ammiraglio John Aquilino, a capo del Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti, ha chiarito la situazione durante un'audizione al <em>Comitato U.S. House Armed Service</em>, negando categoricamente le voci che indicavano un dispiegamento stabile di Green Berets americani per addestrare le truppe taiwanesi nell'isola.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":9665,\"width\":\"1300px\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/Taiwan-Kinmen-China-2-1000x506.jpg\" alt=\"Smentita USA sulla presenza di Forze Speciali a Taiwan - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-9665\" style=\"width:1300px\" /></figure>\n<!-- /wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le speculazioni erano emerse in seguito a un <a href=\"https://sofrep.com/news/us-army-special-forces-to-be-deployed-on-taiwanese-island-six-miles-from-mainland-china/\" data-type=\"link\" data-id=\"https://sofrep.com/news/us-army-special-forces-to-be-deployed-on-taiwanese-island-six-miles-from-mainland-china/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">articolo pubblicato dall'autorevole portale di notizie militari americano SOFREP</a>, all'inizio di marzo, che suggeriva come gli istruttori delle Forze Speciali dell'Esercito USA avessero iniziato a stabilire posizioni permanenti nei centri di comando anfibi dell'esercito taiwanese a Kinmen e Penghu. Si affermava che le missioni delle forze americane includessero regolari addestramenti ed esercitazioni con le forze d'élite di Taiwan, in linea con il <a href=\"https://www.armed-services.senate.gov/imo/media/doc/fy23_ndaa_agreement_summary.pdf\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.armed-services.senate.gov/imo/media/doc/fy23_ndaa_agreement_summary.pdf\" rel=\"noreferrer noopener\">National Defense Authorization Act del 2023 degli Stati Uniti</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://youtu.be/tV0c5A_ciGw?si=XPz3jbH48GiA92Fa\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://youtu.be/tV0c5A_ciGw?si=XPz3jbH48GiA92Fa\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://armedservices.house.gov/hearings/full-committee-hearing-us-military-posture-and-national-security-challenges-indo-pacific-0\" data-type=\"link\" data-id=\"https://armedservices.house.gov/hearings/full-committee-hearing-us-military-posture-and-national-security-challenges-indo-pacific-0\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Durante l'audizione</a>, tuttavia, l'Ammiraglio Aquilino ha prontamente confutato queste informazioni, descrivendole come inaccurate.<em> \"Lasciate che vi dica che l'articolo è sbagliato. Non vi è alcuna presenza permanente delle forze USA lì</em>\" ha affermato rispondendo alle domande dei legislatori, aggiungendo che dettagli ulteriori potrebbero essere discussi in un contesto classificato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, nel corso dell'audizione, il rappresentante repubblicano Matt Gaetz ha espresso preoccupazioni riguardo a una possibile infiltrazione dell'esercito taiwanese da parte dell'Esercito di Liberazione Popolare (PLA) cinese e le conseguenze di un simile scenario. Gaetz ha chiesto informazioni sull'esistenza di piani specifici da parte del Dipartimento della Difesa USA per valutare la situazione e garantire una deterrenza efficace contro un'eventuale invasione cinese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A tali interrogativi, l'Ammiraglio Aquilino ha risposto affermativamente, confermando l'esistenza di piani di contingenza, pur preferendo riservare dettagli più specifici a un contesto riservato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/us-sf-nksf.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"forze speciali, taiwan, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-03-22 14:35:18","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3703-smentita-usa-sulla-presenza-di-forze-speciali-a-taiwan.mp4","galleria":""}
{"id":3694,"titolo":"Seconda tappa della mostra “Mogadiscio – Somalia - Check Point Pasta 1993-2023\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Scuola di Applicazione e Comando per la Formazione dell'Esercito sta ospitando la seconda tappa della mostra \"Mogadiscio – Somalia - Check Point Pasta 1993-2023\", successivamente alla sua <a href=\"https://brigatafolgore.net/inaugurata-la-mostra-fotografica-check-point-pasta-mogadiscio-1993-2023-presso-laccademia-militare-di-modena/\" data-type=\"post\" data-id=\"8683\">inaugurazione presso l'Accademia Militare di Modena</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attraverso una narrazione fotografica, la mostra ripercorre un periodo cruciale nella storia recente <a href=\"https://brigatafolgore.net/loperazione-ibis/\" data-type=\"page\" data-id=\"360\">dell'intervento internazionale in Somalia, tra il 1992 e il 1994</a>, focalizzandosi in particolare sulla battaglia avvenita il <a href=\"https://brigatafolgore.net/2-luglio-1993-la-battaglia-del-check-point-pasta/\" data-type=\"page\" data-id=\"310\">2 luglio 1993 al Check Point Pasta di Mogadiscio.</a> L'esposizione non è solo un omaggio ai militari caduti e feriti in quella circostanza—tra cui il Sottotenente Andrea Millevoi, il Sergente Maggiore Stefano Paolicchi e il Caporale Pasquale Baccaro, tutti insigniti della Medaglia d’Oro al Valor Militare—ma intende anche offrire una prospettiva approfondita sul ruolo dell'Esercito Italiano nel contesto internazionale post-bellico, evidenziando il suo impegno nella difesa della pace e della sicurezza globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia di inaugurazione, presieduta dal Generale di Corpo d’Armata Paracadutista Stefano Mannino, Comandante dell'Istituto di Formazione, e arricchita dalla presenza del Generale di Brigata (ris.) Matteo Paesano, curatore dell'esposizione, nonché del Tenente Colonnello Paracadutista Medaglia d'Oro al Valor Militare Gianfranco Paglia, è iniziata con una conferenza dedicata ai giovani Ufficiali dei corsi 201° e 202°. L'evento non solo rende omaggio al sacrificio e all'abnegazione dei militari, ma assume anche un profondo significato culturale e sociale, sottolineando l'importanza della memoria e della consapevolezza storica tra le nuove generazioni delle forze armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In definitiva, \"Mogadiscio – Somalia - Check Point Pasta 1993-2023\" rappresenta un'occasione di apprendimento, di memoria e di riflessione, che pone l'accento sul significato più profondo del servire nelle Forze Armate, evidenziando l'importanza dell'impegno nel mantenimento della pace e della sicurezza, valori universali che trascendono il contesto specifico della Somalia. In questo modo, l'esposizione si configura come un tributo rispettoso e un momento di crescita culturale, che riafferma il ruolo educativo delle Forze Armate nella società.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/Inaugurazione-della-mostra-con-il-taglio-del-nastro.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"check point pasta, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-03-22 11:55:14","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/check-point-pasta.aspx","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3694-seconda-tappa-della-mostra-mogadiscio-somalia-check-point-pasta-19932023.mp4","galleria":"9579 | 9578 | 9577 | 9576 | 9575 | 9574 | 9573 | 9572"}
{"id":3692,"titolo":"Promossi 131 ufficiali al grado di Tenente del 201° corso “ESEMPIO”","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>131 Ufficiali del 201° Corso \"Esempio\" hanno marcato un importante passo avanti nella loro carriera militare, ottenendo il grado di Tenente in una cerimonia tenutasi al Palazzo Arsenale, sede del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione. La cerimonia ha segnato la conclusione di un percorso formativo rigoroso e la transizione verso nuove responsabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale di Corpo d’Armata Paracadutista Stefano Mannino ha presenziato l'evento, rivolgendo ai neo-Tenenti alcune riflessioni sul loro futuro professionale, envidenziando l'importanza del loro ruolo e le crescenti responsabilità che dovranno assumere, enfatizzando la necessità di un impegno costante per il personale a loro affidato e per le istituzioni che rappresentano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La formazione ricevuta presso la Scuola di Applicazione di Torino è stata intensa e completa, integrando l'addestramento militare con studi accademici avanzati. Dopo aver completato con successo cinque anni di formazione di base, i Tenenti sono ora pronti per ricevere a luglio la loro laurea magistrale e per essere assegnati alle varie unità operative dell'Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Scuola di Applicazione oltre a confermarsi un punto di riferimento nell'ambito della formazione militare si dimostra anche un ambiente dove si valorizzano la dedizione allo studio, l'apertura verso nuove metodologie didattiche e l'internazionalizzazione dei futuri leader militari del paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Centotrentuno-nuovi-Tenenti-240319.aspx\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Centotrentuno-nuovi-Tenenti-240319.aspx\" rel=\"noreferrer noopener\">Foto e Copyright Esercito Italiano</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/mannino-accademia.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"promozioni, scuola di applicazione, ufficiali","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-03-21 09:31:16","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3692-promossi-131-ufficiali-al-grado-di-tenente-del-201-corso-esempio.mp4","galleria":""}
{"id":3690,"titolo":"L'Arkansas schiera i soldati della Guardia Nazionale al confine tra USA e Messico","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La governatrice dell'Arkansas, Sarah Huckabee Sanders, ha annunciato l'invio di soldati della Guardia Nazionale dell'Arkansas al confine meridionale degli Stati Uniti, in Texas, per assistere le autorità statali nell'opera di contrasto all'immigrazione illegale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Circa 40 membri della Guardia Nazionale dell'Arkansas verranno dispiegati dal 1° aprile al 30 maggio a Eagle Pass, Texas, <a href=\"https://governor.arkansas.gov/news_post/governor-sanders-deploys-arkansas-national-guard-to-southern-border-2/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https://governor.arkansas.gov/news_post/governor-sanders-deploys-arkansas-national-guard-to-southern-border-2/\" rel=\"noreferrer noopener\">come confermato dall'ufficio della governatrice</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dispiegamento era stato anticipato dopo la visita di Sanders al confine il mese scorso, insieme ad altri 14 governatori repubblicani, in segno di sostegno al governatore del Texas Greg Abbott.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I membri della 142ª Brigata di Artiglieria di Campagna della Guardia dell'Arkansas aiuteranno la Guardia Nazionale del Texas nelle operazioni di sorveglianza e ricognizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Con la sua politica, il presidente Biden ha aperto il nostro confine meridionale a un'invasione di immigrati illegali, droghe e traffico di esseri umani e ora critica il Texas per aver preso iniziative dove la sua amministrazione ha fallito,\"</em> ha dichiarato Sanders. <em>\"Ho visto di persona la crisi creata dal nostro presidente e so che gli straordinari uomini e donne della Guardia dell'Arkansas possono aiutare a rafforzare gli sforzi del Texas per mantenere sicuro il nostro confine e i nostri stati.\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le autorità texane hanno cercato di intensificare le operazioni di polizia lungo il confine dello Stato della Stella Solitaria con il Messico, mentre le tensioni con il governo federale riguardo all'applicazione delle leggi sull'immigrazione si intensificano e il numero di migranti e richiedenti asilo raggiunge livelli storici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'ufficio di Sanders ha annunciato il dispiegamento poco prima che la Corte Suprema degli Stati Uniti revocasse la sospensione di una controversa legge statale del Texas, consentendo — almeno durante l'appello in corso — l'arresto e la deportazione di migranti entrati nello stato senza autorizzazione. Tradizionalmente, il potere di far rispettare le leggi sull'immigrazione spetta al governo federale, e l'amministrazione Biden ha sostenuto che la legge texana sia incostituzionale perché viola tale autorità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il caso è rimasto in bilico a seguito di un tira e molla legale, dopo essere stato inizialmente dichiarato incostituzionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nonostante ciò, il Texas ha eretto reti di filo spinato lungo il Rio Grande e installato boe attraverso il fiume per impedire il passaggio delle persone.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Già lo scorso luglio, circa 80 soldati furono inviati al confine per assistere le autorità texane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il dispiegamento dello scorso anno è costato allo stato un importo stimato di 1,3 milioni di dollari. La missione del prossimo mese è prevista costare allo stato 1,01 milioni di dollari, anche se un portavoce ha sottolineato che la cifra potrebbe variare in base a diverse variabili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Guardia Nazionale aveva già inviato 40 membri al confine meridionale nel 2021 per 90 giorni, in una missione principalmente volta al recupero e alla riparazione dei veicoli appartenenti a un gruppo operativo del Texas al confine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Guardia dell'Arkansas ha anche schierato truppe tra il 2006 e il 2008 in supporto dell'Operazione Jump Start federale sotto l'ex presidente George W. Bush, fornendo oltre 750 soldati e aviatori in appoggio alla Border Patrol.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\"Il Corpo Nazionale della Guardia dell'Arkansas ha una lunga storia di assistenza agli stati vicini in situazioni di crisi,\"</em> ha affermato il Magg. Gen. Jonathan Stubbs, Generale Comandante della Guardia dell'Arkansas. <em>\"Abbiamo assistito il Texas l'anno scorso e in passato sotto diverse amministrazioni. I nostri soldati saranno ben preparati e pronti ad assistere nelle operazioni della Guardia Nazionale del Texas.\"</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I membri della Guardia Nazionale rimarranno sotto il comando della governatrice Sanders mentre si trovano in Texas, ma sarà la Guardia Nazionale del Texas a guidare la missione. Questo dispiegamento di fornze sottolinea l'impegno congiunto e la collaborazione tra stati nell'affrontare le sfide alla sicurezza nazionale e nel gestire le complesse dinamiche al confine meridionale degli Stati Uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Arkansas National Guard, chi sono</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Arkansas National Guard  (ARNG), comunemente conosciuta come la Guardia dell'Arkansas, è una componente del Governo dell'Arkansas e della Guardia Nazionale degli Stati Uniti. È composta da unità della Guardia Nazionale dell'Esercito e dell'Aeronautica. L'ufficio del generale aggiunto si trova presso il Camp Robinson MTC, a North Little Rock.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le unità della Guardia Nazionale possono essere mobilitate in qualsiasi momento su ordine presidenziale per integrare le forze armate regolari e su dichiarazione di stato di emergenza da parte del governatore dello stato in cui prestano servizio. A differenza dei membri della Riserva dell'Esercito, i membri della Guardia Nazionale non possono essere mobilitati individualmente (eccetto tramite trasferimenti volontari e incarichi temporanei di servizio (TDY)), ma solo come parte delle loro rispettive unità. Tuttavia, dal 2001 sono state effettuate diverse attivazioni individuali per supportare le operazioni militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Missione federale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando le truppe della Guardia Nazionale vengono chiamate al servizio federale, il Presidente funge da Comandante in Capo. La missione federale assegnata alla Guardia Nazionale è: <em>\"Fornire unità debitamente addestrate e attrezzate per una pronta mobilitazione in caso di guerra, emergenza nazionale o secondo necessità\"</em>. Per gran parte degli ultimi decenni del XX secolo, il personale della Guardia Nazionale prestava servizio tipicamente <em>\"un fine settimana al mese, due settimane all'anno\"</em>, con una parte che lavorava per la Guardia a tempo pieno. Gli attuali piani di formazione delle forze degli Stati Uniti prevedono che la tipica unità della Guardia Nazionale (o il Guardsman) presti un anno di servizio attivo per ogni sei anni di servizio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la crisi scolastica di Little Rock nel 1957, il presidente Eisenhower emise l'Ordine Esecutivo 10730, che poneva la Guardia Nazionale dell'Arkansas sotto il controllo federale. In questo contesto, la Guardia Nazionale venne utilizzata per garantire l'integrazione razziale nelle scuole, segnando un momento significativo nella storia dei diritti civili americani. A febbraio 2023, l'Ordine Esecutivo 10730 non è stato revocato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Missione di stato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Governatore può convocare singoli individui o unità della Guardia Nazionale dell'Arkansas per il servizio statale durante le emergenze o per assistere in situazioni particolari che si prestano all'uso della Guardia Nazionale. La missione statale assegnata alla Guardia Nazionale è: <em>\"Fornire forze addestrate e disciplinate per emergenze domestiche o come altrimenti previsto dalla legge statale.\"</em>  Quando non è attivata per la sua missione federale, il Governatore comanda le forze della Guardia attraverso il Generale Addetto dello Stato. Il Governatore può mobilitare la Guardia durante emergenze locali o statali, come tempeste, siccità e disordini civili, per citarne alcuni, oltre come in questo caso per difendere i confini dello stato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/arng-dvids.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"arng, messico, usa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-03-20 20:29:49","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3690-larkansas-schiera-i-soldati-della-guardia-nazionale-al-confine-tra-usa-e-messico.mp4","galleria":"3691"}
{"id":3688,"titolo":"Selettività estrema della Marina Spagnola: solo tre allievi resistono al corso da incursori FGNE 2024","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Corso di \"Aptitud de Guerra Naval Especial\", volto a formare gli incursori della Fuerza de Guerra Naval Especial (FGNE) dell'Infanteria di Marina del Regno di Spagna, l'equivalente spagnolo del COMSUBIN, ribadisce ancora una volta il suo estremo rigore. L'edizione 2022 fu annullata dopo <a href=\"https://www.elconfidencialdigital.com/articulo/defensa/armada-cancela-curso-acceso-unidad-operaciones-especiales-descartar-todos-aspirantes/20221125132524483409.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">l'eliminazione di tutti i candidati</a>, evidenziando la severità e le elevate aspettative legate a questo corso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Como riporta il quotidiano spagnolo <a href=\"https://www.elconfidencialdigital.com/articulo/defensa/solo-alumnos-resisten-curso-operaciones-especiales-armada/20231006111628648020.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">El Confidencial Digital</a>, dopo la cancellazione del corso nel novembre del 2022, a marzo del 2023 è stata avviata una nuova edizione di questo programma estremamente rigoroso, che si articola in varie fasi distribuite su diversi mesi, finalizzata a formare militari per le forze speciali della Marina spagnola.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo Stato Maggiore spagnolo ha specificato che il 17° Corso di Idoneità per le forze speciali della Marina è iniziato il 6 marzo, con una conclusione prevista per il 15 dicembre.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Contemporaneamente, la diciassettesima edizione è stata sovrapposta alla diciottesima. Il 18° Corso ha preso il via il 4 settembre e, salvo cancellazioni anticipate, si concluderà il 2 giugno del 2024.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le cifre relative ai due corsi sono eloquenti. Sono state convocate complessivamente 60 persone, e 24 allievi sono stati selezionati per partecipare ai corsi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di questi 24 allievi iniziali, soltanto sei proseguono il percorso. Ai tre del 17° Corso rimane da resistere fino a dicembre, mentre i tre del 18° dovranno affrontare ancora diversi mesi di un addestramento estremamente rigoroso, pertanto, viste le difficoltà incontrate dai loro compagni, non è escluso che possano verificarsi ulteriori ritiri prima del termine di entrambi i corsi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Militari affiliati alla Marina spagnola e alle loro forze speciali manifestano, secondo il quotidiano spagnolo <a href=\"https://www.elconfidencialdigital.com/articulo/defensa/solo-alumnos-resisten-curso-operaciones-especiales-armada/20231006111628648020.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">El Confidencial Digital</a> il loro apprezzamento per il mantenimento di elevati standard di rigore: <em>\"Niente è dato per scontato qui; chi porta il basco verde delle nostre forze speciali l'ha guadagnato con il suo impegno\"</em>, evidenziano come <em>\"in altre unità di operazioni speciali spagnole\"</em> sia emersa la tendenza a garantire un numero minimo di operatori formati per sessione, cercando di assicurare che un determinato numero di candidati completi il corso nonostante un elevato indice di ritiri, talvolta ignorando le raccomandazioni degli istruttori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In chiaro contrasto con tale approccio, si è scelto in passato, come abbiamo visto, di annullare il corso piuttosto che mettere a rischio la qualità e ridurre gli standard di selezione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In risposta alle domande di El Confidencial riguardo un possibile cambio delle prove di accesso al corso o una ridefinizione dello stesso, data l'elevata percentuale di candidati scartati, lo Stato Maggiore della Marina spagnola ha affermato che <em>\"la ridefinizione del corso è attualmente sotto esame presso la Direzione del Personale e lo Stato Maggiore della Marina\"</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cos'è la Fuerza de Guerra Naval Especial, conosciuto anche come FGNE</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Fuerza de Guerra Naval Especial (FGNE) è l'attuale unità delle forze speciali della Marina Spagnola. Viene costituita il 10 giugno 2009, basandosi sulle fondamenta dell'Unità Speciale dei Palombari da Combattimento (UEBC) e dell'Unità di Operazioni Speciali (UOE) della Brigata di Fanteria di Marina (BRIMAR) del Tercio de la Armada (TEAR).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ha la sua base a Cartagena, dipende direttamente dal Comando Generale della Fanteria di Marina ed è l'unità di punta della Marina spagnola.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>È qualificata per svolgere tutte le missioni dottrinali di operazioni speciali, che includono le principali di azione diretta, ricognizione e sorveglianza speciale e assistenza militare, così come le missioni aggiuntive di operazioni NEO (evacuazione di non combattenti), salvataggio di ostaggi e operazioni di controinsurrezione e antiterrorismo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Viene impiegata a supporto delle operazioni navali, facendo parte delle capacità di proiezione, protezione, libertà d'azione e azione marittima della Marina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Seguendo gli standard NATO delle unità di forze speciali, sono organizzate principalmente in piccole squadre, oltre ad altre unità di comando, controllo e supporto. Di recente <a href=\"https://www.elconfidencialdigital.com/articulo/defensa/armada-amplia-unidad-elite-sexto-grupo-operativo/20220915172220449210.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ha iniziato le operazioni il VI Estol 'Illetas'</a>, già dispiegato sui vascelli spagnoli che pattugliano le acque occidentali dell'Oceano Indiano per combattere la pirateria nell'ambito dell'‘Operazione Atalanta’.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/fgne-confidencial.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-03-20 19:52:25","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3688-selettivita-estrema-della-marina-spagnola-solo-tre-allievi-resistono-al-corso-da-incursori-fgne-2024.mp4","galleria":"3689"}
{"id":3686,"titolo":"Paracadutisti USA in Norvegia per l'Esercitazione Arctic Shock","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si fanno sempre più intensi gli addestramenti in zone artiche per gli eserciti della NATO. Dopo gli Alpini con <a href=\"https://brigatafolgore.net/esercitazione-cwo-in-ambiente-artico-per-il-2-alpini/\" data-type=\"post\" data-id=\"8640\">l'esercitazione CWO in ambiente artico</a>, centinaia di paracadutisti americani e norvegesi hanno messo alla prova le loro capacità in condizioni di freddo estremo nell'ambito dell'Esercitazione Arctic Shock.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'unità statunitense coinvolta è stata la 11th Airborne Division con base in Alaska, soprannominata \"Arctic Angels\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Membri del 1° Battaglione, 501° Reggimento Paracadutisti, 2° Brigade Combat Team Airborne sono atterrati sul Lago Takvatnet dopo essersi lanciati da un aereo C-17 Globemaster III.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Brian Eifler, comandante della 11th Airborne Division, ha sottolineato l'importanza dell'Artico come regione cruciale per la proiezione di potenza e la difesa nazionale, affermando che esercitazioni di questo tipo evidenziano la posizione strategica dell'Alaska nel mondo e il valore strategico della 11th Airborne Division per l'esercito e la nazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"Apprezziamo l'opportunità di collaborare con le Forze Armate Norvegesi e di apprendere tecniche avanzate di guerra in condizioni di freddo dalla loro vasta esperienza, dimostrando al contempo il nostro crescente professionalismo artico\" ha dichiarato il Gen. Eifler.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Esercitazione Arctic Shock è un esercizio militare congiunto tra Stati Uniti e Norvegia realizzato a supporto della Strategia Nazionale per l'Artico. La cinque giorni di esercitazioni si svolge fino al 22 marzo a Bardufoss, nella contea norvegese di Troms, e coinvolge 150 soldati americani e 100 norvegesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Arctic Shock comprende un movimento transpolare dal nord dell'Alaska alla Norvegia, lancio con paracadute ed esercitazione sul campo focalizzata sulle capacità in ambienti freddi, dimostrando così l'impegno degli Stati Uniti a difendere l'Alto Nord.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'obiettivo è quello di potenziare le relazioni tra i vari comandi combattenti, migliorando l'interoperabilità paracadutistica ed accrescendo le capacità operative in ambiente artico. Questo impegno ha acquisito un'importanza crescente negli ultimi due anni, in seguito all'intensificarsi delle tensioni geopolitiche dopo l'invasione russa dell'Ucraina. La necessità di rafforzare la prontezza e la cooperazione militare in regioni strategiche come l'Artico si è infatti accentuata, evidenziando l'importanza di esercitazioni NATO come l'Arctic Shock per assicurare una risposta coordinata ed efficace in ogni scenario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/arctic-us-norway.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"arctic, NATO, us airborne","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-03-19 20:56:16","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3686-paracadutisti-usa-in-norvegia-per-lesercitazione-arctic-shock.mp4","galleria":"3687"}
{"id":3684,"titolo":"Esercito britannico in crisi di Paracadutisti, incentivo da 9.000€ a chi vuole farne parte","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo storico <strong>Parachute Regiment</strong> dell'esercito britannico, conosciuto anche come \"Paras\", è in grave crisi di personale. Il Ministero della Difesa inglese ha offerto 7.500 sterline (circa 8.800€) ai soldati provenienti da altre unità di fanteria per unirsi al reggimento Paracadutisti. L' \"offerta\", se così la si vuol chiamare, senza precedenti, è stata notificata al personale con un documento interno visionato dal <a href=\"https://www.dailymail.co.uk/news/article-12777467/Soldiers-join-weakened-Parachute-Regiment-amid-manpower-crisis.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">DailyMail</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel documento si legge che lo schema è stato messo in atto per colmare il deficit di forza lavoro del Reggimento Paracadutisti con un \"incentivo una tantum\". Il Ministero della Difesa inglese ha rifiutato di esporre pubblicamente di quante truppe abbia bisogno il Reggimento Paracadutisti o se in passato è già stato utilizzato tale metodo per \"incentivare\" il reclutamento nei reparti d'elitè.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Composto da 4 battaglioni, insieme alla <a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"308\">Folgore</a> è tra la più antiche grande unità di Paracadutisti Militari al mondo. Fondato tra il 1940 ed il 1942 è dislocato su 4 battaglioni:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li>1º Battaglione - St Athan (forze speciali)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>2º Battaglione - Colchester</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>3º Battaglione - Colchester</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>4º Battaglione - Pudsey</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 1º battaglione è permanentemente nello Special Forces Support Group, sotto il comando operativo delle forze speciali britanniche. Gli altri tre battaglioni sono parte della componente aviotrasportata dell'unità di reazione rapida dell'esercito britannico, il <em>16 Air Assault Brigade</em>. Sono l'anticamera dei SAS, un pò come il <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"351\">186°</a> e <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"352\">187° Reggimento Folgore</a> lo erano per il <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9° Reggimento Col Moschin</a> fino alla fine degli anni '90.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La carenza di paracadutisti si farebbe sentire anche nelle unità delle forze speciali, visto che il Parachute Regiment fornisce il maggior numero di soldati allo <em>Special Air Service</em> e allo <em>Special Forces Support Group</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La situazione ha destato preoccupazione nel Regno Unito, paese storicamente vicino ai propri soldati e alle proprie forze armate. L'ex Ministro della Difesa Mark Francois ha incolpato la società privata di contractor <em>Capita</em> per la crisi del personale dei \"Paras\", accusandolo di aver reclutato, per utilizzi privati (pratica legale nel Regno Unito) personale dai migliori reggimenti dell'esercito inglese, Paracadutisti in primis.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La questione riaccende i riflettori sulle problematiche di reclutamento negli eserciti dei paesi occidentali, problematica che riguarda anche l'Italia, e sulle eventuali soluzioni da attuare per arginare la mancanza di soldati, tra cui il ritorno alla leva obbligatoria, <a href=\"https://brigatafolgore.net/reintroduzione-della-leva-obbligatoria-un-dibattito-aperto-piu-che-mai/\" data-type=\"post\" data-id=\"9057\">ne abbiamo parlato in questo articolo</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Va ricordato che l'Inghilterra è stato il primo paese della Nato ad abolire il servizio militare obbligatorio già nel 1963, focalizzandosi sulla creazione di un esercito di soli professionisti. Le forze armate inglesi si trovano davanti ad uno scenario tutto nuovo e, probabilmente, inaspettato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/para-regiment-re-carlo.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"NATO, paracadutisti, regno unito","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-03-18 19:18:12","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3684-esercito-britannico-in-crisi-di-paracadutisti-incentivo-da-9000eur-a-chi-vuole-farne-parte.mp4","galleria":"3685"}
{"id":3681,"titolo":"Operazione Smeraldo, quando gli Incursori della Marina erano vicini al covo di Moro","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ricordo del sequestro di Aldo Moro, avvenuto esattamente 46 anni fa, il 16 marzo 1978, rimane ancora oggi un nodo irrisolto nella storia italiana. Le intricate vicende che circondano questo evento continuano a suscitare interrogativi e riflessioni. Tra le molte rivelazioni e i dettagli poco conosciuti, emerge un episodio cruciale: il momento in cui gli <a href=\"https://www.marina.difesa.it/noi-siamo-la-marina/organizzazione/smm/comsubin/Pagine/default.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">incursori della Marina Militare</a> si avvicinarono al presunto covo dei rapitori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In una notte carica di tensione, si diffuse la notizia che potesse essere stato individuato il luogo in cui Aldo Moro era tenuto prigioniero, l'allora presidente della Democrazia Cristiana rapito dalle Brigate Rosse in via Mario Fani, a Roma. È emerso anche un raro gesto di eroismo: un medico del COMSUBIN, il reparto incursori della Marina, si offrì volontario per proteggere Moro con il proprio corpo, se necessario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le rivelazioni su questa operazione arrivarono il 10 giugno 1991, grazie alle parole del presidente Francesco Cossiga. Quest'ultimo, durante il cinquantenario degli assalti compiuti dagli incursori subacquei contro la marina britannica durante la Seconda guerra mondiale, svelò l'esistenza dell'Operazione Smeraldo. Si trattava dell'attivazione delle forze speciali del COMSUBIN per liberare Moro, sulla base di un'informazione che indicava il luogo del suo rapimento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/stenografici/pdf/68/audiz2/audizione/2014/12/02/leg.17.stencomm.data20141202.U1.com68.audiz2.audizione.0013.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">I documenti depositati presso la Camera dei Deputati (clicca qui, pagina 19) confermano che il 21 marzo</a>, 5 giorni dopo il rapimento, si tenne un'operazione interforze tra Cerenova, Sasso e Furbara, sul litorale romano. Carabinieri Paracadutisti ed agenti della questura di Roma, supportati da elicotteri, cercarono di verificare l'attendibilità delle informazioni provenienti da fonti confidenziali. L'esito fu negativo e l'intervento del COMSUBIN, il reparto più attrezzato di cui disponeva l’Italia per la liberazione di ostaggi, non venne menzionato da Cossiga fino a tredici anni dopo. Tuttavia i dubbi, come vederemo in seguito, sono molti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il COMBSUBIN era stato messo in allerta fin dall'inizio del sequestro, pronti ad intervenire in diverse zone, <a href=\"https://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/stenografici/pdf/68/audiz2/audizione/2017/04/11/leg.17.stencomm.data20170411.U1.com68.audiz2.audizione.0131.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">come ricorderà nell'audizione dell'11 Aprile 2014 (clicca qui, pagina 4) l’ammiraglio in congedo Oreste Tombolini (all’epoca giovanissimo ufficiale)</a> \"...venivamo portati in diverse zone, un bosco, un casolare ma non sapevamo dove fossimo davvero e se fosse un’esercitazione oppure una vera operazione\". \"Arrivava l’ordine, prendevamo le armi e partivamo dal Varignano - spiegherà agli inquirenti - Sarà capitato almeno sette-otto volte di salire a bordo, anche in piena notte\". Nonostante la vicinanza al covo presunto dei rapitori, l'operazione non ebbe seguito ed il blitz venne annullato. Quando il presidente della seconda commissione Moro, Giuseppe Fioroni, gli chiese di chiarire se quella del 21 marzo gli sembrasse un reale intervento antiterrorismo, lui sorvolò sui dettagli. Eppure Cossiga ringraziò il COMSUBIN con un’enigmatica frase: \"Non fummo fortunati ma la nostra sfortuna nulla toglie a quella che è la vostra generosità e la vostra preparazione\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le indagini successive all'assassinio di Moro rivelarono tracce di sabbia compatibili con quelle del litorale tra Ladispoli, Palo Laziale e Fregene, sugli indumenti e sulla vettura utilizzata per trasportare il cadavere. <strong>Chi e perchè chiese di annullare quindi l'operazione del COMSUBIN del 21 marzo 1978?</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sequestro di Aldo Moro rimane un capitolo oscuro della storia italiana, segnato da misteri irrisolti e interrogativi senza risposta. Le vicende legate agli incursori della Marina Militare, pronti ad irrompere nel covo dei rapitori, sono solo una parte di un quadro complesso che continua a suscitare interesse e dibattito dopo 46 anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/comsubin-art-moro2.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"comsubin, marina militare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-03-16 21:17:53","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3681-operazione-smeraldo-quando-gli-incursori-della-marina-erano-vicini-al-covo-di-moro.mp4","galleria":"3682 | 3683"}
{"id":3678,"titolo":"Reintroduzione della Leva obbligatoria, un dibattito più aperto che mai","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La riflessione sulla leva militare sta guadagnando nuovo slancio in Italia, influenzata dalle tensioni sullo scenario internazionale e dalle decisioni recenti di alcuni stati membri della NATO. La Danimarca ha deciso di estendere l'obbligo della leva militare alle donne e di aumentare la durata di questo servizio da 4 a 11 mesi per tutti i generi, la Grecia nel 2021 lo ha esteso da 9 a 12 mesi, paesi come Lituania e Lettonia mantengono tutt'oggi la leva militare, mentre la crisi Ucraina ha riacceso, in altri Stati, l'interesse per questa pratica anche come risposta ai problemi di reclutamento che affliggono gli eserciti occidentali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Storia e legislazione in Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Istituito nello Stato unitario italiano con la nascita del Regno d'Italia e confermato con la nascita della Repubblica italiana, è stato in regime operativo dal 1861 al 2004, per 143 anni. L'obbligatorietà del servizio, prevista dalla Costituzione della Repubblica Italiana nei modi e nei limiti stabiliti dalla Legge, è ordinariamente inattiva dal 1º gennaio 2005, come stabilito dalla legge 23 agosto 2004, n. 226.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso del dopoguerra, la durata della ferma obbligatoria è stata progressivamente ridotta tramite vari decreti legislativi:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li>Fino al 1975: 15 mesi per Esercito e Aeronautica, 24 mesi per la Marina.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Dal 1976: 12 mesi per Esercito e Aeronautica, 18 mesi per la Marina, con 15/18 mesi per gli ufficiali di complemento.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Dal 1987: 12 mesi uniformi per tutte le forze, eccetto gli ufficiali di complemento a 15 mesi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Dal 1997: 10 mesi per Esercito, Aeronautica e Marina, 12 mesi per i Carabinieri ausiliari e 14 mesi per gli ufficiali di complemento.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il processo di superamento della coscrizione obbligatoria iniziò il 3 settembre 1999, quando il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della Difesa Carlo Scognamiglio, approvò un disegno di legge in tal senso. In parallelo, la legge del 20 ottobre 1999, n. 380, conferì al governo il potere di introdurre il servizio militare volontario femminile, una misura attuata successivamente con il d.lgs. 31 gennaio 2000, n. 24, e il DPCM 16 marzo 2000, n. 112.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">L'articolo 52 della Costituzione Italiana stabilisce il principio dell'obbligatorietà del servizio militare nei modi e limiti definiti dalla legge. Quest'ultima è precisata nel codice dell'ordinamento militare, emanato con il decreto legislativo del 15 marzo 2010, n. 66, mentre il D.P.R. del 15 marzo 2010, n. 90, ne disciplina le applicazioni pratiche, inclusi i dettagli sulle \"liste di leva\". <strong>Di conseguenza, l'arruolamento nelle forze armate italiane può essere sia \"obbligatorio\" che \"volontario\", come regolato dal suddetto codice.</strong></pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il dibattito in Italia e in Europa sulla reintroduzione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La leva obbligatoria, una pratica sospesa da numerosi paesi della NATO, in seguito alla caduta del muro di Berlino venuta meno la minaccia sovietica, si trova oggi a un bivio critico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In Italia, al pari di altri paesi europei, la discussione sulla potenziale reintroduzione della leva militare si intensifica. Alcune figure politiche di spicco italiane hanno evidenziato negli ultimi anni come il servizio obbligatorio potrebbe rafforzare valori civili e patriottici ed offrire formazione civica. La Danimarca, ampliando la coscrizione a entrambi i sessi e allungandone la durata, dimostra come un approccio proattivo alla difesa possa integrare efficacemente la preparazione militare e la promozione dell'uguaglianza di genere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo la rende la terza nazione europea, dopo Norvegia e Svezia, ad applicare la coscrizione militare a entrambi i sessi. In parallelo, la Germania contempla il ritorno alla leva semi obbligatoria, riflettendo sull'esperienza della Svezia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Germania sta considerando la reintroduzione di una leva semi obbligatoria, ispirandosi al modello svedese, dopo aver abolito la leva nel 2011. Il ministro Pistorius intende preparare una proposta per una mobilitazione rapida. La Francia, invece, mira ad aumentare l'età limite per i riservisti militari, puntando a un contingente di 300.000 soldati a lungo termine, con 100.000 riservisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tutti i vantaggi delle leva obbligatoria in Italia</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le strategie adottate dalla Danimarca e da altri paesi europei potrebbero certamente offrire preziosi spunti di riflessione per l'Italia, dove reintrodurre la leva militare aiuterebbe a risolvere le problematiche di reclutamento in primis, problematiche, come detto, comuni a tutti gli eserciti occidentali e consentirebbe alle forze professionali di dedicarsi a compiti più specializzati. Consideriamo, ad esempio, l'Operazione Strade Sicure, che non richiede necessariamente la partecipazione di soldati professionisti e che potrebbe essere affidata proprio ai soldati di leva. Questo permetterebbe inoltre, ai professionisti, di dedicarsi con maggiore continuità all'addestramento, ragion d'essere del soldato in tempo di pace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inoltre, la leva potrebbe svolgere un ruolo cruciale nella coesione nazionale, contribuendo ad integrare i giovani nella società e nell'economia (i soldati di leva avrebbero comunque uno stipendio e dei diritti al pari degli attuali soldati professionisti) rafforzando inoltre il senso di responsabilità civica e patriottismo, in un'epoca in cui molti percepiscono un declino di tali valori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In sintesi, il dibattito sulla leva militare in Italia si colloca all'interno di un quadro europeo più ampio, riflettendo su come le nazioni possono bilanciare le esigenze di sicurezza nazionale con i vantaggi sociali e civici del servizio militare. Ispirandosi a casi come quello danese, l'Italia potrebbe considerare la reintroduzione della leva come uno strumento per rafforzare la difesa nazionale, promuovere l'uguaglianza di genere e migliorare il reclutamento e la formazione militare, contribuendo al contempo a forgiare cittadini più responsabili e uniti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">E tu cosa ne pensi? Vota il sondaggio!</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:shortcode -->\n[totalpoll id=\"9056\"]\n<!-- /wp:shortcode -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/Folgore-pro-2.jpg","categoria":"Blog, Nazionali","tags":"leva, NATO, servizio militare","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-03-16 00:12:57","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3678-reintroduzione-della-leva-obbligatoria-un-dibattito-piu-aperto-che-mai.mp4","galleria":"3679 | 3680"}
{"id":3673,"titolo":"Missione compiuta, rientrata in Italia la Bandiera di Guerra del 186° Reggimento Paracadutisti \"Folgore\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella tarda serata di ieri, 14 marzo 2024, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"351\">Glorioso e Pluridecorato 186° Reggimento Paracadutisti \"Folgore\"</a> ha marcato il termine della sua missione in Kosovo, rientrando a Siena con la propria Bandiera di Guerra. Il rientro segna la conclusione di un impegno durato da novembre 2023 a marzo 2024, durante il quale ha ricoperto il ruolo come battaglione di riserva operativa della NATO nel territorio kosovaro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel novembre scorso, entro soli due giorni dalla notifica di mobilitazione, i primi gruppi di personale del Reggimento sono stati dispiegati in zona operativa. In breve tempo, è stata realizzata e portata a termine l'articolata e sensibile missione di dispiegamento completo delle forze, incluse attrezzature e materiali necessari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia di rientro è stata impreziosita dalla presenza del Comandante della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti Folgore</a>, il Generale di Brigata \"<a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"345\">Aquila 1</a>\" Massimiliano Mongillo, che ha accolto i militari al loro arrivo. Il reggimento è stato schierato in Kosovo in un periodo teso, precedentemente segnato da elezioni che hanno generato frizioni nelle comunità locali, in particolare nei comuni di Zubin Potok, Zvecan e Leposavic.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui, l'elezione di sindaci di nazionalità albanese ha scatenato nella primavera 2023 tensioni con la popolazione serba. Gli episodi più gravi si sono verificati il 29 maggio a Zvecan, con scontri diretti tra manifestanti e forze di polizia kosovare. In questo contesto, il 186° Reggimento Paracadutisti Folgore è stato schierato per fornire supporto, posizionandosi per mantenere l'ordine ed intervenire in eventuali nuovi disordini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Colonnello Giovanni Corrado, comandante del 186° Reggimento, è stato insignito della medaglia NATO per il servizio reso, un riconoscimento che sottolinea l'eccellenza e la professionalità dimostrate dal reggimento nel corso della missione. Il Generale Bernacca, vice comandante di KFOR, ha lodato l'impegno del reggimento, enfatizzando come la presenza e la disponibilità delle truppe abbiano contribuito a creare un ambiente più sicuro per tutti in Kosovo, riflettendo positivamente sull'intera comunità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il rientro del 186° Reggimento Paracadutisti Folgore rappresenta non solo la conclusione di un periodo di servizio ma anche l'impegno continuo delle Forze Armate italiane nel contribuire alla pace e alla sicurezza internazionali, evidenziando la loro prontezza a rispondere ad ogni chiamata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"align\":\"left\"} -->\n<p class=\"has-text-align-left\"><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/186_rgt_kosovo.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Fonti e Copyright Esercito Italiano</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:envira/envira-gallery {\"galleryId\":9044,\"title\":\"Missione compiuta, rientrata in Italia la bandiera di Guerra del Glorioso 186° Reggimento Paracadutisti u0026#8220;Folgoreu0026#8221;\",\"columns\":\"0\",\"row_height\":150,\"margins\":\"custom\",\"custom_margins\":10,\"lightbox_enabled\":1,\"lazyload_enabled\":1,\"isotope\":0,\"images\":[{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/A-Siena-rientra-la-Bandiera-di-Guerra-del-186°-reggimento-paracadutisti.jpg\",\"title\":\"A-Siena-rientra-la-Bandiera-di-Guerra-del-186°-reggimento-paracadutisti\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/A-Siena-rientra-la-Bandiera-di-Guerra-del-186°-reggimento-paracadutisti.jpg\",\"alt\":\"Missione compiuta, rientrata in Italia la bandiera di Guerra del Glorioso 186° Reggimento Paracadutisti u0022Folgoreu0022 - brigatafolgore.net\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":9041,\"height\":269.93464052287584,\"width\":361.7},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/Saluto-del-Comandante-di-reggimento.jpg\",\"title\":\"Saluto-del-Comandante-di-reggimento\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/Saluto-del-Comandante-di-reggimento.jpg\",\"alt\":\"Missione compiuta, rientrata in Italia la bandiera di Guerra del Glorioso 186° Reggimento Paracadutisti u0022Folgoreu0022 - brigatafolgore.net\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":9042,\"height\":269.93464052287584,\"width\":404.9},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/Intervento-di-Aquila-1-Gen.-Mongillo.jpg\",\"title\":\"Intervento-di-Aquila-1-Gen.-Mongillo\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/Intervento-di-Aquila-1-Gen.-Mongillo.jpg\",\"alt\":\"Missione compiuta, rientrata in Italia la bandiera di Guerra del Glorioso 186° Reggimento Paracadutisti u0022Folgoreu0022 - brigatafolgore.net\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":9043,\"height\":269.93464052287584,\"width\":472.4}]} -->\n<div class=\"wp-block-envira-envira-gallery\">[envira-gallery id='9044']</div>\n<!-- /wp:envira/envira-gallery -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/bandiera-guerra-186.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"folgore, kfor, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-03-15 09:30:12","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3673-missione-compiuta-rientrata-in-italia-la-bandiera-di-guerra-del-186-reggimento-paracadutisti-folgore.mp4","galleria":"3674 | 3675 | 3676 | 3677"}
{"id":3666,"titolo":"Il Generale Masiello alla dimostrazione del Sistema \"IMPERIO\": verso un Futuro Digitale per l'Esercito","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un momento significativo per l'evoluzione tecnologica delle Forze Armate, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/cambio-al-vertice-il-generale-masiello-prende-il-comando-dellesercito/\" data-type=\"post\" data-id=\"7924\">Generale di Corpo d’Armata Paracadutista Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito</a>, ha recentemente partecipato a una dimostrazione del sistema di Comando e Controllo \"IMPERIO\". L'evento si è svolto presso il Dipartimento di Sperimentazione ed Integrazione Operativa del <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/COMFOTER/Centro-di-Simulazione-e-Validazione-Esercito\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/COMFOTER/Centro-di-Simulazione-e-Validazione-Esercito\">Ce.Si.Va</a>, evidenziando la rilevanza della trasformazione digitale nell'ambito militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"IMPERIO\", già operativo in diverse nazioni alleate e configurabile per operazioni multi-dominio, emerge come un importante strumento nel rafforzare le capacità di Comando e Controllo. Attraverso la simulazione, sono state messe in luce le capacità di \"IMPERIO\" di ottimizzare i processi decisionali e operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nello specifico, attraverso la simulazione capacitiva, sono state chiaramente dimostrate le capacità di tale sistema relative all'efficienza in un ambiente di comando di Brigata digitalizzato, oltre alle sue potenzialità di integrarsi efficacemente con vari altri sistemi di Comando e Controllo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della presentazione, il Generale Masiello ha sottolineato la necessità di adottare rapidamente una cultura che abbracci il progresso tecnologico, essenziale per affrontare le crescenti complessità degli scenari di sicurezza globale. Ha evidenziato l'importanza di sviluppare tecnologie che, in sinergia con l'addestramento basato su valori solidi, elevino gli standard operativi e di preparazione dell'Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Concludendo, il Capo di Stato Maggiore ha riconosciuto in \"IMPERIO\" non solo un avanzamento tecnologico, ma un passo cruciale verso l'adeguamento dell'Esercito alle sfide future, enfatizzando come l'integrazione tra innovazione e tradizione sia vitale per il successo e l'efficacia delle missioni militari. L'evento riafferma l'impegno dell'Esercito nell'incorporare soluzioni tecnologiche all'avanguardia, garantendo così una risposta efficace e tempestiva alle esigenze operative contemporanee.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/casme_cesiva.aspx\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/casme_cesiva.aspx\">Fonti e Copyright Esercito Italiano</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:envira/envira-gallery {\"galleryId\":9038,\"title\":\"Il Generale Masiello alla dimostrazione del Sistema u0026#8220;IMPERIOu0026#8221;: verso un Futuro Digitale per lu0026#8217;Esercito\",\"layout\":\"bnb\",\"columns\":\"2\",\"row_height\":150,\"margins\":\"custom\",\"custom_margins\":10,\"lightbox_enabled\":1,\"lazyload_enabled\":1,\"isotope\":0,\"images\":[{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/imperio01.jpg\",\"title\":\"imperio01\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/imperio01.jpg\",\"alt\":\"Il Generale Masiello alla dimostrazione del Sistema u0022IMPERIOu0022: verso un Futuro Digitale per l'Esercito - brigatafolgore.net\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":9032,\"height\":447,\"width\":800},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/imperio02.jpg\",\"title\":\"imperio02\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/imperio02.jpg\",\"alt\":\"Il Generale Masiello alla dimostrazione del Sistema u0022IMPERIOu0022: verso un Futuro Digitale per l'Esercito - brigatafolgore.net\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":9033,\"height\":511,\"width\":800},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/imperio03.jpg\",\"title\":\"imperio03\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/imperio03.jpg\",\"alt\":\"Il Generale Masiello alla dimostrazione del Sistema u0022IMPERIOu0022: verso un Futuro Digitale per l'Esercito - brigatafolgore.net\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":9034,\"height\":534,\"width\":800},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/imperio04.jpg\",\"title\":\"imperio04\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/imperio04.jpg\",\"alt\":\"Il Generale Masiello alla dimostrazione del Sistema u0022IMPERIOu0022: verso un Futuro Digitale per l'Esercito - brigatafolgore.net\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":9035,\"height\":431,\"width\":800},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/imperio05.jpg\",\"title\":\"imperio05\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/imperio05.jpg\",\"alt\":\"Il Generale Masiello alla dimostrazione del Sistema u0022IMPERIOu0022: verso un Futuro Digitale per l'Esercito - brigatafolgore.net\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":9036,\"height\":533,\"width\":800},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/imperio06.jpg\",\"title\":\"imperio06\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/imperio06.jpg\",\"alt\":\"Il Generale Masiello alla dimostrazione del Sistema u0022IMPERIOu0022: verso un Futuro Digitale per l'Esercito - brigatafolgore.net\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":9037,\"height\":533,\"width\":800}]} -->\n<div class=\"wp-block-envira-envira-gallery\">[envira-gallery id='9038']</div>\n<!-- /wp:envira/envira-gallery -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/imperio05.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"capo di sme, cesiva, sme","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-03-14 20:36:49","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3666-il-generale-masiello-alla-dimostrazione-del-sistema-imperio-verso-un-futuro-digitale-per-lesercito.mp4","galleria":"3667 | 3668 | 3669 | 3670 | 3671 | 3672"}
{"id":3662,"titolo":"Il 185° RRAO \"Folgore\" visita i luoghi storici dell'Operazione Herring","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In una giornata carica di storia e memoria, una delegazione del <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"353\">185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi \"Folgore\"</a>, guidata dal Colonnello Marco Margutti, ha intrapreso un significativo viaggio attraverso i luoghi chiave dell'operazione \"Herring\", episodio particolarmente emblematico nella partecipazione italiana alla Seconda Guerra Mondiale. L'azione di infiltrazione e sabotaggio, fu effettuata dalla notte del 20 aprile al 23 aprile 1945 dalle forze alleate e cobelligeranti nell’Italia settentrionale, a sud del fiume Po, allora nel territorio della Repubblica Sociale Italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visita ha avuto inizio presso il museo della Seconda Guerra Mondiale situato a Felonica, sulle rive del fiume Po. Qui, il reggimento ha avuto l'opportunità di immergersi nella storia attraverso i numerosi reperti storici recuperati nell'area, testimoni silenziosi degli eventi che si sono consumati in quel territorio.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proseguendo il loro percorso di memoria e riconoscimento, i paracadutisti si sono diretti verso Dragoncello di Poggio Rusco, dove sono stati accolti dal sindaco Fabio Zacchi e dai membri dell'<a href=\"https://anpdipoggiorusco.it/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Associazione Nazionale paracadutisti d'Italia (ANPDI) della sezione locale</a>. Momento saliente della visita è stato il minuto di silenzio osservato presso il monumento ai caduti di Dragoncello, in onore dei soldati che hanno sacrificato la vita per il paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tappa finale del tour ha portato il reggimento a Cà Bruciata, teatro di uno degli scontri più intensi in cui dodici paracadutisti persero la vita.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La visita del 185º Reggimento Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi \"Folgore\" ai luoghi dell'operazione Herring non è stata solo un omaggio ai caduti, ma anche un'occasione per rafforzare il legame tra le nuove generazioni di militari e la storia del proprio paese, un ponte tra passato e presente che mantiene viva la memoria e insegna i valori di coraggio, sacrificio e patriottismo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/battle_tour.aspx\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/battle_tour.aspx\" rel=\"noreferrer noopener\">Fonti e Copyright Esercito Italiano</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:envira/envira-gallery {\"galleryId\":9005,\"title\":\"Il 185° RRAO u0026#8220;Folgoreu0026#8221; visita i luoghi storici dellu0026#8217;Operazione Herring\",\"layout\":\"mason\",\"columns\":\"3\",\"row_height\":150,\"margins\":\"custom\",\"custom_margins\":10,\"lightbox_enabled\":1,\"lazyload_enabled\":1,\"images\":[{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/185rrao13032401.jpg\",\"title\":\"185rrao13032401\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/185rrao13032401.jpg\",\"alt\":\"Il 185° RRAO u0022Folgoreu0022 visita i luoghi storici dell'Operazione Herring - brigatafolgore.net\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":9004,\"height\":600,\"width\":800},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/185rrao13032403.jpg\",\"title\":\"185rrao13032403\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/185rrao13032403.jpg\",\"alt\":\"Il 185° RRAO u0022Folgoreu0022 visita i luoghi storici dell'Operazione Herring - brigatafolgore.net\",\"caption\":\"L'operazione Herring (20-23 aprile 1945), fu un'azione di infiltrazione e sabotaggio condotta dalle forze alleate e cobelligeranti nel territorio della Repubblica Sociale Italiana\",\"thumb\":\"\",\"id\":9003,\"height\":600,\"width\":800},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/185rrao13032402.jpg\",\"title\":\"185rrao13032402\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/185rrao13032402.jpg\",\"alt\":\"Il 185° RRAO u0022Folgoreu0022 visita i luoghi storici dell'Operazione Herring - brigatafolgore.net\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":9002,\"height\":600,\"width\":800}]} -->\n<div class=\"wp-block-envira-envira-gallery\">[envira-gallery id='9005']</div>\n<!-- /wp:envira/envira-gallery -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/185rrao13032403.jpg","categoria":"Forze Speciali","tags":"185 rrao, anpdi, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-03-13 18:59:46","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3662-il-185-rrao-folgore-visita-i-luoghi-storici-delloperazione-herring.mp4","galleria":"3663 | 3664 | 3665"}
{"id":3642,"titolo":"Il vento che cambia, Paracadutisti al vertice","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-mia-brigata-storia-reale-di-un-paracadutista-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"313\">mi arruolai nella Folgore nel 1999</a>, circolava un detto nei corridoi delle fredde camerate della caserma Bandini a Siena: \"Un Ufficiale Paracadutista non farà mai carriera. Impossibile vedere un basco amaranto ai vertici della forza armata\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si parlava del Gen. C.A. Franco Angioni, che a metà degli ’90 arrivò ad essere Direttore Nazionale degli Armamenti e che sfiorò la nomina a Capo di SME o del parigrado Franco Monticone lanciatissimo per i vertici della forza armata prima che l’affare Lady Golpe spazzasse via una straordinaria carriera (l'epilogo giudiziario fu chiaro e vide condannati per calunnia gli accusatori del Generale).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell’attuale contesto, invece, l'<a href=\"https://www.esercito.difesa.it/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Esercito Italiano</a> si trova di fronte ad una tappa storica con la nomina del <strong>Generale di Corpo d'Armata Paracadutista Carmine Masiello</strong>, a <a href=\"https://brigatafolgore.net/cambio-al-vertice-il-generale-masiello-prende-il-comando-dellesercito/\" data-type=\"post\" data-id=\"7924\">Capo di Stato Maggiore dell'Esercito</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nomina di Masiello segna un punto di svolta nell'approccio e nella visione strategica delle Forze Armate Italiane, evidenziando l'importanza crescente attribuita alle esperienze e alle competenze maturate all'interno delle unità paracadutiste.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Comandante con la “C” maiuscola e il coraggio dell’On. Guido Crosetto</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Masiello incarna le virtù e l'esperienza acquisita nel corso di una carriera che definire prestigiosa può sembrare addirittura “riduttivo”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Decano, oggi, dei Paracadutisti, <strong>163°</strong> Corso dell’Accademia Militare di Modena, di lui abbiamo ampiamente parlato (e non ci stancheremo di farlo). La sua ascesa inizia nei ranghi del <a href=\"https://brigatafolgore.net/185o-reggimento-artiglieria-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"479\">185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti Folgore</a>, poi divenuto <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"353\">RRAO \"Folgore\"</a> ove ne è stato uno dei massimi artefici della trasformazione avvenuta ad inizio secolo. Prosegue, ovviamente, con la guida della stessa <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti \"Folgore\"</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi ruoli chiave, uniti all'esperienza come Vice Direttore Generale del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza e Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa, delineano un profilo professionale di eccezionale valore, in cui capacità decisionali e visione strategica si fondono con un'esperienza operativa di prim'ordine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non era per nulla scontato che fosse scelto come Capo di SME, in un contesto, quello politico, che tende spesso a privilegiare figure meno operative. Il caso della mancata nomina del Generale Bertolini in passato, ne è l’esempio emblematico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tuttavia, il <a href=\"https://www.difesa.it/ilministro.html\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.difesa.it/ilministro.html\" rel=\"noreferrer noopener\">Ministro della Difesa Guido Crosetto</a> ha dimostrato una notevole determinazione, distinguendosi nettamente dai suoi predecessori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Potremmo definirlo un atto di audacia, raro e significativo, che ha segnato una deviazione da una tendenza consolidata, dimostrando una volontà di valorizzare le competenze e l'operatività anche in ruoli di alta, anzi, altissima responsabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua decisione si pone come un gesto di rottura rispetto a quanto avvenuto tradizionalmente, rivelando una visione più attenta alle qualità professionali e all'esperienza sul campo, che spesso sono risultate sottovalutate in passato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I Super Generali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non solo il Comandante Masiello.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi numerosi Ufficiali Paracadutisti ricoprono ruoli di rilievo sia all'interno dell'Esercito Italiano che in ambito NATO, evidenziando il riconoscimento delle loro competenze e del loro valore in contesti di rilevanza nazionale e internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una tendenza che sottolinea non solo l'eccellenza della formazione e dell'esperienza maturata ma anche l'importanza strategica che tali Comandanti assumono in ambiti operativi e decisionali critici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il loro impatto in posizioni chiave riflette la fiducia nel loro approccio dinamico, nella loro determinazione e nella capacità di affrontare sfide complesse, contribuendo significativamente alla leadership e all'efficacia delle operazioni militari e delle missioni internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un nome “pesante” con il basco amaranto è senza ombra di dubbio quello del <strong>Generale di Corpo d’Armata Paracadutista Giovanni Maria Iannucci</strong>, attuale <a href=\"https://www.difesa.it/il-ministro/uffici-di-diretta-collaborazione/ilcapodigabinetto/26643.html\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.difesa.it/il-ministro/uffici-di-diretta-collaborazione/ilcapodigabinetto/26643.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Iannucci porta con sé un bagaglio di esperienze notevoli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua formazione inizia con la prestigiosa Accademia Militare di Modena dove completa il <strong>166°</strong> Corso \"Dignità\". La sua carriera operativa prende avvio nel 1988 quando viene assegnato al 185° Gruppo Artiglieria Paracadutisti, che in seguito diventerà Reggimento, segnando il suo primo contatto con il mondo dei paracadutisti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua esperienza si arricchisce ulteriormente quando partecipa all'<a href=\"https://brigatafolgore.net/loperazione-ibis/\" data-type=\"page\" data-id=\"360\">Operazione IBIS in Somalia</a>, un impegno che lo vede confrontarsi con scenari operativi estremamente complessi. Al suo ritorno, assume il comando della Compagnia Allievi Ufficiali del 176° Corso presso l'<a href=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/comando-per-la-formazione-specializzazione-e-dottrina-dell-esercito/Comando-per-la-Formazione-e-Scuola-di-Applicazione/Accademia-Militare\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/comando-per-la-formazione-specializzazione-e-dottrina-dell-esercito/Comando-per-la-Formazione-e-Scuola-di-Applicazione/Accademia-Militare\" rel=\"noreferrer noopener\">Accademia Militare di Modena</a>, contribuendo alla formazione delle future generazioni di Ufficiali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La carriera del Generale Iannucci prosegue con incarichi di crescente responsabilità: dopo aver frequentato il Corso di Stato Maggiore presso la Scuola di Guerra di Civitavecchia e il Corso Superiore di Stato Maggiore dell'Esercito argentino, ricopre ruoli chiave all'interno della Brigata Paracadutisti \"Folgore\" e in diversi uffici strategici dello Stato Maggiore dell'Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Comanda il Gruppo Acquisizione Obiettivi del 185° RRAO e guida la Task Force \"Victor\" in Iraq, dimostrando notevoli capacità di leadership in contesti operativi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra il 2004 e il 2008, ha ricoperto il ruolo di Capo Sezione di Stato Maggiore presso l'Ufficio Generale del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito. Successivamente, promosso al grado di Colonnello, ha servito in Germania nel Corpo d'Armata di Reazione Rapida del Regno Unito (ARRC-UK) dal 2008 al 2010, per poi rientrare in Italia e assumere il comando del 185° Reggimento RRAO. Nel 2012, è stato designato Capo della Divisione J3 (Operazioni) presso il Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli anni successivi, il Generale Iannucci continua a distinguersi in vari incarichi nazionali e internazionali, tra cui il ruolo di Deputy DCOS Operations presso il Comando ISAF in Afghanistan e la posizione, nel 2015, di <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"345\">Comandante della Brigata paracadutisti \"Folgore\"</a>. La sua carriera raggiunge un ulteriore apice quando assume la guida della NATO Mission IRAQ e successivamente diventa Comandante delle Forze Operative Sud.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, nel 2023, viene nominato Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa, un ruolo che testimonia la fiducia e il riconoscimento delle sue competenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre alle sue capacità militari, il Generale Iannucci vanta una solida formazione accademica, con lauree in Economia e Commercio e in Scienze Strategiche, arricchite da un Master in Studi Internazionali Strategico-militari. La sua competenza linguistica in inglese e spagnolo e le numerose decorazioni ricevute confermano la sua statura come uno dei più rispettati e capaci Ufficiali dell'Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sempre all’interno della Forza Armata, abbiamo un’altra figura di spicco proveniente dalle aviotruppe: il <strong>Generale di Corpo d'Armata Paracadutista Stefano Mannino.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inizia il suo percorso nell'Accademia Militare di Modena con il <strong>167°</strong> Corso \"Fermezza\" nel 1985 per specializzarsi in Artiglieria a Torino. Nel 1990, con il grado di Tenente, viene assegnato alla Brigata paracadutisti “Folgore”, dove presta continuativamente servizio per quasi 20 anni assolvendo ai previsti incarichi di comando e di staff.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inizialmente nel 185° Gruppo Artiglieria Campale Paracadutisti, successivamente nel 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti, quindi nel 185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione e Acquisizione Obiettivi e, infine, presso lo Stato Maggiore del Comando Brigata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le sue esperienze operative all'estero, inclusi incarichi in Somalia, Bosnia, Kosovo, Afghanistan e Iraq, riflettono il suo impegno nel campo delle operazioni internazionali e della cooperazione militare, consolidando il suo profilo di leader.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mannino ha approfondito la sua formazione presso istituzioni prestigiose, come il NATO Defense College, e ha ricoperto incarichi di alto livello nello Stato Maggiore, gestendo addestramento, operazioni e piani di trasformazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il suo ruolo come Addetto Militare nel Regno Unito, Comandante delle <a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" data-type=\"page\" data-id=\"7747\">Forze Speciali dell'Esercito (COMFOSE)</a>, dell'Accademia Militare di Modena, e soprattutto come Capo del Reparto Informazioni e Sicurezza dello Stato Maggiore della Difesa, organo di vertice di tale comparto, dimostrano una carriera variegata e ricca di responsabilità, oltre che una non comune capacità di adattamento e poliedricità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le sue lauree in Scienze Strategiche e Scienze Politiche e la sua fluente conoscenza dell'inglese e del portoghese sono indicativi della sua dedizione all'apprendimento continuo e all'eccellenza, che unite alle numerose decorazioni e onorificenze ricevute, tra cui la Croce di bronzo al Merito dell’Esercito e la Commendazione dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, celebrano la sua integrità professionale al servizio del paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua recente nomina a Comandante del Comando per la Formazione e <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/comando-per-la-formazione-specializzazione-e-dottrina-dell-esercito/Comando-per-la-Formazione-e-Scuola-di-Applicazione\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Scuola di Applicazione dell’Esercito di Torino</a> e la promozione a Generale di Corpo d'Armata nel luglio 2023 rappresentano il culmine di una carriera straordinaria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Super anche nella NATO</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non possiamo non citare il numero 1 della NATO in Italia: il <strong>Generale di Corpo d’Armata Paracadutista Lorenzo D’Addario.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attuale Comandante del <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/NRDC-ITA\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/NRDC-ITA\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">NATO Rapid Deployable Corps - Italy (NRDC-ITA)</a>, D’Addario ha intrapreso il suo percorso militare entrando nella <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/comando-per-la-formazione-specializzazione-e-dottrina-dell-esercito/Comando-per-la-Formazione-e-Scuola-di-Applicazione/Accademia-Militare/Nunziatella\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/comando-per-la-formazione-specializzazione-e-dottrina-dell-esercito/Comando-per-la-Formazione-e-Scuola-di-Applicazione/Accademia-Militare/Nunziatella\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Scuola militare Nunziatella</a> nel 1980 e successivamente accedendo al <strong>165°</strong> Corso dell'Accademia militare di Modena. Dopo aver completato la sua formazione, ha raggiunto la Brigata Paracadutisti \"Folgore\" nel 1988, dove ha assunto ruoli cruciali quali Comandante di Plotone e di Compagnia Paracadutisti, partecipando a missioni internazionali di rilievo come Provide Comfort in Iraq e la United Nations Operation in Somalia II.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della sua carriera ha maturato una vasta esperienza sia in incarichi operativi che di staff, servendo in varie capacità presso il NATO Rapid Deployable Corps - Italy e in altre strutture NATO in Regno Unito e Stati Uniti. Ha altresì ricoperto importanti posizioni presso lo Stato Maggiore della Difesa, il Comando Operativo di vertice Interforze e lo Stato Maggiore dell'Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il suo comando del 5º battaglione paracadutisti \"El Alamein\" e del <a href=\"https://brigatafolgore.net/186-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"351\">186º Reggimento Paracadutisti \"Folgore\"</a> si è distinto particolarmente durante il rischieramento in Afghanistan nell'ambito della <a href=\"https://brigatafolgore.net/isaf-afghanistan-2001-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"341\">missione ISAF</a>, testimoniando le sue capacità di leadership e il suo impegno in contesti operativi critici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Culmina la sua carriera della Folgore, con il comando della Brigata tra il 2013 ed il 2015.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Successivamente, con il ruolo di 23º Comandante di KFOR consolida ulteriormente la sua esperienza internazionale. Dal 18 maggio 2022, il Generale D'Addario ha assunto il comando del NRDC-ITA, l’imponente struttura multinazionale NATO basata a Solbiate Olona, Varese, che integra personale da 19 Paesi alleati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il suo ruolo al comando del NRDC-ITA non solo testimonia la fiducia e il riconoscimento delle sue capacità da parte dell'alleanza ma rafforza anche il ruolo dell'Italia nel contesto della difesa collettiva europea e transatlantica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sempre in ambito NATO ricordiamo il <strong>Generale di Corpo d’Armata Paracadutista Incursore Nicola Zanelli</strong>, una straordinaria carriera prima nelle aviotruppe, poi nelle forze speciali, distinguendosi nei contesti più esigenti e strategici a livello nazionale ed internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo essersi laureato al <strong>164°</strong> Corso dell'Accademia Militare, entra, nel 1987, nel <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"352\">187° Reggimento Paracadutisti \"Folgore\"</a>  dove comanderà, durante l’operazione IBIS in Somalia, la storica 5ª Compagnia. Passando poi rapidamente, come incursore, al <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9° Reggimento d'Assalto \"Col Moschin\"</a>, avvia la sua carriera nella forze speciali, maturando significative esperienze in Europa, Africa e Medio Oriente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da Maggiore serve come ufficiale di scambio nella 3ª Divisione dell'Esercito britannico prendendo parte, nel 2003, alla missione \"Telic 1\" in Iraq. Ritornato in Italia, è stato designato Vice Capo Operativo del Comando interforze per le operazioni delle forze speciali (COFS). Tra il 2006 e il 2008, ha comandato il 9º Reggimento d'assalto paracadutisti \"Col Moschin\", per poi ricoprire il ruolo di addetto militare italiano a Londra nel 2009.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Promosso Generale di Brigata è stato, nel 2013, il primo Comandante del Comando delle Forze Speciali dell'Esercito (COMFOSE), per poi proseguire la sua straordinaria carriera in qualità di Generale di Divisione nel 2016, come Comandante del COFS (Comando interforze per le operazioni delle Forze speciali). Come Generale di Corpo d'Armata, nel dicembre 2020 è stato nominato Vice comandante dell'operazione NATO Resolute Support in Afghanistan, incarico terminato nel luglio 2021. Attualmente è il Deputy Commander NATO presso la Allied Land Command (LANDCOM) ad Izmir in Turchia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Generale Paracadutista al servizio della Guardia di Finanza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Curioso, ma estremamente prestigioso il ruolo del <strong>Generale di Divisione Paracadutista Massimo Mingiardi</strong>, oggi consulente militare del Comandante Generale della <a href=\"https://www.gdf.gov.it/it\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.gdf.gov.it/it\" rel=\"noreferrer noopener\">Guardia di Finanza</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proveniente dal <strong>164°</strong> corso dell'Accademia Militare di Modena, noto per le sue eccezionali capacità sia come paracadutista militare che civile, avendo accumulato oltre 500 lanci ad alta quota, la sua carriera militare è stata caratterizzata da numerose posizioni di Comando.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mingiardi ha ricoperto tutti gli incarichi operativi nelle aviotruppe: Comandante nel 1993 della XIII Cp. Paracadutisti in Somalia durante l’operazione IBIS, ha successivamente guidato il 5° Battaglione Paracadutisti \"El Alamein\" e il <a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\" data-type=\"page\" data-id=\"350\">183° Reggimento Paracadutisti \"Nembo”</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il suo percorso professionale lo ha portato alla posizione di “Aquila 1”, Comandante della Brigata Paracadutisti \"Folgore\", tra il 2010 e il 2012 e Comandante, tra il 2016 ed il 2019, della storica Scuola di Fanteria di Cesano. Ricopre inoltre numerosi e prestigiosi ruoli di Comando e Staff all’interno dello Stato Maggiore dell’Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella veste attuale come consulente militare presso il Comando Generale della Guardia di Finanza, fornisce la sua expertise militare per facilitare la sinergia e il coordinamento tra la Guardia di Finanza e l'Esercito Italiano, assicurando che gli aspetti militari del corpo siano gestiti con la massima professionalità e competenza. La sua figura rappresenta un ponte cruciale tra le due istituzioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il predestinato</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di chi sentiremo parlare in futuro è senza dubbio del <strong>Generale di Divisione Paracadutista Rodolfo Sganga</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Originario di Varese, Sganga è stato protagonista di una carriera fulminea contrassegnata da risultati notevoli. Ufficiale proveniente dal <strong>169°</strong> Corso dell'Accademia Militare di Modena, è stato inizialmente assegnato al <a href=\"https://brigatafolgore.net/reggimento-lagunari-serenissima-audacia-e-valore-per-terra-e-per-mare/\" data-type=\"page\" data-id=\"4374\">reggimento lagunari “Serenissima”</a> nel quale ha ricoperto l’incarico di Comandante di plotone esploratori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Successivamente è stato Comandante di Compagnia presso l’Accademia Militare&nbsp; e Comandante di compagnia fucilieri presso il 183° reggimento paracadutisti “Nembo”. Da Tenente Colonnello ha preso il Comando del 2° Battaglione Paracadutisti “Tarquinia”, per il quale è stato decorato con la <a href=\"https://www.quirinale.it/onorificenze/insigniti/317516\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Medaglia d'Argento al Valore dell'Esercito in Afghanistan, per i fasti del 25 luglio 2009 a Bala Baluk</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra il 2012 e il 2014, il ha assunto il comando del 187° Reggimento Paracadutisti \"Folgore\", portando la sua esperienza e la sua visione strategica in uno dei reggimenti più prestigiosi dell'Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua competenza non si è limitata ai ruoli operativi: come ufficiale di staff, ha ricoperto la posizione di capo sala operativa del Comando delle Forze Operative Terrestri (Comfoter) e dello Stato Maggiore dell'Esercito (SME).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il suo impegno internazionale è testimoniato dalla partecipazione di ben cinque (!) turni di servizio in Afghanistan, che hanno rafforzato ulteriormente la sua esperienza in contesti operativi complessi. La sua formazione accademica è altrettanto impressionante, con lauree in Scienze Strategiche e Scienze Politiche, oltre al conseguimento di ben quattro master.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 2014 al 2017, il Generale Sganga ha rappresentato l'Italia come addetto militare presso l'ambasciata a Washington D.C., rafforzando le relazioni bilaterali in un contesto internazionale di fondamentale importanza. Dal 2017 al 2019, ha comandato la Brigata Paracadutisti \"Folgore\", confermando la sua abilità di leader in uno dei ruoli più significativi e sfidanti, quello di Aquila 1.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, come <a href=\"https://www.difesa.it/sgd-dna/staff/dg/reparti/iii/biografia/25020.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Direttore del III Reparto del Segretariato Generale della Difesa / D.N.A<strong>.</strong></a>, dedicato alla Politica Industriale e alle Relazioni Internazionali, il Generale Sganga applica la sua vasta esperienza e la sua visione strategica per lo sviluppo e la cooperazione nel settore della difesa, confermando il suo impegno a servizio del paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tra passato e presente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>171° e 172° Corso dell’Accademia Militare di Modena sono stati il ponte tra il passato ed il presente “sfornando” Ufficiali Paracadutisti di prim’ordine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Posizione di assoluto prestigio quella ricoperta dal <strong>Generale di Divisione Paracadutista Giuseppe Bertoncello</strong> del 171° corso. Tra le sue posizioni di comando più rilevanti, si ricorda la guida del 187° Reggimento Paracadutisti \"Folgore\" come Colonnello e della Brigata \"Aosta\" in qualità di Generale di Brigata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Bertoncello ha recentemente assunto la posizione di <a href=\"https://www.difesa.it/smd/staff/sottocapo/ugid/organigramma-ugid/31487.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Capo Ufficio Generale Innovazione Difesa</a>, alle dirette dipendenze del Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa. Un ruolo cruciale in un reparto che punta all'innovazione e allo sviluppo strategico delle forze armate, attraverso un approccio alle operazioni militari che va oltre i domini tradizionali - terra, mare, cielo - integrando i nuovi domini Cyber e Spazio con conseguente estensione del campo di battaglia (approccio Multidominio).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dello stesso corso, 171°, il <strong>Generale di Brigata Paracadutista Mariano Bianchi</strong>. Un ufficiale con un’importante esperienza nelle aviotruppe avendo comandato, a metà anni novanta, la Compagnia Aviorifornimenti presso la Scuola Militare di Paracadutismo (SMIPAR), successivamente il 2° Battaglione Paracadutisti \"Tarquinia\", quindi il 183° Reggimento Paracadutisti \"Nembo\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 2020 i il Generale Bianchi ricopre la prestigiosa posizione di Sottocapo di Stato Maggiore per la Preparazione delle Forze del Comando delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER), incaricato della pianificazione e dell'implementazione delle attività di preparazione e addestramento delle unità dell’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Passando al 172° Corso, abbiamo un nome che fa già rumore nelle stanze dello Stato Maggiore, una sorta di altro predestinato: Il <strong>Generale di Brigata Paracadutista Roberto Vergori</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al pari del Generale Sganga, stiamo parlando di uno degli uomini destinati a far parlare molto nel futuro della forza armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nato a Lecce il 28 settembre 1971, ha iniziato il suo percorso all'Accademia Militare di Modena nel 1990, frequentando il 172° corso, completando la sua formazione presso la Scuola di Applicazione di Torino. Da allora, ha servito in varie posizioni di comando all'interno dell'Esercito Italiano, dimostrando una leadership eccezionale ed una dedizione ineguagliabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i suoi incarichi precedenti, ha comandato il 2° Battaglione Paracadutisti \"Tarquinia\" del 187° reggimento paracadutisti \"Folgore\", guidando la fase di approntamento come unità di manovra della Joint Rapid Reaction Force (JRRF).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E' stato inoltre Comandante della Joint Task Force “Taormina 1” durante il “G7”, svolto a TAORMINA e Capo Divisione J3 (Operazioni) del COVI (Comando Operativo di vertice Interforze).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da Colonnello ha servito come Comandante del 5° reggimento fanteria \"Aosta\" e promosso Generale di Brigata è stato, dal 2021 al 2023, Comandante della Brigata Paracadutisti Folgore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la sua carriera, il Generale Vergori ha partecipato attivamente ad operazioni fuori area in luoghi come Kosovo, Afghanistan, Libano e Libia, acquisendo una vasta gamma di competenze nell'ambito delle aviotruppe.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi è <a href=\"https://brigatafolgore.net/il-generale-roberto-vergori-nominato-capo-ufficio-generale-del-nuovo-capo-di-sme/\" data-type=\"post\" data-id=\"7782\">Capo Ufficio Generale del nuovo Capo di SME</a>, in pratica “uomo ombra” del Comandante Carmine Masiello.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sempre del 172°, non possiamo non citare un altro pari corso del Generale Vergori: il <strong>Generale Di Brigata Paracadutista Giuseppe Scuderi</strong>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nato ad Ischia il 29 marzo 1971, Scuderi comincia la sua carriera militare nel 200° corso della Scuola Militare Nunziatella, per poi laurearsi come ufficiale presso l’Accademia Militare di Modena (tra i primissimi del corso) e proseguire i suoi studi alla Scuola d’Applicazione di Torino.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Entra nella Brigata Paracadutisti come Comandante di Plotone nel 1994 presso il 186° Reggimento Paracadutisti \"Folgore\"  ove comanderà tra la fine degli anni 90 e l’inizio degli anni 2000, prima la Cp. Mortai Pesante “Vampiri”, poi la gloriosa XV Cp. “Diavoli Neri”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2012 prende il Comando, sempre a Siena, del 5° Battaglione “El Alamein” e nel 2017, in qualità di Colonnello, sarà Comandante del 187° Rgt. Par. “Folgore” a Livorno.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2022, Scuderi è stato promosso al grado di Generale di Brigata e attualmente serve come Comandante della <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/NRDC-ITA/Brigata-di-Supporto-NRDC-ITA\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/NRDC-ITA/Brigata-di-Supporto-NRDC-ITA\" rel=\"noreferrer noopener\">Brigata di Supporto del Comando NATO Rapid Deployable Corps a Solbiate Olona</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Uno sguardo al futuro, i giovani Generali Paracadutisti</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 174° Corso dell’Accademia Militare di Modena vanta ben quattro (!) Ufficiali Paracadutisti promossi al grado di Generali di Brigata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un evento eccezionale e raro, soprattutto alla luce della legge 244/2012 (c.d. legge Di Paola) che ha imposto un criterio più selettivo per le promozioni, limitando numericamente, fino a dimezzarlo, l'accesso al grado di Generale di Brigata per i Colonnelli candidati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di conseguenza, l'ascesa simultanea di questi quattro Ufficiali Paracadutisti sottolinea le loro eccezionali capacità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quattro “giovani” Generali di Brigata che rappresentano il presente e pronti, anzi, prontissimi per il futuro della forza armata: l’attuale “Aquila 1”, Il <strong>Generale di Brigata Paracadutista Massimiliano Mongillo</strong> e i suoi pari corso, il Comandante in carica del Comando Forze per Operazioni Speciali dell’Esercito (COMFOSE) <strong>Generale di Brigata Paracadutista Acquisitore Andrea Vicari</strong>, l’attuale Vice Comandante della missione NATO KFOR&nbsp; <strong>Generale di Brigata Paracadutista Federico Bernacca</strong> ed il <strong>Generale di Brigata Paracadutista Nicola Mandolesi</strong>, da luglio 2023 Comandante della Brigata Pozzuolo del Friuli.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La leadership di Mongillo è stata particolarmente evidenziata durante i suoi comandi del 5° Battaglione \"El Alamein\" tra il 2017 ed il 2017 e del 183° Reggimento Paracadutisti \"Nembo\" nel 2018, culminando con la nomina a Generale nel 2023 e la successiva assunzione del ruolo di Comandante della Brigata Paracadutisti \"Folgore\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il&nbsp; Generale di Brigata Paracadutista Federico Bernacca, altro “pezzo da novanta” della nuova generazione di Ufficiali Paracadutisti, ha assunto il comando del 5° Battaglione \"El Alamein\" nel luglio 2014, mantenendolo fino allo stesso mese del 2015. Successivamente, dal 2019 al 2021, con il grado di Colonnello, ha ricoperto il ruolo di Comandante del 186° Reggimento Paracadutisti Folgore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ruolo di <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/KFOR-Generale-Bernacca-nuovo-Vice-Comandante-della-missione-NATO-231122.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Vice Comandante della missione NATO KFOR</a>, subentrando al generale ungherese Jozsef Szpisják, sottolinea l'importanza della sua esperienza e leadership in contesti internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale di Brigata Paracadutista Andrea Vicari vanta, nonostante la giovane età, una notevolissima esperienza nelle aviotruppe e nelle forze speciali: Artigliere Paracadutista al 185° Reggimento vive tutta la trasformazione del reparto fino a divenire Reggimento RAO. Ne sarà il Comandante nel 2018 per poi essere nominato, nel settembre 2023, il 5° Comandante del COMFOSE.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E’ stato invece Comandante, da Ten. Col. del 3° Battaglione Grizzano (inquadrato nel 183° Rgt. Par. Nembo), poi, in qualità di Colonnello, dello storico 187° Reggimento Paracadutisti “Folgore”, il Generale Di Brigata Paracadutista Nicola Mandolesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La recente nomina del Generale Mandolesi a Comandante della Brigata Pozzuolo del Friuli, unità che include reparti di elevato prestigio, tra cui i Lagunari del Reggimento “Serenissima”, riflette la volontà di diffondere l'esperienza e le competenze acquisite nelle aviotruppe, promuovendo un approccio olistico all'interno della forza armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il panorama attuale vede numerosi Ufficiali Paracadutisti in posizioni di vertice e di elevato prestigio, sottolineando il valore attribuito alle loro esperienze sia a livello nazionale che internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale C.A. Masiello, insieme ad altri distinti ufficiali come i Generali C.A. Iannucci, Mannino, D'Addario, Zanelli e a tutti gli altri citati nell’articolo, dimostra che l'approccio dinamico e la determinazione tipici delle unità paracadutiste sono, oggi, qualità apprezzate e ricercate per ruoli di alta responsabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non è chiaro se tale evoluzione sia frutto delle mutate dinamiche sullo scenario internazionale; ciò che è certo, tuttavia, è che le forza armata è attualmente condotta da Ufficiali di straordinaria capacità e competenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La leadership di questi Comandanti, con la loro profonda comprensione delle dinamiche operative e strategiche, saranno fondamentali per indirizzare efficacemente il futuro e le sfide che l'Esercito e la NATO affronteranno nell’immediato futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em><strong>14.03.2024 - Aggiornamento del Webmaster ed Autore dell'articolo</strong>:</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Desideriamo innanzitutto esprimere la nostra gratitudine a chi ha dedicato tempo alla lettura del nostro articolo, il quale evidenzia il ruolo sempre più influente degli esponenti della specialità Paracadutisti nelle posizioni apicali della Forza Armata e della Difesa.\nL’articolo in 24 ore ha attirato migliaia di visite, stabilendo il record della nostra giovanissima piattaforma. Vi siamo profondamente grati per questo straordinario interesse.\nIl feedback ricevuto è di fondamentale importanza per noi, perciò desideriamo ringraziare sentitamente tutti coloro che hanno preso l'iniziativa di contattarci, invitandoci ad arricchire l'articolo con ulteriori figure di spicco provenienti dalle aviotruppe. Cogliamo tuttavia l'occasione per manifestare il nostro sincero rammarico per l'omissione di alcuni Generali Paracadutisti, la cui importanza per la Forza Armata è innegabile.\nÈ comunque importante sottolineare che il nostro lavoro si è interamente affidato a informazioni di pubblico dominio e che il processo di ricostruzione delle carriere e delle attuali posizioni degli Ufficiali Generali si è rivelato un compito complesso, che ha richiesto settimane di ricerche sulla rete, ricerche meticolose e precise.\nSfortunatamente, questa limitazione ha portato all'omissione non intenzionale di alcuni Generali nell'articolo.\nCi stiamo già adoperando per preparare un secondo articolo che approfondisca e integri le informazioni mancanti, assicurando il meritato riconoscimento a tutti gli Ufficiali Generali Paracadutisti non citati precedentemente.\n<strong>Il nostro obiettivo è offrire un'informazione completa, accurata e rispettosa, soprattutto in un ambito come quello militare, dove il Soldato, sia esso Ufficiale, Sottufficiale o Volontario di Truppa, dedica la propria vita agli ideali e ai valori della nostra amata Patria.</strong>\nL'articolo, tuttavia, mira a evidenziare il tema indicato nel titolo: 'Paracadutisti al vertice', che riflette un chiaro cambiamento all'interno della forza armata.\n\nCogliamo quindi l'opportunità per ringraziare ancora una volta tutti coloro che hanno interagito con noi, arricchendo il nostro lavoro con i loro preziosi interventi.\n\nC.le magg. Par. in congedo Alessandro Generotti - Webmaster BRIGATAFOLGORE.NET</pre>\n<!-- /wp:verse -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/generali-folgore-esercito.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"difesa, esercito, folgore, NATO, paracadutisti, ufficiali","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-03-12 21:50:06","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3642-il-vento-che-cambia-paracadutisti-al-vertice.mp4","galleria":"3643"}
{"id":3652,"titolo":"Visita del Generale C.A. Carmine Masiello al 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti \"Folgore\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un significativo atto di continuità con il proprio passato militare, il Generale di Corpo D'Armata Paracadutista Carmine Masiello, <a href=\"https://brigatafolgore.net/cambio-al-vertice-il-generale-masiello-prende-il-comando-dellesercito/\" data-type=\"post\" data-id=\"7924\">attuale Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Italiano</a>, ha oggi fatto ritorno al <a href=\"https://brigatafolgore.net/185o-reggimento-artiglieria-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"479\">185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti \"Folgore\"</a>, sito a Bracciano. La visita ha rappresentato un momento ricco di straordinari ricordi, dato che il Generale Masiello ha reso omaggio alla Bandiera di Guerra dell'unità, lo stesso vessillo sotto il quale ha iniziato la sua carriera come Tenente nel 1986 e che ha poi guidato come Comandante nel 2008.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la cerimonia dell'alzabandiera, alla quale hanno partecipato i \"Diavoli Gialli\" del reggimento, il Comandante dell'Esercito ha rivissuto l'inizio del suo percorso nela forza armata, sottolineando il significato profondo di fedeltà e dedizione che ha contraddistinto la sua esperienza all'interno della stessa. Il suo discorso si è focalizzato sull'importanza della continuità e del rispetto delle tradizioni, ricordando gli sforzi, i sacrifici e la passione che hanno caratterizzato il suo servizio e quello dei suoi commilitoni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Masiello ha altresì sottolineato l'importanza di essere degni successori dei valorosi Paracadutisti che hanno preceduto le attuali generazioni, esortando il personale a rimanere unito nel dovere comune di servire la Repubblica Italiana con onore, dedizione e professionalità. Ha inoltre ricordato l'importanza di onorare la memoria dei caduti e dei feriti in servizio, esprimendo stima e supporto per il reggimento e sottolineando il valore dell'amore per la propria specialità e il dovere di difendere i valori, gli ideali e le tradizioni dell'Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti \"Folgore\" rappresenta una componente cruciale della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti \"Folgore\"</a>, con la specifica missione di fornire supporto di fuoco indiretto durante le fasi combattive. L'unità, con il suo ricco retaggio storico e la sua identità fortemente radicata nelle gesta compiute nelle battaglie del secondo conflitto mondiale come quella di <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\" data-type=\"page\" data-id=\"309\">El Alamein</a>, continua ad incarnare lo spirito di sacrificio e il coraggio che sono stati i tratti distintivi dei \"Diavoli Gialli\" e di tutta la brigata nel corso degli anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Copyright Esercito Italiano</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:envira/envira-gallery {\"galleryId\":8941,\"title\":\"Visita del Generale C.A. Carmine Masiello al 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti u0026#8220;Folgoreu0026#8221;\",\"layout\":\"bnb\",\"columns\":\"2\",\"row_height\":150,\"margins\":\"custom\",\"custom_margins\":10,\"lightbox_enabled\":1,\"lazyload_enabled\":1,\"isotope\":0,\"images\":[{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/01-Arrivo-del-Capo-di-SME-al-185°-reggimento.jpg\",\"title\":\"01-Arrivo-del-Capo-di-SME-al-185°-reggimento\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/01-Arrivo-del-Capo-di-SME-al-185°-reggimento.jpg\",\"alt\":\"Visita del Generale C.A. 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{"id":3644,"titolo":"Bellissima iniziativa tra l'Esercito e il Rugby per Italia-Scozia al Sei Nazioni","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'incontro Italia-Scozia del torneo \"Guinness Six Nations\", tenutosi sabato 9 marzo presso lo Stadio Olimpico di Roma, ha offerto un esempio emblematico di come sport e servizio nazionale possano condividere valori comuni e ispirare la società. L'evento ha visto una sinergia, ormai consolidata, tra l'<a href=\"https://www.esercito.difesa.it/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Esercito Italiano</a> e la <a href=\"https://federugby.it/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https://federugby.it/\" rel=\"noreferrer noopener\">Federazione Italiana Rugby (FIR)</a>, evidenziando il potenziale dell'unione tra discipline diverse nell'incoraggiare lo spirito di squadra, il rispetto e la dedizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All'inizio della partita, lo stadio è stato testimone di un momento solenne: una rappresentanza di 44 atleti dell'Esercito ha portato in campo il tricolore italiano insieme alla palla ovale, le insegne dell'Esercito, della FIR e della Scozia, accompagnati dalle note evocative della fanfara dei Bersaglieri della Brigata \"Garibaldi\". L'emozione ha raggiunto il culmine con l'esecuzione dell'inno nazionale da parte della Banda dell'Esercito, creando un legame viscerale con il pubblico ed i giocatori della Nazionale Italiana di Rugby, <a href=\"https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/altrisport/2024/03/09/impresa-italia-al-6-nazioni-scozia-battuta-31-29-_206075a3-1007-47d6-92db-aeea9ed1c833.html\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/altrisport/2024/03/09/impresa-italia-al-6-nazioni-scozia-battuta-31-29-_206075a3-1007-47d6-92db-aeea9ed1c833.html\" rel=\"noreferrer noopener\">tra l'altro vittoriosi al termine dell'incontro per 31-29 sulla Scozia</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al di fuori dell'arena sportiva, l'esperienza per i tifosi è stata arricchita da numerose attività che hanno permesso un contatto diretto con la realtà della forza armata. Stand informativi e una mostra di veicoli storici e moderni hanno offerto uno spaccato della vita militare, mentre il simulatore di volo dell'Aviazione dell'Esercito e le aree dedicate al fitness e all'atletica leggera, gestite rispettivamente dai paracadutisti della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata \"Folgore\"</a> e dal Centro Sportivo Olimpico dell'Esercito, hanno attratto e coinvolto il pubblico, dimostrando come la preparazione atletica sia fondamentale sia nello sport che nell'ambito militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La presenza di figure istituzionali, come la <a href=\"https://www.difesa.it/il-ministro/sottosegretari/isabella-rauti/biografia/26935.html\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.difesa.it/il-ministro/sottosegretari/isabella-rauti/biografia/26935.html\" rel=\"noreferrer noopener\">sottosegretaria alla Difesa Senatrice Isabella Rauti</a> e il <a href=\"https://brigatafolgore.net/cambio-al-vertice-il-generale-masiello-prende-il-comando-dellesercito/\" data-type=\"post\" data-id=\"7924\">Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Gen. di Corpo d'Armata Paracadutista Carmine Masiello</a>, ha sottolineato l'importanza dell'evento nel panorama nazionale, consolidando il legame tra le forze armate e il mondo dello sport.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La collaborazione tra l'Esercito e la FIR non solo celebra i valori condivisi ma mira, aggiungiamo e speriamo noi, anche a promuovere questi ideali tra le nuove generazioni, contribuendo alla crescita individuale e collettiva della società.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Copyright Esercito Italiano</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:envira/envira-gallery {\"galleryId\":8927,\"title\":\"Bellissima iniziativa tra lu0026#8217;Esercito e il Rugby durante Italia-Scozia il Sei Nazioni\",\"layout\":\"bnb\",\"columns\":\"2\",\"row_height\":150,\"margins\":\"custom\",\"custom_margins\":10,\"lightbox_enabled\":1,\"lazyload_enabled\":1,\"isotope\":0,\"images\":[{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/ft1-1000x666.jpg\",\"title\":\"ft1\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/ft1.jpg\",\"alt\":\"Bellissima iniziativa tra l'Esercito e il Rugby durante Italia-Scozia il Sei Nazioni - 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{"id":3637,"titolo":"Inaugurata la mostra fotografica “Check Point Pasta Mogadiscio 1993-2023” presso l'Accademia Militare di Modena","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Accademia Militare ha recentemente inaugurato la mostra \"Check Point Pasta, Mogadiscio 1993-2023\", un'esposizione fotografica che commemora, in occasione del trentennale, i caduti nel primo grande scontro militare del dopoguerra: le tre Medaglie d'Oro al Valor Militare C.le Paracadutista Pasquale Baccaro, Serg. Magg. Incursore Par. Stefano Paolicchi e Sottotenente Andrea Millevoi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'evento non solo onora la memoria dei caduti e dei militari feriti (tra cui il Ten. Col. Gianfranco Paglia), ma fornisce anche una panoramica dettagliata sul <a href=\"https://brigatafolgore.net/somalia-storia-e-contesto/\" data-type=\"page\" data-id=\"356\">contesto Somalo nel periodo 1992-94</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:verse -->\n<pre class=\"wp-block-verse\">Il sito BRIGATAFOLGORE.NET, da sempre attento alla ricostruzione storica e alla valorizzazione del contributo italiano in contesti internazionali, offre ampio spazio alla <a href=\"https://brigatafolgore.net/loperazione-ibis/\" data-type=\"page\" data-id=\"360\">Missione Italiana in Somalia</a> e alla <a href=\"https://brigatafolgore.net/2-luglio-1993-la-battaglia-del-check-point-pasta/\" data-type=\"page\" data-id=\"310\">Battaglia del Pastificio</a>, documentando questi eventi fin dal 2005 sulla vecchia piattaforma, ed arricchita oggi dal contributo del libro <a href=\"https://brigatafolgore.net/libri/i-diavoli-neri-la-vera-storia-della-battaglia-di-mogadiscio/\" data-type=\"libri\" data-id=\"3922\">\"I diavoli neri. La vera storia della battaglia di Mogadiscio\"</a> del Generale Paolo Riccò, che ha fornito nuove prospettive e dettagli sull'evento.</pre>\n<!-- /wp:verse -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All'inaugurazione della mostra hanno partecipato figure chiave, tra cui l'allora Comandante del Contingente italiano in Somalia, il Generale di Corpo d’Armata (ris.) Bruno Loi, il Comandante dell'Istituto, Generale di Divisione Davide Scalabrin e il curatore della mostra, Generale di Brigata (ris.) Matteo Paesano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esposizione offre una visione approfondita della situazione in Somalia tra il 1992 e il 1994, evidenziando le azioni dell'ONU per stabilizzare la regione e mettendo in luce gli sforzi umanitari a favore della popolazione locale, focalizzandosi particolarmente sulla battaglia del check point \"Pasta\" e ripercorrendo le varie missioni dell'Esercito Italiano dall'epoca del dopoguerra ad oggi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I visitatori potranno esplorare fotografie, stampe e illustrazioni fino al 10 marzo 2024 presso l'Accademia Militare, prima del successivo allestimento al Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione di Torino, avendo così l'opportunità di riflettere sull'impegno italiano a favore di pace e stabilità internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"align\":\"left\"} -->\n<p class=\"has-text-align-left\"><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/check-point-pasta-mogadiscio.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Copyright Esercito Italiano</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:envira/envira-gallery {\"galleryId\":8688,\"title\":\"Inaugurata la mostra fotografica “Check Point Pasta Mogadiscio 1993-2023” presso lu0026#8217;Accademia Militare di Modena\",\"layout\":\"mason\",\"row_height\":150,\"margins\":\"custom\",\"custom_margins\":10,\"lightbox_enabled\":1,\"lazyload_enabled\":1,\"isotope\":false,\"images\":[{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/Taglio-del-nastro-1000x667.jpeg\",\"title\":\"Taglio del nastro\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/Taglio-del-nastro.jpeg\",\"alt\":\"Inaugurata la mostra fotografica “Check Point Pasta Mogadiscio 1993-2023” presso l'Accademia Militare di Modena - brigatafolgore.net\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":8684,\"height\":667,\"width\":1000},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/Un-momento-dellincontro-1000x667.jpeg\",\"title\":\"Un momento dellu0026#8217;incontro\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/Un-momento-dellincontro.jpeg\",\"alt\":\"Inaugurata la mostra fotografica “Check Point Pasta Mogadiscio 1993-2023” presso l'Accademia Militare di Modena - brigatafolgore.net\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":8685,\"height\":667,\"width\":1000},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/Visita-della-mostra-con-il-Comandante-del-Contingente-Italiano-1000x667.jpeg\",\"title\":\"Visita della mostra con il Comandante del Contingente Italiano\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/Visita-della-mostra-con-il-Comandante-del-Contingente-Italiano.jpeg\",\"alt\":\"Inaugurata la mostra fotografica “Check Point Pasta Mogadiscio 1993-2023” presso l'Accademia Militare di Modena - brigatafolgore.net\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":8686,\"height\":667,\"width\":1000},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/Visita-dellesposizione-da-parte-degli-Allievi-1000x667.jpeg\",\"title\":\"Visita dellu0026#8217;esposizione da parte degli Allievi\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/Visita-dellesposizione-da-parte-degli-Allievi.jpeg\",\"alt\":\"Inaugurata la mostra fotografica “Check Point Pasta Mogadiscio 1993-2023” presso l'Accademia Militare di Modena - brigatafolgore.net\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":8687,\"height\":667,\"width\":1000}]} -->\n<div class=\"wp-block-envira-envira-gallery\">[envira-gallery id='8688']</div>\n<!-- /wp:envira/envira-gallery -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/Visita-dellesposizione-da-parte-degli-Allievi.jpeg","categoria":"Nazionali","tags":"2 luglio 1993, mostra, somalia","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-03-06 22:59:06","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3637-inaugurata-la-mostra-fotografica-check-point-pasta-mogadiscio-19932023-presso-laccademia-militare-di-modena.mp4","galleria":"3638 | 3639 | 3640 | 3641"}
{"id":3631,"titolo":"Il Generale Masiello incontra il personale del COMLOG e al COMFORDOT","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale di Corpo d'Armata Paracadutista Carmine Masiello, da poco insediatosi come <a href=\"https://brigatafolgore.net/cambio-al-vertice-il-generale-masiello-prende-il-comando-dellesercito/\" data-type=\"post\" data-id=\"7924\">Capo di Stato Maggiore dell'Esercito (SME)</a>, ha recentemente effettuato delle visite istituzionali alla Caserma \"E. Bianchi\" e alla Caserma \"Arpaia\", sedi rispettivamente del Comando Logistico dell'Esercito (COMLOG) e del Comando per la Formazione, Specializzazione e Dottrina della Forza Armata (COMFORDOT).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante le visite, accolto dai Generali di Corpo d'Armata Mauro D’Ubaldi, Comandante dI COMLOG e Carlo Lamanna, Comandante di COMFORDOT, il numero 1 dell'Esercito ha avuto modo di aggiornarsi sulle principali attività e progetti in corso nei due Alti Comandi di Vertice, manifestando grande apprezzamento per l'impegno e l'alta professionalità dimostrati dal personale, aspetti che si sono distintamente rispecchiati nell'impegno verso il raggiungimento degli obiettivi istituzionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel suo messaggio al personale, il Generale Masiello ha evidenziato \"l’importanza di stare al passo con i tempi, intercettando ogni opportunità di cambiamento, indispensabile per il mantenimento di livelli di prontezza e affidabilità coerenti con le moderne sfide. L’Esercito - ha aggiunto il Capo di SME - deve contraddistinguersi per spirito di evoluzione e attitudine a innovarsi, proiettandosi continuamente nel futuro, ma poggiando le fondamenta su valori vissuti. Bisogna puntare sui giovani, fulcro di uno strumento militare organizzato e moderno, investendo continuamente su di loro con fiducia.\"</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph {\"align\":\"left\"} -->\n<p class=\"has-text-align-left\"><a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Il-Capo-di-Stato-Maggiore-dell-Esercito-al-COMLOG-e-al-COMFORDOT-240306.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Copyright Esercito Italiano</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:envira/envira-gallery {\"galleryId\":8674,\"title\":\"Il Generale Masiello incontra il personale del COMLOG e al COMFORDOT\",\"layout\":\"bnb\",\"columns\":\"2\",\"row_height\":150,\"margins\":\"custom\",\"lightbox_enabled\":1,\"lazyload_enabled\":1,\"isotope\":0,\"images\":[{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/vertici-darea-romani-240306-1-1000x667.png\",\"title\":\"vertici-darea-romani-240306-1\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/vertici-darea-romani-240306-1.png\",\"alt\":\"Il Generale Masiello incontra il personale del COMLOG e al COMFORDOT - brigatafolgore.net\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":8671,\"height\":667,\"width\":1000},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/vertici-darea-romani-240306-4-1000x667.png\",\"title\":\"vertici-darea-romani-240306-4\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/vertici-darea-romani-240306-4.png\",\"alt\":\"Il Generale Masiello incontra il personale del COMLOG e al COMFORDOT - brigatafolgore.net\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":8672,\"height\":667,\"width\":1000},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/vertici-darea-romani-240306-5.png\",\"title\":\"vertici-darea-romani-240306-5\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/vertici-darea-romani-240306-5.png\",\"alt\":\"Il Generale Masiello incontra il personale del COMLOG e al COMFORDOT - brigatafolgore.net\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":8673,\"height\":991,\"width\":957},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/vertici-darea-romani-240306-3-1000x819.png\",\"title\":\"vertici-darea-romani-240306-3\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/vertici-darea-romani-240306-3.png\",\"alt\":\"Il Generale Masiello incontra il personale del COMLOG e al COMFORDOT - brigatafolgore.net\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":8675,\"height\":819,\"width\":1000},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/vertici-darea-romani-240306-2-1000x635.png\",\"title\":\"vertici-darea-romani-240306-2\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/vertici-darea-romani-240306-2.png\",\"alt\":\"Il Generale Masiello incontra il personale del COMLOG e al COMFORDOT - brigatafolgore.net\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":8676,\"height\":635,\"width\":1000}]} -->\n<div class=\"wp-block-envira-envira-gallery\">[envira-gallery id='8674']</div>\n<!-- /wp:envira/envira-gallery -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/vertici-darea-romani-240306-5.png","categoria":"Nazionali","tags":"aquila 1, masiello, sme","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-03-06 21:57:10","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3631-il-generale-masiello-incontra-il-personale-del-comlog-e-al-comfordot.mp4","galleria":"3632 | 3633 | 3634 | 3635 | 3636"}
{"id":3619,"titolo":"Esercitazione CWO in ambiente artico per il 2° Alpini","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Esercito Italiano rafforza le proprie capacità operative in ambienti artici, compiendo significativi passi avanti nel potenziamento delle sue capacità operative in condizioni di freddo estremo, grazie al coinvolgimento diretto del <a href=\"https://brigatafolgore.net/i-gloriosi-alpini-una-meravigliosa-storia-italiana-da-oltre-150-anni/\" data-type=\"page\" data-id=\"1251\">2° Reggimento Alpini della Brigata Alpina Taurinense</a> in una recente <a href=\"https://www.act.nato.int/article/nato-centres-of-excellence-cold-weather-operations-cwo-coe/\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.act.nato.int/article/nato-centres-of-excellence-cold-weather-operations-cwo-coe/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Cold Weather Operations</a>. L'iniziativa si colloca all'interno di un più ampio progetto che mira a preparare le truppe della NATO ad operare efficacemente in ambienti artici, estendendo così la loro versatilità ben oltre i tradizionali scenari montani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ciclo addestrativo intensivo intrapreso dal 2° Alpini ha radici profonde, sviluppandosi progressivamente con oltre un anno di preparazione intensiva in Italia, culminando in esercitazioni avanzate che riproducono le rigide condizioni artiche. Il programma di addestramento non solo ha testato la resistenza fisica e mentale delle truppe alle basse temperature e ai terreni inospitali, ma ha anche affinato le loro competenze nelle tecniche di sopravvivenza e operatività in condizioni estreme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli alpini hanno partecipato a manovre complesse, come le esercitazioni \"Quartz Crystal\", \"Silver Wind\" e \"Winter Resolve\", che hanno simulato scenari operativi variegati e sfidanti. Tali attività hanno integrato diversi assetti della forza armata, inclusi il Genio Guastatori, l'Artiglieria terrestre e Controaerea, e la Cavalleria esplorante, dimostrando un'efficace sinergia tra le diverse componenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le unità hanno messo in pratica manovre offensivi, difensivi e di supporto, sia a piedi che utilizzando veicoli all-terrain adatti alle condizioni polari, come i modelli BV206 S7 e D6. Questo livello di preparazione ha garantito al personale una piena operatività nonostante le difficoltà imposte dal clima rigido e dalle rapide variazioni ambientali, confermando l'importanza di un addestramento specifico e avanzato per affrontare le sfide di contesti così inospitali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il successo di queste iniziative sottolinea l'impegno e la determinazione dell'Esercito Italiano nel mantenere e sviluppare una capacità operativa versatile e resiliente, pronta ad affrontare sfide in ogni angolo del globo. Il 2° Reggimento Alpini si conferma un pilastro fondamentale della prontezza operativa italiana, pronto a garantire sicurezza e supporto anche nelle condizioni più estreme.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Copyright <a href=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/%E2%80%9CCold-weather-operations%E2%80%9D-per-il-2%C2%B0-alpini.aspx\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/%E2%80%9CCold-weather-operations%E2%80%9D-per-il-2%C2%B0-alpini.aspx\" rel=\"noreferrer noopener\">Esercito Italiano</a></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:envira/envira-gallery {\"galleryId\":8654,\"title\":\"Importante esercitazione in ambiente artico per il 2° Alpini\",\"layout\":\"bnb\",\"row_height\":150,\"margins\":\"custom\",\"lightbox_enabled\":1,\"lazyload_enabled\":1,\"isotope\":1,\"images\":[{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/FOTO-0-Attivita-in-poligono-con-arma-di-reparto-1000x714.jpg\",\"title\":\"FOTO 0 Attivita in poligono con arma di reparto\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/FOTO-0-Attivita-in-poligono-con-arma-di-reparto.jpg\",\"alt\":\"Importante esercitazione in ambiente artico per il 2° Alpini - 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{"id":3609,"titolo":"Il Generale Masiello in visita ai militari di Strade Sicure","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Paracadutista Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, <a href=\"https://brigatafolgore.net/cambio-al-vertice-il-generale-masiello-prende-il-comando-dellesercito/\" data-type=\"post\" data-id=\"7924\">Capo di SME</a>, si è recentemente incontrato con il personale impiegato nel Raggruppamento Lazio-Abruzzo, nel contesto dell'Operazione Strade Sicure condotta dall'Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l'incontro, il Generale di Brigata \"Aquila 1\" Massimiliano Mongillo, Comandante del Raggruppamento Lazio-Abruzzo, nonchè <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"345\">Comandante</a> della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti Folgore</a>, ha fornito un aggiornamento sulla situazione operativa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Comandante dell'Esercito ha avuto l'opportunità di conoscere il personale dell'Esercito schierato nell'area romana ed ha espresso apprezzamento per l'impegno e l'efficacia dimostrati nel compiere le loro responsabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso dell'interazione, il Generale Masiello ha sottolineato l'importanza del contributo del personale militare alla sicurezza dei cittadini.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ha evidenziato la motivazione, i principi morali solidi e le qualità militari necessarie per svolgere il servizio per la Repubblica e la tutela delle libere Istituzioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Raggruppamento Lazio-Abruzzo, sotto la responsabilità della Brigata Paracadutisti Folgore dal dicembre 2023, impiega oltre 1.300 uomini distribuiti in circa 100 siti nell'ambito dell'Operazione Strade Sicure.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Operazione Strade Sicure</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 4 agosto 2008, l'Esercito Italiano porta avanti l'Operazione \"Strade Sicure\" su tutto il territorio nazionale, in ottemperanza alla Legge n. 125 del 24 luglio 2008 e alla Legge n. 178 del 30 dicembre 2020. L'operazione, prorogata per rispondere alle esigenze straordinarie di prevenzione e contrasto della criminalità e del terrorismo, impiega un considerevole contingente di personale militare delle Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Operazione \"Strade Sicure\" rappresenta un importante impegno dell'Esercito Italiano in termini di uomini, mezzi e materiali. Il primo contingente, costituito da 3.000 uomini e donne dell'Esercito Italiano, è stato impiegato per vigilare su siti e obiettivi sensibili, inclusi i Centri per l'immigrazione, nonché per compiti di perlustrazione e pattugliamento in collaborazione con le Forze di Polizia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi, secondo quanto riporta il sito della <a href=\"https://www.camera.it/temiap/documentazione/temi/pdf/1104652.pdf?_1583645416280#:~:text=178%20del%202020%2C%20commi%201023%2D1026)%20ha%20prorogato%20nel,2022%20al%2031%20dicembre%202022.\">Camera dei Deputati</a>, siamo a circa 5.000 unità, con picchi di oltre 7.000 militari nel 2021.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La preparazione dei militari coinvolti nell'operazione include specifiche attività per affrontare il contesto urbano, interagire con la cittadinanza e utilizzare la forza in modo proporzionato, discriminato e legittimo, quando necessario. Si fa particolare attenzione a mantenere una presenza equilibrata sul territorio, bilanciando la necessità di fronteggiare minacce imprevedibili con la protezione della popolazione civile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso degli anni, l'Operazione \"Strade Sicure\" ha adattato la sua consistenza numerica in risposta a eventi specifici e esigenze di sicurezza, come eventi internazionali (EXPO 2015, G7), calamità naturali (sismi, eventi meteorologici) e situazioni emergenziali (Emergenza COVID-19).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I militari coinvolti nell'operazione hanno risposto prontamente a varie situazioni di emergenza negli ultimi anni, tra cui il terremoto a Ischia, il crollo del Ponte Morandi a Genova e eventi meteorologici in diverse regioni italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La componente di Comando e Controllo dell'operazione garantisce una stretta cooperazione con le Autorità di Pubblica Sicurezza, riconfigurando i servizi in base alle necessità locali e fornendo supporto logistico, amministrativo e sanitario.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, l'Operazione \"Strade Sicure\" rappresenta un importante contributo per la sicurezza del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:envira/envira-gallery {\"galleryId\":8484,\"title\":\"Il Generale Masiello a Strade Sicure\",\"columns\":\"0\",\"row_height\":150,\"margins\":\"custom\",\"lightbox_enabled\":1,\"lazyload_enabled\":1,\"isotope\":1,\"images\":[{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/masiello2024-008.jpg\",\"title\":\"masiello2024-008\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/03/masiello2024-008.jpg\",\"alt\":\"Il Generale Masiello a Strade Sicure - 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{"id":3607,"titolo":"Sospensione Gen. Vannacci, in arrivo il nuovo Capo di Stato Maggiore di COMFOTER","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La recente sospensione, per 11 mesi con effetto immediato, del Generale di Divisione Roberto Vannacci dal ruolo di Capo di Stato Maggiore di COMFOTER ha innescato una serie di riflessioni e necessità operative immediate. La decisione, presa dal Ministro della Difesa Crosetto e legata alla pubblicazione del libro \"Il mondo al contrario\", implica che la nuova nomina sia effettuata, vista l'importanza che ha il COMFOTER all’interno della forza armata, con saggezza ed urgenza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il contesto di questa transizione è delicato, la sospensione di Vannacci, derivante da circostanze che hanno sollevato preoccupazioni e dibattiti, pone il <a href=\"https://brigatafolgore.net/cambio-al-vertice-il-generale-masiello-prende-il-comando-dellesercito/\" data-type=\"post\" data-id=\"7924\">Generale Carmine Masiello, neo-eletto Capo di Stato Maggiore dell'Esercito</a>, di fronte a una delle sue prime e più significative decisioni. In un ruolo dove la determinazione e l'efficacia sono valutate attraverso azioni tempestive e ponderate, la scelta del successore di Vannacci è più che una semplice nomina: è un segnale delle intenzioni e della direzione futura che il Generale Masiello intende imprimere.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questa cornice, la selezione del nuovo Capo di Stato Maggiore del COMFOTER non è solo una questione di sostituzione, bensì un'opportunità per affermare e definire gli obiettivi e le priorità che tengano conto delle sfide imminenti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La selezione del successore del Generale Vannacci è un processo scrutato con attenzione, con il Generale di Divisione Andrea Di Stasio, attuale comandante dell'Aviazione dell'Esercito, tra i favoriti. Accanto a lui, altri due generali emergono come candidati qualificati: il Generale di Divisione Francesco Bruno, Comandante della Divisione Acqui, e il suo parigrado Rodolfo Sganga, attuale Capo del III reparto, Politica Industriale e Relazioni Internazionali. La collaborazione passata di Sganga con il Generale Masiello in Afghanistan nel 2011, insieme alla sua esperienza come <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"345\">Comandante</a> della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti \"Folgore\"</a>, potrebbe influire decisamente sul processo decisionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La valutazione per la scelta prenderà in considerazione un ampio spettro di qualità, dalle competenze tecniche alla leadership, mirando a un candidato che garantisca sia la continuità che l'innovazione necessarie per mantenere il COMFOTER come fulcro della pianificazione operativa e dell’approntamento delle forze terrestri italiane. In questo contesto, la decisione finale dovrà tenere in considerazione gli importanti impegni che il paese ha assunto in ambito NATO con l’implementazione del <a href=\"https://www.nato.int/nato_static_fl2014/assets/pdf/2022/6/pdf/220629-infographic-new-nato-force-model.pdf\">NFM (New Force Model)</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La decisione del Generale Masiello, quindi, sarà una forte, prima indicazione della sua visione per l'<a href=\"https://www.esercito.difesa.it/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Esercito</a>. In un momento in cui la forza armata si trova ad affrontare cambiamenti e sfide complesse, la figura del Capo di Stato Maggiore di COMFOTER sarà fondamentale nel determinare come queste saranno gestite, garantendo che la forza e l'efficacia dell'Esercito italiano rimangano salde e proiettate verso il futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cos'è il COMFOTER</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Comando delle Forze Terrestri (COMFOTER) è una delle aree di vertice dell'Esercito Italiano, responsabile di varie funzioni, con un ampio spettro di responsabilità.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Ruolo del COMFOTER</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il COMFOTER è incaricato della pianificazione operativa della componente terrestre nell’ambito del processo organizzativo per la preparazione delle missioni internazionali, della condotta delle missioni in ambito nazionale su delega del Capo di Stato Maggiore della Difesa e dell’approntamento di tutte le componenti della Forza Armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il COMFOTER esercita le funzioni di Comando e Controllo su comparti peculiari della forza armata come il Comando delle Forze Speciali dell’Esercito (COMFOSE) ed il Comando Aviazione dell’Esercito (COMAVES).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Forze dipendenti dal COMFOTER</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dipendono dal COMFOTER:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li>Comando Aviazione dell'Esercito (COMAVES)<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li>Brigata aeromobile \"Friuli\" (Bologna)</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Brigata di Sostegno Aviazione dell'Esercito</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Centro Addestrativo Aviazione dell'Esercito (Viterbo)</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/comando-delle-forze-speciali-dellesercito-comfose/\" data-type=\"page\" data-id=\"7747\">Comando delle Forze Speciali dell'Esercito (COMFOSE)</a><!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\" data-type=\"page\" data-id=\"325\">9º Reggimento d'Assalto Paracadutisti \"Col Moschin\"</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"353\">185º Reggimento Paracadutisti Ricognizione Acquisizione obiettivi \"Folgore\"</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><a href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\" data-type=\"page\" data-id=\"430\">4º Reggimento Alpini Paracadutisti</a></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Centro Addestramento per le Operazioni Speciali</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Reparto Supporti alle Operazioni Speciali</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Divisione \"Acqui\"<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li>Comando di divisione - San Giorgio a Cremano</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>57º Reparto Comando e Supporti Tattici \"Abruzzi\" - Capua</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Divisione \"Vittorio Veneto\"</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Comando di divisione - Firenze<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li>78º Reparto Comando e Supporti Tattici \"Lupi di Toscana\" - Firenze</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Comando militare della Capitale<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li>Istituto Geografico Militare</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Organizzazione penitenziaria militare</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Banda musicale dell'Esercito Italiano</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Museo storico dei bersaglieri</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Comando militare autonomo Sardegna</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list --></li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Centro simulazione e validazione dell'Esercito</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'attuale Comandante del COMFOTER è il Generale di Corpo d'Armata Salvatore Camporeale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/comfoter-pics.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"comfoter, sme, vannacci","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-03-01 00:15:49","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3607-sospensione-gen-vannacci-in-arrivo-il-nuovo-capo-di-stato-maggiore-di-comfoter.mp4","galleria":"3608"}
{"id":3581,"titolo":"Conclusa l'esercitazione ERMES 1/24 in Bulgaria","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si è conclusa l'esercitazione \"ERMES 1/24\", coordinata dal Comando Forze Operative Nord e orientata all'approntamento delle unità di prossimo schieramento nella missione&nbsp; NATO enhanced Vigilance Activity (e-VA) in Bulgaria. In particolare, il 132° reggimento artiglieria terrestre \"Ariete\" ha condotto l'attività presso l’area addestrativa del Cellina Meduna..</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante l'esercitazione, è stato simulato un Posto Comando di Gruppo di Artiglieria \"pluricalibro\", coinvolgendo, oltre al 132° reggimento, anche il reggimento di artiglieria terrestre \"a Cavallo\" e il 5° reggimento artiglieria terrestre (lanciarazzi) \"Superga\". Ciascun reggimento ha schierato una Batteria ed un Joint Fire Support Team, oltre a una Sezione MLRS stazionata a Portogruaro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'obiettivo principale dell'ERMES 1/24 è stato il miglioramento delle competenze tecniche e professionali del personale, con un'enfasi sul warfighting. Inoltre, si è puntato all'incremento delle capacità di gestione dei flussi informativi, anche in condizioni non ottimali, e al consolidamento delle procedure di Comando e Controllo in linea con gli standard NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercitazione è stata realizzata in perfetta sinergia con il Comando della <a href=\"https://brigatafolgore.net/132a-brigata-corazzata-ariete-carri-ariete-combattono/\" data-type=\"page\" data-id=\"3181\">132ª Brigata corazzata \"Ariete\"</a>, impegnata contemporaneamente in una Command Post Exercise (CPX) presso la Caserma \"Mittica\". Questa simultaneità ha permesso di rafforzare la cooperazione e l'interoperabilità tra le diverse unità coinvolte.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'ERMES 1/24 ha rappresentato un'opportunità per valutare e rafforzare le capacità operative delle unità partecipanti in un contesto di addestramento realistico, sottolineando l'importanza della preparazione continua e dell'aggiornamento delle procedure per garantire la prontezza delle forze armate in contesti multilaterali e di cooperazione internazionale. La presenza sul posto del Comandante in carica della 132° Brigata, il Gen. \"Ariete 1\" Marco Longo, ha evidenziato l'importanza operativa dell'esercitazione e il forte impegno nel consolidare sinergie efficaci.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:envira/envira-gallery {\"galleryId\":8106,\"title\":\"Conclusa lu0026#8217;esercitazione u0026#8220;ERMES 1/24u0026#8221; 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/wp:envira/envira-gallery -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/ermes1-24002.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"ariete, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-02-28 09:41:25","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3581-conclusa-lesercitazione-ermes-124-in-bulgaria.mp4","galleria":"3582 | 3583 | 3584 | 3585 | 3586 | 3587 | 3588 | 3589 | 3590 | 3591 | 3592 | 3593 | 3594 | 3595 | 3596 | 3597 | 3598 | 3599 | 3600 | 3601 | 3602 | 3603 | 3604 | 3605 | 3606"}
{"id":3579,"titolo":"Cambio al vertice, il Generale Masiello prende il comando dell'Esercito","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Paracadutista Generale di Corpo d'Armata \"Aquila 1\" Carmine Masiello è ufficalmente al comando dell'Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In una giornata segnata da profondo rispetto e solennità, la caserma \"Abba\" del comprensorio militare \"Cecchignola\" ha fatto da cornice all'importante avvicendamento al vertice dello Stato Maggiore dell'Esercito Italiano. Il Generale Pietro Serino ha lasciato il testimone al parigrado Carmine Masiello, in una cerimonia che ha evidenziato il legame indissolubile tra le Forze Armate e il ricordo dei caduti di tutte le guerre, simboleggiato dall'omaggio alla tomba del Milite Ignoto all'Altare della Patria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'evento non è solo significativo per il cambio di comando ma segna anche un momento storico: il Generale di Corpo d'Armata Carmine Masiello è il <a href=\"https://brigatafolgore.net/una-storica-nomina-il-generale-carmine-masiello-primo-paracadutista-a-capo-dello-stato-maggiore-dellesercito/\" data-type=\"post\" data-id=\"6944\">primo paracadutista a ricoprire l'incarico di Capo di Stato Maggiore dell'Esercito</a>. La nomina di Masiello evidenzia anche l'apertura dell'Esercito verso una leadership che combina esperienza e capacità acquisite in uno dei corpi più esigenti della forza armata, la <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti Folgore</a> che ha <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"345\">comandato dal 2010 al 2011</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la cerimonia, la passione e l'impegno per la patria sono stati i temi portanti, con il passaggio della Bandiera di Guerra tra i due Generali a simboleggiare la continuità di dedizione e servizio. La presenza del Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto, e altre autorità civili e militari, ha sottolineato l'importanza dell'evento per l'intera nazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Serino, con un discorso emotivo, ha ripercorso la sua lunga carriera, iniziata nel 1974, sottolineando il ruolo dell'Esercito nella difesa dei valori democratici e costituzionali e nell'evoluzione verso una modernizzazione che rispetti le tradizioni ma sia pronta alle sfide future. Ha evidenziato l'importanza della lealtà, dell'etica del lavoro e della fedeltà alla Repubblica, principi che hanno guidato la sua carriera e che rimangono fondamentali per le Forze Armate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Ministro Crosetto ha parlato di continuità e cambiamento come elementi indispensabili per le istituzioni che vogliono restare fedeli ai loro valori pur innovandosi. Questa visione si allinea perfettamente con la nomina di un paracadutista a capo dell'Esercito, simbolo di un'istituzione che sa evolversi mantenendo saldi i propri principi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Ammiraglio Cavo Dragone ha elogiato la capacità del Generale Serino di navigare le complessità degli scenari moderni e ha accolto con favore le priorità del Generale Masiello, che pone l'accento su addestramento, modernizzazione e un forte impegno etico, in particolare verso i giovani militari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Masiello, prendendo la parola, ha evidenziato l'importanza dei valori militari e del senso di appartenenza, sottolineando il suo impegno a proseguire nella direzione intrapresa, con uno sguardo attento alle necessità di modernizzazione e all'importanza dell'etica. La sua provenienza dal corpo dei paracadutisti aggiunge una dimensione tridimensionale all'Esercito, portando esperienze e competenze che promettono di guidarlo con determinazione ed innovazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il suo incarico rappresenta un passo avanti significativo per l'Esercito Italiano, segnando un momento di storica evoluzione. La leadership del Generale Masiello, radicata in una carriera distinta e in valori profondi, è un chiaro segnale della capacità dell'Esercito di adattarsi e progredire, mantenendo sempre al centro l'impegno per la sicurezza e il benessere della nazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https://www.youtube.com/watch?v=48MDXuiqEqc\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps://www.youtube.com/watch?v=48MDXuiqEqc\n</div></figure>\n<!-- /wp:embed -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/masiello-cerimonia-sme.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"aquila 1, capo di sme, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-02-27 21:26:48","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3579-cambio-al-vertice-il-generale-masiello-prende-il-comando-dellesercito.mp4","galleria":"3580"}
{"id":3577,"titolo":"Il Generale Roberto Vergori nominato Capo Ufficio Generale del nuovo Capo di SME","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale di Brigata Roberto Vergori sarà il Capo Ufficio Generale del <a href=\"https://brigatafolgore.net/una-storica-nomina-il-generale-carmine-masiello-primo-paracadutista-a-capo-dello-stato-maggiore-dellesercito/\" data-type=\"post\" data-id=\"6944\">nuovo Capo di SME, il Gen. di Corpo d'Armata Carmine Masiello</a>. Vergori porta con sé una vasta esperienza militare ed un profondo impegno al servizio del paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nato a Lecce il 28 settembre 1971, ha iniziato il suo percorso all'Accademia Militare di Modena nel 1990, frequentando il 172° corso, completando la sua formazione presso la Scuola di Applicazione di Torino. Da allora, ha servito in varie posizioni di comando all'interno dell'Esercito Italiano, dimostrando una leadership eccezionale ed una dedizione ineguagliabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra i suoi incarichi precedenti, ha comandato il <a href=\"https://brigatafolgore.net/187-reggimento-paracadutisti-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"352\">2° Battaglione Paracadutisti \"Tarquinia\" del 187° reggimento paracadutisti \"Folgore\"</a>, guidando la fase di approntamento come unità di manovra della Joint Rapid Reaction Force (JRRF).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E' stato inoltre Comandante della Joint Task Force “Taormina 1” durante il “G7”, svolto a TAORMINA e Capo Divisione J3 (Operazioni) del COVI (Comando Operativo di vertice Interforze).</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da Colonnello ha servito come Comandante del 5° reggimento fanteria \"Aosta\" e promosso Generale di Brigata è stato, dal 2021 al 2023, <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"345\">Comandante</a> della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\" data-type=\"page\" data-id=\"311\">Brigata Paracadutisti Folgore</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante la sua carriera, il Generale Vergori ha partecipato attivamente a operazioni fuori area in luoghi come Kosovo, Afghanistan, Libano e Libia, acquisendo una vasta gamma di competenze nell'ambito delle aviotruppe.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Carmine Masiello, il cui impegno e la cui determinazione sono ben noti nel panorama militare, sta attivamente plasmando una squadra di altissimo livello.<br>La nomina di Vergori come Capo Ufficio Generale è un chiaro segno della sua visione orientata all'eccellenza, rafforzando il vertice della forza armata con individui di spicco pronti a far fronte alle sfide del futuro con determinazione ed abilità, sottolineando anche il desiderio di garantire che l'Esercito Italiano sia guidato da leader altamente qualificati e dedicati, preparando la forza armata per raggiungere livelli di prestigio e successo senza precedenti. Pensiamo tuttavia che la questione vada inquadrata sotto un altro punto di vista.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le scelte del Ministro della Difesa Guido Crosetto di nominare figure chiave provenienti dalla specialità paracadutisti in posizioni di vertice nell'Esercito Italiano rappresentano un inequivocabile segnale di cambiamento nella strategia militare del paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con la nomina del Generale Masiello come Capo di Stato Maggiore della Difesa (SME), e, già da ottobre, del Generale Iannucci come nuovo Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa, si evidenzia un orientamento verso un approccio più dinamico e flessibile nella gestione delle sfide che dovrà affrontare la forza armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le scelte di Crosetto potrebbero preludere ad una visione della difesa più proattiva e adattabile, in grado di rispondere con prontezza e innovazione alle complessità dello scenario&nbsp;internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/roberto-vergori-nuovo-capo-ufficio-masiello.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"aquila 1, folgore, sme","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-02-26 09:46:12","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3577-il-generale-roberto-vergori-nominato-capo-ufficio-generale-del-nuovo-capo-di-sme.mp4","galleria":"3578"}
{"id":3573,"titolo":"Etica ed Intelligenza Artificiale con il Professor Paolo Benanti alla Teulié","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella cornice solenne dell'aula magna della Scuola Militare milanese Teulié, si è tenuta una lectio magistralis di particolare rilievo, focalizzata sull'etica e sull'intelligenza artificiale, offrendo un valore educativo e di riflessione in un contesto di formazione militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il protagonista dell'incontro è stato il Professor Paolo Benanti, eminente figura del mondo accademico e religioso, nonché Presidente della commissione sull'intelligenza artificiale per l'informazione del Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il Prof. Benanti ha offerto un'analisi approfondita che ha abbracciato un arco temporale vasto, dall'homo sapiens all'intelligenza artificiale, evidenziando il significato e le implicazioni dello sviluppo tecnologico sia dal punto di vista etico che morale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Particolarmente significativo è stato l'enfasi posta sul ruolo cruciale che etica e morale rivestono nel quotidiano agire degli allievi della scuola militare. Questi valori, fondamentali nel tessuto sociale e culturale, assumono un'importanza ancora maggiore nell'ambito delle professioni che richiedono un elevato grado di responsabilità e integrità, come appunto quella militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'evento si inserisce nel contesto più ampio delle conferenze periodiche organizzate dall'istituto a beneficio dei propri allievi. Pensate per affrontare temi di interesse e di attualità, mirano a fornire agli studenti una maggiore consapevolezza su questioni emergenti e a favorire il loro percorso formativo. In questo caso, l'approfondimento sull'etica e sull'intelligenza artificiale si inserisce in un quadro di riflessione più ampio, volto a preparare gli allievi ad affrontare le sfide del mondo contemporaneo in modo consapevole e responsabile.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La giornata ha rappresentato un'opportunità per gli allievi della Scuola Militare Teulié di arricchire il proprio bagaglio culturale e di riflettere in modo critico su tematiche di grande attualità e complessità. La partecipazione del Professor Benanti ha aggiunto un valore significativo, offrendo una prospettiva autorevole e stimolante sull'intersezione tra etica, tecnologia e professione militare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:envira/envira-gallery {\"galleryId\":7419,\"title\":\"Etica ed Intelligenza Artificiale con il Professor Paolo Benanti alla scuola Teulié\",\"layout\":\"mason\",\"columns\":\"3\",\"row_height\":150,\"margins\":\"custom\",\"lightbox_enabled\":1,\"lazyload_enabled\":1,\"isotope\":1,\"images\":[{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/et3.jpg\",\"title\":\"\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/et3.jpg\",\"alt\":\"Momento della conferenza - Copyright Esercito Italiano\",\"caption\":\"Momento della conferenza - Copyright Esercito Italiano\",\"thumb\":\"\",\"id\":7418,\"height\":287.3333333333333,\"width\":431},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/et1.jpg\",\"title\":\"\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/et1.jpg\",\"alt\":\"Consegna crest Scuola Militare Teulie - Copyright Esercito Italiano\",\"caption\":\"Consegna crest Scuola Militare Teulie - Copyright Esercito Italiano\",\"thumb\":\"\",\"id\":7417,\"height\":287.3333333333333,\"width\":431},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/et2.jpg\",\"title\":\"\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/et2.jpg\",\"alt\":\"Il Colonnello Antonio Calligaris e padre Paolo Benenati - Copyright Esercito Italiano\",\"caption\":\"Il Colonnello Antonio Calligaris e padre Paolo Benenati - Copyright Esercito Italiano\",\"thumb\":\"\",\"id\":7416,\"height\":287.3333333333333,\"width\":431}]} -->\n<div class=\"wp-block-envira-envira-gallery\">[envira-gallery id='7419']</div>\n<!-- /wp:envira/envira-gallery -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/et1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"intelligenza artificiale, teulié","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-02-23 21:47:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3573-etica-ed-intelligenza-artificiale-con-il-professor-paolo-benanti-alla-teulie.mp4","galleria":"3574 | 3575 | 3576"}
{"id":3567,"titolo":"Prima fase d’addestramento per il Battle Group NATO a guida italiana in Bulgaria","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Presso la <em>Novo Selo Training Area</em>, si è avviata la prima fase addestrativa del <em>Multinational Battle Group</em> della NATO, volta a potenziare le capacità operative e la coesione dei reparti militari schierati in Bulgaria. Il personale, guidato dal Colonnello Mariano Rocco Scandurra, ha partecipato attivamente a una serie di lezioni mirate al miglioramento delle abilità di tiro con armi portatili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le attività a fuoco svolte hanno lo scopo di consolidare il legame tra i vari reparti e di aumentare la prontezza operativa del Forward Land Force Battle Group, che attualmente opera nell'ambito dell'iniziativa <em>Enhanced Vigilance Activity (eVA)</em>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <a href=\"https://brigatafolgore.net/132a-brigata-corazzata-ariete-carri-ariete-combattono/\" data-type=\"page\" data-id=\"3181\">132° Reggimento carri</a>, rappresentante italiano in questa importante operazione, è stato dispiegato in Bulgaria con l'obiettivo di contribuire al rafforzamento della postura di deterrenza e difesa dell'Alleanza Atlantica. I carristi italiani, addestrati e altamente specializzati, operano a bordo del carro armato C1 \"Ariete\", che rappresenta la principale piattaforma da combattimento. È da notare che questa è la prima volta che il carro armato \"Ariete\" è schierato in una missione estera dopo la sua partecipazione alla missione Antica Babilonia in Iraq.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tutte le operazioni e le esercitazioni condotte dalle Forze Armate italiane sul fronte orientale della NATO sono pianificate dal Capo di Stato Maggiore della Difesa e sono coordinate e dirette dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), garantendo così un'efficace sinergia e un coordinamento ottimale delle risorse messe in campo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo addestramento non solo rafforza le capacità operative dei reparti italiani ma contribuisce anche in modo significativo alla sicurezza e alla difesa collettiva dell'Alleanza Atlantica. L'impegno e la professionalità dimostrati dalle forze coinvolte testimoniano il continuo impegno dell'Italia nel garantire la stabilità e la sicurezza nella regione, in linea con gli obiettivi e gli ideali della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:envira/envira-gallery {\"galleryId\":7411,\"title\":\"Prima fase d’addestramento per il Battle Group NATO a guida italiana in Bulgaria\",\"columns\":\"0\",\"row_height\":150,\"margins\":\"custom\",\"lightbox_enabled\":1,\"lazyload_enabled\":1,\"isotope\":1,\"images\":[{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/ft3-1000x563.jpg\",\"title\":\"ft3\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/ft3.jpg\",\"alt\":\"\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":7406,\"height\":144.83146067415728,\"width\":257.8},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/ft2-1000x563.jpg\",\"title\":\"ft2\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/ft2.jpg\",\"alt\":\"\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":7407,\"height\":144.83146067415728,\"width\":257.8},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/ft4-1000x563.jpg\",\"title\":\"ft4\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/ft4.jpg\",\"alt\":\"\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":7408,\"height\":144.83146067415728,\"width\":257.8},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/ft5-1000x563.jpg\",\"title\":\"ft5\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/ft5.jpg\",\"alt\":\"\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":7409,\"height\":144.83146067415728,\"width\":257.8},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/ft1-1000x563.jpg\",\"title\":\"ft1\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/ft1.jpg\",\"alt\":\"\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":7410,\"height\":144.83146067415728,\"width\":257.8}]} -->\n<div class=\"wp-block-envira-envira-gallery\">[envira-gallery id='7411']</div>\n<!-- /wp:envira/envira-gallery -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/ft1.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-02-23 21:01:19","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3567-prima-fase-daddestramento-per-il-battle-group-nato-a-guida-italiana-in-bulgaria.mp4","galleria":"3568 | 3569 | 3570 | 3571 | 3572"}
{"id":3555,"titolo":"Il Generale Serino ai saluti, arriva il \"Super\" Generale Carmine Masiello","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo tre anni di servizio, il Generale di Corpo d’Armata Pietro Serino ha concluso il suo mandato come Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In una cerimonia di commiato, il Generale Serino ha incontrato il personale militare e civile dei Comandi Vertice e dei Reparti dove ha prestato servizio nel corso degli anni. Durante questi incontri, sono state rendute omaggio alle Bandiere di Guerra dei Comandi di Vertice/Alti Comandi e sono stati espressi ringraziamenti per il lavoro svolto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Particolarmente significativo è stato il saluto rivolto al Comando Trasmissioni, all’11° e al 1° reggimento trasmissioni, dove il Generale Serino ha manifestato sentimenti di profonda stima e affetto. Questi reparti hanno giocato un ruolo fondamentale nella sua carriera e nella sua formazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In parallelo, il Generale Serino ha visitato gli Istituti di formazione militare, dove ha incoraggiato gli Ufficiali frequentatori e i giovani Allievi Ufficiali a perseguire con determinazione i loro obiettivi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si apre oggi un nuovo capitolo con l'insediamento del Generale Carmine Masiello (sarà insediato ufficialmente il 27 di febbraio), come nuovo Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano. Il Generale Masiello, primo paracadutista al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, assume il comando con un'enorme esperienza operativa e una visione orientata all'eccellenza e all'innovazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Esercito Italiano guarda al futuro con fiducia, sapendo di poter contare sulla leadership del Generale Masiello e sull'eredità lasciata dal Generale Serino.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:envira/envira-gallery {\"galleryId\":7394,\"title\":\"Il Generale Serino ai saluti, arriva il u0026#8220;Generalissimou0026#8221; Carmine Masiello\",\"columns\":\"0\",\"row_height\":150,\"margins\":\"custom\",\"lightbox_enabled\":1,\"lazyload_enabled\":1,\"isotope\":1,\"images\":[{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/04-1.jpg\",\"title\":\"04-1\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/04-1.jpg\",\"alt\":\"\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":7389,\"height\":171.40957446808508,\"width\":253.7},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/05-1.jpg\",\"title\":\"05-1\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/05-1.jpg\",\"alt\":\"\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":7390,\"height\":171.40957446808508,\"width\":257.1},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/03-1.jpg\",\"title\":\"03-1\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/03-1.jpg\",\"alt\":\"\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":7391,\"height\":171.40957446808508,\"width\":257.1},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/02-1.jpg\",\"title\":\"02-1\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/02-1.jpg\",\"alt\":\"\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":7392,\"height\":171.40957446808508,\"width\":264},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/01-1.jpg\",\"title\":\"01-1\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/01-1.jpg\",\"alt\":\"\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":7393,\"height\":171.40957446808508,\"width\":257.1}]} -->\n<div class=\"wp-block-envira-envira-gallery\">[envira-gallery id='7394']</div>\n<!-- /wp:envira/envira-gallery -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/ft8.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"sme","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-02-23 02:09:46","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3555-il-generale-serino-ai-saluti-arriva-il-super-generale-carmine-masiello.mp4","galleria":"3556 | 3557 | 3558 | 3559 | 3560 | 3561 | 3562 | 3563 | 3564 | 3565 | 3566"}
{"id":3551,"titolo":"Il 9° Reggimento Sicurezza Cibernetica \"ROMBO\" ottiene un prestigioso 3° posto alla Defence Cyber Marvel 3","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto dell'importante esercitazione cibernetica, la Defence Cyber Marvel 3 (DCM3), il 9° Reggimento Sicurezza Cibernetica \"ROMBO\" dell'Esercito Italiano ha dimostrato le proprie capacità raggiungendo un onorevole terzo posto su 46 squadre partecipanti, e il secondo posto tra le squadre europee.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'esercitazione, che ha coinvolto 46 squadre provenienti da 19 paesi diversi, ha offerto un'opportunità cruciale per testare e migliorare le capacità di difesa informatica in vari ambiti, inclusa l'intelligenza artificiale, il calcolo quantistico e la protezione delle infrastrutture critiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il team italiano, collaborando con alcuni elementi del 5th Military Intelligence Battalion britannico, ha dimostrato competenze notevoli nella gestione degli attacchi informatici simulati da specialisti del Centro Eccellenza di Cyber Defence della NATO di Tallinn (CCD-COE). Attraverso scenari complessi, il reggimento ha evidenziato la sua competenza nella protezione delle infrastrutture critiche e nella gestione delle minacce cibernetiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa partecipazione ha sottolineato l'importanza della cooperazione internazionale nel contrastare le minacce informatiche e nell'assicurare la protezione delle infrastrutture vitali e dei sistemi informatici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, il successo del 9° Reggimento Sicurezza Cibernetica \"ROMBO\" alla Defence Cyber Marvel 3 è una testimonianzadella determinazione e della professionalità delle forze armate italiane nel campo della sicurezza cibernetica. Tale risultato non solo onora il reggimento stesso, ma anche l'intero Esercito Italiano, dimostrando il loro impegno nel garantire la sicurezza e la stabilità nel mondo digitale in rapida evoluzione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:envira/envira-gallery {\"galleryId\":7284,\"title\":\"Il 9° Reggimento Sicurezza Cibernetica u0026#8220;ROMBOu0026#8221; ottiene un prestigioso 3° posto alla Defence Cyber Marvel 3\",\"columns\":\"0\",\"row_height\":300,\"margins\":\"custom\",\"lightbox_enabled\":1,\"lazyload_enabled\":1,\"isotope\":1,\"images\":[{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/rombo_02-1000x657.jpg\",\"title\":\"Foto di gruppo della Defence Cyber Marvel 3 u0026#8211; Copyright Esercito Italiano\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/rombo_02.jpg\",\"alt\":\"\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":7281,\"height\":323.25,\"width\":491.3},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/rombo_03-1.jpg\",\"title\":\"Difesa delle infrastrutture critiche e dei sistemi informatici u0026#8211; Copyright Esercito Italiano\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/rombo_03-1.jpg\",\"alt\":\"\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":7283,\"height\":323.25,\"width\":371.7},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/rombo_01.jpg\",\"title\":\"Esercitazione Defence Cyber Marvel 3 u0026#8211; Copyright Esercito Italiano\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/rombo_01.jpg\",\"alt\":\"\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":7282,\"height\":323.25,\"width\":429.9}]} -->\n<div class=\"wp-block-envira-envira-gallery\">[envira-gallery id='7284']</div>\n<!-- /wp:envira/envira-gallery -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/rombo_01.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"cybersecurity","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-02-22 09:19:13","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3551-il-9-reggimento-sicurezza-cibernetica-rombo-ottiene-un-prestigioso-3-posto-alla-defence-cyber-marvel-3.mp4","galleria":"3552 | 3553 | 3554"}
{"id":3543,"titolo":"Neutralizzato un ordigno bellico a Faenza, intervento degli artificieri della \"FOLGORE\"","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il comune di Faenza il 19 febbraio è stato teatro di un'operazione delicata, la bonifica di un residuato bellico risalente alla Seconda Guerra Mondiale. Gli specialisti dell'<a href=\"https://brigatafolgore.net/8-reggimento-genio-guastatori-paracadutisti-folgore/\">8° reggimento genio guastatori paracadutisti \"Folgore\"</a> dell'Esercito Italiano hanno gestito con professionalità e precisione l'intervento, sottolineando l'importanza della sicurezza civile in contesti post-bellici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ritrovamento si deve ad un cittadino locale, che durante le operazioni di aratura del suo terreno ha identificato l'ordigno: una bomba d'aereo da 500 libbre (circa 250 kg), caratterizzata da un alto potenziale esplosivo. La pronta segnalazione ha permesso di attivare immediatamente le procedure di sicurezza, affidando il caso alle mani esperte degli artificieri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'operazione di bonifica, avviata alle ore 08:00 sotto il coordinamento della Prefettura di Ravenna e del Comando Forze Operative Nord di Padova, ha richiesto l'evacuazione preventiva dell'area circostante, estesa per 352 metri dal luogo di ritrovamento. Questa misura ha garantito la protezione dei residenti, mentre il divieto di sorvolo sull'area ha evitato ulteriori rischi durante le fasi critiche dell'intervento.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli artificieri, dopo aver attentamente isolato gli organi sensibili dell'ordigno, hanno proceduto con la neutralizzazione definitiva sul posto, utilizzando tecniche specifiche per minimizzare ogni pericolo. In aggiunta, sono state realizzate strutture di fortificazione campali per contenere gli effetti di un'eventuale esplosione accidentale, dimostrando un'attenzione meticolosa verso la sicurezza della comunità locale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo intervento segna la prima bonifica complessa del 2024 per l'8° Reggimento \"Folgore\", aggiungendosi ai numerosi ordigni distrutti nel corso dell'anno precedente. Con 136 ordigni già neutralizzati da inizio anno e un totale di 268 interventi nel 2023, che hanno portato alla distruzione di oltre 718 ordigni nelle 7 provincie di competenza, l'impegno e la dedizione degli artificieri dell'Esercito Italiano continuano ad essere un pilastro fondamentale per la sicurezza del territorio nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'operazione a Faenza non solo evidenzia l'importanza della vigilanza continua sui residuati bellici in Italia, ma anche l'efficacia e la professionalità delle forze armate italiane nel gestire situazioni di potenziale pericolo per la popolazione civile, operando con discrezione e competenza per la sicurezza di tutti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:envira/envira-gallery {\"galleryId\":7264,\"title\":\"Neutralizzato un ordigno bellico a Faenza, intervento degli artificieri della u0026#8220;FOLGOREu0026#8221;\",\"columns\":\"0\",\"row_height\":150,\"margins\":\"custom\",\"lightbox_enabled\":1,\"lazyload_enabled\":1,\"isotope\":1,\"images\":[{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/02_DESPOLETTAMENTO-1000x667.jpg\",\"title\":\"02_DESPOLETTAMENTO\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/02_DESPOLETTAMENTO.jpg\",\"alt\":\"\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":7254,\"height\":173.252688172043,\"width\":259.9},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/03_STRUTTURA_DI_CONTENIMENTO.jpg\",\"title\":\"03_STRUTTURA_DI_CONTENIMENTO\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/03_STRUTTURA_DI_CONTENIMENTO.jpg\",\"alt\":\"\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":7255,\"height\":173.252688172043,\"width\":230.4},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/04_ALLESTIMENTO_CIRCUITO_SWORDFISH-1000x667.jpg\",\"title\":\"04_ALLESTIMENTO_CIRCUITO_SWORDFISH\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/04_ALLESTIMENTO_CIRCUITO_SWORDFISH.jpg\",\"alt\":\"\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":7256,\"height\":173.252688172043,\"width\":259.9},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/05_OPERAZIONI_DESPOLETTAMENTO_A_DISTANZA-1000x562.jpg\",\"title\":\"05_OPERAZIONI_DESPOLETTAMENTO_A_DISTANZA\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/05_OPERAZIONI_DESPOLETTAMENTO_A_DISTANZA.jpg\",\"alt\":\"\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":7257,\"height\":173.252688172043,\"width\":308.4},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/07_ALLESTIMENTO_CIRCUITO_ELETTRODETONANTE.jpg\",\"title\":\"Copyright Esercito Italiano\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/07_ALLESTIMENTO_CIRCUITO_ELETTRODETONANTE.jpg\",\"alt\":\"\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":7259,\"height\":173.252688172043,\"width\":230.4}]} -->\n<div class=\"wp-block-envira-envira-gallery\">[envira-gallery id='7264']</div>\n<!-- /wp:envira/envira-gallery -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/01_DESPOLETTAMENTO.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-02-20 22:40:59","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3543-neutralizzato-un-ordigno-bellico-a-faenza-intervento-degli-artificieri-della-folgore.mp4","galleria":"3544 | 3545 | 3546 | 3547 | 3548 | 3549 | 3550"}
{"id":3541,"titolo":"Coraggio e dedizione: cerimonia di consegna del basco amaranto ai neo Paracadutisti a Pisa","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In una giornata carica di emozioni, il <a href=\"https://brigatafolgore.net/centro-addestramento-di-paracadutismo/\">Centro Addestramento di Paracadutismo di Pisa</a> ha ospitato venerdì 16 febbraio la cerimonia di chiusura dell’85° Corso di Paracadutismo, segnando un momento significativo per 177 neo paracadutisti, di cui 154 Volontari in Ferma Iniziale (VFI), che hanno ricevuto il prestigioso basco amaranto, simbolo di coraggio, abilità e dedizione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia è stata presieduta dal Comandante del CAPAR, Colonnello Paracadutista Antonio D’Agostino, con al suo fianco il \"Padrino\" del Corso, il Maresciallo Maggiore Aiutante in pensione Antonio Ciavarrella, figura storica ed istruttore di paracadutismo della \"Scuola\". L'evento ha visto la partecipazione di oltre settecento ospiti tra autorità e familiari dei neo paracadutisti, tutti riuniti per celebrare il prestigioso traguardo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il discorso, il Comandante D’Agostino ha rivolto ai giovani paracadutisti parole di incitamento e responsabilità: <em>“Oggi entrate a far parte di una gloriosa schiera, quella dei Paracadutisti e come tali avete acquisito il diritto a indossare il leggendario basco amaranto. Siatene degni! Servite la Patria con coraggio, onore, assoluta fedeltà alle istituzioni e diuturno impegno a meritarvi il rispetto di voi stessi. Siate Paracadutisti!”</em></p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il percorso di formazione presso la Brigata Paracadutisti \"Folgore\" si articola in moduli addestrativi mirati a sviluppare progressivamente le competenze tecniche e specialistiche necessarie per affrontare con sicurezza e motivazione il corso di abilitazione all'aviolancio e le future assegnazioni nei vari reparti d’impiego. Dopo un periodo iniziale nei Reggimenti Addestramento Volontari (RAV) dell’Esercito, i paracadutisti hanno seguito un’approfondita fase di specializzazione presso il Centro Addestramento di Paracadutismo, culminata nel corso di abilitazione al lancio con paracadute ad apertura automatica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il completamento di questa formazione, i neo paracadutisti sono pronti per integrarsi pienamente nei reparti della “Folgore”, dove continueranno il loro percorso addestrativo per mantenere e accrescere le competenze acquisite, garantendo così l’elevato livello di prontezza operativa che contraddistingue le unità della Brigata Paracadutisti \"Folgore\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia di consegna del basco amaranto rappresenta non solo il riconoscimento del duro lavoro e della dedizione di questi giovani soldati ma anche un promemoria del loro impegno a servire la Patria con onore, coraggio e fedeltà. Un evento che sottolinea la continuità della tradizione di eccellenza delle Forze Paracadutiste Italiane e il loro impegno costante verso la sicurezza e la difesa del Paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/neo-paraca-2024.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"capar, folgore, pisa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-02-19 18:13:34","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3541-coraggio-e-dedizione-cerimonia-di-consegna-del-basco-amaranto-ai-neo-paracadutisti-a-pisa.mp4","galleria":"3542"}
{"id":3538,"titolo":"Le forze ucraine si ritirano da Avdiivka, per i russi il più grande successo bellico","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le truppe ucraine hanno lasciato Avdiivka, una città chiave dell'est assediata per mesi dalle forze russe. La decisione, presa per salvaguardare la vita dei soldati, segna una svolta significativa nel conflitto che vede l'Ucraina opporsi all'avanzata russa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha annunciato il ritiro, sottolineando la scelta come necessaria per proteggere le vite dei militari impegnati sul campo. Dall'altro lato, il Ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver preso \"il pieno controllo\" della città, con il Presidente Vladimir Putin che celebra questo successo come una \"vittoria importante\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa conquista rappresenta il più grande trionfo russo degli ultimi mesi e mette in luce le difficoltà dell'Ucraina, accentuate dalla carenza di forniture militari occidentali. Avdiivka, prima del conflitto, contava oltre 30.000 abitanti, quasi tutti fuggiti, lasciando alle spalle una città quasi completamente distrutta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le carenze di munizioni dell'Ucraina sono state aggravate da dispute politiche negli Stati Uniti, principale fornitore del paese. Il Presidente americano Joe Biden ha attribuito il ritiro da Avdiivka all'inazione del Congresso riguardo un pacchetto di aiuti esteri cruciale, che includeva finanziamenti per l'Ucraina, costringendo le truppe a razionare le munizioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante una conversazione con Zelensky, Biden ha ribadito il supporto incrollabile degli Stati Uniti all'Ucraina. Nel frattempo, parlando alla conferenza sulla sicurezza di Monaco, Zelensky ha esortato i paesi occidentali a sostenere l'Ucraina nella lotta contro \"il mostro\", riferendosi a Putin, avvertendo che il leader russo renderà i prossimi anni \"catastrofici\" per molti altri paesi se il mondo occidentale non si opporrà a lui.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da quando Putin ha avviato un'invasione su vasta scala dell'Ucraina il 24 febbraio 2022, Avdiivka è stata teatro di intensi combattimenti. La città è stata un campo di battaglia dal 2014, quando i combattenti sostenuti dalla Russia hanno preso il controllo di vasti territori nelle regioni orientali di Donetsk e Luhansk.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'abbandono di Avdiivka rappresenta il cambiamento più significativo sul fronte lungo oltre 1.000 km da quando le truppe russe hanno preso il controllo della vicina città di Bakhmut a maggio 2023.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Annunciando il ritiro, il capo delle forze armate, il Gen. Oleksandr Syrskyi, ha dichiarato di aver agito per \"evitare l'accerchiamento e preservare la vita e la salute del personale militare\", lodando i soldati per aver compiuto il loro dovere con dignità e per aver inflitto significative perdite al nemico.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un contesto di supremazia numerica del nemico e di bombardamenti continui, il ritiro da Avdiivka è stato descritto come \"l'unica soluzione corretta\".</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La perdita di Avdiivka segna un momento critico per l'Ucraina nel conflitto con la Russia, con potenziali ripercussioni sia sul fronte operativo che sul morale delle truppe.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, l'ammiraglio John Kirby, ha lanciato un allarme riguardo la precaria situazione delle forze ucraine, le quali stanno esaurendo le munizioni d'artiglieria di fronte agli assalti russi, condotti con \"ondate su ondate di forze di coscritti\". La situazione è aggravata dal ritardo del Congresso nell'approvazione di un disegno di legge supplementare, che ha impedito agli Stati Uniti di fornire le indispensabili munizioni d'artiglieria richieste dall'Ucraina per contrastare gli attacchi russi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel corso della settimana, il Senato degli Stati Uniti ha approvato un pacchetto di aiuti esteri del valore di 95 miliardi di dollari, di cui 60 miliardi destinati all'Ucraina, dopo mesi di dibattiti politici. Tuttavia, il pacchetto sta incontrando notevoli ostacoli alla Camera dei Rappresentanti, mettendo a rischio il supporto continuativo all'Ucraina.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La dipendenza critica dell'Ucraina dai rifornimenti di armi da parte degli Stati Uniti e altri alleati occidentali è vitale per continuare la lotta contro la Russia, che dispone di forze militari molto più ampie e di una abbondante scorta di munizioni d'artiglieria. Il Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha avvertito giovedì che il mancato approvazione da parte degli Stati Uniti del sostegno militare continuativo all'Ucraina sta già influenzando negativamente le dinamiche sul campo di battaglia, evidenziando l'importanza cruciale del supporto internazionale per le capacità difensive ucraine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:envira/envira-gallery {\"galleryId\":7199,\"title\":\"Le forze ucraine si ritirano da Avdiivka, per i russi il più grande successo bellico\",\"columns\":\"0\",\"row_height\":400,\"margins\":\"custom\",\"custom_margins\":10,\"lightbox_enabled\":1,\"lazyload_enabled\":1,\"isotope\":1,\"images\":[{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/GGlITsvXQAAF3zW-632x1000.jpg\",\"title\":\"Fonte: Institute for the Study of War\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/GGlITsvXQAAF3zW-scaled.jpg\",\"alt\":\"\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":7196,\"height\":670.8542713567839,\"width\":422.6},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/GGlITtPXUAABLd7-649x1000.jpg\",\"title\":\"Fonte: Institute for the Study of War\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/GGlITtPXUAABLd7-scaled.jpg\",\"alt\":\"\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":7195,\"height\":670.8542713567839,\"width\":436.1},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/GGlIXfVXQAAvnyP-708x1000.jpg\",\"title\":\"Fonte: Institute for the Study of War\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/GGlIXfVXQAAvnyP-scaled.jpg\",\"alt\":\"\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":7203,\"height\":670.8542713567839,\"width\":476.3}],\"align\":\"wide\"} -->\n<div class=\"wp-block-envira-envira-gallery alignwide\">[envira-gallery id='7199']</div>\n<!-- /wp:envira/envira-gallery -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/Avdiivka.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-02-19 02:26:41","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3538-le-forze-ucraine-si-ritirano-da-avdiivka-per-i-russi-il-piu-grande-successo-bellico.mp4","galleria":"3539 | 3540"}
{"id":3533,"titolo":"Il GMV Flyer 72 è il nuovo veicolo tattico della Folgore","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il programma <strong>GMV Flyer 72</strong> subisce una decisa accelerazione. Nei prossimi cinque anni, fino al 2029, le Forze Speciali e la <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Brigata Paracadutisti \"Folgore\"</a> si doteranno di veicoli militari ultra-leggeri ad alta mobilità grazie al contratto stipulato con Flyer Defense.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'obiettivo primario è la disponibilità di veicoli tattici aerotrasportabili progettati per consentire il rapido dispiegamento e la concentrazione di unità delle forze speciali e dei paracadutisti in tempi ridotti e con breve preavviso, anche in zone di operazioni non accessibili ad altri tipi di forze. Questo garantirà al Paese una capacità di proiezione nella terza dimensione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il GMV Flyer 72 ha un peso a vuoto di circa 2,5 tonnellate, con una lunghezza compresa tra i 4,62 e i 4,90 metri, e una larghezza tra i 2,01 e i 2,16 metri, a seconda della configurazione selezionata. Può ospitare fino a sette-nove passeggeri, sebbene i posti posteriori siano spesso rimossi per ospitare armamenti quali mitragliatrici pesanti da 12,7 mm, lanciagranate Mk 19 da 40 mm e mitragliatrici da 7,62 mm.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attualmente, Flyer Defense offre tre varianti del Flyer 72: <strong>il Flyer 72 HD</strong> (Heavy Duty), <strong>il Flyer LD</strong> (Light Duty) e il <strong>Flyer 72 U</strong> (Utility). Quest'ultima pesa 3,3 tonnellate a vuoto e ha una capacità di carico di 2,5 tonnellate, come la versione Flyer 72 HD.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra il 2015 e il 2017, 27 esemplari sono stati acquistati dal <a href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\">9° Reggimento \"Col Moschin\"</a> che ne ha testato la mobilità e la flessibilità in diversi scenari.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il veicolo è alimentato da un motore turbodiesel da 220 cavalli, abbinato a un cambio automatico a sei marce, che consente al Flyer 72 U di raggiungere una velocità massima su strada di 150 km/h. L'autonomia varia in base al tipo di missione, con un intervallo compreso tra le 300 e le 500 miglia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il costo totale previsto del programma è di 229,6 milioni di euro, con 199 veicoli consegnati alla Brigata Paracadutisti Folgore.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, l'acquisizione del GMV Flyer 72 riflette l'approccio pragmatico dell'Esercito Italiano nell'aggiornare e potenziare le capacità dei suoi reparti, riconoscendo al contempo che la vera forza di un'unità si misura nella sinergia tra uomo e mezzo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:envira/envira-gallery {\"galleryId\":7164,\"title\":\"Il GMV Flyer 72 è il nuovo veicolo tattico della Folgore\",\"columns\":\"0\",\"row_height\":200,\"margins\":\"custom\",\"lightbox_enabled\":1,\"lazyload_enabled\":1,\"isotope\":0,\"images\":[{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/FlyerLD1.19.2022v2.jpeg\",\"title\":\"Flyer 72 Light Duty\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/FlyerLD1.19.2022v2.jpeg\",\"alt\":\"\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":7160,\"height\":242.13483146067415,\"width\":431},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/FlyerTurntable_Captions_1.19.2022v2.jpeg\",\"title\":\"Flyer 72 Heavy Duty\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/FlyerTurntable_Captions_1.19.2022v2.jpeg\",\"alt\":\"\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":7159,\"height\":242.13483146067415,\"width\":431},{\"status\":\"active\",\"src\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/FlyerTurntable_Captions_1.2022v2.jpeg\",\"title\":\"Flyer 72 Utility\",\"link\":\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/FlyerTurntable_Captions_1.2022v2.jpeg\",\"alt\":\"\",\"caption\":\"\",\"thumb\":\"\",\"id\":7158,\"height\":242.13483146067415,\"width\":431}]} -->\n<div class=\"wp-block-envira-envira-gallery\">[envira-gallery id='7164']</div>\n<!-- /wp:envira/envira-gallery -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/flyer-folgore.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-02-18 22:45:38","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3533-il-gmv-flyer-72-e-il-nuovo-veicolo-tattico-della-folgore.mp4","galleria":"3534 | 3535 | 3536 | 3537"}
{"id":3529,"titolo":"​Una storica nomina: il Generale Carmine Masiello, primo Paracadutista a Capo dello Stato Maggiore dell'Esercito","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il governo italiano ha scritto una nuova pagina nella storia delle Forze Armate nominando il Generale di Corpo d'Armata Carmine Masiello come nuovo Capo di Stato Maggiore dell'Esercito. La nomina segna la prima volta in 83 anni, dal lontano 1941, che un ufficiale proveniente dalla specialità dei paracadutisti raggiunga la più alta carica nell'Esercito Italiano. La decisione, presa nella giornata di oggi su proposta del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, vede il Generale Masiello succedere al Generale Serino, introducendo una nuova era di leadership all'interno delle forze terrestri italiane.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale Masiello porta con sé un curriculum di eccezionale valore e una profonda esperienza militare. Nel corso della sua carriera, ha ricoperto numerosi ruoli chiave, tra cui quello di Comandante del <a href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\">185° Reggimento Ricognizione Acquisizione Obiettivi (RRAO) \"Folgore\"</a> nel 2008 e della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Brigata Paracadutisti \"Folgore\" </a>nel 2010.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sua carriera è proseguita con la nomina a Vice Direttore Generale del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza nel gennaio 2018, evidenziando le sue capacità non solo sul campo ma anche nelle complesse dinamiche della sicurezza nazionale e internazionale. Il 1° gennaio 2019, il suo percorso di crescita professionale è stato ulteriormente consolidato con la promozione a Generale di Corpo d'Armata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il 17 maggio 2021 il Consiglio dei Ministri lo ha nominato Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa, preparando il terreno per la sua successiva e storica nomina a Capo di Stato Maggiore dell'Esercito.<br>Una progressione che testimonia non solo le eccezionali qualità personali e professionali dell'uomo, ma anche l'evoluzione delle Forze Armate Italiane, sempre più orientate alla valorizzazione delle competenze e alla diversificazione delle esperienze nel proprio personale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nomina del Generale Masiello rappresenta un momento di orgoglio per la specialità dei paracadutisti, un' <a href=\"https://brigatafolgore.net/aquila-1-i-leggendari-comandanti-della-folgore/\">Aquila 1</a> è, finalmente, dopo 83 anni, Capo di Stato di Maggiore dell'Esercito.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta di un paracadutista come Capo di Stato Maggiore dell'Esercito segna un punto di svolta e apre nuove prospettive per le future generazioni di militari. Dimostra che la leadership, il coraggio e l'innovazione, valori intrinseci alla specialità paracadutistica, sono principi guida fondamentali per le sfide che l'Esercito Italiano affronterà nel futuro.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accogliamo con entusiasmo e fiducia il Generale Carmine Masiello in questa nuova fase di comando. La sua leadership sarà sicuramente fonte di ispirazione per tutti i membri delle Forze Armate, riaffermando l'impegno dell'Italia nella difesa della pace e della sicurezza, sia in patria che all'estero.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/carmine-masiello-capo-di-sme.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"aquila 1, folgore, sme","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-02-15 22:07:48","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3529-una-storica-nomina-il-generale-carmine-masiello-primo-paracadutista-a-capo-dello-stato-maggiore-dellesercito.mp4","galleria":"3530 | 3531 | 3532"}
{"id":3527,"titolo":"Operazione eVA: passaggio di comando in Ungheria tra i Paracadutisti della Folgore e la Brigata Aosta","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un solenne contesto internazionale, i paracadutisti della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-paracadutisti-folgore-oggi/\">Brigata Paracadutisti Folgore</a> hanno ceduto il comando del contingente italiano in Ungheria alla Brigata “Aosta”. Questo avvicendamento segna il termine di sei mesi di comando italiano nell'ambito della missione NATO “eVA-enhanced Vigilance Activity”, sotto la guida del <a href=\"https://brigatafolgore.net/183-reggimento-paracadutisti-nembo/\">183° Reggimento Paracadutisti “Nembo”</a> di Pistoia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia di passaggio del comando, presieduta dall'Ammiraglio di Divisione Valter Zappellini, Capo di Stato Maggiore del Comando Operativo di Vertice Interforze, ha visto la partecipazione di numerose autorità civili e militari, italiane e ungheresi, evidenziando l'importanza di questa missione per la sicurezza e la cooperazione internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'operazione eVA, che si estende lungo tutto il fianco orientale della NATO, dal Mar Baltico al Mar Nero, mira a rafforzare la postura di deterrenza dell'Alleanza Atlantica di fronte a potenziali minacce. La Brigata “Folgore”, nel corso del proprio mandato, ha dimostrato eccezionali capacità operative, conducendo quasi 200 attività addestrative ed esercitative, molte delle quali a fuoco reale, in stretta cooperazione con i contingenti ungherese, statunitense, croato e turco presenti in Camp Croft.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un momento di particolare rilievo è stata l'esercitazione di <em>Battlegroup Adaptive Hussars</em>, che ha messo in luce la capacità operativa multinazionale del contingente italiano. Per la prima volta in esercitazioni internazionali di Battlegroup, i paracadutisti della Folgore hanno eseguito un aviolancio tattico, dimostrando ancora una volta il loro elevatissimo livello di preparazione e professionalità sottolineando il ruolo cruciale delle aviotruppe nella strategia di difesa collettiva della NATO.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'impegno dei paracadutisti italiani è stato riconosciuto anche dalle autorità militari ungheresi, che hanno conferito al Tenente Colonnello Salvatore Sotgiu, Comandante cedente, e al Tenente Colonnello Andrea Checcucci, Chief of Staff dell'eVA Battlegroup, la medaglia ungherese “Honours for the Partnership”.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Brigata Paracadutisti “Folgore” lascia il comando dopo aver significativamente contribuito alla missione NATO, rafforzando le relazioni tra Italia e Ungheria e tra le forze alleate. L'Ammiraglio Zappellini ha sottolineato l'eccellente lavoro svolto dai paracadutisti, confermando la loro professionalità e capacità di operare efficacemente in un contesto multinazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un aspetto fondamentale dell'operazione eVA, che merita un riconoscimento particolare, è lo sforzo logistico compiuto dall'IT-NSE (Italian National Support Element). Questa componente, dedita al supporto logistico, ha giocato un ruolo cruciale nella realizzazione e manutenzione delle infrastrutture campali, essenziali per il benessere quotidiano e l'efficacia operativa del contingente. Il personale dell'IT-NSE si è distinto non solo nella gestione delle strutture abitative e operative, ma anche nella manutenzione di oltre 100 veicoli da combattimento di varie tipologie, garantendo così che le forze sul campo potessero contare su attrezzature e mezzi sempre efficienti e pronti all'uso.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo impegno dietro le quinte ha permesso ai paracadutisti della Brigata “Folgore” e cotinuerà con i loro successori della Brigata “Aosta” di operare in condizioni ottimali, confermando l'importanza di un supporto logistico efficace nelle operazioni militari moderne. L'IT-NSE ha dimostrato che il successo di una missione dipende non solo dalla bravura e dal coraggio dei soldati in prima linea, ma anche dall'incessante lavoro di supporto che garantisce la loro operatività.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/183nembo-eva.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"folgore, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-02-15 21:45:40","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3527-operazione-eva-passaggio-di-comando-in-ungheria-tra-i-paracadutisti-della-folgore-e-la-brigata-aosta.mp4","galleria":"3528"}
{"id":3525,"titolo":"Le onorificenze del Tenente Alberto Garau nel museo storico della Brigata Sassari","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In una cerimonia toccante e carica di significato, i nipoti del Tenente Alberto Garau, Alberto e Patrizio Rinaldi, hanno consegnato la medaglia d'argento al valor militare e altre decorazioni appartenenti al loro nonno nelle mani del Comandante della <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-sassari-quando-la-fanteria-e-delite/\">Brigata \"Sassari\"</a>, il Generale Stefano Messina. La prestigiosa onorificenza, simbolo di eroismo e sacrificio, troverà ora la sua dimora nel Museo storico dei \"diavoli rossi\" presso la caserma \"La Marmora\" di piazza Castello, sede del Comando Brigata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cerimonia rappresenta non solo un tributo alla figura eroica del Tenente Garau, caduto durante il Primo conflitto mondiale, ma anche un momento di profonda connessione tra le generazioni, evidenziando l'importanza della memoria storica e del valor militare. Il Generale Messina ha espresso sincera gratitudine agli eredi di Garau per la donazione, che arricchirà il patrimonio culturale e storico del museo, già meta di numerosi visitatori.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Tenente Alberto Garau si distinse per coraggio e abnegazione in due importanti fatti d'arme, motivi che gli valsero il conferimento della medaglia d’argento. La sua storia è legata indissolubilmente a quella della Brigata “Sassari”, simbolo di valore e sacrificio, i cui soldati, i leggendari “dimonios”, provenienti prevalentemente dalla Sardegna, hanno lasciato un segno indelebile nella storia militare italiana.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un episodio particolarmente commovente legato alla memoria di Garau riguarda sua figlia, Silvia, che nel <strong>1917</strong>, a soli due anni e mezzo, ricevette in piazza Sordello a Mantova la medaglia d'argento assegnata postuma al padre, esclamando \"<em>Viva l'Italia! Viva il Re</em>\". Questo momento fu immortalato dal disegnatore Achille Beltrame sulla prima pagina della Domenica del Corriere, testimoniando l'ammirazione e il rispetto che l'eroismo di Garau ha suscitato nel cuore degli italiani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Museo storico della Brigata “Sassari” si conferma così non solo custode delle gesta e delle memorie dei suoi eroi, ma anche punto di riferimento per la conservazione delle tradizioni militari che hanno contribuito alla storia e all'unificazione dell'Italia. La donazione degli eredi di Garau arricchisce ulteriormente questo patrimonio, rendendo omaggio a chi ha sacrificato la propria vita per la patria e mantenendo viva la memoria di un passato che continua a ispirare le future generazioni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel contesto di ricordo e celebrazione, la figura del Tenente Alberto Garau emerge come emblema di coraggio e dedizione, un eroe che, attraverso la sua storia e il suo sacrificio, continua ad unire dimostrando che l'eroismo ed il valore non sono mai dimenticati.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/nipoti-garau.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"brigata sassari","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-02-15 20:33:09","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3525-le-onorificenze-del-tenente-alberto-garau-nel-museo-storico-della-brigata-sassari.mp4","galleria":"3526"}
{"id":3522,"titolo":"La Presenza dell'Esercito Italiano al Festival di Sanremo: tra musica e condivisione","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nell'ambito della 74ª edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, l'Esercito Italiano ha svolto un ruolo significativo, testimoniando il suo impegno non solo nella difesa e sicurezza del paese ma anche nel contribuire alla cultura e allo spirito nazionale. Quest'anno, la presenza dell'Esercito si è distinta attraverso due entità rappresentative: Radio Esercito e la Banda dell'Esercito, entrambe impegnate a creare ponti di connessione con il pubblico italiano, rafforzando il senso di comunità e identità nazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-radio-esercito-una-voce-accanto-ai-cittadini\"><strong>Radio Esercito: Una voce accanto ai Cittadini</strong></h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante tutto il Festival, Radio Esercito ha trasmesso in diretta da Casa Sanremo, offrendo agli ascoltatori l'opportunità unica di vivere l'evento da una prospettiva diversa. Attraverso interviste e approfondimenti, gli speaker e i tecnici dell'emittente hanno raccontato le emozioni, le storie e le esperienze dei cantanti e degli ospiti presenti, sottolineando il desiderio dell'Esercito di essere sempre più vicino ai cittadini, condividendo con loro momenti di cultura e spettacolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-banda-dell-esercito-un-simbolo-di-unita-e-identita-nazionale\">La Banda dell'Esercito: un simbolo di unità e identità nazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il culmine della partecipazione dell'Esercito al Festival è stato segnato dall'esibizione della Banda dell'Esercito nella serata finale. La performance ha avuto inizio con l'esecuzione dell'Inno Nazionale della Repubblica Italiana, \"Il Canto degli Italiani\", un momento di profonda commozione e unità nazionale. L'esibizione ha non solo omaggiato il patrimonio culturale italiano ma ha anche simboleggiato l'impegno condiviso verso un'Italia unita e libera. La presenza della Banda, che quest'anno celebra il suo 60° anniversario, riafferma il valore della musica come linguaggio universale capace di unire e ispirare.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-impegno-continuo-verso-la-cultura-e-la-societa\">Un Impegno continuo verso la cultura e la società</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La partecipazione dell'Esercito al Festival di Sanremo si inserisce in un contesto più ampio di impegno verso la promozione della cultura e la partecipazione alla vita civile del paese. La Banda dell'Esercito, con i suoi 102 elementi, e Radio Esercito, la web radio nazionale lanciata nel 2019, sono espressioni di questo impegno, attraverso il quale le Forze Armate dimostrano di non limitarsi alla sola difesa territoriale ma di contribuire attivamente al tessuto sociale e culturale dell'Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'iniziativa evidenzia l'importanza della vicinanza tra l'Esercito e i cittadini, attraverso la condivisione di momenti di alto valore simbolico e culturale. Un messaggio potente, che sottolinea come le Forze Armate, oltre alla loro missione di difesa, siano un pilastro fondamentale nella costruzione di un senso di appartenenza e identità nazionale, attraverso la musica, la cultura e la comunicazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/esercito-sarenmo-2.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-02-12 09:46:33","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3522-la-presenza-dellesercito-italiano-al-festival-di-sanremo-tra-musica-e-condivisione.mp4","galleria":"3523 | 3524"}
{"id":3512,"titolo":"Attacchi informatici nel contesto Militare: una minaccia crescente alla sicurezza globale","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Negli ultimi anni, l'evoluzione tecnologica ha portato a un cambiamento significativo nel modo in cui vengono condotte le guerre e difese le nazioni. Al centro di questa trasformazione c'è l'ascesa degli attacchi informatici nel contesto militare, che sono diventati una delle minacce più significative e insidiose alla sicurezza globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi attacchi, che spaziano dal furto di informazioni riservate alla destabilizzazione di infrastrutture critiche, offrono agli aggressori un mezzo potente per influenzare le dinamiche geopolitiche senza necessariamente ricorrere alla forza militare convenzionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli attacchi informatici possono assumere molteplici forme, ognuna con obiettivi e metodi specifici. Ecco una panoramica dei tipi più comuni:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Malware</strong>: Qualsiasi software malevolo progettato per danneggiare o sfruttare qualsiasi programma, rete o sistema. Include virus, worm, trojan, ransomware, spyware e adware.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Phishing</strong>: Tentativi di ingannare le vittime affinché rivelino informazioni personali, come password e dettagli della carta di credito, attraverso email o siti web falsi che sembrano legittimi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Attacchi Man-in-the-Middle (MitM)</strong>: Gli attaccanti intercettano la comunicazione tra due parti per rubare o manipolare i dati.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Denial-of-Service (DoS) e Distributed Denial of Service (DDoS)</strong>: Questi attacchi mirano a sovraccaricare le risorse di un sistema o di una rete, rendendolo inaccessibile agli utenti legittimi.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>SQL Injection</strong>: L'attaccante sfrutta vulnerabilità nel software dell'applicazione per inserire o \"iniettare\" codice SQL malevolo in un database, consentendo loro di accedere o distruggere dati sensibili.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Cross-Site Scripting (XSS)</strong>: Un attaccante inserisce codice malevolo in pagine web visualizzate da altri utenti per rubare informazioni o per compromettere l'interazione dell'utente con l'applicazione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Zero-day Exploit</strong>: Attacchi che sfruttano vulnerabilità di sicurezza non ancora note ai creatori del software o al pubblico. Gli attaccanti li usano prima che vengano corretti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Attacchi alla catena di approvvigionamento</strong>: Mirano a compromettere i fornitori o i partner nella catena di approvvigionamento di un'organizzazione per accedere ai sistemi o alle reti dell'obiettivo principale.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Ransomware</strong>: Un tipo di malware che cripta i file della vittima, rendendoli inaccessibili, e richiede un riscatto per la decrittazione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Attacchi di Credential Stuffing</strong>: Utilizzano elenchi di nomi utente e password rubati da un sito per tentare l'accesso ad altri siti, sfruttando il riutilizzo delle credenziali da parte degli utenti.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Social Engineering</strong>: Manipolazione psicologica degli utenti per farli compiere azioni o rivelare informazioni confidenziali. Non si basa su vulnerabilità tecniche, ma su quelle umane.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Insider Threats</strong>: Minacce alla sicurezza che provengono da persone all'interno dell'organizzazione, come dipendenti, ex dipendenti, appaltatori o partner commerciali, che hanno accesso interno ai sistemi o ai dati.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ol>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi attacchi possono avere obiettivi diversi, come furto di dati, interruzione dei servizi, danneggiamento di sistemi o reti, o truffa finanziaria. Le misure di sicurezza efficaci richiedono un approccio multistrato che comprende la protezione fisica, tecnica e amministrativa per mitigare questi rischi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La nuova frontiera della guerra cibernetica</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli attacchi informatici nel dominio militare rappresentano una nuova frontiera della guerra cibernetica, consentendo agli Stati e ai gruppi non statali di impegnarsi in azioni ostili con un grado di anonimato e deniabilità. Questi attacchi possono avere obiettivi diversi, tra cui:</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul><!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Spionaggio Cibernetico</strong>: Il furto di dati sensibili e segreti militari attraverso intrusioni informatiche è diventato una pratica comune, offrendo agli aggressori preziose informazioni su piani di difesa, tecnologie avanzate e strategie operative.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Sabotaggio</strong>: Gli attacchi informatici possono essere mirati a disabilitare infrastrutture critiche, come reti elettriche, sistemi di comunicazione e controlli di armamenti, causando disordini e compromettendo la capacità di risposta di una nazione.</li>\n<!-- /wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li><strong>Disinformazione e Operazioni Psicologiche</strong>: L'utilizzo di campagne cibernetiche per diffondere disinformazione e influenzare l'opinione pubblica è un altro strumento potente che può alterare l'equilibrio politico e minare la coesione sociale.</li>\n<!-- /wp:list-item --></ul>\n<!-- /wp:list -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sfide e risposte</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La natura asimmetrica della guerra cibernetica pone sfide uniche per la difesa nazionale. La difficoltà di attribuzione, la velocità degli attacchi e la loro portata globale richiedono risposte innovative e collaborative. Le nazioni stanno investendo significativamente nel rafforzamento delle loro capacità di difesa cibernetica, sviluppando unità militari specializzate nella guerra informatica e cooperando a livello internazionale per contrastare le minacce cibernetiche.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso un framework di sicurezza collettiva</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La crescente minaccia degli attacchi informatici nel contesto militare sottolinea la necessità di un approccio multilaterale alla sicurezza cibernetica. La creazione di norme internazionali per il comportamento nello spazio cibernetico, insieme allo sviluppo di meccanismi di condivisione delle informazioni e alla cooperazione in materia di difesa cibernetica, sono passi fondamentali per prevenire l'escalation di conflitti e per garantire la stabilità globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Recentemente l'Esercito Italiano ha inoltre intrapreso un'iniziativa per rafforzare la consapevolezza e la preparazione delle sue forze di fronte a tali sfide. Di recente, è stata sviluppata e lanciata l'App Cyber Security Awareness (<a href=\"https://brigatafolgore.net/lesercito-italiano-lancia-la-app-di-cyber-security-awareness/\" data-type=\"post\" data-id=\"5869\">ne parliamo in questo articolo</a>), una piattaforma progettata per educare e formare il personale militare e civile sulla sicurezza informatica. Con l'introduzione di questa app, l'Esercito Italiano sottolinea il suo impegno nel promuovere una cultura della sicurezza digitale che sia all'altezza delle sfide del XXI secolo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli attacchi informatici nel contesto militare rappresentano una sfida complessa e in continua evoluzione alla sicurezza internazionale. Mentre le nazioni si adattano a questa nuova forma di conflitto, la capacità di prevenire, rilevare e rispondere efficacemente agli attacchi informatici sarà cruciale per mantenere la pace e proteggere le infrastrutture critiche. In questo scenario, la collaborazione internazionale e l'innovazione tecnologica giocano un ruolo chiave nel definire il futuro della sicurezza globale nell'era digitale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/articolo-cybersecurity.jpg","categoria":"Blog","tags":"cybersecurity, informatica, sicurezza","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-02-10 10:36:15","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3512-attacchi-informatici-nel-contesto-militare-una-minaccia-crescente-alla-sicurezza-globale.mp4","galleria":"3513"}
{"id":3518,"titolo":"Il 132° Reggimento Carri alla guida del Forward Land Force Battle Group della NATO","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella Novo Selo Training Area in Bulgaria, si è svolto il passaggio di comando del Forward Land Force Battle Group della NATO al 132° Reggimento Carri di Cordenons. L'evento segna una nuova fase per il contingente italiano in Bulgaria, attualmente costituito da militari del 6° Reggimento Bersaglieri di Trapani.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il passaggio del testimone dal 6° Reggimento Bersaglieri al 132° Reggimento Carri è stato suggellato dalla custodia congiunta dello Stendardo del reggimento di Cordenons e della Bandiera di Guerra del 6° Reggimento, simboli di coraggio e dedizione al servizio del paese. Al termine della cerimonia formale, la Bandiera di Guerra del 6° Reggimento rientrerà in Italia, lasciando il comando del Battle Group multinazionale nelle mani del Colonnello Mariano Rocco Scandurra, comandante del 132° Reggimento Carri.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>ecorato con una Medaglia d'Oro e una di Bronzo al Valore Militare, lo Stendardo del 132° Reggimento Carri rappresenta non solo un'eredità di eroismo, ma anche un impegno verso il futuro. Questo reggimento, parte integrante della <a href=\"https://brigatafolgore.net/132a-brigata-corazzata-ariete-carri-ariete-combattono/\" data-type=\"page\" data-id=\"3181\">132ª Brigata corazzata “Ariete”</a>, assumerà per i prossimi sei mesi il comando del Forward Land Force Battle Group, unità multinazionale della NATO a guida italiana dislocata in Bulgaria.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La missione del contingente nazionale sotto l'egida della NATO sottolinea l'impegno dell'Italia e dell'Alleanza Atlantica verso la difesa e la stabilità internazionale. Si tratta di una misura difensiva, proporzionata e in piena consonanza con gli obiettivi globali di sicurezza, dimostrando ancora una volta il ruolo cruciale che l'Italia e le sue Forze Armate svolgono nel contesto internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cambio di comando evidenzia l'importanza dell'adattamento e della cooperazione internazionale nelle operazioni militari contemporanee, riconoscendo il ruolo fondamentale delle Forze Armate Italiane nel contesto di sicurezza globale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/rgt-carri-cordenons.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"bulgaria, carristi, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-02-08 14:30:39","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3518-il-132-reggimento-carri-alla-guida-del-forward-land-force-battle-group-della-nato.mp4","galleria":"3519"}
{"id":3514,"titolo":"L'Esercito Italiano lancia la App di Cyber Security Awareness","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un'epoca in cui la digitalizzazione penetra profondamente in tutti gli aspetti della vita quotidiana e professionale, la sicurezza informatica è diventata una priorità imprescindibile. Riconoscendo l'importanza cruciale di educare e preparare il proprio personale alle sfide poste dalle <a href=\"https://brigatafolgore.net/attacchi-informatici-nel-contesto-militare-una-minaccia-crescente-alla-sicurezza-globale/\" data-type=\"post\" data-id=\"5833\">minacce cibernetiche</a>, lo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano ha compiuto un passo significativo lanciando una nuova App dedicata alla cyber security awareness. Questa innovativa applicazione è progettata per servire sia il personale militare che quello civile della Forza Armata, offrendo loro gli strumenti per difendersi efficacemente dagli attacchi informatici.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Educare per difendere: un obiettivo chiave</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il mondo digitale, pur offrendo innumerevoli opportunità, espone individui e organizzazioni a rischi di sicurezza sempre più sofisticati e pericolosi. Attacchi di phishing, malware, ransomware e altre minacce cibernetiche sfruttano spesso le lacune nella conoscenza o nella consapevolezza degli utenti. È in questo contesto che nasce l'App Cyber dell'Esercito, uno strumento educativo progettato per colmare queste lacune, trasformando ogni utente da potenziale vettore di rischio a baluardo della sicurezza informatica.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Caratteristiche e vantaggi dell'App</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'applicazione è accessibile sia da postazioni fisse che mobili, attraverso la rete EINet o Internet, garantendo una flessibilità senza precedenti nella formazione sulla sicurezza cibernetica. Con un indirizzo facilmente raggiungibile - <a href=\"https://etraining.comc4ei.esercito.difesa.it/etraining\">https://etraining.comc4ei.esercito.difesa.it/etraining</a> - l'App si presenta come una risorsa fondamentale per l'intera comunità dell'Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il percorso formativo offerto dall'App è caratterizzato da contenuti semplici ma efficaci, progettati per fornire una comprensione completa delle migliori pratiche in materia di sicurezza informatica. Gli utenti saranno guidati attraverso moduli interattivi che coprono vari aspetti della cyber security, dall'identificazione e prevenzione degli attacchi informatici alla protezione dei dati personali e sensibili.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Oltre la formazione: una cultura disicurezza</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'iniziativa dell'Esercito Italiano non si limita a fornire una semplice formazione; mira piuttosto a instaurare una vera e propria cultura della sicurezza informatica. Trasformando ogni singolo utente in una prima linea di difesa attiva, l'App rafforza l'intero ecosistema digitale della Forza Armata, riducendo il rischio di incidenti e aumentando la resilienza agli attacchi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un modello per le future iniziative di cyber security</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il lancio di questa App di cyber security awareness da parte dello Stato Maggiore dell'Esercito rappresenta un modello per altre organizzazioni, sia nel settore pubblico che privato. L'approccio proattivo alla formazione e alla sensibilizzazione sulle questioni di sicurezza informatica è fondamentale in un'era in cui le minacce cibernetiche evolvono costantemente.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, l'App di cyber security awareness sviluppata dall'Esercito Italiano è un passo avanti significativo nella lotta contro le minacce informatiche. Offrendo accesso a formazione e risorse da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento, questa iniziativa non solo eleva il livello di consapevolezza e preparazione del personale militare e civile ma segna anche un importante progresso nella creazione di ambienti digitali più sicuri. Con questo strumento, l'Esercito Italiano dimostra il suo impegno nella protezione delle sue risorse più preziose: le persone e le informazioni che custodiscono.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/app-cyber.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"cybersecurity, sicurezza","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-02-06 11:38:38","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3514-lesercito-italiano-lancia-la-app-di-cyber-security-awareness.mp4","galleria":"3515"}
{"id":3520,"titolo":"La Brigata Paracadutisti Folgore alla 10^ Edizione dell'AIACC in Canada","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>La decima edizione della Annual International Airborne Commanders Conference (AIACC) si è recentemente tenuta presso la prestigiosa Citadelle de Québec in Canada, un evento di rilievo internazionale che ha visto la partecipazione delle delegazioni militari di tredici Paesi. Tra i partecipanti, ha risaltato la presenza della Brigata paracadutisti “Folgore” rappresentante l'Italia, confermando l'importanza strategica e l'eccellenza operativa delle Forze Armate italiane nel panorama internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cos'è l'AIACC?</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'AIACC è un incontro annuale di grande rilievo che riunisce i Comandanti delle Aviotruppe appartenenti ai principali Paesi NATO, partner dell'Alleanza e dell'Unione Europea dando vita alla cosiddetta Airborne Community, ovvero la comunità di forze aeree paracadutiste che mira a rafforzare gli standard di interoperabilità e integrazione multinazionale. Durante la conferenza, si condividono conoscenze e procedure relative a aviolanci di personale, aviorifornimento, acquisizione di nuovi equipaggiamenti e sviluppo di procedure operative specifiche per le Operazioni avioportate.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tredici paesi al dibattito</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La 10^ edizione dell'AIACC ha visto la presenza di delegazioni provenienti da Belgio, Canada, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Italia, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Spagna e Stati Uniti. I dibattiti hanno posto particolare enfasi sulla Prontezza Operativa delle unità paracadutiste nei contesti di crisi moderni, sottolineando l'importanza vitale delle Aviotruppe come unità ad alta prontezza.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un'epoca segnata da incertezza e imprevedibilità crescenti negli scenari internazionali, l'AIACC sottolinea la necessità impellente di una costante condivisione di informazioni e la realizzazione di esercitazioni congiunte tra i Paesi Alleati. L'obiettivo è quello di garantire forze capaci di reagire rapidamente con efficacia operativa, versatilità e capacità \"full spectrum\", seguendo i principi di massima integrazione a livello interforze e multinazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In un periodo caratterizzato da sfide globali crescenti, l'AIACC ha evidenziato la necessità di una collaborazione stretta tra i paesi alleati per assicurare una condivisione efficace di informazioni e la realizzazione di esercitazioni congiunte. Queste attività sono essenziali per mantenere un alto livello di prontezza operativa e per garantire una risposta coordinata e tempestiva a situazioni di crisi internazionali.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Folgore in prima linea</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La Brigata Paracadutisti Folgore, con il suo <a href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"308\">passato storico</a> e la comprovata esperienza nelle operazioni avioportate, ha portato al tavolo della conferenza il suo punto di vista e le sue competenze, contribuendo al dibattito sulla cooperazione internazionale e sullo sviluppo di tattiche e strategie condivise, sottolineando inoltre l'impegno dell'Italia nel contributo alla sicurezza collettiva.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La 10^ edizione dell'AIACC si è quindi conclusa con un successo, segnando un passo avanti significativo verso una maggiore integrazione e interoperabilità delle forze paracadutiste a livello internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/01-Presentazione-a-cura-del-Vice-Comandante-della-B_Folgore.jpg","categoria":"Aviotruppe","tags":"aiacc, folgore, NATO","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-02-05 16:55:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3520-la-brigata-paracadutisti-folgore-alla-10-edizione-dellaiacc-in-canada.mp4","galleria":"3521"}
{"id":3503,"titolo":"Professione Paracadutista militare: come entrare nella Folgore nel 2024","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo Wikipedia alla voce <strong>Paracadutista</strong> <em>\"... il parà è una particolare unità di molti eserciti addestrati al lancio dietro alle linee nemiche, al fine di compiere sia operazioni di aviassalto che operazioni di interdizione e sabotaggio.\"</em> .</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Essere Paracadutista militare è senza ombra di dubbio il sogno di molti giovani che si affacciano o vogliono affacciarsi alla vita militare. Nel nostro paese essere paracadutisti della Folgore significa entrare a far parte di quel gruppo di uomini che negli anni ha scritto, con sacrificio, la storia del bel paese.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nulla è impossibile nella vita. Lo scrivente <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-mia-brigata-storia-reale-di-un-paracadutista-della-folgore/\" data-type=\"page\" data-id=\"313\">è stato Paracadutista dal 1999 al 2002</a> nonostante da fuori venisse percepita, la Folgore, come qualcosa di gigantesco, di inarrivabile</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Forza di volontà e motivazione vi permetteranno di entrare nella gloriosa Brigata Paracadutisti Folgore, ove potrete farlo come Ufficiale, Sottufficiale o Volontario di truppa.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma andiamo con ordine. Passo primo: dobbiamo entrare nll'Esercito, quindi cercheremo il concorso a noi più congendiale <a href=\"https://concorsi.difesa.it/ei/Pagine/default.aspx\" data-type=\"link\" data-id=\"https://concorsi.difesa.it/ei/Pagine/default.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">a questo link</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Secondo passo, Volontario di truppa, Maresciallo o Ufficiale?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come entrare nella Folgore come Volontario di truppa</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per aspirare a entrare nella Brigata Paracadutisti Folgore come Volontario, il primo passo come detto è arruolarsi nell'Esercito Italiano superando il Concorso per Volontari in Ferma Iniziale (VFI) nell'Esercito. Successivamente, previa soddisfazione di specifici requisiti. Il processo di selezione comprende prove culturali, logico-deduttive, professionali, test di lingua inglese, prove fisiche, e accertamenti sanitari e psico-attitudinali. I candidati possono accumulare punteggi aggiuntivi tramite titoli di merito e brevetti.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I vincitori del concorso possono esprimere la preferenza per la Brigata Folgore, ma devono superare ulteriori test fisici per dimostrare la propria idoneità all'addestramento e all'impiego. Questi test includono trazioni, piegamenti, corsa, e altri esercizi specifici. I candidati idonei proseguono con accertamenti sanitari aggiuntivi e, se ritenuti idonei, vengono inviati al <a href=\"https://brigatafolgore.net/centro-addestramento-di-paracadutismo/\" data-type=\"page\" data-id=\"487\">Centro Addestramento di Paracadutismo di Pisa</a> per un corso di circa 40 giorni, al termine del quale devono effettuare dei lanci per ottenere il Brevetto Militare di Paracadutismo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Durante il corso, i partecipanti ricevono una formazione completa che include tecniche di sopravvivenza, cura delle armi, topografia, tattiche di combattimento, e difesa personale, oltre a test verbali e scritti frequenti. Il progresso di ogni allievo viene monitorato attentamente per valutarne le capacità e le attitudini. Coloro che completano con successo il corso sono assegnati a un reggimento della Brigata Folgore, dove terminano il loro addestramento con specializzazioni ulteriori, preparandosi a diventare paracadutisti dell'Esercito Italiano.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come entrare nella Folgore come Maresciallo</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per accedere come Maresciallo nella Brigata Paracadutisti Folgore è necessario superare specifici Concorsi di Selezione dell'Esercito Italiano, rispettando determinati requisiti anagrafici e psico-fisici. I vincitori di tali concorsi, dopo aver superato tutte le prove dell'iter concorsuale, sono tenuti a frequentare un corso di formazione presso la Scuola Sottufficiali dell’Esercito di Viterbo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel percorso per diventare parte della Brigata Paracadutisti Folgore come Maresciallo, dopo aver superato i concorsi di selezione, i candidati hanno la possibilità di esprimere la loro preferenza per il corpo di destinazione, inclusa la Brigata Paracadutisti Folgore. All'interno dei corsi di formazione presso la Scuola Sottufficiali dell'Esercito di Viterbo per i Marescialli gli allievi partecipano a una serie di attività addestrative, tra cui quelle necessarie per acquisire l'abilitazione al lancio con paracadute. Questo addestramento prevede un corso specifico presso il Centro Addestramento di Paracadutismo di Pisa, durante il quale gli allievi svolgono le stesse prove fisiche e ricevono una preparazione simile a quella dei paracadutisti VFI, completando 3 lanci per ottenere le ali senza stella. Successivamente, Coloro che entrano nella Brigata Paracadutisti Folgore e desiderano qualificarsi come parà militari, partecipano a un ulteriore addestramento a Pisa per eseguire i lanci con arma e zaino, ottenendo così la stella che completa la loro abilitazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come entrare nella Folgore come Ufficiale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per accedere come Ufficiale il percorso è praticamente identico a quello da Ufficiale: occorre superare specifici Concorsi di Selezione dell'Esercito Italiano, rispettando determinati requisiti anagrafici e psico-fisici. I vincitori di tali concorsi, dopo aver superato tutte le prove dell'iter concorsuale, sono tenuti a frequentare il corso di formazione presso l'Accademia militare di Modena.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel percorso per diventare parte della Brigata Paracadutisti Folgore come Ufficiale, dopo aver superato i concorsi di selezione, i candidati hanno la possibilità di esprimere la loro preferenza per il corpo di destinazione, inclusa la Brigata Paracadutisti Folgore. All'interno dei corsi di formazione presso l'Accademia militare di Modena gli allievi partecipano a una serie di attività addestrative, tra cui quelle necessarie per acquisire l'abilitazione al lancio con paracadute. Questo addestramento prevede un corso specifico presso il Centro Addestramento di Paracadutismo di Pisa, durante il quale gli allievi svolgono le stesse prove fisiche e ricevono una preparazione simile a quella dei paracadutisti VFI, completando 3 lanci per ottenere le ali senza stella. Successivamente, gli ufficiali che entrano nella Brigata Paracadutisti Folgore e desiderano qualificarsi come parà militari, partecipano a un ulteriore addestramento a Pisa per eseguire i lanci con arma e zaino, ottenendo così la stella che completa la loro abilitazione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni dello scrivente</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ho conosciuto molti Paracadutisti che lasciai, al mio congedo, con il grado di Caporal Maggiore o 1° Caporal Maggiore. Si erano arruolati come volontari in ferma breve negli anni '90 insieme al sottoscritto.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni molti di loro, anzi, moltissimi, sono Ufficiali e Sottufficiali della Brigata Paracadutisti. Posso citarvi degli esempi increbili, commoventi. Paracadutisti che hanno passato da Caporale in una Compagnia, poi dopo 20 anni si trovano da Capitani a Comandarla. L'Esercito emette annualmente concorsi per il passaggio di grado e categoria. Essere Paracadutisti deve essere l'obiettivo principale, al di là che lo diventiate da Volontari di Truppa, Sottufficiali od Ufficiali. I gradi saranno surrogati dal valore dell'individuo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con capacità, motivazione e forza di volontà avrete tutto il tempo per scalare la catena gerarchia reggimentale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>E ricordate: <strong>se raccontare le emozioni è una prerogativa dell'arte, viverle è un privilegio di chi ha saputo fare delle scelte e si è assunto quelle responsabilità spesso difficili.</strong></p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/folgore-paraca.jpg","categoria":"Aviotruppe, Blog","tags":"arruolamento, folgore","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-02-05 16:12:24","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3503-professione-paracadutista-militare-come-entrare-nella-folgore-nel-2024.mp4","galleria":"3504 | 3505"}
{"id":3516,"titolo":"Cambio al vertice della Joint Task Force-Lebanon: la Brigata Alpina \"Taurinense\" guida il settore ovest","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>In una solenne cerimonia tenutasi presso la Base \"Millevoi\" di Shama, il Generale di Brigata Enrico Fontana è stato ufficialmente investito del comando, succedendo al Generale di Brigata Giovanni Brafa Musicoro alla guida del Settore Ovest della Joint Task Force-Lebanon (JTF-L SW), componente cruciale dell'operazione UNIFIL nel Libano. L'evento ha visto la partecipazione di illustri personalità, tra cui l'Ambasciatrice italiana in Libano, Nicoletta Bombardiere, e il Generale di Squadra Aerea Nicola Lanza De Cristoforis, vice comandante del COVI, Brigadier General Chok Bahadur, Deputy Commader di UNIFIL, sottolineando l'importanza dell'impegno italiano in questa missione di pace.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'impegno Italiano in UNIFIL</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Italia svolge un ruolo di primo piano nella JTF-L SW, con un contingente di oltre 3600 Caschi Blu provenienti da 17 delle 49 nazioni partecipanti. Il contributo nazionale, con oltre 1000 unità, rappresenta una parte significativa delle forze di UNIFIL, che complessivamente contano più di 10.000 militari impegnati nel Sud del Libano. L'operazione Leonte XXXIV ha visto la Brigata Granatieri di Sardegna completare il suo quarto mandato, testimoniando l'inesauribile dedizione italiana al mantenimento della pace e alla sicurezza internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Missione di UNIFIL e il Contributo della Brigata Alpina \"Taurinense\"</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal 2006, anno di inizio della missione UNIFIL basata sulla Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, l'obiettivo principale è stato quello di monitorare la cessazione delle ostilità tra Libano e Israele, assistere le istituzioni locali e supportare la popolazione civile. La Brigata Alpina \"Taurinense\" dell'Esercito Italiano, con l'inizio di Leonte XXXV, marca il suo terzo mandato in questo contesto, evidenziando l'importanza del contributo italiano alla stabilità regionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una missione multinazionale</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La forza multinazionale strutturata in cinque Task Force, tra cui ghanesi, malesi, italiani, sudcoreani e un contingente irlandese-polacco, rappresenta l'essenza della cooperazione internazionale in ambito militare. La diversità delle nazionalità coinvolte riflette l'impegno globale verso la pace e la sicurezza in una regione storicamente travagliata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Attività e cooperazione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con oltre 37.000 pattuglie condotte nell'area di operazioni e un terzo delle attività operative svolte in collaborazione con le Lebanese Armed Forces (LAF), l'impegno italiano si estende ben oltre le operazioni militari. Le attività addestrative congiunte hanno permesso un'integrazione profonda e uno scambio di conoscenze ed esperienze preziose tra i militari italiani e quelli della 5ª Brigata libanese, rafforzando ulteriormente i legami tra i due paesi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La transizione di comando alla Brigata Alpina \"Taurinense\" simboleggia non solo la continuità dell'impegno italiano in Libano ma anche la determinazione dell'Italia a contribuire attivamente alla pace e alla sicurezza internazionale. In un momento in cui le sfide globali richiedono una risposta coordinata e solidale, l'Italia dimostra ancora una volta di essere un pilastro affidabile e impegnato nella comunità internazionale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/unifil-ei.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"libano, unifil","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-02-05 12:02:40","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3516-cambio-al-vertice-della-joint-task-forcelebanon-la-brigata-alpina-taurinense-guida-il-settore-ovest.mp4","galleria":"3517"}
{"id":3510,"titolo":"Generale Paracadutista Carmine Masiello Capo di SME, forse ci siamo veramente","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'Italia si avvicina ad un momento storico, un momento che i Paracadutisti di ogni epoca hanno atteso per 83 lunghi anni.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Generale di Corpo d'Armata Carmine Masiello, attualmente in servizio come sottocapo di stato maggiore della difesa, è emerso come il principale candidato per la nomina a capo di stato maggiore dell'esercito italiano. La sua potenziale nomina segna un momento significativo per le forze armate italiane, rappresentando la prima volta che un generale con un passato nelle truppe paracadutiste assumerà questo ruolo dal 1941, anno in cui è stata istituita la specialità dei paracadutisti in Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nomina di un generale con un forte background nelle aviotruppe a capo dello stato maggiore dell'esercito sottolinea l'importanza crescente della mobilità, della flessibilità e delle capacità operative specializzate nell'attuale panorama della sicurezza globale. Inoltre, riflette la valorizzazione delle diverse esperienze all'interno delle forze armate italiane, promuovendo un approccio olistico alla leadership militare che integra varie prospettive e competenze.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La transizione al nuovo capo di stato maggiore dell'esercito, sostituendo il Generale Pietro Serino, il cui mandato sta per concludersi, si svolge in un periodo di sfide significative a livello globale, con l'Italia impegnata in diverse missioni internazionali e di fronte alla necessità di adattarsi a un ambiente di sicurezza in rapida evoluzione. La leadership di Masiello sarà cruciale nel navigare queste sfide, bilanciando le esigenze operative immediate con la visione a lungo termine per l'addestramento, lo sviluppo delle capacità e il benessere del personale.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In conclusione, la potenziale nomina del Generale Masiello a capo di stato maggiore dell'esercito rappresenta un passo importante per le forze armate italiane, non solo per il significato storico di avere un generale paracadutista in questa posizione per la prima volta ma anche per l'opportunità di guidare l'esercito con una visione rinnovata che attinge da un'ampia gamma di esperienze operative e strategiche. La sua leadership arriva in un momento cruciale, con l'Italia che continua a svolgere un ruolo attivo nelle operazioni internazionali e nel rafforzamento della sicurezza e della difesa europea.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/masiello-isaf.jpg","categoria":"Nazionali","tags":"folgore, sme","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-02-04 22:50:28","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3510-generale-paracadutista-carmine-masiello-capo-di-sme-forse-ci-siamo-veramente.mp4","galleria":"3511"}
{"id":3501,"titolo":"Regolamento su stemmi ed uniformi militari per uso commerciale e non, facciamo chiarezza","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ho un'azienda che si occupa di merchandising, posso creare oggetti e vestiti come tute, magliette, etc.. con i loghi dei reparti dell'Esercito?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Posso pubblicare sul mio sito i loghi delle unità dell'Esercito o della forza armata?</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Faccimo chiarezza. L'utilizzo degli stemmi ed emblemi e di qualsiasi segno distintivo delle Forze Armate, è regolamentato dal decreto n. 162 del 25 lgulio 2012.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il regolamento in questione si basa su diversi articoli della Costituzione, leggi, decreti e codici che stabiliscono le basi per l'uso esclusivo, da parte delle Forze armate italiane (Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri), delle loro denominazioni, stemmi, emblemi e altri segni distintivi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questi elementi sono definiti nel dettaglio e includono sia quelli attuali che storici, riflettendo il patrimonio e il prestigio militare. Inoltre, il Ministero della Difesa può concedere l'uso temporaneo di questi elementi a soggetti terzi, sia pubblici che privati, attraverso contratti di sponsorizzazione o simili, a condizione che tale uso non comprometta l'immagine o le finalità istituzionali delle Forze armate. Viene data particolare attenzione alla compatibilità dell'uso proposto con il prestigio e le finalità delle Forze armate, e sono previste specifiche modalità contrattuali, inclusi i compensi, che possono essere in denaro o in forma di beni e servizi.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Ministero verifica inoltre che l'uso dei segni distintivi sia conforme ai termini del contratto, con possibilità di controlli e penalità in caso di inadempienza. In alcuni casi, l'uso può essere concesso gratuitamente per eventi patrocinati dal Ministero o per motivi di interesse pubblico. I proventi derivanti da queste attività economiche, a meno che non gestiti tramite la società Difesa Servizi S.p.A. o compensati con beni e servizi, sono versati allo Stato.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Senza autorizzazione del Ministero della Difesa, comunque, è assolutamente vietato l'utilizzo commerciale degli emblemi contenuti nel d.l. 162.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Possiamo parlare di un reparto militare sul nostro blog, nei social network e su una qualsiasi piattaforma? </h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Assolutamente sì, quì vale il diritto di cronaca. Ma occorrre sempre ricordare che il Ministero della Difesa si riserva di agire legalmente contro coloro che ne ledino il prestigio e l'immagine.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alleghiamo a <a href=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/regolamento-stemmi-ed-uniformi-dl-162.pdf\" data-type=\"link\" data-id=\"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2024/02/regolamento-stemmi-ed-uniformi-dl-162.pdf\">questo link il pdf del d.l. n. 162 del 25 luglio 2012</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/ministero-difesa.jpg","categoria":"Blog","tags":"esercito, ministero della difesa","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-01-31 12:06:00","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3501-regolamento-su-stemmi-ed-uniformi-militari-per-uso-commerciale-e-non-facciamo-chiarezza.mp4","galleria":"3502"}
{"id":3506,"titolo":"BrigataFolgore.net è di nuovo online","contenuto_html":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>BrigataFolgore.net</strong> è tornato online con un sito completamente rinnovato, pronto a diventare il punto di riferimento per i Paracadutisti di ogni Epoca. Con una piattaforma moderna e arricchita da numerose sezioni dedicate, a disposizione di chiunque desideri esplorare la storia, le missioni, i reparti e le attività dell'Eroica Brigata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con una piattaforma moderna e una serie di sezioni dedicate, il sito si propone come un vero e proprio hub per chiunque voglia conoscere la storia, le missioni, i reparti e le attività dell'unità d'elite per eccellenza dell'Esercito Italiano e non solo.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-folgore-reparti-e-missioni\">Folgore, reparti e missioni</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le sezioni del sito dedicate alla Folgore vogliono essere un tributo alla ricca <a data-type=\"page\" data-id=\"308\" href=\"https://brigatafolgore.net/storia-della-folgore/\">storia della Brigata</a>, dalla leggendaria <a data-type=\"page\" data-id=\"309\" href=\"https://brigatafolgore.net/la-battaglia-di-el-alamein/\">battaglia di El Alamein</a> fino ai nostri giorni, attraversando gli impegni in <a data-type=\"page\" data-id=\"330\" href=\"https://brigatafolgore.net/italcon-libano-1982-84/\">Libano</a>, i <a data-type=\"page\" data-id=\"332\" href=\"https://brigatafolgore.net/vespri-siciliani-sicilia-1992/\">Vespri Siciliani</a>, la <a data-type=\"page\" data-id=\"356\" href=\"https://brigatafolgore.net/somalia-storia-e-contesto/\">Somalia</a>, l'<a data-type=\"page\" data-id=\"341\" href=\"https://brigatafolgore.net/isaf-afghanistan-2001-oggi/\">Afghanistan</a> e tutte le missioni cui la <a data-type=\"page\" data-id=\"324\" href=\"https://brigatafolgore.net/folgore-le-missioni/\">Folgore</a> abbia partecipato. Questo spazio è dedicato non solo agli appassionati di storia militare ma anche a chi desidera comprendere l'evoluzione e l'importanza strategica della Brigata nel contesto delle operazioni internazionali. Navigando per il sito, i visitatori possono esplorare ogni reparto che compone la Brigata, scoprendo le peculiarità, le competenze, le storie ed il coraggio dei paracadutisti anche attraverso <a data-type=\"page\" data-id=\"1441\" href=\"https://brigatafolgore.net/libri-e-testi-sui-paracadutisti-e-non-solo/\">libri e testi</a> oltre che la<a data-type=\"page\" data-id=\"318\" href=\"https://brigatafolgore.net/le-canzoni-dei-paracadutisti-della-folgore/\"> musica</a> ispirata alle loro eroiche gesta.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-forze-speciali\">Le forze speciali</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una sezione è dedicata alle Forze Speciali, offrendo uno spaccato sui reparti d'elite che operano nelle missioni più rischiose e complesse, dimostrando l'eccellenza italiana nel contesto delle operazioni speciali. Per 50 anni la Folgore si è occupata di operazioni speciali per conto dell'Esercito Italiano grazie al <a data-type=\"page\" data-id=\"325\" href=\"https://brigatafolgore.net/9-reggimento-col-moschin-la-punta-di-diamante/\">9° Reggimento d'assalto Col Moschin</a> e al <a data-type=\"page\" data-id=\"353\" href=\"https://brigatafolgore.net/185-reggimento-ricognizione-e-acquisizione-obiettivi-folgore/\">185° RRAO</a> negli ultimi anni. L'evoluzione dell'Esercito Italiano ha permesso a questi reparti di transitare, nel 2014, insieme al <a data-type=\"page\" data-id=\"430\" href=\"https://brigatafolgore.net/4o-reggimento-alpini-paracadutisti/\">4° Reggimento Alpini Paracadutisti</a>, sotto una unica unità a livello di Brigata, il COMFOSE (Comando delle forze speciali dell'Esercito). Ci sembrava quindi doveroso, anche per il contesto in cui operano, e cioè come reparti altamente strategici per l'interesse e la difesa della nazione, dedicargli una sezione.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-divisa-degli-altri\">La divisa degli altri</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"La divisa degli altri\" è lo spazio dove la curiosità incontra l'ammirazione per le altre specialità militari italiane. Un viaggio tra i reparti che, pur differenti da noi, condividono il medesimo spirito di sacrificio e dedizione per la Patria. <a href=\"https://brigatafolgore.net/i-gloriosi-alpini-una-meravigliosa-storia-italiana-da-oltre-150-anni/\" data-type=\"page\" data-id=\"1251\">Alpini</a>, <a href=\"https://brigatafolgore.net/i-bersaglieri-da-re-carlo-alberto-ai-nostri-giorni/\" data-type=\"page\" data-id=\"1256\">Bersaglieri</a>, <a href=\"https://brigatafolgore.net/reggimento-lagunari-serenissima-audacia-e-valore-per-terra-e-per-mare/\" data-type=\"page\" data-id=\"4374\">Lagunari</a>, <a href=\"https://brigatafolgore.net/la-brigata-sassari-quando-la-fanteria-e-delite/\" data-type=\"page\" data-id=\"1261\">Fanti della Sassari</a> e <a href=\"https://brigatafolgore.net/132a-brigata-corazzata-ariete-carri-ariete-combattono/\" data-type=\"page\" data-id=\"3181\">Carristi della Brigata Ariete</a>.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-attualita-notizie-e-blog\">Attualità, Notizie e Blog</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una delle novità del sito è la sezione attualità, che ospita il <a href=\"https://brigatafolgore.net/attualita/blog/\" data-type=\"category\" data-id=\"68\">blog</a> e le <a href=\"https://brigatafolgore.net/attualita/notizie/\" data-type=\"category\" data-id=\"140\">notizie</a> con articoli originali e approfondimenti sulla Brigata, sul mondo della difesa e della sicurezza. </p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-zona-paraca-la-community\">Zona Paraca: la Community</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\"<a href=\"https://brigatafolgore.net/registrazione/\">Zona Paraca</a>\" rappresenta il cuore pulsante del nostro sito: uno spazio social dove paracadutisti di ogni epoca possono ritrovarsi, condividere esperienze, ricordi e creare una rete di supporto e fratellanza. Una community virtuale che riflette lo spirito di corpo e l'appartenenza che da sempre caratterizzano i paracadutisti della Folgore. nella sezione <a href=\"https://brigatafolgore.net/membri/\">FamigliaFolgore</a> potrete cercare un vostro commilitone per numero di brevetto, reparto, numero di scaglione, etc... In <a href=\"https://brigatafolgore.net/fotofolgore/\">FotoFolgore</a> potrete caricare le foto del vostro trascorso nell'Eroica Brigata.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione\">Conclusione</h2>\n<!-- /wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il nuovo sito <strong>brigatafolgore.net</strong> non è solo una piattaforma informativa ma un luogo di incontro per chi, dentro e fuori l'uniforme, sente l'orgoglio e la passione per la Brigata Paracadutisti Folgore. Un progetto che, nel rispetto della gloriosa storia della nostra unità, guarda al futuro, promuovendo la cultura della difesa e il valore del servizio per l'Italia.</p>\n<!-- /wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Benvenuti nella nuova era di brigatafolgore.net!</p>\n<!-- /wp:paragraph -->","immagine_feature":"/wp-content/uploads/2025/03/famigliafolgore.jpg","categoria":"Blog","tags":"","autore":"Condoralex","data_pubblicazione":"2024-01-30 18:22:04","stato":"publish","riassunto_video":"","link_copyright_e_foto":"","altre-fonti":"","difesanews":"","video_art":"https://brigatafolgore.net/wp-content/uploads/2025/10/3506-brigatafolgorenet-e-di-nuovo-online.mp4","galleria":"3507 | 3508 | 3509"}
